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DOSSIER “INTERCETTAZIONI”

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tARTICOLI DEL   3-7-2008       #TOP



Report "Intercettazioni"

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Indice delle sezioni

Intercettazioni (101)


Indice degli articoli

Sezione principale: Intercettazioni

Intercettazioni, stop di Fini ( da "Stampa, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Protestano Casini e Veltroni Intercettazioni, stop di Fini Berlusconi vuole un decreto ma il presidente della Camera frena Berlusconi aveva pronto il decreto sulle intercettazioni, perché ci sono i requisiti di urgenza e necessità, ma Fini lo ha bloccato. Ieri il presidente della Camera gli ha espresso tutti i suoi dubbi.

Saccà beato ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Da questi dati drammatici si ricava innanzitutto la grave emergenza intercettazioni, giustamente denunciata da Berlusconi per pretendere il decreto. Il premier è evidentemente stanco di dover provvedere personalmente alla sistemazione delle tante veline che, per un motivo o per l'altro, richiedono il suo interessamento.

Veltroni e Casini: fermiamo l'esproprio del Parlamento Lettera a Fini: Il governo impedisce di discutere, ignorati i problemi degli italiani . Napolitano apre al lodo Alfano ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Ma Berlusconi iniste con le sue particolarissime priorità: a cominciare dalla nuova normativa sulle intercettazioni che vorrebbe imporre per decreto. Da Napolitano, intanto, nessuno stop al cosiddetto "lodo Alfano" sulle immunità per le alte cariche dello Stato. alle pagine 4, 5 e 6.

Lettera comune a Fini: altro che intercettazioni le priorità del Paese sono salari e sicurezza No a strozzare la voce dell'opposizione ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stai consultando l'edizione del Lettera comune a Fini: altro che intercettazioni le priorità del Paese sono salari e sicurezza No a strozzare la voce dell'opposizione.

Ricatti di Fede: se mando in onda le telefonate degli altri? ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: I punti chiave della giornata erano tre: le intercettazioni abolite per decreto-legge, un orrore costituzionale con cui Berlusconi spera di tirarsi fuori a razzo dai suoi guai giudiziari, che non ha alcuna "urgenza" e che potrebbe persino avere effetti retroattivi (all'orrore non c'è fine);

Intercettazioni, tutti in piazza se il decreto diventa esecutivo ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: limitazione delle intercettazioni preoccupa anche i magistrati e gli editori. "Bisogna trovare un punto di equilibrio - ha spiegato Luca Palamara, presidente dell'Anm, nel corso del dibattito - le intercettazioni come strumento investigativo vanno difese. Si possono pensare a correttivi come le udienze filtro in cui si decida le telefonate utili al processo e quelle penalmente irrilevanti"

Il Colle autorizza il lodo Alfano Sarà inflessibile sul decreto salvaprocessi ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: che arriverà a giorni sul suo tavolo per la firma finale come del ventilato decreto legge sulle intercettazioni che domani potrebbe essere portato al vaglio del Consiglio dei ministri sempre che si riescano ad individuare i motivi d'urgenza che possano giustificare una tale iniziativa. Al momento non è dato sapere come il Cavaliere andrà avanti nella strenua difesa di se stesso.

Subito in piazza, con questo berlusconismo in autunno rischia d'essere troppo tardi ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Che ci sono le condizioni per potere fare un decreto legge sulle intercettazioni. Non ti sembra un ottimo esempio dell'attenzione del premier nei confronti dei problemi dei cittadini nel suo Paese?" Sono anni che ci provano a soffocare intercettazioni telefoniche e libertà di stampa nel pubblicarle. Ora si è arrivati allo scandalo della vicenda Rai.

Altolà di Veltroni e Casini: nessuno espropri il Parlamento ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: i magistrati debbono poter intercettare tutto quello che ritengono sia necessario alle indagini; ma al tempo stesso debbono essere responsabili di garantire la riservatezza delle intercettazioni". Il problema, dice Veltroni, è più complessivo: "Sono sbagliate le gerarchie, le priorità del governo, concentrato sulla giustizia mentre le priorità degli italiani sono i salari,

Intercettazioni, scontro Berlusconi-Fini Il presidente della Camera: sul decreto non ti appoggio. Premier braccato dallo spettro fuga di notizie su di lui ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Roma LA SCACCHIERA Silvio vorrebbe a tutti i costi trasformare in decreto il ddl sulle intercettazioni, così da mettere il bavaglio alla stampa su esplosive intercettazioni, personalmente rilevanti. Ma il presidente della Camera, Fini, gli ha fatto capire che non è il caso di impuntarsi sul decreto. Sul piano politico peggiorerebbe il clima e romperebbe i rapporti col Quirinale.

La scure dei processi e le mosse del Cavaliere ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Sulle intercettazioni si capirà domani, al Consiglio dei ministri, se prevarrà la linea dello scontro, perfino con il Colle, o quella che consiglia qualche prudenza. La difficoltà di convertire in legge il decreto entro settembre, con la pausa estiva del Parlamento, non è l'unico fattore che pesa sulle scelte del Cavaliere.

Il Pd: cosa voleva smorzare Saccà? ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ROMA "Nelle telefonate intercettate con il consigliere Urbani, Agostino Saccà, oltre a ricordare il suo grave tentativo di oscurare Biagi, si vanta di aver smorzato tante cose nel 2001, ovvero nella delicata e importante fase delle elezioni politiche . L'azienda indaghi".

Il bavaglio ai giornali ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: conviene ripetere fino alla noia che le intercettazioni hanno consentito la cattura di Riina, di Provenzano, di Lo Piccolo, di Busca. Obiezione immediata: quelle saranno ancora possibili. Già, ma non ci saranno intercettazioni per i reati-satellite, per le estorsioni, le richieste di "pizzo", lo sfruttamento della prostituzione, la bancarotta fraudolenta,

Attacco al Csm ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il parere espresso nel dicembre 2006 sul disegno di legge in tema di intercettazioni (ministro Mastella) manifestava preoccupazione per il "regime di indifferenziato divieto di pubblicazione degli atti "anche per riassunto" ... con evidente compressione dei valori riconducibili all'art. 21 Cost.". Nel parere sull'organizzazione del p.

Una fiction non si nega a nessuno ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: a parlare di intercettazioni e raccomandazioni, a tu per tu coi telespettatori? Berlusconi ha optato per la seconda. I Tudor e gli scandali alla corte di Enrico VIII, compresi errori storici e scene hard, possono attendere: stasera su Canale 5 ci sarà lui, in una puntata speciale di Matrix, a parlare di altri scandali,

La salvaprocessi farà sparire il reato di disastro ambientale ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: il combinato disposto del taglia-processi e disegno di legge sulle intercettazioni, mette a rischio le inchieste passate e future. Se non si potrà intercettare chi non rischia almeno dieci di carcere, allora la faranno franca tutti coloro che avvelenano intere comunità per risparmiare sullo smaltimento dei propri scarti di lavorazione.

Una delle più gravi conseguenze del decreto così fortemente voluto dal premier E se si bloccano le intercettazioni sarà buio pesto ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stai consultando l'edizione del Una delle più gravi conseguenze del decreto così fortemente voluto dal premier E se si bloccano le intercettazioni sarà buio pesto.

È un via libera allo smaltimento illegale ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: non si potevano usare le intercettazioni e neppure chiedere la collaborazione dell'Interpol. Dopo il 2001, grazie a un emendamento al decreto Ronchi bis che ha innalzato le pene, presentato tra l'altro da un senatore di Forza Italia, Luigi Manfredi, un ex generale, la magistratura ha potuto muoversi e il fenomeno si è in parte ridotto,

L'invasione delle ultragnocche ( da "Unita, L'" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: si fa un uso politico delle intercettazioni". Ma se denunciare l'uso politico dei pentiti, dei testimoni e delle toghe rosse è facile, dimostrare che pure le microspie si mettono d'accordo per incastrare gli avversari politici è decisamente più arduo. Qui non è la parola di un altro contro la tua: è la tua parola contro la tua.

Intercettazioni, stop a berlusconi ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Napolitano dà via libera al lodo Alfano sull'immunità Intercettazioni, stop a Berlusconi Fini: no al decreto. Veltroni e Casini: non espropriate il Parlamento ROMA - Perde quota la possibilità di affidare a un decreto legge la stretta sulle intercettazioni. Gianfranco Fini ha spiegato infatti che alla Camera non ci sarebbero i tempi per la conversione.

Intercettazioni, il decreto perde quota via libera di napolitano al lodo alfano - liana milella ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Intercettazioni, il decreto perde quota via libera di Napolitano al lodo Alfano Scontro alla Camera sul blocca processi. Il Pdl attacca Mancino Il comunicato del Quirinale: il via libera al disegno di legge legato a una prima analisi Il giudice Gandus nominata presidente di sezione del tribunale LIANA MILELLA ROMA - Calendario parlamentare in una mano,

"espropriato il parlamento" l'affondo di veltroni e casini - giovanna casadio ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: poi di procedere con decreto sulle intercettazioni. "Non si capisce perché dal momento che hanno una maggioranza tanto ampia", ha commentato spesso il segretario dei Democratici. Parlano anche di questo Veltroni e Casini, e della Rai. Sulle intercettazioni, il segretario del Pd è tranciante: "Le intercettazioni sono il problema centrale di una persona e non di milioni di italiani.

Fini e letta bloccano il blitz del cavaliere "meglio accelerare lo scudo, voto entro un mese" - claudio tito ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ipotesi decreto Nel pranzo a tre a Montecitorio salta l'ipotesi del decreto sulle intercettazioni CLAUDIO TITO ROMA - "Non ci sono le condizioni oggettive per fare un decreto". Gianfranco Fini dice "no". Un provvedimento d'urgenza per bloccare le pubblicazioni delle intercettazioni non è ipotizzabile. Almeno in questo momento.

La fnsi: pronti a scendere in piazza anche gli editori lanciano l'allarme ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Unione Nazionale dei Cronisti promettono di assediare Palazzo Chigi se il bavaglio alle intercettazioni passerà per decreto. E assicurano che quella che seguirà sarà una mobilitazione dura, compatta e lanciata su tutti i fronti, dallo sciopero ai sit-in nelle piazze "perché la gente sappia che con la scusa della privacy il governo tutela in realtà solo pochi utenti".

Politica, donne e televisioni - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: disperata corsa contro il tempo che vengano rese note le intercettazioni telefoniche fra lui o i suoi sodali e alcuni dirigenti della Rai, in modo da occultare l'intrigo di rapporti, collusioni e complicità che avviluppa il duopolio televisivo. Ed è sintomatico che Berlusconi abbia scelto un set come l'inceneritore di Acerra, paradigma dell'immondizia che inquina la nostra vita politica,

Il principe senza legge - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: colpita non solo e non tanto dalle intercettazioni, per la cui diffusione lo scandalo è massimo, ma dalla implacabile, continua raccolta e conservazione per anni dei dati riguardanti telefonate, sms, accessi a internet, che davvero configurano una società del controllo e di cui nessuno sembra preoccuparsi.

Quale conflitto blocca il traffico - nino blando ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: nonostante i ritorni di fiamma di questi giorni fra intercettazioni, lodi Schifani e hot line ministeriali. Né, tantomeno, qui si vuole disconoscere che un sistema democratico, per differenziarsi, abbia necessariamente bisogno di pesi e contrappesi. Ma non c'è dubbio anche che, così com'è oggi, il nostro sistema è inceppato.

Idee per un partito riformista - ivano russo ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: che consentano di intercettare le premialità previste oggi da Bruxelles in una nuova cornice normativa molto più rigida e attenta alla potenziale sostenibilità pluriennale della spesa autorizzata. Anche sul piano del governo per le grandi opere, occorrerà avanzare proposte argomentate ed eventuali critiche in maniera seria e rigorosa.

Il mezzogiorno di nelson moe - luigi carbone ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Biutiful cauntri": l'intercettazione telefonica in cui si sente l'accento veneto di un imprenditore che si accorda con un camorrista". Ma c'è anche un altro dato che Moe intende sottolineare, l'ingresso della globalizzazione nella questione meridionale. "E questo nel best-seller di Saviano traspare in maniera evidente".

La culmv a merlo: "pagaci la rata del multipurpose" - massimo calandri marco preve ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: E tutto avviene mentre lo scandalo del Multipurpose, le polemiche sulle intercettazioni, i presunti accordi illegali e il sequestro del denaro stanno per giungere al vaglio dei giudici. I lavoratori della Culmv sventolano il contestatissimo accordo del giugno 2006: 1.728.000 euro a suo tempo garantiti dal comitato portuale.

La gang dei predatori di container rubavano anche le casse da morto ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sono tantissime le trascrizioni delle telefonate intercettate nelle quali i ladri parlano con un gergo particolare e definiscono "palude" e "grotta" i nascondigli della merce. Della base facevano invece parte una cinquantina tra "uomini di fatica" e ricettatori più o meno abituali, tra questi ultimi in particolare, un gruppo di sei casalinghe agguerrite nel commissionare i furti,

"il mio è un genoa da europa gasperini non ci tradirà mai" - gessi adamoli ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Intercettazioni, cimici, spiegamento di uomini e soldi per indagare su quello che è considerato un reato minore". Ora è un po' più sereno? "No, sono sempre incazzato nero: non mi è andato giù il rinvio del processo di secondo grado. Anche se non mi aspetto molto dall'appello che si terrà a Genova.

Quando l'onorevole scopre l'sms ( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Schierato in difesa delle intercettazioni forse non sa che potrebbero trovare i suoi Sms tra quelli arrivati su un'infinità di utenze scottanti, nel settore delle comunicazioni non risulta ancor aver preso posizione sull'illecito utilizzo dei "messaggini" a dispetto della privacy e –

Stop al carcere duro per madonia il mafioso che uccise dalla chiesa - salvo palazzolo ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Palermo parlano chiaro: "Nino, Totuccio e Pippo citati nelle intercettazioni dell'operazione Gotha, del luglio 2006, non sono altri che Madonia Antonino, Biondino Salvatore e Calò Giuseppe". Nella loro prima valutazione, i giudici del tribunale di sorveglianza di Roma avevano accolto le indicazioni dei colleghi di Palermo.

Mentana: "Non sarò il megafono" premier potrebbe annullare Matrix ( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: quelle intercettazioni "penalmente irrilevanti" che stanno sulla bocca di tutti. La strategia l'ha messa a punto per tutto il pomeriggio col suo staff a Palazzo Chigi. Dossier sui temi roventi di giustizia e ddl intercettazioni, sull'acerrimo nemico Di Pietro, certo, un incontro col ministro Tremonti per rinfrescare la manovra economia,

Nomine e trame, la lobby di Saccà "Tranquilli, parlo io con Berlusconi" ( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Le intercettazioni della Procura di Napoli - appena arrivate in Rai - rivelano che questa costola socialista di Forza Italia mette bocca su tutto. Trama per cambiare il direttore generale; prova a condizionare ogni singola nomina; raccoglie e distribuisce informazioni.

E a tavola Piersilvio contestò papà "Non voglio Agostino in azienda" ( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni della procura di Napoli, sottoposte ora al vaglio dei componenti del comitato etico. Tra queste ce ne sono due che riguardano anche uno dei quattro giudici che dovranno decidere sulle contestazioni mosse al direttore di Rai Fiction dal direttore generale Claudio Cappon ("Saccà ha assunto iniziative funzionali agli interessi non della Rai ma di Berlusconi e del suo

Il costo della vita batte il lavoro Poco interesse per la giustizia ( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ROMA - Non ci sono le intercettazioni e neanche una nuova legge sull'immigrazione. In testa alle priorità degli italiani restano le tematiche economiche. Il miglioramento delle condizioni di vita e l'aumento dei salari sono gli interventi che il 69% dei cittadini chiede al governo.

Malgieri: derubato dei testi delle telefonate ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il consigliere Rai Gennaro Malgieri chiede una nuova copia delle ultime intercettazioni che la Procura di Napoli ha spedito all'azienda. La copia che Malgeri aveva ricevuto in consiglio è sparita dal cassetto del suo ufficio. Sparizione che sarebbe stata anche denunciata alla Polizia.

"un potentissimo mi ordinò: prendi quella ragazza" ( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Dalle intercettazioni sembra che le "soubrette" siano poi approdate in politica. "Dicono che ci sia anche una ministra. Non ho capito se è la bruna o quella dai capelli rossi... In ogni caso io sono contraria alla pubblicazione delle intercettazioni private, intime.

Colombia, con un blitz militare liberata Ingrid Betancourt ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Intercettazioni: è scontro Ok del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano alla trasmissione al Parlamento del Ddl Alfano sullo "scudo" per quattro alte cariche istituzionali.Intercettazioni: il Governo mantiene l'ipotesi-decreto ma è rebus sui tempi e Fini frena.

Decreto intercettazioni Fini e la Lega frenano ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: REDAZIONALE Giustizia Il premier oggi a Matrix Decreto intercettazioni Fini e la Lega frenano Napolitano autorizza il ddl sul lodo Alfano ROMA - Il presidente Napolitano ha autorizzato la presentazione del ddl che sospende i processi per le alte cariche dello Stato. Veltroni e Casini in una lettera a Fini accusano il governo.

Le talpe, gli amici Usa Alla fine gli 007 hanno beffato le Farc ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: utilizzati per acquistare sofisticati strumenti per intercettare comunicazioni radio e satellitari. Materiale fornito sia alle unità anti-terrorismo che all'aviazione. Una piccola fetta dell'aiuto - circa 75 milioni di dollari stanziati dal Dipartimento della Giustizia statunitense - sono invece serviti per pagare robuste ricompense a chi accettava di collaborare con le autorità.

Giustizia Premier in tv ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-03 num: - pag: 5 categoria: BREVI Giustizia Premier in tv \\ Necessità e urgenza Credo che la necessità e l'urgenza, specie dopo le ultime intercettazioni, siano sotto gli occhi di tutti. Bisognerà valutare i tempi in vista della pausa estiva Angelino Alfano.

La Spagna non vince la partita dell'export ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: La Spagna è stata molto abile nell'intercettare e mettere a buon frutto i finanziamenti europei (a differenza dell'Italia); inoltre è diventata sempre più forte nel turismo (mentre noi abbiamo fatto vistosi passi indietro) ed è stata capace di sfruttare la sua buona situazione finanziaria per sostenere efficacemente lo sviluppo della propria economia,

Intercettazioni, Fini e Lega frenano il premier ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: REDAZIONALE Intercettazioni, Fini e Lega frenano il premier "Concordia istituzionale, no al decreto o è lite con il Colle". Berlusconi anti giudici in tv: non mi farete fuori Pranzo tra il Cavaliere e il presidente della Camera Si allontana l'idea del dl: tra le ipotesi, limitarlo al divieto di pubblicazione ROMA - Si deciderà solo domani,

Colombia, blitz dei militari La Betancourt torna a casa ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettate le comunicazioni della guerriglia. Il ministro: "è stato come un film" RIO DE JANEIRO - Libera. Anzi, liberata dall'esercito colombiano, insieme a un gruppo di altri 14 ostaggi. La notizia della fine della prigionia di Ingrid Betancourt, dopo sei anni e mezzo, viene annunciata a sorpresa in Colombia nel pomeriggio di ieri,

Lodo Alfano, il via libera del Colle ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: preannunciato decreto intercettazioni abbia incontrato un ostacolo insormontabile: il tempo troppo stretto e il "no" del Capo dello Stato. Per riuscire a bloccare la pubblicazione delle intercettazioni galeotte, il provvedimento dovrebbe infatti entrare in vigore subito, perché domani si celebrerà, a Napoli, l'udienza preliminare per decidere il rinvio a giudizio di Berlusconi e Saccà.

E la piazza dei Girotondi tenta i fedeli di Walter ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: il decreto sulle intercettazioni. Il senatore Felice Casson concorda con Di Pietro su tutta la linea, tranne i toni: "Solo per questo non andrò". Gerardo d'Ambrosio è "in sintonia perfetta con le ragioni della piazza" e un altro magistrato-senatore veltroniano, Gianrico Carofiglio, si dice "interessato, sto riflettendo".

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-03 num: - pag: 6 Il retroscen... ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Ecco perché era giunto da Fini con il testo del provvedimento che vieta la pubblicazione delle intercettazioni, redatto la notte prima dal ministro della Giustizia. E per Berlusconi le intercettazioni che "circolano nei giornali" sono "illegali". Di più: "è tutto illegale, Gianfranco. Questa non è una inchiesta giudiziaria, sa tanto di operazione spionistica, di golpe.

Asse tra Veltroni e Casini per smarcarsi da Di Pietro ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Non si fa cenno al lodo Alfano né alle intercettazioni – "sono la priorità solo del premier, non del Paese" – ma si punta l'indice contro una manovra che "deve essere profondamente corretta perché non centra l'obiettivo di aumentare salari e pensioni, perché invece di diminuire le tasse le aumenta dello 0,2%, perché taglia i fondi alla scuola e alla sicurezza,

In Tv Berlusconi dovrà parlare da statista, non da parte in causa ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: le intercettazioni pubblicate e quelle minacciate, i decreti invece dei disegni di legge... Tutto si mescola e concorre a creare un'atmosfera cupa. Soprattutto a dare l'idea che il tema centrale del Parlamento non siano più le riforme, bensì l'eterna gara frai magistrati che incalzano e Berlusconi che si difende con affanno.

Saccà oggi rientra in Rai Ricorso al Garante privacy ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Saccà si è rivolto al Garante della privacy per sapere se l'utilizzo che la Rai sta facendo delle intercettazioni messe a disposizione dalla procura di Napoli – che conduce l'inchiesta contro Saccà per corruzione – è "corretto" oppure c'è "una violazione dei diritti costituzionali e di quelli previsti dallo statuto a tutela dei lavoratori".

Saccà fa un esposto al Garante per la privacy ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Autorità garante per la privacy contro l'uso che la Rai sta facendo delle intercettazioni telefoniche messe a disposizione dalla Procura di Napoli. Saccà intende chiarire se si tratti di una procedura "corretta" o se sia "una violazione dei diritti costituzionali e di quelli previsti dallo statuto a tutela dei lavoratori".

La Guzzanti: per il Pd noi 4 gatti? Ricordo che loro scalavano banche ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: è grazie alle intercettazioni che sono state fermate le scalate alle banche da parte di Berlusconi, della Lega e del Pd, grazie alle intercettazioni e soprattutto grazie al fatto che siano state rese pubbliche a mezzo stampa Fazio è stato costretto a dimettersi e ora ci troviamo con Draghi che è onesto e capace.

<L'ho contattato io Le telefonate? È solo gusto da guardoni> ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: di questo clima avvelenato, del dialogo interrotto con Veltroni, delle intercettazioni e di Saccà, del processo Mills, di Napoli, del lodo Schifani e ora Alfano, dell'esercito in strada, della cordata Alitalia, del contrasto col Csm e dei rapporti con Napolitano. Mercoledì prossimo comunque ospito Walter Veltroni, bene così?

Film e programmi ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: parlerà anche di intercettazioni) è il tema centrale del programma condotto da Enrico Mentana (foto) che avrà come ospite il premier Silvio Berlusconi. Matrix Canale 5, ore 21.10 Jennifer Love Hewitt parla con i morti Al via la seconda serie del telefilm con Jennifer Love Hewitt (foto) nei panni di Melinda Gordon, una donna che può comunicare con gli spiriti delle persone morte.

Buone maniere ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Come non esorbiterebbe qualora, in futuro, dovesse segnalare l'assenza dei necessari presupposti costituzionali in un qualunque decreto legge, che fosse riferito a tematiche (ad esempio quella delle intercettazioni telefoniche) non riconducibili all'area dei "casi straordinari di necessità e di urgenza".

Intercettazioni Fnsi: <No alle censure> ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: REDAZIONALE Informazione Intercettazioni Fnsi: "No alle censure" Manifestazioni e scioperi, ma solo come ultima carta. La Federazione nazionale della stampa (Fnsi) si prepara a una lunga battaglia per impedire che il provvedimento sulle intercettazioni venga varato sotto forma di disegno di legge o, come è più probabile, di decreto legge.

Fotografo intercetta Clooney in moto: appiedato ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: inseguitore Fotografo intercetta Clooney in moto: appiedato COMO - Giro del lago in moto con fuoriprogramma ieri per George Clooney, da qualche giorno di nuovo in vacanza nella sua villa di Laglio. In sella alla sua Harley Davidson, il divo ha percorso tutta la statale Regina, diretto verso le montagne della Valtellina.

LUIGI EINAUDI ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: it INTERCETTAZIONI Furti con il cellulare I genitori rom che dirigevano col cellulare i furti nelle case dei figli minorenni hanno sbagliato i tempi. Se avessero aspettato l'approvazione della legge blocca-intercettazioni non sarebbero mai stati scoperti e arrestati.

CITTADELLA DELLA GIUSTIZIA SI RISCHIA UN ALTRO RINVIO ( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: oggi le priorità sulla giustizia sembrano più le intercettazioni telefoniche) e sugli investimenti pubblici è legittimo avere qualche riserva: ci sono i soldi o servono altrove? Nell'immensa area tra Porta Vittoria e Rogoredo intanto il boom edilizio svanisce con la crisi degli immobiliaristi: i cantieri di Coppola sono fermi da quando il costruttore è agli arresti,

DIARIO DI UN CURATO DI CAMPAGNA ( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: San Tommaso: pubblicate sui Vangeli le intercettazioni dei suoi dubbi. Considerato inaffidabile. Arrestato. San Francesco: ha predicato la giustizia sociale senza favorire alcuna scalata all'Unipol. Interdetto dalla pubblica amministrazione. Sant'Ignazio: un passato nelle forze armate.

Botte da orbi per il recupero crediti ( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 03 pagina 3 Botte da orbi per il recupero crediti di Stefano Vladovich Intercettazioni e pedinamenti inchiodano una banda di Tarquinia Fra i loro clienti persino un principe del foro di Civitavecchia. Un noto avvocato che per convincere un assistito a pagargli una parcella al nero non si fa scrupolo di assoldare un gruppo di delinquenti.

Il gatto e la volpe <svuotavano> i container ( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: solo nomi ma anche frasi in codice emergono dalle numerose intercettazioni telefoniche e ambientali eseguite dai militari della Guardia di finanza del Gruppo Genova che hanno condotto un anno di indagini per smantellare un'organizzazione radicata nel nord Italia, con propaggini anche in Calabria. Un'organizzazione a carattere piramidale quella emersa dalle indagini dell'operazione "

Corri Silvio, la riforma adesso o mai più ( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Subito decreto legge contro le intercettazioni e galera per chi le usa, ad effetto immediato. Secondo: la riforma della giustizia, separazione di carriere e funzioni, subito: con un altro sfrontato e spavaldo decreto legge ad effetto immediato. La gente si è rotta francamente le scatole e vuole vederci fare al governo ciò per cui ci ha votato.

Intercettazioni, il decreto rischia l'ingorgo in aula Alfano: urgenza evidente ( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: da un lato limiteranno tempi e termini di utilizzo delle intercettazioni, "riducendo i costi" e, dall'altro, inaugureranno un Sistema unico delle intercettazioni, che coordinerà in un solo centro di costo tutte le operazioni tecniche contabili e di noleggio. Oggi, infatti, le intercettazioni sono gestite da 166 entità diverse, con "notevoli diseconomie".

<La sai l'ultima?>, impazza il toto-gossip ( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Sai cosa si dice nella nuova intercettazione?". Insomma, la sai l'ultima? La risposta cambia, magari a seconda dei gusti: "Sì, si dice che ci sia di mezzo una soubrette". "No, è un'attrice". "Forse è così, ma in una si parla di chi sa fare meglio una certa cosa". "Ma dai, io però preferisco quella sulla ministra nominata perché lavorava bene.

Berlusconi: gli italiani con me, vado avanti ( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni (con un decreto legge) sia intervenendo a Matrix, dove dovrebbe spiegare "agli italiani" le sue ragioni sul processo Mills e sulla valanga di intercettazioni che da Napoli stanno rimbalzando sulle colonne de L'Espresso. E con i secondi che continuano invece a predicare cautela, sottolineando con insistenza i segnali arrivati nelle ultime 48 ore dal Quirinale e chiedendo

<Il Csm va cambiato e il giudice che sbaglia adesso deve pagare> ( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: anomalia italiana nell'uso delle intercettazioni telefoniche? "Un conto sono le intercettazione come utile, e direi unico, strumento d'indagine, altro è la pubblicazione indiscriminata di materiale che spesso, tra l'altro, non riguarda persone indagate. D'altra parte, le intercettazioni non devono rimanere nella disponibilità solo di alcuni,

<Ho invitato io il premier nessuna domanda è tabù> ( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Anche sulle intercettazioni, se ne uscissero di nuove? "Assolutamente sì, penso che sarei sospeso dall'Ordine dei giornalisti se non domandassi anche di quello. Le domande saranno su tutti i temi politici che fanno notizia, e le intercettazioni lo sono sicuramente, anche quelle che dovessero uscire.

<Caso D'Alema-Unipol: l'Europa alle prese con l'anomalia italiana> ( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Unipol le intercettazioni di D'Alema. Su immunità e intercettazioni il clima sta cambiando? "Oggi Berlusconi, come D'Alema e Fassino patiscono la mancanza di un filtro, quello dell'autorizzazione a procedere, presente negli altri Paesi. Tutto deriva da quel dannato voto che nel 1992 l'abolì, sull'onda dell'emozione craxiana.

Bocciato il giudice buonista I colleghi: <Nomadi pericolosi> ( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: i fatti accertati da mesi di controlli e centinaia di spaventose intercettazioni telefoniche eseguite dalla squadra mobile di Verona, nelle quali i grandi urlano orrende minacce di violenze sessuali e i piccoli piangendo si fanno pilotare nelle ville da ripulire. Il 26 giugno scorso, giovedì, la carovana della famiglia Sulic si organizza per lasciare l'Italia.

BETANCOURT LIBERA DOPO SEI ANNI - NAPOLITANO APPROVA IL LODO ALFANO. LA PIAZZA DIVIDE LA SINISTRA - VELTRONI E CASINI: FERMIAMO L'ESPROPRIO DEL PARLAMENTO - STASERA BERLUSCONI REPL ( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: A centro pagina: "'Intercettazioni: stop a Berlusconi" e "Graghi: i conti vanno male tagliare le tasse". Di spalla: "Metti il riso nel motore corsa al pieno fai da te". In taglio basso: "La Valle dei templi ai privati". LA STAMPA - In apertura: "Intercettazioni, stop di Fini".

Roma, 11:12 - INTERCETTAZIONI: DONADI, LEWINSKY? NON DIVENNE MINISTRO ( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

Comitato pro Papa Pio ( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 4 Emails Ultime news Intercettazioni: frenata di Fini, Idv all'attacco E oggi si decide sul dlDa Napolitano il primo sì allo scudo giudiziarioLondra, massacrati due studenti francesiCaldo, allarme rosso in nove città: a Taranto morti tre anzianiColombia, Ingrid Betancourt libera "In Francia dirò grazie a Sarkozy"Alitalia,

BERLUSCONI E IL REBUS "MATRIX": SEMPRE IN BILICO SUA PRESENZA - MENTANA GIURA: SILVIO L'HO CONTATTATO IO NON SARÒ NÉ UN TORQUEMADA NÈ UN REGGIMICROFONO - LE TELEFONATE? È ROBA DA ( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: di questo clima avvelenato, del dialogo interrotto con Veltroni, delle intercettazioni e di Saccà, del processo Mills, di Napoli, del lodo Schifani e ora Alfano, dell'esercito in strada, della cordata Alitalia, del contrasto col Csm e dei rapporti con Napolitano. Mercoledì prossimo comunque ospito Walter Veltroni, bene così?

0RE 9.30: AGOSTINO RIENTRA IN RAI (DALL'ENTRATA SECONDARIA DI VIA PASUBIO) LO STRANO FURTO DEL DOSSIER INTERCETTAZIONI DALLA STANZA RAI DI MALGIERI LA RAI INSACCATA: DEL NOCE FESSO ( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: consigliere Rai Gennaro Malgieri chiede una nuova copia delle ultime intercettazioni che la Procura di Napoli ha spedito all'azienda. La copia che Malgeri aveva ricevuto in consiglio è sparita dal cassetto del suo ufficio. Sparizione che sarebbe stata anche denunciata alla Polizia. 3 ? INTERCETTA-RAI Aldo Fontanarosa per "La Repubblica" Estinto nel Paese, cimelio della Prima Repubblica,

INTERCETTAZIONI: DECRETO O NON DECRETO, QUESTO È IL PROBLEMA SILVIO SCATENATO CONTRO L'"INGIUSTA GIUSTIZIA" FINI LO CONSOLA MA AVVERTE: NAPOLITANO NON FIRMEREBBE E NEL PD C'È ( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Ecco perché era giunto da Fini con il testo del provvedimento che vieta la pubblicazione delle intercettazioni, redatto la notte prima dal ministro della Giustizia. E per Berlusconi le intercettazioni che "circolano nei giornali" sono "illegali". Di più: "È tutto illegale, Gianfranco. Questa non è una inchiesta giudiziaria, sa tanto di operazione spionistica, di golpe.

SACCÀ SFASCIA FAMIGLIE - PIERSILVIO VS. SILVIO: NO MEDIASET A DON AGOSTINO I DOLORI DI RUBENS ESPOSITO (AFFARI LEGALI RAI): DEVE GIUDICARE SACCÀ, CHE PERÒ GLI HA SISTEMATO LA SOR ( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni della procura di Napoli, sottoposte ora al vaglio dei componenti del comitato etico. Tra queste ce ne sono due che riguardano anche uno dei quattro giudici che dovranno decidere sulle contestazioni mosse al direttore di Rai Fiction dal direttore generale Claudio Cappon ("Saccà ha assunto iniziative funzionali agli interessi non della Rai ma di Berlusconi e del suo

Nuove intercettazioni, Donadi "Deve prevalere l'informazione" ( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Massimo Donadi commenta l'ipotesi che tutte le intercettazioni effettuate dalla Procura di Napoli vengano pubblicate. E fa un paragone con "i cittadini americani", che "hanno potuto sapere tutto e dare un giudizio sulla moralità del loro presidente. In questi casi - continua - non si possono mettere bavagli all'informazione".

Roma, 12:52 - INTERCETTAZIONI: BOCCHINO, CI SONO NECESSITA' E URGENZA ( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

Roma, 13:00 - INTERCETTAZIONI: CICCHITTO, PD RIFIUTI IMBARBARIMENTO ( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

Intercettazioni a rischio numerose indagini astigiane ( da "Stampa, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: DISCUTERE LA PROPOSTA DEL GOVERNO Intercettazioni a rischio numerose indagini astigiane Secondo giorno di lavoro, ieri a palazzo di giustizia, per il nuovo procuratore Maurizio Laudi. Tra visite di cortesia e primo esame dei fascicoli il magistrato si è soffermato anche sul tema "caldo" delle intercettazioni: "A mio avviso è un errore limitare la posssibilità di ascolto per alcuni reati.

Da Napolitano il primo sì allo scudo giudiziario ( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: strettamente connessa al decreto sulla sicurezza e anche alle intercettazioni. Nei giorni scorsi si è molto parlato di un baratto tra il ddl sull'immunità e il blocca-processi. Lo scambio è saltato, ma la mediazione del Colle continua. Napolitano avverte ovviamente l'appesantirsi progressivo del clima generale sulla questione giustizia, soggetta pure a forti pressioni di piazza,

PORNOPOLITIK UN TEMPO ERA IL CASO MONTESI, POI LA STALLER, OGGI IL TRANS DI SIRCANA E LE PUPE DI SILVIO - L'ACQUA IN CUI NUOTANO TUTTI, LA MINACCIA DELLA RIVELAZIONE PICCANTE, DE ( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: è l'acqua in cui nuotano tutti, la minaccia della rivelazione piccante, dell'intercettazione imminente, della telefonata scottante. La "pazza" aspirante attrice che minaccia di rivelazioni sessuali; le presunte intercettazioni di Napoli sulle ministre berlusconiane e il trattamento da riservare al Capo; la foto col trans;

Intercettazioni, niente Matrix Berlusconi non va da Mentana ( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

Un finanziere comandava la gang dei Tir ( da "Stampa, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: incastrato insieme a due imprenditori edili piemontesi grazie a intercettazioni ambientali e telefoniche disposte dal Gruppo Genova della GdF, da un anno sulle tracce di quest'organizzazione, operante in nord Italia, ma con interessi anche in Calabria. E dalle intercettazioni sono emersi i nomi in codice del maresciallo, "Pinocchio", e dei due imprenditori, il "Gatto" e la "Volpe".

NON SOLO VELINE ( da "Stampa, La" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: poi le intercettazioni, poi il processo Mills, poi il disegno di legge salva-premier, poi di nuovo le intercettazioni, i giornalisti, i magistrati. Però non è così. Mentre noi ci godiamo il calcio e il reality delle attricette raccomandate il governo sta lavorando alacremente, e quel che sta facendo in questo periodo avrà conseguenze durature sulla nostra vita.

RAI INSACCATA - SONO APPENA 148 SU 8.452 LE TELEFONATE DI SACCA' TRASCRITTE - PETRUCCIOLI: RAMMARICO PER QUELLO CHE HA DETTO - RAISET NON ESISTE - ART. 21: SACCA' RIENTRA E MAZZETT ( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: delle intercettazioni a suo tempo trasmesse dalla procura di Napoli. Secondo Sacca' e i suoi legali 'la trascrizione di dette intercettazioni non risulta effettuata nei modi e con le garanzie di legge'. Sempre secondo quanto e' scritto nell'istanza, le trascrizioni 'apparentemente prive di qualunque rilievo di carattere penale,

IL SILENZIO PESANTISSIMO DI VERONICA TERRORIZZA IL BERLUSCONI HARD-CORE LA LETTERA DELLA LARIO A "LA REPUBBLICA" (2007) ATTACCAVA MARA CARFAGNA LA MINISTRA: E' GOSSIP, NON ME NE OC ( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: INTERCETTAZIONI, CARFAGNA: E' GOSSIP, NON ME NE OCCUPO? (Ansa) - Il ministro per la Pari opportunita', Mara Carfagna, non entra nel merito delle polemiche per le intercettazioni e bolla tutto come 'gossip'. A chi le chiede un parere sul dibattito politico la Carfagna a Napoli risponde: 'Non mi occupo di intercettazioni,

DI PIETRO: E SE LA LEWINSKY FOSSE DIVENTATA MINISTRO? - LATORRE: SANZIONI PIU' SEVERE, COSI' E' UNO SCHIFO - FASSINO: INTERCETTAZIONI INUTILI VANNO DISTRUTTE - ROTONDI: PORCHERIE? ( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: mentre per le intercettazioni"la strada deve essere quella del Ddl" perche' "non ci sono i presupposti di urgenza e necessita' per procedere per decreto". Lo afferma Piero Fassino che, in un'intervista a 'Il Riformista', concede che le intercettazioni siano uno "strumento irrinunciabile per le indagini della magistratura" ma "proprio perche'

A Matrix "per non cedere il passo al gossip" ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Intercettazioni, Berlusconi non va a Matrix: "Meglio non attirare attenzione su gossip" commenti - | | 3 luglio 2008 "Un intervento in tv sulle intercettazioni sarebbe inopportuno perché devierebbe l'attenzione del Paese dall'azione del Governo".

Berlusconi rinuncia a Matrix Veltroni: "Sarà guerra al decreto" ( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Silvio Berlusconi stasera non sarà ospite della puntata di Matrix, dove avrebbe dovuto parlare di intercettazioni e giustizia. Un annuncio che giunge dopo giorni di polemiche tra maggioranza e opposizione. E anche oggi Walter Veltroni torna all'attacco e promette che il Pd darà battaglia in Parlamento sul decreto intercettazioni e sulla norma "blocca processi".

Roma, 16:50 - INTERCETTAZIONI: VELTRONI, DECRETO INASPRIREBBE CLIMA ( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

FACCI, PERCHÉ LA CARFAGNA SI DEVE DIMETTERE E IL CAV NO? DI PIETRO & TRAVAGLIO ILLIBERALI DOPPIO-BERNABE': TELECOM È "SANA", PERO' TAGLIA ALI-CAOS: MEJO ESSERE LICENZIATI DA ( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: pubblicando o passando delle intercettazioni private senza rilevanza penale del presidente del consiglio) non si può fare appelli alla moderazione: DEVE CHIEDERE IL RISPETTO DELLE LEGGI E TUTELARE CHI E' STATO ELETTO DAI CITTADINI. Purtroppo, anche se ha fatto molti progressi ed è un persona per bene, ha sempre il dna del comunista e non sembra rendersi conto della gravità.

FERRARA GALLEGGIA E "IL FOGLIO" AFFONDA - D'URSO E LA FOTO DELL'AVVOCATO DE BENEDETTI A CAVALLO - NIENTE INVIATI TRA GLI INVITATI DI DONA BALIVO BANAL FUKSAS ARBASINO SCRIVE ( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Alfano: per le intercettazioni necessità e urgenza. Che ci sono da chiudere i palinsesti d'autunno. 8 ? Palazzo Farnese si prepara al 14 luglio con un maxi-ricevimento-brunch dalle 12 e 30 alle 14 e 30. E i salotti romani sono pazzi per la presa della Bastiglia.

Roma, 20:27 - DOMANI CDM, DL INTERCETTAZIONI NON IN ORDINE DEL GIORNO ( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

Roma, 22:13 - INTERCETTAZIONI: D'ALEMA,DL FORZATURA INACCETTABILE ( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

Fregene, 22:25 - INTERCETTAZIONI: DI PIETRO, SU DL PREMIER CI RIPROVERA' ( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract:

Rai, Saccà rientra a viale Mazzini e lo accoglie un'altra contestazione ( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: interno di un procedimento sui risvolti penali delle intercettazioni. E oggi è scoppiato l'ennesimo 'caso'. Tre consiglieri di amministrazione, Giuliano Urbani, Marco Staderini e Angelo Maria Petroni hanno restituito i testi delle intercettazioni relative ad Agostino Saccà che avevano ricevuto nel corso dell'ultimo cda di martedì.


Articoli

Intercettazioni, stop di Fini (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Immunità alle alte cariche, via libera di Napolitano. Di Pietro: il premier, un abusivo. Protestano Casini e Veltroni Intercettazioni, stop di Fini Berlusconi vuole un decreto ma il presidente della Camera frena Berlusconi aveva pronto il decreto sulle intercettazioni, perché ci sono i requisiti di urgenza e necessità, ma Fini lo ha bloccato. Ieri il presidente della Camera gli ha espresso tutti i suoi dubbi. Su un'altra questione del caso giustizia, invece, Berlusconi incassa il sì dal Quirinale al cosiddetto "lodo Alfano", cioè l'immunità per le alte cariche dello Stato. Ma l'opposizione dà battaglia, con una lettera di Veltroni a Fini. E Di Pietro in Parlamento rincara la dose: "Berlusconi è un abusivo delle istituzioni". Bruzzone, Iacoboni, La Mattina, Magri, Martini, Minzolini e Rampino DA PAG. 2 A PAG.6.

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Saccà beato (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Saccà beato Maria Novella Oppo IL TG3 ha annunciato che i salari italiani sono più bassi del 20% rispetto alla media europea, nonostante che gli italiani lavorino 30 ore in più. Da questi dati drammatici si ricava innanzitutto la grave emergenza intercettazioni, giustamente denunciata da Berlusconi per pretendere il decreto. Il premier è evidentemente stanco di dover provvedere personalmente alla sistemazione delle tante veline che, per un motivo o per l'altro, richiedono il suo interessamento. Le pagine dei maggiori quotidiani sono piene di nomi, cognomi e cosce delle signorine in questione, quasi tutte sconosciute ai più, ma note per i loro meriti ai potenti. Qualcuna ha girato delle fiction, qualcun'altra ha solo sperato di farlo, perché Saccà una buona parola non la nega a nessuno e figurarsi a Berlusconi. Per questo, dentro e fuori la Rai, non sono pochi quelli che chiedono la beatificazione di Agostino, per aver fatto in pubblico il lavoro sporco (licenziare Biagi), mentre in privato si limitava a fingersi ruffiano. FRONTE DEL VIDEO.

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Veltroni e Casini: fermiamo l'esproprio del Parlamento Lettera a Fini: Il governo impedisce di discutere, ignorati i problemi degli italiani . Napolitano apre al lodo Alfano (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Veltroni e Casini: fermiamo l'esproprio del Parlamento Lettera a Fini: "Il governo impedisce di discutere, ignorati i problemi degli italiani". Napolitano apre al "lodo Alfano" "È evidente la volontà del governo di comprimere, con le procedure scelte, i tempi della discussione, fino al punto di cambiare in corsa le regole del gioco e di espropriare di fatto il Parlamento delle sue prerogative". È la durissima accusa lanciata da Walter Veltroni e Pier Ferdinando Casini in una lettera al presidente della Camera Fini. I leader di Pd e Udc chiedono di "ristabilire la giusta gerarchia di priorità, mettendo al primo posto i problemi degli italiani". Ma Berlusconi iniste con le sue particolarissime priorità: a cominciare dalla nuova normativa sulle intercettazioni che vorrebbe imporre per decreto. Da Napolitano, intanto, nessuno stop al cosiddetto "lodo Alfano" sulle immunità per le alte cariche dello Stato. alle pagine 4, 5 e 6.

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Lettera comune a Fini: altro che intercettazioni le priorità del Paese sono salari e sicurezza No a strozzare la voce dell'opposizione (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Lettera comune a Fini: altro che intercettazioni le priorità del Paese sono salari e sicurezza No a strozzare la voce dell'opposizione.

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Ricatti di Fede: se mando in onda le telefonate degli altri? (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Ricatti di Fede: se mando in onda le telefonate degli altri? I punti chiave della giornata erano tre: le intercettazioni abolite per decreto-legge, un orrore costituzionale con cui Berlusconi spera di tirarsi fuori a razzo dai suoi guai giudiziari, che non ha alcuna "urgenza" e che potrebbe persino avere effetti retroattivi (all'orrore non c'è fine); il no dell'Europa alle schedature dei bambini rom; la decisione del Gip di Verona di rimettere in libertà alcuni nomadi croati, accusati di sfruttare i figli e arrestati senza indizi, che disarma la propaganda di Maroni. Ebbene, per avere un notiziario così chiaro ci è voluto il Tg3. Dopo aver fatto intendere che il "lodo Alfano" salvacaimano è già legge solo perché Napolitano non ne ha bloccato (e come poteva?) l'iter, Fede si è messo a straparlare di congiure giornalistico-giudiziarie per la pubblicazione delle telefonate fra Saccà e Berlusconi e ha minacciato ritorsioni: "E se Retequattro mandasse in onda le intercettazioni di altri, eh?". Nella cupa attesa, la redenzione è arrivata da Studio Aperto. Ha trovato un ragazzino che ha riacquistato la vista usando acqua di Lourdes come collirio e lo ha presentato così: "Bimbo miracolato". Alleluja. Paolo Ojetti.

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Intercettazioni, tutti in piazza se il decreto diventa esecutivo (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del LA FEDERAZIONE NAZIONALE DELLA STAMPA "Intercettazioni, tutti in piazza se il decreto diventa esecutivo" "Se il disegno di legge Alfano dovesse trasformarsi in un decreto saremmo in presenza di un vero e proprio atto illiberale contro cui scenderemo in piazza". Mentre il governo tira dritto in fatto di intercettazioni, fra i cronisti italiani è in atto da tempo un invito alla mobilitazione contro il disegno dell'esecutivo di vietare la pubblicazione di qualsiasi atto istruttorio. Per questo ieri il segretario della Federazione nazionale della Stampa Franco Siddi, intervenendo al dibattito "Etica e diritto di cronaca: no alla censura", ha rilanciato l'idea di una grande manifestazione abbinata ad una serie di scioperi e iniziative di lotta contro una legge che mira ad "imbavagliare l'informazione e metterla in prigione. Sarebbe - ha spiegato Siddi - un segno grave di illiberalità, una malattia grave per la nostra democrazia". "Berlusconi pensi bene alla possibilità di un decreto, lui che si professa liberale", ha proseguito il segretario della Fnsi, perché con le nuove norme "si metterebbero in discussione alcuni dei principi su cui si fonda la nostra Repubblica e si impedirebbe la cronaca giudiziaria. Il decreto è illiberale: lo pensavamo con Mastella, lo pensiamo con Alfano". Ma la limitazione delle intercettazioni preoccupa anche i magistrati e gli editori. "Bisogna trovare un punto di equilibrio - ha spiegato Luca Palamara, presidente dell'Anm, nel corso del dibattito - le intercettazioni come strumento investigativo vanno difese. Si possono pensare a correttivi come le udienze filtro in cui si decida le telefonate utili al processo e quelle penalmente irrilevanti". Per il direttore della Fieg Alessandro Brignone, invece, è preoccupante "il sistema sanzionatorio, che potrebbe mettere in ginocchio persino le imprese più sane. Bisogna far capire al governo che gli è scappata la penna". Chi invece è pronta allo sciopero in caso di approvazione del decreto legge è l'Unione dei cronisti italiani. "Con la scusa della privacy - si legge in una nota - si tutela solo pochi potenti danneggiando la generalità dei cittadini". Per questo, secondo l'Unione dei cronisti, occorre una risposta politica: "Ed è ciò che abbiamo cominciato cominciato a fare portando la questione nelle piazze". ma.so.

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Il Colle autorizza il lodo Alfano Sarà inflessibile sul decreto salvaprocessi (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del QUIRINALE Il presidente della Repubblica sta cercando di allentare la tensione. In punta di Costituzione Il Colle autorizza il "lodo Alfano" Sarà inflessibile sul decreto salvaprocessi Non rinuncia il Presidente della Repubblica. E cerca di portare avanti con rigore il difficile compito di evitare un conflitto tra istituzioni che recherebbe danni davvero gravi ad un Paese in balia di una crisi economica, e non solo, che sembra essere invisibile agli occhi di chi governa, troppo impegnato ad inseguire la propria impunità. Il Capo dello Stato ha, dunque, autorizzato la presentazione alle Camere del disegno di legge in materia di processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato, il cosiddetto Lodo Alfano, che va a rimpiazzare lo Schifani che fu giudicato incostituzionale. E quella sentenza, emessa nel 2004, il Presidente ha avuto come punto di riferimento. Ad un primo esame, qual è quello che compete al Presidente della Repubblica, il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri del 27 giugno scorso è risultato corrispondente ai rilievi formulati in quella sentenza con cui la Corte sancì che la norma di sospensione di quei processi non dovesse avvenire con legge costituzionale. Sottolineando, invece come "un interesse apprezzabile" la tutela del bene costituito dalla "assicurazione del sereno svolgimento delle rilevanti funzioni che ineriscono a quelle cariche". L'atto compiuto da Giorgio Napolitano, in buona sostanza dovuto se non davanti a gravi lesioni e da non confondere con la decisione di promulgare o meno la legge, cosa che avviene alla fine del procedimento parlamentare tenendo in buon conto anche lo svolgersi del dibattito, interviene in un momento di straordinaria tensione dato lo scontro in atto, tra potere esecutivo e magistratura, che è senza precedenti. Ed in cui anche il Capo dello Stato è stato coinvolto con interpretazioni ardite e di parte delle sue prese di posizioni sempre, al contrario, al di sopra delle parti. Quella di ieri è una firma che va nella scia del difficile tentativo di ritrovare il dialogo tra le forze politiche, che è stata sempre la linea di condotta del Capo dello Stato. Un altro di quei "messaggi nella bottiglia" lanciati in mare "non sapendo chi vorrà raccoglierli" per citare il Presidente che solo qualche giorno fa, in un altro momento di scontro, non aveva nascosto lo scoramento di chi non riesce a fermarlo. Quella di ieri è stata ancora una volta la testimonianza del rigore istituzionale con cui il Colle sta procedendo nella valutazione dei provvedimenti che gli vengono sottoposti. Lo stesso rigore, c'è da immaginarselo, che verrà messo in campo nella valutazione del decreto legge sulla sicurezza in cui è stato infilato il blocca-processi (ieri sono state bocciate le pregiudiziali di incostituzionalità) che arriverà a giorni sul suo tavolo per la firma finale come del ventilato decreto legge sulle intercettazioni che domani potrebbe essere portato al vaglio del Consiglio dei ministri sempre che si riescano ad individuare i motivi d'urgenza che possano giustificare una tale iniziativa. Al momento non è dato sapere come il Cavaliere andrà avanti nella strenua difesa di se stesso. Certo è che i suoi fedelissimi stanno accelerando anche se le contraddizioni tra falchi e colombe non mancano. E la Lega non apprezza. Ma Niccolò Ghedini, che è un deputato ma è anche l'avvocato del premier, si prende la briga di tirare Napolitano per la giacchetta arrivando ad immaginare che "anche il Capo dello Stato avrà contezza della situazione di gravissimo danno che si sta vivendo visto che si pubblicano intercettazioni che non hanno alcuna rilevanza penale ma che possono rovinare la vita di persone che non c'entrano nulla con le indagini". Le preoccupazioni dell'opposizione è andato a significarle al Colle anche Pierferdinando Casini, così come nei giorni scorsi avevano fatto i rappresentanti del Pd. Pericolo ingorgo, eccessivo uso dei decreti, le prerogative del Parlamento prevaricate. Il leader dell'Udc ha manifestato le sue obbiezioni ad una situazione che sembra peggiorare di giorno in giorno. Ed ha trovato l'ascolto che si aspettava.

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Subito in piazza, con questo berlusconismo in autunno rischia d'essere troppo tardi (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del INTERVISTA AD ANDREA CAMILLERI "Subito in piazza, con questo berlusconismo in autunno rischia d'essere troppo tardi" di Saverio Lodato / Palermo Alla tua età ancora voglia di girotondi? "No, magari non farò girotondi, però li farò in spirito... Non ho più l'età per fare girotondi e poi per me, con questo caldo, sarebbe letale... Ma mi interessa partecipare allo spirito dei girotondi... ". Non hai l'impressione che quando la parola "girotondi" viene evocata, ciò equivale a suonare un fortissimo campanello d'allarme sulla cosiddetta emergenza democratica? "Quale che sia la parola che viene adoperata, rimane il senso di ciò che si vuole fare con questa manifestazione dell'otto luglio a Roma. Chiamatela come volete, le definizioni non sono importanti. Conta la sostanza". Il centro sinistra è diviso. Il Pd ha detto che non intende partecipare. Furio Colombo, Paolo Flores d'Arcais e Pancho Pardi ritengono invece che sia un appuntamento ineludibile prima dell'autunno. "Non so perché il Pd non voglia partecipare. Questa è una manifestazione spontanea, organizzata da cittadini certo non più giovanissimi e altrettanto certamente non dediti a violenze di piazza. Quindi anche il Pd potrebbe tranquillamente partecipare. Personalmente parteciperò, senza nessun problema, alla manifestazione autunnale che il Pd dice di volere organizzare... Oltretutto, se mi è concessa la battuta di spirito, a quell'epoca rischiamo veramente di stare freschi, visto che, a mio parere, sarà un po' troppo tardi". Andrea Camilleri, arzillo e pimpante come al solito, voce appena arrochita dalle sessanta sigarette giornaliere, non proprio quella che si dice una "modica quantità" , ora si è persino improvvisato poeta, e con risultati apprezzabilissimi, perché Berlusconi e il berlusconismo gli risultano indigesti; li ha sempre visti come la causa fondamentale di una perniciosa diseducazione di massa; ha chiarissimo che l'Italia, continuando così, può solo andare a sbattere, come si dice dalle sue parti. Perché per te Berlusconi e il berlusconismo hanno sempre avuto il sapore dell'olio di ricino? "Non tanto il sapore dell'olio di ricino. Quanto il sapore di un anomalia, il sapore di qualcosa che ti resta in gola e non va giù. Pare che l'esperienza di due governi Berlusconi non abbia insegnato nulla agli italiani che lo hanno votato. La polemica, per lui funzionale, contro la giustizia rischia in ogni momento di arrivare a un punto di non ritorno. La mia affermazione che lui non appartiene alla democrazia viene comprovata ogni giorno". Puoi fare degli esempi? "Ne faccio solo uno che risale a martedì. Quel giorno il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, fa una preoccupata denuncia nella quale dice che il potere d'acquisto dei salari è enormemente diminuito. Per questo si creano sempre nuova zone di povertà. Benissimo. A queste parole del governatore cosa risponde nella stessa giornata il nostro presidente del consiglio? Che ci sono le condizioni per potere fare un decreto legge sulle intercettazioni. Non ti sembra un ottimo esempio dell'attenzione del premier nei confronti dei problemi dei cittadini nel suo Paese?" Sono anni che ci provano a soffocare intercettazioni telefoniche e libertà di stampa nel pubblicarle. Ora si è arrivati allo scandalo della vicenda Rai. Visto che ti occupi prevalentemente di parole, "magnaccia", riferito a un presidente del Consiglio, lo trovi un po' troppo hard come termine? "Quando presidenti del Consiglio erano persone anche discusse, come Craxi o Andreotti, a chi sarebbe mai venuto in mente di adoperare una parola simile per loro? Io non adopero questo linguaggio ma se qualcuno viene spinto ad adoperarlo vuol dire che qualche buon motivo ce l'ha. E agli scandalizzati di oggi vorrei ricordare che i votanti di sinistra vennero definiti da Berlusconi "coglioni", i magistrati "persone tarate", e, proprio qualche giorno fa, autentica "metastasi"". Resta il fatto che stavolta Berlusconi l'hanno votato a stragrande maggioranza. "Allora devo fare una precisazione: il partito di Berlusconi non ha raggiunto una stragrande maggioranza. Solo che pur non essendo maggioranza, all'interno della sua coalizione, lui personalmente agisce come se avesse il potere assoluto. Ed è proprio questa l'anomalia di cui parlavo prima, difficile da digerire, difficile da accettare. Io personalmente, se si fosse trattato di andare genericamente contro un governo di destra, liberamente eletto dai cittadini, alla manifestazione dell'8 luglio non avrei partecipato, neanche in spirito. Io vado a protestare contro un governo di centro destra monopolizzato da Berlusconi che è totalmente prono ai suoi interessi personali". Lodo Alfano e norma salva processi, appunto. Ma com'è possibile che a sinistra, periodicamente, qualcuno si convinca che Berlusconi non è più quello di una volta? "Sai, probabilmente molti erano in buona fede nel crederlo. E avranno avuto un amarissimo risveglio dalla loro illusione. Dovevano forse ricordarsi di qualcun vecchio proverbio dei nonni". Diccene qualcuno. "Rispondo con un classico, in lingua italiana: il lupo perde il pelo ma non il vizio... E con un classico, in dialetto siciliano: cu nasci tunnu un po' moriri quadratu..." Tutto ciò premesso, che giudizio dai dei primi atti di questo governo? "Ma quali sono stati questi atti di governo? Il tentativo, fallito, di salvare rete quattro? Di economia non ne capisco. So solo che ogni giorno leggo sui giornali, e apprendo dalle televisioni, notizie inquietanti sullo stato dell'economia italiana. Non saranno certamente i tagli alla scuola, alla ricerca, alla sanità, a risolvere il problema dei problemi: la stagnazione dell'economia. In questa direzione non vedo alcun provvedimento del governo, a parte i soliti proclami di Tremonti e Brunetta che riguardano sempre il futuro e mai il presente". Però il prelevamento delle impronte ai bambini Rom è diventato immediatamente operativo. "Questo sì, perché equivale esattamente a quello che, come ci racconta Manzoni, capitava durante la peste di Milano. Mentre le persone morivano a migliaia il governo dava la caccia agli untori che, fra parentesi, non erano mai esistiti. Insomma, le uniche cose che questo governo ha fatto sin qui sono quelle remunerative sotto il profilo demagogico... o che interessano personalmente il direttore dell'orchestra...". E poi, già che ci siamo, perché non prendere anche le impronte a tutti i piccoli figli dei mafiosi? "Ma tu vorresti mettere sullo stesso piano figli dei mafiosi e figli degli zingari? C'è una differenza abissale fra le due categorie: i mafiosi aiutano la politica, i Rom sono utili alla politica solo demagogicamente ma, purtroppo per loro, non elettoralmente..." saverio.lodato@virgilio.it.

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Altolà di Veltroni e Casini: nessuno espropri il Parlamento (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Altolà di Veltroni e Casini: nessuno espropri il Parlamento di Bruno Miserendino/ Roma "IN CONSIGLIO dei ministri hanno approvato la manovra di Tremonti in 9 minuti e mezzo. Ovvio, non c'era niente da discutere. Ma non penseranno di approvarla in Parlamento in nove ore...". Veltroni lo dice alle sette di sera, incontrando i giornalisti, e com- mentando quello che, qualche ora prima, è diventato un passo ufficiale e un fatto politico. Ossia lui e Casini hanno scritto una lettera a Fini, ma rivolta di fatto a Berlusconi e a tutta la maggioranza, per lanciare l'altolà: non si pensi di espropriare le prerogative dell'opposizione, strozzando il dibattito sull'enorme mole di materie in discussione, non solo quelle che interessano il capo del governo, ma anche quelle economiche e sociali che interessano milioni di italiani. "Il rischio c'è", dicono Veltroni e Casini, e bisogna scongiurarlo. Fini risponderà oggi, ma ufficiosamente ha negato che si voglia comprimere alcunchè. L'allarme però è alto. E un campanello deve essere suonato anche per Di Pietro, che all'incontro tra Pd e Udc non è stato invitato. Il clima tra Veltroni e l'ex pm è pessimo e la manifestazione dell'8 luglio sta diventando un fossato difficile da colmare. "Il passo con Casini? È coerente con la nostra impostazione di opposizione riformista - dice Veltroni - e del resto noi come faremmo ad andare in piazza con chi offende Napolitano?". Riferimento agli eccessi di qualche girotondino arrabbiato da cui ha dovuto prendere le distanze lo stesso Di Pietro, che non a caso in serata dice di giudicare positivamente la lettera di Veltroni e Casini, condividendone in pieno lo spirito. È chiaro che l'incontro tra i leader di Pd e Udc, se non configura un asse politico, è almeno un segnale, anche nei confronti di Di Pietro. Come dire: l'opposizione seria fa così, non dà del magnaccia al premier, perchè la rissa sulla giustizia rafforza solo Berlusconi. È peraltro anche un segnale che Veltroni manda all'interno del Pd: è il segretario che conduce le trattative con i leader degli altri partiti. L'allarme sul "rischio esproprio" lanciato da Casini e Veltroni è alto perchè i segnali sono brutti e l'intenzione di Berlusconi, non si sa quanto stoppata da Fini, di provare la strada del decreto sul tema intercettazioni ne è la conferma. "Il tema è una priorità solo per il premier - dice Veltroni - non mi sembra il problema principale per milioni di italiani". Discuterne va bene, ma nei tempi dovuti: "Ho espresso la mia opinione in campagna elettorale, non ho motivo di cambiarla, i magistrati debbono poter intercettare tutto quello che ritengono sia necessario alle indagini; ma al tempo stesso debbono essere responsabili di garantire la riservatezza delle intercettazioni". Il problema, dice Veltroni, è più complessivo: "Sono sbagliate le gerarchie, le priorità del governo, concentrato sulla giustizia mentre le priorità degli italiani sono i salari, gli stipendi, le pensioni". "Invece di discutere degli italiani che non ce la fanno, ogni giorno qui si discute di chi alla fine del mese ci arriva eccome...". Infatti Casini e Veltroni scrivono che va ristabilità "la giusta gerarchia delle priorità, mettendo al primo posto i problemi degli italiani". "La manovra - aggiungono - deve essere fortemente corretta". Perchè non affronta la crisi del paese, perchè in realtà le tasse aumentano nonostante le promesse, perchè mortifica la scuola e la sicurezza, perchè non si fa nulla per tutelare il potere d'acquisto di salari e pensioni. La social card inventata da Tremonti, scrivono i leader di Pd e Udc, "non è certo una risposta". Adesso, dicono Pd e Udc, il governo pretenderebbe che gli 85 articoli della manovra si possano discutere in poche ore. Una follia, mai successa prima. Commenta Enrico Letta: "Berlusconi cerca la rissa, siamo sconsolati, così è impossibile fare opposizione di merito". Guadagna consensi chi strilla più forte? "Adesso è così. Adesso".

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Intercettazioni, scontro Berlusconi-Fini Il presidente della Camera: sul decreto non ti appoggio. Premier braccato dallo spettro fuga di notizie su di lui (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Intercettazioni, scontro Berlusconi-Fini Il presidente della Camera: sul decreto non ti appoggio. Premier braccato dallo spettro fuga di notizie su di lui di Natalia Lombardo/ Roma LA SCACCHIERA Silvio vorrebbe a tutti i costi trasformare in decreto il ddl sulle intercettazioni, così da mettere il bavaglio alla stampa su esplosive intercettazioni, personalmente rilevanti. Ma il presidente della Camera, Fini, gli ha fatto capire che non è il caso di impuntarsi sul decreto. Sul piano politico peggiorerebbe il clima e romperebbe i rapporti col Quirinale. E sul piano tecnico non ci sono i tempi parlamentari per la conversione in legge di un altro decreto, a meno che i deputati non lavorino in pieno agosto travolti dall'ingorgo di leggi in aula. Così Berlusconi starebbe facendo marcia indietro sull'intenzione espressa in un contesto estraneo come il termovalorizzatore di Acerra: varare il decreto già nel consiglio dei ministri di domani mattina. In fretta e furia prima di prendere il lungo volo per il G8 in Giappone. Un'altra forzatura sul Quirinale, proprio quando Napolitano ieri ha mandato il segnale distensivo dell'accettazione del Lodo Alfano-Schifani. Il che potrebbe anche aprire la strada per lo "stralcio" del blocca processi dal decreto sicurezza. (dipende da come vanno i processi di Silvio...). A corrodere la determinazione di Berlusconi è stato il duro scontro avuto con Gianfranco Fini ieri a Montecitorio, dove il premier si è recato a pranzo, accompagnato da Gianni Letta. Il presidente della Camera già il giorno prima aveva bollato come "improvvida" la strumentalizzazione della lettera di Napolitiano al Csm, vista dal premier come "una risposta" alle (sue) richieste portate da Fini e Schifani per fermare il parere del Csm. E ieri Fini l'ha ripetuto al cavaliere. Lui ha lamentato "tempi duri" e una manovra "per farmi cadere". Ma il presidente della Camera ha trovato una sponda in Gianni Letta, nell'avvertire Berlusconi che si corre "il rischio di uno scontro tra poteri che coinvolge il Quirinale", con il quale, piuttosto, serve "un dialogo forte, oltre a un confronto aperto con l'opposizione". Quindi, "caro Silvio, stavolta non ti posso appoggiare", ha detto Fini in una ripresa d'orgoglio. Sul tavolo degli uffici presidenziali a Montecitorio un'enorme zucca scolpita ad arte, ma anche l'ingorgo parlamentare. E se il decreto fosse presentato domani al Cdm, il 4 luglio, la conversione in legge entro i primi di settembre costringerebbe i deputati a rinunciare del tutto alle ferie che già dovranno ridurre. Le obiezioni poste da Fini raccolgono le perplessità della maggioranza, sia in An che nella Lega, mai stata favorevole al decreto anti-intercettazioni. Maroni non ha voluto parlarne, e il Carroccio si coccola l'opposizione per il federalismo fiscale. Berlusconi invece vuole andare avanti nella guerra contro i pm. Nel Cdm di domani magari varare sanzioni per editori e giornalisti, mettere almeno il bavaglio alla stampa prima che lo comprometta sul piano personale, più che penale. Ieri ne ha parlato col ministro della Giustizia Alfano, che da una parte lo sostiene nel dire che "la necessità e urgenza del decreto, dopo le ultime intercettazioni, è sotto gli occhi di tutti", dall'altra è cauto sui tempi parlamentari. Colloqui frenetici anche con l'avvocato Ghedini, che nel pomeriggio studiava il caso con Bonaiuti a Montecitorio. Silvio IV è ossessionato. Studia la scacchiera dove si muovono i giudici di Milano e Napoli,è terrorizzato dai gossip estivi. E se oggi usciranno le anticipazioni "bollenti" di sue conversazioni private, sparerà tutte le sue cartucce contro i pm, "(porterò le prove") stasera a Matrix. Intervista messa in dubbio (e incerta la diretta) ma confermata dalla presenza proprio di Mentana a Palazzo Grazioli. La prova di bomba.

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La scure dei processi e le mosse del Cavaliere (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del La scure dei processi e le mosse del Cavaliere Una rischiosa corsa contro il tempo che potrebbe sconsigliare a Berlusconi di andare avanti comunque sulla strada del provvedimento d'urgenza. Sulle intercettazioni si capirà domani, al Consiglio dei ministri, se prevarrà la linea dello scontro, perfino con il Colle, o quella che consiglia qualche prudenza. La difficoltà di convertire in legge il decreto entro settembre, con la pausa estiva del Parlamento, non è l'unico fattore che pesa sulle scelte del Cavaliere. Potrebbe diventare, al contrario, l'alibi per giustificare un passo indietro, una pausa nella sfida che abbraccia già numerosi fronti, e che dovrebbe misurarsi, per di più, con le incognite del Quirinale. Prevarrà la cautela o l'impellenza di anticipare le ricadute di imminenti decisioni giudiziarie? La prossima settimana il Gup di Napoli deciderà sul rinvio a giudizio di Berlusconi e Saccà, e le migliaia di intercettazioni del procedimento sulle raccomandazioni Rai potrebbero rimbalzare dai faldoni giudiziari alle pagine dei giornali, creando qualche altro imbarazzo al Capo del governo. Si deve a questo il cambio repentino di linea che ha spinto il premier a rilanciare in pista un decreto che scavalcherebbe l'iter del contestatissimo ddl varato dal governo? Un decreto legge allungherebbe l'elenco degli sgarbi istituzionali messi in atto dal premier. Il Colle, ad esempio, auspica una larga intesa sulla materia delle intercettazioni, la stessa che il decreto minerebbe alla base. Dopo il parere negativo del Csm sulla norma blocca-processi, e il fuoco di fila Pdl contro l'organo di autogoverno dei magistrati, l'intenzione di rispolverare il decreto sulle intercettazioni getta nuova benzina sul fuoco. Ricorrono i requisiti di "necessità e d'urgenza" per intervenire sulla materia, insiste il ministro Alfano. Mentre, fatto grave, l'avvocato difensore del premier, Nicolò Ghedini, lancia un vero e proprio monito al Capo dello Stato. Un avvertimento che rimanda, indirettamente, ai malumori trapelati da Palazzo Chigi per il silenzi del Colle sulle telefonate Berlusconi-Saccà pubblicate dai giornali. "Immagino che anche il Capo dello Stato abbia accortezza della situazione di gravissimo disagio che si sta vivendo, visto che si pubblicano intercettazioni che non hanno alcuna rilevanza penale", dichiara il legale del premier, deputato Pdl. E pensare che, poche ore prima, il via libera al disegno di legge sulla immunità alle Alte cariche dello Stato, era stato interpretato come un tentativo del Colle volto a stemperare uno scontro istituzionale che non sembra turbare i sonni di Palazzo Chigi. Il compito di Giorgio Napolitano, in realtà, è tutt'altro che facile. Di fronte ai continui tentativi di Berlusconi di abbassare l'asticella delle regole, il Colle richiama tutti al rigoroso rispetto dei limiti imposti dalla Costituzione e dall'equilibrio tra poteri. E chi, osservando la spregiudicata determinazione del Cavaliere, richiama nostalgicamente i tempi di Scalfaro e i "no" dell'allora Presidente al decreto "salva-ladri" del '94, non tiene conto che le condizioni politiche e l'opinione pubblica di allora erano assai diverse da quelle di adesso, "In un momento così difficile - sottolinea Cesare Salvi, già presidente della Commissione Giustizia del Senato - l'equilibrio con il quale il Capo dello Stato richiama principi e regole della nostra democrazia è un bene comune che non deve essere messo in discussione". Parole che rimandano alle "posizione rigorose e ineccepibili" che il Colle assume. E che potrebbero riguardare, domani, anche una valutazione rigorosa - e non in linea con i desiderata di Palazzo Chigi - delle norme salva-premier e di un eventuale decreto sulle intercettazione per il quale non ricorrano i requisiti della "necessità" e dell'"urgenza". La Nota.

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Il Pd: cosa voleva smorzare Saccà? (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Il Pd: cosa voleva "smorzare" Saccà? ROMA "Nelle telefonate intercettate con il consigliere Urbani, Agostino Saccà, oltre a ricordare il suo grave tentativo di oscurare Biagi, si vanta di aver smorzato tante cose nel 2001, ovvero nella delicata e importante fase delle elezioni politiche . L'azienda indaghi". Lo chiede il parlamentare del Partito Democratico Riccardo Villari, componente della Commissione di Vigilanza, che sta valutando se fare al riguardo un esposto alla magistratura. "Occorre chiarire se da parte dell'allora responsabile del Palinsesto Rai, Saccà appunto, ci siano state azioni volte a penalizzare il regolare svolgimento della campagna elettorale.

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Il bavaglio ai giornali (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Il bavaglio ai giornali Vittorio Emiliani E ditori e giornalisti insieme per protestare con forza, con la massima forza pacifica possibile, e con creatività, contro il bavaglio che Silvio Berlusconi, ossessionato dalla pubblicazione di nuovi colloqui telefonici hard, vuole ora imporre, in tutta fretta, per decreto legge, all'intero pianeta dell'informazione e alla magistratura in materia di intercettazioni. Anche a costo di mettere in ginocchio, con sanzioni pecuniarie inusitatamente pesanti, le stesse aziende editoriali. Non accadeva da non so quanto tempo e sembrava improbabile che accadesse fra due categorie, editori e giornalisti, fra due sindacati, Fieg e Fnsi, che da oltre tre anni non riescono a trovare - grazie alla ostinazione degna di miglior causa di alcuni grandi editori di giornali - una linea di intesa per il nuovo contratto degli operatori dell'informazione. Contratto che metta al riparo dal precariato, dall'insicurezza e quindi dalla perdita di autonomia i giornalisti italiani, i più giovani in specie. Evidentemente anche gli editori avvertono che il clima si va facendo nel nostro Paese particolarmente duro e illiberale, un clima da leggi speciali, da criminalizzazione dell'informazione non allineata, con la concomitante caduta di garanzie che sono state finora il fondamento stesso della Costituzione. Non era successo neppure negli anni più bui del terrorismo di destra e di sinistra che tante e così strategiche garanzie venissero depotenziate e, di fatto, sterilizzate. Per decreto, per giunta. All'epoca i tentativi posti in essere furono contrastati da un'opinione pubblica attenta e presente, dalle forze garantiste che la interpretavano. Quando l'allora direttore del Corriere della Sera, Franco Di Bella, poi finito nelle liste P2 (dove figurava pure Silvio Berlusconi, uno dei rari imprenditori privati in verità), propose pubblicamente il "black-out" sulle notizie riguardanti il terrorismo, ricevette assai pochi consensi (quello di Gianni Letta allora direttore del Tempo) e molti dissensi radicali: noi avremmo continuato a dare tutte le notizie su fatti e fenomeni terroristici evitando rigorosamente di enfatizzarne i personaggi e le forme di espressione con una forma seria di autodisciplina (pure oggi, va sottolineato, necessaria). Il "black-out" venne dunque respinto dalla grande maggioranza dei direttori e dei giornalisti italiani i quali temevano, giustamente, che dietro quel silenzio passassero degenerazione e svuotamento della democrazia. Oggi il sindacato dei giornalisti e quello degli editori trovano dunque un punto strategico di convergenza, del resto anticipato il 9 giugno scorso da Boris Biancheri, presidente della Fieg: "Limitare le intercettazioni alle indagini relative a reati di terrorismo e criminalità organizzata non mi sembra affatto una buona idea. Un sequestro di persona o la corruzione di pubblico ufficiale che non hanno connessioni con mafia e camorra non sono meno gravi per questo". Vedremo quanti fra i maggiori giornali e quanti fra i telegiornali coglieranno davvero il valore strategico di questa intesa e l'appoggeranno condividendola a fondo. Trovo ben pensata la proposta avanzata dal segretario della Federstampa, Franco Siddi: fare cioè, inizialmente, una sorta di sciopero "a rovescio", informando di più (finalmente!) i lettori, e uscire con pagine a scacchiera, quelle libere e quelle nei fatti imbavagliate. Dopo, si potrà, probabilmente si dovrà andare, insieme, in piazza avendo cercato di formare una opinione pubblica più avvertita. In queste ore è fin troppo scoperto il tentativo di ridurre la mole delle intercettazioni giudiziarie ad un fiume di pettegolezzi, a volte di sapore pecoreccio o boccaccesco (peraltro espressivi del malcostume di chi fa certe inqualificabili telefonate). In realtà anche la frenetica attività del presidente Berlusconi nel telefonare in Rai al direttore della fiction Agostino Saccà per raccomandare, nel modo più pressante e imbarazzante, questa o quella show-girl o stellina (magari appannata), ha ribadito alcuni dati di fatto: nell'azienda pubblica vi sono quadri berlusconiani pronti e proni a ricevere dal capo raccomandazioni e magari ordini di servizio; la Rai viene considerata da Berlusconi e pure da Confalonieri del tutto subalterna, una sorta di succursale di Mediaset. Altro che gossip. Qui ci sono di mezzo il ruolo strategico del servizio pubblico, il grado di concorrenza effettiva fra le due emittenti, il pluralismo stesso dell'informazione, la meritocrazia nelle scelte artistiche, sopraffatta da un clientelismo peloso e penoso. Valori essenziali sporcati e travolti, spesso, da questa fiumana fangosa di telefonate e di trame, per esempio contro l'attuale direttore generale della Rai, Claudio Cappon, manager pubblico di indubbia moralità e trasparenza. Adesso, ad esempio, capiamo meglio perché e percome, subito dopo la vittoria elettorale del Cavaliere, vi fu chi dall'interno di Viale Mazzini chiese la pronta, anzi immediata "riabilitazione" di Saccà: avevano messo in piedi la trama per un nuovo direttore generale. Adesso capiamo meglio perché si avanzano nomi per i nuovi possibili componenti del CdA etichettati quali "bipartisan", in realtà berlusconiani di ritorno che il Pd farà bene a non avallare se non vorrà alienarsi altre simpatie fra i suoi sostenitori più decisi, e quindi più utili, anche fra i giornalisti che fanno opinione e che dai vari governi Berlusconi hanno patito emarginazioni gravi tenendo, loro, la schiena diritta. Inoltre, conviene ripetere fino alla noia che le intercettazioni hanno consentito la cattura di Riina, di Provenzano, di Lo Piccolo, di Busca. Obiezione immediata: quelle saranno ancora possibili. Già, ma non ci saranno intercettazioni per i reati-satellite, per le estorsioni, le richieste di "pizzo", lo sfruttamento della prostituzione, la bancarotta fraudolenta, ecc. "Talvolta si arriva ad una indagine di mafia proprio partendo da un reato minore. Non sarà più possibile farlo". Così Antonio Ingroia, pm antimafia a Palermo. Tutti reati che - per effetto dell'altro devastante provvedimento berlusconiano, il blocca-processi - finiranno in una sorta di limbo per un anno, da aggiungere ai tanti anni di attesa per la giustizia ordinaria che ordinaria non è più nella sua inaccettabile lentezza. Su questo terreno - che ci ha visti più volte messi in mora dall'Unione Europea - l'Associazione Nazionale Magistrati aveva avanzato proposte costruttive al presidente del Consiglio. Messe da lui seccamente da parte, come ogni forma di possibile dialogo sulle riforme, per porre tutta la politica, tutta l'attività parlamentare, già palesemente ingolfata, al servizio dei suoi personali casi e interessi. Anche a colpi di decreto. La nostra Costituzione, per ora, dice: "la giustizia è amministrata in nome del popolo". Fino a quando?.

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Attacco al Csm (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Attacco al Csm Giovanni Salvi La nota del Capo dello Stato, letta dal Vice Presidente del Csm in apertura della seduta sul parere in tema di conversione del decreto sicurezza, è di chiarezza esemplare: il Csm può e deve esprimere pareri sui disegni di legge che concernano la giustizia; questi pareri non costituiscono un vaglio di costituzionalità, che è riservato ad altri Organi dello Stato. L'ineccepibile puntualizzazione è servita a riportare serenità in Consiglio e a dissipare le nubi che si addensavano sulla discussione. Una cosa infatti è operare un vaglio di costituzionalità, con effetti istituzionali rilevanti, altra cosa compiere valutazioni tecnico-giuridiche, che come tali non possono esser monche della legge fondamentale. Bene ha fatto il Csm ad eliminare dal parere ogni aspetto che potesse dar luogo a equivoci e dunque a inutili polemiche. I pareri sono previsti dall'art. 10 della legge del 1958, che regola le attività consiliari, ma in realtà sarebbero desumibili dal ruolo del Csm quale organo di rilievo costituzionale, composto da membri eletti dai magistrati e dal Parlamento in seduta congiunta, cui è attribuita la responsabilità del governo autonomo della magistratura. La loro legittimità, anche quando non richiesti, è stata affermata - tra l'altro - dalla Commissione Paladin, insediata nel 1990 dal Presidente Cossiga, proprio per sondare i limiti delle attribuzioni del Consiglio. È infine evidente che non può parlarsi di organizzazione, ordinamento giudiziario e processo senza parlare di Costituzione. Ciò è dimostrato da una prassi costante, che ha riguardato peraltro ogni Governo, anche quelli di centro sinistra. Il parere espresso nel dicembre 2006 sul disegno di legge in tema di intercettazioni (ministro Mastella) manifestava preoccupazione per il "regime di indifferenziato divieto di pubblicazione degli atti "anche per riassunto" ... con evidente compressione dei valori riconducibili all'art. 21 Cost.". Nel parere sull'organizzazione del p.m. (dicembre 2005, ministro della Giustizia Castelli) si richiamavano i precedenti pareri, nei quali "sono stati sottolineati dubbi di legittimità costituzionale delle disposizioni ... che disciplinano l'ufficio del pubblico ministero" e passava ad elencarne alcuni ("... evidenti i profili di possibile contrasto con la disciplina costituzionale sotto il profilo della violazione della indipendenza e della soggezione del magistrato alla sola legge della sua attività... La somma di queste scelte lascia del tutto irrisolti i dubbi di legittimità costituzionale con riferimento, in particolare, all'art. 101 della Costituzione che vuole il rappresentante della giurisdizione soggetto solo alla legge. ... non sembrano in alcun caso affrontare in maniera positiva gli aspetti della legge di delegazione che presentano profili di possibile illegittimità costituzionale, e ciò neppure nei casi in cui sarebbe stato possibile adottare soluzioni in grado di limitare i rischi di illegittimità"). Le lunghe citazioni annoieranno certamente il lettore. È però ora di finirla di parlare senza cognizione di causa. Ormai chi più strepita, più ha ragione. Illustri commentatori si sforzano di trovare ragioni anche dove non ce ne sono. Tocca leggere di invasione di campo per il solo fatto che un Organo di rilievo costituzionale si permetta di prospettare i gravi rischi per il buon funzionamento della giustizia che derivano da norme che potrebbero presentare profili di illegittimità costituzionale e dunque causare effetti indiretti, la cui dannosità è facile prevedere. Coloro cui compete proporre le leggi e coloro che hanno l'alto compito di approvarle dovrebbero esser grati per i rilievi che consentano loro di meglio operare. Capisco che ciò possa apparire ipocrita: un parere carico di animosità e strumentale non fa piacere a nessuno. Basta però leggere il documento del Csm per capire che non è così. Il parere è per molti aspetti positivo; anche laddove individua criticità, lo fa in termini propositivi, indicando i possibili punti di intervento. Certo, vi sono anche rilievi fortemente negativi e non solo in punto di sospensione dei processi. È evidente la preoccupazione di evitare ricadute indesiderate sulla funzionalità del sistema giudiziario. A volte ciò viene fatto richiamando decisioni già assunte dalla Corte costituzionale, come quelle in tema di impossibilità di basare un giudizio di pericolosità sulla sola condizione di clandestinità; sempre è presente la necessità di attuare il principio costituzionale di ragionevole durata dei processi. Il Csm è stato spesso nell'occhio del ciclone. Alla fine del mandato, il Presidente Cossiga ritenne persino di far presidiare il Consiglio dalla forza armata per impedire una seduta al cui ordine del giorno non aveva assentito. Credo però che questa volta vi siano aspetti nuovi, sui quali occorre riflettere. Che concetto della democrazia vi è dietro il rifiuto di ogni controllo che non sia quello elettorale? Quanta sintonia vi è tra questa concezione giacobina della politica e un sentimento profondo di vaste aree dell'opinione pubblica? Sono tra quanti invocano ormai da anni un approccio ai temi della giustizia che sappia aggirare il cosiddetto conflitto con la politica (che tale non è) utilizzando ciò che è al tempo stesso strumento e fine: la priorità di un servizio che i cittadini possano sentire come giusto, anche perché reso in tempi ragionevoli. Le forti critiche di questi giorni al Csm sono in realtà politiche e come tali oggetto di legittima discussione politica. Non mi pare invece che esse abbiano reali fondamenti in una prospettiva giuridico-istituzionale: cercare argomenti in tal senso è davvero poco utile. Bere a valle del lupo non salva la pelle e anzi rende meno convincenti le ragioni della pecora. Occorre invece non cedere sui principi e sui fatti. I principi sono quelli per i quali l'organo di governo autonomo della magistratura è legittimato ad esprimere pareri sui disegni di legge e la Costituzione è il faro che orienta ogni decisione del giurista. I fatti sono quelli per i quali alcune delle misure legislative in discussione non renderanno i processi più rapidi, non renderanno i cittadini più sicuri, certamente non li renderanno più liberi.

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Una fiction non si nega a nessuno (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Una fiction non si nega a nessuno di Silvia Garambois S ilvio Berlusconi stavolta è inciampato nel conflitto fra i suoi stessi interessi: meglio mandare in onda una fiction pompatissima come I Tudor. Scandali a corte, per la quale ha messo in campo sia una maratona su Mediaset Premium che una raffica di spot, o meglio andare in video di persona, a parlare di intercettazioni e raccomandazioni, a tu per tu coi telespettatori? Berlusconi ha optato per la seconda. I Tudor e gli scandali alla corte di Enrico VIII, compresi errori storici e scene hard, possono attendere: stasera su Canale 5 ci sarà lui, in una puntata speciale di Matrix, a parlare di altri scandali, di attricette e presunte tali per le quali in Rai si sono trovate vie preferenziali (forse anche a Mediaset, ma quella è un'azienda privata, dove il padrone assume chi vuole). La fiction in Italia fa sempre notizia, ma più nelle pagine della politica che in quelle degli spettacoli. La fiction in Italia è genericamente brutta: brutte sceneggiature, pessima recitazione, pause con gli attori in apnea, tronisti (e troniste!) che veleggiano tra una soap e un telefilm. La fiction fa soldi: non sono veri film, perciò la legge è lasca e le serie si possono imbottire di pubblicità come un salame, in mezzo, dentro, con le scritte che passano sotto. Non solo: più le serie sono lunghe, meno costano. E a pagare c'è sempre tempo. Per farsi un'idea di come gira questo mondo su Fox - uno dei canali di Sky - è in onda un "telefilm sui telefilm", che è la fotografia ironica e fedele di come le soap nel nostro Paese nascano in modo improbabile e "troppo italiano": si intitola Boris, protagonista Pietro Sermonti, ma nel cast ci sono anche Corrado e Caterina Guzzanti e un altro gruppo di attori come Antonio Catania e Paolo Calabresi, per citarne un po' (se vi capita, va in onda il lunedì, a sera tardi). E detto tutto ciò in premessa, tra raccomandazioni di starlette e produzioni tappa-buchi, c'è da aggiungere poi che alla fiction, e alla fiction tv, c'è chi ci crede davvero: nell'eterna crisi del cinema più volte registi e attori di calibro hanno ritrovato ossigeno in tv. E hanno realizzato cose egregie. O comunque godibili. Anche nelle lunghe serie: non consiglieremmo mai Capri, ma I Cesaroni sì; e Don Matteo ha i suoi bei difetti ma ce la fa a competere con il "mitico" Padre Brown di Renato Rascel, anni Settanta. Rai e Mediaset (ma anche Sky) hanno ormai annunciato i loro assi nella manica per la prossima stagione. C'è di tutto un po': Liliana Cavani e Alessandro Gassman, Pinocchio e il Commissario Montalbano (quattro nuovi episodi). Sky è partita d'anticipo, con un progetto "sperimentale": trasformare i film per il cinema in prodotti lunghi per la tv. Dopo Quo vadis Baby? di Gabriele Salvatores, si attende la versione "lunga" di Romanzo criminale di Michele Placido (che sarà consulente artistico per le dodici puntate della nuova serie). Su Raiuno, sempre in perfetto equilibrio politico, c'è il film su Paolo VI (regia di Fabrizio Costa, con Fabrizio Gifuni nei panni di Papa Montini, prodotto dalla Lux Vide di Bernabei), ma anche quello su Giuseppe Di Vittorio (Pane e libertà, diretto da Alberto Negrin, con Pierfrancesco Favino). I film sui personaggi della storia sono, come sempre, quelli che creano meno problemi: e così ecco su Raiuno Einstein (regia di Liliana Cavani, con Vincenzo Amato, prodotto dalla "Ciao Ragazzi" di Claudia Mori), Coco Chanel (con Shirley MacLaine, regia di Christian Duguay), Giacomo Puccini (regia di Giorgio Capitani con Alessio Boni) e La meravigliosa storia di suor Bakhita (regia di Giacomo Campitoti, con Fatou Kine Boye). Un discorso a parte merita il ritorno di Pinocchio: Bob Hoskins è Geppetto, Violante Placido la Fata Turchina, Luciana Littizzetto il Grillo Parlante, mentre Collodi ha la voce di Alessandro Gassman (regia di Alberto Sironi, produzione Lux Vide). Canale 5, invece, lascia spazio all'attualità, con Crimini bianchi, sulla malasanità (produzione Taodue, regia di Alberto Ferrari con Ricky Memphis e Daniele Pecci), e a 'O professore, su una scuola di Scampia (regia di Maurizio Zaccaro con Sergio Castelletto, produzione Grundy). Non manca la commedia con Amiche mie (con Margherita Buy, Cecilia Dazzi, Luisa Ranieri ed Elena Sofia Ricci, prodotta da Mediavivere), Anna e i cinque"(con Sabrina Ferilli e Pierre Cosso, regia di Monica Vullo, produzione Magnolia) e la fiction in costume Il sangue e la rosa (regia di Salvatore Samperi, con Gabriel Garko). E poi. c'è il film di Ricky Tognazzi, che non ci sta a passare per il regista della "fiction dei raccomandati". Nel suo I segreti dell'isola di Korè (la storia di un'ispettrice di polizia che torna nella sua isola per sposarsi) ci sono infatti anche Antonella Troise e Simona Borioni. Quelle che nelle intercettazioni Berlusconi chiama "le mie fanciulle". CINE-TV Che passione queste fiction! Servono a rasserenare il pubblico, a far soldi, a piazzare le amiche degli amici, specie se sei il presidente del Consiglio. Eccovene una guida ragionata, con le anticipazioni della stagione che verrà.

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La salvaprocessi farà sparire il reato di disastro ambientale (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del La salvaprocessi farà sparire il reato di disastro ambientale di Eduardo Di Blasi/ Roma Fu un senatore di Forza Italia, Luigi Manfredi, a presentare l'emendamento al Decreto Ronchi che inaspriva le pene sul reato ambientale. E sarà il nuovo governo Berlusconi a depotenziare le indagini e a rallentare i processi su questo crimine odioso di riconosciuta pericolosità sociale. Era il marzo del 2001 quando Manfredi propose l'emendamento e il termine di "ecomafia", l'avvelenamento del territorio che si rinnova di anno in anno e che non viene cancellato se non a prezzo di costose bonifiche, non era ancora entrato nell'immaginario collettivo. Non avevano avuto l'eco nazionale dovuto le grandi battaglie di Legambiente e film come "Biutiful Cauntri", storia di inquinamento, morti per cancro e cibo finito in malora (e poi sulle tavole degli italiani). Non c'era stato Gomorra di Saviano, anche perché i rifiuti pericolosi di solito prendevano silenziosamente la strada che portava ai Paesi del Terzo mondo e che semmai si interrompeva prima, in fondo al mare, dentro vecchie carrette affondate in acque internazionali dove nessuno sarebbe andato a ripescare loro e il loro pericoloso carico. La scarsità dell'intervento legislativo in materia permetteva a chi smaltiva abusivamente gli scarti pericolosi pene poco più severe di una contravvenzione. Anche per questo, si disse, mafia e camorra avevano deciso di intraprendere il grande businnes: soldi tanti, rischi pochi. Nell'aula di Palazzo Madama il senatore di Forza Italia Manfredi, su impulso delle associazioni ambientaliste, fissò la pena con voto bipartisan: veniva punita da "uno a sei anni" di reclusione la "gestione abusiva" dei rifiuti. Pena che saliva da "tre a otto anni" nel caso di rifiuti ad alta radioattività. L'emendamento fu fotografato nell'articolo 53bis del decreto Ronchi e divenne l'arma con cui le procure italiane andarono all'assalto dei trafficanti di veleni. Dal 2002 ad oggi sono state 104 le inchieste aperte, 662 i trafficanti arrestati, 545 le aziende coivolte nelle indagini. Il lavoro della magistratura ha disvelato il sistema dello smaltimento illecito, il trucco del "giro bolla" (il carico pericoloso che viene declassificato solo formalmente passando da impianto a impianto, sino a finire in una discarica dove non potrebbe starci), i materiali nocivi messi sotto il tappeto, o rivenduti come nuovo prodotto. L'aver alzato la sanzione massima ha consentito la possibilità di eseguire intercettazioni telefoniche, collaborazioni con l'Interpol per i traffici internazionali, riduzione del rischio di prescrizione per le persone coinvolte. Lo strumento ha funzionato se è vero che in questi anni abbiamo assistito all'inchiesta sulla Enichem di Priolo, dove parte dei rifiuti veniva smaltita nei tombini che finivano diritti nel mare antistante (l'operazione "Mare rosso" nacque su impulso di alcuni cittadini che videro galleggiare tra le onde macchie create dall'acido solforico). Ai fanghi delle acque reflue veneziane, inquinate da policlorobifenili e diossina, venduti come fertilizzanti in agricoltura. Nel novembre del 2003 l'inchiesta "Re Mida", che stroncò un filone del traffico di rifiuti tra il Nord e la Campania (40mila tonnellate di rifiuti movimentati per un giro d'affari di quasi 3 milioni e mezzo di euro), finì per imbattersi nel clan dei Casalesi. Nel giugno dell'anno seguente, con l'operazione "Terra mia", furono scoperti nel triangolo tra Nola, Marigliano e Acerra, 120 ettari di terreno inquinato da rifiuti pericolosi: 25 discariche abusive. Sedici arrestati. Per la prima volta in un aula di tribunale si contestò il reato di "disastro ambientale". Oggi, il combinato disposto del taglia-processi e disegno di legge sulle intercettazioni, mette a rischio le inchieste passate e future. Se non si potrà intercettare chi non rischia almeno dieci di carcere, allora la faranno franca tutti coloro che avvelenano intere comunità per risparmiare sullo smaltimento dei propri scarti di lavorazione. Se i processi in cui gli imputati di queste inchieste rischiano meno di dieci anni, saranno messi in coda agli altri, la prescrizione sarà dietro l'angolo per chi ha avvelenato cave, campagne e persone. E non vale nemmeno la scusa che se si indaga per mafia e camorra (due delle "imprese" che curano il ciclo dei rifiuti pericolosi in Italia), allora è lecito intercettare. Perchè le indagini non partono dai capi clan, ma dai trasportatori, dagli stakeholder, da quei prestanome con ditte individuali e collettive all'apparenza puliti che continuano ad ammassare scarti pericolosi nelle periferie del nostro territorio. Quando si studia una legge, si dovrebbe capire non solo a chi giova (e sul tema si fa un singolo nome), ma anche a chi fa male.

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Una delle più gravi conseguenze del decreto così fortemente voluto dal premier E se si bloccano le intercettazioni sarà buio pesto (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Una delle più gravi conseguenze del decreto così fortemente voluto dal premier E se si bloccano le intercettazioni sarà buio pesto.

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È un via libera allo smaltimento illegale (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del ERMETE REALACCIIl ministro ombra dell'Ambiente: con il decreto sicurezza si vanificano gli sforzi fatti "È un via libera allo smaltimento illegale" / Roma "Al premier che torna a Napoli e assicura che i rifiuti saranno tolti dalle strade, dico che il suo decreto sicurezza mette a rischio la lotta contro lo smaltimento illegale dei rifiuti pericolosi. Veleni che provocano dei rischi reali per la salute degli italiani, che inquinano l'aria e l'acqua. Veleni su cui le ecomafie fanno grossi affari". Ermete Realacci, ministro ombra dell'Ambiente, punta il dito contro il decreto sicurezza: "Prima del 2001 le pene erano così lievi che spesso i reati cadevano in prescrizione, non si potevano usare le intercettazioni e neppure chiedere la collaborazione dell'Interpol. Dopo il 2001, grazie a un emendamento al decreto Ronchi bis che ha innalzato le pene, presentato tra l'altro da un senatore di Forza Italia, Luigi Manfredi, un ex generale, la magistratura ha potuto muoversi e il fenomeno si è in parte ridotto, in Campania e non solo". E adesso cosa cambia con il decreto sicurezza? "L'azione della norma blocca processi insieme allo stop alla intercettazioni per i reati che hanno pene inferiori ai 10 anni rischia di vanificare i passi avanti che sono stati fatti: perché questi reati hanno pene inferiori ai 10 anni, dunque i processi per questi reati ambientali rischiano il blocco e non si potranno più usare le intercettazioni nelle indagini. È un caso simbolo di come norme pensate per rispondere agli interessi personali del premier producono un danno agli interessi dei cittadini e minacciano quella sicurezza che a parole viene tanto invocata. Ricordo che lo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi ha già prodotto gravi malattie nella popolazione, e anche l'abbattimento di migliaia di capi di bestiame in Campania per la presenza di diossina nel latte". Realacci chiama in causa il governo e il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo: "Non si può dire di voler contrastare i reati ambientali, come ha fatto il ministro in Commissione Ambiente alla Camera, e poi prendere in giro gli italiani. Questo è un tema su cui c'è sempre stato un impegno trasversale in Parlamento: fu proprio un senatore di Forza Italia, nel 2001, a portare in aula quell'emendamento fortemente voluto da Legambiente. Oggi invece il centrodestra sta andando nella direzione opposta. E un decreto che era nato per dare portare più sicurezza rischia di avere il risultato opposto. Per questo chiediamo e ci aspettiamo una correzione di rotta da parte del governo, e comunque una pressione in questa direzione del ministro Prestigiacomo, che può dimostrare se ha davvero a cuore la salvaguardia dell'ambiente". a.c.

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L'invasione delle ultragnocche (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del L'invasione delle ultragnocche Marco Travaglio C'è un discreto scarto fra gli editoriali pensosi alla Pigi Battista sul malaugurato "scontro fra politica e giustizia" e sul "dialogo costituente" che forse ritorna grazie agli estintori quirinaleschi, e i resoconti dei "retroscenisti" alla Scodinzolini, sempre appostati nella pochette di questo e quello. Da giorni sono mobilitate a colpi di codici e pandette, precedenti giurisprudenziali e citazioni dotte il Capo dello Stato, il Csm, la Corte Costituzionale, il Parlamento, il Governo, l'Associazione Nazionale Magistrati, le Camere Penali, l'Associazione Costituzionalisti Italiani, l'Autorità Garante della Privacy, presto fors'anche la Commissione Europea, l'Alta Corte di Giustizia di Lussemburgo e la Corte dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo. Il tutto perché un ometto, un certo Al Pappone, ha problema molto più prosaico e urgente, che Vittorio Feltri ha voluto sintetizzare su "Libero" con un titolo in chiaroscuro: "Il guaio è la gnocca". In sintesi: l'han beccato a parlare al telefono di e con certe ragazze che lui chiama "le mie fanciulle" (per distinguerle dalle "mie bambine", che sarebbero le ministre Carfagna, Brambilla e Gelmini) e che, non sapendo recitare, devono lavorare per Raifiction dell'amico Agostino Saccà. Il quale s'incarica poi di "migliorare" prima dell'uso quelle dall'aria "un po' strappona" ("strappona che a Roma vuol dire bona, bonacciona, capito? Diciamo non anglosassone", precisava l'insigne linguista). Ricapitolando: le "fanciulle" le paghiamo noi col canone; le "bambine" le paghiamo pure noi con la diaria parlamentare e lo stipendio ministeriale. Poi ci sono quelle brave: ecco, quelle le prende Mediaset. Ma si sa com'è fatta la gnocca: inizialmente si presenta bene, col volto suadente e seducente che fa impazzire i maschi latini e non. Poi però la gnocca s'incattivisce. Se non l'accontenti, va in giro a raccontare cose poco carine. Non ci sono più le gnocche di una volta,che si tacitavano con una boutique. Oggi c'è la gnocca presidenziale, molto più pretenziosa. Quando va bene, vuole "la parte" a Raifiction, ma mica un "ruolino": protagonista. Altre più sofisticate puntano a un ministero. E i ministeri, specie dopo la malaugurata riforma Bassanini, sono pochini. Mentre le gnocche sono tante, troppe. E il dicastero lo vogliono col portafoglio, mica senza. Antonella, per esempio, è insoddisfatta: "Sta diventando pericolosa,è pazza, s'è messa in testa che io la odio, che ho bloccato la sua carriera artistica. È andata a dire delle cose pazzesche in giro. Agostino, falle una telefonata e dille che continuo a dirti: io devo far lavorare la Troise. Sottolinea un mio ruolo attivo...". Si potrebbe fare ministro anche lei, o almeno sottosegretario. Ma con quale delega? Al senatore italo-australiano Nino Randazzo, in cambio del ribaltone, Al aveva offerto quella all'Oceania. Ma ad Antonella? Viceministro alle Autoreggenti? Ai Wonderbra? All'Intimissimo? Ecco: a un certo punto la gnocca ha una mutazione genetica, diventa perfida, ti si rivolta contro. E che si fa contro l'invasione delle ultragnocche? Superman aveva la Kriptonite. Al ha il Decreto. E, se qualcuno obietta che non c'è necessità né urgenza, gliele spiega lui, la necessità e l'urgenza: o esce il decreto o escono le telefonate. E' vero che il direttore di "Europa", dalla clandestinità, ha invitato i giornalisti veri a "censurarle". Perché, come dice lui, "si fa un uso politico delle intercettazioni". Ma se denunciare l'uso politico dei pentiti, dei testimoni e delle toghe rosse è facile, dimostrare che pure le microspie si mettono d'accordo per incastrare gli avversari politici è decisamente più arduo. Qui non è la parola di un altro contro la tua: è la tua parola contro la tua. E lui le sue le conosce bene, perché le ha pronunciate lui. Veronica, intanto, ha smesso di scrivere ai giornali e prende appunti. Su tutto. Anche su quella graziosa signorina dal cognome giacobino, Virginia Saint-Just, che avrebbe avuto l'appoggio di Silvio nel divorzio dal marito agente segreto, più un alloggio gratis a Campo de' Fiori, mentre l'ex consorte veniva licenziato dal Sisde. Se qualche membro del Csm ci è rimasto male nell'apprendere dal Colle che è vietato definire incostituzionale una legge incostituzionale, sappia che è per una causa di forza maggiore: la gnocca. "Costituzione" non si può più dire. Gnocca invece sì. Ora d'Aria.

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Intercettazioni, stop a berlusconi (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Ma il Cavaliere insiste sul dl, giallo sull'intervista in tv. Napolitano dà via libera al lodo Alfano sull'immunità Intercettazioni, stop a Berlusconi Fini: no al decreto. Veltroni e Casini: non espropriate il Parlamento ROMA - Perde quota la possibilità di affidare a un decreto legge la stretta sulle intercettazioni. Gianfranco Fini ha spiegato infatti che alla Camera non ci sarebbero i tempi per la conversione. Nel pomeriggio Veltroni e Casini avevano scritto allo stesso Fini paventando il rischio di un esproprio del Parlamento. Napolitano intanto dà il via libera al lodo Alfano sull'immunità. DA PAGINA 6 A PAGINA 11.

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Intercettazioni, il decreto perde quota via libera di napolitano al lodo alfano - liana milella (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Intercettazioni, il decreto perde quota via libera di Napolitano al lodo Alfano Scontro alla Camera sul blocca processi. Il Pdl attacca Mancino Il comunicato del Quirinale: il via libera al disegno di legge legato a una prima analisi Il giudice Gandus nominata presidente di sezione del tribunale LIANA MILELLA ROMA - Calendario parlamentare in una mano, bilancino vantaggi-svantaggi nell'altra, Berlusconi è costretto a fare marcia indietro (forse per la seconda volta) sulla voglia di fare un decreto per bloccare l'uscita delle intercettazioni. Che non ci sarà nel consiglio dei ministri di domani. In compenso, il premier incassa un importante atout dal Quirinale che non solo annuncia il via libera al lodo Alfano, ma fa sapere che lo scudo per congelare i processi contro le alte cariche "corrisponde ai rilievi sollevati dalla Consulta nel 2004". Aggiunge, in conformità con la sentenza che bocciò il vecchio lodo Schifani, che non serve una legge costituzionale. è ossigeno puro nella strategia del Cavaliere per fermare i suoi processi e le prossime sentenze. Ma se una sua legge va avanti, un'altra, il dl intercettazioni, si ferma sul nascere, anche se per il Guardasigilli Alfano "la necessità e l'urgenza ci sono tutte". Giornata movimentata in cui, per Berlusconi, domina l'incubo di veder pubblicate sui giornali conversazioni imbarazzanti su di lui e le sue ministre. A Montecitorio è tutto un intrecciarsi di indiscrezioni. Se ne parla fitto fitto mentre in aula si votano le pregiudiziali di costituzionalità sul decreto sicurezza, che contiene la norma sulla sospensione dei processi. Banco dei ministri al top (Frattini, Alfano, Ronchi, Brunetta, Carfagna, Meloni, Gelmini, Fitto). Il leader di Idv Di Pietro fa uno show. Se la piglia "con presidente che non c'è", quell'"incallito furbacchione" che "per farsi i cavoli suoi", ha tentato l'ennesima "furbata", ha utilizzato "qualche suo dipendente", "ha raggirato il capo dello Stato" con una norma che gronda "incostituzionalità" e che "non c'azzecca niente" con il decreto. Buuuhhhh....in ogni ordine di banchi della destra. Parlano contro anche Vietti (Udc) e il Pd. Ma niente da fare, le pregiudiziali non passano. Finisce 302 a 265. Esce Alfano e dà conto del vertice delle 10 con Berlusconi, Letta e Ghedini sulle intercettazioni. Dice chiaro: "Stiamo facendo una verifica sui tempi e sulla possibilità che il capo dello Stato firmi il decreto". Mezz'ora dopo tocca a Niccolò Ghedini, avvocato e consigliere giuridico del premier, ed è altra acqua fredda sull'ipotesi dl: "Fatti i conti, se lo approvassimo il 7 luglio dovremmo convertirlo il 7 settembre. Irrealistico. Quindi non si può fare". Da cauti sondaggi si capisce che Napolitano non firmerebbe mai un tal dl anche se dovesse contenere solo gli articoli stralciati dal ddl approvato tre settimane fa sull'aggravio di pene per giornalisti e pubblici ufficiali. Non solo: da An arriva un niet, tant'è che il ministro Ronchi sottolinea "la non praticabilità parlamentare" e pure la Lega si prepara, con un'assemblea del gruppo che terrà oggi, a spegnere ogni possibile entusiasmo di Berlusconi. Nel frattempo arriva, ma era scontata, la secca bocciatura del Pd. Il segretario Veltroni parla di "un problema centrale di una persona e non della vita di milioni di italiani". La Finocchiaro di "una questione troppo seria per affrontarla in modo superficiale per la fretta di qualcuno", Casson, che sta studiando il prossimo ddl del Pd, di "un decreto improponibile". Storia chiusa dunque? Di certo accantonata perché, come ragionano i berluscones, il dl non arriverebbe in tempo e soprattutto non servirebbe. Venerdì, a Napoli, ci sarà l'udienza sulle intercettazioni incriminate del caso Saccà, che a quel punto diventano pubbliche e quindi pubblicabili. Il Cavaliere voleva bloccare proprio questo. Gli hanno spiegato che non avrebbe fatto in tempo perché la firma di Napolitano (che comunque non ci sarebbe mai stata) sarebbe arrivata troppo tardi. Non solo: qualsiasi decreto, anche il più severo ("pena di morte per i giornalisti" ironizzava qualcuno), non fermerebbe il "kamikaze" che vuol far uscire le carte. Perché, poi, basterebbe utilizzare una testata o un sito esteri. Il premier pare placarsi. Gli restano tre "consolazioni" su cui i suoi tentano di rabbonirlo, anche se di ora in ora lo aggiornano sul rischio di veder uscire le intercettazioni. La prima: il Csm ha promosso presidente di sezione la Gandus, il giudice che guida il processo Mills. Divisa tra due incarichi dovrebbe rallentare le udienze (ma la tesi è discutibile e potrebbe addirittura avere effetti contrari a quelli sperati perché, se non c'è un anticipato possesso, lei prima finirà il dibattimento e poi cambierà posto). La seconda: comunque la sospensione sarà votata alla Camera la prossima settimana senza cambiamenti e con la fiducia. La terza: tutti i pidiellini (Verdini, Quagliariello, Bocchino, Centaro, Santelli, Capezzone) sparano a zero contro il vicepresidente del Csm Mancino accusandolo di aver usato parole inopportune contro il Parlamento. Lui mette sul sito l'intervento e li sfida ("Ho difeso il Csm da critiche ingiuste"), ma il prossimo colpo sulla giustizia sarà proprio tagliare le unghie al Consiglio.

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"espropriato il parlamento" l'affondo di veltroni e casini - giovanna casadio (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

"Espropriato il Parlamento" l'affondo di Veltroni e Casini E il nuovo asse riformista esclude Di Pietro I due leader attaccano anche la manovra. L'ex pm non polemizza: io li appoggio GIOVANNA CASADIO ROMA - Veltroni e Casini l'hanno scritta dopo una mattinata di colloqui: "Signor Presidente della Camera, le esprimiamo la nostra preoccupazione...". Dura nella forma e nella sostanza, la lettera inviata a Gianfranco Fini è l'allarme delle opposizioni contro "il governo" che comprime i tempi della discussione fino al punto di "espropriare di fatto il Parlamento delle sue prerogative". Se si manca di rispetto al Parlamento, "si colpisce il primo diritto che in democrazia è dato a una minoranza, quello di vedere discusse le sue ragioni. Un diritto inviolabile quanto quello del rispetto della legittimità della maggioranza". è il segnale di un'opposizione intransigente, che vuole ristabilire la gerarchia delle priorità, che giudica "inadeguata" la Finanziaria rispetto alla crisi del paese, che chiede discussioni approfondite sulla manovra non certo un dibattito di "9 ore" e il "rispetto della dignità del Parlamento", ma non trascende nella rissa né parlamentare né nella piazza. Lo strappo del Pd da Di Pietro è sancito ancora più chiaramente, se mai ce ne fosse stato bisogno. Walter non consulta Tonino, i due del resto non si parlano da settimane. La piega che ha preso la manifestazione dell'8 luglio non piace affatto al segretario del Pd e l'iniziativa comune con Casini la dice lunga sulla sintonia delle "opposizioni riformiste", e sull'asse forse privilegiato tra Democratici e centristi. L'opposizione vuole restare nell'alveo istituzionale: spiega il leader dell'Udc. Di Pietro comunque getta acqua sul fuoco e risponde con una nota a stretto giro di posta: "Noi di Italia dei Valori condividiamo e sosteniamo la lettera di Veltroni e Casini". Non darò "colpi ai fianchi a Veltroni", dirà poi l'ex pm. "il premier continua a fare leggi a suo uso e consumo, e l'ultima cosa che deve fare l'opposizione è criticare se stessa". Risponde subito anche Fini, con una nota: "I tempi del dibattito a Montecitorio sono stati ampiamente garantiti, anche in questa fase complessa di lavori prima della pausa estiva che vede un affollamento di decreti e provvedimenti". In realtà, il Pd denuncia la tentazione del governo di mettere la fiducia sul decreto sicurezza, sulla manovra e poi di procedere con decreto sulle intercettazioni. "Non si capisce perché dal momento che hanno una maggioranza tanto ampia", ha commentato spesso il segretario dei Democratici. Parlano anche di questo Veltroni e Casini, e della Rai. Sulle intercettazioni, il segretario del Pd è tranciante: "Le intercettazioni sono il problema centrale di una persona e non di milioni di italiani. Il governo dovrebbe discutere dei problemi di chi non ce la fa ad arrivare alla fine del mese" e non degli affari privati e degli affanni del presidente del Consiglio. Bisognerebbe dire ad esempio, quali e quanto tagli sono stati fatti alle forze dell'ordine e con quale danno per la loro efficienza, rimarca Veltroni dopo avere incontrato i Cocer. Enrico Letta e Cesare Damiano discutono in Transatlantico di emendamenti e correttivi alla manovra economica: "Ma tutto questo finirà nel nulla... siamo sconsolati, ogni opposizione di merito è spazzata via". Letta va all'attacco e avverte: "Berlusconi sta cercando la rissa". Per il Pd si tratta di muoversi su un terreno stretto ed accidentato: da un lato l'offensiva del premier Berlusconi dall'altro la controffensiva girotondina in un crescendo di toni la cui posta in gioco è lo scontro istituzionale.

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Fini e letta bloccano il blitz del cavaliere "meglio accelerare lo scudo, voto entro un mese" - claudio tito (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il presidente della Camera sconsiglia di continuare il braccio di ferro col Quirinale. Il premier: vogliono farmi fuori Fini e Letta bloccano il blitz del Cavaliere "Meglio accelerare lo scudo, voto entro un mese" Ma se a fine luglio tutto dovesse precipitare si tornerebbe all'ipotesi decreto Nel pranzo a tre a Montecitorio salta l'ipotesi del decreto sulle intercettazioni CLAUDIO TITO ROMA - "Non ci sono le condizioni oggettive per fare un decreto". Gianfranco Fini dice "no". Un provvedimento d'urgenza per bloccare le pubblicazioni delle intercettazioni non è ipotizzabile. Almeno in questo momento. Troppo poco il tempo a disposizione del Parlamento per convertirlo in legge. Soprattutto, è inopportuno: acuirebbe le distanze tra il governo e il Quirinale. Il decreto, quindi, per ora salta. E l'ultimo colpo arriva proprio nel pranzo a tre tra Silvio Berlusconi, il presidente della Camera e il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta. Ma il Cavaliere riceve in cambio una doppia "via d'uscita": l'approvazione definitiva del cosiddetto Lodo Alfano - quello che sospende i processi per le più alte cariche dello Stato - entro la pausa estiva e la possibilità, se ce fosse bisogno, di varare un decreto ad agosto. Nell'ultimo consiglio dei ministri prima delle ferie. Il percorso che porta al provvedimento d'urgenza, del resto, è lastricato di complicazioni. Glielo hanno fatto notare in mattinata anche i suoi fedelissimi di Via delPlebiscito. Letta, insieme a Niccolò Ghedini, aveva già avvertito il premier delle difficoltà tecniche. Per non parlare delle perplessità provenienti dal Quirinale. Fino all'ora di pranzo, però, il capo del governo non aveva ceduto. Anzi, aveva preallertato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, chiedendogli di preparare un testo da presentare al consiglio dei ministri di domani. "Bisogna farlo, mi sono stufato. Tutte queste voci, è una cosa incivile. è evidente che tutto è fatto per farmi fuori. Tutto si lega contro di me. E io non posso accettarlo", ha ripetuto anche nella colazione di lavoro al primo piano di Montecitorio. Seduti al tavolo arredato con una enorme zucca arancione completamente intarsiata e avendo davanti una bottiglia di vino rosso toscano, il premier ha cercato di forzare i tempi. L'inquilino della Camera più di una volta si è rivolto a Letta per far riflettere Berlusconi sui rischi connessi alla sua richiesta. E le perplessità non mancavano anche dalle parti della Lega che oggi riunirà i gruppi per discutere la vicenda. Ma Umberto Bossi ha già fatto sapere di non gradire il forcing berlusconiano. "Il decreto non verrebbe convertito - è stato poi il ragionamento di Fini - e con questo clima politico... ci sarebbe l'ostruzionismo dell'opposizione. Dobbiamo provare a ristabilire un clima più sereno". In particolare con il presidente della Repubblica. Nei confronti del quale, secondo Fini, non è ipotizzabile un continuo braccio di ferro. Tant'è che ancora ieri ha rimproverato il Cavaliere per la gaffe di martedì a Napoli: "Non puoi uscirtene in quel modo...". Discorsi che alla fine l'uomo di Palazzo Chigi ha accettato. Ma, appunto, con due assicurazioni. La prima riguarda l'approvazione "ultrarapida" del Lodo Alfano. "Se non c'è il decreto - ha ammonito il premier - dovete trovare il modo di far diventare legge lo "scudo" subito". Una corsia accelerata in una certa misura avallata dal Colle. Il via libera di ieri al disegno di legge, con tanto di nota esplicativa, è stato infatti interpretato dai vertici del Pdl come una "garanzia" che anche che la Corte costituzionale non punterà i suoi obiettivi su quella norma. Fu proprio la Consulta nel 2004 a indicare i limiti costituzionali da rispettare in questa materia e l'ok del Colle sembra proprio basato su quei principi. Tant'è che gli uffici della Camera e del Senato stanno già studiando il modo di plasmare i calendari parlamentari per arrivare al sì definitivo del Lodo nei primi giorni di agosto. Per il premieri, si tratta dell'unica condizione per rinunciare al decreto sulle intercettazioni e valutare se serviranno davvero gli emendamenti "sospendi-processi" inseriti nel pacchetto sicurezza. Si tratta però di una corsa contro il tempo. E contro le tappe scandite dal tribunale di Milano sul processo Mills e a Napoli sul caso Rai-Veline. Certo, la "promozione" di Nicoletta Gandus alla presidenza di Sezione è stata letta da Palazzo Chigi come un atto di distensione. Come una possibilità che l'iter del procedimento rallenti quanto basta a causa dei nuovi impegni del magistrato. Per il Cavaliere, però, la giustizia sta diventando una ossessione. Dei segnali proveniente dal Quirinale e dal Csm non si fida. Il Lodo Alfano, dunque, viene considerato l'unico strumento efficace per arginare quello che Berlusconi definisce "l'attacco delle toghe". Ma se non bastasse e tutto a fine luglio dovesse precipitare, il premier si manterrebbe un'arma di riserva: un decreto anti-intercettazioni nell'ultimo consiglio dei ministri prima delle ferie. Di cui comunque discutere domani nella riunione di governo.

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La fnsi: pronti a scendere in piazza anche gli editori lanciano l'allarme (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

La Fnsi: pronti a scendere in piazza anche gli editori lanciano l'allarme ROMA - La Fnsi e l'Unione Nazionale dei Cronisti promettono di assediare Palazzo Chigi se il bavaglio alle intercettazioni passerà per decreto. E assicurano che quella che seguirà sarà una mobilitazione dura, compatta e lanciata su tutti i fronti, dallo sciopero ai sit-in nelle piazze "perché la gente sappia che con la scusa della privacy il governo tutela in realtà solo pochi utenti". Una protesta, quella dei giornalisti, alla quale si è unita anche la Fieg, Federazione Italiana degli editori. "Le sanzioni - ha detto il direttore Alessandro Brignone - metterebbero in crisi le imprese editoriali, anche le più solide".

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Politica, donne e televisioni - (segue dalla prima pagina) (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Commenti POLITICA, DONNE E TELEVISIONI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) E lo ha rifatto lo stesso Berlusconi con il decreto salva-reti, alla vigilia di Natale del 2003, per evitare in extremis il trasferimento di Rete4 sul satellite come previsto dalla normativa antitrust e sancito anche dalla Corte costituzionale. Nei due casi precedenti, però, potevano pure ricorrere i requisiti di necessità e urgenza prescritti dalla Costituzione per emanare un decreto legge, cioè un provvedimento con effetto immediato, senza sottoporlo preventivamente all'esame e al voto del Parlamento. Questa volta, invece, la necessità e l'urgenza sono soltanto quelle di chi, a cominciare dal presidente del Consiglio, vorrebbe impedire in una disperata corsa contro il tempo che vengano rese note le intercettazioni telefoniche fra lui o i suoi sodali e alcuni dirigenti della Rai, in modo da occultare l'intrigo di rapporti, collusioni e complicità che avviluppa il duopolio televisivo. Ed è sintomatico che Berlusconi abbia scelto un set come l'inceneritore di Acerra, paradigma dell'immondizia che inquina la nostra vita politica, per annunciare un decreto-vergogna che costituirebbe una minaccia per la libertà d'informazione, per il diritto e il dovere di cronaca. Tanto da favorire perfino una "santa alleanza" tra la Federazione degli editori e la Federazione nazionale della stampa, il sindacato dei giornalisti, schierate entrambe contro il diktat governativo. Diciamo la verità: abbiamo abusato tutti delle intercettazioni telefoniche. Ne hanno abusato in primo luogo i magistrati italiani che infatti le utilizzano più dei loro colleghi stranieri, trascurando spesso per incapacità o pigrizia l'attività investigativa. E ne abbiamo abusato anche noi giornalisti, a volte in nome di un sacrosanto principio come la libertà d'informazione e a volte in funzione del voyeurismo collettivo, senza preoccuparci troppo dei terzi estranei o innocenti. Ma qui si rischia di passare ormai da una legittima difesa della privacy a un'offesa illegittima all'opinione pubblica, un affronto o un oltraggio al suo diritto di sapere e quindi di giudicare. E fra tutti gli esempi che sono stati già citati a supporto di questa tesi, dalle trame del caso Fazio agli orrori della clinica Santa Rita, lo scandalo della Rai è forse il più rivelatore e significativo. Non solo perché illumina la triangolazione perversa del mercimonio politica-donne-televisione; né perché documenta e conferma l'inquietante esistenza di una centrale unica, una "struttura Delta", una Spectre o una P3 fondata sulla tv. Ma ancor più perché edifica un colossale monumento al conflitto d'interessi, modellato sulla figura poliedrica e versipelle di Silvio Berlusconi - proprietario di Mediaset e in quanto tale maggiore concorrente del servizio pubblico - che dall'opposizione o dal governo assume e licenzia, promuove e boccia, fa e disfa a reti unificate nell'universo televisivo nazionale. Non sono colloqui innocenti, più o meno amichevoli e confidenziali, quelli che si possono ascoltare nelle intercettazioni telefoniche, a proposito di attrici e attricette, capi e capetti, servizi e servizietti. E non si può neppure derubricare e banalizzare tutto questo campionario indecente al livello di raccomandazioni, di favori, di segnalazioni compiacenti. Si tratta, invece, di una trama oscura di rapporti equivoci e di "relazioni pericolose"; di interferenze, connivenze e subalternità. Un caso di malcostume e malgoverno, di fronte al quale piuttosto che indignarsi per la rivelazione o la pubblicazione delle telefonate, bisognerebbe indignarsi magari per il loro contenuto, per ciò che viene detto nel corso delle medesime e non per quanto ne viene diffuso poi all'esterno. Sono le parole, le voci, le intonazioni, le allusioni e le volgarità, la vera pietra dello scandalo. Si capisce ancora meglio, in quest'ambigua cornice, il motivo per cui la maggioranza di centrodestra pretende dall'opposizione uno scambio tra la presidenza della commissione parlamentare di Vigilanza e il nuovo Consiglio di amministrazione della Rai. è solo una logica mercantile del potere quella che può ispirare un tale braccio di ferro, al di fuori delle regole e delle prerogative istituzionali. A cui si aggiunge, verosimilmente, il pervicace interesse a tenere il coperchio sulla pentola, per scongiurare il rischio che i miasmi di viale Mazzini possano arrivare fino ai piani alti di palazzo Chigi. Se le più che legittime resistenze del Capo dello Stato, accompagnate dalla "moral suasion" del presidente della Camera, otterranno alla fine il risultato di stoppare il decreto legge sulle intercettazioni telefoniche, la democrazia italiana avrà schivato una grave insidia. Ma, al di là della forma del provvedimento, resta la sostanza da modificare e correggere. Non si difende la privacy imbavagliando la stampa, con il surrogato di una censura preventiva che si ripercuoterebbe direttamente sui cittadini. Auguriamoci perciò che l'appello all'opinione pubblica, annunciato per stasera dal presidente del Consiglio al riparo delle sue televisioni domestiche, non diventi un "pronunciamiento" in stile demagogico e populista.

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Il principe senza legge - (segue dalla prima pagina) (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Commenti IL PRINCIPE SENZA LEGGE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) La forza delle cose si impone, gli equilibri democratici vacillano. Stanno cambiando gli assetti al vertice dello Stato, con una lotta tra poteri costituzionali che non ha precedenti nella storia della Repubblica. Vengono travolti principi fondativi come quelli dell'eguaglianza e della solidarietà. Cambia così l'assetto della società, non più fatta di liberi ed eguali, rispettati nella loro autonomia e nella loro dignità, ma di nuovo ordinata gerarchicamente, con gli ultimi, con i dannati della terra posti in fondo alla scala sociale-immigrati, rom, poveri. Non è un fulmine a ciel sereno. Da anni, molte forze lavoravano per questo risultato, molti apprendisti stregoni davano il loro contributo. Si pubblicavano libelli contro la solidarietà; si ridimensionava, fin quasi ad azzerarla, la portata del principio di eguaglianza; si accettava senza batter ciglio che la Costituzione fosse definita "ferrovecchio" o "minestra riscaldata"; la difesa dei princìpi si faceva sempre più tiepida; si diffondeva in ambienti altrimenti insospettabili la convinzione che la logica del mercato imponesse la riscrittura dell'articolo 41 della Costituzione, apparendo evidentemente eccessivo che la libertà dell'iniziativa economica avesse un limite invalicabile addirittura nel rispetto della sicurezza (e le morti sul lavoro?), della libertà, della dignità umana.; si accettava che le commissioni bicamerali mettessero allegramente le mani sulla delicatissima materia della giustizia. Gli anticorpi democratici si indebolivano e i difensori della logica complessiva della Costituzione venivano definiti "nobilmente conservatori", con una formula apparentemente rispettosa, ma in realtà liquidatoria. è una storia che comincia ai tempi della "Grande riforma" craxiana, e che oggi sembra giungere a compimento. è come se si fosse aperta una voragine nella quale precipitano masse di detriti accumulate negli anni. Tutta la Costituzione è sotto scacco, a cominciare proprio dalla sua prima parte, quella dei princìpi e dei diritti, che pure, a parole, si dichiara intoccabile. Tutto è rimesso in discussione. La dignità sociale e l'eguaglianza tra le persone, a cominciare da ogni forma di discriminazione fondata sulla razza e sulla condizione personale. La libertà d'informazione, considerata non solo sul versante dei giornalisti, ma in primo luogo dalla parte dei cittadini, titolari del fondamentale diritto di controllare in modo capillare e diffuso tutti i detentori di poteri: "la luce del sole è il miglior disinfettante", diceva un grande giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti, Louis Brandeis, riferendosi non solo alla corruzione, ma a tutti gli usi distorti del potere pubblico e privato. La libertà personale e quella di circolazione, sulle quali incidono fortemente le diverse tecniche di sorveglianza. La libertà di comunicazione, colpita non solo e non tanto dalle intercettazioni, per la cui diffusione lo scandalo è massimo, ma dalla implacabile, continua raccolta e conservazione per anni dei dati riguardanti telefonate, sms, accessi a internet, che davvero configurano una società del controllo e di cui nessuno sembra preoccuparsi. Può una democrazia sopravvivere bordeggiando sempre più ai margini estremi della legalità costituzionale, sempre alla ricerca di qualche aggiustamento che non la maltratti troppo, e così perdendo progressivamente il senso stesso di quella legalità che dovrebbe da tutti essere vissuta come limite invalicabile? Chi si prende cura di questa democrazia che, di giorno in giorno, si presenta con i tratti delle sue pericolose degenerazioni, che la fanno definire come autoritaria o plebiscitaria, che conosce quegli intrecci perversi tra politica e uso delle tecnologie della comunicazione che sono la versione più aggiornata del populismo? Se facciamo un piccolo, e confortante, esercizio di memoria e riandiamo a due anni fa, al giugno del 2006, ci imbattiamo nel referendum con il quale i cittadini italiani respinsero una riforma costituzionale che andava proprio in quella direzione. Rilegittimata dal voto popolare, la Costituzione del 1948 sembrava avviata al più ragionevole destino di una sua buona "manutenzione". Ma, da allora, sembra passato un secolo. La Costituzione è stata messa in un angolo, le file dei suoi difensori si assottigliano e sono in difficoltà. La legalità, costituzionale e ordinaria, non è più un valore in sé. Viene ormai presentata come una variabile dipendente dal voto. Le elezioni non sono più un esercizio di democrazia. Diventano un lavacro, l'unto dal voto popolare deve essere considerato intoccabile. Torna tra noi il principe sciolto dall'osservanza delle leggi, e quindi legittimato a liberarsi di quelle che contraddicono questa sua ritrovata natura. è qui il vero senso del cambiamento: non nel fastidio per questo o quel tipo di controllo, ma nel radicale rifiuto di correre i rischi della democrazia. Delle telefonate del Presidente del consiglio mi inquietano molte cose, ma soprattutto il fatto di essersi posto al centro di un sistema di feudalità dal quale nasce, quasi come una conseguenza inevitabile, la pretesa dell'immunità. Un corteo lo accompagna nel tradurre in fatti questa sua pretesa. Scompare il governo, integralmente sostituito dagli scatti d'umore del suo Presidente, che ne muta le deliberazioni a suo piacimento, che lo vede come puro luogo di registrazione. La tanto pubblicizzata approvazione in soli 9 minuti dell'intera manovra economico-finanziaria del prossimo triennio è stata presentata come un miracolo di efficienza, mentre era la prova della scomparsa della collegialità della decisione, della discussione come sale della democrazia: non un segno di vitalità, ma di morte, come i 21 grammi che si perdono appunto nel morire, raccontati nel film di Alejandro Gonzalez Inarritu. Il Parlamento ha clamorosamente rinunciato ad esercitare la sua funzione di controllo e di filtro, sembra ignorare il fatto che il procedimento legislativo non è cosa di cui il Presidente del consiglio possa disporre secondo la sua volontà. I controlli scompaiono. Vecchia aspirazione d'ogni potere. La magistratura non deve essere liberata dai suoi problemi, responsabilizzata nel modo giusto. Deve essere presentata come il vero demone che attenta alla democrazia, aggressiva e inefficiente, quasi che i suoi molti limiti non dipendessero da una lunghissima disattenzione del potere politico che l'ha fatta marcire nelle sue obiettive difficoltà, che ha progressivamente azzerato la propria responsabilità appunto politica e ha preteso di sciogliersi dal controllo di legalità in quanto tale. Gli anni di Mani pulite sono rappresentati come un golpe, azzerando la memoria degli abissi di illegalità che furono disvelati. E la totale normalizzazione della magistratura diventa la via attraverso la quale passa, con la minacciata disciplina autoritaria della diffusione delle intercettazioni, anche la normalizzazione del sistema della comunicazione. Poco e male informati, i cittadini sono pronti ad essere usati come docile "carne da sondaggio", per applaudire le decisioni del principe secondo la più classica delle tecniche plebiscitarie. A custodire Costituzione e legalità rimangono il presidente della Repubblica e la Corte costituzionale. Ma questo non è un residuo segno di buona salute, è anch'esso il sintomo d'una patologia. La democrazia non può ritirarsi dal sistema in generale, rifugiandosi in alcuni luoghi soltanto. Ma da qui si può e si deve comunque ripartire, soprattutto se la voce dei cittadini e dell'opposizione riuscirà a trovare i toni forti e giusti di cui abbiamo bisogno.

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Quale conflitto blocca il traffico - nino blando (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XV - Palermo QUALE CONFLITTO BLOCCA IL TRAFFICO NINO BLANDO rimo, che l'improvvisazione pasticciata dell'amministrazione di Diego Cammarata - da autentici apprendisti stregoni - alla fine non poteva non portare necessariamente, se solo si fosse interrogato qualcuno minimamente edotto in rudimenti di diritto, alla puntuale revoca del provvedimento. Che da solo - in mancanza di un preliminare e complessivo piano del traffico cittadino - avrebbe connotato l'intero significato di una sindacatura. La vicenda ci consegna altre verità. Non solo, occorrerà pur dirlo, la conferma della totale idiosincrasia dei cittadini palermitani ad acconciarsi alle regole e, a fortiori, specie se di nuovo conio, nonostante la lamentata e percepita presenza dell'aria irrespirabile. Come hanno ampiamente dimostrato le quotidiane polemiche a ridosso dell'applicazione della decisione comunale e ininterrottamente proseguite sino alla sentenza del Tar, alimentante ora dai commercianti, ora dall'incertezza. Non solo l'inevitabile esito da pochade, con il sindaco che, a babbo morto, cerca i colpevoli, come titolava Repubblica. Perché, al di là del merito che non è poco, anche questo episodio conferma invece una tendenza di fondo nella sofferenza della nostra democrazia. E cioè la crisi della decisione politica a qualsiasi livello delle istanze in cui questa dovrebbe effettivamente declinarsi. Nel governo locale non meno che in quello centrale. Attenzione, non sto affatto alludendo al conflitto fra magistratura e politica che da un quindicennio, Berlusconi imperando, afferra la storia italiana e che fa la gioia, checché se ne dica, di giornali e televisioni. Sebbene stia oramai francamente annoiando, nonostante i ritorni di fiamma di questi giorni fra intercettazioni, lodi Schifani e hot line ministeriali. Né, tantomeno, qui si vuole disconoscere che un sistema democratico, per differenziarsi, abbia necessariamente bisogno di pesi e contrappesi. Ma non c'è dubbio anche che, così com'è oggi, il nostro sistema è inceppato. Non produce decisioni. Ma paralisi. Veti incrociati. E da qui infatti la necessità, tante volte ribadita quanto puntualmente dimenticata, delle riforme istituzionali che, in linea con i paesi più moderni, diano maggiori poteri alle istanze di governo ed esecutive. E del resto di questo stato di cose, della debolezza della decisione politica, ultimamente ne abbiamo avuto solare e ampia dimostrazione. Per esempio, nel caso Campania a proposito della spazzatura. Dove alle indecisioni proprie di una classe politica imprevidente quanto suicida, si sono sommate quelle direttamente imputabili ai provvedimenti della magistratura nello stoppare, non sempre a ragion veduta, siti e discariche individuati per lo smaltimento. Anche il caso delle Ztl di Palermo, se vogliamo essere onesti fino in fondo, probabilmente rientra nel novero delle reciproche interdizioni fra istituzioni. Che un'amministrazione comunale, anche sbagliando, non possa prendere decisioni che rientrano fra le sue legittime prerogative, poiché da qualche parte c'è sempre un Tar che dà soddisfazione a uno dei tanti comitati prigionieri della filosofia del Nimby (non nel mio giardino), francamente a noi non sembra un sistema in cui ci piace vivere. E l'opposizione farebbe bene, non affidandosi in modo miope alla contingenza, a non gioirne troppo. Mai come in questo caso, davvero, chi la fa l'aspetti.

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Idee per un partito riformista - ivano russo (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XII - Napoli IDEE PER UN PARTITO RIFORMISTA IVANO RUSSO ra la proposta di legge della Regione Lombardia, il testo della Conferenza delle Regioni e la bozza di nuovo ordinamento varato dal Governo Prodi, il testo Padoa Schioppa - Lanzillotta, esistono differenze sostanziali su cui, in autunno, si inizierà a scendere nel merito. Non si tratterà di una discussione neutrale, e in questa battaglia tra interessi e poteri contrapposti un ruolo determinante sarà giocato dagli strumenti e dalle idee con cui le parti in causa confronteranno modelli e soluzioni assai diverse tra loro, a partire dall'entità e dalle modalità con cui sarà composto e gestito il cosiddetto fondo di perequazione. Sul Mezzogiorno, e su Napoli, l'esito di questa discussione avrà effetti dirimenti in termini di finanza pubblica, assetti macroeconomici, erogazione di servizi. L'altro grande oggetto di riflessione, da cui scaturiranno sempre più concrete proposte politiche, attiene invece alla qualità e alla strategicità della spesa delle risorse comunitarie legate al ciclo di Convergenza 2007 - 2013. Dentro il quadro più complessivo di una inderogabile azione di riqualificazione della locale spesa pubblica, occorrerà soffermarsi su come rendere tale opportunità il più possibile strumentale all'attuazione dell'Agenda di Lisbona, sperimentando innovative modalità di valutazione degli interventi, che consentano di intercettare le premialità previste oggi da Bruxelles in una nuova cornice normativa molto più rigida e attenta alla potenziale sostenibilità pluriennale della spesa autorizzata. Anche sul piano del governo per le grandi opere, occorrerà avanzare proposte argomentate ed eventuali critiche in maniera seria e rigorosa. L'alta velocità Napoli - Bari deve rappresentare una priorità, ma occorre porre tale rivendicazione all'interno di una strategia di infrastrutturazione più complessiva che non può prescindere dall'analisi dello stato di realizzazione della cosiddetta politica dei corridoi Ue. Napoli sarà "toccata" dalla "rete" Palermo - Berlino, che incrocerà la Torino - Lione nel profondo Nord, e sarà il retroterra del collegamento Puglia - Balcani. Ecco perché gli interventi legati alle politiche per il Corridoio 3, il Corridoio 8, lo sviluppo della portualità, la realizzazione di reti di connessione immateriali, l'Alta Velocità rappresentano, visti dalla Campania, un unico grande dossier. Così come di portata strategica sarà cercare di comprendere cosa produrrà il passaggio da Euromed 2010, dell'ormai sostanzialmente archiviato Processo di Barcellona, alla nuova Unione Mediterranea voluta da Sarkozy, ratificata dal Consiglio Europeo. I temi da sviluppare sarebbero, e sono, tanti altri ancora: dalle possibili riforme amministrative al capitolo "Energia e Mezzogiorno", tanto per citare due esempi. Ma il concetto di fondo resta lo stesso. Un grande partito di governo deve saper alimentare il flusso tra politica e ricerca, deve avanzare proposte strutturate e serie, deve riscoprire il riformismo come applicazione, studio, capacità di coinvolgimento diffuso nella fase in cui il pensiero, semplificandosi ma non scadendo mai di livello, si fa proposta politica. Una realtà complessa da governare, ha bisogno di una politica con tali caratteristiche che sia però al tempo stesso portatrice di un messaggio chiaro sul futuro di Napoli, della Campania e del Mezzogiorno, dentro la cornice internazionale, europea e mediterranea. è su questi temi che, con una proposta credibile, il Pd potrà giocare le proprie carte in un contesto in cui il libero consenso non sia mai più sopraffatto dal supino, inerte e interessato assenso. Alcune Fondazioni culturali, da dieci anni, svolgono questo lavoro di approfondimento e ricerca con ampi e qualificati circuiti di relazioni, anche internazionali. C'è da augurarsi, ovviamente per la politica stessa, che questo lavoro, lungi dall'essere incoltamente etichettato come frutto di un "deleterio correntismo", la qual cosa sarebbe veramente singolare, possa trovare maggiore attenzione e ascolto.

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Il mezzogiorno di nelson moe - luigi carbone (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XII - Napoli IL MEZZOGIORNO DI NELSON MOE LUIGI CARBONE oe, professore al Barnard college della Columbia University di New York, si è dato tempi stretti. Scrivere, argomentare, provare: "Il travagliato rapporto tra Nord e Sud Italia rappresenta una risorsa, non un problema". Ha cominciato la stesura del nuovo libro, titolo provvisorio "Il ruolo creativo della questione meridionale nella cultura italiana", con l'obiettivo di ultimarlo in fretta. Il motivo è semplice. Le parole del presidente della Repubblica Napolitano sul Settentrione che deve assumersi le sue responsabilità nel disastro ambientale della Campania rendono più che attuali i suoi studi. "Impossibile sciogliere il groviglio di responsabilità. La collaborazione nefasta tra Nord e Sud è tutta in un suono del documentario "Biutiful cauntri": l'intercettazione telefonica in cui si sente l'accento veneto di un imprenditore che si accorda con un camorrista". Ma c'è anche un altro dato che Moe intende sottolineare, l'ingresso della globalizzazione nella questione meridionale. "E questo nel best-seller di Saviano traspare in maniera evidente". Già, Gomorra. "Un'opera che si pone in continuità con la rappresentazione letteraria della malavita meridionale, da Verga a Sciascia. E che, in un certo modo, risponde anche alle aspettative del pubblico settentrionale che vuole un Sud descritto a tinte forti". E proprio dalla letteratura parte il progetto dello storico americano che ha vissuto all'ombra del Vesuvio dal 1985 al 1990 e che è stato di recente nella giuria del Premio Napoli. Ieri ha illustrato, in un seminario alla facoltà di Sociologia organizzato dalla professoressa Gabriella Gribaudi, le tre direttrici seguite dalla sua analisi: letteratura, trattazione socio-politica, cinema. E ha accolto suggestioni e consigli dalla platea di professori e studenti. Dai romanzi di Alvaro, Vittorini, Consolo, dalle disamine di Gramsci, dalle pellicole di Visconti, Germi, Rossellini, Moe trarrà i segni della spinta che gli irrisolti contrasti tra le due anime della nazione hanno saputo infondere alla nostra cultura. "Come il conflitto tra neri e bianchi in America, come lo scontro tra inglesi e irlandesi anche le continue tensioni tra Nord e Sud Italia hanno dato origine a grandi opere. E, visti i tempi, mi sa che ci possiamo aspettarci altri notevoli frutti".

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La culmv a merlo: "pagaci la rata del multipurpose" - massimo calandri marco preve (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina I - Genova I sindacati: "Grave la situazione economica della Compagnia". L'Autorità: "Su quei soldi un'inchiesta penale, ci spiace ma non possiamo versarli" La Culmv a Merlo: "Pagaci la rata del Multipurpose" MASSIMO CALANDRI MARCO PREVE I camalli presentano il conto all'Autorità Portuale. E tutto avviene mentre lo scandalo del Multipurpose, le polemiche sulle intercettazioni, i presunti accordi illegali e il sequestro del denaro stanno per giungere al vaglio dei giudici. I lavoratori della Culmv sventolano il contestatissimo accordo del giugno 2006: 1.728.000 euro a suo tempo garantiti dal comitato portuale. Da pagarsi subito, pena "tutte le iniziative di lotta necessaria per l'ottenimento di quanto dovuto". Luigi Merlo, presidente dell'Authority, confessa di essere "sorpreso e meravigliato". SEGUE A PAGINA VII.

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La gang dei predatori di container rubavano anche le casse da morto (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VII - Genova Ventidue persone in manette e 40 denunciate in una maxi operazione della Guardia di Finanza La gang dei predatori di container Rubavano anche le casse da morto I predatori dei container rubavano di tutto. Anche un centinaio di bare che erano poi riusciti a piazzare, grazie a un ricettatore ben introdotto, nel ramo pompe funebri. D'altra parte era proprio questa la caratteristica della banda che i finanzieri del comando provinciale di Genova sono riusciti a smantellare dopo oltre un anno di indagini coordinate dal pm Walter Cotugno. Per ogni genere di merce un acquirente: enoteche per le casse di vino pregiato, imprenditori per le apparecchiature edili, negozi per il settore informatico, casalinghe (ne sono state denunciate sei) per elettrodomestici o capi d'abbigliamento. Tutta merce che prelevavano dai container riuscendo a non rompere i sigilli. Gli investigatori del Gruppo Genova, coordinati dal capitano Filippo Capineri, l'altra notte hanno tirato le fila dell'inchiesta: 22 persone sono state arrestate (16 in carcere e 6 ai domiciliari), mentre altre 40 sono state denunciate a piede libero. Settanta le perquisizioni effettuate e dieci le società coinvolte. L'accusa è di associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato. Nei guai sono finiti camionisti, imprenditori edili, casalinghe, ricettatori, operai e impiegati di vari settori. Una decina i genovesi (quasi tutti proprietari di camion), mentre la maggior parte degli altri membri dell'organizzazione è residente nell'alessandrino: Ovada, Serravalle, Arquata. In manette è finito anche un maresciallo della Finanza che lavorava nel basso Piemonte e dava informazioni ai capi dell'organizzazione (soprannominati il Gatto e la Volpe). Il sottufficiale, come ha spiegato il colonnello Maurizio Tolone, comandante provinciale delle fiamme gialle, è stato fra i primi ad essere arrestato dai suoi colleghi ed è già stato sospeso dal servizio. Nelle ventimila pagine di cui è composto il fascicolo dell'operazione Sigillum sono tantissime le trascrizioni delle telefonate intercettate nelle quali i ladri parlano con un gergo particolare e definiscono "palude" e "grotta" i nascondigli della merce. Della base facevano invece parte una cinquantina tra "uomini di fatica" e ricettatori più o meno abituali, tra questi ultimi in particolare, un gruppo di sei casalinghe agguerrite nel commissionare i furti, che raccoglievano ordinazioni anche per conto delle amiche. Secondo i militari, l'organizzazione, per la sua ramificazione e i meccanismi consolidati, operava da oltre dieci anni e i container violati sarebbero migliaia, mentre una prima stima della merce prelevata si aggira attorno ai due milioni di euro. (marco preve).

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"il mio è un genoa da europa gasperini non ci tradirà mai" - gessi adamoli (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XVII - Genova "Il mio è un Genoa da Europa Gasperini non ci tradirà mai" Intervista al presidente Tre anni fa solo io credevo che ce l'avrei fatta. Più qualche amico che mi stava vicino per compassione. Ora puntiamo al settimo posto I tifosi ormai si fidano. E hanno capito che Borriello non poteva restare. Non facciamo la corsa sulla Sampdoria, ma vogliamo crescere GESSI ADAMOLI Presidente Preziosi, ora il Genoa insegue anche Dainelli e Morrone. Sembra davvero che lei non abbia più intenzione di fermarsi. "Hanno fatto un titolo su di me che mi ha fatto andare su tutte le furie: "Il re del mercato". Ma come, io mi sforzo di tenere un profilo che sia il più basso possibile, e invece insistono con le iperboli? Capisco che non sia facile perché il personaggio Preziosi si presta, ma io non posso essere sempre e solo quello che corre in campo dopo una vittoria. Sono un imprenditore che con la sua azienda ha saputo togliersi tante soddisfazioni grazie al lavoro. E ora i frutti di una programmazione seria li sto cominciando a raccogliere anche nel calcio: è questo il concetto che deve passare. E allora pretendo di essere maneggiato con cura, proprio come si fa con gli oggetti fragili". Intanto, però, qualche rivincita sta cominciando a prendersela... "Io non mollo, quello della terribile estate 2005 non era soltanto uno slogan. Sono fatto così, nelle avversità non mi deprimo ma lotto con tutte le mie forze. Sapevo che ce l'avrei fatta, ma tre anni fa ero probabilmente il solo a crederci insieme con qualche amico, che però era coinvolto più per pietà che per convinzione reale". A mente serena cosa di quella terribile estate ancora non quadra? "Chi voleva il Genoa condannato alla serie C, poi è andato in tribuna d'onore a vedere Sampdoria-Juventus... Intercettazioni, cimici, spiegamento di uomini e soldi per indagare su quello che è considerato un reato minore". Ora è un po' più sereno? "No, sono sempre incazzato nero: non mi è andato giù il rinvio del processo di secondo grado. Anche se non mi aspetto molto dall'appello che si terrà a Genova. Per fortuna, però, poi ci sarà la Cassazione e quanto meno a Roma si giocherà in campo neutro". In tre anni dalla serie C alle soglie dell'Europa, è stato di parola quando urlava "non mollo"... "Mi sono guadagnato la fiducia dei tifosi con i risultati sul campo e ora mi lasciano lavorare, perché hanno consapevolezza che tutto quello che faccio è finalizzato a costruire una squadra sempre più forte. Così sono stati ceduti Borriello e Konko e nessuno ha fatto una piega, mentre una volta sarebbe scoppiata una mezza rivoluzione. La gente sa che con Preziosi avrà certamente una squadra competitiva". Massimo Donelli, direttore di Canale 5, a Repubblica ha dichiarato che da genoano non gli si può impedire di sognare la Champions... "Io dico che solo il campo stabilirà dove può arrivare questo Genoa. La Lazio si è attrezzata molto meglio e il Palermo non è quello dell'anno scorso, ma anche noi contiamo di essere competitivi e di finirgli nuovamente davanti". Ma anche un esperto di mercato ha confidato che il Genoa, con ancora un paio di innesti giusti, può puntare al quarto posto... "Partiremo per il ritiro con l'organico praticamente al completo e questo sarà certamente un grande vantaggio. Ci siamo portati avanti con il lavoro, abbiamo fatto in quindici giorni quello che altre società fanno nei tre mesi di mercato. Certamente operare con questa tempestività, ci ha fatto spendere qualcosa in più ma ci ha anche permesso di andare sui pezzi migliori. Ormai il mercato lo conosco: se uno ha la possibilità di aspettare, tra un mese compra a prezzo di saldo. Poi, invece, negli ultimi dieci giorni i ritardatari vengono presi per la gola e costa tutto carissimo". Per molti il miglior acquisto è stato la riconferma di Gasperini... "Il contratto sino al 2012 gliel'ho fatto firmare a novembre, dopo la pesante sconfitta di San Siro con l'Inter: era quello il modo migliore per dimostragli la mia fiducia incondizionata. Quando presi Gasperini, anche se non era un allenatore particolarmente reclamizzato, sapevo di non fare un salto nel buio. L'avevo fatto seguire, ero perfettamente a conoscenza di come lavorava. Il ballottaggio era tra lui e Giampaolo, un altro tecnico che alle sue squadra sa dare un'impronta di gioco ben definita". Il prossimo sarà il terzo campionato insieme a Gasperini, il Preziosi mangia allenatori non esiste più? "Sono uno che sa ammettere i suoi errori, so prendermi le mie responsabilità. Così quando mi accorgevo di aver sbagliato la scelta di un allenatore, non mi tiravo indietro e cambiavo. Ma con Gasperini non c'è questo rischio. Resterà con noi sino al 2012, siamo una coppia affiatatissima. Anche se dovesse arrivare la chiamata di una società importante, sono convinto che non andrebbe via: lui considera il Genoa una grande squadra e vuole fare bene nel Genoa". L'obiettivo, come dice qualche tifoso, è finire un punto davanti alla Sampdoria? "Facciamo la corsa unicamente su noi stessi, la Sampdoria è un nostro avversario solo nelle due partite che le giochiamo contro. A me interessa dare stabilità ai nostri risultati, il traguardo deve essere riconfermare il brillante piazzamento della passata stagione. E possibilmente migliorarlo. L'ideale sarebbe crescere costantemente, scalando ogni anno almeno un gradino della classifica". Qualche mese fa ha dichiarato che la Coppa Uefa non le interessava... "Semplicemente perché sapevo che non eravamo ancora pronti per giocare in Europa. Ora, invece, posso dire che la Coppa Uefa mi interessa eccome. è il nostro obiettivo, con ancora un paio di ritocchi questa squadra può puntare al settimo posto. E certamente almeno due giocatori importanti arriveranno". La squadra che ha allestito è sicuramente più solida ed equilibrata rispetto a quella della passata stagione, però dovrà fare a meno dei 19 gol di Borriello... "Le rinunce a Borriello e Konko sono state dolorose ma necessarie. Mettersi in concorrenza con le grandi squadre che possono permettersi di pagare ingaggi stratosferici, vorrebbe portare sull'orlo del baratro una società di fascia media come il Genoa. I gol di Borriello li segnerà Figueroa: è un grande campione e lo dimostrerà". Qual è la scommessa di Preziosi dell'estate 2008? "Olivera, un grande talento come ha ribadito in questi mesi in cui è tornato a giocare in Uruguay. Il suo problema è solo di testa, ma sono convinto che Gasperini, che lo conosce bene, da lui saprà tirare fuori il meglio".

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Quando l'onorevole scopre l'sms (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Nova24 sezione: NOVA24 data: 2008-07-03 - pag: 2 autore: STORIE DI SPAMMING ABUSI VIA CELLULARE Quando l'onorevole scopre l'sms F inalmente l'ho beccato. Non che sia stato difficile individuarlo, ma – mentre lui trovava il tempo per affliggermi con i suoi "messaggini" – io non avevo mai cinque minuti da dedicargli almeno per ricambiare le sue assolutamente spontanee attenzioni. è storia di spamming, ma non la solita vicenda di bombardamento di email: è un delicatissimo caso di pioggia di Sms, il cui mittente – a differenza dei tradizionali "spammer" – non ha mai esitato a dichiarare la propria identità. Abituato a catturare i più leggendari eroi dell'anonimato e dell'ID-theft, ho resistito per mesi dall'occuparmi di questo mio comunque sconosciuto interlocutore. L'altra notte, però, il tintinnio del mio cellulare che mi avvisava dell'arrivo di un messaggio ha scatenato i miei più ferali istinti. "Deve essere successo qualcosa di grave", "Qualcuno avrà bisogno di aiuto ": mi sono domandato. Invece, il breve messaggio di testo mi informava che l'onorevole Claudio Bucci, Consigliere della Regione Lazio, alle sette di mattina sarebbe stato intervistato in un ignoto programma di una ancor meno popolare emittente satellitare. No, di nuovo lui. Quello che in campagna elettorale – aspirando a un seggio al Senato – ha invitato mezza Roma a grigliate e barbecue in impensate località lungo le vie consolari, quello che ha cercato di guadagnarsi la mia fiducia e il mio voto e quelli di non so quante decine di migliaia di altri sventurati, subissando di comunicazioni non richieste recapitate dai rispettivi gestori telefonici negli orari meno canonici. La vera scorrettezza è stata quella di spedire i messaggi con il computer, privando il destinatario della legittima soddisfazione di replicare in maniera tanto laconica quanto efficace. I più "fortunati" sono stati anche contattati telefonicamente dallo staff del politico, che agli interlocutori meno opportuni domandava se fossero al corrente dell'ultima iniziativa... L'ho cercato su Internet e ne ho rinvenuto sorridenti paciose fotografie, un curriculum vitae ricco di diversificate esperienze di partito (La Rete, Forza Italia, Italia dei Valori) e un ipercinetico impegno non solo alle prese con il T9 del telefonino ma anche nella produzione normativa. Schierato in difesa delle intercettazioni forse non sa che potrebbero trovare i suoi Sms tra quelli arrivati su un'infinità di utenze scottanti, nel settore delle comunicazioni non risulta ancor aver preso posizione sull'illecito utilizzo dei "messaggini" a dispetto della privacy e – almeno nel mio caso – del poco spazio di memoria e della necessità di cancellare un testo simpatico per far posto al suo "promo" in arrivo. In un raptus autolesionista avevo persino pensato di iscrivermi alla sua newsletter. Le mail, almeno quelle, la notte non avrebbero turbato il mio sonno... UMBERTO RAPETTO Se inviati dal computer, i messaggini non consentono repliche.

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Stop al carcere duro per madonia il mafioso che uccise dalla chiesa - salvo palazzolo (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cronaca Il padrino vince la sua battaglia: non starà più al 41 bis. Ed è polemica. Lumia: intervenga il ministro Stop al carcere duro per Madonia il mafioso che uccise Dalla Chiesa SALVO PALAZZOLO PALERMO - Antonino Madonia, padrino ergastolano della Cupola mafiosa, ha vinto la sua battaglia legale: non starà più al 41 bis, il carcere duro. Nonostante ci sia la prova che è il reggente dell'influente mandamento di Resuttana. "Ma la prova è fino al 2006", ha ribadito di recente la Cassazione. Non basta, ci vogliono "nuovi e significativi elementi per stabilire che il detenuto abbia ancora collegamenti attuali col territorio e con l'organizzazione mafiosa". Così, scriveva la Suprema Corte nel febbraio scorso, annullando una decisione del tribunale di sorveglianza di Roma che invece accoglieva le preoccupazione espresse dai magistrati di Palermo. Questa volta, il tribunale di sorveglianza di Roma si è dovuto adeguare. E ha annullato il carcere duro per Madonia, il killer del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, del commissario Ninni Cassarà e di tante altre vittime di Cosa nostra. L'ultima decisione sul 41 bis diventa presto un caso. Dice la signora Pina Maisano, vedova dell'imprenditore Libero Grassi, ucciso dal fratello di Antonino Madonia, Salvino, per ordine del padre, Francesco: "Sono indignata, incredula. Hanno sbagliato, non può essere vero. E' impossibile che venga riconosciuto un premio o qualsiasi altro vantaggio ad un criminale con tanti ergastoli sulle spalle". L'ex presidente della commissione parlamentare antimafia, Giuseppe Lumia, chiede l'intervento del ministro della Giustizia: "Il 41 bis è tuttora uno strumento indispensabile per recidere i legami tra i boss e le famiglie ancora attive sul territorio e non vi si può rinunciare, soprattutto mentre a Palermo è partita una vera ribellione degli imprenditori". Marco Minniti, ministero dell'Interno del governo ombra, ribadisce: "E' una decisione che lascia l'amaro in bocca. Il 41 bis non è un cinico diversivo messo a punto da uno stato vendicativo, ma uno strumento che si è dimostrato essere tra i più efficaci per impedire che dal carcere i capi continuino a fare i propri affari". Diciannove anni di carcere non hanno fermato Antonino Madonia. Le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Palermo parlano chiaro: "Nino, Totuccio e Pippo citati nelle intercettazioni dell'operazione Gotha, del luglio 2006, non sono altri che Madonia Antonino, Biondino Salvatore e Calò Giuseppe". Nella loro prima valutazione, i giudici del tribunale di sorveglianza di Roma avevano accolto le indicazioni dei colleghi di Palermo. C'erano anche i pizzini di Bernardo Provenzano ad accusare Madonia: era lui il "Nino Mad" citato nei bigliettini ritrovati a Montagna dei Cavalli, lui aveva autorizzato la nomina di Diego Di Trapani come reggente del mandamento di Resuttana. Col benestare finale di Provenzano. Persino un pentito, Angelo Fontana, ha svelato della grande capacità di Madonia di far arrivare i suoi ordini a Palermo, nonostante il carcere. Non è bastato. La prima crepa nel 41 bis si era manifestata nel febbraio dell'anno scorso, quando il tribunale di sorveglianza di Torino aveva decretato il primo annullamento. Ma allora, dopo il clamore suscitato dalla notizia, il ministro della Giustizia Mastella aveva firmato un nuovo provvedimento nel giro di 48 ore. Intanto, Madonia era stato trasferito a Roma Rebibbia, e anche il tribunale di sorveglianza della Capitale aveva ribadito la pericolosità del padrino, nonostante un suo corposo ricorso. La sentenza della Cassazione, del 20 febbraio scorso, ha invece accolto le lagnanze del difensore di Madonia, annullando con rinvio e ribadendo il principio che le accuse devono essere "attuali". Dice oggi Lumia: "Bisogna rivedere i criteri di decisione".

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Mentana: "Non sarò il megafono" premier potrebbe annullare Matrix (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA - Infastidito dalle voci e dal chiacchiericcio su intercettazioni private a rischio pubblicazione, Silvio Berlusconi starebbe valutando la possibilità di una sorta di outing, o qualcosa che gli somigli. Se davvero il premier andrà stasera in diretta tv - perché la puntata di Matrix ha iniziato a vacillare - lo farà non solo e non tanto per scagliare l'ennesimo attacco alla magistratura, ma anche per "spiegare agli italiani" quelle intercettazioni "penalmente irrilevanti" che stanno sulla bocca di tutti. La strategia l'ha messa a punto per tutto il pomeriggio col suo staff a Palazzo Chigi. Dossier sui temi roventi di giustizia e ddl intercettazioni, sull'acerrimo nemico Di Pietro, certo, un incontro col ministro Tremonti per rinfrescare la manovra economia, anche. Ma ai suoi il premier ha spiegato che intende anche raccontare cosa ci sarebbe in quelle telefonate finite "indebitamente" in un'inchiesta giudiziaria. Un modo per disinnescare la mina. Pronto a spiegare che, "come tutti gli italiani, al telefono posso aver fatto delle battute, delle ironie che nemmeno ricordo, magari anche con riferimento alle donne del mio partito, che considero mie creature comunque stimatissime". Un'ora e mezza di faccia a faccia che Enrico Mentana vive come un personalissimo "esame". Per prepararsi al quale si è intrattenuto a lungo, in serata, negli studi del Palatino con il presidente Mediaset Fedele Confalonieri (l'agenzia Agi lo dava a Palazzo Grazioli, lui smentisce). "Non sarò lì a reggere li microfono, a fare da megafono - avverte Enrico "Mitraglia" - gli chiederò conto di tutto quello che un cittadino interessato ha letto sui giornali nelle ultime settimane. Non ci sarà una domanda che non gli farò". Niente clack in stile campagna elettorale, spera, ma "un pubblico qualificato". "Sarò da solo, consapevole del rischio, mi assumo come sempre le mie responsabilità, ben sapendo che subito dopo qualcuno dirà che sono stato troppo buono. L'ultima volta che l'ho intervistato si sa com'è finita, con il suo oscuramento quando ha tentato di sforare. Ritengo di avere le carte in regola". Sulla puntata in diretta grava una prima incognita. "So bene che da qui a qualche ora potrebbero anche essere pubblicate delle anticipazioni di nuove intercettazioni - spiega il direttore - Saremo pronti anche a quest'eventualità". D'altronde il nodo intercettazione sarà il piatto forte. "Sono consapevole di rappresentare anche le preoccupazioni di una categoria, quella dei giornalisti, che avverte il rischio di una pesante restrizione qualora dovesse passare il giro di vite con ddl o decreto". Invitare Berlusconi è stata una sua iniziativa, spiega Mentana. Mercoledì prossimo sarà la volta di Veltroni, già invitato. Sempre che il primo round di stasera vada in onda. Eh sì, perché la strategia "morbida" che nelle ultime ore avrebbe indotto il premier a ripensare il ricorso al decreto sulle intercettazioni - complice anche il via libera del Quirinale al lodo Alfano - lo avrebbe portato a ipotizzare anche una rinuncia al Matrix di stasera. "E' una voce che circola, l'ho sentita anch'io - confessa a tarda sera Mentana - Ma sono qui con Confalonieri e non ci risulta. Domattina (oggi, ndr) contatterò lo staff del presidente e sapremo cosa c'è di vero". (3 luglio 2008.

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Nomine e trame, la lobby di Saccà "Tranquilli, parlo io con Berlusconi" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA - Estinto nel Paese, cimelio della Prima Repubblica, il Psi craxiano è ancora vivo, vigile e attivissimo dalle parti di Viale Mazzini. Il suo leader, il suo "segretario politico" è Agostino Saccà che tesse i rapporti con tutti gli "iscritti". Tra i più fedeli, Giuliana Del Bufalo (responsabile delle Tribune Politiche) e Gianfranco Comanducci (già capo del Personale), con il deputato Fabrizio Cicchitto come referente esterno. Le intercettazioni della Procura di Napoli - appena arrivate in Rai - rivelano che questa costola socialista di Forza Italia mette bocca su tutto. Trama per cambiare il direttore generale; prova a condizionare ogni singola nomina; raccoglie e distribuisce informazioni. Un gruppo di potere che non esita a sfidare altri potentati di Forza Italia, perfino Gianni Letta in una tornata di nomine di luglio 2007 (un consigliere polista lo definisce un "pazzo" in una telefonata). Mentre la fedeltà al Cavaliere è granitica. Quando Saccà lo incontra, subito riferisce ogni dettaglio a tutti i suoi alleati in azienda in una storia di potere, di alta finanza, a volte di piccole raccomandazioni familiari. Petruccioli non si dimette E' il 24 ottobre 2007. I parlamentari della commissione di Vigilanza Rai sfiduciano il presidente Petruccioli. L'Italia dei Valori, i Radicali, i mastelliani votano insieme al centrodestra per invocare un ricambio al vertice di Viale Mazzini. E subito Saccà e Del Bufalo si chiedono se Petruccioli si dimetterà e se anche il direttore generale Cappon se ne andrà finalmente via, magari alle Poste. L'altro dubbio è se l'intero consiglio vada rinnovato nel caso la crisi si aggravi. Cosa che Saccà dice di voler discutere "con Silvio Berlusconi che vedo alle 7". (intercettazione del 24 ottobre 2007). Saccà: "Domani mattina senti se per caso Petruccioli si dimette". Del Bufalo: "No non si dimette, adesso fa una conferenza stampa. C'ha un faccia veramente come il culo per dire che il suo posto è sempre a disposizione. Non appena l'azionista e il Parlamento volessero nominare un nuovo presidente, lui se ne andrà. Ma non può lasciare l'azienda nel caos". Saccà: "Già, perché ha a cuore le sorti dell'impresa...". Del Bufalo: "Ciao tesoro". Cappon e Leone, gente di terza fila Cappon dunque è bersaglio di questo gruppo di potere. Saccà parla con Gianfranco Comanducci, all'epoca capo del personale (pochi mesi prima, a luglio 2007). Berlusconi - racconta Saccà - si è informato sul direttore generale Cappon e sul vicedirettore Leone. Il Cavaliere vuole sapere se i due litighino, come si racconta. Saccà spiega: "Non vanno d'accordo neanche tra di loro. Ma il problema (...) è che non hanno la forza, la struttura per fare il capo e neanche il vicecapo. Sono terza fila". Saccà racconta a Comanducci di aver fatto il nome di Minoli come nuovo direttore generale, sia pure con prudenza ("non rispetta sempre i patti"). Comanducci è freddissimo su Minoli: "Ma se è uno che non sa niente di conti economici...". E la televisione italiana? "Ho detto a Berlusconi - racconta ancora Saccà - che una classe dirigente seria dovrebbe dire: Rai e Mediaset, su alcune cose, si mettano d'accordo. Anche su una piattaforma di offerta a pagamento, comune, nazionale. Perché lasciare a Sky, a Murdoch? Per Berlusconi - conclude Saccà - era musica". La figlia del cugino Grande politica, vertici, strategie. Ma anche piccole beghe, di tipo familiare. Agostino Saccà ha un cugino. E questo cugino ha una figlia. Una ragazza brava, pure laureata e con brillanti esperienze in alcuni uffici stampa. Saccà la prenderebbe a lavorare con sé, se non ci fosse un problema: la ragazza porta il suo stesso cognome. E' una Saccà. Come risolvere, allora? Saccà ha un'idea: chiama Mauro Crippa, consigliere di amministrazione di Mediaset, già capo di tutta l'informazione del gruppo. Saccà gli spiega la difficoltà e chiede se può risolvergliela lui. Nessuna problema, la risposta. Guido Paglia e il salotto buono Giugno del 2007. Il consiglio di amministrazione della Rai affronta una tornata di nomine dirigenziali. La tensione è altissima tra Forza Italia e Alleanza Nazionale. Bersaglio di Saccà e di Angelo Maria Petroni (consigliere della Rai in quota Forza Italia) è Guido Paglia, il dirigente di An in assoluto più influente a Viale Mazzini. Petroni: "Ronchi (allora parlamentare di An, ora ministro) si è molto preoccupato. E' andato subito da Silvio, gli ho detto vacci, e l'ha incontrato qualche minuto prima di me. Io ho detto: "Guarda che qui finisce male, non è che voi scherzate in questo modo con le quattro cazzate di Paglia". Saccà: "Sì, ma Paglia veramente quando parla dice cazzate". Petroni: "Sì, le dice anche a Cannes, come se io non lo venissi a sapere dieci minuti dopo. Tra l'altro lui ha detto che, dai, lui a me mi controlla, ma vaffa...". Saccà: "Ha detto allora che Paolino Bonaiuti (oggi sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) è un coglione, che non capisce niente, che se lo sa Bonaiuti se lo segna sul taccuino. Che tu sei al guinzaglio suo, che lui ti controlla. Cioè: cose da pazzi, se c'è una persona con il senso del rispetto di sé sei tu". Petroni: "Sai come siamo fatti noi professori, siamo coglioni ma almeno siamo pieni di noi stessi. Saccà: "Esatto, avete quella consapevolezza professorale... che Urbani è un demente e che comunque adesso lo isoliamo. Ma come cazzo di permetti. Allora: Urbani può anche avere dei rapporti forse momentanei con Berlusconi, ma Urbani ha la tessera numero 2 di Forza Italia e che s'è inventato Forza Italia". Petroni: "E poi è sempre un personaggio che sa leggere e scrivere". Saccà: "Ma stiamo scherzando? E' un personaggio da guardare con grandissimo rispetto. Dopodiché, siccome ti hanno messo nel salotto buono, tu tiri fuori l'uccello e cominci a fare pipì sulla tappezzeria?". Quel fesso di Fabrizio Anche se in quota Forza Italia, il direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce non sembra godere della stima dei dirigenti Rai della stessa area. In una conversazione con Giuliana Del Bufalo, Saccà ne parla come di un "fesso" e chiede consiglio su come debba poi parlarne al cospetto di Berlusconi. Saccà: "Giuliana, dammi un consiglio: sul fesso di Fabrizio spendo qualcosa o me ne fotto proprio?". Del Bufalo: "Se lui ti chiede, tu gli dici: "Presidente, lei lo conosce meglio di me, Fabrizio non risponde alle pressioni"". Saccà: "Alle pressioni e alle tentazioni". Del Bufalo: "Non è un combattente, lui lo sa perché è amico suo". Un falso per Innocenzi? Saccà sembra chiedersi, a marzo dell'anno scorso, se Del Noce possa cambiare ruolo e approdare al Tg1, scenario di cui ragiona con Giancarlo Innocenti, membro dell'Autorità per le Comunicazioni. Il quale fa riferimento a un qualcosa di "falsificato" (intercettazione del 22 marzo 2007). Innocenzi: "L'ho ricevuto". Saccà: "L'hai ricevuto?" Innocenzi: "Fantastico, anche falsificato". Sacca: "Eh sì, te lo faccio vedere bene, visto che glielo devi dà a quello. Gliela facciamo che.. perché quello... questa cosa qui sarà la motivazione che lui cerca per non averlo più tra le scatole". Innocenzi: "Esatto". Saccà: "Perché, secondo me, se ci dovesse essere un cambio, un qualcosa il Tg1, ma mi pare improbabile che lui vorrebbe Maccari (già a Rai Parlamento) e non Del Noce. E' chiaro". Il grande risiko della fiction Agostino Saccà lavora ormai da mesi alla creazione di una sua creatura: Pegasus. E' un colosso privato nella produzione di fiction che - nei suoi piani - dovrà avere anche Mediaset come azionista o quantomeno come acquirente di prodotti. Di questo progetto, Saccà ha parlato a lungo con Mediaset, concorrente della Rai, mentre lui era ancora capo di Rai Fiction. Ora, a ottobre 2007, Saccà vuole stringere e si confida con Andrea Ambrogetti, capo delle Relazioni istituzionali di Mediaset (intercettazione del 24 ottobre 2007). Saccà: "Senti: io tra poco vedo Berlusconi per parlare anche di... tu hai qualche consiglio, qualcosa? Perché io avrei proposto di spingere, non so se è chiaro". Ambrogetti: "Sì, c'è quella roba di Valsecchi che per me è buona" Saccà: "Ma tu hai notizie su sta storia: ce l'ha fatta, la venduta?". Ambrogetti: "Ci sono le cifre" (un mese dopo, il 21 novembre, vengono siglate le nozze tra Medusa, società di Mediaset, e Taodue, società controllata da Pietro Valsecchi e Camilla Nesbitt, leader della produzione di fiction d'autore). (3 luglio 2008.

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E a tavola Piersilvio contestò papà "Non voglio Agostino in azienda" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA - Piersilvio contro Silvio. E in mezzo Agostino Saccà. Si arricchisce di una nuova puntata la saga degli intrecci Rai-Mediaset. Stavolta c'è il racconto che Bruno Ermolli, imprenditore, consulente e uomo di fiducia di Berlusconi, ha fatto la scorsa primavera ai pm napoletani nell'ambito dell'inchiesta per corruzione che coinvolge il premier e Saccà, accusato di aver favorito le attrici raccomandate dal Cavaliere in cambio di un sostegno ad una sua attività privata nel settore della fiction. La vicenda è spiegata nei dettagli dal L'Espresso in edicola domani. Ermolli (la stessa "eminenza grigia" che per Berlusconi si sta occupando anche della cordata italiana per Alitalia) ha raccontato al pm Vincenzo Piscitelli di un pranzo ad Arcore durante il quale è andato in onda uno scontro tra il Cavaliere e suo figlio. A dividere i due, l'opportunità di una partnership tra Mediaset e il manager Rai. Davanti alla tavola imbandita anche Marina Berlusconi, Fedele Confalonieri, l'amministratore delegato Fininvest Pasquale Cannatelli e la signora Rosa, la madre del Cavaliere. In quella riunione, nel settembre 2007, furono esplicite le resistenze di Piersilvio a legarsi a Saccà. Il vicepresidente del gruppo di famiglia, già in un paio di occasioni, aveva frenato i tentativi del padre e di Confalonieri di strappare il direttore di Rai Fiction alla concorrenza. "Mentre io e Fedele - racconta Ermolli - demmo una valutazione positiva da verificare nello sviluppo progettuale, Piersilvio espresse una valutazione negativa. Io e Confalonieri eravamo quasi portatori di questa ipotesi e ritengo che Saccà e Confalonieri avessero parlato del progetto prima dell'incontro". Il progetto sarebbe proprio quello per il quale, secondo l'accusa, Berlusconi avrebbe offerto il proprio sostegno in cambio dell'aiuto di Saccà ("Ti contraccambierò quando sarai libero imprenditore"). Intanto, oggi il manager rientra a Viale Mazzini, reintegrato dal Tribunale del lavoro che ha annullato il provvedimento della Rai che lo aveva sospeso senza però pronunciarsi nel merito. Saccà ha già presentato un ricorso al Garante della privacy contro la Rai e l'utilizzo che l'azienda sta facendo delle 8.450 intercettazioni della procura di Napoli, sottoposte ora al vaglio dei componenti del comitato etico. Tra queste ce ne sono due che riguardano anche uno dei quattro giudici che dovranno decidere sulle contestazioni mosse al direttore di Rai Fiction dal direttore generale Claudio Cappon ("Saccà ha assunto iniziative funzionali agli interessi non della Rai ma di Berlusconi e del suo movimento"). Quel Rubens Esposito, dirigente dell'ufficio legale Rai, membro del comitato etico, al quale, come rivela L'Espresso, Saccà avrebbe risolto un problema per la sorella che voleva diventare dirigente di una Asl. In un colloquio telefonico Saccà si sarebbe attivato con Doris Lo Moro, all'epoca assessore alla Sanità in Calabria, ora parlamentare Pd. Poi il manager Rai spiega meglio la vicenda in una telefonata con Giancarlo Innocenzi, membro dell'Autority per le comunicazioni. Nelle intercettazioni che il comitato inizierà a esaminare nei prossimi giorni c'è tutto. Nessun illecito, ma la dimostrazione di uno stretto rapporto tra il "giudicato" e uno dei suoi giudici. (3 luglio 2008.

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Il costo della vita batte il lavoro Poco interesse per la giustizia (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA - Non ci sono le intercettazioni e neanche una nuova legge sull'immigrazione. In testa alle priorità degli italiani restano le tematiche economiche. Il miglioramento delle condizioni di vita e l'aumento dei salari sono gli interventi che il 69% dei cittadini chiede al governo. Ritenuti più urgenti del lodo Schifani bis e della norma blocca-processi, prioritari solo per un italiano su cinque. È quanto emerge da un sondaggio (con risposta multipla) realizzato da Ipr Marketing per Repubblica.it. La propria tasca, la spesa quotidiana, la paura di non riuscire a pagare il mutuo sono i problemi che preoccupano di più. Un sentimento comune agli elettori di tutte le forze politiche. E aggravato anche da una situazione lavorativa che non lascia tranquilli il 37% degli elettori. GUARDA LA TABELLA La disoccupazione e la sicurezza sul lavoro sono, infatti, al secondo posto nell'agenda delle priorità. Più legato all'appartenenza politica il tema della sicurezza (33%). Un problema avvertito più dagli elettori di centrodestra che da quelli di altre forze politiche. Al quarto posto nella lista della priorità l'emergenza rifiuti in Campania che ha ormai raggiunto un interesse nazionale e prescinde dall'appartenenza politica. Solo all'ottavo posto con il 22% dei consensi, il tema dell'immigrazione, a cui sono più sensibili gli elettori di Pdl e Lega rispetto a quelli di Pd e Idv. Mentre appena il 20% degli italiani indica come prioritaria la riforma della giustizia. E in questo caso anche la distanza tra elettori di centrodestra e di centrosinistra si assottiglia: la fotografia di un disinteresse generalizzato. Le priorità. Il costo della vità è il problema principale per il 69% degli intervistati. È qui che dovrebbero concentrarsi gli sforzi maggiori da parte del governo. Il potere di acquisto di stipendi e pensioni è avvertito come inadeguato da tutti i cittadini. Anche il 60% dell'elettorato di Pdl+Lega chiede che il Berlusconi IV affronti con celerità questa problematica. La priorità dell'economia personale è evidente analizzando la distanza tra il primo e il secondo tema (la differenza è di 32 punti). Dopo le misure per alleggerire il costo della vita, nella scala delle priorità per gli italiani c'è il lavoro (37%). Disoccupazione e incidenti preoccupano in questo caso gli elettori di Pd+Idv (46%) più di quelli di Pdl-Lega-Mpa (28%). Una situazione che si inverte per il tema indicato al terzo posto. La sicurezza (ordine pubblico e criminalità), a cui il totale del campione assegna il 33%, è un tema prioritario per il 56% degli elettori della maggioranza, mentre tra quelli di centrosinistra scende al 27%. Non ha colore politico l'emergenza rifiuti in Campania. In questo caso la copertura mediatica ha dato al problema una dimensione nazionale (30%) e trasversale. Al quinto posto nell'agenda delle priorità la riforma della pubblica amministrazione, urgente per il 26% degli intervistati. La stessa percentuale assegnata ai problemi della sanità. I temi meno urgenti. Norma blocca-processi, ddl o dl intercettazioni, lodo Schifani bis. Sono i temi caldi nell'agenda politica di questi giorni. Ma se ne trova traccia solo al nono posto nelle priorità degli italiani. La riforma della giustizia, infatti (che li comprende tutti) è urgente solo per il 20% degli intervistati. Un disinteresse diffuso che non dipende dall'appartenenza politica (Pd-Idv 20%, Pdl-Lega-Mpa 29%, Udc 13%). Non riscuote molto successo neanche il tema dell'immigrazione, all'ottavo posto con il 22% dei consensi. In questo caso però è più evidente il pensiero politico degli elettori: 35% per coloro che hanno votato Pdl-Lega-Mpa, 7% per Pd e Idv. Agli ultimi posti del sondaggio la riforma scolastica e la costruzione delle nuove infrastrutture urgenti rispettivamente per il 9% e il 6% degli intervistati. (3 luglio 2008.

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Malgieri: derubato dei testi delle telefonate (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il consigliere Rai Malgieri: derubato dei testi delle telefonate ROMA - Piccolo giallo ieri a Viale Mazzini. Il consigliere Rai Gennaro Malgieri chiede una nuova copia delle ultime intercettazioni che la Procura di Napoli ha spedito all'azienda. La copia che Malgeri aveva ricevuto in consiglio è sparita dal cassetto del suo ufficio. Sparizione che sarebbe stata anche denunciata alla Polizia.

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"un potentissimo mi ordinò: prendi quella ragazza" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Simona Ventura "Un potentissimo mi ordinò: prendi quella ragazza" ROMA - "Sì, una volta ho subìto una raccomandazione: ho dovuto far lavorare una ragazza a "Quelli che il calcio", imposta da un uomo potentissimo. Ho ceduto, anch'io tengo famiglia". Simona Ventura ammette l'episodio, ma senza rivelare il nome dell'uomo politico. Non lo ha rivelato neppure a "Novella 2000", anche se il superlativo utilizzato ha dirottato i sospetti su Silvio Berlusconi. "Ma io non ho fatto il nome di Berlusconi - dice la Ventura - . Dico solo che una volta ho fatto lavorare una ragazza raccomandata da un potente. Una che poi non ho più visto in tv. Ora con le intercettazioni si pensa che le cose in tv vanno sempre così, ma non è questa la regola. O le segnalazioni passano sopra di noi... e certo non sto pensando né a Marano né a Del Noce, che sono dei santi". La conduttrice di "Qquelli che il calcio" ricorda un suo battibecco con il ministro Maurizio Gasparri: "Lui parlava dei raccomandati nella Rai di Zaccaria, io feci una sparata per dire che le segnalazioni non erano la regola, il risultato fu che mi ritennero una poco gestibile". Dalle intercettazioni sembra che le "soubrette" siano poi approdate in politica. "Dicono che ci sia anche una ministra. Non ho capito se è la bruna o quella dai capelli rossi... In ogni caso io sono contraria alla pubblicazione delle intercettazioni private, intime. Di Pietro parla di magnaccia? Lo conosco e gli vorrei dire che questi toni non aiutano il Paese. Segua il consiglio di Bossi, che per una volta dice che è meglio abbassare il volume". (le. pa.).

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Colombia, con un blitz militare liberata Ingrid Betancourt (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-07-03 - pag: 1 autore: ... PANORAMA ... Colombia, con un blitz militare liberata Ingrid Betancourt AFP Ingrid Betancourt è stata liberata ieri sera dopo sei anni di prigionia nelle mani delle Farc grazie a un'operazione militare condotta da forze colombiane (nella foto, Ingrid appena scesa dall'aereo che l'ha portata a Bogotà). Assieme all'ex candidata presidenziale franco-colombiana, che ha oggi 46 anni e sarebbe in condizioni "ragionevolmente buone", sono stati liberati altri 14 ostaggi, tra cui tre americani. u pagina 11 Sei anni di paure e di speranze di Roberto Da Rin u pagina 11 Quirinale: sì al Ddl Alfano. Intercettazioni: è scontro Ok del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano alla trasmissione al Parlamento del Ddl Alfano sullo "scudo" per quattro alte cariche istituzionali.Intercettazioni: il Governo mantiene l'ipotesi-decreto ma è rebus sui tempi e Fini frena. u pagina 14 con il Punto di Folli Bruxelles: sui rom non tollereremo il razzismo La commissione Ue interviene sul progetto del Governo di un censimento nei campi rom: "No a doveri in base all'etnia,non tollereremo il razzismo".Il ministro dell'Interno Maroni contro il Gip di Verona: un errore scarcerare i rom, azione di polizia vanificata. u pagina 14 Petrolio ancora da primato: sfiorati i 145 dollari Ennesima raffica di record per il petrolio, dopo il calo delle scorte americane: a New York il future del Wti ha toccato il picco storico a 144,32 dollari prima di ripiegare. Ancora più su a Londra il future del Brent, che ha fatto segnare il record a 144,95 dollari. u pagina 40 Auto: warning di Merrill su Gm e il titolo crolla in Borsa Il titolo di General Motors ha chiuso sotto i 10 dollari per la prima volta in 54 anni: le azioni del colosso automobilistico Usa hanno perso il 15% a Wall Street dopo che Merrill Lynch ha reso noto che il gruppo potrebbe portare i libri in tribunale. u pagina 35 Nyse Euronext muove verso l'India Nyse Euronext prosegue la sua campagna di espansione verso altri listini. Il consorzio borsistico transatlantico ha acquisito una partecipazione del 5% in MCX, la più importante piattaforma di negoziazioni merci dell'India. u pagina 35 Generali e Caltagirone alleati per gli immobili Mps Caltagirone partecipa con Generali alla gara per gli immobili di Mps. Il gruppo immobiliare ha presentato, assieme alla compagnia triestina, un'offerta non vincolante per aggiudicarsi il 49% degli immobili strumentali della banca senese. u pagina 35.

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Decreto intercettazioni Fini e la Lega frenano (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-07-03 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Giustizia Il premier oggi a Matrix Decreto intercettazioni Fini e la Lega frenano Napolitano autorizza il ddl sul lodo Alfano ROMA - Il presidente Napolitano ha autorizzato la presentazione del ddl che sospende i processi per le alte cariche dello Stato. Veltroni e Casini in una lettera a Fini accusano il governo. DA PAGINA 5 A PAGINA 11.

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Le talpe, gli amici Usa Alla fine gli 007 hanno beffato le Farc (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-03 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE La lunga caccia La svolta arriva con la confisca del computer di uno dei capi della guerriglia Le talpe, gli amici Usa Alla fine gli 007 hanno beffato le Farc SEGUE DALLA PRIMA Washington in questi ultimi anni ha fornito all'alleato sudamericano mezzi tecnici e risorse fondamentali contro le Farc. Grazie al "Piano Colombia" varato dagli Usa, Bogotà ha ricevuto fondi per 5 miliardi di dollari. Una parte sono stati utilizzati per acquistare sofisticati strumenti per intercettare comunicazioni radio e satellitari. Materiale fornito sia alle unità anti-terrorismo che all'aviazione. Una piccola fetta dell'aiuto - circa 75 milioni di dollari stanziati dal Dipartimento della Giustizia statunitense - sono invece serviti per pagare robuste ricompense a chi accettava di collaborare con le autorità. Le taglie, che hanno funzionato poco nella caccia ai qaedisti, si sono rivelate un formidabile alleato in Sud America. Quasi 800 militanti si sono consegnati all'esercito. E alcuni di loro hanno deciso di collaborare fornendo preziose informazioni. è così che sono stati uccisi il numero due Raul Reyes e Ivan Rijos, altro esponente di rilievo della fazione. Quest'ultimo è stato assassinato dalla sua guardia del corpo che ha portato come prova dell'eliminazione la mano destra del leader. In cambio avrebbe intascato un premio di oltre due milioni di dollari. Con un'operazione di intelligence i colombiani hanno poi ottenuto la resa di Nelly Avila Moreno, alias "Comandante Karina", una delle dirigenti più famose dei ribel Gli aiuti americani Washington ha fornito mezzi tecnici e risorse contro le Farc. Grazie al "Piano Colombia" varato dagli Usa, Bogotà ha ricevuto fondi per 5 miliardi di dollari "Libera" Il ministro Juan M. Santos.

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Giustizia Premier in tv (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-03 num: - pag: 5 categoria: BREVI Giustizia Premier in tv \\ Necessità e urgenza Credo che la necessità e l'urgenza, specie dopo le ultime intercettazioni, siano sotto gli occhi di tutti. Bisognerà valutare i tempi in vista della pausa estiva Angelino Alfano.

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La Spagna non vince la partita dell'export (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-07-03 - pag: 12 autore: Competitività / 2. I "numeri" di Roma e Madrid La Spagna non vince la partita dell'export di Marco Fortis * L a Spagna, oltre che nel calcio ai recenti campionati europei, ha definitivamente superato l'Italia anche nell'economia? Secondo l'Eurostat il sorpasso in termini di Pil per abitante sarebbe ormai certo, per cui Zapatero può festeggiare a tutto campo in Europa (dopo aver superato, ma solo calcisticamente, anche la Germania), mentre gli italiani all'opposto si sentono sempre più avviliti.L'economia spagnola,in effetti,è cresciuta molto negli ultimi anni. La Spagna è stata molto abile nell'intercettare e mettere a buon frutto i finanziamenti europei (a differenza dell'Italia); inoltre è diventata sempre più forte nel turismo (mentre noi abbiamo fatto vistosi passi indietro) ed è stata capace di sfruttare la sua buona situazione finanziaria per sostenere efficacemente lo sviluppo della propria economia, specie attraverso gli investimenti in infrastrutture ed edilizia. In sostanza: la Spagna ha sperimentato un lungo periodo di forte dinamismo, frenato solo quest'anno dall'esplosione della bolla immobiliare. Di fronte a questi indubbi successi, l'Italia sembra al confronto bloccata, con la perdurante debole crescita del suo Pil, l'alto debito pubblico e la scarsa efficienza della sua pubblica amministrazione. Eppure un raffronto ad ampio raggio tra l'economia italiana e quella spagnola mostra anche molti lati in cui il nostro Paese dà ancora parecchi punti alla nazione iberica. Cominciamo dalla bilancia commerciale che mostra la competitività di un Paese. Quella italiana, nonostante un deficit energetico colossale, è molto migliore di quella spagnola: -9,4 miliardi di euro nel 2007 contro un "buco" dieci volte più grande per gli spagnoli, pari a -96 miliardi. Sempre nel 2007, la bilancia commerciale italiana, al netto dell'energia e dei prodotti petroliferi raffinati, è risultata in surplus per 36,9 miliardi, mentre quella spagnola ha presentato un preoccupante deficit di 63,9 miliardi. Inoltre, nel 2007 le esportazioni italiane sono cresciute in valore assoluto di 26,6 miliardi di euro rispetto al 2006, quattro volte e mezzo di più di quelle spagnole, aumentate solo di 5,7 miliardi. Ma c'è un di più che emerge dalla analisi regionale sull'Italia. Sempre nel 2007 singole regioni italiane hanno esportato in vari settori più dell'intera Spagna: la Lombardia e l'Emilia Romagna hanno esportato ciascuna più meccanica non elettrica degli spagnoli, il Veneto più mobili e calzature, la Lombardia più tessile-abbigliamento, la Toscana più pelletteria. Infine, va ricordato che l'Italia vanta un surplus commerciale bilaterale con la Spagna di quasi 11 miliardi di euro. Ciò perché il nostro Paese possiede un'industria manifatturiera nettamente più forte di quella spagnola. Ma, allora, sono stati sufficienti più turismo e una forte crescita delle costruzioni per consentire agli spagnoli di superarci? Non è così perché l'analisi della distribuzione regionale dello sviluppo mostra come in Italia sia soprattutto il divario Nord-Sud a determinare il sorpasso della Spagna. Ciò emerge chiaramente dai dati disaggregati sui Pil pro capite regionali a parità di potere di acquisto dei Paesi Ue relativi al 2005 (diffusi il 12 febbraio scorso dall'Eurostat). In particolare, si consideri che nel 2005 ben 12 regioni italiane (praticamente tutto il Nord-Centro esclusa l'Umbria), aventi una popolazione complessiva di 37 milioni di abi-tanti, pari a quasi i 2/3 del totale nazionale, potevano vantare un Pil pro capite superiore a quello medio della Ue-27, equivalente a 22.400 euro (a parità di potere di acquisto). Nello stesso anno, invece, solo otto regioni della Spagna, aventi 18,5 milioni di abitanti, pari al 43% della popolazione complessiva della nazione iberica, presentavano un reddito pro capite più alto di quello medio Ue. Dunque nel 2005 il numero di abitanti con un reddito medio superiore a quello europeo era esattamente il doppio in Italia rispetto a quello riscontrabile in Spagna. Per contro, nello stesso anno la popolazione delle regioni aventi un reddito medio pro capite inferiore a quello della Ue 27 era di 24 milioni di abitanti in Spagna e di 21,6 milioni in Italia, ma di questi ultimi ben 19,4 milioni (cioè gli abitanti di Sardegna, Molise, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Campania) non arrivavano in media a 18mila euro a parità di potere d'acquisto mentre gli spagnoli con un reddito medio inferiore ai 18mila euro erano solo un milione (cioè gli abitanti dell'Extremadura). Una importante causa del rapido avvicinamento o addirittura (oggi) della superiorità del Pil pro capite a parità di potere di acquisto spagnolo rispetto a quello italiano risiede dunque nello schiacciamento verso il basso del reddito di molte regioni dell'Italia meridionale. Prova ne è che il Pil per abitante nelle quattro più povere regioni spagnole (Galicia, Castilla-La Mancha, Andalucia, Extremadura, dove vivono 13,4 milioni di abitanti) era di 18.035 euro nel 2005 contro un reddito medio di soli 15.098 euro nelle quattro più povere nostre regioni (Puglia, Sicilia, Calabria e Campania, dove gli abitanti sono ben 16,9 milioni). In definitiva, l'Italia non deve temere l'avvicinamento del reddito medio spagnolo a quello, peraltro ancora piuttosto distante, delle nostre regioni settentrionali e centrali. Anzi, dobbiamo rallegrarci di ciò perché più gli spagnoli diventeranno ricchi e più importeranno dal nostro Paese i manufatti che essi non sono in grado di produrre. L'Italia deve invece preoccuparsi, e molto, del fatto che il reddito medio ufficiale delle nostre regioni meridionali non riesce nemmeno lontanamente ad aumentare come quello delle regioni spagnole più povere, il cui costante sviluppo appare più equilibrato e virtuoso. Né è lecito tranquillizzarsi considerando che le statistiche sul Pil del Mezzogiorno italiano sottovalutano, a causa del "sommerso" e delle attività criminose, il livello di benessere. Perché questo, senza legalità, non produrrà mai imprese e sviluppo. * Vicepresidente Fondazione Edison L'ANALISI DELLA RICCHEZZA Il nostro Paese ha un surplus commerciale di 36,9 miliardi mentre Madrid è in deficit Sui dati del reddito pro capite pesano le regioni del Sud.

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Intercettazioni, Fini e Lega frenano il premier (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-03 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Intercettazioni, Fini e Lega frenano il premier "Concordia istituzionale, no al decreto o è lite con il Colle". Berlusconi anti giudici in tv: non mi farete fuori Pranzo tra il Cavaliere e il presidente della Camera Si allontana l'idea del dl: tra le ipotesi, limitarlo al divieto di pubblicazione ROMA - Si deciderà solo domani, in Consiglio dei mini-stri, se il governo affronterà il caso intercettazioni con un decreto, ma gli alleati hanno fatto sapere al premier che considerano quella strada difficilmente percorribile. E' la conclusione di un'ennesima giornata tesa e caotica che ha visto Silvio Berlusconi - sempre più irato contro quei magistrati che lo "perseguitano" e pronto a sfogarsi a tutto campo sul tema stasera a Matrix - incontrare prima il ministro della Giustizia Alfano e poi, a pranzo, il presidente della Camera. Un colloquio a tratti anche teso quello con Gianfranco Fini, che ha ribadito al premier la sua irritazione per quel commento pronunciato sulla lettera inviata dal capo dello Stato al presidente del Csm Mancino ("Napolitano ha accolto le argomentazioni di Fini e Schifani") che ha rischiato di far saltare il fragile equilibrio istituzionale che si sta cercando in questi giorni sul tema giustizia. Ma c'è di più: al Cavaliere - che continua a dire che sulla giustizia non farà marce indietro, che delle sue parole non si pente e che è pronto anche a scendere lui stesso in piazza e a portarci milioni di persone perchè "la gente è con me" - Fini ha fatto notare che "al di là del merito", un decreto sulle intercettazioni sarebbe praticamente impossibile da varare perchè troppi provvedimenti sono già incardinati alle Camere, e dunque non ci sarebbero i tempi tecnici per convertirlo, mettendo in conto anche il possibile ostruzionismo. Dubbio questo, peraltro, diffuso anche in via Arenula, dove sulla possibilità di ricorrere a un decreto c'è grande cautela, anche se Alfano assicura che i requisiti di "necessità e urgenza " ci sono tutti. Ma Fini ha soprattutto cercato di convincere Berlusconi a non tirare troppo la corda del dialogo istituzionale, mettendo in difficoltà il Quirinale: "Non possiamo andare verso uno scontro tra poteri dello Stato che coinvolge anche il presidente della Repubblica. Non possiamo permettercelo. Bisogna ricostruire un clima di concordia istituzionale ". Un dubbio identico ha la Lega: no al decreto, perché Napolitano non lo firmerebbe mai. Già Maroni nei giorni scorsi aveva detto di non volere uno scontro con il Colle su questi temi. E oggi i parlamentari leghisti si riuniranno per discutere delle intercettazioni. Il risultato? Che se il decreto sembra effettivamente più lontano, non è ancora definitivamente uscito dalle ipotesi possibili, tra le quali, seppur improbabile, quella di limitare il decreto al solo divieto di pubblicazione. Si decide "di ora in ora", dicono da Palazzo Chigi, mentre Berlusconi prepara la sua controffensiva mediatica di stasera, carte alle mano, e con una convinzione: "Mi vogliono fare fuori, ma io non glielo permetterò". Paola Di Caro.

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Colombia, blitz dei militari La Betancourt torna a casa (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-03 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Colombia, blitz dei militari La Betancourt torna a casa Salvata insieme ad altri 14 ostaggi, tra cui tre americani L'azione studiata da settimane: intercettate le comunicazioni della guerriglia. Il ministro: "è stato come un film" RIO DE JANEIRO - Libera. Anzi, liberata dall'esercito colombiano, insieme a un gruppo di altri 14 ostaggi. La notizia della fine della prigionia di Ingrid Betancourt, dopo sei anni e mezzo, viene annunciata a sorpresa in Colombia nel pomeriggio di ieri, tarda serata in Italia. Oltre all'ex candidata presidenziale tornano alle loro famiglie i tre contrattisti americani sequestrati anni fa quando i guerriglieri li raccolsero nella foresta dopo un atterraggio di emergenza, e altri undici militari. Vengono liberati dal-l'esercito, con una operazione che gonfia di orgoglio il governo colombiano e che la stessa Betancourt definisce "impeccabile". Ingrid appare in condizioni assai migliori che negli ultimi filmati e quasi si schermisce ("sto bene, grazie!") quando un giornalista le chiede del suo stato di salute. è appena un po' magra e pallida. Scende da un aereo in una base dell'esercito dove la aspettano la madre e i giornalisti. Indossa una mimetica e ha i lunghissimi capelli raccolti sotto un cappellino e parla a lungo, lucidamente e senza quasi commuoversi. Ringrazia tutti, in spagnolo e in francese. Chiede ai colombiani di raccogliersi attorno all'esercito, tagliando qualsiasi polemica. Elogia il presidente Alvaro Uribe, ringrazia e lo definisce una fortuna per il proprio Paese. Secondo le ricostruzioni, l'esercito sarebbe riuscito ad intercettare le comunicazioni interne alle Farc e simulato un ordine di Alfonso Cano, il nuovo numero uno della guerriglia, al gruppo che deteneva la Betancourt e altri ostaggi. Con un sotterfugio, un gruppo di militari in elicottero, travestiti anche con magliette di Che Guevara, è riuscito a farsi consegnare gli ostaggi, sostenendo che occorreva spostarli in un altro accampamento per ragioni di sicurezza. In tal modo l'esercito ha evitato l'azione di forza, che avrebbe potuto portare alla soppressione degli ostaggi, come avvenuto in altre occasioni. Tra il tripudio della famiglia di Ingrid Betancourt e dei governi europei che si sono impegnati per la sua liberazione, si apre ora una fase decisiva per il conflitto interno colombiano. Il successo militare di ieri è l'ultimo di una serie che ha fortemente indebolito le Farc. Un mese fa era stata annunciata la scomparsa, per cause naturali, del leader storico Manuel Marulanda. Le diserzioni si contano ormai in migliaia. La linea dura di Uribe prevale definitivamente sul partito della trattativa, che ha il suo leader simbolico in Hugo Chavez. La fine militare della guerriglia potrebbe essere vicina e questo allevia tutti i problemi che in questi ultimi anni Uribe ha accumulato sullo scenario politico: corruzione e rapporti tra molti dei suoi uomini e i paramilitari. R. Co. Ritorno a casa A sinistra, in alto, l'arrivo a Bogotà di Ingrid Betancourt.

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Lodo Alfano, il via libera del Colle (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-07-03 - pag: 14 autore: Giustizia. Napolitano "autorizza" la presentazione alle Camere del Ddl sullo scudo per le alte cariche: conforme a sentenza della Consulta Lodo Alfano, il via libera del Colle Sulle intercettazioni il Governo tenta il decreto ma sono a rischio i tempi per l'ok Donatella Stasio ROMA "Un decreto legge ad personam ". Così, ieri, lo definiva qualcuno, seduto sui divani nell'ala "destra" del Transatlantico, alla Camera. Un nuovo scudo per Silvio Berlusconi, per metterlo al riparo dalla pubblicazione delle piccanti telefonate intercettate dalla magistratura di Napoli nell'inchiesta in cui è imputato con il dirigente Rai Agostino Saccà. "Urgente ", "urgentissimo", hanno continuato a ripetere per l'intera mattinata il ministro della Giustizia Angelino Alfano ( "La necessità e l'urgenza è sotto gli occhi di tutti") nonché il consigliere giuridico del premier, l'avvocato e deputato Niccolò Ghedini ("Il vaso è già traboccato, visto che si pubblicano intercettazioni prive di rilevanza penale, che possono rovinare la vita di persone estranee alle indagini"). Ma a fine mattinata – dopo un vertice a Palazzo Grazioli, un pranzo Berlusconi-Fini e qualche contatto con il Quirinale – lo scudo si stava già avviando al tramonto. Ufficialmente si spiega che non ci sarebbero i tempi tecnici per convertirlo in legge: in Parlamento c'è un ingorgo legislativo e da ieri si è aggiunto anche il Lodo Alfano - l'immunità per le quattro alte cariche dello Stato firmato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Al di là delle motivazioni ufficiali, sembra tuttavia che il preannunciato decreto intercettazioni abbia incontrato un ostacolo insormontabile: il tempo troppo stretto e il "no" del Capo dello Stato. Per riuscire a bloccare la pubblicazione delle intercettazioni galeotte, il provvedimento dovrebbe infatti entrare in vigore subito, perché domani si celebrerà, a Napoli, l'udienza preliminare per decidere il rinvio a giudizio di Berlusconi e Saccà. E, in base al Ddl approvato dal Governo 20 giorni fa (non ancora approdato in Parlamento), il divieto assoluto di pubblicazione e le sanzioni del carcere per i giornalisti cadono con la fine dell'udienza preliminare. Dunque, se quelle stesse norme venissero trasferite in un decreto legge, arriverebbero a tempo scaduto. Salvo costringere Napolitano a firmare il provvedimento ad horas e a scatola chiusa. Impossibile. "Del decreto parlerà il Consiglio dei ministri di venerdì – assicurava in serata Ghedini –e dovrà valutare se c'è lo spazio in Parlamento per la sua conversione in legge. Immagino – aggiungeva – che anche il Capo dello Stato abbia accortezza della situazione di gravissimo disagio che si sta vivendo ". Insomma, una marcia indietro ufficiale non c'è ( anche perché l'udienza preliminare potrebbe richiedere più di un giorno), ma nel Pdl il decreto viene dato ormai per tramontato. Tanto più che c'è chi lo considera un'ulteriore forzatura. E c'è persino chi ritiene "doverosa" la pubblicazione delle telefonate tra il Cavaliere e alcune ex soubrette, alcune delle quali sarebbero poi diventate ministre, perché le considera "istituzionalmente gravi" e "offensive" per chi, avendo resistito alle avances, non ha fatto carriera. Contro il decreto si è schierata compatta l'opposizione (che ieri si è vista respingere le pregiudiziali di costituzionalità, in Aula, sulla "salva-premier"). "Le motivazioni personali – ha detto Anna Finocchiaro del Pd – non rientrano tra le condizioni di necessità e urgenza "."Solo gli occhi del ministro Alfano e di qualche altro esponente del Governo vedono l'urgenza di un decreto", ha osservato Michele Vietti dell'Udc, secondo il quale questa vicenda conferma che non si trattava di "refuso" aver indicato come "decreto" e non come "disegno di legge", nell'ordine del giorno della Presidenza del Consiglio dei ministri, il provvedimento sulle intercettazioni. Scudo che va, scudo che viene. Con la firma di Napolitano, il Lodo Alfano arriva alla Camera. Il Capo dello Stato ne ha autorizzato la presentazione ritenendo – a un primo esame –che non contrasti con la sentenza della Consulta che, ne 2004, bocciò il Lodo Schifani. Lo scudo per le alte cariche avrà una corsia preferenziale e ne è prevista l'approvazione entro luglio. Intanto, ancora ieri si sono susseguite riunioni per valutare se e in che termini cambiare la norma "salva-premier" contenuta nel decreto sicurezza, perché Napolitano non intende lasciarla passare così com'è, tanto più dopo il parere negativo del Csm. Sul quale – in particolare sul vicepresidente Nicola Mancino – si sono abbattuti gli strali del Pdl. "Sarebbe meglio che chiedesse scusa, perché ha offeso il Parlamento", ha detto Gaetano Quagliarello. "Rispetto troppo il Parlamento per attaccarlo", ha ribattuto Mancino. GLI OSTACOLI PER IL DL Dopo un pranzo tra il Cavaliere e il presidente della Camera e i contatti con il Quirinale, il nuovo "scudo" urgente diventava più difficile.

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E la piazza dei Girotondi tenta i fedeli di Walter (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-03 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Democratici e "sirene" radicali La Bonucci: il leader la smetta di temere i suoi elettori. Moretti? Ci saremo tutti E la piazza dei Girotondi tenta i fedeli di Walter Carofiglio: sto riflettendo se andare, da uomo libero. Sì di Nerozzi e Vita, Parisi ci pensa Il ritorno dei movimenti piace a Eco, Camilleri, Dacia Maraini, Vattimo, Travaglio, Margherita Hack, Fo e Franca Rame ROMA - "Veltroni deve smetterla di aver paura dei suoi elettori. Dice che i Girotondi sono un fenomeno minoritario? Gli ricordo che l'80 per cento di noi ha votato per lui e solo il 20 ha scelto Di Pietro". é un "noi" colmo di "tristezza e depressione " quello declinato da Silvia Bonucci, scrittrice e traduttrice che per anni ha lavorato con Nanni Moretti. L'8 luglio sarà in piazza Navona contro le "leggi canaglia" e magari al suo fianco spunterà il regista di Caro diario ("ci saremo tutti"), ma l'entusiasmo non è più quello del 2002: "Berlusconi è diventato intoccabile e l'opposizione è ridotta a una lotta tra fazioni". C'è frustrazione, malinconia, nostalgia. Ma anche rabbia e determinazione. Tornano i Girotondi e, a dispetto degli anatemi di Veltroni, seducono i parlamentari del Pd. Arturo Parisi è fortemente tentato e scioglierà oggi la riserva. Un prodiano di rango come Mario Barbi è pronto a combattere "lo snaturamento delle istituzioni", Roberto Zaccaria è un veterano dei Girotondi e potrebbe dare una delusione al segretario e il sindacalista Paolo Nerozzi, capolista simbolo della campagna del Nord tentata da Veltroni, sarà in piazza con la sinistra pd di Vincenzo Vita. Il quale definisce le leggi ad personam "atti osceni" e "pornografia" il decreto sulle intercettazioni. Il senatore Felice Casson concorda con Di Pietro su tutta la linea, tranne i toni: "Solo per questo non andrò". Gerardo d'Ambrosio è "in sintonia perfetta con le ragioni della piazza" e un altro magistrato-senatore veltroniano, Gianrico Carofiglio, si dice "interessato, sto riflettendo". Non la preoccupa il veto del leader? "Sono un uomo libero". Il ritorno dei movimenti piace a intellettuali e artisti molto vicini al segretario del Pd, come Umberto Eco e Andrea Camilleri. E poi Dacia Maraini, Luciano Gallino, Gianni Barbacetto, Oliviero Beha, Gianni Vattimo, Marco Travaglio, Moni Ovadia, Rita Borsellino, Antonio Tabucchi... Margherita Hack aderisce "idealmente" contro la linea "troppo morbida" di Veltroni, Dario Fo e Franca Rame offrono sostegno a distanza: "Ci saremo, purtroppo non fisicamente ". Ed Ettore Scola, il regista del pullman veltroniano? "Credo che verrà - confida Furio Colombo -. E ci saranno tutti i rom della Capitale". I grandi elettori di Pd si mobi-litano, contro la linea ufficiale. Eco suona l'allarme per la "democrazia in pericolo" e Veltroni rivela al coordinamento del Pd la paura di perdere pezzi, anche pregiati. "La manifestazione di Di Pietro è una strettoia difficile, c'è il rischio che una parte del nostro elettorato non ci capisca - ammette Giorgio Tonini -. Ma non possiamo farci imprigionare dai Girotondi". E basta un'intervista di Paolo Flores d'Arcais al Riformista per far deflagrare lo scontro a sinistra. Il direttore di Micromega, promotore della manifestazione assieme a Furio Colombo e "Pancho" Pardi, rimprovera a Veltroni "giganteschi inciuci per omissione". E si scaglia contro il capo dello Stato, la cui lettera al Csm sarebbe "una vergogna". é subito tempesta. Pardi si dissocia, Colombo minaccia di disertare (ma non lo farà) e Di Pietro è costretto a prendere distanze. Nel Pd Nicola Latorre denuncia l'"attacco violento e inaccettabile", Tonini dà del "fazioso massimalista" a Flores e anche Parisi condanna, riservandosi però di scendere in piazza: scioglierà la riserva oggi. E adesso al vertice dei Democratici prende corpo il timore che a piazza Navona si preparino bordate di fischi per Napolitano e Veltroni. "Manifestazione di faziosi", prevede Beppe Fioroni. Ci saranno Pdci e Sd e, per il Prc, Paolo Ferrero e forse Nichi Vendola. Il tam tam è fortissimo nella "Sinistra per Veltroni". Pier Giorgio Odifreddi aderisce convinto e così Ottavia Piccolo, che però sarà a Siracusa per lavoro: "Quelle leggi sono una schifezza. Veltroni? Non lo capisco, mi astengo dai commenti". Sergio Staino firmò il primo appello di Flores e Colombo, ma l'altolà di Veltroni lo ha convinto a ripensarci: "Non me la sento di andare". Diserterà Gigi Proietti perché il segretario lo vuole in piazza in autunno: "Però non sono contento di come vanno le cose". Resterà a casa anche Eugenio Bennato, che trova i Girotondi "un po' ridicoli". Ma intanto, sul sito di Micromega, piovono adesioni. Ascanio Celestini, Lamberto Sechi, Fulvio Abbate, Giorgio Cremaschi, Marco Revelli, don Andrea Gallo... Monica Guerzoni Scambio di vedute Walter Veltroni, Pier Ferdinando Casini e il capogruppo del Pd Antonello Soro ieri alla Camera. Il leader del Pd ha firmato una lettera congiunta con il leader dell'Udc, indirizzata al presidente della Camera Gianfranco Fini, nella quale si contesta "il tentativo del governo di espropriare di fatto il Parlamento delle sue prerogative" attraverso la presentazione della manovra sotto forma di decreto (Scrobogna/Lapresse) Colombo vuole Scola Furio Colombo scommette sulla presenza del regista più "veltroniano": credo verrà L'attrice Ottavia Piccolo, 58 anni L'astrofisica Margherita Hack, 86 anni Gigi Proietti, 67 anni, romano, è doppiatore, regista e attore, sia televisivo sia teatrale Eugenio Bennato, 61 anni, cantautore napoletano.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-03 num: - pag: 6 Il retroscen... (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-03 num: - pag: 6 Il retroscena Il premier ai suoi: Stato di polizia, per il Quirinale non si deve reagire con urgenza? Silvio, il "regime" e il telefonino rovente ROMA - Fini ha cercato anzitutto di dissipare ogni sospetto, "perché nessuno di noi è contrario a un decreto per fermare questa vergogna delle intercettazioni, Silvio. Vorrei che tu ne fossi consapevole ". E dinnanzi all'irruenza di Berlusconi, intenzionato addirittura a "chiamare in piazza il popolo del centrodestra ", il presidente della Camera ha spiegato che "in questo modo non si risolverebbe nulla": "Il punto è che il capo dello Stato non ravvede i presupposti di necessità e urgenza, e il decreto non lo firmerebbe ". Così, durante il pranzo a Montecitorio, al Cavaliere che evocava lo scontro istituzionale con Napolitano, Fini ha contrapposto la strategia della "mediazione" con il Colle e con l'opposizione, "perché anche tra i loro leader c'è chi è rimasto vittima di intercettazioni pubblicate sui giornali". è questa l'unica strada che secondo Fini si può perseguire, "c'è tempo fino al Consiglio dei ministri per provarci". Certo, l'inquilino della Camera comprende lo stato d'animo di Berlusconi, deciso a combattere una battaglia contro "l'ingiusta giustizia", una lotta che agli occhi del Cavaliere appare "impari ", "dato che alla politica si chiede di agire seguendo le regole, sui decreti, sui disegni di legge e sul resto, mentre le procure agiscono al di fuori delle regole e danno in pasto la vita delle persone". Ecco perché parla di "emergenza" il premier. Ecco perché era giunto da Fini con il testo del provvedimento che vieta la pubblicazione delle intercettazioni, redatto la notte prima dal ministro della Giustizia. E per Berlusconi le intercettazioni che "circolano nei giornali" sono "illegali". Di più: "è tutto illegale, Gianfranco. Questa non è una inchiesta giudiziaria, sa tanto di operazione spionistica, di golpe. La verità è che dal '94 hanno tentato di tutto per farmi fuori e ora ci provano sul piano personale". Ecco l'incredibile novità: un governo, un Parlamento, la politica sono appesi da giorni alla possibile diffusione di colloqui pruriginosi in cui sarebbero coinvolti il presidente del Consiglio ed alcune esponenti del governo. Ma nel Palazzo non si respira l'atmosfera degli anni di Tangentopoli, non c'è l'attesa drammatica degli avvisi di garanzia su vicende che incrociavano corrotti e corruttori. Le storie sono diverse, anche se gli effetti potrebbero essere simili. "Ed è chiaro l'obiettivo", spiegava giorni fa Berlusconi ad un amico, mentre seduto in poltrona batteva nervosamente il piede: "Il tentativo è quello di farmi fuori. Ma se non l'hanno capito glielo ripeterò: non finirà come nel '94, perché io non me ne andrò nemmeno se mi dovessero condannare ". è difficile parlare di prerogative istituzionali e di calendari parlamentari con chi si sente vittima di una macchinazione e si scervella sul modo in cui quei colloqui sono stati registrati e a quali indagini sono riferibili. è complicato restar calmi, se un premier si sente chiedere dai propri avvocati se per caso ha usato quel cellulare privato che da qualche tempo possiede, e se il telefonino - che nelle notti pare si facesse rovente - era riconducibile direttamente a lui o era intestato ad altri. "E dinnanzi allo scempio di vite private, Napolitano pensa che uno Stato liberale non debba reagire con un decreto?". L'ira di Berlusconi è il riflesso di sentimenti personali e di considerazioni politiche. In questo caso l'indice è puntato contro il leader del Pd, "perché Veltroni era avvertito di questa situazione della giustizia, sapeva dei guasti profondi e condivideva la necessità di porvi rimedio. E sarei io ad aver rotto il dialogo? O lui piuttosto, che non ha fatto nulla per restituire alla politica quel primato che un pezzo di magistratura militante non vuole riconoscerle?". Nel Pd c'è chi vorrebbe dire ciò che non può dire. è certo che al loft sapevano di come stavano precipitando le cose, se è vero che un dirigente democratico venne informato da Ghedini, l'avvocato-deputato del Cavaliere: "Al processo Mills a Milano eravamo d'accordo per riprendere a settembre, invece c'è stata un'accelerazione. Berlusconi è terrorizzato all'idea che si torni al '94. La politica deve dare una risposta ". Invece la politica si trova appesa a telefonate pecorecce. Alla Camera si discute se inserire il premier nel pantheon dei grandi leader-amatori del socialismo europeo, accanto al francese Mitterrand, allo svedese Palme e al tedesco Brandt, che pare s'intrattenesse con signorine al soldo dei sovietici. E intanto il dipietrista Donadi s'informa: "Quand'è che usciranno le intercettazioni?". Francesco Verderami 9 luglio: è il giorno in cui è previsto l'arrivo alla Camera del decreto legge sulla sicurezza, che contiene la norma "blocca-processi ". Il dl è già stato approvato dal Senato il 24 giugno 28 luglio: per quella data è previsto l'approdo a Montecitorio del lodo Alfano sulle immunità alle quattro alte cariche dello Stato. Il calendario dei lavori in Aula per fine mese è a rischio ingolfamento Strategia Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini 100 mila i processi bloccati secondo l'Anm. Alfano: cifre "meno eclatanti".

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Asse tra Veltroni e Casini per smarcarsi da Di Pietro (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-07-03 - pag: 14 autore: Lettera a Fini: rischio di esproprio del Parlamento Asse tra Veltroni e Casini per smarcarsi da Di Pietro Lina Palmerini ROMA Walter Veltroni e Pier Ferdinando Casini scrivono a Gianfranco Fini denunciando il rischio di "esproprio delle prerogative del Parlamento". Un rischio "evidente vista la volontà del Governo di comprimere i tempi della discussione sulla manovra economica ". In fondo alla missiva appaiono le firme dei due leader dell'opposizione che, con il gesto congiunto di ieri, vogliono distinguersi e smarcarsi dalle proteste girotondine di Antonio Di Pietro. Già, perché non solo l'ex Pm è stato escluso dall'iniziativa ma i contenuti della lettera indirizzata a Gianfranco Fini sono assai lontani dagli argomenti che usa l'Idv contro il premier. Non si fa cenno al lodo Alfano né alle intercettazioni – "sono la priorità solo del premier, non del Paese" – ma si punta l'indice contro una manovra che "deve essere profondamente corretta perché non centra l'obiettivo di aumentare salari e pensioni, perché invece di diminuire le tasse le aumenta dello 0,2%, perché taglia i fondi alla scuola e alla sicurezza, perché dei 5 miliardi incassati con la Robin tax solo 200 milioni vanno ai disagiati con la social card". Insomma, Veltroni e Casini si coalizzano contro Di Pietro cercando di uscire dal cono d'ombra in cui sono finiti, visto che i riflettori sono tutti puntati sul duello BerlusconiDi Pietro. E ci provano ribaltando le priorità, puntando sui temi più popolari e sperando di far presa. "Del resto non possiamo manifestare con chi ha attaccato Napolitano ", diceva Veltroni riferendosi a Di Pietro. Il punto, però, è che Pd e Udc potrebbero avere assai poco spazio per fare un'opposizione "repubblicana" e riformista giacché i tempi per la battaglia parlamentare si profilano risicati. "La manovra è stata approvata in 9 minuti e mezzo e ora vogliono si voti in 9 giorni", accusa il leader Pd. Ecco, quindi, la scelta di scrivere a Gianfranco Fini che già ieri faceva sapere che i tempi sono ampiamente garantiti e in linea con il passato (oggi arriverà la risposta ufficiale). Ora il prossimo passo che tenteranno –e lo farà subito il Partito democratico – è di agganciare la Lega e giocare di sponda in cambio di un dialogo sul federalismo. Antonio Di Pietro ha apprezzato l'iniziativa Veltroni Casini perchè "l'esproprio del Parlamento c'è, Mussolini fu più cauto" ma continua a mirare sulla giustizia. Ieri – nel corso di un question time, in cui era assente Silvio Berlusconi – ha bollato il premier come "imprenditore abusivo al pari degli immigrati clandestini: proprio come Rete4 abusa delle frequenze televisive che appartengono a Europa7, lei è un abusivo delle istituzioni democratiche", ha detto. L'ex Pm ha attaccato ancora sul decreto sicurezza che "ha in sé tutti i parametri per una dittatura alle porte: il premier ha raggirato Napolitano e da incallito furbacchione ha usato una legge dello Stato per farsi i cavoli suoi". OPPOSIZIONE COMUNE "Telefonate, priorità solo del premier". Ora il Pd cerca di agganciare la Lega. L'ex Pm: Capo dello Stato raggirato, dittatura vicina.

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In Tv Berlusconi dovrà parlare da statista, non da parte in causa (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-07-03 - pag: 14 autore: In Tv Berlusconi dovrà parlare da statista, non da parte in causa U n presidente del Consiglio che tiene una conferenza stampa in tv non è di per sé una notizia. La storia di "Porta a porta", "Matrix", "Ballarò" e altre trasmissioni è lì a dimostrarlo. Tuttavia la comparsa di Berlusconi stasera nello spazio di Mentana ha un sapore particolare e si carica di significati non comuni. A causa dell'attesa che si è creata, peraltro alimentata dalle incessanti polemiche contro la magistratura, si direbbe che il premier pensi a una sorta di messaggio agli italiani. Una di quelle occasioni piuttosto solenni in cui il capo del governo appare in tv per comunicare qualcosa di rilevante per la vita dei cittadini. Con ogni probabilità, non sarà questo. Se lo fosse, Berlusconi avrebbe il diritto di utilizzare i canali della tv di Stato, secondo le prerogative che la legge riconosce al presidente del Consiglio. Invece sceglie Canale 5, la principale rete Mediaset, e lascia che gli vengano poste delle domande. Facendo trapelare, però, che intende esporre al Paese, in forma esauriente, le ragioni del corto circuito politica-giustizia. In altri termini, qualcosa di più di un'intervista e qualcosa di meno di un discorso alla nazione. è evidente che il premier ritiene, non a torto, di avere con sé il consenso di una consistente maggioranza di elettori. Gli stessi che lo hanno votato meno di tre mesi fa e che ritengono legittima, anzi opportuna la resa dei conti con la magistratura "militante". Del resto, Berlusconi non ne aveva fatto mistero in campagna elettorale. Eppure egli commetterebbe un grave errore se andasse in tv al solo scopo di rivendicare i diritti della maggioranza, inasprendoi toni del confronto. Proprio perché la questione del rapporto con la magistratura è molto delicata e il presidente del Consiglio ha le sue ragioni, ci si attende da Berlusconi uno stile da statista e non da parte in causa. Legittimità e legalità devono andare di pari passo. E gli italiani hanno il diritto di ascoltare validi argomenti dall'uomo che li governa. La legislatura è agli inizi: è partita con grandi ambizioni e non avrebbe senso trasformarla in un'aula di tribunale percorsa da pubblici ministeri e avvocati difensori. Purtroppo è proprio quello che sta accadendo. Il processo Mills, le intercettazioni pubblicate e quelle minacciate, i decreti invece dei disegni di legge... Tutto si mescola e concorre a creare un'atmosfera cupa. Soprattutto a dare l'idea che il tema centrale del Parlamento non siano più le riforme, bensì l'eterna gara frai magistrati che incalzano e Berlusconi che si difende con affanno. Il messaggio televisivo, per avere un senso, dovrà rasserenare il dibattito. E non costituire un ulteriore fattore ansiogeno nella vita pubblica. Berlusconi è insieme il presidente del Consiglio votato dagli elettori e il diretto interessato negli intrecci giudiziari o para- giudiziari che lo riguardano. Non sarà facile per lui riportare la questione ai suoi termini generali. Ma è proprio quello che dovrà fare. Se possibile, evitando di alimentare un clima di scontro ideologico con la magistratura, sia pure "politicizzata". Quello che si chiede al premier è di volare alto, se ci riesce. Sarebbe triste se tutto si riducesse a un braccio di ferro sul decreto anti-intercettazioni. Oppure a un altro attacco al Csm o al suo vicepresidente Mancino, sulla scia delle asprezze ascoltate già ieri da alcuni esponenti del Pdl. è necessario che Berlusconi ritrovi lo slancio con cui a Napoli, poche settimane fa, aveva annunciato che lo Stato tornava nelle strade della Campania. www.ilsole24ore.com Online "Il Punto" di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli Qualcosa più di una intervista, qualcosa meno di un appello agli italiani.

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Saccà oggi rientra in Rai Ricorso al Garante privacy (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-07-03 - pag: 14 autore: VIALE MAZZINI Saccà oggi rientra in Rai Ricorso al Garante privacy Dopo 195 giorni Agostino Saccà rimette piede in Rai. L'appuntamento è per stamani alle nove quando l'ex direttore della Fiction varcherà il portone di Viale Mazzini. Ad annunciarlo è stato ieri uno dei suoi legali, Federico Tedeschini. "Se qualcuno non lo vorrà fare entrare – ha commentato – si assumerà le sue responsabilità. Ma non credo che accadrà".Sull'ipotesi di attendere la notifica dell'ordinanza con cui il giudice del lavoro di Roma, Giuseppina Vetritto, ne ha ordinato la riammissione in servizio, lo stesso avvocato dice: "L'hanno vista, è pubblicata anche su internet e stanno anche predisponendo il reclamo: direi che ne sono perfettamente a conoscenza". In attesa che il Cda il 9 luglio si pronunci, Saccà si è rivolto al Garante della privacy per sapere se l'utilizzo che la Rai sta facendo delle intercettazioni messe a disposizione dalla procura di Napoli – che conduce l'inchiesta contro Saccà per corruzione – è "corretto" oppure c'è "una violazione dei diritti costituzionali e di quelli previsti dallo statuto a tutela dei lavoratori". Nell'esposto Saccà fa notare che "la trascrizione delle telefonate è stata realizzata da uffici interni Rai" e a breve diventerà "di pubblico dominio". E si chiede: "Può la Rai conoscerele mie conversazioni strettamente personali, i miei affetti o il mio stato di salute che non hanno nulla a che fare né con il procedimento penale né con quello disciplinare?".

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Saccà fa un esposto al Garante per la privacy (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-03 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Contro la Rai Saccà fa un esposto al Garante per la privacy ROMA - Agostino Saccà ha presentato un esposto all'Autorità garante per la privacy contro l'uso che la Rai sta facendo delle intercettazioni telefoniche messe a disposizione dalla Procura di Napoli. Saccà intende chiarire se si tratti di una procedura "corretta" o se sia "una violazione dei diritti costituzionali e di quelli previsti dallo statuto a tutela dei lavoratori". "Le bobine di quelle telefonate vedono coinvolti politici, ma anche dirigenti Rai, giornalisti, miei famigliari e molti cittadini che non sono accusati di alcun reato e che parlavano al telefono liberamente" sottolinea Saccà nell'esposto. Quindi chiede al Garante che la sua segnalazione venga valutata "con l'urgenza che merita". Direttore Agostino Saccà è direttore di Rai Fiction dal 2003. In Rai è entrato nel 1976.

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La Guzzanti: per il Pd noi 4 gatti? Ricordo che loro scalavano banche (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-03 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE La lettera La Guzzanti: per il Pd noi 4 gatti? Ricordo che loro scalavano banche Caro direttore, sull'aereo al ritorno da un viaggio di un mese per un lavoro sulla satira nel mondo, ho preso l'Espresso per aggiornarmi un po'. Meno male che avevo la cintura di sicurezza perché rischiavo di cadere dalla sedia! La notizia è scioccante. L'articolo di apertura dice che Berlusconi ha mostrato il suo vero volto: non un grande statista ma un uomo che pensa solo a fare leggi per sé! Ha ingannato l'opposizione con straordinaria abilità! La sua performance è stata talmente geniale e inaspettata (sorrideva! Lui che non ha mai sorriso!), che ha ingannato perfino Veltroni ! Appena atterrata vengo a sapere della manifestazione dell' 8 luglio. I commenti che sento e che leggo in proposito sono sempre gli stessi. La gente non arriva alla quarta settimana questi sono i problemi, non le intercettazioni, non la giustizia, non la difesa della vecchia obsoleta Costituzione, non la difesa dei giornalisti che sono una casta e che se non scendono in piazza loro non si capisce perché dovremmo scendere in piazza noi, non la difesa dei magistrati che sono un'altra casta. Shenderovich, satirista russo, lavorava ad un programma con il 50% di share, è stata una delle prime vittime di Putin. Sono anni che può esprimersi solo in una radio dissidente e la gente che ha votato Putin continua a fermarlo per chiedergli: come mai non ti si vede più in tv? Shenderovich osserva acutamente che la sua gente non associa la libertà al benessere. Guardano l'Occidente e vorrebbero quello stile di vita. Non capiscono che questo stile di vita è stato raggiunto grazie alla libertà. E votano Putin in massa. Tutti proviamo fastidio a risentire la parola girotondi, proviamo fastidio al nome di Di Pietro, al nome Veltroni, Fava e ormai anche Vendola. Sarebbe meglio che ci fossero dei politici che ci convincono di più ma non ci sono. Nell'attesa dell'arrivo del messia una manifestazione è stata convocata l'8 luglio e bisogna andarci. Il leader plebiscitario Veltroni dice che si tratta dei soliti quattro gatti. Su Veltroni non c'è altro da aggiungere al commento di Altan: - Si manifesta in autunno. - A che ora? La ragione per cui non si arriva alla quarta settimana è che tutti i settori della nostra società, compresi tutti quelli che dovrebbero svolgere attività di controllo, sono corrotti. La ragione per cui stiamo male e staremo peggio è che siamo governati da ladri. è grazie alle intercettazioni che sono state fermate le scalate alle banche da parte di Berlusconi, della Lega e del Pd, grazie alle intercettazioni e soprattutto grazie al fatto che siano state rese pubbliche a mezzo stampa Fazio è stato costretto a dimettersi e ora ci troviamo con Draghi che è onesto e capace. La violazione della privacy è già punita dalla legge, Anna Falchi ha avuto giustizia. Gli italiani continuano ad essere truffati dalle banche, dai partiti, dall'ultimo arrivato come Fiorani che con in tasca decine di milioni di euro rubati alle vecchiette che poi votano Berlusconi, ci saluta dai canali Mediaset, sempre educativi, ballando a torso nudo a casa di Lele Mora. Sabina Guzzanti \\ Berlusconi è tra i pezzi forti del repertorio Guzzanti in tv ( a sinistra) e a teatro.

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<L'ho contattato io Le telefonate? È solo gusto da guardoni> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-07-03 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Enrico Mentana Parla il conduttore di "Matrix" "L'ho contattato io Le telefonate? è solo gusto da guardoni" ROMA - L'ha invitato lei, si è proposto lui? "Io. Confalonieri gli aveva appena consigliato di parlare al Paese. Feltri pure. Mi sono detto: ci provo, siamo gli unici ancora in onda, possiamo fare il colpo". Fatto. Stasera a Matrix (alle 21.15 salvo imprevisti) Enrico Mentana, intervisterà in esclusiva Silvio Berlusconi. "E sarà particolarmente divertente, visto com'è finita l'ultima volta". Con lei che gli toglieva la parola. Lo rifarebbe, se necessario? "Non siamo sotto elezioni. Lui ha interesse a parlare, io conosco diritti e doveri di giornalista. Non sarò né un Torquemada nè un reggimicrofono... Vergin di servo encomio e di codardo oltraggio " (Manzoni, 5 maggio). Vi ha tenuto sulla corda? "L'ok è arrivato dopo due giorni". Condizioni? "Nessuna. Bastava che fossimo io e lui, a viso aperto, uno contro uno. Il Cavaliere deve spiegare molte cose, noi ne abbiamo molte da chiedergli". Domande concordate in anticipo? "No. Ma non serve nemmeno, è talmente ovvio che cosa gli chiederò: di questo clima avvelenato, del dialogo interrotto con Veltroni, delle intercettazioni e di Saccà, del processo Mills, di Napoli, del lodo Schifani e ora Alfano, dell'esercito in strada, della cordata Alitalia, del contrasto col Csm e dei rapporti con Napolitano. Mercoledì prossimo comunque ospito Walter Veltroni, bene così?". Le basta un'ora e mezza? In onda "Se sforiamo nessuno protesta". Nel dubbio di sembrare troppo morbido, sarà più severo del solito? "Giustamente serrato. Spero sia un colloquio sereno e amichevole, non è un interrogatorio, non devo torchiare nessuno. Cercherò di dare il meglio, però l'intervista si fa in due". Silvio Berlusconi con Enrico Mentana negli studi di registrazione di Matrix: il premier è stato intervistato dal giornalista sia prima delle ultime elezioni politiche sia prima di quelle del 2006 Come lo vede il premier? "Resta l'uomo che ha vinto le elezioni, il più popolare. Al contrario di quanto si crede, secondo me la sua luna di miele con gli italiani non è finita. La sua immagine non è graffiata". Intercettazioni: giuste o troppe? "Con alcuni soggetti meno tutelati abbiamo, lo lasci dire, indegnamente calcato la mano. Con i potenti avrei meno preoccupazioni. Ma se nessuno deve porsi al di sopra della legge, la legge deve garantire anche chi è famoso". Che pensa delle telefonate Berlusconi- Saccà con raccomandazioni accluse? "Cambiano i nomi, la sostanza è sempre la stessa da quando esiste la Rai. Quelle conversazioni sono irrilevanti, i riferimenti sessuali sono l'unica cosa che solletica il gusto del guardone che è in noi. Che differenza c'è tra un politico che segnala un'attrice e uno che piazza il suo notista di fiducia in un tg?". Girerebbero bobine scottanti. "Lo so. Preferisco pubblicare che censurare, ma se esageriamo si rischia che sia la gente a dire basta. Devo poter dire se Berlusconi rispetta le leggi o no. A chi telefona o quel che fa quando smette di lavorare sono affari suoi. Vogliamo guardare dal buco della serratura? Facciamolo, ma ammettiamo che di questo si tratta". Berlusconi vuole un decreto legge urgente anti-intercettazioni. "Credo che una materia così delicata meriterebbe un adeguato dibattito in Parlamento. Ma glielo chiederò stasera ". è il suo quarto a tu per tu col Cavaliere. Teso? "Tranquillo, non sono emotivo". Abito della grande occasione? "Ma va, completo e camicia". Lei dà un dolore a Vespa che d'estate parlerà solo d'amore. "Se ne parlerà anche da me... Quella parte magari la dedico a Bruno". Giovanna Cavalli I temi e la politica \\ Il Parlamento Un tema delicato come le intercettazioni merita un dibattito parlamentare \\ No a Torquemada Sarà divertente, io serrato ma non Torquemada. Mercoledì prossimo ospiterò Veltroni.

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Film e programmi (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli TV - data: 2008-07-03 num: - pag: 52 categoria: BREVI Film e programmi Brosnan fa spiare i politici di Panama Un sarto residente a Panama (Geoffrey Rush) viene reclutato da una spia inglese (Pierce Brosnan, nella foto con Rush), per ascoltare le conversazioni di politici e generali locali. Il sarto di Panama Retequattro, ore 21.10 Incubo in campagna per Quaid e Stone Una coppia (Dennis Quaid e Sharon Stone, foto) decide di crescere i propri figli a contatto con la natura. Si trasferiscono in una tenuta da ristrutturare in campagna. Iniziano gli incubi. Oscure presenze a Cold... Canale 5, ore 23.15 Le storie di Lewis e Nadia Comaneci Al via il ciclo sulle Olimpiadi con una puntata sul tema della bellezza. Le storie di Nadia Comaneci, Carl Lewis (foto), Amanda Beard, Johnny Weissmuller, Gabriella Dorio. Sfide olimpiche Raitre, ore 23.35 Carlo Verdone in cerca del successo Una comparsa del cinema (Carlo Verdone, anche regista, al centro nella foto) si fa aiutare da un sedicente avvocato (Alberto Sordi) a trovare, invano, la via del successo. Troppo forte Raitre, ore 21.05 Giustizia: Mentana ospita Berlusconi Quello della giustizia (si parlerà anche di intercettazioni) è il tema centrale del programma condotto da Enrico Mentana (foto) che avrà come ospite il premier Silvio Berlusconi. Matrix Canale 5, ore 21.10 Jennifer Love Hewitt parla con i morti Al via la seconda serie del telefilm con Jennifer Love Hewitt (foto) nei panni di Melinda Gordon, una donna che può comunicare con gli spiriti delle persone morte. Ghost Whisperer Raidue, ore 21.05.

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Buone maniere (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-07-03 num: - pag: 38 autore: di VITTORIO GREVI categoria: REDAZIONALE CSM E GIUSTIZIA Buone maniere SEGUE DALLA PRIMA Dove le pur comprensibili perplessità, anche di ordine costituzionale, si sono incanalate nel contesto di un documento dai contenuti pacati e costruttivi, secondo la logica della "leale cooperazione" tra le istituzioni al vertice dello Stato. Che poi, leggendo tra le righe, si colgano nel corpo di quel parere (soprattutto per quanto concerne la "grave irragionevolezza" del meccanismo di sospensione automatica di determinati processi, con riguardo al principio della "ragionevole durata") gli echi dei numerosi dubbi di incostituzionalità emersi dal mondo degli studiosi e degli operatori del processo penale, era obiettivamente inevitabile. Ma ciò non significa che il Csm abbia esorbitato dalla sfera delle competenze che gli sono proprie. Come non esorbiterebbe qualora, in futuro, dovesse segnalare l'assenza dei necessari presupposti costituzionali in un qualunque decreto legge, che fosse riferito a tematiche (ad esempio quella delle intercettazioni telefoniche) non riconducibili all'area dei "casi straordinari di necessità e di urgenza".

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Intercettazioni Fnsi: <No alle censure> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-07-03 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Informazione Intercettazioni Fnsi: "No alle censure" Manifestazioni e scioperi, ma solo come ultima carta. La Federazione nazionale della stampa (Fnsi) si prepara a una lunga battaglia per impedire che il provvedimento sulle intercettazioni venga varato sotto forma di disegno di legge o, come è più probabile, di decreto legge. Un testo che secondo l'avvocato Caterina Malavenda "è intervenuto chirurgicamente sulle norme che garantiscono il diritto di cronaca per chiudere ogni spazio di libertà". La strategia di lotta del sindacato, decisa ieri durante l'incontro "Etica e diritto di cronaca: no alle censure!", non prevede per ora scioperi. "La prima mossa - annuncia Franco Siddi, segretario della Fnsi - sarà quella di informare di più. La seconda, di pubblicare sui giornali pagine a scacchiera: l'informazione libera da un lato e dall'altro quella imbavagliata che impone questo testo liberticida. Ma se ci sarà un decreto legge scenderemo in piazza ". L'Fnsi sceglie, quindi, la strada della prudenza anche perchè il suo insolito alleato, la Federazione degli editori, non vuole assolutamente arrivare allo sciopero. Più battagliera, invece, l'Unione nazionale cronisti italiani che minaccia lo stop se il disegno di legge sulle intercettazioni dovesse trasformarsi in un decreto legge. Intenzione ribadita ieri anche da Filippo Berselli, presidente della Commissione Giustizia del Senato. "Non esiste una reale urgenza - afferma Lorenzo Del Boca, presidente dell'Ordine dei giornalisti - qui si tratta solo di tutelare i potenti di turno, assessori, politici e industriali. Noi chiediamo la riforma dell'Ordine e, invece, otteniamo un bavaglio che finisce per danneggiare il diritto dei cittadini ad essere informati". "Una norma che riguarda diritti costituzionali- concorda Lanfranco Tenaglia, ministro della Giustizia del governo ombra del Pd - va esaminata in Parlamento. Non c'è nessuna urgenza che giustifichi il ricorso ad un decreto legge". "Non è neanche vero che le intercettazioni siano uno strumento così diffuso aggiunge Luca Palamara, presidente dell'Anm - . Lo scorso anno, la Procura di Roma, non certo una delle più piccole d'Italia, ne ha richieste solamente 4.500". Carlotta De Leo.

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Fotografo intercetta Clooney in moto: appiedato (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-07-03 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Como A un passaggio a livello, body-guard dell'attore sfila le chiavi dello scooter dell'inseguitore Fotografo intercetta Clooney in moto: appiedato COMO - Giro del lago in moto con fuoriprogramma ieri per George Clooney, da qualche giorno di nuovo in vacanza nella sua villa di Laglio. In sella alla sua Harley Davidson, il divo ha percorso tutta la statale Regina, diretto verso le montagne della Valtellina. L'illustre centauro è stato però intercettato e seguito per alcuni chilometri da un fotoreporter. Un'intrusione tutt' altro che gradita dall'attore. Mister Ocean ha scagliato uno dei suoi body-guard contro il fotografo, che si è visto sottrarre le chiavi dello scooter da un "omone" dall'aspetto e dai modi tutt'altro che accomodanti, che lo ha costretto così a mettere fine all'inseguimento. Casco a scodella scuro, occhiali da sole, giacca e guanti in pelle nera, George esce dal garage di Villa Oleandra attorno all'ora di pranzo, scortato da tre guardie del corpo, tutti rigorosamente in sella a una Harley Davidson. Il rumoroso gruppo imbocca la statale Regina, in direzione Valtellina. All'altezza di Colonno, sulla moto di Clooney, che guida il gruppetto, si posano casualmente gli occhi del fotoreporter Mattia Vacca. Qualche scatto all'attore vale l'inseguimento alla comitiva. George Clooney non sembra turbato dallo scooter "infiltrato " tra le potenti Harley Davidson. Prosegue imperterrito nella sua cavalcata, mostrandosi sicuro alla guida anche tra le strette e insidiose curve della Statale Regina. Percorre tutta la strada del lago fino a Sorico, imboccando poi la strada per Sondrio. A tradire il divo è il passaggio a livello di Nuova Olonio, che si abbassa proprio un istante prima che George possa sfrecciare con la sua Harley sotto le sbarre. L'occasione è troppo ghiotta perché il fotoreporter se la lasci scappare. Clooney però non ci sta. Uno sguardo al più fidato dei suoi guardaspalle ed ecco che Giovanni - italiano con un inconfondibile accento romano - scende dalla moto e si avvicina con fare minaccioso a Mattia Vacca. In un attimo spegne lo scooter del fotografo e gli sequestra le chiavi, prima di risalire sull'Harley e ripartire a tutto gas con l'intera comitiva. George e seguito si dileguano in un attimo. Solo un quarto d'ora dopo si risente l'inconfondibile rombo dell'Harley. La moto, questa volta, è una sola: quella di Giovanni. La body-guard restituisce le chiavi al fotoreporter: "Scusa - dice sorridendo -.Uno sconosciuto che ci segue per noi è un potenziale pericolo". Anna Campaniello Blitz Clooney al passaggio a livello di Nuova Olonio (Foto Vacca).

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LUIGI EINAUDI (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-07-03 num: - pag: 39 categoria: BREVI LUIGI EINAUDI La parsimonia Caro Romano, ho letto che durante il suo mandato presidenziale iniziato nel 1948, l'allora presidente della Repubblica italiana, Luigi Einaudi, si dimostrò talmente parsimonioso che a un pranzo con un altro Capo di Stato, tagliò in due la sua mela e ne offrì una metà all'illustre ospite, perché non andasse sprecata. Oggi i costi della politica italiana sono tutta un'altra storia, di sprechi e privilegi; ma non sarebbe facile rimediarvi prendendo esempio dal compianto presidente Einaudi? Lei che ne pensa? Michele Toriaco Torremaggiore (Fg) L'ospite a cui fu offerta mezza mela non era un capo di Stato, ma Indro Montanelli che raccontò il pranzo anche in un articolo pubblicato dal Corriere nel 1996. Se le debbo dire la verità penso che l'episodio fosse soprattutto una metafora di cui Montanelli si servì per rappresentare in modo concreto la sobrietà dello stile di Einaudi. PER LE ALTE CARICHE L'immunità Caro Romano, spesso mi chiedo: le più alte cariche dello Stato non dovrebbero essere già persone di specchiata onestà e moralità? Che bisogno c'è dell'immunità? Giberto Gnisci Locri@email.it Anche le persone di specchiata onestà e moralità possono diventare bersaglio di false accuse, lanciate per screditarle agli occhi della pubblica opinione. è questa la ragione per cui i parlamentari, in molte democrazie, godono di una certa protezione. In Italia, sino al 1993, esisteva, insieme all'immunità "per le opinioni espresse e i voti dati nell'esercizio delle loro funzioni", l'istituto dell'autorizzazione delle singole Camere per i procedimenti penali. L'articolo fu modificato nel 1993 e l'autorizzazione parlamentare fu limitata alle perquisizione, all'arresto e alla privazione della libertà salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, o nel caso in cui il parlamentare venga colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza. L'articolo fu modificato sotto l'impatto emotivo di Tangentopoli. Se fosse rimasto com'era il lodo Alfano non sarebbe stato necessario. RIMEMBRANZE Un parco incantevole Caro Romano, rispondendo a un lettore che chiedeva il significato di "Viale delle Rimembranze", lei ha indicato la probabile scomparsa dei relativi "Parchi delle Rimembranze", i cui alberi erano dedicati ai caduti della I guerra mondiale. è sopravvissuto almeno uno di questi parchi, che io ammiro ogni anno: è un parco incantevole, ricco di eucalipti secolari sul cui tronco sono ancora affisse targhette metalliche con nomi e date dei caduti di guerra. Questo bel parco si trova in un piccolo angolo di paradiso del Golfo del Tigullio, a San Michele di Pagana e fa parte del Comune di Rapallo. Margherita Picci, Arese (Mi) METANO Fatture e consumo Proprietario di una seconda casa in Liguria, devo lamentarmi per il fatto che l'azienda distributrice del metano mi fattura un consumo di gas maggiore di quello da me segnalato tempestivamente. E non riesco neppure a manifestare le dovute lamentele in quanto è difficilmente reperibile telefonicamente un operatore. Formulo quindi una proposta: la costituzione un ufficio di controllo che raccolga le lamentele e possa proporzionalmente ridurre i faraonici compensi percepiti dagli amministratori dei vari enti oggetto di ripetute doglianze da parte dei consumatori. Antonino Genovese nino.genovese@gmail.com UNIONE EUROPEA Le impronte Curiose le prese di posizione della Unione Europea sul tema delle impronte digitali per i bambini Rom. Non s'hanno da fare. Come non essere d'accordo? Peccato che in paesi come il Belgio non si vedano Rom e zingari e se ci sono son ben nascosti e non mandano i loro bambini a chiedere l'elemosina, ma forse non ci sono. Ecco perché non chiedono le impronte. Ma intanto agli stranieri chiedono di superare un test di conoscenza linguistica per concedergli le case popolari! Caolin Irpool italiaestero@hotmail.com ELEMOSINA Bambini sfruttati E' agghiacciante vedere bambini sudici che elemosinano sotto il sole cocente e vengono sfruttati da adulti senza scrupoli. Se questi bimbi fossero identificati ai genitori verrebbe tolta la patria potestà e non verrebbero più sfruttati. Ai buonisti che non vogliono il censimento ma non propongono alternative evidentemente sta bene che le cose non cambino. Andrea Sillioni Bolsena (Vt) SGRAVI FISCALI Separati dimenticati L'attuale governo sta cominciando a intervenire per diminuire, sia pur in misura irrisoria, il livello di tassazione degli italiani, comunque altissimo se relazionato ai servizi garantiti nel nostro Paese. Diminuire le tasse ai tartassati è un buon inizio per incitarli a non evaderle, ma, ahimè, le iniziative sono sempre destinate ad alleggerire e aiutare la "famiglia". Nessuno si ricorda mai dei separati e divorziati, ai quali non va riconosciuta nessuna facilitazione fiscale per via del "peccato" morale di cui si sono macchiati. Ci sono padri che con uno stipendio modesto e gli alimenti da pagare sono costretti a dormire in auto o al dormitorio pubblico, ma nessuno li difende, nessuno si preoccupa, nessuno muove un dito. Questo in uno stato laico non dovrebbe succedere e invece è all'ordine del giorno. Perché? Franco Zanaboni zchicco@hotmail.com PENSIONATA INPS Quei soldi in ritardo A mia madre era arrivata ad aprile una lettera dell'Inps che prometteva anche per quest'anno la "quattordicesima" di 360 euro, con la pensione di luglio. Mia madre ha la pensione minima e contava su quei soldi, ma a lei e a molti altri aventi diritto non sono stati dati, "per ora". Perché? E' un'ingiustizia: se noi ritardiamo un pagamento allo Stato paghiamo una multa. Marco Genovese gipanda@libero.it INTERCETTAZIONI Furti con il cellulare I genitori rom che dirigevano col cellulare i furti nelle case dei figli minorenni hanno sbagliato i tempi. Se avessero aspettato l'approvazione della legge blocca-intercettazioni non sarebbero mai stati scoperti e arrestati. Angelo Tirelli, Milano.

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CITTADELLA DELLA GIUSTIZIA SI RISCHIA UN ALTRO RINVIO (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-07-03 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso di Giangiacomo Schiavi CITTADELLA DELLA GIUSTIZIA SI RISCHIA UN ALTRO RINVIO Caro Schiavi, meno di un anno fa un coro bipartisan di assessori, sindaco e ministri aveva illustrato il progetto della Cittadella della Giustizia. Ma ad oggi non se ne sa più niente. Qui al Corvetto e dintorni, mentre si effettua l'ennesima frustrante petizione alle autorità per gli abusi e la prepotenza di locali e discoteche, ci si chiede che fine abbia fatto questo progetto. Inutile dire che si confida molto su questa realizzazione, unica via di salvezza per un'area da bonificare sotto ogni profilo. Ma, ora sorge il dubbio che i tamburi suonino solo per l'Expo. O no? Franco Portinari Caro Portinari, lo ricordiamo bene quell'annuncio, suonava come risarcimento per gli abitanti di un'area assediata da un cronico degrado e completava la riqualificazione di un quartiere penalizzato da tante incompiute. Prima c'era stato il caso Policlinico, un nuovo ospedale da realizzare con il trasloco di quello attuale da via Francesco Sforza; poi il Villaggio dello Sport, una parentesi chiusa subito dopo la bocciatura di Milano olimpica; infine la Cittadella della Giustizia, con l'impegnativo trasloco di Tribunale e San Vittore sottoscritto con il ministro della Giustizia. Lei vuole sapere che fine ha fatto il progetto; bene, la risposta è questa: il progetto è ancora in piedi, i costi sono stimati tra i 600 e i 700 milioni di euro e l'urgenza rimane (perché il Tribunale di Milano è a rischio crolli e allagamenti). Ma sono cambiati governo e ministro (oggi le priorità sulla giustizia sembrano più le intercettazioni telefoniche) e sugli investimenti pubblici è legittimo avere qualche riserva: ci sono i soldi o servono altrove? Nell'immensa area tra Porta Vittoria e Rogoredo intanto il boom edilizio svanisce con la crisi degli immobiliaristi: i cantieri di Coppola sono fermi da quando il costruttore è agli arresti, quelli di Zunino a Santa Giulia e Sesto aspettano il verdetto delle banche, sulla Biblioteca Europea manca la copertura finanziaria. Insomma, tira un'aria di micragna; e lei è perplesso per l'Expo? Ma meno male che c'è: altrimenti saremmo qui a parlare solo di Milano in crisi. gschiavi@rcs.it.

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DIARIO DI UN CURATO DI CAMPAGNA (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 157 del 2008-07-03 pagina 43 DIARIO DI UN CURATO DI CAMPAGNA di Redazione Don Diego Goso Ho fatto un sogno. Vale appunto per quello che è, soltanto un sogno. San Pietro era in vacanza, concessione diretta dell'Onnipotente dopo 2000 anni di fedele servizio di portineria e segreteria. A sostituirlo un magistrato rosso. Chi meglio di un alto garante della giustizia e del popolo da mettere a capo del più importante tribunale che esiste? Il nostro eroe non ha perso tempo. Si è subito messo all'opera. E dopo un poco, nel mio sogno, non si è visto più un santo in questo immaginario paradiso. Mi avvicino timidamente al suo tavolo sommerso di scartoffie e copie de il Manifesto. Chiedo con voce sommessa: "Scusi, ma dove sono tutti?". Lui mi fa attendere la fine della pausa caffè. Quindi la pausa sigaretta. Poi mi parla annoiato. Si vede che è una brava persona, ma è giù di tono. Non ha più altro da fare: "Tutti arrestati!", mi dice. Lo guardo stupito. Tutti arrestati? In Paradiso? Lui snocciola le sentenze. San Paolo: simpatizzava per Israele. Carcere preventivo. San Matteo: esattore a cui è stato condonato il debito. Qui non si condona nulla. Carcere. San Tommaso: pubblicate sui Vangeli le intercettazioni dei suoi dubbi. Considerato inaffidabile. Arrestato. San Francesco: ha predicato la giustizia sociale senza favorire alcuna scalata all'Unipol. Interdetto dalla pubblica amministrazione. Sant'Ignazio: un passato nelle forze armate. Quindi di destra. Quindi arrestato. San Pietro: arrestato. Qui l'unico Pietro che si riconosce è Di Pietro. San Gennaro: sospetta ricettazione oggetti smarriti senza autorizzazione sanitaria. Carcere preventivo. La Maddalena: dopo aver creduto per anni nei pacs multipli aveva messo la testa a posto. Bigotta. Arrestata. San Giovanni Bosco: insegnamento di valori trascendentali nelle sue scuole. Cospirazione contro il laicismo. Arrestato. Gesù Cristo: figlio del capo. Raccomandato. Ma non dal Partito, quindi arrestato. La Madonna: mai fatto una volta la spesa in una coop. Destabilizzatrice economica. E inoltre vergine, che per lui è evidente segno di disturbo mentale. Assegnata ai servizi sociali. Dio Onnipotente: abolito dopo parere contrario del Csm al decreto di scudo per le alte cariche. Mi allontano dall'inquisitore che continua a parlare nel vuoto della fine che hanno fatto altri ormai ex santi d'altare. Non so a chi rivolgermi. Finalmente incontro qualcuno. Gira con una corda al collo. Mio Dio, ops, ma è Giuda Iscariota: traditore, ladro e cospiratore: fuori per l'indulto. Mi sveglio. Era solo un stupido sogno. Davvero stupido. Dio sia lodato. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Botte da orbi per il recupero crediti (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 157 del 2008-07-03 pagina 3 Botte da orbi per il recupero crediti di Stefano Vladovich Intercettazioni e pedinamenti inchiodano una banda di Tarquinia Fra i loro clienti persino un principe del foro di Civitavecchia. Un noto avvocato che per convincere un assistito a pagargli una parcella al nero non si fa scrupolo di assoldare un gruppo di delinquenti. Picchiatori che per poche migliaia di euro entrano in contatto con il malcapitato di turno e, con le buone o le cattive, si fanno pagare il dovuto. Fino al novembre scorso quando un commerciante della cittadina portuale, stanco delle continue minacce, racconta tutto ai carabinieri. "Si sono presentati in negozio chiedendo una somma di 150mila euro - mette a verbale la vittima dell'estorsione -, ma io, quelli, nemmeno li conosco". "A quel punto dovevamo trovare riscontri - spiega il comandante della compagnia di Civitavecchia, capitano Mauro Izzo -, le prove per inchiodare i principali indiziati". Intercettazioni e pedinamenti portano i carabinieri all'ambiente criminoso di Tarquinia, ovvero a una gang dedita al recupero crediti. Somme maturate fra privati, contenziosi quasi mai risolvibili attraverso le normali vie legali, da dividere al 50% col mandante. A gennaio una conversazione telefonica fra 2 dei 3 arrestati mette gli inquirenti sulla pista giusta, ovvero alla riscossione di una tranche di 1000 euro dal titolare di una sala giochi di Tarquinia. Gli uomini del nucleo operativo, a quel punto, fanno irruzione in casa dei sospetti scoprendo non solo l'elenco dei vari committenti, ma un prontuario con vari costi a seconda delle prestazioni. Minacce verbali uguale una certa somma, pestaggi "lievi" un'altra, botte da orbi un'altra ancora. I militari di via Giuliano da Sangallo contano decine fra imprenditori, professionisti, artigiani costretti a pagare somme di denaro ai 3 banditi. L'altro giorno il mandato di cattura firmato dal gip per G.M., 57 anni, L.B., 41 anni e C.S. di 50 anni. Il reato? Associazione a delinquere finalizzata all'estorsione. Avvisi di garanzia ad altrettanti personaggi in qualità di mandanti del gruppo di picchiatori. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il gatto e la volpe <svuotavano> i container (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 157 del 2008-07-03 pagina 2 Il gatto e la volpe "svuotavano" i container di Redazione Una banda di 50 persone individuava i carichi appetibili, deviava i camion che transitavano da Voltri e li depredava senza violare i sigilli (...) due imprenditori edili piemontesi erano a capo di un'organizzazione specializzata in furti in container. Il gatto e la volpe, il loro nome in codice. E non solo nomi ma anche frasi in codice emergono dalle numerose intercettazioni telefoniche e ambientali eseguite dai militari della Guardia di finanza del Gruppo Genova che hanno condotto un anno di indagini per smantellare un'organizzazione radicata nel nord Italia, con propaggini anche in Calabria. Un'organizzazione a carattere piramidale quella emersa dalle indagini dell'operazione "Sigillum" (confluite in un fascicolo di 20mila pagine), che vedeva a livello intermedio una decina di "sodali", tra autotrasportatori in proprio o dipendenti e specialisti dello scasso, capaci di svaligiare i container svitando e riavvitando le serrature lasciando intatti i sigilli, senza alcun segno di effrazione. Della base facevano invece parte una cinquantina tra "uomini di fatica" e ricettatori più o meno abituali, tra quest'ultimi in particolare, un gruppo di cinque o sei casalinghe agguerrite nel commissionare i furti, che raccoglievano ordinazioni anche per conto delle amiche. Sono state in tutto 22 le custodie cautelari eseguite nella notte, 16 in carcere (tra queste anche il maresciallo Gdf) e 6 ai domiciliari, sulla base di un'ordinanza emessa dal gip genovese Roberto Fenizia, su richiesta del pm Walter Cotugno. Una settantina sono le perquisizioni condotte, mentre risultano iscritte sul registro degli indagati una cinquantina di persone, nell'ambito dell' inchiesta nata nel luglio 2007 come costola di un'altra indagine e che ha interessato Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Toscana, Lazio e Calabria. Le accuse a vario titolo sono associazione a delinquere, furto aggravato e ricettazione aggravata in concorso. Secondo i militari l'organizzazione, per la sua ramificazione ed i meccanismi consolidati, operava da oltre 10 anni. Una volta individuato il carico appetibile, rilevato dai documenti che scortavano le merci stivate nei container, in transito dallo scalo di Genova Voltri, i camionisti, deviando dal percorso stabilito, si recavano in luoghi sicuri (indicati dalla banda), dove si provvedeva ad alleggerire i container. La merce, la più disparata, dalle bare alle bici da corsa, dai prodotti alimentari, all'acqua minerale, agli articoli hi-tech, dai vini pregiati (tra questi privilegiato l'Amarone) agli elettrodomestici, dalle macchine movimento terra ai prodotti di pulizia per la casa, quando non veniva subito inserita nel circuito di vendita dell'organizzazione (che si avvaleva anche dei normali canali di distribuzione commerciale all'ingrosso e al dettaglio) veniva poi trasferita verso luoghi di stoccaggio temporaneo (prevalentemente nell'alessandrino) indicati con come "la grotta" o la "palude". Dalle indagini è emersa anche un'intera famiglia genovese, madre e padre anziani, e tre figli quarantenni, in affari con l'organizzazione. La donna avvertiva le amiche dei carichi in arrivo e raccoglieva eventuali ordini, mentre gli uomini di casa lavoravano come trasportatori o persone di fatica. I militari stanno ancora quantificando il tesoro frutto dell'attività criminale dell'organizzazione, stimabile attorno a qualche milione di euro. Le perquisizioni hanno permesso di recuperare il bottino sia dagli autori dei furti, che dai ricettatori come pure da alcuni clienti occasionali che pensavano di aver fatto un buon affare e si sono visti mettere i sigilli alla lavastoviglie di marca acquistata a soli 100 euro. Le indagini proseguiranno nei prossimi mesi anche per individuare le vittime dei furti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Corri Silvio, la riforma adesso o mai più (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 157 del 2008-07-03 pagina 0 Corri Silvio, la riforma adesso o mai più di Paolo Guzzanti Comincio con un appello a Berlusconi di ritorno da un'intervista con Alain Elkann e dopo aver letto Paolo Flores D'Arcais sul Riformista. Presidente, ora o mai più. Subito decreto legge contro le intercettazioni e galera per chi le usa, ad effetto immediato. Secondo: la riforma della giustizia, separazione di carriere e funzioni, subito: con un altro sfrontato e spavaldo decreto legge ad effetto immediato. La gente si è rotta francamente le scatole e vuole vederci fare al governo ciò per cui ci ha votato. Il nodo giustizia impedisce di governare: a nodo gordiano, taglio gordiano. Qualsiasi intruglio, inciucio, rinvio, mediazione, gradualità, uguale veleno, suicidio: colpire subito, duro, con i numeri che ci sono e che ci ha dato il popolo, senza pensarci due volte. Mentre si addensa la lurida nuvolaglia di altre intercettazioni abusive volte a mettere in piazza fatti e parole private allo scopo, come dice giustamente lo stesso Berlusconi, di "mugabizzare" il capo del Governo italiano delegittimandolo davanti al mondo, ne capita anche un'altra che è questa: Nicola Mancino, persona seria e di sinistra, ma più che altro vicepresidente (cioè l'effettivo presidente) del Consiglio Superiore della magistratura, rispondendo ad un giornalista se ne è uscito con una affermazione fantastica, da incorniciare in oro zecchino e attaccare al muro. E cioè: "Non tutti i magistrati sono di sinistra, e non tutti sono attentatori delle maggioranze politiche al governo come si vorrebbe far credere". Parole straordinarie e anzi incredibili, che invece sono credibili e vere. Allora, qui abbiamo lo stesso vicepresidente del Csm che è dovuto intervenire perché i suoi sottoposti fanno politica lasciando filtrare la loro opposizione ad una legge proposta dal governo, il quale intervistato dice che "non tutti" i magistrati sono di sinistra e più che altro che "non tutti" sono impegnati a buttare giù il governo. E allora vorremmo saperne di più. Che significa "non tutti"? se non tutti, quanti? Il novantatré per cento? L'undici? La metà? I due terzi? Non lo sappiamo. Ma vorremmo saperlo. Vogliamo sapere dalla voce competente e certamente non ingenua dell'ex presidente del Senato Nicola Mancino, a chi e a quanti si riferisce: nomi e cognomi, numeri, di coloro che – "non tutti" – dedicano la loro attività di giudici a giochi politici loschi. E voglio anche dare qui di passaggio la notizia di aver presentato personalmente una interrogazione urgente al ministro di Grazia e Giustizia per sapere che fine ha fatto la storia della magistrata che inquisisce il presidente del Consiglio e che, secondo notizie di stampa, avrebbe detto che lei al capo del Governo gli avrebbe fatto (se le parole sono state riferite correttamente) "un c... così, gli do sei anni di galera e poi voglio vedere se non si dimette". Sarà vero? Sarà inventato? Certo è che una tale affermazione e un tale comportamento calzerebbero a pennello con il "non tutti" di Mancino. E ho anzi chiesto al ministro di informarsi proprio presso il Csm, che ha una sua temibile sezione disciplinare che dipende sempre da Mancino, se il caso della magistrata "spacca-c..." è stato preso in considerazione, se qualcuno ha, come si dice in gergo "aperto un fascicolo". L'hanno aperto? Sì? No? Risultati? è stata convocata la dottoressa in questione per avere da lei chiarimenti, oppure tutto è già passato in cavalleria? Dicevo dell'intervista con Alain Elkann che andrà in onda domenica mattina: mi sono ritrovato a ragionare sul fatto che noi rappresentanti del popolo non rappresentiamo proprio nessuno perché una serie di lobby, di cui quella di alcuni magistrati – "non tutti" – è la più scatenata e pericolosa (ma aggiungerei varie massonerie, consorterie dell'informazione deformata e tossica, imprese che si dedicano con successo a devastare l'immagine della politica e dei politici) provvedono a immobilizzare i binari su cui dovrebbe correre il treno della buona amministrazione, il treno del governo chiamato dal popolo a fare le cose per le quali è stato votato. Il cammino del governo non somiglia certo all'alta velocità francese, ma a quelle ferrovie del vecchio West in cui il convoglio si trovava attaccato dai pellerossa, poi assaltato dai banditi, bloccato da un macigno caduto dalla montagna, coinvolto in una battaglia fra il settimo cavalleggeri e una tribù ribelle, sicché il treno andava come una lumaca fra morti e feriti. Il governo in carica ha avuto un'approvazione da parte degli elettori come non si era mai vista. Gli italiani l'hanno votato perché corra e faccia le riforme economiche, aiuti le famiglie, risponda alla domanda di sicurezza e faccia insomma il suo mestiere, per cui è stato votato e per cui questa è una democrazia. Ma è continuamente impegnato con attacchi e macigni che nulla hanno a che fare con l'attività di governo. Infine mi sono imbattuto nell'intervista di Paolo Flores sul Riformista e lì ho avvertito tutto il fiele, il menefreghismo per la democrazia, l'esaltazione torbida per una sinistra elitaria fatta di sbirri, magistrati che fanno parte del gruppo di cui parla Mancino, giornalisti finti che in realtà non hanno mai indagato in vita loro e che ricevono soltanto la cartuccella nella tasca con il segreto istruttorio o le intercettazioni abusive incluse. E lì ho capito che bisogna far presto, anzi che è già tardi, che non c'è un minuto da perdere: occorre governare a colpi di maggioranza e a colpi di fiducia e a colpi di decreti legge, a muso durissimo, senza se e senza ma, e non per difendere il signor Silvio Berlusconi, ma per blindare l'istituzione del capo del Governo e dare il tempo al Parlamento nei 60 giorni di approvare i decreti, senza avere la minima esitazione a ripresentarli. Nella riunione che abbiamo avuto col ministro degli Esteri e parlando della situazione in Medio Oriente, ieri Piero Fassino ha detto una cosa giustissima: "I processi difficili e controversi non si risolvono passo per passo, allungando i tempi e procedendo per gradi. Si risolvono con un colpo secco, con una decisione forte e senza tentennamenti". è questo il metodo. E il conflitto fra i magistrati – "non tutti" – e la politica sarà risolto quando la politica avrà ripreso in mano il bastone di comando e lo userà. Se non farà così, vinceranno gli intercettatori, le mafie togate di cui parla Mancino, quelli che vogliono "rompere il c...", quelli che trascrivono, manipolano ed esercitano una dittatura di fatto. Silvio Berlusconi: è arrivata l'ora di tirar fuori le palle. Dai retta me e non ti fare infinocchiare dai tentennatori di professione. Quelli ti vogliono morto per soffocamento. Paolo Guzzanti © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Intercettazioni, il decreto rischia l'ingorgo in aula Alfano: urgenza evidente (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)

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N. 157 del 2008-07-03 pagina 2 Intercettazioni, il decreto rischia l'ingorgo in aula Alfano: urgenza evidente di Anna Maria Greco Il Guardasigilli avverte: "La necessità è sotto gli occhi di tutti". Ma la norma potrebbe finire arenata in Parlamento. La Finocchiaro: "Siamo pronti a discutere, senza fretta" da Roma Per le intercettazioni il governo vorrebbe un decreto, come sostiene Silvio Berlusconi, ma l'ingorgo dei lavori parlamentari lo mette in forse. "La necessità e l'urgenza - dice il ministro della Giustizia, Angelino Alfano -, specie dopo le ultime intercettazioni, credo che siano sotto gli occhi di tutti". Il Guardasigilli aggiunge, però, che la decisione non è stata presa e che l'unico dubbio riguarda il rischio di decadenza di un eventuale decreto su queste norme, perché le Camere sono intasate nel mese di luglio. "Valuteremo nelle prossime ore - sostiene Alfano - la praticabilità parlamentare in vista della pausa estiva". Il ministro ha incontrato ieri mattina il premier a Palazzo Grazioli, dov'erano anche Gianni Letta e Niccolò Ghedini, ed è molto probabile che si sia discusso proprio della possibilità e dei tempi tecnici per ricorrere a un decreto, invece dell'originario disegno di legge. Le difficoltà ci sono, la Lega resta cauta e anche An sarebbe perplessa. Proprio Ghedini, pur ribadendo che "il vaso è già traboccato" e che bisogna porre un freno alla pubblicazione delle intercettazioni, annuncia che del decreto parlerà il Consiglio dei ministri venerdì. Ma se ne avrà la certezza solo oggi, leggendo l'ordine del giorno, aggiunge il ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito. Per Ghedini, il governo dovrà valutare "se c'è lo spazio in Parlamento per la conversione in legge" entro 60 giorni. "Immagino - dice il deputato di Fi e difensore di Berlusconi - che anche il capo dello Stato abbia accortezza della situazione di gravissimo disagio che si sta vivendo, visto che si pubblicano intercettazioni che non hanno alcuna rilevanza penale, ma che possono rovinare la vita di persone che non c'entrano nulla con le indagini". In commissione a palazzo Madama, rispondendo alle domande, Alfano ripete più volte che l'esecutivo vuole "trovare la giusta sintesi" tra il ricorso allo strumento intercettativo per le indagini e la necessità di tutelare la privacy dei cittadini, specie quelli "intercettati ma estranei ai procedimenti penali". E, in un'intervista a Panorama Economy, il Guardasigilli spiega che arriverà proprio dal comparto intercettazioni la maggior parte dei risparmi con i quali il ministero della Giustizia intende far fronte ai 900 milioni di tagli previsti in Finanziaria. Le nuove norme, dice Alfano, da un lato limiteranno tempi e termini di utilizzo delle intercettazioni, "riducendo i costi" e, dall'altro, inaugureranno un Sistema unico delle intercettazioni, che coordinerà in un solo centro di costo tutte le operazioni tecniche contabili e di noleggio. Oggi, infatti, le intercettazioni sono gestite da 166 entità diverse, con "notevoli diseconomie". Nettamente contrario all'ipotesi decreto è il Pd. Il segretario Walter Veltroni insiste che "non è una priorità", come invece salari, stipendi, pensioni e costo della vita. "Non è un problema centrale della vita degli italiani, ma di uno solo". C'è disponibilità a discutere, assicura la capogruppo al Senato Anna Finocchiaro, ma "senza fretta", per non fare le cose superficialmente. "Non ci sono - afferma - motivazioni oggettive che spingono al decreto". È quello che dice anche Michele Vietti dell'Udc: "Solo gli occhi del ministro Alfano e di qualche altro esponente di governo vedono l'urgenza di ricorrere a un decreto legge per le intercettazioni". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<La sai l'ultima?>, impazza il toto-gossip (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)

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N. 157 del 2008-07-03 pagina 2 "La sai l'ultima?", impazza il toto-gossip di Redazione Il gioco di società dei politici: spettegolare. Tutti a caccia di nuove "telefonate piccanti" da Roma In Aula è in corso il dibattito. Sicurezza, giustizia o manovra poco importa. Protesta l'onorevole con il led del microfono acceso, si fa sentire il campanellino del presidente di turno. Intanto, a pochi metri di distanza, in cortile, tra una sigaretta e l'altra, a Montecitorio come a Palazzo Madama, è un continuo cicalio. Un brusio infinito di mezze frasi, sorrisetti compiaciuti e a volte compiacenti. La domanda è sempre la stessa: "Sai cosa si dice nella nuova intercettazione?". Insomma, la sai l'ultima? La risposta cambia, magari a seconda dei gusti: "Sì, si dice che ci sia di mezzo una soubrette". "No, è un'attrice". "Forse è così, ma in una si parla di chi sa fare meglio una certa cosa". "Ma dai, io però preferisco quella sulla ministra nominata perché lavorava bene. Hai capito il senso?". Il senso è doppio ed è piuttosto chiaro. Ecco a voi il gossip "onorevole". Presunto sesso, scandalo. Vero o falso non conta. Altro che lavori parlamentari a rischio, mancanza di confronto dialettico, decreto sì o decreto no, Pdl da una parte e Pd dall'altra, Veltroni di qui e Di Pietro di là. E se gran parte degli italiani s'interroga su come arrivare alla quarta settimana, tra deputati e senatori non si parla d'altro. Insomma, la priorità non è il rilancio del Paese. Ma bisogna sapere in anticipo cosa uscirà fuori di nuovo dai brogliacci telefonici che giungono da Napoli. Bisogna sapere se dall'inchiesta sulla presunta collusione Rai-Mediaset spunterà una nuova telefonatina piccante. Bisogna sapere se Silvio Berlusconi ha davvero riferito al proprio medico di questioni di salute personali. Bisogna sapere se davvero un deputato ha poggiato la mano là sotto, nel retro, a una collega. Bisogna sapere. E chi se ne frega se già tutti sanno che si tratta di roba assolutamente irrilevante sul piano penale. Così come chi se ne importa se in Italia s'ha da rispettare la privacy. Origliare, spettegolare, altro che legiferare. La politica italiana ha il suo nuovo gioco di società. Forse non proprio nuovo, ma senza dubbio appassionante, coinvolgente. Una sorta di "Indovina chi?" in versione soft-hard, in cui chiunque si sente legittimato a chiedere, sapere, piuttosto che rendere conto agli elettori del suo operato. A leggere un testo scritto, o meglio, ad ascoltare la versione audio originale, per scoprire quale sia l'ordine di piazzamento in quella, proprio quella, imbarazzante e fantomatica classifica tra ministre. E c'è pure chi racconta che tra i banchi di un certo schieramento politico - nella fattispecie parliamo del Pd ma poco importa - si sia rilanciata una pratica tanto in voga a ridosso delle elezioni politiche. Ovvero, il toto-ministre. Dicono, infatti, che proprio ieri circolasse in Aula tra i deputati democratici un ritaglio di giornale, con tanto di foto a corredo, e una specie di casellario ove indicare la propria preferenza. Per pronosticare, insomma, quale sarà la ministra più intercettata. Politici curiosi, quindi, ma non solo. Basti pensare che all'interno delle redazioni, quotidiani e settimanali, è un continuo interrogarsi: chi le pubblicherà? Quando? Tutti le vogliono, insomma, e di certo prima degli altri. E non a caso si racconta che qualche direttore sia già in possesso di queste benedette intercettazioni, che qualcun altro farebbe di tutto invece per accaparrarsele. E qualcuno assicura che le pubblicherà Tizio invece che Caio. Insomma, illazioni su illazioni. Fatto sta che in pochi, tra i parlamentari, sembrano interrogarsi veramente su cosa fare. Se e come intervenire. Se sia il caso, insomma, di approvare un decreto legge urgente o di portare magari in Parlamento un disegno di legge che allunghi i tempi. Intanto, una cosa è certa: il gioco di società continua. Ma non si sa ancora chi vincerà. Forse nessuno. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi: gli italiani con me, vado avanti (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)

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N. 157 del 2008-07-03 pagina 3 Berlusconi: gli italiani con me, vado avanti di Adalberto Signore Il capo del governo: "I giudici mettono a rischio la privacy di tutti i cittadini". Ma An e la Lega Nord frenano sul decreto-intercettazioni E domani lascerà Roma per il G8 in Giappone da Roma Berlusconi decide di procedere a vista. Perché tante sono le variabili, politiche e non solo, e sul fronte giustizia qualsiasi decisione va ponderata nel minimo dettaglio. Con cautela e prudenza. Così, non solo sul decreto legge sulle intercettazioni ma anche sulla sua partecipazione alla puntata di Matrix annunciata per questa sera la situazione resta in evoluzione fino a dopo l'una di notte. D'altra parte, anche tra gli uomini più vicini al premier ci sono "falchi" e "colombe". Con i primi convinti che il Cavaliere debba andare avanti senza esitazioni, sia sulle intercettazioni (con un decreto legge) sia intervenendo a Matrix, dove dovrebbe spiegare "agli italiani" le sue ragioni sul processo Mills e sulla valanga di intercettazioni che da Napoli stanno rimbalzando sulle colonne de L'Espresso. E con i secondi che continuano invece a predicare cautela, sottolineando con insistenza i segnali arrivati nelle ultime 48 ore dal Quirinale e chiedendo a Berlusconi di aspettare almeno questa mattina, quando avrà per le mani la copia "staffetta" de L'Espresso. Così, non è affatto strano che in vista di Matrix lo staff che si occupa della comunicazione del premier abbia già pronti sulla questione giustizia due diversi dossier. Anche perché, che Berlusconi questa sera si presenti negli studi del Palatino non è per nulla scontato. Non che sulla questione giustizia il Cavaliere abbia cambiato idea. Al punto che nel pranzo a Montecitorio con Fini e Letta ribadisce più volte la necessità di intervenire con un decreto legge sulle intercettazioni che "sono la vera emergenza nazionale" (una soluzione che il presidente della Camera ritiene però "impraticabile"). E tanto Berlusconi ne è convinto che arriva anche a ipotizzare una protesta di piazza contro quella parte della magistratura che "vorrebbe commissariare il Paese". "Di Pietro chiama l'Italia a manifestare? Questa volta - dice a Fini - in strada la gente ce la porto io...". Una cosa, però, sono i convincimenti personali, altra le dichiarazioni pubbliche. Soprattutto davanti a una platea così vasta come quella di Matrix. E anche per questo in una lunga cena a Palazzo Grazioli il Cavaliere avanza più d'una riserva sulla partecipazione al programma. Insomma, da una parte il fatto di fare davvero quel "messaggio al Paese" annunciato due settimane fa a Bruxelles, dall'altra la scelta di usare toni più o meno duri hanno necessariamente delle conseguenze politiche. Soprattutto nel rapporto con il Quirinale che, sostiene più di uno dei parlamentari di casa a Palazzo Grazioli, in queste ore si starebbe spendendo anche nei confronti della Procura di Milano. Così, c'è anche chi vede un nesso tra gli affondi del premier degli ultimi giorni e la decisione del Csm di promuovere presidente di sezione del Tribunale di Milano la Gandus, il giudice che presiede il processo Berlusconi-Mills. Così, solo oggi Berlusconi deciderà davvero se andare a Matrix e che linea seguire. Se quella più "aggressiva" o quella più "istituzionale". Nel primo caso, l'affondo contro i magistrati sarebbe nettissimo. Con richiami al fatto che ancora una volta un governo democraticamente eletto deve scontare l'assedio delle Procure. E nel dossier che gli è stato preparato c'è anche un j'accuse alla Procura di Napoli che ha lasciato andare avanti per anni l'indecenza dei rifiuti per poi essere più che solerte nello sbobinare (e girare ai giornali) migliaia di intercettazioni. Il messaggio, spiega chi ha occasione di parlare con il premier, sarebbe nettissimo: non è un problema che riguarda solo Berlusconi: a essere spiati sono tutti gli italiani. Decisamente più prudente, invece, la via "istituzionale". In questo caso il Cavaliere non risparmierebbe le sue critiche a quei giudici che fanno un uso politico del loro ruolo ma potrebbe limitare al minimo gli affondi. Nessuna concessione, invece, sulla questione intercettazioni, un problema sul quale il premier non ammette incertezze. Dagli studi del Palatino, però, il Cavaliere dovrebbe affrontare anche le questioni di politica estera, soprattutto in vista del G8 di Okkaido (domani il premier partirà per Tokyo). Partita aperta anche sul fronte intercettazioni. Ieri, infatti, il ministro della Giustizia Angelino Alfano gli ha consegnato il testo del decreto legge. Sul quale, però, frenano sia An sia la Lega. Anche se il Cavaliere pare deciso ad andare avanti. "Il testo del decreto - spiega Paolo Bonaiuti - sarà presentato e discusso in Consiglio dei ministri (domani, ndr). Solo allora si prenderà una decisione". Che dovrebbe essere di soprassedere e accelerare invece con il disegno di legge che ancora non è stato calendarizzato. E che, spiega Napoli, "potrebbe essere discusso dalla Camera nella prima settimana di agosto". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Il Csm va cambiato e il giudice che sbaglia adesso deve pagare> (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 157 del 2008-07-03 pagina 4 "Il Csm va cambiato e il giudice che sbaglia adesso deve pagare" di Laura Cesaretti da Roma Secondo Emma Bonino, "lo scontro di questi giorni dimostra che sulla giustizia è ora di affrontare quelle riforme di fondo che noi radicali chiediamo da tempo". L'ex ministro del governo Prodi, oggi eletta nel Pd e vicepresidente del Senato, sfida maggioranza e opposizione a prendere finalmente di petto i nodi dell'emergenza giustizia italiana. E a mettere in agenda una vera e propria rivoluzione copernicana del sistema giudiziario. Quali riforme, onorevole Bonino? "Le direttrici sono note: abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale, separazione delle carriere, responsabilità civile e professionale dei magistrati, riforma del sistema elettorale del Csm, ulteriore depenalizzazione dei reati minori, riforma del sistema penitenziario". Per gran parte della magistratura e della sinistra, l'obbligatorietà dell'azione penale rappresenta un tabù. Come si supera? "Nella realtà concreta, quel tabù è già bell'e caduto da tempo: è palese l'impossibilità materiale delle Procure di procedere per ogni singola notizia di reato! Proprio su questa tema noi radicali stiamo organizzando un convegno internazionale a fine settembre, a Roma, per confrontarci anche con le realtà dei tanti Paesi dove l'obbligatorietà non esiste. Ed è ora di riaprire anche il capitolo della responsabilità civile del magistrato che sbaglia. Bisognerà trovare il modo di garantire ai cittadini ingiustamente danneggiati un risarcimento integrale ed effettivo. Per esempio, introducendo un'assicurazione obbligatoria per i danni derivanti da responsabilità professionale, e citando direttamente il magistrato in giudizio al posto dello Stato, come avviene ora". E la separazione delle carriere perché è necessaria? "Perché si ottiene maggiore imparzialità, indipendenza e terzietà separando le funzioni del giudice da quelle del pubblico ministero. Per esempio, è paradossale che chi ha combattuto il crimine da una parte della barricata si trasformi improvvisamente nel garante imparziale di chi criminale potrebbe non essere, pur essendo indagato o imputato da un ex collega di funzioni". Esiste un'anomalia italiana nell'uso delle intercettazioni telefoniche? "Un conto sono le intercettazione come utile, e direi unico, strumento d'indagine, altro è la pubblicazione indiscriminata di materiale che spesso, tra l'altro, non riguarda persone indagate. D'altra parte, le intercettazioni non devono rimanere nella disponibilità solo di alcuni, diventando così strumento di ricatto politico. Sono anni che cerchiamo un punto di equilibrio tra queste diverse esigenze". Voi avete criticato fin dall'inizio la scelta di Veltroni di allearsi con Tonino Di Pietro. Pensa che oggi il Pd si sia pentito? "La nostra valutazione è arcinota e sono sicura che oggi molti nel Pd - magari persino Veltroni - sanno che negare l'apparentamento ai radicali e consentirlo a Di Pietro è stato un errore. Tragico". I radicali sono sempre stati estremamente critici sull'abnorme ruolo politico assunto dal Csm. Come si affronta questo nodo? "A parte il protagonismo di questi giorni, è da tempo che proponiamo una riforma del sistema elettorale del Csm. Oggi l'organo di autogoverno è come un parlamentino, diviso in correnti partitiche, che poco ha a che vedere con un esercizio indipendente e imparziale delle sue funzioni. Il referendum del 2000, promosso dai radicali, sul sistema di elezione del Csm, pur non raggiungendo il quorum, ha spinto il Parlamento ad introdurre il sistema maggioritario. Ma neanche questo mi sembra abbia intaccato il sistema "partitico" ancora fiorente". Sul cosiddetto scudo processuale che metta al riparo le cariche dello Stato dall'interventismo giudiziario può aprirsi una riflessione con l'opposizione o per voi si tratta di un principio inaccettabile? "Non è un principio inaccettabile, purché la misura serva a tutelare la funzione e non una persona determinata, come purtroppo oggettivamente sta accadendo in questi giorni". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Ho invitato io il premier nessuna domanda è tabù> (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)

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N. 157 del 2008-07-03 pagina 3 "Ho invitato io il premier nessuna domanda è tabù" di Paolo Bracalini "Gli chiederò di tutto, anche delle intercettazioni se ne usciranno di nuove" da Milano Direttore Mentana, tutto pronto tranne una cosa: diretta o registrata? "Ancora non si sa. Ma francamente non è la questione che in questo momento mi attanaglia di più...". Teso? Ha detto che sarà un esame per l'intervistato, ma anche per l'intervistatore... "È inevitabile. Perché come è ovvio con un'intervista di questo genere tutti riterranno di poter misurare anche il grado di affidabilità dell'intervistatore. Come diceva Manzoni, vergin di servo encomio e di codardo oltraggio..." Durata? "Io penso un'ora e mezzo. La giustizia sarà il tema più atteso e da quello partiremo, come è ovvio. Sarà una trasmissione difficile, le aspettative del pubblico saranno forti". E di che altro parlerete? "Proveremo a fare anche un bilancio dei primi giorni di governo. Sarà un'intervista a tutto campo. A me sta il compito di fare le domande... E spero che il premier voglia rispondere, come ha detto di voler fare...". Anche sulle intercettazioni, se ne uscissero di nuove? "Assolutamente sì, penso che sarei sospeso dall'Ordine dei giornalisti se non domandassi anche di quello. Le domande saranno su tutti i temi politici che fanno notizia, e le intercettazioni lo sono sicuramente, anche quelle che dovessero uscire. Sono le regole del gioco giornalistico, e Berlusconi le conosce". Come è nata l'intervista? "Nel modo più normale, gli ho telefonato e gliel'ho chiesto. Siccome molti consigliavano a Berlusconi di parlare direttamente in televisione, e visto che io ho il programma aperto, ho provato, pensando che avrebbe avuto anche lui interesse a parlare. E così infatti è stato". Il Pd ha chiesto alla Rai di fare una controprogrammazione forte "per evitare che la scelta del premier di privilegiare le sue reti penalizzi il servizio pubblico". "Secondo me sarebbe più naturale che la Rai facesse una controprogrammazione forte a Mediaset sempre. Dovrebbe essere la norma, in un sistema normale, no? Poi facciano come vogliono...". Ci sarà qualche altro ospite o solo voi due? "Solo io e lui". È un ritorno. L'ultima volta di Berlusconi in tv è stato proprio da Matrix. "Sì, subito prima delle elezioni, poi non è stato in nessun altro programma. Quella volta finì in modo un po' rocambolesco..." Con Berlusconi che rientrò in studio e lei chiuse la diretta... "Il fatto che torni in tv dopo mesi di assenza lascia immaginare l'attesa che può esserci... Ma la garanzia della diretta è proprio questa: che parleremo di tutte le notizie, anche dell'ultima ora". Potrebbe bissare il record di share dell'ultima volta. "Ecco, quella è l'unica cosa certa: sarà un programma destinato ad avere un buon ascolto". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Caso D'Alema-Unipol: l'Europa alle prese con l'anomalia italiana> (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)

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N. 157 del 2008-07-03 pagina 6 "Caso D'Alema-Unipol: l'Europa alle prese con l'anomalia italiana" di Anna Maria Greco Il potere dei magistrati è aumentato in modo eccessivo da Roma Onorevole Gargani, lei presiede la Commissione Giustizia dell'europarlamento che esaminerà la richiesta del gip Forleo di utilizzare nel processo Bnl-Unipol le intercettazioni di D'Alema. Su immunità e intercettazioni il clima sta cambiando? "Oggi Berlusconi, come D'Alema e Fassino patiscono la mancanza di un filtro, quello dell'autorizzazione a procedere, presente negli altri Paesi. Tutto deriva da quel dannato voto che nel 1992 l'abolì, sull'onda dell'emozione craxiana...". Lei fu tra i pochi, allora, a distinguersi. "Siamo stati in cinque in parlamento, a votare contro l'abrogazione. Oggi vedo che molti che allora la pensavano diversamente, da Violante a Sartori, hanno cambiato idea. Perché il bubbone sta scoppiando e l'accanimento giudiziario contro il premier è arrivato al culmine". Anche l'avvocato di D'Alema, Calvi, dopo l'assoluzione della Forleo, ha definito il Csm "ipergarantista", invocando una legge sulla responsabilità dei giudici. "Vede, le cose cambiano. Sul caso D'Alema in Commissione la settimana scorsa c'è stata una prerelazione; la prossima settimana avremo il testo scritto e formuleremo un parere sul quale, a settembre, deciderà tutto il parlamento europeo. Per la prima volta, su una questione del genere. C'è molta sorpresa tra i colleghi stranieri per il fatto che si discuta di intercettazioni di un europarlamentare, quando il Trattato le vieta. Ho dovuto spiegare che da noi, solo da noi, ci sono le intercettazioni "indirette" che possono coinvolgere parlamentari. Visto che ancora non c'è un'immunità europea, per i reati extrafunzionali si decide in base alle leggi di ogni Stato. Ma questo mette in luce l'anomalia italiana, sia per la mancanza dell'immunità che per l'uso eccessivo delle intercettazioni". L'autorizzazione a procedere fu abolita per il suo uso sconsiderato. "Ci sono stati casi eclatanti, ma tra l'80 e il '92 è stata concessa nel 60 per cento dei casi e negli anni di Tangentopoli nel 75 per cento". Sarà possibile reintrodurla con la vasta maggioranza prevista per una legge costituzionale? "Sembra che per la prima volta ci sia una consapevolezza, anche da parte dei nemici di ieri, che il problema va affrontato. Il potere dei magistrati, in questi anni, è aumentato in misura eccessiva, senza la necessaria contrapposizione, per l'azione distorta derivata dall'accordo tra Pds e Di Pietro. Sono stati distrutti i partiti e la magistratura è diventata poco trasparente, anche per l'opinione pubblica. Alla fine del 2000 i giudici hanno corretto il tiro, con una serie di assoluzioni che li hanno distinti da pm che si accanivano per fini politici. Ma oggi la situazione è di nuovo drammatica, con un Csm che deborda dai suoi compiti e vuol decidere della costituzionalità delle leggi, come per il sospendi-processi. È dovuto intervenire Napolitano, perché anche Mancino ha ceduto alle pressioni della magistratura". È giusto limitare drasticamente le intercettazioni? "Da noi sono il doppio che negli Usa: ho fatto uno studio su quelle americane e nelle indagini non si parte mai dalle conversazioni, come in Italia: servono solo a completare la prova. Che da noi siano una stortura lo dimostra il fatto che il 60 per cento dei processi fatti sulla base delle intercettazioni portano all'assoluzione. Credo che si debba individuare chi provoca le fughe di notizie, ma che anche i giornalisti debbano rispettare il segreto, per un loro codice deontologico non per le sanzioni". Quali altre riforme sono necessarie? "Bisogna abolire l'obbligatorietà dell'azione penale, che è totale arbitrio del pm e stabilire dei criteri di priorità, come in tutto il mondo. Il Csm dovrebbe avere metà membri laici e metà togati, con una sezione disciplinare esterna. I ruoli di giudici e pm dovrebbero essere diversi e i loro nomi non dovrebbero mai comparire sulla stampa. Arginerebbe il protagonismo e gioverebbe alla loro indipendenza". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Bocciato il giudice buonista I colleghi: <Nomadi pericolosi> (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 157 del 2008-07-03 pagina 8 Bocciato il giudice buonista I colleghi: "Nomadi pericolosi" di Stefano Filippi Polemica sulla liberazione dei 4 rom che schiavizzano i figli fermati a Verona. E a Torino, Vicenza e Alessandria restano tutti in cella nostro inviato a Verona Quando si dice la certezza del diritto. Vengono fermati otto nomadi, tutti della famiglia croata Sulic che mandavano sei loro figli tra otto e dieci anni a rubare nelle case del Nord Italia minacciandoli brutalmente. I fermi devono essere confermati da quattro giudici per le indagini preliminari. Martedì il primo gip, clamorosamente, scarcera due fermati per "assoluta assenza di un reale e concreto pericolo di fuga". Ieri gli altri tre magistrati decidono all'opposto: convalidano in quanto "sussiste il concreto pericolo di fuga". Stessa inchiesta, stesse imputazioni; i fatti accertati da mesi di controlli e centinaia di spaventose intercettazioni telefoniche eseguite dalla squadra mobile di Verona, nelle quali i grandi urlano orrende minacce di violenze sessuali e i piccoli piangendo si fanno pilotare nelle ville da ripulire. Il 26 giugno scorso, giovedì, la carovana della famiglia Sulic si organizza per lasciare l'Italia. Gli inquirenti decidono di accelerare i tempi: tra sabato e domenica vengono eseguiti i fermi chiesti dal pm veronese Elvira Vitulli. Ieri il gip del tribunale per i minori del Piemonte, il gip di Vicenza e il gip di Alessandria hanno convalidato. "Sussiste il concreto pericolo di fuga", scrive il giudice torinese Emanuela Dufour a proposito di un diciassettenne che nei pochi anni di attività criminale ha già collezionato 32 diverse identità: "Risulta che i Sulic sono prossimi a lasciare l'Italia per andare all'estero e che ciò appare verosimile in quanto durante l'attività di indagine l'indagato si è recato più volte in Croazia dimostrando in tal modo di essere capace di recarsi agevolmente fuori dall'Italia e di avere contatti che lo agevolano negli spostamenti". Dello stesso tenore le ordinanze di Alessandria e Vicenza. Quest'ultimo gip ritiene che il pericolo di fuga sussista anche per un Sulic già detenuto: era stato arrestato pochi giorni prima per scontare una condanna definitiva a cinque anni emessa dal tribunale di Forlì. Il gip Agatella Giuffrida sottolinea il "pericolo che l'indagato potesse darsi alla fuga in considerazione della sua accertata mobilità sul territorio italiano e delle sue capacità di sottrarsi all'identificazione mediante il sistematico ricorso a false generalità". Il gip veronese Giorgio Piziali nella discussa ordinanza del 1° luglio ha decretato invece "l'assenza di ogni reale pericolo di fuga" perché "un fermato è già ristretto in carcere" e "gli indagati avevano appena fatto ritorno in Italia", cosa che smentirebbe "una reale e concreta volontà di allontanarsi dal territorio nazionale per non farvi ritorno". Il magistrato osserva la "stabilizzazione illegale nel territorio" della banda nomade: "La mobilità in uscita ma anche in entrata dalla Croazia all'Italia era del tutto ordinaria e non sintomatica di alcuna volontà di fuga". Insomma, se non li prendevano oggi avrebbero potuto farlo domani, quando i Sulic sarebbero tornati a ripulire un altro po' di case in tutto il Nord Italia. Ma Piziali, che ha seguito l'inchiesta fin dalle origini in quanto era stato lui ad autorizzare le intercettazioni dei telefonini dei Sulic, si è spinto oltre. Dietro la decisione della procura di Verona di chiedere un fermo anziché disporre l'arresto, il gip vede non l'urgenza di intervenire subito, quanto "altri fini gravemente lesivi delle regole anche costituzionali che presiedono la libertà personale". Un disegno politico. "Non sfugge come l'intervento cada in concomitanza con un generalizzato interesse pubblico proprio per vicende come la presente". Come dire che l'inchiesta della procura veronese guidata da Guido Papalia è stata fatta per cercare pubblicità e guadagnarsi il consenso della politica. Quanto alle minacce di stupri sui figli, le urla e il pianto terrorizzato dei bimbi, Piziali li definisce "forti elementi di pressione", "mere espressioni linguistiche rudi e volgari (delle imprecazioni per intenderci)". Cose che infastidiscono Mario Giulio Schinaia, successore designato di Papalia: "A noi interessa unicamente colpire i reati sui minori. Respingiamo al mittente qualsiasi considerazione metagiudiziaria. Chi la esprime se ne assume la responsabilità e ne risponderà nelle sedi competenti". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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BETANCOURT LIBERA DOPO SEI ANNI - NAPOLITANO APPROVA IL LODO ALFANO. LA PIAZZA DIVIDE LA SINISTRA - VELTRONI E CASINI: FERMIAMO L'ESPROPRIO DEL PARLAMENTO - STASERA BERLUSCONI REPL (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ICA AI PETTEGOLI? Da Il Velino.it Ingrid Betancourt CORRIERE DELLA SERA - In apertura: "Betancourt libera dopo sei anni". Editoriale di Vittorio Grevi: "Le buone maniere istituzionali". A centro pagina: "Draghi: ridurre debito e tasse" e "Israele, palestinese si lancia sul bus con un bulldozer". In taglio basso: "Impronte ai bimbi rom, il prefetto non cede". REPUBBLICA - In apertura: "Liberata la Betancourt 'Ringrazio Dio ora la pace'". Editoriale di Bernardo Valli: "Un simbolo mondiale". A centro pagina: "'Intercettazioni: stop a Berlusconi" e "Graghi: i conti vanno male tagliare le tasse". Di spalla: "Metti il riso nel motore corsa al pieno fai da te". In taglio basso: "La Valle dei templi ai privati". LA STAMPA - In apertura: "Intercettazioni, stop di Fini". Editoriale di Luca Ricolfi: "Non solo Veline". A centro pagina: "Tremonti: aiuti subito alle famiglie" e con foto-notizia: "Liberata Ingrid". In taglio basso: "Cina, andata e ritorno". IL SOLE 24 ORE - In apertura: "Cambiamo tutte le istituzioni economiche". Editoriale di Giorgio Barba Navaretti: "Piccole imprese non libere di crescere". A centro pagina: "Tremonti: aiuti alle famiglie". Di spalla: "Colombia, con un blitz militare liberata Ingrid Betancourt". In taglio basso: "Eni e Petrobras rinnovano il memorandum d'impresa". IL GIORNALE - In apertura: "Napolitano, altro colpo ai giudici". Editoriale di Michele Brambilla: "Roulette russa in tribunale". A centro pagina: "Betancourt libera con un blitz 'Ringrazio Dio e l'esercito'". In taglio basso: "Sconfessato il gip che scarcera i rom" e "Attentato con il bulldozer. Strage a Gerusalemme". IL MESSAGGERO - In apertura: "Liberata la Betancourt". Editoriale di Paolo Savona: "Quelle scelte forti di cui il paese ha bisogno". A centro pagina: "'S' al lodo Alfano ma sale lo scontro". In taglio basso: "Draghi: bene i tagli, ora giù le tasse" e "Israele, attentato con il bulldozer ". IL TEMPO - In apertura: "Intercettazioni, il giorno più lungo". Editoriale di Davide Rondoni: "Il mestiere della politica". A centro pagina: "'Draghi: Abbassare le tasse'" e con foto-notizia: "Bulldozer contro gli israeliani". In taglio basso: "È la fine di un incubo, liberata Ingrid Betancourt". L'UNITA' - In apertura: "Libera. Ingrid Betancourt torna a casa". Di spalla fondo di Walter Veltroni: "Rivoglio il suo sorriso". In taglio basso: "Veltroni e Casini: fermiamo l'esproprio del Parlamento". LIBERO - In apertura: "Il club degli ingordi". A centro pagina: "Stasera Berlusconi replica ai pettegoli" e di spalla: "Blitz nella giungla. Betancourt libera con 14 ostaggi". In taglio basso: "Salvatemi dai cretini di internet". IL RIFORMISTA - In apertura: "Veltroni&Casini. Prove di nuova alleanza" e "Il decreto legge è pronto. Glialleati e il Quirinale no. L'angoscia di due ministre". Al centro pagina: "Ingrid Betancourt finalmente libera". A fondo pagina: A Guantanamo copiavano le torture dei comunisti IL FOGLIO - In apertura: "Il Cav. pronto alla guerra atomica contro gli spioni. Mail decreto non è facile". La giornata: "Napolitano approva il lodo Alfano. La piazza divide la sinistra" e "Le Farc liberano Ingrid Betancourt e tre ostaggi americani". L'AVVENIRE - In apertura: "Blitz in Colombia: Betancourt libera". Editoriale di Giorgio Ferrari: "Ogni compromesso s'è fatto più difficile". A centro pagina: "Maroni: Macché schedature. Voglio tutti i bimbi rom a scuola" e "Il governo dà tre priorità: salari, pensioni e famiglie". Dagospia 03 Luglio 2008.

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Roma, 11:12 - INTERCETTAZIONI: DONADI, LEWINSKY? NON DIVENNE MINISTRO (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

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Comitato pro Papa Pio (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

E' stata annunciata ufficialmente ieri la nascita di un comitato composto da politici (bipartisan), uomini di cultura, docenti, giornalisti, aperto all'adesione e alla sottoscrizione di tutti, per promuovere una maggiore conoscenza della figura e del magistero di Pio XII. Papa Pacelli fu infatti un Pontefice moderno, il suo magistero ha preparato il Concilio Vaticano II (basti pensare all'enciclica Divino afflante Spiritu che apriva all'applicazione del metodo storico-critico per lo studio della Sacra Scrittura, o all'encilica Mediator Dei sulla liturgia): è infatti il Papa più citato nei testi conciliari. Il comitato, in vista del cinquantesimo anniversario della morte, che ricorrerà il prossimo ottobre, intende favorire un approfondimento sulla figura di Pio XII secondo l'ermeneutica della riforma e non della rottura, che Benedetto XVI ha detto essere la chiave interpretativa giusta per leggere il Vaticano II. Sono tra i sottoscrittori e invito i visitatori del blog ad aderire. Troverete il testo costitutivo del comitato come primo commento a questo thread. Per aderire basta inviare un'email con il proprio nome e cognome (non il nickname!) all'indirizzo comitatopapapacelli@gmail.com. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Jul 08 Roma e Fraternità San Pio X, il dialogo va avanti Ho appreso da fonte certa che, al contrario di quanto emerso in certi articoli, la risposta della Fraternità alla lettera del cardinale Castrillòn non è stata affatto negativa. Il cardinale ne è stato contento, ha risposto a Fellay e ha subito fatto pervenire la lettera della Fraternità a Benedetto XVI. Al di là della scandenza di fine giugno, i lefebvriani chiedono tempo ma - sembra - cercheranno di attenersi ai cinque punti. Scritto in Varie Commenti ( 42 ) " (5 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 02Jul 08 Lefebvre, il Sillabo e la libertà religiosa Come sapete - grazie a chi ha postato nel precedente thread il comunicato della Fraternità - monsignor Fellay ha risposto in modo interlocutorio al cardinale Castrillòn: il dialogo continua, ma secondo i tempi dettati dai lefebvriani, i quali, dopo il Motu proprio che liberalizza la messa antica (una delle richieste "previe" fatte al Papa come "dono" per tutta la Chiesa) ora chiedono la revoca (unilaterale, cioè senza che la Fraternità stessa faccia dei passi) della scomunica comminata nel 1988. Vorrei qui introdurre il tema relativo ai cosiddetti problemi "dottrinali" che Menzingen vuole discutere con Roma. Non posso non commentare che l'idea di un tavolo paritetico di discussione dottrinale tra la Santa Sede e il gruppo nato dal mini-scisma di Lefebvre mi appare già di per sé una forzatura, ma lasciamo perdere. Per quanto riguarda il "problema" della libertà religiosa, introdotto nei vostri commenti, vorrei precisare che il Concilio Vaticano II, nel decreto "Dignitatis humanae", non definisce in senso positivo come diritto quello di abbracciare l'errore o la religione non vera, bensì sancisce (ed è sacrosanto) l'esistenza di uno spazio franco, neutro, all'interno del quale nessuno può essere costretto ad abbracciare una religione né può essere impedito a farlo. "Nemo cogatur, nemo impediatur" fu la formula sinteticamente espressa dal servo di Dio Papa Paolo VI per definire quello della libertà religiosa tra i diritti umani. Vedete dunque che non si tratta di indifferentismo né di mettere ogni religione sullo stesso piano, bensì di affermare che ogni uomo ha diritto a non essere costretto o ad essere impedito di abbracciare una religione, ha diritto a una zona franca. A coloro che si rifanno al Sillabo, oltre alla lapalissiana risposta relativa al fatto che oggi il Papa non è più Pio IX e che le situazioni storiche sono mutate, va detto che proprio l'appellarsi alla libertà religiosa è stata una delle "armi" che ha permesso e permette la sopravvivenza dei cristiani in tante situazioni nelle quali essi sono un'esigua minoranza. Attaccare il Papa, come ha fatto De Gallareta (a mio modesto giudizio dimostrando altrettando modesta intelligenza) perché negli Usa ha parlato di libertà religiosa, significa essere ancorati a una visione del mondo (non della fede!) da ancien régime: il che è proprio uno dei vizi fondamentali della Fraternità, che non sa più distinguere tra ciò che è essenziale nella fede - e la battaglia per una liturgia che non svaluti il senso del sacro lo era - e ciò che non lo è. Dal punto di vista politico-sociale i lefebvriani propugnano lo Stato cattolico (e sotto sotto monarchico): del tutto legittimo che lo facciano, ci mancherebbe, nella Chiesa c'è e ci deve essere posto per tutti. Ma non pretendano di imporlo come qualcosa che appartiene al depositum fidei dicendo che Roma si è allontanata dalla fede di sempre perché il Concilio (composto dal Papa più tutti i vescovi del mondo) ha dichiarato che ogni uomo ha diritto a non subire costrizioni o impedimenti in materia di religione. Scritto in Varie Commenti ( 104 ) " (7 votes, average: 3.29 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Jun 08 . cattive notizie da Econe Qui sotto potete leggera la parte "dottrinale" del protocollo firmato da monsignor Lefebvre e dal cardinale Ratzinger il 5 maggio 1988. All'ultimo momento, il vescovo francese si tirò indietro, ma non perché intendeva mettere in discussione questi punti sottoscritti: lo fece perché (mal consigliato) decise di non "fidarsi di Roma", in merito alla consacrazione del vescovo suo successore che gli era stata garantita. Questi punti dottrinali, dunque restano. E mostrano in tutta evidenza come la Fraternità San Pio X sia andata ben al di là e ben oltre il suo fondatore, diventando un gruppo che ha assunto una mentalità scismatica, come dimostrano certe dichiarazioni pubbliche di Fellay e di Williamson. Il Papa ha fatto tanto, tantissimo, ma dai lefebvriani ha ricevuto soltanto altezzosi schiaffi. I cinque punti, le condizioni che ho rese note nei giorni scorsi, non intendo chiudere la bocca ai lefebvriani, ma riportarli a un livello di discussione improntato dalla carità cristiana e dal rispetto per il Pontefice, requisiti minimi per poter affrontare il tema della revoca della scomunica. La discussione, che esiste e anche accesa in seno alla Chiesa (le critiche al Papa non arrivano certo soltanto da certi tradizionalisti, ma anche da tanti progressisti), continuerà. È evidente però dall'atteggiamento dei responsabili della San Pio X che in gioco non è più la difesa della tradizione cristallizzata (che i lefebvriani credono di poter conservare senza la piena comunione con Roma, unica vera garanzia), ma ci sono in realtà altri elementi. La "condizione" dell'abolizione del messale di Paolo VI dettata da Williamson al Papa è semplicemente ridicola: sono le boutade di chi non vuole davvero l'unità e non ha più nostalgia della comunione con il Papa. Sarebbe bene che si tornasse a ciò che Lefebvre ha sottoscritto. "Io, Marcel Lefèbvre, arcivescovo e vescovo emerito di Tulle, insieme con i membri della Fraternità Sacerdotale San Pio X da me fondata: 1) promettiamo di essere sempre fedeli alla Chiesa cattolica e al romano Pontefice, suo Pastore Supremo, Vicario di Cristo, Successore del Beato Pietro nel suo primato e Capo del corpo dei vescovi. 2) Dichiariamo di accettare la dottrina contenuta nel n 25 della Costituzione dogmatica Lumen Gentium del Concilio Vaticano II sul Magistero ecclesiastico e sull'adesione che gli è dovuta. 3) A proposito di certi punti insegnati dal Concilio Vaticano II o relativi alle riforme posteriori della liturgia e del diritto, che ci sembrano difficilmente conciliabili con la Tradizione, ci impegniamo ad assumere un atteggiamento positivo e di comunicazione con la Sede Apostolica, evitando ogni polemica. 4) Dichiariamo inoltre di riconoscere la validità del Sacrificio della messa e dei sacramenti celebrati con l'intenzione di fare ciò che fa la Chiesa e secondo i riti indicati nelle edizioni tipiche del messale romano e dei rituali dei sacramenti promulgati dai Papi Paolo VI e Giovanni Paolo II. 5) Infine promettiamo di rispettare la disciplina comune della Chiesa e le leggi ecclesiastiche, specialmente quelle contenute nel Codice di Diritto Canonico promulgato dal Papa Giovanni Paolo II, fatta salva la disciplina speciale concessa alla Fraternità con legge particolare". Scritto in Varie Commenti ( 509 ) " (15 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Jun 08 Buone notizie da Mosca. Sul Giornale di oggi pubblico l'intervista al nuovo arcivescovo della cattedrale della Madre di Dio a Mosca, monsignor Paolo Pezzi, che domenica riceverà il pallio dalle mani di Benedetto XVI. E' confortante apprendere che c'è un clima nuovo e positivo nei rapporti tra la piccola comunità cattolica e la Chiesa ortodossa russa. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (10 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Jun 08 Il bivio di monsignor Fellay Mi trovo a Roma e ho raccolto ulteriori informazioni che aiutano a inquadrare meglio le cinque condizioni presenti nella lettera del cardinale Castrillòn Hoyos a mons. Fellay. Innanzitutto quelle condizioni non sono poste ai lefebvriani in generale, ma proprio al loro superiore, cioè lo stesso Fellay. Il quale nei colloqui manifesta volontà di dialogo, poi però scrive e sottoscrive attacchi durissimi contro il Papa. Le cinque condizioni sono dunque un passo previo per iniziare il cammino che porterà alla cancellazione della scomunica. Centrale è il punto dedicato al fatto che la Fraternità, e i suoi superiori, danno l'impressione di sentirsi. superiori allo stesso Pontefice, di giudicarlo dall'alto, come se la San Pio X fosse la "vera" Chiesa e la "vera" Roma, e la Chiesa cattolica guidata da Benedetto XVI fosse un gruppo separato che deve rientrare nella piena comunione con Econe e Menzingen. La verità, purtroppo, è che si sono ormai stratificati atteggiamenti e prese di posizione (lo dimostrano anche alcuni commenti presenti nel precedente post) che rendono difficile riconoscere questo elementare dato: non sono i lefebvriani la vera Chiesa, la vera Chiesa cattolica è quella in comunione con Benedetto XVI. Mai come in questo momento il cuore pastorale e generoso del Pontefice, attraverso il cardinale Castrillòn è aperto alla riconciliazione. Ma è la San Pio X che deve tornare all'ovile dopo l'atto scismatico della consacrazione illecita dei vescovi fatta da Lefebvre, non è la Santa Sede a dover chiedere scusa ai lefebvriani. Risponendo alle domande dei giornalisti francesi su questo argomento, il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Lombardi, ha fatto la seguente dichiarazione: "Il riconoscimento del Concilio Vaticano II come vero Concilio ecumenico della Chiesa e il riconoscimento della validità della Messa celebrata secondo la liturgia rinnovata dopo il Concilio non sono assolutamente messi in questione. I cinque punti citati da Tornielli - come del resto appare dal loro stesso tenore - riguardano le condizioni minime perché si possa avere un rapporto caratterizzato da rispetto e disponibilità nei confronti del Santo Padre e da uno spirito ecclesiale costruttivo. Sono quindi di altra natura ed è per questo che non fanno riferimento al Concilio e alla liturgia, non perché questi argomenti non rimangano fondamentali. E' evidente che il Papa desidera tendere la mano perché sia possibile un rientro nella comunione, ma perché si possano fare i passi necessari occorre che questa offerta - questa "mano tesa" - sia ricevuta con atteggiamento e spirito di carità e comunione. A questo invitano evidentemente i cinque punti citati". Scritto in Varie Commenti ( 134 ) " (12 votes, average: 3.92 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Jun 08 Ecco le cinque condizioni della lettera a Fellay Sono venuto in possesso delle cinque condizioni poste a monsignor Fellay, come passo iniziale in vista del rientro nella piena comunione con Roma. Al contrario delle prime indiscrezioni, non si parla di accettazione del Concilio o della nuova messa: quelle espresse nella lettera sono condizioni generali previe. Di fatto la Santa Sede, mostrando una grande generosità, chiede di non attaccare la persona del Papa per iniziare un vero dialogo. Monsignor Fellay ha invocato da Benedetto XVI la revoca della scomunica, la richiesta di rispettarne l'autorità senza più pretendere essere destinatari di un magistero "superiore" a quello del Pontefice regnante mi sembra una condizione di buon senso! Questo il testo della lettera che porta la firma del cardinale presidente di Ecclesia Dei: Condizioni risultanti dall'incontro del 4 giugno 2008 tra il cardinale Dario Castrillon Hoyos e il vescovo Bernard Fellay: 1) L'impegno a una risposta proporzionata alla generosità del Papa. 2) L'impegno ad evitare ogni intervento pubblico che non rispetti la persona del Santo Padre e che possa essere negativo per la carità ecclesiale. 3) L'impegno a evitare la pretesa di un magistero superiore al Santo Padre e di non proporre la Fraternità in contrapposizione alla Chiesa. 4) L'impegno a dimostrare la volontà di agire onestamente nella piena carità ecclesiale e nel rispetto dell'autorità del Vicario di Cristo. 5) L'impegno a rispettare la data - fissata alla fine del mese di gigno - per rispondere positivamente. Questa sarà una condizione richiesta e necessaria come preparazione immediata all'adesione per avere la piena comunione. Scritto in Varie Commenti ( 105 ) " (15 votes, average: 3.87 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Jun 08 Accordo tra S.Sede e lefebvriani, conto alla rovescia E' iniziato il conto alla rovescia per l'accordo tra la Fraternità San Pio X fondata dal vescovo francese Marcel Lefebvre e la Santa Sede, come scrivo sul Giornale di oggi. I lefebvriani, che hanno chiesto la revoca della scomunica, dovranno rispondere entro il 28 giugno alle proposte presentate per conto di Benedetto XVI dal cardinale Dario Castrillòn Hoyos, presidente della pontificia commissione "Ecclesia Dei". Si tratta di cinque punti da sottoscrivere, chiariti i quali la Fraternità potrà rientrare nella piena comunione con Roma. E' un'occasione irripetibile: i lefebvriani da tempo chiedevano la liberalizzazione del messale antico - e Papa Ratzinger con il Motu proprio "Summorum pontificum cura" ha ridato piena cittadinanza al rito preconciliare - ed è innegabile la "catechesi" che negli ultimi tempi proviene dalle messe papali, con il recupero di alcuni elementi tradizionali. La Fraternità dovrà accettare il Concilio Vaticano II e la piena validità del rito liturgico post-conciliare (entrambi i punti furono già sottoscritti dallo stesso monsignor Lefebvre nel 1988) e per quanto riguarda la sua sistemazione canonica, potrebbe essere configurata come una "prelatura". E' noto però che vi sono resistenze interne: queste dovrà cercare di superare il vescovo Bernard Fellay, superiore dei lefebvriani, nei prossimi giorni, in occasione del capitolo generale. Ora che l'antica messa è stata liberalizzata - seppur con molte difficoltà e clamorose disobbedienze - molti fedeli tradizionalisti non comprendono perché la Fraternità non si accordi con Roma rientrando pienamente nella comunione cattolica. Circostanze così favorevoli con tutta probabilità non si ripeteranno più. Scritto in Varie Commenti ( 201 ) " (15 votes, average: 4.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Jun 08 Il commiato di Ruini, le spiegazioni di Fisichella Ieri sera in San Giovanni in Laterano il cardinale Vicario di Roma Camillo Ruini ha celebrato il 25 anniversario del suo episcopato (la data esatta della consacrazione in realtà è 29 giugno) accomiatandosi dalla diocesi. Ha ringraziato i collaboratori e ha tenuto un'omelia per certi versi inedita, chiedendo scusa per la "mediocrità" della sua preghiera. Questo è l'ampio articolo che pubblico oggi sul Giornale. L'avvicendamento di Ruini con Vallini sarà annunciato venerdì prossimo, 27 giugno. Sempre sulle pagine odierne, pubblico anche un'intervista al rettore della Lateranense e nuovo presidente della Pontificia Accademia per la vita, monsignor Rino Fisichella, che interviene sul tema della comunione ai divorziati risposati, sollevato ieri mattina da Silvio Berlusconi davanti al vescovo di Tempio Pausania. Scritto in Varie Commenti ( 132 ) " (9 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Jun 08 "La bandiera arcobaleno è New Age, torniamo alla croce" Sul Giornale di oggi pubblico un articolo che riprende una lunga e articolata riflessione messa online ieri dall'agenzia Fides della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, diretta da Luca De Mata. Vi si sottolinea come sia del tutto improprio l'uso della bandiera della pace arcobaleno, dimostrando che l'origine di quel simbolo è la Teosofia (corrente filosofico-religiosa di tipo gnostico, legata alle religioni orientali) e oggi il New Age: dunque quanto di meno cattolico possa esistere, dato che il sincretismo gnostico e più pericoloso per il cristianesimo - che è invece un avvenimento storico basato sull'incarnazione - dello stesso materialismo ateo. Vi invito a leggerlo e a farlo leggere a quei parroci che hanno disteso la "rainbow flag" nelle chiese e persino sugli altari. Scritto in Varie Commenti ( 135 ) " (17 votes, average: 4.41 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (213) Ultime discussioni Reginaldus: Dottor Tornelli, vorrei sapere dove mai e quando mai la Chiesa ha affermato che gli uomini devono essere... F.P.: Caro Andrea Carradori, l'ho segnalato anche io ieri, ma qui, per usare un'espressione moderata, se... Francesco73: L'appello mi piace così e così, sono sincero. Lo trovo poco centrato. L'iniziativa è... Bruno Demasi: Grazie.Riprovo. Andrea Tornielli: Gentile Bruno, ho fatto personalmente una prova ora, l'indirizzo... 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BERLUSCONI E IL REBUS "MATRIX": SEMPRE IN BILICO SUA PRESENZA - MENTANA GIURA: SILVIO L'HO CONTATTATO IO NON SARÒ NÉ UN TORQUEMADA NÈ UN REGGIMICROFONO - LE TELEFONATE? È ROBA DA (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

BERLUSCONI E IL REBUS "MATRIX": SEMPRE IN BILICO SUA PRESENZA - MENTANA GIURA: SILVIO L'HO CONTATTATO IO ? NON SARÒ NÉ UN TORQUEMADA NÈ UN REGGIMICROFONO - LE TELEFONATE? È ROBA DA GUARDONI? © Foto U.Pizzi"> Chicco 'matrix' Mentana © Foto U.Pizzi 1 ? MENTANA: BERLUSCONI L'HO CONTATTATO IO? Giovanna Cavalli per il "Corriere della Sera" L'ha invitato lei, si è proposto lui? "Io. Confalonieri gli aveva appena consigliato di parlare al Paese. Feltri pure. Mi sono detto: ci provo, siamo gli unici ancora in onda, possiamo fare il colpo". Fatto. Stasera a Matrix (alle 21.15 salvo imprevisti) Enrico Mentana, intervisterà in esclusiva Silvio Berlusconi. "E sarà particolarmente divertente, visto com'è finita l'ultima volta". Con lei che gli toglieva la parola. Lo rifarebbe, se necessario? "Non siamo sotto elezioni. Lui ha interesse a parlare, io conosco diritti e doveri di giornalista. Non sarò né un Torquemada nè un reggimicrofono... Vergin di servo encomio e di codardo oltraggio" (Manzoni, 5 maggio). Vi ha tenuto sulla corda? "L'ok è arrivato dopo due giorni". Condizioni? "Nessuna. Bastava che fossimo io e lui, a viso aperto, uno contro uno. Il Cavaliere deve spiegare molte cose, noi ne abbiamo molte da chiedergli". Domande concordate in anticipo? "No. Ma non serve nemmeno, è talmente ovvio che cosa gli chiederò: di questo clima avvelenato, del dialogo interrotto con Veltroni, delle intercettazioni e di Saccà, del processo Mills, di Napoli, del lodo Schifani e ora Alfano, dell'esercito in strada, della cordata Alitalia, del contrasto col Csm e dei rapporti con Napolitano. Mercoledì prossimo comunque ospito Walter Veltroni, bene così?". Le basta un'ora e mezza? "Se sforiamo nessuno protesta". Nel dubbio di sembrare troppo morbido, sarà più severo del solito? "Giustamente serrato. Spero sia un colloquio sereno e amichevole, non è un interrogatorio, non devo torchiare nessuno. Cercherò di dare il meglio, però l'intervista si fa in due". Come lo vede il premier? "Resta l'uomo che ha vinto le elezioni, il più popolare. Al contrario di quanto si crede, secondo me la sua luna di miele con gli italiani non è finita. La sua immagine non è graffiata". Intercettazioni: giuste o troppe? "Con alcuni soggetti meno tutelati abbiamo, lo lasci dire, indegnamente calcato la mano. Con i potenti avrei meno preoccupazioni. Ma se nessuno deve porsi al di sopra della legge, la legge deve garantire anche chi è famoso". Che pensa delle telefonate Berlusconi- Saccà con raccomandazioni accluse? "Cambiano i nomi, la sostanza è sempre la stessa da quando esiste la Rai. Quelle conversazioni sono irrilevanti, i riferimenti sessuali sono l'unica cosa che solletica il gusto del guardone che è in noi. Che differenza c'è tra un politico che segnala un'attrice e uno che piazza il suo notista di fiducia in un tg?". Girerebbero bobine scottanti. "Lo so. Preferisco pubblicare che censurare, ma se esageriamo si rischia che sia la gente a dire basta. Devo poter dire se Berlusconi rispetta le leggi o no. A chi telefona o quel che fa quando smette di lavorare sono affari suoi. Vogliamo guardare dal buco della serratura? Facciamolo, ma ammettiamo che di questo si tratta". © Foto U.Pizzi"> Il presidente Silvio Berlusconi © Foto U.Pizzi Berlusconi vuole un decreto legge urgente anti-intercettazioni. "Credo che una materia così delicata meriterebbe un adeguato dibattito in Parlamento. Ma glielo chiederò stasera". È il suo quarto a tu per tu col Cavaliere. Teso? "Tranquillo, non sono emotivo". Abito della grande occasione? "Ma va, completo e camicia". Lei dà un dolore a Vespa che d'estate parlerà solo d'amore. "Se ne parlerà anche da me... Quella parte magari la dedico a Bruno". 2 - BERLUSCONI E IL REBUS "MATRIX": SEMPRE IN BILICO SUA PRESENZA? (Adnkronos) - Il dilemma ancora non e' stato sciolto. Silvio Berlusconi andra' o no a 'Matrix'? Il premier ha annullato i due appuntamenti in agenda oggi: il saluto all'assemblea pubblica di Farmindustria al teatro Capranica (alle 10) e la partecipazione all'assemblea annuale dell'Ance in programma alle 11 all'Eur. Il Cavaliere non ha ancora sciolto la riserva, dunque. Lo conferma all'Adnkronos Enrico Mentana, il conduttore di 'Matrix': 'La trasmissione e' ancora in piedi, ma non abbiamo ancora la conferma definitiva sulla partecipazione del presidente del Consiglio. Sappiamo che ha annullato vari impegni e che oggi ha una giornata campale. Noi, intanto, continuamo a lavorare e a preparare la puntata. Vediamo, per ora siamo ancora in alto mare. Diciamo fifty-fifty'. Il Cavaliere ha annunciato il suo intervento sulla giustizia ad Acerra, durante la conferenza stampa nel cantiere del termovalorizzatore dopo una serie di incontri in prefettura a Napoli sull'emergenza rifiuti. Se il discorso dovesse essere confermato il presidente del Consiglio parlerebbe in prima serata (a partire dalle 21.15) ma non si sa ancora se ci sara' la diretta. Secondo indiscrezioni c'e' chi in ambienti del Pdl e' convinto che alla fine Berlusconi andra' a 'Matrix', ma non manca chi ostenta scetticismo. Allo stato, dunque, la presenza del leader del Pdl e' fortemente in bilico, ma non si escludono sorprese. Dagospia 03 Luglio 2008.

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0RE 9.30: AGOSTINO RIENTRA IN RAI (DALL'ENTRATA SECONDARIA DI VIA PASUBIO) LO STRANO FURTO DEL DOSSIER INTERCETTAZIONI DALLA STANZA RAI DI MALGIERI LA RAI INSACCATA: DEL NOCE FESSO (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

BONAIUTI "COGLIONE", L'UCCELLO DI PAGLIA Malgieri - Del Noce e Saccà - Paglia 1 ? IL PUZZONE E' TORNATO! Ore 9 e 30: Don Agostino dribbla paparazzi e telecamere ammucchiati davanti all'ingresso principale di viale Mazzini 14 e scutrettola felice all'entrata secondaria, quella di servizio, di via Pasubio. Dopodiché, prima di riprendere possesso della sua scrivania, si è fatto un buon cappuccino al bar aziendale. Mentre tutti i telefoni del palazzo trillavano la notizia: il puzzone è tornato! © Foto U.Pizzi"> Giuliana Del Bufalo e Claudio Cappon © Foto U.Pizzi 2 - MALGIERI: DERUBATO DEI TESTI DELLE TELEFONATE? Da"la Repubblica" - Piccolo giallo ieri a Viale Mazzini. Il consigliere Rai Gennaro Malgieri chiede una nuova copia delle ultime intercettazioni che la Procura di Napoli ha spedito all'azienda. La copia che Malgeri aveva ricevuto in consiglio è sparita dal cassetto del suo ufficio. Sparizione che sarebbe stata anche denunciata alla Polizia. 3 ? INTERCETTA-RAI Aldo Fontanarosa per "La Repubblica" Estinto nel Paese, cimelio della Prima Repubblica, il Psi craxiano è ancora vivo, vigile e attivissimo dalle parti di Viale Mazzini. Il suo leader, il suo "segretario politico" è Agostino Saccà che tesse i rapporti con tutti gli "iscritti". Tra i più fedeli, Giuliana Del Bufalo (responsabile delle Tribune Politiche) e Gianfranco Comanducci (già capo del Personale), con il deputato Fabrizio Cicchitto come referente esterno. Le intercettazioni della Procura di Napoli - appena arrivate in Rai - rivelano che questa costola socialista di Forza Italia mette bocca su tutto. Trama per cambiare il direttore generale; prova a condizionare ogni singola nomina; raccoglie e distribuisce informazioni. Un gruppo di potere che non esita a sfidare altri potentati di Forza Italia, perfino Gianni Letta in una tornata di nomine di luglio 2007 (un consigliere polista lo definisce un "pazzo" in una telefonata). Mentre la fedeltà al Cavaliere è granitica. Quando Saccà lo incontra, subito riferisce ogni dettaglio a tutti i suoi alleati in azienda in una storia di potere, di alta finanza, a volte di piccole raccomandazioni familiari. Fred Astaire Petruccioli con la moglie Ginger Nuvoletti 1 - PETRUCCIOLI NON SI DIMETTE E' il 24 ottobre 2007. I parlamentari della commissione di Vigilanza Rai sfiduciano il presidente Petruccioli. L'Italia dei Valori, i Radicali, i mastelliani votano insieme al centrodestra per invocare un ricambio al vertice di Viale Mazzini. E subito Saccà e Del Bufalo si chiedono se Petruccioli si dimetterà e se anche il direttore generale Cappon se ne andrà finalmente via, magari alle Poste. L'altro dubbio è se l'intero consiglio vada rinnovato nel caso la crisi si aggravi. Cosa che Saccà dice di voler discutere "con Silvio Berlusconi che vedo alle 7". (intercettazione del 24 ottobre 2007). Saccà: "Domani mattina senti se per caso Petruccioli si dimette". Del Bufalo: "No non si dimette, adesso fa una conferenza stampa. C'ha un faccia veramente come il culo per dire che il suo posto è sempre a disposizione. Non appena l'azionista e il Parlamento volessero nominare un nuovo presidente, lui se ne andrà. Ma non può lasciare l'azienda nel caos". Saccà: "Già, perché ha a cuore le sorti dell'impresa...". Del Bufalo: "Ciao tesoro". 2 - CAPPON E LEONE, GENTE DI TERZA FILA Cappon dunque è bersaglio di questo gruppo di potere. Saccà parla con Gianfranco Comanducci, all'epoca capo del personale (pochi mesi prima, a luglio 2007). Berlusconi - racconta Saccà - si è informato sul direttore generale Cappon e sul vicedirettore Leone. Il Cavaliere vuole sapere se i due litighino, come si racconta. Saccà spiega: "Non vanno d'accordo neanche tra di loro. Ma il problema (...) è che non hanno la forza, la struttura per fare il capo e neanche il vicecapo. Sono terza fila". Saccà racconta a Comanducci di aver fatto il nome di Minoli come nuovo direttore generale, sia pure con prudenza ("non rispetta sempre i patti"). Comanducci è freddissimo su Minoli: "Ma se è uno che non sa niente di conti economici...". © Foto U.Pizzi"> Leone e Minoli © Foto U.Pizzi E la televisione italiana? "Ho detto a Berlusconi - racconta ancora Saccà - che una classe dirigente seria dovrebbe dire: Rai e Mediaset, su alcune cose, si mettano d'accordo. Anche su una piattaforma di offerta a pagamento, comune, nazionale. Perché lasciare a Sky, a Murdoch? Per Berlusconi - conclude Saccà - era musica". 3 - LA FIGLIA DEL CUGINO Grande politica, vertici, strategie. Ma anche piccole beghe, di tipo familiare. Agostino Saccà ha un cugino. E questo cugino ha una figlia. Una ragazza brava, pure laureata e con brillanti esperienze in alcuni uffici stampa. Saccà la prenderebbe a lavorare con sé, se non ci fosse un problema: la ragazza porta il suo stesso cognome. E' una Saccà. Come risolvere, allora? Saccà ha un'idea: chiama Mauro Crippa, consigliere di amministrazione di Mediaset, già capo di tutta l'informazione del gruppo. Saccà gli spiega la difficoltà e chiede se può risolvergliela lui. Nessuna problema, la risposta. 4 - GUIDO PAGLIA E IL SALOTTO BUONO Giugno del 2007. Il consiglio di amministrazione della Rai affronta una tornata di nomine dirigenziali. La tensione è altissima tra Forza Italia e Alleanza Nazionale. Bersaglio di Saccà e di Angelo Maria Petroni (consigliere della Rai in quota Forza Italia) è Guido Paglia, il dirigente di An in assoluto più influente a Viale Mazzini. Petroni: "Ronchi (allora parlamentare di An, ora ministro) si è molto preoccupato. E' andato subito da Silvio, gli ho detto vacci, e l'ha incontrato qualche minuto prima di me. Io ho detto: "Guarda che qui finisce male, non è che voi scherzate in questo modo con le quattro cazzate di Paglia". Saccà: "Sì, ma Paglia veramente quando parla dice cazzate". Petroni: "Sì, le dice anche a Cannes, come se io non lo venissi a sapere dieci minuti dopo. Tra l'altro lui ha detto che, dai, lui a me mi controlla, ma vaffa...". Saccà: "Ha detto allora che Paolino Bonaiuti (oggi sottosegretario alla Presidenza del Consiglio) è un coglione, che non capisce niente, che se lo sa Bonaiuti se lo segna sul taccuino. Che tu sei al guinzaglio suo, che lui ti controlla. Cioè: cose da pazzi, se c'è una persona con il senso del rispetto di sé sei tu". Petroni: "Sai come siamo fatti noi professori, siamo coglioni ma almeno siamo pieni di noi stessi. Saccà: "Esatto, avete quella consapevolezza professorale... che Urbani è un demente e che comunque adesso lo isoliamo. Ma come cazzo di permetti. Allora: Urbani può anche avere dei rapporti forse momentanei con Berlusconi, ma Urbani ha la tessera numero 2 di Forza Italia e che s'è inventato Forza Italia". Petroni: "E poi è sempre un personaggio che sa leggere e scrivere". Saccà: "Ma stiamo scherzando? E' un personaggio da guardare con grandissimo rispetto. Dopodiché, siccome ti hanno messo nel salotto buono, tu tiri fuori l'uccello e cominci a fare pipì sulla tappezzeria?". © Foto U.Pizzi"> Fabrizio Del Noce in the rain © Foto U.Pizzi 5 - QUEL FESSO DI FABRIZIO Anche se in quota Forza Italia, il direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce non sembra godere della stima dei dirigenti Rai della stessa area. In una conversazione con Giuliana Del Bufalo, Saccà ne parla come di un "fesso" e chiede consiglio su come debba poi parlarne al cospetto di Berlusconi. Saccà: "Giuliana, dammi un consiglio: sul fesso di Fabrizio spendo qualcosa o me ne fotto proprio?". Del Bufalo: "Se lui ti chiede, tu gli dici: "Presidente, lei lo conosce meglio di me, Fabrizio non risponde alle pressioni"". Saccà: "Alle pressioni e alle tentazioni". Del Bufalo: "Non è un combattente, lui lo sa perché è amico suo". 6 - UN FALSO PER INNOCENZI? Saccà sembra chiedersi, a marzo dell'anno scorso, se Del Noce possa cambiare ruolo e approdare al Tg1, scenario di cui ragiona con Giancarlo Innocenti, membro dell'Autorità per le Comunicazioni. Il quale fa riferimento a un qualcosa di "falsificato" (intercettazione del 22 marzo 2007). Innocenzi: "L'ho ricevuto". Saccà: "L'hai ricevuto?" © Foto U.Pizzi"> Giancarlo Innocenzi © Foto U.Pizzi Innocenzi: "Fantastico, anche falsificato". Sacca: "Eh sì, te lo faccio vedere bene, visto che glielo devi dà a quello. Gliela facciamo che.. perché quello... questa cosa qui sarà la motivazione che lui cerca per non averlo più tra le scatole". Innocenzi: "Esatto". Saccà: "Perché, secondo me, se ci dovesse essere un cambio, un qualcosa il Tg1, ma mi pare improbabile che lui vorrebbe Maccari (già a Rai Parlamento) e non Del Noce. E' chiaro". 7 - IL GRANDE RISIKO DELLA FICTION Agostino Saccà lavora ormai da mesi alla creazione di una sua creatura: Pegasus. E' un colosso privato nella produzione di fiction che - nei suoi piani - dovrà avere anche Mediaset come azionista o quantomeno come acquirente di prodotti. Di questo progetto, Saccà ha parlato a lungo con Mediaset, concorrente della Rai, mentre lui era ancora capo di Rai Fiction. Ora, a ottobre 2007, Saccà vuole stringere e si confida con Andrea Ambrogetti, capo delle Relazioni istituzionali di Mediaset (intercettazione del 24 ottobre 2007). Saccà: "Senti: io tra poco vedo Berlusconi per parlare anche di... tu hai qualche consiglio, qualcosa? Perché io avrei proposto di spingere, non so se è chiaro". Ambrogetti: "Sì, c'è quella roba di Valsecchi che per me è buona" Saccà: "Ma tu hai notizie su sta storia: ce l'ha fatta, la venduta?". Ambrogetti: "Ci sono le cifre" (un mese dopo, il 21 novembre, vengono siglate le nozze tra Medusa, società di Mediaset, e Taodue, società controllata da Pietro Valsecchi e Camilla Nesbitt, leader della produzione di fiction d'autore). Dagospia 03 Luglio 2008.

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INTERCETTAZIONI: DECRETO O NON DECRETO, QUESTO È IL PROBLEMA SILVIO SCATENATO CONTRO L'"INGIUSTA GIUSTIZIA" FINI LO CONSOLA MA AVVERTE: NAPOLITANO NON FIRMEREBBE E NEL PD C'È (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

INTERCETTAZIONI: DECRETO O NON DECRETO, QUESTO È IL PROBLEMA ? SILVIO SCATENATO CONTRO L'"INGIUSTA GIUSTIZIA" ? FINI LO CONSOLA MA AVVERTE: NAPOLITANO NON FIRMEREBBE ? E NEL PD C'È CHI È D'ACCORDO MA TACE? Francesco Verderami per il "Corriere della Sera" © Foto U.Pizzi"> Gianfranco Fini © Foto U.Pizzi Fini ha cercato anzitutto di dissipare ogni sospetto, "perché nessuno di noi è contrario a un decreto per fermare questa vergogna delle intercettazioni, Silvio. Vorrei che tu ne fossi consapevole". E dinnanzi all'irruenza di Berlusconi, intenzionato addirittura a "chiamare in piazza il popolo del centrodestra", il presidente della Camera ha spiegato che "in questo modo non si risolverebbe nulla": "Il punto è che il capo dello Stato non ravvede i presupposti di necessità e urgenza, e il decreto non lo firmerebbe". Così, durante il pranzo a Montecitorio, al Cavaliere che evocava lo scontro istituzionale con Napolitano, Fini ha contrapposto la strategia della "mediazione" con il Colle e con l'opposizione, "perché anche tra i loro leader c'è chi è rimasto vittima di intercettazioni pubblicate sui giornali". È questa l'unica strada che secondo Fini si può perseguire, "c'è tempo fino al Consiglio dei ministri per provarci". Certo, l'inquilino della Camera comprende lo stato d'animo di Berlusconi, deciso a combattere una battaglia contro "l'ingiusta giustizia", una lotta che agli occhi del Cavaliere appare "impari", "dato che alla politica si chiede di agire seguendo le regole, sui decreti, sui disegni di legge e sul resto, mentre le procure agiscono al di fuori delle regole e danno in pasto la vita delle persone". Ecco perché parla di "emergenza" il premier. Ecco perché era giunto da Fini con il testo del provvedimento che vieta la pubblicazione delle intercettazioni, redatto la notte prima dal ministro della Giustizia. E per Berlusconi le intercettazioni che "circolano nei giornali" sono "illegali". Di più: "È tutto illegale, Gianfranco. Questa non è una inchiesta giudiziaria, sa tanto di operazione spionistica, di golpe. La verità è che dal '94 hanno tentato di tutto per farmi fuori e ora ci provano sul piano personale". Ecco l'incredibile novità: un governo, un Parlamento, la politica sono appesi da giorni alla possibile diffusione di colloqui pruriginosi in cui sarebbero coinvolti il presidente del Consiglio ed alcune esponenti del governo. Ma nel Palazzo non si respira l'atmosfera degli anni di Tangentopoli, non c'è l'attesa drammatica degli avvisi di garanzia su vicende che incrociavano corrotti e corruttori. Le storie sono diverse, anche se gli effetti potrebbero essere simili. "Ed è chiaro l'obiettivo", spiegava giorni fa Berlusconi ad un amico, mentre seduto in poltrona batteva nervosamente il piede: "Il tentativo è quello di farmi fuori. Ma se non l'hanno capito glielo ripeterò: non finirà come nel '94, perché io non me ne andrò nemmeno se mi dovessero condannare". © Foto U.Pizzi"> Faccia a faccia in parlamento! © Foto U.Pizzi È difficile parlare di prerogative istituzionali e di calendari parlamentari con chi si sente vittima di una macchinazione e si scervella sul modo in cui quei colloqui sono stati registrati e a quali indagini sono riferibili. È complicato restar calmi, se un premier si sente chiedere dai propri avvocati se per caso ha usato quel cellulare privato che da qualche tempo possiede, e se il telefonino ? che nelle notti pare si facesse rovente ? era riconducibile direttamente a lui o era intestato ad altri. "E dinnanzi allo scempio di vite private, Napolitano pensa che uno Stato liberale non debba reagire con un decreto?". L'ira di Berlusconi è il riflesso di sentimenti personali e di considerazioni politiche. In questo caso l'indice è puntato contro il leader del Pd, "perché Veltroni era avvertito di questa situazione della giustizia, sapeva dei guasti profondi e condivideva la necessità di porvi rimedio. E sarei io ad aver rotto il dialogo? O lui piuttosto, che non ha fatto nulla per restituire alla politica quel primato che un pezzo di magistratura militante non vuole riconoscerle?". Nel Pd c'è chi vorrebbe dire ciò che non può dire. È certo che al loft sapevano di come stavano precipitando le cose, se è vero che un dirigente democratico venne informato da Ghedini, l'avvocato-deputato del Cavaliere: "Al processo Mills a Milano eravamo d'accordo per riprendere a settembre, invece c'è stata un'accelerazione. Berlusconi è terrorizzato all'idea che si torni al '94. La politica deve dare una risposta". Invece la politica si trova appesa a telefonate pecorecce. Alla Camera si discute se inserire il premier nel pantheon dei grandi leader-amatori del socialismo europeo, accanto al francese Mitterrand, allo svedese Palme e al tedesco Brandt, che pare s'intrattenesse con signorine al soldo dei sovietici. E intanto il dipietrista Donadi s'informa: "Quand'è che usciranno le intercettazioni?". Dagospia 03 Luglio 2008.

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SACCÀ SFASCIA FAMIGLIE - PIERSILVIO VS. SILVIO: NO MEDIASET A DON AGOSTINO I DOLORI DI RUBENS ESPOSITO (AFFARI LEGALI RAI): DEVE GIUDICARE SACCÀ, CHE PERÒ GLI HA SISTEMATO LA SOR (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)

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SACCÀ SFASCIA FAMIGLIE - PIERSILVIO VS. SILVIO: NO MEDIASET A DON AGOSTINO ? I DOLORI DI RUBENS ESPOSITO (AFFARI LEGALI RAI): DEVE GIUDICARE SACCÀ, CHE PERÒ GLI HA SISTEMATO LA SORELLA IN UNA ASL? Mauro Favale per "La Repubblica" © Foto U.Pizzi"> Sant'Agostino Saccà © Foto U.Pizzi Piersilvio contro Silvio. E in mezzo Agostino Saccà. Si arricchisce di una nuova puntata la saga degli intrecci Rai-Mediaset. Stavolta c'è il racconto che Bruno Ermolli, imprenditore, consulente e uomo di fiducia di Berlusconi, ha fatto la scorsa primavera ai pm napoletani nell'ambito dell'inchiesta per corruzione che coinvolge il premier e Saccà, accusato di aver favorito le attrici raccomandate dal Cavaliere in cambio di un sostegno ad una sua attività privata nel settore della fiction. La vicenda è spiegata nei dettagli dal L'Espresso in edicola domani. Ermolli (la stessa "eminenza grigia" che per Berlusconi si sta occupando anche della cordata italiana per Alitalia) ha raccontato al pm Vincenzo Piscitelli di un pranzo ad Arcore durante il quale è andato in onda uno scontro tra il Cavaliere e suo figlio. A dividere i due, l'opportunità di una partnership tra Mediaset e il manager Rai. Davanti alla tavola imbandita anche Marina Berlusconi, Fedele Confalonieri, l'amministratore delegato Fininvest Pasquale Cannatelli e la signora Rosa, la madre del Cavaliere. In quella riunione, nel settembre 2007, furono esplicite le resistenze di Piersilvio a legarsi a Saccà. Il vicepresidente del gruppo di famiglia, già in un paio di occasioni, aveva frenato i tentativi del padre e di Confalonieri di strappare il direttore di Rai Fiction alla concorrenza. "Mentre io e Fedele - racconta Ermolli - demmo una valutazione positiva da verificare nello sviluppo progettuale, Piersilvio espresse una valutazione negativa. Io e Confalonieri eravamo quasi portatori di questa ipotesi e ritengo che Saccà e Confalonieri avessero parlato del progetto prima dell'incontro". Il progetto sarebbe proprio quello per il quale, secondo l'accusa, Berlusconi avrebbe offerto il proprio sostegno in cambio dell'aiuto di Saccà ("Ti contraccambierò quando sarai libero imprenditore"). © Foto U.Pizzi"> Bruno Ermolli © Foto U.Pizzi Intanto, oggi il manager rientra a Viale Mazzini, reintegrato dal Tribunale del lavoro che ha annullato il provvedimento della Rai che lo aveva sospeso senza però pronunciarsi nel merito. Saccà ha già presentato un ricorso al Garante della privacy contro la Rai e l'utilizzo che l'azienda sta facendo delle 8.450 intercettazioni della procura di Napoli, sottoposte ora al vaglio dei componenti del comitato etico. Tra queste ce ne sono due che riguardano anche uno dei quattro giudici che dovranno decidere sulle contestazioni mosse al direttore di Rai Fiction dal direttore generale Claudio Cappon ("Saccà ha assunto iniziative funzionali agli interessi non della Rai ma di Berlusconi e del suo movimento"). Quel Rubens Esposito, dirigente dell'ufficio legale Rai, membro del comitato etico, al quale, come rivela L'Espresso, Saccà avrebbe risolto un problema per la sorella che voleva diventare dirigente di una Asl. In un colloquio telefonico Saccà si sarebbe attivato con Doris Lo Moro, all'epoca assessore alla Sanità in Calabria, ora parlamentare Pd. Poi il manager Rai spiega meglio la vicenda in una telefonata con Giancarlo Innocenzi, membro dell'Autority per le comunicazioni. Nelle intercettazioni che il comitato inizierà a esaminare nei prossimi giorni c'è tutto. Nessun illecito, ma la dimostrazione di uno stretto rapporto tra il "giudicato" e uno dei suoi giudici. Dagospia 03 Luglio 2008.

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Nuove intercettazioni, Donadi "Deve prevalere l'informazione" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)

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ROMA - "E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo, la vicenda sarebbe diventata di rilevanza politica oppure no? Il dirimente tra pubblico e privato nella politica nel caso di un capo di governo è molto labile, credo che l'informazione debba prevalere". Così il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi commenta l'ipotesi che tutte le intercettazioni effettuate dalla Procura di Napoli vengano pubblicate. E fa un paragone con "i cittadini americani", che "hanno potuto sapere tutto e dare un giudizio sulla moralità del loro presidente. In questi casi - continua - non si possono mettere bavagli all'informazione". GUARDA IL SERVIZIO SU REPUBBLICA TV Si saprà oggi se il decreto legge sulle intercettazioni voluto dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sarà inserito all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri in programma domani. E mentre la possibilità acquista contorni sempre più concreti - nonostante il monito di Walter Veltroni e Pier Ferdinando Casini a non "espropriare il Parlamento e il conseguente no del presidente della Camera, Gianfranco Fini - è sempre animato il dibattito sull'ipotesi di diffondere alcune telefonate di carattere strettamente privato che riguarderebbero Berlusconi ma anche alcune donne ora membri del governo. "Sono rispettoso al massimo della privacy dei cittadini italiani - continua Donadi - ma credo che nella vita di un uomo politico di privacy ce ne debba essere molto poca. Se poi quest'uomo politico riveste cariche istituzionali di massimo rilievo prevale quasi sempre il diritto dei cittadini a essere informati". Non entra nel merito del dibattito il ministro per la Pari opportunità, Mara Carfagna. Che bolla tutto come "gossip" e, a chi le chiede un parere, risponde: "Non mi occupo di intercettazioni, di stupidaggini. Non fanno parte della delega del mio ministero". (3 luglio 2008.

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Roma, 12:52 - INTERCETTAZIONI: BOCCHINO, CI SONO NECESSITA' E URGENZA (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)

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Roma, 13:00 - INTERCETTAZIONI: CICCHITTO, PD RIFIUTI IMBARBARIMENTO (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)

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Intercettazioni a rischio numerose indagini astigiane (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

GIUSTIZIA. FA DISCUTERE LA PROPOSTA DEL GOVERNO Intercettazioni a rischio numerose indagini astigiane Secondo giorno di lavoro, ieri a palazzo di giustizia, per il nuovo procuratore Maurizio Laudi. Tra visite di cortesia e primo esame dei fascicoli il magistrato si è soffermato anche sul tema "caldo" delle intercettazioni: "A mio avviso è un errore limitare la posssibilità di ascolto per alcuni reati. Sono tuttavia consapevole che si tratta di uno strumento molto "invasivo" per chi viene ascoltato e quindi è giusto utilizzarlo solo quando ci sono esigenze autentiche", le parole dell'ex capo della Dda torinese. "E quando non vi è rilevanza penale la diffusione delle trascrizioni è sbagliata", ha rimarcato il procuratore. L'ascolto delle conversazioni si è rivelato decisivo in numerose operazioni condotte dalle forze dell'ordine astigiane: ultima in ordine di tempo, "Monkey business", dove i carabinieri e il pm Luciano Tarditi hanno stroncato un traffico di cocaina fra Albania, Olanda e Nord Italia. Ma, si teme ora, potrebbe essere tutto vanificato dalla proposta del governo che vuole limitare le intercettazioni, salvo pochi casi, ai reati più gravi (oltre 10 anni di carcere), sempre con un limite massimo di tre mesi. "Mi preoccupa soprattutto il dover bloccare gli ascolti dopo 90 giorni. Non vi sono razionali giustificazioni a una limitazione - sostiene il pm Vincenzo Paone, fino a pochi giorni fa reggente della procura - Questa maggioranza ha vinto le elezioni battendo molto sul tasto della sicurezza ma così si spuntano le armi a chi deve indagare. Per fare l'inchiesta sugli appalti truccati e le frodi sulle forniture per l'Asti-Cuneo abbiamo dovuto tenere i telefoni sotto controllo per otto, nove mesi. Tre mesi sono troppo pochi". La procura astigiana, in una statistica riferita al 2006 era risultata la seconda in Piemonte, dopo Torino, nell'utilizzo di intercettazioni (con una spesa di 1.137.370 euro): a disposizione degli inquirenti, all'ultimo piano del palazzo di giustizia di via Govone, ci sono una settantina di postazioni con oltre 2 mila linee attivabili contemporaneamente. Il responsabile del servizio, Guido Accomasso, ha inoltre realizzato un sistema di "remotizzazione" per cui, in caso di particolari necessità, i detective possono intercettare utilizzando le apparecchiature in dotazione in questura e nelle caserme. E' addirittura possibile "girare" le telefonate in diretta sui cellulari degli investigatori, che in questo modo possono pedinare i sospettati e contemporaneamente sentire le conversazioni. Accanto alle telefonate, utilissime per le indagini si sono spesso rivelate le "ambientali", vale a dire le microspie o microtelecamere piazzate strategicamente nei punti in cui si riuniscono i componenti di un'organizzazione criminale o si spaccia droga. Le apparecchiature sono fornite da una piccola società astigiana che noleggia e installa le "cimici" lavorando a stretto contatto con gli investigatori. \.

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Da Napolitano il primo sì allo scudo giudiziario (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 157 del 2008-07-03 pagina 0 Da Napolitano il primo sì allo scudo giudiziario di Massimiliano Scafi Il presidente firma l'autorizzazione: il provvedimento "risponde ai rilievi della Consulta" mossi al lodo Schifani. Decisivo il fatto che l'immunità sia limitata a un solo mandato e non sia reiterabile Roma - Firmato Napolitano. Certo, quella che il capo dello Stato ha messo in calce al lodo Alfano è solo una sigla "tecnica", protocollare, quasi "dovuta" e prevista, un tratto di penna provvisorio, in attesa che il disegno di legge sull'immunità per le alte cariche completi il suo percorso parlamentare. Ma se la Cdl non deve fare paragoni con Diaz e il bollettino della vittoria, quella firma, vista la situazione generale, un valore politico comunque ce l'ha. Significa innanzitutto che Giorgio Napolitano dà il via libera alla discussione sullo scudo giudiziario per i vertici della Repubblica. Significa che "assicurare un sereno svolgimento delle funzioni", come ha scritto la Consulta quattro anni fa, se ben fatta è una cosa di "apprezzabile interesse generale" e che non c'è bisogno di una legge costituzionale. E significa pure che il testo preparato dal governo agli occhi del Colle non presenta evidenti e macroscopici elementi di incostituzionalità. Ma non significa che il ddl, così com'è formulato, piaccia a Napolitano. Anzi, a quanto risulta, il presidente avrebbe manifestato diversi dubbi: la firma finale al provvedimento non è ancora scontata. Intanto però c'è la firma iniziale. Un esame preventivo, un vaglio sommario che il Quirinale compie su ogni legge che passa per il suo ufficio legislativo prima di andare alle Camere. Quasi un atto dovuto, quindi, che stavolta si concretizza nell'autorizzazione a discutere in Parlamento dello scudo. Punto di partenza nella scelta del capo dello Stato, si legge nel comunicato del Quirinale, "è stata la sentenza con cui la Corte Costituzionale dichiarò l'illegittimità dell'articolo 1 della legge numero 140 del 20 giugno 2003", e cioè il famoso lodo Schifani. E siccome "a un primo esame, quale compete al presidente in questa fase, il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il 27 giugno è risultato corrispondere ai rilievi" della Consulta, ecco qui il motivo del visto concesso da Napolitano. La novità principale, rispetto al testo del 2003, sta nella riduzione da cinque a quattro delle alte cariche da proteggere dalle inchieste: capo dello Stato, premier, presidenti di Camera e Senato. Resta fuori il presidente della Corte costituzionale, che per la giurisprudenza non è il capo dell'organismo ma solo il primus inter pares: il meccanismo doveva perciò o tagliare fuori l'Alta Corte o coinvolgere tutti e quindici i consiglieri. Poi c'è una importante differenza lessicale: non si parla più di "improcedibilità" ma soltanto di "sospensione del processo". Il blocco fermerà anche l'orologio della prescrizione, allungando di fatto la scadenza dei termini. E le parti civili potranno comunque proseguire la loro azione in sede, appunto, civile. Infine, lo scudo funzionerà per un solo mandato "non reiterabile" e non trasportabile: per fare un esempio, se tra cinque anni Silvio Berlusconi dovesse essere eletto presidente della Repubblica, non potrebbe servirsene. Correzioni importanti ma per il Quirinale forse non ancora sufficienti. Tra l'altro la partita del lodo è strettamente connessa al decreto sulla sicurezza e anche alle intercettazioni. Nei giorni scorsi si è molto parlato di un baratto tra il ddl sull'immunità e il blocca-processi. Lo scambio è saltato, ma la mediazione del Colle continua. Napolitano avverte ovviamente l'appesantirsi progressivo del clima generale sulla questione giustizia, soggetta pure a forti pressioni di piazza, come le manifestazioni organizzate da Di Pietro e i girotondi per l'8 luglio. E l'intenzione del governo di stoppare verbale selvaggio con un decreto non contribuisce alla distensione. Però il capo dello Stato insiste nella sua mission impossible, cercare fino all'ultimo una soluzione accettabile per tutti, "un punto di equilibrio" attraverso "il dialogo e il confronto". Riuscirà a trovarlo? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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PORNOPOLITIK UN TEMPO ERA IL CASO MONTESI, POI LA STALLER, OGGI IL TRANS DI SIRCANA E LE PUPE DI SILVIO - L'ACQUA IN CUI NUOTANO TUTTI, LA MINACCIA DELLA RIVELAZIONE PICCANTE, DE (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

PORNOPOLITIK ? UN TEMPO ERA IL CASO MONTESI, POI LA STALLER, OGGI IL TRANS DI SIRCANA E LE PUPE DI SILVIO - L'ACQUA IN CUI NUOTANO TUTTI, LA MINACCIA DELLA RIVELAZIONE PICCANTE, DELLA TELEFONATA SCOTTANTE? Jacopo Iacoboni per "La Stampa" Il Cav. "Meglio le luci rosse che i fondi neri", diceva Giovanni Spadolini (in un'epoca in cui veniva considerato birichino che Forattini lo ritraesse col pisello piccolo e il pancione). "Meglio una spogliarellista di un ladro", diceva Leonardo Sciascia quando Cicciolina entrò in Parlamento, 1987. Siamo nella "pornopolitica", accusa ventun anni dopo il Cavaliere. Non è una scoperta, ma bisogna intendersi. Cos'è infatti "pornopolitica", semplicemente la presenza in politica di star, divette e a volte dive, talora davvero provenienti dal cinema porno, o qualcosa di diverso e di più? Gli ultimi due anni molto hanno mutato, rispetto agli ottanta di Cicciolina, Riccardo Schicchi, le ammiratrici di Craxi, le notti di De Michelis a Punta de l'Este con Deborah Caprioglio, allora reduce da Paprika di Tinto Brass. Quella era politica con un po' di porno, qualche moralismo, lamenti curiali e attrazioni fatali. Cicciolina nei suoi diari scrive che "Andreotti era il più gentile, missini e comunisti i più ipocriti: riprovazioni pubbliche, e inviti privati. Arrivava il commesso con la busta chiusa e una proposta per la cena, e magari veniva da un deputato che mi aveva appena offesa. Anche democristiani, certo". Cicciolina L'ultima "pornopolitica" sembra invece qualcosa di infinitamente più cupo, torvo. Non è vero che colpisca solo il Cavaliere: è l'acqua in cui nuotano tutti, la minaccia della rivelazione piccante, dell'intercettazione imminente, della telefonata scottante. La "pazza" aspirante attrice che minaccia di rivelazioni sessuali; le presunte intercettazioni di Napoli sulle ministre berlusconiane e il trattamento da riservare al Capo; la foto col trans; la rassicurazione alla Elisabetta Gregoraci di turno, che rischia di restare senza lavoro in Rai dopo lo scandalo-Sottile. Pornopolitica, già, ma più come il caso Montesi che come lo slogan di Ilona Staller (a suo modo allegro, "vota vota, poi ti svuoti"). Quando Wilma Montesi fu trovata morta sulla spiaggia di Capocotta nel '53, nei paraggi della casa del marchese Montagna - teatro di leggendarie orge, festini a base di droghe aurorali - aveva in tasca un bigliettino col nome di Piero Piccioni, figlio di Attilio, potente ex segretario Dc. L'effetto fu paragonabile a quello di certe intercettazioni di adesso, urla, isteria, Pajetta che in aula grida ai democristiani "Capocotta! Capocotta! Voi siete gli amici del marchese Montagna!". Mino Pecorelli, un professionista nel genere, scrisse 25 anni dopo dei racconti più o meno minatori intitolati proprio Pornopolitica, che avevano a tema certi sussurrati intrecci omosessuali a sfondo curiale. Allora però era tutto molto coperto; oggi si scopre tutto, e quasi in diretta. E finiscono insieme cose molto diverse. Cosimo Mele, onorevole Udc, in un festino-coca con Francesca Zenobi, aspirante-qualcosa in tv. Oppure l'affare Sircana; all'allora portavoce del premier Prodi toccò un'esperienza pornopolitica che legava fotografie scottanti e intercettazioni degradate. Il Giornale, nel marzo 2007, pubblica la foto della sua macchina che alla Acqua Acetosa a Roma, sei mesi prima, avvicina un trans. Pochi ricordano che anche lì c'era un'intercettazione, dietro: il 14 settembre 2006, mesi prima dell'uscita delle foto, il paparazzo Max Scarfoni che parla con l'amico Fabrizio Corona ed esulta, "aho, c'ho lui con la zoccola vicina, con le tette così, col transessuale tutta nuda, vicino alla macchina sua!". La 'squillo' Francesca Zenobi E Corona: "Sale?". "...e te pare che si se vedeva che saliva stavo qui?... stavo già co' lo champagne in mano". Sempre in quella stagione si vociferò di foto di Maroni sotto casa della sua segretaria; o del Cavaliere che paga ventimila euro per togliere dalla circolazione certe foto estive della figlia giudicate "volgari". Eliminare tutto questo sarebbe come nuotare controcorrente alle cascate del Niagara. E bisognerebbe eliminare un sacco di cose, oltre le telefonate: persone, comportamenti. Salvo Sottile, allora portavoce di Fini, che al telefono discetta di "una porcella doc" e di "carne fresca". Vittorio Emanuele che "voglio una bella pucchiacca, o almeno una suora". Ricatti, ammiccamenti, machismi. Raccomandazioni. Paparazzi che inseguono Casini nudo, o Fini eccitato. La pornopolitica s'è ormai inestricabilmente avvinta alla politica; come direbbe Alexander, il protagonista del Lamento di Portnoy, che nel romanzo è un rampante politico newyorchese, "perché incatenarmi a una tazza di gabinetto per l'eternità? Per aver amato una ragazza allegra?" Dagospia 03 Luglio 2008.

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Intercettazioni, niente Matrix Berlusconi non va da Mentana (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA - La puntata di Matrix di stasera con ospite Silvio Berlusconi non si farà. Lo ha annunciato il conduttore della trasmissione Enrico Mentana Fonti aggiungendo che sarebbe stato il premier a rinunciare alla puntata organizzata da giorni: "A breve da palazzo Chigi - spiegano dalla trasmissione di Canale 5 di Enrico Mentana - ci dovrebbe essere una nota". (3 luglio 2008.

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Un finanziere comandava la gang dei Tir (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ARRESTO. MARESCIALLO ALESSANDRINO Un finanziere comandava la gang dei Tir Intercettato, nome in codice "Pinocchio" Sono state le Fiamme Gialle a incastrarlo [FIRMA]GIAMPIERO CALAPA' GENOVA Un maresciallo alessandrino della Guardia di Finanza, O. G., è stato arrestato dalle stesse Fiamme Gialle: sarebbe stato a capo di un'organizzazione specializzata in furti in container, operante da dieci anni e capace di metter in cassa un tesoro di qualche milione di euro. Venivano ripuliti i carichi dei camion provenienti da Genova Voltri ed è stata rubata la merce più svariata: biciclette, alimentari, vini pregiati, prodotti hi-tech e, addirittura, casse da morto. Il maresciallo è stato incastrato insieme a due imprenditori edili piemontesi grazie a intercettazioni ambientali e telefoniche disposte dal Gruppo Genova della GdF, da un anno sulle tracce di quest'organizzazione, operante in nord Italia, ma con interessi anche in Calabria. E dalle intercettazioni sono emersi i nomi in codice del maresciallo, "Pinocchio", e dei due imprenditori, il "Gatto" e la "Volpe". Con l'operazione "Sigillum" la GdF ha accertato che di quest'organizzazione avrebbero fatto parte anche una cinquantina tra "uomini di fatica" e ricettatori, tra i quali le più abituali sarebbero state un gruppo di sei casalinghe molto agguerrite, capaci di raccogliere ordinanzioni anche per amiche e conoscenti. Coinvolti nelle azioni criminali sarebbero stati anche diversi camionisti che, in accordo con "Pinocchio" e banda, deviavano dal percorso stabilito per recarsi in luoghi lontani da occhi indiscreti e far alleggerire il carico dai soldati semplici agli ordini di "Pinocchio". E' stato rubato di tutto, anche bare, qualisasi cosa che permettesse di fare cassa. E le ordinazioni, anche grazie al gruppo di casalinghe, non mancavano mai. La merce che non veniva immediatamente inserita nel circuito di vendita era tranquillamente depositata in luoghi di stoccaggio temporaneo, nell'alessandrino, indicati nelle conversazioni intercettate come "grotta" e "palude". Non era impossibile neppure che la banda riuscisse a immettere la merce rubata nei normali canali di distribuzione al dettaglio e all'ingrosso. La notte scorsa il blitz: ventidue custodie cautelari, di cui sedici persone sono già in carcere e, tra queste, anche il maresciallo "Pinocchio". Per altri sei sono scattati i domiciliari. Settanta perquisizioni e 50 indagati per un'indagine che ha interessato, oltre al Piemonte, anche Liguria, Toscana, Lombardia, Veneto, Lazio e Calabria. L'ordinanza è stata emessa dal gip di Genova Roberto Finizia, su richiesta del pm Walter Cotugno.

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NON SOLO VELINE (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Luca Ricolfi NON SOLO VELINE L a luna di miele fra l'Italia e il governo sta volgendo al termine. Non c'è bisogno di fare sondaggi per accorgersene: chi ha votato a sinistra pensa di aver fatto l'unica cosa possibile, mentre molti elettori di destra non nascondono la loro delusione e i loro dubbi. Eletto per occuparsi di noi, Berlusconi sembra preoccuparsi solo di sé: prima Rete 4, poi le intercettazioni, poi il processo Mills, poi il disegno di legge salva-premier, poi di nuovo le intercettazioni, i giornalisti, i magistrati. Però non è così. Mentre noi ci godiamo il calcio e il reality delle attricette raccomandate il governo sta lavorando alacremente, e quel che sta facendo in questo periodo avrà conseguenze durature sulla nostra vita. Il governo ha approvato un decreto sulla sicurezza e un decreto fiscale, ha presentato il Documento di programmazione economico-finanziaria (Dpef), si appresta a varare anticipatamente la legge finanziaria. Inoltre ha deciso che questa volta la manovra non riguarderà solo l'anno a venire (2009), ma inciderà direttamente anche sugli anni successivi. Che cosa ci riservano tutte queste iniziative? Spero di sbagliarmi, ma a occhio e croce direi che il governo sta silenziosamente tradendo le speranze di chi l'ha votato. Non tanto perché si appresta a varare l'ennesimo pacchetto di leggi ad personam (questo, colpevolmente, interessa poco gli italiani, e pochissimo gli elettori di centro-destra), ma perché più o meno esplicitamente sta facendo marcia indietro sui tre fronti che - appena tre mesi fa - lo avevano visto vincere la sfida con il centro-sinistra. Il primo fronte sono le tasse. Ho letto attentamente il Dpef e con grande sorpresa ho scoperto che la pressione fiscale non diminuirà nemmeno entro il 2013, e sarà allora più o meno la medesima di oggi, appena ereditata da Prodi (circa il 43% del pil). In poche parole per i prossimi cinque anni le tasse non scenderanno, mentre in campagna elettorale il centro-destra aveva promesso di ridurle progressivamente al di sotto del 40% del Pil (almeno 50 miliardi di euro di tasse in meno, ai prezzi attuali). Coerentemente, il tasso di crescita dell'Italia previsto per i prossimi anni è modestissimo (meno dell' 1,5%), e resta ampiamente al di sotto di quello dell'Eurozona. In materia di tasse l'unica luce che si intravede all'orizzonte è la semplificazione degli adempimenti fiscali, che speriamo possa procedere senza intoppi e produrre qualche effetto benefico. Il secondo fronte è la sicurezza. Qui spiace fare la Cassandra, ma per cancellare il mio pessimismo qualcuno dovrebbe spiegarmi come si fa ad avere più giustizia e meno criminalità finché: a) si riducono le risorse alle forze dell'ordine; b) non si fanno investimenti massicci nell'edilizia carceraria; c) si limitano le intercettazioni senza conferire risorse economiche sostitutive; d) si vara una sospensione dei processi che diminuirà l'efficienza della giustizia (un punto rilevato da molti, ma magistralmente spiegato nei dettagli da Bruno Tinti qualche giorno fa su questo giornale). L'ultimo fronte è la lotta agli sprechi. Non ho dubbi che ministri come Renato Brunetta (Funzione pubblica) e Mariastella Gelmini (Istruzione e università) siano armati delle migliori intenzioni, ma vorrei ricordare che il problema degli sprechi della Pubblica Amministrazione è concentrato in determinati territori (spesso al Sud, ma non solo), e che il ministro Tremonti aveva preso l'impegno di fissare obiettivi di risparmio geograficamente differenziati. Mi auguro di essere smentito, ma mi pare che finora il riferimento alle differenze regionali sia rimasto un po' generico (si parla di una grande discussione d'autunno sul federalismo fiscale), e che anzi qualche volta si sia riaffacciato lo spettro del "metodo Gordon Brown", ossia di tagli generalizzati o proporzionali alla spesa storica. Niente diminuzione delle tasse. Improbabile aumento della sicurezza. Scarsa riduzione degli sprechi. Questo mi sembra quel che rischiamo nei prossimi anni. E tutto perché, mentre su questo si decideva, eravamo concentrati tutti quanti su un solo sia pure importantissimo nodo politico: la 374esima puntata della serie tv "Io, le veline e i magistrati".

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RAI INSACCATA - SONO APPENA 148 SU 8.452 LE TELEFONATE DI SACCA' TRASCRITTE - PETRUCCIOLI: RAMMARICO PER QUELLO CHE HA DETTO - RAISET NON ESISTE - ART. 21: SACCA' RIENTRA E MAZZETT (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

I VIENE SOSPESO? © Foto U.Pizzi"> Sant'Agostino Saccà © Foto U.Pizzi 1 - SACCA' CHIEDE AD AZIENDA ATTI E DOCUMENTI SUL SUO FASCICOLO? (Ansa) - Agostino Sacca', direttore di Rai Fiction, tornato oggi la lavoro dopo la decisione sul suo reintegro del giudice del lavoro, ha chiesto alla Rai 'l'accesso alla documentazione e ai regolamenti interni in base ai quali e' stata preparato un fascicolo con le trascrizioni di intercettazioni che erano state trasmesse dai magistrati solo in forma multimediale'. Lo spiega il legale di Sacca', Federico Tedeschini, che ha redatto l'istanza di accesso. L'avvocato ha spiegato: 'Dubito che possano essere depositati e trasmessi a terzi intercettazioni che non sono funzionali al perseguimento di alcun reato'. Nell'istanza di accesso ai dati si fa riferimento alla riunione del cda Rai del primo luglio in cui 'e' stato distribuito a ciascuno dei consiglieri presenti un fascicolo contenente, fra l'altro, alcune trascrizioni' delle intercettazioni a suo tempo trasmesse dalla procura di Napoli. Secondo Sacca' e i suoi legali 'la trascrizione di dette intercettazioni non risulta effettuata nei modi e con le garanzie di legge'. Sempre secondo quanto e' scritto nell'istanza, le trascrizioni 'apparentemente prive di qualunque rilievo di carattere penale, tenderebbero ad influenzare le determinazioni del Consiglio stesso' per quanto riguarda la sorte di Sacca'. 2 - PETRUCCIOLI: RAMMARICO PER QUELLO CHE HAI DETTO (Agi) - "Se il dottor Sacca' si rammarica per il fatto che sono stati pubblicati testi non diffusi pero' da noi, io lo considero questo come un segno di rammarico per il fatto che quelle cose siano state dette...". Con questa frase, un po' criptica, Claudio Petruccioli, presidente Rai, commenta l'iniziativa di Rai Fiction di ricorrere al Garante della Privacy per la diffusione delle trascrizioni delle intercettazioni telefoniche da parte della procura di Napoli e consegnate alla direzione generale della Rai e da questa finite all'esame del comitato etico aziendale. Petruccioli, a margine della conferenza stampa per la presentazione di "La Bibbia giorno e notte", iniziativa in programma dal 5 all'11 ottobre prossimo, incentrata sulla lettura di testi sacri, ha sostenuto che "ci sono le sedi giurisdizionali preposte per pronunciarsi" sul ricorso di Sacca', evitando quindi di commentare ancora la vicenda che ruota intorno all'alto dirigente sospeso cautelativamente dall'incarico e pero' da questa mattina rientrato in ufficio dopo l'ordinanza del giudice del lavoro che ha accolto il suo ricorso. A questo proposito Petruccioli ha riferito di non aver avuto modo questa mattina di incrociare Sacca' nei corridoi di Viale Mazzini. © Foto U.Pizzi"> Un bel mojto per Petruccioli © Foto U.Pizzi 3 - LEGALE SACCA': PETRUCCIOLI FA FINTA DI NON CAPIRE? (Agi) - "Evidentemente, Petruccioli fa finta di non capire, fa finta di non capire che non e' possibile utilizzare materiale trasmesso alla Rai nell'ambito di un processo penale per perseguire un dipendente al di fuori di quel processo. E di questo Petruccioli si assumera' ogni responsabilita'". Cosi' il legale di Agostino Sacca', l'avvocato Federico Tedeschini, dopo aver presentato istanza di accesso ad atti e documenti interni alla Rai relativi al direttore di RaiFiction ovvero documenti e regolamenti interni "in base ai quali e' stato predisposto un fascicolo con le trascrizioni di intercettazioni telefoniche che erano state trasmesse dalla procura di Napoli solo in forma multimediale". L'avvocato aggiunge "casco sulla sedia quando vedo che la Rai, per ammissione del suo presidente, ha preso delle intercettazioni e le ha trascritte. Voglio ricordare che in Italia l'attivita' di trascrizione e' disciplinata dal codice di procedura penale ed assoggetata a rigidissime garanzie. Qui invece qualcuno si e' messo una cuffia alle orecchie e le ha trascritte". Tedeschini sottolinea quindi che l'aver ricevuto dalla procura di Napoli le intercettazioni non equivale ad una autorizzazione alla trascrizione. 4 - SONO 148 SU 8.452 LE TELEFONATE DI SACCA' TRASCRITTE? (Agi) - Sono 148 su un totale di 8.452 le telefonate intercettate e trascritte dall'internal auditing della Rai, ovvero quelle che sono state ritenute utili ai fini dell'inchiesta interna sul comportamento del direttore di Rai Fiction, Agostino Sacca'. A consegnare le migliaia di telefonate racchiuse in sei dvd e' stata la procura di Napoli, titolare dell'inchiesta su presunti accordi in chiave televisiva tra Sacca' e Silvio Berlusconi. Le trascrizioni sono state poi messe a disposizione, su loro richiesta, dei consiglieri Rai nel corso della seduta del Cda di martedi' pomeriggio. I consiglieri le hanno chieste al direttore generale Cappon, che non ne aveva materialmente possesso, ed ha provveduto a farle pervenire dagli uffici presso cui erano custodite. I consiglieri ne hanno avuto copia a disposizione. L'indomani tre consiglieri di centrodestra - Urbani, Staderini e Petroni -, a quanto e' dato sapere, le hanno restituite. Nel frattempo, pero', da parte del direttore di Rai Fiction era gia' partito il ricorso al Garante della Privacy per la diffusione delle trascrizioni. © Foto U.Pizzi"> Flavio Cattaneo e Vespa © Foto U.Pizzi 5 - SACCA': RAISET NON ESISTE? (Adnkronos) - "Raiset non esiste. Mediaset non ha avuto mai tante botte come quando sono stati scelti gli uomini di Berlusconi in Rai. Pensi a cosa ho fatta io a Raiuno e da direttore generale, pensi a cosa ha fatto Flavio Cattaneo, che in sostanza ha aggredito il salvadanaio della Mediaset, cosa senza precedenti. Raiset e' una banalita'". Ad affermarlo e' Agostino Sacca' che, al suo rientro in Rai, parla con "Panorama", in edicola da domani, 4 luglio. A chi, come il presidente della Rai, Claudio Petruccioli, lo aveva accusato di non aver tenuto un camportamento in linea con quello di un dirigente dell'azienda radiotelevisiva pubblica, Sacca Ribatte ribatte: "Sandro Curzi, un uomo di passioni, ha detto che la fiction e' il comparto piu' forte e vincente. Lo stesso presidente Petruccioli ha sostenuto che la fiction e' il settore industriale ed editoriale da portare ad esempio per la riforma dell'azienda. Che vuol dire questo? L'efficienza industriale non tollera intrusioni e questo significa che io non ho tollerato intrusioni. E siccome le altre cose dell'azienda non sono indicate come modelli, allora che Petruccioli vada a guardare da altre parti. Lui lo sa cosa voglio dire". "Lo stimo, e' un uomo equilibrato e intelligente, ma stavolta non lo capisco -aggiunge Sacca', sempre riferendosi a Petruccioli- Io sono un uomo che ha onorato la Rai". Quanto alle vicende giudiziarie che lo riguardano, con il corollario delle intercettazioni telefoniche con il presidente del Consiglio, Sacca' annuncia al settimanale: "Su questa vicenda scrivero' un libro". 6 - ART. 21: SACCA' RIENTRA E MAZZETTI VIENE SOSPESO? (Ansa) - 'Stamani Sacca' viene reintegrato in Rai e a Loris Mazzetti, storico braccio destro di Enzo Biagi, e' stata recapitata una lettera di sospensione di due giorni per un articolo sull'Unita'': lo ha reso noto il parlamentare Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, alla presentazione di una proposta di legge dell'associazione per un cambiamento radicale della governance dell'azienda di Stato. 'Mazzetti - aggiunge Giulietti - poneva nell'articolo sull'Unita' una questione etica, ancor prima che fossero rese note le intercettazioni, dicendo per altro le stesse cose che ha detto il presidente della Rai, Claudio Petruccioli. Art. 21 mette a disposizione di Mazzetti i suoi legali'. 'Per la Rai e' imbarazzante questa contestualita' - aggiunge il senatore Vincenzo Vita - ci sono aspetti surreali e di iniquita'. La Rai ci ripensi per il bene della stessa Rai'. Dagospia 03 Luglio 2008.

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IL SILENZIO PESANTISSIMO DI VERONICA TERRORIZZA IL BERLUSCONI HARD-CORE LA LETTERA DELLA LARIO A "LA REPUBBLICA" (2007) ATTACCAVA MARA CARFAGNA LA MINISTRA: E' GOSSIP, NON ME NE OC (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

CUPO - FACCI: MEGLIO CHE SI DIMETTA SUBITO 1 ? IL SILENZIO DI VERONICA TERRORIZZA BERLUSCONI Più che le intercettazioni hard-core o il processo Mills, è il silenzio di Veronica che terrorizza il Cavaliere Trapiantato. E gli 'addetti ai livori' in servizio permanente effettivo sentenziano: Se continua così, Veronica gli porta via Mediaset. Già all'inizio del 2007 Veronica fece esplodere sulla prima pagina di Repubblica la sua ira furibonda nei confronti delle svenevolezze del marito nei riguardi della Mara Carfagna. Una letterina che vale la pena di rileggere integralmente (vedi alla fine dell'articolo). Veronica e Silvio Dove è finita la mancata First Lady de' noantri? E' da un bel pezzo in viaggio per le terre sudamericane. Ad aprile era decollata dalla Malpensa per la Cambogia-Tailandia (era stata avvistata tra i templi magnifici di Angor Vat, la Roma antica del Sud-est asiatico) e per un mese aveva svacanzato con la guida Planet in mano. Un viaggio che, more solito, era stato innescato da una violenta lite con il marito birichino, furioso dell'intervista concessa ad aprile a La Stampa in cui la Lario impiombava la Brambilla salmonata picchiando in testa al Cav. ("Mio marito può portare sotto i riflettori della politica la Brambilla, mentre la moglie resta tranquillamente nell'ombra", sillabò la Lario. Poi, alla domanda di Luca Ubaldeschi, 'Quali donne vedrebbe bene al governo in Italia?', arrivò la mazzata: "Donne con una storia politica e un peso specifico importanti. Recentemente, con questo clima da Bagaglino, con le battute e le barzellette si è un po' imbastardito il discorso sulla presenza femminile in politica. Un clima che penalizza anche donne capaci come Anna Finocchiaro: è stata sconfitta drasticamente in Sicilia anche perché il Paese guarda le donne con diffidenza. Per dirla con una battuta di Daniela Santanché, le vede orizzontali". A metà maggio Myriam Bartolini, in arte Veronica Lario, era tornata a Macherio. Ma era solo un breve interludio. Dopo appena una settimana, ha fatto armi e bagagli ed è volata in Perù e dintorni. E da allora si sono perse le tracce. Ecco perché il Califfo di palazzo Grazioli teme in chissà quale gesto, non solo mediatico ma soprattutto legale. Il Cavaliere deve trovare la quadra per dividere ? in parti uguali ? il suo impero billionaire tra i cinque figli. E la cosa non è affatto semplice. Veronica Lario su 'Chi' 2 ? MIO MARITO HA LESO LA MIA DIGNITA' Lettera di Veronica Berlusconi a La Repubblica (31 gennaio 2007) Egregio Direttore, con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: " ... se non fossi già sposato la sposerei subito" "con te andrei ovunque". Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l'età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all'uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l'occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi "La metà di niente". Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli. Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l'esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un'importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l'esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati. RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente. Mara Carfagna 3 ? INTERCETTAZIONI, CARFAGNA: E' GOSSIP, NON ME NE OCCUPO? (Ansa) - Il ministro per la Pari opportunita', Mara Carfagna, non entra nel merito delle polemiche per le intercettazioni e bolla tutto come 'gossip'. A chi le chiede un parere sul dibattito politico la Carfagna a Napoli risponde: 'Non mi occupo di intercettazioni, di gossip, di stupidaggini. Non fanno parte della delega del mio ministero, e quindi non me ne occupo'. 4 - FACCI: MEGLIO CHE LA CARFAGNA SI DIMETTA SUBITO "Meglio che la Carfagna si dimetta subito. Facci, sul Riformista, taglia la testa al toro da monta: "Mara Carfagna ha cominciato a fare politica nel 2006 e a metà del 2008 è diventata ministro: è troppo, punto. Mi si trovi un italiano che non pensi che sia diventata ministro per ragioni extrapolitiche. Diventare ministri perchè si piace a Berlusconi dev'essere possibile a condizione che non lo si sappia, o a condizione che, anche senza saperlo, non venga da pensarlo". DIVENTARE MINISTRI PERCHÈ SI PIACE A BERLUSCONI Filippo Facci per il Riformista Mi spiace, continua a non andarmi giù, e non m'interessa quel che si dice in giro, vorrei che non fossero necessarie intercettazioni o schifezze varie perchè Mara Carfagna debba dimettersi da ministro: lo stato dell'arte mi pare più che sufficiente. Abbiamo un governo che prosegue la sua favolosa luna di miele coi propri elettori e abbiamo un ministro che resta agli ultimi posti per popolarità: e una ragione ci sarà pure, forse più d'una. Ho anche difficoltà a scriverne: mi sembra di sparare sulla croce rossa e, d'altra parte, ho il terrore che lei possa nuovamente rispondermi come già fece su questo stesso giornale, mettendomi in imbarazzo e peggiorando la sua situazione. © Foto U.Pizzi"> Silvio con le sue belle ministre © Foto U.Pizzi D'accapo, dunque. Mara Rosaria Carfagna dovrebbe dimettersi perchè tutto sommato è un danno per il governo cui appartiene. Dovrebbe dimettersi non per ciò che intrinsecamente è (non ci permettiamo giudizi personali) ma per come è dimostrato che venga recepita da chi l'ha indirettamente votata, oltre che da chi non l'ha votata. Se altre ministre-outsider svettano, rispetto a lei, è perchè il suo è probabilmente un caso limite, il punto di non ritorno per un elettorato cui puoi propinare quasi tutto ma non tutto. Mara Carfagna ha cominciato a fare politica nel 2006 e a metà del 2008 è diventata ministro: è troppo, punto. Fosse anche vero che "le pari opportunità devono essere garantite anche al ministro che deve difenderle", come ci disse cortesemente lei, a tutto c'è appunto un limite, e questo limite per qualche ragione è diventato lei. Probabilmente a tanti italiani non importa niente che il Parlamento (recepito ormai come una camera di compensazione burocratica, più che democratica) ridondi di belle signorine la cui apparenza non inganna: ma per un ministero è diverso, perchè le pari opportunità che portino un qualsiasi cittadino a diventare ministro dovrebbero ossequiarsi a percorsi più riconoscibili e meno apparentemente casuali. Forse la scarsa popolarità di Mara Carfagna è a suo modo un segno di maturazione del Paese. La sexy ministro Carfagna Per farla breve: diventare ministri perchè si piace a Berlusconi dev'essere possibile a condizione che non lo si sappia, o a condizione che anche senza saperlo non venga da pensarlo. Mara Carfagna, nella lettera che scrisse al Riformista, diceva tra l'altro: "Temo che negli anni passati. mentre io suonavo la "Patetica" di Beethoven al Conservatorio, danzavo nel "Lago dei Cigni" di Cajkovskij, gareggiavo agonisticamente nel nuoto stile libero, divoravo la letteratura francese dell'Ottocento e mi laureavo a pieni voti, Facci fosse fisso con lo sguardo sullo schermo di Piazza Grande a guardare le mie scollature. Non avrei mai immaginato che un uomo intelligente come lui fosse caduto così in basso fermandosi all'apparenza". La verità era anche più terribile: io non mi ero fermato neppure all'apparenza. Prima del 2006 non avevo neppure mai sentito nominare Mara Carfagna in vita mia, e faccio il giornalista da più di vent'anni. Infine: se volessimo cedere alla retorica di giudicare il ministro Carfagna solo per il suo operato, ecco, a mia personalissima opinione andrebbe anche peggio. Le sue dichiarazioni sulle coppie omosessuali e sul gay pride sono state dannose e soprattutto inutili. Da eterosessuale senza tentennamenti (oggigiorno occorre ancora specificarlo) mi è difficile non condividere quanto pensa per esempio un pidiellino come Benedetto Della Vedova: un partito che rappresenta il 40 per cento degli elettori (tra cui giocoforza moltissimi omosessuali) dovrebbe cominciare a chiedersi perchè partiti appartenenti al Ppe di grandi paesi come la Francia, la Germania e la Spagna diano pieno riconoscimento giuridico delle convivenze omosessuali: il che non comporta né l'estensione dell'istituto del matrimonio né l'estensione di costosi benefici di welfare. Comporta solo fare uno sforzo di modernizzazione del Paese, anche di questo. Dagospia 03 Luglio 2008.

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DI PIETRO: E SE LA LEWINSKY FOSSE DIVENTATA MINISTRO? - LATORRE: SANZIONI PIU' SEVERE, COSI' E' UNO SCHIFO - FASSINO: INTERCETTAZIONI INUTILI VANNO DISTRUTTE - ROTONDI: PORCHERIE? (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

SARA' ANCOR PIU' AMATO? Monica Lewinsky 1 - DONADI (IDV): E SE MONICA LEWINSKY FOSSE DIVENTATA MINISTRO?... (Agi) - "E se Bill Clinton avesse fatto Monica Lewinsky ministro del suo governo? Il dirimente tra pubblico e privato nella politica nel caso di un capo di governo e' molto labile, credo che l'informazione debba prevalere". Cosi' il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi, commenta dai microfoni di Radio radicale, l'ipotesi che tutte le intercettazioni effettuate dalla procura di Napoli vengano pubblicate. "Io sono rispettoso al massimo della privacy dei cittadini italiani - dice Donadi - ma credo che nella vita di un uomo politico di privacy ce ne debba essere molto poca. Se poi quest'uomo politico riveste cariche istituzionali di massimo rilievo prevale quasi sempre il diritto dei cittadini a essere informati. Negli Usa Bill Clinton e' stato al centro di una bufera mediatica per vicende sessuali con Monica Lewinsky. Credo sia stato giusto che gli americani abbiano potuto conoscere la morale del loro massimo rappresentante politico. Questo era un fatto che riguardava Clinton, la Lewinsky e sua moglie, pero' negli Usa ci hanno fatto una la seconda procedura di impeachment della storia. Ma se Clinton poi avesse fatto la Lewinsky un ministro del suo governo la vicenda sarebbe diventata di rilevanza politica oppure no?". 2 ? BERLUSCONI, NO A GOSSIP CHE INQUINANO DIBATTITO POLITICO (Adnkronos) - 'Il governo ha lavorato tanto e benissimo in questi primi due mesi di attivita'. Non mi pare opportuno e producente intervenire sui temi proposti da Matrix (giustizia e intercettazioni) che farebbero passare in secondo piano le tante cose realizzate dal Governo per cedere il passo ad argomenti e gossip negativi che inquinano ed ammorbano il dibattito politico e parapolitico di questi giorni deviando l'attenzione del Paese dai problemi concreti e dai risultati dell'azione di governo'. E' quanto si legge in una dichiarazione di Silvio Berlusconi, diffusa da palazzo Chigi. © Foto U.Pizzi"> Pierino Fassino © Foto U.Pizzi 3 - FASSINO: INTERCETTAZIONI INUTILI VANNO DISTRUTTE? (Adnkronos) - Sulla giustizia la maggioranza ha imboccato una strada senza uscita, sta "sta stravolgendo la legalita' per proteggere il Cavaliere" e l'unica alternativa consiste nel "togliere di mezzo il blocca-processi", mentre per le intercettazioni"la strada deve essere quella del Ddl" perche' "non ci sono i presupposti di urgenza e necessita' per procedere per decreto". Lo afferma Piero Fassino che, in un'intervista a 'Il Riformista', concede che le intercettazioni siano uno "strumento irrinunciabile per le indagini della magistratura" ma "proprio perche' invasive della vita delle persone ci deve essere una gestione attentissima" e quelle "che non servono ai fini dell'indagine devono essere distrutte per evitare che se ne faccia un uso sciacallesco". 4 - GASPARRI: DL URGENTE MA DIFFICOLTA' CALENDARIO? (Agi) - I requisiti di necessita' e urgenza del decreto sulle intercettazioni "ci sono tutti", ma c'e' "una difficolta' di calendario, un problema di tempi parlamentari". Cosi' il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, a margine dell'assemblea pubblica di Farmindustria. Il decreto e' urgente, ha ribadito Gasparri, "perche' questo stillicidio di pubblicazioni inutili sotto il profilo dell'accertamento delle responsabilita' penali e dannose per la reputazione delle persone e' una cosa che deve cessare. Il problema - ha spiegato - e' verificare la praticabilita' nell'ambito dei lavori parlamentari: noi prevediamo di lavorare fino al 7 o 8 agosto, ma se si fa un decreto bisogna avere la ragionevole certezza della sua conversione nei termini prescritti". Secondo Gasparri, "o c'e' un accordo fortissimo fra tutti, e sarebbe auspicabile, o c'e' una difficolta' di calendario che non puo' essere ignorata". 5 - GHEDINI: INUTILE NEGARLO, ORA E' EMERGENZA? (Apcom) - "Sarà il consiglio dei ministri, domani, a valutare collegialmente se sulle intercettazioni si procederà per decreto legge. Si potrebbe estrapolare e trasformare in decreto solo la parte che riguarda il divieto di pubblicazione. Questo servirebbe a fronteggiare la situazione. L'emergenza c'è: i giornali continuano a pubblicare intercettazioni". Niccolò Ghedini, deputato del Pdl e avvocato di Silvio Berlusconi, spiega in una intervista alla Stampa, sottolinea come la situazione di allarme, a livello di informazione, sia ormai "sotto gli occhi di tutti". Ghedini rispetto al tema dello scontro con il Csm, spiega: "C'è il permanere di una situazione anti-giuridica, e indipendentemente dalla situazione di Silvio Berlusconi il governo deve intervenire. Quanto allo scontro istituzionale, è il Csm che non ha rispettato le indicazioni del Capo dello Stato, nè il ruolo che la Costituzione gli assegna". Foto per Men's Health"> L'atletico Piersilvio Berlusconi Foto per Men's Health 6 - BERLUSCONI JR: MAI RICEVUTO PRESSIONI PESANTI? (Ansa) - 'Anch'io ho ricevuto segnalazioni per qualche personaggio da parte di amici ma mai pressioni pesanti': lo ha detto il vice presidente di Mediaset, Piersilvio Berlusconi, durante la presentazione dei palinsesti autunnali di Mediaset, rispondendo a una domanda sulla vicenda delle intercettazioni e su quanto sta emergendo relativamente al mondo dello spettacolo. 'Io credo comunque - ha aggiunto il vice presidente Mediaset - che le segnalazioni esistano in tutti i lavori, non solo nello spettacolo'. Piersilvio Berlusconi non ha pero' voluto rispondere a una domanda piu' diretta sulla situazione politica attuale e sul fenomeno delle intercettazioni. 7 - ROTONDI: PORCHERIE? BERLUSCONI SARA' ANCOR PIU' AMATO? (Apcom) - "La cultura azionista del giornalismo italiano impedisce la comprensione storica della Dc prima e del berlusconismo poi. Ora credono di illuminare con le intercettazioni le miserie di Berlusconi e, invece, per la gente saranno grandezze. L'Italia, infatti, parla al telefono come Berlusconi e non come Eugenio Scalfari: gli italiani scherzano, alludono, dicono pure una porcheria ogni tanto, e gli piace così". Se ne dice convinto il ministro per l'Attuazione del Programma di governo, Gianfranco Rotondi. 8 - LATORRE: SANZIONI PIU' SEVERE, COSI' E' UNO SCHIFO? (Apcom) - Servono sanzioni più severe contro la fuga di notizie e la pubblicazione indiscriminata di intercettazioni, diventate ormai uno strumento di lotta politica. Non ha dubbi il vice capogruppo del Pd al Senato, Nicola Latorre che, dialogando con i cronisti a Palazzo Madama, auspica un giro di vite sulle intercettazioni che colpisca i responsabili della fuga di notizie e gli editori dei giornali: "Così è uno schifo - taglia corto Latorre - le intercettazioni, che sono un'arma fondamentale per le indagini e non possono essere limitate solo a qualche tipo di reato, sono ormai diventate uno strumento di lotta politica, e ve lo dice uno che ne è stato vittima". Dagospia 03 Luglio 2008.

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A Matrix "per non cedere il passo al gossip" (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Intercettazioni, Berlusconi non va a Matrix: "Meglio non attirare attenzione su gossip" commenti - | | 3 luglio 2008 "Un intervento in tv sulle intercettazioni sarebbe inopportuno perché devierebbe l'attenzione del Paese dall'azione del Governo". Così il premier Silvio Berlusconi ha motivato - in una nota diffusa da Palazzo Chigi - la decisione di non partecipare alla puntata di Matrix prevista per questa sera, giovedì 3 luglio, che sarebbe stata tutta riservata a lui e dedicata al provvedimento sulle intercettazioni. La notizia era stata anticipata da Enrico Mentana, conduttore di Matrix, il talk show di Canale 5. "Il Governo - prosegue la nota della Presidenza del Consiglio - ha lavorato tanto e benissimo in questi primi due mesi di attività. Non mi pare opportuno e producente intervenire sui temi proposti da Matrix, giustizia e intercettazioni che farebbero passare in secondo piano le tante cose realizzate". Berlusconi ha spiegato di non voler "cedere il passo ad argomenti e gossip negativi".

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Berlusconi rinuncia a Matrix Veltroni: "Sarà guerra al decreto" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA - Silvio Berlusconi stasera non sarà ospite della puntata di Matrix, dove avrebbe dovuto parlare di intercettazioni e giustizia. Un annuncio che giunge dopo giorni di polemiche tra maggioranza e opposizione. E anche oggi Walter Veltroni torna all'attacco e promette che il Pd darà battaglia in Parlamento sul decreto intercettazioni e sulla norma "blocca processi". Che altro non è che "un mini indulto". Dopo una giornata di incertezze e smentite, è stato il conduttore della trasmissione di Mediaset, Enrico Mentana, a comunicare che il premier ha rinunciato a partecipare alla puntata, organizzata da giorni. Il presidente del Consiglio in persona, in una nota, sostiene che "il gossip ammorba la politica" e "i temi proposti dal programma (intercettazioni e giustizia) avrebbero fatto passare in secondo piano le tante cose fatte dal governo". Berlusconi spiega così le ragioni della sua decisione: "Il governo ha lavorato tanto e benissimo in questi primi due mesi di attività. Non mi pare opportuno e producente intervenire sui temi proposti da Matrix". Immediato l'intervento di Veltroni, che attacca il Cavaliere e dice che lui a Matrix ci andrà, ma non parlerà di gossip, bensì "delle questioni politiche e sociali che a me stanno a cuore". Il leader del Pd, al termine di una riunione del governo ombra, si pronuncia sulla norma blocca-processi, che definisce "un mini indulto" e promette battaglia in Parlamento, se questo provvedimento e il decreto sulle intercettazioni andranno avanti. "Se il governo vuole fare un decreto, lo faccia sui salari, sugli stipendi, sulle pensioni e sui prezzi perchè queste sono le urgenze del Paese", attacca Veltroni. Se la maggioranza non toglierà di mezzo "un emendamento sul dl sicurezza che non ha nulla a che vedere con la sicurezza" e presenterà "un decreto sulle intercettazioni che sarebbe un atto incostituzionale", specifica il leader dell'opposizione, ci sarà "un ulteriore inasprimento del clima in Parlamento". (3 luglio 2008.

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Roma, 16:50 - INTERCETTAZIONI: VELTRONI, DECRETO INASPRIREBBE CLIMA (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

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FACCI, PERCHÉ LA CARFAGNA SI DEVE DIMETTERE E IL CAV NO? DI PIETRO & TRAVAGLIO ILLIBERALI DOPPIO-BERNABE': TELECOM È "SANA", PERO' TAGLIA ALI-CAOS: MEJO ESSERE LICENZIATI DA (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

FACCI, PERCHÉ LA CARFAGNA SI DEVE DIMETTERE E IL CAV NO? ? DI PIETRO & TRAVAGLIO ILLIBERALI ? DOPPIO-BERNABE': TELECOM È "SANA", PERO' TAGLIA ? ALI-CAOS: MEJO ESSERE LICENZIATI DA UNA CORDATA ITALIANA? Riceviamo e pubblichiamo © Foto U.Pizzi"> Filippo Facci © Foto U.Pizzi Lettera 1 Ho sognato, caro Dago, che il rischio di pubblicazione sui giornali di alcuni fatti (che, per quanto presunti, mi sembrano plausibilissimi e forniscono agli italiani una chiave di lettura su alcune incomprensibili nomine governative...) spingesse qualcuna a dimettersi, in silenzio e dignitosamente. Che il Parlamento riacquistasse dignità umana e morale. Che il Presidente del Consiglio scegliesse di andare avanti per la sua strada circondato finalmente solo da persone degne di rappresentarci. Che la mia sia voglia di pari opportunità con i cittadini degli altri paesi? Una Tizia Lettera 2 Caro Dago, dopo il via libera di Napolitano al "lodo Alfano" alle toghe non basterà più far cadere il Presidente del Consiglio ma dovranno far cadere anche il Presidente della Repubblica, così il colpo di Stato sarà completo. Paolo Lettera 3 Scusa Dago, ma puoi chiedere a Facci perché ritiene (a mio avviso giustamente) che la Carfagna si debba dimettere per le ragioni che l'hanno portata così in alto, mentre non fa il passo successivo e non si augura le dimissioni di chi in quel posto ce l'ha messa per gli stessi motivi? Colinmckenzie - http://www.badtaste.it Lettera 4 Se il Papa leggerà la Bibbia su Rai Uno ,la contromossa Fininvest sarà Berlusconi che legge il Decameron su Canale 5? Sanranieri Foto da Repubblica"> Mara Carfagna Foto da Repubblica Lettera 5 Non sembrerebbe particolarmente interessante la vita sessuale di Berlusconi e compagnia bella, se non per il piccolo particolare di essere così direttamente collegata a posti in Tv, seggi parlamentari e ministeri. E fa quasi tenerezza quel Berlusconi che telefona per raccomandare tizie e caie. Comincio perfino a credere che le compri davvero personalmente le pentole alle televendite! Mary Lettera 6 Caro Dago, leggo continuamente in molti giornali attribuzioni di pensiero liberale a personaggi come Di Pietro e Travaglio. Essi stessi sostengono di essere liberali. Però, per le dichiarazioni e i comportamenti di questi signori, definirli liberali mi sembra un insulto all'intelligenza. Cosa ci sia stato di pensiero liberale nelle inchieste di "rito ambrosiano" nessuno lo sa. Cosa ci sia di liberale nell'offendere pubblicamente e pesantemente il presidente del consiglio per fatti privati non lo capisco. La cosa che non accettano, questi "liberali", è il voto degli italiani: dovrebbero votare solo chi dicono loro. Se poi non lo fanno si usi la magistratura, la diffamazione, la violazione di elementari diritti della privacy. Questi reati, violazione della privacy su fatti penalmente non rilevanti, perpetrati da magistrati, che mai verranno sanzionati anche senza bisogno del "lodo Maccanico o Schifani", dovranno servire a cambiare, volenti o nolenti, la volontà che gli italiani hanno espresso appena due mesi fa. Anche il capo dello stato non mi sembra molto consapevole delle violazioni continue che vengono fatte da alcuni membri della magistratura militante. Quando qualche corpo dello stato viola continuamente la legge (pubblicando o passando delle intercettazioni private senza rilevanza penale del presidente del consiglio) non si può fare appelli alla moderazione: DEVE CHIEDERE IL RISPETTO DELLE LEGGI E TUTELARE CHI E' STATO ELETTO DAI CITTADINI. Purtroppo, anche se ha fatto molti progressi ed è un persona per bene, ha sempre il dna del comunista e non sembra rendersi conto della gravità. Stefano Neri Lettera 7 Caro Dago, ultimamente la tua rubrica di posta sì è fatta molto interessante. Un bello spaccato del Paese. E tu ti prendi dello "stronzo" per aver osato contro il Cainano. Ma forse lor signori non hanno presente cosa scrivevi (e continui, giustamente, a scrivere) di altri governi e altre eminenze...E allora io dico: bravo Dago. Continua così, se mai fosse necessario dirlo. Francesco Greco (tranquilli berluscones, sono solo un omonimo...) © Foto U.Pizzi"> Marco Travaglio © Foto U.Pizzi Lettera 8 Volevo tranquillizzare il signor Saccà che ha dichiarato di voler scrivere un libro sulla sua vicenda, ricordandogli che tra pochi giorni saranno disponibili volumi e volumi interi sulla sua storia alla Rai. Pierluigi Lettera 9 Ma non vi siete accorti che qualche sera fa al Tg5 Calderoli intervistato e inquadrato a mezzobusto mostrava giacca e cravatta, ma poi l'incauto operatore lo ha inquadrato per intero e si è scoperto che sotto aveva bermuda e ciabatte? Roberto Lettera 10 Caro Dago, chissà se i vari Stella, Crozza, Floris, Travaglio e compagnia piangente avranno potuto gustare il replay messo in onda da "Matrix" Mentana di quei massacri nelle arene di "Anno Zero" o "Ballarò" di settembre 2007, vittima sacrificale Mastella. Si saranno gustati il risultato delle loro lapidazioni? Il devastato primopiano del fu ministro sotto l'occhio implacabile delle telecamere di Matrix dovrebbe averli riempiti di soddisfazione. Rivedere l'incauto perdersi nelle incredibili ingenuità di chiarire e spiegare deve avere riempito di godimento postumo il branco di iene che lo aggrediva. Sopra di tutto rimane indelebile una sensazione che per certi versi è anche una tranquillità. L'immensa vigliaccheria di certi moralizzatori un tanto al rigo o al voto. Max Lettera 11 Caro Dago, ti invio l'ennesima lettera al "Corriere" non pubblicata, forse perché ritenuta "politicamente scorretta". Spero di trovare ospitalità nella tua rubrica. Grazie. Caro Romano, la proposta alternativa di "Famiglia Cristiana" in merito alle impronte digitali da prendere ai ragazzi nomadi mi trova consenziente. Secondo il giornale, invece di mettere in atto questa misura definita "indecente", lo Stato dovrebbe affidare alla polizia l'incarico di accompagnare i rom a scuola, così verrebbero tolti dalle strade a mendicare. Approvo in pieno e propongo che, dell'insegnamento scolastico, se ne facciano carico gli istituti religiosi privati (quelli a pagamento) e, naturalmente gratis, così avrebbero un senso compiuto le premure del mondo religioso verso questa etnia e (perché no?), anche la prossima assegnazione dell'otto per mille che i contribuenti destineranno alla Chiesa Cattolica. Mauro - Roma Lettera 12 Caro Dago, mi vado a rivedere un'intervista a Franco Bernabè datata marzo 2008 nella quale l'ad di Telecom alla domanda:"La Telecom è un'azienda malata?" risponde testualmente: "Assolutamente no! E' un' AZIENDA SANA (!!!!) che vive in un mercato difficile e che HA UN LIVELLO DI INDEBITAMENTO MOLTO ELEVATO(!!!!)..".Ora, a parte il fatto che Telecom è tutto tranne che un'azienda sana, mi chiedo come si possa dire che sia sana e immediatamente dopo affermare che ha un livello di indebitamento molto elevato, senza provare la minima vergogna o imbarazzo. Non penso ci voglia una mente sopraffina o una laurea in economia per sapere che se un azienda è sana non è certo indebitata fino al collo e sopratutto non ha in programma 5000 licenziamenti. Senza parole. Il Mago Di Segrate Lettera 13 Caro Dago, stanno uscendo sulla stampa le prime indiscrezioni sul futuro dell'Alitalia. Le prime voci parlano di 4.000 esuberi, secondo l'Anpac invece sarebbero 6.000: il triplo di quelli previsti dal piano di Air France. Quindi, se saranno confermate le indiscrezioni, da 2.000 a 4.000 famiglia in più si vedranno gettate sul lastrico. Ma vuoi mettere la soddisfazione di essere licenziati da una cordata italiana! Gennarino Calderoli Lettera 14 Dago, raccontiamo una storia interessante. Un prete che fa il garante per la famiglia e la periferia a favore di Alemanno, sindaco della città più importante d'Italia, è arrestato per pedofilia. Ragioniamo, se un politico sceglie un garante, questi serve perché gli elettori votino il candidato garantito da persona di specchiata moralità, in altre parole è come se Alemanno avesse detto: votatemi, sarò attento alle problematiche familiari e della periferia, ve lo garantisce il mio amico prete. Ora, venuto meno il garante, l'elettore è stato oggettivamente fuorviato e non sull'utilizzo delle bocciofile o sulla gestione dello zoo o sul finanziamento alle società sportive dilettanti, no! È stato ingannato su due punti, famiglia e periferia, fondamentali, che rappresentano moltissimo nella vita di una città. Alemanno, conscio dell'errore commesso, deve rimettere il mandato e si deve ripresentare ai cittadini romani, altrimenti perché cavolo avrebbe nominato un garante? Insomma, gli elettori hanno votato Alemanno senza garanzie su famiglia e periferia. Se non avessero ricevuto garanzie, gli elettori lo avrebbero votato? C'è un solo modo per saperlo, al voto, al voto!! Franco Due Lettera 15 Caro Dago, quando ho saputo della liberazione della Betancourt avevo quasi paura di vederla pensandola in condizioni fisiche disastrose e invece ho visto una donna dall'espressione serena, bella di una bellezza profonda sembrava quasi che la sua bellezza interiore avesse "trasbordato" e ne avesse illuminato il viso. Dopo sei anni di prigionia durissima non ha avuto una parola di rancore anzi ha espresso pietà per i suoi carcerieri e la speranza che a loro non venga riservato il trattamento che lei ha avuto. Guardarla ed ascoltarla è stato come bere da una sorgente di acqua limpida. Daniela Lettera 16 Jennifer Lopez è sbarcata all'aeroporto di Fiumicino con ben 28 valigie. Il rovistatore cortese della Malpensa, non ancora reintegrato, starà schiattando d'invidia. Natalino Russo Seminara Dagospia 03 Luglio 2008.

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FERRARA GALLEGGIA E "IL FOGLIO" AFFONDA - D'URSO E LA FOTO DELL'AVVOCATO DE BENEDETTI A CAVALLO - NIENTE INVIATI TRA GLI INVITATI DI DONA BALIVO BANAL FUKSAS ARBASINO SCRIVE (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

FERRARA GALLEGGIA E "IL FOGLIO" AFFONDA - D'URSO E LA FOTO DELL'AVVOCATO ? DE BENEDETTI A CAVALLO - NIENTE INVIATI TRA GLI INVITATI DI DONA BALIVO ? BANAL FUKSAS ? ARBASINO SCRIVE? © Foto U.Pizzi"> Mario D'Urso © Foto U.Pizzi 1 ? Certo che è dura per l'Elefantino digerire la scoppola elettorale. E' così demoralizzato che galleggia con la sua barca verso la Corsica col risultato che Il Foglio galleggi come un sughero in mezzo al mar. Non solo copie, se ne vanne anche chi ha tenuto in piedi la baracca come il vice Ubaldo Casotto traslocato a "Il Riformista" (che smacco), ora giunge la notizia che anche il responsabile dell'economia Marco Ferrante ha chiuso e seguito le orme di Casotto chez Polito (doppio smacco). 2 - Martedì 1° luglio, serata romana torrida e appiccicosa: nel giardino della residenza romana dell'avvocato Mario D'Urso al Salario, in un'atmosfera tropical-coloniale, cena in onore dell'ex segretario di Stato Henry Kissinger. Solito parterre romano: politici e boiardi preoccupati per il grave clima, giornalisti loquaci, dame ingioiellate. A un certo punto, chiamando in scena il convitato di pietra della serata, il padrone di casa sparisce e riappare, commosso, con una grande foto di Giovanni Agnelli. Innalzatala in laica ostensione, domanda: "Bello, vero?". Tutti, naturalmente, concordano. Compreso Kissinger, vecchio amico di Agnelli, che in approssimativo italiano conferma: "Bello!". 3 ? Carlo De Benedetti va a Cavallo con la splendida Silvia e viene subito disarcionato dai paparazzi appostati tra le frasche della Corsica. 4 - Ilaria Sacchettoni per il "Corriere della Sera ? Roma" - Non è facile accontentare Donna Balivo. C'è però chi la vizia. Capricciosa come la disegnano e forse un tantino in più, la ventottenne conduttrice di Fabrizio Del Noce, ha organizzato una generosa cena di fine produzione per salutare (baci e abbracci) i colleghi de "La Vita in diretta". Invitato l' universo Rai: produttori, registi, capistruttura, programmi-sti, operatori, sarte, parrucchiere e microfonisti. Ad eccezione degli inviati. Quelli no. Caterina Balivo non li ama. Inviti pudicamente ad personam allora? Assolutamente no. La conduttrice è ricorsa alla spontaneità dell'affissione redazionale formato "A4" e pace per chi ci è rimasto male. © Foto U.Pizzi"> Caterina Balivo © Foto U.Pizzi Viziosa dei "numeri zero" Donna Balivo è oggi alla sua terza prova tecnica di trasmissione. In serata verrà registrata, infatti, la prima puntata di "Usa la testa!" (l'altro si chiamava "Dimmi la verità! " (che l'imperativo giovi almeno ai conduttori se non allo share?) un gioco che schiera ospiti famosi e li impegna in vari quiz. Felicità Endemol: tra i fornitori del nuovo show di Raiuno. Ma soprattutto felicità Rai per il ritorno autunnale di Raffaella Carrà. Lei almeno non avrà bisogno di numeri zero. 5 - Da "La Stampa" - Secondo Massimiliano Fuksas la città ideale è un posto "senza i luoghi della disperazione". E bravo lui. Pensavamo che una città quanto più è giungla, sopraffazione, dolore e bruttura tanto più è balsamica e desiderabile. Evidentemente ci eravamo sbagliati. L'architettura, ancora una volta, distilla saggezza. 6 - Carlo Rossella per "Il Foglio" ? Alberto Arbasino sta finendo di scrivere un nuovo libro. Argomento: questa Italia. Sarà delizioso come al solito. © Foto U.Pizzi"> Alberto Arbasino © Foto U.Pizzi 7 - Maurizio Crippa per "Il Foglio" ? Alfano: per le intercettazioni necessità e urgenza. Che ci sono da chiudere i palinsesti d'autunno. 8 ? Palazzo Farnese si prepara al 14 luglio con un maxi-ricevimento-brunch dalle 12 e 30 alle 14 e 30. E i salotti romani sono pazzi per la presa della Bastiglia. 9 ? Stasera a via Spadini, l'ambasciatore israeliano Gideon Meier aprirà i battenti di casa per festeggiare il 60 anniversario di Israele. Invitati attesi? Tutti: da Geronzi a Carlo De Benedetti. 10 - Scrive Alessandra Menzani su "Libero" che i lavori e il casting della terza edizione della "Talpa" sono in alto mare. La proposta di partire per il Kenya sarebbe stata fatta tra gli altri ad Alba Parietti, Nina Moric, Natalia Estrada, Federica Ridolfi e Antonella Mosetti. Ma sembra che a Italia 1 si siano divisi sull'ipotesi di scritturare come inviato Fabrizio Corona. C'è chi ? dopo averlo visto a "Lucignolo" - pensava potesse essere il giusto sostituto di Stefano Bettarini (o magari che i due potessero lavorare in tandem). Ma il protagonista di Vallettopoli sembra avere più detrattori che sostenitori e la proposta sarebbe stata bocciata? Dagospia 03 Luglio 2008.

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Roma, 20:27 - DOMANI CDM, DL INTERCETTAZIONI NON IN ORDINE DEL GIORNO (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

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Roma, 22:13 - INTERCETTAZIONI: D'ALEMA,DL FORZATURA INACCETTABILE (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

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Fregene, 22:25 - INTERCETTAZIONI: DI PIETRO, SU DL PREMIER CI RIPROVERA' (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

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Rai, Saccà rientra a viale Mazzini e lo accoglie un'altra contestazione (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 03-07-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA - La telenovela di Agostino Saccà non accenna a placarsi. Il direttore di RaiFiction è tornato questa mattina a sedersi sulla sua poltrona, una delle più ambite di viale Mazzini, riprendendo le funzioni di dirigente di primo livello, ma subito gli è stata consegnata dall'azienda una nuova lettera di contestazione disciplinare. Ed è guerra per l'uso a fini interni delle intercettazioni da parte dell'azienda. Saccà è tornato in Rai grazie all'ordinanza del giudice del lavoro di Roma, Giuseppina Vetritto, che lunedì ha accolto il ricorso urgente ex articolo 700 proposto dallo stesso Saccà contro il provvedimento di sospensione cautelare dal lavoro disposto dalla Rai nei suoi confronti, in seguito all'inchiesta nata da intercettazioni telefoniche della procura di Napoli su presunti accordi tra il direttore e Silvio Berlusconi sulla collocazione di aspiranti attrici. Per il direttore di RaiFiction è stato un ritorno con fotografi e abbracci, ma anche accompagnato dalla notizia che il vertice dell'azienda aveva, attraverso la direzione generale e gli uffici legali, avevano attivato la procedura di ricorso al tribunale collegiale contro l'ordinanza del giudice del lavoro. In serata, poi, l'ordinanza gli è stata consegnata: una lettera di 14 cartelle con circa 300 pagine di allegati, che conterrebbero contestazioni analoghe a quelle della prima procedura disciplinare a suo carico. In sostanza vengono confermati i quattro capi di imputazione (intromissione nella nomina di vertici aziendali tramite interventi politici, il progetto 'personale' Pegasus con la creazione di una società di produzione fiction, l'altro progetto di una città della fiction in calabria e le segnalazioni di soubrette) con le aggravanti emerse nel corso dell'acquisizione delle ultime intercettazioni telefoniche dalla procura di napoli il 16 maggio scorso. A completare il quadro c'è da segnalare che l'8 luglio il gup di Napoli dovrà pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio di Saccà all'interno di un procedimento sui risvolti penali delle intercettazioni. E oggi è scoppiato l'ennesimo 'caso'. Tre consiglieri di amministrazione, Giuliano Urbani, Marco Staderini e Angelo Maria Petroni hanno restituito i testi delle intercettazioni relative ad Agostino Saccà che avevano ricevuto nel corso dell'ultimo cda di martedì. La motivazione addotta dai tre consiglieri in una lettera di accompagnamento al plico contenente 148 intercettazioni del dg di Rai fiction, ritenute rilevanti per l'indagine interna dall'interna auditing, sulle 8.452 ricevute dalla procura di Napoli, è che la documentazione è frutto di "un comportamento che riteniamo improprio, a partire dalla selezione delle stesse trascrizioni". Sulla consegna del plico contenente le trascrizioni delle intercettazioni ai consiglieri nel corso del cda ci sono versioni contrastanti. Per Urbani, Staderini e Petroni la documentazione è stata consegnata dalla direzione generale di propria iniziativa. Per il dg, invece, le trascrizioni sono state richiesta da alcuni consiglieri, come risulterebbe dal verbale del consiglio, e comunque da tutti ritirate senza sollevare obiezioni. Poi ieri la restituzione da parte dei tre consiglieri del centrodestra. Peraltro i tre consiglieri hanno inviato i plichi a Cappon che li ha rimandati al mittente precisando che non può essere lui il destinatario della documentazione, ma la segreteria del cda. In gioco c'è l'utilizzo delle intercettazioni della procura di Napoli ad uso 'interno' rai. Un passaggio contestato dai legali di Saccà che ieri hanno fatto un ricorso al garante della privacy, contestando "l'utilizzo da parte dell'azienda di intercettazioni telefoniche ordinate dalla magistratura (ma penalmente irrilevanti) per giudicare un suo dipendente" oltre a sollevare dubbi sulla liceità del fatto che la Rai possa conoscere "le conversazioni strettamente personali, gli affetti o lo stato di salute che non hanno nulla a che fare né con il procedimento penale né con quello disciplinare". A questo passo si è aggiunta oggi la richiesta, sempre da parte di legali del direttore Fiction, alla Rai di "accesso alla documentazione e ai regolamenti interni in base ai quali è stata preparato un fascicolo con le trascrizioni di intercettazioni che erano state trasmesse dai magistrati solo in forma multimediale". I difensori di Saccà contestano il deposito e la consegna "a terzi delle intercettazioni che non sono funzionali al perseguimento di alcun reato". Inoltre "la trascrizione di dette intercettazioni non risulta effettuata nei modi e con le garanzie di legge". Insomma una strategia volta a rendere inutilizzabili le intercettazioni telefoniche per il giudizio interno alla Rai sul comportamento di Saccà, per il quale il dg dovrà proporre eventuali sanzioni e il consiglio deliberare. La rai contesta la posizione dei legali del direttore della Fiction: le intercettazioni sono "state legittimamente acquisite dal fascicolo del sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli" che ha "rilasciato la documentazione alla Rai in quanto parte offesa come tale costituita e, pertanto, legittimata a riceverla". Inoltre "il trattamento a fini disciplinari dei dati contenuti nelle intercettazioni, trova sicuro fondamento legittimante nel codice della privacy". La nuova contestazione disciplinare allungherà i tempi per una conclusione dell'istruttoria: Saccà ha ora cinque giorni di tempo per rispondere e potrà chiedere di essere nuovamente ascoltato dall'internal auditing. A questo punto è assai improbabile che il cda di mercoledì prossimo 9 luglio possa risultare decisivo, anche perché potrebbe alcune assenze importanti tra i consiglieri. Saccà, in ogni caso, non molla. In un'intervista a Panorama, in edicola domani, critica il presidente della Rai Claudio Petruccioli ("Lo stimo, è un uomo equilibrato e intelligente, ma stavolta non lo capisco: io sono un uomo che ha onorato la Rai") e annuncia che sulla sua vicenda scriverà un libro. (3 luglio 2008.

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