HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it

DOSSIER “INTERCETTAZIONI”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL 25 – 29 giugno 2008       #TOP


IN EVIDENZA

- Di Pietro: "Abbiamo un capo del governo che fa il magnaccia". Replica di Bonaiuti: "Linguaggio da osteria". E Ghedini annucia querele. (La Repubblica 28-6-2008) 1

- Caso Saccà, Di Pietro attacca: .«Le intercettazioni che vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro da magnaccia» «L'impegno del premier? Piazzare veline» la replica di Ghedini: diffama il premier, lo quereleremo  (Il Corriere della Sera 28-6-2008) 1

- U.S. and Europe Near Agreement on Private Data By CHARLIE SAVAGE. (New York Times del 28-6-2008) 1

 


 

Di Pietro: "Abbiamo un capo del governo che fa il magnaccia". Replica di Bonaiuti: "Linguaggio da osteria". E Ghedini annucia querele. (La Repubblica 28-6-2008)

 

Caso intercettazioni, il leader dell'Italia dei valori attacca a testa bassa il premier. Sarebbero 8.400 le telefonate trascritte e agli atti del processo a Saccà

 

ROMA - Negli atti del processo napoletano ad Agostino Saccà ci sono 8.400 intercettazioni, i protagonisti sono non solo il premier ma anche altri politici e nomi che pesano e il contenuto è, si dice, ad alto contenuto erotico. Antonio Di Pietro attacca a testa bassa il premier. Tra una trebbiatura e l'altra in quel di Montenero di Bisaccia, ha fatto una conferenza stampa per dire, tra le altre cose: "Le intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo". Replica di Paolo Bonaiuti: "Linguaggio da osteria". Mentre l'avvocato del Cavaliere, Nicolò Ghedini, annuncia querele. A breve giro la nuova risposta del leader dell'Italia dei Valori. "Non non ci lasciamo intimorire".

In serata arriva anche il commento di Bossi che non sembra dare una grossa mano al premier e contribuisce ad abbassare il tono della contesa: "Sono del parere che è meglio che uno si faccia le donne della sinistra che i culattoni - dice il Senatur incalzato dai giornalisti - Ma - aggiunge - bisogna stare attenti quando si hanno delle cariche".

L'uscita di Di Pietro fa pensare che l'ex pm sappia di più e meglio circa le indiscrezioni che girano a Montecitorio e dintorni sulle centinaia di telefonate a contenuto bollente. Di certo la questione preoccupa non poco
"Libero", quotidiano notoriamente vicino al premier, che da due giorni titola su quello che ha ribattezzato "il caso gnocca" mettendo le mani avanti: questa roba deve stare lontana dalla politica e guai se sono usate per provocare cataclismi e crisi politiche.

Berlusconi questo lo sa e ingorgo parlamentare a parte - troppi decreti e provvedimenti già assegnati all'esame dell'aula prima della pausa estiva - farà di tutto per accellerare l'approvazione del
ddl che limita il ricorso alle intercettazioni e ne vieta la pubblicazione. Lo sa bene Enrico La Loggia, n.2 del gruppo pdl alla Camera: "La pubblicazione indiscriminata di intercettazioni scandalistiche senza alcuna rilevanza penale che abbiamo tutti sotto gli occhi in questi giorni, dimostra che urge una legge che disciplini l'uso dell'intercettazione e che vieti tassativamente la loro pubblicazione. Qualunque ritardo nel disciplinare questa materia porta inevitabilmente ad un imbarbarimento della vita politica ed istituzionale del Paese". Se non ci sarà in fretta una legge chiara ed univoca - aggiunge La Loggia - "il pericolo è quello di cedere alla tentazione di certi giustizialisti di falsare il voto di aprile espresso liberamente dai cittadini".

La replica ufficiale del Cavaliere, invece, è affidata al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti: "Il linguaggio rozzo e volgare di Di Pietro - dichiara - è al di fuori della politica, riguarda soltanto l'osteria. Ma come può un partito democratico che si definisce la nuova sinistra accettare e seguire questa degenerazione?". Ecco invece le parole di Nicolò Ghedini: "Del tutto evidente la portata portata diffamatoria, che trascende di gran lunga ogni critica politica e per la quale saranno espedite tutte le azioni giudiziarie conseguenti".

Contro Di Pietro e la "casta giudiziaria" si scaglia anche il portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone: "I magistrati, ormai perdenti sul piano del consenso dell'opinione pubblica, tentano un disperato e pericoloso colpo di coda finale". Per quello che riguarda poi le affermazioni dell'ex pm, Capezzone dichiara che "ha chiaramente passato il segno". Per il Dc Rotondi è "un insulto gratuito".

A breve giro arriva anche la controreplica del leader dell'Idv. "Come al solito Berlusconi", si legge in una nota, "o tenta di comprare gli avversari, come dimostrano le intercettazioni napoletane, o tenta di intimorirli, minacciandoli di chissà quale danno divino. Noi dell'Italia dei Valori non ci lasciamo intimorire e continuiamo a difendere la dignità del Parlamento in ogni sede".

Anche il Pd è abbastanza critico sulla nuova ondata di intercettazioni. Veltroni e Minniti ieri si sono affrettati a dire che i brani delle telefonate senza rilievo penale devono stare fuori e lontani dai giornali. Però, riflette il prodiano Marco Monaco, "siamo al punto che abbiamo scrupoli nel dire che il contenuto delle intercettazioni fa schifo e vergogna".
Tutto ciò è "abbastanza ipocrita".
(28 giugno 2008)


 

Caso Saccà, Di Pietro attacca: .«Le intercettazioni che vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro da magnaccia» «L'impegno del premier? Piazzare veline» la replica di Ghedini: diffama il premier, lo quereleremo  (Il Corriere della Sera 28-6-2008)

 

 

NOTIZIE CORRELATE

I verbali: «Aiuta Ida o saranno guai» (28 giugno 2008) http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_28/pco_cddb1468-44e3-11dd-bb25-00144f02aabc.shtml?fr=correlati 

La Troise e le altre nella fiction di Tognazzi prodotta da Mediaset (28 giugno 2008) http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_28/verbali_973211b4-44e3-11dd-bb25-00144f02aabc.shtml?fr=correlati

Veltroni: «No alle intercettazioni sui giornali. Le usino i pm» (27 giugno 2008) http://www.corriere.it/politica/08_giugno_27/veltroni_intercettazioni_dialogo_e551f8e2-445b-11dd-b2f6-00144f02aabc.shtml?fr=correlati

Le intercettazioni Berlusconi-Saccà (26 giugno 2008) http://www.corriere.it/politica/08_giugno_26/intercettazioni_tutte_f9f653b6-439c-11dd-bb33-00144f02aabc.shtml?fr=correlati

 

 

CAMPOBASSO - Antonio Di Pietro torna sulla questione intercettazioni attaccando duramente il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Le intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo» ha detto il leader dell'Italia dei Valori nel corso della conferenza programmatica del partito, a Campobasso.

«UN PADRETERNO» - «Berlusconi sta utilizzando tutto questo tempo in parlamento per farsi le leggi che servono a lui, soprattutto una legge che gli permette di non essere più processato, fosse manco il Padreterno» ha aggiunto Di Pietro, parlando del «lodo Schifani» sull'immunità alle alte cariche dello Stato. «Noi dell'Idv - ha confermato l'ex ministro - faremo un referendum per permettere ai cittadini di abrogare questa legge in modo che anche lui sia uguale agli altri».

«DEVO TREBBIARE» - L'ex pm ha scherzato arrivando a Campobasso dove i giornalisti lo attendevano per una conferenza stampa: «Dobbiamo fare subito - ha detto Di Pietro - perché dalle 6 di questa mattina sto trebbiando e devo continuare». Il leader dell'Idv ha aggiunto: «È questa la vera notizia del giorno». In effetti poco prima dell'arrivo di Di Pietro a Campobasso esponenti dell'Italia dei Valori di Montenero di Bisaccia hanno riferito di averlo visto sabato mattina presto mentre era al lavoro nel suo campo a Montenero

 


 

U.S. and Europe Near Agreement on Private Data By CHARLIE SAVAGE. (New York Times del 28-6-2008)

 

WASHINGTON — The United States and the European Union are nearing completion of an agreement allowing law enforcement and security agencies to obtain private information — like credit card transactions, travel histories and Internet browsing habits — about people on the other side of the Atlantic Ocean.

The potential agreement, as outlined in an internal report obtained by The New York Times, would represent a diplomatic breakthrough for American counterterrorism officials, who have clashed with the European Union over demands for personal data. Europe generally has more stringent laws restricting how governments and businesses can collect and transfer such information.

Negotiators, who have been meeting since February 2007, have largely agreed on draft language for 12 major issues central to a “binding international agreement,” the report said. The pact would make clear that it is lawful for European governments and companies to transfer personal information to the United States, and vice versa.

But the two sides are still at odds on several other matters, including whether European citizens should be able to sue the United States government over its handling of their personal data, the report said.

The report, which lays out the progress of the talks and lists the completed draft language, was jointly written by the negotiators from the United States Homeland Security, Justice and State Departments, and by their European Union counterparts. The talks grew out of two conflicts over information-sharing after the September 2001 terrorist attacks. The United States government demanded access to customer data held by airlines flying out of Europe and by a consortium, known as Swift, which tracks global bank transfers.

American investigators wanted the data so they could look for suspicious activity. But several European countries objected, citing violations of their privacy laws. Each dispute frayed diplomatic relations and required difficult negotiations to resolve.

American and European Union officials are trying to head off future confrontations “by finding common ground on privacy and by agreeing not to impose conflicting obligations on private companies,” said Stewart A. Baker, the assistant secretary for policy at the Department of Homeland Security, who is involved in the talks. “Globalization means that more and more companies are going to get caught between U.S. and European law,” he said.

Paul M. Schwartz, a law professor at the University of California, Berkeley, said such a blanket agreement could transform international privacy law by eliminating a problem that has led to negotiations of “staggering” complexity between Europe and the United States.

“The reason it’s a big deal is that it is going to lower the whole transaction cost for the U.S. government to get information from Europe,” Mr. Schwartz said. “Most of the negotiations will already be completed. They will just be able to say, ‘Look, we provide adequate protection, so you’re required to turn it over.’ ”

But the prospect that the agreement might lower barriers to sending personal information to the United States government has alarmed some privacy rights advocates in Europe. While some praised the principles laid out in the draft text, they warned that it was difficult to tell whether the agreement would allow broad exceptions to such limits.

For example, the two sides have agreed that information that reveals race, religion, political opinion, health or “sexual life” may not be used by a government “unless domestic law provides appropriate safeguards.” But the accord does not spell out what would be considered an appropriate safeguard, suggesting that each government may decide for itself whether it is complying with the rule.

“I am very worried that once this will be adopted, it will serve as a pretext to freely share our personal data with anyone, so I want it to be very clear about exactly what it means and how it will work,” said Sophia in ’t Veld, a member of the European Parliament from the Netherlands who has been an outspoken advocate of privacy rights.

The Bush administration and the European Commission have not publicized their talks, but they referred to their progress in a little-noticed paragraph deep in a joint statement after a summit meeting between President Bush and European leaders in Slovenia this month.

Issued June 10, the statement declared that “the fight against transnational crime and terrorism requires the ability to share personal data for law enforcement,” and called for the creation of a “binding international agreement” to aid such transfers while also ensuring that citizens’ privacy is “fully” protected.

The negotiators are trying to agree on minimum standards to protect privacy rights, such as limiting access to the information to “authorized individuals with an identified purpose” for looking at it. If a government’s policies are “effective” in meeting all standards, any transfer of personal data to that government would be presumed lawful.

For example, European law sets up independent government agencies to police whether personal data is being used lawfully and to help citizens who are concerned about invasions of their privacy. The United States has no such independent agency. But in a concession, the Europeans have agreed that the American government’s internal oversight system may be good enough to provide accountability for how Europeans’ data is used.

About a half-dozen issues remain unresolved, the report said. One sticking point is what rights European citizens will have if the United States government violates data privacy rules or takes an adverse action against them — like denying them entry into the country or placing them on a no-fly list — based on incorrect personal information.

European law generally allows people who think the government has mishandled their personal information to file a lawsuit to seek damages and to have the data corrected or expunged. American citizens and permanent residents can generally do the same under the Privacy Act of 1974, but that statute does not extend to foreigners.

The Bush administration is trying to persuade the Europeans that other options for correcting problems are satisfactory, including asking an agency to correct any misinformation through administrative procedures. For now, the European Union is holding to the position that its citizens “require the ability to bring suit in U.S. courts specifically under the Privacy Act for an agreement to be reached on redress,” the report said.

But the Bush administration does not want to make such a concession, in part because it would require new legislation. The administration is trying to achieve an agreement that would not require Congressional action, Mr. Baker said.

David Sobel, a senior counsel with the Electronic Frontier Foundation, a nonprofit organization dedicated to data-privacy rights, said the administration’s depiction of the process of correcting mishandled data through agency procedures sounds “very rosy,” but the reality is that it is often impossible, even for American citizens, to win such a fight.

Officials said it remains unclear when the agreement can be completed. But there are several pressures encouraging negotiators to sprint to the finish.

Bush administration officials say they would like to resolve the problem before they leave office next January. If the agreement does not require legislative action, Mr. Bush could complete it with a signature.

European officials may have an easier time securing its approval now, before the European Union completes proposed changes. Member nations now ratify such accords, but the changes would hand ratification power to the European Parliament, which has been skeptical of American antiterrorism policies. The report says Europeans intended to wait until 2009 after the planned completion of the reforms to finish it. But the changes are now facing likely delay after Irish voters rejected them in a referendum this month.

In addition, businesses that operate on both sides of the Atlantic are pushing to make sure they are not caught between conflicting legal obligations.

“This will require compromise,” said Peter Fleischer, the global privacy counsel for Google. “It will require people to agree on a framework that balances two conflicting issues: privacy and security. But the need to develop that kind of framework is becoming more important as more data moves onto the Internet and circles across the global architecture.”



Report "Intercettazioni"

·                            Indice delle sezioni

·                            Indice degli articoli

·                            Articoli

Indice delle sezioni

Intercettazioni (79)


Indice degli articoli

Sezione principale: Intercettazioni

La <pazza pericolosa>, la frustrata e i ruoli di serie B ( da "Corriere.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: fuori già nella prima tornata di intercettazioni, in condominio con Elena Russo, Eleonora Gaggioli, Camilla Ferranti ed Evelina Manna che, ritirata in ballo pure lei ("Telefonatele, è in uno stato di frustrazione assoluta", si raccomanda Berlusconi con il produttore Guido de Angelis), sbotta così: "Quello che dice il presidente del Consiglio al telefono come faccio a controllarlo?

Berlusconi: un regime, ma non mollerò ( da "Corriere.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: diffusione delle intercettazioni con Saccà chiude le ultime vie di mediazione Berlusconi: un regime, ma non mollerò L'ira del Cavaliere: andrebbe usato il napalm su chi dà in pasto conversazioni private senza rilevanza penale "A Strasburgo, tra i miei colleghi europarlamentari, ho avvertito un senso di stupore e di sconcerto quando abbiamo iniziato a esaminare gli atti del caso Unipol"

Lo sfogo di Saccà: è una farsa Sulle attrici ho detto no a tutti ( da "Corriere.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Veniamo alle intercettazioni, Saccà. Perché per Berlusconi la signorina Antonella Troise era diventata "pericolosa"? "Veramente non saprei... Però so che la Troise non ha lavorato in Rai. Questo è il punto, questo è il punto! Ho sempre applicato regole rigorosissime.

Costanzo, Urbani, Landolfi e Mastella <Ecco perché chiamammo Saccà> ( da "Corriere.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: La nuova bufera intercettazioni Costanzo, Urbani, Landolfi e Mastella "Ecco perché chiamammo Saccà" Maurizio Costanzo "Brigitta Boccoli? Non la conosco" ROMA "Scusate, signori, dove si sostanzia il reato di segnalazione? Perché un uomo di spettacolo come me non potrebbe spiegare a un altro uomo di spettacolo come Saccà che un'attrice è brava?

Veltroni: <Intercettazioni? I magistrati le usino, ma non siano pubblicate> ( da "Corriere.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Intercettazioni? I magistrati le usino, ma non siano pubblicate" Il segretario Pd: "Bisogna salvaguardare la privacy dei cittadini, che è un valore" Walter Veltroni ROMA - I magistrati devono essere liberi di compiere intercettazioni telefoniche, purché non finiscano sulla stampa danneggiando la privacy: è la posizione di Walter Veltroni,

Berlusconi, sì all'immunità - roma ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Intercettazioni, bufera sull'Agcom Berlusconi, sì all'immunità Disegno di legge per le alte cariche. Veltroni: opposizione dura ROMA Sono saliti sul Colle prima l'uno poi l'altro. Quasi dandosi il cambio. Bussa Angelino Alfano, il Guardasigilli.

Blitz del governo, passa il lodo alfano - silvio buzzanca ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Fra frizzi e lazzi - "State zitti: sto parlando al telefono, altrimenti non possono intercettarmi" - il Cavaliere ha portato all'esame del Cdm un testo composto da un solo articolo e otto commi. E lo ha anche votato, senza lasciare la sala dove si riuniscono i ministri. Malgrado la norma lo favorisca. I ministri tutti d'accordo.

Sull'immunità destra in testacoda nel '93 fulmini da fini e bossi - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: di sostanziare le proprie indagini attraverso quei riscontri ottenibili solamente mediante perquisizioni domiciliari e intercettazioni telefoniche". E quindi, concludeva il comunicato di via Bellerio, "auspichiamo una maggiore decisione nell'abolizione di privilegi che non trovano oggigiorno altra giustificazione se non un corporativo interesse di casta". (Ansa, 29 ottobre 1993).

L'amaca - michele serra ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: da tutta la vicenda delle intercettazioni Rai viene fuori piuttosto un altro "scandalo", che rischia di rimanere insabbiato sotto la greve cipria del gossip erotico. Lo scandalo è che una caterva di politici telefonano a Saccà e altri boss della televisione per blaterare di palinsesti, generi televisivi, fiction, recitazione.

Eur, stop al "metrò leggero" - carlo alberto bucci ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercetta i pendolari di Ostia (altro parking di scambio per i pendolari) e, correndo al centro della Cristoforo Colombo, arriva fino al Laghetto dell'Eur e alla fermata della metro B. Una rete - più che una linea, poiché comprende altre tratte minori ma correlate - che è frutto di una difficoltosa gestazione.

Colpo al racket dei transessuali - gabriele isman ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni telefoniche, scattate dopo la denuncia. "Se non paga, fatela sloggiare", "L'ammazzo di botte": con frasi di questo tipo il gruppo parlavano dei trans e delle prostitute sotto ricatto. E a ogni mossa dei carabinieri, aumentava il numero delle vittime accertate: dalla denuncia del settembre scorso alle prostitute trovate nelle perquisizioni nei due appartamenti si

La raccomandazione fallita e i poteri magici di letizia - antonio dipollina ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Siccome saranno le ultime intercettazioni che si potranno visionare, meglio incassare il dato che riguarda l'algida, efficiente, impeccabile sindaco Letizia Moratti. Che nel pieno delle mission impossibili nelle quali si immerge ogni giorno, senza peraltro prendere una minima piega, quella volta alzò il telefono e chiamò il suo ex-sottoposto Agostino Saccà,

Boss in libertà, processo rinviato e scoppia la guerra tra i giudici ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: nel momento in cui un processo entrano le intercettazioni, dovrebbero entrare soltanto quelle rilevanti e questo dovrebbe stabilirlo l'autorità deputata". Per Infantini va cambiata la struttura del processo, selezionando il materiale relativo alle intercettazioni. E, mentre prepara la risposta scritta da consegnare nelle mani del procuratore generale Riccardo Dibitonto,

"fitto smetta di attaccare i magistrati" - mara chiarelli ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: copia di tutte le intercettazioni dell'indagine. Al diniego del giudice, basatosi su una questione procedurale, aveva replicato sulle pagine dei giornali, annunciando persino una denuncia nei confronti degli uffici giudiziari di Bari "che all'epoca erano gli unici depositari di conversazioni estranee all'ordinanza, per verificare le responsabilità relative alla illecita diffusione"

L'anm: fitto, basta attacchi ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: aveva dato copia integrale delle intercettazioni del processo. "Percorrere la via giurisdizionale - ammonisce l'Anm - rappresenta la più ampia tutela per indagati o imputati, soprattutto se rivestono incarichi istituzionali". Si evita "il rischio che un diverso comportamento sia avvertito come un tentativo di ledere l'indipendenza della magistratura e di delegittimare i magistrati"

Barletta, scandalo a luci rosse manette alla "signora della notte" - giovanni di benedetto ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: i carabinieri intercettano alcune telefonate tra i componenti di un clan e alcune prostitute. Emerge che alcuni clienti erano disposti a pagare fino a 400 euro "a botta" come scrive il gip del tribunale Francesco Zecchillo nell'ordinanza di custodia cautelare, "clienti di un certo livello", si legge nei verbali, "dai diversificati e coloriti appetiti sessuali"

Nani, telefoni e ballerine ( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: telefoni e ballerine Roberto Cotroneo Intercettazioni Rilevanza penale: da accertare. Vero voyeurismo: certo. Eppure è tutto molto interessante per capire cosa succede in questo Paese. In pratica: visto che le hanno messe on line le telefonate di Saccà con Berlusconi, e poi con i produttori, con le attrici e con i consiglieri di amministrazione,

Forleo assolta, non ha commesso illeciti Caso Unipol, la disciplinare del Csm la salva. La gip: Ripaga avere fiducia nella giustizia ( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ordinanza con cui aveva chiesto al Parlamento l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni di sessantotto telefonate, disposte nell'ambito della inchiesta Unipol-Bnl, nelle quali comparivano anche sei parlamentari (gli esponenti del Pd Massimo D'Alema, Piero Fassino e Nicola Latorre, nonché Luigi Grillo, Romano Comincioli e Salvatore Cicu del centrodestra).

Veltroni: i problemi del Paese messi in un angolo Ma il premier tira dritto: La gente è con me, se pensano di fermarmi sbagliano ( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sennò non mi intercettano bene.". Secondo Veltroni invece i magistrati possono fare "tutte le intercettazioni che ritengono necessarie ai fini dell'indagine, purché non finiscano sui giornali" in una violazione della privacy. Anche per l'Udc il doppio scudo "compromette il dialogo sulle riforme", e per Casini non è uno scandalo l'immunità,

Il potere al telefono per l'ultima divetta Il circo Barnum della gnocca ( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il problema che mi interessa in questa cosa non è se sia giusto o no pubblicare queste intercettazioni. Obbiettivamente pare un po' di origliare dietro una porta. Il problema è il contenuto. Ma può il capo dell'opposizione, ex presidente del consiglio dei ministri telefonare per (aspettate che mi rileggo il nome se no non mi entra in testa), Antonella Troise?

Intercettazioni la mortificazione di Fede ( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ha sostenuto che si sono intercettate persone che non c'entrano niente e che non sono indagate. Falso, non sono state intercettate persone non indagate, ma solo i telefoni di Saccà, su ordine della magistratura per un'indagine per corruzione, quindi tutto legittimo. La stampa fa solo il suo mestiere (finché potrà), le pubblica e scoperchia un sottobosco schifoso.

La famiglia Orlandi crede nella supertestimone Gli inquirenti vanno avanti. Ascoltato l'ex Nar Carminati che ha negato il coinvolgimento della Banda della Magliana ( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Tra questi una serie di intercettazioni degli anni ottanta ritenute attendibili. Due in particolare, quelle delle chiamate arrivate ai genitori di Emanuela Orlandi nell'estate del 1983 e con le quali venivano comunicate le modalità per il recupero del tesserino del corso di musica della giovane ed una sua lettera in cui diceva di stare bene.

IL GARANTISMO? UNA RELIGIONE ( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Da colpire in ogni modo: pubblicazione di intercettazioni, squadrismo mediatico su falsi problemi, dubbi insinuati come verità o comportamenti privati di nessuna rilevanza elevati al rango di reati. Così, per vedere l'effetto che fa. Così, per far passare il messaggio: " se ne scrivono, qualcosa avrà pur fatto" (.

GARANTISTI. A ROMA E GENOVA ( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: immondizia delle intercettazioni. Vi rivelo un piccolo retroscena. Qualche giorno fa, Massimiliano Morettini, uno degli indagati per Mensopoli, mi ha chiamato ringraziandomi per l'onestà e la correttezza garantista della linea del Giornale. Noi, politicamente, a Morettini non abbiamo mai fatto nessuno sconto: non sul G8,

<Lo scudo? Scelta politica> ( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Troppe controversie sono già aperte tra il Palazzo e le toghe: dal provvedimento sulle intercettazioni a quello sospendi-processi, fino agli attacchi del premier Silvio Berlusconi ai magistrati politicizzati, per i quali l'Anm ha chiesto di incontrare il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Calma, dunque, giudizio sospeso.

Indagini scomode sui Ds Forleo assolta dal Csm ma rischia il trasferimento ( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: le intercettazioni telefoniche dei parlamentari diessini Massimo D'Alema, Piero Fassino e Nicola La Torre. Ieri il Consiglio superiore della magistratura spazza via due anni di accuse roventi lanciate contro il magistrato da una parte del mondo politico, raccolte e fatte proprie dalla Procura generale della Cassazione che aveva chiesto la censura e il trasferimento della Forleo.

Nonostante i dubbi Napolitano firmerà ( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Certo, il passo avanti che ha compiuto la maggioranza ritoccando il lodo è considerato troppo timido per riuscire a rasserenare il clima, avvelenato ancora di più dalle ultime intercettazioni. Ma la mediazione del Colle continua. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Berlusconi scherza sulle cimici Poi rilancia: <Parlerò agli italiani> ( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Berlusconi torna sulle intercettazioni pubblicate da L'Espresso. "Una vergogna", ripete in Consiglio dei ministri. "Una vergogna - spiega - che però farà aprire gli occhi agli italiani perché in quelle conversazioni non c'è assolutamente nulla". E che le intercettazioni non debbano finire sui giornali lo pensa anche Veltroni,

E il Pm Ingroia cerca consensi all'assemblea Sd ( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: limiti alle intercettazioni telefoniche. Fino all'uso dell'esercito per contrastare la criminalità. "Noi stessi non ce ne rendiamo conto - ha spiegato ai militanti del partito a sinistra del Pd - perché stiamo passando di assuefazione in assuefazione, ma siamo ben al di là della legislazione d'assedio all'informazione libera e all'indipendenza della magistratura degli anni passati,

<O mi vendo, o devo rubare> La vita d'inferno dei bimbi rom ( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sorpresa da un'intercettazione: "Io questo pericolo non lo corro, io i miei li tengo al guinzaglio". La catena stretta al collo dei ragazzini mandati a mendicare nelle metropolitane, addirittura in mezzo allo shopping della Galleria, quando Natale è vicino e la compassione della gente è più a buon mercato.

Sarà riesumato e portato al cimitero il corpo del boss sepolto in chiesa ( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Tra questi una serie di intercettazioni degli anni '80 ritenute attendibili. Si tratta di due chiamate arrivate ai genitori di Emanuela Orlandi nell'estate del 1983 e con le quali venivano comunicate le modalità per il recupero del tesserino del corso di musica e una sua lettera in cui diceva di stare bene.

(segue dalla copertina) dal nostro inviato ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Ci si occupa di intercettazioni - dice Nicola Torri, 24 anni, chimico di Rimini - di impunità del potere e di federalismo fiscale. Parlamento e sindacati dimenticano che quando potremo pensare al matrimonio e a una famiglia, sarà troppo tardi". Perché una società vecchia, ancora organizzata per un mercato interno, ma consegnata anche economicamente nelle mani dei giovani,

Matrix, cronaca tutta l'estate ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Prossima puntata: intercettazioni telefoniche Matrix, cronaca tutta l'estate "è incomprensibile che l'approfondimento chiuda, per di più dopo una stagione di polemiche forti su giustizia e sicurezza. A questo punto la gente immagina Travaglio e Schifani in vacanza insieme, o magari Floris con la Prestigiacomo".

Quelle richieste al cavaliere per entrare in paradiso - (segue dalla prima pagina) natalia aspesi ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni delle telefonate negli ultimi mesi del 2007 tra i protagonisti di questa storia umiliante, appare per prima cosa stupefacente che sia stato così facile, in questo caso per non poche giovani donne, mettersi direttamente in contatto con un uomo di massimo potere politico e mediatico, in quel periodo non a capo del governo ma che comunque si poteva immaginare superindaffarato

L'allarme di ingroia "con quelle leggi è il deserto del diritto" - umberto rosso ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Decreto per fermare le intercettazioni? "Non mi pare affatto che siano queste le emergenze. A Palermo, fra un mese, saremo costretti a fermare le intercettazioni. Ma non quelle per le veline. Quelle contro la mafia, quelle che hanno portato in galera Riina e Lo Piccolo.

Unipol, il csm assolve la forleo - davide carlucci ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: eventuale iscrizione nel registro degli indagati dei parlamentari intercettati - oltre a D'Alema e Latorre anche l'allora segretario dei Ds Fassino e tre deputati di Forza Italia, Cicu, Comincioli e Grillo - era rinviata a dopo: le intercettazioni non erano utilizzabili senza il placet del parlamento. Stessa linea del gip, ma se i pm non hanno fatto valutazioni, "la Forleo,

Clementina trattiene le lacrime "prima o poi la giustizia trionfa" ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: bensì dei contenuti di quelle intercettazioni, dialoghi da stomaco forte, come li chiama Cordero...". Affondo finale in un'udienza che per la Forleo poteva anche essere una caporetto, come per il procedimento sul presunto "complotto" ai suoi danni da lei denunciato, sul quale la prima commissione del Csm ha già dato la sua indicazione,

E saccà spiegò i conti rai a berlusconi ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Espresso ieri sono state rese disponibili le versioni audio di altre intercettazioni ? dopo quelle diffuse giovedì ? disposte dalla procura di Napoli nell'inchiesta per corruzione nella quale sono indagati Silvio Berlusconi e Agostino Saccà. Ne pubblichiamo alcuni brani. I CONTI RAI A BERLUSCONI Agostino Saccà (S), all'epoca direttore della Fiction Rai, chiama Giuliano Urbani (U),

Intercettazioni e fiction l'agcom richiama innocenzi - aldo fontanarosa ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: pubblicare le intercettazioni: "Noi - dice Walter Veltroni, leader del Pd - siamo perché i magistrati facciano tutte le intercettazioni utili ai fini delle indagini. Ma queste poi non devono finire sui giornali. La riservatezza dei cittadini è un valore". Base di partenza per nuove regole - aggiunge Anna Finocchiaro - dovrebbe essere il disegno di legge Mastella che salvaguarda tre cose:

"chi si scandalizza mi fa ridere l'italia è corrotta, lo sanno tutti" - silvia fumarola ( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Signora Di Benedetto, le intercettazioni raccontano un paese che vive di raccomandazioni e intrallazzi. "L'Associazione nazionale magistrati ha condannato questa diffusione deprecabile delle intercettazioni e l'uso strumentale che se ne fa... Ma poi, i giornali importanti che vanno dietro a queste cose.

STRATEGIA DELLA FRETTA ( da "Stampa, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: indomani della pubblicazione delle nuove intercettazioni telefoniche sul caso Saccà-Rai in cui è coinvolto, e dopo due settimane di scontri e polemiche sulla giustizia, che rievocano il clima della legislatura 2001-2006 e la stagione delle "leggi ad personam". Anche senza cedimenti, di cui peraltro il presidente del consiglio non ha alcuna intenzione,

Il Governo vara l'immunità per le quattro più alte cariche ( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: inchiesta Unipol e alle intercettazioni di alcuni parlamentari, tracui Massimo D'Alema ePiero Fassino. u pagina 15 La Lombardia smaltirà spazzatura campana La giunta regionale lombarda accoglierà la spazzatura napoletana. Sarà la multiutility A2A a smaltire parte delle 7mila tonnellate di rifiuti in arrivo in Lombardia.

C'è il Lodo, si punta all'accordo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: delle intercettazioni che lo riguardano, pubblicate dall'Espresso, aveva perorato la causa del Lodo con la "necessità " di mettere al riparo da "processi di parte" chi ha "responsabilità di governo o istituzionali". E aveva fatto riferimento alle sue vicende personali: i tanti processi "subìti" e l'"innocenza" più volte riconosciuta.

Caso Unipol, il Csm assolve il Gip Forleo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: uso di intercettazioni che riguardavano alcuni parlamentari,tra cui gli esponenti del Pd Massimo D'Alema e Piero Fassino, nell'ambito dell'inchiesta Unipol. "Avere fiducia nella giustizia prima o poi paga", ha commentato la Forleo, per la quale il rappresentante della Procura generale della Cassazione, Federico Sorrentino,

Un altro blitz alla clinica Santa Rita <Inutili quelle protesi agli anziani> ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: il Gip Micaela Serena Curami riporta un passo di un'intercettazione nella quale Arabella Galasso, dirigente dell'equipe di ortopedia, indagata per truffa, riferendosi a Francesco Paolo Pipitone, il 75enne notaio in pensione, diceva che l'anziano padre-padrone della clinica "se prende una macchina da guerra come Scarponi.

Forleo assolta dal Csm Non sarà trasferita ( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: epoca delle intercettazioni D'Alema era deputato europeo) ma non costituiva "un illecito disciplinare". Respinta dunque la richiesta del sostituto pg di Cassazione Federico Sorrentino che premeva per la "censura" e il trasferimento d'ufficio sostenendo che l'ordinanza inviata al parlamento conteneva "un abnorme e non richiesto giudizio anticipato"

<Povero Saccà>. E la sinistra diventa solidale ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: più gravi di ciò che appare in quelle intercettazioni. Ma emerge comunque un quadro a tinte squallidissime, una gelatina orrenda, il contesto di una lottizzazione minore e veramente penosa che nell'immaginario collettivo deturpa il volto della tv pubblica". Anche Vita indica nel caso Innocenzi l'aspetto "più inquietante" della vicenda Saccà: "Lì si apre un problema istituzionale,

ANTICIPAZIONI ( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: IMMUNITÀ Dal governo via libera al ddl salva Berlusconi PAGINA 4 INTERCETTAZIONI Unipol, il Csm dà ragione a Clementina Forleo PAGINA 4 PARTITO DEMOCRATICO D'Alema va a sinistra, ma Veltroni non lo sa PAGINA 6/7 ECONOMIA Il petrolio sale alle stelle. Mutui, allarme di Draghi PAGINA 8 INTERVISTA Evo Morales contro l'Europa Per il presidente della Bolivia la direttiva Ue sui rimpatri è "

Il Csm assolve la Forleo: corretta su Unipol ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: corretta su Unipol Politici intercettati, il Pg chiedeva il trasferimento del magistrato. Mancino: autonomia dimostrata Per motivare la richiesta di uso delle intercettazioni il gip ipotizzò una "procedibilità penale" per D'Alema e Latorre MILANO - Non andò oltre i suoi doveri di giudice Clementina Forleo quando definì i parlamentari,

Politica e tv L'inchiesta ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria: BREVI Politica e tv L'inchiesta \\ La pubblicazione delle intercettazioni è la chiara dimostrazione di un accanimento politico teso a sovvertire l'esito delle elezioni Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 3 La Nota di M... ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: E le intercettazioni hanno effetti controversi sull'opinione pubblica. La resa dei conti, dunque, potrebbe riservare sorprese. Ma la lacerazione che si crea accentua tensioni non solo istituzionali. è una rissa nella quale si smarriscono le responsabilità, e diventano palpabili i danni.

<Sono una vittima Urbani trasparente> ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: protesta Ida Di Benedetto, produttrice e autrice citata in alcune intercettazioni. "Di questa storia - sottolinea - sono una vittima. Il problema, forse, è che Urbani (consigliere Rai e suo compagno, ndr) è una persona trasparente, senza macchia e io vengo usata come oggetto, anche se da trent'anni faccio questo mestiere".

La Troise e le altre nella fiction di Tognazzi ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Attrice non protagonista anche Ida Di Benedetto, pure lei finita nelle intercettazioni assieme al suo compagno Giuliano Urbani. Altro nome, stavolta in via indiretta, quello di Francesco Venditti. Non recita nella fiction ma la sceneggiatura è opera della mamma, Simona Izzo, e la regia del marito di lei, Ricky Tognazzi.

Curzi <pentito>: abbiamo sbagliato a sospenderlo ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: certo tipo di intercettazioni siamo tutti portati a scherzare. Se io dirigessi un giornale, non pubblicherei mai molto di quel materiale. Roba privata. Il vero punto è che esce un'Italia in cui tutti siamo amici, ai vertici. Dalla destra alla sinistra". C'è però Saccà che parla bene di Minoli a Silvio Berlusconi e tenta di farlo nominare direttore generale al posto di Claudio Cappon.

Veltroni: no alle intercettazioni sui giornali ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: dal caso Mills alla vicenda intercettazioni: "Ma che dovrei fare? O ci si difende, o si lavora e si governa. E questa roba delle intercettazioni è una vergogna da fermare". Per poi concludere, minaccioso: "Per ora non faccio la conferenza stampa. Ma vi assicuro che prima o poi dirò tutto quello che so sui magistrati".

5 I ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria: BREVI 5 I mesi Tra giugno e ottobre 2007 vengono effettuate le intercettazioni 2 Le lettere Contengono l'atto d'accusa disciplinare contro Saccà.

<Si parlava dell'addio di Cappon Ma poi sono stato io la vittima> ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Cosa pensa delle intercettazioni pubblicate? "Penso ciò che scrive con ironia Liberazione. Se le intercettazioni sono quelle, e magari avremo a che fare con le carte ancora per vent'anni, c'è solo da sorridere. E da riflettere sull'indubbia professionalità di un Saccà che, resistendo a mille sollecitazioni, ha realizzato prodotti vincenti.

Il premier: uno scandalo. Ma il provvedimento slitta ( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: INTERCETTAZIONI SACCÀ Il premier: uno scandalo. Ma il provvedimento slitta "Una vergogna da fermare a tutti i costi". Silvio Berlusconi non si riferiva al contenuto delle sue telefonate con l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, ma al fatto che quelle telefonate oggetto di un'inchiesta che lo coinvolge siano state pubblicate dal settimanale "

Intercettazioni Unipol Il Csm assolve la Forleo ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: decisione che dimostra indipendenza Intercettazioni Unipol Il Csm assolve la Forleo MILANO - La sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura ha assolto Clementina Forleo. Secondo l'organo di autogoverno dei giudici, la gip milanese non è venuta meno ai suoi doveri quando, nella sua ordinanza di fine luglio 2007, definì sei parlamentari non indagati (

Alfano ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: non si può passare la vita ad intercettare veline". Un botto. E sia chiaro, Casson è inflessibile sull'autonomia delle toghe, si trova in "disaccordo" con Luciano Violante, secondo cui in Italia esiste solo formalmente l'obbligatorietà dell'azione penale. Ed è contrario alla reintroduzione dell'immunità parlamentare.

Black out di cronaca sui potenti ( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: anche se un po' in ritardo nel calendario dei lavori parlamentari, è quella sulle intercettazioni che il governo vuole fare approvare così com'è o persino peggiorare di fronte agli ultimi fatti di cronaca. Prevede il divieto assoluto di pubblicazione di tutti gli atti di indagine fino a che non sia iniziato il pubblico dibattimento.

<Io e de Magistris lo stesso destino Ora ho più coraggio> ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: come la richiesta di utilizzo delle intercettazioni presentata dalla Procura di Milano al Parlamento europeo, confermano le mie considerazioni". Ora ci sono altri due procedimenti da affrontare. "Ho sempre avuto fiducia nella giustizia. Averne, prima o poi paga. Certo, se si ha l'onestà e la dignità per andare avanti senza cedere dinanzi a nulla,

Politica e tv Il caso ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: REDAZIONALE Politica e tv Il caso Intercettazioni, i giornalisti vanno in piazza La protesta Giornalisti in piazza oggi a Venezia per la prima manifestazione pubblica contro il ddl del governo sulle intercettazioni. L'iniziativa è promossa dall'Unione nazionale cronisti italiani, d'intesa con Fnsi e Ordine dei giornalisti.

Casson e i dubbi sulle toghe: così ricreano il Caimano ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Così come siamo in procinto di presentare un pacchetto sulle intercettazioni con norme più restrittive che ne impediscano la divulgazione". Ecco l'altro terreno di scontro, "l'ennesima prova del complotto di giudici sovversivi" secondo il Cavaliere, che si sente oggi circondato dalle procure di Milano e Napoli.

ULTIM'ORA ( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il dittatore lo ha salutato dicendo: "Ciao, Muhammar". Lodo Schifani, verranno prese le impronte digitali alle quattro alte cariche dello stato. Veltroni: "Le intercettazioni vanno pubblicate solo se non sputtanano". L'Arabia Saudita aumenta la produzione di Ezio Greggio.

<Aiuta Ida o saranno guai> <I capi? Due mezze calzette> ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Due mezze calzette" MILANO - Ecco alcune delle intercettazioni messe online sul sito dell'"Espresso". L'ex ministro della Cultura Giuliano Urbani chiama l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà e gli chiede un aiuto per dei progetti che coinvolgono la sua compagna Ida Di Benedetto, ex attrice e ora produttrice (17 giugno 2007).

Fava: <Noi mai nel Pd> All'assemblea il pm Ingroia ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: All'assemblea c'è anche Antonio Ingroia, magistrato a Palermo, che attacca le leggi su intercettazioni e sospensione dei processi: "Creano un baratro tra giustizia e cittadini". Poi precisa: "Sono stato invitato e avrei accettato un invito anche da un partito di maggioranza".

E il superbanchiere difende il monsignore ( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni che millantano pressioni ad alto livello. E se la politica tace, quasi timorosa nel metter bocca in un tale vespaio, in tribunale l'asse tra Pd e Curia, sulla quale si reggono gli equilibri della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, trova una sua plastica riproduzione nella figura di Giuseppe Mussari,

Le favorite ai tempi del Cavaliere Le richieste per entrare in paradiso ( da "Repubblica.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni delle telefonate negli ultimi mesi del 2007 tra i protagonisti di questa storia umiliante, appare per prima cosa stupefacente che sia stato così facile, in questo caso per non poche giovani donne, mettersi direttamente in contatto con un uomo di massimo potere politico e mediatico, in quel periodo non a capo del governo ma che comunque si poteva immaginare superindaffarato

<Io e de Magistris lo stesso destino. Ora più coraggio> ( da "Corriere.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: come la richiesta di utilizzo delle intercettazioni presentata dalla Procura di Milano al Parlamento europeo, confermano le mie considerazioni". Ora ci sono altri due procedimenti da affrontare. "Ho sempre avuto fiducia nella giustizia. Averne, prima o poi paga. Certo, se si ha l'onestà e la dignità per andare avanti senza cedere dinanzi a nulla,

Caso intercettazioni, <Povero Saccà>. E la sinistra diventa solidale ( da "Corriere.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: INTERCETTAZIONI "Povero Saccà". E la sinistra diventa solidale Liberazione: vita infernale e non ottiene nulla. Gentiloni: le attrici? Cattivo gusto ma fatti marginali ROMA "Solidarietà ad Agostino Saccà". In prima pagina. E non è un foglio vicino al Pdl ma si tratta di Liberazione, un "giornale comunista " come si legge sulla testata.

Berlusconi, ecco lo <scudo> per una serena vecchiaia ( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: quello sulle intercettazioni. Priorità alle norme blocca processi, scudo e prima ancora decreto sicurezza. Il ministro Alfano che a dispetto degli eventi tenta ancora di presentarsi come un moderato aperto al dialogo ha detto che sul nuovo disegno di legge spera di ottenere "un ampio consenso parlamentare".

"O mi vendo o rubo" Ecco la vita d'inferno dei bambini rom ( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sorpresa da un'intercettazione: "Io questo pericolo non lo corro, io i miei li tengo al guinzaglio". La catena stretta al collo dei ragazzini mandati a mendicare nelle metropolitane, addirittura in mezzo allo shopping della Galleria, quando Natale è vicino e la compassione della gente è più a buon mercato.

Di Pietro: "Abbiamo un capo del governo che fa il magnaccia" ( da "Repubblica.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 400 intercettazioni, i protagonisti sono non solo il premier ma anche altri politici e nomi che pesano e il contenuto è, si dice, ad alto contenuto erotico. Antonio Di Pietro attacca a testa bassa il premier. Tra una trebbiatura e l'altra in quel di Montenero di Bisaccia, ha fatto una conferenza stampa per dire,

Bambini rom, ecco la vera barbarie ( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sorpresa da un'intercettazione: "Io questo pericolo non lo corro, io i miei li tengo al guinzaglio". La catena stretta al collo dei ragazzini mandati a mendicare nelle metropolitane, addirittura in mezzo allo shopping della Galleria, quando Natale è vicino e la compassione della gente è più a buon mercato.

E' rinviato a settembre il processo per spaccio ( da "Stampa, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Ieri in udienza - giudice Elena Stoppini, pm Fabrizio Argentieri - hanno deposto fra gli altri i carabinieri che eseguirono pedinamenti e intercettazioni. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Alberto Pelfini, Giovanni Aquino, Francesco Mora e Sabrina Cane.

"Magnaccia", parola romanesca presente anche nei dizionari ( da "Repubblica.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: utilizzato oggi da Antonio di Pietro per commentare il ruolo di Silvio Berlusconi nelle intercettazioni sul caso Saccà; ma "magnaccia" è entrato ormai nel lessico italiano, e figura anche nei dizionari. Letteralmente, significa sfruttatore, protettore di prostitute. Ma viene dal romanesco, e ha un'origine onomatopeica: il magnaccia colui che mangia (o "magna") alle spalle altrui.

Sciolto il consorzio dell'area industriale ( da "Stampa, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Lo scopo: "intercettare" l'esigenza dei Comuni e delle aziende di fare sistema sul territorio e allo stesso tempo assicurarsi le possibilità di sviluppo grazie ai finanziamenti regionali e statali. Il consorzio, con sede a Mondovì, è stato l'unico a gestire tutti i Piani di Insediamenti Produttivi del Monregalese e del Cebano.

Legge-intercettazioni I grillini si imbavagliano ( da "Stampa, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni I grillini si imbavagliano "No alle leggi sulle intercettazioni telefoniche e blocca processi". Consegnando volantini in cui erano riassunti i punti principali della loro protesta, gli "amici di Beppe Grillo a Vercelli", si sono imbavagliati ieri mattina di fronte al Tribuale contro i provvedimenti emessi dal governo e a favore dei magistrati.


Articoli

La <pazza pericolosa>, la frustrata e i ruoli di serie B (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Le attrici "raccomandate" La "pazza pericolosa", la frustrata e i ruoli di serie B Per la Troise una parte in "Capri" ROMA Ecco forse qual è stato il guaio. Sette anni fa, ad un galà giù a Bari, la presentarono ad Alberto Sordi che forse apprezzò più che altro la stangona bionda ma, da gran signore, le fece tanti cari auguri per una luminosissima carriera. Già da prima e da allora più che mai "quella pazza pericolosa di Antonella Troise", per dirla con Berlusconi, si ripeteva in testa un solo mantra: diventerò una grande attrice. Karma non pervenuto. Lo stringato curriculum (età non specificata) segnala una partecipazione a "Chiavi in mano" con Martufello e un cameo ne "La regina degli uomini pesce" con Ramona Badescu, poi finalmente un ruolo decente in "Casomai" di Alessandro D'Alatri e, finalmente bis, un copioncino tutto suo in "Capri", la superfiction su Raiuno. Lì era Gloria, cattivissima giornalista rosa. Un personaggio che magari non c'era nella sceneggiatura originale ma che sarebbe stato infilato di prepotenza "per far contento chi sai tu". Meno lieti sono stati, pare, i compagni di lavoro con cui ha a turno litigato sul set. Incompreso il talento: "Una cagna spaziale", ricordano. Fraintesa la personalità estrosa: "Mezza matta? Tutta ". La difende il regista Enrico Oldoini: "Con lei ho avuto un ottimo rapporto, era carina e disponibile. Raccomandata? Come altri cento che mi propone il casting. Il ruolo non le piaceva, non era convinta, ho dovuto insistere. Sì, mi raccontava che con altri aveva problemi". Lei, di buona famiglia campana, casa in Prati, affreschi, quadri di pregio, estati in Costa Smeralda, feeling per An, disse allora a Panorama: "Il gossip non mi tocca, sono forse troppo riservata nella vita per esserne una vittima". Certo, sì. Il suo nome e cognome spuntarono fuori già nella prima tornata di intercettazioni, in condominio con Elena Russo, Eleonora Gaggioli, Camilla Ferranti ed Evelina Manna che, ritirata in ballo pure lei ("Telefonatele, è in uno stato di frustrazione assoluta", si raccomanda Berlusconi con il produttore Guido de Angelis), sbotta così: "Quello che dice il presidente del Consiglio al telefono come faccio a controllarlo? La mia carriera cammina spedita comunque". Non quella di Antonella convinta (si apprende dalle telefonate segrete tra il Cavaliere e Saccà) che qualcuno (il premier) la odi e le voglia bloccare l'ascesa artistica. Inducendola forse a qualche chiacchiera di troppo (Berlusconi a Saccà: "È andata a dire delle cose pazzesche in giro"). Intanto ha girato con Ricky Tognazzi la fiction "I segreti dell'isola di Korè" (11 luglio prima al cinema Adriano), è il decimo nome in cartellone, al n. 17 c'è Simona Borioni, segnalata pure lei, vedi tu. Giovanna Cavalli stampa |.

Torna all'inizio


Berlusconi: un regime, ma non mollerò (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

La diffusione delle intercettazioni con Saccà chiude le ultime vie di mediazione Berlusconi: un regime, ma non mollerò L'ira del Cavaliere: andrebbe usato il napalm su chi dà in pasto conversazioni private senza rilevanza penale "A Strasburgo, tra i miei colleghi europarlamentari, ho avvertito un senso di stupore e di sconcerto quando abbiamo iniziato a esaminare gli atti del caso Unipol". Il racconto di Giuseppe Gargani misura la distanza tra l'Italia e l'Europa della civiltà garantista. Il presidente della commissione giuridica di Strasburgo rivela che "gli eurodeputati erano sbalorditi per la richiesta della magistratura italiana di utilizzare i colloqui telefonici tra Massimo D'Alema e l'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte, perché considerano la privacy un tabù inviolabile. "Non si può intercettare un deputato", mi dicevano. Ho dovuto spiegare con un po' di vergogna come da noi la legge viene aggirata. D'Alema mi ha fatto chiamare dagli amici degli amici per capire cosa ne pensavo della faccenda. Gli ho fatto sapere che se ha bisogno può chiamarmi direttamente, dato che ci conosciamo". Se in Europa la violazione delle regole nei casi giudiziari è vissuta come "uno scandalo", in Italia è invece un consolidato strumento di lotta politica. La diffusione dei colloqui tra Berlusconi e il dirigente della Rai Saccà - che fanno parte dell'inchiesta aperta dalla procura di Napoli - ha alimentato ieri lo scontro sulla giustizia, ostruendo le ultime vie di mediazione, allargando il fossato tra maggioranza e opposizione. Anche se nelle file dei democratici c'è chi indirettamente manifesta solidarietà al Cavaliere. Lo s'intuisce da una battuta dell'ex tesoriere ds Sposetti, che ha vissuto sulla propria pelle l'esperienza per il caso Unipol: "Sono ripartite le intercettazioni? E perché, si erano mai fermate?". No. E il premier aveva previsto che - dopo Milano - si sarebbe aperto il fronte giudiziario partenopeo. Aveva messo nel conto anche l'uscita dei suoi colloqui telefonici. Insomma, era preparato. Ma quando ieri l'hanno informato della notizia si è trattenuto a stento: "Dare in pasto alla stampa conversazioni private senza alcuna rilevanza penale è una vergogna. Andrebbe usato il napalm". E mentre il Cavaliere veniva inghiottito in un vertice sull'emergenza rifiuti, alla Camera s'inseguivano le voci. Il deputato napoletano Laboccetta confidava di sapere "con certezza che i magistrati stanno lavorando attorno a una serie di intercettazioni": "Riguardano il premier, e a quel che mi dicono sono molto private. Se non è una manovra orchestrata...". "Vorrà dire che gli italiani sapranno come anche in quel campo sono il numero uno", è stata la battuta di Berlusconi riferita dai suoi più stretti collaboratori, secondo i quali il Cavaliere alterna sprazzi di ottimismo e buonumore a momenti di profondo sconforto. In questi casi la vittima predestinata è l'avvocato-deputato Ghedini. È con lui che ragiona e si sfoga. "Eccoci", ha esordito anche ieri: "Invece di fare il presidente del Consiglio faccio l'imputato. E devo sentirmi pure la morale da quelli del Pd, che mi invitano a difendermi nei processi. Bene. Allora dovrei chiamare il capo dello Stato e avvisarlo che non potrò andare al G8 perché devo esercitare il mio diritto alla difesa. Dovrei dirgli che purtroppo l'Italia al G8 non sarà rappresentata. E siccome devo studiarmi le carte, non potrò convocare il Consiglio dei ministri, né firmare atti di governo. Dovrei fare così? Andiamo... La verità è che ormai siamo precipitati in un regime. Ma io non mollerò mai, mai". Più del caso Mills, è la diffusione delle intercettazioni a ferire il Cavaliere, perché teme ne venga ferita la famiglia. Il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto ha già passato questo "calvario": "Penso a quello che dovette subire mia madre". Ora aspetta di rivalersi "su una giustizia ingiusta", ma il punto è che - politicamente - non è stato ancora trovato un rimedio. Il ddl del governo tarda ad arrivare in Parlamento, perché Berlusconi vorrebbe restringere l'uso delle intercettazioni da parte dei magistrati, altrimenti - è il suo pensiero - resterebbe tutto come prima. Ma c'è chi fa presente che è più importante il controllo sulle richieste dei pm. Il problema comunque è così avvertito che l'Udc, con Luca Volontè, chiede ora che si agisca addirittura per decreto: "Solo in un verminaio può accadere che ogni sei mesi pseudo-giornalisti, in combutta con magistrati acquiescenti, pubblichino verbali di telefonate private. È una vergogna indegna per un Paese civile, lo stesso editore dell'Espresso dovrebbe vergognarsi". Dice il segretario del Pri, Francesco Nucara: "Se dopo appena due mesi di legislatura siamo già a questo punto, cosa accadrà di qui a cinque anni?". Italia, lontana periferia d'Europa. Francesco Verderami stampa |.

Torna all'inizio


Lo sfogo di Saccà: è una farsa Sulle attrici ho detto no a tutti (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

L'ex direttore fiction Lo sfogo di Saccà: è una farsa Sulle attrici ho detto no a tutti "Troise pericolosa? Veramente non saprei..." Agostino Saccà (La Presse) ROMA La prima reazione di Agostino Saccà è rotta dall'emozione: "Commenteranno tutto i miei avvocati. Forse sono destinato a diventare ricco, a forza di cause... Qui dal dramma stiamo arrivando alla farsa ". Ma quell'incrinatura nella voce scompare quasi subito. E riecco il Saccà di sempre: "Qualcuno dovrà scrivere che da direttore generale ho ridotto i costi Rai di 200 milioni di euro. Che da direttore della fiction Rai, l'anno scorso, ho voluto nove delle dieci fiction più viste della tv italiana". Veniamo alle intercettazioni, Saccà. Perché per Berlusconi la signorina Antonella Troise era diventata "pericolosa"? "Veramente non saprei... Però so che la Troise non ha lavorato in Rai. Questo è il punto, questo è il punto! Ho sempre applicato regole rigorosissime. Un provino non va bene? Nessuna scrittura. L'estetica del racconto prima di tutto. Berlusconi lo sa, è uomo di prodotto. Trovatemi una sola telefonata in cui mi rimprovera di non aver trovato una parte per una persona....". Il Cavaliere le promette, in quelle telefonate, "un sostegno" quando sarebbe diventato imprenditore di fiction: "Figuriamoci che risarcimento mi avrebbe assicurato, con tutte le attrici segnalate e mai scritturate ". Saccà replica a raffica. Sulla telefonata di Urbani per la fiction di Ida Di Benedetto: ""Angelica" non si teneva in piedi, non ne facemmo nulla, Urbani non poteva "spingere" qualcosa che non esisteva". Su Eliana Miglio "suggerita" dalla Moratti: "Ho rischiato di perdere una vecchia amica come Letizia in nome del rigore. L'ho sottoposta a un secondo provino, niente da fare. "Letizia, questo stile l'ho appreso da te", le ho detto ". La Giuditta Saltarini amica di Gianni Letta? "Nemmeno lei ha ottenuto una parte". Brigitta Boccoli e Giulietta Revel arrivate da Maurizio Costanzo? "Niente, niente, niente". E Simona Borioni cara a Fedele Confalonieri? "Nulla. Più serio di così... Lo stesso ho fatto con la Martinez. Bravissima, ma inadatta al ruolo di Coco Chanel. Che peso l'interessamento di Mastella, eh?". Su alcuni punti l'ex direttore generale della Rai e direttore di Raifiction "sospeso" è particolarmente reattivo. Per esempio sul suo consiglio a Berlusconi di favorire la nomina di Giovanni Minoli al posto di Claudio Cappon un anno e mezzo fa: "Partivo dal presupposto che aver imposto un direttore generale "sgradito" a Prodi era una forzatura. Minoli è uno dei migliori uomini della tv italiana, avrebbe messo politicamente d'accordo tutti sulla professionalità. Cosa c'è di male? Ma come si vede non se n'è fatto nulla ". Altro punto delicato, l'allora presidente della Vigilanza Mario Landolfi che chiama per il produttore Piero Di Lorenzo, nei guai per aver sostenuto spese superiori al compenso promesso: "Ho controllato. Di Lorenzo non ha avuto un solo euro in più del pattuito". Non parliamo del capitolo legato al "gioco più grosso", cioè al lavoro sui senatori che avrebbero potuto far cadere Prodi: "Lì è la parte più grave. Tutte frasi estrapolate. Tutto il senso stravolto. I miei avvocati possono dimostrarlo. La moglie di Bordon? Non ha mai lavorato, figuriamoci, ma cosa c'entriamo noi con le cadute dei governi, una tesi semplicemente non sostenibile... ". E come la mettiamo con questo strettissimo rapporto con Berlusconi, che la chiama "Agostino " mentre lei gli risponde in terza persona? "Siamo amici da vent'anni, cosa c'è di male? E in quel caso io uso un tono di rispetto verso il capo dell'opposizione. Sudditanza? Ma no, semplice educazione". In quanto a Fassino e Cuillo? "Hanno telefonato in tanti, lo assicuro, da tutte le parti. Se solo facessi i nomi". Per favore, almeno qualcuno... "Stiamo scherzando? Così ricominciamo". Paolo Conti stampa |.

Torna all'inizio


Costanzo, Urbani, Landolfi e Mastella <Ecco perché chiamammo Saccà> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

La nuova bufera intercettazioni Costanzo, Urbani, Landolfi e Mastella "Ecco perché chiamammo Saccà" Maurizio Costanzo "Brigitta Boccoli? Non la conosco" ROMA "Scusate, signori, dove si sostanzia il reato di segnalazione? Perché un uomo di spettacolo come me non potrebbe spiegare a un altro uomo di spettacolo come Saccà che un'attrice è brava?". Maurizio Costanzo, come fa spesso, usa l'arma dell'ironia. Ma poi alterna il sorriso a considerazioni più serie: "Ho letto il nome di alcuni politici al telefono di Saccà.... Sono pronto a scommettere che l'intero Parlamento gli abbia telefonato per sottoporgli una "segnalazione". Non solo ma che plotoni di autorevoli giornalisti di ogni campo e di ogni fatta abbiano compiuto lo stesso gesto. Scommettiamo?". In quanto al merito che la riguarda, Costanzo? "Molte cose posso aver fatto nella vita. Ma non segnalare Brigitta Boccoli che non conosco, l'avrò vista un paio di volte... non sono stato a io a occuparmi della signorina Boccoli. Giulietta Revel? Questo mi pare più probabile. Io la conosco, la stimo, ho lavorato con lei. Insisto: che male c'è? E poi parliamo di "segnalazioni", che non diventano certo "obblighi" per nessuno". In quanto a Saccà? "Mi pare un gran professionista, recentemente alla Rai si sono chiesti se non fosse il caso di farlo rientrare al suo posto, mi pare. Ricordo anche sua figlia: quando ero presidente di Mediatrade era una delle migliori nel gruppo di scrittura delle sceneggiature. Buon sangue non mente...". P. Co. Francesco Venditti "Raccomandato da Letta, fantastico" ROMA "Davvero? C'è il mio nome nelle intercettazioni? E si sente Gianni Letta che mi raccomanda? Fantastico". E qui Francesco Venditti, 32 anni, ride proprio de core. "Massì, tesoro, perché io non lavoro più in Rai dall'estate 2006 quando mi tolsero pure la parte da protagonista. Sono felice di essere nei pensieri di Letta. Si vede che quella telefonata però è servita a poco, è come se a Saccà l'avessi chiamato io: zero, appunto. Certo che schifo: la politica sta ormai dovunque, tranne che nella politica". Figlio d'arte al quadrato (Simona Izzo e Antonello Venditti), Francesco dice che il sottosegretario di Palazzo Chigi l'ha conosciuto "sì ma di striscio quest'anno a una festa natalizia di Mediaset, Buon Natale e via" e che non gli ha mai chiesto niente. E se fosse stata, metti caso, mamma Simona? "Boh, tutto può essere, che ne so di quello che succede a casa sua". Arrabbiato? "Mah, da una parte la capirei. Dall'altra... Che poi che fai, ti ci incavoli? E che je dovrei di'". Passare per raccomandato "mi rimbalza, è da quando sto all'asilo che mi dicono: a te non ti bocciano perché sei il figlio di Antonello, non sarà questo a rovinarmi la carriera, so quello che valgo". A che lavora? "Stavo in doppiaggio". Doppiava chi? "Gianni Letta, no?". Giovanna Cavalli Willer Bordon "Difesi Incantesimo come molti altri" ROMA "Certo, in quel periodo sono stato oggetto di tutte le attenzioni e le tentazioni del mondo. Ma ricordo che mia moglie non ha mai fatto un provino per Incantesimo e, anzi, da un anno è totalmente disoccupata. Mentre io mi sono dimesso da senatore prima che cadesse il governo Prodi". Nel suo ritiro di Monteporzio Willer Bordon scrive un libro di memorie mentre a Roma i suoi legali scrivono querele contro chi parla della cosiddetta "operazione libertaggio": far avere a sua moglie, l'attrice Rosa Ferraiolo, una parte in una fiction della Rai per spingere lui, senatore del centrosinistra, a saltare il fosso e far cadere il governo Prodi. "Spero che il mio telefono sia stato intercettato dice Bordon perché non troverebbero un bel niente". L'ex senatore difese Incantesimo quando la nuova serie sembrava a rischio. "Lo feci, come tanti altri politici, per difendere lo stipendio di chi ci lavorava. E perché conosco il produttore, Guido De Angelis, che abita proprio qui a Monteporzio. Ecco, se mia moglie avesse voluto un parte avrei potuto parlargli direttamente io. Ma io non faccio queste cose e poi a lei non interessava. Lo disse anche alla sua agente, che è la nipote di Totò, quando buttò lì l'idea". L. Sal. Clemente Mastella "Pronto a rifarlo per la Martines" ROMA Ammette tutto Clemente Mastella: "Sì, sì, me la ricordo quella telefonata. Alessandra la conosco da tanti anni, sin dai tempi di Pippo quando faceva Domenica In. Anche Agostino lo conosco, certo. E che male c'è?". La telefonata è quella dell'ex ministro della Giustizia al direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà, per spingere l'amica Alessandra Martines verso la parte di Coco Chanel in uno sceneggiato tv. "Anche Clemente sarebbe felice se facessi quel ruolo" dice la Martines allo stesso Saccà in un'altra telefonata intercettata. L'operazione non riesce: Martines ottiene un provino ma alla fine viene scartata e la scelta cade su Barbora Bobulova: "Visto? scherza Mastella . È la dimostrazione che tutto 'sto potere che tenevo in realtà è solo una leggenda. Non ho mai avuto fortuna in queste cose". Lo rifarebbe? "Certo, Alessandra a quel ruolo ci teneva tanto. E questa non è una raccomandazione ma una segnalazione". Dov'è la differenza? "Mi sono limitato a farle avere un provino ma non ho imposto un bel niente. Quelli hanno deciso in piena libertà, come è giusto che sia. Ma per Alessandra mi dispiace. Mi ha invitato tante volte a Parigi, magari andrò a trovarla con mia moglie". Lorenzo Salvia Il consigliere Rai Giuliano Urbani "Quella fiction non esisteva" ROMA Il consigliere Giuliano Urbani, area Pdl, si infervora: "Una mia segnalazione a Saccà sulla fiction Angelica. Non può esserci stata semplicemente perché la fiction... non esisteva. I produttori indicano un ventaglio di proposte. Poi Rai Fiction provvede a scegliere il prodotto più idoneo. Posso dire che Angelica non venne presa in considerazione". In quanto a La meravigliosa storia di suor Bakhita? "Nessuno ha mai premuto su qualcun altro per far approvare una splendida storia che l'azienda aveva approvato ben prima che io diventassi consigliere". Il pd Roberto Cuillo "Ho segnalato... la Magnani" ROMA Roberto Cuillo, ex responsabile per l'informazione dei Ds, ride: "E così io avrei fatto una segnalazione a Saccà? Ma avete letto bene di cosa si tratta? Io avrei raccomandato Anna Magnani. Nel senso che gli avrei suggerito l'idea di varare una fiction su questa grande attrice. Ma non ho parlato di interpreti o di produzioni. Sono d'accordo con chi non vuole vietare la pubblicazione delle intercettazioni". E perché? "Perché alla fine, leggendo le trascrizioni, si scopre che c'è gente per bene. E c'è gente che per bene non è. Perché non tutti, mi pare, hanno semplicemente segnalato... Anna Magnani, no?". Il pdl Mario Landolfi "Chiarimenti su un compenso" ROMA Mario Landolfi, Pdl-An, ex presidente della commissione di Vigilanza Rai nella precedente legislatura, appare nelle intercettazioni impegnato in una telefonata con Agostino Saccà nell'ottobre scorso. La sua preoccupazione riguarda un produttore televisivo, Piero Di Lorenzo, anche lui di area centrodestra. Ed ecco la reazione di Landolfi, oggi: "Raccomandazione? Un presidente della Vigilanza ascolta molti casi. Per esempio il disagio di un produttore che sostiene di non ricevere il dovuto compenso da viale Mazzini. Io mi sono limitato a telefonare e a chiedere chiarimenti". Saltarini, vedova di Rascel "Letta? Un carissimo amico" ROMA "Queste sono beghe della politica e io non ci voglio entrare", dice Giuditta Saltarini, la vedova di Renato Rascel (insieme nella foto) per la quale si sarebbe mosso Gianni Letta in persona. "Un carissimo amico di mio marito, un uomo perbene". La parte in "Un posto al sole" poi non l'ha avuta comunque. "Il provino l'avrò pure sostenuto, non me ne ricordo nemmeno, ne farò 800 all'anno, come tutti gli attori, qualcuno va a buon fine e qualcuno no. Ma smettetela di occuparvi di queste cretinate quando accadono cose molto più gravi in Italia". G.Ca. stampa |.

Torna all'inizio


Veltroni: <Intercettazioni? I magistrati le usino, ma non siano pubblicate> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

"Clima politico compromesso. Il lodo? Prima tolgano la blocca-processi" Veltroni: "Intercettazioni? I magistrati le usino, ma non siano pubblicate" Il segretario Pd: "Bisogna salvaguardare la privacy dei cittadini, che è un valore" Walter Veltroni ROMA - I magistrati devono essere liberi di compiere intercettazioni telefoniche, purché non finiscano sulla stampa danneggiando la privacy: è la posizione di Walter Veltroni, segretario del Pd, che ha parlato con i cronisti a margine della prima assemblea di Sinistra democratica. "Noi siamo perché i magistrati - ha detto - possano fare tutte le intercettazioni che ritengono necessarie ai fini delle indagini: ma siamo perché non finiscano sui giornali, a salvaguardia della privacy dei cittadini, che è un valore". CLIMA COMPROMESSO - Veltroni ha anche parlato del clima politico e del dialogo che si è interrotto con la maggioranza. "Il clima è stato trasformato dall'emendamento sul decreto sicurezza, dalle motivazioni e dalle parole che sono state usate. È chiaro che oggi il clima è fortemente compromesso". "E d'altra parte - ha proseguito Veltroni - è stato proprio il presidente del Consiglio, indicando con il dito il leader dell'opposizione, a dire che non ci sarà nessun dialogo. Dobbiamo prendere atto di questo e vorrei che ci si occupasse di più dei problemi sociali del paese. Basta occuparci, come succede da 15 anni, dei problemi della magistratura con lo spirito di contrapposizione che il presidente del Consiglio sa mettere in campo". LODO - E l'immunità per le alte cariche dello Stato? "Per prima cosa - ha risposto Veltroni - bisogna togliere dal campo l'emendamento presentato al decreto sulla sicurezza che costituisce un elemento di inasprimento del clima (il cosiddetto blocca-processi, ndr). Poi penso che la questione posta dal disegno di legge del governo debba essere affrontata con un disegno di legge costituzionale e il suo contenuto posto alla prossima legislatura". stampa |.

Torna all'inizio


Berlusconi, sì all'immunità - roma (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Guardasigilli Alfano: ma resta anche il salva-premier. Di Pietro: subito referendum. Intercettazioni, bufera sull'Agcom Berlusconi, sì all'immunità Disegno di legge per le alte cariche. Veltroni: opposizione dura ROMA Sono saliti sul Colle prima l'uno poi l'altro. Quasi dandosi il cambio. Bussa Angelino Alfano, il Guardasigilli. Ribussa Gianni Letta, il plenipotenziario del Cavaliere per le tessiture difficili. In mano lo stesso testo, lo scudo blocca-processi per le alte cariche. Nessuna negoziazione, per carità, ché il Colle non lo consentirebbe. Solo la ricerca di una "condivisione informale", visto che il lodo Alfano, oltre che graziare Berlusconi, riguarda pure il capo dello Stato. SEGUE A PAGINA 3 SERVIZI ALLE PAGINE 2,3, 6 E 7.

Torna all'inizio


Blitz del governo, passa il lodo alfano - silvio buzzanca (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Blitz del governo, passa il lodo Alfano Anche Berlusconi ha votato in consiglio. Procedimenti sospesi per le alte cariche Alfano critica il Csm e ipotizza una riforma. E Mancino: va rafforzato SILVIO BUZZANCA ROMA - Dopo il "salva premier" arriva anche il nuovo lodo Schifani. O meglio Alfano. Silvio Berlusconi ha una fretta del diavolo e ieri ha fatto approvare in Consiglio la nuova versione dello "scudo" che sottrae ai processi, per la durata dell'incarico, presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, presidenti di Camera e Senato. Fra frizzi e lazzi - "State zitti: sto parlando al telefono, altrimenti non possono intercettarmi" - il Cavaliere ha portato all'esame del Cdm un testo composto da un solo articolo e otto commi. E lo ha anche votato, senza lasciare la sala dove si riuniscono i ministri. Malgrado la norma lo favorisca. I ministri tutti d'accordo. Ignazio La Russa ha poi spiegato che qualcuno ha chiesto chiarimenti sulla possibilità di rinunciare alla norma. Sì, si può rinunciare ha spiegato il ministro della Giustizia Angelino Alfano. E allora tutti contenti e soddisfatti hanno votato sì. Convinti da Berlusconi che gli ha spiegato: o faccio il premier o giro per i tribunali. E lui vuole fare il premier. La faccia in conferenza stampa ce l'ha messa Alfano che spiegato come si tratti di un testo sobrio, snello, che risponde a tutte le obiezioni sollevate dalla Corte costituzionale quando fu presentato il primo lodo. Però, dice il ministro non chiamatelo lodo. Giusto, concorda Roberto Calderoli, non si può chiamare lodo se non c'è l'accordo di tutti. Allo stato non c'è. Allora chiamiamolo semplicemente disegno di legge. E alla fine, se la ride il ministro della Semplificazione, "vedremo, se si tratta di un lodo o di un allodola". Però Alfano auspica che il testo "possa avere anche un largo consenso parlamentare". Perché, spiega La Russa, il lodo dovrebbe chiamarsi Maccanico, "visto che i suoi suggerimenti sono stati accolti in pieno". Il ministro della Giustizia nella stessa conferenza stampa ha espresso profondo rammarico per quello che sta accadendo al Csm sul parere in merito al decreto sulla sicurezza. "Il Csm non può essere il primo giudice della costituzionalità delle leggi. Gli eventi di questi giorni ci hanno amareggiato. Il Csm deve comunicare al ministro, non alle agenzie di stampa", ha detto Alfano. Facendo capire il governo potrebbe varare la riforma del Csm. Ma, ha detto "è una scelta che si farà nei prossimi mesi". Anche perché "ciò non può che avvenire per via costituzionale". Nicola Mancino, vicepresidente del Csm, replica subito: "Qualcosa si può cambiare, ma senza indietreggiare: bisogna andare avanti nella direzione della tutela dell'autonomia e dell'indipendenza". Mancino ha anche preso atto che Gianfranco Rotondi, ministro per l'Attuazione del programma, ha fatto notare che il centrodestra non ha chiesto le sue dimissioni. "Mi fa piacere che ci sia stata una rettifica di tiro- commenta Mancino - Comunque perché debba dimettermi è necessaria la sfiducia dei componenti del Csm".

Torna all'inizio


Sull'immunità destra in testacoda nel '93 fulmini da fini e bossi - francesco bei (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Nel pieno di Tangentopoli due mozioni di Msi e Lega aprirono la strada all'abrogazione Sull'immunità destra in testacoda nel '93 fulmini da Fini e Bossi L'allora leader dell'Msi arrivò a scrivere a Borrelli: indignati per il no al processo a Craxi FRANCESCO BEI ROMA - "Fanatico - sentenziava Churchill - è colui che non può cambiare idea e non intende cambiare argomento". Ma sull'annosa questione delle immunità per i politici, osservando le piroette di molti degli attuali garantisti, forse persino il primo ministro britannico oggi rinuncerebbe al suo aforisma. Basta tornare indietro alla stagione delle manette, quella su cui si costruirono le fortune della Lega e del Msi. Intanto un dato storico. Se nel 1993 fu abolita l'immunità parlamentare (versione estesa, se si vuole, dell'attuale lodo Schifani) l'ordine non partì dalle "toghe rosse". A chiedere la cancellazione dello scudo anti-pm, all'indomani del rigetto delle autorizzazioni a procedere per Craxi, furono due mozioni: una firmata da Bossi, Maroni e Castelli, l'altra da Fini, Gasparri e La Russa. Per l'allora segretario del Msi, che reclamava a gran voce (e con lui Bossi) il voto anticipato, l'immunità parlamentare era "un privilegio medievale, che va abolito". E la protezione per le alte cariche dello Stato? "Se il ministro De Lorenzo - sentenziò Fini - fosse stato un cittadino qualsiasi, oggi sarebbe in galera". I tre missini nella loro mozione argomentavano quindi che "l'uso dell'immunità" era visto dai cittadini "come uno strumento per sottrarsi al corso necessario della giustizia". Appunto. Altri tempi. Oggi Fini forse non riscriverebbe più quella lettera indignata a Francesco Saverio Borrelli, per protestare contro il no della Camera all'autorizzazione a procedere per Bettino: "Lo sdegno e l'amarezza che pervadono la Nazione di fronte allo scandaloso verdetto di autoassoluzione che il regime si è confezionato sono da noi interamente condivisi". Superando "l'inammissibile scudo dell'immunità parlamentare", aggiungeva Fini, i giudici andavano messi nelle condizioni di "svolgere sino in fondo la loro funzione". (Ansa, 30 aprile 1993). Non che i leghisti ci andassero più leggeri, anzi. L'ex Guardasigilli Castelli oggi sostiene che occorre andare oltre il Lodo Schifani ed estendere l'immunità a tutti, perché "bisogna occuparsi anche dei poveri ministri, come me, che oggi sono sotto minaccia dell'autorità giudiziaria". Nel '93 tuttavia il principio non valse per Craxi e gli altri "poveri ministri" della prima Repubblica. Salutando l'abolizione dell'immunità parlamentare, la Lega Nord si augurava che ai pm venisse consentita anche "la possibilità di sostanziare le proprie indagini attraverso quei riscontri ottenibili solamente mediante perquisizioni domiciliari e intercettazioni telefoniche". E quindi, concludeva il comunicato di via Bellerio, "auspichiamo una maggiore decisione nell'abolizione di privilegi che non trovano oggigiorno altra giustificazione se non un corporativo interesse di casta". (Ansa, 29 ottobre 1993). è la dura legge dell'archivio, che ti ripresenta davanti allo specchio un te stesso che non riconosci più e magari non vorresti più vedere. Vale anche per il portavoce di Forza Italia, Daniele Capezzone, che nella precedente vita da leader radicale stigmatizzava il fatto che Berlusconi, invece di appoggiare i referendum sulla giustizia, avesse proceduto con leggi "che molto probabilmente verranno dichiarate incostituzionali". Cosa che, con il lodo Schifani, puntualmente accadde.

Torna all'inizio


L'amaca - michele serra (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Commenti L'amaca MICHELE SERRA Al netto delle opinioni morali (l'etica sessuale è quanto di più privato e multiforme si possa immaginare), da tutta la vicenda delle intercettazioni Rai viene fuori piuttosto un altro "scandalo", che rischia di rimanere insabbiato sotto la greve cipria del gossip erotico. Lo scandalo è che una caterva di politici telefonano a Saccà e altri boss della televisione per blaterare di palinsesti, generi televisivi, fiction, recitazione. Non avendone alcun titolo, ma evidentemente sentendosi autorizzati a farlo dalla loro funzione centrale nell'orrido viluppo di potere e sottopotere che germina in quei paraggi romani. Saccà, che dopotutto è l'unico o quasi che sta facendo il suo lavoro, quasi fa pena sotto la raffica di richieste e suggerimenti di emeriti pirla che, nell'attesa degli spaghetti alle vongole, telefonano ai pezzi grossi della Rai per orientare i soggettisti o discettare sul casting: e raccomandare l'amichetta, nel frangente, è appena un effetto collaterale del sistematico impiccio che costoro, quasi in blocco, infliggono alla televisione pubblica. Lo si è già detto un miliardo di volte, ma già si sa che non accadrà mai: i politici, in blocco, dovrebbero essere cacciati dalla Rai, neanche avvicinarsi, neanche pronunciarne il nome.

Torna all'inizio


Eur, stop al "metrò leggero" - carlo alberto bucci (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina III - Roma Sergio Marchi chiede a Roma Metropolitane di interrompere le attività. Era prevista una rete di 38 chilometri Eur, stop al "metrò leggero" L'assessore: "Gara sospesa". Corridoio per filobus fino a Tor de' Cenci Una corsia riservata, blindata, per il trasporto pubblico anche per servire il nuovo quartiere di Tor Pagnotta CARLO ALBERTO BUCCI La parola esatta è "sospensione". Ma è diventata subito una zeppa. Ficcata nelle ruote dei filobus che entro il 2011 sarebbero dovuti correre dall'Eur a Tor de' Cenci, a Tor Pagnotta. Immediatamente è stata bloccata la gara d'appalto che, lanciata il 28 gennaio, dopo aver superato tutti i passaggi formali, era in dirittura d'arrivo per portare una rete di 38 chilometri di strada (la maggior parte "su sede propria") riservata al trasporto pubblico. Ieri l'assessore alla Mobilità della giunta Alemanno ha comunicato a Roma Metropolitane che "l'amministrazione comunale ha in corso un'ampia riflessione sugli interventi strutturali afferenti la mobilità cittadina". Quindi, "si evidenzia la necessità di sospendere le attività legate al Corridoio Eur-Tor de' Cenci ed Eur Laurentina - Tor Pagnotta". Firmato, Sergio Marchi. I corridoi sono due: la linea di filobus (con aria condizionata, semafori che segnano sempre verde, niente barriere architettoniche alla fermata e niente immissione di gas inquinanti nell'aria) che collegherà la Stazione Laurentina con Tor Pagnotta (dove sta nascendo un quartiere ad hoc) passando per la Cecchignola e i famosi Ponti di Laurentino 38; e la linea che da Tor de Cenci (nodo di scambio peri gli automobilisti che vengono dalla Pontina) attraversa Spinaceto, intercetta i pendolari di Ostia (altro parking di scambio per i pendolari) e, correndo al centro della Cristoforo Colombo, arriva fino al Laghetto dell'Eur e alla fermata della metro B. Una rete - più che una linea, poiché comprende altre tratte minori ma correlate - che è frutto di una difficoltosa gestazione. E di una lunga serie di progetti, costati nel loro complesso alcuni milioni di euro. Nato nel lontano 1995 come ipotesi di linea metropolitana, tre anni dopo il piano fu trasformato in linea tranviaria. Rigettata dai comitati di quartiere, ecco che l'ipotesi, dopo numerosi incontri dell'ex assessore Mauro Calamante con la cittadinanza, prende la forma della silenziosa, rapida ed economica filovia. Per realizzarla, ci vogliono 36 mesi. E una spesa di 200mila euro, già finanziati. Ma i filobus del Corridoio si sono impantanati in via Lurentina, all'altezza di dell'Umanesimo e piazza Douhet. In mezzo alla strada ci sono 15 pini, alberi che hanno una vita dai 100 ai 150 anni. Ma molti cittadini non vogliono siano abbattuti. E chiedono, invece, che il XII municipio sia servito da un'altra linea metropolitana lungo lo stesso itinerario.

Torna all'inizio


Colpo al racket dei transessuali - gabriele isman (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina VII - Palermo Colpo al racket dei transessuali Gestivano un giro di prostituzione, botte e minacce a chi non pagava Dopo il cambio di sesso un ex lucciola subaffittava due case e il marciapiede di via Lincoln GABRIELE ISMAN Per mesi hanno chiesto una "tassa" a prostitute e transessuali sulle loro prestazioni in via Lincoln e nei loro due appartamenti - uno in via Lungarini, zona piazza Marina, l'altro in vicolo Mori, in centro - dove le lucciole consumavano i loro incontri, fino a quando le stesse vittime non si sono ribellate. Una prima denuncia è arrivata a settembre e ha fatto scattare le indagini, e mercoledì scorso l'arresto di Monica Camilla Perez, 37 anni, trans palermitana, considerata il capo dell'organizzazione di cui facevano parte anche S. D., 33 anni, e A. G., di 25, anche loro palermitani, per i quali è stato deciso il divieto di dimora nella Provincia di Palermo. Come hanno accertato i carabinieri delle compagnie di Termini Imerese e di Monreale, almeno dall'inizio del 2007 la Perez guidava tutte le operazioni da Misilmeri dove viveva dopo il divieto di dimora a Palermo stabilito per lei per un caso del tutto simile a quello di via Lincoln. Un'esperienza che, evidentemente, non le aveva insegnato granché. E anche i metodi scelti erano i soliti: dalle minacce alle botte. Una delle vittime è anche stata refertata all'ospedale per abrasioni al volto con 10 giorni di prognosi: non aveva accettato di pagare, aveva preso pugni in faccia e alla fine, pur di non cedere al ricatto, ha preferito cambiare la strada in cui esercitare la prostituzione. Quella sgominata dai carabinieri era una vera e propria agenzia dello sfruttamento per lucciole e trans: Perez e i suoi si facevano persino pubblicità sui giornali locali per attirare nuove lucciole e nuovi trans a cui affittare i propri appartamenti e da cui ottenere ancora una sorta di pizzo. Sei le vittime accertate, e sono tutte italiane, ma il sospetto è che molte tra lucciole e trans abbiano accettato passivamente il ricatto, e quindi le vittime potrebbero essere ancora di più. Tra le accuse mosse a Monica Camilla Perez e ai suoi due collaboratori, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, ma anche le aggravanti dalla violenza e dalle minacce: determinanti sono state le intercettazioni telefoniche, scattate dopo la denuncia. "Se non paga, fatela sloggiare", "L'ammazzo di botte": con frasi di questo tipo il gruppo parlavano dei trans e delle prostitute sotto ricatto. E a ogni mossa dei carabinieri, aumentava il numero delle vittime accertate: dalla denuncia del settembre scorso alle prostitute trovate nelle perquisizioni nei due appartamenti si è arrivati alle altre vittime i cui nomi ricorrevano nei dialoghi del terzetto che non sapevano di avere i carabinieri sulle loro tracce. Un'indagine lunga e delicata, che passa per la sofferenza di chi, sentendosi di un sesso diverso da quello di nascita, ha già vissuto il peso dell'essere diverso in realtà non grandi nella provincia di Palermo.

Torna all'inizio


La raccomandazione fallita e i poteri magici di letizia - antonio dipollina (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina III - Milano Il commento La raccomandazione fallita e i poteri magici di Letizia ANTONIO DIPOLLINA Anche lei ha commesso un errore. Siccome saranno le ultime intercettazioni che si potranno visionare, meglio incassare il dato che riguarda l'algida, efficiente, impeccabile sindaco Letizia Moratti. Che nel pieno delle mission impossibili nelle quali si immerge ogni giorno, senza peraltro prendere una minima piega, quella volta alzò il telefono e chiamò il suo ex-sottoposto Agostino Saccà, capo di Raifiction. SEGUE A PAGINA X.

Torna all'inizio


Boss in libertà, processo rinviato e scoppia la guerra tra i giudici (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina V - Bari Armando Libergolis ieri mattina in aula mentre tra Foggia e Bari c'è tensione Boss in libertà, processo rinviato e scoppia la guerra tra i giudici Il capo della famiglia coinvolta nella faida ha detto d'essere "dispiaciuto" Il procuratore Marzano: "Bisogna chiarire i ruoli di responsabilità" Scivola e viene rinviata per l'assenza degli ultimi due testimoni, come se nulla fosse accaduto, l'udienza alla mafia del Gargano. E intanto, si solleva sempre più alto il polverone delle polemiche sulla scarcerazione già avvenuta, per decorrenza dei termini di custodia cautelare, di tre grossi esponenti del clan Libergolis, tra cui il capoclan Armando, mentre il 10 luglio le porte del carcere si apriranno anche per il presunto killer Gennaro Giovanditto, accusato di 13 omicidi. Niente di fatto, dunque, ieri mattina in Corte d'assise a Bari dove si celebra il processo a 25 persone, accusate di delitti e altri reati, nell'ambito della sanguinosa faida del Gargano, in cui da 30 anni a questa parte si affrontano le famiglie dei Romito-Libergolis e Primosa-Alfieri. Seduta tra il pubblico, senza più manette, anche Armando Libergolis, che liberato giovedì, si dichiara "amareggiato. Stare in carcere per quasi 4 anni, da innocente - ha detto - è una cosa bruttissima". Afflitto anche dal fatto di dover vivere a Mattinata (come prescritto dai giudici), lontano dalla sua famiglia e dai suoi animali che si trovano a Manfredonia, ha presentato un'istanza per poter almeno lavorare nella sua masseria. Sottoposto ad un regime si sorveglianza e all'obbligo di firma quotidiano, non potrà allontanarsi dalla nuova abitazione, dalle 20 alle 7 del giorno dopo. E intanto, si inaspriscono sempre più le polemiche sulle cause che hanno consentito la liberazione dei boss: troppe intercettazioni da trascrivere, il problema più grave, che ha provocato un accumulo di ritardi. Ma anche un perito che per un anno non avrebbe fatto nulla di quanto incaricato, e per giunta un andamento lento nella frequenza delle udienze. Solo negli ultimi due mesi, infatti, il calendario ne ha previste due a settimana. Prima di allora, se te teneva una ogni 15-20 giorni. "Aspetto una relazione sul problema delle intercettazioni da parte dei responsabili e poi informerò chi di competenza - attacca il presidente del tribunale di Foggia, Francesco Paolo Infantini - Se si tratta di trascrivere migliaia di pagine è evidente che i tempi si allungano enormemente. Secondo me, nel momento in cui un processo entrano le intercettazioni, dovrebbero entrare soltanto quelle rilevanti e questo dovrebbe stabilirlo l'autorità deputata". Per Infantini va cambiata la struttura del processo, selezionando il materiale relativo alle intercettazioni. E, mentre prepara la risposta scritta da consegnare nelle mani del procuratore generale Riccardo Dibitonto, il procuratore di Bari Emilio Marzano (facente anche funzioni di coordinatore della Direzione distrettuale antimafia) commenta: "Di quanto sta accadendo risponderò formalmente lunedì prossimo al pg - premette - Bisognerà in tutti i casi verificare i fatti, e questo avrà implicazioni giuridiche contrastanti. Bisognerà capire se è l'ufficio del pm o del giudice a valutare la rilevanza delle intercettazioni da trascrivere: c'è una procedura gestita dal giudice e non tocca a noi fare delle valutazioni ma agli organi che se ne interessano". Per Marzano, il problema è "vedere quali sono i rispettivi ruoli". Sull'intera vicenda, e più in generale sul comportamento dei magistrati, interviene il deputato Luigi Vitali (Pdl), componente della commissione giustizia: "Quello che è successo a Foggia con la scarcerazione di pericolosi criminali dimostra come nel nostro paese ci sia bisogno di magistrati che lavorino di più e parlino di meno - accusa - Presenterò una interrogazione parlamentare con richiesta di ispezione invocando i provvedimenti consequenziali per chi ha sbagliato". (m.chia.).

Torna all'inizio


"fitto smetta di attaccare i magistrati" - mara chiarelli (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina V - Bari "Fitto smetta di attaccare i magistrati" L'Anm accusa: è un ministro, noi non possiamo replicare MARA CHIARELLI "Indagati e imputati evitino dichiarazioni che riguardano il contenuto delle decisioni dei giudici, soprattutto se il processo è ancora in corso. L'opinione pubblica potrebbe, altrimenti, farsi un'opinione sbagliata". L'attacco dell'Anm di Bari, forte e diretto, è soprattutto al ministro per gli affari regionali, Raffaele Fitto, imputato nel processo per il crac della Cedis. Nei giorni scorsi, l'ex presidente della Regione Puglia aveva chiesto al gup Marco Guida, senza ottenerla, copia di tutte le intercettazioni dell'indagine. Al diniego del giudice, basatosi su una questione procedurale, aveva replicato sulle pagine dei giornali, annunciando persino una denuncia nei confronti degli uffici giudiziari di Bari "che all'epoca erano gli unici depositari di conversazioni estranee all'ordinanza, per verificare le responsabilità relative alla illecita diffusione". Un'accusa pesante, alla quale i magistrati rispondono con l'unico strumento a loro disposizione. "Va bene la libertà di critica, è riconosciuta a tutti, ma anche ai magistrati - rivendica il presidente della Giunta barese dell'Anm, Isabella Ginefra - Il problema è che i giudici possono controbattere solo nelle aule di giustizia, non all'esterno. E così c'è il rischio che si veicolino notizie e opinioni su magistrati e processi non rispondenti al vero. Gli imputati devono difendersi e rivolgere doglianze solo all'interno del processo". La frecciata è al ministro Fitto? "A lui, certo, che per giunta riveste un ruolo istituzionale - continua il pm Ginefra - ma anche ad altri che negli ultimi mesi hanno attaccato il nostro lavoro". Il rischio è concreto: "Percorrere la via giurisdizionale rappresenta la più ampia tutela per tutti gli indagati o imputati, soprattutto se rivestono incarichi istituzionali - dice - anche per evitare il rischio che un diverso comportamento, come il ricorso ai mass media, sia avvertito come un tentativo di ledere l'indipendenza della magistratura e di delegittimare i magistrati investiti di particolari processi". Il fatto è che soprattutto di questi tempi, precisa l'Anm, "i giudici devono essere sempre lasciati liberi di decidere secondo scienza e coscienza, essendo soggetti soltanto alla legge". L'auspicio è che "ciascun indagato o imputato si difenda nel processo utilizzando tutti gli strumenti previsti dall'ordinamento, serbi piena fiducia nel potere giudiziario e, soprattutto si astenga che possa rischiare di compromettere la serenità e la terzietà dei giudici". Interpellato da Repubblica, il ministro Raffaele Fitto ha risposto che sull'argomento si riserva di rispondere nella giornata di oggi. E intanto, giovedì prossimo, l'assemblea dell'Anm di Bari si riunirà per dibattere un tema che diventa sempre più infuocato: "Gli attacchi alla magistratura".

Torna all'inizio


L'anm: fitto, basta attacchi (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina III - Bari Duro documento dell'organismo di categoria dopo le dichiarazioni del componente del governo L'Anm: Fitto, basta attacchi L'associazione magistrati: "è un ministro, non possiamo replicare" "Indagati e imputati evitino dichiarazioni che riguardano le decisioni dei giudici, soprattutto se il processo è ancora in corso. L'opinione pubblica potrebbe farsi un'opinione sbagliata". L'attacco dell'Anm è al ministro Raffaele Fitto, imputato nel processo Cedis. Fitto aveva rilasciato pesanti dichiarazioni contro il giudice che non gli aveva dato copia integrale delle intercettazioni del processo. "Percorrere la via giurisdizionale - ammonisce l'Anm - rappresenta la più ampia tutela per indagati o imputati, soprattutto se rivestono incarichi istituzionali". Si evita "il rischio che un diverso comportamento sia avvertito come un tentativo di ledere l'indipendenza della magistratura e di delegittimare i magistrati". MARA CHIARELLI A PAGINA III.

Torna all'inizio


Barletta, scandalo a luci rosse manette alla "signora della notte" - giovanni di benedetto (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina IX - Bari Barletta, scandalo a luci rosse manette alla "signora della notte" GIOVANNI DI BENEDETTO BARLETTA - Solo clienti facoltosi, meglio se insospettabili professionisti. Nella lista anche qualche operaio, per la maggior parte uomini sposati alla ricerca del brivido e della perversione. La lista in possesso dei carabinieri conta una trentina di nomi, ma l'elenco potrebbe essere molto più numeroso. Almeno a giudicare dal traffico sul telefonino di "Elenoire", 45 anni, al secolo Elena Loredana Prezioso, arrestata dai militari per induzione e sfruttamento della prostituzione, accusata di aver messo su una vera e propria scuderia di ragazze pronte a soddisfare i desideri più nascosti dei clienti. Inizialmente gli incontri sarebbero avvenuti in un locale del centro storico di Barletta di cui la donna era titolare, successivamente in alberghi della provincia. "Prostituzione di alto bordo", spiegano gli investigatori coordinati dal pm Giuseppe Maralfa, le giovani erano straniere, Laura dalla Romania, Gaia dalla Bulgaria e Lidia dalla Russia. Della scuderia faceva parte anche un'italiana di nome Anna, sposata, accompagnata in albergo dal cliente addirittura dal marito. Le indagini prendono il via da una costola di un'inchiesta della Dda di Bari su un traffico di droga, i carabinieri intercettano alcune telefonate tra i componenti di un clan e alcune prostitute. Emerge che alcuni clienti erano disposti a pagare fino a 400 euro "a botta" come scrive il gip del tribunale Francesco Zecchillo nell'ordinanza di custodia cautelare, "clienti di un certo livello", si legge nei verbali, "dai diversificati e coloriti appetiti sessuali". I contatti avvenivano telefonicamente, la "maitress" parlava di "badanti", di "coperte", di una "festicciola di sei persone", si preoccupava anche delle malattie veneree delle sue protette. In una telefonata dice ad una ragazza "prosciugalo, va bene, ok?", riferendosi ad un cliente che le chiedeva se poteva consumare interamente il rapporto. Un altro si rivolge ad una ragazza e le dice: "per venire a prenderti faro bau, bau, bau", e al telefono si sente rispondere dalla ragazza che "si sta lamentando la bambina, va bene dai, ci vediamo alle undici". Nel corso dell'interrogatorio Elenoire ha ammesso dicendo che "era iniziato tutto per gioco, con le feste di addio al celibato". I suoi legali, gli avvocati Michele Cianci e Alessandro Jacobellis, hanno presentato istanza di scarcerazione.

Torna all'inizio


Nani, telefoni e ballerine (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Nani, telefoni e ballerine Roberto Cotroneo Intercettazioni Rilevanza penale: da accertare. Vero voyeurismo: certo. Eppure è tutto molto interessante per capire cosa succede in questo Paese. In pratica: visto che le hanno messe on line le telefonate di Saccà con Berlusconi, e poi con i produttori, con le attrici e con i consiglieri di amministrazione, tanto vale sentirle, come un tempo si leggeva un romanzo di Arbasino e si sfogliava una rivista di gossip. Con un certo imbarazzo, va detto.segue a pagina 4.

Torna all'inizio


Forleo assolta, non ha commesso illeciti Caso Unipol, la disciplinare del Csm la salva. La gip: Ripaga avere fiducia nella giustizia (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Forleo assolta, non ha commesso illeciti Caso Unipol, la disciplinare del Csm la salva. La gip: "Ripaga avere fiducia nella giustizia" di Massimo Solani / Roma NON HA COMMESSO ILLECITI DISCIPLINARI nella scrittura dell'ordinanza con cui aveva chiesto al Parlamento l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni di sessantotto telefonate, disposte nell'ambito della inchiesta Unipol-Bnl, nelle quali comparivano anche sei parlamentari (gli esponenti del Pd Massimo D'Alema, Piero Fassino e Nicola Latorre, nonché Luigi Grillo, Romano Comincioli e Salvatore Cicu del centrodestra). È per questo motivo che la Disciplinare del Csm ha assolto ieri il gip di Milano Clementina Forleo respingendo le richieste del sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione Federico Sorrentino. Che nell'aula Bachelet di Palazzo dei Marescialli aveva chiesto per il magistrato pugliese la sanzione della censura e il trasferimento d'ufficio dal tribunale milanese. "Avere fiducia nella giustizia prima o poi ripaga", ha commentato la quarantacinquenne giudice per le indagini preliminari qualche secondo dopo la lettura della sentenza, lo sguardo finalmente rilassato e gli occhi sorridenti. "Siccome il tempo è galantuomo - ha aggiunto - spero che anche il collega De Magistris abbia giustizia. Certo, se si ha onestà e dignità di andare avanti senza cedere dinanzi a nulla la verità viene sempre fuori". E se il vicepresidente del csm Nicola Mancino ha voluto sottolineare come la sentenza dimostri "l'autonomia di giudizio" di Palazzo dei Marescialli, ha trattenuto a stento il suo entusiasmo il procuratore di Asti Maurizio Laudi, "difensore" di Clementina Forleo. "È una pagina molto positiva, una sentenza importante per tutti i magistrati perché riafferma il principio che la legge è uguale per tutti, magistrati e non". Un pronunciamento, ha proseguito, che conferma "il principio che i provvedimenti giudiziari non sono sindacabili in sede disciplinare. Guai se lo fossero, perché sarebbe una forma di pressione fortissima nei confronti dell'autonomia del giudice". Una tesi che Laudi aveva sostenuto con forza anche nel corso della sua requisitoria difensiva in risposta alle accuse di Sorrentino, secondo il quale la Forleo, nella sua ordinanza del luglio 2007, aveva "valutato ed espresso profili di responsabilità nei confronti di persone che non erano indagate, con un atto abnorme adottato con negligenza e dando un giudizio anticipato e non richiesto con accenti stigmatizzatori". Parole sicuramente riferite a quei passi dell'ordinanza inviata al Parlamento in cui il gip milanese aveva definito D'Alema e La Torre "consapevoli complici di un disegno criminoso che si stava compiendo ai danni dei risparmiatori" arrivando ad avanzare per loro il possibile concorso nel reato di aggiotaggio. E insieme all'ex segretario dei Ds Piero Fassino, aveva scritto la Forleo, i due si erano dimostrati "pronti e disponibili a fornire i loro apporti istituzionali, in totale spregio dello Stato di diritto", ai soggetti coinvolti nell'inchiesta sulle scalate bancarie. Poche le parole della Forleo prima che la Disciplinare si riunisse in camera di consiglio: "Spero e voglio credere che la legge sia uguale per tutti". Ma la sentenza di ieri non chiude la vicenda "disciplinare" di Clementina Forleo. Sulla quale pende ancora una richiesta di trasferimento per "incompatibilità funzionale" avanzata dalla prima commissione di Palazzo dei Marescialli in merito alle dichiarazioni rilasciate dalla gip relativamente a presunte "pressioni" ricevute da "ambienti istituzionali". Sulla richiesta presto, forse già la prossima settimana, si esprimerà il Plenum. Mentre non è stata ancora calendarizzata la Disciplinare che sarà chiamata ad esprimersi sull'azione disciplinare sollevata dalla procura generale nei confronti della Forleo per la gestione di un procedimento a carico di Farida Bentiwaa, accusata di terrorismo internazionale. Processo sul quale il gip aveva avuto contrasti con il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro che lo scorso gennaio avanzò, ottenendola, istanza di ricusazione nei confronti del gip.

Torna all'inizio


Veltroni: i problemi del Paese messi in un angolo Ma il premier tira dritto: La gente è con me, se pensano di fermarmi sbagliano (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Veltroni: i problemi del Paese messi in un angolo Ma il premier tira dritto: "La gente è con me, se pensano di fermarmi sbagliano" di Natalia Lombardo/ Roma LO SCUDO DOPPIO per Silvio è stato varato con il voto di Berlusconi in Consiglio dei ministri: il Lodo Alfano, l'immunità per le quattro più alte cariche dello Stato, crea una corazza a prova di giudici e di legislatura per il premier, anche se da Palazzo Chigi riuscisse a traghettare al Quirinale. E lo scudo diventa blindato con il supporto della norma "blocca-processi" infilato nel decreto sicurezza, infatti i colonnelli del Pdl cercano di far approvare entro luglio entrambi i provvedimenti in Parlamento, per anticipare la sentenza Mills. Di ritirare l'emendamento "salva-Silvio" non se ne parla, fra il Lodo "non c'è alcun nesso col decreto sicurezza", ha detto ieri il Guardasigilli Angelino Alfano nella conferenza stampa a Palazzo Chigi. E nel consiglio lampo che in otto minuti ha varato il disegno di legge (non era neppure all'ordine del giorno, bensì "fuori sacco") "non abbiamo parlato di ritirare l'emendamento". La mossa del governo accresce la polemica. Il segretario del Pd dichiara "archiviato" il dialogo ma fa una proposta: "sarebbe necessario" togliere dal campo la norma che blocca i processi per un anno e che "costituisce un elemento di inasprimento del clima", sostiene Walter Veltroni. E sfida il Pdl ad accettare che l'immunità venga affrontata con una modifica costituzionale nella prossima legislatura. Il che darebbe "il senso di un provvedimento non fatto per questioni aperte in questo momento e che riguardano cariche istituzionali in carica. Vorrei che ci si occupasse di più dei problemi sociali del Paese. Basta di occuparsi, come succede da 15 anni a questa parte della magistratura con lo spirito di contrapposizione che il presidente del Consiglio sa mettere in campo". Ma il presidente del Consiglio non cerca di nascondere l'esigenza personale, e da giorni si giustifica così: "Se dovessi stare dietro a tutte le udienze che ho, non potrei governare. Pensate, da qui al 18 ho udienze ogni due giorni.... Se dovessi passare il tempo a prepararle non potrei fare il presidente del Consiglio. Ecco perché questo provvedimento è necessario", ha ripetuto ai ministri ieri. Il vero timore è quello di governare con una condanna a sei anni, anche se in primo grado. Già i suoi fanno altri scudi (umani): "Berlusconi se fosse condannato non sarebbe giuridicamente costretto a dimettersi", spiega garbatamente Alfano. Il ministro conferma però l'intenzione di dare una stretta sulle intercettazioni. Il secondo round del Silvio-Saccà, uscito ieri su L'Espresso, ha fatto crescere la rabbia di Berlusconi, intenzionato a girare ancora di piu' la chiave e mettere il bavaglio alla stampa. E peccato che la definizione "decreto" fu solo "un refuso", sembra pensare il premier imbufalito. Salvo fare una battuta ai ministri che chiacchieravano mentre lui era al telefono: "Zitti, sennò non mi intercettano bene.". Secondo Veltroni invece i magistrati possono fare "tutte le intercettazioni che ritengono necessarie ai fini dell'indagine, purché non finiscano sui giornali" in una violazione della privacy. Anche per l'Udc il doppio scudo "compromette il dialogo sulle riforme", e per Casini non è uno scandalo l'immunità, ma i problemi del paese sono altri. Enrico Letta, Pd, è convinto che il dialogo debba riprendere "se Berlusconi smette di fare il Berlusconi". Secondo Minniti, ministro ombra dell'Interno, "la tela del dialogo è stata strappata prepotentemente dal Presidente del Consiglio, che ha inteso anteporre le sue esigenze personali a quelle del Paese venendo meno al suo ruolo di uomo di Stato''. Berlusconi, invece, vuole chiudere il cerchio: disarmare i giudici e far calare un silenzio stampa di marca Putin. Tanto, ha detto ieri a Palazzo Chigi, "io vado avanti, ho il consenso dei cittadini, la gente è con me. Se pensano di fermarmi sbagliano". Le truppe Pdl fanno muro: per il capogruppo al Senato, Gasparri, si deve approvare ancora piu' in fretta; il suo vice Quagliariello dà dello "stalinista" al Pd. Il Lodo è stato già calendarizzato in aula alla Camera per il 28 luglio ancora prima che venisse varato in Cdm. Qui non c'è stata alcuna obiezione, soltanto Altero Matteoli ha chiesto chiarimenti sulla possibilità di rinuncia alla sospensione del processo, pensando alla Consulta: "L'immunità viene considerata sulla carica o sulla persona?.

Torna all'inizio


Il potere al telefono per l'ultima divetta Il circo Barnum della gnocca (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del SPUNTI Il potere al telefono per l'ultima divetta Il circo Barnum della "gnocca" di Roberto Cotroneo / Segue dalla prima Perché poi alla fine Agostino Saccà, capo della fiction della Rai, una certa tenerezza te la fa. Sta là a rispondere a tutti, gentile, paziente, sull'attenti con il presidente, che lo tiene in attesa con musichetta da anticamera da dentista, che gli chiede di telefonare a un'attrice mai sentita perché quella sta fuori di testa. L'attrice è tal Antonella Troise, "che ha preso parte in alcune fiction in ruoli secondari". Berlusconi pare afflitto, perché lei sostiene di essere stata danneggiata dal presidente. E il presidente prega il capo della fiction della più importante azienda culturale italiana, la Rai, di fargli una telefonata, e dirgli che lui insiste, che lui, Berlusconi, chiede di farla lavorare. Ma cos'è questa storia qui? Il problema che mi interessa in questa cosa non è se sia giusto o no pubblicare queste intercettazioni. Obbiettivamente pare un po' di origliare dietro una porta. Il problema è il contenuto. Ma può il capo dell'opposizione, ex presidente del consiglio dei ministri telefonare per (aspettate che mi rileggo il nome se no non mi entra in testa), Antonella Troise? Poi se guardo la foto oltre al nome, comincio a capire. E bando alle ipocrisie, ai moralismi, alle mezze frasi. Questa è una repubblica fondata sulla gnocca. L'ho detto. Andava detto. E non se ne esce. Gnocche di vario genere e di varie gradazioni, ma la sostanza è quella e soltanto quella. Nessuno si scandalizza, nessuno fa del moralismo. È del tutto comprensibile professare interesse nei confronti di avvenenti fanciulle, che all'occasione possono rendere più piacevole la vita, possono darti motivazioni a lavorare meglio, e tutto quello che sappiamo. Ma santo cielo, ma si può telefonare per dire: mi ha chiamato Marta Flavi, io non ho nulla a che spartire con Marta Flavi, ma sai, però. E poi il presidente, sempre al telefono con il produttore De Angelis: "Llo fai tu "Vivere", ah no, è di Endemol, perché ieri mi hanno presentato un'attrice di "Vivere"". E poi il presidente si ferma, perché deve parlarne con il vero produttore. Di cosa? Di un'attrice che ha incontrato in un corridoio? E che forse voleva una parte migliore nella fiction. Nel frattempo il paese va a rotoli, e pazienza. Nel frattempo dovrebbe fare opposizione, il presidente, ma se becca una in un corridoio della fiction "Vivere" se la ricorda e telefona. Nel frattempo il grande capo della fiction Agostino Saccà deve usare il pallottoliere, perché tutti gli rompono le scatole. Giuliano Urbani, che non è passato alla storia come ministro dei beni culturali, e che ha querelato Sgarbi negando di avere una relazione con l'attrice Ida Di Benedetto, chiama Saccà, anche lui, ma "per Ida". Perché c'è una serie, una miniserie anzi, sui pittori, che non parte, e Ida si infuria, e il povero Saccà deve chiamare la segretaria, controllare il budget, capire di che cavolo di miniserie si tratta, vedere che si può fare. E poi nessuno ci capisce niente: che pittori sono, cosa hanno dipinto, e perché il popolo italiano deve sorbirsi questa roba. Saccà sembra il capro espiatorio. La Troise, la Flavi: "si può mettere la Flavi a "Incantesimo"". Non è un'attrice, risponde il povero Agostino. Ah neanche la Troise? La Troise? Eh beh. no. forse, vediamo, magari, chissà. E Letizia Moratti, il sindaco di Milano? Chiama pure lei, e Saccà ferma la proiezione. Perché la Moratti vuole sapere se la moglie di Paolo Glisenti, suo collaboratore a Milano, una certa Eliana Miglio, anche lei con voce quasi assente su Wikipedia, può fare il provino per non so che cosa. Il che cosa non è una parte nel prossimo film in concorso a Venezia, a Berlino o a Cannes. Qui siamo a fictionucce, a puntatine del giovedì sera, dove, quando va bene, reciti in tutto mezz'ora, e non gliene importa niente a nessuno. C'è una piccola Italia, l'Italia dei balocchi, del luna park dello spettacolo, un'Italia media, un po' insulsa persino, dove cercano tutti di ingozzarsi di quello che è rimasto; tutti, come fossero di fronte a un buffet di quelli immortalati da Umberto Pizzi. Un buffet da poco: attrici senza nome, amanti di consiglieri di amministrazione, proteste per robe da niente. E poi idee strampalate, con il potere della politica che si interessa, e va a sapere perché, di cose di piccolo conto, che non servono a niente, che non ti emozionano neppure. Una fiction sulla famiglia Scicolone? Diamo un segnale a Francesco Rutelli che ci tiene tanto. E diamoglielo questo segnale a Rutelli, certo. E Alessandra Martines che vuole fare Coco Chanel, e vuole la parte? Cosa ci facciamo con la Martines? Perché Clemente (inteso come Mastella) "ne sarebbe contento". E uno poi dice: ma la Martines non è la moglie di uno dei miti del cinema francese, di Claude Lelouch? Non la immaginiamo romanticamente su una spiaggia della Normandia, genere "Un homme et une femme"? Ma figuriamoci: al massimo a Ceppaloni a farsi raccomandare da Mastella per fare Coco Chanel? Che pare un ossimoro stilistico, vista così. Ma la cosa più divertente di questo circo Barnum è che nessuno, dopo telefonate su telefonate, riesce a ottenere nulla. Ma nessuno, ma nemmeno Berlusconi. Stanno tutti là a dire, ma a quella glielo fai un provino? Quell'altra si potrebbe per caso. Ohi ma senti, a me non è che me ne importa nulla. Io te l'ho detto, il mio dovere l'ho fatto e poi vedi tu. Eh certo. Che poi tutte queste con i tacchi a spillo, le tette... E il presidente: proponigli di fare Madre Teresa di Calcutta, vedi come poi si tirano tutte indietro. E va bene, così, senza parole, direbbe Vasco. Nessuna ottiene niente. La Moratti, Berlusconi, Minoli che ci prova a fare il direttore generale della Rai, Urbani con la sua Di Benedetto. Chiacchiere, chiacchiere, un po' di gnocca, la solita gnocca, di un paese così. Dove Saccà dirige il traffico. E tutti vorrebbero stare in quel posto là. Ad azionare la giostra gigolante e arrugginita di questo paese dei Balocchi. www.robertocotroneo.net.

Torna all'inizio


Intercettazioni la mortificazione di Fede (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Intercettazioni la "mortificazione" di Fede Paolo Ojetti Buttata fuori dalla porta l'idea incostituzionale di rinviare i processi che fanno comodo al Cavaliere, rientra dalla finestra la Grande Immunità per le tre alte cariche dello Stato più la quarta, più bassa, la carica di Berlusconi. Il Tg1 se la cava con un'intervista compiacente al ministro Alfano e il Tg5 insiste: immunità per dare "serenità" a Berlusconi, ovviamente. Il Tg3 adopera toni neutri. Emilio Fede, con aria mesta, si dice "mortificato" per la pubblicità data alle intercettazioni dove il suo padrone vuol piazzare "le fanciulle" e dove si intrecciano raccomandazioni, voti di scambio, promesse di soldi e appalti, tutto a carico dei bilanci Rai, il che rende questo mercimonio di interesse davvero "pubblico". L'avvocatessa Bongiorno, ieri spalla occasionale di Fede, ha sostenuto che si sono intercettate persone che non c'entrano niente e che non sono indagate. Falso, non sono state intercettate persone non indagate, ma solo i telefoni di Saccà, su ordine della magistratura per un'indagine per corruzione, quindi tutto legittimo. La stampa fa solo il suo mestiere (finché potrà), le pubblica e scoperchia un sottobosco schifoso.

Torna all'inizio


La famiglia Orlandi crede nella supertestimone Gli inquirenti vanno avanti. Ascoltato l'ex Nar Carminati che ha negato il coinvolgimento della Banda della Magliana (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del La famiglia Orlandi crede nella supertestimone Gli inquirenti vanno avanti. Ascoltato l'ex Nar Carminati che ha negato il coinvolgimento della Banda della Magliana di Anna Tarquini / Roma SI RIPARTE dai misteri di trent'anni fa e da nomi, registrazioni e identikit lasciati per strada nel corso degli anni. Per fare luce sul rapimento di Emanuela Orlandi e sulla veridicità della supertestimone i magistrati hanno scomodato addirittura Massimo Carmi- nati, l'ex terrorista dei Nar (omicidio Pecorelli) che ebbe anche rapporti con la banda della Magliana. Carminati, attualmente libero dopo aver scontato una serie di condanne, era detenuto quando Emanuela, nel 1983, scomparve. Ai magistrati avrebbe però sostanzialmente negato circostanze e fatti descritti da Sabina Minardi: "Non credo che Renatino De Pedis c'entri qualcosa con il rapimento". Perché Carminati. Perché l'ex terrorista è una delle persone tirate in ballo dalla Minardi. Secondo la donna Carminati sarebbe stato un assiduo frequentatore della casa di via Elio Vittorini, all'Eur, dove abitava Enrico De Pedis e avrebbe rivelato quanto sapeva della Orlandi. Nelle date e nei fatti però la Minardi cade un'altra volta perché Carminati viene descritto come colui che sarebbe andato a Londra per fare "il servizio" a Roberto Calvi. Invece anche Carminati era in carcere quando venne commesso l'omicidio. I magistrati stanno passando al vaglio uno dopo l'altro i personaggi chiamati in causa. Il punto sarà fare una comparazione tra le dichiarazioni della superteste e gli atti dell'inchiesta dal 1983 ad oggi. Tra questi una serie di intercettazioni degli anni ottanta ritenute attendibili. Due in particolare, quelle delle chiamate arrivate ai genitori di Emanuela Orlandi nell'estate del 1983 e con le quali venivano comunicate le modalità per il recupero del tesserino del corso di musica della giovane ed una sua lettera in cui diceva di stare bene. Telefonarono un certo "Mario" e un certo "Pierluigi". Costoro dettero indicazioni che consentirono di ritrovare a Fiumicino dove nella cappella dell'aeroporto furono ritrovati 3 fogli contenenti un messaggio mandato dalla ragazza ai genitori biglietto nel quale era scritto "non state in pensiero per me io sto bene". L'altro biglietto invece fu trovato nei pressi di piazza del Parlamento in un cestino dei rifiuti. Un'altra busta venne trovata nei pressi di via Porta Angelica. Le telefonate arrivarono nell'estate a cominciare dal 6 luglio del 1983 al quotidiano Paese sera e altri organi di stampa. Obiettivo degli inquirenti è quello di verificare se esista la possibilità di attribuire quelle voci registrate a qualche esponente della Banda della Magliana. Anche se gli accertamenti fonetici erano stati eseguiti già nel 2005 e avevano escluso ogni rapporto. C'è tra l'altro un fatto nuovo e non di secondaria importanza del quale tenere conto. Ed è la nuova posizione di Natalina Orlandi, sorella di Emanuela, che dopo aver negato ogni attendibilità alla teste, ieri a sorpresa avrebbe detto: "Io credo in questa versione. E la pista della Banda della Magliana fu la prima ad essere intrapresa, 24 ore dopo il sequestro. Ci fu un poliziotto del primo commissariato che riconobbe De Pedis nell'identikit. Ma poi non si fece nulla". Se confermata questa posizione della famiglia segnerebbe una svolta per la ricerca della verità. C'è anche da dire che il ritrovamento di una stanza segreta con una vecchia brandina e un gabinetto nei sotterranei dell'appartamento al gianicolense corrisponde esattamente alle indicazioni della Minardi anche se le date non coincidono. I magistrati hanno anche rivelato che la supertestimone ha problemi sulla descrizione di Emanuela Orlandi e sullo scambio di battute avuto con lei. La compagna del boss fornisce più versioni. Prima la Minardi afferma che vedeva dallo specchietto la giovane in stato confusionale e che le avrebbe fatto i complimenti sulla chioma, dei bei capelli lunghi. "La ragazza - dice Minardi - sembrava su un altro pianeta e continuava a chiedere "Mamma, mamma, ma dove mi porti". Successivamente la ex amante di De Pedis sostiene che la giovane, alla quale avrebbero tagliato i capelli in maniera oscena ("un taglio tutto paro"), voleva andare da un certo Paolo. Intanto la famiglia De Pedis ha fatto sapere che la tomba, dopo che l'avranno aperta, non rimarrà più nella basilica di Sant'Apollinare.

Torna all'inizio


IL GARANTISMO? UNA RELIGIONE (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 153 del 2008-06-28 pagina 1 IL GARANTISMO? UNA RELIGIONE di Massimiliano Lussana Forse sogno, forse sono un irriducibile utopista, forse dovrei fare un altro mestiere, forse non dovrei occuparmi neppure di politica. Perchè mi piacerebbe che la strada in ricordo di Enzo Tortora - che arriva dopo una lunga battaglia dei radicali, del Giornale e di alcuni nostri lettori, penso ad esempio a Fernando Galardi, e per la quale torno a ringraziare Marta Vincenzi, che finalmente ne ha fatta una buona - segnasse qualcosa in più di un evento toponomastico più o meno rilevante. Mi piacerebbe che quella targa ci regalasse un giornalismo diverso. Diverso da quello che descriveva Tortora come un cinico mercante di morte e diverso da quello che, come le bestie rabbiose e affamate, ha bisogno ogni giorno sempre di una preda diversa. Da colpire in ogni modo: pubblicazione di intercettazioni, squadrismo mediatico su falsi problemi, dubbi insinuati come verità o comportamenti privati di nessuna rilevanza elevati al rango di reati. Così, per vedere l'effetto che fa. Così, per far passare il messaggio: " se ne scrivono, qualcosa avrà pur fatto" (...) © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


GARANTISTI. A ROMA E GENOVA (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 153 del 2008-06-28 pagina 3 GARANTISTI. A ROMA E GENOVA di Massimiliano Lussana (...) E poi, oltre a un altro giornalismo, mi piacerebbe un'altra politica, qualche volta anche di centrodestra. Devo dire che, in occasione dei vari dibattiti sugli arresti del portavoce del sindaco, di un imprenditore e di due ex consiglieri comunali diessini, l'opposizione di casa nostra ha imparato la lezione. Gli interventi in consiglio comunale della capogruppo azzurra Raffaella Della Bianca, dei consiglieri di An, degli arancioni, della Lega, di altri, sono stati sereni e seri. E, soprattutto, hanno centrato il problema: la giunta Vincenzi deve andare a casa perchè Genova è un gioiello che viene perso per strada; perchè la città è amministrata male; perchè si pensa a dare accoglienza ai rom anzichè agli italiani che ne hanno bisogno e che sono colpevoli solo di pagare le tasse (il caso di Igor Tardito, raccontato sulle nostre pagine, al proposito, è sconvolgente); perchè fa chiacchiere e fino ad oggi non ha prodotto nulla o quasi di tangibile. Questi sono i motivi per cui Marta Vincenzi dovrebbe andare a casa, non perchè i suoi assessori sono stati toccati da un'inchiesta. Ecco, a noi, piace questo centrodestra, quello garantista per tutti, a partire dagli avversari. E speriamo di non dover più vedere - come è capitato, fortunatamente in proporzioni assolutamente poco significative - un centrodestra garantista a Roma e forcaiolo a Genova, un centrodestra che parla di "accuse verosimili" (il verosimile, grazie al cielo, non è ancora una categoria della giustizia), un centrodestra che va a rimorchio dei grillini o un centrodestra che rovista nel cestino dell'immondizia delle intercettazioni. Vi rivelo un piccolo retroscena. Qualche giorno fa, Massimiliano Morettini, uno degli indagati per Mensopoli, mi ha chiamato ringraziandomi per l'onestà e la correttezza garantista della linea del Giornale. Noi, politicamente, a Morettini non abbiamo mai fatto nessuno sconto: non sul G8, non sugli extracomunitari, non sulla politica. Ma sentire alcuni suoi amici diessini derubricare lui e gli altri a "quattro mascalzoni" è qualcosa di talmente volgare, falso e vergognoso, che sulla giustizia saremo sempre dalla parte di Morettini. Garantisti per tutti, almeno fino a sentenza definitiva. Per gli avversari di più. Si chiama Politica. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


<Lo scudo? Scelta politica> (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 153 del 2008-06-28 pagina 2 "Lo scudo? Scelta politica" di Anna Maria Greco da Roma L'Anm non vuole aprire un altro fronte. Almeno per ora. Sullo scudo che tutela le massime cariche dello Stato il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, sceglie la cautela e assicura che non si intende invadere la sfera propria della politica. Troppe controversie sono già aperte tra il Palazzo e le toghe: dal provvedimento sulle intercettazioni a quello sospendi-processi, fino agli attacchi del premier Silvio Berlusconi ai magistrati politicizzati, per i quali l'Anm ha chiesto di incontrare il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Calma, dunque, giudizio sospeso. Ma il lodo Alfano e le sue implicazioni e ricadute sulla macchina giudiziaria saranno studiate a fondo dagli esperti, Costituzione alla mano. Sempre, sotto il profilo "tecnico". E il "sindacato delle toghe" sorveglierà anche il dibattito parlamentare, con eventuali modifiche del disegno di legge per fare, eventualmente, le sue osservazioni. Presidente Palamara, l'Anm non è intervenuta finora sul Lodo perché aspettava di vedere il testo che sarà presentato dal governo al Parlamento. Ora il disegno di legge c'è, che cosa ne pensa? "In questo momento non abbiamo giudizi da dare: semplicemente, studiamo il provvedimento con al fianco la sentenza della Corte costituzionale che nel 2004 ha bocciato il lodo Schifani. E possiamo solo ripetere quello che abbiamo già detto in precedenza: la scelta di introdurre una immunità temporanea per chi ricopre alti incarichi istituzionali appartiene alla responsabilità della politica, comunque soggetta alle norme della Costituzione". E a vostro parere il lodo Alfano corregge il testo precedente, recependo correttamente le indicazioni della Consulta? "Non ci compete pronunciare sulla costituzionalità del provvedimento. La nostra non è una funzione di supplenza della politica, né quella di controllori. La politica si assume la responsabilità delle sue scelte. Il nostro compito è quello di valutare gli aspetti tecnici, le conseguenze dei provvedimenti sulla macchina giudiziaria. E solo questo abbiamo fatto anche sulle norme per le intercettazioni e su quelle che sospendono parte dei processi, anche se siamo stati accusati del contrario. La domanda che ci poniamo, ogni volta, è se i politici fanno o no provvedimenti per migliorare il sistema giustizia. E quando la risposta è stata no, l'abbiamo detto". Stavolta, non avete obiezioni da fare? "È ovvio che qualunque intervento sulla questione della sospensione dei processi per le massime cariche non può non tener conto delle indicazioni contenute nella sentenza della Corte costituzionale. Ora, per valutare questi aspetti, probabilmente organizzeremo incontri di carattere giuridico, dibattiti con giuristi e costituzionalisti in particolare, per approfondire la questione". E alla fine di questo approfondimento? "Si tratta di un disegno di legge e quindi seguiremo attentamente anche gli sviluppi del percorso parlamentare. Ma per noi il discorso è sempre di carattere giuridico, tecnico, non politico". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Indagini scomode sui Ds Forleo assolta dal Csm ma rischia il trasferimento (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 153 del 2008-06-28 pagina 2 Indagini scomode sui Ds Forleo assolta dal Csm ma rischia il trasferimento di Luca Fazzo da Milano Il giudice Clementina Forleo non commise alcun illecito quando chiese al Parlamento l'autorizzazione ad utilizzare nel processo Unipol le intercettazioni telefoniche dei parlamentari diessini Massimo D'Alema, Piero Fassino e Nicola La Torre. Ieri il Consiglio superiore della magistratura spazza via due anni di accuse roventi lanciate contro il magistrato da una parte del mondo politico, raccolte e fatte proprie dalla Procura generale della Cassazione che aveva chiesto la censura e il trasferimento della Forleo. Rivolgendosi al Parlamento, dice il Csm, il gip milanese ha fatto solo il suo dovere di giudice. Fine del caso Forleo? Niente affatto. Perché sulla testa del magistrato incombe un'altra minaccia, solo apparentemente meno insidiosa. Insieme all'azione disciplinare, infatti, contro di lei era partita anche un procedimento per "incompatibilità ambientale", basato soprattutto sulle sue esternazioni televisive nel corso di Annozero. Una apposita commissione del Csm, presieduta da Letizia Vacca dei Comunisti italiani, ha già proposto che la Forleo venga cacciata sia da Milano che dalle funzioni di giudice monocratico. La decisione del plenum del Csm arriverà il mese prossimo, e lì può ancora accadere di tutto. Ma è sicuro che l'assoluzione con formula piena decisa ieri dalla "disciplinare" rafforza vistosamente la posizione del magistrato sotto accusa anche in vista del prossimo appuntamento. Lei, Clementina Forleo, ieri era scesa a Roma pronta al peggio. "Non mi sentivo affatto tranquilla", racconta al telefono ieri sera. E ancora meno tranquilla si deve essere sentita quando il rappresentante dell'accusa, il sostituto procuratore generale Federico Sorrentino, era partito all'attacco imputandole di avere inviato al Parlamento un'ordinanza "abnorme", un atto che conteneva "un giudizio anticipato non richiesto su persone non indagate" e mostrava "carenza di imparzialità", "negligenza grave e inscusabile", "scarso equilibrio". Poi però ha preso la parola il suo difensore, il magistrato torinese Maurizio Laudi. Ha ricordato il significato di quelle telefonate, i legami evidenti che emergevano tra i vertici dei Ds e Gianni Consorte, numero uno di Unipol, impegnato all'epoca nella scalata illecita alla Banca nazionale del lavoro. Per questo, nella sua ordinanza, la Forleo parlava di "complicità". "Spero, credo e voglio credere che la legge sia uguale per tutti", aveva detto ieri la giudice prima che la sezione disciplinare pronunciasse la sentenza. E, ad assoluzione avvenuta: "La giustizia ha trionfato. Se si ha onestà e dignità di andare avanti fino in fondo senza cedere di fronte a nulla la verità viene fuori. Ora, siccome il tempo è galantuomo spero che abbia prima o poi giustizia anche il collega Luigi De Magistris", il pm di Catanzaro finito anch'egli sotto accusa per le sue esternazioni. Ma, aldilà della soddisfazione di ieri, Clementina Forleo è la prima a sapere che i pericoli per lei non sono finiti, e che anche dentro il Csm rimane forte il partito di chi a luglio vorrebbe spostarla di peso dal suo incarico, spedendola senza troppi complimenti a scrivere sentenze d'appello in qualche Corte lontana da Milano. "A quello per adesso non ci voglio pensare - risponde la Forleo - l'importante è che oggi il Csm abbia capito che in quell'ordinanza non c'era niente di abnorme e che anzi da parte mia era un atto dovuto. Il mio difensore è stato bravissimo". Vale la pena di ricordare che se la Forleo fosse stata punita per la sua richiesta a carico di D'Alema e La Torre avrebbe rischiato di essere - paradossalmente - l'unica condannata della vicenda: l'utilizzo delle telefonate di La Torre è già stato rifiutato dalla Camera con voto bipartisan, mentre su D'Alema - all'epoca parlamentare europeo - dovrà esprimersi Bruxelles. Ma le possibilità di un voto favorevole, che potrebbe portare D'Alema sul registro degli indagati, vengono considerate piuttosto scarse. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Nonostante i dubbi Napolitano firmerà (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 153 del 2008-06-28 pagina 3 Nonostante i dubbi Napolitano firmerà di Redazione Napoli. Firmerà. Non gli piace, perché a suo giudizio il lodo Alfano non contiene novità sostanziali, mentre lui si aspettava qualcosa di più. Non lo convince, perché accoglie "solo parzialmente" le obiezioni della Consulta e dell'opposizione. Ma Giorgio Napolitano l'autorizzazione a presentare alle Camere lo scudo giudiziario per le alte cariche la firmerà comunque: il testo del governo non presenta infatti evidenti profili di incostituzionalità. E poi, nonostante la difficoltà del momento, il presidente continuerà a provare a disinnescare lo scontro tra politica e magistratura, cercando "un punto di equilibrio attraverso il dialogo e il confronto". Certo, il passo avanti che ha compiuto la maggioranza ritoccando il lodo è considerato troppo timido per riuscire a rasserenare il clima, avvelenato ancora di più dalle ultime intercettazioni. Ma la mediazione del Colle continua. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Berlusconi scherza sulle cimici Poi rilancia: <Parlerò agli italiani> (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 153 del 2008-06-28 pagina 3 Berlusconi scherza sulle cimici Poi rilancia: "Parlerò agli italiani" di Adalberto Signore da Roma Due giorni fa, quando il ministro Fitto l'ha chiamato per dirgli che stava preparando un comunicato piuttosto duro contro la procura di Bari, la risposta di Berlusconi è stata eloquente: "Raffaele, più duro che puoi. Senza esitazioni". A quarantotto ore di distanza la linea del Cavaliere resta sostanzialmente la stessa, ribadita davanti all'intero Consiglio dei ministri. Tanto netta che l'unico rammarico che si porta dietro il premier è quello di non aver fatto l'annunciata conferenza stampa per spiegare agli italiani le sue ragioni. "Hanno insistito così tanto - dice riferendosi ai consiglieri più prudenti - che alla fine ho ceduto. Ma passato questo periodo di polemiche, la conferenza stampa la farò. Perché il Paese deve sapere come stanno davvero le cose". Nonostante tutto, però, il Cavaliere non sembra aver perso il suo buonumore se prima della riunione a Palazzo Chigi invita al silenzio alcuni ministri che parlottano in maniera un po' concitata. "State zitti - li riprende Berlusconi mentre è al telefono - altrimenti non mi intercettano bene". Non è affatto ironico, invece, qualche minuto dopo. Quando parlando con un ministro ribadisce l'intenzione di andare fino in fondo: "Non mi farò intimidire, non farò la fine di Veltroni". Già, perché il premier è ormai convinto che il leader del Pd sia "prigioniero" del "giustizialismo oltranzista di Di Pietro". Insomma, che non sia più un interlocutore credibile per la maggioranza. Perché, chiosa Osvaldo Napoli, "la sua stagione riformista è durata lo spazio di un mattino". D'altra parte, nel Pd non sono poche le crepe. Perché se c'è un'ala che spinge verso la sinistra radicale, c'è pure una zona grigia - e prudentemente silenziosa - che vede di buon occhio l'approvazione del lodo-bis e la definitiva soluzione della questione giustizia. È a loro che si appella Cicchitto quando si augura che l'opposizione "non si faccia trascinare da Di Pietro". Anche perché, ripete in queste ore Berlusconi, la magistratura "ha travolto anche loro in più d'una occasione". Il caso di scuola, ovviamente, è quello dell'inchiesta su Clemente Mastella che ha dato il colpo definitivo al governo Prodi per poi concludersi in un nulla di fatto. E dopo aver citato il caso Mastella, Berlusconi torna sulle intercettazioni pubblicate da L'Espresso. "Una vergogna", ripete in Consiglio dei ministri. "Una vergogna - spiega - che però farà aprire gli occhi agli italiani perché in quelle conversazioni non c'è assolutamente nulla". E che le intercettazioni non debbano finire sui giornali lo pensa anche Veltroni, perché - spiega - deve essere "salvaguardata la privacy dei cittadini". È altrettanto netto il Cavaliere quando si affronta il capitolo del lodo-bis: "una necessità". Perché, dice ai ministri, "il ruolo di premier è incompatibile con quello di imputato". Insomma, "o passo le mie giornate a prepararmi alle udienze oppure governo questo Paese". E dunque, avanti tutta sugli emendamenti "sospendi-processi" e sul lodo-bis. Senza esitazione alcuna. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


E il Pm Ingroia cerca consensi all'assemblea Sd (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 153 del 2008-06-28 pagina 3 E il Pm Ingroia cerca consensi all'assemblea Sd di Redazione Tempi bui per la libertà d'opinione. Andiamo verso il "deserto dei diritti" e nemmeno ce ne accorgiamo. Parole che non stonano nel posto in cui sono state pronunciate, cioè l'assemblea di Sinistra democratica che si è tenuta a Chianciano terme. Se non fosse che a pronunciarle è stato Antonino Ingroia, sostituto procuratore alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Il magistrato ha parlato dallo stesso palco di Claudio Fava, Gavino Angius e Martin Schulz (il capogruppo del Pse al Parlamento europeo). "Essere qui mi consente di intervenire e parlare su temi che dovrebbero stare a cuore a tutti, ma in questi tempi bui - e temo che saranno ancora più bui, prossimamente, per la libertà d'opinione nel nostro paese, oltre che per la libertà di stampa - temo che le occasioni per un magistrato di dire ciò che pensa su ciò che si sta facendo della giustizia e della legalità in Italia saranno sempre più ristrette". Il giudice ha passato in rassegna tutte le cose che secondo lui non vanno, che vanno dalle norme adottate dal governo in tema di sicurezza, al limiti alle intercettazioni telefoniche. Fino all'uso dell'esercito per contrastare la criminalità. "Noi stessi non ce ne rendiamo conto - ha spiegato ai militanti del partito a sinistra del Pd - perché stiamo passando di assuefazione in assuefazione, ma siamo ben al di là della legislazione d'assedio all'informazione libera e all'indipendenza della magistratura degli anni passati, o della legislazione ad personam. Andiamo diritti verso il deserto dei diritti. Temo che non ci sia - ha concluso - sufficiente consapevolezza della posta in gioco". Insomma, il rischio per la democrazia c'è. E' enorme. Ma sono gli italiani che non se ne accorgono. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


<O mi vendo, o devo rubare> La vita d'inferno dei bimbi rom (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 153 del 2008-06-28 pagina 4 "O mi vendo, o devo rubare" La vita d'inferno dei bimbi rom di Giacomo Susca Li chiamano "topini", ma in bocca invece del formaggio hanno i soldi presi ai turisti da Milano Qualcuno ha il coraggio di chiamarli nomadi, "figli del vento", ma il lungo viaggio dai casermoni in cemento della periferia di Bucarest fino al fango delle baraccopoli italiane ormai conserva ben poco di romantico. È piuttosto una discesa agli inferi quella vissuta da almeno 50mila bambini rom, quelli cioè che nelle nostre città ci sono arrivati scivolando negli ingranaggi oliati dal racket dell'immigrazione clandestina. Per i piccoli trascinati attraverso i confini dell'area Schengen la strada verso l'Occidente, visto nello schermo della tv - ricostruiscono gli esperti di criminologia internazionale - quasi mai è una scelta, semmai una costrizione. Un debito che si sottoscrive a vita, nella speranza un giorno o l'altro di ripagarlo. Lavorando, promettono prima. Proprio così: il passaporto entra in possesso del gruppo criminale che saprà condurti a Parigi, Londra, o Roma. Non è solo una promessa in cambio di documenti, però. Il prezzo reale da corrispondere è la libertà. E succede che i nuovi schiavi hanno appena messo i denti da latte. Le baby-lucciole alla fiera dell'Est A volte, invece, "sono loro a comprarti", racconta una ragazza passata per le cure delle assistenti sociali e per le carezze delle suore del "Nocetum", periferia sud di Milano, centro di recupero convenzionato con il Comune. Terrorizzata solo al pensiero di ricordarsi il proprio nome, "perché quelli sono in giro". Quelli sono i suoi familiari: vivono ancora a duecento metri di distanza, nelle roulotte. Per lei l'Italia della pubblicità s'è rivelata un vialone dietro il Cimitero Maggiore. Le auto che sfrecciano, qualcuna che accosta e chiede "Quanto?" Risposta: "Trenta euro. Meno delle altre". Dopotutto è stata una faccenda di soldi, sin dall'inizio. Il dramma è che non è nemmeno una vicenda originale, la sua, ma come tante. I genitori l'hanno venduta a mille euro a dei lontani zii, "un affare", sarebbe a dire 100 euro ogni compleanno. L'equazione è diretta, a 10 anni sui marciapiedi di Milano sono un patrimonio destinato a moltiplicarsi. Previsione azzeccata. "Ogni notte portavo nelle tende pure 500 euro". Carne fresca a peso d'oro, come quello nascosto nelle buche del terreno o tra i denti degli sfruttatori. Dai sorrisi "che non dimentichi, che la notte riappaiono sottoforma di incubi". Business e deformazioni Nell'assurda bilancia dei profitti amministrati dai clan zingari, una mancanza può colmare un portafogli. Il traffico degli invalidi e dei mutilati è cosa ben nota alle procure di mezza Italia. A dicembre scorso i carabinieri hanno portato allo scoperto una banda, con base nella provincia di Milano, che costringeva ai semafori della metropoli bambini storpi e handicappati. Via le bende, le protesi strappate dai capi. Le deformità dovevano essere ben visibili, esposte al sole in estate e alla pioggia in inverno. L'unico braccio, teso verso i finestrini in cerca di monetine. Non bastava l'umiliazione. L'incasso, a fine giornata, non poteva scendere al di sotto dei cento euro. Altrimenti, scattavano le botte. Più forti dove le ferite e le malformazioni bruciano ancora. Eppure nessuno fuggiva, perché sennò di notte quei bimbi erano costretti a dormire all'addiaccio, peggio perfino delle catapecchie in legno e lamiera. Nessuno scappava, semplicemente perché non ci riusciva. Diceva vantandosi una madre, al telefono con un altro aguzzino, sorpresa da un'intercettazione: "Io questo pericolo non lo corro, io i miei li tengo al guinzaglio". La catena stretta al collo dei ragazzini mandati a mendicare nelle metropolitane, addirittura in mezzo allo shopping della Galleria, quando Natale è vicino e la compassione della gente è più a buon mercato. Il fiume di denaro dell'elemosina tocca i 900mila euro al mese, specie se si arrotonda il conto affidando ai più grandicelli qualche commercio delicato, come lo spaccio della droga a clienti poco più che coetanei. Uomini e topi Fanno presto a crescere i piccoli nei corridoi della Stazione Centrale di Milano. O lungo i binari di Roma Termini. E più crescono più sono rispettati, perché corrono veloci e spariscono in un niente. Infatti li hanno battezzati "piranha", o quanto meno "topini". In bocca non portano pesciolini o formaggio, ma le banconote dei turisti e dei pendolari, troppo distratti per accorgersi del gioco di prestigio. Quattrocento colpi al giorno: li hanno contati i City Angels milanesi in un giorno qualsiasi durante il via vai delle vacanze estive, cercando di persuaderli a lasciare la strada. Sembravano gradire l'interessamento. "Grazie lo stesso, preferiamo restare qui". Poi, di notte, hanno incendiato il container coi viveri e le coperte destinate ai clochard. Attorno alle squadre "in servizio" in stazione, altre di sentinelle. Sono gli stessi rom adulti a sorvegliare e coprire le spalle ai piccoli, pronti a intervenire nell'eventualità che il derubato reagisca al borseggio. Ovvio, il denaro, poi deve finire interamente nelle tasche dei capifamiglia. Gli autori degli scippi sono invece portati a indebitarsi nei confronti dei padri-padroni, a giocare d'azzardo coi dadi per comprarsi le caramelle e le figurine. Battaglia senza quartiere: a Milano, durante una retata, le forze dell'ordine si sono beccate in testa pietre e bottiglie. E comunque, "se pure riusciamo a fermarli - ammette un agente - hanno tutti meno di 14 anni. Un giro in centrale e rieccoli qua a rubare". Dagli ultimi dati del ministero di Grazia e Giustizia risultano segnalati agli uffici del servizio sociale minorile 2.424 zingarelli, il 12 per cento del totale. Alla fine sette volte su dieci scappano dalle comunità. I banchi di scuola restano un miraggio. Così tornano a dormire in mezzo ai veleni dei campi rom, discariche a cielo aperto. All'alba ricomincia la vita nel girone dantesco. L'ultimo orrore? A sette anni addestrare cani da combattimento, lottare coi pitbull nella polvere, cercando di limitare i danni dei morsi (Milano, via Idro, segnalazione di pochi giorni fa). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Sarà riesumato e portato al cimitero il corpo del boss sepolto in chiesa (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 153 del 2008-06-28 pagina 19 Sarà riesumato e portato al cimitero il corpo del boss sepolto in chiesa di Redazione da Roma La tomba di Enrico De Pedis, esponente di spicco della Banda della Magliana, il cui nome è tornato in ballo in questi giorni con la rispolveratura del caso di Emanuela Orlandi, scomparirà dall'interno della chiesa di Sant'Apollinare. Lo ha annunciato ieri il legale della famiglia dell'uomo, ucciso nel 1990 per un regolamento di conti, che sembrerebbe aver avuto un ruolo nella sparizione della giovane. L'avvocato Lorenzo Radogna ha spiegato che il corpo di "Renatino" verrà cremato, senza fornire altre indicazioni sul luogo della futura sepoltura. "È questa - ha aggiunto il legale - la volontà della famiglia, che dopo tanti anni intende mettere fine a questa storia e per questo si è detta disponibile a concedere il consenso per l'ispezione e la riesumazione del cadavere". Intanto due giorni fa è stato ascoltato Massimo Carminati, ex componente dei Nar, che ebbe contatti con l'organizzazione criminale romana. L'ex terrorista nero, ora libero ma all'epoca dei fatti detenuto, è stato sentito in questura dal procuratore aggiunto Italo Ormanni e dai sostituti Andrea De Gasperis e Simona Maisto, alla presenza del capo della squadra mobile Vittorio Rizzi. Carminati, accusato di essere stato ingaggiato dalla Banda della Magliana per uccidere il giornalista Mino Pecorelli, di aver partecipato a un tentativo di depistaggio sulla strage di Bologna e di aver preso parte a un furto al caveau del tribunale di Roma nel 1999, non ritiene credibile la versione della testimone Sabrina Minardi, ex amante di De Pedis. Davanti ai magistrati, quindi, non solo avrebbe escluso la fondatezza di quanto è stato detto in questi giorni sul rapimento della giovane cittadina vaticana, ma anche sul ruolo dei personaggi di primo piano nella vicenda. Intanto gli inquirenti hanno deciso di riesaminare tutti gli atti dell'inchiesta per cercare spunti utili o non sufficientemente approfonditi in passato. Tra questi una serie di intercettazioni degli anni '80 ritenute attendibili. Si tratta di due chiamate arrivate ai genitori di Emanuela Orlandi nell'estate del 1983 e con le quali venivano comunicate le modalità per il recupero del tesserino del corso di musica e una sua lettera in cui diceva di stare bene. Obiettivo degli investigatori è quello di verificare se esista la possibilità di attribuire quelle voci registrate a qualche membro della Banda della Magliana. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


(segue dalla copertina) dal nostro inviato (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cronaca Tra Bologna e Rimini si assiste al lento declino dei giovani. Quelli che vivono di precariato e quelli che sopravvivono alle notti balorde in Riviera Tutti ugualmente ostili al modello degli adulti Tanto che qualcuno ora invoca un nuovo patto sociale. Ma per quale Italia? "I ragazzi sono una specie in via di estinzione e spietatamente attaccata" Il nostro Paese, per adolescenti e istruzione, è all'ultimo posto in Europa "Non sono bamboccioni, se potessero fuggirebbero da case vuote" (SEGUE DALLA COPERTINA) DAL NOSTRO INVIATO gianpaolo visetti L'Italia, per adolescenti e istruzione, è l'ultimo gradino della scala europea. Dal 1988 i ragazzi tra i 19 e i 24 anni sono calati del 42%. Solo un italiano su sei ha meno di trent'anni. Nessuno, nemmeno un genio privo di mezzi, può studiare gratis. Lo Stato, per ogni studente, spende un quinto di quanto si investe nella Ue: 12 mila euro all'anno in meno rispetto agli Usa. I dirigenti laureati sono il 20%. Gli under 35 al potere lo 0,1%: in Germania sono il 14%, in Cina il 29. Solo 18 italiani su cento, prima dei 50 anni, raggiungono posizioni di responsabilità. Tre giovani su dieci, a un anno dalla fine degli studi, hanno un lavoro. Di questi, tre su quattro sono precari. A un anno dalla laurea, lo stipendio medio è di 993 euro netti al mese: 1342 dopo cinque anni, 1424 dopo dieci. La metà dello stipendio di un neolaureato europeo. "I nostri studenti - dice il sociologo Marzio Barbagli - non sono mammoni, o bamboccioni. Sono attenti, interessati al mondo: se potessero, fuggirebbero da case vuote e famiglie distrutte". Una tragedia nazionale, sommersa e sistematicamente nascosta: l'eliminazione culturale dei giovani, oltre che dal futuro, dal presente della società. A Bologna, in piazza Verdi, con un caffè al mese gli universitari possono studiare insieme sui tavolini. Nella Nutelleria all'angolo di via Righi, i liceali cenano con 2 euro. "In Italia soltanto il mercato - sostiene Umberto Galimberti - si interessa ai teenager. Però sono costretti a consumare non solo gli oggetti, presto obsoleti, ma la vita: che non offre un futuro capace di promesse". Carlo Garreffa, 21 anni di Forlì, per diventare magistrato la sera pulisce uffici nel quartiere Masini. "Ogni volta - dice - si conclude che sui giovani non si può generalizzare e che l'adolescenza è da sempre un'età di sofferenza interiore. Non si vede che una crisi nuova ha corroso le vecchie giustificazioni. Stiamo male tutti, non qualcuno. Le adolescenze non iniziano a 13 anni e finiscono a 24: ormai sono illimitate, mostruosamente spinte prima degli 8 anni e oltre i 40". Si scopre così che dal 1998 i minorenni che delinquono (italianissimi, non d'importazione) sono aumentati del 38%: 52875 reati, nel 2007. Il 96% degli under 34 passa oltre quattro ore al giorno davanti alla tivù. Il 98% trascorre il tempo libero a chattare in internet con amici e sconosciuti. Il 51% fa uso di droghe, il 46% abusa regolarmente di superalcolici. Due alunni su dieci, alle medie, si sballano almeno una volta alla settimana. Gli universitari di Bologna bevono in media 6 bicchieri di birra al giorno. I primi rapporti sessuali sono anticipati a 12 anni. "Il problema - dice Ivana Summa, preside del liceo Minghetti - non sono i ragazzi, ma le condizioni di vita in cui sono costretti a vivere. Pur di non restare soli in appartamenti deserti, in attesa di silenzi e liti tra i genitori, mi hanno chiesto di tenere aperta la scuola fino alla sera. Le famiglie, per giustificare la propria assenza, difendono figli che non conoscono regole. Sotto un velo di spensieratezza cova un mare di disperazione, a cui sono esposti fin da bambini e ogni classe sociale". Bologna, l'Emilia e la Romagna, laboratorio d'avanguardia a livello mondiale per l'attenzione ai giovani, non sfuggono all'indifferenza che soffoca gli adolescenti. Nel capoluogo, 70 mila studenti su 350 mila abitanti, i quartieri attorno all'ateneo sono popolati per un 43% di universitari. In tre anni gli episodi di "vandalismo grave", nella regione, sono aumentati del 62%. Aggressioni e pestaggi, contro immigrati e anziani, crescono del 39%. "Invece di criminalizzarci nei convegni e sui giornali - dice Marco Mazzoni, 23 anni, fondatore del mensile studentesco "BLOGmag" - gli adulti dovrebbero ascoltarci e rispettarci. Discutono sempre del loro universo fondato sui soldi e non accettano il nostro mondo costruito sull'amicizia". La pubblicazione, gratuita e scritta dagli studenti, è un caso clamoroso. Nata tre anni fa dalla fusione tra giornalini di classe, diffonde mezzo milione di copie nelle scuole di tutta Italia (oltre due milioni di lettori) e ha 27 edizioni locali. Gli argomenti, attraverso votazioni on-line, sono scelti dai ragazzi. "Se sentiamo puzza di bruciato - dice Laura Bartolussi di San Lazzaro - cancelliamo il file. Adulti senza morale, profi con l'alito che puzza, pretendono di fare prediche mentre discutono con il commercialista di come non pagare le tasse. Solo tra noi possiamo parlare di cose importanti: la compagna uccisa dall'anoressia, i fidanzati morti in motorino per la fretta di incontrarsi, il sedicenne scappato di casa con la pagella impresentabile, la cugina che decide di vivere in una missione, il fratello più carismatico suicida dopo l'arresto per qualche pasticca". La diffusione dell'estraneità, la rabbia e il disprezzo, giustificherebbero la prima rivoluzione generazionale del Duemila. Ma invece di ribellarsi, i giovani, ormai se ne fregano. "Nessuno si è accorto - dice Lara Grossi, barista di Cesenatico - che sulla rete siamo in piazza tutti i giorni. Quando torniamo dall'estero, dove i giovani sono ormai protagonisti delle scelte, spaccheremmo la faccia a tutti. Il sistema italiano, senza saperlo, è già crollato nei nostri blog. Qualcuno li legge? Voi parlate dell'ostia ai divorziati, noi dello choc per i compagni più importanti della vita che, finita la scuola, in pochi giorni, si perdono per sempre". Un solco invalicabile, scavato non solo dalla velocità tecnologica. Il caso del tema di maturità, segnato dall'errore su Montale, è esemplare. Adulti disperati ed epurazioni ministeriali. Adolescenti interessati, invano, a capire la differenza sessuale di una dedica. Esibizionismo retorico contro ricerca di identità. Una terribile, pubblica confessione: l'Italia non è un paese per giovani. "La tragedia - dice a Modena Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro - è non riconoscere che sono loro i grandi aggrediti del presente, il vero soggetto a rischio del Paese. Sono violentati dalla famiglia, dai media, dalle aziende. Un processo fuori controllo. La crisi dei figli è quella che sconvolge i padri. La casa è il nuovo fronte di una guerra spietata, detonatore di tutte le incompiutezze. Dobbiamo prendere atto che è esplosa una progressiva, impressionante, violenza fisica e mentale". L'allarme dell'Oms è chiaro: in Italia, da sette anni, la depressione dilaga anche nei bambini. Otto under 29 su dieci ricorrono a psicofarmaci e droga. Secondo le ricerche, "non vedono la possibilità di un futuro": istruzione per ricchi, anni per trovare un lavoro, precarietà occupazionale, stipendi prossimi alla soglia di povertà, mutui usurai, impossibilità di avere una casa, emarginazione sociale, relazioni personali fragili. "Ci si occupa di intercettazioni - dice Nicola Torri, 24 anni, chimico di Rimini - di impunità del potere e di federalismo fiscale. Parlamento e sindacati dimenticano che quando potremo pensare al matrimonio e a una famiglia, sarà troppo tardi". Perché una società vecchia, ancora organizzata per un mercato interno, ma consegnata anche economicamente nelle mani dei giovani, investe così poco sulla sua unica risorsa aperta alla globalità? A Ravenna, nelle scuole, si chiedono banchi, computer, docenti aggiornati e fissi. AlmaLaurea, a Bologna, ricorda che nove aziende italiane su dieci non conoscono nemmeno la differenza tra laurea breve e lunga: e che la riforma ha fatto precipitare i soggiorni "Erasmus" all'estero. L'Emilia Romagna resta un gioiello dell'istruzione pubblica, l' 85% dei giovani dichiarano di essere "soddisfatti". Un record. Se il sistema vacilla anche qui, significa che nel resto del Paese affonda. "I giovani - sostiene Alessandro Cavalli dello Iard - non sono più i protagonisti del cambiamento. Sono sul banco degli imputati, giocano da soli, ma il vero problema è il colossale spreco di talenti. Non va sottovalutato che la maggioranza della popolazione giovanile italiana dichiara il proprio disgusto per la politica. Si può temere che le basi su cui poggia la democrazia non siano più così solide". Sulla costa adriatica, per i ragazzi, le istituzioni sono le forze dell'ordine. Etilometri, perquisizioni, sequestri. La notte tra sabato e domenica i posti di blocco ricordano quelli di un Caucaso in guerra. Tra la "Duna degli Orsi" a Marina di Ravenna, il "Papete" di Milano Marittima, il "Rock Island" di Rimini e l'"Echos" di Riccione, sono schierati centinaia di agenti. Un Paese senza famiglie dato in appalto alla polizia. "Gli adolescenti - dice lo psichiatra Vittorino Andreoli - non percepiscono più il futuro, ostaggio degli adulti. Espropriati del desiderio, sono senza speranza. E' drammatico. Essendo dei "nessuno", mascherano il dolore con la violenza, per passare dall'esclusione del banale all'identità dell'eroe. Non si piacciono fisicamente, non si accettano psicologicamente. L'estetica ha sostituito l'ideologia. Non resta che la fuga nella diversità, confusa con la possibilità di un cambiamento: droga e alcol sono il rifiuto di se stessi. Senza il coraggio di rifondare il significato di educazione, stiamo scrivendo una storia italiana nuova e disastrosa". Al "Santafè" di Cesenatico, preferito perché si può sedere o ballare gratis, Alessio Reno e Lara Calvisi sono al settimo cocktail. Bevono tanto "solo perché così ci si diverte di più". Impossibile fendere la ressa, sudata, aggredita dalle zanzare e in realtà pressoché immobile. Una ragazza-sandwich, seriamente larga, esibisce il consiglio: "Astenersi incompetenti e perditempo". Si ride molto e "si parla così senza pensarci". L'impressione è che gli adolescenti preoccupino molto gli adulti e che questi inquietino molto i primi. Due galassie estranee, reciprocamente spaventate da una scoperta: la scienza non contribuisce necessariamente alla felicità. è il crollo di una fiducia messianica: nemmeno nella rete c'è quello che si cerca. "I giovani sorridono - dice il sociologo Silvio Scannagatta - ma li attraversa la tristezza. Grazie alla tecnologia dispongono di un eccesso di prospettive, ma nessuna ha la forza di un progetto. Accettare la cultura della precarietà, l'effetto-spot, è l'ultima implosione di un suicidio sociale: irresistibili necessità immediate, noia precoce, disperazione cronica". La profondità di Bologna, fonte della superficialità apparente della Riviera, è lo specchio del disagio culturale che scuote i ragazzi italiani. Ridotti a buco nero del Paese, invecchiano parcheggiati tra le aule di via Zamboni e il "Bagno 47". "Ormai parlano solo di miti - dice lo scrittore Enrico Brizzi - perché sono gli unici piedi di porco capaci di scardinare la mediocrità della vita. Ma sono indignati con gli adulti e sognano di andare a far volare l'aquilone nel prato che c'è dall'altra parte". è il primo pomeriggio d'estate e anche a Santarcangelo c'è il sole. Antonella Pesaresi e Simone Torri, usciti dalla sala giochi, evitano di andare al mare e si infilano nel centro commerciale. La notte è lontana. Se non escono presto, come una volta, "i vecchi si mettono a quizzare". Una piada interrompe la visione di due film all'i-max. Fino all'una, farsi vedere sulle piste del "Marano", è da "maragli smanettoni". Genitori e figli indifferenti al tempo ma ossessionati dagli orari: due eserciti nemici prigionieri del sospetto, liquidi informi versati nel nulla. "O ricostruiamo un patto storico di fiducia tra generazioni capaci di concordare riferimenti etici e civili - dice l'economista Renzo Orsi - o l'Italia non avrà gli strumenti per governare epocali cambiamenti". L'oste Chilone, a Misano, non sa quando si chiuda la stagione infinita dell'incertezza. Mentre frigge i bianchetti guarda passare i motorini sparati verso i templi notturni della techno, poi i Suv mandati a riprendere i reduci dagli acidi. Lo vede che "i nostri ragazzi stanno male perché i loro genitori sono malati". Gli esce, non si sa come, la parola "egocentrismo". "In ogni caso - taglia corto - scelgo i giovani. Solo loro sono il disastro che disperatamente serve al Paese". Si riferisce, forse con Steiner, a una pioggia di stelle sul deserto.

Torna all'inizio


Matrix, cronaca tutta l'estate (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Spettacoli Enrico Mentana il mercoledì su Canale 5. Prossima puntata: intercettazioni telefoniche Matrix, cronaca tutta l'estate "è incomprensibile che l'approfondimento chiuda, per di più dopo una stagione di polemiche forti su giustizia e sicurezza. A questo punto la gente immagina Travaglio e Schifani in vacanza insieme, o magari Floris con la Prestigiacomo". Enrico Mentana non rinuncia alla battuta e annuncia che quest'estate continuerà a condurre Matrix il mercoledì su Canale 5 "in controtendenza rispetto a una tv che assomiglia alla scuola, si va in vacanza a giugno per tornare a ottobre". Cronaca in primo piano: per mercoledì prepara una puntata sulle intercettazioni telefoniche. "La politica? Non ha tanti protagonisti, i leader in tv vanno col contagocce: in 3 anni Berlusconi è venuto 5 volte". La superstar di Matrix resta Di Pietro, con 25 presenze su 350 puntate: "è spendibile su più temi" dice Mentana "e funziona".

Torna all'inizio


Quelle richieste al cavaliere per entrare in paradiso - (segue dalla prima pagina) natalia aspesi (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Quelle richieste al Cavaliere per entrare in paradiso (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) NATALIA ASPESI Nel tempo le richieste di favori si sono banalizzate: dal titolo nobiliare e dal diritto di mettere il naso negli affari di stato, a gioielli, carrozze e ville, da un ferreo contratto da star per grandi film con registi celebri a, adesso, una comparsata nel luogo più buio della televisione italiana, la fiction casereccia, l'ultimo angoscioso paradiso dell'agognata facile celebrità. Dalle intercettazioni delle telefonate negli ultimi mesi del 2007 tra i protagonisti di questa storia umiliante, appare per prima cosa stupefacente che sia stato così facile, in questo caso per non poche giovani donne, mettersi direttamente in contatto con un uomo di massimo potere politico e mediatico, in quel periodo non a capo del governo ma che comunque si poteva immaginare superindaffarato sia col business che con gli avvocati che con la potente macchina per vincere le vicine elezioni (che comprendeva anche un gran lavoro per l'ingaggio di alcuni esponenti avversari). Antonella, Evelina, Elena, Eleonora, Camilla e certamente altre, sapevano di avere tutto il diritto di abusare della sua generosità e di intasargli i cellulari tempestandolo di telefonate ad ogni ora del giorno e della notte, di pretendere favori e raccomandazioni, di comportarsi da 'pazza pericolosa' o da 'frustrata assoluta', di spaventarlo con le minacce, di obbligarlo a chiedere per loro, a suoi dipendenti o a persone ansiose di compiacerlo, particine nel mare di fiction che intasano la televisione; non solo in quelle Mediaset di cui Berlusconi è direttamente padrone, ma anche in quelle della cosiddetta concorrenza, attraverso i premurosi servigi del povero Agostino Saccà, allora direttore di Rai Fiction. Ognuna di queste questuanti, come tante altre raccomandate da centinaia di altri potenti, non avevano, non hanno, almeno per ora, delle carriere folgoranti. Elena ha un suo sito ufficiale bilingue in cui racconta di essere venuta a Roma da Napoli nel 1993 e di aver partecipato al film 'Baciami Piccina' di Ciampanelli, Camilla ha un blog e ha iniziato come tronista a 'Uomini e donne', Evelina è apparsa un secondo in 'Alessandro Magno' di Oliver Stone, su una copertina di Panorama e in un 'Padre Pio' televisivo; Antonella non ha lasciato grandi tracce in 'Casomai' di D'Alatri, né alcun dizionario del cinema segnala 'Balcancan' del macedone Mitrevski in cui ha iniziato la sua carriera: finalmente Saccà ottiene qualcosa e per lei si inventa un apposita particina nella superfiction Rai 'Capri'. Ma non sempre Agostino ce la fa: per quanto potente sia lui e soprattutto chi gli chiede questi modesti favori, capita che i provini delle ragazze pur raccomandate si dimostrino un tale sfacelo che registi e produttori eroicamente si ribellino all'imposizione. E tuttavia si capisce perché spesso una parte della nostra fiction pur amata dal pubblico, sia così desolata. C'è questa folla sempre più inquieta di ragazze che sarebbero belle se non fossero tutte uguali, con le stesse pettinature e le stesse boccone e gli stessi reggipetti e lo stesso sorriso privo di seduzione; per uscire dalla palude dell'intercambialità non viene loro in mente magari di studiare, la via più facile è sempre quella, l'aiutino del potente, forse con uno scambio di cortesie. Tanto capita che nessuno chieda a queste 'attrici' non si dice di saper recitare, ma neppure di essere in grado di scandire l'italiano e di esprimere anche a caso una qualsiasi emozione.

Torna all'inizio


L'allarme di ingroia "con quelle leggi è il deserto del diritto" - umberto rosso (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il pm antimafia: "Si torna indietro nella lotta alle cosche" L'allarme di Ingroia "Con quelle leggi è il deserto del diritto" "Lo Stato ha tagliato i fondi, da luglio saranno bloccate le intercettazioni" UMBERTO ROSSO dal nostro inviato CHIANCIANO TERME - Va al congresso di Sinistra Democratica, prende la parola nel "covo" di comunisti perché "magari è uno degli ultimi spazi di parola per noi magistrati", e demolisce fra gli applausi ad una ad una tutte le ultime sortite di Silvio Berlusconi sul terreno giudiziario. Quindi, Antonio Ingroia, pm antimafia di punta a Palermo, tratteggia la sua allarmatissima radiografia: "Siamo ben oltre ormai le leggi ad personam e l'assedio alla libera informazione. Siamo all'anno zero della legalità, al deserto dei diritti. E purtroppo è in atto un tale meccanismo di assuefazione che neanche ce ne accorgiamo". Standing ovation e abbraccio di Claudio Fava, leader di Sd e amico del magistrato, "mi ha invitato ed eccomi qui - racconta Ingroia, ben consapevole delle polemiche cui rischia di esporsi - ma sono pronto a raccogliere un invito anche da un partito di maggioranza, per andare a spiegare le stesse cose. Non mi ero tirato indietro quando si era trattato di polemizzare anche con Prodi e Mastella". E se la sua analisi sembra richiamare certe tesi del "regime" morbido, care a Bertinotti o a Di Pietro, Ingroia scende nel dettaglio della trincea palermitana per far capire come vanno le cose. Urgente il blocca-processi? Decreto per fermare le intercettazioni? "Non mi pare affatto che siano queste le emergenze. A Palermo, fra un mese, saremo costretti a fermare le intercettazioni. Ma non quelle per le veline. Quelle contro la mafia, quelle che hanno portato in galera Riina e Lo Piccolo. Ma perché nessuna parla di questo?". Succede che, siccome microfoni e apparecchiature per l'ascolto ambientale vengono affittate da privati, e siccome lo Stato ha tagliato i fondi, le ditte non hanno più intenzione di far credito al Palazzo di giustizia di Palermo e quindi hanno annunciato lo sciopero delle intercettazioni da luglio. Però arriveranno i soldati contro le cosche. "Inutile. Funzionò nel '92, oggi non serve a nulla. Oggi che si torna indietro nella lotta alla mafia. Il 41 bis per esempio è solo un fantasma di quel che era". La mafia, denuncia Ingroia, "è tornata nei salotti, ad allearsi con la massoneria, ma di questo non si deve parlare". Il blocco dei processi per un anno? Un favore a Cosa nostra, perché "si fermano i giudizi per bancarotta, usura, estorsione, prostituzione, tutti reati-satellite della mafia". Il silenzio stampa su intercettazioni e procedimenti giudiziari? "Il diritto all'informazione non è dei giornalisti ma dei cittadini. Chissà quanti porti delle nebbie e quanti insabbiamenti facili ora ci dovremo aspettare". Conclusione, sconsolata: "Così si apre un baratro fra istituzioni e cittadini, e la sete di giustizia e verità resta inappagata".

Torna all'inizio


Unipol, il csm assolve la forleo - davide carlucci (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Complici Ipotesi di reato Supporter Unipol, il Csm assolve la Forleo "Nessun illecito nell'ordinanza alle Camere". Mancino: ecco la nostra autonomia Nella vicenda Unipol D'Alema e Latorre sono stati consapevoli complici di un disegno criminoso Alcune intercettazioni sono suscettibili di integrare ulteriori ipotesi di reato allo stato non emerse L'operazione ha avuto i suoi supporter in personaggi politici evidentemente interessati alla stessa DAVIDE CARLUCCI ROMA - Assolta. Perché "il fatto non costituisce illecito disciplinare". Clementina Forleo, il giudice delle scalate bancarie sott'accusa per aver definito in un'ordinanza Massimo D'Alema e Nicola Latorre, "complici di un disegno criminoso" sebbene non fossero indagati, ha ottenuto la sua prima importante vittoria al Csm. Furono quelle frasi - scritte da lei nella richiesta, indirizzata alle Camere, di autorizzazione all'utilizzo delle intercettazioni telefoniche dei parlamentari Ds - a far scoppiare il "caso Forleo". Clemente Mastella, allora ministro della Giustizia, mobilitò i suoi uffici, il procuratore generale della Cassazione, Mario Delli Priscoli, promosse l'apertura del fascicolo disciplinare al consiglio superiore della magistratura: il giudice, scrisse, aveva violato "gli obblighi di imparzialità, correttezza ed equilibrio" spingendosi in un "abnorme, non richiesto e ultroneo, giudizio anticipato". Una valutazione "non dovuta" perché la Forleo, "non esercitava la funzione di giudizio o di accusa". Niente di tutto ciò, ha sancito ieri la sezione disciplinare del Csm. E per il vicepresidente Nicola Mancino è una dimostrazione "della indipendenza e autonomia di giudizio di palazzo dei Marescialli". è stato lui, ieri pomeriggio, a pronunciare la sentenza, dopo un'ora e mezza di camera di consiglio e al termine di un'udienza cominciata alle nove del mattino con le testimonianze dei tre pm, Eugenio Fusco, Francesco Greco e Luigi Orsi. I magistrati milanesi hanno confermato che la valutazione su un'eventuale iscrizione nel registro degli indagati dei parlamentari intercettati - oltre a D'Alema e Latorre anche l'allora segretario dei Ds Fassino e tre deputati di Forza Italia, Cicu, Comincioli e Grillo - era rinviata a dopo: le intercettazioni non erano utilizzabili senza il placet del parlamento. Stessa linea del gip, ma se i pm non hanno fatto valutazioni, "la Forleo, pur partendo dalle stesse premesse, sì" ha attaccato il procuratore generale Federico Sorrentino che ha chiesto la censura e il trasferimento d'ufficio del giudice. Appassionata l'arringa difensiva del procuratore di Asti Maurizio Laudi, che ha riletto in aula le intercettazioni tra i parlamentari e il presidente di Unipol, Giovanni Consorte: "Altro che interlocutori occasionali". Ora Delli Priscoli può presentare appello. E su Forleo pendono altri due procedimenti, uno per incompatibilità ambientale dopo le sue sortite sulle "pressioni istituzionali" che avrebbe subito (la prima commissione si è pronunciata per il trasferimento). Ora, però, il gip può cantare vittoria. E con lei esultano il ministro della Difesa Ignazio La Russa e Antonio Di Pietro. Per Daniele Capezzone, del Pdl, invece, è "casta dei giudici che si autoassolve". Non commentano Fassino - "non l'ho fatto finora, non lo farò oggi" - né La Torre: "Rispetto l'autonomia della magistratura".

Torna all'inizio


Clementina trattiene le lacrime "prima o poi la giustizia trionfa" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

L'ora del riscatto "Spero che accada lo stesso anche a De Magistris". La rivincita del gip più "irregolare" d'Italia Clementina trattiene le lacrime "Prima o poi la giustizia trionfa" Sancita l'uguaglianza di tutti davanti alla legge, per me è arrivata l'ora del riscatto ROMA - La sentenza è stata appena pronunciata ma lei, dopo aver ringraziato, tiene a dire la sua in aula, il presidente Nicola Mancino e tutta la commissione ancora in piedi. Spara il suo commento così veloce che si capisce solo qualche frammento: "la giustizia trionfa..." e "...De Magistris". Vorrebbe piangere di felicità ma resiste. E subito dopo chiarisce quello che l'emozione le aveva fatto morire sulle labbra: "Prima o poi la giustizia trionfa, avere fiducia ripaga. E siccome il tempo è galantuomo, spero che anche il collega De Magistris abbia giustizia". Ieri l'ha avuta Clementina Forleo, il giudice più irregolare d'Italia, il gip dalle ordinanze da cardiopalma - famosa quella dei terroristi islamici definiti "guerriglieri" - e dai pianti in pubblico (a Pescara mentre riceveva il premio Borsellino), malvista dai parlamentari, di destra e di sinistra, quanto venerata dal popolo dei blog e del Vaffa. "Potrei portare qui le montagne di mail di solidarietà che ha ricevuto in questi mesi", dice in aula il suo difensore, il procuratore di Asti Maurizio Laudi. Che elenca, nella sua arringa, tutti gli ammiratori della pasionaria del diritto: scrittori come Antonio Tabucchi, giuristi come Franco Cordero ("merita solo lodi chi lavora così"), e i suoi colleghi della procura di Milano che ieri figuravano come testimoni dell'accusa e invece si sono sperticati in lodi nei suoi confronti. Come Eugenio Fusco che le ha riconosciuto "grande capacità organizzativa e professionalità: si pronuncia con estrema tempestività su temi molto complessi". Certo, i toni di quell'ordinanza erano un po' forti. "Fece molto scalpore, fece un botto", ricorda il pm Luigi Orsi. "Sì, è stata una bomba - ammetterà dopo Laudi - ma non per colpa della dottoressa, bensì dei contenuti di quelle intercettazioni, dialoghi da stomaco forte, come li chiama Cordero...". Affondo finale in un'udienza che per la Forleo poteva anche essere una caporetto, come per il procedimento sul presunto "complotto" ai suoi danni da lei denunciato, sul quale la prima commissione del Csm ha già dato la sua indicazione, chiedendo il trasferimento. Poteva succedere anche ieri e quando lei è arrivata a palazzo dei Marescialli con il suo trolley, più che puntuale, era anche un po' nervosa. Prima che iniziasse l'udienza si è augurata che finisse subito, "devo fare shopping". Durante il dibattimento, però, più volte Laudi ha dovuto frenarla, voleva prendere la parola. Nella pausa della camera di consiglio, che coincideva con la pausa pranzo, alla buvette ha preferito la banana portata da casa, avvolta in un fazzoletto di carta e conservata in borsa. Semplice, spontanea, imprevedibile. Il suo accusatore, il pg Sorrentino, le passa accanto chiedendole se la loro riunione a porte chiuse fosse finita. "Che c'è, dottore, ho qualcosa che non va? Mi deve accusare di qualcos'altro, i miei pantaloni?". A sentenza pronunciata va due volte a stringergli la mano e a parlargli. "Sono contenta per lei", le risponde Sorrentino. Telefona al marito: "Amore, mi hanno assolta". Poi si fa intervistare: "è stato affermato il principio dell'uguaglianza di tutti davanti alla legge", dice subito dopo. "Diversamente, si sarebbe creato un pericoloso precedente: si può essere condannati per aver scritto delle ordinanze, che se motivate dovrebbero essere insindacabili. I politici si sono sentiti diffamati, hanno detto che la trascrizione delle intercettazioni erano "spazzatura"... Ecco qua, per me finora è stato il momento del castigo, ora spero che sia arrivata l'ora del riscatto". Quella di ieri non è l'unica soddisfazione. è stata promossa giudice d'appello e in aula Laudi ha prodotto ieri anche una richiesta di archiviazione della procura di Perugia per una delle tante ingarbugliate storie che la riguardano, l'accusa di calunnia nei confronti di alcuni magistrati di Roma che avrebbero fatto "pressioni" nei confronti del sostituto procuratore generale di Cassazione Delli Priscoli perché promuovesse un'azione disciplinare nei suoi confronti. Tra i capi d'incolpazione al Csm c'era anche una denuncia da parte di un poliziotto destituito poi dalla polizia per un pestaggio: "Faceva sbattere la testa di un immigrato contro un lavandino, un video lo dimostra. Sarebbe lui la vittima di un illecito procedurale...". (da.c.).

Torna all'inizio


E saccà spiegò i conti rai a berlusconi (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il film sui Loren Murdoch si allarga è pericolosa Mi serve un miracolo E Saccà spiegò i conti Rai a Berlusconi La "consulenza" al Cavaliere: Sky può far male a noi e alla tua Mediaset I verbali Maria Scicolone ha proposto una fiction sulla famiglia Loren: serve un gesto d'attenzione Murdoch si vuole allargare troppo e allora in Rai bisogna cambiare il direttore Cappon Se si vende una rete pubblica anche Mediaset non resta così com'è E Sky è pericolosa Mi serve un miracolo, Agostino: Ida non ha mai avuto il contratto per Bakhita, è tutto in alto mare Sul sito online dell'Espresso ieri sono state rese disponibili le versioni audio di altre intercettazioni ? dopo quelle diffuse giovedì ? disposte dalla procura di Napoli nell'inchiesta per corruzione nella quale sono indagati Silvio Berlusconi e Agostino Saccà. Ne pubblichiamo alcuni brani. I CONTI RAI A BERLUSCONI Agostino Saccà (S), all'epoca direttore della Fiction Rai, chiama Giuliano Urbani (U), membro del Cda Rai, al quale riferisce il contenuto di una telefonata con Berlusconi ? 28 giugno 2007 ore 19.07 U. Dimmi solo il voto da 1 a 10 sul colloquio di oggi. S. Otto, molto bene. Ho esordito dicendo che la situazione è difficilissima. Gli ho fatto vedere i dati di conto economico e gli ho detto: "Attenzione, perché se esplode la Rai esplode il sistema e i pezzi arrivano addosso a tutto il resto". E lui di questo era consapevole, ha capito la posta in gioco, ha detto: "Sì, Murdoch si vuole allargare troppo". (...) Lui mi ha detto: "E come si fa a tentare di ritirare su l'azienda?". "Eh ? dico ? bisognerebbe cambiare direttore generale". "Ma è vero ? mi dice ? che litigano pure tra di loro?". "Ma anche se andassero d'accordo ? gli ho detto ? in Rai dicono che due mezze calzette non fanno un paio di calzini". E lui si è fatto una risata. "E allora ? gli ho detto ? si potrebbe fare così, perché questo (probabilmente Giovanni Minoli, direttore di Rai Educational, ndr) è uno che si impegnerebbe molto a tirare fuori l'azienda da questa condizione difficile". (...) E poi lui mi ha chiesto di altre cose. "C'è questa cosa del palinsesto", dico. "Noi perdiamo, forse, quella posizione, perché Nardello... ". E lui: "Ma Nardello è nostro". E dico: "E vabbè, e così sembrava". Dice: "Ma lì quella è una posizione strategica". "E sì, soprattutto quest'anno, perché da lì filtra l'offerta, si condiziona tutto". Lui mi ha chiesto: "E allora?". E io gli ho fatto il discorso di Giuliana (Del Bufalo, attuale direttore delle Testate parlamentari, ndr). Gli ho detto: "Giuliana potrebbe essere giusta, ha temperamento. è legata a lei e lei lo sa". Lui su questo ascoltava con attenzione e prendeva nota. (...) Soprattutto ha percepito due dati. Uno: la pericolosità per il sistema della debolezza della Rai. Se la Rai diventa troppo debole allora in pericolo è il sistema. Esplode il sistema. Questo lui l'ha capito con sufficiente preoccupazione. Gli ho spiegato la situazione del conto economico, gli ho spiegato che rischiamo di perdere la metà del capitale che abbiamo, 600 milioni di capitale, di dimezzarlo, di indebitarci. Inizia una spirale dalla quale rischi di non uscirne e ci può essere qualcuno che dice: "Vendiamo una rete". Se si vende una rete della Rai, Rai 1 o Rai 2, è chiaro che esplode il sistema. Mediaset non resta così com'è. Cambia tutto. Entrano in campo altri competitor. Certamente il cambiamento ci sarà, è inevitabile. Ma una cosa è governare i tempi, un'altra è se ti prendono di sorpresa. Lui mi ha detto: "Tu Sky come la vedi? è pericolosa?". Dico: "Sì, Sky sicuramente produrrà fiction, io lo dico da un anno. L'avevo detto anche a Confalonieri, suo figlio pensava che non poteva essere vero". (...) La fiction è strategica. Certamente per Rai, ma anche per Mediaset. (...) Devo dire che è stato molto carino con me... UN SOS PER IDA Urbani (U) chiama Saccà (S) e gli chiede una mano per la sua compagna Ida di Benedetto, titolare della Titania Produzioni ? 18 giugno 2007 ore 17.51 U. Ti lancio un sos per Ida. Lei è in una situazione delicatissima. Come sai, lei non ha mai avuto il contratto per "Bakhita". Le altre due cose non so se sono in marcia o no, sono la Venturi e poi c'era il contratto di attivazione di Angelica perché questa condizione aziendale di Cappon ingessato ingessa tutto. (...) U. Capisco, capisco. Vedi tu se riesci a sbloccare l'attivazione. Non ti dico nulla, poi per telefono è inutile... Ma questo miracolo, Agostino, dovresti farlo. S. Va bene. CON LE TETTE NON PUO' FARE MADRE TERESA Silvio Berlusconi (B), chiama Guido De Angelis (D), protuttore tv ? 4 novembre 2007 ore 17.11 B. Senti, per le fanciulle mie, ti ringrazio, le avete convocate, credo, tutte, quelle che vi ho dato? D. Eh, quasi tutte meno che una. Volevo un attimo capire...? B. Avere la dimensione dell'impegno... Vogliono fare le dive? D. Si, vogliono fare... B. Marilyn Monroe...! D. Si, (ride) B. Sono tutte Marilyn Monroe... D. Mata Hari, tutti questi personaggi, Giovanna D'Arco, non so se te ne ho già parlato.. B. Guido, tu proponi Madre Teresa di Calcutta, vedi che si tirano indietro... D. No, (ride), veramente c'è stata, mi è stata proposta Madre Teresa di Calcutta, ma io ho detto: sì, con quelle tette, con i tacchi a spillo... (ride) BISOGNA CAMBIARE IL DG Giovanni Minoli (M), direttore di Rai Educational, chiama Agostino Saccà (S) ? 19 giugno 2007 ore 15: 31 M. Mi ha detto Cuillo (viceresponsabile informazione del Pd, ndr) che gli hai espresso il tuo piano strategico, sei micidiale te. S. Siccome lui mi ha detto "E' una situazione brutta?" Io gli ho risposto: "E' una situazione pessima perché manca una guida. Cambiate ? gli ho detto ? rapidamente, anche nell'interesse di chi sta lassù che non ce la fa, è in angoscia". "Vabbè ? mi ha detto ? ma mancano i voti?". "No, no...", gli ho detto. FICTION SU SOFIA LOREN Giancarlo Leone (L), vicedirettore generale della Rai, chiama Agostino Saccà (S) ? 27 giugno 2007 ore 12.17 L. Un mese fa ti ho mandato una lettera nella quale ti segnalavo che sono venuti da me, mandati da Rutelli, ma impropriamente venuti da me, il produttore Saraceni e Maria Scicolone, la sorella di Sofia Loren. Hanno un progetto di fiction sulla storia della famiglia Loren. Indipendentemente dal fatto che interessi o non interessi, poiché è Rutelli che li ha mandati, io ti avevo scritto se comunque, per dare un segnale quantomeno di attenzione... S. Sì, se davamo un'interlocuzione... L. Perché io mi guardo bene dal dirti che è una cosa che va fatta. Se è interessante va bene, se non è interessante va bene lo stesso. Non abbiamo obblighi. La cosa importante è che entro qualche settimana voi chiamate qualcuno. Per dare un segno di attenzione. Perché queste persone hanno messo in mezzo il vicepresidente del Consiglio... Dopo di che, vada come vada. LETTA PER IL FIGLIO DI VENDITTI Tra le varie telefonate intercorse tra Gianni Letta e Agostino Saccà ce n'è una in cui il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio chiede al direttore di Rai Fiction di raccomandare il figlio di Simona Izzo e Antonello Venditti, Francesco. Saccà si impegna a chiamarlo presto.

Torna all'inizio


Intercettazioni e fiction l'agcom richiama innocenzi - aldo fontanarosa (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Intercettazioni e fiction l'Agcom richiama Innocenzi E Veltroni: le telefonate non finiscano sui giornali Il commissario ha mediato a favore di un produttore. Il Comitato Etico dovrà giudicarlo ALDO FONTANAROSA ROMA - Corrado Calabrò, presidente dell'Autorità per le Comunicazioni, non ha preso per niente bene il caso delle intercettazioni che vedono protagonista Giancarlo Innocenzi, uno degli 8 componenti del suo organismo di garanzia. Dunque Calabrò segnalerà la condotta di Innocenzi ai tre "saggi" del Comitato Etico dell'Autorità: sono Leopoldo Elia e Riccardo Chieppa, ex presidenti della Corte Costituzionale, e Pasquale De Lise, presidente aggiunto del Consiglio di Stato. Attivati da Calabrò e dopo un voto di tutti i commissari dell'Autorità, i tre "saggi" stabiliranno se le conversazioni di Innocenzi siano compatibili con il Codice Etico. Come rivelato dal settimanale l'Espresso, Innocenzi si è attivato perché l'attrice Rosa Ferraiolo lavorasse in questa o quella fiction così da convincere il marito Willer Bordon, allora senatore del centrosinistra, a tradire Prodi. Sempre Innocenzi - anche questo emerge dalle intercettazioni - si è adoperato presso Berlusconi perché il giro d'affari del produttore di fiction Guido De Angelis crescesse. Il Codice Etico dell'Autorità impone ai commissari di comportarsi con "lealtà, imparzialità, correttezza personale". Nei rapporti privati, i commissari non possono "abusare della propria posizione per conseguire indebiti vantaggi per sé o per altri". Anche per questo, il centrosinistra imputa a Innocenzi un cortocircuito istituzionale. Dice Paolo Gentiloni del Pd, ex ministro delle Comunicazioni: "Per definizione, un'autorità è fatta di persone dalla specchiata indipendenza. Non mi sembra che questo affiori da certe conversazioni". Ancora dal Pd, l'ex magistrato Felice Casson si spinge a chiedere le "dimissioni immediate" di Innocenzi. Perché ha violato - aggiunge la deputata Sandra Zampa - "il Codice Etico dell'Autorità, la legge Maccanico del 1998 e la legge 481 del 1995". L'inchiesta dell'Espresso riaccende anche il confronto sul diritto dei giornali a pubblicare le intercettazioni: "Noi - dice Walter Veltroni, leader del Pd - siamo perché i magistrati facciano tutte le intercettazioni utili ai fini delle indagini. Ma queste poi non devono finire sui giornali. La riservatezza dei cittadini è un valore". Base di partenza per nuove regole - aggiunge Anna Finocchiaro - dovrebbe essere il disegno di legge Mastella che salvaguarda tre cose: la privacy, la segretezza delle indagini, il diritto dei cittadini all'informazione. Antonio Di Pietro, invece, non crede sia scandaloso divulgare certe conversazioni: "Il premier, capo di tutte le reti tv private, interviene sul servizio pubblico per modellarlo e per raccomandare attrici e veline, malgrado sia in pieno conflitto di interessi. E' questo il vero scandalo. In qualsiasi altro Paese, andrebbe via per molto meno". Il 2 luglio, intanto, il sindacato dei giornalisti (Fnsi), l'Ordine dei giornalisti e l'Unione Cronisti organizzano a Roma un confronto dal titolo "Etica e diritto di cronaca. No alle censure". Mentre il governo tiene la posizione: "Il disegno di legge che vieterà la pubblicazione delle intercettazioni doveva essere semmai più duro", dice il ministro del Welfare Sacconi. "Ora - aggiunge il presidente dei senatori del Pdl, Gasparri - il provvedimento merita una corsia preferenziale".

Torna all'inizio


"chi si scandalizza mi fa ridere l'italia è corrotta, lo sanno tutti" - silvia fumarola (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Ida di Benedetto, compagna di Urbani: "Su di me tutte bugie, non ho bisogno di nessuno" "Chi si scandalizza mi fa ridere l'Italia è corrotta, lo sanno tutti" I ricatti sessuali ci sono sempre stati: ma oggi sono le ragazze che cercano i potenti SILVIA FUMAROLA ROMA - "Non mi devo né difendere né giustificare: divento una vittima nel momento in cui mi mettono nel calderone. A me tutta questa gente che si scandalizza, i puritani mi fanno ridere: che ipocrisia. Lo scopriamo adesso come vanno le cose?". Ida Di Benedetto è un fiume in piena, di essere stata tirata in ballo non le va giù. Compagna di Giuliano Urbani "da 14 anni, ma io, sia chiaro, non ho bisogno di nessuno", attrice e produttrice con la Titania, è finita nei verbali per una telefonata di Urbani a Saccà. "Avevo proposto alla Rai un progetto sulla vita della pittrice Angelica Kauffman, così come ho fatto con Caravaggio. Ho avuto un primo sì, poi un no e ci sono rimasta male, ma non ho fatto scenate al telefono: sono bugie". Signora Di Benedetto, le intercettazioni raccontano un paese che vive di raccomandazioni e intrallazzi. "L'Associazione nazionale magistrati ha condannato questa diffusione deprecabile delle intercettazioni e l'uso strumentale che se ne fa... Ma poi, i giornali importanti che vanno dietro a queste cose. Si può violare la vita delle persone e fare scoop da Novella 2000? Su di me sono uscite solo menzogne: siccome Urbani è una persona senza macchia, colpiscono me per colpire lui". Non è stata favorita? "La mia è una personalità spiccata, non ho mai avuto e non ho bisogno di favoritismi. Caravaggio, la mia fiction, è stata una sfida alla qualità e ha battuto Grande fratello. Vengo da una grande scuola, non mi toccate, che vi faccio a pezzi. Ma poi, tutto 'sto scandalo...". Scusi, ma non la colpisce che il presidente del Consiglio si preoccupi di sistemare le aspiranti attrici nelle fiction? "Hanno tirato in ballo Berlusconi e Saccà, ma parliamo di tutti. Berlusconi è quello demonizzato - non sono dalla parte di qualcuno, si figuri, non sono neanche di centrodestra - però cose come queste sono sempre successe, è un paese corrotto. Nel '94 recitavo nell'"Agamennone" di De Simone a Siracusa, avevo un film a Cannes. Un giornalista mi fa: "Come sono questi della tv?". Com'erano? Chiedevano: "Chi ti manda?". "Ma come chi ti manda? Io vengo da sola!". E poi: "Stasera che fai?". Guardi, ho anche picchiato le persone, non ho peli sulla lingua, lavoro da quando ho 17 anni, la vita la conosco". Vuol dire che in Rai funziona il ricatto sessuale? "Le racconto una cosa divertente: giro l'ultima fiction di Majano, nell'82, "L'amante dell'Orsa maggiore". Faccio il provino, va bene. Mi chiama un funzionario: "Ho detto io che dovevi avere quel ruolo", "Veramente ho fatto il provino" ribatto. Mi dice di andare a prendere le sceneggiature. Vado, poi sorpresa: "Mi fai vedere le tette?". Sa cosa ho risposto? "Senz'altro, ma prima mi fai vedere il tuo culo". Il malcostume c'è sempre stato lì dentro, ma le donne si difendevano". Dice che è cambiata la situazione? "E certo che è cambiata: oggi sono le ragazze che vanno a cercare gli uomini potenti".

Torna all'inizio


STRATEGIA DELLA FRETTA (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Marcello Sorgi STRATEGIA DELLA FRETTA Silvio Berlusconi non ha avuto certo grande sensibilità politica nel volere a tutti i costi che il Consiglio dei ministri approvasse il disegno di legge sull'immunità per le quattro maggiori cariche dello Stato proprio ieri, all'indomani della pubblicazione delle nuove intercettazioni telefoniche sul caso Saccà-Rai in cui è coinvolto, e dopo due settimane di scontri e polemiche sulla giustizia, che rievocano il clima della legislatura 2001-2006 e la stagione delle "leggi ad personam". Anche senza cedimenti, di cui peraltro il presidente del consiglio non ha alcuna intenzione, un breve rinvio avrebbe significato un segno d'attenzione per l'accorto lavoro di mediazione che dal Quirinale il presidente della Repubblica sta svolgendo, con le frange più radicali della magistratura e con le anime più dialoganti dell'opposizione, per arrivare a conseguire, se non lo stesso, un risultato simile a quello che si propone il governo: ma senza rotture e conflitti istituzionali come quelli sfiorati tante volte negli ultimi giorni. Sbaglierebbe tuttavia chi pensasse che il premier si muova con tanta fretta perché teme di essere messo fuori gioco a sorpresa da un improvviso rovescio giudiziario nei processi che lo riguardano, o da un inizio di logoramento politico come quelli a cui prima o poi vanno soggette anche le maggioranze più granitiche. Al contrario il Cavaliere accelera, e chiude la porta a qualsiasi compromesso, perché è convinto che gli obiettivi che si è proposto siano ormai a portata di mano, e il conseguirli dipenda solo dalla sua determinazione. Berlusconi sa, in altre parole, che il suo programma è in larga parte quello che Prodi ha provato a realizzare senza riuscirci, e che i problemi che ha deciso di affrontare sono gli stessi che i governi, tutti i governi prima del suo, si sono trovati davanti, nei quindici anni di transizione in cui la Seconda Repubblica non è mai riuscita a decollare. A cominciare dall'immunità parlamentare, che già Amato provò a restaurare nel '93, prima di essere travolto dal rifiuto di Di Pietro e degli allora suoi colleghi magistrati di Tangentopoli, e che anche Flick, ministro di giustizia del primo governo Prodi del '96, tentò di riproporre, salvo a perderci il posto per l'opposizione del potente partito dei magistrati in Parlamento. Dopo di lui, fu Maccanico a fallire. Così che, con la lunga lista delle vittime che comincia da Conso e finisce con Mastella, il ruolo del Guardasigilli, quale che sia la persona chiamata a ricoprirlo, è diventato ormai quello di un morto che cammina. Uno schema del genere non cambia se si parla di sicurezza o di intercettazioni. Che una larga parte del decreto varato da Berlusconi e dal ministro Maroni come primo atto di governo corrisponda ai piani anticriminalità messi a punto (e rivelatisi impraticabili per i "no" della sinistra radicale) da Amato ministro dell'interno, è notorio. Ed è altrettanto acclarato che una limitazione nell'uso delle intercettazioni fosse già tra gli obiettivi dei Ds, colpiti ai massimi livelli, con Fassino e D'Alema, dall'inchiesta Fiorani-Consorte-Bnl. Se non fosse sufficiente, si consiglia la lettura degli ultimi verbali, per capire che accanto ai due maggiori protagonisti, Saccà e Berlusconi, delle novemila telefonate intercettate, ce ne sono tanti altri, da Rutelli a Bordon, a (di nuovo) Fassino per tramite dei suoi più stretti collaboratori, quanti basta per capire che la fiction-mania, e gli affari ad essa legati, interessavano un quadro politico da larghe intese. Allo stesso modo non sono una novità le ingerenze o i conflitti con il Consiglio superiore della magistratura: non a caso i procedimenti interni all'organo di autogoverno dei giudici contro magistrati come la Forleo o De Magistris sono avvenuti (e concluso, il primo, ieri, con l'assoluzione della gip) sotto il governo Prodi, annunciati o sollecitati da ispezioni e procedimenti disciplinari che era il ministro di giustizia ad innescare. Per non dire di quella volta, ma è storia ormai di molti anni fa, che Cossiga dal Quirinale dovette minacciare di mandare i carabinieri a Palazzo dei Marescialli, sede del Csm, per impedire che il Consiglio si riunisse con all'ordine del giorno la censura al governo. Per finire (o per continuare, visto che l'elenco è molto lungo) si potrebbe fare l'esempio dell'immondizia di Napoli. Se il governo riesce davvero a eliminare, o almeno a ridurre, i cumuli di rifiuti che da mesi marciscono sulle strade, i primi beneficiari, oltre ai cittadini partenopei, saranno il governatore Bassolino e il sindaco Iervolino, fin qui incapaci di superare l'emergenza, e accusati per questo dal centrosinistra di aver fatto perdere le elezioni al Pd. Questo è il punto. E qui sta la contraddizione in cui si trova il Pd: se l'opposizione, per fare il suo mestiere, deve opporsi anche a quel che Prodi e i suoi ministri volevano realizzare fino a qualche mese fa, diventa alto il rischio di far confusione e più ampi i margini del Cavaliere di guadagnare consensi. Berlusconi dunque accelera perché si sente in una posizione di vantaggio. Quando invece, davanti a una strada in discesa, avrebbe tutto l'interesse a percorrerla con prudenza. Evitando forzature, come quelle degli ultimi giorni, che paradossalmente rischiano di trasformarlo in ostacolo di sé stesso.

Torna all'inizio


Il Governo vara l'immunità per le quattro più alte cariche (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-06-28 - pag: 1 autore: ... PANORAMA ... Il Governo vara l'immunità per le quattro più alte cariche Via libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge che prevede la sospensione di tutti i processi a carico del Capo dello Stato, dei presidenti delle Camere e del premier. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano auspica la maggiore convergenza possibile sul provvedimento. Possibilista il Pd, che chiede di trasformarlo in Ddl costituzionale ed eliminare la norma "blocca-processi" dal decreto sicurezza. u pagina 15 Intesa Berlusconi-Gheddafi sulle pattuglie congiunte Il premier Silvio Berlusconi e il leader libico Muammar Gheddafi hanno deciso ieri a Sirte l'utilizzo immediato dipattuglie congiunte anti-immigrazione. Infrastrutture ed energia gli altri temi affrontati nell'incontro. u pagina 14 Caso Unipol, il Csm assolve il Gip Forleo Il fatto "non costituisce illecito disciplinare": così il Csm ha prosciolto ieri il Gip di Milano, Clementina Forleo, dalle accuse relative all'inchiesta Unipol e alle intercettazioni di alcuni parlamentari, tracui Massimo D'Alema ePiero Fassino. u pagina 15 La Lombardia smaltirà spazzatura campana La giunta regionale lombarda accoglierà la spazzatura napoletana. Sarà la multiutility A2A a smaltire parte delle 7mila tonnellate di rifiuti in arrivo in Lombardia. Polemiche tra Governo e alcune Regioni contrarie ad assumersi l'onere. u pagina 26 Nuove condizioni per l'Eni a Kashagan Il Governo del Khazakhstan ha concordato una revisione delle royalties e delle condizioni per lo sfruttamento del grande giacimento petrolifero di Kashagan da parte del consorzio internazionale guidato dall'Eni. u pagina7 Fincantieri: sull'integrativo la Uilm rilancia è saltato il tavolo per il rinnovo del contratto integrativo di Fincantieri. Uilm, con una decisione inaspettata ha infatti deciso di lanciare una sua proposta. Fiom e Fim hanno invece ribadito la necessità che il sindacato si mostri unito in questa fase. u pagina 27 Vacanze: i costi salgono, gli italiani accorciano Un'estate all'insegna dell'austerity obbligata:le vacanze costeranno il 10% in più a ogni famiglia. E la metà dei 23 milioni di italiani abituati ad andare in vacanza, non si concederà- secondo le previsioni - più di una settimana. u pagina 29.

Torna all'inizio


C'è il Lodo, si punta all'accordo (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-28 - pag: 15 autore: Giustizia e politica. L'Esecutivo vara il testo che sospende i giudizi per Capo dello Stato, premier e presidenti delle Camere C'è il Lodo, si punta all'accordo Alfano: ora ampia convergenza - Veltroni: via blocca-processi e Ddl costituzionale Donatella Stasio ROMA Lo scudo per alte cariche dello Stato è stato appena varato e il ministro della Giustizia Angelino Alfano – "padre" del Lodo bis – assicura che non è "figlio" di "nessuna guerra" contro i magistrati, ma solo di quella che chiama "la nostra idea di Stato", dove "la magistratura fa il suo lavoro ma anche l'Esecutivo, sulla base di 18 milioni di italiani che lo hanno votato". Aggiunge che le norme sull'immunità sono "un valore per la democrazia, utili per il funzionamento delle istituzioni e garanzia di un sereno svolgimento degli incarichi ". Motivazioni istituzionali, insomma, che lo spingono a "immaginare" che questo nuova creatura "austera e sobria", destinata a diventare legge a ottobre, possa ottenere un "largo consenso parlamentare " e superare indenne il vaglio ("se mai ci sarà") della Corte costituzionale. Poco prima, durante il Consiglio dei ministri, un Silvio Berlusconi scandalizzato per la "vergogna" delle intercettazioni che lo riguardano, pubblicate dall'Espresso, aveva perorato la causa del Lodo con la "necessità " di mettere al riparo da "processi di parte" chi ha "responsabilità di governo o istituzionali". E aveva fatto riferimento alle sue vicende personali: i tanti processi "subìti" e l'"innocenza" più volte riconosciuta. Concludendo che "il ruolo di presidente del Consiglio è incompatibile con quello di imputato". "O passo le mie giornate a prepararmi alle udienze cui sono costantemente costretto – ha spiegato – o governo questo Paese. Le due cose non sono compatibili". Al di là delle motivazioni – istituzionali o personali – che hanno fatto venire alla luce il Lodo bis (si veda il testo pubblicato a pagina 33), l'accoglienza è stata tutt'altro che positiva: l'opposizione preannuncia infatti barricate, dentro e fuori il Parlamento. Alfano ha insistito sul fatto che tra il disegno di legge varato ieri e la norma "blocca-processi" (o "salva premier") contenuta nel decreto sicurezza – che sospende per un anno i processi per reati puniti con meno di 10 anni commessi entro il 30 giugno 2002, compreso il processo Mills, dove Berlusconi è imputato di corruzione giudiziaria – "non c'è alcun nesso".Quindi, considera "irricevibile" la condizione di ritirare la norma "salva-premier" posta dal Pd e dall'Udc per dialogare sul Lodo. Una posizione netta che, però, dovrà fare i conti anche con le fortissime perplessità del Quirinale. Oltre che con le valutazioni del Csm. Al di là delle polemiche sulla fuga di notizie sul parere negativo della sesta commissione (ieri Alfano ha fatto notare che il Csm non è "né una terza Camera né, tanto meno, una seconda Corte costituzionale e, se può dare parerial Governo non può invece anticiparli alle agenzie di stampa"), resta il fatto che la norma "salvapremier" pone una serie di problemi costituzionali e organizzativi difficilmente superabili, se non attraverso alcune modifiche, peraltro già allo studio. Ieri anche la più dialogante Udc ha avvertito la maggioranza che la linea dura affosserebbe qualunque possibilità di dialogo (Vietti) e il Pd, sia pure con qualche distinguo, ha aggiunto altre due condizioni: il Lodo dev'essere una legge costituzionale e deve valere dalla prossima legislatura. Altrimenti, ha spiegato Massimo D'Alema, "avremo un sistema in cui si legifera ancora una volta nell'interesse personale del premier, mentre il principio è che si tutela la carica e non la persona". Parole che per Gaetano Quagliariello del Pdl "dimostrano l'odio politico e il residuo di stalinismo che alberga nei vertici del Pd". Ben più radicale l'Idv di Antonio di Pietro, che già pensa al referendum contro le due norme. Al momento, nella scala delle priorità del premier non c'è più il Ddl sulle intercettazioni, approvato il 13 giugno ma non ancora approdato in Parlamento. Arriverà solo a settembre. Ufficialmente, per evitare il rischio di un ingorgo parlamentare; in realtà, per non intralciare le due vere priorità: la norma "salva-premier" (sia pure riveduta e corretta) e il Lodo. Che copre le alte cariche solo per la durata del loro mandato, con l'eccezione del premier, nel caso di "nuova nomina nel corso della stessa legislatura". Nuova nomina a capo del Governo e non ad altre cariche (come la presidenza della Repubblica), che sono, invece, tutte elettive. INTERCETTAZIONI Berlusconi accelera sui due provvedimenti di scudo e lascia in seconda fila il Ddl sulle conversazioni telefoniche.

Torna all'inizio


Caso Unipol, il Csm assolve il Gip Forleo (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-28 - pag: 15 autore: "Nessun illecito" Caso Unipol, il Csm assolve il Gip Forleo A ssolta perché "il fatto non costituisce illecito disciplinare ": con questa motivazione la sezione disciplinare del Csm ha prosciolto ieri il Gip di Milano, Clementina Forleo, dall'accusa di aver violato i suoi doveri per i contenuti dell'ordinanza con la quale, nel luglio del 2007, chiese alle Camere l'autorizzazione all'uso di intercettazioni che riguardavano alcuni parlamentari,tra cui gli esponenti del Pd Massimo D'Alema e Piero Fassino, nell'ambito dell'inchiesta Unipol. "Avere fiducia nella giustizia prima o poi paga", ha commentato la Forleo, per la quale il rappresentante della Procura generale della Cassazione, Federico Sorrentino, aveva chiesto la condanna alla censura e al trasferimento d'ufficio.Il pensiero della Forleo è andato subito a un altro collega al centro di polemiche, Luigi de Magistris: "Siccome il tempo è galantuomo spero che anche De Magistris abbia giustizia", ha detto il Gip milanese. Per Nicola Mancino, vicepresidente del Csm, la decisione di ieri dimostra "l'indipendenza e l'autonomia di giudizio di Palazzo dei Marescialli". Per la Forleo, però, le pendenze non sono esaurite: nei suoi confronti c'è una procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale, avviata dalla prima commissione del Csm (la decisione del plenum po-trebbe arrivare la prossima settimana) su un'azione disciplinare promossa dalla Procura generale della Cassazione riguardante la vicenda dei contrasti con la Procura di Milano. Giudizi discordanti dentro il Pdl: il ministro della Difesa Ignazio La Russa ( reggente di An) apprende la notizia dell'assoluzione "con compiacimento"; per il portavoce di Fi Daniele Capezzone, invece, la "casta giudiziaria si autoprotegge e si autoassolve". Il leader Idv Antonio Di Pietro: "Il Gip Forleo in un paese normale avrebbe ricevuto un grazie, non una incriminazione".

Torna all'inizio


Un altro blitz alla clinica Santa Rita <Inutili quelle protesi agli anziani> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-28 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Scandalo sanità La Finanza deve accertare la regolarità di una serie di interventi sui malati Un altro blitz alla clinica Santa Rita "Inutili quelle protesi agli anziani" Sequestrate 80 cartelle nel reparto ortopedia. Ipotesi di truffa Gli investigatori sospettano che tra i documenti ci sia la prova che le protesi siano state messe solo per fare cassa Nuovo filone d'inchiesta sulla clinica Santa Rita già al centro dello scandalo sugli interventi inutili e crudeli del dottor Pier Paolo Brega Massone e sulla truffa ai danni del servizio sanitario. La Guardia di Finanza, su ordine dei pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, ha sequestrato 80 cartelle cliniche di altrettanti pazienti operati in ortopedia nell'estate 2007. L'ipotesi di reato è sempre di truffa, ma gli investigatori sospettano che tra la documentazione medica si nasconda la prova che molte di quelle protesi siano state messe solo per fare cassa. Se questo fosse dimo-strato, scatterebbe anche l'accusa di lesioni gravi o gravissime perché il chirurgo avrebbe operato consapevole dell'inutilità degli interventi. Perno di questa inchiesta è il primario di ortopedia e responsabile dell'unità operativa di riabilitazione Renato Scarponi, ai domiciliari accusato di truffa e falso per i rimborsi gonfiati. A segnalare che nella clinica si eseguivano interventi ortopedici inutili è stato per primo l'esposto anonimo che, dando via all'inchiesta, nel marzo 2006 parlava anche di "200 casi l'anno" di pazienti "operati al menisco in artroscopia con successivo impianto di protesi al ginocchio, in realtà del tutto superflua". Scarponi operava alla Santa Rita come libero professionista. Prendeva il 9% sul ricavato dai ricoveri. Nell'ordinanza di custodia cautelare, il Gip Micaela Serena Curami riporta un passo di un'intercettazione nella quale Arabella Galasso, dirigente dell'equipe di ortopedia, indagata per truffa, riferendosi a Francesco Paolo Pipitone, il 75enne notaio in pensione, diceva che l'anziano padre-padrone della clinica "se prende una macchina da guerra come Scarponi... che opera anche quelli che non hanno bisogno, che si mette a contraffare le cartelle... lui guadagna, poi dopo i Noc (gli ispettori regionali che controllano le cartelle della sanità convenzionata, ndr.) fanno le ispezioni a campione... non è detto che acchiappino Scarponi, intanto lui ha guadagnato". Il blitz della Gdf è scattato dopo le dichiarazioni della Galasso che, interrogata come indagata mercoledì da Pradella e Siciliano, avrebbe parlato di "illegalità generalizzate". C'è anche più di un elemento a far ritenere che addirittura in alcuni casi le protesi rimborsate non sono state neppure impiantate. Dalle carte d'inchiesta, infatti, emerge aleno un caso del genere. Lo svela un'intercettazione del 2 gennaio scorso, quando un medico dell'istituto geriatrico Radaelli di Milano, chiama Scarponi perché un paziente di 97 anni operato alla Santa Rita risulta aver subito un impianto di protesi d'anca della quale non c'è traccia. Giuseppe Guastella L'inchiesta Nuovi controlli della Guardia di finanza sullo scandalo Santa Rita.

Torna all'inizio


Forleo assolta dal Csm Non sarà trasferita (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

CASO UNIPOL Niente censura per la gip Forleo assolta dal Csm Non sarà trasferita Sara Menafra Un errore, forse anche un errore blu. Ma non un illecito da punire col trasferimento. La sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura ieri pomeriggio ha assolto la gip di Milano Clementina Forleo dall'accusa di aver violato il codice deontologico. Spiegando in una breve motivazione che la contestata richiesta inviata al parlamento, in cui la gip accusava duramente alcuni esponenti degli allora Ds, era forse sbagliata (all'epoca delle intercettazioni D'Alema era deputato europeo) ma non costituiva "un illecito disciplinare". Respinta dunque la richiesta del sostituto pg di Cassazione Federico Sorrentino che premeva per la "censura" e il trasferimento d'ufficio sostenendo che l'ordinanza inviata al parlamento conteneva "un abnorme e non richiesto giudizio anticipato" su alcuni parlamentari che pure non erano indagati, ledendo i loro diritti ed esorbitando dalle sue competenze. Quel documento, secondo Sorrentino, non solo dava spazio ad una "grave violazione di legge", ma dimostrava anche scarso equilibrio. Il testo, all'epoca - stiamo parlando del luglio 2007, quando il governo di centrosinistra sembrava persino destinato a durare - fece parecchio scalpore. Il ministro degli Esteri D'Alema e il senatore Nicola La Torre, erano bollati come "consapevoli complici di un disegno criminoso", "pronti e disponibili a fornire i loro apporti istituzionali in totale spregio dello stato di diritto". Per di più, per entrambi si ipotizzava un possibile concorso nel reato di aggiotaggio, in realtà mai contestato dai pm. La versione del procuratore di Asti e difensore di Clementina Forleo Maurizio Laudi ha finito per convincere di più. In questi tempi di tempesta per la magistratura, può aver pesato l'accento grave sul rischio nascosto dietro al caso: "Non è mai successo che la procura generale della Cassazione esercitasse l'azione disciplinare per un provvedimento motivato", ha detto Laudi. Aggiungendo di aspettarsi una "sentenza che affermi il principio che la legge è uguale per tutti". Forleo è rimasta silente tutto il tempo per poi associarsi all'auspicio finale: "Spero e voglio credere che la legge sia uguale per tutti". Due ore dopo, era tutto finito, senza la lunga discussione di quasi una settimana che a gennaio scorso accompagnò il caso di Luigi de Magistris, trasferito "con altre funzioni" dalla stessa sezione disciplinare che ha assolto la gip di Milano. Per Forleo, però, i rischi non sono finiti. Nei suoi confronti pende ancora una procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale, che le è stata intestata dalla prima commissione del Csm e il plenum del Csm a breve sarà chiamato a decidere, forse già la prossima settimana, se procedere al trasferimento o archiviare il caso. Quindi, sarà nuovamente convocata dalla disciplinare per i contrasti con la Procura di Milano sul processo a Farida Bentiwaa, la prima donna in Italia a finire in un'inchiesta sul terrorismo islamico. Se l'orizzonte è nuvoloso, ieri sera nessuno sembrava badarci. Persino il vicepresidente Nicola Mancino, di cui il Pdl chiede da tre giorni le dimissioni, a fine di giornata ha sorriso ironico: "La sezione disciplinare come organo giurisdizionale pratica e gestisce la giustizia e anche quando tutti si aspettano una determinata decisione dalla camera di consiglio ne esce un'altra". Clementina Forleo invece, dice che ora le dita incrociate le tiene per il collega e amico Luigi de Magistris, il pm di Catanzaro trasferito e rimosso dall'incarico di pm dalla stessa sezione disciplinare che ieri l'ha assolta: "Siccome il tempo è galantuomo - dice - spero che anche lui abbia giustizia". Se l'augurio avrà fatto effetto, si saprà presto: il prossimo 1 luglio, la Cassazione valuterà l'appello arrivato da Catanzaro contro la rimozione voluta dal Csm.

Torna all'inizio


<Povero Saccà>. E la sinistra diventa solidale (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE "Povero Saccà". E la sinistra diventa solidale Liberazione: vita infernale e non ottiene nulla. Gentiloni: le attrici? Cattivo gusto ma fatti marginali Il pd Merlo: suggerire una fiction non è criminale. Morri: risibile il 99% dei colloqui pubblicati ma lui non è una mammoletta ROMA - "Solidarietà ad Agostino Saccà". In prima pagina. E non è un foglio vicino al Pdl ma si tratta di Liberazione, un "giornale comunista " come si legge sulla testata. Il tono è più che ironico, si ride sulla "vita infernale di Saccà" tra una telefonata di Berlusconi e l'altra, tra una segnalazione per la moglie di Bordon e una chiamata di Letizia Moratti. Attrici da piazzare nelle fiction. Ma molto spesso "Agostino, poveraccio, non ottiene nulla". Quasi "un povero cristo... ". Che ne dicono nel centrosinistra, per esempio nella commissione di Vigilanza? Ride Giorgio Merlo, ex Margherita: "La mia concezione politica, culturale e istituzionale è lontana mille miglia dal giustizialismo girotondino. Mi chiedo: se avessi telefonato a Saccà per suggerirgli di girare una fiction su Gigi Meroni, il primo calciatore Beat che rivoluzionò i costumi sportivi nostrani, sarebbe stato un atto criminale? Non giudico gli altri filoni... ". Concorda Fabrizio Morri, capogruppo Pd nella commissione: "Ammetto che il 99% della roba pubblicata appare abbastanza risibile, mi riferisco a tutto il comparto attrici. Saccà povero cristo? Non è una mammoletta, gestiva un budget da 400 milioni di euro". Altro capitolo, afferma Morri, riguarda "quelle telefonate che prefigurano un accordo di palinsesto tra aziende che dovrebbero essere concorrenti. Lì vedo una lesione di autonomia editoriale nel nome di un asservimento concordato" La parola a Paolo Gentiloni, ex ministro delle Comunicazioni: "Le attrici? Di certe fenomenologie del cattivo gusto non farei alcuna strumentalizzazione di natura politica perché non c'è dubbio che siano del tutto marginali, anche se sono il sintomo di un degrado. Gravissimo è invece il coinvolgimento di un membro dell'autorità garante delle Comunicazioni come Innocenzi ". Gentiloni conclude con una riflessione: "Eccolo, il pericolo di queste antologie generiche. Che non si distingua la sciocchezza dal dato molto rilevante". Molto più severo Vincenzo Vita, Pd ex Ds, che da anni si occupa di comunicazione: "Lo capisco, esistono reati più gravi di ciò che appare in quelle intercettazioni. Ma emerge comunque un quadro a tinte squallidissime, una gelatina orrenda, il contesto di una lottizzazione minore e veramente penosa che nell'immaginario collettivo deturpa il volto della tv pubblica". Anche Vita indica nel caso Innocenzi l'aspetto "più inquietante" della vicenda Saccà: "Lì si apre un problema istituzionale, si tratta di un'autorità prossima a una magistratura del proprio campo. è la riprova di un sordido intreccio Rai-Mediaset....". Conclude Giuseppe Giulietti: "Non mi appassiono al destino dell'ultima attrice da piazzare... è ininfluente. Dico che l'aspetto più grave è il sistema chiuso, non concorrenziale della tv italiana in cui dieci persone concludono accordi di cartello. E sono sempre le stesse da anni e anni. L'agenda Rai è ferma a quarant'anni fa...". P. Co. Su "Liberazione" Ieri il quotidiano di Rifondazione comunista ha dedicato la prima pagina al caso intercettazioni, con un articolo sulla vita "infernale" di Agostino Saccà.

Torna all'inizio


ANTICIPAZIONI (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Hannah, Elfride e Martin NOTE DA LONTANO Rossana Rossanda PAGINA 12 IMMUNITÀ Dal governo via libera al ddl salva Berlusconi PAGINA 4 INTERCETTAZIONI Unipol, il Csm dà ragione a Clementina Forleo PAGINA 4 PARTITO DEMOCRATICO D'Alema va a sinistra, ma Veltroni non lo sa PAGINA 6/7 ECONOMIA Il petrolio sale alle stelle. Mutui, allarme di Draghi PAGINA 8 INTERVISTA Evo Morales contro l'Europa Per il presidente della Bolivia la direttiva Ue sui rimpatri è "un'aggressione alla vita". A rischio i negoziati commerciali con la Comunità andina PAGINA 2 ARTE& POLITICA Un mappamondo senza confini Al museo Mart di Trento e Rovereto, una mostra interroga diversi fenomeni della globalizzazione, le migrazioni di individui e merci, scardinando le frontiere PAGINA 3.

Torna all'inizio


Il Csm assolve la Forleo: corretta su Unipol (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il Csm assolve la Forleo: corretta su Unipol Politici intercettati, il Pg chiedeva il trasferimento del magistrato. Mancino: autonomia dimostrata Per motivare la richiesta di uso delle intercettazioni il gip ipotizzò una "procedibilità penale" per D'Alema e Latorre MILANO - Non andò oltre i suoi doveri di giudice Clementina Forleo quando definì i parlamentari, allora Ds e non indagati, Massimo D'Alema e Nicola Latorre "consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata" nella vicenda giudiziaria Unipol-Bnl. Forleo supera indenne il primo passaggio delle forche caudine del Csm incassando l'assoluzione dall'accusa di aver violato correttezza, imparzialità ed equilibrio. Nella famosa ordinanza di fine luglio 2007, Forleo chiese al Parlamento di autorizzare l'uso processuale contro terze persone (l'ex amministratore delegato Unipol Giovanni Consorte e altri) delle telefonate dei senatori Latorre (Ds), Luigi Grillo e Romano Comincioli (FI) e dei deputati D'Alema, Piero Fassino (dei Ds) e Salvatore Cicu (FI). Otto intercettazioni riguardavano conversazioni di D'Alema e Latorre con Consorte. Per motivare la richiesta e segnalare quanto l'uso delle intercettazioni fosse necessario all'indagine, il gip milanese ipotizzò una "procedibilità penale" nei confronti di D'Alema e Latorre definendoli "complici non tifosi" degli imputati in "una logica di manipolazione e lottizzazione del sistema bancario e finanziario nazionale ". Scrisse anche che, pur di arrivare alla banca, assieme a Piero Fassino (pure lui non indagato) D'Alema e Latorre erano "pronti e disponibili a fornire i loro apporti istituzionali, in totale spregio dello Stato di diritto". Considerazioni che, secondo il Procuratore generale della Cassazione Mario Delli Priscoli, rendevano abnorme il suo provvedimento. Non la pensa così la sezione disciplinare del Csm che, dopo due ore di camera di consiglio, decide di assolvere Clementina Forleo "perché il fatto non costituisce illecito disciplinare" rigettando la richiesta di condanna alla censura e al trasferimento d'ufficio chiesta dal sostituto procuratore generale Federico Sorrentino. Dopo che il vicepresidente del Csm Nicola Mancino legge l'assoluzione, il difensore del gip e procuratore aggiunto di Torino (di recente nominato procuratore di Asti) Maurizio Laudi saluta la decisione con soddisfazione. "è importante per tutti i giudici - dice - perché rafforza il principio che le motivazioni di un provvedimento non possono essere sindacate. Se così non fosse, si limiterebbe l'autonomia del giudice che, senza mai offendere, può criticare in modo forte i comportamenti anche di persone importanti che rivestono cariche pubbliche". Clementina Forleo ha dinanzi ancora una procedura di trasferimento per incompatibilità ambientale (il plenum potrebbe emettere il verdetto finale a giorni) per le dichiarazioni "prive di riscontro", dice l'accusa, su "tentativi di delegittimazione" di "soggetti istituzionali" che avrebbero "creato un clima di allarme e sospetto" e per aver interferito con la Procura nell'inchiesta sulle scalate bancarie. Un'altra azione disciplinare è legata ai contrasti con la Procura sul procedimento Farida Bentiwaa, prima islamica processata per terrorismo internazionale. Vicenda su cui la Corte d'appello non aveva rilevato profili disciplinari ma solo un'incompatibilità già prospettata dal gip. G. Gua.

Torna all'inizio


Politica e tv L'inchiesta (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria: BREVI Politica e tv L'inchiesta \\ La pubblicazione delle intercettazioni è la chiara dimostrazione di un accanimento politico teso a sovvertire l'esito delle elezioni Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato.

Torna all'inizio


Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 3 La Nota di M... (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 3 La Nota di Massimo Franco L'opposizione smarrita e i rischi di rissa permanente I n una situazione normale, la sospensione dei processi per le quattro più alte cariche dello Stato andrebbe considerata quasi fisiologica. Ma per il modo in cui è maturata ed è stata approvata dal Consiglio dei ministri di ieri, può diventare la tappa di uno scontro inarrestabile. Preoccupa che fra le invettive di Silvio Berlusconi contro la magistratura politicizzata e quelle di Antonio Di Pietro contro il premier, si stia creando il vuoto: come se il grosso dell'opposizione fosse stata colta impreparata dall'accelerazione di Palazzo Chigi. Ora il dialogo è "archiviato", ammette sconsolato Walter Veltroni, segretario del Pd. L'incrinatura creatasi fra il ministro della Giustizia ed il Csm aggiunge motivi di inquietudine. Quando Angelo Alfano critica le fughe di notizie sul parere di incostituzionalità del Consiglio sul "decreto salva-premier ", registra un rapporto di fiducia inevitabilmente scosso. La richiesta di dimissioni del vicepresidente, Nicola Mancino, da parte di un esponente del centrodestra è stata declassata ad iniziativa personale dallo stesso Pdl. Ma i lividi politici rimangono. Nel governo si parla di "riforma del Csm". Mancino replica che vuol dire "tutto e niente". E loda la prova di autonomia data con l'assoluzione del gip di Milano, Clementina Forleo, sul caso Unipol. C'è chi vede le tappe di un'escalation, e ne tira le conseguenze. Il grappolo di referendum annunciati da Di Pietro riflette l'esaurimento di ogni margine di dialogo. Anzi, in qualche misura tende ad anticipare il fallimento, affidando a quella "gente" evocata da Berlusconi il compito di dividersi fra governo di centrodestra e magistratura antiberlusconiana. Si tratterebbe di un epilogo ambiguo e pericoloso, al di là del risultato. Oggi il presidente del Consiglio si ritiene più forte del passato. Il dipietrismo sembra avere un seguito meno vasto e radicalizzato. E le intercettazioni hanno effetti controversi sull'opinione pubblica. La resa dei conti, dunque, potrebbe riservare sorprese. Ma la lacerazione che si crea accentua tensioni non solo istituzionali. è una rissa nella quale si smarriscono le responsabilità, e diventano palpabili i danni. Si accentua agli occhi dell'Europa l'immagine di un'Italia senza pace. Gli oppositori di Berlusconi alimentano i peggiori clichè. E il governo fatica a smentirli, quando non finisce per alimentarli. L'idea di prendere le impronte digitali ai bambini "rom" viene difesa dal ministro dell'Interno, il leghista Roberto Maroni, come un provvedimento nell'interesse dei minori. Ma le reazioni negative della sinistra e della Chiesa cattolica promettono di saldarsi con quelle di un'Ue su un governo italiano sospettato di xenofobia. Sono problemi che minacciano palazzo Chigi. Si aggiungono al dramma della crisi irrisolta dell'Alitalia e alla spazzatura a Napoli, che fanno dire ad un Berlusconi frustrato: "Non si riesce ad accelerare. Abbiamo i rifiuti in mezzo alle strade ed ora andiamo incontro ad un'estate caldissima". Osservando la situazione, ieri il premier si è sfogato: "O guido il governo o vado alle udienze", nelle quali è imputato. Il dilemma è drammatico: per l'Italia più ancora che per lui. L'opposizione sostiene che se fosse condannato in primo grado non dovrebbe dimettersi. Ma sarebbe ragionevole trovare una soluzione prima. E il Quirinale si prepara a dire un sì tecnico alla decisione di ieri del governo. \\ E sulla giustizia Di Pietro cerca di imporre la logica del referendum.

Torna all'inizio


<Sono una vittima Urbani trasparente> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Di Benedetto "Sono una vittima Urbani trasparente" ROMA - "Non mi devo difendere né giustificare di niente", protesta Ida Di Benedetto, produttrice e autrice citata in alcune intercettazioni. "Di questa storia - sottolinea - sono una vittima. Il problema, forse, è che Urbani (consigliere Rai e suo compagno, ndr) è una persona trasparente, senza macchia e io vengo usata come oggetto, anche se da trent'anni faccio questo mestiere".

Torna all'inizio


La Troise e le altre nella fiction di Tognazzi (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Mini ruoli nella produzione Mediaset La Troise e le altre nella fiction di Tognazzi ROMA - La polizia, in effetti, è già sul posto. L'ispettore Maria da sola non ce la fa e da Roma è arrivato addirittura il commissario Vasco insieme ai suoi uomini. Tutti al lavoro per svelare I segreti dell'isola di Korè, che a questo punto rischia di passare alla storia come la fiction dei raccomandati. Nello sceneggiato in quattro puntate che andrà in onda su Canale 5, l'ispettore Maria è Romina Mondello, il commissario Vasco è Adriano Giannini. Le loro indagini procedono a fatica. Pare che non abbiano fatto mettere sotto controllo nemmeno un cellulare, forse perché a scorrere il cast c'è più di un nome fra quelli avvistati nelle telefonate fra Silvio Berlusconi e Agostino Saccà. Prima fra tutte Antonella Troise, la biondona che preoccupa Berlusconi ("una pazza pericolosa") e che il direttore di Rai Fiction promette di convocare. Si deve accontentare di una piccola parte, però, poco più di un cameo. Attrice non protagonista anche Ida Di Benedetto, pure lei finita nelle intercettazioni assieme al suo compagno Giuliano Urbani. Altro nome, stavolta in via indiretta, quello di Francesco Venditti. Non recita nella fiction ma la sceneggiatura è opera della mamma, Simona Izzo, e la regia del marito di lei, Ricky Tognazzi. "Nel cuore dell'intrigo, l'isola rivelerà i suoi misteri e i segreti dei suoi abitanti", racconta la trama dello sceneggiato girato fra Trapani e Siracusa. Alcune scene saranno mostrate fra pochi giorni al Romafictionfest. Ci sarà un assaggio di un'altra fiction dello stesso produttore, Albatross. Nel Bene e il male recita Simona Borioni, scivolata nelle intercettazioni anche lei. L. Sal.

Torna all'inizio


Curzi <pentito>: abbiamo sbagliato a sospenderlo (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Il consigliere di viale Mazzini Curzi "pentito": abbiamo sbagliato a sospenderlo ROMA - Cosa pensa Sandro Curzi di Liberazione che definisce ironicamente Agostino Saccà "un povero Cristo"? Sandrone è un vecchio navigatore del giornalismo e sa bene come creare paralleli efficaci e spendibili: "Fa il paio col mio amico Vittorio Feltri che titola "Il guaio è la gnocca"... Di fronte a un certo tipo di intercettazioni siamo tutti portati a scherzare. Se io dirigessi un giornale, non pubblicherei mai molto di quel materiale. Roba privata. Il vero punto è che esce un'Italia in cui tutti siamo amici, ai vertici. Dalla destra alla sinistra". C'è però Saccà che parla bene di Minoli a Silvio Berlusconi e tenta di farlo nominare direttore generale al posto di Claudio Cappon. "Anch'io penso che Minoli sia bravissimo. Quando venne mandato via Flavio Cattaneo, il mio candidato alla sua successione era proprio lui. Ma non avrei mai votato per la sostituzione di Cappon un anno fa, in quelle condizioni. Non avrebbe avuto senso. Cappon non andava d'accordo con Prodi? E chi lo ha detto? E poi, che importanza avrebbe avuto per la Rai? Avremmo sostituito Cappon solo e soltanto nel caso di sfiducia verso il direttore generale... E dire che io avevo votato per un altro candidato, al momento della scelta di Cappon. Avevo indicato Antonello Perricone. Ma ora difendo Cappon". Inevitabile a questo punto un quesito. Vista con gli occhi di oggi, il consigliere Sandro Curzi (area sinistra radicale) sarebbe ancora d'accordo con la sospensione di Agostino Saccà da Rai Fiction? "Ecco, qui veramente abbiamo sbagliato tutti. Il direttore generale Claudio Cappon così come noi del Consiglio di amministrazione. Delle due l'una. O avremmo dovuto preparare il suo licenziamento disponendo di prove inoppugnabili. O, al contrario, avremmo dovuto lasciarlo al suo posto e poi capire il senso di quelle carte. Tenere in piedi un provvedimento disciplinare per sette mesi in un'azienda senza decidere nulla, non ha veramente alcun senso. Anche se è vero che il direttore generale Claudio Cappon continua a ricevere materiale giudiziario a pezzi e a bocconi... Anche la sua situazione, lo capisco, è complessa" P. Co.

Torna all'inizio


Veltroni: no alle intercettazioni sui giornali (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Veltroni: no alle intercettazioni sui giornali Il leader del Pd e l'ipotesi di una nuova legge. Berlusconi: prima o poi dirò quel che so sulle toghe ROMA - Prima ha scherzato: "Zitti - ha apostrofato i suoi ministri in Consiglio mentre parlava al telefono - fate piano, sennò non riescono a intercettarmi bene...", poi è tornato a rabbuiarsi Silvio Berlusconi. E ieri, durante la discussione in Cdm che ha preceduto il varo del ddl sull'immunità delle cariche istituzionali, è tornato a lamentarsi per il trattamento che gli riservano i giudici, dal caso Mills alla vicenda intercettazioni: "Ma che dovrei fare? O ci si difende, o si lavora e si governa. E questa roba delle intercettazioni è una vergogna da fermare". Per poi concludere, minaccioso: "Per ora non faccio la conferenza stampa. Ma vi assicuro che prima o poi dirò tutto quello che so sui magistrati". Insomma, è ancora caldissimo il clima sul tema giustizia, ma il ddl intercettazioni, varato settimane fa dal Cdm, non è ancora stato trasformato in articolato né affidato all'esame delle Camere, e non sembra proprio lo sarà a breve. Il motivo è quello dell'ingorgo parlamentare: troppe leggi cruciali sono già all'esame, e la precedenza, di questo è convinto Berlusconi, deve andare al lodo per le immunità, dunque non se ne riparlerà prima della ripresa autunnale. E però, si commenta ancora la pubblicazione delle intercettazioni tra il premier e Saccà e molti altri personaggi politici e dirigenti Rai. Nel centrosinistra - a parte Antonio Di Pietro che difende a spada tratta il diritto a intercettare da parte dei magi-strati, e a parte Arturo Parisi, che denuncia come si dimentichi il fatto che "i comportamenti all'origine dell'indagine (che ha portato alle intercettazioni) sarebbero stati, questi sì, finalizzati proprio a modificare il quadro politico uscito dalle elezioni precedenti " -, in realtà si apre alla possibilità di arrivare a un testo legislativo condiviso. "Noi siamo perché i magistrati possano fare tutte le intercettazioni che ritengono necessarie ai fini dell'indagine, ma siamo anche perché non finiscano sui giornali a salvaguardia della privacy dei cittadini ", dice il segretario del Pd Walter Veltroni, mentre la capogruppo al Senato Anna Finocchiaro conferma: "Il ddl Mastella, che la scorsa legislatura si fermò al Senato, può essere un'ottima base di partenza " per un lavoro comune. E anche l'Udc manda segnali chiari di voler essere della partita: "Una legge sulle intercettazioni - dice Francesco Pionati - è urgente e necessaria ". Paola Di Caro La fiction sulla diva Maria Scicolone (sotto, a destra), sorella di Sofia Loren e mamma di Alessandra Mussolini, è sostenuta da Francesco Rutelli, che perora la causa di una fiction sulla famiglia Loren La coppia L'ex ministro della Cultura, ora nel consiglio Rai, Giuliano Urbani, perora con Saccà la causa della compagna, l'ex attrice e ora produttrice Ida Di Benedetto.

Torna all'inizio


5 I (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria: BREVI 5 I mesi Tra giugno e ottobre 2007 vengono effettuate le intercettazioni 2 Le lettere Contengono l'atto d'accusa disciplinare contro Saccà.

Torna all'inizio


<Si parlava dell'addio di Cappon Ma poi sono stato io la vittima> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE L'intervista Giovanni Minoli e i colloqui con l'ex capo di RaiFiction "Si parlava dell'addio di Cappon Ma poi sono stato io la vittima" ROMA - "Sono a Palermo, ho appena ottenuto dalla Regione Sicilia un fondo di 13,7 milioni di euro per la fiction Agrodolce, primo caso di un seriale finanziato in questo modo. Ora rispondo perché un dirigente di un servizio pubblico ha un dovere in più rispetto agli altri", esordisce Giovanni Minoli, direttore di Rai Educational. Dunque Saccà un anno fa sponsorizzava lei come direttore generale al posto di Cappon. E ne parlava con Berlusconi. "Era il momento in cui il direttore generale era stato bocciato dal Consiglio, a maggioranza di centrodestra, su un cospicuo pacchetto di sue importanti proposte editoriali. Sui giornali, nel mondo politico, si parlava di probabili dimissioni di Cappon o della possibilità di un voto di sfiducia del Cda. In questo quadro è nata la telefonata". Ne sapeva niente, prima? "No. Era una personale iniziativa di Saccà che riteneva, nel caso di un ricambio, che l'ideale sarebbe stato scegliere un uomo di prodotto e non di gestione. L'altra telefonata di Saccà, al consigliere Urbani, è molto lusinghiera". E perché chiamare Berlusconi? "Chiedetelo a Saccà. Posso immaginare perché sono amici. E perché, ripeto, c'era un Cda a maggioranza di centrodestra ". Ma il tutto non sembra un gran complotto contro Cappon? "Complotto? Eventualmente contro di me che ero stato proposto come direttore di Raidue, bocciato e abbandonato. Comunque, della possibilità di un ricambio alla direzione generale parlai, fra le tante cose, in un pranzo con Petruccioli e lo stesso Cappon anche delle voci che circolavano. Dissi che nulla sarebbe avvenuto se non ci fosse stato un voto unanime". E il suo suggerimento a Saccà di parlare con Urbani? "Nessuna pressione. Il Cda era a maggioranza di centrodestra. Saccà voleva capire l'orientamento di quell'area e la possibilità di arrivare comunque a un possibile voto unanime". L'immagine della Rai è a dir poco incrinata in questo momento. "Un Consiglio che in tre anni ha cambiato tre direttori generali ma non ha modificato il palinsesto, pur giudicandolo inadeguato a un servizio pubblico, incarna suo malgrado un modello di governance inefficace. In Cda siedono sei ex parlamentari. Il che significa che la guida della tv pubblica è affidata a un'emanazione del sistema dei partiti. In questo quadro i manager Rai fanno miracoli ad affrontare la competizione con Mediaset. E Saccà, che ha vinto sempre contro la fiction della concorrenza, appare un eroe. Ecco perché i dirigenti dell'azienda si sono ribellati per i sette mesi di sospensione di Agostino. Mesi in cui nulla è stato deciso". Cosa pensa delle intercettazioni pubblicate? "Penso ciò che scrive con ironia Liberazione. Se le intercettazioni sono quelle, e magari avremo a che fare con le carte ancora per vent'anni, c'è solo da sorridere. E da riflettere sull'indubbia professionalità di un Saccà che, resistendo a mille sollecitazioni, ha realizzato prodotti vincenti. è verg ognoso che un'azienda non riesca a decidere se licenziare un manager o se tenerlo al suo posto. Il punto è ovvio: occorre un amministratore unico che risolva l'equivoco di una governance legata alla politica, faccia pulizia e chiarezza intorno a questo problema. Ora la Rai è una balena spiaggiata. O arriva un rimorchiatore, cioè l'amministratore unico, o sarà sbranata dagli interessi di chi vuole massacrarla. La scelta a Silvio Berlusconi e a Walter Veltroni" Comer giudica, in generale, il sistema delle intercettazioni? "Sono uno strumento di indagine. Ma usato così rappresenta una autentica vergogna per qualsiasi Paese moderno. " Paolo Conti \\ Eroe Quel manager è un eroe, contro Mediaset ha fatto miracoli. Il problema è il cda con 6 politici: in tre anni non ha cambiato nulla.

Torna all'inizio


Il premier: uno scandalo. Ma il provvedimento slitta (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

INTERCETTAZIONI SACCÀ Il premier: uno scandalo. Ma il provvedimento slitta "Una vergogna da fermare a tutti i costi". Silvio Berlusconi non si riferiva al contenuto delle sue telefonate con l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, ma al fatto che quelle telefonate oggetto di un'inchiesta che lo coinvolge siano state pubblicate dal settimanale "l'Espresso". A tutti i costi, ma non a quello di mandare avanti il disegno di legge sulle intercettazioni così da rallentare l'approvazione di due leggi che stanno ancora più a cuore al cavaliere: il decreto sicurezza dov'è contenuta la norma che blocca i processi per un anno - il premier è in attesa della sentenza Mills - e lo "scudo" per le alte cariche che sospende per tutta la durata del mandato ogni procedimento. Il risultato è che il ddl sulle intercettazioni, varato in Consiglio dei ministri il 13 giugno, non è ancora all'ordine del giorno del parlamento e non ci andrà prima dell'arrivo delle ferie estive. E nella maggioranza già si parla di correzioni, in peggio.

Torna all'inizio


Intercettazioni Unipol Il Csm assolve la Forleo (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-06-28 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il gip di Milano Mancino: decisione che dimostra indipendenza Intercettazioni Unipol Il Csm assolve la Forleo MILANO - La sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura ha assolto Clementina Forleo. Secondo l'organo di autogoverno dei giudici, la gip milanese non è venuta meno ai suoi doveri quando, nella sua ordinanza di fine luglio 2007, definì sei parlamentari non indagati (tra cui Massimo D'Alema e Nicola Latorre) "consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata" nella vicenda Unipol-Bnl. Secondo la procura generale della Cassazione, Forleo non avrebbe dovuto esprimere quei giudizi. Il Csm ha deciso altrimenti. Mancino: decisione che dimostra indipendenza. A PAGINA 9 Guastella Piccolillo, L. Salvia.

Torna all'inizio


Alfano (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 3 categoria: BREVI Alfano 2008 Il lodo Alfano limita la sospensione dei processi penali alle 4 più alte cariche dello Stato (viene escluso il presidente della Corte Costituzionale) per l'intera durata della carica. Le presunte vittime dei reati potranno proseguire la loro azione civile e i giudici potranno acquisire le prove non rinviabili del processo sospeso gna invece evitare che lo scontro produca ferite profonde alle regole democratiche. Nei riguardi del premier non c'è accanimento giudiziario, c'è forse una concentrazione eccessiva. Diciamo che c'è molta attenzione". E c'è procura e procura. "Capisco Milano. Siccome si sono concentrati sul filone economico-finanziario, vanno avanti seguendo quel filo. E magari il filo conduce verso situazioni da accertare. Ma Napoli... Rispetto a Milano è un'altra storia... Insomma, non si può passare la vita ad intercettare veline". Un botto. E sia chiaro, Casson è inflessibile sull'autonomia delle toghe, si trova in "disaccordo" con Luciano Violante, secondo cui in Italia esiste solo formalmente l'obbligatorietà dell'azione penale. Ed è contrario alla reintroduzione dell'immunità parlamentare. Però si pone il problema della governabilità del Paese, ed evidenzia un nodo difficile da sciogliere: "è giusto che il premier assolva il mandato degli elettori, e mentre sono contrario alla norma blocca-processi, non mi scandalizza l'idea di uno "scudo" per le alte cariche istituzionali, sebbene pensi che debba essere varato con una legge costituzionale. Il problema è che Berlusconi ha fretta per via dei giudizi che lo riguardano, ed è complicato risolvere una questione che andava risolta per tempo, nell'interesse dello Stato, non di una persona". è qui il bivio, il rischio del corto-circuito. E qui Casson, l'antica "toga rossa", non si preoccupa di inimicarsi i girotondini: "Io mi preoccupo della politica. Perchè non voglio aspettare Berlusconi davanti al tribunale di Milano, voglio aspettarlo e batterlo nell'Aula del Parlamento". Francesco Verderami.

Torna all'inizio


Black out di cronaca sui potenti (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

L'EFFETTO Black out di cronaca sui potenti La prima legge, anche se un po' in ritardo nel calendario dei lavori parlamentari, è quella sulle intercettazioni che il governo vuole fare approvare così com'è o persino peggiorare di fronte agli ultimi fatti di cronaca. Prevede il divieto assoluto di pubblicazione di tutti gli atti di indagine fino a che non sia iniziato il pubblico dibattimento. La seconda legge è quella che ha visto la luce ieri, sull'immunità delle alte cariche dello stato. Prevede che su presidente della Repubblica, presidenti di camera e senato e presidente del Consiglio dei ministri per fatti penali si possa solo indagare, ma mai arrivare a processo fino alla durata in carica. Il risultato è presto detto: un totale black out informativo sulle vicende penali di quattro potenti, cittadini che in teoria dovrebbero essere soggetti più di altri all'attenzione degli elettori. Con l'approvazione di queste due leggi se per esempio il presidente del Consiglio dovesse essere indagato per un reato del tutto estraneo al suo mandato, poniamo un furto con scasso, sarebbe possibile dare notizia anche solo del fatto che è indagato soltanto a mandato concluso.

Torna all'inizio


<Io e de Magistris lo stesso destino Ora ho più coraggio> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE L'intervista La giudice sotto accusa "Io e de Magistris lo stesso destino Ora ho più coraggio" MILANO - è da poco terminata la seduta della commissione disciplinare del Csm. Clementina Forleo è stata assolta e il vice presidente Nicola Mancino ha rimarcato l'autonomia del Csm. Dottoressa Forleo, contenta? "Questa prima decisione mi rasserena e mi ripaga di tante amarezze e affanni di questo ultimo anno, da quando da ottimo magistrato sono diventato un cattivo magistrato ". Il primo procedimento finisce bene. "Partiva tutto da qui, quantomeno cronologicamente. Da questo procedimento sono venuti a cascata anche gli atri due in una successione immediata. Ho dovuto lottare, ma considero questa non tanto una vittoria mia personale, quanto una vittoria della giustizia ". Cosa glielo fa pensare? "è stato ribadito il principio dell'uguaglianza di tutti di fronte alla legge. Un principio per cui continuerò a lottare. Costi quel che costi". I procedimenti di fronte al Csm che la riguardano sono diventati motivo di scontro politico. Crede che questo abbia influito su di essi? "Non faccio nessuna valutazione di ordine politico". Parliamo dell'assoluzione, è stata assolta. Come la interpreta? "Era la prima volta che si contestava l'abnormità di un provvedimento che, come ha spiegato bene il mio difensore Maurizio Laudi, conteneva commenti proporzionati alla importanza della vicenda. Il dottor Laudi ha dimostrato in modo brillante come quelle telefonate fossero tutt'altro che penalmente irrilevanti, così come i ruoli di D'Alema e Latorre, che all'epoca parlarono di spazzatura e di suk arabo senza che nessuno intervenisse in mia tutela. Il mio giudizio era appropriato. D'altronde i fatti giudiziari che sono seguiti, come la richiesta di utilizzo delle intercettazioni presentata dalla Procura di Milano al Parlamento europeo, confermano le mie considerazioni". Ora ci sono altri due procedimenti da affrontare. "Ho sempre avuto fiducia nella giustizia. Averne, prima o poi paga. Certo, se si ha l'onestà e la dignità per andare avanti senza cedere dinanzi a nulla, la verità viene sempre fuori. E siccome il tempo è galantuomo, spero che anche il pm Luigi de Magistris abbia giustizia". Come mai in questo momento pensa proprio a lui? "Abbiamo storie diverse ma un comune destino". Quale destino? "Credo che lo abbiano capito ormai tutti. Abbiamo entrambi toccato i poteri forti e stiamo pagando per questo". Come si sente ora? "Rincuorata. La decisione della commissione mi ha dato più coraggio. Torno a lavorare come sempre nel mio ufficio". L'accusano di fare la vittima e di mancare di equilibrio. "Si da il caso che stia trovando riscontri investigativi quanto da me doverosamente denunciato alle autorità competenti, e non certo ai media, a supporto di numerose lettere minatorie e di un proiettile che ho ricevuto ". Giuseppe Guastella Difensore Maurizio Laudi, ha difeso Forleo.

Torna all'inizio


Politica e tv Il caso (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Politica e tv Il caso Intercettazioni, i giornalisti vanno in piazza La protesta Giornalisti in piazza oggi a Venezia per la prima manifestazione pubblica contro il ddl del governo sulle intercettazioni. L'iniziativa è promossa dall'Unione nazionale cronisti italiani, d'intesa con Fnsi e Ordine dei giornalisti.

Torna all'inizio


Casson e i dubbi sulle toghe: così ricreano il Caimano (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Sette giorni L'ex magistrato senatore del Pd e lo "scontro" tra poteri Casson e i dubbi sulle toghe: così ricreano il Caimano SEGUE DALLA PRIMA E se una voce di sinistra decide di criticare quelli che un tempo erano suoi colleghi, non è per sostenere l'offensiva di Silvio Berlusconi semmai per scongiurarla, per impedire che faccia definitivamente breccia nell'opinione pubblica, "dove i giudici riflettono un'immagine negativa". Perchè sarà pur vero che è riapparso il "Caimano", ma è altrettanto vero che sono state anche le toghe ad evocarlo, e con i loro "gravi errori" si sono resi corresponsabili del clima di scontro istituzionale: "E comprendo il tormento del capo dello Stato, immagino la sua difficoltà a gestire una situazione in cui c'è chi aggredisce e chi - sentendosi aggredito - aggredisce a sua volta". Casson non si dilunga a stabilire se il primo colpo sia stato inferto dal Cavaliere, a lui interessa che la magistratura riacquisisca quel "profilo di autorevolezza" che ha perso, che si è smarrito persino tra i sacerdoti cui toccava il compito di custodirlo: "Il Csm è lo specchio dei magistrati. Basta vedere cosa riflette. C'è un eccesso di esternazioni. C'è un'evidente volontà di fare attivismo politico. Per esempio, che senso aveva far trapelare la bozza del parere sulla norma blocca- processi? E quale logica celava? O è stato fatto senza pensarci, o c'erano fini politici. In entrambi i casi è ovvio che venga criticato questo protagonismo deteriore". Il dato grave è che l'organo di autogoverno dei magistrati gli appare senza controllo, perchè "il vice presidente Nicola Mancino non ha alcun potere sui membri togati, che nella loro testa si sentono totalmente autonomi". E c'è un solo modo per restituire ordine alle cose, "riacquisire un senso di responsabilità personale e istituzionale. Altrimenti, se il Csm non sarà capace di intervenire per sanare le sue storture, sarà la politica ad intervenire sul Csm". Non è una profezia nè tantomeno un auspicio. è una constatazione. Basta osservare la reazione del centrodestra, determinato a presentare proposte di legge per cambiare il Csm, "proposte peggiorative, che rischiano di politicizzare ulteriormente un organo istituzionale". Era "inevitabile" che accadesse, perchè "se una struttura non funziona c'è sempre chi - in modo anche strumentale - propone di trasformarla di sana pianta". Il senatore, capogruppo per i Democratici in commissione Giustizia, ritiene invece che il Csm vada "riformato", "il Pd lo sosteneva già in campagna elettorale", ripete spesso il Guardasigilli ombra, Lanfranco Tenaglia: "E ha ragione. Noi proponiamo un organismo autonomo per la parte disciplinare. Così come siamo in procinto di presentare un pacchetto sulle intercettazioni con norme più restrittive che ne impediscano la divulgazione". Ecco l'altro terreno di scontro, "l'ennesima prova del complotto di giudici sovversivi" secondo il Cavaliere, che si sente oggi circondato dalle procure di Milano e Napoli. Anche su questo tema Casson è sferzante. Parte ricordando "le mie indagini sul terrorismo. Allora non usai le intercettazioni. In altre inchieste sì. Dipende comunque dalla professionalità dei singoli magistrati... Quanto alle accuse di Berlusconi, a mio avviso non esistono complotti, così come non esiste il rischio di una deriva fascista. Biso Lo scudo "è giusto che il premier assolva il mandato. Sono contrario alla blocca-processi, ma non mi scandalizza l'idea di uno scudo" L'attivismo politico "Il Csm è lo specchio dei magistrati, c'è la volontà di fare attivismo politico. Bisogna riacquisire senso di responsabilità".

Torna all'inizio


ULTIM'ORA (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

(DANIELE LUTTAZZI) ULTIM'ORA Frottolo in Libia da Gheddafi. Il dittatore lo ha salutato dicendo: "Ciao, Muhammar". Lodo Schifani, verranno prese le impronte digitali alle quattro alte cariche dello stato. Veltroni: "Le intercettazioni vanno pubblicate solo se non sputtanano". L'Arabia Saudita aumenta la produzione di Ezio Greggio.

Torna all'inizio


<Aiuta Ida o saranno guai> <I capi? Due mezze calzette> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE I verbali "Aiuta Ida o saranno guai" "I capi? Due mezze calzette" MILANO - Ecco alcune delle intercettazioni messe online sul sito dell'"Espresso". L'ex ministro della Cultura Giuliano Urbani chiama l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà e gli chiede un aiuto per dei progetti che coinvolgono la sua compagna Ida Di Benedetto, ex attrice e ora produttrice (17 giugno 2007). U: "Ti lanciavo un Sos per Ida, lei è in una situazione delicatissima per via della Sicilia, però ha tre spade di Damocle sulla testa, l'importante è che non diventino negative. Come sai, lei non ha mai avuto il contratto. Il regista è in Senegal...". S: "Sì, sì, lo so". U: "Le altre due cose sono la Venturi (un'autrice per la Di Benedetto, ndr) e quel contratto di attivazione di "Angelica" (una miniserie della Di Benedetto, ndr) ". S: "Eh, "Angelica" ancora è un po' in alto mare". U: "Ahi ahi ah... Perché anche lì stanno lavorando, ecco, è un po' un problema". S: "è in alto mare perché c'è...". U: "è successo un guaio?" S: "No no no, assolutamente, è questa condizione aziendale di Cappon ingessato che ingessa tutto quanto, non c'è duttilità nei piani (...), lui è angosciato dai conti, angosciato è dire poco, è terrorizzato. D'accordo, è una situazione che ti può preoccupare, ma non terrorizzare...". U: "Vedi tu se riesci comunque a sbloccare l'attivazione perché... non dico niente per telefono". S: "Ne parliamo quando ci vediamo ". U: "Più che parlarne, ci pensi però, eh? Purtroppo questa è una cosa che se non facciamo sono guai grossi...". "Quel provino lo facciamo" Il sindaco di Milano Letizia Moratti chiama Agostino Saccà per chiedergli di un provino. Non si dice il nome della persona in questione, ma si suppone che si tratti dell'attrice Eliana Miglio, moglie di Paolo Glisenti, braccio destro del sindaco (19 giugno 2007). S: "Ti volevo dire che quel provino poi lo stiamo facendo, e di stare tranquilla che stiamo facendo tutto il possibile, perché ti avevo sentito un po'...". M: "Eh sì, perché...". S: "Io ce la metto tutta, non è facile ma ce la metto tutta". M: "Ti ringrazio, perché per me sarebbe davvero un grande aiuto a una situazione che... che...". S: "Lo so, lo so, non è facile ma io ce la metto tutta. Poi ti volevo chiedere se con calma riuscivo a venire a parlarti. Perché io sto riflettendo anche con degli interlocutori importanti - Banca Intesa, Passera, Montezemolo - sulla possibilità di fare qualcosa di serio, di importante. Te ne volevo parlare, chiedere un consiglio... riguarda proprio me personalmente, come promotore, perché non è che devo restare per sempre in Rai". "Io o lui, lo dico a Berlusconi" Il vicedirettore generale della Rai Giancarlo Leone chiama Saccà. Devono parlare con Del Noce per discutere della serie "Medicina generale". Saccà si dimostra infastidito dal momento che il serial va benissimo e non dovrebbe perciò essere messo in discussione (27 giugno 2007). L: "Entro qualche giorno, credo lunedì, ci vediamo con Del Noce per fare il punto sulle attivazioni che ancora sono ferme. In particolare "Medicina generale"". S: "E perché "Medicina generale"? è un successo... la considero una piccola provocazione... cioè su questo faccio... dopodiché me ne vado, metto una bomba sotto il palazzo (...) no no, o io o lui, mi sono rotto veramente i coglioni, o io o lui, lo porrò all'azienda, lo porrò a Berlusconi, lo porrò a tutti (...) io capisco su una cosa che non funziona, che non va, ma "Medicina generale" la considero un fiore all'occhiello (...)". L: "Senti, l'altra cosa invece che ti volevo dire era che sono venuti da me il produttore, mi pare Saraceni, e la Maria Scicolone, che è la sorella di Sofia Loren... hanno il progetto di una fiction, che è la storia della famiglia Loren. Indipendentemente dal fatto che interessi o non interessi, poiché è Rutelli che li ha mandati, io ti avevo detto se comunque, per dare un segnale quantomeno di attenzione... ". S: "Sì, davamo un'interlocuzione, vabbene, vabbene". "Con la Rai esplode tutto" Agostino Saccà chiama Giuliano Urbani e gli racconta della sua conversazione con Silvio Berlusconi (28 giugno 2007). S: "Io gli ho fatto pure quell'accenno, e mi è venuto bene, perché lui mi ha domandato: "Come si fa a ritirare su l'azienda?". "Bisogna cambiare direttore generale", gli ho detto io. "Proprio non funzionano quei due?", m'ha detto. "No", gli ho fatto io. "Ma è vero che litigano anche tra di loro?", mi ha chiesto. "Sì, non vanno più nemmeno d'accordo", ho risposto, "ma anche se andassero d'accordo in Rai dicono che due mezze calzette non fanno un paio di calzini". E lui ha fatto una risata... (...) Ha percepito la pericolosità della debolezza della Rai: se la Rai diventa troppo debole è tutto il sistema ad essere in pericolo ". U: "L'equilibrio, l'equilibrio". S: "Esplode tutto il sistema: questo lui l'ha capito con sufficiente preoccupazione. Non si deve far degradare la situazione. Mi ha chiesto: "Qual è la situazione del conto economico?". Io gliel'ho spiegata: rischiamo di perdere la metà del capitale e di indebitarci. Inizia una spirale dalla quale si rischia di non uscire, e a qual punto ci può essere chi dice: "Bene, bene, vendiamo una rete". E se si vende una rete della Rai è chiaro che esplode il sistema, cambia il sistema, non è che resta Mediaset così com'è ". U: "Non potrebbe". S: "Cambia tutto, entrano in campo altri competitor. Certo, il cambiamento ci sarà comunque, ma una cosa è governarlo, e un'altra è se ti pigliano di sorpresa".

Torna all'inizio


Fava: <Noi mai nel Pd> All'assemblea il pm Ingroia (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-28 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Il leader Sd Fava: "Noi mai nel Pd" All'assemblea il pm Ingroia DAL NOSTRO INVIATO CHIANCIANO - ( a.gar.) Sinistra democratica propone una Costituente della sinistra e invita gli ex alleati della Sinistra arcobaleno e altri gruppi dell'area ad un incontro il 20 settembre. Claudio Fava, coordinatore nazionale di Sd, guarda poi al Pd come alleato per un nuovo centrosinistra. Anche se l'applauso più forte è quando ricorda le parole di Mussi sul Pd, che "mai sarà il nostro partito". Nichi Vendola invece parla di "processo costituente", di "traversata nel deserto". Fatto sta che nel suo partito, Rifondazione comunista, al momento è in atto una durissima battaglia per la segreteria fra lui e Ferrero. All'assemblea c'è anche Antonio Ingroia, magistrato a Palermo, che attacca le leggi su intercettazioni e sospensione dei processi: "Creano un baratro tra giustizia e cittadini". Poi precisa: "Sono stato invitato e avrei accettato un invito anche da un partito di maggioranza".

Torna all'inizio


E il superbanchiere difende il monsignore (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-28 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE Il caso "Le accuse della Procura falsate dal pregiudizio". Il vescovo Buoncristiani in aula testimonia per il suo economo E il superbanchiere difende il monsignore Siena, il presidente del Monte dei Paschi mette la toga nel processo per il rogo in Curia Le accuse: incendio doloso, truffa e calunnia contro un archivista che è stato prosciolto DAL NOSTRO INVIATO SIENA - Il capo della mobi-le, nel suo primo rapporto, la definì "la nube di fumo nero". Era la cappa di fuoco e gas che distrusse parte degli uffici della Curia di Siena, divorando carte dal valore (e dai segreti?) tuttora imprecisati. Ora, due anni dopo e a processi in corso, quella nube continua ad incombere sulla città delle 17 contrade. Si alimenta di accuse, sospetti, maldicenze. è come se da quel 2 aprile 2006, quando i pompieri accertarono che a mandare a fuoco la Curia non fu il demonio, ma la mano di un uomo, qualcosa si fosse fermato nella terra del Palio. Si insinua ovunque, la nube nera. Appesta. Alza veli su angoli bui. Si è insinuata nella vita privata di un monsignore, Giuseppe Acampa, 39 anni, economo della Curia, rinviato a giudizio con l'accusa di incendio doloso, calunnia e truffa. Ma anche nella vita collettiva di un clero, quello senese, che si è scoperto attraversato da gelosie, rivalità e una buona dose d'insofferenza verso il nuovo corso voluto dall'arcivescovo Antonio Buoncristiani. Che a sua volta, convinto dell'innocenza di Acampa, suo pupillo e braccio esecutivo nella gestione del patrimonio diocesano, ha testimoniato per lui pochi giorni fa in aula e non ha esitato ad esporsi contro la Procura, criticando metodi e finalità dell'indagine. E poi reputazioni sfregiate, come quella dell'archivista Franco Nardi, prima indicato come il sicuro colpevole del rogo, poi uscito di scena, ora parte lesa in quanto presunta vittima delle calunnie di monsignor Acampa. E ancora: pettegolezzi a ruota libera, siti anticlericali a caccia di sacerdoti con il vizietto, intercettazioni che millantano pressioni ad alto livello. E se la politica tace, quasi timorosa nel metter bocca in un tale vespaio, in tribunale l'asse tra Pd e Curia, sulla quale si reggono gli equilibri della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, trova una sua plastica riproduzione nella figura di Giuseppe Mussari, avvocato difensore (assieme a Enrico De Martino) di monsignor Acampa, ma prima di tutto presidente del Mps, terza banca d'Italia, 200 milioni di euro distribuiti ogni anno nel Senese, ombrello che tutto copre. è una storia fatta su misura per la città del Palio. E che ruota attorno a monsignor Acampa, commercialista prima di farsi prete, abituato a ottime frequentazioni. L'economo rientra in Curia una domenica mattina del 2006 e (dice lui) trova il suo ufficio in fiamme. Il colpevole sembra essere lì, pronto per l'uso: si chiama Nardi, fa l'archivista, e non è la prima volta che si aggira per la Curia anche di domenica. Nel giro di qualche settimana, però, a finire sotto torchio è lo stesso Acampa, contro il quale la Procura lancia un tridente di accuse. Incendio doloso: avrebbe dato fuoco alle stanze per distruggere documenti compromettenti e transazioni opache. Calunnia: avrebbe cercato di indirizzare i sospetti della polizia contro il Nardi. Truffa: avrebbe venduto a un imprenditore veneto un immobile, ricevuto in eredità dalla Chiesa, a prezzo scontato, ricevendo in cambio un'Audi A3. Acampa viene rinviato a giudizio. Compare in aula con rosario, Bibbia, il vescovo Buoncristiani al fianco nella veste di teste e una citazione: "Santa pazienza, Via Crucis, Stazione quaresimale ". I suoi avvocati, Mussari e De Martino, non hanno dubbi: "La cosa non sta in piedi. Basta leggere le carte per capire che l'intero impianto della Procura è falsato da pregiudizio - afferma Mussari -. Vengono utilizzate fonti confidenziali senza alcun riscontro. Si procede a tesi, non vi sono elementi concreti". De Martino entra poi nei dettagli. Respinge l'accusa di incendio doloso: "E perché mai avrebbe dovuto farlo? C'erano altri modi, se avesse voluto distruggere documenti. E comunque è andato bruciato solo qualche vecchio testamento ". Esclude la calunnia: "Acampa non ha mai indicato in Nardi l'autore dell'incendio. Ha solo ricordato di aver avuto tempo prima con lui un contrasto circa l'assunzione, non avvenuta, di un suo amico". Stessa cosa per la truffa: "La vendita è stata regolare. Sì, l'Audi è stata in parte un omaggio, ma non c'è nulla di penale, semmai di eticamente discutibile ". Per gli avvocati, l'economo è una vittima. Con l'arrivo del arcivescovo Buoncristiani, spiegano, sono stati messi in discussione una serie di incarichi legati al patrimonio della Diocesi. Acampa è stato l'uomo incaricato della piccola rivoluzione, divenendo bersaglio del malumore di parte del clero senese, che ha cominciato a dipingerlo come un prete più avvezzo a leggere bilanci che messali. Poi il mistero del rogo. E l'anima medievaleggiante di Siena ha riscoperto il gusto dell'intrigo. Francesco Alberti Arcivescovo Antonio Buoncristiani, arcivescovo di Siena, si è schierato al fianco di monsignor Acampa, al quale aveva affidato la gestione del patrimonio diocesano.

Torna all'inizio


Le favorite ai tempi del Cavaliere Le richieste per entrare in paradiso (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

IL POTERE delle donne è sempre passato attraverso quello degli uomini, che ne sono tuttora i veri e soli detentori. Le favorite dei re, le 'grandes horizontales' fine '800, le cinedive di Hollywood che per essere tali dovevano attardarsi sul classico sofà dei produttori, sapevano che la sola forza femminile rispetto alla sola debolezza maschile era quella del sesso: o comunque non c'erano strade diverse dell'autorevole appoggio, dalla condiscendenza, protezione, attenzione, interessamento, intervento di un uomo importante per diventare loro stesse importanti. Nel tempo le richieste di favori si sono banalizzate: dal titolo nobiliare e dal diritto di mettere il naso negli affari di stato, a gioielli, carrozze e ville, da un ferreo contratto da star per grandi film con registi celebri a, adesso, una comparsata nel luogo più buio della televisione italiana, la fiction casereccia, l'ultimo angoscioso paradiso dell'agognata facile celebrità. Dalle intercettazioni delle telefonate negli ultimi mesi del 2007 tra i protagonisti di questa storia umiliante, appare per prima cosa stupefacente che sia stato così facile, in questo caso per non poche giovani donne, mettersi direttamente in contatto con un uomo di massimo potere politico e mediatico, in quel periodo non a capo del governo ma che comunque si poteva immaginare superindaffarato sia col business che con gli avvocati che con la potente macchina per vincere le vicine elezioni (che comprendeva anche un gran lavoro per l'ingaggio di alcuni esponenti avversari). Antonella, Evelina, Elena, Eleonora, Camilla e certamente altre, sapevano di avere tutto il diritto di abusare della sua generosità e di intasargli i cellulari tempestandolo di telefonate ad ogni ora del giorno e della notte, di pretendere favori e raccomandazioni, di comportarsi da 'pazza pericolosa' o da 'frustrata assoluta', di spaventarlo con le minacce, di obbligarlo a chiedere per loro, a suoi dipendenti o a persone ansiose di compiacerlo, particine nel mare di fiction che intasano la televisione; non solo in quelle Mediaset di cui Berlusconi è direttamente padrone, ma anche in quelle della cosiddetta concorrenza, attraverso i premurosi servigi del povero Agostino Saccà, allora direttore di Rai Fiction. Ognuna di queste questuanti, come tante altre raccomandate da centinaia di altri potenti, non avevano, non hanno, almeno per ora, delle carriere folgoranti. Elena ha un suo sito ufficiale bilingue in cui racconta di essere venuta a Roma da Napoli nel 1993 e di aver partecipato al film 'Baciami Piccinà di Ciampanelli, Camilla ha un blog e ha iniziato come tronista a 'Uomini e donne', Evelina è apparsa un secondo in 'Alessandro Magnò di Oliver Stone, su una copertina di Panorama e in un 'Padre Piò televisivo; Antonella non ha lasciato grandi tracce in 'Casomaì di D'Alatri, né alcun dizionario del cinema segnala 'Balcancan' del macedone Mitrevski in cui ha iniziato la sua carriera: finalmente Saccà ottiene qualcosa e per lei si inventa un apposita particina nella superfiction Rai 'Capri'. Ma non sempre Agostino ce la fa: per quanto potente sia lui e soprattutto chi gli chiede questi modesti favori, capita che i provini delle ragazze pur raccomandate si dimostrino un tale sfacelo che registi e produttori eroicamente si ribellino all'imposizione. E tuttavia si capisce perché spesso una parte della nostra fiction pur amata dal pubblico, sia così desolata. C'è questa folla sempre più inquieta di ragazze che sarebbero belle se non fossero tutte uguali, con le stesse pettinature e le stesse boccone e gli stessi reggipetti e lo stesso sorriso privo di seduzione; per uscire dalla palude dell'intercambialità non viene loro in mente magari di studiare, la via più facile è sempre quella, l'aiutino del potente, forse con uno scambio di cortesie. Tanto capita che nessuno chieda a queste 'attrici' non si dice di saper recitare, ma neppure di essere in grado di scandire l'italiano e di esprimere anche a caso una qualsiasi emozione. (28 giugno 2008.

Torna all'inizio


<Io e de Magistris lo stesso destino. Ora più coraggio> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

L'intervista "Io e de Magistris lo stesso destino. Ora ho più coraggio" Clementina Forleo: "Abbiamo entrambi toccato i poteri forti e stiamo pagando per questo" Il gip di Milano Clementina Forleo davanti alla sezione disciplinare del Csm a palazzo dei Marescialli durante il processo, con il suo Avv. Maurizio Laudi (Ansa) MILANO È da poco terminata la seduta della commissione disciplinare del Csm. Clementina Forleo è stata assolta e il vice presidente Nicola Mancino ha rimarcato l'autonomia del Csm. Dottoressa Forleo, contenta? "Questa prima decisione mi rasserena e mi ripaga di tante amarezze e affanni di questo ultimo anno, da quando da ottimo magistrato sono diventato un cattivo magistrato ". Il primo procedimento finisce bene. "Partiva tutto da qui, quantomeno cronologicamente. Da questo procedimento sono venuti a cascata anche gli atri due in una successione immediata. Ho dovuto lottare, ma considero questa non tanto una vittoria mia personale, quanto una vittoria della giustizia". Cosa glielo fa pensare? "È stato ribadito il principio dell'uguaglianza di tutti di fronte alla legge. Un principio per cui continuerò a lottare. Costi quel che costi". I procedimenti di fronte al Csm che la riguardano sono diventati motivo di scontro politico. Crede che questo abbia influito su di essi? "Non faccio nessuna valutazione di ordine politico". Parliamo dell'assoluzione, è stata assolta. Come la interpreta? "Era la prima volta che si contestava l'abnormità di un provvedimento che, come ha spiegato bene il mio difensore Maurizio Laudi, conteneva commenti proporzionati alla importanza della vicenda. Il dottor Laudi ha dimostrato in modo brillante come quelle telefonate fossero tutt'altro che penalmente irrilevanti, così come i ruoli di D'Alema e Latorre, che all'epoca parlarono di spazzatura e di suk arabo senza che nessuno intervenisse in mia tutela. Il mio giudizio era appropriato. D'altronde i fatti giudiziari che sono seguiti, come la richiesta di utilizzo delle intercettazioni presentata dalla Procura di Milano al Parlamento europeo, confermano le mie considerazioni". Ora ci sono altri due procedimenti da affrontare. "Ho sempre avuto fiducia nella giustizia. Averne, prima o poi paga. Certo, se si ha l'onestà e la dignità per andare avanti senza cedere dinanzi a nulla, la verità viene sempre fuori. E siccome il tempo è galantuomo, spero che anche il pm Luigi de Magistris abbia giustizia". Come mai in questo momento pensa proprio a lui? "Abbiamo storie diverse ma un comune destino". Quale destino? "Credo che lo abbiano capito ormai tutti. Abbiamo entrambi toccato i poteri forti e stiamo pagando per questo". Come si sente ora? "Rincuorata. La decisione della commissione mi ha dato più coraggio. Torno a lavorare come sempre nel mio ufficio L'accusano di fare la vittima e di mancare di equilibrio. "Si da il caso che stia trovando riscontri investigativi quanto da me doverosamente denunciato alle autorità competenti, e non certo ai media, a supporto di numerose lettere minatorie e di un proiettile che ho ricevuto ". Giuseppe Guastella stampa |.

Torna all'inizio


Caso intercettazioni, <Povero Saccà>. E la sinistra diventa solidale (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

INTERCETTAZIONI "Povero Saccà". E la sinistra diventa solidale Liberazione: vita infernale e non ottiene nulla. Gentiloni: le attrici? Cattivo gusto ma fatti marginali ROMA "Solidarietà ad Agostino Saccà". In prima pagina. E non è un foglio vicino al Pdl ma si tratta di Liberazione, un "giornale comunista " come si legge sulla testata. Il tono è più che ironico, si ride sulla "vita infernale di Saccà" tra una telefonata di Berlusconi e l'altra, tra una segnalazione per la moglie di Bordon e una chiamata di Letizia Moratti. Attrici da piazzare nelle fiction. Ma molto spesso "Agostino, poveraccio, non ottiene nulla". Quasi "un povero cristo... ". Che ne dicono nel centrosinistra, per esempio nella commissione di Vigilanza? Ride Giorgio Merlo, ex Margherita: "La mia concezione politica, culturale e istituzionale è lontana mille miglia dal giustizialismo girotondino. Mi chiedo: se avessi telefonato a Saccà per suggerirgli di girare una fiction su Gigi Meroni, il primo calciatore Beat che rivoluzionò i costumi sportivi nostrani, sarebbe stato un atto criminale? Non giudico gli altri filoni... ". Concorda Fabrizio Morri, capogruppo Pd nella commissione: "Ammetto che il 99% della roba pubblicata appare abbastanza risibile, mi riferisco a tutto il comparto attrici. Saccà povero cristo? Non è una mammoletta, gestiva un budget da 400 milioni di euro". Altro capitolo, afferma Morri, riguarda "quelle telefonate che prefigurano un accordo di palinsesto tra aziende che dovrebbero essere concorrenti. Lì vedo una lesione di autonomia editoriale nel nome di un asservimento concordato" La parola a Paolo Gentiloni, ex ministro delle Comunicazioni: "Le attrici? Di certe fenomenologie del cattivo gusto non farei alcuna strumentalizzazione di natura politica perché non c'è dubbio che siano del tutto marginali, anche se sono il sintomo di un degrado. Gravissimo è invece il coinvolgimento di un membro dell'autorità garante delle Comunicazioni come Innocenzi ". Gentiloni conclude con una riflessione: "Eccolo, il pericolo di queste antologie generiche. Che non si distingua la sciocchezza dal dato molto rilevante". Molto più severo Vincenzo Vita, Pd ex Ds, che da anni si occupa di comunicazione: "Lo capisco, esistono reati più gravi di ciò che appare in quelle intercettazioni. Ma emerge comunque un quadro a tinte squallidissime, una gelatina orrenda, il contesto di una lottizzazione minore e veramente penosa che nell'immaginario collettivo deturpa il volto della tv pubblica". Anche Vita indica nel caso Innocenzi l'aspetto "più inquietante" della vicenda Saccà: "Lì si apre un problema istituzionale, si tratta di un'autorità prossima a una magistratura del proprio campo. È la riprova di un sordido intreccio Rai-Mediaset....". Conclude Giuseppe Giulietti: "Non mi appassiono al destino dell'ultima attrice da piazzare... è ininfluente. Dico che l'aspetto più grave è il sistema chiuso, non concorrenziale della tv italiana in cui dieci persone concludono accordi di cartello. E sono sempre le stesse da anni e anni. L'agenda Rai è ferma a quarant'anni fa...". P. Co. stampa |.

Torna all'inizio


Berlusconi, ecco lo <scudo> per una serena vecchiaia (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

GIUSTIZIA Berlusconi, ecco lo "scudo" per una serena vecchiaia Il governo presenta la legge sull'immunità dei presidenti A. Fab. ROMA Non c'era nell'ordine del giorno del Consiglio dei ministri di ieri ma Silvio Berlusconi l'aveva annunciato. Ed ecco lo "scudo Berlusconi". Non un decreto ma un disegno di legge, due articoli e un solo obiettivo: fermare i processi al presidente del Consiglio. E' lui l'unica delle quattro alte cariche dello stato che beneficeranno della nuova legge sull'immunità, che non si può chiamare "lodo" perché nessuna intesa con le opposizioni appare possibile. Né il presidente del senato Schifani, né il presidente della camera Fini, né il presidente della Repubblica Napolitano che è il meno entusiasta del provvedimento e che è riuscito soltanto ad evitare che il governo tentasse la via del decreto, nessuno di loro tre ha processi in corso. Berlusconi sì, con una sentenza in arrivo nel processo Mills dove lo si accusa di corruzione in atti giudiziari. Rischia sei anni di carcere e l'interdizione dai pubblici uffici. Lo "scudo", firmato dal fedele ministro della giustizia Alfano, che il Consiglio dei ministri ha approvato ieri all'unanimità inizierà la sua corsa in parlamento il 28 luglio alla camera. Data già fissata prima ancora che il governo lo presentasse ("preannunziato" è scritto nel calendario dei lavori che il presidente Fini ha fatto approvare). Così l'ultima settimana di lavoro a Montecitorio prima della pausa estiva è già blindata per essere dedicata agli affari urgenti del primo ministro, che spera di chiudere in bellezza con la legge che deve proteggerlo dalle procure approvata almeno in un ramo del parlamento. Fare prima non si poteva, perché la camera sarà impegnata con la conversione in legge del decreto sulla sicurezza, lì dove c'è un'altra norma fondamentale per il destino di Berlusconi: l'emendamento blocca processi che dovrebbe tenere ferma la sentenza Mills. Fino all'entrata in vigore dello scudo che libererà il cavaliere da ogni fastidio con la legge. Praticamente a vita se dovesse riuscirgli il salto da palazzo Chigi al Quirinale: tornerebbe ad essere processabile nel 2020, a 84 anni. Il disegno di legge approvato ieri infatti prevede che tutti i processi penali a carico di una delle prime quattro cariche dello stato "sono sospesi dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione". La sospensione non è reiterabile ma, da come è scritta la legge, solo nell'ambito della stessa carica. La sospensione è totale. "Si applica - detta il ddl - anche ai processi penali per fatti antecedenti all'assunzione della carica o della funzione". E' il caso di Berlusconi. Per i reati "funzionali", quelli commessi nell'ambito dell'esercizio della funzione, resta la procedura prevista dalla Costituzione. E per cercare di superare la bocciatura della Consulta il nuovo disegno di legge aggira i vincoli posti dalla precedente bocciatura costituzionale del "lodo Schifani". Non si parla più di "improcedibilità" ma solo di sospensione. La garanzia non è più reiterabile. L'imputato può rinunciare così che sia garantito anche in astratto il diritto di difesa. Le vittime dei reati potranno proseguire la loro azione civile. Il giudice potrà comunque acquisire prove fondamentali - per esempio interrogando l'alta carica dello stato anche se protetta dall'immunità per consentire comunque al processo di andare avanti per gli altri imputati. Infine è stato escluso dall'elenco dei beneficiari dello scudo il presidente della Corte costituzionale perché, argomentò la Consulta nel precedente giudizio, non gode di un'autorità superiore agli altri giudici costituzionali e non è un eletto dal popolo, nemmeno indirettamente (come lo sono sia il capo dello stato che i presidenti delle assemblee e persino, almeno formalmente, il capo del governo). "O faccio il premier o mi dedico ai miei processi", questi gli argomenti usati da Berlusconi ieri durante il Consiglio dei ministri per motivare i ministri - senza che ce ne fosse davvero bisogno - a licenziare con urgenza lo scudo. La fretta ha fatto scomparire dal calendario dei lavori parlamentari l'altro disegno di legge sulla giustizia, quello sulle intercettazioni. Priorità alle norme blocca processi, scudo e prima ancora decreto sicurezza. Il ministro Alfano che a dispetto degli eventi tenta ancora di presentarsi come un moderato aperto al dialogo ha detto che sul nuovo disegno di legge spera di ottenere "un ampio consenso parlamentare". Praticamente impossibile. Se Di Pietro ha subito annunciato un referendum abrogativo e ha chiamato alla piazza - l'8 luglio, con l'ex pm oltre a Beppe Grillo ci sarà almeno un pezzo del partito democratico - anche la risposta di Veltroni è stata di netta chiusura. Non sul principio, anche il Pd adesso è favorevole al fatto che quattro cittadini vengano tenuti al di sopra del principio di eguaglianza di fronte alla legge. Ma le tre condizioni poste da Veltroni per approvare lo "scudo" sono tutte irricevibili per Berlusconi: fare un disegno di legge costituzionale, renderlo applicabile solo dalla prossima legislatura e cancellare la norma blocca processi.

Torna all'inizio


"O mi vendo o rubo" Ecco la vita d'inferno dei bambini rom (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 153 del 2008-06-28 pagina 0 "O mi vendo o rubo" Ecco la vita d'inferno dei bambini rom di Giacomo Susca Baby schiavi scambiati in vista del "rendimento" sui marciapiedi delle nostre città: la fiera degli orrori. Li chiamano "topini", ma in bocca invece del formaggio hanno i soldi presi ai turisti Milano - Qualcuno ha il coraggio di chiamarli nomadi, "figli del vento", ma il lungo viaggio dai casermoni in cemento della periferia di Bucarest fino al fango delle baraccopoli italiane ormai conserva ben poco di romantico. è piuttosto una discesa agli inferi quella vissuta da almeno 50mila bambini rom, quelli cioè che nelle nostre città ci sono arrivati scivolando negli ingranaggi oliati dal racket dell'immigrazione clandestina. Per i piccoli trascinati attraverso i confini dell'area Schengen la strada verso l'Occidente, visto nello schermo della tv - ricostruiscono gli esperti di criminologia internazionale - quasi mai è una scelta, semmai una costrizione. Un debito che si sottoscrive a vita, nella speranza un giorno o l'altro di ripagarlo. Lavorando, promettono prima. Proprio così: il passaporto entra in possesso del gruppo criminale che saprà condurti a Parigi, Londra, o Roma. Non è solo una promessa in cambio di documenti, però. Il prezzo reale da corrispondere è la libertà. E succede che i nuovi schiavi hanno appena messo i denti da latte. Le baby-lucciole alla fiera dell'Est A volte, invece, "sono loro a comprarti", racconta una ragazza passata per le cure delle assistenti sociali e per le carezze delle suore del "Nocetum", periferia sud di Milano, centro di recupero convenzionato con il Comune. Terrorizzata solo al pensiero di ricordarsi il proprio nome, "perché quelli sono in giro". Quelli sono i suoi familiari: vivono ancora a duecento metri di distanza, nelle roulotte. Per lei l'Italia della pubblicità s'è rivelata un vialone dietro il Cimitero Maggiore. Le auto che sfrecciano, qualcuna che accosta e chiede "Quanto?" Risposta: "Trenta euro. Meno delle altre". Dopotutto è stata una faccenda di soldi, sin dall'inizio. Il dramma è che non è nemmeno una vicenda originale, la sua, ma come tante. I genitori l'hanno venduta a mille euro a dei lontani zii, "un affare", sarebbe a dire 100 euro ogni compleanno. L'equazione è diretta, a 10 anni sui marciapiedi di Milano sono un patrimonio destinato a moltiplicarsi. Previsione azzeccata. "Ogni notte portavo nelle tende pure 500 euro". Carne fresca a peso d'oro, come quello nascosto nelle buche del terreno o tra i denti degli sfruttatori. Dai sorrisi "che non dimentichi, che la notte riappaiono sottoforma di incubi". Business e deformazioni Nell'assurda bilancia dei profitti amministrati dai clan zingari, una mancanza può colmare un portafogli. Il traffico degli invalidi e dei mutilati è cosa ben nota alle procure di mezza Italia. A dicembre scorso i carabinieri hanno portato allo scoperto una banda, con base nella provincia di Milano, che costringeva ai semafori della metropoli bambini storpi e handicappati. Via le bende, le protesi strappate dai capi. Le deformità dovevano essere ben visibili, esposte al sole in estate e alla pioggia in inverno. L'unico braccio, teso verso i finestrini in cerca di monetine. Non bastava l'umiliazione. L'incasso, a fine giornata, non poteva scendere al di sotto dei cento euro. Altrimenti, scattavano le botte. Più forti dove le ferite e le malformazioni bruciano ancora. Eppure nessuno fuggiva, perché sennò di notte quei bimbi erano costretti a dormire all'addiaccio, peggio perfino delle catapecchie in legno e lamiera. Nessuno scappava, semplicemente perché non ci riusciva. Diceva vantandosi una madre, al telefono con un altro aguzzino, sorpresa da un'intercettazione: "Io questo pericolo non lo corro, io i miei li tengo al guinzaglio". La catena stretta al collo dei ragazzini mandati a mendicare nelle metropolitane, addirittura in mezzo allo shopping della Galleria, quando Natale è vicino e la compassione della gente è più a buon mercato. Il fiume di denaro dell'elemosina tocca i 900mila euro al mese, specie se si arrotonda il conto affidando ai più grandicelli qualche commercio delicato, come lo spaccio della droga a clienti poco più che coetanei. Uomini e topi Fanno presto a crescere i piccoli nei corridoi della Stazione Centrale di Milano. O lungo i binari di Roma Termini. E più crescono più sono rispettati, perché corrono veloci e spariscono in un niente. Infatti li hanno battezzati "piranha", o quanto meno "topini". In bocca non portano pesciolini o formaggio, ma le banconote dei turisti e dei pendolari, troppo distratti per accorgersi del gioco di prestigio. Quattrocento colpi al giorno: li hanno contati i City Angels milanesi in un giorno qualsiasi durante il via vai delle vacanze estive, cercando di persuaderli a lasciare la strada. Sembravano gradire l'interessamento. "Grazie lo stesso, preferiamo restare qui". Poi, di notte, hanno incendiato il container coi viveri e le coperte destinate ai clochard. Attorno alle squadre "in servizio" in stazione, altre di sentinelle. Sono gli stessi rom adulti a sorvegliare e coprire le spalle ai piccoli, pronti a intervenire nell'eventualità che il derubato reagisca al borseggio. Ovvio, il denaro, poi deve finire interamente nelle tasche dei capifamiglia. Gli autori degli scippi sono invece portati a indebitarsi nei confronti dei padri-padroni, a giocare d'azzardo coi dadi per comprarsi le caramelle e le figurine. Battaglia senza quartiere: a Milano, durante una retata, le forze dell'ordine si sono beccate in testa pietre e bottiglie. E comunque, "se pure riusciamo a fermarli - ammette un agente - hanno tutti meno di 14 anni. Un giro in centrale e rieccoli qua a rubare". Dagli ultimi dati del ministero di Grazia e Giustizia risultano segnalati agli uffici del servizio sociale minorile 2.424 zingarelli, il 12 per cento del totale. Alla fine sette volte su dieci scappano dalle comunità. I banchi di scuola restano un miraggio. Così tornano a dormire in mezzo ai veleni dei campi rom, discariche a cielo aperto. All'alba ricomincia la vita nel girone dantesco. L'ultimo orrore? A sette anni addestrare cani da combattimento, lottare coi pitbull nella polvere, cercando di limitare i danni dei morsi (Milano, via Idro, segnalazione di pochi giorni fa). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Di Pietro: "Abbiamo un capo del governo che fa il magnaccia" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA - Negli atti del processo napoletano ad Agostino Saccà ci sono 8.400 intercettazioni, i protagonisti sono non solo il premier ma anche altri politici e nomi che pesano e il contenuto è, si dice, ad alto contenuto erotico. Antonio Di Pietro attacca a testa bassa il premier. Tra una trebbiatura e l'altra in quel di Montenero di Bisaccia, ha fatto una conferenza stampa per dire, tra le altre cose: "Le intercettazioni che loro vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo". Forse l'ex pm sa di più e meglio circa le indiscrezioni che girano a Montecitorio e dintorni sulle centinaia di telefonate a contenuto bollente. Di certo la questione preoccupa non poco "Libero", quotidiano notoriamente vicino al premier, che da due giorni titola su quello che ha ribattezzato "il caso gnocca" mettendo le mani avanti: sta roba deve stare lontana dalla politica e guai se sono usate per provocare cataclismi e crisi politiche. Berlusconi questo lo sa e ingorgo parlamentare a parte - troppi decreti e provvedimenti già assegnati all'esame dell'aula prima della pausa estiva - farà di tutto per accellerare l'approvazione del ddl che limita il ricorso alle intercettazioni e ne vieta la pubblicazione. Ma lo sa anche il Pd visto che sia Veltroni che Minniti ieri si sono affrettati a dire che i brani delle telefonate stiano lontani dai giornali. (28 giugno 2008.

Torna all'inizio


Bambini rom, ecco la vera barbarie (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 153 del 2008-06-28 pagina 0 Bambini rom, ecco la vera barbarie di Giacomo Susca Baby schiavi scambiati in vista del "rendimento" sui marciapiedi delle nostre città: la fiera degli orrori. Li chiamano "topini", ma in bocca invece del formaggio hanno i soldi presi ai turisti Milano - Qualcuno ha il coraggio di chiamarli nomadi, "figli del vento", ma il lungo viaggio dai casermoni in cemento della periferia di Bucarest fino al fango delle baraccopoli italiane ormai conserva ben poco di romantico. è piuttosto una discesa agli inferi quella vissuta da almeno 50mila bambini rom, quelli cioè che nelle nostre città ci sono arrivati scivolando negli ingranaggi oliati dal racket dell'immigrazione clandestina. Per i piccoli trascinati attraverso i confini dell'area Schengen la strada verso l'Occidente, visto nello schermo della tv - ricostruiscono gli esperti di criminologia internazionale - quasi mai è una scelta, semmai una costrizione. Un debito che si sottoscrive a vita, nella speranza un giorno o l'altro di ripagarlo. Lavorando, promettono prima. Proprio così: il passaporto entra in possesso del gruppo criminale che saprà condurti a Parigi, Londra, o Roma. Non è solo una promessa in cambio di documenti, però. Il prezzo reale da corrispondere è la libertà. E succede che i nuovi schiavi hanno appena messo i denti da latte. Le baby-lucciole alla fiera dell'Est A volte, invece, "sono loro a comprarti", racconta una ragazza passata per le cure delle assistenti sociali e per le carezze delle suore del "Nocetum", periferia sud di Milano, centro di recupero convenzionato con il Comune. Terrorizzata solo al pensiero di ricordarsi il proprio nome, "perché quelli sono in giro". Quelli sono i suoi familiari: vivono ancora a duecento metri di distanza, nelle roulotte. Per lei l'Italia della pubblicità s'è rivelata un vialone dietro il Cimitero Maggiore. Le auto che sfrecciano, qualcuna che accosta e chiede "Quanto?" Risposta: "Trenta euro. Meno delle altre". Dopotutto è stata una faccenda di soldi, sin dall'inizio. Il dramma è che non è nemmeno una vicenda originale, la sua, ma come tante. I genitori l'hanno venduta a mille euro a dei lontani zii, "un affare", sarebbe a dire 100 euro ogni compleanno. L'equazione è diretta, a 10 anni sui marciapiedi di Milano sono un patrimonio destinato a moltiplicarsi. Previsione azzeccata. "Ogni notte portavo nelle tende pure 500 euro". Carne fresca a peso d'oro, come quello nascosto nelle buche del terreno o tra i denti degli sfruttatori. Dai sorrisi "che non dimentichi, che la notte riappaiono sottoforma di incubi". Business e deformazioni Nell'assurda bilancia dei profitti amministrati dai clan zingari, una mancanza può colmare un portafogli. Il traffico degli invalidi e dei mutilati è cosa ben nota alle procure di mezza Italia. A dicembre scorso i carabinieri hanno portato allo scoperto una banda, con base nella provincia di Milano, che costringeva ai semafori della metropoli bambini storpi e handicappati. Via le bende, le protesi strappate dai capi. Le deformità dovevano essere ben visibili, esposte al sole in estate e alla pioggia in inverno. L'unico braccio, teso verso i finestrini in cerca di monetine. Non bastava l'umiliazione. L'incasso, a fine giornata, non poteva scendere al di sotto dei cento euro. Altrimenti, scattavano le botte. Più forti dove le ferite e le malformazioni bruciano ancora. Eppure nessuno fuggiva, perché sennò di notte quei bimbi erano costretti a dormire all'addiaccio, peggio perfino delle catapecchie in legno e lamiera. Nessuno scappava, semplicemente perché non ci riusciva. Diceva vantandosi una madre, al telefono con un altro aguzzino, sorpresa da un'intercettazione: "Io questo pericolo non lo corro, io i miei li tengo al guinzaglio". La catena stretta al collo dei ragazzini mandati a mendicare nelle metropolitane, addirittura in mezzo allo shopping della Galleria, quando Natale è vicino e la compassione della gente è più a buon mercato. Il fiume di denaro dell'elemosina tocca i 900mila euro al mese, specie se si arrotonda il conto affidando ai più grandicelli qualche commercio delicato, come lo spaccio della droga a clienti poco più che coetanei. Uomini e topi Fanno presto a crescere i piccoli nei corridoi della Stazione Centrale di Milano. O lungo i binari di Roma Termini. E più crescono più sono rispettati, perché corrono veloci e spariscono in un niente. Infatti li hanno battezzati "piranha", o quanto meno "topini". In bocca non portano pesciolini o formaggio, ma le banconote dei turisti e dei pendolari, troppo distratti per accorgersi del gioco di prestigio. Quattrocento colpi al giorno: li hanno contati i City Angels milanesi in un giorno qualsiasi durante il via vai delle vacanze estive, cercando di persuaderli a lasciare la strada. Sembravano gradire l'interessamento. "Grazie lo stesso, preferiamo restare qui". Poi, di notte, hanno incendiato il container coi viveri e le coperte destinate ai clochard. Attorno alle squadre "in servizio" in stazione, altre di sentinelle. Sono gli stessi rom adulti a sorvegliare e coprire le spalle ai piccoli, pronti a intervenire nell'eventualità che il derubato reagisca al borseggio. Ovvio, il denaro, poi deve finire interamente nelle tasche dei capifamiglia. Gli autori degli scippi sono invece portati a indebitarsi nei confronti dei padri-padroni, a giocare d'azzardo coi dadi per comprarsi le caramelle e le figurine. Battaglia senza quartiere: a Milano, durante una retata, le forze dell'ordine si sono beccate in testa pietre e bottiglie. E comunque, "se pure riusciamo a fermarli - ammette un agente - hanno tutti meno di 14 anni. Un giro in centrale e rieccoli qua a rubare". Dagli ultimi dati del ministero di Grazia e Giustizia risultano segnalati agli uffici del servizio sociale minorile 2.424 zingarelli, il 12 per cento del totale. Alla fine sette volte su dieci scappano dalle comunità. I banchi di scuola restano un miraggio. Così tornano a dormire in mezzo ai veleni dei campi rom, discariche a cielo aperto. All'alba ricomincia la vita nel girone dantesco. L'ultimo orrore? A sette anni addestrare cani da combattimento, lottare coi pitbull nella polvere, cercando di limitare i danni dei morsi (Milano, via Idro, segnalazione di pochi giorni fa). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


E' rinviato a settembre il processo per spaccio (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

"THE BEACH" E' rinviato a settembre il processo per spaccio Proseguirà il 29 settembre in tribunale a Verbania il processo ai quattro imputati di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Alcuni di loro vennero arrestati nell'operazione "The Beach" condotta a termine dai carabinieri sul finire del 2006. Chiamati alla sbarra sono Tony Massimiliano Porzia, Roberto Basso, Erika Francioli e Umir Salin. Ieri in udienza - giudice Elena Stoppini, pm Fabrizio Argentieri - hanno deposto fra gli altri i carabinieri che eseguirono pedinamenti e intercettazioni. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Alberto Pelfini, Giovanni Aquino, Francesco Mora e Sabrina Cane.

Torna all'inizio


"Magnaccia", parola romanesca presente anche nei dizionari (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

E' UN TERMINE dialettale, quello utilizzato oggi da Antonio di Pietro per commentare il ruolo di Silvio Berlusconi nelle intercettazioni sul caso Saccà; ma "magnaccia" è entrato ormai nel lessico italiano, e figura anche nei dizionari. Letteralmente, significa sfruttatore, protettore di prostitute. Ma viene dal romanesco, e ha un'origine onomatopeica: il magnaccia colui che mangia (o "magna") alle spalle altrui. Mangia cioè sfruttando il lavoro di altri, in particolare delle prostitute. La traduzione italiana è protettore, ruffiano o sfruttatore e, nella versione più aulica, lenone. Come sinonimo, ma usato più al Sud, ritroviamo anche "pappone", con lo stesso identico significato, visto che significa "colui che fa (appunto) la pappa". E sempre al Sud si usa anche il termine "ricottaro", ossia quello che fa la ricotta o cresta e ottiene uindi un guadagno immeritato. Sia come sia, "magnaccia", nella sua traduzione nei dizionari inglesi, figura come "pimp". (28 giugno 2008.

Torna all'inizio


Sciolto il consorzio dell'area industriale (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

"Acaiam" il caso Decisione imposta dalla Finanziaria ai soci pubblici Serviva 40 Comuni e 11.508 imprese Sciolto il consorzio dell'area industriale GIANNI SCARPACE MONDOVI' L'Acaiam serviva 40 Comuni del Monregalese per 77.042 abitanti e 113.877 ettari di superficie, 6 comunità montane (Valli Monregalesi; Alta Val Tanaro; Valli Mongia Cevetta e Langa Cebana; parte dell'Alta Langa, della Langa delle Valli Belbo Bormida e Uzzone e della Bisalta). E ancora 11.508 imprese e 27.479 addetti. Per questi l'Acaiam ha raccolto, negli anni, oltre 10 milioni di euro di contributi regionali a tasso zero. Sono stati una ventina i Pip finanziati. L'Acaiam ha cessato di esistere ieri, intorno alle 18, quando i rappresentanti dell'Azienda consortile per l'area industriale attrezzata del Monregalese, convocati al teatro Baretti di Mondovì (c'erano 16 su 40), hanno votato per la liquidazione e lo scioglimento dell'ente, nato alla fine degli Anni Settanta. L'Acaiam aveva lo scopo di promuovere lo sviluppo industriale e artigianale del circondario di Mondovì, attraverso la realizzazione e il finanziamento di aree produttive e dei servizi collegati. Già "agonizzante", per ammissione dell'ultimo presidente, l'architetto monregalese Ezio Agosto, è stata la Finanziaria 2007 a decretarne la fine. Il provvedimento del governo stabilisce che, entro settembre, i Comuni possono far parte di un solo consorzio pubblico, esclusi quelli che si riferiscono ai servizi per acqua e spazzatura. Quasi tutti i Comuni consorziati sono già all'interno del Consorzio socioassistenziale, così la scelta è stata obbligata. L'Acaiam era l'unico consorzio di questo tipo nel Cuneese, attivo dal 1978, "a operare nell'ambito degli interventi per il riequilibrio del sistema produttivo locale e per favorire lo sviluppo delle aree economicamente più deboli", come recitava lo statuto di allora, con la partecipazione della Provincia, della Comunità montana Valli Monregalesi e di 40 Comuni del Monregalese-Cebano. Lo scopo: "intercettare" l'esigenza dei Comuni e delle aziende di fare sistema sul territorio e allo stesso tempo assicurarsi le possibilità di sviluppo grazie ai finanziamenti regionali e statali. Il consorzio, con sede a Mondovì, è stato l'unico a gestire tutti i Piani di Insediamenti Produttivi del Monregalese e del Cebano. La storia del "Pip" di Mondovì spiega che si tratta di un'area interamente finanziata con i fondi della legge regionale 9 dell'80. A Mondovì un aeroporto militare in disuso diventò la sede dove hanno trovato spazio 57 imprese. Il primo passo nel 1980: un miliardo di lire, 29 ettari di superficie, 37 lotti assegnati. A metà Anni '90 la seconda "puntata" con 2 milioni di euro. In pochi anni si è arrivati al tutto esaurito. Di questi risultati concreti hanno fruito, oltre a Mondovì, anche Ceva, Dogliani, Garessio, Niella Tanaro, Camerana, Carrù, Clavesana, San Michele, Priola, Farigliano. La Regione, su 46 milioni impegnati dall'80, ha riservato per il Cuneese 16.979.114 euro. "Abbiamo raccolto idee, difficoltà, progetti - dice Ezio Agosto, fino a ieri presidente Acaiam - . Li abbiamo fatti nostri riorganizzandoli sul territorio, perchè gli strumenti del rilancio di un'economia locale che indubbiamente ha difficoltà di organizzazione, passano attraverso un'azione coordinata". Rimane un patrimonio di studi, progetti, approfondimenti e un'indagine apprezzata da Politecnico e Unione Industriale. "Costavamo poco - conclude Agosto -: nessun impiegato, 17 mila euro di capitale sociale che sono le quote dei Comuni". Angelo Breida, sindaco di Torre Mondovì, da nove anni presidente dell'assemblea Acaiam: "Siamo stati obbligati a questo passo dalla Finanziaria e dispiace perché il consorzio era servito soprattutto ai piccoli Comuni che avevano difficoltà ad accedere a finanziamenti per le aree industriali. Ora toccherà alla Regione dirci come ottenere risorse a tasso agevolato o finanziamenti decennali. Una delle ipotesi fatte nell'assemblea conclusiva è stata di riparlare, a settembre, di una possibile associazione di Comuni che si raggruppino in tal senso".

Torna all'inizio


Legge-intercettazioni I grillini si imbavagliano (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 28-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

PROTESTA. DI FRONTE AL TRIBUNALE Legge-intercettazioni I grillini si imbavagliano "No alle leggi sulle intercettazioni telefoniche e blocca processi". Consegnando volantini in cui erano riassunti i punti principali della loro protesta, gli "amici di Beppe Grillo a Vercelli", si sono imbavagliati ieri mattina di fronte al Tribuale contro i provvedimenti emessi dal governo e a favore dei magistrati. Spiega Dario Roasio, storico esponente della sinistra vercellese, confluito adesso nei "grillini": "I nostri volantini sono stati acquisiti e protocollati anche dagli uffici del procuratore della Repubblica e del presidente del Tribunale e ciò ci ha fatto molto piacere". Nel volentino, gli "amici di Beppe Grillo" hanno sintetizzato i punti della loro protesta. Innanzitutto se la prendono contro il provvedimento che pone fine alla possibilità dei magistrati di ricorrere alle intercettazioni per reati con pena inferiore ai dieci anni. E citano i più importanti: dalla rapina all'usura, dal contrabbando al sequesto di persona dai reati sulla salute e sicurezza sul lavoro a quelli economici. Quindi nel volantino si osserva che i magistrati non potranno più spiegare ai cittadini che cosa succede durante un'inchiesta e i giornalisti saranno obbligati al silenzio. "E' un attentato - scrivono - alla democrazia e alla Costituzione".

Torna all'inizio