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– 29 giugno 2008 #TOP
IN EVIDENZA
- U.S. and Europe Near
Agreement on Private Data By CHARLIE SAVAGE. (New York Times del 28-6-2008)
Caso intercettazioni, il leader dell'Italia dei
valori attacca a testa bassa il premier. Sarebbero 8.400 le telefonate
trascritte e agli atti del processo a Saccà
ROMA - Negli atti del processo napoletano ad Agostino Saccà ci
sono 8.400 intercettazioni, i protagonisti sono non solo il premier ma anche
altri politici e nomi che pesano e il contenuto è, si dice, ad alto contenuto
erotico. Antonio Di Pietro attacca a testa bassa il premier. Tra una
trebbiatura e l'altra in quel di Montenero di Bisaccia, ha fatto una conferenza
stampa per dire, tra le altre cose: "Le intercettazioni che loro vogliono
limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia,
impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo". Replica di Paolo
Bonaiuti: "Linguaggio da osteria". Mentre l'avvocato del Cavaliere,
Nicolò Ghedini, annuncia querele. A breve giro la nuova risposta del leader
dell'Italia dei Valori. "Non non ci lasciamo intimorire".
In serata arriva anche il commento di Bossi che non sembra dare una grossa mano
al premier e contribuisce ad abbassare il tono della contesa: "Sono del parere
che è meglio che uno si faccia le donne della sinistra che i culattoni - dice
il Senatur incalzato dai giornalisti - Ma - aggiunge - bisogna stare attenti
quando si hanno delle cariche".
L'uscita di Di Pietro fa pensare che l'ex pm sappia di più e meglio circa le
indiscrezioni che girano a Montecitorio e dintorni sulle centinaia di
telefonate a contenuto bollente. Di certo la questione preoccupa non poco "Libero", quotidiano notoriamente vicino al premier, che da due giorni
titola su quello che ha ribattezzato "il caso gnocca" mettendo le
mani avanti: questa roba deve stare lontana dalla politica e guai se sono usate
per provocare cataclismi e crisi politiche.
Berlusconi questo lo sa e ingorgo parlamentare a parte - troppi decreti e
provvedimenti già assegnati all'esame dell'aula prima della pausa estiva - farà
di tutto per accellerare l'approvazione del ddl
che limita il ricorso alle intercettazioni e ne vieta la pubblicazione. Lo sa bene Enrico La Loggia, n.2
del gruppo pdl alla Camera: "La pubblicazione indiscriminata di
intercettazioni scandalistiche senza alcuna rilevanza penale che abbiamo tutti
sotto gli occhi in questi giorni, dimostra che urge una legge che disciplini
l'uso dell'intercettazione e che vieti tassativamente la loro pubblicazione.
Qualunque ritardo nel disciplinare questa materia porta inevitabilmente ad un
imbarbarimento della vita politica ed istituzionale del Paese". Se non ci
sarà in fretta una legge chiara ed univoca - aggiunge La Loggia - "il
pericolo è quello di cedere alla tentazione di certi giustizialisti di falsare
il voto di aprile espresso liberamente dai cittadini".
La replica ufficiale del Cavaliere, invece, è affidata al sottosegretario alla
presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti: "Il linguaggio rozzo e volgare
di Di Pietro - dichiara - è al di fuori della politica, riguarda soltanto
l'osteria. Ma come può un partito democratico che si definisce la nuova
sinistra accettare e seguire questa degenerazione?". Ecco invece le parole
di Nicolò Ghedini: "Del tutto evidente la portata portata diffamatoria,
che trascende di gran lunga ogni critica politica e per la quale saranno
espedite tutte le azioni giudiziarie conseguenti".
Contro Di Pietro e la "casta giudiziaria" si scaglia anche il
portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone: "I magistrati, ormai perdenti
sul piano del consenso dell'opinione pubblica, tentano un disperato e
pericoloso colpo di coda finale". Per quello che riguarda poi le
affermazioni dell'ex pm, Capezzone dichiara che "ha chiaramente passato il
segno". Per il Dc Rotondi è "un insulto gratuito".
A breve giro arriva anche la controreplica del leader dell'Idv. "Come al
solito Berlusconi", si legge in una nota, "o tenta di comprare gli
avversari, come dimostrano le intercettazioni napoletane, o tenta di
intimorirli, minacciandoli di chissà quale danno divino. Noi dell'Italia dei
Valori non ci lasciamo intimorire e continuiamo a difendere la dignità del
Parlamento in ogni sede".
Anche il Pd è abbastanza critico sulla nuova ondata di intercettazioni.
Veltroni e Minniti ieri si sono affrettati a dire che i brani delle telefonate
senza rilievo penale devono stare fuori e lontani dai giornali. Però, riflette
il prodiano Marco Monaco, "siamo al punto che abbiamo scrupoli nel dire
che il contenuto delle intercettazioni fa schifo e vergogna". Tutto ciò è
"abbastanza ipocrita".
(28 giugno 2008)
NOTIZIE CORRELATE
I verbali: «Aiuta
Ida o saranno guai» (28 giugno 2008) http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_28/pco_cddb1468-44e3-11dd-bb25-00144f02aabc.shtml?fr=correlati
La Troise e le
altre nella fiction di Tognazzi prodotta da Mediaset (28 giugno 2008) http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_28/verbali_973211b4-44e3-11dd-bb25-00144f02aabc.shtml?fr=correlati
Veltroni: «No alle
intercettazioni sui giornali. Le usino i pm» (27 giugno 2008) http://www.corriere.it/politica/08_giugno_27/veltroni_intercettazioni_dialogo_e551f8e2-445b-11dd-b2f6-00144f02aabc.shtml?fr=correlati
Le intercettazioni
Berlusconi-Saccà (26 giugno 2008) http://www.corriere.it/politica/08_giugno_26/intercettazioni_tutte_f9f653b6-439c-11dd-bb33-00144f02aabc.shtml?fr=correlati
CAMPOBASSO - Antonio Di Pietro torna
sulla questione intercettazioni attaccando duramente il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi. «Le intercettazioni che loro vogliono limitare ci
fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da magnaccia, impegnato a
piazzare le veline che parlavano troppo» ha detto il leader dell'Italia dei
Valori nel corso della conferenza programmatica del partito, a Campobasso.
«UN PADRETERNO» - «Berlusconi sta
utilizzando tutto questo tempo in parlamento per farsi le leggi che servono a
lui, soprattutto una legge che gli permette di non essere più processato, fosse
manco il Padreterno» ha aggiunto Di Pietro, parlando del «lodo Schifani»
sull'immunità alle alte cariche dello Stato. «Noi dell'Idv - ha confermato l'ex
ministro - faremo un referendum per permettere ai cittadini di abrogare questa
legge in modo che anche lui sia uguale agli altri».
«DEVO TREBBIARE» - L'ex pm ha
scherzato arrivando a Campobasso dove i giornalisti lo attendevano per una
conferenza stampa: «Dobbiamo fare subito - ha detto Di Pietro - perché dalle 6
di questa mattina sto trebbiando e devo continuare». Il leader dell'Idv ha
aggiunto: «È questa la vera notizia del giorno». In effetti poco prima
dell'arrivo di Di Pietro a Campobasso esponenti dell'Italia dei Valori di
Montenero di Bisaccia hanno riferito di averlo visto sabato mattina presto
mentre era al lavoro nel suo campo a Montenero
WASHINGTON
— The United States and the European Union are nearing completion of an agreement allowing law enforcement and security
agencies to obtain private information — like credit card transactions, travel
histories and Internet browsing habits — about people on the other side of the
Atlantic Ocean.
The
potential agreement, as outlined in an internal report obtained by The New York
Times, would represent a diplomatic breakthrough for American counterterrorism
officials, who have clashed with the European Union over demands for personal
data.
Negotiators,
who have been meeting since February 2007, have largely agreed on draft
language for 12 major issues central to a “binding international agreement,”
the report said. The pact would make clear that it is lawful for European
governments and companies to transfer personal information to the
But
the two sides are still at odds on several other matters, including whether
European citizens should be able to sue the
The
report, which lays out the progress of the talks and lists the completed draft
language, was jointly written by the negotiators from the United States
Homeland Security, Justice and State Departments, and by their European Union
counterparts. The talks grew out of two conflicts over information-sharing
after the September 2001 terrorist attacks. The
American
investigators wanted the data so they could look for suspicious activity. But
several European countries objected, citing violations of their privacy laws. Each
dispute frayed diplomatic relations and required difficult negotiations to
resolve.
American
and European Union officials are trying to head off future confrontations “by
finding common ground on privacy and by agreeing not to impose conflicting
obligations on private companies,” said Stewart A. Baker, the assistant
secretary for policy at the Department of Homeland
Security, who is involved in the talks.
“Globalization means that more and more companies are going to get caught
between
Paul
M. Schwartz, a law professor at the
“The
reason it’s a big deal is that it is going to lower the whole transaction cost
for the
But
the prospect that the agreement might lower barriers to sending personal
information to the
For
example, the two sides have agreed that information that reveals race,
religion, political opinion, health or “sexual life” may not be used by a
government “unless domestic law provides appropriate safeguards.” But the
accord does not spell out what would be considered an appropriate safeguard,
suggesting that each government may decide for itself whether it is complying
with the rule.
“I
am very worried that once this will be adopted, it will serve as a pretext to
freely share our personal data with anyone, so I want it to be very clear about
exactly what it means and how it will work,” said Sophia in ’t Veld, a member
of the European Parliament from the Netherlands who has been an outspoken advocate of privacy
rights.
The
Bush administration and the European Commission have not publicized their talks, but they referred to their progress in
a little-noticed paragraph deep in a joint statement after a summit meeting
between President Bush and European leaders in
Issued
June 10, the statement declared that “the fight against transnational crime and
terrorism requires the ability to share personal data for law enforcement,” and
called for the creation of a “binding international agreement” to aid such
transfers while also ensuring that citizens’ privacy is “fully” protected.
The
negotiators are trying to agree on minimum standards to protect privacy rights,
such as limiting access to the information to “authorized individuals with an
identified purpose” for looking at it. If a government’s policies are
“effective” in meeting all standards, any transfer of personal data to that
government would be presumed lawful.
For
example, European law sets up independent government agencies to police whether
personal data is being used lawfully and to help citizens who are concerned
about invasions of their privacy. The
About
a half-dozen issues remain unresolved, the report said. One sticking point is
what rights European citizens will have if the United States government
violates data privacy rules or takes an adverse action against them — like
denying them entry into the country or placing them on a no-fly list — based on
incorrect personal information.
European
law generally allows people who think the government has mishandled their
personal information to file a lawsuit to seek damages and to have the data
corrected or expunged. American citizens and permanent residents can generally
do the same under the Privacy Act of 1974, but that statute does not extend to
foreigners.
The
Bush administration is trying to persuade the Europeans that other options for
correcting problems are satisfactory, including asking an agency to correct any
misinformation through administrative procedures. For now, the European Union
is holding to the position that its citizens “require the ability to bring suit
in
But
the Bush administration does not want to make such a concession, in part
because it would require new legislation. The administration is trying to
achieve an agreement that would not require Congressional action, Mr. Baker
said.
David
Sobel, a senior counsel with the Electronic Frontier Foundation, a nonprofit
organization dedicated to data-privacy rights, said the administration’s
depiction of the process of correcting mishandled data through agency
procedures sounds “very rosy,” but the reality is that it is often impossible,
even for American citizens, to win such a fight.
Officials
said it remains unclear when the agreement can be completed. But there are
several pressures encouraging negotiators to sprint to the finish.
Bush
administration officials say they would like to resolve the problem before they
leave office next January. If the agreement does not require legislative
action, Mr. Bush could complete it with a signature.
European
officials may have an easier time securing its approval now, before the
European Union completes proposed changes. Member nations now ratify such
accords, but the changes would hand ratification power to the European
Parliament, which has been skeptical of American antiterrorism policies. The
report says Europeans intended to wait until 2009 after the planned completion
of the reforms to finish it. But the changes are now facing likely delay after
Irish voters rejected them in a referendum this month.
In
addition, businesses that operate on both sides of the
“This
will require compromise,” said Peter Fleischer, the global privacy counsel for
Google. “It will require people to agree on a framework that balances two
conflicting issues: privacy and security. But the need to develop that kind of
framework is becoming more important as more data moves onto the Internet and
circles across the global architecture.”
·
Articoli
Intercettazioni (79)
La
<pazza pericolosa>, la frustrata e i ruoli di serie B
( da "Corriere.it"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
fuori già nella
prima tornata di intercettazioni, in condominio con Elena Russo, Eleonora
Gaggioli, Camilla Ferranti ed Evelina Manna che, ritirata in ballo pure lei
("Telefonatele, è in uno stato di frustrazione assoluta", si
raccomanda Berlusconi con il produttore Guido de Angelis), sbotta così:
"Quello che dice il presidente del Consiglio al telefono come faccio a
controllarlo?
Berlusconi:
un regime, ma non mollerò ( da "Corriere.it"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
diffusione
delle intercettazioni con Saccà chiude le ultime vie di mediazione Berlusconi:
un regime, ma non mollerò L'ira del Cavaliere: andrebbe usato il napalm su chi
dà in pasto conversazioni private senza rilevanza penale "A Strasburgo,
tra i miei colleghi europarlamentari, ho avvertito un senso di stupore e di
sconcerto quando abbiamo iniziato a esaminare gli atti del caso Unipol"
Lo
sfogo di Saccà: è una farsa Sulle attrici ho detto no a tutti
( da "Corriere.it"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Veniamo alle
intercettazioni, Saccà. Perché per Berlusconi la signorina Antonella Troise era
diventata "pericolosa"? "Veramente non saprei... Però so che la
Troise non ha lavorato in Rai. Questo è il punto, questo è il punto! Ho sempre
applicato regole rigorosissime.
Costanzo,
Urbani, Landolfi e Mastella <Ecco perché chiamammo Saccà>
( da "Corriere.it"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
La nuova
bufera intercettazioni Costanzo, Urbani, Landolfi e Mastella "Ecco perché
chiamammo Saccà" Maurizio Costanzo "Brigitta Boccoli? Non la
conosco" ROMA "Scusate, signori, dove si sostanzia il reato di
segnalazione? Perché un uomo di spettacolo come me non potrebbe spiegare a un
altro uomo di spettacolo come Saccà che un'attrice è brava?
Veltroni:
<Intercettazioni? I magistrati le usino, ma non siano pubblicate>
( da "Corriere.it"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Intercettazioni?
I magistrati le usino, ma non siano pubblicate" Il segretario Pd:
"Bisogna salvaguardare la privacy dei cittadini, che è un valore"
Walter Veltroni ROMA - I magistrati devono essere liberi di compiere
intercettazioni telefoniche, purché non finiscano sulla stampa danneggiando la
privacy: è la posizione di Walter Veltroni,
Berlusconi,
sì all'immunità - roma ( da "Repubblica, La"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Intercettazioni,
bufera sull'Agcom Berlusconi, sì all'immunità Disegno di legge per le alte
cariche. Veltroni: opposizione dura ROMA Sono saliti sul Colle prima l'uno poi
l'altro. Quasi dandosi il cambio. Bussa Angelino Alfano, il Guardasigilli.
Blitz
del governo, passa il lodo alfano - silvio buzzanca
( da "Repubblica,
La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Fra frizzi e
lazzi - "State zitti: sto parlando al telefono, altrimenti non possono
intercettarmi" - il Cavaliere ha portato all'esame del Cdm un testo
composto da un solo articolo e otto commi. E lo ha anche votato, senza lasciare
la sala dove si riuniscono i ministri. Malgrado la norma lo favorisca. I
ministri tutti d'accordo.
Sull'immunità
destra in testacoda nel '93 fulmini da fini e bossi - francesco bei
( da "Repubblica,
La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
di
sostanziare le proprie indagini attraverso quei riscontri ottenibili solamente
mediante perquisizioni domiciliari e intercettazioni telefoniche". E
quindi, concludeva il comunicato di via Bellerio, "auspichiamo una
maggiore decisione nell'abolizione di privilegi che non trovano oggigiorno
altra giustificazione se non un corporativo interesse di casta". (Ansa, 29
ottobre 1993).
L'amaca
- michele serra ( da "Repubblica, La"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
da tutta la
vicenda delle intercettazioni Rai viene fuori piuttosto un altro
"scandalo", che rischia di rimanere insabbiato sotto la greve cipria
del gossip erotico. Lo scandalo è che una caterva di politici telefonano a
Saccà e altri boss della televisione per blaterare di palinsesti, generi
televisivi, fiction, recitazione.
Eur,
stop al "metrò leggero" - carlo alberto bucci
( da "Repubblica,
La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
intercetta i
pendolari di Ostia (altro parking di scambio per i pendolari) e, correndo al
centro della Cristoforo Colombo, arriva fino al Laghetto dell'Eur e alla
fermata della metro B. Una rete - più che una linea, poiché comprende altre
tratte minori ma correlate - che è frutto di una difficoltosa gestazione.
Colpo
al racket dei transessuali - gabriele isman
( da "Repubblica,
La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
intercettazioni
telefoniche, scattate dopo la denuncia. "Se non paga, fatela
sloggiare", "L'ammazzo di botte": con frasi di questo tipo il
gruppo parlavano dei trans e delle prostitute sotto ricatto. E a ogni mossa dei
carabinieri, aumentava il numero delle vittime accertate: dalla denuncia del
settembre scorso alle prostitute trovate nelle perquisizioni nei due
appartamenti si
La
raccomandazione fallita e i poteri magici di letizia - antonio dipollina
( da "Repubblica,
La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Siccome
saranno le ultime intercettazioni che si potranno visionare, meglio incassare
il dato che riguarda l'algida, efficiente, impeccabile sindaco Letizia Moratti.
Che nel pieno delle mission impossibili nelle quali si immerge ogni giorno,
senza peraltro prendere una minima piega, quella volta alzò il telefono e
chiamò il suo ex-sottoposto Agostino Saccà,
Boss
in libertà, processo rinviato e scoppia la guerra tra i giudici
( da "Repubblica,
La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
nel momento
in cui un processo entrano le intercettazioni, dovrebbero entrare soltanto
quelle rilevanti e questo dovrebbe stabilirlo l'autorità deputata". Per
Infantini va cambiata la struttura del processo, selezionando il materiale
relativo alle intercettazioni. E, mentre prepara la risposta scritta da
consegnare nelle mani del procuratore generale Riccardo Dibitonto,
"fitto
smetta di attaccare i magistrati" - mara chiarelli
( da "Repubblica,
La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
copia di
tutte le intercettazioni dell'indagine. Al diniego del giudice, basatosi su una
questione procedurale, aveva replicato sulle pagine dei giornali, annunciando
persino una denuncia nei confronti degli uffici giudiziari di Bari "che
all'epoca erano gli unici depositari di conversazioni estranee all'ordinanza,
per verificare le responsabilità relative alla illecita diffusione"
L'anm:
fitto, basta attacchi ( da "Repubblica, La"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
aveva dato
copia integrale delle intercettazioni del processo. "Percorrere la via
giurisdizionale - ammonisce l'Anm - rappresenta la più ampia tutela per indagati
o imputati, soprattutto se rivestono incarichi istituzionali". Si evita
"il rischio che un diverso comportamento sia avvertito come un tentativo
di ledere l'indipendenza della magistratura e di delegittimare i
magistrati"
Barletta,
scandalo a luci rosse manette alla "signora della notte" - giovanni
di benedetto ( da "Repubblica, La"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
i carabinieri
intercettano alcune telefonate tra i componenti di un clan e alcune prostitute.
Emerge che alcuni clienti erano disposti a pagare fino a 400 euro "a
botta" come scrive il gip del tribunale Francesco Zecchillo nell'ordinanza
di custodia cautelare, "clienti di un certo livello", si legge nei
verbali, "dai diversificati e coloriti appetiti sessuali"
Nani,
telefoni e ballerine ( da "Unita, L'"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
telefoni e
ballerine Roberto Cotroneo Intercettazioni Rilevanza penale: da accertare. Vero
voyeurismo: certo. Eppure è tutto molto interessante per capire cosa succede in
questo Paese. In pratica: visto che le hanno messe on line le telefonate di
Saccà con Berlusconi, e poi con i produttori, con le attrici e con i
consiglieri di amministrazione,
Forleo
assolta, non ha commesso illeciti Caso Unipol, la disciplinare del Csm la
salva. La gip: Ripaga avere fiducia nella giustizia
( da "Unita,
L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
ordinanza con
cui aveva chiesto al Parlamento l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni
di sessantotto telefonate, disposte nell'ambito della inchiesta Unipol-Bnl,
nelle quali comparivano anche sei parlamentari (gli esponenti del Pd Massimo
D'Alema, Piero Fassino e Nicola Latorre, nonché Luigi Grillo, Romano Comincioli
e Salvatore Cicu del centrodestra).
Veltroni:
i problemi del Paese messi in un angolo Ma il premier tira dritto: La gente è
con me, se pensano di fermarmi sbagliano
( da "Unita,
L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
sennò non mi
intercettano bene.". Secondo Veltroni invece i magistrati possono fare
"tutte le intercettazioni che ritengono necessarie ai fini dell'indagine,
purché non finiscano sui giornali" in una violazione della privacy. Anche
per l'Udc il doppio scudo "compromette il dialogo sulle riforme", e
per Casini non è uno scandalo l'immunità,
Il
potere al telefono per l'ultima divetta Il circo Barnum della gnocca
( da "Unita,
L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Il problema
che mi interessa in questa cosa non è se sia giusto o no pubblicare queste
intercettazioni. Obbiettivamente pare un po' di origliare dietro una porta. Il
problema è il contenuto. Ma può il capo dell'opposizione, ex presidente del
consiglio dei ministri telefonare per (aspettate che mi rileggo il nome se no
non mi entra in testa), Antonella Troise?
Intercettazioni
la mortificazione di Fede ( da "Unita, L'"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
ha sostenuto
che si sono intercettate persone che non c'entrano niente e che non sono
indagate. Falso, non sono state intercettate persone non indagate, ma solo i
telefoni di Saccà, su ordine della magistratura per un'indagine per corruzione,
quindi tutto legittimo. La stampa fa solo il suo mestiere (finché potrà), le
pubblica e scoperchia un sottobosco schifoso.
La
famiglia Orlandi crede nella supertestimone Gli inquirenti vanno avanti.
Ascoltato l'ex Nar Carminati che ha negato il coinvolgimento della Banda della
Magliana ( da "Unita, L'"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Tra questi
una serie di intercettazioni degli anni ottanta ritenute attendibili. Due in
particolare, quelle delle chiamate arrivate ai genitori di Emanuela Orlandi
nell'estate del 1983 e con le quali venivano comunicate le modalità per il
recupero del tesserino del corso di musica della giovane ed una sua lettera in
cui diceva di stare bene.
IL
GARANTISMO? UNA RELIGIONE ( da "Giornale.it, Il"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Da colpire in
ogni modo: pubblicazione di intercettazioni, squadrismo mediatico su falsi
problemi, dubbi insinuati come verità o comportamenti privati di nessuna
rilevanza elevati al rango di reati. Così, per vedere l'effetto che fa. Così,
per far passare il messaggio: " se ne scrivono, qualcosa avrà pur
fatto" (.
GARANTISTI.
A ROMA E GENOVA ( da "Giornale.it, Il"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
immondizia
delle intercettazioni. Vi rivelo un piccolo retroscena. Qualche giorno fa,
Massimiliano Morettini, uno degli indagati per Mensopoli, mi ha chiamato
ringraziandomi per l'onestà e la correttezza garantista della linea del
Giornale. Noi, politicamente, a Morettini non abbiamo mai fatto nessuno sconto:
non sul G8,
<Lo
scudo? Scelta politica> ( da "Giornale.it, Il"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Troppe
controversie sono già aperte tra il Palazzo e le toghe: dal provvedimento sulle
intercettazioni a quello sospendi-processi, fino agli attacchi del premier
Silvio Berlusconi ai magistrati politicizzati, per i quali l'Anm ha chiesto di
incontrare il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Calma, dunque,
giudizio sospeso.
Indagini
scomode sui Ds Forleo assolta dal Csm ma rischia il trasferimento
( da "Giornale.it,
Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
le
intercettazioni telefoniche dei parlamentari diessini Massimo D'Alema, Piero
Fassino e Nicola La Torre. Ieri il Consiglio superiore della magistratura
spazza via due anni di accuse roventi lanciate contro il magistrato da una
parte del mondo politico, raccolte e fatte proprie dalla Procura generale della
Cassazione che aveva chiesto la censura e il trasferimento della Forleo.
Nonostante
i dubbi Napolitano firmerà ( da "Giornale.it, Il"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Certo, il
passo avanti che ha compiuto la maggioranza ritoccando il lodo è considerato
troppo timido per riuscire a rasserenare il clima, avvelenato ancora di più
dalle ultime intercettazioni. Ma la mediazione del Colle continua. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Berlusconi
scherza sulle cimici Poi rilancia: <Parlerò agli italiani>
( da "Giornale.it,
Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Berlusconi
torna sulle intercettazioni pubblicate da L'Espresso. "Una vergogna",
ripete in Consiglio dei ministri. "Una vergogna - spiega - che però farà
aprire gli occhi agli italiani perché in quelle conversazioni non c'è
assolutamente nulla". E che le intercettazioni non debbano finire sui
giornali lo pensa anche Veltroni,
E
il Pm Ingroia cerca consensi all'assemblea Sd
( da "Giornale.it,
Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
limiti alle
intercettazioni telefoniche. Fino all'uso dell'esercito per contrastare la
criminalità. "Noi stessi non ce ne rendiamo conto - ha spiegato ai
militanti del partito a sinistra del Pd - perché stiamo passando di
assuefazione in assuefazione, ma siamo ben al di là della legislazione
d'assedio all'informazione libera e all'indipendenza della magistratura degli
anni passati,
<O
mi vendo, o devo rubare> La vita d'inferno dei bimbi rom
( da "Giornale.it,
Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
sorpresa da
un'intercettazione: "Io questo pericolo non lo corro, io i miei li tengo
al guinzaglio". La catena stretta al collo dei ragazzini mandati a
mendicare nelle metropolitane, addirittura in mezzo allo shopping della
Galleria, quando Natale è vicino e la compassione della gente è più a buon
mercato.
Sarà
riesumato e portato al cimitero il corpo del boss sepolto in chiesa
( da "Giornale.it,
Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Tra questi
una serie di intercettazioni degli anni '80 ritenute attendibili. Si tratta di
due chiamate arrivate ai genitori di Emanuela Orlandi nell'estate del 1983 e
con le quali venivano comunicate le modalità per il recupero del tesserino del
corso di musica e una sua lettera in cui diceva di stare bene.
(segue
dalla copertina) dal nostro inviato
( da "Repubblica,
La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Ci si occupa
di intercettazioni - dice Nicola Torri, 24 anni, chimico di Rimini - di
impunità del potere e di federalismo fiscale. Parlamento e sindacati
dimenticano che quando potremo pensare al matrimonio e a una famiglia, sarà
troppo tardi". Perché una società vecchia, ancora organizzata per un
mercato interno, ma consegnata anche economicamente nelle mani dei giovani,
Matrix,
cronaca tutta l'estate ( da "Repubblica, La"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Prossima
puntata: intercettazioni telefoniche Matrix, cronaca tutta l'estate "è
incomprensibile che l'approfondimento chiuda, per di più dopo una stagione di
polemiche forti su giustizia e sicurezza. A questo punto la gente immagina
Travaglio e Schifani in vacanza insieme, o magari Floris con la
Prestigiacomo".
Quelle
richieste al cavaliere per entrare in paradiso - (segue dalla prima pagina)
natalia aspesi ( da "Repubblica, La"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
intercettazioni
delle telefonate negli ultimi mesi del 2007 tra i protagonisti di questa storia
umiliante, appare per prima cosa stupefacente che sia stato così facile, in
questo caso per non poche giovani donne, mettersi direttamente in contatto con
un uomo di massimo potere politico e mediatico, in quel periodo non a capo del
governo ma che comunque si poteva immaginare superindaffarato
L'allarme
di ingroia "con quelle leggi è il deserto del diritto" - umberto
rosso ( da "Repubblica, La"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Decreto per
fermare le intercettazioni? "Non mi pare affatto che siano queste le
emergenze. A Palermo, fra un mese, saremo costretti a fermare le
intercettazioni. Ma non quelle per le veline. Quelle contro la mafia, quelle
che hanno portato in galera Riina e Lo Piccolo.
Unipol,
il csm assolve la forleo - davide carlucci
( da "Repubblica,
La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
eventuale
iscrizione nel registro degli indagati dei parlamentari intercettati - oltre a
D'Alema e Latorre anche l'allora segretario dei Ds Fassino e tre deputati di
Forza Italia, Cicu, Comincioli e Grillo - era rinviata a dopo: le
intercettazioni non erano utilizzabili senza il placet del parlamento. Stessa
linea del gip, ma se i pm non hanno fatto valutazioni, "la Forleo,
Clementina
trattiene le lacrime "prima o poi la giustizia trionfa"
( da "Repubblica,
La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
bensì dei
contenuti di quelle intercettazioni, dialoghi da stomaco forte, come li chiama
Cordero...". Affondo finale in un'udienza che per la Forleo poteva anche
essere una caporetto, come per il procedimento sul presunto
"complotto" ai suoi danni da lei denunciato, sul quale la prima
commissione del Csm ha già dato la sua indicazione,
E
saccà spiegò i conti rai a berlusconi
( da "Repubblica,
La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Espresso ieri
sono state rese disponibili le versioni audio di altre intercettazioni ? dopo
quelle diffuse giovedì ? disposte dalla procura di Napoli nell'inchiesta per
corruzione nella quale sono indagati Silvio Berlusconi e Agostino Saccà. Ne
pubblichiamo alcuni brani. I CONTI RAI A BERLUSCONI Agostino Saccà (S),
all'epoca direttore della Fiction Rai, chiama Giuliano Urbani (U),
Intercettazioni
e fiction l'agcom richiama innocenzi - aldo fontanarosa
( da "Repubblica,
La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
pubblicare le
intercettazioni: "Noi - dice Walter Veltroni, leader del Pd - siamo perché
i magistrati facciano tutte le intercettazioni utili ai fini delle indagini. Ma
queste poi non devono finire sui giornali. La riservatezza dei cittadini è un
valore". Base di partenza per nuove regole - aggiunge Anna Finocchiaro -
dovrebbe essere il disegno di legge Mastella che salvaguarda tre cose:
"chi
si scandalizza mi fa ridere l'italia è corrotta, lo sanno tutti" - silvia
fumarola ( da "Repubblica, La"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Signora Di
Benedetto, le intercettazioni raccontano un paese che vive di raccomandazioni e
intrallazzi. "L'Associazione nazionale magistrati ha condannato questa
diffusione deprecabile delle intercettazioni e l'uso strumentale che se ne
fa... Ma poi, i giornali importanti che vanno dietro a queste cose.
STRATEGIA
DELLA FRETTA ( da "Stampa, La"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
indomani
della pubblicazione delle nuove intercettazioni telefoniche sul caso Saccà-Rai
in cui è coinvolto, e dopo due settimane di scontri e polemiche sulla
giustizia, che rievocano il clima della legislatura 2001-2006 e la stagione
delle "leggi ad personam". Anche senza cedimenti, di cui peraltro il
presidente del consiglio non ha alcuna intenzione,
Il
Governo vara l'immunità per le quattro più alte cariche
( da "Sole
24 Ore, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
inchiesta
Unipol e alle intercettazioni di alcuni parlamentari, tracui Massimo D'Alema
ePiero Fassino. u pagina 15 La Lombardia smaltirà spazzatura campana La giunta
regionale lombarda accoglierà la spazzatura napoletana. Sarà la multiutility
A2A a smaltire parte delle 7mila tonnellate di rifiuti in arrivo in Lombardia.
C'è
il Lodo, si punta all'accordo ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
delle
intercettazioni che lo riguardano, pubblicate dall'Espresso, aveva perorato la
causa del Lodo con la "necessità " di mettere al riparo da
"processi di parte" chi ha "responsabilità di governo o
istituzionali". E aveva fatto riferimento alle sue vicende personali: i
tanti processi "subìti" e l'"innocenza" più volte
riconosciuta.
Caso
Unipol, il Csm assolve il Gip Forleo
( da "Sole
24 Ore, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
uso di
intercettazioni che riguardavano alcuni parlamentari,tra cui gli esponenti del
Pd Massimo D'Alema e Piero Fassino, nell'ambito dell'inchiesta Unipol.
"Avere fiducia nella giustizia prima o poi paga", ha commentato la
Forleo, per la quale il rappresentante della Procura generale della Cassazione,
Federico Sorrentino,
Un
altro blitz alla clinica Santa Rita <Inutili quelle protesi agli anziani>
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
il Gip
Micaela Serena Curami riporta un passo di un'intercettazione nella quale
Arabella Galasso, dirigente dell'equipe di ortopedia, indagata per truffa,
riferendosi a Francesco Paolo Pipitone, il 75enne notaio in pensione, diceva
che l'anziano padre-padrone della clinica "se prende una macchina da
guerra come Scarponi.
Forleo
assolta dal Csm Non sarà trasferita
( da "Manifesto,
Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
epoca delle
intercettazioni D'Alema era deputato europeo) ma non costituiva "un
illecito disciplinare". Respinta dunque la richiesta del sostituto pg di
Cassazione Federico Sorrentino che premeva per la "censura" e il
trasferimento d'ufficio sostenendo che l'ordinanza inviata al parlamento
conteneva "un abnorme e non richiesto giudizio anticipato"
<Povero
Saccà>. E la sinistra diventa solidale
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
più gravi di
ciò che appare in quelle intercettazioni. Ma emerge comunque un quadro a tinte
squallidissime, una gelatina orrenda, il contesto di una lottizzazione minore e
veramente penosa che nell'immaginario collettivo deturpa il volto della tv
pubblica". Anche Vita indica nel caso Innocenzi l'aspetto "più
inquietante" della vicenda Saccà: "Lì si apre un problema
istituzionale,
ANTICIPAZIONI
( da "Manifesto,
Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
IMMUNITÀ Dal
governo via libera al ddl salva Berlusconi PAGINA 4 INTERCETTAZIONI Unipol, il
Csm dà ragione a Clementina Forleo PAGINA 4 PARTITO DEMOCRATICO D'Alema va a
sinistra, ma Veltroni non lo sa PAGINA 6/7 ECONOMIA Il petrolio sale alle
stelle. Mutui, allarme di Draghi PAGINA 8 INTERVISTA Evo Morales contro
l'Europa Per il presidente della Bolivia la direttiva Ue sui rimpatri è "
Il
Csm assolve la Forleo: corretta su Unipol
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
corretta su
Unipol Politici intercettati, il Pg chiedeva il trasferimento del magistrato.
Mancino: autonomia dimostrata Per motivare la richiesta di uso delle
intercettazioni il gip ipotizzò una "procedibilità penale" per
D'Alema e Latorre MILANO - Non andò oltre i suoi doveri di giudice Clementina
Forleo quando definì i parlamentari,
Politica
e tv L'inchiesta ( da "Corriere della Sera"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5
categoria: BREVI Politica e tv L'inchiesta \\ La pubblicazione delle
intercettazioni è la chiara dimostrazione di un accanimento politico teso a
sovvertire l'esito delle elezioni Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 3
La Nota di M... ( da "Corriere della Sera"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
E le
intercettazioni hanno effetti controversi sull'opinione pubblica. La resa dei
conti, dunque, potrebbe riservare sorprese. Ma la lacerazione che si crea
accentua tensioni non solo istituzionali. è una rissa nella quale si smarriscono
le responsabilità, e diventano palpabili i danni.
<Sono
una vittima Urbani trasparente>
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
protesta Ida
Di Benedetto, produttrice e autrice citata in alcune intercettazioni. "Di
questa storia - sottolinea - sono una vittima. Il problema, forse, è che Urbani
(consigliere Rai e suo compagno, ndr) è una persona trasparente, senza macchia
e io vengo usata come oggetto, anche se da trent'anni faccio questo
mestiere".
La
Troise e le altre nella fiction di Tognazzi
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Attrice non
protagonista anche Ida Di Benedetto, pure lei finita nelle intercettazioni
assieme al suo compagno Giuliano Urbani. Altro nome, stavolta in via indiretta,
quello di Francesco Venditti. Non recita nella fiction ma la sceneggiatura è
opera della mamma, Simona Izzo, e la regia del marito di lei, Ricky Tognazzi.
Curzi
<pentito>: abbiamo sbagliato a sospenderlo
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
certo tipo di
intercettazioni siamo tutti portati a scherzare. Se io dirigessi un giornale,
non pubblicherei mai molto di quel materiale. Roba privata. Il vero punto è che
esce un'Italia in cui tutti siamo amici, ai vertici. Dalla destra alla
sinistra". C'è però Saccà che parla bene di Minoli a Silvio Berlusconi e
tenta di farlo nominare direttore generale al posto di Claudio Cappon.
Veltroni:
no alle intercettazioni sui giornali
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
dal caso
Mills alla vicenda intercettazioni: "Ma che dovrei fare? O ci si difende,
o si lavora e si governa. E questa roba delle intercettazioni è una vergogna da
fermare". Per poi concludere, minaccioso: "Per ora non faccio la
conferenza stampa. Ma vi assicuro che prima o poi dirò tutto quello che so sui
magistrati".
5
I ( da "Corriere della Sera"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5
categoria: BREVI 5 I mesi Tra giugno e ottobre 2007 vengono effettuate le
intercettazioni 2 Le lettere Contengono l'atto d'accusa disciplinare contro
Saccà.
<Si
parlava dell'addio di Cappon Ma poi sono stato io la vittima>
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Cosa pensa
delle intercettazioni pubblicate? "Penso ciò che scrive con ironia Liberazione.
Se le intercettazioni sono quelle, e magari avremo a che fare con le carte
ancora per vent'anni, c'è solo da sorridere. E da riflettere sull'indubbia
professionalità di un Saccà che, resistendo a mille sollecitazioni, ha
realizzato prodotti vincenti.
Il
premier: uno scandalo. Ma il provvedimento slitta
( da "Manifesto,
Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
INTERCETTAZIONI
SACCÀ Il premier: uno scandalo. Ma il provvedimento slitta "Una vergogna da
fermare a tutti i costi". Silvio Berlusconi non si riferiva al contenuto
delle sue telefonate con l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, ma al
fatto che quelle telefonate oggetto di un'inchiesta che lo coinvolge siano
state pubblicate dal settimanale "
Intercettazioni
Unipol Il Csm assolve la Forleo ( da "Corriere della Sera"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
decisione che
dimostra indipendenza Intercettazioni Unipol Il Csm assolve la Forleo MILANO -
La sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura ha assolto
Clementina Forleo. Secondo l'organo di autogoverno dei giudici, la gip milanese
non è venuta meno ai suoi doveri quando, nella sua ordinanza di fine luglio
2007, definì sei parlamentari non indagati (
Alfano
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
non si può
passare la vita ad intercettare veline". Un botto. E sia chiaro, Casson è
inflessibile sull'autonomia delle toghe, si trova in "disaccordo" con
Luciano Violante, secondo cui in Italia esiste solo formalmente
l'obbligatorietà dell'azione penale. Ed è contrario alla reintroduzione
dell'immunità parlamentare.
Black
out di cronaca sui potenti ( da "Manifesto, Il"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
anche se un
po' in ritardo nel calendario dei lavori parlamentari, è quella sulle
intercettazioni che il governo vuole fare approvare così com'è o persino
peggiorare di fronte agli ultimi fatti di cronaca. Prevede il divieto assoluto
di pubblicazione di tutti gli atti di indagine fino a che non sia iniziato il
pubblico dibattimento.
<Io
e de Magistris lo stesso destino Ora ho più coraggio>
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
come la
richiesta di utilizzo delle intercettazioni presentata dalla Procura di Milano
al Parlamento europeo, confermano le mie considerazioni". Ora ci sono
altri due procedimenti da affrontare. "Ho sempre avuto fiducia nella
giustizia. Averne, prima o poi paga. Certo, se si ha l'onestà e la dignità per
andare avanti senza cedere dinanzi a nulla,
Politica
e tv Il caso ( da "Corriere della Sera"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
REDAZIONALE
Politica e tv Il caso Intercettazioni, i giornalisti vanno in piazza La
protesta Giornalisti in piazza oggi a Venezia per la prima manifestazione
pubblica contro il ddl del governo sulle intercettazioni. L'iniziativa è
promossa dall'Unione nazionale cronisti italiani, d'intesa con Fnsi e Ordine
dei giornalisti.
Casson
e i dubbi sulle toghe: così ricreano il Caimano
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Così come
siamo in procinto di presentare un pacchetto sulle intercettazioni con norme
più restrittive che ne impediscano la divulgazione". Ecco l'altro terreno
di scontro, "l'ennesima prova del complotto di giudici sovversivi"
secondo il Cavaliere, che si sente oggi circondato dalle procure di Milano e
Napoli.
ULTIM'ORA
( da "Manifesto,
Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Il dittatore
lo ha salutato dicendo: "Ciao, Muhammar". Lodo Schifani, verranno
prese le impronte digitali alle quattro alte cariche dello stato. Veltroni:
"Le intercettazioni vanno pubblicate solo se non sputtanano".
L'Arabia Saudita aumenta la produzione di Ezio Greggio.
<Aiuta
Ida o saranno guai> <I capi? Due mezze calzette>
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Due mezze
calzette" MILANO - Ecco alcune delle intercettazioni messe online sul sito
dell'"Espresso". L'ex ministro della Cultura Giuliano Urbani chiama
l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà e gli chiede un aiuto per dei
progetti che coinvolgono la sua compagna Ida Di Benedetto, ex attrice e ora
produttrice (17 giugno 2007).
Fava:
<Noi mai nel Pd> All'assemblea il pm Ingroia
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
All'assemblea
c'è anche Antonio Ingroia, magistrato a Palermo, che attacca le leggi su
intercettazioni e sospensione dei processi: "Creano un baratro tra
giustizia e cittadini". Poi precisa: "Sono stato invitato e avrei
accettato un invito anche da un partito di maggioranza".
E
il superbanchiere difende il monsignore
( da "Corriere
della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
intercettazioni
che millantano pressioni ad alto livello. E se la politica tace, quasi timorosa
nel metter bocca in un tale vespaio, in tribunale l'asse tra Pd e Curia, sulla
quale si reggono gli equilibri della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, trova
una sua plastica riproduzione nella figura di Giuseppe Mussari,
Le
favorite ai tempi del Cavaliere Le richieste per entrare in paradiso
( da "Repubblica.it"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
intercettazioni
delle telefonate negli ultimi mesi del 2007 tra i protagonisti di questa storia
umiliante, appare per prima cosa stupefacente che sia stato così facile, in
questo caso per non poche giovani donne, mettersi direttamente in contatto con
un uomo di massimo potere politico e mediatico, in quel periodo non a capo del
governo ma che comunque si poteva immaginare superindaffarato
<Io
e de Magistris lo stesso destino. Ora più coraggio>
( da "Corriere.it"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
come la
richiesta di utilizzo delle intercettazioni presentata dalla Procura di Milano
al Parlamento europeo, confermano le mie considerazioni". Ora ci sono
altri due procedimenti da affrontare. "Ho sempre avuto fiducia nella
giustizia. Averne, prima o poi paga. Certo, se si ha l'onestà e la dignità per
andare avanti senza cedere dinanzi a nulla,
Caso
intercettazioni, <Povero Saccà>. E la sinistra diventa solidale
( da "Corriere.it"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
INTERCETTAZIONI
"Povero Saccà". E la sinistra diventa solidale Liberazione: vita
infernale e non ottiene nulla. Gentiloni: le attrici? Cattivo gusto ma fatti
marginali ROMA "Solidarietà ad Agostino Saccà". In prima pagina. E
non è un foglio vicino al Pdl ma si tratta di Liberazione, un "giornale
comunista " come si legge sulla testata.
Berlusconi,
ecco lo <scudo> per una serena vecchiaia
( da "Manifesto,
Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
quello sulle
intercettazioni. Priorità alle norme blocca processi, scudo e prima ancora
decreto sicurezza. Il ministro Alfano che a dispetto degli eventi tenta ancora
di presentarsi come un moderato aperto al dialogo ha detto che sul nuovo
disegno di legge spera di ottenere "un ampio consenso parlamentare".
"O
mi vendo o rubo" Ecco la vita d'inferno dei bambini rom
( da "Giornale.it,
Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
sorpresa da
un'intercettazione: "Io questo pericolo non lo corro, io i miei li tengo
al guinzaglio". La catena stretta al collo dei ragazzini mandati a
mendicare nelle metropolitane, addirittura in mezzo allo shopping della Galleria,
quando Natale è vicino e la compassione della gente è più a buon mercato.
Di
Pietro: "Abbiamo un capo del governo che fa il magnaccia"
( da "Repubblica.it"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
400
intercettazioni, i protagonisti sono non solo il premier ma anche altri
politici e nomi che pesano e il contenuto è, si dice, ad alto contenuto
erotico. Antonio Di Pietro attacca a testa bassa il premier. Tra una
trebbiatura e l'altra in quel di Montenero di Bisaccia, ha fatto una conferenza
stampa per dire,
Bambini
rom, ecco la vera barbarie ( da "Giornale.it, Il"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
sorpresa da
un'intercettazione: "Io questo pericolo non lo corro, io i miei li tengo
al guinzaglio". La catena stretta al collo dei ragazzini mandati a
mendicare nelle metropolitane, addirittura in mezzo allo shopping della
Galleria, quando Natale è vicino e la compassione della gente è più a buon mercato.
E'
rinviato a settembre il processo per spaccio
( da "Stampa,
La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Ieri in
udienza - giudice Elena Stoppini, pm Fabrizio Argentieri - hanno deposto fra
gli altri i carabinieri che eseguirono pedinamenti e intercettazioni. Il
collegio difensivo è composto dagli avvocati Alberto Pelfini, Giovanni Aquino,
Francesco Mora e Sabrina Cane.
"Magnaccia",
parola romanesca presente anche nei dizionari
( da "Repubblica.it"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
utilizzato
oggi da Antonio di Pietro per commentare il ruolo di Silvio Berlusconi nelle
intercettazioni sul caso Saccà; ma "magnaccia" è entrato ormai nel
lessico italiano, e figura anche nei dizionari. Letteralmente, significa
sfruttatore, protettore di prostitute. Ma viene dal romanesco, e ha un'origine
onomatopeica: il magnaccia colui che mangia (o "magna") alle spalle
altrui.
Sciolto
il consorzio dell'area industriale
( da "Stampa,
La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Lo scopo:
"intercettare" l'esigenza dei Comuni e delle aziende di fare sistema
sul territorio e allo stesso tempo assicurarsi le possibilità di sviluppo
grazie ai finanziamenti regionali e statali. Il consorzio, con sede a Mondovì,
è stato l'unico a gestire tutti i Piani di Insediamenti Produttivi del
Monregalese e del Cebano.
Legge-intercettazioni
I grillini si imbavagliano ( da "Stampa, La"
del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
intercettazioni
I grillini si imbavagliano "No alle leggi sulle intercettazioni
telefoniche e blocca processi". Consegnando volantini in cui erano
riassunti i punti principali della loro protesta, gli "amici di Beppe
Grillo a Vercelli", si sono imbavagliati ieri mattina di fronte al
Tribuale contro i provvedimenti emessi dal governo e a favore dei magistrati.
( da "Corriere.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Le attrici
"raccomandate" La "pazza pericolosa", la frustrata e i
ruoli di serie B Per la Troise una parte in "Capri" ROMA Ecco forse
qual è stato il guaio. Sette anni fa, ad un galà giù a Bari, la presentarono ad
Alberto Sordi che forse apprezzò più che altro la stangona bionda ma, da gran
signore, le fece tanti cari auguri per una luminosissima carriera. Già da prima
e da allora più che mai "quella pazza pericolosa di Antonella
Troise", per dirla con Berlusconi, si ripeteva in testa un solo mantra:
diventerò una grande attrice. Karma non pervenuto. Lo stringato curriculum (età
non specificata) segnala una partecipazione a "Chiavi in mano" con
Martufello e un cameo ne "La regina degli uomini pesce" con Ramona
Badescu, poi finalmente un ruolo decente in "Casomai" di Alessandro
D'Alatri e, finalmente bis, un copioncino tutto suo in "Capri", la
superfiction su Raiuno. Lì era Gloria, cattivissima giornalista rosa. Un
personaggio che magari non c'era nella sceneggiatura originale ma che sarebbe stato
infilato di prepotenza "per far contento chi sai tu". Meno lieti sono
stati, pare, i compagni di lavoro con cui ha a turno litigato sul set.
Incompreso il talento: "Una cagna spaziale", ricordano. Fraintesa la
personalità estrosa: "Mezza matta? Tutta ". La difende il regista
Enrico Oldoini: "Con lei ho avuto un ottimo rapporto, era carina e
disponibile. Raccomandata? Come altri cento che mi propone il casting. Il ruolo
non le piaceva, non era convinta, ho dovuto insistere. Sì, mi raccontava che
con altri aveva problemi". Lei, di buona famiglia campana, casa in Prati,
affreschi, quadri di pregio, estati in Costa Smeralda, feeling per An, disse
allora a Panorama: "Il gossip non mi tocca, sono forse troppo riservata
nella vita per esserne una vittima". Certo, sì. Il suo nome e cognome
spuntarono fuori già nella prima tornata di
intercettazioni, in condominio con Elena Russo, Eleonora Gaggioli, Camilla
Ferranti ed Evelina Manna che, ritirata in ballo pure lei ("Telefonatele,
è in uno stato di frustrazione assoluta", si raccomanda Berlusconi con il
produttore Guido de Angelis), sbotta così: "Quello che dice il presidente
del Consiglio al telefono come faccio a controllarlo? La mia carriera
cammina spedita comunque". Non quella di Antonella convinta (si apprende
dalle telefonate segrete tra il Cavaliere e Saccà) che qualcuno (il premier) la
odi e le voglia bloccare l'ascesa artistica. Inducendola forse a qualche
chiacchiera di troppo (Berlusconi a Saccà: "È andata a dire delle cose
pazzesche in giro"). Intanto ha girato con Ricky Tognazzi la fiction
"I segreti dell'isola di Korè" (11 luglio prima al cinema Adriano), è
il decimo nome in cartellone, al n. 17 c'è Simona Borioni, segnalata pure lei,
vedi tu. Giovanna Cavalli stampa |.
( da "Corriere.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
La diffusione delle intercettazioni con Saccà chiude le ultime vie
di mediazione Berlusconi: un regime, ma non mollerò L'ira del Cavaliere:
andrebbe usato il napalm su chi dà in pasto conversazioni private senza
rilevanza penale "A Strasburgo, tra i miei colleghi europarlamentari, ho
avvertito un senso di stupore e di sconcerto quando abbiamo iniziato a
esaminare gli atti del caso Unipol". Il racconto di Giuseppe
Gargani misura la distanza tra l'Italia e l'Europa della civiltà garantista. Il
presidente della commissione giuridica di Strasburgo rivela che "gli
eurodeputati erano sbalorditi per la richiesta della magistratura italiana di
utilizzare i colloqui telefonici tra Massimo D'Alema e l'ex presidente di
Unipol Giovanni Consorte, perché considerano la privacy un tabù inviolabile.
"Non si può intercettare un deputato", mi dicevano. Ho dovuto
spiegare con un po' di vergogna come da noi la legge viene aggirata. D'Alema mi
ha fatto chiamare dagli amici degli amici per capire cosa ne pensavo della
faccenda. Gli ho fatto sapere che se ha bisogno può chiamarmi direttamente,
dato che ci conosciamo". Se in Europa la violazione delle regole nei casi
giudiziari è vissuta come "uno scandalo", in Italia è invece un
consolidato strumento di lotta politica. La diffusione dei colloqui tra
Berlusconi e il dirigente della Rai Saccà - che fanno parte dell'inchiesta
aperta dalla procura di Napoli - ha alimentato ieri lo scontro sulla giustizia,
ostruendo le ultime vie di mediazione, allargando il fossato tra maggioranza e
opposizione. Anche se nelle file dei democratici c'è chi indirettamente
manifesta solidarietà al Cavaliere. Lo s'intuisce da una battuta dell'ex
tesoriere ds Sposetti, che ha vissuto sulla propria pelle l'esperienza per il
caso Unipol: "Sono ripartite le intercettazioni? E perché, si erano mai
fermate?". No. E il premier aveva previsto che - dopo Milano - si sarebbe
aperto il fronte giudiziario partenopeo. Aveva messo nel conto anche l'uscita
dei suoi colloqui telefonici. Insomma, era preparato. Ma quando ieri l'hanno
informato della notizia si è trattenuto a stento: "Dare in pasto alla
stampa conversazioni private senza alcuna rilevanza penale è una vergogna.
Andrebbe usato il napalm". E mentre il Cavaliere veniva inghiottito in un
vertice sull'emergenza rifiuti, alla Camera s'inseguivano le voci. Il deputato
napoletano Laboccetta confidava di sapere "con certezza che i magistrati
stanno lavorando attorno a una serie di intercettazioni": "Riguardano
il premier, e a quel che mi dicono sono molto private. Se non è una manovra
orchestrata...". "Vorrà dire che gli italiani sapranno come anche in
quel campo sono il numero uno", è stata la battuta di Berlusconi riferita
dai suoi più stretti collaboratori, secondo i quali il Cavaliere alterna
sprazzi di ottimismo e buonumore a momenti di profondo sconforto. In questi
casi la vittima predestinata è l'avvocato-deputato Ghedini. È con lui che
ragiona e si sfoga. "Eccoci", ha esordito anche ieri: "Invece di
fare il presidente del Consiglio faccio l'imputato. E devo sentirmi pure la
morale da quelli del Pd, che mi invitano a difendermi nei processi. Bene.
Allora dovrei chiamare il capo dello Stato e avvisarlo che non potrò andare al
G8 perché devo esercitare il mio diritto alla difesa. Dovrei dirgli che
purtroppo l'Italia al G8 non sarà rappresentata. E siccome devo studiarmi le
carte, non potrò convocare il Consiglio dei ministri, né firmare atti di
governo. Dovrei fare così? Andiamo... La verità è che ormai siamo precipitati
in un regime. Ma io non mollerò mai, mai". Più del caso Mills, è la
diffusione delle intercettazioni a ferire il Cavaliere, perché teme ne venga
ferita la famiglia. Il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto ha
già passato questo "calvario": "Penso a quello che dovette
subire mia madre". Ora aspetta di rivalersi "su una giustizia ingiusta",
ma il punto è che - politicamente - non è stato ancora trovato un rimedio. Il
ddl del governo tarda ad arrivare in Parlamento, perché Berlusconi vorrebbe
restringere l'uso delle intercettazioni da parte dei magistrati, altrimenti - è
il suo pensiero - resterebbe tutto come prima. Ma c'è chi fa presente che è più
importante il controllo sulle richieste dei pm. Il problema comunque è così
avvertito che l'Udc, con Luca Volontè, chiede ora che si agisca addirittura per
decreto: "Solo in un verminaio può accadere che ogni sei mesi
pseudo-giornalisti, in combutta con magistrati acquiescenti, pubblichino
verbali di telefonate private. È una vergogna indegna per un Paese civile, lo
stesso editore dell'Espresso dovrebbe vergognarsi". Dice il segretario del
Pri, Francesco Nucara: "Se dopo appena due mesi di legislatura siamo già a
questo punto, cosa accadrà di qui a cinque anni?". Italia, lontana
periferia d'Europa. Francesco Verderami stampa |.
( da "Corriere.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
L'ex direttore
fiction Lo sfogo di Saccà: è una farsa Sulle attrici ho detto no a tutti
"Troise pericolosa? Veramente non saprei..." Agostino Saccà (La
Presse) ROMA La prima reazione di Agostino Saccà è rotta dall'emozione:
"Commenteranno tutto i miei avvocati. Forse sono destinato a diventare
ricco, a forza di cause... Qui dal dramma stiamo arrivando alla farsa ".
Ma quell'incrinatura nella voce scompare quasi subito. E riecco il Saccà di
sempre: "Qualcuno dovrà scrivere che da direttore generale ho ridotto i
costi Rai di 200 milioni di euro. Che da direttore della fiction Rai, l'anno
scorso, ho voluto nove delle dieci fiction più viste della tv italiana". Veniamo alle intercettazioni, Saccà. Perché per Berlusconi la
signorina Antonella Troise era diventata "pericolosa"?
"Veramente non saprei... Però so che la Troise non ha lavorato in Rai.
Questo è il punto, questo è il punto! Ho sempre applicato regole rigorosissime.
Un provino non va bene? Nessuna scrittura. L'estetica del racconto prima di
tutto. Berlusconi lo sa, è uomo di prodotto. Trovatemi una sola telefonata in
cui mi rimprovera di non aver trovato una parte per una persona....". Il
Cavaliere le promette, in quelle telefonate, "un sostegno" quando
sarebbe diventato imprenditore di fiction: "Figuriamoci che risarcimento
mi avrebbe assicurato, con tutte le attrici segnalate e mai scritturate ".
Saccà replica a raffica. Sulla telefonata di Urbani per la fiction di Ida Di
Benedetto: ""Angelica" non si teneva in piedi, non ne facemmo
nulla, Urbani non poteva "spingere" qualcosa che non esisteva".
Su Eliana Miglio "suggerita" dalla Moratti: "Ho rischiato di
perdere una vecchia amica come Letizia in nome del rigore. L'ho sottoposta a un
secondo provino, niente da fare. "Letizia, questo stile l'ho appreso da
te", le ho detto ". La Giuditta Saltarini amica di Gianni Letta?
"Nemmeno lei ha ottenuto una parte". Brigitta Boccoli e Giulietta
Revel arrivate da Maurizio Costanzo? "Niente, niente, niente". E
Simona Borioni cara a Fedele Confalonieri? "Nulla. Più serio di così... Lo
stesso ho fatto con la Martinez. Bravissima, ma inadatta al ruolo di Coco
Chanel. Che peso l'interessamento di Mastella, eh?". Su alcuni punti l'ex
direttore generale della Rai e direttore di Raifiction "sospeso" è
particolarmente reattivo. Per esempio sul suo consiglio a Berlusconi di
favorire la nomina di Giovanni Minoli al posto di Claudio Cappon un anno e
mezzo fa: "Partivo dal presupposto che aver imposto un direttore generale
"sgradito" a Prodi era una forzatura. Minoli è uno dei migliori
uomini della tv italiana, avrebbe messo politicamente d'accordo tutti sulla
professionalità. Cosa c'è di male? Ma come si vede non se n'è fatto nulla
". Altro punto delicato, l'allora presidente della Vigilanza Mario
Landolfi che chiama per il produttore Piero Di Lorenzo, nei guai per aver sostenuto
spese superiori al compenso promesso: "Ho controllato. Di Lorenzo non ha
avuto un solo euro in più del pattuito". Non parliamo del capitolo legato
al "gioco più grosso", cioè al lavoro sui senatori che avrebbero
potuto far cadere Prodi: "Lì è la parte più grave. Tutte frasi
estrapolate. Tutto il senso stravolto. I miei avvocati possono dimostrarlo. La
moglie di Bordon? Non ha mai lavorato, figuriamoci, ma cosa c'entriamo noi con
le cadute dei governi, una tesi semplicemente non sostenibile... ". E come
la mettiamo con questo strettissimo rapporto con Berlusconi, che la chiama
"Agostino " mentre lei gli risponde in terza persona? "Siamo
amici da vent'anni, cosa c'è di male? E in quel caso io uso un tono di rispetto
verso il capo dell'opposizione. Sudditanza? Ma no, semplice educazione".
In quanto a Fassino e Cuillo? "Hanno telefonato in tanti, lo assicuro, da
tutte le parti. Se solo facessi i nomi". Per favore, almeno qualcuno...
"Stiamo scherzando? Così ricominciamo". Paolo Conti stampa |.
( da "Corriere.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
La
nuova bufera intercettazioni Costanzo, Urbani, Landolfi e Mastella "Ecco
perché chiamammo Saccà" Maurizio Costanzo "Brigitta Boccoli? Non la
conosco" ROMA "Scusate, signori, dove si sostanzia il reato di
segnalazione? Perché un uomo di spettacolo come me non potrebbe spiegare a un
altro uomo di spettacolo come Saccà che un'attrice è brava?". Maurizio Costanzo, come fa
spesso, usa l'arma dell'ironia. Ma poi alterna il sorriso a considerazioni più
serie: "Ho letto il nome di alcuni politici al telefono di Saccà.... Sono
pronto a scommettere che l'intero Parlamento gli abbia telefonato per
sottoporgli una "segnalazione". Non solo ma che plotoni di autorevoli
giornalisti di ogni campo e di ogni fatta abbiano compiuto lo stesso gesto.
Scommettiamo?". In quanto al merito che la riguarda, Costanzo? "Molte
cose posso aver fatto nella vita. Ma non segnalare Brigitta Boccoli che non
conosco, l'avrò vista un paio di volte... non sono stato a io a occuparmi della
signorina Boccoli. Giulietta Revel? Questo mi pare più probabile. Io la
conosco, la stimo, ho lavorato con lei. Insisto: che male c'è? E poi parliamo
di "segnalazioni", che non diventano certo "obblighi" per
nessuno". In quanto a Saccà? "Mi pare un gran professionista,
recentemente alla Rai si sono chiesti se non fosse il caso di farlo rientrare
al suo posto, mi pare. Ricordo anche sua figlia: quando ero presidente di
Mediatrade era una delle migliori nel gruppo di scrittura delle sceneggiature.
Buon sangue non mente...". P. Co. Francesco Venditti "Raccomandato da
Letta, fantastico" ROMA "Davvero? C'è il mio nome nelle
intercettazioni? E si sente Gianni Letta che mi raccomanda? Fantastico". E
qui Francesco Venditti, 32 anni, ride proprio de core. "Massì, tesoro,
perché io non lavoro più in Rai dall'estate 2006 quando mi tolsero pure la parte
da protagonista. Sono felice di essere nei pensieri di Letta. Si vede che
quella telefonata però è servita a poco, è come se a Saccà l'avessi chiamato
io: zero, appunto. Certo che schifo: la politica sta ormai dovunque, tranne che
nella politica". Figlio d'arte al quadrato (Simona Izzo e Antonello
Venditti), Francesco dice che il sottosegretario di Palazzo Chigi l'ha
conosciuto "sì ma di striscio quest'anno a una festa natalizia di
Mediaset, Buon Natale e via" e che non gli ha mai chiesto niente. E se fosse
stata, metti caso, mamma Simona? "Boh, tutto può essere, che ne so di
quello che succede a casa sua". Arrabbiato? "Mah, da una parte la
capirei. Dall'altra... Che poi che fai, ti ci incavoli? E che je dovrei
di'". Passare per raccomandato "mi rimbalza, è da quando sto
all'asilo che mi dicono: a te non ti bocciano perché sei il figlio di
Antonello, non sarà questo a rovinarmi la carriera, so quello che valgo".
A che lavora? "Stavo in doppiaggio". Doppiava chi? "Gianni
Letta, no?". Giovanna Cavalli Willer Bordon "Difesi Incantesimo come
molti altri" ROMA "Certo, in quel periodo sono stato oggetto di tutte
le attenzioni e le tentazioni del mondo. Ma ricordo che mia moglie non ha mai
fatto un provino per Incantesimo e, anzi, da un anno è totalmente disoccupata.
Mentre io mi sono dimesso da senatore prima che cadesse il governo Prodi".
Nel suo ritiro di Monteporzio Willer Bordon scrive un libro di memorie mentre a
Roma i suoi legali scrivono querele contro chi parla della cosiddetta
"operazione libertaggio": far avere a sua moglie, l'attrice Rosa
Ferraiolo, una parte in una fiction della Rai per spingere lui, senatore del
centrosinistra, a saltare il fosso e far cadere il governo Prodi. "Spero
che il mio telefono sia stato intercettato dice Bordon perché non troverebbero
un bel niente". L'ex senatore difese Incantesimo quando la nuova serie
sembrava a rischio. "Lo feci, come tanti altri politici, per difendere lo
stipendio di chi ci lavorava. E perché conosco il produttore, Guido De Angelis,
che abita proprio qui a Monteporzio. Ecco, se mia moglie avesse voluto un parte
avrei potuto parlargli direttamente io. Ma io non faccio queste cose e poi a
lei non interessava. Lo disse anche alla sua agente, che è la nipote di Totò,
quando buttò lì l'idea". L. Sal. Clemente Mastella "Pronto a rifarlo
per la Martines" ROMA Ammette tutto Clemente Mastella: "Sì, sì, me la
ricordo quella telefonata. Alessandra la conosco da tanti anni, sin dai tempi
di Pippo quando faceva Domenica In. Anche Agostino lo conosco, certo. E che
male c'è?". La telefonata è quella dell'ex ministro della Giustizia al
direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà, per spingere l'amica Alessandra
Martines verso la parte di Coco Chanel in uno sceneggiato tv. "Anche
Clemente sarebbe felice se facessi quel ruolo" dice la Martines allo
stesso Saccà in un'altra telefonata intercettata. L'operazione non riesce:
Martines ottiene un provino ma alla fine viene scartata e la scelta cade su
Barbora Bobulova: "Visto? scherza Mastella . È la dimostrazione che tutto
'sto potere che tenevo in realtà è solo una leggenda. Non ho mai avuto fortuna
in queste cose". Lo rifarebbe? "Certo, Alessandra a quel ruolo ci
teneva tanto. E questa non è una raccomandazione ma una segnalazione".
Dov'è la differenza? "Mi sono limitato a farle avere un provino ma non ho
imposto un bel niente. Quelli hanno deciso in piena libertà, come è giusto che
sia. Ma per Alessandra mi dispiace. Mi ha invitato tante volte a Parigi, magari
andrò a trovarla con mia moglie". Lorenzo Salvia Il consigliere Rai
Giuliano Urbani "Quella fiction non esisteva" ROMA Il consigliere
Giuliano Urbani, area Pdl, si infervora: "Una mia segnalazione a Saccà
sulla fiction Angelica. Non può esserci stata semplicemente perché la
fiction... non esisteva. I produttori indicano un ventaglio di proposte. Poi
Rai Fiction provvede a scegliere il prodotto più idoneo. Posso dire che
Angelica non venne presa in considerazione". In quanto a La meravigliosa
storia di suor Bakhita? "Nessuno ha mai premuto su qualcun altro per far
approvare una splendida storia che l'azienda aveva approvato ben prima che io
diventassi consigliere". Il pd Roberto Cuillo "Ho segnalato... la
Magnani" ROMA Roberto Cuillo, ex responsabile per l'informazione dei Ds,
ride: "E così io avrei fatto una segnalazione a Saccà? Ma avete letto bene
di cosa si tratta? Io avrei raccomandato Anna Magnani. Nel senso che gli avrei
suggerito l'idea di varare una fiction su questa grande attrice. Ma non ho
parlato di interpreti o di produzioni. Sono d'accordo con chi non vuole vietare
la pubblicazione delle intercettazioni". E perché? "Perché alla fine,
leggendo le trascrizioni, si scopre che c'è gente per bene. E c'è gente che per
bene non è. Perché non tutti, mi pare, hanno semplicemente segnalato... Anna
Magnani, no?". Il pdl Mario Landolfi "Chiarimenti su un
compenso" ROMA Mario Landolfi, Pdl-An, ex presidente della commissione di
Vigilanza Rai nella precedente legislatura, appare nelle intercettazioni
impegnato in una telefonata con Agostino Saccà nell'ottobre scorso. La sua
preoccupazione riguarda un produttore televisivo, Piero Di Lorenzo, anche lui
di area centrodestra. Ed ecco la reazione di Landolfi, oggi:
"Raccomandazione? Un presidente della Vigilanza ascolta molti casi. Per
esempio il disagio di un produttore che sostiene di non ricevere il dovuto
compenso da viale Mazzini. Io mi sono limitato a telefonare e a chiedere
chiarimenti". Saltarini, vedova di Rascel "Letta? Un carissimo
amico" ROMA "Queste sono beghe della politica e io non ci voglio
entrare", dice Giuditta Saltarini, la vedova di Renato Rascel (insieme
nella foto) per la quale si sarebbe mosso Gianni Letta in persona. "Un
carissimo amico di mio marito, un uomo perbene". La parte in "Un
posto al sole" poi non l'ha avuta comunque. "Il provino l'avrò pure
sostenuto, non me ne ricordo nemmeno, ne farò 800 all'anno, come tutti gli
attori, qualcuno va a buon fine e qualcuno no. Ma smettetela di occuparvi di
queste cretinate quando accadono cose molto più gravi in Italia". G.Ca.
stampa |.
( da "Corriere.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
"Clima politico
compromesso. Il lodo? Prima tolgano la blocca-processi" Veltroni: "Intercettazioni? I magistrati le usino,
ma non siano pubblicate" Il segretario Pd: "Bisogna salvaguardare la
privacy dei cittadini, che è un valore" Walter Veltroni ROMA - I
magistrati devono essere liberi di compiere intercettazioni telefoniche, purché
non finiscano sulla stampa danneggiando la privacy: è la posizione di Walter
Veltroni, segretario del Pd, che ha parlato con i cronisti a margine
della prima assemblea di Sinistra democratica. "Noi siamo perché i
magistrati - ha detto - possano fare tutte le intercettazioni che ritengono
necessarie ai fini delle indagini: ma siamo perché non finiscano sui giornali,
a salvaguardia della privacy dei cittadini, che è un valore". CLIMA
COMPROMESSO - Veltroni ha anche parlato del clima politico e del dialogo che si
è interrotto con la maggioranza. "Il clima è stato trasformato
dall'emendamento sul decreto sicurezza, dalle motivazioni e dalle parole che
sono state usate. È chiaro che oggi il clima è fortemente compromesso".
"E d'altra parte - ha proseguito Veltroni - è stato proprio il presidente
del Consiglio, indicando con il dito il leader dell'opposizione, a dire che non
ci sarà nessun dialogo. Dobbiamo prendere atto di questo e vorrei che ci si
occupasse di più dei problemi sociali del paese. Basta occuparci, come succede
da 15 anni, dei problemi della magistratura con lo spirito di contrapposizione
che il presidente del Consiglio sa mettere in campo". LODO - E l'immunità
per le alte cariche dello Stato? "Per prima cosa - ha risposto Veltroni -
bisogna togliere dal campo l'emendamento presentato al decreto sulla sicurezza
che costituisce un elemento di inasprimento del clima (il cosiddetto
blocca-processi, ndr). Poi penso che la questione posta dal disegno di legge
del governo debba essere affrontata con un disegno di legge costituzionale e il
suo contenuto posto alla prossima legislatura". stampa |.
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Guardasigilli
Alfano: ma resta anche il salva-premier. Di Pietro: subito referendum. Intercettazioni, bufera sull'Agcom
Berlusconi, sì all'immunità Disegno di legge per le alte cariche. Veltroni:
opposizione dura ROMA Sono saliti sul Colle prima l'uno poi l'altro. Quasi
dandosi il cambio. Bussa Angelino Alfano, il Guardasigilli. Ribussa
Gianni Letta, il plenipotenziario del Cavaliere per le tessiture difficili. In
mano lo stesso testo, lo scudo blocca-processi per le alte cariche. Nessuna
negoziazione, per carità, ché il Colle non lo consentirebbe. Solo la ricerca di
una "condivisione informale", visto che il lodo Alfano, oltre che
graziare Berlusconi, riguarda pure il capo dello Stato. SEGUE A PAGINA 3
SERVIZI ALLE PAGINE 2,3, 6 E 7.
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Blitz del governo,
passa il lodo Alfano Anche Berlusconi ha votato in consiglio. Procedimenti
sospesi per le alte cariche Alfano critica il Csm e ipotizza una riforma. E
Mancino: va rafforzato SILVIO BUZZANCA ROMA - Dopo il "salva premier"
arriva anche il nuovo lodo Schifani. O meglio Alfano. Silvio Berlusconi ha una
fretta del diavolo e ieri ha fatto approvare in Consiglio la nuova versione
dello "scudo" che sottrae ai processi, per la durata dell'incarico,
presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, presidenti di Camera e
Senato. Fra frizzi e lazzi - "State zitti: sto
parlando al telefono, altrimenti non possono intercettarmi" - il Cavaliere
ha portato all'esame del Cdm un testo composto da un solo articolo e otto
commi. E lo ha anche votato, senza lasciare la sala dove si riuniscono i
ministri. Malgrado la norma lo favorisca. I ministri tutti d'accordo.
Ignazio La Russa ha poi spiegato che qualcuno ha chiesto chiarimenti sulla possibilità
di rinunciare alla norma. Sì, si può rinunciare ha spiegato il ministro della
Giustizia Angelino Alfano. E allora tutti contenti e soddisfatti hanno votato
sì. Convinti da Berlusconi che gli ha spiegato: o faccio il premier o giro per
i tribunali. E lui vuole fare il premier. La faccia in conferenza stampa ce
l'ha messa Alfano che spiegato come si tratti di un testo sobrio, snello, che
risponde a tutte le obiezioni sollevate dalla Corte costituzionale quando fu
presentato il primo lodo. Però, dice il ministro non chiamatelo lodo. Giusto,
concorda Roberto Calderoli, non si può chiamare lodo se non c'è l'accordo di
tutti. Allo stato non c'è. Allora chiamiamolo semplicemente disegno di legge. E
alla fine, se la ride il ministro della Semplificazione, "vedremo, se si
tratta di un lodo o di un allodola". Però Alfano auspica che il testo
"possa avere anche un largo consenso parlamentare". Perché, spiega La
Russa, il lodo dovrebbe chiamarsi Maccanico, "visto che i suoi
suggerimenti sono stati accolti in pieno". Il ministro della Giustizia
nella stessa conferenza stampa ha espresso profondo rammarico per quello che
sta accadendo al Csm sul parere in merito al decreto sulla sicurezza. "Il
Csm non può essere il primo giudice della costituzionalità delle leggi. Gli
eventi di questi giorni ci hanno amareggiato. Il Csm deve comunicare al
ministro, non alle agenzie di stampa", ha detto Alfano. Facendo capire il
governo potrebbe varare la riforma del Csm. Ma, ha detto "è una scelta che
si farà nei prossimi mesi". Anche perché "ciò non può che avvenire
per via costituzionale". Nicola Mancino, vicepresidente del Csm, replica
subito: "Qualcosa si può cambiare, ma senza indietreggiare: bisogna andare
avanti nella direzione della tutela dell'autonomia e dell'indipendenza".
Mancino ha anche preso atto che Gianfranco Rotondi, ministro per l'Attuazione
del programma, ha fatto notare che il centrodestra non ha chiesto le sue
dimissioni. "Mi fa piacere che ci sia stata una rettifica di tiro-
commenta Mancino - Comunque perché debba dimettermi è necessaria la sfiducia
dei componenti del Csm".
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Nel pieno di
Tangentopoli due mozioni di Msi e Lega aprirono la strada all'abrogazione
Sull'immunità destra in testacoda nel '93 fulmini da Fini e Bossi L'allora
leader dell'Msi arrivò a scrivere a Borrelli: indignati per il no al processo a
Craxi FRANCESCO BEI ROMA - "Fanatico - sentenziava Churchill - è colui che
non può cambiare idea e non intende cambiare argomento". Ma sull'annosa
questione delle immunità per i politici, osservando le piroette di molti degli
attuali garantisti, forse persino il primo ministro britannico oggi
rinuncerebbe al suo aforisma. Basta tornare indietro alla stagione delle
manette, quella su cui si costruirono le fortune della Lega e del Msi. Intanto
un dato storico. Se nel 1993 fu abolita l'immunità parlamentare (versione
estesa, se si vuole, dell'attuale lodo Schifani) l'ordine non partì dalle
"toghe rosse". A chiedere la cancellazione dello scudo anti-pm,
all'indomani del rigetto delle autorizzazioni a procedere per Craxi, furono due
mozioni: una firmata da Bossi, Maroni e Castelli, l'altra da Fini, Gasparri e
La Russa. Per l'allora segretario del Msi, che reclamava a gran voce (e con lui
Bossi) il voto anticipato, l'immunità parlamentare era "un privilegio
medievale, che va abolito". E la protezione per le alte cariche dello
Stato? "Se il ministro De Lorenzo - sentenziò Fini - fosse stato un
cittadino qualsiasi, oggi sarebbe in galera". I tre missini nella loro
mozione argomentavano quindi che "l'uso dell'immunità" era visto dai
cittadini "come uno strumento per sottrarsi al corso necessario della
giustizia". Appunto. Altri tempi. Oggi Fini forse non riscriverebbe più
quella lettera indignata a Francesco Saverio Borrelli, per protestare contro il
no della Camera all'autorizzazione a procedere per Bettino: "Lo sdegno e
l'amarezza che pervadono la Nazione di fronte allo scandaloso verdetto di
autoassoluzione che il regime si è confezionato sono da noi interamente
condivisi". Superando "l'inammissibile scudo dell'immunità parlamentare",
aggiungeva Fini, i giudici andavano messi nelle condizioni di "svolgere
sino in fondo la loro funzione". (Ansa, 30 aprile 1993). Non che i
leghisti ci andassero più leggeri, anzi. L'ex Guardasigilli Castelli oggi
sostiene che occorre andare oltre il Lodo Schifani ed estendere l'immunità a
tutti, perché "bisogna occuparsi anche dei poveri ministri, come me, che
oggi sono sotto minaccia dell'autorità giudiziaria". Nel '93 tuttavia il
principio non valse per Craxi e gli altri "poveri ministri" della prima
Repubblica. Salutando l'abolizione dell'immunità parlamentare, la Lega Nord si
augurava che ai pm venisse consentita anche "la possibilità di sostanziare le proprie indagini attraverso quei riscontri
ottenibili solamente mediante perquisizioni domiciliari e intercettazioni
telefoniche". E quindi, concludeva il comunicato di via Bellerio,
"auspichiamo una maggiore decisione nell'abolizione di privilegi che non
trovano oggigiorno altra giustificazione se non un corporativo interesse di
casta". (Ansa, 29 ottobre 1993). è la dura legge dell'archivio, che
ti ripresenta davanti allo specchio un te stesso che non riconosci più e magari
non vorresti più vedere. Vale anche per il portavoce di Forza Italia, Daniele
Capezzone, che nella precedente vita da leader radicale stigmatizzava il fatto
che Berlusconi, invece di appoggiare i referendum sulla giustizia, avesse
proceduto con leggi "che molto probabilmente verranno dichiarate
incostituzionali". Cosa che, con il lodo Schifani, puntualmente accadde.
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Commenti L'amaca
MICHELE SERRA Al netto delle opinioni morali (l'etica sessuale è quanto di più
privato e multiforme si possa immaginare), da tutta la
vicenda delle intercettazioni Rai viene fuori piuttosto un altro
"scandalo", che rischia di rimanere insabbiato sotto la greve cipria
del gossip erotico. Lo scandalo è che una caterva di politici telefonano a
Saccà e altri boss della televisione per blaterare di palinsesti, generi
televisivi, fiction, recitazione. Non avendone alcun titolo, ma
evidentemente sentendosi autorizzati a farlo dalla loro funzione centrale
nell'orrido viluppo di potere e sottopotere che germina in quei paraggi romani.
Saccà, che dopotutto è l'unico o quasi che sta facendo il suo lavoro, quasi fa
pena sotto la raffica di richieste e suggerimenti di emeriti pirla che,
nell'attesa degli spaghetti alle vongole, telefonano ai pezzi grossi della Rai
per orientare i soggettisti o discettare sul casting: e raccomandare
l'amichetta, nel frangente, è appena un effetto collaterale del sistematico
impiccio che costoro, quasi in blocco, infliggono alla televisione pubblica. Lo
si è già detto un miliardo di volte, ma già si sa che non accadrà mai: i
politici, in blocco, dovrebbero essere cacciati dalla Rai, neanche avvicinarsi,
neanche pronunciarne il nome.
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina III - Roma
Sergio Marchi chiede a Roma Metropolitane di interrompere le attività. Era
prevista una rete di
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina VII - Palermo
Colpo al racket dei transessuali Gestivano un giro di prostituzione, botte e
minacce a chi non pagava Dopo il cambio di sesso un ex lucciola subaffittava
due case e il marciapiede di via Lincoln GABRIELE ISMAN Per mesi hanno chiesto una
"tassa" a prostitute e transessuali sulle loro prestazioni in via
Lincoln e nei loro due appartamenti - uno in via Lungarini, zona piazza Marina,
l'altro in vicolo Mori, in centro - dove le lucciole consumavano i loro
incontri, fino a quando le stesse vittime non si sono ribellate. Una prima
denuncia è arrivata a settembre e ha fatto scattare le indagini, e mercoledì
scorso l'arresto di Monica Camilla Perez, 37 anni, trans palermitana,
considerata il capo dell'organizzazione di cui facevano parte anche S. D., 33
anni, e A. G., di 25, anche loro palermitani, per i quali è stato deciso il
divieto di dimora nella Provincia di Palermo. Come hanno accertato i
carabinieri delle compagnie di Termini Imerese e di Monreale, almeno
dall'inizio del 2007 la Perez guidava tutte le operazioni da Misilmeri dove
viveva dopo il divieto di dimora a Palermo stabilito per lei per un caso del
tutto simile a quello di via Lincoln. Un'esperienza che, evidentemente, non le
aveva insegnato granché. E anche i metodi scelti erano i soliti: dalle minacce
alle botte. Una delle vittime è anche stata refertata all'ospedale per
abrasioni al volto con 10 giorni di prognosi: non aveva accettato di pagare,
aveva preso pugni in faccia e alla fine, pur di non cedere al ricatto, ha
preferito cambiare la strada in cui esercitare la prostituzione. Quella
sgominata dai carabinieri era una vera e propria agenzia dello sfruttamento per
lucciole e trans: Perez e i suoi si facevano persino pubblicità sui giornali
locali per attirare nuove lucciole e nuovi trans a cui affittare i propri
appartamenti e da cui ottenere ancora una sorta di pizzo. Sei le vittime
accertate, e sono tutte italiane, ma il sospetto è che molte tra lucciole e
trans abbiano accettato passivamente il ricatto, e quindi le vittime potrebbero
essere ancora di più. Tra le accuse mosse a Monica Camilla Perez e ai suoi due
collaboratori, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, ma anche le
aggravanti dalla violenza e dalle minacce: determinanti sono state le intercettazioni telefoniche, scattate dopo la denuncia. "Se
non paga, fatela sloggiare", "L'ammazzo di botte": con frasi di
questo tipo il gruppo parlavano dei trans e delle prostitute sotto ricatto. E a
ogni mossa dei carabinieri, aumentava il numero delle vittime accertate: dalla
denuncia del settembre scorso alle prostitute trovate nelle perquisizioni nei
due appartamenti si è arrivati alle altre vittime i cui nomi ricorrevano
nei dialoghi del terzetto che non sapevano di avere i carabinieri sulle loro
tracce. Un'indagine lunga e delicata, che passa per la sofferenza di chi,
sentendosi di un sesso diverso da quello di nascita, ha già vissuto il peso
dell'essere diverso in realtà non grandi nella provincia di Palermo.
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina III - Milano
Il commento La raccomandazione fallita e i poteri magici di Letizia ANTONIO
DIPOLLINA Anche lei ha commesso un errore. Siccome saranno
le ultime intercettazioni che si potranno visionare, meglio incassare il dato
che riguarda l'algida, efficiente, impeccabile sindaco Letizia Moratti. Che nel
pieno delle mission impossibili nelle quali si immerge ogni giorno, senza
peraltro prendere una minima piega, quella volta alzò il telefono e chiamò il
suo ex-sottoposto Agostino Saccà, capo di Raifiction. SEGUE A PAGINA X.
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina V - Bari
Armando Libergolis ieri mattina in aula mentre tra Foggia e Bari c'è tensione
Boss in libertà, processo rinviato e scoppia la guerra tra i giudici Il capo
della famiglia coinvolta nella faida ha detto d'essere "dispiaciuto"
Il procuratore Marzano: "Bisogna chiarire i ruoli di responsabilità"
Scivola e viene rinviata per l'assenza degli ultimi due testimoni, come se
nulla fosse accaduto, l'udienza alla mafia del Gargano. E intanto, si solleva
sempre più alto il polverone delle polemiche sulla scarcerazione già avvenuta,
per decorrenza dei termini di custodia cautelare, di tre grossi esponenti del
clan Libergolis, tra cui il capoclan Armando, mentre il 10 luglio le porte del
carcere si apriranno anche per il presunto killer Gennaro Giovanditto, accusato
di 13 omicidi. Niente di fatto, dunque, ieri mattina in Corte d'assise a Bari
dove si celebra il processo a 25 persone, accusate di delitti e altri reati,
nell'ambito della sanguinosa faida del Gargano, in cui da 30 anni a questa
parte si affrontano le famiglie dei Romito-Libergolis e Primosa-Alfieri. Seduta
tra il pubblico, senza più manette, anche Armando Libergolis, che liberato
giovedì, si dichiara "amareggiato. Stare in carcere per quasi 4 anni, da
innocente - ha detto - è una cosa bruttissima". Afflitto anche dal fatto
di dover vivere a Mattinata (come prescritto dai giudici), lontano dalla sua
famiglia e dai suoi animali che si trovano a Manfredonia, ha presentato
un'istanza per poter almeno lavorare nella sua masseria. Sottoposto ad un
regime si sorveglianza e all'obbligo di firma quotidiano, non potrà allontanarsi
dalla nuova abitazione, dalle 20 alle 7 del giorno dopo. E intanto, si
inaspriscono sempre più le polemiche sulle cause che hanno consentito la
liberazione dei boss: troppe intercettazioni da trascrivere, il problema più
grave, che ha provocato un accumulo di ritardi. Ma anche un perito che per un
anno non avrebbe fatto nulla di quanto incaricato, e per giunta un andamento
lento nella frequenza delle udienze. Solo negli ultimi due mesi, infatti, il
calendario ne ha previste due a settimana. Prima di allora, se te teneva una
ogni 15-20 giorni. "Aspetto una relazione sul problema delle
intercettazioni da parte dei responsabili e poi informerò chi di competenza -
attacca il presidente del tribunale di Foggia, Francesco Paolo Infantini - Se
si tratta di trascrivere migliaia di pagine è evidente che i tempi si allungano
enormemente. Secondo me, nel momento in cui un processo
entrano le intercettazioni, dovrebbero entrare soltanto quelle rilevanti e
questo dovrebbe stabilirlo l'autorità deputata". Per Infantini va cambiata
la struttura del processo, selezionando il materiale relativo alle
intercettazioni. E, mentre prepara la risposta scritta da consegnare nelle mani
del procuratore generale Riccardo Dibitonto, il procuratore di Bari
Emilio Marzano (facente anche funzioni di coordinatore della Direzione
distrettuale antimafia) commenta: "Di quanto sta accadendo risponderò
formalmente lunedì prossimo al pg - premette - Bisognerà in tutti i casi
verificare i fatti, e questo avrà implicazioni giuridiche contrastanti.
Bisognerà capire se è l'ufficio del pm o del giudice a valutare la rilevanza
delle intercettazioni da trascrivere: c'è una procedura gestita dal giudice e
non tocca a noi fare delle valutazioni ma agli organi che se ne
interessano". Per Marzano, il problema è "vedere quali sono i
rispettivi ruoli". Sull'intera vicenda, e più in generale sul
comportamento dei magistrati, interviene il deputato Luigi Vitali (Pdl),
componente della commissione giustizia: "Quello che è successo a Foggia
con la scarcerazione di pericolosi criminali dimostra come nel nostro paese ci
sia bisogno di magistrati che lavorino di più e parlino di meno - accusa -
Presenterò una interrogazione parlamentare con richiesta di ispezione invocando
i provvedimenti consequenziali per chi ha sbagliato". (m.chia.).
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina V - Bari
"Fitto smetta di attaccare i magistrati" L'Anm accusa: è un ministro,
noi non possiamo replicare MARA CHIARELLI "Indagati e imputati evitino
dichiarazioni che riguardano il contenuto delle decisioni dei giudici,
soprattutto se il processo è ancora in corso. L'opinione pubblica potrebbe,
altrimenti, farsi un'opinione sbagliata". L'attacco dell'Anm di Bari,
forte e diretto, è soprattutto al ministro per gli affari regionali, Raffaele
Fitto, imputato nel processo per il crac della Cedis. Nei giorni scorsi, l'ex
presidente della Regione Puglia aveva chiesto al gup Marco Guida, senza
ottenerla, copia di tutte le intercettazioni dell'indagine.
Al diniego del giudice, basatosi su una questione procedurale, aveva replicato
sulle pagine dei giornali, annunciando persino una denuncia nei confronti degli
uffici giudiziari di Bari "che all'epoca erano gli unici depositari di
conversazioni estranee all'ordinanza, per verificare le responsabilità relative
alla illecita diffusione". Un'accusa pesante, alla quale i
magistrati rispondono con l'unico strumento a loro disposizione. "Va bene
la libertà di critica, è riconosciuta a tutti, ma anche ai magistrati -
rivendica il presidente della Giunta barese dell'Anm, Isabella Ginefra - Il
problema è che i giudici possono controbattere solo nelle aule di giustizia,
non all'esterno. E così c'è il rischio che si veicolino notizie e opinioni su
magistrati e processi non rispondenti al vero. Gli imputati devono difendersi e
rivolgere doglianze solo all'interno del processo". La frecciata è al
ministro Fitto? "A lui, certo, che per giunta riveste un ruolo
istituzionale - continua il pm Ginefra - ma anche ad altri che negli ultimi
mesi hanno attaccato il nostro lavoro". Il rischio è concreto:
"Percorrere la via giurisdizionale rappresenta la più ampia tutela per
tutti gli indagati o imputati, soprattutto se rivestono incarichi istituzionali
- dice - anche per evitare il rischio che un diverso comportamento, come il
ricorso ai mass media, sia avvertito come un tentativo di ledere l'indipendenza
della magistratura e di delegittimare i magistrati investiti di particolari
processi". Il fatto è che soprattutto di questi tempi, precisa l'Anm,
"i giudici devono essere sempre lasciati liberi di decidere secondo
scienza e coscienza, essendo soggetti soltanto alla legge". L'auspicio è
che "ciascun indagato o imputato si difenda nel processo utilizzando tutti
gli strumenti previsti dall'ordinamento, serbi piena fiducia nel potere giudiziario
e, soprattutto si astenga che possa rischiare di compromettere la serenità e la
terzietà dei giudici". Interpellato da Repubblica, il ministro Raffaele
Fitto ha risposto che sull'argomento si riserva di rispondere nella giornata di
oggi. E intanto, giovedì prossimo, l'assemblea dell'Anm di Bari si riunirà per
dibattere un tema che diventa sempre più infuocato: "Gli attacchi alla
magistratura".
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina III - Bari
Duro documento dell'organismo di categoria dopo le dichiarazioni del componente
del governo L'Anm: Fitto, basta attacchi L'associazione magistrati: "è un
ministro, non possiamo replicare" "Indagati e imputati evitino
dichiarazioni che riguardano le decisioni dei giudici, soprattutto se il
processo è ancora in corso. L'opinione pubblica potrebbe farsi un'opinione
sbagliata". L'attacco dell'Anm è al ministro Raffaele Fitto, imputato nel
processo Cedis. Fitto aveva rilasciato pesanti dichiarazioni contro il giudice
che non gli aveva dato copia integrale delle
intercettazioni del processo. "Percorrere la via giurisdizionale -
ammonisce l'Anm - rappresenta la più ampia tutela per indagati o imputati,
soprattutto se rivestono incarichi istituzionali". Si evita "il
rischio che un diverso comportamento sia avvertito come un tentativo di ledere
l'indipendenza della magistratura e di delegittimare i magistrati".
MARA CHIARELLI A PAGINA III.
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina IX - Bari
Barletta, scandalo a luci rosse manette alla "signora della notte"
GIOVANNI DI BENEDETTO BARLETTA - Solo clienti facoltosi, meglio se
insospettabili professionisti. Nella lista anche qualche operaio, per la maggior
parte uomini sposati alla ricerca del brivido e della perversione. La lista in
possesso dei carabinieri conta una trentina di nomi, ma l'elenco potrebbe
essere molto più numeroso. Almeno a giudicare dal traffico sul telefonino di
"Elenoire", 45 anni, al secolo Elena Loredana Prezioso, arrestata dai
militari per induzione e sfruttamento della prostituzione, accusata di aver
messo su una vera e propria scuderia di ragazze pronte a soddisfare i desideri
più nascosti dei clienti. Inizialmente gli incontri sarebbero avvenuti in un
locale del centro storico di Barletta di cui la donna era titolare,
successivamente in alberghi della provincia. "Prostituzione di alto
bordo", spiegano gli investigatori coordinati dal pm Giuseppe Maralfa, le
giovani erano straniere, Laura dalla Romania, Gaia dalla Bulgaria e Lidia dalla
Russia. Della scuderia faceva parte anche un'italiana di nome Anna, sposata,
accompagnata in albergo dal cliente addirittura dal marito. Le indagini
prendono il via da una costola di un'inchiesta della Dda di Bari su un traffico
di droga, i carabinieri intercettano alcune telefonate tra
i componenti di un clan e alcune prostitute. Emerge che alcuni clienti erano
disposti a pagare fino a 400 euro "a botta" come scrive il gip del
tribunale Francesco Zecchillo nell'ordinanza di custodia cautelare,
"clienti di un certo livello", si legge nei verbali, "dai
diversificati e coloriti appetiti sessuali". I contatti avvenivano
telefonicamente, la "maitress" parlava di "badanti", di
"coperte", di una "festicciola di sei persone", si
preoccupava anche delle malattie veneree delle sue protette. In una telefonata
dice ad una ragazza "prosciugalo, va bene, ok?", riferendosi ad un
cliente che le chiedeva se poteva consumare interamente il rapporto. Un altro
si rivolge ad una ragazza e le dice: "per venire a prenderti faro bau,
bau, bau", e al telefono si sente rispondere dalla ragazza che "si
sta lamentando la bambina, va bene dai, ci vediamo alle undici". Nel corso
dell'interrogatorio Elenoire ha ammesso dicendo che "era iniziato tutto
per gioco, con le feste di addio al celibato". I suoi legali, gli avvocati
Michele Cianci e Alessandro Jacobellis, hanno presentato istanza di
scarcerazione.
( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del Nani, telefoni e ballerine Roberto Cotroneo Intercettazioni Rilevanza penale: da
accertare. Vero voyeurismo: certo. Eppure è tutto molto interessante per capire
cosa succede in questo Paese. In pratica: visto che le hanno messe on line le
telefonate di Saccà con Berlusconi, e poi con i produttori, con le attrici e con
i consiglieri di amministrazione, tanto vale sentirle, come un tempo si
leggeva un romanzo di Arbasino e si sfogliava una rivista di gossip. Con un
certo imbarazzo, va detto.segue a pagina 4.
( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del Forleo assolta, non ha commesso illeciti Caso Unipol, la
disciplinare del Csm la salva. La gip: "Ripaga avere fiducia nella
giustizia" di Massimo Solani / Roma NON HA COMMESSO ILLECITI DISCIPLINARI
nella scrittura dell'ordinanza con cui aveva chiesto al
Parlamento l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni di sessantotto
telefonate, disposte nell'ambito della inchiesta Unipol-Bnl, nelle quali
comparivano anche sei parlamentari (gli esponenti del Pd Massimo D'Alema, Piero
Fassino e Nicola Latorre, nonché Luigi Grillo, Romano Comincioli e Salvatore
Cicu del centrodestra). È per questo motivo che la Disciplinare del Csm
ha assolto ieri il gip di Milano Clementina Forleo respingendo le richieste del
sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione Federico Sorrentino.
Che nell'aula Bachelet di Palazzo dei Marescialli aveva chiesto per il
magistrato pugliese la sanzione della censura e il trasferimento d'ufficio dal
tribunale milanese. "Avere fiducia nella giustizia prima o poi ripaga",
ha commentato la quarantacinquenne giudice per le indagini preliminari qualche
secondo dopo la lettura della sentenza, lo sguardo finalmente rilassato e gli
occhi sorridenti. "Siccome il tempo è galantuomo - ha aggiunto - spero che
anche il collega De Magistris abbia giustizia. Certo, se si ha onestà e dignità
di andare avanti senza cedere dinanzi a nulla la verità viene sempre
fuori". E se il vicepresidente del csm Nicola Mancino ha voluto
sottolineare come la sentenza dimostri "l'autonomia di giudizio" di
Palazzo dei Marescialli, ha trattenuto a stento il suo entusiasmo il
procuratore di Asti Maurizio Laudi, "difensore" di Clementina Forleo.
"È una pagina molto positiva, una sentenza importante per tutti i
magistrati perché riafferma il principio che la legge è uguale per tutti,
magistrati e non". Un pronunciamento, ha proseguito, che conferma "il
principio che i provvedimenti giudiziari non sono sindacabili in sede
disciplinare. Guai se lo fossero, perché sarebbe una forma di pressione
fortissima nei confronti dell'autonomia del giudice". Una tesi che Laudi
aveva sostenuto con forza anche nel corso della sua requisitoria difensiva in
risposta alle accuse di Sorrentino, secondo il quale la Forleo, nella sua
ordinanza del luglio 2007, aveva "valutato ed espresso profili di
responsabilità nei confronti di persone che non erano indagate, con un atto
abnorme adottato con negligenza e dando un giudizio anticipato e non richiesto
con accenti stigmatizzatori". Parole sicuramente riferite a quei passi
dell'ordinanza inviata al Parlamento in cui il gip milanese aveva definito
D'Alema e La Torre "consapevoli complici di un disegno criminoso che si
stava compiendo ai danni dei risparmiatori" arrivando ad avanzare per loro
il possibile concorso nel reato di aggiotaggio. E insieme all'ex segretario dei
Ds Piero Fassino, aveva scritto la Forleo, i due si erano dimostrati
"pronti e disponibili a fornire i loro apporti istituzionali, in totale
spregio dello Stato di diritto", ai soggetti coinvolti nell'inchiesta
sulle scalate bancarie. Poche le parole della Forleo prima che la Disciplinare
si riunisse in camera di consiglio: "Spero e voglio credere che la legge
sia uguale per tutti". Ma la sentenza di ieri non chiude la vicenda
"disciplinare" di Clementina Forleo. Sulla quale pende ancora una
richiesta di trasferimento per "incompatibilità funzionale" avanzata
dalla prima commissione di Palazzo dei Marescialli in merito alle dichiarazioni
rilasciate dalla gip relativamente a presunte "pressioni" ricevute da
"ambienti istituzionali". Sulla richiesta presto, forse già la
prossima settimana, si esprimerà il Plenum. Mentre non è stata ancora
calendarizzata la Disciplinare che sarà chiamata ad esprimersi sull'azione
disciplinare sollevata dalla procura generale nei confronti della Forleo per la
gestione di un procedimento a carico di Farida Bentiwaa, accusata di terrorismo
internazionale. Processo sul quale il gip aveva avuto contrasti con il
procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro che lo scorso gennaio avanzò,
ottenendola, istanza di ricusazione nei confronti del gip.
( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del Veltroni: i problemi del Paese messi in un angolo Ma il premier
tira dritto: "La gente è con me, se pensano di fermarmi sbagliano" di
Natalia Lombardo/ Roma LO SCUDO DOPPIO per Silvio è stato varato con il voto di
Berlusconi in Consiglio dei ministri: il Lodo Alfano, l'immunità per le quattro
più alte cariche dello Stato, crea una corazza a prova di giudici e di
legislatura per il premier, anche se da Palazzo Chigi riuscisse a traghettare
al Quirinale. E lo scudo diventa blindato con il supporto della norma
"blocca-processi" infilato nel decreto sicurezza, infatti i
colonnelli del Pdl cercano di far approvare entro luglio entrambi i
provvedimenti in Parlamento, per anticipare la sentenza Mills. Di ritirare
l'emendamento "salva-Silvio" non se ne parla, fra il Lodo "non
c'è alcun nesso col decreto sicurezza", ha detto ieri il Guardasigilli
Angelino Alfano nella conferenza stampa a Palazzo Chigi. E nel consiglio lampo
che in otto minuti ha varato il disegno di legge (non era neppure all'ordine
del giorno, bensì "fuori sacco") "non abbiamo parlato di
ritirare l'emendamento". La mossa del governo accresce la polemica. Il
segretario del Pd dichiara "archiviato" il dialogo ma fa una
proposta: "sarebbe necessario" togliere dal campo la norma che blocca
i processi per un anno e che "costituisce un elemento di inasprimento del
clima", sostiene Walter Veltroni. E sfida il Pdl ad accettare che
l'immunità venga affrontata con una modifica costituzionale nella prossima
legislatura. Il che darebbe "il senso di un provvedimento non fatto per
questioni aperte in questo momento e che riguardano cariche istituzionali in
carica. Vorrei che ci si occupasse di più dei problemi sociali del Paese. Basta
di occuparsi, come succede da 15 anni a questa parte della magistratura con lo
spirito di contrapposizione che il presidente del Consiglio sa mettere in
campo". Ma il presidente del Consiglio non cerca di nascondere l'esigenza
personale, e da giorni si giustifica così: "Se dovessi stare dietro a
tutte le udienze che ho, non potrei governare. Pensate, da qui al 18 ho udienze
ogni due giorni.... Se dovessi passare il tempo a prepararle non potrei fare il
presidente del Consiglio. Ecco perché questo provvedimento è necessario",
ha ripetuto ai ministri ieri. Il vero timore è quello di governare con una
condanna a sei anni, anche se in primo grado. Già i suoi fanno altri scudi (umani):
"Berlusconi se fosse condannato non sarebbe giuridicamente costretto a
dimettersi", spiega garbatamente Alfano. Il ministro conferma però
l'intenzione di dare una stretta sulle intercettazioni. Il secondo round del
Silvio-Saccà, uscito ieri su L'Espresso, ha fatto crescere la rabbia di
Berlusconi, intenzionato a girare ancora di piu' la chiave e mettere il
bavaglio alla stampa. E peccato che la definizione "decreto" fu solo
"un refuso", sembra pensare il premier imbufalito. Salvo fare una
battuta ai ministri che chiacchieravano mentre lui era al telefono:
"Zitti, sennò non mi intercettano bene.". Secondo
Veltroni invece i magistrati possono fare "tutte le intercettazioni che
ritengono necessarie ai fini dell'indagine, purché non finiscano sui
giornali" in una violazione della privacy. Anche per l'Udc il doppio scudo
"compromette il dialogo sulle riforme", e per Casini non è uno
scandalo l'immunità, ma i problemi del paese sono altri. Enrico Letta,
Pd, è convinto che il dialogo debba riprendere "se Berlusconi smette di
fare il Berlusconi". Secondo Minniti, ministro ombra dell'Interno,
"la tela del dialogo è stata strappata prepotentemente dal Presidente del
Consiglio, che ha inteso anteporre le sue esigenze personali a quelle del Paese
venendo meno al suo ruolo di uomo di Stato''. Berlusconi, invece, vuole
chiudere il cerchio: disarmare i giudici e far calare un silenzio stampa di
marca Putin. Tanto, ha detto ieri a Palazzo Chigi, "io vado avanti, ho il
consenso dei cittadini, la gente è con me. Se pensano di fermarmi
sbagliano". Le truppe Pdl fanno muro: per il capogruppo al Senato,
Gasparri, si deve approvare ancora piu' in fretta; il suo vice Quagliariello dà
dello "stalinista" al Pd. Il Lodo è stato già calendarizzato in aula
alla Camera per il 28 luglio ancora prima che venisse varato in Cdm. Qui non
c'è stata alcuna obiezione, soltanto Altero Matteoli ha chiesto chiarimenti
sulla possibilità di rinuncia alla sospensione del processo, pensando alla
Consulta: "L'immunità viene considerata sulla carica o sulla persona?.
( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del SPUNTI Il potere al telefono per l'ultima divetta Il circo
Barnum della "gnocca" di Roberto Cotroneo / Segue dalla prima Perché
poi alla fine Agostino Saccà, capo della fiction della Rai, una certa tenerezza
te la fa. Sta là a rispondere a tutti, gentile, paziente, sull'attenti con il
presidente, che lo tiene in attesa con musichetta da anticamera da dentista,
che gli chiede di telefonare a un'attrice mai sentita perché quella sta fuori
di testa. L'attrice è tal Antonella Troise, "che ha preso parte in alcune
fiction in ruoli secondari". Berlusconi pare afflitto, perché lei sostiene
di essere stata danneggiata dal presidente. E il presidente prega il capo della
fiction della più importante azienda culturale italiana, la Rai, di fargli una
telefonata, e dirgli che lui insiste, che lui, Berlusconi, chiede di farla
lavorare. Ma cos'è questa storia qui? Il problema che mi
interessa in questa cosa non è se sia giusto o no pubblicare queste
intercettazioni. Obbiettivamente pare un po' di origliare dietro una porta. Il
problema è il contenuto. Ma può il capo dell'opposizione, ex presidente del
consiglio dei ministri telefonare per (aspettate che mi rileggo il nome se no
non mi entra in testa), Antonella Troise? Poi se guardo la foto oltre al
nome, comincio a capire. E bando alle ipocrisie, ai moralismi, alle mezze
frasi. Questa è una repubblica fondata sulla gnocca. L'ho detto. Andava detto.
E non se ne esce. Gnocche di vario genere e di varie gradazioni, ma la sostanza
è quella e soltanto quella. Nessuno si scandalizza, nessuno fa del moralismo. È
del tutto comprensibile professare interesse nei confronti di avvenenti
fanciulle, che all'occasione possono rendere più piacevole la vita, possono
darti motivazioni a lavorare meglio, e tutto quello che sappiamo. Ma santo
cielo, ma si può telefonare per dire: mi ha chiamato Marta Flavi, io non ho
nulla a che spartire con Marta Flavi, ma sai, però. E poi il presidente, sempre
al telefono con il produttore De Angelis: "Llo fai tu "Vivere",
ah no, è di Endemol, perché ieri mi hanno presentato un'attrice di
"Vivere"". E poi il presidente si ferma, perché deve parlarne
con il vero produttore. Di cosa? Di un'attrice che ha incontrato in un
corridoio? E che forse voleva una parte migliore nella fiction. Nel frattempo
il paese va a rotoli, e pazienza. Nel frattempo dovrebbe fare opposizione, il
presidente, ma se becca una in un corridoio della fiction "Vivere" se
la ricorda e telefona. Nel frattempo il grande capo della fiction Agostino
Saccà deve usare il pallottoliere, perché tutti gli rompono le scatole.
Giuliano Urbani, che non è passato alla storia come ministro dei beni
culturali, e che ha querelato Sgarbi negando di avere una relazione con
l'attrice Ida Di Benedetto, chiama Saccà, anche lui, ma "per Ida".
Perché c'è una serie, una miniserie anzi, sui pittori, che non parte, e Ida si
infuria, e il povero Saccà deve chiamare la segretaria, controllare il budget,
capire di che cavolo di miniserie si tratta, vedere che si può fare. E poi
nessuno ci capisce niente: che pittori sono, cosa hanno dipinto, e perché il
popolo italiano deve sorbirsi questa roba. Saccà sembra il capro espiatorio. La
Troise, la Flavi: "si può mettere la Flavi a
"Incantesimo"". Non è un'attrice, risponde il povero Agostino.
Ah neanche la Troise? La Troise? Eh beh. no. forse, vediamo, magari, chissà. E
Letizia Moratti, il sindaco di Milano? Chiama pure lei, e Saccà ferma la
proiezione. Perché la Moratti vuole sapere se la moglie di Paolo Glisenti, suo
collaboratore a Milano, una certa Eliana Miglio, anche lei con voce quasi
assente su Wikipedia, può fare il provino per non so che cosa. Il che cosa non
è una parte nel prossimo film in concorso a Venezia, a Berlino o a Cannes. Qui
siamo a fictionucce, a puntatine del giovedì sera, dove, quando va bene, reciti
in tutto mezz'ora, e non gliene importa niente a nessuno. C'è una piccola
Italia, l'Italia dei balocchi, del luna park dello spettacolo, un'Italia media,
un po' insulsa persino, dove cercano tutti di ingozzarsi di quello che è
rimasto; tutti, come fossero di fronte a un buffet di quelli immortalati da
Umberto Pizzi. Un buffet da poco: attrici senza nome, amanti di consiglieri di
amministrazione, proteste per robe da niente. E poi idee strampalate, con il
potere della politica che si interessa, e va a sapere perché, di cose di
piccolo conto, che non servono a niente, che non ti emozionano neppure. Una
fiction sulla famiglia Scicolone? Diamo un segnale a Francesco Rutelli che ci
tiene tanto. E diamoglielo questo segnale a Rutelli, certo. E Alessandra
Martines che vuole fare Coco Chanel, e vuole la parte? Cosa ci facciamo con la
Martines? Perché Clemente (inteso come Mastella) "ne sarebbe
contento". E uno poi dice: ma la Martines non è la moglie di uno dei miti
del cinema francese, di Claude Lelouch? Non la immaginiamo romanticamente su
una spiaggia della Normandia, genere "Un homme et une femme"? Ma
figuriamoci: al massimo a Ceppaloni a farsi raccomandare da Mastella per fare
Coco Chanel? Che pare un ossimoro stilistico, vista così. Ma la cosa più
divertente di questo circo Barnum è che nessuno, dopo telefonate su telefonate,
riesce a ottenere nulla. Ma nessuno, ma nemmeno Berlusconi. Stanno tutti là a
dire, ma a quella glielo fai un provino? Quell'altra si potrebbe per caso. Ohi
ma senti, a me non è che me ne importa nulla. Io te l'ho detto, il mio dovere
l'ho fatto e poi vedi tu. Eh certo. Che poi tutte queste con i tacchi a spillo,
le tette... E il presidente: proponigli di fare Madre Teresa di Calcutta, vedi
come poi si tirano tutte indietro. E va bene, così, senza parole, direbbe
Vasco. Nessuna ottiene niente. La Moratti, Berlusconi, Minoli che ci prova a
fare il direttore generale della Rai, Urbani con la sua Di Benedetto.
Chiacchiere, chiacchiere, un po' di gnocca, la solita gnocca, di un paese così.
Dove Saccà dirige il traffico. E tutti vorrebbero stare in quel posto là. Ad
azionare la giostra gigolante e arrugginita di questo paese dei Balocchi.
www.robertocotroneo.net.
( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del Intercettazioni la
"mortificazione" di Fede Paolo Ojetti Buttata fuori dalla porta
l'idea incostituzionale di rinviare i processi che fanno comodo al Cavaliere,
rientra dalla finestra la Grande Immunità per le tre alte cariche dello Stato
più la quarta, più bassa, la carica di Berlusconi. Il Tg1 se la cava con
un'intervista compiacente al ministro Alfano e il Tg5 insiste: immunità per
dare "serenità" a Berlusconi, ovviamente. Il Tg3 adopera toni neutri.
Emilio Fede, con aria mesta, si dice "mortificato" per la pubblicità
data alle intercettazioni dove il suo padrone vuol piazzare "le
fanciulle" e dove si intrecciano raccomandazioni, voti di scambio,
promesse di soldi e appalti, tutto a carico dei bilanci Rai, il che rende
questo mercimonio di interesse davvero "pubblico". L'avvocatessa
Bongiorno, ieri spalla occasionale di Fede, ha sostenuto
che si sono intercettate persone che non c'entrano niente e che non sono
indagate. Falso, non sono state intercettate persone non indagate, ma solo i
telefoni di Saccà, su ordine della magistratura per un'indagine per corruzione,
quindi tutto legittimo. La stampa fa solo il suo mestiere (finché potrà), le
pubblica e scoperchia un sottobosco schifoso.
( da "Unita, L'" del 28-06-2008)
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Stai consultando l'edizione
del La famiglia Orlandi crede nella supertestimone Gli inquirenti vanno avanti.
Ascoltato l'ex Nar Carminati che ha negato il coinvolgimento della Banda della
Magliana di Anna Tarquini / Roma SI RIPARTE dai misteri di trent'anni fa e da
nomi, registrazioni e identikit lasciati per strada nel corso degli anni. Per
fare luce sul rapimento di Emanuela Orlandi e sulla veridicità della
supertestimone i magistrati hanno scomodato addirittura Massimo Carmi- nati,
l'ex terrorista dei Nar (omicidio Pecorelli) che ebbe anche rapporti con la
banda della Magliana. Carminati, attualmente libero dopo aver scontato una
serie di condanne, era detenuto quando Emanuela, nel 1983, scomparve. Ai
magistrati avrebbe però sostanzialmente negato circostanze e fatti descritti da
Sabina Minardi: "Non credo che Renatino De Pedis c'entri qualcosa con il
rapimento". Perché Carminati. Perché l'ex terrorista è una delle persone
tirate in ballo dalla Minardi. Secondo la donna Carminati sarebbe stato un
assiduo frequentatore della casa di via Elio Vittorini, all'Eur, dove abitava
Enrico De Pedis e avrebbe rivelato quanto sapeva della Orlandi. Nelle date e
nei fatti però la Minardi cade un'altra volta perché Carminati viene descritto
come colui che sarebbe andato a Londra per fare "il servizio" a
Roberto Calvi. Invece anche Carminati era in carcere quando venne commesso
l'omicidio. I magistrati stanno passando al vaglio uno dopo l'altro i
personaggi chiamati in causa. Il punto sarà fare una comparazione tra le
dichiarazioni della superteste e gli atti dell'inchiesta dal 1983 ad oggi. Tra questi una serie di intercettazioni degli anni ottanta
ritenute attendibili. Due in particolare, quelle delle chiamate arrivate ai
genitori di Emanuela Orlandi nell'estate del 1983 e con le quali venivano
comunicate le modalità per il recupero del tesserino del corso di musica della
giovane ed una sua lettera in cui diceva di stare bene. Telefonarono un
certo "Mario" e un certo "Pierluigi". Costoro dettero
indicazioni che consentirono di ritrovare a Fiumicino dove nella cappella
dell'aeroporto furono ritrovati 3 fogli contenenti un messaggio mandato dalla
ragazza ai genitori biglietto nel quale era scritto "non state in pensiero
per me io sto bene". L'altro biglietto invece fu trovato nei pressi di
piazza del Parlamento in un cestino dei rifiuti. Un'altra busta venne trovata
nei pressi di via Porta Angelica. Le telefonate arrivarono nell'estate a
cominciare dal 6 luglio del 1983 al quotidiano Paese sera e altri organi di
stampa. Obiettivo degli inquirenti è quello di verificare se esista la
possibilità di attribuire quelle voci registrate a qualche esponente della
Banda della Magliana. Anche se gli accertamenti fonetici erano stati eseguiti
già nel 2005 e avevano escluso ogni rapporto. C'è tra l'altro un fatto nuovo e
non di secondaria importanza del quale tenere conto. Ed è la nuova posizione di
Natalina Orlandi, sorella di Emanuela, che dopo aver negato ogni attendibilità
alla teste, ieri a sorpresa avrebbe detto: "Io credo in questa versione. E
la pista della Banda della Magliana fu la prima ad essere intrapresa, 24 ore
dopo il sequestro. Ci fu un poliziotto del primo commissariato che riconobbe De
Pedis nell'identikit. Ma poi non si fece nulla". Se confermata questa
posizione della famiglia segnerebbe una svolta per la ricerca della verità. C'è
anche da dire che il ritrovamento di una stanza segreta con una vecchia
brandina e un gabinetto nei sotterranei dell'appartamento al gianicolense
corrisponde esattamente alle indicazioni della Minardi anche se le date non
coincidono. I magistrati hanno anche rivelato che la supertestimone ha problemi
sulla descrizione di Emanuela Orlandi e sullo scambio di battute avuto con lei.
La compagna del boss fornisce più versioni. Prima la Minardi afferma che vedeva
dallo specchietto la giovane in stato confusionale e che le avrebbe fatto i
complimenti sulla chioma, dei bei capelli lunghi. "La ragazza - dice
Minardi - sembrava su un altro pianeta e continuava a chiedere "Mamma,
mamma, ma dove mi porti". Successivamente la ex amante di De Pedis
sostiene che la giovane, alla quale avrebbero tagliato i capelli in maniera
oscena ("un taglio tutto paro"), voleva andare da un certo Paolo.
Intanto la famiglia De Pedis ha fatto sapere che la tomba, dopo che l'avranno
aperta, non rimarrà più nella basilica di Sant'Apollinare.
( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
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N. 153 del
2008-06-28 pagina 1 IL GARANTISMO? UNA RELIGIONE di Massimiliano Lussana Forse
sogno, forse sono un irriducibile utopista, forse dovrei fare un altro
mestiere, forse non dovrei occuparmi neppure di politica. Perchè mi piacerebbe
che la strada in ricordo di Enzo Tortora - che arriva dopo una lunga battaglia
dei radicali, del Giornale e di alcuni nostri lettori, penso ad esempio a
Fernando Galardi, e per la quale torno a ringraziare Marta Vincenzi, che
finalmente ne ha fatta una buona - segnasse qualcosa in più di un evento
toponomastico più o meno rilevante. Mi piacerebbe che quella targa ci regalasse
un giornalismo diverso. Diverso da quello che descriveva Tortora come un cinico
mercante di morte e diverso da quello che, come le bestie rabbiose e affamate,
ha bisogno ogni giorno sempre di una preda diversa. Da
colpire in ogni modo: pubblicazione di intercettazioni, squadrismo mediatico su
falsi problemi, dubbi insinuati come verità o comportamenti privati di nessuna
rilevanza elevati al rango di reati. Così, per vedere l'effetto che fa. Così,
per far passare il messaggio: " se ne scrivono, qualcosa avrà pur
fatto" (...) © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
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N. 153 del
2008-06-28 pagina 3 GARANTISTI. A ROMA E GENOVA di Massimiliano Lussana (...) E
poi, oltre a un altro giornalismo, mi piacerebbe un'altra politica, qualche
volta anche di centrodestra. Devo dire che, in occasione dei vari dibattiti
sugli arresti del portavoce del sindaco, di un imprenditore e di due ex
consiglieri comunali diessini, l'opposizione di casa nostra ha imparato la
lezione. Gli interventi in consiglio comunale della capogruppo azzurra
Raffaella Della Bianca, dei consiglieri di An, degli arancioni, della Lega, di
altri, sono stati sereni e seri. E, soprattutto, hanno centrato il problema: la
giunta Vincenzi deve andare a casa perchè Genova è un gioiello che viene perso
per strada; perchè la città è amministrata male; perchè si pensa a dare
accoglienza ai rom anzichè agli italiani che ne hanno bisogno e che sono
colpevoli solo di pagare le tasse (il caso di Igor Tardito, raccontato sulle
nostre pagine, al proposito, è sconvolgente); perchè fa chiacchiere e fino ad
oggi non ha prodotto nulla o quasi di tangibile. Questi sono i motivi per cui
Marta Vincenzi dovrebbe andare a casa, non perchè i suoi assessori sono stati
toccati da un'inchiesta. Ecco, a noi, piace questo centrodestra, quello
garantista per tutti, a partire dagli avversari. E speriamo di non dover più
vedere - come è capitato, fortunatamente in proporzioni assolutamente poco
significative - un centrodestra garantista a Roma e forcaiolo a Genova, un
centrodestra che parla di "accuse verosimili" (il verosimile, grazie
al cielo, non è ancora una categoria della giustizia), un centrodestra che va a
rimorchio dei grillini o un centrodestra che rovista nel cestino dell'immondizia delle intercettazioni. Vi rivelo un piccolo
retroscena. Qualche giorno fa, Massimiliano Morettini, uno degli indagati per
Mensopoli, mi ha chiamato ringraziandomi per l'onestà e la correttezza
garantista della linea del Giornale. Noi, politicamente, a Morettini non
abbiamo mai fatto nessuno sconto: non sul G8, non sugli extracomunitari,
non sulla politica. Ma sentire alcuni suoi amici diessini derubricare lui e gli
altri a "quattro mascalzoni" è qualcosa di talmente volgare, falso e
vergognoso, che sulla giustizia saremo sempre dalla parte di Morettini.
Garantisti per tutti, almeno fino a sentenza definitiva. Per gli avversari di
più. Si chiama Politica. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
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N. 153 del
2008-06-28 pagina 2 "Lo scudo? Scelta politica" di Anna Maria Greco
da Roma L'Anm non vuole aprire un altro fronte. Almeno per ora. Sullo scudo che
tutela le massime cariche dello Stato il presidente dell'Associazione nazionale
magistrati, Luca Palamara, sceglie la cautela e assicura che non si intende
invadere la sfera propria della politica. Troppe
controversie sono già aperte tra il Palazzo e le toghe: dal provvedimento sulle
intercettazioni a quello sospendi-processi, fino agli attacchi del premier
Silvio Berlusconi ai magistrati politicizzati, per i quali l'Anm ha chiesto di
incontrare il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Calma, dunque,
giudizio sospeso. Ma il lodo Alfano e le sue implicazioni e ricadute
sulla macchina giudiziaria saranno studiate a fondo dagli esperti, Costituzione
alla mano. Sempre, sotto il profilo "tecnico". E il "sindacato
delle toghe" sorveglierà anche il dibattito parlamentare, con eventuali
modifiche del disegno di legge per fare, eventualmente, le sue osservazioni.
Presidente Palamara, l'Anm non è intervenuta finora sul Lodo perché aspettava
di vedere il testo che sarà presentato dal governo al Parlamento. Ora il
disegno di legge c'è, che cosa ne pensa? "In questo momento non abbiamo
giudizi da dare: semplicemente, studiamo il provvedimento con al fianco la
sentenza della Corte costituzionale che nel
( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
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N. 153 del
2008-06-28 pagina 2 Indagini scomode sui Ds Forleo assolta dal Csm ma rischia
il trasferimento di Luca Fazzo da Milano Il giudice Clementina Forleo non commise
alcun illecito quando chiese al Parlamento l'autorizzazione ad utilizzare nel
processo Unipol le intercettazioni telefoniche dei
parlamentari diessini Massimo D'Alema, Piero Fassino e Nicola La Torre. Ieri il
Consiglio superiore della magistratura spazza via due anni di accuse roventi
lanciate contro il magistrato da una parte del mondo politico, raccolte e fatte
proprie dalla Procura generale della Cassazione che aveva chiesto la censura e
il trasferimento della Forleo. Rivolgendosi al Parlamento, dice il Csm,
il gip milanese ha fatto solo il suo dovere di giudice. Fine del caso Forleo?
Niente affatto. Perché sulla testa del magistrato incombe un'altra minaccia,
solo apparentemente meno insidiosa. Insieme all'azione disciplinare, infatti,
contro di lei era partita anche un procedimento per "incompatibilità
ambientale", basato soprattutto sulle sue esternazioni televisive nel
corso di Annozero. Una apposita commissione del Csm, presieduta da Letizia
Vacca dei Comunisti italiani, ha già proposto che la Forleo venga cacciata sia
da Milano che dalle funzioni di giudice monocratico. La decisione del plenum
del Csm arriverà il mese prossimo, e lì può ancora accadere di tutto. Ma è
sicuro che l'assoluzione con formula piena decisa ieri dalla "disciplinare"
rafforza vistosamente la posizione del magistrato sotto accusa anche in vista
del prossimo appuntamento. Lei, Clementina Forleo, ieri era scesa a Roma pronta
al peggio. "Non mi sentivo affatto tranquilla", racconta al telefono
ieri sera. E ancora meno tranquilla si deve essere sentita quando il
rappresentante dell'accusa, il sostituto procuratore generale Federico
Sorrentino, era partito all'attacco imputandole di avere inviato al Parlamento
un'ordinanza "abnorme", un atto che conteneva "un giudizio
anticipato non richiesto su persone non indagate" e mostrava "carenza
di imparzialità", "negligenza grave e inscusabile", "scarso
equilibrio". Poi però ha preso la parola il suo difensore, il magistrato
torinese Maurizio Laudi. Ha ricordato il significato di quelle telefonate, i
legami evidenti che emergevano tra i vertici dei Ds e Gianni Consorte, numero
uno di Unipol, impegnato all'epoca nella scalata illecita alla Banca nazionale
del lavoro. Per questo, nella sua ordinanza, la Forleo parlava di
"complicità". "Spero, credo e voglio credere che la legge sia
uguale per tutti", aveva detto ieri la giudice prima che la sezione
disciplinare pronunciasse la sentenza. E, ad assoluzione avvenuta: "La
giustizia ha trionfato. Se si ha onestà e dignità di andare avanti fino in fondo
senza cedere di fronte a nulla la verità viene fuori. Ora, siccome il tempo è
galantuomo spero che abbia prima o poi giustizia anche il collega Luigi De
Magistris", il pm di Catanzaro finito anch'egli sotto accusa per le sue
esternazioni. Ma, aldilà della soddisfazione di ieri, Clementina Forleo è la
prima a sapere che i pericoli per lei non sono finiti, e che anche dentro il
Csm rimane forte il partito di chi a luglio vorrebbe spostarla di peso dal suo
incarico, spedendola senza troppi complimenti a scrivere sentenze d'appello in
qualche Corte lontana da Milano. "A quello per adesso non ci voglio
pensare - risponde la Forleo - l'importante è che oggi il Csm abbia capito che
in quell'ordinanza non c'era niente di abnorme e che anzi da parte mia era un atto
dovuto. Il mio difensore è stato bravissimo". Vale la pena di ricordare
che se la Forleo fosse stata punita per la sua richiesta a carico di D'Alema e
La Torre avrebbe rischiato di essere - paradossalmente - l'unica condannata
della vicenda: l'utilizzo delle telefonate di La Torre è già stato rifiutato
dalla Camera con voto bipartisan, mentre su D'Alema - all'epoca parlamentare
europeo - dovrà esprimersi Bruxelles. Ma le possibilità di un voto favorevole,
che potrebbe portare D'Alema sul registro degli indagati, vengono considerate
piuttosto scarse. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
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N. 153 del
2008-06-28 pagina 3 Nonostante i dubbi Napolitano firmerà di Redazione Napoli.
Firmerà. Non gli piace, perché a suo giudizio il lodo Alfano non contiene
novità sostanziali, mentre lui si aspettava qualcosa di più. Non lo convince,
perché accoglie "solo parzialmente" le obiezioni della Consulta e
dell'opposizione. Ma Giorgio Napolitano l'autorizzazione a presentare alle
Camere lo scudo giudiziario per le alte cariche la firmerà comunque: il testo
del governo non presenta infatti evidenti profili di incostituzionalità. E poi,
nonostante la difficoltà del momento, il presidente continuerà a provare a
disinnescare lo scontro tra politica e magistratura, cercando "un punto di
equilibrio attraverso il dialogo e il confronto". Certo,
il passo avanti che ha compiuto la maggioranza ritoccando il lodo è considerato
troppo timido per riuscire a rasserenare il clima, avvelenato ancora di più
dalle ultime intercettazioni. Ma la mediazione del Colle continua. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
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N. 153 del
2008-06-28 pagina 3 Berlusconi scherza sulle cimici Poi rilancia: "Parlerò
agli italiani" di Adalberto Signore da Roma Due giorni fa, quando il
ministro Fitto l'ha chiamato per dirgli che stava preparando un comunicato
piuttosto duro contro la procura di Bari, la risposta di Berlusconi è stata
eloquente: "Raffaele, più duro che puoi. Senza esitazioni". A
quarantotto ore di distanza la linea del Cavaliere resta sostanzialmente la
stessa, ribadita davanti all'intero Consiglio dei ministri. Tanto netta che
l'unico rammarico che si porta dietro il premier è quello di non aver fatto
l'annunciata conferenza stampa per spiegare agli italiani le sue ragioni.
"Hanno insistito così tanto - dice riferendosi ai consiglieri più prudenti
- che alla fine ho ceduto. Ma passato questo periodo di polemiche, la
conferenza stampa la farò. Perché il Paese deve sapere come stanno davvero le
cose". Nonostante tutto, però, il Cavaliere non sembra aver perso il suo
buonumore se prima della riunione a Palazzo Chigi invita al silenzio alcuni
ministri che parlottano in maniera un po' concitata. "State zitti - li
riprende Berlusconi mentre è al telefono - altrimenti non mi intercettano bene".
Non è affatto ironico, invece, qualche minuto dopo. Quando parlando con un
ministro ribadisce l'intenzione di andare fino in fondo: "Non mi farò
intimidire, non farò la fine di Veltroni". Già, perché il premier è ormai
convinto che il leader del Pd sia "prigioniero" del
"giustizialismo oltranzista di Di Pietro". Insomma, che non sia più
un interlocutore credibile per la maggioranza. Perché, chiosa Osvaldo Napoli,
"la sua stagione riformista è durata lo spazio di un mattino". D'altra
parte, nel Pd non sono poche le crepe. Perché se c'è un'ala che spinge verso la
sinistra radicale, c'è pure una zona grigia - e prudentemente silenziosa - che
vede di buon occhio l'approvazione del lodo-bis e la definitiva soluzione della
questione giustizia. È a loro che si appella Cicchitto quando si augura che
l'opposizione "non si faccia trascinare da Di Pietro". Anche perché,
ripete in queste ore Berlusconi, la magistratura "ha travolto anche loro
in più d'una occasione". Il caso di scuola, ovviamente, è quello
dell'inchiesta su Clemente Mastella che ha dato il colpo definitivo al governo
Prodi per poi concludersi in un nulla di fatto. E dopo aver citato il caso
Mastella, Berlusconi torna sulle intercettazioni pubblicate
da L'Espresso. "Una vergogna", ripete in Consiglio dei ministri.
"Una vergogna - spiega - che però farà aprire gli occhi agli italiani
perché in quelle conversazioni non c'è assolutamente nulla". E che le
intercettazioni non debbano finire sui giornali lo pensa anche Veltroni,
perché - spiega - deve essere "salvaguardata la privacy dei
cittadini". È altrettanto netto il Cavaliere quando si affronta il
capitolo del lodo-bis: "una necessità". Perché, dice ai ministri,
"il ruolo di premier è incompatibile con quello di imputato".
Insomma, "o passo le mie giornate a prepararmi alle udienze oppure governo
questo Paese". E dunque, avanti tutta sugli emendamenti
"sospendi-processi" e sul lodo-bis. Senza esitazione alcuna. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
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N. 153 del
2008-06-28 pagina 3 E il Pm Ingroia cerca consensi all'assemblea Sd di
Redazione Tempi bui per la libertà d'opinione. Andiamo verso il "deserto
dei diritti" e nemmeno ce ne accorgiamo. Parole che non stonano nel posto
in cui sono state pronunciate, cioè l'assemblea di Sinistra democratica che si
è tenuta a Chianciano terme. Se non fosse che a pronunciarle è stato Antonino
Ingroia, sostituto procuratore alla Direzione distrettuale antimafia di
Palermo. Il magistrato ha parlato dallo stesso palco di Claudio Fava, Gavino
Angius e Martin Schulz (il capogruppo del Pse al Parlamento europeo).
"Essere qui mi consente di intervenire e parlare su temi che dovrebbero
stare a cuore a tutti, ma in questi tempi bui - e temo che saranno ancora più
bui, prossimamente, per la libertà d'opinione nel nostro paese, oltre che per la
libertà di stampa - temo che le occasioni per un magistrato di dire ciò che
pensa su ciò che si sta facendo della giustizia e della legalità in Italia
saranno sempre più ristrette". Il giudice ha passato in rassegna tutte le
cose che secondo lui non vanno, che vanno dalle norme adottate dal governo in
tema di sicurezza, al limiti alle intercettazioni
telefoniche. Fino all'uso dell'esercito per contrastare la criminalità.
"Noi stessi non ce ne rendiamo conto - ha spiegato ai militanti del
partito a sinistra del Pd - perché stiamo passando di assuefazione in
assuefazione, ma siamo ben al di là della legislazione d'assedio
all'informazione libera e all'indipendenza della magistratura degli anni
passati, o della legislazione ad personam. Andiamo diritti verso il deserto
dei diritti. Temo che non ci sia - ha concluso - sufficiente consapevolezza
della posta in gioco". Insomma, il rischio per la democrazia c'è. E'
enorme. Ma sono gli italiani che non se ne accorgono. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
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N. 153 del
2008-06-28 pagina 4 "O mi vendo, o devo rubare" La vita d'inferno dei
bimbi rom di Giacomo Susca Li chiamano "topini", ma in bocca invece
del formaggio hanno i soldi presi ai turisti da Milano Qualcuno ha il coraggio
di chiamarli nomadi, "figli del vento", ma il lungo viaggio dai
casermoni in cemento della periferia di Bucarest fino al fango delle
baraccopoli italiane ormai conserva ben poco di romantico. È piuttosto una
discesa agli inferi quella vissuta da almeno 50mila bambini rom, quelli cioè
che nelle nostre città ci sono arrivati scivolando negli ingranaggi oliati dal
racket dell'immigrazione clandestina. Per i piccoli trascinati attraverso i
confini dell'area Schengen la strada verso l'Occidente, visto nello schermo
della tv - ricostruiscono gli esperti di criminologia internazionale - quasi
mai è una scelta, semmai una costrizione. Un debito che si sottoscrive a vita,
nella speranza un giorno o l'altro di ripagarlo. Lavorando, promettono prima.
Proprio così: il passaporto entra in possesso del gruppo criminale che saprà
condurti a Parigi, Londra, o Roma. Non è solo una promessa in cambio di
documenti, però. Il prezzo reale da corrispondere è la libertà. E succede che i
nuovi schiavi hanno appena messo i denti da latte. Le baby-lucciole alla fiera
dell'Est A volte, invece, "sono loro a comprarti", racconta una
ragazza passata per le cure delle assistenti sociali e per le carezze delle
suore del "Nocetum", periferia sud di Milano, centro di recupero
convenzionato con il Comune. Terrorizzata solo al pensiero di ricordarsi il
proprio nome, "perché quelli sono in giro". Quelli sono i suoi
familiari: vivono ancora a duecento metri di distanza, nelle roulotte. Per lei
l'Italia della pubblicità s'è rivelata un vialone dietro il Cimitero Maggiore.
Le auto che sfrecciano, qualcuna che accosta e chiede "Quanto?"
Risposta: "Trenta euro. Meno delle altre". Dopotutto è stata una
faccenda di soldi, sin dall'inizio. Il dramma è che non è nemmeno una vicenda
originale, la sua, ma come tante. I genitori l'hanno venduta a mille euro a dei
lontani zii, "un affare", sarebbe a dire 100 euro ogni compleanno.
L'equazione è diretta, a 10 anni sui marciapiedi di Milano sono un patrimonio
destinato a moltiplicarsi. Previsione azzeccata. "Ogni notte portavo nelle
tende pure 500 euro". Carne fresca a peso d'oro, come quello nascosto
nelle buche del terreno o tra i denti degli sfruttatori. Dai sorrisi "che
non dimentichi, che la notte riappaiono sottoforma di incubi". Business e
deformazioni Nell'assurda bilancia dei profitti amministrati dai clan zingari,
una mancanza può colmare un portafogli. Il traffico degli invalidi e dei
mutilati è cosa ben nota alle procure di mezza Italia. A dicembre scorso i
carabinieri hanno portato allo scoperto una banda, con base nella provincia di
Milano, che costringeva ai semafori della metropoli bambini storpi e
handicappati. Via le bende, le protesi strappate dai capi. Le deformità
dovevano essere ben visibili, esposte al sole in estate e alla pioggia in
inverno. L'unico braccio, teso verso i finestrini in cerca di monetine. Non
bastava l'umiliazione. L'incasso, a fine giornata, non poteva scendere al di
sotto dei cento euro. Altrimenti, scattavano le botte. Più forti dove le ferite
e le malformazioni bruciano ancora. Eppure nessuno fuggiva, perché sennò di
notte quei bimbi erano costretti a dormire all'addiaccio, peggio perfino delle
catapecchie in legno e lamiera. Nessuno scappava, semplicemente perché non ci
riusciva. Diceva vantandosi una madre, al telefono con un altro aguzzino, sorpresa da un'intercettazione: "Io questo pericolo non lo
corro, io i miei li tengo al guinzaglio". La catena stretta al collo dei
ragazzini mandati a mendicare nelle metropolitane, addirittura in mezzo allo
shopping della Galleria, quando Natale è vicino e la compassione della gente è
più a buon mercato. Il fiume di denaro dell'elemosina tocca i 900mila
euro al mese, specie se si arrotonda il conto affidando ai più grandicelli
qualche commercio delicato, come lo spaccio della droga a clienti poco più che
coetanei. Uomini e topi Fanno presto a crescere i piccoli nei corridoi della
Stazione Centrale di Milano. O lungo i binari di Roma Termini. E più crescono
più sono rispettati, perché corrono veloci e spariscono in un niente. Infatti
li hanno battezzati "piranha", o quanto meno "topini". In
bocca non portano pesciolini o formaggio, ma le banconote dei turisti e dei
pendolari, troppo distratti per accorgersi del gioco di prestigio. Quattrocento
colpi al giorno: li hanno contati i City Angels milanesi in un giorno qualsiasi
durante il via vai delle vacanze estive, cercando di persuaderli a lasciare la
strada. Sembravano gradire l'interessamento. "Grazie lo stesso, preferiamo
restare qui". Poi, di notte, hanno incendiato il container coi viveri e le
coperte destinate ai clochard. Attorno alle squadre "in servizio" in
stazione, altre di sentinelle. Sono gli stessi rom adulti a sorvegliare e
coprire le spalle ai piccoli, pronti a intervenire nell'eventualità che il
derubato reagisca al borseggio. Ovvio, il denaro, poi deve finire interamente
nelle tasche dei capifamiglia. Gli autori degli scippi sono invece portati a
indebitarsi nei confronti dei padri-padroni, a giocare d'azzardo coi dadi per
comprarsi le caramelle e le figurine. Battaglia senza quartiere: a Milano,
durante una retata, le forze dell'ordine si sono beccate in testa pietre e
bottiglie. E comunque, "se pure riusciamo a fermarli - ammette un agente -
hanno tutti meno di 14 anni. Un giro in centrale e rieccoli qua a rubare".
Dagli ultimi dati del ministero di Grazia e Giustizia risultano segnalati agli
uffici del servizio sociale minorile 2.424 zingarelli, il 12 per cento del
totale. Alla fine sette volte su dieci scappano dalle comunità. I banchi di
scuola restano un miraggio. Così tornano a dormire in mezzo ai veleni dei campi
rom, discariche a cielo aperto. All'alba ricomincia la vita nel girone
dantesco. L'ultimo orrore? A sette anni addestrare cani da combattimento,
lottare coi pitbull nella polvere, cercando di limitare i danni dei morsi
(Milano, via Idro, segnalazione di pochi giorni fa). © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
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N. 153 del
2008-06-28 pagina 19 Sarà riesumato e portato al cimitero il corpo del boss
sepolto in chiesa di Redazione da Roma La tomba di Enrico De Pedis, esponente
di spicco della Banda della Magliana, il cui nome è tornato in ballo in questi
giorni con la rispolveratura del caso di Emanuela Orlandi, scomparirà
dall'interno della chiesa di Sant'Apollinare. Lo ha annunciato ieri il legale
della famiglia dell'uomo, ucciso nel 1990 per un regolamento di conti, che
sembrerebbe aver avuto un ruolo nella sparizione della giovane. L'avvocato
Lorenzo Radogna ha spiegato che il corpo di "Renatino" verrà cremato,
senza fornire altre indicazioni sul luogo della futura sepoltura. "È
questa - ha aggiunto il legale - la volontà della famiglia, che dopo tanti anni
intende mettere fine a questa storia e per questo si è detta disponibile a
concedere il consenso per l'ispezione e la riesumazione del cadavere".
Intanto due giorni fa è stato ascoltato Massimo Carminati, ex componente dei
Nar, che ebbe contatti con l'organizzazione criminale romana. L'ex terrorista
nero, ora libero ma all'epoca dei fatti detenuto, è stato sentito in questura
dal procuratore aggiunto Italo Ormanni e dai sostituti Andrea De Gasperis e
Simona Maisto, alla presenza del capo della squadra mobile Vittorio Rizzi.
Carminati, accusato di essere stato ingaggiato dalla Banda della Magliana per
uccidere il giornalista Mino Pecorelli, di aver partecipato a un tentativo di
depistaggio sulla strage di Bologna e di aver preso parte a un furto al caveau
del tribunale di Roma nel 1999, non ritiene credibile la versione della
testimone Sabrina Minardi, ex amante di De Pedis. Davanti ai magistrati,
quindi, non solo avrebbe escluso la fondatezza di quanto è stato detto in
questi giorni sul rapimento della giovane cittadina vaticana, ma anche sul
ruolo dei personaggi di primo piano nella vicenda. Intanto gli inquirenti hanno
deciso di riesaminare tutti gli atti dell'inchiesta per cercare spunti utili o
non sufficientemente approfonditi in passato. Tra questi
una serie di intercettazioni degli anni '80 ritenute attendibili. Si tratta di
due chiamate arrivate ai genitori di Emanuela Orlandi nell'estate del 1983 e
con le quali venivano comunicate le modalità per il recupero del tesserino del
corso di musica e una sua lettera in cui diceva di stare bene. Obiettivo
degli investigatori è quello di verificare se esista la possibilità di
attribuire quelle voci registrate a qualche membro della Banda della Magliana.
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( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cronaca Tra Bologna
e Rimini si assiste al lento declino dei giovani. Quelli che vivono di
precariato e quelli che sopravvivono alle notti balorde in Riviera Tutti
ugualmente ostili al modello degli adulti Tanto che qualcuno ora invoca un
nuovo patto sociale. Ma per quale Italia? "I ragazzi sono una specie in
via di estinzione e spietatamente attaccata" Il nostro Paese, per
adolescenti e istruzione, è all'ultimo posto in Europa "Non sono
bamboccioni, se potessero fuggirebbero da case vuote" (SEGUE DALLA COPERTINA)
DAL NOSTRO INVIATO gianpaolo visetti L'Italia, per adolescenti e istruzione, è
l'ultimo gradino della scala europea. Dal 1988 i ragazzi tra i 19 e i 24 anni
sono calati del 42%. Solo un italiano su sei ha meno di trent'anni. Nessuno,
nemmeno un genio privo di mezzi, può studiare gratis. Lo Stato, per ogni
studente, spende un quinto di quanto si investe nella Ue: 12 mila euro all'anno
in meno rispetto agli Usa. I dirigenti laureati sono il 20%. Gli under 35 al
potere lo 0,1%: in Germania sono il 14%, in Cina il 29. Solo 18 italiani su
cento, prima dei 50 anni, raggiungono posizioni di responsabilità. Tre giovani
su dieci, a un anno dalla fine degli studi, hanno un lavoro. Di questi, tre su
quattro sono precari. A un anno dalla laurea, lo stipendio medio è di 993 euro
netti al mese: 1342 dopo cinque anni, 1424 dopo dieci. La metà dello stipendio
di un neolaureato europeo. "I nostri studenti - dice il sociologo Marzio
Barbagli - non sono mammoni, o bamboccioni. Sono attenti, interessati al mondo:
se potessero, fuggirebbero da case vuote e famiglie distrutte". Una
tragedia nazionale, sommersa e sistematicamente nascosta: l'eliminazione
culturale dei giovani, oltre che dal futuro, dal presente della società. A
Bologna, in piazza Verdi, con un caffè al mese gli universitari possono
studiare insieme sui tavolini. Nella Nutelleria all'angolo di via Righi, i
liceali cenano con 2 euro. "In Italia soltanto il mercato - sostiene
Umberto Galimberti - si interessa ai teenager. Però sono costretti a consumare
non solo gli oggetti, presto obsoleti, ma la vita: che non offre un futuro
capace di promesse". Carlo Garreffa, 21 anni di Forlì, per diventare
magistrato la sera pulisce uffici nel quartiere Masini. "Ogni volta - dice
- si conclude che sui giovani non si può generalizzare e che l'adolescenza è da
sempre un'età di sofferenza interiore. Non si vede che una crisi nuova ha
corroso le vecchie giustificazioni. Stiamo male tutti, non qualcuno. Le
adolescenze non iniziano a 13 anni e finiscono a 24: ormai sono illimitate,
mostruosamente spinte prima degli 8 anni e oltre i 40". Si scopre così che
dal 1998 i minorenni che delinquono (italianissimi, non d'importazione) sono
aumentati del 38%: 52875 reati, nel 2007. Il 96% degli under 34 passa oltre
quattro ore al giorno davanti alla tivù. Il 98% trascorre il tempo libero a
chattare in internet con amici e sconosciuti. Il 51% fa uso di droghe, il 46%
abusa regolarmente di superalcolici. Due alunni su dieci, alle medie, si
sballano almeno una volta alla settimana. Gli universitari di Bologna bevono in
media 6 bicchieri di birra al giorno. I primi rapporti sessuali sono anticipati
a 12 anni. "Il problema - dice Ivana Summa, preside del liceo Minghetti -
non sono i ragazzi, ma le condizioni di vita in cui sono costretti a vivere. Pur
di non restare soli in appartamenti deserti, in attesa di silenzi e liti tra i
genitori, mi hanno chiesto di tenere aperta la scuola fino alla sera. Le
famiglie, per giustificare la propria assenza, difendono figli che non
conoscono regole. Sotto un velo di spensieratezza cova un mare di disperazione,
a cui sono esposti fin da bambini e ogni classe sociale". Bologna,
l'Emilia e la Romagna, laboratorio d'avanguardia a livello mondiale per
l'attenzione ai giovani, non sfuggono all'indifferenza che soffoca gli
adolescenti. Nel capoluogo, 70 mila studenti su 350 mila abitanti, i quartieri
attorno all'ateneo sono popolati per un 43% di universitari. In tre anni gli
episodi di "vandalismo grave", nella regione, sono aumentati del 62%.
Aggressioni e pestaggi, contro immigrati e anziani, crescono del 39%.
"Invece di criminalizzarci nei convegni e sui giornali - dice Marco
Mazzoni, 23 anni, fondatore del mensile studentesco "BLOGmag" - gli
adulti dovrebbero ascoltarci e rispettarci. Discutono sempre del loro universo
fondato sui soldi e non accettano il nostro mondo costruito
sull'amicizia". La pubblicazione, gratuita e scritta dagli studenti, è un
caso clamoroso. Nata tre anni fa dalla fusione tra giornalini di classe,
diffonde mezzo milione di copie nelle scuole di tutta Italia (oltre due milioni
di lettori) e ha 27 edizioni locali. Gli argomenti, attraverso votazioni
on-line, sono scelti dai ragazzi. "Se sentiamo puzza di bruciato - dice
Laura Bartolussi di San Lazzaro - cancelliamo il file. Adulti senza morale, profi
con l'alito che puzza, pretendono di fare prediche mentre discutono con il
commercialista di come non pagare le tasse. Solo tra noi possiamo parlare di
cose importanti: la compagna uccisa dall'anoressia, i fidanzati morti in
motorino per la fretta di incontrarsi, il sedicenne scappato di casa con la
pagella impresentabile, la cugina che decide di vivere in una missione, il
fratello più carismatico suicida dopo l'arresto per qualche pasticca". La
diffusione dell'estraneità, la rabbia e il disprezzo, giustificherebbero la
prima rivoluzione generazionale del Duemila. Ma invece di ribellarsi, i
giovani, ormai se ne fregano. "Nessuno si è accorto - dice Lara Grossi,
barista di Cesenatico - che sulla rete siamo in piazza tutti i giorni. Quando
torniamo dall'estero, dove i giovani sono ormai protagonisti delle scelte,
spaccheremmo la faccia a tutti. Il sistema italiano, senza saperlo, è già
crollato nei nostri blog. Qualcuno li legge? Voi parlate dell'ostia ai
divorziati, noi dello choc per i compagni più importanti della vita che, finita
la scuola, in pochi giorni, si perdono per sempre". Un solco invalicabile,
scavato non solo dalla velocità tecnologica. Il caso del tema di maturità,
segnato dall'errore su Montale, è esemplare. Adulti disperati ed epurazioni ministeriali.
Adolescenti interessati, invano, a capire la differenza sessuale di una dedica.
Esibizionismo retorico contro ricerca di identità. Una terribile, pubblica
confessione: l'Italia non è un paese per giovani. "La tragedia - dice a
Modena Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro - è non riconoscere che
sono loro i grandi aggrediti del presente, il vero soggetto a rischio del
Paese. Sono violentati dalla famiglia, dai media, dalle aziende. Un processo
fuori controllo. La crisi dei figli è quella che sconvolge i padri. La casa è
il nuovo fronte di una guerra spietata, detonatore di tutte le incompiutezze.
Dobbiamo prendere atto che è esplosa una progressiva, impressionante, violenza
fisica e mentale". L'allarme dell'Oms è chiaro: in Italia, da sette anni,
la depressione dilaga anche nei bambini. Otto under 29 su dieci ricorrono a
psicofarmaci e droga. Secondo le ricerche, "non vedono la possibilità di
un futuro": istruzione per ricchi, anni per trovare un lavoro, precarietà
occupazionale, stipendi prossimi alla soglia di povertà, mutui usurai,
impossibilità di avere una casa, emarginazione sociale, relazioni personali
fragili. "Ci si occupa di intercettazioni - dice
Nicola Torri, 24 anni, chimico di Rimini - di impunità del potere e di
federalismo fiscale. Parlamento e sindacati dimenticano che quando potremo
pensare al matrimonio e a una famiglia, sarà troppo tardi". Perché una
società vecchia, ancora organizzata per un mercato interno, ma consegnata anche
economicamente nelle mani dei giovani, investe così poco sulla sua unica
risorsa aperta alla globalità? A Ravenna, nelle scuole, si chiedono banchi,
computer, docenti aggiornati e fissi. AlmaLaurea, a Bologna, ricorda che nove
aziende italiane su dieci non conoscono nemmeno la differenza tra laurea breve
e lunga: e che la riforma ha fatto precipitare i soggiorni "Erasmus"
all'estero. L'Emilia Romagna resta un gioiello dell'istruzione pubblica, l' 85%
dei giovani dichiarano di essere "soddisfatti". Un record. Se il
sistema vacilla anche qui, significa che nel resto del Paese affonda. "I
giovani - sostiene Alessandro Cavalli dello Iard - non sono più i protagonisti
del cambiamento. Sono sul banco degli imputati, giocano da soli, ma il vero
problema è il colossale spreco di talenti. Non va sottovalutato che la
maggioranza della popolazione giovanile italiana dichiara il proprio disgusto
per la politica. Si può temere che le basi su cui poggia la democrazia non
siano più così solide". Sulla costa adriatica, per i ragazzi, le
istituzioni sono le forze dell'ordine. Etilometri, perquisizioni, sequestri. La
notte tra sabato e domenica i posti di blocco ricordano quelli di un Caucaso in
guerra. Tra la "Duna degli Orsi" a Marina di Ravenna, il
"Papete" di Milano Marittima, il "Rock Island" di Rimini e
l'"Echos" di Riccione, sono schierati centinaia di agenti. Un Paese
senza famiglie dato in appalto alla polizia. "Gli adolescenti - dice lo
psichiatra Vittorino Andreoli - non percepiscono più il futuro, ostaggio degli
adulti. Espropriati del desiderio, sono senza speranza. E' drammatico. Essendo
dei "nessuno", mascherano il dolore con la violenza, per passare
dall'esclusione del banale all'identità dell'eroe. Non si piacciono
fisicamente, non si accettano psicologicamente. L'estetica ha sostituito l'ideologia.
Non resta che la fuga nella diversità, confusa con la possibilità di un
cambiamento: droga e alcol sono il rifiuto di se stessi. Senza il coraggio di
rifondare il significato di educazione, stiamo scrivendo una storia italiana
nuova e disastrosa". Al "Santafè" di Cesenatico, preferito
perché si può sedere o ballare gratis, Alessio Reno e Lara Calvisi sono al
settimo cocktail. Bevono tanto "solo perché così ci si diverte di
più". Impossibile fendere la ressa, sudata, aggredita dalle zanzare e in
realtà pressoché immobile. Una ragazza-sandwich, seriamente larga, esibisce il
consiglio: "Astenersi incompetenti e perditempo". Si ride molto e
"si parla così senza pensarci". L'impressione è che gli adolescenti
preoccupino molto gli adulti e che questi inquietino molto i primi. Due
galassie estranee, reciprocamente spaventate da una scoperta: la scienza non
contribuisce necessariamente alla felicità. è il crollo di una fiducia
messianica: nemmeno nella rete c'è quello che si cerca. "I giovani
sorridono - dice il sociologo Silvio Scannagatta - ma li attraversa la
tristezza. Grazie alla tecnologia dispongono di un eccesso di prospettive, ma
nessuna ha la forza di un progetto. Accettare la cultura della precarietà,
l'effetto-spot, è l'ultima implosione di un suicidio sociale: irresistibili
necessità immediate, noia precoce, disperazione cronica". La profondità di
Bologna, fonte della superficialità apparente della Riviera, è lo specchio del
disagio culturale che scuote i ragazzi italiani. Ridotti a buco nero del Paese,
invecchiano parcheggiati tra le aule di via Zamboni e il "Bagno 47".
"Ormai parlano solo di miti - dice lo scrittore Enrico Brizzi - perché
sono gli unici piedi di porco capaci di scardinare la mediocrità della vita. Ma
sono indignati con gli adulti e sognano di andare a far volare l'aquilone nel
prato che c'è dall'altra parte". è il primo pomeriggio d'estate e anche a
Santarcangelo c'è il sole. Antonella Pesaresi e Simone Torri, usciti dalla sala
giochi, evitano di andare al mare e si infilano nel centro commerciale. La
notte è lontana. Se non escono presto, come una volta, "i vecchi si
mettono a quizzare". Una piada interrompe la visione di due film
all'i-max. Fino all'una, farsi vedere sulle piste del "Marano", è da
"maragli smanettoni". Genitori e figli indifferenti al tempo ma
ossessionati dagli orari: due eserciti nemici prigionieri del sospetto, liquidi
informi versati nel nulla. "O ricostruiamo un patto storico di fiducia tra
generazioni capaci di concordare riferimenti etici e civili - dice l'economista
Renzo Orsi - o l'Italia non avrà gli strumenti per governare epocali
cambiamenti". L'oste Chilone, a Misano, non sa quando si chiuda la
stagione infinita dell'incertezza. Mentre frigge i bianchetti guarda passare i
motorini sparati verso i templi notturni della techno, poi i Suv mandati a
riprendere i reduci dagli acidi. Lo vede che "i nostri ragazzi stanno male
perché i loro genitori sono malati". Gli esce, non si sa come, la parola
"egocentrismo". "In ogni caso - taglia corto - scelgo i giovani.
Solo loro sono il disastro che disperatamente serve al Paese". Si
riferisce, forse con Steiner, a una pioggia di stelle sul deserto.
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Spettacoli Enrico
Mentana il mercoledì su Canale 5. Prossima puntata:
intercettazioni telefoniche Matrix, cronaca tutta l'estate "è
incomprensibile che l'approfondimento chiuda, per di più dopo una stagione di
polemiche forti su giustizia e sicurezza. A questo punto la gente immagina
Travaglio e Schifani in vacanza insieme, o magari Floris con la
Prestigiacomo". Enrico Mentana non rinuncia alla battuta e annuncia
che quest'estate continuerà a condurre Matrix il mercoledì su Canale 5 "in
controtendenza rispetto a una tv che assomiglia alla scuola, si va in vacanza a
giugno per tornare a ottobre". Cronaca in primo piano: per mercoledì
prepara una puntata sulle intercettazioni telefoniche. "La politica? Non
ha tanti protagonisti, i leader in tv vanno col contagocce: in 3 anni
Berlusconi è venuto 5 volte". La superstar di Matrix resta Di Pietro, con
25 presenze su 350 puntate: "è spendibile su più temi" dice Mentana
"e funziona".
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Quelle richieste al
Cavaliere per entrare in paradiso (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) NATALIA ASPESI Nel
tempo le richieste di favori si sono banalizzate: dal titolo nobiliare e dal
diritto di mettere il naso negli affari di stato, a gioielli, carrozze e ville,
da un ferreo contratto da star per grandi film con registi celebri a, adesso,
una comparsata nel luogo più buio della televisione italiana, la fiction
casereccia, l'ultimo angoscioso paradiso dell'agognata facile celebrità. Dalle intercettazioni delle telefonate negli ultimi mesi del 2007 tra i
protagonisti di questa storia umiliante, appare per prima cosa stupefacente che
sia stato così facile, in questo caso per non poche giovani donne, mettersi
direttamente in contatto con un uomo di massimo potere politico e mediatico, in
quel periodo non a capo del governo ma che comunque si poteva immaginare
superindaffarato sia col business che con gli avvocati che con la
potente macchina per vincere le vicine elezioni (che comprendeva anche un gran
lavoro per l'ingaggio di alcuni esponenti avversari). Antonella, Evelina,
Elena, Eleonora, Camilla e certamente altre, sapevano di avere tutto il diritto
di abusare della sua generosità e di intasargli i cellulari tempestandolo di
telefonate ad ogni ora del giorno e della notte, di pretendere favori e
raccomandazioni, di comportarsi da 'pazza pericolosa' o da 'frustrata
assoluta', di spaventarlo con le minacce, di obbligarlo a chiedere per loro, a
suoi dipendenti o a persone ansiose di compiacerlo, particine nel mare di fiction
che intasano la televisione; non solo in quelle Mediaset di cui Berlusconi è
direttamente padrone, ma anche in quelle della cosiddetta concorrenza,
attraverso i premurosi servigi del povero Agostino Saccà, allora direttore di
Rai Fiction. Ognuna di queste questuanti, come tante altre raccomandate da
centinaia di altri potenti, non avevano, non hanno, almeno per ora, delle
carriere folgoranti. Elena ha un suo sito ufficiale bilingue in cui racconta di
essere venuta a Roma da Napoli nel 1993 e di aver partecipato al film 'Baciami
Piccina' di Ciampanelli, Camilla ha un blog e ha iniziato come tronista a
'Uomini e donne', Evelina è apparsa un secondo in 'Alessandro Magno' di Oliver
Stone, su una copertina di Panorama e in un 'Padre Pio' televisivo; Antonella
non ha lasciato grandi tracce in 'Casomai' di D'Alatri, né alcun dizionario del
cinema segnala 'Balcancan' del macedone Mitrevski in cui ha iniziato la sua
carriera: finalmente Saccà ottiene qualcosa e per lei si inventa un apposita
particina nella superfiction Rai 'Capri'. Ma non sempre Agostino ce la fa: per
quanto potente sia lui e soprattutto chi gli chiede questi modesti favori,
capita che i provini delle ragazze pur raccomandate si dimostrino un tale
sfacelo che registi e produttori eroicamente si ribellino all'imposizione. E
tuttavia si capisce perché spesso una parte della nostra fiction pur amata dal
pubblico, sia così desolata. C'è questa folla sempre più inquieta di ragazze
che sarebbero belle se non fossero tutte uguali, con le stesse pettinature e le
stesse boccone e gli stessi reggipetti e lo stesso sorriso privo di seduzione;
per uscire dalla palude dell'intercambialità non viene loro in mente magari di
studiare, la via più facile è sempre quella, l'aiutino del potente, forse con
uno scambio di cortesie. Tanto capita che nessuno chieda a queste 'attrici' non
si dice di saper recitare, ma neppure di essere in grado di scandire l'italiano
e di esprimere anche a caso una qualsiasi emozione.
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il pm antimafia:
"Si torna indietro nella lotta alle cosche" L'allarme di Ingroia
"Con quelle leggi è il deserto del diritto" "Lo Stato ha
tagliato i fondi, da luglio saranno bloccate le intercettazioni" UMBERTO
ROSSO dal nostro inviato CHIANCIANO TERME - Va al congresso di Sinistra
Democratica, prende la parola nel "covo" di comunisti perché
"magari è uno degli ultimi spazi di parola per noi magistrati", e
demolisce fra gli applausi ad una ad una tutte le ultime sortite di Silvio
Berlusconi sul terreno giudiziario. Quindi, Antonio Ingroia, pm antimafia di
punta a Palermo, tratteggia la sua allarmatissima radiografia: "Siamo ben
oltre ormai le leggi ad personam e l'assedio alla libera informazione. Siamo
all'anno zero della legalità, al deserto dei diritti. E purtroppo è in atto un
tale meccanismo di assuefazione che neanche ce ne accorgiamo". Standing
ovation e abbraccio di Claudio Fava, leader di Sd e amico del magistrato,
"mi ha invitato ed eccomi qui - racconta Ingroia, ben consapevole delle
polemiche cui rischia di esporsi - ma sono pronto a raccogliere un invito anche
da un partito di maggioranza, per andare a spiegare le stesse cose. Non mi ero
tirato indietro quando si era trattato di polemizzare anche con Prodi e
Mastella". E se la sua analisi sembra richiamare certe tesi del
"regime" morbido, care a Bertinotti o a Di Pietro, Ingroia scende nel
dettaglio della trincea palermitana per far capire come vanno le cose. Urgente
il blocca-processi? Decreto per fermare le intercettazioni?
"Non mi pare affatto che siano queste le emergenze. A Palermo, fra un
mese, saremo costretti a fermare le intercettazioni. Ma non quelle per le
veline. Quelle contro la mafia, quelle che hanno portato in galera Riina e Lo
Piccolo. Ma perché nessuna parla di questo?". Succede che, siccome
microfoni e apparecchiature per l'ascolto ambientale vengono affittate da
privati, e siccome lo Stato ha tagliato i fondi, le ditte non hanno più
intenzione di far credito al Palazzo di giustizia di Palermo e quindi hanno
annunciato lo sciopero delle intercettazioni da luglio. Però arriveranno i
soldati contro le cosche. "Inutile. Funzionò nel '92, oggi non serve a
nulla. Oggi che si torna indietro nella lotta alla mafia. Il 41 bis per esempio
è solo un fantasma di quel che era". La mafia, denuncia Ingroia, "è
tornata nei salotti, ad allearsi con la massoneria, ma di questo non si deve
parlare". Il blocco dei processi per un anno? Un favore a Cosa nostra,
perché "si fermano i giudizi per bancarotta, usura, estorsione,
prostituzione, tutti reati-satellite della mafia". Il silenzio stampa su
intercettazioni e procedimenti giudiziari? "Il diritto all'informazione
non è dei giornalisti ma dei cittadini. Chissà quanti porti delle nebbie e
quanti insabbiamenti facili ora ci dovremo aspettare". Conclusione,
sconsolata: "Così si apre un baratro fra istituzioni e cittadini, e la
sete di giustizia e verità resta inappagata".
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Complici Ipotesi di
reato Supporter Unipol, il Csm assolve la Forleo "Nessun illecito
nell'ordinanza alle Camere". Mancino: ecco la nostra autonomia Nella
vicenda Unipol D'Alema e Latorre sono stati consapevoli complici di un disegno
criminoso Alcune intercettazioni sono suscettibili di integrare ulteriori
ipotesi di reato allo stato non emerse L'operazione ha avuto i suoi supporter
in personaggi politici evidentemente interessati alla stessa DAVIDE CARLUCCI
ROMA - Assolta. Perché "il fatto non costituisce illecito
disciplinare". Clementina Forleo, il giudice delle scalate bancarie
sott'accusa per aver definito in un'ordinanza Massimo D'Alema e Nicola Latorre,
"complici di un disegno criminoso" sebbene non fossero indagati, ha
ottenuto la sua prima importante vittoria al Csm. Furono quelle frasi - scritte
da lei nella richiesta, indirizzata alle Camere, di autorizzazione all'utilizzo
delle intercettazioni telefoniche dei parlamentari Ds - a far scoppiare il
"caso Forleo". Clemente Mastella, allora ministro della Giustizia,
mobilitò i suoi uffici, il procuratore generale della Cassazione, Mario Delli
Priscoli, promosse l'apertura del fascicolo disciplinare al consiglio superiore
della magistratura: il giudice, scrisse, aveva violato "gli obblighi di
imparzialità, correttezza ed equilibrio" spingendosi in un "abnorme,
non richiesto e ultroneo, giudizio anticipato". Una valutazione "non
dovuta" perché la Forleo, "non esercitava la funzione di giudizio o
di accusa". Niente di tutto ciò, ha sancito ieri la sezione disciplinare
del Csm. E per il vicepresidente Nicola Mancino è una dimostrazione "della
indipendenza e autonomia di giudizio di palazzo dei Marescialli". è stato
lui, ieri pomeriggio, a pronunciare la sentenza, dopo un'ora e mezza di camera
di consiglio e al termine di un'udienza cominciata alle nove del mattino con le
testimonianze dei tre pm, Eugenio Fusco, Francesco Greco e Luigi Orsi. I
magistrati milanesi hanno confermato che la valutazione su un'eventuale iscrizione nel registro degli indagati dei parlamentari
intercettati - oltre a D'Alema e Latorre anche l'allora segretario dei Ds
Fassino e tre deputati di Forza Italia, Cicu, Comincioli e Grillo - era
rinviata a dopo: le intercettazioni non erano utilizzabili senza il placet del
parlamento. Stessa linea del gip, ma se i pm non hanno fatto valutazioni,
"la Forleo, pur partendo dalle stesse premesse, sì" ha
attaccato il procuratore generale Federico Sorrentino che ha chiesto la censura
e il trasferimento d'ufficio del giudice. Appassionata l'arringa difensiva del
procuratore di Asti Maurizio Laudi, che ha riletto in aula le intercettazioni
tra i parlamentari e il presidente di Unipol, Giovanni Consorte: "Altro
che interlocutori occasionali". Ora Delli Priscoli può presentare appello.
E su Forleo pendono altri due procedimenti, uno per incompatibilità ambientale
dopo le sue sortite sulle "pressioni istituzionali" che avrebbe
subito (la prima commissione si è pronunciata per il trasferimento). Ora, però,
il gip può cantare vittoria. E con lei esultano il ministro della Difesa
Ignazio La Russa e Antonio Di Pietro. Per Daniele Capezzone, del Pdl, invece, è
"casta dei giudici che si autoassolve". Non commentano Fassino -
"non l'ho fatto finora, non lo farò oggi" - né La Torre:
"Rispetto l'autonomia della magistratura".
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
L'ora del riscatto
"Spero che accada lo stesso anche a De Magistris". La rivincita del
gip più "irregolare" d'Italia Clementina trattiene le lacrime
"Prima o poi la giustizia trionfa" Sancita l'uguaglianza di tutti
davanti alla legge, per me è arrivata l'ora del riscatto ROMA - La sentenza è
stata appena pronunciata ma lei, dopo aver ringraziato, tiene a dire la sua in
aula, il presidente Nicola Mancino e tutta la commissione ancora in piedi.
Spara il suo commento così veloce che si capisce solo qualche frammento:
"la giustizia trionfa..." e "...De Magistris". Vorrebbe
piangere di felicità ma resiste. E subito dopo chiarisce quello che l'emozione
le aveva fatto morire sulle labbra: "Prima o poi la giustizia trionfa,
avere fiducia ripaga. E siccome il tempo è galantuomo, spero che anche il
collega De Magistris abbia giustizia". Ieri l'ha avuta Clementina Forleo,
il giudice più irregolare d'Italia, il gip dalle ordinanze da cardiopalma -
famosa quella dei terroristi islamici definiti "guerriglieri" - e dai
pianti in pubblico (a Pescara mentre riceveva il premio Borsellino), malvista
dai parlamentari, di destra e di sinistra, quanto venerata dal popolo dei blog
e del Vaffa. "Potrei portare qui le montagne di mail di solidarietà che ha
ricevuto in questi mesi", dice in aula il suo difensore, il procuratore di
Asti Maurizio Laudi. Che elenca, nella sua arringa, tutti gli ammiratori della
pasionaria del diritto: scrittori come Antonio Tabucchi, giuristi come Franco
Cordero ("merita solo lodi chi lavora così"), e i suoi colleghi della
procura di Milano che ieri figuravano come testimoni dell'accusa e invece si
sono sperticati in lodi nei suoi confronti. Come Eugenio Fusco che le ha
riconosciuto "grande capacità organizzativa e professionalità: si
pronuncia con estrema tempestività su temi molto complessi". Certo, i toni
di quell'ordinanza erano un po' forti. "Fece molto scalpore, fece un
botto", ricorda il pm Luigi Orsi. "Sì, è stata una bomba - ammetterà
dopo Laudi - ma non per colpa della dottoressa, bensì dei
contenuti di quelle intercettazioni, dialoghi da stomaco forte, come li chiama
Cordero...". Affondo finale in un'udienza che per la Forleo poteva anche
essere una caporetto, come per il procedimento sul presunto
"complotto" ai suoi danni da lei denunciato, sul quale la prima
commissione del Csm ha già dato la sua indicazione, chiedendo il
trasferimento. Poteva succedere anche ieri e quando lei è arrivata a palazzo
dei Marescialli con il suo trolley, più che puntuale, era anche un po' nervosa.
Prima che iniziasse l'udienza si è augurata che finisse subito, "devo fare
shopping". Durante il dibattimento, però, più volte Laudi ha dovuto
frenarla, voleva prendere la parola. Nella pausa della camera di consiglio, che
coincideva con la pausa pranzo, alla buvette ha preferito la banana portata da
casa, avvolta in un fazzoletto di carta e conservata in borsa. Semplice,
spontanea, imprevedibile. Il suo accusatore, il pg Sorrentino, le passa accanto
chiedendole se la loro riunione a porte chiuse fosse finita. "Che c'è,
dottore, ho qualcosa che non va? Mi deve accusare di qualcos'altro, i miei
pantaloni?". A sentenza pronunciata va due volte a stringergli la mano e a
parlargli. "Sono contenta per lei", le risponde Sorrentino. Telefona
al marito: "Amore, mi hanno assolta". Poi si fa intervistare: "è
stato affermato il principio dell'uguaglianza di tutti davanti alla
legge", dice subito dopo. "Diversamente, si sarebbe creato un
pericoloso precedente: si può essere condannati per aver scritto delle
ordinanze, che se motivate dovrebbero essere insindacabili. I politici si sono
sentiti diffamati, hanno detto che la trascrizione delle intercettazioni erano
"spazzatura"... Ecco qua, per me finora è stato il momento del
castigo, ora spero che sia arrivata l'ora del riscatto". Quella di ieri
non è l'unica soddisfazione. è stata promossa giudice d'appello e in aula Laudi
ha prodotto ieri anche una richiesta di archiviazione della procura di Perugia
per una delle tante ingarbugliate storie che la riguardano, l'accusa di
calunnia nei confronti di alcuni magistrati di Roma che avrebbero fatto
"pressioni" nei confronti del sostituto procuratore generale di
Cassazione Delli Priscoli perché promuovesse un'azione disciplinare nei suoi
confronti. Tra i capi d'incolpazione al Csm c'era anche una denuncia da parte
di un poliziotto destituito poi dalla polizia per un pestaggio: "Faceva
sbattere la testa di un immigrato contro un lavandino, un video lo dimostra.
Sarebbe lui la vittima di un illecito procedurale...". (da.c.).
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il film sui Loren
Murdoch si allarga è pericolosa Mi serve un miracolo E Saccà spiegò i conti Rai
a Berlusconi La "consulenza" al Cavaliere: Sky può far male a noi e
alla tua Mediaset I verbali Maria Scicolone ha proposto una fiction sulla
famiglia Loren: serve un gesto d'attenzione Murdoch si vuole allargare troppo e
allora in Rai bisogna cambiare il direttore Cappon Se si vende una rete
pubblica anche Mediaset non resta così com'è E Sky è pericolosa Mi serve un
miracolo, Agostino: Ida non ha mai avuto il contratto per Bakhita, è tutto in
alto mare Sul sito online dell'Espresso ieri sono state
rese disponibili le versioni audio di altre intercettazioni ? dopo quelle
diffuse giovedì ? disposte dalla procura di Napoli nell'inchiesta per
corruzione nella quale sono indagati Silvio Berlusconi e Agostino Saccà. Ne
pubblichiamo alcuni brani. I CONTI RAI A BERLUSCONI Agostino Saccà (S),
all'epoca direttore della Fiction Rai, chiama Giuliano Urbani (U), membro
del Cda Rai, al quale riferisce il contenuto di una telefonata con Berlusconi ?
28 giugno 2007 ore 19.07 U. Dimmi solo il voto da
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Intercettazioni e fiction l'Agcom richiama
Innocenzi E Veltroni: le telefonate non finiscano sui giornali Il commissario
ha mediato a favore di un produttore. Il Comitato Etico dovrà giudicarlo ALDO
FONTANAROSA ROMA - Corrado Calabrò, presidente dell'Autorità per le
Comunicazioni, non ha preso per niente bene il caso delle intercettazioni che
vedono protagonista Giancarlo Innocenzi, uno degli 8 componenti del suo
organismo di garanzia. Dunque Calabrò segnalerà la condotta di Innocenzi ai tre
"saggi" del Comitato Etico dell'Autorità: sono Leopoldo Elia e
Riccardo Chieppa, ex presidenti della Corte Costituzionale, e Pasquale De Lise,
presidente aggiunto del Consiglio di Stato. Attivati da Calabrò e dopo un voto
di tutti i commissari dell'Autorità, i tre "saggi" stabiliranno se le
conversazioni di Innocenzi siano compatibili con il Codice Etico. Come rivelato
dal settimanale l'Espresso, Innocenzi si è attivato perché l'attrice Rosa
Ferraiolo lavorasse in questa o quella fiction così da convincere il marito
Willer Bordon, allora senatore del centrosinistra, a tradire Prodi. Sempre
Innocenzi - anche questo emerge dalle intercettazioni - si è adoperato presso
Berlusconi perché il giro d'affari del produttore di fiction Guido De Angelis
crescesse. Il Codice Etico dell'Autorità impone ai commissari di comportarsi
con "lealtà, imparzialità, correttezza personale". Nei rapporti
privati, i commissari non possono "abusare della propria posizione per
conseguire indebiti vantaggi per sé o per altri". Anche per questo, il
centrosinistra imputa a Innocenzi un cortocircuito istituzionale. Dice Paolo
Gentiloni del Pd, ex ministro delle Comunicazioni: "Per definizione,
un'autorità è fatta di persone dalla specchiata indipendenza. Non mi sembra che
questo affiori da certe conversazioni". Ancora dal Pd, l'ex magistrato
Felice Casson si spinge a chiedere le "dimissioni immediate" di
Innocenzi. Perché ha violato - aggiunge la deputata Sandra Zampa - "il
Codice Etico dell'Autorità, la legge Maccanico del 1998 e la legge 481 del
1995". L'inchiesta dell'Espresso riaccende anche il confronto sul diritto
dei giornali a pubblicare le intercettazioni: "Noi -
dice Walter Veltroni, leader del Pd - siamo perché i magistrati facciano tutte
le intercettazioni utili ai fini delle indagini. Ma queste poi non devono
finire sui giornali. La riservatezza dei cittadini è un valore". Base di
partenza per nuove regole - aggiunge Anna Finocchiaro - dovrebbe essere il
disegno di legge Mastella che salvaguarda tre cose: la privacy, la
segretezza delle indagini, il diritto dei cittadini all'informazione. Antonio
Di Pietro, invece, non crede sia scandaloso divulgare certe conversazioni:
"Il premier, capo di tutte le reti tv private, interviene sul servizio
pubblico per modellarlo e per raccomandare attrici e veline, malgrado sia in
pieno conflitto di interessi. E' questo il vero scandalo. In qualsiasi altro
Paese, andrebbe via per molto meno". Il 2 luglio, intanto, il sindacato
dei giornalisti (Fnsi), l'Ordine dei giornalisti e l'Unione Cronisti
organizzano a Roma un confronto dal titolo "Etica e diritto di cronaca. No
alle censure". Mentre il governo tiene la posizione: "Il disegno di
legge che vieterà la pubblicazione delle intercettazioni doveva essere semmai
più duro", dice il ministro del Welfare Sacconi. "Ora - aggiunge il
presidente dei senatori del Pdl, Gasparri - il provvedimento merita una corsia
preferenziale".
( da "Repubblica, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Ida di Benedetto,
compagna di Urbani: "Su di me tutte bugie, non ho bisogno di nessuno"
"Chi si scandalizza mi fa ridere l'Italia è corrotta, lo sanno tutti"
I ricatti sessuali ci sono sempre stati: ma oggi sono le ragazze che cercano i
potenti SILVIA FUMAROLA ROMA - "Non mi devo né difendere né giustificare:
divento una vittima nel momento in cui mi mettono nel calderone. A me tutta questa
gente che si scandalizza, i puritani mi fanno ridere: che ipocrisia. Lo
scopriamo adesso come vanno le cose?". Ida Di Benedetto è un fiume in
piena, di essere stata tirata in ballo non le va giù. Compagna di Giuliano
Urbani "da 14 anni, ma io, sia chiaro, non ho bisogno di nessuno",
attrice e produttrice con la Titania, è finita nei verbali per una telefonata
di Urbani a Saccà. "Avevo proposto alla Rai un progetto sulla vita della
pittrice Angelica Kauffman, così come ho fatto con Caravaggio. Ho avuto un
primo sì, poi un no e ci sono rimasta male, ma non ho fatto scenate al
telefono: sono bugie". Signora Di Benedetto, le
intercettazioni raccontano un paese che vive di raccomandazioni e intrallazzi.
"L'Associazione nazionale magistrati ha condannato questa diffusione
deprecabile delle intercettazioni e l'uso strumentale che se ne fa... Ma poi, i
giornali importanti che vanno dietro a queste cose. Si può violare la
vita delle persone e fare scoop da Novella 2000? Su di me sono uscite solo
menzogne: siccome Urbani è una persona senza macchia, colpiscono me per colpire
lui". Non è stata favorita? "La mia è una personalità spiccata, non
ho mai avuto e non ho bisogno di favoritismi. Caravaggio, la mia fiction, è
stata una sfida alla qualità e ha battuto Grande fratello. Vengo da una grande
scuola, non mi toccate, che vi faccio a pezzi. Ma poi, tutto 'sto
scandalo...". Scusi, ma non la colpisce che il presidente del Consiglio si
preoccupi di sistemare le aspiranti attrici nelle fiction? "Hanno tirato
in ballo Berlusconi e Saccà, ma parliamo di tutti. Berlusconi è quello
demonizzato - non sono dalla parte di qualcuno, si figuri, non sono neanche di
centrodestra - però cose come queste sono sempre successe, è un paese corrotto.
Nel '94 recitavo nell'"Agamennone" di De Simone a Siracusa, avevo un
film a Cannes. Un giornalista mi fa: "Come sono questi della tv?".
Com'erano? Chiedevano: "Chi ti manda?". "Ma come chi ti manda?
Io vengo da sola!". E poi: "Stasera che fai?". Guardi, ho anche
picchiato le persone, non ho peli sulla lingua, lavoro da quando ho 17 anni, la
vita la conosco". Vuol dire che in Rai funziona il ricatto sessuale?
"Le racconto una cosa divertente: giro l'ultima fiction di Majano,
nell'82, "L'amante dell'Orsa maggiore". Faccio il provino, va bene.
Mi chiama un funzionario: "Ho detto io che dovevi avere quel ruolo",
"Veramente ho fatto il provino" ribatto. Mi dice di andare a prendere
le sceneggiature. Vado, poi sorpresa: "Mi fai vedere le tette?". Sa
cosa ho risposto? "Senz'altro, ma prima mi fai vedere il tuo culo".
Il malcostume c'è sempre stato lì dentro, ma le donne si difendevano".
Dice che è cambiata la situazione? "E certo che è cambiata: oggi sono le
ragazze che vanno a cercare gli uomini potenti".
( da "Stampa, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Marcello Sorgi
STRATEGIA DELLA FRETTA Silvio Berlusconi non ha avuto certo grande sensibilità
politica nel volere a tutti i costi che il Consiglio dei ministri approvasse il
disegno di legge sull'immunità per le quattro maggiori cariche dello Stato
proprio ieri, all'indomani della pubblicazione delle nuove
intercettazioni telefoniche sul caso Saccà-Rai in cui è coinvolto, e dopo due
settimane di scontri e polemiche sulla giustizia, che rievocano il clima della
legislatura 2001-2006 e la stagione delle "leggi ad personam". Anche
senza cedimenti, di cui peraltro il presidente del consiglio non ha alcuna
intenzione, un breve rinvio avrebbe significato un segno d'attenzione
per l'accorto lavoro di mediazione che dal Quirinale il presidente della
Repubblica sta svolgendo, con le frange più radicali della magistratura e con
le anime più dialoganti dell'opposizione, per arrivare a conseguire, se non lo
stesso, un risultato simile a quello che si propone il governo: ma senza
rotture e conflitti istituzionali come quelli sfiorati tante volte negli ultimi
giorni. Sbaglierebbe tuttavia chi pensasse che il premier si muova con tanta fretta
perché teme di essere messo fuori gioco a sorpresa da un improvviso rovescio
giudiziario nei processi che lo riguardano, o da un inizio di logoramento
politico come quelli a cui prima o poi vanno soggette anche le maggioranze più
granitiche. Al contrario il Cavaliere accelera, e chiude la porta a qualsiasi
compromesso, perché è convinto che gli obiettivi che si è proposto siano ormai
a portata di mano, e il conseguirli dipenda solo dalla sua determinazione.
Berlusconi sa, in altre parole, che il suo programma è in larga parte quello
che Prodi ha provato a realizzare senza riuscirci, e che i problemi che ha
deciso di affrontare sono gli stessi che i governi, tutti i governi prima del
suo, si sono trovati davanti, nei quindici anni di transizione in cui la
Seconda Repubblica non è mai riuscita a decollare. A cominciare dall'immunità
parlamentare, che già Amato provò a restaurare nel '93, prima di essere
travolto dal rifiuto di Di Pietro e degli allora suoi colleghi magistrati di
Tangentopoli, e che anche Flick, ministro di giustizia del primo governo Prodi
del '96, tentò di riproporre, salvo a perderci il posto per l'opposizione del
potente partito dei magistrati in Parlamento. Dopo di lui, fu Maccanico a
fallire. Così che, con la lunga lista delle vittime che comincia da Conso e
finisce con Mastella, il ruolo del Guardasigilli, quale che sia la persona
chiamata a ricoprirlo, è diventato ormai quello di un morto che cammina. Uno
schema del genere non cambia se si parla di sicurezza o di intercettazioni. Che
una larga parte del decreto varato da Berlusconi e dal ministro Maroni come
primo atto di governo corrisponda ai piani anticriminalità messi a punto (e
rivelatisi impraticabili per i "no" della sinistra radicale) da Amato
ministro dell'interno, è notorio. Ed è altrettanto acclarato che una
limitazione nell'uso delle intercettazioni fosse già tra gli obiettivi dei Ds,
colpiti ai massimi livelli, con Fassino e D'Alema, dall'inchiesta
Fiorani-Consorte-Bnl. Se non fosse sufficiente, si consiglia la lettura degli
ultimi verbali, per capire che accanto ai due maggiori protagonisti, Saccà e
Berlusconi, delle novemila telefonate intercettate, ce ne sono tanti altri, da
Rutelli a Bordon, a (di nuovo) Fassino per tramite dei suoi più stretti
collaboratori, quanti basta per capire che la fiction-mania, e gli affari ad
essa legati, interessavano un quadro politico da larghe intese. Allo stesso
modo non sono una novità le ingerenze o i conflitti con il Consiglio superiore
della magistratura: non a caso i procedimenti interni all'organo di autogoverno
dei giudici contro magistrati come la Forleo o De Magistris sono avvenuti (e
concluso, il primo, ieri, con l'assoluzione della gip) sotto il governo Prodi,
annunciati o sollecitati da ispezioni e procedimenti disciplinari che era il
ministro di giustizia ad innescare. Per non dire di quella volta, ma è storia
ormai di molti anni fa, che Cossiga dal Quirinale dovette minacciare di mandare
i carabinieri a Palazzo dei Marescialli, sede del Csm, per impedire che il
Consiglio si riunisse con all'ordine del giorno la censura al governo. Per
finire (o per continuare, visto che l'elenco è molto lungo) si potrebbe fare
l'esempio dell'immondizia di Napoli. Se il governo riesce davvero a eliminare,
o almeno a ridurre, i cumuli di rifiuti che da mesi marciscono sulle strade, i
primi beneficiari, oltre ai cittadini partenopei, saranno il governatore
Bassolino e il sindaco Iervolino, fin qui incapaci di superare l'emergenza, e
accusati per questo dal centrosinistra di aver fatto perdere le elezioni al Pd.
Questo è il punto. E qui sta la contraddizione in cui si trova il Pd: se
l'opposizione, per fare il suo mestiere, deve opporsi anche a quel che Prodi e
i suoi ministri volevano realizzare fino a qualche mese fa, diventa alto il
rischio di far confusione e più ampi i margini del Cavaliere di guadagnare
consensi. Berlusconi dunque accelera perché si sente in una posizione di
vantaggio. Quando invece, davanti a una strada in discesa, avrebbe tutto
l'interesse a percorrerla con prudenza. Evitando forzature, come quelle degli
ultimi giorni, che paradossalmente rischiano di trasformarlo in ostacolo di sé
stesso.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMA data: 2008-06-28 - pag: 1 autore: ... PANORAMA ... Il Governo
vara l'immunità per le quattro più alte cariche Via libera del Consiglio dei ministri
al disegno di legge che prevede la sospensione di tutti i processi a carico del
Capo dello Stato, dei presidenti delle Camere e del premier. Il ministro della
Giustizia Angelino Alfano auspica la maggiore convergenza possibile sul
provvedimento. Possibilista il Pd, che chiede di trasformarlo in Ddl
costituzionale ed eliminare la norma "blocca-processi" dal decreto
sicurezza. u pagina 15 Intesa Berlusconi-Gheddafi sulle pattuglie congiunte Il
premier Silvio Berlusconi e il leader libico Muammar Gheddafi hanno deciso ieri
a Sirte l'utilizzo immediato dipattuglie congiunte anti-immigrazione.
Infrastrutture ed energia gli altri temi affrontati nell'incontro. u pagina 14
Caso Unipol, il Csm assolve il Gip Forleo Il fatto "non costituisce
illecito disciplinare": così il Csm ha prosciolto ieri il Gip di Milano,
Clementina Forleo, dalle accuse relative all'inchiesta
Unipol e alle intercettazioni di alcuni parlamentari, tracui Massimo D'Alema
ePiero Fassino. u pagina 15 La Lombardia smaltirà spazzatura campana La giunta
regionale lombarda accoglierà la spazzatura napoletana. Sarà la multiutility
A2A a smaltire parte delle 7mila tonnellate di rifiuti in arrivo in Lombardia.
Polemiche tra Governo e alcune Regioni contrarie ad assumersi l'onere. u pagina
26 Nuove condizioni per l'Eni a Kashagan Il Governo del Khazakhstan ha
concordato una revisione delle royalties e delle condizioni per lo sfruttamento
del grande giacimento petrolifero di Kashagan da parte del consorzio
internazionale guidato dall'Eni. u pagina7 Fincantieri: sull'integrativo la
Uilm rilancia è saltato il tavolo per il rinnovo del contratto integrativo di
Fincantieri. Uilm, con una decisione inaspettata ha infatti deciso di lanciare
una sua proposta. Fiom e Fim hanno invece ribadito la necessità che il
sindacato si mostri unito in questa fase. u pagina 27 Vacanze: i costi salgono,
gli italiani accorciano Un'estate all'insegna dell'austerity obbligata:le
vacanze costeranno il 10% in più a ogni famiglia. E la metà dei 23 milioni di
italiani abituati ad andare in vacanza, non si concederà- secondo le previsioni
- più di una settimana. u pagina 29.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-28 - pag: 15 autore: Giustizia e
politica. L'Esecutivo vara il testo che sospende i giudizi per Capo dello
Stato, premier e presidenti delle Camere C'è il Lodo, si punta all'accordo
Alfano: ora ampia convergenza - Veltroni: via blocca-processi e Ddl
costituzionale Donatella Stasio ROMA Lo scudo per alte cariche dello Stato è
stato appena varato e il ministro della Giustizia Angelino Alfano – "padre"
del Lodo bis – assicura che non è "figlio" di "nessuna
guerra" contro i magistrati, ma solo di quella che chiama "la nostra
idea di Stato", dove "la magistratura fa il suo lavoro ma anche
l'Esecutivo, sulla base di 18 milioni di italiani che lo hanno votato".
Aggiunge che le norme sull'immunità sono "un valore per la democrazia,
utili per il funzionamento delle istituzioni e garanzia di un sereno
svolgimento degli incarichi ". Motivazioni istituzionali, insomma, che lo
spingono a "immaginare" che questo nuova creatura "austera e
sobria", destinata a diventare legge a ottobre, possa ottenere un
"largo consenso parlamentare " e superare indenne il vaglio ("se
mai ci sarà") della Corte costituzionale. Poco prima, durante il Consiglio
dei ministri, un Silvio Berlusconi scandalizzato per la "vergogna" delle intercettazioni che lo riguardano, pubblicate
dall'Espresso, aveva perorato la causa del Lodo con la "necessità "
di mettere al riparo da "processi di parte" chi ha
"responsabilità di governo o istituzionali". E aveva fatto
riferimento alle sue vicende personali: i tanti processi "subìti" e
l'"innocenza" più volte riconosciuta. Concludendo che "il
ruolo di presidente del Consiglio è incompatibile con quello di imputato".
"O passo le mie giornate a prepararmi alle udienze cui sono costantemente
costretto – ha spiegato – o governo questo Paese. Le due cose non sono
compatibili". Al di là delle motivazioni – istituzionali o personali – che
hanno fatto venire alla luce il Lodo bis (si veda il testo pubblicato a pagina
33), l'accoglienza è stata tutt'altro che positiva: l'opposizione preannuncia
infatti barricate, dentro e fuori il Parlamento. Alfano ha insistito sul fatto
che tra il disegno di legge varato ieri e la norma "blocca-processi"
(o "salva premier") contenuta nel decreto sicurezza – che sospende
per un anno i processi per reati puniti con meno di 10 anni commessi entro il
30 giugno 2002, compreso il processo Mills, dove Berlusconi è imputato di
corruzione giudiziaria – "non c'è alcun nesso".Quindi, considera
"irricevibile" la condizione di ritirare la norma
"salva-premier" posta dal Pd e dall'Udc per dialogare sul Lodo. Una
posizione netta che, però, dovrà fare i conti anche con le fortissime
perplessità del Quirinale. Oltre che con le valutazioni del Csm. Al di là delle
polemiche sulla fuga di notizie sul parere negativo della sesta commissione
(ieri Alfano ha fatto notare che il Csm non è "né una terza Camera né,
tanto meno, una seconda Corte costituzionale e, se può dare parerial Governo
non può invece anticiparli alle agenzie di stampa"), resta il fatto che la
norma "salvapremier" pone una serie di problemi costituzionali e
organizzativi difficilmente superabili, se non attraverso alcune modifiche,
peraltro già allo studio. Ieri anche la più dialogante Udc ha avvertito la
maggioranza che la linea dura affosserebbe qualunque possibilità di dialogo
(Vietti) e il Pd, sia pure con qualche distinguo, ha aggiunto altre due
condizioni: il Lodo dev'essere una legge costituzionale e deve valere dalla
prossima legislatura. Altrimenti, ha spiegato Massimo D'Alema, "avremo un
sistema in cui si legifera ancora una volta nell'interesse personale del
premier, mentre il principio è che si tutela la carica e non la persona".
Parole che per Gaetano Quagliariello del Pdl "dimostrano l'odio politico e
il residuo di stalinismo che alberga nei vertici del Pd". Ben più radicale
l'Idv di Antonio di Pietro, che già pensa al referendum contro le due norme. Al
momento, nella scala delle priorità del premier non c'è più il Ddl sulle intercettazioni,
approvato il 13 giugno ma non ancora approdato in Parlamento. Arriverà solo a
settembre. Ufficialmente, per evitare il rischio di un ingorgo parlamentare; in
realtà, per non intralciare le due vere priorità: la norma
"salva-premier" (sia pure riveduta e corretta) e il Lodo. Che copre
le alte cariche solo per la durata del loro mandato, con l'eccezione del
premier, nel caso di "nuova nomina nel corso della stessa
legislatura". Nuova nomina a capo del Governo e non ad altre cariche (come
la presidenza della Repubblica), che sono, invece, tutte elettive.
INTERCETTAZIONI Berlusconi accelera sui due provvedimenti di scudo e lascia in
seconda fila il Ddl sulle conversazioni telefoniche.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-28 - pag: 15 autore: "Nessun
illecito" Caso Unipol, il Csm assolve il Gip Forleo A ssolta perché
"il fatto non costituisce illecito disciplinare ": con questa
motivazione la sezione disciplinare del Csm ha prosciolto ieri il Gip di
Milano, Clementina Forleo, dall'accusa di aver violato i suoi doveri per i
contenuti dell'ordinanza con la quale, nel luglio del 2007, chiese alle Camere
l'autorizzazione all'uso di intercettazioni che
riguardavano alcuni parlamentari,tra cui gli esponenti del Pd Massimo D'Alema e
Piero Fassino, nell'ambito dell'inchiesta Unipol. "Avere fiducia nella
giustizia prima o poi paga", ha commentato la Forleo, per la quale il
rappresentante della Procura generale della Cassazione, Federico Sorrentino,
aveva chiesto la condanna alla censura e al trasferimento d'ufficio.Il pensiero
della Forleo è andato subito a un altro collega al centro di polemiche, Luigi
de Magistris: "Siccome il tempo è galantuomo spero che anche De Magistris
abbia giustizia", ha detto il Gip milanese. Per Nicola Mancino,
vicepresidente del Csm, la decisione di ieri dimostra "l'indipendenza e
l'autonomia di giudizio di Palazzo dei Marescialli". Per la Forleo, però,
le pendenze non sono esaurite: nei suoi confronti c'è una procedura di
trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale, avviata dalla prima
commissione del Csm (la decisione del plenum po-trebbe arrivare la prossima
settimana) su un'azione disciplinare promossa dalla Procura generale della
Cassazione riguardante la vicenda dei contrasti con la Procura di Milano.
Giudizi discordanti dentro il Pdl: il ministro della Difesa Ignazio La Russa (
reggente di An) apprende la notizia dell'assoluzione "con
compiacimento"; per il portavoce di Fi Daniele Capezzone, invece, la
"casta giudiziaria si autoprotegge e si autoassolve". Il leader Idv
Antonio Di Pietro: "Il Gip Forleo in un paese normale avrebbe ricevuto un
grazie, non una incriminazione".
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-28 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Scandalo sanità La Finanza deve accertare la regolarità
di una serie di interventi sui malati Un altro blitz alla clinica Santa Rita
"Inutili quelle protesi agli anziani" Sequestrate 80 cartelle nel
reparto ortopedia. Ipotesi di truffa Gli investigatori sospettano che tra i
documenti ci sia la prova che le protesi siano state messe solo per fare cassa
Nuovo filone d'inchiesta sulla clinica Santa Rita già al centro dello scandalo
sugli interventi inutili e crudeli del dottor Pier Paolo Brega Massone e sulla
truffa ai danni del servizio sanitario. La Guardia di Finanza, su ordine dei pm
Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, ha sequestrato 80 cartelle cliniche di
altrettanti pazienti operati in ortopedia nell'estate
( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
CASO UNIPOL Niente
censura per la gip Forleo assolta dal Csm Non sarà trasferita Sara Menafra Un
errore, forse anche un errore blu. Ma non un illecito da punire col
trasferimento. La sezione disciplinare del Consiglio superiore della
magistratura ieri pomeriggio ha assolto la gip di Milano Clementina Forleo
dall'accusa di aver violato il codice deontologico. Spiegando in una breve
motivazione che la contestata richiesta inviata al parlamento, in cui la gip
accusava duramente alcuni esponenti degli allora Ds, era forse sbagliata (all'epoca delle intercettazioni D'Alema era deputato europeo) ma non
costituiva "un illecito disciplinare". Respinta dunque la richiesta
del sostituto pg di Cassazione Federico Sorrentino che premeva per la
"censura" e il trasferimento d'ufficio sostenendo che l'ordinanza
inviata al parlamento conteneva "un abnorme e non richiesto giudizio
anticipato" su alcuni parlamentari che pure non erano indagati,
ledendo i loro diritti ed esorbitando dalle sue competenze. Quel documento,
secondo Sorrentino, non solo dava spazio ad una "grave violazione di legge",
ma dimostrava anche scarso equilibrio. Il testo, all'epoca - stiamo parlando
del luglio 2007, quando il governo di centrosinistra sembrava persino destinato
a durare - fece parecchio scalpore. Il ministro degli Esteri D'Alema e il
senatore Nicola La Torre, erano bollati come "consapevoli complici di un
disegno criminoso", "pronti e disponibili a fornire i loro apporti
istituzionali in totale spregio dello stato di diritto". Per di più, per
entrambi si ipotizzava un possibile concorso nel reato di aggiotaggio, in
realtà mai contestato dai pm. La versione del procuratore di Asti e difensore
di Clementina Forleo Maurizio Laudi ha finito per convincere di più. In questi
tempi di tempesta per la magistratura, può aver pesato l'accento grave sul
rischio nascosto dietro al caso: "Non è mai successo che la procura
generale della Cassazione esercitasse l'azione disciplinare per un
provvedimento motivato", ha detto Laudi. Aggiungendo di aspettarsi una
"sentenza che affermi il principio che la legge è uguale per tutti".
Forleo è rimasta silente tutto il tempo per poi associarsi all'auspicio finale:
"Spero e voglio credere che la legge sia uguale per tutti". Due ore
dopo, era tutto finito, senza la lunga discussione di quasi una settimana che a
gennaio scorso accompagnò il caso di Luigi de Magistris, trasferito "con
altre funzioni" dalla stessa sezione disciplinare che ha assolto la gip di
Milano. Per Forleo, però, i rischi non sono finiti. Nei suoi confronti pende
ancora una procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale,
che le è stata intestata dalla prima commissione del Csm e il plenum del Csm a
breve sarà chiamato a decidere, forse già la prossima settimana, se procedere
al trasferimento o archiviare il caso. Quindi, sarà nuovamente convocata dalla
disciplinare per i contrasti con la Procura di Milano sul processo a Farida
Bentiwaa, la prima donna in Italia a finire in un'inchiesta sul terrorismo
islamico. Se l'orizzonte è nuvoloso, ieri sera nessuno sembrava badarci.
Persino il vicepresidente Nicola Mancino, di cui il Pdl chiede da tre giorni le
dimissioni, a fine di giornata ha sorriso ironico: "La sezione
disciplinare come organo giurisdizionale pratica e gestisce la giustizia e
anche quando tutti si aspettano una determinata decisione dalla camera di
consiglio ne esce un'altra". Clementina Forleo invece, dice che ora le
dita incrociate le tiene per il collega e amico Luigi de Magistris, il pm di
Catanzaro trasferito e rimosso dall'incarico di pm dalla stessa sezione
disciplinare che ieri l'ha assolta: "Siccome il tempo è galantuomo - dice
- spero che anche lui abbia giustizia". Se l'augurio avrà fatto effetto,
si saprà presto: il prossimo 1 luglio, la Cassazione valuterà l'appello
arrivato da Catanzaro contro la rimozione voluta dal Csm.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE "Povero Saccà". E la sinistra diventa solidale
Liberazione: vita infernale e non ottiene nulla. Gentiloni: le attrici? Cattivo
gusto ma fatti marginali Il pd Merlo: suggerire una fiction non è criminale.
Morri: risibile il 99% dei colloqui pubblicati ma lui non è una mammoletta ROMA
- "Solidarietà ad Agostino Saccà". In prima pagina. E non è un foglio
vicino al Pdl ma si tratta di Liberazione, un "giornale comunista "
come si legge sulla testata. Il tono è più che ironico, si ride sulla
"vita infernale di Saccà" tra una telefonata di Berlusconi e l'altra,
tra una segnalazione per la moglie di Bordon e una chiamata di Letizia Moratti.
Attrici da piazzare nelle fiction. Ma molto spesso "Agostino, poveraccio,
non ottiene nulla". Quasi "un povero cristo... ". Che ne dicono
nel centrosinistra, per esempio nella commissione di Vigilanza? Ride Giorgio
Merlo, ex Margherita: "La mia concezione politica, culturale e
istituzionale è lontana mille miglia dal giustizialismo girotondino. Mi chiedo:
se avessi telefonato a Saccà per suggerirgli di girare una fiction su Gigi
Meroni, il primo calciatore Beat che rivoluzionò i costumi sportivi nostrani,
sarebbe stato un atto criminale? Non giudico gli altri filoni... ".
Concorda Fabrizio Morri, capogruppo Pd nella commissione: "Ammetto che il
99% della roba pubblicata appare abbastanza risibile, mi riferisco a tutto il
comparto attrici. Saccà povero cristo? Non è una mammoletta, gestiva un budget
da 400 milioni di euro". Altro capitolo, afferma Morri, riguarda
"quelle telefonate che prefigurano un accordo di palinsesto tra aziende
che dovrebbero essere concorrenti. Lì vedo una lesione di autonomia editoriale
nel nome di un asservimento concordato" La parola a Paolo Gentiloni, ex
ministro delle Comunicazioni: "Le attrici? Di certe fenomenologie del
cattivo gusto non farei alcuna strumentalizzazione di natura politica perché
non c'è dubbio che siano del tutto marginali, anche se sono il sintomo di un
degrado. Gravissimo è invece il coinvolgimento di un membro dell'autorità
garante delle Comunicazioni come Innocenzi ". Gentiloni conclude con una
riflessione: "Eccolo, il pericolo di queste antologie generiche. Che non
si distingua la sciocchezza dal dato molto rilevante". Molto più severo
Vincenzo Vita, Pd ex Ds, che da anni si occupa di comunicazione: "Lo
capisco, esistono reati più gravi di ciò che appare in
quelle intercettazioni. Ma emerge comunque un quadro a tinte squallidissime,
una gelatina orrenda, il contesto di una lottizzazione minore e veramente
penosa che nell'immaginario collettivo deturpa il volto della tv
pubblica". Anche Vita indica nel caso Innocenzi l'aspetto "più
inquietante" della vicenda Saccà: "Lì si apre un problema
istituzionale, si tratta di un'autorità prossima a una magistratura del
proprio campo. è la riprova di un sordido intreccio Rai-Mediaset....".
Conclude Giuseppe Giulietti: "Non mi appassiono al destino dell'ultima
attrice da piazzare... è ininfluente. Dico che l'aspetto più grave è il sistema
chiuso, non concorrenziale della tv italiana in cui dieci persone concludono
accordi di cartello. E sono sempre le stesse da anni e anni. L'agenda Rai è
ferma a quarant'anni fa...". P. Co. Su "Liberazione" Ieri il
quotidiano di Rifondazione comunista ha dedicato la prima pagina al caso
intercettazioni, con un articolo sulla vita "infernale" di Agostino
Saccà.
( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Hannah, Elfride e
Martin NOTE DA LONTANO Rossana Rossanda PAGINA 12 IMMUNITÀ
Dal governo via libera al ddl salva Berlusconi PAGINA 4 INTERCETTAZIONI Unipol,
il Csm dà ragione a Clementina Forleo PAGINA 4 PARTITO DEMOCRATICO D'Alema va a
sinistra, ma Veltroni non lo sa PAGINA 6/7 ECONOMIA Il petrolio sale alle
stelle. Mutui, allarme di Draghi PAGINA 8 INTERVISTA Evo Morales contro
l'Europa Per il presidente della Bolivia la direttiva Ue sui rimpatri è "un'aggressione
alla vita". A rischio i negoziati commerciali con la Comunità andina
PAGINA 2 ARTE& POLITICA Un mappamondo senza confini Al museo Mart di Trento
e Rovereto, una mostra interroga diversi fenomeni della globalizzazione, le
migrazioni di individui e merci, scardinando le frontiere PAGINA 3.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Il Csm assolve la Forleo: corretta su Unipol
Politici intercettati, il Pg chiedeva il trasferimento del magistrato. Mancino:
autonomia dimostrata Per motivare la richiesta di uso delle intercettazioni il
gip ipotizzò una "procedibilità penale" per D'Alema e Latorre MILANO
- Non andò oltre i suoi doveri di giudice Clementina Forleo quando definì i
parlamentari, allora Ds e non indagati, Massimo D'Alema e Nicola Latorre
"consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata" nella
vicenda giudiziaria Unipol-Bnl. Forleo supera indenne il primo passaggio delle
forche caudine del Csm incassando l'assoluzione dall'accusa di aver violato
correttezza, imparzialità ed equilibrio. Nella famosa ordinanza di fine luglio
2007, Forleo chiese al Parlamento di autorizzare l'uso processuale contro terze
persone (l'ex amministratore delegato Unipol Giovanni Consorte e altri) delle
telefonate dei senatori Latorre (Ds), Luigi Grillo e Romano Comincioli (FI) e
dei deputati D'Alema, Piero Fassino (dei Ds) e Salvatore Cicu (FI). Otto
intercettazioni riguardavano conversazioni di D'Alema e Latorre con Consorte.
Per motivare la richiesta e segnalare quanto l'uso delle intercettazioni fosse
necessario all'indagine, il gip milanese ipotizzò una "procedibilità
penale" nei confronti di D'Alema e Latorre definendoli "complici non
tifosi" degli imputati in "una logica di manipolazione e
lottizzazione del sistema bancario e finanziario nazionale ". Scrisse
anche che, pur di arrivare alla banca, assieme a Piero Fassino (pure lui non
indagato) D'Alema e Latorre erano "pronti e disponibili a fornire i loro
apporti istituzionali, in totale spregio dello Stato di diritto".
Considerazioni che, secondo il Procuratore generale della Cassazione Mario
Delli Priscoli, rendevano abnorme il suo provvedimento. Non la pensa così la
sezione disciplinare del Csm che, dopo due ore di camera di consiglio, decide
di assolvere Clementina Forleo "perché il fatto non costituisce illecito
disciplinare" rigettando la richiesta di condanna alla censura e al
trasferimento d'ufficio chiesta dal sostituto procuratore generale Federico
Sorrentino. Dopo che il vicepresidente del Csm Nicola Mancino legge
l'assoluzione, il difensore del gip e procuratore aggiunto di Torino (di
recente nominato procuratore di Asti) Maurizio Laudi saluta la decisione con
soddisfazione. "è importante per tutti i giudici - dice - perché rafforza
il principio che le motivazioni di un provvedimento non possono essere
sindacate. Se così non fosse, si limiterebbe l'autonomia del giudice che, senza
mai offendere, può criticare in modo forte i comportamenti anche di persone
importanti che rivestono cariche pubbliche". Clementina Forleo ha dinanzi
ancora una procedura di trasferimento per incompatibilità ambientale (il plenum
potrebbe emettere il verdetto finale a giorni) per le dichiarazioni "prive
di riscontro", dice l'accusa, su "tentativi di delegittimazione"
di "soggetti istituzionali" che avrebbero "creato un clima di
allarme e sospetto" e per aver interferito con la Procura nell'inchiesta
sulle scalate bancarie. Un'altra azione disciplinare è legata ai contrasti con
la Procura sul procedimento Farida Bentiwaa, prima islamica processata per
terrorismo internazionale. Vicenda su cui la Corte d'appello non aveva rilevato
profili disciplinari ma solo un'incompatibilità già prospettata dal gip. G.
Gua.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5
categoria: BREVI Politica e tv L'inchiesta \\ La pubblicazione delle
intercettazioni è la chiara dimostrazione di un accanimento politico teso a
sovvertire l'esito delle elezioni Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl al Senato.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 3 La Nota di
Massimo Franco L'opposizione smarrita e i rischi di rissa permanente I n una
situazione normale, la sospensione dei processi per le quattro più alte cariche
dello Stato andrebbe considerata quasi fisiologica. Ma per il modo in cui è
maturata ed è stata approvata dal Consiglio dei ministri di ieri, può diventare
la tappa di uno scontro inarrestabile. Preoccupa che fra le invettive di Silvio
Berlusconi contro la magistratura politicizzata e quelle di Antonio Di Pietro
contro il premier, si stia creando il vuoto: come se il grosso dell'opposizione
fosse stata colta impreparata dall'accelerazione di Palazzo Chigi. Ora il
dialogo è "archiviato", ammette sconsolato Walter Veltroni,
segretario del Pd. L'incrinatura creatasi fra il ministro della Giustizia ed il
Csm aggiunge motivi di inquietudine. Quando Angelo Alfano critica le fughe di
notizie sul parere di incostituzionalità del Consiglio sul "decreto
salva-premier ", registra un rapporto di fiducia inevitabilmente scosso.
La richiesta di dimissioni del vicepresidente, Nicola Mancino, da parte di un
esponente del centrodestra è stata declassata ad iniziativa personale dallo
stesso Pdl. Ma i lividi politici rimangono. Nel governo si parla di
"riforma del Csm". Mancino replica che vuol dire "tutto e
niente". E loda la prova di autonomia data con l'assoluzione del gip di
Milano, Clementina Forleo, sul caso Unipol. C'è chi vede le tappe di un'escalation,
e ne tira le conseguenze. Il grappolo di referendum annunciati da Di Pietro
riflette l'esaurimento di ogni margine di dialogo. Anzi, in qualche misura
tende ad anticipare il fallimento, affidando a quella "gente" evocata
da Berlusconi il compito di dividersi fra governo di centrodestra e
magistratura antiberlusconiana. Si tratterebbe di un epilogo ambiguo e
pericoloso, al di là del risultato. Oggi il presidente del Consiglio si ritiene
più forte del passato. Il dipietrismo sembra avere un seguito meno vasto e
radicalizzato. E le intercettazioni hanno effetti
controversi sull'opinione pubblica. La resa dei conti, dunque, potrebbe
riservare sorprese. Ma la lacerazione che si crea accentua tensioni non solo
istituzionali. è una rissa nella quale si smarriscono le responsabilità, e
diventano palpabili i danni. Si accentua agli occhi dell'Europa
l'immagine di un'Italia senza pace. Gli oppositori di Berlusconi alimentano i
peggiori clichè. E il governo fatica a smentirli, quando non finisce per
alimentarli. L'idea di prendere le impronte digitali ai bambini "rom"
viene difesa dal ministro dell'Interno, il leghista Roberto Maroni, come un
provvedimento nell'interesse dei minori. Ma le reazioni negative della sinistra
e della Chiesa cattolica promettono di saldarsi con quelle di un'Ue su un
governo italiano sospettato di xenofobia. Sono problemi che minacciano palazzo
Chigi. Si aggiungono al dramma della crisi irrisolta dell'Alitalia e alla
spazzatura a Napoli, che fanno dire ad un Berlusconi frustrato: "Non si
riesce ad accelerare. Abbiamo i rifiuti in mezzo alle strade ed ora andiamo
incontro ad un'estate caldissima". Osservando la situazione, ieri il
premier si è sfogato: "O guido il governo o vado alle udienze", nelle
quali è imputato. Il dilemma è drammatico: per l'Italia più ancora che per lui.
L'opposizione sostiene che se fosse condannato in primo grado non dovrebbe
dimettersi. Ma sarebbe ragionevole trovare una soluzione prima. E il Quirinale
si prepara a dire un sì tecnico alla decisione di ieri del governo. \\ E sulla
giustizia Di Pietro cerca di imporre la logica del referendum.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Di Benedetto "Sono una vittima Urbani trasparente" ROMA -
"Non mi devo difendere né giustificare di niente", protesta Ida Di Benedetto, produttrice e autrice citata in alcune
intercettazioni. "Di questa storia - sottolinea - sono una vittima. Il
problema, forse, è che Urbani (consigliere Rai e suo compagno, ndr) è una
persona trasparente, senza macchia e io vengo usata come oggetto, anche se da
trent'anni faccio questo mestiere".
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Mini ruoli nella produzione Mediaset La Troise e le altre nella
fiction di Tognazzi ROMA - La polizia, in effetti, è già sul posto. L'ispettore
Maria da sola non ce la fa e da Roma è arrivato addirittura il commissario
Vasco insieme ai suoi uomini. Tutti al lavoro per svelare I segreti dell'isola
di Korè, che a questo punto rischia di passare alla storia come la fiction dei
raccomandati. Nello sceneggiato in quattro puntate che andrà in onda su Canale
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Il consigliere di viale Mazzini Curzi "pentito": abbiamo
sbagliato a sospenderlo ROMA - Cosa pensa Sandro Curzi di Liberazione che
definisce ironicamente Agostino Saccà "un povero Cristo"? Sandrone è
un vecchio navigatore del giornalismo e sa bene come creare paralleli efficaci
e spendibili: "Fa il paio col mio amico Vittorio Feltri che titola
"Il guaio è la gnocca"... Di fronte a un certo
tipo di intercettazioni siamo tutti portati a scherzare. Se io dirigessi un
giornale, non pubblicherei mai molto di quel materiale. Roba privata. Il vero
punto è che esce un'Italia in cui tutti siamo amici, ai vertici. Dalla destra
alla sinistra". C'è però Saccà che parla bene di Minoli a Silvio
Berlusconi e tenta di farlo nominare direttore generale al posto di Claudio
Cappon. "Anch'io penso che Minoli sia bravissimo. Quando venne
mandato via Flavio Cattaneo, il mio candidato alla sua successione era proprio
lui. Ma non avrei mai votato per la sostituzione di Cappon un anno fa, in
quelle condizioni. Non avrebbe avuto senso. Cappon non andava d'accordo con
Prodi? E chi lo ha detto? E poi, che importanza avrebbe avuto per la Rai?
Avremmo sostituito Cappon solo e soltanto nel caso di sfiducia verso il
direttore generale... E dire che io avevo votato per un altro candidato, al
momento della scelta di Cappon. Avevo indicato Antonello Perricone. Ma ora
difendo Cappon". Inevitabile a questo punto un quesito. Vista con gli
occhi di oggi, il consigliere Sandro Curzi (area sinistra radicale) sarebbe
ancora d'accordo con la sospensione di Agostino Saccà da Rai Fiction?
"Ecco, qui veramente abbiamo sbagliato tutti. Il direttore generale
Claudio Cappon così come noi del Consiglio di amministrazione. Delle due l'una.
O avremmo dovuto preparare il suo licenziamento disponendo di prove
inoppugnabili. O, al contrario, avremmo dovuto lasciarlo al suo posto e poi
capire il senso di quelle carte. Tenere in piedi un provvedimento disciplinare
per sette mesi in un'azienda senza decidere nulla, non ha veramente alcun
senso. Anche se è vero che il direttore generale Claudio Cappon continua a
ricevere materiale giudiziario a pezzi e a bocconi... Anche la sua situazione,
lo capisco, è complessa" P. Co.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Veltroni: no alle intercettazioni sui giornali Il leader del Pd e
l'ipotesi di una nuova legge. Berlusconi: prima o poi dirò quel che so sulle
toghe ROMA - Prima ha scherzato: "Zitti - ha apostrofato i suoi ministri
in Consiglio mentre parlava al telefono - fate piano, sennò non riescono a
intercettarmi bene...", poi è tornato a rabbuiarsi Silvio Berlusconi. E
ieri, durante la discussione in Cdm che ha preceduto il varo del ddl
sull'immunità delle cariche istituzionali, è tornato a lamentarsi per il
trattamento che gli riservano i giudici, dal caso Mills
alla vicenda intercettazioni: "Ma che dovrei fare? O ci si difende, o si
lavora e si governa. E questa roba delle intercettazioni è una vergogna da
fermare". Per poi concludere, minaccioso: "Per ora non faccio la
conferenza stampa. Ma vi assicuro che prima o poi dirò tutto quello che so sui
magistrati". Insomma, è ancora caldissimo il clima sul tema
giustizia, ma il ddl intercettazioni, varato settimane fa dal Cdm, non è ancora
stato trasformato in articolato né affidato all'esame delle Camere, e non
sembra proprio lo sarà a breve. Il motivo è quello dell'ingorgo parlamentare:
troppe leggi cruciali sono già all'esame, e la precedenza, di questo è convinto
Berlusconi, deve andare al lodo per le immunità, dunque non se ne riparlerà
prima della ripresa autunnale. E però, si commenta ancora la pubblicazione
delle intercettazioni tra il premier e Saccà e molti altri personaggi politici
e dirigenti Rai. Nel centrosinistra - a parte Antonio Di Pietro che difende a
spada tratta il diritto a intercettare da parte dei magi-strati, e a parte
Arturo Parisi, che denuncia come si dimentichi il fatto che "i
comportamenti all'origine dell'indagine (che ha portato alle intercettazioni)
sarebbero stati, questi sì, finalizzati proprio a modificare il quadro politico
uscito dalle elezioni precedenti " -, in realtà si apre alla possibilità
di arrivare a un testo legislativo condiviso. "Noi siamo perché i
magistrati possano fare tutte le intercettazioni che ritengono necessarie ai
fini dell'indagine, ma siamo anche perché non finiscano sui giornali a
salvaguardia della privacy dei cittadini ", dice il segretario del Pd
Walter Veltroni, mentre la capogruppo al Senato Anna Finocchiaro conferma:
"Il ddl Mastella, che la scorsa legislatura si fermò al Senato, può essere
un'ottima base di partenza " per un lavoro comune. E anche l'Udc manda segnali
chiari di voler essere della partita: "Una legge sulle intercettazioni -
dice Francesco Pionati - è urgente e necessaria ". Paola Di Caro La
fiction sulla diva Maria Scicolone (sotto, a destra), sorella di Sofia Loren e
mamma di Alessandra Mussolini, è sostenuta da Francesco Rutelli, che perora la
causa di una fiction sulla famiglia Loren La coppia L'ex ministro della
Cultura, ora nel consiglio Rai, Giuliano Urbani, perora con Saccà la causa
della compagna, l'ex attrice e ora produttrice Ida Di Benedetto.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5
categoria: BREVI 5 I mesi Tra giugno e ottobre 2007 vengono effettuate le
intercettazioni 2 Le lettere Contengono l'atto d'accusa disciplinare contro
Saccà.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Giovanni Minoli e i colloqui con l'ex capo di
RaiFiction "Si parlava dell'addio di Cappon Ma poi sono stato io la
vittima" ROMA - "Sono a Palermo, ho appena ottenuto dalla Regione
Sicilia un fondo di 13,7 milioni di euro per la fiction Agrodolce, primo caso
di un seriale finanziato in questo modo. Ora rispondo perché un dirigente di un
servizio pubblico ha un dovere in più rispetto agli altri", esordisce Giovanni
Minoli, direttore di Rai Educational. Dunque Saccà un anno fa sponsorizzava lei
come direttore generale al posto di Cappon. E ne parlava con Berlusconi.
"Era il momento in cui il direttore generale era stato bocciato dal
Consiglio, a maggioranza di centrodestra, su un cospicuo pacchetto di sue
importanti proposte editoriali. Sui giornali, nel mondo politico, si parlava di
probabili dimissioni di Cappon o della possibilità di un voto di sfiducia del
Cda. In questo quadro è nata la telefonata". Ne sapeva niente, prima?
"No. Era una personale iniziativa di Saccà che riteneva, nel caso di un
ricambio, che l'ideale sarebbe stato scegliere un uomo di prodotto e non di
gestione. L'altra telefonata di Saccà, al consigliere Urbani, è molto
lusinghiera". E perché chiamare Berlusconi? "Chiedetelo a Saccà.
Posso immaginare perché sono amici. E perché, ripeto, c'era un Cda a
maggioranza di centrodestra ". Ma il tutto non sembra un gran complotto
contro Cappon? "Complotto? Eventualmente contro di me che ero stato
proposto come direttore di Raidue, bocciato e abbandonato. Comunque, della
possibilità di un ricambio alla direzione generale parlai, fra le tante cose,
in un pranzo con Petruccioli e lo stesso Cappon anche delle voci che
circolavano. Dissi che nulla sarebbe avvenuto se non ci fosse stato un voto
unanime". E il suo suggerimento a Saccà di parlare con Urbani?
"Nessuna pressione. Il Cda era a maggioranza di centrodestra. Saccà voleva
capire l'orientamento di quell'area e la possibilità di arrivare comunque a un
possibile voto unanime". L'immagine della Rai è a dir poco incrinata in
questo momento. "Un Consiglio che in tre anni ha cambiato tre direttori
generali ma non ha modificato il palinsesto, pur giudicandolo inadeguato a un
servizio pubblico, incarna suo malgrado un modello di governance inefficace. In
Cda siedono sei ex parlamentari. Il che significa che la guida della tv
pubblica è affidata a un'emanazione del sistema dei partiti. In questo quadro i
manager Rai fanno miracoli ad affrontare la competizione con Mediaset. E Saccà,
che ha vinto sempre contro la fiction della concorrenza, appare un eroe. Ecco
perché i dirigenti dell'azienda si sono ribellati per i sette mesi di
sospensione di Agostino. Mesi in cui nulla è stato deciso". Cosa pensa delle intercettazioni pubblicate? "Penso ciò che
scrive con ironia Liberazione. Se le intercettazioni sono quelle, e magari
avremo a che fare con le carte ancora per vent'anni, c'è solo da sorridere. E
da riflettere sull'indubbia professionalità di un Saccà che, resistendo a mille
sollecitazioni, ha realizzato prodotti vincenti. è verg ognoso che
un'azienda non riesca a decidere se licenziare un manager o se tenerlo al suo
posto. Il punto è ovvio: occorre un amministratore unico che risolva l'equivoco
di una governance legata alla politica, faccia pulizia e chiarezza intorno a
questo problema. Ora la Rai è una balena spiaggiata. O arriva un rimorchiatore,
cioè l'amministratore unico, o sarà sbranata dagli interessi di chi vuole
massacrarla. La scelta a Silvio Berlusconi e a Walter Veltroni" Comer
giudica, in generale, il sistema delle intercettazioni? "Sono uno
strumento di indagine. Ma usato così rappresenta una autentica vergogna per
qualsiasi Paese moderno. " Paolo Conti \\ Eroe Quel manager è un eroe,
contro Mediaset ha fatto miracoli. Il problema è il cda con 6 politici: in tre
anni non ha cambiato nulla.
( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
INTERCETTAZIONI
SACCÀ Il premier: uno scandalo. Ma il provvedimento slitta "Una vergogna
da fermare a tutti i costi". Silvio Berlusconi non si riferiva al
contenuto delle sue telefonate con l'ex direttore di Rai Fiction Agostino
Saccà, ma al fatto che quelle telefonate oggetto di un'inchiesta che lo
coinvolge siano state pubblicate dal settimanale "l'Espresso". A tutti i costi,
ma non a quello di mandare avanti il disegno di legge sulle intercettazioni
così da rallentare l'approvazione di due leggi che stanno ancora più a cuore al
cavaliere: il decreto sicurezza dov'è contenuta la norma che blocca i processi
per un anno - il premier è in attesa della sentenza Mills - e lo
"scudo" per le alte cariche che sospende per tutta la durata del
mandato ogni procedimento. Il risultato è che il ddl sulle intercettazioni,
varato in Consiglio dei ministri il 13 giugno, non è ancora all'ordine del
giorno del parlamento e non ci andrà prima dell'arrivo delle ferie estive. E
nella maggioranza già si parla di correzioni, in peggio.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-06-28 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Il gip di Milano Mancino: decisione che
dimostra indipendenza Intercettazioni Unipol Il Csm assolve la Forleo MILANO - La sezione disciplinare
del Consiglio superiore della magistratura ha assolto Clementina Forleo.
Secondo l'organo di autogoverno dei giudici, la gip milanese non è venuta meno
ai suoi doveri quando, nella sua ordinanza di fine luglio 2007, definì sei
parlamentari non indagati (tra cui Massimo D'Alema e Nicola Latorre)
"consapevoli complici di un disegno criminoso di ampia portata" nella
vicenda Unipol-Bnl. Secondo la procura generale della Cassazione, Forleo non
avrebbe dovuto esprimere quei giudizi. Il Csm ha deciso altrimenti. Mancino:
decisione che dimostra indipendenza. A PAGINA 9 Guastella Piccolillo, L.
Salvia.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 3 categoria:
BREVI Alfano 2008 Il lodo Alfano limita la sospensione dei processi penali alle
4 più alte cariche dello Stato (viene escluso il presidente della Corte
Costituzionale) per l'intera durata della carica. Le presunte vittime dei reati
potranno proseguire la loro azione civile e i giudici potranno acquisire le
prove non rinviabili del processo sospeso gna invece evitare che lo scontro produca
ferite profonde alle regole democratiche. Nei riguardi del premier non c'è
accanimento giudiziario, c'è forse una concentrazione eccessiva. Diciamo che
c'è molta attenzione". E c'è procura e procura. "Capisco Milano.
Siccome si sono concentrati sul filone economico-finanziario, vanno avanti
seguendo quel filo. E magari il filo conduce verso situazioni da accertare. Ma
Napoli... Rispetto a Milano è un'altra storia... Insomma, non
si può passare la vita ad intercettare veline". Un botto. E sia chiaro, Casson
è inflessibile sull'autonomia delle toghe, si trova in "disaccordo"
con Luciano Violante, secondo cui in Italia esiste solo formalmente
l'obbligatorietà dell'azione penale. Ed è contrario alla reintroduzione
dell'immunità parlamentare. Però si pone il problema della governabilità
del Paese, ed evidenzia un nodo difficile da sciogliere: "è giusto che il
premier assolva il mandato degli elettori, e mentre sono contrario alla norma
blocca-processi, non mi scandalizza l'idea di uno "scudo" per le alte
cariche istituzionali, sebbene pensi che debba essere varato con una legge
costituzionale. Il problema è che Berlusconi ha fretta per via dei giudizi che
lo riguardano, ed è complicato risolvere una questione che andava risolta per
tempo, nell'interesse dello Stato, non di una persona". è qui il bivio, il
rischio del corto-circuito. E qui Casson, l'antica "toga rossa", non
si preoccupa di inimicarsi i girotondini: "Io mi preoccupo della politica.
Perchè non voglio aspettare Berlusconi davanti al tribunale di Milano, voglio
aspettarlo e batterlo nell'Aula del Parlamento". Francesco Verderami.
( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)
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L'EFFETTO Black out
di cronaca sui potenti La prima legge, anche se un po' in
ritardo nel calendario dei lavori parlamentari, è quella sulle intercettazioni
che il governo vuole fare approvare così com'è o persino peggiorare di fronte
agli ultimi fatti di cronaca. Prevede il divieto assoluto di pubblicazione di
tutti gli atti di indagine fino a che non sia iniziato il pubblico
dibattimento. La seconda legge è quella che ha visto la luce ieri,
sull'immunità delle alte cariche dello stato. Prevede che su presidente della
Repubblica, presidenti di camera e senato e presidente del Consiglio dei
ministri per fatti penali si possa solo indagare, ma mai arrivare a processo
fino alla durata in carica. Il risultato è presto detto: un totale black out
informativo sulle vicende penali di quattro potenti, cittadini che in teoria
dovrebbero essere soggetti più di altri all'attenzione degli elettori. Con
l'approvazione di queste due leggi se per esempio il presidente del Consiglio
dovesse essere indagato per un reato del tutto estraneo al suo mandato, poniamo
un furto con scasso, sarebbe possibile dare notizia anche solo del fatto che è
indagato soltanto a mandato concluso.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE L'intervista La giudice sotto accusa "Io e de Magistris lo
stesso destino Ora ho più coraggio" MILANO - è da poco terminata la seduta
della commissione disciplinare del Csm. Clementina Forleo è stata assolta e il
vice presidente Nicola Mancino ha rimarcato l'autonomia del Csm. Dottoressa
Forleo, contenta? "Questa prima decisione mi rasserena e mi ripaga di
tante amarezze e affanni di questo ultimo anno, da quando da ottimo magistrato
sono diventato un cattivo magistrato ". Il primo procedimento finisce
bene. "Partiva tutto da qui, quantomeno cronologicamente. Da questo
procedimento sono venuti a cascata anche gli atri due in una successione
immediata. Ho dovuto lottare, ma considero questa non tanto una vittoria mia
personale, quanto una vittoria della giustizia ". Cosa glielo fa pensare?
"è stato ribadito il principio dell'uguaglianza di tutti di fronte alla
legge. Un principio per cui continuerò a lottare. Costi quel che costi". I
procedimenti di fronte al Csm che la riguardano sono diventati motivo di
scontro politico. Crede che questo abbia influito su di essi? "Non faccio
nessuna valutazione di ordine politico". Parliamo dell'assoluzione, è
stata assolta. Come la interpreta? "Era la prima volta che si contestava
l'abnormità di un provvedimento che, come ha spiegato bene il mio difensore
Maurizio Laudi, conteneva commenti proporzionati alla importanza della vicenda.
Il dottor Laudi ha dimostrato in modo brillante come quelle telefonate fossero
tutt'altro che penalmente irrilevanti, così come i ruoli di D'Alema e Latorre,
che all'epoca parlarono di spazzatura e di suk arabo senza che nessuno
intervenisse in mia tutela. Il mio giudizio era appropriato. D'altronde i fatti
giudiziari che sono seguiti, come la richiesta di utilizzo
delle intercettazioni presentata dalla Procura di Milano al Parlamento europeo,
confermano le mie considerazioni". Ora ci sono altri due procedimenti da
affrontare. "Ho sempre avuto fiducia nella giustizia. Averne, prima o poi
paga. Certo, se si ha l'onestà e la dignità per andare avanti senza cedere
dinanzi a nulla, la verità viene sempre fuori. E siccome il tempo è
galantuomo, spero che anche il pm Luigi de Magistris abbia giustizia".
Come mai in questo momento pensa proprio a lui? "Abbiamo storie diverse ma
un comune destino". Quale destino? "Credo che lo abbiano capito ormai
tutti. Abbiamo entrambi toccato i poteri forti e stiamo pagando per
questo". Come si sente ora? "Rincuorata. La decisione della
commissione mi ha dato più coraggio. Torno a lavorare come sempre nel mio
ufficio". L'accusano di fare la vittima e di mancare di equilibrio.
"Si da il caso che stia trovando riscontri investigativi quanto da me
doverosamente denunciato alle autorità competenti, e non certo ai media, a supporto
di numerose lettere minatorie e di un proiettile che ho ricevuto ".
Giuseppe Guastella Difensore Maurizio Laudi, ha difeso Forleo.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Politica e tv Il caso Intercettazioni, i giornalisti vanno in piazza La protesta Giornalisti in piazza
oggi a Venezia per la prima manifestazione pubblica contro il ddl del governo
sulle intercettazioni. L'iniziativa è promossa dall'Unione nazionale cronisti
italiani, d'intesa con Fnsi e Ordine dei giornalisti.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Sette giorni L'ex magistrato senatore del Pd e lo
"scontro" tra poteri Casson e i dubbi sulle toghe: così ricreano il
Caimano SEGUE DALLA PRIMA E se una voce di sinistra decide di criticare quelli
che un tempo erano suoi colleghi, non è per sostenere l'offensiva di Silvio
Berlusconi semmai per scongiurarla, per impedire che faccia definitivamente
breccia nell'opinione pubblica, "dove i giudici riflettono un'immagine
negativa". Perchè sarà pur vero che è riapparso il "Caimano", ma
è altrettanto vero che sono state anche le toghe ad evocarlo, e con i loro
"gravi errori" si sono resi corresponsabili del clima di scontro
istituzionale: "E comprendo il tormento del capo dello Stato, immagino la
sua difficoltà a gestire una situazione in cui c'è chi aggredisce e chi -
sentendosi aggredito - aggredisce a sua volta". Casson non si dilunga a
stabilire se il primo colpo sia stato inferto dal Cavaliere, a lui interessa
che la magistratura riacquisisca quel "profilo di autorevolezza" che
ha perso, che si è smarrito persino tra i sacerdoti cui toccava il compito di
custodirlo: "Il Csm è lo specchio dei magistrati. Basta vedere cosa
riflette. C'è un eccesso di esternazioni. C'è un'evidente volontà di fare attivismo
politico. Per esempio, che senso aveva far trapelare la bozza del parere sulla
norma blocca- processi? E quale logica celava? O è stato fatto senza pensarci,
o c'erano fini politici. In entrambi i casi è ovvio che venga criticato questo
protagonismo deteriore". Il dato grave è che l'organo di autogoverno dei
magistrati gli appare senza controllo, perchè "il vice presidente Nicola
Mancino non ha alcun potere sui membri togati, che nella loro testa si sentono
totalmente autonomi". E c'è un solo modo per restituire ordine alle cose,
"riacquisire un senso di responsabilità personale e istituzionale.
Altrimenti, se il Csm non sarà capace di intervenire per sanare le sue
storture, sarà la politica ad intervenire sul Csm". Non è una profezia nè
tantomeno un auspicio. è una constatazione. Basta osservare la reazione del
centrodestra, determinato a presentare proposte di legge per cambiare il Csm,
"proposte peggiorative, che rischiano di politicizzare ulteriormente un
organo istituzionale". Era "inevitabile" che accadesse, perchè
"se una struttura non funziona c'è sempre chi - in modo anche strumentale
- propone di trasformarla di sana pianta". Il senatore, capogruppo per i
Democratici in commissione Giustizia, ritiene invece che il Csm vada
"riformato", "il Pd lo sosteneva già in campagna
elettorale", ripete spesso il Guardasigilli ombra, Lanfranco Tenaglia:
"E ha ragione. Noi proponiamo un organismo autonomo per la parte
disciplinare. Così come siamo in procinto di presentare un
pacchetto sulle intercettazioni con norme più restrittive che ne impediscano la
divulgazione". Ecco l'altro terreno di scontro, "l'ennesima prova del
complotto di giudici sovversivi" secondo il Cavaliere, che si sente oggi
circondato dalle procure di Milano e Napoli. Anche su questo tema Casson
è sferzante. Parte ricordando "le mie indagini sul terrorismo. Allora non
usai le intercettazioni. In altre inchieste sì. Dipende comunque dalla
professionalità dei singoli magistrati... Quanto alle accuse di Berlusconi, a
mio avviso non esistono complotti, così come non esiste il rischio di una
deriva fascista. Biso Lo scudo "è giusto che il premier assolva il
mandato. Sono contrario alla blocca-processi, ma non mi scandalizza l'idea di
uno scudo" L'attivismo politico "Il Csm è lo specchio dei magistrati,
c'è la volontà di fare attivismo politico. Bisogna riacquisire senso di
responsabilità".
( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
(DANIELE LUTTAZZI)
ULTIM'ORA Frottolo in Libia da Gheddafi. Il dittatore lo ha
salutato dicendo: "Ciao, Muhammar". Lodo Schifani, verranno prese le
impronte digitali alle quattro alte cariche dello stato. Veltroni: "Le
intercettazioni vanno pubblicate solo se non sputtanano". L'Arabia Saudita
aumenta la produzione di Ezio Greggio.
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-28 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE I verbali "Aiuta Ida o saranno guai" "I capi? Due mezze calzette" MILANO - Ecco alcune delle
intercettazioni messe online sul sito dell'"Espresso". L'ex ministro
della Cultura Giuliano Urbani chiama l'ex direttore di Rai Fiction Agostino
Saccà e gli chiede un aiuto per dei progetti che coinvolgono la sua compagna
Ida Di Benedetto, ex attrice e ora produttrice (17 giugno 2007). U:
"Ti lanciavo un Sos per Ida, lei è in una situazione delicatissima per via
della Sicilia, però ha tre spade di Damocle sulla testa, l'importante è che non
diventino negative. Come sai, lei non ha mai avuto il contratto. Il regista è
in Senegal...". S: "Sì, sì, lo so". U: "Le altre due cose
sono la Venturi (un'autrice per la Di Benedetto, ndr) e quel contratto di
attivazione di "Angelica" (una miniserie della Di Benedetto, ndr) ".
S: "Eh, "Angelica" ancora è un po' in alto mare". U:
"Ahi ahi ah... Perché anche lì stanno lavorando, ecco, è un po' un
problema". S: "è in alto mare perché c'è...". U: "è
successo un guaio?" S: "No no no, assolutamente, è questa condizione
aziendale di Cappon ingessato che ingessa tutto quanto, non c'è duttilità nei
piani (...), lui è angosciato dai conti, angosciato è dire poco, è
terrorizzato. D'accordo, è una situazione che ti può preoccupare, ma non
terrorizzare...". U: "Vedi tu se riesci comunque a sbloccare
l'attivazione perché... non dico niente per telefono". S: "Ne
parliamo quando ci vediamo ". U: "Più che parlarne, ci pensi però,
eh? Purtroppo questa è una cosa che se non facciamo sono guai grossi...".
"Quel provino lo facciamo" Il sindaco di Milano Letizia Moratti
chiama Agostino Saccà per chiedergli di un provino. Non si dice il nome della
persona in questione, ma si suppone che si tratti dell'attrice Eliana Miglio,
moglie di Paolo Glisenti, braccio destro del sindaco (19 giugno 2007). S:
"Ti volevo dire che quel provino poi lo stiamo facendo, e di stare
tranquilla che stiamo facendo tutto il possibile, perché ti avevo sentito un
po'...". M: "Eh sì, perché...". S: "Io ce la metto tutta,
non è facile ma ce la metto tutta". M: "Ti ringrazio, perché per me
sarebbe davvero un grande aiuto a una situazione che... che...". S:
"Lo so, lo so, non è facile ma io ce la metto tutta. Poi ti volevo
chiedere se con calma riuscivo a venire a parlarti. Perché io sto riflettendo
anche con degli interlocutori importanti - Banca Intesa, Passera, Montezemolo -
sulla possibilità di fare qualcosa di serio, di importante. Te ne volevo
parlare, chiedere un consiglio... riguarda proprio me personalmente, come
promotore, perché non è che devo restare per sempre in Rai". "Io o
lui, lo dico a Berlusconi" Il vicedirettore generale della Rai Giancarlo
Leone chiama Saccà. Devono parlare con Del Noce per discutere della serie
"Medicina generale". Saccà si dimostra infastidito dal momento che il
serial va benissimo e non dovrebbe perciò essere messo in discussione (27
giugno 2007). L: "Entro qualche giorno, credo lunedì, ci vediamo con Del
Noce per fare il punto sulle attivazioni che ancora sono ferme. In particolare
"Medicina generale"". S: "E perché "Medicina
generale"? è un successo... la considero una piccola provocazione... cioè
su questo faccio... dopodiché me ne vado, metto una bomba sotto il palazzo
(...) no no, o io o lui, mi sono rotto veramente i coglioni, o io o lui, lo
porrò all'azienda, lo porrò a Berlusconi, lo porrò a tutti (...) io capisco su
una cosa che non funziona, che non va, ma "Medicina generale" la
considero un fiore all'occhiello (...)". L: "Senti, l'altra cosa
invece che ti volevo dire era che sono venuti da me il produttore, mi pare
Saraceni, e la Maria Scicolone, che è la sorella di Sofia Loren... hanno il
progetto di una fiction, che è la storia della famiglia Loren.
Indipendentemente dal fatto che interessi o non interessi, poiché è Rutelli che
li ha mandati, io ti avevo detto se comunque, per dare un segnale quantomeno di
attenzione... ". S: "Sì, davamo un'interlocuzione, vabbene,
vabbene". "Con la Rai esplode tutto" Agostino Saccà chiama
Giuliano Urbani e gli racconta della sua conversazione con Silvio Berlusconi
(28 giugno 2007). S: "Io gli ho fatto pure quell'accenno, e mi è venuto bene,
perché lui mi ha domandato: "Come si fa a ritirare su l'azienda?".
"Bisogna cambiare direttore generale", gli ho detto io. "Proprio
non funzionano quei due?", m'ha detto. "No", gli ho fatto io.
"Ma è vero che litigano anche tra di loro?", mi ha chiesto. "Sì,
non vanno più nemmeno d'accordo", ho risposto, "ma anche se andassero
d'accordo in Rai dicono che due mezze calzette non fanno un paio di
calzini". E lui ha fatto una risata... (...) Ha percepito la pericolosità
della debolezza della Rai: se la Rai diventa troppo debole è tutto il sistema
ad essere in pericolo ". U: "L'equilibrio, l'equilibrio". S:
"Esplode tutto il sistema: questo lui l'ha capito con sufficiente
preoccupazione. Non si deve far degradare la situazione. Mi ha chiesto:
"Qual è la situazione del conto economico?". Io gliel'ho spiegata:
rischiamo di perdere la metà del capitale e di indebitarci. Inizia una spirale
dalla quale si rischia di non uscire, e a qual punto ci può essere chi dice:
"Bene, bene, vendiamo una rete". E se si vende una rete della Rai è
chiaro che esplode il sistema, cambia il sistema, non è che resta Mediaset così
com'è ". U: "Non potrebbe". S: "Cambia tutto, entrano in
campo altri competitor. Certo, il cambiamento ci sarà comunque, ma una cosa è
governarlo, e un'altra è se ti pigliano di sorpresa".
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-28 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE Il leader Sd Fava: "Noi mai nel Pd" All'assemblea il pm
Ingroia DAL NOSTRO INVIATO CHIANCIANO - ( a.gar.) Sinistra democratica propone una
Costituente della sinistra e invita gli ex alleati della Sinistra arcobaleno e
altri gruppi dell'area ad un incontro il 20 settembre. Claudio Fava,
coordinatore nazionale di Sd, guarda poi al Pd come alleato per un nuovo
centrosinistra. Anche se l'applauso più forte è quando ricorda le parole di
Mussi sul Pd, che "mai sarà il nostro partito". Nichi Vendola invece
parla di "processo costituente", di "traversata nel
deserto". Fatto sta che nel suo partito, Rifondazione comunista, al momento
è in atto una durissima battaglia per la segreteria fra lui e Ferrero. All'assemblea c'è anche Antonio Ingroia, magistrato a Palermo,
che attacca le leggi su intercettazioni e sospensione dei processi:
"Creano un baratro tra giustizia e cittadini". Poi precisa:
"Sono stato invitato e avrei accettato un invito anche da un partito di
maggioranza".
( da "Corriere della Sera" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-28 num: - pag: 21 categoria:
REDAZIONALE Il caso "Le accuse della Procura falsate dal
pregiudizio". Il vescovo Buoncristiani in aula testimonia per il suo
economo E il superbanchiere difende il monsignore Siena, il presidente del
Monte dei Paschi mette la toga nel processo per il rogo in Curia Le accuse:
incendio doloso, truffa e calunnia contro un archivista che è stato prosciolto
DAL NOSTRO INVIATO SIENA - Il capo della mobi-le, nel suo primo rapporto, la
definì "la nube di fumo nero". Era la cappa di fuoco e gas che
distrusse parte degli uffici della Curia di Siena, divorando carte dal valore
(e dai segreti?) tuttora imprecisati. Ora, due anni dopo e a processi in corso,
quella nube continua ad incombere sulla città delle 17 contrade. Si alimenta di
accuse, sospetti, maldicenze. è come se da quel 2 aprile 2006, quando i
pompieri accertarono che a mandare a fuoco la Curia non fu il demonio, ma la
mano di un uomo, qualcosa si fosse fermato nella terra del Palio. Si insinua
ovunque, la nube nera. Appesta. Alza veli su angoli bui. Si è insinuata nella
vita privata di un monsignore, Giuseppe Acampa, 39 anni, economo della Curia,
rinviato a giudizio con l'accusa di incendio doloso, calunnia e truffa. Ma
anche nella vita collettiva di un clero, quello senese, che si è scoperto
attraversato da gelosie, rivalità e una buona dose d'insofferenza verso il
nuovo corso voluto dall'arcivescovo Antonio Buoncristiani. Che a sua volta,
convinto dell'innocenza di Acampa, suo pupillo e braccio esecutivo nella
gestione del patrimonio diocesano, ha testimoniato per lui pochi giorni fa in
aula e non ha esitato ad esporsi contro la Procura, criticando metodi e
finalità dell'indagine. E poi reputazioni sfregiate, come quella
dell'archivista Franco Nardi, prima indicato come il sicuro colpevole del rogo,
poi uscito di scena, ora parte lesa in quanto presunta vittima delle calunnie
di monsignor Acampa. E ancora: pettegolezzi a ruota libera, siti anticlericali
a caccia di sacerdoti con il vizietto, intercettazioni che
millantano pressioni ad alto livello. E se la politica tace, quasi timorosa nel
metter bocca in un tale vespaio, in tribunale l'asse tra Pd e Curia, sulla
quale si reggono gli equilibri della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena,
trova una sua plastica riproduzione nella figura di Giuseppe Mussari,
avvocato difensore (assieme a Enrico De Martino) di monsignor Acampa, ma prima
di tutto presidente del Mps, terza banca d'Italia, 200 milioni di euro
distribuiti ogni anno nel Senese, ombrello che tutto copre. è una storia fatta
su misura per la città del Palio. E che ruota attorno a monsignor Acampa,
commercialista prima di farsi prete, abituato a ottime frequentazioni.
L'economo rientra in Curia una domenica mattina del 2006 e (dice lui) trova il
suo ufficio in fiamme. Il colpevole sembra essere lì, pronto per l'uso: si
chiama Nardi, fa l'archivista, e non è la prima volta che si aggira per la
Curia anche di domenica. Nel giro di qualche settimana, però, a finire sotto
torchio è lo stesso Acampa, contro il quale la Procura lancia un tridente di
accuse. Incendio doloso: avrebbe dato fuoco alle stanze per distruggere
documenti compromettenti e transazioni opache. Calunnia: avrebbe cercato di
indirizzare i sospetti della polizia contro il Nardi. Truffa: avrebbe venduto a
un imprenditore veneto un immobile, ricevuto in eredità dalla Chiesa, a prezzo
scontato, ricevendo in cambio un'Audi A3. Acampa viene rinviato a giudizio.
Compare in aula con rosario, Bibbia, il vescovo Buoncristiani al fianco nella
veste di teste e una citazione: "Santa pazienza, Via Crucis, Stazione
quaresimale ". I suoi avvocati, Mussari e De Martino, non hanno dubbi:
"La cosa non sta in piedi. Basta leggere le carte per capire che l'intero
impianto della Procura è falsato da pregiudizio - afferma Mussari -. Vengono
utilizzate fonti confidenziali senza alcun riscontro. Si procede a tesi, non vi
sono elementi concreti". De Martino entra poi nei dettagli. Respinge l'accusa
di incendio doloso: "E perché mai avrebbe dovuto farlo? C'erano altri
modi, se avesse voluto distruggere documenti. E comunque è andato bruciato solo
qualche vecchio testamento ". Esclude la calunnia: "Acampa non ha mai
indicato in Nardi l'autore dell'incendio. Ha solo ricordato di aver avuto tempo
prima con lui un contrasto circa l'assunzione, non avvenuta, di un suo
amico". Stessa cosa per la truffa: "La vendita è stata regolare. Sì,
l'Audi è stata in parte un omaggio, ma non c'è nulla di penale, semmai di
eticamente discutibile ". Per gli avvocati, l'economo è una vittima. Con
l'arrivo del arcivescovo Buoncristiani, spiegano, sono stati messi in
discussione una serie di incarichi legati al patrimonio della Diocesi. Acampa è
stato l'uomo incaricato della piccola rivoluzione, divenendo bersaglio del
malumore di parte del clero senese, che ha cominciato a dipingerlo come un
prete più avvezzo a leggere bilanci che messali. Poi il mistero del rogo. E
l'anima medievaleggiante di Siena ha riscoperto il gusto dell'intrigo.
Francesco Alberti Arcivescovo Antonio Buoncristiani, arcivescovo di Siena, si è
schierato al fianco di monsignor Acampa, al quale aveva affidato la gestione
del patrimonio diocesano.
( da "Repubblica.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
IL POTERE delle
donne è sempre passato attraverso quello degli uomini, che ne sono tuttora i
veri e soli detentori. Le favorite dei re, le 'grandes horizontales' fine '800,
le cinedive di Hollywood che per essere tali dovevano attardarsi sul classico
sofà dei produttori, sapevano che la sola forza femminile rispetto alla sola
debolezza maschile era quella del sesso: o comunque non c'erano strade diverse
dell'autorevole appoggio, dalla condiscendenza, protezione, attenzione,
interessamento, intervento di un uomo importante per diventare loro stesse
importanti. Nel tempo le richieste di favori si sono banalizzate: dal titolo
nobiliare e dal diritto di mettere il naso negli affari di stato, a gioielli,
carrozze e ville, da un ferreo contratto da star per grandi film con registi
celebri a, adesso, una comparsata nel luogo più buio della televisione
italiana, la fiction casereccia, l'ultimo angoscioso paradiso dell'agognata
facile celebrità. Dalle intercettazioni delle telefonate
negli ultimi mesi del 2007 tra i protagonisti di questa storia umiliante,
appare per prima cosa stupefacente che sia stato così facile, in questo caso
per non poche giovani donne, mettersi direttamente in contatto con un uomo di
massimo potere politico e mediatico, in quel periodo non a capo del governo ma
che comunque si poteva immaginare superindaffarato sia col business che
con gli avvocati che con la potente macchina per vincere le vicine elezioni
(che comprendeva anche un gran lavoro per l'ingaggio di alcuni esponenti
avversari). Antonella, Evelina, Elena, Eleonora, Camilla e certamente altre,
sapevano di avere tutto il diritto di abusare della sua generosità e di
intasargli i cellulari tempestandolo di telefonate ad ogni ora del giorno e
della notte, di pretendere favori e raccomandazioni, di comportarsi da 'pazza
pericolosa' o da 'frustrata assoluta', di spaventarlo con le minacce, di
obbligarlo a chiedere per loro, a suoi dipendenti o a persone ansiose di
compiacerlo, particine nel mare di fiction che intasano la televisione; non
solo in quelle Mediaset di cui Berlusconi è direttamente padrone, ma anche in
quelle della cosiddetta concorrenza, attraverso i premurosi servigi del povero
Agostino Saccà, allora direttore di Rai Fiction. Ognuna di queste questuanti,
come tante altre raccomandate da centinaia di altri potenti, non avevano, non
hanno, almeno per ora, delle carriere folgoranti. Elena ha un suo sito
ufficiale bilingue in cui racconta di essere venuta a Roma da Napoli nel 1993 e
di aver partecipato al film 'Baciami Piccinà di Ciampanelli, Camilla ha un blog
e ha iniziato come tronista a 'Uomini e donne', Evelina è apparsa un secondo in
'Alessandro Magnò di Oliver Stone, su una copertina di Panorama e in un 'Padre
Piò televisivo; Antonella non ha lasciato grandi tracce in 'Casomaì di
D'Alatri, né alcun dizionario del cinema segnala 'Balcancan' del macedone
Mitrevski in cui ha iniziato la sua carriera: finalmente Saccà ottiene qualcosa
e per lei si inventa un apposita particina nella superfiction Rai 'Capri'. Ma
non sempre Agostino ce la fa: per quanto potente sia lui e soprattutto chi gli
chiede questi modesti favori, capita che i provini delle ragazze pur
raccomandate si dimostrino un tale sfacelo che registi e produttori eroicamente
si ribellino all'imposizione. E tuttavia si capisce perché spesso una parte
della nostra fiction pur amata dal pubblico, sia così desolata. C'è questa
folla sempre più inquieta di ragazze che sarebbero belle se non fossero tutte
uguali, con le stesse pettinature e le stesse boccone e gli stessi reggipetti e
lo stesso sorriso privo di seduzione; per uscire dalla palude
dell'intercambialità non viene loro in mente magari di studiare, la via più
facile è sempre quella, l'aiutino del potente, forse con uno scambio di
cortesie. Tanto capita che nessuno chieda a queste 'attrici' non si dice di
saper recitare, ma neppure di essere in grado di scandire l'italiano e di
esprimere anche a caso una qualsiasi emozione. (28 giugno 2008.
( da "Corriere.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
L'intervista
"Io e de Magistris lo stesso destino. Ora ho più coraggio" Clementina
Forleo: "Abbiamo entrambi toccato i poteri forti e stiamo pagando per
questo" Il gip di Milano Clementina Forleo davanti alla sezione
disciplinare del Csm a palazzo dei Marescialli durante il processo, con il suo
Avv. Maurizio Laudi (Ansa) MILANO È da poco terminata la seduta della
commissione disciplinare del Csm. Clementina Forleo è stata assolta e il vice
presidente Nicola Mancino ha rimarcato l'autonomia del Csm. Dottoressa Forleo,
contenta? "Questa prima decisione mi rasserena e mi ripaga di tante
amarezze e affanni di questo ultimo anno, da quando da ottimo magistrato sono
diventato un cattivo magistrato ". Il primo procedimento finisce bene.
"Partiva tutto da qui, quantomeno cronologicamente. Da questo procedimento
sono venuti a cascata anche gli atri due in una successione immediata. Ho
dovuto lottare, ma considero questa non tanto una vittoria mia personale,
quanto una vittoria della giustizia". Cosa glielo fa pensare? "È
stato ribadito il principio dell'uguaglianza di tutti di fronte alla legge. Un
principio per cui continuerò a lottare. Costi quel che costi". I procedimenti
di fronte al Csm che la riguardano sono diventati motivo di scontro politico.
Crede che questo abbia influito su di essi? "Non faccio nessuna
valutazione di ordine politico". Parliamo dell'assoluzione, è stata
assolta. Come la interpreta? "Era la prima volta che si contestava
l'abnormità di un provvedimento che, come ha spiegato bene il mio difensore
Maurizio Laudi, conteneva commenti proporzionati alla importanza della vicenda.
Il dottor Laudi ha dimostrato in modo brillante come quelle telefonate fossero
tutt'altro che penalmente irrilevanti, così come i ruoli di D'Alema e Latorre,
che all'epoca parlarono di spazzatura e di suk arabo senza che nessuno
intervenisse in mia tutela. Il mio giudizio era appropriato. D'altronde i fatti
giudiziari che sono seguiti, come la richiesta di utilizzo
delle intercettazioni presentata dalla Procura di Milano al Parlamento europeo,
confermano le mie considerazioni". Ora ci sono altri due procedimenti da
affrontare. "Ho sempre avuto fiducia nella giustizia. Averne, prima o poi
paga. Certo, se si ha l'onestà e la dignità per andare avanti senza cedere
dinanzi a nulla, la verità viene sempre fuori. E siccome il tempo è
galantuomo, spero che anche il pm Luigi de Magistris abbia giustizia".
Come mai in questo momento pensa proprio a lui? "Abbiamo storie diverse ma
un comune destino". Quale destino? "Credo che lo abbiano capito ormai
tutti. Abbiamo entrambi toccato i poteri forti e stiamo pagando per
questo". Come si sente ora? "Rincuorata. La decisione della
commissione mi ha dato più coraggio. Torno a lavorare come sempre nel mio
ufficio L'accusano di fare la vittima e di mancare di equilibrio. "Si da
il caso che stia trovando riscontri investigativi quanto da me doverosamente
denunciato alle autorità competenti, e non certo ai media, a supporto di
numerose lettere minatorie e di un proiettile che ho ricevuto ". Giuseppe
Guastella stampa |.
( da "Corriere.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
INTERCETTAZIONI
"Povero Saccà". E la sinistra diventa solidale Liberazione: vita
infernale e non ottiene nulla. Gentiloni: le attrici? Cattivo gusto ma fatti
marginali ROMA "Solidarietà ad Agostino Saccà". In prima pagina. E
non è un foglio vicino al Pdl ma si tratta di Liberazione, un "giornale
comunista " come si legge sulla testata. Il tono è più che ironico, si ride
sulla "vita infernale di Saccà" tra una telefonata di Berlusconi e
l'altra, tra una segnalazione per la moglie di Bordon e una chiamata di Letizia
Moratti. Attrici da piazzare nelle fiction. Ma molto spesso "Agostino,
poveraccio, non ottiene nulla". Quasi "un povero cristo... ".
Che ne dicono nel centrosinistra, per esempio nella commissione di Vigilanza?
Ride Giorgio Merlo, ex Margherita: "La mia concezione politica, culturale
e istituzionale è lontana mille miglia dal giustizialismo girotondino. Mi
chiedo: se avessi telefonato a Saccà per suggerirgli di girare una fiction su
Gigi Meroni, il primo calciatore Beat che rivoluzionò i costumi sportivi
nostrani, sarebbe stato un atto criminale? Non giudico gli altri filoni...
". Concorda Fabrizio Morri, capogruppo Pd nella commissione: "Ammetto
che il 99% della roba pubblicata appare abbastanza risibile, mi riferisco a
tutto il comparto attrici. Saccà povero cristo? Non è una mammoletta, gestiva
un budget da 400 milioni di euro". Altro capitolo, afferma Morri, riguarda
"quelle telefonate che prefigurano un accordo di palinsesto tra aziende
che dovrebbero essere concorrenti. Lì vedo una lesione di autonomia editoriale
nel nome di un asservimento concordato" La parola a Paolo Gentiloni, ex
ministro delle Comunicazioni: "Le attrici? Di certe fenomenologie del
cattivo gusto non farei alcuna strumentalizzazione di natura politica perché
non c'è dubbio che siano del tutto marginali, anche se sono il sintomo di un
degrado. Gravissimo è invece il coinvolgimento di un membro dell'autorità
garante delle Comunicazioni come Innocenzi ". Gentiloni conclude con una
riflessione: "Eccolo, il pericolo di queste antologie generiche. Che non
si distingua la sciocchezza dal dato molto rilevante". Molto più severo
Vincenzo Vita, Pd ex Ds, che da anni si occupa di comunicazione: "Lo
capisco, esistono reati più gravi di ciò che appare in quelle intercettazioni.
Ma emerge comunque un quadro a tinte squallidissime, una gelatina orrenda, il
contesto di una lottizzazione minore e veramente penosa che nell'immaginario
collettivo deturpa il volto della tv pubblica". Anche Vita indica nel caso
Innocenzi l'aspetto "più inquietante" della vicenda Saccà: "Lì
si apre un problema istituzionale, si tratta di un'autorità prossima a una
magistratura del proprio campo. È la riprova di un sordido intreccio
Rai-Mediaset....". Conclude Giuseppe Giulietti: "Non mi appassiono al
destino dell'ultima attrice da piazzare... è ininfluente. Dico che l'aspetto
più grave è il sistema chiuso, non concorrenziale della tv italiana in cui
dieci persone concludono accordi di cartello. E sono sempre le stesse da anni e
anni. L'agenda Rai è ferma a quarant'anni fa...". P. Co. stampa |.
( da "Manifesto, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
GIUSTIZIA
Berlusconi, ecco lo "scudo" per una serena vecchiaia Il governo
presenta la legge sull'immunità dei presidenti A. Fab. ROMA Non c'era
nell'ordine del giorno del Consiglio dei ministri di ieri ma Silvio Berlusconi
l'aveva annunciato. Ed ecco lo "scudo Berlusconi". Non un decreto ma
un disegno di legge, due articoli e un solo obiettivo: fermare i processi al
presidente del Consiglio. E' lui l'unica delle quattro alte cariche dello stato
che beneficeranno della nuova legge sull'immunità, che non si può chiamare
"lodo" perché nessuna intesa con le opposizioni appare possibile. Né
il presidente del senato Schifani, né il presidente della camera Fini, né il
presidente della Repubblica Napolitano che è il meno entusiasta del
provvedimento e che è riuscito soltanto ad evitare che il governo tentasse la
via del decreto, nessuno di loro tre ha processi in corso. Berlusconi sì, con
una sentenza in arrivo nel processo Mills dove lo si accusa di corruzione in
atti giudiziari. Rischia sei anni di carcere e l'interdizione dai pubblici
uffici. Lo "scudo", firmato dal fedele ministro della giustizia
Alfano, che il Consiglio dei ministri ha approvato ieri all'unanimità inizierà
la sua corsa in parlamento il 28 luglio alla camera. Data già fissata prima
ancora che il governo lo presentasse ("preannunziato" è scritto nel
calendario dei lavori che il presidente Fini ha fatto approvare). Così l'ultima
settimana di lavoro a Montecitorio prima della pausa estiva è già blindata per
essere dedicata agli affari urgenti del primo ministro, che spera di chiudere
in bellezza con la legge che deve proteggerlo dalle procure approvata almeno in
un ramo del parlamento. Fare prima non si poteva, perché la camera sarà
impegnata con la conversione in legge del decreto sulla sicurezza, lì dove c'è
un'altra norma fondamentale per il destino di Berlusconi: l'emendamento blocca
processi che dovrebbe tenere ferma la sentenza Mills. Fino all'entrata in
vigore dello scudo che libererà il cavaliere da ogni fastidio con la legge.
Praticamente a vita se dovesse riuscirgli il salto da palazzo Chigi al
Quirinale: tornerebbe ad essere processabile nel
( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 153 del
2008-06-28 pagina 0 "O mi vendo o rubo" Ecco la vita d'inferno dei
bambini rom di Giacomo Susca Baby schiavi scambiati in vista del
"rendimento" sui marciapiedi delle nostre città: la fiera degli
orrori. Li chiamano "topini", ma in bocca invece del formaggio hanno
i soldi presi ai turisti Milano - Qualcuno ha il coraggio di chiamarli nomadi,
"figli del vento", ma il lungo viaggio dai casermoni in cemento della
periferia di Bucarest fino al fango delle baraccopoli italiane ormai conserva
ben poco di romantico. è piuttosto una discesa agli inferi quella vissuta da
almeno 50mila bambini rom, quelli cioè che nelle nostre città ci sono arrivati
scivolando negli ingranaggi oliati dal racket dell'immigrazione clandestina.
Per i piccoli trascinati attraverso i confini dell'area Schengen la strada
verso l'Occidente, visto nello schermo della tv - ricostruiscono gli esperti di
criminologia internazionale - quasi mai è una scelta, semmai una costrizione.
Un debito che si sottoscrive a vita, nella speranza un giorno o l'altro di
ripagarlo. Lavorando, promettono prima. Proprio così: il passaporto entra in
possesso del gruppo criminale che saprà condurti a Parigi, Londra, o Roma. Non
è solo una promessa in cambio di documenti, però. Il prezzo reale da corrispondere
è la libertà. E succede che i nuovi schiavi hanno appena messo i denti da
latte. Le baby-lucciole alla fiera dell'Est A volte, invece, "sono loro a
comprarti", racconta una ragazza passata per le cure delle assistenti
sociali e per le carezze delle suore del "Nocetum", periferia sud di
Milano, centro di recupero convenzionato con il Comune. Terrorizzata solo al
pensiero di ricordarsi il proprio nome, "perché quelli sono in giro".
Quelli sono i suoi familiari: vivono ancora a duecento metri di distanza, nelle
roulotte. Per lei l'Italia della pubblicità s'è rivelata un vialone dietro il
Cimitero Maggiore. Le auto che sfrecciano, qualcuna che accosta e chiede
"Quanto?" Risposta: "Trenta euro. Meno delle altre".
Dopotutto è stata una faccenda di soldi, sin dall'inizio. Il dramma è che non è
nemmeno una vicenda originale, la sua, ma come tante. I genitori l'hanno
venduta a mille euro a dei lontani zii, "un affare", sarebbe a dire
100 euro ogni compleanno. L'equazione è diretta, a 10 anni sui marciapiedi di
Milano sono un patrimonio destinato a moltiplicarsi. Previsione azzeccata.
"Ogni notte portavo nelle tende pure 500 euro". Carne fresca a peso
d'oro, come quello nascosto nelle buche del terreno o tra i denti degli
sfruttatori. Dai sorrisi "che non dimentichi, che la notte riappaiono
sottoforma di incubi". Business e deformazioni Nell'assurda bilancia dei
profitti amministrati dai clan zingari, una mancanza può colmare un portafogli.
Il traffico degli invalidi e dei mutilati è cosa ben nota alle procure di mezza
Italia. A dicembre scorso i carabinieri hanno portato allo scoperto una banda,
con base nella provincia di Milano, che costringeva ai semafori della metropoli
bambini storpi e handicappati. Via le bende, le protesi strappate dai capi. Le
deformità dovevano essere ben visibili, esposte al sole in estate e alla
pioggia in inverno. L'unico braccio, teso verso i finestrini in cerca di
monetine. Non bastava l'umiliazione. L'incasso, a fine giornata, non poteva
scendere al di sotto dei cento euro. Altrimenti, scattavano le botte. Più forti
dove le ferite e le malformazioni bruciano ancora. Eppure nessuno fuggiva,
perché sennò di notte quei bimbi erano costretti a dormire all'addiaccio,
peggio perfino delle catapecchie in legno e lamiera. Nessuno scappava, semplicemente
perché non ci riusciva. Diceva vantandosi una madre, al telefono con un altro
aguzzino, sorpresa da un'intercettazione: "Io questo
pericolo non lo corro, io i miei li tengo al guinzaglio". La catena
stretta al collo dei ragazzini mandati a mendicare nelle metropolitane,
addirittura in mezzo allo shopping della Galleria, quando Natale è vicino e la
compassione della gente è più a buon mercato. Il fiume di denaro
dell'elemosina tocca i 900mila euro al mese, specie se si arrotonda il conto
affidando ai più grandicelli qualche commercio delicato, come lo spaccio della
droga a clienti poco più che coetanei. Uomini e topi Fanno presto a crescere i
piccoli nei corridoi della Stazione Centrale di Milano. O lungo i binari di
Roma Termini. E più crescono più sono rispettati, perché corrono veloci e
spariscono in un niente. Infatti li hanno battezzati "piranha", o
quanto meno "topini". In bocca non portano pesciolini o formaggio, ma
le banconote dei turisti e dei pendolari, troppo distratti per accorgersi del
gioco di prestigio. Quattrocento colpi al giorno: li hanno contati i City
Angels milanesi in un giorno qualsiasi durante il via vai delle vacanze estive,
cercando di persuaderli a lasciare la strada. Sembravano gradire
l'interessamento. "Grazie lo stesso, preferiamo restare qui". Poi, di
notte, hanno incendiato il container coi viveri e le coperte destinate ai
clochard. Attorno alle squadre "in servizio" in stazione, altre di
sentinelle. Sono gli stessi rom adulti a sorvegliare e coprire le spalle ai
piccoli, pronti a intervenire nell'eventualità che il derubato reagisca al
borseggio. Ovvio, il denaro, poi deve finire interamente nelle tasche dei
capifamiglia. Gli autori degli scippi sono invece portati a indebitarsi nei
confronti dei padri-padroni, a giocare d'azzardo coi dadi per comprarsi le
caramelle e le figurine. Battaglia senza quartiere: a Milano, durante una
retata, le forze dell'ordine si sono beccate in testa pietre e bottiglie. E
comunque, "se pure riusciamo a fermarli - ammette un agente - hanno tutti
meno di 14 anni. Un giro in centrale e rieccoli qua a rubare". Dagli
ultimi dati del ministero di Grazia e Giustizia risultano segnalati agli uffici
del servizio sociale minorile 2.424 zingarelli, il 12 per cento del totale.
Alla fine sette volte su dieci scappano dalle comunità. I banchi di scuola
restano un miraggio. Così tornano a dormire in mezzo ai veleni dei campi rom,
discariche a cielo aperto. All'alba ricomincia la vita nel girone dantesco.
L'ultimo orrore? A sette anni addestrare cani da combattimento, lottare coi
pitbull nella polvere, cercando di limitare i danni dei morsi (Milano, via
Idro, segnalazione di pochi giorni fa). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
ROMA - Negli atti
del processo napoletano ad Agostino Saccà ci sono 8.400
intercettazioni, i protagonisti sono non solo il premier ma anche altri
politici e nomi che pesano e il contenuto è, si dice, ad alto contenuto
erotico. Antonio Di Pietro attacca a testa bassa il premier. Tra una
trebbiatura e l'altra in quel di Montenero di Bisaccia, ha fatto una conferenza
stampa per dire, tra le altre cose: "Le intercettazioni che loro
vogliono limitare ci fanno vedere un capo del governo che fa un lavoro più da
magnaccia, impegnato a piazzare le veline che parlavano troppo". Forse l'ex
pm sa di più e meglio circa le indiscrezioni che girano a Montecitorio e
dintorni sulle centinaia di telefonate a contenuto bollente. Di certo la
questione preoccupa non poco "Libero", quotidiano notoriamente vicino
al premier, che da due giorni titola su quello che ha ribattezzato "il
caso gnocca" mettendo le mani avanti: sta roba deve stare lontana dalla
politica e guai se sono usate per provocare cataclismi e crisi politiche.
Berlusconi questo lo sa e ingorgo parlamentare a parte - troppi decreti e provvedimenti
già assegnati all'esame dell'aula prima della pausa estiva - farà di tutto per
accellerare l'approvazione del ddl che limita il ricorso alle intercettazioni e
ne vieta la pubblicazione. Ma lo sa anche il Pd visto che sia Veltroni che
Minniti ieri si sono affrettati a dire che i brani delle telefonate stiano
lontani dai giornali. (28 giugno 2008.
( da "Giornale.it, Il" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 153 del
2008-06-28 pagina 0 Bambini rom, ecco la vera barbarie di Giacomo Susca Baby
schiavi scambiati in vista del "rendimento" sui marciapiedi delle
nostre città: la fiera degli orrori. Li chiamano "topini", ma in
bocca invece del formaggio hanno i soldi presi ai turisti Milano - Qualcuno ha
il coraggio di chiamarli nomadi, "figli del vento", ma il lungo
viaggio dai casermoni in cemento della periferia di Bucarest fino al fango
delle baraccopoli italiane ormai conserva ben poco di romantico. è piuttosto
una discesa agli inferi quella vissuta da almeno 50mila bambini rom, quelli
cioè che nelle nostre città ci sono arrivati scivolando negli ingranaggi oliati
dal racket dell'immigrazione clandestina. Per i piccoli trascinati attraverso i
confini dell'area Schengen la strada verso l'Occidente, visto nello schermo
della tv - ricostruiscono gli esperti di criminologia internazionale - quasi
mai è una scelta, semmai una costrizione. Un debito che si sottoscrive a vita,
nella speranza un giorno o l'altro di ripagarlo. Lavorando, promettono prima.
Proprio così: il passaporto entra in possesso del gruppo criminale che saprà
condurti a Parigi, Londra, o Roma. Non è solo una promessa in cambio di
documenti, però. Il prezzo reale da corrispondere è la libertà. E succede che i
nuovi schiavi hanno appena messo i denti da latte. Le baby-lucciole alla fiera
dell'Est A volte, invece, "sono loro a comprarti", racconta una
ragazza passata per le cure delle assistenti sociali e per le carezze delle
suore del "Nocetum", periferia sud di Milano, centro di recupero
convenzionato con il Comune. Terrorizzata solo al pensiero di ricordarsi il
proprio nome, "perché quelli sono in giro". Quelli sono i suoi
familiari: vivono ancora a duecento metri di distanza, nelle roulotte. Per lei
l'Italia della pubblicità s'è rivelata un vialone dietro il Cimitero Maggiore.
Le auto che sfrecciano, qualcuna che accosta e chiede "Quanto?"
Risposta: "Trenta euro. Meno delle altre". Dopotutto è stata una
faccenda di soldi, sin dall'inizio. Il dramma è che non è nemmeno una vicenda
originale, la sua, ma come tante. I genitori l'hanno venduta a mille euro a dei
lontani zii, "un affare", sarebbe a dire 100 euro ogni compleanno.
L'equazione è diretta, a 10 anni sui marciapiedi di Milano sono un patrimonio
destinato a moltiplicarsi. Previsione azzeccata. "Ogni notte portavo nelle
tende pure 500 euro". Carne fresca a peso d'oro, come quello nascosto
nelle buche del terreno o tra i denti degli sfruttatori. Dai sorrisi "che
non dimentichi, che la notte riappaiono sottoforma di incubi". Business e
deformazioni Nell'assurda bilancia dei profitti amministrati dai clan zingari,
una mancanza può colmare un portafogli. Il traffico degli invalidi e dei mutilati
è cosa ben nota alle procure di mezza Italia. A dicembre scorso i carabinieri
hanno portato allo scoperto una banda, con base nella provincia di Milano, che
costringeva ai semafori della metropoli bambini storpi e handicappati. Via le
bende, le protesi strappate dai capi. Le deformità dovevano essere ben
visibili, esposte al sole in estate e alla pioggia in inverno. L'unico braccio,
teso verso i finestrini in cerca di monetine. Non bastava l'umiliazione.
L'incasso, a fine giornata, non poteva scendere al di sotto dei cento euro.
Altrimenti, scattavano le botte. Più forti dove le ferite e le malformazioni
bruciano ancora. Eppure nessuno fuggiva, perché sennò di notte quei bimbi erano
costretti a dormire all'addiaccio, peggio perfino delle catapecchie in legno e
lamiera. Nessuno scappava, semplicemente perché non ci riusciva. Diceva
vantandosi una madre, al telefono con un altro aguzzino, sorpresa
da un'intercettazione: "Io questo pericolo non lo corro, io i miei li
tengo al guinzaglio". La catena stretta al collo dei ragazzini mandati a
mendicare nelle metropolitane, addirittura in mezzo allo shopping della
Galleria, quando Natale è vicino e la compassione della gente è più a buon
mercato. Il fiume di denaro dell'elemosina tocca i 900mila euro al mese,
specie se si arrotonda il conto affidando ai più grandicelli qualche commercio
delicato, come lo spaccio della droga a clienti poco più che coetanei. Uomini e
topi Fanno presto a crescere i piccoli nei corridoi della Stazione Centrale di
Milano. O lungo i binari di Roma Termini. E più crescono più sono rispettati,
perché corrono veloci e spariscono in un niente. Infatti li hanno battezzati
"piranha", o quanto meno "topini". In bocca non portano
pesciolini o formaggio, ma le banconote dei turisti e dei pendolari, troppo
distratti per accorgersi del gioco di prestigio. Quattrocento colpi al giorno:
li hanno contati i City Angels milanesi in un giorno qualsiasi durante il via
vai delle vacanze estive, cercando di persuaderli a lasciare la strada.
Sembravano gradire l'interessamento. "Grazie lo stesso, preferiamo restare
qui". Poi, di notte, hanno incendiato il container coi viveri e le coperte
destinate ai clochard. Attorno alle squadre "in servizio" in
stazione, altre di sentinelle. Sono gli stessi rom adulti a sorvegliare e coprire
le spalle ai piccoli, pronti a intervenire nell'eventualità che il derubato
reagisca al borseggio. Ovvio, il denaro, poi deve finire interamente nelle
tasche dei capifamiglia. Gli autori degli scippi sono invece portati a
indebitarsi nei confronti dei padri-padroni, a giocare d'azzardo coi dadi per
comprarsi le caramelle e le figurine. Battaglia senza quartiere: a Milano,
durante una retata, le forze dell'ordine si sono beccate in testa pietre e
bottiglie. E comunque, "se pure riusciamo a fermarli - ammette un agente -
hanno tutti meno di 14 anni. Un giro in centrale e rieccoli qua a rubare".
Dagli ultimi dati del ministero di Grazia e Giustizia risultano segnalati agli
uffici del servizio sociale minorile 2.424 zingarelli, il 12 per cento del totale.
Alla fine sette volte su dieci scappano dalle comunità. I banchi di scuola
restano un miraggio. Così tornano a dormire in mezzo ai veleni dei campi rom,
discariche a cielo aperto. All'alba ricomincia la vita nel girone dantesco.
L'ultimo orrore? A sette anni addestrare cani da combattimento, lottare coi
pitbull nella polvere, cercando di limitare i danni dei morsi (Milano, via
Idro, segnalazione di pochi giorni fa). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
"THE
BEACH" E' rinviato a settembre il processo per spaccio Proseguirà il 29
settembre in tribunale a Verbania il processo ai quattro imputati di detenzione
di stupefacenti a fini di spaccio. Alcuni di loro vennero arrestati
nell'operazione "The Beach" condotta a termine dai carabinieri sul
finire del 2006. Chiamati alla sbarra sono Tony Massimiliano Porzia, Roberto
Basso, Erika Francioli e Umir Salin. Ieri in udienza -
giudice Elena Stoppini, pm Fabrizio Argentieri - hanno deposto fra gli altri i
carabinieri che eseguirono pedinamenti e intercettazioni. Il collegio difensivo
è composto dagli avvocati Alberto Pelfini, Giovanni Aquino, Francesco Mora e
Sabrina Cane.
( da "Repubblica.it" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
E' UN TERMINE
dialettale, quello utilizzato oggi da Antonio di Pietro per
commentare il ruolo di Silvio Berlusconi nelle intercettazioni sul caso Saccà;
ma "magnaccia" è entrato ormai nel lessico italiano, e figura anche
nei dizionari. Letteralmente, significa sfruttatore, protettore di prostitute.
Ma viene dal romanesco, e ha un'origine onomatopeica: il magnaccia colui che
mangia (o "magna") alle spalle altrui. Mangia cioè sfruttando
il lavoro di altri, in particolare delle prostitute. La traduzione italiana è
protettore, ruffiano o sfruttatore e, nella versione più aulica, lenone. Come
sinonimo, ma usato più al Sud, ritroviamo anche "pappone", con lo
stesso identico significato, visto che significa "colui che fa (appunto)
la pappa". E sempre al Sud si usa anche il termine "ricottaro",
ossia quello che fa la ricotta o cresta e ottiene uindi un guadagno immeritato.
Sia come sia, "magnaccia", nella sua traduzione nei dizionari
inglesi, figura come "pimp". (28 giugno 2008.
( da "Stampa, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
"Acaiam"
il caso Decisione imposta dalla Finanziaria ai soci pubblici Serviva 40 Comuni
e 11.508 imprese Sciolto il consorzio dell'area industriale GIANNI SCARPACE
MONDOVI' L'Acaiam serviva 40 Comuni del Monregalese per 77.042 abitanti e
( da "Stampa, La" del 28-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
PROTESTA. DI FRONTE
AL TRIBUNALE Legge-intercettazioni I grillini si
imbavagliano "No alle leggi sulle intercettazioni telefoniche e blocca
processi". Consegnando volantini in cui erano riassunti i punti principali
della loro protesta, gli "amici di Beppe Grillo a Vercelli", si sono
imbavagliati ieri mattina di fronte al Tribuale contro i provvedimenti emessi
dal governo e a favore dei magistrati. Spiega Dario Roasio, storico
esponente della sinistra vercellese, confluito adesso nei "grillini":
"I nostri volantini sono stati acquisiti e protocollati anche dagli uffici
del procuratore della Repubblica e del presidente del Tribunale e ciò ci ha
fatto molto piacere". Nel volentino, gli "amici di Beppe Grillo"
hanno sintetizzato i punti della loro protesta. Innanzitutto se la prendono
contro il provvedimento che pone fine alla possibilità dei magistrati di
ricorrere alle intercettazioni per reati con pena inferiore ai dieci anni. E
citano i più importanti: dalla rapina all'usura, dal contrabbando al sequesto
di persona dai reati sulla salute e sicurezza sul lavoro a quelli economici.
Quindi nel volantino si osserva che i magistrati non potranno più spiegare ai
cittadini che cosa succede durante un'inchiesta e i giornalisti saranno
obbligati al silenzio. "E' un attentato - scrivono - alla democrazia e alla
Costituzione".