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DOSSIER “INTERCETTAZIONI”

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tARTICOLI DEL 15-6-2008 (2° elenco. Vedi 11-15 giugno)       #TOP



Report "Intercettazioni"

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Indice delle sezioni

Intercettazioni (87)


Indice degli articoli

Sezione principale: Intercettazioni

Berlusconi e il Carroccio torna la <sindrome dell'imbrigliato> ( da "Corriere.it" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Perché la legge sulle intercettazioni varata dal governo, non è la stessa che aveva in mente. L'avvocato-deputato Consolo del Pdl, l'ha pubblicamente sottolineato: "Berlusconi sette giorni fa aveva detto cose diverse. Forse avrà dovuto piegarsi alle richieste del Carroccio.

Finlombarda bussa alle imprese ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Sono risorse che andranno intercettate". I dati relativi al recente passato sembrano confermare un effettivo sottoutilizzo da parte delle imprese mantovane di tali opportunità, in particolare per quanto riguarda le misure di intervento regionali correlate alla legge regionale 1 del 2007.

Tutta Italia ai piedi dei Giganti ( da "Alto Adige" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il colpo finale alle ambizioni dei dragoni viene dato prima dal solito Garofalo e quindi, dopo il tempestivo intercetto di Farris, da Romagna. Quest'ultimo taglia orizzontalmente e viene pescato da Bonacci: 33 a 0 e tricolore sempre più vicino. Giusto il tempo per gustare lo show delle graziose cheerleader rossoblù e l'esibizione dei Giants under 15, poi squadre di nuovo in campo.

INTERCETTAZIONI ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: INTERCETTAZIONI Una legge che copre tanti interessi Per dimostrare quanto sia sbagliato lo stop alle intercettazioni da parte della magistratura, che il Consiglio dei Ministri approverà nei prossimi giorni, basta il caso della "clinica degli orrori" scoperta nella struttura sanitaria privata "Santa Rita" di Milano.

Il metodo ( da "Alto Adige" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Diffusione Vietate molte intercettazioni. Vietato pubblicarle. Se state seduti al bar e sentite i pettegolezzi delle vicine di tavolo, questo fa parte delle intercettazioni? E se poi li raccontate in giro? E la morte del gossip. Polit-condom Negli Usa sono in vendita i preservativi dei candidati alle presidenziali.

Ongaro: Clima da caccia alle streghe ( da "Corriere delle Alpi" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ufficio serrata e passionale che prende il via dai tanti finanziamenti intercettati dalla comunità montana agordina negli ultimi anni. "L'attività programmatoria e gli interventi sul territorio, soprattutto quelli di una certa consistenza, implicano l'affidamento dei progetti a degli esterni. La nostra comunità è piccola, così come i comuni che rappresenta.

Negli uffici giudiziari e nelle redazioni dei giornali la levata di scudi contro il pacchetto giustizia è generale ( da "Gazzetta del Sud" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Intercettazioni, pioggia di polemiche sul ddl Gaetano Basilici ROMA Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi interviene nella bagarre sulle intercettazioni e sottolinea che "ci sono due livelli da tutelare: la privacy e la difesa dei cittadini".

E delle moschee. Alle quali si sono aggiunte ultimamente la paura delle intercettazioni e la paura ( da "Trentino" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni e la paura ... e delle moschee. Alle quali si sono aggiunte ultimamente la paura delle intercettazioni e la paura delle prostitute. Nessuno mette in dubbio che i vari mondi accennati costituiscano dei problemi. Ma insorge spontaneo un argomento "ad hominem": i politici non sono forse costituiti tali per risolvere i problemi e non per rigettarli continuamente in pasto

TREVISO ( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni sono tutti temi all'ordine del giorno. Se ne discuterà in maniera ampia ed approfondita domani mattina dalle 9 nella sala Marton del palazzo della Provincia di via Cesare Battisti, a Treviso. La conferenza fa parte dell'ampio progetto di formazione e informazione avviato dall'Ordine dei giornalisti del Veneto attraverso la scuola di giornalismo intitolata alla memoria

Ricco di famiglia e molto brillante ( da "Provincia Pavese, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: E in casa, sino a qualche anno fa, riceveva i propri pazienti. Nelle intercettazioni il chirurgo originario di Stradella parla di 27mila euro al mese. "Erano i soldi che gli servivano per pagare il vice in sala operatoria e tutta la struttura", spiega un suo amico.

Duecento pazienti gli sono grati ( da "Provincia Pavese, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Alcune intercettazioni, però, sono molto pesanti. "Non mi occupo dell'aspetto penale della vicenda. Da "spettatrice" invito a leggere le intercettazioni con attenzione. Non mi pare emerga alcuna ammissione di responsabilità da parte del mio cliente.

La matematica salverà la città ( da "Nuova Venezia, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: O la gente si intercetta prima che arrivi a Venezia oppure non la fermi più". L'idea, prosegue Vianello - che per ora mantiene il silenzio sui partner internazionali di quest'avventura, ancora in fase di avvio - è dunque quella di "stabilire una soglia dell'offerta del "benessere", modulabile di giorno in giorno.

Il governo c'è, manca l'opposizione ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ridimensionamento delle intercettazioni consentite alla magistratura, avvio della campagna anti-fannulloni nel pubblico impiego, etc.etc. Infine non sono mancati gli eventi: vertice dei Paesi aderenti alla Fao, visita di George Bush, convegno degli industriali a S. Margherita, bacio dell'anello papale da parte di Berlusconi e segnalazione da parte del Pontefice di un nuovo clima nel Paese.

Si corre veramente il rischio di non sapere più niente ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: altra legge del Cavaliere a favore della casta Intercettazioni, Berlusconi fa quadrato Autorizzazioni, con l'organo collegiale al posto del gip occorrono più magistrati ROMA Continua ad alimentare polemiche e proteste il disegno di legge sulle intercettazioni varato dal governo. Protestano le opposizioni, ma anche magistrati e giornalisti contro una legge che,

In città le pattuglie dei militari ( da "Nuova Venezia, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Se intercettavano persone in zona vietata dopo averle fermate dovevano chiamare la polizia o i carabinieri. Gli interventi sono stati centinaia. Controllo del perimetro e posti fissi anche per quanto concerne la centrale Enel di Pianiga. Questa è importante perchè snodo fondamentale per l'alimentazione elettrica della base americana di Aviano.

Naufragio in mare, salvate sei persone - georgia schiavon ( da "Nuova Venezia, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Delle sei persone finite in mare, tre sono state intercettate quasi subito dagli uomini della capitaneria e portate presso la darsena di Mariclea a Eraclea Mare e una quarta ragazza, data inizialmente per dispersa, è riuscita a raggiungere la riva a nuoto, nonostante la forte corrente e le onde.

Senza le intercettazionitroppe inchieste negate ( da "Secolo XIX, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni con i fatti. Dice il ministro della Giustizia, Angelino Alfano: "Ma certo che i medici sarebbero stati intercettabili! Anzi, superintercettabili! Con l'indagine per omicidio, ci mancherebbe...". Purtroppo non è così. Come il ministro sa, o dovrebbe sapere, quando l'inchiesta fu avviata dai pm milanesi Grazia Pradella e Tiziana Siciliano le ipotesi di reato erano ben

Europa ( da "Secolo XIX, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni, rifiuti e fisco costringono il Carroccio a fare buon viso a cattivo gioco. E ora il no degli irlandesi complica le cose. Non si tratta solo di una questione d'immagine o di una polemica portata avanti nel modo solitamente ruspante delle camicie verdi, che a Milano organizzano in strada un brindisi a base di birra irlandese per festeggiare l'

La democrazia è in pericolo ( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni mette il bavaglio alla stampa E l'opposizione è debole e divisa Il governo Berlusconi ha posto nel Paese le basi per una dittatura dolce o quantomeno della democrazia sotto controllo: l'aver approvato il decreto sulle intercettazioni telefoniche significa aver legalizzato una serie di reati di cui alcuni nostri rappresentanti si sono macchiati in passato ed aver messo

Il gip lascia i due corda agli arresti - simonetta selloni ( da "Nuova Sardegna, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: è una monumentale quantità di intercettazioni e la verifica incrociata di migliaia di documenti. Molti dei proprietari delle auto falsamente revisionate non sapevano assolutamente nulla dei trucchi messi in atto per i falsi - e remunerativi - collaudi. Nè si sa cosa sarà di tutti quei mezzi che si trovano attualmente in circolazione con revisioni fasulle,

Domani appello per don dessì ( da "Nuova Sardegna, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: di incidenti probatori e di conversazioni telefoniche intercettate perchè ogni fatto possa trovare una spiegazione. Se è stata davvero una congiura, è stata organizzata bene. I giudici dell'appello però dovranno riesaminare ogni passaggio di questa storia popolata di orfani e adolescenti sventurati.

Chiuso il supermercato della droga ( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni, riprese video. Abbiamo sentito gli acquirenti. Gli arrestati erano molto scaltri, considerati gli anni di attività alle spalle. Non tenevano mai in casa quantità eccessive di droga per non incorrere in reati più gravi. Al massimo potevano avere addosso quantità tali da giustificare un uso personale.

Un'Italia ferita dalla malasanità ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Importante, come prova, l'intercettazione del dialogo tra due chirurghi, su un paziente anziano: "È entrato in coma", "Quanti anni ha?", "Ottanta e passa", "Beh, secondo te, tutti devono vivere 120 anni?". Il potere del chirurgo è sentito come diritto di decidere la vita e la morte.

Giri di droga in centro, altri tre tornano liberi ( da "Arena, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: su un vorticoso giro di intercettazioni telefoniche soprattutto tra Sartor e Cestaro e gli altri indagati. In base a questi colloqui, gli inquirenti hanno ricostruito i vari passaggi di cocaina avvenuti tra i dieci finiti sotto inchiesta. Ora si attendono le decisioni del pm Valeria Ardito che, entro sei mesi, dovrà decidere se chiedere o meno il processo a carico dei 10 indagati.

Prevenzione, torna l'autovelox dei vigili in città ( da "Arena, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Durante i recenti controlli in via Montorio è stato intercettato col telelaser un conducente che procedeva ai 102 chilometri orari: all'uomo è stata subito ritirata la patente di guida che sarà ora trasmessa alla Prefettura per il provvedimento di sospensione prevista da uno a tre mesi; 10 i punti che saranno detratti dalla patente con sanzione che può variare da 370 a 1.

Tir sulla A31, domani scatta il test ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: obiettivo è intercettare il traffico pesante a monte o a valle della zona più calda, quella compresa fra viale del Sole e l'area di Dueville, dove gravita anche la Sp349. I costi relativi ai mancati introiti da parte della Società Autostrada Brescia-Padova, concessionaria del tratto interessato, sono sostenuti dalla Regione Veneto,

Intercettazioni, ridotte dell'80% le inchieste ( da "Arena, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Le conseguenze: "Se oggi facciamo 100 inchieste con le intercettazioni telefoniche, da domani potremo farne solo 20". Bastano poche parole al procuratore Guido Papalia per inquadrare la situazione venutasi a creare dopo che sono state rese note le linee guida del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche.

Lotta al crimine a giorni alterni - luigi vicinanza ( da "Centro, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Si tagliano i fondi per le forze di polizia; si riducono le occasioni per utilizzare le intercettazioni telefoniche; si derubricano i reati finanziari. La legalità e la sicurezza in Italia marciano a giorni alterni. Senza squilli di fanfara.

Intercettazioni, la protesta dei magistrati ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: pronti a proclamare lo sciopero Intercettazioni, la protesta dei magistrati Berlusconi difende il provvedimento: "Serve a tutelare la privacy del cittadino" ROMA. Continua ad alimentare polemiche e proteste il disegno di legge sulle intercettazioni varato dal governo. Protestano le opposizioni, ma anche magistrati e giornalisti contro una legge che,

Telefoni spiati pensando al G8 ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: coincide con la Direzione distrettuale antimafia competente sull'intera Sardegna) ha 500 bersagli sotto intercettazione. Questo non significa che 500 persone siano sotto controllo perché ogni indagato ha più di un telefono. Nel totale sono però comprese le intercettazioni preventive (che il disegno di legge non tocca) già attivate in vista del G8 del prossimo anno alla Maddalena.

L'intercettazione salva due innocenti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: perplessità e i dubbi legati al varo del disegno di legge governativo sulle intercettazioni. Al di là del problema-costi, la questione abbraccia temi molto delicati. In zona Cesarini il colpo di scena: una vecchia intercettazione attivata dalla Procura distrettuale di Cagliari in un procedimento per terrorismo conteneva la prova che gli assassini non erano i due sotto processo a Nuoro.

Niente scandalo per Calciopoli ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: reato che oggi non consente intercettazioni) Convinto che quelle intercettazioni fossero comunque importanti sotto il profilo disciplinare, dopo l'archiviazione il pm aveva trasmesso gli atti alla Fgci. Ed è stato quello il momento in cui la trascrizione delle telefonate registrate dalla magistratura è finita sui giornali.

Cocaina connection, due sotto accusa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Intenzioni emerse grazie alle intercettazioni effettuate dalla Procura a carico di Romano Oggianu, 47 anni, e della sua compagna Tonina Serra, 37, la coppia ritenuta al vertice di questa organizzazione perfettamente funzionante e per la quale ora il pubblico ministero Luca Forteleoni ha chiesto il rinvio a giudizio: i due sono accusati di cessione e detenzione continuata di stupefacenti.

L'Europeo delle comiche e le frottole del regime tv ( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: organizzare le loro imprese senza correre il pericolo di essere intercettati. Ridolini, oggi in arte Tombolini, riesce a mettere in serio imbarazzo il solo autentico professionista della risata, Teo Teocoli, che non si rassegna al ruolo di spalla. Se gli riesce di dire la sua, viene sopraffatto dall'interveneto del Padre Nobile, personaggio tradizionale della commedia ottocentesca,

Le ricche tedesche e il gigolò Un ricatto per milioni di euro ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: anche grazie alle intercettazioni. Infatti, a intercettare i soldi di quelle attività illecite sarebbe stato proprio Barretta, che poi li rinvestiva intestando ad altri le proprietà. Già ad aprile era in programma l'acquisto di un appartamento in Egitto, a Sharm El Sheikh, ma a Fiumicino erano stati sequestrati 120mila euro.

Leggete queste pagine prima che scenda il silenzio sui giornali ( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: che sono stati intercettati dalla Guardia di finanza, e che hanno consentito di ridefinire un'inchiesta, cominciata con l'ipotesi di reato di truffa ai danni dello Stato ovvero del servizio sanitario nazionale e che ha accertato poi anche l'ipotesi di omicidio volontario aggravato da crudeltà e da lesioni volontarie gravissime.

Ringrazia il Governo Pensa che scandalo se ti intercettassero ( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 15 Ringrazia il Governo Pensa che scandalo se ti intercettassero LA LETTERA CARO GEORGE, questa volta l'hai scampata bella, eh? Dovresti essere grato al governo Berlusconi che è riuscito a limitare il numero delle intercettazioni e soprattutto le pubblicazioni che ancora in questi giorni inondano i giornali.

Ingoia l'eroina per sfuggire agli agenti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: lo hanno intercettato nuovamente nei pressi dei giardini pubblici. E qui non ha avuto più scampo. Sentendosi in trappola Pais ha cercato di liberarsi della sostanza stupefacente, quindici bustine contenenti eroina e cocaina. Finito in manette ha trascorso la notte nella camera di sicurezza del commissariato;

Maxi rissa, 5 all'ospedale poi in cella ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Poco dopo è stata intercettata anche la seconda macchina che ha tentato di far perdere le tracce, Alla fine tutti sono finiti in manette: giovani fra i 20 e i 26 anni che hanno riportato ferite all'omero, al torace, alle braccia, sul collo.

Rubavano ferro vecchio denunciati tre romeni ( da "Centro, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sono riusciti a intercettare l'autocarro pieno di materiale ferro. Il camion è stato posto sotto sequestro. Per i tre romeni è stato proposto il foglio di via obbligatorio. Si tratta di una delle operazioni condotte nell'ambito di servizi straordinari del territorio con la finalità di prevenire i reati.

E allora arrestateci tutti ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: edizione del E allora arrestateci tutti Marco Travaglio Intercettazioni L'altro giorno, fingendo di avanzare un"ipotesi di dottrina", Giovanni Sartori ha messo in guardia sulla Stampa dai "dittatori democratici" e ha spiegato: "Con Berlusconi il nostro resta un assetto costituzionale in ordine, la Carta della Prima Repubblica non è stata abolita.

Quell'incidente in cui perse il padre e ne trovò un altro ( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Arrivano le prime intercettazioni, ma lui, che visiterebbe anche in privato, non sembra preoccuparsene. Pipitone invece annusa aria di guai e a novembre lo licenzia. Ma il 25 gennaio è già alla cklinica San carlo e da Treviglio, dove a dirigere l'ente sanitario c'è un politico di Broni, in area Lega, sta per arrivargli una nuova proposta.

L'ortopedico Scarponi la macchina da guerra ( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: NELLE INTERCETTAZIONI viene definito "una macchina da guerra", ma lui dice di essere stato un mero esecutore di ordini dall'alto. Renato Scarponi, ortopedico con contratto da libero professionista a percentuale sulla fatturazione delle prestazioni, che prevedeva la compartecipazione del 9% sul ricavo dalle attività di ricovero di pazienti "

Intercettazioni, le toghe invocano deroghe ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 12 Intercettazioni, le toghe invocano deroghe. SCONTRO SULLA GIUSTIZIA IL PROCURATORE CASELLI: "IN PERICOLO LA NOSTRA INDIPENDENZA". MINISTRO Il Guardasigilli Angelino Alfano (NewPress) di GAETANO BASILICI ? ROMA ? IL PRESIDENTE del Consiglio Silvio Berlusconi torna sulla bagarre delle intercettazioni e sottolinea che "ci sono due livelli da tutelare:

Di GAETANO BASILICI ROMA IL ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 15-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: IL PRESIDENTE del Consiglio Silvio Berlusconi torna sulla bagarre delle intercettazioni e sottolinea che "ci sono due livelli da tutelare: la privacy e la difesa dei cittadini". Poi aggiunge: "Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente". Insomma: "Bisogna trovare l'equilibrio tra i due interessi".

ROMA <L'ATTRIBUZIONE a un organo collegiale della r ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ATTRIBUZIONE a un organo collegiale della responsabilità di vagliare le richieste dei pm per procedere alle intercettazioni telefoniche, pone un problema di organici cui il ministero della Giustizia non può non rispondere con urgenza". Lo rileva il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Nicola Mancino (foto Ansa). "Non sono contrario all'organo collegiale ?

Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via France ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Ariccia (Roma) Intercettazioni No alla legge Egregio direttore, a proposito del Suo editoriale di ieri, può riferire al Pd che a me, come, credo, ad altri, piacerebbe "gridare no" anche alla legge che vorrebbe impedire le intercettazioni telefoniche? Queste ultime vanno viceversa garantite per qualsiasi ipotesi di reato.

Ddl intercettazioni, così non sapremo più niente ( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Ddl intercettazioni, così non sapremo più niente" PRATO. "E in pericolo l'informazione, l'indipendenza della magistratura, c'è il rischio di non sapere più niente". Così Giancarlo Caselli, procuratore generale a Torino, ha commentato le misure del Governo in materia di intercettazioni, nel corso della annuale cerimonia per ricordare Falcone e Borsellino,

Ricatti a luci rosse per estorcere denaro ( da "Centro, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni telefoniche e ambientali per iniziare, "fondamentali", spiega il pm Gennaro Varone, "per ricostruire l'organigramma dell'associazione e le ingentissime ricchezze". IL TESORO. Un milione e 650mila euro, dieci auto costosissime, due ville e una palazzina a Pescosansonesco, un fabbricato con 4 appartamenti a Torre de'

Coca al Sestriere Presa la banda degli spacciatori ( da "Stampa, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: GIAIMO Arrivava dalla Toscana Il giro scoperto grazie alle intercettazioni Tanti clienti a Pinerolo ma soprattutto nelle Valli Olimpiche Noto commerciante rimasto coinvolto per la dipendenza PINEROLO Si sa che la cultura del sospetto è il primo requisito di un bravo investigatore, così i carabinieri del nucleo operativo di Pinerolo - che indagavano su un vasto traffico di droga -

IMPUNITI DELLA PRIVACY ( da "Stampa, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sembravano quasi sempre persone che tentavano più che altro di sfuggire a "intercettazioni" personali: in casa, sul luogo di lavoro, o - perché no - in canonica e in convento (fra gli assidui non mancavano i religiosi). Perché molti più di quanto si pensi hanno una privacy da difendere e non piace a nessuno finire sul giornale, o anche solo apostrofati dai vicini di esistenza,

L'ipercoop, telegate e l'affanno di pd e sinistra ( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: è maggiormente in grado di intercettare i bisogni e le esigenze, non solo materiali, dei lavoratori. I principi sociali contenuti nel Talmud e nella dottrina sociale della Chiesa, considerando il lavoratore come persona e quindi sempre come fine e mai come mezzo, si basano su una morale sociale in grado di rafforzare il debole,

Di pietro: così aiutano la casta ( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Continua ad alimentare polemiche e proteste il disegno di legge sulle intercettazioni varato dal governo. Protestano le opposizioni, ma anche magistrati e giornalisti contro una legge che, avvertono, se approvata così come l'ha proposta il governo, metterebbe un freno alle indagini dei magistrati e nasconderebbe notizie e informazioni ai cittadini.

Pd nel solco della tradizione ( da "Stampa, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: divenire il punto di riferimento dei vasti ceti sociali e la forma per intercettare un elettorato mai rappresentato dal centrodestra. La condizione perchè ciò accada è che davvero il processo politico che abbiamo davanti nei prossimi mesi non riguardi i gruppi dirigenti, non sia chiuso nelle stanze del ceto politico ma coinvolga attivamente energie e disponibilità presenti in città".

Intercettazioni ( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Attualità INTERCETTAZIONI INTERCETTAZIONI Macché mutui, vuoi mettere la privacy! Finalmente il Governo ha approvato il disegno di legge sulle intercettazioni. Questa era la priorità richiesta dai cittadini; macché sicurezza, caro mutui, stipendi più bassi d'Europa: il cittadino onesto non voleva più essere intercettato.

Sfida interetnica per il Pd <Competizione con l'Svp> ( da "Corriere Alto Adige" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: elettorato italiano per intercettare una parte dei consensi in fuga (secondo i sondaggi) dalla Svp. Ieri alla Kolping si respirava un'aria di grande fiducia. Circa un centinaio le persone presenti, e un'assenza di peso: quella del sindaco Gigi Spagnolli, protagonista nelle ultime settimane di qualche incomprensione (è un eufemismo) con il partito.

Pd, caccia aperta ai voti degli scontenti Svp ( da "Corriere Alto Adige" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-06-15 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Verso le elezioni Pd, caccia aperta ai voti degli scontenti Svp BOLZANO - Pd, obiettivo ambizioso: intercettare una parte dei consensi in fuga dalla Stella alpina. A PAGINA 6 Clementi.

PESCARA - Fotografa le partner e minaccia di divulgare le immagini segrete qualora non riceva adegua ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Cominciano intercettazioni (tante e preziose), pedinamenti, riscontri bancari. Il Pm Gennaro Varone avvia un'inchiesta bis che evidenzia una trama perfettamente sovrapponibile a quella ipotizzata dagli inquirenti tedeschi. Il 27 maggio scorso 80 agenti, coordinati da Nicola Zupo, calano sull'agriturismo di Pescosansonesco e trovano un milione mezzo di euro nascosti nel giardino.

PESCARA - Eros e denaro tenevano uniti Sgarbi e Barretta. Ognuno dei due era un grande, nel settore ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Non basta: in una intercettazione Sgarbi moglie, dopo l'arresto di Helg, implora Barretta di ottenere la sua liberazione e lo fa piangendo. La signora insiste e suggerisce di restituire il maltolto all'amante ingannata. Barretta a questo punto dice che i soldi non ce li ha più.

Anna Bonni Finiranno al macero i nastri dell'inchiesta aperta sul fallimento dell'Hdc ( da "Liberazione" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni", approvato all'unanimità, in un clima di "grandissima concordia" dal Cdm annuncia il premier. "Un testo - spiega il Cavaliere - che tutela due livelli: la privacy e la difesa dei cittadini". E il premier ne è certo: "Anche "i furbetti del quartierino" sarebbero stati scoperti" se questa legge fosse stata varata prima.

Il messaggio sbrigativo della destra ( da "Libertà" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: in due provvedimenti - il ddl sulle intercettazioni e il "pacchetto sicurezza" - in cui emergono evidenti alcuni tratti caratteristici della politica di destra: la diffidenza se non lo spirito punitivo verso la libertà di stampa, e la predisposizione a servirsi dell'esercito per questioni di ordine pubblico.

Magistrati e giornalisti contro le limitazioni alle intercettazioni ( da "Libertà" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Continua ad alimentare polemiche e proteste il disegno di legge sulle intercettazioni varato dal Governo. Protesta l'opposizione, ma protestano anche magistrati e giornalisti contro una legge che - dicono - se approvata così come l'ha proposta il Governo, metterebbe un freno alle indagini dei magistrati e nasconderebbe notizie e informazioni ai cittadini.

Morale e immorale, tutto in un'ora ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: In un'ora di telefonata intercettata possono starci segreti buoni per tre o quattro ergastoli. Si potrà aprire un'impresa, in un'ora, ci promette Tremonti. A naso, se ne chiudono parecchie, in un'ora, in Italia, oggi. In un'ora (ogni ora, ogni giorno) muoiono tre italiani a causa del consumo di alcolici.

<Il bonus bebè? Lo vorrei subito> ( da "Libertà" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Cavaliere diventa serio solo quando qualcuno gli chiede delle polemiche sul decreto-intercettazioni: "Ci sono due temi da bilanciare: l'esigenza di giustizia e la difesa delle privacy, ma non è tollerabile che un cittadino alzi il telefono senza avere la certezza che nessuno si sta facendo i fatti suoi". "Ma i furbetti del quartierino non sarebbero stati fermati", gli fanno notare.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Politica "Intercettazioni, più giudici" Di Pietro minaccia il referendum, la "mobilitazione degli italiani" contro la legge sulle intercettazioni del governo Berlusconi. Mancino, vicepresidente del Csm: "Non sono contrario, tre persone valutano meglio di una.

ROMA - I più contrari sono i "cugini" poliziotti. La questione delle ronde miste con ( da "Messaggero, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: anche se attiene di più al tema delle intercettazioni telefoniche che non a quello della vigilanza armata. Sulla questione è intervenuto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, così: "Ci sono - ha detto - due livelli da tutelare: la privacy e la difesa dei cittadini. Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente.

ROMA - Silvio Berlusconi sa che la Lega non tirerà la corda fino a spezzarla ( da "Messaggero, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: al ribasso per il Cavaliere) sulle intercettazioni telefoniche. E ora i leghisti sparano a zero contro la ratifica italiana del Trattato di Lisbona, rispolverando l'armamentario del loro antieuropeismo. Tutto vorrebbe vedere Berlusconi tranne lo spettro di una maggioranza divisa sulla politica estera come lo era l'Unione di Prodi.

Soldati in città solo un anno Polizia e opposizione attaccano ( da "Messaggero, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: "Soldati in città solo un anno" Polizia e opposizione attaccano Intercettazioni, Berlusconi: tuteliamo privacy e cittadini.

La libertà e il mercato delle schiave del sesso ( da "Corriere del Veneto" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: guarda caso si accompagna puntualmente un vistoso tentativo di imbavagliare l'informazione col pretesto delle intercettazioni: tre anni di carcere ai giornalisti che le pubblicheranno, in un Paese in cui vediamo assassini tornare in libertà dopo qualche anno, altri spassarsela agli arresti domiciliari. Ma chi ha paura delle intercettazioni? Fateci un pensiero.

PERUGIA - Non solo quelle cimici nei telefoni, non solo quelle registrazioni di voci passate ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Perché nei colloqui filtrati attraverso le intercettazioni ambientali dello Sco della polizia si parla anche dei grandissimi appalti non solo legati alla viabilità. E si parla di altri personaggi delle pubbliche amministrazioni oltre a quelli indagati, finiti in carcere oppure agli arresti domiciliari.

Intercettazioni Una legge doverosa ma fatta male ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 2008 EDITORIALE Intercettazioni Una legge doverosa ma fatta male Giuliano Molossi I l giro di vite sul far west delle intercettazioni, dopo certi scandalosi abusi, era doveroso ma la riforma varata dal governo non ci convince. Vieta alla stampa di pubblicare notizie relative a qualunque indagine fino al termine dell'udienza preliminare.

Capezzone: il Governo ha dato risposte concrete ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Proprio loro che volevano intercettare tutti gli italiani". Villani scatta una fotografia di un Paese che ha perso molto tempo. "Sono fiducioso nel nuovo governo - afferma - in particolare dal ministro dell'Economia mi aspetto che guardi con accuratezza i conti della sanità che succhia il 60-70 per cento del bilancio delle Regioni.

Intercettazioni: una legge doverosa ma fatta male ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: POLITICA 15-06-2008 Intercettazioni: una legge doverosa ma fatta male DallaPRIMA Giuliano Molossi >Penso alle inchieste documentatissime di tanti colleghi che hanno rivelato alla gente fatti di una gravità inaudita. A volte quegli episodi erano all'oscuro della magistratura, in altri casi la magistratura stava indagando.

Berlusconi: tuteliamo la privacy e i cittadini ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: INTERCETTAZIONI DI PIETRO ATTACCA Berlusconi: tuteliamo la privacy e i cittadini ROMA Elvio Sarrocco II Berlusconi difende il disegno di legge sulle intercettazioni contestato dall'opposizione. Abbiamo voluto tutelare "la privacy dei cittadini", ha affermato il premier aggiungendo che non è accettabile "che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente"

In cella con Cecchi Gori È morto, ma veglia ( da "Libero" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Le intercettazioni sono state inventate dalla parte verminosa di Telecom, non dalla magistratura. Insistono ad annichilirmi, non gli basta quanto mi hanno inflitto. Quando mi hanno arrestato con questa accusa fasulla di bancarotta, stavo per andare al concordato.

Per governare servono i numeri (e altre cose) ( da "Libero" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Le leggi sulle intercettazioni, sui clandestini e sulla politica fiscale possono essere approvate senza alcun problema di numeri, è meglio che il Cavaliere si dia una mossa prima che il Nord e tutti i leghisti si arrabbino ancora di più, e allora saranno dolori.

Confessioni e difesa della privacy ( da "Libero" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: I magistrati intercettano le confessioni della gente e poi condannano o assolvono quelle che convengono a loro. Altro che difesa della privacy! Ci sarebbe, in parte, da sconfessare la magistratura. Luigi Lampugnani Gottolengo (Bs) Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

Come salvare capra e cavoli ( da "Libero" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 2008 Come salvare capra e cavoli In tema di intercettazioni si potrebbe, forse, salvare capra e cavoli. Molti sembrano condividere che la magistratura possa indagare liberamente, anche utilizzando le intercettazioni e molti non accettano che le registrazioni diventino pubbliche. Proposta: via libera al magistrato, predisponga e utilizzi le intercettazioni,

Marcetta indietro <Esercito in città massimo un anno> ( da "Libero" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Sul fronte delle intercettazioni, il premier Silvio Berlusconi difende il decreto, spiegando che "ci sono due livelli da tutelare", ossia "la privacy e la difesa dei cittadini. Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente".

Il popolo non è canaglia ( da "Libero" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Scrive Piero Ostellino: con la questione delle intercettazioni "magistratura, politica, informazione hanno trasformato parte del popolo italiano in canaglia". C'è il rischio che finiamo per sacrificare libertà e diritti al giustizialismo. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

La sicurezza innanzitutto. E insieme la tutela della libertà ( da "Tempo, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: con un giro di vite sulle intercettazioni, nessuno lo immaginava, al contrario si pensava all'adozione di misure minimaliste tanto per dare seguito ad una promessa elettorale. Di fronte a questi provvedimenti tesi a garantire diritti fondamentali, non si può non riconoscere al governo Berlusconi quel decisionismo manifestatosi fin dai primi atti eppure sempre messo in discussione.

Confronto su giustizia e media ( da "Centro, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Ad affrontare l'argomento delle intercettazioni telefoniche è stato il presidente Pallotta: "Il disegno di legge non nasce certo dalla pubblicazione di intercettazioni su casi di cronaca, ma da altre vicende che hanno riguardato la commistione tra politica e affari".

La parrucca del Re Sole che governa il Bel Paese ( da "Repubblica.it" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Anzitutto un elenco dei reati perseguibili con intercettazioni. Solo quelli, non altri. E già stato scritto che lo scandalo di Calciopoli non sarebbe mai venuto a galla senza le intercettazioni. Così pure le scalate bancarie dei "furbetti". Ma moltissimi altri. Per chiudere sul peggiore di tutti: la clinica milanese di Santa Rita, giustamente ribattezzata la clinica degli orrori.

Intercettazioni Berlusconi: difesa la privacy ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: legge a favore della casta Intercettazioni Berlusconi: difesa la privacy Mancino, Csm: "Più giudici per applicare le norme"   ROMA Berlusconi difende il disegno di legge sulle intercettazioni. Abbiamo voluto tutelare "la privacy dei cittadini", ha affermato, "Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente"

Intercettazioni, i costi non sono l'unico problema ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Prima Pagina Pagina 2 Il caso degli imputati salvati dall'ergastolo e i dubbi sul nuovo disegno di legge Intercettazioni, i costi non sono l'unico problema Il caso degli imputati salvati dall'ergastolo e i dubbi sul nuovo disegno di legge --> Le intercettazioni hanno costi spaventosi: soprattutto il noleggio di attrezzature che non sono in dotazione alla polizia giudiziaria.

INTERCETTAZIONI ( da "Gazzettino, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: alla creazione di un organo collegiale per decidere sulle intercettazioni ("Tre persone valutano meglio di una"), ma mette in chiaro che a questi punto bisognerà "modificare le tabelle organiche, con un incremento da uno a tre".Il disegno di legge sulle intercettazioni - possibili solo per reati puniti con dieci anni di carcere - continua a provocare le proteste delle opposizioni,

Intercettazioni: approvato il disegno di legge del Governo ( da "Panorama.it" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: it/italia - Intercettazioni: approvato il disegno di legge del Governo Posted By vasco_pirri_ardizzone On 13/6/2008 @ 13:07 In Headlines | 5 Comments [1] Via libera del [2] Consiglio dei ministri riunito questa mattina al disegno di legge sulle intercettazioni.


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Berlusconi e il Carroccio torna la <sindrome dell'imbrigliato> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Sette giorni Berlusconi e il Carroccio torna la "sindrome dell'imbrigliato" Il caso di Napoli e "gli intralci al mio tentativo di governare" Siccome raccontare è anche un modo di condividere il proprio stato d'animo, dagli ultimi racconti del premier emerge un senso di cupezza. È come se il Cavaliere si rendesse conto che il suo decisionismo si è impigliato. Proprio così. Silvio Berlusconi sembra essersi impigliato nelle maglie della burocrazia, negli atti della magistratura, nelle manovre politiche degli alleati, in special modo della Lega. Perciò racconta, come a volersi sfogare. E non è un caso se ieri ha raccontato un episodio che - a suo avviso - è la testimonianza degli "intralci al mio tentativo di governare". Il problema dei rifiuti in Campania vuole risolverlo, anzi deve. "Bene, sono andato a Napoli. Ho tenuto la conferenza stampa, detto che verrà completato il termovalorizzatore di Acerra, annunciato il nome della società che porterà l'opera a compimento. E la mattina dopo cos'è accaduto? Che la procura è andata negli uffici di quell'azienda e ha sequestrato tutte le carte. Vi è chiaro? Hanno sequestrato tutto. L'amministratore delegato della società mi ha fatto sapere che volevano rinunciare. È dovuto intervenire Letta per farlo tornare sui suoi passi. Diglielo, Gianni". E "Gianni" ha ammesso di aver dovuto "faticare": "La società voleva mollare, andarsene addirittura all'estero". Ma il racconto legato all'"ennesimo episodio di intromissione della giustizia", serve a celare un'irritazione che si estende alle "direttive da applicare " da parte degli apparati dello Stato, e ai veti, agli scontri, alle faticose mediazioni che sono proprie della politica. Perché non c'è dubbio che "dopo una prima fase di gestione commissariale di Berlusconi, qualcosa è cambiato", lo ammette un fedelissimo del premier come il ministro Gianfranco Rotondi: "Ora Berlusconi deve fare i conti con le regole del gioco, che sono le stesse di sempre". Ed è la vischiosità che frena ogni sua decisione a far infuriare il Cavaliere, lui che durante la campagna elettorale aveva scaricato sull'Udc le colpe per gli errori e i ritardi del precedente governo, ed aveva motivato così la rottura dai centristi: "Non avverrà più". "Ma in politica - spiega Rotondi - ci sarà sempre qualcuno che farà la parte di Pier Ferdinando Casini". Ed è nei leghisti che il premier rivede al momento le movenze dei centristi, è in quel suo "ne ho fin qui" che si riassume la fatica degli ultimi passaggi. Perché la legge sulle intercettazioni varata dal governo, non è la stessa che aveva in mente. L'avvocato-deputato Consolo del Pdl, l'ha pubblicamente sottolineato: "Berlusconi sette giorni fa aveva detto cose diverse. Forse avrà dovuto piegarsi alle richieste del Carroccio. Comunque si vede che il suo decisionismo va a corrente alternata". Sarebbe però un errore voler sovrapporre l'immagine del Senatùr a quella di Casini, e lo stesso Francesco Cossiga spiega perché "è un errore": "Tra Berlusconi e Bossi i rapporti sono eccellenti. Fosse per l'Umberto non sorgerebbero certi problemi. Sono invece i colonnelli leghisti a lavorare sotto traccia. Sanno di essere forti e usano la loro forza per centrare gli obiettivi che si sono prefissi. Ma non somigliano ai centristi, bensì a Rifondazione". È da verificare se l'ex capo dello Stato abbia davvero ragione, è certo però che l'intervista a Libero del titolare del Viminale, Roberto Maroni, non è piaciuta al Cavaliere, per il passaggio sul reato di clandestinità "che deve restare", e per quello sulle intercettazioni, dove "ha vinto il buonsenso". "Il gioco al ribasso su certi temi secondo Cossiga serve per ottenere di più su altri". Sarà. Certo Berlusconi è stufo di subire il lavorio ai fianchi, che va dalle questioni europee fino a quelle comunali. Ma un conto è la tradizionale posizione dei leghisti sull'Ue, altra cosa è che qualcuno tenti di sfruttare le difficoltà per destabilizzare il Pdl. Perché è stato abile il ministro dell'Interno alla conferenza Stato-Città, dove il sindaco di Milano ha fatto una sfuriata per i tagli: "Voglio capire. Togliete soldi a noi per darli a Roma? Io non sono disposta a pagar pedaggio per chi non è stato efficiente e virtuoso nella gestione". E Maroni: "Hai ragione, Letizia...". Come non sapesse che il premier deve evitare il collasso del Campidoglio, che si è impegnato con Gianfranco Fini su questo. Come non sapesse che Giulio Tremonti cerca risorse, "altrimenti - spiegava giorni fa il ministro Altero Matteoli a un amico - senza finanziamenti per le infrastrutture e lo sviluppo, Silvio si può far benedire ogni giorno dal Papa...". E dire che "Silvio" aveva offerto del suo governo un'immagine diversa all'amico Bush: "È un mix di esperienza e gioventù. Ed è anche pieno di belle donne". Risposta del presidente americano: "Perché non le hai invitate qui a cena? ". Francesco Verderami stampa |.

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Finlombarda bussa alle imprese (sezione: Intercettazioni)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il neo consigliere Concordati: le domande mantovane sono poche "Le risorse ci sono: è un'opportunità da cogliere al volo" "La presenza di un mantovano nel consiglio di amministrazione di Finlombarda spa può costituire un'opportunità preziosa per il territorio". Stefania Concordati sottolinea l'importanza della propria nomina nel cda (composto in tutto da cinque persone e presieduto dal pavese Paolo Chirichelli) del braccio finanziario della Regione Lombardia per i prossimi tre anni, avvenuta lo scorso aprile. "Soprattutto - spiega - mi impegnerò per far conoscere alle nostre imprese le possibilità che la Regione mette a loro disposizione attraverso Finlombarda. Possibilità probabilmente non abbastanza sfruttate proprio perchè non abbastanza conosciute". Finlombarda spa è una società a capitale pubblico, dal 2004 interamente partecipata dalla Regione Lombardia, che svolge il compito istituzionale di fornire supporto alle politiche regionali di sviluppo economico-sociale del territorio lombardo, attraverso strumenti ed iniziative di carattere finanziario e gestionale. Tale ruolo di operatore finanziario territoriale' si esplicita in particolare in tre ambiti: quello della finanza pubblica (fornendo alla Regione assistenza economico-finanziaria e tecnico-giuridica), quello della finanza per le imprese (essendo soggetto gestore e concessionario di strumenti finanziari agevolativi per le piccole e medie imprese) e quello dello studio e della ricerca. "Ad esempio - aggiunge la Concordati - a disposizione delle imprese uscirà presto un bando di finanziamento per progetti innovativi nei settori energia-ambiente, agroalimentare, salute e manifatturiero avanzato. Sono risorse che andranno intercettate". I dati relativi al recente passato sembrano confermare un effettivo sottoutilizzo da parte delle imprese mantovane di tali opportunità, in particolare per quanto riguarda le misure di intervento regionali correlate alla legge regionale 1 del 2007. Delle 508 domande presentate nei mesi scorsi dalle imprese lombarde per accedere ai finanziamenti legati al 'Fondo di rotazione per l'imprenditorialità' (Frim), ad esempio, solo 24 erano di imprese mantovane, con soli 29 milioni di euro di investimenti attivati a fronte dei 508 milioni complessivi a livello regionale. Discorso analogo per il 'Fondo regionale per le agevolazioni all'artigianato': nei primi cinque mesi di quest'anno solo 25 domande di finanziamento sulle 308 totali sono state presentate da imprese artigiane della provincia di Mantova, con 3,6 milioni di euro di investimenti attivati su 38 complessivi. Nel 2007 era uscito il bando per il sostegno all'innovazione nel settore dei servizi alle imprese: solo una domanda su 97 è stata mantovana, con 66mila euro erogati sui 17 milioni totali a livello regionale. (f.v.).

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Tutta Italia ai piedi dei Giganti (sezione: Intercettazioni)

( da "Alto Adige" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Spegnendo 40-0 i dragoni, i bolzanini conquistano il tricolore I "ragazzi terribili" coronano allo stadio Europa la loro straordinaria stagione nell'Arena League 2008 Anche i pugliesi si sono inchinati a Bonacci & Co. DAVIDE FODOR BOLZANO. Campioni d'Italia! Un urlo di gioia si leva all'unisono dallo stadio Europa e celebra il trionfo dei Giganti Bolzano. I "Ragazzi Terribili" ce l'hanno fatta a conquistare il loro primo tricolore di football a 9, annichilendo per 40 a 0 i Dragons Salento nella sfida decisiva. Spalti gremiti per l'atto conclusivo della Fidaf Arena League 2008 e, dopo i rituali pre-partita, padroni di casa subito a tavoletta sull'acceleratore. Ci pensa il runningback Francesco Garofalo a spezzare quasi immediatamente l'equilibrio, con un rapidissimo punt retourn di oltre 75 yards che spiazza la retroguardia ospite. Il risultato è il primo TD subito in stagione dai pugliesi e, ciò che più conta, la realizzazione che dona il vantaggio ai rossoblù. I salentini faticano a reagire e la replica dei Giganti si concretizza con la corsa di Attilio Bonacci, per il 13 a 0. Qui si chiude il quarto, ma non prima che Giuliano, Erioldi e Maistrello, veri e propri mastini della linea difensiva bolzanina, regalino placcaggi di alta scuola. Nel secondo parziale a sbloccare la situazione ci pensa l'intuizione del QB Marco Bonacci per Andrea Bottegal. La ricezione è perfetta, la corsa solitaria fino alla endzone avversaria chiude virtualmente i conti. Il colpo finale alle ambizioni dei dragoni viene dato prima dal solito Garofalo e quindi, dopo il tempestivo intercetto di Farris, da Romagna. Quest'ultimo taglia orizzontalmente e viene pescato da Bonacci: 33 a 0 e tricolore sempre più vicino. Giusto il tempo per gustare lo show delle graziose cheerleader rossoblù e l'esibizione dei Giants under 15, poi squadre di nuovo in campo. I volenterosi salentini provano una rimonta clamorosa, ma ancora Attilio Bonacci li punisce. La successiva trasformazione di Lillo fissa il 40 a 0. Si va all'ultimo quarto e comincia il conto alla rovescia. Poi, l'esplosione al fischio conclusivo. Un grande applauso dagli spalti viene riservato ai Dragons, avversario degno e molto sportivo, la festa però è tutta dei bolzanini. Il segretario generale Fidaf Cristiano Sias premia i neo-campioni. L'head coach Argeo Tisma, la difesa imperforabile di Christian Costanzo e l'attacco tritatutto di Franco Olivetto. Ma soprattutto una squadra di giovani fuoriclasse, capace di fare del proprio entusiasmo l'arma in più per regalarsi un indimenticabile trionfo.

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INTERCETTAZIONI (sezione: Intercettazioni)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

INTERCETTAZIONI Una legge che copre tanti interessi Per dimostrare quanto sia sbagliato lo stop alle intercettazioni da parte della magistratura, che il Consiglio dei Ministri approverà nei prossimi giorni, basta il caso della "clinica degli orrori" scoperta nella struttura sanitaria privata "Santa Rita" di Milano. Da quest'indagine, partita nel 2006, è emersa la "sistematica e costante scelta di intervenire chirurgicamente contro ogni necessità, logica e opportunità", agendo con crudeltà nei confronti degli ignari pazienti, al solo scopo di ottenere i massimi rimborsi dal Servizio sanitario nazionale per tali "prestazioni" e spartire poi il bottino. Questa vicenda, una vera e propria barbarie, non sarebbe venuta alla luce con chiarezza senza le intercettazioni, come hanno puntualizzato gli investigatori. Non occorre entrare nel merito dei 90 episodi di lesioni gravi e gravissime e dei cinque omicidi volontari, per i quali sono state arrestate 14 persone. Basta il buon senso per capire quanto le intercettazioni telefoniche siano indispensabili in qualunque tipo d'indagine. E basta un po' d'intuito per capire quali interessi vi siano dietro la proposta di bloccarle. Di certo, non la tutela della privacy dei singoli e onesti cittadini, che dalle intercettazioni non hanno nulla da temere. On. Marco Carra AI GIARDINI Ragazzi imbottiti di vuoto e viltà Giardini di viale Piave, giovedì 12, cinque del pomeriggio. Sole e pioggia si alternano, pochi cani con le padrone, qualche adulto, nessun bambino. In una casetta di legno tre ragazzi sui sedici anni, simili a tanti altri, parlano fra loro. Quando passo col mio bastardino, volano epiteti fra le risate: "Vecchia puttana, sego la testa al cane, brutta puttana". Dalla casetta dello scivolo sbuca la testa bionda d'un giovane: "Li lasci perdere, sono deficienti". Sempre in silenzio non mi decido a levare le tende. I tre escono, fanno il giro del giardino; il giovane esce anche lui, li raggiunge, scambia qualche parola, il "capo" ribatte, poi il trio scompare. "Lei non è italiano" dico al mio difensore. "No". "... e loro sono italianissimi" continuo. "Non c'entra niente" sorride, mentre la ragazza che è con lui mi chiede timidamente se mi sento bene. Questi tempi bui passeranno e forse non dovremo più vergognarci dei nostri disgraziati figli imbottiti di vuoto e di viltà. Non tutti, certo, ma non ci vuol molto a corrompere i deboli. Intanto, pur nella tristezza, mi godo il piacere di avere incontrato due brave persone. Laura Gandolfi CANNETO Voglio ringraziare il maresciallo Gentile signor Direttore, nella vita, capita di incontrare una persona speciale, di quel tipo di uomo che sa oltrepassare il limite formale della sua istituzione, per inserirsi nella storia di una famiglia, senza prevaricarla ma agendo con umiltà e fermezza. La nostra famiglia, nello specifico, ha vissuto e vive momenti di particolare difficoltà ecco, quindi, l'aiuto che ci è stato dato offerto dal maresciallo Marco Casula, comandante della stazione carabinieri di Canneto sull'Oglio. Competenza, sensibilità, pazienza, generosità su questi quattro punti cardinali si è basato il lavoro del Maresciallo Casula, che ha agito in diretta correlazione con i suoi collaboratori. Per tutto quanto si è prodigato intendo, dalle pagine del suo giornale, pubblicamente ringraziarlo con un solenne impegno da parte nostra: non lo dimenticheremo sia nella sua valenza di uomo come su quella di carabiniere che hanno trovato in Lui una perfetta fusione di grande umanità. L.F. Canneto CASTEL D'ARIO Quante perplessità per quella lettera! Non posso che rimanere perlomeno perplessa dalla lettera di risposta (?) all'ing. Carlin, da parte dell'assessore Ligabò, riguardo lo stallo dei lavori di strada "De Morta". La domanda posta da Carlin era molto chiara: "Di chi è la responsabilità della strada incompiuta? Del Comune di Castel d'Ario o del comune di Sorgà?". La risposta di Ligabò si è presto trasformata in un pretesto per attaccare un semplice cittadino che si è fatto portavoce di un gruppo civico. Mi sembra che nella lettera di risposta (?) a Carlin, Ligabò abbia preso "fischi per fiaschi": infatti, confrontando gli articoli usciti rispettivamente il 29/05 e 6/06 si comprende come Carlin non abbia fatto altro che citare esattamente la dichiarazione del sindaco Bazzani di Sorgà e non mi sembra che dalle sue parole emerga l'intenzione di dare delle "dritte" tecnico-amministrative a Ligabò. Il fatto che l'assessore non abbia compreso (così voglio credere) che si trattasse di una citazione e non di una considerazione sul suo operato, non lo giustifica per l'ironia gratuita che ha adoperato contro Carlin. Se deve prendersela con qualcuno, se la prenda con le affermazioni del sindaco di Sorgà che si è permesso di fare consulenza all'ex "plurisindaco" di Castel d'Ario. Come rappresentante locale dell'Acm, un'associazione apartitica che si batte per la partecipazione civica dei cittadini, non posso che condannare lo scritto dell'assessore. Carlin non è che un portavoce di un gruppo civico e non meritava certo un attacco personale. La non-risposta data a Carlin è la non-risposta data a un gruppo di cittadini casteldariesi che vogliono chiarezza. "Dall'alto della sua esperienza di amministratore" (cito l'ironia vs Carlin) mi sarei aspettata un risposta più tecnica o forse, semplicemente... una risposta puntuale a una domanda precisa. Angela Vincenzi Acm Castel d'Ario VIRGILIO Il presidente merita comprensione Codesto giornale, il 12 giugno, raccoglie la denuncia del presidente della Polisportiva Virgilio, ostacolata nella sua attività dal comune di Virgilio. Una vecchia storia che vede due protagonisti: a) l'impegno generoso, ostinato, disinteressato del volontariato sociale; b) l'apparente rispetto per questo servizio prezioso e gratuito da parte del sindaco, ma il sostanziale disinteresse, il disonore della parola data disattendendo ogni impegno, soprattutto quelli di natura economica; e si può capire se è vero (com'è vero) che "il piatto piange" e la politica di bilancio rincorre gli affanni di un equilibrio alle prese con disavanzi e spese di pura vanità o di generosa compiacenza. Quindi il presidente Caleffi che, nonostante la proverbiale prudenza, denunciando la latitanza del Comune, ormai dal 2005, chiede "più certezze e una maggiore chiarezza formale nei rapporti" nell'interesse di oltre 500 soci e 1500 iscritti alle attività sportive, merita grande comprensione e sostegno. Bisogna dire che questa "casuale distrazione" del sindaco non sembra così casuale se, a causa della decadenza degli impegni convenzionali opportunamente dimenticati, si costringe la Polisportiva "a garantire gestione, pulizia, custodia degli impianti...senza alcun accordo" e, quindi, senza alcun impegno, come tristemente stupisce il presidente Caleffi. Forse non è solo negligenza, distratta soavità, indifferenza...; forse è uno dei disperati espedienti per mistificare una verità che l'arroganza e la supponenza di questa amministrazione non possono ammettere: non ci sono soldi ed i sacrifici sono a carico dei meno protetti, dei più innocui, dei meno "utili"... Così non può non darsi solidarietà al presidente Caleffi che non merita questo trattamento, così come non meritano mortificazione i numerosi volontari che da anni, silenziosamente, responsabilmente, generosamente organizzano e gestiscono servizi ed attività sportive per i nostri ragazzi. Mi domando, e qualcuno me lo deve spiegare, che senso ha scoraggiare la gente che lavora gratis mentre si riempiono di soldi "quelli occupati tutto il giorno a fingere di essere occupati"? Mi domando, e qualcuno me lo deve spiegare, che senso ha mortificare il generoso servizio che molti prestano nell'interesse della comunità mentre con ostinata insistenza si "mantengono" costosi servizi esternalizzati con scopo solo apparente? Mi domando, e qualcuno me lo deve spiegare, che senso ha mandare in malora strutture e impianti esistenti e funzionanti promettendo "campetti di sport saponati, piste di roller blade, impianti per sport di fantasia...". Se il presidente Caleffi mantiene ferma una posizione di tutela delle ragioni della polisportiva e di rivendicazione del rispetto dovuto a quanti si prodigano, con ammirevole senso civico, per garantire servizi di interesse pubblico..., a Caleffi (che farebbe bene a non dimenticare la surreale vicenda occorsa al tesoriere Bisestri) va dato sostegno e solidarietà e, per quanto mi riguarda, mi ritenga a disposizione delle buone ragioni della Polisportiva. Gianni Martinelli Consigliere comunale.

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Il metodo (sezione: Intercettazioni)

( da "Alto Adige" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il metodo La fila alle Poste è lunga, lunghissima. Aspetto pazientemente il mio turno. Allo sportello c'è esposto in vendita un libro. "E' casuale" dice l'impiegato. "Il metodo antistronzi" di Robert Sutton. Sottotitolo: "Come creare un ambiente di lavoro più civile e produttivo o sopravvivere se il tuo non lo è". L'ufficio postale non è il mio luogo di lavoro, ma mi ritrovo comunque a sopravvivere. Romeni Il parco è bellissimo, anche se un temporale si avvicina minaccioso. Il concerto, nell'ambito del Jazz Festival, presenta il violinista romeno Alexander Balanescu. Sospeso sulla pedana sopra la piscina, il suo violino strega e incanta avvolgendoci. Alle sue spalle la siepe che separa dal giardino della stazione. Non riesco a staccare il pensiero da ciò che si vive al di là da questa magica cornice. Romeni nell'abbruttimento della miseria di là, un violinista amato e riconosciuto di qua. Il buio oltre la siepe. I capponi felici Verso le provinciali, incominciano i movimenti e le dichiarazioni. Michaela Biancofiore è contraria alla lista unica del Pdl. Commenta: "Non capisco chi festeggia nel mio partito... sembrano capponi felici di finire in padella". Il cappone è un gallo castrato, che vive all'oscuro, non ha grasso ma la pelle d'oca. Gli uomini del partito saranno felici della definizione. Via Museo Il bar Diana di via Museo passa la mano ai cinesi. Sembra un effetto della globalizzazione. Via Museo, dove siamo cresciuti, abbiamo trovato i primi amori, abbiamo consumato le suole, su e giù alle sette di sera, con o senza cinesi, da anni ha cambiato il suo volto. Il Moreno e il bar Milano? Una galleria e un negozio di scarpe hanno occupato il loro posto. Via Museo si è persa, le vasche sono vuote. Esteriorità Nello scandalo della clinica milanese Santa Rita, un dato balza agli occhi. Sono state effettuate 7.000 operazioni di chirurgia estetica a malati di Hiv. L'importante è essere belli fuori. Diffusione Vietate molte intercettazioni. Vietato pubblicarle. Se state seduti al bar e sentite i pettegolezzi delle vicine di tavolo, questo fa parte delle intercettazioni? E se poi li raccontate in giro? E' la morte del gossip. Polit-condom Negli Usa sono in vendita i preservativi dei candidati alle presidenziali. Su quello dedicato a Obama c'è scritto "Usa giudizio", su quello di Mc Cain "Vecchio ma non scaduto". Idea da portare in Italia. Berlusconi "Trapiantato è meglio", La Russa "Una bomba", Veltroni "Tenero quanto basta" e via alla fantasia.

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Ongaro: Clima da caccia alle streghe (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere delle Alpi" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Di Cristian Arboit Ongaro: "Clima da caccia alle streghe" Il presidente della Cm Agordina contrattacca "Il governo alimenta la sfiducia negli enti" "Giusto pubblicare i dati sbagliato generalizzare Servono parametri certi" BELLUNO. "Non è difficile amministrare, è semplicemente inutile". Così Rizieri Ongaro, presidente della Comunità montana agordina, commenta la pubblicazione via internet delle consulenze richieste dagli enti pubblici nel 2006. Elenco nel quale la comunità agordina spicca per numero e consistenza di incarichi esterni. Ongaro è amareggiato: "Qualcuno, a cominciare dal ministro Brunetta, vuol far credere che lo spreco è ovunque. E' un gioco al massacro e populista". Insomma dopo l'orgasmo mediatico, c'è da chiedersi quanto l'equivalenza consulenza uguale spreco sia reale. Le variabili sono tante e difficilmente comprimibili in una lista per quanto lunga e sfiziosa. A dirlo nella circolare di accompagnamento - diffusa via internet - è lo stesso ministero alla funzione pubblica. Primo, perchè i dati sono incompleti. Secondo, perchè parecchi enti hanno interpretato la legge sulla trasparenza a loro modo. Basti pensare al comune di Cortina che ha considerato lo stesso ex sindaco Giacomo Giacobbi un "consulente". E proprio qui starebbe il vizio d'origine. "Ci sono troppe inesattezze e parametri incerti", afferma il presidente della Comunità montana agordina Rizieri Ongaro, da ieri nell'occhio del ciclone per i 66 incarichi affidati nel 2006. "Siamo al paradosso. Anziché premiare chi investe e sviluppa progetti, si plaude a chi non fa nulla, come se la consulenza fosse già di per sé uno spreco, mentre bisogna considerare caso per caso". Un circolo vizioso che ha nomi e cognomi: "Dando in pasto all'opinione pubblica dati a casaccio non si fa che aumentare la disaffezione e la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni. Il bello è che i primi a promuovere questo atteggiamento sono i nostri parlamentari, il ministro Brunetta innanzitutto". Scatta una difesa d'ufficio serrata e passionale che prende il via dai tanti finanziamenti intercettati dalla comunità montana agordina negli ultimi anni. "L'attività programmatoria e gli interventi sul territorio, soprattutto quelli di una certa consistenza, implicano l'affidamento dei progetti a degli esterni. La nostra comunità è piccola, così come i comuni che rappresenta. Non abbiamo le capacità strutturali per far fronte alle grandi opere". O si fa così - pare di capire - o si condanna l'Agordino all'immobilismo. "Di tutte le consulenze date nessuna è stata inutile e questo lo si può constatare guardando al territorio e alle cose fatte". L'amarezza di Ongaro è racchiusa in una vecchia frase di andreottiana memoria: "Non è difficile amministrare, è inutile", dice il presidente della Cm. "Il dibattito sulle consulenze è giusto, ma non si possono diffondere cifre senza nessuna spiegazione". A mancare per Ongaro è un parametro oggettivo in grado di stabilire una scala "meritocratica": "E pensare che dopo decenni di lassismo si è iniziato a parlare di "meritocrazia" proprio in questi ultimi tempi. Questa operazione vanifica tutto". Dopo lo sfogo resta il disagio di un "vecchio" amministratore: "Ormai quando vado da qualche parte - un incontro o un convegno - devo giustificare il mio ruolo, come se fare il presidente di comunità montana fosse un delitto. Questa ondata di populismo è nociva per tutti".

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Negli uffici giudiziari e nelle redazioni dei giornali la levata di scudi contro il pacchetto giustizia è generale (sezione: Intercettazioni)

( da "Gazzetta del Sud" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Intercettazioni, pioggia di polemiche sul ddl Gaetano Basilici ROMA Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi interviene nella bagarre sulle intercettazioni e sottolinea che "ci sono due livelli da tutelare: la privacy e la difesa dei cittadini". Poi aggiunge che "non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente". Insomma: "C'è bisogno di giustizia, ma bisogna trovare l'equilibrio tra i due interessi". Ma senza le intercettazioni i "furbetti del quartierino", e molti altri casi simili, non sarebbero mai stati scoperti. "Secondo me non è vero, non è così" taglia corto il premier. Intanto, però, negli uffici giudiziari e nelle redazioni dei giornali la levata di scudi contro il pacchetto giustizia è generale. Un solo, comune grido d'allarme: l'indipendenza delle toghe e la libertà di stampa sono gravemente minacciate. Magistrati e giornalisti fanno fronte comune e reagiscono duramente al disegno di legge sulle intercettazioni che, approvato dal consiglio dei ministri, passa ora all'esame delle Camere. E a placare gli animi non serve l'assicurazione del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, secondo cui "non si tratta di un testo blindato". Non aiuta a distendere i nervi, tra l'altro, neanche il fatto che resta aperta la questione del lodo Schifani, ovvero il provvedimento che congela i processi per le alte cariche dello Stato: la settimana prossima si valuterà l'opportunità politica di riproporlo. Anche se l'ipotesi di un eventuale lodo Schifani-bis non è accolta positivamente da Niccolò Ghedini, deputato del Pdl, legale di fiducia e consigliere giuridico del presidente del consiglio. "Dal punto di vista tecnico, cioè da avvocato del premier, sono contrario. Io ho interesse a chiudere i processi in dibattimento" dice Ghedini in un'intervista al Riformista nella quale, ricordato che i processi del Cavaliere sono tre, due a Milano e uno a Napoli, insiste: "Per me un altro lodo Maccanico (lo chiama così, non 'Schifani' - ndr) sarebbe negativo". Poi, tolta la toga da avvocato e indossati gli abiti da parlamentare, aggiunge: "Adesso manca la volontà politica per una cosa del genere. Però bisognerebbe ripensarci con grande calma insieme con l'opposizione". Ma torniamo al giro di vite sulle intercettazioni. "Sono in pericolo l'informazione e l'indipendenza della magistratura. C'è il rischio di non sapere più niente" è il preoccupato commento di Giancarlo Caselli, procuratore generale a Torino. "Il Parlamento riformuli e corregga questo testo iniziale" perchè "senza le intercettazioni molti reati non potrebbero essere perseguiti" ammonisce il sostituto procuratore antimafia Vincenzo Macrì. Gli fa eco Luciano Tarditi, sostituto procuratore della Repubblica di Asti. "E' necessaria una deroga al decreto sulle intercettazioni" afferma, altrimenti per quanto concerne i crimini ambientali "non si potranno più cogliere le organizzazioni nel momento debole delle loro attività, e cioè prima dei trasporti illeciti". E mentre dall'opposizione continuano le bordate contro quella che per Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, è "un'altra legge che Berlusconi sta facendo a favore della Casta", dal mondo dell'informazione arriva la dura presa di posizione di Franco Siddi, segretario generale della Fnsi, il sindacato dei giornalisti. "E' evidente dichiara quanto sia illiberale e da Paese comunista una norma che prevede la galera per i giornalisti che diffondono le notizie corrispondenti a vicende o personaggi reali".

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E delle moschee. Alle quali si sono aggiunte ultimamente la paura delle intercettazioni e la paura (sezione: Intercettazioni)

( da "Trentino" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

E delle moschee. Alle quali si sono aggiunte ultimamente la paura delle intercettazioni e la paura ... e delle moschee. Alle quali si sono aggiunte ultimamente la paura delle intercettazioni e la paura delle prostitute. Nessuno mette in dubbio che i vari mondi accennati costituiscano dei problemi. Ma insorge spontaneo un argomento "ad hominem": i politici non sono forse costituiti tali per risolvere i problemi e non per rigettarli continuamente in pasto alla gente e alla sua comprensibile emotività? Tanto più quando traspare una dose massiccia di ipocrisia. Ha ragione Umberto Statera quando scrive che "bisogna identificare nemici ben più potenti degli zingari e dei clandestini extracomunitari che spacciano droga, comprata da italiani o vendono prostitute ad una clientela rigorosamente italiota". Verrebbe da citare l'assioma medico per cui si devono combattere le malattie e non i sintomi delle stesse. Si vuole introdurre il reato di clandestinità, ma si fa subito marcia indietro quando si osserva che clandestine sono anche molte badanti, presenti nelle stesse famiglie dei politici. E si pensa ad una sanatoria o ad un ritorno in patria temporaneo per poi farle tornare con in tasca il certificato di lavoro e di abitazione. Già perché il titolo per rimanere è avere un lavoro e un abitazione decente. E quando a non avere un lavoro e un'abitazione decente sono gli italiani? Metterli in galera? Anche tra gli zingari sono molti ad essere cittadini italiani. Estradarli solo perché zingari e culturalmente nomadi? Anche in tema d'intercettazioni si è assistito a sparate. Il premier Berlusconi aveva proposto di limitarle ai sospetti casi di mafia e di terrorismo e voleva fare in fretta attraverso un decreto governativo. Ma è intervenuta la Lega aggiungendo altri reati da perseguire con questa tecnica d'indagine. E pure il Capo dello Stato è intervenuto perché la questione venga trattata in Parlamento e quindi con un disegno di legge. A dimostrazione anche qui che le sparate possono sortire un'eco mediatico e magari anche sospingere al voto gli indecisi, ma con le sparate non si governa. Esiste, infatti, pure il presidio della costituzione. Adesso l'emergenza è diventata quella delle prostitute sulle strade e nelle piazze. E il pericolo segnalato è quello della morale. Attenzione anche qui perché l'ipocrisia è dietro l'angolo, specie quando si fa distinzione tra prostitute extracomunitarie e prostitute italiane. E qui un episodio va raccontato perché emblematico. Qualche anno fa i leghisti di Treviso hanno organizzato una ronda (l'idea è quindi vecchia!) per allontanare le prostitute di colore. A presiederla era stato chiamato il leader piemontese Borghezio. Setacciata la periferia, con relativi allontanamenti, la ronda è approdata in una piazza del centro. Borghezio, avvistata una passeggiatrice, si avventò su di lei, ma fu immediatamente fermato dal resto della ronda con questa motivazione: "Questa è imprenditoria locale". E evidente l'ipocrisia, perché se in pericolo è la morale, lo è a prescindere dal colore della pelle. La proposta è di isolare il fenomeno in zone appartate a luci rosse o rilanciando le case chiuse in modo che sia lontano dagli occhi della gente e sopratutto dei bambini. Ma il problema è più complesso e nasconde criminalità proprio in quell'imprenditoria. Come non ricordare al riguardo don Oreste Benzi, che purtroppo è venuto recentemente a mancare sia alla sua città, Rimini che all'Italia. Lui, il problema della prostituzione lo affrontava a tutto spettro, scendeva nelle strade e sulle piazze di giorno e di notte per liberare le vittime del racket e offrire loro un'alternativa e per redimere quelle che volevano uscire dal tunnel. Ma denunciava anche nelle apposite sedi e alla televisione i clienti che ne approfittavano e sopratutto le organizzazioni degli schiavisti, che non sono solo extracomunitari, ma anche italiani con la fedina pulita e un nome rispettato. Misurato con i parametri di cui sopra, il fenomeno appare regolare, perché le prostitute un lavoro ce l'hanno, anzi li più antico del mondo come si suol dire. E la stragrande maggioranza ha pure una casa e un datore di lavoro. La questione è se si possono fare affari e finanza, barattando persone. E se, come è stato appurato in Francia, ci fossero magnaccia anche tra i parlamentari? Vittorio Cristelli.

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TREVISO (sezione: Intercettazioni)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

TREVISO Il ballo Oltrejazz Oggi pomeriggio, al teatro Eden di Treviso torna la compagnia di danza Oltrejazz con lo spettacolo in atto unico Ecce Homo. Dopo il successo ottenuto ieri sera, la danza sulle ritmiche concitate del jazz e della musica moderna tornerà sul palco del teatro liberty oggi alle 16. Il biglietto d'ingresso, acquistabile direttamente a teatro, è di 16 euro. PAESE Concerto d'estate Sarà una serata all'insegna della musica da camera quella di Paese. Alle 17.30, nella palestra della piscina Vitanova, su iniziativa della Funzione Arte Neno Moretti, si esibirà il quintetto formato dai violini di Yoana Chuckleva, Emilia Ivanova, la viola di Gergana Chucleva, il violoncello di Hripsima Tchftchian e il pianoforte italiano di Roberto Brisotto. All'evento musicale parteciperà anche il gruppo Orkestrani. VALDOBBIADENE Il bicentenario Oggi a Valdobbiadene si festeggia il bicentenario della Famiglia Religiosa Canossiana (1808-2008). Come Maddalena una volta, le Canossiane oggi, il loro impegno è rivolto principalmente all'educazione e alla formazione delle giovani generazioni di ogni estrazione sociale. Il programma della giornata prevede la celebrazione Eucaristica nel Duomo alle ore 9.00 animata dalla Corale "San Venanzio" con la partecipazione del soprano Emanuela Meneghello. A fine Messa ci si sposterà nella "Sala Boccasino" per la breve proiezione filmica dei 200 anni di storia della Famiglia e a seguire alcune testimonianze libere per rivivere assieme il ricordo. A conclusione, rinfresco con omaggio, ai presenti, del libro commemorativo. TREVISO Giustizia e privacy Giustizia, diffamazione, privacy e deontologia professionale dopo i provvedimenti che il governo si appresta a varare in materia di intercettazioni sono tutti temi all'ordine del giorno. Se ne discuterà in maniera ampia ed approfondita domani mattina dalle 9 nella sala Marton del palazzo della Provincia di via Cesare Battisti, a Treviso. La conferenza fa parte dell'ampio progetto di formazione e informazione avviato dall'Ordine dei giornalisti del Veneto attraverso la scuola di giornalismo intitolata alla memoria del giornalista e scrittore Dino Buzzati. Il progetto prevede una serie di incontri di formazione ed aggiornamento decentrati sul territorio regionale, e non riguarda solamente gli appartenenti alla cartegoria ma è aparto a tutti gli interessati. Lunedì, nella sala Marton, interverranno il sostituto procuratore di Venezia Carlo Nordio, l'avvocato Augusto Salvadori e l'ex presidente e attuale consigliere nazionale dell'ordine regionale Maurizio Paglialunga. La giornata di studio verterà innanzitutto sull'organizzazione e il funzionamento dell'amministrazione della giustizia, con particolar riferimento ai reati commessi "a mezzo stampa". Verranno illustrati casi concreti legati alla cronaca giornalistica locale e nazionale anche in relazione ai problemi connessi all'applicazione della legge sulla Privacy. Una parte del seminario sarà poi dedicata alla deontologia professionale del giornalista affrontando argomenti che spazieranno dal Codice deontologico alla Carta di Treviso, il documento redatto nel 1990 e ratificato nel 1995 che definisce le linee guida in materia di informazione e tutela dei minori. In più, si parlerà di Carta dell'informazione economica, e di Carta dei doveri del giornalista. L'incontro dovrebbe chiudersi verso le 14 dopo un coffee break.

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Ricco di famiglia e molto brillante (sezione: Intercettazioni)

( da "Provincia Pavese, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cronaca Ricco di famiglia e molto brillante Viveva per il lavoro, il suo obiettivo era il prestigio, non i soldi L'ex deputato della Lega, Ercole racconta: "Me lo presentò una mia paziente. Cercava lavoro e gli dissi di farmi avere un suo curriculum" PAVIA. "Era gennaio e il dottor Brega Massone cercava un nuovo posto di lavoro. Gli dissi di mandarmi il suo curriculum e controllai le sue pubblicazioni scientifiche su internet. Tutto qui". Cesare Ercole, medico, ex sindaco di Broni ed ex deputato della Lega Nord e oggi direttore generale dell'azienda ospedaliera di Treviglio (Bergamo) esclude di essersi interessato alla vicenda del chirurgo per motivi politici. "Io fui contattato per il tramite di una mia paziente. - spiega - La signora mi disse che Brega aveva salvato suo fratello e mi pregò di riceverlo. La Lega non c'entra niente, come direttore generale ricevo tantissime persone che mi presentano il loro curriculum". A gennaio, Brega Massone era alla ricerca di una nuova occupazione. Pochi mesi prima, a settembre, era stato licenziato dalla clinica Santa Rita di Milano. L'esito tribolato di una carriera brillante. Professionalmente parlando, Pier Paolo Brega Massone lasciò Pavia già durante la specialità, secondo alcuni per divergenze di vedute con il professor Eugenio Forni, luminare della chirurgia pavese. Figlio adottivo di un chirurgo, Pier Paolo Brega Massone iniziò a frequentare le sale operatorie giovanissimo, quando il padre adottivo, il professor Massone, lo portava con sè per i primi interventi di appendicectomia. Lasciata Pavia, Brega Massone approdò all'Istituto dei tumori di Milano. Qui lavorò per anni, imparando e sperimentando tecniche innovative nel campo della chirurgia toracica, in particolare per quanto riguarda il trattamento chirurgico del mesotelioma, tumore polmonare legato all'esposizione all'amianto. "Certi interventi li facevano solo lui e Ignazio Cataldo", spiega un collega. Cataldo, ormai ex primario all'Istituto tumori riconosce la professionalità di Brega Massone: "Non lo difendo, perché su eventuali responsabilità giudicheranno i magistrati - dice Ignazio Cataldo - dico solo che Brega era un buon professionista. Ho avuto in sala operatoria con me Brega Massone per anni, e al mio fianco si è sempre mostrato un ottimo chirurgo. Non ricordo di averlo dovuto rimproverare in una sola circostanza". Ottimo chirurgo e anche ricercatore. Ma fino a un certo momento, fino al 2004. Basta digitare Pubmed su Internet, il motore di ricerca che mostra tutta l'attività scientifica internazionale in campo sanitario. Fino al 2004 Brega Massone ha prodotto lavori scientifici, poi più nulla. Dal 2004 solo operazioni, interventi, visite. Queste ultime a 80 euro, prezzi popolari, quando si faceva pagare. Nel racconto degli amici il lavoro e la chirurgia erano la sua ossessione. Non parlava d'altro. "Pescava" polmoni nel Lodigiano. Lì faceva ambulatorio per un'associazione contro il cancro. Era un modo per reclutare pazienti. Giovani e anche vecchi, troppo vecchi, secondo la magistratura. I soldi? Non sembra fosse quella la sua ambizione. Si può dire ricco di famiglia. Il padre noto chirurgo, la madre, molto anziana, è una Balma di Voghera, quelli della "Balma & Capoduri" che producono la colla "Coccoina" e le pinzatrici "Zenith". Con la moglie, Barbara Magnani, e la figlia vive in un appartamento piccolo, tutto sommato anonimo, in una zona di semi-periferia. E in casa, sino a qualche anno fa, riceveva i propri pazienti. Nelle intercettazioni il chirurgo originario di Stradella parla di 27mila euro al mese. "Erano i soldi che gli servivano per pagare il vice in sala operatoria e tutta la struttura", spiega un suo amico.

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Duecento pazienti gli sono grati (sezione: Intercettazioni)

( da "Provincia Pavese, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cronaca "Duecento pazienti gli sono grati" Parla l'avvocato che ha fatto causa per lui all'istituto Santa Rita "Operò mia madre e le salvò la vita Non posso credere a quelle accuse" Avvocato Lara Gorni, lei ha iniziato davanti al Tribunale di Milano la causa di lavoro per conto del dottor Brega Massone? "Esatto. La mattina di venerdì 6 era qui, nel mio studio, per discutere del ricorso che avevamo presentato alla fine di marzo". Com'era il dottore, sereno o agitato? "Venerdì era tranquillo perchè si riteneva, e si ritiene, innocente. Mai avrebbe immaginato che si sarebbe scatenato un simile putiferio". Di cosa avete parlato? "Della causa civile. Non posso entrare nei dettagli per motivi professionali, però posso dire che il dottore ha sempre agito secondo scienza e coscienza. Avendo come unica preoccupazione il benessere del paziente". Lei non lo ritiene una persona in grado di "pescare polmoni", come dice in una intercettazione? "No. E' vero che il gergo medico, se isolato dal contesto, può sembrare cinico. Ma accade in molti altri ambiti professionali. E comunque, allegato al ricorso, c'è anche un documento con le firme di 200 pazienti curati dal chirurgo che ribadiscono la loro stima e gratitudine". Una realtà che pare conciliarsi poco o nulla con l'immagine della "clinica degli orrori", non crede? "Anche nelle ultime ore ho ricevuto mail e telefonate di pazienti e dei loro famigliari che sono rimasti sbigottiti rispetto alle recenti notizie. Persone che hanno l'urgenza di spiegare di essere stati operati e seguiti nel decorso post-operatorio in maniera professionale e umana". Le accuse fanno tremare le vene ai polsi... "Il dottor Brega Massone è un professionista capace, ha pubblicato lavori su riviste scientifiche di mezzo mondo, è una persona pronta, disponibile e che vive per il proprio lavoro. Le imputazioni mi sembrano incredibili da questo punto di vista. Ho piena fiducia nella magistratura e credo che le accuse verranno smontate all'esito del dibattimento. Mi spiace per il linciaggio mediatico che ha indotto la pubblica opinione a emettere un verdetto di colpevolezza prima ancora che inizi un processo". Alcune intercettazioni, però, sono molto pesanti. "Non mi occupo dell'aspetto penale della vicenda. Da "spettatrice" invito a leggere le intercettazioni con attenzione. Non mi pare emerga alcuna ammissione di responsabilità da parte del mio cliente. E' anche per questo che ho deciso di parlare e di esprimere la mia solidarietà, perchè chiunque deve essere considerato innocente fino a prova contraria. E poi c'è anche una componente di amicizia". Lo conosce da molto tempo? "Da alcuni anni. Quando lavorava all'Istituto tumori di Milano operò mia madre e le salvò la vita. E' stato allievo e collaboratore del professor Catalano. E' un chirurgo molto bravo e non fa nulla per nasconderlo; questo poteva attirare l'invidia dei colleghi". Nella vostra causa di lavoro chi è la controparte? "Il responsabile legale dell'Istituto Santa Rita che, all'epoca, era il notaio Pipitone". In una telefonata al dottor Antonio Maconi, il suo cliente avrebbe chiesto aiuto per porre rimedio a una "grave ingiustizia professionale". Si riferiva all'oggetto della causa di lavoro? "Ovviamente non sono a conoscenza di quanto si siano detti al telefono. E, lo ripeto, non posso entrare nei dettagli della causa. Posso dire che per valutare meglio tutta la vicenda occorrerebbe avere una visione d'insieme". Il dottor Brega è stato rimosso dalla guida dell'unità di chirurgia toracica dopo i controlli dell'Asl 1 di Milano e le perizie ordinate dalla Procura di Milano sulle cartelle cliniche. "Ma su quelle cartelle vi sono anche consulenze di parte, che dicono cose diverse. L'Asl non ha mai fatto contestazioni "ad personam", ossia riferendosi direttamente al mio cliente. E poi anche alcuni racconti degli ex pazienti della clinica sarebbero da verificare". In che senso, scusi? "Nel senso che ho ricevuto mail di pazienti che hanno rilasciato certe dichiarazioni ai giornali e le hanno viste pubblicate in altri termini. La ragazza alla quale sarebbero stati asportati due noduli benigni senza che le fosse stato detto nulla prima, in realtà era stata informata e aveva scelto di farsi operare. Scrive di essere stata sottoposta ad esami e che è stata valutata la sua storia famigliare. E un'altra gli scrive concludendo (legge) "I suoi interventi mi hanno consentito di evitare 15 mesi di chemioterapia". Questo materiale è a disposizione della Procura". (f.m.).

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La matematica salverà la città (sezione: Intercettazioni)

( da "Nuova Venezia, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Comune commissiona una ricerca per stabilire il limite di presenze umane La matematica salverà la città Vianello: "Informazioni e incentivi, no chiusure e tasse" TURISMO Portale Internet per prenotare Una ricerca per stabile la soglia limite di sostenibilità di "umani" nella città storica, senza distinguere tra residenti e turisti, ma con l'obiettivo di capire con quali numeri scatta l'allarme rosso dell'incompatibilità con l'offerta di trasporti, raccolta rifiuti, sicurezza, sanità, spazio fisico a disposizione di ognuno. L'hanno commissionata il vicesindaco Michele Vianello e l'assessore alla Mobilità Enrico Mingardi a Coses e Ca' Foscari. Non si andrà, però, al numero chiuso: i risultati sono attesi per ottobre e serviranno a tarare quel modello matematico che - nei progetti dell'amministrazione - grazie ad Internet e ad un Portale Venezia per prenotare alberghi, parcheggi, trasporti pubblici, musei, regolerà gli accessi alla città storica con un mix di informazione, incentivi e disincentivi. "Partiamo dal fatto che la tassa di soggiorno non verrà mai introdotta, perché il 99,9% dei Comuni vuole incrementare il turismo, non contenerlo", osserva Vianello, "Venezia è l'unica realtà del genere al mondo ad avere, già oggi, problemi di regolamentazione del turismo e non di incentivazione". "Ricordando che il diritto comunitario prevede limiti alla libera circolazione delle persone e delle merci solo per motivazioni fortissime", prosegue il vicesindaco, "è ovvio che non possiamo introdurre un numero chiuso stabile: dobbiamo pensare in termini di human network, creare le condizioni per una città vivibile per tutti, residenti e visitatori. Per farlo dobbiamo però avere un modello adeguato su cui basarci, perché viviamo su schemi della fine degli anni Ottanta, ormai superati: per questo ho contattato esperti mondiali del settore per invitarli ad accettare la sfida di creare a Venezia, per prima nel mondo, un modello di sostenibilità turistica e degli accessi. O la gente si intercetta prima che arrivi a Venezia oppure non la fermi più". L'idea, prosegue Vianello - che per ora mantiene il silenzio sui partner internazionali di quest'avventura, ancora in fase di avvio - è dunque quella di "stabilire una soglia dell'offerta del "benessere", modulabile di giorno in giorno. Attraverso un Portale Venezia in testa ai motori di ricerca, potremo informare ogni singola persona che si appresta a venire a Venezia - parta da Sidney, Bratislava o da un campeggio del Cavallino in un giorno di pioggia - dicendole quello che troverà. Prenotando in rete il posteggio o il biglietto Actv o il museo saprà quando la soglia della vivibilità è raggiunta: se vorrà comunque venire a fare lo struscio per le calli, dovrà sapere che non troverà posto per l'auto e pagherà di più il vaporetto". (r.d.r.).

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Il governo c'è, manca l'opposizione (sezione: Intercettazioni)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

DALLA PRIMA Il governo c'è, manca l'opposizione E salgono le pene per i clandestini che commettono reati in Italia. Accanto alle misure già avviate ci sono poi quelle annunciate: si al nucleare, utilizzo dell'esercito per la sicurezza nelle città, apertura agli Ogm, ridimensionamento delle intercettazioni consentite alla magistratura, avvio della campagna anti-fannulloni nel pubblico impiego, etc.etc. Infine non sono mancati gli eventi: vertice dei Paesi aderenti alla Fao, visita di George Bush, convegno degli industriali a S. Margherita, bacio dell'anello papale da parte di Berlusconi e segnalazione da parte del Pontefice di un nuovo clima nel Paese. Se consideriamo attentamente fatti, annunci e eventi ci accorgiamo che hanno tutti a che fare con questioni centrali: la sicurezza, il costo della vita, il tipo di identità nazionale che vogliamo darci, i rapporti fra Stato e Chiesa, l'approvvigionamento energetico, il ruolo della magistratura e dell'informazione, il rapporto con i Paesi del terzo e quarto mondo, il mercato del lavoro, il valore della vita umana, l'efficienza del nostro apparato burocratico. Non ha ora alcuna importanza stabilire se le singole proposte avanzate dal governo siano buone o cattive (i sondaggi dicono buonissime, ma io e voi non crediamo ai sondaggi), il punto è capire se ha indicato una strada, insomma se va nella direzione della definizione di un profilo e a mio avviso la risposta è nitida e affermativa, ma non solo o non tanto per merito proprio ma anche per gli straordinari demeriti dell'opposizione. Che mostra di non esserci, non avere voce e proposte che sappiano raggiungere il Paese. Perché tutto ciò? Perché temo che questa opposizione non abbia risolto una serie di interne contraddizioni, politiche, programmatiche e ideali e sia per questo motivo opportunisticamente afona. Ahimè la coerenza si raggiunge attraverso il conflitto; se infatti si vuole essere credibili quando si parla di mercato del lavoro, bisogna inevitabilmente rivedere criticamente il ruolo assunto dai sindacati e in particolare dalla Cgil in questi ultimi dieci anni e tutto ciò è costoso. Se invece si vuole affrontare il tema delle intercettazioni, bisogna prendere di petto il problema della magistratura e dei mezzi di informazione, del loro ruolo e del perché in più di un'occasione (e quali occasioni!) essi hanno contribuito a dettare l'agenda politica del Paese. Ecco che per trovare equilibrio e voce il centrosinistra dovrebbe litigare con editori e magistrati e ahimè non può o non vuole farlo. Se infine - per arrivare ad una questione di natura vastamente ideale - il centrosinistra dovesse affrontare le ragioni dell'asserito aumento della fame nel mondo, ecco che andrebbe a sbattere con il fantasma del proprio passato: si scoprirebbe infatti che mentre qualche altro centinaio di milioni di esseri umani rischia di morire di fame, gli utili dei grandi mercanti di cereali, dei produttori di sementi e concimi e delle cinque multinazionali che detengono il monopolio degli Ogm, sono triplicati o quadruplicanti nel corso di questo ultimo anno. E allora il centrosinistra dovrebbe avviare insieme a Giulio Tremonti (il cui governo riapre agli Ogm) una serrata critica del "mercatismo" e questo è un problema, perché alle radici dell'antimercatismo a mio avviso c'è qualcosa che si richiama al socialismo e allora il Pd scivola indietro e s'incasina. Meglio stare zitti. Su tutto. Roberto Weber.

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Si corre veramente il rischio di non sapere più niente (sezione: Intercettazioni)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

MANCINO CASELLI Si corre veramente il rischio di non sapere più niente "Così tuteliamo la privacy". Il sindacato dei giornalisti pensa allo sciopero DDL CONTESTATO GOVERNO L'Italia dei valori non esclude il ricorso al referendum: è un'altra legge del Cavaliere a favore della casta Intercettazioni, Berlusconi fa quadrato Autorizzazioni, con l'organo collegiale al posto del gip occorrono più magistrati ROMA Continua ad alimentare polemiche e proteste il disegno di legge sulle intercettazioni varato dal governo. Protestano le opposizioni, ma anche magistrati e giornalisti contro una legge che, avvertono, se approvata così come l'ha proposta il governo, metterebbe un freno alle indagini dei magistrati e nasconderebbe notizie e informazioni ai cittadini. Silvio Berlusconi ribadisce però che in materia di intercettazioni "ci sono due livelli da tutelare, la privacy e la difesa dei cittadini. Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente". Il presidente del Consiglio si ferma a parlare con i giornalisti e una piccola folla di persone a margine del matrimonio a cui ha partecipato ieri pomeriggio. "Ma così i furbetti del quartierino - gli replica un cittadino - non sarebbero mai stati scoperti". "Secondo me non è vero - ribatte il premier - non è così". "C'è bisogno di giustizia - ripete - ma bisogna trovare l'equilibrio fra i due interessi". Le intercettazioni telefoniche disposte dalla magistratura costano una cifra compresa fra uno e due miliardi sostiene il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta. "Questi soldi vengono spesi - afferma Brunetta - per pagare società e società che a cascata fanno questo mestiere. Quando c'è una cascata ci può essere anche una caduta di controllo che può provocare ricatti e condizionamenti vari. Per questo andavano regolate meglio". Il ministro Brunetta ha difeso il provvedimento del governo sulle intercettazioni anche per un altro motivo. "Non possiamo vivere in un Paese - ha detto - in cui c'è paura di parlare al telefono, non siamo in Unione sovietica". "Sulle intercettazioni sono i numeri che parlano da soli: 113.000 in Italia, 1.700 negli Stati Uniti, 5.000 in Francia" osserva il coordinatore nazionale di Forza Italia, Denis Verdini, rispondendo alle domande dei giornalisti sulle intercettazioni a margine di un consiglio regionale del partito a Firenze. "Sono numeri - aggiunge Verdini - così diversi che tutti avranno ragione, ma questa diversità induce ad una riflessione e credo che una revisione di quello che è in atto vada fatta". "È chiaro - prosegue - che ognuno difende il proprio mestiere, ma noi non siamo per i reati e li vogliamo ridurre". Secondo il coordinatore azzurro "questa anomalia rende però difficile lasciare le cose così come stanno". "È in pericolo l'informazione, l'indipendenza della magistratura, c'è il rischio di non sapere più niente", accusa invece esplicitamente il procuratore di Torino Gian Carlo Caselli. Mentre per Di Pietro quella sulle intercettazioni "è un'altra legge a favore della casta che Berlusconi sta facendo". Il leader dell'Italia dei valori promette "un'opposizione dura", e non esclude il ricorso referendum contro la legge. A scendere sul piede di guerra sono anche le organizzazioni internazionali dei giornalisti. Dopo Reporter sans frontier, ieri è stata l'Isf, l'associazione per la libertà di stampa nel mondo, a lanciare un vero e proprio allarme contro il provvedimento del governo italiano. La proposta, accusa l'Isf, "rappresenta un grave atto di limitazione alla libertà di stampa in Italia e un pericoloso precedente di censura ai danni dei giornalisti". "Per questo - aggiunge l'associazione - lanciamo un "alert" internazionale alle associazioni per la libertà di stampa e ai vertici dell'Unione europea". Un allarme di natura completamente diversa l'ha sollevato il vice presidente del Csm Nicola Mancino. Se ad autorizzare le intercettazioni dovrà essere un organo collegiale di tre giudici, invece del solo gip - sottolinea - nasce "un problema di organici cui il ministro della Giustizia non può non rispondere con l'urgenza che i nuovi provvedimenti legislativi richiedono". Il pm di Asti, Luciano Tarditi, avverte invece che se il ddl del governo non sarà modificato si rischia di lasciare impuniti molti reati ambientali, a cominciare dal traffico dei rifiuti tossici, che devono essere scoperti mentre sono consumati, non dopo. La Federazione della stampa, il sindacato dei giornalisti italiani, potrebbe decidere in questa settimana anche uno sciopero contro il ddl. La proposta presentata dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, "per quanto riguarda il diritto di cronaca è letteralmente irricevibile", accusa Beppe Giulietti. "Non è solo e soltanto un tentativo di mettere un bavaglio ai cronisti e agli editori, ma è anche e soprattutto il tentativo di mettere una benda sugli occhi e sulle orecchie dei cittadini italiani".

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In città le pattuglie dei militari (sezione: Intercettazioni)

( da "Nuova Venezia, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cronaca In città le pattuglie dei militari Il governo ne prevede l'impiego con polizia e carabinieri IL DECRETO Il prefetto deciderà se e dove utilizzarli La nostra città è, come anticipato ieri dalla Nuova, tra le quindici aree metropolitane destinate a vedere l'impiego, nelle prossime settimane, di pattuglie miste - esercito e forze dell'ordine - nel controllo del territorio. Lo stabilisce un emendamento al decreto legge sulla sicurezza voluto dal ministro della Difesa Ignazio La Russa. Esercito che sarà impegnato al massimo per sei mesi. L'emandamento non sarà rinnovato. I militari avranno la qualifica di agenti di pubblica sicurezza e quindi potranno identificare e perquisire persone, ma non avranno quella di polizia giudiziaria. Il loro impiego è previsto comunque assieme ad appartenenti ad altre forze dell'ordine e, inoltre, nelle ore notturne, almeno stando al progetto del ministero della Difesa. Complessivamente per tutte le città saranno impiegati 2500 uomini. Saranno i vari prefetti a individuare i servizi speciali nei quali impiegarli. Non è ancora stato definito il numero di militari destinato alla nostra città. L'utilizzo di militari in città e provincia non è una novità assoluta. Infatti fin dalla metà degli anni Novanta - in occasione di cicliche tensioni a livello internazionale, collegate a guerre o attentati terroristici - sono stati impiegati per garantire la sicurezza di obiettivi sensibili. Ci sono stati alpini e artiglieri che in quegli anni hanno presidiato l'aeroporto Marco Polo, il Petrolchimico di Marghera e la centrale Enel di Pianiga. Sono stati impiegati durante i vari conflitti scoppiati nei Balcani, quando l'Italia era un possibile obiettivo di rappresaglie della Serbia per il fatto che l'Italia partecipava, come appartenente alla Nato, ai bombardamenti di quel Paese. Ma la gran parte dell'impiego è legato agli attentati terroristici di matrice islamica, dall'11 settembre fino a Madrid, senza dimenticare la guerra in Iraq. All'aeroporto hanno pattugliato il perimetro esterno delle piste e costituito posti fissi davanti all'entrata dell'aerostazione e vicino ai depositi di carburante. Controllo del perimetro al Petrolchimico. Qui il pattugliamento avveniva con autoblindo. In questi casi non hanno avuto qualifiche di pubblica sicurezza. Se intercettavano persone in zona vietata dopo averle fermate dovevano chiamare la polizia o i carabinieri. Gli interventi sono stati centinaia. Controllo del perimetro e posti fissi anche per quanto concerne la centrale Enel di Pianiga. Questa è importante perchè snodo fondamentale per l'alimentazione elettrica della base americana di Aviano. Fino a quando non si conoscerà il numero di uomini destinti alla nostra città, è difficile immaginare il loro impiego e quando ciò avverrà. Naturalmente il maggior numero di militari sarà destinato a realtà, come Milano, Roma o Napoli, dove la situazione è decisamente ben più grave di Venezia. (c.m.).

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Naufragio in mare, salvate sei persone - georgia schiavon (sezione: Intercettazioni)

( da "Nuova Venezia, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Caorle. Operazione della guardia costiera con le onde a forza 4 Naufragio in mare, salvate sei persone In due sono rimasti aggrappati al loro catamarano per oltre un'ora Una ragazzina data per dispersa è riuscita a raggiungere la riva a nuoto nonostante il forte vento GEORGIA SCHIAVON CAORLE. Naufragio in mare, la guardia costiera salva sei persone, due della quali rimaste aggrappate per quasi due ore al loro catamarano "scuffiato" a causa del forte vento e al mare a forza 4. Condizioni pessime che però non avevano impensierito i 18 occupanti i 9 catamarani partiti ieri alle 9 da Duna Verde per una regata amatoriale "dodici ore non stop", a circa un miglio e mezzo al largo della costa. I diportisti del circolo velico "I 40 ruggenti" si sono però presto trovati in preda al mare mosso e al forte vento. Tre imbarcazioni sono riuscite a guadagnare il porto, allertando la centrale operativa della guardia costiera, che ha fatto subito partire un mezzo della capitaneria di Caorle in soccorso agli altri sei catamarani in difficoltà. Tre di questi sono rientrati autonomamente, ma le onde hanno ghermito gli altri tre catamarani, che si sono rovesciati, gettando in acqua i sei occupanti, fortunatamente dotati tutti di mute e giubbotti di salvataggio. Delle sei persone finite in mare, tre sono state intercettate quasi subito dagli uomini della capitaneria e portate presso la darsena di Mariclea a Eraclea Mare e una quarta ragazza, data inizialmente per dispersa, è riuscita a raggiungere la riva a nuoto, nonostante la forte corrente e le onde. Si è temuto anche per gli altri due regatanti (Marco Menegazzi di Mestre e Stefano Naidi di Caorle),tra l'altro ospiti dei soci del club velico, trasportati dalla bora a tre miglia e mezzo al largo di Cortellazzo, di cui a tratti si perdevano le coordinate a causa delle onde che impedivano la visibilità. Alla loro ricerca sono partiti anche due mezzi provenienti dalla capitaneria di Grado e da quella di Venezia, che ha coordinato le operazioni di salvataggio, ed un elicottero della guardia di finanza decollato dall'aeroporto di Tessera, in contatto radio con i mezzi in mare. Dopo circa un'ora e mezza di ricerche, cui hanno assistito con apprensione molte persone da riva, i due sono stati raggiunti e ritrovati aggrappati allo scafo del catamarano scuffiato. Ad aspettarli agli ormeggi un'ambulanza del Suem, che li ha condotti d'urgenza al pronto soccorso di Caorle per accertamenti sul loro stato di salute, a causa della permanenza prolungata in acqua, del freddo e dello choc. Trovati in buone condizioni, una volta rifocillati sono stati dimessi e hanno potuto tornare a casa. Un'imprudenza, la scelta dei diciotto dilettanti, visto che le condizioni del mare avevano fatto desistere i partecipanti alla regata ufficiale prevista per ieri mattina, che è stata infatti annullata. Quando il mare supera forza quattro la navigazione in mare aperto diventa improponibile non solo per unità da diporto leggere come i catamarani, ma persino per i mezzi più leggeri della guardia costiera. (Hanno collaborato Giovanni Cagnassi e Giorgia Valente).

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Senza le intercettazionitroppe inchieste negate (sezione: Intercettazioni)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

FERRUCCIO SANSA Senza le intercettazioni, l'inchiesta sulla clinica degli orrori non ci sarebbe stata. Non sarebbero stati scoperti i medici che, secondo l'accusa, operavano ai polmoni solo per lucrare i rimborsi della Regione. Che, per qualche migliaio di euro, asportavano il seno di una diciottenne con un banale e curabile nodulo. Niente, o quasi, sarebbe emerso. Non è questione di opinioni. Non bisogna essere di destra o di sinistra. Qui, semplicemente, va messo a confronto il disegno di legge sulle intercettazioni con i fatti. Dice il ministro della Giustizia, Angelino Alfano: "Ma certo che i medici sarebbero stati intercettabili! Anzi, superintercettabili! Con l'indagine per omicidio, ci mancherebbe...". Purtroppo non è così. Come il ministro sa, o dovrebbe sapere, quando l'inchiesta fu avviata dai pm milanesi Grazia Pradella e Tiziana Siciliano le ipotesi di reato erano ben diverse: truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falso in atto pubblico. Soltanto in seguito, e grazie anche alle intercettazioni telefoniche, si è scoperto che nella clinica Santa Rita ci sarebbero scappati dei morti. Cinque, mica uno. I reati in base ai quali i pm hanno potuto chiedere le intercettazioni erano punibili al massimo con sei anni di reclusione. Se fosse stata in vigore la nuova disciplina prevista dal governo di centrodestra, le intercettazioni non sarebbero state possibili. E l'indagine sulla clinica degli orrori non sarebbe arrivata lontano. Gli omicidi, quasi certamente, non sarebbero stati mai scoperti. Ma, senza le intercettazioni, tutte o quasi le inchieste giudiziarie che hanno scosso recentemente l'opinione pubblica avrebbero avuto il fiato corto. Due, tra le tante: l'inchiesta sul porto di Genova e "Mensopoli". Basta parlare con un magistrato o un investigatore per farsi spiegare una circostanza assolutamente scontata per chi è esperto di indagini: spesso, molto spesso, la ricostruzione iniziale muta con il procedere dell'inchiesta. È l'avanzare degli accertamenti che consente di completare il quadro. Èâ??il caso tipico della corruzione. Raramente i magistrati cominciano indagando per questo reato che ha devastato la vita politica e sociale italiana negli ultimi decenni. Si parte, quasi sempre, da ipotesi diverse, come la truffa, la turbativa d'asta o magari l'abuso d'ufficio. Così nell'inchiesta sul porto. Quando i pm Walter Cotugno, Mario Morisani e Enrico Zucca hanno mosso i primi passi nelle acque stagnanti intorno al terminal Multipurpose, l'ipotesi del loro lavoro era il mancato pagamento dei canoni demaniali e, appunto, la turbativa d'asta. Da qui si è partiti. E proprio grazie alle intercettazioni si è arrivati a scoprire sospetti episodi di corruzione. Se l'inchiesta fosse cominciata con i nuovi limiti previsti per le intercettazioni, poco di quello che si è scoperto sarebbe venuto a galla. Gli antichi equilibri del porto di Genova sarebbero rimasti in buona parte intoccati. Il discorso non cambia parlando di "Mensopoli" che ha portato all'arresto di Stefano Francesca, portavoce del sindaco, e all'accusa di corruzione per gli assessori Paolo Striano e Massimiliano Morettini. Nonché all'arresto degli ex consiglieri comunali diessini Massimo Casagrande e Claudio Fedrazzoni, dell'imprenditore della bistecca Roberto Alessio e del manager della Sanità, Giuseppe Profiti, entrambi vicini al cardinale Tarcisio Bertone. Con la nuova legge, i loro colloqui - alla base del provvedimento d'arresto e della ricostruzione "dell'associazione a delinquere" - non sarebbero mai stati registrati. Se fossero stati già vigenti i nuovi limiti sulle intercettazioni, la giunta Vincenzi non sarebbe cambiata e la vita politica cittadina avrebbe dormito sonni tranquilli. Insieme ovviamente, con i furbetti del merendino che avrebbero continuato il loro lavoro. L'elenco, però, sarebbe lungo. Basti pensare al caso Antonveneta-Unipol. Con il nuovo disegno di legge, i reati contestati a Gianpiero Fiorani e Giovanni Consorte non avrebbero consentito le intercettazioni. E chissà come sarebbe oggi il panorama finanziario italiano senza quell'inchiesta. La nuova disciplina, infatti, prevede che si possano disporre intercettazioni soltanto per i reati non colposi puniti con pene superiori nel massimo a dieci anni (con l'aggiunta di corruzione, concussione, terrorismo, mafia e omicidi). Restano quindi fuori, tanto per dire, i reati societari, il falso in bilancio, la truffa ai danni dello Stato. Ma anche lo scippo, la rapina, lo sfruttamento della prostituzione. E qui emerge la contraddizione insanabile di un governo che impiega i soldati per l'ordine pubblico nelle città e poi toglie a magistratura e investigatori gli strumenti per indagare sui reati che tanto preoccupano i cittadini. Non è l'unico punto, però. C'è un secondo elemento, passato quasi inosservato, che rischia di essere altrettanto dannoso per le indagini: i colloqui intercettati nell'ambito di un procedimento non potranno essere utilizzati in un altro. In concreto: se ascoltando un malvivente nell'ambito di un'indagine per spaccio di droga si scoprisse che ha ucciso una persona, la prova non avrebbe alcun valore. E pensare che già adesso erano previsti dei limiti rigorosi. Non regnava, insomma, la legge della giungla, come qualcuno vorrebbe far credere: le intercettazioni raccolte nell'ambito di un altro procedimento possono essere utilizzate soltanto se emergono reati particolarmente gravi, quelli che prevedono l'arresto obbligatorio in flagranza. Già ora, quindi, non è possibile utilizzare le intercettazioni telefoniche quasi fossero "reti da pesca". Prima di votare la nuova disciplina delle intercettazioni questo va detto con la massima chiarezza: senza questi mezzi di indagine - invadenti, non c'è dubbio - l'inchiesta che sta facendo tremare la sanità privata lombarda, creata dal centrodestra, non sarebbe andata avanti. La clinica degli orrori e altre strutture che presto saranno coinvolte avrebbero continuato a operare. Ad asportare seni e polmoni sani. sansa@ilsecoloxix.it 15/06/2008 dalla prima pagina Mi invita quindi a "far capire alle persone "comuni" che sono tutte situate su un'unica barca e che se un uomo guadagna più di un altro è possibile che abbia però meno in cambio in altri campi". Mi spiega che molti "poveri" dipendenti inclini a protestare contro la ricchezza del vicino sono "semplicemente invidiosi". E conclude: "Perché conformarsi al sentimento comune di protesta cavalcato dalla politica più meschina? Se gli autonomi (lavoratori) non pagano le tasse è perché il sistema fiscale è fallace. Se lo faccia spiegare da un fiscalista (...). Almeno la domenica, scriva favole per adulti. Mi trasporti in un mondo incantato, mi suggestioni, mi arricchisca dipingendo realtà che sono lontane. Non si ostini a fare le veci dell'Agenzia delle entrate, non è questa la strada verso la quale il suo attento genitore l'ha indirizzata?". Gentile signor Lete, gentile collega, sono anch'io un lavoratore autonomo precario, imprenditore di me stesso, sottoposto alle leggi del mercato, fregato alla grande dai fondi pensionistici. A differenza di lei esercito a casa mia e posso godere di una postazione di lavoro che dà sulla collina; vedo i fiorellini, mi giunge il loro profumo, sento gli uccellini cantare e al mattino anche il gallo del vicino dare il segnale orario, anche se un po' in ritardo sull'alba. Tale postazione di lavoro è compresa in un appartamento di 70 metri quadrati (più terrazzo in uso esclusivo) in zona adiacente al centro città, accatastato come A3, classe IV, per cui pago, pagavo, 231 euro annuali di Ici. Per il resto verso tutte le tasse dovute innanzitutto perché non posso fare altrimenti, visto che i miei clienti denunciano le loro uscite e sono ben contenti di farlo; sarò invidioso, sentimento deprecabile, ma non riesco a solidarizzare con chi può non essere costretto ad essere ligio come me. È umano, non le pare? Come so che è umano il suo atteggiamento non propriamente solidaristico con i pubblici dipendenti. Sa una cosa? Potrei raccontarle storie edificanti su quella massa di "fannulloni"; ne conosco di veramente patetiche in particolare sugli insegnanti, roba stile "Cuore", ancora più patetiche della triste vicenda di Geppetto - a proposito, mio padre si chiama Dino, non Geppetto, e io non sono venuto bene come Pinocchio - che forse potrebbero addirittura indurla alla commozione, e persino valicare il suo risentimento verso di loro. Purtroppo, per mia disgrazia e sua costernazione, non conosco mondi incantati da raccontarle, non ne vedo più da un pezzo di incantevoli realtà da cui trarre confortevoli favole. Ciò che vedo nel mondo, ciò che tocco e sento, non è adatto a questa antica tradizione lenitiva. Per disgrazia di noi tutti non siamo nella stessa barca, magari fosse così; magari non esistessero più le classi sociali, le differenze atroci tra me - dico me e non lei, per portarle rispetto - e i sei operai che sono morti l'altro ieri in un lago di fango infetto. Forse potremmo metterci d'accordo io e lei, nello stesso modo in cui si mettono d'accordo Walter Veltroni e Gianni Letta - e spererei che il nostro accordo fosse un pochino più nobile del loro - ma non credo che possano farlo le vedove e i figli di quegli uomini, né loro stessi se fossero ancora in vita. E nemmeno i milioni di umani di questo Paese che vivono, e muoiono, non diversamente da quei sei. Solidarizziamo con loro post mortem, ma non credo che questo li renda felici di appartenere a un mondo dove io sento gli uccellini che salutano il calar del sole mentre sto, come in questo momento, lavorando; se mai potrebbero pensare che questo mio sia un lavoro e non un sollazzo. La "base" non è fatta di una massa informe di "gente", ma di individui e gruppi sociali, culturali ed economici in relazione con altri individui e gruppi con aspirazioni, bisogni, diritti spesso in legittimo conflitto tra loro, come è sempre stato e come sarà fino alla assai improbabile realizzazione in terra del regno dei cieli. Nella "base"è addirittura compreso un 20% di famiglie assai poco floride che non possono neppure pagare il mutuo e vivono in affitto; un affitto che non gode di alcuna protezione contro ogni genere di speculazione e vessazione. Non credo che loro si sentano sulla stessa mia barca; forse mi invidiano, non è umano? Forse mi odiano, ed è ancora più umano. Forse vorrebbero semplicemente avere una vita dignitosa senza invidiare e odiare nessuno, ma questo pare gli sia precluso; fatalità del destino che punisce gli incapaci, o un sistema sociale ed economico che ha bisogno di molti da mandare a morire nel fango per rendere piena di soddisfazioni la vita di pochi? Mi pare che lei abbia maturato una sua idea al riguardo diversa dalla mia; legittimo conflitto di idee. Vede, caro collega, nel mio articolo che può ancora consultare gratuitamente nel sito di questo giornale (www.ilsecoloxix.it), non ho speso una sola parola di critica né verso l'attuale governo né verso l'abolizione della tassa comunale, ma ho posto una domanda a me stesso e a quella parte della "base" che non ha immediati problemi di sopravvivenza: cosa ne faremo dei soldi che ci vengono dall'abolizione dell'odioso balzello e a cosa rinunciamo? Mi aveva colpito la pubblica dichiarazione del ministro Sandro Bondi circa il taglio dei fondi ai beni culturali. I lettori di questo giornale sembra che siano in maggioranza dell'idea che rinunciare ai beni culturali sia lieve danno, imparagonabile al danno che ci viene da una tassa, con sfumature che vanno da "chi se ne frega della cultura" a "prima il necessario e poi il superfluo". Questo perché si ritengono bisognosi di molto altro prima che di cultura, anche se, ripeto, ho scritto per me e per quanti non stanno patendo sotto il tallone di ferro dell'indigenza. Bene, è un fatto, è un clima, è, se posso dirlo, una cultura. Ne prendo atto, sapendo che un clima e una cultura non sono un destino, ma l'esito di una storia fatta dagli uomini, una storia che si muove e si muta. Maurizio Maggiani 15/06/2008.

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Europa (sezione: Intercettazioni)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Roma. Il no dell'Irlanda al Trattato di Lisbona agita le acque della maggioranza. In attesa del Consiglio europeo della prossima settimana, il premier Silvio Berlusconi non si sbilancia, costretto com'è a barcamenarsi tra l'esultanza della Lega e la volontà, prevalente dentro e fuori il Pdl, di tirare avanti, nonostante la doccia fredda di Dublino sul processo di integrazione europeo. E così, mentre Nicolas Sarkozy dice chiaro che "il no irlandese non deve diventare una crisi" per l'Europa a 27, il Cavaliere fa sapere solo di essere "preoccupato", senza pronunciarsi sulla linea che il governo si dovrà dare in sede europea ma anche quando si tratterà di affrontare la ratifica del Trattato di Lisbona ancora in attesa del via libera da parte dei Parlamenti di Italia, Spagna e Gran Bretagna. L'atteggiamento che ora sembra prevalere fra i "padri fondatori", Francia e Germania in testa, è di procedere comunque con la ratifica del Trattato sia pure aprendo una riflessione sulle politiche di Bruxelles. Lo dice Sarkozy, che a luglio assumerà la presidenza di turno dell'Ue: "Molti europei non comprendono come si sta costruendo l'Europa. Bisogna essere più efficaci sui temi che riguardano la vita quotidiana dei cittadini". Come immigrazione e costo del petrolio. A differenza di Sarkozy, il Cavaliere non può ignorare gli umori dell'alleato leghista che è determinante per la tenuta del governo e comincia a prendere le distanze. Sicurezza, intercettazioni, rifiuti e fisco costringono il Carroccio a fare buon viso a cattivo gioco. E ora il no degli irlandesi complica le cose. Non si tratta solo di una questione d'immagine o di una polemica portata avanti nel modo solitamente ruspante delle camicie verdi, che a Milano organizzano in strada un brindisi a base di birra irlandese per festeggiare l'esito del referendum. Non si tratta solo di questo. La Lega punta a imitare i cugini celtici di Dublino: vorrebbe fare un bel referendum anche in Italia per affossare il Trattato di Lisbona e mandare in pensione anticipata l'Europa a 27. "E' necessario che anche in Italia voti il popolo e non il Parlamento", è la tesi di Matteo Salvini, deputato del Carroccio. "Tutti quelli che dicono di tirare dritto, che si chiamino Napolitano, Prodi o Berlusconi, hanno uno strano concetto di democrazia. La Lega chiede che ci sia anche da noi un referendum. E pretende una consultazione popolare anche per l'ingresso della Turchia in Europa", avverte Salvini. Anche se non si arriverà a un referendum, Berlusconi rischia di trovarsi in una situazione imbarazzante quando dovrà dire la sua al prossimo vertice dei Capi di Stato e di governo, che il 19 e 20 giugno sono chiamati a indicare una via d'uscita di fronte al rischio di una nuova paralisi delle istituzioni europee. Se, com'è probabile, i Paesi più grandi non si faranno condizionare dal no di Dublino e punteranno in ogni caso alla ratifica parlamentare del Trattato da parte dei Paesi ancora in stand by come l'Italia prima delle elezioni europee del 2009, allora il dissenso della Lega diventerà un problema più che concreto per il Cavaliere, che rischia di ritrovarsi con una maggioranza spaccata in Parlamento su un tema non di poco conto. Nel Pdl, soprattutto An non intende avallare ripensamenti e anche dentro Fi prevale una linea europeista. "Bisogna ripartire subito, senza pause di riflessione, anche con il processo delle ratifiche già portato avanti da numerosi Paesi", spiega il ministro degli Esteri, Franco Frattini. "La ratifica immediata è la sola risposta che si può dare al no degli Irlandesi. Il Parlamento non può avere la benché minima esitazione", osserva il senatore Beppe Pisanu. Tra quindici giorni si aprirà in Senato il dibattito sul Trattato di Lisbona e, prima, Berlusconi dovrà chiarire davanti al Parlamento la sua posizione. "Il governo dica da che parte sta e se al suo interno ha una posizione comune", dice il leader del Pd Walter Veltroni. Ma una posizione comune non c'è se un fedelissimo del Cavaliere, Denis Verdini, afferma che "indietro non si torna" mentre il ministro Roberto Calderoli sentenzia: "Il Trattato è morto. Evitiamo l'accanimento terapeutico in Parlamento". È un bel rebus per il Cavaliere, che al vertice dei leader europei porterà con sé più dubbi che certezze.Michele Lombardilombardi@ilsecoloxix.it 15/06/2008.

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La democrazia è in pericolo (sezione: Intercettazioni)

( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cecina La democrazia è in pericolo La nuova legge sulle intercettazioni mette il bavaglio alla stampa E l'opposizione è debole e divisa Il governo Berlusconi ha posto nel Paese le basi per una dittatura dolce o quantomeno della democrazia sotto controllo: l'aver approvato il decreto sulle intercettazioni telefoniche significa aver legalizzato una serie di reati di cui alcuni nostri rappresentanti si sono macchiati in passato ed aver messo il bavaglio non solo alla magistratura, ma anche tacitato con la minaccia dell'arresto quel potere essenziale della stampa a cui spesso compete il controllo sull'azione politica delle istituzioni. (...) Ma non basta questo: dopo aver certificato la possibilità di un cambio delle regole di ingaggio dei nostri militari in missione all'estero nelle aree più calde (Libano/Afganistan) trasformando così nei fatti le missioni dei peaceskeping in autentiche missioni di guerra, il ministro della Difesa del governo Berlusconi ha previsto la militarizzazione delle nostre città, mediante l'impiego dell'esercito in funzioni di polizia e controllo del territorio. La magistratura minata, la stampa tacitata, la Costituzione tradita, l'esercito nelle strade; un quadro già visto nell'Argentina dei Generali, nella Grecia dei Colonnelli, nella Spagna franchista e nell'Italia delle camicie nere, con l'opposizione silente alla ricerca di se stessa. Occorre gridare tutto questo, denunciare con forza. L'opposizione smarrita, orfana di quelle tradizioni della sinistra democratica riformista e socialista e di quei valori cristiano sociali e ormai annacquata nella nuova formazione politica di Veltroni & C ha completamente smarrito il suo ruolo, anzi il governo ombra pare più aver voglia di dialogo che quello di proposta alternativa. Solo Di Pietro (a cui non ho mai risparmiato strali) ha il coraggio in questo momento di assumere su di sé il ruolo dell'opposizione democratica del Paese. Si intende riscrivere la storia, si intitolano le strade ai fucilatori fascisti che mai firmarono la Costituzione, pur partecipando alla vita del Parlamento repubblicano, si rilanciano i miti della supremazia della razza, ci si inchina alle volontà ecclesiastiche: a noi cittadini democratici, il dovere di correre in difesa dei valori della democrazia e della libertà. Graziano Luppichini Rosignano.

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Il gip lascia i due corda agli arresti - simonetta selloni (sezione: Intercettazioni)

( da "Nuova Sardegna, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Otto misure cautelari, solo Oggiano (Polstrada) ottiene la revoca Il Gip lascia i due Corda agli arresti False revisioni, l'ex sindaco e il figlio restano ai domiciliari SIMONETTA SELLONI NUORO. Non si alleggerisce la posizione di Martino Corda, l'ex sindaco di Nuoro, e del figlio Ninni, noto allenatore di calcio, agli arresti domiciliari da mercoledì scorso per un presunto giro di false revisioni di auto, che ha portato all'emissione di otto ordinanze d'arresto. Il Gip Francesco Mameli ha disposto per il solo Antonio Oggianu, comandante della Polstrada di Orosei, la revoca dell'arresto. Ieri mattina il Gip ha depositato l'ordinanza seguita agli interrogatori di garanzia per le otto persone finite agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Nuoro. Esito favorevole per Oggianu, difeso dagli avvocati Francesco e Mario Lai: il poliziotto, 45 anni, ha risposto al magistrato, lo stesso che aveva emesso i provvedimenti cautelari richiesti dal sostituto procuratore Lara Ghirardi. Le sue spiegazioni sono apparse convincenti, almeno sotto il profilo della buona fede, alla quale si è appellato il comandante della Stradale, che risponde di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso ideologico, abuso d'ufficio e peculato. Con lui i due Corda (titolari della First car test, officine con filiali a Nuoro e Dorgali) Francesco Cambone (42), di Dorgali, dipendente e socio di minoranza della First car test e responsabile tecnico della filiale di Dorgali, Anna Lisa Useli (35), di Dorgali, responsabile tecnico della filiale di Dorgali, Salvatore Carta (45), nuorese, dipendente della Motorizzazione civile, Vittorio Prete (55), nuorese, sovrintendente della Stradale in pensione, Vincenzo Scivoli (61), bittese, ex poliziotto della Stradale. Altre 42 persone sono indagate a vario titolo. Non ha invece convinto il Gip l'appassionata difesa fatta dall'ex sindaco Corda, che, secondo l'accusa, si troverebbe a capo dell'organizzazione che per due anni, tra il 2005 e il 2007, avrebbe dato il via libera con revisioni fittizie ad auto - di privati ma anche intestate ad enti pubblici - che, in officina, non sarebbero mai entrate. Corda aveva spiegato di aver dato vita alla filiale di Dorgali della società affidandone però l'intera gestione a Cambone. Martino Corda sarebbe quindi stato del tutto all'oscuro degli eventuali imbrogli, e sopratutto non ne avrebbe saputo alcunchè il figlio Ninni. Che, per la sua attività di allenatore di calcio, si trovava per gran parte del tempo fuori dall'isola. Ninni Corda si è invece avvalso della facoltà di non rispondere. Alla base dell'inchiesta c'è una monumentale quantità di intercettazioni e la verifica incrociata di migliaia di documenti. Molti dei proprietari delle auto falsamente revisionate non sapevano assolutamente nulla dei trucchi messi in atto per i falsi - e remunerativi - collaudi. Nè si sa cosa sarà di tutti quei mezzi che si trovano attualmente in circolazione con revisioni fasulle, e potenzialmente pericolosi perchè la loro idoneità alla circolazione non è mai stata testata. Le indagini erano partite nel 2006. Tra appostamenti, intercettazioni e controlli incrociati di documenti, ha avuto una breve interruzione. Un anno fa, infatti, una parte dell'indagine era emersa quando gli stessi carabinieri avevano arrestato alcune persone, tra le quali Cambone e Annalisa Useli.

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Domani appello per don dessì (sezione: Intercettazioni)

( da "Nuova Sardegna, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il missionario di Villamassargia condannato in primo grado a 12 anni di carcere Domani appello per don Dessì La difesa: "Contro di me una congiura per interesse" PROCESSO PER PEDOFILIA I fatti sarebbero avvenuti in comunità in Nicaragua CAGLIARI. La giustizia terrena l'ha punito il 23 maggio dell'anno scorso con dodici anni di carcere: violenza sessuale su sei ragazzi della comunità Betania, a Chinandega, un paesino del Nicaragua. La Chiesa l'ha sospeso dal sacerdozio e per lui le porte del Vaticano sembrano essersi chiuse per sempre. Ma don Marco Dessì, missionario sessantenne nato e cresciuto a Villamassargia, non ha abbandonato la speranza in un miracolo giudiziario, una sentenza d'appello che ristabilisca la sua verità: contro di me soltanto una congiura legata a interessi, alla volontà di portarmi via la comunità messa in piedi con trent'anni di lavoro. L'appuntamento-bis coi giudici è fissato per domani mattina a Bologna, il giudizio abbreviato davanti alla Corte d'Appello si apre alle 9 in punto. I suoi fedeli, che restano numerosi e increduli davanti a quanto la Procura di Parma ha accertato, lo aspetteranno davanti al palazzo di giustizia per fargli coraggio. Difficile che don Marco decida di parlare. Ancora più difficile che il suo difensore, l'avvocato Pierluigi Concas, insista perchè lo faccia. Troppo complesso l'intreccio di testimonianze, di incidenti probatori e di conversazioni telefoniche intercettate perchè ogni fatto possa trovare una spiegazione. Se è stata davvero una congiura, è stata organizzata bene. I giudici dell'appello però dovranno riesaminare ogni passaggio di questa storia popolata di orfani e adolescenti sventurati. Finiti, secondo il tribunale di Parma, sotto il controllo intimo del missionario. Un sacerdote a due facce, che raccoglieva fondi e organizzava l'assistenza ai ragazzi ma li usava come oggetti per dare sfogo alle sue inclinazioni sessuali forti. I racconti agli atti del procedimento sono raccappriccianti. Il quadro definito nel processo riporta a violenze sessuali piene, compiute almeno a partire dal 1999: quanto avvenuto prima è prescritto. Poi molestie sessuali ripetute negli anni, con i ragazzi costretti a subire ogni volontà del sacerdote che si autoproclama loro creatore e dominus assoluto. Poi il materiale pedopornografico: nel computer di don Marco sono state trovati 1440 file compromettenti ed è stato il pm di Parma Lucia Russo a confermare che il prete ha continuato a scaricare foto di bambini sino a due giorni prima dell'arresto, avvenuto il 4 dicembre di due anni fa. Infine le intercettazioni, dove l'accusa ha trovato le conferme di una personalità diversa da quella conosciuta e osannata a livello internazionale: don Dessì ha cercato di bloccare l'inchiesta del Vaticano e quella della magistratura ordinando di corrompere chi l'accusava. Nelle conversazioni registrate si parla di tentativi da compiere ai piani alti del potere nicaraguense per annacquare le prove, c'è una sequenza di conversazioni con l'alter ego di don Marco a Chinandega in cui emerge chiaramente un'organizzazione dedita al business più che all'assistenza degli orfani. Diametralmente opposta la lettura degli atti proposta dal difensore nei motivi d'appello. L'avvocato Concas sostiene che ogni elemento d'accusa contro don Marco ha un'origine precisa: si chiama Marlon Rivas ed è uno dei ragazzi, ora adulto, ad aver subìto le attenzioni proibite del missionario. Lui parla, lui denuncia e gli altri seguono a ruota. Marlon incontra gli altri ragazzi, comunica il proprio disagio, racconta quanto gli è accaduto. Secondo il difensore "tutto ciò fa ritenere che vi sia stato un reciproco influenzamento, prodotto dalla copresenza e interazione fra le presunte vittime nelle situazioni di rivelazione dell'abuso, che prende avvio nel 2005". Il difensore propone dunque la tesi della reazione a catena, le vittime parlano "solo se sollecitate e intervengono comunque dopo una serie di contatti tra i rivelanti ovvero dopo che era noto il contenuto di altrui dichiarazioni". Comunque sia - per l'avvocato Concas - l'accusa va ridimensionata: "Grazie a Dio ci sono stati soltanto dei toccamenti" riferisce il testimone Oscar Ignacio Santos Romero. Così come per i film pedopornografici: solo ricordi sfumati, nessuno che riferisca di averli visti davvero con don Marco. Ma c'è dell'altro, per la difesa: "I racconti degli ipotizzati abusi provengono tutti da soggetti ormai adulti" mentre la consulenza su cui si basa l'accusa è fondata su "strumenti nati per la valutazione di testimonianze rese da soggetti di età minore". Di più: "La letteratura scientifica nazionale e internazionale riconosce l'impossibilità di individuare indicatori specifici di abuso sessuale". E nel processo si parla di fatti accaduti anni prima, in un'arco temporale indefinito che abbraccia almeno tre decenni. Per il difensore nessun tentativo da parte di don Marco di influenzare i testimoni o di condizionarli con le minacce: "Quando parla al telefono - ha scritto l'avvocato Concas nel ricorso - don Dessì si preoccupa soltanto di salvare la comunità di Chinandega". Il testo di una telefonata con l'ambasciatore Coen: "Quanto è accaduto mi addolora per l'amore che ho per il Nicaragua, però non è tanto questo, è che mi immagino che i progetti di Chinandega verranno colpiti e ci metteranno molto tempo per recuperare credibilità, recuperare con i benefattori se se ne va la stima che hanno avuto sino ad ora. Allora più che altro vorrei che lei facesse qualcosa per Betania, per la fondazione Chinandega 2001, per il bene che ha fatto in tanti anni". (m.l).

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Chiuso il supermercato della droga (sezione: Intercettazioni)

( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Empoli Chiuso il supermercato della droga Tre arresti dei carabinieri: in manette anche zio e nipote Una casa era diventata il riferimento per chi voleva acquistare hashish e cocaina LARCIANO. L'hanno battezzata operazione "This is the end". La canzone di Jim Morrison, resa celebre anche dal film "Apocalypse now", presta il titolo a un'indagine iniziata nell'agosto scorso con un arresto che ha aperto un filone concluso con tre ordinanze di custodia cautelare in carcere per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Ma il "The end" che i carabinieri hanno voluto attribuire all'inchiesta è quello dello smercio di droga, cocaina e hashish, tra i più radicati e diffusi in Valdinievole negli ultimi anni. L'epicentro del giro era un'abitazione in via Francesca trasformata in un supermercato dello spaccio. Per i clienti fidati era sufficiente prenotare al telefono, con messaggi in codice, dosi e sostanza e all'appuntamento trovavano quello che avevano chiesto. L'operazione è stata illustrata dal comandante del nucleo operativo, tenente Gianfranco Cannarile e dai responsabili delle stazioni di Larciano, maresciallo Riccardo Romeo e di Monsummano, luogotenente Giuseppe Mignano. Gli arrestati. In carcere sono finiti Filippo Mazzara, 48 anni, il nipote, Giuseppe, 26 anni, entrambi di Larciano e Rosario Leone, 37 anni, domiciliato a Monsummano, operaio edile. Il gip Roberto Tredici ha firmato gli arresti chiesti dal sostituto procuratore Giuseppe Grieco. Tutto nasce dall'agosto 2007 quando i militari arrestano Luciano Mazzara, 50 anni, fratello di Filippo e padre di Giuseppe. Nel frattempo Luciano ha patteggiato per spaccio e sconta la pena nel carcere di S. Gimignano. è da quel fermo che gli investigatori maturano la convinzione di poter mettere le mani su un giro molto più vasto. E così iniziano a tenere d'occhio il resto dei Mazzara, originari di Nicosia (Enna). Leone, considerato un collaboratore dei siciliani, è stato arrestato nell'abitazione di via Francesca anche per il possesso di una banconota di 50 euro falsa. La perquisizione domiciliare eseguita a Monsummano ha portato al rinvenimento di un panetto di hashish di 100 grammi. Nella casa di via Francesca sono stati sequestrati 7mila euro ritenuto frutto di spaccio. Vizio di famiglia. Quello dello spaccio è un affare di famiglia per i Mazzara. Già nell'ottobre 2005 Luciano, Filippo e Giuseppe vennero arrestati per un giro di cocaina ed ecstasy e Filippo in primo grado, per un altro episodio sempre legato alla droga, era già stato condannato a 8 anni. Sulla carta i Mazzara hanno un'attività nel settore edile. Di fatto, secondo gli investigatori, la loro principale occupazione era quella di approvvigionarsi di sostanze stupefacenti per venderle ai consumatori. Le indagini. I Mazzara avevano allestito una sorta di supermarket della droga nella loro casa in via Francesca. "Non sono state indagini semplici - ha spiegato il tenente Cannarile -. Sono stati fatti appostamenti, anche di notte in mezzo ai campi, intercettazioni, riprese video. Abbiamo sentito gli acquirenti. Gli arrestati erano molto scaltri, considerati gli anni di attività alle spalle. Non tenevano mai in casa quantità eccessive di droga per non incorrere in reati più gravi. Al massimo potevano avere addosso quantità tali da giustificare un uso personale. Diversi nascondigli sono stati identificati. Altri li stiamo cercando". L'inchiesta prosegue per risalire ai fornitori dei Mazzara. Giro e prezzi. è stato stimato un giro settimanale di almeno un centinaio di consumatori e uno spaccio mensile di almeno mezzo chilo di sola cocaina che veniva venduta a 90 euro al grammo, mentre per la stessa quantità di hashish servivano 10 euro. Le persone che bussavano al "supermarket" erano le più insospettabili. Dal diciottenne che voleva provare lo sballo della cocaina al cinquantenne desideroso di trascorrere una serata su di giri anche a base di sesso con l'aiuto della polvere bianca. Le persone interrogate, che rischiano una segnalazione al prefetto come consumatori abituali di sostanze stupefacenti, arrivavano oltre alla Valdinievole dalla Lucchesia, da Firenze e dalla provincia pisana. Il supermarket. Come per le aziende di successo il passaparola era fondamentale per alimentare la clientela. "Non tutti quelli che arrivavano dai Mazzara poi acquistavano la droga - è stato precisato dai militari -. Erano anche diffidenti e non la vendevano a chiunque". Orari elastici, quasi mai mattutini per il "supermarket". Dal pomeriggio a notte fonda uno dei Mazzara se ne stava in casa in attesa dei clienti. Ricevuta l'ordinazione si preoccupava di procurarsi la dose richiesta. Incassava e restava in attesa del consumatore successivo. Una routine commerciale interrotta dai carabinieri che li ha costretti ad abbassare la saracinesca. Pietro Barghigiani.

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Un'Italia ferita dalla malasanità (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Se l'orrore è in corsia Un'Italia ferita dalla malasanità Lo scandalo della "clinica degli orrori" è cambiato da com'era all'inizio. All'inizio pareva trattarsi di una banda di medici indegni, che passavan sopra alla sofferenza e alla vita dei pazienti, per guadagnare di più. Hanno applicato alla medicina il lugubre motto "mors tua, vita mea", l'esatto contrario di quel che esige la loro professione. Ma pensavamo che quello era un manipolo di disonesti, 10-20 persone, che si trovavano tutti contro: reparto, ospedale, Usl, Regione, tutti allertati e pronti a intervenire. Purtroppo non è così. La clinica dove sta scoppiando questo scandalo, non è nuova alle denunce e aveva già subìto la sospensione dell'attività per alcuni mesi. Quella clinica chiede i rimborsi alla Sanità Regionale, come tutte le cliniche convenzionate: ma le altre cliniche devono aspettare i rimborsi per lungo tempo, questa qui li riceveva fulmineamente (notizia di ieri), e dunque gode di un rapporto privilegiato con la Regione. Adesso hanno fatto capolino sulla stampa le bustarelle, che sarebbero corse tra la clinica ed esponenti politici: la notizia non ha trovato conferma finora, e tutti speriamo che non la trovi mai, perché se risultasse una complicità del genere vorrebbe dire che il sistema che deve proteggerci è passato, per interesse, con coloro che ci fanno del male. Adesso si scopre che la clinica aveva un tasso di decessi di gran lunga superiore alle cliniche consorelle, che svolgono gli stessi interventi. Nel 2006 in questa clinica sono stati registrati 336 decessi, che è un numero mostruoso: di fatto, un morto al giorno. Si aggiunga che la clinica registrava invece un numero di giornate di degenza per paziente inferiore alla media. Tutto questo rafforza il sospetto (che in molti casi, secondo gli inquirenti, è certezza), che i degenti venissero trattati in fretta, con interventi chirurgici massicci e devastanti, anche quando era prevedibile che l'organismo non avrebbe retto. Importante, come prova, l'intercettazione del dialogo tra due chirurghi, su un paziente anziano: "È entrato in coma", "Quanti anni ha?", "Ottanta e passa", "Beh, secondo te, tutti devono vivere 120 anni?". Il potere del chirurgo è sentito come diritto di decidere la vita e la morte. L'ex chirurgo, che fu il superiore e il maestro del principale accusato qui al "Santa Rita", ora racconta: "Gli avevo sempre insegnato che la regola a cui deve obbedire è: primum non nuocere", anzitutto non devi peggiorare la condizione del malato. I pazienti anziani, da operare, son accolti con riluttanza nelle cliniche, per i rischi che presentano. Qui venivano cercati (loro dicono: "pescati"), perché incarnano le condizioni ideali per far soldi, tanti e subito: breve ricovero, alto guadagno, exitus. L'exitus (morte) sgombera il letto e permette subito un nuovo ricovero. Ultima novità, la "Santa Rita" non è sola. L'anno scorso furon perquisite quattro cliniche private nel Milanese: l'Ortopedico Galeazzi, la San Siro, il Sant'Ambrogio e il Policlinico di San Donato, tutti legati a un'unica proprietà. Una settimana fa è stata perquisita una casa di cura del "San Raffaele", per aver truffato alla regione 2,6 milioni di euro: arrestati un primario e un direttore sanitario. Lo scandalo del "Santa Rita" oscura tutti gli altri. Ma non li cancella. Un grande chirurgo dice che il rimedio sta nel formare l'etica dei medici, i quali non devono fare il male perché una forza interiore glielo impedisce. Bello, ma non basta. Noi non dobbiamo essere garantiti dalla moralità del medico, che non ci fa del male perché è buono. Noi dobbiamo essere garantiti dalla legge: il medico non ci fa del male perché non può, lo Stato e la Regione vigilano, puniscono e stroncano. Qui non c'è stata vigilanza. Ecco perché non ci sentiamo sicuri.

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Giri di droga in centro, altri tre tornano liberi (sezione: Intercettazioni)

( da "Arena, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

OPERAZIONE CRIPTON. La decisione del tribunale del riesame Giri di droga in centro, altri tre tornano liberi Operazione Cripton, in cinque riacquistano la libertà. Dopo Rodolfi e Tomelleri, due sere fa hanno lasciato gli arresti domiciliari anche Cristian Bertucco, 33 anni, Giampaolo Brognara, 38, mentre Andrea Boglioni, 27 anni, ha lasciato la sua cella nel carcere di Montorio. Gli indagati, difesi tra gli altri dagli avvocati Tirapelle, Del Medico, Frau, Casali e Vicentini, erano stati arrestati il 31 maggio scorso dai carabinieri con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti . Il tribunale del riesame di Venezia ha annullato due giorni fa l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Sandro Sperandio, su richiesta del pm Valeria Ardito. È andata male, invece, a Francesco Sartor, alias Cesco, difeso dall'avvocato Maurizio Milan, per il quale il tribunale della libertà ha confermato, invece, l'ordinanza di custodia in carcere. La prossima settimana, verrà discussa sempre in laguna la posizione di Davide Benali e del tunisino Fakri Kimiri mentre Daniele Cecè Cestaro ha rinunciato al ricorso davanti al tribunale del riesame. Che si è riservato di presentare nei prossimi giorni le motivazioni sulla revoca della custodia cautelare a carico dei 5 indagati. L'inchiesta sul giro di droga in centro, chiamata operazione Cripton, svoltasi dall'ottobre al dicembre dello scorso anno, vede ora alleggerire le posizioni di quelli che l'accusa considerava i "corrieri" della droga, fornita principalmente dal Cestaro, Sartor e dal tunisino Fakri Kimiri. In realtà, è stato scarcerato anche Boglioni che, invece, figurava come uno dei fornitori della cocaina per gli altri indagati finiti sotto indagine anche se solo per un episodio. L'inchiesta dei carabinieri di Caprino e Verona si fondava su un vorticoso giro di intercettazioni telefoniche soprattutto tra Sartor e Cestaro e gli altri indagati. In base a questi colloqui, gli inquirenti hanno ricostruito i vari passaggi di cocaina avvenuti tra i dieci finiti sotto inchiesta. Ora si attendono le decisioni del pm Valeria Ardito che, entro sei mesi, dovrà decidere se chiedere o meno il processo a carico dei 10 indagati. GP.CH.

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Prevenzione, torna l'autovelox dei vigili in città (sezione: Intercettazioni)

( da "Arena, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

SICUREZZA. Nel mirino anche corso Venezia Prevenzione, torna l'autovelox dei vigili in città Proseguono i controlli sulla velocità della polizia municipale. Da domani e per tutta la settimana le pattuglie specifiche equipaggiate con autovelox o telelaser saranno in corso Venezia, via Valpantena, via Legnago, stradone Santa Lucia, lungadige Attiraglio, viale del Brennero. Durante i recenti controlli in via Montorio è stato intercettato col telelaser un conducente che procedeva ai 102 chilometri orari: all'uomo è stata subito ritirata la patente di guida che sarà ora trasmessa alla Prefettura per il provvedimento di sospensione prevista da uno a tre mesi; 10 i punti che saranno detratti dalla patente con sanzione che può variare da 370 a 1.458 euro. In via Unità d'Italia è stato invece fermato un conducente che procedeva a 91 chilometri orari facendo uso del telefonino durante la guida: dieci in totale i punti detratti dalla patente. Informazioni sui controlli sono disponibili sul sito internet del Comune di Verona all'indirizzo www.comune.verona.it/poliziamunicipale. È possibile anche interrogare il servizio Verona Sms, inviando una messaggio di richiesta in linguaggio naturale al numero 3346340404. L'ufficio mobile di prossimità della polizia municipale prosegue il sevizio nei quartieri e nei mercati rionali. Domani mattina gli agenti saranno in corso Castelvecchio dalle 7.30 alle 10.00 e dalle 10.30 in piazza delle Erbe fino alle 13.00; nel pomeriggio dalle 13.30 saranno a Poiano, per spostarsi poi a Quinto all'altezza della sede della circoscrizione dalle 16.30 fino alle 19. Martedì mattina sarà il turno del mercato di Borgo Venezia in via Plinio; dalle 13.30 gli agenti saranno a Parona in piazza del Porto e alle 16.30 ad Avesa in piazza Plebiscito. Mercoledì saranno al mercato di via Sarpi a Porto San Pancrazio e poi dalle 10.30 in piazza Cavalleri; nel pomeriggio in piazzale XXV Aprile fino alle 16 e poi via Urbano III a San Massimo. Giovedì saranno ancora mercato in via Don Domenico Mercante fino alle 10 e a seguire in via Prina; dalle 13.30 via Giuliari all'altezza del Cristo Lavoratore e alle 16.30 piazza Zara. Venerdì saranno al mercato in piazza San Zeno e dalle 10.30 in piazza XVI Ottobre; al pomeriggio piazza Donatori di Sangue e dalle 16.30 piazza Arsenale. Sabato l'ufficio mobile al mattino sarà al mercato dello stadio e nel pomeriggio in via dei Mutilati.

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Tir sulla A31, domani scatta il test (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

STRADA PASUBIO. Mezzi pesanti gratis in autostrada fra i caselli di Vicenza Ovest e Thiene per tre mesi. Paga la Regione Veneto, che ha stanziato 500 mila euro Tir sulla A31, domani scatta il test di Gian Marco Mancassola Scatta domani il dirottamento dei tir dall'Albera alla Valdastico. Dopo molti annunci e un paio di rinvii, la sperimentazione finanziata dalla Regione con mezzo milione di euro può entrare nel vivo. Sarà un esperimento soft: più che di dirottamento obbligatorio, imposto con una ordinanza del sindaco, si tratta di una deviazione consigliata e assistita da un circuito di cartelli stradali che da oggi faranno la loro comparsa in autostrada e sulla viabilità ordinaria. L'obiettivo è cercare di alleviare il carico di mezzi pesanti quotidianamente in transito fra il casello di Vicenza ovest e l'Alto Vicentino. IL TEST. Voluto dal comitato dell'Albera e patrocinato dal sindaco Achille Variati, che da consigliere regionale fu promotore dell'emendamento per stanziare i fondi, il test è finalizzato alla riduzione dell'inquinamento atmosferico e acustico, oltre che all'aumento della sicurezza stradale. Da domani e per circa tre mesi i mezzi pesanti potranno quindi utilizzare gratuitamente il tratto autostradale dal casello di Vicenza Ovest al casello di Thiene lungo le autostrade A4 e A31, compresi gli ingressi e le uscite dai caselli intermedi di Dueville, Vicenza Nord e Vicenza Est. Precisamente, potranno utilizzare il pedaggio gratuito i mezzi pesanti con 4 o più assi dotati di telepass. La sperimentazione durerà almeno tre mesi e proseguirà fino ad esaurimento del fondo. I transiti saranno monitorati costantemente dalla società autostradale per quanto riguarda i transiti sui caselli e sulle tratte autostradali interessate. È previsto inoltre un confronto dei flussi di traffico pesante sulla Sp46 in corrispondenza del confine comunale di Vicenza prima e durante, per verificarne in step successivi l'efficacia. LE DEVIAZIONI. Il sistema delle deviazioni e degli itinerari consigliati e riassunto dalla mappa riprodotta in questa pagina. L'obiettivo è intercettare il traffico pesante a monte o a valle della zona più calda, quella compresa fra viale del Sole e l'area di Dueville, dove gravita anche la Sp349. I costi relativi ai mancati introiti da parte della Società Autostrada Brescia-Padova, concessionaria del tratto interessato, sono sostenuti dalla Regione Veneto, che ha stanziato 500 mila euro per l'iniziativa, realizzata d'intesa con il Comune di Vicenza e la Provincia, e con la disponibilità delle categorie degli autotrasportatori e dei comuni di Thiene e Dueville. La soluzione a tutti i guai resta la costruzione della nuova strada da Ponte Alto a Isola Vicentina. La Provincia attende che il Comune confezioni una apposita variante al piano regolatore per recepire il nuovo tracciato. L'assessore ai Lavori pubblici Ennio Tosetto assicura che l'iter è stato messo in moto. Soluzioni a breve termine potrebbero essere la stesura di un nuovo manto stradale in strada Pasubio con asfalto fonoassorbente e un nuovo assetto viabilistico degli incroci di Maddalene: non è escluso che all'uopo tornino di moda le rotatorie.

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Intercettazioni, ridotte dell'80% le inchieste (sezione: Intercettazioni)

( da "Arena, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

POLITICA E GIUSTIZIA. Il procuratore Papalia contesta il governo: "Avremo le mani legate" "Intercettazioni, ridotte dell'80% le inchieste" di Giampaolo Chavan La premessa: "Non ho ancora letto il disegno di legge del governo, pur avendolo cercato ovunque e, quindi, parlo solo sulla base della lettura degli articoli di giornale". Il commento: "Con questo progetto normativo, i pubblici ministero avranno le mani legate". Le conseguenze: "Se oggi facciamo 100 inchieste con le intercettazioni telefoniche, da domani potremo farne solo 20". Bastano poche parole al procuratore Guido Papalia per inquadrare la situazione venutasi a creare dopo che sono state rese note le linee guida del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. Tra i punti-cardine del nuovo provvedimento legislativo, c'è anche la norma che punisce i giornalisti ai quali verranno inflitti fino a 3 anni di carcere con 100mila euro di multa se pubblicheranno le intercettazioni telefoniche, coperte da segreto istruttorio. Si potranno ascoltare le telefonate degli indagati, poi, in tutte le indagini che riguarderanno solo i reati con pene superiori ai 10 anni. "Se le informazioni date dalla stampa sono esatte", spiega il procuratore Guido Papalia, "non avremo mai potuto concludere, per esempio, l'operazione Gagio, l'inchiesta anti pedofilia partita dal campo rom di Boscomantico tre anni fa". Più di tre quarti delle inchieste, condotte dalla procura, diventerebbero dei veri e propri percorsi ad ostacoli: "Avremo moltissime difficoltà a reperire delle prove decisive senza avere la possibilità di ricorrere alle intercettazioni telefoniche" afferma ancora Guido Papalia. Molto spesso, infatti, non bastano "pedinamenti o appostamenti o altre tecniche investigative per scorpire i responsabili dei reati. Servono anche le intercettazioni con le quali si acquisiscono quasi sempre prove molto importanti". Il procuratore poi nota una certa incoerenza negli obiettivi, più volte richiamati dal governo: "I cittadini chiedono sempre più sicurezza agli organi investigativi ma poi il governo ci toglie gli strumenti per svolgere le inchieste". Ciò non toglie, però, che agli atti relativi ai colloqui telefonici tra indagati, dev'essere posto il limite "degli aspetti personali. In pratica, dev'essere sempre rispettata la privacy e sono sufficienti alcuni accorgimenti legislativi per non diffondere le intercettazioni non attinenti con l'inchiesta". Come già riportato su queste colonne, la procura di Verona ha ridotto anche la spesa di un quinto nel giro di tre anni. In base alle statistiche del Ministero della giustizia, si è passati dai 2900000 euro del 2003 per 559 intercettazioni ai soli 670992 euro nel 2006 per 676 telefonate di indagati ascoltate dagli investigatori.

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Lotta al crimine a giorni alterni - luigi vicinanza (sezione: Intercettazioni)

( da "Centro, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Prima Pagina LOTTA AL CRIMINE A GIORNI ALTERNI LUIGI VICINANZA Arrivano i nostri. C'è poco da stare allegri. Contro la criminalità urbana 2.500 soldati affiancheranno per sei mesi le forze di polizia con il compito di pattugliare di notte le città a rischio. L'Abruzzo, a quanto se ne sa, è fuori dal provvedimento. Meglio così. Non siamo considerati terra da riconquistare alla legalità. I militari verranno schierati nelle metropoli dal Nord al Sud. Arresteranno spacciatori e prostitute, scippatori e clandestini? Dubito. Personalmente ritengo che qualsiasi azione di governo volta ad aumentare la sicurezza dei singoli cittadini e delle nostre comunità sia da giudicare con favore, purché nel rispetto delle regole costituzionali. Può rivelarsi utile persino la decisione di dotare i vigili urbani di manganelli e di spray urticante (quello che in qualche telefilm vediamo usare dalle donne per difendersi dalle aggressioni), come ha annunciato il sindaco di Montesilvano. La difesa della legalità e della tutela delle persone non ha colore, né di destra né di sinistra. E' una condizione della democrazia, necessaria per garantire tutti. Più aumentano le paure collettive, giuste o infondate che siano, più la nazione regredisce. Salutiamoli pure con simpatia quando sfileranno per le strade questi nostri soldati, reduci dell'Afghanistan o dei Balcani. C'è poco da temere: l'Italia non finirà militarizzata, come teme una parte dell'opposizione. Semplicemente, la decisione del responsabile della Difesa, Ignazio La Russa, il ministro che fa concorrenza a Fiorello, rischia di rivelarsi inutile. E alla lunga controproducente. Infatti l'Esercito in Italia è già stato mobilitato, sin dal 1992, a più riprese, sia a Palermo che a Napoli di fronte alle ricorrenti insorgenze mafiose e camorristiche. Né mafia né camorra risultano debellate. In quelle regioni l'invio dei militari, decretato di volta in volta da governi di segno diverso, servì per placare l'opinione pubblica scossa da stragi e attentati; praticamente non portò alcun risultato sul fronte della lotta al crimine organizzato; giusto un alleggerimento per polizia e carabinieri nei compiti di sorveglianza di tribunali e uffici pubblici. Così Gomorra è diventata una metafora non solo della violenza ma innanzitutto della sofisticazione e della capacità di penetrazione nel mondo degli affari della mafia imprenditrice. Non sarà certo un pattuglione di parà a Milano o a Palermo a stroncare un traffico internazionale di droga. Incombe insomma il rischio-propaganda. Qualche anno fa il Viminale si inventò i lampeggianti blu sempre accesi delle auto di polizia e carabinieri, così la gente vede che lo Stato c'è, è presente. Propaganda, appunto. Si tagliano i fondi per le forze di polizia; si riducono le occasioni per utilizzare le intercettazioni telefoniche; si derubricano i reati finanziari. La legalità e la sicurezza in Italia marciano a giorni alterni. Senza squilli di fanfara.

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Intercettazioni, la protesta dei magistrati (sezione: Intercettazioni)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Dopo il Ddl varato dal governo, l'opposizione ribadisce il suo no: frena le indagini. Critici anche i giornalisti, pronti a proclamare lo sciopero Intercettazioni, la protesta dei magistrati Berlusconi difende il provvedimento: "Serve a tutelare la privacy del cittadino" ROMA. Continua ad alimentare polemiche e proteste il disegno di legge sulle intercettazioni varato dal governo. Protestano le opposizioni, ma anche magistrati e giornalisti contro una legge che, avvertono, se approvata così come l'ha proposta il governo, metterebbe un freno alle indagini dei magistrati e nasconderebbe notizie e informazioni ai cittadini.Silvio Berlusconi ribadisce però che sono due livelli da tutelare, "la privacy e la difesa dei cittadini. Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente". Il presidente del Consiglio si ferma a parlare con i giornalisti e una piccola folla di persone a margine del matrimonio a cui ha partecipato ieri pomeriggio nel piacentino. "Ma così i furbetti del quartierino - gli replica un cittadino - non sarebbero mai stati scoperti". "Secondo me non è vero - ribatte il premier - non è così. C'è bisogno di giustizia - ripete - ma bisogna trovare l'equilibrio fra i due interessi". "E' in pericolo l'informazione, l'indipendenza della magistratura, c'è il rischio di non sapere più niente", accusa invece esplicitamente il procuratore di Torino Gian Carlo Caselli. Mentre per Di Pietro quella sulle intercettazioni "è un'altra legge a favore della casta che Berlusconi sta facendo". Il leader dell'Italia dei valori promette "un'opposizione dura", e non esclude il ricorso referendum contro la legge. A scendere sul piede di guerra sono anche le organizzazioni internazionali dei giornalisti. Dopo Reporter sans frontier, ieri è stata l'Isf, l'associazione per la libertà di stampa nel mondo, a lanciare un vero e proprio allarme contro il provvedimento del governo italiano. La proposta, accusa l'Isf, "rappresenta un grave atto di limitazione alla libertà di stampa in Italia e un pericoloso precedente di censura ai danni dei giornalisti. Per questo - aggiunge l'associazione - lanciamo un alert internazionale alle associazioni per la libertà di stampa e ai vertici dell'Unione europea". Un allarme di natura completamente diversa l'ha sollevato il vice presidente del Csm Nicola Mancino. Se ad autorizzare le intercettazioni dovrà essere un organo collegiale di tre giudici, invece del solo gip - sottolinea - nasce "un problema di organici cui il ministro della Giustizia non può non rispondere con l'urgenza che i nuovi provvedimenti legislativi richiedono". Il pm di Asti, Luciano Tarditi, avverte invece che se il ddl del governo non sarà modificato si rischia di lasciare impuniti molti reati ambientali, a cominciare dal traffico dei rifiuti tossici, che devono essere scoperti mentre sono consumati, non dopo. La Federazione della stampa, il sindacato dei giornalisti italiani, potrebbe decidere in questa settimana anche uno sciopero contro il ddl. La proposta presentata dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, "per quanto riguarda il diritto di cronaca è letteralmente irricevibile", accusa Beppe Giulietti. "Non è solo e soltanto un tentativo di mettere un bavaglio ai cronisti e agli editori, ma è anche e soprattutto il tentativo di mettere una benda sugli occhi e sulle orecchie dei cittadini italiani". (a.p.).

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Telefoni spiati pensando al G8 (sezione: Intercettazioni)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cronaca Regionale Pagina 105 Lavoro preventivo di controllo Telefoni spiati pensando al G8 Lavoro preventivo di controllo --> L'ultima rilevazione è di maggio: la Procura di Cagliari (che coincide con la Direzione distrettuale antimafia competente sull'intera Sardegna) ha 500 bersagli sotto intercettazione. Questo non significa che 500 persone siano sotto controllo perché ogni indagato ha più di un telefono. Nel totale sono però comprese le intercettazioni preventive (che il disegno di legge non tocca) già attivate in vista del G8 del prossimo anno alla Maddalena. Le procure antimafia in materia di terrorismo possono infatti intercettare i sospettati per bloccarli prima che commettano un reato. Il 70 per cento delle intercettazioni "cagliaritane" sono legate a indagini per traffico di droga, il resto sono rapine e omicidi, la pubblica amministrazione non supera l'un per cento. I costi sono elevati: nel 2007 Cagliari ha speso poco meno di cinque milioni e mezzo di euro, 3 milioni e 800.000 dei quali (questo è il dato impressionante) sono andati per il noleggio delle apparecchiature che da anni non sono nella disponibilità della polizia giudiziaria. Rispetto all'anno precedente c'è stato comunque un risparmio di quasi quattro milioni di euro, ma i costi del noleggio restano altissimi, anche se, a ben guardare, nel primo trimestre del 2008 sono stati sensibilmente ridotti. Quest'anno un'intercettazione costa alla Procura di Cagliari 11,50 euro al giorno (8,50 per il noleggiatore, 3 per il gestore) contro i 18 euro degli anni precedenti. Il ministero lascia l'iniziativa alle procure che devono attivare una trattativa con i gestori e i noleggiatori, dunque i costi cambiano a seconda delle regioni. E talvolta gli uffici sono spiazzati dalle richieste: durante il sequestro Pinna la Dda ha chiesto il traffico telefonico della cella di un piccolo Comune nelle ore precedenti e successive al prelievo. Ebbene: per un clic sul computer, la Vodaphone ha emesso una fattura di 40.000 euro. Il Procuratore ha segnalato il caso e il ministero ha detto di non pagare. M. F. CH.

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L'intercettazione salva due innocenti (sezione: Intercettazioni)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cronaca Regionale Pagina 105 L'intercettazione salva due innocenti Storia di un delitto e i dubbi sul disegno di legge del Governo --> Storia di un delitto e i dubbi sul disegno di legge del Governo Sono numerose e ben argomentate le perplessità e i dubbi legati al varo del disegno di legge governativo sulle intercettazioni. Al di là del problema-costi, la questione abbraccia temi molto delicati. In zona Cesarini il colpo di scena: una vecchia intercettazione attivata dalla Procura distrettuale di Cagliari in un procedimento per terrorismo conteneva la prova che gli assassini non erano i due sotto processo a Nuoro. Chi parlava al telefono sapeva chi aveva ucciso e pure il movente. Il verbale è stato trasmesso alla Corte d'assise, l'intercettato ha testimoniato in aula e il processo è finito con una doppia assoluzione: Antonio Flore non è stato ucciso da Luigi Demurtas e Salvatore Depalmas, e neanche a Posada. Succedeva due mesi fa. Se fossero state in vigore le norme previste dal disegno di legge appena varato dal governo chissà come sarebbe finita. Sì perché d'ora in avanti non si potranno più usare le stesse intercettazioni in inchieste su reati diversi. Il disegno di legge fa riferimento all'accusa, e per i magistrati viola il principio in base al quale i pm devono indagare tutte le volte che hanno una notizia di reato. Ma c'è il rovescio della medaglia: l'intercettazione non potrà essere utilizzata neanche a difesa. L'inutilizzabilità delle intercettazioni in processi diversi è uno dei principi-cardine del disegno di legge insieme alla durata massima (tre mesi, salvo brevissime proroghe in casi eccezionali) voluto per far fronte ai costi (che nel 2008 a Cagliari sono stati quasi dimezzati, 5 milioni contro i 9 del 2007) e per garantire la privacy dei cittadini (indagati e non). Entrambe cambieranno il modo di indagare e un caso come quello di Giannetto Casula non succederà più: il desulese è stato intercettato mentre confidava di aver commesso quattro omicidi a un compagno di cella indagato per rapina e intercettato con una microspia. I vecchi fascicoli sono stati rispolverati e il primo processo si è concluso con la condanna di Casula a 24 anni. Non è l'unico caso: per passare dai fatti di sangue ai colletti bianchi, lo scandalo che ha travolto l'Agenzia delle entrate di Cagliari è stato scoperto con le intercettazioni in un'inchiesta per camorra. L'altra novità è legata ai reati intercettabili: ci sono anche tutti i delitti contro la pubblica amministrazione, dunque anche corruzione e concussione. Di lì la rassicurazione che politica e affari non godranno di privilegi. Ma le corruzioni all'Ufficio regionale Tutela del paesaggio, per fare un esempio recente, sono saltate fuori da un'inchiesta sul falso ideologico (che non è un delitto contro la pubblica amministrazione) contestato alla vigilia della demolizione del villaggio abusivo di Baccu Mandara: attraverso quelle intercettazioni si è arrivati a scoprire una vicenda molto più vasta e grave ancora al vaglio del giudice. Le nuove norme non comprendono infatti il falso tra i reati per i quali è previsto l'uso delle intercettazioni, a meno che non si tratti di atti che fanno fede fino a querela di falso. La durata, poi: tre mesi. Oggi le intercettazioni in inchieste per traffico di droga, tratta di esseri umani, sequestri di persona durano minimo un anno, ma arrivano anche a due. I primi mesi - dicono gli inquirenti - servono a individuare il numero giusto, capire il linguaggio in codice, individuare i complici, solo allora si comincia per davvero. Il tutto è reso complicato dal fatto che nessuno ha un solo telefono, i trafficanti di droga hanno una media di dieci schede. Non sono previste deroghe neppure per i latitanti. E dire che si arriva alla cattura seguendo, e intercettando, chi li aiuta: Pasquale Stochino è stato scovato dopo 31 anni, tre mesi di intercettazioni sono nulla. Stesso discorso per i sequestri. Titti Pinna è rimasto nelle mani del banditi otto mesi, cinque in più del massimo consentito dal ddl per ascoltare. Dina Dore, invece, è stata uccisa durante il prelievo: i tre mesi per le intercettazioni scadono a luglio. MARIA FRANCESCA CHIAPPE.

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Niente scandalo per Calciopoli (sezione: Intercettazioni)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cronaca Regionale Pagina 105 L'inchiesta Federcalcio oggi Niente scandalo per Calciopoli L'inchiesta Federcalcio oggi --> E se lo scandalo del calcio scoppiasse ora? Se le telefonate di Moggi, Giraudo, Bettega, gli arbitri, i presidenti fossero intercettate dopo il varo della nuova legge? Probabilmente non ci sarebbe nessuno scandalo. L'inchiesta della Federazione gioco calcio che due anni fa ha portato la Juventus in serie B è stata avviata dopo la chiusura con un nulla di fatto dell'indagine penale avviata della magistratura di Torino per frode sportiva (reato che oggi non consente intercettazioni) Convinto che quelle intercettazioni fossero comunque importanti sotto il profilo disciplinare, dopo l'archiviazione il pm aveva trasmesso gli atti alla Fgci. Ed è stato quello il momento in cui la trascrizione delle telefonate registrate dalla magistratura è finita sui giornali. Tutto questo oggi, forse, non potrebbe succedere. Il disegno di legge impone infatti la distruzione di tutte le conversazioni che non abbiano contenuto rilevante per l'indagine penale. E questo si direbbe proprio il caso visto che l'inchiesta si è conclusa con l'archiviazione. Dunque, quegli atti forse non potrebbero migrare da un'inchiesta penale a una disciplinare. Cassette distrutte e fine. E meno male che sarebbero rimasti gli atti della Procura di Napoli che si era guardata ben dall'archiviare un'analoga inchiesta sulle stesse persone sullo stesso campionato 2004/5. Secondo dubbio: se gli atti potranno comunque essere trasmessi alla Fgci, in quale momento cadrà il segreto sulle intercettazioni rendendole pubblicabili senza che i giornalisti rischino tre anni idi carcere e gli editori multe salatissime? Probabilmente mai: stando alla lettera del disegno di legge le intercettazioni sono coperte dal segreto fino all'udienza preliminare. Qui udienza preliminare non ce ne sarà perché l'inchiesta è stata archiviata. Quindi, nonostante il procedimento disciplinare, le telefonate registrate dalla magistratura non potranno mai essere di dominio pubblico. M. F. CH.

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Cocaina connection, due sotto accusa (sezione: Intercettazioni)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cronaca di Cagliari Pagina 1023 Via Seruci. La coppia utilizzava galoppini e pusher di fiducia per piazzare la droga Cocaina connection, due sotto accusa Via Seruci.. La coppia utilizzava galoppini e pusher di fiducia per piazzare la droga In casa la centrale dello spaccio: il pm chiude l'inchiesta --> In casa la centrale dello spaccio: il pm chiude l'inchiesta Romano Oggianu e Tonina Serra erano stati aggrediti la scorsa estate da due uomini che volevano vendicare una partita di qualità scadente. La loro abitazione in via Seruci era una vera centrale dello spaccio. Gli acquirenti bussavano ogni giorno alla porta di quell'appartamento al secondo piano per acquistare la dose necessaria di cocaina ed eroina, ma per offrire un servizio completo si utilizzava anche il metodo "consegna a domicilio": un uomo di fiducia accompagnava la donna del capo famiglia agli angoli delle strade sotto casa per consegnare la droga ai pusher di fiducia. Eppure tutto questo non bastava, perché l'intenzione era allargare ulteriormente il giro d'affari. Come? Assoldando "galoppini" che coprissero mezza città. INCHIESTA CHIUSA Intenzioni emerse grazie alle intercettazioni effettuate dalla Procura a carico di Romano Oggianu, 47 anni, e della sua compagna Tonina Serra, 37, la coppia ritenuta al vertice di questa organizzazione perfettamente funzionante e per la quale ora il pubblico ministero Luca Forteleoni ha chiesto il rinvio a giudizio: i due sono accusati di cessione e detenzione continuata di stupefacenti. Con loro c'è anche Alessandro Pretta, l'uomo che - secondo il pm - distribuiva la droga agli spacciatori appostati sotto casa. Deve rispondere delle stesse contestazioni, seppur limitate a un periodo più breve. L'AGGRESSIONE La quadratura del cerchio arriva due settimane dopo quella riguardante il triplice tentato omicidio ai danni proprio di Oggianu, la compagna e il figlio, feriti gravemente nel luglio 2007 da due uomini che la Procura ha identificato in Antonio Meloni e Pasqualino Medda, 45 e 43 anni, entrambi di Villasor. Il pm, legando quell'episodio a un altro identico avvenuto quattro anni fa (in quell'occasione era stato Gianluca Marroccu, l'assassino della farmacista Pierina Tola, ad accoltellare Oggianu), aveva concluso che si era trattato di un regolamento di conti. In sostanza, Oggianu e compagna vendevano droga, spesso scadente, e avevano subito la ritorsione dei clienti. PEDINAMENTI Così la scorsa estate cominciarono le intercettazioni ambientali e telefoniche e i pedinamenti. Si scoprì che la droga veniva nascosta dietro alcuni pannelli nelle pareti e che spesso i clienti si drogavano all'interno dello stesso appartamento. A dicembre, quando la coppia venne arrestata, gli investigatori perquisirono l'abitazione e portarono via un bilancino di precisione e una piccola dose di eroina; poi sequestrarono due conti correnti da 35 mila e 60 mila euro (soldi che il pm ritiene provento dello spaccio) intestati alla coppia. LA DIFESA Tesi tutte da dimostrare, secondo l'avvocato difensore Riccardo Floris, per il quale l'aggressione non sarebbe legata a un'attività di spaccio visto che Oggianu e compagna spacciatori non sono. Dietro ci sarebbe un equivoco di fondo, che il legale conta di spiegare davanti al gup. (an. m.).

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L'Europeo delle comiche e le frottole del regime tv (sezione: Intercettazioni)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

VETRINA pag. 29 L'Europeo delle comiche e le frottole del regime tv SIPARIETTI di irresistibile comicità - il meglio, in materia - prodotto di questi tempi dalla Rai Tv, ma gli altri non sono meglio, a esser sinceri, che hanno quasi certamente il compito di tener su di morale gli italiani. Quelli, s'intende, che contano sulla squadra calcistica che rappresenta la nazione per gongolarsi con i suoi successi delle amarezze quotidiane, dal prezzo della benzina e dei broccoli, alla certezza che i malviventi potranno organizzare le loro imprese senza correre il pericolo di essere intercettati. Ridolini, oggi in arte Tombolini, riesce a mettere in serio imbarazzo il solo autentico professionista della risata, Teo Teocoli, che non si rassegna al ruolo di spalla. Se gli riesce di dire la sua, viene sopraffatto dall'interveneto del Padre Nobile, personaggio tradizionale della commedia ottocentesca, impersonato da Marino Bartoletti che sfodera le banalità più ovvie: se vinciamo andiamo avanti, se no rimaniamo dove siamo. Lo pagheranno, per questo? L'allegra compagnia ha il compito di far credere agli italiani che la squadra dalla quale si sentono rappresentati è in realtà la più forte del mondo, ma che soltanto la sfortuna e gli arbitri le impediscono di dimostrarlo. La teoria dell'arbitro cattivo va attribuita al patriottismo calcistico di Niccolò Carosio che l'aveva brevettata negli anni Trenta, quando non c'erano immagini a documentare la veridicità delle sue radiocronache. Purtroppo, ci si deve convincere che l'utente tv non crede quasi mai ai suoi occhi. Preferisce credere in ciò che gli fa piacere credere e che gli viene suggerito dagli gnomi del teleschermo. Aveva ragione il mio antico medico della mutua, tale Jannacci Enzo, sedicente cardiologo, in realtà saltimbanco di grande genio: "La televisiòn la g'ha semper reson". Serve la traduzione?.

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Le ricche tedesche e il gigolò Un ricatto per milioni di euro (sezione: Intercettazioni)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

PRIMO PIANO pag. 8 Le ricche tedesche e il gigolò Un ricatto per milioni di euro Filmate negli incontri hard: sono tra le più in vista di Germania di DONATELLA BARBETTA ? PESCARA ? LE AVEVA conosciute entrambe in Germania, in un club esclusivo. Niente di strano, dal momento che sono tra le donne più ricche e più in vista del loro Paese, quindi non facilmente abbordabili da chiunque. E invece lo svizzero Helg Sgarbi, gigolò di 43 anni, aveva tessuto una rete in cui le due cinquantenni sono cadute. Forse hanno creduto a un grande amore, o più realisticamente a un intrigante svago dai lacci del matrimonio. Ma una cosa è certa: quel diversivo l'hanno pagato a peso d'oro. Perché, filmate durante gli incontri amorosi, hanno sborsato milioni di euro per evitare la diffusione di quelle immagini scottanti. ADESSO l'incubo è finito. Ieri la Squadra mobile di Pescara, diretta da Nicola Zupo, ha arrestato Ernano Barretta, 63 anni, di Pescosansonesco, centro nel Pescarese, la moglie Beatrice Batschelet, sessantenne, i figli Marcello, 32 anni, e Clelia, trentacinquenne. Quest'ultima è l'unica ai domiciliari. Gli altri, invece, sono finiti in carcere, come Sgarbi ? già in cella in Germania ? e la moglie Gabriele Franziska Sgarbi, anche lei in manette da ieri mattina. Le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata a truffa, estorsione, riciclaggio e reimpiego di denaro proveniente da attività illecita. FACCIAMO un passo indietro fino all'arresto di Sgarbi: l'uomo aveva concentrato l'azione estorsiva in particolare su due donne ? anche se le ricche tedesche coinvolte potrebbero essere state quattro ?. Con il pretesto di aver investito un bambino negli Stati Uniti e di avere bisogno di liquidi per pagare i danni, da una signora Sgarbi si era fatto consegnare 7 milioni di euro in contanti, in tagli da 200 euro. E da un'altra un milione e mezzo. Poi, dietro la minaccia di divulgare i dvd con gli incontri hard, alla tedesca che già gli aveva 'regalato' la somma più elevata, aveva fatto una richiesta stratosferica: 40 milioni. La vittima del ricatto era però riuscita a ottenere uno sconto: 14 milioni. MA PRIMA della consegna del denaro ? l'appuntamento era in Austria ? la donna aveva sporto denuncia e Sgarbi era finito in manette. E' stato a quel punto che gli investigatori tedeschi hanno fatto una segnalazione ai colleghi italiani. Così l'indagine della procura di Pescara, coordinata dal pm Gennaro Varone, è partita a febbraio scorso: da Monaco è arrivata la richiesta di rogatoria internazionale, in quanto Barretta era sospettato di aver anch'egli messo a segno truffe ed estorsioni ai danni di facoltose tedesche. Ma gli inquirenti di Pescara hanno promosso investigazioni autonome, trovando le prove, anche grazie alle intercettazioni. Infatti, a intercettare i soldi di quelle attività illecite sarebbe stato proprio Barretta, che poi li rinvestiva intestando ad altri le proprietà. Già ad aprile era in programma l'acquisto di un appartamento in Egitto, a Sharm El Sheikh, ma a Fiumicino erano stati sequestrati 120mila euro. E IN BREVE è emerso che attorno all'agriturismo Valle Grande, chiamato rifugio, costruito da Barretta a Pescosansonesco, le attività non erano davvero cristalline. Durante la perquisizioni del 29 maggio, la polizia ha sequestrato un milione e 700 mila euro in contanti, nascosti sotto terra o in buche realizzate nel muro. Denaro che nelle intercettazioni veniva indicato come un metro cubo di soldi. Oltre a ville e terreni situati tra Pescosansonesco e Torre de' Passeri, ieri sono state sequestrate dieci auto: una Audi Q7, quattro Mercedes, una Toyota, una Lamborghini Diablo, una Rolls Royce, una limousine e una Ferrari. ATTORNO a Barretta, inoltre, si era creata a Pescosansonesco una sorta di leggenda: l'uomo si sarebbe anche spacciato per un santone, a capo di una setta. Diceva di camminare sulle acque e di essere uno strumento di dio, e così attirava a sé molte persone. Del caso si sta interessando anche Eurojust, visto che per non tutti i reati il giudizio avverrà in Italia.

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Leggete queste pagine prima che scenda il silenzio sui giornali (sezione: Intercettazioni)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

I COMMENTI pag. 10 Leggete queste pagine prima che scenda il silenzio sui giornali IL COMMENTO GUARDATE le pagine del Dossier Sanità, che sono precedute da quella foto manifesto che mostra lo smarrimento di un uomo che non c'è più, uno di quelli che non sono usciti vivi da questo ultimo scandalo sanità, quello conosciuto come della "clinica dell'orrore". Leggete i colloqui, che sono stati intercettati dalla Guardia di finanza, e che hanno consentito di ridefinire un'inchiesta, cominciata con l'ipotesi di reato di truffa ai danni dello Stato ovvero del servizio sanitario nazionale e che ha accertato poi anche l'ipotesi di omicidio volontario aggravato da crudeltà e da lesioni volontarie gravissime. In pratica che ha riscontrato come si possa entrare in una clinica per farsi curare una banalità e se ne possa uscire mutilati senza sapere un perché. Solo per consentire che si gonfino le parcelle del chirurgo, non perché esista una ragione motivata di simili interventi. Senza le intercettazioni queste schifezze sarebbero rimaste nascoste, probabilmente non sarebbero state fermate. Leggete nell'inserto speciale de "Il Giorno" quel che dicevano gli indagati, in che modo considerassero la vita di chi chiedeva loro di essere aiutato. Non c'è bisogno di essere laureati in medicina, non ci sono paroloni dai significati oscuri. Quando leggiamo "questo ormai non rende più, lasciamolo morire ma non qui", tutti possiamo capire. Sappiamo benissimo che è stato superato il limite, che i magistrati hanno abusato della possibilità di spiare, sappiamo che queste pratiche non sono certo un segno di libertà, che sono stati creati mostri finti, che sono stati provocati danni irreversibili a persone poi giudicate innocenti, persone sbattute in prima pagina poi risultate estranee alle vicende giudiziarie. Sappiamo che per spiare si spende un terzo del bilancio del ministero della giustizia, che una limitazione è opportuna, inevitabile ma è molto importante stabilire dove, esattamente dove, l'uso del mezzo di controllo diventa abuso. Ecco oggi noi pubblichiamo questo inserto, perché i lettori de "Il Giorno" possano leggere e conoscere una verità, che se fosse in vigore la legge varata dal consiglio del ministri non sarebbe stata possibile apprendere. O lo sarebbe stato ad una condizione: finire in galera per tre anni per aver pubblicato carte giudiziarie. Vi sembra giusto? Vi sembra sia questo il modo di curare i mali del Paese?.

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Ringrazia il Governo Pensa che scandalo se ti intercettassero (sezione: Intercettazioni)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

CRONACHE pag. 15 Ringrazia il Governo Pensa che scandalo se ti intercettassero LA LETTERA CARO GEORGE, questa volta l'hai scampata bella, eh? Dovresti essere grato al governo Berlusconi che è riuscito a limitare il numero delle intercettazioni e soprattutto le pubblicazioni che ancora in questi giorni inondano i giornali. Tu, da bravo americano politically correct, non avresti mai pensato di poter essere sbattuto in prima pagina per le telefonate con la tua ex. Ma come ti è venuto in mente di dirle cose che neanche Carlo d'Inghilterra a Camilla prima del matrimonio? Certo, tu, patatone dell'Illinois, non potevi sapere che lei si faceva corteggiare da un mafiosetto e che lui era intercettato, e di conseguenza lei e di conseguenza tu. Quando le gridavi "dillo, dillo che sei la mia zoccolaccia" in americano sboccato non ritenevi di aver costruito un titolo di giornale che diceva "George Clooney ha scoperto che la fidanzata si prostituisce". Perché non sapevi che in Italia c'è questa simpatica abitudine di depositare in edicola (prima che nella cancelleria del tribunale) le intercettazioni che riguardano personaggi pubblici. E quella volta in cui le hai detto "Se vi becco vi massacro tutti e due"? Lì si che hai corso un bel rischio. Pensa per un attimo a cosa sarebbe successo se il mafiosetto fosse stato poi ammazzato da un altro mafiosetto! Già me li vedo i titoloni: il Cacace era stato minacciato di morte da George Clooney. Tu mi dici che da voi nell'Illinois non potrebbe mai succedere, e che le intercettazioni riguardano solo le grandi organizzazioni terroristiche o di mafia e che per un delinquentello qualunque gli States non avrebbero sprecato un cent? Ma questa è l'Italia, bellezza! Te ne dico ancora una. Per via di quella catena di S.Antonio (intercettazioni a cascata) sei stato ascoltato anche mentre dicevi al tuo amico Walter che ti aveva fatto un grosso favore "ti bacerei". Pensa un po' se avessero depositato in edicola questo bel titolo: "George Clooney è gay. Ci ha provato anche con Veltroni". Ringrazia il governo, vah. Tua Tiziana.

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Ingoia l'eroina per sfuggire agli agenti (sezione: Intercettazioni)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Provincia di Sassari Pagina 7049 Alghero Ingoia l'eroina per sfuggire agli agenti Alghero --> Ha provato a disfarsi della droga infilandosi in bocca alcune bustine e gettandone altre tra le auto parcheggiate. Un disperato tentativo di occultare il quantitativo di eroina e cocaina che teneva nelle tasche dei pantaloni. Ma gli agenti della volante se ne sono accorti, hanno bloccato l'uomo appena in tempo e lo hanno arrestato. Nei guai Luigi Pais, 48 anni, algherese. Giovedì mattina era stato avvistato da una pattuglia della polizia mentre percorreva a piedi una via cittadina. Alla vista delle divise ha provato a cambiare direzione, probabilmente per sottrarsi ai controlli, ma gli uomini del commissariato, dopo aver compiuto un giro di palazzo in macchina, lo hanno intercettato nuovamente nei pressi dei giardini pubblici. E qui non ha avuto più scampo. Sentendosi in trappola Pais ha cercato di liberarsi della sostanza stupefacente, quindici bustine contenenti eroina e cocaina. Finito in manette ha trascorso la notte nella camera di sicurezza del commissariato; quindi è comparso davanti al giudice del tribunale di Sassari per affrontare il processo di convalida del provvedimento, al termine del quale per Luigi Pais si sono aperte le porte del carcere di San Sebastiano. (c. fi.).

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Maxi rissa, 5 all'ospedale poi in cella (sezione: Intercettazioni)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

LIMBIATE LAZZATE pag. 13 Maxi rissa, 5 all'ospedale poi in cella Botte fra stranieri con coltelli, bottiglie e persino colpi di stampella di SONIA RONCONI ? LENTATE ? URLA, MINACCE, pugni, schiaffi, calci, coltellate, bottiglie rotte e colpi di stampella tra cinque marocchini ubriachi in via Roma, nel cuore di Lentate. I residenti allarmati hanno chiamato il 112 . Dopo un inseguimento rocambolesco, in un'operazione che ha visto scendere in campo 14 militari della Compagnia di Seregno e Desio, i cinque sono finiti prima al pronto soccorso con prognosi da 10 a 40 giorni e poi in cella nel carcere di Monza. Futili i motivi che hanno scatenat ola battaglia. Era la 1.30 della notte tra venerdì e sabato, quando i telefoni di tutte le caserme della zona hanno iniziare a squillare. I residenti di via Roma denunciavano un gran clamore, una rissa tra stranieri che se le stavano dando di santa ragione, con ogni oggetto che avevano a disposizione, finchè anche i vestiti e l'asfalto hanno cominciato a macchiarsi di sangue. I cinque, domiciliati a Meda (uno soltanto regolare ma senza lavoro). completamente ubriachi hanno tirato fuori coltelli do ogni genere, bottiglie rotte e uno di loro che girava con la stampella a causa di un infortunio l'ha rotta a furia di usarla come arma contro i connazionali. Sul posto sono intervenute pattuglie di diverse caserme: Seregno, Lentate e Meda. I marocchini appena hanno sentito le sirene sono saliti su una Renault Clio e su una Wolkswagen Golf per fermarsi poco lontano in via Toti dove hanno dato il via al secondo match di insulti e botte. Raggiunti dalle pattuglie sono fuggiti sulla Milano Meda, verso Milano. In via Toti i militari hanno trovato, un coltellaccio da cucina, cocci di bottiglie rotte, la stampella in frantumi e una maglia sporca di sangue. Gli uomini del capitano Luigi Spenga hanno diramat ol'allarme via radio e una macchina dei colleghi di Desio ha individuato la Renault Clio ferma allo svincolo dell'uscita per Meda. Due uomini erano in macchina feriti, uno era a terra sdraiato vicino all'auto e perdeva molto sangue. Poco dopo è stata intercettata anche la seconda macchina che ha tentato di far perdere le tracce, Alla fine tutti sono finiti in manette: giovani fra i 20 e i 26 anni che hanno riportato ferite all'omero, al torace, alle braccia, sul collo.

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Rubavano ferro vecchio denunciati tre romeni (sezione: Intercettazioni)

( da "Centro, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pescara Rubavano ferro vecchio Denunciati tre romeni Caschi non omologati I carabinieri di Penne sequestrano dieci moto PENNE. Recuperavano ferro vecchio da buttare ma non avevano nessuna autorizzazione. Per questo tre romeni, sorpresi tra Catignano e Civitaquana, sono stati denunciati. I carabinieri di Penne, diretti dal capitano Massimiliano Di Pietro, sono riusciti a intercettare l'autocarro pieno di materiale ferro. Il camion è stato posto sotto sequestro. Per i tre romeni è stato proposto il foglio di via obbligatorio. Si tratta di una delle operazioni condotte nell'ambito di servizi straordinari del territorio con la finalità di prevenire i reati. I carabinieri della compagnia di Penne sono stati impegnati sulla strada per controllare 40 cicolomotori e motocicli: sono state elevate 14 sanzioni al codice della strada e, di queste, 10 per l'utilizzo di caschi non omologati. Per i ragazzini, è scattata, quindi, la multa di 70 euro e il fermo amministrativo per due mesi. Secondo i carabinieri, il controllo sui motocicli e sui ciclomotori è stato eseguito con la collaborazione dei genitori. Sul fronte della guida in stato di ebbrezza: tre giovani di Penne, tra i 28 e i 40 anni, sono stati denunciati. Uno di questi aveva un valore pari a 2,41 il limite consentito: in questo caso oltre alla denuncia è scattato anche il sequestro preventivo del veicolo perchè conducente e proprietario. Denunciato, inoltre, un 25enne pregiudicato di Foggia per violazione al foglio di via applicato al Comune civitaquana per tre anni. Ma il cuore dell'operazione di controllo straordinario del territorio è stata la denuncia del gruppetto di tre romeni: secondo quanto accertato dai carabinieri riuscivano a raccattare ferro da buttare ma senza avere nessuna autorizzazione a farlo. Per loro è scattata la denucia. Il loro camion utilizzato per i trasporti è stato sequestrato.

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E allora arrestateci tutti (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del E allora arrestateci tutti Marco Travaglio Intercettazioni L'altro giorno, fingendo di avanzare un'"ipotesi di dottrina", Giovanni Sartori ha messo in guardia sulla Stampa dai "dittatori democratici" e ha spiegato: "Con Berlusconi il nostro resta un assetto costituzionale in ordine, la Carta della Prima Repubblica non è stata abolita. Perché non c'è più bisogno di rifarla: la si può svuotare dall'interno". segue a pagina 8.

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Quell'incidente in cui perse il padre e ne trovò un altro (sezione: Intercettazioni)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

MILANO ATTUALITA' pag. 6 Quell'incidente in cui perse il padre e ne trovò un altro Adottato da un bravissimo medico, decise di imitarlo La svolta dopo la specializzazione all'Istituto Tumori PIER PAOLO BREGA MASSONE LA STORIA DEL CHIRURGO di ENRICO FOVANNA ? MILANO - È LA STORIA di un bimbo a cui presto il destino cambia le carte in tavola. È ancora molto piccolo Pier Paolo Brega, quando uno spaventoso incidente gli porta via nello stesso giorno il padre Fiorenzo, camionista di Costamontefedele, e la giovane madre. Pier Paolo resta solo con il fratello, appena più grande. Ma ad adottarli arriva presto la famiglia del dottor Massone, noto e molto amato chirurgo di Broni. E' qui, nel cuore dell'Oltrepo Pavese, che ricomincia la seconda esistenza del bambino che un giorno diventerà il primario più attivo all'unità chirurgica della Santa Rita, che qualcuno ha già definito "il dottor morte". L'uomo oggi in carcere con imputazioni da brivido: cinque omicidi volontari, con l'aggravante della crudeltà, e oltre 80 casi di lesioni personali aggravate. Non serve uno psicanalista da bar per comprendere come il piccolo Pier Paolo si infatui subito di quel nuovo padre, affettuoso e quasi idolatrato dalla gente dell'Oltrepo, per la sua umanità e per le sue indiscusse doti professionali. Non solo un uomo di successo, ma una istituzione, uno che intendeva la professione medica come un ideale. Il fascino della figura paterna porta Pier Paolo, dopo il liceo linguistico, a iscriversi diritto diritto alla facoltà di medicina dell'Università di Pavia, al Cravino. E a frequentare la sala operatoria del padre adottivo, di cui iscrive il cognome accanto al proprio. Nel frattempo, la vita procede anche al di fuori del camice e, eccezion fatta per la Juve, unica passione sfrenata, Pier Paolo trova il tempo solo per Barbara Magnani, una donna molto bella e riservata, che vive a Pavia con i genitori in un condominio di via Spelta e che lavora alla casa di cura "Pio Pertusati". La sposerà e i due, sei anni fa, avranno una bella bimba. SI ARRIVA al 1998. A dieci anni dal crac giudiziario che comprometterà la sua carriera, Pier Paolo Brega Massone sbarca a Milano, per la specializzazione, che farà in via Venezian, nel prestigioso Istituto nazionale per la Cura dei Tumori, sotto la supervisione del professor Ignazio Cataldo. Che ne ricorda lo stakanovismo e l'ossequiosa correttezza. Ma tra i colleghi l'atmosfera è ben diversa, lo giudicano un "teorico della chirurgia aggressiva", tanto che qualcuno ricorda tappi di spumante saltati per festeggiare la sua partenza, quando dopo 3 anni non gli viene confermato l'incarico. L'incontro che cambierà definitivamente le cose per Brega Massone è quello con Francesco Pipitone, l'ex notaio di Alcamo, amministratore unico della Santa Rita, che lo chiama a dirigere il reparto di chirurgia. Arrivano le prime intercettazioni, ma lui, che visiterebbe anche in privato, non sembra preoccuparsene. Pipitone invece annusa aria di guai e a novembre lo licenzia. Ma il 25 gennaio è già alla cklinica San carlo e da Treviglio, dove a dirigere l'ente sanitario c'è un politico di Broni, in area Lega, sta per arrivargli una nuova proposta. Intanto, mentre infuria la bufera giudiziaria, gli operai della Fibronit di Broni, che accusano patologie polmonari per la presenza di amianto in fabbrica, inondano la redazione della Provincia Pavese di mail solidali con il chirurgo, per avere salvato molti di loro. E in via Spelta a Pavia qualcuno raccoglie firme per difendere lui e tutelare quella famiglia, rimasta nella casa da signorina della moglie. In testa una bimba innocente, che magari ora ha paura di essere additata dai compagni. L'infanzia è innocente, dunque crudele. Specie con i propri simili.

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L'ortopedico Scarponi la macchina da guerra (sezione: Intercettazioni)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

MILANO ATTUALITA' pag. 7 L'ortopedico Scarponi la macchina da guerra ? MILANO ? NELLE INTERCETTAZIONI viene definito "una macchina da guerra", ma lui dice di essere stato un mero esecutore di ordini dall'alto. Renato Scarponi, ortopedico con contratto da libero professionista a percentuale sulla fatturazione delle prestazioni, che prevedeva la compartecipazione del 9% sul ricavo dalle attività di ricovero di pazienti "acuti" a carico del Servizio Sanitario Nazionale, era anche responsabile della rianimazione. Lì, nel suo reparto, si moriva 20 volte più che al Niguarda e 10 volte più che al Policlinico. Dalle conversazioni registrate, nei verbali emerge "una spregiudicatezza che lascia francamente disorientati. Non vi è neppure la parvenza di un sia pur basilare rispetto del codice deontologico". Appare "rilevante il suo contributo alla perpetrazione dei reati", specie "il frazionamento dei ricoveri di pazienti ricoverati per patologie acute e inviati al reparto di riabilitazione in condizioni fisiche certamente non stabilizzate e, in alcuni casi, addirittura gravemente compromesse". Si tratta soprattutto di anziani.

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Intercettazioni, le toghe invocano deroghe (sezione: Intercettazioni)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

POLITICA pag. 12 Intercettazioni, le toghe invocano deroghe. SCONTRO SULLA GIUSTIZIA IL PROCURATORE CASELLI: "IN PERICOLO LA NOSTRA INDIPENDENZA". MINISTRO Il Guardasigilli Angelino Alfano (NewPress) di GAETANO BASILICI ? ROMA ? IL PRESIDENTE del Consiglio Silvio Berlusconi torna sulla bagarre delle intercettazioni e sottolinea che "ci sono due livelli da tutelare: la privacy e la difesa dei cittadini". Poi aggiunge: "Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente". Insomma: "Bisogna trovare l'equilibrio tra i due interessi". Ma senza le intercettazioni i "'furbetti del quartierino' e altri casi simili non sarebbero mai stati scoperti", controbattono i critici. "Secondo me non è vero, non è così" taglia corto il premier. Intanto, però, negli uffici giudiziari e nelle redazioni dei giornali la levata di scudi contro il pacchetto giustizia è generale. Un solo, comune grido d'allarme: l'indipendenza delle toghe e la libertà di stampa sono gravemente minacciate. Magistrati e giornalisti reagiscono duramente al disegno di legge sulle intercettazioni che, approvato dal Consiglio dei ministri, passa ora all'esame delle Camere. E a placare gli animi non serve l'assicurazione del ministro della Giustizia, Angelino Alfano: "Non si tratta di un testo blindato". Né fanno presa i dati ricordati dal coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini: "113mila in Italia, 1700 negli Usa, 5mila in Francia". NON AIUTA a distendere i nervi, neanche il fatto che resta aperta la questione del lodo Schifani, ovvero il provvedimento che congela i processi per le alte cariche dello Stato: la settimana prossima si valuterà l'opportunità politica di riproporlo. Anche se l'ipotesi di un eventuale lodo Schifani-bis non è accolta positivamente da Niccolò Ghedini, deputato del Pdl, legale di fiducia e consigliere giuridico del presidente del consiglio. "Dal punto di vista tecnico, cioè da avvocato del premier, sono contrario. Io ho interesse a chiudere i processi in dibattimento" dice Ghedini in un'intervista al Riformista nella quale, ricordato che i processi del Cavaliere sono tre, due a Milano e uno a Napoli, insiste: "Per me un altro lodo Maccanico (lo chiama così, non 'Schifani' - ndr) sarebbe negativo". Poi, tolta la toga da avvocato e indossati gli abiti da parlamentare, aggiunge: "Adesso manca la volontà politica per una cosa del genere. Però bisognerebbe ripensarci con grande calma insieme con l'opposizione". Ma torniamo al giro di vite sulle intercettazioni. "Sono in pericolo l'informazione e l'indipendenza della magistratura. C'è il rischio di non sapere più niente" è il preoccupato commento di Giancarlo Caselli, procuratore a Torino. "Il Parlamento riformuli e corregga questo testo iniziale" perchè "senza le intercettazioni molti reati non potrebbero essere perseguiti" ammonisce il sostituto procuratore antimafia Vincenzo Macrì. GLI FA ECO Luciano Tarditi, sostituto procuratore della Repubblica di Asti. "E' necessaria una deroga" afferma, altrimenti per quanto concerne i crimini ambientali "non si potranno più cogliere le organizzazioni nel momento debole delle loro attività, e cioè prima dei trasporti illeciti". E mentre dall'opposizione continuano le bordate contro quella che per Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, è "un'altra legge che Berlusconi sta facendo a favore della Casta", dal mondo dell'informazione arriva la dura presa di posizione di Franco Siddi, segretario generale della Fnsi, il sindacato dei giornalisti. "E' evidente ? dichiara ? quanto sia illiberale e da Paese comunista una norma che prevede la galera per i giornalisti che diffondono le notizie corrispondenti a vicende o personaggi reali". Image: 20080615/foto/4926.jpg.

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Di GAETANO BASILICI ROMA IL (sezione: Intercettazioni)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 15-06-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Milano))

Argomenti: Intercettazioni

POLITICA pag. 13 di GAETANO BASILICI ? ROMA ? IL ... di GAETANO BASILICI ? ROMA ? IL PRESIDENTE del Consiglio Silvio Berlusconi torna sulla bagarre delle intercettazioni e sottolinea che "ci sono due livelli da tutelare: la privacy e la difesa dei cittadini". Poi aggiunge: "Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente". Insomma: "Bisogna trovare l'equilibrio tra i due interessi". Ma senza le intercettazioni i "'furbetti del quartierino' e altri casi simili non sarebbero mai stati scoperti", controbattono i critici. "Secondo me non è vero, non è così" taglia corto il premier. Intanto, però, negli uffici giudiziari e nelle redazioni dei giornali la levata di scudi contro il pacchetto giustizia è generale. Un solo, comune grido d'allarme: l'indipendenza delle toghe e la libertà di stampa sono gravemente minacciate. Magistrati e giornalisti reagiscono duramente al disegno di legge sulle intercettazioni che, approvato dal Consiglio dei ministri, passa ora all'esame delle Camere. E a placare gli animi non serve l'assicurazione del ministro della Giustizia, Angelino Alfano: "Non si tratta di un testo blindato". Né fanno presa i dati ricordati dal coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini: "113mila in Italia, 1700 negli Usa, 5mila in Francia". NON AIUTA a distendere i nervi, neanche il fatto che resta aperta la questione del lodo Schifani, ovvero il provvedimento che congela i processi per le alte cariche dello Stato: la settimana prossima si valuterà l'opportunità politica di riproporlo. Anche se l'ipotesi di un eventuale lodo Schifani-bis non è accolta positivamente da Niccolò Ghedini, deputato del Pdl, legale di fiducia e consigliere giuridico del presidente del consiglio. "Dal punto di vista tecnico, cioè da avvocato del premier, sono contrario. Io ho interesse a chiudere i processi in dibattimento" dice Ghedini in un'intervista al Riformista nella quale, ricordato che i processi del Cavaliere sono tre, due a Milano e uno a Napoli, insiste: "Per me un altro lodo Maccanico (lo chiama così, non 'Schifani' - ndr) sarebbe negativo". Poi, tolta la toga da avvocato e indossati gli abiti da parlamentare, aggiunge: "Adesso manca la volontà politica per una cosa del genere. Però bisognerebbe ripensarci con grande calma insieme con l'opposizione". Ma torniamo al giro di vite sulle intercettazioni. "Sono in pericolo l'informazione e l'indipendenza della magistratura. C'è il rischio di non sapere più niente" è il preoccupato commento di Giancarlo Caselli, procuratore a Torino. "Il Parlamento riformuli e corregga questo testo iniziale" perchè "senza le intercettazioni molti reati non potrebbero essere perseguiti" ammonisce il sostituto procuratore antimafia Vincenzo Macrì. GLI FA ECO Luciano Tarditi, sostituto procuratore della Repubblica di Asti. "E' necessaria una deroga" afferma, altrimenti per quanto concerne i crimini ambientali "non si potranno più cogliere le organizzazioni nel momento debole delle loro attività, e cioè prima dei trasporti illeciti". E mentre dall'opposizione continuano le bordate contro quella che per Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, è "un'altra legge che Berlusconi sta facendo a favore della Casta", dal mondo dell'informazione arriva la dura presa di posizione di Franco Siddi, segretario generale della Fnsi, il sindacato dei giornalisti. "E' evidente ? dichiara ? quanto sia illiberale e da Paese comunista una norma che prevede la galera per i giornalisti che diffondono le notizie corrispondenti a vicende o personaggi reali".

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ROMA <L'ATTRIBUZIONE a un organo collegiale della r (sezione: Intercettazioni)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

POLITICA pag. 12 ? ROMA ? "L'ATTRIBUZIONE a un organo collegiale della r... ? ROMA ? "L'ATTRIBUZIONE a un organo collegiale della responsabilità di vagliare le richieste dei pm per procedere alle intercettazioni telefoniche, pone un problema di organici cui il ministero della Giustizia non può non rispondere con urgenza". Lo rileva il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Nicola Mancino (foto Ansa). "Non sono contrario all'organo collegiale ? continua ?, tre persone valutano meglio di una. Ma serve una modifica delle tabelle organiche, con un incremento da uno a tre. Per trasformare il gip in organo collegiale rispettando i tempi dettati dall'urgenza degli interventi non si possono aspettare i ritmi lunghi dei concorsi.

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Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via France (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Soldati nelle città? La solita demagogia Cara Unità, con 2500 soldati, impreparati al mantenimento dell'ordine pubblico e all'azione contro i criminali, vogliono assicurare la sicurezza nelle città italiane: solo un gonzo ci può credere! Dicono: non è la prima volta, già in Sicilia i soldati sono stati utilizzati per tale scopo. Vero, ma solo in Sicilia e nella misura di 150.000 unità. Ora con la misera cifra di 2.500 militari si vuole coprire l'intera penisola e salvaguardarla da ogni delitto, anche ambientale,...ma dai chi può credere a questa favoletta! Vi ricordate del poliziotto di quartiere? Degno di "chi l'ha visto", ora siamo sulla stessa falsariga. Basta annunciare un intervento per una delle tante calamità italiane che d'incanto il problema è risolto. Purtroppo tanti ci cascano abboccando a quello che gli propina giornalmente la televisione e gran parte della stampa. Ecco la vera emergenza italiana: l'informazione manipolata e nelle mani di una solo persona...che guarda un pò il fato, è anche presidente del consiglio di questo sventurato paese! cosa inaudita in qualsiasi democrazia evoluta. Purtroppo in futuro si intravedono sostanziosi cambiamenti in peggio in materia e grazie all'ennesima legge vergogna verrà messo il bavaglio a quel che resta di libera stampa in Italia. Su ancora un piccolo sforzo e l'allontanamento dall'Europa sarà realizzato. Oreste Ferri, Ariccia (Roma) Intercettazioni No alla legge Egregio direttore, a proposito del Suo editoriale di ieri, può riferire al Pd che a me, come, credo, ad altri, piacerebbe "gridare no" anche alla legge che vorrebbe impedire le intercettazioni telefoniche? Queste ultime vanno viceversa garantite per qualsiasi ipotesi di reato. Leonida Pandimiglio Morti di Mineo Un minuto di silenzio Cara Unità, in attesa di fatti facciamo almeno seguire alle parole di sdegno un atto simbolico che dia un segnale rispetto alla "volontà" reale di questo Paese di reagire alla mattanza che tutti i giorni avviene nei luoghi di lavoro. In occasione dei funerali dei 6 operai morti a Mineo si fermi tutto il Paese in un "minuto di silenzio" per non dimenticare: alle finestre di ogni luogo pubblico il tricolore sia listato a lutto, così pure nelle sedi sindacali ed in quelle di confindustria e tutte le altre parti datoriale; fermiamoci tutti per "un minuto" nei luoghi di lavoro, nelle aule del parlamento, nei consigli comunali, provinciali e regionali, fermiamo le automobili ed i bus per "un minuto" solamente perché quella della tutela della salute, sicurezza e dignità delle persone sui luoghi di lavoro è una lotta che non ha colore politico e che ci riguarda tutti indistintamente; impegniamoci tutti a partire da quel simbolico "minuto" in questa "battaglia di civiltà" perché se facciamo questo Giuseppe Zaccaria, 47 anni; Giovanni Natale Sofia, 37 anni; Giuseppe Palermo, 57; Salvatore Pulici, 37 anni; Salvatore Tumino di 47 anni e Salvatore Smecca 47 anni forse non sono morte inutilmente. Un'ultima cosa infine, facciamo in modo che dopo quel "minuto" non torni l'oblio ed il silenzio politico, sociale e mediatico sul lavoro come fatica e sudore, perché per ridare dignità al lavoro dell'uomo ci vuole l'impegno di tutti perché "la sicurezza sui luoghi di lavoro non si fa ogni tanto, ma tutti i giorni dell'anno". Claudio Gandolfi, Bologna Noi dipendenti pubblici colpiti I pianisti del Parlamento no Cara Unità, sono un tanto vituperato dipendente pubblico. Se in ufficio venissi beccato a manomettere le mie timbrature sarei sotto inchiesta per il reato penale di truffa contro la Pubblica Amministrazione e rischierei il mio posto di lavoro. I Parlamentari che sono beccati a votare per altri loro colleghi, invece, cosa rischiano? Saluti Gianluca Majeli, Firenze Scrutatori perseguibili Deputati invece no Cara Unità, vorrei sapere perché, se uno scrutatore (o un presidente di seggio) durante le operazioni elettorali, fa un errore, passa i suoi bravi guai, mentre i deputati possono impunemente votare per un loro vicino assente facendola franca alla grande. Mauro Maiali, Rieti La democrazia in Italia esiste ancora? Cara Unità, in questi giorni una domanda mi sorge spontanea: ma la democrazia in Italia esiste ancora? Stanno mettendo il bavaglio ai magistrati e ai pochi giornalisti che ancora credono nella libertà di stampa indipendentemente dal colore del governo,i militari pattuglieranno le città (come si conviene in tutti gli Stati sottoposti a dittatura), chi osa protestare per le discariche vicino casa viene arrestato perchè così il governo ha deciso,vogliono fare le centrali nucleari anche se un referendum popolare aveva detto di no. Quello che mi chiedo è dove sono i girotondi dov'è il caro Beppe Grillo che con la sua campagna contro tutti ha fatto vincere la destra?Possibile che nessuno protesti? Noi Italiani siamo diventati così apatici? Vorrei lanciare un appello: italiani svegliatevi. Urti Elis Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via Francesco Benaglia 25, 00153 Roma o alla casella e-mail lettere@unita.it.

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Ddl intercettazioni, così non sapremo più niente (sezione: Intercettazioni)

( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

La preoccupazione del procuratore Caselli alla cerimonia in ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino "Ddl intercettazioni, così non sapremo più niente" PRATO. "E' in pericolo l'informazione, l'indipendenza della magistratura, c'è il rischio di non sapere più niente". Così Giancarlo Caselli, procuratore generale a Torino, ha commentato le misure del Governo in materia di intercettazioni, nel corso della annuale cerimonia per ricordare Falcone e Borsellino, i magistrati uccisi dalla mafia, davanti al Tribunale. "C'era un periodo in cui, anche dalle istituzioni - ha ricordato Caselli - si diceva che la mafia non esisteva. Falcone e Borsellino hanno impresso una svolta nelle indagini contro il crimine organizzato, dimostrando che la mafia può essere battuta". Caselli, che ha accomunato nel ricordo anche il magistrato Bruno Caccia, procuratore a Torino nel 1983 e ucciso in quello stesso anno dalla criminalità organizzata calabrese, ha sottolineato "che il problema delle mafie non è scomparso, anche se oggi tendono a non far parlare di sé, ad abbassare la statistica dei fatti di sangue, ad operare nell'ombra". "Troppo spesso - ha proseguito il magistrato torinese - noi, a differenza di Falcone e Borsellino, siamo indifferenti, troppo spesso ci voltiamo dall'altra parte. Ricordare Falcone e Borsellino significa assumersi l'impegno di essere vivi". Caselli ha poi citato Piero Calamandrei. "Il grande giurista diceva che la Costituzione, di per sé, è un foglio di carta. Perchè viva bisogna operare per affermare i suoi valori quotidianamente. E ciò che hanno fatto Falcone e Borsellino, morti per la libertà, per far valere i principi della Costituzione". Il sindaco Romagnoli ha ricordato che la commemorazione di ieri era dedicata anche ai morti sul lavoro, "perché - ha spiegato - non sembri un'altra cosa rispetto al ricordo dei magistrati Falcone e Borsellino, che hanno dato la loro vita per il Paese, per le istituzioni, per la legalità, per la sicurezza dei suoi cittadini". La commemorazione è stata indetta come ogni anno dal Comune e dal Centro "Borsellino-Falcone", presieduto da Enzo Picardi. Il sindaco, accompagnato dal vice presidente della Provincia Daniele Panerati, da Picardi e Caselli, ha deposto una corona d'allora al cippo in omaggio a due alfieri della lotta dello Stato contro la criminalità organizzata.

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Ricatti a luci rosse per estorcere denaro (sezione: Intercettazioni)

( da "Centro, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Di Simona De Leonardis Ricatti a luci rosse per estorcere denaro Spilla 7 milioni a una famosa donna tedesca, imprenditore in manette con altri 5 Operazione della squadra Mobile dopo la cattura del "gigolò" svizzero complice e socio di Ernano Barretta PESCARA. La mappa del tesoro era nascosta dentro un vaso, nell'agriturismo di lusso di Pescosansonesco. Alla squadra Mobile di Nicola Zupo è bastato trovare quel foglietto per recuperare, con l'aiuto di 80 poliziotti sparpagliati nell'imponente tenuta, un milione e 650mila euro in contanti. Mazzette di banconote da 200 e 500 euro nascoste dentro i vasi, sottoterra, in cantina, dentro il muro di un deposito. Per l'accusa è parte del denaro estorto a una delle donne più ricche del mondo con il ricatto di diffondere le immagini hard dei suoi incontri extraconiugali. A filmarli, Ernano Barretta, titolare del rifugio Valle Grande, ritenuto a capo dell'associazione a delinquere costata l'arresto a lui, a sua moglie, ai due figli e alla coppia di soci svizzeri. LE ACCUSE. Oltre a Ernano Barretta, su ordinanza del gip Tascone sono finiti in carcere il figlio Marcello, la moglie Beatrice Batschelet e i coniugi svizzeri Helg Sgarbi (già nel carcere di Monaco) e Franziska Gabriele Sgarbi. Domiciliari, dato il ruolo marginale, per Clelia Barretta, figlia di Ernano. Difesi dall'avvocato Sabatino Ciprietti, rispondono di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all'estorsione, al riciclaggio e al reimpiego di denaro provento di attività delittuose. A scoperchiare quel giro di milioni (9 e mezzo quelli documentati dagli investigatori) è stata, a febbraio, la richiesta di rogatoria della Procura di Monaco che, dopo aver arrestato il socio svizzero di Barretta, Helg Sgarbi (43 anni) per truffa e tentata estorsione ai danni di una facoltosa cittadina tedesca (a capo di uno dei più potenti consigli di amministrazione del mondo) chiede alla Procura pescarese, con il coordinamento dell'organismo europeo Eurojust, di indagare su Barretta. L'imprenditore di Pescosansonesco viaggia su un'auto dietro a quella di Sgarbi quando quest'ultimo viene arrestato, lo scorso 14 gennaio, mentre si appresta a ritirare i 14 milioni di euro dalla sua ex amante. I contatti telefonici tra i due insospettiscono gli investigatori tedeschi che chiedono agli italiani di cercare prove. E la Mobile risponde: intercettazioni telefoniche e ambientali per iniziare, "fondamentali", spiega il pm Gennaro Varone, "per ricostruire l'organigramma dell'associazione e le ingentissime ricchezze". IL TESORO. Un milione e 650mila euro, dieci auto costosissime, due ville e una palazzina a Pescosansonesco, un fabbricato con 4 appartamenti a Torre de' Passeri: tutto intestato a Barretta e ai suoi famigliari e tutto sottoposto a sequestro preventivo perché, dice l'accusa, i beni sono acquistati con i proventi dell'attività criminosa, in particolare con i sette milioni acquisiti dall'organizzazione l'11 settembre 2007. Il giorno del colpo grosso per la banda che, già nel 2006, ma sono in corso indagini, avrebbe estorto 600mila euro a una manager tedesca. IL GIGOLO'. Tutto "merito" di Helg Sgarbi, biondo, occhi azzurri, alto un metro e 85. Lo svizzero frequenta ambienti del bel mondo, Costa Azzurra, Los Angeles e tramite importanti frequentazioni riesce a entrare in contatto con una donna tedesca, ricca e famosissima in Germania. Ne nasce una relazione e lui le chiede di aiutarlo: deve evitare le conseguenze di un procedimento giudiziario negli Stati Uniti, gli servono sette milioni di euro. Lei, raggirata, glieli dà. Pochi giorni dopo, attestano gli investigatori, Barretta acquista due Audi Q7 da 110mila euro l'una e un immobile. Nel frattempo continuano gli incontri tra Sgarbi e la ricca tedesca che, in albergo non sa di essere ripresa da una telecamera: in tutti gli incontri tra i due la stanza comunicante è occupata da Ernano Barretta. LA TRAPPOLA. La donna si rende conto dell'inganno quando, a gennaio, Sgarbi la ricatta di divulgare quelle immagini compromettenti alle imprese di cui è socia e alle fondazioni a carattere umanitario che presiede. Il prezzo per evitare lo scandalo internazionale è di 49 milioni di euro. Le parti si accordano, alla fine 14 sono i milioni che la donna accetta di pagare. Ma è solo una trappola, Sgarbi viene arrestato. Per Barretta è questione di mesi, in cui la Mobile gli sta addosso, ascoltandolo al telefono mentre incarica la figlia di pagare i legale di Sgarbi o quando alla moglie dello svizzero che lo implora di restituire i soldi per ottenere la scarcerazione del marito, dice che ha speso 2 milioni di euro.

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Coca al Sestriere Presa la banda degli spacciatori (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il caso I pusher rifornivano vip e turisti LA VIA DELLA DROGA UN MERCATO FLORIDO IL CONCESSIONARIO Coca al Sestriere Presa la banda degli spacciatori In carcere tre albanesi e un'italiana Il giro d'affari era di 15 mila euro al mese ANTONIO GIAIMO Arrivava dalla Toscana Il giro scoperto grazie alle intercettazioni Tanti clienti a Pinerolo ma soprattutto nelle Valli Olimpiche Noto commerciante rimasto coinvolto per la dipendenza PINEROLO Si sa che la cultura del sospetto è il primo requisito di un bravo investigatore, così i carabinieri del nucleo operativo di Pinerolo - che indagavano su un vasto traffico di droga - hanno iniziato a chiedersi: "Perché dopo l'arresto di Vincenzo Carnovale, ritenuto l'organizzatore di un ampio giro di spaccio, è scomparso da Pinerolo il suo amico Yuri Murrani, conosciuto nel giro dei tossicomani come "L'albanese"?". Per trovare una risposta, hanno bussato alla porta del sostituto procuratore Ciro Santoriello con la richiesta per ottenere l'autorizzazione di mettere sotto controllo alcuni cellulari. Ore di ascolto e di trascrizioni e infine agli inquirenti sono apparsi ben chiari nomi e tecniche del nuovo mercato della droga, che partiva da Pinerolo per arrivare a Sestriere e ridiscendere sino ad imboccare la Val Pellice. Inequivocabile il linguaggio: "Portami una piastrella" significava un etto di cocaina, oppure "Vengo ma porto il bimbo" quando si doveva consegnare un chilo di droga. Le indagini hanno portato a scoprire che Yuri Murrani, un clandestino, si era trasferito a Bollate, aveva un documento falso che gli era stato procurato da uno dei componenti della banda dei romeni, arrestati nei mesi scorsi per frodi informatiche a Pinerolo. Da lì controllava lo spaccio di droga nel Pinerolese, avvalendosi di altri tre complici. Due connazionali clandestini - Elois Vrenozi, 29 anni, e Defrim Kurti, 28 anni - e una donna di Luserna San Giovanni, Tiziana Leonini, 38 anni. Nell'indagine è finita anche una seconda donna, ma poiché ha un bambino piccolo le è stato imposto solo l'obbligo di firma. Sessanta euro per un grammo di cocaina da vendere ai giovani di buona famiglia che passano i fine settimana sulle piste di sci, ma anche a manager, liberi professionisti, impiegati di banca, titolari di esercizi pubblici, commercianti. E così nello spesso dossier consegnato al magistrato è finito anche il nome di un concessionario d'auto di Cavour, M.I., 41 anni, incensurato. Ad inchiodarlo sono state le intercettazioni telefoniche. Poi è stata portato in caserma, dove è stato interrogato dal magistrato e dal capitano Massimiliano Puca, ai quali ha dovuto spiegare perché aveva 8 grammi di cocaina già divisi in 4 involucri. Avrebbe fatto parecchie ammissioni, evitando l'arresto ma non la denuncia di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Ma la necessità di droga è stata più forte della paura, così l'indomani mattina - sospettando di avere il telefonino sotto controllo, ha chiamato il pusher da una cabina telefonica. Un'ingenuità: ancora una volta la comunicazione è stata intercettata. I carabinieri hanno ipotizzato che il giro dello spaccio, che contava centinaia di clienti, permettesse un guadagno di 15 mila euro al mese.

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IMPUNITI DELLA PRIVACY (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Posso sbagliarmi IMPUNITI DELLA PRIVACY PIERO BOTTINO Da qualche giorno nel portico in piazza sotto la redazione è sparita la mezza dozzina di cabine telefoniche, ultimo retaggio di quel Punto Sip che per decenni ha visto transitare generazioni senza un telefono disponibile. Adesso che un straccio di cellulare ce l'hanno anche i neonati, la sfilza di cubicoli era diventata anacronistica. Da ultimo anche la "fauna" dei frequentatori era cambiata, sembravano quasi sempre persone che tentavano più che altro di sfuggire a "intercettazioni" personali: in casa, sul luogo di lavoro, o - perché no - in canonica e in convento (fra gli assidui non mancavano i religiosi). Perché molti più di quanto si pensi hanno una privacy da difendere e non piace a nessuno finire sul giornale, o anche solo apostrofati dai vicini di esistenza, per parole dette incautamente e comprese ancor peggio. Tutta gente che vedrà dunque con favore l'annunciata legge sulle intercettazioni? Ne dubito. Sanno che - malgrado le solenni affermazioni - non sono i loro casalinghi segreti i veri obiettivi del legislatore. E che la comunità ha spesso più interesse a sapere che a ignorare. Questioni di giustizia per le quali rinuncerei volentieri alla mia privacy. In fin dei conti non ho nulla di davvero grave da nascondere. Altri, non so.

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L'ipercoop, telegate e l'affanno di pd e sinistra (sezione: Intercettazioni)

( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Livorno L'Ipercoop, Telegate e l'affanno di Pd e sinistra Il Tirreno di ieri riporta alcune notizie e interviste su cui riflettere. All'Ipercoop che, con buona pace del suo presidente Martelloni, appartiene alla sinistra, alla sua cultura, alla sua tradizione, al suo sistema di potere, si è verificato uno sciopero improvviso contro il lavoro interinale. Una lavoratrice, costretta dopo cinque anni a firmare all'agenzia Adecco un contratto interinale, ha dichiarato che pur non potendone fare a meno perché deve mantenere un figlio di tre anni, si è sentita abbandonata dalla mamma "che non mi vuole più e che ha deciso di affidarmi alla baby sitter". Nel frattempo ha deciso di abbandonare la Cgil e di rinunciare alla rappresentanza sindacale. Nel contempo a Telegate la Uil ottiene due delegati su cinque, mentre la Cgil soltanto uno: così vanno le cose nelle aziende flessibili, ad alto tasso di scolarizzazione. Nelle pagine successive il giornale dà conto dell'arrivo a Livorno di Diliberto, un palecomunista sopravvissuto alla scomparsa di Jurassic e dei suoi dinosauri, elegante e raffinato bibliofilo e professore universitario di Diritto romano. In linea con il loro segretario alcuni dirigenti locali si lasciano andare a fosche previsioni "sugli ulteriori attacchi che saranno portati ai diritti nei luoghi di lavoro, come se negli ultimi tempi non ce ne fossero stati abbastanza" e constatano che "un forte partito comunista serve soprattutto oggi che è forte l'attacco dei padroni e delle destre"; mentre il Partito democratico "è l'altra faccia del capitale" che minaccia "di rendere difficile anche gli accordi in sede locale per le amministrative": diceva un vecchio proverbio "uomo avvisato mezzo salvato". Come dar torto alla sinistra radicale quando denuncia comportamenti vetero-capitalistici, da padroni delle ferriere, negli ex compagni del PD e delle Coop, ma come, contemporaneamente darle ragione quando identifica l'attuale governo con una destra antipopolare che cerca la rivincita dei padroni nei confronti dei lavoratori? La realtà è che il movimento cooperativo da strumento di mutua assistenza, nato nel seno del movimento operaio e contadino, soprattutto emiliano, si è trasformato in un grande apparato industriale, distributivo, assicurativo e finanziario che dei vecchi fini sociali non conserva più nulla, mantenendo però i vecchi privilegi fiscali riconosciuti alle imprese cooperative senza fini di lucro; mentre la sinistra radicale ha perso ogni contatto con le nuove tipologie di lavoratori del mondo globalizzato. Forse, azzardo una ipotesi, chi si richiama ai principi, considerati desueti, delle radici giudaico-cristiane, antiche di tre millenni, è maggiormente in grado di intercettare i bisogni e le esigenze, non solo materiali, dei lavoratori. I principi sociali contenuti nel Talmud e nella dottrina sociale della Chiesa, considerando il lavoratore come persona e quindi sempre come fine e mai come mezzo, si basano su una morale sociale in grado di rafforzare il debole, provvedere al suo sostentamento e alla previdenza sociale e garantire un minimo tenore di vita; i lavoratori oggi hanno capito che è meglio perseguire una giustizia sociale nel mondo che, prescindendo dalla perfezione dell'assoluto, persegua la relatività umana di una giustizia possibile, che il bene per sé stessi è meglio del male per gli altri, che anziché far piangere i ricchi è meglio convincerli che l'armonia nel mondo è più utile, oltre che migliore sul piano etico, per lo sviluppo e la conservazione del pianeta e del mondo umano. Sarà questo il motivo per cui gli elettori hanno abbandonato, soprattutto al nord, le sinistre a favore sopratutto della Lega? Forse, tra una sinistra moderata palecapitalista e una sinistra radicale veterocomunista, i lavoratori preferiscono una destra compassionevole, impegnata nel rendere compatibile la società umana ai valori etici e sociali della tradizione, sentendola così più vicina ai propri bisogni di sicurezza e di protezione. Guido Guastalla Capogruppo Amare Livorno.

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Di pietro: così aiutano la casta (sezione: Intercettazioni)

( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il leader Idv pensa al referendum. Il procuratore Caselli: la gente non saprà più niente Di Pietro: così aiutano la casta "Vogliamo solo tutelare la privacy" insiste Berlusconi I giornalisti verso lo sciopero. Giulietti: bavaglio alla stampa ROMA. Continua ad alimentare polemiche e proteste il disegno di legge sulle intercettazioni varato dal governo. Protestano le opposizioni, ma anche magistrati e giornalisti contro una legge che, avvertono, se approvata così come l'ha proposta il governo, metterebbe un freno alle indagini dei magistrati e nasconderebbe notizie e informazioni ai cittadini. Silvio Berlusconi ribadisce però che in materia di intercettazioni "ci sono due livelli da tutelare, la privacy e la difesa dei cittadini. Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente". Il presidente del Consiglio si ferma a parlare con i giornalisti e una piccola folla di persone a margine del matrimonio a cui ha partecipato ieri pomeriggio nel piacentino. "Ma così i furbetti del quartierino - gli replica un cittadino - non sarebbero mai stati scoperti". "Secondo me non è vero - ribatte il premier - non è così. C'è bisogno di giustizia - ripete - ma bisogna trovare l'equilibrio fra i due interessi". "E' in pericolo l'informazione, l'indipendenza della magistratura, c'è il rischio di non sapere più niente", accusa invece esplicitamente il procuratore di Torino Gian Carlo Caselli. Mentre per Di Pietro quella sulle intercettazioni "è un'altra legge a favore della casta che Berlusconi sta facendo". Il leader dell'Italia dei valori promette "un'opposizione dura", e non esclude il ricorso referendum contro la legge. A scendere sul piede di guerra sono anche le organizzazioni internazionali dei giornalisti. Dopo Reporter sans frontier, ieri è stata l'Isf, l'associazione per la libertà di stampa nel mondo, a lanciare un vero e proprio allarme contro il provvedimento del governo italiano. La proposta, accusa l'Isf, "rappresenta un grave atto di limitazione alla libertà di stampa in Italia e un pericoloso precedente di censura ai danni dei giornalisti. Per questo - aggiunge l'associazione - lanciamo un "alert" internazionale alle associazioni per la libertà di stampa e ai vertici dell'Unione europea". Un allarme di natura completamente diversa l'ha sollevato il vice presidente del Csm Nicola Mancino. Se ad autorizzare le intercettazioni dovrà essere un organo collegiale di tre giudici, invece del solo gip - sottolinea - nasce "un problema di organici cui il ministro della Giustizia non può non rispondere con l'urgenza che i nuovi provvedimenti legislativi richiedono". Il pm di Asti, Luciano Tarditi, avverte invece che se il ddl del governo non sarà modificato si rischia di lasciare impuniti molti reati ambientali, a cominciare dal traffico dei rifiuti tossici, che devono essere scoperti mentre sono consumati, non dopo. La Federazione della stampa, il sindacato dei giornalisti italiani, potrebbe decidere in questa settimana anche uno sciopero contro il ddl. La proposta presentata dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, "per quanto riguarda il diritto di cronaca è letteralmente irricevibile", accusa Beppe Giulietti. "Non è solo e soltanto un tentativo di mettere un bavaglio ai cronisti e agli editori, ma è anche e soprattutto il tentativo di mettere una benda sugli occhi e sulle orecchie dei cittadini italiani".(a.p.).

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Pd nel solco della tradizione (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

IN SALA ROSSA DIBATTITO DAI TONI PACATI CON CONTINUI RIFERIMENTI AL CASO BERTOLOTTO Pd nel solco della tradizione SAVONA E finita 38-18 la "conta" fra Paolo Apicella e Marco Russo per la segreteria dll'Unione comunale del Pd. Un verdetto scontato, considerato l'esito dei dibattiti dei circoli che già aveva evidenziato una preferenza per l'ex segretario cittadino che si era portato in assemblea la maggior parte dei delegati. Il voto non ha tradito le attese e così sui 69 aventi diritto, i 56 che si sono presentati in Sala Rossa, si sono espressi a larga maggioranza per Paolo Apicella. Tanto per cambiare ha vinto un esponente dell'"ortodossia" Ds ma questa volta il confronto non è stato affatto sanguinolento e i contendenti hanno dato prova di invidiabile fair play. Inevitabili i riferimenti alla vicenda Bertolotto che sta squassando il partito facendo convergere su Savona anche i riflettori nazionali. Maria Luisa Madini ha sottolineato come il confronto nell'assise comunale sia avvenuto in termini molto più distesi rispetto alle polemiche dell'assemblea provinciale, mentre Giovanni Lunardon ha fatto riferimento all'importanza del metodo e delle regole nella scelta dei candidati. Lo sconfitto Marco Russo prima del voto ha detto: "Non siamo qui per fare la conta o per dividerci ma per discutere e confrontare le idee. Il fatto che in un partito ci sia più di un candidato è una ricchezza. Semmai bisognerebbe preoccuparsi delle elezioni in cui si vota per un solo candidato che è già stato deciso da qualcun altro". Sulla stessa lunghezza d'onda il neo segretario comunale Paolo Apicella: "L'obiettivo della costruzione del Pd costituisce un'occasione preziosa per Savona perchè può divenire il punto di riferimento dei vasti ceti sociali e la forma per intercettare un elettorato mai rappresentato dal centrodestra. La condizione perchè ciò accada è che davvero il processo politico che abbiamo davanti nei prossimi mesi non riguardi i gruppi dirigenti, non sia chiuso nelle stanze del ceto politico ma coinvolga attivamente energie e disponibilità presenti in città". Il dibattito si è protratto fino alle 12,30, presieduto dal vicepresidente della Provincia Lorena Rambaudi mentre nel frattempo i delegati votavano nella direzione che era già emersa dal dibattito nei circoli. Il confronto ha premiato Apicella per 38-18 ma Marco Russo, che ha rimarcato la presenza di un'area politica di matrice cattolica, farà comunque il vicesegretario. Franco Lirosi è stato eletto presidente dell'assemblea dei delegati cittadini.

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Intercettazioni (sezione: Intercettazioni)

( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Attualità INTERCETTAZIONI INTERCETTAZIONI Macché mutui, vuoi mettere la privacy! Finalmente il Governo ha approvato il disegno di legge sulle intercettazioni. Questa era la priorità richiesta dai cittadini; macché sicurezza, caro mutui, stipendi più bassi d'Europa: il cittadino onesto non voleva più essere intercettato. Forse ci sarà qualche controindicazione, non potranno più venire alla luce Vallettopoli, Calciopoli, furbetti del quartierino o cliniche degli orrori, ma vuoi mettere la privacy... D'ora in poi potrò chiamare i miei amici per sapere a che ora c'è la gabbionata senza paura che si cia qualche magistrato in ascolto. Tutta un'altra vita. Grazie, Silvio! Andrea Parenti Guasticce (LI) INTERCETTAZIONI Industriali contenti, pensa i delinquenti... Trovo inquietante l'approvazione di un provvedimento di divieto di intercettazioni per quasi tutti i reati per i quali è prevista una pena inferiore ai dieci anni. Non tanto per il fatto in sé, essendo comprensibile l'ansia, da parte del capo del governo, di liberarsi dai procedimenti legali ancora in atto, originati dal metodo d'indagine che s'intende vanificare, quanto per gli applausi scroscianti della platea d'industriali di fronte alla quale l'annuncio fu fatto per la prima volta. Che cosa pensare? Che altri non siano i problemi e le difficoltà che assillano le imprese? Che il senso critico dei vari rappresentanti delle categorie, anche produttive, del Paese sia ormai azzerato, e che si plauda sempre e comunque a ogni cosa Berlusconi dica, come l'immaginario uditorio del Nerone di petroliniana memoria? Oppure c'è, dietro l'entusiasmo liberatorio che segue all'annuncio qualcosa di più sottile, impalpabile, inconfessabile? Forse il sollievo di non doversi più limitare nel trattare telefonicamente affari "a rischio d'illecito"? E se così gioiosamente ha reagito una categoria tendenzialmente sana come quella industriale, possiamo immaginare l'entusiasmo frenetico dei tanti delinquenti a spasso. Mentre sarebbe lecito attendersi, in un Paese "normale", una regolamentazione della diffusione e della pubblicità delle intercettazioni, nel rispetto del diritto di ciascuno alla propria riservatezza, individuando e sanzionando coerentemente i responsabili di abusi, il divieto d'indagine suona come un rovesciamento di prospettiva, nella quale si tende a punire chi cerca di scoprire i fatti illeciti, favorendo invece chi li perpetra. è certo tuttavia che la scelta di un tema del genere come priorità, di fronte ai tanti e gravi problemi del Paese, serve a confermare la tendenza dei governi guidati dal presidente in carica a circoscrivere con cerchi sempre più ampi un'area d'impunità per i potenti e per i loro sodali. Andrea Gori Prato INTERCETTAZIONI Ma qui ci sono mafia e camorra A "Ballarò" il senatore Gasparri, senza arrossire ne ha sparate grosse sulle intercettazioni: "In Italia ci sono oltre 100mila intercettazioni l'anno, mentre negli Usa e negli altri paesi europei non arrivano a 2-3mila, addirittura negli Usa gli intercettati sono solo 1700 su quasi trecento milioni di abitanti". Messa così, e dilatata da voci amiche, può anche passare, ma in realtà le persone intercettate non arrivano a 20mila considerando anche che l'intercettato può avere più utente o cambiare scheda e numero. Paragonare il caso italiano con quello degli altri paesi è come raffrontare i cavolo con la torta di ciliege: negli altri paesi la maggior parte delle intercettazioni vengono fatte senza controllo né statistiche da servizi segreti, polizia, pompieri, enti locali e perfino dalla Croce Rossa, come ha accertato la commissione giustizia del Senato. Nel nostro paese ci sono poi mafia, camorra e 'ndrangheta, altrove sconosciute. Inoltre vorrei ricordare allo smemorato senatore che senza le intercettazioni non si sarebbero scoperte le malefatte nella clinica Santa Rita di Milano, né i traffici illeciti di Moggi, né le collusioni di politici con la criminalità organizzata in Calabria, Sicilia e Campania, né i tentativi di corruzione da parte di Berlusconi verso Saccà e l'avvocato Mills di Londra per la Sme. Con questa legge in galera ci finiranno, a parte qualche pollo, giornalisti e magistrati, non corruttori e corrotti. Carlo Giglioli San Miniato (Pi) NUCLEARE NO Anche l'uranio sta per finire Il nucleare non mi convince. E per vari motivi. Leggo che l'uranio sarà esaurito tra una cinquantina d'anni e che occorrono dieci-vent'anni per mettere a regime le nuove centrali. Che senso ha sostituire il petrolio con un altro minerale in via d'esaurimento? Meglio investire sulle energie rinnovabili: geotermia, eolico, solare. C'è stato poi un referendum e l'opzione nucleare ha perso: se ne facessero un altro, il responso non sarebbe diverso. Si cerca inoltre di spostare il nucleare in politica: chi è di destra è favorevole, chi è di sinistra, contrario. Non è vero! Io sono di destra e sono contrario. E ricordo che un nutrito gruppo di aderenti al Pci, al tempo del referendum era favorevolissimo al nucleare. Il nucleare è dunque un'opzione perdente: va troppo in là nel tempo, militarizza il territorio, si basa su un minerale in esaurimento. E le scorie? Non siamo stati buoni a smaltire la spazzatura, figuriamoci le scorie nucleari. Un ultimo dubbio: la Westinghouse, non avrà mica qualche reattore da svendere visto che negli Usa non sono previste nuove centrali? Vittorio Baccelli Lucca.

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Sfida interetnica per il Pd <Competizione con l'Svp> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere Alto Adige" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-06-15 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Il varo Spagnolli diserta la convention. L'Udc punge: cattolici emarginati Sfida interetnica per il Pd "Competizione con l'Svp" Tommasini apre la campagna: siamo il nuovo BOLZANO - "Leali, ma competitivi con la Svp". Nel giorno della presentazione della lista per le Provinciali, Christian Tommasini fissa un obiettivo ambizioso per il Pd: quello di andare oltre l'elettorato italiano per intercettare una parte dei consensi in fuga (secondo i sondaggi) dalla Svp. Ieri alla Kolping si respirava un'aria di grande fiducia. Circa un centinaio le persone presenti, e un'assenza di peso: quella del sindaco Gigi Spagnolli, protagonista nelle ultime settimane di qualche incomprensione (è un eufemismo) con il partito. La lista ufficiale dei candidati non ha riservato sorprese rispetto alle anticipazioni della vigilia. I dieci nomi espressi dall'assemblea provinciale, che si affiancano a quelli indicati dai circoli, sono il capolista Tommasini, Alessandra Berloffa (direttrice della coop sociale Eureka) Pinuccia Di Gesaro (editrice), Mauro Randi (direttore Caritas), Fernanda Mattedi (ex responsabile dei servizi sociali Bassa-Oltradige), Barbara Repetto (dirigente provinciale), Karl Trojer ( ingegnere impegnato nel sociale), Nicoletta Rizzoli (Vicecoordinatrice Upad), Sybille Tezzele (consigliera a Montagna) e Konrad Walter (ex segretario Cgil). Ad aprire l'assemblea della Kolping è Luisa Gnecchi. Poi la benedizione di Oskar Peterlini: "Continueremo a lavorare assieme per la convivenza, contro la destra della contrapposizione etnica". Oskar è applauditissimo: il suo augurio in latinorum (un improbabile "Ad maiorem") rischia di diventare il nuovo tormentone dopo il "si può fare" veltroniano. Quindi tocca a Gianclaudio Bressa, che provvede a demolire uno per uno i primi provvedimenti presi dal governo Berlusconi. Poi il deputato passa al locale, anticipando il tema della competizione con l'Svp. "Anche in Alto Adige cresce l'insicurezza. La Svp, segnata dai conflitti interni, rischia di perdere la rappresentanza del gruppo tedesco. Il Pdl è in crisi, il modello mostra crepe. Contro queste insicurezze si propone il Pd". Christian Tommasini, per la prima volta impegnato personalmente alle Provinciali, sfodera l'orgoglio. "Le Politiche hanno dimostrato che siamo una grande forza politica, la seconda dell'Alto Adige. Un elemento cruciale che rivendico essere il tratto distintivo del Pd è la capacità di parlare a tutti i gruppi linguistici, per far prevalere i valori e i contenuti all'appartenenza etnica. Siamo leali ma competitivi con l'Svp". L'unica puntura della giornata arriva, tanto per cambiare, dall'Udc. "Nella lista Pd prevale l'asse Gnecchi-Tommasini, mentre i cattolici sono emarginati" sostiene Paolo Degasper. Francesco Clementi In campo Christian Tommasini (a sinistra) con Giacomozzi, Gnecchi e Bressa In platea Tra i partecipanti dell'assemblea alla Kolping c'erano anche l'ospite Oskar Peterlini (eletto al Senato anche con i voti del Pd) e Pietro Calò, uno dei candidati di punta.

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Pd, caccia aperta ai voti degli scontenti Svp (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere Alto Adige" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-06-15 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Verso le elezioni Pd, caccia aperta ai voti degli scontenti Svp BOLZANO - Pd, obiettivo ambizioso: intercettare una parte dei consensi in fuga dalla Stella alpina. A PAGINA 6 Clementi.

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PESCARA - Fotografa le partner e minaccia di divulgare le immagini segrete qualora non riceva adegua (sezione: Intercettazioni)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Di ROSALBA CIANCAGLINI PESCARA - Fotografa le partner e minaccia di divulgare le immagini segrete qualora non riceva adeguata ricompensa. Le partner sono tre e tutte ricchissime, imprenditrici tra le più in vista e le più note in Germania. Questo uomo, che la Polizia ha identificato nello svizzero Helg Sgarbi, agisce per conto di Ernano Barretta, 63 anni, abruzzese doc, cervello della banda. E' lui, dicono gli investigatori, che inventa i ricatti, li organizza, riscuote grandi somme e non pago si finge sacerdote di una setta misteriosa attirando nel suo giro poveracci conosciuti in giro per il mondo: tossici, ex prostitute, depressi, malati a cui intesta i suoi beni e usa saltuariamente e gratuitamente come domestici o giardinieri. Il bottino documentato, dice la Polizia, è di nove milioni e mezzo di euro. Quello trovato è pari a un milione e mezzo. Quello incassato è valutabile nell'ordine di varie decine di milioni di euro e si può solo desumere da elementi indiretti, per esempio il mastodontico e magnifico complesso di agriturismo a Pesconsansonesco, le case, le ville, il parco macchine che comprendeva 10 vetture tra Audi Q7 a Mercedes Benz 350, da Lamborghini Diablo e Rolls Royce e Limousine. Tutto sequestrato. Ed è valutabile anche da un dato: a una delle signore ricattate Sgarbi e Barretta chiesero 49 milioni, scesi poi a 14. La coppia si muoveva solo su questo ordine di grandezza. La Polizia ha chiuso in gabbia Sgarbi il seduttore e la moglie di lui. In cella anche Barretta, moglie e figlio, ai domiciliari la figlia. Sono, a vario titolo, accusati di associazione a delinquere finalizzata a truffa, estorsione, riciclaggio. L'inchiesta della Squadra Mobile parte il 15 febbraio 2008 quando la Procura di Monaco deposita una richiesta di rogatoria in relazione all'arresto di uno svizzero, Sgarbi, ai danni di una donna. Sgarbi, dicono gli investigatori tedeschi, ha ricattato una ricchissima imprenditrice bavarese, di cui è amante inducendola a dargli 7 milioni prima come prestito con frasi tipo "Ho investito un bambino, aiutami" e poi come obbligo per evitare uno scandalo di proporzioni internazionali. Per rafforzare la minaccia mandò alla signora un dvd con immagini inequivocabili. Nel frattempo la richiesta di denaro era salita a 49 milioni. E nel frattempo altre ricchissime signore di Monaco denunciano di aver subito dal gentiluomo Sgarbi un'estorsione come quella appena descritta. A questo punto la Polizia di Monaco chiede ai colleghi di Pescara di indagare su un italiano, Ernano Barretta, sospetto complice di Sgarbi. Cominciano intercettazioni (tante e preziose), pedinamenti, riscontri bancari. Il Pm Gennaro Varone avvia un'inchiesta bis che evidenzia una trama perfettamente sovrapponibile a quella ipotizzata dagli inquirenti tedeschi. Il 27 maggio scorso 80 agenti, coordinati da Nicola Zupo, calano sull'agriturismo di Pescosansonesco e trovano un milione mezzo di euro nascosti nel giardino. Ieri mattina secondo blitz: arresti, sequestri. L'organigramma, dicono gli investigatori, è definito: Sgarbi il belloccio frequentava il gran mondo e attirava nel suo letto le signore più ricche della Bavaria. Sgarbi era comunque manovrato da Barretta che decideva, organizzava, incassava e reinvestiva. All'occorrenza Barretta si inventava capo di una non meglio specificata setta fondamentalista cristiana e riusciva, in questo modo, a recuperare la bassa manovalanza della sua organizzazione. Mogli dell'uno e dell'altro e figli cooperavano con ruoli minori. Tutto, ovviamente, resta da dimostrare.

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PESCARA - Eros e denaro tenevano uniti Sgarbi e Barretta. Ognuno dei due era un grande, nel settore (sezione: Intercettazioni)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Sgarbi doveva essere un amante straordinario perchè, ad onta di un aspetto ordinario, infilandosi negli abiti e negli ambienti giusti, è diventato amante delle donne più ricche dell'intera Germania. Tre lo accusano, una quarta ha ritirato la denuncia. Barretta, faccia e stazza da abruzzese dell'entroterra, anche lui aveva il suo harem. Stando alle accuse, grazie alle arie da santone ("Io cammino sull'acqua". Oppure: "Sono lo strumento di Dio". O: "Siete le mie Creature") ha irretito diverse donne a cui offriva ospitalità nell'agriturismo e talvolta anche il suo letto. Sgarbi e Barretta come sceglievano le vittime? La selezione doveva essere oculata, bisognava che le donne fossero ricche, non giovanissime, in vista e proprio per questo disposte a sottostare al ricatto delle immagini, probabilmente registrare con webcam e poi veicolate su dvd. Una volta ne fu minacciata la divulgazione presso le associazioni di charity o imprese di cui la signora era prevalente azionista. In un altro caso, invece, il gentiluomo Sgarbi minacciò di spedire i dvd alla famiglia della sua vittima. Sia Sgarbi che Barretta sono sposati e amatissimi dalle mogli. Sull'operato illecito di Sgarbi, dice la Polizia tedesca, non ci sono dubbi. Ma Barretta come c'entra in questa inchiesta? "Aveva ruolo di coordinamento e di indirizzo dell'attività criminosa", dice il gip Tascone. Decisiva è anche un'altra circostanza: in occasione di tutti gli incontri tra Sgarbi e almeno una delle amanti, Barretta era sempre ospite dello stesso albergo e guarda caso dormiva nella stanza accanto a quella della coppia clandestina. Non basta: in una intercettazione Sgarbi moglie, dopo l'arresto di Helg, implora Barretta di ottenere la sua liberazione e lo fa piangendo. La signora insiste e suggerisce di restituire il maltolto all'amante ingannata. Barretta a questo punto dice che i soldi non ce li ha più. E infatti: aveva già comprato un palazzo e due Audi Q 7 da 110 mila euro ciascuna. Barretta padre e figlio sono stati bloccati alla frontiera con in tasca 120 mila euro: stavano partendo per Sharm el Sheik dove probabilmente intendevano riciclare e reinvestire. Zupo, dirigente della Mobile pescarese, uno che davvero non molla mai, si dice orgoglioso che una parte assai significativa dell'inchiesta si sia svolta in Abruzzo: "Era importante dare una risposta pertinente alla richiesta dei colleghi di Monaco. Ora sarà Eurojust a definire il proseguimento dell'inchiesta". Eurojust è l'organismo dell'Unione europea per consolidare l'efficacia delle autorità competenti degli Stati membri nella lotta contro forme gravi di criminalità internazionale ed organizzata. R.Cian.

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Anna Bonni Finiranno al macero i nastri dell'inchiesta aperta sul fallimento dell'Hdc (sezione: Intercettazioni)

( da "Liberazione" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Anna Bonni Finiranno al macero i nastri dell'inchiesta aperta sul fallimento dell'Hdc. Tutte quelle telefonate registrate tra Berlusconi e gli alti dirigenti di viale Mazzini verranno cancellate. In definitiva non si saprà mai cosa si sono detti il Cavaliere e dirigenti come Querci, vice presidente di Rti, la controllata Mediaset che raggruppa le tre reti del Biscione che avrebbero potuto dire sicuramente molto su come veniva "gestita" per esempio l'informazione della tv pubblica al tempo del precedente governo di centrodestra. Eppure questa è solo una delle conseguenze imprevedibili del varo del Ddl "intercettazioni", approvato all'unanimità, in un clima di "grandissima concordia" dal Cdm annuncia il premier. "Un testo - spiega il Cavaliere - che tutela due livelli: la privacy e la difesa dei cittadini". E il premier ne è certo: "Anche "i furbetti del quartierino" sarebbero stati scoperti" se questa legge fosse stata varata prima. Il testo, appena approvato, limita a tre mesi la durata delle intercettazioni, eleva a 10 anni la soglia punitiva oltre la quale è prevista l'intercettabilità, con una deroga per i reati contro la Pa che prevedono una pena non inferiore a 5 anni, per i reati di mafia terrorismo ed in tutti quelli di "grandissimo allarme sociale". Eppure, come detto, le conseguenze dell'applicazione del Ddl sono al momento imprevedibili. Legambiente per esempio lancia un altro allarme: nel disegno sono resi "inascoltabili i trafficanti di rifiuti" e certamente "le ecomafie ringraziano". "Con questo provvedimento - denunciano gli ambientalisti - il traffico illecito dei rifiuti diventa più facile. Impedendo l'uso delle intercettazioni, si nega alle indagini un importante strumento contro un reato particolarmente odioso che compromette la salute di intere comunità". E non è certamente l'unico su cui sarà presumibilmente difficile indagare. Le polemiche restano tutte aperte, mentre il Popolo delle libertà fa scudo sui costi delle intercettazioni che, secondo Brunetta, pesano nelle casse dello Stato tra uno e due miliardi di euro. Eppure la polemica è proprio su alcune norme, come quella (rinominata "filo-preti", ndr), che prevede che, quando scatta un avviso di garanzia per un sacerdote, vada informato il vescovo, e se ad essere indagato è il vescovo l'obbligo di informazione va richiesto al Segretario di Stato. I giornalisti sono sul piede di guerra. "Il ddl sulle intercettazioni che prevede pesanti pene per chi le pubblica rappresenta un grave atto di limitazione alla libertà di stampa in Italia e un pericoloso precedente di censura ai danni dei cronisti" tuona l'associazione per la libertà di stampa nel mondo. "Oltretutto - prosegue in una nota l'Information Safety and Freedom - il provvedimento appare pretestuoso, visto che nel codice penale esiste già il reato di violazione di segreto istruttorio che punisce i giornalisti che pubblichino atti giudiziari coperti da segreto. Oltre ai molti procedimenti già avviati che saranno annullati per legge, si avranno pesanti limitazioni per quelli futuri". "Più che alla privacy dei cittadini, questo provvedimento sembra mirare a garantire l'impunità per i reati della "casta" e a lanciare un pesante monito all'indipendenza della magistratura e della stampa". Una proposta quella di Alfano - denuncia ancora l'associazione Articolo 21 - che "è letteralmente irricevibile". Agli editori e ai cronisti non resterebbe che ricorrere alla obiezione di coscienza facendo prevalere i contenuti dell'articolo 21 della Costituzione. In definitiva "il rischio è - conclude Giancarlo Caselli - di non sapere più nulla". "Ad essere in pericolo è non solo l'informazione ma anche l'indipendenza della magistratura". E proprio i magistrati sono i primi a manifestare tutte le loro perplessità. "L'attribuzione a un organo collegiale, e non più al singolo giudice per le indagini preliminari, della responsabilità di vagliare le richieste dei Pm di procedere ad intercettazioni telefoniche, pone - sottolinea il vicepresidente del Csm Nicola Mancino - un problema di organici cui il Ministero della Giustizia non può non rispondere con l'urgenza che i nuovi provvedimenti richiedono". "Per trasformare il Gip in organo collegiale - ha osservato ancora Mancino - non si possono aspettare i ritmi lunghi dei concorsi. Altrimenti - ha concluso - nel caso della Campania per esempio si rischia di arrivare troppo in ritardo rispetto alla scadenza temporale del decreto, che è fissata al 31 dicembre 2009. Per questo il Csm ha suggerito di ricorrere all'istituto dell'applicazione, che richiede tempi più brevi". Sta di fatto che il Ddl è approdato nelle aule. Il primo passo per "il testo della discordia" è compiuto. 15/06/2008.

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Il messaggio sbrigativo della destra (sezione: Intercettazioni)

( da "Libertà" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Di CARLO GALLI E pensare che c'è ancora qualcuno che crede che la destra e la sinistra siano la stessa cosa! A tutti costoro dovrebbe bastare un po' di spirito d'osservazione per comprendere che non è così. Votare a destra, far vincere Berlusconi, Fini, Bossi, ha significato dare spazio a una politica di destra, in forme aggiornate per alcuni aspetti, in forme invece del tutto classiche e traduzionali per altri. Che sono, oggi, i più evidenti. L'azione del governo si sta concretizzando, infatti, in due provvedimenti - il ddl sulle intercettazioni e il "pacchetto sicurezza" - in cui emergono evidenti alcuni tratti caratteristici della politica di destra: la diffidenza se non lo spirito punitivo verso la libertà di stampa, e la predisposizione a servirsi dell'esercito per questioni di ordine pubblico. Certo, non siamo in presenza di golpe, né di attentati alle libertà fondamentali; certo, la necessità del passaggio in parlamento dei disegni di legge e la continua vigilanza del Capo dello Stato fanno bene sperare sulla tenuta del sistema democratico; certo, alcune giustificazioni ai provvedimenti si possono trovare: la pubblicazione di intercettazioni riguardanti solo la vita privata degli interessati è stata un fatto scandaloso (la cui responsabilità primaria, nondimeno, non sta nella magistratura ma in altri anelli della catena), e l'ordine pubblico è veramente in sofferenza ovunque nel Paese. Eppure, sta squillando un campanello d'allarme: nel provvedimento sulle intercettazioni ci sono stati uno sfoggio decisionistico del Capo del governo, una volontà di ritorsione nei confronti della magistratura e dei giornalisti (categorie da tempo invise a Berlusconi) trattati peggio dei sospettati, un'opera di aperta disinformazione dell'opinione pubblica (le spese per le intercettazioni sono state presentate come un terzo del bilancio complessivo della Giustizia, mentre lo sono solo di un suo capitolo minore). SEGUE A PAGINA 3 15/06/2008.

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Magistrati e giornalisti contro le limitazioni alle intercettazioni (sezione: Intercettazioni)

( da "Libertà" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA - Continua ad alimentare polemiche e proteste il disegno di legge sulle intercettazioni varato dal Governo. Protesta l'opposizione, ma protestano anche magistrati e giornalisti contro una legge che - dicono - se approvata così come l'ha proposta il Governo, metterebbe un freno alle indagini dei magistrati e nasconderebbe notizie e informazioni ai cittadini. Silvio Berlusconi ribadisce però che in materia di intercettazioni "ci sono due livelli da tutelare, la privacy e la difesa dei cittadini". "Non è accettabile - dice - che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente". "E' in pericolo l'informazione, l'indipendenza della magistratura, c'è il rischio di non sapere più niente", accusa invece il procuratore di Torino Giancarlo Caselli. Per Di Pietro quella sulle intercettazioni "è un'altra legge a favore della casta che Berlusconi sta facendo". Il leader dell'Italia dei valori promette "un'opposizione dura", e non esclude il ricorso referendum contro la legge. A scendere sul piede di guerra sono anche le organizzazioni internazionali dei giornalisti. Dopo Reporter sans frontier, ieri è stata l'Isf, l'associazione per la libertà di stampa nel mondo, a lanciare un vero e proprio allarme contro il provvedimento del Governo italiano. La proposta, accusa l'Isf, "rappresenta un grave atto di limitazione alla libertà di stampa in Italia e un pericoloso precedente di censura ai danni dei giornalisti". "Per questo - aggiunge l'associazione - lanciamo un "alert" internazionale alle associazioni per la libertà di stampa e ai vertici dell'Unione europea". Per il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, invece, se ad autorizzare le intercettazioni dovrà essere un organo collegiale di tre giudici, invece del solo gip - sottolinea - nasce "un problema di organici cui il ministro della Giustizia non può non rispondere con l'urgenza che i nuovi provvedimenti legislativi richiedono". La Federazione della stampa, il sindacato dei giornalisti italiani, potrebbe decidere in questa settimana anche uno sciopero contro il Ddl. La proposta presentata dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, "per quanto riguarda il diritto di cronaca è letteralmente irricevibile", accusa Beppe Giulietti. "Non è solo e soltanto un tentativo di mettere un bavaglio ai cronisti e agli editori, ma è anche e soprattutto il tentativo di mettere una benda sugli occhi e sulle orecchie dei cittadini italiani". a.p. 15/06/2008.

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Morale e immorale, tutto in un'ora (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: 1CULTURA - data: 2008-06-15 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE La sassata Morale e immorale, tutto in un'ora di Giovanni Sasso In un'ora ci si può innamorare perdutamente. In un'ora si può decidere di andare via per sempre e di non tornare più indietro. In un'ora di telefonata intercettata possono starci segreti buoni per tre o quattro ergastoli. Si potrà aprire un'impresa, in un'ora, ci promette Tremonti. A naso, se ne chiudono parecchie, in un'ora, in Italia, oggi. In un'ora (ogni ora, ogni giorno) muoiono tre italiani a causa del consumo di alcolici. In un'ora in Italia nascono cinquanta bambini. Alcuni dei quali, va da sé, da genitori alcolisti. In un'ora, diciotto dipendenti del Comune di Trani riuscivano a fare parecchie cose: c'è chi andava dall'estetista, chi optava per una salutare passeggiata sul lungomare, chi approfittava per prenotarsi un viaggio alle Maldive. Nella stessa ora, altri venti dipendenti dello stesso Comune, timbravano il cartellino al posto loro. In un'ora possono morire sei lavoratori in una cisterna. E nell'ora successiva, puoi scommetterci, sentirai parlare di emergenza, sentirai chiedere giustizia, sentirai annunciare piani straordinari. Ma se prendi un'ora a caso di un mese dopo, sentirai solo silenzio. In un'ora, se deciderà di accettare l'offerta del Real Madrid, il calciatore portoghese Cristiano Ronaldo, quadagnerà millecento euro. E così via, per molti anni, tutte le ore dei suoi giorni e delle sue notti, anche dormendo, andando al cinema, facendo all'amore o mangiando una paella. Tac, precisi, puntuali, millecento euro, ogni ora, si affastelleranno sul suo conto in banca. Ci ha messo meno di un'ora Ferguson, manager del Manchester United, a dire che tutto ciò non è morale. Sto cercando di ricordarmi qualcosa, nel calcio moderno, che abbia a che fare con la morale. è quasi un'ora che ci provo, ma non mi viene in mente niente.

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<Il bonus bebè? Lo vorrei subito> (sezione: Intercettazioni)

( da "Libertà" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

"Il bonus bebè? Lo vorrei subito" San Pietro, Berlusconi risponde alla folla san pietro in cerro - Vittorio Fortunati, trentanovenne di San Pietro in Cerro, è il primo italiano certo di ricevere in tempi brevi il bonus bebè. Glielo ha garantito il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, arrivato nel paese della Bassa per partecipare al matrimonio di Renato Cerioli e Licia Ronzulli, giovane coppia milanese amica del premier. Avvicinato alla fine dalla cerimonia dal piacentino che chiedeva a che punto sia il provvedimento, Berlusconi ha sfoderato uno dei suoi tipici colpi di teatro: "Non so ancora bene quando partirà, sinceramente spero il più presto possibile e ho anche "litigato" con il ministro Tremonti affinché ci si sbrighi". "Mia figlia Lara è nata il due maggio, sarò tagliato fuori?", ha insistito l'uomo. "Spero di no - ha replicato il Cavaliere - ma se non te li darà lo Stato, quei soldi te li farò avere di tasca mia. Lascia i tuoi dati alla scorta". Si è chiusa così, poco dopo le 19, la parte "pubblica" della visita privata del presidente del consiglio a San Pietro in Cerro, dove da diversi giorni montava l'attesa per il suo possibile arrivo. Qualcuno lo aveva messo in dubbio, ma alla fine il premier non ha voluto mancare all'appuntamento con le nozze dei due manager lombardi, entrambi attivi nel settore sanitario-assistenziale. Arrivato attorno alle 16,30 all'aeroporto di San Damiano, Berlusconi ha raggiunto la Bassa a bordo dell'elicottero personale, atterrato in un campo ai lati del castello medioevale in cui si è tenuto il rinfresco che ha seguito la cerimonia. Tempo di rinfrescarsi e fare visita alla sposa e alle 17,30 è sbucato a piedi dalla strada provinciale che attraversa il paesino. Ad attenderlo c'era tutta San Pietro in Cerro, circa 250 cittadini assiepati ai lati della strada e seduti ai tavolini del bar che si affaccia sul sagrato della chiesa. "Che meraviglioso posto - ha commentato stringendo mani e dispensando sorrisi - voglio ritornarci ancora: la chiesa è bellissima, il castello anche, gli sposi altrettanto. Una giornata perfetta". Una cornice un po' diversa da quella che aveva appena lasciato: le nozze di Flavio Briatore e Elisabetta Gregoraci. "Ho assistito a due matrimoni in poche ore - ha detto sorridendo - per almeno un anno sono a posto". E chi gli grida i suoi ringraziamenti per il taglio dell'Ici, risponde: "Ce la stiamo mettendo tutta per mettere in pratica ciò che abbiamo garantito di fare". A un tifoso milanista che chiede dell'acquisto del centravanti Adebayor dice: "Non lo so, costa caro". Poi entra in chiesa e accolto da un applauso si siede tra i testimoni dello sposo. All'uscita, ricomincia il bagno di folla e lo show per le vie di San Pietro in Cerro. Il Cavaliere diventa serio solo quando qualcuno gli chiede delle polemiche sul decreto-intercettazioni: "Ci sono due temi da bilanciare: l'esigenza di giustizia e la difesa delle privacy, ma non è tollerabile che un cittadino alzi il telefono senza avere la certezza che nessuno si sta facendo i fatti suoi". "Ma i furbetti del quartierino non sarebbero stati fermati", gli fanno notare. "Non sono d'accordo", taglia corto prima di riprendere a camminare verso l'ingresso del castello. Sulla soglia, la promessa-bebè. Michele Rancati 15/06/2008.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-06-15 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Esercito in città per un anno Polemiche per la proposta del governo di utilizzare l'esercito per garantire la sicurezza nelle città. La Russa: "E' un esperimento, al massimo può durare un anno ". Veltroni: "Una scelta sbagliata che mortifica il lavoro delle forze dell'ordine ". Di Pietro: "Roba da Colombia". Nucleare, Iran: no all'Onu Braccio di ferro tra Iran e Onu sul programma nucleare. "Se il pacchetto comprende la sospensione delle attività nucleari non ne discutiamo nemmeno" ha precisato Teheran. E ieri è sceso in campo Javier Solana, responsabile della politica estera comune della Ue con una controfferta che comprende incentivi, investimenti e ritiro delle sanzioni. Focus Italia, zattera che si muove è un'Italia che si muove quella disegnata dai ricercatori del progetto Ring dell' Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Il nostro Paese è come una grande zattera che va alla deriva, contesa da correnti che la tirano e rischiano di sfasciarne la struttura. Politica "Intercettazioni, più giudici" Di Pietro minaccia il referendum, la "mobilitazione degli italiani" contro la legge sulle intercettazioni del governo Berlusconi. Mancino, vicepresidente del Csm: "Non sono contrario, tre persone valutano meglio di una. Ma servono più magistrati". Esteri Terremoto in Giappone Una scossa di 30 secondi di 7,2 gradi della scala Richter, ieri alle 8,43 del mattino (l'1,43 in Italia) ha colpito il Nord del Giappone. Sei persone morte e numerosi feriti. Paura per una perdita di acqua radioattiva in una centrale nucleare. Cronache Pizzo in diretta Un imprenditore edile siciliano, vittima del pizzo, ha deciso di filmare le scene dell'estorsione. Nelle immagini la minaccia, la richiesta di soldi e la trattativa. L'imprenditore si è rivolto ai carabinieri, ha denunciato l'estorsore e l'ha fatto arrestare. Gregoraci e Briatore sposi è durata due ore (da mezzogiorno alle 14) la cerimonia di nozze a Roma tra Elisabetta Gregoraci e Flavio Briatore. Economia G8 all'Opec: più petrolio I ministri delle Finanze del G8, riuniti ad Osaka, in Giappone, chiedono ai Paesi produttori di petrolio di incrementare la produzione del greggio per riportare l'economia dei vari Paesi nella virtuosa "combinazione di crescita robusta e bassa inflazione". Cultura Budapest '56, ferita aperta Nel Pci lo storico Federigo Argentieri ha combattuto a lungo perché il partito cambiasse posizione sulla rivoluzione ungherese del 1956, sconfessando Togliatti e la sua scelta di approvare l'intervento dell'Urss. "Se gli eredi del Pci non fanno i conti con la loro storia, la sinistra non uscirà dal vicolo cieco in cui si trova". Spettacoli Voglia di fiction La signora Cesaroni, Elena Sofia Ricci, sarà la madrina d'onore della seconda edizione del RomaFictionFest dal 7 al 12 luglio. "Il muro tra cinema e tv sta venendo giù mattone per mattone". Sport L'arbitro: valido il gol di Toni Tom Oevreboe, l'arbitro di Italia-Romania, dopo aver annullato il gol di Toni, ha detto: "Ho sbagliato e l'ho detto anche alla commissione arbitrale dell'Uefa ". Ieri la Spagna ha battuto la Svezia (2-1) passando il turno mentre la Russia si è imposta sulla Grecia per 1 a 0.

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ROMA - I più contrari sono i "cugini" poliziotti. La questione delle ronde miste con (sezione: Intercettazioni)

( da "Messaggero, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Di CARLO MERCURI ROMA - I più contrari sono i "cugini" poliziotti. La questione delle ronde miste con i militari dell'Esercito non l'hanno proprio mandata giù. "E' un'operazione di facciata", taglia corto il segretario del Siulp Felice Romano. Per lui, l'Esercito immischiato in questioni di sicurezza "è come far muovere un elefante in un negozio di cristalleria". Ma anche in casa delle Forze armate non è che siano tutti d'accordo. Dice Mario Arpino, ex Capo di Stato maggiore della Difesa: "E' un effetto un po' strano vedere i militari impiegati per l'ordine publico, perché i militari sono addestrati per altre cose". E pensare che il ministro La Russa, il giorno dopo l'annuncio della discesa in campo delle Forze armate in nome della sicurezza, si è adoperato per smorzare un po' i toni, spiegando che "si tratta di un esperimento di sei mesi, rinnovabile una volta sola", che "non c'è il rischio di sovrapposizione con le Forze di Polizia" e che in fin dei conti "è un gesto d'amore e di generosità delle Forze armate nei confronti dei cittadini" dai quali proviene "una richiesta forte di un miglior controllo del territorio, di poter avvertire che lo Stato garantisce, con la sua presenza, una condizione di vita migliore". L'opposizione. Nonostante le buone intenzioni di La Russa, le sue affermazioni hanno sollevato un putiferio di reazioni nell'agone politico. L'opposizione si è scatenata come nei tempi migliori, bollando di demagogia l'azione del ministro. Di Pietro è stato lapidario: "Le Forze armate per controllare il territorio delle città si usano ultimamente solo in Colombia contro il terrorismo e l'insurrezione armata". Veltroni non gli è stato da meno, affermando: "La decisione del Governo di usare l'Esercito nelle città italiane è sbagliata. Gli annunci ad effetto danno un'immagine catastrofica del Paese, contribuendo a mortificare l'ottimo lavoro svolto dalle Forze dell'Ordine". Minniti e Pinotti, i ministri "ombra" di Interno e Difesa, hanno intimato di non scomodare ad esempio i "Vespri siciliani", poiché a quel tempo c'era ancora l'esercito di leva: "L'esercito professionale di oggi - dicono - rischia di produrre una pericolosa confusione di ruoli e funzioni". Di "spot a buon mercato" parla l'esterrefatto Vietti e di "idea da Paese sudamericano" il perplesso Pezzotta. La maggioranza. Neppure la maggioranza è granitica intorno al progetto del duo La Russa-Maroni. Afferma nientemeno che il ministro Calderoli: "Non sono entusiasta di utilizzare l'esercito nelle città per garantire l'ordine pubblico ma quando ci si trova di fronte a città trasformate in Bronx, allora bisogna fare di necessità virtù". Di tono diverso le affermazioni di altri esponenti della maggioranza. Di Gasparri, per esempio, che dice: "Chi si schiera contro questa proposta la pensa come Totò Riina e i Casalesi. Sul territorio, per aiutare Polizia e carabinieri, è meglio che ci siano i soldati della Repubblica italiana che i "soldati" del clan Nuvoletta". O di Cicchitto: "Di fronte alla crescente richiesta dei cittadini che chiedono maggiore sicurezza bisogna ricorrere a tutti i mezzi possibili, compreso, con le dovute garanzie, l'esercito". Infine, il sigillo dello spazientito Guido Crosetto, sottosegretario alla Difesa: "I cittadini non vogliono sceriffi, ma chiedono la presenza fisica e seria dello Stato, rappresentato in questo caso da una divisa, per non avere più paura a percorrere una strada buia per tornare a casa". Cittadini e privacy. E' anch'esso un capitolo della sicurezza, anche se attiene di più al tema delle intercettazioni telefoniche che non a quello della vigilanza armata. Sulla questione è intervenuto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, così: "Ci sono - ha detto - due livelli da tutelare: la privacy e la difesa dei cittadini. Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente. C'è bisogno di giustizia - ha continuato il premier - ma bisogna trovare l'equilibrio tra i due interessi".

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ROMA - Silvio Berlusconi sa che la Lega non tirerà la corda fino a spezzarla (sezione: Intercettazioni)

( da "Messaggero, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Di CLAUDIO SARDO ROMA - Silvio Berlusconi sa che la Lega non tirerà la corda fino a spezzarla. Tanto meno adesso. Tanto meno su un tema di limitato impatto popolare come il Trattato di Lisbona. Lo preoccupa però l'aggressività verbale dei colonnelli leghisti. E la loro indifferenza per i danni d'immagine al governo. Non hanno esitato a contraddirlo sul reato di immigrazione clandestina, nel giorno dell'assemblea generale della Fao. Lo hanno costretto a un compromesso (al ribasso per il Cavaliere) sulle intercettazioni telefoniche. E ora i leghisti sparano a zero contro la ratifica italiana del Trattato di Lisbona, rispolverando l'armamentario del loro antieuropeismo. Tutto vorrebbe vedere Berlusconi tranne lo spettro di una maggioranza divisa sulla politica estera come lo era l'Unione di Prodi. Ma, certo, non può permettersi esitazioni o rinvii sulla ratifica. La chiede con forza il Quirinale. Si sono già pubblicamente impegnati i presidenti delle due Camere e il ministro degli Esteri Franco Frattini. Anche le cancellerie europee premono. E primo fra tutti preme quel Nicolas Sarkozy, che a luglio assumerà la presidenza dell'Ue e che Berlusconi ha eletto come interlocutore privilegiato in Europa. Prima della clamorosa bocciatura irlandese, era stato definito l'iter parlamentare della ratifica del Trattato: voto finale in Senato entro giugno, voto alla Camera entro luglio. Il governo pare intenzionato a confermare le date. L'altra sera Frattini ha rassicurato anche Piero Fassino, ministro degli Esteri ombra. A maggior ragione davanti ai dissensi leghisti, il Pd cerca di approfondire le divisioni: "Siamo un Paese fondatore dell'Europa - ha ribadito Fassino a Frattini - e non possiamo accettare che il processo d'integrazione, che coinvolge 27 Paesi europei, venga fermato da una parte minoritaria della popolazione di uno Stato dove abita l'1% dei cittadini dell'Unione". Per il Pd l'Italia deve assumere un ruolo trainante, pur nella nuova stagione di crisi: "Non proponiamo - continua Fassino - di rispondere al referendum irlandese con un'alzata di spalle, ma di reagire con forza politica". Frattini, che solo un paio di mesi fa era vicepresidente della Commissione a Bruxelles, è convinto che l'Italia non debba combiare rotta in Europa. Alla Lega però concede che "l'Europa deve ammettere i propri limiti e i propri difetti". La ratifica del resto, spiegano alla Farnesina, ha, a questo punto, "un valore simbolico" e non è giuridicamente vincolante. Per entrare in vigore il nuovo Trattato deve ottenere la ratifica in tutti e 27 gli Stati membri. Altrimenti resta il vecchio Trattato di Nizza. "Poi vedremo - ha confidato Frattini ai più stretti collaboratori - se la presidenza francese proporrà a dicembre di procedere con chi ci sta. Ma, anche in quel caso, sarà necessario che tutti e 27 diano il via libera ad un'Europa a doppia velocità". Certo, se qualcosa si muoverà, "l'Italia dovrà restare nel gruppo di testa": questa l'assicurazione della Farnesina. Sulla Lega i timori sono diffusi in casa Pdl. Tuttavia prevale la convinzione che il Carroccio fermerà il dissenso alla soglia della pronuncia parlamentare. Che insomma non arriverà a votare contro. Precisano a Palazzo Chigi che, "un conto è la posizione politica che la Lega assume per corrispondere agli umori dei propri elettori, un altro conto sono le conseguenze istituzionali". Se non è proprio una certezza, è almeno la speranza di Berlusconi. Che confida innanzitutto nel rapporto personale con Umberto Bossi,.

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Soldati in città solo un anno Polizia e opposizione attaccano (sezione: Intercettazioni)

( da "Messaggero, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

"Soldati in città solo un anno" Polizia e opposizione attaccano Intercettazioni, Berlusconi: tuteliamo privacy e cittadini.

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La libertà e il mercato delle schiave del sesso (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere del Veneto" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PADOVA2A - data: 2008-06-15 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE El canton delle busie di Fausto Pezzato La libertà e il mercato delle schiave del sesso I soldati arriveranno anche a Padova? Pare di sì. Con compiti di vigilanza notturna e licenza di arrestare. Ma c'è già la pubblica sicurezza, ci sono i carabinieri, le guardie di finanza, i vigili urbani con poteri allargati, i vigilantes, le ronde. Perché una democrazia deve utilizzare l'esercito se non è alle viste un colpo di Stato, una soppressione violenta delle istituzioni? Pare che lo voglia "il popolo". I militari armati per le strade. Come in Bolivia, in Uruguay, in Colombia e nelle altre repubbliche delle banane. Forse , nella comicità triste di questo tramonto, sentiremo anche qui , come accadeva tanti anni fa nella Polonia comunista, l'incitamento "aiuta la polizia, picchiati da solo…"? Descrivo gli esiti estremi di una deriva improbabile ma non impossibile. Alla quale, guarda caso si accompagna puntualmente un vistoso tentativo di imbavagliare l'informazione col pretesto delle intercettazioni: tre anni di carcere ai giornalisti che le pubblicheranno, in un Paese in cui vediamo assassini tornare in libertà dopo qualche anno, altri spassarsela agli arresti domiciliari. Ma chi ha paura delle intercettazioni? Fateci un pensiero. Però non era di questo che intendevo scrivere. L'introduzione serve da cupo sfondo alla frivolezza delle residue libertà, al lusso di dottoreggiare con vaghe conoscenze giurisprudenziali su questioni di inaudita gravità. Qualcuno (a) che parla il mio stesso dialetto ha aperto un elegante dibattito sul "diritto di andare a puttane". Facendo discendere il medesimo dalla Carta fondamentale della democrazia parlamentare ancora (credo) in vigore. E così affondando fino alle ginocchia in un crimine inesistente e tuttavia pertinente: lo sfruttamento della Costituzione. Oggi il mercato delle prestazioni sessuali a pagamento si regge soprattutto sulle grazie di straniere (moltissime minorenni) brutalmente deportate anche a Padova. Le vediamo battere nei quartieri più o meno periferici dove si sviluppa un intenso via vai di auto dalle quali, con i finestrini abbassati, si definiscono i termini delle transazioni. Nei paraggi si spaccia la droga. La gente protesta per questo indecoroso spettacolo. Chiede al sindaco di ristabilire l'ordine (quale?). Sovente le proteste, le lettere ai giornali, i manifesti dei bravi cittadini sono firmati dai bravi mariti e padri che nottetempo vanno a esercitare il diritto di cui sopra. E, sia chiaro, le libertà degli individui contengono anche incongruenze, questi compromessi "morali", il vezzo di predicare bene e razzolare male, perché poi un po tutti vogliamo la stessa cosa: la botte piena e la moglie ubriaca. Libertà incoercibili, appunto, se non trasgrediscono le leggi. Ma trasformare in un diritto costituzionale l'abitudine di ottenere il piacere a tariffa dalle donne che si prostituiscono perché non hanno alternative, beh, questo dovrebbe trasmetterci almeno un brivido di vergogna. Se restasse ancora traccia di un simile sentimento nella società indifferente e militarizzata.

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PERUGIA - Non solo quelle cimici nei telefoni, non solo quelle registrazioni di voci passate (sezione: Intercettazioni)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Di CLAUDIO BIANCIARDI PERUGIA - Non solo quelle cimici nei telefoni, non solo quelle registrazioni di voci passate per la cornetta e, secondo l'accusa, per quella parte del codice penale chiamata corruzione. Nell'inchiesta in cui mai sono stati tanti chiari i meccanismi di controllo e decisione degli appalti, mai è stata ascoltata con tanta precisione la sistematicità delle assegnazioni sempre alle stesse ditte, ci sono anche altri supporti di prova. Si chiamano registrazioni ambientali, hanno sempre la forma di una cassetta e viaggiano con lo stesso obiettivo, capire fino dove arrivava il sistema del pilotaggio degli appalti, se davvero si fermava alla manutenzione delle strade, la loro bitumatura e la gestione straordinaria degli interventi. Nel giorno in cui gli altri quattro arrestati rinchiusi nei diversi carceri umbri offrono poche o nessuna spiegazione a quanto contenuto nei mandati di cattura facendo aumentare i sospetti di una verità ormai acclarata, emergono nuove strade che l'inchiesta potrebbe intraprendere oppure ha già affrontato. Perché nei colloqui filtrati attraverso le intercettazioni ambientali dello Sco della polizia si parla anche dei grandissimi appalti non solo legati alla viabilità. E si parla di altri personaggi delle pubbliche amministrazioni oltre a quelli indagati, finiti in carcere oppure agli arresti domiciliari. Intanto, seconda tornata di interrogatori di garanzia, ieri mattina nel carcere di Terni, per altre quattro delle 35 persone finite agli arresti (otto in carcere e 27 ai domiciliari) nell' ambito dell'indagine. Ad essere stati ascoltati dal gip Claudia Matteini, alla presenza del pubblico ministero Manuela Comodi e del capo dello Sco presso la squadra mobile di Perugia, Marco Chiacchiera, sono stati Dino Bico, ex amministratore della ditta Ediltevere, (difeso dall'avvocato Francesco Falcinelli), Adriano Maraziti, direttore area viabilità della Provincia di Perugia (difeso dall'avvocato Franco Libori), Massimo Lupini, direttore tecnico della Seas spa (difeso dall'avvocato Nicola Di Mario) e Fabio Patumi, responsabile del servizio affari generali della Provincia di Perugia (difeso dall'avvocato Giuseppe Innamorati). Continua a pagina 35.

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Intercettazioni Una legge doverosa ma fatta male (sezione: Intercettazioni)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

PRIMA PAGINA 15-06-2008 EDITORIALE Intercettazioni Una legge doverosa ma fatta male Giuliano Molossi I l giro di vite sul far west delle intercettazioni, dopo certi scandalosi abusi, era doveroso ma la riforma varata dal governo non ci convince. Vieta alla stampa di pubblicare notizie relative a qualunque indagine fino al termine dell'udienza preliminare. E questo, ad esempio, significa che se questa legge fosse già stata in vigore, per oltre due anni non avremmo potuto scrivere una sola riga del crac Parmalat. Non solo, ma consentendo le intercettazioni solo per reati puniti con pene dai dieci anni in su, non sarebbe stato possibile smascherare lo scandalo della clinica Santa Rita di Milano dal momento che il giudice, quando aveva disposto gli "ascolti", stava indagando per un caso di truffa e falso in atto pubblico, reati che prevedono pene ben inferiori ai 10 anni. Intendiamoci: la privacy dei cittadini è stata sistematicamente violata per troppo tempo senza che nessuno muovesse un dito. Nel calderone delle intercettazioni, insieme a fatti di rilevanza penale, è finito di tutto e di più. Un giornalismo spazzatura che non può essere difeso in nome della libertà di informazione. I giornalisti hanno il dovere di dare le notizie, e cioè fatti di pubblico interesse, non di calpestare la dignità delle persone, non di pubblicare, come è accaduto, gli sms privatissimi tra un'attrice e il suo amante, sposato con prole. Questo non è neanche gossip, è fogna. Chi pubblica questo genere di cose è giusto che venga punito, anche severamente. Ma la legge voluta dal governo finisce per colpire anche tutti quei giornalisti che fanno in modo serio e scrupoloso il loro mestiere ma che per informare l'opinione pubblica di quello che succede non vorrebbero attendere il "visto si stampi" di qualche ufficio. segue PAG. 3.

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Capezzone: il Governo ha dato risposte concrete (sezione: Intercettazioni)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

CRONACA 15-06-2008 POLITICA INTERVENTO DEL PORTAVOCE DI FORZA ITALIA Capezzone: il Governo ha dato risposte concrete Villani: "Il ministro dell'Economia farà chiarezza sui conti della sanità" Michela Spotti II Parte in quarta il governo Berlusconi: un concetto che è stato ribadito più volte ieri al "Non solo latte" di via Torelli, dove sono intervenuti Luigi Giuseppe Villani, vicepresidente del consiglio regionale e Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia. All'incontro, organizzato dal circolo culturale "Invito alla politica ", presieduto da Paolo Mora, è intervenuto anche l'assessore Lorenzo Lasagna. "Grazie a Berlusconi - afferma Capezzone - si è dissolta quella cappa di negatività che incombeva sul Paese, in particolare sulla questione fiscale. Il nuovo esecutivo ha agito subito con concretezza, basta ricordare l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e la detassazione degli straordinari. Sarà proprio sul settore dell'economia che si giocherà la partita più importante, dalle tasse ai salari, alla ripresa del potere d'acquisto". Quindi il tema della sicurezza. "Anche qui è stata data una prima risposta - continua -. E' importante e ben vista la presenza delle forze armate sul territorio. Anche se le forze del centro sinistra oggi strillano e polemizzano. Proprio loro che volevano intercettare tutti gli italiani". Villani scatta una fotografia di un Paese che ha perso molto tempo. "Sono fiducioso nel nuovo governo - afferma - in particolare dal ministro dell'Economia mi aspetto che guardi con accuratezza i conti della sanità che succhia il 60-70 per cento del bilancio delle Regioni. Occorre fare chiarezza su questo settore così come sullo scadimento della qualità del servizio e sul patrimonio immobiliare delle aziende ospedaliero-universitarie". Occhi puntati anche alla "sburocratizzazione - continua Villani - e sul concetto di meritocrazia dei giovani. Non è possibile che nelle nostre università schiere di professori facciano carriera solo per anzianità e nella facoltà di Medicina si rincorrono gli stessi cognomi. O sono geneticamente portati oppure c'è qualcosa che non va". Argomento gettonato anche quello delle ultime elezioni. "La vita politica si è semplificata, ci siamo lasciati alle spalle la visione politica ottocentesca. Ci sono due grandi partiti, Pdl e Pd che rappresentano il 75 per cento del paese, poi abbiamo due partitini ovvero la Lega Nord e l'Italia dei valori che rappresentano gran parte del resto dell'elettorato". Ribadisce il concetto anche Capezzone. "Va riconosciuto a Berlusconi, ai cittadini e a Veltroni d'aver compiuto una riforma senza cambiare la costituzione o la legge elettorale - afferma -. Per quanto riguarda il nuovo partito del Pdl, dobbiamo ragionare sulla logica dei partiti anglosassoni, dove c'è una leadership forte, compattezza programmatica e apertura culturale. Non dobbiamo più lavorare secondo logiche di appartenenza". E sul finale fa un pronostico: "Avremo grandi sorprese per le elezioni europee il nostro partito insieme agli amici della Lega punta al 45 per cento. Possiamo arrivare alla maggioranza assoluta ma avremo sorprese anche in occasione delle amministrative di Bologna così come in ogni appuntamento elettorale della regione". Forza Italia Da sinistra, Villani, Mora e Capezzone.

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Intercettazioni: una legge doverosa ma fatta male (sezione: Intercettazioni)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-06-2008)

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POLITICA 15-06-2008 Intercettazioni: una legge doverosa ma fatta male DallaPRIMA Giuliano Molossi >Penso alle inchieste documentatissime di tanti colleghi che hanno rivelato alla gente fatti di una gravità inaudita. A volte quegli episodi erano all'oscuro della magistratura, in altri casi la magistratura stava indagando. Adesso il cronista, se non vuole rischiare di finire dietro le sbarre, prima di scrivere cosa dovrebbe fare? Aspettare i tempi, spesso biblici, della giustizia? E' giusto che i processi si facciano nelle aule dei tribunali e non nei salotti televisivi ed è vero che un'inchiesta non può essere messa a repentaglio da una intempestiva fuga di notizie, ma non si può nemmeno intimorire il giornalista che vuol cercare la verità, una verità a volte scomoda per il potere, minacciandolo di sbatterlo in galera se sgarra.

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Berlusconi: tuteliamo la privacy e i cittadini (sezione: Intercettazioni)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-06-2008)

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POLITICA 15-06-2008 INTERCETTAZIONI DI PIETRO ATTACCA Berlusconi: tuteliamo la privacy e i cittadini ROMA Elvio Sarrocco II Berlusconi difende il disegno di legge sulle intercettazioni contestato dall'opposizione. Abbiamo voluto tutelare "la privacy dei cittadini", ha affermato il premier aggiungendo che non è accettabile "che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente". Le intercettazioni decise dai magistrati allo Stato costano una cifra elevata: uno o due miliardi. Lo ha rivelato il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, spiegando che questi soldi vengono spesi per pagare società che fanno questo mestiere "a cascata", con il pericolo che ci sia una "caduta di controllo che può provocare ricatti e condizionamenti". Dal vice presidente del Csm, Nicola Mancino, intanto, un via libera e un grido d'allarme sulla decisione del governo di affidare a un collegio composto da tre magistrati il compito di decidere le intercettazioni telefoniche. Non sono contrario, ha affermato Mancino, perché tre persone valutano meglio di una. Sorge però un problema: attribuendo a un organo collegiale il compito che prima spettava ad un singolo giudice, porrà il problema degli organici. Occorreranno cioè più giudici e il ministero della Giustizia, ha sottolineato, non potrà non rispondere con urgenza a questa necessità per rispettare i tempi dettati dall'urgenza delle intercettazioni da effettuare. Non è quindi possibile, secondo il vice presidente del Csm, attendere i tempi lunghi dei concorsi. Mancino fa una proposta: si potrebbe ricorrere all'istituto delle "applicazioni" che richiede tempi più brevi. Due giorni dopo il sì del consiglio dei ministri al disegno di legge che limita le intercettazioni telefoniche, prosegue la polemica tra gli schieramenti. In prima fila contro il provvedimento è Antonio Di Pietro. Berlusconi, ha affermato ieri in Calabria, ha voluto approvare un'altra legge "a favore della casta ". E ancora una volta, ha aggiunto, il presidente del consiglio una cosa dice e un'altra fa. Davanti, cioè, dice che vuole la sicurezza, e dietro "toglie le armi delle investigazioni alla magistratura ", oltre a impedire all'informazione "di far sapere all'opinione pubblica i gravi reati che vengono commessi". Perciò, ha annunciato Di Pietro, l'Italia dei Valori farà un'opposizione durissima e raccoglierà le firme per un referendum abrogativo. Per il procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli, con la nuova legge è "in pericolo l'informazione e l'indipendenza della magistratura", c'è il rischio "di non sapere più niente". Per Giuseppe Gargani di Forza Italia, presidente della Commissione giuridica del Parlamento europeo, il centrodestra ha fatto bene a limitare le intercettazioni perché il diritto alla privacy deve essere difeso e doveva essere interrotto "un andazzo che era insopportabile". Gargani ha ricordato che nel 2006 in Italia sono state fatte 140 mila intercettazioni e nel 2008 il numero delle intercettazioni è salito a 226 mila con un costo di 102.007.000 euro. Cifre che, secondo Gargani, "parlano chiaro ".

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In cella con Cecchi Gori È morto, ma veglia (sezione: Intercettazioni)

( da "Libero" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Prima pagina 15-06-2008 In cella con Cecchi Gori È morto, ma veglia... di di RENATO FARINA Vittorio Cecchi Gori è sdraiato, come morto, dietro le sbarre della cella numero 12 nella sezione numero 7 di Regina Coeli. Sul tavolino della cella ci sono biscotti sbocconcellati, scatole di cracker, un tubetto aperto di dentifricio Pasta del Capitano. È morto ma veglia. C'è chiasso di ferro e voci rintronanti (...) nel corridoio, come in tutte le carceri. Sente però qualcuno che dice piano il suo nome, apre gli occhi e sono vispi, azzurro-verdi. "Direttore", dice balzando su. "Anzi onorevole. Conoscevo tutti i deputati e i senatori, sono stato uno di loro: non è venuto nessuno in questi dieci giorni, ma che gli ho fatto? Non ho niente contro di loro, non è la politica a volermi morto. Sono altri, altri...". Sorride e insieme allaga le sue grandi pupille di lacrime. Ha una Lacoste azzurra, sulla manica lunga giace una macchia rossa di sugo o di vino: la cosa più feroce è il povero coccodrillo sciupato della maglietta. Si avvicina alle sbarre color ruggine. "È una follia, è tutta una follia. Quello che mi capita è degno del Paraguay". Ora abbassa la voce per non farsi sentire da nessuno, nemmeno dal direttore della prigione impassibile e baffuto. Mette nelle mie le sue mani, curate, da bambino o da donna, con le unghie lunghe ma pulite. Mi parlerà un'ora. Io dirò le solite parole di queste circostanze: coraggio, finirà presto, tanti le vogliono bene, le devo salutare qualcuno, mi ha parlato bene di lei tizio e caio. Mi scopro a dargli qualche volta del tu. Si dà sempre del tu a chi ha perso l'invisibile corazza della libertà, così misconosciuta quando c'è. Dice: "Non so perché mi trovo qui. Non lo so nemmeno dopo che ho parlato con il giudice. Ho cercato di pagare i debiti, non ingannavo nessuno". Come sta? È vero che ha domandato l'eutanasia? "No, non ho mai avuto istinti suicidi. Ma qui può accadermi qualcosa. La stessa parte nera dell'Italia, quella mafiosa e criminale che mi ha portato qui, vuole la mia morte, farmi sparire, annullarmi. Ucc... Quella è gente cattiva, non dico di più. Per questo sono stato io a chiedere di essere sorvegliato a vista... ". Lancia un'occhiata dietro le mie spalle, dove c'è la guardia penitenziaria , seduta a un tavolino da Libro cuore più piccolo di un banco delle elementari, e dietro spunta un ragazzotto dalla testa rasata e dalla camicia celeste. GUARDATO A VISTA Gli dico: qualcuno la vuole ammazzare, teme questo? Qualcosa come il caffè nero al cianuro preparato per Sindona? "Questo... Qui la direzione e le guardie carcerarie mi vogliono bene, nulla da dire, sono assistito e guardato. Ma sa... Io non voglio morire, ma temo di ritrovarmi morto per lo spavento, per la tensione, che subentri la depressione e ceda qualcosa in me. L'angoscia e l'ansia mi assaltano di notte, ma poi passano. E il mattino arrivano le mazzate, come in Paraguay. Lo sa che da quando sono arrivato qui, martedì 3 giugno, mi sono arrivate diverse richieste di trasferimento in carcere per altri reati. Tutto si abbatte su chi è già messo in ginocchio. Stavo da due giorni in cella, e arriva una richiesta da Catania. Mi accusano di aver comprato dei voti che neanche mi sono serviti per rieleggermi nel 2001. Dicono che i quattro milioni che avrei dato a un prete di parrocchia erano per uno scambio sporco di consensi. Un pentito ha alzato la cifra, mi tira dentro storie assurde. Io sono colpito da questa Italia della malavita e della mafia. Non dalla politica, né di destra né di sinistra: non ci sono complotti ma ragioni di bottega, di soldi che mi dovevano e mi hanno rubato, migliaia di miliardi. Non c'è una parte politica che mi odi o mi perseguiti. Del resto ho avuto guai in qualunque stagione politica: fosse ulivista o berlusconiana. Ci capisco pure di politica. Sono stato io a prefigurare l'alleanza tra Lega e i siciliani autonomisti di Lombardo anni fa. Per senso di responsabilità nel 1994, quando ero senatore dei Popolari, feci mancare il mio voto contrario che avrebbe fatto cadere Berlusconi. A lui ho chiesto per lettera, quattro mesi fa, di candidarmi senatore, ma Silvio non mi ha risposto. Capisco i motivi, venivo da sinistra, lui però male non me ne ha fatto mai. Fini poi mi vuol bene. Lui era appena diventato papà e gli ho chiesto se potevo sperare anch'io di averne un altro. Lui mi rispose: "Si rinasce, e porta pure bene"". NESSUN RANCORE Porta rancori? "Ai politici no, e perché mai. Nessuno è venuto a trovarmi, a differenza di quando capitò ad altri, è vero. Ma questa è una lezione di vita. Il nemico non sono loro e neanche la magistratura, ma questa Italia oscura che mi ha spogliato, mi ha tolto la Fiorentina e la mia televisione. Mi devono dei soldi, chi li ha visti? Parlo di un certo giro di Telecom... Ave vo ragione o no quando denunciavo il lato tenebroso di Telecom? Lo dissi proprio a lei, cinque anni fa. E lo scrisse. Poi sono saltati fuori quei guasti, quei dossier... Le intercettazioni sono state inventate dalla parte verminosa di Telecom, non dalla magistratura. Insistono ad annichilirmi, non gli basta quanto mi hanno inflitto. Quando mi hanno arrestato con questa accusa fasulla di bancarotta, stavo per andare al concordato. Volevano da me però che rinunciassi alle mie cause di rimborso per la Fiorentina e la televisione che m'han no rubato. Io mai. Piuttosto crepo qui, io alla mia dignità non ci rinuncio. So che se mi tirerebbero fuori, se accettassi compromessi umilianti. Ma non lo faccio. È per questa mia natura un po' ingenua ma fatta di principi che sono qui. A me basta che mi fanno fare dei film, che male gli fo? Ma per favore aiutatemi a uscire, non ce la faccio, muoio qui dentro innocente. È interesse generale che io esca. Perché l'interesse generale coinIL FIGLIO E L'ARRESTO Com'è stato il momento dell'arresto? È stato violento? Ha visto qualcuno nel frattempo? domando. Cecchi Gori si ricorda qualcosa, ha un lampo felice e si arrossa: "Mi saluti Feltri, mi vuol bene Feltri vero?". Poi la faccia torna color arancione, come le inferriate, i capelli ocra come i mobili di materiale ignifugo, o viceversa. Doveva essere abbronzato due settimane fa. "Quando sono venuti, alle tre di pomeriggio, in ufficio, ho chiesto di vedere mio figlio Mario, prima che mi portassero via. Ha 16 anni, certe cose restano impresse per sempre: un padre trascinato in galera... Me lo hanno concesso e sono grato ai finanzieri. L'ho chiamato e gli ho detto: "Mario (si chiama Mario come mio padre), ora mi mettono in prigione. Ma sappi che il tuo babbo non ha fatto nulla di male, nulla di cui vergognarti, conserverò sempre la mia dignità di uomo". Sto cercando di avere il permesso di chiamarlo al telefono. Sentirmi rivivere in lui. Ma non ci riesco, la burocrazia è complicata: una volta mi hanno fatto chiamare un numero sbagliato. Non ho nessuno, sono solo. Capisco come ho sbagliato a non mettere su una famiglia buona e stabile". L'unico nome di donna che fa è: la Marini. "Mi ha difeso, sempre. Pensi che hanno ritirato fuori la storia di una sua denuncia contro di me, roba di anni fa. Mi stanno trattando come Al Capone. Ma la Marini è brava". Non dice mai Valeria, ma "la Marini". Tranne in un caso. "La persona più vicina è il mio cane, ho in mente il mio cane. Sono preoccupato per lui. Prende solo cibo da me. Dev'essere in un angolo del mio appartamento a Palazzo Borghese. Ho chiesto che andasse Valeria a dargli da mangiare, da lei lo accetta, per cinque anni ha convissuto con noi. È un Jack Russell terrier, si chiama Amore". UN UOMO IN PANTOFOLE Cecchi Gori ha pantofole aperte Nike, un paio di calzoni blu da tuta, e c'è un libro aperto sul letto. Si chiama "Segreti", e raccoglie una serie di consigli asiatici e mistici per sopportare le pene. "Vede: io non ho più i miei genitori, fratelli o sorelle, e i miei figli sono lontani. Amici? Credevo di averli... E ora se non mi ammazzano, muoio io. Non voglio l'eutanasia, non c'è bisogno; io mi muoio". Contorce la corona del rosario e se la preme per lasciare un segno sulla gola, "me lo ha mandato il cappellano, prima avevo al collo una catena d'oro che mi aveva regalato la Marini", e le sue mani sono diafane, da principe. In quel momento è disperato, poi si rianima. Il cinema. "Ho pensato di fare un film, qui dentro. Non la solita trama triste del detenuto in attesa di giudizio, ma una commedia all'italiana. Dovrebbe dirigerlo Virzì. Cinque o sei storie che si intrecciano: due o tre detenuti, la guardia, il direttore, il cappellano, l'avvocato, il magistrato. Fare un film per me è come innamorarsi, cambiano i colori delle cose. Io, sa, sui film sono bravo. Fatemi uscire, farò solo film. Invece sono dimenticato da tutto il mio mondo". Lo rimprovero: molti registi hanno parlato bene di lei. Zeffirelli ad esempio. Lui: "È morto Dino Risi. C'è stato uno, uno, che abbia ricordato che il suo produttore era Cecchi Gori? Eppure mi conoscono in tutto il mondo, il mio nome è un patrimonio di questo Paese, alla Casa Bianca sono stato ospite a cena, ho vinto tre Oscar. E ora sono seppellito, perché poi? Ho 66 anni, trascinato qui, non hanno voluto nemmeno concedermi i domiciliari che alla mia età si danno a tutti, e per un reato non commesso e che non esige l'arresto. Ero pronto a pagare ogni debito, tutto pur di preservare una piccola cellula di società cinematografica sana per lasciarla a mio figlio. Lui ricomincerà, e ce la faremo". La Madonnina della prima rotonda (il carcere è dedicato a Regina Coeli) è inquadrata come una detenuta da luci tipo Las Vegas deve pensare quello che penso io: processate Cecchi Gori, ma tiratelo fuori di qui. Fuori non troverà amici, ma almeno un cane di nome Amore, come nei film. .p Non ho mai avuto istinti suicidi. Ma qui può accadermi qualcosa. La stessa parte nera dell'Italia, quella mafiosa e criminale che mi ha portato qui, vuole la mia morte, farmi sparire, annullarmi LA VICENDA L'ARRESTO Lo scorso martedì 3 giugno Vittorio Cecchi Gori è stato arrestato a Roma per la bancarotta di 25 milioni di euro dopo il fallimento della società cinematografica "Safin". Le manette sono scattate anche per Luigi Barone, rappresentante legale di numerose società riconducibili al gruppo Cecchi Gori. I PRECEDENTI Imprenditore nel campo cinematografico e proprietario delle reti televisive Videomusic e Telemontecarlo, tra il 2001 e il 2002 Cecchi Gori rimane coinvolto in gravi crisi finanziarie che lo portano a vendere molte delle sue proprietà, compresa la squadra della Fiorentina della quale era presidente dal 1993, dopo la morte del padre. FIGLIO D'ARTE Vittorio Cecchi Gori ha proseguito l'attività di produttore del padre Mario. Nato a Firenze 66 anni fa, è stato senatore nelle fila del Ppi. Presidente della Fiorentina, con i viola ha vinto due coppe Italia prima del fallimento del team. Lo scorso tre giugno è stato arrestato con l'accusa di bancarotta fraudolenta. Da allora si trova al carcere romano di Regina Coeli, popolato in larga parte da extracomunitari. "STORIA DI UN AMORE p La persona che mi è più vicina è il mio cane. Sono preoccupato per lui. Prende solo cibo da me. Dev'essere in un angolo del mio appartamento a Palazzo Borghese. Ho chiesto che andasse Valeria a dargli da mangiare, da lei lo accetta, per cinque anni ha convissuto con noi. È un Jack Russell terrier, si chiama Amore Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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Per governare servono i numeri (e altre cose) (sezione: Intercettazioni)

( da "Libero" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Attualità 15-06-2008 Per governare servono i numeri (e altre cose) Risponde Mattias Mainiero Il centrodestra ha una maggioranza molto ampia, ma sembra che a comandare ci sia sempre il centrosinistra. Non capisco la voglia di Berlusconi di cercare a tutti i costi il dialogo con Veltroni per qualsiasi legge che in questo momento serve al Paese, sono convinto che a parti invertite Veltroni e compagni non avrebbero cercato il dialogo con Berlusconi, vedi l'esempio del precedente governo Prodi. Le leggi sulle intercettazioni, sui clandestini e sulla politica fiscale possono essere approvate senza alcun problema di numeri, è meglio che il Cavaliere si dia una mossa prima che il Nord e tutti i leghisti si arrabbino ancora di più, e allora saranno dolori. Livio Greselin Vicenza Caro lettore, è probabile che se Veltroni fosse diventato presidente del Consiglio avrebbe seguito l'esempio del suo poco illustre predecessore governando a colpi di fiducia e infischiandosene del parere dell'opposizione. Il fatto però che Sua Eccellenza Mortadella abbia sbagliato e che il figlioccio Walter potrebbe avere una discreta tendenza all'imita zione, non vuol dire che anche Silvio Berlusconi debba commettere gli stessi errori. Chi non è fesso e ha a cuore le sorti del Paese, di solito, si comporta di conseguenza, lasciando stare le eccellenze passate e le minieccellenze presenti. E non c'è dubbio, carissimo lettore, che per il bene del Paese, per la sua unità, per evitare muri contro muri, e anche perché nessuno è dotato di scienza infusa e un suggerimento non fa mai male (se non ai presuntuosi), un minimo di dialogo sia necessario. Terra terra: se c'è un'Italia che siede all'opposizione, è giusto che la maggioranza, nei limiti delle regole imposte dalla democrazia e dal buonsenso, tenga conto anche delle idee e delle proposte dell'opposizione, che è opposizione, ma non sbaglia a priori in quanto opposizione. Poi, se non si raggiunge un'intesa, amen, si fa di testa propria e si governa. Berlusconi, in questo, non sbaglia. Se mai, un errore che si sta rendendo abbastanza evidente è quello dei troppi annunci governativi. Che non riguardano solo le cose fatte o che si stanno facendo. Pubblica dichiarazione del presidente del Consiglio: "Annuncio la mia certezza che il governo risolverà l'emergenza rifiuti a Napoli". Con tutto il rispetto: caro Presidente, che lei fosse certo noi lo sapevamo benissimo. E sapevano benissimo che fa sul serio e che non si risparmierà. Dopodiché restano i rifiuti. Speriamo che bastino queste certezze. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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Confessioni e difesa della privacy (sezione: Intercettazioni)

( da "Libero" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Attualità 15-06-2008 Confessioni e difesa della privacy Solo il prete, davanti alle confessioni, mantiene il segreto. I magistrati intercettano le confessioni della gente e poi condannano o assolvono quelle che convengono a loro. Altro che difesa della privacy! Ci sarebbe, in parte, da sconfessare la magistratura. Luigi Lampugnani Gottolengo (Bs) Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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Come salvare capra e cavoli (sezione: Intercettazioni)

( da "Libero" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Attualità 15-06-2008 Come salvare capra e cavoli In tema di intercettazioni si potrebbe, forse, salvare capra e cavoli. Molti sembrano condividere che la magistratura possa indagare liberamente, anche utilizzando le intercettazioni e molti non accettano che le registrazioni diventino pubbliche. Proposta: via libera al magistrato, predisponga e utilizzi le intercettazioni, ma ne sia responsabile. Se finiscono sui giornali, il magistrato, e solo lui (i giornalisti, dando notizia di ogni accadimento, fanno il loro lavoro), ne risponde, se del caso, anche con il carcere. Non vi pare che si tutelerebbe il sacrosanto corso della giustizia con l'altrettanto sacrosanto diritto alla privacy? Roberto Scrivani Pavia Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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Marcetta indietro <Esercito in città massimo un anno> (sezione: Intercettazioni)

( da "Libero" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Italia 15-06-2008 Marcetta indietro "Esercito in città massimo un anno" ANDREA VALLE ROMA L'idea del governo di mobilitare l'esercito - solo per sei mesi, un anno al massimo - per "fare guerra" alla carenza di sicurezza nelle città italiane viene bocciata senza esitazioni dall'opposizione, mentre esecutivo e maggioranza sottolineano come la domanda di sicurezza sia quella più pressante, da parte degli italiani. Critiche e perplessità vengono espressi anche da polizia ed esercito. Sul fronte delle intercettazioni, il premier Silvio Berlusconi difende il decreto, spiegando che "ci sono due livelli da tutelare", ossia "la privacy e la difesa dei cittadini. Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente". Ignazio La Russa, ministro della Difesa, ridimensiona la portata dell'intervento: "Non c'è alcun rischio di una sovrapposizione tra gli agenti di pubblica sicurezza e i 2.500 militari che potranno essere utilizzati con funzioni di polizia", dichiara il ministro. "Fra l'altro, si tratta di un esperimento di 6 mesi, rinnovabile una sola volta. Dico a Chiamparino", aggiunge La Russa, rivolgendosi al sindaco di Torino, molto critico, "che dovrebbe girare per la sua periferia prima di parlare e sentire cosa ne pensano i suoi cittadini. In Sicilia, non con il governo Berlusconi, lo Stato mandò 20 mila uomini delle forze armate. Si tratta in questo caso di un esperimento di 2.500 uomini". La Russa sottolinea inoltre che "rimane la competenza del ministero dell'Interno, dei prefetti, congiuntamente". Secondo il leghista Roberto Calderoli non può che trattarsi di "una misura transitoria". "Chi si schiera contro l'uso dell'esercito" , replica secco il presidente dei senatori del Pd Maurizio Gasparri, "la pensa come Totò Riina e i casalesi. Sul territorio italiano è meglio che ci siano i soldati della Repubblica, piuttosto che quelli del clan Nuvoletta". "Veltroni e il Pd continuano a dire che sono altre le priorità del Paese. Mi permetto sommessamente di ricordare che gli italiani hanno dato la loro fiducia al Pdl sulla base delle priorità che il governo sta con coerenza affrontando": lo sottolinea in una nota Italo Bocchino, presidente vicario del gruppo Pdl della Camera. A suo avviso "il segnale dal governo è venuto forte e chiaro. Gli italiani lo hanno capito ed apprezzato, come dimostra anche un sondaggio divulgato da Sky tg24, secondo cui ben l'82 % dei nostri concittadini approva la misura". L'Italia dei valori non condivide affatto la decisione di impiegare i militari per la sicurezza nelle città. Lo dice a chiare lettere Antonio Di Pietro, presidente del partito. "Le forze armate per controllare il territorio delle città", dice Di Pietro, "oggi si impiegano solo in Colombia. I militari invece dovrebbero essere impiegati solo per difendere lo Stato dalle aggressioni esterne". Decisamente contraria Rifondazione comunista. Parla di "atteggiamento fascistoide, idea di democrazia inquietante" Franco Giordano, il segretario dimissionario del Prc. Contraria all'iniziativa del ministro della Difesa anche l'omologo-ombra del Pd Roberta Pinotti: "Siamo contrari alla militarizzazione del territorio. Per garantire la sicurezza nelle città esistono le forze dell'ordine che magari vanno potenziale, ma non il personale militare. Sarebbe sprecato in quel ruolo". Prudenza e qualche critica: così reagiscono vertici militari e organizzazioni sindacali delle forze dell'ordine. Il Siulp, il Sindacato dei poliziotti, è perplesso e teme l'ennesima "operazione di facciata": "Il rischio", spiega Felice Romano, segretario generale, "è quello di far muovere un elefante in un negozio di cristalleria". Al generale Mario Arpino, già capo di Stato maggiore della Difesa, "fa un certo effetto vedere i militari fare le stesse cose che fanno nel Kosovo. Ai militari non fa mai una buona impressione vedere che alcuni sono impiegati per l'ordine pubblico, perché i militari sono addestrati per altre cose". Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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Il popolo non è canaglia (sezione: Intercettazioni)

( da "Libero" del 15-06-2008)

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Italia 15-06-2008 Il popolo non è canaglia di EGIDIO STERPA Il "no" degli irlandesi al Trattato di Lisbona non è certo il "finis Europae", ma un brutto colpo alle nostre attese. Il rimedio non è, "cambiare volto all'Euro pa", ma farne la terra della speranza di 27 paesi. * * * Scrive Piero Ostellino: con la questione delle intercettazioni "magistratura, politica, informazione hanno trasformato parte del popolo italiano in canaglia". C'è il rischio che finiamo per sacrificare libertà e diritti al giustizialismo. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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La sicurezza innanzitutto. E insieme la tutela della libertà (sezione: Intercettazioni)

( da "Tempo, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stampa La sicurezza innanzitutto. E insieme la tutela della libertà ... La sicurezza innanzitutto. E insieme la tutela della libertà e della dignità dei cittadini. Il governo risponde alle due esigenze con provvedimenti che avranno grande impatto nella vita civile. Impiegare duemilacinquecento militari in pattuglie miste con poliziotti e carabinieri a presidio delle nostre città, non s'era mai visto perché nessun esecutivo aveva avuto il coraggio di osare tanto per garantire l'ordine e la legalità. Proteggere, nello stesso tempo, gli italiani dalle incursioni nelle loro privatissime esistenze con un giro di vite sulle intercettazioni, nessuno lo immaginava, al contrario si pensava all'adozione di misure minimaliste tanto per dare seguito ad una promessa elettorale. Di fronte a questi provvedimenti tesi a garantire diritti fondamentali, non si può non riconoscere al governo Berlusconi quel decisionismo manifestatosi fin dai primi atti eppure sempre messo in discussione. Tanto l'insicurezza nelle città, quanto il dilagare delle intercettazioni, con il corollario della pubblica gogna per chi viene spiato, possono finalmente essere affrontate per come meritano dal momento che gli strumenti operativi sono stati varati. E non sarebbe un buon segnale per il Paese se in Parlamento l'opposizione s'iscrivesse al club dei disfattisti motivando la sua pregiudiziale ostilità con un malinteso senso del giustizialismo per ciò che attiene le intercettazioni e ad una ancor più dannosa tendenza ad un libertarismo che non coincide con l'idea di libertà per quanto concerne l'uso dei militari nelle operazioni di ordine pubblico. segue a pag. 7.

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Confronto su giustizia e media (sezione: Intercettazioni)

( da "Centro, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Regione Confronto su giustizia e media L'Aquila, giornata di studio con penalisti e giornalisti L'AQUILA. "Segretezza delle indagini e diritto-dovere di informazione" è il tema sul quale si sono confrontati ieri all'Aquila avvocati e giornalisti. A coordinare i lavori è stato il professor Mauro Catenacci dell'Università di Teramo. Ad aprire il convegno, promosso dal consiglio dell'Ordine degli avvocati dell'Aquila, dal Comitato tecnico scientifico per la formazione dell'avvocatura e dall'Università di Teramo, sono stati il presidente dell'Ordine degli avvocati, Antonello Carbonara, ed il presidente dell'Ordine dei giornalisti Stefano Pallotta. Le relazioni sono state affidate al professor Franco Coppi, della Sapienza di Roma, e all'avvocato Attilio Cecchini. Coppi, in particolare, si è soffermato sull'esposizione mediatica del difensore, "spesso subìta, a volte non solo non evitata ma persino cercata". L'esposizione mediatica, secondo gli orientamenti emersi durante l'incontro, deve contemperare sempre la tutela del diritto dell'imputato ad essere difeso, anche sui mass-media, qualora le accuse vengono rilanciate da questi. Ad affrontare l'argomento delle intercettazioni telefoniche è stato il presidente Pallotta: "Il disegno di legge non nasce certo dalla pubblicazione di intercettazioni su casi di cronaca, ma da altre vicende che hanno riguardato la commistione tra politica e affari".

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La parrucca del Re Sole che governa il Bel Paese (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

"BERLUSCONI vuole dimostrare che per governare la crisi italiana è costretto per necessità a separare lo Stato dal diritto. Come se il Paese attraversasse una terra di nessuno. Il soldato come questurino, il giudice come chierico, il giornalista come laudatore: sono le tre figure di una scena politica che minaccia di trasformare il senso della nostra forma costituzionale. Sono i fantasmi di un tempo sospeso dove il governo avrà più potere e il cittadino meno diritti, meno sicurezza, meno garanzie". Così ha scritto ieri Giuseppe D'Avanzo su questo giornale. Purtroppo questo suo giudizio fotografa esattamente la realtà. Non sarà fascismo, ma certamente è un allarmante "incipit" verso una dittatura che si fa strada in tutti i settori sensibili della vita democratica, complici la debolezza dei contropoteri, la passività dell'opinione pubblica e la sonnolenta fragilità delle opposizioni. Questa sempre più evidente deriva democratica, che si è profilata fin dai primi giorni della nuova legislatura ed è ormai completamente dispiegata davanti ai nostri occhi, ha trovato finora il solo argine del capo dello Stato. Giorgio Napolitano sta impersonando al meglio il suo ruolo di custode della Costituzione. L'ha fatto con saggezza e fermezza, dando il suo consenso alle iniziative del governo quando sono state dettate da necessità reali come nella crisi dei rifiuti a Napoli, ma lo ha negato nei casi in cui le emergenze erano fittizie e potevano insidiare la correttezza dei meccanismi costituzionali. Sarebbe tuttavia sbagliato addossare al presidente della Repubblica il peso esclusivo di arginare quella deriva: se la dialettica si riducesse soltanto al rapporto tra il Quirinale e Palazzo Chigi la partita non avrebbe più storia e si chiuderebbe in brevissimo tempo. Bisognerà dunque che altre forze e altri poteri entrino in campo. Bisogna denunciare e fermare la militarizzazione della vita pubblica italiana della quale l'esempio più clamoroso si è avuto con i provvedimenti decisi dal Consiglio dei ministri di venerdì sulla sicurezza e sulle intercettazioni: due supposte emergenze gonfiate artificiosamente per distrarre l'attenzione dalle urgenze vere che angustiano gran parte delle famiglie italiane. E' la prima volta che l'Esercito viene impegnato con funzioni di pubblica sicurezza. Quando fu assassinato Falcone e poi, a breve distanza di tempo, Borsellino, contingenti militari furono inviati in Sicilia per presidiare edifici pubblici alleviando da quelle mansioni la Polizia e i Carabinieri affinché potessero dedicarsi interamente alla lotta contro una mafia scatenata. Ma ora il ruolo che si vuole attribuire alle Forze Armate è del tutto diverso: pattugliamento delle città con compiti di pubblica sicurezza e quindi con poteri di repressione, arresto, contrasti a fuoco con la delinquenza. Che senso ha un provvedimento di questo genere? Quale utilità ne può derivare alle azioni di contrasto contro la malavita? La Polizia conta ben oltre centomila effettivi, altrettanti ne conta l'Arma dei carabinieri e altrettanti ancora la Guardia di finanza. Affiancare a queste forze imponenti un contingente di 2.500 soldati è privo di qualunque utilità. Se il governo si è indotto ad una mossa tanto inutile quanto clamorosa ciò è avvenuto appunto per il clamore che avrebbe suscitato. Tanto grave è l'insicurezza delle nostre città da render necessario il coinvolgimento dell'Esercito: questo è il messaggio lanciato dal governo. E insieme ad esso l'eccezionalità fatta regola: si adotta con una legge ordinaria una misura che presupporrebbe la dichiarazione di una sorta di stato d'assedio, di pericolo nazionale. Un provvedimento analogo fu preso dal governo Badoglio nei tre giorni successivi al 25 luglio del '43 e un'altra volta nel '47 subito dopo l'attentato a Togliatti. Da allora non era più avvenuto nulla di simile: la Pubblica sicurezza nelle strade, le Forze Armate nelle caserme, questa è la normalità democratica che si vuole modificare con intenti assai più vasti d'un semplice quanto inutile supporto alla Pubblica sicurezza. * * * Il disegno di legge sulle intercettazioni parte dalla ragionevole intenzione di tutelare con maggiore efficacia la privatezza delle persone senza però diminuire la capacità investigativa della magistratura inquirente. Analoghe intenzioni avevano ispirato il ministro della Giustizia Flick e dopo di lui il ministro Clemente Mastella, senza però che quei provvedimenti riuscissero a diventare leggi per la fine anticipata delle rispettive legislature. Adesso presumibilmente ci si riuscirà ma anche in questo caso, come per la sicurezza, il senso politico è un altro rispetto alla "ragionevole intenzione" cui abbiamo prima accennato. Il senso politico, anche qui, è un'altra militarizzazione, delle Procure e dei giornalisti. Le Procure. Anzitutto un elenco dei reati perseguibili con intercettazioni. Solo quelli, non altri. E' già stato scritto che lo scandalo di Calciopoli non sarebbe mai venuto a galla senza le intercettazioni. Così pure le scalate bancarie dei "furbetti". Ma moltissimi altri. Per chiudere sul peggiore di tutti: la clinica milanese di Santa Rita, giustamente ribattezzata la clinica degli orrori. Le intercettazioni poi non possono durare più di tre mesi. Non c'è scritto se rinnovabili e dunque se ne deduce che rinnovabili non saranno. Cosa Nostra, tanto per fare un esempio, è stata intercettata per anni e forse lo è ancora. Tre mesi passano in un "fiat", lo sappiamo tutti. I giornalisti e i giornali. C'è divieto assoluto alla pubblicazione di notizie fin all'inizio del dibattimento. Il deposito degli atti in cancelleria non attenua il divieto. Perché? Se le parti in causa o alcune di esse vogliono pubblicizzare gli atti in loro possesso ne sono impedite. Perché? Non si invochi la presunzione di innocenza poiché se questa fosse la motivazione del divieto bisognerebbe aspettare la sentenza definitiva della Cassazione. Dunque il motivo della secretazione è un altro, ma quale? In realtà il divieto non è soltanto contro giornali e giornalisti ma contro il formarsi della pubblica opinione, cioè contro un elemento basilare della democrazia. Il caso del Santa Rita ha acceso un dibattito sull'organizzazione della Sanità, sul ruolo delle cliniche convenzionate rispetto al Servizio sanitario nazionale. Dibattito di grande rilievo che potrebbe aver luogo soltanto all'inizio del dibattimento e cioè con il rinvio a giudizio degli imputati. L'eventuale archiviazione dell'istruttoria resterebbe ignota e così mancherebbe ogni controllo di opinione sul motivo dell'archiviazione e su una possibile critica della medesima. Così pure su possibili differenze di opinione tra i magistrati inquirenti e l'ufficio del Procuratore capo, sulle avocazioni della Procura generale, su mutamenti dei sostituti assegnatari dell'inchiesta. Su tutti questi passaggi fondamentali la pubblica opinione non potrebbe dire nulla perché sarebbe tenuta all'oscuro di tutto. Sarà bene ricordare che il maxi-processo contro "Cosa Nostra" fu confermato in Cassazione perché fu cambiato il criterio di assegnazione dei processi su iniziativa del ministro della Giustizia dell'epoca, Claudio Martelli, allertato dalla pressione dei giornali in allarme per le pronunce reiterate dell'allora presidente di sezione, Carnevale. Tutte queste vicende avvennero sotto il costante controllo della stampa e della pubblica opinione allertata fin dalla fase inquirente. Falcone e Borsellino non erano giudici giudicanti ma magistrati inquirenti. Mi domando se avrebbero potuto operare con l'efficacia con cui operarono senza il sostegno di una pubblica opinione esaurientemente informata. Le gravi penalità previste da questa legge nei confronti degli editori costituiscono un gravame del quale si dovrebbero attentamente valutare gli effetti sulla libertà di stampa. Esso infatti conferisce all'editore un potere enorme sul direttore del giornale: in vista di sanzioni così gravose l'editore chiederà a giusto titolo di essere preventivamente informato delle decisioni che il direttore prenderà in ordine ai processi. Di fatto si tratta di una vera e propria confisca dei poteri del direttore perché la responsabilità si sposta in testa al proprietario del giornale. Si militarizza dunque il giudice, il giornalista ed anche la pubblica opinione. * * * Ha ragione il collega D'Avanzo nel dire che questi provvedimenti stravolgono la Costituzione. Identificano di fatto lo Stato con il governo e il governo con il "premier". Se poi si aggiunge ad essi il famigerato lodo Schifani, cioè il congelamento di tutti i processi nei confronti delle alte cariche dello Stato, l'identificazione diventa totale. Qui il nostro discorso arriva ad un punto particolarmente delicato e cioè al tema dell'opposizione parlamentare. Parlo di tutte le opposizioni politiche. Ma in particolare parlo del Partito democratico. Negli ultimi giorni il Pd e Veltroni quale leader di quel partito hanno assunto su alcune questioni di merito atteggiamenti di energica critica nei confronti del governo. La luna di miele di Berlusconi è ancora in pieno corso con l'opinione pubblica e con la maggior parte dei giornali ma è già svanita in larga misura con il Partito democratico. Salvo un punto fondamentale, più volte ribadito da Veltroni: il dialogo deve invece continuare sulle riforme istituzionali e costituzionali. E' evidente che questa "riserva di dialogo" condiziona inevitabilmente il tono complessivo dell'opposizione. Le riforme istituzionali e costituzionali sono di tale importanza da trasformare in "minimalia" i contrasti di merito su singoli provvedimenti. Tanto più che Tremonti chiede all'opposizione di procedere "sottobraccio" per quanto attiene alla strategia economica; ecco dunque un'ulteriore "riserva di dialogo". Sembrerebbe, questa, una novità a tutto vantaggio dell'opposizione ma non è così. La politica economica italiana dovrà svolgersi nei prossimi anni sotto l'occhio vigile delle Autorità europee. Che ci piaccia o no, noi siamo di fatto commissariati da Bruxelles. Tremonti dovrà assumere responsabilità impopolari. Necessarie, ma impopolari e vuole condividere con l'opposizione quell'impopolarità. Intanto, nel merito delle riforme, Berlusconi procede come si è detto e visto, alla militarizzazione del sistema. "L'Etat c'est moi" diceva il Re Sole e continuarono a dire i suoi successori fin quando scoppiò la rivoluzione dell'Ottantanove. Voglio qui ricordare che uno dei modi, anzi il più rilevante, con il quale l'identificazione dello Stato con la persona fisica del Re si realizzò fu l'asservimento dei Parlamenti al volere della Corona. Gli editti del Re per entrare in vigore avevano bisogno della registrazione dei Parlamenti e soprattutto di quello di Parigi. Questa era all'epoca la sola separazione di poteri concepita e concepibile. Ma il re aveva uno strumento a sua disposizione: poteva ordinare ai Parlamenti la registrazione dell'editto. Di fronte all'ordine scritto del Sovrano il Parlamento registrava "con riserva" e l'editto entrava in funzione. Di solito quest'ordine veniva dato molto di rado ma col Re Sole e con i suoi successori diventò abituale. Quando i Parlamenti si ribellarono ostinandosi a non obbedire il Re li sciolse. Il corpo del Re prevalse sulla labile democrazia del Gran Secolo. Il Re Sole. Ma qui il sole non c'è. C'è fanghiglia, cupidigia, avventatezza, viltà morale. Corteggiamento dell'opposizione. Montaggio di paure e di pulsioni. Picconamento quotidiano della Costituzione. Quale dialogo si può fare nel momento in cui viene militarizzato il Paese nei settori più sensibili della democrazia? Il Partito democratico ha un solo strumento per impedire questa deriva: decidere che non c'è più possibilità di dialogo sulle riforme per mancanza dell'oggetto. Se lo Stato viene smantellato giorno per giorno e identificato con il corpo del Re, su che cosa deve dialogare il Pd? E' qui ed ora che il dialogo va fatto, la militarizzazione va bloccata. Le urgenze e le emergenze vanno trasferite sui problemi della società e dell'economia. "In questo nuovo buon clima si può fare molto e molto bene" declama la Confindustria di Emma Marcegaglia. Qual è il buon clima, gentile Emma? Quello dei pattuglioni dei granatieri che arrestano gli scippatori e possono sparare sullo zingaro di turno? Quello dell'editore promosso a direttore responsabile? Quello del magistrato isolato da ogni realtà sociale e privato di "libero giudizio"? Quello dei contratti di lavoro individuali? E' questo il buon clima? Ricordo che quando furono pubblicati "on line" gli elenchi dei contribuenti ne nacque un putiferio. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, autore di tanto misfatto, fu incriminato e si dimise. Ma ora il ministro Brunetta pubblica i contratti di tutti i dirigenti pubblici e le retribuzioni di tutti i consulenti e viene intensamente applaudito e incoraggiato. Anch'io lo applaudo e lo incoraggio come ho applaudito allora Visco e Romano. Ma perché invece due pesi e due misure? La risposta è semplice: per i pubblici impiegati si può. E' questo il buon clima? Attenti al risveglio, può essere durissimo. Può essere il risveglio d'un paese senza democrazia. Dominato dall'antipolitica. Dall'anti-Europa. Dall'anarchia degli indifferenti e dalla dittatura dei furboni. Io trovo che sia un pessimo clima. (15 giugno 2008.

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Intercettazioni Berlusconi: difesa la privacy (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

GIUSTIZIA. Di Pietro: legge a favore della casta Intercettazioni Berlusconi: difesa la privacy Mancino, Csm: "Più giudici per applicare le norme"   ROMA Berlusconi difende il disegno di legge sulle intercettazioni. Abbiamo voluto tutelare "la privacy dei cittadini", ha affermato, "Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente". Le intercettazioni costano uno o due miliardi di euro, ha rivelato Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, spiegando che i soldi sono spesi per pagare società che fanno questo mestiere "a cascata", con il pericolo che ci sia una "caduta di controllo che può provocare ricatti e condizionamenti". Dal vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, arriva un grido d'allarme sulla decisione di affidare a un collegio di tre giudici il compito di decidere le intercettazioni. "Non sono contrario perché tre valutano meglio di uno, ma sorge un problema: attribuendo a un organo collegiale il compito che prima spettava a un singolo giudice, porrà il problema degli organici". Il ministero della Giustizia, ha sottolineato Mancino, non potrà non rispondere con urgenza a questa necessità anche per rispettare i tempi dettati dall'urgenza delle intercettazioni da effettuare. Per Mancino si potrebbe ricorrere alle "applicazioni" che richiedono tempi più brevi. In prima fila contro il provvedimento è Di Pietro, Idv: Berlusconi ha voluto approvare un'altra legge "a favore della casta" e ancora una volta, ha aggiunto, il premier una cosa dice e un'altra fa: davanti dice che vuole la sicurezza, e dietro "toglie le armi delle investigazioni alla magistratura", oltre a impedire all'informazione "di far sapere all'opinione pubblica i gravi reati che vengono commessi". L'Idv ha annunciato Di Pietro, farà opposizione durissima e raccoglierà firme per un referendum abrogativo. Anche per Giancarlo CAselli, procuratore capo a Torino, è "in pericolo l'informazione e l'indipendenza della magistratura" e c'è il rischio "di non sapere più niente". Per Giuseppe Gargani Fi, presidente della Commissione giuridica dell'Europarlamento, la privacy va difesa e andava interrotto "un andazzo insopportabile". Gargani ha ricordato che in Italia sono state fatte 140 mila intercettazioni nel 2006 e 226 mila nel 2008 con un costo di 102.007.000 euro. Cifre che, per Gargani, "parlano chiaro".  .

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Intercettazioni, i costi non sono l'unico problema (sezione: Intercettazioni)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Prima Pagina Pagina 2 Il caso degli imputati salvati dall'ergastolo e i dubbi sul nuovo disegno di legge Intercettazioni, i costi non sono l'unico problema Il caso degli imputati salvati dall'ergastolo e i dubbi sul nuovo disegno di legge --> Le intercettazioni hanno costi spaventosi: soprattutto il noleggio di attrezzature che non sono in dotazione alla polizia giudiziaria. Il caso dell'omicidio di Posada (due innocenti salvati da un'intercettazione legata ad un'altra indagine) apre la strada a una serie di dubbi sul nuovo disegno di legge governativo. Spese a parte. Le intercettazioni su un'indagine di camorra ha consentito di svelare lo scandalo (corruzione) all'Agenzia delle Entrate di Cagliari. Altre vicende sollevano perplessità sulla svolta del sistema-Giustizia. CHIAPPE A PAGINA 5.

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INTERCETTAZIONI (sezione: Intercettazioni)

( da "Gazzettino, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Roma"L'attribuzione ad un organo collegiale, e non più al singolo giudice per le indagini preliminari, della responsabilità di vagliare le richieste dei pm di procedere ad intercettazioni telefoniche, pone un problema di organici cui il ministero della Giustizia non può non rispondere con l'urgenza che i nuovi provvedimenti legislativi richiedono", avverte il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, che dichiara di essere favorevole alla creazione di un organo collegiale per decidere sulle intercettazioni ("Tre persone valutano meglio di una"), ma mette in chiaro che a questi punto bisognerà "modificare le tabelle organiche, con un incremento da uno a tre".Il disegno di legge sulle intercettazioni - possibili solo per reati puniti con dieci anni di carcere - continua a provocare le proteste delle opposizioni, dei magistratie dei giornalisti. Per Di Pietro (Idv) è "una altra legge a favore della casta che Berlusconi sta facendo". L'ex pm accusa il Cavaliere di avere "una doppia faccia: quella del dire e quella del fare. Davanti dice che vuole sicurezza, dietro toglie le armi delle investigazioni alla magistratura, addirittura impedisce all'informazione di far sapere all'opinione pubblica i gravi reati che vengono commessi".La legge proposta dal governo prevede fino a tre anni di carcere per i giornalisti che pubblichino intercettazioni prima del processo e la loro protesta trova una sponda nei magistrati, che vedono limitata la possibilità di usare un efficace strumento investigativo: "È in pericolo l'informazione, l'indipendenza della magistratura, c'è il rischio di non sapere più niente", sintetizza Giancarlo Caselli, Procuratore capo di Torino e già capo del pool antimafia di Palermo.La maggioranza, però, non cambia certo idea. E Gargani (Fi, presidente della Commissione giuridica del Parlamento europeo) ribadisce che il disegno di legge sulle intercettazioni è "importante ed atteso, anche se silenziosamente, dall'opinione pubblica". Gargani afferma che i critici "probabilmente non sono informati fino in fondo dei costi che lo Stato sostiene per le "facilissime intercettazioni". Vale la pena precisare che nel 2008 il numero delle intercettazioni è salito a 226.000, pari a 9.500.000 giorni, con un costo di 102 milioni e 7 mila euro".

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Intercettazioni: approvato il disegno di legge del Governo (sezione: Intercettazioni)

( da "Panorama.it" del 15-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Intercettazioni: approvato il disegno di legge del Governo Posted By vasco_pirri_ardizzone On 13/6/2008 @ 13:07 In Headlines | 5 Comments [1] Via libera del [2] Consiglio dei ministri riunito questa mattina al disegno di legge sulle intercettazioni. Il provvedimento, approvato all'unanimità, vieta le intercettazioni per reati, le cui pene sono inferiori a 10 anni. È inoltre prevista una deroga per i reati contro la pubblica amministrazione e le intercettazioni da parte della magistratura non potranno durare più di 3 mesi e dovranno essere decise da un tribunale, non da un singolo soggetto. Durante la conferenza stampa che si è svolta al termine del Cdm a palazzo Chigi il ministro della [3] Giustizia, Angelino Alfano ha spiegato la ratio del disegno di legge: "Il sistema delle intercettazioni era degenerato e il nostro provvedimento risponde a quanto prevede la Costituzione italiana all'articolo 15 e ha piena copertura europea in merito alla Convenzione dei diritti dell'uomo". Poi il Guardagilli è entrato nel merito spiegando alcune tecnicalità del ddl che ora passa all'esame del Parlamento da cui lo stesso [4] Alfano ha detto di aspettarsi contributi migliorativi : "Le intercettazioni sono inutilizzabili se attinte in riferimento ad un processo nel corso di un altro processo. E saranno applicabili solo per il futuro e non per i procedimenti in corso. Quindi ha detto perentorio il ministro della Giustizia - non c'è nessuna retroattività". E ancora: "Le intercettazioni saranno sempre possibili nei reati di mafia, di terrorismo, per quelli che prevedono l'ergastolo e per tutti i reati di grande allarme sociale". Quindi rispondendo al leader dell'opposizione, [5] Walter Veltroni, che riteneva le intercettazioni non fossero una [6] priorità del Paese, Alfano ha spiegato: "Infatti sulle priorità, come la sicurezza, i rifiuti e le tasche dei cittadini siamo già intervenuti anche per decreto. Questo disegno di legge è coerente con quanto detto in campagna elettorale e con quanto previsto dal programma del Pdl e poi ha aggiunto il Guardasigilli - si ispira alla filosofia del ddl Mastella pur non prevedendo le stesse sanzioni". Ma Alfano proseguendo nella sua ottica di buoni rapporti con la magistratura ha anche spiegato che le toghe non devono avere paura di questo disegno di legge. "Perché non devono lavorare solo con le cuffie ". Alfano ha detto durante la conferenza stampa "Enfatizzando il ruolo eccessivo delle intercettazioni si fa un torto alla magistratura. Che invece gode di mezzi ampi nel codice: non hanno bisogno della cuffia alle orecchie. Si possono servire di tutti gli elementi del codice. E i cittadini avranno la bella conseguenza che avranno tutelata la loro sicurezza e la loro privacy". Infine nel ddl sono previste pene da 1 a 3 anni per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni. Ascolta l'A[7] UDIO[8] con l'opinione del direttore Maurizio Belpietro e partecipa al FORUM.

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