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tARTICOLI DEL 15-6-2008 (2° elenco. Vedi 11-15 giugno) #TOP
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Articoli
Intercettazioni (87)
Berlusconi e il Carroccio torna la <sindrome
dell'imbrigliato> ( da "Corriere.it"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Perché la legge sulle intercettazioni varata dal governo, non è la stessa che aveva in mente. L'avvocato-deputato Consolo del Pdl, l'ha pubblicamente sottolineato: "Berlusconi sette giorni fa aveva detto cose diverse. Forse avrà dovuto piegarsi alle richieste del Carroccio.
Finlombarda
bussa alle imprese ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Sono risorse che andranno intercettate". I dati relativi al recente passato sembrano confermare un effettivo sottoutilizzo da parte delle imprese mantovane di tali opportunità, in particolare per quanto riguarda le misure di intervento regionali correlate alla legge regionale 1 del 2007.
Tutta
Italia ai piedi dei Giganti ( da "Alto Adige"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Il colpo
finale alle ambizioni dei dragoni viene dato prima dal solito Garofalo e
quindi, dopo il tempestivo intercetto di Farris, da Romagna. Quest'ultimo
taglia orizzontalmente e viene pescato da Bonacci:
INTERCETTAZIONI
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: INTERCETTAZIONI Una legge che copre tanti interessi Per dimostrare quanto sia sbagliato lo stop alle intercettazioni da parte della magistratura, che il Consiglio dei Ministri approverà nei prossimi giorni, basta il caso della "clinica degli orrori" scoperta nella struttura sanitaria privata "Santa Rita" di Milano.
Il
metodo ( da "Alto Adige"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Diffusione Vietate molte intercettazioni. Vietato pubblicarle. Se state seduti al bar e sentite i pettegolezzi delle vicine di tavolo, questo fa parte delle intercettazioni? E se poi li raccontate in giro? E la morte del gossip. Polit-condom Negli Usa sono in vendita i preservativi dei candidati alle presidenziali.
Ongaro:
Clima da caccia alle streghe ( da "Corriere delle Alpi"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ufficio serrata e passionale che prende il via dai tanti finanziamenti intercettati dalla comunità montana agordina negli ultimi anni. "L'attività programmatoria e gli interventi sul territorio, soprattutto quelli di una certa consistenza, implicano l'affidamento dei progetti a degli esterni. La nostra comunità è piccola, così come i comuni che rappresenta.
Negli
uffici giudiziari e nelle redazioni dei giornali la levata di scudi contro il
pacchetto giustizia è generale ( da "Gazzetta del Sud"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Intercettazioni, pioggia di polemiche sul ddl Gaetano Basilici ROMA Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi interviene nella bagarre sulle intercettazioni e sottolinea che "ci sono due livelli da tutelare: la privacy e la difesa dei cittadini".
E
delle moschee. Alle quali si sono aggiunte ultimamente la paura delle
intercettazioni e la paura ( da "Trentino"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni e la paura ... e delle moschee. Alle quali si sono aggiunte ultimamente la paura delle intercettazioni e la paura delle prostitute. Nessuno mette in dubbio che i vari mondi accennati costituiscano dei problemi. Ma insorge spontaneo un argomento "ad hominem": i politici non sono forse costituiti tali per risolvere i problemi e non per rigettarli continuamente in pasto
TREVISO
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni sono tutti temi all'ordine del giorno. Se ne discuterà in maniera ampia ed approfondita domani mattina dalle 9 nella sala Marton del palazzo della Provincia di via Cesare Battisti, a Treviso. La conferenza fa parte dell'ampio progetto di formazione e informazione avviato dall'Ordine dei giornalisti del Veneto attraverso la scuola di giornalismo intitolata alla memoria
Ricco
di famiglia e molto brillante ( da "Provincia Pavese, La"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: E in casa, sino a qualche anno fa, riceveva i propri pazienti. Nelle intercettazioni il chirurgo originario di Stradella parla di 27mila euro al mese. "Erano i soldi che gli servivano per pagare il vice in sala operatoria e tutta la struttura", spiega un suo amico.
Duecento
pazienti gli sono grati ( da "Provincia Pavese, La"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Alcune intercettazioni, però, sono molto pesanti. "Non mi occupo dell'aspetto penale della vicenda. Da "spettatrice" invito a leggere le intercettazioni con attenzione. Non mi pare emerga alcuna ammissione di responsabilità da parte del mio cliente.
La
matematica salverà la città ( da "Nuova Venezia, La"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: O la gente si intercetta prima che arrivi a Venezia oppure non la fermi più". L'idea, prosegue Vianello - che per ora mantiene il silenzio sui partner internazionali di quest'avventura, ancora in fase di avvio - è dunque quella di "stabilire una soglia dell'offerta del "benessere", modulabile di giorno in giorno.
Il
governo c'è, manca l'opposizione ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ridimensionamento delle intercettazioni consentite alla magistratura, avvio della campagna anti-fannulloni nel pubblico impiego, etc.etc. Infine non sono mancati gli eventi: vertice dei Paesi aderenti alla Fao, visita di George Bush, convegno degli industriali a S. Margherita, bacio dell'anello papale da parte di Berlusconi e segnalazione da parte del Pontefice di un nuovo clima nel Paese.
Si
corre veramente il rischio di non sapere più niente
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: altra legge del Cavaliere a favore della casta Intercettazioni, Berlusconi fa quadrato Autorizzazioni, con l'organo collegiale al posto del gip occorrono più magistrati ROMA Continua ad alimentare polemiche e proteste il disegno di legge sulle intercettazioni varato dal governo. Protestano le opposizioni, ma anche magistrati e giornalisti contro una legge che,
In
città le pattuglie dei militari ( da "Nuova Venezia, La"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Se intercettavano persone in zona vietata dopo averle fermate dovevano chiamare la polizia o i carabinieri. Gli interventi sono stati centinaia. Controllo del perimetro e posti fissi anche per quanto concerne la centrale Enel di Pianiga. Questa è importante perchè snodo fondamentale per l'alimentazione elettrica della base americana di Aviano.
Naufragio
in mare, salvate sei persone - georgia schiavon
( da "Nuova
Venezia, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Delle sei persone finite in mare, tre sono state intercettate quasi subito dagli uomini della capitaneria e portate presso la darsena di Mariclea a Eraclea Mare e una quarta ragazza, data inizialmente per dispersa, è riuscita a raggiungere la riva a nuoto, nonostante la forte corrente e le onde.
Senza
le intercettazionitroppe inchieste negate
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni con i fatti. Dice il ministro della Giustizia, Angelino Alfano: "Ma certo che i medici sarebbero stati intercettabili! Anzi, superintercettabili! Con l'indagine per omicidio, ci mancherebbe...". Purtroppo non è così. Come il ministro sa, o dovrebbe sapere, quando l'inchiesta fu avviata dai pm milanesi Grazia Pradella e Tiziana Siciliano le ipotesi di reato erano ben
Europa
( da "Secolo
XIX, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni, rifiuti e fisco costringono il Carroccio a fare buon viso a cattivo gioco. E ora il no degli irlandesi complica le cose. Non si tratta solo di una questione d'immagine o di una polemica portata avanti nel modo solitamente ruspante delle camicie verdi, che a Milano organizzano in strada un brindisi a base di birra irlandese per festeggiare l'
La
democrazia è in pericolo ( da "Tirreno, Il"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni mette il bavaglio alla stampa E l'opposizione è debole e divisa Il governo Berlusconi ha posto nel Paese le basi per una dittatura dolce o quantomeno della democrazia sotto controllo: l'aver approvato il decreto sulle intercettazioni telefoniche significa aver legalizzato una serie di reati di cui alcuni nostri rappresentanti si sono macchiati in passato ed aver messo
Il
gip lascia i due corda agli arresti - simonetta selloni
( da "Nuova
Sardegna, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: è una monumentale quantità di intercettazioni e la verifica incrociata di migliaia di documenti. Molti dei proprietari delle auto falsamente revisionate non sapevano assolutamente nulla dei trucchi messi in atto per i falsi - e remunerativi - collaudi. Nè si sa cosa sarà di tutti quei mezzi che si trovano attualmente in circolazione con revisioni fasulle,
Domani
appello per don dessì ( da "Nuova Sardegna, La"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: di incidenti probatori e di conversazioni telefoniche intercettate perchè ogni fatto possa trovare una spiegazione. Se è stata davvero una congiura, è stata organizzata bene. I giudici dell'appello però dovranno riesaminare ogni passaggio di questa storia popolata di orfani e adolescenti sventurati.
Chiuso
il supermercato della droga ( da "Tirreno, Il"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni, riprese video. Abbiamo sentito gli acquirenti. Gli arrestati erano molto scaltri, considerati gli anni di attività alle spalle. Non tenevano mai in casa quantità eccessive di droga per non incorrere in reati più gravi. Al massimo potevano avere addosso quantità tali da giustificare un uso personale.
Un'Italia
ferita dalla malasanità ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Importante, come prova, l'intercettazione del dialogo tra due chirurghi, su un paziente anziano: "È entrato in coma", "Quanti anni ha?", "Ottanta e passa", "Beh, secondo te, tutti devono vivere 120 anni?". Il potere del chirurgo è sentito come diritto di decidere la vita e la morte.
Giri
di droga in centro, altri tre tornano liberi
( da "Arena,
L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: su un vorticoso giro di intercettazioni telefoniche soprattutto tra Sartor e Cestaro e gli altri indagati. In base a questi colloqui, gli inquirenti hanno ricostruito i vari passaggi di cocaina avvenuti tra i dieci finiti sotto inchiesta. Ora si attendono le decisioni del pm Valeria Ardito che, entro sei mesi, dovrà decidere se chiedere o meno il processo a carico dei 10 indagati.
Prevenzione,
torna l'autovelox dei vigili in città
( da "Arena,
L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
Durante i
recenti controlli in via Montorio è stato intercettato col telelaser un
conducente che procedeva ai
Tir
sulla A31, domani scatta il test ( da "Giornale di Vicenza, Il"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: obiettivo è intercettare il traffico pesante a monte o a valle della zona più calda, quella compresa fra viale del Sole e l'area di Dueville, dove gravita anche la Sp349. I costi relativi ai mancati introiti da parte della Società Autostrada Brescia-Padova, concessionaria del tratto interessato, sono sostenuti dalla Regione Veneto,
Intercettazioni,
ridotte dell'80% le inchieste ( da "Arena, L'"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Le conseguenze: "Se oggi facciamo 100 inchieste con le intercettazioni telefoniche, da domani potremo farne solo 20". Bastano poche parole al procuratore Guido Papalia per inquadrare la situazione venutasi a creare dopo che sono state rese note le linee guida del disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche.
Lotta
al crimine a giorni alterni - luigi vicinanza
( da "Centro,
Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Si tagliano i fondi per le forze di polizia; si riducono le occasioni per utilizzare le intercettazioni telefoniche; si derubricano i reati finanziari. La legalità e la sicurezza in Italia marciano a giorni alterni. Senza squilli di fanfara.
Intercettazioni,
la protesta dei magistrati ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: pronti a proclamare lo sciopero Intercettazioni, la protesta dei magistrati Berlusconi difende il provvedimento: "Serve a tutelare la privacy del cittadino" ROMA. Continua ad alimentare polemiche e proteste il disegno di legge sulle intercettazioni varato dal governo. Protestano le opposizioni, ma anche magistrati e giornalisti contro una legge che,
Telefoni
spiati pensando al G8 ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: coincide con la Direzione distrettuale antimafia competente sull'intera Sardegna) ha 500 bersagli sotto intercettazione. Questo non significa che 500 persone siano sotto controllo perché ogni indagato ha più di un telefono. Nel totale sono però comprese le intercettazioni preventive (che il disegno di legge non tocca) già attivate in vista del G8 del prossimo anno alla Maddalena.
L'intercettazione
salva due innocenti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: perplessità e i dubbi legati al varo del disegno di legge governativo sulle intercettazioni. Al di là del problema-costi, la questione abbraccia temi molto delicati. In zona Cesarini il colpo di scena: una vecchia intercettazione attivata dalla Procura distrettuale di Cagliari in un procedimento per terrorismo conteneva la prova che gli assassini non erano i due sotto processo a Nuoro.
Niente
scandalo per Calciopoli ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: reato che oggi non consente intercettazioni) Convinto che quelle intercettazioni fossero comunque importanti sotto il profilo disciplinare, dopo l'archiviazione il pm aveva trasmesso gli atti alla Fgci. Ed è stato quello il momento in cui la trascrizione delle telefonate registrate dalla magistratura è finita sui giornali.
Cocaina
connection, due sotto accusa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Intenzioni emerse grazie alle intercettazioni effettuate dalla Procura a carico di Romano Oggianu, 47 anni, e della sua compagna Tonina Serra, 37, la coppia ritenuta al vertice di questa organizzazione perfettamente funzionante e per la quale ora il pubblico ministero Luca Forteleoni ha chiesto il rinvio a giudizio: i due sono accusati di cessione e detenzione continuata di stupefacenti.
L'Europeo
delle comiche e le frottole del regime tv
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: organizzare le loro imprese senza correre il pericolo di essere intercettati. Ridolini, oggi in arte Tombolini, riesce a mettere in serio imbarazzo il solo autentico professionista della risata, Teo Teocoli, che non si rassegna al ruolo di spalla. Se gli riesce di dire la sua, viene sopraffatto dall'interveneto del Padre Nobile, personaggio tradizionale della commedia ottocentesca,
Le
ricche tedesche e il gigolò Un ricatto per milioni di euro
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: anche grazie alle intercettazioni. Infatti, a intercettare i soldi di quelle attività illecite sarebbe stato proprio Barretta, che poi li rinvestiva intestando ad altri le proprietà. Già ad aprile era in programma l'acquisto di un appartamento in Egitto, a Sharm El Sheikh, ma a Fiumicino erano stati sequestrati 120mila euro.
Leggete
queste pagine prima che scenda il silenzio sui giornali
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: che sono stati intercettati dalla Guardia di finanza, e che hanno consentito di ridefinire un'inchiesta, cominciata con l'ipotesi di reato di truffa ai danni dello Stato ovvero del servizio sanitario nazionale e che ha accertato poi anche l'ipotesi di omicidio volontario aggravato da crudeltà e da lesioni volontarie gravissime.
Ringrazia
il Governo Pensa che scandalo se ti intercettassero
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: 15 Ringrazia il Governo Pensa che scandalo se ti intercettassero LA LETTERA CARO GEORGE, questa volta l'hai scampata bella, eh? Dovresti essere grato al governo Berlusconi che è riuscito a limitare il numero delle intercettazioni e soprattutto le pubblicazioni che ancora in questi giorni inondano i giornali.
Ingoia
l'eroina per sfuggire agli agenti
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: lo hanno intercettato nuovamente nei pressi dei giardini pubblici. E qui non ha avuto più scampo. Sentendosi in trappola Pais ha cercato di liberarsi della sostanza stupefacente, quindici bustine contenenti eroina e cocaina. Finito in manette ha trascorso la notte nella camera di sicurezza del commissariato;
Maxi
rissa, 5 all'ospedale poi in cella
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Poco dopo è stata intercettata anche la seconda macchina che ha tentato di far perdere le tracce, Alla fine tutti sono finiti in manette: giovani fra i 20 e i 26 anni che hanno riportato ferite all'omero, al torace, alle braccia, sul collo.
Rubavano
ferro vecchio denunciati tre romeni
( da "Centro,
Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: sono riusciti a intercettare l'autocarro pieno di materiale ferro. Il camion è stato posto sotto sequestro. Per i tre romeni è stato proposto il foglio di via obbligatorio. Si tratta di una delle operazioni condotte nell'ambito di servizi straordinari del territorio con la finalità di prevenire i reati.
E
allora arrestateci tutti ( da "Unita, L'"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: edizione del E allora arrestateci tutti Marco Travaglio Intercettazioni L'altro giorno, fingendo di avanzare un"ipotesi di dottrina", Giovanni Sartori ha messo in guardia sulla Stampa dai "dittatori democratici" e ha spiegato: "Con Berlusconi il nostro resta un assetto costituzionale in ordine, la Carta della Prima Repubblica non è stata abolita.
Quell'incidente
in cui perse il padre e ne trovò un altro
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Arrivano le prime intercettazioni, ma lui, che visiterebbe anche in privato, non sembra preoccuparsene. Pipitone invece annusa aria di guai e a novembre lo licenzia. Ma il 25 gennaio è già alla cklinica San carlo e da Treviglio, dove a dirigere l'ente sanitario c'è un politico di Broni, in area Lega, sta per arrivargli una nuova proposta.
L'ortopedico
Scarponi la macchina da guerra ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: NELLE INTERCETTAZIONI viene definito "una macchina da guerra", ma lui dice di essere stato un mero esecutore di ordini dall'alto. Renato Scarponi, ortopedico con contratto da libero professionista a percentuale sulla fatturazione delle prestazioni, che prevedeva la compartecipazione del 9% sul ricavo dalle attività di ricovero di pazienti "
Intercettazioni,
le toghe invocano deroghe ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: 12 Intercettazioni, le toghe invocano deroghe. SCONTRO SULLA GIUSTIZIA IL PROCURATORE CASELLI: "IN PERICOLO LA NOSTRA INDIPENDENZA". MINISTRO Il Guardasigilli Angelino Alfano (NewPress) di GAETANO BASILICI ? ROMA ? IL PRESIDENTE del Consiglio Silvio Berlusconi torna sulla bagarre delle intercettazioni e sottolinea che "ci sono due livelli da tutelare:
Di
GAETANO BASILICI ROMA IL ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 15-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: IL PRESIDENTE del Consiglio Silvio Berlusconi torna sulla bagarre delle intercettazioni e sottolinea che "ci sono due livelli da tutelare: la privacy e la difesa dei cittadini". Poi aggiunge: "Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente". Insomma: "Bisogna trovare l'equilibrio tra i due interessi".
ROMA
<L'ATTRIBUZIONE a un organo collegiale della r
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ATTRIBUZIONE a un organo collegiale della responsabilità di vagliare le richieste dei pm per procedere alle intercettazioni telefoniche, pone un problema di organici cui il ministero della Giustizia non può non rispondere con urgenza". Lo rileva il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Nicola Mancino (foto Ansa). "Non sono contrario all'organo collegiale ?
Le
lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via
France ( da "Unita, L'"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Ariccia (Roma) Intercettazioni No alla legge Egregio direttore, a proposito del Suo editoriale di ieri, può riferire al Pd che a me, come, credo, ad altri, piacerebbe "gridare no" anche alla legge che vorrebbe impedire le intercettazioni telefoniche? Queste ultime vanno viceversa garantite per qualsiasi ipotesi di reato.
Ddl
intercettazioni, così non sapremo più niente
( da "Tirreno,
Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Ddl intercettazioni, così non sapremo più niente" PRATO. "E in pericolo l'informazione, l'indipendenza della magistratura, c'è il rischio di non sapere più niente". Così Giancarlo Caselli, procuratore generale a Torino, ha commentato le misure del Governo in materia di intercettazioni, nel corso della annuale cerimonia per ricordare Falcone e Borsellino,
Ricatti
a luci rosse per estorcere denaro
( da "Centro,
Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni telefoniche e ambientali per iniziare, "fondamentali", spiega il pm Gennaro Varone, "per ricostruire l'organigramma dell'associazione e le ingentissime ricchezze". IL TESORO. Un milione e 650mila euro, dieci auto costosissime, due ville e una palazzina a Pescosansonesco, un fabbricato con 4 appartamenti a Torre de'
Coca
al Sestriere Presa la banda degli spacciatori
( da "Stampa,
La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: GIAIMO Arrivava dalla Toscana Il giro scoperto grazie alle intercettazioni Tanti clienti a Pinerolo ma soprattutto nelle Valli Olimpiche Noto commerciante rimasto coinvolto per la dipendenza PINEROLO Si sa che la cultura del sospetto è il primo requisito di un bravo investigatore, così i carabinieri del nucleo operativo di Pinerolo - che indagavano su un vasto traffico di droga -
IMPUNITI
DELLA PRIVACY ( da "Stampa, La"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: sembravano quasi sempre persone che tentavano più che altro di sfuggire a "intercettazioni" personali: in casa, sul luogo di lavoro, o - perché no - in canonica e in convento (fra gli assidui non mancavano i religiosi). Perché molti più di quanto si pensi hanno una privacy da difendere e non piace a nessuno finire sul giornale, o anche solo apostrofati dai vicini di esistenza,
L'ipercoop,
telegate e l'affanno di pd e sinistra
( da "Tirreno,
Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: è maggiormente in grado di intercettare i bisogni e le esigenze, non solo materiali, dei lavoratori. I principi sociali contenuti nel Talmud e nella dottrina sociale della Chiesa, considerando il lavoratore come persona e quindi sempre come fine e mai come mezzo, si basano su una morale sociale in grado di rafforzare il debole,
Di
pietro: così aiutano la casta ( da "Tirreno, Il"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Continua ad alimentare polemiche e proteste il disegno di legge sulle intercettazioni varato dal governo. Protestano le opposizioni, ma anche magistrati e giornalisti contro una legge che, avvertono, se approvata così come l'ha proposta il governo, metterebbe un freno alle indagini dei magistrati e nasconderebbe notizie e informazioni ai cittadini.
Pd
nel solco della tradizione ( da "Stampa, La"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: divenire il punto di riferimento dei vasti ceti sociali e la forma per intercettare un elettorato mai rappresentato dal centrodestra. La condizione perchè ciò accada è che davvero il processo politico che abbiamo davanti nei prossimi mesi non riguardi i gruppi dirigenti, non sia chiuso nelle stanze del ceto politico ma coinvolga attivamente energie e disponibilità presenti in città".
Intercettazioni
( da "Tirreno,
Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Attualità INTERCETTAZIONI INTERCETTAZIONI Macché mutui, vuoi mettere la privacy! Finalmente il Governo ha approvato il disegno di legge sulle intercettazioni. Questa era la priorità richiesta dai cittadini; macché sicurezza, caro mutui, stipendi più bassi d'Europa: il cittadino onesto non voleva più essere intercettato.
Sfida
interetnica per il Pd <Competizione con l'Svp>
( da "Corriere
Alto Adige" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: elettorato italiano per intercettare una parte dei consensi in fuga (secondo i sondaggi) dalla Svp. Ieri alla Kolping si respirava un'aria di grande fiducia. Circa un centinaio le persone presenti, e un'assenza di peso: quella del sindaco Gigi Spagnolli, protagonista nelle ultime settimane di qualche incomprensione (è un eufemismo) con il partito.
Pd,
caccia aperta ai voti degli scontenti Svp
( da "Corriere
Alto Adige" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-06-15 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Verso le elezioni Pd, caccia aperta ai voti degli scontenti Svp BOLZANO - Pd, obiettivo ambizioso: intercettare una parte dei consensi in fuga dalla Stella alpina. A PAGINA 6 Clementi.
PESCARA
- Fotografa le partner e minaccia di divulgare le immagini segrete qualora non
riceva adegua ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Cominciano intercettazioni (tante e preziose), pedinamenti, riscontri bancari. Il Pm Gennaro Varone avvia un'inchiesta bis che evidenzia una trama perfettamente sovrapponibile a quella ipotizzata dagli inquirenti tedeschi. Il 27 maggio scorso 80 agenti, coordinati da Nicola Zupo, calano sull'agriturismo di Pescosansonesco e trovano un milione mezzo di euro nascosti nel giardino.
PESCARA
- Eros e denaro tenevano uniti Sgarbi e Barretta. Ognuno dei due era un grande,
nel settore ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Non basta: in una intercettazione Sgarbi moglie, dopo l'arresto di Helg, implora Barretta di ottenere la sua liberazione e lo fa piangendo. La signora insiste e suggerisce di restituire il maltolto all'amante ingannata. Barretta a questo punto dice che i soldi non ce li ha più.
Anna
Bonni Finiranno al macero i nastri dell'inchiesta aperta sul fallimento
dell'Hdc ( da "Liberazione"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni", approvato all'unanimità, in un clima di "grandissima concordia" dal Cdm annuncia il premier. "Un testo - spiega il Cavaliere - che tutela due livelli: la privacy e la difesa dei cittadini". E il premier ne è certo: "Anche "i furbetti del quartierino" sarebbero stati scoperti" se questa legge fosse stata varata prima.
Il
messaggio sbrigativo della destra
( da "Libertà"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: in due provvedimenti - il ddl sulle intercettazioni e il "pacchetto sicurezza" - in cui emergono evidenti alcuni tratti caratteristici della politica di destra: la diffidenza se non lo spirito punitivo verso la libertà di stampa, e la predisposizione a servirsi dell'esercito per questioni di ordine pubblico.
Magistrati
e giornalisti contro le limitazioni alle intercettazioni
( da "Libertà"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Continua ad alimentare polemiche e proteste il disegno di legge sulle intercettazioni varato dal Governo. Protesta l'opposizione, ma protestano anche magistrati e giornalisti contro una legge che - dicono - se approvata così come l'ha proposta il Governo, metterebbe un freno alle indagini dei magistrati e nasconderebbe notizie e informazioni ai cittadini.
Morale
e immorale, tutto in un'ora ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: In un'ora di telefonata intercettata possono starci segreti buoni per tre o quattro ergastoli. Si potrà aprire un'impresa, in un'ora, ci promette Tremonti. A naso, se ne chiudono parecchie, in un'ora, in Italia, oggi. In un'ora (ogni ora, ogni giorno) muoiono tre italiani a causa del consumo di alcolici.
<Il
bonus bebè? Lo vorrei subito> ( da "Libertà"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Cavaliere diventa serio solo quando qualcuno gli chiede delle polemiche sul decreto-intercettazioni: "Ci sono due temi da bilanciare: l'esigenza di giustizia e la difesa delle privacy, ma non è tollerabile che un cittadino alzi il telefono senza avere la certezza che nessuno si sta facendo i fatti suoi". "Ma i furbetti del quartierino non sarebbero stati fermati", gli fanno notare.
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Politica "Intercettazioni, più giudici" Di Pietro minaccia il referendum, la "mobilitazione degli italiani" contro la legge sulle intercettazioni del governo Berlusconi. Mancino, vicepresidente del Csm: "Non sono contrario, tre persone valutano meglio di una.
ROMA
- I più contrari sono i "cugini" poliziotti. La questione delle ronde
miste con ( da "Messaggero, Il"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: anche se attiene di più al tema delle intercettazioni telefoniche che non a quello della vigilanza armata. Sulla questione è intervenuto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, così: "Ci sono - ha detto - due livelli da tutelare: la privacy e la difesa dei cittadini. Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente.
ROMA
- Silvio Berlusconi sa che la Lega non tirerà la corda fino a spezzarla
( da "Messaggero,
Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: al ribasso per il Cavaliere) sulle intercettazioni telefoniche. E ora i leghisti sparano a zero contro la ratifica italiana del Trattato di Lisbona, rispolverando l'armamentario del loro antieuropeismo. Tutto vorrebbe vedere Berlusconi tranne lo spettro di una maggioranza divisa sulla politica estera come lo era l'Unione di Prodi.
Soldati
in città solo un anno Polizia e opposizione attaccano
( da "Messaggero,
Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: "Soldati in città solo un anno" Polizia e opposizione attaccano Intercettazioni, Berlusconi: tuteliamo privacy e cittadini.
La
libertà e il mercato delle schiave del sesso
( da "Corriere
del Veneto" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: guarda caso si accompagna puntualmente un vistoso tentativo di imbavagliare l'informazione col pretesto delle intercettazioni: tre anni di carcere ai giornalisti che le pubblicheranno, in un Paese in cui vediamo assassini tornare in libertà dopo qualche anno, altri spassarsela agli arresti domiciliari. Ma chi ha paura delle intercettazioni? Fateci un pensiero.
PERUGIA
- Non solo quelle cimici nei telefoni, non solo quelle registrazioni di voci
passate ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Perché nei colloqui filtrati attraverso le intercettazioni ambientali dello Sco della polizia si parla anche dei grandissimi appalti non solo legati alla viabilità. E si parla di altri personaggi delle pubbliche amministrazioni oltre a quelli indagati, finiti in carcere oppure agli arresti domiciliari.
Intercettazioni
Una legge doverosa ma fatta male ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: 2008 EDITORIALE Intercettazioni Una legge doverosa ma fatta male Giuliano Molossi I l giro di vite sul far west delle intercettazioni, dopo certi scandalosi abusi, era doveroso ma la riforma varata dal governo non ci convince. Vieta alla stampa di pubblicare notizie relative a qualunque indagine fino al termine dell'udienza preliminare.
Capezzone:
il Governo ha dato risposte concrete
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Proprio loro che volevano intercettare tutti gli italiani". Villani scatta una fotografia di un Paese che ha perso molto tempo. "Sono fiducioso nel nuovo governo - afferma - in particolare dal ministro dell'Economia mi aspetto che guardi con accuratezza i conti della sanità che succhia il 60-70 per cento del bilancio delle Regioni.
Intercettazioni:
una legge doverosa ma fatta male ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: POLITICA 15-06-2008 Intercettazioni: una legge doverosa ma fatta male DallaPRIMA Giuliano Molossi >Penso alle inchieste documentatissime di tanti colleghi che hanno rivelato alla gente fatti di una gravità inaudita. A volte quegli episodi erano all'oscuro della magistratura, in altri casi la magistratura stava indagando.
Berlusconi:
tuteliamo la privacy e i cittadini
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: INTERCETTAZIONI DI PIETRO ATTACCA Berlusconi: tuteliamo la privacy e i cittadini ROMA Elvio Sarrocco II Berlusconi difende il disegno di legge sulle intercettazioni contestato dall'opposizione. Abbiamo voluto tutelare "la privacy dei cittadini", ha affermato il premier aggiungendo che non è accettabile "che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente"
In
cella con Cecchi Gori È morto, ma veglia
( da "Libero"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Le intercettazioni sono state inventate dalla parte verminosa di Telecom, non dalla magistratura. Insistono ad annichilirmi, non gli basta quanto mi hanno inflitto. Quando mi hanno arrestato con questa accusa fasulla di bancarotta, stavo per andare al concordato.
Per
governare servono i numeri (e altre cose)
( da "Libero"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Le leggi sulle intercettazioni, sui clandestini e sulla politica fiscale possono essere approvate senza alcun problema di numeri, è meglio che il Cavaliere si dia una mossa prima che il Nord e tutti i leghisti si arrabbino ancora di più, e allora saranno dolori.
Confessioni
e difesa della privacy ( da "Libero"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: I magistrati intercettano le confessioni della gente e poi condannano o assolvono quelle che convengono a loro. Altro che difesa della privacy! Ci sarebbe, in parte, da sconfessare la magistratura. Luigi Lampugnani Gottolengo (Bs) Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
Come
salvare capra e cavoli ( da "Libero"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: 2008 Come salvare capra e cavoli In tema di intercettazioni si potrebbe, forse, salvare capra e cavoli. Molti sembrano condividere che la magistratura possa indagare liberamente, anche utilizzando le intercettazioni e molti non accettano che le registrazioni diventino pubbliche. Proposta: via libera al magistrato, predisponga e utilizzi le intercettazioni,
Marcetta
indietro <Esercito in città massimo un anno>
( da "Libero"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Sul fronte delle intercettazioni, il premier Silvio Berlusconi difende il decreto, spiegando che "ci sono due livelli da tutelare", ossia "la privacy e la difesa dei cittadini. Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente".
Il
popolo non è canaglia ( da "Libero"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Scrive Piero Ostellino: con la questione delle intercettazioni "magistratura, politica, informazione hanno trasformato parte del popolo italiano in canaglia". C'è il rischio che finiamo per sacrificare libertà e diritti al giustizialismo. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
La
sicurezza innanzitutto. E insieme la tutela della libertà
( da "Tempo,
Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: con un giro di vite sulle intercettazioni, nessuno lo immaginava, al contrario si pensava all'adozione di misure minimaliste tanto per dare seguito ad una promessa elettorale. Di fronte a questi provvedimenti tesi a garantire diritti fondamentali, non si può non riconoscere al governo Berlusconi quel decisionismo manifestatosi fin dai primi atti eppure sempre messo in discussione.
Confronto
su giustizia e media ( da "Centro, Il"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Ad affrontare l'argomento delle intercettazioni telefoniche è stato il presidente Pallotta: "Il disegno di legge non nasce certo dalla pubblicazione di intercettazioni su casi di cronaca, ma da altre vicende che hanno riguardato la commistione tra politica e affari".
La
parrucca del Re Sole che governa il Bel Paese
( da "Repubblica.it"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Anzitutto un elenco dei reati perseguibili con intercettazioni. Solo quelli, non altri. E già stato scritto che lo scandalo di Calciopoli non sarebbe mai venuto a galla senza le intercettazioni. Così pure le scalate bancarie dei "furbetti". Ma moltissimi altri. Per chiudere sul peggiore di tutti: la clinica milanese di Santa Rita, giustamente ribattezzata la clinica degli orrori.
Intercettazioni
Berlusconi: difesa la privacy ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: legge a favore della casta Intercettazioni Berlusconi: difesa la privacy Mancino, Csm: "Più giudici per applicare le norme" ROMA Berlusconi difende il disegno di legge sulle intercettazioni. Abbiamo voluto tutelare "la privacy dei cittadini", ha affermato, "Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente"
Intercettazioni,
i costi non sono l'unico problema
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Prima Pagina Pagina 2 Il caso degli imputati salvati dall'ergastolo e i dubbi sul nuovo disegno di legge Intercettazioni, i costi non sono l'unico problema Il caso degli imputati salvati dall'ergastolo e i dubbi sul nuovo disegno di legge --> Le intercettazioni hanno costi spaventosi: soprattutto il noleggio di attrezzature che non sono in dotazione alla polizia giudiziaria.
INTERCETTAZIONI
( da "Gazzettino,
Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: alla creazione di un organo collegiale per decidere sulle intercettazioni ("Tre persone valutano meglio di una"), ma mette in chiaro che a questi punto bisognerà "modificare le tabelle organiche, con un incremento da uno a tre".Il disegno di legge sulle intercettazioni - possibili solo per reati puniti con dieci anni di carcere - continua a provocare le proteste delle opposizioni,
Intercettazioni:
approvato il disegno di legge del Governo
( da "Panorama.it"
del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: it/italia - Intercettazioni: approvato il disegno di legge del Governo Posted By vasco_pirri_ardizzone On 13/6/2008 @ 13:07 In Headlines | 5 Comments [1] Via libera del [2] Consiglio dei ministri riunito questa mattina al disegno di legge sulle intercettazioni.
( da "Corriere.it" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Sette giorni
Berlusconi e il Carroccio torna la "sindrome dell'imbrigliato" Il
caso di Napoli e "gli intralci al mio tentativo di governare" Siccome
raccontare è anche un modo di condividere il proprio stato d'animo, dagli
ultimi racconti del premier emerge un senso di cupezza. È come se il Cavaliere
si rendesse conto che il suo decisionismo si è impigliato. Proprio così. Silvio
Berlusconi sembra essersi impigliato nelle maglie della burocrazia, negli atti
della magistratura, nelle manovre politiche degli alleati, in special modo della
Lega. Perciò racconta, come a volersi sfogare. E non è un caso se ieri ha
raccontato un episodio che - a suo avviso - è la testimonianza degli
"intralci al mio tentativo di governare". Il problema dei rifiuti in
Campania vuole risolverlo, anzi deve. "Bene, sono andato a Napoli. Ho
tenuto la conferenza stampa, detto che verrà completato il termovalorizzatore
di Acerra, annunciato il nome della società che porterà l'opera a compimento. E
la mattina dopo cos'è accaduto? Che la procura è andata negli uffici di
quell'azienda e ha sequestrato tutte le carte. Vi è chiaro? Hanno sequestrato
tutto. L'amministratore delegato della società mi ha fatto sapere che volevano
rinunciare. È dovuto intervenire Letta per farlo tornare sui suoi passi.
Diglielo, Gianni". E "Gianni" ha ammesso di aver dovuto
"faticare": "La società voleva mollare, andarsene addirittura
all'estero". Ma il racconto legato all'"ennesimo episodio di
intromissione della giustizia", serve a celare un'irritazione che si
estende alle "direttive da applicare " da parte degli apparati dello
Stato, e ai veti, agli scontri, alle faticose mediazioni che sono proprie della
politica. Perché non c'è dubbio che "dopo una prima fase di gestione
commissariale di Berlusconi, qualcosa è cambiato", lo ammette un fedelissimo
del premier come il ministro Gianfranco Rotondi: "Ora Berlusconi deve fare
i conti con le regole del gioco, che sono le stesse di sempre". Ed è la
vischiosità che frena ogni sua decisione a far infuriare il Cavaliere, lui che
durante la campagna elettorale aveva scaricato sull'Udc le colpe per gli errori
e i ritardi del precedente governo, ed aveva motivato così la rottura dai
centristi: "Non avverrà più". "Ma in politica - spiega Rotondi -
ci sarà sempre qualcuno che farà la parte di Pier Ferdinando Casini". Ed è
nei leghisti che il premier rivede al momento le movenze dei centristi, è in
quel suo "ne ho fin qui" che si riassume la fatica degli ultimi
passaggi. Perché la legge sulle intercettazioni varata dal
governo, non è la stessa che aveva in mente. L'avvocato-deputato Consolo del
Pdl, l'ha pubblicamente sottolineato: "Berlusconi sette giorni fa aveva
detto cose diverse. Forse avrà dovuto piegarsi alle richieste del Carroccio.
Comunque si vede che il suo decisionismo va a corrente alternata". Sarebbe
però un errore voler sovrapporre l'immagine del Senatùr a quella di Casini, e
lo stesso Francesco Cossiga spiega perché "è un errore": "Tra
Berlusconi e Bossi i rapporti sono eccellenti. Fosse per l'Umberto non
sorgerebbero certi problemi. Sono invece i colonnelli leghisti a lavorare sotto
traccia. Sanno di essere forti e usano la loro forza per centrare gli obiettivi
che si sono prefissi. Ma non somigliano ai centristi, bensì a
Rifondazione". È da verificare se l'ex capo dello Stato abbia davvero
ragione, è certo però che l'intervista a Libero del titolare del Viminale,
Roberto Maroni, non è piaciuta al Cavaliere, per il passaggio sul reato di
clandestinità "che deve restare", e per quello sulle intercettazioni,
dove "ha vinto il buonsenso". "Il gioco al ribasso su certi temi
secondo Cossiga serve per ottenere di più su altri". Sarà. Certo
Berlusconi è stufo di subire il lavorio ai fianchi, che va dalle questioni
europee fino a quelle comunali. Ma un conto è la tradizionale posizione dei leghisti
sull'Ue, altra cosa è che qualcuno tenti di sfruttare le difficoltà per
destabilizzare il Pdl. Perché è stato abile il ministro dell'Interno alla
conferenza Stato-Città, dove il sindaco di Milano ha fatto una sfuriata per i
tagli: "Voglio capire. Togliete soldi a noi per darli a Roma? Io non sono
disposta a pagar pedaggio per chi non è stato efficiente e virtuoso nella
gestione". E Maroni: "Hai ragione, Letizia...". Come non sapesse
che il premier deve evitare il collasso del Campidoglio, che si è impegnato con
Gianfranco Fini su questo. Come non sapesse che Giulio Tremonti cerca risorse,
"altrimenti - spiegava giorni fa il ministro Altero Matteoli a un amico -
senza finanziamenti per le infrastrutture e lo sviluppo, Silvio si può far
benedire ogni giorno dal Papa...". E dire che "Silvio" aveva
offerto del suo governo un'immagine diversa all'amico Bush: "È un mix di
esperienza e gioventù. Ed è anche pieno di belle donne". Risposta del
presidente americano: "Perché non le hai invitate qui a cena? ".
Francesco Verderami stampa |.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il neo consigliere Concordati:
le domande mantovane sono poche "Le risorse ci sono: è un'opportunità da
cogliere al volo" "La presenza di un mantovano nel consiglio di
amministrazione di Finlombarda spa può costituire un'opportunità preziosa per
il territorio". Stefania Concordati sottolinea l'importanza della propria
nomina nel cda (composto in tutto da cinque persone e presieduto dal pavese
Paolo Chirichelli) del braccio finanziario della Regione Lombardia per i
prossimi tre anni, avvenuta lo scorso aprile. "Soprattutto - spiega - mi
impegnerò per far conoscere alle nostre imprese le possibilità che la Regione
mette a loro disposizione attraverso Finlombarda. Possibilità probabilmente non
abbastanza sfruttate proprio perchè non abbastanza conosciute".
Finlombarda spa è una società a capitale pubblico, dal 2004 interamente
partecipata dalla Regione Lombardia, che svolge il compito istituzionale di
fornire supporto alle politiche regionali di sviluppo economico-sociale del
territorio lombardo, attraverso strumenti ed iniziative di carattere
finanziario e gestionale. Tale ruolo di operatore finanziario territoriale' si
esplicita in particolare in tre ambiti: quello della finanza pubblica (fornendo
alla Regione assistenza economico-finanziaria e tecnico-giuridica), quello
della finanza per le imprese (essendo soggetto gestore e concessionario di
strumenti finanziari agevolativi per le piccole e medie imprese) e quello dello
studio e della ricerca. "Ad esempio - aggiunge la Concordati - a
disposizione delle imprese uscirà presto un bando di finanziamento per progetti
innovativi nei settori energia-ambiente, agroalimentare, salute e
manifatturiero avanzato. Sono risorse che andranno
intercettate". I dati relativi al recente passato sembrano confermare un
effettivo sottoutilizzo da parte delle imprese mantovane di tali opportunità,
in particolare per quanto riguarda le misure di intervento regionali correlate
alla legge regionale 1 del 2007. Delle 508 domande presentate nei mesi
scorsi dalle imprese lombarde per accedere ai finanziamenti legati al 'Fondo di
rotazione per l'imprenditorialità' (Frim), ad esempio, solo 24 erano di imprese
mantovane, con soli 29 milioni di euro di investimenti attivati a fronte dei
508 milioni complessivi a livello regionale. Discorso analogo per il 'Fondo regionale
per le agevolazioni all'artigianato': nei primi cinque mesi di quest'anno solo
25 domande di finanziamento sulle 308 totali sono state presentate da imprese
artigiane della provincia di Mantova, con 3,6 milioni di euro di investimenti
attivati su 38 complessivi. Nel 2007 era uscito il bando per il sostegno
all'innovazione nel settore dei servizi alle imprese: solo una domanda su 97 è
stata mantovana, con 66mila euro erogati sui 17 milioni totali a livello
regionale. (f.v.).
( da "Alto Adige" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Spegnendo 40-0 i
dragoni, i bolzanini conquistano il tricolore I "ragazzi terribili" coronano
allo stadio Europa la loro straordinaria stagione nell'Arena League 2008 Anche
i pugliesi si sono inchinati a Bonacci & Co. DAVIDE FODOR BOLZANO. Campioni
d'Italia! Un urlo di gioia si leva all'unisono dallo stadio Europa e celebra il
trionfo dei Giganti Bolzano. I "Ragazzi Terribili" ce l'hanno fatta a
conquistare il loro primo tricolore di football a 9, annichilendo per
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
INTERCETTAZIONI
Una legge che copre tanti interessi Per dimostrare quanto sia sbagliato lo stop
alle intercettazioni da parte della magistratura, che il Consiglio dei Ministri
approverà nei prossimi giorni, basta il caso della "clinica degli
orrori" scoperta nella struttura sanitaria privata "Santa Rita"
di Milano. Da
quest'indagine, partita nel 2006, è emersa la "sistematica e costante
scelta di intervenire chirurgicamente contro ogni necessità, logica e
opportunità", agendo con crudeltà nei confronti degli ignari pazienti, al
solo scopo di ottenere i massimi rimborsi dal Servizio sanitario nazionale per
tali "prestazioni" e spartire poi il bottino. Questa vicenda, una
vera e propria barbarie, non sarebbe venuta alla luce con chiarezza senza le
intercettazioni, come hanno puntualizzato gli investigatori. Non occorre
entrare nel merito dei 90 episodi di lesioni gravi e gravissime e dei cinque
omicidi volontari, per i quali sono state arrestate 14 persone. Basta il buon
senso per capire quanto le intercettazioni telefoniche siano indispensabili in
qualunque tipo d'indagine. E basta un po' d'intuito per capire quali interessi
vi siano dietro la proposta di bloccarle. Di certo, non la tutela della privacy
dei singoli e onesti cittadini, che dalle intercettazioni non hanno nulla da
temere. On. Marco Carra AI GIARDINI Ragazzi imbottiti di vuoto e viltà Giardini
di viale Piave, giovedì 12, cinque del pomeriggio. Sole e pioggia si alternano,
pochi cani con le padrone, qualche adulto, nessun bambino. In una casetta di
legno tre ragazzi sui sedici anni, simili a tanti altri, parlano fra loro.
Quando passo col mio bastardino, volano epiteti fra le risate: "Vecchia
puttana, sego la testa al cane, brutta puttana". Dalla casetta dello
scivolo sbuca la testa bionda d'un giovane: "Li lasci perdere, sono
deficienti". Sempre in silenzio non mi decido a levare le tende. I tre
escono, fanno il giro del giardino; il giovane esce anche lui, li raggiunge,
scambia qualche parola, il "capo" ribatte, poi il trio scompare.
"Lei non è italiano" dico al mio difensore. "No". "...
e loro sono italianissimi" continuo. "Non c'entra niente"
sorride, mentre la ragazza che è con lui mi chiede timidamente se mi sento
bene. Questi tempi bui passeranno e forse non dovremo più vergognarci dei
nostri disgraziati figli imbottiti di vuoto e di viltà. Non tutti, certo, ma
non ci vuol molto a corrompere i deboli. Intanto, pur nella tristezza, mi godo
il piacere di avere incontrato due brave persone. Laura Gandolfi CANNETO Voglio
ringraziare il maresciallo Gentile signor Direttore, nella vita, capita di
incontrare una persona speciale, di quel tipo di uomo che sa oltrepassare il
limite formale della sua istituzione, per inserirsi nella storia di una
famiglia, senza prevaricarla ma agendo con umiltà e fermezza. La nostra
famiglia, nello specifico, ha vissuto e vive momenti di particolare difficoltà
ecco, quindi, l'aiuto che ci è stato dato offerto dal maresciallo Marco Casula,
comandante della stazione carabinieri di Canneto sull'Oglio. Competenza,
sensibilità, pazienza, generosità su questi quattro punti cardinali si è basato
il lavoro del Maresciallo Casula, che ha agito in diretta correlazione con i
suoi collaboratori. Per tutto quanto si è prodigato intendo, dalle pagine del
suo giornale, pubblicamente ringraziarlo con un solenne impegno da parte
nostra: non lo dimenticheremo sia nella sua valenza di uomo come su quella di
carabiniere che hanno trovato in Lui una perfetta fusione di grande umanità.
L.F. Canneto CASTEL D'ARIO Quante perplessità per quella lettera! Non posso che
rimanere perlomeno perplessa dalla lettera di risposta (?) all'ing. Carlin, da
parte dell'assessore Ligabò, riguardo lo stallo dei lavori di strada "De
Morta". La domanda posta da Carlin era molto chiara: "Di chi è la
responsabilità della strada incompiuta? Del Comune di Castel d'Ario o del
comune di Sorgà?". La risposta di Ligabò si è presto trasformata in un
pretesto per attaccare un semplice cittadino che si è fatto portavoce di un
gruppo civico. Mi sembra che nella lettera di risposta (?) a Carlin, Ligabò
abbia preso "fischi per fiaschi": infatti, confrontando gli articoli
usciti rispettivamente il 29/05 e 6/06 si comprende come Carlin non abbia fatto
altro che citare esattamente la dichiarazione del sindaco Bazzani di Sorgà e
non mi sembra che dalle sue parole emerga l'intenzione di dare delle
"dritte" tecnico-amministrative a Ligabò. Il fatto che l'assessore
non abbia compreso (così voglio credere) che si trattasse di una citazione e
non di una considerazione sul suo operato, non lo giustifica per l'ironia
gratuita che ha adoperato contro Carlin. Se deve prendersela con qualcuno, se
la prenda con le affermazioni del sindaco di Sorgà che si è permesso di fare
consulenza all'ex "plurisindaco" di Castel d'Ario. Come
rappresentante locale dell'Acm, un'associazione apartitica che si batte per la
partecipazione civica dei cittadini, non posso che condannare lo scritto
dell'assessore. Carlin non è che un portavoce di un gruppo civico e non
meritava certo un attacco personale. La non-risposta data a Carlin è la
non-risposta data a un gruppo di cittadini casteldariesi che vogliono chiarezza.
"Dall'alto della sua esperienza di amministratore" (cito l'ironia vs
Carlin) mi sarei aspettata un risposta più tecnica o forse, semplicemente...
una risposta puntuale a una domanda precisa. Angela Vincenzi Acm Castel d'Ario
VIRGILIO Il presidente merita comprensione Codesto giornale, il 12 giugno,
raccoglie la denuncia del presidente della Polisportiva Virgilio, ostacolata
nella sua attività dal comune di Virgilio. Una vecchia storia che vede due
protagonisti: a) l'impegno generoso, ostinato, disinteressato del volontariato
sociale; b) l'apparente rispetto per questo servizio prezioso e gratuito da
parte del sindaco, ma il sostanziale disinteresse, il disonore della parola
data disattendendo ogni impegno, soprattutto quelli di natura economica; e si
può capire se è vero (com'è vero) che "il piatto piange" e la
politica di bilancio rincorre gli affanni di un equilibrio alle prese con
disavanzi e spese di pura vanità o di generosa compiacenza. Quindi il
presidente Caleffi che, nonostante la proverbiale prudenza, denunciando la
latitanza del Comune, ormai dal 2005, chiede "più certezze e una maggiore
chiarezza formale nei rapporti" nell'interesse di oltre 500 soci e 1500
iscritti alle attività sportive, merita grande comprensione e sostegno. Bisogna
dire che questa "casuale distrazione" del sindaco non sembra così
casuale se, a causa della decadenza degli impegni convenzionali opportunamente
dimenticati, si costringe la Polisportiva "a garantire gestione, pulizia,
custodia degli impianti...senza alcun accordo" e, quindi, senza alcun
impegno, come tristemente stupisce il presidente Caleffi. Forse non è solo
negligenza, distratta soavità, indifferenza...; forse è uno dei disperati
espedienti per mistificare una verità che l'arroganza e la supponenza di questa
amministrazione non possono ammettere: non ci sono soldi ed i sacrifici sono a
carico dei meno protetti, dei più innocui, dei meno "utili"... Così
non può non darsi solidarietà al presidente Caleffi che non merita questo
trattamento, così come non meritano mortificazione i numerosi volontari che da
anni, silenziosamente, responsabilmente, generosamente organizzano e gestiscono
servizi ed attività sportive per i nostri ragazzi. Mi domando, e qualcuno me lo
deve spiegare, che senso ha scoraggiare la gente che lavora gratis mentre si
riempiono di soldi "quelli occupati tutto il giorno a fingere di essere
occupati"? Mi domando, e qualcuno me lo deve spiegare, che senso ha
mortificare il generoso servizio che molti prestano nell'interesse della
comunità mentre con ostinata insistenza si "mantengono" costosi
servizi esternalizzati con scopo solo apparente? Mi domando, e qualcuno me lo
deve spiegare, che senso ha mandare in malora strutture e impianti esistenti e
funzionanti promettendo "campetti di sport saponati, piste di roller
blade, impianti per sport di fantasia...". Se il presidente Caleffi
mantiene ferma una posizione di tutela delle ragioni della polisportiva e di
rivendicazione del rispetto dovuto a quanti si prodigano, con ammirevole senso
civico, per garantire servizi di interesse pubblico..., a Caleffi (che farebbe
bene a non dimenticare la surreale vicenda occorsa al tesoriere Bisestri) va
dato sostegno e solidarietà e, per quanto mi riguarda, mi ritenga a
disposizione delle buone ragioni della Polisportiva. Gianni Martinelli
Consigliere comunale.
( da "Alto Adige" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il metodo La fila
alle Poste è lunga, lunghissima. Aspetto pazientemente il mio turno. Allo
sportello c'è esposto in vendita un libro. "E' casuale" dice
l'impiegato. "Il metodo antistronzi" di Robert Sutton. Sottotitolo:
"Come creare un ambiente di lavoro più civile e produttivo o sopravvivere
se il tuo non lo è". L'ufficio postale non è il mio luogo di lavoro, ma mi
ritrovo comunque a sopravvivere. Romeni Il parco è bellissimo, anche se un
temporale si avvicina minaccioso. Il concerto, nell'ambito del Jazz Festival,
presenta il violinista romeno Alexander Balanescu. Sospeso sulla pedana sopra
la piscina, il suo violino strega e incanta avvolgendoci. Alle sue spalle la
siepe che separa dal giardino della stazione. Non riesco a staccare il pensiero
da ciò che si vive al di là da questa magica cornice. Romeni nell'abbruttimento
della miseria di là, un violinista amato e riconosciuto di qua. Il buio oltre
la siepe. I capponi felici Verso le provinciali, incominciano i movimenti e le
dichiarazioni. Michaela Biancofiore è contraria alla lista unica del Pdl.
Commenta: "Non capisco chi festeggia nel mio partito... sembrano capponi
felici di finire in padella". Il cappone è un gallo castrato, che vive
all'oscuro, non ha grasso ma la pelle d'oca. Gli uomini del partito saranno
felici della definizione. Via Museo Il bar Diana di via Museo passa la mano ai
cinesi. Sembra un effetto della globalizzazione. Via Museo, dove siamo
cresciuti, abbiamo trovato i primi amori, abbiamo consumato le suole, su e giù
alle sette di sera, con o senza cinesi, da anni ha cambiato il suo volto. Il
Moreno e il bar Milano? Una galleria e un negozio di scarpe hanno occupato il
loro posto. Via Museo si è persa, le vasche sono vuote. Esteriorità Nello
scandalo della clinica milanese Santa Rita, un dato balza agli occhi. Sono
state effettuate 7.000 operazioni di chirurgia estetica a malati di Hiv.
L'importante è essere belli fuori. Diffusione Vietate molte intercettazioni.
Vietato pubblicarle. Se state seduti al bar e sentite i pettegolezzi delle
vicine di tavolo, questo fa parte delle intercettazioni? E se poi li raccontate
in giro? E' la morte del gossip. Polit-condom Negli Usa sono in vendita i
preservativi dei candidati alle presidenziali. Su quello dedicato a Obama c'è
scritto "Usa giudizio", su quello di Mc Cain "Vecchio ma non
scaduto". Idea da portare in Italia. Berlusconi "Trapiantato è
meglio", La Russa "Una bomba", Veltroni "Tenero quanto
basta" e via alla fantasia.
( da "Corriere delle Alpi" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Di Cristian Arboit
Ongaro: "Clima da caccia alle streghe" Il presidente della Cm
Agordina contrattacca "Il governo alimenta la sfiducia negli enti"
"Giusto pubblicare i dati sbagliato generalizzare Servono parametri
certi" BELLUNO. "Non è difficile amministrare, è semplicemente
inutile". Così Rizieri Ongaro, presidente della Comunità montana agordina,
commenta la pubblicazione via internet delle consulenze richieste dagli enti
pubblici nel 2006. Elenco nel quale la comunità agordina spicca per numero e
consistenza di incarichi esterni. Ongaro è amareggiato: "Qualcuno, a
cominciare dal ministro Brunetta, vuol far credere che lo spreco è ovunque. E'
un gioco al massacro e populista". Insomma dopo l'orgasmo mediatico, c'è
da chiedersi quanto l'equivalenza consulenza uguale spreco sia reale. Le
variabili sono tante e difficilmente comprimibili in una lista per quanto lunga
e sfiziosa. A dirlo nella circolare di accompagnamento - diffusa via internet -
è lo stesso ministero alla funzione pubblica. Primo, perchè i dati sono
incompleti. Secondo, perchè parecchi enti hanno interpretato la legge sulla
trasparenza a loro modo. Basti pensare al comune di Cortina che ha considerato lo
stesso ex sindaco Giacomo Giacobbi un "consulente". E proprio qui
starebbe il vizio d'origine. "Ci sono troppe inesattezze e parametri
incerti", afferma il presidente della Comunità montana agordina Rizieri
Ongaro, da ieri nell'occhio del ciclone per i 66 incarichi affidati nel 2006.
"Siamo al paradosso. Anziché premiare chi investe e sviluppa progetti, si
plaude a chi non fa nulla, come se la consulenza fosse già di per sé uno
spreco, mentre bisogna considerare caso per caso". Un circolo vizioso che
ha nomi e cognomi: "Dando in pasto all'opinione pubblica dati a casaccio
non si fa che aumentare la disaffezione e la sfiducia dei cittadini verso le
istituzioni. Il bello è che i primi a promuovere questo atteggiamento sono i
nostri parlamentari, il ministro Brunetta innanzitutto". Scatta una difesa
d'ufficio serrata e passionale che prende il via dai tanti
finanziamenti intercettati dalla comunità montana agordina negli ultimi anni.
"L'attività programmatoria e gli interventi sul territorio, soprattutto
quelli di una certa consistenza, implicano l'affidamento dei progetti a degli
esterni. La nostra comunità è piccola, così come i comuni che rappresenta.
Non abbiamo le capacità strutturali per far fronte alle grandi opere". O
si fa così - pare di capire - o si condanna l'Agordino all'immobilismo.
"Di tutte le consulenze date nessuna è stata inutile e questo lo si può
constatare guardando al territorio e alle cose fatte". L'amarezza di
Ongaro è racchiusa in una vecchia frase di andreottiana memoria: "Non è
difficile amministrare, è inutile", dice il presidente della Cm. "Il
dibattito sulle consulenze è giusto, ma non si possono diffondere cifre senza
nessuna spiegazione". A mancare per Ongaro è un parametro oggettivo in
grado di stabilire una scala "meritocratica": "E pensare che
dopo decenni di lassismo si è iniziato a parlare di "meritocrazia"
proprio in questi ultimi tempi. Questa operazione vanifica tutto". Dopo lo
sfogo resta il disagio di un "vecchio" amministratore: "Ormai
quando vado da qualche parte - un incontro o un convegno - devo giustificare il
mio ruolo, come se fare il presidente di comunità montana fosse un delitto.
Questa ondata di populismo è nociva per tutti".
( da "Gazzetta del Sud" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Intercettazioni, pioggia di
polemiche sul ddl Gaetano Basilici ROMA Il presidente del consiglio Silvio
Berlusconi interviene nella bagarre sulle intercettazioni e sottolinea che
"ci sono due livelli da tutelare: la privacy e la difesa dei
cittadini".
Poi aggiunge che "non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e
non sia sicuro di poter parlare liberamente". Insomma: "C'è bisogno
di giustizia, ma bisogna trovare l'equilibrio tra i due interessi". Ma
senza le intercettazioni i "furbetti del quartierino", e molti altri
casi simili, non sarebbero mai stati scoperti. "Secondo me non è vero, non
è così" taglia corto il premier. Intanto, però, negli uffici giudiziari e
nelle redazioni dei giornali la levata di scudi contro il pacchetto giustizia è
generale. Un solo, comune grido d'allarme: l'indipendenza delle toghe e la
libertà di stampa sono gravemente minacciate. Magistrati e giornalisti fanno
fronte comune e reagiscono duramente al disegno di legge sulle intercettazioni
che, approvato dal consiglio dei ministri, passa ora all'esame delle Camere. E
a placare gli animi non serve l'assicurazione del ministro della Giustizia,
Angelino Alfano, secondo cui "non si tratta di un testo blindato".
Non aiuta a distendere i nervi, tra l'altro, neanche il fatto che resta aperta
la questione del lodo Schifani, ovvero il provvedimento che congela i processi
per le alte cariche dello Stato: la settimana prossima si valuterà
l'opportunità politica di riproporlo. Anche se l'ipotesi di un eventuale lodo
Schifani-bis non è accolta positivamente da Niccolò Ghedini, deputato del Pdl,
legale di fiducia e consigliere giuridico del presidente del consiglio.
"Dal punto di vista tecnico, cioè da avvocato del premier, sono contrario.
Io ho interesse a chiudere i processi in dibattimento" dice Ghedini in
un'intervista al Riformista nella quale, ricordato che i processi del Cavaliere
sono tre, due a Milano e uno a Napoli, insiste: "Per me un altro lodo
Maccanico (lo chiama così, non 'Schifani' - ndr) sarebbe negativo". Poi,
tolta la toga da avvocato e indossati gli abiti da parlamentare, aggiunge:
"Adesso manca la volontà politica per una cosa del genere. Però
bisognerebbe ripensarci con grande calma insieme con l'opposizione". Ma
torniamo al giro di vite sulle intercettazioni. "Sono in pericolo
l'informazione e l'indipendenza della magistratura. C'è il rischio di non
sapere più niente" è il preoccupato commento di Giancarlo Caselli,
procuratore generale a Torino. "Il Parlamento riformuli e corregga questo
testo iniziale" perchè "senza le intercettazioni molti reati non
potrebbero essere perseguiti" ammonisce il sostituto procuratore antimafia
Vincenzo Macrì. Gli fa eco Luciano Tarditi, sostituto procuratore della
Repubblica di Asti. "E' necessaria una deroga al decreto sulle
intercettazioni" afferma, altrimenti per quanto concerne i crimini
ambientali "non si potranno più cogliere le organizzazioni nel momento
debole delle loro attività, e cioè prima dei trasporti illeciti". E mentre
dall'opposizione continuano le bordate contro quella che per Antonio Di Pietro,
leader dell'Italia dei Valori, è "un'altra legge che Berlusconi sta
facendo a favore della Casta", dal mondo dell'informazione arriva la dura
presa di posizione di Franco Siddi, segretario generale della Fnsi, il
sindacato dei giornalisti. "E' evidente dichiara quanto sia illiberale e
da Paese comunista una norma che prevede la galera per i giornalisti che
diffondono le notizie corrispondenti a vicende o personaggi reali".
( da "Trentino" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
E delle moschee.
Alle quali si sono aggiunte ultimamente la paura delle intercettazioni
e la paura ... e delle moschee. Alle quali si sono aggiunte ultimamente la
paura delle intercettazioni e la paura delle prostitute. Nessuno mette in
dubbio che i vari mondi accennati costituiscano dei problemi. Ma insorge
spontaneo un argomento "ad hominem": i politici non sono forse
costituiti tali per risolvere i problemi e non per rigettarli continuamente in
pasto alla gente e alla sua comprensibile emotività? Tanto più quando
traspare una dose massiccia di ipocrisia. Ha ragione Umberto Statera quando
scrive che "bisogna identificare nemici ben più potenti degli zingari e
dei clandestini extracomunitari che spacciano droga, comprata da italiani o
vendono prostitute ad una clientela rigorosamente italiota". Verrebbe da
citare l'assioma medico per cui si devono combattere le malattie e non i
sintomi delle stesse. Si vuole introdurre il reato di clandestinità, ma si fa
subito marcia indietro quando si osserva che clandestine sono anche molte
badanti, presenti nelle stesse famiglie dei politici. E si pensa ad una
sanatoria o ad un ritorno in patria temporaneo per poi farle tornare con in
tasca il certificato di lavoro e di abitazione. Già perché il titolo per
rimanere è avere un lavoro e un abitazione decente. E quando a non avere un
lavoro e un'abitazione decente sono gli italiani? Metterli in galera? Anche tra
gli zingari sono molti ad essere cittadini italiani. Estradarli solo perché
zingari e culturalmente nomadi? Anche in tema d'intercettazioni si è assistito
a sparate. Il premier Berlusconi aveva proposto di limitarle ai sospetti casi
di mafia e di terrorismo e voleva fare in fretta attraverso un decreto
governativo. Ma è intervenuta la Lega aggiungendo altri reati da perseguire con
questa tecnica d'indagine. E pure il Capo dello Stato è intervenuto perché la
questione venga trattata in Parlamento e quindi con un disegno di legge. A
dimostrazione anche qui che le sparate possono sortire un'eco mediatico e
magari anche sospingere al voto gli indecisi, ma con le sparate non si governa.
Esiste, infatti, pure il presidio della costituzione. Adesso l'emergenza è
diventata quella delle prostitute sulle strade e nelle piazze. E il pericolo
segnalato è quello della morale. Attenzione anche qui perché l'ipocrisia è
dietro l'angolo, specie quando si fa distinzione tra prostitute
extracomunitarie e prostitute italiane. E qui un episodio va raccontato perché
emblematico. Qualche anno fa i leghisti di Treviso hanno organizzato una ronda
(l'idea è quindi vecchia!) per allontanare le prostitute di colore. A presiederla
era stato chiamato il leader piemontese Borghezio. Setacciata la periferia, con
relativi allontanamenti, la ronda è approdata in una piazza del centro.
Borghezio, avvistata una passeggiatrice, si avventò su di lei, ma fu
immediatamente fermato dal resto della ronda con questa motivazione:
"Questa è imprenditoria locale". E evidente l'ipocrisia, perché se in
pericolo è la morale, lo è a prescindere dal colore della pelle. La proposta è
di isolare il fenomeno in zone appartate a luci rosse o rilanciando le case
chiuse in modo che sia lontano dagli occhi della gente e sopratutto dei
bambini. Ma il problema è più complesso e nasconde criminalità proprio in
quell'imprenditoria. Come non ricordare al riguardo don Oreste Benzi, che
purtroppo è venuto recentemente a mancare sia alla sua città, Rimini che
all'Italia. Lui, il problema della prostituzione lo affrontava a tutto spettro,
scendeva nelle strade e sulle piazze di giorno e di notte per liberare le
vittime del racket e offrire loro un'alternativa e per redimere quelle che
volevano uscire dal tunnel. Ma denunciava anche nelle apposite sedi e alla
televisione i clienti che ne approfittavano e sopratutto le organizzazioni
degli schiavisti, che non sono solo extracomunitari, ma anche italiani con la
fedina pulita e un nome rispettato. Misurato con i parametri di cui sopra, il
fenomeno appare regolare, perché le prostitute un lavoro ce l'hanno, anzi li
più antico del mondo come si suol dire. E la stragrande maggioranza ha pure una
casa e un datore di lavoro. La questione è se si possono fare affari e finanza,
barattando persone. E se, come è stato appurato in Francia, ci fossero
magnaccia anche tra i parlamentari? Vittorio Cristelli.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
TREVISO Il ballo
Oltrejazz Oggi pomeriggio, al teatro Eden di Treviso torna la compagnia di danza
Oltrejazz con lo spettacolo in atto unico Ecce Homo. Dopo il successo ottenuto
ieri sera, la danza sulle ritmiche concitate del jazz e della musica moderna
tornerà sul palco del teatro liberty oggi alle 16. Il biglietto d'ingresso,
acquistabile direttamente a teatro, è di 16 euro. PAESE Concerto d'estate Sarà
una serata all'insegna della musica da camera quella di Paese. Alle 17.30,
nella palestra della piscina Vitanova, su iniziativa della Funzione Arte Neno
Moretti, si esibirà il quintetto formato dai violini di Yoana Chuckleva, Emilia
Ivanova, la viola di Gergana Chucleva, il violoncello di Hripsima Tchftchian e
il pianoforte italiano di Roberto Brisotto. All'evento musicale parteciperà
anche il gruppo Orkestrani. VALDOBBIADENE Il bicentenario Oggi a Valdobbiadene
si festeggia il bicentenario della Famiglia Religiosa Canossiana (1808-2008).
Come Maddalena una volta, le Canossiane oggi, il loro impegno è rivolto
principalmente all'educazione e alla formazione delle giovani generazioni di
ogni estrazione sociale. Il programma della giornata prevede la celebrazione
Eucaristica nel Duomo alle ore 9.00 animata dalla Corale "San
Venanzio" con la partecipazione del soprano Emanuela Meneghello. A fine
Messa ci si sposterà nella "Sala Boccasino" per la breve proiezione
filmica dei 200 anni di storia della Famiglia e a seguire alcune testimonianze
libere per rivivere assieme il ricordo. A conclusione, rinfresco con omaggio,
ai presenti, del libro commemorativo. TREVISO Giustizia e privacy Giustizia,
diffamazione, privacy e deontologia professionale dopo i provvedimenti che il
governo si appresta a varare in materia di intercettazioni
sono tutti temi all'ordine del giorno. Se ne discuterà in maniera ampia ed
approfondita domani mattina dalle 9 nella sala Marton del palazzo della
Provincia di via Cesare Battisti, a Treviso. La conferenza fa parte dell'ampio
progetto di formazione e informazione avviato dall'Ordine dei giornalisti del
Veneto attraverso la scuola di giornalismo intitolata alla memoria del
giornalista e scrittore Dino Buzzati. Il progetto prevede una serie di incontri
di formazione ed aggiornamento decentrati sul territorio regionale, e non
riguarda solamente gli appartenenti alla cartegoria ma è aparto a tutti gli
interessati. Lunedì, nella sala Marton, interverranno il sostituto procuratore
di Venezia Carlo Nordio, l'avvocato Augusto Salvadori e l'ex presidente e
attuale consigliere nazionale dell'ordine regionale Maurizio Paglialunga. La
giornata di studio verterà innanzitutto sull'organizzazione e il funzionamento
dell'amministrazione della giustizia, con particolar riferimento ai reati
commessi "a mezzo stampa". Verranno illustrati casi concreti legati
alla cronaca giornalistica locale e nazionale anche in relazione ai problemi
connessi all'applicazione della legge sulla Privacy. Una parte del seminario
sarà poi dedicata alla deontologia professionale del giornalista affrontando
argomenti che spazieranno dal Codice deontologico alla Carta di Treviso, il
documento redatto nel 1990 e ratificato nel 1995 che definisce le linee guida
in materia di informazione e tutela dei minori. In più, si parlerà di Carta
dell'informazione economica, e di Carta dei doveri del giornalista. L'incontro
dovrebbe chiudersi verso le 14 dopo un coffee break.
( da "Provincia Pavese, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cronaca Ricco di famiglia
e molto brillante Viveva per il lavoro, il suo obiettivo era il prestigio, non
i soldi L'ex deputato della Lega, Ercole racconta: "Me lo presentò una mia
paziente. Cercava lavoro e gli dissi di farmi avere un suo curriculum"
PAVIA. "Era gennaio e il dottor Brega Massone cercava un nuovo posto di
lavoro. Gli dissi di mandarmi il suo curriculum e controllai le sue
pubblicazioni scientifiche su internet. Tutto qui". Cesare Ercole, medico,
ex sindaco di Broni ed ex deputato della Lega Nord e oggi direttore generale
dell'azienda ospedaliera di Treviglio (Bergamo) esclude di essersi interessato
alla vicenda del chirurgo per motivi politici. "Io fui contattato per il
tramite di una mia paziente. - spiega - La signora mi disse che Brega aveva
salvato suo fratello e mi pregò di riceverlo. La Lega non c'entra niente, come
direttore generale ricevo tantissime persone che mi presentano il loro
curriculum". A gennaio, Brega Massone era alla ricerca di una nuova
occupazione. Pochi mesi prima, a settembre, era stato licenziato dalla clinica
Santa Rita di Milano. L'esito tribolato di una carriera brillante.
Professionalmente parlando, Pier Paolo Brega Massone lasciò Pavia già durante
la specialità, secondo alcuni per divergenze di vedute con il professor Eugenio
Forni, luminare della chirurgia pavese. Figlio adottivo di un chirurgo, Pier
Paolo Brega Massone iniziò a frequentare le sale operatorie giovanissimo,
quando il padre adottivo, il professor Massone, lo portava con sè per i primi
interventi di appendicectomia. Lasciata Pavia, Brega Massone approdò
all'Istituto dei tumori di Milano. Qui lavorò per anni, imparando e
sperimentando tecniche innovative nel campo della chirurgia toracica, in
particolare per quanto riguarda il trattamento chirurgico del mesotelioma, tumore
polmonare legato all'esposizione all'amianto. "Certi interventi li
facevano solo lui e Ignazio Cataldo", spiega un collega. Cataldo, ormai ex
primario all'Istituto tumori riconosce la professionalità di Brega Massone:
"Non lo difendo, perché su eventuali responsabilità giudicheranno i
magistrati - dice Ignazio Cataldo - dico solo che Brega era un buon
professionista. Ho avuto in sala operatoria con me Brega Massone per anni, e al
mio fianco si è sempre mostrato un ottimo chirurgo. Non ricordo di averlo
dovuto rimproverare in una sola circostanza". Ottimo chirurgo e anche
ricercatore. Ma fino a un certo momento, fino al 2004. Basta digitare Pubmed su
Internet, il motore di ricerca che mostra tutta l'attività scientifica
internazionale in campo sanitario. Fino al 2004 Brega Massone ha prodotto
lavori scientifici, poi più nulla. Dal 2004 solo operazioni, interventi,
visite. Queste ultime a 80 euro, prezzi popolari, quando si faceva pagare. Nel
racconto degli amici il lavoro e la chirurgia erano la sua ossessione. Non
parlava d'altro. "Pescava" polmoni nel Lodigiano. Lì faceva
ambulatorio per un'associazione contro il cancro. Era un modo per reclutare
pazienti. Giovani e anche vecchi, troppo vecchi, secondo la magistratura. I
soldi? Non sembra fosse quella la sua ambizione. Si può dire ricco di famiglia.
Il padre noto chirurgo, la madre, molto anziana, è una Balma di Voghera, quelli
della "Balma & Capoduri" che producono la colla
"Coccoina" e le pinzatrici "Zenith". Con la moglie, Barbara
Magnani, e la figlia vive in un appartamento piccolo, tutto sommato anonimo, in
una zona di semi-periferia. E in casa, sino a qualche anno
fa, riceveva i propri pazienti. Nelle intercettazioni il chirurgo originario di
Stradella parla di 27mila euro al mese. "Erano i soldi che gli servivano
per pagare il vice in sala operatoria e tutta la struttura", spiega un suo
amico.
( da "Provincia Pavese, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cronaca
"Duecento pazienti gli sono grati" Parla l'avvocato che ha fatto
causa per lui all'istituto Santa Rita "Operò mia madre e le salvò la vita
Non posso credere a quelle accuse" Avvocato Lara Gorni, lei ha iniziato
davanti al Tribunale di Milano la causa di lavoro per conto del dottor Brega
Massone? "Esatto. La mattina di venerdì 6 era qui, nel mio studio, per
discutere del ricorso che avevamo presentato alla fine di marzo". Com'era
il dottore, sereno o agitato? "Venerdì era tranquillo perchè si riteneva,
e si ritiene, innocente. Mai avrebbe immaginato che si sarebbe scatenato un
simile putiferio". Di cosa avete parlato? "Della causa civile. Non
posso entrare nei dettagli per motivi professionali, però posso dire che il
dottore ha sempre agito secondo scienza e coscienza. Avendo come unica
preoccupazione il benessere del paziente". Lei non lo ritiene una persona
in grado di "pescare polmoni", come dice in una intercettazione?
"No. E' vero che il gergo medico, se isolato dal contesto, può sembrare
cinico. Ma accade in molti altri ambiti professionali. E comunque, allegato al
ricorso, c'è anche un documento con le firme di 200 pazienti curati dal
chirurgo che ribadiscono la loro stima e gratitudine". Una realtà che pare
conciliarsi poco o nulla con l'immagine della "clinica degli orrori",
non crede? "Anche nelle ultime ore ho ricevuto mail e telefonate di
pazienti e dei loro famigliari che sono rimasti sbigottiti rispetto alle
recenti notizie. Persone che hanno l'urgenza di spiegare di essere stati
operati e seguiti nel decorso post-operatorio in maniera professionale e
umana". Le accuse fanno tremare le vene ai polsi... "Il dottor Brega
Massone è un professionista capace, ha pubblicato lavori su riviste scientifiche
di mezzo mondo, è una persona pronta, disponibile e che vive per il proprio
lavoro. Le imputazioni mi sembrano incredibili da questo punto di vista. Ho
piena fiducia nella magistratura e credo che le accuse verranno smontate
all'esito del dibattimento. Mi spiace per il linciaggio mediatico che ha
indotto la pubblica opinione a emettere un verdetto di colpevolezza prima
ancora che inizi un processo". Alcune intercettazioni,
però, sono molto pesanti. "Non mi occupo dell'aspetto penale della
vicenda. Da "spettatrice" invito a leggere le intercettazioni con
attenzione. Non mi pare emerga alcuna ammissione di responsabilità da parte del
mio cliente. E' anche per questo che ho deciso di parlare e di esprimere
la mia solidarietà, perchè chiunque deve essere considerato innocente fino a
prova contraria. E poi c'è anche una componente di amicizia". Lo conosce
da molto tempo? "Da alcuni anni. Quando lavorava all'Istituto tumori di
Milano operò mia madre e le salvò la vita. E' stato allievo e collaboratore del
professor Catalano. E' un chirurgo molto bravo e non fa nulla per nasconderlo;
questo poteva attirare l'invidia dei colleghi". Nella vostra causa di
lavoro chi è la controparte? "Il responsabile legale dell'Istituto Santa
Rita che, all'epoca, era il notaio Pipitone". In una telefonata al dottor
Antonio Maconi, il suo cliente avrebbe chiesto aiuto per porre rimedio a una
"grave ingiustizia professionale". Si riferiva all'oggetto della
causa di lavoro? "Ovviamente non sono a conoscenza di quanto si siano
detti al telefono. E, lo ripeto, non posso entrare nei dettagli della causa.
Posso dire che per valutare meglio tutta la vicenda occorrerebbe avere una
visione d'insieme". Il dottor Brega è stato rimosso dalla guida dell'unità
di chirurgia toracica dopo i controlli dell'Asl 1 di Milano e le perizie
ordinate dalla Procura di Milano sulle cartelle cliniche. "Ma su quelle
cartelle vi sono anche consulenze di parte, che dicono cose diverse. L'Asl non
ha mai fatto contestazioni "ad personam", ossia riferendosi
direttamente al mio cliente. E poi anche alcuni racconti degli ex pazienti
della clinica sarebbero da verificare". In che senso, scusi? "Nel
senso che ho ricevuto mail di pazienti che hanno rilasciato certe dichiarazioni
ai giornali e le hanno viste pubblicate in altri termini. La ragazza alla quale
sarebbero stati asportati due noduli benigni senza che le fosse stato detto
nulla prima, in realtà era stata informata e aveva scelto di farsi operare.
Scrive di essere stata sottoposta ad esami e che è stata valutata la sua storia
famigliare. E un'altra gli scrive concludendo (legge) "I suoi interventi
mi hanno consentito di evitare 15 mesi di chemioterapia". Questo materiale
è a disposizione della Procura". (f.m.).
( da "Nuova Venezia, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Comune
commissiona una ricerca per stabilire il limite di presenze umane La matematica
salverà la città Vianello: "Informazioni e incentivi, no chiusure e
tasse" TURISMO Portale Internet per prenotare Una ricerca per stabile la
soglia limite di sostenibilità di "umani" nella città storica, senza
distinguere tra residenti e turisti, ma con l'obiettivo di capire con quali
numeri scatta l'allarme rosso dell'incompatibilità con l'offerta di trasporti,
raccolta rifiuti, sicurezza, sanità, spazio fisico a disposizione di ognuno.
L'hanno commissionata il vicesindaco Michele Vianello e l'assessore alla Mobilità
Enrico Mingardi a Coses e Ca' Foscari. Non si andrà, però, al numero chiuso: i
risultati sono attesi per ottobre e serviranno a tarare quel modello matematico
che - nei progetti dell'amministrazione - grazie ad Internet e ad un Portale
Venezia per prenotare alberghi, parcheggi, trasporti pubblici, musei, regolerà
gli accessi alla città storica con un mix di informazione, incentivi e
disincentivi. "Partiamo dal fatto che la tassa di soggiorno non verrà mai
introdotta, perché il 99,9% dei Comuni vuole incrementare il turismo, non
contenerlo", osserva Vianello, "Venezia è l'unica realtà del genere
al mondo ad avere, già oggi, problemi di regolamentazione del turismo e non di
incentivazione". "Ricordando che il diritto comunitario prevede limiti
alla libera circolazione delle persone e delle merci solo per motivazioni
fortissime", prosegue il vicesindaco, "è ovvio che non possiamo
introdurre un numero chiuso stabile: dobbiamo pensare in termini di human
network, creare le condizioni per una città vivibile per tutti, residenti e
visitatori. Per farlo dobbiamo però avere un modello adeguato su cui basarci,
perché viviamo su schemi della fine degli anni Ottanta, ormai superati: per
questo ho contattato esperti mondiali del settore per invitarli ad accettare la
sfida di creare a Venezia, per prima nel mondo, un modello di sostenibilità
turistica e degli accessi. O la gente si intercetta prima
che arrivi a Venezia oppure non la fermi più". L'idea, prosegue Vianello -
che per ora mantiene il silenzio sui partner internazionali di quest'avventura,
ancora in fase di avvio - è dunque quella di "stabilire una soglia
dell'offerta del "benessere", modulabile di giorno in giorno.
Attraverso un Portale Venezia in testa ai motori di ricerca, potremo informare
ogni singola persona che si appresta a venire a Venezia - parta da Sidney,
Bratislava o da un campeggio del Cavallino in un giorno di pioggia - dicendole
quello che troverà. Prenotando in rete il posteggio o il biglietto Actv o il
museo saprà quando la soglia della vivibilità è raggiunta: se vorrà comunque
venire a fare lo struscio per le calli, dovrà sapere che non troverà posto per
l'auto e pagherà di più il vaporetto". (r.d.r.).
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
DALLA PRIMA Il
governo c'è, manca l'opposizione E salgono le pene per i clandestini che
commettono reati in Italia. Accanto alle misure già avviate ci sono poi quelle
annunciate: si al nucleare, utilizzo dell'esercito per la sicurezza nelle
città, apertura agli Ogm, ridimensionamento delle
intercettazioni consentite alla magistratura, avvio della campagna
anti-fannulloni nel pubblico impiego, etc.etc. Infine non sono mancati gli
eventi: vertice dei Paesi aderenti alla Fao, visita di George Bush, convegno
degli industriali a S. Margherita, bacio dell'anello papale da parte di
Berlusconi e segnalazione da parte del Pontefice di un nuovo clima nel Paese.
Se consideriamo attentamente fatti, annunci e eventi ci accorgiamo che hanno
tutti a che fare con questioni centrali: la sicurezza, il costo della vita, il
tipo di identità nazionale che vogliamo darci, i rapporti fra Stato e Chiesa,
l'approvvigionamento energetico, il ruolo della magistratura e
dell'informazione, il rapporto con i Paesi del terzo e quarto mondo, il mercato
del lavoro, il valore della vita umana, l'efficienza del nostro apparato
burocratico. Non ha ora alcuna importanza stabilire se le singole proposte
avanzate dal governo siano buone o cattive (i sondaggi dicono buonissime, ma io
e voi non crediamo ai sondaggi), il punto è capire se ha indicato una strada,
insomma se va nella direzione della definizione di un profilo e a mio avviso la
risposta è nitida e affermativa, ma non solo o non tanto per merito proprio ma
anche per gli straordinari demeriti dell'opposizione. Che mostra di non
esserci, non avere voce e proposte che sappiano raggiungere il Paese. Perché
tutto ciò? Perché temo che questa opposizione non abbia risolto una serie di
interne contraddizioni, politiche, programmatiche e ideali e sia per questo
motivo opportunisticamente afona. Ahimè la coerenza si raggiunge attraverso il
conflitto; se infatti si vuole essere credibili quando si parla di mercato del
lavoro, bisogna inevitabilmente rivedere criticamente il ruolo assunto dai
sindacati e in particolare dalla Cgil in questi ultimi dieci anni e tutto ciò è
costoso. Se invece si vuole affrontare il tema delle intercettazioni, bisogna
prendere di petto il problema della magistratura e dei mezzi di informazione,
del loro ruolo e del perché in più di un'occasione (e quali occasioni!) essi
hanno contribuito a dettare l'agenda politica del Paese. Ecco che per trovare
equilibrio e voce il centrosinistra dovrebbe litigare con editori e magistrati
e ahimè non può o non vuole farlo. Se infine - per arrivare ad una questione di
natura vastamente ideale - il centrosinistra dovesse affrontare le ragioni
dell'asserito aumento della fame nel mondo, ecco che andrebbe a sbattere con il
fantasma del proprio passato: si scoprirebbe infatti che mentre qualche altro
centinaio di milioni di esseri umani rischia di morire di fame, gli utili dei
grandi mercanti di cereali, dei produttori di sementi e concimi e delle cinque
multinazionali che detengono il monopolio degli Ogm, sono triplicati o
quadruplicanti nel corso di questo ultimo anno. E allora il centrosinistra
dovrebbe avviare insieme a Giulio Tremonti (il cui governo riapre agli Ogm) una
serrata critica del "mercatismo" e questo è un problema, perché alle
radici dell'antimercatismo a mio avviso c'è qualcosa che si richiama al
socialismo e allora il Pd scivola indietro e s'incasina. Meglio stare zitti. Su
tutto. Roberto Weber.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
MANCINO CASELLI Si corre
veramente il rischio di non sapere più niente "Così tuteliamo la
privacy". Il sindacato dei giornalisti pensa allo sciopero DDL CONTESTATO
GOVERNO L'Italia dei valori non esclude il ricorso al referendum: è un'altra legge del Cavaliere a favore della casta Intercettazioni, Berlusconi fa quadrato
Autorizzazioni, con l'organo collegiale al posto del gip occorrono più
magistrati ROMA Continua ad alimentare polemiche e proteste il disegno di legge
sulle intercettazioni varato dal governo. Protestano le opposizioni, ma anche
magistrati e giornalisti contro una legge che, avvertono, se approvata
così come l'ha proposta il governo, metterebbe un freno alle indagini dei
magistrati e nasconderebbe notizie e informazioni ai cittadini. Silvio
Berlusconi ribadisce però che in materia di intercettazioni "ci sono due
livelli da tutelare, la privacy e la difesa dei cittadini. Non è accettabile
che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare
liberamente". Il presidente del Consiglio si ferma a parlare con i
giornalisti e una piccola folla di persone a margine del matrimonio a cui ha
partecipato ieri pomeriggio. "Ma così i furbetti del quartierino - gli
replica un cittadino - non sarebbero mai stati scoperti". "Secondo me
non è vero - ribatte il premier - non è così". "C'è bisogno di
giustizia - ripete - ma bisogna trovare l'equilibrio fra i due interessi".
Le intercettazioni telefoniche disposte dalla magistratura costano una cifra
compresa fra uno e due miliardi sostiene il ministro della Funzione pubblica
Renato Brunetta. "Questi soldi vengono spesi - afferma Brunetta - per
pagare società e società che a cascata fanno questo mestiere. Quando c'è una
cascata ci può essere anche una caduta di controllo che può provocare ricatti e
condizionamenti vari. Per questo andavano regolate meglio". Il ministro
Brunetta ha difeso il provvedimento del governo sulle intercettazioni anche per
un altro motivo. "Non possiamo vivere in un Paese - ha detto - in cui c'è
paura di parlare al telefono, non siamo in Unione sovietica". "Sulle
intercettazioni sono i numeri che parlano da soli:
( da "Nuova Venezia, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cronaca In città le
pattuglie dei militari Il governo ne prevede l'impiego con polizia e
carabinieri IL DECRETO Il prefetto deciderà se e dove utilizzarli La nostra
città è, come anticipato ieri dalla Nuova, tra le quindici aree metropolitane
destinate a vedere l'impiego, nelle prossime settimane, di pattuglie miste -
esercito e forze dell'ordine - nel controllo del territorio. Lo stabilisce un
emendamento al decreto legge sulla sicurezza voluto dal ministro della Difesa
Ignazio La Russa. Esercito che sarà impegnato al massimo per sei mesi.
L'emandamento non sarà rinnovato. I militari avranno la qualifica di agenti di
pubblica sicurezza e quindi potranno identificare e perquisire persone, ma non
avranno quella di polizia giudiziaria. Il loro impiego è previsto comunque
assieme ad appartenenti ad altre forze dell'ordine e, inoltre, nelle ore
notturne, almeno stando al progetto del ministero della Difesa.
Complessivamente per tutte le città saranno impiegati 2500 uomini. Saranno i
vari prefetti a individuare i servizi speciali nei quali impiegarli. Non è
ancora stato definito il numero di militari destinato alla nostra città.
L'utilizzo di militari in città e provincia non è una novità assoluta. Infatti
fin dalla metà degli anni Novanta - in occasione di cicliche tensioni a livello
internazionale, collegate a guerre o attentati terroristici - sono stati
impiegati per garantire la sicurezza di obiettivi sensibili. Ci sono stati
alpini e artiglieri che in quegli anni hanno presidiato l'aeroporto Marco Polo,
il Petrolchimico di Marghera e la centrale Enel di Pianiga. Sono stati
impiegati durante i vari conflitti scoppiati nei Balcani, quando l'Italia era
un possibile obiettivo di rappresaglie della Serbia per il fatto che l'Italia
partecipava, come appartenente alla Nato, ai bombardamenti di quel Paese. Ma la
gran parte dell'impiego è legato agli attentati terroristici di matrice
islamica, dall'11 settembre fino a Madrid, senza dimenticare la guerra in Iraq.
All'aeroporto hanno pattugliato il perimetro esterno delle piste e costituito
posti fissi davanti all'entrata dell'aerostazione e vicino ai depositi di
carburante. Controllo del perimetro al Petrolchimico. Qui il pattugliamento
avveniva con autoblindo. In questi casi non hanno avuto qualifiche di pubblica
sicurezza. Se intercettavano persone in zona vietata dopo
averle fermate dovevano chiamare la polizia o i carabinieri. Gli interventi
sono stati centinaia. Controllo del perimetro e posti fissi anche per quanto
concerne la centrale Enel di Pianiga. Questa è importante perchè snodo
fondamentale per l'alimentazione elettrica della base americana di Aviano.
Fino a quando non si conoscerà il numero di uomini destinti alla nostra città,
è difficile immaginare il loro impiego e quando ciò avverrà. Naturalmente il
maggior numero di militari sarà destinato a realtà, come Milano, Roma o Napoli,
dove la situazione è decisamente ben più grave di Venezia. (c.m.).
( da "Nuova Venezia, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Caorle. Operazione
della guardia costiera con le onde a forza 4 Naufragio in mare, salvate sei persone
In due sono rimasti aggrappati al loro catamarano per oltre un'ora Una
ragazzina data per dispersa è riuscita a raggiungere la riva a nuoto nonostante
il forte vento GEORGIA SCHIAVON CAORLE. Naufragio in mare, la guardia costiera
salva sei persone, due della quali rimaste aggrappate per quasi due ore al loro
catamarano "scuffiato" a causa del forte vento e al mare a forza 4.
Condizioni pessime che però non avevano impensierito i 18 occupanti i 9
catamarani partiti ieri alle 9 da Duna Verde per una regata amatoriale
"dodici ore non stop", a circa un miglio e mezzo al largo della
costa. I diportisti del circolo velico "I 40 ruggenti" si sono però
presto trovati in preda al mare mosso e al forte vento. Tre imbarcazioni sono
riuscite a guadagnare il porto, allertando la centrale operativa della guardia
costiera, che ha fatto subito partire un mezzo della capitaneria di Caorle in
soccorso agli altri sei catamarani in difficoltà. Tre di questi sono rientrati
autonomamente, ma le onde hanno ghermito gli altri tre catamarani, che si sono
rovesciati, gettando in acqua i sei occupanti, fortunatamente dotati tutti di
mute e giubbotti di salvataggio. Delle sei persone finite
in mare, tre sono state intercettate quasi subito dagli uomini della
capitaneria e portate presso la darsena di Mariclea a Eraclea Mare e una quarta
ragazza, data inizialmente per dispersa, è riuscita a raggiungere la riva a
nuoto, nonostante la forte corrente e le onde. Si è temuto anche per gli
altri due regatanti (Marco Menegazzi di Mestre e Stefano Naidi di Caorle),tra
l'altro ospiti dei soci del club velico, trasportati dalla bora a tre miglia e
mezzo al largo di Cortellazzo, di cui a tratti si perdevano le coordinate a
causa delle onde che impedivano la visibilità. Alla loro ricerca sono partiti
anche due mezzi provenienti dalla capitaneria di Grado e da quella di Venezia,
che ha coordinato le operazioni di salvataggio, ed un elicottero della guardia
di finanza decollato dall'aeroporto di Tessera, in contatto radio con i mezzi
in mare. Dopo circa un'ora e mezza di ricerche, cui hanno assistito con
apprensione molte persone da riva, i due sono stati raggiunti e ritrovati
aggrappati allo scafo del catamarano scuffiato. Ad aspettarli agli ormeggi
un'ambulanza del Suem, che li ha condotti d'urgenza al pronto soccorso di
Caorle per accertamenti sul loro stato di salute, a causa della permanenza
prolungata in acqua, del freddo e dello choc. Trovati in buone condizioni, una
volta rifocillati sono stati dimessi e hanno potuto tornare a casa. Un'imprudenza,
la scelta dei diciotto dilettanti, visto che le condizioni del mare avevano
fatto desistere i partecipanti alla regata ufficiale prevista per ieri mattina,
che è stata infatti annullata. Quando il mare supera forza quattro la
navigazione in mare aperto diventa improponibile non solo per unità da diporto
leggere come i catamarani, ma persino per i mezzi più leggeri della guardia
costiera. (Hanno collaborato Giovanni Cagnassi e Giorgia Valente).
( da "Secolo XIX, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
FERRUCCIO SANSA
Senza le intercettazioni, l'inchiesta sulla clinica degli orrori non ci sarebbe
stata. Non sarebbero stati scoperti i medici che, secondo l'accusa, operavano
ai polmoni solo per lucrare i rimborsi della Regione. Che, per qualche migliaio
di euro, asportavano il seno di una diciottenne con un banale e curabile
nodulo. Niente, o quasi, sarebbe emerso. Non è questione di opinioni. Non
bisogna essere di destra o di sinistra. Qui, semplicemente, va messo a
confronto il disegno di legge sulle intercettazioni con i
fatti. Dice il ministro della Giustizia, Angelino Alfano: "Ma certo che i
medici sarebbero stati intercettabili! Anzi, superintercettabili! Con
l'indagine per omicidio, ci mancherebbe...". Purtroppo non è così. Come il
ministro sa, o dovrebbe sapere, quando l'inchiesta fu avviata dai pm milanesi
Grazia Pradella e Tiziana Siciliano le ipotesi di reato erano ben
diverse: truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e falso
in atto pubblico. Soltanto in seguito, e grazie anche alle intercettazioni
telefoniche, si è scoperto che nella clinica Santa Rita ci sarebbero scappati
dei morti. Cinque, mica uno. I reati in base ai quali i pm hanno potuto
chiedere le intercettazioni erano punibili al massimo con sei anni di
reclusione. Se fosse stata in vigore la nuova disciplina prevista dal governo
di centrodestra, le intercettazioni non sarebbero state possibili. E l'indagine
sulla clinica degli orrori non sarebbe arrivata lontano. Gli omicidi, quasi
certamente, non sarebbero stati mai scoperti. Ma, senza le intercettazioni,
tutte o quasi le inchieste giudiziarie che hanno scosso recentemente l'opinione
pubblica avrebbero avuto il fiato corto. Due, tra le tante: l'inchiesta sul
porto di Genova e "Mensopoli". Basta parlare con un magistrato o un
investigatore per farsi spiegare una circostanza assolutamente scontata per chi
è esperto di indagini: spesso, molto spesso, la ricostruzione iniziale muta con
il procedere dell'inchiesta. È l'avanzare degli accertamenti che consente di
completare il quadro. Èâ??il caso tipico della corruzione. Raramente i
magistrati cominciano indagando per questo reato che ha devastato la vita
politica e sociale italiana negli ultimi decenni. Si parte, quasi sempre, da
ipotesi diverse, come la truffa, la turbativa d'asta o magari l'abuso
d'ufficio. Così nell'inchiesta sul porto. Quando i pm Walter Cotugno, Mario
Morisani e Enrico Zucca hanno mosso i primi passi nelle acque stagnanti intorno
al terminal Multipurpose, l'ipotesi del loro lavoro era il mancato pagamento
dei canoni demaniali e, appunto, la turbativa d'asta. Da qui si è partiti. E
proprio grazie alle intercettazioni si è arrivati a scoprire sospetti episodi
di corruzione. Se l'inchiesta fosse cominciata con i nuovi limiti previsti per
le intercettazioni, poco di quello che si è scoperto sarebbe venuto a galla.
Gli antichi equilibri del porto di Genova sarebbero rimasti in buona parte
intoccati. Il discorso non cambia parlando di "Mensopoli" che ha
portato all'arresto di Stefano Francesca, portavoce del sindaco, e all'accusa
di corruzione per gli assessori Paolo Striano e Massimiliano Morettini. Nonché
all'arresto degli ex consiglieri comunali diessini Massimo Casagrande e Claudio
Fedrazzoni, dell'imprenditore della bistecca Roberto Alessio e del manager
della Sanità, Giuseppe Profiti, entrambi vicini al cardinale Tarcisio Bertone.
Con la nuova legge, i loro colloqui - alla base del provvedimento d'arresto e
della ricostruzione "dell'associazione a delinquere" - non sarebbero
mai stati registrati. Se fossero stati già vigenti i nuovi limiti sulle
intercettazioni, la giunta Vincenzi non sarebbe cambiata e la vita politica
cittadina avrebbe dormito sonni tranquilli. Insieme ovviamente, con i furbetti
del merendino che avrebbero continuato il loro lavoro. L'elenco, però, sarebbe
lungo. Basti pensare al caso Antonveneta-Unipol. Con il nuovo disegno di legge,
i reati contestati a Gianpiero Fiorani e Giovanni Consorte non avrebbero
consentito le intercettazioni. E chissà come sarebbe oggi il panorama
finanziario italiano senza quell'inchiesta. La nuova disciplina, infatti,
prevede che si possano disporre intercettazioni soltanto per i reati non
colposi puniti con pene superiori nel massimo a dieci anni (con l'aggiunta di
corruzione, concussione, terrorismo, mafia e omicidi). Restano quindi fuori,
tanto per dire, i reati societari, il falso in bilancio, la truffa ai danni
dello Stato. Ma anche lo scippo, la rapina, lo sfruttamento della
prostituzione. E qui emerge la contraddizione insanabile di un governo che
impiega i soldati per l'ordine pubblico nelle città e poi toglie a magistratura
e investigatori gli strumenti per indagare sui reati che tanto preoccupano i
cittadini. Non è l'unico punto, però. C'è un secondo elemento, passato quasi
inosservato, che rischia di essere altrettanto dannoso per le indagini: i
colloqui intercettati nell'ambito di un procedimento non potranno essere
utilizzati in un altro. In concreto: se ascoltando un malvivente nell'ambito di
un'indagine per spaccio di droga si scoprisse che ha ucciso una persona, la
prova non avrebbe alcun valore. E pensare che già adesso erano previsti dei
limiti rigorosi. Non regnava, insomma, la legge della giungla, come qualcuno
vorrebbe far credere: le intercettazioni raccolte nell'ambito di un altro
procedimento possono essere utilizzate soltanto se emergono reati
particolarmente gravi, quelli che prevedono l'arresto obbligatorio in
flagranza. Già ora, quindi, non è possibile utilizzare le intercettazioni
telefoniche quasi fossero "reti da pesca". Prima di votare la nuova
disciplina delle intercettazioni questo va detto con la massima chiarezza: senza
questi mezzi di indagine - invadenti, non c'è dubbio - l'inchiesta che sta
facendo tremare la sanità privata lombarda, creata dal centrodestra, non
sarebbe andata avanti. La clinica degli orrori e altre strutture che presto
saranno coinvolte avrebbero continuato a operare. Ad asportare seni e polmoni
sani. sansa@ilsecoloxix.it 15/06/2008 dalla prima pagina Mi invita quindi a
"far capire alle persone "comuni" che sono tutte situate su
un'unica barca e che se un uomo guadagna più di un altro è possibile che abbia
però meno in cambio in altri campi". Mi spiega che molti
"poveri" dipendenti inclini a protestare contro la ricchezza del
vicino sono "semplicemente invidiosi". E conclude: "Perché
conformarsi al sentimento comune di protesta cavalcato dalla politica più meschina?
Se gli autonomi (lavoratori) non pagano le tasse è perché il sistema fiscale è
fallace. Se lo faccia spiegare da un fiscalista (...). Almeno la domenica,
scriva favole per adulti. Mi trasporti in un mondo incantato, mi suggestioni,
mi arricchisca dipingendo realtà che sono lontane. Non si ostini a fare le veci
dell'Agenzia delle entrate, non è questa la strada verso la quale il suo
attento genitore l'ha indirizzata?". Gentile signor Lete, gentile collega,
sono anch'io un lavoratore autonomo precario, imprenditore di me stesso,
sottoposto alle leggi del mercato, fregato alla grande dai fondi pensionistici.
A differenza di lei esercito a casa mia e posso godere di una postazione di
lavoro che dà sulla collina; vedo i fiorellini, mi giunge il loro profumo,
sento gli uccellini cantare e al mattino anche il gallo del vicino dare il
segnale orario, anche se un po' in ritardo sull'alba. Tale postazione di lavoro
è compresa in un appartamento di
( da "Secolo XIX, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Roma. Il no
dell'Irlanda al Trattato di Lisbona agita le acque della maggioranza. In attesa
del Consiglio europeo della prossima settimana, il premier Silvio Berlusconi
non si sbilancia, costretto com'è a barcamenarsi tra l'esultanza della Lega e
la volontà, prevalente dentro e fuori il Pdl, di tirare avanti, nonostante la
doccia fredda di Dublino sul processo di integrazione europeo. E così, mentre
Nicolas Sarkozy dice chiaro che "il no irlandese non deve diventare una
crisi" per l'Europa a 27, il Cavaliere fa sapere solo di essere
"preoccupato", senza pronunciarsi sulla linea che il governo si dovrà
dare in sede europea ma anche quando si tratterà di affrontare la ratifica del
Trattato di Lisbona ancora in attesa del via libera da parte dei Parlamenti di
Italia, Spagna e Gran Bretagna. L'atteggiamento che ora sembra prevalere fra i
"padri fondatori", Francia e Germania in testa, è di procedere
comunque con la ratifica del Trattato sia pure aprendo una riflessione sulle
politiche di Bruxelles. Lo dice Sarkozy, che a luglio assumerà la presidenza di
turno dell'Ue: "Molti europei non comprendono come si sta costruendo
l'Europa. Bisogna essere più efficaci sui temi che riguardano la vita
quotidiana dei cittadini". Come immigrazione e costo del petrolio. A
differenza di Sarkozy, il Cavaliere non può ignorare gli umori dell'alleato
leghista che è determinante per la tenuta del governo e comincia a prendere le
distanze. Sicurezza, intercettazioni, rifiuti e fisco
costringono il Carroccio a fare buon viso a cattivo gioco. E ora il no degli
irlandesi complica le cose. Non si tratta solo di una questione d'immagine o di
una polemica portata avanti nel modo solitamente ruspante delle camicie verdi,
che a Milano organizzano in strada un brindisi a base di birra irlandese per
festeggiare l'esito del referendum. Non si tratta solo di questo. La
Lega punta a imitare i cugini celtici di Dublino: vorrebbe fare un bel
referendum anche in Italia per affossare il Trattato di Lisbona e mandare in
pensione anticipata l'Europa a 27. "E' necessario che anche in Italia voti
il popolo e non il Parlamento", è la tesi di Matteo Salvini, deputato del
Carroccio. "Tutti quelli che dicono di tirare dritto, che si chiamino
Napolitano, Prodi o Berlusconi, hanno uno strano concetto di democrazia. La
Lega chiede che ci sia anche da noi un referendum. E pretende una consultazione
popolare anche per l'ingresso della Turchia in Europa", avverte Salvini.
Anche se non si arriverà a un referendum, Berlusconi rischia di trovarsi in una
situazione imbarazzante quando dovrà dire la sua al prossimo vertice dei Capi
di Stato e di governo, che il 19 e 20 giugno sono chiamati a indicare una via
d'uscita di fronte al rischio di una nuova paralisi delle istituzioni europee.
Se, com'è probabile, i Paesi più grandi non si faranno condizionare dal no di
Dublino e punteranno in ogni caso alla ratifica parlamentare del Trattato da
parte dei Paesi ancora in stand by come l'Italia prima delle elezioni europee
del 2009, allora il dissenso della Lega diventerà un problema più che concreto
per il Cavaliere, che rischia di ritrovarsi con una maggioranza spaccata in Parlamento
su un tema non di poco conto. Nel Pdl, soprattutto An non intende avallare
ripensamenti e anche dentro Fi prevale una linea europeista. "Bisogna
ripartire subito, senza pause di riflessione, anche con il processo delle
ratifiche già portato avanti da numerosi Paesi", spiega il ministro degli
Esteri, Franco Frattini. "La ratifica immediata è la sola risposta che si
può dare al no degli Irlandesi. Il Parlamento non può avere la benché minima
esitazione", osserva il senatore Beppe Pisanu. Tra quindici giorni si
aprirà in Senato il dibattito sul Trattato di Lisbona e, prima, Berlusconi
dovrà chiarire davanti al Parlamento la sua posizione. "Il governo dica da
che parte sta e se al suo interno ha una posizione comune", dice il leader
del Pd Walter Veltroni. Ma una posizione comune non c'è se un fedelissimo del
Cavaliere, Denis Verdini, afferma che "indietro non si torna" mentre
il ministro Roberto Calderoli sentenzia: "Il Trattato è morto. Evitiamo
l'accanimento terapeutico in Parlamento". È un bel rebus per il Cavaliere,
che al vertice dei leader europei porterà con sé più dubbi che certezze.Michele
Lombardilombardi@ilsecoloxix.it 15/06/2008.
( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cecina La democrazia
è in pericolo La nuova legge sulle intercettazioni mette il
bavaglio alla stampa E l'opposizione è debole e divisa Il governo Berlusconi ha
posto nel Paese le basi per una dittatura dolce o quantomeno della democrazia
sotto controllo: l'aver approvato il decreto sulle intercettazioni telefoniche
significa aver legalizzato una serie di reati di cui alcuni nostri
rappresentanti si sono macchiati in passato ed aver messo il bavaglio
non solo alla magistratura, ma anche tacitato con la minaccia dell'arresto quel
potere essenziale della stampa a cui spesso compete il controllo sull'azione
politica delle istituzioni. (...) Ma non basta questo: dopo aver certificato la
possibilità di un cambio delle regole di ingaggio dei nostri militari in
missione all'estero nelle aree più calde (Libano/Afganistan) trasformando così
nei fatti le missioni dei peaceskeping in autentiche missioni di guerra, il
ministro della Difesa del governo Berlusconi ha previsto la militarizzazione
delle nostre città, mediante l'impiego dell'esercito in funzioni di polizia e
controllo del territorio. La magistratura minata, la stampa tacitata, la
Costituzione tradita, l'esercito nelle strade; un quadro già visto
nell'Argentina dei Generali, nella Grecia dei Colonnelli, nella Spagna
franchista e nell'Italia delle camicie nere, con l'opposizione silente alla
ricerca di se stessa. Occorre gridare tutto questo, denunciare con forza.
L'opposizione smarrita, orfana di quelle tradizioni della sinistra democratica
riformista e socialista e di quei valori cristiano sociali e ormai annacquata
nella nuova formazione politica di Veltroni & C ha completamente smarrito
il suo ruolo, anzi il governo ombra pare più aver voglia di dialogo che quello
di proposta alternativa. Solo Di Pietro (a cui non ho mai risparmiato strali)
ha il coraggio in questo momento di assumere su di sé il ruolo dell'opposizione
democratica del Paese. Si intende riscrivere la storia, si intitolano le strade
ai fucilatori fascisti che mai firmarono la Costituzione, pur partecipando alla
vita del Parlamento repubblicano, si rilanciano i miti della supremazia della
razza, ci si inchina alle volontà ecclesiastiche: a noi cittadini democratici, il
dovere di correre in difesa dei valori della democrazia e della libertà.
Graziano Luppichini Rosignano.
( da "Nuova Sardegna, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Otto misure
cautelari, solo Oggiano (Polstrada) ottiene la revoca Il Gip lascia i due Corda
agli arresti False revisioni, l'ex sindaco e il figlio restano ai domiciliari
SIMONETTA SELLONI NUORO. Non si alleggerisce la posizione di Martino Corda,
l'ex sindaco di Nuoro, e del figlio Ninni, noto allenatore di calcio, agli
arresti domiciliari da mercoledì scorso per un presunto giro di false revisioni
di auto, che ha portato all'emissione di otto ordinanze d'arresto. Il Gip
Francesco Mameli ha disposto per il solo Antonio Oggianu, comandante della
Polstrada di Orosei, la revoca dell'arresto. Ieri mattina il Gip ha depositato
l'ordinanza seguita agli interrogatori di garanzia per le otto persone finite
agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta condotta dai carabinieri
del Comando provinciale di Nuoro. Esito favorevole per Oggianu, difeso dagli
avvocati Francesco e Mario Lai: il poliziotto, 45 anni, ha risposto al
magistrato, lo stesso che aveva emesso i provvedimenti cautelari richiesti dal
sostituto procuratore Lara Ghirardi. Le sue spiegazioni sono apparse
convincenti, almeno sotto il profilo della buona fede, alla quale si è
appellato il comandante della Stradale, che risponde di associazione a
delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso ideologico, abuso d'ufficio
e peculato. Con lui i due Corda (titolari della First car test, officine con
filiali a Nuoro e Dorgali) Francesco Cambone (42), di Dorgali, dipendente e socio
di minoranza della First car test e responsabile tecnico della filiale di
Dorgali, Anna Lisa Useli (35), di Dorgali, responsabile tecnico della filiale
di Dorgali, Salvatore Carta (45), nuorese, dipendente della Motorizzazione
civile, Vittorio Prete (55), nuorese, sovrintendente della Stradale in
pensione, Vincenzo Scivoli (61), bittese, ex poliziotto della Stradale. Altre
42 persone sono indagate a vario titolo. Non ha invece convinto il Gip
l'appassionata difesa fatta dall'ex sindaco Corda, che, secondo l'accusa, si
troverebbe a capo dell'organizzazione che per due anni, tra il 2005 e il 2007,
avrebbe dato il via libera con revisioni fittizie ad auto - di privati ma anche
intestate ad enti pubblici - che, in officina, non sarebbero mai entrate. Corda
aveva spiegato di aver dato vita alla filiale di Dorgali della società
affidandone però l'intera gestione a Cambone. Martino Corda sarebbe quindi
stato del tutto all'oscuro degli eventuali imbrogli, e sopratutto non ne
avrebbe saputo alcunchè il figlio Ninni. Che, per la sua attività di allenatore
di calcio, si trovava per gran parte del tempo fuori dall'isola. Ninni Corda si
è invece avvalso della facoltà di non rispondere. Alla base dell'inchiesta c'è una monumentale quantità di intercettazioni e la verifica
incrociata di migliaia di documenti. Molti dei proprietari delle auto
falsamente revisionate non sapevano assolutamente nulla dei trucchi messi in
atto per i falsi - e remunerativi - collaudi. Nè si sa cosa sarà di tutti quei
mezzi che si trovano attualmente in circolazione con revisioni fasulle,
e potenzialmente pericolosi perchè la loro idoneità alla circolazione non è mai
stata testata. Le indagini erano partite nel 2006. Tra appostamenti,
intercettazioni e controlli incrociati di documenti, ha avuto una breve
interruzione. Un anno fa, infatti, una parte dell'indagine era emersa quando
gli stessi carabinieri avevano arrestato alcune persone, tra le quali Cambone e
Annalisa Useli.
( da "Nuova Sardegna, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il missionario di
Villamassargia condannato in primo grado a 12 anni di carcere Domani appello
per don Dessì La difesa: "Contro di me una congiura per interesse"
PROCESSO PER PEDOFILIA I fatti sarebbero avvenuti in comunità in Nicaragua
CAGLIARI. La giustizia terrena l'ha punito il 23 maggio dell'anno scorso con
dodici anni di carcere: violenza sessuale su sei ragazzi della comunità
Betania, a Chinandega, un paesino del Nicaragua. La Chiesa l'ha sospeso dal
sacerdozio e per lui le porte del Vaticano sembrano essersi chiuse per sempre.
Ma don Marco Dessì, missionario sessantenne nato e cresciuto a Villamassargia,
non ha abbandonato la speranza in un miracolo giudiziario, una sentenza
d'appello che ristabilisca la sua verità: contro di me soltanto una congiura
legata a interessi, alla volontà di portarmi via la comunità messa in piedi con
trent'anni di lavoro. L'appuntamento-bis coi giudici è fissato per domani
mattina a Bologna, il giudizio abbreviato davanti alla Corte d'Appello si apre
alle
( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Empoli Chiuso il
supermercato della droga Tre arresti dei carabinieri: in manette anche zio e
nipote Una casa era diventata il riferimento per chi voleva acquistare hashish
e cocaina LARCIANO. L'hanno battezzata operazione "This is the end".
La canzone di Jim Morrison, resa celebre anche dal film "Apocalypse
now", presta il titolo a un'indagine iniziata nell'agosto scorso con un
arresto che ha aperto un filone concluso con tre ordinanze di custodia
cautelare in carcere per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Ma il
"The end" che i carabinieri hanno voluto attribuire all'inchiesta è
quello dello smercio di droga, cocaina e hashish, tra i più radicati e diffusi
in Valdinievole negli ultimi anni. L'epicentro del giro era un'abitazione in
via Francesca trasformata in un supermercato dello spaccio. Per i clienti
fidati era sufficiente prenotare al telefono, con messaggi in codice, dosi e
sostanza e all'appuntamento trovavano quello che avevano chiesto. L'operazione
è stata illustrata dal comandante del nucleo operativo, tenente Gianfranco
Cannarile e dai responsabili delle stazioni di Larciano, maresciallo Riccardo
Romeo e di Monsummano, luogotenente Giuseppe Mignano. Gli arrestati. In carcere
sono finiti Filippo Mazzara, 48 anni, il nipote, Giuseppe, 26 anni, entrambi di
Larciano e Rosario Leone, 37 anni, domiciliato a Monsummano, operaio edile. Il
gip Roberto Tredici ha firmato gli arresti chiesti dal sostituto procuratore
Giuseppe Grieco. Tutto nasce dall'agosto 2007 quando i militari arrestano
Luciano Mazzara, 50 anni, fratello di Filippo e padre di Giuseppe. Nel
frattempo Luciano ha patteggiato per spaccio e sconta la pena nel carcere di S.
Gimignano. è da quel fermo che gli investigatori maturano la convinzione di
poter mettere le mani su un giro molto più vasto. E così iniziano a tenere
d'occhio il resto dei Mazzara, originari di Nicosia (Enna). Leone, considerato
un collaboratore dei siciliani, è stato arrestato nell'abitazione di via Francesca
anche per il possesso di una banconota di 50 euro falsa. La perquisizione
domiciliare eseguita a Monsummano ha portato al rinvenimento di un panetto di
hashish di
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Se l'orrore è in corsia
Un'Italia ferita dalla malasanità Lo scandalo della "clinica degli
orrori" è cambiato da com'era all'inizio. All'inizio pareva trattarsi di
una banda di medici indegni, che passavan sopra alla sofferenza e alla vita dei
pazienti, per guadagnare di più. Hanno applicato alla medicina il lugubre motto
"mors tua, vita mea", l'esatto contrario di quel che esige la loro
professione. Ma pensavamo che quello era un manipolo di disonesti, 10-20
persone, che si trovavano tutti contro: reparto, ospedale, Usl, Regione, tutti
allertati e pronti a intervenire. Purtroppo non è così. La clinica dove sta
scoppiando questo scandalo, non è nuova alle denunce e aveva già subìto la
sospensione dell'attività per alcuni mesi. Quella clinica chiede i rimborsi
alla Sanità Regionale, come tutte le cliniche convenzionate: ma le altre
cliniche devono aspettare i rimborsi per lungo tempo, questa qui li riceveva
fulmineamente (notizia di ieri), e dunque gode di un rapporto privilegiato con
la Regione. Adesso hanno fatto capolino sulla stampa le bustarelle, che
sarebbero corse tra la clinica ed esponenti politici: la notizia non ha trovato
conferma finora, e tutti speriamo che non la trovi mai, perché se risultasse
una complicità del genere vorrebbe dire che il sistema che deve proteggerci è
passato, per interesse, con coloro che ci fanno del male. Adesso si scopre che
la clinica aveva un tasso di decessi di gran lunga superiore alle cliniche
consorelle, che svolgono gli stessi interventi. Nel
( da "Arena, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
OPERAZIONE CRIPTON. La
decisione del tribunale del riesame Giri di droga in centro, altri tre tornano
liberi Operazione Cripton, in cinque riacquistano la libertà. Dopo Rodolfi e
Tomelleri, due sere fa hanno lasciato gli arresti domiciliari anche Cristian
Bertucco, 33 anni, Giampaolo Brognara, 38, mentre Andrea Boglioni, 27 anni, ha
lasciato la sua cella nel carcere di Montorio. Gli indagati, difesi tra gli
altri dagli avvocati Tirapelle, Del Medico, Frau, Casali e Vicentini, erano
stati arrestati il 31 maggio scorso dai carabinieri con l'accusa di spaccio di
sostanze stupefacenti . Il tribunale del riesame di Venezia ha annullato due
giorni fa l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Sandro Sperandio, su
richiesta del pm Valeria Ardito. È andata male, invece, a Francesco Sartor,
alias Cesco, difeso dall'avvocato Maurizio Milan, per il quale il tribunale
della libertà ha confermato, invece, l'ordinanza di custodia in carcere. La
prossima settimana, verrà discussa sempre in laguna la posizione di Davide
Benali e del tunisino Fakri Kimiri mentre Daniele Cecè Cestaro ha rinunciato al
ricorso davanti al tribunale del riesame. Che si è riservato di presentare nei
prossimi giorni le motivazioni sulla revoca della custodia cautelare a carico
dei 5 indagati. L'inchiesta sul giro di droga in centro, chiamata operazione
Cripton, svoltasi dall'ottobre al dicembre dello scorso anno, vede ora
alleggerire le posizioni di quelli che l'accusa considerava i
"corrieri" della droga, fornita principalmente dal Cestaro, Sartor e
dal tunisino Fakri Kimiri. In realtà, è stato scarcerato anche Boglioni che,
invece, figurava come uno dei fornitori della cocaina per gli altri indagati
finiti sotto indagine anche se solo per un episodio. L'inchiesta dei
carabinieri di Caprino e Verona si fondava su un vorticoso
giro di intercettazioni telefoniche soprattutto tra Sartor e Cestaro e gli
altri indagati. In base a questi colloqui, gli inquirenti hanno ricostruito i
vari passaggi di cocaina avvenuti tra i dieci finiti sotto inchiesta. Ora si
attendono le decisioni del pm Valeria Ardito che, entro sei mesi, dovrà
decidere se chiedere o meno il processo a carico dei 10 indagati. GP.CH.
( da "Arena, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
SICUREZZA. Nel
mirino anche corso Venezia Prevenzione, torna l'autovelox dei vigili in città
Proseguono i controlli sulla velocità della polizia municipale. Da domani e per
tutta la settimana le pattuglie specifiche equipaggiate con autovelox o
telelaser saranno in corso Venezia, via Valpantena, via Legnago, stradone Santa
Lucia, lungadige Attiraglio, viale del Brennero. Durante i
recenti controlli in via Montorio è stato intercettato col telelaser un
conducente che procedeva ai
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
STRADA PASUBIO.
Mezzi pesanti gratis in autostrada fra i caselli di Vicenza Ovest e Thiene per tre
mesi. Paga la Regione Veneto, che ha stanziato 500 mila euro Tir sulla A31,
domani scatta il test di Gian Marco Mancassola Scatta domani il dirottamento
dei tir dall'Albera alla Valdastico. Dopo molti annunci e un paio di rinvii, la
sperimentazione finanziata dalla Regione con mezzo milione di euro può entrare
nel vivo. Sarà un esperimento soft: più che di dirottamento obbligatorio,
imposto con una ordinanza del sindaco, si tratta di una deviazione consigliata
e assistita da un circuito di cartelli stradali che da oggi faranno la loro
comparsa in autostrada e sulla viabilità ordinaria. L'obiettivo è cercare di
alleviare il carico di mezzi pesanti quotidianamente in transito fra il casello
di Vicenza ovest e l'Alto Vicentino. IL TEST. Voluto dal comitato dell'Albera e
patrocinato dal sindaco Achille Variati, che da consigliere regionale fu
promotore dell'emendamento per stanziare i fondi, il test è finalizzato alla
riduzione dell'inquinamento atmosferico e acustico, oltre che all'aumento della
sicurezza stradale. Da domani e per circa tre mesi i mezzi pesanti potranno
quindi utilizzare gratuitamente il tratto autostradale dal casello di Vicenza
Ovest al casello di Thiene lungo le autostrade A4 e A31, compresi gli ingressi
e le uscite dai caselli intermedi di Dueville, Vicenza Nord e Vicenza Est.
Precisamente, potranno utilizzare il pedaggio gratuito i mezzi pesanti con 4 o
più assi dotati di telepass. La sperimentazione durerà almeno tre mesi e
proseguirà fino ad esaurimento del fondo. I transiti saranno monitorati
costantemente dalla società autostradale per quanto riguarda i transiti sui
caselli e sulle tratte autostradali interessate. È previsto inoltre un
confronto dei flussi di traffico pesante sulla Sp46 in corrispondenza del
confine comunale di Vicenza prima e durante, per verificarne in step successivi
l'efficacia. LE DEVIAZIONI. Il sistema delle deviazioni e degli itinerari
consigliati e riassunto dalla mappa riprodotta in questa pagina. L'obiettivo è intercettare il traffico pesante a monte o a valle
della zona più calda, quella compresa fra viale del Sole e l'area di Dueville,
dove gravita anche la Sp349. I costi relativi ai mancati introiti da parte
della Società Autostrada Brescia-Padova, concessionaria del tratto interessato,
sono sostenuti dalla Regione Veneto, che ha stanziato 500 mila euro per
l'iniziativa, realizzata d'intesa con il Comune di Vicenza e la Provincia, e
con la disponibilità delle categorie degli autotrasportatori e dei comuni di
Thiene e Dueville. La soluzione a tutti i guai resta la costruzione della nuova
strada da Ponte Alto a Isola Vicentina. La Provincia attende che il Comune
confezioni una apposita variante al piano regolatore per recepire il nuovo
tracciato. L'assessore ai Lavori pubblici Ennio Tosetto assicura che l'iter è
stato messo in moto. Soluzioni a breve termine potrebbero essere la stesura di
un nuovo manto stradale in strada Pasubio con asfalto fonoassorbente e un nuovo
assetto viabilistico degli incroci di Maddalene: non è escluso che all'uopo
tornino di moda le rotatorie.
( da "Arena, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
POLITICA E GIUSTIZIA.
Il procuratore Papalia contesta il governo: "Avremo le mani legate"
"Intercettazioni, ridotte dell'80% le
inchieste" di Giampaolo Chavan La premessa: "Non ho ancora letto il
disegno di legge del governo, pur avendolo cercato ovunque e, quindi, parlo
solo sulla base della lettura degli articoli di giornale". Il commento:
"Con questo progetto normativo, i pubblici ministero avranno le mani
legate". Le conseguenze: "Se oggi facciamo 100
inchieste con le intercettazioni telefoniche, da domani potremo farne solo
20". Bastano poche parole al procuratore Guido Papalia per inquadrare la
situazione venutasi a creare dopo che sono state rese note le linee guida del
disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. Tra i punti-cardine
del nuovo provvedimento legislativo, c'è anche la norma che punisce i
giornalisti ai quali verranno inflitti fino a 3 anni di carcere con 100mila
euro di multa se pubblicheranno le intercettazioni telefoniche, coperte da
segreto istruttorio. Si potranno ascoltare le telefonate degli indagati, poi,
in tutte le indagini che riguarderanno solo i reati con pene superiori ai 10
anni. "Se le informazioni date dalla stampa sono esatte", spiega il
procuratore Guido Papalia, "non avremo mai potuto concludere, per esempio,
l'operazione Gagio, l'inchiesta anti pedofilia partita dal campo rom di
Boscomantico tre anni fa". Più di tre quarti delle inchieste, condotte
dalla procura, diventerebbero dei veri e propri percorsi ad ostacoli:
"Avremo moltissime difficoltà a reperire delle prove decisive senza avere
la possibilità di ricorrere alle intercettazioni telefoniche" afferma
ancora Guido Papalia. Molto spesso, infatti, non bastano "pedinamenti o
appostamenti o altre tecniche investigative per scorpire i responsabili dei
reati. Servono anche le intercettazioni con le quali si acquisiscono quasi
sempre prove molto importanti". Il procuratore poi nota una certa
incoerenza negli obiettivi, più volte richiamati dal governo: "I cittadini
chiedono sempre più sicurezza agli organi investigativi ma poi il governo ci
toglie gli strumenti per svolgere le inchieste". Ciò non toglie, però, che
agli atti relativi ai colloqui telefonici tra indagati, dev'essere posto il
limite "degli aspetti personali. In pratica, dev'essere sempre rispettata
la privacy e sono sufficienti alcuni accorgimenti legislativi per non
diffondere le intercettazioni non attinenti con l'inchiesta". Come già
riportato su queste colonne, la procura di Verona ha ridotto anche la spesa di
un quinto nel giro di tre anni. In base alle statistiche del Ministero della
giustizia, si è passati dai 2900000 euro del 2003 per 559 intercettazioni ai
soli 670992 euro nel 2006 per 676 telefonate di indagati ascoltate dagli
investigatori.
( da "Centro, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Prima Pagina LOTTA
AL CRIMINE A GIORNI ALTERNI LUIGI VICINANZA Arrivano i nostri. C'è poco da
stare allegri. Contro la criminalità urbana 2.500 soldati affiancheranno per
sei mesi le forze di polizia con il compito di pattugliare di notte le città a
rischio. L'Abruzzo, a quanto se ne sa, è fuori dal provvedimento. Meglio così.
Non siamo considerati terra da riconquistare alla legalità. I militari verranno
schierati nelle metropoli dal Nord al Sud. Arresteranno spacciatori e
prostitute, scippatori e clandestini? Dubito. Personalmente ritengo che
qualsiasi azione di governo volta ad aumentare la sicurezza dei singoli
cittadini e delle nostre comunità sia da giudicare con favore, purché nel
rispetto delle regole costituzionali. Può rivelarsi utile persino la decisione
di dotare i vigili urbani di manganelli e di spray urticante (quello che in
qualche telefilm vediamo usare dalle donne per difendersi dalle aggressioni),
come ha annunciato il sindaco di Montesilvano. La difesa della legalità e della
tutela delle persone non ha colore, né di destra né di sinistra. E' una
condizione della democrazia, necessaria per garantire tutti. Più aumentano le
paure collettive, giuste o infondate che siano, più la nazione regredisce.
Salutiamoli pure con simpatia quando sfileranno per le strade questi nostri
soldati, reduci dell'Afghanistan o dei Balcani. C'è poco da temere: l'Italia non
finirà militarizzata, come teme una parte dell'opposizione. Semplicemente, la
decisione del responsabile della Difesa, Ignazio La Russa, il ministro che fa
concorrenza a Fiorello, rischia di rivelarsi inutile. E alla lunga
controproducente. Infatti l'Esercito in Italia è già stato mobilitato, sin dal
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Dopo il Ddl varato
dal governo, l'opposizione ribadisce il suo no: frena le indagini. Critici
anche i giornalisti, pronti a proclamare lo sciopero Intercettazioni, la protesta dei
magistrati Berlusconi difende il provvedimento: "Serve a tutelare la
privacy del cittadino" ROMA. Continua ad alimentare polemiche e proteste
il disegno di legge sulle intercettazioni varato dal governo. Protestano le
opposizioni, ma anche magistrati e giornalisti contro una legge che,
avvertono, se approvata così come l'ha proposta il governo, metterebbe un freno
alle indagini dei magistrati e nasconderebbe notizie e informazioni ai
cittadini.Silvio Berlusconi ribadisce però che sono due livelli da tutelare,
"la privacy e la difesa dei cittadini. Non è accettabile che un cittadino
alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente". Il
presidente del Consiglio si ferma a parlare con i giornalisti e una piccola
folla di persone a margine del matrimonio a cui ha partecipato ieri pomeriggio
nel piacentino. "Ma così i furbetti del quartierino - gli replica un
cittadino - non sarebbero mai stati scoperti". "Secondo me non è vero
- ribatte il premier - non è così. C'è bisogno di giustizia - ripete - ma
bisogna trovare l'equilibrio fra i due interessi". "E' in pericolo
l'informazione, l'indipendenza della magistratura, c'è il rischio di non sapere
più niente", accusa invece esplicitamente il procuratore di Torino Gian
Carlo Caselli. Mentre per Di Pietro quella sulle intercettazioni "è
un'altra legge a favore della casta che Berlusconi sta facendo". Il leader
dell'Italia dei valori promette "un'opposizione dura", e non esclude
il ricorso referendum contro la legge. A scendere sul piede di guerra sono
anche le organizzazioni internazionali dei giornalisti. Dopo Reporter sans
frontier, ieri è stata l'Isf, l'associazione per la libertà di stampa nel
mondo, a lanciare un vero e proprio allarme contro il provvedimento del governo
italiano. La proposta, accusa l'Isf, "rappresenta un grave atto di
limitazione alla libertà di stampa in Italia e un pericoloso precedente di
censura ai danni dei giornalisti. Per questo - aggiunge l'associazione -
lanciamo un alert internazionale alle associazioni per la libertà di stampa e
ai vertici dell'Unione europea". Un allarme di natura completamente diversa
l'ha sollevato il vice presidente del Csm Nicola Mancino. Se ad autorizzare le
intercettazioni dovrà essere un organo collegiale di tre giudici, invece del
solo gip - sottolinea - nasce "un problema di organici cui il ministro
della Giustizia non può non rispondere con l'urgenza che i nuovi provvedimenti
legislativi richiedono". Il pm di Asti, Luciano Tarditi, avverte invece
che se il ddl del governo non sarà modificato si rischia di lasciare impuniti
molti reati ambientali, a cominciare dal traffico dei rifiuti tossici, che
devono essere scoperti mentre sono consumati, non dopo. La Federazione della
stampa, il sindacato dei giornalisti italiani, potrebbe decidere in questa
settimana anche uno sciopero contro il ddl. La proposta presentata dal ministro
della Giustizia Angelino Alfano, "per quanto riguarda il diritto di
cronaca è letteralmente irricevibile", accusa Beppe Giulietti. "Non è
solo e soltanto un tentativo di mettere un bavaglio ai cronisti e agli editori,
ma è anche e soprattutto il tentativo di mettere una benda sugli occhi e sulle
orecchie dei cittadini italiani". (a.p.).
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cronaca Regionale
Pagina 105 Lavoro preventivo di controllo Telefoni spiati pensando al G8 Lavoro
preventivo di controllo --> L'ultima rilevazione è di maggio: la Procura di
Cagliari (che coincide con la Direzione distrettuale
antimafia competente sull'intera Sardegna) ha 500 bersagli sotto
intercettazione. Questo non significa che 500 persone siano sotto controllo
perché ogni indagato ha più di un telefono. Nel totale sono però comprese le
intercettazioni preventive (che il disegno di legge non tocca) già attivate in
vista del G8 del prossimo anno alla Maddalena. Le procure antimafia in
materia di terrorismo possono infatti intercettare i sospettati per bloccarli
prima che commettano un reato. Il 70 per cento delle intercettazioni
"cagliaritane" sono legate a indagini per traffico di droga, il resto
sono rapine e omicidi, la pubblica amministrazione non supera l'un per cento. I
costi sono elevati: nel 2007 Cagliari ha speso poco meno di cinque milioni e
mezzo di euro, 3 milioni e 800.000 dei quali (questo è il dato impressionante)
sono andati per il noleggio delle apparecchiature che da anni non sono nella
disponibilità della polizia giudiziaria. Rispetto all'anno precedente c'è stato
comunque un risparmio di quasi quattro milioni di euro, ma i costi del noleggio
restano altissimi, anche se, a ben guardare, nel primo trimestre del 2008 sono
stati sensibilmente ridotti. Quest'anno un'intercettazione costa alla Procura
di Cagliari 11,50 euro al giorno (8,50 per il noleggiatore, 3 per il gestore)
contro i 18 euro degli anni precedenti. Il ministero lascia l'iniziativa alle
procure che devono attivare una trattativa con i gestori e i noleggiatori,
dunque i costi cambiano a seconda delle regioni. E talvolta gli uffici sono
spiazzati dalle richieste: durante il sequestro Pinna la Dda ha chiesto il
traffico telefonico della cella di un piccolo Comune nelle ore precedenti e
successive al prelievo. Ebbene: per un clic sul computer, la Vodaphone ha
emesso una fattura di 40.000 euro. Il Procuratore ha segnalato il caso e il
ministero ha detto di non pagare. M. F. CH.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
15-06-2008)
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Cronaca Regionale
Pagina
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
15-06-2008)
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Cronaca Regionale
Pagina
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cronaca di Cagliari
Pagina 1023 Via Seruci. La coppia utilizzava galoppini e pusher di fiducia per
piazzare la droga Cocaina connection, due sotto accusa Via Seruci.. La coppia utilizzava
galoppini e pusher di fiducia per piazzare la droga In casa la centrale dello
spaccio: il pm chiude l'inchiesta --> In casa la centrale dello spaccio: il
pm chiude l'inchiesta Romano Oggianu e Tonina Serra erano stati aggrediti la
scorsa estate da due uomini che volevano vendicare una partita di qualità
scadente. La loro abitazione in via Seruci era una vera centrale dello spaccio.
Gli acquirenti bussavano ogni giorno alla porta di quell'appartamento al
secondo piano per acquistare la dose necessaria di cocaina ed eroina, ma per
offrire un servizio completo si utilizzava anche il metodo "consegna a
domicilio": un uomo di fiducia accompagnava la donna del capo famiglia
agli angoli delle strade sotto casa per consegnare la droga ai pusher di
fiducia. Eppure tutto questo non bastava, perché l'intenzione era allargare
ulteriormente il giro d'affari. Come? Assoldando "galoppini" che
coprissero mezza città. INCHIESTA CHIUSA Intenzioni emerse
grazie alle intercettazioni effettuate dalla Procura a carico di Romano
Oggianu, 47 anni, e della sua compagna Tonina Serra, 37, la coppia ritenuta al
vertice di questa organizzazione perfettamente funzionante e per la quale ora
il pubblico ministero Luca Forteleoni ha chiesto il rinvio a giudizio: i due
sono accusati di cessione e detenzione continuata di stupefacenti. Con
loro c'è anche Alessandro Pretta, l'uomo che - secondo il pm - distribuiva la
droga agli spacciatori appostati sotto casa. Deve rispondere delle stesse
contestazioni, seppur limitate a un periodo più breve. L'AGGRESSIONE La
quadratura del cerchio arriva due settimane dopo quella riguardante il triplice
tentato omicidio ai danni proprio di Oggianu, la compagna e il figlio, feriti
gravemente nel luglio 2007 da due uomini che la Procura ha identificato in
Antonio Meloni e Pasqualino Medda, 45 e 43 anni, entrambi di Villasor. Il pm,
legando quell'episodio a un altro identico avvenuto quattro anni fa (in
quell'occasione era stato Gianluca Marroccu, l'assassino della farmacista
Pierina Tola, ad accoltellare Oggianu), aveva concluso che si era trattato di
un regolamento di conti. In sostanza, Oggianu e compagna vendevano droga,
spesso scadente, e avevano subito la ritorsione dei clienti. PEDINAMENTI Così
la scorsa estate cominciarono le intercettazioni ambientali e telefoniche e i
pedinamenti. Si scoprì che la droga veniva nascosta dietro alcuni pannelli
nelle pareti e che spesso i clienti si drogavano all'interno dello stesso
appartamento. A dicembre, quando la coppia venne arrestata, gli investigatori
perquisirono l'abitazione e portarono via un bilancino di precisione e una
piccola dose di eroina; poi sequestrarono due conti correnti da 35 mila e 60
mila euro (soldi che il pm ritiene provento dello spaccio) intestati alla
coppia. LA DIFESA Tesi tutte da dimostrare, secondo l'avvocato difensore
Riccardo Floris, per il quale l'aggressione non sarebbe legata a un'attività di
spaccio visto che Oggianu e compagna spacciatori non sono. Dietro ci sarebbe un
equivoco di fondo, che il legale conta di spiegare davanti al gup. (an. m.).
( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
VETRINA pag.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
PRIMO PIANO pag. 8
Le ricche tedesche e il gigolò Un ricatto per milioni di euro Filmate negli
incontri hard: sono tra le più in vista di Germania di DONATELLA BARBETTA ?
PESCARA ? LE AVEVA conosciute entrambe in Germania, in un club esclusivo.
Niente di strano, dal momento che sono tra le donne più ricche e più in vista
del loro Paese, quindi non facilmente abbordabili da chiunque. E invece lo
svizzero Helg Sgarbi, gigolò di 43 anni, aveva tessuto una rete in cui le due
cinquantenni sono cadute. Forse hanno creduto a un grande amore, o più
realisticamente a un intrigante svago dai lacci del matrimonio. Ma una cosa è
certa: quel diversivo l'hanno pagato a peso d'oro. Perché, filmate durante gli
incontri amorosi, hanno sborsato milioni di euro per evitare la diffusione di
quelle immagini scottanti. ADESSO l'incubo è finito. Ieri la Squadra mobile di
Pescara, diretta da Nicola Zupo, ha arrestato Ernano Barretta, 63 anni, di
Pescosansonesco, centro nel Pescarese, la moglie Beatrice Batschelet,
sessantenne, i figli Marcello, 32 anni, e Clelia, trentacinquenne. Quest'ultima
è l'unica ai domiciliari. Gli altri, invece, sono finiti in carcere, come
Sgarbi ? già in cella in Germania ? e la moglie Gabriele Franziska Sgarbi,
anche lei in manette da ieri mattina. Le accuse sono di associazione per
delinquere finalizzata a truffa, estorsione, riciclaggio e reimpiego di denaro
proveniente da attività illecita. FACCIAMO un passo indietro fino all'arresto
di Sgarbi: l'uomo aveva concentrato l'azione estorsiva in particolare su due
donne ? anche se le ricche tedesche coinvolte potrebbero essere state quattro
?. Con il pretesto di aver investito un bambino negli Stati Uniti e di avere
bisogno di liquidi per pagare i danni, da una signora Sgarbi si era fatto
consegnare 7 milioni di euro in contanti, in tagli da 200 euro. E da un'altra
un milione e mezzo. Poi, dietro la minaccia di divulgare i dvd con gli incontri
hard, alla tedesca che già gli aveva 'regalato' la somma più elevata, aveva
fatto una richiesta stratosferica: 40 milioni. La vittima del ricatto era però
riuscita a ottenere uno sconto: 14 milioni. MA PRIMA della consegna del denaro
? l'appuntamento era in Austria ? la donna aveva sporto denuncia e Sgarbi era
finito in manette. E' stato a quel punto che gli investigatori tedeschi hanno
fatto una segnalazione ai colleghi italiani. Così l'indagine della procura di
Pescara, coordinata dal pm Gennaro Varone, è partita a febbraio scorso: da
Monaco è arrivata la richiesta di rogatoria internazionale, in quanto Barretta
era sospettato di aver anch'egli messo a segno truffe ed estorsioni ai danni di
facoltose tedesche. Ma gli inquirenti di Pescara hanno promosso investigazioni
autonome, trovando le prove, anche grazie alle
intercettazioni. Infatti, a intercettare i soldi di quelle attività illecite
sarebbe stato proprio Barretta, che poi li rinvestiva intestando ad altri le
proprietà. Già ad aprile era in programma l'acquisto di un appartamento in
Egitto, a Sharm El Sheikh, ma a Fiumicino erano stati sequestrati 120mila euro.
E IN BREVE è emerso che attorno all'agriturismo Valle Grande, chiamato rifugio,
costruito da Barretta a Pescosansonesco, le attività non erano davvero
cristalline. Durante la perquisizioni del 29 maggio, la polizia ha sequestrato
un milione e 700 mila euro in contanti, nascosti sotto terra o in buche
realizzate nel muro. Denaro che nelle intercettazioni veniva indicato come un
metro cubo di soldi. Oltre a ville e terreni situati tra Pescosansonesco e
Torre de' Passeri, ieri sono state sequestrate dieci auto: una Audi Q7, quattro
Mercedes, una Toyota, una Lamborghini Diablo, una Rolls Royce, una limousine e
una Ferrari. ATTORNO a Barretta, inoltre, si era creata a Pescosansonesco una
sorta di leggenda: l'uomo si sarebbe anche spacciato per un santone, a capo di
una setta. Diceva di camminare sulle acque e di essere uno strumento di dio, e
così attirava a sé molte persone. Del caso si sta interessando anche Eurojust,
visto che per non tutti i reati il giudizio avverrà in Italia.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
I COMMENTI pag. 10
Leggete queste pagine prima che scenda il silenzio sui giornali IL COMMENTO
GUARDATE le pagine del Dossier Sanità, che sono precedute da quella foto
manifesto che mostra lo smarrimento di un uomo che non c'è più, uno di quelli
che non sono usciti vivi da questo ultimo scandalo sanità, quello conosciuto
come della "clinica dell'orrore". Leggete i colloqui, che sono stati intercettati dalla Guardia di finanza, e che hanno
consentito di ridefinire un'inchiesta, cominciata con l'ipotesi di reato di
truffa ai danni dello Stato ovvero del servizio sanitario nazionale e che ha
accertato poi anche l'ipotesi di omicidio volontario aggravato da crudeltà e da
lesioni volontarie gravissime. In pratica che ha riscontrato come si
possa entrare in una clinica per farsi curare una banalità e se ne possa uscire
mutilati senza sapere un perché. Solo per consentire che si gonfino le parcelle
del chirurgo, non perché esista una ragione motivata di simili interventi.
Senza le intercettazioni queste schifezze sarebbero rimaste nascoste,
probabilmente non sarebbero state fermate. Leggete nell'inserto speciale de
"Il Giorno" quel che dicevano gli indagati, in che modo
considerassero la vita di chi chiedeva loro di essere aiutato. Non c'è bisogno
di essere laureati in medicina, non ci sono paroloni dai significati oscuri.
Quando leggiamo "questo ormai non rende più, lasciamolo morire ma non
qui", tutti possiamo capire. Sappiamo benissimo che è stato superato il
limite, che i magistrati hanno abusato della possibilità di spiare, sappiamo
che queste pratiche non sono certo un segno di libertà, che sono stati creati
mostri finti, che sono stati provocati danni irreversibili a persone poi
giudicate innocenti, persone sbattute in prima pagina poi risultate estranee
alle vicende giudiziarie. Sappiamo che per spiare si spende un terzo del
bilancio del ministero della giustizia, che una limitazione è opportuna,
inevitabile ma è molto importante stabilire dove, esattamente dove, l'uso del
mezzo di controllo diventa abuso. Ecco oggi noi pubblichiamo questo inserto,
perché i lettori de "Il Giorno" possano leggere e conoscere una
verità, che se fosse in vigore la legge varata dal consiglio del ministri non
sarebbe stata possibile apprendere. O lo sarebbe stato ad una condizione:
finire in galera per tre anni per aver pubblicato carte giudiziarie. Vi sembra
giusto? Vi sembra sia questo il modo di curare i mali del Paese?.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
CRONACHE pag. 15 Ringrazia il Governo Pensa che scandalo se ti intercettassero
LA LETTERA CARO GEORGE, questa volta l'hai scampata bella, eh? Dovresti essere
grato al governo Berlusconi che è riuscito a limitare il numero delle
intercettazioni e soprattutto le pubblicazioni che ancora in questi giorni
inondano i giornali. Tu, da bravo americano politically correct, non
avresti mai pensato di poter essere sbattuto in prima pagina per le telefonate
con la tua ex. Ma come ti è venuto in mente di dirle cose che neanche Carlo
d'Inghilterra a Camilla prima del matrimonio? Certo, tu, patatone
dell'Illinois, non potevi sapere che lei si faceva corteggiare da un mafiosetto
e che lui era intercettato, e di conseguenza lei e di conseguenza tu. Quando le
gridavi "dillo, dillo che sei la mia zoccolaccia" in americano
sboccato non ritenevi di aver costruito un titolo di giornale che diceva
"George Clooney ha scoperto che la fidanzata si prostituisce". Perché
non sapevi che in Italia c'è questa simpatica abitudine di depositare in
edicola (prima che nella cancelleria del tribunale) le intercettazioni che
riguardano personaggi pubblici. E quella volta in cui le hai detto "Se vi
becco vi massacro tutti e due"? Lì si che hai corso un bel rischio. Pensa
per un attimo a cosa sarebbe successo se il mafiosetto fosse stato poi
ammazzato da un altro mafiosetto! Già me li vedo i titoloni: il Cacace era
stato minacciato di morte da George Clooney. Tu mi dici che da voi
nell'Illinois non potrebbe mai succedere, e che le intercettazioni riguardano
solo le grandi organizzazioni terroristiche o di mafia e che per un
delinquentello qualunque gli States non avrebbero sprecato un cent? Ma questa è
l'Italia, bellezza! Te ne dico ancora una. Per via di quella catena di
S.Antonio (intercettazioni a cascata) sei stato ascoltato anche mentre dicevi
al tuo amico Walter che ti aveva fatto un grosso favore "ti bacerei".
Pensa un po' se avessero depositato in edicola questo bel titolo: "George
Clooney è gay. Ci ha provato anche con Veltroni". Ringrazia il governo,
vah. Tua Tiziana.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Provincia di Sassari
Pagina 7049 Alghero Ingoia l'eroina per sfuggire agli agenti Alghero --> Ha provato
a disfarsi della droga infilandosi in bocca alcune bustine e gettandone altre
tra le auto parcheggiate. Un disperato tentativo di occultare il quantitativo
di eroina e cocaina che teneva nelle tasche dei pantaloni. Ma gli agenti della
volante se ne sono accorti, hanno bloccato l'uomo appena in tempo e lo hanno
arrestato. Nei guai Luigi Pais, 48 anni, algherese. Giovedì mattina era stato
avvistato da una pattuglia della polizia mentre percorreva a piedi una via
cittadina. Alla vista delle divise ha provato a cambiare direzione,
probabilmente per sottrarsi ai controlli, ma gli uomini del commissariato, dopo
aver compiuto un giro di palazzo in macchina, lo hanno
intercettato nuovamente nei pressi dei giardini pubblici. E qui non ha avuto
più scampo. Sentendosi in trappola Pais ha cercato di liberarsi della sostanza
stupefacente, quindici bustine contenenti eroina e cocaina. Finito in manette
ha trascorso la notte nella camera di sicurezza del commissariato;
quindi è comparso davanti al giudice del tribunale di Sassari per affrontare il
processo di convalida del provvedimento, al termine del quale per Luigi Pais si
sono aperte le porte del carcere di San Sebastiano. (c. fi.).
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
LIMBIATE LAZZATE
pag. 13 Maxi rissa, 5 all'ospedale poi in cella Botte fra stranieri con coltelli,
bottiglie e persino colpi di stampella di SONIA RONCONI ? LENTATE ? URLA,
MINACCE, pugni, schiaffi, calci, coltellate, bottiglie rotte e colpi di
stampella tra cinque marocchini ubriachi in via Roma, nel cuore di Lentate. I
residenti allarmati hanno chiamato il 112 . Dopo un inseguimento rocambolesco,
in un'operazione che ha visto scendere in campo 14 militari della Compagnia di
Seregno e Desio, i cinque sono finiti prima al pronto soccorso con prognosi da
( da "Centro, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pescara Rubavano
ferro vecchio Denunciati tre romeni Caschi non omologati I carabinieri di Penne
sequestrano dieci moto PENNE. Recuperavano ferro vecchio da buttare ma non
avevano nessuna autorizzazione. Per questo tre romeni, sorpresi tra Catignano e
Civitaquana, sono stati denunciati. I carabinieri di Penne, diretti dal
capitano Massimiliano Di Pietro, sono riusciti a
intercettare l'autocarro pieno di materiale ferro. Il camion è stato posto
sotto sequestro. Per i tre romeni è stato proposto il foglio di via
obbligatorio. Si tratta di una delle operazioni condotte nell'ambito di servizi
straordinari del territorio con la finalità di prevenire i reati. I
carabinieri della compagnia di Penne sono stati impegnati sulla strada per
controllare 40 cicolomotori e motocicli: sono state elevate 14 sanzioni al
codice della strada e, di queste, 10 per l'utilizzo di caschi non omologati.
Per i ragazzini, è scattata, quindi, la multa di 70 euro e il fermo
amministrativo per due mesi. Secondo i carabinieri, il controllo sui motocicli
e sui ciclomotori è stato eseguito con la collaborazione dei genitori. Sul
fronte della guida in stato di ebbrezza: tre giovani di Penne, tra i 28 e i 40
anni, sono stati denunciati. Uno di questi aveva un valore pari a 2,41 il
limite consentito: in questo caso oltre alla denuncia è scattato anche il
sequestro preventivo del veicolo perchè conducente e proprietario. Denunciato,
inoltre, un 25enne pregiudicato di Foggia per violazione al foglio di via
applicato al Comune civitaquana per tre anni. Ma il cuore dell'operazione di
controllo straordinario del territorio è stata la denuncia del gruppetto di tre
romeni: secondo quanto accertato dai carabinieri riuscivano a raccattare ferro
da buttare ma senza avere nessuna autorizzazione a farlo. Per loro è scattata
la denucia. Il loro camion utilizzato per i trasporti è stato sequestrato.
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del E allora arrestateci tutti Marco Travaglio Intercettazioni
L'altro giorno, fingendo di avanzare un'"ipotesi di dottrina",
Giovanni Sartori ha messo in guardia sulla Stampa dai "dittatori
democratici" e ha spiegato: "Con Berlusconi il nostro resta un
assetto costituzionale in ordine, la Carta della Prima Repubblica non è stata
abolita. Perché non c'è più bisogno di rifarla: la si può svuotare
dall'interno". segue a pagina 8.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
MILANO ATTUALITA'
pag. 6 Quell'incidente in cui perse il padre e ne trovò un altro Adottato da un
bravissimo medico, decise di imitarlo La svolta dopo la specializzazione
all'Istituto Tumori PIER PAOLO BREGA MASSONE LA STORIA DEL CHIRURGO di ENRICO
FOVANNA ? MILANO - È LA STORIA di un bimbo a cui presto il destino cambia le
carte in tavola. È ancora molto piccolo Pier Paolo Brega, quando uno spaventoso
incidente gli porta via nello stesso giorno il padre Fiorenzo, camionista di
Costamontefedele, e la giovane madre. Pier Paolo resta solo con il fratello,
appena più grande. Ma ad adottarli arriva presto la famiglia del dottor
Massone, noto e molto amato chirurgo di Broni. E' qui, nel cuore dell'Oltrepo
Pavese, che ricomincia la seconda esistenza del bambino che un giorno diventerà
il primario più attivo all'unità chirurgica della Santa Rita, che qualcuno ha
già definito "il dottor morte". L'uomo oggi in carcere con
imputazioni da brivido: cinque omicidi volontari, con l'aggravante della
crudeltà, e oltre 80 casi di lesioni personali aggravate. Non serve uno
psicanalista da bar per comprendere come il piccolo Pier Paolo si infatui
subito di quel nuovo padre, affettuoso e quasi idolatrato dalla gente
dell'Oltrepo, per la sua umanità e per le sue indiscusse doti professionali.
Non solo un uomo di successo, ma una istituzione, uno che intendeva la
professione medica come un ideale. Il fascino della figura paterna porta Pier
Paolo, dopo il liceo linguistico, a iscriversi diritto diritto alla facoltà di
medicina dell'Università di Pavia, al Cravino. E a frequentare la sala
operatoria del padre adottivo, di cui iscrive il cognome accanto al proprio.
Nel frattempo, la vita procede anche al di fuori del camice e, eccezion fatta
per la Juve, unica passione sfrenata, Pier Paolo trova il tempo solo per
Barbara Magnani, una donna molto bella e riservata, che vive a Pavia con i
genitori in un condominio di via Spelta e che lavora alla casa di cura
"Pio Pertusati". La sposerà e i due, sei anni fa, avranno una bella
bimba. SI ARRIVA al
( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
MILANO ATTUALITA'
pag.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
POLITICA pag. 12 Intercettazioni, le toghe invocano deroghe. SCONTRO SULLA GIUSTIZIA IL
PROCURATORE CASELLI: "IN PERICOLO LA NOSTRA INDIPENDENZA". MINISTRO
Il Guardasigilli Angelino Alfano (NewPress) di GAETANO BASILICI ? ROMA ? IL
PRESIDENTE del Consiglio Silvio Berlusconi torna sulla bagarre delle
intercettazioni e sottolinea che "ci sono due livelli da tutelare:
la privacy e la difesa dei cittadini". Poi aggiunge: "Non è
accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare
liberamente". Insomma: "Bisogna trovare l'equilibrio tra i due
interessi". Ma senza le intercettazioni i "'furbetti del quartierino'
e altri casi simili non sarebbero mai stati scoperti", controbattono i critici.
"Secondo me non è vero, non è così" taglia corto il premier. Intanto,
però, negli uffici giudiziari e nelle redazioni dei giornali la levata di scudi
contro il pacchetto giustizia è generale. Un solo, comune grido d'allarme:
l'indipendenza delle toghe e la libertà di stampa sono gravemente minacciate.
Magistrati e giornalisti reagiscono duramente al disegno di legge sulle
intercettazioni che, approvato dal Consiglio dei ministri, passa ora all'esame
delle Camere. E a placare gli animi non serve l'assicurazione del ministro
della Giustizia, Angelino Alfano: "Non si tratta di un testo
blindato". Né fanno presa i dati ricordati dal coordinatore di Forza
Italia, Denis Verdini: "113mila in Italia, 1700 negli Usa, 5mila in
Francia". NON AIUTA a distendere i nervi, neanche il fatto che resta
aperta la questione del lodo Schifani, ovvero il provvedimento che congela i
processi per le alte cariche dello Stato: la settimana prossima si valuterà
l'opportunità politica di riproporlo. Anche se l'ipotesi di un eventuale lodo
Schifani-bis non è accolta positivamente da Niccolò Ghedini, deputato del Pdl,
legale di fiducia e consigliere giuridico del presidente del consiglio.
"Dal punto di vista tecnico, cioè da avvocato del premier, sono contrario.
Io ho interesse a chiudere i processi in dibattimento" dice Ghedini in
un'intervista al Riformista nella quale, ricordato che i processi del Cavaliere
sono tre, due a Milano e uno a Napoli, insiste: "Per me un altro lodo
Maccanico (lo chiama così, non 'Schifani' - ndr) sarebbe negativo". Poi,
tolta la toga da avvocato e indossati gli abiti da parlamentare, aggiunge:
"Adesso manca la volontà politica per una cosa del genere. Però
bisognerebbe ripensarci con grande calma insieme con l'opposizione". Ma
torniamo al giro di vite sulle intercettazioni. "Sono in pericolo
l'informazione e l'indipendenza della magistratura. C'è il rischio di non
sapere più niente" è il preoccupato commento di Giancarlo Caselli,
procuratore a Torino. "Il Parlamento riformuli e corregga questo testo
iniziale" perchè "senza le intercettazioni molti reati non potrebbero
essere perseguiti" ammonisce il sostituto procuratore antimafia Vincenzo
Macrì. GLI FA ECO Luciano Tarditi, sostituto procuratore della Repubblica di
Asti. "E' necessaria una deroga" afferma, altrimenti per quanto
concerne i crimini ambientali "non si potranno più cogliere le
organizzazioni nel momento debole delle loro attività, e cioè prima dei
trasporti illeciti". E mentre dall'opposizione continuano le bordate
contro quella che per Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, è
"un'altra legge che Berlusconi sta facendo a favore della Casta", dal
mondo dell'informazione arriva la dura presa di posizione di Franco Siddi,
segretario generale della Fnsi, il sindacato dei giornalisti. "E' evidente
? dichiara ? quanto sia illiberale e da Paese comunista una norma che prevede
la galera per i giornalisti che diffondono le notizie corrispondenti a vicende
o personaggi reali". Image: 20080615/foto/4926.jpg.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
15-06-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Milano))
Argomenti: Intercettazioni
POLITICA pag. 13 di GAETANO
BASILICI ? ROMA ? IL ... di GAETANO BASILICI ? ROMA ? IL
PRESIDENTE del Consiglio Silvio Berlusconi torna sulla bagarre delle
intercettazioni e sottolinea che "ci sono due livelli da tutelare: la
privacy e la difesa dei cittadini". Poi aggiunge: "Non è accettabile
che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare
liberamente". Insomma: "Bisogna trovare l'equilibrio tra i due
interessi". Ma senza le intercettazioni i "'furbetti del
quartierino' e altri casi simili non sarebbero mai stati scoperti",
controbattono i critici. "Secondo me non è vero, non è così" taglia
corto il premier. Intanto, però, negli uffici giudiziari e nelle redazioni dei
giornali la levata di scudi contro il pacchetto giustizia è generale. Un solo,
comune grido d'allarme: l'indipendenza delle toghe e la libertà di stampa sono
gravemente minacciate. Magistrati e giornalisti reagiscono duramente al disegno
di legge sulle intercettazioni che, approvato dal Consiglio dei ministri, passa
ora all'esame delle Camere. E a placare gli animi non serve l'assicurazione del
ministro della Giustizia, Angelino Alfano: "Non si tratta di un testo
blindato". Né fanno presa i dati ricordati dal coordinatore di Forza
Italia, Denis Verdini: "113mila in Italia, 1700 negli Usa, 5mila in
Francia". NON AIUTA a distendere i nervi, neanche il fatto che resta
aperta la questione del lodo Schifani, ovvero il provvedimento che congela i
processi per le alte cariche dello Stato: la settimana prossima si valuterà
l'opportunità politica di riproporlo. Anche se l'ipotesi di un eventuale lodo
Schifani-bis non è accolta positivamente da Niccolò Ghedini, deputato del Pdl,
legale di fiducia e consigliere giuridico del presidente del consiglio.
"Dal punto di vista tecnico, cioè da avvocato del premier, sono contrario.
Io ho interesse a chiudere i processi in dibattimento" dice Ghedini in
un'intervista al Riformista nella quale, ricordato che i processi del Cavaliere
sono tre, due a Milano e uno a Napoli, insiste: "Per me un altro lodo
Maccanico (lo chiama così, non 'Schifani' - ndr) sarebbe negativo". Poi,
tolta la toga da avvocato e indossati gli abiti da parlamentare, aggiunge:
"Adesso manca la volontà politica per una cosa del genere. Però
bisognerebbe ripensarci con grande calma insieme con l'opposizione". Ma
torniamo al giro di vite sulle intercettazioni. "Sono in pericolo
l'informazione e l'indipendenza della magistratura. C'è il rischio di non
sapere più niente" è il preoccupato commento di Giancarlo Caselli,
procuratore a Torino. "Il Parlamento riformuli e corregga questo testo
iniziale" perchè "senza le intercettazioni molti reati non potrebbero
essere perseguiti" ammonisce il sostituto procuratore antimafia Vincenzo
Macrì. GLI FA ECO Luciano Tarditi, sostituto procuratore della Repubblica di
Asti. "E' necessaria una deroga" afferma, altrimenti per quanto
concerne i crimini ambientali "non si potranno più cogliere le
organizzazioni nel momento debole delle loro attività, e cioè prima dei
trasporti illeciti". E mentre dall'opposizione continuano le bordate
contro quella che per Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, è
"un'altra legge che Berlusconi sta facendo a favore della Casta", dal
mondo dell'informazione arriva la dura presa di posizione di Franco Siddi,
segretario generale della Fnsi, il sindacato dei giornalisti. "E' evidente
? dichiara ? quanto sia illiberale e da Paese comunista una norma che prevede
la galera per i giornalisti che diffondono le notizie corrispondenti a vicende
o personaggi reali".
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
POLITICA pag. 12 ?
ROMA ? "L'ATTRIBUZIONE a un organo collegiale della r... ? ROMA ? "L'ATTRIBUZIONE a un organo collegiale della responsabilità di
vagliare le richieste dei pm per procedere alle intercettazioni telefoniche,
pone un problema di organici cui il ministero della Giustizia non può non
rispondere con urgenza". Lo rileva il vice presidente del Consiglio
superiore della magistratura, Nicola Mancino (foto Ansa). "Non sono
contrario all'organo collegiale ? continua ?, tre persone valutano
meglio di una. Ma serve una modifica delle tabelle organiche, con un incremento
da uno a tre. Per trasformare il gip in organo collegiale rispettando i tempi
dettati dall'urgenza degli interventi non si possono aspettare i ritmi lunghi
dei concorsi.
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del Soldati nelle città? La solita demagogia Cara Unità, con 2500
soldati, impreparati al mantenimento dell'ordine pubblico e all'azione contro i
criminali, vogliono assicurare la sicurezza nelle città italiane: solo un gonzo
ci può credere! Dicono: non è la prima volta, già in Sicilia i soldati sono
stati utilizzati per tale scopo. Vero, ma solo in Sicilia e nella misura di
150.000 unità. Ora con la misera cifra di 2.500 militari si vuole coprire
l'intera penisola e salvaguardarla da ogni delitto, anche ambientale,...ma dai
chi può credere a questa favoletta! Vi ricordate del poliziotto di quartiere?
Degno di "chi l'ha visto", ora siamo sulla stessa falsariga. Basta
annunciare un intervento per una delle tante calamità italiane che d'incanto il
problema è risolto. Purtroppo tanti ci cascano abboccando a quello che gli
propina giornalmente la televisione e gran parte della stampa. Ecco la vera
emergenza italiana: l'informazione manipolata e nelle mani di una solo
persona...che guarda un pò il fato, è anche presidente del consiglio di questo
sventurato paese! cosa inaudita in qualsiasi democrazia evoluta. Purtroppo in
futuro si intravedono sostanziosi cambiamenti in peggio in materia e grazie
all'ennesima legge vergogna verrà messo il bavaglio a quel che resta di libera
stampa in Italia. Su ancora un piccolo sforzo e l'allontanamento dall'Europa
sarà realizzato. Oreste Ferri, Ariccia (Roma) Intercettazioni No alla legge Egregio
direttore, a proposito del Suo editoriale di ieri, può riferire al Pd che a me,
come, credo, ad altri, piacerebbe "gridare no" anche alla legge che
vorrebbe impedire le intercettazioni telefoniche? Queste ultime vanno viceversa
garantite per qualsiasi ipotesi di reato. Leonida Pandimiglio Morti di
Mineo Un minuto di silenzio Cara Unità, in attesa di fatti facciamo almeno
seguire alle parole di sdegno un atto simbolico che dia un segnale rispetto
alla "volontà" reale di questo Paese di reagire alla mattanza che
tutti i giorni avviene nei luoghi di lavoro. In occasione dei funerali dei 6
operai morti a Mineo si fermi tutto il Paese in un "minuto di
silenzio" per non dimenticare: alle finestre di ogni luogo pubblico il
tricolore sia listato a lutto, così pure nelle sedi sindacali ed in quelle di
confindustria e tutte le altre parti datoriale; fermiamoci tutti per "un minuto"
nei luoghi di lavoro, nelle aule del parlamento, nei consigli comunali,
provinciali e regionali, fermiamo le automobili ed i bus per "un
minuto" solamente perché quella della tutela della salute, sicurezza e
dignità delle persone sui luoghi di lavoro è una lotta che non ha colore
politico e che ci riguarda tutti indistintamente; impegniamoci tutti a partire
da quel simbolico "minuto" in questa "battaglia di civiltà"
perché se facciamo questo Giuseppe Zaccaria, 47 anni; Giovanni Natale Sofia, 37
anni; Giuseppe Palermo, 57; Salvatore Pulici, 37 anni; Salvatore Tumino di 47
anni e Salvatore Smecca 47 anni forse non sono morte inutilmente. Un'ultima
cosa infine, facciamo in modo che dopo quel "minuto" non torni
l'oblio ed il silenzio politico, sociale e mediatico sul lavoro come fatica e
sudore, perché per ridare dignità al lavoro dell'uomo ci vuole l'impegno di
tutti perché "la sicurezza sui luoghi di lavoro non si fa ogni tanto, ma
tutti i giorni dell'anno". Claudio Gandolfi, Bologna Noi dipendenti
pubblici colpiti I pianisti del Parlamento no Cara Unità, sono un tanto
vituperato dipendente pubblico. Se in ufficio venissi beccato a manomettere le
mie timbrature sarei sotto inchiesta per il reato penale di truffa contro la
Pubblica Amministrazione e rischierei il mio posto di lavoro. I Parlamentari
che sono beccati a votare per altri loro colleghi, invece, cosa rischiano?
Saluti Gianluca Majeli, Firenze Scrutatori perseguibili Deputati invece no Cara
Unità, vorrei sapere perché, se uno scrutatore (o un presidente di seggio)
durante le operazioni elettorali, fa un errore, passa i suoi bravi guai, mentre
i deputati possono impunemente votare per un loro vicino assente facendola
franca alla grande. Mauro Maiali, Rieti La democrazia in Italia esiste ancora?
Cara Unità, in questi giorni una domanda mi sorge spontanea: ma la democrazia
in Italia esiste ancora? Stanno mettendo il bavaglio ai magistrati e ai pochi
giornalisti che ancora credono nella libertà di stampa indipendentemente dal
colore del governo,i militari pattuglieranno le città (come si conviene in
tutti gli Stati sottoposti a dittatura), chi osa protestare per le discariche
vicino casa viene arrestato perchè così il governo ha deciso,vogliono fare le
centrali nucleari anche se un referendum popolare aveva detto di no. Quello che
mi chiedo è dove sono i girotondi dov'è il caro Beppe Grillo che con la sua
campagna contro tutti ha fatto vincere la destra?Possibile che nessuno
protesti? Noi Italiani siamo diventati così apatici? Vorrei lanciare un
appello: italiani svegliatevi. Urti Elis Le lettere (massimo 20 righe
dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via Francesco Benaglia 25,
00153 Roma o alla casella e-mail lettere@unita.it.
( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
La preoccupazione
del procuratore Caselli alla cerimonia in ricordo di Giovanni Falcone e Paolo
Borsellino "Ddl intercettazioni, così non sapremo più niente" PRATO.
"E' in pericolo l'informazione, l'indipendenza della magistratura, c'è il
rischio di non sapere più niente". Così Giancarlo Caselli, procuratore
generale a Torino, ha commentato le misure del Governo in materia di
intercettazioni, nel corso della annuale cerimonia per ricordare Falcone e
Borsellino, i magistrati uccisi dalla mafia, davanti al Tribunale. "C'era
un periodo in cui, anche dalle istituzioni - ha ricordato Caselli - si diceva
che la mafia non esisteva. Falcone e Borsellino hanno impresso una svolta nelle
indagini contro il crimine organizzato, dimostrando che la mafia può essere
battuta". Caselli, che ha accomunato nel ricordo anche il magistrato Bruno
Caccia, procuratore a Torino nel 1983 e ucciso in quello stesso anno dalla
criminalità organizzata calabrese, ha sottolineato "che il problema delle
mafie non è scomparso, anche se oggi tendono a non far parlare di sé, ad
abbassare la statistica dei fatti di sangue, ad operare nell'ombra".
"Troppo spesso - ha proseguito il magistrato torinese - noi, a differenza
di Falcone e Borsellino, siamo indifferenti, troppo spesso ci voltiamo
dall'altra parte. Ricordare Falcone e Borsellino significa assumersi l'impegno
di essere vivi". Caselli ha poi citato Piero Calamandrei. "Il grande
giurista diceva che la Costituzione, di per sé, è un foglio di carta. Perchè
viva bisogna operare per affermare i suoi valori quotidianamente. E ciò che
hanno fatto Falcone e Borsellino, morti per la libertà, per far valere i
principi della Costituzione". Il sindaco Romagnoli ha ricordato che la
commemorazione di ieri era dedicata anche ai morti sul lavoro, "perché -
ha spiegato - non sembri un'altra cosa rispetto al ricordo dei magistrati Falcone
e Borsellino, che hanno dato la loro vita per il Paese, per le istituzioni, per
la legalità, per la sicurezza dei suoi cittadini". La commemorazione è
stata indetta come ogni anno dal Comune e dal Centro
"Borsellino-Falcone", presieduto da Enzo Picardi. Il sindaco,
accompagnato dal vice presidente della Provincia Daniele Panerati, da Picardi e
Caselli, ha deposto una corona d'allora al cippo in omaggio a due alfieri della
lotta dello Stato contro la criminalità organizzata.
( da "Centro, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Di Simona De
Leonardis Ricatti a luci rosse per estorcere denaro Spilla 7 milioni a una
famosa donna tedesca, imprenditore in manette con altri 5 Operazione della
squadra Mobile dopo la cattura del "gigolò" svizzero complice e socio
di Ernano Barretta PESCARA. La mappa del tesoro era nascosta dentro un vaso,
nell'agriturismo di lusso di Pescosansonesco. Alla squadra Mobile di Nicola
Zupo è bastato trovare quel foglietto per recuperare, con l'aiuto di 80
poliziotti sparpagliati nell'imponente tenuta, un milione e 650mila euro in
contanti. Mazzette di banconote da 200 e 500 euro nascoste dentro i vasi,
sottoterra, in cantina, dentro il muro di un deposito. Per l'accusa è parte del
denaro estorto a una delle donne più ricche del mondo con il ricatto di
diffondere le immagini hard dei suoi incontri extraconiugali. A filmarli,
Ernano Barretta, titolare del rifugio Valle Grande, ritenuto a capo
dell'associazione a delinquere costata l'arresto a lui, a sua moglie, ai due
figli e alla coppia di soci svizzeri. LE ACCUSE. Oltre a Ernano Barretta, su
ordinanza del gip Tascone sono finiti in carcere il figlio Marcello, la moglie
Beatrice Batschelet e i coniugi svizzeri Helg Sgarbi (già nel carcere di
Monaco) e Franziska Gabriele Sgarbi. Domiciliari, dato il ruolo marginale, per
Clelia Barretta, figlia di Ernano. Difesi dall'avvocato Sabatino Ciprietti,
rispondono di associazione a delinquere finalizzata alla truffa,
all'estorsione, al riciclaggio e al reimpiego di denaro provento di attività
delittuose. A scoperchiare quel giro di milioni (9 e mezzo quelli documentati
dagli investigatori) è stata, a febbraio, la richiesta di rogatoria della
Procura di Monaco che, dopo aver arrestato il socio svizzero di Barretta, Helg
Sgarbi (43 anni) per truffa e tentata estorsione ai danni di una facoltosa
cittadina tedesca (a capo di uno dei più potenti consigli di amministrazione
del mondo) chiede alla Procura pescarese, con il coordinamento dell'organismo
europeo Eurojust, di indagare su Barretta. L'imprenditore di Pescosansonesco
viaggia su un'auto dietro a quella di Sgarbi quando quest'ultimo viene
arrestato, lo scorso 14 gennaio, mentre si appresta a ritirare i 14 milioni di
euro dalla sua ex amante. I contatti telefonici tra i due insospettiscono gli
investigatori tedeschi che chiedono agli italiani di cercare prove. E la Mobile
risponde: intercettazioni telefoniche e ambientali per
iniziare, "fondamentali", spiega il pm Gennaro Varone, "per
ricostruire l'organigramma dell'associazione e le ingentissime ricchezze".
IL TESORO. Un milione e 650mila euro, dieci auto costosissime, due ville e una
palazzina a Pescosansonesco, un fabbricato con 4 appartamenti a Torre de'
Passeri: tutto intestato a Barretta e ai suoi famigliari e tutto sottoposto a
sequestro preventivo perché, dice l'accusa, i beni sono acquistati con i
proventi dell'attività criminosa, in particolare con i sette milioni acquisiti
dall'organizzazione l'11 settembre 2007. Il giorno del colpo grosso per la
banda che, già nel 2006, ma sono in corso indagini, avrebbe estorto 600mila
euro a una manager tedesca. IL GIGOLO'. Tutto "merito" di Helg
Sgarbi, biondo, occhi azzurri, alto un metro e 85. Lo svizzero frequenta
ambienti del bel mondo, Costa Azzurra, Los Angeles e tramite importanti
frequentazioni riesce a entrare in contatto con una donna tedesca, ricca e
famosissima in Germania. Ne nasce una relazione e lui le chiede di aiutarlo:
deve evitare le conseguenze di un procedimento giudiziario negli Stati Uniti,
gli servono sette milioni di euro. Lei, raggirata, glieli dà. Pochi giorni
dopo, attestano gli investigatori, Barretta acquista due Audi Q7 da 110mila
euro l'una e un immobile. Nel frattempo continuano gli incontri tra Sgarbi e la
ricca tedesca che, in albergo non sa di essere ripresa da una telecamera: in
tutti gli incontri tra i due la stanza comunicante è occupata da Ernano
Barretta. LA TRAPPOLA. La donna si rende conto dell'inganno quando, a gennaio,
Sgarbi la ricatta di divulgare quelle immagini compromettenti alle imprese di
cui è socia e alle fondazioni a carattere umanitario che presiede. Il prezzo
per evitare lo scandalo internazionale è di 49 milioni di euro. Le parti si
accordano, alla fine 14 sono i milioni che la donna accetta di pagare. Ma è
solo una trappola, Sgarbi viene arrestato. Per Barretta è questione di mesi, in
cui la Mobile gli sta addosso, ascoltandolo al telefono mentre incarica la
figlia di pagare i legale di Sgarbi o quando alla moglie dello svizzero che lo
implora di restituire i soldi per ottenere la scarcerazione del marito, dice
che ha speso 2 milioni di euro.
( da "Stampa, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il caso I pusher
rifornivano vip e turisti LA VIA DELLA DROGA UN MERCATO FLORIDO IL CONCESSIONARIO
Coca al Sestriere Presa la banda degli spacciatori In carcere tre albanesi e
un'italiana Il giro d'affari era di 15 mila euro al mese ANTONIO GIAIMO Arrivava dalla Toscana Il giro scoperto grazie alle
intercettazioni Tanti clienti a Pinerolo ma soprattutto nelle Valli Olimpiche
Noto commerciante rimasto coinvolto per la dipendenza PINEROLO Si sa che la
cultura del sospetto è il primo requisito di un bravo investigatore, così i
carabinieri del nucleo operativo di Pinerolo - che indagavano su un vasto
traffico di droga - hanno iniziato a chiedersi: "Perché dopo
l'arresto di Vincenzo Carnovale, ritenuto l'organizzatore di un ampio giro di
spaccio, è scomparso da Pinerolo il suo amico Yuri Murrani, conosciuto nel giro
dei tossicomani come "L'albanese"?". Per trovare una risposta,
hanno bussato alla porta del sostituto procuratore Ciro Santoriello con la
richiesta per ottenere l'autorizzazione di mettere sotto controllo alcuni
cellulari. Ore di ascolto e di trascrizioni e infine agli inquirenti sono
apparsi ben chiari nomi e tecniche del nuovo mercato della droga, che partiva
da Pinerolo per arrivare a Sestriere e ridiscendere sino ad imboccare la Val
Pellice. Inequivocabile il linguaggio: "Portami una piastrella"
significava un etto di cocaina, oppure "Vengo ma porto il bimbo"
quando si doveva consegnare un chilo di droga. Le indagini hanno portato a
scoprire che Yuri Murrani, un clandestino, si era trasferito a Bollate, aveva
un documento falso che gli era stato procurato da uno dei componenti della
banda dei romeni, arrestati nei mesi scorsi per frodi informatiche a Pinerolo.
Da lì controllava lo spaccio di droga nel Pinerolese, avvalendosi di altri tre
complici. Due connazionali clandestini - Elois Vrenozi, 29 anni, e Defrim
Kurti, 28 anni - e una donna di Luserna San Giovanni, Tiziana Leonini, 38 anni.
Nell'indagine è finita anche una seconda donna, ma poiché ha un bambino piccolo
le è stato imposto solo l'obbligo di firma. Sessanta euro per un grammo di
cocaina da vendere ai giovani di buona famiglia che passano i fine settimana
sulle piste di sci, ma anche a manager, liberi professionisti, impiegati di
banca, titolari di esercizi pubblici, commercianti. E così nello spesso dossier
consegnato al magistrato è finito anche il nome di un concessionario d'auto di
Cavour, M.I., 41 anni, incensurato. Ad inchiodarlo sono state le
intercettazioni telefoniche. Poi è stata portato in caserma, dove è stato
interrogato dal magistrato e dal capitano Massimiliano Puca, ai quali ha dovuto
spiegare perché aveva
( da "Stampa, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Posso sbagliarmi
IMPUNITI DELLA PRIVACY PIERO BOTTINO Da qualche giorno nel portico in piazza
sotto la redazione è sparita la mezza dozzina di cabine telefoniche, ultimo
retaggio di quel Punto Sip che per decenni ha visto transitare generazioni
senza un telefono disponibile. Adesso che un straccio di cellulare ce l'hanno
anche i neonati, la sfilza di cubicoli era diventata anacronistica. Da ultimo
anche la "fauna" dei frequentatori era cambiata, sembravano
quasi sempre persone che tentavano più che altro di sfuggire a "intercettazioni"
personali: in casa, sul luogo di lavoro, o - perché no - in canonica e in
convento (fra gli assidui non mancavano i religiosi). Perché molti più di
quanto si pensi hanno una privacy da difendere e non piace a nessuno finire sul
giornale, o anche solo apostrofati dai vicini di esistenza, per parole
dette incautamente e comprese ancor peggio. Tutta gente che vedrà dunque con
favore l'annunciata legge sulle intercettazioni? Ne dubito. Sanno che -
malgrado le solenni affermazioni - non sono i loro casalinghi segreti i veri
obiettivi del legislatore. E che la comunità ha spesso più interesse a sapere
che a ignorare. Questioni di giustizia per le quali rinuncerei volentieri alla
mia privacy. In fin dei conti non ho nulla di davvero grave da nascondere.
Altri, non so.
( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Livorno L'Ipercoop, Telegate
e l'affanno di Pd e sinistra Il Tirreno di ieri riporta alcune notizie e
interviste su cui riflettere. All'Ipercoop che, con buona pace del suo
presidente Martelloni, appartiene alla sinistra, alla sua cultura, alla sua
tradizione, al suo sistema di potere, si è verificato uno sciopero improvviso
contro il lavoro interinale. Una lavoratrice, costretta dopo cinque anni a
firmare all'agenzia Adecco un contratto interinale, ha dichiarato che pur non
potendone fare a meno perché deve mantenere un figlio di tre anni, si è sentita
abbandonata dalla mamma "che non mi vuole più e che ha deciso di affidarmi
alla baby sitter". Nel frattempo ha deciso di abbandonare la Cgil e di
rinunciare alla rappresentanza sindacale. Nel contempo a Telegate la Uil
ottiene due delegati su cinque, mentre la Cgil soltanto uno: così vanno le cose
nelle aziende flessibili, ad alto tasso di scolarizzazione. Nelle pagine
successive il giornale dà conto dell'arrivo a Livorno di Diliberto, un
palecomunista sopravvissuto alla scomparsa di Jurassic e dei suoi dinosauri,
elegante e raffinato bibliofilo e professore universitario di Diritto romano.
In linea con il loro segretario alcuni dirigenti locali si lasciano andare a
fosche previsioni "sugli ulteriori attacchi che saranno portati ai diritti
nei luoghi di lavoro, come se negli ultimi tempi non ce ne fossero stati
abbastanza" e constatano che "un forte partito comunista serve
soprattutto oggi che è forte l'attacco dei padroni e delle destre"; mentre
il Partito democratico "è l'altra faccia del capitale" che minaccia
"di rendere difficile anche gli accordi in sede locale per le
amministrative": diceva un vecchio proverbio "uomo avvisato mezzo
salvato". Come dar torto alla sinistra radicale quando denuncia comportamenti
vetero-capitalistici, da padroni delle ferriere, negli ex compagni del PD e
delle Coop, ma come, contemporaneamente darle ragione quando identifica
l'attuale governo con una destra antipopolare che cerca la rivincita dei
padroni nei confronti dei lavoratori? La realtà è che il movimento cooperativo
da strumento di mutua assistenza, nato nel seno del movimento operaio e
contadino, soprattutto emiliano, si è trasformato in un grande apparato
industriale, distributivo, assicurativo e finanziario che dei vecchi fini
sociali non conserva più nulla, mantenendo però i vecchi privilegi fiscali
riconosciuti alle imprese cooperative senza fini di lucro; mentre la sinistra
radicale ha perso ogni contatto con le nuove tipologie di lavoratori del mondo
globalizzato. Forse, azzardo una ipotesi, chi si richiama ai principi,
considerati desueti, delle radici giudaico-cristiane, antiche di tre millenni, è maggiormente in grado di intercettare i bisogni e le esigenze,
non solo materiali, dei lavoratori. I principi sociali contenuti nel Talmud e
nella dottrina sociale della Chiesa, considerando il lavoratore come persona e
quindi sempre come fine e mai come mezzo, si basano su una morale sociale in
grado di rafforzare il debole, provvedere al suo sostentamento e alla
previdenza sociale e garantire un minimo tenore di vita; i lavoratori oggi
hanno capito che è meglio perseguire una giustizia sociale nel mondo che,
prescindendo dalla perfezione dell'assoluto, persegua la relatività umana di
una giustizia possibile, che il bene per sé stessi è meglio del male per gli
altri, che anziché far piangere i ricchi è meglio convincerli che l'armonia nel
mondo è più utile, oltre che migliore sul piano etico, per lo sviluppo e la
conservazione del pianeta e del mondo umano. Sarà questo il motivo per cui gli elettori
hanno abbandonato, soprattutto al nord, le sinistre a favore sopratutto della
Lega? Forse, tra una sinistra moderata palecapitalista e una sinistra radicale
veterocomunista, i lavoratori preferiscono una destra compassionevole,
impegnata nel rendere compatibile la società umana ai valori etici e sociali
della tradizione, sentendola così più vicina ai propri bisogni di sicurezza e
di protezione. Guido Guastalla Capogruppo Amare Livorno.
( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il leader Idv pensa
al referendum. Il procuratore Caselli: la gente non saprà più niente Di Pietro:
così aiutano la casta "Vogliamo solo tutelare la privacy" insiste
Berlusconi I giornalisti verso lo sciopero. Giulietti: bavaglio alla stampa
ROMA. Continua ad alimentare polemiche e proteste il
disegno di legge sulle intercettazioni varato dal governo. Protestano le
opposizioni, ma anche magistrati e giornalisti contro una legge che, avvertono,
se approvata così come l'ha proposta il governo, metterebbe un freno alle
indagini dei magistrati e nasconderebbe notizie e informazioni ai cittadini.
Silvio Berlusconi ribadisce però che in materia di intercettazioni "ci
sono due livelli da tutelare, la privacy e la difesa dei cittadini. Non è
accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare
liberamente". Il presidente del Consiglio si ferma a parlare con i giornalisti
e una piccola folla di persone a margine del matrimonio a cui ha partecipato
ieri pomeriggio nel piacentino. "Ma così i furbetti del quartierino - gli
replica un cittadino - non sarebbero mai stati scoperti". "Secondo me
non è vero - ribatte il premier - non è così. C'è bisogno di giustizia - ripete
- ma bisogna trovare l'equilibrio fra i due interessi". "E' in
pericolo l'informazione, l'indipendenza della magistratura, c'è il rischio di
non sapere più niente", accusa invece esplicitamente il procuratore di
Torino Gian Carlo Caselli. Mentre per Di Pietro quella sulle intercettazioni
"è un'altra legge a favore della casta che Berlusconi sta facendo".
Il leader dell'Italia dei valori promette "un'opposizione dura", e
non esclude il ricorso referendum contro la legge. A scendere sul piede di
guerra sono anche le organizzazioni internazionali dei giornalisti. Dopo
Reporter sans frontier, ieri è stata l'Isf, l'associazione per la libertà di
stampa nel mondo, a lanciare un vero e proprio allarme contro il provvedimento
del governo italiano. La proposta, accusa l'Isf, "rappresenta un grave
atto di limitazione alla libertà di stampa in Italia e un pericoloso precedente
di censura ai danni dei giornalisti. Per questo - aggiunge l'associazione -
lanciamo un "alert" internazionale alle associazioni per la libertà
di stampa e ai vertici dell'Unione europea". Un allarme di natura
completamente diversa l'ha sollevato il vice presidente del Csm Nicola Mancino.
Se ad autorizzare le intercettazioni dovrà essere un organo collegiale di tre
giudici, invece del solo gip - sottolinea - nasce "un problema di organici
cui il ministro della Giustizia non può non rispondere con l'urgenza che i
nuovi provvedimenti legislativi richiedono". Il pm di Asti, Luciano Tarditi,
avverte invece che se il ddl del governo non sarà modificato si rischia di
lasciare impuniti molti reati ambientali, a cominciare dal traffico dei rifiuti
tossici, che devono essere scoperti mentre sono consumati, non dopo. La
Federazione della stampa, il sindacato dei giornalisti italiani, potrebbe
decidere in questa settimana anche uno sciopero contro il ddl. La proposta
presentata dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, "per quanto
riguarda il diritto di cronaca è letteralmente irricevibile", accusa Beppe
Giulietti. "Non è solo e soltanto un tentativo di mettere un bavaglio ai
cronisti e agli editori, ma è anche e soprattutto il tentativo di mettere una
benda sugli occhi e sulle orecchie dei cittadini italiani".(a.p.).
( da "Stampa, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
IN SALA ROSSA
DIBATTITO DAI TONI PACATI CON CONTINUI RIFERIMENTI AL CASO BERTOLOTTO Pd nel
solco della tradizione SAVONA E finita 38-18 la "conta" fra Paolo
Apicella e Marco Russo per la segreteria dll'Unione comunale del Pd. Un
verdetto scontato, considerato l'esito dei dibattiti dei circoli che già aveva
evidenziato una preferenza per l'ex segretario cittadino che si era portato in
assemblea la maggior parte dei delegati. Il voto non ha tradito le attese e
così sui 69 aventi diritto, i 56 che si sono presentati in Sala Rossa, si sono
espressi a larga maggioranza per Paolo Apicella. Tanto per cambiare ha vinto un
esponente dell'"ortodossia" Ds ma questa volta il confronto non è
stato affatto sanguinolento e i contendenti hanno dato prova di invidiabile
fair play. Inevitabili i riferimenti alla vicenda Bertolotto che sta squassando
il partito facendo convergere su Savona anche i riflettori nazionali. Maria
Luisa Madini ha sottolineato come il confronto nell'assise comunale sia
avvenuto in termini molto più distesi rispetto alle polemiche dell'assemblea
provinciale, mentre Giovanni Lunardon ha fatto riferimento all'importanza del
metodo e delle regole nella scelta dei candidati. Lo sconfitto Marco Russo
prima del voto ha detto: "Non siamo qui per fare la conta o per dividerci
ma per discutere e confrontare le idee. Il fatto che in un partito ci sia più
di un candidato è una ricchezza. Semmai bisognerebbe preoccuparsi delle
elezioni in cui si vota per un solo candidato che è già stato deciso da qualcun
altro". Sulla stessa lunghezza d'onda il neo segretario comunale Paolo
Apicella: "L'obiettivo della costruzione del Pd costituisce un'occasione
preziosa per Savona perchè può divenire il punto di
riferimento dei vasti ceti sociali e la forma per intercettare un elettorato
mai rappresentato dal centrodestra. La condizione perchè ciò accada è che
davvero il processo politico che abbiamo davanti nei prossimi mesi non riguardi
i gruppi dirigenti, non sia chiuso nelle stanze del ceto politico ma coinvolga
attivamente energie e disponibilità presenti in città". Il
dibattito si è protratto fino alle 12,30, presieduto dal vicepresidente della
Provincia Lorena Rambaudi mentre nel frattempo i delegati votavano nella
direzione che era già emersa dal dibattito nei circoli. Il confronto ha
premiato Apicella per 38-18 ma Marco Russo, che ha rimarcato la presenza di
un'area politica di matrice cattolica, farà comunque il vicesegretario. Franco
Lirosi è stato eletto presidente dell'assemblea dei delegati cittadini.
( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Attualità
INTERCETTAZIONI INTERCETTAZIONI Macché mutui, vuoi mettere la privacy!
Finalmente il Governo ha approvato il disegno di legge sulle intercettazioni.
Questa era la priorità richiesta dai cittadini; macché sicurezza, caro mutui,
stipendi più bassi d'Europa: il cittadino onesto non voleva più essere
intercettato.
Forse ci sarà qualche controindicazione, non potranno più venire alla luce
Vallettopoli, Calciopoli, furbetti del quartierino o cliniche degli orrori, ma
vuoi mettere la privacy... D'ora in poi potrò chiamare i miei amici per sapere
a che ora c'è la gabbionata senza paura che si cia qualche magistrato in
ascolto. Tutta un'altra vita. Grazie, Silvio! Andrea Parenti Guasticce (LI)
INTERCETTAZIONI Industriali contenti, pensa i delinquenti... Trovo inquietante
l'approvazione di un provvedimento di divieto di intercettazioni per quasi
tutti i reati per i quali è prevista una pena inferiore ai dieci anni. Non
tanto per il fatto in sé, essendo comprensibile l'ansia, da parte del capo del
governo, di liberarsi dai procedimenti legali ancora in atto, originati dal
metodo d'indagine che s'intende vanificare, quanto per gli applausi scroscianti
della platea d'industriali di fronte alla quale l'annuncio fu fatto per la
prima volta. Che cosa pensare? Che altri non siano i problemi e le difficoltà
che assillano le imprese? Che il senso critico dei vari rappresentanti delle
categorie, anche produttive, del Paese sia ormai azzerato, e che si plauda sempre
e comunque a ogni cosa Berlusconi dica, come l'immaginario uditorio del Nerone
di petroliniana memoria? Oppure c'è, dietro l'entusiasmo liberatorio che segue
all'annuncio qualcosa di più sottile, impalpabile, inconfessabile? Forse il
sollievo di non doversi più limitare nel trattare telefonicamente affari
"a rischio d'illecito"? E se così gioiosamente ha reagito una
categoria tendenzialmente sana come quella industriale, possiamo immaginare
l'entusiasmo frenetico dei tanti delinquenti a spasso. Mentre sarebbe lecito
attendersi, in un Paese "normale", una regolamentazione della
diffusione e della pubblicità delle intercettazioni, nel rispetto del diritto
di ciascuno alla propria riservatezza, individuando e sanzionando coerentemente
i responsabili di abusi, il divieto d'indagine suona come un rovesciamento di
prospettiva, nella quale si tende a punire chi cerca di scoprire i fatti
illeciti, favorendo invece chi li perpetra. è certo tuttavia che la scelta di
un tema del genere come priorità, di fronte ai tanti e gravi problemi del
Paese, serve a confermare la tendenza dei governi guidati dal presidente in
carica a circoscrivere con cerchi sempre più ampi un'area d'impunità per i
potenti e per i loro sodali. Andrea Gori Prato INTERCETTAZIONI Ma qui ci sono
mafia e camorra A "Ballarò" il senatore Gasparri, senza arrossire ne
ha sparate grosse sulle intercettazioni: "In Italia ci sono oltre 100mila
intercettazioni l'anno, mentre negli Usa e negli altri paesi europei non
arrivano a 2-3mila, addirittura negli Usa gli intercettati sono solo 1700 su
quasi trecento milioni di abitanti". Messa così, e dilatata da voci
amiche, può anche passare, ma in realtà le persone intercettate non arrivano a
20mila considerando anche che l'intercettato può avere più utente o cambiare scheda
e numero. Paragonare il caso italiano con quello degli altri paesi è come
raffrontare i cavolo con la torta di ciliege: negli altri paesi la maggior
parte delle intercettazioni vengono fatte senza controllo né statistiche da
servizi segreti, polizia, pompieri, enti locali e perfino dalla Croce Rossa,
come ha accertato la commissione giustizia del Senato. Nel nostro paese ci sono
poi mafia, camorra e 'ndrangheta, altrove sconosciute. Inoltre vorrei ricordare
allo smemorato senatore che senza le intercettazioni non si sarebbero scoperte
le malefatte nella clinica Santa Rita di Milano, né i traffici illeciti di
Moggi, né le collusioni di politici con la criminalità organizzata in Calabria,
Sicilia e Campania, né i tentativi di corruzione da parte di Berlusconi verso
Saccà e l'avvocato Mills di Londra per la Sme. Con questa legge in galera ci
finiranno, a parte qualche pollo, giornalisti e magistrati, non corruttori e
corrotti. Carlo Giglioli San Miniato (Pi) NUCLEARE NO Anche l'uranio sta per
finire Il nucleare non mi convince. E per vari motivi. Leggo che l'uranio sarà
esaurito tra una cinquantina d'anni e che occorrono dieci-vent'anni per mettere
a regime le nuove centrali. Che senso ha sostituire il petrolio con un altro
minerale in via d'esaurimento? Meglio investire sulle energie rinnovabili:
geotermia, eolico, solare. C'è stato poi un referendum e l'opzione nucleare ha
perso: se ne facessero un altro, il responso non sarebbe diverso. Si cerca
inoltre di spostare il nucleare in politica: chi è di destra è favorevole, chi
è di sinistra, contrario. Non è vero! Io sono di destra e sono contrario. E
ricordo che un nutrito gruppo di aderenti al Pci, al tempo del referendum era
favorevolissimo al nucleare. Il nucleare è dunque un'opzione perdente: va
troppo in là nel tempo, militarizza il territorio, si basa su un minerale in
esaurimento. E le scorie? Non siamo stati buoni a smaltire la spazzatura,
figuriamoci le scorie nucleari. Un ultimo dubbio: la Westinghouse, non avrà
mica qualche reattore da svendere visto che negli Usa non sono previste nuove
centrali? Vittorio Baccelli Lucca.
( da "Corriere Alto Adige" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-06-15 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Il varo Spagnolli diserta la convention. L'Udc punge:
cattolici emarginati Sfida interetnica per il Pd "Competizione con
l'Svp" Tommasini apre la campagna: siamo il nuovo BOLZANO - "Leali,
ma competitivi con la Svp". Nel giorno della presentazione della lista per
le Provinciali, Christian Tommasini fissa un obiettivo ambizioso per il Pd:
quello di andare oltre l'elettorato italiano per
intercettare una parte dei consensi in fuga (secondo i sondaggi) dalla Svp.
Ieri alla Kolping si respirava un'aria di grande fiducia. Circa un centinaio le
persone presenti, e un'assenza di peso: quella del sindaco Gigi Spagnolli,
protagonista nelle ultime settimane di qualche incomprensione (è un eufemismo)
con il partito. La lista ufficiale dei candidati non ha riservato
sorprese rispetto alle anticipazioni della vigilia. I dieci nomi espressi
dall'assemblea provinciale, che si affiancano a quelli indicati dai circoli,
sono il capolista Tommasini, Alessandra Berloffa (direttrice della coop sociale
Eureka) Pinuccia Di Gesaro (editrice), Mauro Randi (direttore Caritas),
Fernanda Mattedi (ex responsabile dei servizi sociali Bassa-Oltradige), Barbara
Repetto (dirigente provinciale), Karl Trojer ( ingegnere impegnato nel
sociale), Nicoletta Rizzoli (Vicecoordinatrice Upad), Sybille Tezzele
(consigliera a Montagna) e Konrad Walter (ex segretario Cgil). Ad aprire
l'assemblea della Kolping è Luisa Gnecchi. Poi la benedizione di Oskar
Peterlini: "Continueremo a lavorare assieme per la convivenza, contro la
destra della contrapposizione etnica". Oskar è applauditissimo: il suo
augurio in latinorum (un improbabile "Ad maiorem") rischia di
diventare il nuovo tormentone dopo il "si può fare" veltroniano.
Quindi tocca a Gianclaudio Bressa, che provvede a demolire uno per uno i primi
provvedimenti presi dal governo Berlusconi. Poi il deputato passa al locale,
anticipando il tema della competizione con l'Svp. "Anche in Alto Adige
cresce l'insicurezza. La Svp, segnata dai conflitti interni, rischia di perdere
la rappresentanza del gruppo tedesco. Il Pdl è in crisi, il modello mostra
crepe. Contro queste insicurezze si propone il Pd". Christian Tommasini,
per la prima volta impegnato personalmente alle Provinciali, sfodera
l'orgoglio. "Le Politiche hanno dimostrato che siamo una grande forza
politica, la seconda dell'Alto Adige. Un elemento cruciale che rivendico essere
il tratto distintivo del Pd è la capacità di parlare a tutti i gruppi
linguistici, per far prevalere i valori e i contenuti all'appartenenza etnica.
Siamo leali ma competitivi con l'Svp". L'unica puntura della giornata
arriva, tanto per cambiare, dall'Udc. "Nella lista Pd prevale l'asse
Gnecchi-Tommasini, mentre i cattolici sono emarginati" sostiene Paolo
Degasper. Francesco Clementi In campo Christian Tommasini (a sinistra) con
Giacomozzi, Gnecchi e Bressa In platea Tra i partecipanti dell'assemblea alla
Kolping c'erano anche l'ospite Oskar Peterlini (eletto al Senato anche con i
voti del Pd) e Pietro Calò, uno dei candidati di punta.
( da "Corriere Alto Adige" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere
dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-06-15 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE Verso le elezioni Pd, caccia aperta ai voti degli scontenti
Svp BOLZANO - Pd, obiettivo ambizioso: intercettare una parte dei consensi in
fuga dalla Stella alpina. A PAGINA 6 Clementi.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Di ROSALBA
CIANCAGLINI PESCARA - Fotografa le partner e minaccia di divulgare le immagini
segrete qualora non riceva adeguata ricompensa. Le partner sono tre e tutte
ricchissime, imprenditrici tra le più in vista e le più note in Germania.
Questo uomo, che la Polizia ha identificato nello svizzero Helg Sgarbi, agisce
per conto di Ernano Barretta, 63 anni, abruzzese doc, cervello della banda. E'
lui, dicono gli investigatori, che inventa i ricatti, li organizza, riscuote
grandi somme e non pago si finge sacerdote di una setta misteriosa attirando
nel suo giro poveracci conosciuti in giro per il mondo: tossici, ex prostitute,
depressi, malati a cui intesta i suoi beni e usa saltuariamente e gratuitamente
come domestici o giardinieri. Il bottino documentato, dice la Polizia, è di
nove milioni e mezzo di euro. Quello trovato è pari a un milione e mezzo. Quello
incassato è valutabile nell'ordine di varie decine di milioni di euro e si può
solo desumere da elementi indiretti, per esempio il mastodontico e magnifico
complesso di agriturismo a Pesconsansonesco, le case, le ville, il parco
macchine che comprendeva 10 vetture tra Audi Q7 a Mercedes Benz 350, da
Lamborghini Diablo e Rolls Royce e Limousine. Tutto sequestrato. Ed è
valutabile anche da un dato: a una delle signore ricattate Sgarbi e Barretta
chiesero 49 milioni, scesi poi a 14. La coppia si muoveva solo su questo ordine
di grandezza. La Polizia ha chiuso in gabbia Sgarbi il seduttore e la moglie di
lui. In cella anche Barretta, moglie e figlio, ai domiciliari la figlia. Sono,
a vario titolo, accusati di associazione a delinquere finalizzata a truffa, estorsione,
riciclaggio. L'inchiesta della Squadra Mobile parte il 15 febbraio 2008 quando
la Procura di Monaco deposita una richiesta di rogatoria in relazione
all'arresto di uno svizzero, Sgarbi, ai danni di una donna. Sgarbi, dicono gli
investigatori tedeschi, ha ricattato una ricchissima imprenditrice bavarese, di
cui è amante inducendola a dargli 7 milioni prima come prestito con frasi tipo
"Ho investito un bambino, aiutami" e poi come obbligo per evitare uno
scandalo di proporzioni internazionali. Per rafforzare la minaccia mandò alla
signora un dvd con immagini inequivocabili. Nel frattempo la richiesta di
denaro era salita a 49 milioni. E nel frattempo altre ricchissime signore di
Monaco denunciano di aver subito dal gentiluomo Sgarbi un'estorsione come quella
appena descritta. A questo punto la Polizia di Monaco chiede ai colleghi di
Pescara di indagare su un italiano, Ernano Barretta, sospetto complice di
Sgarbi. Cominciano intercettazioni (tante e preziose),
pedinamenti, riscontri bancari. Il Pm Gennaro Varone avvia un'inchiesta bis che
evidenzia una trama perfettamente sovrapponibile a quella ipotizzata dagli
inquirenti tedeschi. Il 27 maggio scorso 80 agenti, coordinati da Nicola Zupo,
calano sull'agriturismo di Pescosansonesco e trovano un milione mezzo di euro
nascosti nel giardino. Ieri mattina secondo blitz: arresti, sequestri.
L'organigramma, dicono gli investigatori, è definito: Sgarbi il belloccio
frequentava il gran mondo e attirava nel suo letto le signore più ricche della
Bavaria. Sgarbi era comunque manovrato da Barretta che decideva, organizzava,
incassava e reinvestiva. All'occorrenza Barretta si inventava capo di una non
meglio specificata setta fondamentalista cristiana e riusciva, in questo modo,
a recuperare la bassa manovalanza della sua organizzazione. Mogli dell'uno e
dell'altro e figli cooperavano con ruoli minori. Tutto, ovviamente, resta da
dimostrare.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Sgarbi doveva essere
un amante straordinario perchè, ad onta di un aspetto ordinario, infilandosi
negli abiti e negli ambienti giusti, è diventato amante delle donne più ricche
dell'intera Germania. Tre lo accusano, una quarta ha ritirato la denuncia.
Barretta, faccia e stazza da abruzzese dell'entroterra, anche lui aveva il suo
harem. Stando alle accuse, grazie alle arie da santone ("Io cammino
sull'acqua". Oppure: "Sono lo strumento di Dio". O: "Siete
le mie Creature") ha irretito diverse donne a cui offriva ospitalità
nell'agriturismo e talvolta anche il suo letto. Sgarbi e Barretta come
sceglievano le vittime? La selezione doveva essere oculata, bisognava che le
donne fossero ricche, non giovanissime, in vista e proprio per questo disposte
a sottostare al ricatto delle immagini, probabilmente registrare con webcam e
poi veicolate su dvd. Una volta ne fu minacciata la divulgazione presso le
associazioni di charity o imprese di cui la signora era prevalente azionista.
In un altro caso, invece, il gentiluomo Sgarbi minacciò di spedire i dvd alla
famiglia della sua vittima. Sia Sgarbi che Barretta sono sposati e amatissimi
dalle mogli. Sull'operato illecito di Sgarbi, dice la Polizia tedesca, non ci
sono dubbi. Ma Barretta come c'entra in questa inchiesta? "Aveva ruolo di
coordinamento e di indirizzo dell'attività criminosa", dice il gip
Tascone. Decisiva è anche un'altra circostanza: in occasione di tutti gli
incontri tra Sgarbi e almeno una delle amanti, Barretta era sempre ospite dello
stesso albergo e guarda caso dormiva nella stanza accanto a quella della coppia
clandestina. Non basta: in una intercettazione Sgarbi moglie,
dopo l'arresto di Helg, implora Barretta di ottenere la sua liberazione e lo fa
piangendo. La signora insiste e suggerisce di restituire il maltolto all'amante
ingannata. Barretta a questo punto dice che i soldi non ce li ha più. E
infatti: aveva già comprato un palazzo e due Audi Q 7 da 110 mila euro
ciascuna. Barretta padre e figlio sono stati bloccati alla frontiera con in
tasca 120 mila euro: stavano partendo per Sharm el Sheik dove probabilmente
intendevano riciclare e reinvestire. Zupo, dirigente della Mobile pescarese,
uno che davvero non molla mai, si dice orgoglioso che una parte assai
significativa dell'inchiesta si sia svolta in Abruzzo: "Era importante
dare una risposta pertinente alla richiesta dei colleghi di Monaco. Ora sarà
Eurojust a definire il proseguimento dell'inchiesta". Eurojust è
l'organismo dell'Unione europea per consolidare l'efficacia delle autorità
competenti degli Stati membri nella lotta contro forme gravi di criminalità
internazionale ed organizzata. R.Cian.
( da "Liberazione" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Anna Bonni Finiranno
al macero i nastri dell'inchiesta aperta sul fallimento dell'Hdc. Tutte quelle
telefonate registrate tra Berlusconi e gli alti dirigenti di viale Mazzini
verranno cancellate. In definitiva non si saprà mai cosa si sono detti il
Cavaliere e dirigenti come Querci, vice presidente di Rti, la controllata
Mediaset che raggruppa le tre reti del Biscione che avrebbero potuto dire
sicuramente molto su come veniva "gestita" per esempio l'informazione
della tv pubblica al tempo del precedente governo di centrodestra. Eppure
questa è solo una delle conseguenze imprevedibili del varo del Ddl "intercettazioni", approvato all'unanimità, in un clima di
"grandissima concordia" dal Cdm annuncia il premier. "Un testo -
spiega il Cavaliere - che tutela due livelli: la privacy e la difesa dei
cittadini". E il premier ne è certo: "Anche "i furbetti del
quartierino" sarebbero stati scoperti" se questa legge fosse stata
varata prima. Il testo, appena approvato, limita a tre mesi la durata
delle intercettazioni, eleva a 10 anni la soglia punitiva oltre la quale è
prevista l'intercettabilità, con una deroga per i reati contro la Pa che
prevedono una pena non inferiore a 5 anni, per i reati di mafia terrorismo ed
in tutti quelli di "grandissimo allarme sociale". Eppure, come detto,
le conseguenze dell'applicazione del Ddl sono al momento imprevedibili.
Legambiente per esempio lancia un altro allarme: nel disegno sono resi
"inascoltabili i trafficanti di rifiuti" e certamente "le
ecomafie ringraziano". "Con questo provvedimento - denunciano gli
ambientalisti - il traffico illecito dei rifiuti diventa più facile. Impedendo
l'uso delle intercettazioni, si nega alle indagini un importante strumento
contro un reato particolarmente odioso che compromette la salute di intere
comunità". E non è certamente l'unico su cui sarà presumibilmente
difficile indagare. Le polemiche restano tutte aperte, mentre il Popolo delle
libertà fa scudo sui costi delle intercettazioni che, secondo Brunetta, pesano
nelle casse dello Stato tra uno e due miliardi di euro. Eppure la polemica è
proprio su alcune norme, come quella (rinominata "filo-preti", ndr),
che prevede che, quando scatta un avviso di garanzia per un sacerdote, vada
informato il vescovo, e se ad essere indagato è il vescovo l'obbligo di informazione
va richiesto al Segretario di Stato. I giornalisti sono sul piede di guerra.
"Il ddl sulle intercettazioni che prevede pesanti pene per chi le pubblica
rappresenta un grave atto di limitazione alla libertà di stampa in Italia e un
pericoloso precedente di censura ai danni dei cronisti" tuona
l'associazione per la libertà di stampa nel mondo. "Oltretutto - prosegue
in una nota l'Information Safety and Freedom - il provvedimento appare
pretestuoso, visto che nel codice penale esiste già il reato di violazione di
segreto istruttorio che punisce i giornalisti che pubblichino atti giudiziari
coperti da segreto. Oltre ai molti procedimenti già avviati che saranno
annullati per legge, si avranno pesanti limitazioni per quelli futuri".
"Più che alla privacy dei cittadini, questo provvedimento sembra mirare a
garantire l'impunità per i reati della "casta" e a lanciare un
pesante monito all'indipendenza della magistratura e della stampa". Una
proposta quella di Alfano - denuncia ancora l'associazione Articolo 21 - che "è
letteralmente irricevibile". Agli editori e ai cronisti non resterebbe che
ricorrere alla obiezione di coscienza facendo prevalere i contenuti
dell'articolo 21 della Costituzione. In definitiva "il rischio è -
conclude Giancarlo Caselli - di non sapere più nulla". "Ad essere in
pericolo è non solo l'informazione ma anche l'indipendenza della
magistratura". E proprio i magistrati sono i primi a manifestare tutte le
loro perplessità. "L'attribuzione a un organo collegiale, e non più al
singolo giudice per le indagini preliminari, della responsabilità di vagliare
le richieste dei Pm di procedere ad intercettazioni telefoniche, pone -
sottolinea il vicepresidente del Csm Nicola Mancino - un problema di organici
cui il Ministero della Giustizia non può non rispondere con l'urgenza che i
nuovi provvedimenti richiedono". "Per trasformare il Gip in organo
collegiale - ha osservato ancora Mancino - non si possono aspettare i ritmi
lunghi dei concorsi. Altrimenti - ha concluso - nel caso della Campania per
esempio si rischia di arrivare troppo in ritardo rispetto alla scadenza
temporale del decreto, che è fissata al 31 dicembre 2009. Per questo il Csm ha
suggerito di ricorrere all'istituto dell'applicazione, che richiede tempi più
brevi". Sta di fatto che il Ddl è approdato nelle aule. Il primo passo per
"il testo della discordia" è compiuto. 15/06/2008.
( da "Libertà" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Di CARLO GALLI E
pensare che c'è ancora qualcuno che crede che la destra e la sinistra siano la
stessa cosa! A tutti costoro dovrebbe bastare un po' di spirito d'osservazione
per comprendere che non è così. Votare a destra, far vincere Berlusconi, Fini,
Bossi, ha significato dare spazio a una politica di destra, in forme aggiornate
per alcuni aspetti, in forme invece del tutto classiche e traduzionali per
altri. Che sono, oggi, i più evidenti. L'azione del governo si sta concretizzando,
infatti, in due provvedimenti - il ddl sulle
intercettazioni e il "pacchetto sicurezza" - in cui emergono evidenti
alcuni tratti caratteristici della politica di destra: la diffidenza se non lo
spirito punitivo verso la libertà di stampa, e la predisposizione a servirsi
dell'esercito per questioni di ordine pubblico. Certo, non siamo in
presenza di golpe, né di attentati alle libertà fondamentali; certo, la
necessità del passaggio in parlamento dei disegni di legge e la continua
vigilanza del Capo dello Stato fanno bene sperare sulla tenuta del sistema
democratico; certo, alcune giustificazioni ai provvedimenti si possono trovare:
la pubblicazione di intercettazioni riguardanti solo la vita privata degli
interessati è stata un fatto scandaloso (la cui responsabilità primaria,
nondimeno, non sta nella magistratura ma in altri anelli della catena), e
l'ordine pubblico è veramente in sofferenza ovunque nel Paese. Eppure, sta
squillando un campanello d'allarme: nel provvedimento sulle intercettazioni ci sono
stati uno sfoggio decisionistico del Capo del governo, una volontà di
ritorsione nei confronti della magistratura e dei giornalisti (categorie da
tempo invise a Berlusconi) trattati peggio dei sospettati, un'opera di aperta
disinformazione dell'opinione pubblica (le spese per le intercettazioni sono
state presentate come un terzo del bilancio complessivo della Giustizia, mentre
lo sono solo di un suo capitolo minore). SEGUE A PAGINA 3 15/06/2008.
( da "Libertà" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
ROMA - Continua ad alimentare polemiche e proteste il disegno di legge
sulle intercettazioni varato dal Governo. Protesta l'opposizione, ma protestano
anche magistrati e giornalisti contro una legge che - dicono - se approvata
così come l'ha proposta il Governo, metterebbe un freno alle indagini dei
magistrati e nasconderebbe notizie e informazioni ai cittadini. Silvio
Berlusconi ribadisce però che in materia di intercettazioni "ci sono due
livelli da tutelare, la privacy e la difesa dei cittadini". "Non è
accettabile - dice - che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di
poter parlare liberamente". "E' in pericolo l'informazione,
l'indipendenza della magistratura, c'è il rischio di non sapere più
niente", accusa invece il procuratore di Torino Giancarlo Caselli. Per Di
Pietro quella sulle intercettazioni "è un'altra legge a favore della casta
che Berlusconi sta facendo". Il leader dell'Italia dei valori promette
"un'opposizione dura", e non esclude il ricorso referendum contro la
legge. A scendere sul piede di guerra sono anche le organizzazioni
internazionali dei giornalisti. Dopo Reporter sans frontier, ieri è stata
l'Isf, l'associazione per la libertà di stampa nel mondo, a lanciare un vero e
proprio allarme contro il provvedimento del Governo italiano. La proposta,
accusa l'Isf, "rappresenta un grave atto di limitazione alla libertà di
stampa in Italia e un pericoloso precedente di censura ai danni dei
giornalisti". "Per questo - aggiunge l'associazione - lanciamo un
"alert" internazionale alle associazioni per la libertà di stampa e
ai vertici dell'Unione europea". Per il vicepresidente del Csm Nicola
Mancino, invece, se ad autorizzare le intercettazioni dovrà essere un organo
collegiale di tre giudici, invece del solo gip - sottolinea - nasce "un problema
di organici cui il ministro della Giustizia non può non rispondere con
l'urgenza che i nuovi provvedimenti legislativi richiedono". La
Federazione della stampa, il sindacato dei giornalisti italiani, potrebbe
decidere in questa settimana anche uno sciopero contro il Ddl. La proposta
presentata dal ministro della Giustizia Angelino Alfano, "per quanto
riguarda il diritto di cronaca è letteralmente irricevibile", accusa Beppe
Giulietti. "Non è solo e soltanto un tentativo di mettere un bavaglio ai
cronisti e agli editori, ma è anche e soprattutto il tentativo di mettere una
benda sugli occhi e sulle orecchie dei cittadini italiani". a.p.
15/06/2008.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: 1CULTURA - data: 2008-06-15 num: - pag: 19
categoria: REDAZIONALE La sassata Morale e immorale, tutto in un'ora di Giovanni
Sasso In un'ora ci si può innamorare perdutamente. In un'ora si può decidere di
andare via per sempre e di non tornare più indietro. In
un'ora di telefonata intercettata possono starci segreti buoni per tre o
quattro ergastoli. Si potrà aprire un'impresa, in un'ora, ci promette Tremonti.
A naso, se ne chiudono parecchie, in un'ora, in Italia, oggi. In un'ora (ogni
ora, ogni giorno) muoiono tre italiani a causa del consumo di alcolici.
In un'ora in Italia nascono cinquanta bambini. Alcuni dei quali, va da sé, da
genitori alcolisti. In un'ora, diciotto dipendenti del Comune di Trani
riuscivano a fare parecchie cose: c'è chi andava dall'estetista, chi optava per
una salutare passeggiata sul lungomare, chi approfittava per prenotarsi un
viaggio alle Maldive. Nella stessa ora, altri venti dipendenti dello stesso
Comune, timbravano il cartellino al posto loro. In un'ora possono morire sei
lavoratori in una cisterna. E nell'ora successiva, puoi scommetterci, sentirai
parlare di emergenza, sentirai chiedere giustizia, sentirai annunciare piani
straordinari. Ma se prendi un'ora a caso di un mese dopo, sentirai solo
silenzio. In un'ora, se deciderà di accettare l'offerta del Real Madrid, il
calciatore portoghese Cristiano Ronaldo, quadagnerà millecento euro. E così via,
per molti anni, tutte le ore dei suoi giorni e delle sue notti, anche dormendo,
andando al cinema, facendo all'amore o mangiando una paella. Tac, precisi,
puntuali, millecento euro, ogni ora, si affastelleranno sul suo conto in banca.
Ci ha messo meno di un'ora Ferguson, manager del Manchester United, a dire che
tutto ciò non è morale. Sto cercando di ricordarmi qualcosa, nel calcio
moderno, che abbia a che fare con la morale. è quasi un'ora che ci provo, ma
non mi viene in mente niente.
( da "Libertà" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
"Il bonus bebè?
Lo vorrei subito" San Pietro, Berlusconi risponde alla folla san pietro in
cerro - Vittorio Fortunati, trentanovenne di San Pietro in Cerro, è il primo
italiano certo di ricevere in tempi brevi il bonus bebè. Glielo ha garantito il
presidente del consiglio Silvio Berlusconi, arrivato nel paese della Bassa per
partecipare al matrimonio di Renato Cerioli e Licia Ronzulli, giovane coppia
milanese amica del premier. Avvicinato alla fine dalla cerimonia dal piacentino
che chiedeva a che punto sia il provvedimento, Berlusconi ha sfoderato uno dei
suoi tipici colpi di teatro: "Non so ancora bene quando partirà,
sinceramente spero il più presto possibile e ho anche "litigato" con
il ministro Tremonti affinché ci si sbrighi". "Mia figlia Lara è nata
il due maggio, sarò tagliato fuori?", ha insistito l'uomo. "Spero di
no - ha replicato il Cavaliere - ma se non te li darà lo Stato, quei soldi te
li farò avere di tasca mia. Lascia i tuoi dati alla scorta". Si è chiusa
così, poco dopo le 19, la parte "pubblica" della visita privata del
presidente del consiglio a San Pietro in Cerro, dove da diversi giorni montava
l'attesa per il suo possibile arrivo. Qualcuno lo aveva messo in dubbio, ma
alla fine il premier non ha voluto mancare all'appuntamento con le nozze dei
due manager lombardi, entrambi attivi nel settore sanitario-assistenziale.
Arrivato attorno alle 16,30 all'aeroporto di San Damiano, Berlusconi ha
raggiunto la Bassa a bordo dell'elicottero personale, atterrato in un campo ai
lati del castello medioevale in cui si è tenuto il rinfresco che ha seguito la
cerimonia. Tempo di rinfrescarsi e fare visita alla sposa e alle 17,30 è
sbucato a piedi dalla strada provinciale che attraversa il paesino. Ad
attenderlo c'era tutta San Pietro in Cerro, circa 250 cittadini assiepati ai
lati della strada e seduti ai tavolini del bar che si affaccia sul sagrato
della chiesa. "Che meraviglioso posto - ha commentato stringendo mani e
dispensando sorrisi - voglio ritornarci ancora: la chiesa è bellissima, il
castello anche, gli sposi altrettanto. Una giornata perfetta". Una cornice
un po' diversa da quella che aveva appena lasciato: le nozze di Flavio Briatore
e Elisabetta Gregoraci. "Ho assistito a due matrimoni in poche ore - ha
detto sorridendo - per almeno un anno sono a posto". E chi gli grida i
suoi ringraziamenti per il taglio dell'Ici, risponde: "Ce la stiamo
mettendo tutta per mettere in pratica ciò che abbiamo garantito di fare".
A un tifoso milanista che chiede dell'acquisto del centravanti Adebayor dice:
"Non lo so, costa caro". Poi entra in chiesa e accolto da un applauso
si siede tra i testimoni dello sposo. All'uscita, ricomincia il bagno di folla
e lo show per le vie di San Pietro in Cerro. Il Cavaliere
diventa serio solo quando qualcuno gli chiede delle polemiche sul
decreto-intercettazioni: "Ci sono due temi da bilanciare: l'esigenza di
giustizia e la difesa delle privacy, ma non è tollerabile che un cittadino alzi
il telefono senza avere la certezza che nessuno si sta facendo i fatti
suoi". "Ma i furbetti del quartierino non sarebbero stati
fermati", gli fanno notare. "Non sono d'accordo", taglia
corto prima di riprendere a camminare verso l'ingresso del castello. Sulla
soglia, la promessa-bebè. Michele Rancati 15/06/2008.
( da "Corriere della Sera" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-06-15 num: - pag: 64 categoria: BREVI
Notizie in 2 minuti Primo piano Esercito in città per un anno Polemiche per la
proposta del governo di utilizzare l'esercito per garantire la sicurezza nelle
città. La Russa: "E' un esperimento, al massimo può durare un anno ".
Veltroni: "Una scelta sbagliata che mortifica il lavoro delle forze
dell'ordine ". Di Pietro: "Roba da Colombia". Nucleare, Iran: no
all'Onu Braccio di ferro tra Iran e Onu sul programma nucleare. "Se il
pacchetto comprende la sospensione delle attività nucleari non ne discutiamo
nemmeno" ha precisato Teheran. E ieri è sceso in campo Javier Solana,
responsabile della politica estera comune della Ue con una controfferta che
comprende incentivi, investimenti e ritiro delle sanzioni. Focus Italia,
zattera che si muove è un'Italia che si muove quella disegnata dai ricercatori
del progetto Ring dell' Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Il
nostro Paese è come una grande zattera che va alla deriva, contesa da correnti
che la tirano e rischiano di sfasciarne la struttura. Politica
"Intercettazioni, più
giudici" Di Pietro minaccia il referendum, la "mobilitazione degli
italiani" contro la legge sulle intercettazioni del governo Berlusconi.
Mancino, vicepresidente del Csm: "Non sono contrario, tre persone valutano
meglio di una. Ma servono più magistrati". Esteri Terremoto in
Giappone Una scossa di 30 secondi di 7,2 gradi della scala Richter, ieri alle
8,43 del mattino (l'
( da "Messaggero, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Di CARLO MERCURI
ROMA - I più contrari sono i "cugini" poliziotti. La questione delle
ronde miste con i militari dell'Esercito non l'hanno proprio mandata giù.
"E' un'operazione di facciata", taglia corto il segretario del Siulp
Felice Romano. Per lui, l'Esercito immischiato in questioni di sicurezza
"è come far muovere un elefante in un negozio di cristalleria". Ma
anche in casa delle Forze armate non è che siano tutti d'accordo. Dice Mario
Arpino, ex Capo di Stato maggiore della Difesa: "E' un effetto un po'
strano vedere i militari impiegati per l'ordine publico, perché i militari sono
addestrati per altre cose". E pensare che il ministro La Russa, il giorno
dopo l'annuncio della discesa in campo delle Forze armate in nome della
sicurezza, si è adoperato per smorzare un po' i toni, spiegando che "si
tratta di un esperimento di sei mesi, rinnovabile una volta sola", che "non
c'è il rischio di sovrapposizione con le Forze di Polizia" e che in fin
dei conti "è un gesto d'amore e di generosità delle Forze armate nei
confronti dei cittadini" dai quali proviene "una richiesta forte di
un miglior controllo del territorio, di poter avvertire che lo Stato
garantisce, con la sua presenza, una condizione di vita migliore".
L'opposizione. Nonostante le buone intenzioni di La Russa, le sue affermazioni
hanno sollevato un putiferio di reazioni nell'agone politico. L'opposizione si
è scatenata come nei tempi migliori, bollando di demagogia l'azione del
ministro. Di Pietro è stato lapidario: "Le Forze armate per controllare il
territorio delle città si usano ultimamente solo in Colombia contro il
terrorismo e l'insurrezione armata". Veltroni non gli è stato da meno,
affermando: "La decisione del Governo di usare l'Esercito nelle città
italiane è sbagliata. Gli annunci ad effetto danno un'immagine catastrofica del
Paese, contribuendo a mortificare l'ottimo lavoro svolto dalle Forze
dell'Ordine". Minniti e Pinotti, i ministri "ombra" di Interno e
Difesa, hanno intimato di non scomodare ad esempio i "Vespri
siciliani", poiché a quel tempo c'era ancora l'esercito di leva:
"L'esercito professionale di oggi - dicono - rischia di produrre una
pericolosa confusione di ruoli e funzioni". Di "spot a buon
mercato" parla l'esterrefatto Vietti e di "idea da Paese
sudamericano" il perplesso Pezzotta. La maggioranza. Neppure la
maggioranza è granitica intorno al progetto del duo La Russa-Maroni. Afferma
nientemeno che il ministro Calderoli: "Non sono entusiasta di utilizzare
l'esercito nelle città per garantire l'ordine pubblico ma quando ci si trova di
fronte a città trasformate in Bronx, allora bisogna fare di necessità
virtù". Di tono diverso le affermazioni di altri esponenti della
maggioranza. Di Gasparri, per esempio, che dice: "Chi si schiera contro
questa proposta la pensa come Totò Riina e i Casalesi. Sul territorio, per
aiutare Polizia e carabinieri, è meglio che ci siano i soldati della Repubblica
italiana che i "soldati" del clan Nuvoletta". O di Cicchitto:
"Di fronte alla crescente richiesta dei cittadini che chiedono maggiore
sicurezza bisogna ricorrere a tutti i mezzi possibili, compreso, con le dovute
garanzie, l'esercito". Infine, il sigillo dello spazientito Guido
Crosetto, sottosegretario alla Difesa: "I cittadini non vogliono sceriffi,
ma chiedono la presenza fisica e seria dello Stato, rappresentato in questo
caso da una divisa, per non avere più paura a percorrere una strada buia per
tornare a casa". Cittadini e privacy. E' anch'esso un capitolo della
sicurezza, anche se attiene di più al tema delle
intercettazioni telefoniche che non a quello della vigilanza armata. Sulla
questione è intervenuto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, così:
"Ci sono - ha detto - due livelli da tutelare: la privacy e la difesa dei
cittadini. Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro
di poter parlare liberamente. C'è bisogno di giustizia - ha continuato
il premier - ma bisogna trovare l'equilibrio tra i due interessi".
( da "Messaggero, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Di CLAUDIO SARDO
ROMA - Silvio Berlusconi sa che la Lega non tirerà la corda fino a spezzarla.
Tanto meno adesso. Tanto meno su un tema di limitato impatto popolare come il
Trattato di Lisbona. Lo preoccupa però l'aggressività verbale dei colonnelli
leghisti. E la loro indifferenza per i danni d'immagine al governo. Non hanno
esitato a contraddirlo sul reato di immigrazione clandestina, nel giorno
dell'assemblea generale della Fao. Lo hanno costretto a un compromesso (al ribasso per il Cavaliere) sulle intercettazioni telefoniche. E
ora i leghisti sparano a zero contro la ratifica italiana del Trattato di
Lisbona, rispolverando l'armamentario del loro antieuropeismo. Tutto vorrebbe
vedere Berlusconi tranne lo spettro di una maggioranza divisa sulla politica
estera come lo era l'Unione di Prodi. Ma, certo, non può permettersi
esitazioni o rinvii sulla ratifica. La chiede con forza il Quirinale. Si sono
già pubblicamente impegnati i presidenti delle due Camere e il ministro degli
Esteri Franco Frattini. Anche le cancellerie europee premono. E primo fra tutti
preme quel Nicolas Sarkozy, che a luglio assumerà la presidenza dell'Ue e che
Berlusconi ha eletto come interlocutore privilegiato in Europa. Prima della
clamorosa bocciatura irlandese, era stato definito l'iter parlamentare della
ratifica del Trattato: voto finale in Senato entro giugno, voto alla Camera
entro luglio. Il governo pare intenzionato a confermare le date. L'altra sera
Frattini ha rassicurato anche Piero Fassino, ministro degli Esteri ombra. A
maggior ragione davanti ai dissensi leghisti, il Pd cerca di approfondire le
divisioni: "Siamo un Paese fondatore dell'Europa - ha ribadito Fassino a
Frattini - e non possiamo accettare che il processo d'integrazione, che coinvolge
27 Paesi europei, venga fermato da una parte minoritaria della popolazione di
uno Stato dove abita l'1% dei cittadini dell'Unione". Per il Pd l'Italia
deve assumere un ruolo trainante, pur nella nuova stagione di crisi: "Non
proponiamo - continua Fassino - di rispondere al referendum irlandese con
un'alzata di spalle, ma di reagire con forza politica". Frattini, che solo
un paio di mesi fa era vicepresidente della Commissione a Bruxelles, è convinto
che l'Italia non debba combiare rotta in Europa. Alla Lega però concede che
"l'Europa deve ammettere i propri limiti e i propri difetti". La
ratifica del resto, spiegano alla Farnesina, ha, a questo punto, "un
valore simbolico" e non è giuridicamente vincolante. Per entrare in vigore
il nuovo Trattato deve ottenere la ratifica in tutti e 27 gli Stati membri.
Altrimenti resta il vecchio Trattato di Nizza. "Poi vedremo - ha confidato
Frattini ai più stretti collaboratori - se la presidenza francese proporrà a
dicembre di procedere con chi ci sta. Ma, anche in quel caso, sarà necessario
che tutti e 27 diano il via libera ad un'Europa a doppia velocità". Certo,
se qualcosa si muoverà, "l'Italia dovrà restare nel gruppo di testa":
questa l'assicurazione della Farnesina. Sulla Lega i timori sono diffusi in
casa Pdl. Tuttavia prevale la convinzione che il Carroccio fermerà il dissenso
alla soglia della pronuncia parlamentare. Che insomma non arriverà a votare
contro. Precisano a Palazzo Chigi che, "un conto è la posizione politica
che la Lega assume per corrispondere agli umori dei propri elettori, un altro
conto sono le conseguenze istituzionali". Se non è proprio una certezza, è
almeno la speranza di Berlusconi. Che confida innanzitutto nel rapporto
personale con Umberto Bossi,.
( da "Messaggero, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
"Soldati
in città solo un anno" Polizia e opposizione attaccano Intercettazioni, Berlusconi:
tuteliamo privacy e cittadini.
( da "Corriere del Veneto" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PADOVA2A - data: 2008-06-15 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE El canton delle busie di Fausto Pezzato La libertà e il mercato
delle schiave del sesso I soldati arriveranno anche a Padova? Pare di sì. Con
compiti di vigilanza notturna e licenza di arrestare. Ma c'è già la pubblica
sicurezza, ci sono i carabinieri, le guardie di finanza, i vigili urbani con
poteri allargati, i vigilantes, le ronde. Perché una democrazia deve utilizzare
l'esercito se non è alle viste un colpo di Stato, una soppressione violenta
delle istituzioni? Pare che lo voglia "il popolo". I militari armati
per le strade. Come in Bolivia, in Uruguay, in Colombia e nelle altre
repubbliche delle banane. Forse , nella comicità triste di questo tramonto,
sentiremo anche qui , come accadeva tanti anni fa nella Polonia comunista,
l'incitamento "aiuta la polizia, picchiati da solo…"? Descrivo gli
esiti estremi di una deriva improbabile ma non impossibile. Alla quale, guarda caso si accompagna puntualmente un vistoso tentativo di
imbavagliare l'informazione col pretesto delle intercettazioni: tre anni di
carcere ai giornalisti che le pubblicheranno, in un Paese in cui vediamo
assassini tornare in libertà dopo qualche anno, altri spassarsela agli arresti
domiciliari. Ma chi ha paura delle intercettazioni? Fateci un pensiero.
Però non era di questo che intendevo scrivere. L'introduzione serve da cupo
sfondo alla frivolezza delle residue libertà, al lusso di dottoreggiare con vaghe
conoscenze giurisprudenziali su questioni di inaudita gravità. Qualcuno (a) che
parla il mio stesso dialetto ha aperto un elegante dibattito sul "diritto
di andare a puttane". Facendo discendere il medesimo dalla Carta
fondamentale della democrazia parlamentare ancora (credo) in vigore. E così
affondando fino alle ginocchia in un crimine inesistente e tuttavia pertinente:
lo sfruttamento della Costituzione. Oggi il mercato delle prestazioni sessuali
a pagamento si regge soprattutto sulle grazie di straniere (moltissime
minorenni) brutalmente deportate anche a Padova. Le vediamo battere nei
quartieri più o meno periferici dove si sviluppa un intenso via vai di auto
dalle quali, con i finestrini abbassati, si definiscono i termini delle
transazioni. Nei paraggi si spaccia la droga. La gente protesta per questo
indecoroso spettacolo. Chiede al sindaco di ristabilire l'ordine (quale?).
Sovente le proteste, le lettere ai giornali, i manifesti dei bravi cittadini
sono firmati dai bravi mariti e padri che nottetempo vanno a esercitare il
diritto di cui sopra. E, sia chiaro, le libertà degli individui contengono
anche incongruenze, questi compromessi "morali", il vezzo di
predicare bene e razzolare male, perché poi un po tutti vogliamo la stessa cosa:
la botte piena e la moglie ubriaca. Libertà incoercibili, appunto, se non
trasgrediscono le leggi. Ma trasformare in un diritto costituzionale
l'abitudine di ottenere il piacere a tariffa dalle donne che si prostituiscono
perché non hanno alternative, beh, questo dovrebbe trasmetterci almeno un
brivido di vergogna. Se restasse ancora traccia di un simile sentimento nella
società indifferente e militarizzata.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Di CLAUDIO
BIANCIARDI PERUGIA - Non solo quelle cimici nei telefoni, non solo quelle
registrazioni di voci passate per la cornetta e, secondo l'accusa, per quella
parte del codice penale chiamata corruzione. Nell'inchiesta in cui mai sono
stati tanti chiari i meccanismi di controllo e decisione degli appalti, mai è
stata ascoltata con tanta precisione la sistematicità delle assegnazioni sempre
alle stesse ditte, ci sono anche altri supporti di prova. Si chiamano
registrazioni ambientali, hanno sempre la forma di una cassetta e viaggiano con
lo stesso obiettivo, capire fino dove arrivava il sistema del pilotaggio degli
appalti, se davvero si fermava alla manutenzione delle strade, la loro
bitumatura e la gestione straordinaria degli interventi. Nel giorno in cui gli
altri quattro arrestati rinchiusi nei diversi carceri umbri offrono poche o
nessuna spiegazione a quanto contenuto nei mandati di cattura facendo aumentare
i sospetti di una verità ormai acclarata, emergono nuove strade che l'inchiesta
potrebbe intraprendere oppure ha già affrontato. Perché nei
colloqui filtrati attraverso le intercettazioni ambientali dello Sco della
polizia si parla anche dei grandissimi appalti non solo legati alla viabilità.
E si parla di altri personaggi delle pubbliche amministrazioni oltre a quelli
indagati, finiti in carcere oppure agli arresti domiciliari. Intanto,
seconda tornata di interrogatori di garanzia, ieri mattina nel carcere di
Terni, per altre quattro delle 35 persone finite agli arresti (otto in carcere
e 27 ai domiciliari) nell' ambito dell'indagine. Ad essere stati ascoltati dal
gip Claudia Matteini, alla presenza del pubblico ministero Manuela Comodi e del
capo dello Sco presso la squadra mobile di Perugia, Marco Chiacchiera, sono
stati Dino Bico, ex amministratore della ditta Ediltevere, (difeso
dall'avvocato Francesco Falcinelli), Adriano Maraziti, direttore area viabilità
della Provincia di Perugia (difeso dall'avvocato Franco Libori), Massimo
Lupini, direttore tecnico della Seas spa (difeso dall'avvocato Nicola Di Mario)
e Fabio Patumi, responsabile del servizio affari generali della Provincia di
Perugia (difeso dall'avvocato Giuseppe Innamorati). Continua a pagina 35.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
PRIMA PAGINA 15-06-2008 EDITORIALE Intercettazioni Una legge doverosa ma fatta male Giuliano Molossi I l giro di
vite sul far west delle intercettazioni, dopo certi scandalosi abusi, era
doveroso ma la riforma varata dal governo non ci convince. Vieta alla stampa di
pubblicare notizie relative a qualunque indagine fino al termine dell'udienza
preliminare. E questo, ad esempio, significa che se questa legge fosse
già stata in vigore, per oltre due anni non avremmo potuto scrivere una sola
riga del crac Parmalat. Non solo, ma consentendo le intercettazioni solo per
reati puniti con pene dai dieci anni in su, non sarebbe stato possibile
smascherare lo scandalo della clinica Santa Rita di Milano dal momento che il
giudice, quando aveva disposto gli "ascolti", stava indagando per un
caso di truffa e falso in atto pubblico, reati che prevedono pene ben inferiori
ai 10 anni. Intendiamoci: la privacy dei cittadini è stata sistematicamente
violata per troppo tempo senza che nessuno muovesse un dito. Nel calderone
delle intercettazioni, insieme a fatti di rilevanza penale, è finito di tutto e
di più. Un giornalismo spazzatura che non può essere difeso in nome della
libertà di informazione. I giornalisti hanno il dovere di dare le notizie, e
cioè fatti di pubblico interesse, non di calpestare la dignità delle persone,
non di pubblicare, come è accaduto, gli sms privatissimi tra un'attrice e il
suo amante, sposato con prole. Questo non è neanche gossip, è fogna. Chi
pubblica questo genere di cose è giusto che venga punito, anche severamente. Ma
la legge voluta dal governo finisce per colpire anche tutti quei giornalisti
che fanno in modo serio e scrupoloso il loro mestiere ma che per informare
l'opinione pubblica di quello che succede non vorrebbero attendere il
"visto si stampi" di qualche ufficio. segue PAG. 3.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
15-06-2008)
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CRONACA 15-06-2008
POLITICA INTERVENTO DEL PORTAVOCE DI FORZA ITALIA Capezzone: il Governo ha dato
risposte concrete Villani: "Il ministro dell'Economia farà chiarezza sui
conti della sanità" Michela Spotti II Parte in quarta il governo
Berlusconi: un concetto che è stato ribadito più volte ieri al "Non solo
latte" di via Torelli, dove sono intervenuti Luigi Giuseppe Villani,
vicepresidente del consiglio regionale e Daniele Capezzone, portavoce di Forza
Italia. All'incontro, organizzato dal circolo culturale "Invito alla
politica ", presieduto da Paolo Mora, è intervenuto anche l'assessore
Lorenzo Lasagna. "Grazie a Berlusconi - afferma Capezzone - si è dissolta
quella cappa di negatività che incombeva sul Paese, in particolare sulla
questione fiscale. Il nuovo esecutivo ha agito subito con concretezza, basta
ricordare l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e la detassazione degli
straordinari. Sarà proprio sul settore dell'economia che si giocherà la partita
più importante, dalle tasse ai salari, alla ripresa del potere
d'acquisto". Quindi il tema della sicurezza. "Anche qui è stata data
una prima risposta - continua -. E' importante e ben vista la presenza delle
forze armate sul territorio. Anche se le forze del centro sinistra oggi
strillano e polemizzano. Proprio loro che volevano
intercettare tutti gli italiani". Villani scatta una fotografia di un
Paese che ha perso molto tempo. "Sono fiducioso nel nuovo governo -
afferma - in particolare dal ministro dell'Economia mi aspetto che guardi con
accuratezza i conti della sanità che succhia il 60-70 per cento del bilancio
delle Regioni. Occorre fare chiarezza su questo settore così come sullo
scadimento della qualità del servizio e sul patrimonio immobiliare delle
aziende ospedaliero-universitarie". Occhi puntati anche alla
"sburocratizzazione - continua Villani - e sul concetto di meritocrazia
dei giovani. Non è possibile che nelle nostre università schiere di professori
facciano carriera solo per anzianità e nella facoltà di Medicina si rincorrono
gli stessi cognomi. O sono geneticamente portati oppure c'è qualcosa che non
va". Argomento gettonato anche quello delle ultime elezioni. "La vita
politica si è semplificata, ci siamo lasciati alle spalle la visione politica
ottocentesca. Ci sono due grandi partiti, Pdl e Pd che rappresentano il 75 per
cento del paese, poi abbiamo due partitini ovvero la Lega Nord e l'Italia dei
valori che rappresentano gran parte del resto dell'elettorato". Ribadisce
il concetto anche Capezzone. "Va riconosciuto a Berlusconi, ai cittadini e
a Veltroni d'aver compiuto una riforma senza cambiare la costituzione o la
legge elettorale - afferma -. Per quanto riguarda il nuovo partito del Pdl,
dobbiamo ragionare sulla logica dei partiti anglosassoni, dove c'è una
leadership forte, compattezza programmatica e apertura culturale. Non dobbiamo
più lavorare secondo logiche di appartenenza". E sul finale fa un
pronostico: "Avremo grandi sorprese per le elezioni europee il nostro
partito insieme agli amici della Lega punta al 45 per cento. Possiamo arrivare
alla maggioranza assoluta ma avremo sorprese anche in occasione delle
amministrative di Bologna così come in ogni appuntamento elettorale della
regione". Forza Italia Da sinistra, Villani, Mora e Capezzone.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
15-06-2008)
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POLITICA 15-06-2008 Intercettazioni: una legge doverosa ma fatta male DallaPRIMA
Giuliano Molossi >Penso alle inchieste documentatissime di tanti colleghi
che hanno rivelato alla gente fatti di una gravità inaudita. A volte quegli
episodi erano all'oscuro della magistratura, in altri casi la magistratura
stava indagando. Adesso il cronista, se non vuole rischiare di finire dietro le
sbarre, prima di scrivere cosa dovrebbe fare? Aspettare i tempi, spesso
biblici, della giustizia? E' giusto che i processi si facciano nelle aule dei
tribunali e non nei salotti televisivi ed è vero che un'inchiesta non può
essere messa a repentaglio da una intempestiva fuga di notizie, ma non si può
nemmeno intimorire il giornalista che vuol cercare la verità, una verità a
volte scomoda per il potere, minacciandolo di sbatterlo in galera se sgarra.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
15-06-2008)
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POLITICA 15-06-2008 INTERCETTAZIONI DI PIETRO ATTACCA Berlusconi: tuteliamo la
privacy e i cittadini ROMA Elvio Sarrocco II Berlusconi difende il disegno di
legge sulle intercettazioni contestato dall'opposizione. Abbiamo voluto
tutelare "la privacy dei cittadini", ha affermato il premier
aggiungendo che non è accettabile "che un cittadino alzi il telefono e non
sia sicuro di poter parlare liberamente". Le intercettazioni decise
dai magistrati allo Stato costano una cifra elevata: uno o due miliardi. Lo ha
rivelato il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, spiegando
che questi soldi vengono spesi per pagare società che fanno questo mestiere
"a cascata", con il pericolo che ci sia una "caduta di controllo
che può provocare ricatti e condizionamenti". Dal vice presidente del Csm,
Nicola Mancino, intanto, un via libera e un grido d'allarme sulla decisione del
governo di affidare a un collegio composto da tre magistrati il compito di
decidere le intercettazioni telefoniche. Non sono contrario, ha affermato
Mancino, perché tre persone valutano meglio di una. Sorge però un problema:
attribuendo a un organo collegiale il compito che prima spettava ad un singolo
giudice, porrà il problema degli organici. Occorreranno cioè più giudici e il
ministero della Giustizia, ha sottolineato, non potrà non rispondere con
urgenza a questa necessità per rispettare i tempi dettati dall'urgenza delle
intercettazioni da effettuare. Non è quindi possibile, secondo il vice
presidente del Csm, attendere i tempi lunghi dei concorsi. Mancino fa una
proposta: si potrebbe ricorrere all'istituto delle "applicazioni" che
richiede tempi più brevi. Due giorni dopo il sì del consiglio dei ministri al
disegno di legge che limita le intercettazioni telefoniche, prosegue la
polemica tra gli schieramenti. In prima fila contro il provvedimento è Antonio
Di Pietro. Berlusconi, ha affermato ieri in Calabria, ha voluto approvare
un'altra legge "a favore della casta ". E ancora una volta, ha
aggiunto, il presidente del consiglio una cosa dice e un'altra fa. Davanti,
cioè, dice che vuole la sicurezza, e dietro "toglie le armi delle
investigazioni alla magistratura ", oltre a impedire all'informazione "di
far sapere all'opinione pubblica i gravi reati che vengono commessi".
Perciò, ha annunciato Di Pietro, l'Italia dei Valori farà un'opposizione
durissima e raccoglierà le firme per un referendum abrogativo. Per il
procuratore capo di Torino, Giancarlo Caselli, con la nuova legge è "in
pericolo l'informazione e l'indipendenza della magistratura", c'è il
rischio "di non sapere più niente". Per Giuseppe Gargani di Forza
Italia, presidente della Commissione giuridica del Parlamento europeo, il
centrodestra ha fatto bene a limitare le intercettazioni perché il diritto alla
privacy deve essere difeso e doveva essere interrotto "un andazzo che era
insopportabile". Gargani ha ricordato che nel
( da "Libero" del 15-06-2008)
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Prima pagina 15-06-
( da "Libero" del 15-06-2008)
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Attualità 15-06-2008
Per governare servono i numeri (e altre cose) Risponde Mattias Mainiero Il
centrodestra ha una maggioranza molto ampia, ma sembra che a comandare ci sia
sempre il centrosinistra. Non capisco la voglia di Berlusconi di cercare a
tutti i costi il dialogo con Veltroni per qualsiasi legge che in questo momento
serve al Paese, sono convinto che a parti invertite Veltroni e compagni non
avrebbero cercato il dialogo con Berlusconi, vedi l'esempio del precedente
governo Prodi. Le leggi sulle intercettazioni, sui
clandestini e sulla politica fiscale possono essere approvate senza alcun
problema di numeri, è meglio che il Cavaliere si dia una mossa prima che il
Nord e tutti i leghisti si arrabbino ancora di più, e allora saranno dolori.
Livio Greselin Vicenza Caro lettore, è probabile che se Veltroni fosse
diventato presidente del Consiglio avrebbe seguito l'esempio del suo poco
illustre predecessore governando a colpi di fiducia e infischiandosene del
parere dell'opposizione. Il fatto però che Sua Eccellenza Mortadella abbia
sbagliato e che il figlioccio Walter potrebbe avere una discreta tendenza
all'imita zione, non vuol dire che anche Silvio Berlusconi debba commettere gli
stessi errori. Chi non è fesso e ha a cuore le sorti del Paese, di solito, si comporta
di conseguenza, lasciando stare le eccellenze passate e le minieccellenze
presenti. E non c'è dubbio, carissimo lettore, che per il bene del Paese, per
la sua unità, per evitare muri contro muri, e anche perché nessuno è dotato di
scienza infusa e un suggerimento non fa mai male (se non ai presuntuosi), un
minimo di dialogo sia necessario. Terra terra: se c'è un'Italia che siede
all'opposizione, è giusto che la maggioranza, nei limiti delle regole imposte
dalla democrazia e dal buonsenso, tenga conto anche delle idee e delle proposte
dell'opposizione, che è opposizione, ma non sbaglia a priori in quanto
opposizione. Poi, se non si raggiunge un'intesa, amen, si fa di testa propria e
si governa. Berlusconi, in questo, non sbaglia. Se mai, un errore che si sta
rendendo abbastanza evidente è quello dei troppi annunci governativi. Che non
riguardano solo le cose fatte o che si stanno facendo. Pubblica dichiarazione
del presidente del Consiglio: "Annuncio la mia certezza che il governo
risolverà l'emergenza rifiuti a Napoli". Con tutto il rispetto: caro
Presidente, che lei fosse certo noi lo sapevamo benissimo. E sapevano benissimo
che fa sul serio e che non si risparmierà. Dopodiché restano i rifiuti.
Speriamo che bastino queste certezze. Salvo per uso personale è vietato
qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
( da "Libero" del 15-06-2008)
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Attualità 15-06-2008
Confessioni e difesa della privacy Solo il prete, davanti alle confessioni,
mantiene il segreto. I magistrati intercettano le
confessioni della gente e poi condannano o assolvono quelle che convengono a
loro. Altro che difesa della privacy! Ci sarebbe, in parte, da sconfessare la
magistratura. Luigi Lampugnani Gottolengo (Bs) Salvo per uso personale è
vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
( da "Libero" del 15-06-2008)
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Attualità 15-06-2008 Come salvare capra e cavoli In tema di intercettazioni si
potrebbe, forse, salvare capra e cavoli. Molti sembrano condividere che la
magistratura possa indagare liberamente, anche utilizzando le intercettazioni e
molti non accettano che le registrazioni diventino pubbliche. Proposta: via
libera al magistrato, predisponga e utilizzi le intercettazioni, ma ne
sia responsabile. Se finiscono sui giornali, il magistrato, e solo lui (i
giornalisti, dando notizia di ogni accadimento, fanno il loro lavoro), ne
risponde, se del caso, anche con il carcere. Non vi pare che si tutelerebbe il
sacrosanto corso della giustizia con l'altrettanto sacrosanto diritto alla
privacy? Roberto Scrivani Pavia Salvo per uso personale è vietato qualunque
tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
( da "Libero" del 15-06-2008)
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Italia 15-06-2008
Marcetta indietro "Esercito in città massimo un anno" ANDREA VALLE ROMA
L'idea del governo di mobilitare l'esercito - solo per sei mesi, un anno al
massimo - per "fare guerra" alla carenza di sicurezza nelle città
italiane viene bocciata senza esitazioni dall'opposizione, mentre esecutivo e
maggioranza sottolineano come la domanda di sicurezza sia quella più pressante,
da parte degli italiani. Critiche e perplessità vengono espressi anche da
polizia ed esercito. Sul fronte delle intercettazioni, il
premier Silvio Berlusconi difende il decreto, spiegando che "ci sono due
livelli da tutelare", ossia "la privacy e la difesa dei cittadini.
Non è accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter
parlare liberamente". Ignazio La Russa, ministro della Difesa,
ridimensiona la portata dell'intervento: "Non c'è alcun rischio di una
sovrapposizione tra gli agenti di pubblica sicurezza e i 2.500 militari che
potranno essere utilizzati con funzioni di polizia", dichiara il ministro.
"Fra l'altro, si tratta di un esperimento di 6 mesi, rinnovabile una sola
volta. Dico a Chiamparino", aggiunge La Russa, rivolgendosi al sindaco di
Torino, molto critico, "che dovrebbe girare per la sua periferia prima di
parlare e sentire cosa ne pensano i suoi cittadini. In Sicilia, non con il
governo Berlusconi, lo Stato mandò 20 mila uomini delle forze armate. Si tratta
in questo caso di un esperimento di 2.500 uomini". La Russa sottolinea
inoltre che "rimane la competenza del ministero dell'Interno, dei
prefetti, congiuntamente". Secondo il leghista Roberto Calderoli non può
che trattarsi di "una misura transitoria". "Chi si schiera
contro l'uso dell'esercito" , replica secco il presidente dei senatori del
Pd Maurizio Gasparri, "la pensa come Totò Riina e i casalesi. Sul
territorio italiano è meglio che ci siano i soldati della Repubblica, piuttosto
che quelli del clan Nuvoletta". "Veltroni e il Pd continuano a dire
che sono altre le priorità del Paese. Mi permetto sommessamente di ricordare
che gli italiani hanno dato la loro fiducia al Pdl sulla base delle priorità
che il governo sta con coerenza affrontando": lo sottolinea in una nota
Italo Bocchino, presidente vicario del gruppo Pdl della Camera. A suo avviso
"il segnale dal governo è venuto forte e chiaro. Gli italiani lo hanno
capito ed apprezzato, come dimostra anche un sondaggio divulgato da Sky tg24,
secondo cui ben l'82 % dei nostri concittadini approva la misura".
L'Italia dei valori non condivide affatto la decisione di impiegare i militari
per la sicurezza nelle città. Lo dice a chiare lettere Antonio Di Pietro,
presidente del partito. "Le forze armate per controllare il territorio
delle città", dice Di Pietro, "oggi si impiegano solo in Colombia. I
militari invece dovrebbero essere impiegati solo per difendere lo Stato dalle
aggressioni esterne". Decisamente contraria Rifondazione comunista. Parla
di "atteggiamento fascistoide, idea di democrazia inquietante" Franco
Giordano, il segretario dimissionario del Prc. Contraria all'iniziativa del
ministro della Difesa anche l'omologo-ombra del Pd Roberta Pinotti: "Siamo
contrari alla militarizzazione del territorio. Per garantire la sicurezza nelle
città esistono le forze dell'ordine che magari vanno potenziale, ma non il
personale militare. Sarebbe sprecato in quel ruolo". Prudenza e qualche
critica: così reagiscono vertici militari e organizzazioni sindacali delle
forze dell'ordine. Il Siulp, il Sindacato dei poliziotti, è perplesso e teme
l'ennesima "operazione di facciata": "Il rischio", spiega
Felice Romano, segretario generale, "è quello di far muovere un elefante
in un negozio di cristalleria". Al generale Mario Arpino, già capo di
Stato maggiore della Difesa, "fa un certo effetto vedere i militari fare
le stesse cose che fanno nel Kosovo. Ai militari non fa mai una buona
impressione vedere che alcuni sono impiegati per l'ordine pubblico, perché i
militari sono addestrati per altre cose". Salvo per uso personale è
vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
( da "Libero" del 15-06-2008)
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Italia 15-06-2008 Il
popolo non è canaglia di EGIDIO STERPA Il "no" degli irlandesi al
Trattato di Lisbona non è certo il "finis Europae", ma un brutto
colpo alle nostre attese. Il rimedio non è, "cambiare volto all'Euro
pa", ma farne la terra della speranza di 27 paesi. * * * Scrive Piero Ostellino: con la questione delle intercettazioni
"magistratura, politica, informazione hanno trasformato parte del popolo
italiano in canaglia". C'è il rischio che finiamo per sacrificare libertà
e diritti al giustizialismo. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo
di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
( da "Tempo, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stampa La sicurezza
innanzitutto. E insieme la tutela della libertà ... La sicurezza innanzitutto.
E insieme la tutela della libertà e della dignità dei cittadini. Il governo
risponde alle due esigenze con provvedimenti che avranno grande impatto nella
vita civile. Impiegare duemilacinquecento militari in pattuglie miste con
poliziotti e carabinieri a presidio delle nostre città, non s'era mai visto
perché nessun esecutivo aveva avuto il coraggio di osare tanto per garantire
l'ordine e la legalità. Proteggere, nello stesso tempo, gli italiani dalle
incursioni nelle loro privatissime esistenze con un giro di
vite sulle intercettazioni, nessuno lo immaginava, al contrario si pensava
all'adozione di misure minimaliste tanto per dare seguito ad una promessa
elettorale. Di fronte a questi provvedimenti tesi a garantire diritti
fondamentali, non si può non riconoscere al governo Berlusconi quel
decisionismo manifestatosi fin dai primi atti eppure sempre messo in
discussione. Tanto l'insicurezza nelle città, quanto il dilagare delle
intercettazioni, con il corollario della pubblica gogna per chi viene spiato,
possono finalmente essere affrontate per come meritano dal momento che gli
strumenti operativi sono stati varati. E non sarebbe un buon segnale per il
Paese se in Parlamento l'opposizione s'iscrivesse al club dei disfattisti
motivando la sua pregiudiziale ostilità con un malinteso senso del
giustizialismo per ciò che attiene le intercettazioni e ad una ancor più
dannosa tendenza ad un libertarismo che non coincide con l'idea di libertà per
quanto concerne l'uso dei militari nelle operazioni di ordine pubblico. segue a
pag. 7.
( da "Centro, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Regione Confronto su
giustizia e media L'Aquila, giornata di studio con penalisti e giornalisti
L'AQUILA. "Segretezza delle indagini e diritto-dovere di
informazione" è il tema sul quale si sono confrontati ieri all'Aquila
avvocati e giornalisti. A coordinare i lavori è stato il professor Mauro
Catenacci dell'Università di Teramo. Ad aprire il convegno, promosso dal
consiglio dell'Ordine degli avvocati dell'Aquila, dal Comitato tecnico
scientifico per la formazione dell'avvocatura e dall'Università di Teramo, sono
stati il presidente dell'Ordine degli avvocati, Antonello Carbonara, ed il
presidente dell'Ordine dei giornalisti Stefano Pallotta. Le relazioni sono
state affidate al professor Franco Coppi, della Sapienza di Roma, e
all'avvocato Attilio Cecchini. Coppi, in particolare, si è soffermato
sull'esposizione mediatica del difensore, "spesso subìta, a volte non solo
non evitata ma persino cercata". L'esposizione mediatica, secondo gli
orientamenti emersi durante l'incontro, deve contemperare sempre la tutela del
diritto dell'imputato ad essere difeso, anche sui mass-media, qualora le accuse
vengono rilanciate da questi. Ad affrontare l'argomento
delle intercettazioni telefoniche è stato il presidente Pallotta: "Il
disegno di legge non nasce certo dalla pubblicazione di intercettazioni su casi
di cronaca, ma da altre vicende che hanno riguardato la commistione tra
politica e affari".
( da "Repubblica.it" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
"BERLUSCONI
vuole dimostrare che per governare la crisi italiana è costretto per necessità
a separare lo Stato dal diritto. Come se il Paese attraversasse una terra di
nessuno. Il soldato come questurino, il giudice come chierico, il giornalista
come laudatore: sono le tre figure di una scena politica che minaccia di
trasformare il senso della nostra forma costituzionale. Sono i fantasmi di un
tempo sospeso dove il governo avrà più potere e il cittadino meno diritti, meno
sicurezza, meno garanzie". Così ha scritto ieri Giuseppe D'Avanzo su
questo giornale. Purtroppo questo suo giudizio fotografa esattamente la realtà.
Non sarà fascismo, ma certamente è un allarmante "incipit" verso una
dittatura che si fa strada in tutti i settori sensibili della vita democratica,
complici la debolezza dei contropoteri, la passività dell'opinione pubblica e
la sonnolenta fragilità delle opposizioni. Questa sempre più evidente deriva
democratica, che si è profilata fin dai primi giorni della nuova legislatura ed
è ormai completamente dispiegata davanti ai nostri occhi, ha trovato finora il
solo argine del capo dello Stato. Giorgio Napolitano sta impersonando al meglio
il suo ruolo di custode della Costituzione. L'ha fatto con saggezza e fermezza,
dando il suo consenso alle iniziative del governo quando sono state dettate da
necessità reali come nella crisi dei rifiuti a Napoli, ma lo ha negato nei casi
in cui le emergenze erano fittizie e potevano insidiare la correttezza dei
meccanismi costituzionali. Sarebbe tuttavia sbagliato addossare al presidente
della Repubblica il peso esclusivo di arginare quella deriva: se la dialettica
si riducesse soltanto al rapporto tra il Quirinale e Palazzo Chigi la partita
non avrebbe più storia e si chiuderebbe in brevissimo tempo. Bisognerà dunque
che altre forze e altri poteri entrino in campo. Bisogna denunciare e fermare
la militarizzazione della vita pubblica italiana della quale l'esempio più
clamoroso si è avuto con i provvedimenti decisi dal Consiglio dei ministri di
venerdì sulla sicurezza e sulle intercettazioni: due supposte emergenze
gonfiate artificiosamente per distrarre l'attenzione dalle urgenze vere che
angustiano gran parte delle famiglie italiane. E' la prima volta che l'Esercito
viene impegnato con funzioni di pubblica sicurezza. Quando fu assassinato
Falcone e poi, a breve distanza di tempo, Borsellino, contingenti militari
furono inviati in Sicilia per presidiare edifici pubblici alleviando da quelle
mansioni la Polizia e i Carabinieri affinché potessero dedicarsi interamente
alla lotta contro una mafia scatenata. Ma ora il ruolo che si vuole attribuire
alle Forze Armate è del tutto diverso: pattugliamento delle città con compiti
di pubblica sicurezza e quindi con poteri di repressione, arresto, contrasti a
fuoco con la delinquenza. Che senso ha un provvedimento di questo genere? Quale
utilità ne può derivare alle azioni di contrasto contro la malavita? La Polizia
conta ben oltre centomila effettivi, altrettanti ne conta l'Arma dei
carabinieri e altrettanti ancora la Guardia di finanza. Affiancare a queste
forze imponenti un contingente di 2.500 soldati è privo di qualunque utilità.
Se il governo si è indotto ad una mossa tanto inutile quanto clamorosa ciò è
avvenuto appunto per il clamore che avrebbe suscitato. Tanto grave è
l'insicurezza delle nostre città da render necessario il coinvolgimento
dell'Esercito: questo è il messaggio lanciato dal governo. E insieme ad esso
l'eccezionalità fatta regola: si adotta con una legge ordinaria una misura che
presupporrebbe la dichiarazione di una sorta di stato d'assedio, di pericolo
nazionale. Un provvedimento analogo fu preso dal governo Badoglio nei tre
giorni successivi al 25 luglio del '43 e un'altra volta nel '47 subito dopo
l'attentato a Togliatti. Da allora non era più avvenuto nulla di simile: la
Pubblica sicurezza nelle strade, le Forze Armate nelle caserme, questa è la
normalità democratica che si vuole modificare con intenti assai più vasti d'un
semplice quanto inutile supporto alla Pubblica sicurezza. * * * Il disegno di
legge sulle intercettazioni parte dalla ragionevole intenzione di tutelare con
maggiore efficacia la privatezza delle persone senza però diminuire la capacità
investigativa della magistratura inquirente. Analoghe intenzioni avevano
ispirato il ministro della Giustizia Flick e dopo di lui il ministro Clemente
Mastella, senza però che quei provvedimenti riuscissero a diventare leggi per
la fine anticipata delle rispettive legislature. Adesso presumibilmente ci si
riuscirà ma anche in questo caso, come per la sicurezza, il senso politico è un
altro rispetto alla "ragionevole intenzione" cui abbiamo prima
accennato. Il senso politico, anche qui, è un'altra militarizzazione, delle
Procure e dei giornalisti. Le Procure. Anzitutto un elenco dei reati
perseguibili con intercettazioni. Solo quelli, non altri. E' già stato scritto
che lo scandalo di Calciopoli non sarebbe mai venuto a galla senza le
intercettazioni. Così pure le scalate bancarie dei "furbetti". Ma
moltissimi altri. Per chiudere sul peggiore di tutti: la clinica milanese di
Santa Rita, giustamente ribattezzata la clinica degli orrori. Le
intercettazioni poi non possono durare più di tre mesi. Non c'è scritto se
rinnovabili e dunque se ne deduce che rinnovabili non saranno. Cosa Nostra,
tanto per fare un esempio, è stata intercettata per anni e forse lo è ancora.
Tre mesi passano in un "fiat", lo sappiamo tutti. I giornalisti e i
giornali. C'è divieto assoluto alla pubblicazione di notizie fin all'inizio del
dibattimento. Il deposito degli atti in cancelleria non attenua il divieto.
Perché? Se le parti in causa o alcune di esse vogliono pubblicizzare gli atti
in loro possesso ne sono impedite. Perché? Non si invochi la presunzione di
innocenza poiché se questa fosse la motivazione del divieto bisognerebbe
aspettare la sentenza definitiva della Cassazione. Dunque il motivo della
secretazione è un altro, ma quale? In realtà il divieto non è soltanto contro
giornali e giornalisti ma contro il formarsi della pubblica opinione, cioè
contro un elemento basilare della democrazia. Il caso del Santa Rita ha acceso
un dibattito sull'organizzazione della Sanità, sul ruolo delle cliniche
convenzionate rispetto al Servizio sanitario nazionale. Dibattito di grande rilievo
che potrebbe aver luogo soltanto all'inizio del dibattimento e cioè con il
rinvio a giudizio degli imputati. L'eventuale archiviazione dell'istruttoria
resterebbe ignota e così mancherebbe ogni controllo di opinione sul motivo
dell'archiviazione e su una possibile critica della medesima. Così pure su
possibili differenze di opinione tra i magistrati inquirenti e l'ufficio del
Procuratore capo, sulle avocazioni della Procura generale, su mutamenti dei
sostituti assegnatari dell'inchiesta. Su tutti questi passaggi fondamentali la
pubblica opinione non potrebbe dire nulla perché sarebbe tenuta all'oscuro di
tutto. Sarà bene ricordare che il maxi-processo contro "Cosa Nostra"
fu confermato in Cassazione perché fu cambiato il criterio di assegnazione dei processi
su iniziativa del ministro della Giustizia dell'epoca, Claudio Martelli,
allertato dalla pressione dei giornali in allarme per le pronunce reiterate
dell'allora presidente di sezione, Carnevale. Tutte queste vicende avvennero
sotto il costante controllo della stampa e della pubblica opinione allertata
fin dalla fase inquirente. Falcone e Borsellino non erano giudici giudicanti ma
magistrati inquirenti. Mi domando se avrebbero potuto operare con l'efficacia
con cui operarono senza il sostegno di una pubblica opinione esaurientemente
informata. Le gravi penalità previste da questa legge nei confronti degli
editori costituiscono un gravame del quale si dovrebbero attentamente valutare
gli effetti sulla libertà di stampa. Esso infatti conferisce all'editore un
potere enorme sul direttore del giornale: in vista di sanzioni così gravose
l'editore chiederà a giusto titolo di essere preventivamente informato delle
decisioni che il direttore prenderà in ordine ai processi. Di fatto si tratta
di una vera e propria confisca dei poteri del direttore perché la
responsabilità si sposta in testa al proprietario del giornale. Si militarizza
dunque il giudice, il giornalista ed anche la pubblica opinione. * * * Ha
ragione il collega D'Avanzo nel dire che questi provvedimenti stravolgono la
Costituzione. Identificano di fatto lo Stato con il governo e il governo con il
"premier". Se poi si aggiunge ad essi il famigerato lodo Schifani,
cioè il congelamento di tutti i processi nei confronti delle alte cariche dello
Stato, l'identificazione diventa totale. Qui il nostro discorso arriva ad un
punto particolarmente delicato e cioè al tema dell'opposizione parlamentare.
Parlo di tutte le opposizioni politiche. Ma in particolare parlo del Partito
democratico. Negli ultimi giorni il Pd e Veltroni quale leader di quel partito
hanno assunto su alcune questioni di merito atteggiamenti di energica critica
nei confronti del governo. La luna di miele di Berlusconi è ancora in pieno
corso con l'opinione pubblica e con la maggior parte dei giornali ma è già
svanita in larga misura con il Partito democratico. Salvo un punto
fondamentale, più volte ribadito da Veltroni: il dialogo deve invece continuare
sulle riforme istituzionali e costituzionali. E' evidente che questa
"riserva di dialogo" condiziona inevitabilmente il tono complessivo
dell'opposizione. Le riforme istituzionali e costituzionali sono di tale
importanza da trasformare in "minimalia" i contrasti di merito su
singoli provvedimenti. Tanto più che Tremonti chiede all'opposizione di
procedere "sottobraccio" per quanto attiene alla strategia economica;
ecco dunque un'ulteriore "riserva di dialogo". Sembrerebbe, questa,
una novità a tutto vantaggio dell'opposizione ma non è così. La politica
economica italiana dovrà svolgersi nei prossimi anni sotto l'occhio vigile
delle Autorità europee. Che ci piaccia o no, noi siamo di fatto commissariati
da Bruxelles. Tremonti dovrà assumere responsabilità impopolari. Necessarie, ma
impopolari e vuole condividere con l'opposizione quell'impopolarità. Intanto,
nel merito delle riforme, Berlusconi procede come si è detto e visto, alla
militarizzazione del sistema. "L'Etat c'est moi" diceva il Re Sole e
continuarono a dire i suoi successori fin quando scoppiò la rivoluzione
dell'Ottantanove. Voglio qui ricordare che uno dei modi, anzi il più rilevante,
con il quale l'identificazione dello Stato con la persona fisica del Re si
realizzò fu l'asservimento dei Parlamenti al volere della Corona. Gli editti
del Re per entrare in vigore avevano bisogno della registrazione dei Parlamenti
e soprattutto di quello di Parigi. Questa era all'epoca la sola separazione di
poteri concepita e concepibile. Ma il re aveva uno strumento a sua
disposizione: poteva ordinare ai Parlamenti la registrazione dell'editto. Di fronte
all'ordine scritto del Sovrano il Parlamento registrava "con riserva"
e l'editto entrava in funzione. Di solito quest'ordine veniva dato molto di
rado ma col Re Sole e con i suoi successori diventò abituale. Quando i
Parlamenti si ribellarono ostinandosi a non obbedire il Re li sciolse. Il corpo
del Re prevalse sulla labile democrazia del Gran Secolo. Il Re Sole. Ma qui il
sole non c'è. C'è fanghiglia, cupidigia, avventatezza, viltà morale.
Corteggiamento dell'opposizione. Montaggio di paure e di pulsioni. Picconamento
quotidiano della Costituzione. Quale dialogo si può fare nel momento in cui
viene militarizzato il Paese nei settori più sensibili della democrazia? Il
Partito democratico ha un solo strumento per impedire questa deriva: decidere
che non c'è più possibilità di dialogo sulle riforme per mancanza dell'oggetto.
Se lo Stato viene smantellato giorno per giorno e identificato con il corpo del
Re, su che cosa deve dialogare il Pd? E' qui ed ora che il dialogo va fatto, la
militarizzazione va bloccata. Le urgenze e le emergenze vanno trasferite sui
problemi della società e dell'economia. "In questo nuovo buon clima si può
fare molto e molto bene" declama la Confindustria di Emma Marcegaglia.
Qual è il buon clima, gentile Emma? Quello dei pattuglioni dei granatieri che
arrestano gli scippatori e possono sparare sullo zingaro di turno? Quello
dell'editore promosso a direttore responsabile? Quello del magistrato isolato
da ogni realtà sociale e privato di "libero giudizio"? Quello dei
contratti di lavoro individuali? E' questo il buon clima? Ricordo che quando
furono pubblicati "on line" gli elenchi dei contribuenti ne nacque un
putiferio. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, autore di tanto misfatto,
fu incriminato e si dimise. Ma ora il ministro Brunetta pubblica i contratti di
tutti i dirigenti pubblici e le retribuzioni di tutti i consulenti e viene
intensamente applaudito e incoraggiato. Anch'io lo applaudo e lo incoraggio
come ho applaudito allora Visco e Romano. Ma perché invece due pesi e due misure?
La risposta è semplice: per i pubblici impiegati si può. E' questo il buon
clima? Attenti al risveglio, può essere durissimo. Può essere il risveglio d'un
paese senza democrazia. Dominato dall'antipolitica. Dall'anti-Europa.
Dall'anarchia degli indifferenti e dalla dittatura dei furboni. Io trovo che
sia un pessimo clima. (15 giugno 2008.
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
GIUSTIZIA. Di
Pietro: legge a favore della casta Intercettazioni Berlusconi: difesa la
privacy Mancino, Csm: "Più giudici per applicare le norme"
ROMA Berlusconi difende il disegno di legge sulle intercettazioni. Abbiamo
voluto tutelare "la privacy dei cittadini", ha affermato, "Non è
accettabile che un cittadino alzi il telefono e non sia sicuro di poter parlare
liberamente". Le intercettazioni costano uno o due miliardi di
euro, ha rivelato Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione,
spiegando che i soldi sono spesi per pagare società che fanno questo mestiere
"a cascata", con il pericolo che ci sia una "caduta di controllo
che può provocare ricatti e condizionamenti". Dal vicepresidente del Csm,
Nicola Mancino, arriva un grido d'allarme sulla decisione di affidare a un
collegio di tre giudici il compito di decidere le intercettazioni. "Non
sono contrario perché tre valutano meglio di uno, ma sorge un problema: attribuendo
a un organo collegiale il compito che prima spettava a un singolo giudice,
porrà il problema degli organici". Il ministero della Giustizia, ha
sottolineato Mancino, non potrà non rispondere con urgenza a questa necessità
anche per rispettare i tempi dettati dall'urgenza delle intercettazioni da
effettuare. Per Mancino si potrebbe ricorrere alle "applicazioni" che
richiedono tempi più brevi. In prima fila contro il provvedimento è Di Pietro,
Idv: Berlusconi ha voluto approvare un'altra legge "a favore della
casta" e ancora una volta, ha aggiunto, il premier una cosa dice e
un'altra fa: davanti dice che vuole la sicurezza, e dietro "toglie le armi
delle investigazioni alla magistratura", oltre a impedire all'informazione
"di far sapere all'opinione pubblica i gravi reati che vengono
commessi". L'Idv ha annunciato Di Pietro, farà opposizione durissima e
raccoglierà firme per un referendum abrogativo. Anche per Giancarlo CAselli,
procuratore capo a Torino, è "in pericolo l'informazione e l'indipendenza
della magistratura" e c'è il rischio "di non sapere più niente".
Per Giuseppe Gargani Fi, presidente della Commissione giuridica
dell'Europarlamento, la privacy va difesa e andava interrotto "un andazzo
insopportabile". Gargani ha ricordato che in Italia sono state fatte 140
mila intercettazioni nel 2006 e 226 mila nel 2008 con un costo di 102.007.000
euro. Cifre che, per Gargani, "parlano chiaro". .
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Prima Pagina Pagina
2 Il caso degli imputati salvati dall'ergastolo e i dubbi sul nuovo disegno di
legge Intercettazioni, i costi non sono l'unico
problema Il caso degli imputati salvati dall'ergastolo e i dubbi sul nuovo
disegno di legge --> Le intercettazioni hanno costi spaventosi: soprattutto
il noleggio di attrezzature che non sono in dotazione alla polizia giudiziaria.
Il caso dell'omicidio di Posada (due innocenti salvati da un'intercettazione
legata ad un'altra indagine) apre la strada a una serie di dubbi sul nuovo
disegno di legge governativo. Spese a parte. Le intercettazioni su un'indagine
di camorra ha consentito di svelare lo scandalo (corruzione) all'Agenzia delle
Entrate di Cagliari. Altre vicende sollevano perplessità sulla svolta del
sistema-Giustizia. CHIAPPE A PAGINA 5.
( da "Gazzettino, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Roma"L'attribuzione
ad un organo collegiale, e non più al singolo giudice per le indagini preliminari,
della responsabilità di vagliare le richieste dei pm di procedere ad
intercettazioni telefoniche, pone un problema di organici cui il ministero
della Giustizia non può non rispondere con l'urgenza che i nuovi provvedimenti
legislativi richiedono", avverte il vice presidente del Csm, Nicola
Mancino, che dichiara di essere favorevole alla creazione
di un organo collegiale per decidere sulle intercettazioni ("Tre persone
valutano meglio di una"), ma mette in chiaro che a questi punto bisognerà
"modificare le tabelle organiche, con un incremento da uno a tre".Il
disegno di legge sulle intercettazioni - possibili solo per reati puniti con
dieci anni di carcere - continua a provocare le proteste delle opposizioni,
dei magistratie dei giornalisti. Per Di Pietro (Idv) è "una altra legge a
favore della casta che Berlusconi sta facendo". L'ex pm accusa il
Cavaliere di avere "una doppia faccia: quella del dire e quella del fare.
Davanti dice che vuole sicurezza, dietro toglie le armi delle investigazioni alla
magistratura, addirittura impedisce all'informazione di far sapere all'opinione
pubblica i gravi reati che vengono commessi".La legge proposta dal governo
prevede fino a tre anni di carcere per i giornalisti che pubblichino
intercettazioni prima del processo e la loro protesta trova una sponda nei
magistrati, che vedono limitata la possibilità di usare un efficace strumento
investigativo: "È in pericolo l'informazione, l'indipendenza della
magistratura, c'è il rischio di non sapere più niente", sintetizza
Giancarlo Caselli, Procuratore capo di Torino e già capo del pool antimafia di
Palermo.La maggioranza, però, non cambia certo idea. E Gargani (Fi, presidente
della Commissione giuridica del Parlamento europeo) ribadisce che il disegno di
legge sulle intercettazioni è "importante ed atteso, anche se
silenziosamente, dall'opinione pubblica". Gargani afferma che i critici
"probabilmente non sono informati fino in fondo dei costi che lo Stato
sostiene per le "facilissime intercettazioni". Vale la pena precisare
che nel 2008 il numero delle intercettazioni è salito a 226.000, pari a
9.500.000 giorni, con un costo di 102 milioni e 7 mila euro".
( da "Panorama.it" del 15-06-2008)
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Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Intercettazioni: approvato il disegno di legge del Governo Posted By
vasco_pirri_ardizzone On 13/6/2008 @ 13:07 In Headlines | 5 Comments [1] Via
libera del [2] Consiglio dei ministri riunito questa mattina al disegno di
legge sulle intercettazioni. Il provvedimento, approvato all'unanimità,
vieta le intercettazioni per reati, le cui pene sono inferiori a 10 anni. È
inoltre prevista una deroga per i reati contro la pubblica amministrazione e le
intercettazioni da parte della magistratura non potranno durare più di 3 mesi e
dovranno essere decise da un tribunale, non da un singolo soggetto. Durante la
conferenza stampa che si è svolta al termine del Cdm a palazzo Chigi il
ministro della [3] Giustizia, Angelino Alfano ha spiegato la ratio del disegno
di legge: "Il sistema delle intercettazioni era degenerato e il nostro
provvedimento risponde a quanto prevede la Costituzione italiana all'articolo
15 e ha piena copertura europea in merito alla Convenzione dei diritti
dell'uomo". Poi il Guardagilli è entrato nel merito spiegando alcune
tecnicalità del ddl che ora passa all'esame del Parlamento da cui lo stesso [4]
Alfano ha detto di aspettarsi contributi migliorativi : "Le
intercettazioni sono inutilizzabili se attinte in riferimento ad un processo
nel corso di un altro processo. E saranno applicabili solo per il futuro e non
per i procedimenti in corso. Quindi ha detto perentorio il ministro della
Giustizia - non c'è nessuna retroattività". E ancora: "Le
intercettazioni saranno sempre possibili nei reati di mafia, di terrorismo, per
quelli che prevedono l'ergastolo e per tutti i reati di grande allarme sociale".
Quindi rispondendo al leader dell'opposizione, [5] Walter Veltroni, che
riteneva le intercettazioni non fossero una [6] priorità del Paese, Alfano ha
spiegato: "Infatti sulle priorità, come la sicurezza, i rifiuti e le
tasche dei cittadini siamo già intervenuti anche per decreto. Questo disegno di
legge è coerente con quanto detto in campagna elettorale e con quanto previsto
dal programma del Pdl e poi ha aggiunto il Guardasigilli - si ispira alla
filosofia del ddl Mastella pur non prevedendo le stesse sanzioni". Ma Alfano
proseguendo nella sua ottica di buoni rapporti con la magistratura ha anche
spiegato che le toghe non devono avere paura di questo disegno di legge.
"Perché non devono lavorare solo con le cuffie ". Alfano ha detto
durante la conferenza stampa "Enfatizzando il ruolo eccessivo delle
intercettazioni si fa un torto alla magistratura. Che invece gode di mezzi ampi
nel codice: non hanno bisogno della cuffia alle orecchie. Si possono servire di
tutti gli elementi del codice. E i cittadini avranno la bella conseguenza che
avranno tutelata la loro sicurezza e la loro privacy". Infine nel ddl sono
previste pene da