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tARTICOLI DEL 17-6-2008 #TOP
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Articoli
Intercettazioni (58)
La strage silenziosa dei clandestini
( da "Secolo
XIX, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: sei gli immigrati intercettati a terra dallle Fiamme gialle. E sempre ieri, a proposito della gravità della situazione immigrazione nel Mediterraneo, è intervenuto anche il ministro degli Esteri Frattini: "L'Italia da sola non riuscirà a bloccare questo flusso della disperazione che porta alla perdita di tante vite umane.
Corruzione
e truffa, medico nei guai ( da "Tirreno, Il"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: fonti confidenziali - sia quelli più tecnologici, come le intercettazioni telefoniche e ambientali. E proprio durante queste ultime è nato un altro filone di indagine: il responsabile di una delle aziende faceva uso di droghe (cocaina e altro) per cui lui e altre due persone (ma non il medico pistoiese) sono indagati anche per spaccio.
Prof
genovese nella clinica degli orrori - giuseppe filetto
( da "Repubblica,
La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: che dopo mesi di intercettazioni ha fatto registrare un clamoroso blitz della Guardia di finanza con l'arresto di 13 medici e del titolare della casa di cura. Sono finiti in carcere il responsabile del reparto di Chirurgia Toracica e un suo collaboratore. I domiciliari, invece, sono stati disposti per Baldini, e per il legale rappresentante della casa di cura,
Mensopoli,
lo scandalo in tre città - marco preve
( da "Repubblica,
La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Il primo è quello contenuto in molte intercettazioni dell'inchiesta che aveva portato in carcere Stefano Francesca, Massimo Casagrande, Claudio Fedrazzoni e l'imprenditore di Vercelli Roberto Alessio. Il secondo è frutto delle dichiarazioni di una testimone. Una manager del settore che agli inquirenti ha raccontato, con dovizia di particolari,
"favori
se usavano quelle protesi" - franca selvatici
( da "Repubblica,
La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: sequestri di documentazione e intercettazioni, da cui sono emerse - secondo le accuse - chiare prove dello scambio fra benefits offerti al farmacista, ai medici e agli infermieri e la scelta di determinati prodotti ortopedici. In questo caso - sostengono gli inquirenti - il sistema corruttivo non ruotava intorno alle gare d'appalto ma si fondava sulla elusione delle gare.
Cardillo:
premiati l'impegno e la serietà degli sportivi
( da "Tirreno,
Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettare risorse economiche, mi rendo conto che c'è un impegno costante da parte dei dirigenti tutti. Lo avverto nei rapporti quotidiani che ho con le società". "Ho notato che anche per il 2007 il tennis ha ottenuto un bel riconoscimento anche se è sceso al secondo posto - continua l'assessore - Proprio in questi giorni ho partecipato ad alcune manifestazioni e sono convinta
Ultimatum
di veltroni: dialogo a rischio - andrea palombi
( da "Tirreno,
Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: mani ai magistrati con il provvedimento sulle intercettazioni. Fino alla goccia che sta facendo traboccare il vaso: l'emendamento infilato di soppiatto nel decreto sicurezza per bloccare subito i processi di Berlusconi e la proposta di rispolverare il lodo Schifani, già condannato dalla corte di giustizia europea, per poter poi rinviare a data da destinarsi quegli stessi processi.
Travaglio
pronto alla galera farò disobbedienza civile
( da "Tirreno,
Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: riguardo al ddl sulle intercettazioni, annuncia dalle colonne dell'Unità la propria volontà di fare "disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato". Anche Vittorio Feltri, direttore di "libero", non ci sta: "Ma è possibile che sia sempre colpa dei giornalisti?
Indizi
di regime - mino fuccillo ( da "Tirreno, Il"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: seguirà di fatto al divieto di indagare su una marea di reati con le intercettazioni telefoniche, cui si accompagna il divieto di sapere e far conoscere imposto alla stampa e alla pubblica opinione. Niente indagini, niente colpevoli. Quindi l'ultima idea della maggioranza: sia il governo a dettare alla magistratura quali processi si fanno e per quali reati si fanno, per gli altri,
Veltroni:
così non va, dialogo a rischio ( da "Libertà"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: mani ai magistrati con il provvedimento sulle intercettazioni. Fino alla goccia che sta facendo traboccare il vaso: l'emendamento infilato di soppiatto nel decreto sicurezza per bloccare subito i processi di Berlusconi e la proposta di rispolverare il lodo Schifani, già condannato dalla corte di giustizia europea, per poter poi rinviare a data da destinarsi quegli stessi processi.
Pronti
a morire per l'ortodossia ( da "Libertà"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: l'acqua e l'elettricità sono state tagliate, la posta intercettata. Mentre di nuovo nei giorni scorsi centinaia di agenti hanno fatto la loro comparsa sul Monte Athos in occasione delle festività religiose. "Chiediamo al governo greco di rispettare i nostri diritti come quelli di ogni altro cittadino.
Madre
e figlia sorprese con quattro chili e mezzo di eroina
( da "Tempo,
Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: senza ricorrere ad intercettazioni". Sabato pomeriggio le due viaggiavano su una Opel Corsa vecchio tipo ed erano precedute da un'altra auto. Subito dopo il ponte di Capacchietti, mentre si inoltravano a Rancitelli, dove vivono, la macchina che precedeva la Opel ha notato i carabinieri (in borghese) ed è fuggita via come un razzo per attirare l'
"troppi
strappi, così il dialogo salta" veltroni lancia l'altolà al premier -
carmelo lopapa ( da "Repubblica, La"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: le uscite della Lega sull'Europa, le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza". Ultimo, di lì a qualche ore, l'emendamento "salva premier". Il segretario Pd si rivolge direttamente all'inquilino di Palazzo Chigi avvertendolo: "Attenzione, Sarkozy un anno fa sembrava invincibile.
Così
diventiamo tutti ammalati - marco bobbio
( da "Repubblica,
La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ammalati sono stati intercettati e sono più o meno presi in un ingranaggio diagnostico-terapeutico, il mercato si deve estendere a quelli che non hanno nulla, e che, a loro dire, sono sani. Bisogna allora attivare alcuni meccanismi, spesso sorretti dalla buona intenzione di migliorare la salute: l'induzione del bisogno (si suscita nella gente la paura di malattie e di invalidità future,
Gaetano
Mineo PALERMO Almeno 40 ( da "Tempo, Il"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
isola la
guardia costiera ha intercettato un gommone di otto metri con 46 migranti a
bordo che sono stati fatti salire sulla motovedetta italiana e portati a
Lampedusa stessa; a
Di
FERNANDO TRIBI* La furia iconoclasta del ministro Brunetta nei confronti della
Pubblica Amministrazione sta raggiungendo il paradosso
( da "Libertà"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: nascondere uno spreco quando ciò viene realizzato senza prima intercettare risorse professionali interne presenti e quindi utili, e so bene che la cattiva gestione del denaro pubblico è uno dei problemi del Paese. Ma non è il caso di questi ragazzi e di queste ragazze, che se mai meritavano anche compensi più adeguati al qualificato lavoro svolto per conto della nostra Amministrazione,
MA
COSÌ LO FARÀ ARRABBIARE ( da "Manifesto, Il"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Se veramente vuole impedire le intercettazioni, cancellare il diritto di cronaca (l'ha già fatto). Se tutto questo è vero, ma proprio vero vero, allora Veltroni potrebbe arrabbiarsi. Ma non subito. Non oggi, e neppure ieri. Venerdì. O sabato. Non precipitiamo. Effettivamente c'è sempre la possibilità che quello seduto a palazzo Chigi non sia il presidente del Consiglio in carica.
L'ultima
carta di Walter Basta con il buonismo
( da "Manifesto,
Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: le intercettazioni", fino all"intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza". "Il dialogo finisce? Vediamo, per ora ho visto solo i titoli delle agenzie", commenta a questo punto Parisi, scettico. Anche se in privato l'ex ministro della difesa avrebbe dato al segretario qualche chance in più,
Il
lungo elenco dei rinnovi in scadenza
( da "Sole
24 Ore, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: cercando in qualche modo di intercettarle in anticipo. Quella dei contratti, in fondo, può essere una selva perfino per esperti del loro calibro. Commenta Enzo La Corte, l'esperto di contratti della Cgil: "Bisognerà procedere con grande cautela perché la riforma rischia di cadere nella trappola delle scadenze.
Soldati
placebo ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Renata Franchi email Intercettazioni proibite Con vera sorpresa scopro che il popolo italiano è attanagliato dal terribile problema delle intercettazioni. In una bella confezione regalo ci viene venduto proprio un bel “pacco”. Cari politici stupiteci, per una volta dimostrate nei fatti che avete più a cuore la legalità.
Veltroni:
Basta strappi o salta il dialogo ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: la stretta sulle intercettazioni e sulle indagini senza discussione né con l'opposizione né con le categorie interessate, i militari per le strade, e infine il "lodo Schifani" nel decreto sicurezza. Senza contare l'assurdità di un ministro della Repubblica che dice che il Trattato Ue è da strappare e la vicenda Alitalia.
Giornalisti
subito sanzionati ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: La previsione del disegno di legge sulle intercettazioni Giornalisti subito sanzionati MILANO Il veto sulla pubblicazione – integrale o riassunta – di notizie su tutti i procedimenti giudiziari (non solo le intercettazioni) per tutta la fase delle indagini costerà caro ai giornalisti "trasgressori", con sanzioni pesanti sia sul fronte penale sia,
L'orecchio
maligno e le nostre illegalità ( da "Corriere della Sera"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: una legge restrittiva nei riguardi delle intercettazioni. Gli argomenti che si considerano più utili per suscitare l'indignazione dell'opinione pubblica sono due: l'alto costo degli ascolti e il numero delle intercettazioni in aumento, per cui ormai praticamente "tutti gli italiani " sarebbero spiati da un orecchio maligno e insinuante che fruga nella vita personale senza riguardo,
Gli
Albi: più poteri nei controlli ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Medici intercettati fra malasanità e truffa. Ingegneri collusi con appalti in chiaroscuro. Anche senza scomodare la cronaca, superficialità, incompatibilità di cariche, mancato assolvimento degli obblighi formativi mettono a dura prova la conservazione,all'interno degli Ordini, di livelli deontologici adeguato.
Letta:
preti non sottratti alla giustizia
( da "Corriere
della Sera" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: recante norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. I due articoli si riferiscono, in particolare, alla disposizione contenuta nell'articolo 12, comma 2, lettera c), concernente la comunicazione all'autorità ecclesiastica competente relativa a procedimenti penali nei confronti di ecclesiastici.
Giustizia
e Veltroni prepara la grande svolta d'opposizione
( da "Riformista,
Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni), i sondaggi in picchiata, un assedio interno sempre più asfissiante. L'unico modo per spezzarlo, ritiene Veltroni, è con una novità di linea - un Pd all'opposizione senza se e senza ma - che l'assemblea costituente sarà chiamata a votare, battezzando (nelle speranze del leader) un nuovo inizio un anno dopo il discorso del Lingotto.
Segue
deja vu ( da "Riformista, Il"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: o ai giudici di accettare i limiti alle intercettazioni? Se queste erano decisioni discutibili e discusse, ora sarà certamente molto più difficile sostenerle. Sarà più difficile, e forse impossibile, svolgere quell'azione di ricostruzione di un normale e decente spirito pubblico, che maggioranza e opposizione sembravano intenzionate, ciascuna nel proprio ruolo,
Operazione
"Inferno" l'inchiesta è chiusa
( da "Stampa,
La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Stando alle intercettazioni degli investigatori il primo avrebbe commissionato il furto di morsetti per ponteggio nell'area della centrale elettrica di Vado, mentre il secondo avrebbe trovato le persone che materialmente hanno messo a segno il colpo e che però non sono state identificate.
Sfilata
di Vip in Procura "Chi ti vende la cocaina?"
( da "Stampa,
La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni, ma grazie a riscontri precisi. Gli investigatori, com'è ovvio, non confermano (e anzi il fatto che questa operazione sia diventata di dominio pubblico viene visto con fastidio) ma numeri di telefono e nominativi delle persone interrogate erano contenuti nelle agendine e nelle memorie dei cellulari di alcuni personaggi arrestati nelle ultime settimane proprio per
Carte
clonate, condannati a 3 anni i due "pirati informatici" bulgari
( da "Stampa,
La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: informatici e di intercettazione di flussi telematici. Si tratta di Ivan Ivanov, 24 anni e Toma Kelevsky, 30 anni. Secondo l'indagine portata avanti dagli agenti della Polizia postale al comando dell'ispettore Ivan Bracco, i due bulgari avevano manomesso i postamat degli uffici postali di Diano Marina, Vallecrosia e delle sedi di via dei Pescatori e via Martiri della Libertà a Imperia.
RIECCOLO
( da "Stampa,
La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: a proposito di intercettazioni telefoniche, su richiesta della Lega e per fugare ogni dubbio che il provvedimento potesse frenare le indagini in materia di corruzione, questo tipo di reato (inizialmente escluso) fu inserito nella casistica di quelli per i quali è possibile procedere ad intercettazioni.
Norme
in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali
( da "AltaLex"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazione, la descrizione delle modalità di registrazione, l'annotazione del giorno e dell'ora di inizio e di cessazione dell'intercettazione, nel medesimo verbale sono altresì annotati cronologicamente, per ogni comunicazione intercettata, i riferimenti temporali della comunicazione e quelli relativi all'ascolto,
Intercettazioni:
si torna alla legislazione del 1930. Cronaca giudiziaria imbrigliata
( da "AltaLex"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Intercettazioni: tornano in auge le norme fasciste del 1930! Cronaca giudiziaria imbrigliata. Niente carcere per i giornalisti, ma sospensione cautelare dalla professione fino a tre mesi. Gli editori, che rischiano sanzioni da 25mila euro a 232mila euro, potrebbero decidere di intervenire (con la scusa delle sanzioni) nella fattura dei giornali,
Intercettazioni:
non serve la Corte ( da "AltaLex"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: 2008 Stampa Intercettazioni: non serve la Corte di Salvatore Walter Pompeo Forti preoccupazioni genera la notizia che il Governo starebbe per presentare un disegno di legge in materia di intercettazioni prevedendo, tra l'altro, la competenza alla autorizzazione in capo ad un collegio di magistrati.
Preso
il pusher della "coca by-night"
( da "Stampa,
La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
per spostarsi
velocemente nel traffico come era solito fare lo spacciatore, intercettazioni.
Una attività di indagine intensa che ha dato i suoi risultati. Il giro d'affari
era consistente. Anche una decina di clienti a sera. Le perquisizioni hanno
portato alla scoperta, proprio vicino a casa di Conte, di circa
Grande
intesa Cavaliere-Veltroni: perché s'incrina un sogno
( da "Panorama.it"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: La proposta berlusconiana di regolamentare le intercettazioni ha rilanciato i sospetti del centrosinistra sull'intenzione del premier di mettere nell'angolo la magistratura usando la politica. La [5] debolezza di Walter Veltroni rischia di far apparire poco utile un dialogo in questa fase, magari per attendere che in autunno nel Pd la situazione si chiarisca,
LA
RAI HA CHIESTO TELECRONISTI CALCIO IN PRESTITO? MILAN IN UEFA, CHE FARÀ LA7?
(MEDIASET PREME) PAOLINI PENSA AL RUGBY CARELLI SCHIENADRITTA: I GIORNALISTI
QUANDO HANNO LE N ( da "Dagospia.com"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: eccessive previste nel nuovo disegno di legge sulle intercettazioni sottolineando che spetta ad altri - leggi magistratura - tutelare il segreto istruttorio, mentre i giornalisti quando hanno le notizie, le danno. 5 - GUIA CONSIGLIA SIMONA A OPRAH - Lunga articolessa di Guia Soncini sull'ultimo Io Donna per bacchettare Oprah Winfrey, rea di essersi espressa in favore di Barack Obama.
Lodo
Maccanico, muro contro muro fra Pdl e Pd, Veltroni pronto allo
"strappo" ( da "Sestopotere.com"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: l'assenza di proposte su Alitalia, il disegno di legge sulle intercettazioni presentato senza discutere né con le opposizioni né con i magistrati, poi la proposta di inviare 2.500 militari nelle strade e infine l'inserimento del Lodo Schifani nel decreto sicurezza...O il governo cambia o non ci sarà più il dialogo.
Il
vero volto del Cavaliere ( da "Repubblica.it"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Il disegno di legge sulle intercettazioni presentato ieri dal governo, infatti, non impedisce solo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, con pene fino a 3 anni (e sospensione dalla professione) per il cronista autore dell'articolo e fino a 400 mila euro per l'editore.
Confcooperative
Piemonte organizza il pacchetto progettuale di sviluppo
( da "Sestopotere.com"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Il presidente Gerbaudo ricorda la necessità di intercettare nuova domanda cooperativa, trovando soluzioni in ambiti complessi come i lavoratori autonomi, nuovo welfare, distretti produttivi, e la promozione di un lavoro di costruzione del movimento dei cooperatori. Non solo, dunque, Confcooperative come rappresentanza delle imprese, ma anche dei soci,
Affonda
barcone di immigrati: almeno 40 morti, cento i dispersi
( da "Panorama.it"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Un gruppo di sei extracomunitari è stato intercettato a terra da una pattuglia della Guardia di finanza. E mentre ogni tanto il mare restituisce i corpi la politica continua, litigiosamente, a cercare soluzioni. Da sola l'Italia non può affrontare un fenomeno di questa portata, serve l'impegno dell'Unione europea ed è importante "approvare il patto europeo per l'
L'ultimatum
di Walter: "Il governo èarrogante, così salta il dialogo"
( da "Tempo,
Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: della clandestinità, delle leggi sulle intercettazioni e della non soluzione al problema Alitalia. Ultima la norma di Schifani inserita nel decreto sicurezza. "In questi giorni si decide il futuro della legislatura: se il comportamento rimane quello delle ultime settimane il clima non potrà che cambiare.
La
strage dei migranti ( da "Tempo, Il"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
isola la
guardia costiera ha intercettato un gommone di otto metri con 46 migranti a bordo
che sono stati fatti salire sulla motovedetta italiana e portati a Lampedusa
stessa; a
CASO
MILLS, IN ARRIVO ISTANZA DI RICUSAZIONE GIUDICE GANDUS FINOCCHIARO: È PIETRA
TOMBALE SUL DIALOGO - LA RUSSA: MILITARI PER EVITARE RONDE WALTERLOO NON VA DA
BAFFINO JOINT ( da "Dagospia.com"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: che al pari del disegno di legge sulle intercettazioni va contro tendenza rispetto alla dichiarata volontà di contrastare i reati e di favorire le esigenze di sicurezza. Questa è la verità". 7 - INTERCETTAZIONI, GIANNI LETTA: NESSUN PRIVILEGIO PER IL CLERO? (Adnkronos) - Nessun privilegio per il clero nel disegno di legge sulle intercettazioni approvato venerdì scorso dal governo.
Recupero
del centro, premiate le migliori ideeL'iniziativa
( da "Sicilia,
La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: I poliziotti li hanno intercettati, la notte scorsa, mentre a bordo di una Fiat 600 percorrevano piazza Scaffa, in direzione via Buon Riposo. L'auto, a bordo della quale viaggiavano, è risultata rubata mercoledì scorsa. via monti iblei. Ladro tenta la fuga e viene bloccato Arrestato dalla polizia un pregiudicato sorpreso a rubare un portapacchi dal tettuccio di un'
Toghe
in allarme ( da "Sicilia, La"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: alle intercettazioni, ai soldati nella città". Una misura, quest'ultima, su cui proseguono le polemiche dopo l'annuncio del ministro della Difesa,Ignazio La Russa, di mettere a disposizione 2500 soldati per la sicurezza nelle grandi città. Veltroni aggiunge alla lista nera la norma "salva Retequattro", e le posizioni di alcuni ministri come,
<Ortodossia
o morte>, i monaci ribelli pronti a tutto
( da "Sicilia,
La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: l'acqua e l'elettricità sono state tagliate e la posta è stata intercettata. Mentre di nuovo nei giorni scorsi centinaia di agenti hanno fatto la loro comparsa sul Monte Athos in occasione delle festività religiose. "Chiediamo al governo greco di rispettare i nostri diritti come quelli di ogni altro cittadino.
Rete
idrica: <pronto intervento>Giarre
( da "Sicilia,
La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: così come è stato fatto di recente anche sul viale Libertà e in piazza sacerdote Spina, consentirà di intercettare le acque piovane che da piazza Carmine si dirigono in discesa verso la zona della stazione ferroviaria, alleviando per il futuro i problemi di natura idraulica, in particolare allagamenti della sede stradale, tali da rappresentare un pericolo alla pubblica incolumità.
SOLUZIONE
ODIFREDDI: STALIN PIU' INTERNET LA LEGHISTA DI LAMPEDUSA TENTA IL CONTROSBARCO
IMPUTATO TRAVAGLIO IL PD TORNA A SCUOLA SERVENTI LONGHI ALLA CGIL NIENTE
CUMULI, ( da "Dagospia.com"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: contro il decreto legge sulle intercettazioni, al grido di "arrestateci tutti!". La legge non è ancora approdata in Parlamento, eppure il Gandhi del giornalismo (al secolo Marco Travaglio) è già stato rinviato a giudizio. Non per uno scoop scomodo, però. Il Gup di Roma ieri ha deciso che Travaglio dovrà essere processato per il reato di diffamazione a mezzo stampa.
La
caccia ai banditi fuggiaschi si concentra in Costa Azzurra
( da "Stampa,
La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: magistrato gli investigatori della Squadra Mobile di Imperia che nell'immediatezza dei fatti avevano arrestato due complici, estoni, intercettati sul lungomare dove, probabilmente nel tentativo di confondersi tra i turisti, si stavano scolando una birra a Porto Vecchio. Il loro interrogatorio è fissato per domani mattina, di fronte al giudice per le indagini preliminari Eduardo Bracco.
Spacciava
nell'Ossola Arrestato in Spagna ( da "Stampa, La"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: è stato intercettato in Spagna. Le forze dell'ordine lo ritengono una delle figure più importanti nel giro della droga: erano in molte, soprattutto a Domodossola, le persone insospettabili che si rifornivano proprio da lui. Resta invece un mistero l'operazione antidroga svolta venerdì scorso dalla polizia, che non fornisce notizie nonostante l'
FATEVI
I CAZZI VOSTRI NELLA MANOVRA ANCHE IL DIVIETO DELLA DIFFUSIONE (INTERNET E
GIORNALI) DEI 740 DEGLI ITALIANI (E DEI VIP) BECHIS: "VIENE MENO UNO DEI FONDAMENTI
DELLA DEMO ( da "Dagospia.com"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: oscuramento indistinto poi rischia di proteggere ancora una volta (come con le norme anti-intercettazioni) una classe dirigente che ha già privilegi e garanzie estese assai di più che in altri paesi. Si preferisce estendere quindi un generalizzato diritto alla privacy alla libertà di informazione, che ancora una volta viene compressa e limitata.
Palermo,
accordo tra boss e massoni per ritardare i processi ai clan mafiosi
( da "Stampaweb,
La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Senza le intercettazioni, sottolineano in Dda, non sarebbe stato possibile accertare i reati. Peparaio, secondo quanto si è appreso, avrebbe agito sulle priorità della seconda sezione della Cassazione, facendo slittare o anticipare i ricorsi. Nell'indagine non sarebbero coinvolti invece magistrati.
QUELLI
DEL NI ( da "Stampa, La"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni, sicurezza e impiego dell'esercito, ecc.) non configurano un regime fascista ma certamente "un allarmante incipit verso una dittatura che si fa strada in tutti i settori sensibili della vita democratica". Uno dei più autorevoli esponenti del Pd, Arturo Parisi, ha dichiarato di condividere il giudizio di Scalfari.
Rubano
rame all'isola ecologica Romeni presi da vigili e carabinieri
( da "Stampa,
La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: entrambi di 24 anni, sono stati intercettati domenica sera da una pattuglia della polizia municipale ceranese. Dopo aver tagliato la recinzione, erano entrati nell'area dell'isola ecologica adibita alla custodia di rifiuti tecnologici: qui hanno tentato di impossessarsi di rame e di altri materiali pregiati.
IL
SOLITO BERLUSCONI IS BACK VELTRONI S'È SVEJATO! MA QUALE PAESE COMMEMORA
CAVALLO PAZZO? VIVA ODIFREDDI CHE CAFONE BRIATORE, CHE CLASSE TOM HANKS
INTERCETTAZIONI E PERQ ( da "Dagospia.com"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: INTERCETTAZIONI E PERQUISIZIONI? Riceviamo e pubblichiamo: © Foto U.Pizzi"> Silvio Berlusconi © Foto U.Pizzi Lettera 1 Gentildaghi, vista la debacle sicula del partito democratico non si puo mica dare la colpa a quel genio politico di Veltroni se 180.
Lodo
Maccanico e intercettazioni, scontro Pdl - Pd, Veltroni pronto allo strappo e
Di Pietro è "pronto ad andare in galera"
( da "Sestopotere.com"
del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: l'assenza di proposte su Alitalia, il disegno di legge sulle intercettazioni presentato senza discutere né con le opposizioni né con i magistrati, poi la proposta di inviare 2.500 militari nelle strade e infine l'inserimento del Lodo Schifani nel decreto sicurezza...O il governo cambia o non ci sarà più il dialogo.
Traffico
internazionale droga: fermi anche in Sardegna
( da "Sardegna
oggi" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Napoli e condotta mediante intercettazioni telefoniche, video-riprese, pedinamenti e riscontri di polizia giudiziaria, hanno infatti trovato spunto dalla denuncia del fratello di un tossicodipendente che, disperato per le condizioni del familiare, si è rivolto ai carabinieri della stazione di Grazzanise (Caserta), fornendo nomi degli spacciatori e luoghi in cui avvenivano le cessioni.
( da "Secolo XIX, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Allarme immigrazione
Naufragio il 7 giugno: 40 morti e cento dispersi al largo della Libia. Un solo
superstite tripoli (libia). Ancora morti in una delle zone più martoriate del
Mar Mediterraneo, e forse dell'intero pianeta. Ancora un viaggio della speranza
finito in disperazione. È arrivato a ventuno il numero dei corpi rivenuti dai
guardacosta libici e appartenenti ai clandestini annegati dopo l'affondamento
del barcone salpato lo scorso 7 giugno dal porto di Zuwarah, al confine con la
Tunisia, e diretto verso le coste italiane. La nave aveva a bordo
centocinquanta cittadini egiziani e si sarebbe capovolta poco dopo aver
lasciato gli ormeggi del porto africano. Ma sarebbero almeno quaranta i morti
accertati fino a ieri dalle autorità di Tripoli. L'intero equipaggio è affondato
insieme al barcone e, ad oggi, risulterebbero almeno cento dispersi. Mentre
solo uno dei clandestini è scampato, l'egiziano Wail Abdel Motagali Ali, che ha
racontato i particolari della vicenda. Una tragedia che risale, quindi, a ben
dieci giorni fa, ma che potrebbe addirittura essere precedente di due giorni:
la condizione nella quale sono stati ritrovati i cadaveri non ha permesso di
fare luce sull'identità delle vittime, e già il 6 giugno il pattugliatore Sirio
della Marina italiana aveva recuperato dei corpi che potrebbero essere legati
allo stesso naufragio. Il fatto, a quanto pare, poteva anche passare
incredibilmente sotto il silenzio generale, dato che a dare notizia
dell'affondamento hanno provveduto le autorità libiche che, una volta resesi
conto della nazionalità egiziana di almeno dodici dei passeggeri salpati con il
barcone, hanno ritenuto opportuno darne comunicazione lo scorso 13 giugno -
quasi una settimana dopo l'accaduto - al ministero dell'Interno del Cairo. E
dopo quelli dei giorni scorsi, ieri gli avvistamenti e gli sbarchi sono
proseguiti. Tre le imbarcazioni fermate a Sud di Lampedusa: un gommone di otto
metri con 46 migranti a bordo, un natante con 45 persone (tra cui sette
bambini) affondato subito dopo che gli extracomunitari sono stati trasbordati
su una motovedetta della Guardia di Finanza e un altro barcone con 46
clandestini a bordo. Un mini sbarco di clandestini si è registrato anche
sull'isola di Marettimo, nelle Egadi: sei gli immigrati
intercettati a terra dallle Fiamme gialle. E sempre ieri, a proposito della
gravità della situazione immigrazione nel Mediterraneo, è intervenuto anche il
ministro degli Esteri Frattini: "L'Italia da sola non riuscirà a bloccare
questo flusso della disperazione che porta alla perdita di tante vite umane.
Ma ci può riuscire l'Europa". Bisogna, aggiunge Frattini, "approvare
il patto europeo per l'immigrazione al più presto, sotto la prossima presidenza
francese dell'Unione". Intanto si trova in uno stato di assoluta emergenza
il centro di prima accoglienza di Lampedusa: sono circa 800 gli extracomunitari
ospiti in questo momento della struttura, una cinquantina in più della capienza
massima prevista. virginio di carlo 17/06/2008 ' 17/06/2008 una strategiaad
ampio raggioL'Italia da sola non riuscirà a bloccare questo flusso. Qui
l'Europa può fare la differenza franco frattiniministro degli Esteri
17/06/2008.
( da "Tirreno, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Montecatini
Corruzione e truffa, medico nei guai Arresti e avvisi di garanzia per forniture
ortopediche a Careggi Ma sono coinvolti anche altri ospedali Soldi, viaggi e tv
per favorire due aziende toscane PISTOIA. C'è anche un medico pistoiese che
lavora a Careggi tra i 13 indagati nell'inchiesta della procura della
repubblica di Firenze su un presunto giro di corruzione per far acquistare
senza gara protesi ortopediche e altro materiale di due aziende, una di Arezzo
e una di Lucca. In totale il Gip Maria Cannizzaro ha firmato tre ordinanze di
custodia cautelare ai domiciliari mentre altre 13 persone sono indagate in
stato di libertà. Le ipotesi di reato sono corruzione, peculato e truffa ai
danni dello Stato. I tre agli arresti domiciliari sono un medico di 54 anni
dell'ospedale di Carate Brianza, in provincia di Milano, un dirigente della
farmacia del Centro traumatologico ortopedico di Careggi (che attualmente si
trova all'estero) e un responsabile della società Advancor di Montevarchi, una
delle due coinvolte nell'inchiesta. Solo un avviso di garanzia, invece, per il
medico pistoiese, R.L. di 47 anni. L'indagine è durata diversi mesi ed è stata
seguita dai carabinieri del Nas di Firenze, guidati dal tenente Felice Verzola,
sotto il coordinamento del pm Giuseppe Nicolosi. Secondo la procura, i medici
inquisiti sceglievano i dispositivi medico chirurgici (protesi, placche, viti e
altri strumenti) eludendo le procedure previste, che richiedono il coinvolgimento
degli enti di area vasta (i cosiddetti Estav) che gestiscono gli
approvvigionamenti delle singole Asl. Acquisti senza gara, insomma, e quindi
senza verifica della qualità e dei costi dei prodotti. A beneficiare di questo
canale prioritario sarebbero state due aziende, la Advancor di Montevarchi e
una ditta di Lucca. In cambio, queste ultime avrebbero passato a medici e
dirigenti coinvolti denaro, ma anche tv, telefonini e persino viaggi
all'estero. Secondo i primi calcoli, il danno prodotto al Sistema sanitario
nazionale dalla presunta corruzione ammonterebbe a 35.000 euro soltanto nel
( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina IX - Genova
Prof genovese nella clinica degli orrori Il neurochirurgo Mario Baldini
coinvolto nello scandalo della Santa Rita Il preside di facoltà: "Una
meteora, da noi poco presente" Il professionista è ai domiciliari, uno dei
pochi a non essere finito in carcere GIUSEPPE FILETTO SCONTA gli arresti
domiciliari nella sua casa di viale Quartara, in Albaro. è uno dei tredici
medici arrestati il 10 giugno scorso a Milano, uno di quelli che operava nella
clinica degli orrori. Mario Baldini, 62 anni, genovese, però oltre a lavorare
alla "Santa Rita" del capoluogo lombardo, è anche docente
all'Università di Genova: professore associato di Neurochirurgia presso il
Dipartimento di Scienze Biofisiche, Mediche ed Odontostomatologiche. Insegna ed
esamina studenti. Anche se il preside di Medicina e Chirurgia, Giacomo
Deferrari, e il capo del dipartimento, dicono di averlo visto poco. "Che a
Genova sarebbe una meteora". "L'ho vedo molto poco e non ha alcun
rapporto di tipo clinico o ambulatoriale con noi - ci tiene a precisare Paolo
Mangiante - d'altra parte, lui non è convenzionato con il Servizio Sanitario
Nazionale della Liguria". Il professore Mario Baldini, però, è docente di
Neurochirurgia presso il corso di laurea in Odontoiatria. "Si appoggiava a
noi come tanti altri - precisa Mangiante - come fanno molti docenti di
Medicina". Nel capoluogo ligure non sarebbe mai entrato in un reparto
ospedaliero, ma è iscritto all'Ordine Provinciale dei Medici di Genova:
"Dopo l'arresto ho ricevuto la notifica degli atti da parte della procura
di Milano - conferma il presidente Enrico Bartolini - valuteremo le
responsabilità e l'eventuale radiazione dall'ordine". A Milano il medico
genovese (laureato all'università di Parma e specializzato in Neurochirurgia) è
rimasto coinvolto nell'indagine sulla clinica Santa Rita, che
dopo mesi di intercettazioni ha fatto registrare un clamoroso blitz della
Guardia di finanza con l'arresto di 13 medici e del titolare della casa di
cura. Sono finiti in carcere il responsabile del reparto di Chirurgia Toracica
e un suo collaboratore. I domiciliari, invece, sono stati disposti per Baldini,
e per il legale rappresentante della casa di cura, per l'ex direttore
sanitario ed ex vice direttore sanitario. E ancora per due primari di Urologia
e Anestesia, e per il capo equipe dell'Ortopedia, Paolo Regolo, responsabile
con Baldini dell'équipe di Neurochirurgia. Agli arresti anche un medico urologo
e il responsabile dell'équipe dell'Otorinolaringoiatria, ma anche la sua
assistente e un suo collaboratore. Le accuse, a vario titolo, vanno
dall'omicidio volontario aggravato dalla crudeltà (contestato per 5 casi) e
dall'aver agito per percepire i profitti, alle lesioni gravi e gravissime (88
casi accertati), dalla truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale fino al
falso ideologico. Il 12 di giugno Baldini era stato interrogato dal gip in
presenza del suo avvocato, Antonino Tuccari, ma si era avvalso della facoltà di
non rispondere. Dopo la notifica dell'arresto è stato accompagnato da due
agenti della Guardia di Finanza nella sua casa di Albaro, dove ha la residenza.
L'indagine e le intercettazioni telefoniche avrebbero scoperto un giro di
interventi chirurgici messi in piedi non perché i pazienti fossero ammalati e
ne avessero bisogno, ma per ottenere lauti guadagni dalla Regione Lombardia.
Dall'asportazione di un neo, fino a togliere un polmone. Più che una clinica,
la struttura situata nel centro di Milano, era diventata un vero e proprio
laboratorio di mostruosità.
( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina XIII - Genova
Mensopoli, lo scandalo in tre città L'inchiesta si allarga, al lavoro anche le
procure di Vicenza e Venezia MARCO PREVE Mensopoli esce dai confini genovesi, e
tre procure adesso si occupano di un nuovo filone. Quello che riguarda la
Serenissima, una delle più grandi società italiane di ristorazione collettiva
che a Genova, dal
( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina II - Firenze
"Favori se usavano quelle protesi" Il gip dispone tre arresti
domiciliari. Gli indagati: sono i prodotti migliori 400 mila euro di materiale
sanitario acquistato irregolarmente FRANCA SELVATICI Dopo lo scandalo delle
tangenti in cardiochirurgia, una nuova inchiesta per corruzione scuote il
policlinico di Careggi. Questa volta a finire sotto accusa sono i rapporti
intrattenuti da neurochirurghi e ortopedici con una azienda di Montevarchi, la
Advancor, e con una della provincia di Lucca, che commercializzano protesi
ortopediche e materiale di osteosintesi (viti, placche, cementi). Secondo le
accuse, i prodotti delle due aziende venivano favoriti rispetto a quelli delle
ditte concorrenti in cambio di viaggi all'estero, telefonini, computer,
televisori, e in un caso anche passaggi di denaro. Ieri mattina i carabinieri
del Nas per la tutela della salute hanno eseguito 17 perquisizioni e due delle
tre misure cautelari emesse dal gip Maria Cannizzaro su richiesta del pm
Giuseppe Nicolosi. Agli arresti domiciliari sono andati Giuseppe Merli, 44
anni, titolare di fatto della Advancor, e il dottor Carlo Maria Mattioli
dell'ospedale pubblico di Carate Brianza. La terza misura cautelare riguarda il
farmacista del Cto di recente trasferito ad altro incarico, che è in vacanza a
Cuba. Tutti e tre sono accusati di corruzione, Merli e il farmacista anche di
truffa, e quest'ultimo anche di peculato, per essersi appropriato di farmaci
dell'ospedale. Gli altri 13 indagati sono tre neurochirurghi del reparto del
professor Pasquale Mennonna (estraneo all'inchiesta), uno dei quali notissimo
come chirurgo spinale, due infermieri dello stesso reparto, un medico
ortopedico che lavora al Cto, un medico ortopedico di Città di Castello, il
titolare della ditta di Lucca, la segretaria e un rappresentante della
Advancor, e tre persone accusate di aver venduto al rappresentante cocaina,
hashish e persino viagra. Salvo questi ultimi, indagati per spaccio, gli altri
sono sotto inchiesta per corruzione. I tre neurochirurghi sono indagati anche
per peculato. Nel corso delle perquisizioni di ieri mattina, a casa di uno di
loro sono state trovate trenta confezioni di farmaci di proprietà
dell'ospedale, e sette in casa di un altro. Circa un anno fa la direttrice
amministrativa di Careggi, Beatrice Sassi, ha ricevuto sul suo telefonino un
sms che accusava il titolare della farmacia del Cto di favorire alcune ditte
rispetto ad altre per le forniture delle protesi. L'azienda si è rivolta all'avvocato
Francesco Maresca e tramite lui ha trasmesso la segnalazione al Nas. Le
indagini, coordinate dal pm Nicolosi, si sono avvalse di pedinamenti, sequestri di documentazione e intercettazioni, da cui sono emerse
- secondo le accuse - chiare prove dello scambio fra benefits offerti al
farmacista, ai medici e agli infermieri e la scelta di determinati prodotti
ortopedici. In questo caso - sostengono gli inquirenti - il sistema corruttivo
non ruotava intorno alle gare d'appalto ma si fondava sulla elusione delle
gare. Raccogliendo le richieste dei reparti, l'Estav (Ente per i servizi
tecnico amministrativi di area vasta), che si occupa di acquisti di beni e
servizi per le aziende sanitarie e ospedaliere, bandisce le gare per le protesi
ortopediche, individuando una serie ampia di aziende dalle quali i prodotti
possono essere comprati. Sono ammessi gli acquisti da aziende diverse rispetto
a quelle che hanno vinto la gara (tecnicamente si chiamano acquisti "fuori
delibera"), ma solo in via eccezionale. E in ogni caso le richieste devono
essere vistate ed approvate dagli uffici amministrativi dell'ospedale. Invece,
secondo le accuse, dalla neurochirurgia e da una ortopedia fioccavano le
richieste di acquisti "fuori delibera" dei prodotti ortopedici della
Advancor. E il farmacista del Cto puntualmente dava corso agli ordini. Secondo
gli investigatori, nel corso del 2007 è stato acquistato materiale "fuori
delibera" per un valore di 400 mila euro, con un danno per l'azienda di 35
mila euro, date le differenze di prezzo rispetto ai prodotti analoghi offerti
dalle ditte vincitrici della gara. Gli investigatori del Nas hanno scoperto
irregolarità anche negli ordini di acquisto. Di norma essi devono basarsi sulle
richieste (o polizze) rilasciate dai reparti in base alle necessità (per
esempio 5 placche, 10 viti, e via dicendo). La ditta fornitrice deve
presentarsi in farmacia con la polizza e con i prodotti richiesti dal reparto,
e su quella base il farmacista fa l'ordine di acquisto da parte dell'azienda.
La prassi era però diversa: la ditta si presentava in farmacia con il solo
documento di trasporto da cui risultava, per esempio, che erano state fornite
sette viti. Dalla polizza in reparto, invece, ne risultavano scaricate soltanto
cinque. In alcuni casi i Nas hanno trovato in reparto l'originale della polizza
che attestava l'utilizzo di un numero di prodotti inferiore rispetto a quelli
indicati sulla copia conservata in farmacia, alterata (secondo le accuse) per
farla corrispondere ai documenti di trasporto. Così l'azienda pagava più
prodotti di quelli effettivamente utilizzati in ospedale. E' stato anche
trovato un ordine di acquisto pagato in gennaio 2007 e ripresentato in
fotocopia, e dunque di nuovo pagato, nel luglio successivo. Se truffa vi è
stata, non ha riguardato comunque la qualità dei prodotti, in ogni caso
eccellente. Uno dei medici indagati spiega, anzi, che le placche e le protesi
della Advancor sono prodotti migliori degli altri in delibera: "Se io devo
impiantare una placca su una testa di omero fratturata, è logico che preferisca
quella della Advancor, perché è leggerissima, di basso profilo, eccezionale, e
posso impiantarla con tre viti anziché con dieci". Le richieste di quei
prodotti - spiega il dottore - arrivavano da tutto il Cto. "Il chirurgo
sceglie la protesi o la placca che ritiene migliore per il paziente. Nel caso
doveva essere il farmacista ad avvertirci che si trattava di prodotti
"fuori delibera" e a far intervenire la commissione e il comitato di
dipartimento per le autorizzazioni". E i regali? "Non si ha un'idea
di che cosa accade ogni giorno in ospedale. I rappresentanti ci fanno il
viottolo. Ma io non ho mai preso una lira". E' vero che offrono benefit?
"Una macchina fotografica per fotografare gli interventi, certo. Telefonini
da cento euro per comunicare. E spesso le ditte mandano computer per i reparti.
In altri paesi i fornitori installano addirittura gli impianti video nelle sale
operatorie". E i viaggi? "Ci mandano ai convegni, lo fanno con tutti
al Cto. Del resto, succede in tutto il mondo. D'altra parte con 3000 euro di
stipendio come potremmo aggiornarci?".
( da "Tirreno, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Prato Cardillo:
"Premiati l'impegno e la serietà degli sportivi" "Il tennis
riuscirà a confermarsi anche nel ranking del 2008" PRATO. "E' una
notizia sicuramente molto positiva e che rende merito a quanti si impegnano con
costanza e serietà nel mondo dello sport cittadino", così l'assessore allo
Sport del comune di Prato, Gerardina Cardillo, commenta la classifica di Prato
nelle Olimpiadi delle province pubblicata dal Sole 24 Ore. "E' un'ascesa
meritata - dice riferendosi alle 16 posizioni guadagnate rispetto al 2006 -
Anche se c'è da tempo una crisi economica che rende difficile intercettare risorse economiche, mi rendo conto che c'è un
impegno costante da parte dei dirigenti tutti. Lo avverto nei rapporti quotidiani
che ho con le società". "Ho notato che anche per il 2007 il tennis ha
ottenuto un bel riconoscimento anche se è sceso al secondo posto - continua
l'assessore - Proprio in questi giorni ho partecipato ad alcune manifestazioni
e sono convinta che anche nella prossima classifica riguardante il 2008,
questa disciplina sarà ai primissimi posti perchè ho visto un bel movimento e
una bella collaborazione fra tutti i circoli. E questo è molto bello. Grande e
bella sorpresa per il judo, che continua ad organizzare manifestazioni a
livello nazionale ed anche per la pallamano che ha visto l'Asd Prato promossa
in A2 l'anno scorso. E, per quanto riguarda l'AlPi, ho appena avuto un incontro
in cui i dirigenti mi hanno assicurato il massimo impegno nella prossima stagione".
Chi non sta trainando Prato in questa classifica è il calcio professionistico.
"Come assessorato siamo vicini a tutte le società sportive ma col Prato
calcio è oggettivamente difficile avere un rapporto. Non sono io a dirlo ma lo
dimostrano i fatti. Mi auguro che anche questo problema possa essere risolto e
che il calcio ci possa dare a sua volta delle soddisfazioni". P.P.
( da "Tirreno, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Leggi ad personam,
bavaglio alla stampa, antieuropeismo della Lega: una sequenza inquietante
Ultimatum di Veltroni: dialogo a rischio "Strappi e forzature inaccettabili".
Il Pd verso uno scontro duro ANDREA PALOMBI ROMA. Così proprio non va. Se si
ricomincia con le leggi ad personam, con gli emendamenti studiati per
aggiustare i problemi del Cavaliere, nessun dialogo è possibile. "In un
solo mese - accusa Veltroni - il governo ha collezionato una serie di strappi e
forzature inaccettabili". L'elenco è lungo, si va dall'emendamento
salva-Rete4 all'introduzione del reato di clandestinità, dagli attacchi
all'Europa della Lega al tentativo di far tacere i giornalisti e legare le mani ai magistrati con il provvedimento sulle intercettazioni.
Fino alla goccia che sta facendo traboccare il vaso: l'emendamento infilato di
soppiatto nel decreto sicurezza per bloccare subito i processi di Berlusconi e
la proposta di rispolverare il lodo Schifani, già condannato dalla corte di
giustizia europea, per poter poi rinviare a data da destinarsi quegli stessi
processi. Il segretario si dice "molto colpito, sorpreso e stupito
dalla protervia con cui il governo introduce certe cose surrettiziamente",
e avverte che così il nuovo clima di dialogo inaugurato dopo le elezioni è
destinato ad andare in fumo. "In questi giorni si decide il futuro della
legislatura: se il comportamento rimane quello delle ultime settimane il clima
non potrà che cambiare". Veltroni annuncia che tirerà le fila venerdì
all'assemblea costituente del Pd. Ma quello di ieri è qualcosa di più di un
ultimatum. "Il dialogo lo si fa in due", spiega infatti. Mentre
"da quando questo governo si è costituito, c'è stata una sequenza di
incidenti eccessiva e non giustificabile". E a forza di strappi, avverte,
si rischia di "strappare anche il dialogo". In pericolo è dunque il
confronto sulle riforme istituzionali, ma probabilmente anche il clima generale
dei rapporti fra maggioranza e opposizione. "L'intensità dell'opposizione
- sottolinea infatti Veltroni - verrà misurata in base a queste scelte
sbagliate metodologicamente e nel merito, e sarà altrettanto dura". Se ne
parlerà venerdì nell'assemblea del Pd, ma la scelta sembra già presa. Se
davvero il governo andrà avanti sulla strada delle nuove leggi
aggiusta-processi, in Parlamento e nel Paese ripartirà lo scontro duro. E per
Veltroni su questa strada non è neanche detto che il governo possa durare
cinque anni. "Se la maggioranza e il governo continueranno con questo
atteggiamento arrogante e di divaricazione, come è successo in questi giorni
sul tema non affatto secondario come l'Europa, probabilmente i temi saranno più
brevi di un'intera legislatura". "Può essere ministro della Repubblica
- attacca ad esempio riferendosi a Roberto Calderoli - qualcuno che dice che il
trattato europeo è da strappare?". Quindi avverte Berlusconi: attenzione,
"la cosa peggiore per chi vince le elezioni è pensare di avere in mano il
Paese, perchè le lune di miele in politica si interrompono bruscamente". E
ricorda che Sarkozy "un anno fa sembrava invincibile", poi le cose
sono rapidamente cambiate. Il governo farebbe bene ad occuparsi di altro,
sostiene quindi. "La vera priorità - ripete infine - sono i salari, gli
stipendi e le pensioni. E' drammaticamente urgente intervenire, altrimenti
l'Italia continuerà ad avvitarsi nella spirale della recessione".
( da "Tirreno, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Attualità Travaglio
pronto alla galera "Farò disobbedienza civile" ROMA. Marco Travaglio,
riguardo al ddl sulle intercettazioni, annuncia dalle
colonne dell'Unità la propria volontà di fare "disobbedienza civile a
questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare
multe, di essere licenziato". Anche Vittorio Feltri, direttore di
"libero", non ci sta: "Ma è possibile che sia sempre colpa dei
giornalisti?" si chiede a proposito del disegno di legge sulle
intercettazioni. E senza mezzi termini dichiara: "Secondo me ha ragione
Eugenio Scalfari" che nel fondo di domenica su "La Repubblica"
sosteneva che siamo di fronte "a una vera e propria confisca dei poteri
del direttore". Intervengono anche numerosi Ordini regionali dei
giornalisti. Quello toscano scrive che "arrivare a prevedere fino a tre
anni di carcere per i giornalisti che pubblicano atti relativi a intercettazioni
equivale a limitare la libertà di stampa, il diritto di cronaca e il diritto
dei cittadini ad essere informati. Il disegno di legge a cui sta lavorando il
Governo è una iniziativa che mira ad imbavagliare i cronisti".
( da "Tirreno, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
L'OPINIONE INDIZI DI
REGIME MINO FUCCILLO C'era una volta, un paio di settimane fa, un clima che era
piaciuto al Papa, a Confindustria e al capo dello Stato. Era piaciuto tanto che
ciascuno a suo modo lo aveva fatto sapere: Confindustria congratulandosi con e
accodandosi al governo, il Pontefice benedicendolo urbi et orbi, Napolitano
cercando di non fare ostacolo, cercando di comprendere anche ciò che non
condivideva perchè "border line" con la Costituzione. Era il clima in
cui il governo decideva con energia, vedi il caso Campania, l'abolizione
dell'Ici sulla prima casa, la detassazione degli straordinari, la campagna
contro i "fannulloni" della Pubblica Amministrazione. Decideva,
agiva, forzandoli, ma senza cambiare i connotati del sistema della legalità e
senza imporre a viva forza i termini di nuove autoritarie regole di convivenza.
Ed era il tempo in cui l'opposizione, quella del Pd soprattutto, criticava,
provava a correggere, ma non sgambettava il governo in Parlamento e non si
metteva di traverso nella società. Attirandosi per questo atteggiamento anche
qualche critica di "mollezza". Due, tre settimane fa era tanto tempo
fa, quel clima non c'è più. L'ha rotto Veltroni perchè l'opposizione dialogante
non piace ai suoi? Può darsi ma, anche se un umore del genere montava e ha
pesato, il "basta" del Pd è una conseguenza e non un principio.
Conseguenza di quella che Veltroni ha battezzato la "sequenza".
Sequenza ritmata e voluta da Berlusconi. Prima la richiesta leghista di non
ratificare in Parlamento il trattato Europeo sancito a Lisbona e rifiutato
dagli irlandesi in un referendum. (A proposito, fino a che votare contro
l'Europa sarà gratis, gli elettorati lo faranno a catena. Cosa accadrebbe se
agli elettorati la questione fosse posta in termini di dentro o fuori l'Europa?
Anche gli irlandesi vogliono all'ottanta per cento restare dentro...). Poi
l'indulto bis che seguirà di fatto al divieto di indagare
su una marea di reati con le intercettazioni telefoniche, cui si accompagna il
divieto di sapere e far conoscere imposto alla stampa e alla pubblica opinione.
Niente indagini, niente colpevoli. Quindi l'ultima idea della maggioranza: sia
il governo a dettare alla magistratura quali processi si fanno e per quali
reati si fanno, per gli altri, dal
( da "Libertà" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il leader
dell'opposizione punta il dito sugli emendamenti "ad personam" ROMA -
Così proprio non va. Se si ricomincia con le leggi ad personam, con gli
emendamenti studiati per aggiustare i problemi del Cavaliere, nessun dialogo è
possibile. "In un solo mese - accusa Veltroni - il governo ha collezionato
una serie di strappi e forzature inaccettabili". L'elenco è lungo, si va
dall'emendamento salva-Rete4 all'introduzione del reato di clandestinità, dagli
attacchi all'Europa della Lega al tentativo di far tacere i giornalisti e
legare le mani ai magistrati con il provvedimento sulle
intercettazioni. Fino alla goccia che sta facendo traboccare il vaso:
l'emendamento infilato di soppiatto nel decreto sicurezza per bloccare subito i
processi di Berlusconi e la proposta di rispolverare il lodo Schifani, già
condannato dalla corte di giustizia europea, per poter poi rinviare a data da
destinarsi quegli stessi processi. Il segretario si dice "molto colpito,
sorpreso e stupito dalla protervia con cui il governo introduce certe cose
surrettiziamente", e avverte che così il nuovo clima di dialogo inaugurato
dopo le elezioni è destinato ad andare in fumo. "In questi giorni si
decide il futuro della legislatura: se il comportamento rimane quello delle
ultime settimane il clima non potrà che cambiare". Veltroni annuncia che
tirerà le fila venerdì all'assemblea costituente del Pd. Ma quello di ieri è
qualcosa di più di un ultimatum. "Il dialogo lo si fa in due", spiega
infatti. Mentre "da quando questo governo si è costituito, c'è stata una
sequenza di incidenti eccessiva e non giustificabile". E a forza di
strappi, avverte, si rischia di "strappare anche il dialogo". In
pericolo è dunque il confronto sulle riforme istituzionali, ma probabilmente
anche il clima generale dei rapporti fra maggioranza e opposizione.
"L'intensità dell'opposizione - sottolinea infatti Veltroni - verrà
misurata in base a queste scelte sbagliate metodologicamente e nel merito, e
sarà altrettanto dura". Se ne parlerà venerdì nell'assemblea del Pd, ma la
scelta sembra già presa. Se davvero il governo andrà avanti sulla strada delle
nuove leggi aggiusta-processi, in Parlamento e nel Paese ripartirà lo scontro
duro. E per Veltroni su questa strada non è neanche detto che il governo possa
durare cinque anni. "Se la maggioranza e il governo continueranno con
questo atteggiamento arrogante e di divaricazione, come è successo in questi
giorni sul tema non affatto secondario come l'Europa, probabilmente i temi
saranno più brevi di un'intera legislatura". "Può essere ministro
della Repubblica - attacca ad esempio riferendosi a Roberto Calderoli -
qualcuno che dice che il trattato europeo è da strappare?". Quindi avverte
Berlusconi: attenzione, "la cosa peggiore per chi vince le elezioni è
pensare di avere in mano il Paese, perchè le lune di miele in politica si
interrompono bruscamente". E ricorda che Sarkozy "un anno fa sembrava
invincibile", poi le cose sono rapidamente cambiate. Il governo farebbe
bene ad occuparsi di altro, sostiene quindi. "La vera priorità - ripete
infine - sono i salari, gli stipendi e le pensioni. E' drammaticamente urgente
intervenire, altrimenti l'Italia continuerà ad avvitarsi nella spirale della
recessione". Andrea Palombi 17/06/2008.
( da "Libertà" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
ATENE -
"Ortodossia o morte!". La frase sventola sul monastero di Esfigmenou,
al Monte Athos, i cui monaci, condannati come "scismatici" dal
Patriarca di Costantinopoli per rifiutare "l'eresia dell'ecumenismo",
si dicono pronti a resistere sino alle estreme conseguenze all'embargo e alla
minaccia di intervento della polizia. "Dio è con noi" assicura
all'Ansa padre Gregorio, braccio destro dell'abate Metodio che guida il
monastero che da anni non può ricevere rifornimenti di cibo o medicinali e la
cui linee telefoniche fisse, l'acqua e l'elettricità sono
state tagliate, la posta intercettata. Mentre di nuovo nei giorni scorsi
centinaia di agenti hanno fatto la loro comparsa sul Monte Athos in occasione
delle festività religiose. "Chiediamo al governo greco di rispettare i
nostri diritti come quelli di ogni altro cittadino. E siamo pronti a
rivolgerci alla Corte europea dei diritti umani" dice all'Ansa, con uno
dei due telefoni cellulari rimasti, padre Gregorio, braccio destro dell'abate
Metodio, capo supremo del monastero "scomunicato" per aver respinto
qualsiasi "comunione" tra ortodossi e cattolici, culminata con la
visita del Papa alla sede del Patriarcato di Costantinopoli nel 2006 e con
quella di Bartolomeo in Vaticano nel 2007. La repubblica monastica del Monte
Athos, alle propaggini orientali della penisola calcidica, è una comunità
autonoma all'interno della sovranità greca, ma dipende spiritualmente dal
patriarca Bartolomeo I. Questi, fautore del dialogo con i cattolici, ha
formalmente condannato nel 2002 i monaci di Esfigmenou provocando la loro
espulsione dalla comunità e un duro embargo. Recentemente il procuratore di
Salonicco, Vassili Floridis, ha chiesto al governo greco, che non sembra però
molto intenzionato a farlo, di intervenire per sloggiare con la forza i 107
monaci che essendo stati dichiarati "scismatici" dovrebbero, secondo
una legge dello stato, abbandonare il monastero dove vivono da cinque secoli.
Tutto cominciò nel 1964 con l'abbraccio tra l'allora patriarca Atanagora e
Paolo VI, che spinse i 20 monasteri del Monte Athos per protesta contro
"l'eresia ecumenica" a non commemorare più nelle loro preghiere il
Patriarca, spiega l'avvocato Nektarios Polikroniou. "In seguito a forti
pressioni" tutti però fecero poco a poco marcia indietro. Eccetto Esfigmenou.
Giulio Gelibter 17/06/2008.
( da "Tempo, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stampa Madre e figlia
sorprese con quattro chili e mezzo di eroina Flavia Buccilli Ormai è assodato.
Tra i nomadi che spacciano droga, le donne hanno un ruolo di primo piano. Sono
loro ad occuparsi dello spaccio al minuto di stupefacenti e sono sempre loro ad
andare in avanscoperta, quando c'è da spostare eroina o cocaina, perché danno
meno nell'occhio. E poi, se nella peggiore delle ipotesi dovessero essere
arrestate, c'è sempre la possibilità di ottenere dei benefici, come gli arresti
domiciliari. Una teoria questa, confermata dall'ultima operazione dei
carabinieri della compagnia di Pescara che hanno arrestato due nomadi, madre e
figlia, ed hanno sequestrato quattro chili e mezzo di eroina, per un valore al
dettaglio di 360mila euro. Le manette sono scattate ai polsi di Rosaria Greco e
Franca Bevilacqua, la prima 39enne con precedenti di polizia, la seconda
19enne, incensurata. I militari dell'Arma, coordinati dal capitano Pasquale Del
Gaudio, le stavano tenendo d'occhio già da un po', a distanza, "coi metodi
tradizionali, senza ricorrere ad intercettazioni".
Sabato pomeriggio le due viaggiavano su una Opel Corsa vecchio tipo ed erano
precedute da un'altra auto. Subito dopo il ponte di Capacchietti, mentre si
inoltravano a Rancitelli, dove vivono, la macchina che precedeva la Opel ha
notato i carabinieri (in borghese) ed è fuggita via come un razzo per attirare
l'attenzione dei militari e farsi seguire. Così non è stato: i
carabinieri non sono caduti nella trappola, ed hanno bloccato e perquisito
l'altra automobile, la Opel Corsa, sulla quale c'erano la Greco e la figlia.
Nell'abitacolo erano nascosti quattro chili e mezzo di eroina suddivisa in
panetti, conservati in una busta nera, una di quelle usate per i rifiuti. Per
le donne quindi, si sono aperte le porte del carcere di Teramo. C'era da
aspettarsi, secondo i militari dell'Arma, un maxi-rifornimento del genere,
perché dopo gli ultimi sequestri di droga Pescara era rimasta "un po' a
secco" - ha osservato Del Gaudio. Di certo il sequestro rappresenta
"un colpo", per i rom, perché vanifica "investimenti che
difficilmente si recuperano".
( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
"Troppi
strappi, così il dialogo salta" Veltroni lancia l'altolà al premier Prodi
al leader: grazie, ma non sarò più presidente del partito "In questi giorni
si decide il futuro della legislatura, non mi pare ci sia un clima
positivo" CARMELO LOPAPA ROMA - Lo strappo, anzi la sequenza di strappi,
la giudica "inaccettabile". Così, con quello che ha tutta l'aria di
essere un ultimatum all'indirizzo del Cavaliere, Walter Veltroni lascia
intendere che le porte del dialogo finora spalancate stanno per chiudersi. Ed è
la svolta nei rapporti tra la schiacciante maggioranza e il Partito
democratico, in un questa legislatura all'esordio. La notizia dell'emendamento
"salva Berlusconi", sebbene non ufficiale, è ampiamente annunciata
quando il segretario del Pd parla davanti all'inconsueto auditorio della
Fondazione "Farefuturo" - presidente Gianfranco Fini, segretario
Adolfo Urso - davanti al quale viene invitato a parlare di governo ombra.
"In questi giorni si decide il futuro della legislatura - scandisce
Veltroni - se il comportamento rimane quello delle ultime settimane, cioè una
sequenza di incidenti, di strappi assolutamente eccessivi ed inaccettabili, il
clima non potrà che cambiare". Anche perché "il dialogo non è
qualcosa di appeso, ma che va sostanziato". Il leader Pd ammette di essere
"molto sorpreso e colpito dalla protervia con cui, in un solo mese, alcune
normette sono state introdotte di nascosto". Li elenca pure, quegli
strappi: "Il decreto su Retequattro, le uscite della
Lega sull'Europa, le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo
Schifani nel decreto sicurezza". Ultimo, di lì a qualche ore,
l'emendamento "salva premier". Il segretario Pd si rivolge
direttamente all'inquilino di Palazzo Chigi avvertendolo: "Attenzione,
Sarkozy un anno fa sembrava invincibile. La cosa peggiore, per chi vince
le elezioni, è pensare di avere in mano il Paese, perché le lune di miele in
politica si interrompono bruscamente". Incalzato su più fronti - interni,
in ultimo Parisi, ed esterni, con Di Pietro - penalizzato anche dai sondaggi
per la linea d'opposizione ritenuta "morbida", Veltroni prepara il
cambio di strategia. Prende ancora qualche giorno di tempo, trarrà le fila
all'Assemblea costituente del Pd in programma venerdì e sabato. Ma l'aria che
tira ormai è chiara, "non mi pare ci sia tanta voglia di determinare un
clima positivo, è un errore". I suoi percepiscono la svolta e sembrano
condividere. "Ho visto un Veltroni più in carne ed ossa e meno in ombra,
apprezzabile" commenta Marco Follini. E dopo le polemiche interne di
questi giorni sulla presidenza del partito lasciata da Romano Prodi, il leader
ha colto l'occasione anche per rilanciare l'auspicio che "restasse
presidente del Pd", pur precisando che lui avrebbe rispettato "la sua
decisione quale che sia". Ma la risposta dell'ex premier è arrivata,
puntuale, in serata, durante un dibattito a Bologna, a conferma del niet. Le
dimissioni restano irrevocabili: "Veltroni me l'ha chiesto, ho molto
ringraziato e ho ancora una volta declinato l'invito", ha chiuso il
Professore.
( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Cultura L'incertezza
della cura In un campo così variegato come quello biologico è difficile
stabilire se per quel singolo paziente un trattamento sia indicato oppure no Perché
la medicina estende sempre più il suo campo d'azione COSì DIVENTIAMO TUTTI
AMMALATI MARCO BOBBIO Il professor Clifton K. Meador, docente all'Università di
Nashville nel Tennessee, si trova una sera a cena con un nutrito gruppo di
amici. Parlando del più e del meno, il discorso scivola su questioni di salute.
Con grande sorpresa, scopre che nessuno dei suoi amici è davvero sano: alcuni
hanno il colesterolo elevato, a uno è stata diagnosticata un'anemia lieve, a
una signora hanno appena consegnato il referto di uno striscio vaginale
definito "dubbio", a due signori è stato comunicato che la prova da
sforzo "non è normale" e alcuni soffrono di problemi di disagio
personale o sociale. Tutti prendono quotidianamente qualche medicina. Meador
riflette sul fatto che ormai le persone sane stanno scomparendo e scrive un
articolo, che verrà pubblicato sul New England Journal of Medicine, una
prestigiosa rivista medica, provando a immaginare come vivrà l'ultimo uomo
sano. Sarà completamente occupato a eseguire esami del sangue, delle urine e
delle feci, visite mediche generiche e specialistiche, esplorazioni periodiche
di ogni orifizio, esami accurati della pelle, sottoponendosi ad attività fisica
calibrata e a una dieta rigorosa (che dovrà continuamente variare, aggiornandosi
ai risultati delle ultime ricerche). Dalla pubblicazione di quell'articolo sono
trascorsi quattordici anni e la situazione è probabilmente peggiorata. Il
numero di persone "non sane", badate bene, non dico ammalate, sta
aumentando vertiginosamente. Si ha l'impressione che il benessere sia ormai
limitato da un perenne stato di malattia e sostenuto da controlli e trattamenti
continui. Per capire cosa stia succedendo, proviamo a riflettere su due
questioni delicate. Prima questione. Perché la medicina ha esteso il proprio
campo di intervento a tal punto da coinvolgere praticamente tutti? In modo
profetico, nel 1976 Ivan Illich preconizzava in Nemesi medica, l'espropriazione
della salute, che "l'effetto inabilitante prodotto dalla gestione professionale
della medicina ha raggiunto le proporzioni di un'epidemia. Il nome di questa
nuova epidemia, iatrogenesi, viene da iatros, l'equivalente greco di medico e
da genesis, che vuol dire origine". Da allora, la malattia è diventata
sempre più spesso una merce, oggetto di profitti. Se vengono curate solo le
persone realmente ammalate, ci si limita a quel ristretto gruppo di pazienti
che ha bisogno di un intervento medico per stare meglio. Per espandersi, il
mercato della salute ha bisogno invece di una crescente domanda. Una volta che
tutti gli ammalati sono stati intercettati e sono più o
meno presi in un ingranaggio diagnostico-terapeutico, il mercato si deve
estendere a quelli che non hanno nulla, e che, a loro dire, sono sani. Bisogna
allora attivare alcuni meccanismi, spesso sorretti dalla buona intenzione di
migliorare la salute: l'induzione del bisogno (si suscita nella gente la paura
di malattie e di invalidità future, prospettando il rischio di un
accidente), il travisamento dei dati scientifici (si presentano i risultati
delle ricerche in modo da enfatizzare quelli positivi e minimizzare quelli
negativi), l'anticipazione della diagnosi (si iniziano a prescrivere medicine
per valori di "anormalità" sempre più bassi), la creazione di nuove
malattie (si fa credere che comuni disturbi siano vere e proprie malattie da
curare), la prescrizione per indicazioni non appropriate (si prescrivono
farmaci approvati per la cura di una malattia, a pazienti che hanno altre
malattie), le campagne di sensibilizzazione (si diffonde la consuetudine di
indire la giornata, la settimana o l'anno di una certa affezione, per indurre
le persone sane a preoccuparsi e sottoporsi a esami e a visite). Seconda
questione. I trattamenti prescritti sono tutti utili e può succedere che si arrivi
al punto di sottoporre un paziente a un intervento chirurgico non necessario?
In questi giorni è stato sollevato il dubbio, da accertare nel prosieguo
dell'indagine giudiziaria, che alla clinica Santa Rita di Milano venissero
eseguiti inutili interventi chirurgici. Se verranno confermati, i comportamenti
criminosi dovranno essere perseguiti, anche per non gettare discredito sui
medici e sulle strutture sanitarie. Non ritengo però che si possano dividere i
medici tra i tantissimi onesti, che prescrivono solo cure essenziali e
appropriate e i pochi disonesti, che speculano su ignari pazienti. La realtà è
molto più sfumata. Noi medici ci troviamo sempre ad assumere decisioni in
condizioni di incertezza. In un campo così variegato, come quello biologico, è
difficile stabilire se per quel singolo paziente un trattamento (medico o
chirurgico) sia indicato oppure no. Sappiamo, in molte circostanze, cosa
potrebbe succedere in media a pazienti con condizioni simili; non possiamo però
prevedere cosa capiterà proprio a lui. In ogni decisione possono anche
intervenire interessi personali: non solo quelli di tipo economico che sono
evidenti, riprovevoli, mal tollerati, controllabili e sanzionabili. Proprio per
questo i controlli non dovrebbero limitarsi agli aspetti formali e quantitativi
(facili da verificare), da affidare a impiegati che esaminano il rispetto delle
procedure. Si sa che i disonesti sono abilissimi a produrre rendiconti
formalmente perfetti; se le procedure di controllo sono cavillose è più facile
che venga preso nella rete chi dedica più tempo ai pazienti che alle relazioni.
è ora di cambiare mentalità: bisogna entrare nel merito degli interventi per
verificare l'appropriatezza delle scelte, la qualità delle prestazione,
l'efficacia dei risultati.
( da "Tempo, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stampa Gaetano Mineo
PALERMO Almeno 40 ... Gaetano Mineo PALERMO Almeno 40 migranti clandestini sono
rimasti uccisi e oltre un centinaio risultano dispersi in seguito al naufragio
di un'imbarcazione in navigazione fra la Libia e l'Italia. Il Ministero
dell'Interno egiziano ha precisato che l'imbarcazione, con a bordo 150 persone
originarie dell'Africa, è naufragata al largo delle coste libiche il 7 giugno
scorso dopo essere salpata dal porto di Zuwarah, vicino al confine con la
Tunisia, diretta verso l'Italia. Le autorità libiche (fonte egiziana) hanno
tratto in salvo una persona e hanno ritrovato 21 cadaveri: almeno altre 19
persone mancano all'appello e risultano ufficialmente disperse. Il governo
libico ha informato del naufragio le autorità del Cairo il 13 giugno perché
riteneva che 12 dei clandestini fossero egiziani, ha aggiunto la fonte
egiziana. è l'ennesima tragedia dell'immigrazione, in un periodo in cui gli
sbarchi in Sicilia proseguono incessanti. Due imbarcazioni con clandestini a
bordo sono state fermate al largo di Lampedusa: a
( da "Libertà" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Di FERNANDO TRIBI*
La furia iconoclasta del ministro Brunetta nei confronti della Pubblica
Amministrazione sta raggiungendo il paradosso di FERNANDO TRIBI* La furia
iconoclasta del ministro Brunetta nei confronti della Pubblica Amministrazione
sta raggiungendo il paradosso. Dopo averne additato i lavoratori come
"fannulloni", dopo aver promesso che solo dopo 8 cessazioni dal
servizio ci sarà un'assunzione, dopo aver invocato il blocco del processo di
stabilizzazione dei precari del pubblico impiego, ora passa alla questione
delle consulenze individuando questo sistema come quello nevralgico per gli
sprechi. E ha predisposto la pubblicazione on-line della lista "dei
cattivi". Ovviamente poche settimane fa lo stesso Brunetta aveva gridato
allo scandalo per la pubblicazione on-line delle dichiarazioni dei redditi...
Siccome questa volta non ci sono i poteri forti che intimano il silenzio, la
stampa si è buttata a capofitto su nomi e cifre. Il quotidiano
"Libertà" non è sfuggito a questa tentazione, ed ha fatto proprio
così, pubblicato nomi e cifre senza curarsi né approfondire circa il
significato di quei nomi e di quelle cifre. Per quanto riguarda la Provincia
voglio sgombrare il campo da un equivoco, grande come una casa, e in cui il lettore
può tranquillamente cadere semplicemente associando quella pubblicazione con la
campagna contro la pubblica amministrazione, i suoi "fannulloni" e i
suoi "sprechi" che attraversa il Paese sotto la guida autorevole nel
neo-ministro. Tra quei nomi ci sono decine di ragazzi e ragazze molto preparati
e qualificati, che hanno lavorato come precari per conto del mio Assessorato
con grande professionalità, impegno e competenza. Giovani cui proprio la
legislazione nazionale ha impedito di essere assunti, giovani che hanno
ricevuto quei compensi in cambio di un anno di lavoro, giovani che rischiano di
non uscire mai dalla palude della precarietà se non verranno consolidati i
percorsi di stabilizzazione. Giovani in gamba, che hanno portato idee nuove ed
hanno raggiunto brillantemente gli obiettivi loro assegnati. Giovani che con il
loro lavoro e la loro professionalità hanno reso servizi importanti alle
imprese, ai disoccupati, ai lavoratori in cassa integrazione e in mobilità,
agli studenti: dunque al territorio nel suo insieme. E come loro sono presenti
nell'elenco altri giovani, che hanno reso la loro professionalità in altri
settori dell'amministrazione provinciale. Associarli indistintamente in un
elenco, senza precisare perché avevano quella forma di rapporto (in tanti casi
l'unica consentita dall'utilizzo del Fondo Sociale Europeo) e la durata di quel
rapporto (che bene rende l'idea in relazione al compenso attribuito), è
sbagliato. Ed è tanto più sbagliato in una fase e in un clima dove tutto ciò
viene additato e inteso, con vasto consenso, come una delle cause principali
dei problemi del Paese. So bene che la questione delle consulenze (e dei
servizi esternalizzati?.) nella Pubblica Amministrazione può nascondere uno spreco quando ciò viene realizzato senza prima
intercettare risorse professionali interne presenti e quindi utili, e so bene
che la cattiva gestione del denaro pubblico è uno dei problemi del Paese. Ma
non è il caso di questi ragazzi e di queste ragazze, che se mai meritavano
anche compensi più adeguati al qualificato lavoro svolto per conto della nostra
Amministrazione, e soprattutto meritano che, proprio perché giudicata
positivamente, la loro professionalità possa permanentemente essere messa a
disposizione del servizio pubblico che ogni giorno eroghiamo. Altro che
"fannulloni" e "sprechi": se anche la pubblica
informazione, e la pubblica opinione che ne è formata, inquadrano questi
giovani in tali categorie, senza approfondire, motivare, distinguere, davvero
sarà difficile porre mano seriamente ai problemi del Paese: questi giovani non
fanno parte del problema, fanno parte della soluzione del problema. *Assessore
provinciale Scuola-Formazione-Lavoro-Pace 17/06/2008.
( da "Manifesto, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Andrea Fabozzi Tra
venerdì e sabato Walter Veltroni potrebbe arrabbiarsi. Se Berlusconi fa sul serio.
Se veramente vuole bloccare i suoi processi (l'ha fatto). Se veramente vuole
garantirsi per legge l'impunità (l'ha annunciato, ieri sera). Se veramente vuole impedire le intercettazioni, cancellare il
diritto di cronaca (l'ha già fatto). Se tutto questo è vero, ma proprio vero
vero, allora Veltroni potrebbe arrabbiarsi. Ma non subito. Non oggi, e neppure
ieri. Venerdì. O sabato. Non precipitiamo. Effettivamente c'è sempre la
possibilità che quello seduto a palazzo Chigi non sia il presidente del Consiglio
in carica. Ma una replica di quello vecchio, "il principale
esponente dello schieramento avversario" sì, ma del 2001. Era quello che
se ne fregava del dialogo e si faceva le leggi ad personam. Quello che se ne
infischiava delle larghe intese e se la prendeva con le toghe rosse. Quello che
il "nuovo clima costruttivo" neanche sapeva cosa fosse e intanto
ricusava i giudici. Quello di ieri sera, insomma, ma più sincero. O meno abile.
Il Berlusconi del 2008 è riuscito anche a preoccuparsi di Retequattro senza
spezzare "il filo del dialogo" con il partito democratico. Ieri ha
alzato la voce davanti al parlamento un po' come quell'altro cavaliere che nel
gennaio 1925 rivendicò tutte le sue responsabilità. Berlusconi va avanti così.
E Veltroni si preoccupa, così: "Il filo del dialogo rischia davvero di
spezzarsi". Rischia davvero, accidenti. E non perché il segretario del Pd
abbia cominciato ad ascoltare la disperazione dei suoi elettori torturati dal
cilicio buonista. Non perché Veltroni si sia messo a leggere i sondaggi o
perché abbia dato uno sguardo alle elezioni siciliane di ieri (a Catania il Pdl
è all'82%). Non perché si sia fatto convincere dai dubbi di chi pure gli è
vicino, come Eugenio Scalfari. Il dialogo rischia - se è un rischio - di
saltare perché lo deciderà Berlusconi. Che è tornato a palazzo Chigi per la
storia, certo, ma anche un po' per i suoi problemi più immediati. Le buone
relazioni con l'opposizione vengono dopo. Lui ha il governo. La difficoltà del
segretario del Pd ad aprire gli occhi è in fondo comprensibile. Anche ieri
annunciando che potrebbe arrabbiarsi - venerdì, o sabato - ha subito aggiunto
che in ogni caso l'opposizione sarebbe "responsabile" e per carità
"non ideologica o strumentale". Cos'altro potrebbe fare a questo
punto Veltroni che ha impostato tutta la sua strategia sulla mano tesa al
cavaliere? Riconoscere di avere sbagliato significherebbe avviarsi a cedere il
passo. Non è lui il segretario giusto per gestire un Pd di opposizione, non è
più lui quello che può cambiare gioco. E' con le spalle al muro e Berlusconi lo
prende a unghiate. Forse presto lo rianimerà, tornando dialogante. Come il
gatto con il topo. Non è solo un problema di Veltroni, vista la composizione
del parlamento. Se non c'è l'opposizione non c'è il cavaliere del 2008 e
nemmeno del 2001 ma appunto quello del 1925. Il "clima" è brutto e
molto vecchio. Che sia "nuovo" possono crederlo (fino a venerdì?)
solo Veltroni, e Ratzinger.
( da "Manifesto, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
OPPOSIZIONE Brusco
risveglio del segretario L'ultima carta di Walter Basta con il buonismo Micaela
Bongi Ce l'aveva messa tutta, Walter Veltroni, abbozzando un'alzata di testa.
Ma quello che all'ora di pranzo doveva suonare come un ultimatum del segretario
Pd a Silvio Berlusconi e al suo governo - "se il comportamento rimarrà
quello delle ultime settimane, il clima non potrà che cambiare" - a sera
appare come l'ultima beffa autoinflittasi dal leader di un'opposizione afasica.
L'ex sindaco di Roma, sollecitato domenica da Eugenio Scalfari su Repubblica a
"decidere che non c'è più possibilità di dialogo" sulle riforme con
il "re sole", e definito da Arturo Parisi "re ombra", dava
al Cavaliere qualche giorno ancora: il tempo di arrivare all'assemblea
costituente del Partito democratico di venerdì e sabato, per rammendare gli
"strappi" che "rischiano di strappare anche il dialogo. Sono
molto sorpreso e colpito dalla protervia con cui alcune cose vengono introdotte
surrettiziamente", si indignava. E Veltroni citava "il decreto su
Retequattro, le uscite della Lega sull'Europa, le intercettazioni", fino
all'"intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza".
"Il dialogo finisce? Vediamo, per ora ho visto solo i titoli delle
agenzie", commenta a questo punto Parisi, scettico. Anche se in privato
l'ex ministro della difesa avrebbe dato al segretario qualche chance in più,
apprezzando il primo passo. Caustica apertura di credito nei confronti del
segretario da Marco Follini: "Ho visto oggi un Veltroni più in carne ed
ossa e meno in ombra che nei giorni passati. Mi pare un cambiamento
apprezzabile". E a sera, ospite di Otto e mezzo su La 7, il dalemiano
Nicola Latorre invita a un cambiamento di rotta non tanto il governo, quanto il
suo partito: "Continuo a pensare che il dialogo fino ad oggi è stato
un'enunciazione di principio, del tutto priva di contenuti. Abbiamo assistito all'ideologia
del dialogo. Se e quando si parlerà di cose concrete... per ora vediamo
soltanto questi obbrobri del governo e la necessità di una dura lotta di
opposizione". Se il segretario del Pd cerca di riorientarsi, il leader
dell'Idv, Antonio Di Pietro, non può che rallegrarsi, ascoltando gli alleati
democratici usare i suoi stessi argomenti: "L'Italia dei Valori ha
imparato, sin da subito, a conoscere Berlusconi. E porterà avanti, come sta
facendo anche in questi giorni, un'opposizione dura e senza sconti dentro e
fuori il parlamento. Ci fa piacere che il Pd e il suo segretario riscontrino la
protervia del governo". Quando, a fine giornata, arriva la lettera del
premier al presidente del senato Schifani, e a quel punto è chiaro che
Berlusconi è quello di sempre, nel quartier generale del Pd è panico. La
giornata, per il segretario, è già di quelle nere. Sulla collocazione europea
del partito dal "caminetto" esce poco più di una fumata nera, di
nulla di fatto. Le elezioni siciliane sono una batosta: "Come si fa di
fronte ai risultati siciliani a non riconoscere che il partito rischia di
essere travolto da una dinamica dissolutiva?", insiste Parisi. E Prodi fa
sapere che Veltroni lo ha nuovamente invitato a restare alla presidenza del Pd,
ma lui ha declinato. Nel frattempo Rosy Bindi insiste: all'assemblea
costituente presenterà la sua mozione per chiedere il ritiro delle dimissioni
del professore, che vuol dire "esprimere un chiaro indirizzo politico
equivale a dire sì al progetto dell'Ulivo". Alla riapertura del fuoco
contro le toghe da parte del Cavaliere, il leader del Pd non risponde. Fa dire
ai suoi collaboratori che "le dichiarazioni pesantissime del presidente
del consiglio hanno confermato la linea scelta da Berlusconi e dalla
maggioranza, e anzi aggravano quegli strappi già fatti". Ma non è ancora
la parola fine: "Il filo del dialogo rischia davvero di spezzarsi",
spiegano al Nazareno. A questo punto il segretario del Pd dovrà essere
convincente, quando venerdì si presenterà all'assemblea che potrebbe mettere
definitivamente in discussione la sua leadership. Sperare che nel frattempo
Berlusconi torni sui suoi passi è davvero impossibile. Ma, al di là delle
dichiarazioni di giornata, è soprattutto di fronte al suo partito in subbuglio
che l'ex sindaco di Roma dovrà parare i colpi e alzare la guardia nei confronti
del governo, dichiarando svanita l'illusione del dialogo.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-17 - pag: 5 autore: Le categorie. Le
incognite del raccordo tra vecchio e nuovo sistema Il lungo elenco dei rinnovi
in scadenza Rita Fatiguso MILANO Il bello verrà dopo, a riforma dei contratti
chiusa. Senza una soluzione alta e condivisa, si profila un grosso rischio: il
caos. Le premesse ci sono tutte, a ben guardare, ma visto che il negoziato è
aperto, c'è tutto il tempo per prospettarsi il peggio. Tra scadenze vecchie e
nuove dei contratti in vigore, lunghezze contrattuali accorciate, portate da
quattro a tre, e nuove valenze "miste" (normative più economiche, al
tempo stesso) il rischio, evidente, è l'indebito intreccio tra i due sistemi
contrattuali. Quello da riformare e quello riformato. Aggravato dalla selva di
contratti, troppi, perfino secondo i sindacati. Un esempio di proliferazione su
tutti? Il personale di volo, per il quale la moltiplicazione delle piattaforme
è un fatto endemico più che assodato. Se consideriamo il sistema attuale, i
contratti più consistenti scadono proprio quest'anno, nel 2008. Gli edili, ad
esempio, sono alle prese con la parte normativa del primo biennio (parte
economica). Seguiranno il trasporto pubblico, il commercio. Comparti di peso
per i quali anche la parte normativa è determinante nella definizione del
quantum retributivo. Pezzi forti, come si vede, ai quali si deve aggiungere il
settore del pubblico impiego che, tuttavia, grazie al memorandum sottoscritto
in occasione dell'ultimo rinnovo ha già contemplato una riduzione dai tre ai
quattro anni previsti oggi. Senza una soluzione preventiva e condivisa,
appunto, il rischio è, almeno per certe categorie di lavoratori, di poter
applicare la nuova normativa soltanto alla scadenza naturale attuale e cioè
dopo almeno quattro anni. Con il rischio che, nel frattempo, subentri (invano,
però) la tanto sospirata riforma contrattuale. Un'altra raffica di contratti di
notevole caratura è attesa l'anno prossimo, nel 2009: si riparte, infatti, con
il secondo biennio dei meccanici, seguito a ruota dalla chimica farmaceutica,
dagli alimentari, dai grafici. Le delegazioni che siedono al tavolo dovranno
far capo ai tecnici per cercare di evitare simili trappole, cercando in qualche modo di intercettarle in anticipo. Quella dei
contratti, in fondo, può essere una selva perfino per esperti del loro calibro.
Commenta Enzo La Corte, l'esperto di contratti della Cgil: "Bisognerà
procedere con grande cautela perché la riforma rischia di cadere nella trappola
delle scadenze. A meno di non volerle unificare tutte, bisognerà
introdurre finestre che riportino l'intero sistema sui binari giusti".
"Questa riforma serve a restituire potere d'acquisto ai salari e a
riconquistare produttività al sistema – aggiunge La Corte –, a differenza di
quelle precedenti tutte finalizzate a contenere l'inflazione. Non ci si può
permettere di rimanere impigliati in inghippi normativi".
rita.fatiguso@ilsole24ore.com.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-06-17 - pag: 12 autore: Soldati
placebo Soldati per difendere dal crimine le città. Il ministro La Russa è
convinto che gli italiani ne avranno solo beneficio, ma non tutti, compreso (mi
sembra) il presidente della Repubblica Napolitano, sono d'accordo. Mi chiedo
semplicemente: possibile che le nostre Forze dell'ordine siano così malmesse da
dover cedere i propri compiti alla Difesa? E se il problema fosse numerico,
perché non assumere poliziotti e vigili, visto che la nostra società
sicuramente non migliorerà nel giro di qualche mese? Carlotta Moroni e-mail è
uno stratagemma che a volte usano i medici. Dicono ai malati che gli danno una
medicina; e invece è acqua colorata con l'aggiunta di qualche sapore. L'idea
dei soldati messi a pattugliare le città mi pare appartenga allo stesso genere
di attrezzi. Il loro numero è modesto, 2mila 500, e messi all'opera in giro per
l'Italia rappresenteranno una spruzzata, un sentore per il desiderio d'ordine
tanto diffuso. Insomma: un sollievo psicologico più che un reale contrasto alla
criminalità. è un esperimento, si è premurato di avvertire il ministro della
Difesa. In effetti, soldati-placebo non si erano mai visti. Vai a sapere:
magari funziona. - Lo Stato in Calabria Sono un imprenditore che ha scelto di
fidarsi dello Stato e della giustizia in una regione, la Calabria, le cui
complessità sono note a tutti. Nei giorni scorsi due distinte operazioni
portate a compimento dalla Direzione distrettuale antimafia hanno individuato e
arrestato gli autori di una serie di estorsioni ai danni di numerosi
imprenditori operanti nella Piana di Lamezia Terme. Successivamente alcuni
degli imprenditori che hanno rilasciato dichiarazioni sono stati fatti oggetto
di atti intimidatori. Voglio esprimere la mia solidarietà agli imprenditori
coinvolti. Lettera firmata Facciamo il Ponte Io dico sì al Ponte! Ricordare che
la Salerno - Reggio Calabria non è completamente rinnovata, le ferrovie ancora
incomplete e altre manchevolezze non è una buona ragione per annullarne la
costruzione. Vorrei credere che entro i 15 anni dell'esecuzione del Ponte
queste opere, già in pista, siano eseguite. Se abbiamo paura della mafia e
della camorra... non costruiamo più nulla? Un po' di coraggio, e anche
l'orgoglio di un'opera che rimarrà nel tempo, e per la grande utilità e per
l'ardire tecnico. Renata Franchi email Intercettazioni proibite Con vera
sorpresa scopro che il popolo italiano è attanagliato dal terribile problema
delle intercettazioni. In una bella confezione regalo ci viene venduto proprio
un bel “pacco”. Cari politici stupiteci, per una volta dimostrate nei fatti che
avete più a cuore la legalità. Concetto che appartiene a tutti a
prescindere dal colore politico. E stupiteci anche dimostrando coerenza con
quello che dite. La sicurezza non era una delle priorità del Governo? E allora
perché il provvedimento crea problemi per garantire la sicurezza negli stadi?
Perché crea problemi per individuare e punire coloro che si rendono
responsabili di violenze, rapine, furti? Perché renderebbe impossibile scoprire
casi come quello della clinica S. Rita? Perché i reati finanziari che
colpiscono direttamente le tasche degli italiani vengono esclusi dalle
intercettazioni? Lettera firmata.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-17 - pag: 14 autore: Aut aut del
leader democratico: questa settimana si decide il destino della legislatura,
venerdì tirerò le fila Veltroni: "Basta strappi o salta il dialogo"
ROMA Berlusconi si fermi, ha una settimana di tempo, altrimenti addio dialogo.
Un Walter Veltroni pessimista ma determinato, quello che ieri mattina giocava
fuori casa parlando alla platea della fondazione finiana "Farefuturo"
a fianco di Adolfo Urso. "In questi giorni si decide il destino della
legislatura – detta sofferente –. Da quando il Governo si è costituito ha
collezionato una sequenza ripetuta di incidenti assolutamente inaccettabili e
non giustificabili: l'emendamento salva-Rete 4, la stretta
sulle intercettazioni e sulle indagini senza discussione né con l'opposizione
né con le categorie interessate, i militari per le strade, e infine il
"lodo Schifani" nel decreto sicurezza. Senza contare l'assurdità di
un ministro della Repubblica che dice che il Trattato Ue è da strappare e la
vicenda Alitalia. Si deve decidere che clima avere, il dialogo non vuole
strappi, gli strappi ripetuti strappano anche il dialogo". La luna di
miele, insomma, sta per finire. Il dialogo, per farlo, bisogna essere in due.
"Se continuerà questo atteggiamento del premier e della maggioranza
venerdì, all'assemblea costituente del partito, tirerò le fila". Una
settimana di tempo. Incalzato dai dirigenti del partito e dal proliferare di
"fondazioni", e in sovrappiù dai sondaggi che danno l'elettorato del
Pd in grande sofferenza (40% secondo Mannheimer) per la linea morbida e
dialogante; in difficoltà per la questione "cattolica" e per la
collocazione europea proprio nel giorno in cui il settimanale paolino Famiglia
cristiana torna ad attaccare l'identità del partito ("il vero Pd e non è
ancora nato, è rimasto la somma degli ex Ds e degli ex Margherita"),
Veltroni sembra quasi costretto alla linea dura. Non a caso Pier Luigi
Bersani,uscendo dall'interminabile riunione pomeridiana sulla collocazione
europea, detta quella che sembra essere la nuova linea: "Ora con il
Governo il gioco si farà duro". Sul nodo Pse circa cinque ore di riunione,
e il "caminetto" dei big alla fine si limita a registrare l'impasse:
fissati i paletti (nessun ingresso nel Pse ma collaborazione, i parlamentari
del Pd siederanno tutti nello stesso gruppo), restano aperte le incognite di
sempre (in quale gruppo, quale rapporto con il Pse). Se il comunicato finale di
Lapo Pistelli fa intravedere l'idea di un gruppo autonomo federato con i
socialisti, di federazione ex popolari rutelliani e Parisi non vogliono neanche
sentire parlare. Alla fine Pierluigi Castagnetti tenta la quadra parlando di
"un campo riformista a partire dal gruppo parlamentare del Pse, in modo
tale da salvaguardare autonomia e identità del Pd". Autonomia che i
rutelliani e molti ex-Ppi tendono però a interpretare come ruolo di ponte tra
socialisti e liberali, una sorta di centro-sinistra allargato e moderato a
livello europeo. Il confronto tra ex Dl ed ex Ds, ieri pomeriggio molto teso, è
insomma tutt'altro che risolto. "Io sono anche il vicepresidente del Pse –
avrebbe detto Massimo D'Alema –. Ci si chiederebbe di recidere un cordone ombelicale
dopo che tutte le rinunce le abbiamo fatte noi". In serata Berlusconi
riaccendeva indirettamente lo scontro dettando l'antica linea sulla giustizia
(si veda articolo in alto). E Romano Prodi declinava gentilmente ma con
fermezza l'ennesimo invitoa ritirare le dimissioni da presidente del partito:
"Veltroni me l'ha chiesto, ho molto ringraziato e ho ancora una volta
declinato l'invito". Venerdì e sabato il segretario tirerà le fila. E non
solo sul dialogo con Berlusconi. Probabile l'annuncio della rottura del dialogo
con annesso congresso anticipato al 2008. Em.Pa. IMPASSE SULL'EUROPA
"Gruppo autonomo a partire dal Pse": ma è duro scontro tra ex Ds ed
ex Margherita Prodi declina l'ultimo invito: no alla presidenza del partito.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2008-06-17 - pag: 37 autore: La previsione del disegno di legge sulle intercettazioni
Giornalisti subito sanzionati MILANO Il veto sulla pubblicazione – integrale o
riassunta – di notizie su tutti i procedimenti giudiziari (non solo le
intercettazioni) per tutta la fase delle indagini costerà caro ai giornalisti
"trasgressori", con sanzioni pesanti sia sul fronte penale sia,
prima di tutto, su quello deontologico. Perché l'Ordine è chiamato ad agire
subito, prima della magistratura, della conclusione della giustizia ordinaria e
prima che il quadro delle responsabilità sia, dunque, chiarito in maniera non
sommaria. In base all'articolo 2, comma 3, del disegno di legge
"intercettazioni" (si veda "Il Sole 24Ore" di sabato e
domenica), quando un giornalista è iscritto nel registro degli indagati,
l'Ordine deve essere tempestivamente informato dal Procuratore della
Repubblica, per disporre la sospensione cautelare del professionista "dal
servizio o dall'esercizio professionale fino a tre mesi". La misura deve
giungere, da parte dell'Ordine, nei 30 giorni successivi alla notizia di reato,
dopo aver verificato la sussistenza dei fatti e aver interrogato l'iscritto. In
pratica si chiede all'Ordine di sospendere immediatamente il giornalista, in
base a elementi provvisori d'accusa, anticipando sulla base dell'iscrizione al
registro degli indagati una sanzione al professionista. L'articolo 1, comma 1
vieta infatti "la pubblicazione, anche parziale o per riassunto o nel
contenuto di atti di indagine preliminare", ovvero tutto quel che si trova
nel fascicolo del Pubblico ministero, "anche se non sussiste più il
segreto, fino a conclusione delle indagini preliminari o fino al termine
dell'udienza preliminare". Sino alla decisione sul rinvio a giudizio,
dunque, non si sarebbe potuto dar conto dei grandi scandali finanziari, delle
recenti truffe sanitarie, ma anche dell'omicidio di Garlasco o della strage di
Erba. Il giornalista rischia, infatti, da uno a tre anni di carcere. L'editore,
una sanzione sino a 500mila euro. Se poi si tratta di pubblicare
intercettazioni ("di conversazioni, comunicazioni telefoniche o immagini
riprese") per il giornalista la pena è dell'arresto da uno a tre anni e
l'ammenda da
( da "Corriere della Sera" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-17 num: - pag: 36 categoria: REDAZIONALE
Il sale sulla coda di Dacia Maraini L'orecchio maligno e le nostre illegalità S
tiamo assistendo a una campagna martellante per arrivare (e in parte ci siamo
arrivati) a una legge restrittiva nei riguardi delle
intercettazioni. Gli argomenti che si considerano più utili per suscitare
l'indignazione dell'opinione pubblica sono due: l'alto costo degli ascolti e il
numero delle intercettazioni in aumento, per cui ormai praticamente "tutti
gli italiani " sarebbero spiati da un orecchio maligno e insinuante che
fruga nella vita personale senza riguardo, con una particolare
propensione per le infedeltà, gli inciuci, i pettegolezzi, insomma i
particolari più scabrosi e intimi della vita privata. Ora le cifre ufficiali
dicono che la spesa per le intercettazioni è di 224 milioni su 7,7 miliardi, il
che consiste in meno di un decimo del bilancio della giustizia. E in quanto al
numero degli ascolti si tende a confondere la quantità delle intercettazioni
con la quantità di persone messe sotto controllo telefonico. I provvedimenti di
ascolto non rivelano la cifra degli intercettati, perché ogni decreto riguarda
un numero telefonico che spesso viene ripetuto 3 o 4 volte, tenendo conto che
ogni 15 giorni bisogna rinnovare il provvedimento. Alla fine si scopre che gli
intercettati non raggiungono le 80 mila persone l'anno, il che equivale allo
0,2% degli italiani. Quindi l'allarmismo è costruito ad arte per creare panico,
incertezza e senso di angoscia. E potremmo aggiungere: per mettere in riga la
magistratura e la stampa d'informazione. è chiaro che una persona equilibrata
trova ripugnante l'indugio sulle conversazioni private che vengono riportate
con malizia dai giornali. Ma pretendere la rinuncia all'intercettazione fuori
che nei casi di criminalità organizzata, vuol dire privarsi di un'arma
potentissima. Le parole dette da un medico che è intenzionato ad asportare un
polmone sano per fare soldi, le parole di un prete che contratta il silenzio di
un ragazzo che l'ha denunciato per violenza sessuale, le parole di un politico
che prende le mazzette per concedere un appalto, sono vere e proprie
confessioni, che non possono essere messe in discussione perché non riguardano
discorsi sentiti e riferiti, ma rivelano in presa diretta il pensiero e le
volontà di chi agisce contro la legge. Fra l'altro è molto difficile stabilire
un limite netto fra criminalità organizzata e altre forme di illegalità. La
forza della mafia o della camorra consiste proprio nel coltivare quelle
frontiere labili che separano l'amministrazione pubblica dalla continua
pressione per l'ottenimento di favori illeciti, protezioni e vantaggi. Il
problema sta, come al solito, nella lentezza della giustizia. La cosa più
logica sarebbe di astenersi dalla pubblicazione di conversazioni telefoniche
fino a processo avvenuto e colpevole condannato. Ma poiché questo potrebbe
avvenire nell'arco di 5 o 10 anni, dati i tempi della nostra giustizia,
dobbiamo forse permettere a coloro che delinquono di continuare a farlo
indisturbati? Non diventa a sua volta colpevole chi, informato di una grave
colpa, omette di denunciarla, sapendo che la persona in questione potrebbe
reiterare il crimine? D'altronde non è che l'ascolto sia casuale e arbitrario.
C'è sempre una denuncia, e la richiesta passa al vaglio di due magistrati prima
della intercettazione vera e propria. In un Paese così incline all'imbroglio,
alla truffa, in cui molte, troppe amministrazioni pubbliche e private sono
sospettate di illeciti, tanto da venire commissariate, il senso della giustizia
credo che prevalga, per gli onesti cittadini, su quello della riservatezza. \\ Intercettazioni: si intrecciano temi politici e i labili
confini del crimine.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2008-06-17 - pag: 37 autore:
Deontologia. Le proposte degli Ordini per aumentare l'efficienza delle procedure
disciplinari Gli Albi: più poteri nei controlli Secondo i dati delle categorie
al Sud contestate meno infrazioni Laura Cavestri MILANO Avvocati indagati nel
quadro di operazioni contro la criminalità organizzata. Medici
intercettati fra malasanità e truffa. Ingegneri collusi con appalti in
chiaroscuro. Anche senza scomodare la cronaca, superficialità, incompatibilità
di cariche, mancato assolvimento degli obblighi formativi mettono a dura prova
la conservazione,all'interno degli Ordini, di livelli deontologici adeguato.
La proposta degli avvocati I vertici dell'avvocatura sono pronti a chiedere la
riforma del controllo disciplinare. Il Consiglio nazionale propone che il
cittadino possa ricorrere direttamente contro l'archiviazione degli esposti
disciplinari da parte degli Ordini. Al vertice istituzionale dell'avvocatura si
dovrebbe riconoscere potere di vigilanza e di segnalazione al ministero della
Giustizia, in caso di accertate omissioni degli Ordini. La riforma, di cui il
Cnf ha discusso venerdì a Siracusa, dovrebbe essere un capitolo del nuovo
ordinamento professionale. In una categoria che ha superato i 200mila iscritti,
nel 2007 i procedimenti pendenti - secondo i dati del Cnf- sono stati 150 (11
meno del 2006). Quelli decisi, 196; nove le radiazioni. Sono 98 gli Ordini
forensi dai quali non sono pervenuti procedimenti disciplinari, mentre da Roma,
Milano e Torino è arrivato il maggior numero di procedure (rispettivamente 20,
19 e 14). Il Cnf chiede di rispettare i tempi procedurali per evitare la prescrizione
dell'azione disciplinare, di sanare la difformità di sanzioni degli Ordini
forensi anche in presenza delle stesse violazioni e di rimuovere il divieto di
aggravio della sanzione di primo grado. "è difficile – spiega il
consigliere Ubaldo Perfetti – esercitare il controllo sugli iscritti se gli
Ordini applicano criteri molto diversi ". Per il segretario Pierluigi
Tirale "l'azione disciplinare deve essere tempestiva e obbligatoria
sempre; non solo, come sostiene la Cassazione, quando il comportamento
dell'avvocato ha un risvolto penale". I medici Amedeo Bianco, presidente
della Federazione dei medici (FnomCeo), stima in 1.500 i procedimenti trattati
dagli Ordini nel 2007."I medici –spiega –possono ricorrere alla
Commissione centrale delle professioni sanitarie e poi in Cassazione. E quando
si fa appello, la sanzione comminata in primo grado è sospesa ". Da tempo,
afferma Bianco, "ci battiamo perché la legge professionale, del 1948,
contempli un percorso di recupero, ad esempio, per il medico radiato: oggi,
dopo cinque anni, può chiedere la reiscrizione all'Ordine ed è a discrezione
dell'ente concederla, senza dover dimostrare nulla". Soprattutto,
"quando il profilo deontologico si consuma su quello penale, la difficoltà
– conclude Bianco –è acquisire informazioni dalla magistratura". Ora il
Governo pensa a un Ddl per depenalizzare gli errori ma velocizzare i
risarcimenti (si veda l'articolo accanto) Commercialisti Nel 2007, i Consigli
nazionali di dottori commercialisti e ragionieri hanno affrontato, rispettivamente,
14 e 11 procedimenti disciplinari su una platea complessiva di 105mila
professionisti. Le città che hanno denunciato più episodi sono Roma e Milano.
Scarsi sono stati i provvedimenti sanzionatori giunti al Consiglio nazionale -
"giudice" di secondo grado - dal Mezzogiorno. I provvedimenti
riguardano casi che vanno dalla bancarotta semplice e fraudolenta all'esosità
della parcella. Dalla mancata restituzione di documenti alla mancata
acquisizione dei crediti formativi. "Quest'anno – spiega il consigliere
dell'Albo unico, Stefano Marchese –prevediamo un aumento dei ricorsi in
appello, per lo più per incompatibilità e mancato assolvimento di obblighi
formativi". L'esperienza del Notariato "Un anno fa – spiega il
consigliere nazionale del Notariato, Antonio Labonia – il nuovo codice
deontologico ( Dlgs 249/2006) ci ha permesso di velocizzare le procedure. Tra
giugno e dicembre, su 80 procedimenti aperti, i Co.re. di. (commissioni
regionali di disciplina presiedute da magistrati di Corte d'appello) ne hanno
chiusi 79, di cui 56 condanne". Le contestazioni? "Per lo più
atteggiamenti professionali frettolosi e superficiali, puniti con sanzioni
pecuniarie non oltre i 50mila euro e sospensioni dall'esercizio da tre mesi a
un anno". BATTISTRADA Il notariato ha affidato i giudizi di primo grado a
commissioni regionali per evitare i condizionamenti ambientali.
( da "Corriere della Sera" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-17 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE La lettera Letta: preti non sottratti alla giustizia Caro
direttore, leggo sul Corriere del 16 giugno, un articolo che riporta un brano
dell'intervista di Lucia Annunziata all'onorevole Bindi, andata in onda
domenica nel corso di In Mezz'ora, ed un'intervista di Marisa Fumagalli a
Sebastiano Vassalli, che si riferiscono entrambi ad una disposizione del
disegno di legge approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri, recante norme in materia di intercettazioni telefoniche,
telematiche e ambientali. I due articoli si riferiscono, in particolare, alla
disposizione contenuta nell'articolo 12, comma 2, lettera c), concernente la
comunicazione all'autorità ecclesiastica competente relativa a procedimenti
penali nei confronti di ecclesiastici. Al riguardo, onde fugare ogni
possibile equivoco, vorrei chiarire alcuni punti: 1) la norma citata riproduce
il testo del ddl presentato il 15 dicembre 2006 dal Ministro della giustizia
pro-tempore, onorevole Mastella, con il quale si intendeva adeguare il vigente
art. 129, comma 2, delle norme di attuazione del c.p.p. al contenuto
dell'Intesa approvata con scambio di lettere del 26 luglio 2006 tra il
presidente del Consiglio ed il segretario di Stato della Santa Sede; 2) la
norma, contrariamente a quanto affermato dallo scrittore Sebastiano Vassalli,
non svincola il clero dalla giustizia dei Tribunali, ma prevede che quando un
ecclesiastico sia indagato, arrestato o fermato o sottoposto a provvedimenti
limitativi della libertà personale o comunque sia esercitata nei suoi confronti
l'azione penale, ne venga data informazione all'autorità ecclesiastica competente;
3) la norma non costituisce una violazione del principio concordatario, come
invece affermato dal professor D'Agostino, ma dà effettiva attuazione al punto
2, lettera b), del Protocollo addizionale all'Accordo che apporta modificazioni
al Concordato Lateranense dell' 11 febbraio 1929, firmato il 18 febbraio 1984,
il quale assicura che l'autorità giudiziaria darà comunicazione all'autorità
ecclesiastica competente per territorio dei procedimenti penali promossi a
carico di ecclesiastici, ma non specifica né le varie categorie di
ecclesiastici, né le autorità della Chiesa alle quali concretamente debba
essere inviata l'informazione; 4) la norma, contrariamente a quanto affermato
dall'onorevole Violante, non è riferita alle intercettazioni che coinvolgono un
ecclesiastico, ma, come già specificato, riguarda l'informativa sull'azione
penale, di cui all'art. 129 delle norme di attuazione del c.p.p.; 5) infine,
ove Confessioni religiose diverse dalla cattolica richiedessero una analoga
norma, si potrebbe procedere all'integrazione delle intese vigenti, o si
potrebbe introdurre tale disposizione in eventuali nuove intese da stipulare.
Con l'auspicio di aver contribuito a fare chiarezza sulla disposizione non
correttamente interpretata. Gianni Letta Sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio.
( da "Riformista, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Giustizia e Veltroni
prepara la grande svolta d'opposizione "Contro di me magistrati d'estrema
sinistra" Trenta novembre 2007, sedici giugno 2008. Se la prematura
dipartita della "nuova stagione" di dialogo tra i poli meritasse una
lapide, queste sarebbero le date di inizio e fine: l'incontro alla Camera sulle
riforme tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, Prodi ancora regnante, e la
presentazione ieri in Senato dell'emendamento al pacchetto sicurezza, subito
ribattezzato "salva-premier" avendo come principale effetto quello di
congelare la sentenza del processo Mills in cui il premier è imputato per
corruzione. Sulla presentazione di questa norma il centrodestra ha discusso per
giorni, dietro le quinte, dividendosi come già altre volte in materia di
giustizia tra falchi e colombe. La domanda di fondo su cui il Cavaliere si è
interrogato apriva un bivio tutto politico: meglio affrontare a viso aperto una
probabile condanna in primo grado al processo Mills, confidando magari in un
appello celere e nel clima meno velenoso del Palazzo, oppure stoppare tutto a
costo di pregiudicare l'immagine del "nuovo" Berlusconi? Il premier
ha chiesto lumi a Ghedini, suo avvocato e deputato. E Ghedini, su tutti, lo ha
convinto che da una condanna per corruzione sarebbero comunque seguiti
imbarazzi internazionali e conseguenze non prevedibili sulla tenuta
dell'esecutivo. Meglio risolvere il problema alla radice. E stavolta da Lega e
An sono arrivate perplessità, ma non un veto. Il Carroccio ha posto solo una pregiudiziale:
"Se andiamo avanti, devi prenderti la responsabilità di spiegare al paese
perché". E Berlusconi lo ha fatto ieri con una lettera al presidente del
Senato Renato Schifani in cui difende il carattere erga omnes dell'emendamento
("Questa sospensione di un anno consentirà alla magistratura di occuparsi
dei reati più urgenti. Proporrò al Consiglio dei Ministri di esprimere parere
favorevole"), annuncia un nuovo lodo Schifani ("un disegno di legge
per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è
impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato" e
torna al vecchio repertorio anti-giudici. Del processo di Milano che lo vede
imputato dice che lo hanno intentato "magistrati di estrema sinistra",
che si tratta "dell'ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto
procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e
politici". Il premier ha aggiunto che ricuserà il presidente della decima
sezione penale del Tribunale di Milano, Elisabetta Gandus, per avere
quest'ultima "ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e
violento contrasto con il Governo che ho avuto l'onore di guidare dal 2001 al
2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti
legislativi a me favorevoli, che fra l'altro oggi si troverebbe a poter
disapplicare". Chiaramente, un punto di non ritorno. Il Cavaliere sa bene
che in due giorni è cambiata la storia della legislatura. E se è vero che ha
titubato a seguire Ghedini sulla via dello scontro frontale è perché
consapevole che nemmeno in un ultimo impeto di benevolenza Veltroni può
seguirlo sulla via di provvedimenti ad personam come quelli che già nel
2002-2003 scatenarono a sinistra l'ondata di protesta girotondina e che ieri
hanno armato un nuovo attacco dipietrista: ("Sarebbe più trasparente dire:
la legge è uguale per tutti tranne che per il presidente Berlusconi e qualche
altro amico", ha detto l'ex pm). "Quando abbiamo deciso di andare
avanti sapevamo che a Veltroni non potevamo chiedere anche questo
Golgota", sintetizza un esponente azzurro che ha partecipato in prima
persona alla riflessione berlusconiana. Insomma, un consapevole addio al
dialogo, in cambio di una smacchiatura preventiva sul curriculum del presidente
del Consiglio. Ma Veltroni non può più sentire spiegazioni. Ieri già in
mattinata, ospite di una iniziativa della fondazione aennina Fare futuro, il
leader del Pd aveva lanciato un ultimatum: "Così salta il dialogo".
Un'ultima precauzione per lasciare che fosse l'"evidenza dei fatti",
cioè il deposito ufficiale dell'emendamento in Senato, seguìto di poche ore, a
certificare le responsabilità politiche per la fine del dialogo. Ma in realtà
da giorni Veltroni ha messo in cantiere la grande svolta. Anzi, conta
addirittura di farne l'asse portante del suo discorso all'Assemblea costituente
del Pd di venerdì prossimo. Veltroni motiverà la decisione con la cronaca delle
ultime quarantotto ore. La verità è più complessa. Il tramonto della
"nuova stagione" è in sé una nuova pesantissima sconfitta per l'ex
sindaco di Roma. Ma il danno subito per lo smacco alla strategia originale è
forse inferiore a quello subito per averla perseguita: lo sbandamento dopo i
blitz berlusconiani (Rete4, intercettazioni), i sondaggi in
picchiata, un assedio interno sempre più asfissiante. L'unico modo per
spezzarlo, ritiene Veltroni, è con una novità di linea - un Pd all'opposizione
senza se e senza ma - che l'assemblea costituente sarà chiamata a votare,
battezzando (nelle speranze del leader) un nuovo inizio un anno dopo il
discorso del Lingotto. 17/06/2008.
( da "Riformista, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Segue deja vu In una
parola: con quale credibilità il premier Berlusconi potrà chiedere al cittadino
campano di accettare le discariche nel suo territorio? Con quale credibilità
chiederà ai sindaci di accettare i militari per le strade, o
ai giudici di accettare i limiti alle intercettazioni? Se queste erano
decisioni discutibili e discusse, ora sarà certamente molto più difficile
sostenerle. Sarà più difficile, e forse impossibile, svolgere quell'azione di
ricostruzione di un normale e decente spirito pubblico, che maggioranza e opposizione
sembravano intenzionate, ciascuna nel proprio ruolo, a compiere. Avere
senso dello Stato è un presupposto per chiedere rispetto per lo stato. La
scelta del premier, che anche la maggioranza farà fatica a condividere (la Lega
e An non possono accettare a cuor leggero una mossa così spregiudicata), ci
precipita di nuovo nella instabilità e nell'anomalia di un paese dove i confini
tra politica e giustizia sono continuamente travolti, ora da una parte ora
dall'altra, e dove la questione giustizia continua, dopo più di quindici anni,
ad essere al centro di tutto. Il risultato è duplice. Anzitutto, non si
consolida una maggioranza: Berlusconi non può illudersi che questa decisione
non provochi una consistente caduta di consensi per il Pdl, come si è già verificato
nella legislatura 2001-
( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
PROCURAGLI INDAGATI
SONO QUATTRO Operazione "Inferno" l'inchiesta è chiusa SAVONA E'
arrivata alla comunicazione di "fine indagini", il passo che precede
le eventuali richieste di rinvio a giudizio, l'inchiesta "Inferno"
che a gennaio era sfociata nell'arresto di cinque persone per una vicenda di
droga e ricettazione di materiale edile rubato ad alcune imprese che avevano in
appalto lavori all'interno della centrale elettrica "Tirreno Power" di
Vado Ligure. La droga. Il pubblico ministero Alberto Landolfi contesta al
marittimo savonese Luciano Ferro di aver venduto cocaina (dai cinque ai
( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il caso
Professionisti chiamati a fornire spiegazioni sulle "amicizie
proibite" MARCO RAFFA Sfilata di Vip in Procura "Chi ti vende la
cocaina?" SAVONA Visitati a casa dai carabinieri: alla porta, oltre agli
uomini in divisa con il mandato firmato dal giudice, anche i cani antidroga che
hanno velocemente passato in rassegna tutte le stanze di casa. Convocati subito
dopo in caserma, per un primo sommario interrogatorio: fate uso di cocaina,
dove la comprate, chi ve la vende. Invitati a tenersi a disposizione, per
essere interrogati più nel dettaglio - ancora in caserma o in Procura,
direttamente dal sostituto procuratore Alberto Landolfi che sta coordinando
l'indagine. Per una quindicina di savonesi "che contano"
(professionisti soprattutto, ma anche piccoli imprenditori e commercianti) è
stato un fine settimana difficile, ma è soltanto l'inizio: un gruppetto di loro
è stato già ascoltato ieri, parte nella caserma di corso Ricci, parte al sesto
piano di Palazzo di giustizia, altri interrogatori sono previsti oggi e domani.
A tutti il magistrato - o gli ufficiali dei carabinieri delegati nell'indagine
- sta facendo la stessa domanda: chi ti vende la droga? Tecnicamente le persone
convocate non sono indagate, nè lo saranno se sarà confermato l'uso personale e
la modica quantità dello stupefacente (inevitabile, invece, la segnalazione al
prefetto in qualità di "consumatori"), la posizione dei singoli potrebbe
cambiare se verrà accertato che, oltre ad acquistare per sè, hanno rivenduto ad
altri. A rendere ancora più spinosa la "sfilata" in Procura o in
caserma, c'è quindi il rischio di entrare teoricamente da testimoni e da uscire
da potenziali indagati, il tutto senza contare l'imbarazzo di essere
riconosciuti o comunque individuati come consumatori di quella che un tempo era
la droga d'elite e che oggi è diventata, lo dicono i dati e i taccuini degli
investigatori, alla portata di tutte le tasche. Nella vicenda c'è un altro
aspetto che sta facendo tremare, oltre ai quindici Vip già coinvolti (e i cui
eleganti appartamenti sono stati rovistati, pare senza esito, dalle unità
cinofile dei carabinieri di Volpiano) anche altri potenziali
"consumatori" di cocaina. Il fatto di essere stati individuati non
sulla base di semplici ospetti o di intercettazioni, ma
grazie a riscontri precisi. Gli investigatori, com'è ovvio, non confermano (e
anzi il fatto che questa operazione sia diventata di dominio pubblico viene
visto con fastidio) ma numeri di telefono e nominativi delle persone
interrogate erano contenuti nelle agendine e nelle memorie dei cellulari di
alcuni personaggi arrestati nelle ultime settimane proprio per spaccio
di cocaina su base, se non "industriale", comunque importante.
Riferimenti precisi quindi, sufficienti alla Procura per chiedere a al giudice
dell'indagine preliminare per autorizzare perquisizioni e interrogatori.
Toccherà ora ai singoli personaggi coinvolti spiegare agli inquirenti come mai,
nell'agenda del cellulare dello spacciatore X, ci fossero il loro nome e i loro
numeri. Certo, tra gli spacciatori finiti in carcere negli ultimi mesi ci sono
anche alcuni insospettabili, in particolare titolari di locali pubblici. Altri
potrebbero avere occupazioni lecite come artigiani od operai, e quindi si
potrebbero trovare giustificazioni plausibili per frequentazioni che
insospettiscono gli investigatori. Resta ora da capire fino a quanto
irreprensibili professionisti, messi sotto il torchio di un'indagine per droga,
potranno resistere senza "vuotare il sacco".
( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
IMPERIAERANO STATI
ARRESTATI DALLA POLPOSTE Carte clonate, condannati a 3 anni i due "pirati
informatici" bulgari IMPERIA Tre anni di reclusione in carcere. Sono stati
condannati ieri mattina dal Tribunale di Imperia i due "pirati
informatici" bulgari fermati durante le feste di Natale dalla Polizia
postale con l'accusa di aver clonato carte di credito. I bulgari dovevano
rispondere anche di detenzione di codici informatici e di
intercettazione di flussi telematici. Si tratta di Ivan Ivanov, 24 anni e Toma
Kelevsky, 30 anni. Secondo l'indagine portata avanti dagli agenti della Polizia
postale al comando dell'ispettore Ivan Bracco, i due bulgari avevano manomesso
i postamat degli uffici postali di Diano Marina, Vallecrosia e delle sedi di
via dei Pescatori e via Martiri della Libertà a Imperia. Gli
accertamenti svolti dalla polizia hanno portato ad accertare che la coppia
usava una tecnica efficace per quanto non molto sofisticata: utilizzando una
tastiera assolutamente uguale a quelle che normalmente si trovano agli
sportelli bancomat, sistemavano un microchip fornito di memoria. Attraverso il
congegno elettronico venivano registrati i codici che digitava il cliente senza
che questi si accorgesse di nulla: il bancomat funzionava regolarmente.
Aspettavano un giorno e poi tornavano a ritirare il loro dispositivo caricato
di tutti i codici digitati nell'arco delle 24 ore. Collegato ad un pc, il
dispositivo trasmetteva tutti i "pin" registrati alla centrale
clandestina in Bulgaria dove avveniva la vera e propria clonazione delle carte.
\.
( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Federico Geremicca RIECCOLO
Auspicata dai fan della politica tutta muscoli e polemiche, temuta - al
contrario - da chi ritiene che da una dialettica civile il Paese abbia solo da
guadagnare, la "grande gelata" sul tanto discusso dialogo tra governo
e opposizione sembra esser arrivata: in controtendenza rispetto alla stagione
calda e, naturalmente, sul terreno dell'amministrazione della giustizia. Anzi,
per esser più precisi, dei rapporti tra il premier e la giustizia. A far da
detonatore sono stati un paio di emendamenti presentati dalla maggioranza al
decreto sicurezza con i quali - in ragione della necessità di accelerare i
procedimenti per i reati più gravi o ad alto allarme sociale - viene ordinato
ai giudici di dare "precedenza assoluta" appunto a questo tipo di
processi (con pene superiori a dieci anni e per delitti commessi dalla
criminalità organizzata) e di sospendere per un anno i dibattimenti relativi a
reati commessi prima del giugno 2002. Nella casistica rientra anche un processo
(il cosiddetto processo Mills) che vede imputato per appropriazione indebita,
frode fiscale e falso in bilancio, il premier in carica. La circostanza ha
scatenato le durissime proteste dell'opposizione ("Così la tela del
dialogo si strappa", ha annunciato Veltroni) e riportato, con un doppio
salto mortale all'indietro, toni e argomenti dello scontro politico al clima di
una decina di anni fa. "Berlusconi è allergico alla giustizia - ha tuonato
Di Pietro -. Non vuole che sia applicata a sé la legge che vale per
tutti". E il premier ha reagito annunciando di voler ricusare il collegio
che lo sta giudicando e puntando l'indice contro magistrati che utilizzano
"la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportati da un
Tribunale anch'esso politicizzato". Provando a separare i fatti dalla propaganda,
ci si può qui limitare a due constatazioni. La prima, richiama l'oggettiva
necessità di disciplinare in maniera più efficace e aderente al crescente
allarme sociale, tempistica e esecuzione dell'azione giudiziaria: l'idea,
dunque, che alcuni processi possano godere di una sorta di "corsia
preferenziale" rispetto ad altri, non è sbagliata. La seconda, al
contrario, sottolinea un errore di fondo: e cioè che sia la politica - e per di
più per decreto, e senza alcuna consultazione dei vertici della magistratura -
a decidere quali, per quale specie di reato e a partire da quando alcuni
processi vadano accelerati, altri rallentati e altri ancora addirittura sospesi
(fino a determinare, nel secondo e nel terzo caso, una sorta di maxi-amnistia
non dichiarata). Questo per stare alla forma del problema. Volendo invece
andare più concretamente alla sostanza, non si può non vedere come torni
nuovamente alla ribalta quella sorta di "doppio conflitto di
interessi" (in materia di tv e di giustizia) che condiziona e appesantisce
l'azione di Silvio Berlusconi fin dal giorno della sua "discesa in
campo". Già solo in queste poche settimane di avvio legislatura il
conflitto è tornato a manifestarsi due volte: prima a proposito dei destini di
Retequattro (una delle tv del premier) e oggi intorno alla sorte di un processo
che lo riguarda. E conta onestamente poco - se non ai fini del clima generale -
che a Walter Veltroni non sia quasi parso vero poter approfittare del doppio
scivolone del premier per alzare i toni della polemica, annunciare che "la
tela si strappa" e tirarsi così fuori dalle secche delle difficoltà che il
bon ton ed il dialogo con Berlusconi gli hanno creato sia nel Pd sia presso il
suo stesso elettorato. Stando così le cose, è dunque possibile che la tanto
discussa "luna di miele" tra il governo, l'opposizione e il Paese sia
già davvero finita, in anticipo rispetto anche alle più pessimistiche
previsioni. È evidente che, giunti a questo punto, un solo atto potrebbe
permetterne la prosecuzione: il ritiro o la profonda modifica delle norme
appena annunciate. La settimana scorsa, a proposito di
intercettazioni telefoniche, su richiesta della Lega e per fugare ogni dubbio
che il provvedimento potesse frenare le indagini in materia di corruzione,
questo tipo di reato (inizialmente escluso) fu inserito nella casistica di
quelli per i quali è possibile procedere ad intercettazioni. La
correzione fu applaudita, anche dall'opposizione. Ecco: se le norme proposte
ieri in materia di processi sono state pensate guardando solo agli interessi
dei cittadini e di un miglior funzionamento della macchina giudiziaria, si
segua quell'esempio e le si modifichino in maniera tale da escludere da
privilegi le pendenze del presidente del Consiglio. Sembra questa l'unica via
per fugare ogni sospetto e riaprire la strada del dialogo. Ammesso che,
naturalmente, sia davvero un confronto civile ciò che vogliono sul serio tanto
il premier - ormai saldamente al governo - che Walter Veltroni, alle prese con
la costruzione di una solida opposizione.
( da "AltaLex" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Disegno di legge
approvato dal CdM il 13.06.2008 Stampa Pene fino a 5 anni di reclusione
"per chi utilizza o rivela le intercettazioni o altre notizie coperte da
segreto, avendo conoscenza qualificata degli atti del procedimento penale"
e fino a tre anni per il giornalista che le pubblica, con sanzione fino a 1.032
euro, nonchè sanzioni fino a 400 mila euro per l'editore. E' questa una delle
novità previste dal disegno di legge in materia di intercettazioni telefoniche
approvato dal Consiglio dei Ministri 13 giugno 2008, n. 5 su proposta del
Ministro della Giustizia Angelino Alfano per ristabilire il diritto alla
riservatezza dei cittadini secondo quanto previsto dall'articolo 15 della
Costituzione italiana. In particolare, il provvedimento ha due punti di forza:
arginare la diffusione incontrollata dei contenuti delle intercettazioni;
ridimensionare gli oneri derivanti dalle operazioni di intercettazione.
Inoltre, secondo quanto richiesto anche dalla Corte europea dei diritti
dell'uomo, viene individuato dal disegno di legge un termine massimo per la
durata delle intercettazioni, pari a 3 mesi. Esclusi dalle nuove limitazioni
sulle intercettazioni telefoniche soltanto alcuni reati specifici: mafia,
terrorismo ed altri reati di gravissimo allarme sociale. (Altalex, 17 giugno 2008)
Disegno di legge 13 giugno 2008 Norme in materia di intercettazioni
telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di
astensione del giudice, degli atti di indagine, e integrazione della disciplina
sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Art. 1.
(Modifiche agli articoli 36 e 53 del codice di procedura penale) 1.
All'articolo 36, comma l, del codice di procedura penale, dopo la lettera h) è
aggiunta la seguente: <
( da "AltaLex" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Articolo di Franco
Abruzzo 17.06.2008 Stampa L'applicazione del dlgs 231/2001 alle imprese
multimediali in relazione alla violazione dell'articolo 684 del Cp
(Pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale) potrebbe
determinare una ingerenza (giustificata dai rischi delle sanzioni pecuniarie)
degli editori nella vita e nella fattura dei giornali con conseguente
compromissione dell'autonomia della professione di giornalista. Probabilmente
questo è il vero obiettivo (per ora "incartato") del disegno di legge
del Governo Berlusconi. Le imprese multimediali italiane, così, diventerebbero
simili a quelle americane, inglesi, tedesche e francesi nelle quali l'editore
gioca un ruolo determinante nelle scelte quotidiane delle notizie da
pubblicare. La nuova normativa è soltanto apparentemente contro gli editori, ma
in realtà mira a dare agli stessi il "potere" di fare i giornali,
riducendo il ruolo dei direttori e dei redattori a quello di impiegati di
redazione. I giornalisti devono difendere con determinazione la legge 69/1963,
che, forte della deontologia elevata a norma, delinea, con l'aiuto
dell'articolo 21 (II comma) della Costituzione, una professione indipendente,
libera da "censure" e da "autorizzazioni". Analisi del
disegno di legge all'esame del Senato. Intercettazioni: tornano in auge le norme fasciste del 1930! Cronaca giudiziaria
imbrigliata. Niente carcere per i giornalisti, ma sospensione cautelare dalla
professione fino a tre mesi. Gli editori, che rischiano sanzioni da 25mila euro
a 232mila euro, potrebbero decidere di intervenire (con la scusa delle
sanzioni) nella fattura dei giornali, minando così l'autonomia dei
giornalisti di Franco Abruzzo Indice: 1. Premessa. Si torna alla legislazione
del 1930. Aziende multimediali sotto tiro, ma (con l'alibi delle sanzioni) in
grado di "impossessarsi" delle scelte redazionali. - 2. Niente
carcere per giornalisti ma un'ammenda fino a 750 euro di sanzione con la coda
della sospensione cautelare dalla professione fino a 3 mesi (?ma la norma è
inapplicabile). - 3. Pene più severe per i pubblici ufficiali "gole
profonde". Il segreto professionale dei giornalisti tutelato soprattutto
dall'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'Uomo e dalle
sentenze della Corte di Strasburgo. L'articolo 326 Cp non riguarda i
giornalisti. - 4. Sanzioni amministrative (da 25mila a 232mila euro) anche per
l'impresa multimediale. La salvezza (per le aziende) è la formazione continua
dei giornalisti - 5) In coda il testo del Ddl 9 settembre 2005; i testi (con le
modifiche) della legge sulla stampa, del Codice penale e del Codice di
procedura penale; l'articolo 32 del Dlgs 177/2005; gli articoli fondamenti del
Dlgs 231/2001. 1. Premessa. Si torna alla legislazione del 1930. Aziende
multimediali sotto tiro, ma, con l'alibi delle sanzioni, in grado di
"impossessarsi" delle scelte redazionali. I 14 articoli del disegno
di legge (varato dal Governo il 9 settembre 2005 ed all'esame del Senato) sulle
"Disposizioni in materia di intercettazioni telefoniche ed ambientali e di
pubblicità negli atti del fascicolo del pubblico ministero e del
difensore", una volta diventati legge, decreteranno la fine della cronaca
giudiziaria. Si torna alla legislazione del 1930: viene, infatti introdotto il
divieto di pubblicazione "anche parziale o per riassunto o nel contenuto,
di atti di indagine preliminare, nonché di quanto acquisito al fascicolo del
pubblico ministero o del difensore, anche se non sussiste più il segreto, fino
a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine
dell'udienza preliminare?.. E' in ogni caso vietata la pubblicazione anche
parziale o per riassunto della documentazione, degli atti e dei contenuti
relativi a conversazioni o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche
di cui sia stata ordinata la distruzione". Con queste clausole in vigore,
i quotidiani non avrebbero potuto pubblicare le conversazioni telefoniche
(intercettate dalla polizia giudiziaria) tra il Governatore di Bankitalia Fazio
e il banchiere Fiorani. Sergio Beltrami, magistrato, ha scritto (D&G, n. 35
del 1° ottobre 2005): "Con l'estensione del divieto di pubblicazione degli
atti, anche se non più coperti da segreto, al loro contenuto, ed anche solo per
riassunto, a guisa di informazione, si ritornerebbe indietro di 75 anni,
reimponendo inaccettabili bavagli alla stampa: non sarebbe, ad esempio,
consentito dar notizia neanche di un arresto, ovvero della esecuzione di una
ordinanza applicativa di una misura coercitiva, atti non soggetti a segreto, e
questo appare francamente aberrante". I cronisti e i direttori
"riottosi e ribelli" rischiano la sospensione cautelare dalla
professione fino a 3 mesi, pubblicando "arbitrariamente atti di un
procedimento penale" oppure non pubblicando le lettere di rettifica o di
smentita dei cittadini/lettori. La norma, però, come vedremo, non è
applicabile. Il disegno di legge introduce, nel contesto del Dlgs n. 231/32001,
la responsabilità delle imprese editoriali "per gli illeciti amministrativi
dipendenti da reato" (il reato è quello previsto dall'articolo 684 Cp, che
punisce "la pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento
penale"). Gli editori potranno arrivare a pagare da
( da "AltaLex" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Articolo di
Salvatore Walter Pompeo 17.06.2008 Stampa Intercettazioni: non serve la Corte di
Salvatore Walter Pompeo Forti preoccupazioni genera la notizia che il Governo
starebbe per presentare un disegno di legge in materia di intercettazioni
prevedendo, tra l'altro, la competenza alla autorizzazione in capo ad un
collegio di magistrati. L'impressione è che si stia continuando , più
che a navigare a vista, ad andare davvero alla deriva, emanando norme di natura
emergenziale e non pensando a riforme di sistema, le uniche idonee a
rifunzionalizzare la giurisdizione e mantenere all'ordinamento l'indispensabile
carattere di organicità. I guasti delle intercettazioni nei confronti dei quali
sta insorgendo la società civile risiedono non tanto nel modesto controllo da
parte del Giudice delle Indagini Preliminari sull'operato dell'Ufficio del
Pubblico Ministero e nella eccessiva facilità con la quale vengono autorizzate
le intercettazioni, quanto e piuttosto nella fuga di notizie alla quale sistematicamente
si assiste e nei costi esosi ed insostenibili. Il rimedio al primo problema lo
si ottiene blindando ulteriormente le indagini e, dispiace davvero dirlo,
sanzionando congruamente chi pubblica notizie che illegalmente o illecitamente
sono uscite dal Palazzo di Giustizia: non è tollerabile che la incivile
pubblicazione di notizie, ottenute in modo facilmente intuibile, riguardanti
fatti rigorosamente privati, ma dati in pasto a chi ne fa commercio di ogni
tipo ed alla morbosa schiera di curiosi, venga contrabbandata come esercizio
del diritto di cronaca. E, più che la sanzione penale, bisogna ricorrere a
quella amministrativa, la sospensione dall'esercizio della professione o dal
servizio, applicata, con le garanzie del caso, anche in via cautelare. Il
rimedio al secondo problema risiede nell' impossessarsi del servizio di
intercettazione e nel governarlo o attraverso la realizzazione presso le
Procure della Repubblica degli impianti necessari ovvero stipulando convenzioni
nazionali mediante gare idonee ad assicurare costi adeguati e sostenibili. Se,
poi, l'intenzione è quella del maggior controllo delle intercettazioni disposte
dall'Ufficio del Pubblico Ministero, sembra davvero una pia illusione,
disancorata dalla realtà, quella per la quale un collegio fornirebbe
concretamente e significativamente maggiori garanzie: è impensabile che tre
magistrati, nella fase delle indagini, possano tutti e tre esaminare funditus
le richieste del Procuratore della Repubblica. Così come avviene oggi in
moltissimi casi, sarebbe solo uno dei tre, il relatore, ad esaminare la
richiesta che verrebbe poi sollecitamente adottata dal collegio. Ma, poi, oggi
il sistema è che il Giudice dell'Udienza Preliminare possa essere competente,
pur Giudice monocratico, a trattare in sede di rito abbreviato processi di
estrema gravità ed enorme complessità nonché ad infliggere pene gravissime.
Questa è una sola delle numerose, eclatanti, ipotesi tra le quali non è
certamente in ombra quella afferente all' adozione delle misure cautelari. Però,
al contempo, si richiederebbe l'intervento di tre magistrati per un incombente,
grave sì, ma in misura assai diversa. Il Legislatore ha operato una scelta,
ormai alcuni anni fa, quando ha dato un'impronta monocratica alla giurisdizione
penale e tanto operò per ragioni di risorse. Ecco l'ulteriore profilo da non
trascurare. La competenza collegiale implica l'assegnazione alla Sezione del
Giudice delle Indagini Preliminari di almeno quattro magistrati, dei quali tre
deputati all'adozione dei provvedimenti anche di competenza collegiale ed il
quarto alle funzioni del Giudice dell'Udienza Preliminare. L'adozione di un
provvedimento di autorizzazione alle intercettazioni, però, provocherebbe
immediatamente le incompatibilità disciplinate dalla Legge e diffusamente
elaborate dalla giurisprudenza: quattro magistrati, a fronte dei due attuali,
non potrebbero trattare le ulteriori fasi del processo. Le conseguenze che la
riforma avrebbe sui Tribunali di ridotte dimensioni sono fin troppo evidenti:
alcuni sarebbero posti nell'impossibilità, con le sole proprie forze, di
decidere, ma molti si troverebbero in serie difficoltà. Né è pensabile il
ricorso alle tabelle infradistrettuali che, fino ad oggi e grazie
all'atteggiamento decisamente ostile di molti, non hanno sortito effetti
significativi. In una fase storica come quella attuale, nella quale le risorse
magistratuali sono quantitativamente insufficienti, gravare il sistema di
ulteriori competenze o costringerlo a ritmi serrati senza che ricorrano gravi
ragioni, come sta al contempo accadendo con le norme in materia di sicurezza
pubblica, manifesta una considerazione relativa del sistema e delle ricadute
che su di esso avranno certamente le norme in questione. La proiezione è
doverosa ma non è tanto questo il problema, che è ben diverso e, se vogliamo,
culturale. Chiunque abbia maturato un minimo di esperienza giudiziaria sa bene
che un magistrato, se il suo percorso professionalizzante è stato serio, in
ogni momento ed in ogni fase, è bene in condizione, anche da solo, di adottare
le più gravi determinazioni, soprattutto se sono solo procedurali e non
attengono alla decisione sulla responsabilità dell'imputato. Ma il presupposto
indefettibile è che sia davvero terzo, nei sensi scolpiti dall'articolo 111,
che sia psicologicamente e culturalmente autonomo ed indipendente, e che
nessuna contiguità, di alcun tipo, nemmeno ambientale, abbia con alcuna delle
parti del procedimento, nemmeno con il rappresentante della Pubblica accusa.
Professionalizziamo ancor di più i Giudici e rendiamoli più autonomi: non
avremo necessità di una corte per autorizzare , coscienziosamente e
responsabilmente, una intercettazione che troverà aliunde le garanzie che un
moderno Stato democratico deve assicurare ad ogni singolo consorziato.
( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
VENTIMIGLIA IERI MATTINA
IL BLITZ DEL COMMISSARIATO, RECUPERATI CENTO GRAMMI DI STUPEFACENTE Preso il
pusher della "coca by-night" [FIRMA]LORENZA RAPINI VENTIMIGLIA Un
duro colpo allo spaccio al dettaglio per tutta la zona intemelia. Al termine di
alcuni mesi di indagine, gli agenti del commissariato di polizia di
Ventimiglia, agli ordini del dirigente Giovanni Santoro, hanno eseguito
un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, (su richiesta del Pm Francesco
Pescetto, disposta dal Gip Anna Bonsignorio) con l'accusa di spaccio di
sostanze stupefacenti, a carico di Davide Conte, 33 anni, residente a
Perinaldo. Già noto alle forze dell'ordine, già arrestato nel 2003, Conte
avrebbe smerciato cocaina e hashish per le notti da sballo della Riviera. Le
indagini della polizia hanno ricostruito le modalità, collaudate, con cui
vendeva la droga. Si muoveva in scooter, tra Ventimiglia, Vallecrosia e
l'entroterra, senza portare mai con sé grosse quantità di stupefacenti. Aveva
infatti studiato alcuni nascondigli, spesso in luoghi pubblici poco
frequentati, in cui era solito occultare la droga, per poi andarla a recuperare
al momento dell'occorrenza. I contatti tra lo spacciatore e i suoi clienti
abituali, visto che il giro d'affari era collaudato, si tenevano via cellulare:
chiamate brevi, in cui ci si metteva d'accordo essenzialmente sul luogo
dell'incontro, visto che entrambe le parti sapevano bene di cosa stavano
parlando. Le indagini degli uomini di Santoro proseguono: quattro persone
infatti sono indagate. Si tratta della convivente, una commerciante di 28 anni;
un esercente di un bar di 41 anni, incensurato; un disoccupato di Vallecrosia
di 28 anni, già noto alle forze dell'ordine; un sorvegliato speciale di 37
anni, residente a Ventimiglia. Mesi di pedinamenti, spesso utilizzando lo
scooter, per spostarsi velocemente nel traffico come era
solito fare lo spacciatore, intercettazioni. Una attività di indagine intensa
che ha dato i suoi risultati. Il giro d'affari era consistente. Anche una
decina di clienti a sera. Le perquisizioni hanno portato alla scoperta, proprio
vicino a casa di Conte, di circa
( da "Panorama.it" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Grande intesa Cavaliere-Veltroni: perché
s'incrina un sogno Posted By redazione On 16/6/2008 @ 12:56 In Headlines,
NotiziaHome | 8 Comments [1] di Stefano Brusadelli Nata sotto il [2] segno del
dialogo, anche questa legislatura rischia di finire sotto quello
dell'incomunicabilità. Sono passate appena 6 settimane dall'inaugurazione delle
nuove camere e già il clima costituente sembra offuscarsi. Dice a Panorama [3]
Gaetano Quagliariello, numero due dei senatori del Pdl e delegato di Silvio
Berlusconi per le riforme istituzionali: "Nelle aule parlamentari stiamo
ascoltando di nuovo, dai banchi dell'opposizione, il linguaggio della
delegittimazione nei nostri confronti. Se si va avanti così, la grande
occasione di fare insieme le riforme si riduce a materia per convegni di
professorini. Che a me, personalmente, non interessano". Quagliariello ce
l'ha con l'ostruzionismo messo in atto dall'[4] Italia dei Valori a
Montecitorio sul decreto Alitalia e con le accuse di collusioni con la camorra
rivolte il 5 giugno in aula da un deputato dipietrista all'ex presidente della
commissione di Vigilanza Rai, Mario Landolfi. Ma sul cielo cominciano ad
addensarsi anche altre nuvole, ben più consistenti. La
proposta berlusconiana di regolamentare le intercettazioni ha rilanciato i
sospetti del centrosinistra sull'intenzione del premier di mettere nell'angolo
la magistratura usando la politica. La [5] debolezza di Walter Veltroni rischia
di far apparire poco utile un dialogo in questa fase, magari per attendere che
in autunno nel Pd la situazione si chiarisca, o in senso favorevole
all'ex sindaco di Roma o con la sua giubilazione. E, soprattutto, diventa
sempre più ingombrante la presenza di Antonio Di Pietro, premiato da un
risultato elettorale lusinghiero (4,4 per cento) e convinto di poter fare anche
di meglio interpretando l'Italia "antinciucista" e sparando a zero
contro ogni ombra di intesa tra gli schieramenti. Fatto sta che il dialogo è a
forte rischio d'impantanamento. Sul fronte dei regolamenti parlamentari, i tempi
si allungano. L'idea di istituzionalizzare il governo ombra si è infranta
contro la considerazione che non siamo in Gran Bretagna ma in un regime
bicameralista: essendo composto in parte da deputati e in parte da senatori,
l'esecutivo veltroniano non potrebbe operare nella sua interezza né a
Montecitorio né a Palazzo Madama. E di fronte al piglio decisionista del
governo che affronta i grandi problemi a colpi di decreti legge (Ici, Alitalia,
sicurezza), annuncia per giugno una supermanovra economica destinata a svuotare
di fatto l'importanza delle prossime tre leggi finanziarie (l'unica occasione a
disposizione dell'opposizione per battere qualche colpo), e si prepara a
entrare nel sancta sanctorum della giustizia (intercettazioni in primis), nel
Pd sono tornati a circolare forti dubbi sull'opportunità di offrire alla
maggioranza nuovi meccanismi di garanzia per blindare l'iter dei propri
provvedimenti. Sulla legge elettorale nazionale tutto è in alto mare; su quella
europea (tema urgente, dato che si vota nella prossima primavera) solo in parte
l'accordo è fatto. La soglia di sbarramento sarà quasi certamente al 4 per
cento su base nazionale, quanto basta per mandare a Strasburgo Idv, Udc e
(forse) Rifondazione, escludere la Destra e i Verdi e dissuadere dall'avventura
solitaria le varie schegge (Mpa, radicali, socialisti, neodc) ormai accasati
con il Pd o il Pdl. Anche per le circoscrizioni, oggi solo cinque, c'è un
accordo di massima per portarle a 15: una per regione, con accorpamento delle
più piccole. Ma non c'è via libera del Pd sull'abolizione delle preferenze,
fortemente voluta dal Pdl anche per evitare imbarazzanti conflitti territoriali
tra candidati di An e Fi. [6] Salvatore Vassallo e [7] Stefano Ceccanti,
plenipotenziari di Veltroni nella trattativa, le difendono, controproponendo di
fissarle a due (oggi sono da una a tre, secondo le circoscrizioni), a
condizione però che vadano a un uomo e a una donna. Su questo punto
Quagliariello è tassativo: "Con i partiti deboli di oggi la preferenza
sarebbe solo uno strumento nelle mani di lobby ricche, spesso persino di natura
criminale, per colonizzare la politica". Dietro il raffreddamento si
intravede anche il dissiparsi di una sorta di equivoco buonista nato dopo il
voto. "Berlusconi" dice il numero due del Pd Dario Franceschini
"si tolga dalla testa l'idea che volere le riforme significhi da parte
nostra la rinuncia a fare opposizione dura". La stessa lunghezza d'onda
del capogruppo alla Camera, Antonello Soro, che pure resta tra i fautori più
convinti dell'intesa: "La maggioranza non si illuda, la nostra opposizione
sarà durissima, anche se non vogliamo usare l'ostruzionismo. Ma le nuove
regole, oggi, servono più a loro che a noi. E non è colpa nostra se il governo
ha esordito con un emendamento per salvare Rete4, o modificando la natura degli
aiuti all'Alitalia". Speculare l'atteggiamento del capo dei senatori del
Pdl, Maurizio Gasparri, anche lui nonostante tutto ottimista: "Forse nel
Pd qualcuno scambia il dialogo con la rinuncia ad attuare il nostro programma.
Il che è impensabile". A rileggerli oggi, non sono poi tanto diversi dagli
attuali gli auspici che salutarono nel 1983 la nascita della commissione Bozzi,
nel 1992 quella De Mita-Iotti, o nel 1997 la bicamerale dalemiana. Tutti
fallimenti. Suona disperatamente virtuoso il monito dell'ex dc, oggi nel Pd,
[8] Marco Follini: "Tra il 1946 e il '47 la Dc e il Pci continuarono a
scrivere insieme la Costituzione persino dopo che nel maggio 1947 De Gasperi
mise il Pci fuori dal governo". Altri tempi? Il VIDEO servizio:.
( da "Dagospia.com" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
LA RAI HA CHIESTO
TELECRONISTI CALCIO IN PRESTITO? ? MILAN IN UEFA, CHE FARÀ LA7? (MEDIASET
PREME) ? PAOLINI PENSA AL RUGBY ? CARELLI SCHIENADRITTA: I GIORNALISTI QUANDO
HANNO LE NOTIZIE, LE DANNO? Maurizio Caverzan per "Il Giornale" 1 -
EUROPEI, LA RAI HA CHIESTO UN PRESTITO DI TELECRONISTI - I magnifici sei
telecronisti degli Europei di calcio sono Marco Civoli (fisso sulla Nazionale),
Gianni Cerqueti (il girone dell'Italia), Stefano Bizzotto (fisso sulla
Germania), Carlo Nesti, Alessandro Forti e Gianni Bezzi. Professionisti di
lungo corso e di cento battaglie - ognuno affiancato di volta in volta da un
commentatore con un illustre passato da calciatore - ma forse non modernissimi
nelle formule e nel linguaggio. Tanto che una parte dei telespettatori ha
cominciato a rimpiangere Fabio Caressa di Sky o Sandro Piccinini di Mediaset.
Dovevano averli previsti in anticipo anche i dirigenti di Raisport, questi
rimpianti se è vero, come risulta a "Segnali di fumo" che, prima
dell'inizio della competizione, erano stati fatti dei sondaggi presso le
redazioni sportive di Sky e Mediaset per avere in prestito qualche
telecronista, con la formula della liberatoria. Prestiti che non sono stati
concessi. Peccato. 2 - IL MILAN TRA LA7 E MEDIASET - Sempre in tema di calcio.
Che cosa succederà al Milan finito in Coppa Uefa? I diritti per la seconda
competizione europea per club sono stati acquistati da La7 che, nell'ultimo
anno, ha trasmesso con buoni ascolti le partite della Fiorentina giunta fino in
semifinale. Ovvio che i match del Milan facciano gola a Mediaset. Nel piano di
risanamento della rete previsto da Giovanni Stella, neoamministratore de La7,
che posto avrà il Milan? 3 - E PAOLINI TORNA CON IL RUGBY ? Restiamo dalle
parti della tv di Telecom Italia. Qualche sera fa Marco Paolini ha ritirato un
premio allo stadio Flaminio di Roma in occasione dei festeggiamenti per gli
80anni della Federazione Italiana Rugby. Elogiato da pubblico e dirigenti,
Paolini non ha potuto evitare di promettere che, prima del nuovo Sei Nazioni,
tornerà su La7 con altri episodi del suo teatro. 4 - CARELLI DIFENDE I
GIORNALISTI - Editoriale con la grinta che non t'aspetti, venerdì scorso su Sky
Tg 24 firmato da Emilio Carelli. Il direttore del canale all news ha
manifestato preoccupazione per le pene eccessive previste
nel nuovo disegno di legge sulle intercettazioni sottolineando che spetta ad
altri - leggi magistratura - tutelare il segreto istruttorio, mentre i
giornalisti quando hanno le notizie, le danno. 5 - GUIA CONSIGLIA SIMONA A
OPRAH - Lunga articolessa di Guia Soncini sull'ultimo Io Donna per bacchettare
Oprah Winfrey, rea di essersi espressa in favore di Barack Obama. Per
Soncini, Oprah dovrebbe imparare da Simona Ventura, nientemeno. Esemplare una
sua vecchia dichiarazione quando si definì "né di destra né di sinistra:
sono qualunquista all'estremo". Se avesse preso esempio da Simona, Oprah
non avrebbe dovuto sopportare le proteste delle donne, tifose di Hillary. Oprah
Winfrey, Simona Ventura, Guia Soncini. Dagospia 17 Giugno 2008.
( da "Sestopotere.com" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
(17/6/2008 09:05) |
(Sesto Potere) - Roma - 17 giugno 2008 - “Gli emendamenti presentati dai
senatori Vizzini e Berselli del Pdl al cosiddetto "decreto sicurezza"
devono essere ritirati immediatamente. Non assicurano alcun fine di interesse
generale ma servono solamente a risolvere i problemi processuali del Premier,
falsando in maniera gravissima il corretto funzionamento della giustizia
italiana”. E' quanto dichiara il ministro ombra della Giustizia del Pd,
Lanfranco Tenaglia. “La sospensione dei procedimenti penali relativi a fatti
commessi fino al 30 giugno 2002 – aggiunge Tenaglia –, anche se il dibattimento
di primo grado non si è ancora concluso, è un vero e proprio provvedimento ad
personam la cui logica è stata già sconfessata dalla Corte costituzionale”.
"Prima la norma salva Rete 4, stoppata in Parlamento, poi l'introduzione
del reato d'immigrazione clandestina, l'assenza di proposte
su Alitalia, il disegno di legge sulle intercettazioni presentato senza
discutere né con le opposizioni né con i magistrati, poi la proposta di inviare
2.500 militari nelle strade e infine l'inserimento del Lodo Schifani nel
decreto sicurezza...O il governo cambia o non ci sarà più il dialogo. Il
governo è nato da un mese e la sequenza di strappi ripetuti è
inaccettabile". è questo l' ultimatum lanciato da Walter Veltroni al
governo durante un incontro su ruolo e obiettivi del Governo ombra alla
fondazione Fare futuro. "Veltroni e' come il re Travicello: spinte interne
al suo partito e il pressing di Di Pietro lo spingono a procedere a zig zag
senza una linea precisa. In questo modo Veltroni resta imprigionato nel gioco
delle forze piu' reazionarie del suo schieramento e rischia di rendersi
responsabile di un ritorno alla pratica della demonizzazione dell'avversario,
cavalcando anche provvedimenti sulla giustizia che riguardano tutti i
cittadini". Ha affermato Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del
PdL, commentando le affermazioni del leader Pd. "Le affermazioni di
Veltroni destano preoccupazione perche' sembrano riproporre un vecchio modo di
far politica caratteristico di una stagione che, francamente, speravamo di
esserci lasciati alle spalle". Ha affermato Maurizio Lupi, vicepresidente
Pdl della Camera. "Non abbiamo presentato nessun lodo Schifani o lodo
Maccanico. Noi diamo la precedenza a quei reati che hanno a che fare con
l'allarme sociale. Se il Parlamento sara' daccordo vi potra' essere poi un
provvedimento che consenta alla 5 cariche dello Stato di operare senza avere
l'impunita' ma potendo rispondere alla giustizia alla fine del mandato, come
Chirac in Francia". Ha aggiunto il vicepresidente vicario dei senatori del
Pdl Gaetano Quaglieriello circa gli emendamenti presenti al decreto sicurezza
dai relatori Filippo Berselli e Carlo Vizzini. E lo stesso presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi , dopo la presentazione degli emendamenti del Pdl
al dl sicurezza, ha inviato una lettera al presidente del Senato, Renato Schifani
, dove fra l'altro afferma: "come le e' noto stamane i relatori senatori
Berselli e Vizzini, hanno presentato al cosiddetto "decreto
sicurezza" un emendamento volto a stabilire criteri di priorita' per la
trattazione dei processi piu' urgenti e che destano particolare allarme
sociale. In tale emendamento si statuisce la assoluta necessita' di offrire
priorita' di trattazione da parte dell'autorita' giudiziaria ai reati piu'
recenti, anche in relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo
e di giudizio immediato. Questa sospensione di un anno consentira' alla
magistratura di occuparsi dei reati piu' urgenti e nel frattempo al Governo e
al Parlamento di porre in essere le riforme strutturali necessarie per
imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno
rispetto delle garanzie costituzionali". Berlusconi continua: "I miei
legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile a
uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno
intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione
della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta
dell'ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di
utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in cio' supportato da un
Tribunale anch'esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi
accusatoria".
( da "Repubblica.it" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
NEL mezzo della luna
di miele che la maggioranza degli italiani credeva di vivere con il nuovo
governo, la vera natura del berlusconismo emerge prepotente, uguale a se
stessa, dominata da uno stato personale di necessità e da un'emergenza privata
che spazzano via in un pomeriggio ogni camuffamento istituzionale e ogni
travestimento da uomo di Stato del Cavaliere. No. Berlusconi resta Berlusconi,
pronto a deformare lo Stato di diritto per salvaguardia personale, a limitare
la libertà di stampa per sfuggire alla pubblicazione di dialoghi telefonici
imbarazzanti, a colpire il diritto dell'opinione pubblica a essere informata
sulle grandi inchieste e sui reati commessi, pur di fermare le indagini della
magistratura. La Repubblica vive un'altra grave umiliazione, con le leggi ad
personam che ritornano, il governo del Paese ridotto a scudo privato del
premier, la maggioranza parlamentare trasformata in avvocato difensore di un
cittadino indagato che vuole sfuggire al suo legittimo giudice, deformando le
norme. In un solo giorno - dopo la strategia del sorriso, il dialogo,
l'ambizione del Quirinale - Silvio Berlusconi ha chiamato a raccolta i suoi
uomini per operare una doppia azione di sfondamento alla normalità democratica
del nostro sistema costituzionale. Sotto attacco, la libertà di informazione da
un lato, e l'obbligatorietà dell'azione penale dall'altro. Per la prima volta
nella storia repubblicana, il governo e la sua maggioranza entrano nel campo
dell'azione penale per stravolgerne le regole e stabilire una gerarchia tra i
reati da perseguire. Uno stravolgimento formale delle norme sulla fissazione
dei ruoli d'udienza, che tuttavia si traduce in un'alterazione sostanziale del
principio di obbligatorietà dell'azione penale. Principio istituito a garanzia
dell'effettiva imparzialità dei magistrati e dell'uguaglianza dei cittadini. La
nuova norma berlusconiana (presentata come un emendamento al decreto-sicurezza,
firmato direttamente dai Presidenti della I e II commissione di Palazzo Madama)
obbliga i giudici a dare "precedenza assoluta" ai procedimenti
relativi ad alcuni reati, ma questa precedenza serve soprattutto a mascherare
il vero obiettivo dell'intervento: la sospensione "immediata e per la
durata di un anno" di tutti i processi penali relativi ai fatti commessi
fino al 31 dicembre 2001 che si trovino "in uno stato compreso tra la
fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo
grado". È esattamente la situazione in cui si trova Silvio Berlusconi nel
processo in corso davanti al Tribunale di Milano per corruzione in atti
giudiziari: con l'accusa di aver spinto l'avvocato londinese Mills a dichiarare
il falso sui fondi neri della galassia Fininvest all'estero. Quel processo è
arrivato al passo finale, mancano due udienze alla sentenza. Si capisce la
fretta, il conflitto d'interessi, l'urgenza privata, l'emergenza nazionale che
ne deriva, la vergogna di una nuova legge ad personam. Bisogna ad ogni costo
bloccare quei giudici, anche se operano "in nome del popolo
italiano", anche se il caso non riguarda affatto la politica, anche se il
discredito internazionale sarà massimo. Bisogna con ogni mezzo evitare quella
sentenza, guadagnare un anno, per dar tempo all'avvocato Ghedini (difensore
privato del Cavaliere e vero Guardasigilli-ombra del suo governo) di
ripresentare quel lodo Schifani che rende il premier non punibile, e che la
Consulta ha già giudicato incostituzionale, perché viola l'uguaglianza dei
cittadini: un peccato mortale, in democrazia, qualcosa che un leader politico
non dovrebbe nemmeno permettersi di pensare, e che invece in Italia verrà
presentato in Parlamento per la seconda volta in pochi anni, a tutela della
stessa persona, dalla stessa moderna destra che gli italiani hanno scelto per
governare il Paese. Con ogni evidenza, per l'uomo che guida il governo non è
sufficiente vincere le elezioni, e nemmeno stravincerle: non gli basta avere
una grande maggioranza alle Camere, parlamentari tutti scelti di persona e
imposti agli elettori, una forte legittimazione popolare, mano libera nel
dispiegare legittimamente la sua politica. No. Ancora una volta a Berlusconi
serve qualcosa di illegittimo, che trasformi la politica in puro strumento di
potere, il Parlamento in dotazione personale, le istituzioni in materia
deformabile, come le leggi, come i poteri della magistratura. È una coazione a
ripetere, rivelatrice di una cultura politica spaventata, di una leadership
fuggiasca anche quando è sul trono, di un sentimento istituzionale che abita la
Repubblica da estraneo, come se fosse un usurpatore, e non riesce a farsi
Stato, vivendo il suo stesso trionfo come abusivo. Col risultato di vedere il
Capo dell'esecutivo chiedere aiuto al potere legislativo per bloccare il
giudiziario. Qualcosa a cui l'Occidente non è abituato, un abuso di potere che
soltanto in Italia non scandalizza, e che soltanto l'establishment italiano può
accettare banalizzandolo, per la nota e redditizia complicità dei dominati con
l'ordine dominante, che è a fondamento di ogni autoritarismo popolare e di ogni
democrazia demagogica, come ci avviamo purtroppo a diventare. Questo uso
esclusivo delle istituzioni e della norma, porta fatalmente il Premier ad un
conflitto con il Capo dello Stato, garante della Costituzione. Napolitano era
già intervenuto, nelle forme proprie del suo ruolo, contro il tentativo di
introdurre la norma anti-prostitute nel decreto sicurezza, spiegando che non si
vedeva una ragione d'urgenza. Poi aveva preso posizione per la stessa ragione
contro l'ingresso nel decreto della norma che porta i soldati in strada a
svolgere compiti di polizia. Oggi si trova di fronte un emendamento che
addirittura sospende per un anno i processi penali e ordina ai magistrati come
devono muoversi di fronte ai reati, una norma straordinaria inserita come
"correzione" in un decreto che parla di tutt'altro. Che c'entra la
sospensione dei processi con la sicurezza? Qual è il carattere di urgenza,
davanti ai cittadini? L'unica urgenza - come l'unica sicurezza - è quella
privatissima e inconfessabile del premier. Una stortura che diventa un abuso, e
anche una sfida al Capo dello Stato, che non potrà accettarla. Come non può
accettarla il Partito Democratico, che ieri con Veltroni ha accolto la proposta
di Scalfari: il dialogo sulle riforme non può continuare davanti a questi
"strappi" della destra, perché non si può parlare di regole con chi
le calpesta. Nello stesso momento, mentre blocca i magistrati e ferma il suo
processo, Berlusconi interviene anche sulla libertà di cronaca. Il disegno di legge sulle intercettazioni presentato ieri dal
governo, infatti, non impedisce solo la pubblicazione delle intercettazioni
telefoniche, con pene fino a 3 anni (e sospensione dalla professione) per il
cronista autore dell'articolo e fino a 400 mila euro per l'editore. Le
nuove norme vietano all'articolo 2 la pubblicazione "anche parziale o per
riassunto" degli atti delle indagini preliminari "anche se non
sussiste più il segreto", fino all'inizio del dibattimento. Questo
significa il silenzio su qualsiasi notizia di inchiesta giudiziaria, arresto,
interrogatorio, dichiarazione di parte offesa, argomenti delle difese,
conclusioni delle indagini preliminari, richiesta di rinvio a giudizio. Tutto
l'iter investigativo e istruttorio che precede l'ordinanza del giudice
dell'udienza preliminare è ora coperto dal silenzio, anche se è un iter che
nella lentezza giudiziaria italiana può durare quattro-sei anni, in qualche
caso dieci. In questo spazio muto e segreto, c'è ora l'obbligo (articolo 12) di
"informare l'autorità ecclesiastica" quando l'indagato è un religioso
cattolico, mentre se è un Vescovo si informerà direttamente il Cardinale
Segretario di Stato del Vaticano, con un inedito privilegio per il Capo del
governo di uno Stato straniero, e per i cittadini-sacerdoti, più cittadini
degli altri. Se il diritto di cronaca è mutilato, il diritto del cittadino a
sapere e a conoscere è fortemente limitato. Con questa norma, non avremmo
saputo niente dello spionaggio Telecom, del sequestro di Abu Omar, della
scalata all'Antonveneta, della scalata Unipol alla Bnl, del default Parmalat,
della vicenda Moggi, della subalternità di Saccà a Berlusconi, dei
"pizzini" di Provenzano, della disinformazione organizzata da Pollari
e Pompa, e infine degli orrori della clinica Santa Rita di Milano. Ma non c'è
solo l'ossessione privata di Berlusconi contro i magistrati e i giornalisti
(alcuni). C'è anche il tentativo scientifico di impedire la formazione di quel
soggetto cruciale di ogni moderna democrazia che è la pubblica opinione,
un'opinione consapevole proprio in quanto informata, e influente perché
organizzata come attore cosciente della moderna agorà. No alla pubblica
opinione (che non sappia, che non conosca) a favore di opinioni private, meglio
se disorientate e spaventate, chiuse in orizzonti biografici e in paure
separate, convinte che non esista più un'azione pubblica efficace, una risposta
collettiva a problemi individuali. A questo insieme di individui - di cui certo
fanno parte anche gli sconfitti della globalizzazione, la nuova plebe della
modernità - il populismo berlusconiano chiede solo una vibrazione di consenso,
un'adesione a politiche simboliche, una partecipazione di stati d'animo, che si
risolve nella delega. La cifra che lega il tutto è l'emergenza, intesa come
orizzonte delle paure e fine del conformismo, del politicamente corretto, delle
regole e degli equilibri istituzionali. Conta decidere (non importa come),
agire (non conta con che efficacia), trasformare l'eccezione in norma. Il
governo, a ben guardare, non sta militarizzando le strade o le discariche, ma
le sue decisioni e la sua politica. Meglio, sta militarizzando il senso comune
degli italiani, forzandolo in un contesto emergenziale continuo, con
l'esecutivo trasformato per conseguenza da organo ordinario in straordinario,
che opera in uno stato d'eccezione perenne. Così Silvio Berlusconi può
permettersi di venire allo scoperto in serata, scrivendo in una lettera a
Schifani che la norma blocca-processi "è a favore di tutta la
collettività", anche se si applica "a uno tra i molti fantasiosi
processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per
fini di lotta politica". È il preannuncio di una ricusazione, in una
giornata come questa, vergognosa per la democrazia, con il premier imputato che
rifiuta il suo giudice mentre ne blocca l'azione. A dimostrazione che
Berlusconi è pronto a tutto. Dovremmo prepararci al peggio: se non fosse che il
peggio, probabilmente, lo stiamo già vivendo. (17 giugno 2008.
( da "Sestopotere.com" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
(17/6/2008 09:30) | (Sesto
Potere) -Torino - 17 giugno 2008 - Confcooperative Piemonte, dopo la recente
riconferma di Giovenale Gerbaudo alla presidenza dell'unione, è concentrata per
rispondere alle esigenze delle associate, attraverso una rappresentanza e una
tutela sindacale sempre più efficace. Il presidente
Gerbaudo ricorda la necessità di intercettare nuova domanda cooperativa,
trovando soluzioni in ambiti complessi come i lavoratori autonomi, nuovo
welfare, distretti produttivi, e la promozione di un lavoro di costruzione del
movimento dei cooperatori. Non solo, dunque, Confcooperative come
rappresentanza delle imprese, ma anche dei soci, con un impulso
importante sulle motivazioni, i valori, la formazione delle risorse umane: in
altre parole “ricapitalizzazione sociale” per utilizzare il nostro linguaggio
associativo. Implementata anche la rete dei servizi da erogare alle associate:
fiscali, legali, giulavoristici, economico finanziari, formativi e revisionali.
Un'attenzione precisa si registra nella progettazione speciale: le energie
rinnovabili e distribuzione energetica, l'housing sociale, la logistica, la
cooperazione di utenza e lo sviluppo rurale: aree queste di cui si è già
trattato in una recente newsletter. In particolare si prevedono azioni di
consolidamento organizzativo per le nuove Unioni nate dall'Interprovinciale del
Piemonte Est: Confcooperative Novara – Verbania e Confcooperative Vercelli –
Biella e un'attenzione mirata all'area metropolitana torinese. Saranno azioni
che si svolgeranno tramite un coordinamento dell'Unione territoriale, in
sinergia con i livelli regionale e delle federazioni interessate. Si è deciso
anche un rafforzamento delle federazioni, specie con riferimento alla
cooperazione sociale e del lavoro e servizi: per Federsolidarietà è stato assunto
come direttore Luca Facta, mentre il referente di Federlavoro è il direttore
regionale Mauro Grandotto. Nuovi impegni anche per l'area formativa di
I.Re.Coop, specie per la formazione continua e la riqualificazione, e per la
cultura cooperativa e l'educazione dei giovani, in collaborazione con l'Ufficio
Scuola di Confcooperative. La revisione prosegue nel suo compito di controllo
dei requisiti mutualistici delle associate, con un impulso maggiore nel ruolo
di tutoraggio organizzativo da realizzare con Confcooperative. Per realizzare
gli obiettivi queste le deleghe assegnate all'interno dei componenti della
presidenza regionale: Aldo Romagnolli, presidente di Confcooperative Torino e
vice presidente regionale, seguirà i rapporti con l'Università, l'Osservatorio
regionale alla cooperazione e gli altri istituti partecipativi di cui alla
legge regionale 23; Elide Tisi, presidente di Federsolidarietà Piemonte, la
comunicazione, lo sviluppo dei territori, le relazioni sindacali, il
coordinamento degli Osservatori provinciali, la vigilanza statutaria sulle
Unioni provinciali; Michele Bechis, presidente del Consorzio CERP per le
energie rinnovabili, la delega per il controllo economico, su bilancio,
situazione finanziaria e patrimoniale, centri di costo, enti strumentali e
revisione; Adriano Damiano, già presidente di I.Re.Coop, è confermato per la
delega alla formazione, ad I.Re.Coop e alle altre iniziative formative; Enrico
Gallo, presidente di Confcooperative Alessandria, ha ricevuto la delega per la
politica contributiva.
( da "Panorama.it" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Italia - http://blog.panorama.it/italia
- Affonda barcone di immigrati: almeno 40 morti, cento i dispersi Posted By
redazione On 16/6/2008 @ 18:44 In Headlines, NotiziaHome | No Comments [1]
Almeno quaranta sono morti e circa cento risultano dispersi. Questo il tragico bollettino
dell'ennesimo naufragio degli immigrati. Gente ignota, di origini diverse, con
un unico denominatore comune: un futuro più felice nei Paesi dell'Ue, diventato
all'improvviso tragico. L'imbarcazione sulla quale viaggiavano, al largo della
Libia, secondo fonti di sicurezza egiziane, dovrebbe essere affondata il 7
giugno, poco dopo essere salpata da Zuwarah, vicino al confine con la Tunisia.
A bordo c'erano 150 persone: soltanto uno di loro è stato tratto in salvo. Le
autorità libiche sono riuscite finora a recuperare soltanto 21 cadaveri.
Secondo un portavoce, il ministero dell'Interno del Cairo è stato informato
della tragedia il 13 giugno, perché Tripoli riteneva che a bordo del barcone ci
fossero 12 egiziani. Le condizioni dei corpi non hanno reso possibile alcun
riconoscimento. La centrale operativa della capitaneria di porto di Lampedusa è
impegnata intanto a coordinare le attività delle motovedette a largo dell'isola
per il recupero di barconi carichi di clandestini che continuano ad arrivare. Non
è stato ancora riferito il numero esatto di imbarcazioni fermate e il numero
dei migranti a bordo. Ieri erano state fermate al largo dell'isola sette
imbarcazioni con 404 persone a bordo, tra cui diverse donne incinte. A Sud di
Malta, invece, sempre domenica 15 un natante si è spaccato in due sbattendo
contro le gabbie dei tonni: 6 migranti, tra cui alcuni bambini, sono dispersi
mentre altri 28 somali sono stati salvati dal peschereccio che trainava le
gabbie alle quali si sono aggrappati. Altri 56 clandestini su due barche sono
stati recuperati dalla marina maltese. Un mini sbarco si è registrato anche
sull'isola di Marettimo, nell'arcipelago delle Egadi: una zona decisamente più
a nord di quelle solitamente battute dalle rotte degli immigrati. Un gruppo di sei extracomunitari è stato intercettato a terra da
una pattuglia della Guardia di finanza. E mentre ogni tanto il mare restituisce
i corpi la politica continua, litigiosamente, a cercare soluzioni. Da sola
l'Italia non può affrontare un fenomeno di questa portata, serve l'impegno
dell'Unione europea ed è importante "approvare il patto europeo per l'immigrazione
entro la fine dell'anno", ha dichiarato il ministro degli Esteri Frattini.
Anche perché, di giorno in giorno, di mese in mese, si fa tristemente sempre
più lunga la lista dei naufragi avvenuti nel canale di Sicilia durante i viaggi
della speranza verso l'Italia. Ecco un riepilogo dei precedenti che hanno
provocato più vittime: 25 DIC 1996: nella notte di Natale avviene l'incidente
più grave, rimasto a lungo nel mistero. Quasi 300 clandestini muoiono annegati
nel mare tra Malta e la Sicilia, dopo lo scontro tra il cargo libanese
'Friendship' e la motonave Yohan. 20 GIU 2003: una barca con circa 250
immigrati clandestini naufraga in acque internazionali al largo della Tunisia.
Il bilancio ufficiale è di una cinquantina di cadaveri restituiti dal mare,
circa 160 dispersi e 41 sopravvissuti. 20 OTT 2003: la guardia costiera
soccorre un barcone di immigrati disperso nel canale di Sicilia. Secondo il racconto
dei sopravvissuti almeno settanta persone sarebbero morte durante la traversata
e gettate in mare. 4 OTT 2004: un'imbarcazione che trasporta in Italia 75
immigrati clandestini, 70 marocchini e cinque tunisini, si inabissa durante la
notte davanti alle coste della Tunisia provocando la morte per annegamento di
17 persone. Altri 47 immigrati sono dispersi e 11 vengono salvati dalla guardia
costiera tunisina. Il naufragio avviene al largo della città di Chott Meriem,
( da "Tempo, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stampa Veltroni
torna a fare il leader dell'opposizione L'ultimatum di Walter: "Il governo
è arrogante, così salta il dialogo" Alla fine lo strappo è arrivato.
"O il governo cambia linea, o il dialogo è a rischio". Walter
Veltroni esce dal letargo e attacca Palazzo Chigi. Lo fa, ufficialmente, perché
il "Lodo Schifani", che bloccherebbe la sentenza al processo Mills
dove Berlusconi è imputato, "è una forzatura inaccettabile". Lo fa,
ufficiosamente, perché le pressioni dei Democratici sono troppe, e il Pd deve
finirla di rincorrere l'opposizione di Antonio Di Pietro. Così, nel giorno in
cui il segretario deve spiegare alla Fondazione Farefuturo quali sono i compiti
del governo ombra, ecco che s'intravede la fine di una luna di miele durata due
mesi: "E in politica, attenti che le lune di miele finiscono
bruscamente", è il messaggio che lancia al premier. A Veltroni, che agita
freneticamente il suo piede destro sotto il banco dell'accusa, bruciano le
modalità con le quali il governo ha affrontato la questione del decreto
salva-Rete4, della clandestinità, delle leggi sulle
intercettazioni e della non soluzione al problema Alitalia. Ultima la norma di
Schifani inserita nel decreto sicurezza. "In questi giorni si decide il
futuro della legislatura: se il comportamento rimane quello delle ultime
settimane il clima non potrà che cambiare. Ma non mi pare ci sia tanta
voglia di determinare un clima positivo. Il dialogo per farlo bisogna essere in
due". Non solo. Secondo il segretario questo governo non durerà cinque
anni: "Non ce la può fare. Se questa maggioranza sarà ancora così
arrogante come è stata fin'ora, i tempi non saranno quelli di un'intera
legislatura", spiega. E, incalzato dalla presenza del sottosegretario allo
Sviluppo economico Adolfo Urso alla tavola rotonda, osa: "La prossima
maggioranza sarà rappresentata da noi". Per tre motivi. Uno: "Per la
qualità della nostra opposizione". Due: "Perché l'Occidente si
renderà conto che lungo la linea dell'isolazionismo si crea la rottura del
tessuto sociale". Tre: "Perché in America c'è il vento del
cambiamento. Vincerà Obama e non McCain. E se il vento cambia negli Usa, cambierà
anche in tutto l'Occidente che oggi è come un grande Titanic che sta per
sbattere contro l'iceberg". Veltroni fa opposizione. Attacca Calderoli e
le sue critiche alla ratifica del Trattato di Lisbona. Vuole rafforzare
l'immagine del Pd, restituirgli quello spirito riformista che l'aveva
caratterizzato durante la campagna elettorale. Boccia il programma nucleare del
governo, "che è solo uno spot. Stiamo per prendere un treno che è già
rotto. In caso, lavoriamo sulle centrali di quarta generazione". Torna sul
suo programma e mette al centro i salari: "Il Paese si sta avviando verso
una spirale recessiva. Più che detassare gli straordinari - spiega Veltroni -
servirebbe un intervento sulla contrattazione di secondo livello". E
ancora: "Giù la spesa pubblica di un punto percentuale ogni anno. Con i
soldi recuperati sosteniamo salari e stipendi". Poi il pensiero fisso al
"Lodo Schifani". Se passa, con Veltroni stavolta non si dialoga. Se
il governo non cambia atteggiamento, con Veltroni stavolta non si dialoga. E
per un giorno Di Pietro non deve pensare a fare il leader dell'opposizione.
( da "Tempo, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stampa almeno 40
morti, un solo superstite La strage dei migranti Almeno 40 migranti clandestini
sono rimasti uccisi e oltre un centinaio risultano dispersi in seguito al
naufragio di un'imbarcazione in navigazione fra la Libia e l'Italia. Il
Ministero dell'Interno egiziano ha precisato che l'imbarcazione, con a bordo
150 persone originarie dell'Africa, è naufragata al largo delle coste libiche
il 7 giugno scorso dopo essere salpata dal porto di Zuwarah, vicino al confine
con la Tunisia, diretta verso l'Italia. Le autorità libiche (fonte egiziana)
hanno tratto in salvo una persona e hanno ritrovato 21 cadaveri: almeno altre
19 persone mancano all'appello e risultano ufficialmente disperse. Il governo
libico ha informato del naufragio le autorità del Cairo il 13 giugno perché
riteneva che 12 dei clandestini fossero egiziani, ha aggiunto la fonte
egiziana. è l'ennesima tragedia dell'immigrazione, in un periodo in cui gli
sbarchi in Sicilia proseguono incessanti. Due imbarcazioni con clandestini a
bordo sono state fermate al largo di Lampedusa: a
( da "Dagospia.com" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
CASO MILLS, IN
ARRIVO ISTANZA DI RICUSAZIONE GIUDICE GANDUS ? FINOCCHIARO: È PIETRA TOMBALE
SUL DIALOGO - LA RUSSA: MILITARI PER EVITARE RONDE ? WALTERLOO NON VA DA
BAFFINO ? JOINT MAFIA-MASSONERIA? © Foto U.Pizzi"> Schifani accanto a
Napolitano © Foto U.Pizzi 1 - RICAMBI? "Jena" per "La
Stampa" - E se domani Scalfari scrive che bisogna dialogare con
Berlusconi, Veltroni che fa, ricambia linea? 2 - LO STATISTA BERLUSCONI?
Ellekappa per "la Repubblica" ? "Ora Berlusconi ragiona da
statista". "Sacrifica i suoi processi personali per dare la
precedenza agli altri". 3 - SCHIFANI, LEGGERÒ LETTERA BERLUSCONI DOPO
REPLICA RELATORI? (Adnkronos) - Il presidente del Senato Renato Schifani darà
lettura della lettera inviatagli dal presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, dopo la replica dei relatori e del governo nella discussione
generale sul decreto legge sicurezza. Lo ha annunciato in Aula lo stesso
Schifani, dopo la richiesta che era stata formulata dai senatori Felice Csson
del Pd e Felice Belisario dell'Italia dei Valori. 4 - MEDIASET, CASO MILLS:
ATTESA ISTANZA RICUSAZIONE GIUDICE? (Adnkronos) - È atteso in mattinata il deposito
dell'istanza di ricusazione del giudice di Milano Nicoletta Gandus che presiede
il processo in cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il legale
inglese David Mills sono accusati di concorso in corruzione in atti giudiziari.
L'istanza sarà presentata dal legale del presidente Berlusconi, Niccolò Ghedini
alla quinta sezione penale della Corte d'Appello di Milano. © Foto
U.Pizzi"> Luigi Zanda con la moglie Donata Pizzi © Foto U.Pizzi 5 -
FINOCCHIARO-ZANDA: EMENDAMENTI DL SICUREZZA PIETRA TOMBALE SU DIALOGO?
(Adnkronos) - "Ieri in Senato sono stati presentati dal Pdl emendamenti al
decreto sicurezza che riguardano la sospensione dei processi per reati commessi
fino al 30 giugno
( da "Sicilia, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Si aggiudica la
vittoria il progetto di riqualifica dell'area compresa fra la Cala e piazza
XIII Vittime comune. Bando per rappresentanti in enti e società L'Amministrazione
comunale cerca soggetti interessati a ricoprire incarichi di rappresentanti del
Comune in Enti, Società ed Istituzioni da esso dipendenti o controllati. Gli
interessati alla nomina e/o designazione di componente sindaco effettivo o supplente
devono essere iscritti, prosegue la nota, nel registro dei revisori contabili
istituito con D.Lgs. 88/92 e successive modifiche ed integrazioni. Il bando in
versione integrale è consultabile neo sito internet del Comune all'indirizzo
www.comune.palermo.it. agricoltura. Emergenza settore, riunione palermitana
Grido d'allarme per l'agricoltura. A lanciarlo è la Cia regionale che ogg, alle
( da "Sicilia, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Arianna Augero Roma.
L'emendamento al decreto legge sulla sicurezza è tra quegli "strappi"
citati dal segretario del Pd,Walter Veltroni, che "rischiano di
pregiudicare inevitabilmente il dialogo" tra maggioranza e opposizione. Il
leader del Pd critica con decisione il primo mese di azione dell'esecutivo.
"Il governo ha compiuto una serie di forzature inaccettabili - dice -dal reato
di immigrazione clandestina, alle intercettazioni, ai
soldati nella città". Una misura, quest'ultima, su cui proseguono le
polemiche dopo l'annuncio del ministro della Difesa,Ignazio La Russa, di
mettere a disposizione 2500 soldati per la sicurezza nelle grandi città.
Veltroni aggiunge alla lista nera la norma "salva Retequattro", e le
posizioni di alcuni ministri come, ad esempio,il leghista Roberto
Calderoli sull'Europa. Comportamenti ritenuti inaccettabili sull'Unione
europea, che sembrano collocare l'Italia addirittura tra gli euro scettici,
polemizza ancora Veltroni: "Un ministro ha detto che il Trattato di
Lisbona è da stracciare, che è da pompe funebri, che si deve fare un referendum
anche in Italia". Da ultimo, "il fatto più grave", continua il
leader del Pd, il "lodo Schifani", "da inserire nel
provvedimento sicurezza, nel quale non c'entra nulla. Se si vogliono introdurre
certe "normette" così di nascosto, è bene sapere che, con me, cose
del genere non passano". Veltroni, attacca così sull'immissione del cosiddetto
"lodo Schifani" nel pacchetto sicurezza. "In questi giorni si
decide il futuro di questa legislatura: se il comportamento rimane come quello
delle ultime settimane il clima non potrà che cambiare" Il segretario
tirerà le fila all'Assemblea costituente che si svolgerà venerdì e sabato, e
dalla quale uscirà il nuovo presidente del Pd: Romano Prodi, nonostante le
pressioni del vertice, continua a "declinare l'invito". Il cambio di
rotta di Veltroni verso la maggioranza era stato chiesto in un'intervista dall'esponente
del Pd, Arturo Parisi, secondo il quale Veltroni non deve "cercare il
riconoscimento di Berlusconi prima di quello degli elettori". Solo così il
Pd potrà riconquistare la sua "autentica funzione". Alla riunione di
ieri dei vertici del Pd, convocata per discutere di politica estera e
collocazione europea, è stata esclusa l'ipotesi che il Pd possa andare diviso
al Parlamento europeo, così come viene scartata la soluzione di andare "da
soli". Le parole di Veltroni piacciono al leader dell'Idv, Antonio Di
Pietro, che subito plaude al cambio di passo: "Come volevasi dimostrare
anche questa volta Berlusconi ci riprova con le sue leggi ad personam".
( da "Sicilia, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
"Ortodossia o
morte", i monaci ribelli pronti a tutto "Ortodossia o morte!".
La frase sventola sul monastero di Esfigmenou, al Monte Athos, i cui monaci,
condannati come "scismatici" dal Patriarca di Costantinopoli per
rifiutare "l'eresia dell'ecumenismo", si dicono pronti a resistere
sino alle estreme conseguenze all'embargo e alla minaccia di intervento della
polizia. "Dio è con noi" assicura padre Gregorio, braccio destro
dell'abate Metodio che guida il monastero che da anni non può ricevere
rifornimenti di cibo o medicinali e le cui linee telefoniche fisse, l'acqua e l'elettricità sono state tagliate e la posta è stata
intercettata. Mentre di nuovo nei giorni scorsi centinaia di agenti hanno fatto
la loro comparsa sul Monte Athos in occasione delle festività religiose.
"Chiediamo al governo greco di rispettare i nostri diritti come quelli di
ogni altro cittadino. E siamo pronti a rivolgerci alla Corte europea dei
diritti umani" dice con uno dei due telefoni cellulari che sono rimasti,
padre Gregorio, braccio destro dell'Abate Metodio, capo supremo del monastero
"scomunicato" per aver respinto qualsiasi "comunione" tra
Ortodossi e Cattolici, culminata con la visita di Papa Benedetto XVI alla sede
del Patriarcato di Costantinopoli nel 2006 e con quella di Bartolomeo in
Vaticano nel 2007. La repubblica monastica del Monte Athos, alle propaggini
orientali della penisola calcidica, è una comunità autonoma all'interno della
sovranità greca, ma dipende spiritualmente dal Patriarca Bartolomeo I. Questi,
fautore del dialogo con i cattolici, ha formalmente condannato nel 2002 i
monaci di Esfigmenou provocando la loro espulsione dalla comunità e un duro
embargo. Recentemente il procuratore di Salonicco, Vassili Floridis, ha chiesto
al governo greco, che non sembra però molto intenzionato a farlo, di
intervenire per sloggiare con la forza i 107 monaci che essendo stati
dichiarati "scismatici" dovrebbero, secondo una legge dello Stato,
abbandonare il monastero dove vivono da cinque secoli. "Sappiano che Dio è
con noi e non abbiamo intenzione di cedere perchè senza Ortodossia non abbiamo
più ragione di vita" confida Gregorio sostenendo che il monastero è stato
pronto sin dal principio al dialogo con il Patriarca Bartolomeo il quale non ha
però mai risposto preferendo la repressione. "Ma non sono soli, hanno un
grande appoggio in Grecia, ed è per questo che il governo esita a usare la
forza" assicura Iraklis Moraitis, portavoce laico dei monaci che quando
può fa giungere loro aiuti e medicine. "Questi santi uomini - afferma -
chiedono solo di essere lasciati alle loro preghiere". Tutto cominciò nel
1964 con l'abbraccio tra l'allora patriarca Atanagora e Paolo VI, che spinse i
20 monasteri del Monte Athos per protesta contro "l'eresia ecumenica"
a non commemorare più nelle loro preghiere il Patriarca, spiega l'avvocato
Nektarios Polikroniou. "In seguito a forti pressioni" tutti però
fecero poco a poco marcia indietro. Eccetto Esfigmenou. E da allora è
cominciata "la persecuzione". Una "persecuzione" culminata
nel 2002 con la condanna per "scisma" da parte del Patriarcato,
seguita dalla decisione del Consiglio del Monte Athos di ordinare ai monaci di
lasciare Esfigmenou. La corte suprema ha rspinto gli appelli di Esphigmenou. E
intanto sul Monte Athos continua l'"assedio" intorno a Esfigmenou.
"Neppure il medico può visitarli liberamente, e sono già sei i religiosi
morti durante questo periodo" accusa Moraitis. Giulio Gelibter.
( da "Sicilia, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Rete idrica:
"pronto intervento"Giarre. Una ditta si occuperà della manutenzione
dell'impianto comunale: il 1º luglio gara d'appalto Saranno aperte il prossimo
primo luglio le offerte pervenute nell'ambito di tre importanti gare d'appalto
(i cui termini di presentazione scadono a fine mese), programmate
dall'assessorato ai Lavori pubblici del Comune. Come conferma la dirigente
dell'Utc, ing.Pina Leonardi, l'intervento più importante e che avrà ricaduta
diretta sulla collettività, è la stipula di un contratto "aperto" per
la manutenzione straordinaria della rete idrica comunale, impegnando una spesa
di circa 60 mila euro. La ditta che si aggiudicherà l'appalto, si occuperà
della gestione, nonchè delle manutenzioni ordinarie e straordinarie, di tutti
gli impianti idrici del Comune (pozzi, centrali di adduzione, rete idrica,
pompe idrauliche e componentistica varia). Obiettivo prioritario del contratto,
anche in previsione dell'attivazione della nuova condotta adduttrice di
Trepunti - con una rete interrata di circa
( da "Dagospia.com" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
SOLUZIONE ODIFREDDI:
STALIN PIU' INTERNET ? LA LEGHISTA DI LAMPEDUSA TENTA IL CONTROSBARCO ?
IMPUTATO TRAVAGLIO ? IL PD TORNA A SCUOLA ? SERVENTI LONGHI ALLA CGIL ? NIENTE
CUMULI, PER I GIORNALISTI? Da "Il Giornale" © Foto La
Presse"> Piergiorgio Odifreddi © Foto La Presse 1 - I SERMONI DA BAR
SPORT DEL SANTONE LAICISTA? La Binetti? "Un'integralista", "una
che non ha mai avuto un uomo". Cossiga? "Un massone". Giovanni
Paolo Il? "Un furbone mediatico". Papa Luciani? "Viscido".
Padre Pio? "Fascista". E la Bibbia? "Quando l'ho letta mi sono
sbellicato dal ridere", però "a tratti sembra il Mein Kampf".
Non sono chiacchiere da bar, parole in libertà tra lambrusco e pop corn. Ma le
raffinate tesi di Piergiorgio Odifreddi, di professione matematico e di secondo
lavoro "vate del laicismo". Intervistato dalla Stampa, il nostro ci
regala anche la ricetta per governare l'Occidente: "I soviet". Ci
hanno già provato ma è andata male, direte voi. Eh già, ma "avrebbero
avuto bisogno di mezzi informatici altamente avanzati", ribatte lui. Come
dire: chissà cosa avrebbe fatto Stalin con Internet. Maître à penser. 2 - IL
CONTRO-SBARCO COL CHADOR? Dei clandestini, ne ha fin sopra i capelli. Anzi, ne
ha fin sopra il chador. Dopo i 325 immigrati sbarcati sulle coste di Lampedusa,
la vice sindaco dell'isola Angela Maraventano - con in testa il velo islamico -
si è piazzata sulla banchina del porto e ha chiesto un passaggio alla
Capitaneria e ai pescatori per andare in Libia a protestare. Una specie di
"sbarco" al contrario, dato che molti dei barconi che trasportano
disperati a Lampedusa provengono da Tripoli. Insomma, meridionalissima e
leghista, la senatrice del Carroccio Maraventano progetta una nuova Crociata
contro il Saladino Gheddafi. Ma il passaggio per la Libia non gliel'hanno dato
nemmeno col pedalò: sai mai che da quelle parti qualcuno si ricordi ancora le
magliette di Calderoli... © Foto La Presse"> Marco Travaglio ad
Annozero © Foto La Presse 3 - C'È UN IMPUTATO A ROMA, MA STAVOLTA È TRAVAGLIO?
Ha già invitato tutti i colleghi alla "disobbedienza civile" contro il decreto legge sulle intercettazioni, al grido di
"arrestateci tutti!". La legge non è ancora approdata in Parlamento,
eppure il Gandhi del giornalismo (al secolo Marco Travaglio) è già stato
rinviato a giudizio. Non per uno scoop scomodo, però. Il Gup di Roma ieri ha
deciso che Travaglio dovrà essere processato per il reato di diffamazione a
mezzo stampa. I fatti risalgono all'inizio dell'anno scorso, quando
l'editorialista dell'Unità aveva confezionato un'inchiesta a puntate in puro
stile anglosassone, "fatti, fatti, nient'altro che fatti" sul
direttore della Rai Fabrizio Del Noce. Qualche stralcio? "Del Noce è Del
Noce e, per oscurarlo, basta un lombrico". O ancora: "E nella
mediocrità che sguazza felice, è nel nulla assoluto che trova la sua
realizzazione più piena". A giudizio è finito anche il direttore del
quotidiano fondato da Gramsci, Antonio Padellaro. 4 - ORA IL PD TORNA TRA I
BANCHI? Dopo la bocciatura elettorale, il Pd si tuffa nei corsi di recupero. E
per farlo torna sui banchi, tanto da creare addirittura una scuola apposita.
Con grande sforzo di fantasia, si chiamerà "Scuola di politica" e
provvederà a "formare la futura classe dirigente del Partito
democratico". Insomma, appena nato, il Pd già sente bisogno di svecchiarsi,
nonostante i proclami inneggianti alla novità. Il primo appuntamento è il
"Late summer seminar" - il seminario di fine estate, ma in inglese
per fare più Obama -; poi i corsi di ottobre, per chi fa già politica a livello
locale. Eppure, secondo il deputato Pd Vassallo che ieri l'ha presentata,
"la scuola sarà indipendente dai gruppi di potere". © Foto
U.Pizzi"> Paolo Serventi Longhi e Giancarlo Leone © Foto U.Pizzi 5 -
MILLE GIORNI PER FINIRE ALLA CGIL? Non sarà stata "la cinghia di
trasmissione dei partiti e del sindacato", ma la sua esperienza alla Fnsi
ne è stata almeno l'anticamera. Paolo Serventi Longhi, segretario generale
della Federazione nazionale della stampa dal 2001 al 2007, approda infatti alla
direzione del settimanale della Cgil Rassegna sindacale. Una scelta singolare,
se si considera che la gestione di Serventi Longhi non si è distinta certo per
interventismo e risolutezza: in oltre mille giorni, i giornalisti non hanno
infatti mai ottenuto il rinnovo del contratto. L'auspicio è che nella sua nuova
avventura Serventi Longhi si imbeva di quella secolare cultura sindacale di cui
non ha fatto sfoggio in quelle mille e una notti di attesa contrattuale. 6 -
CUMULI VIETATI AI GIORNALISTI? Giornalisti, qualcuno lassù non vi ama. Domani
il governo darà il via all'abolizione 'del cumulo fra pensione e lavoro: una
misura che riguarderà lavoratori dipendenti e autonomi in pensione di vecchiaia
o di anzianità a carico dell'assicurazione generale obbligatoria (l'Inps, per
capirci). L'unica esclusione, a quanto sembra dalle anticipazioni circolate
nelle ultime ore, riguarda le "forme pensionistiche gestite dagli enti di
diritto privato". Una formula generica, ma che si riferisce praticamente
all'Inpgi, l'istituto di previdenza dei giornalisti, che è rimasto l'unico
privato. 'Per i giornalisti pre-pensionati, niente lavoro dunque. Almeno, in
attesa di emendamenti da parte di parlamentari amici. Dagospia 17 Giugno 2008.
( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
INDAGINI RAPINA IN
VIA GIOBERTI, DOMANI GLI INTERROGATORI DEGLI ESTONI La caccia ai banditi fuggiaschi
si concentra in Costa Azzurra Porta in Costa Azzurra la caccia ai due banditi
sfuggiti alla cattura dopo colpo di sabato scorso alla gioielleria
"Giannone" di via Gioberti. L'uomo e la donna che mancano all'appello
sarebbero infatti entrati in territorio italiano dalla vicina Francia. Lo hanno
scoperto e riferito al magistrato gli investigatori della
Squadra Mobile di Imperia che nell'immediatezza dei fatti avevano arrestato due
complici, estoni, intercettati sul lungomare dove, probabilmente nel tentativo
di confondersi tra i turisti, si stavano scolando una birra a Porto Vecchio. Il
loro interrogatorio è fissato per domani mattina, di fronte al giudice per le
indagini preliminari Eduardo Bracco. Sono accusati di rapina aggravata e
lesioni (il commesso di "Giannone" era stato colpito al ginocchio con
un martello). Contro di loro le prove sono schiaccianti visto che i poliziotti
hanno rinvenuto anche l'arma giocattolo utilizzata per il colpo (fedele
riproduzione di una Beretta regolamentare) e parte della refurtiva. Ma la
caccia ai fuggiaschi continua anche perchè all'appello manca buona parte del
bottino, una dozzina di orologi Patek Philippe d'oro che da soli valgono una
fortuna, 110 mila euro. E la pista francese? L'avrebbe rivelata il centro di cooperazione
internazionale di Ventimiglia confermato che i due arrestati avevano chiesto ed
ottenuto il visto qualche settimana fa. Le foto rilevate dall'impianto di
sicurezza della gioielleria, nelle quali i latitanti sarebbero ben
riconoscibili, sono già state trasmesse alla gendarmeria per i controlli del
caso. Ma si indaga anche su eventuali "assalti" avvenuti di recente
in negozi della Costa Azzurra.\.
( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
POLIZIA. OPERAZIONE
DEL 2006 Spacciava nell'Ossola Arrestato in Spagna E' stato arrestato in
Spagna, su ordine di cattura emesso dall'Interpol, il magrebino di 31 anni da
tempo ricercato in Italia e unico latitante dell'operazione "Al
canale" conclusa dalla polizia di Domodossola nell'ottobre 2006. Il blitz
aveva portato a 15 arresti (tra Vco, Novara, Aosta e Varese), 6 denunce e un
ingente sequestro di droga smantellando due bande che rifornivano di ecstasy,
cocaina, eroina e hashish anche numerosi consumatori del Vco. Il nordafricano,
sfuggito alla cattura, è stato intercettato in Spagna. Le
forze dell'ordine lo ritengono una delle figure più importanti nel giro della
droga: erano in molte, soprattutto a Domodossola, le persone insospettabili che
si rifornivano proprio da lui. Resta invece un mistero l'operazione antidroga
svolta venerdì scorso dalla polizia, che non fornisce notizie nonostante l'evidente
e innegabile via vai di auto di servizio lungo via Bonomelli, dove ha sede il
commissariato.
( da "Dagospia.com" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
FATEVI I CAZZI
VOSTRI ? NELLA MANOVRA ANCHE IL DIVIETO DELLA DIFFUSIONE (INTERNET E GIORNALI)
DEI 740 DEGLI ITALIANI (E DEI VIP) ? BECHIS: "VIENE MENO UNO DEI
FONDAMENTI DELLA DEMOCRAZIA"? Franco Bechis per "Italia Oggi" ©
Foto U.Pizzi"> Giulio Tremonti © Foto U.Pizzi Nella manovra finanziaria
che giovedì approderà in consiglio dei ministri ci sarà anche una norma ad hoc
che vieterà la diffusione via internet e con qualsiasi altro mezzo, carta
stampata inclusa, delle dichiarazioni dei redditi degli italiani, vip inclusi.
Secondo una bozza circolata ieri la trasgressione porterà a una multa da
( da "Stampaweb, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
PALERMO Non erano soltanto
i mafiosi ad avvantaggiarsi dei ritardi provocati ad arte nei processi per
determinare la prescrizione dei reati. L'operazione "Hiram" dei
carabinieri di Trapani che ha portato all'arresto di otto persone ritenute
parte di una rete che avrebbe manovrato l'iter dei procedimenti, infatti,
coinvolge anche persone estranee alla mafia. Un favore, ipotizza la Dda di
Palermo, sarebbe stato fatto al ginecologo palermitano Renato De Gregorio, che
è tra gli arrestati. Dopo la condanna del medico in appello per avere abusato
di una paziente, l'udienza in Cassazione sarebbe stata fatta slittare per
ritardare un eventuale arresto del professionista o la sua decadenza
dall'incarico. Ma il gruppo che sarebbe stato coordinato dal faccendiere romano
Rodolfo Grancini e da Guido Peparaio, ausiliario di cancelleria nella seconda
sezione penale della Corte di Cassazione, avrebbe agevolato Giovan Battista
Agate, fratello del boss di Mazara del Vallo (Trapani), il pluriergastolano
Mariano. L'obiettivo sarebbe stato quello di ritardare la celebrazione del
processo e di fare adottare provvedimenti favorevoli in tema di concessione di
permessi. Protagonista di questa parte della vicenda sarebbestato il massone
mazarese Michele Accomando, che si sarebbe speso per Agate e anche per il
proprio genero, coinvolto in un traffico di stupefacenti. Accomando era già
stato arrestato per mafia nel
( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Emanuele Macaluso
QUELLI DEL NI Qual è il giudizio che le forze di opposizione (non solo i
partiti) danno del governo Berlusconi? La risposta non è né semplice né
scontata. Eugenio Scalfari (la Repubblica di domenica scorsa) scrive che le
iniziative politico-legislative del governo (intercettazioni,
sicurezza e impiego dell'esercito, ecc.) non configurano un regime fascista ma
certamente "un allarmante incipit verso una dittatura che si fa strada in
tutti i settori sensibili della vita democratica". Uno dei più autorevoli
esponenti del Pd, Arturo Parisi, ha dichiarato di condividere il giudizio di
Scalfari. Sabato scorso il Riformista, invece, ha pubblicato un
editoriale di Peppino Caldarola con questo titolo: "Il nuovo
centrosinistra? L'ha fatto Berlusconi". La cosa curiosa è che i due
commentatori completano il quadro con un giudizio identico sul carattere
dell'opposizione del Pd: "Sonnolenta e fragile" (Scalfari),
"evanescente" (Caldarola). Non condivido le analisi sul governo che
ho letto su Repubblica e sul Riformista, mentre mi trovo d'accordo su quel che
dicono del Pd. L'opposizione dell'Udc di Casini mi sembra incerta e
imbarazzata, mentre quella svolta da Di Pietro è solo demagogica. A proposito
del Pd, il fatto più sconcertante, ma significativo, è l'assenza di un'analisi
e di un dibattito sul governo e sui processi politici innescati dal risultato
elettorale. I discorsi parlamentari, le interviste, le battute polemiche hanno
avuto un carattere meramente propagandistico. I giudizi che abbiamo letto su la
Repubblica e il Riformista esprimono opinioni rispettabili di giornali e giornalisti
che hanno sostenuto e sostengono calorosamente il Pd. E riteniamo che in seno a
quel partito convivono quelle posizioni, ma non si esprimono con chiarezza e in
un confronto politico. Massimo D'Alema ha potenziato la sua Fondazione
(Italianieuropei), ha promosso seminari interessanti, ha radunato 130
parlamentari, dialoga con la destra e la sinistra, ma dichiara che non ha
costituito una "corrente". Parola maledetta. Rosy Bindi però accusa
Massimo di fare un'"operazione opaca" e se si chiede a lei o a Parisi
se c'è una "corrente" prodiana protesta. E protestano i
"veltroniani" e i "rutelliani". Recentemente nel Pd si è
svolto un "dibattito" cifrato sulla collocazione del partito in
Europa anche in vista delle prossime elezioni per il Parlamento di Strasburgo.
Alcuni esponenti del Pd hanno detto che occorre stare nel Pse, altri hanno
detto che bisogna starne fuori, altri ancora hanno dichiarato che si può stare
con una gamba dentro e l'altra fuori. Conclusione? Nessuna. Può un partito
svolgere un ruolo di opposizione e alternativa al governo di destra sulla base
del "ni"? Penso proprio di no. La destra ha una politica e un
consenso, l'opposizione no. E a mio avviso non l'avrà se ricade
nell'antiberlusconismo senza dare contenuti forti, leggibili, concreti a una
politica alternativa a quella del governo. Il quale non è di
"centrosinistra" solo perché alcuni ministri ex socialisti sviluppano
una politica che non è più la stanca ripetizione del vecchio governo
Berlusconi. L'asse politico-culturale della coalizione al potere è quello di
una destra più dinamica, come in tutta l'Europa. La sinistra deve raccogliere
la sfida, in Italia e in Europa, senza accodarsi alla destra e senza rifugiarsi
nel propagandismo demagogico. Questo non significa tacere sul fatto che non si
vuole dare una risposta netta alle leggi ad personam e su questo campo si
avverte un ritorno al passato. Il bipolarismo deve esprimere contenuti politici
alternativi e possibilità di convergenze sui temi costituzionali che regolano
il libero giuoco democratico. Il pericolo che corre il Pd non sono le correnti,
ma l'unità anemica, ipocrita e di facciata, l'assenza di un confronto reale e
leggibile che sfoci in scelte fatte con voti di maggioranza e minoranza, che
impegnino tutti. Insomma, serve un partito democratico.
( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
CERANO. SONO STATI
DENUNCIATI Rubano rame all'isola ecologica Romeni presi da vigili e carabinieri
Rubavano materiale elettrico dall'isola ecologica di Cerano. Scoperti dai
vigili, sono stati inseguiti e denunciati. Due giovani romeni di Trecate, entrambi di 24 anni, sono stati intercettati domenica sera da una
pattuglia della polizia municipale ceranese. Dopo aver tagliato la recinzione,
erano entrati nell'area dell'isola ecologica adibita alla custodia di rifiuti
tecnologici: qui hanno tentato di impossessarsi di rame e di altri materiali
pregiati. I due, scoperti da una pattuglia dei vigili urbani, hanno
tentato la fuga. Avevano parcheggiato la loro auto in una stradina limitrofa,
sfruttando il buio della zona. A tutta velocità hanno attraversato il paese,
inseguiti dagli agenti e dai carabinieri, intervenuti sul posto con una
gazzella. Sono stati bloccati qualche minuto più tardi in periferia.
Identificati, sono stati denunciati per danneggiamenti. Non è la prima volta
che l'isola ecologica del paese viene presa di mira da ladri e vandali. Almeno
una volta la settimana la recinzione esterna della struttura viene tagliata o
addirittura divelta e il contenuto dei cassoni svuotato a terra e passato al
setaccio. Il materiale più spesso sottratto è il rame. Seguono il ferro e
l'alluminio. Quindi i capi d'abbigliamento e il legno.
( da "Dagospia.com" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
IL SOLITO BERLUSCONI
IS BACK ? VELTRONI S'È SVEJATO! ? MA QUALE PAESE COMMEMORA CAVALLO PAZZO? ?
VIVA ODIFREDDI ? CHE CAFONE BRIATORE, CHE CLASSE TOM HANKS ? INTERCETTAZIONI E
PERQUISIZIONI? Riceviamo e pubblichiamo: © Foto U.Pizzi"> Silvio
Berlusconi © Foto U.Pizzi Lettera 1 Gentildaghi, vista la debacle sicula del
partito democratico non si puo' mica dare la colpa a quel genio politico di
Veltroni se 180.000 siciliani sono andati a rafforzare le file della mafia.
Frank63 Lettera 2 Ciao Dago, direi nulla di nuovo sotto il sole. Lodo Schifani
bis, leggi ad personam Berlusconi is back e non fa null'altro che fare il
Berlusconi di prima, di sempre. Ma cosa pretendevano, ma cosa si aspettavano i
PD boys? Che Silvio facesse quello che loro NON hanno fatto? Bastava fare (in 2
anni) la legge del conflitto di interessi e Silvio opla'? Cosa pretendono che
se la faccia Lui contro se stesso? Forse il conflitto di interessi non
interessa poi cosi' tanto.. Atticus Lettera 3 Dago, perché leggo su La Stampa
"L'ira di Veltroni: "Dialogo finito"" e mi viene in mente
il mitico S'E' SVEJAATO! del film Il Marchese del Grillo? Emil Lettera 4 Caro
D'Agostino, ho letto l'articolo di Ceccarelli su Mario Appignani, il
"famoso" cavallo pazzo. Ma che razza di paese siamo dove si commemora
nostalgicamente un povero deficiente o, se va bene, un malato mentale. Che
paese siamo dove nei locali del Senato viene dedicata una stanza ad un
teppista. Ma quale paese può essere un paese che dedica le risorse mediatiche
che gli sono state dedicate ad uno stramiliardario che non sa più come spendere
i suoi soldi o guadagnarne, fa delle sue "nozze" un evento epocale.
Io la risposta ce l'ho: UN PAESE DI COGLIONI! Giampietro © Foto
U.Pizzi"> Walter Veltroni © Foto U.Pizzi Lettera 5 Caro Dago, sono
pienamente d'accordo con Piergiorgio Odifreddi sull'idea che pensare che esista
un Dio che abbia scelto un popolo come il suo prediletto (a discapito di altri
popoli) ed abbia assegnato a questo popolo una terra promessa, sia una delle
tante storie grottesche e assurde contenute nella Bibbia. E questo lo diceva
anche una persona intelligente come Einstein (che era ebreo). Inoltre, è
veramente inquietante constatare come un sistema di potere politico ed
economico enorme, come quello della chiesa cattolica, sia fondato su dei
racconti che è veramente difficile ricondurre a fatti realmente accaduti.
Ovvio, per questo esiste la fede (o Giuliano Ferrara), ma mi riesce veramente
difficile, a questo punto, distinguere il fedele dal fanatico. Uno che crede in
quelle cose non può che essere un fanatico. Penso che fra 700 anni, i nostri
discendenti, ci guarderanno come noi oggi guardiamo il Medioevo dal punto di
vista religioso. De Andrè diceva che Gesù è stato il più grande rivoluzionario
di tutti i tempi ed io aggiungo che far credere che fosse veramente il figlio
di Dio mandato sulla terra, è una favola inventata dagli uomini, ad uso e
consumo di chi vuole dominare altri uomini ed è questo quello che ha fatto la
chiesa cristiana. Alex Lettera 6 Caro Dago, Odifreddi si può e si deve
discutere perchè da uomini liberi abbiamo non solo il diritto, ma soprattutto
il dovere di pensare con la nostra testa, ma almeno ha la grande capacità e
intelligenza di documentare quello che afferma nei suoi scritti. Chi lo
critica, senza averne letto un rigo, ha bisogno, come la maggior parte della
gente, di una carota penzolante sul muso, per poter camminare. Giuseppe Lettera
7 Ciao Dago, ormai dovrebbe essere chiaro a tutti: con il nuovo ddl
intercettazioni, quelle dell'ospedale S. Rita non sarebbero mai state
autorizzate, perchè richieste in base a ipotesi di truffa ed abuso in atto
pubblico (reati considerati troppo lievi dal nuovo ddl) e solo successivamente,
nel corso delle intercettazioni, i magistrati hanno ipotizzato i reati di
lesioni ed omicidio. Omicidi che non sarebbero mai stati scoperti (caso raro ma
possibile di morto che c'è ma "non si vede"). Ma Alfano è stato
chiaro in conferenza stampa: sul ddl, c'è un passaggio che impedisce ai
magistrati di utilizzare le intercettazioni per reati diversi da quello per cui
le stesse sono state autorizzate. In barba all'obbligatorietà dell'azione penale.
Per capire l'assurdità della cosa, facciamoci da soli il "ddl
perquisizioni", facendo il copia incolla dal concetto di
"intercettazione" al concetto di "perquisizione" (dopo
tutto cosa c'è di più invasivo della privacy dei una bella irruzione in casa
nostra?). Approvato dal Parlamento il nuovo "ddl perquisizioni", ecco
dunque un poliziotto che fa irruzione in casa di trafficanti di droga, forte
del relativo mandato, e che trova in casa, oltre ai trafficanti e alla droga,
pure un morto ammazzato. Mettiamo che lo fotografi e che si sporchi pure le
scarpe di sangue: caricati i trafficanti nel blindato, chiusa rispettosamente
dietro di sè la porta di casa, e forse tolti pure eventuali sigilli, il
poliziotto tornerà trafelato dai 3 gip per "ipotizzare" un omicidio e
ottenere l'autorizzazione per il relativo mandato. Macchè: i 3 gip gli
chiederanno sulla base di cosa possa ipotizzarlo: il poliziotto mostrerà le
foto, le quali non essendo inerenti al mandato di perquisizione per traffico di
droga, verranno mandate immediatamente al macero; mostrerà le scarpe sporche di
sangue? Manderanno al macero pure quelle, sempre prove "fuori
mandato". E mentre il poliziotto, sconsolato e pure scalzo, si allontana
dalla Procura, il morto ammazzato, intanto, comincia a puzzare. E nessun
giornalista o magistrato ci racconterà il perchè, se non rischiando galera e
sospensione! Claudio © Foto La Presse"> Piergiorgio Odifreddi © Foto La
Presse Lettera 8 Caro Dago, mentre si profila un'infornata di nuovi
provvedimenti ad personam (se ne è accorto perfino Veltroni), dalle colonne del
Corriere il professor Panebianco continua imperterrito a teorizzare che
"il governo appare già oggi indeciso a tutto". No, non proprio a
tutto. La consueta spiegazione del pensatore liberale? Sempre la stessa, la
debolezza costituzionale del governo. Purtroppo, avendo io studiato alla
Cattolica di Milano, una succursale del materialismo dialettico applicato al
diritto, non ho potuto giovarmi dei corsi universitari autenticamente liberali
del professor Panebianco. Avrei bisogno di ripetizioni: perché i disegni di
legge cari al premier su giustizia penale, reati societari del Codice Civile e
mercato televisivo sono stati approvati dal Parlamento di gran carriera,
puntuali, e senza essere trasfigurati dagli emendamenti? Non sarà che quando la
politica individua un interesse e decide non c'è bicameralismo perfetto o
ostacolo costituzional-sovietico che tenga, mentre quando la politica manca o è
interessata solo a se stessa il Parlamento si mette a giocare a palla
prigioniera? Se poi il Corriere vorrà dedicare altri paginoni alla scandalosa e
attualissima vicenda di Nagy (1956) e al modo in cui Veltroni "rimuove il
passato e finge di non essere mai stato comunista" (16/06/2008), io li
leggerò come sempre con grande profitto. Il problema sarà un altro, ma è un mio
limite: le coperte patchwork sono ottime per coprirsi, ma trovo faticoso
leggerle. Alessandro Lunardelli, Treviso Lettera 9 Ciao Dago, potresti dare la
buona novella che, per difendere GRATUITAMENTE i giornalisti che aderiranno ad
ARRESTATECI TUTTI, è nato DIFENDIAMOLI TUTTI! ? Grazie. DT -
http://difendiamolitutti.blogspot.com/ © Foto U.Pizzi"> Flavio Briatore
ed Elisabetta Gregoraci sposi © Foto U.Pizzi Lettera 10 Caro Dago, due cose sul
matrimonio di Briatore. Ha perfettamente ragione Pizzi nel lamentarsi di come
certi signori possano affittare ad ore luoghi pubblici, con l'ampio consenso
dei comuni e addirittura spingere le forze dell'ordine a lavorare per loro.
Tutto il contrario di quello che avviene in questi giorni a Roma con le riprese
di Angeli e demoni, dove il personale di sicurezza (tutto privato, niente
poliziotti o carabinieri) è decisamente gentile con gli appassionati e i
curiosi. Peraltro, l'assurdo è che un film come Angeli e demoni è una
pubblicità incredibile alla capitale e porterà milioni di persone a voler
visitare il nostro Paese, pregio che sicuramente il buon Briatore non può
vantare. Insomma, se proprio dobbiamo utilizzare le forze dell'ordine per
aiutare qualcuno di famoso ed importante, almeno facciamolo a vantaggio della
città. Però una tiratina di orecchi a Pizzi la devo dare. In effetti, ho visto
un'immagine descritta in didascalia come "Jean Todt e signora", senza
specificare che la donna in questione è Michelle Yeoh, una delle icone dei film
di arti marziali asiatici e protagonista de La tigre e il dragone, Memorie di
una geisha e Il domani non muore mai. Insomma, i nomi delle veline sì, le
attrici famose e di valore no? Colin
( da "Sestopotere.com" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
(17/6/2008 09:05) |
(Sesto Potere) - Roma - 17 giugno 2008 - “Gli emendamenti presentati dai
senatori Vizzini e Berselli del Pdl al cosiddetto "decreto sicurezza"
devono essere ritirati immediatamente. Non assicurano alcun fine di interesse
generale ma servono solamente a risolvere i problemi processuali del Premier,
falsando in maniera gravissima il corretto funzionamento della giustizia
italiana”. E' quanto dichiara il ministro ombra della Giustizia del Pd,
Lanfranco Tenaglia. “La sospensione dei procedimenti penali relativi a fatti
commessi fino al 30 giugno 2002 – aggiunge Tenaglia –, anche se il dibattimento
di primo grado non si è ancora concluso, è un vero e proprio provvedimento ad
personam la cui logica è stata già sconfessata dalla Corte costituzionale”.
"Prima la norma salva Rete 4, stoppata in Parlamento, poi l'introduzione
del reato d'immigrazione clandestina, l'assenza di proposte
su Alitalia, il disegno di legge sulle intercettazioni presentato senza
discutere né con le opposizioni né con i magistrati, poi la proposta di inviare
2.500 militari nelle strade e infine l'inserimento del Lodo Schifani nel
decreto sicurezza...O il governo cambia o non ci sarà più il dialogo. Il
governo è nato da un mese e la sequenza di strappi ripetuti è
inaccettabile". è questo l' ultimatum lanciato da Walter Veltroni al
governo durante un incontro su ruolo e obiettivi del Governo ombra alla
fondazione Fare futuro. "Veltroni e' come il re Travicello: spinte interne
al suo partito e il pressing di Di Pietro lo spingono a procedere a zig zag
senza una linea precisa. In questo modo Veltroni resta imprigionato nel gioco
delle forze piu' reazionarie del suo schieramento e rischia di rendersi
responsabile di un ritorno alla pratica della demonizzazione dell'avversario,
cavalcando anche provvedimenti sulla giustizia che riguardano tutti i
cittadini". Ha affermato Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del
PdL, commentando le affermazioni del leader Pd. "Le affermazioni di
Veltroni destano preoccupazione perche' sembrano riproporre un vecchio modo di
far politica caratteristico di una stagione che, francamente, speravamo di
esserci lasciati alle spalle". Ha affermato Maurizio Lupi, vicepresidente
Pdl della Camera. "Non abbiamo presentato nessun lodo Schifani o lodo
Maccanico. Noi diamo la precedenza a quei reati che hanno a che fare con
l'allarme sociale. Se il Parlamento sara' daccordo vi potra' essere poi un
provvedimento che consenta alla 5 cariche dello Stato di operare senza avere
l'impunita' ma potendo rispondere alla giustizia alla fine del mandato, come
Chirac in Francia". Ha aggiunto il vicepresidente vicario dei senatori del
Pdl Gaetano Quaglieriello circa gli emendamenti presenti al decreto sicurezza
dai relatori Filippo Berselli e Carlo Vizzini. E lo stesso presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi , dopo la presentazione degli emendamenti del Pdl
al dl sicurezza, ha inviato una lettera al presidente del Senato, Renato
Schifani , dove fra l'altro afferma: "come le e' noto stamane i relatori
senatori Berselli e Vizzini, hanno presentato al cosiddetto "decreto sicurezza"
un emendamento volto a stabilire criteri di priorita' per la trattazione dei
processi piu' urgenti e che destano particolare allarme sociale. In tale
emendamento si statuisce la assoluta necessita' di offrire priorita' di
trattazione da parte dell'autorita' giudiziaria ai reati piu' recenti, anche in
relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo e di giudizio
immediato. Questa sospensione di un anno consentira' alla magistratura di
occuparsi dei reati piu' urgenti e nel frattempo al Governo e al Parlamento di
porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva
accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie
costituzionali". Berlusconi continua: "I miei legali mi hanno informato
che tale previsione normativa sarebbe applicabile a uno fra i molti fantasiosi
processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per
fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed
ho potuto constatare che si tratta dell'ennesimo stupefacente tentativo di un
sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e
politici, in cio' supportato da un Tribunale anch'esso politicizzato e
supinamente adagiato sulla tesi accusatoria". Ma su un altro provvedimento
del Governo Berlusconi - le nuove norme sulle intercettazioni telefoniche - il
leader dell'Italia dei valori , Antonio Di Pietro, dichiara battaglia.
"Noi dell'Italia dei Valori - ha dichiarato - faremo sentire la nostra
voce fuori dentro e fuori il Parlamento, perché sono state prese delle
decisioni che vanno chiaramente contro l'interesse della magistratura e degli
inquirenti, ma soprattutto nostro, sui reati che vengono scoperti. Soprattutto
poi c'è tutta una serie di provvedimenti presi per impedire a voi di sapere.
Noi dell'Italia dei Valori abbiamo deciso di fare due cose importanti. Primo,
sul piano tecnico giuridico questa legge può essere fermata, se non in
Parlamento, e noi ce la metteremo tutta, lo faremo grazie a voi con un
referendum abrogativo, che subito dopo l'approvazione anche in Parlamento noi
dell'Italia dei Valori avvieremo chiedendo aiuto ai blogger e facendo grandi
manifestazioni per sensibilizzare l'opinione pubblica e raccogliere le
adesioni. Almeno cinquecento, seicento mila firme le dobbiamo raccogliere in
poche settimane. Invitiamo tutti coloro che hanno la possibilità di aiutarci in
questa manifestazione di massa e di essere con noi. E poi attraverso un atto di
disobbedienza civile, che non vuol dire violare la legge. Vuol dire mettere in
discussione questa legge rispetto ai principi costituzionali e rispetto ai
principi stabiliti dall'Unione Europea, che è quella della libertà
d'informazione inteso come libertà d'informare, di essere informati e di
potersi informare. Sono principi costituzionali che vengono violati da questa
legge. Noi sul blog antoniodipietro.com trasmetteremo tutto ciò che non
vogliono farvi sapere. Lo trasmetteremo lo stesso raccogliendo l'invito di
Marco Travaglio. Anche lui ha detto che non si farà mettere il bavaglio alla
bocca e trasmetterà lo stesso a costo di andare in galera. Lo faremo anche noi
al costo di andare in galera". "L'opposizione responsabile e
dialogante del Pd barcolla sotto l'incombere del dipietrismo, grande fiume che
raccoglie tutti i veleni di questi anni. Cosi' come l'opposizione
'repubblicana' preannunciata dall'Udc vacilla sotto il richiamo della foresta
dell'antiberlusconimso.” Lo ha affermato Osvaldo Napoli, vice capogruppo del
Pdl alla Camera, che ha sottolineato: “La salvaguardia del dialogo non e' nelle
mani del Pdl o di Berlusconi , come si e' affannato a spiegare il senatore
Luigi Zanda, ma e' solo ed esclusivamente nelle mani del Pd e del suo leader
Walter Veltroni. Loro soltanto posso resistere alle pressioni che vengono dagli
angoli piu' bui del Paese e da quella minoranza forcaiola sempre pronta a
rovesciare ogni tavolo. Il dialogo e' fragile ma nessuno puo' immaginare, per
rafforzarlo, di cedere alle intimidazioni dell'avversario. Gli emendamenti non
sono salva premier, ma sono, paradossalmente, terreno di dialogo e di confronto
sulla questione della giustizia che si e' fatta, in questi anni, una questione
pre-politica senza la cui soluzione la politica non potra' mai riconquistare la
scena".
( da "Sardegna oggi" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Vasta operazione antidroga
condotta dai carabinieri di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), per
l'esecuzione di numerosi provvedimenti di cattura e perquisizioni, nelle
province di Caserta, Napoli, Latina, Frosinone, Nuoro, Teramo e Vicenza. I
provvedimenti sono stati emessi nei confronti di persone, alcune delle quali di
origine africana, considerate responsabili di associazione per delinquere
finalizzata al traffico internazionale, detenzione e spaccio di sostanze
stupefacenti. -->NAPOLI - Tutto iniziava dal Ghana: è da lì che partiva la
cocaina e l'eroina e che, nascosta nella cavità anale o nell'apparato
digerente, arrivava poi in Italia, nel Casertano: lì dove lo spaccio era
gestito da una vera e propria organizzazione decimata, oggi, da 14 decreti di
fermo. E' il risultato dell'operazione antidroga condotta dai carabinieri del
comando provinciale di Caserta. Le indagini, condotte dalla Dda, sono iniziate
nel luglio del 2007 e hanno consentito di identificare circa trenta persone (17
africani, 2 ragazze dell'Europa dell'est e 11 italiani), che utilizzando come
base logistica la zona di Castelvolturno (Caserta) provvedevano alla
distribuzione della droga anche in altre province d'Italia, soprattutto Latina,
Frosinone e Teramo, attraverso una ramificata organizzazione. I provvedimenti
di fermo sono stati eseguiti nei confronti di 14 persone mentre per gli altri
15 indagati, già detenuti per detenzione finalizzata allo spaccio in seguito ad
arresti eseguiti nel corso dell'indagine, sarà richiesta l'emissione di
ordinanza di custodia cautelare. I fermi sono stati eseguiti anche a Nuoro,
Vicenza, Napoli. E' stato grazie alla denuncia del fratello di un giovane
tossicodipendente che ha preso il via l'operazione antidroga che oggi ha
decimato un'organizzazione accusata di essere dedita, nel Casertano, al
traffico internazionale. L'attività investigativa, denominata Volturno,
coordinata dalla Dda di Napoli e condotta mediante
intercettazioni telefoniche, video-riprese, pedinamenti e riscontri di polizia
giudiziaria, hanno infatti trovato spunto dalla denuncia del fratello di un
tossicodipendente che, disperato per le condizioni del familiare, si è rivolto
ai carabinieri della stazione di Grazzanise (Caserta), fornendo nomi degli
spacciatori e luoghi in cui avvenivano le cessioni. -->.