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DOSSIER “INTERCETTAZIONI”

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tARTICOLI DEL  17-6-2008      #TOP



Report "Intercettazioni"

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Indice delle sezioni

Intercettazioni (58)


Indice degli articoli

Sezione principale: Intercettazioni

La strage silenziosa dei clandestini ( da "Secolo XIX, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sei gli immigrati intercettati a terra dallle Fiamme gialle. E sempre ieri, a proposito della gravità della situazione immigrazione nel Mediterraneo, è intervenuto anche il ministro degli Esteri Frattini: "L'Italia da sola non riuscirà a bloccare questo flusso della disperazione che porta alla perdita di tante vite umane.

Corruzione e truffa, medico nei guai ( da "Tirreno, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: fonti confidenziali - sia quelli più tecnologici, come le intercettazioni telefoniche e ambientali. E proprio durante queste ultime è nato un altro filone di indagine: il responsabile di una delle aziende faceva uso di droghe (cocaina e altro) per cui lui e altre due persone (ma non il medico pistoiese) sono indagati anche per spaccio.

Prof genovese nella clinica degli orrori - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: che dopo mesi di intercettazioni ha fatto registrare un clamoroso blitz della Guardia di finanza con l'arresto di 13 medici e del titolare della casa di cura. Sono finiti in carcere il responsabile del reparto di Chirurgia Toracica e un suo collaboratore. I domiciliari, invece, sono stati disposti per Baldini, e per il legale rappresentante della casa di cura,

Mensopoli, lo scandalo in tre città - marco preve ( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il primo è quello contenuto in molte intercettazioni dell'inchiesta che aveva portato in carcere Stefano Francesca, Massimo Casagrande, Claudio Fedrazzoni e l'imprenditore di Vercelli Roberto Alessio. Il secondo è frutto delle dichiarazioni di una testimone. Una manager del settore che agli inquirenti ha raccontato, con dovizia di particolari,

"favori se usavano quelle protesi" - franca selvatici ( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sequestri di documentazione e intercettazioni, da cui sono emerse - secondo le accuse - chiare prove dello scambio fra benefits offerti al farmacista, ai medici e agli infermieri e la scelta di determinati prodotti ortopedici. In questo caso - sostengono gli inquirenti - il sistema corruttivo non ruotava intorno alle gare d'appalto ma si fondava sulla elusione delle gare.

Cardillo: premiati l'impegno e la serietà degli sportivi ( da "Tirreno, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettare risorse economiche, mi rendo conto che c'è un impegno costante da parte dei dirigenti tutti. Lo avverto nei rapporti quotidiani che ho con le società". "Ho notato che anche per il 2007 il tennis ha ottenuto un bel riconoscimento anche se è sceso al secondo posto - continua l'assessore - Proprio in questi giorni ho partecipato ad alcune manifestazioni e sono convinta

Ultimatum di veltroni: dialogo a rischio - andrea palombi ( da "Tirreno, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: mani ai magistrati con il provvedimento sulle intercettazioni. Fino alla goccia che sta facendo traboccare il vaso: l'emendamento infilato di soppiatto nel decreto sicurezza per bloccare subito i processi di Berlusconi e la proposta di rispolverare il lodo Schifani, già condannato dalla corte di giustizia europea, per poter poi rinviare a data da destinarsi quegli stessi processi.

Travaglio pronto alla galera farò disobbedienza civile ( da "Tirreno, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: riguardo al ddl sulle intercettazioni, annuncia dalle colonne dell'Unità la propria volontà di fare "disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato". Anche Vittorio Feltri, direttore di "libero", non ci sta: "Ma è possibile che sia sempre colpa dei giornalisti?

Indizi di regime - mino fuccillo ( da "Tirreno, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: seguirà di fatto al divieto di indagare su una marea di reati con le intercettazioni telefoniche, cui si accompagna il divieto di sapere e far conoscere imposto alla stampa e alla pubblica opinione. Niente indagini, niente colpevoli. Quindi l'ultima idea della maggioranza: sia il governo a dettare alla magistratura quali processi si fanno e per quali reati si fanno, per gli altri,

Veltroni: così non va, dialogo a rischio ( da "Libertà" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: mani ai magistrati con il provvedimento sulle intercettazioni. Fino alla goccia che sta facendo traboccare il vaso: l'emendamento infilato di soppiatto nel decreto sicurezza per bloccare subito i processi di Berlusconi e la proposta di rispolverare il lodo Schifani, già condannato dalla corte di giustizia europea, per poter poi rinviare a data da destinarsi quegli stessi processi.

Pronti a morire per l'ortodossia ( da "Libertà" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: l'acqua e l'elettricità sono state tagliate, la posta intercettata. Mentre di nuovo nei giorni scorsi centinaia di agenti hanno fatto la loro comparsa sul Monte Athos in occasione delle festività religiose. "Chiediamo al governo greco di rispettare i nostri diritti come quelli di ogni altro cittadino.

Madre e figlia sorprese con quattro chili e mezzo di eroina ( da "Tempo, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: senza ricorrere ad intercettazioni". Sabato pomeriggio le due viaggiavano su una Opel Corsa vecchio tipo ed erano precedute da un'altra auto. Subito dopo il ponte di Capacchietti, mentre si inoltravano a Rancitelli, dove vivono, la macchina che precedeva la Opel ha notato i carabinieri (in borghese) ed è fuggita via come un razzo per attirare l'

"troppi strappi, così il dialogo salta" veltroni lancia l'altolà al premier - carmelo lopapa ( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: le uscite della Lega sull'Europa, le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza". Ultimo, di lì a qualche ore, l'emendamento "salva premier". Il segretario Pd si rivolge direttamente all'inquilino di Palazzo Chigi avvertendolo: "Attenzione, Sarkozy un anno fa sembrava invincibile.

Così diventiamo tutti ammalati - marco bobbio ( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ammalati sono stati intercettati e sono più o meno presi in un ingranaggio diagnostico-terapeutico, il mercato si deve estendere a quelli che non hanno nulla, e che, a loro dire, sono sani. Bisogna allora attivare alcuni meccanismi, spesso sorretti dalla buona intenzione di migliorare la salute: l'induzione del bisogno (si suscita nella gente la paura di malattie e di invalidità future,

Gaetano Mineo PALERMO Almeno 40 ( da "Tempo, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: isola la guardia costiera ha intercettato un gommone di otto metri con 46 migranti a bordo che sono stati fatti salire sulla motovedetta italiana e portati a Lampedusa stessa; a 57 miglia a Sud delle Pelagie, invece, una motovedetta della Finanza ha salvato 45 clandestini (13 donne e 7 bambini) che erano su un natante affondato subito dopo i soccorsi.

Di FERNANDO TRIBI* La furia iconoclasta del ministro Brunetta nei confronti della Pubblica Amministrazione sta raggiungendo il paradosso ( da "Libertà" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: nascondere uno spreco quando ciò viene realizzato senza prima intercettare risorse professionali interne presenti e quindi utili, e so bene che la cattiva gestione del denaro pubblico è uno dei problemi del Paese. Ma non è il caso di questi ragazzi e di queste ragazze, che se mai meritavano anche compensi più adeguati al qualificato lavoro svolto per conto della nostra Amministrazione,

MA COSÌ LO FARÀ ARRABBIARE ( da "Manifesto, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Se veramente vuole impedire le intercettazioni, cancellare il diritto di cronaca (l'ha già fatto). Se tutto questo è vero, ma proprio vero vero, allora Veltroni potrebbe arrabbiarsi. Ma non subito. Non oggi, e neppure ieri. Venerdì. O sabato. Non precipitiamo. Effettivamente c'è sempre la possibilità che quello seduto a palazzo Chigi non sia il presidente del Consiglio in carica.

L'ultima carta di Walter Basta con il buonismo ( da "Manifesto, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: le intercettazioni", fino all"intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza". "Il dialogo finisce? Vediamo, per ora ho visto solo i titoli delle agenzie", commenta a questo punto Parisi, scettico. Anche se in privato l'ex ministro della difesa avrebbe dato al segretario qualche chance in più,

Il lungo elenco dei rinnovi in scadenza ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: cercando in qualche modo di intercettarle in anticipo. Quella dei contratti, in fondo, può essere una selva perfino per esperti del loro calibro. Commenta Enzo La Corte, l'esperto di contratti della Cgil: "Bisognerà procedere con grande cautela perché la riforma rischia di cadere nella trappola delle scadenze.

Soldati placebo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Renata Franchi email Intercettazioni proibite Con vera sorpresa scopro che il popolo italiano è attanagliato dal terribile problema delle intercettazioni. In una bella confezione regalo ci viene venduto proprio un bel “pacco”. Cari politici stupiteci, per una volta dimostrate nei fatti che avete più a cuore la legalità.

Veltroni: Basta strappi o salta il dialogo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: la stretta sulle intercettazioni e sulle indagini senza discussione né con l'opposizione né con le categorie interessate, i militari per le strade, e infine il "lodo Schifani" nel decreto sicurezza. Senza contare l'assurdità di un ministro della Repubblica che dice che il Trattato Ue è da strappare e la vicenda Alitalia.

Giornalisti subito sanzionati ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: La previsione del disegno di legge sulle intercettazioni Giornalisti subito sanzionati MILANO Il veto sulla pubblicazione – integrale o riassunta – di notizie su tutti i procedimenti giudiziari (non solo le intercettazioni) per tutta la fase delle indagini costerà caro ai giornalisti "trasgressori", con sanzioni pesanti sia sul fronte penale sia,

L'orecchio maligno e le nostre illegalità ( da "Corriere della Sera" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: una legge restrittiva nei riguardi delle intercettazioni. Gli argomenti che si considerano più utili per suscitare l'indignazione dell'opinione pubblica sono due: l'alto costo degli ascolti e il numero delle intercettazioni in aumento, per cui ormai praticamente "tutti gli italiani " sarebbero spiati da un orecchio maligno e insinuante che fruga nella vita personale senza riguardo,

Gli Albi: più poteri nei controlli ( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Medici intercettati fra malasanità e truffa. Ingegneri collusi con appalti in chiaroscuro. Anche senza scomodare la cronaca, superficialità, incompatibilità di cariche, mancato assolvimento degli obblighi formativi mettono a dura prova la conservazione,all'interno degli Ordini, di livelli deontologici adeguato.

Letta: preti non sottratti alla giustizia ( da "Corriere della Sera" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: recante norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. I due articoli si riferiscono, in particolare, alla disposizione contenuta nell'articolo 12, comma 2, lettera c), concernente la comunicazione all'autorità ecclesiastica competente relativa a procedimenti penali nei confronti di ecclesiastici.

Giustizia e Veltroni prepara la grande svolta d'opposizione ( da "Riformista, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni), i sondaggi in picchiata, un assedio interno sempre più asfissiante. L'unico modo per spezzarlo, ritiene Veltroni, è con una novità di linea - un Pd all'opposizione senza se e senza ma - che l'assemblea costituente sarà chiamata a votare, battezzando (nelle speranze del leader) un nuovo inizio un anno dopo il discorso del Lingotto.

Segue deja vu ( da "Riformista, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: o ai giudici di accettare i limiti alle intercettazioni? Se queste erano decisioni discutibili e discusse, ora sarà certamente molto più difficile sostenerle. Sarà più difficile, e forse impossibile, svolgere quell'azione di ricostruzione di un normale e decente spirito pubblico, che maggioranza e opposizione sembravano intenzionate, ciascuna nel proprio ruolo,

Operazione "Inferno" l'inchiesta è chiusa ( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stando alle intercettazioni degli investigatori il primo avrebbe commissionato il furto di morsetti per ponteggio nell'area della centrale elettrica di Vado, mentre il secondo avrebbe trovato le persone che materialmente hanno messo a segno il colpo e che però non sono state identificate.

Sfilata di Vip in Procura "Chi ti vende la cocaina?" ( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni, ma grazie a riscontri precisi. Gli investigatori, com'è ovvio, non confermano (e anzi il fatto che questa operazione sia diventata di dominio pubblico viene visto con fastidio) ma numeri di telefono e nominativi delle persone interrogate erano contenuti nelle agendine e nelle memorie dei cellulari di alcuni personaggi arrestati nelle ultime settimane proprio per

Carte clonate, condannati a 3 anni i due "pirati informatici" bulgari ( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: informatici e di intercettazione di flussi telematici. Si tratta di Ivan Ivanov, 24 anni e Toma Kelevsky, 30 anni. Secondo l'indagine portata avanti dagli agenti della Polizia postale al comando dell'ispettore Ivan Bracco, i due bulgari avevano manomesso i postamat degli uffici postali di Diano Marina, Vallecrosia e delle sedi di via dei Pescatori e via Martiri della Libertà a Imperia.

RIECCOLO ( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: a proposito di intercettazioni telefoniche, su richiesta della Lega e per fugare ogni dubbio che il provvedimento potesse frenare le indagini in materia di corruzione, questo tipo di reato (inizialmente escluso) fu inserito nella casistica di quelli per i quali è possibile procedere ad intercettazioni.

Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali ( da "AltaLex" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazione, la descrizione delle modalità di registrazione, l'annotazione del giorno e dell'ora di inizio e di cessazione dell'intercettazione, nel medesimo verbale sono altresì annotati cronologicamente, per ogni comunicazione intercettata, i riferimenti temporali della comunicazione e quelli relativi all'ascolto,

Intercettazioni: si torna alla legislazione del 1930. Cronaca giudiziaria imbrigliata ( da "AltaLex" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Intercettazioni: tornano in auge le norme fasciste del 1930! Cronaca giudiziaria imbrigliata. Niente carcere per i giornalisti, ma sospensione cautelare dalla professione fino a tre mesi. Gli editori, che rischiano sanzioni da 25mila euro a 232mila euro, potrebbero decidere di intervenire (con la scusa delle sanzioni) nella fattura dei giornali,

Intercettazioni: non serve la Corte ( da "AltaLex" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 2008 Stampa Intercettazioni: non serve la Corte di Salvatore Walter Pompeo Forti preoccupazioni genera la notizia che il Governo starebbe per presentare un disegno di legge in materia di intercettazioni prevedendo, tra l'altro, la competenza alla autorizzazione in capo ad un collegio di magistrati.

Preso il pusher della "coca by-night" ( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: per spostarsi velocemente nel traffico come era solito fare lo spacciatore, intercettazioni. Una attività di indagine intensa che ha dato i suoi risultati. Il giro d'affari era consistente. Anche una decina di clienti a sera. Le perquisizioni hanno portato alla scoperta, proprio vicino a casa di Conte, di circa 100 grammi di cocaina.

Grande intesa Cavaliere-Veltroni: perché s'incrina un sogno ( da "Panorama.it" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: La proposta berlusconiana di regolamentare le intercettazioni ha rilanciato i sospetti del centrosinistra sull'intenzione del premier di mettere nell'angolo la magistratura usando la politica. La [5] debolezza di Walter Veltroni rischia di far apparire poco utile un dialogo in questa fase, magari per attendere che in autunno nel Pd la situazione si chiarisca,

LA RAI HA CHIESTO TELECRONISTI CALCIO IN PRESTITO? MILAN IN UEFA, CHE FARÀ LA7? (MEDIASET PREME) PAOLINI PENSA AL RUGBY CARELLI SCHIENADRITTA: I GIORNALISTI QUANDO HANNO LE N ( da "Dagospia.com" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: eccessive previste nel nuovo disegno di legge sulle intercettazioni sottolineando che spetta ad altri - leggi magistratura - tutelare il segreto istruttorio, mentre i giornalisti quando hanno le notizie, le danno. 5 - GUIA CONSIGLIA SIMONA A OPRAH - Lunga articolessa di Guia Soncini sull'ultimo Io Donna per bacchettare Oprah Winfrey, rea di essersi espressa in favore di Barack Obama.

Lodo Maccanico, muro contro muro fra Pdl e Pd, Veltroni pronto allo "strappo" ( da "Sestopotere.com" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: l'assenza di proposte su Alitalia, il disegno di legge sulle intercettazioni presentato senza discutere né con le opposizioni né con i magistrati, poi la proposta di inviare 2.500 militari nelle strade e infine l'inserimento del Lodo Schifani nel decreto sicurezza...O il governo cambia o non ci sarà più il dialogo.

Il vero volto del Cavaliere ( da "Repubblica.it" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il disegno di legge sulle intercettazioni presentato ieri dal governo, infatti, non impedisce solo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, con pene fino a 3 anni (e sospensione dalla professione) per il cronista autore dell'articolo e fino a 400 mila euro per l'editore.

Confcooperative Piemonte organizza il pacchetto progettuale di sviluppo ( da "Sestopotere.com" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il presidente Gerbaudo ricorda la necessità di intercettare nuova domanda cooperativa, trovando soluzioni in ambiti complessi come i lavoratori autonomi, nuovo welfare, distretti produttivi, e la promozione di un lavoro di costruzione del movimento dei cooperatori. Non solo, dunque, Confcooperative come rappresentanza delle imprese, ma anche dei soci,

Affonda barcone di immigrati: almeno 40 morti, cento i dispersi ( da "Panorama.it" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Un gruppo di sei extracomunitari è stato intercettato a terra da una pattuglia della Guardia di finanza. E mentre ogni tanto il mare restituisce i corpi la politica continua, litigiosamente, a cercare soluzioni. Da sola l'Italia non può affrontare un fenomeno di questa portata, serve l'impegno dell'Unione europea ed è importante "approvare il patto europeo per l'

L'ultimatum di Walter: "Il governo èarrogante, così salta il dialogo" ( da "Tempo, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: della clandestinità, delle leggi sulle intercettazioni e della non soluzione al problema Alitalia. Ultima la norma di Schifani inserita nel decreto sicurezza. "In questi giorni si decide il futuro della legislatura: se il comportamento rimane quello delle ultime settimane il clima non potrà che cambiare.

La strage dei migranti ( da "Tempo, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: isola la guardia costiera ha intercettato un gommone di otto metri con 46 migranti a bordo che sono stati fatti salire sulla motovedetta italiana e portati a Lampedusa stessa; a 57 miglia a Sud delle Pelagie, invece, una motovedetta della Finanza ha salvato 45 clandestini (13 donne e 7 bambini) che erano su un natante affondato subito dopo i soccorsi.

CASO MILLS, IN ARRIVO ISTANZA DI RICUSAZIONE GIUDICE GANDUS FINOCCHIARO: È PIETRA TOMBALE SUL DIALOGO - LA RUSSA: MILITARI PER EVITARE RONDE WALTERLOO NON VA DA BAFFINO JOINT ( da "Dagospia.com" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: che al pari del disegno di legge sulle intercettazioni va contro tendenza rispetto alla dichiarata volontà di contrastare i reati e di favorire le esigenze di sicurezza. Questa è la verità". 7 - INTERCETTAZIONI, GIANNI LETTA: NESSUN PRIVILEGIO PER IL CLERO? (Adnkronos) - Nessun privilegio per il clero nel disegno di legge sulle intercettazioni approvato venerdì scorso dal governo.

Recupero del centro, premiate le migliori ideeL'iniziativa ( da "Sicilia, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: I poliziotti li hanno intercettati, la notte scorsa, mentre a bordo di una Fiat 600 percorrevano piazza Scaffa, in direzione via Buon Riposo. L'auto, a bordo della quale viaggiavano, è risultata rubata mercoledì scorsa. via monti iblei. Ladro tenta la fuga e viene bloccato Arrestato dalla polizia un pregiudicato sorpreso a rubare un portapacchi dal tettuccio di un'

Toghe in allarme ( da "Sicilia, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: alle intercettazioni, ai soldati nella città". Una misura, quest'ultima, su cui proseguono le polemiche dopo l'annuncio del ministro della Difesa,Ignazio La Russa, di mettere a disposizione 2500 soldati per la sicurezza nelle grandi città. Veltroni aggiunge alla lista nera la norma "salva Retequattro", e le posizioni di alcuni ministri come,

<Ortodossia o morte>, i monaci ribelli pronti a tutto ( da "Sicilia, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: l'acqua e l'elettricità sono state tagliate e la posta è stata intercettata. Mentre di nuovo nei giorni scorsi centinaia di agenti hanno fatto la loro comparsa sul Monte Athos in occasione delle festività religiose. "Chiediamo al governo greco di rispettare i nostri diritti come quelli di ogni altro cittadino.

Rete idrica: <pronto intervento>Giarre ( da "Sicilia, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: così come è stato fatto di recente anche sul viale Libertà e in piazza sacerdote Spina, consentirà di intercettare le acque piovane che da piazza Carmine si dirigono in discesa verso la zona della stazione ferroviaria, alleviando per il futuro i problemi di natura idraulica, in particolare allagamenti della sede stradale, tali da rappresentare un pericolo alla pubblica incolumità.

SOLUZIONE ODIFREDDI: STALIN PIU' INTERNET LA LEGHISTA DI LAMPEDUSA TENTA IL CONTROSBARCO IMPUTATO TRAVAGLIO IL PD TORNA A SCUOLA SERVENTI LONGHI ALLA CGIL NIENTE CUMULI, ( da "Dagospia.com" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: contro il decreto legge sulle intercettazioni, al grido di "arrestateci tutti!". La legge non è ancora approdata in Parlamento, eppure il Gandhi del giornalismo (al secolo Marco Travaglio) è già stato rinviato a giudizio. Non per uno scoop scomodo, però. Il Gup di Roma ieri ha deciso che Travaglio dovrà essere processato per il reato di diffamazione a mezzo stampa.

La caccia ai banditi fuggiaschi si concentra in Costa Azzurra ( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: magistrato gli investigatori della Squadra Mobile di Imperia che nell'immediatezza dei fatti avevano arrestato due complici, estoni, intercettati sul lungomare dove, probabilmente nel tentativo di confondersi tra i turisti, si stavano scolando una birra a Porto Vecchio. Il loro interrogatorio è fissato per domani mattina, di fronte al giudice per le indagini preliminari Eduardo Bracco.

Spacciava nell'Ossola Arrestato in Spagna ( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: è stato intercettato in Spagna. Le forze dell'ordine lo ritengono una delle figure più importanti nel giro della droga: erano in molte, soprattutto a Domodossola, le persone insospettabili che si rifornivano proprio da lui. Resta invece un mistero l'operazione antidroga svolta venerdì scorso dalla polizia, che non fornisce notizie nonostante l'

FATEVI I CAZZI VOSTRI NELLA MANOVRA ANCHE IL DIVIETO DELLA DIFFUSIONE (INTERNET E GIORNALI) DEI 740 DEGLI ITALIANI (E DEI VIP) BECHIS: "VIENE MENO UNO DEI FONDAMENTI DELLA DEMO ( da "Dagospia.com" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: oscuramento indistinto poi rischia di proteggere ancora una volta (come con le norme anti-intercettazioni) una classe dirigente che ha già privilegi e garanzie estese assai di più che in altri paesi. Si preferisce estendere quindi un generalizzato diritto alla privacy alla libertà di informazione, che ancora una volta viene compressa e limitata.

Palermo, accordo tra boss e massoni per ritardare i processi ai clan mafiosi ( da "Stampaweb, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Senza le intercettazioni, sottolineano in Dda, non sarebbe stato possibile accertare i reati. Peparaio, secondo quanto si è appreso, avrebbe agito sulle priorità della seconda sezione della Cassazione, facendo slittare o anticipare i ricorsi. Nell'indagine non sarebbero coinvolti invece magistrati.

QUELLI DEL NI ( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni, sicurezza e impiego dell'esercito, ecc.) non configurano un regime fascista ma certamente "un allarmante incipit verso una dittatura che si fa strada in tutti i settori sensibili della vita democratica". Uno dei più autorevoli esponenti del Pd, Arturo Parisi, ha dichiarato di condividere il giudizio di Scalfari.

Rubano rame all'isola ecologica Romeni presi da vigili e carabinieri ( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: entrambi di 24 anni, sono stati intercettati domenica sera da una pattuglia della polizia municipale ceranese. Dopo aver tagliato la recinzione, erano entrati nell'area dell'isola ecologica adibita alla custodia di rifiuti tecnologici: qui hanno tentato di impossessarsi di rame e di altri materiali pregiati.

IL SOLITO BERLUSCONI IS BACK VELTRONI S'È SVEJATO! MA QUALE PAESE COMMEMORA CAVALLO PAZZO? VIVA ODIFREDDI CHE CAFONE BRIATORE, CHE CLASSE TOM HANKS INTERCETTAZIONI E PERQ ( da "Dagospia.com" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: INTERCETTAZIONI E PERQUISIZIONI? Riceviamo e pubblichiamo: © Foto U.Pizzi"> Silvio Berlusconi © Foto U.Pizzi Lettera 1 Gentildaghi, vista la debacle sicula del partito democratico non si puo mica dare la colpa a quel genio politico di Veltroni se 180.

Lodo Maccanico e intercettazioni, scontro Pdl - Pd, Veltroni pronto allo strappo e Di Pietro è "pronto ad andare in galera" ( da "Sestopotere.com" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: l'assenza di proposte su Alitalia, il disegno di legge sulle intercettazioni presentato senza discutere né con le opposizioni né con i magistrati, poi la proposta di inviare 2.500 militari nelle strade e infine l'inserimento del Lodo Schifani nel decreto sicurezza...O il governo cambia o non ci sarà più il dialogo.

Traffico internazionale droga: fermi anche in Sardegna ( da "Sardegna oggi" del 17-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Napoli e condotta mediante intercettazioni telefoniche, video-riprese, pedinamenti e riscontri di polizia giudiziaria, hanno infatti trovato spunto dalla denuncia del fratello di un tossicodipendente che, disperato per le condizioni del familiare, si è rivolto ai carabinieri della stazione di Grazzanise (Caserta), fornendo nomi degli spacciatori e luoghi in cui avvenivano le cessioni.


Articoli

La strage silenziosa dei clandestini (sezione: Intercettazioni)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Allarme immigrazione Naufragio il 7 giugno: 40 morti e cento dispersi al largo della Libia. Un solo superstite tripoli (libia). Ancora morti in una delle zone più martoriate del Mar Mediterraneo, e forse dell'intero pianeta. Ancora un viaggio della speranza finito in disperazione. È arrivato a ventuno il numero dei corpi rivenuti dai guardacosta libici e appartenenti ai clandestini annegati dopo l'affondamento del barcone salpato lo scorso 7 giugno dal porto di Zuwarah, al confine con la Tunisia, e diretto verso le coste italiane. La nave aveva a bordo centocinquanta cittadini egiziani e si sarebbe capovolta poco dopo aver lasciato gli ormeggi del porto africano. Ma sarebbero almeno quaranta i morti accertati fino a ieri dalle autorità di Tripoli. L'intero equipaggio è affondato insieme al barcone e, ad oggi, risulterebbero almeno cento dispersi. Mentre solo uno dei clandestini è scampato, l'egiziano Wail Abdel Motagali Ali, che ha racontato i particolari della vicenda. Una tragedia che risale, quindi, a ben dieci giorni fa, ma che potrebbe addirittura essere precedente di due giorni: la condizione nella quale sono stati ritrovati i cadaveri non ha permesso di fare luce sull'identità delle vittime, e già il 6 giugno il pattugliatore Sirio della Marina italiana aveva recuperato dei corpi che potrebbero essere legati allo stesso naufragio. Il fatto, a quanto pare, poteva anche passare incredibilmente sotto il silenzio generale, dato che a dare notizia dell'affondamento hanno provveduto le autorità libiche che, una volta resesi conto della nazionalità egiziana di almeno dodici dei passeggeri salpati con il barcone, hanno ritenuto opportuno darne comunicazione lo scorso 13 giugno - quasi una settimana dopo l'accaduto - al ministero dell'Interno del Cairo. E dopo quelli dei giorni scorsi, ieri gli avvistamenti e gli sbarchi sono proseguiti. Tre le imbarcazioni fermate a Sud di Lampedusa: un gommone di otto metri con 46 migranti a bordo, un natante con 45 persone (tra cui sette bambini) affondato subito dopo che gli extracomunitari sono stati trasbordati su una motovedetta della Guardia di Finanza e un altro barcone con 46 clandestini a bordo. Un mini sbarco di clandestini si è registrato anche sull'isola di Marettimo, nelle Egadi: sei gli immigrati intercettati a terra dallle Fiamme gialle. E sempre ieri, a proposito della gravità della situazione immigrazione nel Mediterraneo, è intervenuto anche il ministro degli Esteri Frattini: "L'Italia da sola non riuscirà a bloccare questo flusso della disperazione che porta alla perdita di tante vite umane. Ma ci può riuscire l'Europa". Bisogna, aggiunge Frattini, "approvare il patto europeo per l'immigrazione al più presto, sotto la prossima presidenza francese dell'Unione". Intanto si trova in uno stato di assoluta emergenza il centro di prima accoglienza di Lampedusa: sono circa 800 gli extracomunitari ospiti in questo momento della struttura, una cinquantina in più della capienza massima prevista. virginio di carlo 17/06/2008 ' 17/06/2008 una strategiaad ampio raggioL'Italia da sola non riuscirà a bloccare questo flusso. Qui l'Europa può fare la differenza franco frattiniministro degli Esteri 17/06/2008.

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Corruzione e truffa, medico nei guai (sezione: Intercettazioni)

( da "Tirreno, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Montecatini Corruzione e truffa, medico nei guai Arresti e avvisi di garanzia per forniture ortopediche a Careggi Ma sono coinvolti anche altri ospedali Soldi, viaggi e tv per favorire due aziende toscane PISTOIA. C'è anche un medico pistoiese che lavora a Careggi tra i 13 indagati nell'inchiesta della procura della repubblica di Firenze su un presunto giro di corruzione per far acquistare senza gara protesi ortopediche e altro materiale di due aziende, una di Arezzo e una di Lucca. In totale il Gip Maria Cannizzaro ha firmato tre ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari mentre altre 13 persone sono indagate in stato di libertà. Le ipotesi di reato sono corruzione, peculato e truffa ai danni dello Stato. I tre agli arresti domiciliari sono un medico di 54 anni dell'ospedale di Carate Brianza, in provincia di Milano, un dirigente della farmacia del Centro traumatologico ortopedico di Careggi (che attualmente si trova all'estero) e un responsabile della società Advancor di Montevarchi, una delle due coinvolte nell'inchiesta. Solo un avviso di garanzia, invece, per il medico pistoiese, R.L. di 47 anni. L'indagine è durata diversi mesi ed è stata seguita dai carabinieri del Nas di Firenze, guidati dal tenente Felice Verzola, sotto il coordinamento del pm Giuseppe Nicolosi. Secondo la procura, i medici inquisiti sceglievano i dispositivi medico chirurgici (protesi, placche, viti e altri strumenti) eludendo le procedure previste, che richiedono il coinvolgimento degli enti di area vasta (i cosiddetti Estav) che gestiscono gli approvvigionamenti delle singole Asl. Acquisti senza gara, insomma, e quindi senza verifica della qualità e dei costi dei prodotti. A beneficiare di questo canale prioritario sarebbero state due aziende, la Advancor di Montevarchi e una ditta di Lucca. In cambio, queste ultime avrebbero passato a medici e dirigenti coinvolti denaro, ma anche tv, telefonini e persino viaggi all'estero. Secondo i primi calcoli, il danno prodotto al Sistema sanitario nazionale dalla presunta corruzione ammonterebbe a 35.000 euro soltanto nel 2007. A dare origine all'inchiesta è stata - tra l'altro - una denuncia firmata dai direttori generale, sanitario e amministrativo dell'azienda ospedaliera di Careggi, a seguito di una segnalazione ricevuta. L'inchiesta si è sviluppata per diversi mesi, utilizzando sia i mezzi tradizionali - come pedinamenti, ricerche di riscontri, fonti confidenziali - sia quelli più tecnologici, come le intercettazioni telefoniche e ambientali. E proprio durante queste ultime è nato un altro filone di indagine: il responsabile di una delle aziende faceva uso di droghe (cocaina e altro) per cui lui e altre due persone (ma non il medico pistoiese) sono indagati anche per spaccio. Al momento i Nas sono occupati soprattutto a circoscrivere la grandezza della rete di corruzione. Per il momento l'inchiesta ha raggiunto, oltre a Toscana e Lombardia, l'Umbria, la Campania, la Puglia e la Sicilia. L'assessore regionale alla sanità Enrico Rossi ha espresso "amarezza e rabbia" per la realtà che l'inchiesta - se troverà conferma - ha portato alla luce, ma anche soddisfazione perché proprio la denuncia firmata dai vertici di Careggi ha dato impulso al lavoro degli inquirenti. "In ogni caso - ha concluso l'assessore - quanto sta emergendo non ha nulla a che vedere con la qualità delle prestazioni erogate a Careggi". F.Cl.

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Prof genovese nella clinica degli orrori - giuseppe filetto (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina IX - Genova Prof genovese nella clinica degli orrori Il neurochirurgo Mario Baldini coinvolto nello scandalo della Santa Rita Il preside di facoltà: "Una meteora, da noi poco presente" Il professionista è ai domiciliari, uno dei pochi a non essere finito in carcere GIUSEPPE FILETTO SCONTA gli arresti domiciliari nella sua casa di viale Quartara, in Albaro. è uno dei tredici medici arrestati il 10 giugno scorso a Milano, uno di quelli che operava nella clinica degli orrori. Mario Baldini, 62 anni, genovese, però oltre a lavorare alla "Santa Rita" del capoluogo lombardo, è anche docente all'Università di Genova: professore associato di Neurochirurgia presso il Dipartimento di Scienze Biofisiche, Mediche ed Odontostomatologiche. Insegna ed esamina studenti. Anche se il preside di Medicina e Chirurgia, Giacomo Deferrari, e il capo del dipartimento, dicono di averlo visto poco. "Che a Genova sarebbe una meteora". "L'ho vedo molto poco e non ha alcun rapporto di tipo clinico o ambulatoriale con noi - ci tiene a precisare Paolo Mangiante - d'altra parte, lui non è convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale della Liguria". Il professore Mario Baldini, però, è docente di Neurochirurgia presso il corso di laurea in Odontoiatria. "Si appoggiava a noi come tanti altri - precisa Mangiante - come fanno molti docenti di Medicina". Nel capoluogo ligure non sarebbe mai entrato in un reparto ospedaliero, ma è iscritto all'Ordine Provinciale dei Medici di Genova: "Dopo l'arresto ho ricevuto la notifica degli atti da parte della procura di Milano - conferma il presidente Enrico Bartolini - valuteremo le responsabilità e l'eventuale radiazione dall'ordine". A Milano il medico genovese (laureato all'università di Parma e specializzato in Neurochirurgia) è rimasto coinvolto nell'indagine sulla clinica Santa Rita, che dopo mesi di intercettazioni ha fatto registrare un clamoroso blitz della Guardia di finanza con l'arresto di 13 medici e del titolare della casa di cura. Sono finiti in carcere il responsabile del reparto di Chirurgia Toracica e un suo collaboratore. I domiciliari, invece, sono stati disposti per Baldini, e per il legale rappresentante della casa di cura, per l'ex direttore sanitario ed ex vice direttore sanitario. E ancora per due primari di Urologia e Anestesia, e per il capo equipe dell'Ortopedia, Paolo Regolo, responsabile con Baldini dell'équipe di Neurochirurgia. Agli arresti anche un medico urologo e il responsabile dell'équipe dell'Otorinolaringoiatria, ma anche la sua assistente e un suo collaboratore. Le accuse, a vario titolo, vanno dall'omicidio volontario aggravato dalla crudeltà (contestato per 5 casi) e dall'aver agito per percepire i profitti, alle lesioni gravi e gravissime (88 casi accertati), dalla truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale fino al falso ideologico. Il 12 di giugno Baldini era stato interrogato dal gip in presenza del suo avvocato, Antonino Tuccari, ma si era avvalso della facoltà di non rispondere. Dopo la notifica dell'arresto è stato accompagnato da due agenti della Guardia di Finanza nella sua casa di Albaro, dove ha la residenza. L'indagine e le intercettazioni telefoniche avrebbero scoperto un giro di interventi chirurgici messi in piedi non perché i pazienti fossero ammalati e ne avessero bisogno, ma per ottenere lauti guadagni dalla Regione Lombardia. Dall'asportazione di un neo, fino a togliere un polmone. Più che una clinica, la struttura situata nel centro di Milano, era diventata un vero e proprio laboratorio di mostruosità.

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Mensopoli, lo scandalo in tre città - marco preve (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina XIII - Genova Mensopoli, lo scandalo in tre città L'inchiesta si allarga, al lavoro anche le procure di Vicenza e Venezia MARCO PREVE Mensopoli esce dai confini genovesi, e tre procure adesso si occupano di un nuovo filone. Quello che riguarda la Serenissima, una delle più grandi società italiane di ristorazione collettiva che a Genova, dal 2003, ha in gestione il servizio mensa e pasti dell'ospedale San Martino e che era stata oggetto d'indagine da parte dei Nas per alcune segnalazioni che nel 2007 avevano riguardato la fornitura di pasti alle scuole genovesi. Oltre al pm Francesco Pinto sono al lavoro su questo filone la procura di Vincenza, che è la città dove la Serenissima ha la sua sede legale ed operativa, e poi quella di Venezia, dove il gruppo ha vinto numerosi appalti. Sulle tracce della Serenissima il pm Pinto e la guardia di finanza arrivano incrociando due percorsi. Il primo è quello contenuto in molte intercettazioni dell'inchiesta che aveva portato in carcere Stefano Francesca, Massimo Casagrande, Claudio Fedrazzoni e l'imprenditore di Vercelli Roberto Alessio. Il secondo è frutto delle dichiarazioni di una testimone. Una manager del settore che agli inquirenti ha raccontato, con dovizia di particolari, le voci raccolte nel suo ambiente che parlavano di un giro di mazzette tra il Veneto e la Liguria. Circostanze ancora tutte da provare, ma altri elementi d'indagine hanno convinto la procura ad approfondire l'argomento. Ad esempio, alcuni colloqui intercettati. Quello in cui Claudio Fedrazzoni parlando con Alessio e Casagrande di un suo amico che lavora nel settore pulizie, il 20 dicembre 2007 dice: "... è quello che m'ha chiesto se volevo lavorare da Serenissima, m'ha detto "guarda che mi è arrivato il messaggio".. io posso un po' chiedere... ". E due mesi prima Alessio si era rivolto in tono scherzoso a Fedrazzoni: "Claudio, buongiorno, ero preoccupato ho detto non sarà mica diventato un uomo della Serenissima, il nostro uomo di punta della Liguria... ". Mentre l'11 dicembre Alessio parla con Antonella Calò, funzionaria dell'Asl2 di Savona anche lei indagata per turbativa d'asta e le dice: "...perché a me interessa la Serenissima perché gli altri non sono concorrenti pericolosi ma la Serenissima ultimamente si sta muovendo sulla Liguria in modo pesante...". Il dubbio degli investigatori è che Fedrazzoni in passato abbia potuto svolgere quel ruolo di "bravo presentatore" per cui lo pagava Alessio (ossia introdurlo negli ambienti della politica e delle istituzioni) anche per altre aziende del settore. La Serenissima, tra l'altro, è indagata come società, in un'inchiesta della procura di Milano sui un giro di presunte tangenti per le mense di Lecco e di Pavia, città quest'ultima, nella quale Stefano Francesca era stato portavoce del sindaco e in cui Casagrande sosteneva di avere ottime entrature.

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"favori se usavano quelle protesi" - franca selvatici (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Pagina II - Firenze "Favori se usavano quelle protesi" Il gip dispone tre arresti domiciliari. Gli indagati: sono i prodotti migliori 400 mila euro di materiale sanitario acquistato irregolarmente FRANCA SELVATICI Dopo lo scandalo delle tangenti in cardiochirurgia, una nuova inchiesta per corruzione scuote il policlinico di Careggi. Questa volta a finire sotto accusa sono i rapporti intrattenuti da neurochirurghi e ortopedici con una azienda di Montevarchi, la Advancor, e con una della provincia di Lucca, che commercializzano protesi ortopediche e materiale di osteosintesi (viti, placche, cementi). Secondo le accuse, i prodotti delle due aziende venivano favoriti rispetto a quelli delle ditte concorrenti in cambio di viaggi all'estero, telefonini, computer, televisori, e in un caso anche passaggi di denaro. Ieri mattina i carabinieri del Nas per la tutela della salute hanno eseguito 17 perquisizioni e due delle tre misure cautelari emesse dal gip Maria Cannizzaro su richiesta del pm Giuseppe Nicolosi. Agli arresti domiciliari sono andati Giuseppe Merli, 44 anni, titolare di fatto della Advancor, e il dottor Carlo Maria Mattioli dell'ospedale pubblico di Carate Brianza. La terza misura cautelare riguarda il farmacista del Cto di recente trasferito ad altro incarico, che è in vacanza a Cuba. Tutti e tre sono accusati di corruzione, Merli e il farmacista anche di truffa, e quest'ultimo anche di peculato, per essersi appropriato di farmaci dell'ospedale. Gli altri 13 indagati sono tre neurochirurghi del reparto del professor Pasquale Mennonna (estraneo all'inchiesta), uno dei quali notissimo come chirurgo spinale, due infermieri dello stesso reparto, un medico ortopedico che lavora al Cto, un medico ortopedico di Città di Castello, il titolare della ditta di Lucca, la segretaria e un rappresentante della Advancor, e tre persone accusate di aver venduto al rappresentante cocaina, hashish e persino viagra. Salvo questi ultimi, indagati per spaccio, gli altri sono sotto inchiesta per corruzione. I tre neurochirurghi sono indagati anche per peculato. Nel corso delle perquisizioni di ieri mattina, a casa di uno di loro sono state trovate trenta confezioni di farmaci di proprietà dell'ospedale, e sette in casa di un altro. Circa un anno fa la direttrice amministrativa di Careggi, Beatrice Sassi, ha ricevuto sul suo telefonino un sms che accusava il titolare della farmacia del Cto di favorire alcune ditte rispetto ad altre per le forniture delle protesi. L'azienda si è rivolta all'avvocato Francesco Maresca e tramite lui ha trasmesso la segnalazione al Nas. Le indagini, coordinate dal pm Nicolosi, si sono avvalse di pedinamenti, sequestri di documentazione e intercettazioni, da cui sono emerse - secondo le accuse - chiare prove dello scambio fra benefits offerti al farmacista, ai medici e agli infermieri e la scelta di determinati prodotti ortopedici. In questo caso - sostengono gli inquirenti - il sistema corruttivo non ruotava intorno alle gare d'appalto ma si fondava sulla elusione delle gare. Raccogliendo le richieste dei reparti, l'Estav (Ente per i servizi tecnico amministrativi di area vasta), che si occupa di acquisti di beni e servizi per le aziende sanitarie e ospedaliere, bandisce le gare per le protesi ortopediche, individuando una serie ampia di aziende dalle quali i prodotti possono essere comprati. Sono ammessi gli acquisti da aziende diverse rispetto a quelle che hanno vinto la gara (tecnicamente si chiamano acquisti "fuori delibera"), ma solo in via eccezionale. E in ogni caso le richieste devono essere vistate ed approvate dagli uffici amministrativi dell'ospedale. Invece, secondo le accuse, dalla neurochirurgia e da una ortopedia fioccavano le richieste di acquisti "fuori delibera" dei prodotti ortopedici della Advancor. E il farmacista del Cto puntualmente dava corso agli ordini. Secondo gli investigatori, nel corso del 2007 è stato acquistato materiale "fuori delibera" per un valore di 400 mila euro, con un danno per l'azienda di 35 mila euro, date le differenze di prezzo rispetto ai prodotti analoghi offerti dalle ditte vincitrici della gara. Gli investigatori del Nas hanno scoperto irregolarità anche negli ordini di acquisto. Di norma essi devono basarsi sulle richieste (o polizze) rilasciate dai reparti in base alle necessità (per esempio 5 placche, 10 viti, e via dicendo). La ditta fornitrice deve presentarsi in farmacia con la polizza e con i prodotti richiesti dal reparto, e su quella base il farmacista fa l'ordine di acquisto da parte dell'azienda. La prassi era però diversa: la ditta si presentava in farmacia con il solo documento di trasporto da cui risultava, per esempio, che erano state fornite sette viti. Dalla polizza in reparto, invece, ne risultavano scaricate soltanto cinque. In alcuni casi i Nas hanno trovato in reparto l'originale della polizza che attestava l'utilizzo di un numero di prodotti inferiore rispetto a quelli indicati sulla copia conservata in farmacia, alterata (secondo le accuse) per farla corrispondere ai documenti di trasporto. Così l'azienda pagava più prodotti di quelli effettivamente utilizzati in ospedale. E' stato anche trovato un ordine di acquisto pagato in gennaio 2007 e ripresentato in fotocopia, e dunque di nuovo pagato, nel luglio successivo. Se truffa vi è stata, non ha riguardato comunque la qualità dei prodotti, in ogni caso eccellente. Uno dei medici indagati spiega, anzi, che le placche e le protesi della Advancor sono prodotti migliori degli altri in delibera: "Se io devo impiantare una placca su una testa di omero fratturata, è logico che preferisca quella della Advancor, perché è leggerissima, di basso profilo, eccezionale, e posso impiantarla con tre viti anziché con dieci". Le richieste di quei prodotti - spiega il dottore - arrivavano da tutto il Cto. "Il chirurgo sceglie la protesi o la placca che ritiene migliore per il paziente. Nel caso doveva essere il farmacista ad avvertirci che si trattava di prodotti "fuori delibera" e a far intervenire la commissione e il comitato di dipartimento per le autorizzazioni". E i regali? "Non si ha un'idea di che cosa accade ogni giorno in ospedale. I rappresentanti ci fanno il viottolo. Ma io non ho mai preso una lira". E' vero che offrono benefit? "Una macchina fotografica per fotografare gli interventi, certo. Telefonini da cento euro per comunicare. E spesso le ditte mandano computer per i reparti. In altri paesi i fornitori installano addirittura gli impianti video nelle sale operatorie". E i viaggi? "Ci mandano ai convegni, lo fanno con tutti al Cto. Del resto, succede in tutto il mondo. D'altra parte con 3000 euro di stipendio come potremmo aggiornarci?".

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Cardillo: premiati l'impegno e la serietà degli sportivi (sezione: Intercettazioni)

( da "Tirreno, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Prato Cardillo: "Premiati l'impegno e la serietà degli sportivi" "Il tennis riuscirà a confermarsi anche nel ranking del 2008" PRATO. "E' una notizia sicuramente molto positiva e che rende merito a quanti si impegnano con costanza e serietà nel mondo dello sport cittadino", così l'assessore allo Sport del comune di Prato, Gerardina Cardillo, commenta la classifica di Prato nelle Olimpiadi delle province pubblicata dal Sole 24 Ore. "E' un'ascesa meritata - dice riferendosi alle 16 posizioni guadagnate rispetto al 2006 - Anche se c'è da tempo una crisi economica che rende difficile intercettare risorse economiche, mi rendo conto che c'è un impegno costante da parte dei dirigenti tutti. Lo avverto nei rapporti quotidiani che ho con le società". "Ho notato che anche per il 2007 il tennis ha ottenuto un bel riconoscimento anche se è sceso al secondo posto - continua l'assessore - Proprio in questi giorni ho partecipato ad alcune manifestazioni e sono convinta che anche nella prossima classifica riguardante il 2008, questa disciplina sarà ai primissimi posti perchè ho visto un bel movimento e una bella collaborazione fra tutti i circoli. E questo è molto bello. Grande e bella sorpresa per il judo, che continua ad organizzare manifestazioni a livello nazionale ed anche per la pallamano che ha visto l'Asd Prato promossa in A2 l'anno scorso. E, per quanto riguarda l'AlPi, ho appena avuto un incontro in cui i dirigenti mi hanno assicurato il massimo impegno nella prossima stagione". Chi non sta trainando Prato in questa classifica è il calcio professionistico. "Come assessorato siamo vicini a tutte le società sportive ma col Prato calcio è oggettivamente difficile avere un rapporto. Non sono io a dirlo ma lo dimostrano i fatti. Mi auguro che anche questo problema possa essere risolto e che il calcio ci possa dare a sua volta delle soddisfazioni". P.P.

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Ultimatum di veltroni: dialogo a rischio - andrea palombi (sezione: Intercettazioni)

( da "Tirreno, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Leggi ad personam, bavaglio alla stampa, antieuropeismo della Lega: una sequenza inquietante Ultimatum di Veltroni: dialogo a rischio "Strappi e forzature inaccettabili". Il Pd verso uno scontro duro ANDREA PALOMBI ROMA. Così proprio non va. Se si ricomincia con le leggi ad personam, con gli emendamenti studiati per aggiustare i problemi del Cavaliere, nessun dialogo è possibile. "In un solo mese - accusa Veltroni - il governo ha collezionato una serie di strappi e forzature inaccettabili". L'elenco è lungo, si va dall'emendamento salva-Rete4 all'introduzione del reato di clandestinità, dagli attacchi all'Europa della Lega al tentativo di far tacere i giornalisti e legare le mani ai magistrati con il provvedimento sulle intercettazioni. Fino alla goccia che sta facendo traboccare il vaso: l'emendamento infilato di soppiatto nel decreto sicurezza per bloccare subito i processi di Berlusconi e la proposta di rispolverare il lodo Schifani, già condannato dalla corte di giustizia europea, per poter poi rinviare a data da destinarsi quegli stessi processi. Il segretario si dice "molto colpito, sorpreso e stupito dalla protervia con cui il governo introduce certe cose surrettiziamente", e avverte che così il nuovo clima di dialogo inaugurato dopo le elezioni è destinato ad andare in fumo. "In questi giorni si decide il futuro della legislatura: se il comportamento rimane quello delle ultime settimane il clima non potrà che cambiare". Veltroni annuncia che tirerà le fila venerdì all'assemblea costituente del Pd. Ma quello di ieri è qualcosa di più di un ultimatum. "Il dialogo lo si fa in due", spiega infatti. Mentre "da quando questo governo si è costituito, c'è stata una sequenza di incidenti eccessiva e non giustificabile". E a forza di strappi, avverte, si rischia di "strappare anche il dialogo". In pericolo è dunque il confronto sulle riforme istituzionali, ma probabilmente anche il clima generale dei rapporti fra maggioranza e opposizione. "L'intensità dell'opposizione - sottolinea infatti Veltroni - verrà misurata in base a queste scelte sbagliate metodologicamente e nel merito, e sarà altrettanto dura". Se ne parlerà venerdì nell'assemblea del Pd, ma la scelta sembra già presa. Se davvero il governo andrà avanti sulla strada delle nuove leggi aggiusta-processi, in Parlamento e nel Paese ripartirà lo scontro duro. E per Veltroni su questa strada non è neanche detto che il governo possa durare cinque anni. "Se la maggioranza e il governo continueranno con questo atteggiamento arrogante e di divaricazione, come è successo in questi giorni sul tema non affatto secondario come l'Europa, probabilmente i temi saranno più brevi di un'intera legislatura". "Può essere ministro della Repubblica - attacca ad esempio riferendosi a Roberto Calderoli - qualcuno che dice che il trattato europeo è da strappare?". Quindi avverte Berlusconi: attenzione, "la cosa peggiore per chi vince le elezioni è pensare di avere in mano il Paese, perchè le lune di miele in politica si interrompono bruscamente". E ricorda che Sarkozy "un anno fa sembrava invincibile", poi le cose sono rapidamente cambiate. Il governo farebbe bene ad occuparsi di altro, sostiene quindi. "La vera priorità - ripete infine - sono i salari, gli stipendi e le pensioni. E' drammaticamente urgente intervenire, altrimenti l'Italia continuerà ad avvitarsi nella spirale della recessione".

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Travaglio pronto alla galera farò disobbedienza civile (sezione: Intercettazioni)

( da "Tirreno, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Attualità Travaglio pronto alla galera "Farò disobbedienza civile" ROMA. Marco Travaglio, riguardo al ddl sulle intercettazioni, annuncia dalle colonne dell'Unità la propria volontà di fare "disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato". Anche Vittorio Feltri, direttore di "libero", non ci sta: "Ma è possibile che sia sempre colpa dei giornalisti?" si chiede a proposito del disegno di legge sulle intercettazioni. E senza mezzi termini dichiara: "Secondo me ha ragione Eugenio Scalfari" che nel fondo di domenica su "La Repubblica" sosteneva che siamo di fronte "a una vera e propria confisca dei poteri del direttore". Intervengono anche numerosi Ordini regionali dei giornalisti. Quello toscano scrive che "arrivare a prevedere fino a tre anni di carcere per i giornalisti che pubblicano atti relativi a intercettazioni equivale a limitare la libertà di stampa, il diritto di cronaca e il diritto dei cittadini ad essere informati. Il disegno di legge a cui sta lavorando il Governo è una iniziativa che mira ad imbavagliare i cronisti".

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Indizi di regime - mino fuccillo (sezione: Intercettazioni)

( da "Tirreno, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

L'OPINIONE INDIZI DI REGIME MINO FUCCILLO C'era una volta, un paio di settimane fa, un clima che era piaciuto al Papa, a Confindustria e al capo dello Stato. Era piaciuto tanto che ciascuno a suo modo lo aveva fatto sapere: Confindustria congratulandosi con e accodandosi al governo, il Pontefice benedicendolo urbi et orbi, Napolitano cercando di non fare ostacolo, cercando di comprendere anche ciò che non condivideva perchè "border line" con la Costituzione. Era il clima in cui il governo decideva con energia, vedi il caso Campania, l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, la detassazione degli straordinari, la campagna contro i "fannulloni" della Pubblica Amministrazione. Decideva, agiva, forzandoli, ma senza cambiare i connotati del sistema della legalità e senza imporre a viva forza i termini di nuove autoritarie regole di convivenza. Ed era il tempo in cui l'opposizione, quella del Pd soprattutto, criticava, provava a correggere, ma non sgambettava il governo in Parlamento e non si metteva di traverso nella società. Attirandosi per questo atteggiamento anche qualche critica di "mollezza". Due, tre settimane fa era tanto tempo fa, quel clima non c'è più. L'ha rotto Veltroni perchè l'opposizione dialogante non piace ai suoi? Può darsi ma, anche se un umore del genere montava e ha pesato, il "basta" del Pd è una conseguenza e non un principio. Conseguenza di quella che Veltroni ha battezzato la "sequenza". Sequenza ritmata e voluta da Berlusconi. Prima la richiesta leghista di non ratificare in Parlamento il trattato Europeo sancito a Lisbona e rifiutato dagli irlandesi in un referendum. (A proposito, fino a che votare contro l'Europa sarà gratis, gli elettorati lo faranno a catena. Cosa accadrebbe se agli elettorati la questione fosse posta in termini di dentro o fuori l'Europa? Anche gli irlandesi vogliono all'ottanta per cento restare dentro...). Poi l'indulto bis che seguirà di fatto al divieto di indagare su una marea di reati con le intercettazioni telefoniche, cui si accompagna il divieto di sapere e far conoscere imposto alla stampa e alla pubblica opinione. Niente indagini, niente colpevoli. Quindi l'ultima idea della maggioranza: sia il governo a dettare alla magistratura quali processi si fanno e per quali reati si fanno, per gli altri, dal 2002 in poi, si lasci perdere. Che tra i processi a perdere per indicazione governativa ci sia o no quello che riguarda Berlusconi, la nuova legalità dice: niente indagini, niente processi, cioè indultone. Più, tanto per stare sul sicuro, la garanzia per le alte cariche dello Stato d non essere inquisite fino alla fine del mandato. Una sequenza che ha fatto pensare e dire a Casini che il lupo del legiferare a misura degli interessi del leader ha perso il pelo ma non il vizio. Una sequenza che ha dato corpo e sangue al fantasma del regime, dolce ma autoritario, che la sinistra comincia a credere di veder aggirarsi per la politica italiana. Se questa è la sequenza, come si fa, ragiona il Pd, a fare le riforme istituzionali con chi fabbrica a catena indizi di regime? Indizi, molto più di coincidenze. Non ancora prove. Anche se una cosa è certa: Berlusconi ha calcolato che può. Il paese è con lui, basta guardare gli ultimi risultati elettorali in Sicilia. Democraticamente il paese vota in massa per lui. Ma, a guardar bene, il consenso di massa è una delle condizioni necessarie anche se non sufficienti perchè nasca, se non un regime, almeno la sua evidente tentazione.

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Veltroni: così non va, dialogo a rischio (sezione: Intercettazioni)

( da "Libertà" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il leader dell'opposizione punta il dito sugli emendamenti "ad personam" ROMA - Così proprio non va. Se si ricomincia con le leggi ad personam, con gli emendamenti studiati per aggiustare i problemi del Cavaliere, nessun dialogo è possibile. "In un solo mese - accusa Veltroni - il governo ha collezionato una serie di strappi e forzature inaccettabili". L'elenco è lungo, si va dall'emendamento salva-Rete4 all'introduzione del reato di clandestinità, dagli attacchi all'Europa della Lega al tentativo di far tacere i giornalisti e legare le mani ai magistrati con il provvedimento sulle intercettazioni. Fino alla goccia che sta facendo traboccare il vaso: l'emendamento infilato di soppiatto nel decreto sicurezza per bloccare subito i processi di Berlusconi e la proposta di rispolverare il lodo Schifani, già condannato dalla corte di giustizia europea, per poter poi rinviare a data da destinarsi quegli stessi processi. Il segretario si dice "molto colpito, sorpreso e stupito dalla protervia con cui il governo introduce certe cose surrettiziamente", e avverte che così il nuovo clima di dialogo inaugurato dopo le elezioni è destinato ad andare in fumo. "In questi giorni si decide il futuro della legislatura: se il comportamento rimane quello delle ultime settimane il clima non potrà che cambiare". Veltroni annuncia che tirerà le fila venerdì all'assemblea costituente del Pd. Ma quello di ieri è qualcosa di più di un ultimatum. "Il dialogo lo si fa in due", spiega infatti. Mentre "da quando questo governo si è costituito, c'è stata una sequenza di incidenti eccessiva e non giustificabile". E a forza di strappi, avverte, si rischia di "strappare anche il dialogo". In pericolo è dunque il confronto sulle riforme istituzionali, ma probabilmente anche il clima generale dei rapporti fra maggioranza e opposizione. "L'intensità dell'opposizione - sottolinea infatti Veltroni - verrà misurata in base a queste scelte sbagliate metodologicamente e nel merito, e sarà altrettanto dura". Se ne parlerà venerdì nell'assemblea del Pd, ma la scelta sembra già presa. Se davvero il governo andrà avanti sulla strada delle nuove leggi aggiusta-processi, in Parlamento e nel Paese ripartirà lo scontro duro. E per Veltroni su questa strada non è neanche detto che il governo possa durare cinque anni. "Se la maggioranza e il governo continueranno con questo atteggiamento arrogante e di divaricazione, come è successo in questi giorni sul tema non affatto secondario come l'Europa, probabilmente i temi saranno più brevi di un'intera legislatura". "Può essere ministro della Repubblica - attacca ad esempio riferendosi a Roberto Calderoli - qualcuno che dice che il trattato europeo è da strappare?". Quindi avverte Berlusconi: attenzione, "la cosa peggiore per chi vince le elezioni è pensare di avere in mano il Paese, perchè le lune di miele in politica si interrompono bruscamente". E ricorda che Sarkozy "un anno fa sembrava invincibile", poi le cose sono rapidamente cambiate. Il governo farebbe bene ad occuparsi di altro, sostiene quindi. "La vera priorità - ripete infine - sono i salari, gli stipendi e le pensioni. E' drammaticamente urgente intervenire, altrimenti l'Italia continuerà ad avvitarsi nella spirale della recessione". Andrea Palombi 17/06/2008.

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Pronti a morire per l'ortodossia (sezione: Intercettazioni)

( da "Libertà" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ATENE - "Ortodossia o morte!". La frase sventola sul monastero di Esfigmenou, al Monte Athos, i cui monaci, condannati come "scismatici" dal Patriarca di Costantinopoli per rifiutare "l'eresia dell'ecumenismo", si dicono pronti a resistere sino alle estreme conseguenze all'embargo e alla minaccia di intervento della polizia. "Dio è con noi" assicura all'Ansa padre Gregorio, braccio destro dell'abate Metodio che guida il monastero che da anni non può ricevere rifornimenti di cibo o medicinali e la cui linee telefoniche fisse, l'acqua e l'elettricità sono state tagliate, la posta intercettata. Mentre di nuovo nei giorni scorsi centinaia di agenti hanno fatto la loro comparsa sul Monte Athos in occasione delle festività religiose. "Chiediamo al governo greco di rispettare i nostri diritti come quelli di ogni altro cittadino. E siamo pronti a rivolgerci alla Corte europea dei diritti umani" dice all'Ansa, con uno dei due telefoni cellulari rimasti, padre Gregorio, braccio destro dell'abate Metodio, capo supremo del monastero "scomunicato" per aver respinto qualsiasi "comunione" tra ortodossi e cattolici, culminata con la visita del Papa alla sede del Patriarcato di Costantinopoli nel 2006 e con quella di Bartolomeo in Vaticano nel 2007. La repubblica monastica del Monte Athos, alle propaggini orientali della penisola calcidica, è una comunità autonoma all'interno della sovranità greca, ma dipende spiritualmente dal patriarca Bartolomeo I. Questi, fautore del dialogo con i cattolici, ha formalmente condannato nel 2002 i monaci di Esfigmenou provocando la loro espulsione dalla comunità e un duro embargo. Recentemente il procuratore di Salonicco, Vassili Floridis, ha chiesto al governo greco, che non sembra però molto intenzionato a farlo, di intervenire per sloggiare con la forza i 107 monaci che essendo stati dichiarati "scismatici" dovrebbero, secondo una legge dello stato, abbandonare il monastero dove vivono da cinque secoli. Tutto cominciò nel 1964 con l'abbraccio tra l'allora patriarca Atanagora e Paolo VI, che spinse i 20 monasteri del Monte Athos per protesta contro "l'eresia ecumenica" a non commemorare più nelle loro preghiere il Patriarca, spiega l'avvocato Nektarios Polikroniou. "In seguito a forti pressioni" tutti però fecero poco a poco marcia indietro. Eccetto Esfigmenou. Giulio Gelibter 17/06/2008.

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Madre e figlia sorprese con quattro chili e mezzo di eroina (sezione: Intercettazioni)

( da "Tempo, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stampa Madre e figlia sorprese con quattro chili e mezzo di eroina Flavia Buccilli Ormai è assodato. Tra i nomadi che spacciano droga, le donne hanno un ruolo di primo piano. Sono loro ad occuparsi dello spaccio al minuto di stupefacenti e sono sempre loro ad andare in avanscoperta, quando c'è da spostare eroina o cocaina, perché danno meno nell'occhio. E poi, se nella peggiore delle ipotesi dovessero essere arrestate, c'è sempre la possibilità di ottenere dei benefici, come gli arresti domiciliari. Una teoria questa, confermata dall'ultima operazione dei carabinieri della compagnia di Pescara che hanno arrestato due nomadi, madre e figlia, ed hanno sequestrato quattro chili e mezzo di eroina, per un valore al dettaglio di 360mila euro. Le manette sono scattate ai polsi di Rosaria Greco e Franca Bevilacqua, la prima 39enne con precedenti di polizia, la seconda 19enne, incensurata. I militari dell'Arma, coordinati dal capitano Pasquale Del Gaudio, le stavano tenendo d'occhio già da un po', a distanza, "coi metodi tradizionali, senza ricorrere ad intercettazioni". Sabato pomeriggio le due viaggiavano su una Opel Corsa vecchio tipo ed erano precedute da un'altra auto. Subito dopo il ponte di Capacchietti, mentre si inoltravano a Rancitelli, dove vivono, la macchina che precedeva la Opel ha notato i carabinieri (in borghese) ed è fuggita via come un razzo per attirare l'attenzione dei militari e farsi seguire. Così non è stato: i carabinieri non sono caduti nella trappola, ed hanno bloccato e perquisito l'altra automobile, la Opel Corsa, sulla quale c'erano la Greco e la figlia. Nell'abitacolo erano nascosti quattro chili e mezzo di eroina suddivisa in panetti, conservati in una busta nera, una di quelle usate per i rifiuti. Per le donne quindi, si sono aperte le porte del carcere di Teramo. C'era da aspettarsi, secondo i militari dell'Arma, un maxi-rifornimento del genere, perché dopo gli ultimi sequestri di droga Pescara era rimasta "un po' a secco" - ha osservato Del Gaudio. Di certo il sequestro rappresenta "un colpo", per i rom, perché vanifica "investimenti che difficilmente si recuperano".

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"troppi strappi, così il dialogo salta" veltroni lancia l'altolà al premier - carmelo lopapa (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

"Troppi strappi, così il dialogo salta" Veltroni lancia l'altolà al premier Prodi al leader: grazie, ma non sarò più presidente del partito "In questi giorni si decide il futuro della legislatura, non mi pare ci sia un clima positivo" CARMELO LOPAPA ROMA - Lo strappo, anzi la sequenza di strappi, la giudica "inaccettabile". Così, con quello che ha tutta l'aria di essere un ultimatum all'indirizzo del Cavaliere, Walter Veltroni lascia intendere che le porte del dialogo finora spalancate stanno per chiudersi. Ed è la svolta nei rapporti tra la schiacciante maggioranza e il Partito democratico, in un questa legislatura all'esordio. La notizia dell'emendamento "salva Berlusconi", sebbene non ufficiale, è ampiamente annunciata quando il segretario del Pd parla davanti all'inconsueto auditorio della Fondazione "Farefuturo" - presidente Gianfranco Fini, segretario Adolfo Urso - davanti al quale viene invitato a parlare di governo ombra. "In questi giorni si decide il futuro della legislatura - scandisce Veltroni - se il comportamento rimane quello delle ultime settimane, cioè una sequenza di incidenti, di strappi assolutamente eccessivi ed inaccettabili, il clima non potrà che cambiare". Anche perché "il dialogo non è qualcosa di appeso, ma che va sostanziato". Il leader Pd ammette di essere "molto sorpreso e colpito dalla protervia con cui, in un solo mese, alcune normette sono state introdotte di nascosto". Li elenca pure, quegli strappi: "Il decreto su Retequattro, le uscite della Lega sull'Europa, le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza". Ultimo, di lì a qualche ore, l'emendamento "salva premier". Il segretario Pd si rivolge direttamente all'inquilino di Palazzo Chigi avvertendolo: "Attenzione, Sarkozy un anno fa sembrava invincibile. La cosa peggiore, per chi vince le elezioni, è pensare di avere in mano il Paese, perché le lune di miele in politica si interrompono bruscamente". Incalzato su più fronti - interni, in ultimo Parisi, ed esterni, con Di Pietro - penalizzato anche dai sondaggi per la linea d'opposizione ritenuta "morbida", Veltroni prepara il cambio di strategia. Prende ancora qualche giorno di tempo, trarrà le fila all'Assemblea costituente del Pd in programma venerdì e sabato. Ma l'aria che tira ormai è chiara, "non mi pare ci sia tanta voglia di determinare un clima positivo, è un errore". I suoi percepiscono la svolta e sembrano condividere. "Ho visto un Veltroni più in carne ed ossa e meno in ombra, apprezzabile" commenta Marco Follini. E dopo le polemiche interne di questi giorni sulla presidenza del partito lasciata da Romano Prodi, il leader ha colto l'occasione anche per rilanciare l'auspicio che "restasse presidente del Pd", pur precisando che lui avrebbe rispettato "la sua decisione quale che sia". Ma la risposta dell'ex premier è arrivata, puntuale, in serata, durante un dibattito a Bologna, a conferma del niet. Le dimissioni restano irrevocabili: "Veltroni me l'ha chiesto, ho molto ringraziato e ho ancora una volta declinato l'invito", ha chiuso il Professore.

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Così diventiamo tutti ammalati - marco bobbio (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Cultura L'incertezza della cura In un campo così variegato come quello biologico è difficile stabilire se per quel singolo paziente un trattamento sia indicato oppure no Perché la medicina estende sempre più il suo campo d'azione COSì DIVENTIAMO TUTTI AMMALATI MARCO BOBBIO Il professor Clifton K. Meador, docente all'Università di Nashville nel Tennessee, si trova una sera a cena con un nutrito gruppo di amici. Parlando del più e del meno, il discorso scivola su questioni di salute. Con grande sorpresa, scopre che nessuno dei suoi amici è davvero sano: alcuni hanno il colesterolo elevato, a uno è stata diagnosticata un'anemia lieve, a una signora hanno appena consegnato il referto di uno striscio vaginale definito "dubbio", a due signori è stato comunicato che la prova da sforzo "non è normale" e alcuni soffrono di problemi di disagio personale o sociale. Tutti prendono quotidianamente qualche medicina. Meador riflette sul fatto che ormai le persone sane stanno scomparendo e scrive un articolo, che verrà pubblicato sul New England Journal of Medicine, una prestigiosa rivista medica, provando a immaginare come vivrà l'ultimo uomo sano. Sarà completamente occupato a eseguire esami del sangue, delle urine e delle feci, visite mediche generiche e specialistiche, esplorazioni periodiche di ogni orifizio, esami accurati della pelle, sottoponendosi ad attività fisica calibrata e a una dieta rigorosa (che dovrà continuamente variare, aggiornandosi ai risultati delle ultime ricerche). Dalla pubblicazione di quell'articolo sono trascorsi quattordici anni e la situazione è probabilmente peggiorata. Il numero di persone "non sane", badate bene, non dico ammalate, sta aumentando vertiginosamente. Si ha l'impressione che il benessere sia ormai limitato da un perenne stato di malattia e sostenuto da controlli e trattamenti continui. Per capire cosa stia succedendo, proviamo a riflettere su due questioni delicate. Prima questione. Perché la medicina ha esteso il proprio campo di intervento a tal punto da coinvolgere praticamente tutti? In modo profetico, nel 1976 Ivan Illich preconizzava in Nemesi medica, l'espropriazione della salute, che "l'effetto inabilitante prodotto dalla gestione professionale della medicina ha raggiunto le proporzioni di un'epidemia. Il nome di questa nuova epidemia, iatrogenesi, viene da iatros, l'equivalente greco di medico e da genesis, che vuol dire origine". Da allora, la malattia è diventata sempre più spesso una merce, oggetto di profitti. Se vengono curate solo le persone realmente ammalate, ci si limita a quel ristretto gruppo di pazienti che ha bisogno di un intervento medico per stare meglio. Per espandersi, il mercato della salute ha bisogno invece di una crescente domanda. Una volta che tutti gli ammalati sono stati intercettati e sono più o meno presi in un ingranaggio diagnostico-terapeutico, il mercato si deve estendere a quelli che non hanno nulla, e che, a loro dire, sono sani. Bisogna allora attivare alcuni meccanismi, spesso sorretti dalla buona intenzione di migliorare la salute: l'induzione del bisogno (si suscita nella gente la paura di malattie e di invalidità future, prospettando il rischio di un accidente), il travisamento dei dati scientifici (si presentano i risultati delle ricerche in modo da enfatizzare quelli positivi e minimizzare quelli negativi), l'anticipazione della diagnosi (si iniziano a prescrivere medicine per valori di "anormalità" sempre più bassi), la creazione di nuove malattie (si fa credere che comuni disturbi siano vere e proprie malattie da curare), la prescrizione per indicazioni non appropriate (si prescrivono farmaci approvati per la cura di una malattia, a pazienti che hanno altre malattie), le campagne di sensibilizzazione (si diffonde la consuetudine di indire la giornata, la settimana o l'anno di una certa affezione, per indurre le persone sane a preoccuparsi e sottoporsi a esami e a visite). Seconda questione. I trattamenti prescritti sono tutti utili e può succedere che si arrivi al punto di sottoporre un paziente a un intervento chirurgico non necessario? In questi giorni è stato sollevato il dubbio, da accertare nel prosieguo dell'indagine giudiziaria, che alla clinica Santa Rita di Milano venissero eseguiti inutili interventi chirurgici. Se verranno confermati, i comportamenti criminosi dovranno essere perseguiti, anche per non gettare discredito sui medici e sulle strutture sanitarie. Non ritengo però che si possano dividere i medici tra i tantissimi onesti, che prescrivono solo cure essenziali e appropriate e i pochi disonesti, che speculano su ignari pazienti. La realtà è molto più sfumata. Noi medici ci troviamo sempre ad assumere decisioni in condizioni di incertezza. In un campo così variegato, come quello biologico, è difficile stabilire se per quel singolo paziente un trattamento (medico o chirurgico) sia indicato oppure no. Sappiamo, in molte circostanze, cosa potrebbe succedere in media a pazienti con condizioni simili; non possiamo però prevedere cosa capiterà proprio a lui. In ogni decisione possono anche intervenire interessi personali: non solo quelli di tipo economico che sono evidenti, riprovevoli, mal tollerati, controllabili e sanzionabili. Proprio per questo i controlli non dovrebbero limitarsi agli aspetti formali e quantitativi (facili da verificare), da affidare a impiegati che esaminano il rispetto delle procedure. Si sa che i disonesti sono abilissimi a produrre rendiconti formalmente perfetti; se le procedure di controllo sono cavillose è più facile che venga preso nella rete chi dedica più tempo ai pazienti che alle relazioni. è ora di cambiare mentalità: bisogna entrare nel merito degli interventi per verificare l'appropriatezza delle scelte, la qualità delle prestazione, l'efficacia dei risultati.

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Gaetano Mineo PALERMO Almeno 40 (sezione: Intercettazioni)

( da "Tempo, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stampa Gaetano Mineo PALERMO Almeno 40 ... Gaetano Mineo PALERMO Almeno 40 migranti clandestini sono rimasti uccisi e oltre un centinaio risultano dispersi in seguito al naufragio di un'imbarcazione in navigazione fra la Libia e l'Italia. Il Ministero dell'Interno egiziano ha precisato che l'imbarcazione, con a bordo 150 persone originarie dell'Africa, è naufragata al largo delle coste libiche il 7 giugno scorso dopo essere salpata dal porto di Zuwarah, vicino al confine con la Tunisia, diretta verso l'Italia. Le autorità libiche (fonte egiziana) hanno tratto in salvo una persona e hanno ritrovato 21 cadaveri: almeno altre 19 persone mancano all'appello e risultano ufficialmente disperse. Il governo libico ha informato del naufragio le autorità del Cairo il 13 giugno perché riteneva che 12 dei clandestini fossero egiziani, ha aggiunto la fonte egiziana. è l'ennesima tragedia dell'immigrazione, in un periodo in cui gli sbarchi in Sicilia proseguono incessanti. Due imbarcazioni con clandestini a bordo sono state fermate al largo di Lampedusa: a 33 miglia a Sud-Est dell'isola la guardia costiera ha intercettato un gommone di otto metri con 46 migranti a bordo che sono stati fatti salire sulla motovedetta italiana e portati a Lampedusa stessa; a 57 miglia a Sud delle Pelagie, invece, una motovedetta della Finanza ha salvato 45 clandestini (13 donne e 7 bambini) che erano su un natante affondato subito dopo i soccorsi. Intanto, già sono circa 800 gli extracomunitari del Centro di prima accoglienza e soccorso di Lampedusa, una cinquantina in più della capienza massima prevista. Ieri, infatti, sono affluiti al Cpas altri 121 immigrati, giunti con gli ultimi tre sbarchi. è anche emergenza clandestini a Malta, dopo la tragedia dell'altroieri in cui sono dispersi sei migranti mentre ieri altri 27 extracomunitari su una barca sono approdati nel porticciolo di Wied iz-Zurrieq a Sud dell'isola maltese. E ancora: un peschereccio ha segnalato alle autorità maltesi la presenza di 26 clandestini aggrappati alle reti d'acciaio per la cattura dei tonni, circa 75 miglia a sud di Malta.

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Di FERNANDO TRIBI* La furia iconoclasta del ministro Brunetta nei confronti della Pubblica Amministrazione sta raggiungendo il paradosso (sezione: Intercettazioni)

( da "Libertà" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Di FERNANDO TRIBI* La furia iconoclasta del ministro Brunetta nei confronti della Pubblica Amministrazione sta raggiungendo il paradosso di FERNANDO TRIBI* La furia iconoclasta del ministro Brunetta nei confronti della Pubblica Amministrazione sta raggiungendo il paradosso. Dopo averne additato i lavoratori come "fannulloni", dopo aver promesso che solo dopo 8 cessazioni dal servizio ci sarà un'assunzione, dopo aver invocato il blocco del processo di stabilizzazione dei precari del pubblico impiego, ora passa alla questione delle consulenze individuando questo sistema come quello nevralgico per gli sprechi. E ha predisposto la pubblicazione on-line della lista "dei cattivi". Ovviamente poche settimane fa lo stesso Brunetta aveva gridato allo scandalo per la pubblicazione on-line delle dichiarazioni dei redditi... Siccome questa volta non ci sono i poteri forti che intimano il silenzio, la stampa si è buttata a capofitto su nomi e cifre. Il quotidiano "Libertà" non è sfuggito a questa tentazione, ed ha fatto proprio così, pubblicato nomi e cifre senza curarsi né approfondire circa il significato di quei nomi e di quelle cifre. Per quanto riguarda la Provincia voglio sgombrare il campo da un equivoco, grande come una casa, e in cui il lettore può tranquillamente cadere semplicemente associando quella pubblicazione con la campagna contro la pubblica amministrazione, i suoi "fannulloni" e i suoi "sprechi" che attraversa il Paese sotto la guida autorevole nel neo-ministro. Tra quei nomi ci sono decine di ragazzi e ragazze molto preparati e qualificati, che hanno lavorato come precari per conto del mio Assessorato con grande professionalità, impegno e competenza. Giovani cui proprio la legislazione nazionale ha impedito di essere assunti, giovani che hanno ricevuto quei compensi in cambio di un anno di lavoro, giovani che rischiano di non uscire mai dalla palude della precarietà se non verranno consolidati i percorsi di stabilizzazione. Giovani in gamba, che hanno portato idee nuove ed hanno raggiunto brillantemente gli obiettivi loro assegnati. Giovani che con il loro lavoro e la loro professionalità hanno reso servizi importanti alle imprese, ai disoccupati, ai lavoratori in cassa integrazione e in mobilità, agli studenti: dunque al territorio nel suo insieme. E come loro sono presenti nell'elenco altri giovani, che hanno reso la loro professionalità in altri settori dell'amministrazione provinciale. Associarli indistintamente in un elenco, senza precisare perché avevano quella forma di rapporto (in tanti casi l'unica consentita dall'utilizzo del Fondo Sociale Europeo) e la durata di quel rapporto (che bene rende l'idea in relazione al compenso attribuito), è sbagliato. Ed è tanto più sbagliato in una fase e in un clima dove tutto ciò viene additato e inteso, con vasto consenso, come una delle cause principali dei problemi del Paese. So bene che la questione delle consulenze (e dei servizi esternalizzati?.) nella Pubblica Amministrazione può nascondere uno spreco quando ciò viene realizzato senza prima intercettare risorse professionali interne presenti e quindi utili, e so bene che la cattiva gestione del denaro pubblico è uno dei problemi del Paese. Ma non è il caso di questi ragazzi e di queste ragazze, che se mai meritavano anche compensi più adeguati al qualificato lavoro svolto per conto della nostra Amministrazione, e soprattutto meritano che, proprio perché giudicata positivamente, la loro professionalità possa permanentemente essere messa a disposizione del servizio pubblico che ogni giorno eroghiamo. Altro che "fannulloni" e "sprechi": se anche la pubblica informazione, e la pubblica opinione che ne è formata, inquadrano questi giovani in tali categorie, senza approfondire, motivare, distinguere, davvero sarà difficile porre mano seriamente ai problemi del Paese: questi giovani non fanno parte del problema, fanno parte della soluzione del problema. *Assessore provinciale Scuola-Formazione-Lavoro-Pace 17/06/2008.

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MA COSÌ LO FARÀ ARRABBIARE (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Andrea Fabozzi Tra venerdì e sabato Walter Veltroni potrebbe arrabbiarsi. Se Berlusconi fa sul serio. Se veramente vuole bloccare i suoi processi (l'ha fatto). Se veramente vuole garantirsi per legge l'impunità (l'ha annunciato, ieri sera). Se veramente vuole impedire le intercettazioni, cancellare il diritto di cronaca (l'ha già fatto). Se tutto questo è vero, ma proprio vero vero, allora Veltroni potrebbe arrabbiarsi. Ma non subito. Non oggi, e neppure ieri. Venerdì. O sabato. Non precipitiamo. Effettivamente c'è sempre la possibilità che quello seduto a palazzo Chigi non sia il presidente del Consiglio in carica. Ma una replica di quello vecchio, "il principale esponente dello schieramento avversario" sì, ma del 2001. Era quello che se ne fregava del dialogo e si faceva le leggi ad personam. Quello che se ne infischiava delle larghe intese e se la prendeva con le toghe rosse. Quello che il "nuovo clima costruttivo" neanche sapeva cosa fosse e intanto ricusava i giudici. Quello di ieri sera, insomma, ma più sincero. O meno abile. Il Berlusconi del 2008 è riuscito anche a preoccuparsi di Retequattro senza spezzare "il filo del dialogo" con il partito democratico. Ieri ha alzato la voce davanti al parlamento un po' come quell'altro cavaliere che nel gennaio 1925 rivendicò tutte le sue responsabilità. Berlusconi va avanti così. E Veltroni si preoccupa, così: "Il filo del dialogo rischia davvero di spezzarsi". Rischia davvero, accidenti. E non perché il segretario del Pd abbia cominciato ad ascoltare la disperazione dei suoi elettori torturati dal cilicio buonista. Non perché Veltroni si sia messo a leggere i sondaggi o perché abbia dato uno sguardo alle elezioni siciliane di ieri (a Catania il Pdl è all'82%). Non perché si sia fatto convincere dai dubbi di chi pure gli è vicino, come Eugenio Scalfari. Il dialogo rischia - se è un rischio - di saltare perché lo deciderà Berlusconi. Che è tornato a palazzo Chigi per la storia, certo, ma anche un po' per i suoi problemi più immediati. Le buone relazioni con l'opposizione vengono dopo. Lui ha il governo. La difficoltà del segretario del Pd ad aprire gli occhi è in fondo comprensibile. Anche ieri annunciando che potrebbe arrabbiarsi - venerdì, o sabato - ha subito aggiunto che in ogni caso l'opposizione sarebbe "responsabile" e per carità "non ideologica o strumentale". Cos'altro potrebbe fare a questo punto Veltroni che ha impostato tutta la sua strategia sulla mano tesa al cavaliere? Riconoscere di avere sbagliato significherebbe avviarsi a cedere il passo. Non è lui il segretario giusto per gestire un Pd di opposizione, non è più lui quello che può cambiare gioco. E' con le spalle al muro e Berlusconi lo prende a unghiate. Forse presto lo rianimerà, tornando dialogante. Come il gatto con il topo. Non è solo un problema di Veltroni, vista la composizione del parlamento. Se non c'è l'opposizione non c'è il cavaliere del 2008 e nemmeno del 2001 ma appunto quello del 1925. Il "clima" è brutto e molto vecchio. Che sia "nuovo" possono crederlo (fino a venerdì?) solo Veltroni, e Ratzinger.

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L'ultima carta di Walter Basta con il buonismo (sezione: Intercettazioni)

( da "Manifesto, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

OPPOSIZIONE Brusco risveglio del segretario L'ultima carta di Walter Basta con il buonismo Micaela Bongi Ce l'aveva messa tutta, Walter Veltroni, abbozzando un'alzata di testa. Ma quello che all'ora di pranzo doveva suonare come un ultimatum del segretario Pd a Silvio Berlusconi e al suo governo - "se il comportamento rimarrà quello delle ultime settimane, il clima non potrà che cambiare" - a sera appare come l'ultima beffa autoinflittasi dal leader di un'opposizione afasica. L'ex sindaco di Roma, sollecitato domenica da Eugenio Scalfari su Repubblica a "decidere che non c'è più possibilità di dialogo" sulle riforme con il "re sole", e definito da Arturo Parisi "re ombra", dava al Cavaliere qualche giorno ancora: il tempo di arrivare all'assemblea costituente del Partito democratico di venerdì e sabato, per rammendare gli "strappi" che "rischiano di strappare anche il dialogo. Sono molto sorpreso e colpito dalla protervia con cui alcune cose vengono introdotte surrettiziamente", si indignava. E Veltroni citava "il decreto su Retequattro, le uscite della Lega sull'Europa, le intercettazioni", fino all'"intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza". "Il dialogo finisce? Vediamo, per ora ho visto solo i titoli delle agenzie", commenta a questo punto Parisi, scettico. Anche se in privato l'ex ministro della difesa avrebbe dato al segretario qualche chance in più, apprezzando il primo passo. Caustica apertura di credito nei confronti del segretario da Marco Follini: "Ho visto oggi un Veltroni più in carne ed ossa e meno in ombra che nei giorni passati. Mi pare un cambiamento apprezzabile". E a sera, ospite di Otto e mezzo su La 7, il dalemiano Nicola Latorre invita a un cambiamento di rotta non tanto il governo, quanto il suo partito: "Continuo a pensare che il dialogo fino ad oggi è stato un'enunciazione di principio, del tutto priva di contenuti. Abbiamo assistito all'ideologia del dialogo. Se e quando si parlerà di cose concrete... per ora vediamo soltanto questi obbrobri del governo e la necessità di una dura lotta di opposizione". Se il segretario del Pd cerca di riorientarsi, il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, non può che rallegrarsi, ascoltando gli alleati democratici usare i suoi stessi argomenti: "L'Italia dei Valori ha imparato, sin da subito, a conoscere Berlusconi. E porterà avanti, come sta facendo anche in questi giorni, un'opposizione dura e senza sconti dentro e fuori il parlamento. Ci fa piacere che il Pd e il suo segretario riscontrino la protervia del governo". Quando, a fine giornata, arriva la lettera del premier al presidente del senato Schifani, e a quel punto è chiaro che Berlusconi è quello di sempre, nel quartier generale del Pd è panico. La giornata, per il segretario, è già di quelle nere. Sulla collocazione europea del partito dal "caminetto" esce poco più di una fumata nera, di nulla di fatto. Le elezioni siciliane sono una batosta: "Come si fa di fronte ai risultati siciliani a non riconoscere che il partito rischia di essere travolto da una dinamica dissolutiva?", insiste Parisi. E Prodi fa sapere che Veltroni lo ha nuovamente invitato a restare alla presidenza del Pd, ma lui ha declinato. Nel frattempo Rosy Bindi insiste: all'assemblea costituente presenterà la sua mozione per chiedere il ritiro delle dimissioni del professore, che vuol dire "esprimere un chiaro indirizzo politico equivale a dire sì al progetto dell'Ulivo". Alla riapertura del fuoco contro le toghe da parte del Cavaliere, il leader del Pd non risponde. Fa dire ai suoi collaboratori che "le dichiarazioni pesantissime del presidente del consiglio hanno confermato la linea scelta da Berlusconi e dalla maggioranza, e anzi aggravano quegli strappi già fatti". Ma non è ancora la parola fine: "Il filo del dialogo rischia davvero di spezzarsi", spiegano al Nazareno. A questo punto il segretario del Pd dovrà essere convincente, quando venerdì si presenterà all'assemblea che potrebbe mettere definitivamente in discussione la sua leadership. Sperare che nel frattempo Berlusconi torni sui suoi passi è davvero impossibile. Ma, al di là delle dichiarazioni di giornata, è soprattutto di fronte al suo partito in subbuglio che l'ex sindaco di Roma dovrà parare i colpi e alzare la guardia nei confronti del governo, dichiarando svanita l'illusione del dialogo.

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Il lungo elenco dei rinnovi in scadenza (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-17 - pag: 5 autore: Le categorie. Le incognite del raccordo tra vecchio e nuovo sistema Il lungo elenco dei rinnovi in scadenza Rita Fatiguso MILANO Il bello verrà dopo, a riforma dei contratti chiusa. Senza una soluzione alta e condivisa, si profila un grosso rischio: il caos. Le premesse ci sono tutte, a ben guardare, ma visto che il negoziato è aperto, c'è tutto il tempo per prospettarsi il peggio. Tra scadenze vecchie e nuove dei contratti in vigore, lunghezze contrattuali accorciate, portate da quattro a tre, e nuove valenze "miste" (normative più economiche, al tempo stesso) il rischio, evidente, è l'indebito intreccio tra i due sistemi contrattuali. Quello da riformare e quello riformato. Aggravato dalla selva di contratti, troppi, perfino secondo i sindacati. Un esempio di proliferazione su tutti? Il personale di volo, per il quale la moltiplicazione delle piattaforme è un fatto endemico più che assodato. Se consideriamo il sistema attuale, i contratti più consistenti scadono proprio quest'anno, nel 2008. Gli edili, ad esempio, sono alle prese con la parte normativa del primo biennio (parte economica). Seguiranno il trasporto pubblico, il commercio. Comparti di peso per i quali anche la parte normativa è determinante nella definizione del quantum retributivo. Pezzi forti, come si vede, ai quali si deve aggiungere il settore del pubblico impiego che, tuttavia, grazie al memorandum sottoscritto in occasione dell'ultimo rinnovo ha già contemplato una riduzione dai tre ai quattro anni previsti oggi. Senza una soluzione preventiva e condivisa, appunto, il rischio è, almeno per certe categorie di lavoratori, di poter applicare la nuova normativa soltanto alla scadenza naturale attuale e cioè dopo almeno quattro anni. Con il rischio che, nel frattempo, subentri (invano, però) la tanto sospirata riforma contrattuale. Un'altra raffica di contratti di notevole caratura è attesa l'anno prossimo, nel 2009: si riparte, infatti, con il secondo biennio dei meccanici, seguito a ruota dalla chimica farmaceutica, dagli alimentari, dai grafici. Le delegazioni che siedono al tavolo dovranno far capo ai tecnici per cercare di evitare simili trappole, cercando in qualche modo di intercettarle in anticipo. Quella dei contratti, in fondo, può essere una selva perfino per esperti del loro calibro. Commenta Enzo La Corte, l'esperto di contratti della Cgil: "Bisognerà procedere con grande cautela perché la riforma rischia di cadere nella trappola delle scadenze. A meno di non volerle unificare tutte, bisognerà introdurre finestre che riportino l'intero sistema sui binari giusti". "Questa riforma serve a restituire potere d'acquisto ai salari e a riconquistare produttività al sistema – aggiunge La Corte –, a differenza di quelle precedenti tutte finalizzate a contenere l'inflazione. Non ci si può permettere di rimanere impigliati in inghippi normativi". rita.fatiguso@ilsole24ore.com.

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Soldati placebo (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-06-17 - pag: 12 autore: Soldati placebo Soldati per difendere dal crimine le città. Il ministro La Russa è convinto che gli italiani ne avranno solo beneficio, ma non tutti, compreso (mi sembra) il presidente della Repubblica Napolitano, sono d'accordo. Mi chiedo semplicemente: possibile che le nostre Forze dell'ordine siano così malmesse da dover cedere i propri compiti alla Difesa? E se il problema fosse numerico, perché non assumere poliziotti e vigili, visto che la nostra società sicuramente non migliorerà nel giro di qualche mese? Carlotta Moroni e-mail è uno stratagemma che a volte usano i medici. Dicono ai malati che gli danno una medicina; e invece è acqua colorata con l'aggiunta di qualche sapore. L'idea dei soldati messi a pattugliare le città mi pare appartenga allo stesso genere di attrezzi. Il loro numero è modesto, 2mila 500, e messi all'opera in giro per l'Italia rappresenteranno una spruzzata, un sentore per il desiderio d'ordine tanto diffuso. Insomma: un sollievo psicologico più che un reale contrasto alla criminalità. è un esperimento, si è premurato di avvertire il ministro della Difesa. In effetti, soldati-placebo non si erano mai visti. Vai a sapere: magari funziona. - Lo Stato in Calabria Sono un imprenditore che ha scelto di fidarsi dello Stato e della giustizia in una regione, la Calabria, le cui complessità sono note a tutti. Nei giorni scorsi due distinte operazioni portate a compimento dalla Direzione distrettuale antimafia hanno individuato e arrestato gli autori di una serie di estorsioni ai danni di numerosi imprenditori operanti nella Piana di Lamezia Terme. Successivamente alcuni degli imprenditori che hanno rilasciato dichiarazioni sono stati fatti oggetto di atti intimidatori. Voglio esprimere la mia solidarietà agli imprenditori coinvolti. Lettera firmata Facciamo il Ponte Io dico sì al Ponte! Ricordare che la Salerno - Reggio Calabria non è completamente rinnovata, le ferrovie ancora incomplete e altre manchevolezze non è una buona ragione per annullarne la costruzione. Vorrei credere che entro i 15 anni dell'esecuzione del Ponte queste opere, già in pista, siano eseguite. Se abbiamo paura della mafia e della camorra... non costruiamo più nulla? Un po' di coraggio, e anche l'orgoglio di un'opera che rimarrà nel tempo, e per la grande utilità e per l'ardire tecnico. Renata Franchi email Intercettazioni proibite Con vera sorpresa scopro che il popolo italiano è attanagliato dal terribile problema delle intercettazioni. In una bella confezione regalo ci viene venduto proprio un bel “pacco”. Cari politici stupiteci, per una volta dimostrate nei fatti che avete più a cuore la legalità. Concetto che appartiene a tutti a prescindere dal colore politico. E stupiteci anche dimostrando coerenza con quello che dite. La sicurezza non era una delle priorità del Governo? E allora perché il provvedimento crea problemi per garantire la sicurezza negli stadi? Perché crea problemi per individuare e punire coloro che si rendono responsabili di violenze, rapine, furti? Perché renderebbe impossibile scoprire casi come quello della clinica S. Rita? Perché i reati finanziari che colpiscono direttamente le tasche degli italiani vengono esclusi dalle intercettazioni? Lettera firmata.

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Veltroni: Basta strappi o salta il dialogo (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-17 - pag: 14 autore: Aut aut del leader democratico: questa settimana si decide il destino della legislatura, venerdì tirerò le fila Veltroni: "Basta strappi o salta il dialogo" ROMA Berlusconi si fermi, ha una settimana di tempo, altrimenti addio dialogo. Un Walter Veltroni pessimista ma determinato, quello che ieri mattina giocava fuori casa parlando alla platea della fondazione finiana "Farefuturo" a fianco di Adolfo Urso. "In questi giorni si decide il destino della legislatura – detta sofferente –. Da quando il Governo si è costituito ha collezionato una sequenza ripetuta di incidenti assolutamente inaccettabili e non giustificabili: l'emendamento salva-Rete 4, la stretta sulle intercettazioni e sulle indagini senza discussione né con l'opposizione né con le categorie interessate, i militari per le strade, e infine il "lodo Schifani" nel decreto sicurezza. Senza contare l'assurdità di un ministro della Repubblica che dice che il Trattato Ue è da strappare e la vicenda Alitalia. Si deve decidere che clima avere, il dialogo non vuole strappi, gli strappi ripetuti strappano anche il dialogo". La luna di miele, insomma, sta per finire. Il dialogo, per farlo, bisogna essere in due. "Se continuerà questo atteggiamento del premier e della maggioranza venerdì, all'assemblea costituente del partito, tirerò le fila". Una settimana di tempo. Incalzato dai dirigenti del partito e dal proliferare di "fondazioni", e in sovrappiù dai sondaggi che danno l'elettorato del Pd in grande sofferenza (40% secondo Mannheimer) per la linea morbida e dialogante; in difficoltà per la questione "cattolica" e per la collocazione europea proprio nel giorno in cui il settimanale paolino Famiglia cristiana torna ad attaccare l'identità del partito ("il vero Pd e non è ancora nato, è rimasto la somma degli ex Ds e degli ex Margherita"), Veltroni sembra quasi costretto alla linea dura. Non a caso Pier Luigi Bersani,uscendo dall'interminabile riunione pomeridiana sulla collocazione europea, detta quella che sembra essere la nuova linea: "Ora con il Governo il gioco si farà duro". Sul nodo Pse circa cinque ore di riunione, e il "caminetto" dei big alla fine si limita a registrare l'impasse: fissati i paletti (nessun ingresso nel Pse ma collaborazione, i parlamentari del Pd siederanno tutti nello stesso gruppo), restano aperte le incognite di sempre (in quale gruppo, quale rapporto con il Pse). Se il comunicato finale di Lapo Pistelli fa intravedere l'idea di un gruppo autonomo federato con i socialisti, di federazione ex popolari rutelliani e Parisi non vogliono neanche sentire parlare. Alla fine Pierluigi Castagnetti tenta la quadra parlando di "un campo riformista a partire dal gruppo parlamentare del Pse, in modo tale da salvaguardare autonomia e identità del Pd". Autonomia che i rutelliani e molti ex-Ppi tendono però a interpretare come ruolo di ponte tra socialisti e liberali, una sorta di centro-sinistra allargato e moderato a livello europeo. Il confronto tra ex Dl ed ex Ds, ieri pomeriggio molto teso, è insomma tutt'altro che risolto. "Io sono anche il vicepresidente del Pse – avrebbe detto Massimo D'Alema –. Ci si chiederebbe di recidere un cordone ombelicale dopo che tutte le rinunce le abbiamo fatte noi". In serata Berlusconi riaccendeva indirettamente lo scontro dettando l'antica linea sulla giustizia (si veda articolo in alto). E Romano Prodi declinava gentilmente ma con fermezza l'ennesimo invitoa ritirare le dimissioni da presidente del partito: "Veltroni me l'ha chiesto, ho molto ringraziato e ho ancora una volta declinato l'invito". Venerdì e sabato il segretario tirerà le fila. E non solo sul dialogo con Berlusconi. Probabile l'annuncio della rottura del dialogo con annesso congresso anticipato al 2008. Em.Pa. IMPASSE SULL'EUROPA "Gruppo autonomo a partire dal Pse": ma è duro scontro tra ex Ds ed ex Margherita Prodi declina l'ultimo invito: no alla presidenza del partito.

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Giornalisti subito sanzionati (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2008-06-17 - pag: 37 autore: La previsione del disegno di legge sulle intercettazioni Giornalisti subito sanzionati MILANO Il veto sulla pubblicazione – integrale o riassunta – di notizie su tutti i procedimenti giudiziari (non solo le intercettazioni) per tutta la fase delle indagini costerà caro ai giornalisti "trasgressori", con sanzioni pesanti sia sul fronte penale sia, prima di tutto, su quello deontologico. Perché l'Ordine è chiamato ad agire subito, prima della magistratura, della conclusione della giustizia ordinaria e prima che il quadro delle responsabilità sia, dunque, chiarito in maniera non sommaria. In base all'articolo 2, comma 3, del disegno di legge "intercettazioni" (si veda "Il Sole 24Ore" di sabato e domenica), quando un giornalista è iscritto nel registro degli indagati, l'Ordine deve essere tempestivamente informato dal Procuratore della Repubblica, per disporre la sospensione cautelare del professionista "dal servizio o dall'esercizio professionale fino a tre mesi". La misura deve giungere, da parte dell'Ordine, nei 30 giorni successivi alla notizia di reato, dopo aver verificato la sussistenza dei fatti e aver interrogato l'iscritto. In pratica si chiede all'Ordine di sospendere immediatamente il giornalista, in base a elementi provvisori d'accusa, anticipando sulla base dell'iscrizione al registro degli indagati una sanzione al professionista. L'articolo 1, comma 1 vieta infatti "la pubblicazione, anche parziale o per riassunto o nel contenuto di atti di indagine preliminare", ovvero tutto quel che si trova nel fascicolo del Pubblico ministero, "anche se non sussiste più il segreto, fino a conclusione delle indagini preliminari o fino al termine dell'udienza preliminare". Sino alla decisione sul rinvio a giudizio, dunque, non si sarebbe potuto dar conto dei grandi scandali finanziari, delle recenti truffe sanitarie, ma anche dell'omicidio di Garlasco o della strage di Erba. Il giornalista rischia, infatti, da uno a tre anni di carcere. L'editore, una sanzione sino a 500mila euro. Se poi si tratta di pubblicare intercettazioni ("di conversazioni, comunicazioni telefoniche o immagini riprese") per il giornalista la pena è dell'arresto da uno a tre anni e l'ammenda da 500 a 1.032 euro. Intanto, oggi si riunisce la Giunta della Fnsi (Federazione nazionale della stampa). La prima reazione rispetto alle misure del disegno di legge è stata netta: "L'ipotesi di tre anni di galera per i giornalisti che diffondano notizie tratte da atti di intercettazioni ordinate dalla magistratura non potrà mai essere accettata né condivisa come un atto di libertà". L. Ca. LINEA DURA Sospensione dall'attività con l'iscrizione nel registro degli indagati per la pubblicazione di notizie "coperte".

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L'orecchio maligno e le nostre illegalità (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-17 num: - pag: 36 categoria: REDAZIONALE Il sale sulla coda di Dacia Maraini L'orecchio maligno e le nostre illegalità S tiamo assistendo a una campagna martellante per arrivare (e in parte ci siamo arrivati) a una legge restrittiva nei riguardi delle intercettazioni. Gli argomenti che si considerano più utili per suscitare l'indignazione dell'opinione pubblica sono due: l'alto costo degli ascolti e il numero delle intercettazioni in aumento, per cui ormai praticamente "tutti gli italiani " sarebbero spiati da un orecchio maligno e insinuante che fruga nella vita personale senza riguardo, con una particolare propensione per le infedeltà, gli inciuci, i pettegolezzi, insomma i particolari più scabrosi e intimi della vita privata. Ora le cifre ufficiali dicono che la spesa per le intercettazioni è di 224 milioni su 7,7 miliardi, il che consiste in meno di un decimo del bilancio della giustizia. E in quanto al numero degli ascolti si tende a confondere la quantità delle intercettazioni con la quantità di persone messe sotto controllo telefonico. I provvedimenti di ascolto non rivelano la cifra degli intercettati, perché ogni decreto riguarda un numero telefonico che spesso viene ripetuto 3 o 4 volte, tenendo conto che ogni 15 giorni bisogna rinnovare il provvedimento. Alla fine si scopre che gli intercettati non raggiungono le 80 mila persone l'anno, il che equivale allo 0,2% degli italiani. Quindi l'allarmismo è costruito ad arte per creare panico, incertezza e senso di angoscia. E potremmo aggiungere: per mettere in riga la magistratura e la stampa d'informazione. è chiaro che una persona equilibrata trova ripugnante l'indugio sulle conversazioni private che vengono riportate con malizia dai giornali. Ma pretendere la rinuncia all'intercettazione fuori che nei casi di criminalità organizzata, vuol dire privarsi di un'arma potentissima. Le parole dette da un medico che è intenzionato ad asportare un polmone sano per fare soldi, le parole di un prete che contratta il silenzio di un ragazzo che l'ha denunciato per violenza sessuale, le parole di un politico che prende le mazzette per concedere un appalto, sono vere e proprie confessioni, che non possono essere messe in discussione perché non riguardano discorsi sentiti e riferiti, ma rivelano in presa diretta il pensiero e le volontà di chi agisce contro la legge. Fra l'altro è molto difficile stabilire un limite netto fra criminalità organizzata e altre forme di illegalità. La forza della mafia o della camorra consiste proprio nel coltivare quelle frontiere labili che separano l'amministrazione pubblica dalla continua pressione per l'ottenimento di favori illeciti, protezioni e vantaggi. Il problema sta, come al solito, nella lentezza della giustizia. La cosa più logica sarebbe di astenersi dalla pubblicazione di conversazioni telefoniche fino a processo avvenuto e colpevole condannato. Ma poiché questo potrebbe avvenire nell'arco di 5 o 10 anni, dati i tempi della nostra giustizia, dobbiamo forse permettere a coloro che delinquono di continuare a farlo indisturbati? Non diventa a sua volta colpevole chi, informato di una grave colpa, omette di denunciarla, sapendo che la persona in questione potrebbe reiterare il crimine? D'altronde non è che l'ascolto sia casuale e arbitrario. C'è sempre una denuncia, e la richiesta passa al vaglio di due magistrati prima della intercettazione vera e propria. In un Paese così incline all'imbroglio, alla truffa, in cui molte, troppe amministrazioni pubbliche e private sono sospettate di illeciti, tanto da venire commissariate, il senso della giustizia credo che prevalga, per gli onesti cittadini, su quello della riservatezza. \\ Intercettazioni: si intrecciano temi politici e i labili confini del crimine.

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Gli Albi: più poteri nei controlli (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2008-06-17 - pag: 37 autore: Deontologia. Le proposte degli Ordini per aumentare l'efficienza delle procedure disciplinari Gli Albi: più poteri nei controlli Secondo i dati delle categorie al Sud contestate meno infrazioni Laura Cavestri MILANO Avvocati indagati nel quadro di operazioni contro la criminalità organizzata. Medici intercettati fra malasanità e truffa. Ingegneri collusi con appalti in chiaroscuro. Anche senza scomodare la cronaca, superficialità, incompatibilità di cariche, mancato assolvimento degli obblighi formativi mettono a dura prova la conservazione,all'interno degli Ordini, di livelli deontologici adeguato. La proposta degli avvocati I vertici dell'avvocatura sono pronti a chiedere la riforma del controllo disciplinare. Il Consiglio nazionale propone che il cittadino possa ricorrere direttamente contro l'archiviazione degli esposti disciplinari da parte degli Ordini. Al vertice istituzionale dell'avvocatura si dovrebbe riconoscere potere di vigilanza e di segnalazione al ministero della Giustizia, in caso di accertate omissioni degli Ordini. La riforma, di cui il Cnf ha discusso venerdì a Siracusa, dovrebbe essere un capitolo del nuovo ordinamento professionale. In una categoria che ha superato i 200mila iscritti, nel 2007 i procedimenti pendenti - secondo i dati del Cnf- sono stati 150 (11 meno del 2006). Quelli decisi, 196; nove le radiazioni. Sono 98 gli Ordini forensi dai quali non sono pervenuti procedimenti disciplinari, mentre da Roma, Milano e Torino è arrivato il maggior numero di procedure (rispettivamente 20, 19 e 14). Il Cnf chiede di rispettare i tempi procedurali per evitare la prescrizione dell'azione disciplinare, di sanare la difformità di sanzioni degli Ordini forensi anche in presenza delle stesse violazioni e di rimuovere il divieto di aggravio della sanzione di primo grado. "è difficile – spiega il consigliere Ubaldo Perfetti – esercitare il controllo sugli iscritti se gli Ordini applicano criteri molto diversi ". Per il segretario Pierluigi Tirale "l'azione disciplinare deve essere tempestiva e obbligatoria sempre; non solo, come sostiene la Cassazione, quando il comportamento dell'avvocato ha un risvolto penale". I medici Amedeo Bianco, presidente della Federazione dei medici (FnomCeo), stima in 1.500 i procedimenti trattati dagli Ordini nel 2007."I medici –spiega –possono ricorrere alla Commissione centrale delle professioni sanitarie e poi in Cassazione. E quando si fa appello, la sanzione comminata in primo grado è sospesa ". Da tempo, afferma Bianco, "ci battiamo perché la legge professionale, del 1948, contempli un percorso di recupero, ad esempio, per il medico radiato: oggi, dopo cinque anni, può chiedere la reiscrizione all'Ordine ed è a discrezione dell'ente concederla, senza dover dimostrare nulla". Soprattutto, "quando il profilo deontologico si consuma su quello penale, la difficoltà – conclude Bianco –è acquisire informazioni dalla magistratura". Ora il Governo pensa a un Ddl per depenalizzare gli errori ma velocizzare i risarcimenti (si veda l'articolo accanto) Commercialisti Nel 2007, i Consigli nazionali di dottori commercialisti e ragionieri hanno affrontato, rispettivamente, 14 e 11 procedimenti disciplinari su una platea complessiva di 105mila professionisti. Le città che hanno denunciato più episodi sono Roma e Milano. Scarsi sono stati i provvedimenti sanzionatori giunti al Consiglio nazionale - "giudice" di secondo grado - dal Mezzogiorno. I provvedimenti riguardano casi che vanno dalla bancarotta semplice e fraudolenta all'esosità della parcella. Dalla mancata restituzione di documenti alla mancata acquisizione dei crediti formativi. "Quest'anno – spiega il consigliere dell'Albo unico, Stefano Marchese –prevediamo un aumento dei ricorsi in appello, per lo più per incompatibilità e mancato assolvimento di obblighi formativi". L'esperienza del Notariato "Un anno fa – spiega il consigliere nazionale del Notariato, Antonio Labonia – il nuovo codice deontologico ( Dlgs 249/2006) ci ha permesso di velocizzare le procedure. Tra giugno e dicembre, su 80 procedimenti aperti, i Co.re. di. (commissioni regionali di disciplina presiedute da magistrati di Corte d'appello) ne hanno chiusi 79, di cui 56 condanne". Le contestazioni? "Per lo più atteggiamenti professionali frettolosi e superficiali, puniti con sanzioni pecuniarie non oltre i 50mila euro e sospensioni dall'esercizio da tre mesi a un anno". BATTISTRADA Il notariato ha affidato i giudizi di primo grado a commissioni regionali per evitare i condizionamenti ambientali.

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Letta: preti non sottratti alla giustizia (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-17 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE La lettera Letta: preti non sottratti alla giustizia Caro direttore, leggo sul Corriere del 16 giugno, un articolo che riporta un brano dell'intervista di Lucia Annunziata all'onorevole Bindi, andata in onda domenica nel corso di In Mezz'ora, ed un'intervista di Marisa Fumagalli a Sebastiano Vassalli, che si riferiscono entrambi ad una disposizione del disegno di legge approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri, recante norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. I due articoli si riferiscono, in particolare, alla disposizione contenuta nell'articolo 12, comma 2, lettera c), concernente la comunicazione all'autorità ecclesiastica competente relativa a procedimenti penali nei confronti di ecclesiastici. Al riguardo, onde fugare ogni possibile equivoco, vorrei chiarire alcuni punti: 1) la norma citata riproduce il testo del ddl presentato il 15 dicembre 2006 dal Ministro della giustizia pro-tempore, onorevole Mastella, con il quale si intendeva adeguare il vigente art. 129, comma 2, delle norme di attuazione del c.p.p. al contenuto dell'Intesa approvata con scambio di lettere del 26 luglio 2006 tra il presidente del Consiglio ed il segretario di Stato della Santa Sede; 2) la norma, contrariamente a quanto affermato dallo scrittore Sebastiano Vassalli, non svincola il clero dalla giustizia dei Tribunali, ma prevede che quando un ecclesiastico sia indagato, arrestato o fermato o sottoposto a provvedimenti limitativi della libertà personale o comunque sia esercitata nei suoi confronti l'azione penale, ne venga data informazione all'autorità ecclesiastica competente; 3) la norma non costituisce una violazione del principio concordatario, come invece affermato dal professor D'Agostino, ma dà effettiva attuazione al punto 2, lettera b), del Protocollo addizionale all'Accordo che apporta modificazioni al Concordato Lateranense dell' 11 febbraio 1929, firmato il 18 febbraio 1984, il quale assicura che l'autorità giudiziaria darà comunicazione all'autorità ecclesiastica competente per territorio dei procedimenti penali promossi a carico di ecclesiastici, ma non specifica né le varie categorie di ecclesiastici, né le autorità della Chiesa alle quali concretamente debba essere inviata l'informazione; 4) la norma, contrariamente a quanto affermato dall'onorevole Violante, non è riferita alle intercettazioni che coinvolgono un ecclesiastico, ma, come già specificato, riguarda l'informativa sull'azione penale, di cui all'art. 129 delle norme di attuazione del c.p.p.; 5) infine, ove Confessioni religiose diverse dalla cattolica richiedessero una analoga norma, si potrebbe procedere all'integrazione delle intese vigenti, o si potrebbe introdurre tale disposizione in eventuali nuove intese da stipulare. Con l'auspicio di aver contribuito a fare chiarezza sulla disposizione non correttamente interpretata. Gianni Letta Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

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Giustizia e Veltroni prepara la grande svolta d'opposizione (sezione: Intercettazioni)

( da "Riformista, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Giustizia e Veltroni prepara la grande svolta d'opposizione "Contro di me magistrati d'estrema sinistra" Trenta novembre 2007, sedici giugno 2008. Se la prematura dipartita della "nuova stagione" di dialogo tra i poli meritasse una lapide, queste sarebbero le date di inizio e fine: l'incontro alla Camera sulle riforme tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, Prodi ancora regnante, e la presentazione ieri in Senato dell'emendamento al pacchetto sicurezza, subito ribattezzato "salva-premier" avendo come principale effetto quello di congelare la sentenza del processo Mills in cui il premier è imputato per corruzione. Sulla presentazione di questa norma il centrodestra ha discusso per giorni, dietro le quinte, dividendosi come già altre volte in materia di giustizia tra falchi e colombe. La domanda di fondo su cui il Cavaliere si è interrogato apriva un bivio tutto politico: meglio affrontare a viso aperto una probabile condanna in primo grado al processo Mills, confidando magari in un appello celere e nel clima meno velenoso del Palazzo, oppure stoppare tutto a costo di pregiudicare l'immagine del "nuovo" Berlusconi? Il premier ha chiesto lumi a Ghedini, suo avvocato e deputato. E Ghedini, su tutti, lo ha convinto che da una condanna per corruzione sarebbero comunque seguiti imbarazzi internazionali e conseguenze non prevedibili sulla tenuta dell'esecutivo. Meglio risolvere il problema alla radice. E stavolta da Lega e An sono arrivate perplessità, ma non un veto. Il Carroccio ha posto solo una pregiudiziale: "Se andiamo avanti, devi prenderti la responsabilità di spiegare al paese perché". E Berlusconi lo ha fatto ieri con una lettera al presidente del Senato Renato Schifani in cui difende il carattere erga omnes dell'emendamento ("Questa sospensione di un anno consentirà alla magistratura di occuparsi dei reati più urgenti. Proporrò al Consiglio dei Ministri di esprimere parere favorevole"), annuncia un nuovo lodo Schifani ("un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato" e torna al vecchio repertorio anti-giudici. Del processo di Milano che lo vede imputato dice che lo hanno intentato "magistrati di estrema sinistra", che si tratta "dell'ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici". Il premier ha aggiunto che ricuserà il presidente della decima sezione penale del Tribunale di Milano, Elisabetta Gandus, per avere quest'ultima "ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il Governo che ho avuto l'onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli, che fra l'altro oggi si troverebbe a poter disapplicare". Chiaramente, un punto di non ritorno. Il Cavaliere sa bene che in due giorni è cambiata la storia della legislatura. E se è vero che ha titubato a seguire Ghedini sulla via dello scontro frontale è perché consapevole che nemmeno in un ultimo impeto di benevolenza Veltroni può seguirlo sulla via di provvedimenti ad personam come quelli che già nel 2002-2003 scatenarono a sinistra l'ondata di protesta girotondina e che ieri hanno armato un nuovo attacco dipietrista: ("Sarebbe più trasparente dire: la legge è uguale per tutti tranne che per il presidente Berlusconi e qualche altro amico", ha detto l'ex pm). "Quando abbiamo deciso di andare avanti sapevamo che a Veltroni non potevamo chiedere anche questo Golgota", sintetizza un esponente azzurro che ha partecipato in prima persona alla riflessione berlusconiana. Insomma, un consapevole addio al dialogo, in cambio di una smacchiatura preventiva sul curriculum del presidente del Consiglio. Ma Veltroni non può più sentire spiegazioni. Ieri già in mattinata, ospite di una iniziativa della fondazione aennina Fare futuro, il leader del Pd aveva lanciato un ultimatum: "Così salta il dialogo". Un'ultima precauzione per lasciare che fosse l'"evidenza dei fatti", cioè il deposito ufficiale dell'emendamento in Senato, seguìto di poche ore, a certificare le responsabilità politiche per la fine del dialogo. Ma in realtà da giorni Veltroni ha messo in cantiere la grande svolta. Anzi, conta addirittura di farne l'asse portante del suo discorso all'Assemblea costituente del Pd di venerdì prossimo. Veltroni motiverà la decisione con la cronaca delle ultime quarantotto ore. La verità è più complessa. Il tramonto della "nuova stagione" è in sé una nuova pesantissima sconfitta per l'ex sindaco di Roma. Ma il danno subito per lo smacco alla strategia originale è forse inferiore a quello subito per averla perseguita: lo sbandamento dopo i blitz berlusconiani (Rete4, intercettazioni), i sondaggi in picchiata, un assedio interno sempre più asfissiante. L'unico modo per spezzarlo, ritiene Veltroni, è con una novità di linea - un Pd all'opposizione senza se e senza ma - che l'assemblea costituente sarà chiamata a votare, battezzando (nelle speranze del leader) un nuovo inizio un anno dopo il discorso del Lingotto. 17/06/2008.

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Segue deja vu (sezione: Intercettazioni)

( da "Riformista, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Segue deja vu In una parola: con quale credibilità il premier Berlusconi potrà chiedere al cittadino campano di accettare le discariche nel suo territorio? Con quale credibilità chiederà ai sindaci di accettare i militari per le strade, o ai giudici di accettare i limiti alle intercettazioni? Se queste erano decisioni discutibili e discusse, ora sarà certamente molto più difficile sostenerle. Sarà più difficile, e forse impossibile, svolgere quell'azione di ricostruzione di un normale e decente spirito pubblico, che maggioranza e opposizione sembravano intenzionate, ciascuna nel proprio ruolo, a compiere. Avere senso dello Stato è un presupposto per chiedere rispetto per lo stato. La scelta del premier, che anche la maggioranza farà fatica a condividere (la Lega e An non possono accettare a cuor leggero una mossa così spregiudicata), ci precipita di nuovo nella instabilità e nell'anomalia di un paese dove i confini tra politica e giustizia sono continuamente travolti, ora da una parte ora dall'altra, e dove la questione giustizia continua, dopo più di quindici anni, ad essere al centro di tutto. Il risultato è duplice. Anzitutto, non si consolida una maggioranza: Berlusconi non può illudersi che questa decisione non provochi una consistente caduta di consensi per il Pdl, come si è già verificato nella legislatura 2001-2006. In secondo luogo, cosa ancora più grave, ancora una volta i partiti non riusciranno a portare a termine quella riforma della costituzione che è sempre più necessaria. Dalla Bicamerale maggioranza e opposizione si sono scambiate i ruoli per ben tre volte; e siamo sempre allo stesso punto. L'emergenza giudiziaria impedisce che il dialogo sulle riforme vada avanti. In questo caso la responsabilità di Berlusconi e della sua maggioranza è evidente e innegabile: una responsabilità storica, della quale il premier non potrà non pagare il prezzo. Di certo quest'emendamento fa saltare qualunque possibilità di dialogo con il Pd. Veltroni, già attaccato da tutte le parti, e duramente sferzato dall'editoriale domenicale di Scalfari che annunciava la dittatura incipiente, non può più assolutamente permettersi alcuna forma di contatto con il premier. Ora l'opposizione riprenderà la strada consueta, quella dell'indignazione e dell'appello antifascista. Avrà vinto Di Pietro, e con lui quanti pensano che il problema italiano sia Berlusconi. Avrà perso, ancora una volta, il paese. Claudia Mancina 17/06/2008.

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Operazione "Inferno" l'inchiesta è chiusa (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

PROCURAGLI INDAGATI SONO QUATTRO Operazione "Inferno" l'inchiesta è chiusa SAVONA E' arrivata alla comunicazione di "fine indagini", il passo che precede le eventuali richieste di rinvio a giudizio, l'inchiesta "Inferno" che a gennaio era sfociata nell'arresto di cinque persone per una vicenda di droga e ricettazione di materiale edile rubato ad alcune imprese che avevano in appalto lavori all'interno della centrale elettrica "Tirreno Power" di Vado Ligure. La droga. Il pubblico ministero Alberto Landolfi contesta al marittimo savonese Luciano Ferro di aver venduto cocaina (dai cinque ai 45 grammi); all'albanese Agim Lataj di aver venduto droga a Francesco Perugino e a quest'ultimo la detenzione a fine di spaccio di 35 grammi di cocaina. Ricettazione. Qui entrerebbero in gioco Francesco Perugino e Danilo Re. Stando alle intercettazioni degli investigatori il primo avrebbe commissionato il furto di morsetti per ponteggio nell'area della centrale elettrica di Vado, mentre il secondo avrebbe trovato le persone che materialmente hanno messo a segno il colpo e che però non sono state identificate. A Luciano Ferro, infine, viene contestato anche di aver incendiato in via Nizza il bungalow di un suo ex collega e di aver manomesso i freni della macchina della moglie di un altro suo ex compagno di lavoro, per vendicarsi di essere stato licenziato.

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Sfilata di Vip in Procura "Chi ti vende la cocaina?" (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il caso Professionisti chiamati a fornire spiegazioni sulle "amicizie proibite" MARCO RAFFA Sfilata di Vip in Procura "Chi ti vende la cocaina?" SAVONA Visitati a casa dai carabinieri: alla porta, oltre agli uomini in divisa con il mandato firmato dal giudice, anche i cani antidroga che hanno velocemente passato in rassegna tutte le stanze di casa. Convocati subito dopo in caserma, per un primo sommario interrogatorio: fate uso di cocaina, dove la comprate, chi ve la vende. Invitati a tenersi a disposizione, per essere interrogati più nel dettaglio - ancora in caserma o in Procura, direttamente dal sostituto procuratore Alberto Landolfi che sta coordinando l'indagine. Per una quindicina di savonesi "che contano" (professionisti soprattutto, ma anche piccoli imprenditori e commercianti) è stato un fine settimana difficile, ma è soltanto l'inizio: un gruppetto di loro è stato già ascoltato ieri, parte nella caserma di corso Ricci, parte al sesto piano di Palazzo di giustizia, altri interrogatori sono previsti oggi e domani. A tutti il magistrato - o gli ufficiali dei carabinieri delegati nell'indagine - sta facendo la stessa domanda: chi ti vende la droga? Tecnicamente le persone convocate non sono indagate, nè lo saranno se sarà confermato l'uso personale e la modica quantità dello stupefacente (inevitabile, invece, la segnalazione al prefetto in qualità di "consumatori"), la posizione dei singoli potrebbe cambiare se verrà accertato che, oltre ad acquistare per sè, hanno rivenduto ad altri. A rendere ancora più spinosa la "sfilata" in Procura o in caserma, c'è quindi il rischio di entrare teoricamente da testimoni e da uscire da potenziali indagati, il tutto senza contare l'imbarazzo di essere riconosciuti o comunque individuati come consumatori di quella che un tempo era la droga d'elite e che oggi è diventata, lo dicono i dati e i taccuini degli investigatori, alla portata di tutte le tasche. Nella vicenda c'è un altro aspetto che sta facendo tremare, oltre ai quindici Vip già coinvolti (e i cui eleganti appartamenti sono stati rovistati, pare senza esito, dalle unità cinofile dei carabinieri di Volpiano) anche altri potenziali "consumatori" di cocaina. Il fatto di essere stati individuati non sulla base di semplici ospetti o di intercettazioni, ma grazie a riscontri precisi. Gli investigatori, com'è ovvio, non confermano (e anzi il fatto che questa operazione sia diventata di dominio pubblico viene visto con fastidio) ma numeri di telefono e nominativi delle persone interrogate erano contenuti nelle agendine e nelle memorie dei cellulari di alcuni personaggi arrestati nelle ultime settimane proprio per spaccio di cocaina su base, se non "industriale", comunque importante. Riferimenti precisi quindi, sufficienti alla Procura per chiedere a al giudice dell'indagine preliminare per autorizzare perquisizioni e interrogatori. Toccherà ora ai singoli personaggi coinvolti spiegare agli inquirenti come mai, nell'agenda del cellulare dello spacciatore X, ci fossero il loro nome e i loro numeri. Certo, tra gli spacciatori finiti in carcere negli ultimi mesi ci sono anche alcuni insospettabili, in particolare titolari di locali pubblici. Altri potrebbero avere occupazioni lecite come artigiani od operai, e quindi si potrebbero trovare giustificazioni plausibili per frequentazioni che insospettiscono gli investigatori. Resta ora da capire fino a quanto irreprensibili professionisti, messi sotto il torchio di un'indagine per droga, potranno resistere senza "vuotare il sacco".

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Carte clonate, condannati a 3 anni i due "pirati informatici" bulgari (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

IMPERIAERANO STATI ARRESTATI DALLA POLPOSTE Carte clonate, condannati a 3 anni i due "pirati informatici" bulgari IMPERIA Tre anni di reclusione in carcere. Sono stati condannati ieri mattina dal Tribunale di Imperia i due "pirati informatici" bulgari fermati durante le feste di Natale dalla Polizia postale con l'accusa di aver clonato carte di credito. I bulgari dovevano rispondere anche di detenzione di codici informatici e di intercettazione di flussi telematici. Si tratta di Ivan Ivanov, 24 anni e Toma Kelevsky, 30 anni. Secondo l'indagine portata avanti dagli agenti della Polizia postale al comando dell'ispettore Ivan Bracco, i due bulgari avevano manomesso i postamat degli uffici postali di Diano Marina, Vallecrosia e delle sedi di via dei Pescatori e via Martiri della Libertà a Imperia. Gli accertamenti svolti dalla polizia hanno portato ad accertare che la coppia usava una tecnica efficace per quanto non molto sofisticata: utilizzando una tastiera assolutamente uguale a quelle che normalmente si trovano agli sportelli bancomat, sistemavano un microchip fornito di memoria. Attraverso il congegno elettronico venivano registrati i codici che digitava il cliente senza che questi si accorgesse di nulla: il bancomat funzionava regolarmente. Aspettavano un giorno e poi tornavano a ritirare il loro dispositivo caricato di tutti i codici digitati nell'arco delle 24 ore. Collegato ad un pc, il dispositivo trasmetteva tutti i "pin" registrati alla centrale clandestina in Bulgaria dove avveniva la vera e propria clonazione delle carte. \.

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RIECCOLO (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Federico Geremicca RIECCOLO Auspicata dai fan della politica tutta muscoli e polemiche, temuta - al contrario - da chi ritiene che da una dialettica civile il Paese abbia solo da guadagnare, la "grande gelata" sul tanto discusso dialogo tra governo e opposizione sembra esser arrivata: in controtendenza rispetto alla stagione calda e, naturalmente, sul terreno dell'amministrazione della giustizia. Anzi, per esser più precisi, dei rapporti tra il premier e la giustizia. A far da detonatore sono stati un paio di emendamenti presentati dalla maggioranza al decreto sicurezza con i quali - in ragione della necessità di accelerare i procedimenti per i reati più gravi o ad alto allarme sociale - viene ordinato ai giudici di dare "precedenza assoluta" appunto a questo tipo di processi (con pene superiori a dieci anni e per delitti commessi dalla criminalità organizzata) e di sospendere per un anno i dibattimenti relativi a reati commessi prima del giugno 2002. Nella casistica rientra anche un processo (il cosiddetto processo Mills) che vede imputato per appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio, il premier in carica. La circostanza ha scatenato le durissime proteste dell'opposizione ("Così la tela del dialogo si strappa", ha annunciato Veltroni) e riportato, con un doppio salto mortale all'indietro, toni e argomenti dello scontro politico al clima di una decina di anni fa. "Berlusconi è allergico alla giustizia - ha tuonato Di Pietro -. Non vuole che sia applicata a sé la legge che vale per tutti". E il premier ha reagito annunciando di voler ricusare il collegio che lo sta giudicando e puntando l'indice contro magistrati che utilizzano "la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportati da un Tribunale anch'esso politicizzato". Provando a separare i fatti dalla propaganda, ci si può qui limitare a due constatazioni. La prima, richiama l'oggettiva necessità di disciplinare in maniera più efficace e aderente al crescente allarme sociale, tempistica e esecuzione dell'azione giudiziaria: l'idea, dunque, che alcuni processi possano godere di una sorta di "corsia preferenziale" rispetto ad altri, non è sbagliata. La seconda, al contrario, sottolinea un errore di fondo: e cioè che sia la politica - e per di più per decreto, e senza alcuna consultazione dei vertici della magistratura - a decidere quali, per quale specie di reato e a partire da quando alcuni processi vadano accelerati, altri rallentati e altri ancora addirittura sospesi (fino a determinare, nel secondo e nel terzo caso, una sorta di maxi-amnistia non dichiarata). Questo per stare alla forma del problema. Volendo invece andare più concretamente alla sostanza, non si può non vedere come torni nuovamente alla ribalta quella sorta di "doppio conflitto di interessi" (in materia di tv e di giustizia) che condiziona e appesantisce l'azione di Silvio Berlusconi fin dal giorno della sua "discesa in campo". Già solo in queste poche settimane di avvio legislatura il conflitto è tornato a manifestarsi due volte: prima a proposito dei destini di Retequattro (una delle tv del premier) e oggi intorno alla sorte di un processo che lo riguarda. E conta onestamente poco - se non ai fini del clima generale - che a Walter Veltroni non sia quasi parso vero poter approfittare del doppio scivolone del premier per alzare i toni della polemica, annunciare che "la tela si strappa" e tirarsi così fuori dalle secche delle difficoltà che il bon ton ed il dialogo con Berlusconi gli hanno creato sia nel Pd sia presso il suo stesso elettorato. Stando così le cose, è dunque possibile che la tanto discussa "luna di miele" tra il governo, l'opposizione e il Paese sia già davvero finita, in anticipo rispetto anche alle più pessimistiche previsioni. È evidente che, giunti a questo punto, un solo atto potrebbe permetterne la prosecuzione: il ritiro o la profonda modifica delle norme appena annunciate. La settimana scorsa, a proposito di intercettazioni telefoniche, su richiesta della Lega e per fugare ogni dubbio che il provvedimento potesse frenare le indagini in materia di corruzione, questo tipo di reato (inizialmente escluso) fu inserito nella casistica di quelli per i quali è possibile procedere ad intercettazioni. La correzione fu applaudita, anche dall'opposizione. Ecco: se le norme proposte ieri in materia di processi sono state pensate guardando solo agli interessi dei cittadini e di un miglior funzionamento della macchina giudiziaria, si segua quell'esempio e le si modifichino in maniera tale da escludere da privilegi le pendenze del presidente del Consiglio. Sembra questa l'unica via per fugare ogni sospetto e riaprire la strada del dialogo. Ammesso che, naturalmente, sia davvero un confronto civile ciò che vogliono sul serio tanto il premier - ormai saldamente al governo - che Walter Veltroni, alle prese con la costruzione di una solida opposizione.

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Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali (sezione: Intercettazioni)

( da "AltaLex" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Disegno di legge approvato dal CdM il 13.06.2008 Stampa Pene fino a 5 anni di reclusione "per chi utilizza o rivela le intercettazioni o altre notizie coperte da segreto, avendo conoscenza qualificata degli atti del procedimento penale" e fino a tre anni per il giornalista che le pubblica, con sanzione fino a 1.032 euro, nonchè sanzioni fino a 400 mila euro per l'editore. E' questa una delle novità previste dal disegno di legge in materia di intercettazioni telefoniche approvato dal Consiglio dei Ministri 13 giugno 2008, n. 5 su proposta del Ministro della Giustizia Angelino Alfano per ristabilire il diritto alla riservatezza dei cittadini secondo quanto previsto dall'articolo 15 della Costituzione italiana. In particolare, il provvedimento ha due punti di forza: arginare la diffusione incontrollata dei contenuti delle intercettazioni; ridimensionare gli oneri derivanti dalle operazioni di intercettazione. Inoltre, secondo quanto richiesto anche dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, viene individuato dal disegno di legge un termine massimo per la durata delle intercettazioni, pari a 3 mesi. Esclusi dalle nuove limitazioni sulle intercettazioni telefoniche soltanto alcuni reati specifici: mafia, terrorismo ed altri reati di gravissimo allarme sociale. (Altalex, 17 giugno 2008) Disegno di legge 13 giugno 2008 Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice, degli atti di indagine, e integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Art. 1. (Modifiche agli articoli 36 e 53 del codice di procedura penale) 1. All'articolo 36, comma l, del codice di procedura penale, dopo la lettera h) è aggiunta la seguente: <. 2. All'articolo 53, comma 2, del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo le parole: ; b) è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Il procuratore generale procede allo stesso modo, sentito il capo dell'ufficio competente ai sensi dell'articolo 11 e del comma 1, se il capo dell'ufficio ed il magistrato assegnatario risultano indagati per il reato previsto dall'articolo 379-bis del codice penale, ovvero hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche in merito ad un procedimento pendente presso il loro ufficio". Art. 2 (Modifiche agli articoli 114 e 115 del codice di procedura penale) 1. L'articolo 114, comma 2, del codice di procedura penale, è sostituito dal seguente: ><<2. È vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto o nel contenuto, di atti di indagine preliminare, nonché di quanto acquisito al fascicolo del pubblico ministero o del difensore, anche se non sussiste più il segreto, fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare". 2. L'articolo 114, comma 7, del codice di procedura penale, è sostituito dal seguente: "7. È in ogni caso vietata la pubblicazione anche parziale o per riassunto della documentazione, degli atti e dei contenuti relativi a conversazioni o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche di cui sia stata ordinata la distruzione ai sensi degli articoli 269 e 271". 3. L'articolo 115, comma 2, del codice di procedura penale, è sostituito dal seguente: 1 "2. Di ogni iscrizione nel registro degli indagati per fatti costituenti reato di violazione del divieto di pubblicazione commessi dalle persone indicate al comma 1, il procuratore della Repubblica procedente informa immediatamente l'organo titolare del potere disciplinare, che, nei successivi trenta giorni, ove sia stata verificata la gravità del fatto e la sussistenza di elementi di responsabilità e sentito il presunto autore del fatto, può disporre la sospensione cautelare dal servizio o dall'esercizio della professione fino a tre mesi.". Art. 3. (Modifiche all'articolo 266 del codice di procedura penale) 1. L'articolo 266 del codice di procedura penale, è sostituito dal seguente: <<266 (Limiti di ammissibilità): 1. L'intercettazione di conversazioni o comunicazioni telefoniche, di altre forme di tele comunicazione, di immagini mediante riprese visive, e la acquisizione della documentazione del traffico delle conversazioni o comunicazioni stesse sono consentite nei procedimenti relativi ai seguenti reati: a) delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell'ergastolo o della reclusione superiore nel massimo a dieci anni determinata a norma dell'art..4; b) delitti di cui agli articoli 51 comm 3-bis, 3-quater e 3-quinquies, e 407, comma 2, lettera a); c) delitti contro la pubblica amministrazione per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell'art. 4; d) reati di ingiuria., minaccia, usura, molestia o disturbo delle persone con il mezzo del telefono. 2. Negli stessi casi è consentita l'intercettazione di comunicazioni tra presenti solo se vi è fondato motivo di ritenere che nei luoghi ove è disposta si stia svolgendo l'attività criminosa. 3. L'intercettazione di conversazioni o comunicazioni telefoniche, di altre forme di telecomunicazione, di immagini mediante riprese visive e la acquisizione della documentazione del traffico delle conversazioni o comunicazioni sono consentite, su richiesta della persona offesa e limitatamente alle utenze ovvero ai luoghi nella disponibilità della stessa, nei procedimenti relativi ai delitti non colposi per i quali è prevista la pena della reclusione superiore nel massimo a cinque anni. Art. 4. (Modifiche all'articolo 267 del codice di procedura penale) 1. All'articolo 267 del codice di procedura penale, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. Il pubblico ministero richiede al tribunale nella composizione di cui all'articolo 322 bis, comma 1 bis, l'autorizzazione a dispone le operazioni previste dall'articolo 266. L'autorizzazione è data con decreto motivato, contestuale e non successivamente modificabile o sostituibile, quando vi sono gravi indizi di reato e l'intercettazione è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini e sussistano specifiche ed inderogabili esigenze relative ai fatti per i quali si procede, fondate su elementi espressamente ed analiticamente indicati nel provvedimento, non limitati ai soli contenuti di conversazioni telefoniche intercettate nel medesimo procedimento"; b) al comma 2 la parola "giudice" è sostituita dalla parola "tribunale" e dopo le parole: ><; e) al comma 4, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Nei casi di cui al comma 3-bis, il pubblico ministero e l'ufficiale di polizia giudiziaria possono farsi coadiuvare da agenti di polizia giudiziaria"; f) il comma 5 è sostituito dal seguente: "5. In apposito registro riservato tenuto in ogni procura della Repubblica sono annotati, secondo un ordine cronologico, la data e l'ora di emissione e la data e l'ora di deposito in cancelleria o in segreteria dei decreti che dispongono, autorizzano, convalidano o prorogano le intercettazioni e, per ciascuna intetcettazione, l'inizio e il termine delle operazioni". Art. 5. (Modifiche all'articolo 268 del codice di procedura penale) 1. Nell'articolo 268 del codice di procedura penale, i commi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti: "l. Le comunicazioni intercettate sono registrate e delle operazioni è redatto verbale. I verbali ed i supporti delle registrazioni sono custoditi nell'archivio riservato di cui all'articolo 269. 2. Il verbale di cui al comma l contiene l'indicazione degli estremi del decreto che ha disposto l'>intercettazione, la descrizione delle modalità di registrazione, l'annotazione del giorno e dell'ora di inizio e di cessazione dell'intercettazione, nel medesimo verbale sono altresì annotati cronologicamente, per ogni comunicazione intercettata, i riferimenti temporali della comunicazione e quelli relativi all'ascolto, la trascrizione sommaria del contenuto, nonché i nominativi delle persone che hanno provveduto alla loro annotazione. 3. Le operazioni di registrazione sono compiute per mezzo degli impianti installati nei centri di intercettazione telefonica istituiti presso ogni distretto di corte di appello. Le operazioni di ascolto sono compiute mediante gli impianti installati presso la competente procura della Repubblica ovvero, previa autorizzazione del pubblico ministero, presso i servizi di polizia giudiziaria delegati per le indagini. Quando si procede a intercettazioni di comunicazioni informatiche o telematiche, il pubblico ministero può disporre che le operazioni siano compiute anche mediante impianti appartenenti a privati". 2. Dopo il comma 3-bis è inserito il seguente: <3-ter. Ai procuratori generali presso la corte di appello e ai procuratori della Repubblica territorialmente competenti sono attribuiti i poteri di gestione, vigilanza, controllo e ispezione, rispettivamente, dei centri di intercettazione e dei punti di ascolto di cui al comma 3". 3. I commi 5, 6, 7 e 8 sono sostituiti dai seguenti: <5. I verbali e le registrazioni sono immediatamente trasmessi al pubblico ministero. Entro cinque giorni dalla conclusione delle operazioni, essi sono depositati in segreteria insieme ai decreti che hanno disposto, autorizzato, convalidato o prorogato l'intercettazione, rimanendovi per il tempo fissato dal pubblico ministero salvo che il tribunale, su istanza delle parti, tenuto conto del loro numero, nonché del numero e della complessità delle intercettazioni, non riconosca necessaria una proroga. 6. Se dal deposito può derivare un grave pregiudizio per le indagini, il tribunale autorizza il pubblico ministero a ritardarlo non oltre la data di emissione di avviso della conclusione delle indagini preliminari. 7. Ai difensori delle parti è immediatamente dato avviso che, entro il termine di cui ai commi 4 e 5, hanno facoltà di prendere visione dei verbali e dei decreti che hanno disposto, autorizzato, convalidato o prorogato l'intercettazione, e di ascoltare le registrazioni ovvero di prendere cognizione dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche. È vietato il rilascio di copia dei verbali, dei supporti e dei decreti. 8. È vietato disporre lo stralcio delle registrazioni e dei verbali prima del deposito previsto dal comma 4. 9. Scaduto il termine, il pubblico ministero trasmette immediatamente i decreti, i verbali e le registrazioni al tribunale, il quale fissa la data dell'udienza in camera di consiglio per l'acquisizione delle conversazioni o dei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche indicati dalle parti, cbe non appaiono manifestamente irrilevanti, procedendo anche d'ufficio allo stralcio delle registrazioni e dei verbali di cui è vietata l'utilizzazione. Il tribunale decide in camera di consiglio a norma dell'articolo 127. 10. Il tribunale, qualora lo ritenga necessario ai fini della decisione da assumere, dispone la trascrizione integrale delle registrazioni acquisite ovvero la stampa in forma intelligibile delle informazioni contenute nei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche acquisite, osservando le forme, i modi e le garanzie previsti per l'espletamento delle perizie. Le trascrizioni o le stampe sono inserite nel fascicolo per il dibattimento. 11. I difensori possono estrarre copia delle trascrizioni e fare eseguire la trasposizione delle registrazioni su supporto informatico. In caso di intercettazione di flussi di comunicazioni informatiche o telematiche i difensori possono richiedere copia su idoneo supporto dei flussi intercettati, ovvero copia della stampa prevista dai comma 9". Art. 6. (Modifiche all'articolo 269 del codice di procedura penaIe) 1. All'articolo 269 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti moditicazioni: a) il comma 1 è sostituito dal seguente: "l. I verbali ed i supporti contenenti le registrazioni sono conservati integralmente in apposito archivio riservato tenuto presso l'ufficio del pubblico ministero che ha disposto l'intercettazione, con divieto di allegazione, anche solo parziale, al fascicolo"; b) al comma 2, primo periodo, dopo le parole: >< è sostituita dalla parola . Art. 7. (Modifiche all'articolo 270 del codice di procedura penaIe) 1. All'articolo 270 del codice di procedura penale, il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. I risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte, salvo che risultino indispensabili per l'accertamento dei delitti di cui agli articoli 51, commi 3-bis e 3-quater, e 407, comma 2, lettera a), e non siano state dichiarate inutilizzabili nel procedimento in cui sono state disposte> Art. 8. (Modifiche all'articolo 271 del codice di procedura penale) 1. All'articolo 271, comma 1, del codice di procedura penale, le parole <<<2-quater. Nell'ordinanza le intercettazioni di conversazioni, comunicazioni telefoniche o telematiche possono essere richiamate soltanto nel contenuto e sono inserite in un apposito fascicolo allegato agli atti di causa". An. 10. (Modifiche all'articolo 329 del codice di procedura penale) 1. All'articolo 329, comma l, del codice di procedura penale le parole "gli atti di indagine" sono sostituite dalle seguenti: "gli atti e le attività di indagine". 2. All'articolo 329 del codice di procedura penale il comma 2 è abrogato. Art. 11. (Modifiche all'articolo 380 del codice di procedura penale) 1. All'articolo 380, comma 2, lettera m) del codice di proceduta penale, dopo le parole: "o dalle lettere a), b), c), d)" sono aggiunte le seguenti: "e), e-bis)," Art. 12. (Modifiche alle disposizioni di attuazione di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale) 1. All'articolo 89 del decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 è abrogato; b) al comma 2, le parole: "I nastri contenenti le registrazioni>, sono sostituite dalle seguenti: <<, con espressa menzione degli articoli di legge che si assumono violati, nonché della data e del luogo del fatto"; b) il comma 2 è sostituito dal seguente: <<2. Quando l'azione penale è esercitata nei confronti di un ecclesiastico o di un religioso del culto cattolico, l'informazione è inviata all'autorità ecclesiastica di cui ai commmo 2-ter e 2-quarer."; c) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti: ><2-bis. Il pubblico ministero invia l'informazione anche quando taluno dei soggetti indicati nei commmi 1 e 2 è stato attestato o fermato, ovvero quando è stata applicata nei suoi confronti la misura della custodia cautelare; nei casi in cui risulta indagato un ecclesiastico o un religioso del culto cattolico invia, altresì, l'informazione quando è stata applicata nei suoi confronti ogni altra misura cautelare personale, nonché quando procede all'invio della comunicazione di cui all'articolo 369 del codice. 2-ter. Quando risulta indagato o imputato un Vescovo diocesano, prelato territoriale, coadiutore, ausiliare, titolare o emerito, o un Ordinario di luogo equiparato a un Vescovo diocesano, abate di una abbazia territoriale o sacerdote che, durante la vacanza della sede, svolge l'ufficio di amministratore della diocesi, il pubblico ministero invia l'informazione al Cardinale Segretario di Stato. 2-quater. Quando risulta indagato o imputato un sacerdote secolare o appartenente ad un Istituto di vita consacrata o ad una società di vita apostolica, il pubblico ministero invia l'informazione all'Ordinario diocesano nella cui circoscrizione territoriale ha sede la procura della Repubblica competente"; d) il comma 3-bis è abrogato. Art. 13. (Modifiche al codice penale) 1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) l'articolo 379-bis è sostituito dal seguente: <; d) all'articolo 684, primo comma, le parole; "fino a trenta giorni o con l'ammenda da euro 51 a euro 258" sono sostituite dalle seguenti: "fino a sei mesi e con l'ammenda da euro 250 a euro 750"; e) all'articolo 684, dopo il primo comma è aggiunto il seguente: "Se il fatto di cui al comma precedente riguarda le intercettazioni di conversazioni o comunicazioni telefoniche, le altre forme di telecomunicazione, le immagini mediante riprese visive, e la acquisizione della documentazione del traffico delle conversazioni o comunicazioni stesse, la pena è dell'arresto da uno a tre anni e dell'ammenda da 500 a 1.032 euro>. Art. 14. (Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231) 1. Dopo l'articolo 25-octies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, è inserito il seguente: "Art. 25-nonies. - (Responsabilità per il reato di cui all'articolo 684 del codice penale). l. In relazione alla commissione del reato previsto dall'articolo 684 del codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da cento a trecento quote.". Art. 15 (Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47) 1. All'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il terzo comma è inserito il seguente: "Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuare ai sensi dell'articolo 32 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono"; , b) al quarto comma dopo le parole: "devono essere pubblicate" sono inserite le seguenti: ", senza commento,"; c) dopo il quarto comma è inserito il seguente: <; d) al quinto comma, le parole: <,; e) dopo il quinto comma è inserito il seguente: <. Art 16. (Abrogazioni) 1. L'articolo 13 dei decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, è abrogato. Art. 17. (Modifiche in materia di protezione dei dati personali. di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003 n. 196). 1..Al Codice in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 5 dell'articolo 139 è sostituito dal seguente: "5. In caso di violazione delle prescrizioni contenute nel Codice di deontologia o, comunque, delle disposizioni di cui agli articoli 11 e 137, il Garante può vietare il trattamento o disporne il blocco ai sensi dell'articolo 143, comma 1, lettera c). Nell'esercizio dei compiti di cui agli articoli 143, comma 1, lettera b) e lettera c), 154, comma 1, lettera c) il Garante può anche prescrivere quale misura necessaria a tutela dell'interessato, la pubblicazione o diffusione in una o più testate della decisione che accerta la violazione, per intero o per estratto ovvero di una dichiarazione riassuntiva della medesima violazione>; b) dopo il comma 5 sono inserite i seguenti: "5-bis. Nei casi di cui a! comma 5, il Consiglio nazionale e il competente Consiglio dell'Ordine dei giornalisti anche in relazione alla responsabilità disciplinare, nonché, ove lo ritengano, le associazioni rappresentative di editori, possono far pervenire documenti e la richiesta di essere sentiti. 5-ter. La pubblicazione o diffusione di cui al comma 5 è effettuata gratuitamente nel termine e secondo le modalità prescritte con la decisione, anche per quanto riguarda la collocazione, le relative caratteristiche anche tipografiche e l 'eventuale menzione di parti interessate. Per le modalità e le spese riguardanti la pubblicazione o diffusione disposta su testate diverse da quelle attraverso la quale è stata commessa la violazione, si osservano le disposizioni di cui all'articola 15 del decreto del presidente della Repubblica 11 luglio 2003 n. 284"; e) nell'articolo l70, comma 1, le parole: "26, comma 2, 90," sono sostituite dalle seguenti: "26, camma 2, 90,139, comma 5,". Art 18. (Disciplina transitoria) 1. Le disposizioni della presente legge non si applicano ai procedimenti pendenti alla data della sua entrata in vigore. 2. Le disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 268 del codice di procedura penale, come modificato dall'articolo 5 della presente legge, si applicano decorsi tre mesi dalla data di pubblicazione di apposito decreto del Ministro della giustizia che dispone l'entrata in funzione dei centri di intercettazione telefonica di cui al medesimo comma 3. Fino a tale data, continuano a trovare applicazione le disposizioni del comma 3 dell'articolo 268 del codice di procedura penale nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge.

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Intercettazioni: si torna alla legislazione del 1930. Cronaca giudiziaria imbrigliata (sezione: Intercettazioni)

( da "AltaLex" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Articolo di Franco Abruzzo 17.06.2008 Stampa L'applicazione del dlgs 231/2001 alle imprese multimediali in relazione alla violazione dell'articolo 684 del Cp (Pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale) potrebbe determinare una ingerenza (giustificata dai rischi delle sanzioni pecuniarie) degli editori nella vita e nella fattura dei giornali con conseguente compromissione dell'autonomia della professione di giornalista. Probabilmente questo è il vero obiettivo (per ora "incartato") del disegno di legge del Governo Berlusconi. Le imprese multimediali italiane, così, diventerebbero simili a quelle americane, inglesi, tedesche e francesi nelle quali l'editore gioca un ruolo determinante nelle scelte quotidiane delle notizie da pubblicare. La nuova normativa è soltanto apparentemente contro gli editori, ma in realtà mira a dare agli stessi il "potere" di fare i giornali, riducendo il ruolo dei direttori e dei redattori a quello di impiegati di redazione. I giornalisti devono difendere con determinazione la legge 69/1963, che, forte della deontologia elevata a norma, delinea, con l'aiuto dell'articolo 21 (II comma) della Costituzione, una professione indipendente, libera da "censure" e da "autorizzazioni". Analisi del disegno di legge all'esame del Senato. Intercettazioni: tornano in auge le norme fasciste del 1930! Cronaca giudiziaria imbrigliata. Niente carcere per i giornalisti, ma sospensione cautelare dalla professione fino a tre mesi. Gli editori, che rischiano sanzioni da 25mila euro a 232mila euro, potrebbero decidere di intervenire (con la scusa delle sanzioni) nella fattura dei giornali, minando così l'autonomia dei giornalisti di Franco Abruzzo Indice: 1. Premessa. Si torna alla legislazione del 1930. Aziende multimediali sotto tiro, ma (con l'alibi delle sanzioni) in grado di "impossessarsi" delle scelte redazionali. - 2. Niente carcere per giornalisti ma un'ammenda fino a 750 euro di sanzione con la coda della sospensione cautelare dalla professione fino a 3 mesi (?ma la norma è inapplicabile). - 3. Pene più severe per i pubblici ufficiali "gole profonde". Il segreto professionale dei giornalisti tutelato soprattutto dall'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'Uomo e dalle sentenze della Corte di Strasburgo. L'articolo 326 Cp non riguarda i giornalisti. - 4. Sanzioni amministrative (da 25mila a 232mila euro) anche per l'impresa multimediale. La salvezza (per le aziende) è la formazione continua dei giornalisti - 5) In coda il testo del Ddl 9 settembre 2005; i testi (con le modifiche) della legge sulla stampa, del Codice penale e del Codice di procedura penale; l'articolo 32 del Dlgs 177/2005; gli articoli fondamenti del Dlgs 231/2001. 1. Premessa. Si torna alla legislazione del 1930. Aziende multimediali sotto tiro, ma, con l'alibi delle sanzioni, in grado di "impossessarsi" delle scelte redazionali. I 14 articoli del disegno di legge (varato dal Governo il 9 settembre 2005 ed all'esame del Senato) sulle "Disposizioni in materia di intercettazioni telefoniche ed ambientali e di pubblicità negli atti del fascicolo del pubblico ministero e del difensore", una volta diventati legge, decreteranno la fine della cronaca giudiziaria. Si torna alla legislazione del 1930: viene, infatti introdotto il divieto di pubblicazione "anche parziale o per riassunto o nel contenuto, di atti di indagine preliminare, nonché di quanto acquisito al fascicolo del pubblico ministero o del difensore, anche se non sussiste più il segreto, fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare?.. E' in ogni caso vietata la pubblicazione anche parziale o per riassunto della documentazione, degli atti e dei contenuti relativi a conversazioni o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche di cui sia stata ordinata la distruzione". Con queste clausole in vigore, i quotidiani non avrebbero potuto pubblicare le conversazioni telefoniche (intercettate dalla polizia giudiziaria) tra il Governatore di Bankitalia Fazio e il banchiere Fiorani. Sergio Beltrami, magistrato, ha scritto (D&G, n. 35 del 1° ottobre 2005): "Con l'estensione del divieto di pubblicazione degli atti, anche se non più coperti da segreto, al loro contenuto, ed anche solo per riassunto, a guisa di informazione, si ritornerebbe indietro di 75 anni, reimponendo inaccettabili bavagli alla stampa: non sarebbe, ad esempio, consentito dar notizia neanche di un arresto, ovvero della esecuzione di una ordinanza applicativa di una misura coercitiva, atti non soggetti a segreto, e questo appare francamente aberrante". I cronisti e i direttori "riottosi e ribelli" rischiano la sospensione cautelare dalla professione fino a 3 mesi, pubblicando "arbitrariamente atti di un procedimento penale" oppure non pubblicando le lettere di rettifica o di smentita dei cittadini/lettori. La norma, però, come vedremo, non è applicabile. Il disegno di legge introduce, nel contesto del Dlgs n. 231/32001, la responsabilità delle imprese editoriali "per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato" (il reato è quello previsto dall'articolo 684 Cp, che punisce "la pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale"). Gli editori potranno arrivare a pagare da 25.800 a 232.500 euro di sanzione pecuniaria, a seconda della tiratura e della diffusione della testata. L'applicazione del dlgs 231/2001 alle imprese multimediali in relazione alla violazione dell'articolo 684 del Cp (Pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale) potrebbe determinare una ingerenza (giustificata dai rischi delle sanzioni pecuniarie) degli editori nella vita e nella fattura dei giornali con conseguente compromissione dell'autonomia della professione di giornalista. Probabilmente questo è il vero obiettivo (per ora "incartato" e sotto traccia) del disegno di legge del Governo Berlusconi. Le imprese multimediali italiane, così, diventerebbero simili a quelle americane, inglesi, tedesche e francesi nelle quali l'editore gioca un ruolo determinante nelle scelte quotidiane delle notizie da pubblicare. La nuova normativa è soltanto apparentemente contro gli editori, ma in realtà mira a dare agli stessi il "potere" di fare i giornali, riducendo il ruolo dei direttori e dei redattori a quello di impiegati di redazione. I giornalisti devono difendere con determinazione la legge 69/1963, che, forte della deontologia elevata a norma, delinea, con l'aiuto dell'articolo 21 (II comma) della Costituzione, una professione indipendente, libera da "censure" e da "autorizzazioni". Il disegno di legge (ddl) interviene su numerosi articoli della legge n. 47/1948 sulla stampa, del Codice penale, del Codice di procedura penale. Ecco le principali novità che riguardano la professione di giornalista: 1.1. Vietata la pubblicazione degli atti giudiziari (e delle intercettazioni) fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare. Il ddl modifica il comma 2 dell'articolo 114 del Cpp: "2. E' vietata la pubblicazione, anche parziale o per riassunto o nel contenuto, di atti di indagine preliminare, nonché di quanto acquisito al fascicolo del pubblico ministero o del difensore, anche se non sussiste più il segreto, fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare". L'articolo 114, comma 7, del Cpp è sostituito dal seguente: "7. E' in ogni caso vietata la pubblicazione anche parziale o per riassunto della documentazione, degli atti e dei contenuti relativi a conversazioni o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche di cui sia stata ordinata la distruzione ai sensi degli articoli 268, 269, e 271". 1.2. Giornalisti a rischio di sospensione cautelare fino a tre mesi, ma la norma è inapplicabile. Il ddl apporta sostanziali modifiche al comma 2 dell'articolo 115 del Cpp: "2. Di ogni iscrizione nel registro degli indagati per fatti costituenti reato di violazione del divieto di pubblicazione commessi dalle persone indicate al comma 1, il procuratore della Repubblica procedente informa immediatamente l'organo titolare del potere disciplinare (il Consiglio territoriale dell'Ordine dei Giornalisti, ndr), che, nei successivi trenta giorni, ove sia stata verificata la gravità del fatto e la sussistenza di elementi di responsabilità e sentito il presunto autore del fatto, può disporre la sospensione cautelare dal servizio o dall'esercizio della professione fino a tre mesi". Il comma 1 dell'articolo 115 Cpp specifica che "salve le sanzioni previste dalla legge penale [684 Cp], la violazione del divieto di pubblicazione previsto dagli articoli 114 e 329 (comma 3 lettera b) del Cpp costituisce illecito disciplinare quando il fatto è commesso da impiegati dello Stato o di altri enti pubblici ovvero da persone esercenti una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato". I giornalisti professionisti sono tali, infatti, in quanto hanno superato l'esame di Stato previsto dall'articolo 33 (V comma) della Costituzione e dall'articolo 32 della legge n. 69/1963. Conseguentemente la norma esclude sanzioni disciplinari per i pubblicisti (coloro che, accanto a professioni diverse o ad altri impieghi, svolgono attività giornalistica "non occasionale") e per i praticanti giornalisti. La natura della sospensione è cautelare: cautelare significa che dovrebbe essere adottata mentre il procedimento penale è in atto. L'articolo 58 della legge 69/1963 sull'ordinamento della professione di giornalista impedisce al Consiglio dell'Ordine l'adozione di qualsiasi provvedimento prima della conclusione del processo. La norma, pertanto, è inapplicabile, perché non è coordinata con l'articolo 58 citato. Il direttore dell'Ufficio VII del Ministero della Giustizia ha scritto (Prot n. 7/52/5140 del 3 novembre 1993) sul tema, rispondendo a un quesito posto dall'Ordine dei giornalisti della Lombardia in merito all'interpretazione dell'articolo 58: "Con riguardo poi alla previsione contenuta nel II comma dell'articolo 58 l. 69/63 ("Nel caso che per il fatto sia stato promosso procedimento penale, il termine suddetto decorre dal giorno in cui è divenuta irrevocabile la sentenza di condanna e di proscioglimento"), si osserva che in base alle sostanziali modifiche intervenute nel campo processuale e alla distinzione introdotta nell'ambito del processo penale tra la fase procedimentale di natura investigativa e la fase processuale di natura giurisdizionale, il termine procedimento penale deve intendersi quale processo penale. Con la conseguenza che solo qualora le attività investigative del Pubblico Ministero siano sfociate in una richiesta di rinvio a giudizio, il termine di prescrizione di cui all'art. 58 è sospeso sino alla definizione del giudizio penale, stante l'opportunità di subordinare in tal caso l'esercizio dell'azione disciplinare all'accertamento della esistenza dei fatti compiuti in sede penale". Il Consiglio dell'Ordine non ha gli strumenti (polizia giudiziaria a disposizione) per "verificare la gravità del fatto e la sussistenza di elementi di responsabilità": dovrebbe compiere un atto di fede, accettando supinamente la versione fornita dall'Ufficio del Pm. Chi fornirà la prova che quanto pubblicato è nel fascicolo processuale se la prova è secretata? Come si concilia l'accusa al giornalista con il "dovere" che grava sul giornalista stesso di pubblicate i fatti raccontati secondo i principi deontologici del rispetto della dignità della persona e del rispetto della verità sostanziale dei fatti medesimi? 1.3. Profonde modifiche all'articolo 8 (rettifica) della legge n. 47/1948 sulla stampa. La mancata pubblicazione della rettifica, può determinare la sospensione dalla professione (fino a 3 mesi) del direttore responsabile della pubblicazione. L'articolo 8 del ddl modifica il seconda comma dell'articolo 8 della legge 47/1948, imponendo la pubblicazione della rettifica "senza commento". Le altre novità: a) "Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell'articolo 32 del decreto legislativo 31 luglio 2005 n. 177 (il testo è pubblicato in coda, ndr). Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono"; b) "Per la stampa non periodica, l'autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all'articolo 57 bis (direttori responsabili, ndr) del Codice penale, provvedono, su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a propria cura e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto di rilievo penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata entro sette giorni dalla richiesta con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l'ha determinata"; c) "Della stessa procedura (stabilita per la rettifica nei punti precedenti, ndr) può avvalersi l'autore dell'offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva o delle trasmissioni informatiche o telematiche non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta. Dell'avvenuta violazione dell'obbligo di pubblicazione l'offeso dà notizia al titolare del potere disciplinare (Consigli territoriali dell'Ordine dei Giornalisti, ndr) che, verificata la violazione e sentito il responsabile, ne ordina la sospensione dall'attività fino a tre mesi". 2. Niente carcere per giornalisti ma un'ammenda fino a 750 euro di sanzione con la coda della sospensione cautelare dalla professione fino a 3 mesi (ma fortunatamente, come riferito, la norma è inapplicabile). I giornalisti, - dice il terzo comma dell'articolo 12 del ddl -, che pubblicano "in tutto o in parte, anche per riassunto o a guisa d'informazione, atti o documenti di un procedimento penale, di cui sia vietata per legge la pubblicazione sono puniti con l'ammenda da euro 250,00 a euro 750,00". I giornalisti non rischiano il carcere come previsto in una prima bozza, ma solo ammende più salate (il testo in vigore dell'articolo 684 Cp prevede l'arresto fino a 30 giorni come misura alternativa all'ammenda dai 51 ai 258 euro). Di ogni violazione, però, la Procura informa il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti che nei successivi 30 giorni "può disporre la sospensione cautelare dal servizio o dall'esercizio della professione fino a tre mesi". La norma, come già riferito, è fortunatamente non applicabile. 3. Pene più severe per i pubblici ufficiali "gole profonde". Il segreto professionale dei giornalisti tutelato soprattutto dall'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'Uomo e dalle sentenze della Corte di Strasburgo. L'articolo 326 Cp non riguarda i giornalisti, ma soltanto i pubblici ufficiali (magistrati, cancellieri, ufficiali di pg). I pubblici ufficiali che rivelano il contenuto delle intercettazioni rischiano il carcere da 1 a 4 anni anziché da sei mesi a tre anni: questa la modifica apportata dal comma 1 dell'articolo 12 del ddl all'articolo 326 Cp. La Convenzione europea dei diritti dell'Uomo (recepita nella legge italiana 848/1955) e le sentenze Goodwin e Roemen di Strasburgo rendono forte il lavoro del cronista. Le vicende Goodwin e Roemen sono episodi che assumono valore strategico. Quelle sentenze possono essere "usate", quando i giudici nazionali mettono sotto inchiesta, sbagliando, i giornalisti, che si avvalgono del segreto professionale. I giornalisti devono rifiutarsi di rispondere ai giudici in tema di segreto professionale, invocando, con le norme nazionali (legge n. 69/1963 e dlgs n. 196/2003), la protezione dell'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell'Uomo nonché le sentenze Goodwin e Roemen della Corte di Strasburgo. Questa linea è l'unica possibile anche per evitare, come scrive il Tribunale penale di Treviso, di finire sulla graticola dell'incriminazione per violazione del segreto d'ufficio in concorso con pubblici ufficiali (per lo più ignoti), cioè con coloro che, - magistrati, cancellieri o ufficiali di polizia giudiziaria -, hanno "spifferato" le notizie ai cronisti. In effetti l'eventuale responsabilità, collegata alla fuga di notizie, grava solo sul pubblico ufficiale che diffonde la notizia coperta da vincoli di segretezza e non sul giornalista che la riceve e che, nell'ambito dell'esercizio del diritto-dovere di cronaca, la divulga. Va affermato il principio secondo il quale il giornalista, che riceva una notizia coperta da segreto, può pubblicarla senza incorrere nel reato previsto dall'articolo 326 del Cp. E' palese la differenza con il reato di corruzione, che colpisce sia il corrotto sia il corruttore. L'articolo 326, invece, punisce solo chi (pubblico ufficiale) viola il segreto e non chi (giornalista) riceve l'informazione e la fa circolare. Ferma restando, ad ogni modo, la prerogativa del giornalista di non rivelare l'identità delle proprie fonti. Il giornalista, che svela le sue fonti, rischia il procedimento disciplinare al quale non può, comunque, sfuggire per l'evidente violazione deontologica. Una lettura ragionevole dell'articolo 326 del Cp evita l'incriminazione (assurda) del giornalista per concorso nel reato (con il pubblico ufficiale?..loquace) e le perquisizioni, arma ormai spuntata dopo la sentenza "Roemen" della Corte di Strasburgo. Il Codice di procedura penale, in base alla relativa legge-delega, "deve adeguarsi alle norme delle convenzioni internazionali ratificate dall'Italia e relative ai diritti della persona e al processo penale". Il Parlamento in sostanza deve calare nel Codice le sentenze Goodwin e Roemen nonché l'articolo 10 della Convenzione, abolendo il potere del Gip di interrogare il giornalista. Finirà la storia dei giornalisti arrestati e condannati perché difendono il segreto professionale anche come cittadini europei? L'articolo 200 del Cpp afferma il diritto del giornalista professionista al segreto sulle sue fonti fiduciarie, ma nel contempo autorizza il giudice a interrogarlo sulle sue fonti fiduciarie. Potere, questo, che fa a pugni con la giurisprudenza della Corte di Strasburgo. Il Parlamento deve sancire una volta per tutte la regola in base alla quale il giornalista ha diritto al segreto professionale come gli altri professionisti. Punto e basta. Non una parola in più. Strasburgo ha spiegato perché è necessaria ed urgente questa svolta. Il segreto professionale dei giornalisti difende il diritto dei cittadini a essere informati su quel che accade (anche nei Palazzi del potere e nei Tribunali). 4. Sanzioni amministrative (da 25mila a 232mila euro) anche per l'impresa multimediale. La salvezza (per le aziende) è la formazione continua dei giornalisti. L'articolo 14 del ddl introduce, nel contesto del Dlgs n. 231/2001, la responsabilità amministrativa degli enti (in questo caso "imprese multimediali") in relazione alla violazione dell'articolo 684 del Cp (Pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale). Si applica all'ente la sanzione pecuniaria da cento a centocinquanta quote. L'importo di una quota va da un minimo di lire cinquecentomila (258 ?) ad un massimo di lire tre milioni (1.550 ?). Le aziende potrebbero essere costretto a versare da un minimo di 25.800 euro fino a un massimo di 232.500 euro (460 milioni circa delle vecchie lire). L'entità della sanzione sarà collegata sicuramente ai dati della tiratura e della diffusione della testata. "Non è ammesso il pagamento in misura ridotta" ( articolo 10 del dlgs 231/2001).. Il Dlgs 231/2001 "disciplina la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato. Le disposizioni in esso previste si applicano agli enti forniti di personalità giuridica e alle società e associazioni anche prive di personalità giuridica. Non si applicano allo Stato, agli enti pubblici territoriali, agli altri enti pubblici non economici nonché agli enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale". Se il reato è stato commesso da persone che rivestono funzioni di direzione dell'ente (come i direttori responsabili considerati dalla giurisprudenza dirigenti dell'azienda, ndr) o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia funzionale (è il caso delle redazioni giornalistiche rispetto al resto dell'impresa multimediale), l'ente non risponde se prova che l'organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi. In relazione all'estensione dei poteri delegati e al rischio di commissione dei reati, i modelli di organizzazione devono rispondere alle seguenti esigenze: a) individuare le attività nel cui àmbito possono essere commessi reati; b) prevedere specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l'attuazione delle decisioni dell'ente in relazione ai reati da prevenire. Bisogna sottolineare che il dlgs 231/2001 già si applica alle società (e, quindi, alle aziende multimediali), ma per una serie di reati (soprattutto societari, abusi di mercato) ben più pesanti di quello previsto e punito dall'articolo 684 del Cp. L'estensione della punibilità all'articolo 684 obbligherà le imprese multimediali ad assumere giornalisti professionisti qualificati (che abbiano alle spalle percorsi universitari) e a curare la formazione dei dipendenti giornalisti attraverso anche la costituzione (ex art. 118 della legge 388/2000) del "Fondo nazionale paritetico interprofessionale per la Formazione continua dei giornalisti professionisti; dei giornalisti pubblicisti contrattualizzati e dei praticanti giornalisti". L'articolo 118 della legge 388/2000 oggi destina lo 0,30 della legge 21 dicembre 1978 n. 845 alla formazione e non più a incrementare l'aliquota sulla disoccupazione (che gli editori versano all'Inpgi). Quella aliquota torna alla percentuale dell'1,31 (dall'1,61). C'è stato un cambio di destinazione, che è ineludibile. L'Inpgi (esposto anch'esso ai rischi della legge 231/2001) dal gennaio 2001 ha perso il diritto di utilizzare lo 0,30 (pari a circa 2,4 milioni di euro annui) per la disoccupazione, ma deve spenderlo per la formazione. I giornalisti contrattualizzati e disoccupati hanno bisogno di formazione per stare sul mercato oppure per tornare nel circuito del lavoro dipendente. L'Inpgi soprattutto dal gennaio 2001 non ha più titolo giuridico che lo autorizzi a trattenere lo 0,30. L'applicazione del dlgs 231/2001 alle imprese multimediali in relazione alla violazione dell'articolo 684 del Cp (Pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale) potrebbe, però, determinare, come già osservato, una ingerenza (giustificata dai rischi delle sanzioni pecuniarie) degli editori nella vita e nella fattura dei giornali con conseguente compromissione dell'autonomia della professione di giornalista. Probabilmente questo è il vero obiettivo (per ora "incartato") del disegno di legge del Governo Berlusconi. Le imprese multimediali italiane, così, diventerebbero simili a quelle americane, inglesi, tedesche e francesi nelle quali l'editore gioca un ruolo determinante nelle scelte quotidiane delle notizie da pubblicare. La nuova normativa è soltanto apparentemente contro gli editori, ma in realtà mira a dare agli stessi il "potere" di fare i giornali, riducendo il ruolo dei direttori e dei redattori a quello di impiegati di redazione. I giornalisti devono difendere con determinazione la legge 69/1963, che, forte della deontologia elevata a norma, delinea, con l'aiuto dell'articolo 21 (II comma) della Costituzione, una professione indipendente, libera da "censure" e da "autorizzazioni". Allegato Il testo del Ddl (disegno di legge) Disposizioni in materia di intercettazioni telefoniche ed ambientali e di pubblicità negli atti del fascicolo del pubblico ministero e del difensore (Ddl approvato il 9 settembre 2005 dal Consiglio dei ministri).

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Intercettazioni: non serve la Corte (sezione: Intercettazioni)

( da "AltaLex" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Articolo di Salvatore Walter Pompeo 17.06.2008 Stampa Intercettazioni: non serve la Corte di Salvatore Walter Pompeo Forti preoccupazioni genera la notizia che il Governo starebbe per presentare un disegno di legge in materia di intercettazioni prevedendo, tra l'altro, la competenza alla autorizzazione in capo ad un collegio di magistrati. L'impressione è che si stia continuando , più che a navigare a vista, ad andare davvero alla deriva, emanando norme di natura emergenziale e non pensando a riforme di sistema, le uniche idonee a rifunzionalizzare la giurisdizione e mantenere all'ordinamento l'indispensabile carattere di organicità. I guasti delle intercettazioni nei confronti dei quali sta insorgendo la società civile risiedono non tanto nel modesto controllo da parte del Giudice delle Indagini Preliminari sull'operato dell'Ufficio del Pubblico Ministero e nella eccessiva facilità con la quale vengono autorizzate le intercettazioni, quanto e piuttosto nella fuga di notizie alla quale sistematicamente si assiste e nei costi esosi ed insostenibili. Il rimedio al primo problema lo si ottiene blindando ulteriormente le indagini e, dispiace davvero dirlo, sanzionando congruamente chi pubblica notizie che illegalmente o illecitamente sono uscite dal Palazzo di Giustizia: non è tollerabile che la incivile pubblicazione di notizie, ottenute in modo facilmente intuibile, riguardanti fatti rigorosamente privati, ma dati in pasto a chi ne fa commercio di ogni tipo ed alla morbosa schiera di curiosi, venga contrabbandata come esercizio del diritto di cronaca. E, più che la sanzione penale, bisogna ricorrere a quella amministrativa, la sospensione dall'esercizio della professione o dal servizio, applicata, con le garanzie del caso, anche in via cautelare. Il rimedio al secondo problema risiede nell' impossessarsi del servizio di intercettazione e nel governarlo o attraverso la realizzazione presso le Procure della Repubblica degli impianti necessari ovvero stipulando convenzioni nazionali mediante gare idonee ad assicurare costi adeguati e sostenibili. Se, poi, l'intenzione è quella del maggior controllo delle intercettazioni disposte dall'Ufficio del Pubblico Ministero, sembra davvero una pia illusione, disancorata dalla realtà, quella per la quale un collegio fornirebbe concretamente e significativamente maggiori garanzie: è impensabile che tre magistrati, nella fase delle indagini, possano tutti e tre esaminare funditus le richieste del Procuratore della Repubblica. Così come avviene oggi in moltissimi casi, sarebbe solo uno dei tre, il relatore, ad esaminare la richiesta che verrebbe poi sollecitamente adottata dal collegio. Ma, poi, oggi il sistema è che il Giudice dell'Udienza Preliminare possa essere competente, pur Giudice monocratico, a trattare in sede di rito abbreviato processi di estrema gravità ed enorme complessità nonché ad infliggere pene gravissime. Questa è una sola delle numerose, eclatanti, ipotesi tra le quali non è certamente in ombra quella afferente all' adozione delle misure cautelari. Però, al contempo, si richiederebbe l'intervento di tre magistrati per un incombente, grave sì, ma in misura assai diversa. Il Legislatore ha operato una scelta, ormai alcuni anni fa, quando ha dato un'impronta monocratica alla giurisdizione penale e tanto operò per ragioni di risorse. Ecco l'ulteriore profilo da non trascurare. La competenza collegiale implica l'assegnazione alla Sezione del Giudice delle Indagini Preliminari di almeno quattro magistrati, dei quali tre deputati all'adozione dei provvedimenti anche di competenza collegiale ed il quarto alle funzioni del Giudice dell'Udienza Preliminare. L'adozione di un provvedimento di autorizzazione alle intercettazioni, però, provocherebbe immediatamente le incompatibilità disciplinate dalla Legge e diffusamente elaborate dalla giurisprudenza: quattro magistrati, a fronte dei due attuali, non potrebbero trattare le ulteriori fasi del processo. Le conseguenze che la riforma avrebbe sui Tribunali di ridotte dimensioni sono fin troppo evidenti: alcuni sarebbero posti nell'impossibilità, con le sole proprie forze, di decidere, ma molti si troverebbero in serie difficoltà. Né è pensabile il ricorso alle tabelle infradistrettuali che, fino ad oggi e grazie all'atteggiamento decisamente ostile di molti, non hanno sortito effetti significativi. In una fase storica come quella attuale, nella quale le risorse magistratuali sono quantitativamente insufficienti, gravare il sistema di ulteriori competenze o costringerlo a ritmi serrati senza che ricorrano gravi ragioni, come sta al contempo accadendo con le norme in materia di sicurezza pubblica, manifesta una considerazione relativa del sistema e delle ricadute che su di esso avranno certamente le norme in questione. La proiezione è doverosa ma non è tanto questo il problema, che è ben diverso e, se vogliamo, culturale. Chiunque abbia maturato un minimo di esperienza giudiziaria sa bene che un magistrato, se il suo percorso professionalizzante è stato serio, in ogni momento ed in ogni fase, è bene in condizione, anche da solo, di adottare le più gravi determinazioni, soprattutto se sono solo procedurali e non attengono alla decisione sulla responsabilità dell'imputato. Ma il presupposto indefettibile è che sia davvero terzo, nei sensi scolpiti dall'articolo 111, che sia psicologicamente e culturalmente autonomo ed indipendente, e che nessuna contiguità, di alcun tipo, nemmeno ambientale, abbia con alcuna delle parti del procedimento, nemmeno con il rappresentante della Pubblica accusa. Professionalizziamo ancor di più i Giudici e rendiamoli più autonomi: non avremo necessità di una corte per autorizzare , coscienziosamente e responsabilmente, una intercettazione che troverà aliunde le garanzie che un moderno Stato democratico deve assicurare ad ogni singolo consorziato.

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Preso il pusher della "coca by-night" (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

VENTIMIGLIA IERI MATTINA IL BLITZ DEL COMMISSARIATO, RECUPERATI CENTO GRAMMI DI STUPEFACENTE Preso il pusher della "coca by-night" [FIRMA]LORENZA RAPINI VENTIMIGLIA Un duro colpo allo spaccio al dettaglio per tutta la zona intemelia. Al termine di alcuni mesi di indagine, gli agenti del commissariato di polizia di Ventimiglia, agli ordini del dirigente Giovanni Santoro, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, (su richiesta del Pm Francesco Pescetto, disposta dal Gip Anna Bonsignorio) con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, a carico di Davide Conte, 33 anni, residente a Perinaldo. Già noto alle forze dell'ordine, già arrestato nel 2003, Conte avrebbe smerciato cocaina e hashish per le notti da sballo della Riviera. Le indagini della polizia hanno ricostruito le modalità, collaudate, con cui vendeva la droga. Si muoveva in scooter, tra Ventimiglia, Vallecrosia e l'entroterra, senza portare mai con sé grosse quantità di stupefacenti. Aveva infatti studiato alcuni nascondigli, spesso in luoghi pubblici poco frequentati, in cui era solito occultare la droga, per poi andarla a recuperare al momento dell'occorrenza. I contatti tra lo spacciatore e i suoi clienti abituali, visto che il giro d'affari era collaudato, si tenevano via cellulare: chiamate brevi, in cui ci si metteva d'accordo essenzialmente sul luogo dell'incontro, visto che entrambe le parti sapevano bene di cosa stavano parlando. Le indagini degli uomini di Santoro proseguono: quattro persone infatti sono indagate. Si tratta della convivente, una commerciante di 28 anni; un esercente di un bar di 41 anni, incensurato; un disoccupato di Vallecrosia di 28 anni, già noto alle forze dell'ordine; un sorvegliato speciale di 37 anni, residente a Ventimiglia. Mesi di pedinamenti, spesso utilizzando lo scooter, per spostarsi velocemente nel traffico come era solito fare lo spacciatore, intercettazioni. Una attività di indagine intensa che ha dato i suoi risultati. Il giro d'affari era consistente. Anche una decina di clienti a sera. Le perquisizioni hanno portato alla scoperta, proprio vicino a casa di Conte, di circa 100 grammi di cocaina. È stato anche trovato uno scooter, risultato essere rubato. Particolarmente difficili le indagini, poiché il soggetto non aveva mai con sé la droga, che recuperava di volta in volta in piccole quantità o singole dosi, per poi rivenderla. I luoghi dello spaccio erano tutti intorno a Ventimiglia: specialmente nei bar, o fuori dai locali pubblici, avvenivano gli scambi, veloci, tra acquirente e spacciatore. Poi, via in scooter, senza più addosso lo stupefacente. L'attività di spaccio è stata ampiamente documentata dai poliziotti, e le prove hanno consentito di incastrare senza alcun dubbio lo spacciatore. Ora le indagini proseguono a carico degli altri quattro.

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Grande intesa Cavaliere-Veltroni: perché s'incrina un sogno (sezione: Intercettazioni)

( da "Panorama.it" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Grande intesa Cavaliere-Veltroni: perché s'incrina un sogno Posted By redazione On 16/6/2008 @ 12:56 In Headlines, NotiziaHome | 8 Comments [1] di Stefano Brusadelli Nata sotto il [2] segno del dialogo, anche questa legislatura rischia di finire sotto quello dell'incomunicabilità. Sono passate appena 6 settimane dall'inaugurazione delle nuove camere e già il clima costituente sembra offuscarsi. Dice a Panorama [3] Gaetano Quagliariello, numero due dei senatori del Pdl e delegato di Silvio Berlusconi per le riforme istituzionali: "Nelle aule parlamentari stiamo ascoltando di nuovo, dai banchi dell'opposizione, il linguaggio della delegittimazione nei nostri confronti. Se si va avanti così, la grande occasione di fare insieme le riforme si riduce a materia per convegni di professorini. Che a me, personalmente, non interessano". Quagliariello ce l'ha con l'ostruzionismo messo in atto dall'[4] Italia dei Valori a Montecitorio sul decreto Alitalia e con le accuse di collusioni con la camorra rivolte il 5 giugno in aula da un deputato dipietrista all'ex presidente della commissione di Vigilanza Rai, Mario Landolfi. Ma sul cielo cominciano ad addensarsi anche altre nuvole, ben più consistenti. La proposta berlusconiana di regolamentare le intercettazioni ha rilanciato i sospetti del centrosinistra sull'intenzione del premier di mettere nell'angolo la magistratura usando la politica. La [5] debolezza di Walter Veltroni rischia di far apparire poco utile un dialogo in questa fase, magari per attendere che in autunno nel Pd la situazione si chiarisca, o in senso favorevole all'ex sindaco di Roma o con la sua giubilazione. E, soprattutto, diventa sempre più ingombrante la presenza di Antonio Di Pietro, premiato da un risultato elettorale lusinghiero (4,4 per cento) e convinto di poter fare anche di meglio interpretando l'Italia "antinciucista" e sparando a zero contro ogni ombra di intesa tra gli schieramenti. Fatto sta che il dialogo è a forte rischio d'impantanamento. Sul fronte dei regolamenti parlamentari, i tempi si allungano. L'idea di istituzionalizzare il governo ombra si è infranta contro la considerazione che non siamo in Gran Bretagna ma in un regime bicameralista: essendo composto in parte da deputati e in parte da senatori, l'esecutivo veltroniano non potrebbe operare nella sua interezza né a Montecitorio né a Palazzo Madama. E di fronte al piglio decisionista del governo che affronta i grandi problemi a colpi di decreti legge (Ici, Alitalia, sicurezza), annuncia per giugno una supermanovra economica destinata a svuotare di fatto l'importanza delle prossime tre leggi finanziarie (l'unica occasione a disposizione dell'opposizione per battere qualche colpo), e si prepara a entrare nel sancta sanctorum della giustizia (intercettazioni in primis), nel Pd sono tornati a circolare forti dubbi sull'opportunità di offrire alla maggioranza nuovi meccanismi di garanzia per blindare l'iter dei propri provvedimenti. Sulla legge elettorale nazionale tutto è in alto mare; su quella europea (tema urgente, dato che si vota nella prossima primavera) solo in parte l'accordo è fatto. La soglia di sbarramento sarà quasi certamente al 4 per cento su base nazionale, quanto basta per mandare a Strasburgo Idv, Udc e (forse) Rifondazione, escludere la Destra e i Verdi e dissuadere dall'avventura solitaria le varie schegge (Mpa, radicali, socialisti, neodc) ormai accasati con il Pd o il Pdl. Anche per le circoscrizioni, oggi solo cinque, c'è un accordo di massima per portarle a 15: una per regione, con accorpamento delle più piccole. Ma non c'è via libera del Pd sull'abolizione delle preferenze, fortemente voluta dal Pdl anche per evitare imbarazzanti conflitti territoriali tra candidati di An e Fi. [6] Salvatore Vassallo e [7] Stefano Ceccanti, plenipotenziari di Veltroni nella trattativa, le difendono, controproponendo di fissarle a due (oggi sono da una a tre, secondo le circoscrizioni), a condizione però che vadano a un uomo e a una donna. Su questo punto Quagliariello è tassativo: "Con i partiti deboli di oggi la preferenza sarebbe solo uno strumento nelle mani di lobby ricche, spesso persino di natura criminale, per colonizzare la politica". Dietro il raffreddamento si intravede anche il dissiparsi di una sorta di equivoco buonista nato dopo il voto. "Berlusconi" dice il numero due del Pd Dario Franceschini "si tolga dalla testa l'idea che volere le riforme significhi da parte nostra la rinuncia a fare opposizione dura". La stessa lunghezza d'onda del capogruppo alla Camera, Antonello Soro, che pure resta tra i fautori più convinti dell'intesa: "La maggioranza non si illuda, la nostra opposizione sarà durissima, anche se non vogliamo usare l'ostruzionismo. Ma le nuove regole, oggi, servono più a loro che a noi. E non è colpa nostra se il governo ha esordito con un emendamento per salvare Rete4, o modificando la natura degli aiuti all'Alitalia". Speculare l'atteggiamento del capo dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, anche lui nonostante tutto ottimista: "Forse nel Pd qualcuno scambia il dialogo con la rinuncia ad attuare il nostro programma. Il che è impensabile". A rileggerli oggi, non sono poi tanto diversi dagli attuali gli auspici che salutarono nel 1983 la nascita della commissione Bozzi, nel 1992 quella De Mita-Iotti, o nel 1997 la bicamerale dalemiana. Tutti fallimenti. Suona disperatamente virtuoso il monito dell'ex dc, oggi nel Pd, [8] Marco Follini: "Tra il 1946 e il '47 la Dc e il Pci continuarono a scrivere insieme la Costituzione persino dopo che nel maggio 1947 De Gasperi mise il Pci fuori dal governo". Altri tempi? Il VIDEO servizio:.

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LA RAI HA CHIESTO TELECRONISTI CALCIO IN PRESTITO? MILAN IN UEFA, CHE FARÀ LA7? (MEDIASET PREME) PAOLINI PENSA AL RUGBY CARELLI SCHIENADRITTA: I GIORNALISTI QUANDO HANNO LE N (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

LA RAI HA CHIESTO TELECRONISTI CALCIO IN PRESTITO? ? MILAN IN UEFA, CHE FARÀ LA7? (MEDIASET PREME) ? PAOLINI PENSA AL RUGBY ? CARELLI SCHIENADRITTA: I GIORNALISTI QUANDO HANNO LE NOTIZIE, LE DANNO? Maurizio Caverzan per "Il Giornale" 1 - EUROPEI, LA RAI HA CHIESTO UN PRESTITO DI TELECRONISTI - I magnifici sei telecronisti degli Europei di calcio sono Marco Civoli (fisso sulla Nazionale), Gianni Cerqueti (il girone dell'Italia), Stefano Bizzotto (fisso sulla Germania), Carlo Nesti, Alessandro Forti e Gianni Bezzi. Professionisti di lungo corso e di cento battaglie - ognuno affiancato di volta in volta da un commentatore con un illustre passato da calciatore - ma forse non modernissimi nelle formule e nel linguaggio. Tanto che una parte dei telespettatori ha cominciato a rimpiangere Fabio Caressa di Sky o Sandro Piccinini di Mediaset. Dovevano averli previsti in anticipo anche i dirigenti di Raisport, questi rimpianti se è vero, come risulta a "Segnali di fumo" che, prima dell'inizio della competizione, erano stati fatti dei sondaggi presso le redazioni sportive di Sky e Mediaset per avere in prestito qualche telecronista, con la formula della liberatoria. Prestiti che non sono stati concessi. Peccato. 2 - IL MILAN TRA LA7 E MEDIASET - Sempre in tema di calcio. Che cosa succederà al Milan finito in Coppa Uefa? I diritti per la seconda competizione europea per club sono stati acquistati da La7 che, nell'ultimo anno, ha trasmesso con buoni ascolti le partite della Fiorentina giunta fino in semifinale. Ovvio che i match del Milan facciano gola a Mediaset. Nel piano di risanamento della rete previsto da Giovanni Stella, neoamministratore de La7, che posto avrà il Milan? 3 - E PAOLINI TORNA CON IL RUGBY ? Restiamo dalle parti della tv di Telecom Italia. Qualche sera fa Marco Paolini ha ritirato un premio allo stadio Flaminio di Roma in occasione dei festeggiamenti per gli 80anni della Federazione Italiana Rugby. Elogiato da pubblico e dirigenti, Paolini non ha potuto evitare di promettere che, prima del nuovo Sei Nazioni, tornerà su La7 con altri episodi del suo teatro. 4 - CARELLI DIFENDE I GIORNALISTI - Editoriale con la grinta che non t'aspetti, venerdì scorso su Sky Tg 24 firmato da Emilio Carelli. Il direttore del canale all news ha manifestato preoccupazione per le pene eccessive previste nel nuovo disegno di legge sulle intercettazioni sottolineando che spetta ad altri - leggi magistratura - tutelare il segreto istruttorio, mentre i giornalisti quando hanno le notizie, le danno. 5 - GUIA CONSIGLIA SIMONA A OPRAH - Lunga articolessa di Guia Soncini sull'ultimo Io Donna per bacchettare Oprah Winfrey, rea di essersi espressa in favore di Barack Obama. Per Soncini, Oprah dovrebbe imparare da Simona Ventura, nientemeno. Esemplare una sua vecchia dichiarazione quando si definì "né di destra né di sinistra: sono qualunquista all'estremo". Se avesse preso esempio da Simona, Oprah non avrebbe dovuto sopportare le proteste delle donne, tifose di Hillary. Oprah Winfrey, Simona Ventura, Guia Soncini. Dagospia 17 Giugno 2008.

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Lodo Maccanico, muro contro muro fra Pdl e Pd, Veltroni pronto allo "strappo" (sezione: Intercettazioni)

( da "Sestopotere.com" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

(17/6/2008 09:05) | (Sesto Potere) - Roma - 17 giugno 2008 - “Gli emendamenti presentati dai senatori Vizzini e Berselli del Pdl al cosiddetto "decreto sicurezza" devono essere ritirati immediatamente. Non assicurano alcun fine di interesse generale ma servono solamente a risolvere i problemi processuali del Premier, falsando in maniera gravissima il corretto funzionamento della giustizia italiana”. E' quanto dichiara il ministro ombra della Giustizia del Pd, Lanfranco Tenaglia. “La sospensione dei procedimenti penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002 – aggiunge Tenaglia –, anche se il dibattimento di primo grado non si è ancora concluso, è un vero e proprio provvedimento ad personam la cui logica è stata già sconfessata dalla Corte costituzionale”. "Prima la norma salva Rete 4, stoppata in Parlamento, poi l'introduzione del reato d'immigrazione clandestina, l'assenza di proposte su Alitalia, il disegno di legge sulle intercettazioni presentato senza discutere né con le opposizioni né con i magistrati, poi la proposta di inviare 2.500 militari nelle strade e infine l'inserimento del Lodo Schifani nel decreto sicurezza...O il governo cambia o non ci sarà più il dialogo. Il governo è nato da un mese e la sequenza di strappi ripetuti è inaccettabile". è questo l' ultimatum lanciato da Walter Veltroni al governo durante un incontro su ruolo e obiettivi del Governo ombra alla fondazione Fare futuro. "Veltroni e' come il re Travicello: spinte interne al suo partito e il pressing di Di Pietro lo spingono a procedere a zig zag senza una linea precisa. In questo modo Veltroni resta imprigionato nel gioco delle forze piu' reazionarie del suo schieramento e rischia di rendersi responsabile di un ritorno alla pratica della demonizzazione dell'avversario, cavalcando anche provvedimenti sulla giustizia che riguardano tutti i cittadini". Ha affermato Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del PdL, commentando le affermazioni del leader Pd. "Le affermazioni di Veltroni destano preoccupazione perche' sembrano riproporre un vecchio modo di far politica caratteristico di una stagione che, francamente, speravamo di esserci lasciati alle spalle". Ha affermato Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera. "Non abbiamo presentato nessun lodo Schifani o lodo Maccanico. Noi diamo la precedenza a quei reati che hanno a che fare con l'allarme sociale. Se il Parlamento sara' daccordo vi potra' essere poi un provvedimento che consenta alla 5 cariche dello Stato di operare senza avere l'impunita' ma potendo rispondere alla giustizia alla fine del mandato, come Chirac in Francia". Ha aggiunto il vicepresidente vicario dei senatori del Pdl Gaetano Quaglieriello circa gli emendamenti presenti al decreto sicurezza dai relatori Filippo Berselli e Carlo Vizzini. E lo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi , dopo la presentazione degli emendamenti del Pdl al dl sicurezza, ha inviato una lettera al presidente del Senato, Renato Schifani , dove fra l'altro afferma: "come le e' noto stamane i relatori senatori Berselli e Vizzini, hanno presentato al cosiddetto "decreto sicurezza" un emendamento volto a stabilire criteri di priorita' per la trattazione dei processi piu' urgenti e che destano particolare allarme sociale. In tale emendamento si statuisce la assoluta necessita' di offrire priorita' di trattazione da parte dell'autorita' giudiziaria ai reati piu' recenti, anche in relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo e di giudizio immediato. Questa sospensione di un anno consentira' alla magistratura di occuparsi dei reati piu' urgenti e nel frattempo al Governo e al Parlamento di porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali". Berlusconi continua: "I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile a uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell'ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in cio' supportato da un Tribunale anch'esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria".

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Il vero volto del Cavaliere (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

NEL mezzo della luna di miele che la maggioranza degli italiani credeva di vivere con il nuovo governo, la vera natura del berlusconismo emerge prepotente, uguale a se stessa, dominata da uno stato personale di necessità e da un'emergenza privata che spazzano via in un pomeriggio ogni camuffamento istituzionale e ogni travestimento da uomo di Stato del Cavaliere. No. Berlusconi resta Berlusconi, pronto a deformare lo Stato di diritto per salvaguardia personale, a limitare la libertà di stampa per sfuggire alla pubblicazione di dialoghi telefonici imbarazzanti, a colpire il diritto dell'opinione pubblica a essere informata sulle grandi inchieste e sui reati commessi, pur di fermare le indagini della magistratura. La Repubblica vive un'altra grave umiliazione, con le leggi ad personam che ritornano, il governo del Paese ridotto a scudo privato del premier, la maggioranza parlamentare trasformata in avvocato difensore di un cittadino indagato che vuole sfuggire al suo legittimo giudice, deformando le norme. In un solo giorno - dopo la strategia del sorriso, il dialogo, l'ambizione del Quirinale - Silvio Berlusconi ha chiamato a raccolta i suoi uomini per operare una doppia azione di sfondamento alla normalità democratica del nostro sistema costituzionale. Sotto attacco, la libertà di informazione da un lato, e l'obbligatorietà dell'azione penale dall'altro. Per la prima volta nella storia repubblicana, il governo e la sua maggioranza entrano nel campo dell'azione penale per stravolgerne le regole e stabilire una gerarchia tra i reati da perseguire. Uno stravolgimento formale delle norme sulla fissazione dei ruoli d'udienza, che tuttavia si traduce in un'alterazione sostanziale del principio di obbligatorietà dell'azione penale. Principio istituito a garanzia dell'effettiva imparzialità dei magistrati e dell'uguaglianza dei cittadini. La nuova norma berlusconiana (presentata come un emendamento al decreto-sicurezza, firmato direttamente dai Presidenti della I e II commissione di Palazzo Madama) obbliga i giudici a dare "precedenza assoluta" ai procedimenti relativi ad alcuni reati, ma questa precedenza serve soprattutto a mascherare il vero obiettivo dell'intervento: la sospensione "immediata e per la durata di un anno" di tutti i processi penali relativi ai fatti commessi fino al 31 dicembre 2001 che si trovino "in uno stato compreso tra la fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado". È esattamente la situazione in cui si trova Silvio Berlusconi nel processo in corso davanti al Tribunale di Milano per corruzione in atti giudiziari: con l'accusa di aver spinto l'avvocato londinese Mills a dichiarare il falso sui fondi neri della galassia Fininvest all'estero. Quel processo è arrivato al passo finale, mancano due udienze alla sentenza. Si capisce la fretta, il conflitto d'interessi, l'urgenza privata, l'emergenza nazionale che ne deriva, la vergogna di una nuova legge ad personam. Bisogna ad ogni costo bloccare quei giudici, anche se operano "in nome del popolo italiano", anche se il caso non riguarda affatto la politica, anche se il discredito internazionale sarà massimo. Bisogna con ogni mezzo evitare quella sentenza, guadagnare un anno, per dar tempo all'avvocato Ghedini (difensore privato del Cavaliere e vero Guardasigilli-ombra del suo governo) di ripresentare quel lodo Schifani che rende il premier non punibile, e che la Consulta ha già giudicato incostituzionale, perché viola l'uguaglianza dei cittadini: un peccato mortale, in democrazia, qualcosa che un leader politico non dovrebbe nemmeno permettersi di pensare, e che invece in Italia verrà presentato in Parlamento per la seconda volta in pochi anni, a tutela della stessa persona, dalla stessa moderna destra che gli italiani hanno scelto per governare il Paese. Con ogni evidenza, per l'uomo che guida il governo non è sufficiente vincere le elezioni, e nemmeno stravincerle: non gli basta avere una grande maggioranza alle Camere, parlamentari tutti scelti di persona e imposti agli elettori, una forte legittimazione popolare, mano libera nel dispiegare legittimamente la sua politica. No. Ancora una volta a Berlusconi serve qualcosa di illegittimo, che trasformi la politica in puro strumento di potere, il Parlamento in dotazione personale, le istituzioni in materia deformabile, come le leggi, come i poteri della magistratura. È una coazione a ripetere, rivelatrice di una cultura politica spaventata, di una leadership fuggiasca anche quando è sul trono, di un sentimento istituzionale che abita la Repubblica da estraneo, come se fosse un usurpatore, e non riesce a farsi Stato, vivendo il suo stesso trionfo come abusivo. Col risultato di vedere il Capo dell'esecutivo chiedere aiuto al potere legislativo per bloccare il giudiziario. Qualcosa a cui l'Occidente non è abituato, un abuso di potere che soltanto in Italia non scandalizza, e che soltanto l'establishment italiano può accettare banalizzandolo, per la nota e redditizia complicità dei dominati con l'ordine dominante, che è a fondamento di ogni autoritarismo popolare e di ogni democrazia demagogica, come ci avviamo purtroppo a diventare. Questo uso esclusivo delle istituzioni e della norma, porta fatalmente il Premier ad un conflitto con il Capo dello Stato, garante della Costituzione. Napolitano era già intervenuto, nelle forme proprie del suo ruolo, contro il tentativo di introdurre la norma anti-prostitute nel decreto sicurezza, spiegando che non si vedeva una ragione d'urgenza. Poi aveva preso posizione per la stessa ragione contro l'ingresso nel decreto della norma che porta i soldati in strada a svolgere compiti di polizia. Oggi si trova di fronte un emendamento che addirittura sospende per un anno i processi penali e ordina ai magistrati come devono muoversi di fronte ai reati, una norma straordinaria inserita come "correzione" in un decreto che parla di tutt'altro. Che c'entra la sospensione dei processi con la sicurezza? Qual è il carattere di urgenza, davanti ai cittadini? L'unica urgenza - come l'unica sicurezza - è quella privatissima e inconfessabile del premier. Una stortura che diventa un abuso, e anche una sfida al Capo dello Stato, che non potrà accettarla. Come non può accettarla il Partito Democratico, che ieri con Veltroni ha accolto la proposta di Scalfari: il dialogo sulle riforme non può continuare davanti a questi "strappi" della destra, perché non si può parlare di regole con chi le calpesta. Nello stesso momento, mentre blocca i magistrati e ferma il suo processo, Berlusconi interviene anche sulla libertà di cronaca. Il disegno di legge sulle intercettazioni presentato ieri dal governo, infatti, non impedisce solo la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche, con pene fino a 3 anni (e sospensione dalla professione) per il cronista autore dell'articolo e fino a 400 mila euro per l'editore. Le nuove norme vietano all'articolo 2 la pubblicazione "anche parziale o per riassunto" degli atti delle indagini preliminari "anche se non sussiste più il segreto", fino all'inizio del dibattimento. Questo significa il silenzio su qualsiasi notizia di inchiesta giudiziaria, arresto, interrogatorio, dichiarazione di parte offesa, argomenti delle difese, conclusioni delle indagini preliminari, richiesta di rinvio a giudizio. Tutto l'iter investigativo e istruttorio che precede l'ordinanza del giudice dell'udienza preliminare è ora coperto dal silenzio, anche se è un iter che nella lentezza giudiziaria italiana può durare quattro-sei anni, in qualche caso dieci. In questo spazio muto e segreto, c'è ora l'obbligo (articolo 12) di "informare l'autorità ecclesiastica" quando l'indagato è un religioso cattolico, mentre se è un Vescovo si informerà direttamente il Cardinale Segretario di Stato del Vaticano, con un inedito privilegio per il Capo del governo di uno Stato straniero, e per i cittadini-sacerdoti, più cittadini degli altri. Se il diritto di cronaca è mutilato, il diritto del cittadino a sapere e a conoscere è fortemente limitato. Con questa norma, non avremmo saputo niente dello spionaggio Telecom, del sequestro di Abu Omar, della scalata all'Antonveneta, della scalata Unipol alla Bnl, del default Parmalat, della vicenda Moggi, della subalternità di Saccà a Berlusconi, dei "pizzini" di Provenzano, della disinformazione organizzata da Pollari e Pompa, e infine degli orrori della clinica Santa Rita di Milano. Ma non c'è solo l'ossessione privata di Berlusconi contro i magistrati e i giornalisti (alcuni). C'è anche il tentativo scientifico di impedire la formazione di quel soggetto cruciale di ogni moderna democrazia che è la pubblica opinione, un'opinione consapevole proprio in quanto informata, e influente perché organizzata come attore cosciente della moderna agorà. No alla pubblica opinione (che non sappia, che non conosca) a favore di opinioni private, meglio se disorientate e spaventate, chiuse in orizzonti biografici e in paure separate, convinte che non esista più un'azione pubblica efficace, una risposta collettiva a problemi individuali. A questo insieme di individui - di cui certo fanno parte anche gli sconfitti della globalizzazione, la nuova plebe della modernità - il populismo berlusconiano chiede solo una vibrazione di consenso, un'adesione a politiche simboliche, una partecipazione di stati d'animo, che si risolve nella delega. La cifra che lega il tutto è l'emergenza, intesa come orizzonte delle paure e fine del conformismo, del politicamente corretto, delle regole e degli equilibri istituzionali. Conta decidere (non importa come), agire (non conta con che efficacia), trasformare l'eccezione in norma. Il governo, a ben guardare, non sta militarizzando le strade o le discariche, ma le sue decisioni e la sua politica. Meglio, sta militarizzando il senso comune degli italiani, forzandolo in un contesto emergenziale continuo, con l'esecutivo trasformato per conseguenza da organo ordinario in straordinario, che opera in uno stato d'eccezione perenne. Così Silvio Berlusconi può permettersi di venire allo scoperto in serata, scrivendo in una lettera a Schifani che la norma blocca-processi "è a favore di tutta la collettività", anche se si applica "a uno tra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica". È il preannuncio di una ricusazione, in una giornata come questa, vergognosa per la democrazia, con il premier imputato che rifiuta il suo giudice mentre ne blocca l'azione. A dimostrazione che Berlusconi è pronto a tutto. Dovremmo prepararci al peggio: se non fosse che il peggio, probabilmente, lo stiamo già vivendo. (17 giugno 2008.

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Confcooperative Piemonte organizza il pacchetto progettuale di sviluppo (sezione: Intercettazioni)

( da "Sestopotere.com" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

(17/6/2008 09:30) | (Sesto Potere) -Torino - 17 giugno 2008 - Confcooperative Piemonte, dopo la recente riconferma di Giovenale Gerbaudo alla presidenza dell'unione, è concentrata per rispondere alle esigenze delle associate, attraverso una rappresentanza e una tutela sindacale sempre più efficace. Il presidente Gerbaudo ricorda la necessità di intercettare nuova domanda cooperativa, trovando soluzioni in ambiti complessi come i lavoratori autonomi, nuovo welfare, distretti produttivi, e la promozione di un lavoro di costruzione del movimento dei cooperatori. Non solo, dunque, Confcooperative come rappresentanza delle imprese, ma anche dei soci, con un impulso importante sulle motivazioni, i valori, la formazione delle risorse umane: in altre parole “ricapitalizzazione sociale” per utilizzare il nostro linguaggio associativo. Implementata anche la rete dei servizi da erogare alle associate: fiscali, legali, giulavoristici, economico finanziari, formativi e revisionali. Un'attenzione precisa si registra nella progettazione speciale: le energie rinnovabili e distribuzione energetica, l'housing sociale, la logistica, la cooperazione di utenza e lo sviluppo rurale: aree queste di cui si è già trattato in una recente newsletter. In particolare si prevedono azioni di consolidamento organizzativo per le nuove Unioni nate dall'Interprovinciale del Piemonte Est: Confcooperative Novara – Verbania e Confcooperative Vercelli – Biella e un'attenzione mirata all'area metropolitana torinese. Saranno azioni che si svolgeranno tramite un coordinamento dell'Unione territoriale, in sinergia con i livelli regionale e delle federazioni interessate. Si è deciso anche un rafforzamento delle federazioni, specie con riferimento alla cooperazione sociale e del lavoro e servizi: per Federsolidarietà è stato assunto come direttore Luca Facta, mentre il referente di Federlavoro è il direttore regionale Mauro Grandotto. Nuovi impegni anche per l'area formativa di I.Re.Coop, specie per la formazione continua e la riqualificazione, e per la cultura cooperativa e l'educazione dei giovani, in collaborazione con l'Ufficio Scuola di Confcooperative. La revisione prosegue nel suo compito di controllo dei requisiti mutualistici delle associate, con un impulso maggiore nel ruolo di tutoraggio organizzativo da realizzare con Confcooperative. Per realizzare gli obiettivi queste le deleghe assegnate all'interno dei componenti della presidenza regionale: Aldo Romagnolli, presidente di Confcooperative Torino e vice presidente regionale, seguirà i rapporti con l'Università, l'Osservatorio regionale alla cooperazione e gli altri istituti partecipativi di cui alla legge regionale 23; Elide Tisi, presidente di Federsolidarietà Piemonte, la comunicazione, lo sviluppo dei territori, le relazioni sindacali, il coordinamento degli Osservatori provinciali, la vigilanza statutaria sulle Unioni provinciali; Michele Bechis, presidente del Consorzio CERP per le energie rinnovabili, la delega per il controllo economico, su bilancio, situazione finanziaria e patrimoniale, centri di costo, enti strumentali e revisione; Adriano Damiano, già presidente di I.Re.Coop, è confermato per la delega alla formazione, ad I.Re.Coop e alle altre iniziative formative; Enrico Gallo, presidente di Confcooperative Alessandria, ha ricevuto la delega per la politica contributiva.

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Affonda barcone di immigrati: almeno 40 morti, cento i dispersi (sezione: Intercettazioni)

( da "Panorama.it" del 17-06-2008)

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Italia - http://blog.panorama.it/italia - Affonda barcone di immigrati: almeno 40 morti, cento i dispersi Posted By redazione On 16/6/2008 @ 18:44 In Headlines, NotiziaHome | No Comments [1] Almeno quaranta sono morti e circa cento risultano dispersi. Questo il tragico bollettino dell'ennesimo naufragio degli immigrati. Gente ignota, di origini diverse, con un unico denominatore comune: un futuro più felice nei Paesi dell'Ue, diventato all'improvviso tragico. L'imbarcazione sulla quale viaggiavano, al largo della Libia, secondo fonti di sicurezza egiziane, dovrebbe essere affondata il 7 giugno, poco dopo essere salpata da Zuwarah, vicino al confine con la Tunisia. A bordo c'erano 150 persone: soltanto uno di loro è stato tratto in salvo. Le autorità libiche sono riuscite finora a recuperare soltanto 21 cadaveri. Secondo un portavoce, il ministero dell'Interno del Cairo è stato informato della tragedia il 13 giugno, perché Tripoli riteneva che a bordo del barcone ci fossero 12 egiziani. Le condizioni dei corpi non hanno reso possibile alcun riconoscimento. La centrale operativa della capitaneria di porto di Lampedusa è impegnata intanto a coordinare le attività delle motovedette a largo dell'isola per il recupero di barconi carichi di clandestini che continuano ad arrivare. Non è stato ancora riferito il numero esatto di imbarcazioni fermate e il numero dei migranti a bordo. Ieri erano state fermate al largo dell'isola sette imbarcazioni con 404 persone a bordo, tra cui diverse donne incinte. A Sud di Malta, invece, sempre domenica 15 un natante si è spaccato in due sbattendo contro le gabbie dei tonni: 6 migranti, tra cui alcuni bambini, sono dispersi mentre altri 28 somali sono stati salvati dal peschereccio che trainava le gabbie alle quali si sono aggrappati. Altri 56 clandestini su due barche sono stati recuperati dalla marina maltese. Un mini sbarco si è registrato anche sull'isola di Marettimo, nell'arcipelago delle Egadi: una zona decisamente più a nord di quelle solitamente battute dalle rotte degli immigrati. Un gruppo di sei extracomunitari è stato intercettato a terra da una pattuglia della Guardia di finanza. E mentre ogni tanto il mare restituisce i corpi la politica continua, litigiosamente, a cercare soluzioni. Da sola l'Italia non può affrontare un fenomeno di questa portata, serve l'impegno dell'Unione europea ed è importante "approvare il patto europeo per l'immigrazione entro la fine dell'anno", ha dichiarato il ministro degli Esteri Frattini. Anche perché, di giorno in giorno, di mese in mese, si fa tristemente sempre più lunga la lista dei naufragi avvenuti nel canale di Sicilia durante i viaggi della speranza verso l'Italia. Ecco un riepilogo dei precedenti che hanno provocato più vittime: 25 DIC 1996: nella notte di Natale avviene l'incidente più grave, rimasto a lungo nel mistero. Quasi 300 clandestini muoiono annegati nel mare tra Malta e la Sicilia, dopo lo scontro tra il cargo libanese 'Friendship' e la motonave Yohan. 20 GIU 2003: una barca con circa 250 immigrati clandestini naufraga in acque internazionali al largo della Tunisia. Il bilancio ufficiale è di una cinquantina di cadaveri restituiti dal mare, circa 160 dispersi e 41 sopravvissuti. 20 OTT 2003: la guardia costiera soccorre un barcone di immigrati disperso nel canale di Sicilia. Secondo il racconto dei sopravvissuti almeno settanta persone sarebbero morte durante la traversata e gettate in mare. 4 OTT 2004: un'imbarcazione che trasporta in Italia 75 immigrati clandestini, 70 marocchini e cinque tunisini, si inabissa durante la notte davanti alle coste della Tunisia provocando la morte per annegamento di 17 persone. Altri 47 immigrati sono dispersi e 11 vengono salvati dalla guardia costiera tunisina. Il naufragio avviene al largo della città di Chott Meriem, 170 chilometri a sudest di Tunisi, poche ore dopo che l'imbarcazione ha lasciato la costa, diretta in Italia. 19 AGO 2006: un barcone con 120 clandestini a bordo viene soccorso dalla Corvetta "Minerva" della Marina Militare. Gli immigrati si accalcano su una fiancata del barcone che comincia ad ondeggiare fino a rovesciarsi. Dieci cadaveri sono recuperati e 40 persone risultano "disperse". 12 MAG 2008: un barcone a bordo del quale 66 immigrati clandestini tentano di raggiungere l'Italia va alla deriva per giorni. A bordo, 47 persone muoiono di fame e freddo e sono gettate a mare dai compagni e altri tre sono ritrovate cadaveri nella barca affondata nei pressi di Monastir.

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L'ultimatum di Walter: "Il governo èarrogante, così salta il dialogo" (sezione: Intercettazioni)

( da "Tempo, Il" del 17-06-2008)

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Stampa Veltroni torna a fare il leader dell'opposizione L'ultimatum di Walter: "Il governo è arrogante, così salta il dialogo" Alla fine lo strappo è arrivato. "O il governo cambia linea, o il dialogo è a rischio". Walter Veltroni esce dal letargo e attacca Palazzo Chigi. Lo fa, ufficialmente, perché il "Lodo Schifani", che bloccherebbe la sentenza al processo Mills dove Berlusconi è imputato, "è una forzatura inaccettabile". Lo fa, ufficiosamente, perché le pressioni dei Democratici sono troppe, e il Pd deve finirla di rincorrere l'opposizione di Antonio Di Pietro. Così, nel giorno in cui il segretario deve spiegare alla Fondazione Farefuturo quali sono i compiti del governo ombra, ecco che s'intravede la fine di una luna di miele durata due mesi: "E in politica, attenti che le lune di miele finiscono bruscamente", è il messaggio che lancia al premier. A Veltroni, che agita freneticamente il suo piede destro sotto il banco dell'accusa, bruciano le modalità con le quali il governo ha affrontato la questione del decreto salva-Rete4, della clandestinità, delle leggi sulle intercettazioni e della non soluzione al problema Alitalia. Ultima la norma di Schifani inserita nel decreto sicurezza. "In questi giorni si decide il futuro della legislatura: se il comportamento rimane quello delle ultime settimane il clima non potrà che cambiare. Ma non mi pare ci sia tanta voglia di determinare un clima positivo. Il dialogo per farlo bisogna essere in due". Non solo. Secondo il segretario questo governo non durerà cinque anni: "Non ce la può fare. Se questa maggioranza sarà ancora così arrogante come è stata fin'ora, i tempi non saranno quelli di un'intera legislatura", spiega. E, incalzato dalla presenza del sottosegretario allo Sviluppo economico Adolfo Urso alla tavola rotonda, osa: "La prossima maggioranza sarà rappresentata da noi". Per tre motivi. Uno: "Per la qualità della nostra opposizione". Due: "Perché l'Occidente si renderà conto che lungo la linea dell'isolazionismo si crea la rottura del tessuto sociale". Tre: "Perché in America c'è il vento del cambiamento. Vincerà Obama e non McCain. E se il vento cambia negli Usa, cambierà anche in tutto l'Occidente che oggi è come un grande Titanic che sta per sbattere contro l'iceberg". Veltroni fa opposizione. Attacca Calderoli e le sue critiche alla ratifica del Trattato di Lisbona. Vuole rafforzare l'immagine del Pd, restituirgli quello spirito riformista che l'aveva caratterizzato durante la campagna elettorale. Boccia il programma nucleare del governo, "che è solo uno spot. Stiamo per prendere un treno che è già rotto. In caso, lavoriamo sulle centrali di quarta generazione". Torna sul suo programma e mette al centro i salari: "Il Paese si sta avviando verso una spirale recessiva. Più che detassare gli straordinari - spiega Veltroni - servirebbe un intervento sulla contrattazione di secondo livello". E ancora: "Giù la spesa pubblica di un punto percentuale ogni anno. Con i soldi recuperati sosteniamo salari e stipendi". Poi il pensiero fisso al "Lodo Schifani". Se passa, con Veltroni stavolta non si dialoga. Se il governo non cambia atteggiamento, con Veltroni stavolta non si dialoga. E per un giorno Di Pietro non deve pensare a fare il leader dell'opposizione.

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La strage dei migranti (sezione: Intercettazioni)

( da "Tempo, Il" del 17-06-2008)

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Stampa almeno 40 morti, un solo superstite La strage dei migranti Almeno 40 migranti clandestini sono rimasti uccisi e oltre un centinaio risultano dispersi in seguito al naufragio di un'imbarcazione in navigazione fra la Libia e l'Italia. Il Ministero dell'Interno egiziano ha precisato che l'imbarcazione, con a bordo 150 persone originarie dell'Africa, è naufragata al largo delle coste libiche il 7 giugno scorso dopo essere salpata dal porto di Zuwarah, vicino al confine con la Tunisia, diretta verso l'Italia. Le autorità libiche (fonte egiziana) hanno tratto in salvo una persona e hanno ritrovato 21 cadaveri: almeno altre 19 persone mancano all'appello e risultano ufficialmente disperse. Il governo libico ha informato del naufragio le autorità del Cairo il 13 giugno perché riteneva che 12 dei clandestini fossero egiziani, ha aggiunto la fonte egiziana. è l'ennesima tragedia dell'immigrazione, in un periodo in cui gli sbarchi in Sicilia proseguono incessanti. Due imbarcazioni con clandestini a bordo sono state fermate al largo di Lampedusa: a 33 miglia a Sud-Est dell'isola la guardia costiera ha intercettato un gommone di otto metri con 46 migranti a bordo che sono stati fatti salire sulla motovedetta italiana e portati a Lampedusa stessa; a 57 miglia a Sud delle Pelagie, invece, una motovedetta della Finanza ha salvato 45 clandestini (13 donne e 7 bambini) che erano su un natante affondato subito dopo i soccorsi. Intanto, già sono circa 800 gli extracomunitari del Centro di prima accoglienza e soccorso di Lampedusa, una cinquantina in più della capienza massima prevista. Ieri, infatti, sono affluiti al Cpas altri 121 immigrati, giunti con gli ultimi tre sbarchi. è anche emergenza clandestini a Malta, dopo la tragedia dell'altroieri in cui sono dispersi sei migranti mentre ieri altri 27 extracomunitari su una barca sono approdati nel porticciolo di Wied iz-Zurrieq a Sud dell'isola maltese. E ancora: un peschereccio ha segnalato alle autorità maltesi la presenza di 26 clandestini aggrappati alle reti d'acciaio per la cattura dei tonni, circa 75 miglia a sud di Malta.

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CASO MILLS, IN ARRIVO ISTANZA DI RICUSAZIONE GIUDICE GANDUS FINOCCHIARO: È PIETRA TOMBALE SUL DIALOGO - LA RUSSA: MILITARI PER EVITARE RONDE WALTERLOO NON VA DA BAFFINO JOINT (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 17-06-2008)

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CASO MILLS, IN ARRIVO ISTANZA DI RICUSAZIONE GIUDICE GANDUS ? FINOCCHIARO: È PIETRA TOMBALE SUL DIALOGO - LA RUSSA: MILITARI PER EVITARE RONDE ? WALTERLOO NON VA DA BAFFINO ? JOINT MAFIA-MASSONERIA? © Foto U.Pizzi"> Schifani accanto a Napolitano © Foto U.Pizzi 1 - RICAMBI? "Jena" per "La Stampa" - E se domani Scalfari scrive che bisogna dialogare con Berlusconi, Veltroni che fa, ricambia linea? 2 - LO STATISTA BERLUSCONI? Ellekappa per "la Repubblica" ? "Ora Berlusconi ragiona da statista". "Sacrifica i suoi processi personali per dare la precedenza agli altri". 3 - SCHIFANI, LEGGERÒ LETTERA BERLUSCONI DOPO REPLICA RELATORI? (Adnkronos) - Il presidente del Senato Renato Schifani darà lettura della lettera inviatagli dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dopo la replica dei relatori e del governo nella discussione generale sul decreto legge sicurezza. Lo ha annunciato in Aula lo stesso Schifani, dopo la richiesta che era stata formulata dai senatori Felice Csson del Pd e Felice Belisario dell'Italia dei Valori. 4 - MEDIASET, CASO MILLS: ATTESA ISTANZA RICUSAZIONE GIUDICE? (Adnkronos) - È atteso in mattinata il deposito dell'istanza di ricusazione del giudice di Milano Nicoletta Gandus che presiede il processo in cui il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il legale inglese David Mills sono accusati di concorso in corruzione in atti giudiziari. L'istanza sarà presentata dal legale del presidente Berlusconi, Niccolò Ghedini alla quinta sezione penale della Corte d'Appello di Milano. © Foto U.Pizzi"> Luigi Zanda con la moglie Donata Pizzi © Foto U.Pizzi 5 - FINOCCHIARO-ZANDA: EMENDAMENTI DL SICUREZZA PIETRA TOMBALE SU DIALOGO? (Adnkronos) - "Ieri in Senato sono stati presentati dal Pdl emendamenti al decreto sicurezza che riguardano la sospensione dei processi per reati commessi fino al 30 giugno 2002, l'indicazione dei reati che la magistratura deve prioritariamente perseguire e altre norme che con il tema della sicurezza c'entrano ben poco. In più si annuncia un provvedimento che resusciterebbe il 'lodo Schifani'. Sono norme che il Pd, la giustizia e la democrazia italiana non possono accettare". Lo affermano il capogruppo e il vicecapogruppo del Partito democratico al Senato, Anna Finocchiaro e Luigi Zanda, in un intervento su 'La Repubblica'. "Non solo -aggiungono gli esponenti del centrosinistra- per la loro incostituzionalità palese e la loro inammissibilità in quanto estranee alla materia del decreto. Ma anche perchè queste misure sarebbero la pietra tombale di quel 'dialogò che stava alla base del discorso con il quale Berlusconi ha chiesto la fiducia". 6 - PROCURATORE SPATARO: EMENDAMENTI PRIVI DI LOGICA? (Adnkronos) - "Non condivido ma soprattutto non capisco gli emendamenti al pacchetto sicurezza. Il testo in un primo momento mi pareva uno scherzo, nel senso che non c'era nessuna necessità di introdurre obbligatoriamente la sospensione in tutti i tribunali dei processi per reati puniti con meno di dieci anni. Il problema è la obbligatorietà perchè già esiste un criterio di razionalità in merito alla priorità che induce i giudici a fissare per primi i procedimenti più gravi. Ma ci sono molte sedi in cui questa necessità non c'è perchè non ci sono processi per mafia o terrorismo: è una norma priva di senso logico". Lo ha affermato il Procuratore Aggiunto della Repubblica di Milano, Armando Spataro, ai microfoni di Sky Tg24. Quanto alla lettera di Silvio Berlusconi in cui il premier spiega che l'emendamento è indirizzato ad una giustizia che ha fini mediatici e politici, rivolgendosi in particolare alla magistratura milanese, Spataro ritiene che "questa spiegazione dell'emendamento rimanda a tempi andati. Devo dire con franchezza che sono un pò stanco di risentire questo tipo di accuse. Si sperava davvero nella possibilità di voltare pagina invece siamo punto e a capo. Allora preferisco parlare in termini tecnici: è un emendamento che al pari del disegno di legge sulle intercettazioni va contro tendenza rispetto alla dichiarata volontà di contrastare i reati e di favorire le esigenze di sicurezza. Questa è la verità". 7 - INTERCETTAZIONI, GIANNI LETTA: NESSUN PRIVILEGIO PER IL CLERO? (Adnkronos) - Nessun privilegio per il clero nel disegno di legge sulle intercettazioni approvato venerdì scorso dal governo. Lo puntualizza il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta in una lettera al 'Corriere della Sera' e a 'La Stampa', replicando ad alcune affermazioni di esponenti politici e studiosi, con riferimento all'articolo 12, comma 2, lettera e) del provvedimento. "La norma -scrive Letta- riproduce il testo del ddl presentato il 15 dicembre 2006 dal ministro della Giustizia pro-tempore, on. Mastella, con il quale si intendeva adeguare il vigente art. 129, comma 2, delle norme di attuazione del c.p.p. al contenuto dell'Intesa approvata con scambio di lettere del 26 luglio 2006 tra il presidente del Consiglio ed il segretario di Stato della Santa Sede. La norma prevede che quando un ecclesiastico sia indagato, arrestato o fermato o sottoposto a provvedimenti limitativi della libertà personale o comunque sia esercitata nei suoi confronti l'azione penale, ne venga data informazione all'autorità ecclesiastica competente, individuata nei commi successivi. Essa quindi non modifica la sostanza dell'art. 129 vigente delle disposizioni di attuazione del c.p.p., ma si limita a specificare quali siano il soggetto a cui il pubblico ministero deve inviare l'informazione" e "non vengono introdotti privilegi nei confronti degli ecclesiastici, i quali sono sottoposti, come tutti i cittadini, alle norme del codice di procedura penale e dell'intero ordinamento giuridico italiano". © Foto U.Pizzi"> Il ministro La russa beato tra le donne © Foto U.Pizzi 8 - LA RUSSA: MILITARI PER EVITARE TENTAZIONE DELLE RONDE? (Adnkronos) - I 3.000 militari che saranno impiegati nelle grandi città italiane per la sicurezza al fianco delle forze dell'ordine effettueranno servizi di "pattugliamento, non ronde". Una misura, ha spiegato il ministro della Difesa Ignazio La Russa a 'Viva Vocè su Radio 24, che avrà anche l'effetto di "evitare la tentazione di fare da sè, di farsi le ronde in casa". Oltre ai servizi di pattuglia insieme a poliziotti e carabinieri, i militari ("soprattutto carabinieri") svolgeranno operazioni di vigilanza a "siti e obiettivi sensibili. Il compito della missione 'Vespri Siciliani' viene mantenuto, con l'aggiunta dei pattugliamenti". I militari, comunque, opereranno "sempre congiuntamente con le forze dell'ordine". Se ogni militare andrà di pattuglia insieme a due operatori delle forze di polizia, "ci saranno 9.000 persone in più a vigilare sulle nostre città per far sentire che lo Stato c'è, che è più difficile commettere reati. Mi pare un primo, grande risultato". Si tratta di "un provvedimento-tampone, che non a caso dura un anno" per rispondere alla domanda dei cittadini che "in tutti i sondaggi" chiedono più forze dell'ordine. "Ci vogliono soldi e tempo. Nel frattempo -ha aggiunto La Russa- quello che si poteva fare con gli uomini e le risorse disponibili ho cercato di ottenerlo". In questo senso, "3.000 uomini sono un messaggio preciso". 9 - SEMINARIO "ITALIANIEUROPEI", C'È CASINI MA NON VELTRONI? (Adnkronos) - Ha preso il via intorno alle 10 il seminario sulle riforme organizzato dalla fondazione 'Italianieuropei', di cui è presidente Massimo D'Alema, all'hotel Quirinale di Roma. Tra i partecipanti, oltre ai massimi dirigenti del Pd, c'è anche una nutrita delegazione dell'Udc guidata da Pier Ferdinando Casini. Assente Walter Veltroni per improrogabili impegni che lo hanno trattenuto al partito. 10 - MAFIA, BOSS E MASSONERIA INSIEME PER RITARDARE PROCESSI? (Adnkronos) - Boss e massoneria insieme, in una sorta di joint venture, per riuscire a ritardare l'iter giudiziario di alcuni processi di mafia tra Agrigento e Trapani. Ma adesso l'organizzazione è stata scoperta e arrestata. In carcere sono finite, all'alba di oggi, otto persone fermate in diverse città. L'accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo in sistemi informatici giudiziari e rivelazione di segreti d'ufficio. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Palermo, Roberto Conti, su richiesta del Procuratore Francesco Messineo, dell'aggiunto Roberto Scarpinato e del pm della Dda, Paolo Guido. L'inchiesta vede coinvolti professionisti, medici, imprenditori, boss e alcuni iscritti a logge massoniche ed è condotta dai Carabinieri dei comandi provinciali di Trapani e Agrigento. Sono in corso decine di perquisizioni tra Palermo, Trapani e Agrigento. 11 - "LA REPUBBLICA": PRIGIONIERI "ITALIANI" A GUANTANAMO INTERROGATI DAL SISMI? (Adnkronos) - Si chiamano "Adel Al Akimi, Hisham Sliti, Hedi Hamamy, Lofti Bin Ali, Saleh Sassi, Abdel Ben Mabrouk, quarantatrè anni il più vecchio, trentotto il più giovane, e sono gli 'italianì prigionieri a Guantanamo. Italiani perchè della Tunisia hanno conservato solo il passaporto. Perchè la loro casa, le loro famiglie sono in Italia, dove hanno vissuto per anni, non da clandestini nè da ricercati, ma da uomini liberi con un regolare permesso di soggiorno. A difenderli è una donna, l'avvocato Cori Crider. È un avvocato americano che si divide tra Londra e gli Stati Uniti dove difende, per 'Reprievè, associazione legale anglo americana, le ragioni di chiunque abbia sceso l'ultimo gradino nella scala dei diritti". © Foto U.Pizzi"> Franco Frattini © Foto U.Pizzi Lo riferisce "La Repubblica". "In un anno di indagini difensive, Crider ha messo insieme un rapporto di 26 pagine che, ora, accusa il governo di Roma di complicità nella violazione dei diritti umani dei suoi assistiti, prigionieri da sei anni nelle gabbie della base navale di Cuba, sfidandolo a sollecitarne il rimpatrio in Italia. Un documento essenziale nella violenza dei suoi dettagli, nella capacità di svelare sul conto dei 'Gitmo six' (di cui pure era nota l'esistenza) il destino che li ha travolti, la ferocia della loro prigionia, la violenza psicologica e giuridica sofferta per mano di funzionari del Sismi che ebbero ad interrogarli tra il 2002 e il 2003". "L'11 giugno -prosegue il quotidiano- Cori Crider ha fatto recapitare, insieme al rapporto, una lettera di tre cartelle al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro di Giustizia Angelino Alfano, a quello dell'Interno Roberto Maroni, a quello degli Esteri Franco Frattini". 12 - IRAN, RIMOSSO AMBASCIATORE IN ITALIA: ACCUSATO PER FALLIMENTO VIAGGIO AHMADINEJAD? (Aki) - È stato rimosso Abolfazl Zohrevand, l'ambasciatore iraniano presso la Repubblica Italiana: ora il diplomatico dovrà rientrare a Teheran. Lo scrive il sito iraniano Tabnak, vicino all'ex comandante dei Pasdaran, generale Mohsen Rezaii, e solitamente ben informato sulle manovre del regime. La notizia non giunge tuttavia inaspettata: da tempo a Teheran circolavano voci sulla rimozione di Zohrevand, ritenuto persona non gradita al ministro degli Esteri, Manouchehr Mottaki. Ma a dare il colpo di grazia alla credibilità del diplomatico sarebbe stato il fallimento della recente visita a Roma del presidente Mahmoud Ahmadinejad. Zohrevand sarebbe infatti 'accusatò di non essere riuscito ad ottenere nessun incontro di rilievo con esponenti del governo e dell'opposizione. Sull'operato del diplomatico, inoltre, secondo Tabnak, sarebbe stata già stata aperta un'inchiesta al ministero degli Esteri. Dagospia 17 Giugno 2008.

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Recupero del centro, premiate le migliori ideeL'iniziativa (sezione: Intercettazioni)

( da "Sicilia, La" del 17-06-2008)

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Si aggiudica la vittoria il progetto di riqualifica dell'area compresa fra la Cala e piazza XIII Vittime comune. Bando per rappresentanti in enti e società L'Amministrazione comunale cerca soggetti interessati a ricoprire incarichi di rappresentanti del Comune in Enti, Società ed Istituzioni da esso dipendenti o controllati. Gli interessati alla nomina e/o designazione di componente sindaco effettivo o supplente devono essere iscritti, prosegue la nota, nel registro dei revisori contabili istituito con D.Lgs. 88/92 e successive modifiche ed integrazioni. Il bando in versione integrale è consultabile neo sito internet del Comune all'indirizzo www.comune.palermo.it. agricoltura. Emergenza settore, riunione palermitana Grido d'allarme per l'agricoltura. A lanciarlo è la Cia regionale che ogg, alle 10 in un albergo del Foro Italico, si riunirà in assemblea. Le difficoltà del comparto saranno affrontate in assemblea alla presenza dell'assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni La Via. Al Consiglio regionale della Cia si parlerà anche di criminalità e di burocrazia. termini. Presentazione domande per servizio civile Al via le domande per svolgere servizio civile in provincia di Palermo e Messina. Le domande dovranno essere inviate alla sede di Aress Fabiola Onlus, piazza delle Terme, 16/A - 90018 Termini Imerese, entro le ore 14.00 del 7 luglio. evasione. Arrestato dai carabinieri giovane detenuto Detenuto agli arresti domiciliari si allontanava da casa per mettere a segno furti. A scoprirlo sono stati i carabinieri che hanno riportato in carcere un ragazzo di 28 anni. Il giovane è sospettato di essere l'autore di diversi furti di auto e di autoradio di ultima generazione. I militari hanno accertato che, per ben tre volte, si sarebbe allontanato dalla propria abitazione senza l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria. criminalità. Due rumeni sorpresi a bordo di auto rubata Arrestati dalla polizia due rumeni di 53 e 28 anni sorpresi a bordo di un'auto rubata. Dovranno rispondere di ricettazione in concorso e porto ingiustificato di arnesi per lo scasso. Inoltre il più anziano dei due è stato denunciato per guida senza patente. I poliziotti li hanno intercettati, la notte scorsa, mentre a bordo di una Fiat 600 percorrevano piazza Scaffa, in direzione via Buon Riposo. L'auto, a bordo della quale viaggiavano, è risultata rubata mercoledì scorsa. via monti iblei. Ladro tenta la fuga e viene bloccato Arrestato dalla polizia un pregiudicato sorpreso a rubare un portapacchi dal tettuccio di un'auto in sosta. In manette è finito un uomo di 46 anni. Il ladro è stato bloccato in via Monti Iblei dove aveva poco prima messo a segno il furto. ordine d'arresto. Rapina con sequestro in Veneto Un palermitano è stato arrestato dalla polizia per rapina e sequestro di persona. In manette, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal tribunale di Venezia, è finito Michele Di Mariano, di 33 anni. L'uomo è accusato di far parte della banda che il 10 gennaio dello scorso anno rapinò la Banca di Credito Cooperativo del Veneziano a Concordia Sagittaria. sferracavallo. Assalto pomeridiano all'ufficio postale Ieri pomeriggio tre banditi che indossavano passamontagna e non armati hanno rapinato l'Ufficio Postale di Sferracavallo che si trova nell'omonima piazza. Il bottino ammonta a 50.000 euro circa. Ad attenderli fuori un quarto uomo che fungeva da palo. Indagano i carabinieri.

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Toghe in allarme (sezione: Intercettazioni)

( da "Sicilia, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Arianna Augero Roma. L'emendamento al decreto legge sulla sicurezza è tra quegli "strappi" citati dal segretario del Pd,Walter Veltroni, che "rischiano di pregiudicare inevitabilmente il dialogo" tra maggioranza e opposizione. Il leader del Pd critica con decisione il primo mese di azione dell'esecutivo. "Il governo ha compiuto una serie di forzature inaccettabili - dice -dal reato di immigrazione clandestina, alle intercettazioni, ai soldati nella città". Una misura, quest'ultima, su cui proseguono le polemiche dopo l'annuncio del ministro della Difesa,Ignazio La Russa, di mettere a disposizione 2500 soldati per la sicurezza nelle grandi città. Veltroni aggiunge alla lista nera la norma "salva Retequattro", e le posizioni di alcuni ministri come, ad esempio,il leghista Roberto Calderoli sull'Europa. Comportamenti ritenuti inaccettabili sull'Unione europea, che sembrano collocare l'Italia addirittura tra gli euro scettici, polemizza ancora Veltroni: "Un ministro ha detto che il Trattato di Lisbona è da stracciare, che è da pompe funebri, che si deve fare un referendum anche in Italia". Da ultimo, "il fatto più grave", continua il leader del Pd, il "lodo Schifani", "da inserire nel provvedimento sicurezza, nel quale non c'entra nulla. Se si vogliono introdurre certe "normette" così di nascosto, è bene sapere che, con me, cose del genere non passano". Veltroni, attacca così sull'immissione del cosiddetto "lodo Schifani" nel pacchetto sicurezza. "In questi giorni si decide il futuro di questa legislatura: se il comportamento rimane come quello delle ultime settimane il clima non potrà che cambiare" Il segretario tirerà le fila all'Assemblea costituente che si svolgerà venerdì e sabato, e dalla quale uscirà il nuovo presidente del Pd: Romano Prodi, nonostante le pressioni del vertice, continua a "declinare l'invito". Il cambio di rotta di Veltroni verso la maggioranza era stato chiesto in un'intervista dall'esponente del Pd, Arturo Parisi, secondo il quale Veltroni non deve "cercare il riconoscimento di Berlusconi prima di quello degli elettori". Solo così il Pd potrà riconquistare la sua "autentica funzione". Alla riunione di ieri dei vertici del Pd, convocata per discutere di politica estera e collocazione europea, è stata esclusa l'ipotesi che il Pd possa andare diviso al Parlamento europeo, così come viene scartata la soluzione di andare "da soli". Le parole di Veltroni piacciono al leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, che subito plaude al cambio di passo: "Come volevasi dimostrare anche questa volta Berlusconi ci riprova con le sue leggi ad personam".

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<Ortodossia o morte>, i monaci ribelli pronti a tutto (sezione: Intercettazioni)

( da "Sicilia, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

"Ortodossia o morte", i monaci ribelli pronti a tutto "Ortodossia o morte!". La frase sventola sul monastero di Esfigmenou, al Monte Athos, i cui monaci, condannati come "scismatici" dal Patriarca di Costantinopoli per rifiutare "l'eresia dell'ecumenismo", si dicono pronti a resistere sino alle estreme conseguenze all'embargo e alla minaccia di intervento della polizia. "Dio è con noi" assicura padre Gregorio, braccio destro dell'abate Metodio che guida il monastero che da anni non può ricevere rifornimenti di cibo o medicinali e le cui linee telefoniche fisse, l'acqua e l'elettricità sono state tagliate e la posta è stata intercettata. Mentre di nuovo nei giorni scorsi centinaia di agenti hanno fatto la loro comparsa sul Monte Athos in occasione delle festività religiose. "Chiediamo al governo greco di rispettare i nostri diritti come quelli di ogni altro cittadino. E siamo pronti a rivolgerci alla Corte europea dei diritti umani" dice con uno dei due telefoni cellulari che sono rimasti, padre Gregorio, braccio destro dell'Abate Metodio, capo supremo del monastero "scomunicato" per aver respinto qualsiasi "comunione" tra Ortodossi e Cattolici, culminata con la visita di Papa Benedetto XVI alla sede del Patriarcato di Costantinopoli nel 2006 e con quella di Bartolomeo in Vaticano nel 2007. La repubblica monastica del Monte Athos, alle propaggini orientali della penisola calcidica, è una comunità autonoma all'interno della sovranità greca, ma dipende spiritualmente dal Patriarca Bartolomeo I. Questi, fautore del dialogo con i cattolici, ha formalmente condannato nel 2002 i monaci di Esfigmenou provocando la loro espulsione dalla comunità e un duro embargo. Recentemente il procuratore di Salonicco, Vassili Floridis, ha chiesto al governo greco, che non sembra però molto intenzionato a farlo, di intervenire per sloggiare con la forza i 107 monaci che essendo stati dichiarati "scismatici" dovrebbero, secondo una legge dello Stato, abbandonare il monastero dove vivono da cinque secoli. "Sappiano che Dio è con noi e non abbiamo intenzione di cedere perchè senza Ortodossia non abbiamo più ragione di vita" confida Gregorio sostenendo che il monastero è stato pronto sin dal principio al dialogo con il Patriarca Bartolomeo il quale non ha però mai risposto preferendo la repressione. "Ma non sono soli, hanno un grande appoggio in Grecia, ed è per questo che il governo esita a usare la forza" assicura Iraklis Moraitis, portavoce laico dei monaci che quando può fa giungere loro aiuti e medicine. "Questi santi uomini - afferma - chiedono solo di essere lasciati alle loro preghiere". Tutto cominciò nel 1964 con l'abbraccio tra l'allora patriarca Atanagora e Paolo VI, che spinse i 20 monasteri del Monte Athos per protesta contro "l'eresia ecumenica" a non commemorare più nelle loro preghiere il Patriarca, spiega l'avvocato Nektarios Polikroniou. "In seguito a forti pressioni" tutti però fecero poco a poco marcia indietro. Eccetto Esfigmenou. E da allora è cominciata "la persecuzione". Una "persecuzione" culminata nel 2002 con la condanna per "scisma" da parte del Patriarcato, seguita dalla decisione del Consiglio del Monte Athos di ordinare ai monaci di lasciare Esfigmenou. La corte suprema ha rspinto gli appelli di Esphigmenou. E intanto sul Monte Athos continua l'"assedio" intorno a Esfigmenou. "Neppure il medico può visitarli liberamente, e sono già sei i religiosi morti durante questo periodo" accusa Moraitis. Giulio Gelibter.

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Rete idrica: <pronto intervento>Giarre (sezione: Intercettazioni)

( da "Sicilia, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Rete idrica: "pronto intervento"Giarre. Una ditta si occuperà della manutenzione dell'impianto comunale: il 1º luglio gara d'appalto Saranno aperte il prossimo primo luglio le offerte pervenute nell'ambito di tre importanti gare d'appalto (i cui termini di presentazione scadono a fine mese), programmate dall'assessorato ai Lavori pubblici del Comune. Come conferma la dirigente dell'Utc, ing.Pina Leonardi, l'intervento più importante e che avrà ricaduta diretta sulla collettività, è la stipula di un contratto "aperto" per la manutenzione straordinaria della rete idrica comunale, impegnando una spesa di circa 60 mila euro. La ditta che si aggiudicherà l'appalto, si occuperà della gestione, nonchè delle manutenzioni ordinarie e straordinarie, di tutti gli impianti idrici del Comune (pozzi, centrali di adduzione, rete idrica, pompe idrauliche e componentistica varia). Obiettivo prioritario del contratto, anche in previsione dell'attivazione della nuova condotta adduttrice di Trepunti - con una rete interrata di circa 3 chilometri, collegando il pozzo comunale Bosco di S.Alfio con la condotta di Trepunti - è la pronta disponibilità di una ditta specializzata che interviene nei casi di guasti sulla rete idrica pubblica. Una seconda gara, in fase di espletamento, riguarda invece la fornitura dei cavi elettrici nell'impianto produttivo artigianale di Trepunti per sopperire alle difficoltà logistiche derivanti dal furto di rame e centinaia di metri di cavi effettuato ad opera di ignoti lo scorso ottobre. L'acquisto del materiale elettrico ammonta a 22 mila euro, ulteriori 13 mila euro serviranno invece a coprire le spese per la successiva messa in opera della rete elettrica a servizio della Zona artigianale di contrada Codavolpe. L'Ufficio tecnico del Comune ha infine avviato le procedure di gara per la realizzazione di una batteria di caditoie da posizionarsi sulla via Raffaele Grasso, strada che collega piazza Carmine con piazza Mazzini. Si tratta di un importante intervento di protezione civile per il quale è stata preventivata una spesa di circa 7 mila euro. La realizzazione delle caditoie, con funzioni di drenaggio, così come è stato fatto di recente anche sul viale Libertà e in piazza sacerdote Spina, consentirà di intercettare le acque piovane che da piazza Carmine si dirigono in discesa verso la zona della stazione ferroviaria, alleviando per il futuro i problemi di natura idraulica, in particolare allagamenti della sede stradale, tali da rappresentare un pericolo alla pubblica incolumità. In tema di interventi idraulici, proseguono nella zona di via Mattarella i lavori per l'interramento di una condotta per fare defluire le acque meteoriche provenienti dal campo di atletica di viale Sturzo. Mario Previtera.

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SOLUZIONE ODIFREDDI: STALIN PIU' INTERNET LA LEGHISTA DI LAMPEDUSA TENTA IL CONTROSBARCO IMPUTATO TRAVAGLIO IL PD TORNA A SCUOLA SERVENTI LONGHI ALLA CGIL NIENTE CUMULI, (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

SOLUZIONE ODIFREDDI: STALIN PIU' INTERNET ? LA LEGHISTA DI LAMPEDUSA TENTA IL CONTROSBARCO ? IMPUTATO TRAVAGLIO ? IL PD TORNA A SCUOLA ? SERVENTI LONGHI ALLA CGIL ? NIENTE CUMULI, PER I GIORNALISTI? Da "Il Giornale" © Foto La Presse"> Piergiorgio Odifreddi © Foto La Presse 1 - I SERMONI DA BAR SPORT DEL SANTONE LAICISTA? La Binetti? "Un'integralista", "una che non ha mai avuto un uomo". Cossiga? "Un massone". Giovanni Paolo Il? "Un furbone mediatico". Papa Luciani? "Viscido". Padre Pio? "Fascista". E la Bibbia? "Quando l'ho letta mi sono sbellicato dal ridere", però "a tratti sembra il Mein Kampf". Non sono chiacchiere da bar, parole in libertà tra lambrusco e pop corn. Ma le raffinate tesi di Piergiorgio Odifreddi, di professione matematico e di secondo lavoro "vate del laicismo". Intervistato dalla Stampa, il nostro ci regala anche la ricetta per governare l'Occidente: "I soviet". Ci hanno già provato ma è andata male, direte voi. Eh già, ma "avrebbero avuto bisogno di mezzi informatici altamente avanzati", ribatte lui. Come dire: chissà cosa avrebbe fatto Stalin con Internet. Maître à penser. 2 - IL CONTRO-SBARCO COL CHADOR? Dei clandestini, ne ha fin sopra i capelli. Anzi, ne ha fin sopra il chador. Dopo i 325 immigrati sbarcati sulle coste di Lampedusa, la vice sindaco dell'isola Angela Maraventano - con in testa il velo islamico - si è piazzata sulla banchina del porto e ha chiesto un passaggio alla Capitaneria e ai pescatori per andare in Libia a protestare. Una specie di "sbarco" al contrario, dato che molti dei barconi che trasportano disperati a Lampedusa provengono da Tripoli. Insomma, meridionalissima e leghista, la senatrice del Carroccio Maraventano progetta una nuova Crociata contro il Saladino Gheddafi. Ma il passaggio per la Libia non gliel'hanno dato nemmeno col pedalò: sai mai che da quelle parti qualcuno si ricordi ancora le magliette di Calderoli... © Foto La Presse"> Marco Travaglio ad Annozero © Foto La Presse 3 - C'È UN IMPUTATO A ROMA, MA STAVOLTA È TRAVAGLIO? Ha già invitato tutti i colleghi alla "disobbedienza civile" contro il decreto legge sulle intercettazioni, al grido di "arrestateci tutti!". La legge non è ancora approdata in Parlamento, eppure il Gandhi del giornalismo (al secolo Marco Travaglio) è già stato rinviato a giudizio. Non per uno scoop scomodo, però. Il Gup di Roma ieri ha deciso che Travaglio dovrà essere processato per il reato di diffamazione a mezzo stampa. I fatti risalgono all'inizio dell'anno scorso, quando l'editorialista dell'Unità aveva confezionato un'inchiesta a puntate in puro stile anglosassone, "fatti, fatti, nient'altro che fatti" sul direttore della Rai Fabrizio Del Noce. Qualche stralcio? "Del Noce è Del Noce e, per oscurarlo, basta un lombrico". O ancora: "E nella mediocrità che sguazza felice, è nel nulla assoluto che trova la sua realizzazione più piena". A giudizio è finito anche il direttore del quotidiano fondato da Gramsci, Antonio Padellaro. 4 - ORA IL PD TORNA TRA I BANCHI? Dopo la bocciatura elettorale, il Pd si tuffa nei corsi di recupero. E per farlo torna sui banchi, tanto da creare addirittura una scuola apposita. Con grande sforzo di fantasia, si chiamerà "Scuola di politica" e provvederà a "formare la futura classe dirigente del Partito democratico". Insomma, appena nato, il Pd già sente bisogno di svecchiarsi, nonostante i proclami inneggianti alla novità. Il primo appuntamento è il "Late summer seminar" - il seminario di fine estate, ma in inglese per fare più Obama -; poi i corsi di ottobre, per chi fa già politica a livello locale. Eppure, secondo il deputato Pd Vassallo che ieri l'ha presentata, "la scuola sarà indipendente dai gruppi di potere". © Foto U.Pizzi"> Paolo Serventi Longhi e Giancarlo Leone © Foto U.Pizzi 5 - MILLE GIORNI PER FINIRE ALLA CGIL? Non sarà stata "la cinghia di trasmissione dei partiti e del sindacato", ma la sua esperienza alla Fnsi ne è stata almeno l'anticamera. Paolo Serventi Longhi, segretario generale della Federazione nazionale della stampa dal 2001 al 2007, approda infatti alla direzione del settimanale della Cgil Rassegna sindacale. Una scelta singolare, se si considera che la gestione di Serventi Longhi non si è distinta certo per interventismo e risolutezza: in oltre mille giorni, i giornalisti non hanno infatti mai ottenuto il rinnovo del contratto. L'auspicio è che nella sua nuova avventura Serventi Longhi si imbeva di quella secolare cultura sindacale di cui non ha fatto sfoggio in quelle mille e una notti di attesa contrattuale. 6 - CUMULI VIETATI AI GIORNALISTI? Giornalisti, qualcuno lassù non vi ama. Domani il governo darà il via all'abolizione 'del cumulo fra pensione e lavoro: una misura che riguarderà lavoratori dipendenti e autonomi in pensione di vecchiaia o di anzianità a carico dell'assicurazione generale obbligatoria (l'Inps, per capirci). L'unica esclusione, a quanto sembra dalle anticipazioni circolate nelle ultime ore, riguarda le "forme pensionistiche gestite dagli enti di diritto privato". Una formula generica, ma che si riferisce praticamente all'Inpgi, l'istituto di previdenza dei giornalisti, che è rimasto l'unico privato. 'Per i giornalisti pre-pensionati, niente lavoro dunque. Almeno, in attesa di emendamenti da parte di parlamentari amici. Dagospia 17 Giugno 2008.

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La caccia ai banditi fuggiaschi si concentra in Costa Azzurra (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

INDAGINI RAPINA IN VIA GIOBERTI, DOMANI GLI INTERROGATORI DEGLI ESTONI La caccia ai banditi fuggiaschi si concentra in Costa Azzurra Porta in Costa Azzurra la caccia ai due banditi sfuggiti alla cattura dopo colpo di sabato scorso alla gioielleria "Giannone" di via Gioberti. L'uomo e la donna che mancano all'appello sarebbero infatti entrati in territorio italiano dalla vicina Francia. Lo hanno scoperto e riferito al magistrato gli investigatori della Squadra Mobile di Imperia che nell'immediatezza dei fatti avevano arrestato due complici, estoni, intercettati sul lungomare dove, probabilmente nel tentativo di confondersi tra i turisti, si stavano scolando una birra a Porto Vecchio. Il loro interrogatorio è fissato per domani mattina, di fronte al giudice per le indagini preliminari Eduardo Bracco. Sono accusati di rapina aggravata e lesioni (il commesso di "Giannone" era stato colpito al ginocchio con un martello). Contro di loro le prove sono schiaccianti visto che i poliziotti hanno rinvenuto anche l'arma giocattolo utilizzata per il colpo (fedele riproduzione di una Beretta regolamentare) e parte della refurtiva. Ma la caccia ai fuggiaschi continua anche perchè all'appello manca buona parte del bottino, una dozzina di orologi Patek Philippe d'oro che da soli valgono una fortuna, 110 mila euro. E la pista francese? L'avrebbe rivelata il centro di cooperazione internazionale di Ventimiglia confermato che i due arrestati avevano chiesto ed ottenuto il visto qualche settimana fa. Le foto rilevate dall'impianto di sicurezza della gioielleria, nelle quali i latitanti sarebbero ben riconoscibili, sono già state trasmesse alla gendarmeria per i controlli del caso. Ma si indaga anche su eventuali "assalti" avvenuti di recente in negozi della Costa Azzurra.\.

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Spacciava nell'Ossola Arrestato in Spagna (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

POLIZIA. OPERAZIONE DEL 2006 Spacciava nell'Ossola Arrestato in Spagna E' stato arrestato in Spagna, su ordine di cattura emesso dall'Interpol, il magrebino di 31 anni da tempo ricercato in Italia e unico latitante dell'operazione "Al canale" conclusa dalla polizia di Domodossola nell'ottobre 2006. Il blitz aveva portato a 15 arresti (tra Vco, Novara, Aosta e Varese), 6 denunce e un ingente sequestro di droga smantellando due bande che rifornivano di ecstasy, cocaina, eroina e hashish anche numerosi consumatori del Vco. Il nordafricano, sfuggito alla cattura, è stato intercettato in Spagna. Le forze dell'ordine lo ritengono una delle figure più importanti nel giro della droga: erano in molte, soprattutto a Domodossola, le persone insospettabili che si rifornivano proprio da lui. Resta invece un mistero l'operazione antidroga svolta venerdì scorso dalla polizia, che non fornisce notizie nonostante l'evidente e innegabile via vai di auto di servizio lungo via Bonomelli, dove ha sede il commissariato.

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FATEVI I CAZZI VOSTRI NELLA MANOVRA ANCHE IL DIVIETO DELLA DIFFUSIONE (INTERNET E GIORNALI) DEI 740 DEGLI ITALIANI (E DEI VIP) BECHIS: "VIENE MENO UNO DEI FONDAMENTI DELLA DEMO (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

FATEVI I CAZZI VOSTRI ? NELLA MANOVRA ANCHE IL DIVIETO DELLA DIFFUSIONE (INTERNET E GIORNALI) DEI 740 DEGLI ITALIANI (E DEI VIP) ? BECHIS: "VIENE MENO UNO DEI FONDAMENTI DELLA DEMOCRAZIA"? Franco Bechis per "Italia Oggi" © Foto U.Pizzi"> Giulio Tremonti © Foto U.Pizzi Nella manovra finanziaria che giovedì approderà in consiglio dei ministri ci sarà anche una norma ad hoc che vieterà la diffusione via internet e con qualsiasi altro mezzo, carta stampata inclusa, delle dichiarazioni dei redditi degli italiani, vip inclusi. Secondo una bozza circolata ieri la trasgressione porterà a una multa da 5 a 30 mila euro che potrà essere aumentata fino al triplo a seconda dell'importanza economica del trasgressore. Dopo il divieto di pubblicare notizie su indagini giudiziarie in corso arriva dunque dal governo che si definì il più liberale della storia anche l'oscuramento di quei dati patrimoniali che l'Agenzia delle entrate aveva resi pubblici durante le ultime settimane dell'esecutivo di Romano Prodi. La norma oscura-redditi - per la quale al momento non sono ammesse eccezioni di sorta- è passata in secondo piano nel giorno in cui il premier Silvio Berlusconi ha lanciato quella che sembra una contesa personale con il sistema giudiziario italiano, annunciando la presentazione riveduta e corretta del lodo Schifani (sospensione di tutti i processi per le alte cariche dello Stato) e una norma che rinvia di un anno- congelandoli- tutti i procedimenti per reati al di sotto dei 10 anni di carcere. Non è un mistero che Giulio Tremonti non avesse condiviso la scelta dei predecessori di mettere on line i redditi di tutti gli italiani. E quindi - al di là della censura già operata all'Agenzia delle Entrate- era evidente che l'esperienza non fosse ripetibile con questo esecutivo. © Foto U.Pizzi"> Renato Brunetta © Foto U.Pizzi Ma nessuno si attendeva una robusta marcia indietro perfino rispetto alla legislazione vigente: i redditi sono comunque consultabili oggi da qualsiasi cittadino presso i comuni di residenza e presso gli uffici territoriali della Agenzia delle entrate, e quindi rivelabili anche attraverso la stampa e tutti i mezzi di informazione, Internet compreso. L'oscuramento indistinto poi rischia di proteggere ancora una volta (come con le norme anti-intercettazioni) una classe dirigente che ha già privilegi e garanzie estese assai di più che in altri paesi. Si preferisce estendere quindi un generalizzato diritto alla privacy alla libertà di informazione, che ancora una volta viene compressa e limitata. Quel che si è visto in pochi giorni non è accaduto in tanti anni, e di liberale davvero non ha nulla. Senza possibilità di essere informati, viene meno uno dei fondamenti della democrazia, che ha i suoi risvolti certamente negativi, ma che è ancora il migliore modello noto per regolare la vita comune. Dagospia 17 Giugno 2008.

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Palermo, accordo tra boss e massoni per ritardare i processi ai clan mafiosi (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampaweb, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

PALERMO Non erano soltanto i mafiosi ad avvantaggiarsi dei ritardi provocati ad arte nei processi per determinare la prescrizione dei reati. L'operazione "Hiram" dei carabinieri di Trapani che ha portato all'arresto di otto persone ritenute parte di una rete che avrebbe manovrato l'iter dei procedimenti, infatti, coinvolge anche persone estranee alla mafia. Un favore, ipotizza la Dda di Palermo, sarebbe stato fatto al ginecologo palermitano Renato De Gregorio, che è tra gli arrestati. Dopo la condanna del medico in appello per avere abusato di una paziente, l'udienza in Cassazione sarebbe stata fatta slittare per ritardare un eventuale arresto del professionista o la sua decadenza dall'incarico. Ma il gruppo che sarebbe stato coordinato dal faccendiere romano Rodolfo Grancini e da Guido Peparaio, ausiliario di cancelleria nella seconda sezione penale della Corte di Cassazione, avrebbe agevolato Giovan Battista Agate, fratello del boss di Mazara del Vallo (Trapani), il pluriergastolano Mariano. L'obiettivo sarebbe stato quello di ritardare la celebrazione del processo e di fare adottare provvedimenti favorevoli in tema di concessione di permessi. Protagonista di questa parte della vicenda sarebbestato il massone mazarese Michele Accomando, che si sarebbe speso per Agate e anche per il proprio genero, coinvolto in un traffico di stupefacenti. Accomando era già stato arrestato per mafia nel 2007. L'indagine, condotta dai pm Guido e Padova, che si occupano dei reati associativi mafiosi riguardanti la provincia di Trapani, e da Fernando Asaro, che lavora su Agrigento, andava avanti da oltre un anno ed è scaturita da controlli su sospetti mafiosi delle due province. Senza le intercettazioni, sottolineano in Dda, non sarebbe stato possibile accertare i reati. Peparaio, secondo quanto si è appreso, avrebbe agito sulle priorità della seconda sezione della Cassazione, facendo slittare o anticipare i ricorsi. Nell'indagine non sarebbero coinvolti invece magistrati. Secondo la ricostruzione dell'accusa, un ruolo avrebbe giocato anche l'agente di polizia Francesca Surdo, palermitana ma in servizio a Roma al Servizio centerale operativo della polizia di Stato. La donna avrebbe compiuto una serie di accessi abusivi al sistema informatico della polizia, per fornire a Grancini notizie su processi e indagini in corso. È indagata con le accuse di rivelazione di segreti delle indagini e di illecita introduzione nella rete delle forze dell'ordine, ma senza l'aggravante dall'agevolazione di Cosa nostra. Agli altri sette arrestati nell'operazione "Hiram" vengono invece addebitati a vario titolo reati che vanno dal concorso esterno in associazione mafiosa alla corruzione in atti giudiziari, anch'essa aggravata dall'articolo 7 della legge 152 del 1991, quella che introdusse la speciale aggravante di mafia.

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QUELLI DEL NI (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Emanuele Macaluso QUELLI DEL NI Qual è il giudizio che le forze di opposizione (non solo i partiti) danno del governo Berlusconi? La risposta non è né semplice né scontata. Eugenio Scalfari (la Repubblica di domenica scorsa) scrive che le iniziative politico-legislative del governo (intercettazioni, sicurezza e impiego dell'esercito, ecc.) non configurano un regime fascista ma certamente "un allarmante incipit verso una dittatura che si fa strada in tutti i settori sensibili della vita democratica". Uno dei più autorevoli esponenti del Pd, Arturo Parisi, ha dichiarato di condividere il giudizio di Scalfari. Sabato scorso il Riformista, invece, ha pubblicato un editoriale di Peppino Caldarola con questo titolo: "Il nuovo centrosinistra? L'ha fatto Berlusconi". La cosa curiosa è che i due commentatori completano il quadro con un giudizio identico sul carattere dell'opposizione del Pd: "Sonnolenta e fragile" (Scalfari), "evanescente" (Caldarola). Non condivido le analisi sul governo che ho letto su Repubblica e sul Riformista, mentre mi trovo d'accordo su quel che dicono del Pd. L'opposizione dell'Udc di Casini mi sembra incerta e imbarazzata, mentre quella svolta da Di Pietro è solo demagogica. A proposito del Pd, il fatto più sconcertante, ma significativo, è l'assenza di un'analisi e di un dibattito sul governo e sui processi politici innescati dal risultato elettorale. I discorsi parlamentari, le interviste, le battute polemiche hanno avuto un carattere meramente propagandistico. I giudizi che abbiamo letto su la Repubblica e il Riformista esprimono opinioni rispettabili di giornali e giornalisti che hanno sostenuto e sostengono calorosamente il Pd. E riteniamo che in seno a quel partito convivono quelle posizioni, ma non si esprimono con chiarezza e in un confronto politico. Massimo D'Alema ha potenziato la sua Fondazione (Italianieuropei), ha promosso seminari interessanti, ha radunato 130 parlamentari, dialoga con la destra e la sinistra, ma dichiara che non ha costituito una "corrente". Parola maledetta. Rosy Bindi però accusa Massimo di fare un'"operazione opaca" e se si chiede a lei o a Parisi se c'è una "corrente" prodiana protesta. E protestano i "veltroniani" e i "rutelliani". Recentemente nel Pd si è svolto un "dibattito" cifrato sulla collocazione del partito in Europa anche in vista delle prossime elezioni per il Parlamento di Strasburgo. Alcuni esponenti del Pd hanno detto che occorre stare nel Pse, altri hanno detto che bisogna starne fuori, altri ancora hanno dichiarato che si può stare con una gamba dentro e l'altra fuori. Conclusione? Nessuna. Può un partito svolgere un ruolo di opposizione e alternativa al governo di destra sulla base del "ni"? Penso proprio di no. La destra ha una politica e un consenso, l'opposizione no. E a mio avviso non l'avrà se ricade nell'antiberlusconismo senza dare contenuti forti, leggibili, concreti a una politica alternativa a quella del governo. Il quale non è di "centrosinistra" solo perché alcuni ministri ex socialisti sviluppano una politica che non è più la stanca ripetizione del vecchio governo Berlusconi. L'asse politico-culturale della coalizione al potere è quello di una destra più dinamica, come in tutta l'Europa. La sinistra deve raccogliere la sfida, in Italia e in Europa, senza accodarsi alla destra e senza rifugiarsi nel propagandismo demagogico. Questo non significa tacere sul fatto che non si vuole dare una risposta netta alle leggi ad personam e su questo campo si avverte un ritorno al passato. Il bipolarismo deve esprimere contenuti politici alternativi e possibilità di convergenze sui temi costituzionali che regolano il libero giuoco democratico. Il pericolo che corre il Pd non sono le correnti, ma l'unità anemica, ipocrita e di facciata, l'assenza di un confronto reale e leggibile che sfoci in scelte fatte con voti di maggioranza e minoranza, che impegnino tutti. Insomma, serve un partito democratico.

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Rubano rame all'isola ecologica Romeni presi da vigili e carabinieri (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

CERANO. SONO STATI DENUNCIATI Rubano rame all'isola ecologica Romeni presi da vigili e carabinieri Rubavano materiale elettrico dall'isola ecologica di Cerano. Scoperti dai vigili, sono stati inseguiti e denunciati. Due giovani romeni di Trecate, entrambi di 24 anni, sono stati intercettati domenica sera da una pattuglia della polizia municipale ceranese. Dopo aver tagliato la recinzione, erano entrati nell'area dell'isola ecologica adibita alla custodia di rifiuti tecnologici: qui hanno tentato di impossessarsi di rame e di altri materiali pregiati. I due, scoperti da una pattuglia dei vigili urbani, hanno tentato la fuga. Avevano parcheggiato la loro auto in una stradina limitrofa, sfruttando il buio della zona. A tutta velocità hanno attraversato il paese, inseguiti dagli agenti e dai carabinieri, intervenuti sul posto con una gazzella. Sono stati bloccati qualche minuto più tardi in periferia. Identificati, sono stati denunciati per danneggiamenti. Non è la prima volta che l'isola ecologica del paese viene presa di mira da ladri e vandali. Almeno una volta la settimana la recinzione esterna della struttura viene tagliata o addirittura divelta e il contenuto dei cassoni svuotato a terra e passato al setaccio. Il materiale più spesso sottratto è il rame. Seguono il ferro e l'alluminio. Quindi i capi d'abbigliamento e il legno.

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IL SOLITO BERLUSCONI IS BACK VELTRONI S'È SVEJATO! MA QUALE PAESE COMMEMORA CAVALLO PAZZO? VIVA ODIFREDDI CHE CAFONE BRIATORE, CHE CLASSE TOM HANKS INTERCETTAZIONI E PERQ (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

IL SOLITO BERLUSCONI IS BACK ? VELTRONI S'È SVEJATO! ? MA QUALE PAESE COMMEMORA CAVALLO PAZZO? ? VIVA ODIFREDDI ? CHE CAFONE BRIATORE, CHE CLASSE TOM HANKS ? INTERCETTAZIONI E PERQUISIZIONI? Riceviamo e pubblichiamo: © Foto U.Pizzi"> Silvio Berlusconi © Foto U.Pizzi Lettera 1 Gentildaghi, vista la debacle sicula del partito democratico non si puo' mica dare la colpa a quel genio politico di Veltroni se 180.000 siciliani sono andati a rafforzare le file della mafia. Frank63 Lettera 2 Ciao Dago, direi nulla di nuovo sotto il sole. Lodo Schifani bis, leggi ad personam Berlusconi is back e non fa null'altro che fare il Berlusconi di prima, di sempre. Ma cosa pretendevano, ma cosa si aspettavano i PD boys? Che Silvio facesse quello che loro NON hanno fatto? Bastava fare (in 2 anni) la legge del conflitto di interessi e Silvio opla'? Cosa pretendono che se la faccia Lui contro se stesso? Forse il conflitto di interessi non interessa poi cosi' tanto.. Atticus Lettera 3 Dago, perché leggo su La Stampa "L'ira di Veltroni: "Dialogo finito"" e mi viene in mente il mitico S'E' SVEJAATO! del film Il Marchese del Grillo? Emil Lettera 4 Caro D'Agostino, ho letto l'articolo di Ceccarelli su Mario Appignani, il "famoso" cavallo pazzo. Ma che razza di paese siamo dove si commemora nostalgicamente un povero deficiente o, se va bene, un malato mentale. Che paese siamo dove nei locali del Senato viene dedicata una stanza ad un teppista. Ma quale paese può essere un paese che dedica le risorse mediatiche che gli sono state dedicate ad uno stramiliardario che non sa più come spendere i suoi soldi o guadagnarne, fa delle sue "nozze" un evento epocale. Io la risposta ce l'ho: UN PAESE DI COGLIONI! Giampietro © Foto U.Pizzi"> Walter Veltroni © Foto U.Pizzi Lettera 5 Caro Dago, sono pienamente d'accordo con Piergiorgio Odifreddi sull'idea che pensare che esista un Dio che abbia scelto un popolo come il suo prediletto (a discapito di altri popoli) ed abbia assegnato a questo popolo una terra promessa, sia una delle tante storie grottesche e assurde contenute nella Bibbia. E questo lo diceva anche una persona intelligente come Einstein (che era ebreo). Inoltre, è veramente inquietante constatare come un sistema di potere politico ed economico enorme, come quello della chiesa cattolica, sia fondato su dei racconti che è veramente difficile ricondurre a fatti realmente accaduti. Ovvio, per questo esiste la fede (o Giuliano Ferrara), ma mi riesce veramente difficile, a questo punto, distinguere il fedele dal fanatico. Uno che crede in quelle cose non può che essere un fanatico. Penso che fra 700 anni, i nostri discendenti, ci guarderanno come noi oggi guardiamo il Medioevo dal punto di vista religioso. De Andrè diceva che Gesù è stato il più grande rivoluzionario di tutti i tempi ed io aggiungo che far credere che fosse veramente il figlio di Dio mandato sulla terra, è una favola inventata dagli uomini, ad uso e consumo di chi vuole dominare altri uomini ed è questo quello che ha fatto la chiesa cristiana. Alex Lettera 6 Caro Dago, Odifreddi si può e si deve discutere perchè da uomini liberi abbiamo non solo il diritto, ma soprattutto il dovere di pensare con la nostra testa, ma almeno ha la grande capacità e intelligenza di documentare quello che afferma nei suoi scritti. Chi lo critica, senza averne letto un rigo, ha bisogno, come la maggior parte della gente, di una carota penzolante sul muso, per poter camminare. Giuseppe Lettera 7 Ciao Dago, ormai dovrebbe essere chiaro a tutti: con il nuovo ddl intercettazioni, quelle dell'ospedale S. Rita non sarebbero mai state autorizzate, perchè richieste in base a ipotesi di truffa ed abuso in atto pubblico (reati considerati troppo lievi dal nuovo ddl) e solo successivamente, nel corso delle intercettazioni, i magistrati hanno ipotizzato i reati di lesioni ed omicidio. Omicidi che non sarebbero mai stati scoperti (caso raro ma possibile di morto che c'è ma "non si vede"). Ma Alfano è stato chiaro in conferenza stampa: sul ddl, c'è un passaggio che impedisce ai magistrati di utilizzare le intercettazioni per reati diversi da quello per cui le stesse sono state autorizzate. In barba all'obbligatorietà dell'azione penale. Per capire l'assurdità della cosa, facciamoci da soli il "ddl perquisizioni", facendo il copia incolla dal concetto di "intercettazione" al concetto di "perquisizione" (dopo tutto cosa c'è di più invasivo della privacy dei una bella irruzione in casa nostra?). Approvato dal Parlamento il nuovo "ddl perquisizioni", ecco dunque un poliziotto che fa irruzione in casa di trafficanti di droga, forte del relativo mandato, e che trova in casa, oltre ai trafficanti e alla droga, pure un morto ammazzato. Mettiamo che lo fotografi e che si sporchi pure le scarpe di sangue: caricati i trafficanti nel blindato, chiusa rispettosamente dietro di sè la porta di casa, e forse tolti pure eventuali sigilli, il poliziotto tornerà trafelato dai 3 gip per "ipotizzare" un omicidio e ottenere l'autorizzazione per il relativo mandato. Macchè: i 3 gip gli chiederanno sulla base di cosa possa ipotizzarlo: il poliziotto mostrerà le foto, le quali non essendo inerenti al mandato di perquisizione per traffico di droga, verranno mandate immediatamente al macero; mostrerà le scarpe sporche di sangue? Manderanno al macero pure quelle, sempre prove "fuori mandato". E mentre il poliziotto, sconsolato e pure scalzo, si allontana dalla Procura, il morto ammazzato, intanto, comincia a puzzare. E nessun giornalista o magistrato ci racconterà il perchè, se non rischiando galera e sospensione! Claudio © Foto La Presse"> Piergiorgio Odifreddi © Foto La Presse Lettera 8 Caro Dago, mentre si profila un'infornata di nuovi provvedimenti ad personam (se ne è accorto perfino Veltroni), dalle colonne del Corriere il professor Panebianco continua imperterrito a teorizzare che "il governo appare già oggi indeciso a tutto". No, non proprio a tutto. La consueta spiegazione del pensatore liberale? Sempre la stessa, la debolezza costituzionale del governo. Purtroppo, avendo io studiato alla Cattolica di Milano, una succursale del materialismo dialettico applicato al diritto, non ho potuto giovarmi dei corsi universitari autenticamente liberali del professor Panebianco. Avrei bisogno di ripetizioni: perché i disegni di legge cari al premier su giustizia penale, reati societari del Codice Civile e mercato televisivo sono stati approvati dal Parlamento di gran carriera, puntuali, e senza essere trasfigurati dagli emendamenti? Non sarà che quando la politica individua un interesse e decide non c'è bicameralismo perfetto o ostacolo costituzional-sovietico che tenga, mentre quando la politica manca o è interessata solo a se stessa il Parlamento si mette a giocare a palla prigioniera? Se poi il Corriere vorrà dedicare altri paginoni alla scandalosa e attualissima vicenda di Nagy (1956) e al modo in cui Veltroni "rimuove il passato e finge di non essere mai stato comunista" (16/06/2008), io li leggerò come sempre con grande profitto. Il problema sarà un altro, ma è un mio limite: le coperte patchwork sono ottime per coprirsi, ma trovo faticoso leggerle. Alessandro Lunardelli, Treviso Lettera 9 Ciao Dago, potresti dare la buona novella che, per difendere GRATUITAMENTE i giornalisti che aderiranno ad ARRESTATECI TUTTI, è nato DIFENDIAMOLI TUTTI! ? Grazie. DT - http://difendiamolitutti.blogspot.com/ © Foto U.Pizzi"> Flavio Briatore ed Elisabetta Gregoraci sposi © Foto U.Pizzi Lettera 10 Caro Dago, due cose sul matrimonio di Briatore. Ha perfettamente ragione Pizzi nel lamentarsi di come certi signori possano affittare ad ore luoghi pubblici, con l'ampio consenso dei comuni e addirittura spingere le forze dell'ordine a lavorare per loro. Tutto il contrario di quello che avviene in questi giorni a Roma con le riprese di Angeli e demoni, dove il personale di sicurezza (tutto privato, niente poliziotti o carabinieri) è decisamente gentile con gli appassionati e i curiosi. Peraltro, l'assurdo è che un film come Angeli e demoni è una pubblicità incredibile alla capitale e porterà milioni di persone a voler visitare il nostro Paese, pregio che sicuramente il buon Briatore non può vantare. Insomma, se proprio dobbiamo utilizzare le forze dell'ordine per aiutare qualcuno di famoso ed importante, almeno facciamolo a vantaggio della città. Però una tiratina di orecchi a Pizzi la devo dare. In effetti, ho visto un'immagine descritta in didascalia come "Jean Todt e signora", senza specificare che la donna in questione è Michelle Yeoh, una delle icone dei film di arti marziali asiatici e protagonista de La tigre e il dragone, Memorie di una geisha e Il domani non muore mai. Insomma, i nomi delle veline sì, le attrici famose e di valore no? Colinmckenzie - http://www.badtaste.it Lettera 11 Caro Dago, Ma se quelli di AN erano post-fascisti, gli ex di AN disciolti nel PDL cosa sono? Post-post? Non sarà che nel procedere ad oltranza verso il centro si arriva nudi (e obsoleti) alla meta? La ministra Giorgia "Lady Hawke" Meloni, all'atto dell'ottenimento del dicastero attualmente presieduto, non si è sottratta, doverosamente, al fuoco di fila di domande dei giornalisti comprensibilmente curiosi di sapere qualcosa di più sul percorso culturale e umano del più giovane ministro della storia repubblicana. Libro preferito? "Il Signore Degli Anelli". Film Preferito? "Braveheart". Musica? "Celtica". Sport? "Escursionismo alpino"? Insomma, un percorso che potrebbe essere contenuto in un kit (in vendita nei migliori negozi di giocattoli) denominato "Il Piccolo Camerata Di Una Volta". E' dunque con particolare curiosità che attendiamo le prime mosse concrete della giovane ministra a favore delle famiglie e dei giovani. Augurandoci che siano qualcosa di diverso dagli incentivi atti a favorire la permanenza nei contadi e l'intraprendimento di attività come l'artigianato del cuoio e la caccia col falcone reale. La sempre tua Romantica Donna Inglese Zia Sally Dagospia 17 Giugno 2008.

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Lodo Maccanico e intercettazioni, scontro Pdl - Pd, Veltroni pronto allo strappo e Di Pietro è "pronto ad andare in galera" (sezione: Intercettazioni)

( da "Sestopotere.com" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

(17/6/2008 09:05) | (Sesto Potere) - Roma - 17 giugno 2008 - “Gli emendamenti presentati dai senatori Vizzini e Berselli del Pdl al cosiddetto "decreto sicurezza" devono essere ritirati immediatamente. Non assicurano alcun fine di interesse generale ma servono solamente a risolvere i problemi processuali del Premier, falsando in maniera gravissima il corretto funzionamento della giustizia italiana”. E' quanto dichiara il ministro ombra della Giustizia del Pd, Lanfranco Tenaglia. “La sospensione dei procedimenti penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002 – aggiunge Tenaglia –, anche se il dibattimento di primo grado non si è ancora concluso, è un vero e proprio provvedimento ad personam la cui logica è stata già sconfessata dalla Corte costituzionale”. "Prima la norma salva Rete 4, stoppata in Parlamento, poi l'introduzione del reato d'immigrazione clandestina, l'assenza di proposte su Alitalia, il disegno di legge sulle intercettazioni presentato senza discutere né con le opposizioni né con i magistrati, poi la proposta di inviare 2.500 militari nelle strade e infine l'inserimento del Lodo Schifani nel decreto sicurezza...O il governo cambia o non ci sarà più il dialogo. Il governo è nato da un mese e la sequenza di strappi ripetuti è inaccettabile". è questo l' ultimatum lanciato da Walter Veltroni al governo durante un incontro su ruolo e obiettivi del Governo ombra alla fondazione Fare futuro. "Veltroni e' come il re Travicello: spinte interne al suo partito e il pressing di Di Pietro lo spingono a procedere a zig zag senza una linea precisa. In questo modo Veltroni resta imprigionato nel gioco delle forze piu' reazionarie del suo schieramento e rischia di rendersi responsabile di un ritorno alla pratica della demonizzazione dell'avversario, cavalcando anche provvedimenti sulla giustizia che riguardano tutti i cittadini". Ha affermato Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del PdL, commentando le affermazioni del leader Pd. "Le affermazioni di Veltroni destano preoccupazione perche' sembrano riproporre un vecchio modo di far politica caratteristico di una stagione che, francamente, speravamo di esserci lasciati alle spalle". Ha affermato Maurizio Lupi, vicepresidente Pdl della Camera. "Non abbiamo presentato nessun lodo Schifani o lodo Maccanico. Noi diamo la precedenza a quei reati che hanno a che fare con l'allarme sociale. Se il Parlamento sara' daccordo vi potra' essere poi un provvedimento che consenta alla 5 cariche dello Stato di operare senza avere l'impunita' ma potendo rispondere alla giustizia alla fine del mandato, come Chirac in Francia". Ha aggiunto il vicepresidente vicario dei senatori del Pdl Gaetano Quaglieriello circa gli emendamenti presenti al decreto sicurezza dai relatori Filippo Berselli e Carlo Vizzini. E lo stesso presidente del Consiglio Silvio Berlusconi , dopo la presentazione degli emendamenti del Pdl al dl sicurezza, ha inviato una lettera al presidente del Senato, Renato Schifani , dove fra l'altro afferma: "come le e' noto stamane i relatori senatori Berselli e Vizzini, hanno presentato al cosiddetto "decreto sicurezza" un emendamento volto a stabilire criteri di priorita' per la trattazione dei processi piu' urgenti e che destano particolare allarme sociale. In tale emendamento si statuisce la assoluta necessita' di offrire priorita' di trattazione da parte dell'autorita' giudiziaria ai reati piu' recenti, anche in relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo e di giudizio immediato. Questa sospensione di un anno consentira' alla magistratura di occuparsi dei reati piu' urgenti e nel frattempo al Governo e al Parlamento di porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali". Berlusconi continua: "I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile a uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell'ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in cio' supportato da un Tribunale anch'esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria". Ma su un altro provvedimento del Governo Berlusconi - le nuove norme sulle intercettazioni telefoniche - il leader dell'Italia dei valori , Antonio Di Pietro, dichiara battaglia. "Noi dell'Italia dei Valori - ha dichiarato - faremo sentire la nostra voce fuori dentro e fuori il Parlamento, perché sono state prese delle decisioni che vanno chiaramente contro l'interesse della magistratura e degli inquirenti, ma soprattutto nostro, sui reati che vengono scoperti. Soprattutto poi c'è tutta una serie di provvedimenti presi per impedire a voi di sapere. Noi dell'Italia dei Valori abbiamo deciso di fare due cose importanti. Primo, sul piano tecnico giuridico questa legge può essere fermata, se non in Parlamento, e noi ce la metteremo tutta, lo faremo grazie a voi con un referendum abrogativo, che subito dopo l'approvazione anche in Parlamento noi dell'Italia dei Valori avvieremo chiedendo aiuto ai blogger e facendo grandi manifestazioni per sensibilizzare l'opinione pubblica e raccogliere le adesioni. Almeno cinquecento, seicento mila firme le dobbiamo raccogliere in poche settimane. Invitiamo tutti coloro che hanno la possibilità di aiutarci in questa manifestazione di massa e di essere con noi. E poi attraverso un atto di disobbedienza civile, che non vuol dire violare la legge. Vuol dire mettere in discussione questa legge rispetto ai principi costituzionali e rispetto ai principi stabiliti dall'Unione Europea, che è quella della libertà d'informazione inteso come libertà d'informare, di essere informati e di potersi informare. Sono principi costituzionali che vengono violati da questa legge. Noi sul blog antoniodipietro.com trasmetteremo tutto ciò che non vogliono farvi sapere. Lo trasmetteremo lo stesso raccogliendo l'invito di Marco Travaglio. Anche lui ha detto che non si farà mettere il bavaglio alla bocca e trasmetterà lo stesso a costo di andare in galera. Lo faremo anche noi al costo di andare in galera". "L'opposizione responsabile e dialogante del Pd barcolla sotto l'incombere del dipietrismo, grande fiume che raccoglie tutti i veleni di questi anni. Cosi' come l'opposizione 'repubblicana' preannunciata dall'Udc vacilla sotto il richiamo della foresta dell'antiberlusconimso.” Lo ha affermato Osvaldo Napoli, vice capogruppo del Pdl alla Camera, che ha sottolineato: “La salvaguardia del dialogo non e' nelle mani del Pdl o di Berlusconi , come si e' affannato a spiegare il senatore Luigi Zanda, ma e' solo ed esclusivamente nelle mani del Pd e del suo leader Walter Veltroni. Loro soltanto posso resistere alle pressioni che vengono dagli angoli piu' bui del Paese e da quella minoranza forcaiola sempre pronta a rovesciare ogni tavolo. Il dialogo e' fragile ma nessuno puo' immaginare, per rafforzarlo, di cedere alle intimidazioni dell'avversario. Gli emendamenti non sono salva premier, ma sono, paradossalmente, terreno di dialogo e di confronto sulla questione della giustizia che si e' fatta, in questi anni, una questione pre-politica senza la cui soluzione la politica non potra' mai riconquistare la scena".

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Traffico internazionale droga: fermi anche in Sardegna (sezione: Intercettazioni)

( da "Sardegna oggi" del 17-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Vasta operazione antidroga condotta dai carabinieri di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), per l'esecuzione di numerosi provvedimenti di cattura e perquisizioni, nelle province di Caserta, Napoli, Latina, Frosinone, Nuoro, Teramo e Vicenza. I provvedimenti sono stati emessi nei confronti di persone, alcune delle quali di origine africana, considerate responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. -->NAPOLI - Tutto iniziava dal Ghana: è da lì che partiva la cocaina e l'eroina e che, nascosta nella cavità anale o nell'apparato digerente, arrivava poi in Italia, nel Casertano: lì dove lo spaccio era gestito da una vera e propria organizzazione decimata, oggi, da 14 decreti di fermo. E' il risultato dell'operazione antidroga condotta dai carabinieri del comando provinciale di Caserta. Le indagini, condotte dalla Dda, sono iniziate nel luglio del 2007 e hanno consentito di identificare circa trenta persone (17 africani, 2 ragazze dell'Europa dell'est e 11 italiani), che utilizzando come base logistica la zona di Castelvolturno (Caserta) provvedevano alla distribuzione della droga anche in altre province d'Italia, soprattutto Latina, Frosinone e Teramo, attraverso una ramificata organizzazione. I provvedimenti di fermo sono stati eseguiti nei confronti di 14 persone mentre per gli altri 15 indagati, già detenuti per detenzione finalizzata allo spaccio in seguito ad arresti eseguiti nel corso dell'indagine, sarà richiesta l'emissione di ordinanza di custodia cautelare. I fermi sono stati eseguiti anche a Nuoro, Vicenza, Napoli. E' stato grazie alla denuncia del fratello di un giovane tossicodipendente che ha preso il via l'operazione antidroga che oggi ha decimato un'organizzazione accusata di essere dedita, nel Casertano, al traffico internazionale. L'attività investigativa, denominata Volturno, coordinata dalla Dda di Napoli e condotta mediante intercettazioni telefoniche, video-riprese, pedinamenti e riscontri di polizia giudiziaria, hanno infatti trovato spunto dalla denuncia del fratello di un tossicodipendente che, disperato per le condizioni del familiare, si è rivolto ai carabinieri della stazione di Grazzanise (Caserta), fornendo nomi degli spacciatori e luoghi in cui avvenivano le cessioni. -->.

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