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DOSSIER “INTERCETTAZIONI”

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Report "Intercettazioni"

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Indice delle sezioni

Intercettazioni (70)


Indice degli articoli

Sezione principale: Intercettazioni

Il villaggio (quasi) globale ( da "Stampaweb, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: necessità di un provvedimento urgente sulle intercettazioni. Erano numeri FALSI. Si diceva che ci sono un milione di intercettazioni, che siamo TUTTI intercettati; le intercettazioni sono in realtà su circa 80mila utenze (per ogni indagato ci sono spesso più utenze, dunque circa 30 mila intercettati) e l'80 per cento di queste riguarda casi di sospetta mafia e criminalità organizzata.

Tarfusser: Intercettazioni da non toccare ( da "Alto Adige" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Intercettazioni da non toccare" Per il procuratore serve una legge solo per evitare abusi sui giornali "Abbiamo dimostrato a Bolzano che si possono abbassare le spese anche del 50 per cento" BOLZANO. I risparmi ottenuti dal "nuovo corso" imposto dal procuratore Cuno Tarfusser alla Procura della Repubblica di Bolzano sono sempre più un esempio per il resto d'

Avviso d'emergenza ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Continuerò a pubblicare atti di indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Lo farò in base all'art. 21 della Costituzione e all'art. 10 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo". Eugenio Scalfari: "Attenti al risveglio.

Bavaglio ai giornalisti, cresce la protesta Dura condanna dei reporter europei: sono scelte illiberali, ci batteremo I cronisti italiani si mobilitano. Minniti: si rischiano derive ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: è durissima la protesta della Federazione dei giornalisti europei per la legge sulle intercettazioni annunciata dal governo. Una vera e propria legge-bavaglio che impedisce importanti indagini e viola - per usare le parole del documento approvato a Berlino - "i principi universali dei diritti dei media nelle democrazie moderne".

La prima pagina de l'Unità di ieri su cui Marco Travaglio ha lanciato l& ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stai consultando l'edizione del La prima pagina de "l'Unità" di ieri su cui Marco Travaglio ha lanciato l'appello "Arrestateci tutti" contro il disegno di legge sulle intercettazioni.

Alcuni dei reati non intercettabili: omicidio colposo, incesto, sfruttamento della prostituzione, es ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stai consultando l'edizione del Alcuni dei reati non intercettabili: omicidio colposo, incesto, sfruttamento della prostituzione, estorsione, lesione personale grave, sequestro di persona, furto in casa, rapina, rapina semplice, usura, ricettazione, contrabbando, associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta.

Legge bavaglio, insorge anche la stampa Ue Ferma condanna della Federazione europea dei giornalisti: va bloccata, in Italia un vento illiberale ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni diventa un "caso italiano" in Europa. La Federazione europea dei giornalisti, riunita a Berlino per l'assemblea annuale, ha votato all'unanimità un documento che condanna duramente il disegno di legge strenuamente difeso da Berlusconi e dal Guardasigilli Alfano, che prevede misure disciplinari e l'arresto da uno a tre anni per i cronisti che pubblichino informazioni

Sui temi sociali c'è molto da fare, su altre questioni come le intercettazioni l'opposizione di Veltroni è stata intransigente ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stai consultando l'edizione del Vincenzo Vita "Sui temi sociali c'è molto da fare, su altre questioni come le intercettazioni l'opposizione di Veltroni è stata intransigente".

Stai consultando l'edizione del Vietata la pubblicazione di atti di indagine e di quanto acquisito a... ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: edizione del Vietata la pubblicazione di atti di indagine e di quanto acquisito al fascicolo del Pm, anche se non sussiste più il segreto, fino alla fine delle indagini preliminari o dell'udienza preliminare. Vietato pubblicare le intercettazioni. Previsto per i giornalisti l'arresto da 1 a 3 anni e ammenda da 500 a 1.032 euro. Paletti per i cronisti.

Contraria alla norma salva-preti ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: commentato il ddl sulle intercettazioni che prevede che per intercettare un prete si debba avvisare il vescovo. La Bindi ha anche ricordato che "tutti abbiamo apprezzato la condanna del Papa sui preti pedofili, scoperti proprio grazie alle intercettazioni". Alla conduttrice, che le ha fatto notare come questa norma fosse presente anche nel disegno di legge preparato da Clemente Mastella,

Anche noi adesso diciamo arrestateci tutti ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: notizie nonostante il bavaglio del ddl intercettazioni. Ha ricevuto numerose risposte, eccone alcune: Diciamo no a questo quadro agghiacciante Aderisco all'appello "Arrestateci tutti". Se l'agghiacciante quadro della nuova legge sulle intercettazioni con il divieto di cronaca giudiziaria sulle indagini passerà in Parlamento, l'unica risposta possibile sarà la disobbedienza civile.

Sono state 124.845 nel 2007 le utenze sottoposte a intercettazioni. È il record dal 2001, anche ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 845 nel 2007 le utenze sottoposte a intercettazioni. È il record dal 2001, anche se la spesa è diminuita per l'abbassamento dei costi per singola operazione, ridotti a 1.794 euro. Totale: 224 milioni di euro, a fronte dei 308 milioni raggiunti nel 2005, quando le utenze furono 101mila.

No censure : De Bortoli sta con i suoi cronisti ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: suoi cronisti Il disegno di legge governativo sulle intercettazioni "nei fatti rappresenta una censuraall'informazione". Lo scrivono, in una lettera aperta al direttore, i cronisti del Sole 24 ore che seguono la giustizia Giovanni Negri e Donatella Stasio. Si tratta di "un colpo all'informazione" che ha poco a vedere con la privacy e più con "l'ansia di rivincita della politica.

Cervi: salvare la cronaca no all'impunità ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Cita i casi della clinica milanese di Santa Rita e le scalate bancarie: "Ha scritto Bechis non su Liberazione ma su Italia Oggi che senza intercettazioni oggi Stefano Ricucci sarebbe lo stimatissimo editore del Corsera e Moggi avrebbe fatto vincere alla Juventus gli ultimi due scudetti". Conclusione: "Posso suggerire al governo un ripensamento? Si intercetti un po meno, d'accordo.

Quale opposizione? Il Pd discute Ma non si torna al 2001 ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: E dall'ala sinistra del Pd Vincenzo Vita avverte: "Dobbiamo evitare che passi l'idea di un clima di pacificazione, fare una opposizione netta e intransigente come ha fatto Veltroni sulle intercettazioni. Sui temi sociali, invece, il lavoro che abbiamo da fare è ancora moltissimo".

La cupola di voti, cemento e rifiuti il maxiprocesso al gotha dei Casalesi ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: seicento testimoni (tra cui 25 collaboratori di giustizia), centinaia di intercettazioni telefoniche e di riscontri fotografano l'attività criminale del gruppo dei Casalesi dalla fine degli anni '80 a decennio successivo. Ma, come spiega lo stesso Magi nell'intervista che fa da prefazione al libro "Questa corte condanna.

Malavenda: Con questo ddl, addio alla cronaca giudiziaria . D'Amati: sarà la Guantanamo per la libertà di stampa ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: magistratura potrebbe sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale perché il disegno di legge sulle intercettazioni limita la sua autonomia. La norma costituzionale che sarebbe violata è l'articolo 112, che prevede l'obbligo per il pm di esercitare l'azione penale. Questa norma verrebbe svuotata se il pm non avesse i mezzi per condurre l'azione penale".

Minniti: fomentano la paura rischiamo la deriva autoritaria ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: contro i limiti alle intercettazioni, sul caso Rete4. Il punto è che dopo 40 giorni la maggioranza si scopre contraddittoria, chiudendosi a riccio appena trova un compromesso. Non hanno voluto inserire nel decreto i nostri emendamenti contro la violenza sulle donne perché temono di riaprire un accordo fragilissimo".

Stretta intercettazioni: bloccano le inchieste altro che tutela della privacy. Debole la nostra opposizione? Una vulgata ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stai consultando l'edizione del Stretta intercettazioni: bloccano le inchieste altro che tutela della privacy. Debole la nostra opposizione? Una vulgata.

Bocca: Berlusconi elimina ciò che gli dà noia Non c'è il fascismo, ma la logica è la stessa ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Così come ha fatto leggi personali ora fa intercettazioni personali. Ciò che gli dà noia lo elimina, lo modifica, lo stravolge". Proviamo a ricordargli che la corruzione è stato inserita tra i reati per i quali si potrà ancora utilizzare le intercettazioni, che la legge non avrà effetto retroattivo e, dunque, non potrà servire a cestinare le intercettazioni già disposte,

Segue dalla Prima E cco che cosa è accaduto: militarizzazione del territorio per ra ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: divieto quasi assoluto delle intercettazioni telefoniche nelle indagini, con limiti scandalosi e risibili (interrompere dopo tre mesi, non poterle utilizzare se si accerta un nuovo reato!) per le poche intercettazioni possibili; impunità (ancora non si sa per che cosa) al primo ministro garantita dal ritorno del vergognoso "lodo Schifani".

Intercettazioni, gli italiani non sono stupidi... Cara Unità, solo chi ha qualcosa da ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni) e militarizzare il Paese. Maurizio Carelli Arrestate anche noi lettori Caro Direttore, nel ringraziare Marco Travaglio e tutti voi dell'Unità per la coraggiosa battaglia contro l'infame legge "sulle intercettazioni", propongo al governo di estendere le ipotesi di arresto ad una categoria attualmente non contemplata,

L'invio di reparti militari armati nelle strade delle grandi città rende unica l'Italia in Europa. Le intercettazioni vietate stanno già raccogliendo l'opposizione netta di tutta l ( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Stai consultando l'edizione del L'invio di reparti militari armati nelle strade delle grandi città rende unica l'Italia in Europa. Le intercettazioni vietate stanno già raccogliendo l'opposizione netta di tutta l'Europa libera.

Emendamento salva-premier preoccupazione al quirinale - (segue dalla prima pagina) liana milella ( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Nelle riunioni per definire il ddl sulle intercettazioni si parla anche di questo. Ne discutono tecnicamente Ghedini, il Guardasigilli Angelino Alfano, il ministro dell'Interno Bobo Maroni, l'aennina Giulia Bongiorno. Berlusconi insiste, vuole subito la sospensione e poi il lodo. Giovedì ne parla a pranzo con Bossi e Maroni.

L'allarme dei giornalisti stranieri "assurdo il silenzio fino ai processi" - alberto mattone ( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: limitare il lavoro dei giudici mettendo dei paletti alle intercettazioni". Parole, queste, in sintonia col pensiero di Paul Bompard. "I magistrati devono poter indagare in libertà", spiega il giornalista di Times che, invece, approva il giro di vite sulla pubblicazione delle intercettazioni: "Punire questo reato con il carcere sarebbe un bel deterrente anche per loro".

"riflettiamo sui ragazzi immigrati per loro l'attuale processo è inutile" ( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Però questi giovanissimi migranti vengono ipercolpevolizzati e trattati come "piccoli criminali adulti". O no? "Purtroppo i minorenni immigrati senza appoggi diventano "visibili" solo quando commettono un reato. è difficile, se non impossibile, intercettarli prima. Si dovrebbe invece cercare di farlo". (l. pl.).

Cpt, l'arci con la regione "niente centri in liguria" ( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: le nuove norme sulle intercettazioni che ledono il ruolo della Magistratura e quello dell'informazione, non sempre impeccabile, ma comunque fondamentale". Adesso, nella ipotesi del governo, c'è l'apertura di nuovi Cpt in regioni come la Liguria. C'è un silenzio imbarazzante, anche a sinistra, su questa proposta.

L'INTERVENTO ( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: una limitazione e un controllo delle intercettazioni telefoniche rispetto agli eccessi del passato. Il disegno di legge presentato però poco o nulla farà in questa direzione, se non intimidire in maniera pesante l'intera stampa italiana. Le intercettazioni, infatti, continueranno tutte sotto il titolo di quei reati per i quali sono ammesse,

Un pieno di cybercrime ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: installazione di apparecchiature atte a intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (articolo 617-quater), al danneggiamento di sistemi informatici o telematici ( articolo 635-quater). Rilevante è l'introduzione del delitto di frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica (articolo 640-

Immigrazione e rifiuti al verdetto delle Aule ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: sulle intercettazioni telefoniche, che sebbene contempli ora anche i reati di corruzione e concussione (reati fino a 10 anni), è destinato ad aprire un vivace dibattito politico, solo attenuato al momento dalla retromarcia del Governo sia sulla forma (un Ddl e non più un decreto legge) che sui contenuti, anche in seguito alle sollecitazioni arrivate a Palazzo Chigi dal Quirinale.

Rifiuti, carico radioattivo bloccato in Campania ( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: i carabinieri di Montella coordinati dal Comando provinciale irpino hanno intercettato e sequestrato due tir carichi di quaranta quintali di rifiuti speciali, provenienti dalla Puglia. Due uomini sono stati denunciati. In poco più di un mese, sono oltre cinquanta gli indagati per trasporto di rifiuti speciali, bloccati dai carabinieri avellinesi.

Gnocchi: "servono le intercettazioni ma ora le vietano..." - luigi bolognini milano ( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Sport Gnocchi: "Servono le intercettazioni ma ora le vietano..." Sarkozy ha minacciato di mandare Carla Bruni a fare un concerto a Zurigo se la Francia si qualifica LUIGI BOLOGNINI MILANO Gene Gnocchi, qui va a finire come quattro anni fa: la torta ci resterà sullo stomaco.

Capezzone e il valzer da Pannella a Silvio: <Io, la bestia strana> ( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Limitare le intercettazioni è un regalo ai delinquenti? "Lo dicono solo Di Pietro e i suoi. Per caso, il suo obiettivo è intercettare il cento per cento delle telefonate del cento per cento degli italiani?" Le toghe napoletane che, all'indomani della nomina del sottosegretario ai rifiuti, gli hanno arrestato lo staff?

Al via la norma salva-premier preoccupazione al Quirinale ( da "Repubblica.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Nelle riunioni per definire il ddl sulle intercettazioni si parla anche di questo. Ne discutono tecnicamente Ghedini, il Guardasigilli Angelino Alfano, il ministro dell'Interno Bobo Maroni, l'aennina Giulia Bongiorno. Berlusconi insiste, vuole subito la sospensione e poi il lodo. Giovedì ne parla a pranzo con Bossi e Maroni.

Ma così si colpisce l'informazione sulla giustizia in Italia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: LA RIFORMA DELLE INTERCETTAZIONI ... Ma così si colpisce l'informazione sulla giustizia in Italia di Giovanni Negri e Donatella Stasio C aro direttore, seguiamo da tempo l'informazione sui temi della giustizia, con lo stile del Sole 24 Ore, più attento ai contenuti delle misure adottate di volta in volta che alla chiacchiera e al contorno politico giudiziario.

Editori, sanzioni fino a 500mila ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: 15 - pag: 10 autore: Intercettazioni. Gli ascolti non possono essere usati nei procedimenti "diversi da quelli nei quali sono stati disposti" Editori, sanzioni fino a 500mila à Per i giornalisti indagati una sospensione cautelare di tre mesi dall'Ordine Marco Ludovico ROMA Una stretta sull'informazione senza precedenti.

E milio Gentile, Piero Melograni e Lucio Villari, interpellati per il Corriere ( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: REDAZIONALE Intercettazioni e dintorni LA DITTATURA COME ALIBI E milio Gentile, Piero Melograni e Lucio Villari, interpellati per il Corriere da Paolo Conti, hanno buone ragioni per dar torto a Giulio Tremonti, secondo il quale tutti dovremmo ricordare che l'impoverimento dei ceti medi porta con sé il fascismo, si sarebbe detto un tempo,

Abbiamo soltanto cercato di pulire le strade di Napoli ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: stati intercettati per mesi, fino all'arresto. Ecco come si sono difesi. Michele Greco "Lei mi contesta che non era possibile il deposito preliminare di una frazione non trattata ai fini dello smaltimento:le dico che sono state effettuate delle riunioni all'interno della struttura commissariale alle quali ho partecipato con il commissario delegato e si è deciso di stoccare anche l'

L'ira di Maroni: se vuole quella norma il premier parli chiaro ( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: La scorsa settimana era stato il Carroccio a pretendere che nel disegno di legge sulle intercettazioni rimanesse la possibilità di mettere sotto controllo i telefoni degli indagati per corruzione vincendo le resistenze del premier che invece voleva eliminare tutti i reati contro la pubblica amministrazione. Da allora i rapporti con la Lega sono diventati tesi.

Un colpo all'informazione sulla giustizia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: il disegno di legge sulle intercettazioni preclude l'uso di questo strumento investigativo in molti e gravi casi: "Diffusissime forme di criminalità che si realizzano in concreto mediante l'associazione, l'accordo o il concorso di più persone, capaci di recare danni personali e patrimoniali a un vastissimo numero di cittadini vittime di sfruttamento,

Bindi, no a eccezioni sui sacerdoti: niente privilegi ( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ha commentato il ddl sulle intercettazioni che prevede che per intercettare un prete si debba avvisare il vescovo. Questa norma era presente anche nel disegno di legge preparato da Mastella, ma la Bindi è stata decisa: "Se c'era, io non me ne ero accorta e chiedo scusa, perché sono contraria a questo provvedimento".

L'ultimatum dalla Germania <Pronti a bloccare i treni> ( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: partire per la Germania hanno intercettato un container "che presentava evidenti segni di contaminazione radioattiva". Ma la terza, invece non passerà. La Stadtreinigung Hamburg, la società pubblica di Amburgo che smaltisce una parte dei rifiuti campani (30 mila tonnellate, al costo di 270 euro l'una, entro fine di agosto) ha informato le autorità italiane che se da Napoli partirà,

Si spezza un barcone, bimbi somali dispersi ( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: era col motore in panne e ormai in balia delle onde quando è stato intercettato a 20 miglia dalle coste italiane. Dopo i controlli medici una parte degli immigrati sono risultati affetti da scabbia. Sempre ieri, nella stessa zona dell'ultimo naufragio, la marina militare maltese ha soccorso altri due barconi in difficoltà per le pessime condizioni del mare.

Rettifica senza commento ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Intercettazioni. Il disegno di legge approvato venerdì Rettifica senza commento Concludiamo la pubblicazione del disegno di legge recante "Norme in materia di intercettazionitelefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice, degli atti di indagine, e integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone

Clinica degli orrori, parla il chirurgo <Rifarei tutti quegli interventi> ( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Nelle mani della Procura c'è anche una valanga di intercettazioni dalle quali sembra emergere un panorama di cinico affarismo sanitario. "Le intercettazioni sono ambigue se lette parzialmente e non nella loro integrità. Vanno contestualizzate per capire che non sono autoaccusatorie - dice l'avvocato Lecis -.

La dittatura come alibi per non guardarsi dentro ( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: del governo sulle intercettazioni e da quelle (discutibilissime, e anche peggio) sull'utilizzo dei soldati in strada per dare man forte alle forze di polizia. Su Repubblica, Giuseppe D'Avanzo parla di un Berlusconi intento a dimostrare che "per governare la crisi italiana è costretto a separare lo Stato dal diritto ", con il soldato chiamato a farsi questurino,

Aggiotaggio, quei timori veri e inventati ( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: del limite a 3 soli mesi della durata massima delle intercettazioni; o dall'indebolimento del principio di conservazione della prova, al punto che, se due intercettati per un reato svelano al telefono il nome del possibile autore di un diverso reato, ed è solo la telefonata a fornire questo dato, con le nuove regole costui non potrà essere intercettato.

Delitti, chiacchiere e intercettazioni ( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettavano l'ex capo ufficio stampa di An Salvo Sottile che al telefono (intercettato) sventagliava grevità su alcune ragazze protese a qualche spicchio di visibilità televisiva? E qual è la nefandezza penale commessa dal premier Berlusconi che al telefono (intercettato) sollecitava il direttore generale della Rai a inserire nel casting di non si ricorda quale fiction alcune

Il buonsenso oltre ai Codici ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: intercettazioni e controlli svelano maree di liquami, codici non adatti, lavorazioni non eseguite, esami sospetti. Se l'interesse primo è quello di salvaguardare la salute del cittadino, oltre al rispetto dei codici, non era il caso di fermare quello scempio mentre avveniva, anziché chiederne conto oltre un anno dopo?

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: it Delitti e ricorso alle intercettazioni A specificazione di una inesattezza contenuta nel mio commento pubblicato sul Corriere di ieri al progetto governativo sulle intercettazioni telefoniche, desidero precisare che i delitti di insider trading e di manipolazione del mercato (per quanto riguarda le ipotesi previste nel testo unico in materia di intermediazione finanziaria)

Bloccato un carico di rifiuti radioattivi in Campania ( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: i carabinieri di Montella coordinati dal Comando provinciale irpino hanno intercettato e sequestrato due tir carichi di quaranta quintali di rifiuti speciali, provenienti dalla Puglia. Due uomini sono stati denunciati. In poco più di un mese, sono oltre cinquanta gli indagati per trasporto di rifiuti speciali, bloccati dai carabinieri avellinesi.

Clinica degli orrori, parla il chirurgo <Rifarei tutti quegli interventi> ( da "Corriere.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Nelle mani della Procura c'è anche una valanga di intercettazioni dalle quali sembra emergere un panorama di cinico affarismo sanitario. "Le intercettazioni sono ambigue se lette parzialmente e non nella loro integrità. Vanno contestualizzate per capire che non sono autoaccusatorie dice l'avvocato Lecis .

Giovedì scorso la donna sarebbe stata interrogata in Procura a Genova ( da "Stampa, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: ordinanza del gip genovese Fucigna che riporta anche la trascrizione di molte intercettazioni. In una telefonata del 27 novembre 2007 la dirigente Calò parla con l'imprenditore vercellese Roberto Alessio e fa commenti sul metodo di lavoro della Pedus-Dussman, l'azienda che, battuta dalla Alessio nella gara d'appalto, era tornata a lavorare per la Asl in seguito allo stop imposto dal Tar.

WALTERLOO FA IL DURO: O GOVERNO CAMBIA LINEA, O DIALOGO A RISCHIO PARISI: VELTRONI NON FACCIA IL "RE OMBRA" LA RUSSA: I 2500 MILITARI CARABINIERI? ARMANI: QUE VIVA SILVIO - C ( da "Dagospia.com" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza. 3 - BONINO: DIALOGO PD-GOVERNO? SE ESISTE E POCO TRASPARENTE? (Ansa) - 'O il Pd ha dei dialoghi aperti in altri consessi, ma certamente poco trasparenti per quanto mi risulta, oppure per quanto riguarda le iniziative legislative parlamentari e'

MISTERO LILLI GRUBER, UNA ROSSA ALLE NOZZE DEL BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO NON SOLO: LA FEMMINISTA BAFFUTA GIANNI NANNINI DEDICA UNA CANZONE ALLA COPPIA COME È RIUSCITO IL PLAYBO ( da "Dagospia.com" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: tutto alla luce del sole per via dei molti reportage sui giornali del gossip e delle molte intercettazioni sui quotidiani, per via delle vacanze ai Caraibi in quattro (Flavio ed Eli, Fede e Raffaella Zardo, un'altra soubrette sfortunata); per via dei preparativi infiniti, delle romantiche chiesette visitate all'alba con codazzo di paparazzi;

Nuovi sbarchi a Lampedusa Continuano le ricerche dei dispersi ( da "Repubblica.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: è stato intercettato a circa 30 miglia a sud dell'isola da una motovedetta della Guardia costiera, a lanciare l'allarme è stato un extracomunitario con un telefono cellulare. L'altro gommone, con a bordo 44 persone, tra cui 16 donne e 7 minori, è stato soccorso da una motovedetta della Guardia di finanza a circa 45 miglia a sud-

Ultimatum di Veltroni al governo: "Basta strappi o salta il dialogo" ( da "Repubblica.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: "), le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza. Quest'ultimo è il caso più grave". Veltroni vede nell'immissione del cosidetto 'lodo Schifani nel pacchetto sicurezza, il tentativo del governo di introdurre "certe 'normette così di nascosto".

Veltroni: "Il governo cambi linea, altrimenti il dialogo si interrompe" ( da "Stampaweb, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: i militari nelle città, le intercettazioni, l'introduzione del cosiddetto "lodo Schifani" nel decreto sicurezza e quindi l'attacco all'Europa fatto dal ministro Roberto Calderoli. Una serie di episodi che, sottolinea con fermezza Veltroni, potrebbero segnare la fine del dialogo in questa legislatura.

L'ultimatum di Walter: "Il governo cambi metodo o addio dialogo" ( da "Panorama.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza. L'uscita di Veltroni (dall'ombra) non è certo casuale: dopo un primo mese di opposizione piuttosto cauta e possibilista nei confronti delle iniziative del governo, dal decreto sicurezza ai rifiuti, il segretario del Pd ha visto [3] le sue azioni all'

Avellino, bloccato un carico di rifiuti radioattivi ( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: i carabinieri di Montella coordinati dal Comando provinciale irpino hanno intercettato e sequestrato due tir carichi di quaranta quintali di rifiuti speciali, provenienti dalla Puglia. Due uomini sono stati denunciati. In poco più di un mese, sono oltre cinquanta gli indagati per trasporto di rifiuti speciali, bloccati dai carabinieri avellinesi.

Capezzone e il valzer da Pannella a Silvio ( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Limitare le intercettazioni è un regalo ai delinquenti? "Lo dicono solo Di Pietro e i suoi. Per caso, il suo obiettivo è intercettare il cento per cento delle telefonate del cento per cento degli italiani?" Le toghe napoletane che, all'indomani della nomina del sottosegretario ai rifiuti, gli hanno arrestato lo staff?

ARRESTATEMI! - TRAVAGLIO ANNUNCIA: FARÒ DISOBBEDIENZA CIVILE, CONTINUERÒ A PUBBLICARE, ANCHE TESTUALMENTE, PER RIASSUNTO, ATTI D'INDAGINE E INTERCETTAZIONI CHE RIUSCIRÒ A PROCURARM ( da "Dagospia.com" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Alfano sulle intercettazioni provocherà sulle indagini e i processi. Ora è il caso di occuparci di noi giornalisti e di voi cittadini, cioè dell'informazione. Che ne esce a pezzi, fino a scomparire, per quanto riguarda le inchieste della magistratura. Il tutto nel silenzio spensierato e irresponsabile delle vestali del liberalismo e del garantismo un tanto al chilo.

Pedofilia online, allarme della polizia Contatti pericolosi per 1 minore su 10 ( da "Corriere.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Il sistema è sostanzialmente in grado di intercettare i tentativi di adescamento e di diffusione di materiale pedopornografico, consentendo alla polizia di mettersi velocemente sulle tracce dei pedofili. GLI ARRESTI E LE DENUNCE - L'individuazione dei pedofili della rete ha permesso dal 2002 ad oggi di effettuare 201 arresti, di avanzare 4.

Intercettazioni, federazione della stampa europea: no al ddl ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Intercettazioni, stampa europea: informazione negata, no al ddl No unanime dei giornalisti europei, riuniti a Berlino, al ddl del governo italiano sulle intercettazioni. La delegazione italiana è formata dal presidente, segretario e direttore Fnsi, Roberto Natale, Franco Siddi e Giancarlo Tartaglia.

Via all'emendamento blocca processi Veltroni minaccia: "Dialogo a rischio" ( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: i militari nelle città, le intercettazioni, l'introduzione del cosiddetto "lodo Schifani" nel decreto sicurezza e quindi l'attacco all'Europa fatto dal ministro Roberto Calderoli. Una serie di episodi che, sottolinea con fermezza Veltroni, potrebbero segnare la fine del dialogo in questa legislatura.

"NON MI AMMAZZO, MA QUI MI MUOIO" BETULLA VA A TROVARE VITTORIO CECCHI GORI IN CARCERE E TROVA UN UOMO DISTRUTTO: "NON MI È VENUTO A TROVARE NESSUNO. LA PARTE NERA DELL'ITALIA VU ( da "Dagospia.com" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Le intercettazioni sono state inventate dalla parte verminosa di Telecom, non dalla magistratura. Insistono ad annichilirmi, non gli basta quanto mi hanno inflitto. Quando mi hanno arrestato con questa accusa fasulla di bancarotta, stavo per andare al concordato.

Immigrati, strage verso l'Italia A bordo erano 150: salvo uno solo ( da "Repubblica.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: è stato intercettato a circa 30 miglia a sud dell'isola da una motovedetta della Guardia costiera, a lanciare l'allarme è stato un extracomunitario con un telefono cellulare. L'altro gommone, con a bordo 44 persone, tra cui 16 donne e 7 minori, è stato soccorso da una motovedetta della Guardia di finanza a circa 45 miglia a sud-

C'era una volta la Repubblica dei dossier: deputati ricattati grazie a corrispondenze aperte, r ( da "Stampa, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Italia potrebbe fermare la pubblicazione di intercettazioni? Basterebbe scriverne una su un web francese, e poi riprendere la notizia in Italia in uno scambio di commenti fra blogger. e la legge sarebbe gabbata. Spesso dimentichiamo, in tutte le discussioni che facciamo, che le intercettazioni non nascono solo come un più efficace strumento di lavoro.

RETTIFICA CARDUCCI: NON VADO CON TABACCI - ALLA CNIPA ECCELLENTI RISULTATI E BRUNETTA HA FATTO BENE PIOVE, ALLA FACCIA DELLA DESERTIFICAZIONE TRAVAGLINI E MASTELLARINI ( da "Dagospia.com" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: è chiaro che le intercettazioni danno fastidio a quella che purtroppo è la nostra "classe dirigente", le cui conversazioni intercettate, quando non diano prova o indizio di ogni sorta di reati, comunque fotografano il livello di intelligenza, di morale e di capacità intellettive che contraddistingue gli intercettati,

Immigrati, si rovescia un barcone: quaranta morti, cento i dispersi ( da "Corriere.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni

Abstract: Un gruppo di sei extracomunitari è stato intercettato a terra da una pattuglia della Guardia di Finanza. INCONTRO - Anche alla luce degli ultimi avvenimenti, la diplomazia maltese è al lavoro per concordare la data di un eventuale incontro tra i ministri degli Esteri di Malta, Italia e Libia per discutere dell'emergenza immigrazione clandestina nel Mediterraneo.


Articoli

Il villaggio (quasi) globale (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampaweb, La" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Quanto sta accadendo sul piano delle decisioni governative merita alcune segnalazioni, in relazione ai problemi della comunicazione. La prima segnalazione fa riferimenti ai numeri che il ministro della Giustizia aveva fornito per accreditare la necessità di un provvedimento urgente sulle intercettazioni. Erano numeri FALSI. Si diceva che ci sono un milione di intercettazioni, che siamo TUTTI intercettati; le intercettazioni sono in realtà su circa 80mila utenze (per ogni indagato ci sono spesso più utenze, dunque circa 30 mila intercettati) e l'80 per cento di queste riguarda casi di sospetta mafia e criminalità organizzata. Il numero reso pubblico dal ministro era basato sulla presunzione di circa 30 connessioni per utenza e di circa 100.000 utenze, arrivando così a 3 milioni di intercettati. Bell'esempio di disinfornazione. La seconda segnalazione fa riferimento alla percezione della insicurezza nel nostro paese provocata dalla natura criminale degli immigrati. Si dice che questa percezione è basata sulla realtà e dunque si approntano misure drammatiche e si mobilita l'esercito; poi si scopre che delle 16910 rapine compiute lo scorso anno in Italia ben 12527 sono state compiute da italiani e che i furti in casa sono in Italia ben inferiori (143.000) alla Gran Bretagna (209.000) e alla Francia (177.000). E infine, si mobilitano 2500 soldati per fare la ronda notturna con poliziotti e carabinieri, quando poliziotti carabinieri e finanziari sono circa 300.000, e davvero non si capisce cosa voglia dire quello scarno numero di soldat prestati alle operazioni di polizia, se non attivare e radicare il convicincimento che siamo davvero in una condizione di insicurezza totale, più o meno come la Colombia (nelle frasi del sindaco Chiamparino). Insomma si gioca sulle notizie, dandole in modo falso o parziale per giustificare una militarizzazione della vita del nostro paese. Che mi pare un passo gravissimo, compiuto appunto con la strumentalizzazione dei massmedia e dei processi della comunicazione. commenti (0) scrivi.

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Tarfusser: Intercettazioni da non toccare (sezione: Intercettazioni)

( da "Alto Adige" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Di Mario Bertoldi Tarfusser: "Intercettazioni da non toccare" Per il procuratore serve una legge solo per evitare abusi sui giornali "Abbiamo dimostrato a Bolzano che si possono abbassare le spese anche del 50 per cento" BOLZANO. I risparmi ottenuti dal "nuovo corso" imposto dal procuratore Cuno Tarfusser alla Procura della Repubblica di Bolzano sono sempre più un esempio per il resto d'Italia. Ne ha fatto menzione in una intervista sul Corriere della Sera anche l'ex magistrato di "Mani Pulite" Gherardo Colombo, attuale senatore del Pd. Lo stesso Tarfusser sarà sentito mercoledì prossimo a Roma dalla Commissione giustizia, in un momento - tra il resto - in cui la necessità di comprimere la spesa pubblica è tra i motivi ufficiali del preannunciato giro di vite del governo in materia di intercettazioni. Procuratore, cosa pensa del progetto legislativo del governo? "Considero sacrosanti entrambi gli obbiettivi che il governo dice di voler raggiungere e cioè la riduzione della spesa e lo stop alla pubblicazione delle trascrizioni delle intercettazioni sui giornali. Ma l'unico intervento legislativo che riterrei necessario è una legge che vieti ai giornali di pubblicarle. E' una questione di rispetto della privacy. In Germania ancora oggi non vengono pubblicati sui giornali nemmeno i nomi degli omicidi. I giornalisti si sono adeguati e pubblicano solo le iniziali...Se noi vogliamo colpire gli abusi avvenuti in passato in materia di intercettazioni basta semplicemente fare una legge che imponga il divieto" E sui costi che cosa si può fare? "Guardi, i costi possono essere ridotti molto rapidamente a meno della metà, penso che lo abbiamo abbondantemente dimostrato negli ultimi tempi in Procura a Bolzano. Mercoledì lo dirò a chi di dovere a Roma. Ma è comunque falso affermare che le intercettazioni bruciano un terzo del bilancio del Ministero della giustizia" Dunque lei ritiene che il governo sbagli a voler intervenire comprimendo le potenzialità delle indagini? "Io dico che se gli obbiettivi sono quelli annunciati dal governo non c'è alcun bisogno di un intervento che modifichi la disciplina delle intercettazioni nelle indagini" E se gli obbiettivi fossero altri? "E' un discorso politico. Se si vuole ridurre la possibilità alla magistratura e alle forze di polizia di fare il loro lavoro, allora basta che lo si dica. E' una scelta politica che un governo può legittimamente fare. Ma dopo non si venga a parlare di sicurezza...E non è corretto venire a dire che si intende intervenire per risparmiare soldi e per evitare ai cittadini di finire sui giornali" Il governo sostiene però che in passato anche qualche magistrato avrebbe abusato dello strumento... "Se anche così fosse si deve intervenire in termini disciplinari nei confronti dei magistrati. Non penso che dopo lo scandalo della clinica di Milano qualcuno pensi di intervenire con legge per vietare... gli interventi chirurgici".

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Avviso d'emergenza (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Avviso d'emergenza Furio Colombo Voci di estremo allarme si alzano nel Paese in cui un nuovo governo aveva fatto finta, sulle prime, di essere normale, un qualunque governo di destra europeo. Improvvisamente annuncia di seguito - e si prepara a imporre per decreto e con l'approvazione automatica della sua maggioranza - una serie di leggi con cui inventa un clima di tensione e paura. E risponde a quel clima inventato con leggi liberticide, anticostituzionali e contro il diritto di sapere. L'opinione pubblica libera e informata viene proclamata il nemico da eliminare. Si rivela il volto del nuovo governo. Come è stato detto da Antonio Di Pietro, è un volto che evoca paesi ad alto rischio come la Colombia. Ecco alcune voci che descrivono il nostro Paese oggi. Stefano Rodotà: "Siamo di fronte a un fenomeno che l'Italia ha conosciuto in altri decenni: le leggi speciali. Giovanni Sartori: "La Carta della prima Repubblica non è stata abolita perché non c'è più bisogno di rifarla. La si può svuotare dall'interno. Basta paralizzare la magistratura. Alla fine il potere politico comanda da solo". Marco Travaglio: "Personalmente annuncio fin d'ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quello che so. Continuerò a pubblicare atti di indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Lo farò in base all'art. 21 della Costituzione e all'art. 10 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo". Eugenio Scalfari: "Attenti al risveglio. Può essere durissimo. Può essere il risveglio di un Paese senza democrazia". segue a pagina 24.

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Bavaglio ai giornalisti, cresce la protesta Dura condanna dei reporter europei: sono scelte illiberali, ci batteremo I cronisti italiani si mobilitano. Minniti: si rischiano derive (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Bavaglio ai giornalisti, cresce la protesta Dura condanna dei reporter europei: sono scelte illiberali, ci batteremo I cronisti italiani si mobilitano. Minniti: si rischiano derive autoritarie Italia "sotto osservazione" per i "venti illiberali" che soffiano sul nostro Paese: è durissima la protesta della Federazione dei giornalisti europei per la legge sulle intercettazioni annunciata dal governo. Una vera e propria legge-bavaglio che impedisce importanti indagini e viola - per usare le parole del documento approvato a Berlino - "i principi universali dei diritti dei media nelle democrazie moderne". Anche la Federazione nazionale della stampa si prepara alla battaglia: domani seduta straordinaria per valutare la proposta di sciopero. Ma non ci sono solo le intercettazioni. In un'intervista a l'Unità il ministro ombra all'Interno del Pd, Marco Minniti spiega: "Il governo fomenta la paura, con i soldati a pattugliare le città danno il messaggo di essere in Kosovo". alle pagine 2 e 3.

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La prima pagina de l'Unità di ieri su cui Marco Travaglio ha lanciato l& (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del La prima pagina de "l'Unità" di ieri su cui Marco Travaglio ha lanciato l'appello "Arrestateci tutti" contro il disegno di legge sulle intercettazioni.

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Alcuni dei reati non intercettabili: omicidio colposo, incesto, sfruttamento della prostituzione, es (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Alcuni dei reati non intercettabili: omicidio colposo, incesto, sfruttamento della prostituzione, estorsione, lesione personale grave, sequestro di persona, furto in casa, rapina, rapina semplice, usura, ricettazione, contrabbando, associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta. I reati non intercettabili.

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Legge bavaglio, insorge anche la stampa Ue Ferma condanna della Federazione europea dei giornalisti: va bloccata, in Italia un vento illiberale (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Legge bavaglio, insorge anche la stampa Ue Ferma condanna della Federazione europea dei giornalisti: va bloccata, in Italia un vento illiberale di Simone Collini / Roma "SOTTO OSSERVAZIONE" per il "vento illiberale" che spira dalle nostre parti. Il disegno di legge sulle intercettazioni diventa un "caso italiano" in Europa. La Federazione europea dei giornalisti, riunita a Berlino per l'assemblea annuale, ha votato all'unanimità un documento che condanna duramente il disegno di legge strenuamente difeso da Berlusconi e dal Guardasigilli Alfano, che prevede misure disciplinari e l'arresto da uno a tre anni per i cronisti che pubblichino informazioni riguardanti le inchieste giudiziarie. Il dito viene puntato sulla "scusa della privacy", sventolata dal centrodestra per approvare di un provvedimento che "mette il bavaglio ai giornalisti e impedisce ai cittadini di essere informati su temi d'interesse pubblico compresi nelle inchieste giudiziaria". Un modo di procedere che per l'organizzazione è palesemente "contrario ai principi universali dei diritti dei media e della loro funzione nelle democrazie moderne: i giornalisti, infatti, non devono nascondere le informazioni d'interesse generale, sia originate da fonti libere sia da fonti confidenziali, che essi hanno il dovere di proteggere". Dopo l'allarme lanciato da giudici, avvocati esperti di diritto dell'informazione e giornalisti di casa nostra a insorgere è dunque la Federazione dei giornalisti europei, che rappresenta oltre 200 mila cronisti di tutti i paesi dell'Unione e che dall'inizio degli anni '60 difende il diritto all'informazione. La preoccupazione dei vertici dell'organizzazione è che il provvedimento del governo Berlusconi crei un precedente pericoloso per l'intera Europa: "Il progetto di legge del governo italiano è contrario alle convenzioni internazionali e alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo", si legge nel documento approvato all'unanimità ieri a Berlino. "La Federazione europea dei giornalisti mette sotto osservazione la vicenda e condurrà in ogni sede d'interesse europeo un'iniziativa sociale e etica per la libertà e la qualità del lavoro dei giornalisti. Venti illiberali per tentare di condizionare l'informazione soffiano qua e là in Europa e quello italiano è un caso d'osservazione e mobilitazione professionale e civile". A Berlino, in rappresentanza dell'Italia, c'erano presidente, segretario e direttore della Fnsi Roberto Natale, Franco Siddi e Gianfranco Tartaglia. E alla nostra delegazione la Federazione europea ha assicurato che farà ancora sentire la sua voce in futuro. Nel documento approvato all'unanimità si annuncia infatti il sostegno della Feg al sindacato dei colleghi italiani "nel suo contrasto, nella sua opposizione contro il disegno di legge" e si fa "appello al Parlamento italiano a non approvarlo o a modificarlo profondamente". La Fnsi incassa e si prepara alla battaglia. Domani si riunisce in seduta straordinaria la giunta del sindacato dei giornalisti. Sarà l'occasione per valutare se percorrere immediatamente la strada dello sciopero, una forma di lotta peraltro già adottata quando venne varato dal governo Prodi il disegno di legge Mastella sullo stesso tema. Non è però escluso che come primo strumento si ricorrerà ad altre iniziative, per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'argomento. Perché il punto per l'Fnsi è non soltanto denunciare, come pure fa il responsabile Comunicazione del Pd Paolo Gentiloni, che "si è resa la vita più facile ai delinquentii è reso più difficile il lavoro di magistrati e giornalisti ", ma far capire che con questo provvedimento si ledono non i diritti specifici di una categoria, ma il diritto di tutti i cittadini a conoscere fatti rilevanti e a formarsi consapevolmente un'opinione. Ecco perché Giuseppe Giulietti lancia a editori e giornalisti la proposta di uscire nei prossimi giorni con una prima pagina simulata, come se la legge sulle intercettazioni fosse stata già approvata, sulla clinica Santa Rita di Milano o su un altro importante fatto di cronaca. Che, nota il portavoce di Articolo 21, "così o sarebbe ignoto o verrebbe semplicemente cancellato".

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Sui temi sociali c'è molto da fare, su altre questioni come le intercettazioni l'opposizione di Veltroni è stata intransigente (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Vincenzo Vita "Sui temi sociali c'è molto da fare, su altre questioni come le intercettazioni l'opposizione di Veltroni è stata intransigente".

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Stai consultando l'edizione del Vietata la pubblicazione di atti di indagine e di quanto acquisito a... (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Vietata la pubblicazione di atti di indagine e di quanto acquisito al fascicolo del Pm, anche se non sussiste più il segreto, fino alla fine delle indagini preliminari o dell'udienza preliminare. Vietato pubblicare le intercettazioni. Previsto per i giornalisti l'arresto da 1 a 3 anni e ammenda da 500 a 1.032 euro. Paletti per i cronisti.

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Contraria alla norma salva-preti (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del ROSY BINDI "Contraria alla norma salva-preti" "Sono assolutamente contraria a una norma che crei privilegi per qualunque esponente di qualsiasi religione". Così Rosy Bindi, intervistata ieri da Lucia Annunziata nel corso di "In mezz'ora", ha commentato il ddl sulle intercettazioni che prevede che per intercettare un prete si debba avvisare il vescovo. La Bindi ha anche ricordato che "tutti abbiamo apprezzato la condanna del Papa sui preti pedofili, scoperti proprio grazie alle intercettazioni". Alla conduttrice, che le ha fatto notare come questa norma fosse presente anche nel disegno di legge preparato da Clemente Mastella, la vicepresidente della Camera ha risposto: "Se questa norma c'era, io non me ne ero accorta e chiedo scusa, perchè sono contraria a questo provvedimento. Posso solo dire: meno male che non è stato approvato".

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Anche noi adesso diciamo arrestateci tutti (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del LE VOCI Anche noi adesso diciamo "arrestateci tutti" Ieri Marco Travaglio ha scritto un articolo "arrestateci tutti" in cui inviatava tutti i giornalisti a continuare a scivere le notizie nonostante il bavaglio del ddl intercettazioni. Ha ricevuto numerose risposte, eccone alcune: Diciamo no a questo quadro agghiacciante Aderisco all'appello "Arrestateci tutti". Se l'agghiacciante quadro della nuova legge sulle intercettazioni con il divieto di cronaca giudiziaria sulle indagini passerà in Parlamento, l'unica risposta possibile sarà la disobbedienza civile. Cioè organizzare, per quanto riguarda noi giornalisti, una violazione dichiarata e di massa delle norme, accettando nel caso l'arresto. Ovviamente la violazione (cioè la pubblicazione di articoli basati su atti giudiziari che il Governo vorrebbe mantenere segreti, anche se già messi a disposizione delle parti processuali e dunque non più segreti) dovrà avere un contenuto strettamente giornalistico. Si dovranno pubblicare cioè notizie e non pettegolezzi o vicende coperte dalla privacy. A quel punto, una volta finiti sotto inchiesta o in galera, potremo tentare di rivolgerci alla Corte Costituzionale e alla Corte di giustizia europea per far cancellare una legge che minaccia di spingere il nostro paese verso derive pericolose e autoritarie. Peter Gomez (inviato de l'Espresso) E io continuerò a dare notizie Il mio mestiere è dare notizie - verificando le fonti - e continuerò a farlo nonostante una legge che minaccia il mio arresto. Se avranno paura gli editori, lo farò sul mio blog rispettando sempre l'unica cosa che mi ha mosso in quasi 30 anni (ho iniziato a 18): il desiderio di raccontare e dare notizie ad altri, sempre verificandone l'attendibilità. Il Ddl sulle intercettazioni è solo il regolamento di conti di una casta - quella dei politici - contro magistrati e giornalisti (fra l'altro, se fosse già in vigore, oggi Stefano Ricucci sarebbe lo stimatissimo editore del Corriere della sera, Luciano Moggi avrebbe fatto vincere alla Juve gli ultimi due scudetti e gli italiani non saprebbero nulla di quel che accadeva nella clinica Santa Rita di Milano). Di liberale questa norma non ha nulla. Non potrà impedirmi di fare il mio mestiere. Franco Bechis (direttore di Italia oggi) È sancito: adesso sarà regime La legge Berlusconi-Ghedini-Alfano, che proibisce le intercettazioni per i reati dei politici e degli imprenditori (e non solo), vieta anche la pubblicazione delle notizie giudiziarie fino al processo: impedisce così la formazione della pubblica opinione e sancisce l'ingresso nel regime. I giornalisti devono reagire continuando a scrivere tutto e a informare i loro lettori. Anche a costo del carcere. A una legge-bavaglio non possiamo che rispondere con la disobbedienza civile. Diventiamo tutti obiettori di coscienza. Gianni Barbacetto (Annozero, Societacivile.it) Nessuna intimidazione dai boss, nessuna dai bavagli Nonostante sia stato recentemente indagato per favoreggiamento a Cosa nostra, per aver pubblicato i "pizzini" del boss Lo Piccolo, non mi lascerò intimidire da una legge che viola i principi basilari di libertà. Propongo sin da ora a chi è d'accordo di realizzare un sito internet con sede legale in un paese libero dove, se saremo costretti, pubblicheremo tutto quello che in Italia non vorranno far sapere ai lettori. Francesco Viviano (la Repubblica) Il nostro dovere: pubblicare quello che sappiamo Pubblichiamo tutto quello che sappiamo, facciamolo sempre: è questo il nostro dovere. Ogni mattina uomini e donne si affacciano in edicola e versano un euro per essere informati, hanno fiducia nei loro giornali e nei giornalisti, noi non possiamo tradirli, né deluderli. Se c'è da rischiare rischiamo e facciamolo a viso aperto. Enrico Fierro (L'Unità) Facciamo un golpe bianco di libertà Caro Direttore, invio la mia totale adesione al progetto resistenziale-Travaglio da casa mia, dove sono già in una specie di "arresti domiciliari". Metaforici, certo, dal punto di vista di una professione che stava precipitando di suo e a forza di Alfano verrebbe colpita e affondata del tutto. Aderisco ad "arrestateci tutti" (che risulta così tragicamente attuale per assonanza con "ammazzateci tutti" dei ragazzi di Locri) perché se la reazione sarà generale facendo come se la legge non ci fosse forse riusciremo a non far passare un "golpe bianco": o comunque gli italiani sapranno che di questo si tratta, del diritto/dovere dell'informazione democraticamente indispensabile e non di un qualunque dibattito su opposte visioni del giornalismo. Stanno rapinandoci della democrazia, almeno se ne dia l'allarme. Oliviero Beha.

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Sono state 124.845 nel 2007 le utenze sottoposte a intercettazioni. È il record dal 2001, anche (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Sono state 124.845 nel 2007 le utenze sottoposte a intercettazioni. È il record dal 2001, anche se la spesa è diminuita per l'abbassamento dei costi per singola operazione, ridotti a 1.794 euro. Totale: 224 milioni di euro, a fronte dei 308 milioni raggiunti nel 2005, quando le utenze furono 101mila. Persone e costi.

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No censure : De Bortoli sta con i suoi cronisti (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del SOLE 24 ORE "No censure": De Bortoli sta con i suoi cronisti Il disegno di legge governativo sulle intercettazioni "nei fatti rappresenta una censuraall'informazione". Lo scrivono, in una lettera aperta al direttore, i cronisti del Sole 24 ore che seguono la giustizia Giovanni Negri e Donatella Stasio. Si tratta di "un colpo all'informazione" che ha poco a vedere con la privacy e più con "l'ansia di rivincita della politica... e il prezzo lo paga l'opinione pubblica". De Bortoli condivide l'"allarmata analisi" citando i casi Antonveneta e Santa Rita. Aggiungendo che "i giornalisti che sbagliano è giusto paghino (prima i direttori) ma forse il carcere fino a 3 anni per un solo reato è eccessivo". Conclusione del direttore del Sole: "Non avevamo capito che la tolleranza zero, che ci vede d'accordo, contro criminalità e immigrazione clandestina, si applica a cominciare dai cronisti di giudiziaria".

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Cervi: salvare la cronaca no all'impunità (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del SU "IL GIORNALE" Cervi: salvare la cronaca no all'impunità Sul Giornale Mario Cervi, pur sostenendo che una nuova regolamentazione delle intercettazioni e maggiore tutela della privacy fossero necessarie, invita però a "salvare la cronaca". Cervi trova il ddl del governo "in alcune parti errato ed eccessivo". Il rischio è "che i marpioni del malaffareriescano a occultare sotto il nobile mantello dei principi la loro voglia di impunità". Cita i casi della clinica milanese di Santa Rita e le scalate bancarie: "Ha scritto Bechis non su Liberazione ma su Italia Oggi che senza intercettazioni oggi Stefano Ricucci sarebbe lo stimatissimo editore del Corsera e Moggi avrebbe fatto vincere alla Juventus gli ultimi due scudetti". Conclusione: "Posso suggerire al governo un ripensamento? Si intercetti un po' meno, d'accordo. Ma soprattutto non si intercetti la libertà di stampa.

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Quale opposizione? Il Pd discute Ma non si torna al 2001 (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Quale opposizione? Il Pd discute "Ma non si torna al 2001" di Andrea Carugati No, il Pd non ha nessuna voglia di tornare all'antiberlusconismo del 2001. Certamente questa non sarà la strada seguita dal gruppo dirigente che si ritrova attorno a Walter Veltroni. Non basta il rimprovero dell'Economist sul Pd troppo morbido verso il Cavaliere, e neppure il sondaggio di Renato Mannheimer che vede un 41% di elettori democratici bocciare l'opposizione come troppo "remissiva". E non basta neppure l'analisi di Eugenio Scalfari che fotografa una opposizione "fragile" e "sonnolenta" davanti all'incipit di una dittatura berlusconiana. Il Loft non torna indietro, non si lascerà tentare dalle sirene "girotondine". "No al replay del 2001, che ci ha portato a mettere insieme una coalizione inefficace come l'Unione", è il ragionamento che si fa nella cerchia di Veltroni. Dove si sottolinea un altro dato del sondaggio di Mannheimer: per il 53% degli elettori di centrodestra l'opposizione del Pd è "equilibrata". "Significa che i nostri argomenti fanno breccia dall'altra parte: per tornare a vincere non c'è altra strada, prendere a Berlusconi una fetta di voti moderati. Non basta galvanizzare i nostri elettori". Nello staff di Veltroni la convinzione è che "nei contenuti la nostra opposizione è ferma, non c'è nessun provvedimento della maggioranza su cui abbiamo votato a favore. Il punto è comunicare meglio i nostri risultati, come quello su Rete4: e non è facile con questo clima di giubilo che c'è tra i grandi media, giornali e tv, e il governo". Enrico Morando, coordinatore del governo ombra, è esplicito: "Non so se qualcuno ha nostalgie per il 2001, io sono convinto che dobbiamo stare lontano da quel clima come dalla peste. E non vorrei che scivolassimo senza accorgercene verso quel tipo di opposizione 2001-2006, un disastro: non c'era un solo tema su cui l'opposizione parlamentare avesse elaborato una proposta credibile. L'unico collante era dire no e fare ostruzionismo, ma proposte zero, perché non eravamo d'accordo fra di noi". Quanto all'Economist, Morando è netto: "Dire che stiamo facendo un piacere a Berlusconi è una sonora stupidaggine". Più insidioso quel 40% di elettori che giudicano "remissiva" l'opposizione. "È un segnale d'allarme che va colto. Per questo dobbiamo pretendere che le chiacchiere sul dialogo si traducano entro tre mesi in iniziative concrete di riforma, a partire dai regolamenti parlamentari. Altrimenti, se è solo teatro, questo presunto clima di dialogo è dannoso per il Paese e per il Pd". Morando lancia una proposta al centrodestra, che è quasi un ultimatum: "Prima delle ferie bisogna cambiare la legge di contabilità e i regolamenti parlamentari per avere una sessione di bilancio ordinata, senza il caos degli anni scorsi. Sarebbe una dimostrazione che il dialogo serve a qualcosa". Il problema di una opposizione più incisiva non coglie di sorpresa Pierluigi Bersani, che da settimane sprona il suo partito ad alzare i toni in Parlamento e non solo. "Non mi stupisce quel 40% -ragiona Bersani con i suoi - è normale che ci si chieda di fare di più, ma non possiamo tornare al 2001, alle discussioni sul regime. Il punto è costruire il profilo del Pd, poi sarà più facile anche fare l'opposizione". Nicola Latorre, braccio destro di D'Alema, invita a "non cedere all'angoscia dei sondaggi". "Finora abbiamo fatto il nostro dovere, non siamo stati rinunciatari- spiega- ma questo non si percepisce abbastanza anche perché non emerge ancora la nostra idea di futuro". "Contro i provvedimenti deteriori di questo governo, come quelli sull'immigrazione e la militarizzazione delle città- prosegue Latorre- dobbiamo essere durissimi. Ma se e quando si inizierà a discutere di riforme istituzionali è chiaro che non si fanno a colpi di maggioranza". "Ma dico se perché finora - ammette Latorre- ci sono state solo chiacchiere, non c'è nulla sul tavolo". E Rosy Bindi spiega: "Dobbiamo praticare un "antiberlusconismo democratico". Come la Dc praticò l'anticomunismo democratico non alleandosi mai con la destra ma tenendo l'elettorato di destra su posizioni moderate, così il Pd deve praticare un antiberlusconismo democratico sconfiggendo la destra e Berlusconi con politiche riformiste sulla quali far convergere anche la sinistra radicale". E dall'ala sinistra del Pd Vincenzo Vita avverte: "Dobbiamo evitare che passi l'idea di un clima di pacificazione, fare una opposizione netta e intransigente come ha fatto Veltroni sulle intercettazioni. Sui temi sociali, invece, il lavoro che abbiamo da fare è ancora moltissimo".

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La cupola di voti, cemento e rifiuti il maxiprocesso al gotha dei Casalesi (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del DA OGGI CAMERA DI CONSIGLIO DELL'APPELLO La "cupola" di voti, cemento e rifiuti il maxiprocesso al gotha dei Casalesi di Eduardo Di Blasi / Roma Due boss in carcere, Francesco "Sandokan" Schiavone e Francesco Bidognetti ("Cicciotto 'e mezzanotte"), due ancora latitanti, Michele Zagaria e Antonio Iovine, e un potere di prevaricazione che, nell'area che dalla periferia nord di Napoli si allarga verso la provincia di Caserta e il litorale Domizio, non sembra essere mai venuto meno. La camorra del clan dei Casalesi fa ancora paura e lascia ancora morti per strada come negli anni della guerra con i resti della Nco di Cutolo e di quella interna che ne seguì. Fa paura, anche se la magistratura ha da tempo decapitato a suon di sentenze il nuovo gruppo dirigente. La vecchia direzione, come in tutte le storie di camorra che si rispettino, è morta sul campo, durante le faide che tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 hanno portato all'ascesa di Sandokan e Cicciotto 'e mezzanotte. Da Antonio Bardellino, esponente di spicco della nuova famiglia, ucciso a colpi di martello nella sua casa in Brasile dall'inviato Mario Iovine, al suo delfino e nipote Paride Salzillo, fatto fuori negli stessi giorni in un casale campano, a Vincenzo De Falco, che quando fu sepolto nel febbraio del '91, ebbe un funerale con 1500 persone e le serrande dei negozi del paese abbassate in segno di lutto. Allo stesso Iovine, ucciso a Cascais, in Portogallo, nello stesso anno, da chi voleva vendicare la morte di De Falco. Una scia di sangue per l'egemonia di un territorio agricolo che la camorra ha pensato di trasformare nell'avamposto di un nuovo capitalismo di rapina, giocando le proprie fiches su appalti pubblici, cemento, rifiuti ed estorsioni. Oggi inizia la Camera di consiglio che dovrà decidere il secondo grado di quello che è stato il maxiprocesso della camorra casertana. Il processo Spartacus, che nel primo grado, presso la Corte d'assise di Santa Maria Capua Vetere, si concluse con una sentenza di 3200 pagine, 95 condanne per associazione camorristica e 21 ergastoli. Un pezzo della storia criminale d'Italia, messa nero su bianco dalle inchieste della Dda di Napoli (le indagini condotte dal '93 al '98 portano la firma dei pm Federico Cafiero De Raho, Francesco Curcio, Lucio Di Pietro, Francesco Greco, Carlo Visconti, Raffaele Cantone e Raffaello Falcone) e dal giudice Raffaello Magi che materialmente redasse le motivazioni della sentenza depositata nel giugno 2006. Seicentotrenta udienze, seicento testimoni (tra cui 25 collaboratori di giustizia), centinaia di intercettazioni telefoniche e di riscontri fotografano l'attività criminale del gruppo dei Casalesi dalla fine degli anni '80 a decennio successivo. Ma, come spiega lo stesso Magi nell'intervista che fa da prefazione al libro "Questa corte condanna. Spartacus, il processo al clan dei Casalesi", l'organizzazione camorristica "è rappresentata da un intreccio di interessi e di fenomeni che, per quanto è dato comprendere, restano in buona parte immuni alle verifiche giudiziarie. Le organizzazioni si alimentano attraverso la penetrazione nel mercato, sfruttano le maglie dell'imprenditoria spesso bisognosa di protezioni, si pongono come "mediatori del consenso" in occasione delle competizioni elettorali, realizzano gli investimenti che offrono lavoro a soggetti affiliati e non, condizionano spesso le scelte delle piccole amministrazioni locali". La nuova camorra casertana di Antonio Bardellino nasce sull'impronta data ai Nuvoletta di Marano, il clan più vicino a Cosa Nostra. Il clan dei Casalesi conserva la sua provenienza agricola fondandosi sullo sfruttamento e sul controllo del territorio. Operazione che si traduce nell'interramento dei rifiuti pericolosi, nel monopolio del mercato del calcestruzzo e degli inerti (con alcune società che vedevano per azionisti boss dell'aversano), al controllo della commercializzazione di alcuni generi alimentari. I Casalesi si sono inseriti nei grandi appalti della costruzione dell'Alta Velocità ferroviaria tra Roma e Napoli, nella risistemazione del canalone dei Regi Lagni, ma non hanno lasciato un centimetro libero al resto del territorio. Dal monopolio sui servizi funebri nei territori di Parete e Trentola, alla truffa della pesatura delle arance, al controllo dei voti, che, nel 1982 portò all'elezione di Ernesto Bardellino (fratello di Antonio) a sindaco di San Cipriano di Aversa e nel 1992 al record di voti per il candidato del Pli Alfonso Martucci, esponente del Pli eletto in Parlamento.

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Malavenda: Con questo ddl, addio alla cronaca giudiziaria . D'Amati: sarà la Guantanamo per la libertà di stampa (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del GLI AVVOCATI Malavenda: "Con questo ddl, addio alla cronaca giudiziaria". D'Amati: sarà la Guantanamo per la libertà di stampa "La cronaca giudiziaria con il disegno di legge proposto da Alfano non si potrà più fare". L'avvocato Caterina Malavenda è tra i maggiori esperti italiani sul diritto dell'informazione. Assiste da anni il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Panorama, la Rai, Sky. E oggi sottolinea che il disegno di legge del governo Berlusconi modifica di fatto il codice di procedura penale e introduce palesi controsenso: "I giornalisti, se passa così il testo, potranno scrivere che un indagato è stato arrestato, ma non si potrà dire perché è finito in cella". Chi scrive qualcosa facendo riferimento agli atti giudiziari sarà punito con l'arresto da uno a tre anni e con l'ammenda fino a 1.032 euro per ogni articolo pubblicato. "Le due pene, detentiva e pecuniaria - spiega Malavenda - non sono alternative, ma congiunte. Il che significa che il carcere è sempre previsto". Per non parlare dei problemi disciplinari a cui si va incontro, visto che la procura che indaga il cronista per le violazioni previste dal ddl dovrà avvertire l'Ordine dei giornalisti affinché lo sospenda per tre mesi dalla professione. E chi insiste a informare rischia anche di essere licenziato. "L'editore, per non vedere condannata anche la sua impresa, deve dimostrare di aver adottato tutte le precauzioni contro le violazioni della nuova legge". La conclusione dell'avvocato è ironica quanto amara: "Per i giornalisti che non vogliono correre problemi basterà che non diano più notizie e saranno tranquilli". Un altro avvocato esperto di diritto dell'informazione come Domenico D'Amati punta comunque l'attenzione su un altro aspetto del provvedimento: "La magistratura potrebbe sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale perché il disegno di legge sulle intercettazioni limita la sua autonomia. La norma costituzionale che sarebbe violata è l'articolo 112, che prevede l'obbligo per il pm di esercitare l'azione penale. Questa norma verrebbe svuotata se il pm non avesse i mezzi per condurre l'azione penale". Per il presidente del comitato giuridico di Articolo21 se il ddl verrà approvato "Berlusconi avrà il suo caso Guantanamo davanti alla Corte Costituzionale": "Il primo magistrato cui sarà chiesto di condannare alla reclusione un giornalista per aver dato notizia delle malefatte di qualche esponente della casta, emerse da intercettazioni in sede giudiziaria, manderà gli atti alla Consulta perché annulli la nuova legge". Non solo: "Non mancheranno certo di pronunciarsi la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e la Corte di Giustizia dell'Ue. Perché la libertà di stampa è tutelata non solo dalla nostra Costituzione ma anche dai trattati internazionali che l'Italia ha firmato dopo essere uscita dal tunnel del ventennio".

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Minniti: fomentano la paura rischiamo la deriva autoritaria (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Minniti: fomentano la paura rischiamo la deriva autoritaria di Federica Fantozzi / Roma Si va dalle ronde cittadine all'esercito per strada. Onorevole Minniti, lei è ministro ombra dell'Interno: siamo in emergenza? "No, il problema è che questo governo affronta il tema sicurezza, importante e sentito dalla gente, dal versante emotivo. Attraverso una politica di annunci ripetuti e ridondanti pensa di cavalcare un sentimento diffuso, ma commette un grave errore che potrebbe produrre danni radicali". Quali danni? "La paura forse aiuta a vincere le elezioni ma non a governare. Qui si produce emergenza per sostenere risposte di carattere emergenziale. Ma le politiche di sicurezza hanno due grandi nemici: proprio le reazioni emotive ed emergenziali". Quindi, secondo lei, il governo sbaglia tutto? "Sbaglia approccio. L'uso dei militari con funzioni di ordine pubblico non ha precedenti. Neanche ai tempi bui del terrorismo o durante la sfida a Cosa Nostra. Né calza il paragone con i Vespri: allora era un esercito di leva che svolgeva un presidio, ora è un esercito professionale addestrato per compiti più importanti nel mondo". Per i soldati è una diminutio? "La questione è duplice. Da un lato si chiamano le forze armate a un improprio compito di supporto. Mandando un messaggio sbagliato perché chi vede una camionetta in piazza vede un Paese fuori controllo. Si evocano scenari molto più drammatici come il Kosovo, l'Irlanda del Nord di qualche anno fa o Gerusalemme". E dall'altro lato? "Si mette in imbarazzo la polizia, come hanno detto i sindacati. Si mortifica il loro impegno. E mischiare profili professionali diversi può innescare un gigantesco corto circuito". Lega e An sostengono che la gente invoca sicurezza senza se e senza ma. "È fuori dal mondo basare questi temi sui sondaggi. Con un'operazione d'immagine a rischio di eterogenesi dei fini perché emerge il volto di un'Italia in difficoltà. Di fondo vedo un'idea che torna a galla: l'approccio alla sicurezza con una forte curvatura militare. Quando il Carroccio voleva controllare le coste con le navi militari, fu impedito dalle convenzioni internazionali". Eppure, da Cacciari a Zanonato, l'idea ai sindaci del Pd non dispiace. E all'Elba le spiagge sono off limits per i vu cumprà. "Bisogna distinguere tra il contrasto alle merci contraffatte, dove è forte il ruolo della criminalità organizzata e su cui anche il Pd si è misurato, e il salto di qualità che si innesca con l'uso dei militari. Sono situazioni diverse". Le ronde servono? "Dimostrano la schizofrenia di una maggioranza che oscilla come la pallina del flipper: dai paracadutisti in città al fai-da-te del privato che si organizza. È un'enorme contraddizione. Così si acuiscono le paure, non si rendono più sicuri i cittadini". Scalfari denuncia la militarizzazione della vita civile, la voglia di giornalismo servile, lo svuotamento costituzionale. È l'"incipit di una dittatura"? "Ci sono segnali non tranquillizzanti. Si rischia uno slittamento progressivo verso derive autoritarie. Serve prudenza. gli allarmi devono essere proprzionati alla realtà dei fatti". Un sondaggio mostra che questa opposizione non piace al 40% dei suoi elettori. State sbagliando qualcosa? Siete troppo gentili? "Quella dell'opposizione too fair è più una vulgata che realtà. Noi siamo stati fermi e netti contro il reato di clandestinità, contro i limiti alle intercettazioni, sul caso Rete4. Il punto è che dopo 40 giorni la maggioranza si scopre contraddittoria, chiudendosi a riccio appena trova un compromesso. Non hanno voluto inserire nel decreto i nostri emendamenti contro la violenza sulle donne perché temono di riaprire un accordo fragilissimo". La disciplina sulle intercettazioni va bene così come è? "Bisogna essere rigorosi sulla tutela della privacy. Ma non convince, nella proposta del governo, il voler mettere questo sacrosanto argomento in relazione con la libertà delle indagini. Torna la schizofrenia: da un lato c'è il totem della sicurezza, dall'altro si rende inefficace uno dei principali strumenti delle inchieste".

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Stretta intercettazioni: bloccano le inchieste altro che tutela della privacy. Debole la nostra opposizione? Una vulgata (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Stretta intercettazioni: bloccano le inchieste altro che tutela della privacy. Debole la nostra opposizione? Una vulgata.

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Bocca: Berlusconi elimina ciò che gli dà noia Non c'è il fascismo, ma la logica è la stessa (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del IL COLLOQUIO Bocca: "Berlusconi elimina ciò che gli dà noia Non c'è il fascismo, ma la logica è la stessa" di Sandra Amurri / Roma La Federazione europea dei giornalisti ha redatto un documento di condanna del ddl sulle intercettazioni esortando il Parlamento a non tramutarlo in legge. Giovanni Sartori di fronte al pericolo del non poter più raccontare niente ha sentito il dovere di mettere in guardia i cittadini dai "dittatori democratici". Marco Travaglio dalle pagine de l'Unità ha annunciato che farà disobbedienza civile contro una legge "illiberale e liberticida" lanciando l'appello "Arrestateci tutti". Ora arriva forte come una roccia la voce di uno dei padri del giornalismo italiano, Giorgio Bocca: "Si continua a dibattere se c'è o no un ritorno al fascismo. Così come è stato, certamente non è possibile per una semplice situazione storica ma il ritorno ad un autoritarismo è già in atto". Sono trascorse da poche le 16 di domenica quando Giorgio Bocca dalla sua casa milanese pronuncia queste parole che gelano. Tentare di ammorbidire la durezza delle convinzioni facendogli notare che non tutto è perduto di fronte al pericolo che impedirà di fatto ai giornalisti di rispondere al loro dovere primario, quello di informare i cittadini anche sui processi in corso, si rivela inutile: "Questa legge è la conseguenza del modo di Berlusconi di pensare la politica. Così come ha fatto leggi personali ora fa intercettazioni personali. Ciò che gli dà noia lo elimina, lo modifica, lo stravolge". Proviamo a ricordargli che la corruzione è stato inserita tra i reati per i quali si potrà ancora utilizzare le intercettazioni, che la legge non avrà effetto retroattivo e, dunque, non potrà servire a cestinare le intercettazioni già disposte, comprese quelle che lo riguardano, ma Bocca non si lascia incantare dal serpente: "Non ho una cultura giuridica, non sono in grado di capire, di cogliere le distinzioni. Il presidente Napolitano parla, lui ascolta e cambia, la Lega punta i piedi, lui concede e questa è la prova che Berlusconi è un abile manovratore. Conosco molto bene l'uomo e so che tutto quello che fa lo fa per interesse personale. Lui sa che chi esercita il potere decide ciò che i cittadini devono sapere e credere. Non dimentichiamoci che l'Italia ha accettato che Andreotti non fosse stato amico dei mafiosi, esattamente come si voleva. Lui ha capito che la querela con risarcimento danni, non era un'arma punitiva efficace, allora ha pensato che bisognasse intimidire i giornalisti con la prigione. Così nessuno saprà che tacciono". Il silenzio dura qualche secondo, quasi a riprendere fiato poi Bocca con rabbia e tono di sfida dice: "Sto riabilitando Mussolini, almeno lui i giornalisti li pagava molto, guadagnavano più dei generali, adesso i loro stipendi fanno ridere. L'arma del potere è la corruzione. Non c'è il fascismo ma la logica è la stessa". Autoritarismo senza via d'uscita, dunque. È l'amara conclusione? "Siamo nella mani di Dio!", esclama Bocca. Come dire che le mani degli uomini sono inermi, rassegnate, impotenti e le loro coscienze ormai prive della capacità di indignarsi, di ribellarsi ai "dittatori democratici" come li definisce Sartori.

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Segue dalla Prima E cco che cosa è accaduto: militarizzazione del territorio per ra (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Segue dalla Prima E cco che cosa è accaduto: militarizzazione del territorio "per ragioni strategiche"; uso dei soldati per il pattugliamento delle aree urbane; divieto quasi assoluto delle intercettazioni telefoniche nelle indagini, con limiti scandalosi e risibili (interrompere dopo tre mesi, non poterle utilizzare se si accerta un nuovo reato!) per le poche intercettazioni possibili; impunità (ancora non si sa per che cosa) al primo ministro garantita dal ritorno del vergognoso "lodo Schifani". Torna il passato e torna al peggio. Rivediamolo. *** Un giorno dell'anno 2002, il secondo anno di direzione de l'Unità rinata e rifondata (non più di partito, non più vincolata ad alcuna ortodossia, ispirata alle battaglie "liberal" della stampa anglosassone, pragmatica e intransigente) direttore e il condirettore di questo nuovo corso (ovvero Antonio Padellaro e io) si sono presentati a una assemblea di senatori Ds per spiegare perché nel descrivere le imprese del governo Berlusconi di allora, fondato su una serie di "leggi vergogna", di "leggi ad personam" e di progetti di svuotamento o annullamento della seconda parte della Costituzione (in modo da colpire, sterilizzandoli, i principi democratici fondanti della prima parte della Costituzione, da cui nasce la nostra libertà) perché l'Unità usasse ripetutamente e con piena convinzione la parola "regime". L'accusa era di estremismo. Ma uno strano estremismo. Non eravamo colpevoli di squilibri e tensioni ideologiche. Il nostro singolare e mal tollerato estremismo non si misurava sulla causa dei lavoratori ma sulle accuse al primo ministro. Dicevamo che godeva della speciale potenza, di una ricchezza immensa e che usava liberamente, impunito, i vantaggi di un gigantesco conflitto di interessi che gli consentiva di governare insieme il pubblico e il privato e di bloccare le informazioni, stava dando segni sempre più chiari di tracimare ogni argine, passare ogni limite, e piegare norme e leggi, anche europee, ai suoi interessi privati. Già allora l'operare politico di Berlusconi era come una bomba a grappolo. Ogni nuovo colpo assestato ai codici italiani portava immediate conseguenze private per il legislatore-beneficiario, un serie di distorsioni e anomalie estranee all'Europa nel sistema giuridico e una catena di conseguenze di fatto su soggetti estranei, come il blocco o l'impossibilità di decine di altri processi o la cancellazione di fatto di altre azioni penali. Ma l'accusa è rimasta, come se si fosse trattato di un ossessione privata e personale. La frase tipica era: dire "regime" è una sciocchezza. Un governo può essere più o meno buono ma la nostra democrazia è intatta". Non era intatta. E ci è voluto un referendum popolare per cancellare le gravi ferite arrecate alla costituzione. Una legge elettorale clamorosamente antidemocratica è ancora in vigore, e sono rimaste intatte tutte le leggi vergogna e ad personam che hanna reso ridicola o brutta l'immagine italiana nel mondo democratico ai tempi del primo Berlusconi. *** Ed eccoci arrivati alla nuova prova mortale a cui è sottoposta adesso la democrazia italiana. In nome di un dialogo che - ormai deve essere evidente ed è certo chiaro ai milioni di cittadini che hanno votato Pd - sarà impossibile, la opposizione continua a esprimersi con i toni garbati e rispettosi della normale vita democratica. Quei toni, quanto alle civilissime intenzioni che esprimono, fanno onore a chi le usa. O meglio, facevano onore a chi voleva ostinarsi a credere nella normalità, forse in base al sempre atteso ma raro miracolo della fede che muove le montagne. Ma niente è normale nella situazione italiana che stiamo vivendo. Tutta l'energia, la bravura tecnica e la forza politica che ci servirebbe in un mondo attanagliato da una crisi gravissima, per proteggere i cittadini dai danni più gravi, collaborare fra noi e collaborare col mondo, vengono dirottati in alcune ossessioni che riguardano esclusivamente interessi personali o politici di alcune persone in Italia. È un delitto contro il Paese, spinto dentro strade senza sbocco, tenuto stretto in una morsa di paura insensata. La militarizzazione del territorio serve per coprire l'incapacità di risolvere il problema dei rifiuti al modo facile e immediato che era stato sbandierato in campagna elettorale. Berlusconi, incapace di capire e di risolvere la questione, ricorre all'occupazione militare. L'invio di reparti militari armati nelle strade delle grandi città esalta la paura, inventa una emergenza, rende unica l'Italia in Europa (e certo i fucili spianati di soldati non addestrati all'ordine pubblico non è un invito al turismo) e - se ci fossero i problemi che, per fortuna non ci sono - aggraverebbe i rischi di incidenti. Comunque, farà sparire provvisoriamente i criminali, che sanno come riorganizzarsi, e lascerà gli immigrati isolati e spaventati a fare da esca per le ronde militari. Bisognerà pure arrestare qualcuno. Quanto alle intercettazioni vietate, esse stanno già raccogliendo l'opposizione netta di tutta l'Europa libera, giornalisti, giuristi, difensori dei diritti civili. È bene annunciare per tempo, anche in Italia, la disobbedienza civile per evitare di farsi complici di un progetto estraneo al diritto, alla Costituzione, ai codici europei e italiani, e al buon senso. Perché è impensabile che un governo voglia fare sua la battaglia per creare uno scudo salva- malfattori. Ma se questo è lo scopo, dovrà avere tutta l'opposizione che merita. Speriamo che il Partito Democratico si renda conto che questa è la sua battaglia, pena la caduta in un vuoto senza storia.

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Intercettazioni, gli italiani non sono stupidi... Cara Unità, solo chi ha qualcosa da (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Stai consultando l'edizione del Intercettazioni, gli italiani non sono stupidi... Cara Unità, solo chi ha qualcosa da nascondere ha paura della luce del sole ed approfitta del suo "temporaneo potere" per imporre i suoi voleri a discapito della giustizia e a favore dei propri interessi privati. I nostri attuali governanti abbiano almeno la compiacenza di non dichiarare che la loro legge contro le intercettazioni favorirà la giustizia in nome di tutti gli italiani; solo gli stupidi e gli idioti non capiscono le loro mire (es. chiudere la bocca ai magistrati e ai giornalisti) e moltissimi italiani non sono né stupidi né idioti. Sono solo onesti. Marta Proni, Bologna Soldati nelle strade Il Parlamento dica no Cara,Unità, per capire perché alcuni si muovono in un certo modo bisogna conoscere la loro storia passata. Ci allarma l'impiego dell'esercito in servizio di ordine pubblico, ma chi ha qualche anno sulle spalle ricorderà quando all'indomani del colpo di stato in Cile,11/9/1973, Ignazio La Russa espresse in tv, a nome del Msi l'appoggio a Pinochet e ai militari golpisti. Quindi niente di nuovo da questo personaggio che solo in un Paese senza memoria come L'Italia ha potuto arrivare a fare il ministro senza nessun moto di indignazione. Questa è una destra pericolosa, non la destra europea conservatrice, questa destra fascista, mi auguro che l'opposizione si batta in Parlamento contro questo pericolo di imbavagliare (intercettazioni) e militarizzare il Paese. Maurizio Carelli Arrestate anche noi lettori Caro Direttore, nel ringraziare Marco Travaglio e tutti voi dell'Unità per la coraggiosa battaglia contro l'infame legge "sulle intercettazioni", propongo al governo di estendere le ipotesi di arresto ad una categoria attualmente non contemplata, ma pericolosissima: i lettori. In applicazione dello spirito della legge, andrebbero infatti arrestati anche quelli che si ostinano a cercare notizie su giornali e internet, che affollano le presentazioni dei libri del suddetto Travaglio e di altri giornalisti, finendo col farsi veicolo loro stessi, nelle conversazioni in famiglia o con gli amici, delle copiose informazioni di cui vengono a conoscenza. Tutte, non c'è nemmeno bisogno di dirlo, coperte da segreto. E poi, diciamola tutta, non vorremmo proprio separarci dalle nostre fonti di informazione, che per un cittadino degno di tal nome valgono quanto il pane quotidiano. Avremmo sicuramente più notizie da un Travaglio in carcere che da tanti barboncini e maggiordomi spensieratamente accomodati alla direzione dei Tg. Alberto Antonetti, Roma Niente leggi per i cittadini ma solo per i suoi interessi Cara Unità, dopo tangentopoli, ci si aspettava dalla classe politica che aveva vinto le elezioni, con grande fragore propagandistico, leggi che tutelassero il cittadino, dai reati della corruzione, falso in bilancio, bancarotta, ecc., (al di là del mio scetticismo). Ci si è trovati smarriti ad assistere acrobazie vergognose per far credere allo sprovveduto cittadino che i magistrati e i giornalisti onesti e coraggiosi erano-siano una categoria malata di protegonismo becero che si accanisce a perseguitare indagati "innocenti", (la parte degli scemi, l'ha dobbiamo fare noi), laici miscredenti,comunisti! L'esasperazione di chi si scandalizza viene stupidamente definita "antiberlusconismo", fosse anche pinco pallino, ci sarebbe la stessa riprovazione, le leggi sono state fatte su misura per i tangentari i corrotti, ecc. Non ancora soddisfatti, si persevera diabolicamente mancava alle leggi vergogna la legge sulle intercettazioni! Il solerte Ghedini sta preparandoi la pozione i giornalisti, e i magistrati in galera al posto degli indagati! E quale scusa migliore se non la tutela della privacy! Dall'attuale legge elettorale che non permette al cittadino di scegliere preferenze, e dal metro di misura del cavaliere che definisce DIo lo perdoni, Mangano "un eroe" , non vorrei che troppi eroi entrassero in parlamento! Rosalba Cosenza Morti sul lavoro, servono anche formazione e incentivi Cara Unità, per i morti sul lavoro un minuto di silenzio è a parer mio il minimo che possiamo fare oltre a una "autorobinhoodtax" stavolta vera, cioè tutti noi che abbiamo la fortuna di percepire uno stipendio autotassarci di pochi spiccioli a testa e cosi facendo aiutare le famiglie a cui il lavoro ha tolto i loro cari. Però rimane il problema principale che non si risolve solo con le multe, chi manda al macello i suoi dipendenti ha gia messo in conto anche quelle e non si risolve neanche tartassando tutti gli imprenditori a tappeto, ciò serve solo ad aumentare il costo del prodotto. Non mi stancherò mai di ripeterlo: ci vuole formazione, informazione e incentivi. Per gli uni e gli altri. Rudi Toselli Fascismo magari no Ma poco ci manca Cara Unità, al tempo del fascismo metà dei miei parenti era col fascismo, l'altra metà era in parte scappata oppure resisteva con immensi sacrifici e umiliazioni. Il nonno, subiva lavande e percosse ma resisteva con la forza e l'esempio di onestà e correttezza , tanto che il suo datore di lavoro (persona molto influente) si interpose perché egli potesse continuare a lavorare da lui anche senza la tessera del partito fascista. Le piazze colme elogiavano il duce, la parola "VIncere" la trovavi stampata sui muri ad ogni angolo di strada. Come fu possibile che tutte le persone "visibili" fossero col fascismo? Quando il duce fu appeso a testa in giù a piazzale Loreto a Milano, la folla che gioiva sputando sul corpo inerme era la stessa che acclamava il duce stesso qualche anno prima. Come fu possibile? Oggi assistiamo ad un fenomeno simile a quello in uso al tempo del fascismo, i miei parenti, della nuova generazione, una volta erano decisi sostenitori dei problemi sociali della sinistra, ora, più della metà, se ne fregano ed elogiano le iniziative di Lega e Cdl. L'altra metà resiste, ma spesso accade che anche in questa metà si avverta una deriva populista. In particolare capita spesso quando la televisione batte e ribatte alcuni temi sociali. i rom. i clandestini. le prostitute. Essi sono d'accordo su tutto quanto la tv va drammatizzando. Come è possibile? Mi sembra di vedere la scritta "Vincere" sui muri agli angoli delle strade durante l'era fascista. Allora, quella parola sui muri, declinò il consenso verso la guerra. Ora, il batti e ribatti della televisione declina il consenso verso un nuovo corso populista, che non si vuole far credere fascista, ma che di fascista ha tutto. Mario Ferrari, Venezia.

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L'invio di reparti militari armati nelle strade delle grandi città rende unica l'Italia in Europa. Le intercettazioni vietate stanno già raccogliendo l'opposizione netta di tutta l (sezione: Intercettazioni)

( da "Unita, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

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Emendamento salva-premier preoccupazione al quirinale - (segue dalla prima pagina) liana milella (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Emendamento salva-premier preoccupazione al Quirinale Una norma può bloccare la sentenza sul caso Mills Dopo lo stop ai procedimenti, si pensa a una legge per riproporre il lodo Schifani Mancino boccia i provvedimenti: "è necessaria una legge costituzionale" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) LIANA MILELLA L'obiettivo è bloccare la sentenza del processo Mills dov'è imputato di corruzione in atti giudiziari. La strategia prevede due tempi: subito (oggi) un emendamento al decreto sicurezza, l'unico contenitore disponibile che gli può garantire la rapidità necessaria, per bloccare tutti i processi che "non destino grave allarme sociale" per i reati commessi fino al 2001 (come il suo). A seguire un disegno di legge per riproporre, con legge ordinaria, il lodo Schifani, inchieste congelate per le più alte cariche dello Stato. Mancino boccia entrambi i progetti. Del secondo dice: "Ci vuole una legge costituzionale". E delle priorità ai giudici per mandare avanti i dibattimenti per reati gravi e gravissimi: "Non sono mai stato di questo avviso perché scalfisce e attenua l'obbligatorietà dell'azione penale". Saggi consigli, rischi di conflitto istituzionale, sconvolgimento dei processi in un'intera nazione, rottura con l'opposizione. Ma il Cavaliere mette in gioco tutto pur di evitare un'ipotetica condanna che, a parole, il suo avvocato Niccolò Ghedini continua ad escludere dal novero delle possibilità. E tuttavia, da una settimana, si lavora in modo febbrile per infilare nel decreto sicurezza la norma che proprio Ghedini aveva proposto sin da quando il governo ha cominciato a lavorare sul pacchetto. Un articolo che suona così: "Nella trattazione dei procedimenti penali e nella fissazione delle udienze è data precedenza ai processi con imputati detenuti e a quelli che abbiano messo in pericolo la sicurezza pubblica o che abbiano comportato grave allarme sociale". Un diktat alle toghe. Simile a quello che il Csm fece negli anni Settanta per i processi di terrorismo. O come la circolare del procuratore Maddalena per i reati indultati. Mandare avanti i reati gravissimi, mafia e terrorismo, e quelli gravi, furti, rapine, violenze di ogni tipo. Tutto per rispondere all'allarme sicurezza, "come vuole la gente" insiste il Cavaliere. Reati commessi fino al 2001 (giusto come il suo), e quindi a rischio prescrizione, ma con la garanzia che la stessa prescrizione sia sospesa per legge. Restano fuori tutti i delitti dei colletti bianchi, e tra questi ovviamente anche la corruzione giudiziaria del presidente Berlusconi. Nelle riunioni per definire il ddl sulle intercettazioni si parla anche di questo. Ne discutono tecnicamente Ghedini, il Guardasigilli Angelino Alfano, il ministro dell'Interno Bobo Maroni, l'aennina Giulia Bongiorno. Berlusconi insiste, vuole subito la sospensione e poi il lodo. Giovedì ne parla a pranzo con Bossi e Maroni. Propone che l'emendamento, assieme a quello sull'esercito, venga licenziato nel consiglio del giorno dopo. Una proposta del ministro della Giustizia, di per sé molto impegnativa. Ma ci si ferma su due perplessità non di poco conto. Una politica, se sia opportuno che proprio il governo faccia un simile passo, destinato a sollevare un vespaio. Una di contenuto: basta solo un'indirizzo di priorità alle toghe che lascia loro la discrezionalità di scegliere quali processi anticipare o è necessario bloccare comunque quelli non urgenti (corruzione e altri, leggi Berlusconi) per un anno? Lega e An sono molto perplessi sulla seconda via. Tutto si ferma. Alfano annuncia solo, a consiglio finito, che presenterà un emendamento per dare "la corsia preferenziale ai processi per gli infortuni sul lavoro". Stop. Poi un contentino ai giudici, anche i giovani uditori potranno fare i pm e i giudici nelle terre di frontiera. Ieri hanno deciso. Non sarà il governo a presentare l'emendamento, ma un esponente del Pdl. Il nome più accreditato è quello di Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali e relatore del dl sicurezza. Ma potrebbe prevalere l'idea di affidarsi a un peones che, come avvenne per Melchiorre Cirami quando nel 2002 presentò la legge sul legittimo sospetto, alla fine darebbe il nome all'ennesima norma salva Berlusconi. Che, se gli indirizzi dell'ultim'ora di ieri saranno confermati, dovrebbe contenere sia l'indicazione delle priorità per i processi che la sospensione per un anno. Che potrebbe anche essere reiterata per altri 12 mesi. Berlusconi, del resto, ha poco tempo. Il processo Mills è agli sgoccioli. E l'accelerazione imposta dai giudici della decima sezione del tribunale di Milano lo preoccupa. Venerdì è saltata una trasferta a Lugano perché un testimone della difesa, il banchiere Paolo Del Bue, ha presentato un certificato medico. Ma le udienze che mancano sono poche e, salvo ostacoli, la sentenza potrebbe arrivare prima delle vacanze. La sospensione dei processi serve come il pane. Poi ci sarà tutto il tempo per approvare un nuovo lodo Schifani.

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L'allarme dei giornalisti stranieri "assurdo il silenzio fino ai processi" - alberto mattone (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

I corrispondenti: diminuirà il controllo sul potere L'allarme dei giornalisti stranieri "Assurdo il silenzio fino ai processi" "Si potrebbe anche condividere una riforma se l'Italia fosse normale" ALBERTO MATTONE ROMA - Un colpo al potere di controllo dei giornali e un freno alle indagini dei magistrati. Continuano le polemiche sulla nuova legge che limita le intercettazioni e, così, il disegno di legge del governo finisce sotto attacco anche da parte degli addetti ai lavori dei media stranieri che si occupano di cose italiane. "Pensate cosa sarebbe stata Calciopoli senza i dialoghi telefonici pubblicati sui quotidiani - ragiona Brigitte Schoenau, corrispondente da Roma del quotidiano tedesco Die Zeit - quello scandalo neanche sarebbe venuto alla luce: dopo due anni il processo deve ancora cominciare". In Italia si è aperta una vera e propria questione democratica, azzardano molti giornalisti stranieri. Che pure non lesinano critiche a chi pubblica indiscriminatamente intercettazioni su indagini e dialoghi privati. Insomma, ragionano, sarebbe giusto regolamentare la materia se il nostro fosse un paese normale. "Ma così non è", dicono all'unisono i corrispondenti esteri. E allora anche il divieto di pubblicare notizie sui procedimenti penali fino al termine dell'udienza preliminare suscita più di un sospetto. "Il problema - spiega ancora Schoenau - è che la giustizia è lenta e non funziona. Così i giornalisti si prendono un ruolo politico che serve almeno a sollevare il dibattito sugli scandali di casa vostra. Se non potranno più farlo - aggiunge la corrispondente di Die Zeit - ci sarà meno controllo sul potere politico". Certo, Marcelle Padovani ritiene che si sia esagerato con la pubblicazione delle intercettazioni. "Ma - ragiona l'inviata in Italia del Nouvelle Observateur - questa legge rappresenta un bavaglio per i pm. La minaccia del carcere li paralizzerà". Secondo Eric Joszef, la Giustizia italiana è lenta. "Non si può aspettare la fine dell'udienza preliminare - dice il corrispondente di Liberation - per parlare di un caso giudiziario". "Anche se - aggiunge - la pubblicazione delle intercettazioni ha sempre stupito noi francesi. Da noi il segreto istruttorio è quasi inviolabile, e la mancanza di un'autoregolamentazione da parte dei giornalisti ha dato ai politici l'alibi per mettere il bavaglio ai media". Molto più grave, per il cronista di Libè, "limitare il lavoro dei giudici mettendo dei paletti alle intercettazioni". Parole, queste, in sintonia col pensiero di Paul Bompard. "I magistrati devono poter indagare in libertà", spiega il giornalista di Times che, invece, approva il giro di vite sulla pubblicazione delle intercettazioni: "Punire questo reato con il carcere sarebbe un bel deterrente anche per loro".

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"riflettiamo sui ragazzi immigrati per loro l'attuale processo è inutile" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)

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Pagina V - Torino Le alternative I dati L'ex presidente del Tribunale De Marco è favorevole ad una revisione del codice di procedura "Riflettiamo sui ragazzi immigrati per loro l'attuale processo è inutile" Vanno pensate misure diverse da quelle dell'arresto domiciliare o della comunità Da noi i tassi di reati tra gli under 18 sono fra i più bassi d'Europa "I ragazzi delinquenti non si educano chiudendoli in carcere e buttando via la chiave. Qualche giorno di cella, in taluni casi, può servire per stimolare la presa di coscienza e la consapevolezza di quello che si è fatto. Ma subito deve partire la rieducazione. La società deve includere e non escludere i minori che delinquono". La dottoressa Giulia De Marco fino al 2006 è stata presidente del tribunale per i minorenni di Torino. E continua ad occuparsi dei più giovani, anche ora che è in pensione. Dottoressa, c'è un allarme criminalità minorile? A Torino ci sono particolari motivi di preoccupazione? "In realtà i tassi di criminalità minorile sono tra i più bassi in Europa. Periodicamente succede che un fatto particolarmente grave susciti attenzione e emozione, venga amplificato. Colpisce che un minorenne possa commettere reati e reati particolarmente gravi. L'allarme, che periodicamente ritorna, non è basato sui dati". Dopo il massacro di Novi Ligure, febbraio 2001, in Piemonte ci sono stati altri casi di delitti commessi da under 21? "No, non mi risultano altri minori assassini. In città e nel resto della regione gli under 18 entrano a contatto con il sistema carcerario e con i servizi soprattutto per furti, spaccio e rapine. Le ragazze sono quasi tutte romene prese per reati contro il patrimonio. I casi di omicidio sono datati". Il codice di procedura minorile sta per compiere vent'anni. è obsoleto, come qualcuno adesso torna a dire? è superato? Vanno rispolverati i contestati progetti di riforma varati dal precedente governo Berlusconi? "Nel 1988, quando è stato approvato, il dpr è stato innovativo. è il primo codice di procedura minorile che l'Italia ha avuto. Ha introdotto istituti importantissimi, come l'irrilevanza del fatto, la messa in prova, la costruzione di percorsi alternativi. Ha previsto, e prevede, il coinvolgimento dei servizi e la presenza attiva dei genitori. Non è superato. Ma non rispecchia tutte le esigenze attuali. Per questo andrebbe riformato. Non per altro. Quando è stato introdotto, non si era previsto l'aumento dell'immigrazione poi avvenuto. Funzionano per gli italiani, le norme. Per gli stranieri no. Per loro si parla di "processo parallelo", perché per loro parti fondamentali non sono applicabili. Penso, ad esempio, alla permanenza in casa come misura cautelare. Una abitazione molti di loro non la hanno, una famiglia presente neppure". Però questi giovanissimi migranti vengono ipercolpevolizzati e trattati come "piccoli criminali adulti". O no? "Purtroppo i minorenni immigrati senza appoggi diventano "visibili" solo quando commettono un reato. è difficile, se non impossibile, intercettarli prima. Si dovrebbe invece cercare di farlo". (l. pl.).

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Cpt, l'arci con la regione "niente centri in liguria" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)

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Pagina III - Genova Il segretario regionale Walter Massa: "Basta criminalizzazioni, no ai nuovi lager" Cpt, l'Arci con la Regione "Niente centri in Liguria" "Più le norme sanno favorire gli ingressi regolari, meno bisogno c'è di strumenti come questo" Non c'è bisogno di Cpt in Liguria, non c'è bisogno di soldati per le strade, ha perfettamente ragione l'assessore regionale Vesco a dire un "no secco" al progetto. Walter Massa, segretario regionale dell'Arci, è molto preoccupato e definisce "nuovi lager" i Cpt. "Il ragionamento credo non possa non iniziare delle raccomandazioni della Commissione De Mistura - dal nome del diplomatico che l'ha presieduta e di cui ha fatto parte anche l'Arci Nazionale - istituita dal precedente Governo per verificare lo stato e l'utilità dei Cpt. Dice la commissione: "Un progressivo svuotamento e quindi superamento dei Cpt necessita di un sistema completamente nuovo che, oltre al contrasto all'immigrazione irregolare, preveda una pluralità di modalità di ingresso e un potenziamento dei sistemi di tutela e presa in carico per tutte le categorie vulnerabili. Più la normativa è in grado di favorire gli ingressi regolari più queste strutture potrebbero non essere necessarie". Le parole "concilianti" del nuovo capo del Governo cercano di nascondere un'Italia sempre più blindata, con l'esercito nelle strade e la repressione nei confronti di chi manifesta per il diritto alla salute, la violenza incivile e razzista perpetrata contro i "diversi" nel più assoluto silenzio istituzionale, le nuove norme sulle intercettazioni che ledono il ruolo della Magistratura e quello dell'informazione, non sempre impeccabile, ma comunque fondamentale". Adesso, nella ipotesi del governo, c'è l'apertura di nuovi Cpt in regioni come la Liguria. C'è un silenzio imbarazzante, anche a sinistra, su questa proposta. "Il governo di centro destra propone il raddoppio di quelli che da tempo noi chiamiamo "nuovi lager", imponendoli anche a regioni come la nostra che non ne hanno alcuna necessità se guardiamo ai recenti dati sui reati commessi. Tutto ciò in piena coerenza con il tentativo ignobile di criminalizzare ulteriormente chi entra nel nostro paese illegalmente con l'aggiunta del passaggio da 2 a 18 mesi di detenzione nei Cpt. Ma non è vero che tutti stiano zitti. Ad esempio noi dell'Arci siamo completamente d'accordo con la ferma e chiara presa di posizione dell'assessore regionale Enrico Vesco e sosterremo con impegno tutte le iniziative che verranno prese contro questa ulteriore barbarie".

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L'INTERVENTO (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 24 del 2008-06-16 pagina 43 L'INTERVENTO di Geronimo H a ragione Giulio Tremonti quando evoca l'impoverimento del ceto medio come possibile fonte di nuovi fascismi. In Italia come in Europa. Non v'è alcun dubbio che per quanto ci riguarda nessuno più si affaccerà a Palazzo Venezia. Ciò non toglie, però, che quell'impoverimento citato da Tremonti, unito a un profondo senso di insicurezza per il presente e per il futuro, per la propria persona e per i propri beni formi una miscela capace di alimentare una richiesta di strumenti eccezionali ed inusuali per una moderna democrazia. Non saranno nuovi fascismi, come giustamente hanno detto alcuni storici, ma certamente stanno sorgendo nuovi e più sofisticati autoritarismi. E se, come accaduto in Italia, negli ultimi anni, a tutto ciò si aggiungono gli effetti nefasti di eccessi di colpe e di omissioni, quella miscela diventa una bomba a orologeria. Tonnellate di rifiuti che marciscono nelle strade di Napoli, milioni di italiani che vengono intercettati con risultati penali modesti, ma sufficienti a calare sulla società una cappa di oppressione, le periferie delle grandi città diventate terra di nessuno dove la vita si perde per un nonnulla sono solo alcuni di quegli eccessi tollerati da quindici anni a questa parte e che stanno determinando un pericoloso effetto di rimbalzo. È comprensibile, infatti, una limitazione e un controllo delle intercettazioni telefoniche rispetto agli eccessi del passato. Il disegno di legge presentato però poco o nulla farà in questa direzione, se non intimidire in maniera pesante l'intera stampa italiana. Le intercettazioni, infatti, continueranno tutte sotto il titolo di quei reati per i quali sono ammesse, salvo, poi, derubricare l'accusa o archiviare, mentre una condotta più responsabile della stampa potrebbe essere evocata in maniera più propria e senza quelle intimidazioni il cui significato va ben oltre la questione specifica. E che senso ha, per rispondere ai nuovi bisogni della sicurezza, decidere l'uso dei militari in accoppiata con le forze dell'ordine per controllare il territorio delle grandi città? Non era più utile e più saggio reclutare altri 5mila tra carabinieri e poliziotti e lasciare ai propri compiti i 2500 militari da impegnare in ronde da dopoguerra? Anche qui l'uso dei militari finisce per dare un messaggio di forza più generale che rappresenta una drammatica anomalia e un precedente pericoloso. E se poi a questi esempi aggiungiamo un'altra anomalia, quella dei deputati e senatori non più eletti, ma solo nominati dai segretari politici e quella della mutevole soglia di accesso al Parlamento in base a discrezionali decisioni politiche sull'apparentamento (il movimento di Lombardo entra alla Camera per l'1,1% e la Sinistra radicale ne resta fuori con il 3,5%), il quadro che ne viene fuori è inquietante. Militari come poliziotti, intimidazioni alla stampa, Parlamento nazionale, e forse anche quello europeo, nominato da pochi leader di partiti a scarsa democrazia interna sono più che semplici segnali. C'è, insomma, una questione democratica che non può più essere ignorata e per la quale v'è una comune responsabilità di tutte le maggiori forze politiche che può scivolare in una devastante complicità se si dovesse far strada e consolidare l'idea che democrazia e governabilità non siano tra loro compatibili. La nostra prudenza è massima, naturalmente, così come, però, è massimo l'allarme. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Un pieno di cybercrime (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IL DOSSIER DEL LUNEDI data: 2008-06-16 - pag: 46 autore: Nuove tecnologie. La Convenzione di Budapest ha aggiunto undici fattispecie Un pieno di cybercrime Con la legge 48/08 si è ratificata la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica, sottoscritta a Budapest nel 2001.Normativa che prevede l'introduzione della responsabilità per enti, società e associazioni anche prive di personalità giuridica per undici nuove fattispecie incriminatrici. Prima dell'entrata in vigore di tale provvedimento la parte speciale del Dlgs 231/01 prevedeva, in materia informatica, la responsabilità del soggetto collettivo esclusivamente per il delitto di frode (articolo 640-ter del Codice penale). In particolare si prevede la punibilità diretta dell'ente per una serie di condotte, realizzate nel suo interesse o vantaggio dal soggetto qualificato, relative a titolo esemplificativo all'accesso abusivoad un sistema informatico o telematico (articolo 615-ter), alla detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici (articolo 615-quater), alla diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico (articolo 615-quinques), all'installazione di apparecchiature atte a intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (articolo 617-quater), al danneggiamento di sistemi informatici o telematici ( articolo 635-quater). Rilevante è l'introduzione del delitto di frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica (articolo 640-quinques del Codice penale) che si realizza quando il soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica, al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto ovvero di arrecare ad altri danno, viola gli obblighi previsti dalla legge per il rilascio di un certificato qualificato. Un così massiccio intervento di implementazione delle fattispecie rilevanti ai fini della 231 comporta la necessità di prevedere specifici protocolli relativi all'accesso e all'utilizzo dei sistemi informatici dell'ente. Per quel che riguarda l'apparato sanzionatorio si prevedono sanzioni pecuniarie e interdittive. Le prime prevedono come massima l'applicazione di 500 quote (pari a un importo massimo di 774.500 euro). In riferimento alle seconde, per i delitti di cui agli articoli 615-ter, 617-quater, 617-quinquies, 635-bis, 635-ter, 635-quater e 635-quinquies del Codice penale, è prevista l'interdizione dall'esercizio dell'attività ( articolo 9, comma 2, lettera a), del Dlgs 231), della sospensione o della revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito (lettera b) e, infine, del divieto di pubblicizzare beni o servizi ( lettera e). Trovano, invece, applicazione le sanzioni dell'interdizione dall'esercizio dell'attività (articolo 9, comma 2, lettera a), della sospensione o della revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito (lettera b)per la commissione dei delitti previsti dagli articoli 615-quater e 615-quinquies del Codice penale. Infine, per i delitti di cui al terzo comma dell'articolo 24-bis del Dlgs 231 si applicheranno le sanzioni interdittive del divieto di contrattare con la Pa (articolo 9, comma 2, lettera c), l'esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli già concessi (lettera d) e il divieto di pubblicizzare beni o servizi (lettera e).

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Immigrazione e rifiuti al verdetto delle Aule (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-16 - pag: 8 autore: Agenda del Parlamento. Primo voto sui due decreti legge Immigrazione e rifiuti al verdetto delle Aule Roberto Turno Primi verdetti parlamentari in arrivo per la stretta sull'immigrazione e per lo smaltimento dei rifiuti in Campania. A quasi un mese dal loro sbarco al Senato e alla Camera, per i due decreti legge varati dal Governo sull'onda lunga del Consiglio dei ministri di Napoli è giunta l'oradel primo voto delle due assemblee. E non senza novità in arrivo, anche se da palazzo Chigi, come anche (e soprattutto) dal ministero degli Interni presidiato dal ministro leghista Roberto Maroni, si tende ad attenuare qualsiasi ipotesi di allentamento o comunque di arretramento rispetto alle misure originarie. La maggioranza "tiene e anzi si consolida", è la parola d'ordine, con l'assicurazione che si considereranno le richieste del "Governo ombra" del Pd. Fino a che punto, però, non è ancora dato capire. Per le due Camere si apre una nuova settimana all'insegna dei decreti legge, che hanno toccato quota otto. Continua infatti a restare assolutamente residuale la normale attività legislativa dedicata ai "semplici" disegni di legge, che inevitabilmente cominceranno a carburare soltanto dalla sessione parlamentare d'autunno, peraltro complicata anche dall'avvio ufficiale della sessione di bilancio, che quest'anno avrà una sua specifica finestra fino a tutto luglio: l'anticipo delle misure triennali della Finanziaria attese a giorni, accanto al Dpef, saranno infatti la prima e vera materia del contendere in Parlamento di queste settimane, fino allo stop dei lavori per le vacanze estive. Non mancano naturalmente alcuni disegni di legge, tutti di origine governativa, già nell'agenda del Parlamento. In particolare, il secondo provvedimento sulla sicurezza, collegato al Dl 92 ma considerato strategico e "programmatico": Ddl molto discusso, e da più parti contestato, a cominciare dal nodo critico dell'introduzione del reato di immigrazione clandestina. Altro disegno di legge che irromperà prestissimo nei lavori parlamentari è quello varato venerdì scorso dal Governo sulle intercettazioni telefoniche, che sebbene contempli ora anche i reati di corruzione e concussione (reati fino a 10 anni), è destinato ad aprire un vivace dibattito politico, solo attenuato al momento dalla retromarcia del Governo sia sulla forma (un Ddl e non più un decreto legge) che sui contenuti, anche in seguito alle sollecitazioni arrivate a Palazzo Chigi dal Quirinale. Oltre a quelli su immigrazione e rifiuti in Campania ( al quale si sono aggiunte le misure decise venerdì dal Governo), c'è molta attesa anche per il cammino degli altri decreti legge, che possono essere interessati da ulteriori novità. Il Dl 80 sul prestito ponte (e non solo) ad Alitalia giunge in settimana al voto definitivo del Senato. E per il Dl su Ici, portabilità dei muti e detassazione degli straordinari (ma solo nel lavoro privato) le commissioni Bilancio e Finanze della Camera cominciano il voto dei 400 emendamenti: lo stesso Governo ha anticipato possibili interventi su portabilità dei muti, copertura del taglio dell'Ici sulla prima casa e perfino una possibile cedolare secca sugli affitti. Si vedrà in questi giorni. Il decreto è atteso in aula dalla prossima settimana. L'ATTIVITà ORDINARIA Al centro dell'esame dei Ddl, che procede ancora a rilento, c'è il testo sulla sicurezza, a cui presto si aggiungerà quello sulle intercettazioni.

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Rifiuti, carico radioattivo bloccato in Campania (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 24 del 2008-06-16 pagina 12 Rifiuti, carico radioattivo bloccato in Campania di Carmine Spadafora da Savignano Irpino (Avellino) Materiale radioattivo in un carico di rifiuti. Il compattatore aveva appena varcato l'ingresso della discarica di Savignano Irpino (Avellino), inaugurato appena tre giorni fa, quando, è scattato l'allarme. La monnezza radioattiva è stata immediatamente isolata e rispedita nel sito di trasferenza, per essere smaltita negli impianti adeguati a questo tipo di rifiuti. Una volta identificati gli autori di questa spedizione di rifiuti illegali, verranno denunciati alla magistratura. Il carico pericoloso, contenente tracce del contaminante iodio 131, è stato individuato "grazie alla capillare capacità di controllo di tutte le componenti che operano nella discarica, forze dell'ordine, vigili del fuoco ed esercito", fanno sapere dallo staff del sottosegretario all'emergenza, Guido Bertolaso. Nel carico sono stati trovati rifiuti ospedalieri, sui quali è stata riscontrata una "lieve anomalia radioattiva". Dall'entourage di Bertolaso fanno notare che "è evidente che i rifiuti ospedalieri devono essere smaltiti, come previsto dalla legge, attraverso una filiera completamente diversa da quella prevista per i rifiuti solidi urbani" e che "l'episodio di oggi conferma, dopo quelli dei giorni scorsi, l'accuratezza dei controlli per garantire il totale rispetto delle norme per il materiale che viene conferito nelle discariche". Curiosa la smentita del direttore dell'impianto di Savignano, Liberato Imperato, che addirittura ha negato l'esistenza di un carico radioattivo: "Non ci sono tracce di radioattività nei rifiuti". Poco dopo Imperato è stato smentito da una delle massime autorità nel campo dei rifiuti, il generale dell'esercito Franco Giannini, ex vice di Gianni De Gennaro al Commissariato di Governo, oggi responsabile del settore tecnico-operativo-impiantistico della struttura di Bertolaso: "All'ingresso della discarica abbiamo posto dei controlli con gli intensimetri, per tutelare al massimo i cittadini. Questa mattina, durante un'ispezione, abbiamo rilevato in un carico con dei rifiuti ospedalieri dove c'erano tracce radioattive di iodio 131". Il generale ha poi confermato che il carico radioattivo è già stato "rimandato al sito di trasferenza di Pantano d'Acerra, per consentire ai vigili del fuoco di effettuare ulteriori controlli e per cercare di risalire al responsabile dello sversamento, per denunciarlo alla magistratura". I rifiuti speciali sono di casa ad Avellino: ieri, ancora una volta, i carabinieri di Montella coordinati dal Comando provinciale irpino hanno intercettato e sequestrato due tir carichi di quaranta quintali di rifiuti speciali, provenienti dalla Puglia. Due uomini sono stati denunciati. In poco più di un mese, sono oltre cinquanta gli indagati per trasporto di rifiuti speciali, bloccati dai carabinieri avellinesi. carminespadafora@libero.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Gnocchi: "servono le intercettazioni ma ora le vietano..." - luigi bolognini milano (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Sport Gnocchi: "Servono le intercettazioni ma ora le vietano..." Sarkozy ha minacciato di mandare Carla Bruni a fare un concerto a Zurigo se la Francia si qualifica LUIGI BOLOGNINI MILANO Gene Gnocchi, qui va a finire come quattro anni fa: la torta ci resterà sullo stomaco. Anzitutto il dubbio è lessicale: torta o biscotto? "Quando giocavo nei dilettanti e c'erano situazioni simili, dicevamo "torta". Anzi, "tortona"". Quindi le è capitato? "è abbastanza frequente nei dilettanti: quando non hai più stimoli e all'avversario serve un punto, chi te lo fa fare di sbatterti? Certo, un conto è il pari, un altro è perdere, una cosa che dà sempre fastidio". Confida in questo, per l'Italia? Che l'Olanda sia infastidita dal perdere anche se le converrebbe? "Il rischio c'è, eccome, mettendomi nei panni di Van Basten io una tentazione ce l'avrei, eliminerei le due finaliste del Mondiale. Ma credo anche che se giocheranno le riserve dell'Olanda, vorranno mettersi in mostra. Io sono fiducioso. Certo che la torta si potrebbe evitare in un solo modo, ma ormai è impossibile". Quale? "Le intercettazioni, ma proprio adesso il premier si è messo a proibirle. Non solo, se anche ci mettessimo ad ascoltare le telefonate tra olandesi e rumeni, voi giornalisti non potreste più divulgarne il contenuto. Non possiamo che fidarci". Ma esiste un modo per capire a partita in corso se c'è la torta? "è sempre più difficile, perché ormai è un'arte. C'è gente che lo fa da professionista, ci sono proprio delle coreografie studiate da Brian e Garrison, ci sono calciatori che hanno studiato col metodo Strasberg. Purtroppo la torta si riconosce solo alla fine. Nel senso che il gol che ci frega arriva al 92', come in Svezia-Danimarca agli scorsi europei". Oltre alla lealtà dell'Olanda, servirà anche una bella prestazione dell'Italia contro la Francia. Come la vede? "Bene. Mi conforta che Domenech si consideri già eliminato. E poi Sarkozy ha detto che se la Francia si qualifica manderà sua moglie a fare un concerto a Zurigo, è un rischio che i francesi vorranno evitare".

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Capezzone e il valzer da Pannella a Silvio: <Io, la bestia strana> (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 24 del 2008-06-16 pagina 13 Capezzone e il valzer da Pannella a Silvio: "Io, la bestia strana" di Giancarlo Perna Cortese per natura, Daniele Capezzone è oggi ancora più premuroso. È tutto un cedermi il passo, invitarmi a sedere, sorridere aggraziato. Elegante e ben curato da anni, è addirittura da passerella oggi nell'abito blu. In meno di due mesi dal suo ingresso nel Pdl, l'ex segretario radicale è già il berlusconiano tipo: glamorous & fashionable. "Sono lietissimo di vederti", dice mentre accosta la porta della sua stanza al Velino, l'agenzia di stampa di cui è da sei mesi socio e direttore. "Spero tu non perda la letizia nel corso dell'intervista, furbacchione. Sei appena entrato e già sei portavoce di Fi. Mandrake?", chiedo. "Ringrazio Berlusconi che mi ha dato un'opportunità che mi lusinga", dice Daniele e si assesta gli occhialini che dilatano i suoi occhioni blu. "Perché ha scelto te che fino a qualche mese fa eri con i radicali, stretti alleati di Prodi?". "Io sono una bestia strana. Sono un politico che si dimette. Ho lasciato Pr e presidenza della Commissione Attività produttive quando Prodi era bene in sella. Non ho guardato alla convenienza. Ho mollato, punto. Alle ultime elezioni non mi sono neanche candidato", e mi guarda come se dovessi appiccicargli seduta stante una medaglia. "Che c'entra questo con la nomina?". "Credo che proprio questo abbia colpito il presidente. Da parte sua è stato un atto notevole scegliere come portavoce del partito un outsider totale". "Come ogni pupillo di Marco Pannella hai finito per litigarci. È un Saturno che mangia i figli?". "Logoro cliché che non gli rende giustizia. La verità è che ha commesso un drammatico errore che si chiama Prodi-Visco. Il Pr, che aveva portato in Italia il liberismo, vota per le tasse di Visco. Un suicidio", dice triste e reclina la testa come un fiore appassito. Ha capelli scuri graziosamente pettinati con un ciuffetto. "Perché hai rotto con Pannella ed Emma Bonino?". "Le asprezze personali contano poco. È stato un dissenso politico. Da segretario pr mi sono battuto anni per la riduzione di tasse e spese. Loro, invece, hanno sostenuto con la prima Finanziaria di Prodi l'aumento delle tasse, con la seconda l'aumento delle spese. E io ho fatto fagotto". "Una volta radicali, sempre radicali?". "Oggi, i radicali sono allo sbando. Politicamente, se la intendono con Folena e altri avanzi comunisti e verdi. Elettoralmente, alle Comunali di Roma hanno preso lo 0,6, meno della lista "Under 30" di Rutelli, un po' più delle liste "Forza Roma" e "Avanti Lazio". Mi dispiace". "Pannella non se ne accorge?", chiedo e giro gli occhi sulla stanza ipermoderna. Tavolo di vetro, tre gigantografie di grattacieli newyorkesi, vista sul Quirinale. "Nel suo intimo sa di avere sbagliato tanto. Comunque, auguri". "Bonino?". "Al Senato ha votato contro il decreto sul prestito Alitalia. Era lo stesso prestito deciso da Prodi e da lei votato al Consiglio dei ministri", dice sarcastico. "Non puoi sfilarti. Eri tu il segretario pr quando, nel 2006, decideste l'alleanza con Prodi", gli ricordo. "Purtroppo, fallì l'intesa col centrodestra. Me ne dolsi. Così, andammo alle elezioni con Prodi, ma in autonomia. Dovevamo giudicarlo da ciò che avrebbe fatto. Di colpo, invece, ci siamo totalmente appiattiti". "Mantieni le tue amicizie tra i radicali, per esempio con Massimo Bordin, il direttore di Radio Radicale?". "Ho tantissimi amici in giro per l'Italia. Di Bordin non parlo". "Ma ti difese quando Pannella volle radiarti dalla radio!". "Poi, ha scelto di conservare la direzione. Auguri anche a lui". "Pannella da vicino?". "Pirandellianamente ci sono tanti Pannella quanto lui sceglie che ce ne siano. In questi due anni, non c'è stato il Pannella migliore". "È autolesionista?". "Gli succede quello che accade in tante piccole aziende. Il fondatore ha paura di farle crescere e diffida dell'ingresso di nuovi soci. Per le stesse ragioni, Marco mette a rischio la sua impresa e la sua storia". "Bonino?". "Ha scelto di non osare. Al netto dei suoi prestigiosi incarichi (è vicepresidente del Senato, ndr), il suo profilo è oggi chiaramente scolorito". "Come tanti - da Rutelli a Giovanni Negri - anche tu hai lasciato gli studi a metà, fagocitato in tenera età da Marco", stuzzico. "Io sono un ragazzo fortunato che a 35 anni ha potuto fare tantissime cose anche grazie al Pr. Ho imparato che la ruota gira. A volte ti telefonano ogni due minuti, altre non ti si fila nessuno. Importante è restare sereni e fare ciò in cui si crede". "Si dice che i pupilli di Marco siano anche i suoi amasi. Tu lo sei stato?". "No", replica e mi fissa duro, ma senza rossori né imbarazzo. Oggi sei col Cav che hai spesso insultato. Con che faccia? "Berlusconi è stato il primo a sorridere affettuosamente di qualche battuta birichina che ho fatto su di lui in passato". Hai detto di lui: "Ha una visione clerico-fascista su divorzio e droga". Il Cav è clerico-fascista? "Al contrario. Berlusconi ha tenuto un ammirevole equilibrio tra il rispetto della sensibilità religiosa e la necessaria laicità dello Stato". Che pensi dell'uso di droga? "Non la consumo. Ma il proibizionismo non è la soluzione. Per mettere d'accordo proibizionisti e anti, è necessaria una grande campagna informativa sui rischi dell'uso e dell'abuso di droga". Sempre del Cav hai detto: "Quando è entrato in politica aveva cinque miliardi di debiti, oggi ha 29 miliardi di attivo", sottintendendo maneggi. "Maneggi, lo dice lei. Obiettivamente, si è trattato di una gestione di straordinaria efficacia. I retro pensieri li lascio ai malpensanti come lei". Fai pure l'offeso, sbarbatello. Io continuo col tu. Tu svicoli. Se accusi uno di guadagnare con la politica, gatta ci cova. O no? "Non svicolo. Capisco però che gli oppositori di Berlusconi possano ricamare sulla variazione in positivo. Ma non va dimenticato che qualcuno - vedi Di Pietro - voleva sfasciare lui e Mediaset. Bene che non ci sia riuscito e che l'Italia abbia guadagnato un politico liberale in campo". Ti pesa il conflitto di interessi? "Davvero c'è chi pensa che Berlusconi abbia vinto perché ha le tv? Se la sinistra lo pensa, perderà per 20 anni". Sei approdato al Pdl per stato di necessità o banale opportunismo? "Mi sono schierato con chi è più credibile sul terreno dell'economia liberale e della riduzione delle tasse". Da liberista, ti fidi del neo statalista Tremonti? "L'esordio è eccellente. Via l'Ici e detassazione degli straordinari. Visco appartiene a un'altra era". Sei stato tra i paladini dell'indulto. Vari, usciti di galera grazie a te, hanno ucciso e stuprato. "È stata una battaglia giusta, gestita tafazzianamente da Prodi. Così, una buona intenzione si è risolta malamente". D'accordo con l'introduzione del reato di clandestinità? "L'Italia appare tuttora un posto dove chiunque può arrivare e fare qualunque cosa. Serve un segnale. Reato o no, il governo ha dato una svolta". Limitare le intercettazioni è un regalo ai delinquenti? "Lo dicono solo Di Pietro e i suoi. Per caso, il suo obiettivo è intercettare il cento per cento delle telefonate del cento per cento degli italiani?" Le toghe napoletane che, all'indomani della nomina del sottosegretario ai rifiuti, gli hanno arrestato lo staff? "Mi hanno preoccupato. Vorrei la collaborazione di tutti con gli sforzi di Berlusconi. Bene ha fatto il premier a difendere i suoi incaricati, subito e pubblicamente. Erano nel mirino". Una volta ti dissi che quello dei radicali schierati a sinistra era un tradimento. Hai risposto: "Questo film del tradimento dove lo danno?". Lo fu o no? "Riconosco che il film è stato effettivamente trasmesso. Ma successivamente al nostro colloquio. Di qui, la mia uscita dalla sala cinematografica". Quando tu flirtavi con Prodi stavano già col Cav tre radicali coi fiocchi: Calderisi, Della Vedova, Taradash. Spocchiosamente hai detto: "Auguro loro di portare nella Cdl il liberalismo che noi porteremo nel centrosinistra". Lo ridiresti? "Loro hanno davvero centrato l'obiettivo. Io ci ho provato, ma sono stato lasciato solo. Ne ho tratte le conseguenze". In passato, hai sempre escluso di sposarti. Ora? "Mai dire mai. Però, lavoro 20 ore il giorno. Non è onesto fare progetti che rischierebbero di essere troppo fragili". La fine dei rossi rossi? "Loro dicono che il Paese non li ha capiti. Penso invece che li abbia capiti benissimo: no Tav, no Ponte... No tutto. E il Paese vuole invece dire sì". La pax Cav-Veltroni? "Berlusconi fa bene a cercare di salvare il soldato Veltroni. L'Italia vuole il bipartitismo. Guai se dallo sfascio del Pd tornasse il festival dei nanetti. Però Veltroni si sta facendo fagocitare da Di Pietro e mi lascia allibito". Facendo il portavoce hai messo una pietra sopra a ogni velleità di critica. Zitto e cuccia per cinque anni? "Spero, nel mio piccolo, di favorire la maggioranza dicendo cose utili, liberali, non scontate". Qual è il tuo futuro, giovanotto? "Ho scommesso sul Pdl. Se va bene, magari, mi sposo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Al via la norma salva-premier preoccupazione al Quirinale (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA - Il Quirinale è preoccupato. Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino altrettanto. Berlusconi lo sa, ma va avanti lo stesso.L'obiettivo è bloccare la sentenza del processo Mills dov'è imputato di corruzione in atti giudiziari. La strategia prevede due tempi: subito (oggi) un emendamento al decreto sicurezza, l'unico contenitore disponibile che gli può garantire la rapidità necessaria, per bloccare tutti i processi che "non destino grave allarme sociale" per i reati commessi fino al 2001 (come il suo). A seguire un disegno di legge per riproporre, con legge ordinaria, il lodo Schifani, inchieste congelate per le più alte cariche dello Stato. Mancino boccia entrambi i progetti. Del secondo dice: "Ci vuole una legge costituzionale". E delle priorità ai giudici per mandare avanti i dibattimenti per reati gravi e gravissimi: "Non sono mai stato di questo avviso perché scalfisce e attenua l'obbligatorietà dell'azione penale". Saggi consigli, rischi di conflitto istituzionale, sconvolgimento dei processi in un'intera nazione, rottura con l'opposizione. Ma il Cavaliere mette in gioco tutto pur di evitare un'ipotetica condanna che, a parole, il suo avvocato Niccolò Ghedini continua ad escludere dal novero delle possibilità. E tuttavia, da una settimana, si lavora in modo febbrile per infilare nel decreto sicurezza la norma che proprio Ghedini aveva proposto sin da quando il governo ha cominciato a lavorare sul pacchetto. Un articolo che suona così: "Nella trattazione dei procedimenti penali e nella fissazione delle udienze è data precedenza ai processi con imputati detenuti e a quelli che abbiano messo in pericolo la sicurezza pubblica o che abbiano comportato grave allarme sociale". Un diktat alle toghe. Simile a quello che il Csm fece negli anni Settanta per i processi di terrorismo. O come la circolare del procuratore Maddalena per i reati indultati. Mandare avanti i reati gravissimi, mafia e terrorismo, e quelli gravi, furti, rapine, violenze di ogni tipo. Tutto per rispondere all'allarme sicurezza, "come vuole la gente" insiste il Cavaliere. Reati commessi fino al 2001 (giusto come il suo), e quindi a rischio prescrizione, ma con la garanzia che la stessa prescrizione sia sospesa per legge. Restano fuori tutti i delitti dei colletti bianchi, e tra questi ovviamente anche la corruzione giudiziaria del presidente Berlusconi. Nelle riunioni per definire il ddl sulle intercettazioni si parla anche di questo. Ne discutono tecnicamente Ghedini, il Guardasigilli Angelino Alfano, il ministro dell'Interno Bobo Maroni, l'aennina Giulia Bongiorno. Berlusconi insiste, vuole subito la sospensione e poi il lodo. Giovedì ne parla a pranzo con Bossi e Maroni. Propone che l'emendamento, assieme a quello sull'esercito, venga licenziato nel consiglio del giorno dopo. Una proposta del ministro della Giustizia, di per sé molto impegnativa. Ma ci si ferma su due perplessità non di poco conto. Una politica, se sia opportuno che proprio il governo faccia un simile passo, destinato a sollevare un vespaio. Una di contenuto: basta solo un'indirizzo di priorità alle toghe che lascia loro la discrezionalità di scegliere quali processi anticipare o è necessario bloccare comunque quelli non urgenti (corruzione e altri, leggi Berlusconi) per un anno? Lega e An sono molto perplessi sulla seconda via. Tutto si ferma. Alfano annuncia solo, a consiglio finito, che presenterà un emendamento per dare "la corsia preferenziale ai processi per gli infortuni sul lavoro". Stop. Poi un contentino ai giudici, anche i giovani uditori potranno fare i pm e i giudici nelle terre di frontiera. Ieri hanno deciso. Non sarà il governo a presentare l'emendamento, ma un esponente del Pdl. Il nome più accreditato è quello di Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali e relatore del dl sicurezza. Ma potrebbe prevalere l'idea di affidarsi a un peones che, come avvenne per Melchiorre Cirami quando nel 2002 presentò la legge sul legittimo sospetto, alla fine darebbe il nome all'ennesima norma salva Berlusconi. Che, se gli indirizzi dell'ultim'ora di ieri saranno confermati, dovrebbe contenere sia l'indicazione delle priorità per i processi che la sospensione per un anno. Che potrebbe anche essere reiterata per altri 12 mesi. Berlusconi, del resto, ha poco tempo. Il processo Mills è agli sgoccioli. E l'accelerazione imposta dai giudici della decima sezione del tribunale di Milano lo preoccupa. Venerdì è saltata una trasferta a Lugano perché un testimone della difesa, il banchiere Paolo Del Bue, ha presentato un certificato medico. Ma le udienze che mancano sono poche e, salvo ostacoli, la sentenza potrebbe arrivare prima delle vacanze. La sospensione dei processi serve come il pane. Poi ci sarà tutto il tempo per approvare un nuovo lodo Schifani. (16 giugno 2008.

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Ma così si colpisce l'informazione sulla giustizia in Italia (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-06-15 - pag: 1 autore: ... LA RIFORMA DELLE INTERCETTAZIONI ... Ma così si colpisce l'informazione sulla giustizia in Italia di Giovanni Negri e Donatella Stasio C aro direttore, seguiamo da tempo l'informazione sui temi della giustizia, con lo stile del Sole 24 Ore, più attento ai contenuti delle misure adottate di volta in volta che alla chiacchiera e al contorno politico giudiziario. Raccontare e analizzare i contenuti dei provvedimenti ha l'obiettivo di spiegarli ai lettori affinché ciascuno possa formarsi un'opinione ed esercitare il proprio diritto di critica. Perciò vogliamo esprimere la nostra preoccupazione per quanto è successo venerdì. Il Governo ha infatti approvato un disegno di legge che – in base al testo pubblicato dal Sole 24 Ore e non smentito – va ben oltre la legittima preoccupazione di mettere un argine alla diffusione indiscriminata di intercettazioni irrilevanti nel procedimento penale (spesso lesive della privacy delle persone), e che nei fatti rappresenta una censura all'informazione. Il disegno di legge vieta la pubblicazione di notizie sui procedimenti penali fino al termine dell'udienza preliminare. Continua u pagina 10 Servizi u pagina 10 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Editori, sanzioni fino a 500mila (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-15 - pag: 10 autore: Intercettazioni. Gli ascolti non possono essere usati nei procedimenti "diversi da quelli nei quali sono stati disposti" Editori, sanzioni fino a 500mila à Per i giornalisti indagati una sospensione cautelare di tre mesi dall'Ordine Marco Ludovico ROMA Una stretta sull'informazione senza precedenti. E non c'è solo il divieto assoluto di pubblicare notizie sulle indagini – il rischio è sei mesi di carcere – o intercettazioni: la pena, in questo caso, sale a tre anni. C'è anche la sospensione cautelare dalla professione fino a tre mesi, disposta dall'Ordine su indicazione del procuratore della Repubblica: è sufficiente che il giornalista sia solo iscritto nel registro degli indigati per violazione del divieto di pubblicazione. Pugno di ferro anche per gli editori: se si divulgano atti o documenti di un procedimento penale, di cui è vietata per legge la pubblicazione, scatta la disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (decreto legislativo 231 del 2001), con una sanzione pecuniaria che può arrivare fino a 462mila euro. Non è un caso, insomma, se martedì è convocata una riunione straordinaria della giunta della Federazione nazionale della stampa. "I giornalisti continueranno a informare, con senso di responsabilità e usando tutte le possibili tecniche. Insomma sapranno rispondere, sapranno come comportarsi. Anche se la libertà di stampa avrà fatto un passo indietro ", dice Vittorio Roidi, ex segretario del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti. Colpiscono anche la norme sull'inutilizzabilità in processi diversi: l'articolo 7 del Ddl governativo stabilisce che le intercettazioni non possono essere usate nei procedimenti "diversi da quelli nei quali sono state disposte". L'articolo 8,poi,pone un limite ul-teriore: se il fatto sul quale si indaga, nell'udienza preliminare,risulta qualificato diversamente, l'intercettazione non è utilizzabile. E ancora: non passano inosservati i commi 2-ter e il 2-quater dell'articolo 12, destinati agli ecclesiasti. Il primo prevede che, nel caso di indagini su un vescovo, il Pm invii l'informazione sull'inchiesta al Segretario di Stato vaticano. Il 2-quater, invece, dispone che, se l'indagato è un sacerdote, il Pm informi l'ordinario diocesano della circoscrizione dove ha sede la procura della Repubblica. Sul provvedimento è intervenuto ieri anche il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino. Intervistato da "Speciale Gr Parlamento" su Radio 3, Mancino ha sottolineato come la scelta di sottoporre a un collegio di tre giudici anziché al Gip la richiesta di intercettazioni possa creare un problema di organico a cui "il Ministero della Giustizia non può non rispondere con l'urgenza che i nuovi provvedimenti legislativi richiedono". In difesa del Ddl si è schierato il premier Silvio Berlusconi. "Ci sono due livelli da tutelare: la privacy e la difesa dei cittadini. Non è accettabile che un cittadino – ha detto –alziil telefono e non sia sicuro di poter parlare liberamente. C'è bisogno di giustizia – ha aggiunto –ma bisogna trovare l'equilibrio tra i due interessi". Ma allora, gli ha ribattuto un cittadino, i "furbetti del quartierino" non sarebbero mai stati scoperti? "Secondo me non è vero, non è così", ha replicato Berlusconi. Mentre il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, si è soffermato sui costi: una cifra compresa tra uno e due miliardi. "Questi soldi vengono spesi – ha affermato – per pagare società e società che a cascata fanno questo mestiere. Quando c'è una cascata ci può essere anche una caduta di controllo". Feroce l'attacco di Antonio Di Pietro (Idv): "è un'altra legge a favore della casta che Berlusconi sta facendo". apag. 24 Il testo del disegno di legge del Governo L'ALLARME ORGANICI Il vicepresidente del Csm Mancino: la riforma renderà necessario il rafforzamento del numero dei giudici l'articolo prosegue in altra pagina.

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E milio Gentile, Piero Melograni e Lucio Villari, interpellati per il Corriere (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-06-16 num: - pag: 1 autore: di PAOLO FRANCHI categoria: REDAZIONALE Intercettazioni e dintorni LA DITTATURA COME ALIBI E milio Gentile, Piero Melograni e Lucio Villari, interpellati per il Corriere da Paolo Conti, hanno buone ragioni per dar torto a Giulio Tremonti, secondo il quale tutti dovremmo ricordare che l'impoverimento dei ceti medi porta con sé il fascismo, si sarebbe detto un tempo, come la nube la tempesta. CONTINUA A PAGINA 30 TIMORI VERI E INVENTATI di LUIGI FERRARELLA I l disegno di legge del governo Berlusconi sulle intercettazioni è talmente costellato di obbrobri giuridici, incongruenze pratiche e assurdità di principio, che non c'è bisogno di inventarne altri, prospettando erronei timori che finiscono solo per distogliere l'attenzione dai vizi reali del testo. CONTINUA A PAGINA 30.

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Abbiamo soltanto cercato di pulire le strade di Napoli (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-06-15 - pag: 19 autore: L'inchiesta della Procura. I verbali degli interrogatori di Michele Greco e Marta Di Gennaro "Abbiamo soltanto cercato di pulire le strade di Napoli" di Lionello Mancini "S ignor giudice, è vero: in quella telefonata parlavo di "monnezza". Ma la telefonata va contestualizzata in un momento di grande sofferenza rispetto alla realizzazione di siti di discarica". Così Michele Greco, 43 anni, alto funzionario del commissariato per l'emergenza rifiuti si difende davanti al Gip di Napoli, Rosanna Saraceno, che lo interroga da detenuto. Qualche giorno dopo,a rispondere è Marta Di Gennaro, 57 anni, già braccio destro del commissario delegato Guido Bertolaso: "Sotto un profilo pratico, dovevamo venire incontro alle aspettative della popolazione. Mi spiego: l'attività di tritovagliatura aveva rilevanza perché il rifiuto triturato generava maggiore fiducia nella popolazione che abitava la zona di destinazione. La gente era ossessionata dai sacchetti, dal conferimento del tal quale e anche dalle balle e quindi accettava più facilmente un prodotto triturato ". Il giudice, che a fine maggio ha firmato l'arresto di 25 persone, chiesto dai pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello, vuol sapere da Greco e Di Gennaro perché nelle discariche finiva di tutto, perché i Codici europei (Cer) erano incongrui, perché il Commissariato cercava di confondere gli organi di controllo, Pg compresa.Greco e Di Gennaro sono stati intercettati per mesi, fino all'arresto. Ecco come si sono difesi. Michele Greco "Lei mi contesta che non era possibile il deposito preliminare di una frazione non trattata ai fini dello smaltimento:le dico che sono state effettuate delle riunioni all'interno della struttura commissariale alle quali ho partecipato con il commissario delegato e si è deciso di stoccare anche l'umido non trattato". Le strade sono invase dai sacchetti di rifiuti, i cassonetti dati alle fiamme, le proteste antidiscariche infuriano: "Fui io stesso a rappresentare la necessità di chiudere degli impianti in una riunione, ma Catenacci e tutte le strutture sia pure con molte sofferenze decisero di mantenere gli impianti aperti perché comunque era un modo per garantire la raccolta dei rifiuti in un'ottica temporanea ". "Per frazione lavorata –precisa ancora Greco – si intendeva tritovagliata ", ovvero sminuzzata e divisa da alcuni materiali, ma non stabilizzata né asciutta. Lo sa anche Greco, che non è sufficiente, ma mancano i siti di stoccaggio: "Ci furono tavoli tecnici per interrogarci anche sul quantitativo enorme di percolato. Pensammo che un'ipotesi attendibile fosse il tipo di rifiuto conferito agli impianti e alla frazione umida trasferita in discarica; ritenemmo inoltre che il percolato non fosse regolarmente emunto e smaltito ". E poi c'erano da rispettare gli accordi con i sindaci: "Avendo vincolo di stoccare solo materiale proveniente dalla provincia di Caserta, per utilizzare la discarica di Lo Uttaro, non avendo scarti disponibili, furono smembrate le balle di secco e conferite come sovvallo... Ma era necessario far partire la discarica per conferire la frazione umida ". Alle prese con verifiche di ogni tipo (Arpac, Noe, Asl) nel commissariato nascono sospetti, diffidenze, mezzi sbrigativi per raccogliere e smaltire in qualche modo l'immondizia. "Io nutrivo delle perplessità su Parascandola e su De Ciutis ( un carabiniere e il suo comandante, NdR) e avevo avuto un preciso ordine dalla dottoressa Di Gennaro di relazionarmi con De Frenza (altro carabiniere, tra i 25 arrestati. NdR) che sapevo svolgere attività di informazione verificando origine e natura dei controlli, gli esiti e acquisendo copia della documentazione prodotta dagli organi procedenti ". Greco risponde poi a un'ultima domanda, che potrebbe preludere a nuovi sviluppi: "La Di Gennaro era in continuo contatto con Bertolaso e con lui si confrontava ". Marta Di Gennaro "L'obiettivo primario da conseguire era quello di liberare le strade di Napoli e dei paesi della Campania e gli stessi impianti di ex Cdr dai rifiuti accumulatisi nel tempo con l'obiettivo di localizzare siti di discarica. Mi sono insediata nel marzo 2007, dovevo per lo più individuare siti di smaltimento negoziati con i Sindaci per superare le resistenze della popolazione. La raccolta differenziata era rimasta solo un progetto e la struttura tecnica mi fece presente che le lavorazioni negli impianti non venivano realizzate come prescritto per via del blocco delle evacuazioni a valle". Al giudice che le contesta la "totale omessa lavorazione del sottovaglio secondario "e i report dell'Arpac sugli ex Cdr i quali "più che impianti di trattamento dei rifiuti si sono trasformati in siti di stoccaggio", Di Gennaro risponde: "Non ignoravo la situazione di criticità degli impianti, ma non abbiamo mai affrontato con tranquillità (i tempi erano sempre concitati e gli impegni notevoli) la questione degli impianti e quindi le ripercussioni che lavorazioni inadatte od omesse avrebbero potuto avere nelle lavorazioni a valle". Perché, chiede il giudice, se la gente si accontentava del rifiuto sminuzzato non lo avete correttamente codificato? "Sulla codifica non abbiamo riflettuto e se l'avessimo fatto magari avremmo provveduto. Ma nella gestione delle discariche abbiamo adottato sempre tutte le cautele necessarie; per esempio a Villaricca abbiamo sempre cercato di assicurare con regolarità l'evacuazione del percolato, anche se il problema è sempre stato affrontato a valle e non a monte, affrontando le cause di abnorme produzione di percolato. In alcune occasioni è stata sottolineata la particolarità del rifiuto campano, particolarmente umido per la mancanza della raccolta differenziata, tanto più se non stabilizzato ". E comunque, "la nostra priorità era quella di smaltire il percolato e poi avremmo potuto pensare alle cause". Sui controlli svolti dal carabiniere Parascandola, la funzionaria spiega che "con alcuni militari distaccati presso la struttura commissariale si era creata una situazione di incompatibilitànel senso che io avevo individuato una certa vischiosità nei loro comportamenti che mi induceva diffidenza". Comunque, conclude, "contesto le dichiarazioni di Greco, non ho mai impartito istruzioni al collega di relazionarsi solo con il De Frenza. Quando parlo di Noe ostile o di Noe che aveva avuto ordini non favorevoli, mi riferivo al fare più disponibileo più autoritario con il quale loro si relazionavano". LA TESI DIFENSIVA L'ex assistente di Bertolaso: "L'obiettivo primario era liberare la città e gli impianti dai rifiuti accumulati, prima lo smaltimento poi il resto" IL COINVOLGIMENTO Dai verbali dell'alto funzionario del commissario per l'emergenza spunta il nome dell'attuale sottosegretario.

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L'ira di Maroni: se vuole quella norma il premier parli chiaro (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-16 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Dietro le quinte Lo scontro con il Carroccio sul testo antiprocessi L'ira di Maroni: se vuole quella norma il premier parli chiaro ROMA - "A me va bene tutto, ma ognuno si deve assumere le proprie responsabilità. E se avete deciso di procedere, allora deve essere il premier a comunicarlo ufficialmente". La rabbia di Roberto Maroni esplode nel pomeriggio. Il ministro dell'Interno parla con Palazzo Chigi, sfoga la sua ira per la scelta di inserire nel decreto sicurezza un'altra norma che serve a salvare Silvio Berlusconi dai suoi processi. "Mi aspetto che parli pubblicamente - dice - in modo che gli italiani capiscano bene che cosa sta accadendo ". Lo scontro dunque si ripete, proprio come era accaduto due settimane fa quando Maroni aveva chiamato il sottosegretario Gianni Letta e minacciato di ritirare la firma dal decreto legge se non fosse stato tolto l'articolo sul patteggiamento allargato. Palazzo Chigi prende tempo, valuta l'opportunità di diramare un comunicato che dia conto di quanto avverrà questa mattina e di specificare che non si tratta di un'iniziativa del governo, ma della decisione di un gruppo di parlamentari. In realtà cambia poco. Nessuno fa mistero che sia proprio Berlusconi a volere la norma e che sia stato uno dei suoi "fedelissimi", il parlamentare Niccolò Ghedini che è anche il suo avvocato, a studiare il modo di presentare nuovamente in Parlamento una via d'uscita dai guai giudiziari. E così, alla fine, si decide che è meglio tacere, in attesa di quanto avverrà oggi. "Aspettiamo le reazioni dopo la presentazione dell'emendamento e poi sceglieremo quale strada prendere ", è la posizione che prevale. La scorsa settimana era stato il Carroccio a pretendere che nel disegno di legge sulle intercettazioni rimanesse la possibilità di mettere sotto controllo i telefoni degli indagati per corruzione vincendo le resistenze del premier che invece voleva eliminare tutti i reati contro la pubblica amministrazione. Da allora i rapporti con la Lega sono diventati tesi. Berlusconi confida in Umberto Bossi perché, come ripete spesso "lui è uno con il quale si può ragionare", ma è comunque consapevole che il Senatur non sconfesserà mai i suoi ministri per aiutarlo. E allora si appoggia soprattutto a ministri e parlamentari di Alleanza nazionale ben sapendo che anche loro sono insofferenti al ruolo primario assunto dalla Lega. "Non posso farmi rovinare dai magistrati che hanno come obiettivo la mia fine", ha detto più volte Berlusconi per convincere la maggioranza a votare il provvedimento sulle intercettazioni. E lo stesso motivo che ha speso adesso per spiegare ai suoi che "un premier sotto processo risulta indebolito e dunque si deve trovare il modo di andare avanti senza la mannaia di una prevedibile condanna penale". F.Sar. Viminale Roberto Maroni (Lega Nord), ministro dell'Interno Palazzo Chigi Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio.

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Un colpo all'informazione sulla giustizia (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-15 - pag: 10 autore: Un colpo all'informazione sulla giustizia Pazienti e malati continuerebbero ad andare alla Santa Rita e a dare fiducia u Continua da pagina 1 Il divieto vale anche quando la notizia è rilevante (quindi non parliamo di gossip), quando il giornalista ne è venuto in possesso lecitamente perché è caduto il segreto, e quando non è lesiva della privacy. Insomma: è vietato parlare dei processi, è vietato informare ed essere informati. I cittadini sono privati del diritto di conoscere elementi cruciali della vita pubblica. Solo per fare alcuni esempi, non si sarebbe potuta scrivere una riga sulla scalata dell'estate 2005 ad Antonveneta sino a un mese fa, quando c'è stato il rinvio a giudizio per imputati come Gianpiero Fiorani e Antonio Fazio. Ma la stessa vicenda processuale originata dal default di Parmalat sarebbe rimasta coperta per anni. Come pure, ed è cronaca di queste ore, lo scandalo della malasanità milanese. A volere tacere dei tanti procedimenti in cui, in questi anni, le vicende politiche si sono intrecciate a quelle giudiziarie. Il disegno di legge del Governo propone di sanzionare pesantemente i trasgressori: giornalisti ed editori, per una volta accomunati in un identico fronte criminale. Ma anche per l'autorità giudiziaria la "consegna del silenzio" è ferrea, tanto da prestarsi a un utilizzo strumentale da parte dell'indagato che intenda sbarazzarsi del magistrato scomodo. Con "perle" come la sospensione dal servizio - su segnalazione della Procura all'Ordine - del cronista che sia stato iscritto nel Registro degli indagati per avere scritto ciò di cui non si doveva scrivere. Una brutta faccenda, che forse non ha precedenti nella storia di un Paese democratico. Una faccenda che ha poco a che fare con la legittima tutela della privacy dei cittadini e con il dovere deontologico di un'informazione rispettosa della riservatezza delle persone, e molto, invece, con l'ansia di rivincita della politica nei confronti di giornalisti e magistratura. Il prezzo lo paga l'opinione pubblica e il suo diritto a essere informata con correttezza ed equilibrio. La nostra preoccupazione non è sintomo di ansie corporative, ma segnale di attenzione per una delle vittime, forse la più ingombrante, di queste misure: il diritto di cronaca. Giovanni Negri Donatella Stasio C ari colleghi, come ha scritto ieri su queste colonne Guido Neppi Modona, il disegno di legge sulle intercettazioni preclude l'uso di questo strumento investigativo in molti e gravi casi: "Diffusissime forme di criminalità che si realizzano in concreto mediante l'associazione, l'accordo o il concorso di più persone, capaci di recare danni personali e patrimoniali a un vastissimo numero di cittadini vittime di sfruttamento, truffe, violenze fisiche o morali ". Condivido la vostra allarmata analisi. Ma devo dire che il provvedimento è apprezzabile se è diretto a scongiurare la pubblicazione di conversazioni private, a volte ininfluenti a fini giudiziari, che coinvolgono persone estranee alle inchieste. L'ipotesi di creare un organo collegiale di tre giudici per valutare l'opportunità di ricorrere alle intercettazioni, appare condivisibile nel tentativo di evitare abusi, che purtroppo non sono mancati. Il Sole 24 Ore si è sempre attenuto alle buone regole dell'informazione, che esistono, nel rispetto delle persone, e non solo della loro privacy. Ma non si è dimenticato, come sembra voler suggerire questo maldestro disegno di legge, che va rispettato anche il lettore, il cittadino. L'opinione pubblica ha diritto di conoscere, in forme corrette e responsabili, l'esistenza di inchieste o di vicende di rilevanza generale. Altrimenti non c'è opinione pubblica, il lettore è meno libero e il cittadino meno cittadino. Gli esempi sono numerosi e voi li avete già ricordati. Ma supponiamo che il testo in discussione fosse stato approvato così com'è, diciamo tre anni fa. I correntisti della Popolare di Lodi (la banca dove si facevano guadagnare gli amici e si truffavano i clienti) avrebbero continuato a dare fiducia ai loro "aguzzini del risparmio" credendoli "angeli del credito". Secondo il disegno di legge in discussione, sarebbe stato quasi impossibile scoprire il reato, e comunque nessuno ne avrebbe potuto parlare prima della fine dell'inchiesta preliminare. E quella su Antonveneta è finita da meno di un mese. Lo stesso si può dire per il recente scandalo delle cliniche. a medici che – per carità, siamo in uno stato di diritto e tutti sono innocenti prima della condanna passata in giudicato – forse è meglio che non abbiano in cura i nostri familiari, tanto per cominciare. Per i reati di falso (nelle cartelle cliniche) e truffa le intercettazioni non sono ammesse. E l'elenco potrebbe continuare. Se i giornalisti sbagliano è giusto che paghino (prima i direttori), ma forse la previsione del carcere con pene fino a tre anni per un solo reato, è un po' eccessiva; come curiosa è l'ingerenza degli ordini professionali ai quali verrebbe conferito il potere di sospendere, subito e in via cautelare e non dopo una eventuale condanna, un giornalista dalla professione. Come un politico costretto a dimettersi per un avviso di garanzia nei tempi di Mani Pulite tanto deprecati dall'attuale maggioranza (qualcuno ricorda?). Non avevamo capito che la tolleranza zero, che ci vede d'accordo nel combattere criminalità e immigrazione clandestina, si applica a cominciare dai cronisti di giudiziaria. (f. de b.) UN PROGETTO MALDESTRO Se fosse già in vigore il Ddl, scandali come quelli della Popolare di Lodi o della sanità milanese sarebbero rimasti nascosti.

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Bindi, no a eccezioni sui sacerdoti: niente privilegi (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-16 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Intercettazioni: bocciatura dai giornalisti europei Bindi, no a eccezioni sui sacerdoti: niente privilegi Critiche Rosy Bindi (Pd) MILANO - "Sono assolutamente contraria a una norma che crei privilegi per qualunque esponente di qualsiasi religione". Così Rosy Bindi, intervistata da Lucia Annunziata nel corso di In mezz'ora, ha commentato il ddl sulle intercettazioni che prevede che per intercettare un prete si debba avvisare il vescovo. Questa norma era presente anche nel disegno di legge preparato da Mastella, ma la Bindi è stata decisa: "Se c'era, io non me ne ero accorta e chiedo scusa, perché sono contraria a questo provvedimento". Un no unanime al ddl è arrivato anche dalla Federazione europea dei giornalisti: "Un'iniziativa che mette il bavaglio alla stampa".

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L'ultimatum dalla Germania <Pronti a bloccare i treni> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-16 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE I timori all'estero La società di Amburgo: più verifiche o contratto a rischio L'ultimatum dalla Germania "Pronti a bloccare i treni" MILANO - La prima volta, il 6 giugno quando tra l'immondizia urbana trovarono materiale radioattivo contaminato da iodio 131 utilizzato in medicina nucleare, è passata solo dopo aver minacciato la sospensione e aver ottenuto garanzia scritta dall'allora commissario regionale per l'emergenza rifiuti Giuseppe De Gennaro di controlli più severi sui treni in partenza dalla Campania. La seconda volta, tre giorni dopo, è stato merito dei Vigili del fuoco che, durante dei controlli allo scalo ferroviario di Marcianise, su di un treno pronto a partire per la Germania hanno intercettato un container "che presentava evidenti segni di contaminazione radioattiva". Ma la terza, invece non passerà. La Stadtreinigung Hamburg, la società pubblica di Amburgo che smaltisce una parte dei rifiuti campani (30 mila tonnellate, al costo di 270 euro l'una, entro fine di agosto) ha informato le autorità italiane che se da Napoli partirà, o peggio, arriverà ancora spazzatura radioattiva, il contratto verrà sospeso. Per davvero e per sempre. Se due indizi non fanno una prova, i tedeschi sono comunque preoccupati. è già successo due volte, chi ci garantisce che non accadrà ancora? è la domanda che si pongono ad Amburgo, città-stato governata da Cdu e Verdi che dalle rassicurazioni italiane non si sentono più rassicurati. Soprattutto i Verdi che hanno dato l'assenso decisivo per lo smaltimento dei rifiuti campani e ora vigilano attenti. In una città, Amburgo, dove sulle tematiche ambientali si vincono le elezioni, i GrÜnen non vogliono rimetterci il governo, per colpa della monnezza italiana. R. Riz. I due precedenti 6 giugno In Germania, fermato un treno di rifiuti italiani contaminati da iodio 131 9 giugno A Marcianise, bloccato un container di rifiuti radioattivi destinati in Germania Controlli tra l'immondizia Carabinieri dei Nas, i nuclei Antisofisticazione e Sanità, protetti dalle classiche tute bianche anti-radiazioni, effettuano controlli in una discarica abusiva in Campania. In questi siti non autorizzati si concentrano rifiuti di ogni genere, anche contaminati da materiale radioattivo. Altissimi i rischi per la salute e per l'ambiente.

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Si spezza un barcone, bimbi somali dispersi (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-16 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE La tragedia Collisione con le gabbie dei tonni. A Lampedusa, intanto, sbarcano in quattrocento Si spezza un barcone, bimbi somali dispersi Naufragio di immigrati a Malta. Sei le persone che mancano all'appello Nella stessa zona, la marina militare maltese ha soccorso altri due barconi in difficoltà per le condizioni del mare LAMPEDUSA (Agrigento) - Cambiano le coordinate e il bilancio delle vittime ma la tragedia si ripete secondo un triste copione che ha come scenario sempre il Canale di Sicilia. Ancora un naufragio lungo la rotta dei clandestini. E' avvenuto 56 miglia a sud di Malta e ci sarebbero sei morti anche se ufficialmente si parla ancora di dispersi. Tra loro anche alcuni bambini. Questo almeno stando al racconto dei superstiti: 28 somali che sono riusciti a salvarsi aggrappandosi alle grosse gabbie per l'allevamento dei tonni. Per l'ennesima volta ad evitare un bilancio ancor più pesante ci sono proprio queste famose gabbie, che si stanno trasformando in enormi ciambelle di salvataggio in mare aperto che i clandestini inseguono come un miraggio di salvezza quando sono ancora lontanissimi dalle coste italiane. Come è successo anche ieri. Difficile avere particolari sulla tragedia perché a procedere in questo caso sono state esclusivamente le autorità maltesi. E a differenza di altre volte non è stato chiesto il supporto della nostra Marina. "Non ci è giunta alcuna richiesta di collaborazione - affermano dal comando generale delle capitanerie di porto - abbiamo solo un Sos partito da un telefono satellitare da una zona a circa 50 miglia da Malta ed è presumibile che sia stato lanciato da questo barcone che poi ha fatto naufragio come potrebbe essere partito da altri natanti che sono in zona e sono pure in difficoltà". Stando anche a quello che riferiscono alcuni siti internet di Malta i clandestini avrebbero avvistato un peschereccio italiano, il "Gambero", con al traino la grossa gabbia dei tonni. Un'ancora di salvezza nel mare in tempesta quando erano forse ad uno o due giorni di viaggio. Ma nel momento in cui hanno cercato di avvicinarsi, proprio a causa delle pessime condizioni del mare, sono andati a sbattere violentemente contro la struttura galleggiante della gabbia. L'impatto è stato così violento che la carretta del mare si è spezzata. I clandestini sono finiti in acqua e quelli che non sapevano nuotare e i più piccoli non hanno avuto scampo. Dal peschereccio sono stati lanciati anche due gommoni che, assieme alla gabbia dei tonni, hanno evitato che il bilancio della tragedia fosse ben più pesante. Gli immigrati sono stati poi tirati a bordo del peschereccio fino a quando in zona non è arrivata una motovedetta maltese che li ha trasferiti sulla terra ferma. Le ricerche dei dispersi sono andate avanti per ore ma senza alcun esito. La tragedia arriva a termine di quella che per Lampedusa è stata una giornata da bollino rosso. In una sequenza ininterrotta di sbarchi ieri sono arrivati oltre 400 immigrati. In particolare un barcone con 79 clandestini, con a bordo 18 donne unadel- le quali incinta, era col motore in panne e ormai in balia delle onde quando è stato intercettato a 20 miglia dalle coste italiane. Dopo i controlli medici una parte degli immigrati sono risultati affetti da scabbia. Sempre ieri, nella stessa zona dell'ultimo naufragio, la marina militare maltese ha soccorso altri due barconi in difficoltà per le pessime condizioni del mare. Per protestare contro questa nuova impennata di sbarchi ieri mattina il vice sindaco di Lampedusa, la senatrice della Lega Nord Angela Maraventano ha inscenato una singolare protesta. Si è presentata al molo chiedendo "un passaggio per andare a Tripoli". Vestita col velo islamico "per rispetto degli usi e i costumi di quei popoli " è pronta a "fare il viaggio all'incontrario verso la Libia. Ho chiesto alla capitaneria e alla Guardia di Finanza e non me lo consentono. Ma io voglio farlo comunque e ora chiederò aiuto a qualche peschereccio". Alfio Sciacca.

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Rettifica senza commento (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: NORME data: 2008-06-15 - pag: 24 autore: Intercettazioni. Il disegno di legge approvato venerdì Rettifica senza commento Concludiamo la pubblicazione del disegno di legge recante "Norme in materia di intercettazionitelefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice, degli atti di indagine, e integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche". La prima parte è stata pubblicata sul Sole 24 Ore di ieri. ARTICOLO 13 Modifiche al Codice penale 1. Al Codice penale sono apportate le seguenti modificazioni: a) l'articolo 379-bis è sostituito dal seguente: "Articolo 379-bis. - (Rivelazione illecita di segreti inerenti a un procedimento penale). Chiunque rivela indebitamente notizie inerenti ad atti del procedimento penale coperti dal segreto dei quali è venuto a conoscenza in ragione del proprio ufficio o servizio svolti in un procedimento penale, o ne agevola in qualsiasi modo la conoscenza, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. Se il fatto è commesso per colpa, la pena è della reclusione fino a un anno. Chiunque, dopo avere rilasciato dichiarazioni nel corso delle indagini preliminari, non osserva il divieto imposto dal pubblico ministero ai sensi dell'articolo 391-quinquies del Codice di procedura penale è punito con la reclusione fino a un anno"; b) all'articolo 614, primo comma, le parole: "di privata dimora " sono sostituite dalla seguente: "privato". e) dopo l'articolo 617-sexies sono inseriti i seguenti: "Articolo 617-septies. - (Accesso abusivo ad atti del procedimento penale). Chiunque mediante modalità o attività illecita prende diretta cognizione di atti del procedimento penale coperti dal segreto è punito con la pena della reclusione da uno a tre anni"; d) all'articolo 684, primo comma, le parole: "fino a trenta giorni o con l'ammenda da euro 51 a euro 258" sono sostituite dalle seguenti: "fino a sei mesi e con l'ammenda da euro 250 a euro 750"; e) all'articolo 684, dopo il primo comma è aggiunto il seguente: "Se il fatto di cui al comma precedente riguarda le intercettazioni di conversazioni o comunicazioni telefoniche, le altre forme di telecomunicazione, le immagini mediante riprese visive, e la acquisizione della documentazione del traffico delle conversazioni o comunicazioni stesse, la pena è dell'arresto da uno a tre anni e dell'ammenda da 500 a 1.032 euro". ARTICOLO 14 Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n.231 1. Dopo l'articolo 25-octies del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, è inserito il seguente: "Articolo 25-nonies. - (Responsabilità per il reato di cui all'articolo 684 del Codice penale). 1. In relazione alla commissione del reato previsto dall'articolo 684 del Codice penale, si applica all'ente la sanzione pecuniaria da cento a trecento quote.". ARTICOLO 15 Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n. 47 1. All'articolo 8 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo il terzo comma è inserito il seguente: "Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche sono effettuate ai sensi dell'articolo 32 del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177. Per i siti informatici, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono "; b) al quarto comma dopo le parole: "devono essere pubblicate" sono inserite le seguenti: ", senza commento,"; e) dopo il quarto comma è inserito il seguente: "Per la stampa non periodica l'autore dello scritto, ovvero i soggetti di cui all'articolo 57-bis del Codice penale, provvedono, su richiesta della persona offesa, alla pubblicazione, a propria cura e spese su non più di due quotidiani a tiratura nazionale indicati dalla stessa, delle dichiarazioni o delle rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro reputazione o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto di rilievo penale. La pubblicazione in rettifica deve essere effettuata entro sette giorni dalla richiesta con idonea collocazione e caratteristica grafica e deve inoltre fare chiaro riferimento allo scritto che l'ha determinata "; d) al quinto comma, le parole: "trascorso il termine di cui al secondo e terzo comma" sono sostituite dalle seguenti: "trascorso il termine di cui al secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, e sesto comma" e le parole: "in violazione di quanto disposto al secondo, terzo e quarto comma" sono sostituite dalle seguenti: "in violazione di quanto disposto dal secondo, terzo, quarto, per quanto riguarda i siti informatici, quinto e sesto comma "; e) dopo il quinto comma è inserito il seguente: "Della stessa procedura può avvalersi l'autore dell'offesa, qualora il direttore responsabile del giornale o del periodico, il responsabile della trasmissione radiofonica, televisiva o delle trasmissioni informatiche o telematiche non pubblichino la smentita o la rettifica richiesta ". ARTICOLO 16Abrogazioni 1. L'articolo 13 dei decreto legge 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, è abrogato. ARTICOLO 17 Modifiche in materia di protezione dei dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 1. Al Codice in materia di protezione di dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 5 dell'articolo 139 è sostituito dal seguente: "5. In caso di violazione delle prescrizioni contenute nel Codice di deontologia o, comunque, delle disposizioni di cui agli articoli 11 e 137 il Garante può vietare il trattamento o disporne il blocco ai sensi dell'articolo 143, comma 1, lettera c). Nell'esercizio dei compiti di cui agli articoli 143, comma 1, lettera b) e lettera c) 154, comma 1, lettera c) il Garante può anche prescrivere quale misura necessaria a tutela dell'interessato, la pubblicazione o diffusione in una o più testate della decisione che accerta la violazione, per intero o per estratto ovvero di una dichiarazione riassuntiva della medesima violazione "; b) dopo il comma 5 sono inserite i seguenti: "5-bis Nei casi di cui al comma 5, il Consiglio nazionale e il competente Consiglio dell'Ordine dei giornalisti anche in relazione alla responsabilità disciplinare, nonché, ove lo ritengano, le associazioni rappresentative di editori, possano far pervenire documenti e la richiesta di essere sentiti. 5-ter. La pubblicazione o diffusione di cui al comma 5 è effettuata gratuitamente nel termine e secondo le modalità prescritte con la decisione, anche per quanto riguarda, la collocazione, le relative caratteristiche anche tipografiche e l'eventuale menzione di parti interessate. Per le modalità e le spese riguardanti la pubblicazione o diffusione disposta su testate diverse da quelle attraverso la quale è stata commessa la violazione, si osservano le disposizioni di cui all'articolo 15 del decreto del presidente della Repubblica 11 luglio 2003 n. 284."; e) nell'articolo 170, comma 1, le parole: "26, comma 2, 90," sono sostituite dalle seguenti: "26, comma 2, 90, 139, comma 5,". ARTICOLO 18 Disciplina transitoria 1. Le disposizioni della presente legge non si applicano ai procedimenti pendenti alla data della sua entrata in vigore. 2. Le disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 268 del Codice di procedura penale, come modificato dall'articolo 5 della presente legge, si applicano decorsi tre mesi dalla data di pubblicazione di apposito decreto del ministro della Giustizia che dispone l'entrata in funzione dei centri di intercettazione telefonica di cui al medesimo comma 3. Fino a tale data, continuano a trovare applicazione le disposizioni del comma 3 dell'articolo 268 del Codice di procedura penale nel testo vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge.

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Clinica degli orrori, parla il chirurgo <Rifarei tutti quegli interventi> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-16 num: - pag: 25 categoria: REDAZIONALE Il caso della Santa Rita "Sono già stato condannato dall'opinione pubblica, non so se riavrò il mio onore. Ho salvato molte vite" Clinica degli orrori, parla il chirurgo "Rifarei tutti quegli interventi" Brega Massone dal carcere: trucchi? No, la mia équipe era la più produttiva MILANO - "Ho salvato molte vite umane. Ho alleviato le sofferenze di tante persone. Ora mi accusano di cose gravissime, dicono che sono un mostro e mi hanno rinchiuso in questo carcere. Non è giusto. Ho fatto un migliaio di interventi alla Santa Rita. Li rifarei tutti, uno per uno. Perché andavano fatti nell'interesse supremo del paziente e non, come dice chi mi accusa, del bilancio della Santa Rita". Da San Vittore parla per la prima volta e si difende a 360 gradi il dottor Pier Paolo Brega Massone, in carcere da una settimana per i rimborsi gonfiati e i ricoveri "inutili e dannosi" nella casa di cura milanese. E aggiunge: "Ho tanta voglia di lottare e di provare quello che dico, ma non so se ne valga ancora la pena visto che già sono stato condannato sui giornali e senza appello. Mi chiedo se mai potrò riavere il mio onore". Brega Massone affida le sue parole ai due legali di fiducia, gli avvocati Giuseppe Cannella e Ugo Lecis. Lo hanno visto ogni giorno per preparare la linea difensiva da presentare al tribunale del riesame che mercoledì deciderà se scarcerarlo dopo l'arresto disposto dal gip Micaela Serena Curami con quello di altre 13 persone. "Sarà il primo confronto con l'accusa, anche se in questo momento c'è un'evidente disparità, fisiologica nel processo, tra la Procura, che con la Guardia di Finanza e tre periti ha avuto un anno per valutare l'enorme mole di documentazione, e noi, che con due periti e in poco tempo, dobbiamo esaminare 27 faldoni", dice l'avvocato Cannella. Obiettivo minimo i domiciliari e poi intaccare la grave accusa di omicidio volontario per i 5 pazienti che, secondo i pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, sono morti per gli interventi utili solo ai rimborsi del servizio sanitario. "Ci affidiamo ai giudici, sicuri del loro equilibrio ", aggiunge Lecis. "Molti dei 91 interventi sotto accusa - dice il chirurgo - avevano il solo scopo di migliorare la vita del paziente. Operazioni di drenaggio che evitavano ai malati di essere trattati ogni 48 ore con una terapia dolorosissima di aspirazione di liquido dai polmoni. Il mio era un trattamento all'avanguardia sul quale ho fatto ricerche per un anno e pubblicazioni internazionali ". L'inchiesta dice che molti dei pazienti erano anziani sui quali era sconsigliato operare. "L'età anagrafica spesso è diversa da quella biologica. Ci sono 80enni che possono sopportare interventi che neppure un 60enne non tollererebbe - risponde Brega Massone -. L'ultima parola è dell'anestesista. Se non vuole, non si opera. C'è un'intercettazione in cui mi arrabbio con un anestesista che blocca l'intervento. L'interpretazione della Procura è che io volevo farlo per i soldi. La verità è che i drg non c'entrano, io ero convinto di farlo e lo sono ancora ". Brega Massone dice di ricordare "molto bene" alcune operazioni: "Ciascuna è un caso a sé e va collocata nella storia personale di ogni paziente". Tra le accuse c'è un episodio in cui avrebbe tolto un nodulo ad un polmone senza aver fatto prima gli esami che avrebbero evitato l'intervento: "Si trovava in una zona centrale vicina a dei vasi sanguigni. Non si poteva analizzarlo. L'unica possibilità era un intervento oggettivamente pesante". E i casi di noduli al seno che hanno portato su alcune donne all'asportazione di parti importanti di mammelle? "Anche qui bisogna valutare caso per caso - dice Brega Massone -, ma se non abbiamo preso in considerazione l'ago aspirato era perché l'evoluzione della malattia era veloce e preoccupante. Poi si è visto che il nodulo non era maligno, ma in quelle condizioni non si poteva fare altrimenti". Insomma, il chirurgo che in questo momento in Italia gode della peggior fama appare sicuro: "Ritengo di avere tutte le ragioni tecniche e mediche per spiegare ciò che ho fatto. Era giusto che mi comportassi così. Ho seguito scienza e coscienza". Nelle mani della Procura c'è anche una valanga di intercettazioni dalle quali sembra emergere un panorama di cinico affarismo sanitario. "Le intercettazioni sono ambigue se lette parzialmente e non nella loro integrità. Vanno contestualizzate per capire che non sono autoaccusatorie - dice l'avvocato Lecis -. Quando viene definito "principe" è perché la sua équipe aveva una produttività superiore alle altre, non perché era abile nelle frodi". Per il gip, grazie alla capacità di far fare soldi, Brega Massone era l'alter ego di Francesco Paolo Pipitone, il 75enne notaio padre-padrone della clinica finito ai domiciliari. "Non è vero - risponde il chirurgo -. Non è stato lui a scegliermi. Fui assunto dopo un colloquio con la direzione sanitaria. L'ho conosciuto sei mesi dopo. Credo mi stimasse, tant'è vero che mi chiamò per curare un suo stretto parente". In cella Brega Massone legge carte e prende appunti. Lecis è preoccupato: "Temo perda la fiducia nella giustizia". Giuseppe Guastella \\ Mostro Dicono che sono un mostro e mi hanno arrestato. Non è giusto \\ Avanguardia Il mio era un trattamento all'avanguardia, ho fatto ricerche \\ Soldi La Procura dice che a volte ho operato solo per i soldi. Non è vero \\ Coscienza Era giusto che mi comportassi così Ho seguito scienza e coscienza \\ Pazienti Gli interventi fatti nell'interesse supremo del paziente.

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La dittatura come alibi per non guardarsi dentro (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-16 num: - pag: 30 autore: di PAOLO FRANCHI categoria: REDAZIONALE A SINISTRA La dittatura come alibi per non guardarsi dentro SEGUE DALLA PRIMA Ma sono, le loro, argomentazioni da storici. Nessuna delle quali basta a convincere il direttore di Liberazione, Piero Sansonetti, convinto che Tremonti proponga sì terapie inaccettabili, ma nella diagnosi colga nel segno. Certo, in giro non si vede un Mussolini, non sono all'ordine del giorno fondazioni di imperi, nessuna ora suonata dal destino minaccia di battere nuovamente sui colli fatali di Roma. Ma, se per fascismo intendiamo una svolta illiberale e autoritaria, secondo Sansonetti ci siamo: è esattamente quello che sta capitando. Davanti agli occhi di tutti. Sull'onda di un consenso (non solo dei ceti medi impoveriti) che non accenna a scemare, anzi. Senza incontrare troppe resistenze. Tremonti ovviamente intendeva dire un'altra cosa. Ma non c'è dubbio che, tirando in ballo il fascismo, abbia toccato un nervo tradizionalmente scoperto della sinistra italiana (non solo quella propriamente detta che, a dire il vero, su questo terreno si muove con più cautela), e ne abbia evocato qualche tic. Ragionando per la prima volta in pubblico sulle ragioni della sconfitta, Fausto Bertinotti ha parlato di una Repubblica ormai non più antifascista, ma solo "a-fascista ": in Italia, ha sostenuto, sta prendendo forma un "regime leggero". E se Bertinotti ha optato per un ossimoro almeno nelle intenzioni prudente, altri preferiscono giudizi più severi e definitivi, prendendo spunto soprattutto dalle misure (discutibili) del governo sulle intercettazioni e da quelle (discutibilissime, e anche peggio) sull'utilizzo dei soldati in strada per dare man forte alle forze di polizia. Su Repubblica, Giuseppe D'Avanzo parla di un Berlusconi intento a dimostrare che "per governare la crisi italiana è costretto a separare lo Stato dal diritto ", con il soldato chiamato a farsi questurino, il giudice chierico, il giornalista laudatore: per questa via, sostiene, la vita pubblica italiana si militarizza. Eugenio Scalfari gli dà ragione. "Non sarà fascismo", scrive, "ma certamente è un allarmante incipit verso una dittatura che si fa strada in tutti i settori sensibili della vita democratica, complici la debolezza dei contropoteri, la passività dell'opinione pubblica e la sonnolenta fragilità delle opposizioni ". Si potrebbe continuare a lungo, ma possiamo già ricapitolare. Fascismo, seppure inteso in senso assai lato. Regime, anche se debole. Stato che si separa dal diritto. Vita pubblica che si militarizza. Incipit di una dittatura. Se è così, altro che clima nuovo, altro che democrazia dell'alternanza. Basterebbe meno, molto meno, per chiamare alla più drastica e radicale delle opposizioni. Come si può anche solo immaginare di aprire un dialogo ravvicinato, e oltre tutto sul tema dei temi, la riforma delle istituzioni, con un governo e una maggioranza che battono simili strade? Come si può tener viva, in un simile contesto, anche solo l'idea di una reciproca legittimazione tra le forze in campo, se una, quella che governa, ha scelto di incamminarsi su una via che porta dritto al regime, anzi, alla dittatura, e forse a un fascismo più o meno soft, e l'altra, quella che si oppone, è tenuta, o dovrebbe esserlo, a difendere la democrazia? Nessun dubbio. Non si può. Basta sonnecchiare. Si svegli, se ne è capace, il Partito democratico. Si svegli, se ne è capace, Walter Veltroni. Si svegli, se ancora c'è, la sinistra. Prima che sia troppo tardi. Svegliarsi. Benissimo, ce n'è bisogno. Ma per fare esattamente che cosa, oltre che per indignarsi, nessuno lo spiega: gli appelli al risveglio delle opposizioni suonano così drammatici e magari solenni, ma anche poco convincenti. Forse perché sono poco convincenti le analisi che li sorreggono, e ancor meno i mostri (il regime, il fascismo alle porte) evocati alla bisogna. Oltretutto sono, a grandi linee, sempre gli stessi, dalla prima vittoria di Berlusconi nell'ormai lontano 1994 in poi, nonostante in tutti questi anni regimi non ne siano stati instaurati e anzi il centrosinistra abbia avuto modo di governare per quasi una legislatura e mezza. Denunciare con parole di fuoco il rischio che quello che non è capitato sinora stia per succedere adesso è sicuramente più facile, ma altrettanto sicuramente meno produttivo, che guardare impietosamente dentro questo quindicennio e dentro se stessi per provare a essere oggi sul serio opposizione, domani o dopodomani governo. Era davvero inevitabile che la transizione italiana avesse un esito di destra? E adesso, non c'è nulla di più utile da fare che denunciare la svolta autoritaria? "Non c'è Annibale alle porte, non ci sarà un passaggio di regime. C'è una nuova destra di governo e di amministrazione da sottoporre ad analisi e da contrastare nella decisione, con uno scatto di pensiero e di azione". Recita così la prima delle undici tesi messe a punto dal Centro per la riforma dello Stato, un pensatoio classico, e certo non sospettabile di moderatismo, della sinistra italiana presieduto da Mario Tronti, per avviare la riflessione sulla stagione politica che si è aperta lo scorso aprile, con la doppia sconfitta del grande partito di centrosinistra e della piccola e malcerta aggregazione di sinistra. Sottoporre (di più e meglio) ad analisi per contrastare (di più e meglio) nella decisione. Può darsi che queste siano espressioni dal sapore antico. Ma si fatica a immaginarne di più moderne, e soprattutto di più efficaci, per delle opposizioni sconfitte che intendano risalire la china. \\ Fascismo, seppure inteso in senso lato. Regime, anche se debole. Vita pubblica che si militarizza. Come si può anche solo immaginare di aprire un dialogo, se si pensa che il governo batta simili strade?.

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Aggiotaggio, quei timori veri e inventati (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-16 num: - pag: 30 autore: di LUIGI FERRARELLA categoria: REDAZIONALE IL DISEGNO DI LEGGE Aggiotaggio, quei timori veri e inventati SEGUE DALLA PRIMA Da giorni, ad esempio, condivisibili critiche al depotenziamento anche delle indagini economiche (niente più intercettazioni persino per la bancarotta fraudolenta, come quella Parmalat) denunciano anche l'impossibilità con la nuova legge di indagare sui "furbetti" della finanza: cioè di svolgere in futuro inchieste come quelle che nel 2005 proprio con le intercettazioni - allora consentite per reati puniti con 5 anni, e disposte per l'aggiotaggio all'epoca punito con la reclusione fino a 6 anni - svelarono i retroscena illeciti (fin dentro Bankitalia) delle scalate all'Antonveneta e alla Bnl. Questa preoccupazione, tra le tante reali, non appare però esatta. Da quasi tre anni, infatti, il decreto n.262 del 28 dicembre 2005 ha raddoppiato le pene per insider trading e aggiotaggio, che già nell'aprile 2005 il recepimento della direttiva europea sul market abuse aveva appunto elevato a 6 anni. Dunque, poiché oggi è di 12 anni la pena massima per l'aggiotaggio su società quotate in Borsa, la magistratura potrà ancora e ugualmente ordinare le intercettazioni anche con la nuova legge che intende ammetterle soltanto per reati con pena superiore ai 10 anni. Riconoscere che con la nuova legge si potrebbe ancora fare un'altra inchiesta Antonveneta - e riconoscerlo con la stessa precisione con la quale va invece rimarcato che indagini come quella sulla clinica Santa Rita non si sarebbero più potute avvalere di intercettazioni (perché basate all'inizio sulla truffa allo Stato e sul falso in atto pubblico, ipotesi punite al massimo con 6 anni e che non figurano tra i "ripescati" reati contro la pubblica amministrazione) - è il presupposto anche per saggiare nella legge l'esito pratico dei pur condivisibili propositi di contenere abusi e distorsioni. A partire dall'irrazionale rigidità (salvo per mafia e terrorismo) del limite a 3 soli mesi della durata massima delle intercettazioni; o dall'indebolimento del principio di conservazione della prova, al punto che, se due intercettati per un reato svelano al telefono il nome del possibile autore di un diverso reato, ed è solo la telefonata a fornire questo dato, con le nuove regole costui non potrà essere intercettato. Anche il fatto che non sia più un gip ma un collegio di tre giudici a vagliare le richieste dei pm di autorizzare intercettazioni, opzione in teoria argomentabile, nella realtà dei Tribunali di piccole e medie dimensioni, e nei tanti sotto organico, minaccia un corto circuito che in alcune sedi rasenterà la paralisi: e ciò a causa dell'"incompatibilità" con la vita futura del procedimento, che per legge oggi colpisce il gip che autorizza le intercettazioni, e che domani invece eliminerebbe in un sol colpo tre giudici per volta. Se mai, tornando al caso delle indagini sui "furbetti", è bene che i cittadini-lettori comincino a considerare come un problema loro (prima ancora che dei giornalisti) la museruola che la nuova legge punta a mettere all'informazione su tutti gli atti di un'inchiesta, e non soltanto sulle intercettazioni prese come pretesto; anche sugli atti non più coperti dal segreto; anche se li si racconta "nel riassunto", e persino se ci si limita "al contenuto"; e addirittura fino al rinvio a giudizio. Un problema loro perché con queste regole, ad esempio, dell'indagine sulla scalata 2005 di Consorte alla Bnl niente potrebbero leggere a tutt'oggi, visto che non c'è ancora stata l'udienza preliminare; e di quella di Fiorani all'Antonveneta avrebbero iniziato a leggere qualcosa solo 23 giorni fa, quando il giudice ha disposto il rinvio a giudizio. Tre anni di silenzio-stampa: proprio sicuri che sia questa la "sicurezza" che i cittadini volevano si garantisse loro? \\ Tre anni di silenzio stampa: è questa la sicurezza che i cittadini volevano si garantisse loro?.

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Delitti, chiacchiere e intercettazioni (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-16 num: - pag: 30 categoria: REDAZIONALE Particelle elementari di Pierluigi Battista Delitti, chiacchiere e intercettazioni D' accordo, attenzione a non ostacolare le doverose indagini della magistratura. Certo, salvaguardare il fondamentale diritto d'informazione. Ma si può sapere qual è il terribile reato di Anna Falchi rivelato da un sms d'amore all'allora suo neosposo Stefano Ricucci? E qual è l'odioso crimine neutralizzato dagli inquirenti mentre intercettavano l'ex capo ufficio stampa di An Salvo Sottile che al telefono (intercettato) sventagliava grevità su alcune ragazze protese a qualche spicchio di visibilità televisiva? E qual è la nefandezza penale commessa dal premier Berlusconi che al telefono (intercettato) sollecitava il direttore generale della Rai a inserire nel casting di non si ricorda quale fiction alcune non si ricordano quali attrici? E quale catena di reati è stata spezzata spiando il figlio di Luciano Moggi che raccontava a un amico di una sua costosa (e mancata) avventura sentimentale a Parigi? E quale pericolo contro lo Stato e i cittadini è stato temerariamente sventato intromettendosi nelle telefonate di Lele Mora, peraltro prosciolto prima ancora di andare in giudizio? E quale disegno criminoso è venuto alla luce dai brogliacci delle conversazioni private di Deborah Bergamini, quelli pubblicati e quelli di cui soltanto ora è stata disposta la definitiva distruzione? E che ne è della salute dello Stato dopo che gli inquirenti hanno messo a fuoco con opportune intercettazioni le (presunte, poi rivelatesi inesistenti) manovre di Flavia Vento per incastrare Francesco Totti? E quale manovra delinquenziale è stata ricostruita dando ai giornali la possibilità di pubblicare le intercettazioni tra due fotografi che commentavano con battute salaci gli slalom notturni eterodossi del portavoce (mai indagato) del governo Prodi? E come è stato messo nelle condizioni di non nuocere un clan di nemici dello Stato attraverso le intercettazioni (rese pubbliche in tribunale) delle chiacchiere private da e per Bettino Craxi costretto ad Hammamet? Certamente la magistratura deve fare il suo lavoro senza ostacoli e assurde limitazioni e certamente è giusto che sui giornali non venga nascosto nulla, ma proprio nulla delle indagini in corso. Ma in che senso un turpe crimine sarebbe stato bloccato se si intercetta Massimo D'Alema che dice "facci sognare" a un banchiere nel corso di una conversazione privata? E quale macchinazione delittuosa è stata smontata se si intercetta e si pubblica una telefonata in cui una nota presentatrice tv si lamenta della distrazione professionale mostrata nei suoi confronti dal direttore di una rete Rai? E con quali modalità sono stati bloccati gravissimi reati finanziari se si intercettano, per poi pubblicarle, anche le sconcezze formulate da due uomini di potere sull'avvenenza della figlia di un altro uomo di potere? E quale attentato all'integrità repubblicana è stato finalmente scoperto se nel corso di un'inchiesta su Vittorio Emanuele vengono intercettate, e pubblicate, telefonate che riguardano professioniste a contratto della Rai che con il figlio del Re non hanno mai avuto niente da spartire? E in che senso la libertà di manovra della magistratura dovrebbe essere compromessa se qualche occhiuto censore volesse sigillare il buco della serratura? \\ Ma dove si trova il reato in una conversazione privata?.

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Il buonsenso oltre ai Codici (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI data: 2008-06-15 - pag: 8 autore: ... IMMONDIZIA A NAPOLI Il buonsenso oltre ai Codici L' inchiesta sui rifiuti a Napoli riverbera una strana impressione di estraneità di quanti l'hanno impostata e condotta fino all'arresto di 25 persone tra manager pubblici e privati, funzionari, tecnici. Se quei fascicoli sul dramma campano fossero stati composti a Bruxelles, a centinaia di km dai rifiuti, dai cassonetti incendiati, dalle cariche della polizia, tutto si spiegherebbe. Ma i magistrati che procedono vivono a Napoli, e qualche spunto di riflessione potrebbero accettarlo. Primo: non c'è il rischio di attribuire a pochi funzionari non fannulloni né corrotti delle responsabilità pesanti, ma sostanzialmente burocratiche? Non spiega nulla l'assoluto caos di questi mesi, la corsa a placare la rabbia dei cittadini esasperati? Secondo: perché le manette? C'era pericolo di fuga? O si tratta d'indagati che potrebbero inquinare prove raccolte in mesi di verifiche e analisi? Terzo: dalla primavera 2007, intercettazioni e controlli svelano maree di liquami, codici non adatti, lavorazioni non eseguite, esami sospetti. Se l'interesse primo è quello di salvaguardare la salute del cittadino, oltre al rispetto dei codici, non era il caso di fermare quello scempio mentre avveniva, anziché chiederne conto oltre un anno dopo?.

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Interventi e Repliche (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-06-16 num: - pag: 31 categoria: BREVI Interventi e Repliche Sinistra e rivoluzione ungherese del '56 Opportuno il servizio di Carioti ( Corriere, 15 giugno) che, sulla scorta del lavoro di Federigo Argentieri, ricorda come "Budapest '56" sia ancora una "ferita aperta della sinistra". Vale forse la pena di ricordare che, oltre alle responsabilità dirette di Togliatti nell'assassinio di Imre Nagy, tra i comunisti vi furono molte altre pesanti corresponsabilità, oltre ai silenzi di Reichlin. Longo lanciò un appello "a tutte le forze che vogliono il socialismo contro il terrore bianco in Ungheria"; Ingrao fece ignobili titoli sull'Unità; Amendola si augurò che "i carri armati sovietici intervenissero"; Marchesi dichiarò che "alla cagnara reazionaria clericale e fascista sull'Ungheria non intendo associare la mia voce"; Salinari scrisse che "la rivolta dell'operaio ungherese non è una rivoluzione". Ma ancor più significative furono altre posizioni: Rossanda racconta che in privato "digrignò i denti", ma non disse una parola; Enrico Berlinguer richiamò il partito alla "vigilanza e all'unità perché il pericolo di scivolamenti riformistici è vivo e presente"; ed i firmatari del "Manifesto dei 101" si limitarono a chiedere all'iperstalinista Togliatti di procedere sulla fasulla "via italiana al socialismo". Furono soltanto i democratici laici, liberali e socialisti (Salvemini, Pannunzio, Bobbio, Bettiza, De Caprariis, Jemolo, Pampaloni, Romeo, Rossi, Scalfari...), che lanciarono sul Mondo e L'Espresso nel novembre '56 il manifesto "Per la libertà dell'Ungheria", e fu il Congresso internazionale per la libertà della cultura, guidato in Italia da Ignazio Silone e Nicola Chiaromonte, che organizzò in Europa una rete di solidarietà e assistenza ai profughi e si adoperò per liberare le migliaia di incarcerati di Budapest che potevano finire sul patibolo come Nagy. Massimo Teodori Medici e principio deontologico Il caso dell'Istituto clinico Santa Rita pone un essenziale quesito e cioè se realmente i medici applichino il principio deontologico e ippocratico in base a cui la loro attività professionale deve svolgersi "secondo scienza e coscienza". Pare che tale dualismo etico e professionale sia per alcuni adattabile a fisarmonica nelle varie situazioni cliniche. Non è il caso che nella formazione continua in Medicina (Ecm) si facciano talune lezioni per chiarire che cosa voglia dire "secondo scienza e coscienza" e come vada applicato? E non è il caso che se ne occupi la Federazione nazionale degli ordini dei medici attraverso gli ordini provinciali? Non guasterebbe fare assoluta chiarezza sia sulla scienza che sulla coscienza nello svolgimento dell'attività professionale medica. E ritengo che anche le Società medico-scientifiche debbano dire qualcosa in proposito perché il problema esiste e appare quando vengono alla luce casi di cosiddetta malasanità. Altrimenti il vero significato dei due termini si perde nella nebbia, diventa capzioso ed artefatto a seconda delle interpretazioni che ne vengono date, anche dai responsabili di casi di malasanità. E va da sé che talvolta sia la scienza che la coscienza vengano adeguate a personali interessi professionali. Raffaele Bernardini, direttore@telemeditalia.it Delitti e ricorso alle intercettazioni A specificazione di una inesattezza contenuta nel mio commento pubblicato sul Corriere di ieri al progetto governativo sulle intercettazioni telefoniche, desidero precisare che i delitti di insider trading e di manipolazione del mercato (per quanto riguarda le ipotesi previste nel testo unico in materia di intermediazione finanziaria) devono ritenersi rientranti nell'ambito di quelli per i quali anche il suddetto progetto consente il ricorso allo strumento delle intercettazioni, in conseguenza di un intervento legislativo che ha raddoppiato la misura delle pene per essi originariamente previste, portando per entrambi tali delitti il limite massimo da sei a dodici anni di reclusione. Vittorio Grevi.

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Bloccato un carico di rifiuti radioattivi in Campania (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 24 del 2008-06-16 pagina 0 Bloccato un carico di rifiuti radioattivi in Campania di Carmine Spadafora Gli uomini di Bertolaso sventano il tentativo di smaltire materiali pericolosi. E i carabinieri fermano due tir in arrivo dagli ospedali pugliesi. 50 indagati in un mese Avellino - Materiale radioattivo in un carico di rifiuti. Il compattatore aveva appena varcato l'ingresso della discarica di Savignano Irpino (Avellino), inaugurato appena tre giorni fa, quando, è scattato l'allarme. La monnezza radioattiva è stata immediatamente isolata e rispedita nel sito di trasferenza, per essere smaltita negli impianti adeguati a questo tipo di rifiuti. Una volta identificati gli autori di questa spedizione di rifiuti illegali, verranno denunciati alla magistratura. Il carico pericoloso, contenente tracce del contaminante iodio 131, è stato individuato "grazie alla capillare capacità di controllo di tutte le componenti che operano nella discarica, forze dell'ordine, vigili del fuoco ed esercito", fanno sapere dallo staff del sottosegretario all'emergenza, Guido Bertolaso. Nel carico sono stati trovati rifiuti ospedalieri, sui quali è stata riscontrata una "lieve anomalia radioattiva". Dall'entourage di Bertolaso fanno notare che "è evidente che i rifiuti ospedalieri devono essere smaltiti, come previsto dalla legge, attraverso una filiera completamente diversa da quella prevista per i rifiuti solidi urbani" e che "l'episodio di oggi conferma, dopo quelli dei giorni scorsi, l'accuratezza dei controlli per garantire il totale rispetto delle norme per il materiale che viene conferito nelle discariche". Curiosa la smentita del direttore dell'impianto di Savignano, Liberato Imperato, che addirittura ha negato l'esistenza di un carico radioattivo: "Non ci sono tracce di radioattività nei rifiuti". Poco dopo Imperato è stato smentito da una delle massime autorità nel campo dei rifiuti, il generale dell'esercito Franco Giannini, ex vice di Gianni De Gennaro al Commissariato di Governo, oggi responsabile del settore tecnico-operativo-impiantistico della struttura di Bertolaso: "All'ingresso della discarica abbiamo posto dei controlli con gli intensimetri, per tutelare al massimo i cittadini. Questa mattina, durante un'ispezione, abbiamo rilevato in un carico con dei rifiuti ospedalieri dove c'erano tracce radioattive di iodio 131". Il generale ha poi confermato che il carico radioattivo è già stato "rimandato al sito di trasferenza di Pantano d'Acerra, per consentire ai vigili del fuoco di effettuare ulteriori controlli e per cercare di risalire al responsabile dello sversamento, per denunciarlo alla magistratura". I rifiuti speciali sono di casa ad Avellino: ieri, ancora una volta, i carabinieri di Montella coordinati dal Comando provinciale irpino hanno intercettato e sequestrato due tir carichi di quaranta quintali di rifiuti speciali, provenienti dalla Puglia. Due uomini sono stati denunciati. In poco più di un mese, sono oltre cinquanta gli indagati per trasporto di rifiuti speciali, bloccati dai carabinieri avellinesi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Clinica degli orrori, parla il chirurgo <Rifarei tutti quegli interventi> (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Brega Massone dal carcere: trucchi? No, la mia équipe era la più produttiva Clinica degli orrori, parla il chirurgo "Rifarei tutti quegli interventi" "Sono già stato condannato dall'opinione pubblica, non so se riavrò il mio onore. Ho salvato molte vite" Pier Paolo Brega Massone (Cavicchi/Milani) MILANO "Ho salvato molte vite umane. Ho alleviato le sofferenze di tante persone. Ora mi accusano di cose gravissime, dicono che sono un mostro e mi hanno rinchiuso in questo carcere. Non è giusto. Ho fatto un migliaio di interventi alla Santa Rita. Li rifarei tutti, uno per uno. Perché andavano fatti nell'interesse supremo del paziente e non, come dice chi mi accusa, del bilancio della Santa Rita". Da San Vittore parla per la prima volta e si difende a 360 gradi il dottor Pier Paolo Brega Massone, in carcere da una settimana per i rimborsi gonfiati e i ricoveri "inutili e dannosi" nella casa di cura milanese. E aggiunge: "Ho tanta voglia di lottare e di provare quello che dico, ma non so se ne valga ancora la pena visto che già sono stato condannato sui giornali e senza appello. Mi chiedo se mai potrò riavere il mio onore". Brega Massone affida le sue parole ai due legali di fiducia, gli avvocati Giuseppe Cannella e Ugo Lecis. Lo hanno visto ogni giorno per preparare la linea difensiva da presentare al tribunale del riesame che mercoledì deciderà se scarcerarlo dopo l'arresto disposto dal gip Micaela Serena Curami con quello di altre 13 persone. "Sarà il primo confronto con l'accusa, anche se in questo momento c'è un'evidente disparità, fisiologica nel processo, tra la Procura, che con la Guardia di Finanza e tre periti ha avuto un anno per valutare l'enorme mole di documentazione, e noi, che con due periti e in poco tempo, dobbiamo esaminare 27 faldoni", dice l'avvocato Cannella. Obiettivo minimo i domiciliari e poi intaccare la grave accusa di omicidio volontario per i 5 pazienti che, secondo i pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano, sono morti per gli interventi utili solo ai rimborsi del servizio sanitario. "Ci affidiamo ai giudici, sicuri del loro equilibrio ", aggiunge Lecis. "Molti dei 91 interventi sotto accusa dice il chirurgo avevano il solo scopo di migliorare la vita del paziente. Operazioni di drenaggio che evitavano ai malati di essere trattati ogni 48 ore con una terapia dolorosissima di aspirazione di liquido dai polmoni. Il mio era un trattamento all'avanguardia sul quale ho fatto ricerche per un anno e pubblicazioni internazionali ". L'inchiesta dice che molti dei pazienti erano anziani sui quali era sconsigliato operare. "L'età anagrafica spesso è diversa da quella biologica. Ci sono 80enni che possono sopportare interventi che neppure un 60enne non tollererebbe risponde Brega Massone . L'ultima parola è dell'anestesista. Se non vuole, non si opera. C'è un'intercettazione in cui mi arrabbio con un anestesista che blocca l'intervento. L'interpretazione della Procura è che io volevo farlo per i soldi. La verità è che i drg non c'entrano, io ero convinto di farlo e lo sono ancora ". Brega Massone dice di ricordare "molto bene" alcune operazioni: "Ciascuna è un caso a sé e va collocata nella storia personale di ogni paziente". Tra le accuse c'è un episodio in cui avrebbe tolto un nodulo ad un polmone senza aver fatto prima gli esami che avrebbero evitato l'intervento: "Si trovava in una zona centrale vicina a dei vasi sanguigni. Non si poteva analizzarlo. L'unica possibilità era un intervento oggettivamente pesante". E i casi di noduli al seno che hanno portato su alcune donne all'asportazione di parti importanti di mammelle? "Anche qui bisogna valutare caso per caso dice Brega Massone , ma se non abbiamo preso in considerazione l'ago aspirato era perché l'evoluzione della malattia era veloce e preoccupante. Poi si è visto che il nodulo non era maligno, ma in quelle condizioni non si poteva fare altrimenti". Insomma, il chirurgo che in questo momento in Italia gode della peggior fama appare sicuro: "Ritengo di avere tutte le ragioni tecniche e mediche per spiegare ciò che ho fatto. Era giusto che mi comportassi così. Ho seguito scienza e coscienza". Nelle mani della Procura c'è anche una valanga di intercettazioni dalle quali sembra emergere un panorama di cinico affarismo sanitario. "Le intercettazioni sono ambigue se lette parzialmente e non nella loro integrità. Vanno contestualizzate per capire che non sono autoaccusatorie dice l'avvocato Lecis . Quando viene definito "principe" è perché la sua équipe aveva una produttività superiore alle altre, non perché era abile nelle frodi". Per il gip, grazie alla capacità di far fare soldi, Brega Massone era l'alter ego di Francesco Paolo Pipitone, il 75enne notaio padre-padrone della clinica finito ai domiciliari. "Non è vero risponde il chirurgo . Non è stato lui a scegliermi. Fui assunto dopo un colloquio con la direzione sanitaria. L'ho conosciuto sei mesi dopo. Credo mi stimasse, tant'è vero che mi chiamò per curare un suo stretto parente". In cella Brega Massone legge carte e prende appunti. Lecis è preoccupato: "Temo perda la fiducia nella giustizia". Giuseppe Guastella stampa |.

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Giovedì scorso la donna sarebbe stata interrogata in Procura a Genova (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

IL MISTERO il caso Le telefonate tra Antonella Calò e Roberto Alessio IL DOPPIO MENU Giovedì scorso la donna sarebbe stata interrogata in Procura a Genova MARCO RAFFA "Schifezze ospedaliere" solo ai pazienti e non al personale SAVONA Potrebbe essere proprio Antonella Calò, il dirigente della Asl2 indagato per turbativa d'asta dai pm genovesi nell'ambito dell'inchiesta su Mensopoli, la misteriosa donna che giovedì scorso era stata vista a Palazzo di Giustizia di Genova entrare e rimanere a lungo nell'ufficio del pubblico ministero Francesco Pinto. Nei giorni scorsi, su disposizione della Procura di Genova, gli uffici savonesi della dirigente sono stati perquisiti da personale della Guardia di Finanza. Lo ha confermato il direttore generale Flavio Neirotti precisando peraltro che ufficialmente la Asl2 non è stata ancora informata dell'iscrizione del dirigente nel registro degli indagati. Di Antonella Calò, comunque, si parla molto nell'ordinanza del gip genovese Fucigna che riporta anche la trascrizione di molte intercettazioni. In una telefonata del 27 novembre 2007 la dirigente Calò parla con l'imprenditore vercellese Roberto Alessio e fa commenti sul metodo di lavoro della Pedus-Dussman, l'azienda che, battuta dalla Alessio nella gara d'appalto, era tornata a lavorare per la Asl in seguito allo stop imposto dal Tar. Si parla, in particolare, di "schifezze ospedaliere" che la stessa Calò avrebbe imposto non vengano servite alla mensa dei dipendenti Asl. Calò: ....ed io in particolare non è che mi trovi in posizione favorevole perché questi qui son dentro...in così alla cacchio di cane...e quindi un pò se ne approfittano, ultimamente son venuti ad oremus...io ho imposto per esempio un menù diverso per i dipendenti perché non era possibile...che mangiassero schifezze ospedaliere cucinate poi come ti dico...no..? Ok poi si lamentano..insomma....insomma un casino che non ti dico a me ... anche pinzarli e fargli dei cazziatoni fuor di misura, anche perché poi io avevo avuto ordini interni. devo dir la verità di non diciamo inasprire la situazione che era già aspra..hm.... Alessio: certo.... Calò: ..adesso ultimamente ho visto che c'è più interesse da parte dei sindacati...per sapere le composizioni......del personale utilizzato..se le cose sono a norma o non a norma e tutte ste storielle qui....eee.....ogni tanto mi.....servizi reparti mi chiedono delle cose e io gli dico...per esempio di..di di..tipo che so io...i sacchetti de..dei pasti cose di questo genere....e la chirurgia gli ho detto:...." sono previsti tutti nel nuovo capitolato che oramai è diventato vecchio fra virgole......ecco...è..però ee....dice però eh....siccome è tutto stoppato...perché è tutto...i..in esamina davanti al Consiglio di Stato...certe cose sono procedimenti amministrativi e a questi qui non gliene deve fregar niente..ecco eh per tanto..se passa che va avanti la cosa allora abbiamo una serie di guarentigie e se non passa buona notte al secchio.

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WALTERLOO FA IL DURO: O GOVERNO CAMBIA LINEA, O DIALOGO A RISCHIO PARISI: VELTRONI NON FACCIA IL "RE OMBRA" LA RUSSA: I 2500 MILITARI CARABINIERI? ARMANI: QUE VIVA SILVIO - C (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

WALTERLOO FA IL DURO: O GOVERNO CAMBIA LINEA, O DIALOGO A RISCHIO ? PARISI: VELTRONI NON FACCIA IL "RE OMBRA" ? LA RUSSA: I 2500 MILITARI CARABINIERI? ? ARMANI: QUE VIVA SILVIO - COSSIGA VS MARONI? © Foto U.Pizzi"> Walterloo © Foto U.Pizzi 1 - VELTRONI: SPERO PRODI RESTI, MA RISPETTERO' SUA DECISIONE? (Agi) - "A me piacerebbe che Romano Prodi restasse presidente, perche' come me e' legato all'idea stessa del Pd, come me e' stato tra quelli che piu' ha creduto al Pd. Ma rispettero' la sua decisione, quale che sia". Cosi' il segretario del Pd, Walter Veltroni, durante un incontro promosso dalla fondazione Fare Futuro, in merito alle dimissioni del Professore da presidente del Pd, in vista dell'Assemblea costituente del prossimo fine settimana, smentendo anche che tra i due ci sarebbero stati negli ultimi giorni degli incontri: "L'ho letto, non sono veri". 2 - VELTRONI: O GOVERNO CAMBIA LINEA O DIALOGO A RISCHIO? (Ansa) - 'In questi giorni si decide il futuro di questa legislatura: se il comportamento rimane come quello delle ultime settimane il clima non potra' che cambiare'. Lo ha detto il leader del Pd, Walter Veltroni, parlando a una conferenza stampa organizzata dalla fondazione 'Fare Futuro' e sottolineando che venerdi' all'assemblea costituente tirera' le fila il comportamento del governo. Veltroni si e' detto 'molto sorpreso e colpito dalla protervia con cui alcune cose vengono introdotte surrettiziamente', criticando decisamente il primo mese di azione del governo in particolare per quanto riguarda 'il decreto su Retequattro, le uscite della Lega sull'Europa, le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza'. 3 - BONINO: DIALOGO PD-GOVERNO? SE ESISTE E' POCO TRASPARENTE? (Ansa) - 'O il Pd ha dei dialoghi aperti in altri consessi, ma certamente poco trasparenti per quanto mi risulta, oppure per quanto riguarda le iniziative legislative parlamentari e' indubbio che questo dialogo non si e' manifestato per niente'. Lo ha detto a 'Radio Radicale' la vicepresidente del Senato Emma Bonino, sulle relazioni attuali tra governo e Partito democratico. 'Fin dall'inizio ho detto che tutta questa offerta reciproca di dialogo mi sembrava una assoluta melassa perche' di fatto si rischia di scambiare la buona educazione istituzionale con qualche contenuto di dialogo che forse si svolge su altri temi, come la Rai o la legge elettorale europea, o non so quali altri consessi', ha detto Emma Bonino. 'Dal punto di vista parlamentare sia sul decreto rifiuti che sul decreto sicurezza l'avvio di un dialogo vuol dire stare all'ascolto dell'opposizione, e di questo dialogo non si e' vista proprio traccia. Questo modo di porsi non mi ha convinto'. © Foto La Presse"> Antonello Soro © Foto La Presse 4 - SORO (PD): NESSUNO NEL PARTITO HA PIU' CONSENSO DI VELTRONI? (Agi) - "Oggi non esiste nel Pd una sola personalita' che abbia maggiore consenso di Veltroni. Credo che la prospettiva di Governo da parte di chi ha vinto le primarie, appena 10 mesi fa, debba dispiegarsi per l'intero mandato ricevuto. Questo e', poi, di fatto il comportamento e l'affermazione di tutti i dirigenti nazionali. Ci sono anche, sui giornali, delle esibizioni, qualche volta un po' narcisiste, di alcuni colleghi che mettono in discussione questa leadership, senza indicare mai chiaramente quali siano i punti attraverso si debba verificare se esiste o meno questa leadership. Mi pare, francamente, una discussione accademica". Lo ha dichiarato a Gr Parlamento, il capogruppo del partito Democratico alla Camera, Antonello Soro. 5 - PARISI: VELTRONI CONGELI DIALOGO E NON FACCIA RE OMBRA? (Ansa) - Il dialogo tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, e il tentativo del segretario del Pd di farsi riconoscere 'come titolare esclusivo del ruolo di oppositore', creano il rischio 'che si arrivi alla dittatura della maggioranza. O meglio, alla dittatura dei leader, del Re Sole e del Re Ombra'. Cosi' Arturo Parisi, in un colloquio con 'Repubblica', boccia il dialogo tra maggioranza e opposizione, anche alla luce degli ultimi provvedimenti legislativi messi in cantiere dal centrodestra su sicurezza e intrecettazioni e invoca 'una svolta' del Partito Democratico, perche' riconquisti la sua 'autentica funzione'. Il partito, secondo Parisi, deve smettere 'di cercare solo il riconoscimento da parte della maggioranza'. 'Walter - dice - dovrebbe farsi riconoscere dagli elettori prima che da Berusconi', e solo in un secondo momento dovrebbe arrivare 'il confronto sulle riforme'. Altrimenti, con 'la maggioranza debordante e l'opposizione inadeguata e' evidente che la democrazia, come noi la conosciamo, e' a rischio'. 'C'e' - conclude - una degenerazione. Se non una dittatura della maggioranza, una distorsione profonda. Se non fosse per la presenza della Lega da una parte e dell'Idv e dell'Udc dall'altra, bisognerebbe prendere atto che la trama tra il Sole e l'Ombra ha messo in moto una dinamica preoccupante'. 6 - LA RUSSA: I 2500 MILITARI POTREBBERO ESSERE CC? (Agi) - "Pochi sanno che i carabinieri sono forze armate, circa 10mila sono alle dipendenze del ministro della Difesa". Quindi i 2.500 soldati che potrebbero arrivare nelle citta' in aiuto alle forze di polizia "potrebbero essere presi proprio dai carabinieri". Cosi' il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, al termine dell'incontro con il ministro Maroni in prefettura, a Milano ha spiegato precisato alcuni punti dell'emendamento sull'uso dei militari, che potrebbe essere inserito nel disegno legge sulla sicurezza. "Questo provvedimento dura per sei mesi - ha spiegato il ministro - ed e' rinnovabile una sola volta. Permette di avere un contingente, non superiore alle 2.500 unita' per lavorare in concorso con le forze di polizia". La differenza rispetto a prima e' che si da' la possibilita' di intervenire immediatamente in casi di urgenza "per specifiche esigenze, con l'autorizzazione del prefetto e la decisione del ministro dell'Interno". La Russa ha ribadito che non c'e' "nessun contrasto con il governo" a creare 'il caso' sono invece "alcune forze politiche, nelle quali scatta un meccanismo antico" appena si parla di lotta alla criminalita'. 7 - STORACE REGISTRA? A cura di Antonello Caporale per "la Repubblica" ? Francesco Storace, leader de La Destra: "Il giorno che incontrerò Berlusconi avrò cura di comprare un registratore". 8 ? NAPOLITANO RICEVE VERTICI UNIPOL? (Asca) - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il presidente di Unipol, Pierluigi Stefanini, e l'amministratore delegato, Carlo Salvatori. Lo rende noto un comunicato. © Foto U.Pizzi"> Il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari © Foto U.Pizzi 9 - ORDINANZA CACCIARI: VENEZIA VIETA I "VÙ CUMPRÀ" Da "L'Unità" - Stop ai vu cumprà: per prima in Italia Venezia adotta il decreto sicurezza per bloccare il fenomeno del commercio abusivo. Un passo cui l'amministrazione comunale affianca un nuovo processo informatico per tentare di regolare i flussi offrendo al potenziale turista una messe di informazioni utili sullo "stato" di affollamento di Venezia. I due percorsi sono stati spiegati ieri dal vice sindaco Michele Vianello e dal comandante della polizia municipale Marco Agostini. Contro il fenomeno del commercio abusivo da domani dunque sarà blocco - grazie all'ordinanza firmata da Cacciari - della merce abusiva anche se portata in sacchi di plastica o borsoni e quindi non necessariamente esposta. Questo perchè, come ha rilevato Vianello, gli stessi contenitori ingombranti mettono a rischio, con urti e spinte nella calli strette od affollate, l'"incolumità di chi circola". Una decisione che ricorda quella adottata a Firenze contro chi mendicava. I vigili andranno a colpire un mercato fiorente, il terzo in Italia dopo Roma e Napoli, ma unico nel suo genere perchè in laguna si vendono solo pelletteria e oggetti "firmati" e non cd o dvd. Secondo la municipale solo da metà aprile al 31 maggio sono stati sequestrati ben 20mila pezzi e si stanno accelerando le procedure, di concerto con la procura della Repubblica, per distruggere gli oltre 200mila accatastati nei depositi frutto di controlli dal 1995 ad oggi. 10 - COSSIGA: MARONI NON METTA I PIEDI SULLA SCRIVANIA DI DE GASPERI? (Ansa) - 'Il ministro Maroni risparmi almeno una cosa a noi esponenti della prima Repubblica: non metta i piedi sulla scrivania nel suo ufficio al Viminale che e' stata di Giolitti e di De Gasperi'. Lo afferma il senatore a vita Francesco Cossiga, aggiungendo che quando Maroni 'andra' via da quel ministero, il che mi auguro avvenga presto, bisognera' ripulire i mobili'. © Foto U.Pizzi"> Giorgio Armani © Foto U.Pizzi 11 - ARMANI: QUE VIVA SILVIO? Daniela Fedi per "Il Giornale" intervista Giorgio Armani - "Io vorrei che questo Paese funzionasse al di là della politica, dei partiti, delle varie bandiere di appartenenza. Vorrei che le decisioni venissero prese in base alle necessità degli italiani e non per accontentare lo schieramento politico al governo oppure quello all'opposizione. Detto questo penso che Berlusconi abbia una grossa chance: può davvero governare. Secondo me il Cavaliere ha raggiunto il massimo: non è da tutti raggiungere per ben tre volte la presidenza del Consiglio senza venire dal mondo della politica, ma da quello dell'imprenditoria. Lui si è fatto veramente da solo, è stato bravissimo a costruire la sua fortuna. Proprio per questo può avere la forza di fare le cose che interessano davvero all'Italia al di là dei suoi interessi personali. Del resto cosa può volere più di quello che ha già? Può comprare il comprabile, può concedersi tutto, anche il lusso straordinario di occuparsi del bene del Paese. Ha pure la faccia tosta per farlo e se questo è il suo programma gli auguro di riuscirci perché in quest'ottica se le cose vanno bene a lui, vanno bene a tutti gli italiani". 12 - MARCEGAGLIA: LIBERALIZZARE SOPRATTUTTO I SERVIZI PUBBLICI? (Apcom) - Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia chiede al Governo di "liberalizzare tutto quello che rimane da liberalizzare, ma soprattutto i servizi pubblici che sono un elemento di inefficienza, di aumento di tariffe su imprese e cittadini". A margine dell'assemblea annuale di Federchimica, il presidente di Confindustria ha detto che chiederà oggi pomeriggio al ministro Scajola che "già mercoledì nel documento presentato dal Governo ci sia una chiara scelta per liberalizzare tutto". All'incontro con il ministro per le Attività produttive il numero uno di viale dell'Astronomia, parlerà "anche di energia, non solo di nucleare, di Kyoto, di Europa e di altri problemi". Per quanto riguarda le liberalizzazioni nei servizi pubblici, Marcegaglia auspica che vengano effettuate nei settori dell'acqua, dei rifiuti dell'energia, "tutto ciò che viene gestito in casa dai Comuni, chiediamo che vengano assegnati attraverso aste". Dagospia 16 Giugno 2008.

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MISTERO LILLI GRUBER, UNA ROSSA ALLE NOZZE DEL BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO NON SOLO: LA FEMMINISTA BAFFUTA GIANNI NANNINI DEDICA UNA CANZONE ALLA COPPIA COME È RIUSCITO IL PLAYBO (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Y DI NAOMI E DI KLUM AD AVERE LA BENEDIZIONE DEL PAPA? Foto da La Stampa 1 ? MISTERO LILLI, IN GINOCCHIO DA SILVIO) ? FLAVIO RITORNA BULLONAIRE La sposa aspetta un briatorino? (no, è una cazzata). Come mai la Santa Sede si è scomodato per la coppia più bullonare del mondo, inviando il cardinale in pensione Poupard? E come è riuscito l'ex compagno di bisboccia di Naomi Campbell e Heidi Klum ad ottenere addirittura una benedizione dal Pontefice? Infine: perché erano assenti il testimone di Formula Uno Bernie Ecclestone e il pilota più famoso del mondo, alias Michael Schumacher, uno che è stato scoperto e lanciato proprio da Briatore? Al loro posto perché è apparsa, come un incubo rosso, la compagna più sinistrorsa d'Italia, alias Lilli Gruber? Foto da Lapresse L'europarlamentare del Pd ha seguito il matrimonio, minuto per minuto, con in mano un bloc notes che ha riempito di appunti seduta per terra in chiesa. Sta scrivendo un biografia di Briatore? Oppure: è stata una sua ospite, magari a Malindi al posto della Melandri voltagabbana, che dopo aver ballato nel Kenia briatoregno, smentì la cosa ai giornali? No, non è mai stata amica di Flaviuccio né tantomeno della Gregoraci. Mistero Lilli. Comunque, scrive la Maria Corbi su La Stampa, "Poi a bloccare il Presidente (Berlusconi) arriva anche Lilli Gruber, in tailleur pantalone grigio. E i due parlano fitto fitto e a lungo" Per la destra schierata e incappellata, il duetto Lilli-Silvio è stato il momento più imbarazzante e più gaudente: vedere l'ex pasionaria del Tg1 - che quando doveva riferire una notizia sul Cavaliere la accompagnava con una smorfia di disgusto ? gettarsi affettuosamente sul Puzzone de noantri bloccandolo con cinguettii smorfiosi, li ha davvero bagnati di piacere. Ma così va il mondo voltagabbana (oggi, la prima pagina de "Il Giornale" spara: "Armani: Berlusconi può cambiare l'Italia"?). Torniano a bomba. Le nozze-monstre di 48 ore sono terminate ieri sera al Castello della Crescenza, alle porte di Roma. E qui Briatore è tornato Bullonaire. Tavoli di cristallo, pareti di cristallo e una vagonata di orchidee bianche arrivate espressivamente da Parigi. Vai con quattro maga schermi che scodellavano sulle teste cotonate dei 250 invitati (cento in meno dei 350 presenti alla Casina Valadier e in Chiesa), le immagini di tutta la cerimonia nuziale del giorno prima, montate e musicate, santa comunione compresa. Non è finita: le immagini comprendevano le riprese in diretta della cena grazie a una regia tv pazzesca che sfoggiava un telecamera dolly, tipo quelle dello stadio che riprendono tutto dall'alto. Infine pezzi registrati tipo la femminista baffuta Gianna Nannini che dedica una sua canzone inedita alla coppia, Paola Perego che fa gli auguri, alcuni tipini fini che lo prendono per il culo come Agag e Tommaso Buti, parodiando una telefonata del Boss di Cuneo. Al termine della magnata di branzini e aragoste, ha preso il microfono lo sposo emozionatissimo come un debuttante mondano. In breve, ha balbettato: nella mia vita ho fatto tutto da solo, ora farò tutto in due. Bravo. A seguire la voce della sposa: è una favola, sarò sempre vicina a Flavio. Brava. Applausi e baci. La torta che è apparsa era più grande del castello, alta un metro e 60 per un diametro kilometrico. Alle 24 seconda apparizione: una discoteca con palco occupato dai Duran Duran presentati da un Briatore vestito alla Bullonare, camicia di blu di seta stralucida aperta sul petto villoso. Hanno ballato fino alle quattro del mattino. PS ? Sabato sera, la cena alla Casina Valadier non ha proprio soddisfatto la voglia mondana dell'ottuagenario Luciano Benetton, quello che ha una pecora bianca al posto dei capelli: è stato avvistato al Jackie O, discoteca cara a De Michelis dei tempi craxiani, in compagnia di Eduardo Teodorani e altri amici. © Foto U.Pizzi"> Brad Pitt e Angelina Jolie © Foto U.Pizzi 2 - MATRIMONIO ALLA ROMANA COME IN UN FILM DEI VANZINA Stefania Miretti per La Stampa Noi che non abbiamo Brad Pitt e Angelina Jolie, ci siamo consolati ieri con le nozze Gregoraci-Briatore. La favola che noi italiani (il sindaco Chiamparino direbbe: noi colombiani?) forse ci meritiamo (ma forse no): Eli e Flavio finalmente sposi con la benedizione del cardinal Pouppard e di Lele Mora, il sagrato di Santo Spirito in Sassia addobbato con canne di bambù come ormai tutti i beauty-center della capitale (è una malignità: semplicemente, c'era bisogno di addobbi ad arbusto alto per proteggere l'esclusiva fotografica), l'Ave Maria e le sexy-inviate del programma di Italia 1 Lucignolo, le hostess con gli ombrelli bianchi (sempre per via dell'esclusiva) e i braccialetti per identificare gli invitati, come usa per accedere alle terrazze della Formula Uno, il bambino di Daniela Santanché in occhiali da sole a specchio (unico pargolo ammesso allo sposalizio, ma una forte somiglianza con Tom Cruise), il sedere di Valeria Marini fasciato in rosa confetto, le esuberanti Mara Venier e Simona Ventura in total turchese e giallo total, i redivivi Duran Duran cotonati e al gran completo, la signora Aznar in bianco con cappellino, qualche smoking portato alla Totò, molte sgallettate, l'arrivo concitato del premier Silvio Berlusconi, le telecamere del Tg1 e i carabinieri a presidiare. E naturalmente Emilio Fede, il testimone della sposa, giustamente raggiante perché in tempi non sospetti fu lui, cantore ufficiale dell'amore tra Flavio ed Eli, il primo ad annunciare la lieta novella: "Vedrete, Briatore sposerà la sua topolina". Gran bella storia poi, esemplare a modo suo, una specie di "Orgoglio e pregiudizio" in salsa vanziniana: il maturo scapolo incallito, ricco e residente a Londra, insomma quasi un lord, dopo aver snobbato alcune tra le donne più belle e famose del pianeta, s'innamora della ragazza calabrese un po' chiacchierata e di famiglia semplice. Storia persino educativa, con quel che si sente in giro al giorno d'oggi: lui si ammala e lei gli sta accanto, lei finisce in un brutto pasticcio e lui la consola. Storia a massima visibilità, poi, tutto alla luce del sole per via dei molti reportage sui giornali del gossip e delle molte intercettazioni sui quotidiani, per via delle vacanze ai Caraibi in quattro (Flavio ed Eli, Fede e Raffaella Zardo, un'altra soubrette sfortunata); per via dei preparativi infiniti, delle romantiche chiesette visitate all'alba con codazzo di paparazzi; per via dei tantissimi aspiranti testimoni (alla fine erano sei). © Foto La Presse"> Elisabetta Gregoraci e Flavio Briatore a Porto Cervo © Foto La Presse Mr Darcy ieri sembrava felice, coi suoi capelli bianchi phonati di fresco e le scarpine in velluto con le iniziali F ed E a caratteri dorati, mentre sul sagrato della chiesa attendeva la sua sposa bevendo a canna dalla bottiglietta dell'acqua minerale. Elizabeth, che in questi ultimi due anni ha sgobbato duro per imparare bene l'inglese senza trascurare il suo lavoro di soubrette a "Buona Domenica", era bellissima e forse un po' malinconica, come tutte le spose, con le spalle molto scoperte e il velo da regina. Ci sarà da leggere e da commentare per settimane, già si pregustano i memoriali sulla luna di miele, i titoloni sulle pancette sospette di lei (Flavio ed Eli mettono su famiglia!), il toto-padrino e madrina con colpi di scena. O, almeno, lo speriamo. Nell'ultimo scatto di ieri, Flavio era in pantofole, Eli in tiara di diamanti, che se non è la morale di questa storia, è almeno la - lieta - fine di tanti matrimoni da favola. Dagospia 15 Giugno 2008.

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Nuovi sbarchi a Lampedusa Continuano le ricerche dei dispersi (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

LAMPEDUSA - Ufficialmente sono "dispersi" ma le speranze di trovarli in vita sono quasi nulle. Le ricerche dei seo migranti somali scomparsi ieri in mare a sud di Malta sono riprese all'alba. Mancano all'appello anche dei bambini. I superstiti che si sono salvati aggrappandosi alle gabbie dei tonni sono stati accompagnati nei centri di raccolta a Malta. LE FOTO Ma l'ondata di sbarchi non si arresta. Neppure le cattive condizioni del mare spengono la speranza di una nuova vita sul versante europeo del Mediterraneo. Stamane, al largo dell'isola di Lampedusa sono stati soccorsi altri due gommoni con a bordo 90 migranti. Il primo ne trasportava 46, tutti uomini e adulti: è stato intercettato a circa 30 miglia a sud dell'isola da una motovedetta della Guardia costiera, a lanciare l'allarme è stato un extracomunitario con un telefono cellulare. L'altro gommone, con a bordo 44 persone, tra cui 16 donne e 7 minori, è stato soccorso da una motovedetta della Guardia di finanza a circa 45 miglia a sud-est di Lampedusa. In due giorni hanno raggiunto le coste dell'isola quasi 500 migranti, tra i quali un centinaio di donne, due in attesa di un bambino. Il centro di accoglienza di Lampedusa è in emergenza. Nell'isola riesplode la polemica per la nuova ripresa degli sbarchi. Portavoce della protesta è il vice sindaco leghista Angela Maraventano, che sulle banchine del porticciolo si è presentata vestita "all'araba", con lo chador in testa. La senatrice del Carroccio ormai è una veterana delle iniziative anti-immigrazione: "Voglio trovare un passaggio per Tripoli". Le gabbie dei tonni, come era capitato altre volte, ieri si sono trasformate in enormi ciambelle di salvataggio. In 28 sono riusciti a salvarsi. Nell'ultima settimana già tre volte i barconi della speranza erano finiti contro le gabbie per la pesca. "Probabilmente, ieri i bambini sono stati i primi ad avere la peggio", ipotizzano alla Capitaneria di porto. (16 giugno 2008.

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Ultimatum di Veltroni al governo: "Basta strappi o salta il dialogo" (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA - "In questi giorni si decide il futuro di questa legislatura: se il comportamento rimane come quello delle ultime settimane il clima non potrà che cambiare". Walter Veltroni lancia un ultimatum al governo. La fase del dialogo è a rischio. Le mosse del governo rischiano di aprire una stagione di duro scontro politico. Ma il Pd, assicura il segretario, è pronto alla sfida: "Si sono perse le elezioni, ma non per questo c'è la questione dell'identità del Pd. La nostra identità è quella di una grande forza riformista". Parlando a una conferenza stampa organizzata dalla fondazione "Fare Futuro" il segretario del Pd rimanda ogni decisione all'assemblea costituente che si terrà venerdì. Ma le premesse non sono buone. Veltroni, infatti, non fa mistero di essere "molto sorpreso e colpito dalla protervia con cui alcune cose vengono introdotte surrettiziamente", criticando decisamente il primo mese di azione del governo. tante le scelte contestate: "il decreto su Retequattro, le uscite della Lega sull'Europa ("Come puo' rimanere ministro uno come Calderoli che dice che il Trattato europeo deve essere stracciato?"), le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza. Quest'ultimo è il caso più grave". Veltroni vede nell'immissione del cosidetto 'lodo Schifani' nel pacchetto sicurezza, il tentativo del governo di introdurre "certe 'normette' così di nascosto". "Io preferisco le cose fatte alla luce del sole -aggiunge il segretario del Pd - e sono davvero stupito dalla protervia con cui si introducono cose del genere in modo del tutto surrettizio". D'altronde non è un mistero che Veltroni, fin dalla campagna elettorale, abbia puntato sulla non demonizzazione dell'avversario e sul dialogo con il governo. Ma adesso tira le somme e vede che i conti non tornano. "Il dialogo per farlo bisogna essere in due. Noi siamo di fronte ad una sequenza di fatti che finisce per conformarsi come una linea politica" ragiona il segretario. Raccogliendo una serie di voci che, nei giorni scorsi si sono levate in questo direzione. Come quella del fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari . A fronte di questo il Pd sembra non voler restare con le mani in mano. E se non sarà dialogo, non sarà necessariamente scontro senza regole. "Si può benissimo fare opposizione, anche in assenza di dialogo, senza comunque arrivare alla demonizzazione dell'avversario - continua Veltroni che avverte il governo - La cosa peggiore per chi vince le elezioni è pensare di avere in mano il Paese, perchè le lune di miele in politica si interrompono bruscamente". Tempo di decisioni per il Pd. Oggi il democratico Arturo Parisi, su Repubblica, torna a chiedere a Veltroni di congelare il dialogo, Antonio Di Pietro accusa Berlusconi di volersi fare "leggi ad personam", mentre Emma Bonino incalza la dirigenza democratica: "O il Pd ha dei dialoghi aperti in altri consessi, ma certamente poco trasparenti per quanto mi risulta, oppure per quanto riguarda le iniziative legislative parlamentari è indubbio che questo dialogo non si è manifestato per niente". Europa. "Inaccettabile la soglia di sbarramento al 5 per cento per le elezioni europee. Sì, invece, alla soglia del 3 per cento". Veltroni si schiera così sulla riforma del sistema elettorale per la prossima consultazione. Per il segretario del Pd uno sbarramento è indispensabile ma a precise condizioni. Poi un passaggio sulla collocazione del Pd in Europa. E un invito al Pse a riconoscere il Pd in quanto tale: "La famiglia socialista dovrebbe sapere che ci sono più cose in cielo e in terra, di quante ne sogni la sua filosofia e riconoscere che noi non siamo socialisti, ma riformisti". In ogni caso, conclude Veltroni, una cosa è chiara: "Il gruppo del Pd siederà tutto insieme laddove si creeranno le condizioni per essere seduto". Alleanze. No alle alleanza che non siano basate su una convergenza programmatica. Il segretario del Pd boccia così una riedizione dell'alleanza con la sinistra radicale: "Mai più alleanze che non siamo programmatiche, credo che l'unione 'di tutti quelli contro' sia sbagliata". Prodi. Infine un passaggio su Romano Prodi e la sua decisione di non ricoprire cariche nel Pd: "A me piacerebbe che Romano restasse presidente ma rispetterò la sua decisione quale che sia sapendo che è la persona che, insieme a me, più ha creduto nel Pd". (16 giugno 2008.

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Veltroni: "Il governo cambi linea, altrimenti il dialogo si interrompe" (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampaweb, La" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA Walter Veltroni lancia un ultimatum al governo sul dialogo tra maggioranza ed opposizione. Per il segretario del Pd l'esecutivo Berlusconi ha accumulato, durante questo mese, una "sequenza eccessiva e inaccettabile di strappi" citando i casi di Rete4, il reato di immigrazione clandestina, i militari nelle città, le intercettazioni, l'introduzione del cosiddetto "lodo Schifani" nel decreto sicurezza e quindi l'attacco all'Europa fatto dal ministro Roberto Calderoli. Una serie di episodi che, sottolinea con fermezza Veltroni, potrebbero segnare la fine del dialogo in questa legislatura. "Gli strappi strappano anche il dialogo", dice il leader del Pd parlando ad un convegno di "Farefuturo". "Questa settimana decisiva per decidere quale sarà il segno di questa legislatura" "Nel corso di un mese si sono messi insieme una serie di cose che rischiano davvero di pregiudicare il dialogo", sottolinea Veltroni che spiega come questa settimana sarà "decisiva" per decidere quale sarà il segno di questa legislatura: se sarà improntata al dialogo oppure no. "Venerdì all'assemblea del Pd tireremo le conclusioni -spiega Veltroni- il dialogo per farlo bisogna essere in due. Noi siamo di fronte ad una sequenza di fatti che finisce per conformarsi come una linea politica" da parte del governo. E quindi, insiste Veltroni, "se in questa settimana che, ribadisco noi consideriamo decisiva, si confermerà questo atteggiamento da parte del governo, venerdì tireremo le fila di questo e non si potrà dire che sarà stata l'opposizione a impedire il dialogo. Si può benissimo fare opposizione, anche in assenza di dialogo, senza comunque arrivare alla demonizzazione dell'avversario", spiega il segretario del Pd che ci tiene al fatto che diventi "istituzionale" il clima civile nei rapporti tra maggioranza e opposizione. "La cosa peggiore -sottolinea ancora Veltroni- per chi vince le elezioni è pensare di avere in mano il paese". Questo è l'atteggiamento che, secondo il segretario del Pd, sta tenendo il governo in questo primo mese e che gli fa dire: "di fronte ai problemi del paese pensavo che sarebbe stato giusto avere un clima di dialogo, ma se non ce ne sono le condizioni, ne trarremo le conseguenze". E sul futuro di Prodi Veltroni annuncia: "Vorrei che restasse presidente del Pd" "A me piacerebbe che Romano Prodi restasse presidente del Pd, perchè per me è legato all'idea stessa del Pd". È l'auspicio di Walter Veltroni che rilancia la richiesta a Romano Prodi di tornare sui suoi passi e ritirare le dimissioni da presidente del Pd. "Romano è stato con me tra quelli che più ha creduto al Pd. Ma -aggiunge Veltroni- rispetterò la sua decisione, quale che sia", sottolinea il segretario del Pd aggiungendo che non ci sono stati incontri con Prodi negli ultimi giorni come riportato dalla stampa: "L'ho letto, ma quegli incontri non sono veri". LINK SCRIVI I militari nelle città Discutine su "Diario politico", il blog di MARCO CASTELNUOVO.

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L'ultimatum di Walter: "Il governo cambi metodo o addio dialogo" (sezione: Intercettazioni)

( da "Panorama.it" del 16-06-2008)

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Italia - http://blog.panorama.it/italia - L'ultimatum di Walter: "Il governo cambi metodo o addio dialogo" Posted By emanuele rossi On 16/6/2008 @ 13:27 In Headlines | No Comments [1] ''In questi giorni si decide il futuro di questa legislatura: se il comportamento rimane come quello delle ultime settimane il clima non potrà che cambiare''. Tanto tuonò che piovve. Walter Veltroni, pressato da più parti all'interno e all'esterno (ultimi inviti: quello di Arturo Parisi su Repubblica di lunedì 16 e l'editoriale di Eugenio Scalfari sullo stesso giornale, domenica 15) del Pd, lancia un ultimatum al governo. E lo fa giocando "fuori casa": fa da ospite a una conferenza stampa organizzata dalla fondazione [2] Fare Futuro, un "think tank" culturale vicino al centrodestra. Il leader del Pd si dice ''molto sorpreso e colpito dalla protervia con cui alcune cose vengono introdotte surrettiziamente'', e critica il primo mese di azione del governo in particolare per quanto riguarda ''il decreto su Rete4, le uscite della Lega sull'Europa, le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza''. L'uscita di Veltroni (dall'ombra) non è certo casuale: dopo un primo mese di opposizione piuttosto cauta e possibilista nei confronti delle iniziative del governo, dal decreto sicurezza ai rifiuti, il segretario del Pd ha visto [3] le sue azioni all'interno del partito in netto ribasso. Pressato dall'opposizione vigorosa, senza se e senza "ma anche" di Di Pietro. Preoccupato dalle beghe interne del partito, tra la Fondazione [4] Italianieuropei di D'Alema, l'editoriale di Famiglia Cristiana che ha mandato in fibrillazione i cattolici e i malumori di Rosy Bindi, Veltroni ha deciso di passare al contropiede. Un cambio di passo "ispirato" forse dall'editoriale domenicale di Scalfari che invitava il Pd a "decidere che non c'è più possibilità di dialogo sulle riforme con Berlusconi", definito "Il re Sole". E oggi, sempre su [5] Repubblica è Arturo Parisi a rincarare la dose. L'ex ministro della difesa parla di "dittatura dei leader" e esorta Veltroni a "farsi riconoscere dagli elettori prima che dal premier". Le prime reazioni del governo alle parole di Veltroni sono del ministro per l'Attuazione del programma [6] Gianfranco Rotondi: ''Niente strappi, servono nervi saldi per mantenere il clima costruttivo per il bene de Paese" dice il segretario della DcA."Capisco che Veltroni gli strappi li ha in casa ed è un suo merito mantenere il Pd ancorato a una cultura di governo. Questa scelta di coraggio prima o poi pagherà''.

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Avellino, bloccato un carico di rifiuti radioattivi (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 24 del 2008-06-16 pagina 0 Avellino, bloccato un carico di rifiuti radioattivi di Carmine Spadafora Gli uomini di Bertolaso sventano il tentativo di smaltire materiali pericolosi. E i carabinieri fermano due tir in arrivo dagli ospedali pugliesi. 50 indagati in un mese Avellino - Materiale radioattivo in un carico di rifiuti. Il compattatore aveva appena varcato l'ingresso della discarica di Savignano Irpino (Avellino), inaugurato appena tre giorni fa, quando, è scattato l'allarme. La monnezza radioattiva è stata immediatamente isolata e rispedita nel sito di trasferenza, per essere smaltita negli impianti adeguati a questo tipo di rifiuti. Una volta identificati gli autori di questa spedizione di rifiuti illegali, verranno denunciati alla magistratura. Il carico pericoloso, contenente tracce del contaminante iodio 131, è stato individuato "grazie alla capillare capacità di controllo di tutte le componenti che operano nella discarica, forze dell'ordine, vigili del fuoco ed esercito", fanno sapere dallo staff del sottosegretario all'emergenza, Guido Bertolaso. Nel carico sono stati trovati rifiuti ospedalieri, sui quali è stata riscontrata una "lieve anomalia radioattiva". Dall'entourage di Bertolaso fanno notare che "è evidente che i rifiuti ospedalieri devono essere smaltiti, come previsto dalla legge, attraverso una filiera completamente diversa da quella prevista per i rifiuti solidi urbani" e che "l'episodio di oggi conferma, dopo quelli dei giorni scorsi, l'accuratezza dei controlli per garantire il totale rispetto delle norme per il materiale che viene conferito nelle discariche". Curiosa la smentita del direttore dell'impianto di Savignano, Liberato Imperato, che addirittura ha negato l'esistenza di un carico radioattivo: "Non ci sono tracce di radioattività nei rifiuti". Poco dopo Imperato è stato smentito da una delle massime autorità nel campo dei rifiuti, il generale dell'esercito Franco Giannini, ex vice di Gianni De Gennaro al Commissariato di Governo, oggi responsabile del settore tecnico-operativo-impiantistico della struttura di Bertolaso: "All'ingresso della discarica abbiamo posto dei controlli con gli intensimetri, per tutelare al massimo i cittadini. Questa mattina, durante un'ispezione, abbiamo rilevato in un carico con dei rifiuti ospedalieri dove c'erano tracce radioattive di iodio 131". Il generale ha poi confermato che il carico radioattivo è già stato "rimandato al sito di trasferenza di Pantano d'Acerra, per consentire ai vigili del fuoco di effettuare ulteriori controlli e per cercare di risalire al responsabile dello sversamento, per denunciarlo alla magistratura". I rifiuti speciali sono di casa ad Avellino: ieri, ancora una volta, i carabinieri di Montella coordinati dal Comando provinciale irpino hanno intercettato e sequestrato due tir carichi di quaranta quintali di rifiuti speciali, provenienti dalla Puglia. Due uomini sono stati denunciati. In poco più di un mese, sono oltre cinquanta gli indagati per trasporto di rifiuti speciali, bloccati dai carabinieri avellinesi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Capezzone e il valzer da Pannella a Silvio (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 24 del 2008-06-16 pagina 0 Capezzone e il valzer da Pannella a Silvio di Giancarlo Perna A 28 anni era segretario dei Radicali. Deluso dall'abbraccio con Prodi, ora è portavoce di Forza Italia: "Scommetto sul Pdl. Se va bene mi sposo". E su Pannella: "Nel suo intimo sa di avere sbagliato tanto" Cortese per natura, Daniele Capezzone è oggi ancora più premuroso. è tutto un cedermi il passo, invitarmi a sedere, sorridere aggraziato. Elegante e ben curato da anni, è addirittura da passerella oggi nell'abito blu. In meno di due mesi dal suo ingresso nel Pdl, l'ex segretario radicale è già il berlusconiano tipo: glamorous & fashionable. "Sono lietissimo di vederti", dice mentre accosta la porta della sua stanza al Velino, l'agenzia di stampa di cui è da sei mesi socio e direttore. "Spero tu non perda la letizia nel corso dell'intervista, furbacchione. Sei appena entrato e già sei portavoce di Fi. Mandrake?", chiedo. "Ringrazio Berlusconi che mi ha dato un'opportunità che mi lusinga", dice Daniele e si assesta gli occhialini che dilatano i suoi occhioni blu. "Perché ha scelto te che fino a qualche mese fa eri con i radicali, stretti alleati di Prodi?". "Io sono una bestia strana. Sono un politico che si dimette. Ho lasciato Pr e presidenza della Commissione Attività produttive quando Prodi era bene in sella. Non ho guardato alla convenienza. Ho mollato, punto. Alle ultime elezioni non mi sono neanche candidato", e mi guarda come se dovessi appiccicargli seduta stante una medaglia. "Che c'entra questo con la nomina?". "Credo che proprio questo abbia colpito il presidente. Da parte sua è stato un atto notevole scegliere come portavoce del partito un outsider totale". "Come ogni pupillo di Marco Pannella hai finito per litigarci. è un Saturno che mangia i figli?". "Logoro cliché che non gli rende giustizia. La verità è che ha commesso un drammatico errore che si chiama Prodi-Visco. Il Pr, che aveva portato in Italia il liberismo, vota per le tasse di Visco. Un suicidio", dice triste e reclina la testa come un fiore appassito. Ha capelli scuri graziosamente pettinati con un ciuffetto. "Perché hai rotto con Pannella ed Emma Bonino?". "Le asprezze personali contano poco. è stato un dissenso politico. Da segretario pr mi sono battuto anni per la riduzione di tasse e spese. Loro, invece, hanno sostenuto con la prima Finanziaria di Prodi l'aumento delle tasse, con la seconda l'aumento delle spese. E io ho fatto fagotto". "Una volta radicali, sempre radicali?". "Oggi, i radicali sono allo sbando. Politicamente, se la intendono con Folena e altri avanzi comunisti e verdi. Elettoralmente, alle Comunali di Roma hanno preso lo 0,6, meno della lista “Under 30” di Rutelli, un po' più delle liste “Forza Roma” e “Avanti Lazio”. Mi dispiace". "Pannella non se ne accorge?", chiedo e giro gli occhi sulla stanza ipermoderna. Tavolo di vetro, tre gigantografie di grattacieli newyorkesi, vista sul Quirinale. "Nel suo intimo sa di avere sbagliato tanto. Comunque, auguri". "Bonino?". "Al Senato ha votato contro il decreto sul prestito Alitalia. Era lo stesso prestito deciso da Prodi e da lei votato al Consiglio dei ministri", dice sarcastico. "Non puoi sfilarti. Eri tu il segretario pr quando, nel 2006, decideste l'alleanza con Prodi", gli ricordo. "Purtroppo, fallì l'intesa col centrodestra. Me ne dolsi. Così, andammo alle elezioni con Prodi, ma in autonomia. Dovevamo giudicarlo da ciò che avrebbe fatto. Di colpo, invece, ci siamo totalmente appiattiti". "Mantieni le tue amicizie tra i radicali, per esempio con Massimo Bordin, il direttore di Radio Radicale?". "Ho tantissimi amici in giro per l'Italia. Di Bordin non parlo". "Ma ti difese quando Pannella volle radiarti dalla radio!". "Poi, ha scelto di conservare la direzione. Auguri anche a lui". "Pannella da vicino?". "Pirandellianamente ci sono tanti Pannella quanto lui sceglie che ce ne siano. In questi due anni, non c'è stato il Pannella migliore". "è autolesionista?". "Gli succede quello che accade in tante piccole aziende. Il fondatore ha paura di farle crescere e diffida dell'ingresso di nuovi soci. Per le stesse ragioni, Marco mette a rischio la sua impresa e la sua storia". "Bonino?". "Ha scelto di non osare. Al netto dei suoi prestigiosi incarichi (è vicepresidente del Senato, ndr), il suo profilo è oggi chiaramente scolorito". "Come tanti – da Rutelli a Giovanni Negri – anche tu hai lasciato gli studi a metà, fagocitato in tenera età da Marco", stuzzico. "Io sono un ragazzo fortunato che a 35 anni ha potuto fare tantissime cose anche grazie al Pr. Ho imparato che la ruota gira. A volte ti telefonano ogni due minuti, altre non ti si fila nessuno. Importante è restare sereni e fare ciò in cui si crede". "Si dice che i pupilli di Marco siano anche i suoi amasi. Tu lo sei stato?". "No", replica e mi fissa duro, ma senza rossori né imbarazzo. Oggi sei col Cav che hai spesso insultato. Con che faccia? "Berlusconi è stato il primo a sorridere affettuosamente di qualche battuta birichina che ho fatto su di lui in passato". Hai detto di lui: "Ha una visione clerico-fascista su divorzio e droga". Il Cav è clerico-fascista? "Al contrario. Berlusconi ha tenuto un ammirevole equilibrio tra il rispetto della sensibilità religiosa e la necessaria laicità dello Stato". Che pensi dell'uso di droga? "Non la consumo. Ma il proibizionismo non è la soluzione. Per mettere d'accordo proibizionisti e anti, è necessaria una grande campagna informativa sui rischi dell'uso e dell'abuso di droga". Sempre del Cav hai detto: "Quando è entrato in politica aveva cinque miliardi di debiti, oggi ha 29 miliardi di attivo", sottintendendo maneggi. "Maneggi, lo dice lei. Obiettivamente, si è trattato di una gestione di straordinaria efficacia. I retro pensieri li lascio ai malpensanti come lei". Fai pure l'offeso, sbarbatello. Io continuo col tu. Tu svicoli. Se accusi uno di guadagnare con la politica, gatta ci cova. O no? "Non svicolo. Capisco però che gli oppositori di Berlusconi possano ricamare sulla variazione in positivo. Ma non va dimenticato che qualcuno – vedi Di Pietro – voleva sfasciare lui e Mediaset. Bene che non ci sia riuscito e che l'Italia abbia guadagnato un politico liberale in campo". Ti pesa il conflitto di interessi? "Davvero c'è chi pensa che Berlusconi abbia vinto perché ha le tv? Se la sinistra lo pensa, perderà per 20 anni". Sei approdato al Pdl per stato di necessità o banale opportunismo? "Mi sono schierato con chi è più credibile sul terreno dell'economia liberale e della riduzione delle tasse". Da liberista, ti fidi del neo statalista Tremonti? "L'esordio è eccellente. Via l'Ici e detassazione degli straordinari. Visco appartiene a un'altra era". Sei stato tra i paladini dell'indulto. Vari, usciti di galera grazie a te, hanno ucciso e stuprato. "è stata una battaglia giusta, gestita tafazzianamente da Prodi. Così, una buona intenzione si è risolta malamente". D'accordo con l'introduzione del reato di clandestinità? "L'Italia appare tuttora un posto dove chiunque può arrivare e fare qualunque cosa. Serve un segnale. Reato o no, il governo ha dato una svolta". Limitare le intercettazioni è un regalo ai delinquenti? "Lo dicono solo Di Pietro e i suoi. Per caso, il suo obiettivo è intercettare il cento per cento delle telefonate del cento per cento degli italiani?" Le toghe napoletane che, all'indomani della nomina del sottosegretario ai rifiuti, gli hanno arrestato lo staff? "Mi hanno preoccupato. Vorrei la collaborazione di tutti con gli sforzi di Berlusconi. Bene ha fatto il premier a difendere i suoi incaricati, subito e pubblicamente. Erano nel mirino". Una volta ti dissi che quello dei radicali schierati a sinistra era un tradimento. Hai risposto: "Questo film del tradimento dove lo danno?". Lo fu o no? "Riconosco che il film è stato effettivamente trasmesso. Ma successivamente al nostro colloquio. Di qui, la mia uscita dalla sala cinematografica". Quando tu flirtavi con Prodi stavano già col Cav tre radicali coi fiocchi: Calderisi, Della Vedova, Taradash. Spocchiosamente hai detto: "Auguro loro di portare nella Cdl il liberalismo che noi porteremo nel centrosinistra". Lo ridiresti? "Loro hanno davvero centrato l'obiettivo. Io ci ho provato, ma sono stato lasciato solo. Ne ho tratte le conseguenze". In passato, hai sempre escluso di sposarti. Ora? "Mai dire mai. Però, lavoro 20 ore il giorno. Non è onesto fare progetti che rischierebbero di essere troppo fragili". La fine dei rossi rossi? "Loro dicono che il Paese non li ha capiti. Penso invece che li abbia capiti benissimo: no Tav, no Ponte... No tutto. E il Paese vuole invece dire sì". La pax Cav-Veltroni? "Berlusconi fa bene a cercare di salvare il soldato Veltroni. L'Italia vuole il bipartitismo. Guai se dallo sfascio del Pd tornasse il festival dei nanetti. Però Veltroni si sta facendo fagocitare da Di Pietro e mi lascia allibito". Facendo il portavoce hai messo una pietra sopra a ogni velleità di critica. Zitto e cuccia per cinque anni? "Spero, nel mio piccolo, di favorire la maggioranza dicendo cose utili, liberali, non scontate". Qual è il tuo futuro, giovanotto? "Ho scommesso sul Pdl. Se va bene, magari, mi sposo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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ARRESTATEMI! - TRAVAGLIO ANNUNCIA: FARÒ DISOBBEDIENZA CIVILE, CONTINUERÒ A PUBBLICARE, ANCHE TESTUALMENTE, PER RIASSUNTO, ATTI D'INDAGINE E INTERCETTAZIONI CHE RIUSCIRÒ A PROCURARM (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

I? Marco Travaglio per "l'Unità" © Foto U.Pizzi"> Marco Travaglio © Foto U.Pizzi L'altro giorno, fingendo di avanzare un'"ipotesi di dottrina", Giovanni Sartori ha messo in guardia sulla Stampa dai "dittatori democratici" e ha spiegato: "Con Berlusconi il nostro resta un assetto costituzionale in ordine, la Carta della Prima Repubblica non è stata abolita. Perché non c'è più bisogno di rifarla: la si può svuotare dall'interno". "Si impacchetta la Corte costituzionale, si paralizza la magistratura. si può lasciare tutto intatto, tutto il meccanismo di pesi e contrappesi. E di fatto impossessarsene, occuparne ogni spazio. Alla fine rimane un potere 'transitivo' che traversa tutto il sistema politico e comanda da solo". Non poteva ancora sapere quel che sarebbe accaduto l'indomani: il governo non solo paralizza la magistratura, ma imbavaglia anche l'informazione abolendo quella giudiziaria. E, per chi non avesse ancora capito che si sta instaurando un regime, sguinzaglia pure l'esercito per le strade. Nei giorni scorsi abbiamo illustrato i danni che il ddl Berlusconi-Ghedini-Alfano sulle intercettazioni provocherà sulle indagini e i processi. Ora è il caso di occuparci di noi giornalisti e di voi cittadini, cioè dell'informazione. Che ne esce a pezzi, fino a scomparire, per quanto riguarda le inchieste della magistratura. Il tutto nel silenzio spensierato e irresponsabile delle vestali del liberalismo e del garantismo un tanto al chilo. Che, anzi, non di rado plaudono alle nuove norme liberticide. Non si potrà più raccontare nulla, ma proprio nulla, fino all'inizio dei processi. Cioè per anni e anni. Nemmeno le notizie "non più coperte da segreto", perché anche su quelle cala un tombale "divieto di pubblicazione" che riguarda non soltanto gli atti e le intercettazioni, ma anche il loro "contenuto". Non si potrà più riportarli né testualmente né "per riassunto". Nemmeno se non sono più segreti perché notificati agli indagati e ai loro avvocati. Niente di niente. L'inchiesta sulla premiata macelleria Santa Rita, con la nuova legge, non si sarebbe mai potuta fare. Ma, anche se per assurdo si fosse fatta lo stesso, i giornali avrebbero dovuto limitarsi a comunicare che erano stati arrestati dei manager e dei medici: senza poter spiegare il perché, con quali accuse, con quali prove. Anche l'Italia, come i regimi totalitari sudamericani, conoscerà il fenomeno dei desaparecidos: la gente finirà in galera, ma non si saprà il perché. Così, se le accuse sono vere, le vittime non ne sapranno nulla (i famigliari dei pazienti uccisi nella clinica milanese, che stanno preparando una class action contro i medici assassini, sarebbero ignari di tutto e lo resterebbero fino all'apertura del processo, campa cavallo). Se le accuse invece sono false (come nel caso di Rignano Flaminio, smontato dalla libera stampa), l'opinione pubblica non potrà più sapere che qualcuno è stato ingiustamente arrestato, né come si difende: insomma verrà meno il controllo democratico dei cittadini sulla Giustizia amministrata in nome del popolo italiano. Chi scrive qualcosa è punito con l'arresto da 1 a 3 anni e con l'ammenda fino a 1.032 euro per ogni articolo pubblicato. Le due pene - detentiva e pecuniaria - non sono alternative, ma congiunte. Il che significa che il carcere è sempre previsto e, anche in un paese dov'è difficilissimo finire dentro (condizionale fino a 2 anni, pene alternative fino a 3), il giornalista ha ottime probabilità di finirci: alla seconda o alla terza condanna per violazione del divieto di pubblicazione (non meno di 9 mesi per volta), si superano i 2 anni e si perde la condizionale; alla quarta o alla quinta si perde anche l'accesso ai servizi sociali e non resta che la cella. Checchè ne dica l'ignorantissimo ministro ad personam Angelino Alfano. E non basta, perché i giornalisti rischiano grosso anche sul fronte disciplinare: appena uno viene indagato per aver informato troppo i suoi lettori, la Procura deve avvertire l'Ordine dei giornalisti affinchè lo sospenda per 3 mesi dalla professione. Su due piedi, durante l'indagine, prim'ancora che venga eventualmente condannato. A ogni articolo che scrivi, smetti di lavorare per tre mesi. Se scrivi quattro articoli, non lavori per un anno, e così via.Così ti passa la voglia d'informare. Anche perché, oltre a pagare la multa, finire dentro e smettere di lavorare, rischi pure di essere licenziato. Qui comando io! D'ora in poi le aziende editoriali dovranno premunirsi contro eventuali pubblicazioni di materiale vietato, con appositi modelli organizzativi, perché il "nuovo" reato vien fatto rientrare nella legge 231 sulla responsabilità giuridica delle società. Significa che l'editore, per non vedere condannata anche la sua impresa, deve dimostrare di aver adottato tutte le precauzioni contro le violazioni della nuova legge. Come? Licenziando i cronisti che pubblicano troppo e i direttori che glielo consentono. Così usciranno solo le notizie che interessano agli editori:quelle che danneggiano i loro concorrenti o i loro nemici (nel qual caso l'editore si sobbarca volentieri la multa salatissima prevista dalla nuova legge, da 50 mila a 400 mila euro per ogni articolo, e accetta di buon grado il rischio di veder finire in tribunale la sua società). La libertà d'informazione dipenderà dalle guerre per bande politico-affaristiche tra grandi gruppi. E tutte le notizie non segrete non pubblicate? Andranno ad alimentare un sottobosco di ricatti incrociati e di estorsioni legalizzate: o paghi bene, o ti sputtano. Ultima chicca: il sacrosanto diritto alla rettifica di chi si sente danneggiato o diffamato, già previsto dalla legge attuale, viene modificato nel senso che la rettifica dovrà uscire senza la replica del giornalista. Se Tizio, dalla cella di San Vittore, scrive al giornale che non è vero che è stato arrestato, il giornalista non può nemmeno rispondere che invece è vero, infatti scrive da San Vittore. A notizia vera si potrà opporre notizia falsa, senza che il lettore possa più distinguere l'una dall'altra. Tutto ciò, s'intende, se i giornalisti si lasceranno imbavagliare senza batter ciglio. Personalmente, annuncio fin d'ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d'indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato. Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all'articolo 21 della Costituzione e all'articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo e le libertà fondamentali ("Ogni persona ha diritto alla libertà d'espressione. Tale diritto include la libertà d'opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche", con possibili restrizioni solo in caso di notizie "riservate" o dannose per la sicurezza e la reputazione). Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l'Unione Cronisti, l'associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti. Dagospia 16 Giugno 2008.

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Pedofilia online, allarme della polizia Contatti pericolosi per 1 minore su 10 (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Lotta tecnologica alle insidie del web: in 6 anni 200 arresti e più di 4 mila denunce Pedofilia online, a rischio l'80% dei minori I dati della polizia postale: in pochi navigano con la supervisione di un genitore. Contatti pericolosi per 1 su 10 Polizia postale in prima linea nella lotta alla pedopornografia via web (Contrasto) MILANO - Il 91% dei minori naviga in Rete. E il 27% di loro utilizza le chat, mentre quasi l'80% di essi affronta il mondo di Internet senza la supervisione di un genitore. Non solo : più di un ragazzo su dieci dichiara di avere avuto contatti "pericolosi" sul web ma nel 75% dei casi dell'episodio non se ne è poi parlato con i propri genitori, per vergogna o per la convinzione che tanto "loro non capirebbero". E ancora: più della metà dei minori italiani tramite il web ha accesso al mondo della pornografia. I NUMERI - I dati sono quelli raccolti dalla Polizia postale e delle comunicazioni e sono stati presentati in occasione della Settimana nazionale della sicurezza in rete, promossa dall'Unione nazionale consumatori con il patrocinio del ministero dello Sviluppo economico e con la collaborazione di diversi soggetti impegnati nel mondo della comunicazione, dell'informatica e della scuola. Quello della pedopornografia attraverso la Rete è uno dei fronti su cui gli agenti della Polizia postale sono maggiormente impegnati. Una lotta, la loro, che viene portata avanti con nuovi e sofisticati strumenti di indagine e che si avvale di tecnologie informatiche all'avanguardia. CACCIA AI WEB-PEDOFILI - Uno degli strumenti che, da questo punto di vista, si sono rivelati più funzionali è il Cets, acronimo che sta per Child exploitation tracking system, un sistema di tracciamento contro la pedopornografia che consente ai cyberpoliziotti di pizzicare nei meandri del web individui e siti sospetti. L'adozione di questa piattaforma è il frutto di una partnership tra la polizia di Stato e Microsoft Italia e mette gli investigatori italiani all'avanguardia in questo genere di operazioni. Sono infatti stati i primi ad esserne dotati in Europa e i terzi a livello mondiale (il Cets è stato inizialmente sviluppato da Microsoft in collaborazione con la polizia canadese e poi reso operativo anche in Indonesia). Il sistema è sostanzialmente in grado di intercettare i tentativi di adescamento e di diffusione di materiale pedopornografico, consentendo alla polizia di mettersi velocemente sulle tracce dei pedofili. GLI ARRESTI E LE DENUNCE - L'individuazione dei pedofili della rete ha permesso dal 2002 ad oggi di effettuare 201 arresti, di avanzare 4.007 denunce a piede libero, di effettuare 3.949 perquisizioni e di monitorare quasi 280 mila siti Internet. Tra questi, 177 sono stati fatti chiudere in Italia e quasi 11 mila sono stati segnalati ad organismi stranieri. I server che ospitano il materiale pedopornografico o che gestiscono le comunicazioni tra pedofili sono infatti spesso ubicati al di fuori del territorio nazionale. E sono state almeno 60 le operazioni di rilievo internazionale condotte dalla polizia postale italiana in collaborazione con gli omologhi di altri Paesi. "Le modalità italiane di lotta alla criminalità pedopornografica in Internet - spiega Domenico Vulpiani, direttore del servizio di Polizia postale e delle comunicazioni - sono un modello di sicurezza partecipata e di integrazione di risorse tra pubblico e privato tra i più avanzati che siano stati realizzati negli ultimi tempi". PREVENZIONE NELLE SCUOLE - Ma non c'è soltanto l'azione repressiva. Fondamentale per la lotta alla pedopornografia è anche e soprattutto la prevenzione. Insegnare ai giovani i criteri di una corretta navigazione è la migliore arma di difesa dalle insidie del web e anche per questo la Settimana della sicurezza ha affrontato, attraverso la diffusione di documenti e di videoblog, tutti gli aspetti della questione. Il materiale è tuttora disponibile sul sito sicurezza7x24. Microsfot Italia ha tra l'altro dato vita al progetto Sicuramente Web, un portale Internet e un contenitore di iniziative finalizzate a sensibilizzare e promuovere i temi della navigazione sicura per i minori in un momento in cui la Rete diventa sempre più anche a portata di bambino. Circa 50 mila ragazzi e diverse migliaia di insegnanti sono stati coinvolti nei programmi "Il web per amico" e "La scuola ricomincia navigando" (che ha visto i ragazzi impegnati nella creazione di videoclip in stile "pubblicità progresso", per mettere in guardia dai pericoli che arrivano dagli sconosciuti agganciati via chat) e 500 mila famiglie hanno avuto l'opuscolo "Internet sicuro" realizzato in collaborazione con Walt Disney, dove i cattivi sono, manco a dirlo, quelli della Banda Bassotti, questa volta in versione spammer. Alessandro Sala stampa |.

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Intercettazioni, federazione della stampa europea: no al ddl (sezione: Intercettazioni)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Intercettazioni, stampa europea: informazione negata, no al ddl No unanime dei giornalisti europei, riuniti a Berlino, al ddl del governo italiano sulle intercettazioni. La delegazione italiana è formata dal presidente, segretario e direttore Fnsi, Roberto Natale, Franco Siddi e Giancarlo Tartaglia. "L'assemblea annuale della Federazione europea dei giornalisti, riunita a Berlino dal 13 al 20 giugno 2008, condanna il progetto di legge del governo italiano che, con la scusa della privacy, vuole stabile sanzioni penali - fino a tre anni di carcere - per i giornalisti che pubblichino informazioni o citino notizie di inchieste giudiziarie. È il caso soprattutto delle intercettazioni telefoniche disposte dalla magistratura.", dice il testo del documento approvato. Il progetto di legge, "è un'iniziativa che mette il bavaglio ai giornalisti e impedisce ai cittadini di essere informati su temi d'interesse pubblico compresi nelle inchieste giudiziaria.Questo modo di procedere - prosegue il documento diffuso da Berlino - è contrario ai principi universali dei diritti dei media e della loro funzione nelle democrazie moderne. I giornalisti, infatti, non devono nascondere le informazioni d'interesse generale, sia originate da fonti libere sia da fonti confidenziali, che essi hanno il dovere di proteggere". E inoltre: "Il progetto di legge del governo italiano è contrario alle convenzioni internazionali e alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo. L'assemblea annuale della Fej sostiene il sindacato dei suoi colleghi italiani, la Fnsi, nel suo contrasto, nella sua opposizione contro il disegno di legge e fa appello al Parlamento italiano a non approvarlo o a modificarlo profondamente. La Federazione europea dei giornalisti mette sotto osservazione la vicenda e condurrà in ogni sede d'interesse europeo un'iniziativa sociale e etica per la libertà e la qualità del lavoro dei giornalisti. Venti illiberali per tentare di condizionare l'informazione soffiano qua e là in Europa e quello italiano è un caso d'osservazione e mobilitazione professionale e civile". Delle intercettazioni probabilmente in Italia si è abusato e perciò era necessario intervenire". Lo ha detto, rispondendo ai giornalisti, Enzo Cheli, presidente del Consiglio superiore delle comunicazioni, a margine del convegno 'Incontro con l'ingegneria delle telecomunicazionì in corso all'Università di Firenze."Si tratta di dosare la natura dell'intervento - ha continuato Cheli - che suscita oggi su alcuni punti delle perplessità. È un problema da approfondire nella sede politica appropriata che è il Parlamento". 16 giugno 2008.

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Via all'emendamento blocca processi Veltroni minaccia: "Dialogo a rischio" (sezione: Intercettazioni)

( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

N. 24 del 2008-06-16 pagina 0 Via all'emendamento blocca processi Veltroni minaccia: "Dialogo a rischio" di Redazione La maggioranza presenta l'emendamento sulla giustizia, il Pdl: "Priorità ai processi per i reati più gravi". Il leader del Pd: "Gli strappi strappano anche il dialogo". Poi dà l'ultimatum: "Se il comportamento rimane quello delle ultime settimane il clima della legislatura cambierà" Roma - Veltroni esce dall'ombra. E batte un colpo contro il governo lanciando un ultimatum al governo sul dialogo tra maggioranza e opposizione. Per il segretario del Pd l'esecutivo Berlusconi ha accumulato, durante questo mese, una "sequenza eccessiva e inaccettabile di strappi" citando i casi di Rete4, il reato di immigrazione clandestina, i militari nelle città, le intercettazioni, l'introduzione del cosiddetto "lodo Schifani" nel decreto sicurezza e quindi l'attacco all'Europa fatto dal ministro Roberto Calderoli. Una serie di episodi che, sottolinea con fermezza Veltroni, potrebbero segnare la fine del dialogo in questa legislatura. "Gli strappi strappano anche il dialogo" dice il leader del Pd parlando ad un convegno di Farefuturo. Clima che cambia "In questi giorni si decide il futuro di questa legislatura: se il comportamento rimane come quello delle ultime settimane il clima non potrà che cambiare". Lo ha detto il leader del Pd sottolineando che venerdì all'assemblea costituente tirerà le fila il comportamento del governo. Veltroni si è detto "molto sorpreso e colpito dalla protervia con cui alcune cose vengono introdotte surrettiziamente" criticando decisamente il primo mese di azione del governo in particolare per quanto riguarda "il decreto su Retequattro, le uscite della Lega sull'Europa, le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza". Quello di Veltroni è il primo vero attacco frontale alla maggioranza: "La cosa peggiore - sottolinea ancora - per chi vince le elezioni è pensare di avere in mano il Paese". Questo è l'atteggiamento che, secondo il segretario del Pd, sta tenendo il governo in questo primo mese e che gli fa dire: "Di fronte ai problemi del paese pensavo che sarebbe stato giusto avere un clima di dialogo, ma se non ce ne sono le condizioni, ne trarremo le conseguenze". "Europee, sbarramento ma al 3%" "La soglia di sbarramento al 5% è inaccettabile, se è del 3% consente la partecipazione di tutti senza frammentazione, allora si può trovare una convergenza, come sulla riorganizzazione delle circoscrizioni su cui mi pare anche l'Udc sia d'accordo". Veltroni parla anche della possibile modifica alla legge elettorale per le europee, confermando che il Pd è contrario ad uno sbarramento al 5%, "su questo - aggiunge - non c'è possibilità di un'intesa". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"NON MI AMMAZZO, MA QUI MI MUOIO" BETULLA VA A TROVARE VITTORIO CECCHI GORI IN CARCERE E TROVA UN UOMO DISTRUTTO: "NON MI È VENUTO A TROVARE NESSUNO. LA PARTE NERA DELL'ITALIA VU (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

"NON MI AMMAZZO, MA QUI MI MUOIO" ? BETULLA VA A TROVARE VITTORIO CECCHI GORI IN CARCERE E TROVA UN UOMO DISTRUTTO: "NON MI È VENUTO A TROVARE NESSUNO. LA PARTE NERA DELL'ITALIA VUOLE UCCIDERMI"? Renato Farina per "Libero" Vittorio Cecchi Gori Vittorio Cecchi Gori è sdraiato, come morto, dietro le sbarre della cella numero 12 nella sezione numero 7 di Regina Coeli. Sul tavolino della cella ci sono biscotti sbocconcellati, scatole di cracker, un tubetto aperto di dentifricio Pasta del Capitano. È morto ma veglia. C'è chiasso di ferro e voci rintronanti nel corridoio, come in tutte le carceri. Sente però qualcuno che dice piano il suo nome, apre gli occhi e sono vispi, azzurro-verdi. "Direttore", dice balzando su. "Anzi onorevole. Conoscevo tutti i deputati e i senatori, sono stato uno di loro: non è venuto nessuno in questi dieci giorni, ma che gli ho fatto? Non ho niente contro di loro, non è la politica a volermi morto. Sono altri, altri...". Sorride e insieme allaga le sue grandi pupille di lacrime. Ha una Lacoste azzurra, sulla manica lunga giace una macchia rossa di sugo o di vino: la cosa più feroce è il povero coccodrillo sciupato della maglietta. Si avvicina alle sbarre color ruggine. "È una follia, è tutta una follia. Quello che mi capita è degno del Paraguay". Ora abbassa la voce per non farsi sentire da nessuno, nemmeno dal direttore della prigione impassibile e baffuto. Mette nelle mie le sue mani, curate, da bambino o da donna, con le unghie lunghe ma pulite. Mi parlerà un'ora. Io dirò le solite parole di queste circostanze: coraggio, finirà presto, tanti le vogliono bene, le devo salutare qualcuno, mi ha parlato bene di lei tizio e caio. Mi scopro a dargli qualche volta del tu. Si dà sempre del tu a chi ha perso l'invisibile corazza della libertà, così misconosciuta quando c'è. Dice: "Non so perché mi trovo qui. Non lo so nemmeno dopo che ho parlato con il giudice. Ho cercato di pagare i debiti, non ingannavo nessuno". Come sta? È vero che ha domandato l'eutanasia? "No, non ho mai avuto istinti suicidi. Ma qui può accadermi qualcosa. La stessa parte nera dell'Italia, quella mafiosa e criminale che mi ha portato qui, vuole la mia morte, farmi sparire, annullarmi. Ucc... Quella è gente cattiva, non dico di più. Per questo sono stato io a chiedere di essere sorvegliato a vista... ". Lancia un'occhiata dietro le mie spalle, dove c'è la guardia penitenziaria , seduta a un tavolino da Libro cuore più piccolo di un banco delle elementari, e dietro spunta un ragazzotto dalla testa rasata e dalla camicia celeste. © Foto U.Pizzi"> Cli mancherà la sua Valeriona? © Foto U.Pizzi GUARDATO A VISTA Gli dico: qualcuno la vuole ammazzare, teme questo? Qualcosa come il caffè nero al cianuro preparato per Sindona? "Questo... Qui la direzione e le guardie carcerarie mi vogliono bene, nulla da dire, sono assistito e guardato. Ma sa... Io non voglio morire, ma temo di ritrovarmi morto per lo spavento, per la tensione, che subentri la depressione e ceda qualcosa in me. L'angoscia e l'ansia mi assaltano di notte, ma poi passano. E il mattino arrivano le mazzate, come in Paraguay. Lo sa che da quando sono arrivato qui, martedì 3 giugno, mi sono arrivate diverse richieste di trasferimento in carcere per altri reati. Tutto si abbatte su chi è già messo in ginocchio. Stavo da due giorni in cella, e arriva una richiesta da Catania. Mi accusano di aver comprato dei voti che neanche mi sono serviti per rieleggermi nel 2001. Dicono che i quattro milioni che avrei dato a un prete di parrocchia erano per uno scambio sporco di consensi. Un pentito ha alzato la cifra, mi tira dentro storie assurde. Io sono colpito da questa Italia della malavita e della mafia. Non dalla politica, né di destra né di sinistra: non ci sono complotti ma ragioni di bottega, di soldi che mi dovevano e mi hanno rubato, migliaia di miliardi. Non c'è una parte politica che mi odi o mi perseguiti. Del resto ho avuto guai in qualunque stagione politica: fosse ulivista o berlusconiana. Ci capisco pure di politica. Sono stato io a prefigurare l'alleanza tra Lega e i siciliani autonomisti di Lombardo anni fa. Per senso di responsabilità nel 1994, quando ero senatore dei Popolari, feci mancare il mio voto contrario che avrebbe fatto cadere Berlusconi. A lui ho chiesto per lettera, quattro mesi fa, di candidarmi senatore, ma Silvio non mi ha risposto. Capisco i motivi, venivo da sinistra, lui però male non me ne ha fatto mai. Fini poi mi vuol bene. Lui era appena diventato papà e gli ho chiesto se potevo sperare anch'io di averne un altro. Lui mi rispose: "Si rinasce, e porta pure bene"". © Foto U.Pizzi"> Con l'amico Bertinotti © Foto U.Pizzi NESSUN RANCORE Porta rancori? "Ai politici no, e perché mai. Nessuno è venuto a trovarmi, a differenza di quando capitò ad altri, è vero. Ma questa è una lezione di vita. Il nemico non sono loro e neanche la magistratura, ma questa Italia oscura che mi ha spogliato, mi ha tolto la Fiorentina e la mia televisione. Mi devono dei soldi, chi li ha visti? Parlo di un certo giro di Telecom... Avevo ragione o no quando denunciavo il lato tenebroso di Telecom? Lo dissi proprio a lei, cinque anni fa. E lo scrisse. Poi sono saltati fuori quei guasti, quei dossier... Le intercettazioni sono state inventate dalla parte verminosa di Telecom, non dalla magistratura. Insistono ad annichilirmi, non gli basta quanto mi hanno inflitto. Quando mi hanno arrestato con questa accusa fasulla di bancarotta, stavo per andare al concordato. Volevano da me però che rinunciassi alle mie cause di rimborso per la Fiorentina e la televisione che m'hanno rubato. Io mai. Piuttosto crepo qui, io alla mia dignità non ci rinuncio. So che se mi tirerebbero fuori, se accettassi compromessi umilianti. Ma non lo faccio. È per questa mia natura un po' ingenua ma fatta di principi che sono qui. A me basta che mi fanno fare dei film, che male gli fo? Ma per favore aiutatemi a uscire, non ce la faccio, muoio qui dentro innocente. È interesse generale che io esca. Perché l'interesse generale coin. IL FIGLIO E L'ARRESTO Com'è stato il momento dell'arresto? È stato violento? Ha visto qualcuno nel frattempo? domando. Cecchi Gori si ricorda qualcosa, ha un lampo felice e si arrossa: "Mi saluti Feltri, mi vuol bene Feltri vero?". Poi la faccia torna color arancione, come le inferriate, i capelli ocra come i mobili di materiale ignifugo, o viceversa. Doveva essere abbronzato due settimane fa. "Quando sono venuti, alle tre di pomeriggio, in ufficio, ho chiesto di vedere mio figlio Mario, prima che mi portassero via. Ha 16 anni, certe cose restano impresse per sempre: un padre trascinato in galera... Me lo hanno concesso e sono grato ai finanzieri. L'ho chiamato e gli ho detto: "Mario (si chiama Mario come mio padre), ora mi mettono in prigione. Ma sappi che il tuo babbo non ha fatto nulla di male, nulla di cui vergognarti, conserverò sempre la mia dignità di uomo". Sto cercando di avere il permesso di chiamarlo al telefono. Sentirmi rivivere in lui. Ma non ci riesco, la burocrazia è complicata: una volta mi hanno fatto chiamare un numero sbagliato. Non ho nessuno, sono solo. Capisco come ho sbagliato a non mettere su una famiglia buona e stabile". L'unico nome di donna che fa è: la Marini. "Mi ha difeso, sempre. Pensi che hanno ritirato fuori la storia di una sua denuncia contro di me, roba di anni fa. Mi stanno trattando come Al Capone. Ma la Marini è brava". Non dice mai Valeria, ma "la Marini". Tranne in un caso. "La persona più vicina è il mio cane, ho in mente il mio cane. Sono preoccupato per lui. Prende solo cibo da me. Dev'essere in un angolo del mio appartamento a Palazzo Borghese. Ho chiesto che andasse Valeria a dargli da mangiare, da lei lo accetta, per cinque anni ha convissuto con noi. È un Jack Russell terrier, si chiama Amore". © Foto U.Pizzi"> Vittorio con il figlio Mario allo stadio Olimpico © Foto U.Pizzi UN UOMO IN PANTOFOLE Cecchi Gori ha pantofole aperte Nike, un paio di calzoni blu da tuta, e c'è un libro aperto sul letto. Si chiama "Segreti", e raccoglie una serie di consigli asiatici e mistici per sopportare le pene. "Vede: io non ho più i miei genitori, fratelli o sorelle, e i miei figli sono lontani. Amici? Credevo di averli... E ora se non mi ammazzano, muoio io. Non voglio l'eutanasia, non c'è bisogno; io mi muoio". Contorce la corona del rosario e se la preme per lasciare un segno sulla gola, "me lo ha mandato il cappellano, prima avevo al collo una catena d'oro che mi aveva regalato la Marini", e le sue mani sono diafane, da principe. In quel momento è disperato, poi si rianima. Il cinema. "Ho pensato di fare un film, qui dentro. Non la solita trama triste del detenuto in attesa di giudizio, ma una commedia all'italiana. Dovrebbe dirigerlo Virzì. Cinque o sei storie che si intrecciano: due o tre detenuti, la guardia, il direttore, il cappellano, l'avvocato, il magistrato. Fare un film per me è come innamorarsi, cambiano i colori delle cose. Io, sa, sui film sono bravo. Fatemi uscire, farò solo film. Invece sono dimenticato da tutto il mio mondo". Lo rimprovero: molti registi hanno parlato bene di lei. Zeffirelli ad esempio. Lui: "È morto Dino Risi. C'è stato uno, uno, che abbia ricordato che il suo produttore era Cecchi Gori? Eppure mi conoscono in tutto il mondo, il mio nome è un patrimonio di questo Paese, alla Casa Bianca sono stato ospite a cena, ho vinto tre Oscar. E ora sono seppellito, perché poi? Ho 66 anni, trascinato qui, non hanno voluto nemmeno concedermi i domiciliari che alla mia età si danno a tutti, e per un reato non commesso e che non esige l'arresto. Ero pronto a pagare ogni debito, tutto pur di preservare una piccola cellula di società cinematografica sana per lasciarla a mio figlio. Lui ricomincerà, e ce la faremo". La Madonnina della prima rotonda (il carcere è dedicato a Regina Coeli) è inquadrata come una detenuta da luci tipo Las Vegas deve pensare quello che penso io: processate Cecchi Gori, ma tiratelo fuori di qui. Fuori non troverà amici, ma almeno un cane di nome Amore, come nei film. Dagospia 16 Giugno 2008.

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Immigrati, strage verso l'Italia A bordo erano 150: salvo uno solo (sezione: Intercettazioni)

( da "Repubblica.it" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

ROMA - Nuova tragedia sulle rotte degli immigrati diretti in Italia. Almeno 40 di loro sono affogati e altri cento sono dispersi dopo che il barcone su cui viaggiavano, partito dalla Libia e diretto in Italia, si è capovolto in mare. Lo ha reso un funzionario egiziano. L'imbarcazione è affondata il 7 giugno, poco dopo aver mollato gli ormeggi al largo di Zuwarah, vicino al confine con la Tunisia. A bordo c'erano 150 persone: soltanto uno di loro è stato tratto in salvo. Le autorità libiche sono riuscite finora a recuperare 21 cadaveri. Secondo un portavoce, il ministero dell'Interno del Cairo è stato informato della tragedia il 13 giugno, perché Tripoli riteneva che a bordo del barcone vi fossero 12 egiziani. Le condizioni dei corpi non hanno reso possibile alcun riconoscimento. Intanto risultano ufficialmente "dispersi" sei migranti scomparsi nella acque davanti a Malta: le speranze di trovarli in vita sono quasi nulle. Le ricerche sono riprese all'alba. Mancano all'appello anche dei bambini. I superstiti che si sono salvati aggrappandosi alle gabbie dei tonni sono stati accompagnati nei centri di raccolta a Malta. LE FOTO Ma l'ondata di sbarchi non si arresta. Neppure le cattive condizioni del mare spengono la speranza di una nuova vita sul versante europeo del Mediterraneo. Stamane, al largo dell'isola di Lampedusa sono stati soccorsi altri due gommoni con a bordo 90 migranti. Il primo ne trasportava 46, tutti uomini e adulti: è stato intercettato a circa 30 miglia a sud dell'isola da una motovedetta della Guardia costiera, a lanciare l'allarme è stato un extracomunitario con un telefono cellulare. L'altro gommone, con a bordo 44 persone, tra cui 16 donne e 7 minori, è stato soccorso da una motovedetta della Guardia di finanza a circa 45 miglia a sud-est di Lampedusa. In due giorni hanno raggiunto le coste dell'isola quasi 500 migranti, tra i quali un centinaio di donne, due in attesa di un bambino. Il centro di accoglienza di Lampedusa è in emergenza. Nell'isola riesplode la polemica per la nuova ripresa degli sbarchi. Portavoce della protesta è il vice sindaco leghista Angela Maraventano, che sulle banchine del porticciolo si è presentata vestita "all'araba", con lo chador in testa. La senatrice del Carroccio ormai è una veterana delle iniziative anti-immigrazione: "Voglio trovare un passaggio per Tripoli". Le gabbie dei tonni, come era capitato altre volte, ieri si sono trasformate in enormi ciambelle di salvataggio. In 28 sono riusciti a salvarsi. Nell'ultima settimana già tre volte i barconi della speranza erano finiti contro le gabbie per la pesca. "Probabilmente, ieri i bambini sono stati i primi ad avere la peggio", ipotizzano alla Capitaneria di porto. (16 giugno 2008.

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C'era una volta la Repubblica dei dossier: deputati ricattati grazie a corrispondenze aperte, r (sezione: Intercettazioni)

( da "Stampa, La" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

Agazze morte di overdose la cui ombra bastava a sfasciare reputazioni e correnti, leader di partito pedinati e fotografati, giornalisti sotto osservazione, conti correnti esteri tenuti sotto controllo. E un potere immenso e oscuro nelle mani di coloro che questi dossier accumulavano o conoscevano. Pensano davvero i politici che sia meglio tornare a quel mondo, a una Repubblica fondata sui ricatti? Perché questo è il vero rischio delle nuove norme sulle intercettazioni: riaprono la strada alla pratica deformante dei dossier e delle pressioni oscure. Senza essere davvero efficaci nemmeno nella difesa della privacy. A queste conclusioni si può arrivare con estrema facilità guardando le misure in discussione. La regolamentazione delle intercettazioni ruota intorno a due elementi: il primo ha a che fare con la riduzione del numero dei reati per cui è utilizzabile l'"ascolto"; il secondo ha invece a che fare con il divieto di pubblicizzazione del materiale raccolto durante le intercettazioni. Non sfugge a nessuno - ed è infatti già stato fatto notare da molti - che la vera scure si abbatte su questa seconda parte. Chi si fa fonte (giudice o avvocato che sia) e chi pubblica qualunque notizia, da qualsiasi fonte provenga, è punibile con il carcere. Misure così drastiche esprimono un bisogno vero della democrazia: far sì che il meccanismo politico non venga più alterato, manovrato, agito dalla Giustizia. Ma davvero la non pubblicazione può garantire questa non ingerenza o non ne crea, forse, un'altra ben peggiore? Qui è l'illusione. Anche se il numero delle intercettazioni verrà ridotto, ce ne saranno comunque a sufficienza in corso su casi molto rilevanti. Cosa succederà a queste registrazioni mentre procede, a volte per anni, il lavoro degli investigatori? Fra il momento in cui la loro pila comincia a salire e quello in cui si deciderà di distruggerle, riposeranno in pace a prendere polvere? Secondo le norme, andranno in un archivio la cui responsabilità sarà in mano a una sola persona e il cui accesso sarà molto ristretto e tracciabile. Ma anche così esse passeranno nelle mani di un certo numero di autorità, un certo numero di sbobinatori, un certo numero di membri delle forze dell'ordine. Ipotizziamo che abbiano accesso a queste fonti solo una decina di persone per ogni processo e immaginiamo che i processi in corso siano un centinaio (a essere cauti): si formerebbe un gruppo di "introdotti" alle cose segrete della Repubblica di almeno mille persone. Saranno tutti etici, tutti disinteressati, tutti neutri, tutti dediti alla difesa della democrazia, dunque tutti muti, questi mille? Quali che siano le nostre vedute politiche, la risposta è un no. È infatti impossibile che mille persone siano tutte obbedienti allo spirito e alla pratica della legge, disinteressate al punto da mettere le regole prima di ogni senso personale di utilità. Cosa ci racconta oggi il caso Telecom delle intercettazioni illegali attraverso strumenti legali? È dunque quasi fatale pensare che le cassette di quei cento teorici processi avvieranno la costruzione di altri dossier, magari a futura memoria: o per distruggerli, o per venderli, o per tenerli in caldo. Saranno usate contro i più potenti del Paese: del crimine, degli affari, della politica o dello Stato. Certo, avranno la consolazione di non leggersi sulla prima pagina dei quotidiani, ma forse rimpiangeranno quelle paginate di panni sporchi esposti al pubblico a fronte di veri e propri ricatti. Va aggiunto un avvertimento. Il mondo in cui queste idee vengono elaborate sembra non aver consapevolezza di come oggi funzionino i media: si può fermare infatti un sistema "nazionale", ingabbiato e fisso in una serie di organizzazioni, quotidiani, settimanali, televisioni. Ma il mondo dell'informazione è ormai meticcio e globale: i grandi quotidiani e network non sono più i soli a guidare l'informazione, né i media sono più solo limitati dentro i confini nazionali. Il web, con blog, messaggi, email e siti dedicati, è oggi spesso il motore di diffusione più rapido di notizie, nonché il modo per aggirare molti blocchi. Penso alla Cina, che non riesce a tener chiuse le notizie sul Tibet prima e sul terremoto poi; penso allo scandalo di Monica nell'Ufficio Ovale di Clinton, svelato da un sito scandalistico del web. L'Italia potrebbe fermare la pubblicazione di intercettazioni? Basterebbe scriverne una su un web francese, e poi riprendere la notizia in Italia in uno scambio di commenti fra blogger. e la legge sarebbe gabbata. Spesso dimentichiamo, in tutte le discussioni che facciamo, che le intercettazioni non nascono solo come un più efficace strumento di lavoro. Ma anche come una sorta di "democratizzazione" dell'investigazione. La moltiplicazione delle orecchie ha costituito la rottura di un controllo elitario delle indagini. E sappiamo bene che più le indagini sono ristrette, più facile è "manipolarle", affossarle, ritirarle, o tenerle buone per il futuro. La pubblicazione e l'uso delle intercettazioni sono certamente sfuggiti di mano; certamente i giudici hanno spesso, attraverso questo mezzo, influenzato il corso della politica. Ma la strada che si sta prendendo ora è inutile, oltre che pericolosa. Invece, ci sono molti buoni modi per difendere la reputazione di chiunque. Io ne conosco uno e penso sia il migliore: avere una classe dirigente che non abbia mai giocato con nessun fuoco.

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RETTIFICA CARDUCCI: NON VADO CON TABACCI - ALLA CNIPA ECCELLENTI RISULTATI E BRUNETTA HA FATTO BENE PIOVE, ALLA FACCIA DELLA DESERTIFICAZIONE TRAVAGLINI E MASTELLARINI (sezione: Intercettazioni)

( da "Dagospia.com" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

RETTIFICA CARDUCCI: NON VADO CON TABACCI - ALLA CNIPA ECCELLENTI RISULTATI E BRUNETTA HA FATTO BENE ? PIOVE, ALLA FACCIA DELLA DESERTIFICAZIONE ? TRAVAGLINI E MASTELLARINI? Riceviamo e pubblichiamo: © Foto U.Pizzi"> Francesco Carducci Artenisio © Foto U.Pizzi Lettera 1 Caro Dago, volevo precisarti che la notizia apparsa su "Italia oggi" e riportata in data odierna da Dagospia in merito ad un mio presunto passaggio nelle file dell'On. B. Tabacci, è priva di ogni fondamento. Francesco Carducci Artenisio Lettera 2 Su Dagospia di oggi 16 giugno leggo la seguente notizia: CHE COSA ASPETTA BRUNETTA A METTERE IN RETE LO STIPENDIO DEL SUO BIG STAFF? Perché ad esempio nell'elenco di 587 pagine dedicato ai consulenti dei vari dicasteri, le prime 17 sono dedicate ai consulenti del Cnipa, l'Ente che deve informatizzare la Pubblica Amministrazione e fino a poco tempo fa era guidato dal professore di sinistra Livio Zoffoli? Non sono professore, non sono di sinistra. Ho guidato il Cnipa ottenendo risultati eccellenti, come è stato riconosciuto da tutti, mercato e pubblica amministrazione, riuscendo a realizzare infrastrutture innovative come il Sistema pubblico di connettività che hanno prodotto risparmi enormi per il settore pubblico. Il fatto che Brunetta abbia pubblicato lo stipendio dei dipendenti e collaboratori del Cnipa è giusto. Bisognerebbe però spiegare ai non addetti ai lavori che solo con personale dirigente e impiegatizio molto qualificato (e questo è il caso del Cnipa) è possibile raggiungere risultati di rilievo. Bisogna saper motivare con progetti importanti i propri collaboratori e questo è quello che ho sempre cercato di fare. I risultati mi hanno dato ragione. Livio Zoffoli Lettera 3 VELTRONICA? AMAVI SOL LA MUSICA SINFONICA.. PER "DIALOGARE" PRONTO A FARTI MONACA.. FINCHE' CALO' UN BAVAGLIO ANCHE' PER TE ! VELTRONICA, SERENAMENTE STAVI IN VIA CANONICA PACATAMENTE ERI QUASI COMICA E INTANTO NOI VOTAVAMO TE ! TI RICORDO ANCORA COME UN PRIMO AMORE: LACRIME E ROSSORE FINGESTI PER ME. TI VENNI A VOTARE SENZA DOMANDARE QUELLO CHE VOLEVI DA ME , OH! (CORO): IN PÉ! IN PÉ! IN PÉ! IN PÉ! VELTRONICA ! DA GIOVANE PER NOI ERI L'AMERICA : IL NOSTRO OBAMA? PER UNA CIFRA MODICA TU CHE DICEVI A TUTTI : YES WEEK AND ! Mimmo Lombezzi Lettera 4 Caro Dago, ho letto con interesse l'intervista con Piergiorgio Odifreddi. Non ho capito esattamente che mestiere fa: matematico, filosofo, forse teologo, politico, professore universitario......comunque una cosa mi è chiara: nonostante tutte le cazzate che dice guadagna molto bene: un dato da non sottovalutare. Per fortuna resta la certezza che di tutto quello che scrive e che dice negli annali rimarrà ben poco: mesta fine per uno che sembra bramare all'immortalità. Guido Romano Lettera 5 Caro Dago, questi tre mesi di pioggia quasi ininterrotta avranno causato chissà quante sofferenze ai teoreti della desertificazione. Sono spariti tutti, ma alla prima settimana di sole... Giobbe Tempesta Lettera 6 Davvero viviamo nel paese di origine del "RE NUDO". Parole e parole condite da pseudoragionamenti per avallare la tesi secondo cui le intercettazioni vanno regolamentate (si usa l'eufemismo per non spaventare con il termine "proibite", ma l'obiettivo è quello) per il bene comune, per una questione di civiltà, per il rispetto della vita privata di noi tutti, quando, secondo me, è chiaro che le intercettazioni danno fastidio a quella che purtroppo è la nostra "classe dirigente", le cui conversazioni intercettate, quando non diano prova o indizio di ogni sorta di reati, comunque fotografano il livello di intelligenza, di morale e di capacità intellettive che contraddistingue gli intercettati, insomma i vari politici e imprenditori. Il che non è un conforto, e spiega come mai siamo il paese di Pulcinella, con il beneplacito del vaticano. (Sì, Pulcinella ha la maiuscola, il vaticano no). Giuseppe Tubi Lettera 7 Dago, ho letto il pezzo di Chiaberge sulla (in)efficienza degli Istituti Italiani di Cultura all'estero, che dipendono dalla Presidenza del Consiglio. Non conosco la questione, ma posso pensare che Chiaberge sia bene informato. C'e' un altro tema che non viene mai menzionato: l'insegnamento dell'Italiano all'estero. I fondi sono gestiti dai consolati, che dipendono dal ministero degli affari esteri. Andate a vedere cosa succede, per es. a New York: vengono assunti come docenti italoamericani che a stento conoscono il dialetto di origine. Perche'? E chi da' le abilitazioni per insegnare? A me sembra proprio un affare di famiglia, o sarebbe meglio dire: famiglie. B. Lettera 8 Caro Dago, se in un ospedale privato accadono dei misfatti abbiamo visto che si revoca prontamente l'accreditamento, ma cosa succede se i misfatti avvengono in un ospedale pubblico, ad esempio in quelli delle famigerate Asl calabresi? Temo nulla... Alessandro Spanu - Sardegna Lettera 9 Caro Dago, ma con quel cognome li Mastellarini cosa pretendeva? d'essere simpatico a Travaglio? Ancora ancora si fosse chiamato Grillini, Di Pietrini... E poi, non potevano telefonarsi, anzichè rompere i maroni a tutte le redazioni dei giornali d'Italia, isole comprese? PATO Lettera 10 Caro Dago, ci risiamo con Travaglio che grida alla "democrazia a rischio". Mi stupisco che non abbia ancora capito che la gente non lo percepisce questo problema per il semplice fatto che è un non-problema. L'annosa questione della sinistra - quella di dipingere Berlusconi come un nuovo dittatore - incredibilmente non è ancora stata compresa. Supponiamo che Travaglio dica cose reali (non è vero, ma atteniamoci alla supposizione), come può pensare di trovare ulteriori seguaci, più dei pochi militanti oltranzisti che già ha, se continua a battere su un tasto che la gente non recepisce? Siamo onesti: il pericolo di un nuovo regime e della democrazia a rischio non esiste, perchè effettivamente non c'è. E i primi a saperlo sono i travaglini. Ora, o Travaglio usa una tecnica quantomeno di dubbia efficacia per reclutare adepti o è convinto veramente di vivere a Cuba o in Cina. Nel qual caso la "neurodeliri" da lui invocata per Sgarbi, potrebbe fare una puntatina anche a casa sua. Cristiano Lettera 11 Travaglio pro domo sua. Lui, il ditino puntato più famoso d'Italia, si fa prendere dal panico al solo pensiero che qualcuno possa pubblicare i suoi sms privati e coglierlo con il ditino nelle narici. Giusto. Ma come la mettiamo allora con chi si è fatto apostolo della pubblicazione delle intercettazioni senza se e senza ma, sempre e comunque; con il professorino che pontifica ex cathedra contro tutto e contro tutti, e che, in nome del pluralismo, imperversa da tutti i pulpiti contro chi, senza avere i suoi privilegi, non ha diritti e spazi per "incrinare" i suoi dogmi? Antonio Pochesci Lettera 12 Di che si preoccupa il Cavaliere? Si risparmi ogni emendamento e lasci fare alla vecchiaia tanto, dopo i settant'anni, in galera, da noi, non ci va proprio nessuno. Paolo Firenze Lettera 13 E' vero, l'utilizzo dei soldati dovrebbe avere impegni più importanti: mettere l'assedio alle Procure della Repubblica. Umberto Pone Lettera 14 Caro Dago, credo che non ci sia certo da stupirsi se la Chiesa benedice i novelli sposi, Gregoraci e Briatore. Lo ha fatto con mafiosi e vari criminali, magari viene da chiedersi come si fa a non indignarsi quando è la stessa Chiesa a non perdonare chi si è separato, a rifiutare loro la Comunione, salvo poi darla a cani e porci. Se poi il vescovo di Viterbo non dà l'autorizzazione alle nozze di due ragazzi a causa di un incidente nel quale lui, semiparalizzato, rischia di non essere capace di procreare in futuro, ci si appella ai codici ecclesiastici, dimenticando parole quali amore e carità cristiana. Così va il mondo, e, tristemente , non possiamo farci niente. Leonardo Romanelli Dagospia 16 Giugno 2008.

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Immigrati, si rovescia un barcone: quaranta morti, cento i dispersi (sezione: Intercettazioni)

( da "Corriere.it" del 16-06-2008)

Argomenti: Intercettazioni

SBARCHI: domenica fermate al largo dell'isola 7 imbarcazioni Naufragio al largo della Libia, almeno 40 morti e 100 dispersi La tragedia risale al 7 giugno. Al largo di Malta 26 persone aggrappate alle reti per i tonni, sei dispersi Immigrati aggrappati alle gabbie per i tonni (Ansa) TRIPOLI- Almeno quaranta immigrati sono morti e circa cento risultano dispersi dopo il naufragio dell'imbarcazione sulla quale viaggiavano al largo della Libia. I clandestini erano diretti in Italia. Lo si apprende da fonti di di sicurezza egiziane. L'imbarcazione è affondata il 7 giugno, poco dopo aver mollato gli ormeggi al largo di Zuwarah, vicino al confine con la Tunisia. A bordo vi erano 150 persone: soltanto uno di loro è stato tratto in salvo. Le autorità libiche sono riuscite finora a recuperare soltanto 21 cadaveri. Secondo un portavoce, il ministero dell'Interno del Cairo è stato informato della tragedia il 13 giugno, perché Tripoli riteneva che a bordo del barcone vi fossero 12 egiziani. Le condizioni dei corpi non hanno reso possibile alcun riconoscimento. SOCCORSI - La centrale operativa della capitaneria di porto di Lampedusa è impegnata intanto a coordinare le attività delle motovedette a largo dell'isola per il recupero di barconi carichi di clandestini che continuano ad arrivare. Non è stato ancora riferito il numero esatto di imbarcazioni fermate e il numero dei migranti a bordo. Domenica erano state fermate al largo dell'isola sette imbarcazioni con 404 persone a bordo, tra cui diverse donne incinte. AGGRAPPATI ALLE GABBIE - A Sud di Malta, invece, un natante si è spaccato in due sbattendo contro le gabbie dei tonni: 6 migranti, tra cui alcuni bambini, sono dispersi mentre altri 28 somali sono stati salvati dal peschereccio che trainava le gabbie alle quali si sono aggrappati. Altri 56 clandestini su due barche sono stati recuperati dalla marina maltese. MARETTIMO - Un mini sbarco si è registrato anche sull'isola di Marettimo, nell'arcipelago delle Egadi: una zona decisamente più a nord di quelle solitamente battute dalle rotte degli immigrati. Un gruppo di sei extracomunitari è stato intercettato a terra da una pattuglia della Guardia di Finanza. INCONTRO - Anche alla luce degli ultimi avvenimenti, la diplomazia maltese è al lavoro per concordare la data di un eventuale incontro tra i ministri degli Esteri di Malta, Italia e Libia per discutere dell'emergenza immigrazione clandestina nel Mediterraneo. Secondo il ministro degli esteri della Valletta, Tonio Borg, il ministro italiano Frattini ha già accolto l'invito, mentre la Libia non ha posto obiezioni a un eventuale incontro. "Si tratta di stabilire una data per incontrarci con il ministro libico Abdel-Rahman Shalgam", ha detto Borg. stampa |.

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