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tARTICOLI DEL 16-6-08 #TOP
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Articoli
Intercettazioni (70)
Il villaggio (quasi) globale
( da "Stampaweb,
La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: necessità di un provvedimento urgente sulle intercettazioni. Erano numeri FALSI. Si diceva che ci sono un milione di intercettazioni, che siamo TUTTI intercettati; le intercettazioni sono in realtà su circa 80mila utenze (per ogni indagato ci sono spesso più utenze, dunque circa 30 mila intercettati) e l'80 per cento di queste riguarda casi di sospetta mafia e criminalità organizzata.
Tarfusser:
Intercettazioni da non toccare ( da "Alto Adige"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Intercettazioni da non toccare" Per il procuratore serve una legge solo per evitare abusi sui giornali "Abbiamo dimostrato a Bolzano che si possono abbassare le spese anche del 50 per cento" BOLZANO. I risparmi ottenuti dal "nuovo corso" imposto dal procuratore Cuno Tarfusser alla Procura della Repubblica di Bolzano sono sempre più un esempio per il resto d'
Avviso
d'emergenza ( da "Unita, L'"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Continuerò a pubblicare atti di indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Lo farò in base all'art. 21 della Costituzione e all'art. 10 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo". Eugenio Scalfari: "Attenti al risveglio.
Bavaglio
ai giornalisti, cresce la protesta Dura condanna dei reporter europei: sono
scelte illiberali, ci batteremo I cronisti italiani si mobilitano. Minniti: si
rischiano derive ( da "Unita, L'"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: è durissima la protesta della Federazione dei giornalisti europei per la legge sulle intercettazioni annunciata dal governo. Una vera e propria legge-bavaglio che impedisce importanti indagini e viola - per usare le parole del documento approvato a Berlino - "i principi universali dei diritti dei media nelle democrazie moderne".
La
prima pagina de l'Unità di ieri su cui Marco Travaglio ha lanciato l&
( da "Unita,
L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Stai consultando l'edizione del La prima pagina de "l'Unità" di ieri su cui Marco Travaglio ha lanciato l'appello "Arrestateci tutti" contro il disegno di legge sulle intercettazioni.
Alcuni
dei reati non intercettabili: omicidio colposo, incesto, sfruttamento della
prostituzione, es ( da "Unita, L'"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Stai consultando l'edizione del Alcuni dei reati non intercettabili: omicidio colposo, incesto, sfruttamento della prostituzione, estorsione, lesione personale grave, sequestro di persona, furto in casa, rapina, rapina semplice, usura, ricettazione, contrabbando, associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta.
Legge
bavaglio, insorge anche la stampa Ue Ferma condanna della Federazione europea
dei giornalisti: va bloccata, in Italia un vento illiberale
( da "Unita,
L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni diventa un "caso italiano" in Europa. La Federazione europea dei giornalisti, riunita a Berlino per l'assemblea annuale, ha votato all'unanimità un documento che condanna duramente il disegno di legge strenuamente difeso da Berlusconi e dal Guardasigilli Alfano, che prevede misure disciplinari e l'arresto da uno a tre anni per i cronisti che pubblichino informazioni
Sui
temi sociali c'è molto da fare, su altre questioni come le intercettazioni
l'opposizione di Veltroni è stata intransigente
( da "Unita,
L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Stai consultando l'edizione del Vincenzo Vita "Sui temi sociali c'è molto da fare, su altre questioni come le intercettazioni l'opposizione di Veltroni è stata intransigente".
Stai
consultando l'edizione del Vietata la pubblicazione di atti di indagine e di
quanto acquisito a... ( da "Unita, L'"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
edizione del
Vietata la pubblicazione di atti di indagine e di quanto acquisito al fascicolo
del Pm, anche se non sussiste più il segreto, fino alla fine delle indagini preliminari
o dell'udienza preliminare. Vietato pubblicare le intercettazioni. Previsto per
i giornalisti l'arresto da
Contraria
alla norma salva-preti ( da "Unita, L'"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: commentato il ddl sulle intercettazioni che prevede che per intercettare un prete si debba avvisare il vescovo. La Bindi ha anche ricordato che "tutti abbiamo apprezzato la condanna del Papa sui preti pedofili, scoperti proprio grazie alle intercettazioni". Alla conduttrice, che le ha fatto notare come questa norma fosse presente anche nel disegno di legge preparato da Clemente Mastella,
Anche
noi adesso diciamo arrestateci tutti
( da "Unita,
L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: notizie nonostante il bavaglio del ddl intercettazioni. Ha ricevuto numerose risposte, eccone alcune: Diciamo no a questo quadro agghiacciante Aderisco all'appello "Arrestateci tutti". Se l'agghiacciante quadro della nuova legge sulle intercettazioni con il divieto di cronaca giudiziaria sulle indagini passerà in Parlamento, l'unica risposta possibile sarà la disobbedienza civile.
Sono
state 124.845 nel 2007 le utenze sottoposte a intercettazioni. È il record dal
2001, anche ( da "Unita, L'"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: 845 nel 2007 le utenze sottoposte a intercettazioni. È il record dal 2001, anche se la spesa è diminuita per l'abbassamento dei costi per singola operazione, ridotti a 1.794 euro. Totale: 224 milioni di euro, a fronte dei 308 milioni raggiunti nel 2005, quando le utenze furono 101mila.
No
censure : De Bortoli sta con i suoi cronisti
( da "Unita,
L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: suoi cronisti Il disegno di legge governativo sulle intercettazioni "nei fatti rappresenta una censuraall'informazione". Lo scrivono, in una lettera aperta al direttore, i cronisti del Sole 24 ore che seguono la giustizia Giovanni Negri e Donatella Stasio. Si tratta di "un colpo all'informazione" che ha poco a vedere con la privacy e più con "l'ansia di rivincita della politica.
Cervi:
salvare la cronaca no all'impunità
( da "Unita,
L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Cita i casi della clinica milanese di Santa Rita e le scalate bancarie: "Ha scritto Bechis non su Liberazione ma su Italia Oggi che senza intercettazioni oggi Stefano Ricucci sarebbe lo stimatissimo editore del Corsera e Moggi avrebbe fatto vincere alla Juventus gli ultimi due scudetti". Conclusione: "Posso suggerire al governo un ripensamento? Si intercetti un po meno, d'accordo.
Quale
opposizione? Il Pd discute Ma non si torna al 2001
( da "Unita,
L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: E dall'ala sinistra del Pd Vincenzo Vita avverte: "Dobbiamo evitare che passi l'idea di un clima di pacificazione, fare una opposizione netta e intransigente come ha fatto Veltroni sulle intercettazioni. Sui temi sociali, invece, il lavoro che abbiamo da fare è ancora moltissimo".
La
cupola di voti, cemento e rifiuti il maxiprocesso al gotha dei Casalesi
( da "Unita,
L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
seicento
testimoni (tra cui 25 collaboratori di giustizia), centinaia di intercettazioni
telefoniche e di riscontri fotografano l'attività criminale del gruppo dei
Casalesi dalla fine degli anni '
Malavenda:
Con questo ddl, addio alla cronaca giudiziaria . D'Amati: sarà la Guantanamo
per la libertà di stampa ( da "Unita, L'"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: magistratura potrebbe sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale perché il disegno di legge sulle intercettazioni limita la sua autonomia. La norma costituzionale che sarebbe violata è l'articolo 112, che prevede l'obbligo per il pm di esercitare l'azione penale. Questa norma verrebbe svuotata se il pm non avesse i mezzi per condurre l'azione penale".
Minniti:
fomentano la paura rischiamo la deriva autoritaria
( da "Unita,
L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: contro i limiti alle intercettazioni, sul caso Rete4. Il punto è che dopo 40 giorni la maggioranza si scopre contraddittoria, chiudendosi a riccio appena trova un compromesso. Non hanno voluto inserire nel decreto i nostri emendamenti contro la violenza sulle donne perché temono di riaprire un accordo fragilissimo".
Stretta
intercettazioni: bloccano le inchieste altro che tutela della privacy. Debole
la nostra opposizione? Una vulgata
( da "Unita,
L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Stai consultando l'edizione del Stretta intercettazioni: bloccano le inchieste altro che tutela della privacy. Debole la nostra opposizione? Una vulgata.
Bocca:
Berlusconi elimina ciò che gli dà noia Non c'è il fascismo, ma la logica è la
stessa ( da "Unita, L'"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Così come ha fatto leggi personali ora fa intercettazioni personali. Ciò che gli dà noia lo elimina, lo modifica, lo stravolge". Proviamo a ricordargli che la corruzione è stato inserita tra i reati per i quali si potrà ancora utilizzare le intercettazioni, che la legge non avrà effetto retroattivo e, dunque, non potrà servire a cestinare le intercettazioni già disposte,
Segue
dalla Prima E cco che cosa è accaduto: militarizzazione del territorio per ra
( da "Unita,
L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: divieto quasi assoluto delle intercettazioni telefoniche nelle indagini, con limiti scandalosi e risibili (interrompere dopo tre mesi, non poterle utilizzare se si accerta un nuovo reato!) per le poche intercettazioni possibili; impunità (ancora non si sa per che cosa) al primo ministro garantita dal ritorno del vergognoso "lodo Schifani".
Intercettazioni,
gli italiani non sono stupidi... Cara Unità, solo chi ha qualcosa da
( da "Unita,
L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni) e militarizzare il Paese. Maurizio Carelli Arrestate anche noi lettori Caro Direttore, nel ringraziare Marco Travaglio e tutti voi dell'Unità per la coraggiosa battaglia contro l'infame legge "sulle intercettazioni", propongo al governo di estendere le ipotesi di arresto ad una categoria attualmente non contemplata,
L'invio
di reparti militari armati nelle strade delle grandi città rende unica l'Italia
in Europa. Le intercettazioni vietate stanno già raccogliendo l'opposizione
netta di tutta l ( da "Unita, L'"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Stai consultando l'edizione del L'invio di reparti militari armati nelle strade delle grandi città rende unica l'Italia in Europa. Le intercettazioni vietate stanno già raccogliendo l'opposizione netta di tutta l'Europa libera.
Emendamento
salva-premier preoccupazione al quirinale - (segue dalla prima pagina) liana
milella ( da "Repubblica, La"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Nelle riunioni per definire il ddl sulle intercettazioni si parla anche di questo. Ne discutono tecnicamente Ghedini, il Guardasigilli Angelino Alfano, il ministro dell'Interno Bobo Maroni, l'aennina Giulia Bongiorno. Berlusconi insiste, vuole subito la sospensione e poi il lodo. Giovedì ne parla a pranzo con Bossi e Maroni.
L'allarme
dei giornalisti stranieri "assurdo il silenzio fino ai processi" -
alberto mattone ( da "Repubblica, La"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: limitare il lavoro dei giudici mettendo dei paletti alle intercettazioni". Parole, queste, in sintonia col pensiero di Paul Bompard. "I magistrati devono poter indagare in libertà", spiega il giornalista di Times che, invece, approva il giro di vite sulla pubblicazione delle intercettazioni: "Punire questo reato con il carcere sarebbe un bel deterrente anche per loro".
"riflettiamo
sui ragazzi immigrati per loro l'attuale processo è inutile"
( da "Repubblica,
La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Però questi giovanissimi migranti vengono ipercolpevolizzati e trattati come "piccoli criminali adulti". O no? "Purtroppo i minorenni immigrati senza appoggi diventano "visibili" solo quando commettono un reato. è difficile, se non impossibile, intercettarli prima. Si dovrebbe invece cercare di farlo". (l. pl.).
Cpt,
l'arci con la regione "niente centri in liguria"
( da "Repubblica,
La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: le nuove norme sulle intercettazioni che ledono il ruolo della Magistratura e quello dell'informazione, non sempre impeccabile, ma comunque fondamentale". Adesso, nella ipotesi del governo, c'è l'apertura di nuovi Cpt in regioni come la Liguria. C'è un silenzio imbarazzante, anche a sinistra, su questa proposta.
L'INTERVENTO
( da "Giornale.it,
Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: una limitazione e un controllo delle intercettazioni telefoniche rispetto agli eccessi del passato. Il disegno di legge presentato però poco o nulla farà in questa direzione, se non intimidire in maniera pesante l'intera stampa italiana. Le intercettazioni, infatti, continueranno tutte sotto il titolo di quei reati per i quali sono ammesse,
Un
pieno di cybercrime ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: installazione di apparecchiature atte a intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (articolo 617-quater), al danneggiamento di sistemi informatici o telematici ( articolo 635-quater). Rilevante è l'introduzione del delitto di frode informatica del soggetto che presta servizi di certificazione di firma elettronica (articolo 640-
Immigrazione
e rifiuti al verdetto delle Aule ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: sulle intercettazioni telefoniche, che sebbene contempli ora anche i reati di corruzione e concussione (reati fino a 10 anni), è destinato ad aprire un vivace dibattito politico, solo attenuato al momento dalla retromarcia del Governo sia sulla forma (un Ddl e non più un decreto legge) che sui contenuti, anche in seguito alle sollecitazioni arrivate a Palazzo Chigi dal Quirinale.
Rifiuti,
carico radioattivo bloccato in Campania
( da "Giornale.it,
Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: i carabinieri di Montella coordinati dal Comando provinciale irpino hanno intercettato e sequestrato due tir carichi di quaranta quintali di rifiuti speciali, provenienti dalla Puglia. Due uomini sono stati denunciati. In poco più di un mese, sono oltre cinquanta gli indagati per trasporto di rifiuti speciali, bloccati dai carabinieri avellinesi.
Gnocchi:
"servono le intercettazioni ma ora le vietano..." - luigi bolognini
milano ( da "Repubblica, La"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Sport Gnocchi: "Servono le intercettazioni ma ora le vietano..." Sarkozy ha minacciato di mandare Carla Bruni a fare un concerto a Zurigo se la Francia si qualifica LUIGI BOLOGNINI MILANO Gene Gnocchi, qui va a finire come quattro anni fa: la torta ci resterà sullo stomaco.
Capezzone
e il valzer da Pannella a Silvio: <Io, la bestia strana>
( da "Giornale.it,
Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Limitare le intercettazioni è un regalo ai delinquenti? "Lo dicono solo Di Pietro e i suoi. Per caso, il suo obiettivo è intercettare il cento per cento delle telefonate del cento per cento degli italiani?" Le toghe napoletane che, all'indomani della nomina del sottosegretario ai rifiuti, gli hanno arrestato lo staff?
Al
via la norma salva-premier preoccupazione al Quirinale
( da "Repubblica.it"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Nelle riunioni per definire il ddl sulle intercettazioni si parla anche di questo. Ne discutono tecnicamente Ghedini, il Guardasigilli Angelino Alfano, il ministro dell'Interno Bobo Maroni, l'aennina Giulia Bongiorno. Berlusconi insiste, vuole subito la sospensione e poi il lodo. Giovedì ne parla a pranzo con Bossi e Maroni.
Ma
così si colpisce l'informazione sulla giustizia in Italia
( da "Sole
24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: LA RIFORMA DELLE INTERCETTAZIONI ... Ma così si colpisce l'informazione sulla giustizia in Italia di Giovanni Negri e Donatella Stasio C aro direttore, seguiamo da tempo l'informazione sui temi della giustizia, con lo stile del Sole 24 Ore, più attento ai contenuti delle misure adottate di volta in volta che alla chiacchiera e al contorno politico giudiziario.
Editori,
sanzioni fino a 500mila ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: 15 - pag: 10 autore: Intercettazioni. Gli ascolti non possono essere usati nei procedimenti "diversi da quelli nei quali sono stati disposti" Editori, sanzioni fino a 500mila à Per i giornalisti indagati una sospensione cautelare di tre mesi dall'Ordine Marco Ludovico ROMA Una stretta sull'informazione senza precedenti.
E
milio Gentile, Piero Melograni e Lucio Villari, interpellati per il Corriere
( da "Corriere
della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: REDAZIONALE Intercettazioni e dintorni LA DITTATURA COME ALIBI E milio Gentile, Piero Melograni e Lucio Villari, interpellati per il Corriere da Paolo Conti, hanno buone ragioni per dar torto a Giulio Tremonti, secondo il quale tutti dovremmo ricordare che l'impoverimento dei ceti medi porta con sé il fascismo, si sarebbe detto un tempo,
Abbiamo
soltanto cercato di pulire le strade di Napoli
( da "Sole
24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: stati intercettati per mesi, fino all'arresto. Ecco come si sono difesi. Michele Greco "Lei mi contesta che non era possibile il deposito preliminare di una frazione non trattata ai fini dello smaltimento:le dico che sono state effettuate delle riunioni all'interno della struttura commissariale alle quali ho partecipato con il commissario delegato e si è deciso di stoccare anche l'
L'ira
di Maroni: se vuole quella norma il premier parli chiaro
( da "Corriere
della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: La scorsa settimana era stato il Carroccio a pretendere che nel disegno di legge sulle intercettazioni rimanesse la possibilità di mettere sotto controllo i telefoni degli indagati per corruzione vincendo le resistenze del premier che invece voleva eliminare tutti i reati contro la pubblica amministrazione. Da allora i rapporti con la Lega sono diventati tesi.
Un
colpo all'informazione sulla giustizia
( da "Sole
24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: il disegno di legge sulle intercettazioni preclude l'uso di questo strumento investigativo in molti e gravi casi: "Diffusissime forme di criminalità che si realizzano in concreto mediante l'associazione, l'accordo o il concorso di più persone, capaci di recare danni personali e patrimoniali a un vastissimo numero di cittadini vittime di sfruttamento,
Bindi,
no a eccezioni sui sacerdoti: niente privilegi
( da "Corriere
della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ha commentato il ddl sulle intercettazioni che prevede che per intercettare un prete si debba avvisare il vescovo. Questa norma era presente anche nel disegno di legge preparato da Mastella, ma la Bindi è stata decisa: "Se c'era, io non me ne ero accorta e chiedo scusa, perché sono contraria a questo provvedimento".
L'ultimatum
dalla Germania <Pronti a bloccare i treni>
( da "Corriere
della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: partire per la Germania hanno intercettato un container "che presentava evidenti segni di contaminazione radioattiva". Ma la terza, invece non passerà. La Stadtreinigung Hamburg, la società pubblica di Amburgo che smaltisce una parte dei rifiuti campani (30 mila tonnellate, al costo di 270 euro l'una, entro fine di agosto) ha informato le autorità italiane che se da Napoli partirà,
Si
spezza un barcone, bimbi somali dispersi
( da "Corriere
della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
era col
motore in panne e ormai in balia delle onde quando è stato intercettato a
Rettifica
senza commento ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Intercettazioni. Il disegno di legge approvato venerdì Rettifica senza commento Concludiamo la pubblicazione del disegno di legge recante "Norme in materia di intercettazionitelefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della disciplina in materia di astensione del giudice, degli atti di indagine, e integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone
Clinica
degli orrori, parla il chirurgo <Rifarei tutti quegli interventi>
( da "Corriere
della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Nelle mani della Procura c'è anche una valanga di intercettazioni dalle quali sembra emergere un panorama di cinico affarismo sanitario. "Le intercettazioni sono ambigue se lette parzialmente e non nella loro integrità. Vanno contestualizzate per capire che non sono autoaccusatorie - dice l'avvocato Lecis -.
La
dittatura come alibi per non guardarsi dentro
( da "Corriere
della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: del governo sulle intercettazioni e da quelle (discutibilissime, e anche peggio) sull'utilizzo dei soldati in strada per dare man forte alle forze di polizia. Su Repubblica, Giuseppe D'Avanzo parla di un Berlusconi intento a dimostrare che "per governare la crisi italiana è costretto a separare lo Stato dal diritto ", con il soldato chiamato a farsi questurino,
Aggiotaggio,
quei timori veri e inventati ( da "Corriere della Sera"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: del limite a 3 soli mesi della durata massima delle intercettazioni; o dall'indebolimento del principio di conservazione della prova, al punto che, se due intercettati per un reato svelano al telefono il nome del possibile autore di un diverso reato, ed è solo la telefonata a fornire questo dato, con le nuove regole costui non potrà essere intercettato.
Delitti,
chiacchiere e intercettazioni ( da "Corriere della Sera"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettavano l'ex capo ufficio stampa di An Salvo Sottile che al telefono (intercettato) sventagliava grevità su alcune ragazze protese a qualche spicchio di visibilità televisiva? E qual è la nefandezza penale commessa dal premier Berlusconi che al telefono (intercettato) sollecitava il direttore generale della Rai a inserire nel casting di non si ricorda quale fiction alcune
Il
buonsenso oltre ai Codici ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: intercettazioni e controlli svelano maree di liquami, codici non adatti, lavorazioni non eseguite, esami sospetti. Se l'interesse primo è quello di salvaguardare la salute del cittadino, oltre al rispetto dei codici, non era il caso di fermare quello scempio mentre avveniva, anziché chiederne conto oltre un anno dopo?
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: it Delitti e ricorso alle intercettazioni A specificazione di una inesattezza contenuta nel mio commento pubblicato sul Corriere di ieri al progetto governativo sulle intercettazioni telefoniche, desidero precisare che i delitti di insider trading e di manipolazione del mercato (per quanto riguarda le ipotesi previste nel testo unico in materia di intermediazione finanziaria)
Bloccato
un carico di rifiuti radioattivi in Campania
( da "Giornale.it,
Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: i carabinieri di Montella coordinati dal Comando provinciale irpino hanno intercettato e sequestrato due tir carichi di quaranta quintali di rifiuti speciali, provenienti dalla Puglia. Due uomini sono stati denunciati. In poco più di un mese, sono oltre cinquanta gli indagati per trasporto di rifiuti speciali, bloccati dai carabinieri avellinesi.
Clinica
degli orrori, parla il chirurgo <Rifarei tutti quegli interventi>
( da "Corriere.it"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Nelle mani della Procura c'è anche una valanga di intercettazioni dalle quali sembra emergere un panorama di cinico affarismo sanitario. "Le intercettazioni sono ambigue se lette parzialmente e non nella loro integrità. Vanno contestualizzate per capire che non sono autoaccusatorie dice l'avvocato Lecis .
Giovedì
scorso la donna sarebbe stata interrogata in Procura a Genova
( da "Stampa,
La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: ordinanza del gip genovese Fucigna che riporta anche la trascrizione di molte intercettazioni. In una telefonata del 27 novembre 2007 la dirigente Calò parla con l'imprenditore vercellese Roberto Alessio e fa commenti sul metodo di lavoro della Pedus-Dussman, l'azienda che, battuta dalla Alessio nella gara d'appalto, era tornata a lavorare per la Asl in seguito allo stop imposto dal Tar.
WALTERLOO
FA IL DURO: O GOVERNO CAMBIA LINEA, O DIALOGO A RISCHIO PARISI: VELTRONI NON
FACCIA IL "RE OMBRA" LA RUSSA: I 2500 MILITARI CARABINIERI? ARMANI:
QUE VIVA SILVIO - C ( da "Dagospia.com"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza. 3 - BONINO: DIALOGO PD-GOVERNO? SE ESISTE E POCO TRASPARENTE? (Ansa) - 'O il Pd ha dei dialoghi aperti in altri consessi, ma certamente poco trasparenti per quanto mi risulta, oppure per quanto riguarda le iniziative legislative parlamentari e'
MISTERO
LILLI GRUBER, UNA ROSSA ALLE NOZZE DEL BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO NON SOLO:
LA FEMMINISTA BAFFUTA GIANNI NANNINI DEDICA UNA CANZONE ALLA COPPIA COME È
RIUSCITO IL PLAYBO ( da "Dagospia.com"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: tutto alla luce del sole per via dei molti reportage sui giornali del gossip e delle molte intercettazioni sui quotidiani, per via delle vacanze ai Caraibi in quattro (Flavio ed Eli, Fede e Raffaella Zardo, un'altra soubrette sfortunata); per via dei preparativi infiniti, delle romantiche chiesette visitate all'alba con codazzo di paparazzi;
Nuovi
sbarchi a Lampedusa Continuano le ricerche dei dispersi
( da "Repubblica.it"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
è stato
intercettato a circa
Ultimatum
di Veltroni al governo: "Basta strappi o salta il dialogo"
( da "Repubblica.it"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: "), le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza. Quest'ultimo è il caso più grave". Veltroni vede nell'immissione del cosidetto 'lodo Schifani nel pacchetto sicurezza, il tentativo del governo di introdurre "certe 'normette così di nascosto".
Veltroni:
"Il governo cambi linea, altrimenti il dialogo si interrompe"
( da "Stampaweb,
La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: i militari nelle città, le intercettazioni, l'introduzione del cosiddetto "lodo Schifani" nel decreto sicurezza e quindi l'attacco all'Europa fatto dal ministro Roberto Calderoli. Una serie di episodi che, sottolinea con fermezza Veltroni, potrebbero segnare la fine del dialogo in questa legislatura.
L'ultimatum
di Walter: "Il governo cambi metodo o addio dialogo"
( da "Panorama.it"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza. L'uscita di Veltroni (dall'ombra) non è certo casuale: dopo un primo mese di opposizione piuttosto cauta e possibilista nei confronti delle iniziative del governo, dal decreto sicurezza ai rifiuti, il segretario del Pd ha visto [3] le sue azioni all'
Avellino,
bloccato un carico di rifiuti radioattivi
( da "Giornale.it,
Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: i carabinieri di Montella coordinati dal Comando provinciale irpino hanno intercettato e sequestrato due tir carichi di quaranta quintali di rifiuti speciali, provenienti dalla Puglia. Due uomini sono stati denunciati. In poco più di un mese, sono oltre cinquanta gli indagati per trasporto di rifiuti speciali, bloccati dai carabinieri avellinesi.
Capezzone
e il valzer da Pannella a Silvio ( da "Giornale.it, Il"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Limitare le intercettazioni è un regalo ai delinquenti? "Lo dicono solo Di Pietro e i suoi. Per caso, il suo obiettivo è intercettare il cento per cento delle telefonate del cento per cento degli italiani?" Le toghe napoletane che, all'indomani della nomina del sottosegretario ai rifiuti, gli hanno arrestato lo staff?
ARRESTATEMI!
- TRAVAGLIO ANNUNCIA: FARÒ DISOBBEDIENZA CIVILE, CONTINUERÒ A PUBBLICARE, ANCHE
TESTUALMENTE, PER RIASSUNTO, ATTI D'INDAGINE E INTERCETTAZIONI CHE RIUSCIRÒ A
PROCURARM ( da "Dagospia.com"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Alfano sulle intercettazioni provocherà sulle indagini e i processi. Ora è il caso di occuparci di noi giornalisti e di voi cittadini, cioè dell'informazione. Che ne esce a pezzi, fino a scomparire, per quanto riguarda le inchieste della magistratura. Il tutto nel silenzio spensierato e irresponsabile delle vestali del liberalismo e del garantismo un tanto al chilo.
Pedofilia
online, allarme della polizia Contatti pericolosi per 1 minore su 10
( da "Corriere.it"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Il sistema è sostanzialmente in grado di intercettare i tentativi di adescamento e di diffusione di materiale pedopornografico, consentendo alla polizia di mettersi velocemente sulle tracce dei pedofili. GLI ARRESTI E LE DENUNCE - L'individuazione dei pedofili della rete ha permesso dal 2002 ad oggi di effettuare 201 arresti, di avanzare 4.
Intercettazioni,
federazione della stampa europea: no al ddl
( da "Sole
24 Ore Online, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Intercettazioni, stampa europea: informazione negata, no al ddl No unanime dei giornalisti europei, riuniti a Berlino, al ddl del governo italiano sulle intercettazioni. La delegazione italiana è formata dal presidente, segretario e direttore Fnsi, Roberto Natale, Franco Siddi e Giancarlo Tartaglia.
Via
all'emendamento blocca processi Veltroni minaccia: "Dialogo a
rischio" ( da "Giornale.it, Il"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: i militari nelle città, le intercettazioni, l'introduzione del cosiddetto "lodo Schifani" nel decreto sicurezza e quindi l'attacco all'Europa fatto dal ministro Roberto Calderoli. Una serie di episodi che, sottolinea con fermezza Veltroni, potrebbero segnare la fine del dialogo in questa legislatura.
"NON
MI AMMAZZO, MA QUI MI MUOIO" BETULLA VA A TROVARE VITTORIO CECCHI GORI IN
CARCERE E TROVA UN UOMO DISTRUTTO: "NON MI È VENUTO A TROVARE NESSUNO. LA
PARTE NERA DELL'ITALIA VU ( da "Dagospia.com"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Le intercettazioni sono state inventate dalla parte verminosa di Telecom, non dalla magistratura. Insistono ad annichilirmi, non gli basta quanto mi hanno inflitto. Quando mi hanno arrestato con questa accusa fasulla di bancarotta, stavo per andare al concordato.
Immigrati,
strage verso l'Italia A bordo erano 150: salvo uno solo
( da "Repubblica.it"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract:
è stato
intercettato a circa
C'era
una volta la Repubblica dei dossier: deputati ricattati grazie a corrispondenze
aperte, r ( da "Stampa, La"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Italia potrebbe fermare la pubblicazione di intercettazioni? Basterebbe scriverne una su un web francese, e poi riprendere la notizia in Italia in uno scambio di commenti fra blogger. e la legge sarebbe gabbata. Spesso dimentichiamo, in tutte le discussioni che facciamo, che le intercettazioni non nascono solo come un più efficace strumento di lavoro.
RETTIFICA
CARDUCCI: NON VADO CON TABACCI - ALLA CNIPA ECCELLENTI RISULTATI E BRUNETTA HA
FATTO BENE PIOVE, ALLA FACCIA DELLA DESERTIFICAZIONE TRAVAGLINI E MASTELLARINI
( da "Dagospia.com"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: è chiaro che le intercettazioni danno fastidio a quella che purtroppo è la nostra "classe dirigente", le cui conversazioni intercettate, quando non diano prova o indizio di ogni sorta di reati, comunque fotografano il livello di intelligenza, di morale e di capacità intellettive che contraddistingue gli intercettati,
Immigrati,
si rovescia un barcone: quaranta morti, cento i dispersi
( da "Corriere.it"
del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Abstract: Un gruppo di sei extracomunitari è stato intercettato a terra da una pattuglia della Guardia di Finanza. INCONTRO - Anche alla luce degli ultimi avvenimenti, la diplomazia maltese è al lavoro per concordare la data di un eventuale incontro tra i ministri degli Esteri di Malta, Italia e Libia per discutere dell'emergenza immigrazione clandestina nel Mediterraneo.
( da "Stampaweb, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Quanto sta accadendo
sul piano delle decisioni governative merita alcune segnalazioni, in relazione
ai problemi della comunicazione. La prima segnalazione fa riferimenti ai numeri
che il ministro della Giustizia aveva fornito per accreditare la necessità di un provvedimento urgente sulle intercettazioni.
Erano numeri FALSI. Si diceva che ci sono un milione di intercettazioni, che
siamo TUTTI intercettati; le intercettazioni sono in realtà su circa 80mila
utenze (per ogni indagato ci sono spesso più utenze, dunque circa 30 mila intercettati)
e l'80 per cento di queste riguarda casi di sospetta mafia e criminalità
organizzata. Il numero reso pubblico dal ministro era basato sulla
presunzione di circa 30 connessioni per utenza e di circa 100.000 utenze,
arrivando così a 3 milioni di intercettati. Bell'esempio di disinfornazione. La
seconda segnalazione fa riferimento alla percezione della insicurezza nel
nostro paese provocata dalla natura criminale degli immigrati. Si dice che
questa percezione è basata sulla realtà e dunque si approntano misure
drammatiche e si mobilita l'esercito; poi si scopre che delle 16910 rapine
compiute lo scorso anno in Italia ben 12527 sono state compiute da italiani e
che i furti in casa sono in Italia ben inferiori (143.000) alla Gran Bretagna
(209.000) e alla Francia (177.000). E infine, si mobilitano 2500 soldati per
fare la ronda notturna con poliziotti e carabinieri, quando poliziotti
carabinieri e finanziari sono circa 300.000, e davvero non si capisce cosa
voglia dire quello scarno numero di soldat prestati alle operazioni di polizia,
se non attivare e radicare il convicincimento che siamo davvero in una
condizione di insicurezza totale, più o meno come la Colombia (nelle frasi del
sindaco Chiamparino). Insomma si gioca sulle notizie, dandole in modo falso o
parziale per giustificare una militarizzazione della vita del nostro paese. Che
mi pare un passo gravissimo, compiuto appunto con la strumentalizzazione dei
massmedia e dei processi della comunicazione. commenti (0) scrivi.
( da "Alto Adige" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Di Mario Bertoldi
Tarfusser: "Intercettazioni
da non toccare" Per il procuratore serve una legge solo per evitare abusi
sui giornali "Abbiamo dimostrato a Bolzano che si possono abbassare le
spese anche del 50 per cento" BOLZANO. I risparmi ottenuti dal "nuovo
corso" imposto dal procuratore Cuno Tarfusser alla Procura della Repubblica
di Bolzano sono sempre più un esempio per il resto d'Italia. Ne ha fatto
menzione in una intervista sul Corriere della Sera anche l'ex magistrato di
"Mani Pulite" Gherardo Colombo, attuale senatore del Pd. Lo stesso
Tarfusser sarà sentito mercoledì prossimo a Roma dalla Commissione giustizia,
in un momento - tra il resto - in cui la necessità di comprimere la spesa
pubblica è tra i motivi ufficiali del preannunciato giro di vite del governo in
materia di intercettazioni. Procuratore, cosa pensa del progetto legislativo
del governo? "Considero sacrosanti entrambi gli obbiettivi che il governo
dice di voler raggiungere e cioè la riduzione della spesa e lo stop alla
pubblicazione delle trascrizioni delle intercettazioni sui giornali. Ma l'unico
intervento legislativo che riterrei necessario è una legge che vieti ai
giornali di pubblicarle. E' una questione di rispetto della privacy. In
Germania ancora oggi non vengono pubblicati sui giornali nemmeno i nomi degli
omicidi. I giornalisti si sono adeguati e pubblicano solo le iniziali...Se noi
vogliamo colpire gli abusi avvenuti in passato in materia di intercettazioni
basta semplicemente fare una legge che imponga il divieto" E sui costi che
cosa si può fare? "Guardi, i costi possono essere ridotti molto rapidamente
a meno della metà, penso che lo abbiamo abbondantemente dimostrato negli ultimi
tempi in Procura a Bolzano. Mercoledì lo dirò a chi di dovere a Roma. Ma è
comunque falso affermare che le intercettazioni bruciano un terzo del bilancio
del Ministero della giustizia" Dunque lei ritiene che il governo sbagli a
voler intervenire comprimendo le potenzialità delle indagini? "Io dico che
se gli obbiettivi sono quelli annunciati dal governo non c'è alcun bisogno di
un intervento che modifichi la disciplina delle intercettazioni nelle
indagini" E se gli obbiettivi fossero altri? "E' un discorso
politico. Se si vuole ridurre la possibilità alla magistratura e alle forze di
polizia di fare il loro lavoro, allora basta che lo si dica. E' una scelta politica
che un governo può legittimamente fare. Ma dopo non si venga a parlare di
sicurezza...E non è corretto venire a dire che si intende intervenire per
risparmiare soldi e per evitare ai cittadini di finire sui giornali" Il
governo sostiene però che in passato anche qualche magistrato avrebbe abusato
dello strumento... "Se anche così fosse si deve intervenire in termini
disciplinari nei confronti dei magistrati. Non penso che dopo lo scandalo della
clinica di Milano qualcuno pensi di intervenire con legge per vietare... gli
interventi chirurgici".
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando l'edizione
del Avviso d'emergenza Furio Colombo Voci di estremo allarme si alzano nel
Paese in cui un nuovo governo aveva fatto finta, sulle prime, di essere
normale, un qualunque governo di destra europeo. Improvvisamente annuncia di
seguito - e si prepara a imporre per decreto e con l'approvazione automatica
della sua maggioranza - una serie di leggi con cui inventa un clima di tensione
e paura. E risponde a quel clima inventato con leggi liberticide,
anticostituzionali e contro il diritto di sapere. L'opinione pubblica libera e
informata viene proclamata il nemico da eliminare. Si rivela il volto del nuovo
governo. Come è stato detto da Antonio Di Pietro, è un volto che evoca paesi ad
alto rischio come la Colombia. Ecco alcune voci che descrivono il nostro Paese
oggi. Stefano Rodotà: "Siamo di fronte a un fenomeno che l'Italia ha
conosciuto in altri decenni: le leggi speciali. Giovanni Sartori: "La
Carta della prima Repubblica non è stata abolita perché non c'è più bisogno di
rifarla. La si può svuotare dall'interno. Basta paralizzare la magistratura.
Alla fine il potere politico comanda da solo". Marco Travaglio:
"Personalmente annuncio fin d'ora che continuerò a informare i lettori
senza tacere nulla di quello che so. Continuerò a
pubblicare atti di indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come
ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Lo farò in base all'art.
21 della Costituzione e all'art. 10 della Convenzione europea sui diritti
dell'uomo". Eugenio Scalfari: "Attenti al risveglio. Può
essere durissimo. Può essere il risveglio di un Paese senza democrazia".
segue a pagina 24.
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del Bavaglio ai giornalisti, cresce la protesta Dura condanna dei
reporter europei: sono scelte illiberali, ci batteremo I cronisti italiani si
mobilitano. Minniti: si rischiano derive autoritarie Italia "sotto
osservazione" per i "venti illiberali" che soffiano sul nostro
Paese: è durissima la protesta della Federazione dei
giornalisti europei per la legge sulle intercettazioni annunciata dal governo.
Una vera e propria legge-bavaglio che impedisce importanti indagini e viola -
per usare le parole del documento approvato a Berlino - "i principi universali
dei diritti dei media nelle democrazie moderne". Anche la
Federazione nazionale della stampa si prepara alla battaglia: domani seduta
straordinaria per valutare la proposta di sciopero. Ma non ci sono solo le
intercettazioni. In un'intervista a l'Unità il ministro ombra all'Interno del
Pd, Marco Minniti spiega: "Il governo fomenta la paura, con i soldati a
pattugliare le città danno il messaggo di essere in Kosovo". alle pagine 2
e 3.
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del La prima pagina de "l'Unità" di ieri su
cui Marco Travaglio ha lanciato l'appello "Arrestateci tutti" contro
il disegno di legge sulle intercettazioni.
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del Alcuni dei reati non intercettabili: omicidio
colposo, incesto, sfruttamento della prostituzione, estorsione, lesione personale
grave, sequestro di persona, furto in casa, rapina, rapina semplice, usura,
ricettazione, contrabbando, associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta. I reati non intercettabili.
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del Legge bavaglio, insorge anche la stampa Ue Ferma condanna della
Federazione europea dei giornalisti: va bloccata, in Italia un vento illiberale
di Simone Collini / Roma "SOTTO OSSERVAZIONE" per il "vento illiberale"
che spira dalle nostre parti. Il disegno di legge sulle intercettazioni
diventa un "caso italiano" in Europa. La Federazione europea dei
giornalisti, riunita a Berlino per l'assemblea annuale, ha votato all'unanimità
un documento che condanna duramente il disegno di legge strenuamente difeso da
Berlusconi e dal Guardasigilli Alfano, che prevede misure disciplinari e
l'arresto da uno a tre anni per i cronisti che pubblichino informazioni
riguardanti le inchieste giudiziarie. Il dito viene puntato sulla "scusa
della privacy", sventolata dal centrodestra per approvare di un
provvedimento che "mette il bavaglio ai giornalisti e impedisce ai
cittadini di essere informati su temi d'interesse pubblico compresi nelle
inchieste giudiziaria". Un modo di procedere che per l'organizzazione è
palesemente "contrario ai principi universali dei diritti dei media e
della loro funzione nelle democrazie moderne: i giornalisti, infatti, non
devono nascondere le informazioni d'interesse generale, sia originate da fonti
libere sia da fonti confidenziali, che essi hanno il dovere di
proteggere". Dopo l'allarme lanciato da giudici, avvocati esperti di
diritto dell'informazione e giornalisti di casa nostra a insorgere è dunque la
Federazione dei giornalisti europei, che rappresenta oltre 200 mila cronisti di
tutti i paesi dell'Unione e che dall'inizio degli anni '60 difende il diritto
all'informazione. La preoccupazione dei vertici dell'organizzazione è che il
provvedimento del governo Berlusconi crei un precedente pericoloso per l'intera
Europa: "Il progetto di legge del governo italiano è contrario alle
convenzioni internazionali e alla giurisprudenza della Corte europea dei
diritti dell'uomo", si legge nel documento approvato all'unanimità ieri a
Berlino. "La Federazione europea dei giornalisti mette sotto osservazione
la vicenda e condurrà in ogni sede d'interesse europeo un'iniziativa sociale e
etica per la libertà e la qualità del lavoro dei giornalisti. Venti illiberali
per tentare di condizionare l'informazione soffiano qua e là in Europa e quello
italiano è un caso d'osservazione e mobilitazione professionale e civile".
A Berlino, in rappresentanza dell'Italia, c'erano presidente, segretario e
direttore della Fnsi Roberto Natale, Franco Siddi e Gianfranco Tartaglia. E
alla nostra delegazione la Federazione europea ha assicurato che farà ancora
sentire la sua voce in futuro. Nel documento approvato all'unanimità si
annuncia infatti il sostegno della Feg al sindacato dei colleghi italiani
"nel suo contrasto, nella sua opposizione contro il disegno di legge"
e si fa "appello al Parlamento italiano a non approvarlo o a modificarlo
profondamente". La Fnsi incassa e si prepara alla battaglia. Domani si
riunisce in seduta straordinaria la giunta del sindacato dei giornalisti. Sarà
l'occasione per valutare se percorrere immediatamente la strada dello sciopero,
una forma di lotta peraltro già adottata quando venne varato dal governo Prodi
il disegno di legge Mastella sullo stesso tema. Non è però escluso che come
primo strumento si ricorrerà ad altre iniziative, per sensibilizzare l'opinione
pubblica sull'argomento. Perché il punto per l'Fnsi è non soltanto denunciare,
come pure fa il responsabile Comunicazione del Pd Paolo Gentiloni, che "si
è resa la vita più facile ai delinquentii è reso più difficile il lavoro di
magistrati e giornalisti ", ma far capire che con questo provvedimento si
ledono non i diritti specifici di una categoria, ma il diritto di tutti i
cittadini a conoscere fatti rilevanti e a formarsi consapevolmente un'opinione.
Ecco perché Giuseppe Giulietti lancia a editori e giornalisti la proposta di
uscire nei prossimi giorni con una prima pagina simulata, come se la legge
sulle intercettazioni fosse stata già approvata, sulla clinica Santa Rita di
Milano o su un altro importante fatto di cronaca. Che, nota il portavoce di
Articolo 21, "così o sarebbe ignoto o verrebbe semplicemente
cancellato".
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del Vincenzo Vita "Sui temi sociali c'è molto da fare,
su altre questioni come le intercettazioni l'opposizione di Veltroni è stata
intransigente".
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando l'edizione del Vietata la pubblicazione di atti di indagine e di
quanto acquisito al fascicolo del Pm, anche se non sussiste più il segreto,
fino alla fine delle indagini preliminari o dell'udienza preliminare. Vietato
pubblicare le intercettazioni. Previsto per i giornalisti l'arresto da
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del ROSY BINDI "Contraria alla norma salva-preti"
"Sono assolutamente contraria a una norma che crei privilegi per qualunque
esponente di qualsiasi religione". Così Rosy Bindi, intervistata ieri da
Lucia Annunziata nel corso di "In mezz'ora", ha commentato
il ddl sulle intercettazioni che prevede che per intercettare un prete si debba
avvisare il vescovo. La Bindi ha anche ricordato che "tutti abbiamo
apprezzato la condanna del Papa sui preti pedofili, scoperti proprio grazie
alle intercettazioni". Alla conduttrice, che le ha fatto notare come
questa norma fosse presente anche nel disegno di legge preparato da Clemente
Mastella, la vicepresidente della Camera ha risposto: "Se questa
norma c'era, io non me ne ero accorta e chiedo scusa, perchè sono contraria a
questo provvedimento. Posso solo dire: meno male che non è stato approvato".
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando l'edizione
del LE VOCI Anche noi adesso diciamo "arrestateci tutti" Ieri Marco
Travaglio ha scritto un articolo "arrestateci tutti" in cui inviatava
tutti i giornalisti a continuare a scivere le notizie
nonostante il bavaglio del ddl intercettazioni. Ha ricevuto numerose risposte,
eccone alcune: Diciamo no a questo quadro agghiacciante Aderisco all'appello
"Arrestateci tutti". Se l'agghiacciante quadro della nuova legge
sulle intercettazioni con il divieto di cronaca giudiziaria sulle indagini passerà
in Parlamento, l'unica risposta possibile sarà la disobbedienza civile.
Cioè organizzare, per quanto riguarda noi giornalisti, una violazione
dichiarata e di massa delle norme, accettando nel caso l'arresto. Ovviamente la
violazione (cioè la pubblicazione di articoli basati su atti giudiziari che il
Governo vorrebbe mantenere segreti, anche se già messi a disposizione delle
parti processuali e dunque non più segreti) dovrà avere un contenuto
strettamente giornalistico. Si dovranno pubblicare cioè notizie e non pettegolezzi
o vicende coperte dalla privacy. A quel punto, una volta finiti sotto inchiesta
o in galera, potremo tentare di rivolgerci alla Corte Costituzionale e alla
Corte di giustizia europea per far cancellare una legge che minaccia di
spingere il nostro paese verso derive pericolose e autoritarie. Peter Gomez
(inviato de l'Espresso) E io continuerò a dare notizie Il mio mestiere è dare
notizie - verificando le fonti - e continuerò a farlo nonostante una legge che
minaccia il mio arresto. Se avranno paura gli editori, lo farò sul mio blog
rispettando sempre l'unica cosa che mi ha mosso in quasi 30 anni (ho iniziato a
18): il desiderio di raccontare e dare notizie ad altri, sempre verificandone
l'attendibilità. Il Ddl sulle intercettazioni è solo il regolamento di conti di
una casta - quella dei politici - contro magistrati e giornalisti (fra l'altro,
se fosse già in vigore, oggi Stefano Ricucci sarebbe lo stimatissimo editore
del Corriere della sera, Luciano Moggi avrebbe fatto vincere alla Juve gli ultimi
due scudetti e gli italiani non saprebbero nulla di quel che accadeva nella
clinica Santa Rita di Milano). Di liberale questa norma non ha nulla. Non potrà
impedirmi di fare il mio mestiere. Franco Bechis (direttore di Italia oggi) È
sancito: adesso sarà regime La legge Berlusconi-Ghedini-Alfano, che proibisce
le intercettazioni per i reati dei politici e degli imprenditori (e non solo),
vieta anche la pubblicazione delle notizie giudiziarie fino al processo:
impedisce così la formazione della pubblica opinione e sancisce l'ingresso nel
regime. I giornalisti devono reagire continuando a scrivere tutto e a informare
i loro lettori. Anche a costo del carcere. A una legge-bavaglio non possiamo
che rispondere con la disobbedienza civile. Diventiamo tutti obiettori di
coscienza. Gianni Barbacetto (Annozero, Societacivile.it) Nessuna intimidazione
dai boss, nessuna dai bavagli Nonostante sia stato recentemente indagato per
favoreggiamento a Cosa nostra, per aver pubblicato i "pizzini" del
boss Lo Piccolo, non mi lascerò intimidire da una legge che viola i principi
basilari di libertà. Propongo sin da ora a chi è d'accordo di realizzare un
sito internet con sede legale in un paese libero dove, se saremo costretti,
pubblicheremo tutto quello che in Italia non vorranno far sapere ai lettori.
Francesco Viviano (la Repubblica) Il nostro dovere: pubblicare quello che
sappiamo Pubblichiamo tutto quello che sappiamo, facciamolo sempre: è questo il
nostro dovere. Ogni mattina uomini e donne si affacciano in edicola e versano
un euro per essere informati, hanno fiducia nei loro giornali e nei
giornalisti, noi non possiamo tradirli, né deluderli. Se c'è da rischiare
rischiamo e facciamolo a viso aperto. Enrico Fierro (L'Unità) Facciamo un golpe
bianco di libertà Caro Direttore, invio la mia totale adesione al progetto
resistenziale-Travaglio da casa mia, dove sono già in una specie di
"arresti domiciliari". Metaforici, certo, dal punto di vista di una
professione che stava precipitando di suo e a forza di Alfano verrebbe colpita
e affondata del tutto. Aderisco ad "arrestateci tutti" (che risulta
così tragicamente attuale per assonanza con "ammazzateci tutti" dei
ragazzi di Locri) perché se la reazione sarà generale facendo come se la legge
non ci fosse forse riusciremo a non far passare un "golpe bianco": o
comunque gli italiani sapranno che di questo si tratta, del diritto/dovere
dell'informazione democraticamente indispensabile e non di un qualunque
dibattito su opposte visioni del giornalismo. Stanno rapinandoci della democrazia,
almeno se ne dia l'allarme. Oliviero Beha.
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del Sono state 124.845 nel 2007 le utenze
sottoposte a intercettazioni. È il record dal 2001, anche se la spesa è
diminuita per l'abbassamento dei costi per singola operazione, ridotti a 1.794
euro. Totale: 224 milioni di euro, a fronte dei 308 milioni raggiunti nel 2005,
quando le utenze furono 101mila. Persone e costi.
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del SOLE 24 ORE "No censure": De Bortoli sta con i suoi cronisti Il disegno di legge governativo sulle
intercettazioni "nei fatti rappresenta una censuraall'informazione".
Lo scrivono, in una lettera aperta al direttore, i cronisti del Sole 24 ore che
seguono la giustizia Giovanni Negri e Donatella Stasio. Si tratta di "un
colpo all'informazione" che ha poco a vedere con la privacy e più con
"l'ansia di rivincita della politica... e il prezzo lo paga
l'opinione pubblica". De Bortoli condivide l'"allarmata analisi"
citando i casi Antonveneta e Santa Rita. Aggiungendo che "i giornalisti
che sbagliano è giusto paghino (prima i direttori) ma forse il carcere fino a 3
anni per un solo reato è eccessivo". Conclusione del direttore del Sole:
"Non avevamo capito che la tolleranza zero, che ci vede d'accordo, contro
criminalità e immigrazione clandestina, si applica a cominciare dai cronisti di
giudiziaria".
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del SU "IL GIORNALE" Cervi: salvare la cronaca no
all'impunità Sul Giornale Mario Cervi, pur sostenendo che una nuova
regolamentazione delle intercettazioni e maggiore tutela della privacy fossero
necessarie, invita però a "salvare la cronaca". Cervi trova il ddl
del governo "in alcune parti errato ed eccessivo". Il rischio è
"che i marpioni del malaffareriescano a occultare sotto il nobile mantello
dei principi la loro voglia di impunità". Cita i casi della clinica
milanese di Santa Rita e le scalate bancarie: "Ha scritto Bechis non su
Liberazione ma su Italia Oggi che senza intercettazioni oggi Stefano Ricucci
sarebbe lo stimatissimo editore del Corsera e Moggi avrebbe fatto vincere alla
Juventus gli ultimi due scudetti". Conclusione: "Posso suggerire al
governo un ripensamento? Si intercetti un po' meno, d'accordo. Ma soprattutto
non si intercetti la libertà di stampa.
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai consultando
l'edizione del Quale opposizione? Il Pd discute "Ma non si torna al
2001" di Andrea Carugati No, il Pd non ha nessuna voglia di tornare all'antiberlusconismo
del 2001. Certamente questa non sarà la strada seguita dal gruppo dirigente che
si ritrova attorno a Walter Veltroni. Non basta il rimprovero dell'Economist
sul Pd troppo morbido verso il Cavaliere, e neppure il sondaggio di Renato Mannheimer
che vede un 41% di elettori democratici bocciare l'opposizione come troppo
"remissiva". E non basta neppure l'analisi di Eugenio Scalfari che
fotografa una opposizione "fragile" e "sonnolenta" davanti
all'incipit di una dittatura berlusconiana. Il Loft non torna indietro, non si
lascerà tentare dalle sirene "girotondine". "No al replay del
2001, che ci ha portato a mettere insieme una coalizione inefficace come
l'Unione", è il ragionamento che si fa nella cerchia di Veltroni. Dove si
sottolinea un altro dato del sondaggio di Mannheimer: per il 53% degli elettori
di centrodestra l'opposizione del Pd è "equilibrata". "Significa
che i nostri argomenti fanno breccia dall'altra parte: per tornare a vincere
non c'è altra strada, prendere a Berlusconi una fetta di voti moderati. Non
basta galvanizzare i nostri elettori". Nello staff di Veltroni la
convinzione è che "nei contenuti la nostra opposizione è ferma, non c'è
nessun provvedimento della maggioranza su cui abbiamo votato a favore. Il punto
è comunicare meglio i nostri risultati, come quello su Rete4: e non è facile
con questo clima di giubilo che c'è tra i grandi media, giornali e tv, e il
governo". Enrico Morando, coordinatore del governo ombra, è esplicito:
"Non so se qualcuno ha nostalgie per il 2001, io sono convinto che
dobbiamo stare lontano da quel clima come dalla peste. E non vorrei che
scivolassimo senza accorgercene verso quel tipo di opposizione 2001-2006, un
disastro: non c'era un solo tema su cui l'opposizione parlamentare avesse
elaborato una proposta credibile. L'unico collante era dire no e fare
ostruzionismo, ma proposte zero, perché non eravamo d'accordo fra di noi".
Quanto all'Economist, Morando è netto: "Dire che stiamo facendo un piacere
a Berlusconi è una sonora stupidaggine". Più insidioso quel 40% di
elettori che giudicano "remissiva" l'opposizione. "È un segnale
d'allarme che va colto. Per questo dobbiamo pretendere che le chiacchiere sul
dialogo si traducano entro tre mesi in iniziative concrete di riforma, a partire
dai regolamenti parlamentari. Altrimenti, se è solo teatro, questo presunto
clima di dialogo è dannoso per il Paese e per il Pd". Morando lancia una
proposta al centrodestra, che è quasi un ultimatum: "Prima delle ferie
bisogna cambiare la legge di contabilità e i regolamenti parlamentari per avere
una sessione di bilancio ordinata, senza il caos degli anni scorsi. Sarebbe una
dimostrazione che il dialogo serve a qualcosa". Il problema di una
opposizione più incisiva non coglie di sorpresa Pierluigi Bersani, che da settimane
sprona il suo partito ad alzare i toni in Parlamento e non solo. "Non mi
stupisce quel 40% -ragiona Bersani con i suoi - è normale che ci si chieda di
fare di più, ma non possiamo tornare al 2001, alle discussioni sul regime. Il
punto è costruire il profilo del Pd, poi sarà più facile anche fare
l'opposizione". Nicola Latorre, braccio destro di D'Alema, invita a
"non cedere all'angoscia dei sondaggi". "Finora abbiamo fatto il
nostro dovere, non siamo stati rinunciatari- spiega- ma questo non si percepisce
abbastanza anche perché non emerge ancora la nostra idea di futuro".
"Contro i provvedimenti deteriori di questo governo, come quelli
sull'immigrazione e la militarizzazione delle città- prosegue Latorre- dobbiamo
essere durissimi. Ma se e quando si inizierà a discutere di riforme
istituzionali è chiaro che non si fanno a colpi di maggioranza". "Ma
dico se perché finora - ammette Latorre- ci sono state solo chiacchiere, non
c'è nulla sul tavolo". E Rosy Bindi spiega: "Dobbiamo praticare un
"antiberlusconismo democratico". Come la Dc praticò l'anticomunismo
democratico non alleandosi mai con la destra ma tenendo l'elettorato di destra
su posizioni moderate, così il Pd deve praticare un antiberlusconismo
democratico sconfiggendo la destra e Berlusconi con politiche riformiste sulla
quali far convergere anche la sinistra radicale". E
dall'ala sinistra del Pd Vincenzo Vita avverte: "Dobbiamo evitare che
passi l'idea di un clima di pacificazione, fare una opposizione netta e
intransigente come ha fatto Veltroni sulle intercettazioni. Sui temi sociali,
invece, il lavoro che abbiamo da fare è ancora moltissimo".
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del DA OGGI CAMERA DI CONSIGLIO DELL'APPELLO La "cupola"
di voti, cemento e rifiuti il maxiprocesso al gotha dei Casalesi di Eduardo Di Blasi
/ Roma Due boss in carcere, Francesco "Sandokan" Schiavone e
Francesco Bidognetti ("Cicciotto 'e mezzanotte"), due ancora
latitanti, Michele Zagaria e Antonio Iovine, e un potere di prevaricazione che,
nell'area che dalla periferia nord di Napoli si allarga verso la provincia di
Caserta e il litorale Domizio, non sembra essere mai venuto meno. La camorra
del clan dei Casalesi fa ancora paura e lascia ancora morti per strada come
negli anni della guerra con i resti della Nco di Cutolo e di quella interna che
ne seguì. Fa paura, anche se la magistratura ha da tempo decapitato a suon di
sentenze il nuovo gruppo dirigente. La vecchia direzione, come in tutte le
storie di camorra che si rispettino, è morta sul campo, durante le faide che
tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 hanno portato all'ascesa
di Sandokan e Cicciotto 'e mezzanotte. Da Antonio Bardellino, esponente di
spicco della nuova famiglia, ucciso a colpi di martello nella sua casa in
Brasile dall'inviato Mario Iovine, al suo delfino e nipote Paride Salzillo,
fatto fuori negli stessi giorni in un casale campano, a Vincenzo De Falco, che
quando fu sepolto nel febbraio del '91, ebbe un funerale con 1500 persone e le
serrande dei negozi del paese abbassate in segno di lutto. Allo stesso Iovine,
ucciso a Cascais, in Portogallo, nello stesso anno, da chi voleva vendicare la
morte di De Falco. Una scia di sangue per l'egemonia di un territorio agricolo
che la camorra ha pensato di trasformare nell'avamposto di un nuovo capitalismo
di rapina, giocando le proprie fiches su appalti pubblici, cemento, rifiuti ed
estorsioni. Oggi inizia la Camera di consiglio che dovrà decidere il secondo
grado di quello che è stato il maxiprocesso della camorra casertana. Il
processo Spartacus, che nel primo grado, presso la Corte d'assise di Santa
Maria Capua Vetere, si concluse con una sentenza di 3200 pagine, 95 condanne
per associazione camorristica e 21 ergastoli. Un pezzo della storia criminale
d'Italia, messa nero su bianco dalle inchieste della Dda di Napoli (le indagini
condotte dal '93 al '98 portano la firma dei pm Federico Cafiero De Raho,
Francesco Curcio, Lucio Di Pietro, Francesco Greco, Carlo Visconti, Raffaele
Cantone e Raffaello Falcone) e dal giudice Raffaello Magi che materialmente
redasse le motivazioni della sentenza depositata nel giugno 2006.
Seicentotrenta udienze, seicento testimoni (tra cui 25
collaboratori di giustizia), centinaia di intercettazioni telefoniche e di
riscontri fotografano l'attività criminale del gruppo dei Casalesi dalla fine
degli anni '
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del GLI AVVOCATI Malavenda: "Con questo ddl, addio alla cronaca
giudiziaria". D'Amati: sarà la Guantanamo per la libertà di stampa
"La cronaca giudiziaria con il disegno di legge proposto da Alfano non si
potrà più fare". L'avvocato Caterina Malavenda è tra i maggiori esperti
italiani sul diritto dell'informazione. Assiste da anni il Corriere della Sera,
Il Sole 24 Ore, Panorama, la Rai, Sky. E oggi sottolinea che il disegno di
legge del governo Berlusconi modifica di fatto il codice di procedura penale e
introduce palesi controsenso: "I giornalisti, se passa così il testo,
potranno scrivere che un indagato è stato arrestato, ma non si potrà dire perché
è finito in cella". Chi scrive qualcosa facendo riferimento agli atti
giudiziari sarà punito con l'arresto da uno a tre anni e con l'ammenda fino a
1.032 euro per ogni articolo pubblicato. "Le due pene, detentiva e
pecuniaria - spiega Malavenda - non sono alternative, ma congiunte. Il che
significa che il carcere è sempre previsto". Per non parlare dei problemi
disciplinari a cui si va incontro, visto che la procura che indaga il cronista
per le violazioni previste dal ddl dovrà avvertire l'Ordine dei giornalisti
affinché lo sospenda per tre mesi dalla professione. E chi insiste a informare
rischia anche di essere licenziato. "L'editore, per non vedere condannata
anche la sua impresa, deve dimostrare di aver adottato tutte le precauzioni
contro le violazioni della nuova legge". La conclusione dell'avvocato è
ironica quanto amara: "Per i giornalisti che non vogliono correre problemi
basterà che non diano più notizie e saranno tranquilli". Un altro avvocato
esperto di diritto dell'informazione come Domenico D'Amati punta comunque
l'attenzione su un altro aspetto del provvedimento: "La magistratura potrebbe sollevare un conflitto di attribuzione
davanti alla Corte costituzionale perché il disegno di legge sulle
intercettazioni limita la sua autonomia. La norma costituzionale che sarebbe
violata è l'articolo 112, che prevede l'obbligo per il pm di esercitare
l'azione penale. Questa norma verrebbe svuotata se il pm non avesse i mezzi per
condurre l'azione penale". Per il presidente del comitato giuridico
di Articolo21 se il ddl verrà approvato "Berlusconi avrà il suo caso
Guantanamo davanti alla Corte Costituzionale": "Il primo magistrato
cui sarà chiesto di condannare alla reclusione un giornalista per aver dato
notizia delle malefatte di qualche esponente della casta, emerse da
intercettazioni in sede giudiziaria, manderà gli atti alla Consulta perché
annulli la nuova legge". Non solo: "Non mancheranno certo di
pronunciarsi la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e la Corte di Giustizia
dell'Ue. Perché la libertà di stampa è tutelata non solo dalla nostra
Costituzione ma anche dai trattati internazionali che l'Italia ha firmato dopo
essere uscita dal tunnel del ventennio".
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del Minniti: fomentano la paura rischiamo la deriva autoritaria di
Federica Fantozzi / Roma Si va dalle ronde cittadine all'esercito per strada.
Onorevole Minniti, lei è ministro ombra dell'Interno: siamo in emergenza?
"No, il problema è che questo governo affronta il tema sicurezza,
importante e sentito dalla gente, dal versante emotivo. Attraverso una politica
di annunci ripetuti e ridondanti pensa di cavalcare un sentimento diffuso, ma
commette un grave errore che potrebbe produrre danni radicali". Quali
danni? "La paura forse aiuta a vincere le elezioni ma non a governare. Qui
si produce emergenza per sostenere risposte di carattere emergenziale. Ma le
politiche di sicurezza hanno due grandi nemici: proprio le reazioni emotive ed
emergenziali". Quindi, secondo lei, il governo sbaglia tutto?
"Sbaglia approccio. L'uso dei militari con funzioni di ordine pubblico non
ha precedenti. Neanche ai tempi bui del terrorismo o durante la sfida a Cosa
Nostra. Né calza il paragone con i Vespri: allora era un esercito di leva che
svolgeva un presidio, ora è un esercito professionale addestrato per compiti
più importanti nel mondo". Per i soldati è una diminutio? "La
questione è duplice. Da un lato si chiamano le forze armate a un improprio
compito di supporto. Mandando un messaggio sbagliato perché chi vede una
camionetta in piazza vede un Paese fuori controllo. Si evocano scenari molto
più drammatici come il Kosovo, l'Irlanda del Nord di qualche anno fa o
Gerusalemme". E dall'altro lato? "Si mette in imbarazzo la polizia,
come hanno detto i sindacati. Si mortifica il loro impegno. E mischiare profili
professionali diversi può innescare un gigantesco corto circuito". Lega e
An sostengono che la gente invoca sicurezza senza se e senza ma. "È fuori
dal mondo basare questi temi sui sondaggi. Con un'operazione d'immagine a
rischio di eterogenesi dei fini perché emerge il volto di un'Italia in
difficoltà. Di fondo vedo un'idea che torna a galla: l'approccio alla sicurezza
con una forte curvatura militare. Quando il Carroccio voleva controllare le
coste con le navi militari, fu impedito dalle convenzioni internazionali".
Eppure, da Cacciari a Zanonato, l'idea ai sindaci del Pd non dispiace. E
all'Elba le spiagge sono off limits per i vu cumprà. "Bisogna distinguere
tra il contrasto alle merci contraffatte, dove è forte il ruolo della
criminalità organizzata e su cui anche il Pd si è misurato, e il salto di
qualità che si innesca con l'uso dei militari. Sono situazioni diverse".
Le ronde servono? "Dimostrano la schizofrenia di una maggioranza che
oscilla come la pallina del flipper: dai paracadutisti in città al fai-da-te
del privato che si organizza. È un'enorme contraddizione. Così si acuiscono le
paure, non si rendono più sicuri i cittadini". Scalfari denuncia la
militarizzazione della vita civile, la voglia di giornalismo servile, lo
svuotamento costituzionale. È l'"incipit di una dittatura"? "Ci
sono segnali non tranquillizzanti. Si rischia uno slittamento progressivo verso
derive autoritarie. Serve prudenza. gli allarmi devono essere proprzionati alla
realtà dei fatti". Un sondaggio mostra che questa opposizione non piace al
40% dei suoi elettori. State sbagliando qualcosa? Siete troppo gentili?
"Quella dell'opposizione too fair è più una vulgata che realtà. Noi siamo
stati fermi e netti contro il reato di clandestinità, contro
i limiti alle intercettazioni, sul caso Rete4. Il punto è che dopo 40 giorni la
maggioranza si scopre contraddittoria, chiudendosi a riccio appena trova un
compromesso. Non hanno voluto inserire nel decreto i nostri emendamenti contro
la violenza sulle donne perché temono di riaprire un accordo fragilissimo".
La disciplina sulle intercettazioni va bene così come è? "Bisogna essere
rigorosi sulla tutela della privacy. Ma non convince, nella proposta del
governo, il voler mettere questo sacrosanto argomento in relazione con la
libertà delle indagini. Torna la schizofrenia: da un lato c'è il totem della
sicurezza, dall'altro si rende inefficace uno dei principali strumenti delle
inchieste".
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del Stretta intercettazioni: bloccano le inchieste altro
che tutela della privacy. Debole la nostra opposizione? Una vulgata.
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del IL COLLOQUIO Bocca: "Berlusconi elimina ciò che gli dà noia
Non c'è il fascismo, ma la logica è la stessa" di Sandra Amurri / Roma La
Federazione europea dei giornalisti ha redatto un documento di condanna del ddl
sulle intercettazioni esortando il Parlamento a non tramutarlo in legge.
Giovanni Sartori di fronte al pericolo del non poter più raccontare niente ha
sentito il dovere di mettere in guardia i cittadini dai "dittatori
democratici". Marco Travaglio dalle pagine de l'Unità ha annunciato che
farà disobbedienza civile contro una legge "illiberale e liberticida"
lanciando l'appello "Arrestateci tutti". Ora arriva forte come una
roccia la voce di uno dei padri del giornalismo italiano, Giorgio Bocca:
"Si continua a dibattere se c'è o no un ritorno al fascismo. Così come è
stato, certamente non è possibile per una semplice situazione storica ma il
ritorno ad un autoritarismo è già in atto". Sono trascorse da poche le 16
di domenica quando Giorgio Bocca dalla sua casa milanese pronuncia queste
parole che gelano. Tentare di ammorbidire la durezza delle convinzioni
facendogli notare che non tutto è perduto di fronte al pericolo che impedirà di
fatto ai giornalisti di rispondere al loro dovere primario, quello di informare
i cittadini anche sui processi in corso, si rivela inutile: "Questa legge
è la conseguenza del modo di Berlusconi di pensare la politica. Così come ha fatto leggi personali ora fa intercettazioni
personali. Ciò che gli dà noia lo elimina, lo modifica, lo stravolge".
Proviamo a ricordargli che la corruzione è stato inserita tra i reati per i
quali si potrà ancora utilizzare le intercettazioni, che la legge non avrà
effetto retroattivo e, dunque, non potrà servire a cestinare le intercettazioni
già disposte, comprese quelle che lo riguardano, ma Bocca non si lascia
incantare dal serpente: "Non ho una cultura giuridica, non sono in grado
di capire, di cogliere le distinzioni. Il presidente Napolitano parla, lui
ascolta e cambia, la Lega punta i piedi, lui concede e questa è la prova che
Berlusconi è un abile manovratore. Conosco molto bene l'uomo e so che tutto
quello che fa lo fa per interesse personale. Lui sa che chi esercita il potere
decide ciò che i cittadini devono sapere e credere. Non dimentichiamoci che
l'Italia ha accettato che Andreotti non fosse stato amico dei mafiosi,
esattamente come si voleva. Lui ha capito che la querela con risarcimento
danni, non era un'arma punitiva efficace, allora ha pensato che bisognasse
intimidire i giornalisti con la prigione. Così nessuno saprà che
tacciono". Il silenzio dura qualche secondo, quasi a riprendere fiato poi
Bocca con rabbia e tono di sfida dice: "Sto riabilitando Mussolini, almeno
lui i giornalisti li pagava molto, guadagnavano più dei generali, adesso i loro
stipendi fanno ridere. L'arma del potere è la corruzione. Non c'è il fascismo
ma la logica è la stessa". Autoritarismo senza via d'uscita, dunque. È
l'amara conclusione? "Siamo nella mani di Dio!", esclama Bocca. Come
dire che le mani degli uomini sono inermi, rassegnate, impotenti e le loro
coscienze ormai prive della capacità di indignarsi, di ribellarsi ai
"dittatori democratici" come li definisce Sartori.
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del Segue dalla Prima E cco che cosa è accaduto: militarizzazione
del territorio "per ragioni strategiche"; uso dei soldati per il
pattugliamento delle aree urbane; divieto quasi assoluto
delle intercettazioni telefoniche nelle indagini, con limiti scandalosi e
risibili (interrompere dopo tre mesi, non poterle utilizzare se si accerta un
nuovo reato!) per le poche intercettazioni possibili; impunità (ancora non si
sa per che cosa) al primo ministro garantita dal ritorno del vergognoso
"lodo Schifani". Torna il passato e torna al peggio.
Rivediamolo. *** Un giorno dell'anno 2002, il secondo anno di direzione de
l'Unità rinata e rifondata (non più di partito, non più vincolata ad alcuna ortodossia,
ispirata alle battaglie "liberal" della stampa anglosassone,
pragmatica e intransigente) direttore e il condirettore di questo nuovo corso
(ovvero Antonio Padellaro e io) si sono presentati a una assemblea di senatori
Ds per spiegare perché nel descrivere le imprese del governo Berlusconi di
allora, fondato su una serie di "leggi vergogna", di "leggi ad
personam" e di progetti di svuotamento o annullamento della seconda parte
della Costituzione (in modo da colpire, sterilizzandoli, i principi democratici
fondanti della prima parte della Costituzione, da cui nasce la nostra libertà)
perché l'Unità usasse ripetutamente e con piena convinzione la parola
"regime". L'accusa era di estremismo. Ma uno strano estremismo. Non
eravamo colpevoli di squilibri e tensioni ideologiche. Il nostro singolare e
mal tollerato estremismo non si misurava sulla causa dei lavoratori ma sulle
accuse al primo ministro. Dicevamo che godeva della speciale potenza, di una
ricchezza immensa e che usava liberamente, impunito, i vantaggi di un
gigantesco conflitto di interessi che gli consentiva di governare insieme il
pubblico e il privato e di bloccare le informazioni, stava dando segni sempre
più chiari di tracimare ogni argine, passare ogni limite, e piegare norme e
leggi, anche europee, ai suoi interessi privati. Già allora l'operare politico
di Berlusconi era come una bomba a grappolo. Ogni nuovo colpo assestato ai
codici italiani portava immediate conseguenze private per il
legislatore-beneficiario, un serie di distorsioni e anomalie estranee
all'Europa nel sistema giuridico e una catena di conseguenze di fatto su
soggetti estranei, come il blocco o l'impossibilità di decine di altri processi
o la cancellazione di fatto di altre azioni penali. Ma l'accusa è rimasta, come
se si fosse trattato di un ossessione privata e personale. La frase tipica era:
dire "regime" è una sciocchezza. Un governo può essere più o meno
buono ma la nostra democrazia è intatta". Non era intatta. E ci è voluto
un referendum popolare per cancellare le gravi ferite arrecate alla
costituzione. Una legge elettorale clamorosamente antidemocratica è ancora in
vigore, e sono rimaste intatte tutte le leggi vergogna e ad personam che hanna
reso ridicola o brutta l'immagine italiana nel mondo democratico ai tempi del
primo Berlusconi. *** Ed eccoci arrivati alla nuova prova mortale a cui è
sottoposta adesso la democrazia italiana. In nome di un dialogo che - ormai
deve essere evidente ed è certo chiaro ai milioni di cittadini che hanno votato
Pd - sarà impossibile, la opposizione continua a esprimersi con i toni garbati
e rispettosi della normale vita democratica. Quei toni, quanto alle civilissime
intenzioni che esprimono, fanno onore a chi le usa. O meglio, facevano onore a
chi voleva ostinarsi a credere nella normalità, forse in base al sempre atteso
ma raro miracolo della fede che muove le montagne. Ma niente è normale nella
situazione italiana che stiamo vivendo. Tutta l'energia, la bravura tecnica e
la forza politica che ci servirebbe in un mondo attanagliato da una crisi
gravissima, per proteggere i cittadini dai danni più gravi, collaborare fra noi
e collaborare col mondo, vengono dirottati in alcune ossessioni che riguardano
esclusivamente interessi personali o politici di alcune persone in Italia. È un
delitto contro il Paese, spinto dentro strade senza sbocco, tenuto stretto in
una morsa di paura insensata. La militarizzazione del territorio serve per
coprire l'incapacità di risolvere il problema dei rifiuti al modo facile e
immediato che era stato sbandierato in campagna elettorale. Berlusconi,
incapace di capire e di risolvere la questione, ricorre all'occupazione
militare. L'invio di reparti militari armati nelle strade delle grandi città
esalta la paura, inventa una emergenza, rende unica l'Italia in Europa (e certo
i fucili spianati di soldati non addestrati all'ordine pubblico non è un invito
al turismo) e - se ci fossero i problemi che, per fortuna non ci sono -
aggraverebbe i rischi di incidenti. Comunque, farà sparire provvisoriamente i
criminali, che sanno come riorganizzarsi, e lascerà gli immigrati isolati e
spaventati a fare da esca per le ronde militari. Bisognerà pure arrestare
qualcuno. Quanto alle intercettazioni vietate, esse stanno già raccogliendo
l'opposizione netta di tutta l'Europa libera, giornalisti, giuristi, difensori
dei diritti civili. È bene annunciare per tempo, anche in Italia, la
disobbedienza civile per evitare di farsi complici di un progetto estraneo al
diritto, alla Costituzione, ai codici europei e italiani, e al buon senso.
Perché è impensabile che un governo voglia fare sua la battaglia per creare uno
scudo salva- malfattori. Ma se questo è lo scopo, dovrà avere tutta
l'opposizione che merita. Speriamo che il Partito Democratico si renda conto
che questa è la sua battaglia, pena la caduta in un vuoto senza storia.
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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l'edizione del Intercettazioni, gli italiani non sono
stupidi... Cara Unità, solo chi ha qualcosa da nascondere ha paura della luce
del sole ed approfitta del suo "temporaneo potere" per imporre i suoi
voleri a discapito della giustizia e a favore dei propri interessi privati. I
nostri attuali governanti abbiano almeno la compiacenza di non dichiarare che
la loro legge contro le intercettazioni favorirà la giustizia in nome di tutti
gli italiani; solo gli stupidi e gli idioti non capiscono le loro mire (es.
chiudere la bocca ai magistrati e ai giornalisti) e moltissimi italiani non
sono né stupidi né idioti. Sono solo onesti. Marta Proni, Bologna Soldati nelle
strade Il Parlamento dica no Cara,Unità, per capire perché alcuni si muovono in
un certo modo bisogna conoscere la loro storia passata. Ci allarma l'impiego
dell'esercito in servizio di ordine pubblico, ma chi ha qualche anno sulle
spalle ricorderà quando all'indomani del colpo di stato in Cile,11/9/1973,
Ignazio La Russa espresse in tv, a nome del Msi l'appoggio a Pinochet e ai
militari golpisti. Quindi niente di nuovo da questo personaggio che solo in un
Paese senza memoria come L'Italia ha potuto arrivare a fare il ministro senza
nessun moto di indignazione. Questa è una destra pericolosa, non la destra
europea conservatrice, questa destra fascista, mi auguro che l'opposizione si
batta in Parlamento contro questo pericolo di imbavagliare (intercettazioni) e militarizzare il Paese. Maurizio Carelli Arrestate
anche noi lettori Caro Direttore, nel ringraziare Marco Travaglio e tutti voi
dell'Unità per la coraggiosa battaglia contro l'infame legge "sulle
intercettazioni", propongo al governo di estendere le ipotesi di arresto
ad una categoria attualmente non contemplata, ma pericolosissima: i
lettori. In applicazione dello spirito della legge, andrebbero infatti
arrestati anche quelli che si ostinano a cercare notizie su giornali e
internet, che affollano le presentazioni dei libri del suddetto Travaglio e di
altri giornalisti, finendo col farsi veicolo loro stessi, nelle conversazioni
in famiglia o con gli amici, delle copiose informazioni di cui vengono a
conoscenza. Tutte, non c'è nemmeno bisogno di dirlo, coperte da segreto. E poi,
diciamola tutta, non vorremmo proprio separarci dalle nostre fonti di
informazione, che per un cittadino degno di tal nome valgono quanto il pane
quotidiano. Avremmo sicuramente più notizie da un Travaglio in carcere che da
tanti barboncini e maggiordomi spensieratamente accomodati alla direzione dei
Tg. Alberto Antonetti, Roma Niente leggi per i cittadini ma solo per i suoi
interessi Cara Unità, dopo tangentopoli, ci si aspettava dalla classe politica
che aveva vinto le elezioni, con grande fragore propagandistico, leggi che tutelassero
il cittadino, dai reati della corruzione, falso in bilancio, bancarotta, ecc.,
(al di là del mio scetticismo). Ci si è trovati smarriti ad assistere acrobazie
vergognose per far credere allo sprovveduto cittadino che i magistrati e i
giornalisti onesti e coraggiosi erano-siano una categoria malata di
protegonismo becero che si accanisce a perseguitare indagati
"innocenti", (la parte degli scemi, l'ha dobbiamo fare noi), laici
miscredenti,comunisti! L'esasperazione di chi si scandalizza viene stupidamente
definita "antiberlusconismo", fosse anche pinco pallino, ci sarebbe
la stessa riprovazione, le leggi sono state fatte su misura per i tangentari i
corrotti, ecc. Non ancora soddisfatti, si persevera diabolicamente mancava alle
leggi vergogna la legge sulle intercettazioni! Il solerte Ghedini sta
preparandoi la pozione i giornalisti, e i magistrati in galera al posto degli
indagati! E quale scusa migliore se non la tutela della privacy! Dall'attuale
legge elettorale che non permette al cittadino di scegliere preferenze, e dal
metro di misura del cavaliere che definisce DIo lo perdoni, Mangano "un
eroe" , non vorrei che troppi eroi entrassero in parlamento! Rosalba
Cosenza Morti sul lavoro, servono anche formazione e incentivi Cara Unità, per
i morti sul lavoro un minuto di silenzio è a parer mio il minimo che possiamo
fare oltre a una "autorobinhoodtax" stavolta vera, cioè tutti noi che
abbiamo la fortuna di percepire uno stipendio autotassarci di pochi spiccioli a
testa e cosi facendo aiutare le famiglie a cui il lavoro ha tolto i loro cari.
Però rimane il problema principale che non si risolve solo con le multe, chi
manda al macello i suoi dipendenti ha gia messo in conto anche quelle e non si
risolve neanche tartassando tutti gli imprenditori a tappeto, ciò serve solo ad
aumentare il costo del prodotto. Non mi stancherò mai di ripeterlo: ci vuole
formazione, informazione e incentivi. Per gli uni e gli altri. Rudi Toselli
Fascismo magari no Ma poco ci manca Cara Unità, al tempo del fascismo metà dei
miei parenti era col fascismo, l'altra metà era in parte scappata oppure
resisteva con immensi sacrifici e umiliazioni. Il nonno, subiva lavande e
percosse ma resisteva con la forza e l'esempio di onestà e correttezza , tanto
che il suo datore di lavoro (persona molto influente) si interpose perché egli
potesse continuare a lavorare da lui anche senza la tessera del partito
fascista. Le piazze colme elogiavano il duce, la parola "VIncere" la
trovavi stampata sui muri ad ogni angolo di strada. Come fu possibile che tutte
le persone "visibili" fossero col fascismo? Quando il duce fu appeso
a testa in giù a piazzale Loreto a Milano, la folla che gioiva sputando sul
corpo inerme era la stessa che acclamava il duce stesso qualche anno prima.
Come fu possibile? Oggi assistiamo ad un fenomeno simile a quello in uso al
tempo del fascismo, i miei parenti, della nuova generazione, una volta erano
decisi sostenitori dei problemi sociali della sinistra, ora, più della metà, se
ne fregano ed elogiano le iniziative di Lega e Cdl. L'altra metà resiste, ma
spesso accade che anche in questa metà si avverta una deriva populista. In
particolare capita spesso quando la televisione batte e ribatte alcuni temi
sociali. i rom. i clandestini. le prostitute. Essi sono d'accordo su tutto quanto
la tv va drammatizzando. Come è possibile? Mi sembra di vedere la scritta
"Vincere" sui muri agli angoli delle strade durante l'era fascista.
Allora, quella parola sui muri, declinò il consenso verso la guerra. Ora, il
batti e ribatti della televisione declina il consenso verso un nuovo corso
populista, che non si vuole far credere fascista, ma che di fascista ha tutto.
Mario Ferrari, Venezia.
( da "Unita, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Stai
consultando l'edizione del L'invio di reparti militari armati nelle strade
delle grandi città rende unica l'Italia in Europa. Le intercettazioni vietate
stanno già raccogliendo l'opposizione netta di tutta l'Europa libera.
( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Emendamento salva-premier
preoccupazione al Quirinale Una norma può bloccare la sentenza sul caso Mills
Dopo lo stop ai procedimenti, si pensa a una legge per riproporre il lodo
Schifani Mancino boccia i provvedimenti: "è necessaria una legge
costituzionale" (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) LIANA MILELLA L'obiettivo è
bloccare la sentenza del processo Mills dov'è imputato di corruzione in atti
giudiziari. La strategia prevede due tempi: subito (oggi) un emendamento al
decreto sicurezza, l'unico contenitore disponibile che gli può garantire la
rapidità necessaria, per bloccare tutti i processi che "non destino grave
allarme sociale" per i reati commessi fino al 2001 (come il suo). A
seguire un disegno di legge per riproporre, con legge ordinaria, il lodo
Schifani, inchieste congelate per le più alte cariche dello Stato. Mancino
boccia entrambi i progetti. Del secondo dice: "Ci vuole una legge
costituzionale". E delle priorità ai giudici per mandare avanti i
dibattimenti per reati gravi e gravissimi: "Non sono mai stato di questo
avviso perché scalfisce e attenua l'obbligatorietà dell'azione penale".
Saggi consigli, rischi di conflitto istituzionale, sconvolgimento dei processi
in un'intera nazione, rottura con l'opposizione. Ma il Cavaliere mette in gioco
tutto pur di evitare un'ipotetica condanna che, a parole, il suo avvocato
Niccolò Ghedini continua ad escludere dal novero delle possibilità. E tuttavia,
da una settimana, si lavora in modo febbrile per infilare nel decreto sicurezza
la norma che proprio Ghedini aveva proposto sin da quando il governo ha
cominciato a lavorare sul pacchetto. Un articolo che suona così: "Nella
trattazione dei procedimenti penali e nella fissazione delle udienze è data
precedenza ai processi con imputati detenuti e a quelli che abbiano messo in
pericolo la sicurezza pubblica o che abbiano comportato grave allarme
sociale". Un diktat alle toghe. Simile a quello che il Csm fece negli anni
Settanta per i processi di terrorismo. O come la circolare del procuratore
Maddalena per i reati indultati. Mandare avanti i reati gravissimi, mafia e
terrorismo, e quelli gravi, furti, rapine, violenze di ogni tipo. Tutto per
rispondere all'allarme sicurezza, "come vuole la gente" insiste il
Cavaliere. Reati commessi fino al 2001 (giusto come il suo), e quindi a rischio
prescrizione, ma con la garanzia che la stessa prescrizione sia sospesa per
legge. Restano fuori tutti i delitti dei colletti bianchi, e tra questi
ovviamente anche la corruzione giudiziaria del presidente Berlusconi. Nelle riunioni per definire il ddl sulle intercettazioni si parla
anche di questo. Ne discutono tecnicamente Ghedini, il Guardasigilli Angelino
Alfano, il ministro dell'Interno Bobo Maroni, l'aennina Giulia Bongiorno.
Berlusconi insiste, vuole subito la sospensione e poi il lodo. Giovedì ne parla
a pranzo con Bossi e Maroni. Propone che l'emendamento, assieme a quello
sull'esercito, venga licenziato nel consiglio del giorno dopo. Una proposta del
ministro della Giustizia, di per sé molto impegnativa. Ma ci si ferma su due
perplessità non di poco conto. Una politica, se sia opportuno che proprio il
governo faccia un simile passo, destinato a sollevare un vespaio. Una di
contenuto: basta solo un'indirizzo di priorità alle toghe che lascia loro la
discrezionalità di scegliere quali processi anticipare o è necessario bloccare
comunque quelli non urgenti (corruzione e altri, leggi Berlusconi) per un anno?
Lega e An sono molto perplessi sulla seconda via. Tutto si ferma. Alfano
annuncia solo, a consiglio finito, che presenterà un emendamento per dare "la
corsia preferenziale ai processi per gli infortuni sul lavoro". Stop. Poi
un contentino ai giudici, anche i giovani uditori potranno fare i pm e i
giudici nelle terre di frontiera. Ieri hanno deciso. Non sarà il governo a
presentare l'emendamento, ma un esponente del Pdl. Il nome più accreditato è
quello di Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali e
relatore del dl sicurezza. Ma potrebbe prevalere l'idea di affidarsi a un
peones che, come avvenne per Melchiorre Cirami quando nel 2002 presentò la
legge sul legittimo sospetto, alla fine darebbe il nome all'ennesima norma
salva Berlusconi. Che, se gli indirizzi dell'ultim'ora di ieri saranno
confermati, dovrebbe contenere sia l'indicazione delle priorità per i processi
che la sospensione per un anno. Che potrebbe anche essere reiterata per altri
12 mesi. Berlusconi, del resto, ha poco tempo. Il processo Mills è agli
sgoccioli. E l'accelerazione imposta dai giudici della decima sezione del
tribunale di Milano lo preoccupa. Venerdì è saltata una trasferta a Lugano
perché un testimone della difesa, il banchiere Paolo Del Bue, ha presentato un
certificato medico. Ma le udienze che mancano sono poche e, salvo ostacoli, la
sentenza potrebbe arrivare prima delle vacanze. La sospensione dei processi
serve come il pane. Poi ci sarà tutto il tempo per approvare un nuovo lodo
Schifani.
( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
I corrispondenti:
diminuirà il controllo sul potere L'allarme dei giornalisti stranieri
"Assurdo il silenzio fino ai processi" "Si potrebbe anche
condividere una riforma se l'Italia fosse normale" ALBERTO MATTONE ROMA -
Un colpo al potere di controllo dei giornali e un freno alle indagini dei
magistrati. Continuano le polemiche sulla nuova legge che limita le
intercettazioni e, così, il disegno di legge del governo finisce sotto attacco
anche da parte degli addetti ai lavori dei media stranieri che si occupano di
cose italiane. "Pensate cosa sarebbe stata Calciopoli senza i dialoghi
telefonici pubblicati sui quotidiani - ragiona Brigitte Schoenau,
corrispondente da Roma del quotidiano tedesco Die Zeit - quello scandalo
neanche sarebbe venuto alla luce: dopo due anni il processo deve ancora
cominciare". In Italia si è aperta una vera e propria questione
democratica, azzardano molti giornalisti stranieri. Che pure non lesinano
critiche a chi pubblica indiscriminatamente intercettazioni su indagini e
dialoghi privati. Insomma, ragionano, sarebbe giusto regolamentare la materia
se il nostro fosse un paese normale. "Ma così non è", dicono
all'unisono i corrispondenti esteri. E allora anche il divieto di pubblicare
notizie sui procedimenti penali fino al termine dell'udienza preliminare
suscita più di un sospetto. "Il problema - spiega ancora Schoenau - è che
la giustizia è lenta e non funziona. Così i giornalisti si prendono un ruolo
politico che serve almeno a sollevare il dibattito sugli scandali di casa
vostra. Se non potranno più farlo - aggiunge la corrispondente di Die Zeit - ci
sarà meno controllo sul potere politico". Certo, Marcelle Padovani ritiene
che si sia esagerato con la pubblicazione delle intercettazioni. "Ma -
ragiona l'inviata in Italia del Nouvelle Observateur - questa legge rappresenta
un bavaglio per i pm. La minaccia del carcere li paralizzerà". Secondo
Eric Joszef, la Giustizia italiana è lenta. "Non si può aspettare la fine
dell'udienza preliminare - dice il corrispondente di Liberation - per parlare
di un caso giudiziario". "Anche se - aggiunge - la pubblicazione
delle intercettazioni ha sempre stupito noi francesi. Da noi il segreto
istruttorio è quasi inviolabile, e la mancanza di un'autoregolamentazione da
parte dei giornalisti ha dato ai politici l'alibi per mettere il bavaglio ai
media". Molto più grave, per il cronista di Libè, "limitare il lavoro dei giudici mettendo dei paletti alle
intercettazioni". Parole, queste, in sintonia col pensiero di Paul
Bompard. "I magistrati devono poter indagare in libertà", spiega il
giornalista di Times che, invece, approva il giro di vite sulla pubblicazione
delle intercettazioni: "Punire questo reato con il carcere sarebbe un bel
deterrente anche per loro".
( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina V - Torino Le
alternative I dati L'ex presidente del Tribunale De Marco è favorevole ad una
revisione del codice di procedura "Riflettiamo sui ragazzi immigrati per
loro l'attuale processo è inutile" Vanno pensate misure diverse da quelle
dell'arresto domiciliare o della comunità Da noi i tassi di reati tra gli under
18 sono fra i più bassi d'Europa "I ragazzi delinquenti non si educano
chiudendoli in carcere e buttando via la chiave. Qualche giorno di cella, in
taluni casi, può servire per stimolare la presa di coscienza e la
consapevolezza di quello che si è fatto. Ma subito deve partire la
rieducazione. La società deve includere e non escludere i minori che
delinquono". La dottoressa Giulia De Marco fino al 2006 è stata presidente
del tribunale per i minorenni di Torino. E continua ad occuparsi dei più
giovani, anche ora che è in pensione. Dottoressa, c'è un allarme criminalità
minorile? A Torino ci sono particolari motivi di preoccupazione? "In
realtà i tassi di criminalità minorile sono tra i più bassi in Europa.
Periodicamente succede che un fatto particolarmente grave susciti attenzione e
emozione, venga amplificato. Colpisce che un minorenne possa commettere reati e
reati particolarmente gravi. L'allarme, che periodicamente ritorna, non è
basato sui dati". Dopo il massacro di Novi Ligure, febbraio
( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Pagina III - Genova
Il segretario regionale Walter Massa: "Basta criminalizzazioni, no ai
nuovi lager" Cpt, l'Arci con la Regione "Niente centri in
Liguria" "Più le norme sanno favorire gli ingressi regolari, meno
bisogno c'è di strumenti come questo" Non c'è bisogno di Cpt in Liguria,
non c'è bisogno di soldati per le strade, ha perfettamente ragione l'assessore
regionale Vesco a dire un "no secco" al progetto. Walter Massa,
segretario regionale dell'Arci, è molto preoccupato e definisce "nuovi
lager" i Cpt. "Il ragionamento credo non possa non iniziare delle
raccomandazioni della Commissione De Mistura - dal nome del diplomatico che
l'ha presieduta e di cui ha fatto parte anche l'Arci Nazionale - istituita dal
precedente Governo per verificare lo stato e l'utilità dei Cpt. Dice la
commissione: "Un progressivo svuotamento e quindi superamento dei Cpt
necessita di un sistema completamente nuovo che, oltre al contrasto
all'immigrazione irregolare, preveda una pluralità di modalità di ingresso e un
potenziamento dei sistemi di tutela e presa in carico per tutte le categorie
vulnerabili. Più la normativa è in grado di favorire gli ingressi regolari più
queste strutture potrebbero non essere necessarie". Le parole
"concilianti" del nuovo capo del Governo cercano di nascondere
un'Italia sempre più blindata, con l'esercito nelle strade e la repressione nei
confronti di chi manifesta per il diritto alla salute, la violenza incivile e
razzista perpetrata contro i "diversi" nel più assoluto silenzio
istituzionale, le nuove norme sulle intercettazioni che
ledono il ruolo della Magistratura e quello dell'informazione, non sempre
impeccabile, ma comunque fondamentale". Adesso, nella ipotesi del governo,
c'è l'apertura di nuovi Cpt in regioni come la Liguria. C'è un silenzio
imbarazzante, anche a sinistra, su questa proposta. "Il governo di
centro destra propone il raddoppio di quelli che da tempo noi chiamiamo
"nuovi lager", imponendoli anche a regioni come la nostra che non ne
hanno alcuna necessità se guardiamo ai recenti dati sui reati commessi. Tutto
ciò in piena coerenza con il tentativo ignobile di criminalizzare ulteriormente
chi entra nel nostro paese illegalmente con l'aggiunta del passaggio da
( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 24 del 2008-06-16
pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: IL DOSSIER DEL LUNEDI data: 2008-06-16 - pag: 46 autore: Nuove
tecnologie. La Convenzione di Budapest ha aggiunto undici fattispecie Un pieno
di cybercrime Con la legge 48/08 si è ratificata la Convenzione del Consiglio
d'Europa sulla criminalità informatica, sottoscritta a Budapest nel
2001.Normativa che prevede l'introduzione della responsabilità per enti,
società e associazioni anche prive di personalità giuridica per undici nuove
fattispecie incriminatrici. Prima dell'entrata in vigore di tale provvedimento
la parte speciale del Dlgs 231/01 prevedeva, in materia informatica, la
responsabilità del soggetto collettivo esclusivamente per il delitto di frode
(articolo 640-ter del Codice penale). In particolare si prevede la punibilità
diretta dell'ente per una serie di condotte, realizzate nel suo interesse o
vantaggio dal soggetto qualificato, relative a titolo esemplificativo
all'accesso abusivoad un sistema informatico o telematico (articolo 615-ter),
alla detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici
o telematici (articolo 615-quater), alla diffusione di apparecchiature,
dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un
sistema informatico o telematico (articolo 615-quinques), all'installazione di apparecchiature atte a intercettare, impedire o
interrompere comunicazioni informatiche o telematiche (articolo 617-quater), al
danneggiamento di sistemi informatici o telematici ( articolo 635-quater).
Rilevante è l'introduzione del delitto di frode informatica del soggetto che
presta servizi di certificazione di firma elettronica (articolo 640-quinques
del Codice penale) che si realizza quando il soggetto che presta servizi di
certificazione di firma elettronica, al fine di procurare a sé o ad altri un
ingiusto profitto ovvero di arrecare ad altri danno, viola gli obblighi
previsti dalla legge per il rilascio di un certificato qualificato. Un così
massiccio intervento di implementazione delle fattispecie rilevanti ai fini
della 231 comporta la necessità di prevedere specifici protocolli relativi
all'accesso e all'utilizzo dei sistemi informatici dell'ente. Per quel che
riguarda l'apparato sanzionatorio si prevedono sanzioni pecuniarie e
interdittive. Le prime prevedono come massima l'applicazione di 500 quote (pari
a un importo massimo di 774.500 euro). In riferimento alle seconde, per i
delitti di cui agli articoli 615-ter, 617-quater, 617-quinquies, 635-bis,
635-ter, 635-quater e 635-quinquies del Codice penale, è prevista
l'interdizione dall'esercizio dell'attività ( articolo 9, comma 2, lettera a),
del Dlgs 231), della sospensione o della revoca delle autorizzazioni, licenze o
concessioni funzionali alla commissione dell'illecito (lettera b) e, infine,
del divieto di pubblicizzare beni o servizi ( lettera e). Trovano, invece,
applicazione le sanzioni dell'interdizione dall'esercizio dell'attività
(articolo 9, comma 2, lettera a), della sospensione o della revoca delle
autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito
(lettera b)per la commissione dei delitti previsti dagli articoli 615-quater e
615-quinquies del Codice penale. Infine, per i delitti di cui al terzo comma
dell'articolo 24-bis del Dlgs 231 si applicheranno le sanzioni interdittive del
divieto di contrattare con la Pa (articolo 9, comma 2, lettera c), l'esclusione
da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di
quelli già concessi (lettera d) e il divieto di pubblicizzare beni o servizi
(lettera e).
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore del
lunedì sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-16 - pag: 8 autore: Agenda del
Parlamento. Primo voto sui due decreti legge Immigrazione e rifiuti al verdetto
delle Aule Roberto Turno Primi verdetti parlamentari in arrivo per la stretta
sull'immigrazione e per lo smaltimento dei rifiuti in Campania. A quasi un mese
dal loro sbarco al Senato e alla Camera, per i due decreti legge varati dal
Governo sull'onda lunga del Consiglio dei ministri di Napoli è giunta l'oradel
primo voto delle due assemblee. E non senza novità in arrivo, anche se da
palazzo Chigi, come anche (e soprattutto) dal ministero degli Interni
presidiato dal ministro leghista Roberto Maroni, si tende ad attenuare
qualsiasi ipotesi di allentamento o comunque di arretramento rispetto alle
misure originarie. La maggioranza "tiene e anzi si consolida", è la
parola d'ordine, con l'assicurazione che si considereranno le richieste del
"Governo ombra" del Pd. Fino a che punto, però, non è ancora dato
capire. Per le due Camere si apre una nuova settimana all'insegna dei decreti
legge, che hanno toccato quota otto. Continua infatti a restare assolutamente
residuale la normale attività legislativa dedicata ai "semplici"
disegni di legge, che inevitabilmente cominceranno a carburare soltanto dalla
sessione parlamentare d'autunno, peraltro complicata anche dall'avvio ufficiale
della sessione di bilancio, che quest'anno avrà una sua specifica finestra fino
a tutto luglio: l'anticipo delle misure triennali della Finanziaria attese a
giorni, accanto al Dpef, saranno infatti la prima e vera materia del contendere
in Parlamento di queste settimane, fino allo stop dei lavori per le vacanze
estive. Non mancano naturalmente alcuni disegni di legge, tutti di origine
governativa, già nell'agenda del Parlamento. In particolare, il secondo
provvedimento sulla sicurezza, collegato al Dl 92 ma considerato strategico e
"programmatico": Ddl molto discusso, e da più parti contestato, a
cominciare dal nodo critico dell'introduzione del reato di immigrazione
clandestina. Altro disegno di legge che irromperà prestissimo nei lavori
parlamentari è quello varato venerdì scorso dal Governo sulle
intercettazioni telefoniche, che sebbene contempli ora anche i reati di corruzione
e concussione (reati fino a 10 anni), è destinato ad aprire un vivace dibattito
politico, solo attenuato al momento dalla retromarcia del Governo sia sulla
forma (un Ddl e non più un decreto legge) che sui contenuti, anche in seguito
alle sollecitazioni arrivate a Palazzo Chigi dal Quirinale. Oltre a
quelli su immigrazione e rifiuti in Campania ( al quale si sono aggiunte le
misure decise venerdì dal Governo), c'è molta attesa anche per il cammino degli
altri decreti legge, che possono essere interessati da ulteriori novità. Il Dl
80 sul prestito ponte (e non solo) ad Alitalia giunge in settimana al voto
definitivo del Senato. E per il Dl su Ici, portabilità dei muti e detassazione
degli straordinari (ma solo nel lavoro privato) le commissioni Bilancio e
Finanze della Camera cominciano il voto dei 400 emendamenti: lo stesso Governo
ha anticipato possibili interventi su portabilità dei muti, copertura del
taglio dell'Ici sulla prima casa e perfino una possibile cedolare secca sugli
affitti. Si vedrà in questi giorni. Il decreto è atteso in aula dalla prossima
settimana. L'ATTIVITà ORDINARIA Al centro dell'esame dei Ddl, che procede
ancora a rilento, c'è il testo sulla sicurezza, a cui presto si aggiungerà
quello sulle intercettazioni.
( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 24 del 2008-06-16
pagina 12 Rifiuti, carico radioattivo bloccato in Campania di Carmine Spadafora
da Savignano Irpino (Avellino) Materiale radioattivo in un carico di rifiuti.
Il compattatore aveva appena varcato l'ingresso della discarica di Savignano
Irpino (Avellino), inaugurato appena tre giorni fa, quando, è scattato
l'allarme. La monnezza radioattiva è stata immediatamente isolata e rispedita
nel sito di trasferenza, per essere smaltita negli impianti adeguati a questo
tipo di rifiuti. Una volta identificati gli autori di questa spedizione di
rifiuti illegali, verranno denunciati alla magistratura. Il carico pericoloso,
contenente tracce del contaminante iodio 131, è stato individuato "grazie
alla capillare capacità di controllo di tutte le componenti che operano nella discarica,
forze dell'ordine, vigili del fuoco ed esercito", fanno sapere dallo staff
del sottosegretario all'emergenza, Guido Bertolaso. Nel carico sono stati
trovati rifiuti ospedalieri, sui quali è stata riscontrata una "lieve
anomalia radioattiva". Dall'entourage di Bertolaso fanno notare che
"è evidente che i rifiuti ospedalieri devono essere smaltiti, come
previsto dalla legge, attraverso una filiera completamente diversa da quella
prevista per i rifiuti solidi urbani" e che "l'episodio di oggi
conferma, dopo quelli dei giorni scorsi, l'accuratezza dei controlli per
garantire il totale rispetto delle norme per il materiale che viene conferito
nelle discariche". Curiosa la smentita del direttore dell'impianto di
Savignano, Liberato Imperato, che addirittura ha negato l'esistenza di un
carico radioattivo: "Non ci sono tracce di radioattività nei
rifiuti". Poco dopo Imperato è stato smentito da una delle massime
autorità nel campo dei rifiuti, il generale dell'esercito Franco Giannini, ex
vice di Gianni De Gennaro al Commissariato di Governo, oggi responsabile del
settore tecnico-operativo-impiantistico della struttura di Bertolaso:
"All'ingresso della discarica abbiamo posto dei controlli con gli
intensimetri, per tutelare al massimo i cittadini. Questa mattina, durante
un'ispezione, abbiamo rilevato in un carico con dei rifiuti ospedalieri dove
c'erano tracce radioattive di iodio 131". Il generale ha poi confermato
che il carico radioattivo è già stato "rimandato al sito di trasferenza di
Pantano d'Acerra, per consentire ai vigili del fuoco di effettuare ulteriori
controlli e per cercare di risalire al responsabile dello sversamento, per
denunciarlo alla magistratura". I rifiuti speciali sono di casa ad
Avellino: ieri, ancora una volta, i carabinieri di Montella
coordinati dal Comando provinciale irpino hanno intercettato e sequestrato due
tir carichi di quaranta quintali di rifiuti speciali, provenienti dalla Puglia.
Due uomini sono stati denunciati. In poco più di un mese, sono oltre cinquanta
gli indagati per trasporto di rifiuti speciali, bloccati dai carabinieri
avellinesi. carminespadafora@libero.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA
- Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Sport
Gnocchi: "Servono le intercettazioni ma ora le vietano..." Sarkozy ha
minacciato di mandare Carla Bruni a fare un concerto a Zurigo se la Francia si
qualifica LUIGI BOLOGNINI MILANO Gene Gnocchi, qui va a finire come quattro
anni fa: la torta ci resterà sullo stomaco. Anzitutto il dubbio è lessicale:
torta o biscotto? "Quando giocavo nei dilettanti e c'erano situazioni
simili, dicevamo "torta". Anzi, "tortona"". Quindi le
è capitato? "è abbastanza frequente nei dilettanti: quando non hai più
stimoli e all'avversario serve un punto, chi te lo fa fare di sbatterti? Certo,
un conto è il pari, un altro è perdere, una cosa che dà sempre fastidio".
Confida in questo, per l'Italia? Che l'Olanda sia infastidita dal perdere anche
se le converrebbe? "Il rischio c'è, eccome, mettendomi nei panni di Van
Basten io una tentazione ce l'avrei, eliminerei le due finaliste del Mondiale.
Ma credo anche che se giocheranno le riserve dell'Olanda, vorranno mettersi in
mostra. Io sono fiducioso. Certo che la torta si potrebbe evitare in un solo
modo, ma ormai è impossibile". Quale? "Le intercettazioni, ma proprio
adesso il premier si è messo a proibirle. Non solo, se anche ci mettessimo ad
ascoltare le telefonate tra olandesi e rumeni, voi giornalisti non potreste più
divulgarne il contenuto. Non possiamo che fidarci". Ma esiste un modo per
capire a partita in corso se c'è la torta? "è sempre più difficile, perché
ormai è un'arte. C'è gente che lo fa da professionista, ci sono proprio delle
coreografie studiate da Brian e Garrison, ci sono calciatori che hanno studiato
col metodo Strasberg. Purtroppo la torta si riconosce solo alla fine. Nel senso
che il gol che ci frega arriva al 92', come in Svezia-Danimarca agli scorsi
europei". Oltre alla lealtà dell'Olanda, servirà anche una bella
prestazione dell'Italia contro la Francia. Come la vede? "Bene. Mi
conforta che Domenech si consideri già eliminato. E poi Sarkozy ha detto che se
la Francia si qualifica manderà sua moglie a fare un concerto a Zurigo, è un
rischio che i francesi vorranno evitare".
( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 24 del 2008-06-16
pagina 13 Capezzone e il valzer da Pannella a Silvio: "Io, la bestia
strana" di Giancarlo Perna Cortese per natura, Daniele Capezzone è oggi
ancora più premuroso. È tutto un cedermi il passo, invitarmi a sedere,
sorridere aggraziato. Elegante e ben curato da anni, è addirittura da
passerella oggi nell'abito blu. In meno di due mesi dal suo ingresso nel Pdl,
l'ex segretario radicale è già il berlusconiano tipo: glamorous &
fashionable. "Sono lietissimo di vederti", dice mentre accosta la
porta della sua stanza al Velino, l'agenzia di stampa di cui è da sei mesi
socio e direttore. "Spero tu non perda la letizia nel corso
dell'intervista, furbacchione. Sei appena entrato e già sei portavoce di Fi.
Mandrake?", chiedo. "Ringrazio Berlusconi che mi ha dato un'opportunità
che mi lusinga", dice Daniele e si assesta gli occhialini che dilatano i
suoi occhioni blu. "Perché ha scelto te che fino a qualche mese fa eri con
i radicali, stretti alleati di Prodi?". "Io sono una bestia strana.
Sono un politico che si dimette. Ho lasciato Pr e presidenza della Commissione
Attività produttive quando Prodi era bene in sella. Non ho guardato alla
convenienza. Ho mollato, punto. Alle ultime elezioni non mi sono neanche
candidato", e mi guarda come se dovessi appiccicargli seduta stante una
medaglia. "Che c'entra questo con la nomina?". "Credo che
proprio questo abbia colpito il presidente. Da parte sua è stato un atto
notevole scegliere come portavoce del partito un outsider totale".
"Come ogni pupillo di Marco Pannella hai finito per litigarci. È un
Saturno che mangia i figli?". "Logoro cliché che non gli rende
giustizia. La verità è che ha commesso un drammatico errore che si chiama
Prodi-Visco. Il Pr, che aveva portato in Italia il liberismo, vota per le tasse
di Visco. Un suicidio", dice triste e reclina la testa come un fiore
appassito. Ha capelli scuri graziosamente pettinati con un ciuffetto.
"Perché hai rotto con Pannella ed Emma Bonino?". "Le asprezze
personali contano poco. È stato un dissenso politico. Da segretario pr mi sono
battuto anni per la riduzione di tasse e spese. Loro, invece, hanno sostenuto
con la prima Finanziaria di Prodi l'aumento delle tasse, con la seconda
l'aumento delle spese. E io ho fatto fagotto". "Una volta radicali,
sempre radicali?". "Oggi, i radicali sono allo sbando. Politicamente,
se la intendono con Folena e altri avanzi comunisti e verdi. Elettoralmente,
alle Comunali di Roma hanno preso lo 0,6, meno della lista "Under 30"
di Rutelli, un po' più delle liste "Forza Roma" e "Avanti
Lazio". Mi dispiace". "Pannella non se ne accorge?", chiedo
e giro gli occhi sulla stanza ipermoderna. Tavolo di vetro, tre gigantografie
di grattacieli newyorkesi, vista sul Quirinale. "Nel suo intimo sa di
avere sbagliato tanto. Comunque, auguri". "Bonino?". "Al
Senato ha votato contro il decreto sul prestito Alitalia. Era lo stesso
prestito deciso da Prodi e da lei votato al Consiglio dei ministri", dice
sarcastico. "Non puoi sfilarti. Eri tu il segretario pr quando, nel 2006,
decideste l'alleanza con Prodi", gli ricordo. "Purtroppo, fallì
l'intesa col centrodestra. Me ne dolsi. Così, andammo alle elezioni con Prodi,
ma in autonomia. Dovevamo giudicarlo da ciò che avrebbe fatto. Di colpo,
invece, ci siamo totalmente appiattiti". "Mantieni le tue amicizie
tra i radicali, per esempio con Massimo Bordin, il direttore di Radio
Radicale?". "Ho tantissimi amici in giro per l'Italia. Di Bordin non
parlo". "Ma ti difese quando Pannella volle radiarti dalla
radio!". "Poi, ha scelto di conservare la direzione. Auguri anche a
lui". "Pannella da vicino?". "Pirandellianamente ci sono
tanti Pannella quanto lui sceglie che ce ne siano. In questi due anni, non c'è
stato il Pannella migliore". "È autolesionista?". "Gli
succede quello che accade in tante piccole aziende. Il fondatore ha paura di
farle crescere e diffida dell'ingresso di nuovi soci. Per le stesse ragioni,
Marco mette a rischio la sua impresa e la sua storia".
"Bonino?". "Ha scelto di non osare. Al netto dei suoi
prestigiosi incarichi (è vicepresidente del Senato, ndr), il suo profilo è oggi
chiaramente scolorito". "Come tanti - da Rutelli a Giovanni Negri -
anche tu hai lasciato gli studi a metà, fagocitato in tenera età da
Marco", stuzzico. "Io sono un ragazzo fortunato che a 35 anni ha
potuto fare tantissime cose anche grazie al Pr. Ho imparato che la ruota gira.
A volte ti telefonano ogni due minuti, altre non ti si fila nessuno. Importante
è restare sereni e fare ciò in cui si crede". "Si dice che i pupilli
di Marco siano anche i suoi amasi. Tu lo sei stato?". "No",
replica e mi fissa duro, ma senza rossori né imbarazzo. Oggi sei col Cav che
hai spesso insultato. Con che faccia? "Berlusconi è stato il primo a
sorridere affettuosamente di qualche battuta birichina che ho fatto su di lui
in passato". Hai detto di lui: "Ha una visione clerico-fascista su
divorzio e droga". Il Cav è clerico-fascista? "Al contrario.
Berlusconi ha tenuto un ammirevole equilibrio tra il rispetto della sensibilità
religiosa e la necessaria laicità dello Stato". Che pensi dell'uso di
droga? "Non la consumo. Ma il proibizionismo non è la soluzione. Per
mettere d'accordo proibizionisti e anti, è necessaria una grande campagna
informativa sui rischi dell'uso e dell'abuso di droga". Sempre del Cav hai
detto: "Quando è entrato in politica aveva cinque miliardi di debiti, oggi
ha 29 miliardi di attivo", sottintendendo maneggi. "Maneggi, lo dice
lei. Obiettivamente, si è trattato di una gestione di straordinaria efficacia.
I retro pensieri li lascio ai malpensanti come lei". Fai pure l'offeso,
sbarbatello. Io continuo col tu. Tu svicoli. Se accusi uno di guadagnare con la
politica, gatta ci cova. O no? "Non svicolo. Capisco però che gli
oppositori di Berlusconi possano ricamare sulla variazione in positivo. Ma non
va dimenticato che qualcuno - vedi Di Pietro - voleva sfasciare lui e Mediaset.
Bene che non ci sia riuscito e che l'Italia abbia guadagnato un politico
liberale in campo". Ti pesa il conflitto di interessi? "Davvero c'è
chi pensa che Berlusconi abbia vinto perché ha le tv? Se la sinistra lo pensa,
perderà per 20 anni". Sei approdato al Pdl per stato di necessità o banale
opportunismo? "Mi sono schierato con chi è più credibile sul terreno
dell'economia liberale e della riduzione delle tasse". Da liberista, ti
fidi del neo statalista Tremonti? "L'esordio è eccellente. Via l'Ici e
detassazione degli straordinari. Visco appartiene a un'altra era". Sei
stato tra i paladini dell'indulto. Vari, usciti di galera grazie a te, hanno
ucciso e stuprato. "È stata una battaglia giusta, gestita tafazzianamente
da Prodi. Così, una buona intenzione si è risolta malamente". D'accordo
con l'introduzione del reato di clandestinità? "L'Italia appare tuttora un
posto dove chiunque può arrivare e fare qualunque cosa. Serve un segnale. Reato
o no, il governo ha dato una svolta". Limitare le
intercettazioni è un regalo ai delinquenti? "Lo dicono solo Di Pietro e i
suoi. Per caso, il suo obiettivo è intercettare il cento per cento delle
telefonate del cento per cento degli italiani?" Le toghe napoletane che,
all'indomani della nomina del sottosegretario ai rifiuti, gli hanno arrestato
lo staff? "Mi hanno preoccupato. Vorrei la collaborazione di tutti
con gli sforzi di Berlusconi. Bene ha fatto il premier a difendere i suoi
incaricati, subito e pubblicamente. Erano nel mirino". Una volta ti dissi
che quello dei radicali schierati a sinistra era un tradimento. Hai risposto:
"Questo film del tradimento dove lo danno?". Lo fu o no?
"Riconosco che il film è stato effettivamente trasmesso. Ma
successivamente al nostro colloquio. Di qui, la mia uscita dalla sala
cinematografica". Quando tu flirtavi con Prodi stavano già col Cav tre
radicali coi fiocchi: Calderisi, Della Vedova, Taradash. Spocchiosamente hai
detto: "Auguro loro di portare nella Cdl il liberalismo che noi porteremo
nel centrosinistra". Lo ridiresti? "Loro hanno davvero centrato
l'obiettivo. Io ci ho provato, ma sono stato lasciato solo. Ne ho tratte le
conseguenze". In passato, hai sempre escluso di sposarti. Ora? "Mai
dire mai. Però, lavoro 20 ore il giorno. Non è onesto fare progetti che
rischierebbero di essere troppo fragili". La fine dei rossi rossi?
"Loro dicono che il Paese non li ha capiti. Penso invece che li abbia
capiti benissimo: no Tav, no Ponte... No tutto. E il Paese vuole invece dire
sì". La pax Cav-Veltroni? "Berlusconi fa bene a cercare di salvare il
soldato Veltroni. L'Italia vuole il bipartitismo. Guai se dallo sfascio del Pd
tornasse il festival dei nanetti. Però Veltroni si sta facendo fagocitare da Di
Pietro e mi lascia allibito". Facendo il portavoce hai messo una pietra
sopra a ogni velleità di critica. Zitto e cuccia per cinque anni? "Spero,
nel mio piccolo, di favorire la maggioranza dicendo cose utili, liberali, non
scontate". Qual è il tuo futuro, giovanotto? "Ho scommesso sul Pdl. Se
va bene, magari, mi sposo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
ROMA - Il Quirinale
è preoccupato. Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino altrettanto. Berlusconi
lo sa, ma va avanti lo stesso.L'obiettivo è bloccare la sentenza del processo
Mills dov'è imputato di corruzione in atti giudiziari. La strategia prevede due
tempi: subito (oggi) un emendamento al decreto sicurezza, l'unico contenitore
disponibile che gli può garantire la rapidità necessaria, per bloccare tutti i
processi che "non destino grave allarme sociale" per i reati commessi
fino al 2001 (come il suo). A seguire un disegno di legge per riproporre, con
legge ordinaria, il lodo Schifani, inchieste congelate per le più alte cariche
dello Stato. Mancino boccia entrambi i progetti. Del secondo dice: "Ci vuole
una legge costituzionale". E delle priorità ai giudici per mandare avanti
i dibattimenti per reati gravi e gravissimi: "Non sono mai stato di questo
avviso perché scalfisce e attenua l'obbligatorietà dell'azione penale".
Saggi consigli, rischi di conflitto istituzionale, sconvolgimento dei processi
in un'intera nazione, rottura con l'opposizione. Ma il Cavaliere mette in gioco
tutto pur di evitare un'ipotetica condanna che, a parole, il suo avvocato
Niccolò Ghedini continua ad escludere dal novero delle possibilità. E tuttavia,
da una settimana, si lavora in modo febbrile per infilare nel decreto sicurezza
la norma che proprio Ghedini aveva proposto sin da quando il governo ha
cominciato a lavorare sul pacchetto. Un articolo che suona così: "Nella
trattazione dei procedimenti penali e nella fissazione delle udienze è data
precedenza ai processi con imputati detenuti e a quelli che abbiano messo in
pericolo la sicurezza pubblica o che abbiano comportato grave allarme
sociale". Un diktat alle toghe. Simile a quello che il Csm fece negli anni
Settanta per i processi di terrorismo. O come la circolare del procuratore
Maddalena per i reati indultati. Mandare avanti i reati gravissimi, mafia e
terrorismo, e quelli gravi, furti, rapine, violenze di ogni tipo. Tutto per
rispondere all'allarme sicurezza, "come vuole la gente" insiste il
Cavaliere. Reati commessi fino al 2001 (giusto come il suo), e quindi a rischio
prescrizione, ma con la garanzia che la stessa prescrizione sia sospesa per
legge. Restano fuori tutti i delitti dei colletti bianchi, e tra questi
ovviamente anche la corruzione giudiziaria del presidente Berlusconi. Nelle riunioni per definire il ddl sulle intercettazioni si parla
anche di questo. Ne discutono tecnicamente Ghedini, il Guardasigilli Angelino
Alfano, il ministro dell'Interno Bobo Maroni, l'aennina Giulia Bongiorno.
Berlusconi insiste, vuole subito la sospensione e poi il lodo. Giovedì ne parla
a pranzo con Bossi e Maroni. Propone che l'emendamento, assieme a quello
sull'esercito, venga licenziato nel consiglio del giorno dopo. Una proposta del
ministro della Giustizia, di per sé molto impegnativa. Ma ci si ferma su due
perplessità non di poco conto. Una politica, se sia opportuno che proprio il
governo faccia un simile passo, destinato a sollevare un vespaio. Una di
contenuto: basta solo un'indirizzo di priorità alle toghe che lascia loro la
discrezionalità di scegliere quali processi anticipare o è necessario bloccare
comunque quelli non urgenti (corruzione e altri, leggi Berlusconi) per un anno?
Lega e An sono molto perplessi sulla seconda via. Tutto si ferma. Alfano
annuncia solo, a consiglio finito, che presenterà un emendamento per dare
"la corsia preferenziale ai processi per gli infortuni sul lavoro".
Stop. Poi un contentino ai giudici, anche i giovani uditori potranno fare i pm
e i giudici nelle terre di frontiera. Ieri hanno deciso. Non sarà il governo a
presentare l'emendamento, ma un esponente del Pdl. Il nome più accreditato è
quello di Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali e
relatore del dl sicurezza. Ma potrebbe prevalere l'idea di affidarsi a un
peones che, come avvenne per Melchiorre Cirami quando nel 2002 presentò la
legge sul legittimo sospetto, alla fine darebbe il nome all'ennesima norma
salva Berlusconi. Che, se gli indirizzi dell'ultim'ora di ieri saranno
confermati, dovrebbe contenere sia l'indicazione delle priorità per i processi
che la sospensione per un anno. Che potrebbe anche essere reiterata per altri
12 mesi. Berlusconi, del resto, ha poco tempo. Il processo Mills è agli
sgoccioli. E l'accelerazione imposta dai giudici della decima sezione del
tribunale di Milano lo preoccupa. Venerdì è saltata una trasferta a Lugano
perché un testimone della difesa, il banchiere Paolo Del Bue, ha presentato un certificato
medico. Ma le udienze che mancano sono poche e, salvo ostacoli, la sentenza
potrebbe arrivare prima delle vacanze. La sospensione dei processi serve come
il pane. Poi ci sarà tutto il tempo per approvare un nuovo lodo Schifani. (16
giugno 2008.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMA data: 2008-06-15 - pag: 1 autore: ... LA
RIFORMA DELLE INTERCETTAZIONI ... Ma così si colpisce l'informazione sulla
giustizia in Italia di Giovanni Negri e Donatella Stasio C aro direttore,
seguiamo da tempo l'informazione sui temi della giustizia, con lo stile del
Sole 24 Ore, più attento ai contenuti delle misure adottate di volta in volta
che alla chiacchiera e al contorno politico giudiziario. Raccontare e
analizzare i contenuti dei provvedimenti ha l'obiettivo di spiegarli ai lettori
affinché ciascuno possa formarsi un'opinione ed esercitare il proprio diritto
di critica. Perciò vogliamo esprimere la nostra preoccupazione per quanto è
successo venerdì. Il Governo ha infatti approvato un disegno di legge che – in
base al testo pubblicato dal Sole 24 Ore e non smentito – va ben oltre la
legittima preoccupazione di mettere un argine alla diffusione indiscriminata di
intercettazioni irrilevanti nel procedimento penale (spesso lesive della
privacy delle persone), e che nei fatti rappresenta una censura all'informazione.
Il disegno di legge vieta la pubblicazione di notizie sui procedimenti penali
fino al termine dell'udienza preliminare. Continua u pagina 10 Servizi u pagina
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-15 - pag: 10
autore: Intercettazioni.
Gli ascolti non possono essere usati nei procedimenti "diversi da quelli
nei quali sono stati disposti" Editori, sanzioni fino a 500mila à Per i
giornalisti indagati una sospensione cautelare di tre mesi dall'Ordine Marco
Ludovico ROMA Una stretta sull'informazione senza precedenti. E non c'è
solo il divieto assoluto di pubblicare notizie sulle indagini – il rischio è
sei mesi di carcere – o intercettazioni: la pena, in questo caso, sale a tre
anni. C'è anche la sospensione cautelare dalla professione fino a tre mesi,
disposta dall'Ordine su indicazione del procuratore della Repubblica: è
sufficiente che il giornalista sia solo iscritto nel registro degli indigati
per violazione del divieto di pubblicazione. Pugno di ferro anche per gli
editori: se si divulgano atti o documenti di un procedimento penale, di cui è
vietata per legge la pubblicazione, scatta la disciplina della responsabilità
amministrativa delle persone giuridiche (decreto legislativo 231 del 2001), con
una sanzione pecuniaria che può arrivare fino a 462mila euro. Non è un caso,
insomma, se martedì è convocata una riunione straordinaria della giunta della
Federazione nazionale della stampa. "I giornalisti continueranno a
informare, con senso di responsabilità e usando tutte le possibili tecniche. Insomma
sapranno rispondere, sapranno come comportarsi. Anche se la libertà di stampa
avrà fatto un passo indietro ", dice Vittorio Roidi, ex segretario del
Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti. Colpiscono anche la norme
sull'inutilizzabilità in processi diversi: l'articolo 7 del Ddl governativo
stabilisce che le intercettazioni non possono essere usate nei procedimenti
"diversi da quelli nei quali sono state disposte". L'articolo
8,poi,pone un limite ul-teriore: se il fatto sul quale si indaga, nell'udienza
preliminare,risulta qualificato diversamente, l'intercettazione non è
utilizzabile. E ancora: non passano inosservati i commi 2-ter e il 2-quater
dell'articolo 12, destinati agli ecclesiasti. Il primo prevede che, nel caso di
indagini su un vescovo, il Pm invii l'informazione sull'inchiesta al Segretario
di Stato vaticano. Il 2-quater, invece, dispone che, se l'indagato è un
sacerdote, il Pm informi l'ordinario diocesano della circoscrizione dove ha
sede la procura della Repubblica. Sul provvedimento è intervenuto ieri anche il
vicepresidente del Csm, Nicola Mancino. Intervistato da "Speciale Gr
Parlamento" su Radio 3, Mancino ha sottolineato come la scelta di
sottoporre a un collegio di tre giudici anziché al Gip la richiesta di intercettazioni
possa creare un problema di organico a cui "il Ministero della Giustizia
non può non rispondere con l'urgenza che i nuovi provvedimenti legislativi
richiedono". In difesa del Ddl si è schierato il premier Silvio
Berlusconi. "Ci sono due livelli da tutelare: la privacy e la difesa dei
cittadini. Non è accettabile che un cittadino – ha detto –alziil telefono e non
sia sicuro di poter parlare liberamente. C'è bisogno di giustizia – ha aggiunto
–ma bisogna trovare l'equilibrio tra i due interessi". Ma allora, gli ha
ribattuto un cittadino, i "furbetti del quartierino" non sarebbero
mai stati scoperti? "Secondo me non è vero, non è così", ha replicato
Berlusconi. Mentre il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, si è
soffermato sui costi: una cifra compresa tra uno e due miliardi. "Questi
soldi vengono spesi – ha affermato – per pagare società e società che a cascata
fanno questo mestiere. Quando c'è una cascata ci può essere anche una caduta di
controllo". Feroce l'attacco di Antonio Di Pietro (Idv): "è un'altra
legge a favore della casta che Berlusconi sta facendo". apag. 24 Il testo
del disegno di legge del Governo L'ALLARME ORGANICI Il vicepresidente del Csm
Mancino: la riforma renderà necessario il rafforzamento del numero dei giudici
l'articolo prosegue in altra pagina.
( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-06-16 num: - pag: 1 autore: di
PAOLO FRANCHI categoria: REDAZIONALE Intercettazioni e dintorni LA DITTATURA
COME ALIBI E milio Gentile, Piero Melograni e Lucio Villari, interpellati per
il Corriere da Paolo Conti, hanno buone ragioni per dar torto a Giulio
Tremonti, secondo il quale tutti dovremmo ricordare che l'impoverimento dei
ceti medi porta con sé il fascismo, si sarebbe detto un tempo, come la
nube la tempesta. CONTINUA A PAGINA 30 TIMORI VERI E INVENTATI di LUIGI
FERRARELLA I l disegno di legge del governo Berlusconi sulle intercettazioni è
talmente costellato di obbrobri giuridici, incongruenze pratiche e assurdità di
principio, che non c'è bisogno di inventarne altri, prospettando erronei timori
che finiscono solo per distogliere l'attenzione dai vizi reali del testo.
CONTINUA A PAGINA 30.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-06-15 - pag: 19 autore: L'inchiesta
della Procura. I verbali degli interrogatori di Michele Greco e Marta Di Gennaro
"Abbiamo soltanto cercato di pulire le strade di Napoli" di Lionello
Mancini "S ignor giudice, è vero: in quella telefonata parlavo di
"monnezza". Ma la telefonata va contestualizzata in un momento di
grande sofferenza rispetto alla realizzazione di siti di discarica". Così
Michele Greco, 43 anni, alto funzionario del commissariato per l'emergenza
rifiuti si difende davanti al Gip di Napoli, Rosanna Saraceno, che lo interroga
da detenuto. Qualche giorno dopo,a rispondere è Marta Di Gennaro, 57 anni, già
braccio destro del commissario delegato Guido Bertolaso: "Sotto un profilo
pratico, dovevamo venire incontro alle aspettative della popolazione. Mi
spiego: l'attività di tritovagliatura aveva rilevanza perché il rifiuto
triturato generava maggiore fiducia nella popolazione che abitava la zona di
destinazione. La gente era ossessionata dai sacchetti, dal conferimento del tal
quale e anche dalle balle e quindi accettava più facilmente un prodotto
triturato ". Il giudice, che a fine maggio ha firmato l'arresto di 25
persone, chiesto dai pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello, vuol sapere da Greco
e Di Gennaro perché nelle discariche finiva di tutto, perché i Codici europei
(Cer) erano incongrui, perché il Commissariato cercava di confondere gli organi
di controllo, Pg compresa.Greco e Di Gennaro sono stati
intercettati per mesi, fino all'arresto. Ecco come si sono difesi. Michele
Greco "Lei mi contesta che non era possibile il deposito preliminare di
una frazione non trattata ai fini dello smaltimento:le dico che sono state
effettuate delle riunioni all'interno della struttura commissariale alle quali
ho partecipato con il commissario delegato e si è deciso di stoccare anche l'umido
non trattato". Le strade sono invase dai sacchetti di rifiuti, i
cassonetti dati alle fiamme, le proteste antidiscariche infuriano: "Fui io
stesso a rappresentare la necessità di chiudere degli impianti in una riunione,
ma Catenacci e tutte le strutture sia pure con molte sofferenze decisero di
mantenere gli impianti aperti perché comunque era un modo per garantire la
raccolta dei rifiuti in un'ottica temporanea ". "Per frazione
lavorata –precisa ancora Greco – si intendeva tritovagliata ", ovvero
sminuzzata e divisa da alcuni materiali, ma non stabilizzata né asciutta. Lo sa
anche Greco, che non è sufficiente, ma mancano i siti di stoccaggio: "Ci
furono tavoli tecnici per interrogarci anche sul quantitativo enorme di
percolato. Pensammo che un'ipotesi attendibile fosse il tipo di rifiuto
conferito agli impianti e alla frazione umida trasferita in discarica;
ritenemmo inoltre che il percolato non fosse regolarmente emunto e smaltito
". E poi c'erano da rispettare gli accordi con i sindaci: "Avendo
vincolo di stoccare solo materiale proveniente dalla provincia di Caserta, per
utilizzare la discarica di Lo Uttaro, non avendo scarti disponibili, furono
smembrate le balle di secco e conferite come sovvallo... Ma era necessario far
partire la discarica per conferire la frazione umida ". Alle prese con
verifiche di ogni tipo (Arpac, Noe, Asl) nel commissariato nascono sospetti,
diffidenze, mezzi sbrigativi per raccogliere e smaltire in qualche modo
l'immondizia. "Io nutrivo delle perplessità su Parascandola e su De Ciutis
( un carabiniere e il suo comandante, NdR) e avevo avuto un preciso ordine
dalla dottoressa Di Gennaro di relazionarmi con De Frenza (altro carabiniere,
tra i 25 arrestati. NdR) che sapevo svolgere attività di informazione
verificando origine e natura dei controlli, gli esiti e acquisendo copia della
documentazione prodotta dagli organi procedenti ". Greco risponde poi a
un'ultima domanda, che potrebbe preludere a nuovi sviluppi: "La Di Gennaro
era in continuo contatto con Bertolaso e con lui si confrontava ". Marta
Di Gennaro "L'obiettivo primario da conseguire era quello di liberare le
strade di Napoli e dei paesi della Campania e gli stessi impianti di ex Cdr dai
rifiuti accumulatisi nel tempo con l'obiettivo di localizzare siti di
discarica. Mi sono insediata nel marzo 2007, dovevo per lo più individuare siti
di smaltimento negoziati con i Sindaci per superare le resistenze della
popolazione. La raccolta differenziata era rimasta solo un progetto e la
struttura tecnica mi fece presente che le lavorazioni negli impianti non
venivano realizzate come prescritto per via del blocco delle evacuazioni a
valle". Al giudice che le contesta la "totale omessa lavorazione del
sottovaglio secondario "e i report dell'Arpac sugli ex Cdr i quali
"più che impianti di trattamento dei rifiuti si sono trasformati in siti
di stoccaggio", Di Gennaro risponde: "Non ignoravo la situazione di
criticità degli impianti, ma non abbiamo mai affrontato con tranquillità (i
tempi erano sempre concitati e gli impegni notevoli) la questione degli
impianti e quindi le ripercussioni che lavorazioni inadatte od omesse avrebbero
potuto avere nelle lavorazioni a valle". Perché, chiede il giudice, se la
gente si accontentava del rifiuto sminuzzato non lo avete correttamente
codificato? "Sulla codifica non abbiamo riflettuto e se l'avessimo fatto
magari avremmo provveduto. Ma nella gestione delle discariche abbiamo adottato
sempre tutte le cautele necessarie; per esempio a Villaricca abbiamo sempre
cercato di assicurare con regolarità l'evacuazione del percolato, anche se il
problema è sempre stato affrontato a valle e non a monte, affrontando le cause
di abnorme produzione di percolato. In alcune occasioni è stata sottolineata la
particolarità del rifiuto campano, particolarmente umido per la mancanza della
raccolta differenziata, tanto più se non stabilizzato ". E comunque,
"la nostra priorità era quella di smaltire il percolato e poi avremmo
potuto pensare alle cause". Sui controlli svolti dal carabiniere
Parascandola, la funzionaria spiega che "con alcuni militari distaccati
presso la struttura commissariale si era creata una situazione di
incompatibilitànel senso che io avevo individuato una certa vischiosità nei
loro comportamenti che mi induceva diffidenza". Comunque, conclude,
"contesto le dichiarazioni di Greco, non ho mai impartito istruzioni al
collega di relazionarsi solo con il De Frenza. Quando parlo di Noe ostile o di
Noe che aveva avuto ordini non favorevoli, mi riferivo al fare più disponibileo
più autoritario con il quale loro si relazionavano". LA TESI DIFENSIVA
L'ex assistente di Bertolaso: "L'obiettivo primario era liberare la città
e gli impianti dai rifiuti accumulati, prima lo smaltimento poi il resto"
IL COINVOLGIMENTO Dai verbali dell'alto funzionario del commissario per
l'emergenza spunta il nome dell'attuale sottosegretario.
( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-16 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Dietro le quinte Lo scontro con il Carroccio sul testo antiprocessi
L'ira di Maroni: se vuole quella norma il premier parli chiaro ROMA - "A
me va bene tutto, ma ognuno si deve assumere le proprie responsabilità. E se
avete deciso di procedere, allora deve essere il premier a comunicarlo
ufficialmente". La rabbia di Roberto Maroni esplode nel pomeriggio. Il
ministro dell'Interno parla con Palazzo Chigi, sfoga la sua ira per la scelta
di inserire nel decreto sicurezza un'altra norma che serve a salvare Silvio
Berlusconi dai suoi processi. "Mi aspetto che parli pubblicamente - dice -
in modo che gli italiani capiscano bene che cosa sta accadendo ". Lo
scontro dunque si ripete, proprio come era accaduto due settimane fa quando
Maroni aveva chiamato il sottosegretario Gianni Letta e minacciato di ritirare
la firma dal decreto legge se non fosse stato tolto l'articolo sul
patteggiamento allargato. Palazzo Chigi prende tempo, valuta l'opportunità di diramare
un comunicato che dia conto di quanto avverrà questa mattina e di specificare
che non si tratta di un'iniziativa del governo, ma della decisione di un gruppo
di parlamentari. In realtà cambia poco. Nessuno fa mistero che sia proprio
Berlusconi a volere la norma e che sia stato uno dei suoi
"fedelissimi", il parlamentare Niccolò Ghedini che è anche il suo
avvocato, a studiare il modo di presentare nuovamente in Parlamento una via
d'uscita dai guai giudiziari. E così, alla fine, si decide che è meglio tacere,
in attesa di quanto avverrà oggi. "Aspettiamo le reazioni dopo la
presentazione dell'emendamento e poi sceglieremo quale strada prendere ",
è la posizione che prevale. La scorsa settimana era stato
il Carroccio a pretendere che nel disegno di legge sulle intercettazioni
rimanesse la possibilità di mettere sotto controllo i telefoni degli indagati
per corruzione vincendo le resistenze del premier che invece voleva eliminare
tutti i reati contro la pubblica amministrazione. Da allora i rapporti con la
Lega sono diventati tesi. Berlusconi confida in Umberto Bossi perché,
come ripete spesso "lui è uno con il quale si può ragionare", ma è
comunque consapevole che il Senatur non sconfesserà mai i suoi ministri per
aiutarlo. E allora si appoggia soprattutto a ministri e parlamentari di
Alleanza nazionale ben sapendo che anche loro sono insofferenti al ruolo
primario assunto dalla Lega. "Non posso farmi rovinare dai magistrati che
hanno come obiettivo la mia fine", ha detto più volte Berlusconi per
convincere la maggioranza a votare il provvedimento sulle intercettazioni. E lo
stesso motivo che ha speso adesso per spiegare ai suoi che "un premier
sotto processo risulta indebolito e dunque si deve trovare il modo di andare
avanti senza la mannaia di una prevedibile condanna penale". F.Sar.
Viminale Roberto Maroni (Lega Nord), ministro dell'Interno Palazzo Chigi Silvio
Berlusconi, presidente del Consiglio.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-06-15 - pag: 10 autore: Un colpo all'informazione
sulla giustizia Pazienti e malati continuerebbero ad andare alla Santa Rita e a
dare fiducia u Continua da pagina 1 Il divieto vale anche quando la notizia è
rilevante (quindi non parliamo di gossip), quando il giornalista ne è venuto in
possesso lecitamente perché è caduto il segreto, e quando non è lesiva della
privacy. Insomma: è vietato parlare dei processi, è vietato informare ed essere
informati. I cittadini sono privati del diritto di conoscere elementi cruciali
della vita pubblica. Solo per fare alcuni esempi, non si sarebbe potuta
scrivere una riga sulla scalata dell'estate 2005 ad Antonveneta sino a un mese
fa, quando c'è stato il rinvio a giudizio per imputati come Gianpiero Fiorani e
Antonio Fazio. Ma la stessa vicenda processuale originata dal default di
Parmalat sarebbe rimasta coperta per anni. Come pure, ed è cronaca di queste
ore, lo scandalo della malasanità milanese. A volere tacere dei tanti
procedimenti in cui, in questi anni, le vicende politiche si sono intrecciate a
quelle giudiziarie. Il disegno di legge del Governo propone di sanzionare
pesantemente i trasgressori: giornalisti ed editori, per una volta accomunati
in un identico fronte criminale. Ma anche per l'autorità giudiziaria la
"consegna del silenzio" è ferrea, tanto da prestarsi a un utilizzo
strumentale da parte dell'indagato che intenda sbarazzarsi del magistrato
scomodo. Con "perle" come la sospensione dal servizio - su
segnalazione della Procura all'Ordine - del cronista che sia stato iscritto nel
Registro degli indagati per avere scritto ciò di cui non si doveva scrivere.
Una brutta faccenda, che forse non ha precedenti nella storia di un Paese
democratico. Una faccenda che ha poco a che fare con la legittima tutela della
privacy dei cittadini e con il dovere deontologico di un'informazione
rispettosa della riservatezza delle persone, e molto, invece, con l'ansia di
rivincita della politica nei confronti di giornalisti e magistratura. Il prezzo
lo paga l'opinione pubblica e il suo diritto a essere informata con correttezza
ed equilibrio. La nostra preoccupazione non è sintomo di ansie corporative, ma
segnale di attenzione per una delle vittime, forse la più ingombrante, di
queste misure: il diritto di cronaca. Giovanni Negri Donatella Stasio C ari
colleghi, come ha scritto ieri su queste colonne Guido Neppi Modona, il disegno di legge sulle intercettazioni preclude l'uso di
questo strumento investigativo in molti e gravi casi: "Diffusissime forme
di criminalità che si realizzano in concreto mediante l'associazione, l'accordo
o il concorso di più persone, capaci di recare danni personali e patrimoniali a
un vastissimo numero di cittadini vittime di sfruttamento, truffe,
violenze fisiche o morali ". Condivido la vostra allarmata analisi. Ma devo
dire che il provvedimento è apprezzabile se è diretto a scongiurare la
pubblicazione di conversazioni private, a volte ininfluenti a fini giudiziari,
che coinvolgono persone estranee alle inchieste. L'ipotesi di creare un organo
collegiale di tre giudici per valutare l'opportunità di ricorrere alle
intercettazioni, appare condivisibile nel tentativo di evitare abusi, che
purtroppo non sono mancati. Il Sole 24 Ore si è sempre attenuto alle buone
regole dell'informazione, che esistono, nel rispetto delle persone, e non solo
della loro privacy. Ma non si è dimenticato, come sembra voler suggerire questo
maldestro disegno di legge, che va rispettato anche il lettore, il cittadino.
L'opinione pubblica ha diritto di conoscere, in forme corrette e responsabili,
l'esistenza di inchieste o di vicende di rilevanza generale. Altrimenti non c'è
opinione pubblica, il lettore è meno libero e il cittadino meno cittadino. Gli
esempi sono numerosi e voi li avete già ricordati. Ma supponiamo che il testo
in discussione fosse stato approvato così com'è, diciamo tre anni fa. I
correntisti della Popolare di Lodi (la banca dove si facevano guadagnare gli
amici e si truffavano i clienti) avrebbero continuato a dare fiducia ai loro
"aguzzini del risparmio" credendoli "angeli del credito".
Secondo il disegno di legge in discussione, sarebbe stato quasi impossibile
scoprire il reato, e comunque nessuno ne avrebbe potuto parlare prima della
fine dell'inchiesta preliminare. E quella su Antonveneta è finita da meno di un
mese. Lo stesso si può dire per il recente scandalo delle cliniche. a medici
che – per carità, siamo in uno stato di diritto e tutti sono innocenti prima
della condanna passata in giudicato – forse è meglio che non abbiano in cura i
nostri familiari, tanto per cominciare. Per i reati di falso (nelle cartelle
cliniche) e truffa le intercettazioni non sono ammesse. E l'elenco potrebbe
continuare. Se i giornalisti sbagliano è giusto che paghino (prima i
direttori), ma forse la previsione del carcere con pene fino a tre anni per un
solo reato, è un po' eccessiva; come curiosa è l'ingerenza degli ordini
professionali ai quali verrebbe conferito il potere di sospendere, subito e in
via cautelare e non dopo una eventuale condanna, un giornalista dalla
professione. Come un politico costretto a dimettersi per un avviso di garanzia
nei tempi di Mani Pulite tanto deprecati dall'attuale maggioranza (qualcuno
ricorda?). Non avevamo capito che la tolleranza zero, che ci vede d'accordo nel
combattere criminalità e immigrazione clandestina, si applica a cominciare dai
cronisti di giudiziaria. (f. de b.) UN PROGETTO MALDESTRO Se fosse già in
vigore il Ddl, scandali come quelli della Popolare di Lodi o della sanità
milanese sarebbero rimasti nascosti.
( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-16 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Intercettazioni: bocciatura dai
giornalisti europei Bindi, no a eccezioni sui sacerdoti: niente privilegi
Critiche Rosy Bindi (Pd) MILANO - "Sono assolutamente contraria a una
norma che crei privilegi per qualunque esponente di qualsiasi religione".
Così Rosy Bindi, intervistata da Lucia Annunziata nel corso di In mezz'ora, ha commentato il ddl sulle intercettazioni che prevede che per
intercettare un prete si debba avvisare il vescovo. Questa norma era presente
anche nel disegno di legge preparato da Mastella, ma la Bindi è stata decisa:
"Se c'era, io non me ne ero accorta e chiedo scusa, perché sono contraria
a questo provvedimento". Un no unanime al ddl è arrivato anche
dalla Federazione europea dei giornalisti: "Un'iniziativa che mette il
bavaglio alla stampa".
( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-16 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE I timori all'estero La società di Amburgo: più verifiche o
contratto a rischio L'ultimatum dalla Germania "Pronti a bloccare i treni"
MILANO - La prima volta, il 6 giugno quando tra l'immondizia urbana trovarono
materiale radioattivo contaminato da iodio 131 utilizzato in medicina nucleare,
è passata solo dopo aver minacciato la sospensione e aver ottenuto garanzia
scritta dall'allora commissario regionale per l'emergenza rifiuti Giuseppe De
Gennaro di controlli più severi sui treni in partenza dalla Campania. La
seconda volta, tre giorni dopo, è stato merito dei Vigili del fuoco che,
durante dei controlli allo scalo ferroviario di Marcianise, su di un treno
pronto a partire per la Germania hanno intercettato un
container "che presentava evidenti segni di contaminazione
radioattiva". Ma la terza, invece non passerà. La Stadtreinigung Hamburg,
la società pubblica di Amburgo che smaltisce una parte dei rifiuti campani (30
mila tonnellate, al costo di 270 euro l'una, entro fine di agosto) ha informato
le autorità italiane che se da Napoli partirà, o peggio, arriverà ancora
spazzatura radioattiva, il contratto verrà sospeso. Per davvero e per sempre.
Se due indizi non fanno una prova, i tedeschi sono comunque preoccupati. è già
successo due volte, chi ci garantisce che non accadrà ancora? è la domanda che
si pongono ad Amburgo, città-stato governata da Cdu e Verdi che dalle
rassicurazioni italiane non si sentono più rassicurati. Soprattutto i Verdi che
hanno dato l'assenso decisivo per lo smaltimento dei rifiuti campani e ora
vigilano attenti. In una città, Amburgo, dove sulle tematiche ambientali si
vincono le elezioni, i GrÜnen non vogliono rimetterci il governo, per colpa
della monnezza italiana. R. Riz. I due precedenti 6 giugno In Germania, fermato
un treno di rifiuti italiani contaminati da iodio 131 9 giugno A Marcianise,
bloccato un container di rifiuti radioattivi destinati in Germania Controlli
tra l'immondizia Carabinieri dei Nas, i nuclei Antisofisticazione e Sanità,
protetti dalle classiche tute bianche anti-radiazioni, effettuano controlli in
una discarica abusiva in Campania. In questi siti non autorizzati si
concentrano rifiuti di ogni genere, anche contaminati da materiale radioattivo.
Altissimi i rischi per la salute e per l'ambiente.
( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-16 num: - pag: 21 categoria:
REDAZIONALE La tragedia Collisione con le gabbie dei tonni. A Lampedusa,
intanto, sbarcano in quattrocento Si spezza un barcone, bimbi somali dispersi
Naufragio di immigrati a Malta. Sei le persone che mancano all'appello Nella
stessa zona, la marina militare maltese ha soccorso altri due barconi in
difficoltà per le condizioni del mare LAMPEDUSA (Agrigento) - Cambiano le
coordinate e il bilancio delle vittime ma la tragedia si ripete secondo un
triste copione che ha come scenario sempre il Canale di Sicilia. Ancora un
naufragio lungo la rotta dei clandestini. E' avvenuto
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: NORME data: 2008-06-15 - pag: 24 autore: Intercettazioni. Il disegno di legge approvato venerdì Rettifica senza commento
Concludiamo la pubblicazione del disegno di legge recante "Norme in materia
di intercettazionitelefoniche, telematiche e ambientali. Modifica della
disciplina in materia di astensione del giudice, degli atti di indagine, e
integrazione della disciplina sulla responsabilità amministrativa delle persone
giuridiche". La prima parte è stata pubblicata sul Sole 24 Ore di ieri.
ARTICOLO 13 Modifiche al Codice penale 1. Al Codice penale sono apportate le
seguenti modificazioni: a) l'articolo 379-bis è sostituito dal seguente:
"Articolo 379-bis. - (Rivelazione illecita di segreti inerenti a un
procedimento penale). Chiunque rivela indebitamente notizie inerenti ad atti
del procedimento penale coperti dal segreto dei quali è venuto a conoscenza in
ragione del proprio ufficio o servizio svolti in un procedimento penale, o ne
agevola in qualsiasi modo la conoscenza, è punito con la reclusione da uno a
cinque anni. Se il fatto è commesso per colpa, la pena è della reclusione fino
a un anno. Chiunque, dopo avere rilasciato dichiarazioni nel corso delle
indagini preliminari, non osserva il divieto imposto dal pubblico ministero ai
sensi dell'articolo 391-quinquies del Codice di procedura penale è punito con
la reclusione fino a un anno"; b) all'articolo 614, primo comma, le
parole: "di privata dimora " sono sostituite dalla seguente:
"privato". e) dopo l'articolo 617-sexies sono inseriti i seguenti:
"Articolo 617-septies. - (Accesso abusivo ad atti del procedimento
penale). Chiunque mediante modalità o attività illecita prende diretta
cognizione di atti del procedimento penale coperti dal segreto è punito con la
pena della reclusione da uno a tre anni"; d) all'articolo 684, primo
comma, le parole: "fino a trenta giorni o con l'ammenda da euro
( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-16 num: - pag: 25 categoria:
REDAZIONALE Il caso della Santa Rita "Sono già stato condannato
dall'opinione pubblica, non so se riavrò il mio onore. Ho salvato molte
vite" Clinica degli orrori, parla il chirurgo "Rifarei tutti quegli
interventi" Brega Massone dal carcere: trucchi? No, la mia équipe era la
più produttiva MILANO - "Ho salvato molte vite umane. Ho alleviato le
sofferenze di tante persone. Ora mi accusano di cose gravissime, dicono che
sono un mostro e mi hanno rinchiuso in questo carcere. Non è giusto. Ho fatto
un migliaio di interventi alla Santa Rita. Li rifarei tutti, uno per uno.
Perché andavano fatti nell'interesse supremo del paziente e non, come dice chi
mi accusa, del bilancio della Santa Rita". Da San Vittore parla per la
prima volta e si difende a 360 gradi il dottor Pier Paolo Brega Massone, in
carcere da una settimana per i rimborsi gonfiati e i ricoveri "inutili e
dannosi" nella casa di cura milanese. E aggiunge: "Ho tanta voglia di
lottare e di provare quello che dico, ma non so se ne valga ancora la pena
visto che già sono stato condannato sui giornali e senza appello. Mi chiedo se
mai potrò riavere il mio onore". Brega Massone affida le sue parole ai due
legali di fiducia, gli avvocati Giuseppe Cannella e Ugo Lecis. Lo hanno visto
ogni giorno per preparare la linea difensiva da presentare al tribunale del
riesame che mercoledì deciderà se scarcerarlo dopo l'arresto disposto dal gip
Micaela Serena Curami con quello di altre 13 persone. "Sarà il primo
confronto con l'accusa, anche se in questo momento c'è un'evidente disparità,
fisiologica nel processo, tra la Procura, che con la Guardia di Finanza e tre
periti ha avuto un anno per valutare l'enorme mole di documentazione, e noi,
che con due periti e in poco tempo, dobbiamo esaminare 27 faldoni", dice
l'avvocato Cannella. Obiettivo minimo i domiciliari e poi intaccare la grave
accusa di omicidio volontario per i 5 pazienti che, secondo i pm Grazia
Pradella e Tiziana Siciliano, sono morti per gli interventi utili solo ai
rimborsi del servizio sanitario. "Ci affidiamo ai giudici, sicuri del loro
equilibrio ", aggiunge Lecis. "Molti dei 91 interventi sotto accusa -
dice il chirurgo - avevano il solo scopo di migliorare la vita del paziente.
Operazioni di drenaggio che evitavano ai malati di essere trattati ogni 48 ore
con una terapia dolorosissima di aspirazione di liquido dai polmoni. Il mio era
un trattamento all'avanguardia sul quale ho fatto ricerche per un anno e pubblicazioni
internazionali ". L'inchiesta dice che molti dei pazienti erano anziani
sui quali era sconsigliato operare. "L'età anagrafica spesso è diversa da
quella biologica. Ci sono 80enni che possono sopportare interventi che neppure
un 60enne non tollererebbe - risponde Brega Massone -. L'ultima parola è
dell'anestesista. Se non vuole, non si opera. C'è un'intercettazione in cui mi
arrabbio con un anestesista che blocca l'intervento. L'interpretazione della
Procura è che io volevo farlo per i soldi. La verità è che i drg non c'entrano,
io ero convinto di farlo e lo sono ancora ". Brega Massone dice di
ricordare "molto bene" alcune operazioni: "Ciascuna è un caso a
sé e va collocata nella storia personale di ogni paziente". Tra le accuse
c'è un episodio in cui avrebbe tolto un nodulo ad un polmone senza aver fatto
prima gli esami che avrebbero evitato l'intervento: "Si trovava in una
zona centrale vicina a dei vasi sanguigni. Non si poteva analizzarlo. L'unica
possibilità era un intervento oggettivamente pesante". E i casi di noduli
al seno che hanno portato su alcune donne all'asportazione di parti importanti
di mammelle? "Anche qui bisogna valutare caso per caso - dice Brega
Massone -, ma se non abbiamo preso in considerazione l'ago aspirato era perché
l'evoluzione della malattia era veloce e preoccupante. Poi si è visto che il
nodulo non era maligno, ma in quelle condizioni non si poteva fare
altrimenti". Insomma, il chirurgo che in questo momento in Italia gode
della peggior fama appare sicuro: "Ritengo di avere tutte le ragioni
tecniche e mediche per spiegare ciò che ho fatto. Era giusto che mi comportassi
così. Ho seguito scienza e coscienza". Nelle mani
della Procura c'è anche una valanga di intercettazioni dalle quali sembra
emergere un panorama di cinico affarismo sanitario. "Le intercettazioni
sono ambigue se lette parzialmente e non nella loro integrità. Vanno
contestualizzate per capire che non sono autoaccusatorie - dice l'avvocato
Lecis -. Quando viene definito "principe" è perché la sua
équipe aveva una produttività superiore alle altre, non perché era abile nelle
frodi". Per il gip, grazie alla capacità di far fare soldi, Brega Massone
era l'alter ego di Francesco Paolo Pipitone, il 75enne notaio padre-padrone
della clinica finito ai domiciliari. "Non è vero - risponde il chirurgo -.
Non è stato lui a scegliermi. Fui assunto dopo un colloquio con la direzione
sanitaria. L'ho conosciuto sei mesi dopo. Credo mi stimasse, tant'è vero che mi
chiamò per curare un suo stretto parente". In cella Brega Massone legge
carte e prende appunti. Lecis è preoccupato: "Temo perda la fiducia nella
giustizia". Giuseppe Guastella \\ Mostro Dicono che sono un mostro e mi
hanno arrestato. Non è giusto \\ Avanguardia Il mio era un trattamento
all'avanguardia, ho fatto ricerche \\ Soldi La Procura dice che a volte ho
operato solo per i soldi. Non è vero \\ Coscienza Era giusto che mi comportassi
così Ho seguito scienza e coscienza \\ Pazienti Gli interventi fatti
nell'interesse supremo del paziente.
( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-16 num: - pag: 30 autore: di
PAOLO FRANCHI categoria: REDAZIONALE A SINISTRA La dittatura come alibi per non
guardarsi dentro SEGUE DALLA PRIMA Ma sono, le loro, argomentazioni da storici.
Nessuna delle quali basta a convincere il direttore di Liberazione, Piero
Sansonetti, convinto che Tremonti proponga sì terapie inaccettabili, ma nella
diagnosi colga nel segno. Certo, in giro non si vede un Mussolini, non sono
all'ordine del giorno fondazioni di imperi, nessuna ora suonata dal destino
minaccia di battere nuovamente sui colli fatali di Roma. Ma, se per fascismo
intendiamo una svolta illiberale e autoritaria, secondo Sansonetti ci siamo: è
esattamente quello che sta capitando. Davanti agli occhi di tutti. Sull'onda di
un consenso (non solo dei ceti medi impoveriti) che non accenna a scemare,
anzi. Senza incontrare troppe resistenze. Tremonti ovviamente intendeva dire
un'altra cosa. Ma non c'è dubbio che, tirando in ballo il fascismo, abbia
toccato un nervo tradizionalmente scoperto della sinistra italiana (non solo
quella propriamente detta che, a dire il vero, su questo terreno si muove con
più cautela), e ne abbia evocato qualche tic. Ragionando per la prima volta in
pubblico sulle ragioni della sconfitta, Fausto Bertinotti ha parlato di una
Repubblica ormai non più antifascista, ma solo "a-fascista ": in
Italia, ha sostenuto, sta prendendo forma un "regime leggero". E se
Bertinotti ha optato per un ossimoro almeno nelle intenzioni prudente, altri
preferiscono giudizi più severi e definitivi, prendendo spunto soprattutto
dalle misure (discutibili) del governo sulle
intercettazioni e da quelle (discutibilissime, e anche peggio) sull'utilizzo
dei soldati in strada per dare man forte alle forze di polizia. Su Repubblica,
Giuseppe D'Avanzo parla di un Berlusconi intento a dimostrare che "per
governare la crisi italiana è costretto a separare lo Stato dal diritto ",
con il soldato chiamato a farsi questurino, il giudice chierico, il
giornalista laudatore: per questa via, sostiene, la vita pubblica italiana si
militarizza. Eugenio Scalfari gli dà ragione. "Non sarà fascismo",
scrive, "ma certamente è un allarmante incipit verso una dittatura che si
fa strada in tutti i settori sensibili della vita democratica, complici la
debolezza dei contropoteri, la passività dell'opinione pubblica e la sonnolenta
fragilità delle opposizioni ". Si potrebbe continuare a lungo, ma possiamo
già ricapitolare. Fascismo, seppure inteso in senso assai lato. Regime, anche
se debole. Stato che si separa dal diritto. Vita pubblica che si militarizza.
Incipit di una dittatura. Se è così, altro che clima nuovo, altro che
democrazia dell'alternanza. Basterebbe meno, molto meno, per chiamare alla più
drastica e radicale delle opposizioni. Come si può anche solo immaginare di
aprire un dialogo ravvicinato, e oltre tutto sul tema dei temi, la riforma
delle istituzioni, con un governo e una maggioranza che battono simili strade?
Come si può tener viva, in un simile contesto, anche solo l'idea di una
reciproca legittimazione tra le forze in campo, se una, quella che governa, ha
scelto di incamminarsi su una via che porta dritto al regime, anzi, alla
dittatura, e forse a un fascismo più o meno soft, e l'altra, quella che si
oppone, è tenuta, o dovrebbe esserlo, a difendere la democrazia? Nessun dubbio.
Non si può. Basta sonnecchiare. Si svegli, se ne è capace, il Partito
democratico. Si svegli, se ne è capace, Walter Veltroni. Si svegli, se ancora
c'è, la sinistra. Prima che sia troppo tardi. Svegliarsi. Benissimo, ce n'è
bisogno. Ma per fare esattamente che cosa, oltre che per indignarsi, nessuno lo
spiega: gli appelli al risveglio delle opposizioni suonano così drammatici e
magari solenni, ma anche poco convincenti. Forse perché sono poco convincenti
le analisi che li sorreggono, e ancor meno i mostri (il regime, il fascismo
alle porte) evocati alla bisogna. Oltretutto sono, a grandi linee, sempre gli
stessi, dalla prima vittoria di Berlusconi nell'ormai lontano
( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
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- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-16 num: - pag: 30 autore: di
LUIGI FERRARELLA categoria: REDAZIONALE IL DISEGNO DI LEGGE Aggiotaggio, quei
timori veri e inventati SEGUE DALLA PRIMA Da giorni, ad esempio, condivisibili
critiche al depotenziamento anche delle indagini economiche (niente più
intercettazioni persino per la bancarotta fraudolenta, come quella Parmalat)
denunciano anche l'impossibilità con la nuova legge di indagare sui
"furbetti" della finanza: cioè di svolgere in futuro inchieste come
quelle che nel 2005 proprio con le intercettazioni - allora consentite per
reati puniti con 5 anni, e disposte per l'aggiotaggio all'epoca punito con la
reclusione fino a 6 anni - svelarono i retroscena illeciti (fin dentro
Bankitalia) delle scalate all'Antonveneta e alla Bnl. Questa preoccupazione,
tra le tante reali, non appare però esatta. Da quasi tre anni, infatti, il
decreto n.262 del 28 dicembre
( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-16 num: - pag: 30 categoria:
REDAZIONALE Particelle elementari di Pierluigi Battista Delitti, chiacchiere e
intercettazioni D' accordo, attenzione a non ostacolare le doverose indagini
della magistratura. Certo, salvaguardare il fondamentale diritto
d'informazione. Ma si può sapere qual è il terribile reato di Anna Falchi
rivelato da un sms d'amore all'allora suo neosposo Stefano Ricucci? E qual è
l'odioso crimine neutralizzato dagli inquirenti mentre intercettavano
l'ex capo ufficio stampa di An Salvo Sottile che al telefono (intercettato)
sventagliava grevità su alcune ragazze protese a qualche spicchio di visibilità
televisiva? E qual è la nefandezza penale commessa dal premier Berlusconi che
al telefono (intercettato) sollecitava il direttore generale della Rai a
inserire nel casting di non si ricorda quale fiction alcune non si
ricordano quali attrici? E quale catena di reati è stata spezzata spiando il
figlio di Luciano Moggi che raccontava a un amico di una sua costosa (e
mancata) avventura sentimentale a Parigi? E quale pericolo contro lo Stato e i
cittadini è stato temerariamente sventato intromettendosi nelle telefonate di
Lele Mora, peraltro prosciolto prima ancora di andare in giudizio? E quale
disegno criminoso è venuto alla luce dai brogliacci delle conversazioni private
di Deborah Bergamini, quelli pubblicati e quelli di cui soltanto ora è stata
disposta la definitiva distruzione? E che ne è della salute dello Stato dopo
che gli inquirenti hanno messo a fuoco con opportune intercettazioni le
(presunte, poi rivelatesi inesistenti) manovre di Flavia Vento per incastrare
Francesco Totti? E quale manovra delinquenziale è stata ricostruita dando ai
giornali la possibilità di pubblicare le intercettazioni tra due fotografi che
commentavano con battute salaci gli slalom notturni eterodossi del portavoce
(mai indagato) del governo Prodi? E come è stato messo nelle condizioni di non
nuocere un clan di nemici dello Stato attraverso le intercettazioni (rese
pubbliche in tribunale) delle chiacchiere private da e per Bettino Craxi
costretto ad Hammamet? Certamente la magistratura deve fare il suo lavoro senza
ostacoli e assurde limitazioni e certamente è giusto che sui giornali non venga
nascosto nulla, ma proprio nulla delle indagini in corso. Ma in che senso un
turpe crimine sarebbe stato bloccato se si intercetta Massimo D'Alema che dice
"facci sognare" a un banchiere nel corso di una conversazione
privata? E quale macchinazione delittuosa è stata smontata se si intercetta e
si pubblica una telefonata in cui una nota presentatrice tv si lamenta della
distrazione professionale mostrata nei suoi confronti dal direttore di una rete
Rai? E con quali modalità sono stati bloccati gravissimi reati finanziari se si
intercettano, per poi pubblicarle, anche le sconcezze formulate da due uomini
di potere sull'avvenenza della figlia di un altro uomo di potere? E quale
attentato all'integrità repubblicana è stato finalmente scoperto se nel corso
di un'inchiesta su Vittorio Emanuele vengono intercettate, e pubblicate,
telefonate che riguardano professioniste a contratto della Rai che con il
figlio del Re non hanno mai avuto niente da spartire? E in che senso la libertà
di manovra della magistratura dovrebbe essere compromessa se qualche occhiuto
censore volesse sigillare il buco della serratura? \\ Ma dove si trova il reato
in una conversazione privata?.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI data: 2008-06-15 - pag: 8 autore: ... IMMONDIZIA A NAPOLI Il
buonsenso oltre ai Codici L' inchiesta sui rifiuti a Napoli riverbera una strana
impressione di estraneità di quanti l'hanno impostata e condotta fino
all'arresto di 25 persone tra manager pubblici e privati, funzionari, tecnici.
Se quei fascicoli sul dramma campano fossero stati composti a Bruxelles, a
centinaia di km dai rifiuti, dai cassonetti incendiati, dalle cariche della
polizia, tutto si spiegherebbe. Ma i magistrati che procedono vivono a Napoli,
e qualche spunto di riflessione potrebbero accettarlo. Primo: non c'è il
rischio di attribuire a pochi funzionari non fannulloni né corrotti delle
responsabilità pesanti, ma sostanzialmente burocratiche? Non spiega nulla
l'assoluto caos di questi mesi, la corsa a placare la rabbia dei cittadini
esasperati? Secondo: perché le manette? C'era pericolo di fuga? O si tratta
d'indagati che potrebbero inquinare prove raccolte in mesi di verifiche e
analisi? Terzo: dalla primavera 2007, intercettazioni e
controlli svelano maree di liquami, codici non adatti, lavorazioni non
eseguite, esami sospetti. Se l'interesse primo è quello di salvaguardare la
salute del cittadino, oltre al rispetto dei codici, non era il caso di fermare
quello scempio mentre avveniva, anziché chiederne conto oltre un anno dopo?.
( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-06-16 num: - pag: 31 categoria:
BREVI Interventi e Repliche Sinistra e rivoluzione ungherese del '56 Opportuno
il servizio di Carioti ( Corriere, 15 giugno) che, sulla scorta del lavoro di
Federigo Argentieri, ricorda come "Budapest '56" sia ancora una
"ferita aperta della sinistra". Vale forse la pena di ricordare che,
oltre alle responsabilità dirette di Togliatti nell'assassinio di Imre Nagy,
tra i comunisti vi furono molte altre pesanti corresponsabilità, oltre ai
silenzi di Reichlin. Longo lanciò un appello "a tutte le forze che
vogliono il socialismo contro il terrore bianco in Ungheria"; Ingrao fece
ignobili titoli sull'Unità; Amendola si augurò che "i carri armati
sovietici intervenissero"; Marchesi dichiarò che "alla cagnara
reazionaria clericale e fascista sull'Ungheria non intendo associare la mia
voce"; Salinari scrisse che "la rivolta dell'operaio ungherese non è
una rivoluzione". Ma ancor più significative furono altre posizioni:
Rossanda racconta che in privato "digrignò i denti", ma non disse una
parola; Enrico Berlinguer richiamò il partito alla "vigilanza e all'unità
perché il pericolo di scivolamenti riformistici è vivo e presente"; ed i
firmatari del "Manifesto dei 101" si limitarono a chiedere
all'iperstalinista Togliatti di procedere sulla fasulla "via italiana al
socialismo". Furono soltanto i democratici laici, liberali e socialisti
(Salvemini, Pannunzio, Bobbio, Bettiza, De Caprariis, Jemolo, Pampaloni, Romeo,
Rossi, Scalfari...), che lanciarono sul Mondo e L'Espresso nel novembre '56 il
manifesto "Per la libertà dell'Ungheria", e fu il Congresso
internazionale per la libertà della cultura, guidato in Italia da Ignazio
Silone e Nicola Chiaromonte, che organizzò in Europa una rete di solidarietà e
assistenza ai profughi e si adoperò per liberare le migliaia di incarcerati di
Budapest che potevano finire sul patibolo come Nagy. Massimo Teodori Medici e
principio deontologico Il caso dell'Istituto clinico Santa Rita pone un
essenziale quesito e cioè se realmente i medici applichino il principio
deontologico e ippocratico in base a cui la loro attività professionale deve
svolgersi "secondo scienza e coscienza". Pare che tale dualismo etico
e professionale sia per alcuni adattabile a fisarmonica nelle varie situazioni
cliniche. Non è il caso che nella formazione continua in Medicina (Ecm) si
facciano talune lezioni per chiarire che cosa voglia dire "secondo scienza
e coscienza" e come vada applicato? E non è il caso che se ne occupi la
Federazione nazionale degli ordini dei medici attraverso gli ordini provinciali?
Non guasterebbe fare assoluta chiarezza sia sulla scienza che sulla coscienza
nello svolgimento dell'attività professionale medica. E ritengo che anche le
Società medico-scientifiche debbano dire qualcosa in proposito perché il
problema esiste e appare quando vengono alla luce casi di cosiddetta
malasanità. Altrimenti il vero significato dei due termini si perde nella
nebbia, diventa capzioso ed artefatto a seconda delle interpretazioni che ne
vengono date, anche dai responsabili di casi di malasanità. E va da sé che
talvolta sia la scienza che la coscienza vengano adeguate a personali interessi
professionali. Raffaele Bernardini, direttore@telemeditalia.it Delitti e ricorso alle intercettazioni A specificazione di una
inesattezza contenuta nel mio commento pubblicato sul Corriere di ieri al
progetto governativo sulle intercettazioni telefoniche, desidero precisare che
i delitti di insider trading e di manipolazione del mercato (per quanto
riguarda le ipotesi previste nel testo unico in materia di intermediazione
finanziaria) devono ritenersi rientranti nell'ambito di quelli per i
quali anche il suddetto progetto consente il ricorso allo strumento delle
intercettazioni, in conseguenza di un intervento legislativo che ha raddoppiato
la misura delle pene per essi originariamente previste, portando per entrambi
tali delitti il limite massimo da sei a dodici anni di reclusione. Vittorio
Grevi.
( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 24 del 2008-06-16
pagina 0 Bloccato un carico di rifiuti radioattivi in Campania di Carmine
Spadafora Gli uomini di Bertolaso sventano il tentativo di smaltire materiali
pericolosi. E i carabinieri fermano due tir in arrivo dagli ospedali pugliesi.
50 indagati in un mese Avellino - Materiale radioattivo in un carico di
rifiuti. Il compattatore aveva appena varcato l'ingresso della discarica di
Savignano Irpino (Avellino), inaugurato appena tre giorni fa, quando, è
scattato l'allarme. La monnezza radioattiva è stata immediatamente isolata e
rispedita nel sito di trasferenza, per essere smaltita negli impianti adeguati
a questo tipo di rifiuti. Una volta identificati gli autori di questa
spedizione di rifiuti illegali, verranno denunciati alla magistratura. Il
carico pericoloso, contenente tracce del contaminante iodio 131, è stato
individuato "grazie alla capillare capacità di controllo di tutte le
componenti che operano nella discarica, forze dell'ordine, vigili del fuoco ed
esercito", fanno sapere dallo staff del sottosegretario all'emergenza,
Guido Bertolaso. Nel carico sono stati trovati rifiuti ospedalieri, sui quali è
stata riscontrata una "lieve anomalia radioattiva". Dall'entourage di
Bertolaso fanno notare che "è evidente che i rifiuti ospedalieri devono
essere smaltiti, come previsto dalla legge, attraverso una filiera
completamente diversa da quella prevista per i rifiuti solidi urbani" e
che "l'episodio di oggi conferma, dopo quelli dei giorni scorsi,
l'accuratezza dei controlli per garantire il totale rispetto delle norme per il
materiale che viene conferito nelle discariche". Curiosa la smentita del
direttore dell'impianto di Savignano, Liberato Imperato, che addirittura ha
negato l'esistenza di un carico radioattivo: "Non ci sono tracce di
radioattività nei rifiuti". Poco dopo Imperato è stato smentito da una
delle massime autorità nel campo dei rifiuti, il generale dell'esercito Franco
Giannini, ex vice di Gianni De Gennaro al Commissariato di Governo, oggi
responsabile del settore tecnico-operativo-impiantistico della struttura di
Bertolaso: "All'ingresso della discarica abbiamo posto dei controlli con
gli intensimetri, per tutelare al massimo i cittadini. Questa mattina, durante
un'ispezione, abbiamo rilevato in un carico con dei rifiuti ospedalieri dove
c'erano tracce radioattive di iodio 131". Il generale ha poi confermato
che il carico radioattivo è già stato "rimandato al sito di trasferenza di
Pantano d'Acerra, per consentire ai vigili del fuoco di effettuare ulteriori
controlli e per cercare di risalire al responsabile dello sversamento, per
denunciarlo alla magistratura". I rifiuti speciali sono di casa ad
Avellino: ieri, ancora una volta, i carabinieri di Montella
coordinati dal Comando provinciale irpino hanno intercettato e sequestrato due
tir carichi di quaranta quintali di rifiuti speciali, provenienti dalla Puglia.
Due uomini sono stati denunciati. In poco più di un mese, sono oltre cinquanta
gli indagati per trasporto di rifiuti speciali, bloccati dai carabinieri
avellinesi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Corriere.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Brega Massone dal
carcere: trucchi? No, la mia équipe era la più produttiva Clinica degli orrori,
parla il chirurgo "Rifarei tutti quegli interventi" "Sono già
stato condannato dall'opinione pubblica, non so se riavrò il mio onore. Ho
salvato molte vite" Pier Paolo Brega Massone (Cavicchi/Milani) MILANO
"Ho salvato molte vite umane. Ho alleviato le sofferenze di tante persone.
Ora mi accusano di cose gravissime, dicono che sono un mostro e mi hanno
rinchiuso in questo carcere. Non è giusto. Ho fatto un migliaio di interventi
alla Santa Rita. Li rifarei tutti, uno per uno. Perché andavano fatti
nell'interesse supremo del paziente e non, come dice chi mi accusa, del
bilancio della Santa Rita". Da San Vittore parla per la prima volta e si
difende a 360 gradi il dottor Pier Paolo Brega Massone, in carcere da una
settimana per i rimborsi gonfiati e i ricoveri "inutili e dannosi" nella
casa di cura milanese. E aggiunge: "Ho tanta voglia di lottare e di
provare quello che dico, ma non so se ne valga ancora la pena visto che già
sono stato condannato sui giornali e senza appello. Mi chiedo se mai potrò
riavere il mio onore". Brega Massone affida le sue parole ai due legali di
fiducia, gli avvocati Giuseppe Cannella e Ugo Lecis. Lo hanno visto ogni giorno
per preparare la linea difensiva da presentare al tribunale del riesame che
mercoledì deciderà se scarcerarlo dopo l'arresto disposto dal gip Micaela
Serena Curami con quello di altre 13 persone. "Sarà il primo confronto con
l'accusa, anche se in questo momento c'è un'evidente disparità, fisiologica nel
processo, tra la Procura, che con la Guardia di Finanza e tre periti ha avuto
un anno per valutare l'enorme mole di documentazione, e noi, che con due periti
e in poco tempo, dobbiamo esaminare 27 faldoni", dice l'avvocato Cannella.
Obiettivo minimo i domiciliari e poi intaccare la grave accusa di omicidio
volontario per i 5 pazienti che, secondo i pm Grazia Pradella e Tiziana
Siciliano, sono morti per gli interventi utili solo ai rimborsi del servizio
sanitario. "Ci affidiamo ai giudici, sicuri del loro equilibrio ",
aggiunge Lecis. "Molti dei 91 interventi sotto accusa dice il chirurgo avevano
il solo scopo di migliorare la vita del paziente. Operazioni di drenaggio che
evitavano ai malati di essere trattati ogni 48 ore con una terapia
dolorosissima di aspirazione di liquido dai polmoni. Il mio era un trattamento
all'avanguardia sul quale ho fatto ricerche per un anno e pubblicazioni
internazionali ". L'inchiesta dice che molti dei pazienti erano anziani
sui quali era sconsigliato operare. "L'età anagrafica spesso è diversa da
quella biologica. Ci sono 80enni che possono sopportare interventi che neppure
un 60enne non tollererebbe risponde Brega Massone . L'ultima parola è
dell'anestesista. Se non vuole, non si opera. C'è un'intercettazione in cui mi
arrabbio con un anestesista che blocca l'intervento. L'interpretazione della
Procura è che io volevo farlo per i soldi. La verità è che i drg non c'entrano,
io ero convinto di farlo e lo sono ancora ". Brega Massone dice di
ricordare "molto bene" alcune operazioni: "Ciascuna è un caso a
sé e va collocata nella storia personale di ogni paziente". Tra le accuse
c'è un episodio in cui avrebbe tolto un nodulo ad un polmone senza aver fatto
prima gli esami che avrebbero evitato l'intervento: "Si trovava in una
zona centrale vicina a dei vasi sanguigni. Non si poteva analizzarlo. L'unica
possibilità era un intervento oggettivamente pesante". E i casi di noduli
al seno che hanno portato su alcune donne all'asportazione di parti importanti
di mammelle? "Anche qui bisogna valutare caso per caso dice Brega Massone
, ma se non abbiamo preso in considerazione l'ago aspirato era perché
l'evoluzione della malattia era veloce e preoccupante. Poi si è visto che il
nodulo non era maligno, ma in quelle condizioni non si poteva fare
altrimenti". Insomma, il chirurgo che in questo momento in Italia gode
della peggior fama appare sicuro: "Ritengo di avere tutte le ragioni
tecniche e mediche per spiegare ciò che ho fatto. Era giusto che mi comportassi
così. Ho seguito scienza e coscienza". Nelle mani
della Procura c'è anche una valanga di intercettazioni dalle quali sembra
emergere un panorama di cinico affarismo sanitario. "Le intercettazioni
sono ambigue se lette parzialmente e non nella loro integrità. Vanno
contestualizzate per capire che non sono autoaccusatorie dice l'avvocato Lecis
. Quando viene definito "principe" è perché la sua équipe
aveva una produttività superiore alle altre, non perché era abile nelle
frodi". Per il gip, grazie alla capacità di far fare soldi, Brega Massone
era l'alter ego di Francesco Paolo Pipitone, il 75enne notaio padre-padrone
della clinica finito ai domiciliari. "Non è vero risponde il chirurgo .
Non è stato lui a scegliermi. Fui assunto dopo un colloquio con la direzione
sanitaria. L'ho conosciuto sei mesi dopo. Credo mi stimasse, tant'è vero che mi
chiamò per curare un suo stretto parente". In cella Brega Massone legge
carte e prende appunti. Lecis è preoccupato: "Temo perda la fiducia nella
giustizia". Giuseppe Guastella stampa |.
( da "Stampa, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
IL MISTERO il caso
Le telefonate tra Antonella Calò e Roberto Alessio IL DOPPIO MENU Giovedì
scorso la donna sarebbe stata interrogata in Procura a Genova MARCO RAFFA
"Schifezze ospedaliere" solo ai pazienti e non al personale SAVONA
Potrebbe essere proprio Antonella Calò, il dirigente della Asl2 indagato per
turbativa d'asta dai pm genovesi nell'ambito dell'inchiesta su Mensopoli, la
misteriosa donna che giovedì scorso era stata vista a Palazzo di Giustizia di
Genova entrare e rimanere a lungo nell'ufficio del pubblico ministero Francesco
Pinto. Nei giorni scorsi, su disposizione della Procura di Genova, gli uffici
savonesi della dirigente sono stati perquisiti da personale della Guardia di
Finanza. Lo ha confermato il direttore generale Flavio Neirotti precisando
peraltro che ufficialmente la Asl2 non è stata ancora informata dell'iscrizione
del dirigente nel registro degli indagati. Di Antonella Calò, comunque, si
parla molto nell'ordinanza del gip genovese Fucigna che
riporta anche la trascrizione di molte intercettazioni. In una telefonata del
27 novembre 2007 la dirigente Calò parla con l'imprenditore vercellese Roberto
Alessio e fa commenti sul metodo di lavoro della Pedus-Dussman, l'azienda che,
battuta dalla Alessio nella gara d'appalto, era tornata a lavorare per la Asl
in seguito allo stop imposto dal Tar. Si parla, in particolare, di
"schifezze ospedaliere" che la stessa Calò avrebbe imposto non
vengano servite alla mensa dei dipendenti Asl. Calò: ....ed io in particolare
non è che mi trovi in posizione favorevole perché questi qui son dentro...in
così alla cacchio di cane...e quindi un pò se ne approfittano, ultimamente son
venuti ad oremus...io ho imposto per esempio un menù diverso per i dipendenti
perché non era possibile...che mangiassero schifezze ospedaliere cucinate poi
come ti dico...no..? Ok poi si lamentano..insomma....insomma un casino che non
ti dico a me ... anche pinzarli e fargli dei cazziatoni fuor di misura, anche
perché poi io avevo avuto ordini interni. devo dir la verità di non diciamo
inasprire la situazione che era già aspra..hm.... Alessio: certo.... Calò:
..adesso ultimamente ho visto che c'è più interesse da parte dei
sindacati...per sapere le composizioni......del personale utilizzato..se le
cose sono a norma o non a norma e tutte ste storielle qui....eee.....ogni tanto
mi.....servizi reparti mi chiedono delle cose e io gli dico...per esempio di..di
di..tipo che so io...i sacchetti de..dei pasti cose di questo genere....e la
chirurgia gli ho detto:...." sono previsti tutti nel nuovo capitolato che
oramai è diventato vecchio fra virgole......ecco...è..però ee....dice però
eh....siccome è tutto stoppato...perché è tutto...i..in esamina davanti al
Consiglio di Stato...certe cose sono procedimenti amministrativi e a questi qui
non gliene deve fregar niente..ecco eh per tanto..se passa che va avanti la
cosa allora abbiamo una serie di guarentigie e se non passa buona notte al
secchio.
( da "Dagospia.com" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
WALTERLOO FA IL
DURO: O GOVERNO CAMBIA LINEA, O DIALOGO A RISCHIO ? PARISI: VELTRONI NON FACCIA
IL "RE OMBRA" ? LA RUSSA: I 2500 MILITARI CARABINIERI? ? ARMANI: QUE
VIVA SILVIO - COSSIGA VS MARONI? © Foto U.Pizzi"> Walterloo © Foto
U.Pizzi 1 - VELTRONI: SPERO PRODI RESTI, MA RISPETTERO' SUA DECISIONE? (Agi) -
"A me piacerebbe che Romano Prodi restasse presidente, perche' come me e'
legato all'idea stessa del Pd, come me e' stato tra quelli che piu' ha creduto
al Pd. Ma rispettero' la sua decisione, quale che sia". Cosi' il
segretario del Pd, Walter Veltroni, durante un incontro promosso dalla
fondazione Fare Futuro, in merito alle dimissioni del Professore da presidente
del Pd, in vista dell'Assemblea costituente del prossimo fine settimana,
smentendo anche che tra i due ci sarebbero stati negli ultimi giorni degli
incontri: "L'ho letto, non sono veri". 2 - VELTRONI: O GOVERNO CAMBIA
LINEA O DIALOGO A RISCHIO? (Ansa) - 'In questi giorni si decide il futuro di
questa legislatura: se il comportamento rimane come quello delle ultime
settimane il clima non potra' che cambiare'. Lo ha detto il leader del Pd,
Walter Veltroni, parlando a una conferenza stampa organizzata dalla fondazione
'Fare Futuro' e sottolineando che venerdi' all'assemblea costituente tirera' le
fila il comportamento del governo. Veltroni si e' detto 'molto sorpreso e
colpito dalla protervia con cui alcune cose vengono introdotte surrettiziamente',
criticando decisamente il primo mese di azione del governo in particolare per
quanto riguarda 'il decreto su Retequattro, le uscite della Lega sull'Europa,
le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto
sicurezza'. 3 - BONINO: DIALOGO PD-GOVERNO? SE ESISTE E' POCO TRASPARENTE?
(Ansa) - 'O il Pd ha dei dialoghi aperti in altri consessi, ma certamente poco
trasparenti per quanto mi risulta, oppure per quanto riguarda le iniziative
legislative parlamentari e' indubbio che questo dialogo non si e' manifestato
per niente'. Lo ha detto a 'Radio Radicale' la vicepresidente del Senato Emma
Bonino, sulle relazioni attuali tra governo e Partito democratico. 'Fin
dall'inizio ho detto che tutta questa offerta reciproca di dialogo mi sembrava
una assoluta melassa perche' di fatto si rischia di scambiare la buona
educazione istituzionale con qualche contenuto di dialogo che forse si svolge
su altri temi, come la Rai o la legge elettorale europea, o non so quali altri
consessi', ha detto Emma Bonino. 'Dal punto di vista parlamentare sia sul
decreto rifiuti che sul decreto sicurezza l'avvio di un dialogo vuol dire stare
all'ascolto dell'opposizione, e di questo dialogo non si e' vista proprio
traccia. Questo modo di porsi non mi ha convinto'. © Foto La Presse">
Antonello Soro © Foto La Presse 4 - SORO (PD): NESSUNO NEL PARTITO HA PIU'
CONSENSO DI VELTRONI? (Agi) - "Oggi non esiste nel Pd una sola
personalita' che abbia maggiore consenso di Veltroni. Credo che la prospettiva
di Governo da parte di chi ha vinto le primarie, appena 10 mesi fa, debba
dispiegarsi per l'intero mandato ricevuto. Questo e', poi, di fatto il
comportamento e l'affermazione di tutti i dirigenti nazionali. Ci sono anche,
sui giornali, delle esibizioni, qualche volta un po' narcisiste, di alcuni
colleghi che mettono in discussione questa leadership, senza indicare mai
chiaramente quali siano i punti attraverso si debba verificare se esiste o meno
questa leadership. Mi pare, francamente, una discussione accademica". Lo
ha dichiarato a Gr Parlamento, il capogruppo del partito Democratico alla
Camera, Antonello Soro. 5 - PARISI: VELTRONI CONGELI DIALOGO E NON FACCIA RE
OMBRA? (Ansa) - Il dialogo tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi, e il
tentativo del segretario del Pd di farsi riconoscere 'come titolare esclusivo
del ruolo di oppositore', creano il rischio 'che si arrivi alla dittatura della
maggioranza. O meglio, alla dittatura dei leader, del Re Sole e del Re Ombra'.
Cosi' Arturo Parisi, in un colloquio con 'Repubblica', boccia il dialogo tra
maggioranza e opposizione, anche alla luce degli ultimi provvedimenti
legislativi messi in cantiere dal centrodestra su sicurezza e intrecettazioni e
invoca 'una svolta' del Partito Democratico, perche' riconquisti la sua 'autentica
funzione'. Il partito, secondo Parisi, deve smettere 'di cercare solo il
riconoscimento da parte della maggioranza'. 'Walter - dice - dovrebbe farsi
riconoscere dagli elettori prima che da Berusconi', e solo in un secondo
momento dovrebbe arrivare 'il confronto sulle riforme'. Altrimenti, con 'la
maggioranza debordante e l'opposizione inadeguata e' evidente che la
democrazia, come noi la conosciamo, e' a rischio'. 'C'e' - conclude - una
degenerazione. Se non una dittatura della maggioranza, una distorsione
profonda. Se non fosse per la presenza della Lega da una parte e dell'Idv e
dell'Udc dall'altra, bisognerebbe prendere atto che la trama tra il Sole e
l'Ombra ha messo in moto una dinamica preoccupante'. 6 - LA RUSSA: I 2500
MILITARI POTREBBERO ESSERE CC? (Agi) - "Pochi sanno che i carabinieri sono
forze armate, circa 10mila sono alle dipendenze del ministro della
Difesa". Quindi i 2.500 soldati che potrebbero arrivare nelle citta' in
aiuto alle forze di polizia "potrebbero essere presi proprio dai carabinieri".
Cosi' il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, al termine dell'incontro con
il ministro Maroni in prefettura, a Milano ha spiegato precisato alcuni punti
dell'emendamento sull'uso dei militari, che potrebbe essere inserito nel disegno
legge sulla sicurezza. "Questo provvedimento dura per sei mesi - ha
spiegato il ministro - ed e' rinnovabile una sola volta. Permette di avere un
contingente, non superiore alle 2.500 unita' per lavorare in concorso con le
forze di polizia". La differenza rispetto a prima e' che si da' la
possibilita' di intervenire immediatamente in casi di urgenza "per
specifiche esigenze, con l'autorizzazione del prefetto e la decisione del
ministro dell'Interno". La Russa ha ribadito che non c'e' "nessun contrasto
con il governo" a creare 'il caso' sono invece "alcune forze
politiche, nelle quali scatta un meccanismo antico" appena si parla di
lotta alla criminalita'. 7 - STORACE REGISTRA? A cura di Antonello Caporale per
"la Repubblica" ? Francesco Storace, leader de La Destra: "Il
giorno che incontrerò Berlusconi avrò cura di comprare un registratore". 8
? NAPOLITANO RICEVE VERTICI UNIPOL? (Asca) - Il Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il presidente di
Unipol, Pierluigi Stefanini, e l'amministratore delegato, Carlo Salvatori. Lo
rende noto un comunicato. © Foto U.Pizzi"> Il sindaco di Venezia,
Massimo Cacciari © Foto U.Pizzi 9 - ORDINANZA CACCIARI: VENEZIA VIETA I
"VÙ CUMPRÀ" Da "L'Unità" - Stop ai vu cumprà: per prima in Italia
Venezia adotta il decreto sicurezza per bloccare il fenomeno del commercio
abusivo. Un passo cui l'amministrazione comunale affianca un nuovo processo
informatico per tentare di regolare i flussi offrendo al potenziale turista una
messe di informazioni utili sullo "stato" di affollamento di Venezia.
I due percorsi sono stati spiegati ieri dal vice sindaco Michele Vianello e dal
comandante della polizia municipale Marco Agostini. Contro il fenomeno del
commercio abusivo da domani dunque sarà blocco - grazie all'ordinanza firmata
da Cacciari - della merce abusiva anche se portata in sacchi di plastica o
borsoni e quindi non necessariamente esposta. Questo perchè, come ha rilevato
Vianello, gli stessi contenitori ingombranti mettono a rischio, con urti e
spinte nella calli strette od affollate, l'"incolumità di chi
circola". Una decisione che ricorda quella adottata a Firenze contro chi
mendicava. I vigili andranno a colpire un mercato fiorente, il terzo in Italia
dopo Roma e Napoli, ma unico nel suo genere perchè in laguna si vendono solo
pelletteria e oggetti "firmati" e non cd o dvd. Secondo la municipale
solo da metà aprile al 31 maggio sono stati sequestrati ben 20mila pezzi e si
stanno accelerando le procedure, di concerto con la procura della Repubblica,
per distruggere gli oltre 200mila accatastati nei depositi frutto di controlli
dal 1995 ad oggi. 10 - COSSIGA: MARONI NON METTA I PIEDI SULLA SCRIVANIA DI DE
GASPERI? (Ansa) - 'Il ministro Maroni risparmi almeno una cosa a noi esponenti
della prima Repubblica: non metta i piedi sulla scrivania nel suo ufficio al
Viminale che e' stata di Giolitti e di De Gasperi'. Lo afferma il senatore a
vita Francesco Cossiga, aggiungendo che quando Maroni 'andra' via da quel
ministero, il che mi auguro avvenga presto, bisognera' ripulire i mobili'. ©
Foto U.Pizzi"> Giorgio Armani © Foto U.Pizzi 11 - ARMANI: QUE VIVA
SILVIO? Daniela Fedi per "Il Giornale" intervista Giorgio Armani -
"Io vorrei che questo Paese funzionasse al di là della politica, dei
partiti, delle varie bandiere di appartenenza. Vorrei che le decisioni
venissero prese in base alle necessità degli italiani e non per accontentare lo
schieramento politico al governo oppure quello all'opposizione. Detto questo
penso che Berlusconi abbia una grossa chance: può davvero governare. Secondo me
il Cavaliere ha raggiunto il massimo: non è da tutti raggiungere per ben tre
volte la presidenza del Consiglio senza venire dal mondo della politica, ma da
quello dell'imprenditoria. Lui si è fatto veramente da solo, è stato bravissimo
a costruire la sua fortuna. Proprio per questo può avere la forza di fare le
cose che interessano davvero all'Italia al di là dei suoi interessi personali.
Del resto cosa può volere più di quello che ha già? Può comprare il comprabile,
può concedersi tutto, anche il lusso straordinario di occuparsi del bene del
Paese. Ha pure la faccia tosta per farlo e se questo è il suo programma gli
auguro di riuscirci perché in quest'ottica se le cose vanno bene a lui, vanno
bene a tutti gli italiani". 12 - MARCEGAGLIA: LIBERALIZZARE SOPRATTUTTO I
SERVIZI PUBBLICI? (Apcom) - Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia
chiede al Governo di "liberalizzare tutto quello che rimane da
liberalizzare, ma soprattutto i servizi pubblici che sono un elemento di inefficienza,
di aumento di tariffe su imprese e cittadini". A margine dell'assemblea
annuale di Federchimica, il presidente di Confindustria ha detto che chiederà
oggi pomeriggio al ministro Scajola che "già mercoledì nel documento
presentato dal Governo ci sia una chiara scelta per liberalizzare tutto".
All'incontro con il ministro per le Attività produttive il numero uno di viale
dell'Astronomia, parlerà "anche di energia, non solo di nucleare, di
Kyoto, di Europa e di altri problemi". Per quanto riguarda le
liberalizzazioni nei servizi pubblici, Marcegaglia auspica che vengano
effettuate nei settori dell'acqua, dei rifiuti dell'energia, "tutto ciò
che viene gestito in casa dai Comuni, chiediamo che vengano assegnati
attraverso aste". Dagospia 16 Giugno 2008.
( da "Dagospia.com" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Y DI NAOMI E DI KLUM
AD AVERE LA BENEDIZIONE DEL PAPA? Foto da La Stampa 1 ? MISTERO LILLI, IN
GINOCCHIO DA SILVIO) ? FLAVIO RITORNA BULLONAIRE La sposa aspetta un
briatorino? (no, è una cazzata). Come mai la Santa Sede si è scomodato per la
coppia più bullonare del mondo, inviando il cardinale in pensione Poupard? E
come è riuscito l'ex compagno di bisboccia di Naomi Campbell e Heidi Klum ad
ottenere addirittura una benedizione dal Pontefice? Infine: perché erano
assenti il testimone di Formula Uno Bernie Ecclestone e il pilota più famoso
del mondo, alias Michael Schumacher, uno che è stato scoperto e lanciato
proprio da Briatore? Al loro posto perché è apparsa, come un incubo rosso, la
compagna più sinistrorsa d'Italia, alias Lilli Gruber? Foto da Lapresse
L'europarlamentare del Pd ha seguito il matrimonio, minuto per minuto, con in
mano un bloc notes che ha riempito di appunti seduta per terra in chiesa. Sta
scrivendo un biografia di Briatore? Oppure: è stata una sua ospite, magari a
Malindi al posto della Melandri voltagabbana, che dopo aver ballato nel Kenia
briatoregno, smentì la cosa ai giornali? No, non è mai stata amica di
Flaviuccio né tantomeno della Gregoraci. Mistero Lilli. Comunque, scrive la
Maria Corbi su La Stampa, "Poi a bloccare il Presidente (Berlusconi)
arriva anche Lilli Gruber, in tailleur pantalone grigio. E i due parlano fitto
fitto e a lungo" Per la destra schierata e incappellata, il duetto Lilli-Silvio
è stato il momento più imbarazzante e più gaudente: vedere l'ex pasionaria del
Tg1 - che quando doveva riferire una notizia sul Cavaliere la accompagnava con
una smorfia di disgusto ? gettarsi affettuosamente sul Puzzone de noantri
bloccandolo con cinguettii smorfiosi, li ha davvero bagnati di piacere. Ma così
va il mondo voltagabbana (oggi, la prima pagina de "Il Giornale"
spara: "Armani: Berlusconi può cambiare l'Italia"?). Torniano a
bomba. Le nozze-monstre di 48 ore sono terminate ieri sera al Castello della
Crescenza, alle porte di Roma. E qui Briatore è tornato Bullonaire. Tavoli di
cristallo, pareti di cristallo e una vagonata di orchidee bianche arrivate
espressivamente da Parigi. Vai con quattro maga schermi che scodellavano sulle
teste cotonate dei 250 invitati (cento in meno dei 350 presenti alla Casina
Valadier e in Chiesa), le immagini di tutta la cerimonia nuziale del giorno
prima, montate e musicate, santa comunione compresa. Non è finita: le immagini
comprendevano le riprese in diretta della cena grazie a una regia tv pazzesca
che sfoggiava un telecamera dolly, tipo quelle dello stadio che riprendono
tutto dall'alto. Infine pezzi registrati tipo la femminista baffuta Gianna
Nannini che dedica una sua canzone inedita alla coppia, Paola Perego che fa gli
auguri, alcuni tipini fini che lo prendono per il culo come Agag e Tommaso
Buti, parodiando una telefonata del Boss di Cuneo. Al termine della magnata di
branzini e aragoste, ha preso il microfono lo sposo emozionatissimo come un
debuttante mondano. In breve, ha balbettato: nella mia vita ho fatto tutto da
solo, ora farò tutto in due. Bravo. A seguire la voce della sposa: è una
favola, sarò sempre vicina a Flavio. Brava. Applausi e baci. La torta che è
apparsa era più grande del castello, alta un metro e 60 per un diametro
kilometrico. Alle 24 seconda apparizione: una discoteca con palco occupato dai
Duran Duran presentati da un Briatore vestito alla Bullonare, camicia di blu di
seta stralucida aperta sul petto villoso. Hanno ballato fino alle quattro del
mattino. PS ? Sabato sera, la cena alla Casina Valadier non ha proprio
soddisfatto la voglia mondana dell'ottuagenario Luciano Benetton, quello che ha
una pecora bianca al posto dei capelli: è stato avvistato al Jackie O,
discoteca cara a De Michelis dei tempi craxiani, in compagnia di Eduardo
Teodorani e altri amici. © Foto U.Pizzi"> Brad Pitt e Angelina Jolie ©
Foto U.Pizzi 2 - MATRIMONIO ALLA ROMANA COME IN UN FILM DEI VANZINA Stefania
Miretti per La Stampa Noi che non abbiamo Brad Pitt e Angelina Jolie, ci siamo
consolati ieri con le nozze Gregoraci-Briatore. La favola che noi italiani (il
sindaco Chiamparino direbbe: noi colombiani?) forse ci meritiamo (ma forse no):
Eli e Flavio finalmente sposi con la benedizione del cardinal Pouppard e di
Lele Mora, il sagrato di Santo Spirito in Sassia addobbato con canne di bambù
come ormai tutti i beauty-center della capitale (è una malignità:
semplicemente, c'era bisogno di addobbi ad arbusto alto per proteggere
l'esclusiva fotografica), l'Ave Maria e le sexy-inviate del programma di Italia
1 Lucignolo, le hostess con gli ombrelli bianchi (sempre per via
dell'esclusiva) e i braccialetti per identificare gli invitati, come usa per
accedere alle terrazze della Formula Uno, il bambino di Daniela Santanché in
occhiali da sole a specchio (unico pargolo ammesso allo sposalizio, ma una
forte somiglianza con Tom Cruise), il sedere di Valeria Marini fasciato in rosa
confetto, le esuberanti Mara Venier e Simona Ventura in total turchese e giallo
total, i redivivi Duran Duran cotonati e al gran completo, la signora Aznar in
bianco con cappellino, qualche smoking portato alla Totò, molte sgallettate,
l'arrivo concitato del premier Silvio Berlusconi, le telecamere del Tg1 e i
carabinieri a presidiare. E naturalmente Emilio Fede, il testimone della sposa,
giustamente raggiante perché in tempi non sospetti fu lui, cantore ufficiale
dell'amore tra Flavio ed Eli, il primo ad annunciare la lieta novella:
"Vedrete, Briatore sposerà la sua topolina". Gran bella storia poi,
esemplare a modo suo, una specie di "Orgoglio e pregiudizio" in salsa
vanziniana: il maturo scapolo incallito, ricco e residente a Londra, insomma
quasi un lord, dopo aver snobbato alcune tra le donne più belle e famose del
pianeta, s'innamora della ragazza calabrese un po' chiacchierata e di famiglia
semplice. Storia persino educativa, con quel che si sente in giro al giorno
d'oggi: lui si ammala e lei gli sta accanto, lei finisce in un brutto pasticcio
e lui la consola. Storia a massima visibilità, poi, tutto
alla luce del sole per via dei molti reportage sui giornali del gossip e delle
molte intercettazioni sui quotidiani, per via delle vacanze ai Caraibi in
quattro (Flavio ed Eli, Fede e Raffaella Zardo, un'altra soubrette sfortunata);
per via dei preparativi infiniti, delle romantiche chiesette visitate all'alba
con codazzo di paparazzi; per via dei tantissimi aspiranti testimoni
(alla fine erano sei). © Foto La Presse"> Elisabetta Gregoraci e Flavio
Briatore a Porto Cervo © Foto La Presse Mr Darcy ieri sembrava felice, coi suoi
capelli bianchi phonati di fresco e le scarpine in velluto con le iniziali F ed
E a caratteri dorati, mentre sul sagrato della chiesa attendeva la sua sposa
bevendo a canna dalla bottiglietta dell'acqua minerale. Elizabeth, che in
questi ultimi due anni ha sgobbato duro per imparare bene l'inglese senza
trascurare il suo lavoro di soubrette a "Buona Domenica", era
bellissima e forse un po' malinconica, come tutte le spose, con le spalle molto
scoperte e il velo da regina. Ci sarà da leggere e da commentare per settimane,
già si pregustano i memoriali sulla luna di miele, i titoloni sulle pancette
sospette di lei (Flavio ed Eli mettono su famiglia!), il toto-padrino e madrina
con colpi di scena. O, almeno, lo speriamo. Nell'ultimo scatto di ieri, Flavio
era in pantofole, Eli in tiara di diamanti, che se non è la morale di questa
storia, è almeno la - lieta - fine di tanti matrimoni da favola. Dagospia 15
Giugno 2008.
( da "Repubblica.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
LAMPEDUSA -
Ufficialmente sono "dispersi" ma le speranze di trovarli in vita sono
quasi nulle. Le ricerche dei seo migranti somali scomparsi ieri in mare a sud
di Malta sono riprese all'alba. Mancano all'appello anche dei bambini. I
superstiti che si sono salvati aggrappandosi alle gabbie dei tonni sono stati
accompagnati nei centri di raccolta a Malta. LE FOTO Ma l'ondata di sbarchi non
si arresta. Neppure le cattive condizioni del mare spengono la speranza di una
nuova vita sul versante europeo del Mediterraneo. Stamane, al largo dell'isola
di Lampedusa sono stati soccorsi altri due gommoni con a bordo 90 migranti. Il
primo ne trasportava 46, tutti uomini e adulti: è stato
intercettato a circa
( da "Repubblica.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
ROMA - "In
questi giorni si decide il futuro di questa legislatura: se il comportamento
rimane come quello delle ultime settimane il clima non potrà che
cambiare". Walter Veltroni lancia un ultimatum al governo. La fase del
dialogo è a rischio. Le mosse del governo rischiano di aprire una stagione di
duro scontro politico. Ma il Pd, assicura il segretario, è pronto alla sfida:
"Si sono perse le elezioni, ma non per questo c'è la questione
dell'identità del Pd. La nostra identità è quella di una grande forza
riformista". Parlando a una conferenza stampa organizzata dalla fondazione
"Fare Futuro" il segretario del Pd rimanda ogni decisione
all'assemblea costituente che si terrà venerdì. Ma le premesse non sono buone.
Veltroni, infatti, non fa mistero di essere "molto sorpreso e colpito
dalla protervia con cui alcune cose vengono introdotte surrettiziamente",
criticando decisamente il primo mese di azione del governo. tante le scelte
contestate: "il decreto su Retequattro, le uscite della Lega sull'Europa
("Come puo' rimanere ministro uno come Calderoli che dice che il Trattato
europeo deve essere stracciato?"), le intercettazioni e l'intenzione di
inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza. Quest'ultimo è il caso più
grave". Veltroni vede nell'immissione del cosidetto 'lodo Schifani' nel
pacchetto sicurezza, il tentativo del governo di introdurre "certe
'normette' così di nascosto". "Io preferisco le cose fatte alla luce
del sole -aggiunge il segretario del Pd - e sono davvero stupito dalla
protervia con cui si introducono cose del genere in modo del tutto
surrettizio". D'altronde non è un mistero che Veltroni, fin dalla campagna
elettorale, abbia puntato sulla non demonizzazione dell'avversario e sul
dialogo con il governo. Ma adesso tira le somme e vede che i conti non tornano.
"Il dialogo per farlo bisogna essere in due. Noi siamo di fronte ad una
sequenza di fatti che finisce per conformarsi come una linea politica"
ragiona il segretario. Raccogliendo una serie di voci che, nei giorni scorsi si
sono levate in questo direzione. Come quella del fondatore di Repubblica,
Eugenio Scalfari . A fronte di questo il Pd sembra non voler restare con le
mani in mano. E se non sarà dialogo, non sarà necessariamente scontro senza
regole. "Si può benissimo fare opposizione, anche in assenza di dialogo,
senza comunque arrivare alla demonizzazione dell'avversario - continua Veltroni
che avverte il governo - La cosa peggiore per chi vince le elezioni è pensare
di avere in mano il Paese, perchè le lune di miele in politica si interrompono
bruscamente". Tempo di decisioni per il Pd. Oggi il democratico Arturo
Parisi, su Repubblica, torna a chiedere a Veltroni di congelare il dialogo,
Antonio Di Pietro accusa Berlusconi di volersi fare "leggi ad
personam", mentre Emma Bonino incalza la dirigenza democratica: "O il
Pd ha dei dialoghi aperti in altri consessi, ma certamente poco trasparenti per
quanto mi risulta, oppure per quanto riguarda le iniziative legislative parlamentari
è indubbio che questo dialogo non si è manifestato per niente". Europa.
"Inaccettabile la soglia di sbarramento al 5 per cento per le elezioni
europee. Sì, invece, alla soglia del 3 per cento". Veltroni si schiera
così sulla riforma del sistema elettorale per la prossima consultazione. Per il
segretario del Pd uno sbarramento è indispensabile ma a precise condizioni. Poi
un passaggio sulla collocazione del Pd in Europa. E un invito al Pse a
riconoscere il Pd in quanto tale: "La famiglia socialista dovrebbe sapere
che ci sono più cose in cielo e in terra, di quante ne sogni la sua filosofia e
riconoscere che noi non siamo socialisti, ma riformisti". In ogni caso,
conclude Veltroni, una cosa è chiara: "Il gruppo del Pd siederà tutto
insieme laddove si creeranno le condizioni per essere seduto". Alleanze.
No alle alleanza che non siano basate su una convergenza programmatica. Il
segretario del Pd boccia così una riedizione dell'alleanza con la sinistra
radicale: "Mai più alleanze che non siamo programmatiche, credo che l'unione
'di tutti quelli contro' sia sbagliata". Prodi. Infine un passaggio su
Romano Prodi e la sua decisione di non ricoprire cariche nel Pd: "A me
piacerebbe che Romano restasse presidente ma rispetterò la sua decisione quale
che sia sapendo che è la persona che, insieme a me, più ha creduto nel
Pd". (16 giugno 2008.
( da "Stampaweb, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
ROMA Walter Veltroni
lancia un ultimatum al governo sul dialogo tra maggioranza ed opposizione. Per
il segretario del Pd l'esecutivo Berlusconi ha accumulato, durante questo mese,
una "sequenza eccessiva e inaccettabile di strappi" citando i casi di
Rete4, il reato di immigrazione clandestina, i militari
nelle città, le intercettazioni, l'introduzione del cosiddetto "lodo
Schifani" nel decreto sicurezza e quindi l'attacco all'Europa fatto dal
ministro Roberto Calderoli. Una serie di episodi che, sottolinea con fermezza
Veltroni, potrebbero segnare la fine del dialogo in questa legislatura.
"Gli strappi strappano anche il dialogo", dice il leader del Pd
parlando ad un convegno di "Farefuturo". "Questa settimana decisiva
per decidere quale sarà il segno di questa legislatura" "Nel corso di
un mese si sono messi insieme una serie di cose che rischiano davvero di
pregiudicare il dialogo", sottolinea Veltroni che spiega come questa
settimana sarà "decisiva" per decidere quale sarà il segno di questa
legislatura: se sarà improntata al dialogo oppure no. "Venerdì
all'assemblea del Pd tireremo le conclusioni -spiega Veltroni- il dialogo per
farlo bisogna essere in due. Noi siamo di fronte ad una sequenza di fatti che finisce
per conformarsi come una linea politica" da parte del governo. E quindi,
insiste Veltroni, "se in questa settimana che, ribadisco noi consideriamo
decisiva, si confermerà questo atteggiamento da parte del governo, venerdì
tireremo le fila di questo e non si potrà dire che sarà stata l'opposizione a
impedire il dialogo. Si può benissimo fare opposizione, anche in assenza di
dialogo, senza comunque arrivare alla demonizzazione dell'avversario",
spiega il segretario del Pd che ci tiene al fatto che diventi "istituzionale"
il clima civile nei rapporti tra maggioranza e opposizione. "La cosa
peggiore -sottolinea ancora Veltroni- per chi vince le elezioni è pensare di
avere in mano il paese". Questo è l'atteggiamento che, secondo il
segretario del Pd, sta tenendo il governo in questo primo mese e che gli fa
dire: "di fronte ai problemi del paese pensavo che sarebbe stato giusto
avere un clima di dialogo, ma se non ce ne sono le condizioni, ne trarremo le
conseguenze". E sul futuro di Prodi Veltroni annuncia: "Vorrei che
restasse presidente del Pd" "A me piacerebbe che Romano Prodi
restasse presidente del Pd, perchè per me è legato all'idea stessa del
Pd". È l'auspicio di Walter Veltroni che rilancia la richiesta a Romano
Prodi di tornare sui suoi passi e ritirare le dimissioni da presidente del Pd.
"Romano è stato con me tra quelli che più ha creduto al Pd. Ma -aggiunge
Veltroni- rispetterò la sua decisione, quale che sia", sottolinea il
segretario del Pd aggiungendo che non ci sono stati incontri con Prodi negli ultimi
giorni come riportato dalla stampa: "L'ho letto, ma quegli incontri non
sono veri". LINK SCRIVI I militari nelle città Discutine su "Diario
politico", il blog di MARCO CASTELNUOVO.
( da "Panorama.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Italia -
http://blog.panorama.it/italia - L'ultimatum di Walter: "Il governo cambi
metodo o addio dialogo" Posted By emanuele rossi On 16/6/2008 @ 13:27 In
Headlines | No Comments [1] ''In questi giorni si decide il futuro di questa
legislatura: se il comportamento rimane come quello delle ultime settimane il
clima non potrà che cambiare''. Tanto tuonò che piovve. Walter Veltroni,
pressato da più parti all'interno e all'esterno (ultimi inviti: quello di
Arturo Parisi su Repubblica di lunedì 16 e l'editoriale di Eugenio Scalfari
sullo stesso giornale, domenica 15) del Pd, lancia un ultimatum al governo. E
lo fa giocando "fuori casa": fa da ospite a una conferenza stampa
organizzata dalla fondazione [2] Fare Futuro, un "think tank"
culturale vicino al centrodestra. Il leader del Pd si dice ''molto sorpreso e
colpito dalla protervia con cui alcune cose vengono introdotte
surrettiziamente'', e critica il primo mese di azione del governo in
particolare per quanto riguarda ''il decreto su Rete4, le uscite della Lega
sull'Europa, le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel
decreto sicurezza''. L'uscita di Veltroni (dall'ombra) non è certo casuale:
dopo un primo mese di opposizione piuttosto cauta e possibilista nei confronti
delle iniziative del governo, dal decreto sicurezza ai rifiuti, il segretario
del Pd ha visto [3] le sue azioni all'interno del partito in netto ribasso.
Pressato dall'opposizione vigorosa, senza se e senza "ma anche" di Di
Pietro. Preoccupato dalle beghe interne del partito, tra la Fondazione [4]
Italianieuropei di D'Alema, l'editoriale di Famiglia Cristiana che ha mandato
in fibrillazione i cattolici e i malumori di Rosy Bindi, Veltroni ha deciso di
passare al contropiede. Un cambio di passo "ispirato" forse
dall'editoriale domenicale di Scalfari che invitava il Pd a "decidere che
non c'è più possibilità di dialogo sulle riforme con Berlusconi", definito
"Il re Sole". E oggi, sempre su [5] Repubblica è Arturo Parisi a
rincarare la dose. L'ex ministro della difesa parla di "dittatura dei
leader" e esorta Veltroni a "farsi riconoscere dagli elettori prima
che dal premier". Le prime reazioni del governo alle parole di Veltroni
sono del ministro per l'Attuazione del programma [6] Gianfranco Rotondi:
''Niente strappi, servono nervi saldi per mantenere il clima costruttivo per il
bene de Paese" dice il segretario della DcA."Capisco che Veltroni gli
strappi li ha in casa ed è un suo merito mantenere il Pd ancorato a una cultura
di governo. Questa scelta di coraggio prima o poi pagherà''.
( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 24 del 2008-06-16
pagina 0 Avellino, bloccato un carico di rifiuti radioattivi di Carmine
Spadafora Gli uomini di Bertolaso sventano il tentativo di smaltire materiali
pericolosi. E i carabinieri fermano due tir in arrivo dagli ospedali pugliesi.
50 indagati in un mese Avellino - Materiale radioattivo in un carico di
rifiuti. Il compattatore aveva appena varcato l'ingresso della discarica di
Savignano Irpino (Avellino), inaugurato appena tre giorni fa, quando, è
scattato l'allarme. La monnezza radioattiva è stata immediatamente isolata e
rispedita nel sito di trasferenza, per essere smaltita negli impianti adeguati
a questo tipo di rifiuti. Una volta identificati gli autori di questa
spedizione di rifiuti illegali, verranno denunciati alla magistratura. Il
carico pericoloso, contenente tracce del contaminante iodio 131, è stato
individuato "grazie alla capillare capacità di controllo di tutte le
componenti che operano nella discarica, forze dell'ordine, vigili del fuoco ed
esercito", fanno sapere dallo staff del sottosegretario all'emergenza,
Guido Bertolaso. Nel carico sono stati trovati rifiuti ospedalieri, sui quali è
stata riscontrata una "lieve anomalia radioattiva". Dall'entourage di
Bertolaso fanno notare che "è evidente che i rifiuti ospedalieri devono
essere smaltiti, come previsto dalla legge, attraverso una filiera
completamente diversa da quella prevista per i rifiuti solidi urbani" e
che "l'episodio di oggi conferma, dopo quelli dei giorni scorsi,
l'accuratezza dei controlli per garantire il totale rispetto delle norme per il
materiale che viene conferito nelle discariche". Curiosa la smentita del
direttore dell'impianto di Savignano, Liberato Imperato, che addirittura ha
negato l'esistenza di un carico radioattivo: "Non ci sono tracce di
radioattività nei rifiuti". Poco dopo Imperato è stato smentito da una
delle massime autorità nel campo dei rifiuti, il generale dell'esercito Franco
Giannini, ex vice di Gianni De Gennaro al Commissariato di Governo, oggi
responsabile del settore tecnico-operativo-impiantistico della struttura di
Bertolaso: "All'ingresso della discarica abbiamo posto dei controlli con
gli intensimetri, per tutelare al massimo i cittadini. Questa mattina, durante
un'ispezione, abbiamo rilevato in un carico con dei rifiuti ospedalieri dove
c'erano tracce radioattive di iodio 131". Il generale ha poi confermato
che il carico radioattivo è già stato "rimandato al sito di trasferenza di
Pantano d'Acerra, per consentire ai vigili del fuoco di effettuare ulteriori
controlli e per cercare di risalire al responsabile dello sversamento, per
denunciarlo alla magistratura". I rifiuti speciali sono di casa ad Avellino:
ieri, ancora una volta, i carabinieri di Montella
coordinati dal Comando provinciale irpino hanno intercettato e sequestrato due
tir carichi di quaranta quintali di rifiuti speciali, provenienti dalla Puglia.
Due uomini sono stati denunciati. In poco più di un mese, sono oltre cinquanta
gli indagati per trasporto di rifiuti speciali, bloccati dai carabinieri
avellinesi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 24 del 2008-06-16
pagina 0 Capezzone e il valzer da Pannella a Silvio di Giancarlo Perna A 28
anni era segretario dei Radicali. Deluso dall'abbraccio con Prodi, ora è
portavoce di Forza Italia: "Scommetto sul Pdl. Se va bene mi sposo".
E su Pannella: "Nel suo intimo sa di avere sbagliato tanto" Cortese
per natura, Daniele Capezzone è oggi ancora più premuroso. è tutto un cedermi
il passo, invitarmi a sedere, sorridere aggraziato. Elegante e ben curato da
anni, è addirittura da passerella oggi nell'abito blu. In meno di due mesi dal
suo ingresso nel Pdl, l'ex segretario radicale è già il berlusconiano tipo:
glamorous & fashionable. "Sono lietissimo di vederti", dice
mentre accosta la porta della sua stanza al Velino, l'agenzia di stampa di cui
è da sei mesi socio e direttore. "Spero tu non perda la letizia nel corso
dell'intervista, furbacchione. Sei appena entrato e già sei portavoce di Fi.
Mandrake?", chiedo. "Ringrazio Berlusconi che mi ha dato
un'opportunità che mi lusinga", dice Daniele e si assesta gli occhialini
che dilatano i suoi occhioni blu. "Perché ha scelto te che fino a qualche
mese fa eri con i radicali, stretti alleati di Prodi?". "Io sono una
bestia strana. Sono un politico che si dimette. Ho lasciato Pr e presidenza
della Commissione Attività produttive quando Prodi era bene in sella. Non ho
guardato alla convenienza. Ho mollato, punto. Alle ultime elezioni non mi sono
neanche candidato", e mi guarda come se dovessi appiccicargli seduta
stante una medaglia. "Che c'entra questo con la nomina?". "Credo
che proprio questo abbia colpito il presidente. Da parte sua è stato un atto
notevole scegliere come portavoce del partito un outsider totale".
"Come ogni pupillo di Marco Pannella hai finito per litigarci. è un
Saturno che mangia i figli?". "Logoro cliché che non gli rende
giustizia. La verità è che ha commesso un drammatico errore che si chiama
Prodi-Visco. Il Pr, che aveva portato in Italia il liberismo, vota per le tasse
di Visco. Un suicidio", dice triste e reclina la testa come un fiore
appassito. Ha capelli scuri graziosamente pettinati con un ciuffetto.
"Perché hai rotto con Pannella ed Emma Bonino?". "Le asprezze
personali contano poco. è stato un dissenso politico. Da segretario pr mi sono
battuto anni per la riduzione di tasse e spese. Loro, invece, hanno sostenuto
con la prima Finanziaria di Prodi l'aumento delle tasse, con la seconda
l'aumento delle spese. E io ho fatto fagotto". "Una volta radicali,
sempre radicali?". "Oggi, i radicali sono allo sbando. Politicamente,
se la intendono con Folena e altri avanzi comunisti e verdi. Elettoralmente,
alle Comunali di Roma hanno preso lo 0,6, meno della lista “Under
( da "Dagospia.com" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
I? Marco Travaglio
per "l'Unità" © Foto U.Pizzi"> Marco Travaglio © Foto U.Pizzi
L'altro giorno, fingendo di avanzare un'"ipotesi di dottrina",
Giovanni Sartori ha messo in guardia sulla Stampa dai "dittatori
democratici" e ha spiegato: "Con Berlusconi il nostro resta un
assetto costituzionale in ordine, la Carta della Prima Repubblica non è stata
abolita. Perché non c'è più bisogno di rifarla: la si può svuotare dall'interno".
"Si impacchetta la Corte costituzionale, si paralizza la magistratura. si
può lasciare tutto intatto, tutto il meccanismo di pesi e contrappesi. E di
fatto impossessarsene, occuparne ogni spazio. Alla fine rimane un potere 'transitivo'
che traversa tutto il sistema politico e comanda da solo". Non poteva
ancora sapere quel che sarebbe accaduto l'indomani: il governo non solo
paralizza la magistratura, ma imbavaglia anche l'informazione abolendo quella
giudiziaria. E, per chi non avesse ancora capito che si sta instaurando un
regime, sguinzaglia pure l'esercito per le strade. Nei giorni scorsi abbiamo
illustrato i danni che il ddl Berlusconi-Ghedini-Alfano
sulle intercettazioni provocherà sulle indagini e i processi. Ora è il caso di
occuparci di noi giornalisti e di voi cittadini, cioè dell'informazione. Che ne
esce a pezzi, fino a scomparire, per quanto riguarda le inchieste della
magistratura. Il tutto nel silenzio spensierato e irresponsabile delle vestali
del liberalismo e del garantismo un tanto al chilo. Che, anzi, non di
rado plaudono alle nuove norme liberticide. Non si potrà più raccontare nulla,
ma proprio nulla, fino all'inizio dei processi. Cioè per anni e anni. Nemmeno
le notizie "non più coperte da segreto", perché anche su quelle cala
un tombale "divieto di pubblicazione" che riguarda non soltanto gli
atti e le intercettazioni, ma anche il loro "contenuto". Non si potrà
più riportarli né testualmente né "per riassunto". Nemmeno se non
sono più segreti perché notificati agli indagati e ai loro avvocati. Niente di
niente. L'inchiesta sulla premiata macelleria Santa Rita, con la nuova legge,
non si sarebbe mai potuta fare. Ma, anche se per assurdo si fosse fatta lo
stesso, i giornali avrebbero dovuto limitarsi a comunicare che erano stati
arrestati dei manager e dei medici: senza poter spiegare il perché, con quali
accuse, con quali prove. Anche l'Italia, come i regimi totalitari sudamericani,
conoscerà il fenomeno dei desaparecidos: la gente finirà in galera, ma non si
saprà il perché. Così, se le accuse sono vere, le vittime non ne sapranno nulla
(i famigliari dei pazienti uccisi nella clinica milanese, che stanno preparando
una class action contro i medici assassini, sarebbero ignari di tutto e lo
resterebbero fino all'apertura del processo, campa cavallo). Se le accuse
invece sono false (come nel caso di Rignano Flaminio, smontato dalla libera
stampa), l'opinione pubblica non potrà più sapere che qualcuno è stato
ingiustamente arrestato, né come si difende: insomma verrà meno il controllo
democratico dei cittadini sulla Giustizia amministrata in nome del popolo
italiano. Chi scrive qualcosa è punito con l'arresto da
( da "Corriere.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Lotta tecnologica
alle insidie del web: in 6 anni 200 arresti e più di 4 mila denunce Pedofilia online,
a rischio l'80% dei minori I dati della polizia postale: in pochi navigano con
la supervisione di un genitore. Contatti pericolosi per 1 su 10 Polizia postale
in prima linea nella lotta alla pedopornografia via web (Contrasto) MILANO - Il
91% dei minori naviga in Rete. E il 27% di loro utilizza le chat, mentre quasi
l'80% di essi affronta il mondo di Internet senza la supervisione di un
genitore. Non solo : più di un ragazzo su dieci dichiara di avere avuto
contatti "pericolosi" sul web ma nel 75% dei casi dell'episodio non
se ne è poi parlato con i propri genitori, per vergogna o per la convinzione
che tanto "loro non capirebbero". E ancora: più della metà dei minori
italiani tramite il web ha accesso al mondo della pornografia. I NUMERI - I
dati sono quelli raccolti dalla Polizia postale e delle comunicazioni e sono
stati presentati in occasione della Settimana nazionale della sicurezza in
rete, promossa dall'Unione nazionale consumatori con il patrocinio del
ministero dello Sviluppo economico e con la collaborazione di diversi soggetti
impegnati nel mondo della comunicazione, dell'informatica e della scuola.
Quello della pedopornografia attraverso la Rete è uno dei fronti su cui gli
agenti della Polizia postale sono maggiormente impegnati. Una lotta, la loro,
che viene portata avanti con nuovi e sofisticati strumenti di indagine e che si
avvale di tecnologie informatiche all'avanguardia. CACCIA AI WEB-PEDOFILI - Uno
degli strumenti che, da questo punto di vista, si sono rivelati più funzionali
è il Cets, acronimo che sta per Child exploitation tracking system, un sistema
di tracciamento contro la pedopornografia che consente ai cyberpoliziotti di
pizzicare nei meandri del web individui e siti sospetti. L'adozione di questa
piattaforma è il frutto di una partnership tra la polizia di Stato e Microsoft
Italia e mette gli investigatori italiani all'avanguardia in questo genere di
operazioni. Sono infatti stati i primi ad esserne dotati in Europa e i terzi a
livello mondiale (il Cets è stato inizialmente sviluppato da Microsoft in
collaborazione con la polizia canadese e poi reso operativo anche in
Indonesia). Il sistema è sostanzialmente in grado di
intercettare i tentativi di adescamento e di diffusione di materiale
pedopornografico, consentendo alla polizia di mettersi velocemente sulle tracce
dei pedofili. GLI ARRESTI E LE DENUNCE - L'individuazione dei pedofili della
rete ha permesso dal 2002 ad oggi di effettuare 201 arresti, di avanzare 4.007
denunce a piede libero, di effettuare 3.949 perquisizioni e di monitorare quasi
280 mila siti Internet. Tra questi, 177 sono stati fatti chiudere in Italia e
quasi 11 mila sono stati segnalati ad organismi stranieri. I server che
ospitano il materiale pedopornografico o che gestiscono le comunicazioni tra
pedofili sono infatti spesso ubicati al di fuori del territorio nazionale. E
sono state almeno 60 le operazioni di rilievo internazionale condotte dalla
polizia postale italiana in collaborazione con gli omologhi di altri Paesi.
"Le modalità italiane di lotta alla criminalità pedopornografica in
Internet - spiega Domenico Vulpiani, direttore del servizio di Polizia postale
e delle comunicazioni - sono un modello di sicurezza partecipata e di
integrazione di risorse tra pubblico e privato tra i più avanzati che siano
stati realizzati negli ultimi tempi". PREVENZIONE NELLE SCUOLE - Ma non
c'è soltanto l'azione repressiva. Fondamentale per la lotta alla
pedopornografia è anche e soprattutto la prevenzione. Insegnare ai giovani i
criteri di una corretta navigazione è la migliore arma di difesa dalle insidie
del web e anche per questo la Settimana della sicurezza ha affrontato,
attraverso la diffusione di documenti e di videoblog, tutti gli aspetti della
questione. Il materiale è tuttora disponibile sul sito sicurezza7x24. Microsfot
Italia ha tra l'altro dato vita al progetto Sicuramente Web, un portale
Internet e un contenitore di iniziative finalizzate a sensibilizzare e
promuovere i temi della navigazione sicura per i minori in un momento in cui la
Rete diventa sempre più anche a portata di bambino. Circa 50 mila ragazzi e
diverse migliaia di insegnanti sono stati coinvolti nei programmi "Il web
per amico" e "La scuola ricomincia navigando" (che ha visto i
ragazzi impegnati nella creazione di videoclip in stile "pubblicità
progresso", per mettere in guardia dai pericoli che arrivano dagli
sconosciuti agganciati via chat) e 500 mila famiglie hanno avuto l'opuscolo
"Internet sicuro" realizzato in collaborazione con Walt Disney, dove
i cattivi sono, manco a dirlo, quelli della Banda Bassotti, questa volta in
versione spammer. Alessandro Sala stampa |.
( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Intercettazioni, stampa
europea: informazione negata, no al ddl No unanime dei giornalisti europei,
riuniti a Berlino, al ddl del governo italiano sulle intercettazioni. La
delegazione italiana è formata dal presidente, segretario e direttore Fnsi,
Roberto Natale, Franco Siddi e Giancarlo Tartaglia. "L'assemblea annuale della
Federazione europea dei giornalisti, riunita a Berlino dal 13 al 20 giugno
2008, condanna il progetto di legge del governo italiano che, con la scusa
della privacy, vuole stabile sanzioni penali - fino a tre anni di carcere - per
i giornalisti che pubblichino informazioni o citino notizie di inchieste
giudiziarie. È il caso soprattutto delle intercettazioni telefoniche disposte dalla
magistratura.", dice il testo del documento approvato. Il progetto di
legge, "è un'iniziativa che mette il bavaglio ai giornalisti e impedisce
ai cittadini di essere informati su temi d'interesse pubblico compresi nelle
inchieste giudiziaria.Questo modo di procedere - prosegue il documento diffuso
da Berlino - è contrario ai principi universali dei diritti dei media e della
loro funzione nelle democrazie moderne. I giornalisti, infatti, non devono
nascondere le informazioni d'interesse generale, sia originate da fonti libere
sia da fonti confidenziali, che essi hanno il dovere di proteggere". E
inoltre: "Il progetto di legge del governo italiano è contrario alle
convenzioni internazionali e alla giurisprudenza della Corte europea dei
diritti dell'uomo. L'assemblea annuale della Fej sostiene il sindacato dei suoi
colleghi italiani, la Fnsi, nel suo contrasto, nella sua opposizione contro il
disegno di legge e fa appello al Parlamento italiano a non approvarlo o a
modificarlo profondamente. La Federazione europea dei giornalisti mette sotto
osservazione la vicenda e condurrà in ogni sede d'interesse europeo
un'iniziativa sociale e etica per la libertà e la qualità del lavoro dei
giornalisti. Venti illiberali per tentare di condizionare l'informazione soffiano
qua e là in Europa e quello italiano è un caso d'osservazione e mobilitazione
professionale e civile". Delle intercettazioni probabilmente in Italia si
è abusato e perciò era necessario intervenire". Lo ha detto, rispondendo
ai giornalisti, Enzo Cheli, presidente del Consiglio superiore delle
comunicazioni, a margine del convegno 'Incontro con l'ingegneria delle
telecomunicazionì in corso all'Università di Firenze."Si tratta di dosare
la natura dell'intervento - ha continuato Cheli - che suscita oggi su alcuni
punti delle perplessità. È un problema da approfondire nella sede politica
appropriata che è il Parlamento". 16 giugno 2008.
( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
N. 24 del 2008-06-16
pagina 0 Via all'emendamento blocca processi Veltroni minaccia: "Dialogo a
rischio" di Redazione La maggioranza presenta l'emendamento sulla
giustizia, il Pdl: "Priorità ai processi per i reati più gravi". Il
leader del Pd: "Gli strappi strappano anche il dialogo". Poi dà
l'ultimatum: "Se il comportamento rimane quello delle ultime settimane il
clima della legislatura cambierà" Roma - Veltroni esce dall'ombra. E batte
un colpo contro il governo lanciando un ultimatum al governo sul dialogo tra
maggioranza e opposizione. Per il segretario del Pd l'esecutivo Berlusconi ha
accumulato, durante questo mese, una "sequenza eccessiva e inaccettabile
di strappi" citando i casi di Rete4, il reato di immigrazione clandestina,
i militari nelle città, le intercettazioni, l'introduzione
del cosiddetto "lodo Schifani" nel decreto sicurezza e quindi l'attacco
all'Europa fatto dal ministro Roberto Calderoli. Una serie di episodi che,
sottolinea con fermezza Veltroni, potrebbero segnare la fine del dialogo in
questa legislatura. "Gli strappi strappano anche il dialogo"
dice il leader del Pd parlando ad un convegno di Farefuturo. Clima che cambia
"In questi giorni si decide il futuro di questa legislatura: se il
comportamento rimane come quello delle ultime settimane il clima non potrà che
cambiare". Lo ha detto il leader del Pd sottolineando che venerdì all'assemblea
costituente tirerà le fila il comportamento del governo. Veltroni si è detto
"molto sorpreso e colpito dalla protervia con cui alcune cose vengono
introdotte surrettiziamente" criticando decisamente il primo mese di
azione del governo in particolare per quanto riguarda "il decreto su
Retequattro, le uscite della Lega sull'Europa, le intercettazioni e
l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza". Quello
di Veltroni è il primo vero attacco frontale alla maggioranza: "La cosa
peggiore - sottolinea ancora - per chi vince le elezioni è pensare di avere in
mano il Paese". Questo è l'atteggiamento che, secondo il segretario del
Pd, sta tenendo il governo in questo primo mese e che gli fa dire: "Di
fronte ai problemi del paese pensavo che sarebbe stato giusto avere un clima di
dialogo, ma se non ce ne sono le condizioni, ne trarremo le conseguenze".
"Europee, sbarramento ma al 3%" "La soglia di sbarramento al 5%
è inaccettabile, se è del 3% consente la partecipazione di tutti senza frammentazione,
allora si può trovare una convergenza, come sulla riorganizzazione delle
circoscrizioni su cui mi pare anche l'Udc sia d'accordo". Veltroni parla
anche della possibile modifica alla legge elettorale per le europee,
confermando che il Pd è contrario ad uno sbarramento al 5%, "su questo -
aggiunge - non c'è possibilità di un'intesa". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Dagospia.com" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
"NON MI
AMMAZZO, MA QUI MI MUOIO" ? BETULLA VA A TROVARE VITTORIO CECCHI GORI IN
CARCERE E TROVA UN UOMO DISTRUTTO: "NON MI È VENUTO A TROVARE NESSUNO. LA
PARTE NERA DELL'ITALIA VUOLE UCCIDERMI"? Renato Farina per
"Libero" Vittorio Cecchi Gori Vittorio Cecchi Gori è sdraiato, come
morto, dietro le sbarre della cella numero 12 nella sezione numero 7 di Regina
Coeli. Sul tavolino della cella ci sono biscotti sbocconcellati, scatole di
cracker, un tubetto aperto di dentifricio Pasta del Capitano. È morto ma
veglia. C'è chiasso di ferro e voci rintronanti nel corridoio, come in tutte le
carceri. Sente però qualcuno che dice piano il suo nome, apre gli occhi e sono
vispi, azzurro-verdi. "Direttore", dice balzando su. "Anzi
onorevole. Conoscevo tutti i deputati e i senatori, sono stato uno di loro: non
è venuto nessuno in questi dieci giorni, ma che gli ho fatto? Non ho niente
contro di loro, non è la politica a volermi morto. Sono altri, altri...".
Sorride e insieme allaga le sue grandi pupille di lacrime. Ha una Lacoste azzurra,
sulla manica lunga giace una macchia rossa di sugo o di vino: la cosa più
feroce è il povero coccodrillo sciupato della maglietta. Si avvicina alle
sbarre color ruggine. "È una follia, è tutta una follia. Quello che mi
capita è degno del Paraguay". Ora abbassa la voce per non farsi sentire da
nessuno, nemmeno dal direttore della prigione impassibile e baffuto. Mette
nelle mie le sue mani, curate, da bambino o da donna, con le unghie lunghe ma
pulite. Mi parlerà un'ora. Io dirò le solite parole di queste circostanze:
coraggio, finirà presto, tanti le vogliono bene, le devo salutare qualcuno, mi
ha parlato bene di lei tizio e caio. Mi scopro a dargli qualche volta del tu.
Si dà sempre del tu a chi ha perso l'invisibile corazza della libertà, così
misconosciuta quando c'è. Dice: "Non so perché mi trovo qui. Non lo so
nemmeno dopo che ho parlato con il giudice. Ho cercato di pagare i debiti, non
ingannavo nessuno". Come sta? È vero che ha domandato l'eutanasia?
"No, non ho mai avuto istinti suicidi. Ma qui può accadermi qualcosa. La
stessa parte nera dell'Italia, quella mafiosa e criminale che mi ha portato
qui, vuole la mia morte, farmi sparire, annullarmi. Ucc... Quella è gente
cattiva, non dico di più. Per questo sono stato io a chiedere di essere
sorvegliato a vista... ". Lancia un'occhiata dietro le mie spalle, dove
c'è la guardia penitenziaria , seduta a un tavolino da Libro cuore più piccolo
di un banco delle elementari, e dietro spunta un ragazzotto dalla testa rasata
e dalla camicia celeste. © Foto U.Pizzi"> Cli mancherà la sua
Valeriona? © Foto U.Pizzi GUARDATO A VISTA Gli dico: qualcuno la vuole
ammazzare, teme questo? Qualcosa come il caffè nero al cianuro preparato per
Sindona? "Questo... Qui la direzione e le guardie carcerarie mi vogliono
bene, nulla da dire, sono assistito e guardato. Ma sa... Io non voglio morire,
ma temo di ritrovarmi morto per lo spavento, per la tensione, che subentri la
depressione e ceda qualcosa in me. L'angoscia e l'ansia mi assaltano di notte,
ma poi passano. E il mattino arrivano le mazzate, come in Paraguay. Lo sa che
da quando sono arrivato qui, martedì 3 giugno, mi sono arrivate diverse
richieste di trasferimento in carcere per altri reati. Tutto si abbatte su chi
è già messo in ginocchio. Stavo da due giorni in cella, e arriva una richiesta
da Catania. Mi accusano di aver comprato dei voti che neanche mi sono serviti
per rieleggermi nel 2001. Dicono che i quattro milioni che avrei dato a un
prete di parrocchia erano per uno scambio sporco di consensi. Un pentito ha
alzato la cifra, mi tira dentro storie assurde. Io sono colpito da questa
Italia della malavita e della mafia. Non dalla politica, né di destra né di
sinistra: non ci sono complotti ma ragioni di bottega, di soldi che mi dovevano
e mi hanno rubato, migliaia di miliardi. Non c'è una parte politica che mi odi
o mi perseguiti. Del resto ho avuto guai in qualunque stagione politica: fosse
ulivista o berlusconiana. Ci capisco pure di politica. Sono stato io a
prefigurare l'alleanza tra Lega e i siciliani autonomisti di Lombardo anni fa.
Per senso di responsabilità nel 1994, quando ero senatore dei Popolari, feci
mancare il mio voto contrario che avrebbe fatto cadere Berlusconi. A lui ho
chiesto per lettera, quattro mesi fa, di candidarmi senatore, ma Silvio non mi
ha risposto. Capisco i motivi, venivo da sinistra, lui però male non me ne ha
fatto mai. Fini poi mi vuol bene. Lui era appena diventato papà e gli ho
chiesto se potevo sperare anch'io di averne un altro. Lui mi rispose: "Si
rinasce, e porta pure bene"". © Foto U.Pizzi"> Con l'amico
Bertinotti © Foto U.Pizzi NESSUN RANCORE Porta rancori? "Ai politici no, e
perché mai. Nessuno è venuto a trovarmi, a differenza di quando capitò ad
altri, è vero. Ma questa è una lezione di vita. Il nemico non sono loro e
neanche la magistratura, ma questa Italia oscura che mi ha spogliato, mi ha
tolto la Fiorentina e la mia televisione. Mi devono dei soldi, chi li ha visti?
Parlo di un certo giro di Telecom... Avevo ragione o no quando denunciavo il
lato tenebroso di Telecom? Lo dissi proprio a lei, cinque anni fa. E lo
scrisse. Poi sono saltati fuori quei guasti, quei dossier... Le intercettazioni sono state inventate dalla parte verminosa di
Telecom, non dalla magistratura. Insistono ad annichilirmi, non gli basta
quanto mi hanno inflitto. Quando mi hanno arrestato con questa accusa fasulla
di bancarotta, stavo per andare al concordato. Volevano da me però che
rinunciassi alle mie cause di rimborso per la Fiorentina e la televisione che
m'hanno rubato. Io mai. Piuttosto crepo qui, io alla mia dignità non ci
rinuncio. So che se mi tirerebbero fuori, se accettassi compromessi umilianti.
Ma non lo faccio. È per questa mia natura un po' ingenua ma fatta di principi
che sono qui. A me basta che mi fanno fare dei film, che male gli fo? Ma per
favore aiutatemi a uscire, non ce la faccio, muoio qui dentro innocente. È
interesse generale che io esca. Perché l'interesse generale coin. IL FIGLIO E
L'ARRESTO Com'è stato il momento dell'arresto? È stato violento? Ha visto
qualcuno nel frattempo? domando. Cecchi Gori si ricorda qualcosa, ha un lampo
felice e si arrossa: "Mi saluti Feltri, mi vuol bene Feltri vero?".
Poi la faccia torna color arancione, come le inferriate, i capelli ocra come i
mobili di materiale ignifugo, o viceversa. Doveva essere abbronzato due
settimane fa. "Quando sono venuti, alle tre di pomeriggio, in ufficio, ho
chiesto di vedere mio figlio Mario, prima che mi portassero via. Ha 16 anni,
certe cose restano impresse per sempre: un padre trascinato in galera... Me lo
hanno concesso e sono grato ai finanzieri. L'ho chiamato e gli ho detto:
"Mario (si chiama Mario come mio padre), ora mi mettono in prigione. Ma
sappi che il tuo babbo non ha fatto nulla di male, nulla di cui vergognarti,
conserverò sempre la mia dignità di uomo". Sto cercando di avere il
permesso di chiamarlo al telefono. Sentirmi rivivere in lui. Ma non ci riesco,
la burocrazia è complicata: una volta mi hanno fatto chiamare un numero
sbagliato. Non ho nessuno, sono solo. Capisco come ho sbagliato a non mettere su
una famiglia buona e stabile". L'unico nome di donna che fa è: la Marini.
"Mi ha difeso, sempre. Pensi che hanno ritirato fuori la storia di una sua
denuncia contro di me, roba di anni fa. Mi stanno trattando come Al Capone. Ma
la Marini è brava". Non dice mai Valeria, ma "la Marini". Tranne
in un caso. "La persona più vicina è il mio cane, ho in mente il mio cane.
Sono preoccupato per lui. Prende solo cibo da me. Dev'essere in un angolo del
mio appartamento a Palazzo Borghese. Ho chiesto che andasse Valeria a dargli da
mangiare, da lei lo accetta, per cinque anni ha convissuto con noi. È un Jack
Russell terrier, si chiama Amore". © Foto U.Pizzi"> Vittorio con
il figlio Mario allo stadio Olimpico © Foto U.Pizzi UN UOMO IN PANTOFOLE Cecchi
Gori ha pantofole aperte Nike, un paio di calzoni blu da tuta, e c'è un libro
aperto sul letto. Si chiama "Segreti", e raccoglie una serie di
consigli asiatici e mistici per sopportare le pene. "Vede: io non ho più i
miei genitori, fratelli o sorelle, e i miei figli sono lontani. Amici? Credevo
di averli... E ora se non mi ammazzano, muoio io. Non voglio l'eutanasia, non
c'è bisogno; io mi muoio". Contorce la corona del rosario e se la preme
per lasciare un segno sulla gola, "me lo ha mandato il cappellano, prima
avevo al collo una catena d'oro che mi aveva regalato la Marini", e le sue
mani sono diafane, da principe. In quel momento è disperato, poi si rianima. Il
cinema. "Ho pensato di fare un film, qui dentro. Non la solita trama
triste del detenuto in attesa di giudizio, ma una commedia all'italiana.
Dovrebbe dirigerlo Virzì. Cinque o sei storie che si intrecciano: due o tre
detenuti, la guardia, il direttore, il cappellano, l'avvocato, il magistrato.
Fare un film per me è come innamorarsi, cambiano i colori delle cose. Io, sa,
sui film sono bravo. Fatemi uscire, farò solo film. Invece sono dimenticato da
tutto il mio mondo". Lo rimprovero: molti registi hanno parlato bene di
lei. Zeffirelli ad esempio. Lui: "È morto Dino Risi. C'è stato uno, uno,
che abbia ricordato che il suo produttore era Cecchi Gori? Eppure mi conoscono
in tutto il mondo, il mio nome è un patrimonio di questo Paese, alla Casa
Bianca sono stato ospite a cena, ho vinto tre Oscar. E ora sono seppellito,
perché poi? Ho 66 anni, trascinato qui, non hanno voluto nemmeno concedermi i
domiciliari che alla mia età si danno a tutti, e per un reato non commesso e
che non esige l'arresto. Ero pronto a pagare ogni debito, tutto pur di
preservare una piccola cellula di società cinematografica sana per lasciarla a
mio figlio. Lui ricomincerà, e ce la faremo". La Madonnina della prima
rotonda (il carcere è dedicato a Regina Coeli) è inquadrata come una detenuta
da luci tipo Las Vegas deve pensare quello che penso io: processate Cecchi
Gori, ma tiratelo fuori di qui. Fuori non troverà amici, ma almeno un cane di
nome Amore, come nei film. Dagospia 16 Giugno 2008.
( da "Repubblica.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
ROMA - Nuova
tragedia sulle rotte degli immigrati diretti in Italia. Almeno 40 di loro sono
affogati e altri cento sono dispersi dopo che il barcone su cui viaggiavano,
partito dalla Libia e diretto in Italia, si è capovolto in mare. Lo ha reso un
funzionario egiziano. L'imbarcazione è affondata il 7 giugno, poco dopo aver
mollato gli ormeggi al largo di Zuwarah, vicino al confine con la Tunisia. A
bordo c'erano 150 persone: soltanto uno di loro è stato tratto in salvo. Le
autorità libiche sono riuscite finora a recuperare 21 cadaveri. Secondo un
portavoce, il ministero dell'Interno del Cairo è stato informato della tragedia
il 13 giugno, perché Tripoli riteneva che a bordo del barcone vi fossero 12
egiziani. Le condizioni dei corpi non hanno reso possibile alcun
riconoscimento. Intanto risultano ufficialmente "dispersi" sei
migranti scomparsi nella acque davanti a Malta: le speranze di trovarli in vita
sono quasi nulle. Le ricerche sono riprese all'alba. Mancano all'appello anche
dei bambini. I superstiti che si sono salvati aggrappandosi alle gabbie dei
tonni sono stati accompagnati nei centri di raccolta a Malta. LE FOTO Ma
l'ondata di sbarchi non si arresta. Neppure le cattive condizioni del mare
spengono la speranza di una nuova vita sul versante europeo del Mediterraneo.
Stamane, al largo dell'isola di Lampedusa sono stati soccorsi altri due gommoni
con a bordo 90 migranti. Il primo ne trasportava 46, tutti uomini e adulti: è stato intercettato a circa
( da "Stampa, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
Agazze morte di overdose
la cui ombra bastava a sfasciare reputazioni e correnti, leader di partito
pedinati e fotografati, giornalisti sotto osservazione, conti correnti esteri
tenuti sotto controllo. E un potere immenso e oscuro nelle mani di coloro che
questi dossier accumulavano o conoscevano. Pensano davvero i politici che sia
meglio tornare a quel mondo, a una Repubblica fondata sui ricatti? Perché
questo è il vero rischio delle nuove norme sulle intercettazioni: riaprono la
strada alla pratica deformante dei dossier e delle pressioni oscure. Senza
essere davvero efficaci nemmeno nella difesa della privacy. A queste
conclusioni si può arrivare con estrema facilità guardando le misure in
discussione. La regolamentazione delle intercettazioni ruota intorno a due
elementi: il primo ha a che fare con la riduzione del numero dei reati per cui
è utilizzabile l'"ascolto"; il secondo ha invece a che fare con il
divieto di pubblicizzazione del materiale raccolto durante le intercettazioni.
Non sfugge a nessuno - ed è infatti già stato fatto notare da molti - che la
vera scure si abbatte su questa seconda parte. Chi si fa fonte (giudice o
avvocato che sia) e chi pubblica qualunque notizia, da qualsiasi fonte
provenga, è punibile con il carcere. Misure così drastiche esprimono un bisogno
vero della democrazia: far sì che il meccanismo politico non venga più
alterato, manovrato, agito dalla Giustizia. Ma davvero la non pubblicazione può
garantire questa non ingerenza o non ne crea, forse, un'altra ben peggiore? Qui
è l'illusione. Anche se il numero delle intercettazioni verrà ridotto, ce ne
saranno comunque a sufficienza in corso su casi molto rilevanti. Cosa succederà
a queste registrazioni mentre procede, a volte per anni, il lavoro degli
investigatori? Fra il momento in cui la loro pila comincia a salire e quello in
cui si deciderà di distruggerle, riposeranno in pace a prendere polvere?
Secondo le norme, andranno in un archivio la cui responsabilità sarà in mano a
una sola persona e il cui accesso sarà molto ristretto e tracciabile. Ma anche
così esse passeranno nelle mani di un certo numero di autorità, un certo numero
di sbobinatori, un certo numero di membri delle forze dell'ordine. Ipotizziamo
che abbiano accesso a queste fonti solo una decina di persone per ogni processo
e immaginiamo che i processi in corso siano un centinaio (a essere cauti): si
formerebbe un gruppo di "introdotti" alle cose segrete della
Repubblica di almeno mille persone. Saranno tutti etici, tutti disinteressati,
tutti neutri, tutti dediti alla difesa della democrazia, dunque tutti muti,
questi mille? Quali che siano le nostre vedute politiche, la risposta è un no.
È infatti impossibile che mille persone siano tutte obbedienti allo spirito e
alla pratica della legge, disinteressate al punto da mettere le regole prima di
ogni senso personale di utilità. Cosa ci racconta oggi il caso Telecom delle
intercettazioni illegali attraverso strumenti legali? È dunque quasi fatale
pensare che le cassette di quei cento teorici processi avvieranno la
costruzione di altri dossier, magari a futura memoria: o per distruggerli, o
per venderli, o per tenerli in caldo. Saranno usate contro i più potenti del
Paese: del crimine, degli affari, della politica o dello Stato. Certo, avranno
la consolazione di non leggersi sulla prima pagina dei quotidiani, ma forse
rimpiangeranno quelle paginate di panni sporchi esposti al pubblico a fronte di
veri e propri ricatti. Va aggiunto un avvertimento. Il mondo in cui queste idee
vengono elaborate sembra non aver consapevolezza di come oggi funzionino i
media: si può fermare infatti un sistema "nazionale", ingabbiato e
fisso in una serie di organizzazioni, quotidiani, settimanali, televisioni. Ma
il mondo dell'informazione è ormai meticcio e globale: i grandi quotidiani e
network non sono più i soli a guidare l'informazione, né i media sono più solo
limitati dentro i confini nazionali. Il web, con blog, messaggi, email e siti
dedicati, è oggi spesso il motore di diffusione più rapido di notizie, nonché
il modo per aggirare molti blocchi. Penso alla Cina, che non riesce a tener
chiuse le notizie sul Tibet prima e sul terremoto poi; penso allo scandalo di
Monica nell'Ufficio Ovale di Clinton, svelato da un sito scandalistico del web.
L'Italia potrebbe fermare la pubblicazione di
intercettazioni? Basterebbe scriverne una su un web francese, e poi riprendere
la notizia in Italia in uno scambio di commenti fra blogger. e la legge sarebbe
gabbata. Spesso dimentichiamo, in tutte le discussioni che facciamo, che le
intercettazioni non nascono solo come un più efficace strumento di lavoro.
Ma anche come una sorta di "democratizzazione" dell'investigazione.
La moltiplicazione delle orecchie ha costituito la rottura di un controllo
elitario delle indagini. E sappiamo bene che più le indagini sono ristrette, più
facile è "manipolarle", affossarle, ritirarle, o tenerle buone per il
futuro. La pubblicazione e l'uso delle intercettazioni sono certamente sfuggiti
di mano; certamente i giudici hanno spesso, attraverso questo mezzo,
influenzato il corso della politica. Ma la strada che si sta prendendo ora è
inutile, oltre che pericolosa. Invece, ci sono molti buoni modi per difendere
la reputazione di chiunque. Io ne conosco uno e penso sia il migliore: avere
una classe dirigente che non abbia mai giocato con nessun fuoco.
( da "Dagospia.com" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
RETTIFICA CARDUCCI:
NON VADO CON TABACCI - ALLA CNIPA ECCELLENTI RISULTATI E BRUNETTA HA FATTO BENE
? PIOVE, ALLA FACCIA DELLA DESERTIFICAZIONE ? TRAVAGLINI E MASTELLARINI? Riceviamo
e pubblichiamo: © Foto U.Pizzi"> Francesco Carducci Artenisio © Foto
U.Pizzi Lettera 1 Caro Dago, volevo precisarti che la notizia apparsa su
"Italia oggi" e riportata in data odierna da Dagospia in merito ad un
mio presunto passaggio nelle file dell'On. B. Tabacci, è priva di ogni
fondamento. Francesco Carducci Artenisio Lettera 2 Su Dagospia di oggi 16
giugno leggo la seguente notizia: CHE COSA ASPETTA BRUNETTA A METTERE IN RETE
LO STIPENDIO DEL SUO BIG STAFF? Perché ad esempio nell'elenco di 587 pagine
dedicato ai consulenti dei vari dicasteri, le prime 17 sono dedicate ai
consulenti del Cnipa, l'Ente che deve informatizzare la Pubblica
Amministrazione e fino a poco tempo fa era guidato dal professore di sinistra
Livio Zoffoli? Non sono professore, non sono di sinistra. Ho guidato il Cnipa
ottenendo risultati eccellenti, come è stato riconosciuto da tutti, mercato e
pubblica amministrazione, riuscendo a realizzare infrastrutture innovative come
il Sistema pubblico di connettività che hanno prodotto risparmi enormi per il
settore pubblico. Il fatto che Brunetta abbia pubblicato lo stipendio dei
dipendenti e collaboratori del Cnipa è giusto. Bisognerebbe però spiegare ai
non addetti ai lavori che solo con personale dirigente e impiegatizio molto qualificato
(e questo è il caso del Cnipa) è possibile raggiungere risultati di rilievo.
Bisogna saper motivare con progetti importanti i propri collaboratori e questo
è quello che ho sempre cercato di fare. I risultati mi hanno dato ragione.
Livio Zoffoli Lettera 3 VELTRONICA? AMAVI SOL LA MUSICA SINFONICA.. PER
"DIALOGARE" PRONTO A FARTI MONACA.. FINCHE' CALO' UN BAVAGLIO ANCHE'
PER TE ! VELTRONICA, SERENAMENTE STAVI IN VIA CANONICA PACATAMENTE ERI QUASI
COMICA E INTANTO NOI VOTAVAMO TE ! TI RICORDO ANCORA COME UN PRIMO AMORE:
LACRIME E ROSSORE FINGESTI PER ME. TI VENNI A VOTARE SENZA DOMANDARE QUELLO CHE
VOLEVI DA ME , OH! (CORO): IN PÉ! IN PÉ! IN PÉ! IN PÉ! VELTRONICA ! DA GIOVANE
PER NOI ERI L'AMERICA : IL NOSTRO OBAMA? PER UNA CIFRA MODICA TU CHE DICEVI A
TUTTI : YES WEEK AND ! Mimmo Lombezzi Lettera 4 Caro Dago, ho letto con
interesse l'intervista con Piergiorgio Odifreddi. Non ho capito esattamente che
mestiere fa: matematico, filosofo, forse teologo, politico, professore
universitario......comunque una cosa mi è chiara: nonostante tutte le cazzate
che dice guadagna molto bene: un dato da non sottovalutare. Per fortuna resta
la certezza che di tutto quello che scrive e che dice negli annali rimarrà ben
poco: mesta fine per uno che sembra bramare all'immortalità. Guido Romano
Lettera 5 Caro Dago, questi tre mesi di pioggia quasi ininterrotta avranno
causato chissà quante sofferenze ai teoreti della desertificazione. Sono
spariti tutti, ma alla prima settimana di sole... Giobbe Tempesta Lettera 6
Davvero viviamo nel paese di origine del "RE NUDO". Parole e parole
condite da pseudoragionamenti per avallare la tesi secondo cui le
intercettazioni vanno regolamentate (si usa l'eufemismo per non spaventare con
il termine "proibite", ma l'obiettivo è quello) per il bene comune,
per una questione di civiltà, per il rispetto della vita privata di noi tutti,
quando, secondo me, è chiaro che le intercettazioni danno
fastidio a quella che purtroppo è la nostra "classe dirigente", le
cui conversazioni intercettate, quando non diano prova o indizio di ogni sorta
di reati, comunque fotografano il livello di intelligenza, di morale e di
capacità intellettive che contraddistingue gli intercettati, insomma i
vari politici e imprenditori. Il che non è un conforto, e spiega come mai siamo
il paese di Pulcinella, con il beneplacito del vaticano. (Sì, Pulcinella ha la
maiuscola, il vaticano no). Giuseppe Tubi Lettera 7 Dago, ho letto il pezzo di
Chiaberge sulla (in)efficienza degli Istituti Italiani di Cultura all'estero,
che dipendono dalla Presidenza del Consiglio. Non conosco la questione, ma
posso pensare che Chiaberge sia bene informato. C'e' un altro tema che non
viene mai menzionato: l'insegnamento dell'Italiano all'estero. I fondi sono
gestiti dai consolati, che dipendono dal ministero degli affari esteri. Andate
a vedere cosa succede, per es. a New York: vengono assunti come docenti
italoamericani che a stento conoscono il dialetto di origine. Perche'? E chi
da' le abilitazioni per insegnare? A me sembra proprio un affare di famiglia, o
sarebbe meglio dire: famiglie. B. Lettera 8 Caro Dago, se in un ospedale
privato accadono dei misfatti abbiamo visto che si revoca prontamente
l'accreditamento, ma cosa succede se i misfatti avvengono in un ospedale
pubblico, ad esempio in quelli delle famigerate Asl calabresi? Temo nulla...
Alessandro Spanu - Sardegna Lettera 9 Caro Dago, ma con quel cognome li
Mastellarini cosa pretendeva? d'essere simpatico a Travaglio? Ancora ancora si
fosse chiamato Grillini, Di Pietrini... E poi, non potevano telefonarsi,
anzichè rompere i maroni a tutte le redazioni dei giornali d'Italia, isole
comprese? PATO Lettera 10 Caro Dago, ci risiamo con Travaglio che grida alla
"democrazia a rischio". Mi stupisco che non abbia ancora capito che
la gente non lo percepisce questo problema per il semplice fatto che è un
non-problema. L'annosa questione della sinistra - quella di dipingere
Berlusconi come un nuovo dittatore - incredibilmente non è ancora stata
compresa. Supponiamo che Travaglio dica cose reali (non è vero, ma atteniamoci
alla supposizione), come può pensare di trovare ulteriori seguaci, più dei
pochi militanti oltranzisti che già ha, se continua a battere su un tasto che
la gente non recepisce? Siamo onesti: il pericolo di un nuovo regime e della
democrazia a rischio non esiste, perchè effettivamente non c'è. E i primi a
saperlo sono i travaglini. Ora, o Travaglio usa una tecnica quantomeno di
dubbia efficacia per reclutare adepti o è convinto veramente di vivere a Cuba o
in Cina. Nel qual caso la "neurodeliri" da lui invocata per Sgarbi,
potrebbe fare una puntatina anche a casa sua. Cristiano Lettera 11 Travaglio
pro domo sua. Lui, il ditino puntato più famoso d'Italia, si fa prendere dal
panico al solo pensiero che qualcuno possa pubblicare i suoi sms privati e
coglierlo con il ditino nelle narici. Giusto. Ma come la mettiamo allora con
chi si è fatto apostolo della pubblicazione delle intercettazioni senza se e
senza ma, sempre e comunque; con il professorino che pontifica ex cathedra
contro tutto e contro tutti, e che, in nome del pluralismo, imperversa da tutti
i pulpiti contro chi, senza avere i suoi privilegi, non ha diritti e spazi per
"incrinare" i suoi dogmi? Antonio Pochesci Lettera 12 Di che si
preoccupa il Cavaliere? Si risparmi ogni emendamento e lasci fare alla
vecchiaia tanto, dopo i settant'anni, in galera, da noi, non ci va proprio
nessuno. Paolo Firenze Lettera 13 E' vero, l'utilizzo dei soldati dovrebbe
avere impegni più importanti: mettere l'assedio alle Procure della Repubblica.
Umberto Pone Lettera 14 Caro Dago, credo che non ci sia certo da stupirsi se la
Chiesa benedice i novelli sposi, Gregoraci e Briatore. Lo ha fatto con mafiosi
e vari criminali, magari viene da chiedersi come si fa a non indignarsi quando
è la stessa Chiesa a non perdonare chi si è separato, a rifiutare loro la
Comunione, salvo poi darla a cani e porci. Se poi il vescovo di Viterbo non dà
l'autorizzazione alle nozze di due ragazzi a causa di un incidente nel quale
lui, semiparalizzato, rischia di non essere capace di procreare in futuro, ci
si appella ai codici ecclesiastici, dimenticando parole quali amore e carità
cristiana. Così va il mondo, e, tristemente , non possiamo farci niente.
Leonardo Romanelli Dagospia 16 Giugno 2008.
( da "Corriere.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Intercettazioni
SBARCHI: domenica fermate
al largo dell'isola 7 imbarcazioni Naufragio al largo della Libia, almeno 40
morti e 100 dispersi La tragedia risale al 7 giugno. Al largo di Malta 26
persone aggrappate alle reti per i tonni, sei dispersi Immigrati aggrappati
alle gabbie per i tonni (Ansa) TRIPOLI- Almeno quaranta immigrati sono morti e
circa cento risultano dispersi dopo il naufragio dell'imbarcazione sulla quale
viaggiavano al largo della Libia. I clandestini erano diretti in Italia. Lo si
apprende da fonti di di sicurezza egiziane. L'imbarcazione è affondata il 7
giugno, poco dopo aver mollato gli ormeggi al largo di Zuwarah, vicino al
confine con la Tunisia. A bordo vi erano 150 persone: soltanto uno di loro è
stato tratto in salvo. Le autorità libiche sono riuscite finora a recuperare
soltanto 21 cadaveri. Secondo un portavoce, il ministero dell'Interno del Cairo
è stato informato della tragedia il 13 giugno, perché Tripoli riteneva che a
bordo del barcone vi fossero 12 egiziani. Le condizioni dei corpi non hanno
reso possibile alcun riconoscimento. SOCCORSI - La centrale operativa della
capitaneria di porto di Lampedusa è impegnata intanto a coordinare le attività
delle motovedette a largo dell'isola per il recupero di barconi carichi di
clandestini che continuano ad arrivare. Non è stato ancora riferito il numero
esatto di imbarcazioni fermate e il numero dei migranti a bordo. Domenica erano
state fermate al largo dell'isola sette imbarcazioni con 404 persone a bordo,
tra cui diverse donne incinte. AGGRAPPATI ALLE GABBIE - A Sud di Malta, invece,
un natante si è spaccato in due sbattendo contro le gabbie dei tonni: 6
migranti, tra cui alcuni bambini, sono dispersi mentre altri 28 somali sono
stati salvati dal peschereccio che trainava le gabbie alle quali si sono
aggrappati. Altri 56 clandestini su due barche sono stati recuperati dalla
marina maltese. MARETTIMO - Un mini sbarco si è registrato anche sull'isola di
Marettimo, nell'arcipelago delle Egadi: una zona decisamente più a nord di
quelle solitamente battute dalle rotte degli immigrati. Un
gruppo di sei extracomunitari è stato intercettato a terra da una pattuglia
della Guardia di Finanza. INCONTRO - Anche alla luce degli ultimi avvenimenti,
la diplomazia maltese è al lavoro per concordare la data di un eventuale
incontro tra i ministri degli Esteri di Malta, Italia e Libia per discutere
dell'emergenza immigrazione clandestina nel Mediterraneo. Secondo il
ministro degli esteri della Valletta, Tonio Borg, il ministro italiano Frattini
ha già accolto l'invito, mentre la Libia non ha posto obiezioni a un eventuale
incontro. "Si tratta di stabilire una data per incontrarci con il ministro
libico Abdel-Rahman Shalgam", ha detto Borg. stampa |.