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Articoli
Grillo (39)
GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA!
( da "Azione,
L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Grillo, l'informazione è una cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della professione e dell'
Vassalle
fa il mattatore per Grillo ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Di Luca Traini Vassalle fa il mattatore per Grillo L'avvocato all'attacco delle banche dal palco di Torino Dalle aule giudiziarie alla piazza della seconda, corale, filippica mediatica di Beppe Grillo. E' salito su un inedito palcoscenico, l'avvocato Roberto Vassalle, e ha cambiato la traiettoria delle sue bordate, ma non il bersaglio: gli istituti di credito,
LA
CENSURAA GRILLO ( da "Secolo XIX, Il"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Censura preventiva a Beppe Grillo. Così lo scrittore Andrea De Carlo commenta l'invito rivolto a Grillo dal direttore della Fiera Ernesto Ferrero con l'esplicita richiesta di non fare comizi e parlare solo di letteratura. Invito puntualmente rifiutato 09/05/2008.
Più
lettori ma vendite in calo ( da "Nuova Sardegna, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Al nuovo governo non chiediamo sostegni a pioggia, checché ne dica Beppe Grillo, ma sostegni mirati e soprattutto una riforma dell'editoria". Per ridare "slancio e ossigeno al settore" secondo la Fieg bisogna istituire il credito d'imposta per gli investimenti in innovazioni tecnologiche e rifinanziare il credito agevolato;
Il
V2-Day continua Raccolta firme tutti i sabati di maggio
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del
09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Day continua Raccolta firme tutti i sabati di maggio BEPPE GRILLO CONTINUERÀ la raccolta firme del V2-Day: il Meetup cesenate dei seguaci di Beppe Grillo sarà tutti i sabati di maggio, a partire da domani, in galleria Urtoller dalle 9 alle 13. Inoltre, i residenti potranno sostenere il referendum per la libera informazione anche all'urp del Comune.
DAL
FENOMENO <Beppe Grillo> alla sfida a stelle e strisce fra Bar
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 4 DAL FENOMENO "Beppe Grillo" alla sfida a stelle e strisce fra Bar... DAL FENOMENO "Beppe Grillo" alla sfida a stelle e strisce fra Barak Obama e Hillary Clinton. Dalla comunicazione che parte "dal basso" ai più alti scranni della politica. Temi al centro della seconda edizione di "Conversazioni dal basso.
Scalfari:
Grillo è l'Italia peggiore. La replica: leggete quello che diceva Montanelli
sui moralisti ( da "Unita, L'"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: è uscito col nome di Beppe Grillo. E allora la chiacchiera svagata si è riscaldata e le opinioni si sono divise. Grillo - a suo modo - denuncia la casta politica e la licenzia ogni sera con il suo "Vaffa" che non risparmia nessuno". "Ma perché Grillo si agita? - chiosa Scalfari ricordando la pubblicazione on line dei redditi 2005- La risposta è semplice:
Preoccupa
la situazione dell'editoria italiana
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Inoltre si conferma lo squilibrio nella ripartizione delle risorse rispetto alla tv, caratteristica solo italiana. "Non ci aspettiamo dal nuovo esecutivo sostegni a pioggia, checchè ne dica Beppe Grillo, ma mirati per dare a questo comparto lo stesso tipo di supporto di altri settori", ha dichiarato Biancheri.
Dopo
Annozero la Moratti licenzia Vittorio Sgarbi Polemica anche per la rassegna di teatro
gay. Il sindaco ritira le deleghe al critico d'arte, che replica: Non capisce
la politica ( da "Unita, L'"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo. Molto dura, il sindaco, in un comunicato, nel quale tra l'altro denunciava da parte del suo assessore atteggiamenti non consoni ai doveri di pubblico amministratore e "comportamenti contrari alla lealtà nei confronti del Sindaco e della Giunta incidendo negativamente sull'operato ed immagine di tali organi e creando un clima di tensione interno alla maggioranza politica"
Case
del sesso, tremano i proprietari ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Mentre il Paese festeggiava la liberazione e Beppe Grillo arringava le folle radunate per il V2-Day, i carabinieri del Nucleo investigativo (molti in borghese) e quelli della stazione di Sestu hanno passato al setaccio i palazzi di Cortexandra, il nuovo quartiere sorto ai margini della vecchia 131: se n'erano andati portandosi dietro sei giovanissime.
Un
grande mercatino per i trent'anni del Calcit
( da "Nazione,
La (Arezzo)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Panariello, Fiorello, Crozza, Beppe Grillo, Negramaro, Zucchero, Dalla, De Gregori, renga, raf, Baglioni, Ferro, Elisa, Collina, Graziani. Cappellini magari da abbinare alle mille t-shirt firmate Joerivetto e dedicate alla "bella storia" del Calcit, anche queste al banco della pesca.
Grillo,
santoro e i censori rai ( da "Tirreno, Il"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Spettacolo Grillo, Santoro e i censori Rai Annozero va in vacanza, e non sarà un arrivederci Se Gad Lerner, a l'Infedele, dedica la serata al vaffa-day di Beppe Grillo nessuno si scandalizza. Se la stessa cosa avviene ad Annozero, il programma di Michele Santoro, scattano tutti sull'attenti i censori di viale Mazzini.
Destra
( da "Tirreno,
Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Luca VAFFA DAY Troppi soldi a Grillo? Però dice tante verità Come al solito ecco gridare allo scandalo: Beppe Grillo guadagna quanto io guadagnerei in duecento anni (ma Berlusconi, aggiungo, guadagna quanto io guadagnerei forse in duemila anni). Dagli al demone. Ma se io sono interessato a quello che dice Grillo, vado a teatro, pago il biglietto e passo la serata.
Avvocati,
manager e imprenditori: ecco tutti i più ricchi (e tartassati)
( da "Giornale.it,
Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo che che dichiarando 4 milioni e 272mila euro ne versa al fisco uno e otto, al terzo posto troviamo un manager che forse non tutti conoscono ma che fa invidia a molti: Antonio Cavo, manager di punta dell'Elsag Bailey che ha dichiarato tre anni fa un imponibile lordo di 3 milioni di euro e qualche spicciolo,
L'editoria
chiede aiuto al Governo ( da "Libertà"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: checché ne dica Beppe Grillo, ma sostegni mirati al pari di altri comparti industriali e soprattutto una riforma dell'editoria". Per ridare "slancio e ossigeno al settore", secondo la Fieg bisogna innanzitutto istituire il credito d'imposta per gli investimenti in innovazioni tecnologiche e rifinanziare il credito agevolato;
Il
vetro soffiato ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: è uscito col nome di Beppe Grillo. E allora la chiacchiera svagata si è riscaldata e le opinioni si sono divise. Grillo - a suo modo - denuncia la casta politica e la licenzia ogni sera con il suo 'Vaffa' che non risparmia nessuno: destra e sinistra, politici e magistrati, imprenditori e sindacati, banchieri e giornalisti.
Riservato
( da "Espresso,
L' (abbonati)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: è un Pulitzer per Beppe Ciò che Beppe Grillo aggredisce, la Bollati Boringhieri difende: il giornalismo. A fine maggio l'editore torinese pubblica in italiano 'Sul giornalismo', il celebre scritto dell'americano Joseph Pulitzer che legittimava la cronaca accurata e l'inchiesta indipendente come risorsa della società democratica.
Editoria,
i costi (+6%) salgono più dei ricavi (+1,4%)
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: intervento dello Stato a sostegno dell'Editoria, e replicando a Beppe Grillo ha precisato che non si tratta di bussare a sostegni a pioggia ma di rivendicare invece interventi nella stessa misura di altri comparti che ne hanno beneficiato. Dalla Fieg viene quindi un invito a riconoscere pari dignità alla carta stampata rispetto ad altri comparti.
Il
becchino al teatro di Collecchio ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: alla Procura di Milano di Beppe Grillo e poi grida, schiamazzi, truffati con cartelli. Tuttavia, a distanza di oltre quattro anni dal default, la vicenda di Calisto Tanzi fa ancora parlare di sé. Ieri, è stato il caso di un americano selezionato per far parte della giuria che nei prossimi tre mesi dovrà decidere se Citigroup deve ritenersi corresponsabile del crack della Parmalat.
GIULIANOVA
- Ieri battesimo di fuoco per i lavori del lungomare nord, in quanto lo stesso,
o ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: di Beppe Grillo a Giulianova, torna sul problema dell'amianto e lo fa allegando ben 32 foto di situazioni "a rischio" nel Comune giuliese e scrive che "nonostante le rassicurazioni d'intervento da parte dell'amministrazione comunale di Giulianova (assessore Franco Caruso) abbiamo ricevuto un reportage fotografico della situazione che c'
PESARO
Dal fenomeno Beppe Grillo alla sfida americana tra Obama e Clinton. Temi al
centro della sec ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Sinistra
siciliana, la sconfitta che viene da lontano
( da "Manifesto,
Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Una riflessione ulteriore riguarda anche il successo della lista Amici di Beppe Grillo che hanno ottenuto a Palermo oltre 5 mila voti con 4.399 preferenze alla candidata anche nella lista Sonia Alfano, personaggio della sinistra palermitana in tante iniziative contro la mafia e per la pace e anche per i voti ottenuti dalle tre liste sorte da mini scissioni nazionali del Prc.
La
nicchia fedele dell'informazione ( da "Manifesto, Il"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Per esempio puoi fare tutte le trasmissioni che vuoi sul vaffa-day di Beppe Grillo e non incorrere in tonanti reprimende dei vertici aziendali. Al contrario di quel che succede in Rai, dove osare raccontare i comizi grilleschi può costarti la pubblica condanna del presidente Petruccioli, e un richiamo all'ordine del direttorte generale.
Polemica
con Scalfari ( da "Riformista, Il"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Polemica con Scalfari Il moralista e il furfante Autobiografia di Grillo Non avremmo mai pensato, fino a qualche mese fa, di doverci occupare seriamente di una querelle tra Eugenio Scalfari e Beppe Grillo. Due entità, come si suol dire, incommensurabili. Uno abituato a parlare con Io, l'altro buono appena per un "vaffa".
Criminalizzare
il nord-est, scherzando su un morto
( da "Giornale.it,
Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere".
Meetup,
ombrellone a Ripe ( da "Corriere Adriatico"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: I fedelissimi di Beppe Grillo raccolgono le firme a fine maggio Meetup, ombrellone a Ripe RIPE - Anche a Ripe sarà possibile firmare per la campagna referendaria "Libera Informazione in Libero Stato". Il Meetup di Beppe Grillo si è costituito anche a Ripe ed è promosso dal Meetup Senigallia, fratello maggiore costituitosi in associazione,
Tra
Grillo e Barak Obama ( da "Corriere Adriatico"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: CONVERSAZIONE Tra Grillo e Barak Obama PESARO - Dal fenomeno Beppe Grillo alla sfida a stelle e strisce fra Barak Obama e Hillary Clinton. Dalla comunicazione che parte dal basso ai più alti scranni della politica. Sono i temi al centro della seconda edizione di Conversazioni dal Basso.
Giornali,
vendite in calo ma aumentano i lettori
( da "Corriere
Adriatico" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: checché ne dica Beppe Grillo, ma aiuti mirati per dare a questo comparto industriale lo stesso tipo di supporto che hanno altri settori, dal momento che l'editoria è fondamentale per la cultura di un Paese civile". Secondo gli editori la situazione del comparto è preoccupante e il momento, nonostante la presenza di alcuni elementi positivi come la crescita dell'
La
free press salva i quotidiani ( da "Opinione, L'"
del 09-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract: checché ne dica Beppe Grillo". La veste del polemista non si attaglia bene a Boris Biancheri, presidente della Federazione degli Editori di Giornali, ma una risposta al grande guastatore evidentemente andava data. L'occasione era la presentazione del consueto rapporto sullo stato di salute della stampa italiana.
GLI
EDITORI AL GOVERNO: SUBITO LA RIFORMA
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: checché ne dica Beppe Grillo, ma aiuti mirati per dare a questo comparto industriale lo stesso tipo di supporto che hanno altri settori, dal momento che l'editoria è fondamentale per la cultura di un Paese civile". Secondo gli editori la situazione del comparto è "preoccupante" e il momento, nonostante la presenza di alcuni elementi positivi come la crescita dell'
<Il
petrolio a 250 dollari al barile>
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Lavorando prettamente nelle borse di Malta, Italia e Svizzera, il "Beppe Grillo dell'economia", così come è stato ribatezzato, ha la possibilità di poter analizzare in maniera profonda quelli che sono i problemi di micro e macro economia, con lo scopo di svegliare le coscienze dei cittadini, in un lessico che è accessibile a tutte le platee.
Raccolte
già 500 firme ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: REFERENDUM Raccolte già 500 firme FeltreOltre cinquecento firme per Grillo. Questo il numero di adesioni raccolte lo scorso 25 aprile nel gazebo degli "Amici di Beppe Grillo", allestito anche a Feltre per il V2 Day sulla "libera informazione in un libero Stato" (secondo appuntamento ideato dal comico Beppe Grillo per denunciare le ingiustizie presenti nel nostro Paese).
Unicredit
dimezza l'utile trimestrale ( da "Stampa, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: retribuzioni milionarie innescano polemiche in stile Beppe Grillo. Pochi brividi sui dossier tutti italiani. La Roma e l'arrivo di Soros? "Non siamo coinvolti in eventuali cessioni di asset" da parte dell'Italpetroli di Sensi, dichiara laconico Profumo. Però non esclude la possibilità di prendere il controllo del gruppo, esercitando l'opzione che ha su un ulteriore 2% del capitale.
Milano,
alla fine Moratti licenzia Sgarbi
( da "Stampa,
La" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: per attaccare Marco Travaglio e il comico Beppe Grillo che aveva criticato l'oncologo Umberto Veronesi. "Quando la Moratti me l'ha detto non ho fiatato", ha spiegato ieri Sgarbi. A tratti incredulo, ha aggiunto che la delibera sul teatro gay era stata accettata da tutti i colleghi assessori: "Il sindaco - ha detto - ha tratto considerazioni affrettate.
La
Conferenza chiede altra documentazione
( da "Stampa,
La" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: prende comunque atto delle nuove richieste, ma manifesta perplessità e inquietudine per le sempre nuove richieste di integrazione, che stanno rendendo sempre più complesso, difficoltoso e lungo il procedimento di acquisizione dell'Aia. Alla seduta ha preso parte un esponente dell'associazione Amici di Beppe Grillo.
RAI:
ANNOZERO; SORTINO (AGCOM),NON C'E' ANCORA UNA DECISIONE
( da "Prima
Comunicazione" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Lo ha detto il commissario dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Sebastiano Sortino, a margine di un seminario sull'emittenza radiotelevisiva locale, rispondendo ad una domanda sull'istruttoria aperta dall'Agcom sulla puntata di Anno Zero del primo maggio dedicata al V2-Day di Beppe Grillo. (ANSA). GRO/ S0A S41 QBXX.
Sgarbi
cacciato da Palazzo Marino forse sottosegretario
( da "Rai
News 24" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: oncologo Umberto Veronesi attaccato da Beppe Grillo. Ma i due recenti episodi non sono che la punta di un iceberg. A pochi giorni dalle elezioni politiche, l'assessore alla Cultura propose un referendum sul "grattacielo storto" di Daniel Libeskind, uno dei tre grattacieli, fiori all'occhiello del progetto di Citylife all'ex Fiera, che cambieranno lo skyline della Milano dell'
Caro
Grillo ( da "Stampa, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un ritrovarsi tra amici,
Redditi
online Visco non mi piace ma stavolta ha fatto bene Caro Direttore, non ho mai
avuto la minima simpatia per il ministro Visco, e ho anche avuto già modo di
rubarLe tempo e ( da "Provincia di Sondrio, La"
del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Antonio Attanasio grillo / 1 Dall'alto dei suoi 4 milioni può permettersi di insultare tutti Nella ricorrenza del 1° maggio, solito palcoscenico di sindacalisti e politici schierati. Non poteva mancare Beppe Grillo che, dall'alto del suo reddito annuo dichiarato superiore ai 4 milioni di euro, può permettersi di dire le solite banalità e di insultare tutti.
( da "Azione, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
L'AZIONE - Articoli
- Grillo, l'informazione è una cosa
seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince
quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di
creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della
professione e dell'editoria. Fa di ogni erba un fascio e con questo non
rende un positivo servizio al mondo dei media. Si deve distinguere. No,
l'informazione è una cosa seria, non uno spettacolo in piazza. Ne ho conosciuti
di giornalisti lazzaroni negli oltre 35 anni di professione. Li potrei indicare
con nome e cognome: prostrati e untuosi davanti al potere, arroganti con i
poveri diavoli. Fedifraghi. Senza anima. Pronti a vendersi per un sorriso del
direttore di turno, per un saltino di carriera o per una vile monetina. Ci sono
i parassiti, gli inutili, i giubilati, i graziati, i nullafacenti. Strapagati
per quello che non fanno o fanno finta di fare. La lista è lunga. Questa è
casta, che va con chiarezza denunciata, che non è più tollerata. Che inquina il
sistema dell'informazione. Che promuove, incentiva e giustifica la
disinformazione poiché prima di tutto si fanno valere gli interessi di parte.
Sono tanti questi lazzaroni che quotidianamente offendono il mestiere, ma sono
pure sempre una minoranza rispetto alla stragrande maggioranza che tutti i
giorni è ai remi per scovare e raccontare i fatti della vita, per informare con
correttezza nel rispetto delle persone, per rendere un servizio positivo alla
comunità. Sono discreti e preparati lavoratori dell'informazione: senza
privilegi, senza riconoscimenti particolari, senza stipendi eccellenti ed oggi
sempre più senza garanzie e senza prospettive. Non appaiono, non sono
protagonisti nel mondo del gossip. Sono i giornalisti ai quali sta a cuore il
contratto di lavoro, che non hanno da oltre tre anni. Vogliamo parlare di
questi profession isti seri, costretti per sopravvivere spesso a "chinare
la schiena"? "O magna sta minestra e salta sta finestra". I
quali vanno capiti: di mezzo c'è il pane. è troppo bello filosofare quando si
ha la pancia piena, ma non quando si ha ben poco di cui vivere. L'informazione
è malata, la disinformazione regna troppo spesso nelle redazioni, ma non
prendiamocela con l'anello più debole: individuiamo e denunciamo i veri
responsabili. Incominciamo a ragionare sui signori dei media e sui media del
potere prima ancora che del potere dei media, che troppo spesso,
superficialmente, è attribuito ai giornalisti. Aboliamo l'Ordine, dice Grillo: lo si può anche fare, ma, nonostante le lacune e le
insufficienze, ricordiamo che è la sola realtà che tenta di arginare
comportamenti scorretti, incursioni piratesche, ambiguità, anomalie. Che fa
formazione e informazione per la categoria. Va piuttosto aggiornato, rafforzato
e reso più autorevole. Si prende di mira la legge Gasparri, che indica le norme
di principio di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai, della quale si
chiede l'abrogazione. A detta anche di insigni giuristi e di attenti
osservatori del settore, più presto si riesce a superarla meglio è. Una onesta
distinzione va fatta a proposito della richiesta di abolire il finanziamento
pubblico dell'editoria. Ci sono media e media: perché finanziare giornali la
cui mission è il business e i cui bilanci sono ricchi? Perché sostenere
giornali che fingono di essere di "partito" o di movimenti politici,
ma che in realtà tali non sono? Sono facilmente scopribili la solita furbizia,
la facile scappatoia: per questi non ha senso e non è giustificato il finanziamento.
Diverso è il ragionamento che si impone per la stampa che promuove
un'informazione di servizio, attenta alla formazione e alla dimensione civile,
culturale, religiosa, politica della società, il cui obiettivo non è
sicuramente il profitto e per la quale il sostegno pubblico è ossigeno. Sono i
media che "cercano la verità per condividerla", una bella espressione
ripresa dal titolo della 42ª Giornata delle comunicazioni sociali, nella quale
si denunciano un rischio inquietante e una nobile prospettiva per il sistema
informativo del nostro tempo: "Occorre evitare che i media diventino il
megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del
nostro tempo. Essi possono e devono, invece, contribuire a far conoscere la
verità sull'uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a
distruggerla". Ci colpisce la riflessione di papa Benedetto; ci diverte,
ma non ci tocca il V2-day di Beppe Grillo.
Non confondiamo i maestri con i comici. Presidente Ucsi Veneto.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Di
Luca Traini Vassalle fa il mattatore per Grillo L'avvocato
all'attacco delle banche dal palco di Torino Dalle aule giudiziarie alla piazza
della seconda, corale, filippica mediatica di Beppe Grillo. E' salito su
un inedito palcoscenico, l'avvocato Roberto Vassalle, e ha cambiato la
traiettoria delle sue bordate, ma non il bersaglio: gli istituti di credito, i banchieri e (omaggio al tema del
V-day di Torino) a quei giornalisti dei quotidiani nazionali che 'vorrei
scrivere, ma non me lo lasciano fare'. Tentazione antipolitica per il
concorrente della Brioni nella corsa a sindaco, diventato capogruppo di Forza
Italia? No. "Vado dovunque mi chiamino per parlare di queste cose",
chiarisce. Toni e argomentazioni da carta bollata sono rimasti nel cassetto.
Sul palco del 25 aprile l'avvocato s'è adattato, ha pescato dal vocabolario dei
padroni di casa ed ha chiuso in crescendo chiamando la folla all'invettiva
contro l'associazione delle banche e il governatore di Bankitalia. Grillo l'aveva invitato e Grillo
l'ha presentato alla piazza: "Vince le cause contro le banche, si fa
restituire i soldi, ma la gente non lo sa. Vi dirà qualcosa su come le piccole
imprese sono strozzate". Lui: "Il mio mestiere è combattere le
prepotenze dei potenti e degli arroganti". Le banche. "Sepolcri
imbiancati pieni di ogni putridume", le ha definite rispolverando
l'espressione che il Vangelo riserva a scribi e farisei. L'attacco contro
coloro che "portano via le case alle vedove e i risparmi non solo ai
vecchietti", ha colpito anche una certa informazione che Vassalle chiama
in causa come 'connivente', perché risponde agli stessi padroni. Le banche che
hanno messo in ginocchio i risparmiatori con i bond-spazzatura e quelle che
strozzano le imprese con i prodotti derivati spacciati come assicurazione
contro il rischio di rialzo dei tassi d'interesse. L'avvocato ha sbandierato i
numeri delle 'vittime' - un milione di persone e centomila aziende ("si
tratta di milioni di posti di lavoro, si tratta di ricchezza nazionale",
ha detto) - per dire che è stata "una truffa colossale, la più grande
truffa, la stampa sapeva. E il problema non è risolto, si sta aggravando".
La libertà di informazione? "Una grande schifezza". "Noi
vogliamo giustizia, vogliamo trasparenza, vogliamo correttezza, vogliamo
tribunali che funzionino". La requisitoria cresce di tono e il linguaggio
si fa colorito. Sino a quell'invito che scatena la voce dellla piazza contro
l'Abi e il governatore Draghi.
( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Censura
preventiva a Beppe Grillo. Così lo
scrittore Andrea De Carlo commenta l'invito rivolto a Grillo dal direttore
della Fiera Ernesto Ferrero con l'esplicita richiesta di non fare comizi e
parlare solo di letteratura. Invito puntualmente rifiutato 09/05/2008.
( da "Nuova Sardegna, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Cultura e Spettacoli
Più lettori ma vendite in calo Costi in rialzo, l'editoria in crisi chiede
aiuto al governo ROMA. Il mondo dell'editoria vive un momento di crisi e chiede
il sostegno del governo, come "qualsiasi altro settore industriale".
Sfatando l'opinione comune che vuole gli italiani scarsi lettori di quotidiani,
la Federazione degli editori rivela nel suo ultimo rapporto che l'aumento dei
costi, quattro volte superiore alla crescita del fatturato, sommato alle
difficoltà della distribuzione in abbonamento ed contrazione dei redditi ha
influito sul rallentamento delle vendite nel 2007 e nella prima parte del 2008.
Bilancio positivo invece per la free press e per l'informazione via internet,
non in conflitto col resto della stampa. L'indagine della Fieg relativa all'ultimo
triennio, "La stampa in Italia", evidenzia che nel 2007 le vendite
dei quotidiani hanno subito una leggera flessione (-0,3), dopo i segnali di
ripresa del 2006 (+0,9), ma a confronto col 2000 il calo è del -9,5%. E se nel
2006 i ricavi da vendita e pubblicità registravano un +2,7% rispetto al 2005,
nel 2007 la crescita si è ridotta all'1,7%. A fronte di costi operativi passati
dal +3,1% del
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
09-05-2008)
Argomenti: Grillo
CESENA pag. 5 Il V2-Day continua Raccolta firme tutti i sabati di maggio BEPPE GRILLO
CONTINUERÀ la raccolta firme del V2-Day: il Meetup cesenate dei seguaci di Beppe Grillo sarà tutti i sabati di maggio, a partire da domani, in galleria
Urtoller dalle 9 alle 13. Inoltre, i residenti potranno sostenere il referendum
per la libera informazione anche all'urp del Comune. "Il 25 aprile
è stato un trionfo ? dice raggiante Daniele Mariani ?, abbiamo raccolto circa
1700 firme per ognuno dei tre quesiti. Ci hanno detto che in un solo giorno, a
Cesena, non se n'erano mai viste così tante". Gli iscritti al Meetup sono
300, gli attivisti una ventina. Hanno un sito:
http://beppegrillo.meetup.com/143. Le firme sono per chiedere un referendum
abrogativo dell'ordine dei giornalisti, dei contributi pubblici all'editoria e
della legge Gasparri. Ancora non sanno se presenteranno una lista alle
amministrative 2009, ma si godono la crescita: "I firmatari ? raccontano ?
erano dai 18enni agli ultra 70enni. Sono stati talmente tanti che abbiamo
impegnato quindici banchetti...".
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
09-05-2008)
Argomenti: Grillo
PESARO pag. 4 DAL FENOMENO "Beppe Grillo"
alla sfida a stelle e strisce fra Bar... DAL FENOMENO "Beppe Grillo" alla sfida a stelle e strisce fra Barak Obama e Hillary Clinton.
Dalla comunicazione che parte "dal basso" ai più alti scranni della
politica. Temi al centro della seconda edizione di "Conversazioni dal
basso. Come blog e social media cambiano la politica", giornata di
studio in cui i protagonisti della rete in Italia, assieme a giornalisti,
docenti e studenti dei corsi di laurea in Comunicazione e pubblicità di Pesaro
e Urbino, discuteranno degli effetti sociali (e politici) delle nuove forme di
comunicazione via internet, divenuta ormai polo d'attrazione di una comunità
virtuale sempre più attiva e partecipata. L'appuntamento, organizzato dal
Larica (Laboratorio di ricerca comunicazione avanzata) nell'ambito dei corsi di
laurea in Comunicazione e pubblicità dell'Università degli studi di Urbino
"Carlo Bo", è per questa mattina a partire dalle 10, nella sede di
Pesaro Studi (viale Trieste 296, Pesaro). Il workshop proseguirà nel
pomeriggio. Infotel: 0722 305726 - http://conversazionidalbasso.wordpress.om/.
( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del Scalfari: Grillo è l'Italia peggiore. La
replica: leggete quello che diceva Montanelli sui moralisti... "Discutendo
con amici della situazione presente, che certo non è tra le più semplici da
interpretare e delle più liete da vivere per chi la pensa come me, qualcuno ha
posto la domanda di chi sia il personaggio che più da vicino rappresenti i
difetti degli italiani. Chi sia insomma l'arcitaliano del peggio". È
l'incipit della rubrica di Scalfari oggi in edicola sull'"Espresso".
Che prosegue: "Uno degli amici con i quali si faceva chiacchiera su questo
argomento più per passatempo che per analisi seria, alla fine se n'è uscito col nome di Beppe Grillo. E
allora la chiacchiera svagata si è riscaldata e le opinioni si sono divise. Grillo - a suo modo - denuncia la casta
politica e la licenzia ogni sera con il suo "Vaffa" che non risparmia
nessuno". "Ma perché Grillo si agita? - chiosa Scalfari ricordando la pubblicazione on line
dei redditi 2005- La risposta è semplice: nell'elenco dei contribuenti
c'è ovviamente anche il suo nome (ed anche il nostro); risulta che nell'anno in
questione il Profeta abbia dichiarato un reddito di 4 milioni e 200 mila
euro... Il Nostro, come molti, predica bene e razzola malissimo. Perciò mi
sembra giusto annoverarlo tra i personaggi emblematici dell'Italia peggiore".
La risposta di Grillo non si è fatta attendere. Sul
suo sito ricorda la biografia politica ed editoriale di Scalfari. E poi chiosa:
"Nel libro: "Incontro con Io" ha svelato: "Ho finalmente
raggiunto la pienezza di me". Montanelli ha detto: "Conosco molti furfanti
che non fanno i moralisti, ma non conosco nessun moralista che non sia un
furfante. Senza, per carità, allusione a Scalfari. Solo come promemoria".
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
FIEG.Urge la riforma
Preoccupa la situazione dell'editoria italiana ROMA La situazione del comparto
dell'editoria è "preoccupante", nonostante la presenza di alcuni
elementi positivi, come la crescita dell'indice di lettura e l'espansione della
stampa gratuita: per questo la Federazione degli editori auspica che "il
nuovo governo metta mano alla riforma del settore". Lo dice il presidente
della Fieg, Boris Biancheri presentando il rapporto "La stampa in Italia
2005-2007". Le difficoltà, dice la Fieg, sono legate prima di tutto al
fatto che crescono gli investimenti pubblicitari sulla stampa, ma si riduce la
loro percentuale di incidenza sul fatturato. Inoltre si
conferma lo squilibrio nella ripartizione delle risorse rispetto alla tv,
caratteristica solo italiana. "Non ci aspettiamo dal nuovo esecutivo
sostegni a pioggia, checchè ne dica Beppe Grillo, ma
mirati per dare a questo comparto lo stesso tipo di supporto di altri
settori", ha dichiarato Biancheri.
( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del Dopo "Annozero" la Moratti licenzia Vittorio Sgarbi
Polemica anche per la rassegna di teatro gay. Il sindaco ritira le deleghe al
critico d'arte, che replica: "Non capisce la politica del Pdl" Amore
non ce n'è mai stato, ma adesso è arrivato il tempo del divorzio: Letizia
Moratti ha liquidato il suo assessore alla cultura, Vittorio Sgarbi, il critico
d'arte più famoso d'Italia. Il pretesto la Moratti lo ha trovato nella
sceneggiata televisiva, a colpi di insulti e parolacce, allestita da Sgarbi ad
"Annozero", la trasmissione condotta da Michele Santoro, durante la
quale peraltro Sgarbi aveva difeso l'illustre oncologo Veronesi dagli attacchi
di Beppe Grillo. Molto dura, il sindaco, in un comunicato, nel quale tra l'altro
denunciava da parte del suo assessore atteggiamenti non consoni ai doveri di
pubblico amministratore e "comportamenti contrari alla lealtà nei
confronti del Sindaco e della Giunta incidendo negativamente sull'operato ed
immagine di tali organi e creando un clima di tensione interno alla maggioranza
politica", La replica del critico d'arte è arrivata a stretto giro
di posta. Sgarbi ha fatto sapere di "considerare irricevibili le ragioni
che hanno spinto il sindaco al ritiro delle mie deleghe, oltre che
profondamente lesive della mia dignità". La polemica di Sgarbi nei
confronti della giunta e del suo sindaco era stata sempre forte. Altre volte si
era giunti sull'orlo della rottura, salvo trovare poi nuovi accomodamenti. Era
capitato con la censura, ad esempio, imposta dalla Moratti alla mostra voluta
da Sgarbi sull'arte omosessuale. Segnalando mancanza di lealtà, la Moratti ha
evidentemente alluso ad un'altra iniziativa di Sgarbi una rassegna di teatro,
legata a testi nei quali veniva affrontato il tema dell'omosessualità, che il
critico e assessore non aveva presentato in delibera come tale per evitare
intralci alla sua proposta di patrocinio comunale. A proposito il critico
d'arte ha rivelato: "Ho presentato in quel modo la delibera sulla rassegna
di teatro gay, proprio per eliminare le polemiche e per evitare che si
affermasse l'orgoglio gay...". Ma è sulle proprie esternazioni nella
puntata di "Anno Zero", che Vittorio Sgarbi non ha voluto accettare
alcun appunto: "Non si può rimproverare a me quello che Berlusconi, Bossi,
Maroni e Castelli avrebbero detto al mio posto. Dopo tutto, ho anche difeso un
illustre cittadino milanese come Veronesi che veniva ignobilmente insultato. Mi
sarei piuttosto aspettato un ringraziamento. Se il sindaco di Milano non
capisce lo spirito del Popolo delle Libertà, allora si pone un problema
politico... ". Pierfrancesco Majorino, a nome del Pd milanese, ha
osservato che la scelta di Sgarbi come assessore era stata imposta alla Moratti
direttamente da Silvio Berlusconi e che il sindaco ha da sempre vissuto quella
decisione come una camicia di forza, polemizzando spesso con il suo assessore.
"La notizia della "rimozione" di Vittorio Sgarbi - ha commentato
Majorino - lascia davvero a bocca aperta. Il Sindaco si è mosso con scaltro
cinismo evitando di compiere un gesto simile in campagna elettorale, il che
denota totale mancanza di stile... Al momento ci sembra un gesto privo di
un'idea di governo della cultura. Ci auguriamo di non essere costretti in
futuro a rimpiangere Vittorio Sgarbi.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Cagliari e Provincia
Pagina 1019 Inchiesta dei carabinieri: chiede scusa il sito internet che
pubblicava le inserzioni (con foto) delle lucciole cagliaritane Case del sesso,
tremano i proprietari Inchiesta dei carabinieri: chiede scusa il sito internet
che pubblicava le inserzioni (con foto) delle lucciole cagliaritane
Sfruttamento: nel mirino professionisti e imprenditori --> Sfruttamento: nel
mirino professionisti e imprenditori Case sequestrate, prostitute identificate:
è l'inchiesta dei carabinieri sulle case del sesso. Tremano professionisti e
imprenditori: affittare alle lucciole, per gli investigatori, è
favoreggiamento. I canoni sono decisamente fuori mercato: 900, 1.000, anche
1.200 euro al mese per appartamenti che, affittati a inquilini qualsiasi,
frutterebbero sì e no la metà. A prezzi così, per pagare il mutuo bastano sette
anni e mezzo. La chiave del successo economico, in certi casi, sta nella
capacità di chiudere gli occhi quel tanto che basta a non vedere cosa fa, in
casa tua, l'inquilino. O meglio: le inquiline. BATACCHI E PATATE Venezuelane
"bellissime e affascinanti, disponibilissime anche tutti i giorni".
Moldave "prima volta a Cagliari". Persino una "bellissima
filippina completissima disp i nibile" (l'italiano non è una lingua
semplice) a "preliminare spinto", zona "Cagliari centro". E
questi sono solo gli annunci pubblicabili. Gli altri, scritti in un linguaggio
ben più esplicito e corredati da foto che nulla lasciano alla fantasia, stavano
sulla sezione "Incontri" di un sito internet, Bakeca.it, che la
settimana scorsa ha oscurato le inserzioni più osé ("Cari utenti, niente
più "batacchi" e "patate"") e fatto ammenda,
annunciando che stanno dando la massima collaborazione alle "forze
dell'ordine". Cioè, per la precisione, ai carabinieri del nucleo operativo
provinciale di Cagliari, titolari di un'indagine che ha preso il via qualche
settimana fa e, fra un sequestro di casa e un altro, da Quartu Sant'Elena a Castello,
dalla Marina a Cortexandra, procede nel massimo riserbo. Nel senso che
dettagli, da via Nuoro, non ne forniscono proprio: bocche cucite; come sempre,
quando in pentola c'è qualcosa di grosso. NOMI CHE CONTANO Una cosa è certa:
l'indagine sta facendo tremare nomi che contano, in città. Professionisti e
imprenditori facoltosi che, affittando con una certa disinvoltura le proprie
case, quasi certamente non si aspettavano di rischiare un'accusa infamante:
favoreggiamento o, se le cose dovessero mettersi male, sfruttamento della
prostituzione. Roba più adatta a brutti ceffi in canottiera e catenone d'oro
che a rispettabili colletti bianchi. In fondo, loro, hanno semplicemente ceduto
in affitto delle case, e nulla sapevano o sospettavano di ciò che succede fra
quelle mura. E, in fondo, prostituirsi non è reato. Sì, certo; però sfruttare o
favoreggiare la prostituzione sì. E, secondo gli investigatori, i proprietari
non hanno in atto le cautele del caso. Né risulta che nei contratti d'affitto
sia esplicitato il divieto di esercitare, negli appartamenti in questione,
attività illegali o contrarie alla morale pubblica. E del resto, difficilmente
le inquiline potrebbero pagare tanto, se facessero, mettiamo, le operatrici di
call center. Insomma, la tesi è che i proprietari degli appartamenti del sesso
"non potevano non sapere". I BLITZ Che fosse in corso un'indagine si
è capito il 25 aprile scorso. Mentre il Paese festeggiava
la liberazione e Beppe Grillo arringava le folle radunate per
il V2-Day, i carabinieri del Nucleo investigativo (molti in borghese) e quelli
della stazione di Sestu hanno passato al setaccio i palazzi di Cortexandra, il
nuovo quartiere sorto ai margini della vecchia 131: se n'erano andati
portandosi dietro sei giovanissime. I controlli non riguardavano solo i
permessi di soggiorno. Gli investigatori volevano vedere i contratti d'affitto.
Qualche giorno dopo, i militari erano in azione a Quartu: sigilli a un
appartamento in via Messina: anche lì si sarebbe venduto sesso a pagamento.
Altre case sono state perquisite, sempre nella massima discrezione, nella zona
del centro storico di Cagliari. INDAGINI SUL WEB Ma l'inchiesta viaggia anche
sul fronte di internet. Il primo maggio, l'outing dello staff di Bakeca.it:
"... ci è giunta notizia di persone che organizzavano dei veri e propri
"bordelli" affittando appartamenti a ragazze e obbligandole a
prostituirsi. E la cosa per noi tristissima è aver saputo che questi individui
utilizzavano la nostra Bakeca per propagandare le loro losche attività".
Una notizia assai precisa, quella arrivata al sito di inserzioni gratuite: la
fonte erano proprio gli investigatori cagliaritani, che avevano messo
sull'avviso i responsabili della società per azioni con sede a Milano che
gestisce il sito, ventilando anche per loro responsabilità penali.
"Aiuteremo le forze di polizia e gli organi giudiziari che indagano sui
gravissimi fenomeni dell'illegalità legata allo sfruttamento e al
favoreggiamento - continua il post del 1 maggio - fornendo a loro tutti i dati
disponibili sulle connessioni di quegli utenti che sono sospetti favoreggiare o
sfruttare la prostituzione". MARCO NOCE.
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
CRONACA AREZZO pag.
7 Un grande mercatino per i trent'anni del Calcit Domenica presenze record in
memoria di Barulli di SILVIA BARDI U NA STORIA LUNGA trent'anni quella del
Calcit, dedicata, come si legge nel manifesto che annuncia il
quarantaquattresimo mercatino dei ragazzi di domenica prossima, "con
tenacia e generosità a un forte ideale di solidarietà". E se da una parte
stupisce come un comitato spontaneo rinasca anno dopo anno a nuova vita, dall'altra
stupisce ancora di più come la città risponda anno dopo anno con lo stesso
identico entusiasmo. Non ci credete? E allora spiegateci come mai per domenica
sono oltre cinquecento i banchi prenotati "e stiamo cercando nuovi spazi
per gli ultimi quindici iscritti che vogliono partecipare" fa sapere il
presidente del Calcit Giancarlo Sassoli che ieri insieme ad Arnaldo Berbeglia
ha presentato questa edizione 2008 del mercatino nella sede della scuola
elementare "Gamurrini". Scuola che da ventotto anni scende in piazza
a fianco del Calcit. Bandiere, cappellini, magliette gialle, colore del
Comitato, per salutare insieme ai piccoli studenti il trentennale. E domenica
il solito esercito festante di oltre millecinquecento ragazzini affiancati da
un altro esercito in crescita, anche questo, anno dopo anno. quello degli enti,
delle associazioni e dei volontari che hanno deciso di combattere a braccetto
con il Calcit la battaglia contro il tumore. Scorrendo l'elenco pare già di
vedere il lungo serpentone di banchi dall'Eden a via Guadagnoli, dove comprare
di tutto, veramente di tutto. Ci sarà l'Aisa, l'Isis sezione orafi, la Lilt, i
magnifici panini al cinghiale, alla salsiccia, ai salumi, ci saranno i
volontari dello Scudo (il servizio di assistenza domiciliare del Calcit) e gli
arbitri, i panificatori e i macellai, le dolciaie e la Polizia di Stato, gli
arcieri e le calciatrici, la Fraternita e la Fondazione Cesalpino, aziende
private e pro loco. Tutta Arezzo, praticamente, con al fianco la squadra di
attori, cantanti e artisti che si sono esibiti al teatro Verdi, al Mandela
Forum e al Sashall di Firenze e hanno firmato i cappellini gialli del Calcit
che saranno estratti al grande banco della pesca. Qualche nome da accaparrarsi?
Panariello, Fiorello, Crozza, Beppe Grillo,
Negramaro, Zucchero, Dalla, De Gregori, renga, raf, Baglioni, Ferro, Elisa,
Collina, Graziani. Cappellini magari da abbinare alle mille t-shirt firmate
Joerivetto e dedicate alla "bella storia" del Calcit, anche queste al
banco della pesca. E SU TUTTO il ricordo di Gianfranco Barulli,
fondatore e presidente storico del Comitato al quale è dedicato il trentennale
e la finale del grande concorso musicale internazionale "Nuovi
orizzonti" di Provincia, Agimus, BancaEtruria, Cepu e Vieri per
valorizzare gli oltre duecento giovani talenti provenienti da tutto il mondo.
Il concorso avrà il suo gran finale stasera alle 21 alla Borsa Merci con le
esecuzioni di tutti i vincitori e che sarà registrato in un cd dalla Max
Research. Tutte voci per un unico grande coro.
( da "Tirreno, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Spettacolo
Grillo, Santoro e i censori
Rai Annozero va in vacanza, e non sarà un arrivederci Se Gad Lerner, a
l'Infedele, dedica la serata al vaffa-day di Beppe Grillo nessuno si
scandalizza. Se la stessa cosa avviene ad Annozero, il programma di Michele
Santoro, scattano tutti sull'attenti i censori di viale Mazzini. Il presidente Claudio Petruccioli,
parla di "danno, umiliazione e vergogna arrecati al servizio
pubblico", e promette "di fare tutto il possibile per impedire che
qualcosa del genere possa ripetersi". Non usa l'aggettivo "criminoso",
ma si respira un'atmosfera bulgara. Il direttore generale, Claudio Cappon, ha
richiamato all'ordine il giornalista e il Cda della Rai gli ha fatto eco. Ormai
Silvio Berlusconi non deve nemmeno intervenire di persona. Rispetto all'editto
berlusconiano, va notata oggi una differenza: i giornalisti da cacciare sono
diventati uno solo (Michele Santoro) e, con l'aria che tira, non ci saranno
girotondi per reclamare la libertà di informazione. Questa volta, invitata da
Santoro, sono stata testimone diretta di quanto è accaduto nello studio di via
Teulada e, come del resto sanno bene i telespettatori che hanno visto la
puntata, le lunghe citazioni del comizio torinese di Grillo
sono state contrappuntate dalle opinioni critiche degli ospiti del programma.
Non ho alcuna simpatia per le performance dell'ultimo Grillo,
non mi piace l'ambiguità di chi gioca su due tavoli: la politica e lo
spettacolo. Non abbiamo bisogno di imbonitori delle folle, su questo fronte
Berlusconi basta e avanza. Il populismo grillesco oltretutto si esercita sul
mondo dell'informazione sparando a zero contro tutti, senza distinguere tra chi
ha abdicato al mestiere del giornalista per obbedire alle logiche dei partiti e
chi, invece, cerca di mantenere la schiena dritta pagandone anche il prezzo. Ho
espresso le mie opinioni, come ha fatto anche il presidente della Federazione
nazionale della stampa, Roberto Natale, in un dibattito sfregiato dal
turpiloquio di Vittorio Sgarbi, attore di una delle sue solite, studiate,
premeditate, sceneggiate televisive. All'imperturbabile Marco Travaglio, Sgarbi
ha dato del "faccia di merda", del "testa di" e molto
altro, dimenandosi come un indemoniato per conquistare la scena e non lasciare
parlare gli altri. Ma anziché intervenire per stigmatizzare un simile, incivile
comportamento, e augurarsi che simili personaggi siano tenuti lontani dagli
schermi del servizio pubblico, ecco che il presidente Petruccioli, con un
eccesso di zelo francamente degno di miglior causa, emette una sorta di fatwa
contro chi osa esercitare il diritto di cronaca, facendo conoscere ai
telespettatori quello che tutti i giornali hanno lungamente raccontato e
commentato nei giorni successivi alla grande manifestazione di Torino.
Cinquantamila persone riunite in piazza S. Carlo, a Torino, per ascoltare Grillo e firmare i suoi tre referendum (contro la legge
Gasparri, contro i contributi pubblici ai giornali, contro l'ordine dei
giornalisti), sono un fatto. I telespettatori di Lerner hanno il diritto di
esserne informati, quelli di Santoro no. All'inizio di giugno l'Annozero di
Santoro va in vacanza, e sarebbe temerario scommettere sulla possibilità di una
nuova edizione.
( da "Tirreno, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Attualità DESTRA
DESTRA Gratti il nuovo Fini, spunta il vecchio Msi Che ammazzare un ragazzo a
calci nella testa sia meno dell'atto pur stupido e gravissimo di bruciare la
bandiera di Israele non ci crede nemmeno lui, ma siccome i cinque ragazzi
autori dell'assassinio erano di destra, è scattato il riflesso automatico della
difesa dei "camerati" e Gianfranco Fini, leader di An e fresco eletto
alla terza carica dello Stato, la presidenza dewlla Camera, ha così mandato in
frantumi in un attimo quell'immagine di destra moderata che aveva sapientemente
costruito intorno all'ex Msd con con anni di ritocchi più o meno artificiosi
per essere accettato nel salotto buono della politica europea. Niente da fare,
il Dna fascista è riemerso prepotentemente. Adesso seguiranno inutili smentite
e precisazioni, ma sul volto poco democratico della destra italiana non regge
il maquillage. Giovansergio Benedetti Lucca DOPO ELEZIONI Se questi o quelli
per me pari sono Caro direttore, pare proprio che la sconfitta di Veltroni non
le vada giù. Si arrovella cercando ragioni occulte nella psiche degli
appartenenti alla sinistra. Suvvia, si faccia una ragione, anche la "terza
via" inglese, è arrivata (finalmente) alla catastrofe. Qui, invece, doveva
partire con Veltroni... Vedendola così smarrito, provo a suggerirle una nuova
interpretazione. Noi che abbiamo avuto certi padri - uno per tutti, Berlinguer
- non ci possiamo riconoscere in certi personaggi che di sinistra non hanno più
nulla. Rifletta bene su queste parole: di sinistra non hanno più nulla. Ricordo
un piccolissimo particolare: quando facevamo gli scrutatori ai seggi elettorali
i compensi andavano al nostro partito, e ne eravamo fieri. Oggi si parla di
costi della politica e tutti sono lì per prendere. Ma passiamo dagli ideali
alla prassi. Cosa mi importa di fare vincere questi che, conquistato il potere,
danno il via a tante speculazioni e scandali edilizi da riempire le pagine del
suo giornale? Cosa mi importa se un mio eletto conquista il potere in una
qualsiasi partecipata (Gaia, Cermec, Asmiu) solo per gonfiarsi il portafoglio e
amministrarla come farebbe uno di quelli? Cosa mi importa se un mio delegato
conquista il potere per regalare le cave di Carrara a lor signori e rovinarci
la salute con il famigerato Pm10? In un'intervista, a chi gli chiedeva cosa
pensava del potere, Berlinguer rispondeva che il potere gli poteva anche
piacere "ma come possibilità di far avanzare gli ideali in cui crediamo io
e i miei compagni". Quanta acqua è passata sotto i ponti! Così, se questi
o quelli per me pari sono, mi piace punire questi e faccio governare quelli:
muoia Sansone... ben venga la catarsi. Capisce che cosa può essere accaduto?
Mario Bertolini Aspetti, aspetti, che cosa intende dire, che ha votato
Berlusconi per fare un dispetto a Veltroni? GRANDE FRATELLO Mettiamo le web cam
negli uffici pubblici Carissimo Giglioli, anche lei appartiene alla schiera di
chi applica due pesi e due misure: visto che ritiene pubblicabili su internet
le dichiarazioni dei redditi perché l'Italia è stracolma di evasori (che
comunque i soldi delle tasse che non vogliono pagare, se li sono guadagnati
senza chiederli a nessuno), perché non mettere delle web- cam negli uffici
pubblici e nei bar ad essi vicini? Anche chi lavora nel pubblico non dovrebbe
temere di essere visto dato che, in teoria, chiunque può accedere ai locali del
proprio Comune o degli Uffici della provincia e così via. è ovvio che come non
tutti sono evasori, si vedrebbe anche che ci sono coloro che lavorano e magari
si troverebbe la via per mandare a casa chi certamente paga le tasse, ma con
soldi che non si è guadagnato! Luca VAFFA DAY Troppi soldi
a Grillo? Però dice tante
verità Come al solito ecco gridare allo scandalo: Beppe Grillo guadagna
quanto io guadagnerei in duecento anni (ma Berlusconi, aggiungo, guadagna
quanto io guadagnerei forse in duemila anni). Dagli al demone. Ma se io sono
interessato a quello che dice Grillo, vado a teatro, pago il biglietto e passo la serata. Chi
non vuole non ci va e così Grillo non guadagna. Invece
tutti noi con le tasse strapaghiamo gente che sappiamo non fare il nostro
interesse, ma il loro: il barbiere di Montecitorio, per fare solo un esempio,
guadagna 150mila euro netti all'anno, e sono soldi di tutti noi! C'è una netta
differenza tra chi viene pagato per quello che fa o dice, e tra chi dice ma non
fa! Si badi bene, non faccio distinzione tra questa o quella fazione politica,
ormai non c'è più differenza. Beppe Grillo,
piaccia o no, riesce a muovere tanta gente stanca di questa situazione. Che
guadagni grazie a tutti coloro che lo vanno a vedere non annulla il fatto che,
dati e cifre alla mano, ci fa sapere ciò che noi non dovremmo sapere. Per
esempio è un fatto che l'Ue ha imposto a Rete 4 (abusiva da quando è nata!) di
lasciare libera la frequenza a favore di altra emittente televisiva, altrimenti
l'Italia dovrà pagare 300mila euro al giorno di multa: quei 300mila euro li
paghiamo noi. Questo è vergognoso. Altro fatto, le fabbriche di slot machine
devono allo Stato una cifra che da sola risolverebbe un quarto del nostro
debito pubblico. Lei ne sapeva qualcosa? Il fatto che uno guadagni più di altri
non vieta di dire ciò che, lavorando sodo, riesce a scoprire e rendere
pubblico. Possibile che noi dobbiamo dare lo stipendio a persone (!) indagate,
condannate, liberate con l'indulto o per scadenza dei temini? Con le nostre
tasse manteniamo testate giornalistiche che non interessano a nessuno, ma
riempiono le tasche di qualcuno. L'informazione è la base di qualsiasi
discussione, senza di essa inutile esprimere giudizi. Achille Radice Bibbona
STUDI E LAVORO Pezzo di carta sì, ma se non hai uno zio... Vorrei fare una
puntualizzazione sulla verità (per altro molto triste) dell'inutilità del
"pezzo di carta" scritta dal signor Lucio Bella il 7 maggio. La
realtà purtroppo è che i sogni degli adolescenti (e dei loro genitori) vanno a
scontrarsi con un mondo che non rende mai o quasi giustizia ai sacrifici di
chi, per cercare un futuro migliore, consegue un diploma o riesce persino a
laurearsi acquisendo il tanto agognato titolo di dottore. Questo ambìto e
sudato traguardo però proietta nel mondo del lavoro giovani che all'inizio
dovranno accontentarsi di fare l'operatore di call center, cameriere, pizzaiolo,
commesso, lavori che si potrebbero fare anche con la sola licenza media. Come
se non bastasse, devono sottostare a un precariato crescente e, ciliegina sulla
torta, percepire stipendi che mi vergogno a riportare per scritto. Ho 27 anni e
mi reputo fortunato perché ho un lavoro a tempo indeterminato che non ho
trovato grazie alla mia laurea, ma perché i miei genitori mi hanno aiutato
avendo conoscenze nel settore (e il mio stipendio è di gran lunga inferiore a
quello di un operaio): non mi vergogno a dirlo, i miei colleghi sono stati
assunti (a prescindere dal titolo di studio) nello stesso modo. Ovviamente se
potessi tornare indietro non solo non finirei gli studi, ma mi impegnerei per
imparare un mestiere il prima possibile in quanto è sinonimo di sicuro lavoro e
di un futuro certamente più sereno da tutti i punti di vista. Il "pezzo di
carta" è importante per una vasta cultura personale (e non è poco) ma al
fine pratico se non si ha un genitore, uno zio, qualcuno che ci faccia seguire
le sue orme (avvocati, commercialisti, medici, liberi professionisti) il futuro
è assai complicato. Federico Paolettoni.
( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 110 del
2008-05-09 pagina 3 Avvocati, manager e imprenditori: ecco tutti i più ricchi
(e tartassati) di Monica Bottino (...) della pubblicazione dei dati dei primi
cento contribuenti genovesi su autorevoli quotidiani economici come il Sole 24
ore e Italia Oggi, ha deciso di raccontare qualcosa di più dei professionisti
che, grazie alla propria attività, non sfuggono al fisco e anzi riempiono in
maniera significativa le casse dello Stato. Perché, è bene ricordarlo, questa è
la classifica di chi paga le tasse, ovvero grazie alla sua attività fornisce un
introito che va a tutti gli italiani. Inoltre seguendo le direttive del Garante
pubblichiamo i nomi di chi a Genova è noto. Inoltre va ricordato che il reddito
d'impresa non rientra in questa classifica, che riguarda solo le persone
fisiche. Il numero uno della classifica è l'avvocato Franco Nicola Bonelli,
dello studio associato Bonelli Erede Pappalardo che nel
( da "Libertà" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
"Costi saliti 4
volte rispetto al fatturato, servono sostegni mirati" ROMA - Il mondo
dell'editoria vive un momento di crisi e chiede il sostegno del governo, come
"qualsiasi altro settore industriale". Sfatando l'opinione comune che
vuole gli italiani scarsi lettori di quotidiani, la Federazione degli editori
rivela nel suo ultimo rapporto che sono soprattutto l'aumento dei costi,
quattro volte superiore alla crescita del fatturato, sommato alle già note
difficoltà della distribuzione in abbonamento ed alla più generale contrazione
dei redditi ad aver influito sul rallentamento delle vendite di giornali nel
2007 e in questa prima parte del 2008. Bilancio positivo invece per il fenomeno
della free press e per l'informazione via internet, nessuno dei due ha
rappresentato un concreto pericolo per la carta stampata, piuttosto il web si è
rivelato una sorta di opportunità. Prendendo in esame il triennio che va dal
2005 al
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
OPINIONI IL VETRO
SOFFIATO GRILLO L'ARCITALIANO di Eugenio Scalfari L'ultima impresa di questo
scarmigliato profeta ha preso di mira Visco e l'Agenzia delle entrate rei di
avere pubblicato i redditi su Internet. Compreso il suo: 4 milioni e 200 mila
euro Discutendo con amici della situazione presente, che certo non è tra le più
semplici da interpretare e delle più liete da vivere per chi la pensa come me,
qualcuno ha posto la domanda di chi sia il personaggio che più da vicino
rappresenti i difetti degli italiani. Chi sia insomma l'arcitaliano del peggio.
Ci sono state varie risposte. C'è chi ha fatto il nome di Mussolini. Chi ha
proposto Giulio Andreotti. Chi Berlusconi. Personaggi, come si vede, molto
diversi l'uno dall'altro, con ciascuno dei quali tuttavia una larga maggioranza
di italiani si è di volta in volta identificata per un lungo tratto di anni:
vent'anni per Mussolini, altrettanti per Andreotti e già una quindicina per
Berlusconi. Ma uno degli amici con i quali si faceva chiacchiera su questo
argomento più per passatempo che per analisi seria, alla fine se n'è uscito col nome di Beppe Grillo. E
allora la chiacchiera svagata si è riscaldata e le opinioni si sono divise. Grillo - a suo modo - denuncia la casta
politica e la licenzia ogni sera con il suo 'Vaffa' che non risparmia nessuno:
destra e sinistra, politici e magistrati, imprenditori e sindacati, banchieri e
giornalisti. Una condanna generale di tutta la classe dirigente, dal
Capo dello Stato all'ultimo dei portaborse, con l'intenzione che scompaiano
dalla scena e non tornino mai più e con l'invito al popolo di prendere nelle
sue mani il destino del Paese e di rivoltarlo sottosopra. Questa condanna
generale, che ha trovato nel libro di due valenti colleghi il suo vangelo, è
ampiamente condivisa dal medio ceto e anche dai ceti popolari, operai,
artigiani. Ma non soltanto: quelli che un tempo militavano all'estrema sinistra
sono animati da sentimenti di rigetto analoghi, sicché intorno ai 'Vaffa' che
la voce rauca e urlante dell'ex comico autopromossosi a tribuno della plebe
lancia puntualmente si è raccolta una vasta platea di italiani. Se Beppe Grillo è il personaggio che
meglio incarna i difetti degli italiani ma, nello stesso tempo, è il leader di
tutti coloro che avversano la casta dei potenti e dei privilegiati, si dovrebbe
arrivare alla paradossale conclusione che se Grillo rappresenta
il peggio la casta rappresenterebbe il meglio del Paese. Paradosso certamente
inaccettabile. Ecco perché la discussione su Grillo
incattivisce gli animi, divide opinioni un tempo concordi ed ha contribuito in
modo non marginale alla vittoria elettorale del 'Popolo della Libertà'. Ho
scritto domenica scorsa su 'Repubblica' che Grillo
dissoda il terreno sul quale Berlusconi e Bossi gettano i semi e raccolgono i
frutti; se guardate al fondo delle cose vi accorgerete che esse stanno
esattamente in questa maniera. L'ultima impresa di questo scarmigliato profeta
ha preso di mira Vincenzo Visco e l'Agenzia delle entrate, rei di aver
pubblicato sul sito Internet della stessa agenzia le dichiarazioni dei redditi
di tutti i contribuenti, già rese pubbliche da una legge vigente fin dal 1973
(ministro delle Finanze Rino Formica). La legge non prevede che le
dichiarazioni siano rese note on line poiché all'epoca Internet non esisteva,
ma successivamente alcuni giornali utilizzarono questa nuova tecnologia senza
che l'Agenzia della privacy avesse nulla da eccepire. Ma il Grillo
di oggi ha da eccepire (e con lui il Codacons) e paragona la diffusione dei 740
ad una sorta di crocifissione, un martirio che deve esser pagato severamente
dagli aguzzini e cioè da Visco. A sua volta l'Agenzia della privacy è entrata
in fibrillazione e così pure la Procura di Roma che ha aperto un'indagine
contro ignoti. Ma perché Grillo si agita? La risposta
è semplice: nell'elenco dei contribuenti c'è ovviamente anche il suo nome (ed
anche il nostro); risulta che nell'anno in questione il Profeta abbia
dichiarato un reddito di 4 milioni e 200 mila euro. In questa notizia non c'è
nulla di scandaloso se non un aspetto: Grillo non ha
un lavoro retribuito, la sua esclusiva attività già da molti anni è appunto
quella del Profeta politico che 'giudica e manda'. Naturalmente alle sue
adunate in teatro i partecipanti pagano un biglietto di ingresso, i più
entusiasti versano contributi per finanziare i raduni e acquistano i Dvd dove
sono raccolte le parole del tribuno. Questi incassi - ripetiamolo - dovrebbero
servire a preparare e diffondere nuove iniziative ma evidentemente c'è un
sovrappiù che Grillo considera come proprio reddito
personale e che nell'anno in questione ha lasciato nelle sue mani l'equivalente
di 8 miliardi di vecchie lire. Il Nostro, come molti, predica bene e razzola
malissimo. Perciò mi sembra giusto annoverarlo tra i personaggi emblematici
dell'Italia peggiore.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Attualità SUPER
REDDITI Sette e mezzo per Luca Ma quanto ha guadagnato nel
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
IL PRESIDENTE DELLA
FIEG DELINEA UN QUADRO A LUCI E OMBRE Editoria, i costi (+6%) salgono più dei
ricavi (+1,4%) Biancheri: "Preoccupante il calo della pubblicità. Serve un
sostegno dello Stato" ROMA Luci ed ombre sui conti dell'Editoria italiana,
con un forte sbilanciamento nel rapporto tra costi e ricavi: nel 2007 i ricavi
sono saliti dell'1,4 percento, i costi sono invece cresciuti del 6 percento. Un
andamento "nel suo complesso non favorevole". È questo il primo dato
portante del Rapporto sullo stato di salute della stampa in Italia nel triennio
2005-2007 presentato questa mattina dalla Fieg. Nell'intervento introduttivo il
presidente Boris Biancheri ha subito sottolineato come la carta stampata non
attraversi un buon momento, ed è sicuramente - ha aggiunto - una magra
consolazione sapere che il fenomeno non è solo italiano perchè qui da noi il
comparto ha caratteristiche più specifiche. Un altro macrodato è dato dal
numero di aziende editrici di quotidiani che hanno chiuso in rosso nel 2006:
sono state 22, due unità in più rispetto al 2005. Quelle invece che hanno
chiuso in utile sono state 38. Le perdite complessive si sono ridotte da
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il Sole-24 Ore
sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-05-09 - pag: 41 autore: PARTERRE 000 Il
becchino al teatro di Collecchio I l colore non è mai mancato nello scandalo
Parmalat. Anzi, il campionario di tinte forti della più grande truffa della
storia è interminabile: martellate sui computer di Collecchio, volute da Fausto
Tonna per cancellare le prove della frode, sfilate alla
Procura di Milano di Beppe Grillo e poi grida, schiamazzi, truffati
con cartelli. Tuttavia, a distanza di oltre quattro anni dal default, la
vicenda di Calisto Tanzi fa ancora parlare di sé. Ieri, è stato il caso di un
americano selezionato per far parte della giuria che nei prossimi tre mesi
dovrà decidere se Citigroup deve ritenersi corresponsabile del crack della
Parmalat. Un bravo cittadino che tuttavia ha dovuto declinare l'invito
perché, con l'approssimarsi dell'estate, i suoi impegni professionali si
faranno sempre più incalzanti a causa del caldo. Il mancato giurato è un
becchino che, contattato dal giudice Harris della Corte dello Stato del New
Jersey, ha detto no a causa del superlavoro nella stagione estiva che,
caratterizzata da 35-40 gradi e oltre, certo non aiuta i vecchietti del posto.
(R.Fi).
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Di FRANCESCO
MARCOZZI GIULIANOVA - Ieri battesimo di fuoco per i lavori del lungomare nord,
in quanto lo stesso, oltre ad essere chiuso nel tratto compreso tra l'hotel
Europa e il "Caprice", ospitava anche il mercato. Le cose non sono
andate male, nel senso che anche se ci sono state file su viale Orsini, per un
lungo periodo, il traffico è stato controllato dai vigili. Il problema, però,
adesso, riguarda la giornata di oggi, quando, nel pomeriggio, in contemporanea,
saranno chiusi alla circolazione il lungomare nord, lato est, dall'Hotel Europa
al Caprice ed anche viale Orsini, che ospita una manifestazione in strada, il
secondo concorso turistico intestato alla memoria di Luca Gabrielli, organizzato
dall'Istituto turistico-alberghiero "Di Poppa" e che vede la
partecipazione di numerosi Paesi stranieri. A protestare sono i titolari di
alcuni esercizi commerciali e turistici che avanzano anche la possibilità di
una citazione in giudizio verso il Comune per risarcimento danni a causa del
periodo scelto per fare i lavori. Qualcuno avanza l'ipotesi anche di
licenziamento del personale ingaggiato per maggio e giugno. Intanto Vincenzo
Santuomo, "organizer meetup" di Beppe Grillo a Giulianova, torna sul problema dell'amianto e lo fa allegando
ben 32 foto di situazioni "a rischio" nel Comune giuliese e scrive
che "nonostante le rassicurazioni d'intervento da parte
dell'amministrazione comunale di Giulianova (assessore Franco Caruso) abbiamo
ricevuto un reportage fotografico della situazione che c'è nella zona
circostante gli argini del fiume Tordino che riguarda una zona tra Villa
Pozzoni e Colleranesco. Tale è solo la situazione in questa zona, nei prossimi
giorni renderemo moto un reportage su altre zone ugualmente inquinate. Le
nostre non sono polemiche sterili o con interessi di carattere politico: è solo
un grido di dolore per l'ambiente che viene distrutto e violentato! Bisogna
intervenire al più presto. Se passerà altro tempo dovremo di nuovo fare esposti
alle autorità preposte e anche, questa volta, alla Procura della Repubblica per
inquinamento ambientale da parte di ignoti. Sediamoci a un tavolo per cercare
di risolvere i problemi: associazioni ambientaliste, forum di cittadini,
partiti politici e tutti i cittadini interessati".
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Onda edizione di
"Conversazioni dal Basso. Come blog e social media cambiano la
politica", stamattina dalle 10 nella sede di Pesaro Studi. Organizza
LaRiCa (Laboratorio di ricerca comunicazione avanzata) per i corsi di laurea in
Comunicazione e pubblicità dell'Università di Urbino. Lezione sul voto URBINO
Stamattina alle
( da "Manifesto, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
I risultati del voto
siciliano del 13 e 14 aprile scorso alla Camera e al Senato per la lista
Sinistra L'Arcobaleno non si discostano da quelli nazionali: 2,65% nella
circoscrizione occidentale, 2,63% in quella orientale, 2,58 al Senato.
Contemporaneamente si svolgevano le elezioni per l'Ars sciolta a seguito delle
dimissioni di Cuffaro e soprattutto di una legge costituzionale bipartisan,
elaborata dal governo regionale Capodicasa-Pellegrino-Cuffaro, e approvata
senza grandi clamori, da una maggioranza nazionale anch'essa bipartisan. Questa
legge ha cambiato radicalmente il sistema previsto dallo Statuto del 1947
introdotto nella Costituzione e che anticipava, non solo il sistema scelto dai
costituenti per la Repubblica italiana ma anche quello della Repubblica
federale tedesca per l'elezione di parlamenti regionali e da parte di questi
dei rispettivi esecutivi. Con la legge del 2001 si è introdotto un sistema
ibrido che assimila il sistema istituzionale della Regione siciliana (regione a
statuto speciale dotata di poteri legislativi esclusivi e di prerogative
particolari) a quello dei comuni e ha privato, tra l'altro, l'Ars della
possibilità di allontanare l'inquisito Cuffaro, con un voto di sfiducia anche
sulla base delle sue vicende processuali. Nelle precedenti elezioni tutta
l'Unione aveva candidato, attraverso la vittoria clamorosa nelle primarie, Rita
Borsellino che si era adoperata, attraverso l'originale organizzazione di
Cantieri per il programma di stabilire contatti con tutta la popolazione e di
mantenerli per tutta la breve durata, due anni, della legislatura. Sarebbe
stato logico, perciò, riproporla nelle nuove elezioni o almeno rifare le
primarie come da qualche esponente, anche della sinistra, veniva richiesto. La
direzione veltroniana del Pd ha imposto invece la candidatura di una riluttante
Anna Finocchiaro senza il vaglio delle primarie. La sinistra alternativa si
presentava perciò con il logo di Sinistra Arcobaleno-Rita Borsellino
candidandola in alcuni collegi tra cui Palermo. Ciò ha fatto della coalizione
siciliana qualcosa di più di un semplice e frettoloso cartello di gruppi
dirigenti nazionali dei quattro partiti della sinistra in cui prevalevano
istinti di auto conservazione, anche personale, rispetto all'impostazione di
una sinistra alternativa più ampia e proiettata verso il futuro. Nel dibattito
che si è aperto dopo la sconfitta l'esame del voto siciliano si presta a alcune
considerazioni utili anche per tracciare le prospettive future della sinistra
in Sicilia. La presenza di Rita Borsellino e dei suoi Cantieri presenti e
operanti nel territorio ha modificato non poco il risultato. L'Arcobaleno
siciliano ha ottenuto il 4,95%, ha sfiorato la barriera del 5% (che avrebbe
consentito l'elezione di 3 o 4 parlamentari) e, nello stesso giorno, con gli
stessi elettori, ha realizzato quasi il doppio dei voti nazionali. E' legittimo
il dubbio che in seggi elettorali dominati da esponenti dei due maggiori
raggruppamenti, entrambi concordi nella volontà di estromettere dalla scena
politica ogni alternativa di sinistra e sulla base di esperienze che hanno
trovato riscontro in recenti procedimenti giudiziari, sia stata operata una
stretta in materia di annullamenti dei nostri voti. Il computo delle preferenze
specie della provincia di Palermo dimostra l'apporto di queste forze al
risultato. Al primo posto è naturalmente Rita Borsellino con oltre 10 mila
preferenze, nei primi cinque si collocano al secondo posto il giovane
consigliere comunale Fabrizio Ferrandelli di Altra Palermo con oltre 4 mila
voti, formazione politica patrocinata proprio da Rita Borsellino e da altri
esponenti della sinistra, e al quinto posto l'altra consigliera di Altra
Palermo, Antonella Monastra, che ha superato il già lusinghiero risultato
ottenuto nelle comunali di un anno fa nella lista del Prc. Il gruppo Altra
Palermo ha al suo attivo importanti iniziative come il sostegno alla lunga
occupazione della sede del comune di Palermo da parte dei senzatetto o la
partecipazione ai movimenti contro gli inceneritoti, per l'acqua, per l'uso
sociale dei beni espropriati alla mafia e per la denuncia quotidiana delle
magagne dell'amministrazione Cammarata. Una vera opposizione quale a mia
memoria non si ricordava a Palermo da quando era consigliere comunale Pio La
Torre. Una riflessione ulteriore riguarda anche il successo
della lista Amici di Beppe Grillo che hanno ottenuto a Palermo
oltre 5 mila voti con 4.399 preferenze alla candidata anche nella lista Sonia
Alfano, personaggio della sinistra palermitana in tante iniziative contro la
mafia e per la pace e anche per i voti ottenuti dalle tre liste sorte da mini
scissioni nazionali del Prc. Dall'esame di questi dati può venire
l'indicazione della necessità di continuare a sviluppare l'esperienza
dell'unità a sinistra allargabile non solo a Rita Borsellino ma a tutti quelli
che hanno votato a sinistra e naturalmente agli astenuti e agli elettori che,
sulla base del voto utile, hanno contribuito all'eliminazione della sinistra
alternativa ma anche alla sconfitta del Pd che perde 250 mila voti in Sicilia e
della sua candidata Anna Finocchiaro che si ferma al 30% dei voti. Si tratta di
lavorare al rafforzamento di un soggetto politico nuovo legato alle grandi
tradizioni di lotta del popolo siciliano (Il Blocco del popolo di Girolamo Li
Causi) nelle condizioni nuove del XXI secolo e che abbia caratteristiche anche
di forte autonomia decisionale rispetto a centri di potere (si fa per dire)
nazionali burocratici che hanno in gran parte, con le loro scelte, determinato
anche la sconfitta in Sicilia. Una prima occasione potrebbe essere quella delle
prossime elezioni provinciali, ma purtroppo le crisi nazionali dei quattro
partiti e in particolare del Prc, che si è impegnato a breve scadenza in un
congresso ravvicinato spingono verso scelte identitarie delle singole formazioni
politiche. Forse bisognerebbe anche in Sicilia proporre un'iniziativa analoga a
quella di Firenze del 19 aprile scorso. Anche perché la vittoria di Berlusconi,
l'avvento alla Presidenza della regione dell'Mpa di Lombardo, che si propone
come contrappeso siciliano e meridionale al successo di Bossi nel nord, a
partire dall'attuazione integrale di quel che resta dello Statuto siciliano,
pone alle forze di rinnovamento la necessità di riavviare un dialogo per la
costituzione di un fronte di sinistra autonomista che sappia interpretare le
esigenze del popolo siciliano nel XXI secolo.
( da "Manifesto, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Vespri La nicchia
fedele dell'informazione Norma Rangeri Lavorare in una piccola televisione ha i
suoi vantaggi. Per esempio puoi fare tutte le trasmissioni
che vuoi sul vaffa-day di Beppe Grillo e non
incorrere in tonanti reprimende dei vertici aziendali. Al contrario di quel che
succede in Rai, dove osare raccontare i comizi grilleschi può costarti la
pubblica condanna del presidente Petruccioli, e un richiamo all'ordine del
direttorte generale. Nella piccola televisione, invece, puoi persino
mettere sotto i riflettori il tuo editore-Telecom, e non essere esiliato. Non
parli alle grandi audience, ma coltivi una nicchia di libera informazione. Gad
Lerner chiude la stagione de l'Infedele con un bilancio positivo: gli ascolti
sono cresciuti e il programma resta un fiore all'occhiello dell'informazione,
non solo de La7. La puntata conclusiva è stata riservata ai tragici fatti di
Verona, con uno studio affollato di sindaci leghisti, di esponenti di
associazioni di immigrati e di blasonati professori. Il parterre è
indubbiamente il punto di forza del programma, poco frequentato dalle figurine
dei politici dichiaranti, sempre affollato da intellettuali con qualche cosa da
dire. Come il professor Giovanni Arrighi, economista di lungo corso che ha
svolto una sorta di lectio magistrali sulle origini dell'insicurezza da cui
sono afflitte le società dell'occidente. Dopo tante chiacchiere e una campagna
elettorale vinta dal centrodestra sul tema della sicurezza, Arrighi ha spiegato
che dobbiamo esser grati della situazione attuale al liberismo economico della
signora Thatcher, poi seguito dalle politiche reaganiane. E' agli anni '80 che
dovremmo guardare per capire dove origina lo smantellamento della società del
welfare, dove prende il largo il processo di globalizzazione, quando ne fanno
le spese i paesi dell'America latina, dell'Africa, dell'Europa dell'est. E' da
quegli anni che inizia la politica dell'insicurezza, è da lì che inizia l'onda
dell'emigrazione. Altro che pericolo cinese. Arrighi sfata il luogo comune dell'operaio
cinese che fa concorrenza al nostro. Se la Cina e l'India, dice il professore,
non avessero sviluppato le loro economie, o se domani vincesse la linea di una
nuova guerra fredda con Pechino, allora sì che saremmo in una condizione
economica da anni '30. E l'immagine di un'onda anomala di immigrazione cinese
verso i nostri lidi parlava da sola. Prima o poi sarebbe interessante vedere a
confronto le tesi del professore con l'ultima moda del ritorno ai dazi e alla
teoria dello stato sovranista di Giulio Tremonti. nrangeri@ilmanifesto.it.
( da "Riformista, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Polemica
con Scalfari Il moralista e il furfante Autobiografia di Grillo Non avremmo
mai pensato, fino a qualche mese fa, di doverci occupare seriamente di una
querelle tra Eugenio Scalfari e Beppe Grillo. Due entità,
come si suol dire, incommensurabili. Uno abituato a parlare con Io, l'altro
buono appena per un "vaffa". Ma tant'è, il mondo cambia; e l'Italia, ahinoi,
cambia anche più velocemente in peggio. Il motivo del contendere è un articolo
di Eugenio Scalfari sull'Espresso , che dice cose di buon senso e anche molto
moderate. Dice che è Grillo l'arcitaliano che peggio
rappresenta i difetti degli italiani. Che dissoda il terreno sul quale
Berlusconi e Bossi gettano i semi e raccolgono i frutti. Soprattutto dice che Grillo ha un doppio standard morale: fustiga la casta
altrui, reclama la trasparenza altrui, vuol moralizzare la vita altrui. Ma
quando poi tocca a lui, quando la trovata on line di Visco rivela che guadagna
più di quattro milioni all'anno, strilla come un'aquila per la sua privacy
violata. Ma quale privacy, se sta in piazza e in tv più spesso del presidente
del Consiglio? Se è a tutti gli effetti e per sua stessa rivendicazione il capo
di un movimento politico? Per rispondere a queste critiche, nel suo blog Grillo si è cimentato nel difficile mestiere del corsivista,
particolarmente difficile quando si incrociano le lame con un polemista come
Scalfari. E si è ridotto al più vieto degli espedienti: raccontare un paio di
episodi - arcinoti - della vita professionale del fondatore di Repubblica in
cui, udite udite, non sarebbe stato del tutto coerente. Sai che trovata. Ma è
il finale del corsivo grillesco il punto in cui l'inesperienza gioca un brutto
scherzo al neo polemista. È quando indirizza a Scalfari una celebre frase di
Montanelli: "Conosco molti furfanti che non fanno i moralisti, ma non
conosco nessun moralista che non sia un furfante". Ma come hai fatto, caro
Grillo, a non capirlo? De te fabula narratur.
09/05/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Riepiloghiamo: i
cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era
legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci
celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore
Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista,
ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver
rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di
bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma
vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene
(chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano
Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e
quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al
benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto,
Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il
reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un
neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero,
ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti,
allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai
margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di
trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza
di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin,
ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa
minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta
criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle
tecniche mediatiche, richiama quelle degli anni Settanta. Che sgradevole
sensazione. Scritto in Italia, giornalismo 1 Commento " (1 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il
Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale
francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la
fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il
movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu
di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e
questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e
dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri
Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi
gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e
difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso
mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere
"senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al
mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente
positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla
superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una
generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come
sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 38 ) " (1 voti,
il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May
( da "Corriere Adriatico" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
I
fedelissimi di Beppe Grillo raccolgono le
firme a fine maggio Meetup, ombrellone a Ripe RIPE - Anche a Ripe sarà possibile
firmare per la campagna referendaria "Libera Informazione in Libero
Stato". Il Meetup di Beppe Grillo si è
costituito anche a Ripe ed è promosso dal Meetup Senigallia, fratello maggiore
costituitosi in associazione, che ha già maturato una buona esperienza nell'allacciarsi
con le altre realtà virtuali come i blog o le testate online e reali come
associazioni e comitati nei temi dell'urbanistica e della mobilità sostenibile.
"Meet Up" è l'inglese d'incontrarsi, con un'accezione di sprone a
ritrovarsi insieme. "Gli affiatati e volenterosi attivisti del Meetup di
Senigallia - si legge in una nota - hanno infatti dedicato due nuovi forum ai
cittadini dei Comuni di Ripe e di Montemarciano". Il presidente del
sodalizio, Andrea De Vercellis, riassume così il senso dei Meetup:
"Abbiamo vissuto con grande emozione i due V-Day, durante la raccolta
delle firme ci siamo sentiti parte di una comunità civile viva, che reagisce
con eleganza e pazienza all'ottundimento mediatico e consumistico originato
dalle vere lobby di potere. Abbiamo scopi costruttivi e c'interessa la
promozione sociale". E' previsto un piccolo "ombrellone" in
piazza Leopardi per sabato 31 maggio, dalle 15 alle 20 circa, con alcuni
attivisti ed un autenticatore delle firme. L'autenticatore è una presenza
tecnica e neutrale chiesta dalla Legge, in genere un funzionario comunale od un
componente del Consiglio od un notaio, che garantisce vere ed autentiche le
firme: è essenziale per la democraticità del sistema.
( da "Corriere Adriatico" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
CONVERSAZIONE
Tra Grillo e Barak Obama PESARO - Dal fenomeno Beppe Grillo alla sfida a
stelle e strisce fra Barak Obama e Hillary Clinton. Dalla comunicazione che
parte dal basso ai più alti scranni della politica. Sono i temi al centro della
seconda edizione di Conversazioni dal Basso. Come blog e social media cambiano
la politica. L'appuntamento, organizzato dal LaRiCA (Laboratorio di Ricerca
Comunicazione Avanzata) nell'ambito dei corsi di laurea in Comunicazione e
Pubblicità, è, a partire dalle 10, nella sede di Pesaro Studi (viale Trieste
296).
( da "Corriere Adriatico" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il presidente Fieg
Biancheri sollecita la riforma Giornali, vendite in calo ma aumentano i lettori
ROMA - Mentre il quarto governo Berlusconi sale al Colle per il giuramento,
dalla Federazione degli editori arriva la prima, urgente, richiesta per
l'esecutivo. "Il nuovo governo metta mano alla riforma del settore, che da
tempo è dovuta - ha scandito il presidente Boris Biancheri (nella foto) in
occasione della presentazione del rapporto su "La stampa in Italia
2005-2007" -. Non ci aspettiamo certamente dal nuovo esecutivo sostegni a
pioggia, checché ne dica Beppe Grillo, ma
aiuti mirati per dare a questo comparto industriale lo stesso tipo di supporto
che hanno altri settori, dal momento che l'editoria è fondamentale per la
cultura di un Paese civile". Secondo gli editori la situazione del
comparto è preoccupante e il momento, nonostante la presenza di alcuni elementi
positivi come la crescita dell'indice di lettura e l'espansione della
stampa gratuita, è molto delicato. Un grido d'allarme: se gli investimenti
pubblicitari crescono sulla stampa si riduce contemporaneamente la loro
incidenza sul fatturato editoriale. Viene, inoltre, confermato lo squilibrio
nella ripartizione delle risorse rispetto alla tv, caratteristica tutta
italiana. Nel 2007 - spiega la Fieg - gli investimenti pubblicitari su mezzi
stampati sono cresciuti complessivamente del 3,7% grazie al traino dei
quotidiani (+4,5%); i periodici, dopo un buon 2006 (+5,5%), hanno invece
dimezzato il loro tasso di espansione (+2,5%). Parti invertite nel primo
bimestre 2008, con un +14% per i periodici e un +3,1% per i quotidiani. E
tuttavia, se nel 2000 i ricavi pubblicitari rappresentavano il 58% del
fatturato editoriale, attualmente non arrivano al 45%. Perché? Secondo gli
editori le ragioni vanno ricercate nel persistere di una "asimmetrica
ripartizione" degli investimenti pubblicitari tra i media e quindi una
posizione di strutturale vantaggio della tv. Altro elemento critico è l'aumento
dei costi, che crescono quattro volte di più rispetto ai ricavi, a causa degli
oneri di approvvigionamento della carta (+11,2% nel 2006, +11,8% nel 2007). Nel
quadro a tinte fosche dipinto da Biancheri, emergono, tuttavia, alcuni elementi
positivi, come "la capacità degli imprenditori di intercettare le
potenzialità di interconnessione tra i vari media", "la crescita
dell'indice di lettura che contrasta con la stazionarietà degli indici di
vendita, legata alla crisi economica" e soprattutto la vera sorpresa del
settore: "L'espansione molto significativa della stampa gratuita,
cresciuta nell'ultimo anno del 25% rispetto al 2006". Per risolvere i
problemi del comparto, il presidente della Fieg ha ribadito la necessità di una
riforma che "elimini le distorsioni di carattere fiscale o legislativo che
impediscono la flessibilità delle imprese e solleciti l'attenzione per la
lettura".
( da "Opinione, L'" del 09-05-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
Argomenti: Grillo
Oggi è Ven, 09 Mag 2008
Edizione 90 del 09-05-2008 Editoria Rapporto Fieg: Biancheri presenta il conto
al Cav e polemizza con Grillo Televisione Ecco Current
Tv, il canale di Al Gore che trasforma gli spettatori in produttori La free
press salva i quotidiani Ormai le copie gratuite distribuite ogni giorno
arrivano a quota 4 milioni, più del 50% della tiratura delle copie a pagamento
di Francesco Lener "Al nuovo governo non chiediamo provvidenze a pioggia,
ma incentivi mirati e sostegni allo sviluppo. Esattamente come in altri settori
industriali e culturali, checché ne dica Beppe Grillo". La veste del polemista non si attaglia bene a Boris
Biancheri, presidente della Federazione degli Editori di Giornali, ma una
risposta al grande guastatore evidentemente andava data. L'occasione era la
presentazione del consueto rapporto sullo stato di salute della stampa
italiana. Niente di particolarmente nuovo nei risultati delle tabelle,
che indicano una certa stasi nel consumo dei quotidiani, che non crollano
soprattutto grazie alla crescita della free press, un calo evidente di
settimanali e mensili e la solita sproporzione tutta italiana degli
investimenti pubblicitari nei media, a vantaggio ovviamente della televisione.
La favorevole coincidenza dei tempi con la presentazione dei nuovi ministri
berlusconiani, più che altro, suggerisce alla Fieg di trasformare
l'illustrazione del rapporto nella presentazione di un'ampia lista della spesa
nei confronti dell'esecutivo entrante. "Questo governo ? spiega Biancheri
? deve mettere mano alla riforma dell'editoria, vanamente discussa in
Parlamento negli ultimi sette anni per una generale mancanza di sensibilità sul
tema. Per eliminare distorsioni di carattere fiscale e legislativo e
sollecitare un maggiore spirito di lettura si rendono necessarie misure che
diano slancio e ossigeno al settore". Per non risultare troppo fumose, le
proposte della Fieg vengono messe nero su bianco e distribuite ai giornalisti
presenti. Tra le principali, l'istituzione del credito d'imposta per gli
investimenti in innovazioni tecnologiche e il rifinanziamento del credito
agevolato per il settore, un fondo per la nuova occupazione e la
multimedialità, la reintroduzione del credito d'imposta per l'acquisto della
carta in favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici, l'esenzione
totale dall'Iva per il comparto dell'editoria, il potenziamento della
pubblicità dello Stato e degli enti pubblici sulla carta stampata ("a
garanzia di una maggiore trasparenza dell'attività amministrativa", dice
Biancheri), misure di incentivazione della lettura dei giornali tra i giovani,
le donne e i pensionati e nelle aree dell'Italia con bassi indici di diffusione
della stampa (cioè al sud), e l'introduzione di agevolazioni fiscali per la
sottoscrizione di abbonamenti. A proposito di abbonamenti. Qualche tempo fa
l'ormai ex sottosegretario per l'Editoria, Ricardo Franco Levi, aveva
chiaramente spiegato come per lo Stato gli incentivi all'editoria più gravosi
non siano quelli diretti ai giornali di partito e alle cooperative di giornalisti,
ma quelli indiretti, legati in particolare alle agevolazioni postali, che
avvantaggiano soprattutto i quotidiani più letti e più ricchi. La Fieg, di
contro, si scaglia duramente contro questa posizione: "L'ultima legge
finanziaria - si legge - invece di produrre l'attesa razionalizzazione degli
interventi pubblici nel settore, si è limitata a una drastica sforbiciata degli
stanziamenti sulle tariffe postali agevolate, cioè gli unici contributi
indiretti essenziali per lo sviluppo degli abbonamenti". La percentuale
degli abbonamenti sul totale dei giornali venduti segna, in effetti, un dato
allarmante in Italia: un misero 9% che sfigura contro quasi tutti i paesi
europei. "Le agevolazioni postali ? secondo Federico Megna, responsabile
dell'ufficio studi della Fieg ? sono una sorta di risarcimento alle
inefficienze del sistema dei servizi, e comunque non costituiscono una voce di
bilancio per i quotidiani che indirettamente ne beneficiano. Se si taglieranno
ancora, dovremo arrenderci ad arrivare a un livello di abbonamenti pari a
quello della Grecia". A consolare gli animi ci sono i dati relativi
all'indice di penetrazione della lettura dei giornali, che aumenta
significativamente, e a qualche segnale di risveglio della pubblicità. Per i
quotidiani, in particolare, il 2006 vede aumentare il fatturato editoriale del
2,7% rispetto all'anno precedente, una crescita che si riduce all'1,7% nel 2007
e che viene in buona parte vanificata dall'aumento dei costi, saliti del 3,1%
nel 2006 e del 6.1% nel
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Gli editori al
governo: subito la riforma MYRTA MERLINO Mentre il quarto governo Berlusconi
sale al Colle per il giuramento, dalla Federazione degli editori arriva la
prima, urgente, richiesta per l'esecutivo. "Il nuovo governo metta mano
alla riforma del settore, che da tempo è dovuta - ha scandito il presidente
Boris Biancheri (foto) in occasione della presentazione del rapporto su
"La stampa in Italia 2005-2007" -. Non ci aspettiamo certamente dal
nuovo esecutivo sostegni a pioggia, checché ne dica Beppe Grillo, ma aiuti mirati per dare a questo comparto industriale lo
stesso tipo di supporto che hanno altri settori, dal momento che l'editoria è
fondamentale per la cultura di un Paese civile". Secondo gli editori la
situazione del comparto è "preoccupante" e il momento, nonostante la
presenza di alcuni elementi positivi come la crescita dell'indice di lettura
e l'espansione della stampa gratuita, è molto delicato. Un grido d'allarme: se
gli investimenti pubblicitari crescono sulla stampa si riduce
contemporaneamente la loro incidenza sul fatturato editoriale. Viene, inoltre,
confermato lo squilibrio nella ripartizione delle risorse rispetto alla tv,
caratteristica tutta italiana. Nel 2007 - spiega la Fieg - gli investimenti
pubblicitari su mezzi stampati sono cresciuti complessivamente del 3,7% grazie
al traino dei quotidiani (+4,5%); i periodici, dopo un buon 2006 (+5,5%), hanno
invece dimezzato il loro tasso di espansione (+2,5%). Parti invertite nel primo
bimestre 2008, con un +14% per i periodici e un +3,1% per i quotidiani. E
tuttavia, se nel 2000 i ricavi pubblicitari rappresentavano il 58% del fatturato
editoriale, attualmente non arrivano al 45%. Perché? Secondo gli editori le
ragioni vanno ricercate nel persistere di una "asimmetrica
ripartizione" degli investimenti pubblicitari tra i media e quindi una
posizione di "strutturale vantaggio" della tv. Non a caso nel primo
bimestre 2008 il fatturato pubblicitario delle tv generaliste è cresciuto del
4,8%. Altro elemento critico è l'aumento dei costi, che crescono quattro volte
di più rispetto ai ricavi, a causa degli oneri di approvvigionamento della carta
(+11,2% nel 2006, +11,8% nel 2007). Nell'ultimo biennio, dunque, il fatturato
editoriale dei quotidiani (ricavi da vendita e da pubblicità) è aumentato, ma i
costi operativi sono cresciuti in modo più sostenuto, determinando un calo del
margine operativo lordo delle imprese. Per quanto riguarda i ricavi, nel
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
BENETAZZO PARLA
DELLA CRISI MONDIALE "Il petrolio a 250 dollari al barile" L'euro
forte salva molte piccole aziende. Incerte prospettive Il circolo culturale
Gran Guardia e l'associazione Ares di Rovigo hanno organizzato presso il
Cavaliere di Bosaro una serata davvero particolare, avendo come ospite il
broker finanziario Eugenio Benettazzo. Il 34enne vicentino ha esposto in
maniera molto decisa il tema estremamente attuale "Mutui, prestiti,
banche, aspettando un nuovo 1929?" con moderatori Ennio Boschetti e Andrea
Bimbatti. Lo scorso anno quando venne a Rovigo per la prima volta, Benettazzo
aveva pronosticato che il prezzo del petrolio sarebbe stato entro un anno
superiore ai 100 dollari al barile (allora era sui 54 dollari) e così infatti
si è verificato. Lavorando prettamente nelle borse di
Malta, Italia e Svizzera, il "Beppe Grillo
dell'economia", così come è stato ribatezzato, ha la possibilità di poter
analizzare in maniera profonda quelli che sono i problemi di micro e macro
economia, con lo scopo di svegliare le coscienze dei cittadini, in un lessico
che è accessibile a tutte le platee. Il predicatore finanziario ha fatto
il punto su quello che sarà lo scenario mondiale relativo al mercato dei tassi
di interesse, all'immobiliare, al settore energetico, alle banche, ma
soprattutto puntando i riflettori sul costo del petrolio e sulle conseguenze
che avrà sul nostro stile di vita. "Il petrolio arriverà a quota 250
dollari al barile, bisogna ringraziare di avere l'Euro forte sul dollaro,
perchè altrimenti troveremo molte persone sulla strada non più in grado di
comperare generi di prima necessità. Tanti mestieri scompariranno, tipo
artigiani e commercianti, l'unica soluzione per uscire da questa crisi sarebbe
che scomparissero un miliardo di persone dalla terra, ma non dalle zone povere
quanto piuttosto da quelle ricche. Il peggiore investimento è spendere 20mila
euro per l'acquisto di un'auto; molto meglio comperare chili d'oro. Negli Stati
Uniti si sta registrando un crollo nelle vendite di Ford, Chrysler e General
Motors, tutti stanno comperando le utilitarie giapponesi specie la Toyota che
continua a fare utili e ad essere sul mercato in maniera più che
competitiva".Al pubblico presente a Bosaro, Benettazzo si è posto in
maniera irriverente e dissacratoria, eseguendo un'analisi lucida e critica
senza eguali, basata sulla radiografia ed evoluzione dell'attuale scenario
economico planetario.Marco Scarazzatti.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
REFERENDUM
Raccolte già 500 firme FeltreOltre cinquecento firme per Grillo. Questo il
numero di adesioni raccolte lo scorso 25 aprile nel gazebo degli "Amici di
Beppe Grillo",
allestito anche a Feltre per il V2 Day sulla "libera informazione in un
libero Stato" (secondo appuntamento ideato dal comico Beppe Grillo per denunciare
le ingiustizie presenti nel nostro Paese). La raccolta firme, che continua anche nell'Ufficio
Elettorale del Comune di Feltre, serve per proporre tre referendum:
l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, la cancellazione dei contributi
pubblici all'editoria e l'eliminazione del testo unico Gasparri sulla
radiotelevisione.
( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
PRIMA ASSEMBLEA
(FIUME) A ROMA DOPO LA FUSIONE CON CAPITALIA. RIVISTI AL RIBASSO GLI OBIETTIVI
Unicredit dimezza l'utile trimestrale [FIRMA]FRANCESCO MANACORDA INVIATO A ROMA
Il primo trimestre non dà certo grandi soddisfazioni: un miliardo di utile
netto, in calo del 51% rispetto allo stesso periodo del 2007, come del resto
già annunciato il mese scorso. Ma la promessa di Alessandro Profumo è che
nell'intero 2008 Unicredit migliorerà il risultato rispetto a 6,56 miliardi
dell'anno passato nonostante una revisione al ribasso dell'utile per azione
previsto per l'anno in corso. Agli analisti finanziari, che incontra prima
dell'assemblea che approverà il bilancio - è il suo battesimo a Roma, dopo la
fusione con Capitalia - l'ad di Unicredit annuncia che l'utile per azione
quest'anno sarà ridotto rispetto agli 0,65-0,66 euro previsti dal piano
industriale 2005-2008, ma sarà comunque compreso tra gli 0,52 e gli 0,56 euro.
Se questa forchetta verrà rispettata l'utile netto consolidato dovrebbe
attestarsi tra i 6,8 e i 7,3 miliardi. E davanti alle telecamere di Class-Cnbc,
Profumo spiega anche che "il peggio della crisi finanziaria è
passato", escludendo che ci siano in programma altre svalutazioni sugli
Abs, gli strumenti finanziari legati ai famigerati mutui subprime. Ma le note
rassicuranti non bastano a convincere la Borsa: Unicredit mette subito la
retromarcia e chiuderà a 4,78 euro in calo del 3,26%. Gli uomini di Profumo si
consolano paragonando i dati a quelli di una giornata nera per tutti i bancari
in Europa: Intesa-Sanpaolo che cede il 2,87%, Societé Generale il 2,54% e così
via. Molta attesa per il banchiere e la banca che guardano all'Europa, alla
prova della "piazza" capitolina. Il presidente tedesco Dieter Rampl
cita Goethe e loda Roma in italiano, poi dirige il traffico - in inglese - nel
corso di un'assise fiume che si chiuderà quando attorno ai palazzoni dell'Eur è
già notte inoltrata. Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Roma e
arcinemico dell'ex presidente Cesare Geronzi, celebra il cambio della guardia
con la sua presenza e grandi saluti ai nuovi vertici. In terra romana Profumo
non trova nè nostalgici di Capitalia né troppi soci imbufaliti per il calo del
titolo negli ultimi mesi. Invece è un turbinare di richieste sindacali e
para-sindacali. Da segnalare, anche il dilagare di interventi contro le
stock-option: mercati in crisi e retribuzioni milionarie
innescano polemiche in stile Beppe Grillo.
Pochi brividi sui dossier tutti italiani. La Roma e l'arrivo di Soros?
"Non siamo coinvolti in eventuali cessioni di asset" da parte
dell'Italpetroli di Sensi, dichiara laconico Profumo. Però non esclude la
possibilità di prendere il controllo del gruppo, esercitando l'opzione che ha
su un ulteriore 2% del capitale. Alitalia? "Non abbiamo manifestato
e non abbiamo interessi in proprio. Laddove si dovessero presentare opportunità
per conto dei clienti le valuteremo". E anche il tema di culto
Mediobanca-Generali è solo sfiorato: "Non abbiamo nessuna intenzione di
controllare né l'una né l'altra". Più utile, allora, concentrarsi sui dati
finanziari di un gruppo che ormai fa in Italia solo il 40% del suo attivo. Il
primo trimestre è colpito soprattutto dal risultato - potenzialmente negativo
per circa un miliardo - della divisione dedicata ai mercati e alla banca
d'investimento, che ha dovuto svalutare 642 milioni sugli Abs in portafoglio.
Ma Profumo guarda al bicchiere mezzo pieno: la crescita del 15% dell'utile
dell'attività tradizionale - sportelli e finanziamenti alle imprese - mentre
l'esposizione diretta ai subprime è ormai "risibile". "Dai 164
milioni di euro del dicembre 2007 - spiega l'ad - siamo passati a 94 milioni a
fine marzo". E la capitalizzazione della banca - che crea qualche
apprensione in Moody's - per l'ad non è un problema, tanto da escludere ipotesi
di aumento di capitale: "Abbiamo un obiettivo di Core Tier 1 (uno dei
principali indicatori di capitale, ndr) che resta al 6,8 nel medio periodo.
Oggi è al 5,5% ma a fine anno arriveremo al 6%". Perché queste certezze
siano scalfite, sarebbe necessaria - dice Profumo -"una drastica
recessione non solo negli Usa e in Europa, ma anche in Asia".
( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Pietra dello
scandalo una rassegna sul teatro gay Milano, alla fine Moratti licenzia Sgarbi
[FIRMA]STEFANO TOTORO MILANO Il "Vade retro" questa volta non è il
titolo di una mostra omosex, che aveva suscitato tante polemiche, ma il congedo
che nel giorno del compleanno (56 anni) l'assessore alla Cultura, Vittorio
Sgarbi, riceve dal sindaco di Milano, Letizia Moratti: ritiro della delega. Il
critico d'arte è fuori dalla giunta di Palazzo Marino e sbotta: "Per me
questa cosa non è accaduta, è irricevibile. La Moratti ha fatto delle
considerazioni personali in base al fatto che il suo pensiero è diverso dal
mio. Ora chiamo Berlusconi e sento cosa ne pensa". A due anni dalle
elezioni, l'atto di revoca suggella un progressivo allontanamento tra il
sindaco e l'(ex) assessore, accusato di aver mancato "di rispetto alla
giunta comunale e nei confronti dei cittadini", al punto da aver infranto
il "rapporto di fiducia con il sindaco e gli assessori". Le prime
tensioni c'erano state sui graffittari che il critico d'arte aveva difeso. Poi
la lite sulla mostra "Vade retro-arte e omosessualità", quando il
sindaco decise la rimozione di dieci ritratti con riferimenti alla religione e
alla pedofilia e la risposta di Sgarbi fu molto dura: "I capi delegazione
riuniti nel convento delle Carmelitane con suor Letizia hanno dettato le
regole". In seguito tanti altri contrasti, sulla Scala come sulle nuove panchine,
sui grattacieli come sull'Ultima cena di Leonardo. Infine, nelle ultime
settimane, i due episodi che hanno portato al licenziamento. Per far passare il
patrocinio del Comune a una rassegna di teatro gay, a fine aprile Sgarbi ha
fatto sparire dal titolo della delibera la parola omosessuale. Così, dal
provvisorio "Teatro omosessuale" si è passati a "Liberi amori
possibili". Un trucchetto che secondo Sgarbi avrebbe dovuto servire a
evitare nuove polemiche, ma che il sindaco non ha affatto gradito. Quindi,
sulla carriera da assessore già un po' in bilico, ha gravato l'apparizione in
tv ad "AnnoZero", quando Sgarbi ha usato il suo noto linguaggio
colorito, fra insulti e parolacce, per attaccare Marco
Travaglio e il comico Beppe
Grillo che aveva criticato
l'oncologo Umberto Veronesi. "Quando la Moratti me l'ha detto non ho
fiatato", ha spiegato ieri Sgarbi. A tratti incredulo, ha aggiunto che la
delibera sul teatro gay era stata accettata da tutti i colleghi assessori:
"Il sindaco - ha detto - ha tratto considerazioni affrettate. E su
"AnnoZero"? "Ho difeso i milanesi, ricevendo le congratulazioni
di molti esponenti del centrodestra, da Berlusconi a Bossi, Castelli, Salvini.
Maroni addirittura mi ha abbracciato davanti a tutti".
( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
ROQUETTE.
AUTORIZZAZIONE AMBIENTALE La Conferenza chiede altra documentazione Non sarà
ancora concessa l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) alla Roquette di
Cassano. La Conferenza dei servizi, riunita ieri ad Alessandria per la terza
seduta, ha chiesto all'azienda ulteriori integrazioni alla documentazione
consegnata a marzo, intorno alla quale sono sorte numerose polemiche a causa
della secretazione nei confronti dei cittadini che partecipano alla sedute, i
quali hanno presentato esposti alla Procura e al difensore civico regionale.
Rispetto all'aumento della produttività annunciato, la Roquette dovrà
documentare quale incidenza avrà sulle emissioni. Per il conseguente incremento
del traffico da e per lo stabilimento cassanese la Conferenza ha chiesto un
utilizzo maggiore della linea ferroviaria, a cui il sito è collegato. Sono
stati concessi inoltre 90 giorni per consegnare uno studio sulla composizione
delle sostanze che producono il forte odore avvertito in paesi vicini. La
Conferenza ha richiesto, fra l'altro, una relazione sull'utilizzo del metanolo
da parte dell'amideria, e sulle altre sostanze immesse in atmosfera. Il
dirigente del settore ambiente della Provincia, Claudio Coffano: "E'
probabile sia necessaria una quarta seduta, quasi certamente dopo l'estate.
Abbiamo chiesto un serie di integrazioni in particolare sulle emissioni in atmosfera
e un'accelerazione sui tempi di consegna di alcuni studi". La Roquette,
che riteneva di aver fornito una documentazione ampiamente sufficiente, prende comunque atto delle nuove richieste, ma manifesta
perplessità e inquietudine per le sempre nuove richieste di integrazione, che
stanno rendendo sempre più complesso, difficoltoso e lungo il procedimento di
acquisizione dell'Aia. Alla seduta ha preso parte un esponente
dell'associazione Amici di Beppe Grillo.
( da "Prima Comunicazione" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Data: 09/05/2008
Fonte: Ansa Categoria: Televisione RAI: ANNOZERO; SORTINO (AGCOM),NON C'E'
ANCORA UNA DECISIONE POL:RAI 2008-05-09 14:31 RAI: ANNOZERO; SORTINO
(AGCOM),NON C'E' ANCORA UNA DECISIONE FIRENZE (ANSA) - FIRENZE, 9 MAG -
"Abbiamo semplicemente acquisito il materiale relativo alla trasmissione
ai fini di valutare se ci sia spazio per un provvedimento. Ma non c'é ancora
una decisione". Lo ha detto il commissario
dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Sebastiano Sortino, a
margine di un seminario sull'emittenza radiotelevisiva locale, rispondendo ad
una domanda sull'istruttoria aperta dall'Agcom sulla puntata di Anno Zero del
primo maggio dedicata al V2-Day di Beppe Grillo.
(ANSA). GRO/ S0A S41 QBXX.
( da "Rai News 24" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Milano | 9 maggio
2008 Sgarbi cacciato da Palazzo Marino forse sottosegretario Sgarbi con
Napolitano alla Fiera del Libro Con il sindaco Moratti "nessuna
possibilita' di dialogo". Il giorno dopo la clamorosa rottura, l'assessore
alla Cultura di Milano Vittorio Sgarbi, "cacciato" dice lui, continua
a difendere le sue ragioni e rivela di averne gia' parlato ieri sera con Silvio
Berlusconi. "Ho ricevuto il consenso di Maroni, Castelli e
Berlusconi", dice Sgarbi. A Berlusconi, l'ormai ex assessore alla Cultura
di Milano, spiega di aver sottolineato "l'insensatezza delle offese
ricevute". "Io ho fatto solo bene per la citta' - sostiene - ho
difeso Berlusconi da chi lo insultava e gli dava del fascista come l'architetto
Daniel Libeskind. Sui grattacieli di Milano la penso come Berlusconi, difendo
la citta' contro una intollerabile speculazione". A questo punto,
sottolinea, "eliminare uno scomodo mi sembra una forma di grossolana
ingenuita' da parte del sindaco". Anzi, ribadisce, "e' la Moratti che
e' fuori dalla linea, e' lei che manca di rispetto verso i cittadini non avendo
la capacita' di opporsi alla speculazione". Quindi, niente dialogo:
"Non lo posso accettare - spiega Sgarbi - quando invece di essere
ringraziato vengo cacciato. Non voglio favori, ma giustizia". Quanto alla
possibilita' di essere chiamato a fare il sottosegretario ai Beni Culturali,
ruolo per il quale Sgarbi si e' in piu' di un'occasione candidato: "Ne ho parlato
con Berlusconi - rivela - lui mi ha detto che ne parlera' con Bondi". Ma
c'e' la possibilita' che questo avvenga? "E' un'ipotesi politica
rispettabile - conclude - ma non decido io, decide Berlusconi". Sgarbi e
Moratti, convivenza difficile a Palazzo Marino Da ieri Vittorio Sgarbi non e'
piu' l'assessore alla Cultura del Comune di Milano. "La mancanza di
rispetto per la Giunta" e "l'atteggiamento non consono ai doveri di
pubblico amministratore assunto in varie occasioni, anche pubbliche" hanno
convito il sindaco di Milano a ritirare al critico d'arte le deleghe. Dopo
nemmeno due anni di coabitazione si e' rotto l'incanto tra Sgarbi e "suor
Letizia", come lui stesso ebbe a definirla dopo la prima grande crisi del
luglio scorso, legata alla censura della mostra 'Vade Retro Arte e
Omosessualita'. A rompere definitivamente "il rapporto di fiducia"
tra il primo cittadino e l' assessore hanno pesato anche le recenti
affermazioni del critico d'arte che, appena dieci giorni fa, si diede vanto di
aver "ingannato" i propri "ignari" colleghi proponendo il
patrocinio a una rassegna di teatro omosessuale mascherato dietro all'innocuo
titolo "Liberi amori possibili". Ma anche le sue esternazioni durante
la trasmissione televisiva, giovedi' scorso, di Anno Zero a difesa dell'oncologo Umberto Veronesi attaccato da Beppe Grillo. Ma i
due recenti episodi non sono che la punta di un iceberg. A pochi giorni dalle
elezioni politiche, l'assessore alla Cultura propose un referendum sul
"grattacielo storto" di Daniel Libeskind, uno dei tre grattacieli,
fiori all'occhiello del progetto di Citylife all'ex Fiera, che cambieranno lo
skyline della Milano dell'Expo. Sarebbe potuto sembrare una normale
valutazione estetica (peraltro espressa anche da Silvio Berlusconi) se non
fosse che lo stesso Libeskind, amico del sindaco Moratti, dovrebbe anche
firmare il nuovo museo dell'arte contemporanea, sempre nell'area di Citylife,
cui il critico non nascose di preferire il progetto di museo elaborato da Renzo
Piano nelle ex acciaierie Falck nella vicina Sesto San Giovanni. Del resto
Sgarbi aveva anche detto apertamente che lo stesso Piano, per Pirelli Re, aveva
presentato un progetto migliore di quello di Citylife sull'area ex fieristica.
Nei suoi due anni da assessore, Sgarbi ha sempre tentato di smarcarsi dalla
posizioni della giunta e del suo sindaco. Mentre il Comune lanciava la campagna
antigraffiti, defini' i murales del centro sociale Leoncavallo una
"moderna Cappella Sistina" e nel marzo del 2007 riusci' a portare al
Pac proprio quegli artisti normalmente abituati a disegnare sui muri di Milano.
Risale infine allo scorso gennaio l'ultimo terremoto sulle mostre inopportune
dell'assessore: le monografie fotografiche di Von Gloeden, di Witkin e di
Saudek. Ma le polemiche poi rientrarono dopo un chiarimento con il sindaco
sulle linee di politica culturale del Comune. Questa volta invece, dopo lo
sfogo a 'parolacce' durante la trasmissione di Santoro, l' assessore non e'
riuscito ad arginare l'ira del sindaco.
( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
LA 21ª FIERA
INTERNAZIONALE DEL LIBRO PROTAGONISTI "Ti aspettiamo: e ti chiedo di usare
la tua credibilità per spiegare ai giovani l'importanza della lettura" Caro Grillo
difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci
fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo
riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito
come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un
ritrovarsi tra amici, come abbiamo sempre cercato che sia. Ci passa
anche molta gente di spettacolo, e quest'anno, tra i molti, ci saranno Dario
Fo, Luciana Littizzetto, Ascanio Celestini, Sergio Rubini, Alessandro
Benvenuti, Michele Di Mauro. Perché il pubblico vi segue con tanta
partecipazione, e anzi vi fa credito di una credibilità che tanti altri
soggetti pubblici e privati hanno perso da tempo? Perchè detta da voi la
politica o l'antipolitica diventano qualcosa che riguarda tutti? Forse perché
l'artista, il giullare (nell'accezione migliore del termine) appare libero da
condizionamenti, da ingessature linguistiche, da calcoli di potere. Con i suoi
sberleffi dice quello che molti pensano, ma non hanno la possibilità, il
coraggio e anche gli adeguati mezzi espressivi di dire. Questa credibilità vi
carica di grandi responsabilità, ma anche di grandi potenzialità. Anni fa
Fiorello, volendo ringraziare i suoi spettatori di un successo trionfale, si scusò
di non saper trovare le parole adatte perché aveva letto e studiato troppo
poco. Ci è sembrato un grande spot per il libro. Sarebbe bello, caro Grillo, che lei chiudesse la cinque giorni del Lingotto
facendosi testimonial del libro e con la forza della sua comunicativa spiegasse
soprattutto ai ragazzi quanto la lettura sia importante per loro. Perché un
libro ti consente di conoscere il mondo e te stesso, ti aiuta a dare un senso
alla tua esistenza, a vivere molte vite, a saperne di più. Perché anche quando
richiede applicazione e fatica ti ripaga ampiamente, come l'andare in montagna
o praticare uno sport. In un mondo in cui sempre più le persone valgono per
quello che sanno, il libro rimane un fondamentale strumento di crescita
individuale e collettiva. Un vecchio sindacalista, Di Vittorio, diceva che il
padrone conosce cento parole, l'operaio dieci, per questo vince sempre il
padrone. Adesso il discorso è un po' più complicato, siamo tutti più poveri di
parole, e anche per questo non ce la passiamo tanto bene. Glielo dica lei, Grillo, che le cose le sa dire così bene: se non sappiamo
costruirci ali di carta per volare, ci sarà sempre qualcuno che ci terrà
inchiodati per terra, in una condizione subalterna o servile di cittadini di
seconda categoria. Di esclusi.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo
Redditi online Visco
non mi piace ma stavolta ha fatto bene Caro Direttore, non ho mai avuto la minima
simpatia per il ministro Visco, e ho anche avuto già modo di rubarLe tempo e
spazio per dire quanto sono contrario alla tassazione dei redditi redditi
online Visco non mi piace ma stavolta ha fatto bene Caro Direttore, non ho mai
avuto la minima simpatia per il ministro Visco, e ho anche avuto già modo di
rubarLe tempo e spazio per dire quanto sono contrario alla tassazione dei
redditi. Ciò nonostante l'iniziativa di pubblicare su Internet i redditi degli
Italiani aveva tutta la mia approvazione. Il diritto dei furbi di nascondersi
se lo sono inventati i furbi e i garanti della privacy. E, anche se certamente
non gliene importa nulla, al garante che ha ordinato l'oscuramento di quelle
pagine non stringerò mai la mano. Diovessi incontrarlo, gli volterei le spalle
e non lo saluteri per tutto l'oro del mondo. Il diritto a manifestare il
proprio disprezzo non può essere oscurato nemmeno dal garante della privacy. Antonio Attanasio grillo / 1 Dall'alto dei suoi 4 milioni può
permettersi di insultare tutti Nella ricorrenza del 1° maggio, solito
palcoscenico di sindacalisti e politici schierati. Non poteva mancare Beppe Grillo che, dall'alto del suo reddito annuo dichiarato superiore ai 4
milioni di euro, può permettersi di dire le solite banalità e di insultare
tutti. Evidentemente tale atteggiamento va bene a qualcuno se è vero che
il citato Grillo è lautamente pagato, gira in Cayenne,
ha la Barca (con la B maiuscola) e quant'altro. Spero vivamente che con il
nuovo governo certi personaggi spariscano dalle televisioni così come Santoro e
Marco Travaglio e certe trasmissioni di parte siano oscurate: sono quanto di
più insulso si possa mettere in onda. Liberiamoci una volta per sempre di tal
infidi soggetti e forse l'informazione sarà più vivibile e corretta. Marco
Tettamanti grillo / 2 Non capisco perché non gradisce che si conosca il suo
reddito Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il
reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di
un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol
semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che
qua proprio "non c'è trucco e non c'è inganno", davanti a milioni di
spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra
quelli cui non va giù che si conosca l'entità del suo reddito. Gianfranco
Mortoni Una lezione La sconfitta del Pd a Roma sia monito per le amministrative
La vignetta più bella, quella di Giannelli: "Saluti da Roma, Papa tedesco
e sindaco Alemanno". Lo striscione più irridente e, per certi versi più
irritante, come sale sulle ferite, quello posizionato sui gradini del
Campidoglio dai ragazzi del fronte della Gioventù: "Walter, santo
subito". È una sorta di Via Crucis differita quella che Walter Veltroni
sembra affrontare con la rassegnazione di chi ha capito che il calice amaro, a
questo punto, va bevuto fino in fondo. A poco serve sapere che la storia
prevede un finale con risurrezione. Adesso bisogna affrontare il Golgota.
Mentre la folla osanna e acclama il suo nuovo Re di Roma e il passaggio dal
Calvario si fa frustrante in tutta la sua drammaticità, nonché angosciante
nella sua tragica solitudine. Di Cirenei, disposti a condividere il peso della
croce, nemmeno l'ombra. Di centurioni, invece, ansiosi di sferrare l'ultimo
colpo nel costato, se ne contano forse anche troppi. Una storia che torna, come
nella vecchia pellicola di un film, alla sua ennesima replica, l'immagine ora è
ferma sul corpo di Cesare esposto sul sagrato del Senato. Prima o poi arriverà
Antonio a cantarne l'elogio di uomo d'onore. Il Partito Democratico, oltre le
conseguenze dell'anomala percezione dell'attività governativa precedente,
sconta un deficit di credibilità costruito su scelte sabbiose dal sapore
decisamente ambiguo e da un tasso reale di rinnovamento piuttosto evanescente.
Ci voleva più coraggio, per contrapporre a una legge elettorale, dichiarata
infame, liste formate con le primarie e candidati espressi dai territori.
Troppo in fretta è stata liquidata la richiesta di Michele Emiliano, sindaco di
Bari e segretario di Puglia. La stessa scelta di Francesco Rutelli è apparsa
contraddittoria, con lo spirito innovativo proclamato dal Pd e con le vicende
controverse che ne hanno accompagnato il percorso evolutivo. Ricordiamo tutti
il ?bel guaglione? tra i frenatori più appassionati di quel processo. E come
tanti altri dirigenti a livello locale, sia Ds che Margherita, certo non era
tra le figure più spendibili per testimoniarne la novità. Monito utile per le
prossime elezioni amministrative del 2009. Gianni Alemanno l'ha spuntata perché
percepito più autentico, più diretto, più semplice, e alla fine più affidabile.
Immacolato da precedenti esperienze di governo locale, aveva dalla sua il credito
acquisito con quella nazionale al dicastero dell'Agricoltura. Espressione da
combattente, tenacia da scalatore, coraggio delle proprie scelte e piglio
volitivo sono state le credenziali, che hanno dato all'elettore capitolino la
sicurezza cercata, per una decisione altrettanto coraggiosa. Sembrava Barabba,
potrebbe rivelarsi un moderno Ben Hur, voglioso di tranquillizzare le
inquietudini più nascoste, di dialogare con gli avversari e capace di dar corpo
a progetti imponenti come si conviene ad ogni Re di Roma. Antonio Gelormini
educazione Giusto quel decalogo ma la colpa è dei figli Cara Provincia Ho letto
attentamente la lettera del prof. Angelo Belluschi "Il decalogo per fare
di un figlio un delinquente". Sono pienamente d'accordo. I genitori al
giorno d'oggi vogliono i figli ma non pensano che poi sono da educare e seguire
sin da giovani per poi far sì che abbiano a loro volta la capacità di educare i
figli. Io sono ancora di una generazione in cui i genitori non lesinavano
qualche "buon scappellotto" che ritengo era tanto zucchero oggi però
se lo fa il genitore viene denunciato al telefono azzurro e passerà per un mare
di guai. Ho un figlio di 51 anni e ai suoi tempi l'ho rimproverato e punito se
era il caso. Tanto per far comprendere mio nipote di 22 anni si è meravigliato
che mio figlio mi chiedesse ancora il permesso per andare da qualche parte e
lasciare me in negozio. Io gli ho risposto che tutti prima o poi dovremo
rispondere delle nostre azioni e che l'educazione deve far parte del bagaglio
della vita. lettera firmata La risposta Non c'è "allarme democratico"
nelle sparate del Senatur Egregio Direttore, non mi trovo d'accordo con
l'articolo di fondo di Antonio Marino a proposito delle ultime esternazioni del
parlamentare Bossi. Io continuo a ritenere (so di essere un nostalgico rottame
delle buone maniere istituzionali) che non si tratti di un innocuo
"scoppiettio verbale". Cito le dichiarazioni testuali: "Non so
cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho
trecentomila uomini sempre a disposizione". "Mi auguro che la
sinistra scelga la via delle riforme, non come l'altra volta che non vollero
assolutamente la riforma federale". Ma non basta: Berlusconi dice che i
fucili della Lega sono solo di carta? Ecco la replica di Bossi: "I fucili
sono sempre caldi". Di fronte a queste parole - aggravate dal peso
elettorale della Lega, che non va certo enfatizzato ma che rappresenta comunque
quasi un italiano su dieci - io penso che dovremmo invece essere tutti chiari.
Io ci provo, assumendomi naturalmente la responsabilità di quanto scrivo. Io
penso che un alto dirigente politico, che si candida a Ministro della
Repubblica Italiana, si comporti in modo assolutamente irresponsabile
rilasciando dichiarazioni del genere. E penso che sia colpevole l'acquiescenza
- o la sottovalutazione - da parte delle forze politiche che non si oppongono
concretamente a questo svilimento delle istituzioni. Io credo che non dovrebbe
esserci tolleranza, da parte del Capo dello Stato e dello stesso Parlamento
della Repubblica, nei confronti di simili atti che costituiscono una offesa
alla convivenza civile nel paese e alla stessa democrazia. Non basta
minimizzare o buttarla sul ridere: la Soria ci insegna che l'istigazione a
delinquere può purtroppo trovare una sponda in qualche pazzo capace di prendere
alla lettera quelli che sembrano solo innocui deliri. Mi firmo, doverosamente,
Angelo Bruno Protasoni Risponde Antonio Marino Mi scuso, anzitutto, per il
ritardo con il quale ripondo. Ho tuttavia l'impressione che i giorni trascorsi
abbiano in qualche modo già chiarito, con le inevitabili precisazioni a destra
e a manca, il contesto e il senso delle parole di Bossi. Al leader leghista era
stato chiesto ? in sostanza ? se non temesse, vista la loro esclusione dal
Parlamento, eventuali manifestazioni di piazza anche violente della sinistra
estrema. Di qui l'eterna evocazione dei fucili, ma ? come dire? ? in funzione
di ?difesa? democratica. Convincerà il lettore Protasoni questa spiegazione? Ho
l'impressione di no. E non certo perché sia ?un nostalgico rottame delle buone
maniere istituzionali?, ma perché ha evidentemente della vita politica e delle
sue manifestazioni una concezione ?alta?, anche formalmente, che ha ? purtroppo
? poco a che vedere con la realtà attuale. La mia opinione, espressa
nell'editoriale citato, è tuttavia che le dichiarazioni di Bossi possono essere
accettate o rifiutate per come sono state espresse, mentre non si può montare
su di esse un ?allarme democratico? del quale, francamente, non vedo sintomi
significativi negli eccessi verbali del Senatùr né, soprattutto, nelle
attitudini dell'elettorato leghista. Punti di vista Non è giusto parlar male
del presidente del Consiglio Eccola di nuovo praticare il suo sport preferito,
cioè quello di dileggiare Silvio Berlusconi. Infatti Silvana Maggio Orsini
sulla rubrica "le lettere" auspica una eruzione del Vesuvio in
ocasione del primo consiglio dei ministri che il presidente "in
pectore" ha preannunciato volere tenere a Napoli. Ritengo la battuta
niente affatto spiritosa. Dove è finita la supremazia intellettuale e culturale
della sinistra? Distinti saluti Lorenzo Benzi Ironia a doppio senso I conti di
Berlusconi e il tram del prof. Prodi Egregio direttore, Prodi ebbe a dire in
uno dei suo momenti di massima ispirazione: "Berlusconi si attacca alle
cifre, come gli ubriachi ai lampioni". Ora il pensionato Romano, che
nessuno vuole più, sapete che fa? "Si attacca al tram". Enzo
Bernasconi 09/05/2008.