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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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Report "Grillo"

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Indice delle sezioni

Grillo (39)


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! ( da "Azione, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo, l'informazione è una cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della professione e dell'

Vassalle fa il mattatore per Grillo ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Di Luca Traini Vassalle fa il mattatore per Grillo L'avvocato all'attacco delle banche dal palco di Torino Dalle aule giudiziarie alla piazza della seconda, corale, filippica mediatica di Beppe Grillo. E' salito su un inedito palcoscenico, l'avvocato Roberto Vassalle, e ha cambiato la traiettoria delle sue bordate, ma non il bersaglio: gli istituti di credito,

LA CENSURAA GRILLO ( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Censura preventiva a Beppe Grillo. Così lo scrittore Andrea De Carlo commenta l'invito rivolto a Grillo dal direttore della Fiera Ernesto Ferrero con l'esplicita richiesta di non fare comizi e parlare solo di letteratura. Invito puntualmente rifiutato 09/05/2008.

Più lettori ma vendite in calo ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Al nuovo governo non chiediamo sostegni a pioggia, checché ne dica Beppe Grillo, ma sostegni mirati e soprattutto una riforma dell'editoria". Per ridare "slancio e ossigeno al settore" secondo la Fieg bisogna istituire il credito d'imposta per gli investimenti in innovazioni tecnologiche e rifinanziare il credito agevolato;

Il V2-Day continua Raccolta firme tutti i sabati di maggio ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Day continua Raccolta firme tutti i sabati di maggio BEPPE GRILLO CONTINUERÀ la raccolta firme del V2-Day: il Meetup cesenate dei seguaci di Beppe Grillo sarà tutti i sabati di maggio, a partire da domani, in galleria Urtoller dalle 9 alle 13. Inoltre, i residenti potranno sostenere il referendum per la libera informazione anche all'urp del Comune.

DAL FENOMENO <Beppe Grillo> alla sfida a stelle e strisce fra Bar ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 4 DAL FENOMENO "Beppe Grillo" alla sfida a stelle e strisce fra Bar... DAL FENOMENO "Beppe Grillo" alla sfida a stelle e strisce fra Barak Obama e Hillary Clinton. Dalla comunicazione che parte "dal basso" ai più alti scranni della politica. Temi al centro della seconda edizione di "Conversazioni dal basso.

Scalfari: Grillo è l'Italia peggiore. La replica: leggete quello che diceva Montanelli sui moralisti ( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: è uscito col nome di Beppe Grillo. E allora la chiacchiera svagata si è riscaldata e le opinioni si sono divise. Grillo - a suo modo - denuncia la casta politica e la licenzia ogni sera con il suo "Vaffa" che non risparmia nessuno". "Ma perché Grillo si agita? - chiosa Scalfari ricordando la pubblicazione on line dei redditi 2005- La risposta è semplice:

Preoccupa la situazione dell'editoria italiana ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Inoltre si conferma lo squilibrio nella ripartizione delle risorse rispetto alla tv, caratteristica solo italiana. "Non ci aspettiamo dal nuovo esecutivo sostegni a pioggia, checchè ne dica Beppe Grillo, ma mirati per dare a questo comparto lo stesso tipo di supporto di altri settori", ha dichiarato Biancheri.

Dopo Annozero la Moratti licenzia Vittorio Sgarbi Polemica anche per la rassegna di teatro gay. Il sindaco ritira le deleghe al critico d'arte, che replica: Non capisce la politica ( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo. Molto dura, il sindaco, in un comunicato, nel quale tra l'altro denunciava da parte del suo assessore atteggiamenti non consoni ai doveri di pubblico amministratore e "comportamenti contrari alla lealtà nei confronti del Sindaco e della Giunta incidendo negativamente sull'operato ed immagine di tali organi e creando un clima di tensione interno alla maggioranza politica"

Case del sesso, tremano i proprietari ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Mentre il Paese festeggiava la liberazione e Beppe Grillo arringava le folle radunate per il V2-Day, i carabinieri del Nucleo investigativo (molti in borghese) e quelli della stazione di Sestu hanno passato al setaccio i palazzi di Cortexandra, il nuovo quartiere sorto ai margini della vecchia 131: se n'erano andati portandosi dietro sei giovanissime.

Un grande mercatino per i trent'anni del Calcit ( da "Nazione, La (Arezzo)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Panariello, Fiorello, Crozza, Beppe Grillo, Negramaro, Zucchero, Dalla, De Gregori, renga, raf, Baglioni, Ferro, Elisa, Collina, Graziani. Cappellini magari da abbinare alle mille t-shirt firmate Joerivetto e dedicate alla "bella storia" del Calcit, anche queste al banco della pesca.

Grillo, santoro e i censori rai ( da "Tirreno, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Spettacolo Grillo, Santoro e i censori Rai Annozero va in vacanza, e non sarà un arrivederci Se Gad Lerner, a l'Infedele, dedica la serata al vaffa-day di Beppe Grillo nessuno si scandalizza. Se la stessa cosa avviene ad Annozero, il programma di Michele Santoro, scattano tutti sull'attenti i censori di viale Mazzini.

Destra ( da "Tirreno, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Luca VAFFA DAY Troppi soldi a Grillo? Però dice tante verità Come al solito ecco gridare allo scandalo: Beppe Grillo guadagna quanto io guadagnerei in duecento anni (ma Berlusconi, aggiungo, guadagna quanto io guadagnerei forse in duemila anni). Dagli al demone. Ma se io sono interessato a quello che dice Grillo, vado a teatro, pago il biglietto e passo la serata.

Avvocati, manager e imprenditori: ecco tutti i più ricchi (e tartassati) ( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo che che dichiarando 4 milioni e 272mila euro ne versa al fisco uno e otto, al terzo posto troviamo un manager che forse non tutti conoscono ma che fa invidia a molti: Antonio Cavo, manager di punta dell'Elsag Bailey che ha dichiarato tre anni fa un imponibile lordo di 3 milioni di euro e qualche spicciolo,

L'editoria chiede aiuto al Governo ( da "Libertà" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: checché ne dica Beppe Grillo, ma sostegni mirati al pari di altri comparti industriali e soprattutto una riforma dell'editoria". Per ridare "slancio e ossigeno al settore", secondo la Fieg bisogna innanzitutto istituire il credito d'imposta per gli investimenti in innovazioni tecnologiche e rifinanziare il credito agevolato;

Il vetro soffiato ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: è uscito col nome di Beppe Grillo. E allora la chiacchiera svagata si è riscaldata e le opinioni si sono divise. Grillo - a suo modo - denuncia la casta politica e la licenzia ogni sera con il suo 'Vaffa' che non risparmia nessuno: destra e sinistra, politici e magistrati, imprenditori e sindacati, banchieri e giornalisti.

Riservato ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: è un Pulitzer per Beppe Ciò che Beppe Grillo aggredisce, la Bollati Boringhieri difende: il giornalismo. A fine maggio l'editore torinese pubblica in italiano 'Sul giornalismo', il celebre scritto dell'americano Joseph Pulitzer che legittimava la cronaca accurata e l'inchiesta indipendente come risorsa della società democratica.

Editoria, i costi (+6%) salgono più dei ricavi (+1,4%) ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: intervento dello Stato a sostegno dell'Editoria, e replicando a Beppe Grillo ha precisato che non si tratta di bussare a sostegni a pioggia ma di rivendicare invece interventi nella stessa misura di altri comparti che ne hanno beneficiato. Dalla Fieg viene quindi un invito a riconoscere pari dignità alla carta stampata rispetto ad altri comparti.

Il becchino al teatro di Collecchio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: alla Procura di Milano di Beppe Grillo e poi grida, schiamazzi, truffati con cartelli. Tuttavia, a distanza di oltre quattro anni dal default, la vicenda di Calisto Tanzi fa ancora parlare di sé. Ieri, è stato il caso di un americano selezionato per far parte della giuria che nei prossimi tre mesi dovrà decidere se Citigroup deve ritenersi corresponsabile del crack della Parmalat.

GIULIANOVA - Ieri battesimo di fuoco per i lavori del lungomare nord, in quanto lo stesso, o ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: di Beppe Grillo a Giulianova, torna sul problema dell'amianto e lo fa allegando ben 32 foto di situazioni "a rischio" nel Comune giuliese e scrive che "nonostante le rassicurazioni d'intervento da parte dell'amministrazione comunale di Giulianova (assessore Franco Caruso) abbiamo ricevuto un reportage fotografico della situazione che c'

PESARO Dal fenomeno Beppe Grillo alla sfida americana tra Obama e Clinton. Temi al centro della sec ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract:

Sinistra siciliana, la sconfitta che viene da lontano ( da "Manifesto, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Una riflessione ulteriore riguarda anche il successo della lista Amici di Beppe Grillo che hanno ottenuto a Palermo oltre 5 mila voti con 4.399 preferenze alla candidata anche nella lista Sonia Alfano, personaggio della sinistra palermitana in tante iniziative contro la mafia e per la pace e anche per i voti ottenuti dalle tre liste sorte da mini scissioni nazionali del Prc.

La nicchia fedele dell'informazione ( da "Manifesto, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Per esempio puoi fare tutte le trasmissioni che vuoi sul vaffa-day di Beppe Grillo e non incorrere in tonanti reprimende dei vertici aziendali. Al contrario di quel che succede in Rai, dove osare raccontare i comizi grilleschi può costarti la pubblica condanna del presidente Petruccioli, e un richiamo all'ordine del direttorte generale.

Polemica con Scalfari ( da "Riformista, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Polemica con Scalfari Il moralista e il furfante Autobiografia di Grillo Non avremmo mai pensato, fino a qualche mese fa, di doverci occupare seriamente di una querelle tra Eugenio Scalfari e Beppe Grillo. Due entità, come si suol dire, incommensurabili. Uno abituato a parlare con Io, l'altro buono appena per un "vaffa".

Criminalizzare il nord-est, scherzando su un morto ( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere".

Meetup, ombrellone a Ripe ( da "Corriere Adriatico" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: I fedelissimi di Beppe Grillo raccolgono le firme a fine maggio Meetup, ombrellone a Ripe RIPE - Anche a Ripe sarà possibile firmare per la campagna referendaria "Libera Informazione in Libero Stato". Il Meetup di Beppe Grillo si è costituito anche a Ripe ed è promosso dal Meetup Senigallia, fratello maggiore costituitosi in associazione,

Tra Grillo e Barak Obama ( da "Corriere Adriatico" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: CONVERSAZIONE Tra Grillo e Barak Obama PESARO - Dal fenomeno Beppe Grillo alla sfida a stelle e strisce fra Barak Obama e Hillary Clinton. Dalla comunicazione che parte dal basso ai più alti scranni della politica. Sono i temi al centro della seconda edizione di Conversazioni dal Basso.

Giornali, vendite in calo ma aumentano i lettori ( da "Corriere Adriatico" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: checché ne dica Beppe Grillo, ma aiuti mirati per dare a questo comparto industriale lo stesso tipo di supporto che hanno altri settori, dal momento che l'editoria è fondamentale per la cultura di un Paese civile". Secondo gli editori la situazione del comparto è preoccupante e il momento, nonostante la presenza di alcuni elementi positivi come la crescita dell'

La free press salva i quotidiani ( da "Opinione, L'" del 09-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo

Abstract: checché ne dica Beppe Grillo". La veste del polemista non si attaglia bene a Boris Biancheri, presidente della Federazione degli Editori di Giornali, ma una risposta al grande guastatore evidentemente andava data. L'occasione era la presentazione del consueto rapporto sullo stato di salute della stampa italiana.

GLI EDITORI AL GOVERNO: SUBITO LA RIFORMA ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: checché ne dica Beppe Grillo, ma aiuti mirati per dare a questo comparto industriale lo stesso tipo di supporto che hanno altri settori, dal momento che l'editoria è fondamentale per la cultura di un Paese civile". Secondo gli editori la situazione del comparto è "preoccupante" e il momento, nonostante la presenza di alcuni elementi positivi come la crescita dell'

<Il petrolio a 250 dollari al barile> ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lavorando prettamente nelle borse di Malta, Italia e Svizzera, il "Beppe Grillo dell'economia", così come è stato ribatezzato, ha la possibilità di poter analizzare in maniera profonda quelli che sono i problemi di micro e macro economia, con lo scopo di svegliare le coscienze dei cittadini, in un lessico che è accessibile a tutte le platee.

Raccolte già 500 firme ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: REFERENDUM Raccolte già 500 firme FeltreOltre cinquecento firme per Grillo. Questo il numero di adesioni raccolte lo scorso 25 aprile nel gazebo degli "Amici di Beppe Grillo", allestito anche a Feltre per il V2 Day sulla "libera informazione in un libero Stato" (secondo appuntamento ideato dal comico Beppe Grillo per denunciare le ingiustizie presenti nel nostro Paese).

Unicredit dimezza l'utile trimestrale ( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: retribuzioni milionarie innescano polemiche in stile Beppe Grillo. Pochi brividi sui dossier tutti italiani. La Roma e l'arrivo di Soros? "Non siamo coinvolti in eventuali cessioni di asset" da parte dell'Italpetroli di Sensi, dichiara laconico Profumo. Però non esclude la possibilità di prendere il controllo del gruppo, esercitando l'opzione che ha su un ulteriore 2% del capitale.

Milano, alla fine Moratti licenzia Sgarbi ( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: per attaccare Marco Travaglio e il comico Beppe Grillo che aveva criticato l'oncologo Umberto Veronesi. "Quando la Moratti me l'ha detto non ho fiatato", ha spiegato ieri Sgarbi. A tratti incredulo, ha aggiunto che la delibera sul teatro gay era stata accettata da tutti i colleghi assessori: "Il sindaco - ha detto - ha tratto considerazioni affrettate.

La Conferenza chiede altra documentazione ( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: prende comunque atto delle nuove richieste, ma manifesta perplessità e inquietudine per le sempre nuove richieste di integrazione, che stanno rendendo sempre più complesso, difficoltoso e lungo il procedimento di acquisizione dell'Aia. Alla seduta ha preso parte un esponente dell'associazione Amici di Beppe Grillo.

RAI: ANNOZERO; SORTINO (AGCOM),NON C'E' ANCORA UNA DECISIONE ( da "Prima Comunicazione" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lo ha detto il commissario dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Sebastiano Sortino, a margine di un seminario sull'emittenza radiotelevisiva locale, rispondendo ad una domanda sull'istruttoria aperta dall'Agcom sulla puntata di Anno Zero del primo maggio dedicata al V2-Day di Beppe Grillo. (ANSA). GRO/ S0A S41 QBXX.

Sgarbi cacciato da Palazzo Marino forse sottosegretario ( da "Rai News 24" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: oncologo Umberto Veronesi attaccato da Beppe Grillo. Ma i due recenti episodi non sono che la punta di un iceberg. A pochi giorni dalle elezioni politiche, l'assessore alla Cultura propose un referendum sul "grattacielo storto" di Daniel Libeskind, uno dei tre grattacieli, fiori all'occhiello del progetto di Citylife all'ex Fiera, che cambieranno lo skyline della Milano dell'

Caro Grillo ( da "Stampa, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un ritrovarsi tra amici,

Redditi online Visco non mi piace ma stavolta ha fatto bene Caro Direttore, non ho mai avuto la minima simpatia per il ministro Visco, e ho anche avuto già modo di rubarLe tempo e ( da "Provincia di Sondrio, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Antonio Attanasio grillo / 1 Dall'alto dei suoi 4 milioni può permettersi di insultare tutti Nella ricorrenza del 1° maggio, solito palcoscenico di sindacalisti e politici schierati. Non poteva mancare Beppe Grillo che, dall'alto del suo reddito annuo dichiarato superiore ai 4 milioni di euro, può permettersi di dire le solite banalità e di insultare tutti.


Articoli

GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! (sezione: Grillo)

( da "Azione, L'" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

L'AZIONE - Articoli - Grillo, l'informazione è una cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della professione e dell'editoria. Fa di ogni erba un fascio e con questo non rende un positivo servizio al mondo dei media. Si deve distinguere. No, l'informazione è una cosa seria, non uno spettacolo in piazza. Ne ho conosciuti di giornalisti lazzaroni negli oltre 35 anni di professione. Li potrei indicare con nome e cognome: prostrati e untuosi davanti al potere, arroganti con i poveri diavoli. Fedifraghi. Senza anima. Pronti a vendersi per un sorriso del direttore di turno, per un saltino di carriera o per una vile monetina. Ci sono i parassiti, gli inutili, i giubilati, i graziati, i nullafacenti. Strapagati per quello che non fanno o fanno finta di fare. La lista è lunga. Questa è casta, che va con chiarezza denunciata, che non è più tollerata. Che inquina il sistema dell'informazione. Che promuove, incentiva e giustifica la disinformazione poiché prima di tutto si fanno valere gli interessi di parte. Sono tanti questi lazzaroni che quotidianamente offendono il mestiere, ma sono pure sempre una minoranza rispetto alla stragrande maggioranza che tutti i giorni è ai remi per scovare e raccontare i fatti della vita, per informare con correttezza nel rispetto delle persone, per rendere un servizio positivo alla comunità. Sono discreti e preparati lavoratori dell'informazione: senza privilegi, senza riconoscimenti particolari, senza stipendi eccellenti ed oggi sempre più senza garanzie e senza prospettive. Non appaiono, non sono protagonisti nel mondo del gossip. Sono i giornalisti ai quali sta a cuore il contratto di lavoro, che non hanno da oltre tre anni. Vogliamo parlare di questi profession isti seri, costretti per sopravvivere spesso a "chinare la schiena"? "O magna sta minestra e salta sta finestra". I quali vanno capiti: di mezzo c'è il pane. è troppo bello filosofare quando si ha la pancia piena, ma non quando si ha ben poco di cui vivere. L'informazione è malata, la disinformazione regna troppo spesso nelle redazioni, ma non prendiamocela con l'anello più debole: individuiamo e denunciamo i veri responsabili. Incominciamo a ragionare sui signori dei media e sui media del potere prima ancora che del potere dei media, che troppo spesso, superficialmente, è attribuito ai giornalisti. Aboliamo l'Ordine, dice Grillo: lo si può anche fare, ma, nonostante le lacune e le insufficienze, ricordiamo che è la sola realtà che tenta di arginare comportamenti scorretti, incursioni piratesche, ambiguità, anomalie. Che fa formazione e informazione per la categoria. Va piuttosto aggiornato, rafforzato e reso più autorevole. Si prende di mira la legge Gasparri, che indica le norme di principio di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai, della quale si chiede l'abrogazione. A detta anche di insigni giuristi e di attenti osservatori del settore, più presto si riesce a superarla meglio è. Una onesta distinzione va fatta a proposito della richiesta di abolire il finanziamento pubblico dell'editoria. Ci sono media e media: perché finanziare giornali la cui mission è il business e i cui bilanci sono ricchi? Perché sostenere giornali che fingono di essere di "partito" o di movimenti politici, ma che in realtà tali non sono? Sono facilmente scopribili la solita furbizia, la facile scappatoia: per questi non ha senso e non è giustificato il finanziamento. Diverso è il ragionamento che si impone per la stampa che promuove un'informazione di servizio, attenta alla formazione e alla dimensione civile, culturale, religiosa, politica della società, il cui obiettivo non è sicuramente il profitto e per la quale il sostegno pubblico è ossigeno. Sono i media che "cercano la verità per condividerla", una bella espressione ripresa dal titolo della 42ª Giornata delle comunicazioni sociali, nella quale si denunciano un rischio inquietante e una nobile prospettiva per il sistema informativo del nostro tempo: "Occorre evitare che i media diventino il megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo. Essi possono e devono, invece, contribuire a far conoscere la verità sull'uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a distruggerla". Ci colpisce la riflessione di papa Benedetto; ci diverte, ma non ci tocca il V2-day di Beppe Grillo. Non confondiamo i maestri con i comici. Presidente Ucsi Veneto.

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Vassalle fa il mattatore per Grillo (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Di Luca Traini Vassalle fa il mattatore per Grillo L'avvocato all'attacco delle banche dal palco di Torino Dalle aule giudiziarie alla piazza della seconda, corale, filippica mediatica di Beppe Grillo. E' salito su un inedito palcoscenico, l'avvocato Roberto Vassalle, e ha cambiato la traiettoria delle sue bordate, ma non il bersaglio: gli istituti di credito, i banchieri e (omaggio al tema del V-day di Torino) a quei giornalisti dei quotidiani nazionali che 'vorrei scrivere, ma non me lo lasciano fare'. Tentazione antipolitica per il concorrente della Brioni nella corsa a sindaco, diventato capogruppo di Forza Italia? No. "Vado dovunque mi chiamino per parlare di queste cose", chiarisce. Toni e argomentazioni da carta bollata sono rimasti nel cassetto. Sul palco del 25 aprile l'avvocato s'è adattato, ha pescato dal vocabolario dei padroni di casa ed ha chiuso in crescendo chiamando la folla all'invettiva contro l'associazione delle banche e il governatore di Bankitalia. Grillo l'aveva invitato e Grillo l'ha presentato alla piazza: "Vince le cause contro le banche, si fa restituire i soldi, ma la gente non lo sa. Vi dirà qualcosa su come le piccole imprese sono strozzate". Lui: "Il mio mestiere è combattere le prepotenze dei potenti e degli arroganti". Le banche. "Sepolcri imbiancati pieni di ogni putridume", le ha definite rispolverando l'espressione che il Vangelo riserva a scribi e farisei. L'attacco contro coloro che "portano via le case alle vedove e i risparmi non solo ai vecchietti", ha colpito anche una certa informazione che Vassalle chiama in causa come 'connivente', perché risponde agli stessi padroni. Le banche che hanno messo in ginocchio i risparmiatori con i bond-spazzatura e quelle che strozzano le imprese con i prodotti derivati spacciati come assicurazione contro il rischio di rialzo dei tassi d'interesse. L'avvocato ha sbandierato i numeri delle 'vittime' - un milione di persone e centomila aziende ("si tratta di milioni di posti di lavoro, si tratta di ricchezza nazionale", ha detto) - per dire che è stata "una truffa colossale, la più grande truffa, la stampa sapeva. E il problema non è risolto, si sta aggravando". La libertà di informazione? "Una grande schifezza". "Noi vogliamo giustizia, vogliamo trasparenza, vogliamo correttezza, vogliamo tribunali che funzionino". La requisitoria cresce di tono e il linguaggio si fa colorito. Sino a quell'invito che scatena la voce dellla piazza contro l'Abi e il governatore Draghi.

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LA CENSURAA GRILLO (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Censura preventiva a Beppe Grillo. Così lo scrittore Andrea De Carlo commenta l'invito rivolto a Grillo dal direttore della Fiera Ernesto Ferrero con l'esplicita richiesta di non fare comizi e parlare solo di letteratura. Invito puntualmente rifiutato 09/05/2008.

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Più lettori ma vendite in calo (sezione: Grillo)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Cultura e Spettacoli Più lettori ma vendite in calo Costi in rialzo, l'editoria in crisi chiede aiuto al governo ROMA. Il mondo dell'editoria vive un momento di crisi e chiede il sostegno del governo, come "qualsiasi altro settore industriale". Sfatando l'opinione comune che vuole gli italiani scarsi lettori di quotidiani, la Federazione degli editori rivela nel suo ultimo rapporto che l'aumento dei costi, quattro volte superiore alla crescita del fatturato, sommato alle difficoltà della distribuzione in abbonamento ed contrazione dei redditi ha influito sul rallentamento delle vendite nel 2007 e nella prima parte del 2008. Bilancio positivo invece per la free press e per l'informazione via internet, non in conflitto col resto della stampa. L'indagine della Fieg relativa all'ultimo triennio, "La stampa in Italia", evidenzia che nel 2007 le vendite dei quotidiani hanno subito una leggera flessione (-0,3), dopo i segnali di ripresa del 2006 (+0,9), ma a confronto col 2000 il calo è del -9,5%. E se nel 2006 i ricavi da vendita e pubblicità registravano un +2,7% rispetto al 2005, nel 2007 la crescita si è ridotta all'1,7%. A fronte di costi operativi passati dal +3,1% del 2006 a +6,1% del 2007. Non va meglio per i periodici e per i mensili: in un anno -4,2 e -3,9%. Negli ultimi sette anni i settimanali sono aumentate (da 55 a 63), ma la diffusione è passata da una media di quasi 15 milioni di copie a numero a 13,774 milioni. La platea di lettori però si è allargata. Come ha rivelato il Censis, nel 2007 circa 40,4 milioni di persone hanno letto copie di quotidiani tradizionali, giornali gratuiti e cercato news su siti internet di quotidiani. Di questi oltre 40 milioni di lettori dai 14 anni in su, il 67% sceglie un quotidiano a pagamento, il 34,7% legge testate gratuite e il 21,1% i quotidiani online, che non hanno abbassato la media delle vendite. Esistono poi due Italie anche nelle percentuali di penetrazione e vendita della carta stampata: 50% al Nord, dove si vendono 114 copie per 1000 abitanti, 49,6% al Centro con 104 copie, solo 33% al Sud, dove le vendite crollano a 60 copie per 1000 abitanti. Il presidente della Federazione, Boris Biancheri. "Al nuovo governo non chiediamo sostegni a pioggia, checché ne dica Beppe Grillo, ma sostegni mirati e soprattutto una riforma dell'editoria". Per ridare "slancio e ossigeno al settore" secondo la Fieg bisogna istituire il credito d'imposta per gli investimenti in innovazioni tecnologiche e rifinanziare il credito agevolato; e sul fronte della promozione alla lettura, introdurre agevolazioni fiscali per la sottoscrizione di abbonamenti. Annalisa D'Aprile.

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Il V2-Day continua Raccolta firme tutti i sabati di maggio (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

CESENA pag. 5 Il V2-Day continua Raccolta firme tutti i sabati di maggio BEPPE GRILLO CONTINUERÀ la raccolta firme del V2-Day: il Meetup cesenate dei seguaci di Beppe Grillo sarà tutti i sabati di maggio, a partire da domani, in galleria Urtoller dalle 9 alle 13. Inoltre, i residenti potranno sostenere il referendum per la libera informazione anche all'urp del Comune. "Il 25 aprile è stato un trionfo ? dice raggiante Daniele Mariani ?, abbiamo raccolto circa 1700 firme per ognuno dei tre quesiti. Ci hanno detto che in un solo giorno, a Cesena, non se n'erano mai viste così tante". Gli iscritti al Meetup sono 300, gli attivisti una ventina. Hanno un sito: http://beppegrillo.meetup.com/143. Le firme sono per chiedere un referendum abrogativo dell'ordine dei giornalisti, dei contributi pubblici all'editoria e della legge Gasparri. Ancora non sanno se presenteranno una lista alle amministrative 2009, ma si godono la crescita: "I firmatari ? raccontano ? erano dai 18enni agli ultra 70enni. Sono stati talmente tanti che abbiamo impegnato quindici banchetti...".

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DAL FENOMENO <Beppe Grillo> alla sfida a stelle e strisce fra Bar (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

PESARO pag. 4 DAL FENOMENO "Beppe Grillo" alla sfida a stelle e strisce fra Bar... DAL FENOMENO "Beppe Grillo" alla sfida a stelle e strisce fra Barak Obama e Hillary Clinton. Dalla comunicazione che parte "dal basso" ai più alti scranni della politica. Temi al centro della seconda edizione di "Conversazioni dal basso. Come blog e social media cambiano la politica", giornata di studio in cui i protagonisti della rete in Italia, assieme a giornalisti, docenti e studenti dei corsi di laurea in Comunicazione e pubblicità di Pesaro e Urbino, discuteranno degli effetti sociali (e politici) delle nuove forme di comunicazione via internet, divenuta ormai polo d'attrazione di una comunità virtuale sempre più attiva e partecipata. L'appuntamento, organizzato dal Larica (Laboratorio di ricerca comunicazione avanzata) nell'ambito dei corsi di laurea in Comunicazione e pubblicità dell'Università degli studi di Urbino "Carlo Bo", è per questa mattina a partire dalle 10, nella sede di Pesaro Studi (viale Trieste 296, Pesaro). Il workshop proseguirà nel pomeriggio. Infotel: 0722 305726 - http://conversazionidalbasso.wordpress.om/.

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Scalfari: Grillo è l'Italia peggiore. La replica: leggete quello che diceva Montanelli sui moralisti (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Scalfari: Grillo è l'Italia peggiore. La replica: leggete quello che diceva Montanelli sui moralisti... "Discutendo con amici della situazione presente, che certo non è tra le più semplici da interpretare e delle più liete da vivere per chi la pensa come me, qualcuno ha posto la domanda di chi sia il personaggio che più da vicino rappresenti i difetti degli italiani. Chi sia insomma l'arcitaliano del peggio". È l'incipit della rubrica di Scalfari oggi in edicola sull'"Espresso". Che prosegue: "Uno degli amici con i quali si faceva chiacchiera su questo argomento più per passatempo che per analisi seria, alla fine se n'è uscito col nome di Beppe Grillo. E allora la chiacchiera svagata si è riscaldata e le opinioni si sono divise. Grillo - a suo modo - denuncia la casta politica e la licenzia ogni sera con il suo "Vaffa" che non risparmia nessuno". "Ma perché Grillo si agita? - chiosa Scalfari ricordando la pubblicazione on line dei redditi 2005- La risposta è semplice: nell'elenco dei contribuenti c'è ovviamente anche il suo nome (ed anche il nostro); risulta che nell'anno in questione il Profeta abbia dichiarato un reddito di 4 milioni e 200 mila euro... Il Nostro, come molti, predica bene e razzola malissimo. Perciò mi sembra giusto annoverarlo tra i personaggi emblematici dell'Italia peggiore". La risposta di Grillo non si è fatta attendere. Sul suo sito ricorda la biografia politica ed editoriale di Scalfari. E poi chiosa: "Nel libro: "Incontro con Io" ha svelato: "Ho finalmente raggiunto la pienezza di me". Montanelli ha detto: "Conosco molti furfanti che non fanno i moralisti, ma non conosco nessun moralista che non sia un furfante. Senza, per carità, allusione a Scalfari. Solo come promemoria".

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Preoccupa la situazione dell'editoria italiana (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

FIEG.Urge la riforma Preoccupa la situazione dell'editoria italiana ROMA La situazione del comparto dell'editoria è "preoccupante", nonostante la presenza di alcuni elementi positivi, come la crescita dell'indice di lettura e l'espansione della stampa gratuita: per questo la Federazione degli editori auspica che "il nuovo governo metta mano alla riforma del settore". Lo dice il presidente della Fieg, Boris Biancheri presentando il rapporto "La stampa in Italia 2005-2007". Le difficoltà, dice la Fieg, sono legate prima di tutto al fatto che crescono gli investimenti pubblicitari sulla stampa, ma si riduce la loro percentuale di incidenza sul fatturato. Inoltre si conferma lo squilibrio nella ripartizione delle risorse rispetto alla tv, caratteristica solo italiana. "Non ci aspettiamo dal nuovo esecutivo sostegni a pioggia, checchè ne dica Beppe Grillo, ma mirati per dare a questo comparto lo stesso tipo di supporto di altri settori", ha dichiarato Biancheri.

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Dopo Annozero la Moratti licenzia Vittorio Sgarbi Polemica anche per la rassegna di teatro gay. Il sindaco ritira le deleghe al critico d'arte, che replica: Non capisce la politica (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Dopo "Annozero" la Moratti licenzia Vittorio Sgarbi Polemica anche per la rassegna di teatro gay. Il sindaco ritira le deleghe al critico d'arte, che replica: "Non capisce la politica del Pdl" Amore non ce n'è mai stato, ma adesso è arrivato il tempo del divorzio: Letizia Moratti ha liquidato il suo assessore alla cultura, Vittorio Sgarbi, il critico d'arte più famoso d'Italia. Il pretesto la Moratti lo ha trovato nella sceneggiata televisiva, a colpi di insulti e parolacce, allestita da Sgarbi ad "Annozero", la trasmissione condotta da Michele Santoro, durante la quale peraltro Sgarbi aveva difeso l'illustre oncologo Veronesi dagli attacchi di Beppe Grillo. Molto dura, il sindaco, in un comunicato, nel quale tra l'altro denunciava da parte del suo assessore atteggiamenti non consoni ai doveri di pubblico amministratore e "comportamenti contrari alla lealtà nei confronti del Sindaco e della Giunta incidendo negativamente sull'operato ed immagine di tali organi e creando un clima di tensione interno alla maggioranza politica", La replica del critico d'arte è arrivata a stretto giro di posta. Sgarbi ha fatto sapere di "considerare irricevibili le ragioni che hanno spinto il sindaco al ritiro delle mie deleghe, oltre che profondamente lesive della mia dignità". La polemica di Sgarbi nei confronti della giunta e del suo sindaco era stata sempre forte. Altre volte si era giunti sull'orlo della rottura, salvo trovare poi nuovi accomodamenti. Era capitato con la censura, ad esempio, imposta dalla Moratti alla mostra voluta da Sgarbi sull'arte omosessuale. Segnalando mancanza di lealtà, la Moratti ha evidentemente alluso ad un'altra iniziativa di Sgarbi una rassegna di teatro, legata a testi nei quali veniva affrontato il tema dell'omosessualità, che il critico e assessore non aveva presentato in delibera come tale per evitare intralci alla sua proposta di patrocinio comunale. A proposito il critico d'arte ha rivelato: "Ho presentato in quel modo la delibera sulla rassegna di teatro gay, proprio per eliminare le polemiche e per evitare che si affermasse l'orgoglio gay...". Ma è sulle proprie esternazioni nella puntata di "Anno Zero", che Vittorio Sgarbi non ha voluto accettare alcun appunto: "Non si può rimproverare a me quello che Berlusconi, Bossi, Maroni e Castelli avrebbero detto al mio posto. Dopo tutto, ho anche difeso un illustre cittadino milanese come Veronesi che veniva ignobilmente insultato. Mi sarei piuttosto aspettato un ringraziamento. Se il sindaco di Milano non capisce lo spirito del Popolo delle Libertà, allora si pone un problema politico... ". Pierfrancesco Majorino, a nome del Pd milanese, ha osservato che la scelta di Sgarbi come assessore era stata imposta alla Moratti direttamente da Silvio Berlusconi e che il sindaco ha da sempre vissuto quella decisione come una camicia di forza, polemizzando spesso con il suo assessore. "La notizia della "rimozione" di Vittorio Sgarbi - ha commentato Majorino - lascia davvero a bocca aperta. Il Sindaco si è mosso con scaltro cinismo evitando di compiere un gesto simile in campagna elettorale, il che denota totale mancanza di stile... Al momento ci sembra un gesto privo di un'idea di governo della cultura. Ci auguriamo di non essere costretti in futuro a rimpiangere Vittorio Sgarbi.

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Case del sesso, tremano i proprietari (sezione: Grillo)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Cagliari e Provincia Pagina 1019 Inchiesta dei carabinieri: chiede scusa il sito internet che pubblicava le inserzioni (con foto) delle lucciole cagliaritane Case del sesso, tremano i proprietari Inchiesta dei carabinieri: chiede scusa il sito internet che pubblicava le inserzioni (con foto) delle lucciole cagliaritane Sfruttamento: nel mirino professionisti e imprenditori --> Sfruttamento: nel mirino professionisti e imprenditori Case sequestrate, prostitute identificate: è l'inchiesta dei carabinieri sulle case del sesso. Tremano professionisti e imprenditori: affittare alle lucciole, per gli investigatori, è favoreggiamento. I canoni sono decisamente fuori mercato: 900, 1.000, anche 1.200 euro al mese per appartamenti che, affittati a inquilini qualsiasi, frutterebbero sì e no la metà. A prezzi così, per pagare il mutuo bastano sette anni e mezzo. La chiave del successo economico, in certi casi, sta nella capacità di chiudere gli occhi quel tanto che basta a non vedere cosa fa, in casa tua, l'inquilino. O meglio: le inquiline. BATACCHI E PATATE Venezuelane "bellissime e affascinanti, disponibilissime anche tutti i giorni". Moldave "prima volta a Cagliari". Persino una "bellissima filippina completissima disp i nibile" (l'italiano non è una lingua semplice) a "preliminare spinto", zona "Cagliari centro". E questi sono solo gli annunci pubblicabili. Gli altri, scritti in un linguaggio ben più esplicito e corredati da foto che nulla lasciano alla fantasia, stavano sulla sezione "Incontri" di un sito internet, Bakeca.it, che la settimana scorsa ha oscurato le inserzioni più osé ("Cari utenti, niente più "batacchi" e "patate"") e fatto ammenda, annunciando che stanno dando la massima collaborazione alle "forze dell'ordine". Cioè, per la precisione, ai carabinieri del nucleo operativo provinciale di Cagliari, titolari di un'indagine che ha preso il via qualche settimana fa e, fra un sequestro di casa e un altro, da Quartu Sant'Elena a Castello, dalla Marina a Cortexandra, procede nel massimo riserbo. Nel senso che dettagli, da via Nuoro, non ne forniscono proprio: bocche cucite; come sempre, quando in pentola c'è qualcosa di grosso. NOMI CHE CONTANO Una cosa è certa: l'indagine sta facendo tremare nomi che contano, in città. Professionisti e imprenditori facoltosi che, affittando con una certa disinvoltura le proprie case, quasi certamente non si aspettavano di rischiare un'accusa infamante: favoreggiamento o, se le cose dovessero mettersi male, sfruttamento della prostituzione. Roba più adatta a brutti ceffi in canottiera e catenone d'oro che a rispettabili colletti bianchi. In fondo, loro, hanno semplicemente ceduto in affitto delle case, e nulla sapevano o sospettavano di ciò che succede fra quelle mura. E, in fondo, prostituirsi non è reato. Sì, certo; però sfruttare o favoreggiare la prostituzione sì. E, secondo gli investigatori, i proprietari non hanno in atto le cautele del caso. Né risulta che nei contratti d'affitto sia esplicitato il divieto di esercitare, negli appartamenti in questione, attività illegali o contrarie alla morale pubblica. E del resto, difficilmente le inquiline potrebbero pagare tanto, se facessero, mettiamo, le operatrici di call center. Insomma, la tesi è che i proprietari degli appartamenti del sesso "non potevano non sapere". I BLITZ Che fosse in corso un'indagine si è capito il 25 aprile scorso. Mentre il Paese festeggiava la liberazione e Beppe Grillo arringava le folle radunate per il V2-Day, i carabinieri del Nucleo investigativo (molti in borghese) e quelli della stazione di Sestu hanno passato al setaccio i palazzi di Cortexandra, il nuovo quartiere sorto ai margini della vecchia 131: se n'erano andati portandosi dietro sei giovanissime. I controlli non riguardavano solo i permessi di soggiorno. Gli investigatori volevano vedere i contratti d'affitto. Qualche giorno dopo, i militari erano in azione a Quartu: sigilli a un appartamento in via Messina: anche lì si sarebbe venduto sesso a pagamento. Altre case sono state perquisite, sempre nella massima discrezione, nella zona del centro storico di Cagliari. INDAGINI SUL WEB Ma l'inchiesta viaggia anche sul fronte di internet. Il primo maggio, l'outing dello staff di Bakeca.it: "... ci è giunta notizia di persone che organizzavano dei veri e propri "bordelli" affittando appartamenti a ragazze e obbligandole a prostituirsi. E la cosa per noi tristissima è aver saputo che questi individui utilizzavano la nostra Bakeca per propagandare le loro losche attività". Una notizia assai precisa, quella arrivata al sito di inserzioni gratuite: la fonte erano proprio gli investigatori cagliaritani, che avevano messo sull'avviso i responsabili della società per azioni con sede a Milano che gestisce il sito, ventilando anche per loro responsabilità penali. "Aiuteremo le forze di polizia e gli organi giudiziari che indagano sui gravissimi fenomeni dell'illegalità legata allo sfruttamento e al favoreggiamento - continua il post del 1 maggio - fornendo a loro tutti i dati disponibili sulle connessioni di quegli utenti che sono sospetti favoreggiare o sfruttare la prostituzione". MARCO NOCE.

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Un grande mercatino per i trent'anni del Calcit (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Arezzo)" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

CRONACA AREZZO pag. 7 Un grande mercatino per i trent'anni del Calcit Domenica presenze record in memoria di Barulli di SILVIA BARDI U NA STORIA LUNGA trent'anni quella del Calcit, dedicata, come si legge nel manifesto che annuncia il quarantaquattresimo mercatino dei ragazzi di domenica prossima, "con tenacia e generosità a un forte ideale di solidarietà". E se da una parte stupisce come un comitato spontaneo rinasca anno dopo anno a nuova vita, dall'altra stupisce ancora di più come la città risponda anno dopo anno con lo stesso identico entusiasmo. Non ci credete? E allora spiegateci come mai per domenica sono oltre cinquecento i banchi prenotati "e stiamo cercando nuovi spazi per gli ultimi quindici iscritti che vogliono partecipare" fa sapere il presidente del Calcit Giancarlo Sassoli che ieri insieme ad Arnaldo Berbeglia ha presentato questa edizione 2008 del mercatino nella sede della scuola elementare "Gamurrini". Scuola che da ventotto anni scende in piazza a fianco del Calcit. Bandiere, cappellini, magliette gialle, colore del Comitato, per salutare insieme ai piccoli studenti il trentennale. E domenica il solito esercito festante di oltre millecinquecento ragazzini affiancati da un altro esercito in crescita, anche questo, anno dopo anno. quello degli enti, delle associazioni e dei volontari che hanno deciso di combattere a braccetto con il Calcit la battaglia contro il tumore. Scorrendo l'elenco pare già di vedere il lungo serpentone di banchi dall'Eden a via Guadagnoli, dove comprare di tutto, veramente di tutto. Ci sarà l'Aisa, l'Isis sezione orafi, la Lilt, i magnifici panini al cinghiale, alla salsiccia, ai salumi, ci saranno i volontari dello Scudo (il servizio di assistenza domiciliare del Calcit) e gli arbitri, i panificatori e i macellai, le dolciaie e la Polizia di Stato, gli arcieri e le calciatrici, la Fraternita e la Fondazione Cesalpino, aziende private e pro loco. Tutta Arezzo, praticamente, con al fianco la squadra di attori, cantanti e artisti che si sono esibiti al teatro Verdi, al Mandela Forum e al Sashall di Firenze e hanno firmato i cappellini gialli del Calcit che saranno estratti al grande banco della pesca. Qualche nome da accaparrarsi? Panariello, Fiorello, Crozza, Beppe Grillo, Negramaro, Zucchero, Dalla, De Gregori, renga, raf, Baglioni, Ferro, Elisa, Collina, Graziani. Cappellini magari da abbinare alle mille t-shirt firmate Joerivetto e dedicate alla "bella storia" del Calcit, anche queste al banco della pesca. E SU TUTTO il ricordo di Gianfranco Barulli, fondatore e presidente storico del Comitato al quale è dedicato il trentennale e la finale del grande concorso musicale internazionale "Nuovi orizzonti" di Provincia, Agimus, BancaEtruria, Cepu e Vieri per valorizzare gli oltre duecento giovani talenti provenienti da tutto il mondo. Il concorso avrà il suo gran finale stasera alle 21 alla Borsa Merci con le esecuzioni di tutti i vincitori e che sarà registrato in un cd dalla Max Research. Tutte voci per un unico grande coro.

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Grillo, santoro e i censori rai (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Spettacolo Grillo, Santoro e i censori Rai Annozero va in vacanza, e non sarà un arrivederci Se Gad Lerner, a l'Infedele, dedica la serata al vaffa-day di Beppe Grillo nessuno si scandalizza. Se la stessa cosa avviene ad Annozero, il programma di Michele Santoro, scattano tutti sull'attenti i censori di viale Mazzini. Il presidente Claudio Petruccioli, parla di "danno, umiliazione e vergogna arrecati al servizio pubblico", e promette "di fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". Non usa l'aggettivo "criminoso", ma si respira un'atmosfera bulgara. Il direttore generale, Claudio Cappon, ha richiamato all'ordine il giornalista e il Cda della Rai gli ha fatto eco. Ormai Silvio Berlusconi non deve nemmeno intervenire di persona. Rispetto all'editto berlusconiano, va notata oggi una differenza: i giornalisti da cacciare sono diventati uno solo (Michele Santoro) e, con l'aria che tira, non ci saranno girotondi per reclamare la libertà di informazione. Questa volta, invitata da Santoro, sono stata testimone diretta di quanto è accaduto nello studio di via Teulada e, come del resto sanno bene i telespettatori che hanno visto la puntata, le lunghe citazioni del comizio torinese di Grillo sono state contrappuntate dalle opinioni critiche degli ospiti del programma. Non ho alcuna simpatia per le performance dell'ultimo Grillo, non mi piace l'ambiguità di chi gioca su due tavoli: la politica e lo spettacolo. Non abbiamo bisogno di imbonitori delle folle, su questo fronte Berlusconi basta e avanza. Il populismo grillesco oltretutto si esercita sul mondo dell'informazione sparando a zero contro tutti, senza distinguere tra chi ha abdicato al mestiere del giornalista per obbedire alle logiche dei partiti e chi, invece, cerca di mantenere la schiena dritta pagandone anche il prezzo. Ho espresso le mie opinioni, come ha fatto anche il presidente della Federazione nazionale della stampa, Roberto Natale, in un dibattito sfregiato dal turpiloquio di Vittorio Sgarbi, attore di una delle sue solite, studiate, premeditate, sceneggiate televisive. All'imperturbabile Marco Travaglio, Sgarbi ha dato del "faccia di merda", del "testa di" e molto altro, dimenandosi come un indemoniato per conquistare la scena e non lasciare parlare gli altri. Ma anziché intervenire per stigmatizzare un simile, incivile comportamento, e augurarsi che simili personaggi siano tenuti lontani dagli schermi del servizio pubblico, ecco che il presidente Petruccioli, con un eccesso di zelo francamente degno di miglior causa, emette una sorta di fatwa contro chi osa esercitare il diritto di cronaca, facendo conoscere ai telespettatori quello che tutti i giornali hanno lungamente raccontato e commentato nei giorni successivi alla grande manifestazione di Torino. Cinquantamila persone riunite in piazza S. Carlo, a Torino, per ascoltare Grillo e firmare i suoi tre referendum (contro la legge Gasparri, contro i contributi pubblici ai giornali, contro l'ordine dei giornalisti), sono un fatto. I telespettatori di Lerner hanno il diritto di esserne informati, quelli di Santoro no. All'inizio di giugno l'Annozero di Santoro va in vacanza, e sarebbe temerario scommettere sulla possibilità di una nuova edizione.

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Destra (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità DESTRA DESTRA Gratti il nuovo Fini, spunta il vecchio Msi Che ammazzare un ragazzo a calci nella testa sia meno dell'atto pur stupido e gravissimo di bruciare la bandiera di Israele non ci crede nemmeno lui, ma siccome i cinque ragazzi autori dell'assassinio erano di destra, è scattato il riflesso automatico della difesa dei "camerati" e Gianfranco Fini, leader di An e fresco eletto alla terza carica dello Stato, la presidenza dewlla Camera, ha così mandato in frantumi in un attimo quell'immagine di destra moderata che aveva sapientemente costruito intorno all'ex Msd con con anni di ritocchi più o meno artificiosi per essere accettato nel salotto buono della politica europea. Niente da fare, il Dna fascista è riemerso prepotentemente. Adesso seguiranno inutili smentite e precisazioni, ma sul volto poco democratico della destra italiana non regge il maquillage. Giovansergio Benedetti Lucca DOPO ELEZIONI Se questi o quelli per me pari sono Caro direttore, pare proprio che la sconfitta di Veltroni non le vada giù. Si arrovella cercando ragioni occulte nella psiche degli appartenenti alla sinistra. Suvvia, si faccia una ragione, anche la "terza via" inglese, è arrivata (finalmente) alla catastrofe. Qui, invece, doveva partire con Veltroni... Vedendola così smarrito, provo a suggerirle una nuova interpretazione. Noi che abbiamo avuto certi padri - uno per tutti, Berlinguer - non ci possiamo riconoscere in certi personaggi che di sinistra non hanno più nulla. Rifletta bene su queste parole: di sinistra non hanno più nulla. Ricordo un piccolissimo particolare: quando facevamo gli scrutatori ai seggi elettorali i compensi andavano al nostro partito, e ne eravamo fieri. Oggi si parla di costi della politica e tutti sono lì per prendere. Ma passiamo dagli ideali alla prassi. Cosa mi importa di fare vincere questi che, conquistato il potere, danno il via a tante speculazioni e scandali edilizi da riempire le pagine del suo giornale? Cosa mi importa se un mio eletto conquista il potere in una qualsiasi partecipata (Gaia, Cermec, Asmiu) solo per gonfiarsi il portafoglio e amministrarla come farebbe uno di quelli? Cosa mi importa se un mio delegato conquista il potere per regalare le cave di Carrara a lor signori e rovinarci la salute con il famigerato Pm10? In un'intervista, a chi gli chiedeva cosa pensava del potere, Berlinguer rispondeva che il potere gli poteva anche piacere "ma come possibilità di far avanzare gli ideali in cui crediamo io e i miei compagni". Quanta acqua è passata sotto i ponti! Così, se questi o quelli per me pari sono, mi piace punire questi e faccio governare quelli: muoia Sansone... ben venga la catarsi. Capisce che cosa può essere accaduto? Mario Bertolini Aspetti, aspetti, che cosa intende dire, che ha votato Berlusconi per fare un dispetto a Veltroni? GRANDE FRATELLO Mettiamo le web cam negli uffici pubblici Carissimo Giglioli, anche lei appartiene alla schiera di chi applica due pesi e due misure: visto che ritiene pubblicabili su internet le dichiarazioni dei redditi perché l'Italia è stracolma di evasori (che comunque i soldi delle tasse che non vogliono pagare, se li sono guadagnati senza chiederli a nessuno), perché non mettere delle web- cam negli uffici pubblici e nei bar ad essi vicini? Anche chi lavora nel pubblico non dovrebbe temere di essere visto dato che, in teoria, chiunque può accedere ai locali del proprio Comune o degli Uffici della provincia e così via. è ovvio che come non tutti sono evasori, si vedrebbe anche che ci sono coloro che lavorano e magari si troverebbe la via per mandare a casa chi certamente paga le tasse, ma con soldi che non si è guadagnato! Luca VAFFA DAY Troppi soldi a Grillo? Però dice tante verità Come al solito ecco gridare allo scandalo: Beppe Grillo guadagna quanto io guadagnerei in duecento anni (ma Berlusconi, aggiungo, guadagna quanto io guadagnerei forse in duemila anni). Dagli al demone. Ma se io sono interessato a quello che dice Grillo, vado a teatro, pago il biglietto e passo la serata. Chi non vuole non ci va e così Grillo non guadagna. Invece tutti noi con le tasse strapaghiamo gente che sappiamo non fare il nostro interesse, ma il loro: il barbiere di Montecitorio, per fare solo un esempio, guadagna 150mila euro netti all'anno, e sono soldi di tutti noi! C'è una netta differenza tra chi viene pagato per quello che fa o dice, e tra chi dice ma non fa! Si badi bene, non faccio distinzione tra questa o quella fazione politica, ormai non c'è più differenza. Beppe Grillo, piaccia o no, riesce a muovere tanta gente stanca di questa situazione. Che guadagni grazie a tutti coloro che lo vanno a vedere non annulla il fatto che, dati e cifre alla mano, ci fa sapere ciò che noi non dovremmo sapere. Per esempio è un fatto che l'Ue ha imposto a Rete 4 (abusiva da quando è nata!) di lasciare libera la frequenza a favore di altra emittente televisiva, altrimenti l'Italia dovrà pagare 300mila euro al giorno di multa: quei 300mila euro li paghiamo noi. Questo è vergognoso. Altro fatto, le fabbriche di slot machine devono allo Stato una cifra che da sola risolverebbe un quarto del nostro debito pubblico. Lei ne sapeva qualcosa? Il fatto che uno guadagni più di altri non vieta di dire ciò che, lavorando sodo, riesce a scoprire e rendere pubblico. Possibile che noi dobbiamo dare lo stipendio a persone (!) indagate, condannate, liberate con l'indulto o per scadenza dei temini? Con le nostre tasse manteniamo testate giornalistiche che non interessano a nessuno, ma riempiono le tasche di qualcuno. L'informazione è la base di qualsiasi discussione, senza di essa inutile esprimere giudizi. Achille Radice Bibbona STUDI E LAVORO Pezzo di carta sì, ma se non hai uno zio... Vorrei fare una puntualizzazione sulla verità (per altro molto triste) dell'inutilità del "pezzo di carta" scritta dal signor Lucio Bella il 7 maggio. La realtà purtroppo è che i sogni degli adolescenti (e dei loro genitori) vanno a scontrarsi con un mondo che non rende mai o quasi giustizia ai sacrifici di chi, per cercare un futuro migliore, consegue un diploma o riesce persino a laurearsi acquisendo il tanto agognato titolo di dottore. Questo ambìto e sudato traguardo però proietta nel mondo del lavoro giovani che all'inizio dovranno accontentarsi di fare l'operatore di call center, cameriere, pizzaiolo, commesso, lavori che si potrebbero fare anche con la sola licenza media. Come se non bastasse, devono sottostare a un precariato crescente e, ciliegina sulla torta, percepire stipendi che mi vergogno a riportare per scritto. Ho 27 anni e mi reputo fortunato perché ho un lavoro a tempo indeterminato che non ho trovato grazie alla mia laurea, ma perché i miei genitori mi hanno aiutato avendo conoscenze nel settore (e il mio stipendio è di gran lunga inferiore a quello di un operaio): non mi vergogno a dirlo, i miei colleghi sono stati assunti (a prescindere dal titolo di studio) nello stesso modo. Ovviamente se potessi tornare indietro non solo non finirei gli studi, ma mi impegnerei per imparare un mestiere il prima possibile in quanto è sinonimo di sicuro lavoro e di un futuro certamente più sereno da tutti i punti di vista. Il "pezzo di carta" è importante per una vasta cultura personale (e non è poco) ma al fine pratico se non si ha un genitore, uno zio, qualcuno che ci faccia seguire le sue orme (avvocati, commercialisti, medici, liberi professionisti) il futuro è assai complicato. Federico Paolettoni.

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Avvocati, manager e imprenditori: ecco tutti i più ricchi (e tartassati) (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 110 del 2008-05-09 pagina 3 Avvocati, manager e imprenditori: ecco tutti i più ricchi (e tartassati) di Monica Bottino (...) della pubblicazione dei dati dei primi cento contribuenti genovesi su autorevoli quotidiani economici come il Sole 24 ore e Italia Oggi, ha deciso di raccontare qualcosa di più dei professionisti che, grazie alla propria attività, non sfuggono al fisco e anzi riempiono in maniera significativa le casse dello Stato. Perché, è bene ricordarlo, questa è la classifica di chi paga le tasse, ovvero grazie alla sua attività fornisce un introito che va a tutti gli italiani. Inoltre seguendo le direttive del Garante pubblichiamo i nomi di chi a Genova è noto. Inoltre va ricordato che il reddito d'impresa non rientra in questa classifica, che riguarda solo le persone fisiche. Il numero uno della classifica è l'avvocato Franco Nicola Bonelli, dello studio associato Bonelli Erede Pappalardo che nel 2005 ha dichiarato un imponibile lordo di 10 milioni e 944 mila euro, distaccando in maniera significativa tutti i genovesi che lo seguono e versando all'erario qualcosa come 4 milioni e 689 mila euro. Il secondo avvocato in lista, staccato però di sette posti è il professor Sergio Carbone, avvocato esperto di diritto marittimo, consulente per diverse società e autore di numerose pubblicazioni. E se al secondo posto spicca il nome del comico show man e ora "politologo" Beppe Grillo che che dichiarando 4 milioni e 272mila euro ne versa al fisco uno e otto, al terzo posto troviamo un manager che forse non tutti conoscono ma che fa invidia a molti: Antonio Cavo, manager di punta dell'Elsag Bailey che ha dichiarato tre anni fa un imponibile lordo di 3 milioni di euro e qualche spicciolo, versandone all'erario un milione e due. Tra gli imprenditori il primo nella lista è Alessandro Garrone, il più giovane paperone tra i primi dieci classificati, che con 2 milioni e 956mila euro (uno e due versati alle tesse) è il primo nella sua categoria. Al quinto posto c'è il commercialista Giovanni Domenichini, che ha ricoperto anche cariche importanti nelle imprese genovesi essendo stato anche presidente dell'Amga. Lui, con i 2 milioni e 445mila euro di imponibile (1 milione e 42 mila di imposta) è il primo nella sua categoria. L'armatore Alcide Rosina lo segue a ruota (2 milioni e 372mila euro di imponibile e circa un milione di imposta) seguito dal costruttore Pietro Rinaldi. Al decimo posto spunta un medico, il noto ortopedico Ferdinando Priano, mago della chirurgia che ha dichiarato un milione e 912mila euro pagandone 811 mila di tasse. Ecco altre curiosità: tra i manager al 14° posto c'è Marco Arato, presidente dell'Aeroporto di Genova (ha guadagnato un milione e mezzo di euro e ne ha pagato 634 mila di tasse) che scavalca Giovanni Berneschi, presidente della Carige (lui ha denunciato un milione e 300mila euro versandone all'erario 560mila). Seguono ancora avvocati, singoli o associati, che sono certamente da considerare contribuenti benemeriti per le somme che pagano al fisco. Più "poveri", fatta eccezione per uno in particolare, gli uomini e le donne di spettacolo genovesi. Resta un dato certo. Le tasse. Chi più chi meno ci siamo tutti. (1-continua) © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L'editoria chiede aiuto al Governo (sezione: Grillo)

( da "Libertà" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

"Costi saliti 4 volte rispetto al fatturato, servono sostegni mirati" ROMA - Il mondo dell'editoria vive un momento di crisi e chiede il sostegno del governo, come "qualsiasi altro settore industriale". Sfatando l'opinione comune che vuole gli italiani scarsi lettori di quotidiani, la Federazione degli editori rivela nel suo ultimo rapporto che sono soprattutto l'aumento dei costi, quattro volte superiore alla crescita del fatturato, sommato alle già note difficoltà della distribuzione in abbonamento ed alla più generale contrazione dei redditi ad aver influito sul rallentamento delle vendite di giornali nel 2007 e in questa prima parte del 2008. Bilancio positivo invece per il fenomeno della free press e per l'informazione via internet, nessuno dei due ha rappresentato un concreto pericolo per la carta stampata, piuttosto il web si è rivelato una sorta di opportunità. Prendendo in esame il triennio che va dal 2005 al 2007, l'indagine della Fieg "La stampa in Italia", evidenzia che lo scorso anno le vendite dei quotidiani hanno subito una leggera flessione (-0,3 per cento), dopo i segnali di ripresa del 2006 (+ 0,9). Sebbene in un confronto con il 2000 il calo raggiunge il 9,5%. E se nel 2006 i ricavi da vendita e pubblicità registravano un incremento del 2,7% rispetto al 2005, nel 2007 la crescita del fatturato si è ridotta all'1,7%. A fronte di costi operativi passati dal +3,1% del 2006 a 6,1% del 2007. Non va meglio per i periodici e per i mensili: in un anno il calo della diffusione è stato rispettivamente del 4,2 e 3,9%. Negli ultimi sette anni le testate settimanali sono aumentate passando da 55 a 63, ma la diffusione secondo Ads (Accertamenti diffusione stampa) è passata da una media di quasi 15milioni di copie a numero a una di 13.774 milioni di copie. La platea di lettori però si è allargata. Come ha rivelato il Censis, nel 2007 circa 40,4 milioni di persone hanno letto in Italia copie di quotidiani tradizionali a pagamento, giornali gratuiti e cercato news su siti internet gestiti da editori di quotidiani. Di questi, oltre 40 milioni di lettori dai 14 anni in su, il 67 per cento, sceglie un quotidiano a pagamento, il 34,7 per cento legge testate gratuite e il 21,1 per cento si informa attraverso i quotidiani online, che non hanno abbassato la media delle vendite, anzi tra i cento siti web più visitati almeno venti sono riconducibili a noti gruppi editoriali. Esistono poi due Italie anche nelle percentuali di penetrazione e vendita della carta stampata: 50 per cento al Nord, dove si vendono 114 copie per 1000 abitanti, 49,6 per cento al Centro con 104 copie, solo 33 per cento al Sud, dove le vendite crollano a 60 copie per 1000 abitanti. "La stampa è essenziale per la cultura di un Paese", afferma il presidente della Federazione, Boris Biancheri. "Al nuovo Governo non chiediamo sostegni a pioggia, checché ne dica Beppe Grillo, ma sostegni mirati al pari di altri comparti industriali e soprattutto una riforma dell'editoria". Per ridare "slancio e ossigeno al settore", secondo la Fieg bisogna innanzitutto istituire il credito d'imposta per gli investimenti in innovazioni tecnologiche e rifinanziare il credito agevolato; e sul fronte della promozione alla lettura, introdurre agevolazioni fiscali per la sottoscrizione di abbonamenti a quotidiani, periodici e agenzie di stampa. Annalisa D'Aprile 09/05/2008.

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Il vetro soffiato (sezione: Grillo)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

OPINIONI IL VETRO SOFFIATO GRILLO L'ARCITALIANO di Eugenio Scalfari L'ultima impresa di questo scarmigliato profeta ha preso di mira Visco e l'Agenzia delle entrate rei di avere pubblicato i redditi su Internet. Compreso il suo: 4 milioni e 200 mila euro Discutendo con amici della situazione presente, che certo non è tra le più semplici da interpretare e delle più liete da vivere per chi la pensa come me, qualcuno ha posto la domanda di chi sia il personaggio che più da vicino rappresenti i difetti degli italiani. Chi sia insomma l'arcitaliano del peggio. Ci sono state varie risposte. C'è chi ha fatto il nome di Mussolini. Chi ha proposto Giulio Andreotti. Chi Berlusconi. Personaggi, come si vede, molto diversi l'uno dall'altro, con ciascuno dei quali tuttavia una larga maggioranza di italiani si è di volta in volta identificata per un lungo tratto di anni: vent'anni per Mussolini, altrettanti per Andreotti e già una quindicina per Berlusconi. Ma uno degli amici con i quali si faceva chiacchiera su questo argomento più per passatempo che per analisi seria, alla fine se n'è uscito col nome di Beppe Grillo. E allora la chiacchiera svagata si è riscaldata e le opinioni si sono divise. Grillo - a suo modo - denuncia la casta politica e la licenzia ogni sera con il suo 'Vaffa' che non risparmia nessuno: destra e sinistra, politici e magistrati, imprenditori e sindacati, banchieri e giornalisti. Una condanna generale di tutta la classe dirigente, dal Capo dello Stato all'ultimo dei portaborse, con l'intenzione che scompaiano dalla scena e non tornino mai più e con l'invito al popolo di prendere nelle sue mani il destino del Paese e di rivoltarlo sottosopra. Questa condanna generale, che ha trovato nel libro di due valenti colleghi il suo vangelo, è ampiamente condivisa dal medio ceto e anche dai ceti popolari, operai, artigiani. Ma non soltanto: quelli che un tempo militavano all'estrema sinistra sono animati da sentimenti di rigetto analoghi, sicché intorno ai 'Vaffa' che la voce rauca e urlante dell'ex comico autopromossosi a tribuno della plebe lancia puntualmente si è raccolta una vasta platea di italiani. Se Beppe Grillo è il personaggio che meglio incarna i difetti degli italiani ma, nello stesso tempo, è il leader di tutti coloro che avversano la casta dei potenti e dei privilegiati, si dovrebbe arrivare alla paradossale conclusione che se Grillo rappresenta il peggio la casta rappresenterebbe il meglio del Paese. Paradosso certamente inaccettabile. Ecco perché la discussione su Grillo incattivisce gli animi, divide opinioni un tempo concordi ed ha contribuito in modo non marginale alla vittoria elettorale del 'Popolo della Libertà'. Ho scritto domenica scorsa su 'Repubblica' che Grillo dissoda il terreno sul quale Berlusconi e Bossi gettano i semi e raccolgono i frutti; se guardate al fondo delle cose vi accorgerete che esse stanno esattamente in questa maniera. L'ultima impresa di questo scarmigliato profeta ha preso di mira Vincenzo Visco e l'Agenzia delle entrate, rei di aver pubblicato sul sito Internet della stessa agenzia le dichiarazioni dei redditi di tutti i contribuenti, già rese pubbliche da una legge vigente fin dal 1973 (ministro delle Finanze Rino Formica). La legge non prevede che le dichiarazioni siano rese note on line poiché all'epoca Internet non esisteva, ma successivamente alcuni giornali utilizzarono questa nuova tecnologia senza che l'Agenzia della privacy avesse nulla da eccepire. Ma il Grillo di oggi ha da eccepire (e con lui il Codacons) e paragona la diffusione dei 740 ad una sorta di crocifissione, un martirio che deve esser pagato severamente dagli aguzzini e cioè da Visco. A sua volta l'Agenzia della privacy è entrata in fibrillazione e così pure la Procura di Roma che ha aperto un'indagine contro ignoti. Ma perché Grillo si agita? La risposta è semplice: nell'elenco dei contribuenti c'è ovviamente anche il suo nome (ed anche il nostro); risulta che nell'anno in questione il Profeta abbia dichiarato un reddito di 4 milioni e 200 mila euro. In questa notizia non c'è nulla di scandaloso se non un aspetto: Grillo non ha un lavoro retribuito, la sua esclusiva attività già da molti anni è appunto quella del Profeta politico che 'giudica e manda'. Naturalmente alle sue adunate in teatro i partecipanti pagano un biglietto di ingresso, i più entusiasti versano contributi per finanziare i raduni e acquistano i Dvd dove sono raccolte le parole del tribuno. Questi incassi - ripetiamolo - dovrebbero servire a preparare e diffondere nuove iniziative ma evidentemente c'è un sovrappiù che Grillo considera come proprio reddito personale e che nell'anno in questione ha lasciato nelle sue mani l'equivalente di 8 miliardi di vecchie lire. Il Nostro, come molti, predica bene e razzola malissimo. Perciò mi sembra giusto annoverarlo tra i personaggi emblematici dell'Italia peggiore.

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Riservato (sezione: Grillo)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità SUPER REDDITI Sette e mezzo per Luca Ma quanto ha guadagnato nel 2007 l'ambasciatore in pectore del made in Italy, Luca di Montezemolo? Nel 2005 ha incassato 7,5 milioni, dato trascurato da molti giornali prodighi di elenchi perché l'imprenditore non è residente in una delle grandi città. E l'anno scorso l'ex presidente di Confindustria non si è scostato dall'ottima soglia, versando al fisco, per ciascun anno, la bellezza di oltre tre milioni di imposte. La presidenza di Fiat vale 500 mila euro, più 50 mila euro di indennità extra e 10 mila di benefici non monetari. Sei milioni e mezzo arrivano da Ferrari, dove ha anche accantonato una buonuscita di 682 mila euro. Come consigliere della società editrice La Stampa, Montezemolo prende 6 mila euro più una piccola percentuale sugli utili, mentre per la stessa carica in Tod's gli sono versati 24.700 euro e 10.800 stock option su azioni. La presidenza di BolognaFiere frutta 97 mila euro, mentre per lo stesso ruolo in Bologna Congressi deve accontentarsi di una parte cospicua dei 42.397, versati complessivamente ai nove componenti del cda. Anche di Ballantyne Cashmere, il consigliere Montezemolo si prende una parte dei 100 mila euro pagati agli amministratori. Sembrerebbe infruttifera la presenza nel cda di Poltrona Frau: nel 2006 l'azienda ha dichiarato alla Consob di non aver pagato nulla a Luca Cordero di Montezemolo che nell'ultimo periodo ha lasciato al figlio Matteo alcune poltrone di secondo piano, come quella di Montezemolo & Partners spa, preferendo i cda francesi di Le Monde e Pinault Printemps. G. Mas. Attualità Vota Pomodoro Israele vota Smirne, Tel Aviv Milano. L'11 maggio il sindaco Ron Huldai fa un cordiale saluto a Letizia Moratti, la sera del 12 invita a una cena di gala in via Solari, per celebrare l'artista Arnaldo Pomodoro nominato Man of the Year dal Museo d'arte di Tel Aviv. Israele ha sgarrato sull'Expo 2015? Tel Aviv si riconcilia. E. A. Attualità Ali e martello Quello che non sarebbe mai riuscito a Togliatti potrebbe riuscire a Berlusconi: portare la falce e martello sugli aerei della compagnia di bandiera italiana. Se infatti dovesse concretizzarsi un'intesa fra Aeroflot e Alitalia si andrebbe al doppio simbolo, almeno sui vettori intercontinentali, nelle sale di aspetto, ai banchi d'imbarco, nel sito Internet. Al tricolore si sommerebbe l'odiato emblema del comunismo. Non basta. Il presidente di Aeroflot, Viktor Ivanov, potrebbe entrare nel cda di Alitalia. Così l'Alitalia avrebbe in cda un ex colonnello del Kgb. T. M. Attualità Un Fiore nero a Strasburgo Al posto di Alessandra Mussolini arriva a Strasburgo Roberto Fiore, ex leader di Terza Posizione. E l'Europarlamento si divide tra inquietudine, indignazione e sorpresa. "Non pensavo ci potesse essere qualcuno più a destra della Mussolini", afferma Graham Watson, capogruppo liberale. Fiore, scappato a Londra, condannato in Italia in primo e secondo grado per banda armata, diventato miliardario e poi rientrato in patria baciato dalla prescrizione, diventerà eurodeputato sotto le insegne di Forza Nuova nei cui 'campi d'azione' si vendono svastiche, foto di Rommel, libri sul negazionismo e si possono pure incrociare ex terroristi come Ciavardini (attentato Bologna) e Insabato (il Manifesto), come mostra il documentario 'Nazirock'. "Odio, islamofobia, xenofobia. L'ideologia difesa da estremisti come Fiore è incompatibile con i valori europei e con i principi democratici", assicura il bulgaro Kristian Vigenin, vicepresidente del gruppo socialista e responsabile dell'osservatorio sull'estrema destra. Fiore solleva forti malumori anche tra le file del Partito popolare, anche se per giudicarlo aspettano di vederlo all'opera. A. D'Arg. Attualità Ischia sfida Pechino Da Hollywood a Ischia e poi dritto fino a Pechino. è il percorso che faranno decine di divi del cinema e della musica pronti a radunarsi sull'isola per bacchettare il governo cinese sulla negazione dei diritti umani alla vigilia delle Olimpiadi. I registi Paul Haggis (Oscar per 'Crash') e Steven Zaillian (Oscar per la sceneggiatura di 'Schindler's List') oltre al leggendario cantante-attore Harry Belafonte sono i primi ad aver aderito al Social Cinema Forum di Ischia, che si terrà dal 13 al 20 luglio in occasione del 60 anniversario della Carta dei Diritti dell'Uomo. Ma il maestro di cerimonie Jason Weinberg, tra i più qualificati manager di artisti di Hollywood, è già al lavoro con Marina Cicogna, Franco Nero e Tony Renis per portare quanti più attori, registi e musicisti alla manifestazione organizzata da Pascal Vicedomini in collaborazione con il Centro di ricerca sui diritti umani dell'Università Luiss di Roma diretto da Sebastiano Maffettone. M. F. Attualità ALTO ADIGE Casta alla tirolese Terremotino in Alto Adige? Alle politiche la Svp, la SÜdtiroler Volkspartei, è crollata: dal 53,4 per cento del 2006 al 44,3. Oltre ogni aspettativa. Colpiti dal calo anche i due senatori dell'ala economica, che guarda a Berlusconi: Helga Thaler e Manfred Pinzger. Sorride invece Oskar Peterlini, sempre Svp, eletto in accordo con il centrosinistra in un collegio a rischio. Sulla stampa di lingua tedesca, 'Dolomiten', 'Tageszeitung' e 'FF', si parla di 'casta Svp'. Se il governatore altoatesino Luis Durnwalder si porta a casa 25.600 euro lordi al mese, ci sono troppi politici che hanno doppi o tripli incarichi, come il consigliere provinciale Hanspeter Munter (20 mila al mese). Ma la lista è lunga. Durnwalder dà la colpa anche all'alleanza con Prodi (ma il partito di Veltroni avanza). Intanto si avvantaggiano i partiti di lingua tedesca a destra della Svp, i Freiheitlichen e l'Union fÜr Sudtirol. E il giornale degli imprenditori, la 'Wirtschaftszeitung', scrive che "la Svp non ha una sua linea, rappresenta tutti e nessuno, manca una visione". Troppe facce, a quanto sembra: dal pragmatico Durnwalder al falco di destra Ellecosta all'ulivista Peterlini. Una mescolanza che ha funzionato fino a ieri e che forse ora non funziona più. P. T. Attualità il Sarkoberlusconi Ibridi politici. Se Ilvo Diamanti ha coniato il termine Berluskozy, in Francia preferiscono Sarkoberlusconi. Espressioni diverse per lo stesso concetto, che adesso diventa un libro, grazie a Pierre Musso, politologo all'Università di Rennes. 'Le sarkoberlusconisme' (Editions de l'Aube) mostra come il modello inventato dal Cavaliere abbia trovato un entusiasta estimatore. Il sarkoberlusconismo non sarebbe solo l'ennesima variante del populismo, ma una forma di neopolitica, che miscela marketing e moralismo cattolico, demagogia antipolitica e liberalismo economico, bonapartismo catodico e giovanilismo senile. F. G. Attualità 007 licenza di tornare Marco Mancini, il dirigente del Sismi protagonista dell'inchiesta sul rapimento Abu Omar, è ancora un agente del servizio segreto. Al momento dell'arresto è stato soltanto sospeso, ma senza un provvedimento disciplinare interno ha il diritto di tornare a occupare la sua scrivania di Forte Braschi. Già prima della vittoria elettorale del centrodestra, che ha riportato a Palazzo Chigi i referenti politici delle sue operazioni, Mancini ha manifestato ai vertici dell'intelligence la volontà di tornare al suo posto. G. D. F. Attualità RISCOPERTE C'è un Pulitzer per Beppe Ciò che Beppe Grillo aggredisce, la Bollati Boringhieri difende: il giornalismo. A fine maggio l'editore torinese pubblica in italiano 'Sul giornalismo', il celebre scritto dell'americano Joseph Pulitzer che legittimava la cronaca accurata e l'inchiesta indipendente come risorsa della società democratica. Il curatore è Giuseppe D'Avanzo, giornalista appunto (se Grillo permette). Attualità Pace sotto i ferri Ci saranno tutti, guerre permettendo. Al Workshop di Emergency, che dal 13 al 15 maggio a San Servolo di Venezia farà il punto sulle strategie per lo sviluppo della sanità in Africa, si danno appuntamento i ministri della Salute di Sudan, Etiopia, Eritrea, Ciad e di molti dei paesi della fascia subsahariana. Obiettivo: raggiungere la pace, almeno in corsia, sull'esempio di quanto accaduto a Khartoum, nel Centro Salam di cardiochirurgia, avamposto africano di Emergency. Lì, nelle tre sale operatorie, sono passati sotto i ferri dei medici di Gino Strada pazienti di otto degli Stati più martoriati, tra cui Ruanda e Tanzania. Camici bianchi e feluche, ospiti di Massimo Cacciari, da sempre vicino all'associazione che offre assistenza gratuita alle vittime civili di guerre, mine antiuomo e povertà, saranno in prima linea per favorire la cooperazione. Primo risultato: a ottobre, Emergency apre a Bangui, Repubblica centrafricana, l'ospedale gemello di quello sudanese. O. P. Attualità SIGNORNò Nel segno del Saladino DI Marco Travaglio Nei giorni scorsi l'Associazione nazionale magistrati, retta da sei mesi da un monocolore della corrente centrista Unicost, ha allargato la sua giunta alle componenti di sinistra: Magistratura democratica e Movimenti. Un passo importante, in vista della guerra già annunciata dal nuovo governo all'indipendenza delle toghe. Resta da capire se il presidente, il riconfermato Simone Luerti, 45 anni, gip milanese affiliato ai Memores Domini di Cl con tanto di voto d'obbedienza, sia la persona più adatta per fronteggiare la prevedibile onda d'urto. Luerti, noto come un ottimo giudice, non si è particolarmente distinto nella difesa di colleghi come Luigi De Magistris e Clementina Forleo, attaccati dalla politica e dunque dal Csm sotto il governo dell'Unione. Precedenti pericolosissimi come le due inchieste avocate a De Magistris dal procuratore capo e dal procuratore generale e come le invasioni di campo del Csm nei provvedimenti del pm di Catanzaro e dalla gip milanese sono passati nel silenzio pressoché totale di Luerti. Il quale s'è addirittura associato al pugno di ferro del Csm che ha trasferito De Magistris con una sentenza a dir poco sconcertante ("è la prova che il sistema funziona. è finita la difesa corporativa a tutti i costi"). E si è guadagnato un'intera pagina di elogi dal 'Foglio' di Giuliano Ferrara, che finora di giudici aveva lodato solo Carnevale, Squillante e pochi altri. Nessuno, a parte 'L'espresso', ha ipotizzato un conflitto d'interessi di Luerti, che lavorò fino al 1999 a Catanzaro e lì fece amicizia col capo della Compagnia delle Opere nel Sud, Antonio Saladino, indagato da due anni proprio da De Magistris per l'affare Why Not. La società ha sede nella stessa strada di Sant'Eufemia di Lamezia, via Scotellaro, dove Luerti viveva fino al 1999. Interpellato da 'L'espresso' a fine gennaio, il presidente dell'Anm minimizzò i rapporti con Saladino: roba "di dieci anni fa, non lo sento da tempo". Eppure, agli atti di Why Not, ci sono le agende sequestrate a Saladino con i suoi vorticosi appuntamenti romani. Alla data del 25 ottobre 2006, ne risulta uno alle 11.30 con tali "Luerti, Ferlini, Boscoletto" in "via Arenula", dove ha sede il ministero della Giustizia. Ferlini è il numero due della Cdo. Alle 12, poi, il terzetto e Saladino si spostarono al "Ministero" per incontrare "Mastella", all'epoca ministro della Giustizia. Nulla di grave, per carità. Ma allora Saladino era già oggetto di attenzioni della Procura catanzarese, che tre mesi dopo gli avrebbe perquisito l'ufficio e notificato un avviso di garanzia per associazione a delinquere finalizzata alla truffa all'Ue. Se per caso il "Luerti" dell'agenda è il futuro presidente dell'Anm, allora non è vero che interruppe i rapporti con Saladino dieci anni fa. E forse dovrebbe chiarire che cosa facesse con lui, quel giorno, nell'ufficio del ministro Mastella. Attualità NORD-EST Qui si parla solo friulano Pietro Fontanini, presidente leghista della Provincia di Udine, spiazza tutti. In mattinata prima giura in friulano davanti al nuovo presidente della Regione, poi continua a usare la sua lingua madre davanti a 45 sindaci. Lo stesso poco dopo, ai microfoni della Rai, impegnando il giornalista in una traduzione simultanea in italiano per l'immediata messa in onda. L'intervistatore Pietro Villotta, della Rai regionale, assicura che è la prima volta. Non basta: la segreteria telefonica di casa Fontanini risponde in friulano e in inglese. G. Cap. Attualità FARNESINA Missione preziosa Venticinque super-incarichi, pagati dal ministero degli Affari esteri per la task force Iraq 2007. Nell'elenco ci sono i 154 mila euro versati al genovese Luca Barletti, rappresentante della Ong Terres des Hommes, per dieci mesi di collaborazione a Nassiriya dove si occupa "dell'allevamento di specie animali terrestri e ittiche". Anna Prouse è team leader dell'unità di sostegno alla ricostruzione, con un compenso annuo di 179.658 euro. Il generale Luigi Orsini ne prende172.417 per valutare le possibili opportunità di investimento per le imprese italiane in Kurdistan. Non si lamenta Enrico Bonaiuti, giovane dottore in economia uscito dall'Università Bocconi, con 117.181 euro per il periodo dal 4 marzo al 31 dicembre scorsi. Bonaiuti, sul suo blog, racconta le esperienze in Iraq al grido di: "Ma cosa cazzo ci fa un toscanaccio tra gli arabi irakeni? Me lo domando anch'io". G. Mas. Attualità IGLESIAS SOUND Nuove infrastrutture, l'agognata continuità territoriale per le merci, meno tasse e investimenti nel turismo: dopo l'avviso di sfratto al governatore Renato Soru (prossime regionali nel 2009) con la vittoria alle politiche, per Silvio Berlusconi arriva il momento di mantenere le promesse lanciate agli elettori della Sardegna: "Riapriremo i cantieri bloccati da Prodi". Chi sarà il braccio operativo del governo nell'isola? L'indicazione è unanime: Mauro Pili, parlamentare confermato ed ex presidente della Regione, sindaco della natia Iglesias quando ancora lo chiamavano Mauretto. E Mauretto ha portato bene: il tormentone musicale 'Meno male che Silvio c'è' sparato da Berlusconi in ogni comizio è un gentile omaggio del giovane Pili. A comporlo per lui erano state due ragazze di Olbia. è bastato cambiare il nome e qualche parola per dare al neopremier un'arma in più contro Veltroni. Lo spartito che fa vincere il partito: meno male che Mauro c'era, ed ecco perché ci sarà ancora. M. Lis. Attualità Epifani chiama Serventi 'Rassegna Sindacale', il giornale della Cgil, si dà una smossa. Guglielmo Epifani vorrebbe Paolo Serventi Longhi alla guida del giornale, in progetto c'è anche l'apertura di un portale specializzato e una radio Cgil. Serventi Longhi è ufficialmente ancora giornalista dell'Ansa, dove per 20 anni ha seguito le questioni sindacali, prima di dirigere per 11 anni il sindacato dei giornalisti. Ma l'accordo è in pista. C. M. C. Attualità Chi sale e chi scende Share delle reti tra il 1 e il 30 aprile 2008 (e confronto con il mese precedente) Giorno medio Prima serata (02:00-02:00) (20:30-22:30) Raiuno 21,73 t 22,22 s Raidue 9,77 s 8,58 t Raitre 8,6 = 10,27 = Totale Rai 40,1 = 41,07 s Canale 5 22,27 s 22,64 t Italia 1 10,58 s 10,16 = Rete 4 8,88 s 9,24 s Totale Mediaset 41,73 s 42,04 = La 7 3,15 s 2,85 s Totale generaliste 84,98 s 85,96 s Satellitari 8,44 t 7,6 t Altre terrestri 6,58 t 6,44 t Elaborazioni Studio Frasi su dati Auditel, Media Consultants Canale 5 si conferma la rete più seguita, con il 22,3 per cento di share nel giorno e il 22,6 in prima serata. Prosegue la débcle di Raiuno, dopo un marzo negativo la prima rete Rai scende ancora nelle ventiquattro ore, pur recuperando leggermente nel prime time. Trend inverso per Raidue, mentre Raitre si mantiene stabile. La quota del gruppo Mediaset supera quella Rai sia nel giorno medio che tra le 20.30 e le 22.30. In crescita La7 che sfiora il 3 per cento di share anche nelle ore più pregiate. In flessione emittenti satellitari e Altre Terrestri Attualità SARDEGNA Lucia che scortesia Chi ha paura di Lucia Etxebarria? La cattiva ragazza della letteratura spagnola, di cui Guanda pubblica a fine maggio il nuovo romanzo 'Cosmofobia', è invitata il 4 giugno alla serata del Festival Internazionale Letterature, dove ogni anno gli autori partecipanti devono scrivere un testo inedito basato su due parole (quest'anno: Words/Silence). Ma l'imprevedibile Lucia ha mandato all'aria i piani della rassegna promossa dal Comune di Roma e diretta da Maria Ida Gaeta facendo sapere che non obbedirà alla regola. "Scriverò quel che mi pare", ha detto l' autrice di 'Amore, Prozac e altre curiosità', fedele da sempre a una sola parola d'ordine: trasgressione. A. Fi. Attualità Difensore poco civico Cento giorni dopo il suo arresto, Vincenzo Lucariello è tornato nei suoi uffici di Difensore civico della Campania. Era stato e rimane uno dei protagonisti dell'inchiesta che portò all'arresto di mezzo Udeur campano, con accuse che vanno dall'associazione per delinquere fino al concorso in rivelazione del segreto d'ufficio. Lucariello è l'unico caso in Italia di Difensore civico senza laurea. L'incarico gli era stato affidato a ottobre 2004 direttamente da Sandra Lonardo, che rimediò, così, all'inerzia del consiglioregionale da lei presieduto. Un'assemblea che non è stata capace di provvedere alla surroga durante il periodo di detenzione di Lucariello, tanto che Lady Mastella ha dovuto preoccuparsi in prima persona anche della nomina di un difensore civico a tempo determinato. Il provvedimento è del 9 aprile 2008, la pubblicazione sul 'Bollettino Ufficiale' del 21: 12 giorni che sono bastati a far trascorrere i termini per la detenzione. Sul portale della Regione è rimasto sempre il suo nome e il suo diretto. I cittadini quasi non si sono accorti di nulla quando Lucariello, appena libero, è tornato al suo posto prima ancora che si insediasse il sostituto. Un'impresa che forse gli permetterà di non perdere un centesimo della sua indennità, sui 4 mila euro al mese. I campani che sono convinti di aver subito un'ingiustizia sanno a chi rivolgersi. C. P. Attualità SEMINARI DI STUDIO Amato va a School Finito l'impegno ministeriale, Giuliano Amato torna a concentrarsi sugli studi, condividendo l'indicazione di Massimo D'Alema di ricominciare, dopo la sconfitta elettorale, dal rilancio delle fondazioni, in primis da quella ItalianiEuropei di cui Amato è presidente. Fra le prime uscite da studioso dell'ex ministro degli Interni, un seminario organizzato presso l'Ambasciata italiana a Londra dalla London School of Economics (che nel 2001 aveva offerto proprio ad Amato, che declinò, il posto di rettore). Argomento: lo spirito costituente che portò correnti politiche e di pensiero assai diverse a varare la Costituzione italiana. Robert Leonardi, giurista della Lse e organizzatore dell'iniziativa, ha chiamato a discuterne, con Amato, due professori di Oxford, David Hine e Vernon Bogdanor, e un costituzionalista vicino al centrodestra, Antonio Baldassarre, ex presidente della Consulta. Il trasversale 'spirito costituente' torna d'attualità? P. F. Attualità Altero vede nero Mentre si appresta a diventare ministro per la terza volta, Altero Matteoli è sotto inchiesta nella sua Livorno in seguito a un esposto presentato dal presidente dell'Autorità portuale Roberto Piccini. Assieme all'ex ministro Pietro Lunardi avrebbe esercitato "pesanti e illecite intromissioni" nel procedimento di nomina del presidente dell'Autorità portuale per favorire la candidatura di Bruno Lenzi, commissario del porto dal luglio 2003 all'agosto 2005, e persona gradita ad An, senza tener conto, come prescrive la legge, del parere della Regione Toscana. Che poi, arrivato al governo Prodi, ha indicato e ottenuto nel 2006 la nomina di Piccini, ex presidente della compagnia dei portuali. Nell'esposto sono citate lettere in cui l'allora commissario Lenzi, perorando presso il governo la sua nomina, scrive tra l'altro al coordinatore di Fi Sandro Bondi di "intervenire decisamente e in tempi brevi" per evitare di consegnare "il porto di Livorno ai rossi". T. M.

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Editoria, i costi (+6%) salgono più dei ricavi (+1,4%) (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

IL PRESIDENTE DELLA FIEG DELINEA UN QUADRO A LUCI E OMBRE Editoria, i costi (+6%) salgono più dei ricavi (+1,4%) Biancheri: "Preoccupante il calo della pubblicità. Serve un sostegno dello Stato" ROMA Luci ed ombre sui conti dell'Editoria italiana, con un forte sbilanciamento nel rapporto tra costi e ricavi: nel 2007 i ricavi sono saliti dell'1,4 percento, i costi sono invece cresciuti del 6 percento. Un andamento "nel suo complesso non favorevole". È questo il primo dato portante del Rapporto sullo stato di salute della stampa in Italia nel triennio 2005-2007 presentato questa mattina dalla Fieg. Nell'intervento introduttivo il presidente Boris Biancheri ha subito sottolineato come la carta stampata non attraversi un buon momento, ed è sicuramente - ha aggiunto - una magra consolazione sapere che il fenomeno non è solo italiano perchè qui da noi il comparto ha caratteristiche più specifiche. Un altro macrodato è dato dal numero di aziende editrici di quotidiani che hanno chiuso in rosso nel 2006: sono state 22, due unità in più rispetto al 2005. Quelle invece che hanno chiuso in utile sono state 38. Le perdite complessive si sono ridotte da 23,5 a 20,1 milioni di euro. Un risultato però - dice la Fieg - determinato da proventi da partecipazione, ovvero senza questo tipo di entrate legate alla gestione extra editoriale l'ammontare degli utili sarebbe sceso del 4,3 per cento. Per Biancheri emerge quindi un quadro di "evidente preoccupazione", quadro al quale "è necessario porre rimedio. Non è immaginabile un paese civile senza una stampa in salute". Il presidente della Fieg ha sottolineato anche gli elementi positivi che emergono dal Rapporto. In primo luogo "la capacità degli imprenditori di intercettare la possibilità data dalle interconnessioni dei vari prodotti; quindi la crescita dell'indice di lettura, che contrasta con il declino che registra invece l'indice di distribuzione e quello di vendita. Resta quindi una propensione degli italiani a leggere, mentre è stazionaria o cala la propensione a spendere, un calo evidentemente legato all'attuale congiuntura economica. Terzo aspetto particolarmente positivo, l'incremento e la capacità di espansione davvero significativi della stampa gratuita. Il presidente della Fieg ha parlato anche di declino dell'incidenza della pubblicità, e questo suscita "forti elementi di preoccupazione". Se dieci anni fa l'incidenza della pubblicità sulla carta stampata era del 55 percento, ora è del 45 percento. Biancheri ha ribadito l'esigenza di un'intervento dello Stato a sostegno dell'Editoria, e replicando a Beppe Grillo ha precisato che non si tratta di bussare a sostegni a pioggia ma di rivendicare invece interventi nella stessa misura di altri comparti che ne hanno beneficiato. Dalla Fieg viene quindi un invito a riconoscere pari dignità alla carta stampata rispetto ad altri comparti.

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Il becchino al teatro di Collecchio (sezione: Grillo)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il Sole-24 Ore sezione: FINANZA E MERCATI data: 2008-05-09 - pag: 41 autore: PARTERRE 000 Il becchino al teatro di Collecchio I l colore non è mai mancato nello scandalo Parmalat. Anzi, il campionario di tinte forti della più grande truffa della storia è interminabile: martellate sui computer di Collecchio, volute da Fausto Tonna per cancellare le prove della frode, sfilate alla Procura di Milano di Beppe Grillo e poi grida, schiamazzi, truffati con cartelli. Tuttavia, a distanza di oltre quattro anni dal default, la vicenda di Calisto Tanzi fa ancora parlare di sé. Ieri, è stato il caso di un americano selezionato per far parte della giuria che nei prossimi tre mesi dovrà decidere se Citigroup deve ritenersi corresponsabile del crack della Parmalat. Un bravo cittadino che tuttavia ha dovuto declinare l'invito perché, con l'approssimarsi dell'estate, i suoi impegni professionali si faranno sempre più incalzanti a causa del caldo. Il mancato giurato è un becchino che, contattato dal giudice Harris della Corte dello Stato del New Jersey, ha detto no a causa del superlavoro nella stagione estiva che, caratterizzata da 35-40 gradi e oltre, certo non aiuta i vecchietti del posto. (R.Fi).

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GIULIANOVA - Ieri battesimo di fuoco per i lavori del lungomare nord, in quanto lo stesso, o (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Di FRANCESCO MARCOZZI GIULIANOVA - Ieri battesimo di fuoco per i lavori del lungomare nord, in quanto lo stesso, oltre ad essere chiuso nel tratto compreso tra l'hotel Europa e il "Caprice", ospitava anche il mercato. Le cose non sono andate male, nel senso che anche se ci sono state file su viale Orsini, per un lungo periodo, il traffico è stato controllato dai vigili. Il problema, però, adesso, riguarda la giornata di oggi, quando, nel pomeriggio, in contemporanea, saranno chiusi alla circolazione il lungomare nord, lato est, dall'Hotel Europa al Caprice ed anche viale Orsini, che ospita una manifestazione in strada, il secondo concorso turistico intestato alla memoria di Luca Gabrielli, organizzato dall'Istituto turistico-alberghiero "Di Poppa" e che vede la partecipazione di numerosi Paesi stranieri. A protestare sono i titolari di alcuni esercizi commerciali e turistici che avanzano anche la possibilità di una citazione in giudizio verso il Comune per risarcimento danni a causa del periodo scelto per fare i lavori. Qualcuno avanza l'ipotesi anche di licenziamento del personale ingaggiato per maggio e giugno. Intanto Vincenzo Santuomo, "organizer meetup" di Beppe Grillo a Giulianova, torna sul problema dell'amianto e lo fa allegando ben 32 foto di situazioni "a rischio" nel Comune giuliese e scrive che "nonostante le rassicurazioni d'intervento da parte dell'amministrazione comunale di Giulianova (assessore Franco Caruso) abbiamo ricevuto un reportage fotografico della situazione che c'è nella zona circostante gli argini del fiume Tordino che riguarda una zona tra Villa Pozzoni e Colleranesco. Tale è solo la situazione in questa zona, nei prossimi giorni renderemo moto un reportage su altre zone ugualmente inquinate. Le nostre non sono polemiche sterili o con interessi di carattere politico: è solo un grido di dolore per l'ambiente che viene distrutto e violentato! Bisogna intervenire al più presto. Se passerà altro tempo dovremo di nuovo fare esposti alle autorità preposte e anche, questa volta, alla Procura della Repubblica per inquinamento ambientale da parte di ignoti. Sediamoci a un tavolo per cercare di risolvere i problemi: associazioni ambientaliste, forum di cittadini, partiti politici e tutti i cittadini interessati".

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PESARO Dal fenomeno Beppe Grillo alla sfida americana tra Obama e Clinton. Temi al centro della sec (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Onda edizione di "Conversazioni dal Basso. Come blog e social media cambiano la politica", stamattina dalle 10 nella sede di Pesaro Studi. Organizza LaRiCa (Laboratorio di ricerca comunicazione avanzata) per i corsi di laurea in Comunicazione e pubblicità dell'Università di Urbino. Lezione sul voto URBINO Stamattina alle 10.30 a Scienze politiche si terrà la lezione inaugurale del corso di Comunicazione politica e opinione pubblica dal titolo "Le elezioni del 13-14 aprile 2008", Partecipano Bernardo Valli, Marco Cangiotti, Ilvo Diamanti, Antonio Di Bella, Nando Pagnoncelli. Incontro sul risparmio URBINO"Tutela del risparmiatore tra cultura finanziaria e normativa" è il tema del seminario organizzato da Anasf e Università di Urbino oggi alle 16 nell'aula magna di Economia. Mestieri di carta URBINO "Mestieri di carta, verso un'archeologia della tradizionale distribuzione libraria?" è il tema dell'incontro di oggi alle 17 al Nuovo Magistero. Intervengono Mario Sabbieti, Vittorio Giudici, Carlo Cherici, Mairo Guaraldi. Erbe commestibili URBINO Stasera alle 21 nella sala della Provincia, per le Giornate a carattere botanico-micologico, il biologo Sandro Di Massimo parlerà sul tema "Sandro Di Massimo".

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Sinistra siciliana, la sconfitta che viene da lontano (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

I risultati del voto siciliano del 13 e 14 aprile scorso alla Camera e al Senato per la lista Sinistra L'Arcobaleno non si discostano da quelli nazionali: 2,65% nella circoscrizione occidentale, 2,63% in quella orientale, 2,58 al Senato. Contemporaneamente si svolgevano le elezioni per l'Ars sciolta a seguito delle dimissioni di Cuffaro e soprattutto di una legge costituzionale bipartisan, elaborata dal governo regionale Capodicasa-Pellegrino-Cuffaro, e approvata senza grandi clamori, da una maggioranza nazionale anch'essa bipartisan. Questa legge ha cambiato radicalmente il sistema previsto dallo Statuto del 1947 introdotto nella Costituzione e che anticipava, non solo il sistema scelto dai costituenti per la Repubblica italiana ma anche quello della Repubblica federale tedesca per l'elezione di parlamenti regionali e da parte di questi dei rispettivi esecutivi. Con la legge del 2001 si è introdotto un sistema ibrido che assimila il sistema istituzionale della Regione siciliana (regione a statuto speciale dotata di poteri legislativi esclusivi e di prerogative particolari) a quello dei comuni e ha privato, tra l'altro, l'Ars della possibilità di allontanare l'inquisito Cuffaro, con un voto di sfiducia anche sulla base delle sue vicende processuali. Nelle precedenti elezioni tutta l'Unione aveva candidato, attraverso la vittoria clamorosa nelle primarie, Rita Borsellino che si era adoperata, attraverso l'originale organizzazione di Cantieri per il programma di stabilire contatti con tutta la popolazione e di mantenerli per tutta la breve durata, due anni, della legislatura. Sarebbe stato logico, perciò, riproporla nelle nuove elezioni o almeno rifare le primarie come da qualche esponente, anche della sinistra, veniva richiesto. La direzione veltroniana del Pd ha imposto invece la candidatura di una riluttante Anna Finocchiaro senza il vaglio delle primarie. La sinistra alternativa si presentava perciò con il logo di Sinistra Arcobaleno-Rita Borsellino candidandola in alcuni collegi tra cui Palermo. Ciò ha fatto della coalizione siciliana qualcosa di più di un semplice e frettoloso cartello di gruppi dirigenti nazionali dei quattro partiti della sinistra in cui prevalevano istinti di auto conservazione, anche personale, rispetto all'impostazione di una sinistra alternativa più ampia e proiettata verso il futuro. Nel dibattito che si è aperto dopo la sconfitta l'esame del voto siciliano si presta a alcune considerazioni utili anche per tracciare le prospettive future della sinistra in Sicilia. La presenza di Rita Borsellino e dei suoi Cantieri presenti e operanti nel territorio ha modificato non poco il risultato. L'Arcobaleno siciliano ha ottenuto il 4,95%, ha sfiorato la barriera del 5% (che avrebbe consentito l'elezione di 3 o 4 parlamentari) e, nello stesso giorno, con gli stessi elettori, ha realizzato quasi il doppio dei voti nazionali. E' legittimo il dubbio che in seggi elettorali dominati da esponenti dei due maggiori raggruppamenti, entrambi concordi nella volontà di estromettere dalla scena politica ogni alternativa di sinistra e sulla base di esperienze che hanno trovato riscontro in recenti procedimenti giudiziari, sia stata operata una stretta in materia di annullamenti dei nostri voti. Il computo delle preferenze specie della provincia di Palermo dimostra l'apporto di queste forze al risultato. Al primo posto è naturalmente Rita Borsellino con oltre 10 mila preferenze, nei primi cinque si collocano al secondo posto il giovane consigliere comunale Fabrizio Ferrandelli di Altra Palermo con oltre 4 mila voti, formazione politica patrocinata proprio da Rita Borsellino e da altri esponenti della sinistra, e al quinto posto l'altra consigliera di Altra Palermo, Antonella Monastra, che ha superato il già lusinghiero risultato ottenuto nelle comunali di un anno fa nella lista del Prc. Il gruppo Altra Palermo ha al suo attivo importanti iniziative come il sostegno alla lunga occupazione della sede del comune di Palermo da parte dei senzatetto o la partecipazione ai movimenti contro gli inceneritoti, per l'acqua, per l'uso sociale dei beni espropriati alla mafia e per la denuncia quotidiana delle magagne dell'amministrazione Cammarata. Una vera opposizione quale a mia memoria non si ricordava a Palermo da quando era consigliere comunale Pio La Torre. Una riflessione ulteriore riguarda anche il successo della lista Amici di Beppe Grillo che hanno ottenuto a Palermo oltre 5 mila voti con 4.399 preferenze alla candidata anche nella lista Sonia Alfano, personaggio della sinistra palermitana in tante iniziative contro la mafia e per la pace e anche per i voti ottenuti dalle tre liste sorte da mini scissioni nazionali del Prc. Dall'esame di questi dati può venire l'indicazione della necessità di continuare a sviluppare l'esperienza dell'unità a sinistra allargabile non solo a Rita Borsellino ma a tutti quelli che hanno votato a sinistra e naturalmente agli astenuti e agli elettori che, sulla base del voto utile, hanno contribuito all'eliminazione della sinistra alternativa ma anche alla sconfitta del Pd che perde 250 mila voti in Sicilia e della sua candidata Anna Finocchiaro che si ferma al 30% dei voti. Si tratta di lavorare al rafforzamento di un soggetto politico nuovo legato alle grandi tradizioni di lotta del popolo siciliano (Il Blocco del popolo di Girolamo Li Causi) nelle condizioni nuove del XXI secolo e che abbia caratteristiche anche di forte autonomia decisionale rispetto a centri di potere (si fa per dire) nazionali burocratici che hanno in gran parte, con le loro scelte, determinato anche la sconfitta in Sicilia. Una prima occasione potrebbe essere quella delle prossime elezioni provinciali, ma purtroppo le crisi nazionali dei quattro partiti e in particolare del Prc, che si è impegnato a breve scadenza in un congresso ravvicinato spingono verso scelte identitarie delle singole formazioni politiche. Forse bisognerebbe anche in Sicilia proporre un'iniziativa analoga a quella di Firenze del 19 aprile scorso. Anche perché la vittoria di Berlusconi, l'avvento alla Presidenza della regione dell'Mpa di Lombardo, che si propone come contrappeso siciliano e meridionale al successo di Bossi nel nord, a partire dall'attuazione integrale di quel che resta dello Statuto siciliano, pone alle forze di rinnovamento la necessità di riavviare un dialogo per la costituzione di un fronte di sinistra autonomista che sappia interpretare le esigenze del popolo siciliano nel XXI secolo.

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La nicchia fedele dell'informazione (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Vespri La nicchia fedele dell'informazione Norma Rangeri Lavorare in una piccola televisione ha i suoi vantaggi. Per esempio puoi fare tutte le trasmissioni che vuoi sul vaffa-day di Beppe Grillo e non incorrere in tonanti reprimende dei vertici aziendali. Al contrario di quel che succede in Rai, dove osare raccontare i comizi grilleschi può costarti la pubblica condanna del presidente Petruccioli, e un richiamo all'ordine del direttorte generale. Nella piccola televisione, invece, puoi persino mettere sotto i riflettori il tuo editore-Telecom, e non essere esiliato. Non parli alle grandi audience, ma coltivi una nicchia di libera informazione. Gad Lerner chiude la stagione de l'Infedele con un bilancio positivo: gli ascolti sono cresciuti e il programma resta un fiore all'occhiello dell'informazione, non solo de La7. La puntata conclusiva è stata riservata ai tragici fatti di Verona, con uno studio affollato di sindaci leghisti, di esponenti di associazioni di immigrati e di blasonati professori. Il parterre è indubbiamente il punto di forza del programma, poco frequentato dalle figurine dei politici dichiaranti, sempre affollato da intellettuali con qualche cosa da dire. Come il professor Giovanni Arrighi, economista di lungo corso che ha svolto una sorta di lectio magistrali sulle origini dell'insicurezza da cui sono afflitte le società dell'occidente. Dopo tante chiacchiere e una campagna elettorale vinta dal centrodestra sul tema della sicurezza, Arrighi ha spiegato che dobbiamo esser grati della situazione attuale al liberismo economico della signora Thatcher, poi seguito dalle politiche reaganiane. E' agli anni '80 che dovremmo guardare per capire dove origina lo smantellamento della società del welfare, dove prende il largo il processo di globalizzazione, quando ne fanno le spese i paesi dell'America latina, dell'Africa, dell'Europa dell'est. E' da quegli anni che inizia la politica dell'insicurezza, è da lì che inizia l'onda dell'emigrazione. Altro che pericolo cinese. Arrighi sfata il luogo comune dell'operaio cinese che fa concorrenza al nostro. Se la Cina e l'India, dice il professore, non avessero sviluppato le loro economie, o se domani vincesse la linea di una nuova guerra fredda con Pechino, allora sì che saremmo in una condizione economica da anni '30. E l'immagine di un'onda anomala di immigrazione cinese verso i nostri lidi parlava da sola. Prima o poi sarebbe interessante vedere a confronto le tesi del professore con l'ultima moda del ritorno ai dazi e alla teoria dello stato sovranista di Giulio Tremonti. nrangeri@ilmanifesto.it.

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Polemica con Scalfari (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Polemica con Scalfari Il moralista e il furfante Autobiografia di Grillo Non avremmo mai pensato, fino a qualche mese fa, di doverci occupare seriamente di una querelle tra Eugenio Scalfari e Beppe Grillo. Due entità, come si suol dire, incommensurabili. Uno abituato a parlare con Io, l'altro buono appena per un "vaffa". Ma tant'è, il mondo cambia; e l'Italia, ahinoi, cambia anche più velocemente in peggio. Il motivo del contendere è un articolo di Eugenio Scalfari sull'Espresso , che dice cose di buon senso e anche molto moderate. Dice che è Grillo l'arcitaliano che peggio rappresenta i difetti degli italiani. Che dissoda il terreno sul quale Berlusconi e Bossi gettano i semi e raccolgono i frutti. Soprattutto dice che Grillo ha un doppio standard morale: fustiga la casta altrui, reclama la trasparenza altrui, vuol moralizzare la vita altrui. Ma quando poi tocca a lui, quando la trovata on line di Visco rivela che guadagna più di quattro milioni all'anno, strilla come un'aquila per la sua privacy violata. Ma quale privacy, se sta in piazza e in tv più spesso del presidente del Consiglio? Se è a tutti gli effetti e per sua stessa rivendicazione il capo di un movimento politico? Per rispondere a queste critiche, nel suo blog Grillo si è cimentato nel difficile mestiere del corsivista, particolarmente difficile quando si incrociano le lame con un polemista come Scalfari. E si è ridotto al più vieto degli espedienti: raccontare un paio di episodi - arcinoti - della vita professionale del fondatore di Repubblica in cui, udite udite, non sarebbe stato del tutto coerente. Sai che trovata. Ma è il finale del corsivo grillesco il punto in cui l'inesperienza gioca un brutto scherzo al neo polemista. È quando indirizza a Scalfari una celebre frase di Montanelli: "Conosco molti furfanti che non fanno i moralisti, ma non conosco nessun moralista che non sia un furfante". Ma come hai fatto, caro Grillo, a non capirlo? De te fabula narratur. 09/05/2008.

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Criminalizzare il nord-est, scherzando su un morto (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo 1 Commento " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 38 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 08 Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Dunque Alemanno sarà sindaco di Roma, un'impresa storica. Ma ora il centrodestra non ha più scuse: controlla Milano, Roma, molte regioni importanti, gode di un'ampia maggioranza in Parlamento dove, per la prima volta, non sarà intralciato dalla demagogia dell'estrema sinistra, né dalle operazioni dilatorie dei piccoli partiti ma potrà contare su un'opposizione, da parte dell'Udc e del Pd, che si annuncia moderata e costruttiva. Il quadro è ideale ma comporta dei rischi, uno in particolare: l'assunzione di responsabilità, da cui la nostra classe politica tradizionalmente rifugge. Se il centrodestra ha davvero un progetto per il Paese e con esso una visione del futuro, se è in grado di rendere l'Italia più sicura e di moderare l'immigrazione, oggi fuori controllo, è il momento di agire, abbandonando le logiche da campagna elettorale. Un governo credibile in un Paese più serio: è questo che si aspettano gli italiani. Da qui due domande. Secondo voi il centrodestra è pronto a gestire un potere tanto ampio? E dunque Berlusconi, Fini e Bossi saranno all'altezza di una missione ambiziosa e, comunque vada, cruciale per l'Italia? Scritto in Italia Commenti ( 48 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Apr 08 Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? L'Ordine dei giornalisti è inutile? Probabilmente sì. Gli aiuti di Stato ai giornali di partito sono scandalosi? Senza dubbio. Criticare il mondo del giornalismo è lecito e secondo me anche salutare. Ma trovo che l'era del libero insulto stia volgendo al termine. Mi spiego: Beppe Grillo è stato l'unico a denunciare certe situazione politiche, mediatiche, economiche e questo è stato un bene per la democrazia italiana. C'era bisogno di una valvola di sfogo, di qualcuno che rompesse il conformismo e le convenienze. Ma non si può continuare in eterno a infangare tutti. Il comico genovese denuncia il malcostume nazionale, ma con i suoi ne incoraggia un altro; quello per cui il cittadino si sente legittimato ad affrontare problemi e ingiustizie con l'insulto, lo sproloquio, il qualunquismo più immediato, da bar. E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere". Sulla Bbc sono d'accordo, ma la Cnn non è affatto garibaldina nei confronti della Casa Bianca e al Jazeera è posseduta dal Qatar che pone limiti molto severi all'informazione. Ancora: critica Napolitano (definito "un Morfeo che dorme, dorme, dorme") perché ha indetto elezioni prima del referendum: e che doveva fare? La legge parla chiaro e se non c'è maggioranza in Parlamento si va al voto col sistema vigente. Davvero tutti i giornalisti sono servi, a parte Travaglio? Ma siamo seri, per cortesia: che esista un problema di acquiescenza da parte di molti colleghi verso i politici è chiaro, ma offendere tutti indiscriminatamente è puro populismo. Noi giornalisti non possiamo sbagliare, ma quante scemenze ha detto Grillo in questi anni spacciandole sempre per verità assolute? La più grossa risale a qualche anno fa quando denunciava la manipolazione dell'informatica e rompeva i computer in sala. Chi lo contestava passava per fascista e qualunquista; oggi però Grillo è il profeta della Rete. E, come gli capita sovente, non accetta contestazioni. Allora: aboliamo pure l'Ordine, eliminiamo i finanziamenti, ma condieriamo Grillo per quel che è e non scambiamolo per il Vate capace di risollevare l'Italia. Per rinascere davvero questo Paese ha bisogno di modelli costruttivi, di leader credibili che sappiano elevare il discorso pubblico, anziché ridurlo a una raffica di Vaffa. Davvero Grillo è l'eroe della nuova Italia? Vi riconoscete in lui? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 105 ) " (15 voti, il voto medio è: 4.53 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08 Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? I due stupri a Milano e a Roma hanno rilanciato la questione dell'immigrazione e della sicurezza. Tra tanti commenti degli ultimi giorni più o meno pertinenti, ne ritengo due. Uno di Cesare Salvi, che questa mattina a Radio Anch'io quando ha dichiarato che: "effettivamente gli elettori hanno avuto l'impressione che la sinistra arcobaleno non pensasse alla sicurezza". Mi permetto di correggere Salvi: non avevano l'impressione, ne avevano la certezza e per questo soprattutto l'hanno punita alle elezioni. Il secondo aspetto riguarda la richiesta di Roberto Maroni, probabile nuovo ministro degli Interni, di rinegoziare la direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini. L'idea ha suscitato reazioni contrariate e un certo sarcasmo, ma in interviste alla Rai e al quotidiano La Stampa il nostro commissario europeo Franco Frattini l'ha ritenuta plausibile, "perché ormai quella direttiva è superata dall'applicazione integrale degli accordi di Shengen". Il governo Prodi peraltro non ha mai applicato la norma che consente l'espulsione per chiunque non possa dimostrare di avere i mezzi di sussistenza per vivere in modo dignitoso. Secondo Frattini (che probabilmente diventerà il prossimo ministro degli Esteri italiano) "una verifica si può fare per vedere se non sia il caso di rafforzare alcuni principi sugli aspetti della sicurezza. C'è un consenso abbastanza ampio tra i governi europei che la libera circolazione dei cittadini, sacrosanta, non può trasformarsi in libera circolazione dei criminali". E il governo rumeno? "Deve farsi carico dei propri compatrioti e riprenderseli se non rispettano le leggi". Da qui alcune domande: aveva dunque ragione Maroni? Una correzione in sede comunitaria è doverosa considerato che proprio l'Unione europea sottovalutò gli effetti dell'allargamento (che secondo me era prematuro) a Paesi troppo arretrati come la Romania e la Bulgaria. Insomma, se oggi l'immigrazione dei rumeni è un problema in molti Stati, come l'Italia e la Spagna, la responsabilità all'origine è di Bruxelles. Ma, mi chiedo: basta una norma Ue per rimediare a una situazione che la maggior parte dei cittadini considera fuori controllo? E se la risposta è no, quali misure considerare? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 42 ) " (14 voti, il voto medio è: 4.79 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Apr 08 La sinistra difende le élites anziché il popolo? Sul Giornale è uscita una mia intervista con Ferruccio Capelli, il direttore della Casa della cultura di Milano. Capelli, ex dirigente del Pci e dei diessini, è autore di un libro molto interessante Sinistra light - populismo mediatico e silenzio delle idee (Guerini editore), nel quale analizza l'attuale momento politico e sociale. Capelli non ama Berlusconi e ovviamente nemmeno il centrodestra, ma con grande onestà intellettuale riserva critiche pungenti alla sinistra nel suo insieme, sia al Pd sia aquella radicale. Nell'intervista ad esempio sostiene che la sinistra italiana "si è adeguata ai tempi privilegiando la seduzione e il marketing politico rispetto al messaggio politico e ai programmi. Dal crollo del Muro di Berlino ha progressivamente sradicato il proprio passato, le proprie tradizioni culturali, ma questo ha generato smarrimento negli elettori." Esiste "un problema d'identità" con un progressivo scollamento dal Paese reale e dalle esigenze delle classi meno abbienti. Secondo Capelli "la sinistra è diventata élitaria, si identifica con la grande finanza industriale ed è ossessionata dalla rappresentazione mediatica. Così oggi solo la destra pensa al popolo". La frase è molto forte ed è significativo che venga pronunciata da un intellettuale progressista. Ha ragione Capelli? La sinistra perde perché difende l'oligarchia economica anziché la gente comune ? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 25 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 Oops, il "porcellum" funziona. Ce lo teniamo? E ora come la mettiamo con il sistema elettorale? Per mesi tutti hanno ripetuto che era inadeguato e fonte di instabilità; invece, come osserva in un articolo un brillante collega ticinese, Ovidio Biffi, il metodo Calderoli "ha funzionato al suo secondo impiego: non solo ha causato gli sbarramenti tanto attesi, ma ha agito come una vera e propria purga! Di colpo, l'Italia si è liberata dei legacci con cui veniva ricattata ogni volta che in gioco c'era la sopravvivenza delle maggioranze". Ho l'impressione che fossero i partiti a impedire il corretto funzionamento del porcellum e c'è da chiedersi se la maggior parte dei politologi non abbia sbagliato analisi, confondendo causa ed effetto. Non appena Veltroni e a ruota Berlusconi hanno deciso di sottrarsi al ricatto dei piccoli, è accaduto il miracolo. A questo mi chiedo: le riforme elettorali sono ancora necessarie? C'è chi dice che basti qualche ritocco ovvero il ripristino del voto di preferenza e il divieto delle candidature multiple. Troppo bello per essere vero? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 32 ) " (12 voti, il voto medio è: 4.42 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 In Italia il "mal di Palazzo" è inguaribile? Riflettando ancora sul risultato delle elezioni, trovo che sia stata confermata la regola secondo cui in Italia i politici che entrano nel Palazzo perdono il contatto con la realtà. Era accaduto in parte anche con il governo Berlusconi nel 2001-2006 quando il governo tardò a prendere piena coscienza di alcuni problemi che invece erano molto sentiti dalla gente (ed esempio il caro euro), ma con il governo Prodi questo fenomeno ha assunto dimensioni impressionanti. La sconfitta della Sinistra arcobaleno infatti nasce dall'incapacità di capire il Paese. Bertinotti si è evidentemente lasciato inebriare dalla presidenza della Camera e in campagna elettorale ha descritto un'Italia che non c'era. Non ha capito l'esperazione degli abitanti delle zone popolari per l'immigrazione incontrollata e l'aumento della criminalità e anziché proporre correttivi in tv diceva che bisognava allargare ulteriormente le maglie e mostrarsi ancor più accoglienti, senza distinguere tra italiani poveri e immigrati appena arrivati nella concessione delle case popolari (ne abbiamo parlato su questo blog). Nel commentare la sconfitta ha detto di aver commesso un grave errore: quello di non essere andato di fronte ai cancelli delle grandi fabbriche, dimostrando una volta di più il senso della propria estraneità dal tessuto produttivo: le grandi fabbriche erano una realtà degli anni Sessanta-Settanta non quella di oggi. E ancora: Pecoraro Scanio è riuscito in un'impresa senza precedenti. Mentre in tutto il mondo i verdi resistono e spesso guadagnano consensi in Italia sono spariti in appena due anni. E la ragione è la stessa: anziché preoccuparsi del problemi reali della gente (inquinamento e rifiuti di Napolil, ad esempio), Pecoraro ha fatto una campagna demagogica in cui scegliendo l'alleanza con i comunisti è passato il peggior messaggio possibile: verdi uguale rossi. Piccola divagazione: in questo contesto devo dire che anche la stampa si è mostrata troppo "palazzo dipendente" e infatti si è fatta sorprendere dai risultati. Quasi nessuno dei grandi mezzi di informazione aveva intuito il trionfo della Lega, né il tracollo della sinistra radicale, né il raddoppio di Di Pietro. Quanti articoli sono stati pubblicati per spiegare in campagna elettorale il disagio del nord, soprattutto nelle province venete e lombarde? Pochi, in compenso abbiamo letto paginate sulla lista di Ferrara, che poi ha ottenuto lo 0,4%. Direi che un'autocritica è doverosa se vogliamo raccontare davvero l'Italia dobbiamo staccarci un po' dalle logiche del Palazzo e della politica romana: noi giornalisti abbiamo imparato la lezione? Tornando al dopo elezioni, ora gli occhi sono puntati sul nuovo governo e mi chiedo: vista l'ampia maggioranza, Berlusconi Fini e Bossi riusciranno a gestire il Paese senza perdere il contatto con il Paese, come peraltro avviene in molti altri Paesi? Zapatero è appena stato rieletto, la Merkel è più che mai favorita, Blair ottenne tre mandati consecutivi, Chirac e Schroeder due. Perché all'estero è possibile e in Italia no? Il mal di Palazzo è guaribile? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 30 ) " (7 voti, il voto medio è: 3.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (19) francia (16) germania (2) giornalismo (33) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (20) islam (12) Italia (87) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Il Socialismo... bo,mario: Canaletto non sò dove hai letto tutte queste cose, non certamente in questo blog o nei miei scritti. Quì... Ultime news An error has occured; the feed is probably down. Try again later. Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. 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Meetup, ombrellone a Ripe (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

I fedelissimi di Beppe Grillo raccolgono le firme a fine maggio Meetup, ombrellone a Ripe RIPE - Anche a Ripe sarà possibile firmare per la campagna referendaria "Libera Informazione in Libero Stato". Il Meetup di Beppe Grillo si è costituito anche a Ripe ed è promosso dal Meetup Senigallia, fratello maggiore costituitosi in associazione, che ha già maturato una buona esperienza nell'allacciarsi con le altre realtà virtuali come i blog o le testate online e reali come associazioni e comitati nei temi dell'urbanistica e della mobilità sostenibile. "Meet Up" è l'inglese d'incontrarsi, con un'accezione di sprone a ritrovarsi insieme. "Gli affiatati e volenterosi attivisti del Meetup di Senigallia - si legge in una nota - hanno infatti dedicato due nuovi forum ai cittadini dei Comuni di Ripe e di Montemarciano". Il presidente del sodalizio, Andrea De Vercellis, riassume così il senso dei Meetup: "Abbiamo vissuto con grande emozione i due V-Day, durante la raccolta delle firme ci siamo sentiti parte di una comunità civile viva, che reagisce con eleganza e pazienza all'ottundimento mediatico e consumistico originato dalle vere lobby di potere. Abbiamo scopi costruttivi e c'interessa la promozione sociale". E' previsto un piccolo "ombrellone" in piazza Leopardi per sabato 31 maggio, dalle 15 alle 20 circa, con alcuni attivisti ed un autenticatore delle firme. L'autenticatore è una presenza tecnica e neutrale chiesta dalla Legge, in genere un funzionario comunale od un componente del Consiglio od un notaio, che garantisce vere ed autentiche le firme: è essenziale per la democraticità del sistema.

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Tra Grillo e Barak Obama (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

CONVERSAZIONE Tra Grillo e Barak Obama PESARO - Dal fenomeno Beppe Grillo alla sfida a stelle e strisce fra Barak Obama e Hillary Clinton. Dalla comunicazione che parte dal basso ai più alti scranni della politica. Sono i temi al centro della seconda edizione di Conversazioni dal Basso. Come blog e social media cambiano la politica. L'appuntamento, organizzato dal LaRiCA (Laboratorio di Ricerca Comunicazione Avanzata) nell'ambito dei corsi di laurea in Comunicazione e Pubblicità, è, a partire dalle 10, nella sede di Pesaro Studi (viale Trieste 296).

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Giornali, vendite in calo ma aumentano i lettori (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il presidente Fieg Biancheri sollecita la riforma Giornali, vendite in calo ma aumentano i lettori ROMA - Mentre il quarto governo Berlusconi sale al Colle per il giuramento, dalla Federazione degli editori arriva la prima, urgente, richiesta per l'esecutivo. "Il nuovo governo metta mano alla riforma del settore, che da tempo è dovuta - ha scandito il presidente Boris Biancheri (nella foto) in occasione della presentazione del rapporto su "La stampa in Italia 2005-2007" -. Non ci aspettiamo certamente dal nuovo esecutivo sostegni a pioggia, checché ne dica Beppe Grillo, ma aiuti mirati per dare a questo comparto industriale lo stesso tipo di supporto che hanno altri settori, dal momento che l'editoria è fondamentale per la cultura di un Paese civile". Secondo gli editori la situazione del comparto è preoccupante e il momento, nonostante la presenza di alcuni elementi positivi come la crescita dell'indice di lettura e l'espansione della stampa gratuita, è molto delicato. Un grido d'allarme: se gli investimenti pubblicitari crescono sulla stampa si riduce contemporaneamente la loro incidenza sul fatturato editoriale. Viene, inoltre, confermato lo squilibrio nella ripartizione delle risorse rispetto alla tv, caratteristica tutta italiana. Nel 2007 - spiega la Fieg - gli investimenti pubblicitari su mezzi stampati sono cresciuti complessivamente del 3,7% grazie al traino dei quotidiani (+4,5%); i periodici, dopo un buon 2006 (+5,5%), hanno invece dimezzato il loro tasso di espansione (+2,5%). Parti invertite nel primo bimestre 2008, con un +14% per i periodici e un +3,1% per i quotidiani. E tuttavia, se nel 2000 i ricavi pubblicitari rappresentavano il 58% del fatturato editoriale, attualmente non arrivano al 45%. Perché? Secondo gli editori le ragioni vanno ricercate nel persistere di una "asimmetrica ripartizione" degli investimenti pubblicitari tra i media e quindi una posizione di strutturale vantaggio della tv. Altro elemento critico è l'aumento dei costi, che crescono quattro volte di più rispetto ai ricavi, a causa degli oneri di approvvigionamento della carta (+11,2% nel 2006, +11,8% nel 2007). Nel quadro a tinte fosche dipinto da Biancheri, emergono, tuttavia, alcuni elementi positivi, come "la capacità degli imprenditori di intercettare le potenzialità di interconnessione tra i vari media", "la crescita dell'indice di lettura che contrasta con la stazionarietà degli indici di vendita, legata alla crisi economica" e soprattutto la vera sorpresa del settore: "L'espansione molto significativa della stampa gratuita, cresciuta nell'ultimo anno del 25% rispetto al 2006". Per risolvere i problemi del comparto, il presidente della Fieg ha ribadito la necessità di una riforma che "elimini le distorsioni di carattere fiscale o legislativo che impediscono la flessibilità delle imprese e solleciti l'attenzione per la lettura".

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La free press salva i quotidiani (sezione: Grillo)

( da "Opinione, L'" del 09-05-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')

Argomenti: Grillo

Oggi è Ven, 09 Mag 2008 Edizione 90 del 09-05-2008 Editoria Rapporto Fieg: Biancheri presenta il conto al Cav e polemizza con Grillo Televisione Ecco Current Tv, il canale di Al Gore che trasforma gli spettatori in produttori La free press salva i quotidiani Ormai le copie gratuite distribuite ogni giorno arrivano a quota 4 milioni, più del 50% della tiratura delle copie a pagamento di Francesco Lener "Al nuovo governo non chiediamo provvidenze a pioggia, ma incentivi mirati e sostegni allo sviluppo. Esattamente come in altri settori industriali e culturali, checché ne dica Beppe Grillo". La veste del polemista non si attaglia bene a Boris Biancheri, presidente della Federazione degli Editori di Giornali, ma una risposta al grande guastatore evidentemente andava data. L'occasione era la presentazione del consueto rapporto sullo stato di salute della stampa italiana. Niente di particolarmente nuovo nei risultati delle tabelle, che indicano una certa stasi nel consumo dei quotidiani, che non crollano soprattutto grazie alla crescita della free press, un calo evidente di settimanali e mensili e la solita sproporzione tutta italiana degli investimenti pubblicitari nei media, a vantaggio ovviamente della televisione. La favorevole coincidenza dei tempi con la presentazione dei nuovi ministri berlusconiani, più che altro, suggerisce alla Fieg di trasformare l'illustrazione del rapporto nella presentazione di un'ampia lista della spesa nei confronti dell'esecutivo entrante. "Questo governo ? spiega Biancheri ? deve mettere mano alla riforma dell'editoria, vanamente discussa in Parlamento negli ultimi sette anni per una generale mancanza di sensibilità sul tema. Per eliminare distorsioni di carattere fiscale e legislativo e sollecitare un maggiore spirito di lettura si rendono necessarie misure che diano slancio e ossigeno al settore". Per non risultare troppo fumose, le proposte della Fieg vengono messe nero su bianco e distribuite ai giornalisti presenti. Tra le principali, l'istituzione del credito d'imposta per gli investimenti in innovazioni tecnologiche e il rifinanziamento del credito agevolato per il settore, un fondo per la nuova occupazione e la multimedialità, la reintroduzione del credito d'imposta per l'acquisto della carta in favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici, l'esenzione totale dall'Iva per il comparto dell'editoria, il potenziamento della pubblicità dello Stato e degli enti pubblici sulla carta stampata ("a garanzia di una maggiore trasparenza dell'attività amministrativa", dice Biancheri), misure di incentivazione della lettura dei giornali tra i giovani, le donne e i pensionati e nelle aree dell'Italia con bassi indici di diffusione della stampa (cioè al sud), e l'introduzione di agevolazioni fiscali per la sottoscrizione di abbonamenti. A proposito di abbonamenti. Qualche tempo fa l'ormai ex sottosegretario per l'Editoria, Ricardo Franco Levi, aveva chiaramente spiegato come per lo Stato gli incentivi all'editoria più gravosi non siano quelli diretti ai giornali di partito e alle cooperative di giornalisti, ma quelli indiretti, legati in particolare alle agevolazioni postali, che avvantaggiano soprattutto i quotidiani più letti e più ricchi. La Fieg, di contro, si scaglia duramente contro questa posizione: "L'ultima legge finanziaria - si legge - invece di produrre l'attesa razionalizzazione degli interventi pubblici nel settore, si è limitata a una drastica sforbiciata degli stanziamenti sulle tariffe postali agevolate, cioè gli unici contributi indiretti essenziali per lo sviluppo degli abbonamenti". La percentuale degli abbonamenti sul totale dei giornali venduti segna, in effetti, un dato allarmante in Italia: un misero 9% che sfigura contro quasi tutti i paesi europei. "Le agevolazioni postali ? secondo Federico Megna, responsabile dell'ufficio studi della Fieg ? sono una sorta di risarcimento alle inefficienze del sistema dei servizi, e comunque non costituiscono una voce di bilancio per i quotidiani che indirettamente ne beneficiano. Se si taglieranno ancora, dovremo arrenderci ad arrivare a un livello di abbonamenti pari a quello della Grecia". A consolare gli animi ci sono i dati relativi all'indice di penetrazione della lettura dei giornali, che aumenta significativamente, e a qualche segnale di risveglio della pubblicità. Per i quotidiani, in particolare, il 2006 vede aumentare il fatturato editoriale del 2,7% rispetto all'anno precedente, una crescita che si riduce all'1,7% nel 2007 e che viene in buona parte vanificata dall'aumento dei costi, saliti del 3,1% nel 2006 e del 6.1% nel 2007. L'aumento del prezzo di vendita (5-6%) e il consolidamento della crescita degli introiti pubblicitari (+3,5%) nello scorso anno compensano solo in parte il calo delle copie annue vendute (-1%) e dei collaterali (-1,9%). In quest'ultimo caso, la flessione maggiore interessa i libri allegati ai quotidiani (-5%), che negli anni precedenti avevano fatto segnare un vero boom. Ciò che grava davvero, però, sono gli oneri di approvvigionamento della carta (+11,2% nel 2006, +11,8% nel 2007), che crescono ben più del costo del lavoro (+1,4% nel 2006 e +2% nel 2007). Numeri incerti che fanno a pugni con le performance della free press: nel 2007 le sette principali testate hanno totalizzato quasi 4 milioni di copie distribuite in media giornaliera, pari a oltre il 50% della tiratura media delle testate quotidiane a pagamento, registrando una crescita della pubblicità commerciale nazionale pari al 29,3%. Tanto per chiarire da che parte soffia il vento.

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GLI EDITORI AL GOVERNO: SUBITO LA RIFORMA (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Gli editori al governo: subito la riforma MYRTA MERLINO Mentre il quarto governo Berlusconi sale al Colle per il giuramento, dalla Federazione degli editori arriva la prima, urgente, richiesta per l'esecutivo. "Il nuovo governo metta mano alla riforma del settore, che da tempo è dovuta - ha scandito il presidente Boris Biancheri (foto) in occasione della presentazione del rapporto su "La stampa in Italia 2005-2007" -. Non ci aspettiamo certamente dal nuovo esecutivo sostegni a pioggia, checché ne dica Beppe Grillo, ma aiuti mirati per dare a questo comparto industriale lo stesso tipo di supporto che hanno altri settori, dal momento che l'editoria è fondamentale per la cultura di un Paese civile". Secondo gli editori la situazione del comparto è "preoccupante" e il momento, nonostante la presenza di alcuni elementi positivi come la crescita dell'indice di lettura e l'espansione della stampa gratuita, è molto delicato. Un grido d'allarme: se gli investimenti pubblicitari crescono sulla stampa si riduce contemporaneamente la loro incidenza sul fatturato editoriale. Viene, inoltre, confermato lo squilibrio nella ripartizione delle risorse rispetto alla tv, caratteristica tutta italiana. Nel 2007 - spiega la Fieg - gli investimenti pubblicitari su mezzi stampati sono cresciuti complessivamente del 3,7% grazie al traino dei quotidiani (+4,5%); i periodici, dopo un buon 2006 (+5,5%), hanno invece dimezzato il loro tasso di espansione (+2,5%). Parti invertite nel primo bimestre 2008, con un +14% per i periodici e un +3,1% per i quotidiani. E tuttavia, se nel 2000 i ricavi pubblicitari rappresentavano il 58% del fatturato editoriale, attualmente non arrivano al 45%. Perché? Secondo gli editori le ragioni vanno ricercate nel persistere di una "asimmetrica ripartizione" degli investimenti pubblicitari tra i media e quindi una posizione di "strutturale vantaggio" della tv. Non a caso nel primo bimestre 2008 il fatturato pubblicitario delle tv generaliste è cresciuto del 4,8%. Altro elemento critico è l'aumento dei costi, che crescono quattro volte di più rispetto ai ricavi, a causa degli oneri di approvvigionamento della carta (+11,2% nel 2006, +11,8% nel 2007). Nell'ultimo biennio, dunque, il fatturato editoriale dei quotidiani (ricavi da vendita e da pubblicità) è aumentato, ma i costi operativi sono cresciuti in modo più sostenuto, determinando un calo del margine operativo lordo delle imprese. Per quanto riguarda i ricavi, nel 2007 l'aumento del prezzo di vendita (5-6%) e il consolidamento della crescita degli introiti pubblicitari (+3,5%) hanno compensato solo in parte il calo delle copie annue vendute (-1%) e dei collaterali (-1,9%). Nel quadro a tinte fosche dipinto da Biancheri, emergono, tuttavia, alcuni elementi positivi, come "la capacità degli imprenditori di intercettare le potenzialità di interconnessione tra i vari media", "la crescita dell'indice di lettura che contrasta con la stazionarietà degli indici di vendita, legata alla crisi economica" e soprattutto la vera sorpresa del settore: "L'espansione molto significativa della stampa gratuita, cresciuta nell'ultimo anno del 25% rispetto al 2006". Per risolvere i problemi del comparto, il presidente della Fieg ha ribadito la necessità di una riforma che "elimini le distorsioni di carattere fiscale o legislativo che impediscono la flessibilità delle imprese e solleciti l'attenzione per la lettura".

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<Il petrolio a 250 dollari al barile> (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

BENETAZZO PARLA DELLA CRISI MONDIALE "Il petrolio a 250 dollari al barile" L'euro forte salva molte piccole aziende. Incerte prospettive Il circolo culturale Gran Guardia e l'associazione Ares di Rovigo hanno organizzato presso il Cavaliere di Bosaro una serata davvero particolare, avendo come ospite il broker finanziario Eugenio Benettazzo. Il 34enne vicentino ha esposto in maniera molto decisa il tema estremamente attuale "Mutui, prestiti, banche, aspettando un nuovo 1929?" con moderatori Ennio Boschetti e Andrea Bimbatti. Lo scorso anno quando venne a Rovigo per la prima volta, Benettazzo aveva pronosticato che il prezzo del petrolio sarebbe stato entro un anno superiore ai 100 dollari al barile (allora era sui 54 dollari) e così infatti si è verificato. Lavorando prettamente nelle borse di Malta, Italia e Svizzera, il "Beppe Grillo dell'economia", così come è stato ribatezzato, ha la possibilità di poter analizzare in maniera profonda quelli che sono i problemi di micro e macro economia, con lo scopo di svegliare le coscienze dei cittadini, in un lessico che è accessibile a tutte le platee. Il predicatore finanziario ha fatto il punto su quello che sarà lo scenario mondiale relativo al mercato dei tassi di interesse, all'immobiliare, al settore energetico, alle banche, ma soprattutto puntando i riflettori sul costo del petrolio e sulle conseguenze che avrà sul nostro stile di vita. "Il petrolio arriverà a quota 250 dollari al barile, bisogna ringraziare di avere l'Euro forte sul dollaro, perchè altrimenti troveremo molte persone sulla strada non più in grado di comperare generi di prima necessità. Tanti mestieri scompariranno, tipo artigiani e commercianti, l'unica soluzione per uscire da questa crisi sarebbe che scomparissero un miliardo di persone dalla terra, ma non dalle zone povere quanto piuttosto da quelle ricche. Il peggiore investimento è spendere 20mila euro per l'acquisto di un'auto; molto meglio comperare chili d'oro. Negli Stati Uniti si sta registrando un crollo nelle vendite di Ford, Chrysler e General Motors, tutti stanno comperando le utilitarie giapponesi specie la Toyota che continua a fare utili e ad essere sul mercato in maniera più che competitiva".Al pubblico presente a Bosaro, Benettazzo si è posto in maniera irriverente e dissacratoria, eseguendo un'analisi lucida e critica senza eguali, basata sulla radiografia ed evoluzione dell'attuale scenario economico planetario.Marco Scarazzatti.

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Raccolte già 500 firme (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

REFERENDUM Raccolte già 500 firme FeltreOltre cinquecento firme per Grillo. Questo il numero di adesioni raccolte lo scorso 25 aprile nel gazebo degli "Amici di Beppe Grillo", allestito anche a Feltre per il V2 Day sulla "libera informazione in un libero Stato" (secondo appuntamento ideato dal comico Beppe Grillo per denunciare le ingiustizie presenti nel nostro Paese). La raccolta firme, che continua anche nell'Ufficio Elettorale del Comune di Feltre, serve per proporre tre referendum: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria e l'eliminazione del testo unico Gasparri sulla radiotelevisione.

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Unicredit dimezza l'utile trimestrale (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

PRIMA ASSEMBLEA (FIUME) A ROMA DOPO LA FUSIONE CON CAPITALIA. RIVISTI AL RIBASSO GLI OBIETTIVI Unicredit dimezza l'utile trimestrale [FIRMA]FRANCESCO MANACORDA INVIATO A ROMA Il primo trimestre non dà certo grandi soddisfazioni: un miliardo di utile netto, in calo del 51% rispetto allo stesso periodo del 2007, come del resto già annunciato il mese scorso. Ma la promessa di Alessandro Profumo è che nell'intero 2008 Unicredit migliorerà il risultato rispetto a 6,56 miliardi dell'anno passato nonostante una revisione al ribasso dell'utile per azione previsto per l'anno in corso. Agli analisti finanziari, che incontra prima dell'assemblea che approverà il bilancio - è il suo battesimo a Roma, dopo la fusione con Capitalia - l'ad di Unicredit annuncia che l'utile per azione quest'anno sarà ridotto rispetto agli 0,65-0,66 euro previsti dal piano industriale 2005-2008, ma sarà comunque compreso tra gli 0,52 e gli 0,56 euro. Se questa forchetta verrà rispettata l'utile netto consolidato dovrebbe attestarsi tra i 6,8 e i 7,3 miliardi. E davanti alle telecamere di Class-Cnbc, Profumo spiega anche che "il peggio della crisi finanziaria è passato", escludendo che ci siano in programma altre svalutazioni sugli Abs, gli strumenti finanziari legati ai famigerati mutui subprime. Ma le note rassicuranti non bastano a convincere la Borsa: Unicredit mette subito la retromarcia e chiuderà a 4,78 euro in calo del 3,26%. Gli uomini di Profumo si consolano paragonando i dati a quelli di una giornata nera per tutti i bancari in Europa: Intesa-Sanpaolo che cede il 2,87%, Societé Generale il 2,54% e così via. Molta attesa per il banchiere e la banca che guardano all'Europa, alla prova della "piazza" capitolina. Il presidente tedesco Dieter Rampl cita Goethe e loda Roma in italiano, poi dirige il traffico - in inglese - nel corso di un'assise fiume che si chiuderà quando attorno ai palazzoni dell'Eur è già notte inoltrata. Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Roma e arcinemico dell'ex presidente Cesare Geronzi, celebra il cambio della guardia con la sua presenza e grandi saluti ai nuovi vertici. In terra romana Profumo non trova nè nostalgici di Capitalia né troppi soci imbufaliti per il calo del titolo negli ultimi mesi. Invece è un turbinare di richieste sindacali e para-sindacali. Da segnalare, anche il dilagare di interventi contro le stock-option: mercati in crisi e retribuzioni milionarie innescano polemiche in stile Beppe Grillo. Pochi brividi sui dossier tutti italiani. La Roma e l'arrivo di Soros? "Non siamo coinvolti in eventuali cessioni di asset" da parte dell'Italpetroli di Sensi, dichiara laconico Profumo. Però non esclude la possibilità di prendere il controllo del gruppo, esercitando l'opzione che ha su un ulteriore 2% del capitale. Alitalia? "Non abbiamo manifestato e non abbiamo interessi in proprio. Laddove si dovessero presentare opportunità per conto dei clienti le valuteremo". E anche il tema di culto Mediobanca-Generali è solo sfiorato: "Non abbiamo nessuna intenzione di controllare né l'una né l'altra". Più utile, allora, concentrarsi sui dati finanziari di un gruppo che ormai fa in Italia solo il 40% del suo attivo. Il primo trimestre è colpito soprattutto dal risultato - potenzialmente negativo per circa un miliardo - della divisione dedicata ai mercati e alla banca d'investimento, che ha dovuto svalutare 642 milioni sugli Abs in portafoglio. Ma Profumo guarda al bicchiere mezzo pieno: la crescita del 15% dell'utile dell'attività tradizionale - sportelli e finanziamenti alle imprese - mentre l'esposizione diretta ai subprime è ormai "risibile". "Dai 164 milioni di euro del dicembre 2007 - spiega l'ad - siamo passati a 94 milioni a fine marzo". E la capitalizzazione della banca - che crea qualche apprensione in Moody's - per l'ad non è un problema, tanto da escludere ipotesi di aumento di capitale: "Abbiamo un obiettivo di Core Tier 1 (uno dei principali indicatori di capitale, ndr) che resta al 6,8 nel medio periodo. Oggi è al 5,5% ma a fine anno arriveremo al 6%". Perché queste certezze siano scalfite, sarebbe necessaria - dice Profumo -"una drastica recessione non solo negli Usa e in Europa, ma anche in Asia".

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Milano, alla fine Moratti licenzia Sgarbi (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pietra dello scandalo una rassegna sul teatro gay Milano, alla fine Moratti licenzia Sgarbi [FIRMA]STEFANO TOTORO MILANO Il "Vade retro" questa volta non è il titolo di una mostra omosex, che aveva suscitato tante polemiche, ma il congedo che nel giorno del compleanno (56 anni) l'assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi, riceve dal sindaco di Milano, Letizia Moratti: ritiro della delega. Il critico d'arte è fuori dalla giunta di Palazzo Marino e sbotta: "Per me questa cosa non è accaduta, è irricevibile. La Moratti ha fatto delle considerazioni personali in base al fatto che il suo pensiero è diverso dal mio. Ora chiamo Berlusconi e sento cosa ne pensa". A due anni dalle elezioni, l'atto di revoca suggella un progressivo allontanamento tra il sindaco e l'(ex) assessore, accusato di aver mancato "di rispetto alla giunta comunale e nei confronti dei cittadini", al punto da aver infranto il "rapporto di fiducia con il sindaco e gli assessori". Le prime tensioni c'erano state sui graffittari che il critico d'arte aveva difeso. Poi la lite sulla mostra "Vade retro-arte e omosessualità", quando il sindaco decise la rimozione di dieci ritratti con riferimenti alla religione e alla pedofilia e la risposta di Sgarbi fu molto dura: "I capi delegazione riuniti nel convento delle Carmelitane con suor Letizia hanno dettato le regole". In seguito tanti altri contrasti, sulla Scala come sulle nuove panchine, sui grattacieli come sull'Ultima cena di Leonardo. Infine, nelle ultime settimane, i due episodi che hanno portato al licenziamento. Per far passare il patrocinio del Comune a una rassegna di teatro gay, a fine aprile Sgarbi ha fatto sparire dal titolo della delibera la parola omosessuale. Così, dal provvisorio "Teatro omosessuale" si è passati a "Liberi amori possibili". Un trucchetto che secondo Sgarbi avrebbe dovuto servire a evitare nuove polemiche, ma che il sindaco non ha affatto gradito. Quindi, sulla carriera da assessore già un po' in bilico, ha gravato l'apparizione in tv ad "AnnoZero", quando Sgarbi ha usato il suo noto linguaggio colorito, fra insulti e parolacce, per attaccare Marco Travaglio e il comico Beppe Grillo che aveva criticato l'oncologo Umberto Veronesi. "Quando la Moratti me l'ha detto non ho fiatato", ha spiegato ieri Sgarbi. A tratti incredulo, ha aggiunto che la delibera sul teatro gay era stata accettata da tutti i colleghi assessori: "Il sindaco - ha detto - ha tratto considerazioni affrettate. E su "AnnoZero"? "Ho difeso i milanesi, ricevendo le congratulazioni di molti esponenti del centrodestra, da Berlusconi a Bossi, Castelli, Salvini. Maroni addirittura mi ha abbracciato davanti a tutti".

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La Conferenza chiede altra documentazione (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

ROQUETTE. AUTORIZZAZIONE AMBIENTALE La Conferenza chiede altra documentazione Non sarà ancora concessa l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia) alla Roquette di Cassano. La Conferenza dei servizi, riunita ieri ad Alessandria per la terza seduta, ha chiesto all'azienda ulteriori integrazioni alla documentazione consegnata a marzo, intorno alla quale sono sorte numerose polemiche a causa della secretazione nei confronti dei cittadini che partecipano alla sedute, i quali hanno presentato esposti alla Procura e al difensore civico regionale. Rispetto all'aumento della produttività annunciato, la Roquette dovrà documentare quale incidenza avrà sulle emissioni. Per il conseguente incremento del traffico da e per lo stabilimento cassanese la Conferenza ha chiesto un utilizzo maggiore della linea ferroviaria, a cui il sito è collegato. Sono stati concessi inoltre 90 giorni per consegnare uno studio sulla composizione delle sostanze che producono il forte odore avvertito in paesi vicini. La Conferenza ha richiesto, fra l'altro, una relazione sull'utilizzo del metanolo da parte dell'amideria, e sulle altre sostanze immesse in atmosfera. Il dirigente del settore ambiente della Provincia, Claudio Coffano: "E' probabile sia necessaria una quarta seduta, quasi certamente dopo l'estate. Abbiamo chiesto un serie di integrazioni in particolare sulle emissioni in atmosfera e un'accelerazione sui tempi di consegna di alcuni studi". La Roquette, che riteneva di aver fornito una documentazione ampiamente sufficiente, prende comunque atto delle nuove richieste, ma manifesta perplessità e inquietudine per le sempre nuove richieste di integrazione, che stanno rendendo sempre più complesso, difficoltoso e lungo il procedimento di acquisizione dell'Aia. Alla seduta ha preso parte un esponente dell'associazione Amici di Beppe Grillo.

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RAI: ANNOZERO; SORTINO (AGCOM),NON C'E' ANCORA UNA DECISIONE (sezione: Grillo)

( da "Prima Comunicazione" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Data: 09/05/2008 Fonte: Ansa Categoria: Televisione RAI: ANNOZERO; SORTINO (AGCOM),NON C'E' ANCORA UNA DECISIONE POL:RAI 2008-05-09 14:31 RAI: ANNOZERO; SORTINO (AGCOM),NON C'E' ANCORA UNA DECISIONE FIRENZE (ANSA) - FIRENZE, 9 MAG - "Abbiamo semplicemente acquisito il materiale relativo alla trasmissione ai fini di valutare se ci sia spazio per un provvedimento. Ma non c'é ancora una decisione". Lo ha detto il commissario dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Sebastiano Sortino, a margine di un seminario sull'emittenza radiotelevisiva locale, rispondendo ad una domanda sull'istruttoria aperta dall'Agcom sulla puntata di Anno Zero del primo maggio dedicata al V2-Day di Beppe Grillo. (ANSA). GRO/ S0A S41 QBXX.

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Sgarbi cacciato da Palazzo Marino forse sottosegretario (sezione: Grillo)

( da "Rai News 24" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Milano | 9 maggio 2008 Sgarbi cacciato da Palazzo Marino forse sottosegretario Sgarbi con Napolitano alla Fiera del Libro Con il sindaco Moratti "nessuna possibilita' di dialogo". Il giorno dopo la clamorosa rottura, l'assessore alla Cultura di Milano Vittorio Sgarbi, "cacciato" dice lui, continua a difendere le sue ragioni e rivela di averne gia' parlato ieri sera con Silvio Berlusconi. "Ho ricevuto il consenso di Maroni, Castelli e Berlusconi", dice Sgarbi. A Berlusconi, l'ormai ex assessore alla Cultura di Milano, spiega di aver sottolineato "l'insensatezza delle offese ricevute". "Io ho fatto solo bene per la citta' - sostiene - ho difeso Berlusconi da chi lo insultava e gli dava del fascista come l'architetto Daniel Libeskind. Sui grattacieli di Milano la penso come Berlusconi, difendo la citta' contro una intollerabile speculazione". A questo punto, sottolinea, "eliminare uno scomodo mi sembra una forma di grossolana ingenuita' da parte del sindaco". Anzi, ribadisce, "e' la Moratti che e' fuori dalla linea, e' lei che manca di rispetto verso i cittadini non avendo la capacita' di opporsi alla speculazione". Quindi, niente dialogo: "Non lo posso accettare - spiega Sgarbi - quando invece di essere ringraziato vengo cacciato. Non voglio favori, ma giustizia". Quanto alla possibilita' di essere chiamato a fare il sottosegretario ai Beni Culturali, ruolo per il quale Sgarbi si e' in piu' di un'occasione candidato: "Ne ho parlato con Berlusconi - rivela - lui mi ha detto che ne parlera' con Bondi". Ma c'e' la possibilita' che questo avvenga? "E' un'ipotesi politica rispettabile - conclude - ma non decido io, decide Berlusconi". Sgarbi e Moratti, convivenza difficile a Palazzo Marino Da ieri Vittorio Sgarbi non e' piu' l'assessore alla Cultura del Comune di Milano. "La mancanza di rispetto per la Giunta" e "l'atteggiamento non consono ai doveri di pubblico amministratore assunto in varie occasioni, anche pubbliche" hanno convito il sindaco di Milano a ritirare al critico d'arte le deleghe. Dopo nemmeno due anni di coabitazione si e' rotto l'incanto tra Sgarbi e "suor Letizia", come lui stesso ebbe a definirla dopo la prima grande crisi del luglio scorso, legata alla censura della mostra 'Vade Retro Arte e Omosessualita'. A rompere definitivamente "il rapporto di fiducia" tra il primo cittadino e l' assessore hanno pesato anche le recenti affermazioni del critico d'arte che, appena dieci giorni fa, si diede vanto di aver "ingannato" i propri "ignari" colleghi proponendo il patrocinio a una rassegna di teatro omosessuale mascherato dietro all'innocuo titolo "Liberi amori possibili". Ma anche le sue esternazioni durante la trasmissione televisiva, giovedi' scorso, di Anno Zero a difesa dell'oncologo Umberto Veronesi attaccato da Beppe Grillo. Ma i due recenti episodi non sono che la punta di un iceberg. A pochi giorni dalle elezioni politiche, l'assessore alla Cultura propose un referendum sul "grattacielo storto" di Daniel Libeskind, uno dei tre grattacieli, fiori all'occhiello del progetto di Citylife all'ex Fiera, che cambieranno lo skyline della Milano dell'Expo. Sarebbe potuto sembrare una normale valutazione estetica (peraltro espressa anche da Silvio Berlusconi) se non fosse che lo stesso Libeskind, amico del sindaco Moratti, dovrebbe anche firmare il nuovo museo dell'arte contemporanea, sempre nell'area di Citylife, cui il critico non nascose di preferire il progetto di museo elaborato da Renzo Piano nelle ex acciaierie Falck nella vicina Sesto San Giovanni. Del resto Sgarbi aveva anche detto apertamente che lo stesso Piano, per Pirelli Re, aveva presentato un progetto migliore di quello di Citylife sull'area ex fieristica. Nei suoi due anni da assessore, Sgarbi ha sempre tentato di smarcarsi dalla posizioni della giunta e del suo sindaco. Mentre il Comune lanciava la campagna antigraffiti, defini' i murales del centro sociale Leoncavallo una "moderna Cappella Sistina" e nel marzo del 2007 riusci' a portare al Pac proprio quegli artisti normalmente abituati a disegnare sui muri di Milano. Risale infine allo scorso gennaio l'ultimo terremoto sulle mostre inopportune dell'assessore: le monografie fotografiche di Von Gloeden, di Witkin e di Saudek. Ma le polemiche poi rientrarono dopo un chiarimento con il sindaco sulle linee di politica culturale del Comune. Questa volta invece, dopo lo sfogo a 'parolacce' durante la trasmissione di Santoro, l' assessore non e' riuscito ad arginare l'ira del sindaco.

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Caro Grillo (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

LA 21ª FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO PROTAGONISTI "Ti aspettiamo: e ti chiedo di usare la tua credibilità per spiegare ai giovani l'importanza della lettura" Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un ritrovarsi tra amici, come abbiamo sempre cercato che sia. Ci passa anche molta gente di spettacolo, e quest'anno, tra i molti, ci saranno Dario Fo, Luciana Littizzetto, Ascanio Celestini, Sergio Rubini, Alessandro Benvenuti, Michele Di Mauro. Perché il pubblico vi segue con tanta partecipazione, e anzi vi fa credito di una credibilità che tanti altri soggetti pubblici e privati hanno perso da tempo? Perchè detta da voi la politica o l'antipolitica diventano qualcosa che riguarda tutti? Forse perché l'artista, il giullare (nell'accezione migliore del termine) appare libero da condizionamenti, da ingessature linguistiche, da calcoli di potere. Con i suoi sberleffi dice quello che molti pensano, ma non hanno la possibilità, il coraggio e anche gli adeguati mezzi espressivi di dire. Questa credibilità vi carica di grandi responsabilità, ma anche di grandi potenzialità. Anni fa Fiorello, volendo ringraziare i suoi spettatori di un successo trionfale, si scusò di non saper trovare le parole adatte perché aveva letto e studiato troppo poco. Ci è sembrato un grande spot per il libro. Sarebbe bello, caro Grillo, che lei chiudesse la cinque giorni del Lingotto facendosi testimonial del libro e con la forza della sua comunicativa spiegasse soprattutto ai ragazzi quanto la lettura sia importante per loro. Perché un libro ti consente di conoscere il mondo e te stesso, ti aiuta a dare un senso alla tua esistenza, a vivere molte vite, a saperne di più. Perché anche quando richiede applicazione e fatica ti ripaga ampiamente, come l'andare in montagna o praticare uno sport. In un mondo in cui sempre più le persone valgono per quello che sanno, il libro rimane un fondamentale strumento di crescita individuale e collettiva. Un vecchio sindacalista, Di Vittorio, diceva che il padrone conosce cento parole, l'operaio dieci, per questo vince sempre il padrone. Adesso il discorso è un po' più complicato, siamo tutti più poveri di parole, e anche per questo non ce la passiamo tanto bene. Glielo dica lei, Grillo, che le cose le sa dire così bene: se non sappiamo costruirci ali di carta per volare, ci sarà sempre qualcuno che ci terrà inchiodati per terra, in una condizione subalterna o servile di cittadini di seconda categoria. Di esclusi.

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Redditi online Visco non mi piace ma stavolta ha fatto bene Caro Direttore, non ho mai avuto la minima simpatia per il ministro Visco, e ho anche avuto già modo di rubarLe tempo e (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Grillo

Redditi online Visco non mi piace ma stavolta ha fatto bene Caro Direttore, non ho mai avuto la minima simpatia per il ministro Visco, e ho anche avuto già modo di rubarLe tempo e spazio per dire quanto sono contrario alla tassazione dei redditi redditi online Visco non mi piace ma stavolta ha fatto bene Caro Direttore, non ho mai avuto la minima simpatia per il ministro Visco, e ho anche avuto già modo di rubarLe tempo e spazio per dire quanto sono contrario alla tassazione dei redditi. Ciò nonostante l'iniziativa di pubblicare su Internet i redditi degli Italiani aveva tutta la mia approvazione. Il diritto dei furbi di nascondersi se lo sono inventati i furbi e i garanti della privacy. E, anche se certamente non gliene importa nulla, al garante che ha ordinato l'oscuramento di quelle pagine non stringerò mai la mano. Diovessi incontrarlo, gli volterei le spalle e non lo saluteri per tutto l'oro del mondo. Il diritto a manifestare il proprio disprezzo non può essere oscurato nemmeno dal garante della privacy. Antonio Attanasio grillo / 1 Dall'alto dei suoi 4 milioni può permettersi di insultare tutti Nella ricorrenza del 1° maggio, solito palcoscenico di sindacalisti e politici schierati. Non poteva mancare Beppe Grillo che, dall'alto del suo reddito annuo dichiarato superiore ai 4 milioni di euro, può permettersi di dire le solite banalità e di insultare tutti. Evidentemente tale atteggiamento va bene a qualcuno se è vero che il citato Grillo è lautamente pagato, gira in Cayenne, ha la Barca (con la B maiuscola) e quant'altro. Spero vivamente che con il nuovo governo certi personaggi spariscano dalle televisioni così come Santoro e Marco Travaglio e certe trasmissioni di parte siano oscurate: sono quanto di più insulso si possa mettere in onda. Liberiamoci una volta per sempre di tal infidi soggetti e forse l'informazione sarà più vivibile e corretta. Marco Tettamanti grillo / 2 Non capisco perché non gradisce che si conosca il suo reddito Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio "non c'è trucco e non c'è inganno", davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l'entità del suo reddito. Gianfranco Mortoni Una lezione La sconfitta del Pd a Roma sia monito per le amministrative La vignetta più bella, quella di Giannelli: "Saluti da Roma, Papa tedesco e sindaco Alemanno". Lo striscione più irridente e, per certi versi più irritante, come sale sulle ferite, quello posizionato sui gradini del Campidoglio dai ragazzi del fronte della Gioventù: "Walter, santo subito". È una sorta di Via Crucis differita quella che Walter Veltroni sembra affrontare con la rassegnazione di chi ha capito che il calice amaro, a questo punto, va bevuto fino in fondo. A poco serve sapere che la storia prevede un finale con risurrezione. Adesso bisogna affrontare il Golgota. Mentre la folla osanna e acclama il suo nuovo Re di Roma e il passaggio dal Calvario si fa frustrante in tutta la sua drammaticità, nonché angosciante nella sua tragica solitudine. Di Cirenei, disposti a condividere il peso della croce, nemmeno l'ombra. Di centurioni, invece, ansiosi di sferrare l'ultimo colpo nel costato, se ne contano forse anche troppi. Una storia che torna, come nella vecchia pellicola di un film, alla sua ennesima replica, l'immagine ora è ferma sul corpo di Cesare esposto sul sagrato del Senato. Prima o poi arriverà Antonio a cantarne l'elogio di uomo d'onore. Il Partito Democratico, oltre le conseguenze dell'anomala percezione dell'attività governativa precedente, sconta un deficit di credibilità costruito su scelte sabbiose dal sapore decisamente ambiguo e da un tasso reale di rinnovamento piuttosto evanescente. Ci voleva più coraggio, per contrapporre a una legge elettorale, dichiarata infame, liste formate con le primarie e candidati espressi dai territori. Troppo in fretta è stata liquidata la richiesta di Michele Emiliano, sindaco di Bari e segretario di Puglia. La stessa scelta di Francesco Rutelli è apparsa contraddittoria, con lo spirito innovativo proclamato dal Pd e con le vicende controverse che ne hanno accompagnato il percorso evolutivo. Ricordiamo tutti il ?bel guaglione? tra i frenatori più appassionati di quel processo. E come tanti altri dirigenti a livello locale, sia Ds che Margherita, certo non era tra le figure più spendibili per testimoniarne la novità. Monito utile per le prossime elezioni amministrative del 2009. Gianni Alemanno l'ha spuntata perché percepito più autentico, più diretto, più semplice, e alla fine più affidabile. Immacolato da precedenti esperienze di governo locale, aveva dalla sua il credito acquisito con quella nazionale al dicastero dell'Agricoltura. Espressione da combattente, tenacia da scalatore, coraggio delle proprie scelte e piglio volitivo sono state le credenziali, che hanno dato all'elettore capitolino la sicurezza cercata, per una decisione altrettanto coraggiosa. Sembrava Barabba, potrebbe rivelarsi un moderno Ben Hur, voglioso di tranquillizzare le inquietudini più nascoste, di dialogare con gli avversari e capace di dar corpo a progetti imponenti come si conviene ad ogni Re di Roma. Antonio Gelormini educazione Giusto quel decalogo ma la colpa è dei figli Cara Provincia Ho letto attentamente la lettera del prof. Angelo Belluschi "Il decalogo per fare di un figlio un delinquente". Sono pienamente d'accordo. I genitori al giorno d'oggi vogliono i figli ma non pensano che poi sono da educare e seguire sin da giovani per poi far sì che abbiano a loro volta la capacità di educare i figli. Io sono ancora di una generazione in cui i genitori non lesinavano qualche "buon scappellotto" che ritengo era tanto zucchero oggi però se lo fa il genitore viene denunciato al telefono azzurro e passerà per un mare di guai. Ho un figlio di 51 anni e ai suoi tempi l'ho rimproverato e punito se era il caso. Tanto per far comprendere mio nipote di 22 anni si è meravigliato che mio figlio mi chiedesse ancora il permesso per andare da qualche parte e lasciare me in negozio. Io gli ho risposto che tutti prima o poi dovremo rispondere delle nostre azioni e che l'educazione deve far parte del bagaglio della vita. lettera firmata La risposta Non c'è "allarme democratico" nelle sparate del Senatur Egregio Direttore, non mi trovo d'accordo con l'articolo di fondo di Antonio Marino a proposito delle ultime esternazioni del parlamentare Bossi. Io continuo a ritenere (so di essere un nostalgico rottame delle buone maniere istituzionali) che non si tratti di un innocuo "scoppiettio verbale". Cito le dichiarazioni testuali: "Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione". "Mi auguro che la sinistra scelga la via delle riforme, non come l'altra volta che non vollero assolutamente la riforma federale". Ma non basta: Berlusconi dice che i fucili della Lega sono solo di carta? Ecco la replica di Bossi: "I fucili sono sempre caldi". Di fronte a queste parole - aggravate dal peso elettorale della Lega, che non va certo enfatizzato ma che rappresenta comunque quasi un italiano su dieci - io penso che dovremmo invece essere tutti chiari. Io ci provo, assumendomi naturalmente la responsabilità di quanto scrivo. Io penso che un alto dirigente politico, che si candida a Ministro della Repubblica Italiana, si comporti in modo assolutamente irresponsabile rilasciando dichiarazioni del genere. E penso che sia colpevole l'acquiescenza - o la sottovalutazione - da parte delle forze politiche che non si oppongono concretamente a questo svilimento delle istituzioni. Io credo che non dovrebbe esserci tolleranza, da parte del Capo dello Stato e dello stesso Parlamento della Repubblica, nei confronti di simili atti che costituiscono una offesa alla convivenza civile nel paese e alla stessa democrazia. Non basta minimizzare o buttarla sul ridere: la Soria ci insegna che l'istigazione a delinquere può purtroppo trovare una sponda in qualche pazzo capace di prendere alla lettera quelli che sembrano solo innocui deliri. Mi firmo, doverosamente, Angelo Bruno Protasoni Risponde Antonio Marino Mi scuso, anzitutto, per il ritardo con il quale ripondo. Ho tuttavia l'impressione che i giorni trascorsi abbiano in qualche modo già chiarito, con le inevitabili precisazioni a destra e a manca, il contesto e il senso delle parole di Bossi. Al leader leghista era stato chiesto ? in sostanza ? se non temesse, vista la loro esclusione dal Parlamento, eventuali manifestazioni di piazza anche violente della sinistra estrema. Di qui l'eterna evocazione dei fucili, ma ? come dire? ? in funzione di ?difesa? democratica. Convincerà il lettore Protasoni questa spiegazione? Ho l'impressione di no. E non certo perché sia ?un nostalgico rottame delle buone maniere istituzionali?, ma perché ha evidentemente della vita politica e delle sue manifestazioni una concezione ?alta?, anche formalmente, che ha ? purtroppo ? poco a che vedere con la realtà attuale. La mia opinione, espressa nell'editoriale citato, è tuttavia che le dichiarazioni di Bossi possono essere accettate o rifiutate per come sono state espresse, mentre non si può montare su di esse un ?allarme democratico? del quale, francamente, non vedo sintomi significativi negli eccessi verbali del Senatùr né, soprattutto, nelle attitudini dell'elettorato leghista. Punti di vista Non è giusto parlar male del presidente del Consiglio Eccola di nuovo praticare il suo sport preferito, cioè quello di dileggiare Silvio Berlusconi. Infatti Silvana Maggio Orsini sulla rubrica "le lettere" auspica una eruzione del Vesuvio in ocasione del primo consiglio dei ministri che il presidente "in pectore" ha preannunciato volere tenere a Napoli. Ritengo la battuta niente affatto spiritosa. Dove è finita la supremazia intellettuale e culturale della sinistra? Distinti saluti Lorenzo Benzi Ironia a doppio senso I conti di Berlusconi e il tram del prof. Prodi Egregio direttore, Prodi ebbe a dire in uno dei suo momenti di massima ispirazione: "Berlusconi si attacca alle cifre, come gli ubriachi ai lampioni". Ora il pensionato Romano, che nessuno vuole più, sapete che fa? "Si attacca al tram". Enzo Bernasconi 09/05/2008.

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