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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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tARTICOLI DELL’8-5-2008        #TOP



Report "Grillo"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Grillo (27)


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

Il caso anno zero ( da "Riformista, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: spazio concesso alle affermazioni di Beppe Grillo, in particolare quelle sul Presidente della Repubblica. Ci si chiede, pur ammettendo una qualche ironia nell'acronimo scelto, se con quel "Vaf, (valutazioni a freddo), "Dagli al presidente", certi toni che con il codice di autoregolamentazione uscirebbero di scena in tv siano destinati poi a rientrare dalla finestra del sito web che,

Bubola: <La tv ha ucciso i sogni> ( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: o perfino la sconfitta" N el 2002 è andato a trovare Beppe Grillo a Nervi, si è fermato qualche giorno e ha scritto cinque blues per lui, portati poi negli spettacoli, ma rimasti inediti: "Grillo - assicura l'autore - è un bravo bluesman, però come tutti i genovesi è un po' accidioso, non ha sviluppato il suo talento blues".

Soru si compra l'Unità ( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e questo piacerà molto a Beppe Grillo e a tutti i detrattori del sistema, di voler rinunciare, pur sapendo di doverlo surrogare di tasca propria. paolo.madron@ilsole24ore.com IMPRESA SOLITARIA Nessuna cordata a fianco del Governatore della Sardegna, che ha già dichiarato di voler rinunciare ai contributi pubblici (6,3 milioni di euro) Tiscali.

Mani sporche che soffocano il Sud ( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Forse Beppe Grillo la fa troppo semplice con la casta stampata ed è un po' provinciale quel suo scappellarsi di fronte a Cnn e Al Jazeera simboli di libertà: non c'è bisogno d'un Pete Dexter per sapere quant'è pericoloso raccontare certi affari di famiglia, a qualunque latitudine, o per capire che la 'ndrangheta somiglia davvero ad Al Qaeda.

Vince lo spazio pubblico digitale ( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, che nel 2005 ha dichiarato oltre quattro milioni di euro, va ben oltre e con la solita veemenza accusa l'Agenzia di agire su ispirazione delle mafie, invitando i suoi sostenitori a scrivere al futuro ministro dell'Economia "perché ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili privati"

Il cda della Rai si defila Finisce nel nulla il caso Santoro ( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: di Beppe Grillo e delle accuse al Capo dello Stato nel secondo V-Day. Nessun provvedimento per il conduttore da parte del vertice di viale Mazzini e controbilanciato dal generico impegno di Santoro a lavorare alla definizione di una sorta di "codice di partecipazione", ovvero regole interne e per gli ospiti così da evitare che si ricada in situazioni come quella di giovedì scorso,

Gli ex-dipendenti Kartos lanciano un giorno di protesta ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: INVITO A GRILLO UN "VAFFA-DAY" contro la crisi dell'economia a Montecatini e in Valdinievole, con la partecipazione di Beppe Grillo. A lanciare l'idea sono i 16 ex-dipendenti di Kartos, ancora senza occupazione, a distanza di quasi tre anni dall'accordo sottoscritto da istituzioni e soggetti privati.

Lista di clientes giallo sul web ( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: La leader in Sicilia del movimento "Amici di Beppe Grillo" ha chiesto alle Procure siciliane di aprire un'inchiesta per stabilire quale segreteria politica conservava l'archivio, con migliaia di raccomandazioni e segnalazioni, finito, sulla rete. La Alfano, dopo che la notizia è stata diffusa dal periodico di Messina Centonove e dal Corriere della Sera,

Un codice di partecipazione ad <Annozero> ( da "Gazzetta del Sud" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo. Il cda avrebbe sostanzialmente preso atto dello scambio avvenuto in questi giorni tra dg e il giornalista. La lettera di Santoro infatti ricevuta ieri prima del cda dal dg ma anche da tutto il consiglio si apre così: "Gentili consiglieri, le osservazioni che il direttore generale e molti consiglieri hanno ritenuto di rivolgermi non mi lasciano indifferente e mi spingono

Ho risposto a grillo per difendere veronesi - vittorio sgarbi ( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Non dubito che potrebbe prendere molte preferenze. Anche Beppe Grillo se "scendesse in campo". Forse più di Vittorio Sgarbi. E allora? Non amo particolarmente Beppe Grillo e non gli darei il mio voto per le stesse ragioni per cui non lo darei a Vittorio Sgarbi. (l. b. g.).

Finalmente ce ne sono tanti con la stessa incazzatura di Beppe Grillo; e aumentano a vista d'oc ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 08-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo

Abstract: I COMMENTI pag. 14 Finalmente ce ne sono tanti con la stessa incazzatura di Beppe Grillo; e aumentano a vista d'oc... Finalmente ce ne sono tanti con la stessa incazzatura di Beppe Grillo; e aumentano a vista d'occhio.

Dopo roma e il v2-day di grillo approda al new age di roncade il rap "molfettese" di caparezza ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: DOMANI SERA Dopo Roma e il V2-Day di Grillo approda al New Age di Roncade il rap "molfettese" di Caparezza RONCADE. Reduce da un'accalorata partecipazione al concertone del primo maggio a Roma e, prima ancora, da un'applauditissima partecipazione al V2-Day di Beppe Grillo, arriva domani sera al New Age il rapper pugliese Caparezza.

La fiera del libro si apre in un clima da antisommossa ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: lunedì di Beppe Grillo. Incerta finora la sua partecipazione, certa la richiesta di Ferrero di non fare il furbo. Accetterà? Da Trieste e dal Friuli significative presenze. Claudio Magris che interviene solo per presentare il libro di Corrado Stajano, Mauro Covacich col suo "Prima di sparire", Mauro Corona chiamato a parlare con Daria Bignardi della sfida della natura e su tutt'

Ha successo il V2 Day ( da "Corriere Adriatico" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: successo anche a Fossombrone per il V2 Day del 25 aprile scrive Lorenzo Mancinelli - il banchetto allestito dal locale Meetup Amici di Beppe Grillo ha raccolto nella sola giornata di venerdì oltre 900 firme, vale a dire più di 300 per ogni quesito referendario: "Libera informazione in libero Stato" - Abolizione dell'ordine dei giornalisti. No alle caste. Informare è un diritto di tutti.

Bufera sul debito del Comune ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: secondo il centrosinistra e i sostenitori tempiesi di Beppe Grillo, ha avuto l'effetto di far perdere già diverse decine di migliaia di euro al municipio almeno negli ultimi dodici mesi. In aula si è parlato anche di atto illegittimo, il consigliere Gianni Monteduro è stato uno dei più decisi contestatori dell'accordo raggiunto nel 2004 con la Banca Nazionale del Lavoro.

Quando lo sbirro chiude in... bellezza ( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 000 spettatori con uno share del 9,03%. In seconda serata prevale "Matrix", con una puntata su Beppe Grillo seguita da 1.746.000 spettatori con il 18,70% di share, mentre "Porta a Porta" dedicato ai bambini scomparsi si ferma a 1.383.000 spettatori con il 17,64% di share.

E Stefano Folli firma la top ten dei giornalisti ( da "Opinione, L'" del 08-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo

Abstract: Interpellato a proposito della manifestazione di Torino di Beppe Grillo ricorda al direttore di essere stato insultato lui stesso, mentre a proposito della prossima squadra di Governo l'ex direttore di Studio Aperto dice: "Credo che gli elettori abbiamo dato una fiducia senza precedenti e quindi si aspettino i risultati in tempi rapidi".

DE CARLO: NEI CONFRONTI DI GRILLO CENSURA PREVENTIVA, E' ( da "Virgilio Notizie" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Anche Andrea De Carlo afferma che nei confronti di Beppe Grillo "c'è censura preventiva". "Chiedere a Grillo di non far comizi è come chiedere a una tigre di ritirare gli artigli. La caratteristica di Grillo è proprio di essere incontrollabile", ha dichiarato lo scrittore, commentando così l'invito del direttore della Fiera del Libro, Ernesto Ferrero,

Bullismo: al liceo Parini i primi episodi nel 1989. Guarda i video ( da "Affari Italiani (Online)" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: secondo solo a Beppe Grillo lancia in esclusiva il video che ha posto le basi a tutto questo: Liceo Parini di Milano anno 1989 lezione di bullismo. Nel video, girato da Filippo Selden, manager della Emi records, c'è anche una chicca: lo studente ricciolino protagonista, quello che si fa la barba in classe, è l'inviato di Studio Aperto Enrico Fedocci.

GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! ( da "Azione, L'" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo, l'informazione è una cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della professione e dell'

Bertinotti alla Fiera L'articolo di ieri sulla Stampa sulle possibili contest ( da "Stampa, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: forse sarebbe meglio ascoltare che cosa dice Beppe Grillo, invece di far caso a come lo dice. SILVIO ZANCHET Un nome per Torino città violenta A Verona è successo quel che è successo: la città è stata subito etichettata come "fascista". A Torino la Fiera del Libro è contraddistinta da bandiere israeliane bruciate e da un probabile corteo organizzato dai centri sociali,

Redditi on line, Visco denunciato ( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: In poco meno di due ore, utilizzando il VF day 2 di Beppe Grillo, hanno insultato tutti gli insultabili. A partire proprio da chi occupa la sedia del Quirinale, ovvero il presidente della Repubblica che, tra la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, deve aver fatto sentire la sua voce a viale Mazzini.

Non risparmiano nessuno, neanche Beppe Grillo: E' ricco ( da "Stampa, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: GLI ISTINTI DELLA FOLLA NODO NELLO STOMACO Non risparmiano nessuno, neanche Beppe Grillo: "E' ricco" Difficile resistere ai suoi "attacchi" incontrollabili.

Santoro a giudizio presso il Cda della Rai ( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: overdose di Beppe Grillo e astinenza da contraddittorio, e mancanza assoluta di sensibilità istituzionale è stata fatta eccome". Oggi la questione arriverà sul tavolo del consiglio di amministrazione che sarà aperto proprio da una relazione di Cappon in cui saranno riportate naturalmente anche le rassicurazioni che Santoro avrebbe dato per il futuro al termine del colloquio.

CASO SANTORO Bianchi Clerici: non mi scandalizzo più ( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". Secondo il leader dell Italia dei Valori "questa si chiama censura: in un Paese libero l ascoltatore -sottolinea Di Pietro - ha il diritto di sapere che due milioni di persone sono scese in piazza per firmare tre referendum e che sono state raccolte 1.

Reddito dichiarato: una colpa? ( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso?

Il grillo sparlante colpito e affondato ( da "Padania, La" del 08-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso?


Articoli

Il caso anno zero (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il caso anno zero Quei vaf di Santoro Michele Santoro ci sarà. Nei palinsesti della Rai per il prossimo anno la sua trasmissione è prevista. "Se poi Michele pensa che quella trasmissione è esaurita - dice Sandro Curzi - ne discuterà con i dirigenti di rete. Per me è importante che rimanga in Rai. Ce lo siamo ripreso. Ce lo ha imposto la magistratura. Poi, se lui non è d'accordo, si dimetta. Ma senza trattative". Dunque, nessun editto bulgaro come qualche fan di AnnoZero temeva (o sperava). Tutti al lavoro, adesso. Il Cda, che è in scadenza. E Santoro. "Occorre però - aggiunge Curzi - che si rispettino le regole che ci sono". Anche perché "come servizio pubblico c'è una responsabilità maggiore di quella di un canale privato". Proprio di regole è lo stesso Santoro ad occuparsi, annunciando, con una lettera al Dg della Rai, Claudio Cappon, una sorta di codice di autoregolamentazione per la redazione e gli ospiti e che riguarderebbe i comportamenti in studio. Nella stessa lettera sembra di cogliere anche una presa di distanza da Grillo, accanto alla rivendicazione della qualità del lavoro svolto. Bene. anzi, benissimo. Ci si chiede, però, se quel "Vaf", che appare non appena si finisce sul sito della trasmissione, rientri o meno in questo codice. "Vaf": e la fantasia corre veloce verso altri "Vaff", anche perché i richiami a Grillo sono molti. "Vaf", significherebbe però "Valutazioni a freddo". Così è scritto - in caratteri piccoli e tra parentesi - proprio sotto quelle tre lettere, dalla dimensione notevolmente maggiore. E poi un inequivocabile "Dagli al Presidente". Le "Vaf" (e non i "Vaf", dunque) riguardano insomma il Capo dello Stato. Si torna così a bomba e alla polemica che ha travolto la trasmissione di Santoro della scorsa settimana, ovvero lo spazio concesso alle affermazioni di Beppe Grillo, in particolare quelle sul Presidente della Repubblica. Ci si chiede, pur ammettendo una qualche ironia nell'acronimo scelto, se con quel "Vaf, (valutazioni a freddo), "Dagli al presidente", certi toni che con il codice di autoregolamentazione uscirebbero di scena in tv siano destinati poi a rientrare dalla finestra del sito web che, detto per inciso, è ospite anch'esso del servizio pubblico. Proprio come la trasmissione che Santoro conduce. 08/05/2008.

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Bubola: <La tv ha ucciso i sogni> (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-05-08 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Personaggi Il cantautore veneto in concerto stasera a Bergamo e domani allo Spazio 89 Bubola: "La tv ha ucciso i sogni" "Oggi Verona si vergogna, ma la mia città non è solo violenza" "Per noi della vecchia scuola la coerenza valeva anche una perdita di popolarità, o perfino la sconfitta" N el 2002 è andato a trovare Beppe Grillo a Nervi, si è fermato qualche giorno e ha scritto cinque blues per lui, portati poi negli spettacoli, ma rimasti inediti: "Grillo - assicura l'autore - è un bravo bluesman, però come tutti i genovesi è un po' accidioso, non ha sviluppato il suo talento blues". L'autore è Massimo Bubola, uno dei più raffinati cantautori italiani, classe 1954, sulle scene da oltre trent'anni. Ora l'artista veneto, che è nato a Terrazzo e vive a Grezzana, sempre in provincia di Verona, torna con un nuovo album, "Ballate di Terra & d'Acqua" (il diciannovesimo; il primo, "Nastro Giallo" è del 1976); oggi sarà a Bergamo, all'Auditorium in piazza Libertà (ore 21, 15 euro), e domani allo Spazio 89 di Milano (via Fratelli Zoia 89, ore 21, 15 euro). Massimo Bubola, musicalmente la ballata è ancora attuale? "La ballata, il "songwriting", è una forma narrativa, l'espressione letteraria nel rock: in Inghilterra ci sono ragazzini che suonano ballate per strada". Nell'ultimo disco parla dell'Italia come di un Paese di "orfani con tv per madre". "Sì, 30 o 40 anni fa abbiamo sognato, poi è subentrato un brutale mutamento di valori. Per noi la coerenza valeva una perdita di popolarità o persino la sconfitta. Oggi i giovani vivono con la pressione del marketing, i sogni sono diventare famosi, avere una bella macchina. Ecco la televisione...". Lei è un conservatore? "Credo che lo studio dei classici sia fondamentale. I ragazzi usano un terzo dei vocaboli rispetto ai giovani che avevano la stessa età 20 anni fa. Abbiamo bisogno di una nuova epica". Ha collaborato tanto con Fabrizio De André. Un ricordo istantaneo. ""Cerchiamo sempre la parole migliore - mi diceva -, questa canzone scritta così può anche vendere al momento ma noi dobbiamo fare canzoni che siano come scarpe che durano decenni"". Che clima percepisce a Verona dopo l'omicidio di Nicola Tommasoli? "è una città che vive un profondo senso di colpa. Sa di non essere soltanto violenza ma anche molto altro, volontariato per esempio. Ma oggi Verona si vergogna". Matteo Speroni Poeta Massimo Bubola, 54 anni, ha collaborato molto con De André.

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Soru si compra l'Unità (sezione: Grillo)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il Sole-24 Ore sezione: MEDIA E COMUNICAZIONE data: 2008-05-08 - pag: 27 autore: Giornali. L'operazione dovrebbe chiudersi prima del 20 maggio: nessuna indicazione sul prezzo Soru si compra l'Unità Nel 2007 il quotidiano ha registrato perdite per quattro milioni Paolo Madron MILANO Sardo fu il fondatore, e sardo sarà il compratore. Da Antonio Gramsci di Ales, provincia di Oristano, a Renato Soru da Sanluri, provincia di Cagliari. Questo il filo isolano, la spessa mozione degli affetti che lega passato e presente dell'Unità, e che ha spinto il governatore della Regione e (pare ancora per poco) proprietario di Tiscali a osare l'impresa là dove altri vi hanno rinunciato. Impresa solitaria, e non in cordata, come si pensava inizialmente e scriveva martedì scorso il manifesto, forse facendo riferimento alle variegate compagini che avevano animato i precedenti tentativi senza però sortire alcunché. Fino all'apparire degli Angelucci al capezzale della testata organo del partito che fu di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer, ovvero degli editori di Libero ede il Riformista, che non avrebbero disdegnato di aggiungere anche l'Unità al loro ecumenico carnet editoriale. Sul perché gli industriali della sanità abbiano subito girato i tacchi circolano due versioni. La prima è che lo abbiano fatto di fronte alla piccata reazione dei giornalisti, che ne lamentavano una collocazione politica opposta a quella del giornale, una tesi poi corroborata dall'elezione di Antonio Angelucci alla Camera nelle fila del Pdl. La seconda, opposta, è che siano stati loro a fuggire dopo aver esaminato la due diligence commissionata sui conti del giornale. La stessa che proprio ieri è finita nelle mani di Soru, anche se l'imprenditore cagliaritano si è già garantito di suo impegnando l'attuale proprietà (la Nuova Iniziativa Editoriale capeggiata da Marialina Marcucci) a farsi carico delle eventuali sorprese che potrebbero insinuarsi tra le pieghe dei bilanci. L'operazione, a sentire le indiscrezioni, dovrebbe chiudersi molto presto, possibilmente prima di quel 20 maggio data in cui è convocata un'assemblea della casa editrice con all'ordine del giorno un aumento di capitale per 6-7 milioni di euro. Segreto il prezzo della transazione, che dovrebbe comunque garantire ai venditori di rientrare del capitale residuo, poco più di 6,5 milioni di euro, e dei successivi rifinanziamenti in conto soci. Meno segreto, il sollievo della redazione, che finalmente intravede la fine di un calvario che dura da troppo tempo, frutto di una micidiale miscela fatta di perdite (4 milioni nel 2007), crisi di diffusione - l'emorragia pare essersi ora arrestata sulla soglia delle 50mila copie - e soprattutto di identità. Da quando in-fatti non c'è più il Pci, e nemmeno il Pds, e infine nemmeno i Ds discioltisi nel mare del Partito democratico, il giornale è rimasto appeso al suo destino, finendo addirittura per diventare un impaccio per i vertici del Bottegone, del Botteghino e infine del Pd che forse, a sentire le interpretazioni più maliziose, avevano ben altri giornali di riferimento. Naturalmente, come ogni buon editore che si accinge all'opera, anche Soru ha in tasca il suo bravo piano di rilancio. "Ci sono state resistenze di varia natura a far diventare l'Unità un vero giornale" ha confessato con rammarico uno degli azionisti uscenti. "Speriamo che con l'ingresso del nuovo proprietario vengano meno". Ma cosa si troverà davanti il fondatore di Tiscali? Quattro redazioni con complessivamente una settantina di giornalisti, tre dirigenti e 37 tra poligrafici e personale amministrativo, che si ridurranno a 28 una volta completato il concordato piano di prepensionamento. Un trend di vendite in ripresa dal giorno in cui Silvio Berlusconi ha sbancato la tornata elettorale segno che, se non ai suoi frastornati referenti politici del Loft, almeno al giornale fa bene stare all'opposizione. Una raccolta pubblicitaria che nel 2007 ha toccato i 3,5 milioni. E un contributo pubblico di tutto rispetto (6,3 milioni di euro) cui Soru ha già detto, e questo piacerà molto a Beppe Grillo e a tutti i detrattori del sistema, di voler rinunciare, pur sapendo di doverlo surrogare di tasca propria. paolo.madron@ilsole24ore.com IMPRESA SOLITARIA Nessuna cordata a fianco del Governatore della Sardegna, che ha già dichiarato di voler rinunciare ai contributi pubblici (6,3 milioni di euro) Tiscali. Renato Soru FOTOGRAMMA.

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Mani sporche che soffocano il Sud (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-05-08 num: - pag: 52 categoria: REDAZIONALE Malaffare L'amara denuncia di Carlo Vulpio, dall'inchiesta "Why Not" all'informazione distratta Mani sporche che soffocano il Sud Corruzione, mafie, veleni in procura: casi di ordinario marasma di FRANCESCO BATTISTINI M ani in alto, questa non è una rapina. O forse sì: immaginate un posto dove i carabinieri indagano sui giudici e i giudici, per farsi dare le carte e sapere che cos'abbiano scoperto i carabinieri, una bella mattina mandano i poliziotti in caserma. Coi mitra puntati, le braccia levate e il colpo in canna (Policoro, giugno 2007). Oppure un paesino dove una brutta mattina la terra trema e tutte le case restano in piedi, tutte meno una scuola che ammazza 27 bambini e una maestra, ma guai a dire che questa scuola è crollata perché l'avevano costruita peggio d'un canile: meglio seppellire la verità sotto macerie di retorica ("quei piccoli angeli!...") dare tutta la colpa al terremoto, assolvere progettisti e amministratori, infine incassare soldi pubblici per la ricostruzione che, altrimenti, non arriverebbero (San Giuliano, ottobre 2002). Dove eravate. Fu la prima domanda senza interrogativo che Roberto Saviano ci fece dalla copertina d'un settimanale, quando la sua scandalosa Gomorra stupì tutti. Che Paese è: sarà la domanda con risposta incorporata che ossessiona chi legge Roba Nostra (Il Saggiatore), 254 indignate pagine di Carlo Vulpio, scandalo al sole di Calabria, Basilicata e dintorni criminali. Dov'eravamo quando succedeva tutto questo e che Sud lasceremo, quando il malaffare sarà ovunque: "Nessuno - scrive Marco Travaglio nell'introduzione -, grazie anche a questo libro, potrà più dire di non aver saputo". Forse Beppe Grillo la fa troppo semplice con la casta stampata ed è un po' provinciale quel suo scappellarsi di fronte a Cnn e Al Jazeera simboli di libertà: non c'è bisogno d'un Pete Dexter per sapere quant'è pericoloso raccontare certi affari di famiglia, a qualunque latitudine, o per capire che la 'ndrangheta somiglia davvero ad Al Qaeda. C'è casta e casta, però. E nonostante tutto sopravvive anche qui un'informazione di nobilissimi paria, cronisti di provincia pagati cinque euro a pezzo, che scarpina nella "Lucky Lucania" e magari non ha spazio su troppi "giornali distratti e distraenti" (virgolettati di Vulpio) e che è pur sempre roba nostra. Giornalisti che ci mettono la firma e ci rimettono la pelle. Ma comunque. Mezzogiorno corrotto = nazione infetta. Nella provincia di Reggio Calabria, cuore nero del malaffare, in vent'anni sono stati condannati tre tangentari: tre. Nel silenzioso Molise una cattolicissima coppia, lui deputato e lei ginecologa obiettrice di coscienza che faceva gli aborti illegali, per anni ha regnato seminando paura e raccogliendo un nomignolo: Ceausescu. E poi ci sono i soldi truffati all'Unione Europea, i massoni giudici che informano i massoni inquisiti, i potenti di tutti i partiti che intimidiscono, i treni che impiegano sette ore dal Tirreno all'Adriatico, i carabinieri troppo attivi che vengono promossi e spediti in Iraq, i co.co.pro. che devono versare mezzo stipendio ai politici che li raccomandano... Prendete Potenza, "nera, sconosciuta, rassegnata e ripiegata su se stessa". Le mani sulla città sono un film in bianco e nero, racconta Vulpio: adesso le mani stanno dappertutto. E i Don Rodrigo del Sud non fanno sconti. Lui, inviato del Corriere della Sera, l'ha provato seguendo da vicino due magistrati come Luigi de Magistris e Clementina Forleo. Che hanno indagato giudici e ministri e pure un presidente del Consiglio, intercettato gente che non dovevano, facendo anche qualche errore e sbattendo su fragorosi proscioglimenti. Osando comunque troppo, pagando sempre di più: l'uno col trasferimento, l'altra con un'incredibile sequela di minacce, di disgrazie, di lutti familiari. Tutt'e due, con l'inevitabile strepitus d'insulti e diffamazioni. Giudici che azzannano giudici: "Malati di protagonismo! ". Giornalisti che impallinano giornalisti: "Velinari delle Procure! ". Affari loro o roba nostra? Si sa che molte redazioni sono il bordello del pensiero, diceva Kraus, e talvolta anche bordelli veri, chiosava Biagi, dove non sempre si può scrivere quel che si vuole, ma è già tanto se si riesce a non scrivere quel che non si vuole. Vulpio va oltre. E in questo libro, che sta coi pm senza se e senza ma, che ci va duro ad accusare la grande informazione di connivenza o conformismo, riporta anche una conversazione con Paolo Mieli in piena stagione di veleni e di microspie, dopo che una manina aveva passato ai giornali le telefonate private dell'autore: "La cosa più grave, più terribile che possano fare a uno di noi - gli disse il direttore del Corriere - è questa, intercettarlo e metterlo sotto controllo in questo modo. Dopo di che, possono solo sparargli ". Why Not? Nella "democratura" del Sud, dittatura travestita da democrazia o viceversa, dice Vulpio che i segreti è meglio condividerli subito. Scrivere ogni cosa è un'assicurazione sulla vita e mica per niente è de Magistris a rinnovarsi la polizza: "Ma tu che credi, che in questi anni non abbia annotato tutto? Ho un diario mio, personale. Per tutelarmi da chi potrebbe farmi fuori fisicamente e professionalmente. Ma anche perché voglio che non si perda la memoria di tutto quello che è accaduto ". Narra il libro che per girare The Passion, il film di Mel Gibson, i Sassi di Matera vennero trasformati in una verosimile Gerusalemme di cartapesta. La cosa piacque molto a due politici locali che, spenti i riflettori, proposero di lasciare la porta biblica "per sempre, così com'è nel film". Tutti risero. Ma pochi capirono che quell'idea era perfetta per un certo Meridione, una certa politica, una certa informazione: ritoccare tutto, perché nulla si tocchi. CARLO VULPIO Roba Nostra IL SAGGIATORE PP. 254, e 15.

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Vince lo spazio pubblico digitale (sezione: Grillo)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

Nova24 sezione: NOVA24 data: 2008-05-08 - pag: 6 autore: NEL FRATTEMPO PROVOCAZIONI IN LIBERTà DI NICOLA MATTINA - Esperto di media sociali Vince lo spazio pubblico digitale L' Agenzia delle Entrate mette online i redditi degli italiani e molti si indignano: evidentemente non sanno che i propri redditi sono già pubblici e che chiunque può conoscere quanto guadagna il proprio vicino di casa recandosi al suo Comune di residenza. Il Codacons minaccia cause miliardarie. Beppe Grillo, che nel 2005 ha dichiarato oltre quattro milioni di euro, va ben oltre e con la solita veemenza accusa l'Agenzia di agire su ispirazione delle mafie, invitando i suoi sostenitori a scrivere al futuro ministro dell'Economia "perché ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili privati". Peccato che i redditi non siano né un dato privato né un dato sensibile, come si affanna a spiegare in questi giorni Stefano Rodotà, interpellato più volte da telegiornali e quotidiani. I redditi, piaccia o meno, sono un dato pubblico in quanto su di essi si calcolano le tasse, che rappresentano la contribuzione economica dei cittadini alla cosa comune. Tuttavia, pubblico non significa necessariamente disponibile nello spazio pubblico. Come molti altri dati, infatti, i redditi sono accessibili solo attraverso una procedura burocratica scoraggiante. La conseguenza è che i redditi realmente pubblici sono solo quelli attorno ai quali un giornalista ha deciso di costruire un articolo di colore. La cosa cambia radicalmente se il dato diventa facilmente accessibile perché c'è uno strumento come internet che azzera i costi di distribuzione delle informazioni. La conseguenza è che la messa online porta il dato pubblico nello spazio pubblico. In questo passaggio c'è un salto di qualità. In una democrazia, lo spazio pubblico è un luogo simbolico fondamentale: lì, infatti, si esercitano le libertà civili e il Governo dovrebbe rispondere delle proprie azioni dinanzi al popolo. In Italia, l'Agenzia delle Entrate, inconsapevolmente, è andata oltre: ha fornito ai cittadini – anche se per breve tempo – uno strumento per valutare la probità di altri cittadini. In un periodo in cui l'evasione è additata come una delle cause della rilevante pressione fiscale nel nostro Paese, dovrebbe essere una decisione da plaudire. Finalmente abbiamo una tecnologia che ci permette di riversare nello spazio pubblico informazioni che, finora, nonostante il loro status, sono rimaste di fatto private. La digitalizzazione della pubblica amministrazione, che nasce più prosaicamente come strumento di semplificazione ed efficienza, ha come conseguenza una ridefinizione della sfera pubblica, che trova nella dimensione digitale la possibilità di creare una nuova agorà. D'altro canto, la diffusione dei redditi attraverso le reti peer-to-peer, in barba alla decisione dell'Agenzia delle Entrate di sospenderne la pubblicazione, rende evidente che, una volta nella sfera pubblica digitale, le informazioni saranno oggetto di manipolazione sociale: verranno aggregate e rielaborate per ottenere nuove informazioni e saranno oggetto di conversazione. Auspicabilmente, diventeranno materia prima per alimentare quel mercato delle idee, che invece la televisione sopisce o addirittura nega. In questo senso, ancora una volta, occorre plaudire la decisione dell'Agenzia delle Entrate, perché fornisce carburante per la partecipazione a un dibattito (quello sulle tasse) che altrimenti si svolgerebbe solamente nei salotti televisivi dove il cittadino, invece di essere partecipante informato e attivo, sarebbe solo spettatore disciplinato. Basta fare una piccola ricerca con Technorati o Google Blogsearch per constatare l'impennata di post che contengono la parola chiave "redditi". Qualcuno storce il naso e punta il dito contro la qualità della conversazione che si sta svolgendo nella blogosfera e negli altri luoghi di aggregazione digitali. è senz'altro vero che c'è tanta approssimazione e poco approfondimento e che in molti si preoccupano solo di soddisfare il proprio voyerismo. Però ci sono anche atteggiamenti maturi e consapevoli di cittadini che nello spazio pubblico digitale si confrontano e, parafrasando Al Gore, fanno di internet "una piattaforma per perseguire la verità". http://blog.nicolamattina.it {.

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Il cda della Rai si defila Finisce nel nulla il caso Santoro (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

PRIMO PIANO pag. 8 Il cda della Rai si defila Finisce nel nulla il caso Santoro ? ROMA ? FINISCE a tarallucci e vino tra Michele Santoro (foto Ansa) e la Rai, dopo l'aspra polemica e la richiesta di sanzioni per la messa in onda, nella trasmissione "Annozero", dello show di Beppe Grillo e delle accuse al Capo dello Stato nel secondo V-Day. Nessun provvedimento per il conduttore da parte del vertice di viale Mazzini e controbilanciato dal generico impegno di Santoro a lavorare alla definizione di una sorta di "codice di partecipazione", ovvero regole interne e per gli ospiti così da evitare che si ricada in situazioni come quella di giovedì scorso, con risse verbali e insulti pesanti in studio di un ospite verso altri. In una lunga seduta del cda della Rai il direttore generale, Claudio Cappon, ha illustrato ieri i passaggi chiave della vicenda che ha visto scendere in campo direttamente il presidente Rai, Claudio Petruccioli, e lo stesso Cappon, che aveva formalmente richiamato per iscritto Santoro: ieri l'epilogo, cioè il nulla di fatto. Ma proprio ieri il consiglio dell'Autorità per le comunicazioni ha deciso di aprire una istruttoria sulla puntata contestata di Annozero.

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Gli ex-dipendenti Kartos lanciano un giorno di protesta (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

CRONACA MONTECATINI pag. 14 Gli ex-dipendenti Kartos lanciano un giorno di protesta ECONOMIA MANIFESTAZIONI DAVANTI AL COMUNE E IN ALTRI LUOGHI. INVITO A GRILLO UN "VAFFA-DAY" contro la crisi dell'economia a Montecatini e in Valdinievole, con la partecipazione di Beppe Grillo. A lanciare l'idea sono i 16 ex-dipendenti di Kartos, ancora senza occupazione, a distanza di quasi tre anni dall'accordo sottoscritto da istituzioni e soggetti privati. "Vorremmo organizzare questa manifestazione ? spiegano ? il 2 giugno, davanti al Comune, in viale Verdi, coinvolgendo anche i lavoratori delle Terme e dell'indotto legato al commercio e agli alberghi. Ci piacerebbe che fossero presenti anche gli ex-lavoratori del pastificio Maltagliati, anche loro abbandonati completamente dalle istituzioni. Invitiamo anche i proprietari degli alberghi, dei negozi e delle piccole attività di tutto il territorio. La settimana prima, come abbiamo già annunciato, organizzeremo una serie di presidi dedicati alla nostra situazione. Partiremo dalla Farmacia Centrale del sindaco Ettore Severi, quindi andremo alla sede della Mont Design dei fratelli Roberto e Alvedio Gonfiotti, attuali proprietari dell'immobile dove sorgeva l'azienda cartotecnica. "Invitiamo a partecipare ufficialmente ? proseguono gli ex-dipendenti di Kartos ? Beppe Grillo, perché le ultime manifestazioni che ha promosso sono riuscite a portare alla luce tutto il disagio dei lavoratori davanti ad un'economia distorta, dove a rimetterci sono sempre i più piccoli, mentre le istituzioni sono incapaci di trovare soluzioni. Soltanto 20 anni fa, la Valdinievole era un comprensorio dove si trovavano importanti industrie e il settore termale creava occupazione. Così, mentre altri si rivolgono a consulenti e a tecnici di grande livello, noi invitiamo Grillo". Daniele Bernardini.

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Lista di clientes giallo sul web (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina IV - Palermo La denuncia Lista di clientes giallo sul web è UNA fotografia del sistema di clientele "alla siciliana" con tanto di numeri di cellulare, personaggi che segnalano e fanno raccomandazioni e politici di riferimento. Un archivio elettorale, che è finito in rete, su eMule, sfuggendo alla privacy forse di una segreteria politica. Tutto vero o si tratta di file falsificati? Tra i numeri inseriti anche quello del cellulare del presidente della Regione Raffaele Lombardo, con un messaggio di ringraziamento a sua firma dopo il successo elettorale. L'elenco sembra riconducibile proprio all'Mpa. E c'è di tutto: dalla segnalazione per un bambino di 5 anni che deve fare la pre-iscrizione in una scuola materna al militare che chiede di essere trasferito perché il padre ha un cancro alla raccomandazione per un concorso all'Università. "è il ritratto del sistema clientelare siciliano, dove anche tutto quello che è normalmente dovuto diventa oggetto di raccomandazione al potente di turno", denuncia Sonia Alfano. La leader in Sicilia del movimento "Amici di Beppe Grillo" ha chiesto alle Procure siciliane di aprire un'inchiesta per stabilire quale segreteria politica conservava l'archivio, con migliaia di raccomandazioni e segnalazioni, finito, sulla rete. La Alfano, dopo che la notizia è stata diffusa dal periodico di Messina Centonove e dal Corriere della Sera, sta spulciando da giorni fra le centinaia di pagine. "è un vero libro mastro delle raccomandazioni. C'è di tutto - ha detto la Alfano - C'è anche il raccomandato più giovane d'Italia, un inconsapevole bambino di 5 anni, ci sono segnalazioni per esami all'università, curriculum per assunzione nei call center, in laboratori di analisi, in aziende di software, richieste di trasferimenti di qualche chirurgo, per un trapianto all'Ismett, per avere appalti e incarichi. C'è perfino un file del paese di Gangi, con i numeri di tutte le famiglie. Nelle richieste, c'è sempre il nome del raccomandato e dell'onorevole che lo segnala. La maggior parte delle segnalazioni arriva della Sicilia orientale". Alla conferenza stampa di ieri secondo Sonia Alfano avrebbe dovuto esserci tutta l'opposizione. "Oggi questa conferenza stampa - ha concluso Sonia Alfano - avrebbe dovuto essere indetta dal capo dell'opposizione in Sicilia, Anna Finocchiaro e non da me che non sono il leader dell'opposizione e non mi vogliono nemmeno dare il seggio all'Ars. Il mio impegno politico riparte da qui. Chiedo ai magistrati di fare chiarezza". Sulla vicenda ha comunque già aperto un'indagine, dopo l'articolo sul Corriere, la procura della Repubblica di Catania, che ha affidato alla polizia postale una delega per accertare l'esistenza e la veridicità dei file. "Le nostre indagini - dice Marcello La Bella - non si concluderanno prima di un mese, gli accertamenti da fare sono lunghi e complessi". a. r.

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Un codice di partecipazione ad <Annozero> (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

Un codice di partecipazione ad "Annozero" Le polemiche su Santoro archiviate dal cda Rai ROMA Nel consiglio di amministrazione della Rai, con la relazione del direttore generale Claudio Cappon che ha riferito dell'incontro con Michele Santoro a cui poi è seguita una sua comunicazione scritta, una discussione generale e la presa d'atto dello scambio di lettere, si sarebbe chiuso il caso delle polemiche legate alla trasmissione di "Annozero" del primo maggio con il servizio su Beppe Grillo. Il cda avrebbe sostanzialmente preso atto dello scambio avvenuto in questi giorni tra dg e il giornalista. La lettera di Santoro infatti ricevuta ieri prima del cda dal dg ma anche da tutto il consiglio si apre così: "Gentili consiglieri, le osservazioni che il direttore generale e molti consiglieri hanno ritenuto di rivolgermi non mi lasciano indifferente e mi spingono a cercare soluzioni per migliorare il mio lavoro". Soluzioni che contemplano anche la creazione di un codice di partecipazione anche per gli ospiti a cui il gruppo di "Annozero" starebbe lavorando. Il cda ha quindi discusso dei palinsesti autunnali di cui il vicedirettore generale, Giancarlo Leone, e i direttori di rete hanno presentato in via informale il "work in progress". Il cda si è trovato unanimemente d'accordo nel constatare l'applicazione delle indicazioni contenute nel piano editoriale. In linea di massima, si è parlato di una prima serata di informazione su Raiuno da gennaio, probabilmente il mercoledì; novità per il day time di Raidue e su Raitre un appuntamento con le "morning news", una nuova 'night linè, una striscia di seconda serata "modello Dandini" e il lunedì uno spazio per Rai Sport.

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Ho risposto a grillo per difendere veronesi - vittorio sgarbi (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina XII - Milano Ho risposto a Grillo per difendere Veronesi VITTORIO SGARBI Dimentica Beltrami Gadola, nel commento su Repubblica Milano di martedì, che io mi sono trovato in una trasmissione in cui non si discuteva ad armi pari ma al cospetto di un'apparizione intesa come verità rivelata e indiscutibile. Occorreva, infatti, stabilire se oggi o nell'avvenire, Grillo era o sarebbe divenuto un soggetto politico. Indipendentemente da quello che diceva. Ho dovuto assistere (cercando di non essere impotente) agli insulti di un comico che erutta incontenibile in un programma tv, Annozero. Che lancia le accuse più inverosimili, storpia becero il tuo cognome, deforma la tua immagine (con quelli del tribunale del popolo televisivo che ascoltano estasiati). Al tribunale del popolo, estasiato, si iscrive anche Beltrami Gadola, il quale finge di non ricordare che, oltre al Presidente della Repubblica, molte altre istituzioni sono state aggredite, senza poter rispondere, ma soprattutto l'istituzione milanese, sul piano morale e, oggi, sul piano formale essendo stato eletto senatore della Repubblica per il Partito democratico: Umberto Veronesi. Alle calunnie e agli insulti a lui indirizzati io mi sono ribellato. Soltanto io avrei dovuto contenermi; e non l'ho fatto non per giusta indignazione, da moltissimi condivisa, ma per "disperata ricerca di visibilità senza avere spessore culturale". Mi offendo come uomo e come istituzione, ricordando, nel genere dei colleghi di turpiloquio Rabelais, Céline, Pasolini, Dario Fo, Genet, Benigni; e indicando la coincidenza di essere stato il più fiero oppositore di quello stupro del centro storico di Roma che è la teca dell'Ara Pacis su cui oggi tutti convengono; così come a Milano mi sono battuto, per il Garage Traversi, per il Teatro Nuovo, per il Lirico per la palazzina dell'Alfa Romeo per l'integrità di piazza Sant'Ambrogio. Su un punto poi la contraddizione di Beltrami Gadola è anche più forte: che, nel passato, la nomina di un assessore dipendeva dalle preferenze ottenute. Proprio nell'eventualità di quelle io ho fatto un accordo politico con il Sindaco. O forse Beltrami Gadola crede che io, che ebbi centomila preferenze quando fui eletto nel 1999 nel Parlamento europeo, non avrei ottenuto un largo consenso? Stia tranquillo, lui così ben educato: lo vedrà alle prossime elezioni europee. Solo qualche considerazione. La trasmissione non è piaciuta nemmeno a me anche solo perché le verità non sono più vere solo perché si strilla. Vittorio Sgarbi fa parte di quella categoria di persone che giustificano i propri comportamenti misurandoli su quelli degli altri, del genere: tutti rubano, rubo anch'io. Agli antipodi del vivere civile. Non dubito che potrebbe prendere molte preferenze. Anche Beppe Grillo se "scendesse in campo". Forse più di Vittorio Sgarbi. E allora? Non amo particolarmente Beppe Grillo e non gli darei il mio voto per le stesse ragioni per cui non lo darei a Vittorio Sgarbi. (l. b. g.).

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Finalmente ce ne sono tanti con la stessa incazzatura di Beppe Grillo; e aumentano a vista d'oc (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 08-05-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Milano))

Argomenti: Grillo

I COMMENTI pag. 14 Finalmente ce ne sono tanti con la stessa incazzatura di Beppe Grillo; e aumentano a vista d'oc... Finalmente ce ne sono tanti con la stessa incazzatura di Beppe Grillo; e aumentano a vista d'occhio.

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Dopo roma e il v2-day di grillo approda al new age di roncade il rap "molfettese" di caparezza (sezione: Grillo)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

DOMANI SERA Dopo Roma e il V2-Day di Grillo approda al New Age di Roncade il rap "molfettese" di Caparezza RONCADE. Reduce da un'accalorata partecipazione al concertone del primo maggio a Roma e, prima ancora, da un'applauditissima partecipazione al V2-Day di Beppe Grillo, arriva domani sera al New Age il rapper pugliese Caparezza. La tappa fa parte del Tour del Caos, che il nostro sta portando in giro per l'Italia, e segue l'uscita, a febbraio, di "Bruno Lauzi & Il Club Tenco", album contenente registrazioni live inedite di brani del repertorio di Bruno Lauzi reinterpretate da vari artisti italiani. Tra questi, anche Caparezza con "Al pranzo di gala di Babbo Natale". Figlio di una maestra e di un operaio che suonava in un gruppo musicale, Michele Salvemini - questo il suo nome di battesimo - cominciò a suonare da bambino. Dopo il diploma decise di darsi alla pubblicità e vinse una borsa di studio per l'Accademia di Milano, ma ben presto abbandonò il mondo pubblicitario per dedicarsi a tempo pieno alla musica. Iniziò la sua carriera come rapper col nome di Mikimix, componendo canzoni melodiche e minimali, ma con scarsa valenza artistica e con poco successo. Dopo alcune serate nei locali di Milano esordì al Festival di Castrocaro. Partecipò a Sanremo Giovani 1995 con la canzone "Succede solo nei film" e al Festival di Sanremo 1997 nella categoria "Giovani" con "E la notte se ne va", pubblicando successivamente un album, dal nome "La mia buona stella", prodotto dalla casa discografica Sony. Ritornato a Molfetta, nel suo garage continuò a comporre, si fece crescere capelli e pizzetto e cambiò il nome in Caparezza. Il rapper, però, oltre a portare avanti la sua carriera da solista, è anche una sorta di talent scout, e aiuta le band pugliesi a farsi strada nel mondo della musica. Fa anche parte del gruppo Sunny Cola Connection, che canta in dialetto molfettese, il cui album "Alla molfettesa manera" (2005) è scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale. I biglietti costano 10 euro. (g.g.).

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La fiera del libro si apre in un clima da antisommossa (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

OGGI A TORINO La Fiera del Libro si apre in un clima da antisommossa Significative presenze da Trieste e dal Friuli con Magris, Covacich, Pahor, Corona ed Elisa con la sua autobiografia di SERGIO BUONADONNA TORINO La preoccupazione è alta, ma Prefetto e Questore assicurano che la città è sotto controllo. Torino aspetta stamane con il fiato sospeso il Presidente della Repubblica per l'apertura della Fiera del libro più contestata della sua storia: perché ne è ospite d'onore lo stato di Israele che celebra i suoi sessant'anni, tanti quanto quelli mancati della Palestina indipendente. In realtà Giorgio Napolitano farà una volata a porte chiuse. Resterà solo un'ora. Al Lingotto lo attendono quasi esclusivamente scolaresche delle elementari, mille agenti anti-sommossa, autorità locali e dirigenti della Fiera, l'ambasciatore d'Israele, uomini del Mossad e l'anziano, grande scrittore Abraham Yehoshua, di cui è appena uscito "Fuoco amico", romanzo dal titolo più che eloquente, che ha chiesto e ottenuto di parlare dopo il Capo dello Stato per poi volare a Roma. Meglio così: eviterà l'onta di una contestazione imbarazzante per un uomo di pace come lui. Ma fuori è facile prevedere che il rumore ci sarà. L'area del Lingotto è super-protetta per consentire ai trecentomila visitatori attesi da qui a lunedì di fruire serenamente della Fiera, dei suoi libri, dei 2 mila relatori e degli 850 eventi. Ma autonomi, anarchici e quelli di Free Palesatine promettono battaglia. A partire dalle aule universitarie da dove tuonano l'irriducibile Tariq Ramadan e il poeta israeliano Shabtai che non le manda a dire al governo Olmert e ai suoi colleghi in Fiera. La delegazione israeliana è nutrita ma non come era lecito sperare. Assenti David Grossman e Amos Oz (una delusione), dei quattro grandi - oltre a Yeshoua - ci sarà solo Meir Shalev, che essendo un fiero antimilitarista e un pacifista della prima ora, è molto preoccupato di questa solitudine e a Torino ci viene solo per l'amore che lega al compianto Lele Luzzati. Shalev infatti presenterà il libro che aveva fatto tanti anni fa con il grande illustratore ebreo genovese e che finalmente vede la luce anche da noi: una gradevolissima fiaba per bambini. Gli altri non sono notissimi ma certo non sfigureranno: scrittori, poeti, storici, personaggi del cinema e studiosi del Talmud. Sabato comunque è atteso e temuto il corteo degli autonomi e della sinistra estrema. Si vedrà. Tutto il resto è pioggia di autori e di temi sotto l'idea-guida ispirata a Dostoevskyi: la bellezza che salverà il mondo. Non si sa se il direttore Ernesto Ferrero l'abbia scelta con intento ironico ma di sicuro dice che "la questione della bellezza è anzitutto una questione morale o deve ritornare a esserla". Nell'attesa, sfogliando il ciclopico programma spiccano protagonisti della letteratura mondiale come Dario Fo, il magnifico Boris Pahor, il novantacinquenne sloveno di Trieste, tra i massimi testimoni della Shoah, autore di quel "Necropoli" che ha aperto un'altra inquietante pagina sulla persecuzione concentrazionaria, il romanzo autobiografico della sua prigionia; Gore Vidal, Javier Marías, Ives Bonnefoy, Aarto Paasilinna, Ildefonso Falcones, Paco Ignacio Taibo II, Joe Lansdale, Luce Irigaray, Clive Cussler. La lista è naturalmente lunghissima e non è solo proiettata sul panorama internazionale. Gli italiani da Gianantonio Stella ad Elisabetta Rasy, da Lucarelli a Dacia Maraini abbondano, ma molta curiosità c'è da un lato per Eugenio Scalfari, fresco di libro tra giornalismo e riflessione filosofica di cui molto si sta discutendo e lunedì di Beppe Grillo. Incerta finora la sua partecipazione, certa la richiesta di Ferrero di non fare il furbo. Accetterà? Da Trieste e dal Friuli significative presenze. Claudio Magris che interviene solo per presentare il libro di Corrado Stajano, Mauro Covacich col suo "Prima di sparire", Mauro Corona chiamato a parlare con Daria Bignardi della sfida della natura e su tutt'altro versante Elisa che arriva con scrigno, cd e. l'autobiografia "Un senso di me" edita da Rizzoli. Sarà lei a chiudere lunedì pare con l'epifanico fidanzato americano.

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Ha successo il V2 Day (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

Raccolte 300 firme per ogni quesito referendario Ha successo il V2 Day FOSSOMBRONE - "Grande successo anche a Fossombrone per il V2 Day del 25 aprile scrive Lorenzo Mancinelli - il banchetto allestito dal locale Meetup Amici di Beppe Grillo ha raccolto nella sola giornata di venerdì oltre 900 firme, vale a dire più di 300 per ogni quesito referendario: "Libera informazione in libero Stato" - Abolizione dell'ordine dei giornalisti. No alle caste. Informare è un diritto di tutti. - Abolizione del finanziamento pubblico dell'editoria. I politici pagano gli editori per usarli e controllarli. - Abolizione delle legge Gasparri che consegna le televisioni a Mediaset ed ai partiti. L'informazione va restituita ai cittadini. "Il V2 day del 25 aprile - ha aggiunto ancora Mancinelli - è stato il primo passo per ridare la capacità di intendere e volere agli italiani. Il tema dell'informazione sollevato da Grillo è molto sentito nella popolazione. Dunque, con buona pace dei soliti benpensanti, un problema c'è davvero, del resto istituzioni internazionali di indubbia attendibilità come Freedom House lo hanno evidenziato da tempo. "Un grazie particolare ha concluso il rappresentante degli Amici di Beppe Grillo - agli assessori comunali Chiarabilli e Lustrissimini che hanno provveduto alla vidimazione dei moduli di raccolta firme". GI.R.,.

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Bufera sul debito del Comune (sezione: Grillo)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

Prov Gallura Pagina 8051 Tempio. Movimentata seduta del Consiglio, bilancio approvato dalla maggioranza Bufera sul debito del Comune Tempio.. Movimentata seduta del Consiglio, bilancio approvato dalla maggioranza Accuse sui derivati: "Scommessa con i soldi dei cittadini" --> Accuse sui derivati: "Scommessa con i soldi dei cittadini" Durissimo scontro nel Consiglio comunale dedicato al bilancio sul tema della rimodulazione del debito e dei derivati. Dai banchi dell'opposizione è partita l'accusa di una scommessa finanziaria giocata con i soldi dei tempiesi, Antonello Pintus e la sua giunta hanno risposto parlando di delegittimazione del consiglio comunale e degli amministratori in carica. Lo scontro sulla rimodulazione del debito del comune, avantieri sera, è culminato in un durissimo confronto che ha monopolizzato la seduta del consiglio comunale. All'ordine del giorno c'era l'approvazione del bilancio (il documento contabile passato con i voti del centrodestra, contrari tutti i consiglieri della minoranza) ma, di fatto, si è discusso del "derivato" che, secondo il centrosinistra e i sostenitori tempiesi di Beppe Grillo, ha avuto l'effetto di far perdere già diverse decine di migliaia di euro al municipio almeno negli ultimi dodici mesi. In aula si è parlato anche di atto illegittimo, il consigliere Gianni Monteduro è stato uno dei più decisi contestatori dell'accordo raggiunto nel 2004 con la Banca Nazionale del Lavoro. Hanno attaccato Antonello Pintus, seppure con toni diversi, Vittorio Masu e Giovanni Pala, capogruppo del Partito Democratico. "Noi - le parole sono dell'assessore all'urbanistica Paolo Orecchioni - possiamo accettare un discorso costruttivo, quello che peraltro contiene degli argomenti condivisi anche dalla maggioranza. Non c'è dubbio, il derivato che è stato utilizzato per la ristrutturazione del nostro debito richiede una vigilanza e un'attenzione, anche di tipo legale, che sono già in atto. Non accettiamo invece accuse prive di fondamento che riguardano la dignità degli amministratori comunali e in sostanza li delegittimano. La Corte dei Conti, è bene chiarirlo, ha già certificato i nostri bilanci dal 2004 in avanti. Non si capisce perché, ora, si fanno riferimenti a sproposito a controlli e accertamenti che il nostro comune ha già ampiamente superato". Il sindaco Antonello Pintus, rispondendo alla minoranza ha anche spiegato che, di fatto, la rimodulazione dei mutui, sino a questo momento, ha fatto entrare nelle casse del Comune diverse decine di migliaia di euro. Un'operazione, quindi, in attivo per il centrodestra. Il consigliere Nico Aisoni, invece, ha messo in evidenza gli aumenti di Ici, Tarsu e Addizionale comunale, questione peraltro già ampiamente trattata nelle ultime settimane. Gli emendamenti del centrosinistra non sono passati, anche per le osservazioni della ragioneria del Comune. Sempre avant'ieri sera, è stato approvato un provvedimento che impone, per alcune consulenze, un passaggio in consiglio comunale. A.B.

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Quando lo sbirro chiude in... bellezza (sezione: Grillo)

( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

Oggi è Gio, 08 Mag 2008 Edizione 89 del 08-05-2008 IL REGNO DELL'AUDITEL-La fiction di Rai Uno si congeda con share oltre il 25% Quando lo sbirro chiude in... bellezza di Guido Del Duca "Ho sposato uno sbirro" chiude facendo registrare il record di ascolti e superando "Dr. House", anch'esso all'ultimo appuntamento stagionale con gli episodi inediti. La fiction con Flavio Insinna e Cristiane Filangieri totalizza nell'ultima puntata 7.323.000 spettatori con il 28,70% di share, portando così la media complessiva della serie a 6.567.000 spettatori per uno share del 25,87%, un dato che fa diventare "Ho sposato uno sbirro" la fiction a lunga serialità più vista di Rai Uno in questa stagione. L'ultima puntata è stata seguita in prevalenza da donne (con il 33,29% di share) e ha superato la soglia del 40% tra gli over 65, confermando però che la fiction ha avuto un buon riscontro anche tra i giovani, con il 26,52% nella fascia di età dagli 8 ai 14 anni, un dato superiore a quello delle altre emittenti in questo target di pubblico solitamente poco sensibile alla programmazione di Rai Uno. Contro Insinna nulla può il Dr. House, che totalizza 4.965.000 spettatori pari al 18,27% di share nel primo episodio (l'ultimo inedito in onda per questa stagione) e 4.197.000 spettatori con il 17,37% di share nel secondo (una replica della terza stagione). In questa seconda parte di stagione, da marzo in poi, il medico più scorbutico della tv non ha bissato il successo dello scorso autunno, quando aveva più volte superato i 6 milioni di spettatori dopo il trasloco su Canale 5. La colpa di questo calo è da addebitarsi in primis alle scelte di programmazione della rete, che per tutto l'inverno ha mandato in onda le repliche delle scorse stagioni inflazionando il telefilm, ed ha poi accoppiato gli episodi inediti ad altri già visti, causando disaffezione negli spettatori. Oltretutto la nuova stagione ha presentato dei nuovi ingressi nel cast, e la messa in onda di nuove puntate abbinate alle repliche ha probabilmente disorientato il pubblico portando ad una perdita di quasi tre punti di share pari a circa mezzo milione di spettatori dallo scorso autunno ad oggi. Su Rai Tre, "Ballarò" totalizza 3.797.000 spettatori con il 15,30% di share, ospitando un dibattito sul programma del nuovo governo e una intervista esclusiva al Premier uscente Romano Prodi. Su Rai Due, la nona puntata serale di "X Factor" risale negli ascolti con una puntata-fiume terminata dopo mezzanotte e mezza e caratterizzata dalla partecipazione di Loredana Bertè nelle vesti di ospite e di giurata. Il talent show con Francesco Facchinetti è stati visto da 2.175.000 spettatori con l'11,27% di share, con un seguito composto in prevalenza da donne (11,77% di share) di età compresa tra i 25 e i 34 anni (19,24% di share) appartenenti alle classi socio economiche medio-alte e in possesso di laurea. Su Italia 1 "Buona la prima" con Ale e Franz è stato seguito da 2.493.000 spettatori con il 9,19% di share, mentre "Mai dire martedì" ha totalizzato 1.814.000 spettatori con uno share del 9,03%. In seconda serata prevale "Matrix", con una puntata su Beppe Grillo seguita da 1.746.000 spettatori con il 18,70% di share, mentre "Porta a Porta" dedicato ai bambini scomparsi si ferma a 1.383.000 spettatori con il 17,64% di share.

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E Stefano Folli firma la top ten dei giornalisti (sezione: Grillo)

( da "Opinione, L'" del 08-05-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')

Argomenti: Grillo

Oggi è Gio, 08 Mag 2008 Edizione 89 del 08-05-2008 Info Tv E Stefano Folli firma la top ten dei giornalisti di Lucilla Bicocchi E' consuetudine, ormai da diverso tempo nei Tg, ascoltare e osservare voci e volti delle firme della carta stampata. Nel mese di aprile, complice anche il voto politico, i telegiornali concedono largo spazio all'opinione di direttori di quotidiani e giornalisti/scrittori già familiari al pubblico televisivo. Medaglia d'oro in questa speciale classifica se l'aggiudica Stefano Folli. E' l'editorialista de "Il Sole 24 Ore" a conquistare la vetta del parlato Tv con oltre 8 minuti grazie agli interventi nel corso del Tg1 e del TgLa7, dove commenta il futuro scenario politico e temi cruciali, come l'emergenza inflazione e la questione sicurezza. A circa un minuto di distanza, ecco Sergio Romano, volto noto alla platea del TgLa7 dove commenta spesso temi come economia internazionale e politica estera. "Rischiamo di rimanere schiacciati da stagnazione e inflazione" dice l'ex ambasciatore che dice la sua anche sulle missioni italiane all'estero, questione che Berlusconi dovrà presto affrontare. "Per Berlusconi", dice Romano, "sarà più facile inviare soldati italiani, rispetto a Prodi che riceveva molti freni da più parti, ma dovrà comunque chiedere la collaborazione al Partito democratico". Terzo posto e tempo di parola al Tg4 per Mario Giordano, habituèe dell'informazione di Rete4, pronto a commentare in diretta il risultato netto di vittoria da parte del PdL. Interpellato a proposito della manifestazione di Torino di Beppe Grillo ricorda al direttore di essere stato insultato lui stesso, mentre a proposito della prossima squadra di Governo l'ex direttore di Studio Aperto dice: "Credo che gli elettori abbiamo dato una fiducia senza precedenti e quindi si aspettino i risultati in tempi rapidi". Sono ancora i microfoni di casa Mediaset a cercare il parere di un altro direttore, Vittorio Feltri. Al Tg5 e al Tg4 Feltri parla della clamorosa sconfitta della sinistra, della carica innovatrice del partito di Bossi, ma anche del caso Alitalia e delle possibili soluzioni. Tornando in casa La7, sono molto frequenti le visite di Myriam Mafai negli studi del Tg. La giornalista e scrittrice conquista la sesta postazione del ranking, e grazie alla sua grande esperienza spazia con il direttore Piroso attraverso i temi più disparati, come le priorità del prossimo Governo e la corsa alla Casa Bianca negli Stati Uniti. Due gradini più in basso, uno sguardo al libro "Verde e zafferano, a voce alta per la Birmania". Carmen Lasorella parla del regime birmano e della difficile situazione in Myanmar. "Un regime che governa con una dittatura da 40 anni. Si è clonato, cambiavano i generali ma il regime rimaneva sempre lo stesso". Ancora un libro, ancora nel TgLa7, sempre attento alle novità in libreria. "Sangue e potere" racconta pregi e difetti di Giulio Cesare, uno dei tre imperatori raccontati attraverso la penna di Corrado Augias. Ultimo scalino della top ten per Paolo Mieli. Il direttore del Corriere della Sera ipotizza il volto della nuova Italia. "E' nata un'Italia bipolare", dice al Tg1, "forse inizierà adesso la seconda vera Repubblica".

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DE CARLO: NEI CONFRONTI DI GRILLO CENSURA PREVENTIVA, E' (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

SCOMODO Lo scrittore: "E' l'unico vero oppositore che c'è in Italia" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 8 mag. (Apcom) - Anche Andrea De Carlo afferma che nei confronti di Beppe Grillo "c'è censura preventiva". "Chiedere a Grillo di non far comizi è come chiedere a una tigre di ritirare gli artigli. La caratteristica di Grillo è proprio di essere incontrollabile", ha dichiarato lo scrittore, commentando così l'invito del direttore della Fiera del Libro, Ernesto Ferrero, a Beppe Grillo di non fare comizi ma parlare soltanto di letteratura. Il comico genovese ha rifiutato dichiarando che nei suoi confronti c'è "censura preventiva". "Secondo me Grillo è l'unico oppositore vero che c'è in Italia, è l'unico che dice delle verità che nessun altro dice. È molto scomodo per questo, dà molto fastidio a tutti indiscriminatamente - porsegue De Carlo dai microfoni di Radio R101 - ed è proprio vero che è una censura preventiva chiedergli: 'Vieni ma fa' il bravino, parla solo di quello...'. Ma come si fa? È nella sua natura essere così! Il suo senso è di non aver limite".

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Bullismo: al liceo Parini i primi episodi nel 1989. Guarda i video (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

Giovedí 08.05.2008 09:50 --> Il Liceo Parini, fondato nel 1945, si conferma precursore di mode e fenomeni sociali. (storico l'episodio relativo a La zanzara, il titolo del giornale studentesco del Liceo. La rivista, che nella sua storia ebbe giovani redattori, divenuti poi firme importanti nel giornalismo italiano come Walter Tobagi, è nota per uno scandalo scoppiato nel 1966, quando la pubblicazione di un articolo sulla sessualità degli studenti portò alla denuncia e al processo di tre suoi redattori). Girato nel 1989 e ora pubblicato sul sito www.scuolazoo.com il primo video di bullismo girato in classe ben 20 anni fa. Prima dei video-telefoni in questa classe del Liceo classico più prestigioso di Milano, armati di videocamere ingombranti e ancora funzionanti a VHS la classe ha voluto documentare le proprie bravate. In un tempo in cui il 7 in condotta c'era e come, in cui il Lei era d'obbligo, in cui alzarsi in piedi era doveroso al Liceo Parini si pre-vivevano gli anni del nuovo millennio dove armati di telefonini tutto è registrato, ripreso e permesso. Scuolazoo.com festeggia così l'anno di vita, con 8 milioni di visitatori e 30 milioni di video visti... dall'alto dell'olimpo dei blog Italiani, secondo solo a Beppe Grillo lancia in esclusiva il video che ha posto le basi a tutto questo: Liceo Parini di Milano anno 1989 lezione di bullismo. Nel video, girato da Filippo Selden, manager della Emi records, c'è anche una chicca: lo studente ricciolino protagonista, quello che si fa la barba in classe, è l'inviato di Studio Aperto Enrico Fedocci... Striscia la notizia consegna il tapiro a Fedocci Sapete poi chi è la prof che si mette le dita del naso? Niente popò di meno che la professoressa di storia e filosofia Flora Tedeschi. Ma nel video compare anche la prof di latino e greco Rosa Bausola, cugina dell'allora rettore della Cattolica Adriano Bausola. La ragazzina si chiama Chiara Liffredo e fa la biologa. Il finto epilettico si chiama Stefano Graziani ed è imprenditore nel campo del divertimento notturno e proprietario del Fashion caffè. Quello che si fa la barba si chiama Stefano Vaccarino, dirigente della Universal Music. Quello col binocolo è Franco Borrini e lavora nella finanza. Il ragazzo che fa il gesto dell'ombrello è Giovanni Galimberti, noto avvocato milanese civilista (industrialista). Quello invece che gioca con le mani è Tommaso Comboni, a.d. di una società internazionale. Sullo sfondo si intravede Raffaele Liucci, scrittore e storico che pubblica con Einaudi (e che ha scritto anche un libro su montanelli). Insomma bulli si nasce, ma non si rimane.

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GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! (sezione: Grillo)

( da "Azione, L'" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

L'AZIONE - Articoli - Grillo, l'informazione è una cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della professione e dell'editoria. Fa di ogni erba un fascio e con questo non rende un positivo servizio al mondo dei media. Si deve distinguere. No, l'informazione è una cosa seria, non uno spettacolo in piazza. Ne ho conosciuti di giornalisti lazzaroni negli oltre 35 anni di professione. Li potrei indicare con nome e cognome: prostrati e untuosi davanti al potere, arroganti con i poveri diavoli. Fedifraghi. Senza anima. Pronti a vendersi per un sorriso del direttore di turno, per un saltino di carriera o per una vile monetina. Ci sono i parassiti, gli inutili, i giubilati, i graziati, i nullafacenti. Strapagati per quello che non fanno o fanno finta di fare. La lista è lunga. Questa è casta, che va con chiarezza denunciata, che non è più tollerata. Che inquina il sistema dell'informazione. Che promuove, incentiva e giustifica la disinformazione poiché prima di tutto si fanno valere gli interessi di parte. Sono tanti questi lazzaroni che quotidianamente offendono il mestiere, ma sono pure sempre una minoranza rispetto alla stragrande maggioranza che tutti i giorni è ai remi per scovare e raccontare i fatti della vita, per informare con correttezza nel rispetto delle persone, per rendere un servizio positivo alla comunità. Sono discreti e preparati lavoratori dell'informazione: senza privilegi, senza riconoscimenti particolari, senza stipendi eccellenti ed oggi sempre più senza garanzie e senza prospettive. Non appaiono, non sono protagonisti nel mondo del gossip. Sono i giornalisti ai quali sta a cuore il contratto di lavoro, che non hanno da oltre tre anni. Vogliamo parlare di questi profession isti seri, costretti per sopravvivere spesso a "chinare la schiena"? "O magna sta minestra e salta sta finestra". I quali vanno capiti: di mezzo c'è il pane. è troppo bello filosofare quando si ha la pancia piena, ma non quando si ha ben poco di cui vivere. L'informazione è malata, la disinformazione regna troppo spesso nelle redazioni, ma non prendiamocela con l'anello più debole: individuiamo e denunciamo i veri responsabili. Incominciamo a ragionare sui signori dei media e sui media del potere prima ancora che del potere dei media, che troppo spesso, superficialmente, è attribuito ai giornalisti. Aboliamo l'Ordine, dice Grillo: lo si può anche fare, ma, nonostante le lacune e le insufficienze, ricordiamo che è la sola realtà che tenta di arginare comportamenti scorretti, incursioni piratesche, ambiguità, anomalie. Che fa formazione e informazione per la categoria. Va piuttosto aggiornato, rafforzato e reso più autorevole. Si prende di mira la legge Gasparri, che indica le norme di principio di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai, della quale si chiede l'abrogazione. A detta anche di insigni giuristi e di attenti osservatori del settore, più presto si riesce a superarla meglio è. Una onesta distinzione va fatta a proposito della richiesta di abolire il finanziamento pubblico dell'editoria. Ci sono media e media: perché finanziare giornali la cui mission è il business e i cui bilanci sono ricchi? Perché sostenere giornali che fingono di essere di "partito" o di movimenti politici, ma che in realtà tali non sono? Sono facilmente scopribili la solita furbizia, la facile scappatoia: per questi non ha senso e non è giustificato il finanziamento. Diverso è il ragionamento che si impone per la stampa che promuove un'informazione di servizio, attenta alla formazione e alla dimensione civile, culturale, religiosa, politica della società, il cui obiettivo non è sicuramente il profitto e per la quale il sostegno pubblico è ossigeno. Sono i media che "cercano la verità per condividerla", una bella espressione ripresa dal titolo della 42ª Giornata delle comunicazioni sociali, nella quale si denunciano un rischio inquietante e una nobile prospettiva per il sistema informativo del nostro tempo: "Occorre evitare che i media diventino il megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo. Essi possono e devono, invece, contribuire a far conoscere la verità sull'uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a distruggerla". Ci colpisce la riflessione di papa Benedetto; ci diverte, ma non ci tocca il V2-day di Beppe Grillo. Non confondiamo i maestri con i comici. Presidente Ucsi Veneto.

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Bertinotti alla Fiera L'articolo di ieri sulla Stampa sulle possibili contest (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

Azioni alla Fiera del libro, in poche righe conclusive riusciva nell'impresa di dire una cosa falsa, di ricavare da essa un'immagine degradata della sinistra e di manifestare un atteggiamento offensivo nei confronti di una persona. Bertinotti non può rischiare "una dura contestazione, sabato" semplicemente perché non è vero che sarà alla Fiera del libro per l'iniziativa di cui si parla nell'articolo, iniziativa che non c'è. Sarò alla Fiera invece domenica a parlare del lavoro nella Costituzione italiana ed a incontrare poi Paco Ignacio Taibo II. Il Berty-nights di Dagospia alla cui immagine l'articolo della Stampa aderisce parlando di una partecipazione ad un'iniziativa che non c'è, è, in realtà, il Bertinotti che ha fatto per 35 anni il sindacalista, per un lungo periodo anche a Torino e in Piemonte, che ha fatto per 12 anni il Segretario di Rifondazione comunista, per qualche anno il Presidente del Partito della Sinistra europea, e infine il Presidente della Camera dei deputati. Credo che così si sia meritato, come del resto spesso è riconosciuto, almeno un qualche rispetto anche al di là delle possibili diverse opinioni politiche e dei risultati elettorali. O mi sbaglio? FAUSTO BERTINOTTI I soldi sottratti alla ricerca I 300 milioni che, se non interviene l'Europa, dalle casse dello Stato, sono finiti nel pozzo nero di Alitalia, sono stati prelevati dal fondo ministeriale per "l'innovazione e la ricerca". Quando si trattò di accontentare i camionisti, si destinarono loro 90 milioni sottratti all'università e alla ricerca: quei soldi, che dovevano aiutare gli Atenei virtuosi, finirono così ai camionisti irosi. I Paesi avanzati destinano alla ricerca stanziamenti due o tre volte superiori a quelli italiani: la nostra classe politica continua a sacrificarla. E' allarmante, poi, che così poco rilievo (fa eccezione l'editoriale di Luigi La Spina) sia dato a scelte catastrofiche, che mortificano la ricerca; e che rischiano così di trasformarci in un paese arretrato, che spreca l'intelligenza dei suoi cittadini migliori magari pensando (tanto c'è il turismo!) di trasformarli tutti in camerieri. PAOLO BERTINETTI PRESIDE FACOLTÀ DI LINGUE UNIVERSITÀ DI TORINO Chi taglia le teste alle statue di Siracusa Chi può avere abbattuto le teste di alcune statue in gesso sparse per le vie di Siracusa che portano al parco archeologico dove stasera \ si terrà l'anteprima dell'Orestea? Qualche buontempone, o qualcuno che conosce la storia greca e quella notte del 415 che precedette la partenza della flotta ateniese verso Siracusa, ad aprire un nuovo fronte di quella guerra che fu la tomba della democrazia del V secolo a.C.? In una notte di luna piena alcuni ateniesi, aristocratici probabilmente, abbatterono tutte le Erme, busti del dio Ermes, sparse per Atene, tranne una, che stava vicino alla casa dell'oratore Andocide. Fu un gesto destabilizzante in una situazione non tanto serena per Atene. Chi, a Siracusa, ha voluto creare un clima di inquietudine e di incertezza, proprio mentre si sta per rappresentare, alla presenza del procuratore Piero Grasso, la trilogia eschilea che sancisce la vittoria del diritto e della giustizia dello Stato sulla cultura tribale del taglione incarnata dalla mafia? PAOLO FAI, SOLARINO (SR) La nuova Tav così creativa Ho letto con interesse il nuovo progetto sulla Tav Torino-Lione, presentato (pare) da alcuni sindaci della Val di Susa. Come risultato finale, il grande progetto di una linea ferroviaria veloce Lisbona-Kiev (il famoso "corridoio-5") verrebbe spezzato in due: un segmento Kiev-Torino e (presumo) un segmento Chambéry-Lisbona. Se non ho inteso male, i passeggeri da oriente e diretti all'ovest europeo scenderebbero a Torino e continuerebbero in Val di Susa il loro viaggio su per le nostre belle montagne in modo assai più rilassato, transitando per Bardonecchia e per il traforo del Frejus. Riprenderebbero a Chambéry il TGV e con esso il loro viaggio veloce (e quindi nevrotizzante). Un progetto veramente creativo. Certo, dovremmo dei bei soldi come risarcimento ai francesi che, nel tratto alpino, hanno già scavato chilometri di gallerie inutilizzabili, ma si sa, il danaro non è tutto nella vita. ROSALINO SACCHI Veronesi ha torto sugli inceneritori Il Professor Veronesi è certamente un luminare dell'oncologia e questo gli rende merito e rispetto, ma è indubbiamente anche un politico, nonché un imprenditore, e quando afferma che gli inceneritori non hanno alcun effetto sulla salute afferma un principio assai discutibile. Le molte e qualificate ricerche scientifiche condotte in tutto il mondo sull'argomento hanno dimostrato che, oltre a non risolvere il problema rifiuti, essi pongono un serio problema alla salute dei cittadini, a causa delle emissioni di diossina e di nanoparticelle cancerogene. E' stata anche dimostrata un'indiscutibile correlazione tra la contiguità all'inceneritore e l'incidenza di forme tumorali atipiche, ben sopra la normale media statistica ambientale. Se poi si tiene presente che la fondazione di Veronesi ha come partners sia Acea, multi-utility con inceneritori, sia il più grande costruttore di inceneritori d'Europa, la Veolia francese, forse sarebbe meglio ascoltare che cosa dice Beppe Grillo, invece di far caso a come lo dice. SILVIO ZANCHET Un nome per Torino città violenta A Verona è successo quel che è successo: la città è stata subito etichettata come "fascista". A Torino la Fiera del Libro è contraddistinta da bandiere israeliane bruciate e da un probabile corteo organizzato dai centri sociali, con le solite eredità di scritte, vetrine infrante, cassonetti rovesciati ecc. e forse scontri con le forze dell'ordine: come sarà battezzata la nostra città che nel frattempo ha vissuto anche il fulgido coraggio delle centinaia di individui che in piazza Vittorio hanno aggredito con estrema determinazione cinque vigili urbani ferendone tre? LUCIANO SAVOINO.

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Redditi on line, Visco denunciato (sezione: Grillo)

( da "Padania, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

Libera circolazione non vuol dire libertà di delinquere. E quanto sostiene la Lega Nord quando chiede di rinegoziare Schengen grazie al quale i cittadini possono recarsi con la carta d identità in uno qualsiasi dei 28 paesi che hanno sottoscritto l accordo. roberto fiorentini Altro che editto bulgaro di berlusconiana memoria: l'attacco di ieri di Claudio Petruccioli a Michele Santoro e alla sua puntata di Anno Zero, ha tanto il... ... sapore di un defenestramento in piena regola. Del resto Michelone e la sua band l'hanno combinata veramente grossa. In poco meno di due ore, utilizzando il VF day 2 di Beppe Grillo, hanno insultato tutti gli insultabili. A partire proprio da chi occupa la sedia del Quirinale, ovvero il presidente della Repubblica che, tra la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, deve aver fatto sentire la sua voce a viale Mazzini. Ma nella puntata di giovedì alla gogna è finito anche il buon oncologo Umberto Veronesi, tutti i direttori dei telegiornali del servizio televisivo pubblico e privato, nonché la stessa Rai. E per finire, per rincarare la dose, Michelone se l'è presa pure con i tassisti di Roma: resi di non lavorare perché festeggiano ancora, con tanto di bandiere, la vittoria di Gianni Alemanno al Campidoglio. Inutile parlare poi di quanto ha detto il collega Marco Travaglio che, oramai, è incommentabile. A fronte di tutto questo, a metà di ieri pomeriggio, sono arrivate le bordate-editti. Petruccioli ha dettato un agenzia durissima: Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell'ambito delle mie responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi. A nessuno, quindi neppure a Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto - di fatto - della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che, nel programma stesso, avviene; non ci sono zone franche. Anche Santoro, come tutti coloro che in Rai lavorano, ha il dovere non eludibile di tutelare la dignità e il prestigio del servizio pubblico . In giornata anche lo stesso Vittorio Sgarbi, presente in studio, aveva attaccato frontalmente sia Grillo che Michelone. "L'autorità garante - aveva detto Sgarbi -dovrebbe prendere provvedimenti e sanzionare Santoro perché ha concesso a Grillo di insultare tramite tv di Stato il presidente Giorgio Napolitano, un senatore del Pd (Veronesi), Marcello Dell'Utri, Totò Cuffaro, direttori di rete come Mauro Mazza e Clemente Mimun e via dicendo. Tutto questo è inaccettabile". E anche i malati di tumore e i medici oncologi hanno demolito Grillo e il suo compare Santoro. "Attacchi ingiustificati e privi di fondamento a fini politici e populisti". Si chiude la stalla quando i buoi sono scappati. [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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Non risparmiano nessuno, neanche Beppe Grillo: E' ricco (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

GLI ISTINTI DELLA FOLLA NODO NELLO STOMACO Non risparmiano nessuno, neanche Beppe Grillo: "E' ricco" Difficile resistere ai suoi "attacchi" incontrollabili.

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Santoro a giudizio presso il Cda della Rai (sezione: Grillo)

( da "Padania, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

Annozero nel mirino Santoro a giudizio presso il Cda della Rai Roma - Verba volant, scripta manent. L antico proverbio va di moda anche al settimo piano di Viale Mazzini dove il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, ha deciso di mettere per iscritto i rilievi formali fatti a Michele Santoro nell incontro di lunedì pomeriggio. Una missiva per ribadire i peccati della puntata di giovedì scorso di Annozero, etichettata dal presidente Claudio Petruccioli come "uso arbitrario e indecente della tv". Lo riferisce l agenzia di stampa Il Velino, che rileva come "la prova - al cospetto di un cda parecchio indispettito dalle ultime gesta di Michele chi? - che la reprimenda su volgarità varie, overdose di Beppe Grillo e astinenza da contraddittorio, e mancanza assoluta di sensibilità istituzionale è stata fatta eccome". Oggi la questione arriverà sul tavolo del consiglio di amministrazione che sarà aperto proprio da una relazione di Cappon in cui saranno riportate naturalmente anche le rassicurazioni che Santoro avrebbe dato per il futuro al termine del colloquio. Se al cda dovesse bastare il non lo faccio più di Santoro, verrebbe scartata definitivamente l ipotesi (assai remota per la verità) di una sanzione disciplinare o addirittura di una sospensione del programma. Una pronuncia sul caso Annozero, poi, arriverà forse anche al termine del consiglio dell AgCom (anche questo previsto per oggi)). "E c è da giurare, conclude Il Velino, che anche in Via delle Muratte che ha acquisito la cassetta del programma Santoro troverà qualche ammiratore ". [Data pubblicazione: 07/05/2008].

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CASO SANTORO Bianchi Clerici: non mi scandalizzo più (sezione: Grillo)

( da "Padania, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il caso Santoro tiene ancora banco dopo l ultima puntata della sua trasmissione Annozero con la lite Sgarbi-Travaglio e le accuse di Grillo a Napolitano e Berlusconi e gli affondi contro Veronesi. Chi non si dice stupita tantomeno "scandalizzata" è il consigliere di amministrazione della Rai in quota Lega Giovanna Bianchi Clerici: "Francamente - spiega il membro del cda - questa puntata mi è sembrata in linea con quanto già accaduto altre volte. Anzi, a mio avviso la situazione era molto più critica e preoccupante sulla puntata che dedicò a pedofilia e Vaticano". Secondo Bianchi Clerici "è noto come Santoro è stato reintegrato in azienda con una sentenza di un tribunale che ha stabilito anche su quale rete e in quale orario debba andare in onda. Dopodichè il tipo di giornalismo che fa Santoro è ormai noto a tutti. Per cui, io non mi sorprendo più di tanto". Chi non è d accordo con la dura presa di posizione del presidente Rai Claudio Petruccioli che nelle ore successive alla trasmissione aveva condannato la puntata condotta da Santoro, è Antonio Di Pietro: "La decisione di Petruccioli, di richiamare Santoro per la sua trasmissione dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". Secondo il leader dell Italia dei Valori "questa si chiama censura: in un Paese libero l ascoltatore -sottolinea Di Pietro - ha il diritto di sapere che due milioni di persone sono scese in piazza per firmare tre referendum e che sono state raccolte 1.500.000 di firme in un solo giorno, tra cui la mia, un evento mai successo nella storia della Repubblica. Una manifestazione di tale importanza non si può cancellare". E se per il deputato centrista Luca Volontè la Rai "deve prendere provvedimenti esemplari e valutare se i costi degli stipendi di Santoro e Co. sono opportuni rispetto al disservizio pubblico che fornisce" per Italo Bocchino, parlamentare del PdL, è evidente come "l uscita dalle istituzioni della sinistra massimalista spinge Santoro a sostituirsi ad essa e magari a creare una saldatura con l anticasta". "Tutto si può fare - dice Bocchino - ma non i soldi pubblici". E ieri anche Luca Romagnoli, segretario del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, ha voluto commentare commenta la trasmissione di Michele Santoro definendola una vera e propria "gogna mediatica e qualunquista, indegna del servizio pubblico" e salvando solo le vignette di Vauro ("Sono ironiche"). E pensare - ci ricorda Romagnosi - "che paghiamo anche il canone per vedere questi insulti dallo schermo". "Il giornalismo fazioso di Santoro - spiega ancora Romagnoli - si conferma essere un megafono prestato a chi cerca di imbonire la piazza per attaccare tutti. Ognuno può dire e fare quello che vuole, ma non lo faccia con i soldi pubblici. Santoro metta su una sua bella tv tutta e dichiaratamente di sinistra, poi saranno i telespetattori a determinare l audience con il potere del telecomando". "Forse così la finiremo - conclude Romagnoli - di sorbirci predicozzi da bar dello sport e analisi da massaie, con tutto il rispetto per le casalinghe". Igor Iezzi Una "strumentalizzazione indegna e vergognosa nei confronti della città, della famiglia del giovane e della vittima". Flavio Tosi, che ieri ha incontrato i genitori del ragazzo deceduto in serata, è finito nel mirino. La sinistra, estrema o del Partito Democratico non fa grande differenza, sta cercando di far ricadere le colpe dell aggressione al giovane Nicola Tommasoli sul sindaco di Verona e sull intera città. L Unità, giornale del Pd ha titolato Quella violenza skinheads che la Lega non ha mai isolato . Ma neanche una parola viene sprecata sulla mancanza di certezza della pena e su un sistema giudiziario che da due anni seguiva i colpevoli dell aggressione senza mai fermarli. Sindaco Tosi, ha letto l Unità? "Certo, queste sono bestialità. La dinamica dei fatti ha dimostrato che la politica non c entra, la colpa è della stupidita e della mancanza di valori. Stiamo assistendo ad una strumentalizzazione indegna e vergognosa da parte della sinistra". Alcuni la accusano di minimizzare? "Macché, ho chiesto da subito che i colpevoli siano accusati duramente e condannati pesantemente. Mi auguro che non vengano tirate fuori le solite attenuanti, anche perchè in questo caso alcuni aggressori facevano parte della Verona bene. Continuando a gettarla in politica si creano degli alibi che qui non ci sono. La condanna sia dura e resti come un monito". I colpevoli erano facce conosciute, come è stato possibile arrivare a questo? "Quello che manca è la certezza della pena. Non voglio accusare un singolo magistrato ma un sistema inefficiente ed elefantiaco che non ha preso provvedimenti contro questo gruppo di disgraziati che da due anni andava avanti a compiere questi gesti. L autorità giudiziaria li seguiva ma nessuno ha agito per fermarli". Eppure alcuni quotidiani stanno facendo passare l immagine che lei è razzista e la città fascista "Una strumentalizzazione vergognosa anche nei confronti della città, della vittima e della sua famiglia. La città non c entra nulla, gettare fango sui cittadini è indegno. Alle politiche Verona ha votato in larga maggioranza pe il centrodestra. Dipingere i nostri cittadini con questi stereotipi è offensivo. Verona è una città cattolica, moderata. Non è un caso se il Cnel ha detto che Verona è in testa nelle classifiche sull integrazione degli immigrati". Si punta il dito sulla nomina di un missino, poi dimessosi, nell Istituto sulla Storia della Resistenza "Anche Papalia dice che la politica non c entra nulla. Ripeto, non creiamo alibi per chi ha commesso una colpa gravissima". Lei è il simbolo del buon governo leghista. Non è che si vuol far passare l idea che i sindaci padani non riescono a tutelare la sicurezza? "Sicuramente sotto certe critiche infamanti c è anche questo. Quello che è successo non è un fatto di criminalità comune , è difficile da prevenire. Certo, se il sistema giudiziario fosse più efficiente forse sarebbero stati fermati prima". E vero che lei ha aderito alla manifestazione di solidarietà organizzata ieri dalla sinistra? "Io ero pronto a partecipare ma il rappresentante del Pdci in consiglio comunale mi ha detto di non venire. Ecco la strumentalizzazione politica. Il consiglio comunale ha votato un documento di condanna al gesto e ha organizzato per giovedì una veglia silenziosa. Sa chi sono gli unici che si sono opposti? I comunisti italiani". [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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Reddito dichiarato: una colpa? (sezione: Grillo)

( da "Padania, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il grillo sparlante colpito e affondato PAOLO Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo sparlante, ora, con la pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella canzone " ...la musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un flop che anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia nostrana, farà aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede. Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo di coda e ha scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che hanno redditi comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente, è finito anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei deboli, fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro ha seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si stiano già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai fan delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro faceva affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti dalle loro bugie LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno mi sta abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione politica, meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere dell'ambiente, che un flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato, figlio di un direttore Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli! Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni, vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare... PAOLO EMILI Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di "Ballarò" e tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI): perché io, così come tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare a quell'indecoroso e ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a questi personaggi? Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e affermare che lei, l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla nascita mi sembra una sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la chicca. Il confronto tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere espulsi e i francesi no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un bambino prima di aprire bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato, massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato la prostituzione in Italia ? Quanti francesi costringono bambine, ripeto, bambine a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle italiche galere? Quanti francesi estorcono, nei modi più ignobili e più violenti, l'elemosine agli angoli delle strade? Queste domande, forse, se le sono poste i romani che hanno mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di Rutelli e Veltroni e per questo in molti siamo strafelici, anche se non del centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si deve continuare a pagare lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a condividere i giudizi di Berlusconi su questa giornalista del "servizio pubblico", e questo crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri PETER Prato Chi le scrive è un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione, penso che una delle prime cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie magrab, tunisia, albania romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei detenuti nei rispettivi paesi di provenienza e proibirne il reingresso per dieci anni almeno. Quindi svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il visto d'ingresso per gli extracee con effetto retroattivo e quindi espellere chi nel territorio nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche milione di gente che hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può cominciare a ragionare. Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a case popolari, contributi ed altre provvidenze, destinare solo una parte di quota ai cittadini extracee. Non è plausibile che in città a forte immigrazione, questi non solo ci costano economicamente, affamando gli italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle graduatorie. Ma in che Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello federalista elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni padane). Una robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le dichiarazioni offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il prof. Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da dire? Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre giorni dal successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una trasmissione che grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani intervistati dalla Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è becera" e battute similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione così offensiva, irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno prima avevano contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e Travaglio? Qui, non mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a condanna dell'accaduto e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", mi fa sorridere. Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli "schemi". Diciamo pure e tranquillamente che Santoro è recidivo per essere già stato sospeso dal servizio pubblico televisivo (e le sue giustificazioni non commuovono proprio). Il sig. Petruccioli pensa soltanto alla onorabilità di Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi... ma a quella di oltre la metà del popolo vincente che ha votato ed è stato oltraggiato? Già, i votanti sono anonimato, ma sono anche quelli che gli rimpinguano le casse della Rai. Anche questa è mancanza di rispetto e gratitudine (allora si tolga il canone)! Difficile ammettere di aver perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato: "Ho vinto due elezioni". La lingua italiana è bella perché molto articolata e spesso la verità è nascosta tra le righe. Prodi, forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha ben espresso il concetto chiarificatore di come siano andate realmente le cose. Forse se avesse detto "ho perso per due volte due presidenze del Consiglio vinte avrebbe dato un corretto e più esplicito contributo alla storia politica di questo Paese; ma anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha finito per perdersi e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare o non si sa dare, a volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella squadra di Governo VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di Montezemolo nella compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me, la stessa valenza che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista di tutti i traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la dimostrazione della chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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Il grillo sparlante colpito e affondato (sezione: Grillo)

( da "Padania, La" del 08-05-2008)

Argomenti: Grillo

PAOLO Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo sparlante, ora, con la pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella canzone " ...la musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un flop che anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia nostrana, farà aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede. Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo di coda e ha scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che hanno redditi comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente, è finito anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei deboli, fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro ha seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si stiano già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai fan delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro faceva affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti dalle loro bugie LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno mi sta abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione politica, meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere dell'ambiente, che un flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato, figlio di un direttore Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli! Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni, vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare... PAOLO EMILI Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di "Ballarò" e tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI): perché io, così come tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare a quell'indecoroso e ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a questi personaggi? Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e affermare che lei, l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla nascita mi sembra una sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la chicca. Il confronto tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere espulsi e i francesi no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un bambino prima di aprire bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato, massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato la prostituzione in Italia ? Quanti francesi costringono bambine, ripeto, bambine a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle italiche galere? Quanti francesi estorcono, nei modi più ignobili e più violenti, l'elemosine agli angoli delle strade? Queste domande, forse, se le sono poste i romani che hanno mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di Rutelli e Veltroni e per questo in molti siamo strafelici, anche se non del centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si deve continuare a pagare lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a condividere i giudizi di Berlusconi su questa giornalista del "servizio pubblico", e questo crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri PETER Prato Chi le scrive è un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione, penso che una delle prime cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie magrab, tunisia, albania romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei detenuti nei rispettivi paesi di provenienza e proibirne il reingresso per dieci anni almeno. Quindi svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il visto d'ingresso per gli extracee con effetto retroattivo e quindi espellere chi nel territorio nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche milione di gente che hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può cominciare a ragionare. Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a case popolari, contributi ed altre provvidenze, destinare solo una parte di quota ai cittadini extracee. Non è plausibile che in città a forte immigrazione, questi non solo ci costano economicamente, affamando gli italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle graduatorie. Ma in che Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello federalista elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni padane). Una robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le dichiarazioni offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il prof. Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da dire? Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre giorni dal successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una trasmissione che grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani intervistati dalla Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è becera" e battute similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione così offensiva, irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno prima avevano contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e Travaglio? Qui, non mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a condanna dell'accaduto e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", mi fa sorridere. Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli "schemi". Diciamo pure e tranquillamente che Santoro è recidivo per essere già stato sospeso dal servizio pubblico televisivo (e le sue giustificazioni non commuovono proprio). Il sig. Petruccioli pensa soltanto alla onorabilità di Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi... ma a quella di oltre la metà del popolo vincente che ha votato ed è stato oltraggiato? Già, i votanti sono anonimato, ma sono anche quelli che gli rimpinguano le casse della Rai. Anche questa è mancanza di rispetto e gratitudine (allora si tolga il canone)! Difficile ammettere di aver perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato: "Ho vinto due elezioni". La lingua italiana è bella perché molto articolata e spesso la verità è nascosta tra le righe. Prodi, forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha ben espresso il concetto chiarificatore di come siano andate realmente le cose. Forse se avesse detto "ho perso per due volte due presidenze del Consiglio vinte avrebbe dato un corretto e più esplicito contributo alla storia politica di questo Paese; ma anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha finito per perdersi e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare o non si sa dare, a volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella squadra di Governo VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di Montezemolo nella compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me, la stessa valenza che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista di tutti i traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la dimostrazione della chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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