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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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tARTICOLI DEL   6-5-2008        #TOP



Report "Grillo"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Grillo (52)


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

Rai: faccia a faccia Cappon-Santoro. Il dg fissa i paletti ( da "Velino.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo. Di questo Cappon e Santoro hanno parlato nel tardo pomeriggio di oggi. E ''i contenuti dell'incontro – annuncia una nota di Viale Mazzini - saranno oggetto di una relazione del dg durante la riunione del cda di mercoledì 7 maggio''.

Redditi online, scomuniche sull'Agenzia delle Entrate ( da "Punto Informatico" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: posizione di Beppe Grillo, scandalizzato dalla diffusione di quei dati, è solo una delle molte opinioni che circolano in rete in queste ore, una rete più che mai divisa sull'opportunità della pubblicazione delle informazioni. Nella sua nota di ieri pomeriggio, l'Agenzia delle Entrate ha ribadito che a suo dire "la diffusione dei dati reddituali con modalità telematiche da parte dell'

Natalino, un grande ( da "Corriere delle Alpi" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Roberto Mosca Grazie Grillo, ti vogliamo più ricco e battagliero IL LINCIAGGIO mediatico a cui è stato sottoposto Beppe Grillo in questi giorni è quanto di più incongruo l'intelligenza umana possa partorire. Sino a quando Grillo faceva comodo perché le sue accuse al sistema politico facevano notizia e quindi faceva vendere giornali o aumentava lo "

Finocchiaro a Roma A chi il seggio a Palermo? ( da "MF Sicilia" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: la candidata degli Amici di Beppe Grillo oppure a Rita Borsellino che ha guidato le liste della Sinistra Arcobaleno che non ha superato la soglia di sbarramento del 5%. Oppure, altra ipotesi in campo, sarebbe il rientro di Bernardo Mattarella, deputato del Pd primo dei non eletti a Palermo, nei ranghi della Assemblea che rappresenta il migliore resto per il Partito democratico.

Bufera sulla fiera del libro napolitano: falsità su di me - massimo novelli ( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: sabato dei centri sociali e le defezioni da Librolandia come quella di Beppe Grillo, determinata da una presunta "censura preventiva" della Fiera (gli avevano chiesto di non tenere comizi, ma di parlare di libri), il primo a scendere in campo è stato Ramadam. Ai margini di un seminario sulla "pulizia etnica della Palestina", l'intellettuale musulmano ha preso di mira Napolitano.

Napolitano, una visita sprint alla fiera - massimo novelli ( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: aria pesante che si respira, è nientemeno che Beppe Grillo. L'inventore del cosiddetto Vaffa-Day ha fatto sapere che non parteciperà a Librolandia. La causa? La presunta "censura preventiva" esercitata da Rolando Picchioni ed Ernesto Ferrero, i timonieri dell'evento, che gli avevano chiesto di non tenere comizi politici.

Grillo non va alla Fiera Censura preventiva ( da "Unita, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Stai consultando l'edizione del TORINO Grillo non va alla Fiera "Censura preventiva" ROMA Beppe Grillo non parteciperà alla cerimonia di chiusura della Fiera del Libro di Torino: lo dice lui stesso dal suo blog, bollando le dichiarazioni del direttore Ernesto Ferrero come forma di "censura preventiva".

Rom a coltano/1 ( da "Tirreno, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lista civica pisana "Città dei Diritti con Beppe Grillo" A TIRRENIA Arbusti e sterpi sulla strada PISA. Vorrei segnalare i tanti problemi che si presentano oggi in via dei Frassini al Calambrone, dove, come è noto, si trovano una scuola elementare, una scuola media e anche una scuola materna.

L'assessore che insulta le istituzioni ( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: aver mostrato a 4 milioni e mezzo di telespettatori lunghi stralci di Beppe Grillo a Torino, allargandone così la platea. Adesso quattro milioni e mezzo di telespettatori sanno che tipo è il nostro assessore alla Cultura. Non ne siamo grati a Santoro. Se per cultura intendiamo umanisticamente l'educazione dell'uomo, certo Sgarbi non passerà alla storia come educatore.

SANTOROAMMONITODAlla rai ( da "Secolo XIX, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: discussa puntata di Annozero con gli interventi di Beppe Grillo. L'ufficialità recita: "I contenuti dell'incontro saranno oggetto di una relazione del Direttore generale nel corso della riunione del Consiglio di amministrazione di mercoledì 7 maggio". Se ne parlerà di certo alla prossima riunione del consiglio e del resto domani la trasmissione sarà anche oggetto dell'analisi dell'

Visco almeno ha smascherato il fustigatore grillo ( da "Tirreno, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: a quanto il sottoscritto riuscirà a guadagnare nei prossimi 200 anni) può rendere difficile a Beppe Grillo il continuare a far la parte del disinteressato fustigatore dei privilegi altrui. Per questo è stato tra quelli che, di fronte all'iniziativa di Visco, si è arrabbiato di più. O no? Alberto Cioni San Romano (Pi).

<BASTA dire al sindaco Del Ghingaro che è bravissimo in qualcosa e lui ( da "Nazione, La (Lucca)" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: "Vedi il recente caso Beppe Grillo ? aggiunge ?. Se almeno questa regalia comportasse che Grillo ci paga l'addizionale comunale l'Irpef (con i suoi redditi ben poco proletari) sarebbe un bell'acquisto, ma così purtroppo non è. E allora? Si vogliono distribuire certi onori solo per immagine personale?

La centrale elettrica resta solo sulla carta ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Forlì anche Dario Fo e Beppe Grillo, vivono a poche centinaia di metri dal sito individuato per realizzare l'impianto. Da allora l'impegno si è concentrato su altri obiettivi, soprattutto gli inceneritori di Hera e Mengozzi. FURONO anche gli agricoltori ad animare le proteste: 287 piccole aziende agricole (alcune con produzioni biologiche) nel raggio di 10 km dal luogo prescelto.

UN SUCCESSO per il V2Day di Beppe Grillo. I 'Grilli' faentini hanno raccolto nella giornat ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 13 UN SUCCESSO per il V2Day di Beppe Grillo. I 'Grilli' faentini hanno raccolto nella giornat... UN SUCCESSO per il V2Day di Beppe Grillo. I 'Grilli' faentini hanno raccolto nella giornata del 25 aprile, ben 4370 firme nel banchetto allestito in piazza del Popolo per tre quesiti referendari: abolizione dell'ordine dei giornalisti, abolizione dei finanziamenti all'

Scelta di libertà e di informazione PIERANGELO GIOVANETTI ( da "Adige, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: per sapere che Beppe Grillo dispone di un consistente patrimonio finanziario e immobiliare. C'è chi ha parlato di "voyeurismo fiscale". Ci sarà anche in alcuni lettori, non ne dubito. Ma ha ragione da vendere Beppe Severgnini, in un acuto e brillante elzeviro sul Corriere della Sera di domenica scorsa, quando argomenta che solo in Italia si contrappone riservatezza a trasparenza.

Napolitano e la Fiera del libro: Israele, legittimità innegabile ( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: rischio contestazioni Tensione per il via alla manifestazione con il capo dello Stato Beppe Grillo non andrà: non accetto censure TORINO - Mancano due giorni all'inaugurazione della Fiera del libro, la prima ad essere così violentemente contestata per la scelta di invitare Israele come Paese ospite, la prima nella quale sarà il presidente della Repubblica a tagliare il nastro d'inizio.

MICHELE Santoro ha l'abilità di realizzare puntate che scatenano l'inferno. Per altro ( da "Messaggero, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ultimo caso riguarda Beppe Grillo che da una piazza gremita ha avuto da dire su molti temi, ad esempio quello dei morti sul lavoro dove ha sbagliato una frase nei confronti di Giorgio Napolitano. Non credo si debba impedire al conduttore di un programma di mandare in onda un filmato di Beppe Grillo realizzato poche ore prima.

Liberi tutti! ( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: accusa di Beppe Grillo di essere "una società per azioni". Non solo per i suoi indubbi meriti nella lotta contro il cancro, ma perché da anni dalle pagine dei quotidiani e dei settimanali il professore, in qualità di "esperto", ci insegna a vivere. Ha cominciato con la medicina ma poi, assurto al rango di "saggio" per consenso universale,

Dai blogstar agli avatar, l'incontro a Matera ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: erano i rappresentanti del meet-up materano di Beppe Grillo e del programma Bollenti spiriti della Regione Puglia (che hanno presentato il barcamp che si terrà a Bari per la Biennale dei giovani artisti del Mediterraneo, e di cui si parlerà nei prossimi giorni). "è importante per i blogger non prendersi troppo sul serio", ha spiegato Marileda Maggi,

Caso Santoro, richiamo di Cappon ( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lettera del dg Rai per la puntata su Grillo. Ora l'esame del Cda ROMA - Michele Santoro riceverà nelle prossime ora una lettera del direttore generale Claudio Cappon dopo le polemiche sulla puntata di Annozero con Beppe Grillo. Un richiamo formale? Un monito per il futuro? Non esiste una definizione sicura per il messaggio che il responsabile della linea editoriale di Viale Mazzini (

Lettere al direttore ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: gazzetta faceva riferimento al reddito di Beppe Grillo. Grillo vende un prodotto (la sua comicità) che evidentemente tira sul mercato e, pagando egli le tasse, nulla può essergli rimproverato per i suoi redditi. Le aziende che vendono un prodotto se fanno pubblicità devono acquistare o spazi sulle televisioni o sui giornali e pagano in proporzione allo share della fascia oraria e/

Un gesto da cretini Non sono altro che una torinese disgustata dalle bandiere bruciate di ( da "Stampa, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ROBERTO MARTINA Complimenti per l'eleganza Complimenti a Beppe Grillo, almeno per l'eleganza esclusiva delle sue scarpe, degli stivaletti Tod's, così evidenti nella foto a pag. 10 de La Stampa del 4 maggio mentre vengono usati per accompagnare con un democratico calcio in c... il solito Vaffa nel posto di cui sopra.

Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? ( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere".

Santoro e l'alibi del diritto di cronaca ( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ha trasmesso gran parte del comizio di Beppe Grillo senza contraddittorio. Sugli attacchi al Capo dello Stato e al professor Veronesi sono già intervenuti altri. A me preme confutare quel che ha detto sugli inceneritori. Il 12 dicembre 2006 il termovalorizzatore di Brescia è stato classificato al primo posto e definito dalla Wtertc (Waste to energy research and tecnology council)

Antifascismo prêt-à-porter ( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: nonostante Beppe Grillo. Ma cosa è questo antifascismo se non una nuova forma della lotta tra correnti interne al Ds del Partito democratico e quindi tra D'Alema e Veltroni? La stampa che ha sempre ignorato le stragi dopo la liberazione che solo Pansa ha testimoniato, non ha diritto a difendere la democrazia e la libertà,

Lo scrittore nemico di Israele: "Napolitano non venga a Torino" ( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: A dieci giorni dagli attacchi rivolti da Beppe Grillo alla massima carica dello Stato proprio da piazza San Carlo, Giorgio Napolitano subisce nuove intimidazioni. Stavolta per bocca degli "intellettuali" filo-palestinesi che boicottano la Fiera del libro, quest'anno dedicata al 60° anniversario della fondazione di Israele.

Il becchino sotto la Mole ( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ora tremano in due: Beppe Grillo (già in discesa nei sondaggi) e il direttore dell'Unità Antonio Padellaro: Travaglio, infatti, è andato al V-day e ha protestato contro i fondi pubblici elargiti anche all'Unità, quelli che pagano i suoi articoli. Prossima battaglia: contro i torinesi che portano gramo.

<Si indigna solo chi è falso Rendere noti i dati è civiltà> ( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo è stato tra i più agguerriti... "Certo, perché oltre 4 milioni di euro di reddito non si conciliano con quello che lui vuol fare credere di essere. Si indigna chi vuole dare di sé un'immagine diversa dalla realtà. Ha parlato addirittura di rischio sequestri.

Silvio Berlusconi non è l'italiano più ricco ( da "Giornale di Merate" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Massimo Moratti richiedi la foto Zlatan Ibrahimovic richiedi la foto Beppe Grillo Lecco - Il Fisco mette in rete le dichiarazioni dei redditi degli italiani e la magistratura mette sotto inchiesta il viceministro che l'ha fatto. Vincenzo Visco avrebbe violato la privacy dei contribuenti. Ma un italiano su due, secondo i sondaggi che i mass media si sono affrettati a commissionare,

Redditi vip: attori e personaggi tv, ecco quanto guadagnano ( da "Blogosfere" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 523.368 Beppe Grillo: 4.272.591 Luciana Littizzetto: 1.824.084 Gabriele Muccino: 28.389 Silvio Muccino: 269.290 Michele Santoro: 118.752 Nicola Savino: 201.647 Marco Travaglio: 282.280 Simona Ventura: 1.677.193 Costantino Vitagliano: 463.785.

"Una zona rossa" contro il dissenso intorno al Lingotto. Arriva il presidente Napolitano e Grillo da forfait ( da "Blogosfere" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo avrebbe dovuto partecipare ad un convegno a chiusura dell'evento ma, dal suo blog ha scritto di "censura preventiva alla Fiera del Libro" in seguito all'invito del direttore Ferrero a non fare comizi ma spiegare il valore della lettura e "sostituire le invettive con un appello a favore della cultura”

BELLEZZA ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Avrebbe dovuto esserci anche Beppe Grillo, inserito nel programma di lunedì, purchè, hanno avvertito gli organizzatori, non faccia "comizi", ma magari un appello alla lettura o parli di un libro. Ma Grillo dal suo blog ha detto che non parteciperà, non rinunciando però al suo intervento: lunedì alle 14,30 parlerà in diretta streaming da casa sua.

Durante il ponte si spengono le tv ( da "Opinione, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: che con una puntata incentrata sul fenomeno sociale e (anti)politico di Beppe Grillo, sviscerato anche attraverso accesi dibattiti tra Vittorio Sgarbi e Marco Travaglio, tiene incollati agli schermi di Rai Due una media di 3.685.000 spettatori, pari a una share del 15,79%. Deludenti gli ascolti del Concerto del 1° Maggio, trasmesso da Rai Tre.

Dal demondezzare al banderuolismo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo

Abstract: referendumizzazione" del popolo auspicata da Beppe Grillo, infine, si arriva direttamente all'unico vero antagonista del Cavaliere in questa spietata competizione all'ultimo conio di vocabolo. Ovvero Antonio Di Pietro: contro la potenza del "chec'azzecchismo", infatti, non ci sono mosche, elefanti, cavallette e zigni che tengano.

Quando Veronesi finisce nel mirino ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: day del 25 aprile di Beppe Grillo, ex-comico oggi tribuno del popolo diventato famoso per gli insulti contro i protagonisti della politica e dell'establishment in generale. Critica d'ufficio. Una difesa di Santoro o soltanto un no comment avrebbe suscitato un certo polverone magari anche con qualche rischio per la sua poltrona di presidente Rai.

La differenza tra atti pubblici e ( da "Gazzettino, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo dichiara 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l'entità del reddito da dichiarare.Gianfranco MortoniMantovaI nostri guadagnidevono esseretutelatiAprendo il Gazzettino di domenica 4 maggio mi son meravigliato nel vedere pubblicati alcuni

Per l'Adunata, Provincia e Coldiretti lanciano la promozione dei prodotti tipici ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: anche per un ragionamento che ricorda il Beppe Grillo ecologista: "Consumare i prodotti locali fa risparmiare anche energia e benzina. Faccio un esempio: ci sono camion che portano al sud l'acqua Recoaro e altri che salgono per portare la Fiuggi. Il risparmio sui costi di trasporto comporterebbe prezzi più bassi anche per i consumatori.

LETTERE E OPINIONI ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Su GrillolinciaggiomediaticoIl linciaggio mediatico a cui è stato sottoposto Beppe Grillo in questi giorni è quanto di più incongruo l'intelligenza umana possa partorire. Sino a quando Grillo faceva comodo perché le sue accuse al sistema politico facevano notizia e quindi faceva vendere giornali o aumentava lo "share" televisivo andava tutto bene.

Grillo: non vengo alla Fiera ( da "Stampa, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo: non vengo alla Fiera [FIRMA]GIOVANNA FAVRO Non mancavano che le bordate di Beppe Grillo, alla Fiera del Libro. Il re dei blog aveva chiesto di partecipare a Librolandia, ma ieri ha dato forfait. Motivo? La "censura preventiva" esercitata dalla Fiera per bocca del direttore Ernesto Ferrero, che gli ha inviato un messaggio a mezzo stampa,

RAI: LETTERA CAPPON PER SANTORO, CON RICHIAMO ( da "Prima Comunicazione" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: intervento di Beppe Grillo. Non sarebbe stata gradita in particolare la mancanza di contraddittorio con le affermazioni del comico, che ha attaccato sia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che l'oncologo Umberto Veronesi e anche il presidente Rai Claudio Petruccioli era intervenuto con un durissimo commento.

Rai: Cappon mette per iscritto la reprimenda a Santoro ( da "Velino.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: overdose di Beppe Grillo e astinenza da contraddittorio, e mancanza assoluta di sensibilità istituzionale è stata fatta eccome. Domani la questione arriverà sul tavolo del cda che sarà aperto proprio da una relazione di Cappon in cui saranno riportate naturalmente anche le rassicurazioni che Santoro avrebbe dato per il futuro al termine del colloquio.

Mara Venier: "Baudo mi ha escluso dal Dopofestival". Alessia Marcuzzi: "Non farei l'attuale Buona Domenica" ( da "Blogosfere" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Io sono stata sospesa per una rissa televisiva che, al confronto degli sfoghi di Beppe Grillo e Vittorio Sgarbi, sembra una scena da educande". Chi, invece, sarebbe in difficoltà con certe situazioni che nascono nei contenitori domenicali è Alessia Marcuzzi (6,5), che a Chi dichiara: "La Buona Domenica che si vede adesso?

Redditi/ La privacy è un diritto dei poveri ( da "Affari Italiani (Online)" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: che tutto sia stato architettato allo scopo di sputtanare Beppe Grillo, che dall'alto dei suoi 4 milioni e rotti si arricchisce frustando i profittatori d'Italia. Oltretutto con un reddito più alto di quello di Roberto Benigni, eroe-icona dello spettacolo cultural-nazionale. Telegiornali, siti, quotidiani sono affollati di pareri.

Redditi on line, Visco denunciato ( da "Padania, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: In poco meno di due ore, utilizzando il VF day 2 di Beppe Grillo, hanno insultato tutti gli insultabili. A partire proprio da chi occupa la sedia del Quirinale, ovvero il presidente della Repubblica che, tra la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, deve aver fatto sentire la sua voce a viale Mazzini.

CASO SANTORO Bianchi Clerici: non mi scandalizzo più ( da "Padania, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". Secondo il leader dell Italia dei Valori "questa si chiama censura: in un Paese libero l ascoltatore -sottolinea Di Pietro - ha il diritto di sapere che due milioni di persone sono scese in piazza per firmare tre referendum e che sono state raccolte 1.

Il grillo sparlante colpito e affondato ( da "Padania, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso?

Sconfitti dalle loro bugie ( da "Padania, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso?

FIERA LIBRO: GRILLO SI ARRABBIA CON FERRERO, 'MI CENSURANO NON CI VADO' ( da "Asca" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo non partecipera' alla Fiera del Libro. Lo ha annunciato lo stesso comico genovese dalle pagine del suo blog in risposta polemica con quanto dichiarato oggi da Ernesto Ferrero, direttore della manifestazione, che aveva sollecitato Grillo a ''sostituire le invettive con un appello a favore della cultura'' nel corso del previsto intervento.

GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! ( da "Azione, L'" del 06-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo, l'informazione è una cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della professione e dell'

*Rai: Cappon mette per iscritto la reprimenda a Santoro ( da "Velino.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: overdose di Beppe Grillo e astinenza da contraddittorio, e mancanza assoluta di sensibilità istituzionale è stata fatta eccome. Domani la questione arriverà sul tavolo del cda che sarà aperto proprio da una relazione di Cappon in cui saranno riportate naturalmente anche le rassicurazioni che Santoro avrebbe dato per il futuro al termine del colloquio.

Una zona rossa intorno alla Fiera del Libro? Sale la tensione a Torino e spuntano i fant ( da "Stampa, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: I relatori sono 2000 e non si registrano forfait, salvo quello di Beppe Grillo, che ieri ha protestato contro la "censura preventiva": Librolandia gli aveva chiesto di parlare di libri, evitando comizi. E lui ha mandato il suo ennesimo, pur indiretto "vaffa": "Rinuncio a partecipare. Parlerò da casa, dal mio blog.

Richiamo verbale di Cappon a Santoro ( da "Stampa, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: sull'ultima discussa puntata di Annozero con gli interventi di Beppe Grillo contro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L'ufficialità recita: "I contenuti dell'incontro saranno oggetto di una relazione del Direttore Generale nel corso della riunione del Consiglio di Amministrazione di mercoledì 7 maggio".


Articoli

Rai: faccia a faccia Cappon-Santoro. Il dg fissa i paletti (sezione: Grillo)

( da "Velino.it, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. POL - Rai: faccia a faccia Cappon-Santoro. Il dg fissa i paletti Roma, 5 mag (Velino) - Audizioni, incontri informali, conversazioni telefoniche, appunti scritti, e-mail, fax e lettere ufficiali. Nell'agenda di Claudio Cappon è comparso spesso il nome di Michele Santoro. Tanto spesso da costringere il direttore generale della Rai, su esplicito mandato del cda (“prendere tutte le iniziative utili e necessarie per garantire il rispetto di regole da cui dipende la reputazione dell'Azienda e del servizio pubblico”) a una marcatura a uomo vera e propria. “Un buon rapporto di collaborazione tra l'ammiraglio e il capitano della goletta – lo considera Santoro - per portare la nave in porto”. Giovedì scorso, però, Santoro è andato di nuovo alla deriva, si è liberato dalle cime del servizio pubblico (Claudio Petruccioli ha parlato di “un uso arbitrario e indecente della tv”) e ha navigato liberamente nel mare del diritto di cronaca – a suo dire – dedicando la puntata di Annozero al “politico” Beppe Grillo. Di questo Cappon e Santoro hanno parlato nel tardo pomeriggio di oggi. E ''i contenuti dell'incontro – annuncia una nota di Viale Mazzini - saranno oggetto di una relazione del dg durante la riunione del cda di mercoledì 7 maggio''. E mentre una pronuncia sulla questione Annozero forse arriverà anche al termine del consiglio dell'AgCom (anche quello fissato per mercoledì), ci si interroga sui contenuti del faccia a faccia Cappon-Santoro. Cosa si saranno detti? Non serve un veggente per intuire che il dg sarà partito proprio dalla dura reprimenda di Petruccioli, sposata in maniera bipartisan dal cda. Solo una premessa, però, senza calcare i toni e per ribadire a “Michele chi?” regole d'ingaggio precise per la sua permanenza in palinsesto. Cappon – che in accordo con il cda potrebbe anche optare per un richiamo formale - gli avrà consegnato la versione aggiornata dell'abbecedario del buon dipendente Rai, insomma, necessario per mantenere microfono e diritto di cittadinanza in viale Mazzini. Nessuna censura preventiva, intendiamoci, e nessun ultimatum. Cappon sa bene che “Annozero” è un programma “abrasivo” e che può gettare del sale su qualche ferita del Bel paese. Ma considera anche Santoro un segno di libertà del servizio pubblico a patto che vengano rispettati canoni, codici e linguaggio. (Gianluca Vacchio) 5 mag 2008 22:17.

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Redditi online, scomuniche sull'Agenzia delle Entrate (sezione: Grillo)

( da "Punto Informatico" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Roma - Lo scandalo web scatenato dal post di un blogger italiano non si placa: ieri l'Agenzia delle Entrate ha tentato di giustificare la messa a disposizione online dei dati tributari degli italiani in una nota trasmessa al Garante della Privacy. Nelle stesse ore però proprio il Garante in una lettera a laRepubblica parlava di un grave errore da parte dell'Agenzia, concetto ribadito e rafforzato anche dal Garante del Contribuente all'AdnKronos. E mentre le associazioni dei consumatori prendono la parola, chi pro e chi contro, la Procura di Roma prosegue le sue indagini. La presa di posizione di Beppe Grillo, scandalizzato dalla diffusione di quei dati, è solo una delle molte opinioni che circolano in rete in queste ore, una rete più che mai divisa sull'opportunità della pubblicazione delle informazioni. Nella sua nota di ieri pomeriggio, l'Agenzia delle Entrate ha ribadito che a suo dire "la diffusione dei dati reddituali con modalità telematiche da parte dell'autorità pubblica costituisce un elemento di garanzia, trasparenza e affidabilità dell'informazione". L'Agenzia fa notare che non si è trattato di un colpo di mano ma di una pubblicazione ponderata, che anzi applica la "normativa sulla predisposizione e pubblicazione degli elenchi dei contribuenti" nonché "quella del Codice dell'Amministrazione Digitale. Un insieme di disposizioni che disegnano un quadro di trasparenza fiscale al quale l'Agenzia ha inteso attenersi". I responsabili degli uffici tributari si rendono conto che non tutto è andato come in passato e che una novità esiste. "È rappresentata dal mezzo Internet - spiegano nella nota - Ma si tratta di una novità relativa in quanto occorre considerare come gli articoli abitualmente pubblicati dai giornali che riportano i dati reddituali dei contribuenti sono per lungo tempo liberamente consultabili sulla rete". Secondo l'Agenzia, dunque, le informazioni riportate dai giornali, generalmente legate alla posizione tributaria di personalità pubbliche, sarebbero in qualche modo equiparabili a quelle riguardanti qualsiasi contribuente diffuse dall'Agenzia, con la differenza che queste ultime sono sicuramente affidabili. Nella nota, l'Agenzia spiega la messe di norme che a suo dire autorizza la pubblicazione: dall'articolo 69 del DPR 645/1958 fino alla versione aggiornata nel 1991 del DPR 600/1973. Secondo gli uffici del fisco si tratta di una disposizione che "attribuisce al direttore dell'Agenzia la fissazione dei termini e delle modalità per la formazione e la pubblicazione degli elenchi. Si tratta, dunque, di una valutazione amministrativa assunta dall'Agenzia delle Entrate nell'ambito della sua autonomia". Secondo l'Agenzia, la ratio della norma è che i dati dei contribuenti siano conoscibili a tutti. E le norme sull'amministrazione digitale impongono la modalità digitale come "strumento ordinario di fruibilità" nonché "l'uso delle nuove tecnologie per promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini al processo democratico e per facilitare l'esercizio dei diritti politici e civili sia individuali che collettivi tra i quali si puo' inquadrare il diritto alla consultazione degli elenchi dei contribuenti". A detta dell'Agenzia il diritto alla privacy non preclude la diffusione dei dati reddituali. L'Agenzia rimane ora in attesa delle decisioni formali del Garante, attese per oggi, e di quelle dell'autorità giudiziaria, che ha già ottenuto grazie all'intervento della Polizia Postale tutta la documentazione necessaria. Dalle parti del Garante per la privacy peraltro giungono solo tuoni e fulmini: dopo aver intimato all'Agenzia di fornire spiegazioni entro ieri, proprio ieri Francesco Pizzetti, presidente dell'Authority di garanzia, ha sparato ad alzo zero contro l'operazione trasparenza dell'Agenzia. In una lettera pubblicata su laRepubblica Pizzetti non usa mezzi termini. Ricorda come il Garante abbia chiesto immediatamente la sospensione della pubblicazione di quei dati, avvenuta senza accordi preventivi, una pubblicazione che come è ovvio si è tradotta nella circolazione sui circuiti di file sharing di tutte le informazioni nei formati più diversi. "Si dirà: sì, ma intanto il danno è stato fatto - scrive Pizzetti - Sono bastate quelle poche ore per consentire a decine e decine di utenti in tutto il mondo (anche negli Usa) di scaricare quei dati. E ora quei dati circolano liberamente sulla rete; sono oggetto di curiosità di ogni tipo; vengono esaminati, trattati, schedati in giro per tutto il mondo senza che nessuno ne possa più controllare o proteggere l'uso. E' esattamente quello che avevamo paventato". Mentre scriviamo il Garante non ha ancora preso posizione ufficiale, come accennato, ma l'orientamento di Pizzetti è chiarissimo: "È abissale la differenza tra la disponibilità dei dati fiscali presso i comuni, come prevede la normativa, e la loro immissione indiscriminata in Internet. Un dato messo in rete, specialmente con le modalità del sito web adottate in questo caso, è conoscibile in tutto il mondo, da chiunque, può essere usato per le finalità più diverse, modificato, cambiato, falsificato. Può entrare nei motori di ricerca e restare per sempre, magari manipolato, nel curriculum di una persona". Pizzetti parla di un fatto senza precedenti al mondo e sottolinea come tentare la cancellazione dei file sia ormai vano. Insiste sulla gravità dell'accaduto e si chiede: "È ragionevole che i dati di tutti i contribuenti italiani siano stati conoscibili da tutti, in tutto il mondo? Senza una decisione del Parlamento? Senza aver sentito l'Autorità di protezione dei dati che oggi è l'Istituzione posta a presidio della tutela dei dati e dunque della stessa sicurezza e libertà dei cittadini nel mondo della realtà virtuale?" Nessun dubbio lo nutre, peraltro, anche il Garante del Contribuente. All'AdnKronos il garante Domenico Ciavarella sfoga tutte le sue perplessità. Quelli del Fisco - dice - avrebbero dovuto prima di tutto consultare il Garante. "Invece - sottolinea - non si sono rivolti al Garante, nessuno ci ha avvertito e non c'è stata alcuna autorizzazione". Questo si traduce in un grave errore secondo Ciavarella "nei confronti della collettività". Prima di una mossa del genere, spiega, l'Agenzia avrebbe dovuto anche attendere che il nuovo Governo "entrasse in funzione". L'Agenzia - insiste il Garante - "avrebbe dovuto comunicarci tutto" perché il Garante sta lì apposta, "in queste cose le deve dettare il Garante" le modalità di diffusione. A suo dire quanto accaduto "è un casino, non potevano farlo. Sono stati molto leggeri, in un momento in cui hanno solo una funzione di ordinaria amministrazione". Secondo Ciavarella ci sono paesi dove in passato la pubblicazione di quei dati era consentita, e che ci hanno poi ripensato, come negli Stati Uniti dove - dice - "da sette anni non permettono più di pubblicare i dati che riguardano un contribuente". Solo in Svezia - sottolinea - il cittadino può esporre spontaneamente il suo reddito". Secondo Ciavarella c'è un solo soggetto che può liberamente indagare nel reddito della persona, ossia l'Erario, è l'unico "che può inserirsi nella conoscenza della ricchezza di un cittadino, solo lui deve vedere se un contribuente è stato corretto o no". In ballo dunque non c'è solo la privacy perché qui si "viola la norma giuridica", quella secondo cui il contribuente "ha diritto alla riservatezza nell'attività economica, deve essere protetto anche da fattori esterni come la delinquenza". Ciavarella si propone di relazionare su questo "fatto grave" in Parlamento e avverte che per dovere giuridico il Garante girerà alla Procura della Repubblica tutte le istanze che giungeranno dai contribuenti. La rete dei Garanti regionali del contribuente sarà allertata: "Ogni garante - insiste Ciavarella - saprà che dovrà dimettere le denunce alla Procura della Repubblica".

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Natalino, un grande (sezione: Grillo)

( da "Corriere delle Alpi" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Natalino, un grande della montagna CONOSCEVO Natalino Menegus da tanto tempo e per lui ho provato grande stima fin dal primo momento in cui ci siamo incontrati. E' bastato poco perché il reciproco apprezzamento si trasformasse in sincera e profonda amicizia. Ho compiuto diversi viaggi con lui e la sua compagnia è sempre stata assai piacevole. La nostra frequentazione era costante, basti sapere che ci eravamo accordati per rivederci una sera a cena. Ora tutta la provincia di Belluno, non solo la montagna, è orfana di un Grande. Non posso che riconoscermi negli apprezzamenti che di lui giungono da ogni parte. Uomo di notevole ingegno, colto e intelligente, Natalino ha lasciato il segno di sé nel ricco ventaglio delle sue occupazioni e dei suoi interessi: dall'attività imprenditoriale, alla scuola, allo sport e soprattutto al soccorso alpino. La sua forte passione per le vette lo ha portato a compiere grandi imprese sulle cime, ma prima fra tutte gli va riconosciuta quella di aver fondato con altri soci l'Elidolomiti l'azienda che ha fatto scuola aprendo per prima l'orizzonte del salvataggio in montagna con il mezzo aereo, precursore le Suem. L'uomo che ha cambiato l'intervento di soccorso in parete ha terminato i suoi giorni sul suo elemento, la montagna. Forse era quello che lui desiderava. Ma per noi rimane il grande vuoto di questa morte prematura. Trasmetto il mio cordoglio alla signora Malita, che abbraccio con affetto, e ai figli Laura, Stefania, Nicole e Diego. Oscar De Bona Immigrati da odiare? Ricordiamoci del passato RESTO spesso sbalordito quando sento trattare l'argomento degli immigrati extracomunitari. La gran parte delle persone hanno veramente il dente avvelenato nei riguardi di questi poveri esuli. A molta gente danno un grande fastidio, fanno veramente paura, paura che ci tolgano "pane e lavoro" a noi e di conseguenza sono molto mal considerati e da qualcuno odiati, si è instaurato fra questi pseudo benpensanti un astio nei loro riguardi che mi fa rabbrividire per le espressioni che usano. Meno male che non tutti la pensano così! Ma sono sempre troppi. E' possibile che non ricordino più come eravamo noi italiani all'inizio dello scorso secolo e subito dopo il secondo conflitto mondiale? E' stato uno sciamare in ogni direzione: nel Lussemburgo, Belgio, Francia, Svizzera, Germania...! Verso l'America del Nord, il Brasile, l'Argentina... Quando si parla di extracomunitari si legge nei volti di molti miei paesani/e la rabbia, l'impotenza per non poter dire loro "fuori dall'Italia"! Sarà anche ignoranza ma succede troppe volte di trovarsi davanti a queste situazioni per me sconvolgenti e vergognose. Possibile che non si ricordi l'epoca della valigia legata con lo spago? A Feltre, da poco è stato posato un monumento all'emigrante davanti alla stazione ferroviaria, per l'appunto rappresenta un uomo con la valigia in mano che si gira per l'ultima volta a guardare il suo paese prima di prendere il treno: e non rappresenta un signore che va in vacanza! Quei barconi che arrivano sulle coste siciliane o a Lampedusa cariche all'inverosimile, qualche volta il loro carico umano arriva dimezzato o addirittura nullo perché son tutti annegati, sono bellicosi invasori o povera gente. Noi italiani siamo diventati tutti ricchi (salvo eccezioni) almeno rispetto a cinquant'anni fa, difatti molti lavori pesanti o sporchi non li facciamo più: vedi muratore o conciatori di pellame! Certo che non parlo in assoluto, ma la tendenza è questa. Ecco che l'immigrato che non è di bocca buona ci sostituisce e fa quello che noi non vogliamo più fare. Il benessere ci ha reso gretti e molte volte meschini. Insomma, non sono tutte rose e fiori, gli attriti ci sono, i furti e gli omicidi pure, rientra tutto nella triste realtà della vita e sarà sempre così. Per questo ci sono le leggi e la giustizia, per chi è da perseguire. Non dimentichiamo il nostro Al Capone, Lucky Luciano e tutti i gangster nostrani, noi all'estero abbiamo fatto scuola. Dobbiamo giustamente prendercela con la mancanza di serie leggi o con la loro cattiva applicazione che garantiscano il controllo del flusso migratorio in accordo anche con la Comunità Europea. L'espulsione degli elementi non graditi, chi delinque, insomma ordine ci vuole e questo è innegabile, ed allora prendiamocela con i nostri governanti che stappano bottiglie di champagne e mangiano mortadella in parlamento e fanno casino... Buffoni che non sono altro!! Se si comportano così i nostri statisti come devono comportarsi gli emigranti? I ghettizzati? Pensiamoci un po' su e meditiamo. Nel nostro Fonzaso, piccolissima isola di un enorme arcipelago, possiamo forse dire male dei marocchini, cinesi, esuli dell'Est Europa? Penso proprio di no anzi, qualche famiglia è un esempio per qualche nostra famiglia. LuciStefan FONZASO A Costa non c'è più il grande abete DOPO cinquanta anni di vita viene tagliato l'unico grande abete rimanente nel paese di Costa. Con il taglio della magnifica pianta, cambia anche l'aspetto del paese. Da ovunque in Comelico si può vedere il paese di Costa e la pianta era visibile come la torre Eiffel a Parigi: era una regina per la sua grandezza e la sua grossezza. Purtroppo, non essendo protetta da altri alberi, all'arrivo del grande vento in dicembre scorso le fu stroncata la cima, tanto da mettere nel proprietario e nei vicini un serio timore per un eventuale investimento delle loro abitazioni. Con molto male in cuore si è deciso di tagliare colei che per tanti anni diede rifugio a moltissime specie d'uccelli; sembrava un rifugio ornitologico in mezzo al paese. Non solo gli abituali uccelli del posto si servivano di essa, anche gli uccelli emigranti si ristoravano a vicenda sul posto: il riparo lo trovavano in mezzo ai rami dell'abete, il cibo lo si ingoiava dalla casetta fatta per loro, dove il mangiare viene sempre preparato abbondantemente. Non sarebbe il Comelico se non ci fosse anche chi reclama: di fatto, i pochi corvi rimasti nel nostro bel paese sono stati i primi ad esprimersi; anche non conoscendo la loro lingua si può capire il loro disdegno per l'azione fatta; pure la famiglia di merli fece capire vivacemente il proprio dispiacere. Non è da ridere, ma spiego volentieri il comportamento dei nostri piccoli amici: se per caso la mia vicina alla mattina presto non porta del cibo in giardino, viene chiamata dai corvi con molte gracchiate fino alla presenza delle cibarie; i merli invece sono un po' sciocchi, invece di nidificare in alto in un posto più sicuro, costruicono il nido molto vicino al terreno e logicamente devono difendere i loro cari dai gatti, per caso un giorno l'anno scorso mi trovavo in giardino. Quando arrivò un gatto e subito il padre merlo diede l'allarme molto agitato, sono intervenuto scacciando il micio; così il merlo si è tenuto buono il mio gesto e ogni volta che spuntava un gatto si metteva a chiamare a tutta forza. Il risultato: entrambi abbiamo capito il richiamo, io accorrevo e il gatto per paura lasciava perdere la sua azione. Con la scomparsa della pianta anche i volatili dovranno arrangiarsi diversamente, un simile riparo certamente non riuscirò a dare loro, di sicuro la mensa sarà sempre ben fornita. La scomparsa della bella pianta è dispiaciuta a molte persone, di fatti ancora prima che io arrivassi a casa dal lavoro, già fui informato del taglio effettuato. Ma siccome niente può essere eterno sulla terra, bisogna accettare il cambiamento di tanto in tanto. Alla pianta tolta si penserà ancora per molto con dei bei ricordi, l'inverno prossimo si godrà il calore che essa darà per l'ultima volta. Certamente anche sul sito www.comelicocultura.it bisognerà introdurre un'altra fotografia di Costa, per essere sempre aggiornati. Molti, guardando il paese da fuori, si accorgeranno che c'è qualche cosa di diverso a Costa, ma raramente senza una foto per paragonare si riesce a capire cosa sia cambiato. Il nostro paradiso è in movimento: cercando di guardare al futuro, anche se per moltissimi anni si è dormito un po' troppo senza guardare avanti, ora si cerca di sfondare verso il turismo. Elementi ci sono a sufficienza per dare a molti turisti un rilassante soggiorno nel magnifico paese. Per il momento, stiamo trasformando delle aiuole in fioricultura: non saremo a Sanremo o all'isola Mainau sul lago di Konstanza in Germania, ma è sempre un buon inizio che, speriamo possa essere importante per un futuro che duri molti anni. Forse un giorno ci sarà qualcuno che descrive il nostro paese come il piccolo paradiso in fiore accarezzato dal sole. Paolo Costan Dorigon COSTA DI COMELICO Come può la Rai ospitare ancora Vittorio Sgarbi? ANNO Zero il programma di approfondimento che segna il ritorno in tv di Michele Santoro torna a far parlare di se. Nella serata di giovedì è andata in onda una puntata dove l'educazione e il buon gusto sono stati presi a calci. Come è possibile che un esagitato totalmente privo di autocontrollo, iroso, suscettibile oltremisura, maleducato, prepotente prevaricatore, violento e pieno di sé, come Vittorio Sgarbi possa essere ancora ospitato in Rai? Santoro ha sbagliato a convocarlo. Ha sbagliato a permettergli di urlare come un ossesso, insultando impunemente chiunque esprimesse idee diverse dalle sue. Travaglio deve denunciarlo per ingiurie ripetute aggravate dalla diffusione a mezzo tv. Uno spettacolo indegno di un Paese civile. Una pena infinita. Sgarbi con la sua arroganza ha interrotto più volte gli interventi degli altri ospiti, disturbando così anche i telespettatori che volevano ascoltare le opinioni degli intervenuti. Santoro doveva intervenire e mandarlo fuori... Roberto Mosca Grazie Grillo, ti vogliamo più ricco e battagliero IL LINCIAGGIO mediatico a cui è stato sottoposto Beppe Grillo in questi giorni è quanto di più incongruo l'intelligenza umana possa partorire. Sino a quando Grillo faceva comodo perché le sue accuse al sistema politico facevano notizia e quindi faceva vendere giornali o aumentava lo "share" televisivo di questa o altra trasmittente andava tutto bene. Quando ha iniziato a toccare il giornalismo, i giornalisti e il loro ordine professionale, improvvisamente l'Italia, grazie ai media medesimi, si è ribellata al fatto che egli fosse delittuosamente ricco...e sfacciatamente di sinistra!!! I "media" sono riusciti a scatenargli una reazione contraria e violenta...."ed il gregge delle pecore feroci si risvegliò e divenne branco". Gli italiani hanno perso di vista che quella di Grillo, contro l'ordine dei giornalisti è una battaglia liberista, quella contro i mafiosi è una battaglia sociale, quella contro i partiti è una battaglia per la democrazia, quella per un Parlamento libero da inquisiti e condannati è una battaglia per la morale. Ora io mi pongo alcune domande: Grillo deve mettersi il bavaglio perché è più ricco della media di noi? O magari perché rappresenta un paradosso ideologico? C'è qualcuno di quelli che adesso gridano "all'untore" che, oltre a criticare Grillo intende portarne avanti le battaglie, spendendo naturalmente i propri soldi...o si vuole semplicemente che egli taccia per sempre? Se lui è ricco e porta avanti battaglie sociali, politiche e ecologiche a favore di tutti noi, perché noi dovremmo condannarlo? Forse per il fatto di essere è più bravo di noi a fare soldi? Vogliamo che lui smetta di combattere o vogliamo che lui diventi povero perché a noi da fastidio che lui guadagni montagne di denaro? E poi, è importante sapere di quale ideologia uno sia, se le sue proposte sono giuste? Ci interessa maggiormente che lui non faccia più il comunista o che i corrotti escano dal Parlamento? Se qualcuno fa qualcosa per me io me ne frego che sia di destra o di sinistra, credente o miscredente, ricco o povero, biondo o moro. Il problema dell'Italia è Grillo o sono le cose che lui denuncia? Chi accusa Grillo senza nulla proporre o senza offrire sé stesso in sua sostituzione, parla perché è in malafede o perchè vuole che l'Italia affondi nella propria merda. E' solo uno dei tanti pecoroni che si lasciano manipolare dal potere, avendo portato il proprio cervellino all'ammasso. Chi critica Grillo e lo vuole muto, vuol dire che preferisce i mafiosi in Parlamento, lo strapotere dei partiti, l'antiliberismo degli ordini professionali, la manipolazione dell'informazione e lo sperpero dei milioni di euro regalati a giornali di partito o semi inesistenti, semi liberi, semi... Grazie Grillo per aver fatto aprire gli occhi a molti italiani... E se, dicendo ciò che dici, ci guadagni senza rubare ai cittadini: Bravo! Per favore diventa sempre più ricco e sempre più battagliero. Paolo Bampo LIMANA Per favore Grillo non farci la predica LE RECENTI polemiche sulla diffusione in Internet della dichiarazioni dei redditi e il corsivo di Mino Fuccillo apparso sul Corriere delle Alpi di domenica ci hanno indotto ad alcune semplici riflessioni. E' assolutamente vero che esiste un motivo per tenere nascoste tali dichiarazioni: ha ragione Fuccillo, è l'ilarità. Ma non solo: anche lo sconforto di tanti che, come noi, sono stati indotti a farsi due conti. Mia moglie ed io siamo insegnanti e a fine carriera, quando cioè dopo 35/40 anni andremo in pensione, i nostri guadagni totali non raggiungeranno i 2milioni e mezzo di euro. Fino a poco tempo fa ci ritenevamo fortunati: due stipendi, un figlio universitario fuori sede; due auto (Marea e Punto da circa 10 anni), le ferie... Ora non sappiamo più che pensare. Grillo guadagna in 6 mesi quanto noi due in un'intera vita di lavoro. Non abbiamo parole, ma solo un'accorata preghiera: per favore, Grillo, non venire a farci la predica! Renzo Crosato Mararosa Ceccon SOSPIROLO.

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Finocchiaro a Roma A chi il seggio a Palermo? (sezione: Grillo)

( da "MF Sicilia" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

MF Sicilia Numero 089  pag. 2 del 6/5/2008 | Indietro Finocchiaro a Roma A chi il seggio a Palermo? Sicilia Palazzi & Denaro Chi andrà all'Assemblea regionale Siciliana al posto di Anna Finocchiaro che ha scelto di guidare l'opposizione a Palazzo Madama? La questione è ancora aperta a poco più di una settimana dall'insediamento della nuova Assemblea e le ipotesi sono le più diverse. La senatrice catanese non si è ancora dimessa da deputato regionale e lo farà non appena l'Ars aprirà i battenti, molto probabilmente il 15 maggio. In maniera tale che sarà la commissione verifica dei poteri dell'Assemblea (composta da deputati del Pd, Mpa, Udc e Pdl) ad avanzare la proposta che dovrà, poi, essere esaminata dall'Ars. Il posto potrebbe andare alla seconda sconfitta, cioè Sonia Alfano, la candidata degli Amici di Beppe Grillo oppure a Rita Borsellino che ha guidato le liste della Sinistra Arcobaleno che non ha superato la soglia di sbarramento del 5%. Oppure, altra ipotesi in campo, sarebbe il rientro di Bernardo Mattarella, deputato del Pd primo dei non eletti a Palermo, nei ranghi della Assemblea che rappresenta il migliore resto per il Partito democratico.   Alias Prima di lasciare un commento e' necessario scegliere un alias Inserisci Alias* Strumenti Invia il tuo commento  |   Leggi i commenti        Ricevi RSS    |  .

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Bufera sulla fiera del libro napolitano: falsità su di me - massimo novelli (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Cronaca Bufera sulla Fiera del libro Napolitano: falsità su di me Ramadan attacca il presidente: non deve partecipare La secca replica del Quirinale: dichiarazioni infondate e insinuanti MASSIMO NOVELLI TORINO - A due giorni dall'apertura della Fiera del Libro la polemica raggiunge il Quirinale. L'islamista Tariq Ramadan, a Torino per un convegno filopalestinese, attacca il capo dello Stato Giorgio Napolitano per la sua decisione di inaugurare il Salone e per avere accomunato, secondo lui, antisemitismo e critiche al governo israeliano. Immediata la secca replica del Quirinale: "Dichiarazioni infondate e insinuanti". Ma le polemiche toccano anche la terza carica dello Stato: Gianfranco Fini dice sostanzialmente di giudicare meno grave "la bestiale violenza" dei neonazisti di Verona rispetto alle proteste antisraeliane. In un'atmosfera del genere, tra le preoccupazioni per il corteo di sabato dei centri sociali e le defezioni da Librolandia come quella di Beppe Grillo, determinata da una presunta "censura preventiva" della Fiera (gli avevano chiesto di non tenere comizi, ma di parlare di libri), il primo a scendere in campo è stato Ramadam. Ai margini di un seminario sulla "pulizia etnica della Palestina", l'intellettuale musulmano ha preso di mira Napolitano. "La sua presenza, peraltro annunciata dopo l'avvio della campagna di boicottaggio alla Fiera, - ha detto - dimostra che questa non è solo un evento culturale, ma anche un atto politico". In secondo luogo, "il presidente della Repubblica ha compiuto un altro errore tacciando di antisemitismo chiunque critichi il governo di Israele. Il fatto che a questo seminario, cui partecipo, ci siano intellettuali e poeti ebrei, israeliani, che criticano il loro governo, dimostra che alla Fiera non c'è vero dibattito democratico". La reazione del Quirinale non si è fatta attendere. In una nota è stato precisato che "in relazione a talune dichiarazioni infondate e insinuanti riferite da agenzie di stampa, si ricorda come la presenza del presidente della Repubblica all'inaugurazione della Fiera del Libro di Torino sia nella stessa linea della sua partecipazione a molteplici eventi culturali che hanno luogo in Italia. La critica delle politiche del governo di Israele è del tutto legittima, innanzitutto all'interno di Israele; quel che è inammissibile è qualsiasi posizione tendente a negare la legittimità dello Stato di Israele, quale nacque per volontà delle Nazioni Unite nel 1948, e il suo diritto all'esistenza nella pace e nella sicurezza". Nonostante le polemiche, spiega però il governatore del Piemonte Mercedes Bresso, "non ci siamo mai pentiti di avere scelto Israele come paese ospite e crediamo anzi che questa scelta contribuirà a una maggiore comprensione di quella realtà. Quando ci è stato proposto di ospitare gli scrittori israeliani non ci siamo posti il problema se ciò fosse opportuno dal punto di vista politico. Abbiamo ritenuto che si trattasse di una scelta interessante. Le guerre non sono partite di calcio, e il compito della Fiera del Libro non è fare il tifo per una parte". In una giornata come quella di ieri, c'è stato spazio anche per il dialogo e per un tentativo di stemperare le polemiche. Va letta in questo senso la nota che la Delegazione generale palestinese in Italia ha inviato ai vertici della Fiera del Libro, che si può riassumere così: "Non veniamo quest'anno, ma intendiamo collaborare per l'avvenire". Un lumicino nel buio della ragione.

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Napolitano, una visita sprint alla fiera - massimo novelli (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina V - Torino Napolitano, una visita sprint alla Fiera Definiti percorso e incontri. Grillo rinuncia alla partecipazione di lunedì E' subito polemica al seminario di Free Palestine dedicato alla pulizia etnica MASSIMO NOVELLI Grande è il disordine sotto il cielo del Lingotto, resta da vedere se la situazione sarà eccellente. A due giorni dall'inaugurazione della ventunesima edizione della Fiera del Libro, crescono di tono le polemiche originate dalla presenza di Israele come ospite d'onore, peraltro proprio in occasione del sessantesimo anniversario dello Stato di Tel Aviv, la cui nascita, per il popolo palestinese, è paragonata a una "catastrofe". Sono tensioni e muri contro muri che fanno temere per l'ordine pubblico, coinvolgono il mondo della cultura come quello della politica, diventano spesso il pretesto per strumentalizzazioni di vario genere. Napolitano. Intanto, sperando che tutto fili liscio, è stato quasi definito il programma della visita che il capo dello Stato Giorgio Napolitano farà alla Fiera giovedì mattina. Il presidente della Repubblica arriverà al Lingotto verso le 10 e, dopo avere inaugurato la manifestazione alla presenza delle autorità, raggiungerà il Bookstock Village, il padiglione dedicato ai giovani, per poi ripartire subito per Roma. Tutto ciò dovrebbe consentire di aprire i battenti al pubblico verso le 11, quasi in concomitanza con la partenza di Napolitano. Le defezioni. La prima vittima, per così dire, dell'aria pesante che si respira, è nientemeno che Beppe Grillo. L'inventore del cosiddetto Vaffa-Day ha fatto sapere che non parteciperà a Librolandia. La causa? La presunta "censura preventiva" esercitata da Rolando Picchioni ed Ernesto Ferrero, i timonieri dell'evento, che gli avevano chiesto di non tenere comizi politici. Il comico, però, non rinuncia al suo intervento: lunedì 12 maggio sul suo blog, in diretta da casa sua. Sembra destinato al fallimento, inoltre, il tentativo degli organizzatori della kermesse di offrire ai movimenti di Free Palestine alcuni spazi esterni alla Fiera. Le polemiche e il seminario alternativo. è entrato nel vivo anche il seminario "Le democrazie occidentali e la pulizia etnica della Palestina", promosso dall'Ism-Italia presso la facoltà di Scienze politiche dell'Università. Tra i relatori il teologo islamico Tariq Ramadan, che, ai margini del convegno, ha attaccato il presidente Napolitano. Duro pure il poeta dissidente israeliano Aharon Shabtai. Ha spiegato di avere rifiutato di essere ospite della Fiera in quanto si tratta di "una manifestazione di propaganda del governo di Tel Aviv". "Io sono qui ? ha continuato Shabtai - perché mi sta a cuore il futuro dei miei figli e anche per chiedere aiuto all'Europa. In Israele molte persone, più di quanto si creda, sono contro l'occupazione, ma non hanno un partito di riferimento".

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Grillo non va alla Fiera Censura preventiva (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del TORINO Grillo non va alla Fiera "Censura preventiva" ROMA Beppe Grillo non parteciperà alla cerimonia di chiusura della Fiera del Libro di Torino: lo dice lui stesso dal suo blog, bollando le dichiarazioni del direttore Ernesto Ferrero come forma di "censura preventiva". Cosa aveva detto il direttore? Secondo il comico genovese " ha dettato termini e condizioni per la mia partecipazione". Un'ammissione "subordinata a patto che parli di libri e punti su concetti edificanti". Niente comizi, era insomma la richiesta di Ferrero. Grillo ironizza: "Se mi tolgono i comizi, le invettive e, soprattutto, i concetti poco edificanti cosa mi rimane da dire? Potrei parlare di nanoparticelle, di rifiuti zero, di citizen journalism, della Costituzione, del precariato, di informazione web 2.0, di Internet, della democrazia diretta". Tuttavia Grillo non rinuncerà a parlare: lunedì 12 maggio alle 14.30, lo si potrà ascoltare in streaming da casa sua. "Parlerò anche di libri: il più grande successo editoriale on line del 2007 è stato il libro Schiavi Moderni, tratto da migliaia di testimonianze spontanee e scaricato gratuitamente in quasi mezzo milione di copie".

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Rom a coltano/1 (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pisa ROM A COLTANO/1 ROM A COLTANO/1 Diamo le abitazioni ai pisani sfrattati PISA. Vediamo una sinistra al potere nelle amministrazioni della Toscana in piena crisi. Infatti dove comandano cercano di adeguarsi alle giuste proposte sulla sicurezza della Lega Nord, più che altro terrorizzati dall'emorragia di consensi elettorali che da una convinzione politica. D'altro canto leggiamo sugli organi di stampa che una delle prime preoccupazioni del nuovo sindaco di Pisa, Filippeschi, sia stata assicurare che le abitazioni per i nomadi di coltano "saranno portate a compimento purché queste persone rispettino le regole". Vorremmo quindi consigliare al neosindaco di prendere esempio dai suoi colleghi di centro sinistra che hanno accolto le istanze della Lega, attuando una politica di tolleranza zero. Se Filippeschi facesse sgomberare il campo nomadi di Coltano, se stracciasse il programma delle "Città Sottili", se facesse costruire alloggi sì ma per i pisani con lo sfratto, se attuasse politiche che facilitassero l'espulsione degli immigrati clandestini presenti nel Comune di Pisa, pensiamo che i pisani e i livornesi lo ringrazierebbero. Emiliano Baggiani Lega Nord Toscana ROM A COLTANO/2 E' necessario un patto concreto PISA. Abbiamo promesso un'opposizione costruttiva ma ferma. In questo spirito, mentre accogliamo con favore le parole del sindaco Filippeschi che afferma di voler "cambiare il sistema di convivenza" con i gruppi Rom, annunciamo che chiederemo di discutere la questione nel primo consiglio utile. In particolare crediamo si debbano valutare accuratamente i criteri di assegnazione, con speciale attenzione ai carchi penali dell'affidatario. Inoltre gli affidatari degli immobili dovrebbero sottoscrivere un patto con il Comune, nel quale si impegnano a non turbare la quiete e a non danneggiare gli immobili, asportando materiale per poi venderlo, come avvenuto in passato. Riteniamo che chiunque non onori il patto sottoscritto debba perdere ogni diritto sull'abitazione. Si dovrà mettere in atto un sistema di monitoraggio, almeno semestrale, da parte del Comune, per verificare le condizioni delle abitazioni ed accertarsi degli atteggiamenti degli affidatari nei confronti dei cittadini di Coltano. Infine, almeno le utenze di acqua, luce, gas dovranno essere a carico degli affidatari. Abbiamo molte altre proposte in merito ai processi di integrazione, che faremo presenti. Soprattutto vorremmo sapere di cosa realmente si stia parlando, ovvero: temiamo che i 17 nuclei abitativi previsti non siano assolutamente sufficienti ad accogliere tutti i Rom che oggi si trovano a Coltano. Per concludere vorremmo ricordare al sindaco l'impegno assunto e più volte confermato, nel corso della campagna elettorale, di far sgombrare gli insediamenti abusivi che si trovano oggi nel nostro Comune. Patrizia Paoletti Luca Titoni Massimo Balzi Filippo Bedini Mirella Bronzini Riccardo Buscemi Giovanni Garzella Antonio Maffi Paolo Cognetti Paolo Mancini Diego Petrucci Silvia Silvestri ROM A COLTANO/3 A noi italiani nessun alloggio PISA. Leggendo l'articolo di sabato 3 maggio riguardo le case coloniche, devo dire che sono rimasto sbalordito. Siamo sempre alle solite per queste politiche verso i Rom e gli immigrati, ormai si pensa sempre a loro, mentre noi italiani veniamo sempre più messi da parte, dimenicati dalle istituzioni. Pensare chi ci sono tanti italiani che ormai faticano ad arrivare alla terza settiamna del mese, alle prese con mutuo con interessi elevati all'ennesima potenza che ci strozzano, che con il lavoro precario i giovani non hanno speranze per il futuro. E allora le istituzioni che fanno: stanziano un fondo di 760.000 euro per queste persone. Marco Viventi PASSI CARRABILI Prigioniero in casa per colpa di un'auto PISA. è capitato a me alcuni giorni orsono, intorno alle una, ma per quel che mi è dato di sapere la cosa non è affatto rara che in città, vengano occupati abusivamente passi carrabili con tanto di cartello, vengano chiamati i vigili urbani, senza che si veda nessun operatore della vigilanza a procedere con le condizioni del caso. Peraltro personalmente sono stato vittima di un abuso da parte di un altro cittadino, che di fatto mi ha impedito di uscire e di entrare in casa mia per oltre due ore. Ho fatto numerose telefonate al Comando della polizia municipale e sempre mi si rispondeva: "Stiamo arrivando". Sono andato poi personalmente nei loro uffici e la risposta è stata: "Noi non sappiamo niente non ci hanno passato la comunicazione dal piano di sopra e comunque c'è un incidente e non abbiamo pattuglie disponibili, lei intanto mi dia il numero trascritto sul cartello del comune". Tutto questo avveniva già dopo due ore che mi affannavo per avere qualcuno a svolgere un servizio che, come tanti altri cittadini, pago con cifre non di poco conto. Mi chiedo allora se vale la pena pagare tutti questi soldi per avere un servizio garantito, quando questo poi è scarsamente presente. Raimondo Pistoia LA CRITICA Caro sindaco, così non va PISA. Il sindaco Marco Filippeschi s'insedia in poltrona e fa "il duro": preannuncia deroghe alla chiusura del centro storico nella zona a traffico limitato, quando le deroghe già previste nell'ordinanza comunale riempiono otto pagine sulle sedici complessive, e ringalluzzisce in questo modo le pretese dei commercianti, soprattutto di quelli notturni; se la prende con i mendicanti che fanno fare brutta figura al salotto buono di Pisa, e destina a questa funzione di "scopa" che nasconda lo sporco sotto il tappeto in nome delle belle vetrine e dello shopping di lusso, e non del contrasto allo sfruttamento dei bambini e dei vecchi e dei malati e dei cani, che purtroppo caratterizza il fenomeno della mendicità, le sbandierate nuove dieci assunzioni nella Polizia Municipale, invece di metterle a sorvegliare l'ormai già riesploso caos notturno di auto abusive, di disturbo della quiete pubblica, di vandalismi, in coordinamento con le altre forze dell'ordine come i cittadini chiedono da undici anni; fa la voce grossa contro i campi rom abusivi, che vanno sicuramente smantellati in quanto indegni per chi ci "vive" e pericolosi per la sicurezza di chi ci abita accanto, ma non dice una parola su che fine faranno le persone "smantellate", e ignora la nostra proposta che alla repressione dell'illegalità si accompagni un patto di diritti e doveri condivisi per la convivenza civile, che deve avere come protagonisti non solo l'amministrazione comunale e il Comitato provinciale per l'ordine pubblico ma anche le comunità immigrate, il Consiglio degli Stranieri, le strutture che gli immigrati si sono date proprio per isolare chi non accetta un'integrazione vera, nel rispetto reciproco, ma cerca una soluzione ai suoi problemi di sopravvivenza nello spaccio, nei furti, nella delinquenza più o meno organizzata. La continuità del Palazzo: forte con i deboli, debole con i forti. Peggio di così non si poteva cominciare... Lista civica pisana "Città dei Diritti con Beppe Grillo" A TIRRENIA Arbusti e sterpi sulla strada PISA. Vorrei segnalare i tanti problemi che si presentano oggi in via dei Frassini al Calambrone, dove, come è noto, si trovano una scuola elementare, una scuola media e anche una scuola materna. Non v'è alcun marciapiede e per i ragazzi diventa un vero e proprio problema di sicurezza potere accedere alle scuole. La strada a fondo chiuso, presenta al suo termine un piazzale sterrato, confinante con la pineta del parco naturale, pieno di buche, per il quale da tempo ormai indeterminato tantissimi cittadini e la scuola medesima hanno chiesto di sistemarlo almeno coprendo le buche esistenti. Ma niente fino adesso è stato fatto. Ai margini della strada vi sono rovi, sterpi, arbusti di ogni genere e grado, erba incolta, un fossato perennemente coperto dalla vegetazione. Condizione questa che richiederebbe una periodica manutenzione che mai viene fatta. è allora abbastanza emblematico e preoccupante che nessuno si occupi di questa strada, che è frequentata da tanti bambini e dalle loro famiglie e che richiederebbe davvero una maggiore attenzione da parte di tutti. L.R.

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L'assessore che insulta le istituzioni (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina VIII - Milano L'assessore che insulta le istituzioni Lo stesso Sgarbi ha trovato fortemente irriverenti gli apprezzamenti di Grillo sul Presidente della Repubblica, ma si è dimenticato di sé e del suo ruolo di rappresentante della collettività milanese trascinando tanto in basso l'istituzione che rappresenta. Vale anche per lui quello che lui stesso ha rimproverato a Santoro: l'aver mostrato a 4 milioni e mezzo di telespettatori lunghi stralci di Beppe Grillo a Torino, allargandone così la platea. Adesso quattro milioni e mezzo di telespettatori sanno che tipo è il nostro assessore alla Cultura. Non ne siamo grati a Santoro. Se per cultura intendiamo umanisticamente l'educazione dell'uomo, certo Sgarbi non passerà alla storia come educatore. Se invece consideriamo la cultura come l'insieme dei costumi, degli atteggiamenti, dei valori, degli ideali di una società, la società milanese non si riconosce certo in Vittorio Sgarbi, nelle sue esternazioni. Alla presentazione della candidatura italiana all'Expo si è sottolineato che Milano è una città laboriosa, ricca di valori qualche volta parsimoniosamente celati e, per finire, colta: quest'immagine non si sovrappone a quella di Vittorio Sgarbi. Spiace dover ripensare che certe posizioni dell'assessore apertamente polemiche e condivisibili altro non siano che disperata ricerca di visibilità senza vero spessore culturale. Con la legge 81 del '93 il sindaco è eletto direttamente dai cittadini ed è lui che sceglie a chi e quali poteri delegare ad ogni assessore. Il deprecato passato, quello accusato di rendere ingovernabili i Consigli comunali e le Giunte perché gli assessori erano la diretta emanazione dei partiti, aveva un pregio: gli assessori erano scelti tra gli eletti in Consiglio e le preferenze ottenute avevano peso nella scelta. Il ruolo degli elettori era chiaro, nel bene e nel male sceglievano. Oggi è il sindaco che sceglie per noi. è arrivato il momento che ci dia conto di questa scelta. LUCA BELTRAMI GADOLA.

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SANTOROAMMONITODAlla rai (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

"annozero" POCHE RIGHE di comunicato ufficiale sono seguite ieri sera al lungo incontro tra il direttore generale della Rai Claudio Cappon e Michele Santoro, sull'ultima discussa puntata di Annozero con gli interventi di Beppe Grillo. L'ufficialità recita: "I contenuti dell'incontro saranno oggetto di una relazione del Direttore generale nel corso della riunione del Consiglio di amministrazione di mercoledì 7 maggio". Se ne parlerà di certo alla prossima riunione del consiglio e del resto domani la trasmissione sarà anche oggetto dell'analisi dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che ne ha acquisito la cassetta. Ma l'incontro di ieri non è detto che non abbia qualche conseguenza prima dell'appuntamento di domani. A quanto si è appreso, infatti, nel corso dell'incontro a Santoro sono stati fatti rilievi, di cui il giornalista ha detto che terrà conto nello svolgimento delle prossime puntate. Una reprimenda quindi, anzi una sorta di richiamo a voce a cui non è escluso che possa seguire a breve un richiamo formale al conduttore di Annozero . Ieri, poi, il sito online del programma di Raidue - trasmissione che chiuderà la stagione tra poche puntate, il primo giovedì di giugno - ha anche visto nascere una nuova rubrica on line battezzata "Vaf", che sta per "Valutazioni a freddo". Valutazioni fatte dalla redazione per ribadire che nella puntata del primo maggio, dedicata a Grillo, il contraddittorio c'è stato, come dimostrerebbero gli scambi di battute andati in onda e riportati sul sito. Le altre "Vaf" sono dedicate a Mario Landolfi, presidente uscente della Commissione di Vigilanza Rai, che ha parlato di vilipendio al presidente della Repubblica. "Ma - sostiene Annozero - se vilipendo c'è stato, come mai nessuno l'ha denunciato quando Grillo ha parlato a Torino?". Una iniziativa che qualcuno ha letto come una provocazione e il consigliere d'amministrazione Alessandro Curzi commenta così: "Il comico Grillo seguita a fare proseliti? Ne parleremo, spero con estrema calma, nel consiglio di amministrazione, quando il direttore generale ci riferirà dei suoi colloqui con Michele Santoro". Curzi ribadendo la sua posizione chiede "nessuna censura ma fermezza nel richiamo a regole uguali per tutti. E sia chiaro: personalmente mi opporrò a qualsiasi trattativa - continua Curzi - che porti a uscite dalla Rai a suon di miliardi". 06/05/2008.

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Visco almeno ha smascherato il fustigatore grillo (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

ELENCO DEI REDDITI Visco almeno ha smascherato il fustigatore Grillo Più ci penso e più non riesco a capacitarmi non solo di cosa ci sia di scandaloso nella pubblicazione, sul sito del Ministero delle Finanze, dell'elenco dei contribuenti Irpef, ma soprattutto del perché la cosa sia apparsa a tanti così scandalosa. Non solo infatti da ben 35 anni è in vigore una legge che prevede che "gli elenchi (dei contribuenti) sono depositati per la durata di un anno, ai fini della consultazione da parte di chiunque, sia presso lo stesso ufficio delle imposte sia presso i comuni interessati", ma da ben 35 i giornali, compresi quelli ora consultabili su Internet, pubblicano tranquillamente ogni anno stralci più o meno completi di tali elenchi. Quindi da ben 35 anni chiunque poteva conoscere i redditi dei vicini di casa o dei propri parenti e conoscenti, la criminalità organizzata poteva individuare i contribuenti più facoltosi contro cui mettere in atto, come è stato scritto, estorsioni o rapine, ecc. ecc. senza che nessuno si sia sognato, finora di contestare tale diritto, senza che il Garante della Privacy abbia osato vietare la pubblicazione di quei dati. Personalmente, lo ripeto, non riesco proprio a spiegarmelo. Almeno una cosa comunque penso d'averla capita. La notizia dei suoi 4 milioni e 272 mila euro di reddito dichiarato all'anno (pari a 20 volte quello di un autorevole esponente della "Casta" quale l'attuale Presidente del Consiglio o, molto più prosaicamente, a quanto il sottoscritto riuscirà a guadagnare nei prossimi 200 anni) può rendere difficile a Beppe Grillo il continuare a far la parte del disinteressato fustigatore dei privilegi altrui. Per questo è stato tra quelli che, di fronte all'iniziativa di Visco, si è arrabbiato di più. O no? Alberto Cioni San Romano (Pi).

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<BASTA dire al sindaco Del Ghingaro che è bravissimo in qualcosa e lui (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

CAPANNORI PIANA pag. 9 "BASTA dire al sindaco Del Ghingaro che è bravissimo in qualcosa e lui ... "BASTA dire al sindaco Del Ghingaro che è bravissimo in qualcosa e lui si scioglie per la gioia, fino al punto di proporre all'adulatore? la cittadinanza capannorese". A sostenerlo, in una nota, è il capogruppo dell'Udc, Paolo Rontani. "Vedi il recente caso Beppe Grillo ? aggiunge ?. Se almeno questa regalia comportasse che Grillo ci paga l'addizionale comunale l'Irpef (con i suoi redditi ben poco proletari) sarebbe un bell'acquisto, ma così purtroppo non è. E allora? Si vogliono distribuire certi onori solo per immagine personale? Il sindaco non dovrebbe rispettare di più i valori dei suoi amministrati? Per carità, non è la prima volta che si regalano usi e mezzi pubblici a chi viene a lavorare per l'immagine politica del centrosinistra, ossequiandone ogni gesto: basta pensare ai mega-uffici del direttore generale. Intanto i capannoresi lamentano gravi problemi quotidiani, dai lavori pubblici che non si fanno vedere, alle difficoltà economiche sociali e culturali. Mi viene in mente una famosa frase del coraggioso Savonarola, il quale diceva che il tiranno tiene bassi tutti gli uomini di cervello ed esalta gli sciocchi. Chissà se la conosce anche il signor Grillo e ne ha parlato nei suoi spettacoli di vaffà-day ripensando a Capannori".

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La centrale elettrica resta solo sulla carta (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

FORLI' PRIMO PIANO pag. 3 La centrale elettrica resta solo sulla carta Durazzanino: progetto bocciato dal ministero di FABIO GAVELLI ASSOMIGLIA molto al fischio finale. I passaggi burocratici sono aggrovigliati, la sostanza è semplice: la centrale elettrica di Durazzanino è stata bocciata sotto il profilo ambientale. Molti forlivesi si erano dimenticati del più corposo investimento mai progettato in città, 500 milioni di euro per costruire l'impianto a turbogas, da 800 megawatt, nella campagna fra Forlì e Ravenna. Ma i documenti che dormivano da anni nei cassetti ministeriali erano ancora in attesa di risposta. E' ARRIVATA ieri la risposta, da una sottocommissione ministeriale. Oggi il ministero dell'Ambiente dovrebbe rendere noto il parere negativo. L'ultima parola però sugli impianti che producono energia, spetta al ministero delle Attività produttive. "Sì, ma sarebbe la prima volta che viene autorizzata una centrale che non passa la valutazione di impatto ambientale ? dice Daniela Guerra, consigliere regionale dei Verdi ? . Noi pensavamo che il progetto fosse stato ritirato dall'impresa, in ogni caso la Regione non l'ha prevista nel suo piano energetico approvato da pochi mesi". FIN DALLA NASCITA, sette anni fa, Elettra ha sedotto imprenditori e fette del mondo produttivo, ma nessuna amministrazione pubblica. I Comuni e le Province di Forlì e le Ravenna le hanno voltato le spalle, la Regione pure. "Non è ambientalmente compatibile", questa la motivazione espressa nell'autunno 2006. Si è scelto di privilegiare la riconversione (col potenziamento) delle centrali esistenti e di puntare al risparmio energetico e alle fonti rinnovabili per coprire il fabbisogno. "BELLA NOTIZIA, questo ci dà fiducia per continuare nelle nostre iniziative, rivolte a proporre scelte alternative su energia e smaltimento rifiuti", dice Raffaella Pirini, presidente dell'associazione Clan-Destino, che mosse i primi passi giusto per contrastare la centrale di Durazzanino. Alcuni dei primi militanti del gruppo che chiamò a Forlì anche Dario Fo e Beppe Grillo, vivono a poche centinaia di metri dal sito individuato per realizzare l'impianto. Da allora l'impegno si è concentrato su altri obiettivi, soprattutto gli inceneritori di Hera e Mengozzi. FURONO anche gli agricoltori ad animare le proteste: 287 piccole aziende agricole (alcune con produzioni biologiche) nel raggio di 10 km dal luogo prescelto. Tutti preoccupati dell'avvento di un vicino che si immaginava davvero scomodo e ingombrante. Cortei, petizioni, assemblee arroventate: l'ipotesi della centrale innescò una reazione che non si era mai conosciuta prima. Presto si conosceranno le ragioni tecniche del no all'impianto che avrebbe prodotto energia elettrica a ciclo combinato con una distribuzione che prevedeva anche il teleriscaldamento in abitazioni e aziende. Da un paio d'anni l'attenzione del business si è però spostato su un altro versante: le biomasse. Bruciare residui e colture legnose, sfalci di potature, persino pollina: tutto allo scopo di ricavare energia. Non solo, perché la molla spesso è l'incasso di incentivi pubblici.

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UN SUCCESSO per il V2Day di Beppe Grillo. I 'Grilli' faentini hanno raccolto nella giornat (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

FAENZA pag. 13 UN SUCCESSO per il V2Day di Beppe Grillo. I 'Grilli' faentini hanno raccolto nella giornat... UN SUCCESSO per il V2Day di Beppe Grillo. I 'Grilli' faentini hanno raccolto nella giornata del 25 aprile, ben 4370 firme nel banchetto allestito in piazza del Popolo per tre quesiti referendari: abolizione dell'ordine dei giornalisti, abolizione dei finanziamenti all'editoria e per l'abolizione della legge Gasparri. Ma la raccolta dei 'Grilli' non si ferma qui. Infatti il banchetto sarà presente ancora nella piazza di Faenza tutti i sabati mattina del mese di maggio.

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Scelta di libertà e di informazione PIERANGELO GIOVANETTI (sezione: Grillo)

( da "Adige, L'" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pubblicazione dei redditi Scelta di libertà e di informazione PIERANGELO GIOVANETTI (segue dalla prima pagina) Tale disposizione di legge non è stata mai modificata da alcuna legge successiva, e nemmeno l'introduzione della legge sulla privacy è mai intervenuta a privare o limitare questo diritto, che ha solidi fondamenti costituzionali, e che è garantito anche in altri Paesi civili e liberali, a partire dagli Stati Uniti d'America. Ora, è in nome di questa libertà e volontà di fare informazione, che l'Adige ha pubblicato in questi giorni gli elenchi dei redditi del 2005, forniti dall'Agenzia delle Entrate, cioè depositati dal Ministero ufficialmente sul sito apposito. Del resto è lunga tradizione dell'Adige pubblicare i redditi dei trentini. Come del resto anche consolidata tradizione di quotidiani che oggi si stracciano le vesti e invocano l'intervento dell'Ordine dei giornalisti, e magari pubblicano a pagina 3 i redditi nazionali, mentre per quelli locali - non avendoli - dicono di aver fatto la scelta di non pubblicarli. Ci si dimentica che l'intervento del Garante della privacy è stato solo di tipo cautelativo perché 1) "non era stato avvisato della messa in rete"; 2) "non c'è una legge che regolamenta la questione". Pertanto, quello del Garante è stato un semplice invito a sospenderne la diffusione in attesa che le cose si chiariscano e, magari, intervenga il Parlamento con una legislazione ad hoc. Principio fondamentale e costitutivo di ogni ordinamento liberale e democratico, però, è che se un atto non è espressamente vietato, è consentito. Quindi, se non c'è nessuna legge che ne fa divieto, la pubblicazione dei redditi è pienamente e legittimamente consentita. Ridicola e inconsistente è l'argomentazione di chi, come Beppe Grillo, capopopolo dal reddito di 4 milioni e 272mila euro nel 2005, predica di casta per gli altri e quanto tocca i suoi interessi monetari chiede la censura in nome della sicurezza personale. Come se eventuali malviventi avessero bisogno di leggere la denuncia dei redditi sul giornale per sapere che Beppe Grillo dispone di un consistente patrimonio finanziario e immobiliare. C'è chi ha parlato di "voyeurismo fiscale". Ci sarà anche in alcuni lettori, non ne dubito. Ma ha ragione da vendere Beppe Severgnini, in un acuto e brillante elzeviro sul Corriere della Sera di domenica scorsa, quando argomenta che solo in Italia si contrappone riservatezza a trasparenza. E la contrappone chi non vuol far sapere quanto dichiara (perché è troppo poco) e ammanta di alti valori (la difesa della privacy), ciò che in realtà invece è solo difesa del proprio portafoglio. Fa notare Severgnini che all'estero - in California, o in Scozia, o in Scandinavia - tutti pagano le tasse (e tutti conoscono i redditi pubblicamente) per la vergogna di essere giudicati dai propri figli o dal proprio vicino, un evasore. Certo, sarebbe meglio che le pagassero perché ci credono, perché sanno di contribuire così a far funzionare i servizi di tutti come la scuola, la sanità, la sicurezza. Ma in mancanza di questo senso civico diffuso meglio che le paghino perché preoccupati di non figurare pubblicamente come evasori, cioè come "non amici" del bene pubblico. Anche perché va detto in maniera chiara a quanti - per lo più a sproposito - tirano in ballo ad ogni pie' sospinto la legge sulla privacy. Qui non si parla di pubblicare dati sensibili, informazioni sulla salute o la sfera sessuale delle persone, o sul coinvolgimento di minori. Per questi casi, esistono precise normative che ne vietano - giustamente - la pubblicazione sui giornali. Parliamo della denuncia dei redditi a cui tutti siamo obbligati per legge costituzionale. Altrimenti, se non è pubblicabile l'elenco dei redditi, non è pubblicabile più nulla, né l'elenco dei bambini ammessi all'asilo nido, né le graduatorie dell'Itea, né le delibere dei contributi, né le notizie con i nomi di quanti hanno avuto un incidente, perché allora tutto è privacy. Oggi difendere il diritto all'informazione in un Paese civile e democratico parte da una battaglia come questa. Il resto sono solo chiacchiere. p.giovanetti@ladige.it 06/05/2008.

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Napolitano e la Fiera del libro: Israele, legittimità innegabile (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-06 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Napolitano e la Fiera del libro: Israele, legittimità innegabile A Torino giovedì inaugurazione "blindata" per il rischio contestazioni Tensione per il via alla manifestazione con il capo dello Stato Beppe Grillo non andrà: non accetto censure TORINO - Mancano due giorni all'inaugurazione della Fiera del libro, la prima ad essere così violentemente contestata per la scelta di invitare Israele come Paese ospite, la prima nella quale sarà il presidente della Repubblica a tagliare il nastro d'inizio. E proprio da Quirinale, ieri sera, è giunta una ferma replica agli attacchi arrivati nel frattempo da Torino, nelle parole di Tariq Ramadan e di altri contestatori come Gianni Vattimo: "è del tutto falso attribuire al capo dello Stato l'errore di aver tacciato di antisemitismo tutti coloro i quali criticano lo Stato di Israele - si legge nel testo diffuso dal Colle -. La critica delle politiche del governo di Israele è del tutto legittima, innanzitutto all'interno di Israele; quel che è inammissibile è qualsiasi posizione tendente a negare la legittimità dello Stato di Israele". E mentre fanno scalpore le dichiarazioni di Gianfranco Fini sulla "gravità" delle contestazioni torinesi culminate il 1Ë? maggio col rogo della bandiera israeliana, la tensione cresce: le forze dell'ordine e il cerimoniale del Quirinale desiderano che la presenza di Giorgio Napolitano a Torino sia "protetta " il più possibile da ogni contestazione, mentre, d'altra parte, i giovani dei collettivi autonomi che fin dall'inizio hanno sostenuto la linea del "boicottaggio duro" contro la Fiera fanno sapere che non accetteranno gli inviti "dell'ultima ora" a essere presenti alla kermesse libraria e che non rispetteranno la "zona rossa" di sicurezza nella quale ogni tipo di manifestazione è vietata, quella che si trova nelle immediate vicinanze del Lingotto. Contemporaneamente, esponenti di tutte le parti politiche, delle Comunità ebraiche, dell'Associazione Italia-Israele e dei vari gruppi nati per sostenere la presenza dello Stato di Gerusalemme a Torino confermano la loro volontà di festeggiare l'avvenimento, sventolando la bandiera con la stella di David nella mattinata dell'apertura. Tra di loro, il senatore Pd Roberto Della Seta ("Torino democratica sventoli compatta la bandiera d'Israele"), mentre la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso conferma di "non essere affatto pentita " della scelta di Israele come Paese ospite. Oltre che sulla giornata inaugurale, le preoccupazioni della questura sono concentrate sulla manifestazione nazionale promossa dai boicottatori per sabato 10 maggio, un corteo al quale non sarà consentito di giungere fino al Lingotto. Intanto, nella stessa giornata nella quale all'Università di Torino si apriva la due giorni intitolata "Le democrazie occidentali e la pulizia etnica in Palestina ", con gli interventi dei principali sostenitori del boicottaggio alla Fiera (e si scatenavano quindi le polemiche tra alcuni docenti e il rettore Ezio Pelizzetti), il comico Beppe Grillo annunciava che non sarebbe stato presente lunedì al Lingotto, come invece era stato annunciato, e che avrebbe optato invece per un intervento in diretta streaming dal suo blog. Perché? "Perché non posso ammettere forme di censura preventiva come quelle di chi mi ha invitato a "non tenere comizi": se mi tolgono comizi e invettive preferiscono non esserci ". E di "censura" nei confronti di Grillo parlano anche i Comunisti italiani di Torino, i primi ad aver lanciato la parola d'ordine del boicottaggio alla presenza israeliana. L'antisemitismo La nota del Quirinale: mai accusato di antisemitismo chi critica lo Stato ebraico Nell'ateneo Sopra, banchetti pro Palestina a Palazzo Nuovo, sede dell'università di Torino. A destra, un manifesto che invita a boicottare Israele e sostenere la causa palestinese Vera Schiavazzi.

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MICHELE Santoro ha l'abilità di realizzare puntate che scatenano l'inferno. Per altro (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Scatenano anche l'auditel. L'ultimo caso riguarda Beppe Grillo che da una piazza gremita ha avuto da dire su molti temi, ad esempio quello dei morti sul lavoro dove ha sbagliato una frase nei confronti di Giorgio Napolitano. Non credo si debba impedire al conduttore di un programma di mandare in onda un filmato di Beppe Grillo realizzato poche ore prima. D'altra parte l'indomani, venerdì, "Mi manda Rai tre" ha presentato un caso oscuro di una casa di riposo per anziani e allo sfuggente responsabile dell'Asl sono stati mossi telefonicamente molti appunti. A me la puntata di "Anno zero" è piaciuta e mi è parso lucido il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Natale, esagerato Vittorio Sgarbi, intelligente nella reazione Travaglio e così Norma Rangeri. Insomma molti si devono rassegnare: Michele Santoro ha dimostrato da tempo di saper fare questo mestiere. Un libro di Elsa Morante aveva per titolo "Il mondo salvato dai bambini". Riguardo alla televisione generalista si potrebbe dire: la tv salvata dai più giovani. Penso agli undicenni e tredicenni che hanno animato "Ti lascio una canzone" condotto da Antonella Clerici e diretto da Roberto Cenci con giovanissimi interpreti da portarseli via per bravura e simpatia. Indimenticabile il piccolo calabrese che ha cantato un successo della Vanoni continuando a girarsi nel veder scendere Ornella, mentre Cenci gridava: "E' un samba, maestro!" E la musica è partita. Poi ci sono i diciassettenni e i ventunenni di "Amici" che hanno riempito Piazza Del Popolo a Roma e una piazza enorme a Cagliari. Sono loro, i primi e i secondi, a fare audience ma anche a dimostrare talento, il che è incoraggiante. Incoraggiante anche che, sia i piccoli di "Ti lascio una canzone" come i giovani di "Amici" al 90% non recitano. Sono come sono nella vita e questo è persino rivoluzionario se pensiamo a quanti spettacoli tarocchi la tv ci fa vedere. Non so quale sarà il futuro di Marco, Roberta, Francesco e Pasqualino, so però che molti dei partecipanti alle sei precedenti edizioni di "Amici" lavorano. Non tutti, ovviamente, ma molti. Qualcuno addirittura è protagonista di un musical in Germania. Per questi ragazzi, il momento più complicato è quando escono dalla scuola di "Amici" avendo avuto successo e magari avendo vinto. Hanno l'obbligo di imparare per tempo che fuori non sono tutti pronti a fare loro festa o a facilitargli l'inizio della carriera. In quel momento, oltre al talento, a loro serve umiltà e capacità di inserirsi senza supporre di essere i più bravi. Mentre scrivo questa nota, ancora si parla della puntata di Santoro e a qualcuno è uscita la frase: "è necessario un provvedimento esemplare". Un tempo si parlava di fucilazioni esemplari. A proposito di provvedimenti, avendo trascorso gran parte della vita a guardare o a fare televisione vorrei che Agostino Saccà, come per altro dichiarato dai molti suoi colleghi, tornasse a lavorare. Agostino Saccà è uno dei più bravi a fare la televisione.

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Liberi tutti! (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-05-06 num: - pag: 39 categoria: REDAZIONALE CALENDARIO di LUCETTA SCARAFFIA Liberi tutti! Bisogna assolutamente difendere Umberto Veronesi dall'accusa di Beppe Grillo di essere "una società per azioni". Non solo per i suoi indubbi meriti nella lotta contro il cancro, ma perché da anni dalle pagine dei quotidiani e dei settimanali il professore, in qualità di "esperto", ci insegna a vivere. Ha cominciato con la medicina ma poi, assurto al rango di "saggio" per consenso universale, ha allargato il suo raggio d'intervento ai più vari temi: dalle questioni bioetiche all'eutanasia, alla ricerca sulle staminali embrionali, imponendosi come il più autorevole portavoce del pensiero che ama definirsi laico. La sua generosità nel dispensare consigli non ha limiti, e oggi ha affrontato finalmente su "OK Salute" una questione cruciale: è lecito far dormire i bambini con i genitori? Sì, si può! certifica autorevolmente il professore. Non ne dubitavamo. Si parli di staminali o di eutanasia, infatti, la parola d'ordine del nostro esperto di fiducia alla fine è sempre una: liberi tutti!.

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Dai blogstar agli avatar, l'incontro a Matera (sezione: Grillo)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere del Mezzogiorno - LECCE - sezione: TEMPOLIBERO - data: 2008-05-06 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE Sul web Dai blogstar agli avatar, l'incontro a Matera Elena Trombetta, alias Velas, commercialista di Como, ha specificato che una delle cose più belle di Second Life è conoscere nuove persone "dal vivo". Velas è il nome del suo avatar su Second Life, la sua seconda identità con la quale sono nate tantissime amicizie. Elena/Velas ha tenuto una mini- relazione sulla sua esperienza in Second Life al Materacamp di sabato scorso, la non-conferenza che si è tenuta alle Monacelle, hotel- ostello nella Città dei Sassi. Gli oltre 150 partecipanti si conoscevano più o meno tutti. Magari non si erano mai visti fisicamente, ma avevano discusso animatamente sui rispettivi blog, si erano scambiati osservazioni su Twitter (sito di social networking in cui si scambiano messaggi di poche frasi), si erano dichiarati amici su Facebook o, addirittura, "avevano fatto shopping insieme su Second Life", come ha spiegato Velas/Elena, che su SL ha organizzato anche manifestazioni e conferenze, naturalmente virtuali. Il Materacamp è un "barcamp", ossia una non-conferenza. A differenza dei convegni tradizionali, infatti, tutti sono relatori: basta prenotare il proprio intervento (in anticipo di qualche giorno sul sito Internet ufficiale dell'evento, ma anche all'ultimo momento). C'erano blogger famosi ("blogstar", in gergo) come Diego Bianchi alias Zoro (di recente ospite in tv a Matrix di Enrico Mentana), blogger e studiosi del web come Giuseppe Granieri (autore di Blog generation per Laterza) e Antonio Sofi. C'erano i rappresentanti del meet-up materano di Beppe Grillo e del programma Bollenti spiriti della Regione Puglia (che hanno presentato il barcamp che si terrà a Bari per la Biennale dei giovani artisti del Mediterraneo, e di cui si parlerà nei prossimi giorni). "è importante per i blogger non prendersi troppo sul serio", ha spiegato Marileda Maggi, barese, che conduce sulla webradio Radio Nation una trasmissione dissacrante sui blogger. Per tutta la giornata, insomma. c'è stato un continuo scambio di idee e informazioni. Il resoconto del Materacamp è tutto sul sito http://barcamp. org/materacamp. Ludovico Fontana Una foto del barcamp.

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Caso Santoro, richiamo di Cappon (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-06 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Annozero Curzi attacca il sito del programma: la rubrica "Vaf" è ispirata al comico? Caso Santoro, richiamo di Cappon Lettera del dg Rai per la puntata su Grillo. Ora l'esame del Cda ROMA - Michele Santoro riceverà nelle prossime ora una lettera del direttore generale Claudio Cappon dopo le polemiche sulla puntata di Annozero con Beppe Grillo. Un richiamo formale? Un monito per il futuro? Non esiste una definizione sicura per il messaggio che il responsabile della linea editoriale di Viale Mazzini (questo è uno dei compiti di Cappon, secondo la legge) invierà a Santoro. Una cosa è certa. La lettera conterrà un elenco di rilievi formali sui contenuti di alcune puntate della trasmissione. E se ne discuterà in consiglio di amministrazione domani. è la naturale conseguenza della durissima dichiarazione rilasciata sabato scorso dal presidente della Rai, Claudio Petruccioli: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico sono incalcolabili ". Nella lettera apparirà un elenco di appunti: l'accusa di aver lasciato "microfono aperto" a Beppe Grillo, le invettive del comico contro il presidente Giorgio Napolitano e il professor Umberto Veronesi. Cappon insisterebbe molto anche sulla necessità di evitare lo scambio di insulti in studio: il riferimento è alla lite tra Vittorio Sgarbi e Marco Travaglio, che ha fatto il giro dei siti online di mezza Italia. Nessuna reazione da parte di Michele Santoro. Ma secondo alcune fonti vicine alla direzione generale il conduttore di Annozero avrebbe assicurato che prenderà atto del documento aziendale e che terrà nel dovuto rispetto tutte le contestazioni della direzione generale. Sempre su Santoro va registrata una durissima presa di posizione di Sandro Curzi, consigliere di amministrazione in quota Sinistra Arcobaleno ed ex direttore di quel Tg3 che affiancò le trasmissioni del primissimo Santoro. Curzi se la prende con il sito della trasmissione Annozero. (www.annozero.rai.it): "è stata inserita una nuova rubrica intitolata Vaf (acronimo di Valutazioni A Freddo). Il comico Grillo continua a fare proseliti? Ne parleremo spero con estrema calma, nel consiglio di amministrazione di mercoledì quando il direttore generale ci riferirà dei suoi colloqui con Michele Santoro". Qui Curzi ribadisce la sua posizione: "Nessuna censura ma fermezza nel richiamo a regole precise di comportamento uguali per tutti nell'azienda ". Curzi introduce un altro argomento, di cui qualcuno comincia evidentemente a parlare in azienda: "Mi opporrò, sia chiaro, a qualsiasi trattativa che porti a uscite dalla Rai a suon di miliardi. Santoro, le cui trasmissioni debbono poter proseguire normalmente, ha un rapporto di lavoro dipendente con diritti e doveri. Un contratto che il consiglio di amministrazione deve far rispettare ". Sotto la voce "Vaf" ieri Santoro elencava tutte le frasi pronunciate in studio contro Grillo dagli altri invitati, proprio per contestare la versione del "microfono aperto" lasciato a Grillo. Paolo Conti.

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Lettere al direttore (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

LETTERE AL DIRETTORE 06-05-2008 Lettere al direttore Disguido per il vaglia laborista si è rivelata un disastro, perché tesa allo smantellamento dello stato sociale, a cominciare dal servizio sanitario nazionale che, introdotto da Atlee all'indomani della seconda guerra mondiale, fu sempre, e giustamente, vanto della società britannica. dopo una certa ora praticamente deserte per la paura. A fronte di tutto ciò e nella speranza di una maggiore serietà legislativa, dell'imminente nuovo governo Governo, che renda certa la pena, sicura l'espulsione e sia ferma nel tutelare i Servitori dello Stato, non è più rinviabile l'adeguamento degli organici e dei mezzi delle Forze di Polizia. Ci permettiamo di chiedere al nuovo Questore di Parma Dr.Gallo, come sia possibile che il numero degli agenti di Pubblica Sicurezza sia a Parma lo stesso di ben 15 anni fa, un organico totalmente insufficiente per controllare un territorio come Parma. Siamo altresì certi però che il Questore , che conosce bene la nostra città, saprà al più presto porre rimedio a questa grave carenza che si ripercuote negativamente sulla sicurezza di Né si dimentichino i fallimentari esiti della sua lotta contro la criminalità. Mai come oggi gli inglesi si sono sentiti insicuri". E concludevamo: "Oc - corre un becco d'acciaio - più che di ferro - per definire "ri - formista" la politica estera del "Bush's poodle", ossia il "bar - boncino di Bush", come molti inglesi chiamano Blair.". "La storia -diceva Hegel, il padre della filosofia moderna - è la più terribile delle divinità. Non la perdona". Gentile direttore, rispondiamo alla lettera "Alle Poste di Fidenza" del 22 aprile, nella quale viene segnalato il disagio di un cittadino nel corso delle operazioni per l'invio di un vaglia on line. Desideriamo scusarci con il cliente per il disguido subito e informarlo che, in seguito alla sua segnalazione, la Filiale di Parma di Poste Italiane ha provveduto a sensibilizzare il personale ad una maggiore attenzione verso le esigenze della clientela, la cui soddisfazione è un obiettivo imprescindibile per l'Azienda. Tenendo conto del considerevole numero di operazioni che quotidianamente viene eseguito dagli operatori di sportello, è possibile che talvolta si verifichi un errore di trascrizione. Per tale motivo, cogliamo l'occasione per sottolineare l'importanza di una verifica immediata, sia da parte del cliente che dell'operatore, dei moduli che vengono compilati per qualsiasi operazione. Ringrazio "Animal House" Gentile direttore, chiedo cortesemente ospitalità alla Gazzetta di Parma per segnalare, con questa mia lettera, la generosa disponibilità di un gruppo di volontari che, da anni, è impegnato nell'aiuto agli animali abbandonati, malati, in pericolo, dimostrando con tale azione amore per la vita e per la natura. Rispettare gli animali e i loro diritti è sinonimo di civiltà, di sensibilità in senso lato: chi è veramente amico degli animali è certamente amico anche dell'uomo. Il gruppo in questione si chiama "Animal House", ha gestito in passato il canile municipale di Parma ed io l'ho incontrato quando ho adottato il mio cane, Frida, un bellissimo e buonissimo esemplare di pastore tedesco, purtroppo abbandonato all'età di 3 anni. Frida mi ha dato tantissime gioie: oggi ha 8 anni e dimostra sempre a me e alla mia famiglia tutta la sua riconoscenza. E' un animale stupendo, intelligente, e sarebbe stato un peccato non averlo conosciuto. Purtroppo Frida è affetta da una malattia cronica, che richiede cure molto serie e costanti, oltre a visite veterinarie periodiche; ma io non sono nelle condizioni di poter trasportare il mio cane fino all'ambulatorio o di fargli fare una piacevole passeggiata: ecco allora intervenire i volontari di "Animal House", affezionati a Frida come a tutti gli altri animali di cui si sono presi cura. E' Sandra, in particolare, ad aiutarci nella gestione della terapia e nel garantire la regolarità Sergio Caroli Parma, 4 maggio tutti i cittadini di Parma. Mario Bertoli Portavoce provinciale del movimento politico La Destra Parma, 2 maggio Poste Italiane Ufficio Comunicazione Territoriale Emilia Romagna e Marche Bologna, 5 maggio I redditi di Grillo Ringraziamenti al medico Signor direttore, si sente spesso parlare di ospedali che non funzionano, sono felice di poter testimoniare la mia gratitudine al prof. Paolo Dell'Abate, che mi ha seguito per otto anni, fino a condurmi all'intervento chirurgico risolutivo, avvenuto per sua mano, nel reparto di chirurgia toracica diretto dal prof. Sianesi. Vorrei ringraziare, attraverso il suo giornale, pubblicamente, il prof. Paolo Dell'Abate e tutto il personale medico e paramedico del reparto per la sapienza, il rispetto, la grande attenzione con cui sono stato trattato. delle visite. E' lei che porta torta fritta, salumi e vino a volontà. Il presente, Giorgio Cavalca, persona sensibile e schivo a qualsiasi forma pubblicitaria, non è nuovo a queste imprese; già in passato, oltre agli aiuti cospicui dati a vari "comitati di solidarietà", aveva organizzato con i suoi consiglieri, cene e premi per centinaia di bambini di Chernobyl e i loro accompagnatori, coinvolgendo, compre sempre, un gruppo di volontari impeccabili, dal cuore nobile e colmo di quella parmigianità autentica che commuove. Sono queste, signor direttore, le persone che arricchiscono le "Associazioni" di quella risorsa vitale, indispensabile per il bene della comunità. E queste sono le persone che noi tutti ci auspichiano di avere sempre più numerosi. La nomina degli scrutatori Gent.mo Direttore, mi corre l'obbligo di dare risposta al sig. Francesco Lauria, autore della lettera "Anche i seggi lottizzati", per fare chiarezza sulla questione della nomina degli scrutatori per le consultazioni elettorali. E' vero che la legge n. 270 del 2005 ha modificato le regole con le quali devono essere individuati gli scrutatori, riscrivendo l'art. 6 della legge 8 marzo 1989 n. 95. Gli scrutatori vengono sempre individuati tra gli iscritti all'Al - bo, che viene aggiornato annualmente sulla base delle istanze di iscrizione presentate dai cittadini, ma la nomina non avviene più per sorteggio bensì sulla base di una designazione che spetta alla Commissione elettorale, eletta nel seno del Consiglio Comunale. Questo però non significa necessariamente che vi sia stata "lottizzazione" da parte dei partiti, come scrive l'estensore della lettera, perché il Comune di Parma ha invitato, proprio sulle pagine di questo quotidiano, i cittadini interessati a dichiarare la loro disponibilità. L'invito è stato raccolto dai parmigiani così bene che nella sola giornata del 3 marzo, primo giorno utile per fare domanda, si sono presentati al Duc ben 330 aspiranti scrutatori. Dunque non sono stati i partiti a riempire i seggi, ma tanti normali cittadini, ed il fatto che, anziché in base ad un sorteggio, le nomine della Commissione Elettorale siano state effettuate sulla base di tante autocandidature, ha fatto sì che pochissimi siano state le rinunce, in passato numerosissime ed il buon funzionamento della macchina elettorale è la riprova che il nuovo sistema ha funzionato con soddisfazione Giuseppe Conti Parma, 28 aprile Egregio direttore, ho letto la lettera in cui un lettore della gazzetta faceva riferimento al reddito di Beppe Grillo. Grillo vende un prodotto (la sua comicità) che evidentemente tira sul mercato e, pagando egli le tasse, nulla può essergli rimproverato per i suoi redditi. Le aziende che vendono un prodotto se fanno pubblicità devono acquistare o spazi sulle televisioni o sui giornali e pagano in proporzione allo share della fascia oraria e/o all'importanza del canale tv che tramette gli spot o alla tiratura del quotidiano o settimanale scelto. Quello che occorre far rimarcare è che i 'V-day' (i suoi spot) vengono trasmessi gratuitamente da tutti i telegiornali nelle fasce di maggior ascolto e vengono riportati con rilievo sui giornali e settimanali a grande e piccola tiratura. Da questa pubblicità gratuita lui trae grande vantaggio per aumentare i suoi redditi. Frida a spasso e la fa giocare. Sandra e gli altri volontari di "Animal House" si prendono davvero a cuore la sorte degli animali (anche gatti e altre bestiole) che hanno salvato dall'abbandono e lo dimostrano continuando a seguirli nel tempo. Ciò è di grande aiuto anche ai "padroni", i quali sanno di poter contare, in caso di necessità, su qualcuno che possa garantire assistenza agli animali adottati. Quindi, con questo mio ringraziamento ad "Animal House", sono sicuro di esprimere anche i sentimenti di tante altre persone che a Sandra e al suo gruppo devono sincera gratitudine. La volpe, l'uva e le staminali Cav. Francesco Ranieri Parma, 3 maggio ha fatto di tutto per perdere, ancora sei mesi di governo Prodi, e sarebbe stata una débacle per tutta la sinistra e non solo per Rifondazione&compagni. Ha perso per svariate ragioni, ma la principale é stata quella di non aver intercettato le vere esigenze del popolo italiano: prima fra tutte la difesa del territorio, che la sinistra si ostina a chiamare 'razzismo'. Spero che il risultato della Lega induca le teste d'uovo del centrosinistra alle doverose riflessioni. Al Nord, nelle regioni, province e comuni dove la Lega ha responsabilità amministrative, queste vengono svolte bene, con senso pratico e con grande responsabilità. La Lega ha mostrato di avere un'identità forte, di aver sopportato anche provocazioni avvelenate che hanno tentato di vanificarne l'operato pragmatico fin qui attuato (legge sulla legittima difesa di Castelli, il voto contro l'indulto) e oggi viene premiata dagli Italiani. Non voler cedere il proprio paese agli immigrati non é razzismo. L'accoglienza deve camminare sullo stesso binario del rispetto reciproco, in osservanza delle leggi italiane. Favorire un'immigrazione selvaggia come ha fatto fin d'ora la sinistra, é si, il modo più veloce per far nascere il razzismo. Oggi la Lega cresce anche al Sud (in particolare in Sicilia) e questo vuole dire che si candida a essere un partito nazionale. Detto questo, ha vinto la voglia di un paese dove la giustizia non dipende dal colore politico del giudice. Dove i teppisti non sono esaltati come eroi. Dove il valore della Pace é universale, e non solo tirato in ballo in versione antiamericana. Dove la democrazia é tale, e non ci si piega alla dittatura delle minoranze. Un paese che ha voglia insomma di guardare avanti sperando e credendo in un futuro migliore, lasciandosi alle spalle un vecchio modo di fare politica. Adesso comincia il bello e occorre darsi da fare per evitare inciuci e compromessi Massimo Albertini Parma, 30 aprile Luigi Bertolini Sicurezza e campanilismo Egregio direttore, leggo sulla Gazzetta del consiglio di quartiere avvenuto in via Zarotto pochi giorni fa. E' stata una bella occasione per notare l'indifferenza delle istituzioni difronte alle esigenze dei cittadini: prima di tutto infatti viene il campanilismo politico o ideologico. Ci sono cose che mi hanno stupito del consiglio di quartiere tenutosi: dalla mancata e chiara affermazione della totale contrarietà degli abitanti del quartiere al polo socio-sanitario nel campo tra via Einstein e via Hiroshima come chiedeva tutta la cittadinanza, compresa quella che ha votato l'attuale giunta; al totale disinteresse da parte dell'assessore alla Sicurezza (per mere questioni ideologiche) di quello che riguarda la soluzione al problema siringhe e micro criminalità legata allo spaccio di stupefacenti. Uno studio dell'Università di Zurigo rivela che la tolleranza praticata in Svizzera dal 1991 ha ridotto il numero di eroinomani. è questa la principale conclusione di uno studio condotto da due ricercatori della Clinica psichiatrica dell'Università di Zurigo, i cui risultati sono pubblicati sulla rivista scientifica "Lancet ".Nel canton Zurigo il numero di consumatori cronici di eroina è passato da 7100 nel 1996 a 6200 nel 2005.I ricercatori hanno pure confrontato i dati zurighesi con quelli di paesi che hanno mantenuto una linea repressiva come l'I- talia e l'Australia.Se nel 1990 in questi due paesi il numero di consumatori che si sono avvicinati all'eroina era paragonabile a quelli del canton Zurigo, nei dieci anni successivi le cifre zurighesi sono scese ad un livello quattro volte inferiore a quello dei paesi di confronto. Nonostante i dati alla mano, l'"assessore alla sicurezza", più interessato forse a fare facile demagogia che prendersi a cuore la sicurezza della città di Parma, ha preferito non farsi promotore di nessuna istanza a riguardo, anzi, andando contro "la sua cultura", tale provvedimento non è neppure da prendersi in considerazione. Siamo sicuri che sia la persona adatta ad occuparsi della sicurezza, se le soluzioni per una città più sicura non sono contemplabili? Possibile che la cultura della sicurezza non faccia parte del bagaglio culturale dell'assessore deputato a garantirla? Tutta colpa di Tony Blair Parma, 5 maggio La rotonda di Sala Baganza Signor direttore, Ha fatto molto piacere leggere che anche il sig. Coppi ha riconosciuto valide le richieste del Comitato Civico dei Lustròn per la nuova viabilità di Sala Baganza. Tuttavia, anche se ben comprendiamo il suo pessimismo sulla reale volontà del Comune e della Provincia di realizzare la nuova Pedemontana, non siamo d'accordo, invece, sulla sua convinzione che sia utile una rotonda vicino alla Chiesa: secondo noi non serve, anzi è dannosa. Buttare via oltre trecentomila euro, come si apprestano a fare Comune e Provincia, senza alcun Servono più poliziotti di tutti. Costantino Monteverdi Presidente Commissione Elettorale del Comune di Parma Parma, 30 aprile Egregio direttore, sulla Gazzetta del 28 aprile us ho letto l'intervento di un lettore riguardante la "Ricerca sulle staminali" e francamente sono rimasto deluso. Mi sembra che se ne parli con una certa superficialità. L'ar-gomento è da tempo all'attenzione dell'opinione pubblica, non solo degli ambienti scientifici, per le molteplici implicazioni cui si presta. L'insistenza con la quale si continua a sostenere la "necessità " di usare le cellule staminali embrionali come procedura insostituibile per giungere a debellare malattie ora incurabili non è confortata dall'unanimità dell'apparato scientifico. L'uomo della strada deve allora "attaccarsi" ai fatti. E i fatti dicono che, a tuttora, le indicazioni più promettenti sono fornite dalla ricerca sulle staminali "adulte ". Soprattutto alla luce delle più recenti scoperte circa la possibilità di "ringiovanire" queste ultime, fino all'età embrionale, rendendo così, se non inutile, perlomeno non necessaria la distruzione (uccisione) di embrioni umani. Il modo piuttosto "sbrigativo" usato nell'intervento per liquidare la questione non mi sembra alla serietà del problema. E mi ricorda la favola della volpe e dell'uva, qui tradotta in lingua parmigiana. "La volpa, intant ch'l' andäva p'r un filär, / la guärda in su ai grap in spincolon; / sicome j'éron zà i primm dì d'avton / lè l'à pensè subìtta d'indumiär! / La spìca un sält, mo l'à zbaliè la mzura, / un ätor sält, e ancòrra... Gnent da fär! / Alora, vist al tròp dal tribulär, / la diz: 'Mo no, zatant Ha vinto l'Italia! reale beneficio per il paese Egregio direttore, checché ne dicano gli opinionisti di casa nostra sull'odierna stampa, la batosta dei laboristi nelle elezioni amministrative inglesi non va sul conto di Gordon Brown. Non bastano infatti pochi mesi di suo governo a giustificare una débacle di quelle proporzioni. Il vero responsabile reca altro nome: quello di Tony Blair, che - montato come una sveglia d'al - tri tempi - amò far credere che il suo corso politico avrebbe dischiuso agli inglesi "un'era di prosperità e di benessere". Dubito che in queste ore egli sia disposto a concedersi a interviste o a salire con passo baldanzoso le scale (sotto l'occhio delle tv) allo scopo di mostrare modernità, efficienza e giovanilismo (come sempre faceva ai tempi belli). Mai dal 1960 ad oggi il suo partito aveva subito una simile legnata. Nel nostro piccolo, dal nostro cantuccio di provincia (ché Parma é provincia e non metropoli) ce ne eravamo accorti anche noi, quando, in data 18 febbraio 2007, rispondendo ai 30 X 30 capitanati da Lorenzo Lasagna che eransi dichiarati entusiasti del "riformismo di Tony Blair", su queste colonne scrivemmo: "La politica del leader Signor direttore, la Destra di Parma esprime la più forte solidarietà nei confronti delle Forze dell'Ordine in generale e della Polizia di Stato in particolare, che si trovano ad operare in situazioni di assoluta precarietà di mezzi e risorse, e in una legislazione lassista che ne vanifica il lavoro, di fronte ad una criminalità la cui crescita esponenziale ha fatto della provincia di Parma un territorio non certo invidiabile in questo campo. La violenza non riguarda più solo le aree più degradate, ma si manifesta anche nei paesi della provincia che un tempo si contraddistinguevano per la qualità della vita. La cosiddetta microcriminalità è cresciuta ed è divenuta , in molti circostanze, incontrastata padrona delle nostra strade, per colpa della sottovalutazione e della incapacità di contrasto di ben note forze politiche che hanno continuato e continuano a volercela giustificare come un fenomeno 'normale' 'dei tempi'. Il risultato è un crescente senso di insicurezza che costringe la gente per bene a chiudersi in casa e rende le nostre strade al ribasso. è, secondo noi, una cosa assurda. Quanto poi alla sua idea di far costruire la rotonda che poi una futura Giunta smantellerà vorremmo chiedergli come acconsente che si buttino via così altri soldi pubblici. Ma, soprattutto, qualche spirito bizzarro potrebbe ribaltare il suo concetto sullo smantellamento futuro della rotonda e auspicare che si possa smantellare via fin da subito chi, in questa Amministrazione, sostiene 'patacche' come la rotonda sul sagrato della Chiesa: costerebbe molto meno alla collettività e renderebbe molto, molto di più. Pier Angelo Ablondi Parma, 15 aprile Egregio Direttore, ho deciso di intitolare così alcune considerazioni che mi sorgono riguardo ai risultati delle elezioni, perchè sono convinto che prossimamente l'Italia e gli italiani potranno guardare ad un futuro di riforme che porteranno il paese ad essere moderno ed in linea con gli altri paesi europei. La vittoria di Silvio Berlusconi é resa ancor più efficace dalla nascita, finalmente, di una sinistra di stampo europeo, che si spera manterrà le premesse, espresse nel discorso d'auguri di Veltroni a Berlusconi. Una sinistra che ha cancellato dalla scena politica il fondamentalismo ideologico della sinistra massimalista, fuori tempo e fuori luogo. Pur riconoscendo il risultato schiacciante della vittoria del PdL, bisogna anche dire che la sinistra Bravo Cavalca Roberto Reverberi (Presidente dei Lustron) Signor direttore, anche quest'anno, come i precedenti, il circolo "Arci Indomita, ha festeggiato il 1 Maggio all'insegna della solidarietà, offrendo gratuitamente a tutti partecipanti e in modo particolare alle persone più bisognose, l'è mälmadura!'". Pier Franco Boschi Bruno Campanini Giorgio Gatti (vicepresidente) Sala Baganza, 4 maggio Parma, 30 aprile Parma, 3 maggio.

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Un gesto da cretini Non sono altro che una torinese disgustata dalle bandiere bruciate di (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Israele e Usa. Vorrei dare la mia solidarietà ai cittadini di questi due Stati, dire loro che grazie a Dio non tutti i torinesi sono come quei quindici cretini che hanno fatto quel gesto, e che come me sono tanti quelli che vorrebbero vedere un bel salone del Libro con ospite d'onore Israele senza dover chiedere scusa per eventuali altri cretini che volessero boicottare il Salone stesso. Buon compleanno, Israele! Sono lieta di festeggiarti nella mia città. M.A.BIANCHI, TORINO Il rispetto della bandiera A proposito di bandiere da rispettare, di cui si parla in questi giorni, mi è tornato il ricordo di quello che è successo sotto i miei occhi, a Gerusalemme, nel 1990. Al termine di una grande manifestazione pacifica di donne israeliane, palestinesi e di molti altri paesi contro l'occupazione e le violenze dello Stato di Israele, compare una bandiera palestinese e la polizia israeliana si accanisce contro le donne presenti, manganellando violentemente e ferendo anche una parlamentare italiana. Allora, dov'è l'indignazione verso i modi in cui lo Stato di Israele non rispetta la bandiera, e la vita, dei palestinesi? Persa per la strada dell'opportunismo economico e politico? E' inaccettabile che questo Stato sia ospite d'onore nella mia città, che sventolino le sue bandiere a segnarne il principale evento culturale. Quando bandiere palestinesi potranno liberamente sventolare in Israele, ne potremo riparlare. CHIARA BERTONE, TORINO Solidarietà ai genitori A proposito della brutale aggressione di Verona vorrei esprimere innanzitutto la mia solidarietà nei riguardi dei genitori del ragazzo ridotto in fin di vita i quali stanno vivendo dei momenti terribili che lasceranno in loro il segno per tutta la vita e nel contempo il mio disprezzo totale per gli aggressori che non possono essere etichettati con un colore politico ma solo con una unica definizione "criminali". A questi individui che non hanno alcun rispetto per la vita degli altri va comminata una pena vita natural durante, invece, com'è consuetudine nel nostro "meraviglioso Paese" se la caveranno con una pena irrisoria o magari con un nulla a procedere. GABRIELLA MONTALDI L'invidia e la delazione Anche se qualcuno di parte sostiene che non sono gli evasori fiscali a protestare per la pubblicazione dei redditi degli italiani essendo questi anonimi al fisco, penso che comunque costoro indirettamente temano questa cosa perché qualcuno che li conosce non vedendoli comparire negli elenchi, automaticamente con una certa invidia li segnali al fisco, come dire perché io sì e tu no?... e vai con la delazione! Inoltre su tanti dei nomi comparsi, qualcuno spicca al limite del patetico, qualche milione di pensionati al minimo si sarà sentito in colpa sapendo soprattutto che la signora Falchi per esempio deve vivere con un reddito dichiarato lordo di 3808 euro l'anno, così da non arrivare nemmeno alla fine della prima settimana! (sempre che il commercialista o l'articolista non abbiano dimenticato qualche zero). ROBERTO GRASSO Allibito da D'Alema E' dalla caduta dell'impero romano che la classe politica italiana cerca legittimazione all'ombra della croce, col risultato di non essere mai riusciti a innalzare il dibattito sulla laicità dello Stato oltre la chiacchiera davanti a un caffè. Rimango quindi stupito nel leggere di D'Alema che definisce quelle della Libia una "intollerabile ingerenza". Ma come intollerabile ingerenza? Fu molto più indebita la pressione che fece a suo tempo la Cei sui Dico, mettendo letteralmente sotto i piedi la volontà popolare, che i Dico, chiamati Pacs nel programma dell'Unione, li aveva scelti e votati. Che credibilità può avere agli occhi del mondo uno Stato che valuta con due pesi e due misure la laicità e le ingerenze contro di essa? Paradossalmente è molto più laico il Vaticano che, non avendo dato alcuna indicazione di voto per le ultime elezioni, ha vinto a destra ciò che ha perso a sinistra. ROBERTO MARTINA Complimenti per l'eleganza Complimenti a Beppe Grillo, almeno per l'eleganza esclusiva delle sue scarpe, degli stivaletti Tod's, così evidenti nella foto a pag. 10 de La Stampa del 4 maggio mentre vengono usati per accompagnare con un democratico calcio in c... il solito Vaffa nel posto di cui sopra. Ma Grillo non potrebbe imparare un linguaggio più elegante almeno dalla marca delle sue scarpe, marca proletaria notoriamente scelta da chi non arriva alla fine del mese. Pari eleganza, nel parlare, dovrebbe usare Sgarbi. Altrimenti tra un "vaffa" da una parte e un "pezzo di m...." dall'altra il cittadino normale sceglie la via dei boschi o dell'eremo. Senza tv, ovviamente. GIANNI BISIO Sbarchi di stagione Torna la bella stagione e con essa riprendono gli sbarchi sulle nostre coste. Oltre a non respingere questa invasione, noi che siamo particolarmente intelligenti li andiamo a prendere al largo, non possiamo di certo far mancare loro la adeguata scorta per raggiungere il territorio italiano e lì permettere loro di piantare radici. Sono tutti sconfinamenti in acque territoriali italiane e come tali devono essere sanzionati. Se un qualsiasi oggetto volante sconfinasse nel nostro spazio aereo verrebbe intercettato, riconosciuto, e nel caso non abbia alcun permesso di sorvolo, scortato fuori dallo spazio aereo. Se proprio si ostina a ignorare gli inviti a cambiare rotta i nostri caccia possono ricevere l'ordine di abbatterlo. Sono gli elementi di quello che rimane delle sinistre che pensano che tutto quello che naviga nel Mediterraneo debba essere intercettato al largo e portato a casa perché abbiamo disperato bisogno di immigrati. ORIANO LANNUSO.

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Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Non commentato " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 27 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 08 Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Dunque Alemanno sarà sindaco di Roma, un'impresa storica. Ma ora il centrodestra non ha più scuse: controlla Milano, Roma, molte regioni importanti, gode di un'ampia maggioranza in Parlamento dove, per la prima volta, non sarà intralciato dalla demagogia dell'estrema sinistra, né dalle operazioni dilatorie dei piccoli partiti ma potrà contare su un'opposizione, da parte dell'Udc e del Pd, che si annuncia moderata e costruttiva. Il quadro è ideale ma comporta dei rischi, uno in particolare: l'assunzione di responsabilità, da cui la nostra classe politica tradizionalmente rifugge. Se il centrodestra ha davvero un progetto per il Paese e con esso una visione del futuro, se è in grado di rendere l'Italia più sicura e di moderare l'immigrazione, oggi fuori controllo, è il momento di agire, abbandonando le logiche da campagna elettorale. Un governo credibile in un Paese più serio: è questo che si aspettano gli italiani. Da qui due domande. Secondo voi il centrodestra è pronto a gestire un potere tanto ampio? E dunque Berlusconi, Fini e Bossi saranno all'altezza di una missione ambiziosa e, comunque vada, cruciale per l'Italia? Scritto in Italia Commenti ( 48 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Apr 08 Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? L'Ordine dei giornalisti è inutile? Probabilmente sì. Gli aiuti di Stato ai giornali di partito sono scandalosi? Senza dubbio. Criticare il mondo del giornalismo è lecito e secondo me anche salutare. Ma trovo che l'era del libero insulto stia volgendo al termine. Mi spiego: Beppe Grillo è stato l'unico a denunciare certe situazione politiche, mediatiche, economiche e questo è stato un bene per la democrazia italiana. C'era bisogno di una valvola di sfogo, di qualcuno che rompesse il conformismo e le convenienze. Ma non si può continuare in eterno a infangare tutti. Il comico genovese denuncia il malcostume nazionale, ma con i suoi ne incoraggia un altro; quello per cui il cittadino si sente legittimato ad affrontare problemi e ingiustizie con l'insulto, lo sproloquio, il qualunquismo più immediato, da bar. E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere". Sulla Bbc sono d'accordo, ma la Cnn non è affatto garibaldina nei confronti della Casa Bianca e al Jazeera è posseduta dal Qatar che pone limiti molto severi all'informazione. Ancora: critica Napolitano (definito "un Morfeo che dorme, dorme, dorme") perché ha indetto elezioni prima del referendum: e che doveva fare? La legge parla chiaro e se non c'è maggioranza in Parlamento si va al voto col sistema vigente. Davvero tutti i giornalisti sono servi, a parte Travaglio? Ma siamo seri, per cortesia: che esista un problema di acquiescenza da parte di molti colleghi verso i politici è chiaro, ma offendere tutti indiscriminatamente è puro populismo. Noi giornalisti non possiamo sbagliare, ma quante scemenze ha detto Grillo in questi anni spacciandole sempre per verità assolute? La più grossa risale a qualche anno fa quando denunciava la manipolazione dell'informatica e rompeva i computer in sala. Chi lo contestava passava per fascista e qualunquista; oggi però Grillo è il profeta della Rete. E, come gli capita sovente, non accetta contestazioni. Allora: aboliamo pure l'Ordine, eliminiamo i finanziamenti, ma condieriamo Grillo per quel che è e non scambiamolo per il Vate capace di risollevare l'Italia. Per rinascere davvero questo Paese ha bisogno di modelli costruttivi, di leader credibili che sappiano elevare il discorso pubblico, anziché ridurlo a una raffica di Vaffa. Davvero Grillo è l'eroe della nuova Italia? Vi riconoscete in lui? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 105 ) " (15 voti, il voto medio è: 4.53 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08 Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? I due stupri a Milano e a Roma hanno rilanciato la questione dell'immigrazione e della sicurezza. Tra tanti commenti degli ultimi giorni più o meno pertinenti, ne ritengo due. Uno di Cesare Salvi, che questa mattina a Radio Anch'io quando ha dichiarato che: "effettivamente gli elettori hanno avuto l'impressione che la sinistra arcobaleno non pensasse alla sicurezza". Mi permetto di correggere Salvi: non avevano l'impressione, ne avevano la certezza e per questo soprattutto l'hanno punita alle elezioni. Il secondo aspetto riguarda la richiesta di Roberto Maroni, probabile nuovo ministro degli Interni, di rinegoziare la direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini. L'idea ha suscitato reazioni contrariate e un certo sarcasmo, ma in interviste alla Rai e al quotidiano La Stampa il nostro commissario europeo Franco Frattini l'ha ritenuta plausibile, "perché ormai quella direttiva è superata dall'applicazione integrale degli accordi di Shengen". Il governo Prodi peraltro non ha mai applicato la norma che consente l'espulsione per chiunque non possa dimostrare di avere i mezzi di sussistenza per vivere in modo dignitoso. Secondo Frattini (che probabilmente diventerà il prossimo ministro degli Esteri italiano) "una verifica si può fare per vedere se non sia il caso di rafforzare alcuni principi sugli aspetti della sicurezza. C'è un consenso abbastanza ampio tra i governi europei che la libera circolazione dei cittadini, sacrosanta, non può trasformarsi in libera circolazione dei criminali". E il governo rumeno? "Deve farsi carico dei propri compatrioti e riprenderseli se non rispettano le leggi". Da qui alcune domande: aveva dunque ragione Maroni? Una correzione in sede comunitaria è doverosa considerato che proprio l'Unione europea sottovalutò gli effetti dell'allargamento (che secondo me era prematuro) a Paesi troppo arretrati come la Romania e la Bulgaria. Insomma, se oggi l'immigrazione dei rumeni è un problema in molti Stati, come l'Italia e la Spagna, la responsabilità all'origine è di Bruxelles. Ma, mi chiedo: basta una norma Ue per rimediare a una situazione che la maggior parte dei cittadini considera fuori controllo? E se la risposta è no, quali misure considerare? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 42 ) " (14 voti, il voto medio è: 4.79 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Apr 08 La sinistra difende le élites anziché il popolo? Sul Giornale è uscita una mia intervista con Ferruccio Capelli, il direttore della Casa della cultura di Milano. Capelli, ex dirigente del Pci e dei diessini, è autore di un libro molto interessante Sinistra light - populismo mediatico e silenzio delle idee (Guerini editore), nel quale analizza l'attuale momento politico e sociale. Capelli non ama Berlusconi e ovviamente nemmeno il centrodestra, ma con grande onestà intellettuale riserva critiche pungenti alla sinistra nel suo insieme, sia al Pd sia aquella radicale. Nell'intervista ad esempio sostiene che la sinistra italiana "si è adeguata ai tempi privilegiando la seduzione e il marketing politico rispetto al messaggio politico e ai programmi. Dal crollo del Muro di Berlino ha progressivamente sradicato il proprio passato, le proprie tradizioni culturali, ma questo ha generato smarrimento negli elettori." Esiste "un problema d'identità" con un progressivo scollamento dal Paese reale e dalle esigenze delle classi meno abbienti. Secondo Capelli "la sinistra è diventata élitaria, si identifica con la grande finanza industriale ed è ossessionata dalla rappresentazione mediatica. Così oggi solo la destra pensa al popolo". La frase è molto forte ed è significativo che venga pronunciata da un intellettuale progressista. Ha ragione Capelli? La sinistra perde perché difende l'oligarchia economica anziché la gente comune ? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 25 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 Oops, il "porcellum" funziona. Ce lo teniamo? E ora come la mettiamo con il sistema elettorale? Per mesi tutti hanno ripetuto che era inadeguato e fonte di instabilità; invece, come osserva in un articolo un brillante collega ticinese, Ovidio Biffi, il metodo Calderoli "ha funzionato al suo secondo impiego: non solo ha causato gli sbarramenti tanto attesi, ma ha agito come una vera e propria purga! Di colpo, l'Italia si è liberata dei legacci con cui veniva ricattata ogni volta che in gioco c'era la sopravvivenza delle maggioranze". Ho l'impressione che fossero i partiti a impedire il corretto funzionamento del porcellum e c'è da chiedersi se la maggior parte dei politologi non abbia sbagliato analisi, confondendo causa ed effetto. Non appena Veltroni e a ruota Berlusconi hanno deciso di sottrarsi al ricatto dei piccoli, è accaduto il miracolo. A questo mi chiedo: le riforme elettorali sono ancora necessarie? C'è chi dice che basti qualche ritocco ovvero il ripristino del voto di preferenza e il divieto delle candidature multiple. Troppo bello per essere vero? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 32 ) " (12 voti, il voto medio è: 4.42 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 In Italia il "mal di Palazzo" è inguaribile? Riflettando ancora sul risultato delle elezioni, trovo che sia stata confermata la regola secondo cui in Italia i politici che entrano nel Palazzo perdono il contatto con la realtà. Era accaduto in parte anche con il governo Berlusconi nel 2001-2006 quando il governo tardò a prendere piena coscienza di alcuni problemi che invece erano molto sentiti dalla gente (ed esempio il caro euro), ma con il governo Prodi questo fenomeno ha assunto dimensioni impressionanti. La sconfitta della Sinistra arcobaleno infatti nasce dall'incapacità di capire il Paese. Bertinotti si è evidentemente lasciato inebriare dalla presidenza della Camera e in campagna elettorale ha descritto un'Italia che non c'era. Non ha capito l'esperazione degli abitanti delle zone popolari per l'immigrazione incontrollata e l'aumento della criminalità e anziché proporre correttivi in tv diceva che bisognava allargare ulteriormente le maglie e mostrarsi ancor più accoglienti, senza distinguere tra italiani poveri e immigrati appena arrivati nella concessione delle case popolari (ne abbiamo parlato su questo blog). Nel commentare la sconfitta ha detto di aver commesso un grave errore: quello di non essere andato di fronte ai cancelli delle grandi fabbriche, dimostrando una volta di più il senso della propria estraneità dal tessuto produttivo: le grandi fabbriche erano una realtà degli anni Sessanta-Settanta non quella di oggi. E ancora: Pecoraro Scanio è riuscito in un'impresa senza precedenti. Mentre in tutto il mondo i verdi resistono e spesso guadagnano consensi in Italia sono spariti in appena due anni. E la ragione è la stessa: anziché preoccuparsi del problemi reali della gente (inquinamento e rifiuti di Napolil, ad esempio), Pecoraro ha fatto una campagna demagogica in cui scegliendo l'alleanza con i comunisti è passato il peggior messaggio possibile: verdi uguale rossi. Piccola divagazione: in questo contesto devo dire che anche la stampa si è mostrata troppo "palazzo dipendente" e infatti si è fatta sorprendere dai risultati. Quasi nessuno dei grandi mezzi di informazione aveva intuito il trionfo della Lega, né il tracollo della sinistra radicale, né il raddoppio di Di Pietro. Quanti articoli sono stati pubblicati per spiegare in campagna elettorale il disagio del nord, soprattutto nelle province venete e lombarde? Pochi, in compenso abbiamo letto paginate sulla lista di Ferrara, che poi ha ottenuto lo 0,4%. Direi che un'autocritica è doverosa se vogliamo raccontare davvero l'Italia dobbiamo staccarci un po' dalle logiche del Palazzo e della politica romana: noi giornalisti abbiamo imparato la lezione? Tornando al dopo elezioni, ora gli occhi sono puntati sul nuovo governo e mi chiedo: vista l'ampia maggioranza, Berlusconi Fini e Bossi riusciranno a gestire il Paese senza perdere il contatto con il Paese, come peraltro avviene in molti altri Paesi? Zapatero è appena stato rieletto, la Merkel è più che mai favorita, Blair ottenne tre mandati consecutivi, Chirac e Schroeder due. Perché all'estero è possibile e in Italia no? Il mal di Palazzo è guaribile? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 30 ) " (7 voti, il voto medio è: 3.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Vince il centrodestra, ma l'Italia è ancora unita? Ha vinto il centrodestra, ma in prospettiva il risultato più significativo mi sembra il travolgente successo della Lega in tutto il Nord, con punte in Veneto (dove ottiene gli stessi voti del PdL), in Lombardia (al 20%) e con risultati oltre le aspettative in tutte le regioni, inclusa l'Emilia Romagna (7%, quasi il doppio rispetto a due anni fa). Qual è il significato di questa affermazione che né giornali né radio né tv avevano pronosticato? E' solo un voto di protesta contro Prodi? Secondo me no: ho l'impressione che sia il primo segnale di una frattura dell'identità nazionale e che questo fine settimana sia cominciato un processo che, se non affrontato con saggezza e lungimiranza, potrebbe portare nel medio periodo alla divisione dell'Italia in due o tre blocchi autonomi o addirittura indipendenti. Due i fattori scatenanti. Primo, la crisi dei rifiuti di Napoli ha provocato in molti abitanti del nord il sentimento di una divisione civica ormai incolmabile. Quello spettacolo indecente li ha traumatizzati e indignati e per la prima volta non è scattata la solidarietà nazionale: nessuna delle grandi regioni del nord ha accettato di smaltire la spazzatura campana. per la prima volta un'istituzione ha sancito con un gesto formale la possibilità di una divisione. E la storia insegna che quando viene a mancare la solidarietà tra le regioni, l'unità nazionale è a rischio. Secondo, la rivolta dei comuni veneti partita da Cittadella. Anche in questo caso si è consumata una rottura istituzionale molto forte: per la prima volta un'autorità locale si è ribellata all'autorità centrale proponendo una soluzione autonoma a un problema quello dell'immigrazione e della sicurezza che è diventato centrale nel Nord. Oggi siamo in una situazione paradossale in cui l'Unione europea sottrae crescenti fette di sovranità agli Stati senza però creare un contesto istituzionale che permetta a uno Stato federale europeo di sostituirsi a quelli nazionali. Ne risulta un sistema ibrido che genera aspettative destinate a essere frustrate: la gente pretende che lo Stato risolva problemi concreti come quelli economici, sulla sicurezza e sull'immigrazione, ma i governi centrali non hanno più gli strumenti per gestirli. E siccome questa ambiguità è destinata a protrarsi nel tempo, i cittadini (in Italia, ma anche in altri Paesi come la Spagna) reagiranno rifugiandosi nelle uniche autorità che riconoscono con certezza, quelle locali. Gli effetti della globalizzazione e della crisi economica accentueranno questi meccanismi di autodifesa. Attenzione, sul lungo periodo lo sfaldamento dell'Italia non è più un'ipotesi inverosimile. Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 78 ) " (11 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (19) francia (16) germania (2) giornalismo (32) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (20) islam (12) Italia (86) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Giuseppe Flavio: Un giorno che San Filippo Neri cercava di mantenere buoni i suoi ragazzi insegnando loro... Ultime news Governo, Napolitano apre le consultazioniLo scrittore nemico di Israele: "Napolitano non venga a Torino"Le follie degli onorevoli: mutua a cani e gattiHillary punta l'Indiana Obama gioca in difesaVerona, tutti in cella i cinque aggressori Fini: "Più grave a Torino". 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Santoro e l'alibi del diritto di cronaca (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 107 del 2008-05-06 pagina 42 Santoro e l'alibi del diritto di cronaca di Paolo Granzotto Michele Santoro continua imperterrito a usare la Rai come meglio gli pare con l'alibi del "diritto di cronaca". Giovedì scorso ha trasmesso gran parte del comizio di Beppe Grillo senza contraddittorio. Sugli attacchi al Capo dello Stato e al professor Veronesi sono già intervenuti altri. A me preme confutare quel che ha detto sugli inceneritori. Il 12 dicembre 2006 il termovalorizzatore di Brescia è stato classificato al primo posto e definito dalla Wtertc (Waste to energy research and tecnology council), un organismo indipendente formato da scienziati di tutto il pianeta, come "il migliore impianto del mondo". Ma Grillo sa di "polveri sottili e di nanoparticelle nocive alla salute" esclusivamente in base a ciò che gli dicono padre Alex Zanotelli, Percy Allum, Fulvia Bandoli, Giuseppe Gomella, Fulco Pratesi, Patrizia Gentilizi, Franca Rame e tanti altri ecologisti che giudicano i termovalorizzatori un dono del demonio. Anche Walter Ganapini la pensava allo stesso modo, ma gli è bastato diventare, nel febbraio scorso, assessore all'Ambiente di Bassolino per cambiare idea e firmare la delibera regionale che stanzia 21milioni di euro per il completamento dell'inceneritore di Acerra. Lo stesso che contestò quand'era presidente di Greenpeace. Secondo una recente ordinanza del presidente Prodi si potranno bruciare in questo impianto anche le famigerate "ecoballe" prodotte dalla Impregilo dei fratelli Romiti, che, proprio per le "ecoballe" sono stati rinviati a giudizio, assieme a Bassolino. Ma a Grillo, a Santoro e a Travaglio queste cose non interessano. Come non interessa quel che ha scritto Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera del 22 dicembre 2007 a proposito dell'inceneritore di Venezia. Riporto parte di quell'articolo: "quel camino, che smaltisce ciò che resta dei rifiuti di 300mila abitanti, butta nell'aria 60mila milligrammi di polveri sottili ogni ora (...) pari a una cinquantina di auto Euro2". E sapete quante ce ne sono in Campania di auto così o più vecchie? Oltre 2milioni e 200mila. Pari a 44mila inceneritori come questo di Venezia". Pensate che Zanotelli, Gentilini, Gomella, la Bandoli, la Rame, Grillo e compagni hanno avuto il coraggio di contestare Stella? Assolutamente no. Se Michele Santoro vuol fare informazione corretta e completa, dia voce anche a quelli che la pensano diversamente da lui e dai suoi fedeli sostenitori. Altrimenti lasci "mamma Rai" (dicono che percepisca 800mila euro l'anno) e organizzi, a sue spese, un network nazionale con una ventina di emittenti locali, dalla Lombardia alla Sicilia. Quel famoso "telesogno" vagheggiato da lui e Maurizio Costanzo. Gerardo Mazziotti e-mail Visto, letto e sottoscritto, caro Mazziotti, ivi compreso l'auspicio che dopo tanto menare il can per l'aia Costanzo Maurizio dia vita a 'sto benedetto Telesogno senza il quale, pare, la democrazia rischia la termovalorizzazione. Insomma, va bene tutto, vanno bene le cappellate dello specializzato padre Alex Zanotelli e i salti della quaglia di Walter Ganapini. Bene anche le nano particelle e le ecoballe. Quest'ultime, benissimo. Però lei seguita a nominare tal Michele Santoro. Non ho capito bene: Michele chi? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Antifascismo prêt-à-porter (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 107 del 2008-05-06 pagina 0 Antifascismo prêt-à-porter di Gianni Baget Bozzo "Allarme sono fascisti!". Il pestaggio mortale a Verona fatto da cinque naziskin contro un giovane che aveva rifiutato loro una sigaretta è divenuto un indignato allarme della stampa italiana. Titolo di prima pagina a cominciare dai maggiori. Si era persa nel tempo l'eco della dichiarazione di Berlusconi che accettava il 25 aprile a condizione che esso fosse riconosciuto come festa di tutti coloro che avevano combattuto per la patria. Ma era ancora nell'aria l'accettazione di Gianfranco Fini della festa della liberazione, che pure aveva aperto il percorso delle morti rosse in tutto il nord, il celebrato triangolo della morte in Emilia. Giancarlo Pansa ha avuto il coraggio di testimoniarlo da antifascista. Ma questo suo titolo politico non gli ha risparmiato il tumulto comunista verso la sua attività di presentatore dei suoi libri. Era difficile pensare che gli sconfitti dell'aprile azzurro rinunciassero tanto facilmente all'antifascismo e all'antiberlusconismo. I postcomunisti non hanno mai compiuto il passaggio socialdemocratico fatto dalla socialdemocrazia spagnola e da quella tedesca, ambedue proprie di Paesi che avevano conosciuto regimi autoritari e totalitari. Mentre in Germania e in Spagna l'antifascismo è stato superato e ricondotto alla universalità della democrazia, in Italia è rimasto il patrimonio di un partito comunista che non ha mai voluto riconoscere che Turati e Matteotti avevano ragione contro Gramsci e Togliatti e che Craxi aveva fatto le scelte giuste ed Enrico Berlinguer quelle sbagliate. Il fischio del congresso socialista di Verona, nell'84 a Enrico Berlinguer fu un fischio socialista. Ed è stato ripagato con la distruzione del Psi e la dannazione della memoria di Bettino Craxi. Nel caso di Verona il primo a parlare di antifascismo è stato Massimo D'Alema a cui la dichiarazione di Fini non era bastata, voleva anche la professione di antifascismo. Come se si chiedesse a lui quella di anticomunismo, visto che i postcomunisti hanno voluto e imposto alla stampa che non si parlasse più di comunismo in Italia. E fosse visto come cosa nuova il gruppo dirigente dei burocrati che prese nel '94 il posto nel Pds dei comunisti storici, che erano stati una grande classe dirigente, a cui il Paese deve molto. Baffino ha ridotto tutto a se stesso: ed ora l'ira lo morde perché ha dovuto cedere le armi a Veltroni e Veltroni giace sul terreno. Torna l'antico dilemma: che fare? Di nuovo l'unità a sinistra con i desaparecidos del 13 e 14 aprile, rivitalizzare Bertinotti, riprendere Mussi? Ma ha perso definitivamente Prodi, l'avversario, ma anche il cattolico adulto che gli aveva permesso di fare il postcomunista senza pagare dazio. E l'antifascismo è buono per questo. Sa che la forza dei postcomunisti è stata quella di avere i giornalisti dalla loro, di nuovo ben lieti di avere un titolo legittimante per dire "esistiamo come identità ideale", nonostante Beppe Grillo. Ma cosa è questo antifascismo se non una nuova forma della lotta tra correnti interne al Ds del Partito democratico e quindi tra D'Alema e Veltroni? La stampa che ha sempre ignorato le stragi dopo la liberazione che solo Pansa ha testimoniato, non ha diritto a difendere la democrazia e la libertà, nemmeno contro i fascisti perché le ha già cedute al potenticchio di turno. bagetbozzo@ragionpolitica.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Lo scrittore nemico di Israele: "Napolitano non venga a Torino" (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 107 del 2008-05-06 pagina 0 Lo scrittore nemico di Israele: "Napolitano non venga a Torino" di Marco Zucchetti Ramadan, il cattivo maestro che giustifica le bombe, critica il presidente: "Con la sua visita al Salone sbaglia due volte" Milano - Vietato l'ingresso al Napolitano. Così, come si leggeva sui cartelli nei bar cittadini degli anni Cinquanta, la Torino antagonista si appresta ad accogliere il presidente della Repubblica. A dieci giorni dagli attacchi rivolti da Beppe Grillo alla massima carica dello Stato proprio da piazza San Carlo, Giorgio Napolitano subisce nuove intimidazioni. Stavolta per bocca degli "intellettuali" filo-palestinesi che boicottano la Fiera del libro, quest'anno dedicata al 60° anniversario della fondazione di Israele. è Tariq Ramadan, scrittore svizzero-francofono musulmano, a scagliarsi contro il presidente: "Venendo alla Fiera del libro, Napolitano commette un duplice errore - ha spiegato a margine del seminario “Le democrazie occidentali e la pulizia etnica in Palestina” in corso all'università di Torino -: il primo perché la sua presenza certifica che si tratta di un evento politico e non solo culturale; il secondo perché è pericoloso tacciare di antisemitismo chi critica lo Stato di Israele". Un affondo che precede la visita del capo dello Stato all'inaugurazione ufficiale della XXI edizione del salone, giovedì mattina al Lingotto. Nonostante Napolitano abbia in programma solo un incontro pubblico nella Sala dei 500 e una visita privata tra i padiglioni, il movimento "Free Palestine" ha accolto polemicamente la presenza istituzionale. "Boicottare è giusto - ha concluso Ramadan -, perché invitare ufficialmente lo Stato di Israele è un atto estremamente politico. Non esiste dibattito. Qui c'è spazio solo per posizioni filo-israeliane". Dal Quirinale giunge una nota di replica a queste "falsità": "Si tratta di una partecipazione in linea con altri eventi culturali in Italia. è inammissibile negare la legittimità dello Stato di Israele". Insomma, la tensione sale dopo il tam-tam mediatico con cui i movimenti internazionalisti si stanno mobilitando. L'ultima polemica verte sul percorso della manifestazione prevista per il 10 maggio, quando alle 14 i gruppi antagonisti si riuniranno in corso Marconi. Gli organizzatori del corteo hanno parlato di "zona rossa", dopo che il questore Stefano Berrettoni aveva vietato ogni presidio nei pressi della Fiera per il periodo del Salone. "Non vogliamo esacerbare gli animi - minacciano -, ma rileviamo che il questore, sotto pressione della lobby israeliana, ha blindato il Lingotto, vietando perfino il volantinaggio". Intanto la questura ha preparato un servizio d'ordine imponente, con circa 400 uomini tra carabinieri, poliziotti, unità antisabotaggio e unità cinofile. Così, mentre le delegazioni palestinese, cubana e venezuelana declinano l'invito, a livello politico si levano le condanne. Il presidente del Senato Renato Schifani ha commentato le iniziative come espressione "di settori politici che vivono in un clima di scontro di piazza", mentre Gianfranco Fini ha definito le loro "posizioni spalleggiate da una parte della sinistra radicale". Duro anche il senatore del Pd Roberto Della Seta, che si è scagliato contro Marco Rizzo e Gianni Vattimo, "che offrono sponda all'antisemitismo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il becchino sotto la Mole (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 107 del 2008-05-06 pagina 1 Il becchino sotto la Mole di Filippo Facci L'altro giorno, per riposarsi, il torinese Marco Travaglio ha scritto il milionesimo articolo contro Giuliano Ferrara. Non riesce proprio a sopportare che Ferrara sia considerato "intelligente" mentre lui solo una fotocopiatrice di verbali. La tesi, raffinata, è sempre quella: Ferrara è grasso, è un perdente, dove passa lui i candidati stramazzano, i giornali stentano, le battaglie pure. Ecco: a parte la sciatteria del metodo (se sostenessimo solo battaglie vincenti sai che bel mondo) ora provate ad applicare lo stesso metro a Travaglio medesimo. È passato dal Giornale alla Voce: la Voce ha chiuso. È passato al Borghese: il Borghese ha chiuso. È andato da Luttazzi: gli hanno chiuso il programma. Ha promosso Raiot della Guzzanti: non è mai andata in onda, e lo stesso vale per i programmi di Oliviero Beha e Massimo Fini. Ha sostenuto Santoro: Santoro è mancato dalla tv per il periodo più lungo della sua vita. Ha sostenuto la candidatura di Caselli all'Antimafia: hanno fatto una legge apposta per non farcelo andare. Ha sostenuto Woodcock: plof. Ha sostenuto la Forleo e De Magistris: una tragedia. Ora tremano in due: Beppe Grillo (già in discesa nei sondaggi) e il direttore dell'Unità Antonio Padellaro: Travaglio, infatti, è andato al V-day e ha protestato contro i fondi pubblici elargiti anche all'Unità, quelli che pagano i suoi articoli. Prossima battaglia: contro i torinesi che portano gramo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Si indigna solo chi è falso Rendere noti i dati è civiltà> (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 107 del 2008-05-06 pagina 2 "Si indigna solo chi è falso Rendere noti i dati è civiltà" di Mariateresa Conti da Milano Giampiero Mughini, qualcosa da obiettare sulla pubblicazione dei redditi dei vip, incluso il suo? "Visco mi mancherà. Non so come finirà tutta questa storia, ma approvo in pieno quello che è stato fatto. Qualche anno fa ho scritto che ognuno dovrebbe mettere sul biglietto da visita, oltre che nome e numero di telefono, reddito e quanto paga di tasse". Come, prego? Una persona si presenta e deve far sapere subito qual è il suo reddito? "Sì, questi dati dovrebbero stare sul biglietto da visita, è una questione di civiltà, perché spiegano chiaramente ognuno cos'è, cosa fa e cosa paga. Lavorare, guadagnare e pagare le tasse non è una vergogna". Il suo non è tra i redditi più alti... "È vero, appena 258mila euro - e circa 110mila di tasse - e faccio ben quattro lavori... Che miseria, mi vergogno, è troppo poco, devo dire al mio commercialista di fare un controllo, forse è sfuggito qualcosa...". Qualche reddito particolarmente basso che non la convince? "Be', io a tutti quelli che hanno dichiarato meno di 15mila euro manderei i carabinieri". E gli altri sono tutti veri? "Ma assolutamente no. Se leggiamo le cifre il nostro Paese è sull'orlo del disastro, almeno il 50, 60 per cento evade. Anche io sono un evasore, nel 2008 non ho dichiarato mille euro... È il sistema, mi ritrovo a lavorare con gente che mi dice: "Fai l'assegno a mia madre". Non sono la Fiat o le grandi imprese che evadono. Sono i medi e i piccoli che sfuggono. E anche in questi dati c'è qualcosa che non torna". Qualche caso specifico che l'ha particolarmente colpita? "Mi ha impressionato Anna Falchi praticamente alla fame". Pubblicazione giusta, dunque. Ma ci sono tanti che si sono indignati... "In Italia, a proposito di soldi, c'è un'ipocrisia che non finisce mai". Beppe Grillo è stato tra i più agguerriti... "Certo, perché oltre 4 milioni di euro di reddito non si conciliano con quello che lui vuol fare credere di essere. Si indigna chi vuole dare di sé un'immagine diversa dalla realtà. Ha parlato addirittura di rischio sequestri. Avanti i rapitori che consultano la dichiarazione dei redditi invece di guardare immobili e auto prima di scegliere la vittima". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Silvio Berlusconi non è l'italiano più ricco (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Merate" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

CURIOSITA' SILVIO BERLUSCONI NON È L'ITALIANO PIÙ RICCO richiedi la foto Giorgio armani richiedi la foto Silvio Berlusconi richiedi la foto Massimo Moratti richiedi la foto Zlatan Ibrahimovic richiedi la foto Beppe Grillo Lecco - Il Fisco mette in rete le dichiarazioni dei redditi degli italiani e la magistratura mette sotto inchiesta il viceministro che l'ha fatto. Vincenzo Visco avrebbe violato la privacy dei contribuenti. Ma un italiano su due, secondo i sondaggi che i mass media si sono affrettati a commissionare, è favorevole. Tutti sono curiosi di sapere non tanto quanto guadagna il vicino di casa, ma se il dirimpettaio che viaggia in Porsche Cayenne, passa il Natale alle Maldive e i fine settimana in Sardegna, paga o no le tasse. Mercoledì scorso il sito ww.agenziedelleentrate.it è andato subito in tilt perché migliaia di persone hanno cercato di andare a curiosare nelle liste alla ricerca di quanto hanno denunciato di aver guadagnato nel 2005 Totti, Berlusconi o il famoso vicino di casa. Alla fine è intervenuto il Garante della privacy che ha bloccato tutto. E adesso la pratica è nella mani del pm di Roma Franco Ionta. Ma quanto guadagnano questi italiani? Il più ricco non è Silvio Berlusconi, il vincitori delle elezioni, ma il quarantenne Carlo Micheli, figlio di Francesco noto finanziere, che ha dichiarato un reddito di 101.255.692 euro grazie a una serie di partecipazioni in società tra cui Fastweb (detiene il 20% del capitale). Il Cavaliere è battuto anche dai big della moda. Giorgio Armani dichiara infatti 44.963.206 euro, Domenico Dolce 29.708.241 euro, Stefano Gabbana 29.651.255 euro. SilvioBerlusconi dichiara "solo" 28.033.122, una decina di milioni in più del presidente dell'Inter Massimo Moratti (19.973.080) e del petroliere Gianmarco Moratti (19.820.146), marito del sindaco di Milano Letizia Brachetto Moratti. Tornando agli stilisti, Miuccia Prada denuncia 5.128.995 euro il doppio di Donatella Versace (2.208.865). A dominare la lista del fisco sono i calciatori guidati da Bobo Vieri con i suoi 22,4 milioni di euro, il doppio dell'ex milanista Andry Shevchenko (11.433.968), di Francesco Totti (10.085,431) e dell'ex ct della nazionale Cesare Maldini (9.287.536). Seguono David Trezeguet (9.256.416), Alessandro Nesta (8.330.450), Adriano (7.590.117), Lilian Thuram (7.582.195), Pippo Inzaghi (7.317.241), Vincenzo Montella (7.155.209) Juan Sebastián Verón (5.820.238), Zlatlan Ibrahimovic (5.193.896), Dida (5.122.588), Rino Gattuso (5.085.161), Dejan Stankovic (4.934.769), Zebina (4.725.941), AntonioCassano (4.550.599), Cafù (4.459.239), Kaka Kaladze (4.304.092), Serginho (4.193.619), Massimo Ambrosini (4.129.201), Julio Cruz (3.099.584), Esteban Cambiasso (2.999.013), Cesar (2.585.052) Figo (2.045.676) Nel mondo dello spettacolo svetta Maurizio Costanzo con 4.290.152 euro. La moglie Maria De Filippi ne dichiara poco meno: 3.986.027. Beppe Grillo dichiara 4.272.591 euro. Paolo Bonolis con 3.860.759 guadagna il doppio del compagno di scena Luca Laurenti (1.525.799). L'attore e regista Leonardo Pieraccioni (3.727.861) batte Fiorello (3.637.437) e il premio Oscar Roberto Benigni (3.580.995), la cui moglie, Nicoletta Braschi, dichiara 1.699.365 quasi la stessa cifra di un altro premio Oscar, Ennio Morricone (1.700.201) e del cantante Eros Ramozzotti (1.566.531). Il produttore Vittorio Cecchi Gori dichiara 3.522.757, il regista Carlo Vanzina 1.480.504 battuto da Gigi Proietti (1.690.882) e da Christian De Sica (1.573.242). Andrea Camilleri, il papà del commissario Salvo Montalbano dichiara 1.492.453 euro, più del cantante Claudio Baglioni (1.407.932) e dell'immobiliarista Stefano Ricucci (1.320.405). Luciana Littizzetto denuncia 1.824.084 euro, il cantante Vasco Rossi 1.711.421, il collega Lucio Dalla 1.322.270. Ben piazzata anche la coppia Luca e Paolo di Camera Caffè: Paolo Kessisoglu denuncia 1.017.077 euro, Luca Bizzarri 793.514. Il noto avvocato Anna Bernardini De Pace denuncia 1.588.272 euro, quasi il doppio il giornalista Bruno Vespa, 2.856.998, che batte il collega Giuliano Ferrara (1.978.158). L'ex ministro della Sanità Umberto Veronesi a capo dell'Ieo, l'Istituto Europeo di Oncologia, dichiara un reddito di 1.784.502 euro, di poco inferiore a quello del noto architetto Massimiliano Fuksas (1.959.919). Da segnalare anche i redditi della meratese Diana Bracco, vicepresidente di Confindustria, guadagna 2.942.588. Articolo pubblicato il 06/05/08 Franca Gerosa.

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Redditi vip: attori e personaggi tv, ecco quanto guadagnano (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Mag 08 6 Redditi vip: attori e personaggi tv, ecco quanto guadagnano Pubblicato da Matteo, Blogosfere staff alle 09:42 in Riportiamo un post di Tele dico io che riporta i redditi dei vip che appartengono al mondo dello spettacolo. di Matteo Failla Non credo ci sia bisogno di commenti. Italia Oggi pubblica i redditi dei vip. In alcuni casi mi viene da sorridere. E' bello fare gli alternativi con un conto così in banca. Ci sono anche delle sorprese, personaggi che pensavo più ricchi in realtà guadagnano bene ma non sono al top della classifica, e magari se lo meriterebbero anche. Non so, una come la Fabiani perchè solo 99mila euro? Diamole di più. Colletta? I redditi fanno riferimento al 2005, quindi qualcuno oggi guadagna di più e qualcuno meno. Vediamo un po'. Pubblico solo i redditi dei personaggi che fanno parte del mondo della tv e dello spettacolo. Tanto per fare un esempio ho tralasciato i cantanti. Claudio Amendola: 1.862.286 Manuela Arcuri: 167.427 Roberto Benigni: 3.580.995 Daria Bignardi: 572.760 Claudio Bisio: 2.299.611 Fabio Volo: 577.001 Paolo Bonolis: 3.860.759 Elisabetta Canalis: 377.504 Carlo Conti: 988.640 Maurizio Costanzo: 4.290.152 Maria De Filippi: 3.986.027 Paolo Del Debbio: 647.809 Linus: 718.905 Alessia Fabiani: 99.495 Sabrina Ferilli: 423.829 Aldo Grasso: 216.145 Ezio Greggio: 1.523.368 Beppe Grillo: 4.272.591 Luciana Littizzetto: 1.824.084 Gabriele Muccino: 28.389 Silvio Muccino: 269.290 Michele Santoro: 118.752 Nicola Savino: 201.647 Marco Travaglio: 282.280 Simona Ventura: 1.677.193 Costantino Vitagliano: 463.785.

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"Una zona rossa" contro il dissenso intorno al Lingotto. Arriva il presidente Napolitano e Grillo da forfait (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Mag 08 6 "Una zona rossa" contro il dissenso intorno al Lingotto. Arriva il presidente Napolitano e Grillo da forfait Pubblicato da Marilena De Giorgio alle 12:15 in Arte e Cultura, Cronaca "Sarà una Fiera blindata", "una zona rossa" intorno al Lingotto, "l'inaugurazione con il presidente Napolitano avverrà a porte chiuse". A leggere i quotidiani in queste ore sembra proprio che Torino sarà messa a ferro e fuoco dagli estremisti e non ci saranno spazi di confronto nella manifestazione culturale più importante per la città. La manifestazione di dissenso di Free Palestine del 10 mattina è considerata potenzialmente pericolosa e qualsiasi dimostrazione di opposizione alla scelta di Librolandia di celebrare la cultura israeliana in questa XXI edizione viene tacciata come anti-culturale e ostile; è accaduto anche dopo la scelta dell'Università di tenere un convegno filopalestinese cui ha preso parte, tra gli altri, anche lo scrittore islamico, Tariq Ramadan, fermo sostenitore del boicottaggio e dell'inopportunità che il presidente della Repubblica partecipini come esponente politico. Il direttore della Fiera Libro, Ernesto Ferrero ha precisato che Napolitano non accetterà di visitare i padiglioni del Lingotto in un clima di rigido controllo, ma pare proprio che, per ragioni di sicurezza, siano state prese misure rigorose e non si sa ancora quanta parte dell'inaugurazione sarà pubblica. Ferrero ci ha anche detto che sono infondate le manifestazioni di dissenso, le bandiere bruciate, che la scelta di avere Israele ospite in Fiera ha a che fare con la sua cultura e non con la politica. Certo è che in queste ore le istituzioni dovrebbero esercitarsi in una equilibrata espressione del proprio pensiero, invece la terza carica dello Stato, il presidente della Camera, Gianfranco Fini ha dichiarato di giudicare meno grave "la bestiale violenza" dei neonazisti di Verona rispetto alle proteste antisraeliane di Torino. Nel caso ce ne fosse bisogno, e ce n'è bisogno, è decisamente il modo meno indicato per stemperare le polemiche. Beppe Grillo avrebbe dovuto partecipare ad un convegno a chiusura dell'evento ma, dal suo blog ha scritto di "censura preventiva alla Fiera del Libro" in seguito all'invito del direttore Ferrero a non fare comizi ma spiegare il valore della lettura e "sostituire le invettive con un appello a favore della cultura”. Ma non basterà, semplicemente, che ciascuno faccia la propria parte perchè la manifestazione nel suo complesso, anche le manifestazioni di dissenso lecito in un paese democratico, si svolga nel modo più regolare possibile? Che i vigili urbani regolino il traffico cittadino in uno dei quartieri più congestionati dai lavori pubblici, ad esempio (sempre nel caso che si sia pensato per tempo a strutturare percorsi alternativi); che le Forze dell'Ordine esercitino la loro funzione, appunto, di mantenimento dell'Ordine Pubblico; che chi vorrrà manifestare la contrarietà ad una scelta ritenuta politica lo faccia senza valicare i confini della legalità. Fino ad oggi ciascuno, nelle sedi preposte alla discussione, ha potuto dire la sua. Siamo certi che sarà così nei giorni della kermesse culturale. La condanna per le bandiere incendiate è doverosa, seppur considerata come un atto simbolico. Il punto riteniamo sia un altro: perchè questo Paese, perchè la politica di Israele crea ancora reazioni così controverse e dicotomiche? E' solo antisemitismo o c'è dell'altro? Cosa ne pensate?.

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BELLEZZA (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

FIERA DEL LIBRO. L'EDIZIONE FORSE PIÙ PROBLEMATICA DELLA STORIA DELLA KERMESSE DI TORINO, CHE SI APRIRÀ GIOVEDÌ, AVRÀ UN TEMA SOAVE, ACCATTIVANTE BELLEZZA CHE SALVA L'edizione forse più problematica della storia della Fiera del Libro di Torino, lunga ormai 21 anni, quella che si terrà da giovedì a lunedì prossimi al Lingotto, "rea" secondo i suoi detrattori di aver deciso di ospitare Israele nel suo 60/o anniversario, avrà, come per contrasto, un tema soave, accattivante, filosofico, la bellezza. E il titolo, "Ci salverà la bellezza" è mutuato da una domanda che un personaggio dell'"Idiota" di Dostoevskij pone al principe Myskin: "La bellezza salverà il mondo?". E a snocciolare questo tema ci saranno ben 850 incontri con 2.000 relatori. Un numero record che fa sperare agli organizzatori di eguagliare gli oltre 300.000 visitatori dell'anno scorso. E questo in barba a chi promuove il boicottaggio e a chi paventa un fallimento per via delle polemiche: le prenotazioni negli alberghi, praticamente tutti pieni in città, le richieste di accreditamento e le prenotazioni per partecipare alla Fiera fanno pensare ad una Fiera da record. Avrebbe dovuto esserci anche Beppe Grillo, inserito nel programma di lunedì, purchè, hanno avvertito gli organizzatori, non faccia "comizi", ma magari un appello alla lettura o parli di un libro. Ma Grillo dal suo blog ha detto che non parteciperà, non rinunciando però al suo intervento: lunedì alle 14,30 parlerà in diretta streaming da casa sua. LA PRESENZA DI ISRAELE. Un'edizione in cui la parte del leone la fanno gli scrittori israeliani, a fronte, purtroppo, di diverse defezioni di intellettuali sia palestinesi, sia israeliani in segno di protesta. Il primo atteso intervento è quello del decano Aharon Appelfeld che terrà la prolusione la sera inaugurale di domani 7 alla Reggia di Venaria. Giovedì ci sarà Abraham Yehoshua con il suo nuovo libro "Fuoco amico" e che riceverà il premio del festival di Cultura Ebraica OyOyOy. Tra gli altri nomi l'irakeno Sami Michael, rifugiato in Israele nel 1949, Zvi Yanai, Meir Shalev che presenterà il suo ultimo libro "Il ragazzo e la colomba" (Frassinelli), Alon Altares, Etgar Keret, il rabbino Adin Steinsaltz, autore di una monumentale edizione commentata del Talmud, Shlomo Venezia, uno dei pochissimi superstiti dei Sonderkommando. Molte le scrittrici tra cui Savyon Liebrecht e Zeruya Shalev e gli uomini di cinema e spettacolo come Amos Gitai. I GRANDI NOMI. Sono attesi al Lingotto, tra gli altri, l'americano Gore Vidal, lo sloveno di Trieste Boris Pahor, le americane Susan Vreeland e Geraldine Books, lo spagnolo Ignacio Paco Taibo II che dialogherà con Fausto Bertinotti (la cui presenza in Fiera è stato tanto contestata alla manifestazione del primo maggio a Torino), i francesi Philippe Forest, Gilles Leroy e Andrè Michaux, il tedesco Arno Geiger, Magdi Allam, Enzo Bianchi, Giorgio Faletti, Gian Antonio Stella e Marco Rizzo che presenteranno il loro nuovo libro, Dario Fo. Si presenteranno in duplice veste di artisti e scrittori Max Pezzali, Giovanni Allevi e Elisa. DALLA GIUSTIZIA ALLA THYSSENKRUPP. Tra i grandi temi di quest'anno ci sono la giustizia e la sicurezza sul lavoro. Di giustizia parleranno Gherardo Colombo, Luigi Ferrarella, Luciano Violante, del caso Moro Fernando Imposimato e altri, di Mafia Pino Arlacchi. La tragedia della Thyssen verrà ricordata con la lettura di un reportage di Ezio Mauro da parte degli attori dell'Ambra Jovinelli e di Paola Cortellesi. LINGUA MADRE. Anche quest'anno saranno in Fiera scrittori, intellettuali, artisti provenienti da tutti continenti e verranno premiate le vincitrici del Concorso Letterario nazionale Lingua Madre. NUOVI EDITORI. Tra i 75 nuovi editori della Fiera di quest' anno (l'anno scorso furono 30) ci sono Baldini Castoldi Dalai, Marco Tropea Editore, Editoriale Domus, Comunità Ebraica Torino, Archivio Storico Olivetti. BOOKSTOCK VILLAGE. Torna, ingrandita e sviluppata l'area dedicata ai giovani da 10 a 18 anni. Il cuore sarà un'arena da 250 posti. Molti gli appuntamenti, curati da Giuseppe Culicchia, tra cui quelli sui 60 anni della Costituzione.

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Durante il ponte si spengono le tv (sezione: Grillo)

( da "Opinione, L'" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Oggi è Mar, 06 Mag 2008 Edizione 87 del 06-05-2008 Sfida a colpi di fiction?a spuntarla sono "I Cesaroni" Durante il ponte si spengono le tv di Alessandra Palma Nel clima vacanziero del 1° Maggio la tv non va in vacanza, ma accusa il colpo e nella fascia oraria di maggiore ascolto, il prime time, vede spegnersi di colpo una media di oltre 2 milioni di televisori: a rimanere davanti al piccolo schermo sono 23.680.000 spettatori, contro gli oltre 26 milioni registrati mediamente nel mese di aprile. A tradire la tv sono gli ascoltatori di tutte le età, con il target commerciale 25-54 anni che cala di circa 950mila telespettatori, e le donne che scendono di oltre 1 milione e 600mila unità. A farne le spese è soprattutto la fiction, presenza fissa nei palinsesti Rai e Mediaset. A darsi battaglia sono "Capri ? La nuova serie", trasmessa da Rai Uno, e "I Cesaroni", in onda con episodio singolo su Canale 5. A spuntarla è la serie prodotta dalla Publispei che incassa un ascolto medio di 5.472.000 spettatori, pari a uno share del 22,15%, raccolto in gran parte tra i giovani: a seguire le esilaranti gag del trio Amendola-Tortora-Fassari sono soprattutto i bambini tra i 4 e i 7 anni (47,20% di share) e gli 8-14enni (50,15%), mentre ottimi risultati si toccano tra gli adolescenti 15-24enni (38,38%), fan accaniti di Marco ed Eva. Sull'altro fronte la fiction di Rai Uno cala rispetto alla scorsa settimana e agguanta un ascolto medio di 5.341.000 telespettatori, pari al 22,31% di share, che scende a 5.248.000 ascoltatori e al 21,24% nel periodo di sovrapposizione con la serie di Canale 5. A giudicare dai dati, "Capri" e la "Garbatella" si dividono il pubblico: la fiction con Kaspar Capparoni, Grabiella Pession e Sergio Assisi, infatti, non raccoglie grandi consensi tra i giovani ma spopola tra le donne (27,68 di share) e tra gli over 55enni, con i telespettatori ultra 65enni che raggiungono il 32,87%. A due settimane di distanza dalle elezioni non accenna a diminuire l'interesse degli italiani per la politica e l'informazione; ne è riprova l'ascolto record di "Annozero" che con una puntata incentrata sul fenomeno sociale e (anti)politico di Beppe Grillo, sviscerato anche attraverso accesi dibattiti tra Vittorio Sgarbi e Marco Travaglio, tiene incollati agli schermi di Rai Due una media di 3.685.000 spettatori, pari a una share del 15,79%. Deludenti gli ascolti del Concerto del 1° Maggio, trasmesso da Rai Tre. A presentare la manifestazione, quest'anno dedicata alle "morti bianchi", uno dei giovani attori più quotati del cinema italiano, Claudio Santamaria, che insieme ad altri colleghi (Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Sabrina Impacciatore) tira giù il lungo elenco dei morti sul lavoro nell'ultimo anno in Italia. La folla a Piazza San Giovanni è quella di sempre, i dati Auditel un po' meno: a seguire il concerto in tv sono solamente 959.000 spettatori, pari ad appena il 4,32% di share.

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Dal demondezzare al banderuolismo (sezione: Grillo)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-05-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Grillo

Commenti Pagina 315 Neologismi da sedicesima legislatura Dal demondezzare al banderuolismo Neologismi da sedicesima legislatura --> Silvio Berlusconi ha sentenziato: "L'Unione Europea deve smetterla di zignare su Alitalia". Apriti cielo. Zignacosa? E via con il valzer del "cosa avrà voluto dire?". I dizionari tacciono. La Rete non dà risposte certe. Che sia una deformazione arcoriana dell'intransitivo zillare (da zillo, onomatopeico del verso delle cavallette, già usato dal Pascoli)? Ma è stato proprio il Cav. a svelare l'arcano, precisando che lo "zigno" è il fastidioso tormento inflitto dalle zanzare al lato b degli elefanti. Precisazioni etimologiche a parte, il neoacclamato premier potrebbe aver lanciato una nuova moda fra i politici. Quella del coniare neologismi. E già sembra partita la competizione. Antonio Bassolino pare stia per bandire una crociata per "demondezzare" la Campania. Walter Veltroni starebbe pensando di organizzare una più sistematica "pidizzazione" del Nord Italia, per strapparlo al più presto al Carroccio. Lo stesso Carroccio che, Umberto Bossi dixit, è pronto a "fucilizzarsi" se lo stesso Silvio continuerà a mettere paletti, pardon, a "zignare" contro i lumbard. Gianni Alemanno, intanto, festeggia la "rifiglidellalupazione" del Campidoglio, consegnatogli su un piatto d'argento da Francesco Rutelli, che, secondo gli analisti, non ha saputo "rassicurezzare" adeguatamente i cittadini della Capitale, "romcondannando" la situazione di degrado delle periferie. Qualcuno, poi, si lecca le ferite, cercando di "rioperaizzare" il proprio appeal dopo la débâcle elettorale, come Franco Giordano e Fausto Bertinotti, che sta anche provando a "decachemirezzare" in toto la Sinistra. Qualcun altro, invece, medita sull'opportunità di abbandonare il "banderuolismo", primi fra tutti Lamberto Dini e Clemente Mastella. Altri ancora si godono il momento di grazia. Come il nuovo presidente del Senato, Renato Schifani, protagonista indiscusso del nuovo corso "chilavrebbemaidettista". E Gianfranco Fini, suo omologo alla Camera, che ha visto ancora una volta trionfare il tanto discusso "fiuggismo". Saltando il presunto eroismo "siculo-manganico" di Marcello Dell'Utri e il successo della "cannolocrazia" di Totò Cuffaro, bypassando il "volismostatale" di Roberto Speciale e la "referendumizzazione" del popolo auspicata da Beppe Grillo, infine, si arriva direttamente all'unico vero antagonista del Cavaliere in questa spietata competizione all'ultimo conio di vocabolo. Ovvero Antonio Di Pietro: contro la potenza del "chec'azzecchismo", infatti, non ci sono mosche, elefanti, cavallette e zigni che tengano. LUIGI BARNABA FRIGOLI.

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Quando Veronesi finisce nel mirino (sezione: Grillo)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Prima Pagina Pagina 2 Le accuse in televisione Quando Veronesi finisce nel mirino Le accuse in televisione di Leonardo Tondo --> di Leonardo Tondo C'era da aspettarsi la reazione di Petruccioli ai richiami di un maggior controllo sulla trasmissione Annozero di giovedì scorso. Motivo della critica: un intero programma dedicato all'ultimo V-day del 25 aprile di Beppe Grillo, ex-comico oggi tribuno del popolo diventato famoso per gli insulti contro i protagonisti della politica e dell'establishment in generale. Critica d'ufficio. Una difesa di Santoro o soltanto un no comment avrebbe suscitato un certo polverone magari anche con qualche rischio per la sua poltrona di presidente Rai. Il conduttore risponde che Grillo come soggetto politico ha diritto come altri a uno spazio televisivo (dargli torto?). Le sue esternazioni possono piacere o non piacere, ma questo accade per tutti i discorsi dei personaggi pubblici che suscitano entusiasmo da una parte e insulti dall'altra. Essenza della democrazia o no? L'indignazione generale sarebbe stata scatenata in particolare da alcune osservazioni su Veronesi, soprannominato da Grillo "Cancronesi". Su di lui, il comico-tribuno ha sollevato un problema di conflitto d'interesse ideologico (ha usato però espressioni più dirette) quando l'oncologo avrebbe testimoniato che le emissioni di alcuni inceneritori avevano un tasso cancerogeno pari a zero. Il conflitto starebbe nel finanziamento della ricerca sul cancro da parte di alcune società che hanno tutto l'interesse a dire che non esiste rischio per la salute, come Eni o Enel oppure di una società francese che produce proprio inceneritori. Il famoso medico è stato anche paragonato a una società per azioni per la sua abilità affaristica, come se fosse una cosa cattiva. Si sa che i finanziamenti statali per la ricerca in Italia sono ridicoli e va riconosciuto il merito di Veronesi di essere riuscito a far mettere le mani in tasca ai potenti e alle loro società per la battaglia contro il cancro che va a vantaggio di tutti. Di medici con quella capacità ce ne vorrebbero molti, ma se le affermazioni di Grillo fossero del tutto vere, più di un dubbio potrebbe essere sollevato sulle rassicurazioni dell'oncologo. Il guizzo della puntata di Annozero in questione è stata però la reazione di Sgarbi, svelatosi per l'occasione non esattamente un ammiratore di Grillo. Si è alzato più volte dalla sua poltroncina come per andarsene ma più volte è tornato sui suoi passi, urlando volgarità nei confronti del comico, di Santoro e della sua vittima designata, Marco Travaglio, anche lui ospite in studio. Da ammirare la reazione compassata di quest'ultimo alle offese dell'ex critico d'arte oggi tribuno del popolo, diventato famoso per i suoi insulti contro tutti. Anche Santoro, inaspettatamente, ha mantenuto una grande calma e ha giustamente risposto che spetta a Veronesi difendersi nelle sedi opportune alle affermazioni di Grillo, nel caso le riconoscesse come calunniose. Ragionamento che non fa una piega. Strano posto l'Italia dove due personaggi che urlano insulti ricevano tanta attenzione e usino tanto spazio pubblico. Strano posto anche per la presenza di trasmissioni così lontane dai luoghi comuni dove due personaggi tanto autentici trovano modo di esprimersi fuori dagli schemi. Però criticare Santoro solo per la presenza di Grillo e non per quella di Sgarbi è un'offesa alla pari opportunità alla parolaccia.

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La differenza tra atti pubblici e (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

La differenzatra atti pubblicie pubbicabiliI dati relativi ai redditi sono pubblici da tempo, ma un conto è doverli andare a cercare nei competenti uffici, mentre altra cosa è metterli a disposizione in rete. Se si pubblicano i redditi, per lo stesso motivo allora, dovrebbero essere messi in rete anche tutti gli altri dati pubblici (quelli del Pubblico registro automobilistico, quelli degli elenchi ditte delle Camere di Commercio, etc). Invece, per la maggior parte dei dati, anche se pubblici, è necessario fare apposite visure e pagare un corrispettivo in denaro.Al di là poi degli inevitabili problemi di conflitto con le norme sulla privacy, ciò che più conta è che la pubblicazione dei redditi può portare pericolosamente a conclusioni affrettate da parte di chiunque a causa della estrema limitatezza dei dati messi in rete, sia in quanto riguardanti un solo anno contributivo, sia per l'assenza dei motivi economico-finanziari che hanno portato alla determinazione del reddito (è un po' come pubblicare i nomi delle persone condannate per aver commesso dei reati, senza conoscere il tipo di reato, il tipo di condanna, etc).Da evidenziare poi un paradosso. Poco più di un anno fa, alcuni funzionari dell'amministrazione finanziaria furono perseguiti perché erano andati a curiosare nelle banche dati al fine di vedere i redditi di qualche politico noto, senza che vi fosse una effettiva esigenza investigativa. Oggi, praticamente, sono gli stessi politici che chiesero di procedere contro quei funzionari a mettere in rete i redditi a disposizione di tutti.Nicola PizzatoPadovaDa Viscoun commiatopoco eleganteÈ vero, la trovata dei redditi su internet del viceministro Vincenzo Visco non è stata un gesto di commiato elegante. Sicuramente ci sono però altresì nette violazioni di legge: altrimenti perché da anni non pubblichereste più le notizie sui nati, sposati, deceduti? Perché l'elenco telefonico non riporterebbe più nomi e numeri, se non previa autorizzazione di ciascuno?Queste forme di imbarbarimento, quasi di bullismo alla moda, forse costituiscono una delle cause principali della sconfitta della sinistra italiana: probabilmente l'elettore, che ha deciso di voltar faccia, senza avvertirlo coscientemente provava un senso di disgusto per tutto quanto sopportiamo da troppi anni, senza alcuna utilità. Quando faccio un misero vaglia per acquistare un libro devo informare il fisco, facendomi venir in mente il codice fiscale, assolutamente inutile. Per le spiate al telefono sappiamo quanto si sperpera, però poi mancano le biro nelle cancellerie. Ci han riempito di telecamere dappertutto, ma la nostra sicurezza è scarsamente tutelata. Imperterriti ci vessano ogni anno di targhe alterne (pur se riconosciute poco utili dagli enti sanitari di controllo), di limiti di velocità e di semafori rubasoldi, mentre gli incidenti non cessano, anche perché le buche sulle strade, di notte pericolosissime, rimangono lì a lungo. Vengono chiuse le serrande di quanti, pur soggetti agli studi di settore, non mostrano lo scontrino emesso, cui nessun paese attribuisce valore fiscale; però quanti vendono merce contraffatta davanti ai medesimi negozi si propone di assumerli nella pubblica amministrazione.Molti cittadini si sono davvero stufati! Ci raccontano che la tassazione è in vetta per colpa dei molti più evasori che negli altri paesi; che diverse persone si stanno impoverendo non a causa di una malagestione del paese, ma perché altre si sono arricchite (qualcuna sì, è fisiologico in ogni cambiamento). Inducono così l'idea che la delazione e lo spionaggio siano virtuosi. Eppure Ignazio Visco (non so se sia parente), nel libro L'economia italiana (ed. il Mulino), riporta che l'indice della concentrazione del reddito (in una scala 0-100, dove zero è quando tutti hanno le stesse cose, cento è lo sceicco con mille mogli) ha nei paesi avanzati valori fra 20 e 50 e che in Italia negli ultimi trent'anni è oscillato fra 32 e 37; altre fonti riportano per l'Italia un valore attorno a 31, per la Francia e per la Gran Bretagna 33, per gli Stati Uniti 40. Allora forse ci raccontano qualche frottola.Osvaldo CarlonVeneziaÈ diventatoil catalogodei "rapibili"Tutti i redditi degli italiani a disposizione in internet. Dove hanno libero accesso anche mafiosi, malfattori e gente che ha a portata di mouse il catalogo italiano dei rapibili, quelli che se gli sequestri il figlio sicuramente hanno i soldi per pagare senza battere ciglio. Prodi li ha tirati fuori dalle galere, Visco mette loro a disposizione gli strumenti più sofisticati per permettere loro di lavorare colpendo dove si è sicuri di ottenere qualcosa.Vito ParcherChiusa (Bz)Studi di settore,non darò i miei datia chi può spifferarliAll'indomani dello scandalo sulle dichiarazioni dei redditi online mi arriva dal commercialista l'ennesimo agglomerato di pagine inutili da compilare nel quale l'Agenzia delle entrate mi chiede tutta una serie di informazioni. Si chiamano studi di settore e l'agenzia vuole sapere quanta corrente ho consumato, quante e quali attrezzature possiedo, quante e quali materie prime ho acquistato e lavorato. Il tutto serve per farmi i conti in tasca (ovviamente sbagliati) e in definitiva per trovare un modo per accusarmi di essere un evasore perché evidentemente loro sanno per certo quanto devo aver guadagnato. No, mi spiace, questa volta non ci stiamo. Il mio know-how non lo do a chi un domani può spifferarlo ai quattro venti a disposizione di chiunque.Mario MoreggiMa a cosa serveil garantedella privacyL'accesso ai dati dei redditi degli italiani dimostra una sola cosa: a cosa serve l'autorità garante della privacy?Umberto BocusVeneziaBeppe Grilloe quei 4 milioni:non si arrabbiPiù che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se Beppe Grillo dichiara 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l'entità del reddito da dichiarare.Gianfranco MortoniMantovaI nostri guadagnidevono esseretutelatiAprendo il Gazzettino di domenica 4 maggio mi son meravigliato nel vedere pubblicati alcuni nomi dell'elenco delle denuncie dei redditi 2005. Sono contrario alla pubblicazione on-line di tali dati, sia per questioni di sicurezza ma anche perché oggi come non mai la vita privata è diventata quasi pubblica, si sa tutto di tutti, almeno i redditi lasciamoli "coperti". Ritengo, forse mi sbaglio, che anche il reddito sia un dato sensibile: come tale deve essere tutelato e non lasciato alla mercè di tutti.Marco MagroAbano Terme.

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Per l'Adunata, Provincia e Coldiretti lanciano la promozione dei prodotti tipici (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

"Cari alpini, il Vicentino non è solo la terra della grappa e del Palladio: ci sono un sacco di prodotti agroalimentari da scoprire o riscoprire". L'adunata di Bassano è vista dalla Provincia come una vetrina importante per pubblicizzare cibi e bevande tipici della nostra terra. "Mangia genuino, mangia vicentino" è lo slogan di uno striscione che i cittadini di Vicenza e provincia hanno già avuto modo di vedere da alcuni giorni sulle strade del territorio. L'assessore provinciale all'agricoltura Luigino Vascon, il presidente di Coldiretti Diego Meggiolaro e quello di Sapori del Palladio Dino Panozzo hanno spiegato ieri a Palazzo Nievo cosa c'è dietro: "È un'operazione a favore della vicentinità: non in senso meramente campanilistico, ma anche economico", dice Vascon. "Con quello slogan viaggeranno per la Provincia una settantina di autobus e tutti i taxi della città. Una quarantina poi gli striscioni stradali sparsi un po' ovunque, a parte la zona di Marostica e Bassano, dove gli alpini ci hanno preceduto"."All'adunata però saremo presenti facendo conoscere i nostri prodotti agli operatori nazionali dell'informazione". Come? Attraverso uno zainetto omaggio (sempre "made in Vicenza") contenente il pregiato Olio dei Berici e del Bassanese, il Mais Marano, il riso di Grumolo delle Abbadesse, il pluripremiato formaggio del Pennar e il miele. "A parte il pesce di mare, il nostro territorio offre di tutto: sta anche a noi consumatori vicentini aiutare l'economia locale scegliendo i nostri prodotti invece di essere esterofili. Se non si mettono le basi per creare imprenditoria agricola nelle zone collinari e montane, pari al 72\% della provincia, e attraverso essa reddito, prima saranno gli uomini a scendere e poi le nostre montagne".Il territorio agricolo della provincia si sta riducendo ma i prodotti di qualità sono tanti: ben novanta le varietà certificate a livello comunitario. Meggiolaro punta sul "menù a chilometri zero" anche per un ragionamento che ricorda il Beppe Grillo ecologista: "Consumare i prodotti locali fa risparmiare anche energia e benzina. Faccio un esempio: ci sono camion che portano al sud l'acqua Recoaro e altri che salgono per portare la Fiuggi. Il risparmio sui costi di trasporto comporterebbe prezzi più bassi anche per i consumatori. Ci rendiamo conto che il nostro lavoro è reso più difficile dalle logiche della grande distribuzione".Appena pubblicata dalla Provincia anche una nuova guida agli agriturismo del Vicentino suddivisi per zone geografiche.Enrico Soli.

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LETTERE E OPINIONI (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Su GrillolinciaggiomediaticoIl linciaggio mediatico a cui è stato sottoposto Beppe Grillo in questi giorni è quanto di più incongruo l'intelligenza umana possa partorire. Sino a quando Grillo faceva comodo perché le sue accuse al sistema politico facevano notizia e quindi faceva vendere giornali o aumentava lo "share" televisivo andava tutto bene.Quando ha iniziato a toccare il giornalismo, i giornalisti ed il loro ordine professionale, improvvisamente l'Italia, grazie ai media medesimi, si è ribellata al fatto che egli fosse delittuosamente ricco e sfacciatamente di sinistra.I "media" sono riusciti a scatenargli una reazione contraria e violenta.Gli italiano hanno perso di vista che quella di Grillo, contro l'ordine dei giornalisti è una battaglia liberista, quella contro i mafiosi è una battaglia sociale, quella contro i partiti è una battaglia per la democrazia, quella per un Parlamento libero da inquisiti e condannati è una battaglia per la morale.Ora io mi pongo alcune domande: Grillo deve mettersi il bavaglio perché è più ricco della media di noi? O magari perché rappresenta un paradosso ideologico?C'è qualcuno di quelli che adesso gridano "all'untore" che, oltre a criticare Grillo intende portarne avanti le battaglie, spendendo naturalmente i propri soldi o si vuole semplicemente che egli taccia per sempre?Se lui è ricco e porta avanti battaglie sociali, politiche e ecologiche a favore di tutti noi, perché noi dovremmo condannarlo? Forse per il fatto di essere è più bravo di noi a fare soldi?Vogliamo che lui smetta di combattere o vogliamo che lui diventi povero perché a noi da fastidio che lui guadagni montagne di denaro? E poi, è importante sapere di quale ideologia uno sia, se le sue proposte sono giuste? Ci interessa maggiormente che lui non faccia più il comunista o che i corrotti escano dal Parlamento? Se qualcuno fa qualcosa per me a me non interessa che sia di destra o di sinistra, credente o miscredente, ricco o povero, biondo o moro. Il problema dell'Italia è Grillo o sono le cose che lui denuncia? Chi accusa Grillo senza nulla proporre o senza offrire sé stesso in sua sostituzione, parla perché è in malafede o perchè vuole che l'Italia affondi?.Grazie Grillo per aver fatto aprire gli occhi a molti italiani e se, dicendo ciò che dici, ci guadagni senza rubare ai cittadini: bravo. Per favore diventa sempre più ricco e sempre più battagliero.Paolo BampoBellunoBossi e i suoi fucilinon farannomeglio dei costituentiHo appreso dai giornali quanto accaduto il 25 aprile alla cerimonia in piazza dei Martiri. Si legge: "Dopo aver indicato Resistenza, Repubblica e Costituzione quali tre architravi portanti dei decenni del dopoguerra, Prade ha proposto la necessità urgente di allontanarci da questi tre capisaldi che non hanno costruito il nostro passato e sui quali nessun futuro è possibile. Non andremo avanti con questa Repubblica, non andremo avanti con questa Costituzione".Rispetto alla Costituzione, non credo che Bossi - con i suoi fucili... caldi - farà qualcosa di meglio di quanto hanno saputo fare, nel dopoguerra, i nostri "Costituenti" appena usciti dalle galere fasciste.Per quanto riguarda la Resistenza, dirò solo che avevo un fratello il quale militava in una grande Unità alpina, operante in Montenegro, quando l'Italia proclamò l'armistizio. A fronte del rifiuto di cedere le armi, la sua divisione - la Taurinense - fu violentemente attaccata da Tedeschi, Cetnici, ustascia e, non ultimi, dai militi della Legione Tagliamento. I nostri, dopo l'otto settembre, unitamente ad altri gruppi, costituirono la Divisione Partigiana Italiana "Garibaldi" e come tali presero la via della montagna in cobelligeranza e collaborazione con i partigiani di Tito: morirono in tanti e tra questi mio fratello. Fummo particolarmente grati al ministero della difesa quando ci fece avere due sue decorazioni per valore sul campo. Le conservai gelosamente, con la dovuta distinzione dalle decorazioni che la Repubblica Sociale conferì ai cosiddetti "Ragazzi di Salò".Lo stesso sindaco di Belluno ha fatto riferimento anche ai "fatti degli ultimi giorni e l'esito del voto politico...". A tale proposito penso che effettivamente il Centro sinistra abbia avuto il torto di voler mettere Prodi sulla poltrona di comando, facendogli fare il nonno con un anno e mezzo di ritardo... Berlusconi, nel 2006, diceva di essere lui il vincitore: in quella situazione, dovevano lasciar fare a lui e, così, adesso toccherebbe a lui ad essere sulla via del tramonto definitivo. Ora, invece, ce lo terremo per cinque anni.Rinaldo Dal MasTrichiana.

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Grillo: non vengo alla Fiera (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

L'ULTIMO "VAFFA""MI HANNO INVITATO MA CON UNA CENSURA PREVENTIVA" Grillo: non vengo alla Fiera [FIRMA]GIOVANNA FAVRO Non mancavano che le bordate di Beppe Grillo, alla Fiera del Libro. Il re dei blog aveva chiesto di partecipare a Librolandia, ma ieri ha dato forfait. Motivo? La "censura preventiva" esercitata dalla Fiera per bocca del direttore Ernesto Ferrero, che gli ha inviato un messaggio a mezzo stampa, pregandolo di parlare di libri. La replica di Grillo è un addio tra l'ironico e l'offeso per la "censura preventiva" criticata anche da Vincenzo Chieppa (Comunisti italiani). Un concetto che Ferrero respinge: "Ripensaci". "Ferrero - scrive Grillo - ha dettato termini e condizioni per la mia partecipazione. "La Stampa" ha specificato che la mia ammissione era subordinata al fatto che parlassi di libri e concetti edificanti. Questa è censura preventiva. Non posso partecipare. Lo faccio per loro, per gli organizzatori. Se mi tolgono i comizi, le invettive e, soprattutto, i concetti poco edificanti che mi rimane da dire? Potrei parlare di nanoparticelle, rifiuti zero, citizen journalism, Costituzione, precariato, Internet, democrazia diretta". Lo farà sempre lunedì alle ore 14.30, "ma da casa mia, in diretta streaming. Chi si collegherà al blog mi ascolterà senza censure". Per Grillo, "il più grande successo editoriale on line del 2007 è stato "Schiavi Moderni", scaricato gratis in mezzo milione di copie. Contiene invettive alla legge 30, e concetti poco edificanti come lo sfruttamento. Alla Fiera non potrei parlarne, ma davanti a un computer sì". Per Ferrero, non c'è "nessuna censura preventiva. In una lettera aperta invitavo Grillo a trasformarsi in una specie di super-testimonial del libro. Ricordavo il caso di Fiorello che anni fa, dovendo ringraziare i telespettatori di uno straordinario successo, si scusava di non saper trovare le parole perché aveva letto poco. Fu un grande spot per il libro". Secondo lui "gli uomini di spettacolo, proprio perché non integrati, godono di grande credibilità e quindi di grande responsabilità. Sarebbe importante che Grillo spiegasse ai ragazzi che devono passare attraverso la lettura: devono saperne di più o ci sarà sempre chi se li giocherà, li disinformerà a piacere. Non chiedo a Grillo di essere edificante. Ma di lanciare ai ragazzi in una Fiera del libro, che non è una qualunque piazza cittadina, un messaggio utile. Dopo di che può dire quello che vuole. Gli auguro comunque di non perdersi la straordinaria atmosfera della Fiera, un'esperienza da non perdere nemmeno per uno come lui, che ne già provate tante".

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RAI: LETTERA CAPPON PER SANTORO, CON RICHIAMO (sezione: Grillo)

( da "Prima Comunicazione" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Data: 06/05/2008 Fonte: Ansa Categoria: Televisione RAI: LETTERA CAPPON PER SANTORO, CON RICHIAMO POL:RAI 2008-05-06 17:30 RAI: LETTERA CAPPON PER SANTORO, CON RICHIAMO ROMA (ANSA) - ROMA, 6 MAG - Al richiamo orale di ieri del direttore generale Claudio Cappon per Michele Santoro segue oggi quello scritto e formale, che però non preluderebbe ad un atto disciplinare. A quanto si apprende infatti sarebbe partita oggi una lettera da parte del dg al giornalista e conduttore di Annozero. In sostanza Cappon avrebbe messo per iscritto quello che ha ripetuto ieri a voce al giornalista, oggetto di contestazione per l'ultima puntata del programma con l'intervento di Beppe Grillo. Non sarebbe stata gradita in particolare la mancanza di contraddittorio con le affermazioni del comico, che ha attaccato sia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che l'oncologo Umberto Veronesi e anche il presidente Rai Claudio Petruccioli era intervenuto con un durissimo commento. Il dg ne parlerà domani al Consiglio di amministrazione, spiegando anche gli impegni presi dal conduttore del programma per le prossime puntate.(ANSA). STF/ S0A QBXB.

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Rai: Cappon mette per iscritto la reprimenda a Santoro (sezione: Grillo)

( da "Velino.it, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. POL - Rai: Cappon mette per iscritto la reprimenda a Santoro Roma, 6 mag (Velino) - Verba volant, scripta manent. L'antico proverbio va di moda anche al settimo piano di Viale Mazzini dove il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, ha deciso di mettere per iscritto i rilievi formali fatti a Michele Santoro nell'incontro di ieri pomeriggio. Una missiva per ribadire “i peccati” della puntata di giovedì scorso di Annozero, etichettata dal presidente Claudio Petruccioli come “uso arbitrario e indecente della tv”. La prova - al cospetto di un cda parecchio indispettito dalle ultime gesta di “Michele chi?” – che la reprimenda su volgarità varie, overdose di Beppe Grillo e astinenza da contraddittorio, e mancanza assoluta di sensibilità istituzionale è stata fatta eccome. Domani la questione arriverà sul tavolo del cda che sarà aperto proprio da una relazione di Cappon in cui saranno riportate naturalmente anche le rassicurazioni che Santoro avrebbe dato per il futuro al termine del colloquio. Se al cda dovesse bastare il “non lo faccio più” di Santoro, verrebbe scartata definitivamente l'ipotesi (assai remota per la verità) di una sanzione disciplinare o addirittura di una sospensione del programma. Una pronuncia sul caso “Annozero”, poi, arriverà forse anche al termine del consiglio dell'AgCom (anche quello fissato per domani). E c'è da giurare che anche in Via delle Muratte – che ha acquisito la cassetta del programma – Santoro troverà qualche “ammiratore”. (glv) 6 mag 2008 19:30.

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Mara Venier: "Baudo mi ha escluso dal Dopofestival". Alessia Marcuzzi: "Non farei l'attuale Buona Domenica" (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 06-05-2008)

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Mag 08 6 Mara Venier: "Baudo mi ha escluso dal Dopofestival". Alessia Marcuzzi: "Non farei l'attuale Buona Domenica" Pubblicato da Fabio Traversa alle 19:14 in Frase del giorno, Occhio al dettaglio, Personaggi, Reality Show, Rumors, Varietà Mara Venier (voto: 6,5), dopo essere tornata da una lunga vacanza rigenerante in compagnia del marito Nicola Carraro, ha ripreso a "frequentare" salotti televisivi e rotocalchi rosa. Prima è stata a Le invasioni barbariche (7), poi a Buona Domenica (5) e domenica prossima sarà a Quelli che il calcio e...(6). Ma a Diva&Donna rivela: "Mi vogliono ospite in tutti i programmi e io scelgo di andare solo dove mi diverto. Rinuncio a cachet di 30 mila euro ma vado magari gratis da amici che so che mi vogliono davvero". Dopo aver visto sfumare il progetto che la vedeva a fianco di Bruno Vespa nella conduzione di una serata d'onore, la Venier manifesta il desiderio di condurre un programma di interviste ai personaggi: "Mi piacerebbe un programma sul tipo di Le invasioni barbariche, speriamo che qualcuno me lo proponga". Del resto a Domenica In era la regina del talk show. Poi la conduttrice spiega che con Fabrizio Del Noce i rapporti sono tornati cordiali: "All'inizio dell'anno con Fabrizio siamo stati a pranzo insieme. Lucio Presta ha fatto da tramite. Del Noce era contento che Pippo Baudo (7) mi avesse chiamato per condurre il Dopofestival. Poi la cosa non è andata in porto per Baudo che ha cambiato idea!". Ecco perchè a Buona Domenica voleva gettarlo dalla torre al posto di Massimo Giletti. La stessa Venier, nei giorni scorsi, è tornata sull'incidente tra Antonio Zequila e Adriano Pappalardo che le costò una settimana di sospensione cautelativa da Domenica In: "In confronto a quello che ho visto da Michele Santoro, le parole che si scambiarono i due nel mio programma sono da oratorio. Io sono stata sospesa per una rissa televisiva che, al confronto degli sfoghi di Beppe Grillo e Vittorio Sgarbi, sembra una scena da educande". Chi, invece, sarebbe in difficoltà con certe situazioni che nascono nei contenitori domenicali è Alessia Marcuzzi (6,5), che a Chi dichiara: "La Buona Domenica che si vede adesso? No, non la farei. Mi piaceva l'edizione con Maurizio Costanzo (6), Fiorello (9) e Paola Barale (5) o quella con Marco Columbro (6) e Lorella Cuccarini (7)". Sull'ipotesi di Paola Perego (6,5) alla guida del Grande Fratello (7), dice infine: "Sarebbe una valida conduttrice e, in alcune situazioni che coinvolgono la vita privata dei concorrenti, potrebbe avere un modo di fare giusto". E' già un passaggio di consegne?.

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Redditi/ La privacy è un diritto dei poveri (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Martedí 06.05.2008 12:07 --> Di Marco Volpati Tutti commentano e tutti approfittano della diffusione online delle denunce dei redditi. D'Alema, fedele al suo personaggio, trova il modo di attaccare i giornalisti: secondo lui chi fa la morale ai politici guadagna un sacco di euro più di loro, e immeritatamente. Architetti, attori, professionisti, imprenditori partecipano alla gara dei pro e dei contro; con una certa prevalenza dei pro, perché fa molto chic dirsi a favore della trasparenza (è anche un modo di allontanare il sospetto di sottrarre, almeno in parte, i propri proventi alla conoscenza del fisco). Aleggia e persiste l'ombra complottistica; che tutto sia stato architettato allo scopo di sputtanare Beppe Grillo, che dall'alto dei suoi 4 milioni e rotti si arricchisce frustando i profittatori d'Italia. Oltretutto con un reddito più alto di quello di Roberto Benigni, eroe-icona dello spettacolo cultural-nazionale. Telegiornali, siti, quotidiani sono affollati di pareri. Tutti rigorosamente affidati ai VIP, gente che sta nella classifica dei redditi sopra il mezzo milione (il miliardo di qualche anno fa). E' naturale, del resto. Nessuno raccoglie mai l'opinione della casalinga di Voghera. Se si fa caso, sono gli stessi che commentano, preoccupati, il fatto che milioni di famiglie italiane faticano a finire il mese, cominciano a risparmiare sulla pasta e sul riso, lasciano la macchina ferma per il caro-benzina.

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Redditi on line, Visco denunciato (sezione: Grillo)

( da "Padania, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Libera circolazione non vuol dire libertà di delinquere. E quanto sostiene la Lega Nord quando chiede di rinegoziare Schengen grazie al quale i cittadini possono recarsi con la carta d identità in uno qualsiasi dei 28 paesi che hanno sottoscritto l accordo. roberto fiorentini Altro che editto bulgaro di berlusconiana memoria: l'attacco di ieri di Claudio Petruccioli a Michele Santoro e alla sua puntata di Anno Zero, ha tanto il... ... sapore di un defenestramento in piena regola. Del resto Michelone e la sua band l'hanno combinata veramente grossa. In poco meno di due ore, utilizzando il VF day 2 di Beppe Grillo, hanno insultato tutti gli insultabili. A partire proprio da chi occupa la sedia del Quirinale, ovvero il presidente della Repubblica che, tra la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, deve aver fatto sentire la sua voce a viale Mazzini. Ma nella puntata di giovedì alla gogna è finito anche il buon oncologo Umberto Veronesi, tutti i direttori dei telegiornali del servizio televisivo pubblico e privato, nonché la stessa Rai. E per finire, per rincarare la dose, Michelone se l'è presa pure con i tassisti di Roma: resi di non lavorare perché festeggiano ancora, con tanto di bandiere, la vittoria di Gianni Alemanno al Campidoglio. Inutile parlare poi di quanto ha detto il collega Marco Travaglio che, oramai, è incommentabile. A fronte di tutto questo, a metà di ieri pomeriggio, sono arrivate le bordate-editti. Petruccioli ha dettato un agenzia durissima: Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell'ambito delle mie responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi. A nessuno, quindi neppure a Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto - di fatto - della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che, nel programma stesso, avviene; non ci sono zone franche. Anche Santoro, come tutti coloro che in Rai lavorano, ha il dovere non eludibile di tutelare la dignità e il prestigio del servizio pubblico . In giornata anche lo stesso Vittorio Sgarbi, presente in studio, aveva attaccato frontalmente sia Grillo che Michelone. "L'autorità garante - aveva detto Sgarbi -dovrebbe prendere provvedimenti e sanzionare Santoro perché ha concesso a Grillo di insultare tramite tv di Stato il presidente Giorgio Napolitano, un senatore del Pd (Veronesi), Marcello Dell'Utri, Totò Cuffaro, direttori di rete come Mauro Mazza e Clemente Mimun e via dicendo. Tutto questo è inaccettabile". E anche i malati di tumore e i medici oncologi hanno demolito Grillo e il suo compare Santoro. "Attacchi ingiustificati e privi di fondamento a fini politici e populisti". Si chiude la stalla quando i buoi sono scappati. [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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CASO SANTORO Bianchi Clerici: non mi scandalizzo più (sezione: Grillo)

( da "Padania, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il caso Santoro tiene ancora banco dopo l ultima puntata della sua trasmissione Annozero con la lite Sgarbi-Travaglio e le accuse di Grillo a Napolitano e Berlusconi e gli affondi contro Veronesi. Chi non si dice stupita tantomeno "scandalizzata" è il consigliere di amministrazione della Rai in quota Lega Giovanna Bianchi Clerici: "Francamente - spiega il membro del cda - questa puntata mi è sembrata in linea con quanto già accaduto altre volte. Anzi, a mio avviso la situazione era molto più critica e preoccupante sulla puntata che dedicò a pedofilia e Vaticano". Secondo Bianchi Clerici "è noto come Santoro è stato reintegrato in azienda con una sentenza di un tribunale che ha stabilito anche su quale rete e in quale orario debba andare in onda. Dopodichè il tipo di giornalismo che fa Santoro è ormai noto a tutti. Per cui, io non mi sorprendo più di tanto". Chi non è d accordo con la dura presa di posizione del presidente Rai Claudio Petruccioli che nelle ore successive alla trasmissione aveva condannato la puntata condotta da Santoro, è Antonio Di Pietro: "La decisione di Petruccioli, di richiamare Santoro per la sua trasmissione dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". Secondo il leader dell Italia dei Valori "questa si chiama censura: in un Paese libero l ascoltatore -sottolinea Di Pietro - ha il diritto di sapere che due milioni di persone sono scese in piazza per firmare tre referendum e che sono state raccolte 1.500.000 di firme in un solo giorno, tra cui la mia, un evento mai successo nella storia della Repubblica. Una manifestazione di tale importanza non si può cancellare". E se per il deputato centrista Luca Volontè la Rai "deve prendere provvedimenti esemplari e valutare se i costi degli stipendi di Santoro e Co. sono opportuni rispetto al disservizio pubblico che fornisce" per Italo Bocchino, parlamentare del PdL, è evidente come "l uscita dalle istituzioni della sinistra massimalista spinge Santoro a sostituirsi ad essa e magari a creare una saldatura con l anticasta". "Tutto si può fare - dice Bocchino - ma non i soldi pubblici". E ieri anche Luca Romagnoli, segretario del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, ha voluto commentare commenta la trasmissione di Michele Santoro definendola una vera e propria "gogna mediatica e qualunquista, indegna del servizio pubblico" e salvando solo le vignette di Vauro ("Sono ironiche"). E pensare - ci ricorda Romagnosi - "che paghiamo anche il canone per vedere questi insulti dallo schermo". "Il giornalismo fazioso di Santoro - spiega ancora Romagnoli - si conferma essere un megafono prestato a chi cerca di imbonire la piazza per attaccare tutti. Ognuno può dire e fare quello che vuole, ma non lo faccia con i soldi pubblici. Santoro metta su una sua bella tv tutta e dichiaratamente di sinistra, poi saranno i telespetattori a determinare l audience con il potere del telecomando". "Forse così la finiremo - conclude Romagnoli - di sorbirci predicozzi da bar dello sport e analisi da massaie, con tutto il rispetto per le casalinghe". Igor Iezzi Una "strumentalizzazione indegna e vergognosa nei confronti della città, della famiglia del giovane e della vittima". Flavio Tosi, che ieri ha incontrato i genitori del ragazzo deceduto in serata, è finito nel mirino. La sinistra, estrema o del Partito Democratico non fa grande differenza, sta cercando di far ricadere le colpe dell aggressione al giovane Nicola Tommasoli sul sindaco di Verona e sull intera città. L Unità, giornale del Pd ha titolato Quella violenza skinheads che la Lega non ha mai isolato . Ma neanche una parola viene sprecata sulla mancanza di certezza della pena e su un sistema giudiziario che da due anni seguiva i colpevoli dell aggressione senza mai fermarli. Sindaco Tosi, ha letto l Unità? "Certo, queste sono bestialità. La dinamica dei fatti ha dimostrato che la politica non c entra, la colpa è della stupidita e della mancanza di valori. Stiamo assistendo ad una strumentalizzazione indegna e vergognosa da parte della sinistra". Alcuni la accusano di minimizzare? "Macché, ho chiesto da subito che i colpevoli siano accusati duramente e condannati pesantemente. Mi auguro che non vengano tirate fuori le solite attenuanti, anche perchè in questo caso alcuni aggressori facevano parte della Verona bene. Continuando a gettarla in politica si creano degli alibi che qui non ci sono. La condanna sia dura e resti come un monito". I colpevoli erano facce conosciute, come è stato possibile arrivare a questo? "Quello che manca è la certezza della pena. Non voglio accusare un singolo magistrato ma un sistema inefficiente ed elefantiaco che non ha preso provvedimenti contro questo gruppo di disgraziati che da due anni andava avanti a compiere questi gesti. L autorità giudiziaria li seguiva ma nessuno ha agito per fermarli". Eppure alcuni quotidiani stanno facendo passare l immagine che lei è razzista e la città fascista "Una strumentalizzazione vergognosa anche nei confronti della città, della vittima e della sua famiglia. La città non c entra nulla, gettare fango sui cittadini è indegno. Alle politiche Verona ha votato in larga maggioranza pe il centrodestra. Dipingere i nostri cittadini con questi stereotipi è offensivo. Verona è una città cattolica, moderata. Non è un caso se il Cnel ha detto che Verona è in testa nelle classifiche sull integrazione degli immigrati". Si punta il dito sulla nomina di un missino, poi dimessosi, nell Istituto sulla Storia della Resistenza "Anche Papalia dice che la politica non c entra nulla. Ripeto, non creiamo alibi per chi ha commesso una colpa gravissima". Lei è il simbolo del buon governo leghista. Non è che si vuol far passare l idea che i sindaci padani non riescono a tutelare la sicurezza? "Sicuramente sotto certe critiche infamanti c è anche questo. Quello che è successo non è un fatto di criminalità comune , è difficile da prevenire. Certo, se il sistema giudiziario fosse più efficiente forse sarebbero stati fermati prima". E vero che lei ha aderito alla manifestazione di solidarietà organizzata ieri dalla sinistra? "Io ero pronto a partecipare ma il rappresentante del Pdci in consiglio comunale mi ha detto di non venire. Ecco la strumentalizzazione politica. Il consiglio comunale ha votato un documento di condanna al gesto e ha organizzato per giovedì una veglia silenziosa. Sa chi sono gli unici che si sono opposti? I comunisti italiani". [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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Il grillo sparlante colpito e affondato (sezione: Grillo)

( da "Padania, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

PAOLO Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo sparlante, ora, con la pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella canzone " ...la musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un flop che anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia nostrana, farà aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede. Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo di coda e ha scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che hanno redditi comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente, è finito anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei deboli, fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro ha seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si stiano già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai fan delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro faceva affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti dalle loro bugie LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno mi sta abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione politica, meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere dell'ambiente, che un flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato, figlio di un direttore Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli! Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni, vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare... PAOLO EMILI Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di "Ballarò" e tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI): perché io, così come tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare a quell'indecoroso e ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a questi personaggi? Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e affermare che lei, l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla nascita mi sembra una sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la chicca. Il confronto tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere espulsi e i francesi no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un bambino prima di aprire bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato, massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato la prostituzione in Italia ? Quanti francesi costringono bambine, ripeto, bambine a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle italiche galere? Quanti francesi estorcono, nei modi più ignobili e più violenti, l'elemosine agli angoli delle strade? Queste domande, forse, se le sono poste i romani che hanno mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di Rutelli e Veltroni e per questo in molti siamo strafelici, anche se non del centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si deve continuare a pagare lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a condividere i giudizi di Berlusconi su questa giornalista del "servizio pubblico", e questo crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri PETER Prato Chi le scrive è un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione, penso che una delle prime cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie magrab, tunisia, albania romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei detenuti nei rispettivi paesi di provenienza e proibirne il reingresso per dieci anni almeno. Quindi svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il visto d'ingresso per gli extracee con effetto retroattivo e quindi espellere chi nel territorio nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche milione di gente che hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può cominciare a ragionare. Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a case popolari, contributi ed altre provvidenze, destinare solo una parte di quota ai cittadini extracee. Non è plausibile che in città a forte immigrazione, questi non solo ci costano economicamente, affamando gli italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle graduatorie. Ma in che Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello federalista elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni padane). Una robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le dichiarazioni offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il prof. Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da dire? Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre giorni dal successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una trasmissione che grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani intervistati dalla Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è becera" e battute similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione così offensiva, irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno prima avevano contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e Travaglio? Qui, non mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a condanna dell'accaduto e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", mi fa sorridere. Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli "schemi". Diciamo pure e tranquillamente che Santoro è recidivo per essere già stato sospeso dal servizio pubblico televisivo (e le sue giustificazioni non commuovono proprio). Il sig. Petruccioli pensa soltanto alla onorabilità di Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi... ma a quella di oltre la metà del popolo vincente che ha votato ed è stato oltraggiato? Già, i votanti sono anonimato, ma sono anche quelli che gli rimpinguano le casse della Rai. Anche questa è mancanza di rispetto e gratitudine (allora si tolga il canone)! Difficile ammettere di aver perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato: "Ho vinto due elezioni". La lingua italiana è bella perché molto articolata e spesso la verità è nascosta tra le righe. Prodi, forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha ben espresso il concetto chiarificatore di come siano andate realmente le cose. Forse se avesse detto "ho perso per due volte due presidenze del Consiglio vinte avrebbe dato un corretto e più esplicito contributo alla storia politica di questo Paese; ma anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha finito per perdersi e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare o non si sa dare, a volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella squadra di Governo VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di Montezemolo nella compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me, la stessa valenza che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista di tutti i traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la dimostrazione della chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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Sconfitti dalle loro bugie (sezione: Grillo)

( da "Padania, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il grillo sparlante colpito e affondato PAOLO Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo sparlante, ora, con la pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella canzone " ...la musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un flop che anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia nostrana, farà aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede. Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu. 4.272.591! Visco, con la solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo di coda e ha scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che hanno redditi comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente, è finito anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei deboli, fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro ha seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si stiano già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai fan delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro faceva affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso? Sconfitti dalle loro bugie LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però quell'Alemanno mi sta abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della collocazione politica, meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista, ingegnere dell'ambiente, che un flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato, figlio di un direttore Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione' cicciobello di Rutelli! Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire, cambiando discorso, del comico, Grillo, che non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni, vittima di un attentato alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio al tempo dl governo D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra di 4.272.591 euro! Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare... PAOLO EMILI Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di "Ballarò" e tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI): perché io, così come tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare a quell'indecoroso e ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a questi personaggi? Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e affermare che lei, l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla nascita mi sembra una sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la chicca. Il confronto tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere espulsi e i francesi no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un bambino prima di aprire bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato, massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato la prostituzione in Italia ? Quanti francesi costringono bambine, ripeto, bambine a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle italiche galere? Quanti francesi estorcono, nei modi più ignobili e più violenti, l'elemosine agli angoli delle strade? Queste domande, forse, se le sono poste i romani che hanno mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di Rutelli e Veltroni e per questo in molti siamo strafelici, anche se non del centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si deve continuare a pagare lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a condividere i giudizi di Berlusconi su questa giornalista del "servizio pubblico", e questo crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri PETER Prato Chi le scrive è un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione, penso che una delle prime cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie magrab, tunisia, albania romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei detenuti nei rispettivi paesi di provenienza e proibirne il reingresso per dieci anni almeno. Quindi svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il visto d'ingresso per gli extracee con effetto retroattivo e quindi espellere chi nel territorio nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche milione di gente che hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può cominciare a ragionare. Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a case popolari, contributi ed altre provvidenze, destinare solo una parte di quota ai cittadini extracee. Non è plausibile che in città a forte immigrazione, questi non solo ci costano economicamente, affamando gli italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle graduatorie. Ma in che Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello federalista elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni padane). Una robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le dichiarazioni offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il prof. Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da dire? Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre giorni dal successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una trasmissione che grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani intervistati dalla Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è becera" e battute similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione così offensiva, irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno prima avevano contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e Travaglio? Qui, non mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a condanna dell'accaduto e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", mi fa sorridere. Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli "schemi". Diciamo pure e tranquillamente che Santoro è recidivo per essere già stato sospeso dal servizio pubblico televisivo (e le sue giustificazioni non commuovono proprio). Il sig. Petruccioli pensa soltanto alla onorabilità di Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi... ma a quella di oltre la metà del popolo vincente che ha votato ed è stato oltraggiato? Già, i votanti sono anonimato, ma sono anche quelli che gli rimpinguano le casse della Rai. Anche questa è mancanza di rispetto e gratitudine (allora si tolga il canone)! Difficile ammettere di aver perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato: "Ho vinto due elezioni". La lingua italiana è bella perché molto articolata e spesso la verità è nascosta tra le righe. Prodi, forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha ben espresso il concetto chiarificatore di come siano andate realmente le cose. Forse se avesse detto "ho perso per due volte due presidenze del Consiglio vinte avrebbe dato un corretto e più esplicito contributo alla storia politica di questo Paese; ma anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha finito per perdersi e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare o non si sa dare, a volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella squadra di Governo VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di Montezemolo nella compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me, la stessa valenza che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista di tutti i traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la dimostrazione della chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].

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FIERA LIBRO: GRILLO SI ARRABBIA CON FERRERO, 'MI CENSURANO NON CI VADO' (sezione: Grillo)

( da "Asca" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

(ASCA) - Roma, 5 mag - Beppe Grillo non partecipera' alla Fiera del Libro. Lo ha annunciato lo stesso comico genovese dalle pagine del suo blog in risposta polemica con quanto dichiarato oggi da Ernesto Ferrero, direttore della manifestazione, che aveva sollecitato Grillo a ''sostituire le invettive con un appello a favore della cultura'' nel corso del previsto intervento. ''Belin - ha scritto il comico - questa e' censura preventiva. Ho deciso: non posso partecipare. Lo faccio per loro, per gli organizzatori. Se mi tolgono i comizi, le invettive e, soprattutto, i concetti poco edificanti cosa mi rimane da dire? Potrei parlare di nanoparticelle, di rifiuti zero, di citizen journalism della Costituzione, del precariato, di informazione web 2.0, di Internet, della democrazia diretta. Potrei perfino spiegare che la Mondadori, il piu' importante gruppo editoriale italiano, e' stato comprato grazie alla corruzione di giudici'', sottolinea in modo provocatorio Grillo, che chiude l'intervento annunciando: ''E lo faro', ma non alla Sala Gialla, lunedi' 12 maggio, alle ore 14.30. Lo faro' da casa mia in diretta streaming alla stessa ora. Chi si colleghera' al blog potra' ascoltarmi senza censure''. red/uda.

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GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! (sezione: Grillo)

( da "Azione, L'" del 06-05-2008)
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Argomenti: Grillo

L'AZIONE - Articoli - Grillo, l'informazione è una cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della professione e dell'editoria. Fa di ogni erba un fascio e con questo non rende un positivo servizio al mondo dei media. Si deve distinguere. No, l'informazione è una cosa seria, non uno spettacolo in piazza. Ne ho conosciuti di giornalisti lazzaroni negli oltre 35 anni di professione. Li potrei indicare con nome e cognome: prostrati e untuosi davanti al potere, arroganti con i poveri diavoli. Fedifraghi. Senza anima. Pronti a vendersi per un sorriso del direttore di turno, per un saltino di carriera o per una vile monetina. Ci sono i parassiti, gli inutili, i giubilati, i graziati, i nullafacenti. Strapagati per quello che non fanno o fanno finta di fare. La lista è lunga. Questa è casta, che va con chiarezza denunciata, che non è più tollerata. Che inquina il sistema dell'informazione. Che promuove, incentiva e giustifica la disinformazione poiché prima di tutto si fanno valere gli interessi di parte. Sono tanti questi lazzaroni che quotidianamente offendono il mestiere, ma sono pure sempre una minoranza rispetto alla stragrande maggioranza che tutti i giorni è ai remi per scovare e raccontare i fatti della vita, per informare con correttezza nel rispetto delle persone, per rendere un servizio positivo alla comunità. Sono discreti e preparati lavoratori dell'informazione: senza privilegi, senza riconoscimenti particolari, senza stipendi eccellenti ed oggi sempre più senza garanzie e senza prospettive. Non appaiono, non sono protagonisti nel mondo del gossip. Sono i giornalisti ai quali sta a cuore il contratto di lavoro, che non hanno da oltre tre anni. Vogliamo parlare di questi profession isti seri, costretti per sopravvivere spesso a "chinare la schiena"? "O magna sta minestra e salta sta finestra". I quali vanno capiti: di mezzo c'è il pane. è troppo bello filosofare quando si ha la pancia piena, ma non quando si ha ben poco di cui vivere. L'informazione è malata, la disinformazione regna troppo spesso nelle redazioni, ma non prendiamocela con l'anello più debole: individuiamo e denunciamo i veri responsabili. Incominciamo a ragionare sui signori dei media e sui media del potere prima ancora che del potere dei media, che troppo spesso, superficialmente, è attribuito ai giornalisti. Aboliamo l'Ordine, dice Grillo: lo si può anche fare, ma, nonostante le lacune e le insufficienze, ricordiamo che è la sola realtà che tenta di arginare comportamenti scorretti, incursioni piratesche, ambiguità, anomalie. Che fa formazione e informazione per la categoria. Va piuttosto aggiornato, rafforzato e reso più autorevole. Si prende di mira la legge Gasparri, che indica le norme di principio di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai, della quale si chiede l'abrogazione. A detta anche di insigni giuristi e di attenti osservatori del settore, più presto si riesce a superarla meglio è. Una onesta distinzione va fatta a proposito della richiesta di abolire il finanziamento pubblico dell'editoria. Ci sono media e media: perché finanziare giornali la cui mission è il business e i cui bilanci sono ricchi? Perché sostenere giornali che fingono di essere di "partito" o di movimenti politici, ma che in realtà tali non sono? Sono facilmente scopribili la solita furbizia, la facile scappatoia: per questi non ha senso e non è giustificato il finanziamento. Diverso è il ragionamento che si impone per la stampa che promuove un'informazione di servizio, attenta alla formazione e alla dimensione civile, culturale, religiosa, politica della società, il cui obiettivo non è sicuramente il profitto e per la quale il sostegno pubblico è ossigeno. Sono i media che "cercano la verità per condividerla", una bella espressione ripresa dal titolo della 42ª Giornata delle comunicazioni sociali, nella quale si denunciano un rischio inquietante e una nobile prospettiva per il sistema informativo del nostro tempo: "Occorre evitare che i media diventino il megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo. Essi possono e devono, invece, contribuire a far conoscere la verità sull'uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a distruggerla". Ci colpisce la riflessione di papa Benedetto; ci diverte, ma non ci tocca il V2-day di Beppe Grillo. Non confondiamo i maestri con i comici. Presidente Ucsi Veneto.

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*Rai: Cappon mette per iscritto la reprimenda a Santoro (sezione: Grillo)

( da "Velino.it, Il" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. POL - *Rai: Cappon mette per iscritto la reprimenda a Santoro --IL VELINO SERA-- Roma, 6 mag (Velino) - Verba volant, scripta manent. L'antico proverbio va di moda anche al settimo piano di Viale Mazzini dove il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, ha deciso di mettere per iscritto i rilievi formali fatti a Michele Santoro nell'incontro di ieri pomeriggio. Una missiva per ribadire “i peccati” della puntata di giovedì scorso di Annozero, etichettata dal presidente Claudio Petruccioli come “uso arbitrario e indecente della tv”. La prova - al cospetto di un cda parecchio indispettito dalle ultime gesta di “Michele chi?” – che la reprimenda su volgarità varie, overdose di Beppe Grillo e astinenza da contraddittorio, e mancanza assoluta di sensibilità istituzionale è stata fatta eccome. Domani la questione arriverà sul tavolo del cda che sarà aperto proprio da una relazione di Cappon in cui saranno riportate naturalmente anche le rassicurazioni che Santoro avrebbe dato per il futuro al termine del colloquio. Se al cda dovesse bastare il “non lo faccio più” di Santoro, verrebbe scartata definitivamente l'ipotesi (assai remota per la verità) di una sanzione disciplinare o addirittura di una sospensione del programma. Una pronuncia sul caso “Annozero”, poi, arriverà forse anche al termine del consiglio dell'AgCom (anche quello fissato per domani). E c'è da giurare che anche in Via delle Muratte – che ha acquisito la cassetta del programma – Santoro troverà qualche “ammiratore”. (glv) 6 mag 2008 19:30.

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Una zona rossa intorno alla Fiera del Libro? Sale la tensione a Torino e spuntano i fant (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

Una "zona rossa" intorno alla Fiera del Libro? Sale la tensione a Torino e spuntano i fantasmi del G8 di Genova a poche ore dall'inaugurazione della manifestazione al Lingotto. Sotto i riflettori del mondo, ma anche al centro di polemiche, per aver invitato Israele come Paese ospite d'onore, Librolandia quest'anno sarà inaugurata dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano tra imponenti misure di sicurezza, giovedì alle 10. Da quel momento, per ordine del questore, saranno vietati banchetti e presidi di fronte alla Fiera. In vigore fino a lunedì, quando la manifestazione chiuderà i battenti, il veto arroventa gli animi di molti. "Non lo accetteremo", dicono in coro i gruppi dell'assemblea Free Palestine, che comprende centri sociali, sindacati di base (Cobas e Cub), associazioni di immigrati di lingua araba, Torino Social Forum, Ism (International solidariety mouvement) e sigle di ultrasinistra, dai Comunisti italiani al Partito comunista dei lavoratori, alla Sinistra critica di Turigliatto. L'assemblea evoca gli spettri del G8: "Intendono creare intorno al Lingotto una zona rossa. In quell'area vietano anche di distribuire volantini: vogliono impedire la manifestazione del pensiero e spegnere ogni espressione di dissenso. Queste misure alzano la tensione intorno a un evento che mostra il suo vero volto politico, oppressivo e discriminatorio". Quelli dell'assemblea avrebbero voluto distribuire volantini e bandiere palestinesi all'esterno del Lingotto: "Non intendevamo alzare il tiro né creare disordini. Ma sono loro ad elevare la tensione, blindando la Fiera. Non accettiamo limitazioni alla libertà di parola: ci prenderemo i nostri spazi". L'ennesima polemica piomba su una Fiera quantomai ambita e corteggiata, con una calca di ospiti mai vista. I relatori sono 2000 e non si registrano forfait, salvo quello di Beppe Grillo, che ieri ha protestato contro la "censura preventiva": Librolandia gli aveva chiesto di parlare di libri, evitando comizi. E lui ha mandato il suo ennesimo, pur indiretto "vaffa": "Rinuncio a partecipare. Parlerò da casa, dal mio blog. Se mi tolgono i comizi, le invettive e, soprattutto, i concetti poco edificanti, cosa mi rimane da dire?". La Fiera quest'anno sarà più che mai attenta alla sicurezza, e non solo perché taglierà il nastro il Capo dello Stato. Secondo ambienti dell'antiterrorismo, la preoccupazione maggiore riguarda il corteo nazionale organizzato da Free Palestine per sabato 10: il tam-tam via web fa ritenere che la partecipazione sarà ampia e agguerrita, ed è allo studio una circolare a prefetti e questori, invitati a monitorare i movimenti di persone sospette in partenza per Torino. E' previsto un rinforzo del personale di polizia nel capoluogo piemontese, mentre continuano a cadere nel vuoto gli appelli dalla direzione della Fiera al dialogo. Dopo aver invitato a più riprese gli scrittori di lingua araba a esprimere il loro punto di vista al Lingotto, il presidente Rolando Picchioni ieri ha nuovamente fatto un'apertura, offrendo uno stand alla rete di Free Palestine. Gli è stato risposto picche: "Aderiamo al boicottaggio. E chi ha creato la zona rossa se ne assuma le responsabilità". Secondo FreePalestine aderiscono al boicottaggio anche gli scrittori venezuelani e cubani, mentre secondo la Fiera non verranno per problemi tecnici. Sull'invito a Israele s'è intanto nuovamente pronunciata la presidente della Regione, Mercedes Bresso: "La Fiera non tifa né ha compiti di politica estera. Il suo obiettivo è indagare la realtà, per comprenderla meglio attraverso le espressioni della cultura. Non siamo pentiti di avere invitato Israele: la scelta contribuirà a una maggiore comprensione di quella realtà. Le polemiche sono pretestuose, ed è significativo che il Presidente della Repubblica sia presente all'inaugurazione, per segnalare la sua disapprovazione a critiche e minacce".

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Richiamo verbale di Cappon a Santoro (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 06-05-2008)

Argomenti: Grillo

POLEMICHE SU ANNOZERO Richiamo verbale di Cappon a Santoro ROMA Poche righe di comunicato ufficiale dopo il lungo incontro tra il direttore generale della Rai Claudio Cappon e Michele Santoro, sull'ultima discussa puntata di Annozero con gli interventi di Beppe Grillo contro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L'ufficialità recita: "I contenuti dell'incontro saranno oggetto di una relazione del Direttore Generale nel corso della riunione del Consiglio di Amministrazione di mercoledì 7 maggio". Ma la trasmissione sarà anche oggetto dell'analisi dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che ne ha acquisito la cassetta. Comunque l'incontro di ieri non è detto che non abbia qualche conseguenza prima dell'appuntamento di mercoledì. A quanto si apprende infatti nel corso dell'incontro a Santoro sono stati fatti rilievi, di cui il giornalista ha detto che terrà conto nello svolgimento delle prossime puntate. Una sorta di richiamo a voce a cui non è escluso che possa seguire a breve un richiamo formale al conduttore di Annozero per quanto accaduto giovedì. Una puntata oggetto delle critiche anche dal presidente di Viale Mazzini Claudio Petruccioli. "Ma - sostiene Annozero - se vilipendo c'è stato, come mai nessuno l'ha denunciato quando Grillo ha parlato a Torino?" Una iniziativa che il consigliere d'amministrazione Alessandro Curzi commenta così: "Il comico Grillo seguita a fare proseliti? Ne parleremo nel consiglio di amministrazione di mercoledì, quando il direttore generale ci riferirà dei suoi colloqui con Michele Santoro". Curzi ribadendo la sua posizione chiede "nessuna censura ma fermezza nel richiamo a regole precise di comportamento, uguali per tutti".\.

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