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Articoli
Grillo (52)
Rai: faccia a faccia Cappon-Santoro. Il dg fissa i
paletti ( da "Velino.it, Il"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo. Di questo Cappon e Santoro hanno parlato nel tardo pomeriggio di oggi. E ''i contenuti dell'incontro – annuncia una nota di Viale Mazzini - saranno oggetto di una relazione del dg durante la riunione del cda di mercoledì 7 maggio''.
Redditi
online, scomuniche sull'Agenzia delle Entrate
( da "Punto
Informatico" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: posizione di Beppe Grillo, scandalizzato dalla diffusione di quei dati, è solo una delle molte opinioni che circolano in rete in queste ore, una rete più che mai divisa sull'opportunità della pubblicazione delle informazioni. Nella sua nota di ieri pomeriggio, l'Agenzia delle Entrate ha ribadito che a suo dire "la diffusione dei dati reddituali con modalità telematiche da parte dell'
Natalino,
un grande ( da "Corriere delle Alpi"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Roberto Mosca Grazie Grillo, ti vogliamo più ricco e battagliero IL LINCIAGGIO mediatico a cui è stato sottoposto Beppe Grillo in questi giorni è quanto di più incongruo l'intelligenza umana possa partorire. Sino a quando Grillo faceva comodo perché le sue accuse al sistema politico facevano notizia e quindi faceva vendere giornali o aumentava lo "
Finocchiaro
a Roma A chi il seggio a Palermo?
( da "MF
Sicilia" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: la candidata degli Amici di Beppe Grillo oppure a Rita Borsellino che ha guidato le liste della Sinistra Arcobaleno che non ha superato la soglia di sbarramento del 5%. Oppure, altra ipotesi in campo, sarebbe il rientro di Bernardo Mattarella, deputato del Pd primo dei non eletti a Palermo, nei ranghi della Assemblea che rappresenta il migliore resto per il Partito democratico.
Bufera
sulla fiera del libro napolitano: falsità su di me - massimo novelli
( da "Repubblica,
La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: sabato dei centri sociali e le defezioni da Librolandia come quella di Beppe Grillo, determinata da una presunta "censura preventiva" della Fiera (gli avevano chiesto di non tenere comizi, ma di parlare di libri), il primo a scendere in campo è stato Ramadam. Ai margini di un seminario sulla "pulizia etnica della Palestina", l'intellettuale musulmano ha preso di mira Napolitano.
Napolitano,
una visita sprint alla fiera - massimo novelli
( da "Repubblica,
La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: aria pesante che si respira, è nientemeno che Beppe Grillo. L'inventore del cosiddetto Vaffa-Day ha fatto sapere che non parteciperà a Librolandia. La causa? La presunta "censura preventiva" esercitata da Rolando Picchioni ed Ernesto Ferrero, i timonieri dell'evento, che gli avevano chiesto di non tenere comizi politici.
Grillo
non va alla Fiera Censura preventiva
( da "Unita,
L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Stai consultando l'edizione del TORINO Grillo non va alla Fiera "Censura preventiva" ROMA Beppe Grillo non parteciperà alla cerimonia di chiusura della Fiera del Libro di Torino: lo dice lui stesso dal suo blog, bollando le dichiarazioni del direttore Ernesto Ferrero come forma di "censura preventiva".
Rom
a coltano/1 ( da "Tirreno, Il"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Lista civica pisana "Città dei Diritti con Beppe Grillo" A TIRRENIA Arbusti e sterpi sulla strada PISA. Vorrei segnalare i tanti problemi che si presentano oggi in via dei Frassini al Calambrone, dove, come è noto, si trovano una scuola elementare, una scuola media e anche una scuola materna.
L'assessore
che insulta le istituzioni ( da "Repubblica, La"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: aver mostrato a 4 milioni e mezzo di telespettatori lunghi stralci di Beppe Grillo a Torino, allargandone così la platea. Adesso quattro milioni e mezzo di telespettatori sanno che tipo è il nostro assessore alla Cultura. Non ne siamo grati a Santoro. Se per cultura intendiamo umanisticamente l'educazione dell'uomo, certo Sgarbi non passerà alla storia come educatore.
SANTOROAMMONITODAlla
rai ( da "Secolo XIX, Il"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: discussa puntata di Annozero con gli interventi di Beppe Grillo. L'ufficialità recita: "I contenuti dell'incontro saranno oggetto di una relazione del Direttore generale nel corso della riunione del Consiglio di amministrazione di mercoledì 7 maggio". Se ne parlerà di certo alla prossima riunione del consiglio e del resto domani la trasmissione sarà anche oggetto dell'analisi dell'
Visco
almeno ha smascherato il fustigatore grillo
( da "Tirreno,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: a quanto il sottoscritto riuscirà a guadagnare nei prossimi 200 anni) può rendere difficile a Beppe Grillo il continuare a far la parte del disinteressato fustigatore dei privilegi altrui. Per questo è stato tra quelli che, di fronte all'iniziativa di Visco, si è arrabbiato di più. O no? Alberto Cioni San Romano (Pi).
<BASTA
dire al sindaco Del Ghingaro che è bravissimo in qualcosa e lui
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: "Vedi il recente caso Beppe Grillo ? aggiunge ?. Se almeno questa regalia comportasse che Grillo ci paga l'addizionale comunale l'Irpef (con i suoi redditi ben poco proletari) sarebbe un bell'acquisto, ma così purtroppo non è. E allora? Si vogliono distribuire certi onori solo per immagine personale?
La
centrale elettrica resta solo sulla carta
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Forlì anche
Dario Fo e Beppe Grillo, vivono a poche centinaia di metri dal sito individuato
per realizzare l'impianto. Da allora l'impegno si è concentrato su altri
obiettivi, soprattutto gli inceneritori di Hera e Mengozzi. FURONO anche gli
agricoltori ad animare le proteste: 287 piccole aziende agricole (alcune con
produzioni biologiche) nel raggio di
UN
SUCCESSO per il V2Day di Beppe Grillo. I 'Grilli' faentini hanno raccolto nella
giornat ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 13 UN SUCCESSO per il V2Day di Beppe Grillo. I 'Grilli' faentini hanno raccolto nella giornat... UN SUCCESSO per il V2Day di Beppe Grillo. I 'Grilli' faentini hanno raccolto nella giornata del 25 aprile, ben 4370 firme nel banchetto allestito in piazza del Popolo per tre quesiti referendari: abolizione dell'ordine dei giornalisti, abolizione dei finanziamenti all'
Scelta
di libertà e di informazione PIERANGELO GIOVANETTI
( da "Adige,
L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: per sapere che Beppe Grillo dispone di un consistente patrimonio finanziario e immobiliare. C'è chi ha parlato di "voyeurismo fiscale". Ci sarà anche in alcuni lettori, non ne dubito. Ma ha ragione da vendere Beppe Severgnini, in un acuto e brillante elzeviro sul Corriere della Sera di domenica scorsa, quando argomenta che solo in Italia si contrappone riservatezza a trasparenza.
Napolitano
e la Fiera del libro: Israele, legittimità innegabile
( da "Corriere
della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: rischio contestazioni Tensione per il via alla manifestazione con il capo dello Stato Beppe Grillo non andrà: non accetto censure TORINO - Mancano due giorni all'inaugurazione della Fiera del libro, la prima ad essere così violentemente contestata per la scelta di invitare Israele come Paese ospite, la prima nella quale sarà il presidente della Repubblica a tagliare il nastro d'inizio.
MICHELE
Santoro ha l'abilità di realizzare puntate che scatenano l'inferno. Per altro
( da "Messaggero,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ultimo caso riguarda Beppe Grillo che da una piazza gremita ha avuto da dire su molti temi, ad esempio quello dei morti sul lavoro dove ha sbagliato una frase nei confronti di Giorgio Napolitano. Non credo si debba impedire al conduttore di un programma di mandare in onda un filmato di Beppe Grillo realizzato poche ore prima.
Liberi
tutti! ( da "Corriere della Sera"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: accusa di Beppe Grillo di essere "una società per azioni". Non solo per i suoi indubbi meriti nella lotta contro il cancro, ma perché da anni dalle pagine dei quotidiani e dei settimanali il professore, in qualità di "esperto", ci insegna a vivere. Ha cominciato con la medicina ma poi, assurto al rango di "saggio" per consenso universale,
Dai
blogstar agli avatar, l'incontro a Matera
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: erano i rappresentanti del meet-up materano di Beppe Grillo e del programma Bollenti spiriti della Regione Puglia (che hanno presentato il barcamp che si terrà a Bari per la Biennale dei giovani artisti del Mediterraneo, e di cui si parlerà nei prossimi giorni). "è importante per i blogger non prendersi troppo sul serio", ha spiegato Marileda Maggi,
Caso
Santoro, richiamo di Cappon ( da "Corriere della Sera"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Lettera del dg Rai per la puntata su Grillo. Ora l'esame del Cda ROMA - Michele Santoro riceverà nelle prossime ora una lettera del direttore generale Claudio Cappon dopo le polemiche sulla puntata di Annozero con Beppe Grillo. Un richiamo formale? Un monito per il futuro? Non esiste una definizione sicura per il messaggio che il responsabile della linea editoriale di Viale Mazzini (
Lettere
al direttore ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: gazzetta faceva riferimento al reddito di Beppe Grillo. Grillo vende un prodotto (la sua comicità) che evidentemente tira sul mercato e, pagando egli le tasse, nulla può essergli rimproverato per i suoi redditi. Le aziende che vendono un prodotto se fanno pubblicità devono acquistare o spazi sulle televisioni o sui giornali e pagano in proporzione allo share della fascia oraria e/
Un
gesto da cretini Non sono altro che una torinese disgustata dalle bandiere
bruciate di ( da "Stampa, La"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ROBERTO MARTINA Complimenti per l'eleganza Complimenti a Beppe Grillo, almeno per l'eleganza esclusiva delle sue scarpe, degli stivaletti Tod's, così evidenti nella foto a pag. 10 de La Stampa del 4 maggio mentre vengono usati per accompagnare con un democratico calcio in c... il solito Vaffa nel posto di cui sopra.
Il
Sessantotto ha ucciso il comunismo?
( da "Giornale.it,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere".
Santoro
e l'alibi del diritto di cronaca ( da "Giornale.it, Il"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ha trasmesso gran parte del comizio di Beppe Grillo senza contraddittorio. Sugli attacchi al Capo dello Stato e al professor Veronesi sono già intervenuti altri. A me preme confutare quel che ha detto sugli inceneritori. Il 12 dicembre 2006 il termovalorizzatore di Brescia è stato classificato al primo posto e definito dalla Wtertc (Waste to energy research and tecnology council)
Antifascismo
prêt-à-porter ( da "Giornale.it, Il"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: nonostante Beppe Grillo. Ma cosa è questo antifascismo se non una nuova forma della lotta tra correnti interne al Ds del Partito democratico e quindi tra D'Alema e Veltroni? La stampa che ha sempre ignorato le stragi dopo la liberazione che solo Pansa ha testimoniato, non ha diritto a difendere la democrazia e la libertà,
Lo
scrittore nemico di Israele: "Napolitano non venga a Torino"
( da "Giornale.it,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: A dieci giorni dagli attacchi rivolti da Beppe Grillo alla massima carica dello Stato proprio da piazza San Carlo, Giorgio Napolitano subisce nuove intimidazioni. Stavolta per bocca degli "intellettuali" filo-palestinesi che boicottano la Fiera del libro, quest'anno dedicata al 60° anniversario della fondazione di Israele.
Il
becchino sotto la Mole ( da "Giornale.it, Il"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Ora tremano in due: Beppe Grillo (già in discesa nei sondaggi) e il direttore dell'Unità Antonio Padellaro: Travaglio, infatti, è andato al V-day e ha protestato contro i fondi pubblici elargiti anche all'Unità, quelli che pagano i suoi articoli. Prossima battaglia: contro i torinesi che portano gramo.
<Si
indigna solo chi è falso Rendere noti i dati è civiltà>
( da "Giornale.it,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo è stato tra i più agguerriti... "Certo, perché oltre 4 milioni di euro di reddito non si conciliano con quello che lui vuol fare credere di essere. Si indigna chi vuole dare di sé un'immagine diversa dalla realtà. Ha parlato addirittura di rischio sequestri.
Silvio
Berlusconi non è l'italiano più ricco
( da "Giornale
di Merate" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Massimo Moratti richiedi la foto Zlatan Ibrahimovic richiedi la foto Beppe Grillo Lecco - Il Fisco mette in rete le dichiarazioni dei redditi degli italiani e la magistratura mette sotto inchiesta il viceministro che l'ha fatto. Vincenzo Visco avrebbe violato la privacy dei contribuenti. Ma un italiano su due, secondo i sondaggi che i mass media si sono affrettati a commissionare,
Redditi
vip: attori e personaggi tv, ecco quanto guadagnano
( da "Blogosfere"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 523.368 Beppe Grillo: 4.272.591 Luciana Littizzetto: 1.824.084 Gabriele Muccino: 28.389 Silvio Muccino: 269.290 Michele Santoro: 118.752 Nicola Savino: 201.647 Marco Travaglio: 282.280 Simona Ventura: 1.677.193 Costantino Vitagliano: 463.785.
"Una
zona rossa" contro il dissenso intorno al Lingotto. Arriva il presidente
Napolitano e Grillo da forfait ( da "Blogosfere"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo avrebbe dovuto partecipare ad un convegno a chiusura dell'evento ma, dal suo blog ha scritto di "censura preventiva alla Fiera del Libro" in seguito all'invito del direttore Ferrero a non fare comizi ma spiegare il valore della lettura e "sostituire le invettive con un appello a favore della cultura”
BELLEZZA
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Avrebbe dovuto esserci anche Beppe Grillo, inserito nel programma di lunedì, purchè, hanno avvertito gli organizzatori, non faccia "comizi", ma magari un appello alla lettura o parli di un libro. Ma Grillo dal suo blog ha detto che non parteciperà, non rinunciando però al suo intervento: lunedì alle 14,30 parlerà in diretta streaming da casa sua.
Durante
il ponte si spengono le tv ( da "Opinione, L'"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: che con una puntata incentrata sul fenomeno sociale e (anti)politico di Beppe Grillo, sviscerato anche attraverso accesi dibattiti tra Vittorio Sgarbi e Marco Travaglio, tiene incollati agli schermi di Rai Due una media di 3.685.000 spettatori, pari a una share del 15,79%. Deludenti gli ascolti del Concerto del 1° Maggio, trasmesso da Rai Tre.
Dal
demondezzare al banderuolismo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract: referendumizzazione" del popolo auspicata da Beppe Grillo, infine, si arriva direttamente all'unico vero antagonista del Cavaliere in questa spietata competizione all'ultimo conio di vocabolo. Ovvero Antonio Di Pietro: contro la potenza del "chec'azzecchismo", infatti, non ci sono mosche, elefanti, cavallette e zigni che tengano.
Quando
Veronesi finisce nel mirino ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: day del 25 aprile di Beppe Grillo, ex-comico oggi tribuno del popolo diventato famoso per gli insulti contro i protagonisti della politica e dell'establishment in generale. Critica d'ufficio. Una difesa di Santoro o soltanto un no comment avrebbe suscitato un certo polverone magari anche con qualche rischio per la sua poltrona di presidente Rai.
La
differenza tra atti pubblici e ( da "Gazzettino, Il"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo dichiara 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l'entità del reddito da dichiarare.Gianfranco MortoniMantovaI nostri guadagnidevono esseretutelatiAprendo il Gazzettino di domenica 4 maggio mi son meravigliato nel vedere pubblicati alcuni
Per
l'Adunata, Provincia e Coldiretti lanciano la promozione dei prodotti tipici
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: anche per un ragionamento che ricorda il Beppe Grillo ecologista: "Consumare i prodotti locali fa risparmiare anche energia e benzina. Faccio un esempio: ci sono camion che portano al sud l'acqua Recoaro e altri che salgono per portare la Fiuggi. Il risparmio sui costi di trasporto comporterebbe prezzi più bassi anche per i consumatori.
LETTERE
E OPINIONI ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Su GrillolinciaggiomediaticoIl linciaggio mediatico a cui è stato sottoposto Beppe Grillo in questi giorni è quanto di più incongruo l'intelligenza umana possa partorire. Sino a quando Grillo faceva comodo perché le sue accuse al sistema politico facevano notizia e quindi faceva vendere giornali o aumentava lo "share" televisivo andava tutto bene.
Grillo:
non vengo alla Fiera ( da "Stampa, La"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Grillo: non vengo alla Fiera [FIRMA]GIOVANNA FAVRO Non mancavano che le bordate di Beppe Grillo, alla Fiera del Libro. Il re dei blog aveva chiesto di partecipare a Librolandia, ma ieri ha dato forfait. Motivo? La "censura preventiva" esercitata dalla Fiera per bocca del direttore Ernesto Ferrero, che gli ha inviato un messaggio a mezzo stampa,
RAI:
LETTERA CAPPON PER SANTORO, CON RICHIAMO
( da "Prima
Comunicazione" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: intervento di Beppe Grillo. Non sarebbe stata gradita in particolare la mancanza di contraddittorio con le affermazioni del comico, che ha attaccato sia il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che l'oncologo Umberto Veronesi e anche il presidente Rai Claudio Petruccioli era intervenuto con un durissimo commento.
Rai:
Cappon mette per iscritto la reprimenda a Santoro
( da "Velino.it,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: overdose di Beppe Grillo e astinenza da contraddittorio, e mancanza assoluta di sensibilità istituzionale è stata fatta eccome. Domani la questione arriverà sul tavolo del cda che sarà aperto proprio da una relazione di Cappon in cui saranno riportate naturalmente anche le rassicurazioni che Santoro avrebbe dato per il futuro al termine del colloquio.
Mara
Venier: "Baudo mi ha escluso dal Dopofestival". Alessia Marcuzzi:
"Non farei l'attuale Buona Domenica"
( da "Blogosfere"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Io sono stata sospesa per una rissa televisiva che, al confronto degli sfoghi di Beppe Grillo e Vittorio Sgarbi, sembra una scena da educande". Chi, invece, sarebbe in difficoltà con certe situazioni che nascono nei contenitori domenicali è Alessia Marcuzzi (6,5), che a Chi dichiara: "La Buona Domenica che si vede adesso?
Redditi/
La privacy è un diritto dei poveri
( da "Affari
Italiani (Online)" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: che tutto sia stato architettato allo scopo di sputtanare Beppe Grillo, che dall'alto dei suoi 4 milioni e rotti si arricchisce frustando i profittatori d'Italia. Oltretutto con un reddito più alto di quello di Roberto Benigni, eroe-icona dello spettacolo cultural-nazionale. Telegiornali, siti, quotidiani sono affollati di pareri.
Redditi
on line, Visco denunciato ( da "Padania, La"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: In poco meno di due ore, utilizzando il VF day 2 di Beppe Grillo, hanno insultato tutti gli insultabili. A partire proprio da chi occupa la sedia del Quirinale, ovvero il presidente della Repubblica che, tra la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, deve aver fatto sentire la sua voce a viale Mazzini.
CASO
SANTORO Bianchi Clerici: non mi scandalizzo più
( da "Padania,
La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". Secondo il leader dell Italia dei Valori "questa si chiama censura: in un Paese libero l ascoltatore -sottolinea Di Pietro - ha il diritto di sapere che due milioni di persone sono scese in piazza per firmare tre referendum e che sono state raccolte 1.
Il
grillo sparlante colpito e affondato
( da "Padania,
La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso?
Sconfitti
dalle loro bugie ( da "Padania, La"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso?
FIERA
LIBRO: GRILLO SI ARRABBIA CON FERRERO, 'MI CENSURANO NON CI VADO'
( da "Asca"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo non partecipera' alla Fiera del Libro. Lo ha annunciato lo stesso comico genovese dalle pagine del suo blog in risposta polemica con quanto dichiarato oggi da Ernesto Ferrero, direttore della manifestazione, che aveva sollecitato Grillo a ''sostituire le invettive con un appello a favore della cultura'' nel corso del previsto intervento.
GRILLO,
L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA!
( da "Azione,
L'" del 06-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract: Grillo, l'informazione è una cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della professione e dell'
*Rai:
Cappon mette per iscritto la reprimenda a Santoro
( da "Velino.it,
Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: overdose di Beppe Grillo e astinenza da contraddittorio, e mancanza assoluta di sensibilità istituzionale è stata fatta eccome. Domani la questione arriverà sul tavolo del cda che sarà aperto proprio da una relazione di Cappon in cui saranno riportate naturalmente anche le rassicurazioni che Santoro avrebbe dato per il futuro al termine del colloquio.
Una
zona rossa intorno alla Fiera del Libro? Sale la tensione a Torino e spuntano i
fant ( da "Stampa, La"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: I relatori sono 2000 e non si registrano forfait, salvo quello di Beppe Grillo, che ieri ha protestato contro la "censura preventiva": Librolandia gli aveva chiesto di parlare di libri, evitando comizi. E lui ha mandato il suo ennesimo, pur indiretto "vaffa": "Rinuncio a partecipare. Parlerò da casa, dal mio blog.
Richiamo
verbale di Cappon a Santoro ( da "Stampa, La"
del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: sull'ultima discussa puntata di Annozero con gli interventi di Beppe Grillo contro il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. L'ufficialità recita: "I contenuti dell'incontro saranno oggetto di una relazione del Direttore Generale nel corso della riunione del Consiglio di Amministrazione di mercoledì 7 maggio".
( da "Velino.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. POL -
Rai: faccia a faccia Cappon-Santoro. Il dg fissa i paletti Roma, 5 mag (Velino)
- Audizioni, incontri informali, conversazioni telefoniche, appunti scritti,
e-mail, fax e lettere ufficiali. Nell'agenda di Claudio Cappon è comparso
spesso il nome di Michele Santoro. Tanto spesso da costringere il direttore
generale della Rai, su esplicito mandato del cda (“prendere tutte le iniziative
utili e necessarie per garantire il rispetto di regole da cui dipende la
reputazione dell'Azienda e del servizio pubblico”) a una marcatura a uomo vera
e propria. “Un buon rapporto di collaborazione tra l'ammiraglio e il capitano
della goletta – lo considera Santoro - per portare la nave in porto”. Giovedì
scorso, però, Santoro è andato di nuovo alla deriva, si è liberato dalle cime
del servizio pubblico (Claudio Petruccioli ha parlato di “un uso arbitrario e
indecente della tv”) e ha navigato liberamente nel mare del diritto di cronaca
– a suo dire – dedicando la puntata di Annozero al “politico” Beppe Grillo. Di questo Cappon e Santoro hanno parlato nel tardo pomeriggio
di oggi. E ''i contenuti dell'incontro – annuncia una nota di Viale Mazzini -
saranno oggetto di una relazione del dg durante la riunione del cda di
mercoledì 7 maggio''. E mentre una pronuncia sulla questione Annozero
forse arriverà anche al termine del consiglio dell'AgCom (anche quello fissato
per mercoledì), ci si interroga sui contenuti del faccia a faccia
Cappon-Santoro. Cosa si saranno detti? Non serve un veggente per intuire che il
dg sarà partito proprio dalla dura reprimenda di Petruccioli, sposata in
maniera bipartisan dal cda. Solo una premessa, però, senza calcare i toni e per
ribadire a “Michele chi?” regole d'ingaggio precise per la sua permanenza in
palinsesto. Cappon – che in accordo con il cda potrebbe anche optare per un
richiamo formale - gli avrà consegnato la versione aggiornata dell'abbecedario
del buon dipendente Rai, insomma, necessario per mantenere microfono e diritto
di cittadinanza in viale Mazzini. Nessuna censura preventiva, intendiamoci, e
nessun ultimatum. Cappon sa bene che “Annozero” è un programma “abrasivo” e che
può gettare del sale su qualche ferita del Bel paese. Ma considera anche
Santoro un segno di libertà del servizio pubblico a patto che vengano
rispettati canoni, codici e linguaggio. (Gianluca Vacchio) 5 mag 2008 22:17.
( da "Punto Informatico" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Roma - Lo scandalo
web scatenato dal post di un blogger italiano non si placa: ieri l'Agenzia
delle Entrate ha tentato di giustificare la messa a disposizione online dei
dati tributari degli italiani in una nota trasmessa al Garante della Privacy.
Nelle stesse ore però proprio il Garante in una lettera a laRepubblica parlava
di un grave errore da parte dell'Agenzia, concetto ribadito e rafforzato anche
dal Garante del Contribuente all'AdnKronos. E mentre le associazioni dei
consumatori prendono la parola, chi pro e chi contro, la Procura di Roma
prosegue le sue indagini. La presa di posizione di Beppe Grillo, scandalizzato dalla diffusione di quei dati, è solo una delle
molte opinioni che circolano in rete in queste ore, una rete più che mai divisa
sull'opportunità della pubblicazione delle informazioni. Nella sua nota di ieri
pomeriggio, l'Agenzia delle Entrate ha ribadito che a suo dire "la
diffusione dei dati reddituali con modalità telematiche da parte dell'autorità
pubblica costituisce un elemento di garanzia, trasparenza e affidabilità
dell'informazione". L'Agenzia fa notare che non si è trattato di un colpo
di mano ma di una pubblicazione ponderata, che anzi applica la "normativa
sulla predisposizione e pubblicazione degli elenchi dei contribuenti" nonché
"quella del Codice dell'Amministrazione Digitale. Un insieme di
disposizioni che disegnano un quadro di trasparenza fiscale al quale l'Agenzia
ha inteso attenersi". I responsabili degli uffici tributari si rendono
conto che non tutto è andato come in passato e che una novità esiste. "È
rappresentata dal mezzo Internet - spiegano nella nota - Ma si tratta di una
novità relativa in quanto occorre considerare come gli articoli abitualmente
pubblicati dai giornali che riportano i dati reddituali dei contribuenti sono
per lungo tempo liberamente consultabili sulla rete". Secondo l'Agenzia,
dunque, le informazioni riportate dai giornali, generalmente legate alla
posizione tributaria di personalità pubbliche, sarebbero in qualche modo
equiparabili a quelle riguardanti qualsiasi contribuente diffuse dall'Agenzia,
con la differenza che queste ultime sono sicuramente affidabili. Nella nota,
l'Agenzia spiega la messe di norme che a suo dire autorizza la pubblicazione:
dall'articolo 69 del DPR 645/1958 fino alla versione aggiornata nel 1991 del
DPR 600/1973. Secondo gli uffici del fisco si tratta di una disposizione che
"attribuisce al direttore dell'Agenzia la fissazione dei termini e delle
modalità per la formazione e la pubblicazione degli elenchi. Si tratta, dunque,
di una valutazione amministrativa assunta dall'Agenzia delle Entrate
nell'ambito della sua autonomia". Secondo l'Agenzia, la ratio della norma
è che i dati dei contribuenti siano conoscibili a tutti. E le norme
sull'amministrazione digitale impongono la modalità digitale come
"strumento ordinario di fruibilità" nonché "l'uso delle nuove
tecnologie per promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini al processo
democratico e per facilitare l'esercizio dei diritti politici e civili sia
individuali che collettivi tra i quali si puo' inquadrare il diritto alla
consultazione degli elenchi dei contribuenti". A detta dell'Agenzia il
diritto alla privacy non preclude la diffusione dei dati reddituali. L'Agenzia
rimane ora in attesa delle decisioni formali del Garante, attese per oggi, e di
quelle dell'autorità giudiziaria, che ha già ottenuto grazie all'intervento
della Polizia Postale tutta la documentazione necessaria. Dalle parti del
Garante per la privacy peraltro giungono solo tuoni e fulmini: dopo aver intimato
all'Agenzia di fornire spiegazioni entro ieri, proprio ieri Francesco Pizzetti,
presidente dell'Authority di garanzia, ha sparato ad alzo zero contro
l'operazione trasparenza dell'Agenzia. In una lettera pubblicata su
laRepubblica Pizzetti non usa mezzi termini. Ricorda come il Garante abbia
chiesto immediatamente la sospensione della pubblicazione di quei dati,
avvenuta senza accordi preventivi, una pubblicazione che come è ovvio si è
tradotta nella circolazione sui circuiti di file sharing di tutte le
informazioni nei formati più diversi. "Si dirà: sì, ma intanto il danno è
stato fatto - scrive Pizzetti - Sono bastate quelle poche ore per consentire a
decine e decine di utenti in tutto il mondo (anche negli Usa) di scaricare quei
dati. E ora quei dati circolano liberamente sulla rete; sono oggetto di
curiosità di ogni tipo; vengono esaminati, trattati, schedati in giro per tutto
il mondo senza che nessuno ne possa più controllare o proteggere l'uso. E'
esattamente quello che avevamo paventato". Mentre scriviamo il Garante non
ha ancora preso posizione ufficiale, come accennato, ma l'orientamento di
Pizzetti è chiarissimo: "È abissale la differenza tra la disponibilità dei
dati fiscali presso i comuni, come prevede la normativa, e la loro immissione indiscriminata
in Internet. Un dato messo in rete, specialmente con le modalità del sito web
adottate in questo caso, è conoscibile in tutto il mondo, da chiunque, può
essere usato per le finalità più diverse, modificato, cambiato, falsificato.
Può entrare nei motori di ricerca e restare per sempre, magari manipolato, nel
curriculum di una persona". Pizzetti parla di un fatto senza precedenti al
mondo e sottolinea come tentare la cancellazione dei file sia ormai vano.
Insiste sulla gravità dell'accaduto e si chiede: "È ragionevole che i dati
di tutti i contribuenti italiani siano stati conoscibili da tutti, in tutto il
mondo? Senza una decisione del Parlamento? Senza aver sentito l'Autorità di
protezione dei dati che oggi è l'Istituzione posta a presidio della tutela dei
dati e dunque della stessa sicurezza e libertà dei cittadini nel mondo della
realtà virtuale?" Nessun dubbio lo nutre, peraltro, anche il Garante del
Contribuente. All'AdnKronos il garante Domenico Ciavarella sfoga tutte le sue
perplessità. Quelli del Fisco - dice - avrebbero dovuto prima di tutto
consultare il Garante. "Invece - sottolinea - non si sono rivolti al
Garante, nessuno ci ha avvertito e non c'è stata alcuna autorizzazione".
Questo si traduce in un grave errore secondo Ciavarella "nei confronti
della collettività". Prima di una mossa del genere, spiega, l'Agenzia
avrebbe dovuto anche attendere che il nuovo Governo "entrasse in
funzione". L'Agenzia - insiste il Garante - "avrebbe dovuto
comunicarci tutto" perché il Garante sta lì apposta, "in queste cose
le deve dettare il Garante" le modalità di diffusione. A suo dire quanto
accaduto "è un casino, non potevano farlo. Sono stati molto leggeri, in un
momento in cui hanno solo una funzione di ordinaria amministrazione".
Secondo Ciavarella ci sono paesi dove in passato la pubblicazione di quei dati
era consentita, e che ci hanno poi ripensato, come negli Stati Uniti dove -
dice - "da sette anni non permettono più di pubblicare i dati che
riguardano un contribuente". Solo in Svezia - sottolinea - il cittadino
può esporre spontaneamente il suo reddito". Secondo Ciavarella c'è un solo
soggetto che può liberamente indagare nel reddito della persona, ossia
l'Erario, è l'unico "che può inserirsi nella conoscenza della ricchezza di
un cittadino, solo lui deve vedere se un contribuente è stato corretto o
no". In ballo dunque non c'è solo la privacy perché qui si "viola la
norma giuridica", quella secondo cui il contribuente "ha diritto alla
riservatezza nell'attività economica, deve essere protetto anche da fattori
esterni come la delinquenza". Ciavarella si propone di relazionare su
questo "fatto grave" in Parlamento e avverte che per dovere giuridico
il Garante girerà alla Procura della Repubblica tutte le istanze che
giungeranno dai contribuenti. La rete dei Garanti regionali del contribuente
sarà allertata: "Ogni garante - insiste Ciavarella - saprà che dovrà
dimettere le denunce alla Procura della Repubblica".
( da "Corriere delle Alpi" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Natalino, un grande
della montagna CONOSCEVO Natalino Menegus da tanto tempo e per lui ho provato
grande stima fin dal primo momento in cui ci siamo incontrati. E' bastato poco
perché il reciproco apprezzamento si trasformasse in sincera e profonda
amicizia. Ho compiuto diversi viaggi con lui e la sua compagnia è sempre stata
assai piacevole. La nostra frequentazione era costante, basti sapere che ci
eravamo accordati per rivederci una sera a cena. Ora tutta la provincia di
Belluno, non solo la montagna, è orfana di un Grande. Non posso che
riconoscermi negli apprezzamenti che di lui giungono da ogni parte. Uomo di
notevole ingegno, colto e intelligente, Natalino ha lasciato il segno di sé nel
ricco ventaglio delle sue occupazioni e dei suoi interessi: dall'attività
imprenditoriale, alla scuola, allo sport e soprattutto al soccorso alpino. La
sua forte passione per le vette lo ha portato a compiere grandi imprese sulle
cime, ma prima fra tutte gli va riconosciuta quella di aver fondato con altri
soci l'Elidolomiti l'azienda che ha fatto scuola aprendo per prima l'orizzonte
del salvataggio in montagna con il mezzo aereo, precursore le Suem. L'uomo che
ha cambiato l'intervento di soccorso in parete ha terminato i suoi giorni sul
suo elemento, la montagna. Forse era quello che lui desiderava. Ma per noi
rimane il grande vuoto di questa morte prematura. Trasmetto il mio cordoglio
alla signora Malita, che abbraccio con affetto, e ai figli Laura, Stefania,
Nicole e Diego. Oscar De Bona Immigrati da odiare? Ricordiamoci del passato
RESTO spesso sbalordito quando sento trattare l'argomento degli immigrati
extracomunitari. La gran parte delle persone hanno veramente il dente avvelenato
nei riguardi di questi poveri esuli. A molta gente danno un grande fastidio,
fanno veramente paura, paura che ci tolgano "pane e lavoro" a noi e
di conseguenza sono molto mal considerati e da qualcuno odiati, si è instaurato
fra questi pseudo benpensanti un astio nei loro riguardi che mi fa rabbrividire
per le espressioni che usano. Meno male che non tutti la pensano così! Ma sono
sempre troppi. E' possibile che non ricordino più come eravamo noi italiani
all'inizio dello scorso secolo e subito dopo il secondo conflitto mondiale? E'
stato uno sciamare in ogni direzione: nel Lussemburgo, Belgio, Francia,
Svizzera, Germania...! Verso l'America del Nord, il Brasile, l'Argentina...
Quando si parla di extracomunitari si legge nei volti di molti miei paesani/e la
rabbia, l'impotenza per non poter dire loro "fuori dall'Italia"! Sarà
anche ignoranza ma succede troppe volte di trovarsi davanti a queste situazioni
per me sconvolgenti e vergognose. Possibile che non si ricordi l'epoca della
valigia legata con lo spago? A Feltre, da poco è stato posato un monumento
all'emigrante davanti alla stazione ferroviaria, per l'appunto rappresenta un
uomo con la valigia in mano che si gira per l'ultima volta a guardare il suo
paese prima di prendere il treno: e non rappresenta un signore che va in
vacanza! Quei barconi che arrivano sulle coste siciliane o a Lampedusa cariche
all'inverosimile, qualche volta il loro carico umano arriva dimezzato o
addirittura nullo perché son tutti annegati, sono bellicosi invasori o povera
gente. Noi italiani siamo diventati tutti ricchi (salvo eccezioni) almeno
rispetto a cinquant'anni fa, difatti molti lavori pesanti o sporchi non li
facciamo più: vedi muratore o conciatori di pellame! Certo che non parlo in
assoluto, ma la tendenza è questa. Ecco che l'immigrato che non è di bocca
buona ci sostituisce e fa quello che noi non vogliamo più fare. Il benessere ci
ha reso gretti e molte volte meschini. Insomma, non sono tutte rose e fiori,
gli attriti ci sono, i furti e gli omicidi pure, rientra tutto nella triste
realtà della vita e sarà sempre così. Per questo ci sono le leggi e la
giustizia, per chi è da perseguire. Non dimentichiamo il nostro Al Capone,
Lucky Luciano e tutti i gangster nostrani, noi all'estero abbiamo fatto scuola.
Dobbiamo giustamente prendercela con la mancanza di serie leggi o con la loro
cattiva applicazione che garantiscano il controllo del flusso migratorio in
accordo anche con la Comunità Europea. L'espulsione degli elementi non graditi,
chi delinque, insomma ordine ci vuole e questo è innegabile, ed allora
prendiamocela con i nostri governanti che stappano bottiglie di champagne e
mangiano mortadella in parlamento e fanno casino... Buffoni che non sono
altro!! Se si comportano così i nostri statisti come devono comportarsi gli emigranti?
I ghettizzati? Pensiamoci un po' su e meditiamo. Nel nostro Fonzaso,
piccolissima isola di un enorme arcipelago, possiamo forse dire male dei
marocchini, cinesi, esuli dell'Est Europa? Penso proprio di no anzi, qualche
famiglia è un esempio per qualche nostra famiglia. LuciStefan FONZASO A Costa
non c'è più il grande abete DOPO cinquanta anni di vita viene tagliato l'unico
grande abete rimanente nel paese di Costa. Con il taglio della magnifica
pianta, cambia anche l'aspetto del paese. Da ovunque in Comelico si può vedere
il paese di Costa e la pianta era visibile come la torre Eiffel a Parigi: era
una regina per la sua grandezza e la sua grossezza. Purtroppo, non essendo
protetta da altri alberi, all'arrivo del grande vento in dicembre scorso le fu
stroncata la cima, tanto da mettere nel proprietario e nei vicini un serio
timore per un eventuale investimento delle loro abitazioni. Con molto male in
cuore si è deciso di tagliare colei che per tanti anni diede rifugio a
moltissime specie d'uccelli; sembrava un rifugio ornitologico in mezzo al
paese. Non solo gli abituali uccelli del posto si servivano di essa, anche gli
uccelli emigranti si ristoravano a vicenda sul posto: il riparo lo trovavano in
mezzo ai rami dell'abete, il cibo lo si ingoiava dalla casetta fatta per loro,
dove il mangiare viene sempre preparato abbondantemente. Non sarebbe il
Comelico se non ci fosse anche chi reclama: di fatto, i pochi corvi rimasti nel
nostro bel paese sono stati i primi ad esprimersi; anche non conoscendo la loro
lingua si può capire il loro disdegno per l'azione fatta; pure la famiglia di
merli fece capire vivacemente il proprio dispiacere. Non è da ridere, ma spiego
volentieri il comportamento dei nostri piccoli amici: se per caso la mia vicina
alla mattina presto non porta del cibo in giardino, viene chiamata dai corvi
con molte gracchiate fino alla presenza delle cibarie; i merli invece sono un
po' sciocchi, invece di nidificare in alto in un posto più sicuro, costruicono
il nido molto vicino al terreno e logicamente devono difendere i loro cari dai
gatti, per caso un giorno l'anno scorso mi trovavo in giardino. Quando arrivò
un gatto e subito il padre merlo diede l'allarme molto agitato, sono
intervenuto scacciando il micio; così il merlo si è tenuto buono il mio gesto e
ogni volta che spuntava un gatto si metteva a chiamare a tutta forza. Il
risultato: entrambi abbiamo capito il richiamo, io accorrevo e il gatto per
paura lasciava perdere la sua azione. Con la scomparsa della pianta anche i
volatili dovranno arrangiarsi diversamente, un simile riparo certamente non
riuscirò a dare loro, di sicuro la mensa sarà sempre ben fornita. La scomparsa
della bella pianta è dispiaciuta a molte persone, di fatti ancora prima che io
arrivassi a casa dal lavoro, già fui informato del taglio effettuato. Ma
siccome niente può essere eterno sulla terra, bisogna accettare il cambiamento
di tanto in tanto. Alla pianta tolta si penserà ancora per molto con dei bei
ricordi, l'inverno prossimo si godrà il calore che essa darà per l'ultima
volta. Certamente anche sul sito www.comelicocultura.it bisognerà introdurre
un'altra fotografia di Costa, per essere sempre aggiornati. Molti, guardando il
paese da fuori, si accorgeranno che c'è qualche cosa di diverso a Costa, ma
raramente senza una foto per paragonare si riesce a capire cosa sia cambiato.
Il nostro paradiso è in movimento: cercando di guardare al futuro, anche se per
moltissimi anni si è dormito un po' troppo senza guardare avanti, ora si cerca
di sfondare verso il turismo. Elementi ci sono a sufficienza per dare a molti
turisti un rilassante soggiorno nel magnifico paese. Per il momento, stiamo
trasformando delle aiuole in fioricultura: non saremo a Sanremo o all'isola
Mainau sul lago di Konstanza in Germania, ma è sempre un buon inizio che,
speriamo possa essere importante per un futuro che duri molti anni. Forse un
giorno ci sarà qualcuno che descrive il nostro paese come il piccolo paradiso
in fiore accarezzato dal sole. Paolo Costan Dorigon COSTA DI COMELICO Come può
la Rai ospitare ancora Vittorio Sgarbi? ANNO Zero il programma di
approfondimento che segna il ritorno in tv di Michele Santoro torna a far
parlare di se. Nella serata di giovedì è andata in onda una puntata dove
l'educazione e il buon gusto sono stati presi a calci. Come è possibile che un
esagitato totalmente privo di autocontrollo, iroso, suscettibile oltremisura,
maleducato, prepotente prevaricatore, violento e pieno di sé, come Vittorio
Sgarbi possa essere ancora ospitato in Rai? Santoro ha sbagliato a convocarlo.
Ha sbagliato a permettergli di urlare come un ossesso, insultando impunemente
chiunque esprimesse idee diverse dalle sue. Travaglio deve denunciarlo per
ingiurie ripetute aggravate dalla diffusione a mezzo tv. Uno spettacolo indegno
di un Paese civile. Una pena infinita. Sgarbi con la sua arroganza ha
interrotto più volte gli interventi degli altri ospiti, disturbando così anche
i telespettatori che volevano ascoltare le opinioni degli intervenuti. Santoro
doveva intervenire e mandarlo fuori... Roberto Mosca Grazie
Grillo, ti vogliamo più
ricco e battagliero IL LINCIAGGIO mediatico a cui è stato sottoposto Beppe Grillo in questi giorni è quanto di più incongruo l'intelligenza umana
possa partorire. Sino a quando Grillo faceva comodo perché le sue accuse al sistema politico facevano
notizia e quindi faceva vendere giornali o aumentava lo "share"
televisivo di questa o altra trasmittente andava tutto bene. Quando ha iniziato
a toccare il giornalismo, i giornalisti e il loro ordine professionale,
improvvisamente l'Italia, grazie ai media medesimi, si è ribellata al fatto che
egli fosse delittuosamente ricco...e sfacciatamente di sinistra!!! I
"media" sono riusciti a scatenargli una reazione contraria e
violenta...."ed il gregge delle pecore feroci si risvegliò e divenne
branco". Gli italiani hanno perso di vista che quella di Grillo, contro l'ordine dei giornalisti è una battaglia
liberista, quella contro i mafiosi è una battaglia sociale, quella contro i
partiti è una battaglia per la democrazia, quella per un Parlamento libero da
inquisiti e condannati è una battaglia per la morale. Ora io mi pongo alcune
domande: Grillo deve mettersi il bavaglio perché è più
ricco della media di noi? O magari perché rappresenta un paradosso ideologico?
C'è qualcuno di quelli che adesso gridano "all'untore" che, oltre a
criticare Grillo intende portarne avanti le battaglie,
spendendo naturalmente i propri soldi...o si vuole semplicemente che egli
taccia per sempre? Se lui è ricco e porta avanti battaglie sociali, politiche e
ecologiche a favore di tutti noi, perché noi dovremmo condannarlo? Forse per il
fatto di essere è più bravo di noi a fare soldi? Vogliamo che lui smetta di
combattere o vogliamo che lui diventi povero perché a noi da fastidio che lui
guadagni montagne di denaro? E poi, è importante sapere di quale ideologia uno
sia, se le sue proposte sono giuste? Ci interessa maggiormente che lui non
faccia più il comunista o che i corrotti escano dal Parlamento? Se qualcuno fa
qualcosa per me io me ne frego che sia di destra o di sinistra, credente o
miscredente, ricco o povero, biondo o moro. Il problema dell'Italia è Grillo o sono le cose che lui denuncia? Chi accusa Grillo senza nulla proporre o senza offrire sé stesso in sua
sostituzione, parla perché è in malafede o perchè vuole che l'Italia affondi
nella propria merda. E' solo uno dei tanti pecoroni che si lasciano manipolare
dal potere, avendo portato il proprio cervellino all'ammasso. Chi critica Grillo e lo vuole muto, vuol dire che preferisce i mafiosi
in Parlamento, lo strapotere dei partiti, l'antiliberismo degli ordini
professionali, la manipolazione dell'informazione e lo sperpero dei milioni di
euro regalati a giornali di partito o semi inesistenti, semi liberi, semi...
Grazie Grillo per aver fatto aprire gli occhi a molti
italiani... E se, dicendo ciò che dici, ci guadagni senza rubare ai cittadini:
Bravo! Per favore diventa sempre più ricco e sempre più battagliero. Paolo
Bampo LIMANA Per favore Grillo non farci la predica LE
RECENTI polemiche sulla diffusione in Internet della dichiarazioni dei redditi
e il corsivo di Mino Fuccillo apparso sul Corriere delle Alpi di domenica ci
hanno indotto ad alcune semplici riflessioni. E' assolutamente vero che esiste
un motivo per tenere nascoste tali dichiarazioni: ha ragione Fuccillo, è
l'ilarità. Ma non solo: anche lo sconforto di tanti che, come noi, sono stati
indotti a farsi due conti. Mia moglie ed io siamo insegnanti e a fine carriera,
quando cioè dopo 35/40 anni andremo in pensione, i nostri guadagni totali non
raggiungeranno i 2milioni e mezzo di euro. Fino a poco tempo fa ci ritenevamo
fortunati: due stipendi, un figlio universitario fuori sede; due auto (Marea e
Punto da circa 10 anni), le ferie... Ora non sappiamo più che pensare. Grillo guadagna in 6 mesi quanto noi due in un'intera vita
di lavoro. Non abbiamo parole, ma solo un'accorata preghiera: per favore, Grillo, non venire a farci la predica! Renzo Crosato
Mararosa Ceccon SOSPIROLO.
( da "MF Sicilia" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
MF Sicilia Numero
089 pag. 2 del 6/5/2008 | Indietro Finocchiaro a Roma A
chi il seggio a Palermo? Sicilia Palazzi & Denaro Chi andrà all'Assemblea
regionale Siciliana al posto di Anna Finocchiaro che ha scelto di guidare
l'opposizione a Palazzo Madama? La questione è ancora aperta a poco più di una
settimana dall'insediamento della nuova Assemblea e le ipotesi sono le più
diverse. La senatrice catanese non si è ancora dimessa da deputato regionale e
lo farà non appena l'Ars aprirà i battenti, molto probabilmente il 15 maggio.
In maniera tale che sarà la commissione verifica dei poteri dell'Assemblea
(composta da deputati del Pd, Mpa, Udc e Pdl) ad avanzare la proposta che
dovrà, poi, essere esaminata dall'Ars. Il posto potrebbe andare alla seconda
sconfitta, cioè Sonia Alfano, la candidata degli Amici di Beppe Grillo oppure a Rita Borsellino che ha guidato le liste della Sinistra
Arcobaleno che non ha superato la soglia di sbarramento del 5%. Oppure, altra
ipotesi in campo, sarebbe il rientro di Bernardo Mattarella, deputato del Pd
primo dei non eletti a Palermo, nei ranghi della Assemblea che rappresenta il
migliore resto per il Partito democratico. Alias Prima di
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( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Cronaca Bufera sulla
Fiera del libro Napolitano: falsità su di me Ramadan attacca il presidente: non
deve partecipare La secca replica del Quirinale: dichiarazioni infondate e
insinuanti MASSIMO NOVELLI TORINO - A due giorni dall'apertura della Fiera del
Libro la polemica raggiunge il Quirinale. L'islamista Tariq Ramadan, a Torino per
un convegno filopalestinese, attacca il capo dello Stato Giorgio Napolitano per
la sua decisione di inaugurare il Salone e per avere accomunato, secondo lui,
antisemitismo e critiche al governo israeliano. Immediata la secca replica del
Quirinale: "Dichiarazioni infondate e insinuanti". Ma le polemiche
toccano anche la terza carica dello Stato: Gianfranco Fini dice sostanzialmente
di giudicare meno grave "la bestiale violenza" dei neonazisti di
Verona rispetto alle proteste antisraeliane. In un'atmosfera del genere, tra le
preoccupazioni per il corteo di sabato dei centri sociali e
le defezioni da Librolandia come quella di Beppe Grillo,
determinata da una presunta "censura preventiva" della Fiera (gli
avevano chiesto di non tenere comizi, ma di parlare di libri), il primo a
scendere in campo è stato Ramadam. Ai margini di un seminario sulla
"pulizia etnica della Palestina", l'intellettuale musulmano ha preso
di mira Napolitano. "La sua presenza, peraltro annunciata dopo
l'avvio della campagna di boicottaggio alla Fiera, - ha detto - dimostra che
questa non è solo un evento culturale, ma anche un atto politico". In
secondo luogo, "il presidente della Repubblica ha compiuto un altro errore
tacciando di antisemitismo chiunque critichi il governo di Israele. Il fatto
che a questo seminario, cui partecipo, ci siano intellettuali e poeti ebrei,
israeliani, che criticano il loro governo, dimostra che alla Fiera non c'è vero
dibattito democratico". La reazione del Quirinale non si è fatta
attendere. In una nota è stato precisato che "in relazione a talune
dichiarazioni infondate e insinuanti riferite da agenzie di stampa, si ricorda
come la presenza del presidente della Repubblica all'inaugurazione della Fiera
del Libro di Torino sia nella stessa linea della sua partecipazione a
molteplici eventi culturali che hanno luogo in Italia. La critica delle
politiche del governo di Israele è del tutto legittima, innanzitutto
all'interno di Israele; quel che è inammissibile è qualsiasi posizione tendente
a negare la legittimità dello Stato di Israele, quale nacque per volontà delle
Nazioni Unite nel 1948, e il suo diritto all'esistenza nella pace e nella
sicurezza". Nonostante le polemiche, spiega però il governatore del
Piemonte Mercedes Bresso, "non ci siamo mai pentiti di avere scelto
Israele come paese ospite e crediamo anzi che questa scelta contribuirà a una
maggiore comprensione di quella realtà. Quando ci è stato proposto di ospitare
gli scrittori israeliani non ci siamo posti il problema se ciò fosse opportuno
dal punto di vista politico. Abbiamo ritenuto che si trattasse di una scelta
interessante. Le guerre non sono partite di calcio, e il compito della Fiera
del Libro non è fare il tifo per una parte". In una giornata come quella
di ieri, c'è stato spazio anche per il dialogo e per un tentativo di stemperare
le polemiche. Va letta in questo senso la nota che la Delegazione generale
palestinese in Italia ha inviato ai vertici della Fiera del Libro, che si può
riassumere così: "Non veniamo quest'anno, ma intendiamo collaborare per
l'avvenire". Un lumicino nel buio della ragione.
( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina V - Torino
Napolitano, una visita sprint alla Fiera Definiti percorso e incontri. Grillo rinuncia alla partecipazione di lunedì E' subito
polemica al seminario di Free Palestine dedicato alla pulizia etnica MASSIMO
NOVELLI Grande è il disordine sotto il cielo del Lingotto, resta da vedere se
la situazione sarà eccellente. A due giorni dall'inaugurazione della
ventunesima edizione della Fiera del Libro, crescono di tono le polemiche
originate dalla presenza di Israele come ospite d'onore, peraltro proprio in
occasione del sessantesimo anniversario dello Stato di Tel Aviv, la cui
nascita, per il popolo palestinese, è paragonata a una "catastrofe".
Sono tensioni e muri contro muri che fanno temere per l'ordine pubblico,
coinvolgono il mondo della cultura come quello della politica, diventano spesso
il pretesto per strumentalizzazioni di vario genere. Napolitano. Intanto,
sperando che tutto fili liscio, è stato quasi definito il programma della
visita che il capo dello Stato Giorgio Napolitano farà alla Fiera giovedì
mattina. Il presidente della Repubblica arriverà al Lingotto verso le 10 e,
dopo avere inaugurato la manifestazione alla presenza delle autorità,
raggiungerà il Bookstock Village, il padiglione dedicato ai giovani, per poi
ripartire subito per Roma. Tutto ciò dovrebbe consentire di aprire i battenti
al pubblico verso le 11, quasi in concomitanza con la partenza di Napolitano.
Le defezioni. La prima vittima, per così dire, dell'aria
pesante che si respira, è nientemeno che Beppe Grillo.
L'inventore del cosiddetto Vaffa-Day ha fatto sapere che non parteciperà a
Librolandia. La causa? La presunta "censura preventiva" esercitata da
Rolando Picchioni ed Ernesto Ferrero, i timonieri dell'evento, che gli avevano
chiesto di non tenere comizi politici. Il comico, però, non rinuncia al
suo intervento: lunedì 12 maggio sul suo blog, in diretta da casa sua. Sembra
destinato al fallimento, inoltre, il tentativo degli organizzatori della
kermesse di offrire ai movimenti di Free Palestine alcuni spazi esterni alla
Fiera. Le polemiche e il seminario alternativo. è entrato nel vivo anche il
seminario "Le democrazie occidentali e la pulizia etnica della
Palestina", promosso dall'Ism-Italia presso la facoltà di Scienze
politiche dell'Università. Tra i relatori il teologo islamico Tariq Ramadan,
che, ai margini del convegno, ha attaccato il presidente Napolitano. Duro pure
il poeta dissidente israeliano Aharon Shabtai. Ha spiegato di avere rifiutato
di essere ospite della Fiera in quanto si tratta di "una manifestazione di
propaganda del governo di Tel Aviv". "Io sono qui ? ha continuato
Shabtai - perché mi sta a cuore il futuro dei miei figli e anche per chiedere
aiuto all'Europa. In Israele molte persone, più di quanto si creda, sono contro
l'occupazione, ma non hanno un partito di riferimento".
( da "Unita, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stai
consultando l'edizione del TORINO Grillo non va alla
Fiera "Censura preventiva" ROMA Beppe Grillo non
parteciperà alla cerimonia di chiusura della Fiera del Libro di Torino: lo dice
lui stesso dal suo blog, bollando le dichiarazioni del direttore Ernesto
Ferrero come forma di "censura preventiva". Cosa aveva detto il direttore?
Secondo il comico genovese " ha dettato termini e condizioni per la mia
partecipazione". Un'ammissione "subordinata a patto che parli di
libri e punti su concetti edificanti". Niente comizi, era insomma la
richiesta di Ferrero. Grillo ironizza: "Se mi
tolgono i comizi, le invettive e, soprattutto, i concetti poco edificanti cosa
mi rimane da dire? Potrei parlare di nanoparticelle, di rifiuti zero, di
citizen journalism, della Costituzione, del precariato, di informazione web
2.0, di Internet, della democrazia diretta". Tuttavia Grillo
non rinuncerà a parlare: lunedì 12 maggio alle 14.30, lo si potrà ascoltare in
streaming da casa sua. "Parlerò anche di libri: il più grande successo
editoriale on line del 2007 è stato il libro Schiavi Moderni, tratto da
migliaia di testimonianze spontanee e scaricato gratuitamente in quasi mezzo
milione di copie".
( da "Tirreno, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Pisa ROM A COLTANO/1
ROM A COLTANO/1 Diamo le abitazioni ai pisani sfrattati PISA. Vediamo una
sinistra al potere nelle amministrazioni della Toscana in piena crisi. Infatti
dove comandano cercano di adeguarsi alle giuste proposte sulla sicurezza della
Lega Nord, più che altro terrorizzati dall'emorragia di consensi elettorali che
da una convinzione politica. D'altro canto leggiamo sugli organi di stampa che
una delle prime preoccupazioni del nuovo sindaco di Pisa, Filippeschi, sia
stata assicurare che le abitazioni per i nomadi di coltano "saranno
portate a compimento purché queste persone rispettino le regole". Vorremmo
quindi consigliare al neosindaco di prendere esempio dai suoi colleghi di centro
sinistra che hanno accolto le istanze della Lega, attuando una politica di
tolleranza zero. Se Filippeschi facesse sgomberare il campo nomadi di Coltano,
se stracciasse il programma delle "Città Sottili", se facesse
costruire alloggi sì ma per i pisani con lo sfratto, se attuasse politiche che
facilitassero l'espulsione degli immigrati clandestini presenti nel Comune di
Pisa, pensiamo che i pisani e i livornesi lo ringrazierebbero. Emiliano
Baggiani Lega Nord Toscana ROM A COLTANO/2 E' necessario un patto concreto
PISA. Abbiamo promesso un'opposizione costruttiva ma ferma. In questo spirito,
mentre accogliamo con favore le parole del sindaco Filippeschi che afferma di
voler "cambiare il sistema di convivenza" con i gruppi Rom,
annunciamo che chiederemo di discutere la questione nel primo consiglio utile.
In particolare crediamo si debbano valutare accuratamente i criteri di
assegnazione, con speciale attenzione ai carchi penali dell'affidatario.
Inoltre gli affidatari degli immobili dovrebbero sottoscrivere un patto con il
Comune, nel quale si impegnano a non turbare la quiete e a non danneggiare gli
immobili, asportando materiale per poi venderlo, come avvenuto in passato.
Riteniamo che chiunque non onori il patto sottoscritto debba perdere ogni
diritto sull'abitazione. Si dovrà mettere in atto un sistema di monitoraggio,
almeno semestrale, da parte del Comune, per verificare le condizioni delle
abitazioni ed accertarsi degli atteggiamenti degli affidatari nei confronti dei
cittadini di Coltano. Infine, almeno le utenze di acqua, luce, gas dovranno
essere a carico degli affidatari. Abbiamo molte altre proposte in merito ai
processi di integrazione, che faremo presenti. Soprattutto vorremmo sapere di
cosa realmente si stia parlando, ovvero: temiamo che i 17 nuclei abitativi
previsti non siano assolutamente sufficienti ad accogliere tutti i Rom che oggi
si trovano a Coltano. Per concludere vorremmo ricordare al sindaco l'impegno
assunto e più volte confermato, nel corso della campagna elettorale, di far
sgombrare gli insediamenti abusivi che si trovano oggi nel nostro Comune.
Patrizia Paoletti Luca Titoni Massimo Balzi Filippo Bedini Mirella Bronzini
Riccardo Buscemi Giovanni Garzella Antonio Maffi Paolo Cognetti Paolo Mancini
Diego Petrucci Silvia Silvestri ROM A COLTANO/3 A noi italiani nessun alloggio
PISA. Leggendo l'articolo di sabato 3 maggio riguardo le case coloniche, devo
dire che sono rimasto sbalordito. Siamo sempre alle solite per queste politiche
verso i Rom e gli immigrati, ormai si pensa sempre a loro, mentre noi italiani
veniamo sempre più messi da parte, dimenicati dalle istituzioni. Pensare chi ci
sono tanti italiani che ormai faticano ad arrivare alla terza settiamna del
mese, alle prese con mutuo con interessi elevati all'ennesima potenza che ci
strozzano, che con il lavoro precario i giovani non hanno speranze per il
futuro. E allora le istituzioni che fanno: stanziano un fondo di 760.000 euro
per queste persone. Marco Viventi PASSI CARRABILI Prigioniero in casa per colpa
di un'auto PISA. è capitato a me alcuni giorni orsono, intorno alle una, ma per
quel che mi è dato di sapere la cosa non è affatto rara che in città, vengano
occupati abusivamente passi carrabili con tanto di cartello, vengano chiamati i
vigili urbani, senza che si veda nessun operatore della vigilanza a procedere
con le condizioni del caso. Peraltro personalmente sono stato vittima di un
abuso da parte di un altro cittadino, che di fatto mi ha impedito di uscire e
di entrare in casa mia per oltre due ore. Ho fatto numerose telefonate al Comando
della polizia municipale e sempre mi si rispondeva: "Stiamo
arrivando". Sono andato poi personalmente nei loro uffici e la risposta è
stata: "Noi non sappiamo niente non ci hanno passato la comunicazione dal
piano di sopra e comunque c'è un incidente e non abbiamo pattuglie disponibili,
lei intanto mi dia il numero trascritto sul cartello del comune". Tutto
questo avveniva già dopo due ore che mi affannavo per avere qualcuno a svolgere
un servizio che, come tanti altri cittadini, pago con cifre non di poco conto.
Mi chiedo allora se vale la pena pagare tutti questi soldi per avere un
servizio garantito, quando questo poi è scarsamente presente. Raimondo Pistoia
LA CRITICA Caro sindaco, così non va PISA. Il sindaco Marco Filippeschi
s'insedia in poltrona e fa "il duro": preannuncia deroghe alla
chiusura del centro storico nella zona a traffico limitato, quando le deroghe
già previste nell'ordinanza comunale riempiono otto pagine sulle sedici
complessive, e ringalluzzisce in questo modo le pretese dei commercianti,
soprattutto di quelli notturni; se la prende con i mendicanti che fanno fare
brutta figura al salotto buono di Pisa, e destina a questa funzione di
"scopa" che nasconda lo sporco sotto il tappeto in nome delle belle
vetrine e dello shopping di lusso, e non del contrasto allo sfruttamento dei
bambini e dei vecchi e dei malati e dei cani, che purtroppo caratterizza il
fenomeno della mendicità, le sbandierate nuove dieci assunzioni nella Polizia
Municipale, invece di metterle a sorvegliare l'ormai già riesploso caos
notturno di auto abusive, di disturbo della quiete pubblica, di vandalismi, in
coordinamento con le altre forze dell'ordine come i cittadini chiedono da
undici anni; fa la voce grossa contro i campi rom abusivi, che vanno
sicuramente smantellati in quanto indegni per chi ci "vive" e
pericolosi per la sicurezza di chi ci abita accanto, ma non dice una parola su
che fine faranno le persone "smantellate", e ignora la nostra
proposta che alla repressione dell'illegalità si accompagni un patto di diritti
e doveri condivisi per la convivenza civile, che deve avere come protagonisti
non solo l'amministrazione comunale e il Comitato provinciale per l'ordine
pubblico ma anche le comunità immigrate, il Consiglio degli Stranieri, le
strutture che gli immigrati si sono date proprio per isolare chi non accetta
un'integrazione vera, nel rispetto reciproco, ma cerca una soluzione ai suoi
problemi di sopravvivenza nello spaccio, nei furti, nella delinquenza più o
meno organizzata. La continuità del Palazzo: forte con i deboli, debole con i
forti. Peggio di così non si poteva cominciare... Lista
civica pisana "Città dei Diritti con Beppe Grillo"
A TIRRENIA Arbusti e sterpi sulla strada PISA. Vorrei segnalare i tanti
problemi che si presentano oggi in via dei Frassini al Calambrone, dove, come è
noto, si trovano una scuola elementare, una scuola media e anche una scuola
materna. Non v'è alcun marciapiede e per i ragazzi diventa un vero e
proprio problema di sicurezza potere accedere alle scuole. La strada a fondo
chiuso, presenta al suo termine un piazzale sterrato, confinante con la pineta
del parco naturale, pieno di buche, per il quale da tempo ormai indeterminato
tantissimi cittadini e la scuola medesima hanno chiesto di sistemarlo almeno
coprendo le buche esistenti. Ma niente fino adesso è stato fatto. Ai margini
della strada vi sono rovi, sterpi, arbusti di ogni genere e grado, erba
incolta, un fossato perennemente coperto dalla vegetazione. Condizione questa
che richiederebbe una periodica manutenzione che mai viene fatta. è allora
abbastanza emblematico e preoccupante che nessuno si occupi di questa strada,
che è frequentata da tanti bambini e dalle loro famiglie e che richiederebbe
davvero una maggiore attenzione da parte di tutti. L.R.
( da "Repubblica, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina VIII - Milano
L'assessore che insulta le istituzioni Lo stesso Sgarbi ha trovato fortemente
irriverenti gli apprezzamenti di Grillo sul Presidente
della Repubblica, ma si è dimenticato di sé e del suo ruolo di rappresentante
della collettività milanese trascinando tanto in basso l'istituzione che
rappresenta. Vale anche per lui quello che lui stesso ha rimproverato a
Santoro: l'aver mostrato a 4 milioni e mezzo di
telespettatori lunghi stralci di Beppe Grillo a
Torino, allargandone così la platea. Adesso quattro milioni e mezzo di
telespettatori sanno che tipo è il nostro assessore alla Cultura. Non ne siamo
grati a Santoro. Se per cultura intendiamo umanisticamente l'educazione
dell'uomo, certo Sgarbi non passerà alla storia come educatore. Se
invece consideriamo la cultura come l'insieme dei costumi, degli atteggiamenti,
dei valori, degli ideali di una società, la società milanese non si riconosce
certo in Vittorio Sgarbi, nelle sue esternazioni. Alla presentazione della
candidatura italiana all'Expo si è sottolineato che Milano è una città
laboriosa, ricca di valori qualche volta parsimoniosamente celati e, per
finire, colta: quest'immagine non si sovrappone a quella di Vittorio Sgarbi.
Spiace dover ripensare che certe posizioni dell'assessore apertamente polemiche
e condivisibili altro non siano che disperata ricerca di visibilità senza vero
spessore culturale. Con la legge 81 del '93 il sindaco è eletto direttamente
dai cittadini ed è lui che sceglie a chi e quali poteri delegare ad ogni
assessore. Il deprecato passato, quello accusato di rendere ingovernabili i
Consigli comunali e le Giunte perché gli assessori erano la diretta emanazione
dei partiti, aveva un pregio: gli assessori erano scelti tra gli eletti in
Consiglio e le preferenze ottenute avevano peso nella scelta. Il ruolo degli
elettori era chiaro, nel bene e nel male sceglievano. Oggi è il sindaco che
sceglie per noi. è arrivato il momento che ci dia conto di questa scelta. LUCA
BELTRAMI GADOLA.
( da "Secolo XIX, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
"annozero"
POCHE RIGHE di comunicato ufficiale sono seguite ieri sera al lungo incontro tra
il direttore generale della Rai Claudio Cappon e Michele Santoro, sull'ultima discussa puntata di Annozero con gli interventi di Beppe Grillo. L'ufficialità recita: "I contenuti dell'incontro saranno
oggetto di una relazione del Direttore generale nel corso della riunione del
Consiglio di amministrazione di mercoledì 7 maggio". Se ne parlerà di
certo alla prossima riunione del consiglio e del resto domani la trasmissione
sarà anche oggetto dell'analisi dell'Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni che ne ha acquisito la cassetta. Ma l'incontro di ieri non è
detto che non abbia qualche conseguenza prima dell'appuntamento di domani. A
quanto si è appreso, infatti, nel corso dell'incontro a Santoro sono stati
fatti rilievi, di cui il giornalista ha detto che terrà conto nello svolgimento
delle prossime puntate. Una reprimenda quindi, anzi una sorta di richiamo a
voce a cui non è escluso che possa seguire a breve un richiamo formale al
conduttore di Annozero . Ieri, poi, il sito online del programma di Raidue -
trasmissione che chiuderà la stagione tra poche puntate, il primo giovedì di
giugno - ha anche visto nascere una nuova rubrica on line battezzata
"Vaf", che sta per "Valutazioni a freddo". Valutazioni
fatte dalla redazione per ribadire che nella puntata del primo maggio, dedicata
a Grillo, il contraddittorio c'è stato, come
dimostrerebbero gli scambi di battute andati in onda e riportati sul sito. Le
altre "Vaf" sono dedicate a Mario Landolfi, presidente uscente della
Commissione di Vigilanza Rai, che ha parlato di vilipendio al presidente della
Repubblica. "Ma - sostiene Annozero - se vilipendo c'è stato, come mai
nessuno l'ha denunciato quando Grillo ha parlato a
Torino?". Una iniziativa che qualcuno ha letto come una provocazione e il
consigliere d'amministrazione Alessandro Curzi commenta così: "Il comico Grillo seguita a fare proseliti? Ne parleremo, spero con
estrema calma, nel consiglio di amministrazione, quando il direttore generale
ci riferirà dei suoi colloqui con Michele Santoro". Curzi ribadendo la sua
posizione chiede "nessuna censura ma fermezza nel richiamo a regole uguali
per tutti. E sia chiaro: personalmente mi opporrò a qualsiasi trattativa -
continua Curzi - che porti a uscite dalla Rai a suon di miliardi".
06/05/2008.
( da "Tirreno, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
ELENCO DEI REDDITI
Visco almeno ha smascherato il fustigatore Grillo Più
ci penso e più non riesco a capacitarmi non solo di cosa ci sia di scandaloso
nella pubblicazione, sul sito del Ministero delle Finanze, dell'elenco dei
contribuenti Irpef, ma soprattutto del perché la cosa sia apparsa a tanti così
scandalosa. Non solo infatti da ben 35 anni è in vigore una legge che prevede
che "gli elenchi (dei contribuenti) sono depositati per la durata di un
anno, ai fini della consultazione da parte di chiunque, sia presso lo stesso
ufficio delle imposte sia presso i comuni interessati", ma da ben 35 i
giornali, compresi quelli ora consultabili su Internet, pubblicano
tranquillamente ogni anno stralci più o meno completi di tali elenchi. Quindi
da ben 35 anni chiunque poteva conoscere i redditi dei vicini di casa o dei
propri parenti e conoscenti, la criminalità organizzata poteva individuare i
contribuenti più facoltosi contro cui mettere in atto, come è stato scritto,
estorsioni o rapine, ecc. ecc. senza che nessuno si sia sognato, finora di
contestare tale diritto, senza che il Garante della Privacy abbia osato vietare
la pubblicazione di quei dati. Personalmente, lo ripeto, non riesco proprio a
spiegarmelo. Almeno una cosa comunque penso d'averla capita. La notizia dei
suoi 4 milioni e 272 mila euro di reddito dichiarato all'anno (pari a 20 volte
quello di un autorevole esponente della "Casta" quale l'attuale
Presidente del Consiglio o, molto più prosaicamente, a
quanto il sottoscritto riuscirà a guadagnare nei prossimi 200 anni) può rendere
difficile a Beppe Grillo il continuare a far la parte del
disinteressato fustigatore dei privilegi altrui. Per questo è stato tra quelli
che, di fronte all'iniziativa di Visco, si è arrabbiato di più. O no? Alberto
Cioni San Romano (Pi).
( da "Nazione, La (Lucca)" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
CAPANNORI PIANA pag.
9 "BASTA dire al sindaco Del Ghingaro che è bravissimo in qualcosa e lui
... "BASTA dire al sindaco Del Ghingaro che è bravissimo in qualcosa e lui
si scioglie per la gioia, fino al punto di proporre all'adulatore? la
cittadinanza capannorese". A sostenerlo, in una nota, è il capogruppo
dell'Udc, Paolo Rontani. "Vedi il recente caso Beppe Grillo ? aggiunge ?. Se almeno questa regalia comportasse che Grillo ci paga l'addizionale comunale
l'Irpef (con i suoi redditi ben poco proletari) sarebbe un bell'acquisto, ma
così purtroppo non è. E allora? Si vogliono distribuire certi onori solo per
immagine personale? Il sindaco non dovrebbe rispettare di più i valori
dei suoi amministrati? Per carità, non è la prima volta che si regalano usi e
mezzi pubblici a chi viene a lavorare per l'immagine politica del centrosinistra,
ossequiandone ogni gesto: basta pensare ai mega-uffici del direttore generale.
Intanto i capannoresi lamentano gravi problemi quotidiani, dai lavori pubblici
che non si fanno vedere, alle difficoltà economiche sociali e culturali. Mi
viene in mente una famosa frase del coraggioso Savonarola, il quale diceva che
il tiranno tiene bassi tutti gli uomini di cervello ed esalta gli sciocchi.
Chissà se la conosce anche il signor Grillo e ne ha
parlato nei suoi spettacoli di vaffà-day ripensando a Capannori".
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
06-05-2008)
Argomenti: Grillo
FORLI' PRIMO PIANO pag.
3 La centrale elettrica resta solo sulla carta Durazzanino: progetto bocciato
dal ministero di FABIO GAVELLI ASSOMIGLIA molto al fischio finale. I passaggi
burocratici sono aggrovigliati, la sostanza è semplice: la centrale elettrica
di Durazzanino è stata bocciata sotto il profilo ambientale. Molti forlivesi si
erano dimenticati del più corposo investimento mai progettato in città, 500
milioni di euro per costruire l'impianto a turbogas, da 800 megawatt, nella
campagna fra Forlì e Ravenna. Ma i documenti che dormivano da anni nei cassetti
ministeriali erano ancora in attesa di risposta. E' ARRIVATA ieri la risposta,
da una sottocommissione ministeriale. Oggi il ministero dell'Ambiente dovrebbe
rendere noto il parere negativo. L'ultima parola però sugli impianti che
producono energia, spetta al ministero delle Attività produttive. "Sì, ma
sarebbe la prima volta che viene autorizzata una centrale che non passa la
valutazione di impatto ambientale ? dice Daniela Guerra, consigliere regionale
dei Verdi ? . Noi pensavamo che il progetto fosse stato ritirato dall'impresa,
in ogni caso la Regione non l'ha prevista nel suo piano energetico approvato da
pochi mesi". FIN DALLA NASCITA, sette anni fa, Elettra ha sedotto
imprenditori e fette del mondo produttivo, ma nessuna amministrazione pubblica.
I Comuni e le Province di Forlì e le Ravenna le hanno voltato le spalle, la
Regione pure. "Non è ambientalmente compatibile", questa la
motivazione espressa nell'autunno 2006. Si è scelto di privilegiare la riconversione
(col potenziamento) delle centrali esistenti e di puntare al risparmio
energetico e alle fonti rinnovabili per coprire il fabbisogno. "BELLA
NOTIZIA, questo ci dà fiducia per continuare nelle nostre iniziative, rivolte a
proporre scelte alternative su energia e smaltimento rifiuti", dice
Raffaella Pirini, presidente dell'associazione Clan-Destino, che mosse i primi
passi giusto per contrastare la centrale di Durazzanino. Alcuni dei primi
militanti del gruppo che chiamò a Forlì anche Dario Fo e Beppe Grillo, vivono a poche centinaia di metri dal sito individuato per
realizzare l'impianto. Da allora l'impegno si è concentrato su altri obiettivi,
soprattutto gli inceneritori di Hera e Mengozzi. FURONO anche gli agricoltori
ad animare le proteste: 287 piccole aziende agricole (alcune con produzioni
biologiche) nel raggio di
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
06-05-2008)
Argomenti: Grillo
FAENZA pag. 13 UN SUCCESSO per il V2Day di Beppe Grillo. I
'Grilli' faentini hanno raccolto nella giornat... UN SUCCESSO per il V2Day di Beppe Grillo. I 'Grilli' faentini hanno raccolto nella giornata del 25
aprile, ben 4370 firme nel banchetto allestito in piazza del Popolo per tre
quesiti referendari: abolizione dell'ordine dei giornalisti, abolizione dei
finanziamenti all'editoria e per l'abolizione della legge Gasparri. Ma
la raccolta dei 'Grilli' non si ferma qui. Infatti il banchetto sarà presente
ancora nella piazza di Faenza tutti i sabati mattina del mese di maggio.
( da "Adige, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Pubblicazione dei
redditi Scelta di libertà e di informazione PIERANGELO GIOVANETTI (segue dalla
prima pagina) Tale disposizione di legge non è stata mai modificata da alcuna
legge successiva, e nemmeno l'introduzione della legge sulla privacy è mai
intervenuta a privare o limitare questo diritto, che ha solidi fondamenti
costituzionali, e che è garantito anche in altri Paesi civili e liberali, a
partire dagli Stati Uniti d'America. Ora, è in nome di questa libertà e volontà
di fare informazione, che l'Adige ha pubblicato in questi giorni gli elenchi
dei redditi del 2005, forniti dall'Agenzia delle Entrate, cioè depositati dal
Ministero ufficialmente sul sito apposito. Del resto è lunga tradizione
dell'Adige pubblicare i redditi dei trentini. Come del resto anche consolidata
tradizione di quotidiani che oggi si stracciano le vesti e invocano
l'intervento dell'Ordine dei giornalisti, e magari pubblicano a pagina 3 i
redditi nazionali, mentre per quelli locali - non avendoli - dicono di aver
fatto la scelta di non pubblicarli. Ci si dimentica che l'intervento del
Garante della privacy è stato solo di tipo cautelativo perché 1) "non era
stato avvisato della messa in rete"; 2) "non c'è una legge che
regolamenta la questione". Pertanto, quello del Garante è stato un
semplice invito a sospenderne la diffusione in attesa che le cose si
chiariscano e, magari, intervenga il Parlamento con una legislazione ad hoc.
Principio fondamentale e costitutivo di ogni ordinamento liberale e democratico,
però, è che se un atto non è espressamente vietato, è consentito. Quindi, se
non c'è nessuna legge che ne fa divieto, la pubblicazione dei redditi è
pienamente e legittimamente consentita. Ridicola e inconsistente è
l'argomentazione di chi, come Beppe Grillo,
capopopolo dal reddito di 4 milioni e 272mila euro nel 2005, predica di casta
per gli altri e quanto tocca i suoi interessi monetari chiede la censura in
nome della sicurezza personale. Come se eventuali malviventi avessero bisogno
di leggere la denuncia dei redditi sul giornale per sapere
che Beppe Grillo dispone di un consistente
patrimonio finanziario e immobiliare. C'è chi ha parlato di "voyeurismo
fiscale". Ci sarà anche in alcuni lettori, non ne dubito. Ma ha ragione da
vendere Beppe Severgnini,
in un acuto e brillante elzeviro sul Corriere della Sera di domenica scorsa,
quando argomenta che solo in Italia si contrappone riservatezza a trasparenza.
E la contrappone chi non vuol far sapere quanto dichiara (perché è troppo poco)
e ammanta di alti valori (la difesa della privacy), ciò che in realtà invece è
solo difesa del proprio portafoglio. Fa notare Severgnini che all'estero - in
California, o in Scozia, o in Scandinavia - tutti pagano le tasse (e tutti
conoscono i redditi pubblicamente) per la vergogna di essere giudicati dai
propri figli o dal proprio vicino, un evasore. Certo, sarebbe meglio che le
pagassero perché ci credono, perché sanno di contribuire così a far funzionare
i servizi di tutti come la scuola, la sanità, la sicurezza. Ma in mancanza di
questo senso civico diffuso meglio che le paghino perché preoccupati di non
figurare pubblicamente come evasori, cioè come "non amici" del bene
pubblico. Anche perché va detto in maniera chiara a quanti - per lo più a
sproposito - tirano in ballo ad ogni pie' sospinto la legge sulla privacy. Qui
non si parla di pubblicare dati sensibili, informazioni sulla salute o la sfera
sessuale delle persone, o sul coinvolgimento di minori. Per questi casi,
esistono precise normative che ne vietano - giustamente - la pubblicazione sui
giornali. Parliamo della denuncia dei redditi a cui tutti siamo obbligati per
legge costituzionale. Altrimenti, se non è pubblicabile l'elenco dei redditi,
non è pubblicabile più nulla, né l'elenco dei bambini ammessi all'asilo nido,
né le graduatorie dell'Itea, né le delibere dei contributi, né le notizie con i
nomi di quanti hanno avuto un incidente, perché allora tutto è privacy. Oggi
difendere il diritto all'informazione in un Paese civile e democratico parte da
una battaglia come questa. Il resto sono solo chiacchiere.
p.giovanetti@ladige.it 06/05/2008.
( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-06 num: - pag: 8 categoria:
REDAZIONALE Napolitano e la Fiera del libro: Israele, legittimità innegabile A
Torino giovedì inaugurazione "blindata" per il rischio
contestazioni Tensione per il via alla manifestazione con il capo dello Stato Beppe Grillo non andrà: non accetto censure TORINO - Mancano due giorni
all'inaugurazione della Fiera del libro, la prima ad essere così violentemente
contestata per la scelta di invitare Israele come Paese ospite, la prima nella
quale sarà il presidente della Repubblica a tagliare il nastro d'inizio.
E proprio da Quirinale, ieri sera, è giunta una ferma replica agli attacchi
arrivati nel frattempo da Torino, nelle parole di Tariq Ramadan e di altri
contestatori come Gianni Vattimo: "è del tutto falso attribuire al capo
dello Stato l'errore di aver tacciato di antisemitismo tutti coloro i quali
criticano lo Stato di Israele - si legge nel testo diffuso dal Colle -. La
critica delle politiche del governo di Israele è del tutto legittima,
innanzitutto all'interno di Israele; quel che è inammissibile è qualsiasi
posizione tendente a negare la legittimità dello Stato di Israele". E
mentre fanno scalpore le dichiarazioni di Gianfranco Fini sulla
"gravità" delle contestazioni torinesi culminate il 1Ë? maggio col
rogo della bandiera israeliana, la tensione cresce: le forze dell'ordine e il
cerimoniale del Quirinale desiderano che la presenza di Giorgio Napolitano a Torino
sia "protetta " il più possibile da ogni contestazione, mentre,
d'altra parte, i giovani dei collettivi autonomi che fin dall'inizio hanno
sostenuto la linea del "boicottaggio duro" contro la Fiera fanno
sapere che non accetteranno gli inviti "dell'ultima ora" a essere
presenti alla kermesse libraria e che non rispetteranno la "zona
rossa" di sicurezza nella quale ogni tipo di manifestazione è vietata,
quella che si trova nelle immediate vicinanze del Lingotto. Contemporaneamente,
esponenti di tutte le parti politiche, delle Comunità ebraiche,
dell'Associazione Italia-Israele e dei vari gruppi nati per sostenere la
presenza dello Stato di Gerusalemme a Torino confermano la loro volontà di
festeggiare l'avvenimento, sventolando la bandiera con la stella di David nella
mattinata dell'apertura. Tra di loro, il senatore Pd Roberto Della Seta
("Torino democratica sventoli compatta la bandiera d'Israele"),
mentre la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso conferma di
"non essere affatto pentita " della scelta di Israele come Paese
ospite. Oltre che sulla giornata inaugurale, le preoccupazioni della questura
sono concentrate sulla manifestazione nazionale promossa dai boicottatori per
sabato 10 maggio, un corteo al quale non sarà consentito di giungere fino al
Lingotto. Intanto, nella stessa giornata nella quale all'Università di Torino
si apriva la due giorni intitolata "Le democrazie occidentali e la pulizia
etnica in Palestina ", con gli interventi dei principali sostenitori del
boicottaggio alla Fiera (e si scatenavano quindi le polemiche tra alcuni
docenti e il rettore Ezio Pelizzetti), il comico Beppe
Grillo annunciava che non sarebbe stato presente
lunedì al Lingotto, come invece era stato annunciato, e che avrebbe optato invece
per un intervento in diretta streaming dal suo blog. Perché? "Perché non
posso ammettere forme di censura preventiva come quelle di chi mi ha invitato a
"non tenere comizi": se mi tolgono comizi e invettive preferiscono
non esserci ". E di "censura" nei confronti di Grillo parlano anche i Comunisti italiani di Torino, i primi
ad aver lanciato la parola d'ordine del boicottaggio alla presenza israeliana.
L'antisemitismo La nota del Quirinale: mai accusato di antisemitismo chi
critica lo Stato ebraico Nell'ateneo Sopra, banchetti pro Palestina a Palazzo
Nuovo, sede dell'università di Torino. A destra, un manifesto che invita a
boicottare Israele e sostenere la causa palestinese Vera Schiavazzi.
( da "Messaggero, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Scatenano anche
l'auditel. L'ultimo caso riguarda Beppe Grillo che da
una piazza gremita ha avuto da dire su molti temi, ad esempio quello dei morti
sul lavoro dove ha sbagliato una frase nei confronti di Giorgio Napolitano. Non
credo si debba impedire al conduttore di un programma di mandare in onda un
filmato di Beppe Grillo realizzato poche ore prima.
D'altra parte l'indomani, venerdì, "Mi manda Rai tre" ha presentato
un caso oscuro di una casa di riposo per anziani e allo sfuggente responsabile
dell'Asl sono stati mossi telefonicamente molti appunti. A me la puntata di
"Anno zero" è piaciuta e mi è parso lucido il Presidente della
Federazione Nazionale della Stampa Natale, esagerato Vittorio Sgarbi,
intelligente nella reazione Travaglio e così Norma Rangeri. Insomma molti si
devono rassegnare: Michele Santoro ha dimostrato da tempo di saper fare questo
mestiere. Un libro di Elsa Morante aveva per titolo "Il mondo salvato dai
bambini". Riguardo alla televisione generalista si potrebbe dire: la tv
salvata dai più giovani. Penso agli undicenni e tredicenni che hanno animato
"Ti lascio una canzone" condotto da Antonella Clerici e diretto da
Roberto Cenci con giovanissimi interpreti da portarseli via per bravura e
simpatia. Indimenticabile il piccolo calabrese che ha cantato un successo della
Vanoni continuando a girarsi nel veder scendere Ornella, mentre Cenci gridava:
"E' un samba, maestro!" E la musica è partita. Poi ci sono i
diciassettenni e i ventunenni di "Amici" che hanno riempito Piazza
Del Popolo a Roma e una piazza enorme a Cagliari. Sono loro, i primi e i
secondi, a fare audience ma anche a dimostrare talento, il che è incoraggiante.
Incoraggiante anche che, sia i piccoli di "Ti lascio una canzone"
come i giovani di "Amici" al 90% non recitano. Sono come sono nella
vita e questo è persino rivoluzionario se pensiamo a quanti spettacoli tarocchi
la tv ci fa vedere. Non so quale sarà il futuro di Marco, Roberta, Francesco e
Pasqualino, so però che molti dei partecipanti alle sei precedenti edizioni di
"Amici" lavorano. Non tutti, ovviamente, ma molti. Qualcuno
addirittura è protagonista di un musical in Germania. Per questi ragazzi, il
momento più complicato è quando escono dalla scuola di "Amici" avendo
avuto successo e magari avendo vinto. Hanno l'obbligo di imparare per tempo che
fuori non sono tutti pronti a fare loro festa o a facilitargli l'inizio della
carriera. In quel momento, oltre al talento, a loro serve umiltà e capacità di
inserirsi senza supporre di essere i più bravi. Mentre scrivo questa nota,
ancora si parla della puntata di Santoro e a qualcuno è uscita la frase:
"è necessario un provvedimento esemplare". Un tempo si parlava di
fucilazioni esemplari. A proposito di provvedimenti, avendo trascorso gran
parte della vita a guardare o a fare televisione vorrei che Agostino Saccà,
come per altro dichiarato dai molti suoi colleghi, tornasse a lavorare.
Agostino Saccà è uno dei più bravi a fare la televisione.
( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-05-06 num: - pag: 39 categoria:
REDAZIONALE CALENDARIO di LUCETTA SCARAFFIA Liberi tutti! Bisogna assolutamente
difendere Umberto Veronesi dall'accusa di Beppe Grillo di essere "una società per azioni". Non solo per i
suoi indubbi meriti nella lotta contro il cancro, ma perché da anni dalle
pagine dei quotidiani e dei settimanali il professore, in qualità di
"esperto", ci insegna a vivere. Ha cominciato con la medicina ma poi,
assurto al rango di "saggio" per consenso universale, ha
allargato il suo raggio d'intervento ai più vari temi: dalle questioni
bioetiche all'eutanasia, alla ricerca sulle staminali embrionali, imponendosi
come il più autorevole portavoce del pensiero che ama definirsi laico. La sua
generosità nel dispensare consigli non ha limiti, e oggi ha affrontato
finalmente su "OK Salute" una questione cruciale: è lecito far
dormire i bambini con i genitori? Sì, si può! certifica autorevolmente il
professore. Non ne dubitavamo. Si parli di staminali o di eutanasia, infatti,
la parola d'ordine del nostro esperto di fiducia alla fine è sempre una: liberi
tutti!.
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere del
Mezzogiorno - LECCE - sezione: TEMPOLIBERO - data: 2008-05-06 num: - pag: 14
categoria: REDAZIONALE Sul web Dai blogstar agli avatar, l'incontro a Matera
Elena Trombetta, alias Velas, commercialista di Como, ha specificato che una
delle cose più belle di Second Life è conoscere nuove persone "dal
vivo". Velas è il nome del suo avatar su Second Life, la sua seconda
identità con la quale sono nate tantissime amicizie. Elena/Velas ha tenuto una
mini- relazione sulla sua esperienza in Second Life al Materacamp di sabato
scorso, la non-conferenza che si è tenuta alle Monacelle, hotel- ostello nella
Città dei Sassi. Gli oltre 150 partecipanti si conoscevano più o meno tutti.
Magari non si erano mai visti fisicamente, ma avevano discusso animatamente sui
rispettivi blog, si erano scambiati osservazioni su Twitter (sito di social
networking in cui si scambiano messaggi di poche frasi), si erano dichiarati
amici su Facebook o, addirittura, "avevano fatto shopping insieme su
Second Life", come ha spiegato Velas/Elena, che su SL ha organizzato anche
manifestazioni e conferenze, naturalmente virtuali. Il Materacamp è un
"barcamp", ossia una non-conferenza. A differenza dei convegni
tradizionali, infatti, tutti sono relatori: basta prenotare il proprio
intervento (in anticipo di qualche giorno sul sito Internet ufficiale
dell'evento, ma anche all'ultimo momento). C'erano blogger famosi
("blogstar", in gergo) come Diego Bianchi alias Zoro (di recente
ospite in tv a Matrix di Enrico Mentana), blogger e studiosi del web come
Giuseppe Granieri (autore di Blog generation per Laterza) e Antonio Sofi. C'erano i rappresentanti del meet-up materano di Beppe Grillo e del programma Bollenti spiriti della Regione Puglia (che hanno
presentato il barcamp che si terrà a Bari per la Biennale dei giovani artisti
del Mediterraneo, e di cui si parlerà nei prossimi giorni). "è importante
per i blogger non prendersi troppo sul serio", ha spiegato Marileda Maggi,
barese, che conduce sulla webradio Radio Nation una trasmissione dissacrante
sui blogger. Per tutta la giornata, insomma. c'è stato un continuo scambio di
idee e informazioni. Il resoconto del Materacamp è tutto sul sito http://barcamp.
org/materacamp. Ludovico Fontana Una foto del barcamp.
( da "Corriere della Sera" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-06 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Annozero Curzi attacca il sito del programma: la rubrica
"Vaf" è ispirata al comico? Caso Santoro, richiamo di Cappon Lettera del dg Rai per la puntata su Grillo. Ora l'esame del Cda ROMA - Michele Santoro riceverà nelle
prossime ora una lettera del direttore generale Claudio Cappon dopo le
polemiche sulla puntata di Annozero con Beppe Grillo. Un
richiamo formale? Un monito per il futuro? Non esiste una definizione sicura
per il messaggio che il responsabile della linea editoriale di Viale Mazzini (questo
è uno dei compiti di Cappon, secondo la legge) invierà a Santoro. Una cosa è
certa. La lettera conterrà un elenco di rilievi formali sui contenuti di alcune
puntate della trasmissione. E se ne discuterà in consiglio di amministrazione
domani. è la naturale conseguenza della durissima dichiarazione rilasciata
sabato scorso dal presidente della Rai, Claudio Petruccioli: "Il danno,
l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico sono incalcolabili
". Nella lettera apparirà un elenco di appunti: l'accusa di aver lasciato
"microfono aperto" a Beppe Grillo, le invettive del comico contro il presidente Giorgio
Napolitano e il professor Umberto Veronesi. Cappon insisterebbe molto anche
sulla necessità di evitare lo scambio di insulti in studio: il riferimento è
alla lite tra Vittorio Sgarbi e Marco Travaglio, che ha fatto il giro dei siti
online di mezza Italia. Nessuna reazione da parte di Michele Santoro. Ma
secondo alcune fonti vicine alla direzione generale il conduttore di Annozero
avrebbe assicurato che prenderà atto del documento aziendale e che terrà nel
dovuto rispetto tutte le contestazioni della direzione generale. Sempre su
Santoro va registrata una durissima presa di posizione di Sandro Curzi,
consigliere di amministrazione in quota Sinistra Arcobaleno ed ex direttore di
quel Tg3 che affiancò le trasmissioni del primissimo Santoro. Curzi se la
prende con il sito della trasmissione Annozero. (www.annozero.rai.it): "è
stata inserita una nuova rubrica intitolata Vaf (acronimo di Valutazioni A
Freddo). Il comico Grillo continua a fare proseliti?
Ne parleremo spero con estrema calma, nel consiglio di amministrazione di
mercoledì quando il direttore generale ci riferirà dei suoi colloqui con
Michele Santoro". Qui Curzi ribadisce la sua posizione: "Nessuna
censura ma fermezza nel richiamo a regole precise di comportamento uguali per
tutti nell'azienda ". Curzi introduce un altro argomento, di cui qualcuno
comincia evidentemente a parlare in azienda: "Mi opporrò, sia chiaro, a
qualsiasi trattativa che porti a uscite dalla Rai a suon di miliardi. Santoro,
le cui trasmissioni debbono poter proseguire normalmente, ha un rapporto di
lavoro dipendente con diritti e doveri. Un contratto che il consiglio di
amministrazione deve far rispettare ". Sotto la voce "Vaf" ieri
Santoro elencava tutte le frasi pronunciate in studio contro Grillo
dagli altri invitati, proprio per contestare la versione del "microfono
aperto" lasciato a Grillo. Paolo Conti.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
06-05-2008)
Argomenti: Grillo
LETTERE AL DIRETTORE
06-05-2008 Lettere al direttore Disguido per il vaglia laborista si è rivelata
un disastro, perché tesa allo smantellamento dello stato sociale, a cominciare
dal servizio sanitario nazionale che, introdotto da Atlee all'indomani della
seconda guerra mondiale, fu sempre, e giustamente, vanto della società
britannica. dopo una certa ora praticamente deserte per la paura. A fronte di
tutto ciò e nella speranza di una maggiore serietà legislativa, dell'imminente
nuovo governo Governo, che renda certa la pena, sicura l'espulsione e sia ferma
nel tutelare i Servitori dello Stato, non è più rinviabile l'adeguamento degli
organici e dei mezzi delle Forze di Polizia. Ci permettiamo di chiedere al
nuovo Questore di Parma Dr.Gallo, come sia possibile che il numero degli agenti
di Pubblica Sicurezza sia a Parma lo stesso di ben 15 anni fa, un organico
totalmente insufficiente per controllare un territorio come Parma. Siamo
altresì certi però che il Questore , che conosce bene la nostra città, saprà al
più presto porre rimedio a questa grave carenza che si ripercuote negativamente
sulla sicurezza di Né si dimentichino i fallimentari esiti della sua lotta
contro la criminalità. Mai come oggi gli inglesi si sono sentiti
insicuri". E concludevamo: "Oc - corre un becco d'acciaio - più che
di ferro - per definire "ri - formista" la politica estera del
"Bush's poodle", ossia il "bar - boncino di Bush", come
molti inglesi chiamano Blair.". "La storia -diceva Hegel, il padre
della filosofia moderna - è la più terribile delle divinità. Non la
perdona". Gentile direttore, rispondiamo alla lettera "Alle Poste di
Fidenza" del 22 aprile, nella quale viene segnalato il disagio di un
cittadino nel corso delle operazioni per l'invio di un vaglia on line.
Desideriamo scusarci con il cliente per il disguido subito e informarlo che, in
seguito alla sua segnalazione, la Filiale di Parma di Poste Italiane ha
provveduto a sensibilizzare il personale ad una maggiore attenzione verso le
esigenze della clientela, la cui soddisfazione è un obiettivo imprescindibile
per l'Azienda. Tenendo conto del considerevole numero di operazioni che
quotidianamente viene eseguito dagli operatori di sportello, è possibile che
talvolta si verifichi un errore di trascrizione. Per tale motivo, cogliamo
l'occasione per sottolineare l'importanza di una verifica immediata, sia da
parte del cliente che dell'operatore, dei moduli che vengono compilati per
qualsiasi operazione. Ringrazio "Animal House" Gentile direttore,
chiedo cortesemente ospitalità alla Gazzetta di Parma per segnalare, con questa
mia lettera, la generosa disponibilità di un gruppo di volontari che, da anni,
è impegnato nell'aiuto agli animali abbandonati, malati, in pericolo,
dimostrando con tale azione amore per la vita e per la natura. Rispettare gli
animali e i loro diritti è sinonimo di civiltà, di sensibilità in senso lato:
chi è veramente amico degli animali è certamente amico anche dell'uomo. Il
gruppo in questione si chiama "Animal House", ha gestito in passato
il canile municipale di Parma ed io l'ho incontrato quando ho adottato il mio
cane, Frida, un bellissimo e buonissimo esemplare di pastore tedesco, purtroppo
abbandonato all'età di 3 anni. Frida mi ha dato tantissime gioie: oggi ha 8
anni e dimostra sempre a me e alla mia famiglia tutta la sua riconoscenza. E'
un animale stupendo, intelligente, e sarebbe stato un peccato non averlo
conosciuto. Purtroppo Frida è affetta da una malattia cronica, che richiede
cure molto serie e costanti, oltre a visite veterinarie periodiche; ma io non
sono nelle condizioni di poter trasportare il mio cane fino all'ambulatorio o
di fargli fare una piacevole passeggiata: ecco allora intervenire i volontari
di "Animal House", affezionati a Frida come a tutti gli altri animali
di cui si sono presi cura. E' Sandra, in particolare, ad aiutarci nella
gestione della terapia e nel garantire la regolarità Sergio Caroli Parma, 4
maggio tutti i cittadini di Parma. Mario Bertoli Portavoce provinciale del
movimento politico La Destra Parma, 2 maggio Poste Italiane Ufficio Comunicazione
Territoriale Emilia Romagna e Marche Bologna, 5 maggio I redditi di Grillo Ringraziamenti al medico Signor direttore, si sente
spesso parlare di ospedali che non funzionano, sono felice di poter
testimoniare la mia gratitudine al prof. Paolo Dell'Abate, che mi ha seguito
per otto anni, fino a condurmi all'intervento chirurgico risolutivo, avvenuto
per sua mano, nel reparto di chirurgia toracica diretto dal prof. Sianesi.
Vorrei ringraziare, attraverso il suo giornale, pubblicamente, il prof. Paolo Dell'Abate
e tutto il personale medico e paramedico del reparto per la sapienza, il
rispetto, la grande attenzione con cui sono stato trattato. delle visite. E'
lei che porta torta fritta, salumi e vino a volontà. Il presente, Giorgio
Cavalca, persona sensibile e schivo a qualsiasi forma pubblicitaria, non è
nuovo a queste imprese; già in passato, oltre agli aiuti cospicui dati a vari
"comitati di solidarietà", aveva organizzato con i suoi consiglieri,
cene e premi per centinaia di bambini di Chernobyl e i loro accompagnatori,
coinvolgendo, compre sempre, un gruppo di volontari impeccabili, dal cuore
nobile e colmo di quella parmigianità autentica che commuove. Sono queste,
signor direttore, le persone che arricchiscono le "Associazioni" di
quella risorsa vitale, indispensabile per il bene della comunità. E queste sono
le persone che noi tutti ci auspichiano di avere sempre più numerosi. La nomina
degli scrutatori Gent.mo Direttore, mi corre l'obbligo di dare risposta al sig.
Francesco Lauria, autore della lettera "Anche i seggi lottizzati",
per fare chiarezza sulla questione della nomina degli scrutatori per le
consultazioni elettorali. E' vero che la legge n. 270 del
( da "Stampa, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Israele e Usa.
Vorrei dare la mia solidarietà ai cittadini di questi due Stati, dire loro che
grazie a Dio non tutti i torinesi sono come quei quindici cretini che hanno
fatto quel gesto, e che come me sono tanti quelli che vorrebbero vedere un bel
salone del Libro con ospite d'onore Israele senza dover chiedere scusa per
eventuali altri cretini che volessero boicottare il Salone stesso. Buon
compleanno, Israele! Sono lieta di festeggiarti nella mia città. M.A.BIANCHI,
TORINO Il rispetto della bandiera A proposito di bandiere da rispettare, di cui
si parla in questi giorni, mi è tornato il ricordo di quello che è successo
sotto i miei occhi, a Gerusalemme, nel 1990. Al termine di una grande
manifestazione pacifica di donne israeliane, palestinesi e di molti altri paesi
contro l'occupazione e le violenze dello Stato di Israele, compare una bandiera
palestinese e la polizia israeliana si accanisce contro le donne presenti,
manganellando violentemente e ferendo anche una parlamentare italiana. Allora,
dov'è l'indignazione verso i modi in cui lo Stato di Israele non rispetta la
bandiera, e la vita, dei palestinesi? Persa per la strada dell'opportunismo
economico e politico? E' inaccettabile che questo Stato sia ospite d'onore
nella mia città, che sventolino le sue bandiere a segnarne il principale evento
culturale. Quando bandiere palestinesi potranno liberamente sventolare in
Israele, ne potremo riparlare. CHIARA BERTONE, TORINO Solidarietà ai genitori A
proposito della brutale aggressione di Verona vorrei esprimere innanzitutto la
mia solidarietà nei riguardi dei genitori del ragazzo ridotto in fin di vita i
quali stanno vivendo dei momenti terribili che lasceranno in loro il segno per
tutta la vita e nel contempo il mio disprezzo totale per gli aggressori che non
possono essere etichettati con un colore politico ma solo con una unica
definizione "criminali". A questi individui che non hanno alcun
rispetto per la vita degli altri va comminata una pena vita natural durante,
invece, com'è consuetudine nel nostro "meraviglioso Paese" se la
caveranno con una pena irrisoria o magari con un nulla a procedere. GABRIELLA
MONTALDI L'invidia e la delazione Anche se qualcuno di parte sostiene che non
sono gli evasori fiscali a protestare per la pubblicazione dei redditi degli
italiani essendo questi anonimi al fisco, penso che comunque costoro
indirettamente temano questa cosa perché qualcuno che li conosce non vedendoli
comparire negli elenchi, automaticamente con una certa invidia li segnali al
fisco, come dire perché io sì e tu no?... e vai con la delazione! Inoltre su
tanti dei nomi comparsi, qualcuno spicca al limite del patetico, qualche
milione di pensionati al minimo si sarà sentito in colpa sapendo soprattutto
che la signora Falchi per esempio deve vivere con un reddito dichiarato lordo
di 3808 euro l'anno, così da non arrivare nemmeno alla fine della prima
settimana! (sempre che il commercialista o l'articolista non abbiano
dimenticato qualche zero). ROBERTO GRASSO Allibito da D'Alema E' dalla caduta
dell'impero romano che la classe politica italiana cerca legittimazione
all'ombra della croce, col risultato di non essere mai riusciti a innalzare il
dibattito sulla laicità dello Stato oltre la chiacchiera davanti a un caffè. Rimango
quindi stupito nel leggere di D'Alema che definisce quelle della Libia una
"intollerabile ingerenza". Ma come intollerabile ingerenza? Fu molto
più indebita la pressione che fece a suo tempo la Cei sui Dico, mettendo
letteralmente sotto i piedi la volontà popolare, che i Dico, chiamati Pacs nel
programma dell'Unione, li aveva scelti e votati. Che credibilità può avere agli
occhi del mondo uno Stato che valuta con due pesi e due misure la laicità e le
ingerenze contro di essa? Paradossalmente è molto più laico il Vaticano che,
non avendo dato alcuna indicazione di voto per le ultime elezioni, ha vinto a
destra ciò che ha perso a sinistra. ROBERTO MARTINA
Complimenti per l'eleganza Complimenti a Beppe Grillo,
almeno per l'eleganza esclusiva delle sue scarpe, degli stivaletti Tod's, così
evidenti nella foto a pag. 10 de La Stampa del 4 maggio mentre vengono usati
per accompagnare con un democratico calcio in c... il solito Vaffa nel posto di
cui sopra. Ma Grillo non potrebbe imparare un
linguaggio più elegante almeno dalla marca delle sue scarpe, marca proletaria
notoriamente scelta da chi non arriva alla fine del mese. Pari eleganza, nel
parlare, dovrebbe usare Sgarbi. Altrimenti tra un "vaffa" da una
parte e un "pezzo di m...." dall'altra il cittadino normale sceglie
la via dei boschi o dell'eremo. Senza tv, ovviamente. GIANNI BISIO Sbarchi di
stagione Torna la bella stagione e con essa riprendono gli sbarchi sulle nostre
coste. Oltre a non respingere questa invasione, noi che siamo particolarmente
intelligenti li andiamo a prendere al largo, non possiamo di certo far mancare
loro la adeguata scorta per raggiungere il territorio italiano e lì permettere
loro di piantare radici. Sono tutti sconfinamenti in acque territoriali
italiane e come tali devono essere sanzionati. Se un qualsiasi oggetto volante
sconfinasse nel nostro spazio aereo verrebbe intercettato, riconosciuto, e nel
caso non abbia alcun permesso di sorvolo, scortato fuori dallo spazio aereo. Se
proprio si ostina a ignorare gli inviti a cambiare rotta i nostri caccia
possono ricevere l'ordine di abbatterlo. Sono gli elementi di quello che rimane
delle sinistre che pensano che tutto quello che naviga nel Mediterraneo debba
essere intercettato al largo e portato a casa perché abbiamo disperato bisogno
di immigrati. ORIANO LANNUSO.
( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
E' la tesi di un famoso
intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le
basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha
concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del
Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista,
antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni
operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo
Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era
più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del
Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si
sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la
globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per
gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il
Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo
sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del
movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più
solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Non commentato
" (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
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( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 107 del 2008-05-06
pagina 42 Santoro e l'alibi del diritto di cronaca di Paolo Granzotto Michele
Santoro continua imperterrito a usare la Rai come meglio gli pare con l'alibi
del "diritto di cronaca". Giovedì scorso ha
trasmesso gran parte del comizio di Beppe Grillo senza
contraddittorio. Sugli attacchi al Capo dello Stato e al professor Veronesi
sono già intervenuti altri. A me preme confutare quel che ha detto sugli
inceneritori. Il 12 dicembre 2006 il termovalorizzatore di Brescia è stato
classificato al primo posto e definito dalla Wtertc (Waste to energy research
and tecnology council), un organismo indipendente formato da scienziati
di tutto il pianeta, come "il migliore impianto del mondo". Ma Grillo sa di "polveri sottili e di nanoparticelle
nocive alla salute" esclusivamente in base a ciò che gli dicono padre Alex
Zanotelli, Percy Allum, Fulvia Bandoli, Giuseppe Gomella, Fulco Pratesi,
Patrizia Gentilizi, Franca Rame e tanti altri ecologisti che giudicano i
termovalorizzatori un dono del demonio. Anche Walter Ganapini la pensava allo
stesso modo, ma gli è bastato diventare, nel febbraio scorso, assessore
all'Ambiente di Bassolino per cambiare idea e firmare la delibera regionale che
stanzia 21milioni di euro per il completamento dell'inceneritore di Acerra. Lo
stesso che contestò quand'era presidente di Greenpeace. Secondo una recente
ordinanza del presidente Prodi si potranno bruciare in questo impianto anche le
famigerate "ecoballe" prodotte dalla Impregilo dei fratelli Romiti,
che, proprio per le "ecoballe" sono stati rinviati a giudizio,
assieme a Bassolino. Ma a Grillo, a Santoro e a
Travaglio queste cose non interessano. Come non interessa quel che ha scritto
Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera del 22 dicembre
( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 107 del
2008-05-06 pagina 0 Antifascismo prêt-à-porter di Gianni Baget Bozzo
"Allarme sono fascisti!". Il pestaggio mortale a Verona fatto da
cinque naziskin contro un giovane che aveva rifiutato loro una sigaretta è
divenuto un indignato allarme della stampa italiana. Titolo di prima pagina a
cominciare dai maggiori. Si era persa nel tempo l'eco della dichiarazione di
Berlusconi che accettava il 25 aprile a condizione che esso fosse riconosciuto
come festa di tutti coloro che avevano combattuto per la patria. Ma era ancora
nell'aria l'accettazione di Gianfranco Fini della festa della liberazione, che
pure aveva aperto il percorso delle morti rosse in tutto il nord, il celebrato
triangolo della morte in Emilia. Giancarlo Pansa ha avuto il coraggio di
testimoniarlo da antifascista. Ma questo suo titolo politico non gli ha
risparmiato il tumulto comunista verso la sua attività di presentatore dei suoi
libri. Era difficile pensare che gli sconfitti dell'aprile azzurro
rinunciassero tanto facilmente all'antifascismo e all'antiberlusconismo. I
postcomunisti non hanno mai compiuto il passaggio socialdemocratico fatto dalla
socialdemocrazia spagnola e da quella tedesca, ambedue proprie di Paesi che
avevano conosciuto regimi autoritari e totalitari. Mentre in Germania e in
Spagna l'antifascismo è stato superato e ricondotto alla universalità della democrazia,
in Italia è rimasto il patrimonio di un partito comunista che non ha mai voluto
riconoscere che Turati e Matteotti avevano ragione contro Gramsci e Togliatti e
che Craxi aveva fatto le scelte giuste ed Enrico Berlinguer quelle sbagliate.
Il fischio del congresso socialista di Verona, nell'
( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 107 del
2008-05-06 pagina 0 Lo scrittore nemico di Israele: "Napolitano non venga
a Torino" di Marco Zucchetti Ramadan, il cattivo maestro che giustifica le
bombe, critica il presidente: "Con la sua visita al Salone sbaglia due
volte" Milano - Vietato l'ingresso al Napolitano. Così, come si leggeva
sui cartelli nei bar cittadini degli anni Cinquanta, la Torino antagonista si
appresta ad accogliere il presidente della Repubblica. A
dieci giorni dagli attacchi rivolti da Beppe Grillo alla
massima carica dello Stato proprio da piazza San Carlo, Giorgio Napolitano
subisce nuove intimidazioni. Stavolta per bocca degli "intellettuali"
filo-palestinesi che boicottano la Fiera del libro, quest'anno dedicata al 60°
anniversario della fondazione di Israele. è Tariq Ramadan, scrittore
svizzero-francofono musulmano, a scagliarsi contro il presidente: "Venendo
alla Fiera del libro, Napolitano commette un duplice errore - ha spiegato a
margine del seminario “Le democrazie occidentali e la pulizia etnica in
Palestina” in corso all'università di Torino -: il primo perché la sua presenza
certifica che si tratta di un evento politico e non solo culturale; il secondo
perché è pericoloso tacciare di antisemitismo chi critica lo Stato di
Israele". Un affondo che precede la visita del capo dello Stato
all'inaugurazione ufficiale della XXI edizione del salone, giovedì mattina al
Lingotto. Nonostante Napolitano abbia in programma solo un incontro pubblico
nella Sala dei 500 e una visita privata tra i padiglioni, il movimento
"Free Palestine" ha accolto polemicamente la presenza istituzionale.
"Boicottare è giusto - ha concluso Ramadan -, perché invitare
ufficialmente lo Stato di Israele è un atto estremamente politico. Non esiste
dibattito. Qui c'è spazio solo per posizioni filo-israeliane". Dal
Quirinale giunge una nota di replica a queste "falsità": "Si
tratta di una partecipazione in linea con altri eventi culturali in Italia. è
inammissibile negare la legittimità dello Stato di Israele". Insomma, la
tensione sale dopo il tam-tam mediatico con cui i movimenti internazionalisti
si stanno mobilitando. L'ultima polemica verte sul percorso della
manifestazione prevista per il 10 maggio, quando alle 14 i gruppi antagonisti
si riuniranno in corso Marconi. Gli organizzatori del corteo hanno parlato di
"zona rossa", dopo che il questore Stefano Berrettoni aveva vietato
ogni presidio nei pressi della Fiera per il periodo del Salone. "Non
vogliamo esacerbare gli animi - minacciano -, ma rileviamo che il questore,
sotto pressione della lobby israeliana, ha blindato il Lingotto, vietando
perfino il volantinaggio". Intanto la questura ha preparato un servizio
d'ordine imponente, con circa 400 uomini tra carabinieri, poliziotti, unità
antisabotaggio e unità cinofile. Così, mentre le delegazioni palestinese,
cubana e venezuelana declinano l'invito, a livello politico si levano le
condanne. Il presidente del Senato Renato Schifani ha commentato le iniziative
come espressione "di settori politici che vivono in un clima di scontro di
piazza", mentre Gianfranco Fini ha definito le loro "posizioni
spalleggiate da una parte della sinistra radicale". Duro anche il senatore
del Pd Roberto Della Seta, che si è scagliato contro Marco Rizzo e Gianni
Vattimo, "che offrono sponda all'antisemitismo". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 107 del
2008-05-06 pagina 1 Il becchino sotto la Mole di Filippo Facci L'altro giorno,
per riposarsi, il torinese Marco Travaglio ha scritto il milionesimo articolo
contro Giuliano Ferrara. Non riesce proprio a sopportare che Ferrara sia
considerato "intelligente" mentre lui solo una fotocopiatrice di
verbali. La tesi, raffinata, è sempre quella: Ferrara è grasso, è un perdente,
dove passa lui i candidati stramazzano, i giornali stentano, le battaglie pure.
Ecco: a parte la sciatteria del metodo (se sostenessimo solo battaglie vincenti
sai che bel mondo) ora provate ad applicare lo stesso metro a Travaglio
medesimo. È passato dal Giornale alla Voce: la Voce ha chiuso. È passato al
Borghese: il Borghese ha chiuso. È andato da Luttazzi: gli hanno chiuso il
programma. Ha promosso Raiot della Guzzanti: non è mai andata in onda, e lo
stesso vale per i programmi di Oliviero Beha e Massimo Fini. Ha sostenuto
Santoro: Santoro è mancato dalla tv per il periodo più lungo della sua vita. Ha
sostenuto la candidatura di Caselli all'Antimafia: hanno fatto una legge
apposta per non farcelo andare. Ha sostenuto Woodcock: plof. Ha sostenuto la
Forleo e De Magistris: una tragedia. Ora tremano in due: Beppe Grillo (già in discesa nei sondaggi) e il direttore dell'Unità Antonio
Padellaro: Travaglio, infatti, è andato al V-day e ha protestato contro i fondi
pubblici elargiti anche all'Unità, quelli che pagano i suoi articoli. Prossima
battaglia: contro i torinesi che portano gramo. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 107 del
2008-05-06 pagina 2 "Si indigna solo chi è falso Rendere noti i dati è
civiltà" di Mariateresa Conti da Milano Giampiero Mughini, qualcosa da
obiettare sulla pubblicazione dei redditi dei vip, incluso il suo? "Visco
mi mancherà. Non so come finirà tutta questa storia, ma approvo in pieno quello
che è stato fatto. Qualche anno fa ho scritto che ognuno dovrebbe mettere sul
biglietto da visita, oltre che nome e numero di telefono, reddito e quanto paga
di tasse". Come, prego? Una persona si presenta e deve far sapere subito
qual è il suo reddito? "Sì, questi dati dovrebbero stare sul biglietto da
visita, è una questione di civiltà, perché spiegano chiaramente ognuno cos'è,
cosa fa e cosa paga. Lavorare, guadagnare e pagare le tasse non è una
vergogna". Il suo non è tra i redditi più alti... "È vero, appena
258mila euro - e circa 110mila di tasse - e faccio ben quattro lavori... Che
miseria, mi vergogno, è troppo poco, devo dire al mio commercialista di fare un
controllo, forse è sfuggito qualcosa...". Qualche reddito particolarmente
basso che non la convince? "Be', io a tutti quelli che hanno dichiarato
meno di 15mila euro manderei i carabinieri". E gli altri sono tutti veri?
"Ma assolutamente no. Se leggiamo le cifre il nostro Paese è sull'orlo del
disastro, almeno il 50, 60 per cento evade. Anche io sono un evasore, nel 2008
non ho dichiarato mille euro... È il sistema, mi ritrovo a lavorare con gente
che mi dice: "Fai l'assegno a mia madre". Non sono la Fiat o le
grandi imprese che evadono. Sono i medi e i piccoli che sfuggono. E anche in
questi dati c'è qualcosa che non torna". Qualche caso specifico che l'ha
particolarmente colpita? "Mi ha impressionato Anna Falchi praticamente
alla fame". Pubblicazione giusta, dunque. Ma ci sono tanti che si sono
indignati... "In Italia, a proposito di soldi, c'è un'ipocrisia che non
finisce mai". Beppe Grillo è stato tra i più agguerriti...
"Certo, perché oltre 4 milioni di euro di reddito non si conciliano con
quello che lui vuol fare credere di essere. Si indigna chi vuole dare di sé
un'immagine diversa dalla realtà. Ha parlato addirittura di rischio sequestri.
Avanti i rapitori che consultano la dichiarazione dei redditi invece di
guardare immobili e auto prima di scegliere la vittima". © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale di Merate" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
CURIOSITA' SILVIO
BERLUSCONI NON È L'ITALIANO PIÙ RICCO richiedi la foto Giorgio armani richiedi
la foto Silvio Berlusconi richiedi la foto Massimo Moratti
richiedi la foto Zlatan Ibrahimovic richiedi la foto Beppe Grillo Lecco
- Il Fisco mette in rete le dichiarazioni dei redditi degli italiani e la magistratura
mette sotto inchiesta il viceministro che l'ha fatto. Vincenzo Visco avrebbe
violato la privacy dei contribuenti. Ma un italiano su due, secondo i sondaggi
che i mass media si sono affrettati a commissionare, è favorevole. Tutti
sono curiosi di sapere non tanto quanto guadagna il vicino di casa, ma se il
dirimpettaio che viaggia in Porsche Cayenne, passa il Natale alle Maldive e i
fine settimana in Sardegna, paga o no le tasse. Mercoledì scorso il sito ww.agenziedelleentrate.it
è andato subito in tilt perché migliaia di persone hanno cercato di andare a
curiosare nelle liste alla ricerca di quanto hanno denunciato di aver
guadagnato nel 2005 Totti, Berlusconi o il famoso vicino di casa. Alla fine è
intervenuto il Garante della privacy che ha bloccato tutto. E adesso la pratica
è nella mani del pm di Roma Franco Ionta. Ma quanto guadagnano questi italiani?
Il più ricco non è Silvio Berlusconi, il vincitori delle elezioni, ma il
quarantenne Carlo Micheli, figlio di Francesco noto finanziere, che ha
dichiarato un reddito di 101.255.692 euro grazie a una serie di partecipazioni
in società tra cui Fastweb (detiene il 20% del capitale). Il Cavaliere è
battuto anche dai big della moda. Giorgio Armani dichiara infatti 44.963.206
euro, Domenico Dolce 29.708.241 euro, Stefano Gabbana 29.651.255 euro.
SilvioBerlusconi dichiara "solo" 28.033.122, una decina di milioni in
più del presidente dell'Inter Massimo Moratti (19.973.080) e del petroliere
Gianmarco Moratti (19.820.146), marito del sindaco di Milano Letizia Brachetto
Moratti. Tornando agli stilisti, Miuccia Prada denuncia 5.128.995 euro il
doppio di Donatella Versace (2.208.865). A dominare la lista del fisco sono i
calciatori guidati da Bobo Vieri con i suoi 22,4 milioni di euro, il doppio
dell'ex milanista Andry Shevchenko (11.433.968), di Francesco Totti
(10.085,431) e dell'ex ct della nazionale Cesare Maldini (9.287.536). Seguono
David Trezeguet (9.256.416), Alessandro Nesta (8.330.450), Adriano (7.590.117),
Lilian Thuram (7.582.195), Pippo Inzaghi (7.317.241), Vincenzo Montella
(7.155.209) Juan Sebastián Verón (5.820.238), Zlatlan Ibrahimovic (5.193.896),
Dida (5.122.588), Rino Gattuso (5.085.161), Dejan Stankovic (4.934.769), Zebina
(4.725.941), AntonioCassano (4.550.599), Cafù (4.459.239), Kaka Kaladze
(4.304.092), Serginho (4.193.619), Massimo Ambrosini (4.129.201), Julio Cruz
(3.099.584), Esteban Cambiasso (2.999.013), Cesar (2.585.052) Figo (2.045.676)
Nel mondo dello spettacolo svetta Maurizio Costanzo con 4.290.152 euro. La
moglie Maria De Filippi ne dichiara poco meno: 3.986.027. Beppe
Grillo dichiara 4.272.591 euro. Paolo Bonolis con
3.860.759 guadagna il doppio del compagno di scena Luca Laurenti (1.525.799).
L'attore e regista Leonardo Pieraccioni (3.727.861) batte Fiorello (3.637.437)
e il premio Oscar Roberto Benigni (3.580.995), la cui moglie, Nicoletta
Braschi, dichiara 1.699.365 quasi la stessa cifra di un altro premio Oscar,
Ennio Morricone (1.700.201) e del cantante Eros Ramozzotti (1.566.531). Il produttore
Vittorio Cecchi Gori dichiara 3.522.757, il regista Carlo Vanzina 1.480.504
battuto da Gigi Proietti (1.690.882) e da Christian De Sica (1.573.242). Andrea
Camilleri, il papà del commissario Salvo Montalbano dichiara 1.492.453 euro,
più del cantante Claudio Baglioni (1.407.932) e dell'immobiliarista Stefano
Ricucci (1.320.405). Luciana Littizzetto denuncia 1.824.084 euro, il cantante
Vasco Rossi 1.711.421, il collega Lucio Dalla 1.322.270. Ben piazzata anche la
coppia Luca e Paolo di Camera Caffè: Paolo Kessisoglu denuncia 1.017.077 euro,
Luca Bizzarri 793.514. Il noto avvocato Anna Bernardini De Pace denuncia
1.588.272 euro, quasi il doppio il giornalista Bruno Vespa, 2.856.998, che
batte il collega Giuliano Ferrara (1.978.158). L'ex ministro della Sanità
Umberto Veronesi a capo dell'Ieo, l'Istituto Europeo di Oncologia, dichiara un
reddito di 1.784.502 euro, di poco inferiore a quello del noto architetto
Massimiliano Fuksas (1.959.919). Da segnalare anche i redditi della meratese
Diana Bracco, vicepresidente di Confindustria, guadagna 2.942.588. Articolo
pubblicato il 06/05/08 Franca Gerosa.
( da "Blogosfere" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Mag 08 6 Redditi
vip: attori e personaggi tv, ecco quanto guadagnano Pubblicato da Matteo,
Blogosfere staff alle 09:42 in Riportiamo un post di Tele dico io che riporta i
redditi dei vip che appartengono al mondo dello spettacolo. di Matteo Failla
Non credo ci sia bisogno di commenti. Italia Oggi pubblica i redditi dei vip.
In alcuni casi mi viene da sorridere. E' bello fare gli alternativi con un
conto così in banca. Ci sono anche delle sorprese, personaggi che pensavo più
ricchi in realtà guadagnano bene ma non sono al top della classifica, e magari
se lo meriterebbero anche. Non so, una come la Fabiani perchè solo 99mila euro?
Diamole di più. Colletta? I redditi fanno riferimento al 2005, quindi qualcuno
oggi guadagna di più e qualcuno meno. Vediamo un po'. Pubblico solo i redditi
dei personaggi che fanno parte del mondo della tv e dello spettacolo. Tanto per
fare un esempio ho tralasciato i cantanti. Claudio Amendola: 1.862.286 Manuela
Arcuri: 167.427 Roberto Benigni: 3.580.995 Daria Bignardi: 572.760 Claudio
Bisio: 2.299.611 Fabio Volo: 577.001 Paolo Bonolis: 3.860.759 Elisabetta
Canalis: 377.504 Carlo Conti: 988.640 Maurizio Costanzo: 4.290.152 Maria De
Filippi: 3.986.027 Paolo Del Debbio: 647.809 Linus: 718.905 Alessia Fabiani:
99.495 Sabrina Ferilli: 423.829 Aldo Grasso: 216.145 Ezio Greggio: 1.523.368 Beppe
Grillo: 4.272.591 Luciana
Littizzetto: 1.824.084 Gabriele Muccino: 28.389 Silvio Muccino: 269.290 Michele
Santoro: 118.752 Nicola Savino: 201.647 Marco Travaglio: 282.280 Simona
Ventura: 1.677.193 Costantino Vitagliano: 463.785.
( da "Blogosfere" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Mag 08 6 "Una
zona rossa" contro il dissenso intorno al Lingotto. Arriva il presidente
Napolitano e Grillo da forfait Pubblicato da Marilena De
Giorgio alle 12:15 in Arte e Cultura, Cronaca "Sarà una Fiera
blindata", "una zona rossa" intorno al Lingotto,
"l'inaugurazione con il presidente Napolitano avverrà a porte
chiuse". A leggere i quotidiani in queste ore sembra proprio che Torino
sarà messa a ferro e fuoco dagli estremisti e non ci saranno spazi di confronto
nella manifestazione culturale più importante per la città. La manifestazione
di dissenso di Free Palestine del 10 mattina è considerata potenzialmente
pericolosa e qualsiasi dimostrazione di opposizione alla scelta di Librolandia
di celebrare la cultura israeliana in questa XXI edizione viene tacciata come
anti-culturale e ostile; è accaduto anche dopo la scelta dell'Università di
tenere un convegno filopalestinese cui ha preso parte, tra gli altri, anche lo
scrittore islamico, Tariq Ramadan, fermo sostenitore del boicottaggio e
dell'inopportunità che il presidente della Repubblica partecipini come
esponente politico. Il direttore della Fiera Libro, Ernesto Ferrero ha
precisato che Napolitano non accetterà di visitare i padiglioni del Lingotto in
un clima di rigido controllo, ma pare proprio che, per ragioni di sicurezza,
siano state prese misure rigorose e non si sa ancora quanta parte
dell'inaugurazione sarà pubblica. Ferrero ci ha anche detto che sono infondate
le manifestazioni di dissenso, le bandiere bruciate, che la scelta di avere
Israele ospite in Fiera ha a che fare con la sua cultura e non con la politica.
Certo è che in queste ore le istituzioni dovrebbero esercitarsi in una equilibrata
espressione del proprio pensiero, invece la terza carica dello Stato, il
presidente della Camera, Gianfranco Fini ha dichiarato di giudicare meno grave
"la bestiale violenza" dei neonazisti di Verona rispetto alle
proteste antisraeliane di Torino. Nel caso ce ne fosse bisogno, e ce n'è
bisogno, è decisamente il modo meno indicato per stemperare le polemiche. Beppe Grillo avrebbe dovuto partecipare ad un convegno a chiusura dell'evento
ma, dal suo blog ha scritto di "censura preventiva alla Fiera del
Libro" in seguito all'invito del direttore Ferrero a non fare comizi ma
spiegare il valore della lettura e "sostituire le invettive con un appello
a favore della cultura”. Ma non basterà, semplicemente, che ciascuno
faccia la propria parte perchè la manifestazione nel suo complesso, anche le
manifestazioni di dissenso lecito in un paese democratico, si svolga nel modo
più regolare possibile? Che i vigili urbani regolino il traffico cittadino in
uno dei quartieri più congestionati dai lavori pubblici, ad esempio (sempre nel
caso che si sia pensato per tempo a strutturare percorsi alternativi); che le
Forze dell'Ordine esercitino la loro funzione, appunto, di mantenimento
dell'Ordine Pubblico; che chi vorrrà manifestare la contrarietà ad una scelta
ritenuta politica lo faccia senza valicare i confini della legalità. Fino ad
oggi ciascuno, nelle sedi preposte alla discussione, ha potuto dire la sua.
Siamo certi che sarà così nei giorni della kermesse culturale. La condanna per
le bandiere incendiate è doverosa, seppur considerata come un atto simbolico.
Il punto riteniamo sia un altro: perchè questo Paese, perchè la politica di
Israele crea ancora reazioni così controverse e dicotomiche? E' solo
antisemitismo o c'è dell'altro? Cosa ne pensate?.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
FIERA DEL LIBRO.
L'EDIZIONE FORSE PIÙ PROBLEMATICA DELLA STORIA DELLA KERMESSE DI TORINO, CHE SI
APRIRÀ GIOVEDÌ, AVRÀ UN TEMA SOAVE, ACCATTIVANTE BELLEZZA CHE SALVA L'edizione
forse più problematica della storia della Fiera del Libro di Torino, lunga
ormai 21 anni, quella che si terrà da giovedì a lunedì prossimi al Lingotto,
"rea" secondo i suoi detrattori di aver deciso di ospitare Israele
nel suo 60/o anniversario, avrà, come per contrasto, un tema soave,
accattivante, filosofico, la bellezza. E il titolo, "Ci salverà la
bellezza" è mutuato da una domanda che un personaggio dell'"Idiota"
di Dostoevskij pone al principe Myskin: "La bellezza salverà il
mondo?". E a snocciolare questo tema ci saranno ben 850 incontri con 2.000
relatori. Un numero record che fa sperare agli organizzatori di eguagliare gli
oltre 300.000 visitatori dell'anno scorso. E questo in barba a chi promuove il
boicottaggio e a chi paventa un fallimento per via delle polemiche: le
prenotazioni negli alberghi, praticamente tutti pieni in città, le richieste di
accreditamento e le prenotazioni per partecipare alla Fiera fanno pensare ad
una Fiera da record. Avrebbe dovuto esserci anche Beppe Grillo, inserito nel programma di lunedì, purchè, hanno avvertito gli
organizzatori, non faccia "comizi", ma magari un appello alla lettura
o parli di un libro. Ma Grillo dal suo blog ha detto che non parteciperà, non rinunciando però
al suo intervento: lunedì alle 14,30 parlerà in diretta streaming da casa sua.
LA PRESENZA DI ISRAELE. Un'edizione in cui la parte del leone la fanno gli
scrittori israeliani, a fronte, purtroppo, di diverse defezioni di intellettuali
sia palestinesi, sia israeliani in segno di protesta. Il primo atteso
intervento è quello del decano Aharon Appelfeld che terrà la prolusione la sera
inaugurale di domani 7 alla Reggia di Venaria. Giovedì ci sarà Abraham Yehoshua
con il suo nuovo libro "Fuoco amico" e che riceverà il premio del
festival di Cultura Ebraica OyOyOy. Tra gli altri nomi l'irakeno Sami Michael,
rifugiato in Israele nel 1949, Zvi Yanai, Meir Shalev che presenterà il suo
ultimo libro "Il ragazzo e la colomba" (Frassinelli), Alon Altares,
Etgar Keret, il rabbino Adin Steinsaltz, autore di una monumentale edizione
commentata del Talmud, Shlomo Venezia, uno dei pochissimi superstiti dei
Sonderkommando. Molte le scrittrici tra cui Savyon Liebrecht e Zeruya Shalev e
gli uomini di cinema e spettacolo come Amos Gitai. I GRANDI NOMI. Sono attesi
al Lingotto, tra gli altri, l'americano Gore Vidal, lo sloveno di Trieste Boris
Pahor, le americane Susan Vreeland e Geraldine Books, lo spagnolo Ignacio Paco
Taibo II che dialogherà con Fausto Bertinotti (la cui presenza in Fiera è stato
tanto contestata alla manifestazione del primo maggio a Torino), i francesi
Philippe Forest, Gilles Leroy e Andrè Michaux, il tedesco Arno Geiger, Magdi
Allam, Enzo Bianchi, Giorgio Faletti, Gian Antonio Stella e Marco Rizzo che
presenteranno il loro nuovo libro, Dario Fo. Si presenteranno in duplice veste
di artisti e scrittori Max Pezzali, Giovanni Allevi e Elisa. DALLA GIUSTIZIA
ALLA THYSSENKRUPP. Tra i grandi temi di quest'anno ci sono la giustizia e la sicurezza
sul lavoro. Di giustizia parleranno Gherardo Colombo, Luigi Ferrarella, Luciano
Violante, del caso Moro Fernando Imposimato e altri, di Mafia Pino Arlacchi. La
tragedia della Thyssen verrà ricordata con la lettura di un reportage di Ezio
Mauro da parte degli attori dell'Ambra Jovinelli e di Paola Cortellesi. LINGUA
MADRE. Anche quest'anno saranno in Fiera scrittori, intellettuali, artisti
provenienti da tutti continenti e verranno premiate le vincitrici del Concorso
Letterario nazionale Lingua Madre. NUOVI EDITORI. Tra i 75 nuovi editori della
Fiera di quest' anno (l'anno scorso furono 30) ci sono Baldini Castoldi Dalai,
Marco Tropea Editore, Editoriale Domus, Comunità Ebraica Torino, Archivio
Storico Olivetti. BOOKSTOCK VILLAGE. Torna, ingrandita e sviluppata l'area
dedicata ai giovani da
( da "Opinione, L'" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Oggi è Mar, 06 Mag
2008 Edizione 87 del 06-05-2008 Sfida a colpi di fiction?a spuntarla sono
"I Cesaroni" Durante il ponte si spengono le tv di Alessandra Palma
Nel clima vacanziero del 1° Maggio la tv non va in vacanza, ma accusa il colpo
e nella fascia oraria di maggiore ascolto, il prime time, vede spegnersi di
colpo una media di oltre 2 milioni di televisori: a rimanere davanti al piccolo
schermo sono 23.680.000 spettatori, contro gli oltre 26 milioni registrati
mediamente nel mese di aprile. A tradire la tv sono gli ascoltatori di tutte le
età, con il target commerciale 25-54 anni che cala di circa 950mila
telespettatori, e le donne che scendono di oltre 1 milione e 600mila unità. A
farne le spese è soprattutto la fiction, presenza fissa nei palinsesti Rai e
Mediaset. A darsi battaglia sono "Capri ? La nuova serie", trasmessa
da Rai Uno, e "I Cesaroni", in onda con episodio singolo su Canale
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-05-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))
Argomenti: Grillo
Commenti Pagina 315
Neologismi da sedicesima legislatura Dal demondezzare al banderuolismo
Neologismi da sedicesima legislatura --> Silvio Berlusconi ha sentenziato:
"L'Unione Europea deve smetterla di zignare su Alitalia". Apriti
cielo. Zignacosa? E via con il valzer del "cosa avrà voluto dire?". I
dizionari tacciono. La Rete non dà risposte certe. Che sia una deformazione
arcoriana dell'intransitivo zillare (da zillo, onomatopeico del verso delle
cavallette, già usato dal Pascoli)? Ma è stato proprio il Cav. a svelare
l'arcano, precisando che lo "zigno" è il fastidioso tormento inflitto
dalle zanzare al lato b degli elefanti. Precisazioni etimologiche a parte, il
neoacclamato premier potrebbe aver lanciato una nuova moda fra i politici.
Quella del coniare neologismi. E già sembra partita la competizione. Antonio
Bassolino pare stia per bandire una crociata per "demondezzare" la
Campania. Walter Veltroni starebbe pensando di organizzare una più sistematica
"pidizzazione" del Nord Italia, per strapparlo al più presto al
Carroccio. Lo stesso Carroccio che, Umberto Bossi dixit, è pronto a
"fucilizzarsi" se lo stesso Silvio continuerà a mettere paletti,
pardon, a "zignare" contro i lumbard. Gianni Alemanno, intanto,
festeggia la "rifiglidellalupazione" del Campidoglio, consegnatogli
su un piatto d'argento da Francesco Rutelli, che, secondo gli analisti, non ha
saputo "rassicurezzare" adeguatamente i cittadini della Capitale,
"romcondannando" la situazione di degrado delle periferie. Qualcuno,
poi, si lecca le ferite, cercando di "rioperaizzare" il proprio
appeal dopo la débâcle elettorale, come Franco Giordano e Fausto Bertinotti,
che sta anche provando a "decachemirezzare" in toto la Sinistra.
Qualcun altro, invece, medita sull'opportunità di abbandonare il "banderuolismo",
primi fra tutti Lamberto Dini e Clemente Mastella. Altri ancora si godono il
momento di grazia. Come il nuovo presidente del Senato, Renato Schifani,
protagonista indiscusso del nuovo corso "chilavrebbemaidettista". E
Gianfranco Fini, suo omologo alla Camera, che ha visto ancora una volta
trionfare il tanto discusso "fiuggismo". Saltando il presunto eroismo
"siculo-manganico" di Marcello Dell'Utri e il successo della
"cannolocrazia" di Totò Cuffaro, bypassando il "volismostatale"
di Roberto Speciale e la "referendumizzazione"
del popolo auspicata da Beppe Grillo,
infine, si arriva direttamente all'unico vero antagonista del Cavaliere in
questa spietata competizione all'ultimo conio di vocabolo. Ovvero Antonio Di
Pietro: contro la potenza del "chec'azzecchismo", infatti, non ci
sono mosche, elefanti, cavallette e zigni che tengano. LUIGI BARNABA
FRIGOLI.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Prima Pagina Pagina
2 Le accuse in televisione Quando Veronesi finisce nel mirino Le accuse in
televisione di Leonardo Tondo --> di Leonardo Tondo C'era da aspettarsi la
reazione di Petruccioli ai richiami di un maggior controllo sulla trasmissione
Annozero di giovedì scorso. Motivo della critica: un intero programma dedicato
all'ultimo V-day del 25 aprile di Beppe Grillo,
ex-comico oggi tribuno del popolo diventato famoso per gli insulti contro i
protagonisti della politica e dell'establishment in generale. Critica
d'ufficio. Una difesa di Santoro o soltanto un no comment avrebbe suscitato un
certo polverone magari anche con qualche rischio per la sua poltrona di
presidente Rai. Il conduttore risponde che Grillo
come soggetto politico ha diritto come altri a uno spazio televisivo (dargli
torto?). Le sue esternazioni possono piacere o non piacere, ma questo accade
per tutti i discorsi dei personaggi pubblici che suscitano entusiasmo da una
parte e insulti dall'altra. Essenza della democrazia o no? L'indignazione
generale sarebbe stata scatenata in particolare da alcune osservazioni su
Veronesi, soprannominato da Grillo
"Cancronesi". Su di lui, il comico-tribuno ha sollevato un problema
di conflitto d'interesse ideologico (ha usato però espressioni più dirette)
quando l'oncologo avrebbe testimoniato che le emissioni di alcuni inceneritori
avevano un tasso cancerogeno pari a zero. Il conflitto starebbe nel
finanziamento della ricerca sul cancro da parte di alcune società che hanno
tutto l'interesse a dire che non esiste rischio per la salute, come Eni o Enel
oppure di una società francese che produce proprio inceneritori. Il famoso
medico è stato anche paragonato a una società per azioni per la sua abilità
affaristica, come se fosse una cosa cattiva. Si sa che i finanziamenti statali
per la ricerca in Italia sono ridicoli e va riconosciuto il merito di Veronesi
di essere riuscito a far mettere le mani in tasca ai potenti e alle loro
società per la battaglia contro il cancro che va a vantaggio di tutti. Di
medici con quella capacità ce ne vorrebbero molti, ma se le affermazioni di Grillo fossero del tutto vere, più di un dubbio potrebbe
essere sollevato sulle rassicurazioni dell'oncologo. Il guizzo della puntata di
Annozero in questione è stata però la reazione di Sgarbi, svelatosi per
l'occasione non esattamente un ammiratore di Grillo.
Si è alzato più volte dalla sua poltroncina come per andarsene ma più volte è
tornato sui suoi passi, urlando volgarità nei confronti del comico, di Santoro
e della sua vittima designata, Marco Travaglio, anche lui ospite in studio. Da
ammirare la reazione compassata di quest'ultimo alle offese dell'ex critico
d'arte oggi tribuno del popolo, diventato famoso per i suoi insulti contro
tutti. Anche Santoro, inaspettatamente, ha mantenuto una grande calma e ha
giustamente risposto che spetta a Veronesi difendersi nelle sedi opportune alle
affermazioni di Grillo, nel caso le riconoscesse come
calunniose. Ragionamento che non fa una piega. Strano posto l'Italia dove due
personaggi che urlano insulti ricevano tanta attenzione e usino tanto spazio
pubblico. Strano posto anche per la presenza di trasmissioni così lontane dai
luoghi comuni dove due personaggi tanto autentici trovano modo di esprimersi
fuori dagli schemi. Però criticare Santoro solo per la presenza di Grillo e non per quella di Sgarbi è un'offesa alla pari
opportunità alla parolaccia.
( da "Gazzettino, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
La differenzatra
atti pubblicie pubbicabiliI dati relativi ai redditi sono pubblici da tempo, ma
un conto è doverli andare a cercare nei competenti uffici, mentre altra cosa è
metterli a disposizione in rete. Se si pubblicano i redditi, per lo stesso
motivo allora, dovrebbero essere messi in rete anche tutti gli altri dati
pubblici (quelli del Pubblico registro automobilistico, quelli degli elenchi
ditte delle Camere di Commercio, etc). Invece, per la maggior parte dei dati,
anche se pubblici, è necessario fare apposite visure e pagare un corrispettivo
in denaro.Al di là poi degli inevitabili problemi di conflitto con le norme
sulla privacy, ciò che più conta è che la pubblicazione dei redditi può portare
pericolosamente a conclusioni affrettate da parte di chiunque a causa della
estrema limitatezza dei dati messi in rete, sia in quanto riguardanti un solo
anno contributivo, sia per l'assenza dei motivi economico-finanziari che hanno
portato alla determinazione del reddito (è un po' come pubblicare i nomi delle
persone condannate per aver commesso dei reati, senza conoscere il tipo di
reato, il tipo di condanna, etc).Da evidenziare poi un paradosso. Poco più di un
anno fa, alcuni funzionari dell'amministrazione finanziaria furono perseguiti
perché erano andati a curiosare nelle banche dati al fine di vedere i redditi
di qualche politico noto, senza che vi fosse una effettiva esigenza
investigativa. Oggi, praticamente, sono gli stessi politici che chiesero di
procedere contro quei funzionari a mettere in rete i redditi a disposizione di
tutti.Nicola PizzatoPadovaDa Viscoun commiatopoco eleganteÈ vero, la trovata
dei redditi su internet del viceministro Vincenzo Visco non è stata un gesto di
commiato elegante. Sicuramente ci sono però altresì nette violazioni di legge:
altrimenti perché da anni non pubblichereste più le notizie sui nati, sposati,
deceduti? Perché l'elenco telefonico non riporterebbe più nomi e numeri, se non
previa autorizzazione di ciascuno?Queste forme di imbarbarimento, quasi di
bullismo alla moda, forse costituiscono una delle cause principali della
sconfitta della sinistra italiana: probabilmente l'elettore, che ha deciso di
voltar faccia, senza avvertirlo coscientemente provava un senso di disgusto per
tutto quanto sopportiamo da troppi anni, senza alcuna utilità. Quando faccio un
misero vaglia per acquistare un libro devo informare il fisco, facendomi venir
in mente il codice fiscale, assolutamente inutile. Per le spiate al telefono
sappiamo quanto si sperpera, però poi mancano le biro nelle cancellerie. Ci han
riempito di telecamere dappertutto, ma la nostra sicurezza è scarsamente
tutelata. Imperterriti ci vessano ogni anno di targhe alterne (pur se
riconosciute poco utili dagli enti sanitari di controllo), di limiti di
velocità e di semafori rubasoldi, mentre gli incidenti non cessano, anche
perché le buche sulle strade, di notte pericolosissime, rimangono lì a lungo.
Vengono chiuse le serrande di quanti, pur soggetti agli studi di settore, non
mostrano lo scontrino emesso, cui nessun paese attribuisce valore fiscale; però
quanti vendono merce contraffatta davanti ai medesimi negozi si propone di
assumerli nella pubblica amministrazione.Molti cittadini si sono davvero
stufati! Ci raccontano che la tassazione è in vetta per colpa dei molti più
evasori che negli altri paesi; che diverse persone si stanno impoverendo non a
causa di una malagestione del paese, ma perché altre si sono arricchite (qualcuna
sì, è fisiologico in ogni cambiamento). Inducono così l'idea che la delazione e
lo spionaggio siano virtuosi. Eppure Ignazio Visco (non so se sia parente), nel
libro L'economia italiana (ed. il Mulino), riporta che l'indice della
concentrazione del reddito (in una scala 0-100, dove zero è quando tutti hanno
le stesse cose, cento è lo sceicco con mille mogli) ha nei paesi avanzati
valori fra 20 e 50 e che in Italia negli ultimi trent'anni è oscillato fra 32 e
37; altre fonti riportano per l'Italia un valore attorno a 31, per la Francia e
per la Gran Bretagna 33, per gli Stati Uniti 40. Allora forse ci raccontano
qualche frottola.Osvaldo CarlonVeneziaÈ diventatoil catalogodei
"rapibili"Tutti i redditi degli italiani a disposizione in internet.
Dove hanno libero accesso anche mafiosi, malfattori e gente che ha a portata di
mouse il catalogo italiano dei rapibili, quelli che se gli sequestri il figlio
sicuramente hanno i soldi per pagare senza battere ciglio. Prodi li ha tirati
fuori dalle galere, Visco mette loro a disposizione gli strumenti più
sofisticati per permettere loro di lavorare colpendo dove si è sicuri di
ottenere qualcosa.Vito ParcherChiusa (Bz)Studi di settore,non darò i miei datia
chi può spifferarliAll'indomani dello scandalo sulle dichiarazioni dei redditi
online mi arriva dal commercialista l'ennesimo agglomerato di pagine inutili da
compilare nel quale l'Agenzia delle entrate mi chiede tutta una serie di
informazioni. Si chiamano studi di settore e l'agenzia vuole sapere quanta
corrente ho consumato, quante e quali attrezzature possiedo, quante e quali
materie prime ho acquistato e lavorato. Il tutto serve per farmi i conti in
tasca (ovviamente sbagliati) e in definitiva per trovare un modo per accusarmi
di essere un evasore perché evidentemente loro sanno per certo quanto devo aver
guadagnato. No, mi spiace, questa volta non ci stiamo. Il mio know-how non lo
do a chi un domani può spifferarlo ai quattro venti a disposizione di
chiunque.Mario MoreggiMa a cosa serveil garantedella privacyL'accesso ai dati
dei redditi degli italiani dimostra una sola cosa: a cosa serve l'autorità
garante della privacy?Umberto BocusVeneziaBeppe Grilloe quei 4 milioni:non si arrabbiPiù che il calcolo oggettivo
del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa
colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se Beppe Grillo
dichiara 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto
del suo lavoro. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non
va giù che si conosca l'entità del reddito da dichiarare.Gianfranco
MortoniMantovaI nostri guadagnidevono esseretutelatiAprendo il Gazzettino di
domenica 4 maggio mi son meravigliato nel vedere pubblicati alcuni nomi
dell'elenco delle denuncie dei redditi 2005. Sono contrario alla pubblicazione
on-line di tali dati, sia per questioni di sicurezza ma anche perché oggi come
non mai la vita privata è diventata quasi pubblica, si sa tutto di tutti,
almeno i redditi lasciamoli "coperti". Ritengo, forse mi sbaglio, che
anche il reddito sia un dato sensibile: come tale deve essere tutelato e non
lasciato alla mercè di tutti.Marco MagroAbano Terme.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
"Cari alpini,
il Vicentino non è solo la terra della grappa e del Palladio: ci sono un sacco
di prodotti agroalimentari da scoprire o riscoprire". L'adunata di Bassano
è vista dalla Provincia come una vetrina importante per pubblicizzare cibi e
bevande tipici della nostra terra. "Mangia genuino, mangia vicentino"
è lo slogan di uno striscione che i cittadini di Vicenza e provincia hanno già
avuto modo di vedere da alcuni giorni sulle strade del territorio. L'assessore
provinciale all'agricoltura Luigino Vascon, il presidente di Coldiretti Diego
Meggiolaro e quello di Sapori del Palladio Dino Panozzo hanno spiegato ieri a
Palazzo Nievo cosa c'è dietro: "È un'operazione a favore della
vicentinità: non in senso meramente campanilistico, ma anche economico",
dice Vascon. "Con quello slogan viaggeranno per la Provincia una
settantina di autobus e tutti i taxi della città. Una quarantina poi gli
striscioni stradali sparsi un po' ovunque, a parte la zona di Marostica e
Bassano, dove gli alpini ci hanno preceduto"."All'adunata però saremo
presenti facendo conoscere i nostri prodotti agli operatori nazionali
dell'informazione". Come? Attraverso uno zainetto omaggio (sempre
"made in Vicenza") contenente il pregiato Olio dei Berici e del
Bassanese, il Mais Marano, il riso di Grumolo delle Abbadesse, il pluripremiato
formaggio del Pennar e il miele. "A parte il pesce di mare, il nostro
territorio offre di tutto: sta anche a noi consumatori vicentini aiutare
l'economia locale scegliendo i nostri prodotti invece di essere esterofili. Se
non si mettono le basi per creare imprenditoria agricola nelle zone collinari e
montane, pari al 72\% della provincia, e attraverso essa reddito, prima saranno
gli uomini a scendere e poi le nostre montagne".Il territorio agricolo
della provincia si sta riducendo ma i prodotti di qualità sono tanti: ben novanta
le varietà certificate a livello comunitario. Meggiolaro punta sul "menù a
chilometri zero" anche per un ragionamento che ricorda
il Beppe Grillo ecologista: "Consumare i
prodotti locali fa risparmiare anche energia e benzina. Faccio un esempio: ci
sono camion che portano al sud l'acqua Recoaro e altri che salgono per portare
la Fiuggi. Il risparmio sui costi di trasporto comporterebbe prezzi più bassi
anche per i consumatori. Ci rendiamo conto che il nostro lavoro è reso
più difficile dalle logiche della grande distribuzione".Appena pubblicata
dalla Provincia anche una nuova guida agli agriturismo del Vicentino suddivisi
per zone geografiche.Enrico Soli.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Su
GrillolinciaggiomediaticoIl
linciaggio mediatico a cui è stato sottoposto Beppe Grillo in questi
giorni è quanto di più incongruo l'intelligenza umana possa partorire. Sino a
quando Grillo faceva comodo perché le sue accuse al sistema politico
facevano notizia e quindi faceva vendere giornali o aumentava lo
"share" televisivo andava tutto bene.Quando ha iniziato a toccare il
giornalismo, i giornalisti ed il loro ordine professionale, improvvisamente
l'Italia, grazie ai media medesimi, si è ribellata al fatto che egli fosse
delittuosamente ricco e sfacciatamente di sinistra.I "media" sono
riusciti a scatenargli una reazione contraria e violenta.Gli italiano hanno
perso di vista che quella di Grillo, contro l'ordine
dei giornalisti è una battaglia liberista, quella contro i mafiosi è una
battaglia sociale, quella contro i partiti è una battaglia per la democrazia,
quella per un Parlamento libero da inquisiti e condannati è una battaglia per
la morale.Ora io mi pongo alcune domande: Grillo deve
mettersi il bavaglio perché è più ricco della media di noi? O magari perché
rappresenta un paradosso ideologico?C'è qualcuno di quelli che adesso gridano
"all'untore" che, oltre a criticare Grillo
intende portarne avanti le battaglie, spendendo naturalmente i propri soldi o
si vuole semplicemente che egli taccia per sempre?Se lui è ricco e porta avanti
battaglie sociali, politiche e ecologiche a favore di tutti noi, perché noi
dovremmo condannarlo? Forse per il fatto di essere è più bravo di noi a fare
soldi?Vogliamo che lui smetta di combattere o vogliamo che lui diventi povero
perché a noi da fastidio che lui guadagni montagne di denaro? E poi, è
importante sapere di quale ideologia uno sia, se le sue proposte sono giuste?
Ci interessa maggiormente che lui non faccia più il comunista o che i corrotti
escano dal Parlamento? Se qualcuno fa qualcosa per me a me non interessa che
sia di destra o di sinistra, credente o miscredente, ricco o povero, biondo o
moro. Il problema dell'Italia è Grillo o sono le cose
che lui denuncia? Chi accusa Grillo senza nulla
proporre o senza offrire sé stesso in sua sostituzione, parla perché è in
malafede o perchè vuole che l'Italia affondi?.Grazie Grillo
per aver fatto aprire gli occhi a molti italiani e se, dicendo ciò che dici, ci
guadagni senza rubare ai cittadini: bravo. Per favore diventa sempre più ricco
e sempre più battagliero.Paolo BampoBellunoBossi e i suoi fucilinon
farannomeglio dei costituentiHo appreso dai giornali quanto accaduto il 25
aprile alla cerimonia in piazza dei Martiri. Si legge: "Dopo aver indicato
Resistenza, Repubblica e Costituzione quali tre architravi portanti dei decenni
del dopoguerra, Prade ha proposto la necessità urgente di allontanarci da
questi tre capisaldi che non hanno costruito il nostro passato e sui quali
nessun futuro è possibile. Non andremo avanti con questa Repubblica, non
andremo avanti con questa Costituzione".Rispetto alla Costituzione, non
credo che Bossi - con i suoi fucili... caldi - farà qualcosa di meglio di
quanto hanno saputo fare, nel dopoguerra, i nostri "Costituenti"
appena usciti dalle galere fasciste.Per quanto riguarda la Resistenza, dirò
solo che avevo un fratello il quale militava in una grande Unità alpina, operante
in Montenegro, quando l'Italia proclamò l'armistizio. A fronte del rifiuto di
cedere le armi, la sua divisione - la Taurinense - fu violentemente attaccata
da Tedeschi, Cetnici, ustascia e, non ultimi, dai militi della Legione
Tagliamento. I nostri, dopo l'otto settembre, unitamente ad altri gruppi,
costituirono la Divisione Partigiana Italiana "Garibaldi" e come tali
presero la via della montagna in cobelligeranza e collaborazione con i
partigiani di Tito: morirono in tanti e tra questi mio fratello. Fummo
particolarmente grati al ministero della difesa quando ci fece avere due sue
decorazioni per valore sul campo. Le conservai gelosamente, con la dovuta
distinzione dalle decorazioni che la Repubblica Sociale conferì ai cosiddetti
"Ragazzi di Salò".Lo stesso sindaco di Belluno ha fatto riferimento
anche ai "fatti degli ultimi giorni e l'esito del voto politico...".
A tale proposito penso che effettivamente il Centro sinistra abbia avuto il
torto di voler mettere Prodi sulla poltrona di comando, facendogli fare il
nonno con un anno e mezzo di ritardo... Berlusconi, nel 2006, diceva di essere
lui il vincitore: in quella situazione, dovevano lasciar fare a lui e, così,
adesso toccherebbe a lui ad essere sulla via del tramonto definitivo. Ora,
invece, ce lo terremo per cinque anni.Rinaldo Dal MasTrichiana.
( da "Stampa, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
L'ULTIMO
"VAFFA""MI HANNO INVITATO MA CON UNA CENSURA PREVENTIVA" Grillo: non vengo alla Fiera
[FIRMA]GIOVANNA FAVRO Non mancavano che le bordate di Beppe Grillo, alla
Fiera del Libro. Il re dei blog aveva chiesto di partecipare a Librolandia, ma
ieri ha dato forfait. Motivo? La "censura preventiva" esercitata
dalla Fiera per bocca del direttore Ernesto Ferrero, che gli ha inviato un
messaggio a mezzo stampa, pregandolo di parlare di libri. La replica di Grillo è un addio tra l'ironico e l'offeso per la
"censura preventiva" criticata anche da Vincenzo Chieppa (Comunisti
italiani). Un concetto che Ferrero respinge: "Ripensaci".
"Ferrero - scrive Grillo - ha dettato termini e
condizioni per la mia partecipazione. "La Stampa" ha specificato che
la mia ammissione era subordinata al fatto che parlassi di libri e concetti
edificanti. Questa è censura preventiva. Non posso partecipare. Lo faccio per
loro, per gli organizzatori. Se mi tolgono i comizi, le invettive e,
soprattutto, i concetti poco edificanti che mi rimane da dire? Potrei parlare
di nanoparticelle, rifiuti zero, citizen journalism, Costituzione, precariato,
Internet, democrazia diretta". Lo farà sempre lunedì alle ore 14.30,
"ma da casa mia, in diretta streaming. Chi si collegherà al blog mi
ascolterà senza censure". Per Grillo, "il
più grande successo editoriale on line del 2007 è stato "Schiavi
Moderni", scaricato gratis in mezzo milione di copie. Contiene invettive
alla legge 30, e concetti poco edificanti come lo sfruttamento. Alla Fiera non
potrei parlarne, ma davanti a un computer sì". Per Ferrero, non c'è
"nessuna censura preventiva. In una lettera aperta invitavo Grillo a trasformarsi in una specie di super-testimonial del
libro. Ricordavo il caso di Fiorello che anni fa, dovendo ringraziare i
telespettatori di uno straordinario successo, si scusava di non saper trovare
le parole perché aveva letto poco. Fu un grande spot per il libro".
Secondo lui "gli uomini di spettacolo, proprio perché non integrati,
godono di grande credibilità e quindi di grande responsabilità. Sarebbe
importante che Grillo spiegasse ai ragazzi che devono
passare attraverso la lettura: devono saperne di più o ci sarà sempre chi se li
giocherà, li disinformerà a piacere. Non chiedo a Grillo
di essere edificante. Ma di lanciare ai ragazzi in una Fiera del libro, che non
è una qualunque piazza cittadina, un messaggio utile. Dopo di che può dire
quello che vuole. Gli auguro comunque di non perdersi la straordinaria
atmosfera della Fiera, un'esperienza da non perdere nemmeno per uno come lui,
che ne già provate tante".
( da "Prima Comunicazione" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Data: 06/05/2008
Fonte: Ansa Categoria: Televisione RAI: LETTERA CAPPON PER SANTORO, CON
RICHIAMO POL:RAI 2008-05-06 17:30 RAI: LETTERA CAPPON PER SANTORO, CON RICHIAMO
ROMA (ANSA) - ROMA, 6 MAG - Al richiamo orale di ieri del direttore generale
Claudio Cappon per Michele Santoro segue oggi quello scritto e formale, che
però non preluderebbe ad un atto disciplinare. A quanto si apprende infatti
sarebbe partita oggi una lettera da parte del dg al giornalista e conduttore di
Annozero. In sostanza Cappon avrebbe messo per iscritto quello che ha ripetuto ieri
a voce al giornalista, oggetto di contestazione per l'ultima puntata del
programma con l'intervento di Beppe Grillo. Non
sarebbe stata gradita in particolare la mancanza di contraddittorio con le
affermazioni del comico, che ha attaccato sia il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano che l'oncologo Umberto Veronesi e anche il presidente Rai
Claudio Petruccioli era intervenuto con un durissimo commento. Il dg ne
parlerà domani al Consiglio di amministrazione, spiegando anche gli impegni
presi dal conduttore del programma per le prossime puntate.(ANSA). STF/ S0A
QBXB.
( da "Velino.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. POL -
Rai: Cappon mette per iscritto la reprimenda a Santoro Roma, 6 mag (Velino) -
Verba volant, scripta manent. L'antico proverbio va di moda anche al settimo
piano di Viale Mazzini dove il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, ha
deciso di mettere per iscritto i rilievi formali fatti a Michele Santoro
nell'incontro di ieri pomeriggio. Una missiva per ribadire “i peccati” della
puntata di giovedì scorso di Annozero, etichettata dal presidente Claudio
Petruccioli come “uso arbitrario e indecente della tv”. La prova - al cospetto
di un cda parecchio indispettito dalle ultime gesta di “Michele chi?” – che la
reprimenda su volgarità varie, overdose di Beppe Grillo e astinenza da contraddittorio, e mancanza assoluta di
sensibilità istituzionale è stata fatta eccome. Domani la questione arriverà
sul tavolo del cda che sarà aperto proprio da una relazione di Cappon in cui
saranno riportate naturalmente anche le rassicurazioni che Santoro avrebbe dato
per il futuro al termine del colloquio. Se al cda dovesse bastare il
“non lo faccio più” di Santoro, verrebbe scartata definitivamente l'ipotesi
(assai remota per la verità) di una sanzione disciplinare o addirittura di una
sospensione del programma. Una pronuncia sul caso “Annozero”, poi, arriverà
forse anche al termine del consiglio dell'AgCom (anche quello fissato per
domani). E c'è da giurare che anche in Via delle Muratte – che ha acquisito la
cassetta del programma – Santoro troverà qualche “ammiratore”. (glv) 6 mag 2008
19:30.
( da "Blogosfere" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Mag 08 6 Mara
Venier: "Baudo mi ha escluso dal Dopofestival". Alessia Marcuzzi:
"Non farei l'attuale Buona Domenica" Pubblicato da Fabio Traversa alle
19:14 in Frase del giorno, Occhio al dettaglio, Personaggi, Reality Show,
Rumors, Varietà Mara Venier (voto: 6,5), dopo essere tornata da una lunga
vacanza rigenerante in compagnia del marito Nicola Carraro, ha ripreso a
"frequentare" salotti televisivi e rotocalchi rosa. Prima è stata a
Le invasioni barbariche (7), poi a Buona Domenica (5) e domenica prossima sarà
a Quelli che il calcio e...(6). Ma a Diva&Donna rivela: "Mi vogliono
ospite in tutti i programmi e io scelgo di andare solo dove mi diverto.
Rinuncio a cachet di 30 mila euro ma vado magari gratis da amici che so che mi
vogliono davvero". Dopo aver visto sfumare il progetto che la vedeva a
fianco di Bruno Vespa nella conduzione di una serata d'onore, la Venier
manifesta il desiderio di condurre un programma di interviste ai personaggi:
"Mi piacerebbe un programma sul tipo di Le invasioni barbariche, speriamo
che qualcuno me lo proponga". Del resto a Domenica In era la regina del
talk show. Poi la conduttrice spiega che con Fabrizio Del Noce i rapporti sono
tornati cordiali: "All'inizio dell'anno con Fabrizio siamo stati a pranzo
insieme. Lucio Presta ha fatto da tramite. Del Noce era contento che Pippo
Baudo (7) mi avesse chiamato per condurre il Dopofestival. Poi la cosa non è
andata in porto per Baudo che ha cambiato idea!". Ecco perchè a Buona
Domenica voleva gettarlo dalla torre al posto di Massimo Giletti. La stessa
Venier, nei giorni scorsi, è tornata sull'incidente tra Antonio Zequila e
Adriano Pappalardo che le costò una settimana di sospensione cautelativa da
Domenica In: "In confronto a quello che ho visto da Michele Santoro, le
parole che si scambiarono i due nel mio programma sono da oratorio. Io sono stata sospesa per una rissa televisiva che, al confronto
degli sfoghi di Beppe Grillo e Vittorio Sgarbi, sembra una
scena da educande". Chi, invece, sarebbe in difficoltà con certe
situazioni che nascono nei contenitori domenicali è Alessia Marcuzzi (6,5), che
a Chi dichiara: "La Buona Domenica che si vede adesso? No, non la
farei. Mi piaceva l'edizione con Maurizio Costanzo (6), Fiorello (9) e Paola
Barale (5) o quella con Marco Columbro (6) e Lorella Cuccarini (7)".
Sull'ipotesi di Paola Perego (6,5) alla guida del Grande Fratello (7), dice
infine: "Sarebbe una valida conduttrice e, in alcune situazioni che
coinvolgono la vita privata dei concorrenti, potrebbe avere un modo di fare
giusto". E' già un passaggio di consegne?.
( da "Affari Italiani (Online)" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Martedí 06.05.2008
12:07 --> Di Marco Volpati Tutti commentano e tutti approfittano della
diffusione online delle denunce dei redditi. D'Alema, fedele al suo
personaggio, trova il modo di attaccare i giornalisti: secondo lui chi fa la
morale ai politici guadagna un sacco di euro più di loro, e immeritatamente.
Architetti, attori, professionisti, imprenditori partecipano alla gara dei pro
e dei contro; con una certa prevalenza dei pro, perché fa molto chic dirsi a
favore della trasparenza (è anche un modo di allontanare il sospetto di
sottrarre, almeno in parte, i propri proventi alla conoscenza del fisco).
Aleggia e persiste l'ombra complottistica; che tutto sia
stato architettato allo scopo di sputtanare Beppe Grillo, che
dall'alto dei suoi 4 milioni e rotti si arricchisce frustando i profittatori
d'Italia. Oltretutto con un reddito più alto di quello di Roberto Benigni,
eroe-icona dello spettacolo cultural-nazionale. Telegiornali, siti, quotidiani
sono affollati di pareri. Tutti rigorosamente affidati ai VIP, gente che
sta nella classifica dei redditi sopra il mezzo milione (il miliardo di qualche
anno fa). E' naturale, del resto. Nessuno raccoglie mai l'opinione della
casalinga di Voghera. Se si fa caso, sono gli stessi che commentano,
preoccupati, il fatto che milioni di famiglie italiane faticano a finire il
mese, cominciano a risparmiare sulla pasta e sul riso, lasciano la macchina
ferma per il caro-benzina.
( da "Padania, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Libera circolazione
non vuol dire libertà di delinquere. E quanto sostiene la Lega Nord quando
chiede di rinegoziare Schengen grazie al quale i cittadini possono recarsi con
la carta d identità in uno qualsiasi dei 28 paesi che hanno sottoscritto l
accordo. roberto fiorentini Altro che editto bulgaro di berlusconiana memoria:
l'attacco di ieri di Claudio Petruccioli a Michele Santoro e alla sua puntata
di Anno Zero, ha tanto il... ... sapore di un defenestramento in piena regola.
Del resto Michelone e la sua band l'hanno combinata veramente grossa. In poco meno di due ore, utilizzando il VF day 2 di Beppe Grillo, hanno insultato tutti gli insultabili. A partire proprio da chi
occupa la sedia del Quirinale, ovvero il presidente della Repubblica che, tra
la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, deve aver fatto sentire la sua voce
a viale Mazzini. Ma nella puntata di giovedì alla gogna è finito anche
il buon oncologo Umberto Veronesi, tutti i direttori dei telegiornali del
servizio televisivo pubblico e privato, nonché la stessa Rai. E per finire, per
rincarare la dose, Michelone se l'è presa pure con i tassisti di Roma: resi di
non lavorare perché festeggiano ancora, con tanto di bandiere, la vittoria di
Gianni Alemanno al Campidoglio. Inutile parlare poi di quanto ha detto il
collega Marco Travaglio che, oramai, è incommentabile. A fronte di tutto
questo, a metà di ieri pomeriggio, sono arrivate le bordate-editti. Petruccioli
ha dettato un agenzia durissima: Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico
radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti
inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della
Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il
professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono
al servizio pubblico da questi episodi sono incalcolabili; per la mia funzione
e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell'ambito delle mie
responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere
possa ripetersi. A nessuno, quindi neppure a Santoro, è consentito confondere
la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto -
di fatto - della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e
indecente. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice
personalmente, ma per tutto quel che, nel programma stesso, avviene; non ci
sono zone franche. Anche Santoro, come tutti coloro che in Rai lavorano, ha il
dovere non eludibile di tutelare la dignità e il prestigio del servizio
pubblico . In giornata anche lo stesso Vittorio Sgarbi, presente in studio,
aveva attaccato frontalmente sia Grillo che Michelone.
"L'autorità garante - aveva detto Sgarbi -dovrebbe prendere provvedimenti
e sanzionare Santoro perché ha concesso a Grillo di
insultare tramite tv di Stato il presidente Giorgio Napolitano, un senatore del
Pd (Veronesi), Marcello Dell'Utri, Totò Cuffaro, direttori di rete come Mauro
Mazza e Clemente Mimun e via dicendo. Tutto questo è inaccettabile". E
anche i malati di tumore e i medici oncologi hanno demolito Grillo
e il suo compare Santoro. "Attacchi ingiustificati e privi di fondamento a
fini politici e populisti". Si chiude la stalla quando i buoi sono
scappati. [Data pubblicazione: 03/05/2008].
( da "Padania, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il caso Santoro
tiene ancora banco dopo l ultima puntata della sua trasmissione Annozero con la
lite Sgarbi-Travaglio e le accuse di Grillo a
Napolitano e Berlusconi e gli affondi contro Veronesi. Chi non si dice stupita
tantomeno "scandalizzata" è il consigliere di amministrazione della
Rai in quota Lega Giovanna Bianchi Clerici: "Francamente - spiega il
membro del cda - questa puntata mi è sembrata in linea con quanto già accaduto
altre volte. Anzi, a mio avviso la situazione era molto più critica e
preoccupante sulla puntata che dedicò a pedofilia e Vaticano". Secondo
Bianchi Clerici "è noto come Santoro è stato reintegrato in azienda con
una sentenza di un tribunale che ha stabilito anche su quale rete e in quale
orario debba andare in onda. Dopodichè il tipo di giornalismo che fa Santoro è
ormai noto a tutti. Per cui, io non mi sorprendo più di tanto". Chi non è
d accordo con la dura presa di posizione del presidente Rai Claudio Petruccioli
che nelle ore successive alla trasmissione aveva condannato la puntata condotta
da Santoro, è Antonio Di Pietro: "La decisione di Petruccioli, di
richiamare Santoro per la sua trasmissione dedicata alla
raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata
da Beppe Grillo il 25 aprile è
sconcertante". Secondo il leader dell Italia dei Valori "questa si
chiama censura: in un Paese libero l ascoltatore -sottolinea Di Pietro - ha il
diritto di sapere che due milioni di persone sono scese in piazza per firmare
tre referendum e che sono state raccolte 1.500.000 di firme in un solo
giorno, tra cui la mia, un evento mai successo nella storia della Repubblica.
Una manifestazione di tale importanza non si può cancellare". E se per il
deputato centrista Luca Volontè la Rai "deve prendere provvedimenti
esemplari e valutare se i costi degli stipendi di Santoro e Co. sono opportuni
rispetto al disservizio pubblico che fornisce" per Italo Bocchino,
parlamentare del PdL, è evidente come "l uscita dalle istituzioni della
sinistra massimalista spinge Santoro a sostituirsi ad essa e magari a creare
una saldatura con l anticasta". "Tutto si può fare - dice Bocchino -
ma non i soldi pubblici". E ieri anche Luca Romagnoli, segretario del
Movimento Sociale Fiamma Tricolore, ha voluto commentare commenta la
trasmissione di Michele Santoro definendola una vera e propria "gogna
mediatica e qualunquista, indegna del servizio pubblico" e salvando solo
le vignette di Vauro ("Sono ironiche"). E pensare - ci ricorda
Romagnosi - "che paghiamo anche il canone per vedere questi insulti dallo
schermo". "Il giornalismo fazioso di Santoro - spiega ancora Romagnoli
- si conferma essere un megafono prestato a chi cerca di imbonire la piazza per
attaccare tutti. Ognuno può dire e fare quello che vuole, ma non lo faccia con
i soldi pubblici. Santoro metta su una sua bella tv tutta e dichiaratamente di
sinistra, poi saranno i telespetattori a determinare l audience con il potere
del telecomando". "Forse così la finiremo - conclude Romagnoli - di
sorbirci predicozzi da bar dello sport e analisi da massaie, con tutto il
rispetto per le casalinghe". Igor Iezzi Una "strumentalizzazione
indegna e vergognosa nei confronti della città, della famiglia del giovane e
della vittima". Flavio Tosi, che ieri ha incontrato i genitori del ragazzo
deceduto in serata, è finito nel mirino. La sinistra, estrema o del Partito Democratico
non fa grande differenza, sta cercando di far ricadere le colpe dell
aggressione al giovane Nicola Tommasoli sul sindaco di Verona e sull intera
città. L Unità, giornale del Pd ha titolato Quella violenza skinheads che la
Lega non ha mai isolato . Ma neanche una parola viene sprecata sulla mancanza
di certezza della pena e su un sistema giudiziario che da due anni seguiva i
colpevoli dell aggressione senza mai fermarli. Sindaco Tosi, ha letto l Unità?
"Certo, queste sono bestialità. La dinamica dei fatti ha dimostrato che la
politica non c entra, la colpa è della stupidita e della mancanza di valori.
Stiamo assistendo ad una strumentalizzazione indegna e vergognosa da parte
della sinistra". Alcuni la accusano di minimizzare? "Macché, ho
chiesto da subito che i colpevoli siano accusati duramente e condannati
pesantemente. Mi auguro che non vengano tirate fuori le solite attenuanti,
anche perchè in questo caso alcuni aggressori facevano parte della Verona bene.
Continuando a gettarla in politica si creano degli alibi che qui non ci sono.
La condanna sia dura e resti come un monito". I colpevoli erano facce
conosciute, come è stato possibile arrivare a questo? "Quello che manca è
la certezza della pena. Non voglio accusare un singolo magistrato ma un sistema
inefficiente ed elefantiaco che non ha preso provvedimenti contro questo gruppo
di disgraziati che da due anni andava avanti a compiere questi gesti. L
autorità giudiziaria li seguiva ma nessuno ha agito per fermarli". Eppure
alcuni quotidiani stanno facendo passare l immagine che lei è razzista e la
città fascista "Una strumentalizzazione vergognosa anche nei confronti
della città, della vittima e della sua famiglia. La città non c entra nulla,
gettare fango sui cittadini è indegno. Alle politiche Verona ha votato in larga
maggioranza pe il centrodestra. Dipingere i nostri cittadini con questi
stereotipi è offensivo. Verona è una città cattolica, moderata. Non è un caso
se il Cnel ha detto che Verona è in testa nelle classifiche sull integrazione
degli immigrati". Si punta il dito sulla nomina di un missino, poi
dimessosi, nell Istituto sulla Storia della Resistenza "Anche Papalia dice
che la politica non c entra nulla. Ripeto, non creiamo alibi per chi ha
commesso una colpa gravissima". Lei è il simbolo del buon governo
leghista. Non è che si vuol far passare l idea che i sindaci padani non
riescono a tutelare la sicurezza? "Sicuramente sotto certe critiche
infamanti c è anche questo. Quello che è successo non è un fatto di criminalità
comune , è difficile da prevenire. Certo, se il sistema giudiziario fosse più
efficiente forse sarebbero stati fermati prima". E vero che lei ha aderito
alla manifestazione di solidarietà organizzata ieri dalla sinistra? "Io
ero pronto a partecipare ma il rappresentante del Pdci in consiglio comunale mi
ha detto di non venire. Ecco la strumentalizzazione politica. Il consiglio
comunale ha votato un documento di condanna al gesto e ha organizzato per
giovedì una veglia silenziosa. Sa chi sono gli unici che si sono opposti? I comunisti
italiani". [Data pubblicazione: 04/05/2008].
( da "Padania, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
PAOLO Torino Fino ad
ora aveva fatto il Grillo sparlante, ora, con la
pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella canzone " ...la
musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un flop che anticiperà
sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia nostrana, farà
aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede. Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu. 4.272.591! Visco,
con la solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo di coda e ha
scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che hanno redditi
comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente, è finito
anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei deboli,
fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro ha seminato
per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si stiano già
ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai fan delusi.
Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro faceva affari
d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti ad aprire gli
occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente, anche a
nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un
clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il
malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di
creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso?
Sconfitti dalle loro bugie LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però
quell'Alemanno mi sta abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della
collocazione politica, meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista,
ingegnere dell'ambiente, che un flaccido cineamatore, neppure laureato, raccomandato,
figlio di un direttore Rai come Veltroni, per non parlare del 'piacione'
cicciobello di Rutelli! Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E che dire,
cambiando discorso, del comico, Grillo, che non sa far
altro di meglio che denigrare l'on. Maroni, vittima di un attentato alla
libertà presso la sede della Lega in via Bellerio al tempo dl governo D'Alema,
che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra di 4.272.591 euro! Otto
miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera gente, no? Ma vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare... PAOLO EMILI
Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di "Ballarò" e
tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI): perché io, così come
tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare a quell'indecoroso e
ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a questi personaggi?
Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e affermare che lei,
l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla nascita mi sembra una
sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e professionale. E poi la
chicca. Il confronto tra francesi e rumeni, "Perché i rumeni devono essere
espulsi e i francesi no ?" ha chiesto al sindaco Alemanno? Anche un
bambino prima di aprire bocca con questa più che sciocca polemica si sarebbe
domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono stati arrestati in Italia
per aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati in Italia per aver
rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver selvaggiamente ammazzato,
massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per aver favorito e sfruttato
la prostituzione in Italia ? Quanti francesi costringono bambine, ripeto,
bambine a prostituirsi nelle strade italiane? Quanti francesi si trovano nelle
italiche galere? Quanti francesi estorcono, nei modi più ignobili e più
violenti, l'elemosine agli angoli delle strade? Queste domande, forse, se le
sono poste i romani che hanno mandato a casa, finalmente, 'sti santi gessati di
Rutelli e Veltroni e per questo in molti siamo strafelici, anche se non del
centro-destra, ma la cosa che ancora sconcerta e che crea indignazione è che si
deve continuare a pagare lo stipendio a questi personaggi che ci costringono a
condividere i giudizi di Berlusconi su questa giornalista del "servizio
pubblico", e questo crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri
PETER Prato Chi le scrive è un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione,
penso che una delle prime cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia
all'uomo, ma programmare con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie
magrab, tunisia, albania romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei
detenuti nei rispettivi paesi di provenienza e proibirne il reingresso per
dieci anni almeno. Quindi svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il
visto d'ingresso per gli extracee con effetto retroattivo e quindi espellere
chi nel territorio nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche
milione di gente che hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può
cominciare a ragionare. Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a
case popolari, contributi ed altre provvidenze, destinare solo una parte di
quota ai cittadini extracee. Non è plausibile che in città a forte
immigrazione, questi non solo ci costano economicamente, affamando gli
italiani, ma i connazionali si vedono esclusi dalle graduatorie. Ma in che
Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va
notato con disappunto che nel Pdl certe mentalità centraliste sono dure a
morire: si dice ad esempio che, per rendere efficace il federalismo fiscale,
sarebbe prima necessario eliminare enti inutili quali Province e piccoli
Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre la Svizzera quale modello d
efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che in un federalismo decentrato
(qual è inteso dalla Lega) si proceda paradossalmente ad accentrare eliminando
i livelli amministrativi e di rappresentanza territorialmente più vicini al
popolo, i quali meriterebbero semmai d esser resi efficienti dotandoli di reali
autonomie. In secondo luogo è bene ricordare che il gioiello federalista
elvetico funziona perché, su di una superficie minore di quella di Piemonte e
Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta ben 26 Stati autonomi (maggiori
del numero di province delle suddette regioni padane). Una robusta cura
dimagrante va piuttosto fatta alle strutture burocratiche dell accentramento
statale, cominciando dalle prefetture (costoso strumento di controllo
centralista). Infine, dato che la terminologia che s adotterà nella riforma
federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo influenzanti la prassi
politica, il nome province (imperalistico, dal latino paese vinto , o
conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora, con terre (che
ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo , di Treviso
ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel federalismo
germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino Il
presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver
ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le dichiarazioni
offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il prof.
Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da dire?
Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre giorni dal
successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una trasmissione che
grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani intervistati dalla
Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è becera" e battute
similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione così offensiva,
irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno prima avevano
contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e Travaglio? Qui, non
mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a condanna dell'accaduto
e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di fare tutto il possibile
per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", mi fa sorridere.
Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli "schemi". Diciamo pure e
tranquillamente che Santoro è recidivo per essere già stato sospeso dal
servizio pubblico televisivo (e le sue giustificazioni non commuovono proprio).
Il sig. Petruccioli pensa soltanto alla onorabilità di Giorgio Napolitano e
Umberto Veronesi... ma a quella di oltre la metà del popolo vincente che ha
votato ed è stato oltraggiato? Già, i votanti sono anonimato, ma sono anche
quelli che gli rimpinguano le casse della Rai. Anche questa è mancanza di
rispetto e gratitudine (allora si tolga il canone)! Difficile ammettere di aver
perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha
dichiarato: "Ho vinto due elezioni". La lingua italiana è bella
perché molto articolata e spesso la verità è nascosta tra le righe. Prodi,
forse per mancanza di tempo o per fretta, non ha ben espresso il concetto
chiarificatore di come siano andate realmente le cose. Forse se avesse detto
"ho perso per due volte due presidenze del Consiglio vinte avrebbe dato un
corretto e più esplicito contributo alla storia politica di questo Paese; ma
anche altre volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha finito per perdersi
e perdere noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare o non si sa dare, a
volte si dà solo quel che si può! Nuova entrata nella squadra di Governo
VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, l'acquisizione di Montezemolo nella
compagine governativa da parte del Cavaliere ha, secondo me, la stessa valenza
che ebbe a suo tempo, l'acquisto di Van Basten da parte di Berlusconi. Da quel
momento, infatti, fu per il Milan, l'inizio della conquista di tutti i
traguardi raggiungibili da parte di una squadra di calcio. Il fatto che il trio
Veltroni, Rutelli, Bettini non siano giunti a tanto è la dimostrazione della
chiara inedeguatezza della sinistra prodiana a governare l'Italia. Reddito
dichiarato: una colpa? GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo del
proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa
colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4
milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo
lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio non c è trucco e non c è inganno
, davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il
nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l entità del
reddito da dichiarare. Sanare e fermare gli sprechi MARIO ROSSI Durante la
recente campagna elettorale si è parlato a lungo dell'esagerato doppio rimborso
elettorale ai partiti con relativo spreco di denaro pubblico tanto da sembrare
quasi uno dei primissimi provvedimenti del nuovo Governo. Ora, giustamente, il
nuovo Governo preannuncia tempi duri per la criticità della situazione anche
economica ma di questo spreco nessuno ne parla più. Mi aspetto che sia sanato e
pubblicizzato come primo provvedimento insieme a minori privilegi per i
politici di alto livello e di collegare i loro trattamenti ai risultati
raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto esistente negli altri
Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].
( da "Padania, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il grillo sparlante
colpito e affondato PAOLO Torino Fino ad ora aveva fatto il Grillo
sparlante, ora, con la pubblicazione del suo reddito in rete, come dice quella
canzone " ...la musica è finita, gli amici se ne vanno ...", con un flop
che anticiperà sicuramente la sua scomparsa nel dimenticatoio della storia
nostrana, farà aprire gli occhi anche ai "grillini" in buona fede.
Reddito di Grillo per l' Ufficio delle imposte: eu.
4.272.591! Visco, con la solita sensibilità da elefante, ha dato l'ultimo colpo
di coda e ha scoperchiato la pentola dei redditi dove, insieme a coloro che
hanno redditi comprovati da attività alla luce del sole o da lavoro dipendente,
è finito anche lui che, ufficialmente, non ha lavoro. Paladino dei diritti dei
deboli, fustigatore della corruzione nazionale a tutti i livelli, duro e puro
ha seminato per le piazze migliaia di "vaffa" che, pare, gli si
stiano già ritorcendo contro e gli vengano restituiti proprio sul suo blog dai
fan delusi. Beata ingenuità, già con il business delle magliette ed altro
faceva affari d'oro ma i grillini facevano finta di niente, ora sono costretti
ad aprire gli occhi. Io che l'avevo sempre combattuto con mail sul suo blog mai
pubblicate, adesso posso dirgli tranquillamente e consapevolmente,
anche a nome di tanti: vaffanculo grillo! Beppe Grillo è un
clone di Anna Marchi? Lei vendeva pomate, diete miracolose, antidoti per il
malocchio, lui mondi puliti e sogni. Entrambi si rivolgevano a platee di
creduloni e sprovveduti. Quanti adesso si prenderanno le rivincite del caso?
Sconfitti dalle loro bugie LETTERA FIRMATA Di Roma mi interessa poco, però
quell'Alemanno mi sta abbastanza simpatico: al di là delle ideologie e della
collocazione politica, meglio senz'altro un sindaco sportivo, alpinista,
ingegnere dell'ambiente, che un flaccido cineamatore, neppure laureato,
raccomandato, figlio di un direttore Rai come Veltroni, per non parlare del
'piacione' cicciobello di Rutelli! Entrambi sonoramente suonati e sconfitti! E
che dire, cambiando discorso, del comico, Grillo, che
non sa far altro di meglio che denigrare l'on. Maroni, vittima di un attentato
alla libertà presso la sede della Lega in via Bellerio al tempo dl governo
D'Alema, che si è messo in tasca nel 2005 la 'modica' cifra di 4.272.591 euro!
Otto miliardi di vecchie lirette: dalla parte della povera gente, no? Ma
vaffan...Grillo! Sentirsi superiori e pontificare...
PAOLO EMILI Castel Gandolfo (Roma) Ho ascoltato solo poche battute di
"Ballarò" e tra queste quelle della Annunziata (giornalista RAI):
perché io, così come tanti altri italiani sono costretto a subire, a sottostare
a quell'indecoroso e ingiusto balzello del canone Rai per pagare lo stipendio a
questi personaggi? Dalle mie parti si dice "Chi si loda si sbroda" e
affermare che lei, l'Annunziata, si sente "superiore" sin dalla
nascita mi sembra una sbrodolata che non fa onore alla sua figura pubblica e
professionale. E poi la chicca. Il confronto tra francesi e rumeni,
"Perché i rumeni devono essere espulsi e i francesi no ?" ha chiesto
al sindaco Alemanno? Anche un bambino prima di aprire bocca con questa più che
sciocca polemica si sarebbe domandato: negli ultimi tempi quanti francesi sono
stati arrestati in Italia per aver stuprato? Quanti francesi sono stati arrestati
in Italia per aver rubano auto, cavi di rame, nelle case. per aver
selvaggiamente ammazzato, massacrato ? Quanti francesi sono stati arrestati per
aver favorito e sfruttato la prostituzione in Italia ? Quanti francesi
costringono bambine, ripeto, bambine a prostituirsi nelle strade italiane?
Quanti francesi si trovano nelle italiche galere? Quanti francesi estorcono,
nei modi più ignobili e più violenti, l'elemosine agli angoli delle strade?
Queste domande, forse, se le sono poste i romani che hanno mandato a casa,
finalmente, 'sti santi gessati di Rutelli e Veltroni e per questo in molti
siamo strafelici, anche se non del centro-destra, ma la cosa che ancora
sconcerta e che crea indignazione è che si deve continuare a pagare lo
stipendio a questi personaggi che ci costringono a condividere i giudizi di
Berlusconi su questa giornalista del "servizio pubblico", e questo
crea ancora più indignazione. Svuotiamo le carceri PETER Prato Chi le scrive è
un votante Pdl. Per quanto riguarda l'immigrazione, penso che una delle prime
cosa da fare, vista la crisi, non è tanto una caccia all'uomo, ma programmare
con gli Stati da cui provengono gli extracee, specie magrab, tunisia, albania
romania e cina, è quella di fare scontare la pena dei detenuti nei rispettivi
paesi di provenienza e proibirne il reingresso per dieci anni almeno. Quindi
svuotare le carceri e alleggerirle. Poi mettere il visto d'ingresso per gli
extracee con effetto retroattivo e quindi espellere chi nel territorio
nazionale non ne è provvisto. A questo punto, con qualche milione di gente che
hanno messo in ginocchio lo Stato italiano, si può cominciare a ragionare.
Inoltre i comuni enti debbono, per quanto attiene a case popolari, contributi
ed altre provvidenze, destinare solo una parte di quota ai cittadini extracee.
Non è plausibile che in città a forte immigrazione, questi non solo ci costano
economicamente, affamando gli italiani, ma i connazionali si vedono esclusi
dalle graduatorie. Ma in che Paese viviamo? Cura dimagrante alla burocrazia
NANDO BRANCA Vallemosso (Bi) Va notato con disappunto che nel Pdl certe
mentalità centraliste sono dure a morire: si dice ad esempio che, per rendere
efficace il federalismo fiscale, sarebbe prima necessario eliminare enti
inutili quali Province e piccoli Comuni; a sostegno delle sue tesi cita inoltre
la Svizzera quale modello d efficienza. Innanzitutto non è affatto logico che
in un federalismo decentrato (qual è inteso dalla Lega) si proceda
paradossalmente ad accentrare eliminando i livelli amministrativi e di rappresentanza
territorialmente più vicini al popolo, i quali meriterebbero semmai d esser
resi efficienti dotandoli di reali autonomie. In secondo luogo è bene ricordare
che il gioiello federalista elvetico funziona perché, su di una superficie
minore di quella di Piemonte e Lombardia sommati (e con meno abitanti) , conta
ben 26 Stati autonomi (maggiori del numero di province delle suddette regioni
padane). Una robusta cura dimagrante va piuttosto fatta alle strutture
burocratiche dell accentramento statale, cominciando dalle prefetture (costoso
strumento di controllo centralista). Infine, dato che la terminologia che s
adotterà nella riforma federalista rimanda a non secondarie mentalità di fondo
influenzanti la prassi politica, il nome province (imperalistico, dal latino
paese vinto , o conquistato) andrebbe sostituito con cantoni o, meglio ancora,
con terre (che ben s addice al territorialismo leghista: "Terra di Bergamo
, di Treviso ecc.), che è poi la traduzione del tedesco lander usato nel
federalismo germanico. Trasmissioni tv grondano vergogna ANGELO MANDARA Torino
Il presidente Rai, Petruccioli, depreca il comportamento di Santoro nell'aver
ospitato nella sua trasmissione la manifestazione torinese di Beppe Grillo e le dichiarazioni
offensive (e piene di volgarità) verso il Capo dello Stato ed il prof.
Veronesi, ma sulle puntate che hanno preceduto l'ultima non ha nulla da dire?
Nella prima puntata di "Annozero", che è seguita a due/tre giorni dal
successo elettorale di Berlusconi, mr. Santoro ha fatto una trasmissione che
grondava vergogna verso i vincenti, in cui, da giovani intervistati dalla
Borromeo, si arrivava a dire che la "Lega è becera" e battute
similari. Come si è potuto mandare in onda una trasmissione così offensiva,
irritante ed irriverente per tutti coloro che qualche giorno prima avevano
contravvenuto ai "desiderata" dei vari Santoro e Travaglio? Qui, non
mi è parso di aver letto interventi del presidente Rai a condanna dell'accaduto
e...quando lo stesso Petruccioli si ripromette "di fare tutto il possibile
per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", mi fa sorridere.
Come se Santoro fosse nuovo ad uscire dagli "schemi". Diciamo pure e
tranquillamente che Santoro è recidivo per essere già stato sospeso dal
servizio pubblico televisivo (e le sue giustificazioni non commuovono proprio).
Il sig. Petruccioli pensa soltanto alla onorabilità di Giorgio Napolitano e
Umberto Veronesi... ma a quella di oltre la metà del popolo vincente che ha
votato ed è stato oltraggiato? Già, i votanti sono anonimato, ma sono anche
quelli che gli rimpinguano le casse della Rai. Anche questa è mancanza di
rispetto e gratitudine (allora si tolga il canone)! Difficile ammettere di aver
perso LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRINI Roseto degli Abruzzi (Teramo) Prodi ha dichiarato:
"Ho vinto due elezioni". La lingua italiana è bella perché molto
articolata e spesso la verità è nascosta tra le righe. Prodi, forse per
mancanza di tempo o per fretta, non ha ben espresso il concetto chiarificatore
di come siano andate realmente le cose. Forse se avesse detto "ho perso
per due volte due presidenze del Consiglio vinte avrebbe dato un corretto e più
esplicito contributo alla storia politica di questo Paese; ma anche altre
volte, chiamato a prove di chiarificazione, ha finito per perdersi e perdere
noi tra gli spiriti. Più di tanto non si può dare o non si sa dare, a volte si
dà solo quel che si può! Nuova entrata nella squadra di Governo VINCENZO DE LEO
Gentile Direttore, l'acquisizione di Montezemolo nella compagine governativa da
parte del Cavaliere ha, secondo me, la stessa valenza che ebbe a suo tempo,
l'acquisto di Van Basten da parte di Berlusconi. Da quel momento, infatti, fu
per il Milan, l'inizio della conquista di tutti i traguardi raggiungibili da
parte di una squadra di calcio. Il fatto che il trio Veltroni, Rutelli, Bettini
non siano giunti a tanto è la dimostrazione della chiara inedeguatezza della
sinistra prodiana a governare l'Italia. Reddito dichiarato: una colpa?
GIANFRANCO MORTONI Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra
che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel
segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol
semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che
qua proprio non c è trucco e non c è inganno , davanti a milioni di spettatori
e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui
non va giù che si conosca l entità del reddito da dichiarare. Sanare e fermare
gli sprechi MARIO ROSSI Durante la recente campagna elettorale si è parlato a
lungo dell'esagerato doppio rimborso elettorale ai partiti con relativo spreco
di denaro pubblico tanto da sembrare quasi uno dei primissimi provvedimenti del
nuovo Governo. Ora, giustamente, il nuovo Governo preannuncia tempi duri per la
criticità della situazione anche economica ma di questo spreco nessuno ne parla
più. Mi aspetto che sia sanato e pubblicizzato come primo provvedimento insieme
a minori privilegi per i politici di alto livello e di collegare i loro
trattamenti ai risultati raggiunti nel governare con parametri reali e a quanto
esistente negli altri Stati. [Data pubblicazione: 04/05/2008].
( da "Asca" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
(ASCA) - Roma, 5 mag
- Beppe Grillo non partecipera' alla Fiera del Libro. Lo ha annunciato lo
stesso comico genovese dalle pagine del suo blog in risposta polemica con
quanto dichiarato oggi da Ernesto Ferrero, direttore della manifestazione, che
aveva sollecitato Grillo a
''sostituire le invettive con un appello a favore della cultura'' nel corso del
previsto intervento. ''Belin - ha scritto il comico - questa e' censura
preventiva. Ho deciso: non posso partecipare. Lo faccio per loro, per gli
organizzatori. Se mi tolgono i comizi, le invettive e, soprattutto, i concetti
poco edificanti cosa mi rimane da dire? Potrei parlare di nanoparticelle, di
rifiuti zero, di citizen journalism della Costituzione, del precariato, di
informazione web 2.0, di Internet, della democrazia diretta. Potrei perfino
spiegare che la Mondadori, il piu' importante gruppo editoriale italiano, e'
stato comprato grazie alla corruzione di giudici'', sottolinea in modo
provocatorio Grillo, che chiude l'intervento
annunciando: ''E lo faro', ma non alla Sala Gialla, lunedi' 12 maggio, alle ore
14.30. Lo faro' da casa mia in diretta streaming alla stessa ora. Chi si
colleghera' al blog potra' ascoltarmi senza censure''. red/uda.
( da "Azione, L'" del 06-05-2008)
Pubblicato anche in: (Azione, L')
Argomenti: Grillo
L'AZIONE - Articoli
- Grillo, l'informazione è una
cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince
quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di
creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della
professione e dell'editoria. Fa di ogni erba un fascio e con questo non
rende un positivo servizio al mondo dei media. Si deve distinguere. No,
l'informazione è una cosa seria, non uno spettacolo in piazza. Ne ho conosciuti
di giornalisti lazzaroni negli oltre 35 anni di professione. Li potrei indicare
con nome e cognome: prostrati e untuosi davanti al potere, arroganti con i
poveri diavoli. Fedifraghi. Senza anima. Pronti a vendersi per un sorriso del
direttore di turno, per un saltino di carriera o per una vile monetina. Ci sono
i parassiti, gli inutili, i giubilati, i graziati, i nullafacenti. Strapagati
per quello che non fanno o fanno finta di fare. La lista è lunga. Questa è
casta, che va con chiarezza denunciata, che non è più tollerata. Che inquina il
sistema dell'informazione. Che promuove, incentiva e giustifica la
disinformazione poiché prima di tutto si fanno valere gli interessi di parte.
Sono tanti questi lazzaroni che quotidianamente offendono il mestiere, ma sono
pure sempre una minoranza rispetto alla stragrande maggioranza che tutti i
giorni è ai remi per scovare e raccontare i fatti della vita, per informare con
correttezza nel rispetto delle persone, per rendere un servizio positivo alla
comunità. Sono discreti e preparati lavoratori dell'informazione: senza
privilegi, senza riconoscimenti particolari, senza stipendi eccellenti ed oggi
sempre più senza garanzie e senza prospettive. Non appaiono, non sono
protagonisti nel mondo del gossip. Sono i giornalisti ai quali sta a cuore il
contratto di lavoro, che non hanno da oltre tre anni. Vogliamo parlare di
questi profession isti seri, costretti per sopravvivere spesso a "chinare
la schiena"? "O magna sta minestra e salta sta finestra". I
quali vanno capiti: di mezzo c'è il pane. è troppo bello filosofare quando si
ha la pancia piena, ma non quando si ha ben poco di cui vivere. L'informazione
è malata, la disinformazione regna troppo spesso nelle redazioni, ma non
prendiamocela con l'anello più debole: individuiamo e denunciamo i veri
responsabili. Incominciamo a ragionare sui signori dei media e sui media del
potere prima ancora che del potere dei media, che troppo spesso,
superficialmente, è attribuito ai giornalisti. Aboliamo l'Ordine, dice Grillo: lo si può anche fare, ma, nonostante le lacune e le
insufficienze, ricordiamo che è la sola realtà che tenta di arginare
comportamenti scorretti, incursioni piratesche, ambiguità, anomalie. Che fa
formazione e informazione per la categoria. Va piuttosto aggiornato, rafforzato
e reso più autorevole. Si prende di mira la legge Gasparri, che indica le norme
di principio di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai, della quale si
chiede l'abrogazione. A detta anche di insigni giuristi e di attenti
osservatori del settore, più presto si riesce a superarla meglio è. Una onesta
distinzione va fatta a proposito della richiesta di abolire il finanziamento pubblico
dell'editoria. Ci sono media e media: perché finanziare giornali la cui mission
è il business e i cui bilanci sono ricchi? Perché sostenere giornali che
fingono di essere di "partito" o di movimenti politici, ma che in
realtà tali non sono? Sono facilmente scopribili la solita furbizia, la facile
scappatoia: per questi non ha senso e non è giustificato il finanziamento.
Diverso è il ragionamento che si impone per la stampa che promuove
un'informazione di servizio, attenta alla formazione e alla dimensione civile,
culturale, religiosa, politica della società, il cui obiettivo non è
sicuramente il profitto e per la quale il sostegno pubblico è ossigeno. Sono i
media che "cercano la verità per condividerla", una bella espressione
ripresa dal titolo della 42ª Giornata delle comunicazioni sociali, nella quale
si denunciano un rischio inquietante e una nobile prospettiva per il sistema
informativo del nostro tempo: "Occorre evitare che i media diventino il
megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del
nostro tempo. Essi possono e devono, invece, contribuire a far conoscere la
verità sull'uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a
distruggerla". Ci colpisce la riflessione di papa Benedetto; ci diverte,
ma non ci tocca il V2-day di Beppe Grillo.
Non confondiamo i maestri con i comici. Presidente Ucsi Veneto.
( da "Velino.it, Il" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. POL -
*Rai: Cappon mette per iscritto la reprimenda a Santoro --IL VELINO SERA--
Roma, 6 mag (Velino) - Verba volant, scripta manent. L'antico proverbio va di
moda anche al settimo piano di Viale Mazzini dove il direttore generale della
Rai, Claudio Cappon, ha deciso di mettere per iscritto i rilievi formali fatti
a Michele Santoro nell'incontro di ieri pomeriggio. Una missiva per ribadire “i
peccati” della puntata di giovedì scorso di Annozero, etichettata dal
presidente Claudio Petruccioli come “uso arbitrario e indecente della tv”. La
prova - al cospetto di un cda parecchio indispettito dalle ultime gesta di
“Michele chi?” – che la reprimenda su volgarità varie, overdose
di Beppe Grillo e astinenza da contraddittorio, e
mancanza assoluta di sensibilità istituzionale è stata fatta eccome. Domani la
questione arriverà sul tavolo del cda che sarà aperto proprio da una relazione
di Cappon in cui saranno riportate naturalmente anche le rassicurazioni che
Santoro avrebbe dato per il futuro al termine del colloquio. Se al cda
dovesse bastare il “non lo faccio più” di Santoro, verrebbe scartata
definitivamente l'ipotesi (assai remota per la verità) di una sanzione
disciplinare o addirittura di una sospensione del programma. Una pronuncia sul
caso “Annozero”, poi, arriverà forse anche al termine del consiglio dell'AgCom
(anche quello fissato per domani). E c'è da giurare che anche in Via delle
Muratte – che ha acquisito la cassetta del programma – Santoro troverà qualche
“ammiratore”. (glv) 6 mag 2008 19:30.
( da "Stampa, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
Una "zona
rossa" intorno alla Fiera del Libro? Sale la tensione a Torino e spuntano
i fantasmi del G8 di Genova a poche ore dall'inaugurazione della manifestazione
al Lingotto. Sotto i riflettori del mondo, ma anche al centro di polemiche, per
aver invitato Israele come Paese ospite d'onore, Librolandia quest'anno sarà
inaugurata dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano tra imponenti misure di
sicurezza, giovedì alle 10. Da quel momento, per ordine del questore, saranno
vietati banchetti e presidi di fronte alla Fiera. In vigore fino a lunedì,
quando la manifestazione chiuderà i battenti, il veto arroventa gli animi di
molti. "Non lo accetteremo", dicono in coro i gruppi dell'assemblea
Free Palestine, che comprende centri sociali, sindacati di base (Cobas e Cub),
associazioni di immigrati di lingua araba, Torino Social Forum, Ism
(International solidariety mouvement) e sigle di ultrasinistra, dai Comunisti
italiani al Partito comunista dei lavoratori, alla Sinistra critica di
Turigliatto. L'assemblea evoca gli spettri del G8: "Intendono creare
intorno al Lingotto una zona rossa. In quell'area vietano anche di distribuire volantini:
vogliono impedire la manifestazione del pensiero e spegnere ogni espressione di
dissenso. Queste misure alzano la tensione intorno a un evento che mostra il
suo vero volto politico, oppressivo e discriminatorio". Quelli
dell'assemblea avrebbero voluto distribuire volantini e bandiere palestinesi
all'esterno del Lingotto: "Non intendevamo alzare il tiro né creare
disordini. Ma sono loro ad elevare la tensione, blindando la Fiera. Non
accettiamo limitazioni alla libertà di parola: ci prenderemo i nostri spazi".
L'ennesima polemica piomba su una Fiera quantomai ambita e corteggiata, con una
calca di ospiti mai vista. I relatori sono 2000 e non si
registrano forfait, salvo quello di Beppe Grillo, che
ieri ha protestato contro la "censura preventiva": Librolandia gli
aveva chiesto di parlare di libri, evitando comizi. E lui ha mandato il suo
ennesimo, pur indiretto "vaffa": "Rinuncio a partecipare.
Parlerò da casa, dal mio blog. Se mi tolgono i comizi, le invettive e,
soprattutto, i concetti poco edificanti, cosa mi rimane da dire?". La
Fiera quest'anno sarà più che mai attenta alla sicurezza, e non solo perché
taglierà il nastro il Capo dello Stato. Secondo ambienti dell'antiterrorismo,
la preoccupazione maggiore riguarda il corteo nazionale organizzato da Free
Palestine per sabato 10: il tam-tam via web fa ritenere che la partecipazione
sarà ampia e agguerrita, ed è allo studio una circolare a prefetti e questori,
invitati a monitorare i movimenti di persone sospette in partenza per Torino.
E' previsto un rinforzo del personale di polizia nel capoluogo piemontese,
mentre continuano a cadere nel vuoto gli appelli dalla direzione della Fiera al
dialogo. Dopo aver invitato a più riprese gli scrittori di lingua araba a
esprimere il loro punto di vista al Lingotto, il presidente Rolando Picchioni
ieri ha nuovamente fatto un'apertura, offrendo uno stand alla rete di Free
Palestine. Gli è stato risposto picche: "Aderiamo al boicottaggio. E chi
ha creato la zona rossa se ne assuma le responsabilità". Secondo
FreePalestine aderiscono al boicottaggio anche gli scrittori venezuelani e
cubani, mentre secondo la Fiera non verranno per problemi tecnici. Sull'invito
a Israele s'è intanto nuovamente pronunciata la presidente della Regione,
Mercedes Bresso: "La Fiera non tifa né ha compiti di politica estera. Il
suo obiettivo è indagare la realtà, per comprenderla meglio attraverso le
espressioni della cultura. Non siamo pentiti di avere invitato Israele: la
scelta contribuirà a una maggiore comprensione di quella realtà. Le polemiche
sono pretestuose, ed è significativo che il Presidente della Repubblica sia
presente all'inaugurazione, per segnalare la sua disapprovazione a critiche e
minacce".
( da "Stampa, La" del 06-05-2008)
Argomenti: Grillo
POLEMICHE SU
ANNOZERO Richiamo verbale di Cappon a Santoro ROMA Poche righe di comunicato ufficiale
dopo il lungo incontro tra il direttore generale della Rai Claudio Cappon e
Michele Santoro, sull'ultima discussa puntata di Annozero
con gli interventi di Beppe
Grillo contro il presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano. L'ufficialità recita: "I contenuti
dell'incontro saranno oggetto di una relazione del Direttore Generale nel corso
della riunione del Consiglio di Amministrazione di mercoledì 7 maggio".
Ma la trasmissione sarà anche oggetto dell'analisi dell'Autorità per le
garanzie nelle comunicazioni che ne ha acquisito la cassetta. Comunque
l'incontro di ieri non è detto che non abbia qualche conseguenza prima
dell'appuntamento di mercoledì. A quanto si apprende infatti nel corso
dell'incontro a Santoro sono stati fatti rilievi, di cui il giornalista ha
detto che terrà conto nello svolgimento delle prossime puntate. Una sorta di
richiamo a voce a cui non è escluso che possa seguire a breve un richiamo
formale al conduttore di Annozero per quanto accaduto giovedì. Una puntata
oggetto delle critiche anche dal presidente di Viale Mazzini Claudio
Petruccioli. "Ma - sostiene Annozero - se vilipendo c'è stato, come mai
nessuno l'ha denunciato quando Grillo ha parlato a
Torino?" Una iniziativa che il consigliere d'amministrazione Alessandro
Curzi commenta così: "Il comico Grillo seguita a
fare proseliti? Ne parleremo nel consiglio di amministrazione di mercoledì,
quando il direttore generale ci riferirà dei suoi colloqui con Michele
Santoro". Curzi ribadendo la sua posizione chiede "nessuna censura ma
fermezza nel richiamo a regole precise di comportamento, uguali per
tutti".\.