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tARTICOLI DEL 5-5-2008 #TOP
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Articoli
Grillo (50)
Tutto libero, ma non troppo
( da "Manifesto,
Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo riempie una piazza, un blog, arringa e infiamma centinaia di migliaia di persone. È un fatto pubblico. Ma se una trasmissione tivù riprende le sue parole (diritto di cronaca) apriti cielo: era una faccenda pubblica, ma perché renderla "troppo" pubblica?
Il
Pd e le alleanze Tonini: patti federativi
( da "Manifesto,
Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Authority per le comunicazioni si occuperà dell'ultima puntata di Annozero, dedicata a V2-day di Beppe Grillo, contro cui si è scagliato il presidente Rai Petruccioli. Se per Antonio Di Pietro, la decisione di Petruccioli di richiamare Santoro è "sconcertamte", il presidente Rai si prende l'applauso di Italo Bocchino, An.
Redditi
on line inchiesta a Roma ( da "Manifesto, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: pubblicazione dei dati fiscali degli italiani ha fatto arrabbiare persino quel Savonarola di Beppe Grillo, i suoi militanti sembrano di tutt'altro parere. Ieri sul suo blog (beppegrillo.it) più d'uno esultava. "Vincenzo", ad esempio: "Grazie agli elenchi delle dichiarazioni ho avuto la conferma che tutti i commercianti e chi lavora in proprio qui nel mio paese sono evasori fiscali".
Scritto&parlato
( da "Manifesto,
Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: una dichiarazione agghiacciante contro Santoro reo di aver mandato in onda le accuse di Beppe Grillo contro il professore Veronesi. Si badi: Petruccioli, più che esprimere solidarietà nei confronti dell'oncologo milanese, ha lanciato invettive contro il collega giornalista Santoro, del quale Berlusconi durante la campagna elettorale ha di nuovo detto che "fa giornalismo criminale".
Ciao
Pepp: cade il mito di Grillo ( da "Provincia di Como, La"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: il mito di Beppe Grillo è venuto giù come una pera matura, anche un po' marcia. Non per l'entità della cifra dichiarata (oltre quattro milioni), bensì per la reazione fegatosa e vittimista che ha trasformato il Masaniello dei blog e delle piazze in un Boselli qualsiasi che grida al complotto demoplutocratico ordito dai soliti giornalacci al soldo di Confindustria per rovinarlo.
Ormai
solo un italiano su sei si fida del fisco
( da "Provincia
di Como, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Così Emma Bonino si scaglia contro Beppe Grillo: "Il vero scandalo - ha detto - non è la pubblicazione online dei redditi degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è stato preso da parte di Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica. Adesso - ha proseguito il ministro uscente - rischiamo di avere veri professionisti dell'antipolitica".
Memorie
In ricordo di Giusto Perretta e di suo fratello Fortunato Da La Provincia ho
appreso della morte di Giusto Perretta, studioso della Resistenza, che ho
conosciuto, stimato e ( da "Provincia di Como, La"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: mail grillo / 1 Dall'alto dei suoi 4 milioni può permettersi di insultare tutti Nella ricorrenza del 1° maggio, solito palcoscenico di sindacalisti e politici schierati. Non poteva mancare Beppe Grillo che, dall'alto del suo reddito annuo dichiarato superiore ai 4 milioni di euro, può permettersi di dire le solite banalità e di insultare tutti.
Contrappunti/
I redditi sul P2P? E allora? ( da "Punto Informatico"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Perfino Beppe Grillo si è infuriato per la diffusione degli elenchi e molti suoi fan e commentatori non hanno creduto ai propri occhi leggendo sul suo blog le giustificazioni che per una volta oppongono il comico a quella trasparenza dei dati che da anni, a colpi di sonori vaffanculo, pretende da chiunque.
Il
commento ( da "Cittadino, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Quando ritorna il Grillo In occasione dell'anniversario della Liberazione, l'annunciato show di Beppe Grillo in piazza ha fatto quasi più notizia delle manifestazioni che hanno celebrato il 25 aprile. Il comico ha scelto la data per la sua annunciata e attesa performance in maniera non casuale.
GRILLO,
L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA!
( da "Azione,
L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Grillo, l'informazione è una cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della professione e dell'
L'informazione
finisce per scivolare nella tagliola politica
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo (registrato) e Vittorio Sgarbi in carne ed ossa. Quello che ne è venuto fuori, lo sanno soltanto quelli che hanno visto il programma perché nessuna cronaca e nessuna fantasia possono darne conto. Bisognava vederli. Con perfida strategia Santoro ha centellinato i passaggi del registrato di Grillo così che l'ira di Sgarbi ha potuto raggiungere vette ineguagliate nella
Dalle
polemiche su israele alla ricerca della bellezza
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: come Beppe Grillo, poi inserito nel programma di lunedì 12, purché, hanno avvertito gli organizzatori, non faccia comizi, ma magari un appello alla lettura o parli di un libro. Israele. Un'edizione in cui la parte del leone la fanno gli scrittori israeliani, a fronte, purtroppo, di diverse defezioni di intellettuali sia palestinesi,
Per
salvare il mondo resta soltanto la bellezza? - marco vitali
( da "Nuova
Sardegna, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Una Fiera a cui chiedono di partecipare anche persone fino ad oggi non incluse, come Beppe Grillo. La partecipazione di Grillo alla Fiera ha una genesi complicata. Il comico genovese aveva chiesto tempo fa di poter partecipare alla kermesse con la sua presenza allo stand dell'editore Casaleggio Associati, considerato sensibile ai temi toccati dai "grillini".
A
torino grandi nomi e grandi temi ( da "Tirreno, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: come Beppe Grillo, poi inserito nel programma di lunedì 12, purchè, hanno avvertito gli organizzatori, non faccia "comizi", ma magari un appello alla lettura o parli di un libro. LA PRESENZA DI ISRAELE. Un'edizione in cui la parte del leone la fanno gli scrittori israeliani, a fronte, purtroppo, di diverse defezioni di intellettuali sia palestinesi,
Tasse
on line 2 parla la conduttrice di report
( da "Riformista,
Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ad esempio sulla reazione di Beppe Grillo che ha parlato di una mossa suggerita "dalla mafia, dalla 'ndrangheta, dalla camorra e dalla sacra corona unita". Per la giornalista free-lance il presunto effetto criminogeno è un falso problema: il nodo è piuttosto che l'iniziativa degli uffici di Visco fa l'effetto di "una goccia di trasparenza in un oceano di opacità"
V-day
beppe chiede i soldi per il latte
( da "Riformista,
Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: V-day beppe chiede i soldi per il latte Grillo: "Comprate il dvd, ho 6 figli" Così ha scritto Beppe Grillo sul suo blog il 21 febbraio di quest'anno. "Io non ho mai chiesto niente a nessuno. Però ho sei figli, tutti a carico, e un V day alle spalle.
Di
ANNALISA SIANI <SE I GIOVANI sfuggono alla fede, riavvicianiamoli con
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: il racconto di alcuni casi particolarmente interessanti come quello di Beppe Grillo: il suo canale, fondato nel 2006, dispone di oltre centocinquanta clip. "In futuro ? spiega Benigni ? dovremo abituarci a veder filmare ogni cosa dai nostri figli o comunque dovremo abituarci al fatto che filmare e caricare su YouTube costituirà un segmento comune dell'alfabetizzazione di massa".
La
Gazzetta è su internet e si specchia nei parmigiani
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: hanno accompagnato la campagna di Beppe Grillo. Internet è il terreno sul quale proprio Grillo ha costruito la sua più recente popolarità: su quello stesso terreno informatico, da oggi anche noi iniziamo a muoverci, con la speranza di proseguire quel dialogo con i parmigiani che dura appunto da 273 anni.
Il
Tg1 e gli "spari" di Berlusconi Sulla Stampa di domenica, Mimmo C
( da "Stampa,
La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo al suo confronto è un delicato cicisbeo, perché in fondo avvolge le sue invettive nella stoffa dell'attore consumato. Sgarbi, assessore alla Cultura a Milano (quale cultura?) dovrebbe essere estromesso una volta per sempre dai teleschermi e non in nome della censura, ma del buon gusto.
"Qualcuno
sa dove s'è cacciato Bin Laden?"
( da "Stampaweb,
La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: anche secondo Beppe Grillo), è ormai l'unico mezzo per attirare l'attenzione delle persone su argomenti importanti e per farle ragionare. "Negli Stati Uniti le televisioni e i giornali sono concentrati nelle mani di poche persone e la visione che si dà degli avvenimenti esteri nei notiziari è sempre di odio e di contrapposizione.
ROMA
No, non è possibile, eppure... Ma figuriamoci, eppure... Sarà la
( da "Messaggero,
Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Ma colpisce la reazione unitaria, fra destra e sinistra, contro Beppe Grillo, che dileggia il presidente Napolitano e offende l'oncologo Umberto Veronesi, appena eletto al Sento con il Pd. Oppure, il grido di speranza lanciato ieri da Giuliano Ferrara sul "Foglio": "Evviva un Cavaliere III e concertativo".
Fiera
del Libro: c'è anche Grillo Beppe Grillo sarà, con molta probabilità, tra gli
ospiti alla Fiera del Libro di Torino inaugurata giovedì dal Presidente
Napolitano ( da "Libertà"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Fiera del Libro: c'è anche Grillo Beppe Grillo sarà, con molta probabilità, tra gli ospiti alla Fiera del Libro di Torino inaugurata giovedì dal Presidente Napolitano. Un sì è arrivato dagli organizzatori: A un patto: che non tenga comizi". 05/05/2008.
È
forse l'edizione più discussa nella storia della Fiera del
( da "Tempo,
Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: come Beppe Grillo, poi inserito nel programma di lunedì 12, purchè, hanno avvertito gli organizzatori, non faccia "comizi". La parte del leone la fanno in ogni caso gli scrittori israeliani, nonostante e purtroppo, le diverse defezioni di intellettuali - sia palestinesi sia israeliani - in segno di protesta.
I
grillini presentano la nuova squadra : Iodice presidente
( da "Tempo,
Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: associazione "Amici di Beppe Grillo - Cittadini del Golfo" afferma di aver centrato il principale obiettivo: far conoscere, in maniera diffusa, che anche a Formia è nato un movimento che, richiamandosi agli appelli lanciati da Beppe Grillo, intende adoperarsi concretamente per modificare il modo di governare città e Paese.
L'antipolitica
rende benissimo Oltre 4 milioni per Beppe Grillo che doppia Eco e Camilleri
( da "Giornale.it,
Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: antipolitica rende benissimo Oltre 4 milioni per Beppe Grillo che doppia Eco e Camilleri di Redazione Molti i vip che sono diventati ricchi con la forza delle loro parole, sia scritte che parlate. Il guru dell'antipolitica Beppe Grillo, icona della denuncia dei privilegi dei potenti, dichiara oltre 4 milioni di euro, sorpassando due pesi massimi della cultura italiana:
Tam
tam anarchico in rete contro la Fiera di Torino <Sarà guerra ad Israele>
( da "Giornale.it,
Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: arrivo lunedì 12 maggio di Beppe Grillo. L'invito alla manifestazione inaugurata giovedì prossimo dal presidente della Repubblica, bersaglio eccellente preso di mira proprio a Torino dal comico genovese nel suo ultimo "Vaffa day", è stato accompagnato da una raccomandazione: "Ben venga Grillo, purché lanci un appello alla lettura e non tenga un comizio"
Ribaltone
romano ( da "Panorama"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il più felice dell'esito di ieri pare sia Antonino Torre, lista civica per Alemanno, che con soli 366 voti farà il suo ingresso in consiglio comunale. Al suo fianco potrebbe esserci anche qualcuno meno votato di lui, ossia Roberto Di Palma, unico eletto degli Amici di Beppe Grillo con 198 voti. Il massimo risultato con il minimo sforzo.
Lettere
( da "Panorama"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Libero Burpelli, via internet Dalla parte di Grillo Panorama 18 riporta un'indagine sul "comico" Beppe Grillo evidenziando che da quando esiste il suo blog le entrate sono raddoppiate. Non voglio pensare che quell'articolo sia una vendetta contro chi denuncia le bassezze della politica e dell'informazione.
Il
caffè ( da "Panorama"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Grillo in francese Il nuovo libro di Onfray Nella sua guerra ai giornali, dichiarata lo scorso 25 aprile col VDay di Torino, Beppe Grillo potrebbe ritrovarsi con un alleato: la star dei filosofi francesi Michel Onfray (foto). In libreria il 5 maggio con La politica del ribelle (Fazi), il teorico edonista e libertario torna sul tema del Sessantotto per indicare la Bastiglia da abbattere
Redditiweb
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo, che si scaglia contro il governo uscente, colpevole di passare informazioni all'Anonima Sequestri: "È una follia, questa è una follia. Dopo l'indulto che ha svuotato le carceri, questo ex governo di imbelli e presuntosi fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo dei contribuenti.
Primi
passi per un'Italiamigliore anche sul fisco
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: istigazione a delinquere evocata da Beppe Grillo, improvvisamente votato alla privacy - temendo furti, rapine e rapimenti - dopo aver sbandierato ai quattro venti i guadagni di manager, politici e quant'altri sono capitati nel mirino della sua campagna moralizzatrice. Denunciare la corruzione dei costumi non è esercizio che si può compiere usando il doppiopesismo.
I
referenduma salvedi Masaniello ( da "Secolo XIX, Il"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: abbiamo ben capito se Beppe Grillo, novello Pasquino nell'era di internet, c'è o ci fa. Come, per l'appunto, si dice a Roma. Insomma, ne sia consapevole o no, ha giocato un brutto scherzo da prete a migliaia di creduloni. I quali in ben 135 piazze d'Italia - a cominciare dalla torinese piazza San Carlo, dove si è esibito il Nostro alla presenza di cinquantamila spettatori non paganti,
Lettere
al direttore ( da "Gazzetta di Parma, La"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: come il comico Beppe Grillo (comico in tutti i sensi), che aveva un "piccolo" reddito di circa 4.400.000 euro alla faccia dei suoi sostenitori da 1.000 euro al mese. Il Grillo appena lo ha saputo è "dato giù di testa" (parola che lui spesso ama dire agli altri) e si è infuriato, lo credo bene, perché molti dei suoi estimatori ritenevano che facesse solo beneficenza.
Il
"grilletto" di Grillo puntato contro i giornalisti
( da "Tempo,
Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Stampa il tempo delle parole Il "grilletto" di Grillo puntato contro i giornalisti Le parole della politica. Questa settimana Il Tempo ha scelto quelle che riguardano gli effetti della nuova battaglia mediatica inziata da Beppe Grillo. GRILLO CONTRO I GIORNALISTI Adesso se l'è presa pure con il Capo dello Stato.
Le
dichiarazioni ancora sul web Pronte le cause di risarcimento
( da "Denaro,
Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Secondo Beppe Grillo con la pubblicazione online dei redditi "i rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato.Grillo fa la sua proposta: "Inviamo una mail al prossimo ministro dell'Economia Giulio Tremonti perchè ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili privati"
La
fabbrica della violenza ( da "Opinione, L'"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo può essere considerata come un esempio perfetto di questo vento che per il momento suscita solo violenza verbale ma che in in futuro, più o meno prossimo, potrebbe scatenare anche la violenza fisica. Gli intellettuali, i giornalisti, i conduttori televisivi che per ragioni di audience e con la speranza di intercettare la ricca fetta di mercato dei moralisti arrabbiati
Cento
anni della Fnsi e la Carta di Roma
( da "Opinione,
L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: caldeggiato da Beppe Grillo ed alleati, ma persino da autorevoli uomini politici che fanno parte dell'attuale maggioranza parlamentare. Si può inoltre aggiungere che sulla stessa linea sono attestate diverse prestigiose firme del giornalismo nazionale. L'ordine dei giornalisti, lo sostengono in molti, avrebbe una maggiore validità se incidesse sulla qualità ed essenzialità dell'
Duel-fiction:
la spuntano "I Cesaroni"
( da "Opinione,
L'" del 05-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract: che con una puntata incentrata sul fenomeno sociale e (anti)politico di Beppe Grillo, sviscerato anche attraverso accesi dibattiti tra Vittorio Sgarbi e Marco Travaglio, tiene incollati agli schermi di Rai Due una media di 3.685.000 spettatori, pari a una share del 15,79%. Deludenti gli ascolti del Concerto del 1° Maggio, trasmesso da Rai Tre.
E
il gossip fu censurato per legge ( da "Affari Italiani (Online)"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Lì non ci sono Beppe Grillo che tengono. Il parlamento vota e le forze dell'ordine eseguono...democraticamente. E la conferma arriva dal terzo presidente democraticamente eletto, Dimitri Medvedev, che tra pochi giorni s'insedierà al Cremlino. "La stampa è libera dichiarato al più diffuso settimanale russo.
Maria
De Filippi da Bonolis, Zoro da Mentana, Beppe Grillo da Santoro
( da "Blogosfere"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo da Santoro Pubblicato da Matteo Failla alle 11:12 in Attualità, Intrattenimento, Personaggi Tv, Prima serata Dopo il ponte del primo maggio, durante il quale l'indiscusso protagonista è stato il 740 del vicino di casa, torniamo a parlare di televisione, visto che di carne al fuoco ne abbiamo.
CHIAIANO,
DE GENNARO ACCELERA ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Ieri nuova marcia contro il sito dove oggi potrebbe intervenire anche Beppe Grillo. "Presto la situazione migliorerà", ha detto De Gennaro, ma in tutta la regione sono 30mila le tonnellate in strada, la raccolta procede a rilento e non si arresta l'allarme roghi. Per i siti di Pianura e Gianturco è confermata la revoca definitiva.
SCATTA
LA REQUISIZIONE PER IL SITO DI CHIAIANO, PRESTO I SONDAGGI. ANCORA CORTEI E
BARRICATE, IL QUARTIERE TEME LE RUSPE
( da "Mattino,
Il (City)" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Ieri sera è trapelato che nel sito a manifestare potrebbe esserci Beppe Grillo. E il no al sito lo hanno ribadito anche dall'Assise di palazzo Marigliano dove ieri c'è stata un'assemblea alla quale hanno partecipato i geologi: "L'impermeabilizzazione della cava - hanno detto - è garantita solo per 20 anni, dopo c'è il rischio di inquinamento della falda acquifera".
ANNOZERO,
CAPPON INCONTRA SANTORO GASPARRI: DALLA RAI INTERVENTO TARDIVO
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud2)" del
05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: riprese dalla manifestazione del 25 aprile di Beppe Grillo, in cui quest'ultimo prendeva di mira il presidente, Giorgio Napolitano. Una trasmissione che è stata duramente contestata già dal presidente di viale Mazzini, Claudio Petruccioli che, aprendo il caso, ha detto: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi,
"Qualcuno
sa ( da "Stampa, La"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: anche secondo Beppe Grillo), è ormai l'unico mezzo per attirare l'attenzione delle persone su argomenti importanti e per farle ragionare. "Negli Stati Uniti le televisioni e i giornali sono concentrati nelle mani di poche persone e la visione che si dà degli avvenimenti esteri nei notiziari è sempre di odio e di contrapposizione.
Cgil
Bologna: ''No alle ronde private o di partito''
( da "Redattore
sociale" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Amici di Beppe Grillo. Ma la Cgil prova a stopparle tutte. E' il segretario della Camera del Lavoro di Bologna, Cesare Melloni, a lanciare il messaggi: "Non vogliamo ronde di partito o di associazioni private, che si improvvisano tutori dell'ordine pubblico- manda a dire dal convegno sulla sicurezza organizzato oggi a Bologna- non danno un maggiore senso di sicurezza ai cittadini,
Grillini,
raccolte cinquanta firme ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: da Beppe Grillo per una libera informazione in un libero Stato. Tra le proposte l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri sulla radiotelevisione. Tra i limanesi, alcuni hanno sottoscritto la richiesta, altri si sono dichiarati indifferenti, mentre c'è chi ha ribadito che la decisione spetta a chi fa parte del settore.
SICILIA/
ARS, SI PREPARA LA 'SUCCESSIONE' DI ANNA
( da "Virgilio
Notizie" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: seconda classificata fra i perdenti, Sonia Alfano, esponente degli "Amici di Beppe Grillo" che ha già fatto sapere di essere assai 'interessata' al seggio all'Ars, ma anche Rita Borsellino, scesa in campo con la Sinistra Arcobaleno ma rimasta fuori dall'Assemblea a causa del mancato superamento dello sbarramento del 5%.
FIERA
LIBRO: GRILLO SI ARRABBIA CON FERRERO, 'MI CENSURANO NON CI VADO'
( da "Asca"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo non partecipera' alla Fiera del Libro. Lo ha annunciato lo stesso comico genovese dalle pagine del suo blog in risposta polemica con quanto dichiarato oggi da Ernesto Ferrero, direttore della manifestazione, che aveva sollecitato Grillo a ''sostituire le invettive con un appello a favore della cultura'' nel corso del previsto intervento.
Grillo:
a Torino censura preventiva, alla Fiera del Libro non vado. Appuntamento sul
web ( da "Rai News 24"
del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Torino | 5 maggio 2008 Grillo: a Torino censura preventiva, alla Fiera del Libro non vado. Appuntamento sul web Beppe Grillo Non c'è soltanto la scelta di invitare Israele come paese ospite, ma anche la partecipazione di Beppe Grillo a scatenare le polemiche attorno alla Fiera del Libro.
"Noi
vigili mai più in piazza Vittorio"
( da "Stampa,
La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Nonostante gli stand siano ormai assegnati e il calendario fittissimo siamo più che disponibili ad accogliere alla Fiera le voci dei rappresentanti della cultura palestinese". Intanto sabato alle 14,30 alla Sala Gialla parlerà Beppe Grillo e il direttore Ferrero gli chiede di evitare invettive e di convincere i giovani ad amare i libri. Emanuela Minucci A PAGINA 61.
( da "Manifesto, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
VOI SIETE QUI Tutto libero,
ma non troppo Alessandro Robecchi Sarà anche vero che la sinistra non ha capito
la gente, che è lontana dalla realtà, come negarlo. Ma anche i grandi giornali
non scherzano. Per esempio: dopo gli acuti strali lanciati dalla grande stampa
contro la pubblicazione in rete dei redditi 2005 degli italiani, pare che i
lettori non siano così scandalizzati. Populismo di sinistra, tuonano gli
editoriali. E anche: gogna! E pure: violazione della privacy! Tutti più o meno
d'accordo nel dire che quei dati non dovevano esser messi in rete (salvo
naturalmente pubblicarne a dozzine e centinaia). Ma poi, guarda tu come va il
mondo, gli stessi giornali chiedono ai loro lettori: è giusto pubblicarli in
rete? Risultati: l'84% dei lettori di Repubblica dice sì. Il 54 e passa per
cento dei lettori del Corriere dice sì. È abbastanza per sostenere che hanno
perso il contatto coi loro lettori? La faccenda è piuttosto strabiliante. Ma
non la faccenda dei redditi, che alla fine è una cosuccia veniale che spiega
poco e nulla sul Paese. Ciò che strabilia è che ci siano costantemente
informazioni in libertà vigilata. Beppe Grillo
riempie una piazza, un blog, arringa e infiamma centinaia di migliaia di
persone. È un fatto pubblico. Ma se una trasmissione tivù riprende le sue
parole (diritto di cronaca) apriti cielo: era una faccenda pubblica, ma perché
renderla "troppo" pubblica? I redditi degli italiani sono
pubblici, ce lo ripetono come un mantra proprio quelli contrari alla
pubblicazione, ma così, dicono, sono "troppo" pubblici. Maledizione,
eccoci al cospetto di una parola elastica, per cui una cosa è teoricamente nota
a tutti, ma se lo diventa davvero scattano infiniti problemi, dalla privacy
all'opportunità, dall'istigazione all'invidia sociale, fino all'istigazione al
sequestro di persona, come se la mafia avesse bisogno dei redditi pubblicati su
internet. Alla fine, resta la sensazione di vivere in un posto in cui c'è una
specie di libertà vigilata. Tutto libero, ma non troppo, tutto pubblico, ma non
troppo. Tutto trasparente, ma non troppo. Tutto un po' stupido. Un po' troppo.
( da "Manifesto, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Franceschini: no a
chi c'era prima All'assemblea dei mille di Chianciano, promossa dai radicali,
si parla di Pd e alleanze. Se, sull'"Unità", Pierluigi Bersani aveva
detto che "vocazione maggioritaria non significa
all'autosufficienza", incontrando il favore di esponenti della sinistra e
di Emma Bonino - che ribadisce lealtà al patto con il Pd - il veltroniano
Giorgio Tonini ipotizza patti federativi nelle regioni con i socialisti, gli
ambientalisti e con la Sinistra democratica. Dario Franceschini, che interviene
al congresso delle Acli dove Andrea Olivero è confermato presidente con il 94%,
invece ammonisce: "Nostro compito sarà lasciare il partito a chi verrà
dopo di noi, non restituirlo a chi c'era prima...". Annozero, Agcom in
campo Nei prossimi giorni l'Authority per le comunicazioni
si occuperà dell'ultima puntata di Annozero, dedicata a V2-day di Beppe Grillo, contro cui si è scagliato il presidente Rai Petruccioli. Se per
Antonio Di Pietro, la decisione di Petruccioli di richiamare Santoro è
"sconcertamte", il presidente Rai si prende l'applauso di Italo
Bocchino, An.
( da "Manifesto, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il pm Franco Ionta avvia
l'indagine contro ignoti I grillini contro il guru: "Stiamo scoprendo i
lestofanti" Redditi on line inchiesta a Roma Sara Menafra Roma Aspettare
l'arrivo delle 104 denunce (una per tribunale) promesse dal Codacons non
sarebbe servito a granché. Dunque, ieri mattina, il procuratore aggiunto di
Roma, Franco Ionta, ha deciso di aprire d'ufficio un fascicolo contro ignoti
dedicato alla pubblicazione su internet dei redditi dei contribuenti italiani,
così come apparivano sulle dichiarazioni 730 e 740 del
( da "Manifesto, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Scritto&parlato
Vincenzo Visco ha fatto bene Rendere pubblici i redditi dichiarati ed i
contributi versati dai cittadini è giusto o no? Penso sia una questione di
democrazia. Due sono i casi: o lo è, in tal caso qualsiasi media venga
utilizzato è lecito (internet compresa). Oppure non lo è: allora illecite sono
tutte le forme di divulgazione quali esse siano - inclusi i registri
consultabili presso i comuni e altri enti pubblici. Inoltre, nel caso dei
suddetti registri "consultabili", come ben viene sottolineato
nell'articolo di giovedì scorso, a firma Galapagos, tra il comune cittadino e
l'ente organizzato che dispone di "tempo, denaro e ammanicamenti" si
viene a creare una ingiusta disparità in fatto di opportunità. E' ciò che
effettivamente attualmente accade. O vogliamo affermare che una piccola
associazione a difesa del consumatore ha le stesse effettive possibilità di
accesso di una grossa holding (se va bene) pubblicitaria? Risibili poi mi paiono
le motivazioni di Grillo: crediamo davvero che la
criminalità possa trarre vantaggio dallo spiattellamento su internet dei
redditi di determinate personalità? O l'organizzazione criminale è di altissimo
livello - e in tal caso dispone già di ben altre fonti (tipo talpe infiltrate
nelle banche e in altri enti finanziari) che consentono di appurare non solo i
redditi dichiarati, ma anche gli eventuali (e ben più appetitosi) fondi neri,
off-shore e così via di cui la potenziale vittima di rapina o rapimento può
disporre. Oppure si tratta di delinquenza comune, che senza dubbio trova più
proficuo il metodo tradizionale di pedinare per alcuni giorni il malcapitato e
spiarne le abitudini per stabilire la sua eventuale idoneità al taccheggio. Un
tempo si favoleggiava sugli scarabocchi quasi esoterici che gli zingari
imprimevano sui portoni per indicare, a fini potenzialmente criminosi,
caratteristiche pecuniarie, difensive e ambientali delle persone che vivevano
oltre quelle soglie. Vuoi vedere che, stando a Grillo,
si sarebbe rischiata a breve un'invasione di hacker gitani o spammer in coppola
e baffoni? Alessandro Canzoneri Corridonia (Mc) Un buon segno Oggi, 3 maggio
2008, al primo posto della classifica audiolibri acquistati su iTunes troviamo
"Il manifesto del partito comunista" di Carlo Marx. Spero sia un
sintomo di rinascita culturale dal basso, da cui scaturisca qualcuno che
capisca che non c'è da vergognarsi a esser comunista. anzi! Flavio Gori
L'Arcobaleno che non c'è più Carissimo Valentino, da collaboratore storico del
manifesto intervengo nel dibattito in corso, segnalando le mie perplessità
sull'interruzione del processo federativo, e quindi i miei dubbi sulla morte
della Sinistra Arcobaleno. Il nostro percorso è sempre stato vissuto
all'interno dell'associazionismo e della promozione culturale, declinata al
plurale nelle variabili della legalità, dell'ambiente, del senso comunitario.
Certamente le nostre associazioni territoriali resteranno attive e propositive,
anche più di prima, perché questa ci appare come una necessità politica,
soprattutto qui, alle pendici del Vesuvio. Nostri alleati naturali resteranno
gli uomini e le donne progressiste, iscritti o meno ai partiti. Le idealità.
Ovvero la politica, e non i singoli partiti. Questo è il varco (Revelli) che
avevamo apprezzato e intravisto nel progetto Arcobaleno, e che viene oggi
platealmente smentito, purtroppo anche da Rifondazione. Avevamo apprezzato la
possibilità, unica nel panorama politico italiano, di affiancare percorsi di
singolarità selvagge, per usare una terminologia cara a Michel Foucault, al
legittimo itinerario tracciato dai partiti. Chissà se Vendola invertirà questa
retromarcia, ovvero chissà se sarà in grado di produrre uno slancio sintropico,
comprendendo quanto possa essere importante anche il percorso di quanti
ritengono che la spinta comunitaria possa far salva l'identità dei singoli come
l'originalità di associazioni, gruppi, giornali che si mettono "dalla
parte del torto", come il manifesto. Girolamo De Simone Direttore responsabile
Konsequenz, Rivista di musiche contemporanee Petruccioli sa qualcosa? Alla
trasmissione condotta da Michele Santoro, Anno zero di giovedì scorso, ho
sentito in diretta volgarità di stampo squadristico da parte di Sgarbi nei
confronti dei presenti. Ho sperato che le volgarità di Sgarbi sarebbero state
stigmatizzate dall'organo di controllo della Rai. Invece il presidente
Petruccioli, anticipando tutti, ha rilasciato una
dichiarazione agghiacciante contro Santoro reo di aver mandato in onda le
accuse di Beppe Grillo contro il professore Veronesi. Si
badi: Petruccioli, più che esprimere solidarietà nei confronti dell'oncologo
milanese, ha lanciato invettive contro il collega giornalista Santoro, del quale
Berlusconi durante la campagna elettorale ha di nuovo detto che "fa
giornalismo criminale". Auguro a Petruccioli, con questa
dichiarazione, di restare al suo posto. Credo che, se insisterà contro altri
giornalisti televisivi (molto pochi) scomodi, potrebbe riuscirci: a Berlusconi
piacciono certi personaggi. Inoltre, se vengono mandate in onda dichiarazioni
violente e/o stupide di Calderoli o di qualche altro capo popolo (a partire dai
"fucili caldi" dei leghisti), in tv si cerca forse di sminuirne il significato
e la portata, ma non si grida allo scandalo. Ogni personaggio pubblico risponde
delle sue affermazioni in pubblico: quale servizio migliore che far parlare in
diretta i protagonisti? Se non avessimo visto tante volte in diretta Berlusconi
pronunciare l'editto bulgaro contro Biagi e Santoro, oggi potremmo avere dei
dubbi sul loro licenziamento. Una domanda: vista la tempestività delle sue
dichiarazioni, Petruccioli sa già qualcosa sul futuro di Santoro? Enrico Delle
Femmine, Vicenza.
( da "Provincia di Como, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
La prima vittima di
"Dracula" Visco è quella più inaspettata. Morsicato al collo dalla
pubblicazione dei redditi e colpito al cuore di ciò che ha di più caro (cioè le
palanche), il mito di Beppe Grillo è
venuto giù come una pera matura, anche un po' marcia. Non per l'entità della
cifra dichiarata (oltre quattro milioni), bensì per la reazione fegatosa e
vittimista che ha trasformato il Masaniello dei blog e delle piazze in un
Boselli qualsiasi che grida al complotto demoplutocratico ordito dai soliti
giornalacci al soldo di Confindustria per rovinarlo. Ci si sarebbe
aspettato da Grillo un aprroccio diverso. Del resto, i
suoi bioritmi non gli dicono bene in questo periodo come dimostra l'assurdo
attacco al professor Veronesi amplificato dal programma AnnoZero. Di fronte
alla pubblicazione dei redditi degli italiani, dal blog più affollato d'Italia
avrebbero dovuto sortire parole di plauso per un'iniziativa che più trasparente
ed egualitaria non si può. Invece, giù strilli e invettive. Forse Grillo si è scocciato perché i suoi fan hanno appreso che le
sostanze del comico prestatosi alla politica non sono inferiori ai tanti
esponenti della "casta" messi quotidianamente alla berlina dal
cabarettista genovese. Ma, in fondo, sono guadagni legittimi, non dissimili ai
tanti personaggi dello star system che spiccano nelle liste di Visco. (...)
segue a pagina 2 04/05/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Lo studio Ormai solo
un italiano su sei si fida del fisco ROMA Solo un italiano su sei si fida del
fisco. È l'ultima istantanea scattata da Contribuenti.it, che ad aprile fotografa
un crollo dell'indice di fiducia dei contribuenti italiani, sceso al 16,42%,
"minimo storico del governo Prodi". Parallelamente è aumentata del
2,63% l'evasione fiscale, arrivando a sfiorare i 313 miliardi di euro di
imponibile non dichiarato. In base alle rilevazioni di Contribuenti.it -
Associazione Contribuenti Italiani, effettuate attraverso il monitoraggio dello
Sportello del Contribuente, ad aprile il calo di fiducia dei contribuenti
italiani è stato dell'1,2%: oramai solo un italiano su sei ha fiducia nel
fisco. Su 12.217 voti, 2.006 (pari al 16,42%) sono a favore del fisco, mentre
10.211 (pari a 83,58%) contro. "Un vero e proprio boom di votanti - fa
sapere Contribuenti.it - si è registrato il 30 aprile, dopo la violazione della
privacy avvenuta con la diffusione dei dati da parte dell'Agenzia delle
Entrate, dove il sito internet è stato consultato da 213.219
contribuenti". La rilevazione di Contribuenti.it - specifica la stessa
associazione - avviene attraverso l'analisi di un campione di circa 5.000
contribuenti e misura sia la stima dei contribuenti sulla situazione corrente
che le previsioni per il futuro. Nel frattempo si scalda anche il fronte
politico. La sinistra si schiera a difesa del viceministro. "Voglio
esprimere la mia piena solidarietà a Vincenzo Visco. Si parla tanto e si
denuncia il ruolo della "casta" e poi alla prima iniziativa concreta
che offre trasparenza a tutti i cittadini ecco che arriva l'attacco dei poteri
forti. Vergogna" ha puntato il dito Paolo Ferrero, esponente del Prc e
ministro uscente della Solidarietà Sociale. Ma la polemica del centrodestra non
si ferma. Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, chiede al leader del Pd
Walter Veltroni "una chiara presa di posizione critica. Quanto all'ultima
bravata di Visco, che ha messo on line i redditi degli italiani, questa
dimostra in modo inequivocabile che per il governo uscente i cittadini non
sono, come in tutto il resto del mondo, semplici contribuenti, ma tutti
potenziali evasori fiscali. Se questo - ha concluso l'esponente del Pdl - è il
modo con cui la sinistra cosiddetta riformista sta riflettendo sulla sua
sconfitta elettorale, non c'è da aspettarsi, almeno a breve, qualche
significativo cambiamento". Dal centrosinistra però si preferisce guardare
ad altro, a chi accusa. Così Emma Bonino si scaglia contro Beppe Grillo: "Il vero scandalo - ha detto - non è la pubblicazione
online dei redditi degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è
stato preso da parte di Beppe Grillo, vero
campione dell'antipolitica. Adesso - ha proseguito il ministro uscente -
rischiamo di avere veri professionisti dell'antipolitica".
04/05/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Frequentato
all'Istituto Storico Comasco negli anni 1980-1986 Memorie In ricordo di Giusto
Perretta e di suo fratello Fortunato Da La Provincia ho appreso della morte di
Giusto Perretta, studioso della Resistenza, che ho conosciuto, stimato e
frequentato all'Istituto Storico Comasco negli anni 1980-1986. Rammento il suo
ricordo appassionato del padre Pier Amato, combattente della Grande Guerra,
magistrato antifascista, trucidato nel novembre
( da "Punto Informatico" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Roma - Sono andato a
cercare il mio reddito del 2005 su eMule. C'è. Il merito (o la colpa) di questo
va distribuito fra l'Agenzia delle Entrate che ha deciso di rendere pubblici i
redditi degli italiani e i navigatori della rete che hanno in poche ore
organizzato la moltiplicazioni di tali numeri sui circuiti di condivisione
online, dai quali sarà ormai impossibile rimuoverli. Il putiferio che tale
vicenda ha scatenato ha qualcosa di indecoroso e drammaticamente inutile: si
tratta poi di materia certamente difficile da discutere per il vasto numero di
differenti problematiche che scatena. Eppure è un argomento interessante che
coinvolge direttamente l'ambiente digitale. Che un governo ampiamente
dimissionario decida di distribuire questi dati senza alcun preavviso è
certamente curioso (dove "curioso" sta a significare che certamente
c'è qualcosa che ci sfugge). E tuttavia - come è noto - stiamo parlando di dati
già pubblici fin dal lontano 1973, quando un decreto legge dell'epoca sanciva,
in tempi non sospetti, che tali elenchi che oggi creano tanta accesa
discussione "sono depositati per la durata di 1 anno, ai fini della
consultazione da parte di chiunque, sia presso lo stesso ufficio delle imposte
sia presso i Comuni interessati." Ancora più importante sembra essere il
fatto che la pubblicazione online sia oggi un adeguamento all'importante Codice
dell'Amministrazione Digitale, introdotto da Lucio Stanca nel 2005 (una delle
cose migliori fatte dall'ex Ministro dell'Innovazione), che cercava di
facilitare la vita dei cittadini risolvendo in rete molti dei loop burocratici
che soffocano il paese. Gli esperti di privacy hanno pareri molto variabili al
riguardo del pandemonio scoppiato i giorni scorsi: il Garante delle Privacy
Francesco Pizzetti parrebbe essere contrario, visto che si è precipitato a
bloccare la diffusione degli elenchi ordinandone la rimozione dal sito web
dell'Agenzia delle Entrate e causando (indirettamente) il caos attuale che vede
disponibili sul P2P frammenti più o meno ricomposti dell'immenso database dei
redditi degli italiani. Di parere sostanzialmente opposto il padre della
normativa sulla Privacy italiana, Stefano Rodotà, il quale ha fatto sapere che,
dal suo punto di vista, i dati diffusi sono dati non sensibili e per questa
ragione non meritevoli di eccessive attenzioni. Se navigate un po' in rete poi
troverete pareri di giuristi ed esperti vari di segno totalmente opposto uno
con l'altro. E Internet? Cosa c'entra Internet in tutta questa storia? La
descrizione di Internet come il luogo nel quale il presunto crimine è stato
prima perpetrato e poi reiterato per via della sua natura di strumento umorale,
ridondante ed incontrollabile, è uno degli aspetti maggiormente interessanti di
tutta la vicenda. Gli utenti di Internet sono i secondi colpevoli del misfatto,
rei di aver consegnato all'eternità un lungo parziale elenco di numeri che in
moltissimi continuerebbero a non voler vedere diffusi. Nella giornata di
venerdì il Codacons, una delle principali organizzazioni dei consumatori
italiani, ha cavalcato l'onda delle messa online dei redditi per dichiarare che
denuncerà Vincenzo Visco per la diffusione degli elenchi e - molto più
interessante - che qualsiasi cittadino, per tramite dell'Associazione, potrà
richiedere un risarcimento allo Stato dai 500 ai 1000 euro per la propria
privacy violata, semplicemente iscrivendosi alla newsletter del movimento e
ricevendo come premio il modulo per il ricorso. È un mondo meraviglioso: accedo
a Internet, guardo i redditi online di star della TV, colleghi di lavoro e
vicini di casa e poi, sempre su Internet, scarico un modulo per domandare allo
Stato un risarcimento una tantum di 1000 euro per l'affronto subito alla
riservatezza dei miei dati. E questo molto prima che qualsiasi corte abbia
preso una qualunque posizione al riguardo. Così vanno le cose. Perfino Beppe
Grillo si è infuriato per
la diffusione degli elenchi e molti suoi fan e commentatori non hanno creduto
ai propri occhi leggendo sul suo blog le giustificazioni che per una volta
oppongono il comico a quella trasparenza dei dati che da anni, a colpi di
sonori vaffanculo, pretende da chiunque. Ognuno insomma mostra di avere
un parere sulla vicenda: si fanno paragoni con le normative degli altri paesi,
si sottolineano le peculiarità italiche che farebbero della penisola un
"unicum" o, come scrive efficacemente Filippo Facci su Macchianera,
"una immensa portineria". Eppure il punto principale, l'unico per
conto mio davvero interessante, sembra essere quello di comprendere come
Internet possa mutare i nostri rapporti con la Pubblica Amministrazione e se
questa vicenda possa essere un passo in tale direzione, al di là dei garanti
che non garantiscono, dei politici che lasciano trappole per i nuovi governi e
dei commentatori capaci sempre e solo di ragionare nel breve respiro del
proprio interesse. Nicola Mattina sul suo blog scrive per esempio una cosa
interessante al riguardo e vale a dire che in vicende del genere Internet muta
il concetto di spazio pubblico, il luogo "ove chiunque ha il diritto di
circolare....luogo simbolico delle libertà civili: libertà di manifestazione,
di parola, d'espressione". Un cambio di scenario su cui meditare. Del
resto oggi molte cose si possono fare in rete: il fatto che vengano sovente
fatte male è una variabile non secondaria in una vicenda simile. Per esempio,
come scriveva Cristiano, un commentatore sul mio blog qualche giorno fa, non
sarebbe forse stato più utile creare una semplice interfaccia di interrogazione
del database nome per nome, invece che rilasciare immensi elenchi in formato txt
con i dati alfabetici di migliaia di persone riuniti in un unico file? Perché
non creare un banale meccanismo di autenticazione che consenta
all'Amministrazione di sapere chi domanda i dati di chi, esattamente come
avviene quando ci si reca in Comune con il medesimo legittimo intento? Sarebbe
bastato un piccolo ragionamento supplementare per rendere la consultazione
online più simile a quella già ora prevista, e ciò avrebbe certamente limitato
molte polemiche mantenendo intatti i vantaggi legati alla consultazione online.
Ancora una volta capire Internet sembra essere materia ostica per tutti: lo è
per l'Agenzia delle Entrate, incapace di immaginarsi come pubblicare i dati in
maniera congrua, così come lo è per la lunga lista di quanti in questi giorni si
sono distinti per aver lanciato il solito ridicolo allarme sui grandi rischi
legati alla sua anarchia. Internet come alibi insomma, quando potrebbe essere
invece uno dei motori della innovazione, anche intellettuale, di questo vecchio
paese. Massimo Mantellini Manteblog Tutti gli editoriali di M.M. sono
disponibili a questo indirizzo.
( da "Cittadino, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Quando
ritorna il Grillo In occasione dell'anniversario
della Liberazione, l'annunciato show di Beppe Grillo in piazza ha
fatto quasi più notizia delle manifestazioni che hanno celebrato il 25 aprile.
Il comico ha scelto la data per la sua annunciata e attesa performance in
maniera non casuale. E molti, nella segue a pagina 15.
( da "Azione, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
L'AZIONE - Articoli
- Grillo, l'informazione è una
cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince
quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di
creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della
professione e dell'editoria. Fa di ogni erba un fascio e con questo non
rende un positivo servizio al mondo dei media. Si deve distinguere. No,
l'informazione è una cosa seria, non uno spettacolo in piazza. Ne ho conosciuti
di giornalisti lazzaroni negli oltre 35 anni di professione. Li potrei indicare
con nome e cognome: prostrati e untuosi davanti al potere, arroganti con i
poveri diavoli. Fedifraghi. Senza anima. Pronti a vendersi per un sorriso del
direttore di turno, per un saltino di carriera o per una vile monetina. Ci sono
i parassiti, gli inutili, i giubilati, i graziati, i nullafacenti. Strapagati
per quello che non fanno o fanno finta di fare. La lista è lunga. Questa è
casta, che va con chiarezza denunciata, che non è più tollerata. Che inquina il
sistema dell'informazione. Che promuove, incentiva e giustifica la
disinformazione poiché prima di tutto si fanno valere gli interessi di parte.
Sono tanti questi lazzaroni che quotidianamente offendono il mestiere, ma sono
pure sempre una minoranza rispetto alla stragrande maggioranza che tutti i
giorni è ai remi per scovare e raccontare i fatti della vita, per informare con
correttezza nel rispetto delle persone, per rendere un servizio positivo alla
comunità. Sono discreti e preparati lavoratori dell'informazione: senza
privilegi, senza riconoscimenti particolari, senza stipendi eccellenti ed oggi
sempre più senza garanzie e senza prospettive. Non appaiono, non sono
protagonisti nel mondo del gossip. Sono i giornalisti ai quali sta a cuore il
contratto di lavoro, che non hanno da oltre tre anni. Vogliamo parlare di
questi profession isti seri, costretti per sopravvivere spesso a "chinare
la schiena"? "O magna sta minestra e salta sta finestra". I
quali vanno capiti: di mezzo c'è il pane. è troppo bello filosofare quando si
ha la pancia piena, ma non quando si ha ben poco di cui vivere. L'informazione
è malata, la disinformazione regna troppo spesso nelle redazioni, ma non
prendiamocela con l'anello più debole: individuiamo e denunciamo i veri
responsabili. Incominciamo a ragionare sui signori dei media e sui media del
potere prima ancora che del potere dei media, che troppo spesso,
superficialmente, è attribuito ai giornalisti. Aboliamo l'Ordine, dice Grillo: lo si può anche fare, ma, nonostante le lacune e le
insufficienze, ricordiamo che è la sola realtà che tenta di arginare
comportamenti scorretti, incursioni piratesche, ambiguità, anomalie. Che fa
formazione e informazione per la categoria. Va piuttosto aggiornato, rafforzato
e reso più autorevole. Si prende di mira la legge Gasparri, che indica le norme
di principio di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai, della quale si
chiede l'abrogazione. A detta anche di insigni giuristi e di attenti
osservatori del settore, più presto si riesce a superarla meglio è. Una onesta
distinzione va fatta a proposito della richiesta di abolire il finanziamento
pubblico dell'editoria. Ci sono media e media: perché finanziare giornali la
cui mission è il business e i cui bilanci sono ricchi? Perché sostenere
giornali che fingono di essere di "partito" o di movimenti politici,
ma che in realtà tali non sono? Sono facilmente scopribili la solita furbizia,
la facile scappatoia: per questi non ha senso e non è giustificato il
finanziamento. Diverso è il ragionamento che si impone per la stampa che
promuove un'informazione di servizio, attenta alla formazione e alla dimensione
civile, culturale, religiosa, politica della società, il cui obiettivo non è
sicuramente il profitto e per la quale il sostegno pubblico è ossigeno. Sono i
media che "cercano la verità per condividerla", una bella espressione
ripresa dal titolo della 42ª Giornata delle comunicazioni sociali, nella quale
si denunciano un rischio inquietante e una nobile prospettiva per il sistema
informativo del nostro tempo: "Occorre evitare che i media diventino il
megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del
nostro tempo. Essi possono e devono, invece, contribuire a far conoscere la
verità sull'uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a
distruggerla". Ci colpisce la riflessione di papa Benedetto; ci diverte,
ma non ci tocca il V2-day di Beppe Grillo.
Non confondiamo i maestri con i comici. Presidente Ucsi Veneto.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Spettacoli pag.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Cultura e spettacoli
Dalle polemiche su Israele alla ricerca della bellezza L'edizione forse più
problematica nella storia della Fiera del Libro di Torino, lunga ormai 21 anni,
quella che si terrà da giovedì a lunedì 12 al Lingotto, "rea" secondo
i suoi detrattori di aver deciso di ospitare Israele nel suo 60/o anniversario,
avrà, come per contrasto, un tema soave, accattivante, filosofico, la bellezza.
Il titolo - Ci salverà la bellezza - è mutuato da una domanda che un
personaggio dell'Idiota di Dostoevskij pone al principe Myskin: "La
bellezza salverà il mondo?". E a snocciolare questo tema ci saranno ben
850 incontri con 2000 relatori. Un numero record che fa sperare agli
organizzatori di eguagliare gli oltre 300 mila visitatori dell'anno scorso. E
questo in barba a chi promuove il boicottaggio e a chi paventa un fallimento
per via delle polemiche: le prenotazioni negli alberghi, praticamente tutti
pieni in città, le richieste di accreditamento e le prenotazioni per
partecipare alla Fiera fanno pensare a una edizione da record. Una Fiera a cui
chiedono di partecipare anche persone fino a oggi non incluse, come Beppe Grillo, poi inserito nel programma di
lunedì 12, purché, hanno avvertito gli organizzatori, non faccia comizi, ma
magari un appello alla lettura o parli di un libro. Israele. Un'edizione in cui
la parte del leone la fanno gli scrittori israeliani, a fronte, purtroppo, di
diverse defezioni di intellettuali sia palestinesi, sia israeliani in
segno di protesta. Il primo atteso intervento è quello del decano Aharon
Appelfeld che terrà la prolusione la sera inaugurale alla Reggia di Venaria.
Grandi nomi. Sono attesi al Lingotto, tra gli altri, l'americano Gore Vidal, lo
sloveno di Trieste Boris Pahor, le americane Susan Vreeland e Geraldine Books,
lo spagnolo Ignacio Paco Taibo II che dialogherà con Fausto Bertinotti (la cui
presenza in Fiera è stato tanto contestata alla manifestazione del primo maggio
a Torino), i francesi Philippe Forest, Gilles Leroy e Andrè Michaux, il tedesco
Arno Geiger, Magdi Allam, Enzo Bianchi, Giorgio Faletti, Gian Antonio Stella,
Dario Fo. Nuovi editori. Tra i 75 nuovi editori della Fiera (l'anno scorso furono
30) ci sono Baldini Castoldi Dalai, Marco Tropea, Domus, Comunità Ebraica
Torino, Archivio Storico Olivetti.
( da "Nuova Sardegna, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Cultura e Spettacoli
Per salvare il mondo resta soltanto la bellezza? Un tema apparentemente lieve
per un'edizione che sarà molto calda Spazio a Israele, ma anche a temi come giustizia
e morti bianche Tra gli ospiti Fo e Beppe Grillo MARCO VITALI L'edizione forse più problematica della
storia della Fiera del Libro di Torino, lunga ormai 21 anni, quella che si
terrà questa settimana dall'8 al 12 al Lingotto, "rea" secondo i suoi
detrattori di aver deciso di ospitare Israele nel suo 60° anniversario, avrà,
come per contrasto, un tema soave, accattivante, filosofico, la bellezza. Il
titolo, "Ci salverà la bellezza" è mutuato da una domanda che un
personaggio dell'"Idiota" di Dostoevskij pone al principe Myskin:
"La bellezza salverà il mondo?". E a snocciolare questo tema ci
saranno ben 850 incontri con 2.000 relatori. Un numero record che fa sperare
agli organizzatori di eguagliare gli oltre 300.000 visitatori dell'anno scorso.
Una Fiera a cui chiedono di partecipare anche persone fino
ad oggi non incluse, come Beppe Grillo. La
partecipazione di Grillo
alla Fiera ha una genesi complicata. Il comico genovese aveva chiesto tempo fa
di poter partecipare alla kermesse con la sua presenza allo stand dell'editore
Casaleggio Associati, considerato sensibile ai temi toccati dai
"grillini". Dopo il "vaffa-day" del 25 aprile
scorso, proprio a Torino, i supporter di Grillo hanno
chiesto agli organizzatori la disponibilità di una sala in uno dei giorni della
Fiera ricevendo in risposta un "vediamo", che ora sarebbe stato
sciolto, purché l'occasione non venga utilizzata per un "comizio" di Grillo ma per affrontare temi legati all'edizione 2008 della
Fiera. Sulle polemiche a proposito della partecopazione di Israele ieri è
intervenuto il deputato Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21 e
parlamentare dell'Italia dei valori: "Qualsiasi ipotesi di boicottaggio
nei confronti della Fiera del libro di Torino - ha detto - non può trovare
nessuna forma di consenso da parte di una associazione che crede fermamente
nella libera circolazione delle opinioni e nei valori racchiusi nell'Articolo
21 della nostra Costituzione". "Qualsiasi appello al boicottaggio nei
confronti di un libro, di un film, di un programma televisivo - ha aggiunto
Giulietti ci porta a tempi bui. Per queste ragioni l'associazione Articolo 21
non solo inviterà tutti i propri associati a visitare la Fiera del libro di
Torino, ma metterà anche a disposizione il proprio sito di tutti quegli autori
(qualsiasi sia la loro nazionalità) che si battono per affermare ovunque i
valori del dialogo, della reciproca comprensione e della necessità di dar vita
quanto prima all'esistenza degli Stati autonomi ed indipendenti di Israele e di
Palestina, nel pieno rispetto degli accordi internazionali e delle disposizioni
dell'Onu". Sarà dunque un'edizione in cui la parte del leone la fanno gli
scrittori israeliani, a fronte di diverse defezioni di intellettuali sia
palestinesi sia israeliani in segno di protesta. Il primo atteso intervento è
quello del decano Aharon Appelfeld, che terrà la prolusione la sera inaugurale
del 7 alla Reggia di Venaria. L'8 ci sarà Abraham Yehoshua con il suo nuovo
libro "Fuoco amico" e che riceverà il premio del festival di cultura
ebraica "OyOyOy". Tra gli altri nomi l'irakeno Sami Michael,
rifugiato in Israele nel 1949, Zvi Yanai, Meir Shalev che presenterà il suo
ultimo libro "Il ragazzo e la colomba" (Frassinelli), Alon Altares,
Etgar Keret, il rabbino Adin Steinsaltz autore di una monumentale edizione
commentata del Talmud, Shlomo Venezia, uno dei pochissimi superstiti dei
Sonderkommando, le squadre speciali di prigionieri incaricati di eliminare chi
era sopravvissuto al gas e che a loro volta poi veniva eliminati perché non raccontasse.
Molte le scrittrici, tra cui Savyon Liebrecht e Zeruya Shalev, e gli uomini di
cinema e spettacolo come Amos Gitai, protagonista di una rassegna di cinema
isareliano realizzata con il Museo del cinema di Torino. Molti i grandi nomi.
Tra gli altri, l'americano Gore Vidal, lo sloveno di Trieste Boris Pahor, le
americane Susan Vreeland e Geraldine Books, lo spagnolo Ignacio Paco Taibo II
che dialogherà con Fausto Bertinotti (la cui presenza in Fiera è stato tanto
contestata alla manifestazione del Primo Maggio a Torino), i francesi Philippe
Forest, Gilles Leroy e Andrè Michaux, il tedesco Arno Geiger, Magdi Allam, Enzo
Bianchi, Giorgio Faletti, Gian Antonio Stella con Marco Rizzo che presenteranno
il loro nuovo libro, Dario Fo. Si presenteranno in duplice veste di artisti e
scrittori Max Pezzali, Giovanni Allevi ed Elisa. Tra i grandi temi di
quest'anno ci sono la giustizia e la sicurezza sul lavoro. Di giustizia
parleranno Gherardo Colombo, Luigi Ferrarella, Luciano Violante, del caso Moro
Fernando Imposimato e altri, di mafia Pino Arlacchi. La tragedia della Thyssen
sarà ricordata con la lettura di un reportage di Ezio Mauro, direttore de La
Repubblica, da parte degli attori dell'Ambra Jovinelli e di Paola Cortellesi.
( da "Tirreno, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Spettacolo A Torino
grandi nomi e grandi temi Si apre giovedì l'edizione forse più problematica. Il
titolo: "Ci salverà la bellezza" Vigilia difficile per la rassegna,
boicottata da chi contesta la presenza d'Israele ospite d'onore TORINO.
L'edizione forse più problematica della storia della Fiera del Libro di Torino,
lunga ormai 21 anni, quella che si terrà dall'8 al 12 maggio negli spazi del
Lingotto, "rea" secondo i suoi detrattori di aver deciso di ospitare
Israele e i suoi scrittori più interessanti nel 60° anniversario della nascita,
avrà, come per contrasto al clima di bufera di queste ore, un tema soave,
accattivante, filosofico: la bellezza. E il titolo, "Ci salverà la
bellezza" è mutuato da una domanda che un personaggio dell'Idiota di
Dostoevskij pone al principe Myskin: "La bellezza salverà il mondo?".
A snocciolare questo tema ci saranno ben 850 incontri con 2.000 relatori. Un
numero record che fa sperare agli organizzatori di eguagliare gli oltre 300.000
visitatori dell'anno scorso. E questo in barba a chi promuove il boicottaggio e
a chi paventa un fallimento per via delle polemiche: le prenotazioni negli
alberghi, praticamente tutti pieni in città, le richieste di accreditamento e
le prenotazioni per partecipare alla Fiera fanno pensare ad una Fiera da
record. Una Fiera a cui chiedono di partecipare anche persone fino ad oggi non
incluse, come Beppe Grillo, poi
inserito nel programma di lunedì 12, purchè, hanno avvertito gli organizzatori,
non faccia "comizi", ma magari un appello alla lettura o parli di un
libro. LA PRESENZA DI ISRAELE. Un'edizione in cui la parte del leone la fanno
gli scrittori israeliani, a fronte, purtroppo, di diverse defezioni di
intellettuali sia palestinesi, sia israeliani in segno di protesta. Il
primo atteso intervento è quello del decano Aharon Appelfeld che terrà la
prolusione la sera inaugurale del 7 alla Reggia di Venaria. L'8 ci sarà Abraham
Yehoshua con il suo nuovo libro "Fuoco Amico" e che riceverà il
premio del festival di Cultura Ebraica OyOyOy. Tra gli altri nomi l'irakeno
Sami Michael, rifugiato in Israele nel 1949, Zvi Yanai, Meir Shalev che presenterà
il suo ultimo libro "Il ragazzo e la colomba" (Frassinelli), Alon
Altares, Etgar Keret, il rabbino Adin Steinsaltz, autore di una monumentale
edizione commentata del Talmud, Shlomo Venezia, uno dei pochissimi superstiti
dei Sonderkommando, le squadre speciali di prigionieri incaricati di eliminare
chi era resistito al gas e che a loro volta poi venivano eliminati perchè non
raccontassero. Molte le scrittrici tra cui Savyon Liebrecht e Zeruya Shalev e
gli uomini di cinema e spettacolo come Amos Gitai, protagonista di una rassegna
di cinema isareliano realizzata con il Museo del Cinema. I GRANDI NOMI. Sono
attesi al Lingotto, tra gli altri, l'americano Gore Vidal, lo sloveno di
Trieste Boris Pahor, le americane Susan Vreeland e Geraldine Books, lo spagnolo
Ignacio Paco Taibo II che dialogherà con Fausto Bertinotti (la cui presenza in
Fiera è stato tanto contestata alla manifestazione del primo maggio a Torino),
i francesi Philippe Forest, Gilles Leroy e Andrè Michaux, il tedesco Arno
Geiger, Magdi Allam, Enzo Bianchi, Giorgio Faletti, Gian Antonio Stella con
Marco Rizzo che presenteranno il loro nuovo libro, Dario Fo. Si presenteranno
in duplice veste di artisti e scrittori Max Pezzali, Giovanni Allevi e Elisa. I
GRANDI TEMI. Tra i grandi temi di quest' anno ci sono la giustizia e la
sicurezza sul lavoro. Di giustizia parleranno Gherardo Colombo, Luigi
Ferrarella, Luciano Violante, del caso Moro Fernando Imposimato e altri, di
Mafia Pino Arlacchi. La tragedia della Thyssen verrà ricordata con la lettura
di un reportage di Ezio Mauro da parte degli attori dell'Ambra Jovinelli e di
Paola Cortellesi. LINGUA MADRE. Anche quest'anno, grazie all'impegno della
Regione Piemonte saranno in Fiera scrittori, intellettuali, artisti provenienti
da tutti continenti e verranno premiate le vincitrici del Concorso Letterario
nazionale Lingua Madre. NUOVI EDITORI. Tra i 75 nuovi editori della Fiera di
quest'anno (l'anno scorso furono 30) ci sono Baldini Castoldi Dalai, Marco
Tropea Editore, Editoriale Domus, Comunita Ebraica Torino, Archivio Storico
Olivetti. BOOKSTOCK VILLAGE. Dopo il debutto dell'anno scorso, torna,
ingrandita e sviluppata l'area dedicata ai giovani da
( da "Riformista, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Tasse on line 2
parla la conduttrice di report La Gabanelli non sta con chi si scandalizza
"È operazione trasparenza, un po' surreale" È un'operazione
trasparenza, certo, diciamo "molto avanzata" e forse "un po'
surreale". Ma la decisione dell'Agenzia delle Entrate di rendere
accessibili online le dichiarazioni dei redditi, immediatamente bloccata dal
garante della privacy, travolta da una valanga di denunce da parte delle
associazioni dei consumatori e da sabato oggetto di un'indagine della Procura
di Roma, non scandalizza Milena Gabanelli. Al Riformista l'autrice di Report
consegna alcune riflessioni sul casus belli che sta monopolizzando giornali e
tv, ad esempio sulla reazione di Beppe Grillo che
ha parlato di una mossa suggerita "dalla mafia, dalla 'ndrangheta, dalla
camorra e dalla sacra corona unita". Per la giornalista free-lance il presunto
effetto criminogeno è un falso problema: il nodo è piuttosto che l'iniziativa
degli uffici di Visco fa l'effetto di "una goccia di trasparenza in un
oceano di opacità". Gabanelli di opacità è grande esperta: da anni
conduce inchieste coraggiose che tentano di far luce sulle vicende meno
trasparenti e che le costano una pletora di querele e un patrimonio di avvocati
(ha una ventina di cause a carico) ma continuano incredibilmente ad avere poca
eco sui media. Ovvio che ritenga allora condivisibile un'altra battaglia del
comico genovese. Quella contro il controllo degli editori "impuri"
come imprenditori o banche, sui mezzi di informazione. Ma senza arrivare a
certi eccessi: una delle più famose e citate puntate di Report è quella che
stigmatizzava le storture del finanziamento pubblico ai giornali. Eppure, per
la giornalista lo scandalo non è il contributo in sé, che Grillo
vorrebbe tout court abolito, ma l'uso distorto che se ne fa. Sulla questione
più discussa di questi giorni, il "caso Visco", Gabanelli osserva che
"sarebbe stata più apprezzata la pubblicazione dei redditi dei dirigenti e
dei funzionari pubblici". Ma in linea di principio, "è un'operazione
trasparenza "molto avanzata", un po' surreale, specialmente il modo
in cui è avvenuta". E "per quanto mi riguarda, non ci trovo niente di
scandaloso. All'inizio degli anni
( da "Riformista, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
V-day
beppe chiede i soldi per il latte Grillo:
"Comprate il dvd, ho 6 figli" Così ha scritto Beppe Grillo sul suo blog
il 21 febbraio di quest'anno. "Io non ho mai chiesto niente a nessuno.
Però ho sei figli, tutti a carico, e un V day alle spalle. Da quando si è saputo che a
Bologna ci ho rimesso 80.000 euro ho perso il rispetto dei miei concittadini.
Che figura ci faccio in giro? Sono la vergogna di Genova. Nessuno mi fa più un
prestito e quando mia moglie mi manda a comprare il latte devo pagare in
contanti! Se la libertà non ha prezzo, un V day comunque mi costa un casino. I
miei parenti mi vogliono internare, non mi riconoscono più. Mettetevi una mano
sul portafoglio e comprate il dvd del V day per finanziare il prossimo V Day
del 25 aprile sulla libera informazione, la più importante. Chi vuole può
riceverlo gratis (gratis, una parola che mi fa rabbrividire), ma dovrà fare i
conti con la sua coscienza e con mio fratello. Che diventa matto!".
05/05/2008.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
05-05-2008)
Argomenti: Grillo
SPETTACOLI pag. 40
di ANNALISA SIANI "SE I GIOVANI sfuggono alla fede, riavvicianiamoli con
... di ANNALISA SIANI "SE I GIOVANI sfuggono alla fede, riavvicianiamoli
con le stesse armi che li allontanano", dice il vescovo di Como.
Evangelizzazione via YouTube. Se Santoro si ostina a voler fare la televisione
a modo suo, che vada a farsela su YouTube, trancia il consigliere Rai Urbani.
Il sì alle case chiuse della deputata Pidiellina è YouTube a diffonderlo, prima
(o al posto) di tutte le reti terrestri digitali e satellitari. E adesso che il
self broadcast, la tv fai da te, arriverà a trasmettere in alta definizione, e
soprattutto, ad avere la diretta, è assai probabile che diventerà il più
colossale mezzo di comunicazione del pianeta. Già i numeri di ora, a tre anni
dalla nascita, sono impressionanti: 20 milioni di contatti mensili, 65mila
video caricati ogni giorno, 100 milioni di video visti quotidianamente. L'IDEA
DI TRE RAGAZZI, ex dipendenti di PayPal (sistema di pagamento per
l'e-commerce), è diventato in brevissimo tempo il più grande polo d'attrazione
della Rete, il sito più visitato del mondo dopo Google, che peraltro nel 2006
ne è il proprietario avendo sbrosato 1 miliardo e 700 milioni di dollari. I
giovani fondatori si sono fatti d'oro: a Chad Hurley (30 anni) e all'amico
Steve Chan, taiwanese emigrato negli Stati Uniti, 29 anni, sono andati 326
milioini di dollari a testa in azioni di Google. C'è chi ha fatto due conti: il
loro capitale è destinato ad aumentare di 1 milione di dollari per ogni dollaro
e mezzo di aumento del prezzo delle azioni Google. Unico escluso da questa
pioggia di soldi, il terzo socio fondatore (Jawed Karim, tedesco, anch'egli
emigrato negli States) perché subito dopo lo start up del sito abbandonò il
progetto per continuare gli studi alla Stanford University, con la sicurezza di
"soli" 64 milioni di dollari in banca. A RACCONTARE il fenomeno più
pesante da che lesiste il Web, è Glauco Benigni, autore della "Storia di
YouTube", il primo saggio italiano (edito da Magazzini Salani) che
ripercorre la vicenda del sito creato dal nulla. Se vogliamo considerare un
"nulla" un'idea semplice dunque grandiosa. I tre ragazzi ? la
parabola di YouTube è l'ennesima incarnazione del sogno americano, oltre a
fornire la direzione, il web, in cui si possono fare investimenti e far
confluire cervelli freschi con ancora ottime possibilità di guadagno ? si
incontrano a una festa. Sono tutti dipendenti del colosso delle transazioni
online Paypal e, tutti e tre, dimostrano competenze straordinarie
nell'information technology e nella new economy. Al party girano dei video
amatoriali che vorrebbero condividere online, ma si stupiscono delle mille
difficoltà che incontrano: formati diversi, codifiche complesse ed enormi
perdite di tempo. Difficoltà inconcepibili per dei trentenni svegli come loro.
Così decidono di lavorarci su, cercando di "trovare una soluzione a un
problema che riguarda e riguarderà centinaia di nostri simili". DETTO,
fatto. Il 15 febbraio
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
05-05-2008)
Argomenti: Grillo
CRONACA 05-05-2008
INFORMAZIONE IN TEMPO REALE LE NEWS MINUTO PER MINUTO, I VIDEO DI TV PARMA E I
VOSTRI COMMENTI La Gazzetta è su internet e si specchia nei parmigiani Parte
oggi il sito www.gazzettadiparma.it con i lettori protagonisti Gabriele Balestrazzi
II Vista da dentro è una grande emozione, ma adesso sarete soprattutto voi a
giudicare. Quando ieri sera sugli schermi della redazione ha iniziato a
prendere volto il nuovo sito della Gazzetta di Parma, si è avuta davvero la
sensazione di una avventura tutta nuova e affascinante. Una sfida doppia per un
giornale che, dopo 273 anni, sente in quella storia un impegno in più, nel
momento in cui si tuffa nel mondo di internet, ovvero la nuova frontiera
tecnologica dell'informazione. Le nostre buone intenzioni le abbiamo elencate
nei giorni scorsi: l'entusiasmo e l'orgoglio nell'affrontare una fase nuova;
l'umiltà e la difficoltà del cimentarsi con un linguaggio per noi inusuale, con
anche la consapevolezza di dover imparare da chi già ha praticato (a livello
nazionale ma anche a livello locale) questo terreno. Ma da oggi, appunto,
quelle sono solo le intenzioni: tocca solo al pubblico stabilire se siamo
riusciti a rispettarle, almeno nella partenza. E sarà il pubblico ad aiutarci a
"fare" il nuovo sito: non solo con i giudizi e con i clic, ma anche
con le mail, le osservazioni, le critiche, i commenti agli articoli e gli
interventi nei forum. Perchè su internet, e non è un modo di dire, i
protagonisti siete voi: lettori-navigatori con facoltà di parola in tempo
reale, come fin qui nessun media aveva mai consentito. Quanto ai contenuti, da
oggi li potrete scoprire direttamente, digitando sul vostro computer
www.gazzettadiparma.it e aprendo in questo modo l'"home page" del
sito, ovvero la prima pagina del nostro quotidiano elettronico. Ci saranno le
notizie della Gazzetta e i video di Tv Parma. E ci sarà, appunto, quel
"Dite la vostra" che comparirà alla fine di tutti o quasi gli
articoli, quando già questi non si legheranno ad un forum o a un sondaggio. Potrete
dissentire, criticarci (ma naturalmente anche essere d'accordo su quello che
scriveremo). E quindi non è esagerato dire che con internet anche i lettori
diventano un po' giornalisti, perchè su ogni argomento i navigatori del sito
potranno sì leggere il nostro articolo, ma anche tutte le vostre opinioni, in
tempo reale da quando l'articolo stesso verrà pubblicato. Non è esagerato
parlare di rivoluzione: la è per noi (e ci auguriamo di esserne all'altezza), e
forse la sarà anche per i parmigiani. Nei giorni scorsi, alcune migliaia di
firme, anche a Parma, hanno accompagnato la campagna di Beppe Grillo. Internet è il terreno sul quale proprio Grillo ha costruito la sua più recente
popolarità: su quello stesso terreno informatico, da oggi anche noi iniziamo a
muoverci, con la speranza di proseguire quel dialogo con i parmigiani che dura
appunto da 273 anni. Parte la nuova avventura Oggi debutta il sito
internet della "Gazzetta di Parma".
( da "Stampa, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il Tg1 e gli
"spari" di Berlusconi Sulla Stampa di domenica, Mimmo Cándito, in un
articolo dedicato alla "Giornata mondiale della liberta" di stampa
nella quale l'Onu ricorda i giornalisti caduti nel loro lavoro, scrive che
"molti telegiornali hanno praticato una deprimente autocensura sulle
immagini che mostravano Berlusconi a Villa Certosa mentre mimava di sparare contro
la giornalista russa "troppo invadente" (i lettori hanno segnalato
quelle immagini soltanto su Tg3, La7 e TgSky)". Vorremmo rassicurare i
lettori della Stampa e Cándito che tutto l'episodio è stato illustrato e
spiegato anche ai nostri ascoltatori. Questo per completezza dell'informazione.
PINO CASERTA SEGRETARIO DI REDAZIONE DEL TG1 Criminali in libertà per
negligenza Continua implacabile la sequenza di carcerati, macchiatisi di gravi
delitti, rimessi in libertà per scadenza di termini, per mancata trascrizione
delle motivazioni della sentenza e per altri cavilli. Sono profano in materia
di giustizia, ma da persona sensata, ed il mio pensiero è condiviso dai più,
sono convinto che ben poca differenza esista tra chi per negligenza mette in
libertà pericolosi criminali e chi li aiuta nelle loro nefandezze o arma loro
la mano. Possibile che nulla si riesca a fare contro questo vergognoso sconcio?
Perché persone pagate dallo Stato non devono essere perseguite per il lavoro
che non svolgono e/o svolgono male e non subirne una giusta condanna per il
pericolo che arrecano alla collettività. Gli italiani si augurano vivamente che
il nuovo governo riesca ad eliminare questo sconcio che non ci fa affatto onore
e getta del fango su quei magistrati che nonostante le innumerevoli difficoltà,
create anche da colleghi poco seri, continuano imperterriti nel loro operato.
LEONARDO CECCA L'ospite isterico via dalla tv Perché si invita ancora nelle
trasmissioni televisive Vittorio Sgarbi, che fornisce prove sempre più penose
di maleducazione, si esprime con un linguaggio da caserma, si lascia andare a
comportamenti inammissibili e incapace di controllare le sue reazioni, si
rotola nei suoi eccessi creando gelo e imbarazzo? L'altra sera, ospite di Anno
Zero, ha lasciato tutti pietrificati, Marco Travaglio per primo, che gli ha
impartito una lezione di stile. Ma perché mai noi telespettatori dobbiamo
assistere con sgomento e imbarazzo alle escandescenze di uno scalmanato, che
interrompe con strilli da zitella isterica le argomentazioni degli altri? Beppe Grillo al suo confronto è un delicato cicisbeo, perché in fondo avvolge
le sue invettive nella stoffa dell'attore consumato. Sgarbi, assessore alla
Cultura a Milano (quale cultura?) dovrebbe essere estromesso una volta per
sempre dai teleschermi e non in nome della censura, ma del buon gusto.
Io pago un canone e ho il diritto di pretendere che chi introduce nelle nostre
case simili esempi si ravveda, visto che lui appare irrecuperabile e ce lo
tolga d'intorno una volta per tutte. MIRELLA CAVEGGIA Quell'autostrada promessa
a Gheddafi In un sol colpo Berlusconi ha risolto il problema della Tav, quello
del ponte sullo Stretto, del Mose e chissà quante altre grandi opere che
suscitano tante rivolte popolari. Tutto rinviato a data da destinarsi, magari
alla prossima legislatura. Mancano i fondi perché c'è da regalare un'autostrada
alla Libia: tre corsie per ogni senso di marcia che collegano la costa del
Mediterraneo dal confine con la Tunisia fino a quello con l'Egitto non si
possono negare a nessuno, c'e da pagare un risarcimento danni per fatti che
appartengono a un passato coloniale lontano. È forse un po' prematuro per
rinfacciare una mancata promessa elettorale. La Lega aveva annunciato
l'abolizione dei pedaggi autostradali in Padania e con buona probabilità sarà
costretta a non mantenere questa promessa per costruire un'autostrada in Libia.
Una situazione paradossale se Bossi dovesse annunciare a quel popolo padano
dotato di 300.000 fucili pronti a fare fuoco che i pedaggi rimarranno
inalterati, forse aumentati, e i proventi andranno a Gheddafi. DOMINIQUE LAFETE
"Bella ciao" negata dal parroco A Castelnuovo del Friuli il parroco
vieta il canto di Bella Ciao dentro e fuori la chiesa e la famiglia del
partigiano annulla i funerali in parrocchia, in quanto l'anziano partigiano
aveva chiesto prima di morire che il suo funerale si svolgesse in chiesa e che
fossero eseguite canzoni partigiane. Anche la Chiesa si fa travolgere dal vento
del revisionismo. Poco credibili sono le scuse addotte dal parroco che dichiara
di essersi attenuto alle direttive che regolano l'uso della musica all'interno
dei luoghi di culto. Ho preso parte a più di un matrimonio in cui sia
all'interno della chiesa che sul sagrato vi era una banda musicale che suonava musica,
ovviamente di tenore rispettoso del luogo di culto. Quale incompatibilità può
esistere tra gli ideali di un partigiano ed il pietoso officio cattolico del
funerale e della sepoltura? Molti sacerdoti si immolarono nel nome di quegli
ideali durante la Resistenza. Non si stupiscano poi le autorità religiose di
fronte alla disaffezione di molti credenti, se i suoi rappresentanti mostrano
questo volto intollerante. SILVIO ZANCHET L'austerità da riscoprire In un
vecchio discorso sull'austerità del 1977, Enrico Berlinguer sosteneva:
"Ecco perché una politica di austerità, di rigore, di guerra allo spreco è
divenuta una necessità irrecusabile da parte di tutti ed è al tempo stesso la
leva su cui premere per far avanzare la battaglia per trasformare la società nelle
sue strutture e nelle sue idee base". E continuava: "Una politica di
austerità, deve avere come scopo quello di instaurare giustizia, efficienza,
ordine e, aggiungo, una moralità nuova". Peccato che questo argomento,
tanto caro al segretario del Pci, sia stato trascurato e accantonato da tutti,
anche a sinistra. Oggi la parola "austerità" è intesa come
"sacrificio", non è mai citata dai politici. Anche se sono ormai
passati più di trent'anni è il caso di riscoprirla. ANDREA SILLIONI BOLSENA
(VT).
( da "Stampaweb, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
CORRISPONDENTE DA
LONDRA "Dov'è finito Osama bin Laden?" Provoca qualche brivido vedere
nella metropolitana di Londra, la stessa degli attentati che nel 2005 causarono
56 vittime, questa frase stampata su un buffo manifesto, nel quale un uomo
conduce un cammello al galoppo nel deserto ridendo di gusto mentre alle sue
spalle elicotteri e carri armati creano un inferno di fuoco e fiamme. Il
cammelliere è il documentarista americano Morgan Spurlock e la domanda che si
pone è il titolo del suo ultimo lavoro, che uscirà nelle sale inglesi il 9
maggio. Spurlock è la stessa persona che cercò di uccidersi mangiando per un
mese da McDonald's ("Super Size Me", candidato all'Oscar nel 2004) e
questa volta ha provato un modo più rapido per suicidarsi: andare a cercare Bin
Laden dall'Egitto a Israele, dalla Giordania al Marocco, dall'Arabia Saudita
all'Afghanistan e al Pakistan. Incredibilmente, è tornato a casa sano e salvo,
ma nemmeno lui potrà incassare la taglia di 25 milioni di dollari che spetta a
chi rintracci, vivo o morto, Osama. "Io ovviamente lo volevo vivo - ha
raccontato Spurlock in un lungo articolo sul magazine dell'Independent - anche
se a volte avevo un incubo: ci incontravamo, io gli tendevo la mano e lui me la
tagliava con la scimitarra. Forse la vera ragione per la quale sono partito è
che ho visto troppi film nei quali il bravo ragazzo cattura da solo il cattivo,
ma in realtà la domanda che avrei voluto fare a Bin Laden era questa: come si
può porre fine a questa follia che si è impadronita del mondo dopo l'11
settembre? Come facciamo a fermarla?". Lo scopo del film, sostiene il
regista, è quello di fare in modo che le persone che non vogliono sentire
ascoltino. "L'argomento di cui si parla è serio, molto serio, ma questo
non vuol dire che non lo si possa affrontare con umorismo". Far ridere,
secondo Spurlock (e sicuramente, in Italia, anche secondo Beppe Grillo), è ormai l'unico mezzo per attirare l'attenzione delle persone
su argomenti importanti e per farle ragionare. "Negli Stati Uniti le
televisioni e i giornali sono concentrati nelle mani di poche persone e la
visione che si dà degli avvenimenti esteri nei notiziari è sempre di odio e di
contrapposizione. Vorrei che il film aiutasse la gente a cambiare
atteggiamento, a non respingere il dialogo. Non possiamo più lasciare queste
cose solo nelle mani dei politici". Nel suo viaggio, Spurlock ha scoperto
che la disponibilità della gente araba a discutere con un americano è molto più
alta di quanto avesse immaginato. La polizia è dovuta intervenire a salvarlo
solo una volta, quando fu assalito da un gruppo di ebrei Hasidic. E la sua
amara considerazione finale è che purtroppo è molto facile trovare Osama bin
Laden: "dal Marocco al Pakistan, grazie agli errori di Bush, il suo
spirito è ormai dovunque".
( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Di MARIO AJELLO ROMA
No, non è possibile, eppure... Ma figuriamoci, eppure... Sarà la solita finta,
eppure... Ma tanto, durerà poco o niente, eppure... Eppure - incredibile a
dirsi! - sembra che uno strano venticello da "volemose bene" stia
spirando in questa prima fase post-elettorale. Una neo-bontà che finirà presto?
Un clima di convenevoli che svanirà alla prima prova importante? Una
zuccherosità di maniera, che serve soltanto per far prendere tempo ai
contendenti, per studiarsi meglio e poi scannarsi come prima e più di prima?
Ogni dubbio, e qualsiasi prudenza, sono leciti, eppure... Eppure, il "non
faremo prigionieri" (1994) non si sente più, sulle bocche dei
neo-vincitori. E dall'altra parte accade che le polemiche libiche contro
Calderoli, come futuro ministro di Berlusconi, diano fastidio anche al Pd. E
che D'Alema stigmatizzi le "ingerenze straniere" nei fatti
dell'Italia, chiunque la governi. Quasi che anche qui, con immenso ritardo, sia
finalmente arrivata la massima inglese: "Right or wrong, is my
country". O ecco il super-berlusconiano Schifani, applaudito anche
dall'opposizione per il suo misurato discorso da neo-presidente del Senato, il
quale lamenta (subito ringraziato da Cesare Salvi) che la sinistra radicale non
è più in Parlamento: e "mi mancheranno, per esempio, i confronti in Aula
con Gavino Angius". E come sarà il confronto fra Bassolino e Berlusconi,
quando il neo-premier arriverà a Napoli per affrontare l'emergenza dei rifiuti?
"Qui il Cavaliere è benvenuto! E collaboreremo, come fra noi è sempre
accaduto fin dal '93", annuncia il governatore campano. Insomma, sembra
finito il muro contro muro? Andiamoci piano. Ma colpisce la
reazione unitaria, fra destra e sinistra, contro Beppe Grillo, che
dileggia il presidente Napolitano e offende l'oncologo Umberto Veronesi, appena
eletto al Sento con il Pd. Oppure, il grido di speranza lanciato ieri da
Giuliano Ferrara sul "Foglio": "Evviva un Cavaliere III e
concertativo". Cioè così forte da potersi permettere di essere
"dialogante a Palazzo Chigi e sensibile all'opinione dei sindacati e dei
corpi sociali". Un Cavaliere light, "un po' democristiano".
Anche se lui stesso invita a non esagerare: "Mia mamma me lo ha sempre
detto: Silvio, sei troppo buono e l'eccessiva bontà, soprattutto in politica,
rischia di essere un difetto". E ancora. Forse vuol dire poco, o è invece
un piccolo segnale importante, la festa del Primo Maggio che non s'è
trasformata, come in passato, in una prima prova di resistenza di piazza. Anzi.
"Mai più grida ideologiche dal palco!", annuncia Raiz che fu cantante
dei mitici Almamegretta. Così Caparezza: "Basta con i proclami teorici,
che non servono a nulla". E sarebbe troppo bello, ma forse impossibile, se
questo fosse un programma - bipartisan! - capace di durare l'intera
legislatura.
( da "Libertà" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Fiera
del Libro: c'è anche Grillo Beppe Grillo sarà, con
molta probabilità, tra gli ospiti alla Fiera del Libro di Torino inaugurata
giovedì dal Presidente Napolitano. Un sì è arrivato dagli organizzatori: A un
patto: che non tenga comizi". 05/05/2008.
( da "Tempo, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stampa è forse
l'edizione più discussa nella storia della Fiera del ... è forse l'edizione più
discussa nella storia della Fiera del Libro di Torino, che celebra il suo
21esimo anno al Lingotto dall'8 al 12 maggio. La colpa della più importante
Fiera libraria italiana, secondo i suoi detrattori, sarebbe quella di aver
deciso di ospitare Israele nel suo 60esimo anniversario. Ma quasi a voler
sfumare tutte le polemiche, il tema di quest'anno sarà davvero estetizzante e
filosoficamente accattivante. "Ci salverà la Bellezza" è infatti il
titolo di questa edizione che rievoca così la domanda che un personaggio de
"L'Idiota" di Dostoevskij pone al principe Myskin: "La Bellezza
salverà il mondo?". Misurarsi con la Bellezza, riuscire a metabolizzarla
significa avviare dentro di noi una metamorfosi spirituale, il tentativo di
raggiungere una sfera superiore di conoscenza e di autocostruzione. Per
disquisire su questo tema ci saranno ben 850 incontri e duemila relatori. Un
numero record che fa sperare agli organizzatori di eguagliare, almeno, gli
oltre 300 mila visitatori dell'anno scorso. E questo in barba a chi promuove il
boicottaggio o a chi paventa un fallimento per via delle polemiche: ma le
prenotazioni fanno sperare in una Fiera da record. Una kermesse ambita alla
quale chiedono di partecipare persino persone fino ad oggi non incluse, come Beppe Grillo, poi inserito nel programma di
lunedì 12, purchè, hanno avvertito gli organizzatori, non faccia
"comizi". La parte del leone la fanno in ogni caso gli scrittori
israeliani, nonostante e purtroppo, le diverse defezioni di intellettuali - sia
palestinesi sia israeliani - in segno di protesta. Il primo atteso
intervento è quello del decano Aharon Appelfeld che terrà la prolusione la sera
inaugurale del 7 maggio alla Reggia di Venaria. L'8 ci sarà Abraham Yehoshua
con il suo nuovo libro "Fuoco Amico" e riceverà il premio del
festival di Cultura Ebraica OyOyOy. Tra gli altri nomi, l'irakeno Sami Michael,
rifugiato in Israele nel 1949, Zvi Yanai, Meir Shalev che presenterà il suo
ultimo libro "Il ragazzo e la colomba" (Frassinelli), Alon Altares,
Etgar Keret, il rabbino Adin Steinsaltz, autore di una monumentale edizione
commentata del Talmud, Shlomo Venezia, uno dei pochissimi superstiti dei
Sonderkommando, le squadre speciali di prigionieri incaricati di eliminare chi
era resistito al gas e che a loro volta poi venivano eliminati perchè non
raccontassero. Molte le scrittrici, tra le quali Savyon Liebrecht e Zeruya
Shalev, e gli uomini di spettacolo come Amos Gitai, protagonista di una
rassegna cinematografica israeliana, realizzata con il Museo del Cinema.
( da "Tempo, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stampa Formia I grillini
presentano la nuova "squadra": Iodice presidente Sergio Monforte
FORMIA Dopo il soddisfacente esito elettorale, che pure, in termini di voti
avrebbe potuto essere ben più significativo, l'associazione
"Amici di Beppe Grillo - Cittadini del Golfo" afferma
di aver centrato il principale obiettivo: far conoscere, in maniera diffusa,
che anche a Formia è nato un movimento che, richiamandosi agli appelli lanciati
da Beppe Grillo, intende adoperarsi concretamente
per modificare il modo di governare città e Paese. Proprio per adeguarlo
alle diverse iniziative in programma, l'associazione ha ampliato il proprio
consiglio direttivo, portato a cinque elementi, con la nomina a presidente del
prof. Lino Iodice, a vicepresidente di Luigi Di Nitto, a segretario di Giovanni
Nocella ed a consiglieri di Mattia Cappuccia e Salvatore Scimonetti. Ora,
affermano i componenti dell'associazione, "intendiamo riprendere la nostra
azione con maggior fermezza, per il perseguimento degli obiettivi che ci siamo
preposti".
( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 18 del 2008-05-05
pagina
( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 18 del 2008-05-05
pagina 8 Tam tam anarchico in rete contro la Fiera di Torino "Sarà guerra
ad Israele" di Gian Marco Chiocci Sui siti Indymedia gli estremisti
annunciano azioni shock. La polizia teme gesti isolati Luca Rocca
L'Antiterrorismo, è inutile nasconderlo, qualche preoccupazione ce l'ha.
L'ultimo monitoraggio sulle sigle antagoniste e antimperialiste che via
internet e via radio si stanno mobilitando per boicottare la Fiera del libro di
Torino "dedicata" a Israele, dà segnali poco rassicuranti. I primi
sono arrivati già da qualche giorno su Indymedia. "Israele terrorizza i
civili con i raid aerei". "Boicotta e contesta la fiera dedicata a
Israele", si legge in quello che rimane nel sito della sinistra antagonista.
L'allarme è alto. Sono previsti: quattro gruppi anarchici sospettati dei
disordini a Genova e Napoli nel 2001; i reduci del "Gramigna" di
Padova (enclave delle nuove Br sotto processo a Milano); i centri sociali che
hanno solidarizzato con i compagni dell'Aquila schieratisi a fianco dei cugini
eversori veneti; le varie entità no global in sintonia con i compagni del
"Sud Ribelle" recentemente assolti a Cosenza per le violenze del G8.
I punti di raccordo locali per tutti sono il "Network Antagonista Torinese",
l'"Askatasuna", il "Csoa Murazzi", il "Collettivo
universitario autonomo", il "Collettivo studenti
autorganizzati", il "Comitato di solidarietà con il popolo
palestinese". Più che scontri eclatanti, si temono azioni isolate,
incursioni mirate ad opera di "cani sciolti". In più l'Antiterrorismo
fa notare come il clima si sia ulteriormente surriscaldato nel capoluogo
piemontese a causa di un'incursione di elementi di estrema destra all'esterno
della "sezione A.Gramsci" dei Carc, formazione già sott'inchiesta per
associazione sovversiva. I punti di ritrovo e di concentramento sono più d'uno
per i contestatori che si sono affidati a pullman e treni, come quello
organizzato dal "Coordinamento no guerra" in partenza dalla stazione
centrale di Milano. Digos e Anticrimine dei carabinieri aggiornano di ora in
ora una situazione che si qui ha visto bandiere con la stella di David bruciare
insieme a quelle americane. Per non dire poi dei convegni sulla presunta
"pulizia etnica" ai danni della Palestina con la partecipazione del
discusso intellettuale islamico Tariq Ramadan. A completare il puzzle, e a
preoccupare gli addetti ai lavori, l'arrivo lunedì 12
maggio di Beppe Grillo. L'invito alla manifestazione
inaugurata giovedì prossimo dal presidente della Repubblica, bersaglio
eccellente preso di mira proprio a Torino dal comico genovese nel suo ultimo
"Vaffa day", è stato accompagnato da una raccomandazione: "Ben
venga Grillo, purché lanci
un appello alla lettura e non tenga un comizio". Tornando alla
Fiera del libro e alla decisione di ospitare Israele nel suo sessantesimo
anniversario della nascita, l'idea di disturbare l'evento è stata caldeggiata
dall'anima più radicale della sinistra antagonista. Indymedia e il centro
sociale Askatasuna, ha invitato i alla mobilitazione. Come ai vecchi tempi.
Nonostante i divieti disposti dal questore, gli speaker del sito invitano a
piantonare gli ingressi del Centro Fiere e a concedere il bis del primo maggio
quando alcuni esponenti di "Free Palestine" hanno prima contestato Fausto
Bertinotti per la sua partecipazione alla Fiera, poi hanno fatto un falò con le
bandiere israeliane e americane. Concederanno il bis? © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Panorama" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Ribaltone romano
ROMANA LIUZZO Una città che cambia Le periferie che voltano le spalle alla sinistra,
qualche sicurezza di troppo, sospetti e congiure: retroscena di una sconfitta.
Bruciante. "È crollato un sistema di potere che sembrava perfetto. La
prima cosa in agenda? Mandare a casa chi nelle municipalizzate non ha saputo
fare il proprio lavoro. Sarò il sindaco di tutti i romani, anche di quelli che
non mi hanno votato. Sicurezza, degrado, traffico: ci siamo già rimboccati le
maniche, non deluderò gli elettori". Ha un filo di voce il nuovo primo
cittadino di Roma quando commenta con Panorama la sua vittoria. Con 7 punti di
scarto, per la prima volta dal dopoguerra, Roma ha un sindaco di centrodestra,
cresciuto nel Msi. "La vittoria di Alemanno completa la nostra vittoria
del 13 e 14 aprile", dice Silvio Berlusconi guardando i dati del voto capitolino:
il 53,7 per cento del nuovo sindaco contro il 46,3 di Rutelli. La débâcle del
centrosinistra ha investito non solo il partito di Francesco Rutelli e Walter
Veltroni, ma anche i municipi romani chiamati al ballottaggio. Roccheforti
rosse sono state espugnate dagli azzurri. In totale, su 19 municipi, 12 sono
andati al Pdl, e 7 al Pd. "Le periferie sono la vera sorpresa della
vittoria di Alemanno: la sinistra aveva promesso fogne, illuminazione,
sicurezza, in 15 anni non gli ha dato quasi niente. Ed ecco i risultati.
Eur-Spinaceto, Boccea, Montesacro-Talenti, Balduina-Primavalle, Torre
Angela-Borghesiana, Ostia e infine Cassia-Prima Porta: in questi municipi i
moderati e la sinistra hanno votato per la destra" spiega a Panorama il
consigliere comunale di An, Marco Visconti. Doppio schiaffo per Rutelli, che
oltre ad avere perso al ballottaggio contro Alemanno per 100 mila voti ha
dovuto ammettere che i romani hanno praticato il voto disgiunto, decretando la
vittoria di Nicola Zingaretti alla Provincia. Nella capitale Rutelli ha preso
meno voti del neopresidente della Provincia: significa che molti elettori di
centrosinistra hanno messo una croce per Zingaretti ma non per Rutelli. Alcuni,
nella contesa per il Campidoglio, hanno preferito Alemanno, hanno annullato la
scheda o l'hanno lasciata bianca: in tutto sono stati 55 mila. "L'errore
enorme è non aver fatto le primarie: si è scelto il sindaco di Roma dentro una
stanza e i romani si sono ribellati alle indicazioni della casta" ammette,
ovviamente dispiaciuta per il risultato elettorale, Monica Cirinnà, pd, ex
presidente del consiglio comunale, abituata a dire ciò che pensa. Nel ribaltone
dei quartieri romani, otto su nove sono andati al Pdl nel ballottaggio, solo
nel VII è stato riconfermato il presidente di sinistra uscente, Roberto
Mastrantonio. Un caso da segnalare è l'Eur, quartiere di Rutelli, dove Patrizia
Prestipino (compagna di Riccardo Milana) non si è voluta ricandidare, lasciando
la roccaforte rossa nelle mani di Pasquale Calzetta (53,38) contro Vincenzo
Vecchio (46,62). Nei corridoi del Campidoglio circola un aneddoto, con voci di
sms in cui Prestipino avrebbe annunciato che se Rutelli fosse passato al
Campidoglio lei sarebbe stata assessore. Un buon motivo, si sente pure dire,
per mollare il municipio. In ogni caso è andata diversamente, così niente
municipio e niente assessorato. Ci sono poi alcune sezioni che fotografano
perfettamente la scelta del voto disgiunto. Come il Quadraro, da sempre in mano
alla sinistra, nel decimo municipio. In nessuna di queste 20 sezioni Rutelli ha
ottenuto più voti di Zingaretti. Un esempio? Nella sezione 956 Zingaretti ha
ottenuto 341 voti e Rutelli 250: complessivamente in questo quartiere,
Zingaretti ha conquistato il 54,5 per cento degli elettori e Rutelli il 48.
Così pure in un'altra zona storica di centrosinistra, la Garbatella, dove il
neoeletto alla Provincia ha battuto sia Alfredo Antoniozzi sia l'alleato
favorito Rutelli. Idem a San Lorenzo. Anche se nessun dato ufficiale viene
fornito dal comitato per Zingaretti. "Vista la situazione politica
difficile per il centrosinistra, quella del mio successore è una grande
vittoria. Ha saputo convincere gli elettori di Roma e dei comuni della
provincia. Spero e credo che abbiano contribuito anche i cinque anni della mia
amministrazione" dice a Panorama, il neodeputato del Pd Enrico Gasbarra,
ex presidente della Provincia. Intanto quello che esce dal ballottaggio è un
consiglio comunale rivoluzionato, con 35 consiglieri del Pdl, qualcuno alla
prima esperienza, e solo 17 uomini del Pd. L'Udc si è aggiudicata un seggio,
come La Destra, due invece per la Sinistra arcobaleno. In più la lista civica
per Alemanno con un seggio e la lista Grillo, sempre
un seggio. A metà maggio è attesa la proclamazione degli eletti e il primo
consiglio comunale che sarà presieduto da Samuele Piccolo, il più votato a Roma
con 11.966 preferenze. Il più felice dell'esito di ieri
pare sia Antonino Torre, lista civica per Alemanno, che con soli 366 voti farà
il suo ingresso in consiglio comunale. Al suo fianco potrebbe esserci anche
qualcuno meno votato di lui, ossia Roberto Di Palma, unico eletto degli Amici
di Beppe Grillo con 198 voti. Il massimo
risultato con il minimo sforzo.
( da "Panorama" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Lettere lettere
Eliminare l'Ici non è propaganda C'è chi protesta contro l'abolizione dell'Ici,
sostenendo che sarebbe una rovina per i comuni. L'Ici è una imposta patrimoniale,
tanto cara alle sinistre radicali, e come tale non è commisurata alla effettiva
capacità contributiva. L'abitazione principale non dà alcun tipo di reddito, se
si considera reddito una mancata spesa (non si paga l'affitto); e si dimentica
che un simil affitto è già stato pagato negli anni passati con le rate del
mutuo. Invece di compatire i comuni io punterei il dito contro tutte quelle
amministrazioni che pensavano ancora di essere rimaste agli anni 80 quando i
bilanci erano opinioni. Togliere l'Ici serve, non è solo propaganda elettorale
e neanche solo un aiuto alle famiglie. Togliere l'Ici serve a responsabilizzare
le giunte spendaccione. Erminio Ottone via internet lettera della settimana
Professori, niente comizi dalla cattedra Come prescrive la Costituzione
(articoli 54, 97, 98, 101), i pubblici impiegati devono: adempiere le loro
funzioni con disciplina e onore; essere imparziali e al servizio esclusivo
della nazione; prestare giuramento, se previsto dalla legge. I giudici
amministrano la giustizia in nome del popolo, restando soggetti solo alla
legge. L'imparzialità e la lontananza da settarismi, particolarismi e
ideologismi sono doti supreme del dipendente pubblico. Gli insegnanti non
possono utilizzare la cattedra per fare propaganda di parte e proselitismo
ideologico; non possono tacciare cittadini o politici avversari di
"razzismo" e crassa ignoranza. Considerino che la Lega utilizza il
metodo democratico e ha una prevalenza d'elettori popolari, che contribuiscono
a pagare gli stipendi di tali professori maldicenti. Gianfranco Nìbale padova
Chi può dirsi di centro Diverse forze politiche vorrebbero essere eredi del
centrismo dc, così come ideato da De Gasperi. De Gasperi fu combattuto
all'interno della stessa Dc dai dossettiani che vedevano nel grande statista
una matrice liberale sgradita. Dossetti non nascondeva la sua visione di un
controllo statale dell'economia. Poi, fattosi frate, sostenne che il modello
più avanzato era quello sovietico e che la migliore organizzazione di partito
fosse quella del Pci. Non esiste alcun partito di tendenza centrista che possa
realizzare quanto fatto da De Gasperi. Balilla Perasso MILANO Prestito alle
Ferrovie? Dopo il prestito ponte concesso all'Alitalia, le Ferrovie vorranno la
loro fetta di finanziamenti pubblici. Se iniziano a mancare i treni, si innesca
una serie di problemi sociali seri legati al pendolarismo, situazione molto più
grave rispetto alla mancanza di collegamenti aerei. Libero
Burpelli, via internet Dalla parte di Grillo Panorama 18 riporta un'indagine sul "comico" Beppe Grillo evidenziando che da quando esiste il suo blog le entrate sono
raddoppiate. Non voglio pensare che quell'articolo sia una vendetta contro chi
denuncia le bassezze della politica e dell'informazione. Stefano
Giannini, via internet Accuse infondate all'Iran Su Panorama
( da "Panorama" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il caffè il caffè
Don Matteo è già ripartito la sfida a don Camillo e padre brown Si era appena conclusa
a metà aprile su Raiuno la sesta serie televisiva di Don Matteo, il prete
detective interpretato da Terence Hill, e i dirigenti di Raifiction non sono
stati lì a pensarci troppo. Visti i risultati (share medio del 25 per cento,
oltre 6 milioni di spettatori nelle 12 serate andate in onda da gennaio ad
aprile), la decisione è stata presa immediatamente: la nuova serie, Don Matteo
7, è stata inserita nel piano editoriale 2007-2008 e la macchina si è messa in
moto. Gli autori hanno cominciato a lavorare sulle nuove sceneggiature, gli
attori (da Nino Frassica nella parte del maresciallo Cecchini a Simone
Montedoro, il capitano Tommasi, a Natalie Guettà, la perpetua, a Francesco
Scali, il sacrestano Pippo) sono stati avvisati: il set potrebbe aprirsi in autunno.
Stessa casa di produzione, la Lux Vide di Matilde e Luca Bernabei, stessa
ricetta. La provincia italiana turbata dal crimine, Don Matteo che indaga e
mette alla prova della realtà la sua fede di sacerdote che scommette sull'uomo.
Un successo tutto italiano che dura da dieci anni. A differenza di altri
celebri preti, Don Matteo non ha riferimenti letterari. Se Don Camillo è stato
reso celebre dai romanzi di Giovanni Guareschi e Padre Brown ha avuto in
Gilbert Keith Chesterton il suo creatore, il prete Terence Hill è un'invenzione
tutta televisiva. Capace di rinnovarsi. E di sfidare la concorrenza per la
settima volta. Cento volte Simenon In principio fu Lettera a mia madre: era
l'aprile 1985. Allora cominciò l'idillio tra Georges Simenon (foto) e l'editrice
Adelphi. Che ora taglia il traguardo dei 100 titoli in catalogo: divisi tra le
storie dell'ispettore Maigret e i "roman roman", come li chiamava
Simenon. Tre titoli in arrivo: La pazza di Itteville, Senza via d'uscita e
Maigret e i vecchi signori. E per celebrare l'evento, dal 15 maggio al 30
giugno, il 25 per cento di sconto sui titoli in catalogo. Arrivano Cussler e
Gengis Khan Arriva in Italia Clive Cussler (foto). Lo scrittore americano
sforna best-seller. Le avventure del suo Dirk Pitt, ingegnere navale a metà tra
Indiana Jones e 007, vanno forte anche da noi: in Italia Cussler ha venduto 5
milioni e mezzo di copie. Lo scrittore presenta il nuovo romanzo: Il tesoro di
Gengis Khan (Longanesi) in libreria da fine aprile. Appuntamento al Melbookstore
di Roma l'8 maggio, poi a Torino l'11 maggio alla Fiera del libro. (E.V.) Grillo in francese Il nuovo libro di
Onfray Nella sua guerra ai giornali, dichiarata lo scorso 25 aprile col VDay di
Torino, Beppe Grillo potrebbe ritrovarsi con un
alleato: la star dei filosofi francesi Michel Onfray (foto). In libreria il 5
maggio con La politica del ribelle (Fazi), il teorico edonista e libertario
torna sul tema del Sessantotto per indicare la Bastiglia da abbattere in
caso di nuova rivoluzione: il potere dei media. "Il giornalismo è una
roccaforte rispettata solo per il timore di rappresaglie" spiega Onfray a
Panorama. "È un dio onnipotente in grado di trasformare la menzogna in
verità: una giurisdizione eccezionale che giudica tutti, ma non si fa giudicare
da nessuno". (R.F.).
( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Roma. Il più
incavolato di tutti è il super-moralista, Beppe Grillo, che si
scaglia contro il governo uscente, colpevole di passare informazioni
all'Anonima Sequestri: "È una follia, questa è una follia. Dopo l'indulto
che ha svuotato le carceri, questo ex governo di imbelli e presuntosi fornisce
ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo dei contribuenti.
Pagare le tasse cosìè troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione
fiscale". Ma Grillo non è il solo risentirsi: la
pubblicazione su Internet delle dichiarazioni dei redditi del 2005 di tutti ma
proprio di tutti i cittadini italiani, non solo dei vip, scatena un putiferio
colossale e provoca l'intervento del Garante della Privacy, che si scontra con
il ministro delle Finanze e nel primo pomeriggio impone lo stop al sito
dell'Agenzia delle Entrate. Inutile dire che il sito, nel frattempo, era già
finito in tilt da ore dopo essere stato preso d'assalto da chi è corso a
curiosare nei guadagni del vicino di casa o del collega di ufficio. Il lamento
di Grillo, il cui reddito (oltre 4 milioni di euro nel
2005) era già stato passato ai raggi x nell'ultimo numero del settimanale
Panorama senza particolari reazioni, trova una facile sponda nel Pdl, che spara
a zero contro l'ultimo atto di Vincenzo Visco, il titolare uscente delle
Finanze e del suo uomo di fiducia alle Entrate, Massimo Romano: "È una
cosa vergognosa". Del resto, è stata un'associazione del Pdl che si è
scagliata di buon mattino contro gli elenchi dei contribuenti finiti su
Internet: "La privacy è stata violata a norma di legge", è l'accusa.
La polemica sale di tono anche perché, nel frattempo, il quotidiano Italia Oggi
ha provveduto a pubblicare un elenco di 130 vip con relativi redditi: da Grillo appunto a Roberto Benigni passando per Claudio Bisio
e Luciana Littizzetto. Ma Internet fa la differenza e crea un effetto a
valanga. La curiosità finisce per intasare il sito, rendendolo inaccessibile.
Intanto, anche i consumatori si scatenano contro l'iniziativa di Visco:
"La pubblicazione on line degli elenchi rappresenta una forma di molestia
fiscale", tuonano Adusbef e Federconsumatori. Il vice ministro alle
Finanze si difende e respinge le accuse ai mittenti: "È un fatto di
democrazia, di trasparenza. Non vedo problemi. C'è in tutto il mondo, basta
vedere qualsiasi telefilm americano. Era tutto pronto già a gennaio ma ho
chiesto di pubblicare gli elenchi più tardi per evitare polemiche in campagna
elettorale", chiarisce Visco. Il problema peròè che intanto Visco si
ritrova nel mirino non solo di centrodestra, associazioni dei consumatori
pronte alle azioni legali e vip risentiti. A dare addosso alle Finanze c'è
anche l'Autorità garante della privacy, che fa sapere di non essere stata
informata: "Non ne sapevamo niente". Immediata è la replica
dell'Agenzia delle Entrate: "È un provvedimento a norma di legge, che
viene trasmesso a Comuni e uffici locali, al fine di rendere disponibili gli
elenchi. Il via libera del Garante risale al 2001 e al 2003". Ma una
differenza c'è: prima bisognava andare negli uffici comunali per togliersi la
curiosità di conoscere gli introiti del vicino di casa o di scrivania. Ora
basta cliccare su Internet e il gioco è fatto. La questione finisce sul tavolo
del Garante, che si riunisce in conclave per oltre tre ore e quindi decide di
bloccare la pubblicazione: "La diffusione on line dei dati fiscali
presenta evidenti e rilevanti problemi di conformità con le leggi in
materia". L'Autorità invita inoltre i mezzi di informazione a non
divulgare i dati estratti dagli elenchi prima dello stop. Alle Finanze si
arrendono, anche perché nel frattempo il sito è collassato sotto la pressione
dei curiosi: "Forniremo ulteriori chiarimenti al Garante", annunciano
gli uomini di Visco. Ma intanto il polverone sollevato non accenna a diradarsi
e diventa motivo di scontro politico tra i due schieramenti, che stanno per
scambiarsi i ruoli al governo e in Parlamento. "È una vergogna",
tuonano in molti dentro il Pdl. "I redditi devono essere conoscibili ma va
evitato il fisco-spettacolo", dice Renato Brunetta. "Le norme vanno
riviste. Con la comunicazione ai Comuni, se si voleva conoscere il reddito di
qualcuno era possibile ma un po' più complesso. La via telematica è più
rischiosa e va ripensata", dice Maurizio Leo, di An. "È doveroso
garantire la trasparenza dei redditi. Sta all'Authority dire fin dove si può arrivare",
è replica del ministro Pierluigi Bersani. Ma su tutto prevale l'indignazione di
Grillo, che è un fiume in piena contro la
"colonna infame" di Visco, che viene accusato addirittura di favorire
rapimenti e "pizzo": "Inviate tutti una mail al futuro ministro
Giulio Tremonti chiedendogli di ristabilire le regole", chiede il comico
agli affezionati grillini. I quali però non apprezzano la rivolta del loro
beniamino contro il Fisco e glielo fanno sapere con molti messaggi di dissenso:
"L'iniziativa fiscale è corretta, puntuale e democraticamente ineccepibile
- scrive Nick G. - "Istigazione a delinquere"? "Possibile fonte
di contrasti fra vicini"? Ma cosa stai dicendo?". Anche Van Ina si
ribella: "Travaglio, Grillo... siete come gli
altri?". E Yerle Shannara aggiunge: "Fammi capire: l'elenco pubblico
di chi ha subito una condanna (anche solo per aver allargato il box di casa
senza autorizzazione) va bene e l'elenco delle dichiarazioni dei redditi
no?". Molti chiedono di ritirare il post, qualcuno accusa Grillo di essersi infuriato per la pubblicazione del suo
reddito. Altri però concordano con la necessità di privacy e aggiungono: Grillo fa soldi con il suo lavoro, e in questo non c'è
niente di male. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 01/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Dalla prima pagina
Molto merito è dell'opposizione, che non piega i comportamenti alle
lamentazioni sul Pdl "pigliatutto" (la difesa d'ufficio dei
"berluscones"è che il centrosinistra a suo tempo "si è eletto da
solo il Capo dello Stato") e approccia la legislatura con lo spirito
costruttivo che Walter Veltroni scandisce così: "Sul terreno delle riforme
istituzionali cercheremo un dialogo con la maggioranza". Manca la
controprova, però il sospetto è fortissimo: le cose sarebbero andate
diversamente se Palazzo Madama e Montecitorio non fossero stati investiti dallo
tsunami elettorale che ha cancellato le due ali estreme della politica
italiana. Idee e opinioni alle quali va il rispetto dovuto dalla democrazia, e
probabilmente destinate a riottenere già al prossimo "giro" una loro
rappresentanza, ma la cui assenza, in questo momento, sembra garantire
relazioni più sobrie e feconde fra i partiti superstiti. A tal proposito, anzi,
il Paese ha necessità che pure Umberto Bossi si converta a una linea di galateo
istituzionale: la forma, quando si sta in Parlamento e/o al governo, è
sostanza. E le proprie ragioni possono viaggiare sul valore dei contenuti
piuttosto che sulla violenza lessicale. Nell'attesa (poco fiduciosa), vale la
pena sottolineare che quest'inizio di legislatura all'insegna del fairplay è,
in realtà, solo il primo passo compiuto lungo un percorso, ineludibile ma
accidentato, che porti a un'Italia finalmente più moderna ed efficiente.
Diversa. Anche da quella che sta emergendo in queste ore con il
"giallo" - meglio, la pantomima - dei redditi diffusi via Internet
dall'Agenzia delle Entrate e poi oscurati dal Garante della Privacy. Quello
delle tasse rimane il nervo forse più scoperto di quest'Italia da migliorare,
per una semplicissima ragione: la pressione fiscale è ai massimi e lo è perché
ancora in troppi pagano poco, pochissimo o addirittura per niente. In qualunque
Paese mediamente evoluto, essere contribuenti infedeli è un marchio d'infamia,
poiché la cultura radicata è appartenere a uno Stato, pretendere che questo
Stato eroghi buoni servizi e si occupi di coloro che hanno meno. Si chiama
convivenza civile. L'Italia deve imparare molto, sotto questo profilo, e per
farlo va scardinato lo schema del vecchio, scellerato patto che da decenni lega
il potere, comunque esso si manifesti, al cittadino: io chiudo gli occhi sui
tuoi comodi con il fisco e tu non pretendi troppo dallo Stato. Soprattutto, non
ti azzardi a disturbare i manovratori. Ha funzionato, tralasciando ogni
considerazione etica, finché il Paese ha potuto indebitarsi. Ora che ha ampiamente
esaurito questa capacità, non funziona più. È un corto circuito che per essere
rimosso richiederà tempo e anche passaggi dolorosi. Rendere noti i redditi può
essere uno di questi passaggi. E non si può liquidarlo come una vendetta
postuma del viceministro Vincenzo Visco (non un campione di simpatia e
lungimiranza, ma uno che l'evasione l'ha combattuta davvero) né come l'istigazione a delinquere evocata da Beppe Grillo,
improvvisamente votato alla privacy - temendo furti, rapine e rapimenti - dopo
aver sbandierato ai quattro venti i guadagni di manager, politici e quant'altri
sono capitati nel mirino della sua campagna moralizzatrice. Denunciare la
corruzione dei costumi non è esercizio che si può compiere usando il
doppiopesismo. Stiano tranquilli, Grillo e
coloro che con lui si stracciano le vesti: la criminalità vera ha efficienze
che non attendono le dichiarazioni on line per sapere dove colpire e quella da
marciapiede, ce lo dicono le cronache quotidiane, colpisce alla cieca, spesso i
poveri cristi prima di tutti. La ricchezza non è una colpa. Ma proprio per
questa ragione declinarne dimensioni e provenienza è un atto di civiltà. Il
solo atto pubblico nella vita privata di ognuno. Perché ci si può dimettere,
come molti hanno fatto con il fisco, dall'essere buon cittadino, ma non ci si
può dimettere da cittadino. luigi leone leone@ilsecoloxix.it 01/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Paolo Armaroli
Siccome siamo buoni di cuore, la mettiamo così: non abbiamo
ben capito se Beppe Grillo, novello Pasquino nell'era di
internet, c'è o ci fa. Come, per l'appunto, si dice a Roma. Insomma, ne sia
consapevole o no, ha giocato un brutto scherzo da prete a migliaia di
creduloni. I quali in ben 135 piazze d'Italia - a cominciare dalla torinese
piazza San Carlo, dove si è esibito il Nostro alla presenza di cinquantamila
spettatori non paganti, dunque portoghesi - se ne sono stati in fila
sotto la canicola di fine aprile. E perché mai? Per sottoscrivere - udite,
udite - tre referendum per l'abolizione dei finanziamenti pubblici
all'editoria, dell'Ordine dei giornalisti e della legge Gasparri. Il tutto
all'insegna, si capisce, di una "libera informazione in un libero
Stato". Peccato che tanta fatica non sia stata coronata da successo, dal
momento che l'impagabile Grillo ha bellamente gabbato
i suoi sprovveduti ammiratori. Difatti le sullodate firme non valgono un accidente.
E, per di più, sono state apposte su fogli con i quali ci si potrebbe incartare
il pesce. Sappiamo bene che, così dicendo, corriamo il rischio di incorrere
nelle ire di un personaggio che ama a tal punto lo stile sobrio da chiamare
"Vaffa day 2" il suo secondo spettacolo torinese dopo il precedente
di Bologna. E magari di essere messi alla berlina con l'epiteto di "verme,
cameriere e servo", soavi espressioni usate dal Nostro nei confronti dei
giornalisti. Con l'eccezione, va da sé, di coloro che lo accarezzano per il
verso giusto. Ma per nessuna ragione al mondo intendiamo dismettere i panni del
costituzionalista. E, legge di attuazione dei referendum e dell'iniziativa
popolare alla mano (la famosa legge 25 maggio 1970, n. 352, approvata allo
scopo di permettere agli avversari del divorzio una rivincita per via
referendaria), dobbiamo concludere che come turlupinatore dell'opinione
pubblica Grillo non è secondo a nessuno. Che ci sia o
ci faccia, evidentemente ignora il celebre motto di Abramo Lincoln: "Si
può ingannare una persona per tutta la vita, si può ingannare tutti per una
volta, ma non si può ingannare tutti per sempre". Grillo
e i suoi adepti - azzardatamente autodefinitisi grillini, e basta cambiare una
"i" con una "u" per leggere grullini, cioè toscanamente
scarsi di comprendonio - hanno avuto la bella pensata di far firmare i tre
referendum su fogli di carta qualsiasi, privi perciò di qualsiasi valore
giuridico. E non poteva essere altrimenti, del resto. Difatti Grillo e i suoi cari si sono ben guardati dal presentarsi
alla cancelleria della Corte di cassazione al fine di promuovere i tre
referendum. Saltato a piè pari con la massima disinvoltura questo primo
passaggio, non potevano sperare che ai fogli sui quali apporre le firme i
funzionari preposti alle segreterie comunali o alle cancellerie degli uffici
giudiziari apponessero il bollo dell'ufficio. E poi l'articolo 31 della
predetta legge è chiarissimo. Stabilisce che non può essere depositata
richiesta di referendum nell'anno anteriore alla scadenza di una o delle due
Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi
elettorali per l'elezione di una delle Camere medesime. Disposizioni, queste,
che hanno la loro brava spiegazione. La prima parte consegue alla norma in forza
della quale non possono svolgersi contemporaneamente elezioni politiche e
referendum. Mentre la seconda parte si prefigge lo scopo di impedire
l'accavallarsi della campagna referendaria con quella elettorale. Ciò premesso,
facciamoci un po' di conti. Dunque, il decreto presidenziale di convocazione
dei comizi elettorali reca la data del 6 febbraio scorso. Perciò la richiesta
dei referendum, ossia il deposito delle cinquecentomila firme per ogni
referendum, non potrebbe intervenire prima del 6 agosto prossimo. Se si
considera che le predette firme vanno raccolte entro tre mesi dalla data del
timbro apposto ai fogli dai funzionari di cui sopra, si fa presto a tirare le
conclusioni. Se si tolgono tre mesi al 6 agosto, arriviamo al 6 maggio. Prima
data utile alla raccolta delle firme, quindi. Sempre che nel frattempo Grillo si attenga alla normativa prevista dalla legge e si
faccia parte diligente. I tribuni, dopo tutto, non sono paragonabili ai re
assoluti. Non possono infischiarsi delle leggi. E tanto meno avere della
democrazia un concetto tale per cui è antidemocratico, e degno di essere messo
alla gogna, chi non la pensa come loro. Ben vengano i Masaniello. A patto che
prima frequentino un corso serale di diritto costituzionale. E, il che non
guasterebbe, di bon ton. Paolo Armaroli (paoloarmaroli@tin.it) è ex
parlamentare di An e professore ordinario di Diritto pubblico comparato
all'Università di Genova. 01/05/2008.
( da "Gazzetta di Parma, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Scriveteci su
Internet Lettere al direttore lettere@gazzettadiparma.net Gazzetta di Parma via
Mantova, 68 - 43100 Parma I redditi di Beppe Grillo Caro direttore, il ministro delle Finanze Vincenzo
Visco (finalmente ormai ex) facendo pubblicare sul sito dell'Agenzia delle
entrate i redditi dei cittadini italiani (anno 2005) ha fatto l'unica cosa
giusta e seria in due anni di governo Prodi. Se non altro abbiamo scoperto i
tanti fustigatori all'italiana, come il comico Beppe Grillo (comico in tutti i sensi), che aveva un "piccolo"
reddito di circa 4.400.000 euro alla faccia dei suoi sostenitori da 1.000 euro
al mese. Il Grillo appena
lo ha saputo è "dato giù di testa" (parola che lui spesso ama dire
agli altri) e si è infuriato, lo credo bene, perché molti dei suoi estimatori
ritenevano che facesse solo beneficenza. D'altra parte è il falso
puritano, il disonesto che teme la trasparenza e non certamente il contribuente
fedele e corretto, anche se ha un reddito con molte cifre: l'importante è che
paghi le tasse in base ai suoi veri redditi, e non faccia credere di essere un
benefattore con pochi euro in tasca per farsi osannare. Mario Bertoli Parma, 2
maggio Redditi on line e lotta all'evasione Caro direttore, la gran schermaglia
apertasi sulla liceità, o meno, di pubblicare su Internet i redditi degli
italiani rischia di oscurare la sostanza del problema. Che era, e resta, la
lotta all'evasione (quella vera). Esaurite le polemiche sul nostro voyeurismo
fiscale, lasciati al proprio triste destino le migliaia di "grillini"
tramortiti dalla scoperta dei guadagni non proprio francescani del loro
"Robin Hood" senza macchia e senza paura, e ripulito il campo dalle
scorie dei "dispetti" (veri o presunti) della gestione Visco,
occorrerà in qualche modo ripartire. Magari, facendo sì che in Italia il fisco
la smetta di giocare al "braccio violento" dello Stato buono solo a
terrorizzare i contribuenti onesti. continua... Per leggere il testo completo
dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.
( da "Tempo, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
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il tempo delle parole Il "grilletto" di Grillo puntato contro
i giornalisti Le parole della politica. Questa settimana Il Tempo ha scelto
quelle che riguardano gli effetti della nuova battaglia mediatica inziata da Beppe Grillo. GRILLO CONTRO
I GIORNALISTI Adesso se l'è presa pure con il Capo dello Stato. Beppe Grillo, davanti a 40mila suoi fan, a Torino, ha definito il
presidente Giorgio Napolitano come il capo dei partiti e non degli italiani. E
ha invocato una nuova Resistenza contro il fascismo dell'informazione: giornali
pagati dal contribuente; giornalisti sul libro paga dei potenti e camerieri del
pensiero unico; editori venduti alle caste; Ordine dei Giornalisti (retaggio
mussoliniano) da abolire. E concludendo la manifestazione, ha detto che il blog
li spazzerà via. WALTER CONTRO I GIORNALI Più o meno anche Walter Veltroni, ha
tuonato contro i giornali... di destra e sinistra. Temendo una resa di conti
interna al Pd, ha assunto toni grillini punzecchiando Il Riformista, reo di
attaccarlo troppo e di essere guidato da un imprenditore, Tonino Angelucci
(editore anche del feltrista Libero), eletto nel Pdl e amico del suo competitor
Massimo D'Alema. Come se non bastasse, Walter si è detto convinto della
necessità di avere una propria tv satellitare (su Sky). E ha incaricato due
saggi: Francesco Verducci (direttore del suo sito e di Democratica tv) ed
Ermete Realacci (responsabile della comunicazione del Pd). In attesa del varo
della sua emittente, potenzierà il suo sito. MINOLI CONTRO IL CDA-RAI Giovanni
Minoli l'ha detto chiaramente: "Il direttore sospeso Agostino Saccà torni
al suo posto. Sarebbe un importante primo atto della nuova Rai". E sarebbe
un primo importante terreno di verifica del nuovo governo Berlusconi. Lo stesso
Cda Rai scade a fine maggio. Se son rose... fioriranno. GASPARRI CONTRO GRILLO
Maurizio Gasparri, chiamato in causa da Beppe Grillo a Torino e demonizzato dalla stessa folla che lo
ritiene l'artefice della legge che avrebbe re-introdotto il fascismo in Italia
(la legge, appunto Gasparri), in una nota ha rivelato di essere stato oggetto
di insulti e minacce a lui e alla sua famiglia. Della serie, chi semina vento,
raccoglie tempesta. Grillo dovrebbe stare quindi
attento all'effetto delle sue parole. E Gasparri, secondo il comico genovese,
dovrebbe stare attento all'effetto delle sue leggi. E il fatto che la
legge-Gasparri sarebbe filo-berlusconiana, lo proverebbe il comunicato di
pronta solidarietà espresso da Mediaset nei confronti del colonnello di An. Sembra
di stare nella Russia comunista: dal conflitto di interessi al processo alle
intenzioni. IL MANIFESTO CONTRO GRILLO Lo storico quotidiano comunista non ha
mandato giù l'attacco del comico contro l'imperante fascismo mediatico, di cui
il Manifesto sarebbe parte integrante. E ha reagito accostando Grillo a Putin, simboli di un populismo qualunquista,
sostanzialmente autoritario. Dal fascismo al comunismo mediatico.
( da "Denaro, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Borsa & Mercati
fisco Le dichiarazioni ancora sul web Pronte le cause di risarcimento Carte, anz
i web canta: le dichiarazioni dei redditi 2005 degli italiani sono ancora in
rete. Arriverà la prossima settimana la risposta dell'Agenzia delle Entrate
alla richiesta di delucidazioni, fatta dal Garante della Privacy, sulla
diffusione online delle dichiarazioni dei redditi di tutti gli italiani. Dopo
le proteste arrivano i provvedimenti giudiziari. Il Codacons ha deciso di
presentare in 104 Procure una denuncia penale contro il viceministro uscente
dell'Economia Vincenzo Visco "affinchè anche la magistratura apra delle
indagini nell'interesse dei cittadini palesemente danneggiati dalla
pubblicazione sul web dei propri redditi senza la necessaria autorizzazione
dell'Autorità garante", spiega il presidente dell'associazione dei
consumatori Carlo Rienzi. La Procura di Roma, fa sapere una fonte giudiziaria,
si aspetta decine di denunce. Si tratta di valutare se le dichiarazioni dei
redditi rientrino in una eventuale fattispecie penale ossia se abbiano violato
la legge sulla privacy. Secondo Beppe Grillo con la
pubblicazione online dei redditi "i rapimenti di persone saranno
facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato.Grillo fa la sua proposta: "Inviamo
una mail al prossimo ministro dell'Economia Giulio Tremonti perchè ristabilisca
le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati
sensibili privati" del 03-05-2008 num.
( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Oggi è Lun, 05 Mag
2008 Edizione 85 del 03-05-2008 Grillo e Santoro La
fabbrica della violenza di Arturo Diaconale A Torino i centri sociali hanno
festeggiato a loro modo il primo maggio incendiando le bandiere americana ed
israeliana e contestando Fausto Bertinotti, reo di non essere favorevole alle
proteste contro la scelta di dedicare ad Israele la Fiera del Libro di prossima
inaugurazione. Questi incidenti sono solo un anticipo di quanto potrà avvenire,
magari alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al
momento dell'apertura della Fiera e durante gli incontri ed i dibattiti che si
volgeranno nel corso della manifestazione. Il rischio che Torino sia una
riedizione, magari ridotta ma altrettanto pericolosa, del G8 di Genova del
2001, c'è tutto. La fasce più estreme della sinistra antagonista sono alla
ricerca di un pretesto per "rialzare la testa" (come ha detto il
cantante Pelù alla folla del concerto di San Giovanni) dopo la clamorosa
sconfitta elettorale. E la Fiera del Libro dedicata ad Israele, caricata com'è
dalle polemiche degli ultimi mesi dei centri sociali e dagli intellettuali del
massimalismo più radicale, sembra essere il pretesto più immediato e perfetto
per decidere di alzare la testa menando le mani. Il pericolo vero non riguarda
l'eventualità di incidenti a Torino. Che difficilmente potranno assumere le
dimensioni di quelli del G8. Il pericolo è che il pretesto della Fiera del
Libro possa diventare una sorta di richiamo della foresta per l'intera sinistra
antagonista ed innescare un processo di riflusso estremista destinato a creare
un clima di tensione e di violenza nell'intero paese. Una eventualità del
genere è fin troppo fondata. Non solo perché al governo torna Silvio Berlusconi
e la sinistra radicale è ormai tutta extraparlamentare. Ma perché sul paese sta
tornando a spirare un vento di intolleranza che in passato ha già prodotto
conseguenze gravissime e nefaste. Gli incidenti del primo maggio a Torino hanno
un precedente che riguarda sempre Torino, la manifestazione tenuta in occasione
del 25 aprile da Beppe Grillo può essere considerata come un
esempio perfetto di questo vento che per il momento suscita solo violenza
verbale ma che in in futuro, più o meno prossimo, potrebbe scatenare anche la
violenza fisica. Gli intellettuali, i giornalisti, i conduttori televisivi che
per ragioni di audience e con la speranza di intercettare la ricca fetta di
mercato dei moralisti arrabbiati e qualunquisti cavalcano il fenomeno Grillo hanno scarsa memoria. O, forse, ne hanno anche
troppa. Grazie a Grillo ed a chi gli fa eco, nel paese
sta passando il messaggio che l'insulto sprezzante non solo è legittimo ma
addirittura doveroso quando riguarda "gli altri". L'ultima puntata di
"Annozero" è stata un esempio illuminante del fenomeno. Con Michele
Santoro alla ricerca di un secondo martirio e magari di una nuova candidatura
al Parlamento Europeo, ben contento di rilanciare gli insulti beceri e
personalizzati di Grillo. Con gli ospiti (unica eccezione
Vittorio Sgarbi) ben felici di mettersi al vento della violenza verbale del
comico. Con il pubblico come sempre attentamente selezionato per fare da coro
d'accompagnamento alle contumelie sanguinose e diffamatrici dell'incrocio tra
Pulcinella e Savonarola. Tutti allegramente inconsapevoli (o forse
colpevolmente consapevoli) che presto o tardi, come l'esperienza degli anni '70
insegna, la violenza verbale innesca quella fisica. E che non ci si può stupire
e dolersi se poi qualche invasato imbecille decide di fare pulizia non con le
parole ma con le armi e si mette a gambizzare od uccidere in nome della
protesta morale. Grillo non ha problemi di questo
tipo. La sua unica preoccupazione è di natura commerciale. Quella di curare e
conservare la fetta di mercato dei qualunquisti imbufaliti per meglio
alimentare la propria denuncia dei redditi. Lo stesso vale per Santoro alla
ricerca dell'audience e del martirio o di Marco Travaglio impegnato allo
spasimo a coltivare i lettori dei propri libri. Ma intanto nel paese cresce la
febbre dell'intolleranza. Ed il pericolo del richiamo della foresta per una
sinistra traumatizzata dalla sconfitta ed in uno stato di drammatica
psicolabilità. Chi può provveda!.
( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Oggi è Lun, 05 Mag
2008 Edizione 85 del 03-05-
( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')
Argomenti: Grillo
Oggi è Lun, 05 Mag
2008 Edizione 85 del 03-05-2008 Il regno dell'Auditel Duel-fiction: la spuntano
"I Cesaroni" di Alessandra Palma Nel clima vacanziero del 1° Maggio
la tv non va in vacanza, ma accusa il colpo e nella fascia oraria di maggiore
ascolto, il prime time, vede spegnersi di colpo una media di oltre 2 milioni di
televisori: a rimanere davanti al piccolo schermo sono 23.680.000 spettatori,
contro gli oltre 26 milioni registrati mediamente nel mese di aprile. A tradire
la tv sono gli ascoltatori di tutte le età, con il target commerciale 25-54
anni che cala di circa 950mila telespettatori, e le donne che scendono di oltre
1 milione e 600mila unità. A farne le spese è soprattutto la fiction, presenza
fissa nei palinsesti Rai e Mediaset. A darsi battaglia sono "Capri ? La
nuova serie", trasmessa da Rai Uno, e "I Cesaroni", in onda con
episodio singolo su Canale
( da "Affari Italiani (Online)" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Lunedí 05.05.2008
09:00 --> E' veramente incredibile. Mentre in Italia nello studio di Michele
Santoro c'è un duello tra il "faccia da tonto" Marco Travaglio e chi
lo accusa di esserlo Vittorio Sgarbi, in Unione Sovietica s'inventano la
censura per il gossip. Tutto nasce dalla presunta storia d'amore, poi
rivelatasi non vera tra Putin e la ginnasta Alina Kabaeva che tra l'altro ha
avuto modo di apprezzare in Italia la pizza, di cui va pazza. Ma torniamo al
provvedimento della Duma che ha approvato lo scorso 25 aprile, giorno della
liberazione in Italia, degli emendamenti all'articolo 4 della legge sui media.
Sospensione o chiusura per le testate giornalistiche che "abbiano diffuso
informazioni false deliberatamente dannose all'onore e alla dignità".
Pensate in Italia quanti si mordono le mani. Se ci fosse stato un provvedimento
simile del Parlamento italiano magari a stragande maggioranza altro che
intercettazioni telefoniche o prime pagine strillate contro i politici.
Facciamo con la mente un passo indietro e pensiamo a tutti quei politici che si
sono ritrovati sulle pagine dei giornali per storie di sesso o altro. Con un
provvedimento approvato a larghissima maggioranza l'Unione Sovietica in un sol
colpo ha sistemato i giornalisti e tutte le testate. C'è chi giura che è
adirittura peggio, questo ultimo provvedimento, di quello votato dal Soviet
Supremo che nel 1922 cancellò di fatto la libertà di stampa. Lì non ci sono Beppe Grillo che
tengono. Il parlamento vota e le forze dell'ordine eseguono...democraticamente.
E la conferma arriva dal terzo presidente democraticamente eletto, Dimitri
Medvedev, che tra pochi giorni s'insedierà al Cremlino. "La stampa è
libera dichiarato al più diffuso settimanale russo. Ma i giornalisti
devono scrivere più verità con responsabilità". E così vediamo se la
prossima volta che viene in Sardegna il Presidente Putin a trovare il suo amico
e collega Presidente Silvio Berlusconi, qualche incauta giornalista si permette
di chiedere il perchè ha lasciato la moglie e se è vero che c'è una love story
con la bella ginnasta. I giornalisti che legittimano il gossip e lo alimentano
sanno che rischiano la sospensione delle pubblicazioni o addirittura la
chiusura. Questa è libertà.
( da "Blogosfere" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Mag 08 5 Maria De Filippi
da Bonolis, Zoro da Mentana, Beppe
Grillo da Santoro
Pubblicato da Matteo Failla alle 11:12 in Attualità, Intrattenimento,
Personaggi Tv, Prima serata Dopo il ponte del primo maggio, durante il quale
l'indiscusso protagonista è stato il 740 del vicino di casa, torniamo a parlare
di televisione, visto che di carne al fuoco ne abbiamo. Partiamo da
Diego Bianchi, in arte Zoro, che vi ho segnalato più volte, che mercoledì
scorso è stato ospite da Enrico Mentana a Matrix. Pensate che in apertura
Chicco ha mandato in onda il video che vi avevo già segnalato. Bravo Diego, te
lo sei meritato, e sei riuscito ad andare in tv non come blogger che parla
della blogosfera, ma come blogger che parla di politica. Bravo, daje dentro.
C'è poi l'ultimo baluardo della faziosità che tanto mi aggrado che prova a
resistere al bavaglio "di seta" che già si sta preparando lassù sulle
montagne. Parlo di Michele Santoro che ha ospitato virtualmente Grillo, di Travaglio insultato da Sgarbi, di Vauro che ha
chiuso la serata in bellezza. Tutto in un'unica serata, ovviamente ad Anno
Zero; diciamolo, questa trasmissione dovrebbe continuare a vivere per diritto,
è l'unico spazio di controinformazione televisiva. Preghiamo per lei, magari
anche per loro, non si sa per quanto potranno ancora fare il loro mestiere
nella tv pubblica. Ah, bè, poi c'è Maria De Filippi da Paolo Bonolis. Come non
citarla, come non apprezzare una chiusura con il botto per un Bonolis che si
appresta a tornare in Rai? Eh, come? Bè, ad esempio sottolineando il fatto che
un'intervista che poteva toccare l'anima in realtà è stata un sublime esercizio
di comunicazione, che il personaggio De Filippi è riuscito a rendere
personaggio anche la De Filippi persona, che le intime verità di una donna che
le intime verità le tiene sempre ben riposte sono puro prodotto televisivo, che
tutto ciò che sembrava incredibilmente bello ad un minuto dalla fine sembrava
incredibilmente barocco. No, baroccheggiante.
( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del
05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il commissario: per
il 5 luglio il sito sarà pronto. Revoca definitiva per Pianura e Gianturco
Chiaiano, De Gennaro accelera Cava requisita per la discarica, appalti in una
settimana. Barricate nel quartiere: no alle ruspe Rifiuti, raccolta ancora a
rilento. In Campania 30mila tonnellate in strada. Sos roghi Riflettori su
Chiaiano nella settimana che si apre. Il commissario De Gennaro accelera: ha
requisito l'area per la discarica, prospettando appalti in una settimana e
completamento dei lavori entro il 5 luglio. Ieri nuova
marcia contro il sito dove oggi potrebbe intervenire anche Beppe Grillo. "Presto la situazione migliorerà", ha detto De
Gennaro, ma in tutta la regione sono 30mila le tonnellate in strada, la
raccolta procede a rilento e non si arresta l'allarme roghi. Per i siti di
Pianura e Gianturco è confermata la revoca definitiva. ROANO A PAG. 23.
( da "Mattino, Il (City)" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Scatta la requisizione
per il sito di Chiaiano, presto i sondaggi. Ancora cortei e barricate, il
quartiere teme le ruspe LUIGI ROANO Trentamila tonnellate a terra in tutta la
regione, 1300 nella sola Napoli. Il bilancio della crisi dei rifiuti è in
queste cifre. Lo comunica il commissariato per l'emergenza rifiuti guidato da
Gianni De Gennaro. L'ex superpoliziotto annuncia però che "nelle prossime
ore ci sarà un sensibile miglioramento della situazione". Effetto della
ripresa delle attività a pieno regime dei cdr di Caivano, Giugliano e
Casalduni. De Gennaro conferma che a Chiaiano si farà la discarica: ha già
affidato alla sua struttura il compito di redigere il progetto esecutivo. La
gara dovrebbe essere indetta entro una settimana e il sito pronto per il 5
luglio, ultimo giorno nel quale è garantito lo smaltimento della spazzatura di
Napoli. Il commissario ha requisito l'area che verrà delimitata nel giro di
poche ore e presto scatteranno i carotaggi. La notizia dell'accelerazione per
Chiaiano è stata accolta con preoccupazione nel quartieri. Ieri sera ancora una
marcia per dire no al sito. Si teme che l'arrivo delle ruspe sia imminente. Il
commissario, per stemperare la tensione, ha confermato quanto già anticipato al
Mattino nei giorni scorsi: ha revocato le ordinanze per i siti di Pianura e
della ex sede della Manifattura tabacchi, destinati a contenere le ecoballe. La
cava di Chiaiano può contenere fino a un milione di tonnellate di rifiuti: due
anni e oltre di produzione della città. Il tempo necessario per costruire gli
impianti per il ciclo completo dei rifiuti. Ieri la morsa dell'immondizia è
tornata a stringersi su Napoli. Da un lato l'impossibilità di sversare nel sito
di Ferrandella, e dall'altro il consueto blocco domenicale dei treni per la
Germania hanno fatto precipitare gli eventi. Con picchi di rifiuti nelle zone
di via Foria e piazza Cavour dove ci sono state proteste dei cittadini e roghi.
La gente è stanca di vedere giocare i bambini tra i rifiuti e di vedere
accumulata l'immondizia fin sotto i negozi di alimentari. La spazzatura è nei
principali quartieri della città, nelle periferie come in centro. A complicare
la situazione c'è il grande caldo arrivato in anticipo. Così l'Asl sta
disinfestando le montagne di rifiuti. I sacchetti neri vengono trattati con
agenti chimici in grado di tenere sotto controllo per qualche giorno la
decomposizione della spazzatura e quindi lo sprigionarsi di sostanze
intossicanti e pericolose per la salute. La settimana che si apre è all'insegna
della tensione sul fronte rifiuti. Occhi puntati su Chiaiano, alla marcia
secondo gli organizzatori avrebbero partecipato un migliaio di persone. Per la
Questura meno di
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Annozero, Cappon
incontra Santoro Gasparri: dalla Rai intervento tardivo Il direttore generale
della Rai, Claudio Cappon, e Michele Santoro si vedranno oggi pomeriggio:
l'incontro dopo le polemiche suscitate dall'ultima puntata di
"Annozero" per alcune frasi, riprese dalla
manifestazione del 25 aprile di Beppe Grillo, in
cui quest'ultimo prendeva di mira il presidente, Giorgio Napolitano. Una
trasmissione che è stata duramente contestata già dal presidente di viale
Mazzini, Claudio Petruccioli che, aprendo il caso, ha detto: "Il danno,
l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi,
sono incalcolabili". Senza contare che due giorni fa l'Agcom ha fatto
sapere che aprirà un'istruttoria sulla vicenda. Nell'incontro di oggi Cappon
potrebbe chiedere conto al conduttore degli ampi spazi concessi a Grillo non solo nella puntata in questione, ma anche in
precedenza. Non manca la polemica, interna al Pdl, tra Gianfranco Rotondi (Dca)
e Maurizio Gasparri (An): "Rispetto le valutazioni di Petruccioli e
Cappon, ma ritengo Santoro e Travaglio non censurabili, sono stati sempre così,
una censura sarebbe letta dalla gente come un segno del quadro politico
cambiato", spiega Rotondi ribadendo anche che "la Rai ha bisogno di
libertà e il pluralismo si costruisce immettendo idee e talenti diversi, non
oscurando quelli che ci sono". Il capogruppo in pectore del Pdl al Senato
chiede invece uno stop agli insulti tv. "È una piacevole sorpresa vedere
Petruccioli e perfino l'inerte Cappon scoprire il caso Santoro. Peccato che ci
abbiano messo così tanto tempo", attacca Gasparri. "Aspetto ancora da
Petruccioli il rispetto di un impegno preso con me, anche in seguito a una
censura ad Annozero che ottenni dall'Agcom a cauda di una trasmissione
compensativa con la mia presenza dopo un processo tv intentato a me da Santoro
con lo sconfitto ministro Gentiloni in studio senza contraddittorio.
Petruccioli - continua Gasparri - non ha rispettato l'impegno ed ora insorge
quando Santoro ha fatto da megafono per gli inaccettabili insulti al Capo dello
Stato". Claudio Cappon.
( da "Stampa, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
IL REGISTA DI
"SUPER SIZE ME" SULLE TRACCE DI OSAMA "Qualcuno sa [FIRMA]VITTORIO
SABADIN CORRISPONDENTE DA LONDRA "Dov'è finito Osama bin Laden?"
Provoca qualche brivido vedere nella metropolitana di Londra, la stessa degli
attentati che nel 2005 causarono 56 vittime, questa frase stampata su un buffo
manifesto, nel quale un uomo conduce un cammello al galoppo nel deserto ridendo
di gusto mentre alle sue spalle elicotteri e carri armati creano un inferno di
fuoco e fiamme. Il cammelliere è il documentarista americano Morgan Spurlock e
la domanda che si pone è il titolo del suo ultimo lavoro, che uscirà nelle sale
inglesi il 9 maggio. Spurlock è la stessa persona che cercò di uccidersi
mangiando per un mese da McDonald's ("Super Size Me", candidato
all'Oscar nel 2004) e questa volta ha provato un modo più rapido per suicidarsi:
andare a cercare Bin Laden dall'Egitto a Israele, dalla Giordania al Marocco,
dall'Arabia Saudita all'Afghanistan e al Pakistan. Incredibilmente, è tornato a
casa sano e salvo, ma nemmeno lui potrà incassare la taglia di 25 milioni di
dollari che spetta a chi rintracci, vivo o morto, Osama. "Io ovviamente lo
volevo vivo - ha raccontato Spurlock in un lungo articolo sul magazine
dell'Independent - anche se a volte avevo un incubo: ci incontravamo, io gli
tendevo la mano e lui me la tagliava con la scimitarra. Forse la vera ragione
per la quale sono partito è che ho visto troppi film nei quali il bravo ragazzo
cattura da solo il cattivo, ma in realtà la domanda che avrei voluto fare a Bin
Laden era questa: come si può porre fine a questa follia che si è impadronita
del mondo dopo l'11 settembre? Come facciamo a fermarla?" Lo scopo del
film, sostiene il regista, è quello di fare in modo che le persone che non
vogliono sentire ascoltino. "L'argomento di cui si parla è serio, molto
serio, ma questo non vuol dire che non lo si possa affrontare con
umorismo". Far ridere, secondo Spurlock (e sicuramente, in Italia, anche secondo Beppe Grillo), è
ormai l'unico mezzo per attirare l'attenzione delle persone su argomenti
importanti e per farle ragionare. "Negli Stati Uniti le televisioni e i
giornali sono concentrati nelle mani di poche persone e la visione che si dà
degli avvenimenti esteri nei notiziari è sempre di odio e di contrapposizione.
Vorrei che il film aiutasse la gente a cambiare atteggiamento, a non respingere
il dialogo. Non possiamo più lasciare queste cose solo nelle mani dei
politici". Nel suo viaggio, Spurlock ha scoperto che la disponibilità
della gente araba a discutere con un americano è molto più alta di quanto
avesse immaginato. La polizia è dovuta intervenire a salvarlo solo una volta,
quando fu assalito da un gruppo di ebrei Hasidic. E la sua amara considerazione
finale è che purtroppo è molto facile trovare Osama bin Laden: "dal
Marocco al Pakistan, grazie agli errori di Bush, il suo spirito è ormai
dovunque".
( da "Redattore sociale" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
SICUREZZA
14.4805/05/2008 Cgil Bologna: ''No alle ronde private o di partito'' Bologna -
"No" a ronde private o di partito. La sicurezza "e' garantita
solo da politiche pubbliche, non dalla privatizzazione del problema".
Domani partiranno a Bologna le prime ronde targate An, mentre da tempo si
annunciano quelle padane e addirittura quelle organizzate dagli Amici di Beppe Grillo. Ma
la Cgil prova a stopparle tutte. E' il segretario della Camera del Lavoro di
Bologna, Cesare Melloni, a lanciare il messaggi: "Non vogliamo ronde di
partito o di associazioni private, che si improvvisano tutori dell'ordine
pubblico- manda a dire dal convegno sulla sicurezza organizzato oggi a Bologna-
non danno un maggiore senso di sicurezza ai cittadini, ma infondono solo
paura per la presenza di polizie private". Anche perche', afferma Melloni,
"la sicurezza e' la liberta' dei cittadini di muoversi ed esprimersi
liberamente ed e' garantita solo da politiche pubbliche, non dalla
privatizzazione del problema". Un deciso "si'" dunque agli
assistenti civici. "Siamo a favore che sotto il controllo diretto del
Quartiere ci siano occasioni di partecipazione attiva dei cittadini- annuisce
il numero uno della Cgil- i volontari devono pero' avere un disciplinare
preciso: devono segnalare le situazioni problematiche, non intervenire. E' un
modo anche per non subire la desertificazione del territorio- valuta ancora
Melloni- e costruire un maggiore senso di appartenenza". Mauro Alboresi,
della segreteria Cgil, che oggi al convegno ha tenuto la relazione
introduttiva, afferma che "e' positiva l'idea di volontari organizzati ma
che abbiano una funzione integrativa e non sostitutiva. In Emilia-Romagna ci
sono gia' oltre 60 esperienze positive di questo tipo, compresa quella di Borgo
Panigale". Alboresi richiama infatti la legge regionale 24 del 2003 che
appunto consente di utilizzare il volontariato per il controllo del territorio.
"Siamo favorevoli ad azioni che stanno dentro questo quadro legislativo-
spiega Alboresi- e che sono tese all'educazione, alla promozione e al rispetto
della legalita'". In quella legge regionale, ricorda l'esponente della
Camera del Lavoro, "sono chiaramente evidenziate finalita' e obiettivi,
ipotesi di accertamento, individuazione e forme di impiego, formazione e tutela
dei volontari". Ma con un'indicazione precisa. Gli assistenti civici,
avverte Alboresi, siano "un servizio aggiuntivo, in alcun modo sostitutivo
di quello svolto dalle forze preposte". Nel giorno in cui approdano in
Consiglio comunale le proposte per i nuovi strumenti di "lavoro" per
la Polizia municipale, la Cgil di Bologna lascia in sospeso il giudizio su
spray e manganelli per i Vigili urbani. Ma all'indirizzo di Palazzo D'Accursio
lancia un avvertimento chiaro. "La scelta e' del Comune e ne riconosciamo
la piena responsabilita'- afferma Cesare Melloni, segretario della Camera del
lavoro- ma vogliamo ricordare anche che il ruolo della Polizia municipale non
si deve sovrapporre a quello delle altre forze di Polizia". Dunque,
"i nuovi strumenti non vanno visti in chiave offensiva o sostitutiva-
sostiene Melloni- ma essenzialmente difensiva. Non vogliamo tante polizie che
fanno le stesse cose". Di piu'. Manganelli e spray, aggiunge Mauro
Alboresi della segreteria bolognese della Cgil, devono essere utilizzati
"nel rispetto degli elementi di tutela e garanzia per i cittadini e per
gli stessi operatori". E per questo servono "formazione e copertura
assicurativa" per i vigili urbani. Affrontare il tema dei nuovi strumenti
per la Polizia municipale di Bologna e' stato inevitabile, oggi nella sede della
Camera del lavoro. La Cgil aveva infatti organizzato un convegno proprio sulle
politiche della sicurezza sotto le Due Torri, alla presenza del procuratore
capo, Enrico Di Nicola, del nuovo questore, Luigi Merolla, e dell'assessore
comunale alla Sicurezza, nonche' ex magistrato, Libero Mancuso. "Noi non
siamo solo osservatori del dibattito- rivendica Melloni- ma vogliamo anche
offrire un contributo che nasce dall'esperienza". Quindi, piu' che
dilungarsi sulla questione dei manganelli, il numero uno della Cgil bolognese
preferisce mettere l'accento sui vigili di quartiere, che per la Camera del
Lavoro rappresentano il vero nodo della questione. "Un anno fa abbiamo
siglato un accordo con il Comune per il vigile di prossimita'- ricorda Melloni-
che e' uno strumento importante per i cittadini. Bisogna rispettare
quell'intesa- ammonisce- va resa effettiva". Per i "bobbies", il
sindacato chiede a Palazzo D'Accursio "maggiore determinazione e
coerenza". Il messaggio esce chiaro anche dalle parole di Alboresi, che
oltre ai vigili di prossimita' invita il Comune a "qualificare e
concretizzare sempre piu' gli sportelli sicurezza nei Quartieri", al
momento attivi solo a Borgo Panigale, Navile e S.Donato. "Sui vigili di
prossimita'- insiste poi l'esponente della segreteria Cgil, che ha tenuto la
relazione introduttiva al convegno di oggi- ci vuole un cambio di passo.
Servono piu' uomini e piu' mezzi, bisogna rendere visibile ai cittadini questo
cambio di impostazione voluto dal Comune". E per farlo, sostiene Melloni,
"i vigili di quartiere vanno messi in relazione con gli interventi delle
altre forze di polizia. Per questo proponiamo la creazione di una centrale
unica operativa", gestita da tutte le forze dell'ordine presenti in
citta'. Per stringere meglio i rapporti tra le istituzioni, la Cgil propone al
Comune un Forum sulla sicurezza e iniziative di educazione civica e alla
legalita'. "La sicurezza non va ridotta a mera questione di ordine
pubblico- afferma Alboresi- ma affrontata complessivamente agendo sulle cause che
portano a un maggiore senso di insicurezza. Dobbiamo fare i conti con una
complessita' a cui la citta' non era abituata". In particolare, per la
Cgil, "bisogna contrastare lo spopolamento della citta', pensando a
politiche residenziali per ripopolare soprattutto il centro storico". Ma
allo stesso tempo, aggiunge Alboresi, "occorre pensare e valorizzare gli
spazi comuni, per una riappropriazione del territorio tramite la
partecipazione".(DIRE).
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
LIMANA Grillini,
raccolte cinquanta firme LimanaAllestito ieri davanti al municipio il banchetto
dell'associazione Grillibelluno alla presenza del referente di zona Stefano De
Barba. Sono state una cinquantina le firme raccolte, un decimo rispetto alle
500 del capoluogo, per il referendum promosso da Beppe Grillo per una libera informazione in un libero Stato. Tra le proposte
l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico
all'editoria e della legge Gasparri sulla radiotelevisione. Tra i limanesi,
alcuni hanno sottoscritto la richiesta, altri si sono dichiarati indifferenti,
mentre c'è chi ha ribadito che la decisione spetta a chi fa parte del settore.
( da "Virgilio Notizie" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
FINOCCHIARO In 'pole
position' Bernardo Mattarella postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri
Palermo, 5 mag. (Apcom) - La proclamazione di tutti i 90 deputati regionali
all'Assemblea Regionale Sicilia non è stata ancora ultimata, l'Ars non si è
neppure riunita ed Anna Finocchiaro, riconfermata capogruppo Pd al Senato, non
si è dimessa da deputato regionale, ma già sarebbe stato stabilito il nome di
chi andrà a sostituirla: Bernardo Mattarella. Secondo quanto si apprende in
ambienti del Pd ci sarebbe già un accordo di massima con la maggioranza di
centro destra per far si che la 'scelta' del sostituto della Finocchiaro ricada
sul miglior 'resto' del Partito Democratico, appunto, su Bernardo Mattarella. A
'decidere' - è ben inteso - sarà l'Ars, non appena la Finocchiaro come ha
annunciato, si dimetterà. E visto che, in ogni caso, la candidata del Pd
sconfitta alle regionali, lascerà la guida dell'opposizione non prima di
essersi insediata, la competenza a decidere sull'assegnazione del seggio,
passerà, dall'organo giurisdizionale, che è l'Ufficio elettorale regionale di
Palermo, a quello politico, che è la commissione verifica dei poteri dell'Ars.
Sarà quindi quest'ultimo organo che avanzerà la 'proposta' all'Assemblea
regionale, in cui siedono solo esponenti della Pdl, Udc, Mpa e Pd, a cui
spetterà l'ultima parola. In 'corsa' per il seggio delle Finocchiaro, c'è la
candidata sconfitta, seconda classificata fra i perdenti,
Sonia Alfano, esponente degli "Amici di Beppe Grillo"
che ha già fatto sapere di essere assai 'interessata' al seggio all'Ars, ma
anche Rita Borsellino, scesa in campo con la Sinistra Arcobaleno ma rimasta
fuori dall'Assemblea a causa del mancato superamento dello sbarramento del 5%.
E' chiaro, comunque, che ci saranno dei ricorsi.
( da "Asca" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
(ASCA) - Roma, 5 mag
- Beppe Grillo non partecipera' alla Fiera del Libro. Lo ha annunciato lo
stesso comico genovese dalle pagine del suo blog in risposta polemica con
quanto dichiarato oggi da Ernesto Ferrero, direttore della manifestazione, che
aveva sollecitato Grillo a
''sostituire le invettive con un appello a favore della cultura'' nel corso del
previsto intervento. ''Belin - ha scritto il comico - questa e' censura
preventiva. Ho deciso: non posso partecipare. Lo faccio per loro, per gli
organizzatori. Se mi tolgono i comizi, le invettive e, soprattutto, i concetti
poco edificanti cosa mi rimane da dire? Potrei parlare di nanoparticelle, di
rifiuti zero, di citizen journalism della Costituzione, del precariato, di
informazione web 2.0, di Internet, della democrazia diretta. Potrei perfino
spiegare che la Mondadori, il piu' importante gruppo editoriale italiano, e'
stato comprato grazie alla corruzione di giudici'', sottolinea in modo
provocatorio Grillo, che chiude l'intervento
annunciando: ''E lo faro', ma non alla Sala Gialla, lunedi' 12 maggio, alle ore
14.30. Lo faro' da casa mia in diretta streaming alla stessa ora. Chi si
colleghera' al blog potra' ascoltarmi senza censure''. red/uda.
( da "Rai News 24" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
Torino
| 5 maggio 2008 Grillo: a Torino censura preventiva, alla
Fiera del Libro non vado. Appuntamento sul web Beppe Grillo Non c'è
soltanto la scelta di invitare Israele come paese ospite, ma anche la
partecipazione di Beppe Grillo a scatenare le
polemiche attorno alla Fiera del Libro. Il direttore, Ernesto Ferrero esorta Grillo a non tenere comizi, ma piuttosto ad essere
testimonial del libro e della lettura. Pronta la risposta del fustigatore
umorista: non parteciperà alla cerimonia di chiusura della Fiera del Libro di
Torino, annuncia sul suo blog, perché le parole di Ferrero sono una forma di
"censura preventiva". Grillo non rinuncia
però al suo intervento: lunedi' 12 maggio alle 14.30, parlerà in diretta
streaming da casa sua. "Ho deciso: non posso partecipare. Lo faccio per
loro - scrive Grillo - per gli organizzatori. Se mi
tolgono i comizi, le invettive e, soprattutto, i concetti poco edificanti cosa
mi rimane da dire? Potrei parlare di nanoparticelle, di rifiuti zero, di
citizen journalism, della Costituzione, del precariato, di informazione web
2.0, di Internet, della democrazia diretta". "Chi si collegherà al
blog - aggiunge Grillo - potrà ascoltarmi senza
censure. Parlerò anche di libri: di quelli che ho fatto e di quelli che farò.
Il più grande successo editoriale on line del 2007 è stato il libro Schiavi
Moderni, tratto da migliaia di testimonianze spontanee e scaricato gratuitamente
in quasi mezzo milione di copie. Nel libro ci sono invettive rivolte alla legge
30, concetti poco edificanti come lo sfruttamento e un comizio del premio Nobel
Joseph Stiglitz contro la riduzione in semi schiavitù dei lavoratori. Alla
Fiera del Libro non potrei parlarne, ma davanti a un computer,sì".
( da "Stampa, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo
RITROVÒ 415 MILA
EURO DOPO L'AGGRESSIONE DA PARTE DI CENTINAIA DI PERSONE TRE AGENTI SONO
RIMASTI FERITI ENNESIMO APPELLO DI PICCHIONI A TRE GIORNI DALL'INIZIO DI
LIBROLANDIA All'interno POLEMICA "Bresso mi promise un lavoro, ma io non
l'ho mai avuto" "Noi vigili mai più in piazza Vittorio" "I
palestinesi vengano alla Fiera" Giovane ubriaca uccide ciclista e va a
dormire Fiasco totale per la prima volta del Discobus Beppe
Minello La denuncia: "Folla di giovani pieni d'alcol e di droghe"
Quando i carabinieri l'hanno arrestata la ragazza di 25 anni non ricordava
niente Antonio Giaimo Federico Genta Rolando Picchioni, presidente della Fiera
del Libro (che sta completando l'allestimento, foto), lancia un ultimo appello
a chi ritiene che la Fiera abbia negato ospitalità agli scrittori e ai
rappresentanti della comunità e cultura palestinese: "Nonostante
gli stand siano ormai assegnati e il calendario fittissimo siamo più che
disponibili ad accogliere alla Fiera le voci dei rappresentanti della cultura
palestinese". Intanto sabato alle 14,30 alla Sala Gialla parlerà Beppe Grillo e il direttore Ferrero gli chiede di evitare invettive e di
convincere i giovani ad amare i libri. Emanuela Minucci A PAGINA 61.