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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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Report "Grillo"

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Indice delle sezioni

Grillo (50)


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

Tutto libero, ma non troppo ( da "Manifesto, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo riempie una piazza, un blog, arringa e infiamma centinaia di migliaia di persone. È un fatto pubblico. Ma se una trasmissione tivù riprende le sue parole (diritto di cronaca) apriti cielo: era una faccenda pubblica, ma perché renderla "troppo" pubblica?

Il Pd e le alleanze Tonini: patti federativi ( da "Manifesto, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Authority per le comunicazioni si occuperà dell'ultima puntata di Annozero, dedicata a V2-day di Beppe Grillo, contro cui si è scagliato il presidente Rai Petruccioli. Se per Antonio Di Pietro, la decisione di Petruccioli di richiamare Santoro è "sconcertamte", il presidente Rai si prende l'applauso di Italo Bocchino, An.

Redditi on line inchiesta a Roma ( da "Manifesto, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: pubblicazione dei dati fiscali degli italiani ha fatto arrabbiare persino quel Savonarola di Beppe Grillo, i suoi militanti sembrano di tutt'altro parere. Ieri sul suo blog (beppegrillo.it) più d'uno esultava. "Vincenzo", ad esempio: "Grazie agli elenchi delle dichiarazioni ho avuto la conferma che tutti i commercianti e chi lavora in proprio qui nel mio paese sono evasori fiscali".

Scritto&parlato ( da "Manifesto, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: una dichiarazione agghiacciante contro Santoro reo di aver mandato in onda le accuse di Beppe Grillo contro il professore Veronesi. Si badi: Petruccioli, più che esprimere solidarietà nei confronti dell'oncologo milanese, ha lanciato invettive contro il collega giornalista Santoro, del quale Berlusconi durante la campagna elettorale ha di nuovo detto che "fa giornalismo criminale".

Ciao Pepp: cade il mito di Grillo ( da "Provincia di Como, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: il mito di Beppe Grillo è venuto giù come una pera matura, anche un po' marcia. Non per l'entità della cifra dichiarata (oltre quattro milioni), bensì per la reazione fegatosa e vittimista che ha trasformato il Masaniello dei blog e delle piazze in un Boselli qualsiasi che grida al complotto demoplutocratico ordito dai soliti giornalacci al soldo di Confindustria per rovinarlo.

Ormai solo un italiano su sei si fida del fisco ( da "Provincia di Como, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Così Emma Bonino si scaglia contro Beppe Grillo: "Il vero scandalo - ha detto - non è la pubblicazione online dei redditi degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è stato preso da parte di Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica. Adesso - ha proseguito il ministro uscente - rischiamo di avere veri professionisti dell'antipolitica".

Memorie In ricordo di Giusto Perretta e di suo fratello Fortunato Da La Provincia ho appreso della morte di Giusto Perretta, studioso della Resistenza, che ho conosciuto, stimato e ( da "Provincia di Como, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: mail grillo / 1 Dall'alto dei suoi 4 milioni può permettersi di insultare tutti Nella ricorrenza del 1° maggio, solito palcoscenico di sindacalisti e politici schierati. Non poteva mancare Beppe Grillo che, dall'alto del suo reddito annuo dichiarato superiore ai 4 milioni di euro, può permettersi di dire le solite banalità e di insultare tutti.

Contrappunti/ I redditi sul P2P? E allora? ( da "Punto Informatico" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Perfino Beppe Grillo si è infuriato per la diffusione degli elenchi e molti suoi fan e commentatori non hanno creduto ai propri occhi leggendo sul suo blog le giustificazioni che per una volta oppongono il comico a quella trasparenza dei dati che da anni, a colpi di sonori vaffanculo, pretende da chiunque.

Il commento ( da "Cittadino, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Quando ritorna il Grillo In occasione dell'anniversario della Liberazione, l'annunciato show di Beppe Grillo in piazza ha fatto quasi più notizia delle manifestazioni che hanno celebrato il 25 aprile. Il comico ha scelto la data per la sua annunciata e attesa performance in maniera non casuale.

GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! ( da "Azione, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo, l'informazione è una cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della professione e dell'

L'informazione finisce per scivolare nella tagliola politica ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo (registrato) e Vittorio Sgarbi in carne ed ossa. Quello che ne è venuto fuori, lo sanno soltanto quelli che hanno visto il programma perché nessuna cronaca e nessuna fantasia possono darne conto. Bisognava vederli. Con perfida strategia Santoro ha centellinato i passaggi del registrato di Grillo così che l'ira di Sgarbi ha potuto raggiungere vette ineguagliate nella

Dalle polemiche su israele alla ricerca della bellezza ( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: come Beppe Grillo, poi inserito nel programma di lunedì 12, purché, hanno avvertito gli organizzatori, non faccia comizi, ma magari un appello alla lettura o parli di un libro. Israele. Un'edizione in cui la parte del leone la fanno gli scrittori israeliani, a fronte, purtroppo, di diverse defezioni di intellettuali sia palestinesi,

Per salvare il mondo resta soltanto la bellezza? - marco vitali ( da "Nuova Sardegna, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Una Fiera a cui chiedono di partecipare anche persone fino ad oggi non incluse, come Beppe Grillo. La partecipazione di Grillo alla Fiera ha una genesi complicata. Il comico genovese aveva chiesto tempo fa di poter partecipare alla kermesse con la sua presenza allo stand dell'editore Casaleggio Associati, considerato sensibile ai temi toccati dai "grillini".

A torino grandi nomi e grandi temi ( da "Tirreno, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: come Beppe Grillo, poi inserito nel programma di lunedì 12, purchè, hanno avvertito gli organizzatori, non faccia "comizi", ma magari un appello alla lettura o parli di un libro. LA PRESENZA DI ISRAELE. Un'edizione in cui la parte del leone la fanno gli scrittori israeliani, a fronte, purtroppo, di diverse defezioni di intellettuali sia palestinesi,

Tasse on line 2 parla la conduttrice di report ( da "Riformista, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ad esempio sulla reazione di Beppe Grillo che ha parlato di una mossa suggerita "dalla mafia, dalla 'ndrangheta, dalla camorra e dalla sacra corona unita". Per la giornalista free-lance il presunto effetto criminogeno è un falso problema: il nodo è piuttosto che l'iniziativa degli uffici di Visco fa l'effetto di "una goccia di trasparenza in un oceano di opacità"

V-day beppe chiede i soldi per il latte ( da "Riformista, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: V-day beppe chiede i soldi per il latte Grillo: "Comprate il dvd, ho 6 figli" Così ha scritto Beppe Grillo sul suo blog il 21 febbraio di quest'anno. "Io non ho mai chiesto niente a nessuno. Però ho sei figli, tutti a carico, e un V day alle spalle.

Di ANNALISA SIANI <SE I GIOVANI sfuggono alla fede, riavvicianiamoli con ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: il racconto di alcuni casi particolarmente interessanti come quello di Beppe Grillo: il suo canale, fondato nel 2006, dispone di oltre centocinquanta clip. "In futuro ? spiega Benigni ? dovremo abituarci a veder filmare ogni cosa dai nostri figli o comunque dovremo abituarci al fatto che filmare e caricare su YouTube costituirà un segmento comune dell'alfabetizzazione di massa".

La Gazzetta è su internet e si specchia nei parmigiani ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: hanno accompagnato la campagna di Beppe Grillo. Internet è il terreno sul quale proprio Grillo ha costruito la sua più recente popolarità: su quello stesso terreno informatico, da oggi anche noi iniziamo a muoverci, con la speranza di proseguire quel dialogo con i parmigiani che dura appunto da 273 anni.

Il Tg1 e gli "spari" di Berlusconi Sulla Stampa di domenica, Mimmo C ( da "Stampa, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo al suo confronto è un delicato cicisbeo, perché in fondo avvolge le sue invettive nella stoffa dell'attore consumato. Sgarbi, assessore alla Cultura a Milano (quale cultura?) dovrebbe essere estromesso una volta per sempre dai teleschermi e non in nome della censura, ma del buon gusto.

"Qualcuno sa dove s'è cacciato Bin Laden?" ( da "Stampaweb, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: anche secondo Beppe Grillo), è ormai l'unico mezzo per attirare l'attenzione delle persone su argomenti importanti e per farle ragionare. "Negli Stati Uniti le televisioni e i giornali sono concentrati nelle mani di poche persone e la visione che si dà degli avvenimenti esteri nei notiziari è sempre di odio e di contrapposizione.

ROMA No, non è possibile, eppure... Ma figuriamoci, eppure... Sarà la ( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ma colpisce la reazione unitaria, fra destra e sinistra, contro Beppe Grillo, che dileggia il presidente Napolitano e offende l'oncologo Umberto Veronesi, appena eletto al Sento con il Pd. Oppure, il grido di speranza lanciato ieri da Giuliano Ferrara sul "Foglio": "Evviva un Cavaliere III e concertativo".

Fiera del Libro: c'è anche Grillo Beppe Grillo sarà, con molta probabilità, tra gli ospiti alla Fiera del Libro di Torino inaugurata giovedì dal Presidente Napolitano ( da "Libertà" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Fiera del Libro: c'è anche Grillo Beppe Grillo sarà, con molta probabilità, tra gli ospiti alla Fiera del Libro di Torino inaugurata giovedì dal Presidente Napolitano. Un sì è arrivato dagli organizzatori: A un patto: che non tenga comizi". 05/05/2008.

È forse l'edizione più discussa nella storia della Fiera del ( da "Tempo, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: come Beppe Grillo, poi inserito nel programma di lunedì 12, purchè, hanno avvertito gli organizzatori, non faccia "comizi". La parte del leone la fanno in ogni caso gli scrittori israeliani, nonostante e purtroppo, le diverse defezioni di intellettuali - sia palestinesi sia israeliani - in segno di protesta.

I grillini presentano la nuova squadra : Iodice presidente ( da "Tempo, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: associazione "Amici di Beppe Grillo - Cittadini del Golfo" afferma di aver centrato il principale obiettivo: far conoscere, in maniera diffusa, che anche a Formia è nato un movimento che, richiamandosi agli appelli lanciati da Beppe Grillo, intende adoperarsi concretamente per modificare il modo di governare città e Paese.

L'antipolitica rende benissimo Oltre 4 milioni per Beppe Grillo che doppia Eco e Camilleri ( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: antipolitica rende benissimo Oltre 4 milioni per Beppe Grillo che doppia Eco e Camilleri di Redazione Molti i vip che sono diventati ricchi con la forza delle loro parole, sia scritte che parlate. Il guru dell'antipolitica Beppe Grillo, icona della denuncia dei privilegi dei potenti, dichiara oltre 4 milioni di euro, sorpassando due pesi massimi della cultura italiana:

Tam tam anarchico in rete contro la Fiera di Torino <Sarà guerra ad Israele> ( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: arrivo lunedì 12 maggio di Beppe Grillo. L'invito alla manifestazione inaugurata giovedì prossimo dal presidente della Repubblica, bersaglio eccellente preso di mira proprio a Torino dal comico genovese nel suo ultimo "Vaffa day", è stato accompagnato da una raccomandazione: "Ben venga Grillo, purché lanci un appello alla lettura e non tenga un comizio"

Ribaltone romano ( da "Panorama" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il più felice dell'esito di ieri pare sia Antonino Torre, lista civica per Alemanno, che con soli 366 voti farà il suo ingresso in consiglio comunale. Al suo fianco potrebbe esserci anche qualcuno meno votato di lui, ossia Roberto Di Palma, unico eletto degli Amici di Beppe Grillo con 198 voti. Il massimo risultato con il minimo sforzo.

Lettere ( da "Panorama" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Libero Burpelli, via internet Dalla parte di Grillo Panorama 18 riporta un'indagine sul "comico" Beppe Grillo evidenziando che da quando esiste il suo blog le entrate sono raddoppiate. Non voglio pensare che quell'articolo sia una vendetta contro chi denuncia le bassezze della politica e dell'informazione.

Il caffè ( da "Panorama" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo in francese Il nuovo libro di Onfray Nella sua guerra ai giornali, dichiarata lo scorso 25 aprile col VDay di Torino, Beppe Grillo potrebbe ritrovarsi con un alleato: la star dei filosofi francesi Michel Onfray (foto). In libreria il 5 maggio con La politica del ribelle (Fazi), il teorico edonista e libertario torna sul tema del Sessantotto per indicare la Bastiglia da abbattere

Redditiweb ( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, che si scaglia contro il governo uscente, colpevole di passare informazioni all'Anonima Sequestri: "È una follia, questa è una follia. Dopo l'indulto che ha svuotato le carceri, questo ex governo di imbelli e presuntosi fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo dei contribuenti.

Primi passi per un'Italiamigliore anche sul fisco ( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: istigazione a delinquere evocata da Beppe Grillo, improvvisamente votato alla privacy - temendo furti, rapine e rapimenti - dopo aver sbandierato ai quattro venti i guadagni di manager, politici e quant'altri sono capitati nel mirino della sua campagna moralizzatrice. Denunciare la corruzione dei costumi non è esercizio che si può compiere usando il doppiopesismo.

I referenduma salvedi Masaniello ( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: abbiamo ben capito se Beppe Grillo, novello Pasquino nell'era di internet, c'è o ci fa. Come, per l'appunto, si dice a Roma. Insomma, ne sia consapevole o no, ha giocato un brutto scherzo da prete a migliaia di creduloni. I quali in ben 135 piazze d'Italia - a cominciare dalla torinese piazza San Carlo, dove si è esibito il Nostro alla presenza di cinquantamila spettatori non paganti,

Lettere al direttore ( da "Gazzetta di Parma, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: come il comico Beppe Grillo (comico in tutti i sensi), che aveva un "piccolo" reddito di circa 4.400.000 euro alla faccia dei suoi sostenitori da 1.000 euro al mese. Il Grillo appena lo ha saputo è "dato giù di testa" (parola che lui spesso ama dire agli altri) e si è infuriato, lo credo bene, perché molti dei suoi estimatori ritenevano che facesse solo beneficenza.

Il "grilletto" di Grillo puntato contro i giornalisti ( da "Tempo, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Stampa il tempo delle parole Il "grilletto" di Grillo puntato contro i giornalisti Le parole della politica. Questa settimana Il Tempo ha scelto quelle che riguardano gli effetti della nuova battaglia mediatica inziata da Beppe Grillo. GRILLO CONTRO I GIORNALISTI Adesso se l'è presa pure con il Capo dello Stato.

Le dichiarazioni ancora sul web Pronte le cause di risarcimento ( da "Denaro, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Secondo Beppe Grillo con la pubblicazione online dei redditi "i rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato.Grillo fa la sua proposta: "Inviamo una mail al prossimo ministro dell'Economia Giulio Tremonti perchè ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili privati"

La fabbrica della violenza ( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo può essere considerata come un esempio perfetto di questo vento che per il momento suscita solo violenza verbale ma che in in futuro, più o meno prossimo, potrebbe scatenare anche la violenza fisica. Gli intellettuali, i giornalisti, i conduttori televisivi che per ragioni di audience e con la speranza di intercettare la ricca fetta di mercato dei moralisti arrabbiati

Cento anni della Fnsi e la Carta di Roma ( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: caldeggiato da Beppe Grillo ed alleati, ma persino da autorevoli uomini politici che fanno parte dell'attuale maggioranza parlamentare. Si può inoltre aggiungere che sulla stessa linea sono attestate diverse prestigiose firme del giornalismo nazionale. L'ordine dei giornalisti, lo sostengono in molti, avrebbe una maggiore validità se incidesse sulla qualità ed essenzialità dell'

Duel-fiction: la spuntano "I Cesaroni" ( da "Opinione, L'" del 05-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo

Abstract: che con una puntata incentrata sul fenomeno sociale e (anti)politico di Beppe Grillo, sviscerato anche attraverso accesi dibattiti tra Vittorio Sgarbi e Marco Travaglio, tiene incollati agli schermi di Rai Due una media di 3.685.000 spettatori, pari a una share del 15,79%. Deludenti gli ascolti del Concerto del 1° Maggio, trasmesso da Rai Tre.

E il gossip fu censurato per legge ( da "Affari Italiani (Online)" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lì non ci sono Beppe Grillo che tengono. Il parlamento vota e le forze dell'ordine eseguono...democraticamente. E la conferma arriva dal terzo presidente democraticamente eletto, Dimitri Medvedev, che tra pochi giorni s'insedierà al Cremlino. "La stampa è libera dichiarato al più diffuso settimanale russo.

Maria De Filippi da Bonolis, Zoro da Mentana, Beppe Grillo da Santoro ( da "Blogosfere" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo da Santoro Pubblicato da Matteo Failla alle 11:12 in Attualità, Intrattenimento, Personaggi Tv, Prima serata Dopo il ponte del primo maggio, durante il quale l'indiscusso protagonista è stato il 740 del vicino di casa, torniamo a parlare di televisione, visto che di carne al fuoco ne abbiamo.

CHIAIANO, DE GENNARO ACCELERA ( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ieri nuova marcia contro il sito dove oggi potrebbe intervenire anche Beppe Grillo. "Presto la situazione migliorerà", ha detto De Gennaro, ma in tutta la regione sono 30mila le tonnellate in strada, la raccolta procede a rilento e non si arresta l'allarme roghi. Per i siti di Pianura e Gianturco è confermata la revoca definitiva.

SCATTA LA REQUISIZIONE PER IL SITO DI CHIAIANO, PRESTO I SONDAGGI. ANCORA CORTEI E BARRICATE, IL QUARTIERE TEME LE RUSPE ( da "Mattino, Il (City)" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ieri sera è trapelato che nel sito a manifestare potrebbe esserci Beppe Grillo. E il no al sito lo hanno ribadito anche dall'Assise di palazzo Marigliano dove ieri c'è stata un'assemblea alla quale hanno partecipato i geologi: "L'impermeabilizzazione della cava - hanno detto - è garantita solo per 20 anni, dopo c'è il rischio di inquinamento della falda acquifera".

ANNOZERO, CAPPON INCONTRA SANTORO GASPARRI: DALLA RAI INTERVENTO TARDIVO ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: riprese dalla manifestazione del 25 aprile di Beppe Grillo, in cui quest'ultimo prendeva di mira il presidente, Giorgio Napolitano. Una trasmissione che è stata duramente contestata già dal presidente di viale Mazzini, Claudio Petruccioli che, aprendo il caso, ha detto: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi,

"Qualcuno sa ( da "Stampa, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: anche secondo Beppe Grillo), è ormai l'unico mezzo per attirare l'attenzione delle persone su argomenti importanti e per farle ragionare. "Negli Stati Uniti le televisioni e i giornali sono concentrati nelle mani di poche persone e la visione che si dà degli avvenimenti esteri nei notiziari è sempre di odio e di contrapposizione.

Cgil Bologna: ''No alle ronde private o di partito'' ( da "Redattore sociale" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo. Ma la Cgil prova a stopparle tutte. E' il segretario della Camera del Lavoro di Bologna, Cesare Melloni, a lanciare il messaggi: "Non vogliamo ronde di partito o di associazioni private, che si improvvisano tutori dell'ordine pubblico- manda a dire dal convegno sulla sicurezza organizzato oggi a Bologna- non danno un maggiore senso di sicurezza ai cittadini,

Grillini, raccolte cinquanta firme ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: da Beppe Grillo per una libera informazione in un libero Stato. Tra le proposte l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri sulla radiotelevisione. Tra i limanesi, alcuni hanno sottoscritto la richiesta, altri si sono dichiarati indifferenti, mentre c'è chi ha ribadito che la decisione spetta a chi fa parte del settore.

SICILIA/ ARS, SI PREPARA LA 'SUCCESSIONE' DI ANNA ( da "Virgilio Notizie" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: seconda classificata fra i perdenti, Sonia Alfano, esponente degli "Amici di Beppe Grillo" che ha già fatto sapere di essere assai 'interessata' al seggio all'Ars, ma anche Rita Borsellino, scesa in campo con la Sinistra Arcobaleno ma rimasta fuori dall'Assemblea a causa del mancato superamento dello sbarramento del 5%.

FIERA LIBRO: GRILLO SI ARRABBIA CON FERRERO, 'MI CENSURANO NON CI VADO' ( da "Asca" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo non partecipera' alla Fiera del Libro. Lo ha annunciato lo stesso comico genovese dalle pagine del suo blog in risposta polemica con quanto dichiarato oggi da Ernesto Ferrero, direttore della manifestazione, che aveva sollecitato Grillo a ''sostituire le invettive con un appello a favore della cultura'' nel corso del previsto intervento.

Grillo: a Torino censura preventiva, alla Fiera del Libro non vado. Appuntamento sul web ( da "Rai News 24" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Torino | 5 maggio 2008 Grillo: a Torino censura preventiva, alla Fiera del Libro non vado. Appuntamento sul web Beppe Grillo Non c'è soltanto la scelta di invitare Israele come paese ospite, ma anche la partecipazione di Beppe Grillo a scatenare le polemiche attorno alla Fiera del Libro.

"Noi vigili mai più in piazza Vittorio" ( da "Stampa, La" del 05-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Nonostante gli stand siano ormai assegnati e il calendario fittissimo siamo più che disponibili ad accogliere alla Fiera le voci dei rappresentanti della cultura palestinese". Intanto sabato alle 14,30 alla Sala Gialla parlerà Beppe Grillo e il direttore Ferrero gli chiede di evitare invettive e di convincere i giovani ad amare i libri. Emanuela Minucci A PAGINA 61.


Articoli

Tutto libero, ma non troppo (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

VOI SIETE QUI Tutto libero, ma non troppo Alessandro Robecchi Sarà anche vero che la sinistra non ha capito la gente, che è lontana dalla realtà, come negarlo. Ma anche i grandi giornali non scherzano. Per esempio: dopo gli acuti strali lanciati dalla grande stampa contro la pubblicazione in rete dei redditi 2005 degli italiani, pare che i lettori non siano così scandalizzati. Populismo di sinistra, tuonano gli editoriali. E anche: gogna! E pure: violazione della privacy! Tutti più o meno d'accordo nel dire che quei dati non dovevano esser messi in rete (salvo naturalmente pubblicarne a dozzine e centinaia). Ma poi, guarda tu come va il mondo, gli stessi giornali chiedono ai loro lettori: è giusto pubblicarli in rete? Risultati: l'84% dei lettori di Repubblica dice sì. Il 54 e passa per cento dei lettori del Corriere dice sì. È abbastanza per sostenere che hanno perso il contatto coi loro lettori? La faccenda è piuttosto strabiliante. Ma non la faccenda dei redditi, che alla fine è una cosuccia veniale che spiega poco e nulla sul Paese. Ciò che strabilia è che ci siano costantemente informazioni in libertà vigilata. Beppe Grillo riempie una piazza, un blog, arringa e infiamma centinaia di migliaia di persone. È un fatto pubblico. Ma se una trasmissione tivù riprende le sue parole (diritto di cronaca) apriti cielo: era una faccenda pubblica, ma perché renderla "troppo" pubblica? I redditi degli italiani sono pubblici, ce lo ripetono come un mantra proprio quelli contrari alla pubblicazione, ma così, dicono, sono "troppo" pubblici. Maledizione, eccoci al cospetto di una parola elastica, per cui una cosa è teoricamente nota a tutti, ma se lo diventa davvero scattano infiniti problemi, dalla privacy all'opportunità, dall'istigazione all'invidia sociale, fino all'istigazione al sequestro di persona, come se la mafia avesse bisogno dei redditi pubblicati su internet. Alla fine, resta la sensazione di vivere in un posto in cui c'è una specie di libertà vigilata. Tutto libero, ma non troppo, tutto pubblico, ma non troppo. Tutto trasparente, ma non troppo. Tutto un po' stupido. Un po' troppo.

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Il Pd e le alleanze Tonini: patti federativi (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Franceschini: no a chi c'era prima All'assemblea dei mille di Chianciano, promossa dai radicali, si parla di Pd e alleanze. Se, sull'"Unità", Pierluigi Bersani aveva detto che "vocazione maggioritaria non significa all'autosufficienza", incontrando il favore di esponenti della sinistra e di Emma Bonino - che ribadisce lealtà al patto con il Pd - il veltroniano Giorgio Tonini ipotizza patti federativi nelle regioni con i socialisti, gli ambientalisti e con la Sinistra democratica. Dario Franceschini, che interviene al congresso delle Acli dove Andrea Olivero è confermato presidente con il 94%, invece ammonisce: "Nostro compito sarà lasciare il partito a chi verrà dopo di noi, non restituirlo a chi c'era prima...". Annozero, Agcom in campo Nei prossimi giorni l'Authority per le comunicazioni si occuperà dell'ultima puntata di Annozero, dedicata a V2-day di Beppe Grillo, contro cui si è scagliato il presidente Rai Petruccioli. Se per Antonio Di Pietro, la decisione di Petruccioli di richiamare Santoro è "sconcertamte", il presidente Rai si prende l'applauso di Italo Bocchino, An.

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Redditi on line inchiesta a Roma (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il pm Franco Ionta avvia l'indagine contro ignoti I grillini contro il guru: "Stiamo scoprendo i lestofanti" Redditi on line inchiesta a Roma Sara Menafra Roma Aspettare l'arrivo delle 104 denunce (una per tribunale) promesse dal Codacons non sarebbe servito a granché. Dunque, ieri mattina, il procuratore aggiunto di Roma, Franco Ionta, ha deciso di aprire d'ufficio un fascicolo contro ignoti dedicato alla pubblicazione su internet dei redditi dei contribuenti italiani, così come apparivano sulle dichiarazioni 730 e 740 del 2006. L'Agenzia delle entrate li aveva messi in rete mercoledì scorso, immediatamente bloccata dal Garante della privacy. I dati, però, sono rimasti raggiungibili e di fatto aperti a tutti tramite i sistemi di pubblicazione "peer to peer": anche ieri, i file in formato txt circolavano allegramente su Emule come sui server torrent. Leggeri, divisi per città, bastava una mezzoretta per collezionarli tutti. Una limpida violazione della legge sulla privacy, secondo il procuratore aggiunto Ionta, visto che il Testo unico limita anche la pubblicazione dei dati "non sensibili". Basta spulciare il Codice in materia di protezione dei dati personali (Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196) per notare l'articolo 17: "Il trattamento dei dati diversi da quelli sensibili e giudiziari che presenta rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali, nonché per la dignità dell'interessato \ è ammesso nel rispetto di misure ed accorgimenti a garanzia dell'interessato", dice la norma che poi prescrive che sia il Garante della privacy a fissare i confini. Il che non vuol dire che chi ha pubblicato i dati - o chi li ha già diffusi tramite quotidiani o siti internet - rischi davvero di andare in galera. L'articolo 167, di cui ieri parlava ogni sito internet, mette in gattabuia da uno a tre anni chi pubblica dati personali in violazione dell'articolo 17, ma dice pure che l'esecutore deve agire "al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno". Se non c'è dolo, dunque, sarà difficile che Visco e i suoi finiscano davvero nei guai, e che l'inchiesta romana vada troppo lontano. Difficile, invece, che le obiezioni dell'Agenzia delle entrate reggano davanti ad un giudice. Mercoledì, l'ufficio stampa di via Cristoforo Colombo aveva spiegato che la pubblicazione dei dati "è prevista dall'articolo 69 del Dpr numero 600 del 1973". E' vero, ha già ribattuto il Garante della privacy - che riunirà i propri tecnici martedì prossimo - ma quella norma stabilisce anche che i dati siano accessibili presso gli uffici comunali e solo dietro la presentazione di un documento di identità. Metterli on line vuol dire privarli anche di quel filtro minimo. In ogni caso, nelle prossime ore, probabilmente lunedì, la Polizia postale si presenterà nella sede dell'Agenzia per acquisire tutti i documenti collegati alla pubblicazione on line dei documenti incriminati e cercare la firma di chi ha deciso di mettere tutto in rete: con quel documento in mano, Ionta potrebbe decidere di iscrivere a registro degli indagati l'ex viceministro Vincenzo Visco o il direttore dell'agenzia delle entrate Massimo Romano. Quest'ultimo sarà sentito dalla polizia postale già nel corso delle prime indagini. Se la pubblicazione dei dati fiscali degli italiani ha fatto arrabbiare persino quel Savonarola di Beppe Grillo, i suoi militanti sembrano di tutt'altro parere. Ieri sul suo blog (beppegrillo.it) più d'uno esultava. "Vincenzo", ad esempio: "Grazie agli elenchi delle dichiarazioni ho avuto la conferma che tutti i commercianti e chi lavora in proprio qui nel mio paese sono evasori fiscali". Mentre "Armando D" si arrabbiava: "Possibile che quando arriva un reddito di Anna Tatangelo (cantante italiana, seconda all'ultimo festival di Sanremo ndr) di 47.000 euro non si fa un controllo?". Neppure un commentino sul fatto che il leader, Beppe Grillo si fosse tanto arrabbiato per la pubblicazione di questi dati, definendola "un regalo ai mafiosi". E neppure su quella notiziola che lo riguarda e che qualche giornale aveva già notato: nel 2005 il mattatore genovese ha guadagnato 4.272.591 euro, venti volte di più di Romano Prodi e giusto il doppio di quanto dichiarava prima che il blog e i meetup vedessero la luce.

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Scritto&parlato (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Scritto&parlato Vincenzo Visco ha fatto bene Rendere pubblici i redditi dichiarati ed i contributi versati dai cittadini è giusto o no? Penso sia una questione di democrazia. Due sono i casi: o lo è, in tal caso qualsiasi media venga utilizzato è lecito (internet compresa). Oppure non lo è: allora illecite sono tutte le forme di divulgazione quali esse siano - inclusi i registri consultabili presso i comuni e altri enti pubblici. Inoltre, nel caso dei suddetti registri "consultabili", come ben viene sottolineato nell'articolo di giovedì scorso, a firma Galapagos, tra il comune cittadino e l'ente organizzato che dispone di "tempo, denaro e ammanicamenti" si viene a creare una ingiusta disparità in fatto di opportunità. E' ciò che effettivamente attualmente accade. O vogliamo affermare che una piccola associazione a difesa del consumatore ha le stesse effettive possibilità di accesso di una grossa holding (se va bene) pubblicitaria? Risibili poi mi paiono le motivazioni di Grillo: crediamo davvero che la criminalità possa trarre vantaggio dallo spiattellamento su internet dei redditi di determinate personalità? O l'organizzazione criminale è di altissimo livello - e in tal caso dispone già di ben altre fonti (tipo talpe infiltrate nelle banche e in altri enti finanziari) che consentono di appurare non solo i redditi dichiarati, ma anche gli eventuali (e ben più appetitosi) fondi neri, off-shore e così via di cui la potenziale vittima di rapina o rapimento può disporre. Oppure si tratta di delinquenza comune, che senza dubbio trova più proficuo il metodo tradizionale di pedinare per alcuni giorni il malcapitato e spiarne le abitudini per stabilire la sua eventuale idoneità al taccheggio. Un tempo si favoleggiava sugli scarabocchi quasi esoterici che gli zingari imprimevano sui portoni per indicare, a fini potenzialmente criminosi, caratteristiche pecuniarie, difensive e ambientali delle persone che vivevano oltre quelle soglie. Vuoi vedere che, stando a Grillo, si sarebbe rischiata a breve un'invasione di hacker gitani o spammer in coppola e baffoni? Alessandro Canzoneri Corridonia (Mc) Un buon segno Oggi, 3 maggio 2008, al primo posto della classifica audiolibri acquistati su iTunes troviamo "Il manifesto del partito comunista" di Carlo Marx. Spero sia un sintomo di rinascita culturale dal basso, da cui scaturisca qualcuno che capisca che non c'è da vergognarsi a esser comunista. anzi! Flavio Gori L'Arcobaleno che non c'è più Carissimo Valentino, da collaboratore storico del manifesto intervengo nel dibattito in corso, segnalando le mie perplessità sull'interruzione del processo federativo, e quindi i miei dubbi sulla morte della Sinistra Arcobaleno. Il nostro percorso è sempre stato vissuto all'interno dell'associazionismo e della promozione culturale, declinata al plurale nelle variabili della legalità, dell'ambiente, del senso comunitario. Certamente le nostre associazioni territoriali resteranno attive e propositive, anche più di prima, perché questa ci appare come una necessità politica, soprattutto qui, alle pendici del Vesuvio. Nostri alleati naturali resteranno gli uomini e le donne progressiste, iscritti o meno ai partiti. Le idealità. Ovvero la politica, e non i singoli partiti. Questo è il varco (Revelli) che avevamo apprezzato e intravisto nel progetto Arcobaleno, e che viene oggi platealmente smentito, purtroppo anche da Rifondazione. Avevamo apprezzato la possibilità, unica nel panorama politico italiano, di affiancare percorsi di singolarità selvagge, per usare una terminologia cara a Michel Foucault, al legittimo itinerario tracciato dai partiti. Chissà se Vendola invertirà questa retromarcia, ovvero chissà se sarà in grado di produrre uno slancio sintropico, comprendendo quanto possa essere importante anche il percorso di quanti ritengono che la spinta comunitaria possa far salva l'identità dei singoli come l'originalità di associazioni, gruppi, giornali che si mettono "dalla parte del torto", come il manifesto. Girolamo De Simone Direttore responsabile Konsequenz, Rivista di musiche contemporanee Petruccioli sa qualcosa? Alla trasmissione condotta da Michele Santoro, Anno zero di giovedì scorso, ho sentito in diretta volgarità di stampo squadristico da parte di Sgarbi nei confronti dei presenti. Ho sperato che le volgarità di Sgarbi sarebbero state stigmatizzate dall'organo di controllo della Rai. Invece il presidente Petruccioli, anticipando tutti, ha rilasciato una dichiarazione agghiacciante contro Santoro reo di aver mandato in onda le accuse di Beppe Grillo contro il professore Veronesi. Si badi: Petruccioli, più che esprimere solidarietà nei confronti dell'oncologo milanese, ha lanciato invettive contro il collega giornalista Santoro, del quale Berlusconi durante la campagna elettorale ha di nuovo detto che "fa giornalismo criminale". Auguro a Petruccioli, con questa dichiarazione, di restare al suo posto. Credo che, se insisterà contro altri giornalisti televisivi (molto pochi) scomodi, potrebbe riuscirci: a Berlusconi piacciono certi personaggi. Inoltre, se vengono mandate in onda dichiarazioni violente e/o stupide di Calderoli o di qualche altro capo popolo (a partire dai "fucili caldi" dei leghisti), in tv si cerca forse di sminuirne il significato e la portata, ma non si grida allo scandalo. Ogni personaggio pubblico risponde delle sue affermazioni in pubblico: quale servizio migliore che far parlare in diretta i protagonisti? Se non avessimo visto tante volte in diretta Berlusconi pronunciare l'editto bulgaro contro Biagi e Santoro, oggi potremmo avere dei dubbi sul loro licenziamento. Una domanda: vista la tempestività delle sue dichiarazioni, Petruccioli sa già qualcosa sul futuro di Santoro? Enrico Delle Femmine, Vicenza.

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Ciao Pepp: cade il mito di Grillo (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Como, La" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

La prima vittima di "Dracula" Visco è quella più inaspettata. Morsicato al collo dalla pubblicazione dei redditi e colpito al cuore di ciò che ha di più caro (cioè le palanche), il mito di Beppe Grillo è venuto giù come una pera matura, anche un po' marcia. Non per l'entità della cifra dichiarata (oltre quattro milioni), bensì per la reazione fegatosa e vittimista che ha trasformato il Masaniello dei blog e delle piazze in un Boselli qualsiasi che grida al complotto demoplutocratico ordito dai soliti giornalacci al soldo di Confindustria per rovinarlo. Ci si sarebbe aspettato da Grillo un aprroccio diverso. Del resto, i suoi bioritmi non gli dicono bene in questo periodo come dimostra l'assurdo attacco al professor Veronesi amplificato dal programma AnnoZero. Di fronte alla pubblicazione dei redditi degli italiani, dal blog più affollato d'Italia avrebbero dovuto sortire parole di plauso per un'iniziativa che più trasparente ed egualitaria non si può. Invece, giù strilli e invettive. Forse Grillo si è scocciato perché i suoi fan hanno appreso che le sostanze del comico prestatosi alla politica non sono inferiori ai tanti esponenti della "casta" messi quotidianamente alla berlina dal cabarettista genovese. Ma, in fondo, sono guadagni legittimi, non dissimili ai tanti personaggi dello star system che spiccano nelle liste di Visco. (...) segue a pagina 2 04/05/2008.

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Ormai solo un italiano su sei si fida del fisco (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Como, La" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Lo studio Ormai solo un italiano su sei si fida del fisco ROMA Solo un italiano su sei si fida del fisco. È l'ultima istantanea scattata da Contribuenti.it, che ad aprile fotografa un crollo dell'indice di fiducia dei contribuenti italiani, sceso al 16,42%, "minimo storico del governo Prodi". Parallelamente è aumentata del 2,63% l'evasione fiscale, arrivando a sfiorare i 313 miliardi di euro di imponibile non dichiarato. In base alle rilevazioni di Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani, effettuate attraverso il monitoraggio dello Sportello del Contribuente, ad aprile il calo di fiducia dei contribuenti italiani è stato dell'1,2%: oramai solo un italiano su sei ha fiducia nel fisco. Su 12.217 voti, 2.006 (pari al 16,42%) sono a favore del fisco, mentre 10.211 (pari a 83,58%) contro. "Un vero e proprio boom di votanti - fa sapere Contribuenti.it - si è registrato il 30 aprile, dopo la violazione della privacy avvenuta con la diffusione dei dati da parte dell'Agenzia delle Entrate, dove il sito internet è stato consultato da 213.219 contribuenti". La rilevazione di Contribuenti.it - specifica la stessa associazione - avviene attraverso l'analisi di un campione di circa 5.000 contribuenti e misura sia la stima dei contribuenti sulla situazione corrente che le previsioni per il futuro. Nel frattempo si scalda anche il fronte politico. La sinistra si schiera a difesa del viceministro. "Voglio esprimere la mia piena solidarietà a Vincenzo Visco. Si parla tanto e si denuncia il ruolo della "casta" e poi alla prima iniziativa concreta che offre trasparenza a tutti i cittadini ecco che arriva l'attacco dei poteri forti. Vergogna" ha puntato il dito Paolo Ferrero, esponente del Prc e ministro uscente della Solidarietà Sociale. Ma la polemica del centrodestra non si ferma. Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, chiede al leader del Pd Walter Veltroni "una chiara presa di posizione critica. Quanto all'ultima bravata di Visco, che ha messo on line i redditi degli italiani, questa dimostra in modo inequivocabile che per il governo uscente i cittadini non sono, come in tutto il resto del mondo, semplici contribuenti, ma tutti potenziali evasori fiscali. Se questo - ha concluso l'esponente del Pdl - è il modo con cui la sinistra cosiddetta riformista sta riflettendo sulla sua sconfitta elettorale, non c'è da aspettarsi, almeno a breve, qualche significativo cambiamento". Dal centrosinistra però si preferisce guardare ad altro, a chi accusa. Così Emma Bonino si scaglia contro Beppe Grillo: "Il vero scandalo - ha detto - non è la pubblicazione online dei redditi degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è stato preso da parte di Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica. Adesso - ha proseguito il ministro uscente - rischiamo di avere veri professionisti dell'antipolitica". 04/05/2008.

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Memorie In ricordo di Giusto Perretta e di suo fratello Fortunato Da La Provincia ho appreso della morte di Giusto Perretta, studioso della Resistenza, che ho conosciuto, stimato e (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Como, La" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Frequentato all'Istituto Storico Comasco negli anni 1980-1986 Memorie In ricordo di Giusto Perretta e di suo fratello Fortunato Da La Provincia ho appreso della morte di Giusto Perretta, studioso della Resistenza, che ho conosciuto, stimato e frequentato all'Istituto Storico Comasco negli anni 1980-1986. Rammento il suo ricordo appassionato del padre Pier Amato, combattente della Grande Guerra, magistrato antifascista, trucidato nel novembre 1944 a Milano dai fascisti della Ettore Muti. Parlava anche del fratello Fortunato, medaglia di bronzo alla memoria, caduto sul fronte greco-albanese nel 1941. Nell'articolo di Alberto Longatti (30/04/2008) si dice che Giusto fu prigioniero in India, poi l'8 settembre venne deportato in Germania. Invece, come ho ricordato nel mio libro "Antifascismo e Resistenza a Cadorago e dintorni", fu il fratello Lucio, ufficiale dei granatieri a Cremona, che dopo aver opposto resistenza ai tedeschi l'8 settembre 1943, venne catturato e deportato in Germania. Da quell'esperienza di prigionia durata due anni, tornò duramente provato. Il povero Giusto dovette sorbirsi sei anni di prigionia nel campo di Yol in India e ritornò a Como nel 1946. Francesco Pinoli Cadorago Il consiglio Caro Bossi, io ho stima di lei ma lasci stare quei fucili Caro direttore, chi semina vento, di sovente raccoglie tempesta! Umberto Bossi, il padre-padrone dei legaioli, ancora una volta ha minacciato di far imbracciare ai suoi padani (indicati come ?martiri?) i fucili, ancora caldi (perché ancora caldi? Non mi pare abbiano ancora sparato, per nostra e loro fortuna). In attesa delle dotte (e generalmente sciocche) interpretazione del dictatus bossiano, tal Caruso, già per vergogna dei comunisti, deputato al Parlamento italiano, si è già detto pronto alla guerriglia. E da costui c'è da aspettarsi di tutto! Di pazzi anche in Italia ve ne sono tanti e ci si potrebbe aspettare che qualcuno prenda sul serio le sparate (almeno spero siano tali) del nuovo padrone del governo (così ameno lui si proclama), il cassanese Bossi. Temo che questo signore abbia dimenticato che in un sistema democratico come quello ancora vigente in Italia, le battaglie devono essere condotte con le armi del ragionamento, della dialettica, della contrapposizione e del confronto delle idee, e non con le minacce di sparare sull'avversario del momento. A Bossi bisognerebbe che qualcuno ricordasse che la sinistra comunista è stata sconfitta non dalle armi (per fortuna) dei suoi seguaci, ma dal voto democratico dei cittadini. Caro Bossi Umberto, 300 mila martiri potenziali sono un po' tanti, non crede? Per favore, prima di parlare, dia retta a uno che la stima e, pur non votandolo, vede con simpatia il suo movimento: rifletta, conti fino a cinquanta e poi non parli. I suoi parafrasatori a un certo punto non sapranno più come interpretare per il volgo il suo pensiero. Quella sinistra, sconfitta democraticamente, non è completamente debellata, ma cerca ogni motivo per sopravvivere e farsi paladina della democrazia (quella popolare di sinistra memoria). Non diamole motivi perché possa gridare al pericolo per le nostre istituzioni democratiche, salde quanto mai. Le riforme, in particolare quella federalista, si dovranno fare in Parlamento e non a Pontida, discutendo, mediando e non minacciando guerre civili. La Lega tenga ben presente che i suoi delegati non rappresentano tutto il Nord, ma solo una parte, anche se consistente e che, soprattutto, in Parlamento siedono rappresentanti democratici di tutta quanta l'Italia. Non penso che Bossi voglia la secessione del Nord (quale Nord, poi?). Qualora lo volesse, tenga presente che in altre parti dell'Europa vi sono state scissioni di Stati e ciò è avvenuto senza dover ricorrere alle armi, ma attenendosi alle leggi della democrazia. Cordiali saluti Dr Carlo Passarotti Gallarate sanita' Quell'infermiera è un angelo: la ringrazio di cuore Gentile direttore, scrivo questa lettera per ringraziare di cuore un'infermiera e tutte le persone che mi sono state vicine nella mattinata di venerdi' 25 aprile scorso al pronto soccorso dell'Ospedale S. Anna di Como. Quella mattina arrivo al pronto soccorso accusando un'aritmia cardiaca. Ero spaventatissima, il cuore mi batteva fortissimo e mi toglieva il respiro. Faticavo a fare qualsiasi movimento, mi girava la testa ed ero in piena crisi di panico. Mi fanno sdraiare su un lettino in una piccola saletta in attesa di fare un elettrocardiogramma. Non riesco a stare sdraiata perché è come se avessi il cuore in gola che mi impedisce di respirare. Arriva un'infermiera, mora, con due trecce lungo le spalle, e subito cerca di mettermi a mio agio dicendomi di chiamarsi Roberta. Vedendomi così spaventata, mi rincuora, mi tranquillizza, in maniera dolcissima, e cerca di farmi parlare per allontanare da me tutte le mie paure. E' stata il mio angelo custode, perché in quei momenti di paura e tensione, è riuscita a starmi vicina, a non lasciarmi sola, a tranquillizzarmi, con tanta dolcezza. Ringrazio Roberta per la sua umanità, per il suo lavoro che ogni giorno, a contatto con tante persone in difficoltà, svolge in maniera così umana e professionale. Claudia Bagni e.mail grillo / 1 Dall'alto dei suoi 4 milioni può permettersi di insultare tutti Nella ricorrenza del 1° maggio, solito palcoscenico di sindacalisti e politici schierati. Non poteva mancare Beppe Grillo che, dall'alto del suo reddito annuo dichiarato superiore ai 4 milioni di euro, può permettersi di dire le solite banalità e di insultare tutti. Evidentemente tale atteggiamento va bene a qualcuno se è vero che il citato Grillo è lautamente pagato, gira in Cayenne, ha la Barca (con la B maiuscola) e quant'altro. Spero vivamente che con il nuovo governo certi personaggi spariscano dalle televisioni così come Santoro e Marco Travaglio e certe trasmissioni di parte siano oscurate: sono quanto di più insulso si possa mettere in onda. Liberiamoci una volta per sempre di tal infidi soggetti e forse l'informazione sarà più vivibile e corretta. Buona giornata Marco Tettamanti Como grillo / 2 Non capisco perché non gradisce che si conosca il suo reddito Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio "non c'è trucco e non c'è inganno", davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l'entità del suo reddito. Gianfranco Mortoni e.mail La riflessione Non è giusto usare quel Frate per fare pubblicità al territorio Penoso lo spettacolo al quale viene esposta la salma del Frate di Pietralcina, San Pio. Non sono in discussione la santificazione del Frate, sia per le miracolose guarigioni - delle quali la scienza non sa spiegare le ragioni - sia per le stigmate della passione di Cristo che lo hanno tormentato per tutta la vita, sia per l'ubiquità delle sue apparizioni - accertate dai politi dei bombardieri americani che a cinquemila metri di altezza se lo sono visto apparire di fronte per deviarli dalla rotta di distruzione - sia per le persecuzioni delle gerarchie ecclesiastiche sopportate con umiltà e obbedienza, nel rispetto della Regola dell'ordine, sia le sue lotte corporee con le forze del Male, sia per atmosfere di intrighi per invidia, gelosie e calunnie. La regola di povertà è per l'uomo Frate non per l'ordine di appartenenza. E Padre Pio ha costruito una unità ospedaliera con le migliori attrezzature mediche chirurgiche, grazie alle donazioni giunte da ogni parte del mondo dato che la sua fama di frate dispensatore di grazie aveva raggiunto ogni parte della Terra. Lo sviluppo territoriale con alberghi, ristoranti, negozi e abitazioni sono inevitabili conseguenze, con un indotto commerciale di tutto rispetto. La pubblicità è l'anima del commercio. Scandaloso è usare la Salma del Santo come testimonial commerciale. Nella storia della Chiesa ci fu un tempo che si compravano le "indulgenze plenarie" per l'assoluzione dei peccati. Ora si tenta di "comprare" le grazie buttando offerte nelle varie valute nel recinto dell'urna del Santo. Gli affari son affari, quale miglior occasione per ravvivare l'interesse al turistico pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo. Riportiamo alla vista dei visitatori con le fattezze del suo volto al silicone, opera del museo delle Cere di Londra. La fede non ha bisogno di icone pubblicitarie. L'offerta di una monetina di rame al Tempio da una donna anziana, vergognosa per la pochezza di ciò che poteva dare, pezzi d'argento offerti con ostentazione da un ricco mercante, quale è stata la più gradita all'Eterno? San Pio rimane sempre il Frate Pio da Pietralcina, umile e rusticamente caparbio ma totalmente immerso nei suoi spirituali e intimi colloqui con il Cristo della Croce. Ed è così che il mio concetto di Fede è quello esente da esteriorità ostentate. Spesso ci si dimentica della sacre paturnie di Cristo, che scacciò i mercanti dal tempo trasformato in supermarket commerciale. Gaetano Banfi e.mail piazza cavour Io, favorevole allo spostamento della fontana di Camerlata Sottoscrivo totalmente la tesi dell'avv. Cantoni che propone di spostare la fontana a cerchi attualmente sacrificata nel piazzale di Camerlata e collocarla definitivamente in piazza Cavour. Ne verrebbero due vantaggi: valorizzare la stessa fontana e abbellire la piazza centrale con un monumento importante che raggruppi e dia continuità all'Arte razionalista a Como. La ringrazio per la sua cortese attenzione. Distinti saluti Celestina Favè Marinetti Como 04/05/2008.

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Contrappunti/ I redditi sul P2P? E allora? (sezione: Grillo)

( da "Punto Informatico" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Roma - Sono andato a cercare il mio reddito del 2005 su eMule. C'è. Il merito (o la colpa) di questo va distribuito fra l'Agenzia delle Entrate che ha deciso di rendere pubblici i redditi degli italiani e i navigatori della rete che hanno in poche ore organizzato la moltiplicazioni di tali numeri sui circuiti di condivisione online, dai quali sarà ormai impossibile rimuoverli. Il putiferio che tale vicenda ha scatenato ha qualcosa di indecoroso e drammaticamente inutile: si tratta poi di materia certamente difficile da discutere per il vasto numero di differenti problematiche che scatena. Eppure è un argomento interessante che coinvolge direttamente l'ambiente digitale. Che un governo ampiamente dimissionario decida di distribuire questi dati senza alcun preavviso è certamente curioso (dove "curioso" sta a significare che certamente c'è qualcosa che ci sfugge). E tuttavia - come è noto - stiamo parlando di dati già pubblici fin dal lontano 1973, quando un decreto legge dell'epoca sanciva, in tempi non sospetti, che tali elenchi che oggi creano tanta accesa discussione "sono depositati per la durata di 1 anno, ai fini della consultazione da parte di chiunque, sia presso lo stesso ufficio delle imposte sia presso i Comuni interessati." Ancora più importante sembra essere il fatto che la pubblicazione online sia oggi un adeguamento all'importante Codice dell'Amministrazione Digitale, introdotto da Lucio Stanca nel 2005 (una delle cose migliori fatte dall'ex Ministro dell'Innovazione), che cercava di facilitare la vita dei cittadini risolvendo in rete molti dei loop burocratici che soffocano il paese. Gli esperti di privacy hanno pareri molto variabili al riguardo del pandemonio scoppiato i giorni scorsi: il Garante delle Privacy Francesco Pizzetti parrebbe essere contrario, visto che si è precipitato a bloccare la diffusione degli elenchi ordinandone la rimozione dal sito web dell'Agenzia delle Entrate e causando (indirettamente) il caos attuale che vede disponibili sul P2P frammenti più o meno ricomposti dell'immenso database dei redditi degli italiani. Di parere sostanzialmente opposto il padre della normativa sulla Privacy italiana, Stefano Rodotà, il quale ha fatto sapere che, dal suo punto di vista, i dati diffusi sono dati non sensibili e per questa ragione non meritevoli di eccessive attenzioni. Se navigate un po' in rete poi troverete pareri di giuristi ed esperti vari di segno totalmente opposto uno con l'altro. E Internet? Cosa c'entra Internet in tutta questa storia? La descrizione di Internet come il luogo nel quale il presunto crimine è stato prima perpetrato e poi reiterato per via della sua natura di strumento umorale, ridondante ed incontrollabile, è uno degli aspetti maggiormente interessanti di tutta la vicenda. Gli utenti di Internet sono i secondi colpevoli del misfatto, rei di aver consegnato all'eternità un lungo parziale elenco di numeri che in moltissimi continuerebbero a non voler vedere diffusi. Nella giornata di venerdì il Codacons, una delle principali organizzazioni dei consumatori italiani, ha cavalcato l'onda delle messa online dei redditi per dichiarare che denuncerà Vincenzo Visco per la diffusione degli elenchi e - molto più interessante - che qualsiasi cittadino, per tramite dell'Associazione, potrà richiedere un risarcimento allo Stato dai 500 ai 1000 euro per la propria privacy violata, semplicemente iscrivendosi alla newsletter del movimento e ricevendo come premio il modulo per il ricorso. È un mondo meraviglioso: accedo a Internet, guardo i redditi online di star della TV, colleghi di lavoro e vicini di casa e poi, sempre su Internet, scarico un modulo per domandare allo Stato un risarcimento una tantum di 1000 euro per l'affronto subito alla riservatezza dei miei dati. E questo molto prima che qualsiasi corte abbia preso una qualunque posizione al riguardo. Così vanno le cose. Perfino Beppe Grillo si è infuriato per la diffusione degli elenchi e molti suoi fan e commentatori non hanno creduto ai propri occhi leggendo sul suo blog le giustificazioni che per una volta oppongono il comico a quella trasparenza dei dati che da anni, a colpi di sonori vaffanculo, pretende da chiunque. Ognuno insomma mostra di avere un parere sulla vicenda: si fanno paragoni con le normative degli altri paesi, si sottolineano le peculiarità italiche che farebbero della penisola un "unicum" o, come scrive efficacemente Filippo Facci su Macchianera, "una immensa portineria". Eppure il punto principale, l'unico per conto mio davvero interessante, sembra essere quello di comprendere come Internet possa mutare i nostri rapporti con la Pubblica Amministrazione e se questa vicenda possa essere un passo in tale direzione, al di là dei garanti che non garantiscono, dei politici che lasciano trappole per i nuovi governi e dei commentatori capaci sempre e solo di ragionare nel breve respiro del proprio interesse. Nicola Mattina sul suo blog scrive per esempio una cosa interessante al riguardo e vale a dire che in vicende del genere Internet muta il concetto di spazio pubblico, il luogo "ove chiunque ha il diritto di circolare....luogo simbolico delle libertà civili: libertà di manifestazione, di parola, d'espressione". Un cambio di scenario su cui meditare. Del resto oggi molte cose si possono fare in rete: il fatto che vengano sovente fatte male è una variabile non secondaria in una vicenda simile. Per esempio, come scriveva Cristiano, un commentatore sul mio blog qualche giorno fa, non sarebbe forse stato più utile creare una semplice interfaccia di interrogazione del database nome per nome, invece che rilasciare immensi elenchi in formato txt con i dati alfabetici di migliaia di persone riuniti in un unico file? Perché non creare un banale meccanismo di autenticazione che consenta all'Amministrazione di sapere chi domanda i dati di chi, esattamente come avviene quando ci si reca in Comune con il medesimo legittimo intento? Sarebbe bastato un piccolo ragionamento supplementare per rendere la consultazione online più simile a quella già ora prevista, e ciò avrebbe certamente limitato molte polemiche mantenendo intatti i vantaggi legati alla consultazione online. Ancora una volta capire Internet sembra essere materia ostica per tutti: lo è per l'Agenzia delle Entrate, incapace di immaginarsi come pubblicare i dati in maniera congrua, così come lo è per la lunga lista di quanti in questi giorni si sono distinti per aver lanciato il solito ridicolo allarme sui grandi rischi legati alla sua anarchia. Internet come alibi insomma, quando potrebbe essere invece uno dei motori della innovazione, anche intellettuale, di questo vecchio paese. Massimo Mantellini Manteblog Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo.

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Il commento (sezione: Grillo)

( da "Cittadino, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Quando ritorna il Grillo In occasione dell'anniversario della Liberazione, l'annunciato show di Beppe Grillo in piazza ha fatto quasi più notizia delle manifestazioni che hanno celebrato il 25 aprile. Il comico ha scelto la data per la sua annunciata e attesa performance in maniera non casuale. E molti, nella segue a pagina 15.

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GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! (sezione: Grillo)

( da "Azione, L'" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

L'AZIONE - Articoli - Grillo, l'informazione è una cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della professione e dell'editoria. Fa di ogni erba un fascio e con questo non rende un positivo servizio al mondo dei media. Si deve distinguere. No, l'informazione è una cosa seria, non uno spettacolo in piazza. Ne ho conosciuti di giornalisti lazzaroni negli oltre 35 anni di professione. Li potrei indicare con nome e cognome: prostrati e untuosi davanti al potere, arroganti con i poveri diavoli. Fedifraghi. Senza anima. Pronti a vendersi per un sorriso del direttore di turno, per un saltino di carriera o per una vile monetina. Ci sono i parassiti, gli inutili, i giubilati, i graziati, i nullafacenti. Strapagati per quello che non fanno o fanno finta di fare. La lista è lunga. Questa è casta, che va con chiarezza denunciata, che non è più tollerata. Che inquina il sistema dell'informazione. Che promuove, incentiva e giustifica la disinformazione poiché prima di tutto si fanno valere gli interessi di parte. Sono tanti questi lazzaroni che quotidianamente offendono il mestiere, ma sono pure sempre una minoranza rispetto alla stragrande maggioranza che tutti i giorni è ai remi per scovare e raccontare i fatti della vita, per informare con correttezza nel rispetto delle persone, per rendere un servizio positivo alla comunità. Sono discreti e preparati lavoratori dell'informazione: senza privilegi, senza riconoscimenti particolari, senza stipendi eccellenti ed oggi sempre più senza garanzie e senza prospettive. Non appaiono, non sono protagonisti nel mondo del gossip. Sono i giornalisti ai quali sta a cuore il contratto di lavoro, che non hanno da oltre tre anni. Vogliamo parlare di questi profession isti seri, costretti per sopravvivere spesso a "chinare la schiena"? "O magna sta minestra e salta sta finestra". I quali vanno capiti: di mezzo c'è il pane. è troppo bello filosofare quando si ha la pancia piena, ma non quando si ha ben poco di cui vivere. L'informazione è malata, la disinformazione regna troppo spesso nelle redazioni, ma non prendiamocela con l'anello più debole: individuiamo e denunciamo i veri responsabili. Incominciamo a ragionare sui signori dei media e sui media del potere prima ancora che del potere dei media, che troppo spesso, superficialmente, è attribuito ai giornalisti. Aboliamo l'Ordine, dice Grillo: lo si può anche fare, ma, nonostante le lacune e le insufficienze, ricordiamo che è la sola realtà che tenta di arginare comportamenti scorretti, incursioni piratesche, ambiguità, anomalie. Che fa formazione e informazione per la categoria. Va piuttosto aggiornato, rafforzato e reso più autorevole. Si prende di mira la legge Gasparri, che indica le norme di principio di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai, della quale si chiede l'abrogazione. A detta anche di insigni giuristi e di attenti osservatori del settore, più presto si riesce a superarla meglio è. Una onesta distinzione va fatta a proposito della richiesta di abolire il finanziamento pubblico dell'editoria. Ci sono media e media: perché finanziare giornali la cui mission è il business e i cui bilanci sono ricchi? Perché sostenere giornali che fingono di essere di "partito" o di movimenti politici, ma che in realtà tali non sono? Sono facilmente scopribili la solita furbizia, la facile scappatoia: per questi non ha senso e non è giustificato il finanziamento. Diverso è il ragionamento che si impone per la stampa che promuove un'informazione di servizio, attenta alla formazione e alla dimensione civile, culturale, religiosa, politica della società, il cui obiettivo non è sicuramente il profitto e per la quale il sostegno pubblico è ossigeno. Sono i media che "cercano la verità per condividerla", una bella espressione ripresa dal titolo della 42ª Giornata delle comunicazioni sociali, nella quale si denunciano un rischio inquietante e una nobile prospettiva per il sistema informativo del nostro tempo: "Occorre evitare che i media diventino il megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo. Essi possono e devono, invece, contribuire a far conoscere la verità sull'uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a distruggerla". Ci colpisce la riflessione di papa Benedetto; ci diverte, ma non ci tocca il V2-day di Beppe Grillo. Non confondiamo i maestri con i comici. Presidente Ucsi Veneto.

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L'informazione finisce per scivolare nella tagliola politica (sezione: Grillo)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Spettacoli pag. 57 L'informazione finisce per scivolare nella tagliola politica C'eravamo illusi. Avevamo pensato che, concluse le elezioni, la televisione sarebbe tornata ai suoi programmi di sempre. Non avevamo messo in conto la presenza di Michele Santoro con il suo Anno Zero di RaiDue. Ne son successe di tutti i colori. Santoro, per la puntata a ridosso del Primo Maggio, aveva pensato bene di convogliare, accanto al flemmatico Marco Travaglio, due mine vaganti quali Beppe Grillo (registrato) e Vittorio Sgarbi in carne ed ossa. Quello che ne è venuto fuori, lo sanno soltanto quelli che hanno visto il programma perché nessuna cronaca e nessuna fantasia possono darne conto. Bisognava vederli. Con perfida strategia Santoro ha centellinato i passaggi del registrato di Grillo così che l'ira di Sgarbi ha potuto raggiungere vette ineguagliate nella storia televisiva pubblica. IL CRITICO D'ARTE, schiumante offese e disprezzo, se l'è presa prima un poco con Santoro e poi tanto con Travaglio. In altri tempi lo scontro verbale si sarebbe certamente concluso sul terreno. Ma oggi non si usa più. Per cui adesso c'è da attendersi che la cosa finisca davanti a qualche giudice. Fra quattro o cinque anni, beninteso. Accanto ai duellanti, c'erano pure il presidente della Federazione della Stampa e la critica televisiva del Manifesto, ma le loro presenze hanno assolto la stessa funzione dei cori muti nelle opere. C'erano ma non c'entravano con lo spartito dominato dalle invettive di Sgarbi e dai minacciosi silenzi di Travaglio. IL TEMA QUAL ERA? Mah: di fronte alla burrasca scatenatasi in studio, pensiamo che nessuno lo ricordi. Forse la serafica Beatrice Borromeo ne saprà qualcosa, ma tutti gli altri avevano troppo da fare a seguire lo snodo degli eventi in studio. Naturalmente la serata non è finita lì. Nei giorni seguenti, è stata la volta delle prefiche protocollari: quelle che piangono per condannare e quelle che piangono per difendere ma con prudenza. Come finirà? All'italiana. Forse Santoro se ne andrà dalla Rai, aiutato dai sacrifici dell'amministrazione. Forse con lui qualche altro lascerà il posto per accelerato fine mandato. E avanti così. Mai come oggi, comunque, la morale altro non appare che come la fine di una favola. Una favola che ripete sempre le medesime cose. Le stesse cose che nascono dai continui rimestamenti politici nel calderone dell'informazione. Se esistesse un minimo di consapevolezza democratica, forse la politica farebbe la politica e così l'informazione potrebbe fare informazione. Ma non è così. E allora ecco i risultati: la politica vuole spartirsi i canali informativi e l'informazione finisce per scivolare nella tagliola politica. Il risultato? Quello che vediamo.

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Dalle polemiche su israele alla ricerca della bellezza (sezione: Grillo)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Cultura e spettacoli Dalle polemiche su Israele alla ricerca della bellezza L'edizione forse più problematica nella storia della Fiera del Libro di Torino, lunga ormai 21 anni, quella che si terrà da giovedì a lunedì 12 al Lingotto, "rea" secondo i suoi detrattori di aver deciso di ospitare Israele nel suo 60/o anniversario, avrà, come per contrasto, un tema soave, accattivante, filosofico, la bellezza. Il titolo - Ci salverà la bellezza - è mutuato da una domanda che un personaggio dell'Idiota di Dostoevskij pone al principe Myskin: "La bellezza salverà il mondo?". E a snocciolare questo tema ci saranno ben 850 incontri con 2000 relatori. Un numero record che fa sperare agli organizzatori di eguagliare gli oltre 300 mila visitatori dell'anno scorso. E questo in barba a chi promuove il boicottaggio e a chi paventa un fallimento per via delle polemiche: le prenotazioni negli alberghi, praticamente tutti pieni in città, le richieste di accreditamento e le prenotazioni per partecipare alla Fiera fanno pensare a una edizione da record. Una Fiera a cui chiedono di partecipare anche persone fino a oggi non incluse, come Beppe Grillo, poi inserito nel programma di lunedì 12, purché, hanno avvertito gli organizzatori, non faccia comizi, ma magari un appello alla lettura o parli di un libro. Israele. Un'edizione in cui la parte del leone la fanno gli scrittori israeliani, a fronte, purtroppo, di diverse defezioni di intellettuali sia palestinesi, sia israeliani in segno di protesta. Il primo atteso intervento è quello del decano Aharon Appelfeld che terrà la prolusione la sera inaugurale alla Reggia di Venaria. Grandi nomi. Sono attesi al Lingotto, tra gli altri, l'americano Gore Vidal, lo sloveno di Trieste Boris Pahor, le americane Susan Vreeland e Geraldine Books, lo spagnolo Ignacio Paco Taibo II che dialogherà con Fausto Bertinotti (la cui presenza in Fiera è stato tanto contestata alla manifestazione del primo maggio a Torino), i francesi Philippe Forest, Gilles Leroy e Andrè Michaux, il tedesco Arno Geiger, Magdi Allam, Enzo Bianchi, Giorgio Faletti, Gian Antonio Stella, Dario Fo. Nuovi editori. Tra i 75 nuovi editori della Fiera (l'anno scorso furono 30) ci sono Baldini Castoldi Dalai, Marco Tropea, Domus, Comunità Ebraica Torino, Archivio Storico Olivetti.

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Per salvare il mondo resta soltanto la bellezza? - marco vitali (sezione: Grillo)

( da "Nuova Sardegna, La" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Cultura e Spettacoli Per salvare il mondo resta soltanto la bellezza? Un tema apparentemente lieve per un'edizione che sarà molto calda Spazio a Israele, ma anche a temi come giustizia e morti bianche Tra gli ospiti Fo e Beppe Grillo MARCO VITALI L'edizione forse più problematica della storia della Fiera del Libro di Torino, lunga ormai 21 anni, quella che si terrà questa settimana dall'8 al 12 al Lingotto, "rea" secondo i suoi detrattori di aver deciso di ospitare Israele nel suo 60° anniversario, avrà, come per contrasto, un tema soave, accattivante, filosofico, la bellezza. Il titolo, "Ci salverà la bellezza" è mutuato da una domanda che un personaggio dell'"Idiota" di Dostoevskij pone al principe Myskin: "La bellezza salverà il mondo?". E a snocciolare questo tema ci saranno ben 850 incontri con 2.000 relatori. Un numero record che fa sperare agli organizzatori di eguagliare gli oltre 300.000 visitatori dell'anno scorso. Una Fiera a cui chiedono di partecipare anche persone fino ad oggi non incluse, come Beppe Grillo. La partecipazione di Grillo alla Fiera ha una genesi complicata. Il comico genovese aveva chiesto tempo fa di poter partecipare alla kermesse con la sua presenza allo stand dell'editore Casaleggio Associati, considerato sensibile ai temi toccati dai "grillini". Dopo il "vaffa-day" del 25 aprile scorso, proprio a Torino, i supporter di Grillo hanno chiesto agli organizzatori la disponibilità di una sala in uno dei giorni della Fiera ricevendo in risposta un "vediamo", che ora sarebbe stato sciolto, purché l'occasione non venga utilizzata per un "comizio" di Grillo ma per affrontare temi legati all'edizione 2008 della Fiera. Sulle polemiche a proposito della partecopazione di Israele ieri è intervenuto il deputato Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21 e parlamentare dell'Italia dei valori: "Qualsiasi ipotesi di boicottaggio nei confronti della Fiera del libro di Torino - ha detto - non può trovare nessuna forma di consenso da parte di una associazione che crede fermamente nella libera circolazione delle opinioni e nei valori racchiusi nell'Articolo 21 della nostra Costituzione". "Qualsiasi appello al boicottaggio nei confronti di un libro, di un film, di un programma televisivo - ha aggiunto Giulietti ci porta a tempi bui. Per queste ragioni l'associazione Articolo 21 non solo inviterà tutti i propri associati a visitare la Fiera del libro di Torino, ma metterà anche a disposizione il proprio sito di tutti quegli autori (qualsiasi sia la loro nazionalità) che si battono per affermare ovunque i valori del dialogo, della reciproca comprensione e della necessità di dar vita quanto prima all'esistenza degli Stati autonomi ed indipendenti di Israele e di Palestina, nel pieno rispetto degli accordi internazionali e delle disposizioni dell'Onu". Sarà dunque un'edizione in cui la parte del leone la fanno gli scrittori israeliani, a fronte di diverse defezioni di intellettuali sia palestinesi sia israeliani in segno di protesta. Il primo atteso intervento è quello del decano Aharon Appelfeld, che terrà la prolusione la sera inaugurale del 7 alla Reggia di Venaria. L'8 ci sarà Abraham Yehoshua con il suo nuovo libro "Fuoco amico" e che riceverà il premio del festival di cultura ebraica "OyOyOy". Tra gli altri nomi l'irakeno Sami Michael, rifugiato in Israele nel 1949, Zvi Yanai, Meir Shalev che presenterà il suo ultimo libro "Il ragazzo e la colomba" (Frassinelli), Alon Altares, Etgar Keret, il rabbino Adin Steinsaltz autore di una monumentale edizione commentata del Talmud, Shlomo Venezia, uno dei pochissimi superstiti dei Sonderkommando, le squadre speciali di prigionieri incaricati di eliminare chi era sopravvissuto al gas e che a loro volta poi veniva eliminati perché non raccontasse. Molte le scrittrici, tra cui Savyon Liebrecht e Zeruya Shalev, e gli uomini di cinema e spettacolo come Amos Gitai, protagonista di una rassegna di cinema isareliano realizzata con il Museo del cinema di Torino. Molti i grandi nomi. Tra gli altri, l'americano Gore Vidal, lo sloveno di Trieste Boris Pahor, le americane Susan Vreeland e Geraldine Books, lo spagnolo Ignacio Paco Taibo II che dialogherà con Fausto Bertinotti (la cui presenza in Fiera è stato tanto contestata alla manifestazione del Primo Maggio a Torino), i francesi Philippe Forest, Gilles Leroy e Andrè Michaux, il tedesco Arno Geiger, Magdi Allam, Enzo Bianchi, Giorgio Faletti, Gian Antonio Stella con Marco Rizzo che presenteranno il loro nuovo libro, Dario Fo. Si presenteranno in duplice veste di artisti e scrittori Max Pezzali, Giovanni Allevi ed Elisa. Tra i grandi temi di quest'anno ci sono la giustizia e la sicurezza sul lavoro. Di giustizia parleranno Gherardo Colombo, Luigi Ferrarella, Luciano Violante, del caso Moro Fernando Imposimato e altri, di mafia Pino Arlacchi. La tragedia della Thyssen sarà ricordata con la lettura di un reportage di Ezio Mauro, direttore de La Repubblica, da parte degli attori dell'Ambra Jovinelli e di Paola Cortellesi.

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A torino grandi nomi e grandi temi (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Spettacolo A Torino grandi nomi e grandi temi Si apre giovedì l'edizione forse più problematica. Il titolo: "Ci salverà la bellezza" Vigilia difficile per la rassegna, boicottata da chi contesta la presenza d'Israele ospite d'onore TORINO. L'edizione forse più problematica della storia della Fiera del Libro di Torino, lunga ormai 21 anni, quella che si terrà dall'8 al 12 maggio negli spazi del Lingotto, "rea" secondo i suoi detrattori di aver deciso di ospitare Israele e i suoi scrittori più interessanti nel 60° anniversario della nascita, avrà, come per contrasto al clima di bufera di queste ore, un tema soave, accattivante, filosofico: la bellezza. E il titolo, "Ci salverà la bellezza" è mutuato da una domanda che un personaggio dell'Idiota di Dostoevskij pone al principe Myskin: "La bellezza salverà il mondo?". A snocciolare questo tema ci saranno ben 850 incontri con 2.000 relatori. Un numero record che fa sperare agli organizzatori di eguagliare gli oltre 300.000 visitatori dell'anno scorso. E questo in barba a chi promuove il boicottaggio e a chi paventa un fallimento per via delle polemiche: le prenotazioni negli alberghi, praticamente tutti pieni in città, le richieste di accreditamento e le prenotazioni per partecipare alla Fiera fanno pensare ad una Fiera da record. Una Fiera a cui chiedono di partecipare anche persone fino ad oggi non incluse, come Beppe Grillo, poi inserito nel programma di lunedì 12, purchè, hanno avvertito gli organizzatori, non faccia "comizi", ma magari un appello alla lettura o parli di un libro. LA PRESENZA DI ISRAELE. Un'edizione in cui la parte del leone la fanno gli scrittori israeliani, a fronte, purtroppo, di diverse defezioni di intellettuali sia palestinesi, sia israeliani in segno di protesta. Il primo atteso intervento è quello del decano Aharon Appelfeld che terrà la prolusione la sera inaugurale del 7 alla Reggia di Venaria. L'8 ci sarà Abraham Yehoshua con il suo nuovo libro "Fuoco Amico" e che riceverà il premio del festival di Cultura Ebraica OyOyOy. Tra gli altri nomi l'irakeno Sami Michael, rifugiato in Israele nel 1949, Zvi Yanai, Meir Shalev che presenterà il suo ultimo libro "Il ragazzo e la colomba" (Frassinelli), Alon Altares, Etgar Keret, il rabbino Adin Steinsaltz, autore di una monumentale edizione commentata del Talmud, Shlomo Venezia, uno dei pochissimi superstiti dei Sonderkommando, le squadre speciali di prigionieri incaricati di eliminare chi era resistito al gas e che a loro volta poi venivano eliminati perchè non raccontassero. Molte le scrittrici tra cui Savyon Liebrecht e Zeruya Shalev e gli uomini di cinema e spettacolo come Amos Gitai, protagonista di una rassegna di cinema isareliano realizzata con il Museo del Cinema. I GRANDI NOMI. Sono attesi al Lingotto, tra gli altri, l'americano Gore Vidal, lo sloveno di Trieste Boris Pahor, le americane Susan Vreeland e Geraldine Books, lo spagnolo Ignacio Paco Taibo II che dialogherà con Fausto Bertinotti (la cui presenza in Fiera è stato tanto contestata alla manifestazione del primo maggio a Torino), i francesi Philippe Forest, Gilles Leroy e Andrè Michaux, il tedesco Arno Geiger, Magdi Allam, Enzo Bianchi, Giorgio Faletti, Gian Antonio Stella con Marco Rizzo che presenteranno il loro nuovo libro, Dario Fo. Si presenteranno in duplice veste di artisti e scrittori Max Pezzali, Giovanni Allevi e Elisa. I GRANDI TEMI. Tra i grandi temi di quest' anno ci sono la giustizia e la sicurezza sul lavoro. Di giustizia parleranno Gherardo Colombo, Luigi Ferrarella, Luciano Violante, del caso Moro Fernando Imposimato e altri, di Mafia Pino Arlacchi. La tragedia della Thyssen verrà ricordata con la lettura di un reportage di Ezio Mauro da parte degli attori dell'Ambra Jovinelli e di Paola Cortellesi. LINGUA MADRE. Anche quest'anno, grazie all'impegno della Regione Piemonte saranno in Fiera scrittori, intellettuali, artisti provenienti da tutti continenti e verranno premiate le vincitrici del Concorso Letterario nazionale Lingua Madre. NUOVI EDITORI. Tra i 75 nuovi editori della Fiera di quest'anno (l'anno scorso furono 30) ci sono Baldini Castoldi Dalai, Marco Tropea Editore, Editoriale Domus, Comunita Ebraica Torino, Archivio Storico Olivetti. BOOKSTOCK VILLAGE. Dopo il debutto dell'anno scorso, torna, ingrandita e sviluppata l'area dedicata ai giovani da 01 a 18 anni. Il cuore sarà un'arena da 250 posti. Molti gli appuntamenti, curati da Giuseppe Culicchia, tra cui quelli dedicati ai 60 anni della Costituzione. DAI LIBRI AI FILM. Al Lingotto ci sarà l'area professionale dedicata alla compravendita dei diritti. Si chiama Book Film Bridge e promuove i transiti sempre più intensi fra carta e schermo.

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Tasse on line 2 parla la conduttrice di report (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Tasse on line 2 parla la conduttrice di report La Gabanelli non sta con chi si scandalizza "È operazione trasparenza, un po' surreale" È un'operazione trasparenza, certo, diciamo "molto avanzata" e forse "un po' surreale". Ma la decisione dell'Agenzia delle Entrate di rendere accessibili online le dichiarazioni dei redditi, immediatamente bloccata dal garante della privacy, travolta da una valanga di denunce da parte delle associazioni dei consumatori e da sabato oggetto di un'indagine della Procura di Roma, non scandalizza Milena Gabanelli. Al Riformista l'autrice di Report consegna alcune riflessioni sul casus belli che sta monopolizzando giornali e tv, ad esempio sulla reazione di Beppe Grillo che ha parlato di una mossa suggerita "dalla mafia, dalla 'ndrangheta, dalla camorra e dalla sacra corona unita". Per la giornalista free-lance il presunto effetto criminogeno è un falso problema: il nodo è piuttosto che l'iniziativa degli uffici di Visco fa l'effetto di "una goccia di trasparenza in un oceano di opacità". Gabanelli di opacità è grande esperta: da anni conduce inchieste coraggiose che tentano di far luce sulle vicende meno trasparenti e che le costano una pletora di querele e un patrimonio di avvocati (ha una ventina di cause a carico) ma continuano incredibilmente ad avere poca eco sui media. Ovvio che ritenga allora condivisibile un'altra battaglia del comico genovese. Quella contro il controllo degli editori "impuri" come imprenditori o banche, sui mezzi di informazione. Ma senza arrivare a certi eccessi: una delle più famose e citate puntate di Report è quella che stigmatizzava le storture del finanziamento pubblico ai giornali. Eppure, per la giornalista lo scandalo non è il contributo in sé, che Grillo vorrebbe tout court abolito, ma l'uso distorto che se ne fa. Sulla questione più discussa di questi giorni, il "caso Visco", Gabanelli osserva che "sarebbe stata più apprezzata la pubblicazione dei redditi dei dirigenti e dei funzionari pubblici". Ma in linea di principio, "è un'operazione trasparenza "molto avanzata", un po' surreale, specialmente il modo in cui è avvenuta". E "per quanto mi riguarda, non ci trovo niente di scandaloso. All'inizio degli anni 70 mi ricordo che a Desio (dove abitavo) usciva tutti gli anni una pubblicazione con tutti i redditi degli abitanti del comune. Si andava a vedere le dichiarazioni del commercialista tal dei tali che dichiarava quanto la sua segretaria. A un certo punto la pubblicazione è sparita". Tra i primi a gridare allo scandalo per la mossa dell'erario c'è stato Grillo, che ha accusato il governo uscente di istigazione a delinquere. "Non c'è dubbio che se uno è molto ricco ma nessuno lo sa, al malintenzionato possono venire delle idee, ma in via generale non credo sia questo il punto", precisa Gabanelli. Il punto vero è che "la trasparenza fatta così, in un oceano di opacità, mi fa venire la faccia a forma di punto interrogativo". Report , tempo fa, ha citato però alcuni esempi di paesi in cui questo tipo di trasparenza è la norma. "Sì, in Danimarca c'è un buon grado di trasparenza, ma non per tutte le categorie. Mentre in Svezia è possibile consultare online quanto dichiara il tuo vicino di casa. In Svezia però il cittadino può anche andare a vedere quanto ha speso di telefono o in viaggi il ministro o il sindaco. Negli Stati Uniti c'è molta trasparenza invece attorno ai nomi degli evasori che vengono beccati, con tanto di cifre". Report fa da anni inchieste scomode ma che raramente scatenano una discussione sui giornali. È anche colpa del fatto che in Italia non esistono editori puri e che i giornali, come ripete spesso Grillo, sono "schiavi degli editori", cioè delle banche e dei gruppi finanziari più influenti? "È un dato di fatto che gli editori controllano i loro giornali. Quando si tratta di banche o di imprenditori la loro influenza è determinante nell'assenza di informazioni che li riguardano. O nella collocazione dell'informazione in ultima pagina sottoforma di due righe". Alcune battaglie portate avanti dal comico sono state ampiamente trattate da Report , come il nodo del finanziamento pubblico ai giornali. È condivisibile l'iniziativa del referendum del V-day che vuole abolirlo, assieme alla Gasparri e all'ordine dei giornalisti? "Il finanziamento pubblico ai giornali esiste in tutti i paesi europei, il problema è che da noi è fuori controllo. Non lo abolirei, ci vogliono regole decenti e la capacità di farle rispettare. La Gasparri è stata un disastro. L'ordine dei giornalisti così com'è, inutile. Ha più senso un'associazione di categoria, dove può farne parte chi ha dimostrato di essere meritevole". 05/05/2008.

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V-day beppe chiede i soldi per il latte (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

V-day beppe chiede i soldi per il latte Grillo: "Comprate il dvd, ho 6 figli" Così ha scritto Beppe Grillo sul suo blog il 21 febbraio di quest'anno. "Io non ho mai chiesto niente a nessuno. Però ho sei figli, tutti a carico, e un V day alle spalle. Da quando si è saputo che a Bologna ci ho rimesso 80.000 euro ho perso il rispetto dei miei concittadini. Che figura ci faccio in giro? Sono la vergogna di Genova. Nessuno mi fa più un prestito e quando mia moglie mi manda a comprare il latte devo pagare in contanti! Se la libertà non ha prezzo, un V day comunque mi costa un casino. I miei parenti mi vogliono internare, non mi riconoscono più. Mettetevi una mano sul portafoglio e comprate il dvd del V day per finanziare il prossimo V Day del 25 aprile sulla libera informazione, la più importante. Chi vuole può riceverlo gratis (gratis, una parola che mi fa rabbrividire), ma dovrà fare i conti con la sua coscienza e con mio fratello. Che diventa matto!". 05/05/2008.

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Di ANNALISA SIANI <SE I GIOVANI sfuggono alla fede, riavvicianiamoli con (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

SPETTACOLI pag. 40 di ANNALISA SIANI "SE I GIOVANI sfuggono alla fede, riavvicianiamoli con ... di ANNALISA SIANI "SE I GIOVANI sfuggono alla fede, riavvicianiamoli con le stesse armi che li allontanano", dice il vescovo di Como. Evangelizzazione via YouTube. Se Santoro si ostina a voler fare la televisione a modo suo, che vada a farsela su YouTube, trancia il consigliere Rai Urbani. Il sì alle case chiuse della deputata Pidiellina è YouTube a diffonderlo, prima (o al posto) di tutte le reti terrestri digitali e satellitari. E adesso che il self broadcast, la tv fai da te, arriverà a trasmettere in alta definizione, e soprattutto, ad avere la diretta, è assai probabile che diventerà il più colossale mezzo di comunicazione del pianeta. Già i numeri di ora, a tre anni dalla nascita, sono impressionanti: 20 milioni di contatti mensili, 65mila video caricati ogni giorno, 100 milioni di video visti quotidianamente. L'IDEA DI TRE RAGAZZI, ex dipendenti di PayPal (sistema di pagamento per l'e-commerce), è diventato in brevissimo tempo il più grande polo d'attrazione della Rete, il sito più visitato del mondo dopo Google, che peraltro nel 2006 ne è il proprietario avendo sbrosato 1 miliardo e 700 milioni di dollari. I giovani fondatori si sono fatti d'oro: a Chad Hurley (30 anni) e all'amico Steve Chan, taiwanese emigrato negli Stati Uniti, 29 anni, sono andati 326 milioini di dollari a testa in azioni di Google. C'è chi ha fatto due conti: il loro capitale è destinato ad aumentare di 1 milione di dollari per ogni dollaro e mezzo di aumento del prezzo delle azioni Google. Unico escluso da questa pioggia di soldi, il terzo socio fondatore (Jawed Karim, tedesco, anch'egli emigrato negli States) perché subito dopo lo start up del sito abbandonò il progetto per continuare gli studi alla Stanford University, con la sicurezza di "soli" 64 milioni di dollari in banca. A RACCONTARE il fenomeno più pesante da che lesiste il Web, è Glauco Benigni, autore della "Storia di YouTube", il primo saggio italiano (edito da Magazzini Salani) che ripercorre la vicenda del sito creato dal nulla. Se vogliamo considerare un "nulla" un'idea semplice dunque grandiosa. I tre ragazzi ? la parabola di YouTube è l'ennesima incarnazione del sogno americano, oltre a fornire la direzione, il web, in cui si possono fare investimenti e far confluire cervelli freschi con ancora ottime possibilità di guadagno ? si incontrano a una festa. Sono tutti dipendenti del colosso delle transazioni online Paypal e, tutti e tre, dimostrano competenze straordinarie nell'information technology e nella new economy. Al party girano dei video amatoriali che vorrebbero condividere online, ma si stupiscono delle mille difficoltà che incontrano: formati diversi, codifiche complesse ed enormi perdite di tempo. Difficoltà inconcepibili per dei trentenni svegli come loro. Così decidono di lavorarci su, cercando di "trovare una soluzione a un problema che riguarda e riguarderà centinaia di nostri simili". DETTO, fatto. Il 15 febbraio 2005 in uno stanzone di San Bruno, California, viene "informalmente fondata" YouTube, che diventerà realtà grazie al capitale di 3 milioni e mezzo di dollari che la Sequoia Capital, attraverso "il quarto uomo" Roelof Botha, fornisce per il lancio. Il sito, al contrario degli altri competitor presenti sul mercato, sarà estremamente semplice da usare in ogni passaggio: iscrizione, upload dei video e pubblicazione. Il libro di Benigni descrive minuziosamente l'epopea YouTube, dall'incontro iniziale al primo grande successo, ovvero l'upload dello show "Lazy Sunday", tratto dal "Saturday Night Live"; dalle prime problematiche legate al diritto d'autore all'acquisto da parte di Google fino ai nuovi scenari aperti nel web grazie a YouTube, come la scelta di veicolare le campagne elettorali caricando i video on line. L'ultima sezione del libro è dedicata al rapporto tra YouTube e l'Italia, con il racconto di alcuni casi particolarmente interessanti come quello di Beppe Grillo: il suo canale, fondato nel 2006, dispone di oltre centocinquanta clip. "In futuro ? spiega Benigni ? dovremo abituarci a veder filmare ogni cosa dai nostri figli o comunque dovremo abituarci al fatto che filmare e caricare su YouTube costituirà un segmento comune dell'alfabetizzazione di massa".

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La Gazzetta è su internet e si specchia nei parmigiani (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

CRONACA 05-05-2008 INFORMAZIONE IN TEMPO REALE LE NEWS MINUTO PER MINUTO, I VIDEO DI TV PARMA E I VOSTRI COMMENTI La Gazzetta è su internet e si specchia nei parmigiani Parte oggi il sito www.gazzettadiparma.it con i lettori protagonisti Gabriele Balestrazzi II Vista da dentro è una grande emozione, ma adesso sarete soprattutto voi a giudicare. Quando ieri sera sugli schermi della redazione ha iniziato a prendere volto il nuovo sito della Gazzetta di Parma, si è avuta davvero la sensazione di una avventura tutta nuova e affascinante. Una sfida doppia per un giornale che, dopo 273 anni, sente in quella storia un impegno in più, nel momento in cui si tuffa nel mondo di internet, ovvero la nuova frontiera tecnologica dell'informazione. Le nostre buone intenzioni le abbiamo elencate nei giorni scorsi: l'entusiasmo e l'orgoglio nell'affrontare una fase nuova; l'umiltà e la difficoltà del cimentarsi con un linguaggio per noi inusuale, con anche la consapevolezza di dover imparare da chi già ha praticato (a livello nazionale ma anche a livello locale) questo terreno. Ma da oggi, appunto, quelle sono solo le intenzioni: tocca solo al pubblico stabilire se siamo riusciti a rispettarle, almeno nella partenza. E sarà il pubblico ad aiutarci a "fare" il nuovo sito: non solo con i giudizi e con i clic, ma anche con le mail, le osservazioni, le critiche, i commenti agli articoli e gli interventi nei forum. Perchè su internet, e non è un modo di dire, i protagonisti siete voi: lettori-navigatori con facoltà di parola in tempo reale, come fin qui nessun media aveva mai consentito. Quanto ai contenuti, da oggi li potrete scoprire direttamente, digitando sul vostro computer www.gazzettadiparma.it e aprendo in questo modo l'"home page" del sito, ovvero la prima pagina del nostro quotidiano elettronico. Ci saranno le notizie della Gazzetta e i video di Tv Parma. E ci sarà, appunto, quel "Dite la vostra" che comparirà alla fine di tutti o quasi gli articoli, quando già questi non si legheranno ad un forum o a un sondaggio. Potrete dissentire, criticarci (ma naturalmente anche essere d'accordo su quello che scriveremo). E quindi non è esagerato dire che con internet anche i lettori diventano un po' giornalisti, perchè su ogni argomento i navigatori del sito potranno sì leggere il nostro articolo, ma anche tutte le vostre opinioni, in tempo reale da quando l'articolo stesso verrà pubblicato. Non è esagerato parlare di rivoluzione: la è per noi (e ci auguriamo di esserne all'altezza), e forse la sarà anche per i parmigiani. Nei giorni scorsi, alcune migliaia di firme, anche a Parma, hanno accompagnato la campagna di Beppe Grillo. Internet è il terreno sul quale proprio Grillo ha costruito la sua più recente popolarità: su quello stesso terreno informatico, da oggi anche noi iniziamo a muoverci, con la speranza di proseguire quel dialogo con i parmigiani che dura appunto da 273 anni. Parte la nuova avventura Oggi debutta il sito internet della "Gazzetta di Parma".

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Il Tg1 e gli "spari" di Berlusconi Sulla Stampa di domenica, Mimmo C (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il Tg1 e gli "spari" di Berlusconi Sulla Stampa di domenica, Mimmo Cándito, in un articolo dedicato alla "Giornata mondiale della liberta" di stampa nella quale l'Onu ricorda i giornalisti caduti nel loro lavoro, scrive che "molti telegiornali hanno praticato una deprimente autocensura sulle immagini che mostravano Berlusconi a Villa Certosa mentre mimava di sparare contro la giornalista russa "troppo invadente" (i lettori hanno segnalato quelle immagini soltanto su Tg3, La7 e TgSky)". Vorremmo rassicurare i lettori della Stampa e Cándito che tutto l'episodio è stato illustrato e spiegato anche ai nostri ascoltatori. Questo per completezza dell'informazione. PINO CASERTA SEGRETARIO DI REDAZIONE DEL TG1 Criminali in libertà per negligenza Continua implacabile la sequenza di carcerati, macchiatisi di gravi delitti, rimessi in libertà per scadenza di termini, per mancata trascrizione delle motivazioni della sentenza e per altri cavilli. Sono profano in materia di giustizia, ma da persona sensata, ed il mio pensiero è condiviso dai più, sono convinto che ben poca differenza esista tra chi per negligenza mette in libertà pericolosi criminali e chi li aiuta nelle loro nefandezze o arma loro la mano. Possibile che nulla si riesca a fare contro questo vergognoso sconcio? Perché persone pagate dallo Stato non devono essere perseguite per il lavoro che non svolgono e/o svolgono male e non subirne una giusta condanna per il pericolo che arrecano alla collettività. Gli italiani si augurano vivamente che il nuovo governo riesca ad eliminare questo sconcio che non ci fa affatto onore e getta del fango su quei magistrati che nonostante le innumerevoli difficoltà, create anche da colleghi poco seri, continuano imperterriti nel loro operato. LEONARDO CECCA L'ospite isterico via dalla tv Perché si invita ancora nelle trasmissioni televisive Vittorio Sgarbi, che fornisce prove sempre più penose di maleducazione, si esprime con un linguaggio da caserma, si lascia andare a comportamenti inammissibili e incapace di controllare le sue reazioni, si rotola nei suoi eccessi creando gelo e imbarazzo? L'altra sera, ospite di Anno Zero, ha lasciato tutti pietrificati, Marco Travaglio per primo, che gli ha impartito una lezione di stile. Ma perché mai noi telespettatori dobbiamo assistere con sgomento e imbarazzo alle escandescenze di uno scalmanato, che interrompe con strilli da zitella isterica le argomentazioni degli altri? Beppe Grillo al suo confronto è un delicato cicisbeo, perché in fondo avvolge le sue invettive nella stoffa dell'attore consumato. Sgarbi, assessore alla Cultura a Milano (quale cultura?) dovrebbe essere estromesso una volta per sempre dai teleschermi e non in nome della censura, ma del buon gusto. Io pago un canone e ho il diritto di pretendere che chi introduce nelle nostre case simili esempi si ravveda, visto che lui appare irrecuperabile e ce lo tolga d'intorno una volta per tutte. MIRELLA CAVEGGIA Quell'autostrada promessa a Gheddafi In un sol colpo Berlusconi ha risolto il problema della Tav, quello del ponte sullo Stretto, del Mose e chissà quante altre grandi opere che suscitano tante rivolte popolari. Tutto rinviato a data da destinarsi, magari alla prossima legislatura. Mancano i fondi perché c'è da regalare un'autostrada alla Libia: tre corsie per ogni senso di marcia che collegano la costa del Mediterraneo dal confine con la Tunisia fino a quello con l'Egitto non si possono negare a nessuno, c'e da pagare un risarcimento danni per fatti che appartengono a un passato coloniale lontano. È forse un po' prematuro per rinfacciare una mancata promessa elettorale. La Lega aveva annunciato l'abolizione dei pedaggi autostradali in Padania e con buona probabilità sarà costretta a non mantenere questa promessa per costruire un'autostrada in Libia. Una situazione paradossale se Bossi dovesse annunciare a quel popolo padano dotato di 300.000 fucili pronti a fare fuoco che i pedaggi rimarranno inalterati, forse aumentati, e i proventi andranno a Gheddafi. DOMINIQUE LAFETE "Bella ciao" negata dal parroco A Castelnuovo del Friuli il parroco vieta il canto di Bella Ciao dentro e fuori la chiesa e la famiglia del partigiano annulla i funerali in parrocchia, in quanto l'anziano partigiano aveva chiesto prima di morire che il suo funerale si svolgesse in chiesa e che fossero eseguite canzoni partigiane. Anche la Chiesa si fa travolgere dal vento del revisionismo. Poco credibili sono le scuse addotte dal parroco che dichiara di essersi attenuto alle direttive che regolano l'uso della musica all'interno dei luoghi di culto. Ho preso parte a più di un matrimonio in cui sia all'interno della chiesa che sul sagrato vi era una banda musicale che suonava musica, ovviamente di tenore rispettoso del luogo di culto. Quale incompatibilità può esistere tra gli ideali di un partigiano ed il pietoso officio cattolico del funerale e della sepoltura? Molti sacerdoti si immolarono nel nome di quegli ideali durante la Resistenza. Non si stupiscano poi le autorità religiose di fronte alla disaffezione di molti credenti, se i suoi rappresentanti mostrano questo volto intollerante. SILVIO ZANCHET L'austerità da riscoprire In un vecchio discorso sull'austerità del 1977, Enrico Berlinguer sosteneva: "Ecco perché una politica di austerità, di rigore, di guerra allo spreco è divenuta una necessità irrecusabile da parte di tutti ed è al tempo stesso la leva su cui premere per far avanzare la battaglia per trasformare la società nelle sue strutture e nelle sue idee base". E continuava: "Una politica di austerità, deve avere come scopo quello di instaurare giustizia, efficienza, ordine e, aggiungo, una moralità nuova". Peccato che questo argomento, tanto caro al segretario del Pci, sia stato trascurato e accantonato da tutti, anche a sinistra. Oggi la parola "austerità" è intesa come "sacrificio", non è mai citata dai politici. Anche se sono ormai passati più di trent'anni è il caso di riscoprirla. ANDREA SILLIONI BOLSENA (VT).

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"Qualcuno sa dove s'è cacciato Bin Laden?" (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

CORRISPONDENTE DA LONDRA "Dov'è finito Osama bin Laden?" Provoca qualche brivido vedere nella metropolitana di Londra, la stessa degli attentati che nel 2005 causarono 56 vittime, questa frase stampata su un buffo manifesto, nel quale un uomo conduce un cammello al galoppo nel deserto ridendo di gusto mentre alle sue spalle elicotteri e carri armati creano un inferno di fuoco e fiamme. Il cammelliere è il documentarista americano Morgan Spurlock e la domanda che si pone è il titolo del suo ultimo lavoro, che uscirà nelle sale inglesi il 9 maggio. Spurlock è la stessa persona che cercò di uccidersi mangiando per un mese da McDonald's ("Super Size Me", candidato all'Oscar nel 2004) e questa volta ha provato un modo più rapido per suicidarsi: andare a cercare Bin Laden dall'Egitto a Israele, dalla Giordania al Marocco, dall'Arabia Saudita all'Afghanistan e al Pakistan. Incredibilmente, è tornato a casa sano e salvo, ma nemmeno lui potrà incassare la taglia di 25 milioni di dollari che spetta a chi rintracci, vivo o morto, Osama. "Io ovviamente lo volevo vivo - ha raccontato Spurlock in un lungo articolo sul magazine dell'Independent - anche se a volte avevo un incubo: ci incontravamo, io gli tendevo la mano e lui me la tagliava con la scimitarra. Forse la vera ragione per la quale sono partito è che ho visto troppi film nei quali il bravo ragazzo cattura da solo il cattivo, ma in realtà la domanda che avrei voluto fare a Bin Laden era questa: come si può porre fine a questa follia che si è impadronita del mondo dopo l'11 settembre? Come facciamo a fermarla?". Lo scopo del film, sostiene il regista, è quello di fare in modo che le persone che non vogliono sentire ascoltino. "L'argomento di cui si parla è serio, molto serio, ma questo non vuol dire che non lo si possa affrontare con umorismo". Far ridere, secondo Spurlock (e sicuramente, in Italia, anche secondo Beppe Grillo), è ormai l'unico mezzo per attirare l'attenzione delle persone su argomenti importanti e per farle ragionare. "Negli Stati Uniti le televisioni e i giornali sono concentrati nelle mani di poche persone e la visione che si dà degli avvenimenti esteri nei notiziari è sempre di odio e di contrapposizione. Vorrei che il film aiutasse la gente a cambiare atteggiamento, a non respingere il dialogo. Non possiamo più lasciare queste cose solo nelle mani dei politici". Nel suo viaggio, Spurlock ha scoperto che la disponibilità della gente araba a discutere con un americano è molto più alta di quanto avesse immaginato. La polizia è dovuta intervenire a salvarlo solo una volta, quando fu assalito da un gruppo di ebrei Hasidic. E la sua amara considerazione finale è che purtroppo è molto facile trovare Osama bin Laden: "dal Marocco al Pakistan, grazie agli errori di Bush, il suo spirito è ormai dovunque".

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ROMA No, non è possibile, eppure... Ma figuriamoci, eppure... Sarà la (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Di MARIO AJELLO ROMA No, non è possibile, eppure... Ma figuriamoci, eppure... Sarà la solita finta, eppure... Ma tanto, durerà poco o niente, eppure... Eppure - incredibile a dirsi! - sembra che uno strano venticello da "volemose bene" stia spirando in questa prima fase post-elettorale. Una neo-bontà che finirà presto? Un clima di convenevoli che svanirà alla prima prova importante? Una zuccherosità di maniera, che serve soltanto per far prendere tempo ai contendenti, per studiarsi meglio e poi scannarsi come prima e più di prima? Ogni dubbio, e qualsiasi prudenza, sono leciti, eppure... Eppure, il "non faremo prigionieri" (1994) non si sente più, sulle bocche dei neo-vincitori. E dall'altra parte accade che le polemiche libiche contro Calderoli, come futuro ministro di Berlusconi, diano fastidio anche al Pd. E che D'Alema stigmatizzi le "ingerenze straniere" nei fatti dell'Italia, chiunque la governi. Quasi che anche qui, con immenso ritardo, sia finalmente arrivata la massima inglese: "Right or wrong, is my country". O ecco il super-berlusconiano Schifani, applaudito anche dall'opposizione per il suo misurato discorso da neo-presidente del Senato, il quale lamenta (subito ringraziato da Cesare Salvi) che la sinistra radicale non è più in Parlamento: e "mi mancheranno, per esempio, i confronti in Aula con Gavino Angius". E come sarà il confronto fra Bassolino e Berlusconi, quando il neo-premier arriverà a Napoli per affrontare l'emergenza dei rifiuti? "Qui il Cavaliere è benvenuto! E collaboreremo, come fra noi è sempre accaduto fin dal '93", annuncia il governatore campano. Insomma, sembra finito il muro contro muro? Andiamoci piano. Ma colpisce la reazione unitaria, fra destra e sinistra, contro Beppe Grillo, che dileggia il presidente Napolitano e offende l'oncologo Umberto Veronesi, appena eletto al Sento con il Pd. Oppure, il grido di speranza lanciato ieri da Giuliano Ferrara sul "Foglio": "Evviva un Cavaliere III e concertativo". Cioè così forte da potersi permettere di essere "dialogante a Palazzo Chigi e sensibile all'opinione dei sindacati e dei corpi sociali". Un Cavaliere light, "un po' democristiano". Anche se lui stesso invita a non esagerare: "Mia mamma me lo ha sempre detto: Silvio, sei troppo buono e l'eccessiva bontà, soprattutto in politica, rischia di essere un difetto". E ancora. Forse vuol dire poco, o è invece un piccolo segnale importante, la festa del Primo Maggio che non s'è trasformata, come in passato, in una prima prova di resistenza di piazza. Anzi. "Mai più grida ideologiche dal palco!", annuncia Raiz che fu cantante dei mitici Almamegretta. Così Caparezza: "Basta con i proclami teorici, che non servono a nulla". E sarebbe troppo bello, ma forse impossibile, se questo fosse un programma - bipartisan! - capace di durare l'intera legislatura.

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Fiera del Libro: c'è anche Grillo Beppe Grillo sarà, con molta probabilità, tra gli ospiti alla Fiera del Libro di Torino inaugurata giovedì dal Presidente Napolitano (sezione: Grillo)

( da "Libertà" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Fiera del Libro: c'è anche Grillo Beppe Grillo sarà, con molta probabilità, tra gli ospiti alla Fiera del Libro di Torino inaugurata giovedì dal Presidente Napolitano. Un sì è arrivato dagli organizzatori: A un patto: che non tenga comizi". 05/05/2008.

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È forse l'edizione più discussa nella storia della Fiera del (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa è forse l'edizione più discussa nella storia della Fiera del ... è forse l'edizione più discussa nella storia della Fiera del Libro di Torino, che celebra il suo 21esimo anno al Lingotto dall'8 al 12 maggio. La colpa della più importante Fiera libraria italiana, secondo i suoi detrattori, sarebbe quella di aver deciso di ospitare Israele nel suo 60esimo anniversario. Ma quasi a voler sfumare tutte le polemiche, il tema di quest'anno sarà davvero estetizzante e filosoficamente accattivante. "Ci salverà la Bellezza" è infatti il titolo di questa edizione che rievoca così la domanda che un personaggio de "L'Idiota" di Dostoevskij pone al principe Myskin: "La Bellezza salverà il mondo?". Misurarsi con la Bellezza, riuscire a metabolizzarla significa avviare dentro di noi una metamorfosi spirituale, il tentativo di raggiungere una sfera superiore di conoscenza e di autocostruzione. Per disquisire su questo tema ci saranno ben 850 incontri e duemila relatori. Un numero record che fa sperare agli organizzatori di eguagliare, almeno, gli oltre 300 mila visitatori dell'anno scorso. E questo in barba a chi promuove il boicottaggio o a chi paventa un fallimento per via delle polemiche: ma le prenotazioni fanno sperare in una Fiera da record. Una kermesse ambita alla quale chiedono di partecipare persino persone fino ad oggi non incluse, come Beppe Grillo, poi inserito nel programma di lunedì 12, purchè, hanno avvertito gli organizzatori, non faccia "comizi". La parte del leone la fanno in ogni caso gli scrittori israeliani, nonostante e purtroppo, le diverse defezioni di intellettuali - sia palestinesi sia israeliani - in segno di protesta. Il primo atteso intervento è quello del decano Aharon Appelfeld che terrà la prolusione la sera inaugurale del 7 maggio alla Reggia di Venaria. L'8 ci sarà Abraham Yehoshua con il suo nuovo libro "Fuoco Amico" e riceverà il premio del festival di Cultura Ebraica OyOyOy. Tra gli altri nomi, l'irakeno Sami Michael, rifugiato in Israele nel 1949, Zvi Yanai, Meir Shalev che presenterà il suo ultimo libro "Il ragazzo e la colomba" (Frassinelli), Alon Altares, Etgar Keret, il rabbino Adin Steinsaltz, autore di una monumentale edizione commentata del Talmud, Shlomo Venezia, uno dei pochissimi superstiti dei Sonderkommando, le squadre speciali di prigionieri incaricati di eliminare chi era resistito al gas e che a loro volta poi venivano eliminati perchè non raccontassero. Molte le scrittrici, tra le quali Savyon Liebrecht e Zeruya Shalev, e gli uomini di spettacolo come Amos Gitai, protagonista di una rassegna cinematografica israeliana, realizzata con il Museo del Cinema.

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I grillini presentano la nuova squadra : Iodice presidente (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa Formia I grillini presentano la nuova "squadra": Iodice presidente Sergio Monforte FORMIA Dopo il soddisfacente esito elettorale, che pure, in termini di voti avrebbe potuto essere ben più significativo, l'associazione "Amici di Beppe Grillo - Cittadini del Golfo" afferma di aver centrato il principale obiettivo: far conoscere, in maniera diffusa, che anche a Formia è nato un movimento che, richiamandosi agli appelli lanciati da Beppe Grillo, intende adoperarsi concretamente per modificare il modo di governare città e Paese. Proprio per adeguarlo alle diverse iniziative in programma, l'associazione ha ampliato il proprio consiglio direttivo, portato a cinque elementi, con la nomina a presidente del prof. Lino Iodice, a vicepresidente di Luigi Di Nitto, a segretario di Giovanni Nocella ed a consiglieri di Mattia Cappuccia e Salvatore Scimonetti. Ora, affermano i componenti dell'associazione, "intendiamo riprendere la nostra azione con maggior fermezza, per il perseguimento degli obiettivi che ci siamo preposti".

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L'antipolitica rende benissimo Oltre 4 milioni per Beppe Grillo che doppia Eco e Camilleri (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 18 del 2008-05-05 pagina 4 L'antipolitica rende benissimo Oltre 4 milioni per Beppe Grillo che doppia Eco e Camilleri di Redazione Molti i vip che sono diventati ricchi con la forza delle loro parole, sia scritte che parlate. Il guru dell'antipolitica Beppe Grillo, icona della denuncia dei privilegi dei potenti, dichiara oltre 4 milioni di euro, sorpassando due pesi massimi della cultura italiana: il premio Oscar Roberto Benigni, che si ferma a 3.580.995 euro, e Umberto Eco. Per lui poco più di 2 milioni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Tam tam anarchico in rete contro la Fiera di Torino <Sarà guerra ad Israele> (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 18 del 2008-05-05 pagina 8 Tam tam anarchico in rete contro la Fiera di Torino "Sarà guerra ad Israele" di Gian Marco Chiocci Sui siti Indymedia gli estremisti annunciano azioni shock. La polizia teme gesti isolati Luca Rocca L'Antiterrorismo, è inutile nasconderlo, qualche preoccupazione ce l'ha. L'ultimo monitoraggio sulle sigle antagoniste e antimperialiste che via internet e via radio si stanno mobilitando per boicottare la Fiera del libro di Torino "dedicata" a Israele, dà segnali poco rassicuranti. I primi sono arrivati già da qualche giorno su Indymedia. "Israele terrorizza i civili con i raid aerei". "Boicotta e contesta la fiera dedicata a Israele", si legge in quello che rimane nel sito della sinistra antagonista. L'allarme è alto. Sono previsti: quattro gruppi anarchici sospettati dei disordini a Genova e Napoli nel 2001; i reduci del "Gramigna" di Padova (enclave delle nuove Br sotto processo a Milano); i centri sociali che hanno solidarizzato con i compagni dell'Aquila schieratisi a fianco dei cugini eversori veneti; le varie entità no global in sintonia con i compagni del "Sud Ribelle" recentemente assolti a Cosenza per le violenze del G8. I punti di raccordo locali per tutti sono il "Network Antagonista Torinese", l'"Askatasuna", il "Csoa Murazzi", il "Collettivo universitario autonomo", il "Collettivo studenti autorganizzati", il "Comitato di solidarietà con il popolo palestinese". Più che scontri eclatanti, si temono azioni isolate, incursioni mirate ad opera di "cani sciolti". In più l'Antiterrorismo fa notare come il clima si sia ulteriormente surriscaldato nel capoluogo piemontese a causa di un'incursione di elementi di estrema destra all'esterno della "sezione A.Gramsci" dei Carc, formazione già sott'inchiesta per associazione sovversiva. I punti di ritrovo e di concentramento sono più d'uno per i contestatori che si sono affidati a pullman e treni, come quello organizzato dal "Coordinamento no guerra" in partenza dalla stazione centrale di Milano. Digos e Anticrimine dei carabinieri aggiornano di ora in ora una situazione che si qui ha visto bandiere con la stella di David bruciare insieme a quelle americane. Per non dire poi dei convegni sulla presunta "pulizia etnica" ai danni della Palestina con la partecipazione del discusso intellettuale islamico Tariq Ramadan. A completare il puzzle, e a preoccupare gli addetti ai lavori, l'arrivo lunedì 12 maggio di Beppe Grillo. L'invito alla manifestazione inaugurata giovedì prossimo dal presidente della Repubblica, bersaglio eccellente preso di mira proprio a Torino dal comico genovese nel suo ultimo "Vaffa day", è stato accompagnato da una raccomandazione: "Ben venga Grillo, purché lanci un appello alla lettura e non tenga un comizio". Tornando alla Fiera del libro e alla decisione di ospitare Israele nel suo sessantesimo anniversario della nascita, l'idea di disturbare l'evento è stata caldeggiata dall'anima più radicale della sinistra antagonista. Indymedia e il centro sociale Askatasuna, ha invitato i alla mobilitazione. Come ai vecchi tempi. Nonostante i divieti disposti dal questore, gli speaker del sito invitano a piantonare gli ingressi del Centro Fiere e a concedere il bis del primo maggio quando alcuni esponenti di "Free Palestine" hanno prima contestato Fausto Bertinotti per la sua partecipazione alla Fiera, poi hanno fatto un falò con le bandiere israeliane e americane. Concederanno il bis? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Ribaltone romano (sezione: Grillo)

( da "Panorama" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Ribaltone romano ROMANA LIUZZO Una città che cambia Le periferie che voltano le spalle alla sinistra, qualche sicurezza di troppo, sospetti e congiure: retroscena di una sconfitta. Bruciante. "È crollato un sistema di potere che sembrava perfetto. La prima cosa in agenda? Mandare a casa chi nelle municipalizzate non ha saputo fare il proprio lavoro. Sarò il sindaco di tutti i romani, anche di quelli che non mi hanno votato. Sicurezza, degrado, traffico: ci siamo già rimboccati le maniche, non deluderò gli elettori". Ha un filo di voce il nuovo primo cittadino di Roma quando commenta con Panorama la sua vittoria. Con 7 punti di scarto, per la prima volta dal dopoguerra, Roma ha un sindaco di centrodestra, cresciuto nel Msi. "La vittoria di Alemanno completa la nostra vittoria del 13 e 14 aprile", dice Silvio Berlusconi guardando i dati del voto capitolino: il 53,7 per cento del nuovo sindaco contro il 46,3 di Rutelli. La débâcle del centrosinistra ha investito non solo il partito di Francesco Rutelli e Walter Veltroni, ma anche i municipi romani chiamati al ballottaggio. Roccheforti rosse sono state espugnate dagli azzurri. In totale, su 19 municipi, 12 sono andati al Pdl, e 7 al Pd. "Le periferie sono la vera sorpresa della vittoria di Alemanno: la sinistra aveva promesso fogne, illuminazione, sicurezza, in 15 anni non gli ha dato quasi niente. Ed ecco i risultati. Eur-Spinaceto, Boccea, Montesacro-Talenti, Balduina-Primavalle, Torre Angela-Borghesiana, Ostia e infine Cassia-Prima Porta: in questi municipi i moderati e la sinistra hanno votato per la destra" spiega a Panorama il consigliere comunale di An, Marco Visconti. Doppio schiaffo per Rutelli, che oltre ad avere perso al ballottaggio contro Alemanno per 100 mila voti ha dovuto ammettere che i romani hanno praticato il voto disgiunto, decretando la vittoria di Nicola Zingaretti alla Provincia. Nella capitale Rutelli ha preso meno voti del neopresidente della Provincia: significa che molti elettori di centrosinistra hanno messo una croce per Zingaretti ma non per Rutelli. Alcuni, nella contesa per il Campidoglio, hanno preferito Alemanno, hanno annullato la scheda o l'hanno lasciata bianca: in tutto sono stati 55 mila. "L'errore enorme è non aver fatto le primarie: si è scelto il sindaco di Roma dentro una stanza e i romani si sono ribellati alle indicazioni della casta" ammette, ovviamente dispiaciuta per il risultato elettorale, Monica Cirinnà, pd, ex presidente del consiglio comunale, abituata a dire ciò che pensa. Nel ribaltone dei quartieri romani, otto su nove sono andati al Pdl nel ballottaggio, solo nel VII è stato riconfermato il presidente di sinistra uscente, Roberto Mastrantonio. Un caso da segnalare è l'Eur, quartiere di Rutelli, dove Patrizia Prestipino (compagna di Riccardo Milana) non si è voluta ricandidare, lasciando la roccaforte rossa nelle mani di Pasquale Calzetta (53,38) contro Vincenzo Vecchio (46,62). Nei corridoi del Campidoglio circola un aneddoto, con voci di sms in cui Prestipino avrebbe annunciato che se Rutelli fosse passato al Campidoglio lei sarebbe stata assessore. Un buon motivo, si sente pure dire, per mollare il municipio. In ogni caso è andata diversamente, così niente municipio e niente assessorato. Ci sono poi alcune sezioni che fotografano perfettamente la scelta del voto disgiunto. Come il Quadraro, da sempre in mano alla sinistra, nel decimo municipio. In nessuna di queste 20 sezioni Rutelli ha ottenuto più voti di Zingaretti. Un esempio? Nella sezione 956 Zingaretti ha ottenuto 341 voti e Rutelli 250: complessivamente in questo quartiere, Zingaretti ha conquistato il 54,5 per cento degli elettori e Rutelli il 48. Così pure in un'altra zona storica di centrosinistra, la Garbatella, dove il neoeletto alla Provincia ha battuto sia Alfredo Antoniozzi sia l'alleato favorito Rutelli. Idem a San Lorenzo. Anche se nessun dato ufficiale viene fornito dal comitato per Zingaretti. "Vista la situazione politica difficile per il centrosinistra, quella del mio successore è una grande vittoria. Ha saputo convincere gli elettori di Roma e dei comuni della provincia. Spero e credo che abbiano contribuito anche i cinque anni della mia amministrazione" dice a Panorama, il neodeputato del Pd Enrico Gasbarra, ex presidente della Provincia. Intanto quello che esce dal ballottaggio è un consiglio comunale rivoluzionato, con 35 consiglieri del Pdl, qualcuno alla prima esperienza, e solo 17 uomini del Pd. L'Udc si è aggiudicata un seggio, come La Destra, due invece per la Sinistra arcobaleno. In più la lista civica per Alemanno con un seggio e la lista Grillo, sempre un seggio. A metà maggio è attesa la proclamazione degli eletti e il primo consiglio comunale che sarà presieduto da Samuele Piccolo, il più votato a Roma con 11.966 preferenze. Il più felice dell'esito di ieri pare sia Antonino Torre, lista civica per Alemanno, che con soli 366 voti farà il suo ingresso in consiglio comunale. Al suo fianco potrebbe esserci anche qualcuno meno votato di lui, ossia Roberto Di Palma, unico eletto degli Amici di Beppe Grillo con 198 voti. Il massimo risultato con il minimo sforzo.

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Lettere (sezione: Grillo)

( da "Panorama" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Lettere lettere Eliminare l'Ici non è propaganda C'è chi protesta contro l'abolizione dell'Ici, sostenendo che sarebbe una rovina per i comuni. L'Ici è una imposta patrimoniale, tanto cara alle sinistre radicali, e come tale non è commisurata alla effettiva capacità contributiva. L'abitazione principale non dà alcun tipo di reddito, se si considera reddito una mancata spesa (non si paga l'affitto); e si dimentica che un simil affitto è già stato pagato negli anni passati con le rate del mutuo. Invece di compatire i comuni io punterei il dito contro tutte quelle amministrazioni che pensavano ancora di essere rimaste agli anni 80 quando i bilanci erano opinioni. Togliere l'Ici serve, non è solo propaganda elettorale e neanche solo un aiuto alle famiglie. Togliere l'Ici serve a responsabilizzare le giunte spendaccione. Erminio Ottone via internet lettera della settimana Professori, niente comizi dalla cattedra Come prescrive la Costituzione (articoli 54, 97, 98, 101), i pubblici impiegati devono: adempiere le loro funzioni con disciplina e onore; essere imparziali e al servizio esclusivo della nazione; prestare giuramento, se previsto dalla legge. I giudici amministrano la giustizia in nome del popolo, restando soggetti solo alla legge. L'imparzialità e la lontananza da settarismi, particolarismi e ideologismi sono doti supreme del dipendente pubblico. Gli insegnanti non possono utilizzare la cattedra per fare propaganda di parte e proselitismo ideologico; non possono tacciare cittadini o politici avversari di "razzismo" e crassa ignoranza. Considerino che la Lega utilizza il metodo democratico e ha una prevalenza d'elettori popolari, che contribuiscono a pagare gli stipendi di tali professori maldicenti. Gianfranco Nìbale padova Chi può dirsi di centro Diverse forze politiche vorrebbero essere eredi del centrismo dc, così come ideato da De Gasperi. De Gasperi fu combattuto all'interno della stessa Dc dai dossettiani che vedevano nel grande statista una matrice liberale sgradita. Dossetti non nascondeva la sua visione di un controllo statale dell'economia. Poi, fattosi frate, sostenne che il modello più avanzato era quello sovietico e che la migliore organizzazione di partito fosse quella del Pci. Non esiste alcun partito di tendenza centrista che possa realizzare quanto fatto da De Gasperi. Balilla Perasso MILANO Prestito alle Ferrovie? Dopo il prestito ponte concesso all'Alitalia, le Ferrovie vorranno la loro fetta di finanziamenti pubblici. Se iniziano a mancare i treni, si innesca una serie di problemi sociali seri legati al pendolarismo, situazione molto più grave rispetto alla mancanza di collegamenti aerei. Libero Burpelli, via internet Dalla parte di Grillo Panorama 18 riporta un'indagine sul "comico" Beppe Grillo evidenziando che da quando esiste il suo blog le entrate sono raddoppiate. Non voglio pensare che quell'articolo sia una vendetta contro chi denuncia le bassezze della politica e dell'informazione. Stefano Giannini, via internet Accuse infondate all'Iran Su Panorama 17 l'articolo "Asse del male 2" conteneva false asserzioni nei confroni della Repubblica Islamica dell'Iran. Smentendo le accuse infondate, ci rammarichiamo che sia stato anche adottato un linguaggio proprio di una nota fazione guerrafondaia americana. L'articolo suscita interrogativi sulla compatibilità con la missione di una stampa indipendente. Ufficio stampa ambasciata Repubblica Islamica dell'Iran.

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Il caffè (sezione: Grillo)

( da "Panorama" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il caffè il caffè Don Matteo è già ripartito la sfida a don Camillo e padre brown Si era appena conclusa a metà aprile su Raiuno la sesta serie televisiva di Don Matteo, il prete detective interpretato da Terence Hill, e i dirigenti di Raifiction non sono stati lì a pensarci troppo. Visti i risultati (share medio del 25 per cento, oltre 6 milioni di spettatori nelle 12 serate andate in onda da gennaio ad aprile), la decisione è stata presa immediatamente: la nuova serie, Don Matteo 7, è stata inserita nel piano editoriale 2007-2008 e la macchina si è messa in moto. Gli autori hanno cominciato a lavorare sulle nuove sceneggiature, gli attori (da Nino Frassica nella parte del maresciallo Cecchini a Simone Montedoro, il capitano Tommasi, a Natalie Guettà, la perpetua, a Francesco Scali, il sacrestano Pippo) sono stati avvisati: il set potrebbe aprirsi in autunno. Stessa casa di produzione, la Lux Vide di Matilde e Luca Bernabei, stessa ricetta. La provincia italiana turbata dal crimine, Don Matteo che indaga e mette alla prova della realtà la sua fede di sacerdote che scommette sull'uomo. Un successo tutto italiano che dura da dieci anni. A differenza di altri celebri preti, Don Matteo non ha riferimenti letterari. Se Don Camillo è stato reso celebre dai romanzi di Giovanni Guareschi e Padre Brown ha avuto in Gilbert Keith Chesterton il suo creatore, il prete Terence Hill è un'invenzione tutta televisiva. Capace di rinnovarsi. E di sfidare la concorrenza per la settima volta. Cento volte Simenon In principio fu Lettera a mia madre: era l'aprile 1985. Allora cominciò l'idillio tra Georges Simenon (foto) e l'editrice Adelphi. Che ora taglia il traguardo dei 100 titoli in catalogo: divisi tra le storie dell'ispettore Maigret e i "roman roman", come li chiamava Simenon. Tre titoli in arrivo: La pazza di Itteville, Senza via d'uscita e Maigret e i vecchi signori. E per celebrare l'evento, dal 15 maggio al 30 giugno, il 25 per cento di sconto sui titoli in catalogo. Arrivano Cussler e Gengis Khan Arriva in Italia Clive Cussler (foto). Lo scrittore americano sforna best-seller. Le avventure del suo Dirk Pitt, ingegnere navale a metà tra Indiana Jones e 007, vanno forte anche da noi: in Italia Cussler ha venduto 5 milioni e mezzo di copie. Lo scrittore presenta il nuovo romanzo: Il tesoro di Gengis Khan (Longanesi) in libreria da fine aprile. Appuntamento al Melbookstore di Roma l'8 maggio, poi a Torino l'11 maggio alla Fiera del libro. (E.V.) Grillo in francese Il nuovo libro di Onfray Nella sua guerra ai giornali, dichiarata lo scorso 25 aprile col VDay di Torino, Beppe Grillo potrebbe ritrovarsi con un alleato: la star dei filosofi francesi Michel Onfray (foto). In libreria il 5 maggio con La politica del ribelle (Fazi), il teorico edonista e libertario torna sul tema del Sessantotto per indicare la Bastiglia da abbattere in caso di nuova rivoluzione: il potere dei media. "Il giornalismo è una roccaforte rispettata solo per il timore di rappresaglie" spiega Onfray a Panorama. "È un dio onnipotente in grado di trasformare la menzogna in verità: una giurisdizione eccezionale che giudica tutti, ma non si fa giudicare da nessuno". (R.F.).

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Redditiweb (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Roma. Il più incavolato di tutti è il super-moralista, Beppe Grillo, che si scaglia contro il governo uscente, colpevole di passare informazioni all'Anonima Sequestri: "È una follia, questa è una follia. Dopo l'indulto che ha svuotato le carceri, questo ex governo di imbelli e presuntosi fornisce ai criminali le informazioni sul reddito e l'indirizzo dei contribuenti. Pagare le tasse cosìè troppo pericoloso, meglio una condanna per evasione fiscale". Ma Grillo non è il solo risentirsi: la pubblicazione su Internet delle dichiarazioni dei redditi del 2005 di tutti ma proprio di tutti i cittadini italiani, non solo dei vip, scatena un putiferio colossale e provoca l'intervento del Garante della Privacy, che si scontra con il ministro delle Finanze e nel primo pomeriggio impone lo stop al sito dell'Agenzia delle Entrate. Inutile dire che il sito, nel frattempo, era già finito in tilt da ore dopo essere stato preso d'assalto da chi è corso a curiosare nei guadagni del vicino di casa o del collega di ufficio. Il lamento di Grillo, il cui reddito (oltre 4 milioni di euro nel 2005) era già stato passato ai raggi x nell'ultimo numero del settimanale Panorama senza particolari reazioni, trova una facile sponda nel Pdl, che spara a zero contro l'ultimo atto di Vincenzo Visco, il titolare uscente delle Finanze e del suo uomo di fiducia alle Entrate, Massimo Romano: "È una cosa vergognosa". Del resto, è stata un'associazione del Pdl che si è scagliata di buon mattino contro gli elenchi dei contribuenti finiti su Internet: "La privacy è stata violata a norma di legge", è l'accusa. La polemica sale di tono anche perché, nel frattempo, il quotidiano Italia Oggi ha provveduto a pubblicare un elenco di 130 vip con relativi redditi: da Grillo appunto a Roberto Benigni passando per Claudio Bisio e Luciana Littizzetto. Ma Internet fa la differenza e crea un effetto a valanga. La curiosità finisce per intasare il sito, rendendolo inaccessibile. Intanto, anche i consumatori si scatenano contro l'iniziativa di Visco: "La pubblicazione on line degli elenchi rappresenta una forma di molestia fiscale", tuonano Adusbef e Federconsumatori. Il vice ministro alle Finanze si difende e respinge le accuse ai mittenti: "È un fatto di democrazia, di trasparenza. Non vedo problemi. C'è in tutto il mondo, basta vedere qualsiasi telefilm americano. Era tutto pronto già a gennaio ma ho chiesto di pubblicare gli elenchi più tardi per evitare polemiche in campagna elettorale", chiarisce Visco. Il problema peròè che intanto Visco si ritrova nel mirino non solo di centrodestra, associazioni dei consumatori pronte alle azioni legali e vip risentiti. A dare addosso alle Finanze c'è anche l'Autorità garante della privacy, che fa sapere di non essere stata informata: "Non ne sapevamo niente". Immediata è la replica dell'Agenzia delle Entrate: "È un provvedimento a norma di legge, che viene trasmesso a Comuni e uffici locali, al fine di rendere disponibili gli elenchi. Il via libera del Garante risale al 2001 e al 2003". Ma una differenza c'è: prima bisognava andare negli uffici comunali per togliersi la curiosità di conoscere gli introiti del vicino di casa o di scrivania. Ora basta cliccare su Internet e il gioco è fatto. La questione finisce sul tavolo del Garante, che si riunisce in conclave per oltre tre ore e quindi decide di bloccare la pubblicazione: "La diffusione on line dei dati fiscali presenta evidenti e rilevanti problemi di conformità con le leggi in materia". L'Autorità invita inoltre i mezzi di informazione a non divulgare i dati estratti dagli elenchi prima dello stop. Alle Finanze si arrendono, anche perché nel frattempo il sito è collassato sotto la pressione dei curiosi: "Forniremo ulteriori chiarimenti al Garante", annunciano gli uomini di Visco. Ma intanto il polverone sollevato non accenna a diradarsi e diventa motivo di scontro politico tra i due schieramenti, che stanno per scambiarsi i ruoli al governo e in Parlamento. "È una vergogna", tuonano in molti dentro il Pdl. "I redditi devono essere conoscibili ma va evitato il fisco-spettacolo", dice Renato Brunetta. "Le norme vanno riviste. Con la comunicazione ai Comuni, se si voleva conoscere il reddito di qualcuno era possibile ma un po' più complesso. La via telematica è più rischiosa e va ripensata", dice Maurizio Leo, di An. "È doveroso garantire la trasparenza dei redditi. Sta all'Authority dire fin dove si può arrivare", è replica del ministro Pierluigi Bersani. Ma su tutto prevale l'indignazione di Grillo, che è un fiume in piena contro la "colonna infame" di Visco, che viene accusato addirittura di favorire rapimenti e "pizzo": "Inviate tutti una mail al futuro ministro Giulio Tremonti chiedendogli di ristabilire le regole", chiede il comico agli affezionati grillini. I quali però non apprezzano la rivolta del loro beniamino contro il Fisco e glielo fanno sapere con molti messaggi di dissenso: "L'iniziativa fiscale è corretta, puntuale e democraticamente ineccepibile - scrive Nick G. - "Istigazione a delinquere"? "Possibile fonte di contrasti fra vicini"? Ma cosa stai dicendo?". Anche Van Ina si ribella: "Travaglio, Grillo... siete come gli altri?". E Yerle Shannara aggiunge: "Fammi capire: l'elenco pubblico di chi ha subito una condanna (anche solo per aver allargato il box di casa senza autorizzazione) va bene e l'elenco delle dichiarazioni dei redditi no?". Molti chiedono di ritirare il post, qualcuno accusa Grillo di essersi infuriato per la pubblicazione del suo reddito. Altri però concordano con la necessità di privacy e aggiungono: Grillo fa soldi con il suo lavoro, e in questo non c'è niente di male. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 01/05/2008.

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Primi passi per un'Italiamigliore anche sul fisco (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Dalla prima pagina Molto merito è dell'opposizione, che non piega i comportamenti alle lamentazioni sul Pdl "pigliatutto" (la difesa d'ufficio dei "berluscones"è che il centrosinistra a suo tempo "si è eletto da solo il Capo dello Stato") e approccia la legislatura con lo spirito costruttivo che Walter Veltroni scandisce così: "Sul terreno delle riforme istituzionali cercheremo un dialogo con la maggioranza". Manca la controprova, però il sospetto è fortissimo: le cose sarebbero andate diversamente se Palazzo Madama e Montecitorio non fossero stati investiti dallo tsunami elettorale che ha cancellato le due ali estreme della politica italiana. Idee e opinioni alle quali va il rispetto dovuto dalla democrazia, e probabilmente destinate a riottenere già al prossimo "giro" una loro rappresentanza, ma la cui assenza, in questo momento, sembra garantire relazioni più sobrie e feconde fra i partiti superstiti. A tal proposito, anzi, il Paese ha necessità che pure Umberto Bossi si converta a una linea di galateo istituzionale: la forma, quando si sta in Parlamento e/o al governo, è sostanza. E le proprie ragioni possono viaggiare sul valore dei contenuti piuttosto che sulla violenza lessicale. Nell'attesa (poco fiduciosa), vale la pena sottolineare che quest'inizio di legislatura all'insegna del fairplay è, in realtà, solo il primo passo compiuto lungo un percorso, ineludibile ma accidentato, che porti a un'Italia finalmente più moderna ed efficiente. Diversa. Anche da quella che sta emergendo in queste ore con il "giallo" - meglio, la pantomima - dei redditi diffusi via Internet dall'Agenzia delle Entrate e poi oscurati dal Garante della Privacy. Quello delle tasse rimane il nervo forse più scoperto di quest'Italia da migliorare, per una semplicissima ragione: la pressione fiscale è ai massimi e lo è perché ancora in troppi pagano poco, pochissimo o addirittura per niente. In qualunque Paese mediamente evoluto, essere contribuenti infedeli è un marchio d'infamia, poiché la cultura radicata è appartenere a uno Stato, pretendere che questo Stato eroghi buoni servizi e si occupi di coloro che hanno meno. Si chiama convivenza civile. L'Italia deve imparare molto, sotto questo profilo, e per farlo va scardinato lo schema del vecchio, scellerato patto che da decenni lega il potere, comunque esso si manifesti, al cittadino: io chiudo gli occhi sui tuoi comodi con il fisco e tu non pretendi troppo dallo Stato. Soprattutto, non ti azzardi a disturbare i manovratori. Ha funzionato, tralasciando ogni considerazione etica, finché il Paese ha potuto indebitarsi. Ora che ha ampiamente esaurito questa capacità, non funziona più. È un corto circuito che per essere rimosso richiederà tempo e anche passaggi dolorosi. Rendere noti i redditi può essere uno di questi passaggi. E non si può liquidarlo come una vendetta postuma del viceministro Vincenzo Visco (non un campione di simpatia e lungimiranza, ma uno che l'evasione l'ha combattuta davvero) né come l'istigazione a delinquere evocata da Beppe Grillo, improvvisamente votato alla privacy - temendo furti, rapine e rapimenti - dopo aver sbandierato ai quattro venti i guadagni di manager, politici e quant'altri sono capitati nel mirino della sua campagna moralizzatrice. Denunciare la corruzione dei costumi non è esercizio che si può compiere usando il doppiopesismo. Stiano tranquilli, Grillo e coloro che con lui si stracciano le vesti: la criminalità vera ha efficienze che non attendono le dichiarazioni on line per sapere dove colpire e quella da marciapiede, ce lo dicono le cronache quotidiane, colpisce alla cieca, spesso i poveri cristi prima di tutti. La ricchezza non è una colpa. Ma proprio per questa ragione declinarne dimensioni e provenienza è un atto di civiltà. Il solo atto pubblico nella vita privata di ognuno. Perché ci si può dimettere, come molti hanno fatto con il fisco, dall'essere buon cittadino, ma non ci si può dimettere da cittadino. luigi leone leone@ilsecoloxix.it 01/05/2008.

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I referenduma salvedi Masaniello (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Paolo Armaroli Siccome siamo buoni di cuore, la mettiamo così: non abbiamo ben capito se Beppe Grillo, novello Pasquino nell'era di internet, c'è o ci fa. Come, per l'appunto, si dice a Roma. Insomma, ne sia consapevole o no, ha giocato un brutto scherzo da prete a migliaia di creduloni. I quali in ben 135 piazze d'Italia - a cominciare dalla torinese piazza San Carlo, dove si è esibito il Nostro alla presenza di cinquantamila spettatori non paganti, dunque portoghesi - se ne sono stati in fila sotto la canicola di fine aprile. E perché mai? Per sottoscrivere - udite, udite - tre referendum per l'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, dell'Ordine dei giornalisti e della legge Gasparri. Il tutto all'insegna, si capisce, di una "libera informazione in un libero Stato". Peccato che tanta fatica non sia stata coronata da successo, dal momento che l'impagabile Grillo ha bellamente gabbato i suoi sprovveduti ammiratori. Difatti le sullodate firme non valgono un accidente. E, per di più, sono state apposte su fogli con i quali ci si potrebbe incartare il pesce. Sappiamo bene che, così dicendo, corriamo il rischio di incorrere nelle ire di un personaggio che ama a tal punto lo stile sobrio da chiamare "Vaffa day 2" il suo secondo spettacolo torinese dopo il precedente di Bologna. E magari di essere messi alla berlina con l'epiteto di "verme, cameriere e servo", soavi espressioni usate dal Nostro nei confronti dei giornalisti. Con l'eccezione, va da sé, di coloro che lo accarezzano per il verso giusto. Ma per nessuna ragione al mondo intendiamo dismettere i panni del costituzionalista. E, legge di attuazione dei referendum e dell'iniziativa popolare alla mano (la famosa legge 25 maggio 1970, n. 352, approvata allo scopo di permettere agli avversari del divorzio una rivincita per via referendaria), dobbiamo concludere che come turlupinatore dell'opinione pubblica Grillo non è secondo a nessuno. Che ci sia o ci faccia, evidentemente ignora il celebre motto di Abramo Lincoln: "Si può ingannare una persona per tutta la vita, si può ingannare tutti per una volta, ma non si può ingannare tutti per sempre". Grillo e i suoi adepti - azzardatamente autodefinitisi grillini, e basta cambiare una "i" con una "u" per leggere grullini, cioè toscanamente scarsi di comprendonio - hanno avuto la bella pensata di far firmare i tre referendum su fogli di carta qualsiasi, privi perciò di qualsiasi valore giuridico. E non poteva essere altrimenti, del resto. Difatti Grillo e i suoi cari si sono ben guardati dal presentarsi alla cancelleria della Corte di cassazione al fine di promuovere i tre referendum. Saltato a piè pari con la massima disinvoltura questo primo passaggio, non potevano sperare che ai fogli sui quali apporre le firme i funzionari preposti alle segreterie comunali o alle cancellerie degli uffici giudiziari apponessero il bollo dell'ufficio. E poi l'articolo 31 della predetta legge è chiarissimo. Stabilisce che non può essere depositata richiesta di referendum nell'anno anteriore alla scadenza di una o delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione di una delle Camere medesime. Disposizioni, queste, che hanno la loro brava spiegazione. La prima parte consegue alla norma in forza della quale non possono svolgersi contemporaneamente elezioni politiche e referendum. Mentre la seconda parte si prefigge lo scopo di impedire l'accavallarsi della campagna referendaria con quella elettorale. Ciò premesso, facciamoci un po' di conti. Dunque, il decreto presidenziale di convocazione dei comizi elettorali reca la data del 6 febbraio scorso. Perciò la richiesta dei referendum, ossia il deposito delle cinquecentomila firme per ogni referendum, non potrebbe intervenire prima del 6 agosto prossimo. Se si considera che le predette firme vanno raccolte entro tre mesi dalla data del timbro apposto ai fogli dai funzionari di cui sopra, si fa presto a tirare le conclusioni. Se si tolgono tre mesi al 6 agosto, arriviamo al 6 maggio. Prima data utile alla raccolta delle firme, quindi. Sempre che nel frattempo Grillo si attenga alla normativa prevista dalla legge e si faccia parte diligente. I tribuni, dopo tutto, non sono paragonabili ai re assoluti. Non possono infischiarsi delle leggi. E tanto meno avere della democrazia un concetto tale per cui è antidemocratico, e degno di essere messo alla gogna, chi non la pensa come loro. Ben vengano i Masaniello. A patto che prima frequentino un corso serale di diritto costituzionale. E, il che non guasterebbe, di bon ton. Paolo Armaroli (paoloarmaroli@tin.it) è ex parlamentare di An e professore ordinario di Diritto pubblico comparato all'Università di Genova. 01/05/2008.

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Lettere al direttore (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Scriveteci su Internet Lettere al direttore lettere@gazzettadiparma.net Gazzetta di Parma via Mantova, 68 - 43100 Parma I redditi di Beppe Grillo Caro direttore, il ministro delle Finanze Vincenzo Visco (finalmente ormai ex) facendo pubblicare sul sito dell'Agenzia delle entrate i redditi dei cittadini italiani (anno 2005) ha fatto l'unica cosa giusta e seria in due anni di governo Prodi. Se non altro abbiamo scoperto i tanti fustigatori all'italiana, come il comico Beppe Grillo (comico in tutti i sensi), che aveva un "piccolo" reddito di circa 4.400.000 euro alla faccia dei suoi sostenitori da 1.000 euro al mese. Il Grillo appena lo ha saputo è "dato giù di testa" (parola che lui spesso ama dire agli altri) e si è infuriato, lo credo bene, perché molti dei suoi estimatori ritenevano che facesse solo beneficenza. D'altra parte è il falso puritano, il disonesto che teme la trasparenza e non certamente il contribuente fedele e corretto, anche se ha un reddito con molte cifre: l'importante è che paghi le tasse in base ai suoi veri redditi, e non faccia credere di essere un benefattore con pochi euro in tasca per farsi osannare. Mario Bertoli Parma, 2 maggio Redditi on line e lotta all'evasione Caro direttore, la gran schermaglia apertasi sulla liceità, o meno, di pubblicare su Internet i redditi degli italiani rischia di oscurare la sostanza del problema. Che era, e resta, la lotta all'evasione (quella vera). Esaurite le polemiche sul nostro voyeurismo fiscale, lasciati al proprio triste destino le migliaia di "grillini" tramortiti dalla scoperta dei guadagni non proprio francescani del loro "Robin Hood" senza macchia e senza paura, e ripulito il campo dalle scorie dei "dispetti" (veri o presunti) della gestione Visco, occorrerà in qualche modo ripartire. Magari, facendo sì che in Italia il fisco la smetta di giocare al "braccio violento" dello Stato buono solo a terrorizzare i contribuenti onesti. continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

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Il "grilletto" di Grillo puntato contro i giornalisti (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa il tempo delle parole Il "grilletto" di Grillo puntato contro i giornalisti Le parole della politica. Questa settimana Il Tempo ha scelto quelle che riguardano gli effetti della nuova battaglia mediatica inziata da Beppe Grillo. GRILLO CONTRO I GIORNALISTI Adesso se l'è presa pure con il Capo dello Stato. Beppe Grillo, davanti a 40mila suoi fan, a Torino, ha definito il presidente Giorgio Napolitano come il capo dei partiti e non degli italiani. E ha invocato una nuova Resistenza contro il fascismo dell'informazione: giornali pagati dal contribuente; giornalisti sul libro paga dei potenti e camerieri del pensiero unico; editori venduti alle caste; Ordine dei Giornalisti (retaggio mussoliniano) da abolire. E concludendo la manifestazione, ha detto che il blog li spazzerà via. WALTER CONTRO I GIORNALI Più o meno anche Walter Veltroni, ha tuonato contro i giornali... di destra e sinistra. Temendo una resa di conti interna al Pd, ha assunto toni grillini punzecchiando Il Riformista, reo di attaccarlo troppo e di essere guidato da un imprenditore, Tonino Angelucci (editore anche del feltrista Libero), eletto nel Pdl e amico del suo competitor Massimo D'Alema. Come se non bastasse, Walter si è detto convinto della necessità di avere una propria tv satellitare (su Sky). E ha incaricato due saggi: Francesco Verducci (direttore del suo sito e di Democratica tv) ed Ermete Realacci (responsabile della comunicazione del Pd). In attesa del varo della sua emittente, potenzierà il suo sito. MINOLI CONTRO IL CDA-RAI Giovanni Minoli l'ha detto chiaramente: "Il direttore sospeso Agostino Saccà torni al suo posto. Sarebbe un importante primo atto della nuova Rai". E sarebbe un primo importante terreno di verifica del nuovo governo Berlusconi. Lo stesso Cda Rai scade a fine maggio. Se son rose... fioriranno. GASPARRI CONTRO GRILLO Maurizio Gasparri, chiamato in causa da Beppe Grillo a Torino e demonizzato dalla stessa folla che lo ritiene l'artefice della legge che avrebbe re-introdotto il fascismo in Italia (la legge, appunto Gasparri), in una nota ha rivelato di essere stato oggetto di insulti e minacce a lui e alla sua famiglia. Della serie, chi semina vento, raccoglie tempesta. Grillo dovrebbe stare quindi attento all'effetto delle sue parole. E Gasparri, secondo il comico genovese, dovrebbe stare attento all'effetto delle sue leggi. E il fatto che la legge-Gasparri sarebbe filo-berlusconiana, lo proverebbe il comunicato di pronta solidarietà espresso da Mediaset nei confronti del colonnello di An. Sembra di stare nella Russia comunista: dal conflitto di interessi al processo alle intenzioni. IL MANIFESTO CONTRO GRILLO Lo storico quotidiano comunista non ha mandato giù l'attacco del comico contro l'imperante fascismo mediatico, di cui il Manifesto sarebbe parte integrante. E ha reagito accostando Grillo a Putin, simboli di un populismo qualunquista, sostanzialmente autoritario. Dal fascismo al comunismo mediatico.

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Le dichiarazioni ancora sul web Pronte le cause di risarcimento (sezione: Grillo)

( da "Denaro, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Borsa & Mercati fisco Le dichiarazioni ancora sul web Pronte le cause di risarcimento Carte, anz i web canta: le dichiarazioni dei redditi 2005 degli italiani sono ancora in rete. Arriverà la prossima settimana la risposta dell'Agenzia delle Entrate alla richiesta di delucidazioni, fatta dal Garante della Privacy, sulla diffusione online delle dichiarazioni dei redditi di tutti gli italiani. Dopo le proteste arrivano i provvedimenti giudiziari. Il Codacons ha deciso di presentare in 104 Procure una denuncia penale contro il viceministro uscente dell'Economia Vincenzo Visco "affinchè anche la magistratura apra delle indagini nell'interesse dei cittadini palesemente danneggiati dalla pubblicazione sul web dei propri redditi senza la necessaria autorizzazione dell'Autorità garante", spiega il presidente dell'associazione dei consumatori Carlo Rienzi. La Procura di Roma, fa sapere una fonte giudiziaria, si aspetta decine di denunce. Si tratta di valutare se le dichiarazioni dei redditi rientrino in una eventuale fattispecie penale ossia se abbiano violato la legge sulla privacy. Secondo Beppe Grillo con la pubblicazione online dei redditi "i rapimenti di persone saranno facilitati, il pizzo potrà essere proporzionato al reddito dichiarato.Grillo fa la sua proposta: "Inviamo una mail al prossimo ministro dell'Economia Giulio Tremonti perchè ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili privati" del 03-05-2008 num.

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La fabbrica della violenza (sezione: Grillo)

( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Oggi è Lun, 05 Mag 2008 Edizione 85 del 03-05-2008 Grillo e Santoro La fabbrica della violenza di Arturo Diaconale A Torino i centri sociali hanno festeggiato a loro modo il primo maggio incendiando le bandiere americana ed israeliana e contestando Fausto Bertinotti, reo di non essere favorevole alle proteste contro la scelta di dedicare ad Israele la Fiera del Libro di prossima inaugurazione. Questi incidenti sono solo un anticipo di quanto potrà avvenire, magari alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al momento dell'apertura della Fiera e durante gli incontri ed i dibattiti che si volgeranno nel corso della manifestazione. Il rischio che Torino sia una riedizione, magari ridotta ma altrettanto pericolosa, del G8 di Genova del 2001, c'è tutto. La fasce più estreme della sinistra antagonista sono alla ricerca di un pretesto per "rialzare la testa" (come ha detto il cantante Pelù alla folla del concerto di San Giovanni) dopo la clamorosa sconfitta elettorale. E la Fiera del Libro dedicata ad Israele, caricata com'è dalle polemiche degli ultimi mesi dei centri sociali e dagli intellettuali del massimalismo più radicale, sembra essere il pretesto più immediato e perfetto per decidere di alzare la testa menando le mani. Il pericolo vero non riguarda l'eventualità di incidenti a Torino. Che difficilmente potranno assumere le dimensioni di quelli del G8. Il pericolo è che il pretesto della Fiera del Libro possa diventare una sorta di richiamo della foresta per l'intera sinistra antagonista ed innescare un processo di riflusso estremista destinato a creare un clima di tensione e di violenza nell'intero paese. Una eventualità del genere è fin troppo fondata. Non solo perché al governo torna Silvio Berlusconi e la sinistra radicale è ormai tutta extraparlamentare. Ma perché sul paese sta tornando a spirare un vento di intolleranza che in passato ha già prodotto conseguenze gravissime e nefaste. Gli incidenti del primo maggio a Torino hanno un precedente che riguarda sempre Torino, la manifestazione tenuta in occasione del 25 aprile da Beppe Grillo può essere considerata come un esempio perfetto di questo vento che per il momento suscita solo violenza verbale ma che in in futuro, più o meno prossimo, potrebbe scatenare anche la violenza fisica. Gli intellettuali, i giornalisti, i conduttori televisivi che per ragioni di audience e con la speranza di intercettare la ricca fetta di mercato dei moralisti arrabbiati e qualunquisti cavalcano il fenomeno Grillo hanno scarsa memoria. O, forse, ne hanno anche troppa. Grazie a Grillo ed a chi gli fa eco, nel paese sta passando il messaggio che l'insulto sprezzante non solo è legittimo ma addirittura doveroso quando riguarda "gli altri". L'ultima puntata di "Annozero" è stata un esempio illuminante del fenomeno. Con Michele Santoro alla ricerca di un secondo martirio e magari di una nuova candidatura al Parlamento Europeo, ben contento di rilanciare gli insulti beceri e personalizzati di Grillo. Con gli ospiti (unica eccezione Vittorio Sgarbi) ben felici di mettersi al vento della violenza verbale del comico. Con il pubblico come sempre attentamente selezionato per fare da coro d'accompagnamento alle contumelie sanguinose e diffamatrici dell'incrocio tra Pulcinella e Savonarola. Tutti allegramente inconsapevoli (o forse colpevolmente consapevoli) che presto o tardi, come l'esperienza degli anni '70 insegna, la violenza verbale innesca quella fisica. E che non ci si può stupire e dolersi se poi qualche invasato imbecille decide di fare pulizia non con le parole ma con le armi e si mette a gambizzare od uccidere in nome della protesta morale. Grillo non ha problemi di questo tipo. La sua unica preoccupazione è di natura commerciale. Quella di curare e conservare la fetta di mercato dei qualunquisti imbufaliti per meglio alimentare la propria denuncia dei redditi. Lo stesso vale per Santoro alla ricerca dell'audience e del martirio o di Marco Travaglio impegnato allo spasimo a coltivare i lettori dei propri libri. Ma intanto nel paese cresce la febbre dell'intolleranza. Ed il pericolo del richiamo della foresta per una sinistra traumatizzata dalla sconfitta ed in uno stato di drammatica psicolabilità. Chi può provveda!.

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Cento anni della Fnsi e la Carta di Roma (sezione: Grillo)

( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Oggi è Lun, 05 Mag 2008 Edizione 85 del 03-05-2008 In punta di penna con gli immigrati Cento anni della Fnsi e la Carta di Roma di Gino Falleri Non sarebbe esatto sostenere che nel nostro mondo, quello dell'informazione, manchino le novità. A parte la ripresa del negoziato con la Fieg per il rinnovo del contratto, l'ultima è stata offerta dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti e dalla Federazione nazionale della stampa. Hanno varato la Carta di Roma, un protocollo deontologico "concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti". E' stata sollecitata dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e va aggiungersi alle altre sette esistenti. Lo scopo è quello di richiamare i giornalisti, nel momento in cui scrivono anche su chi entra nel nostro Paese, eludendo i controlli delle autorità di polizia e si confondono con i cittadini, ad usare vocaboli appropriati per non turbarli. Evitare informazioni imprecise, sommarie e distorte. Una iniziativa senz'altro di alta caratura umanitaria, ispirata al principio di eguaglianza e al rispetto dei diritti umani, ma che evoca il lato negativo delle intercettazioni telefoniche e le altre messe in atto, quando la libertà di stampa era un miraggio e si è dovuta conquistare con le armi degli eserciti alleati e con la Resistenza. Tanto da evocare Gianbattista Vico e i suoi "corsi e ricorsi storici" e l'uomo. Al di fuori di questo, che potrebbe essere considerato un dettaglio, il sindacato dei giornalisti, la Fnsi, ha invece qualcosa di importante da festeggiare per il suo significato. Ha compiuto cento anni ed è un traguardo di tutto rispetto, come autorevole è stata la sede dove hanno preso inizio i festeggiamenti: il Quirinale e alla presenza del Capo dello Stato. Un secolo, con la oscura parentesi del Ventennio, vissuto al servizio dei giornalisti, per tutelare i loro interessi ed assicurare soddisfacenti livelli di benessere e occupazionali, che purtroppo quest'ultimi stanno mostrando una lenta e costante contrazione. Non solo da noi. Notizie non buone vengono dagli Stati Uniti, in crisi Il Washington Post e Il Los Angeles Times, e dalla vicina Francia con l'autorevole Le Monde, che ha tagliato 80 posti di redattore. La nostra industria della notizia non attraversa una stagione esaltante ? nell'Unione Europea le vendite sono in calo del 4,12% dal 2002 - e non sembra che abbia le dovute potenzialità per poter offrire posti, e decorosi compensi, ad oltre 101.000 iscritti all'albo. Un record assoluto in tutto il mondo industrializzato e difficilmente eguagliabile. L'albo dei giornalisti qui da noi, con una crescita del Pil di poco superiore allo zero, lievita mese dopo mese e suscita di conseguenza preoccupazioni sul piano occupazionale. Germogliano le dichiarazioni d'ufficio e le iscrizioni dei freelance nel registro dei praticanti, e in quest'ultimo caso non sempre si ha cognizione se siano state rispettate le regole fissate dal Consiglio nazionale dell'ordine, che per dettarle ha usato l'autonormazione. Le apprensioni per il futuro, abbinate alle mutazioni della professione e alla multimedialità, non sono soltanto del Coordinamento nazionale dei giornalisti disoccupati, ma anche del Sinfo, il nuovo sindacato dell'informazione aderente alla Cisl, e dell'Angpi, l'Associazione nazionale dei giornalisti pubblicisti. Queste ultime due aggregazioni si interessano, su piani e con metodi diversi, di freelance e di collaboratori. Dei pubblicisti. La categoria meno protetta e mai al vertice. Per sincerarsene è sufficiente guardare gli organigrammi. Ed è singolare in una categoria professionale che, tramite la sua alta dirigenza, nella quasi totalità professionisti, difende quelli che ritiene siano i sacrosanti diritti degli immigrati. Problemi non sfuggiti all'attenzione della Fnsi, che, per affrontarli, e possibilmente risolverli, ha costituito un apposito dipartimento, quello dei Collaboratori, affidandolo alla guida del segretario generale aggiunto Mimmo Castellano. Nello stesso tempo attende una risposta su un altro problema legato alla 150/2000, che dovrebbero fornirla le grandi confederazioni sindacali. Dopo quasi otto anni, nonostante le sollecitazioni anche del Gus, il profilo e la regolamentazione dell'addetto stampa della Pubblica amministrazione è di là da venire. E non sembra, possiamo pure esprimere una valutazione errata, che ci sia molta volontà a mettere la parola fine ad un impegno previsto da una legge, approvata nei primi mesi del Duemila ed auspicata per trent'anni. Tempi secolari, secondo la migliore tradizione del nostro paese. E' il Coordinamento nazionale giornalisti disoccupati ad interpretare al meglio l'attuale situazione e non ha mancato di segnalare sia a Lorenzo Del Boca che a Roberto Natale, vertici del Consiglio nazionale dell'ordine e della Fnsi, il suo non favore alle scuole di giornalismo. In precedenza aveva invitato il Ministero della Giustizia, nell'assoluto silenzio del dicastero, a porre attenzione sulle interpretazioni evolutive del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti sull'accesso al praticantato. Ordine professionale messo in dubbio non solo per il referendum caldeggiato da Beppe Grillo ed alleati, ma persino da autorevoli uomini politici che fanno parte dell'attuale maggioranza parlamentare. Si può inoltre aggiungere che sulla stessa linea sono attestate diverse prestigiose firme del giornalismo nazionale. L'ordine dei giornalisti, lo sostengono in molti, avrebbe una maggiore validità se incidesse sulla qualità ed essenzialità dell'informazione. Intervenisse sul piano deontologico quando non si riferisce in maniera esatta. E' il giornalista il garante della corretta informazione e questa garanzia non è subordinata agli interessi dei terzi. Una situazione non delle migliori, che avrebbe bisogno di una cura radicale e con un occhio a quanto sta accadendo a livello internazionale. Per contrastare la contrazione delle vendite, e controbilanciare la free press in costante crescita, i giornali d'oltreoceano cercano gli opportuni rimedi e così nascono nuove figure professionali come il "Continuous news reporter", il giornalista che si interessa di aggiornare minuto dopo minuto notizie ed articoli. Le stesse redazioni mutano il loro assetto con l'introduzione di nuovi settori e la stessa multimedialità impone al reporter televisivo di essere polivalente. Montaggio compreso. Lo aveva sostenuto anni addietro Bloomberg e di recente lo ha messo in pratica un canale satellitare tedesco, il Sat1. Noi siamo agli albori. Presidente del Gus Nazionale.

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Duel-fiction: la spuntano "I Cesaroni" (sezione: Grillo)

( da "Opinione, L'" del 05-05-2008)
Pubblicato anche in: (Opinione, L')

Argomenti: Grillo

Oggi è Lun, 05 Mag 2008 Edizione 85 del 03-05-2008 Il regno dell'Auditel Duel-fiction: la spuntano "I Cesaroni" di Alessandra Palma Nel clima vacanziero del 1° Maggio la tv non va in vacanza, ma accusa il colpo e nella fascia oraria di maggiore ascolto, il prime time, vede spegnersi di colpo una media di oltre 2 milioni di televisori: a rimanere davanti al piccolo schermo sono 23.680.000 spettatori, contro gli oltre 26 milioni registrati mediamente nel mese di aprile. A tradire la tv sono gli ascoltatori di tutte le età, con il target commerciale 25-54 anni che cala di circa 950mila telespettatori, e le donne che scendono di oltre 1 milione e 600mila unità. A farne le spese è soprattutto la fiction, presenza fissa nei palinsesti Rai e Mediaset. A darsi battaglia sono "Capri ? La nuova serie", trasmessa da Rai Uno, e "I Cesaroni", in onda con episodio singolo su Canale 5. A spuntarla è la serie prodotta dalla Publispei che incassa un ascolto medio di 5.472.000 spettatori, pari a uno share del 22,15%, raccolto in gran parte tra i giovani: a seguire le esilaranti gag del trio Amendola-Tortora-Fassari sono soprattutto i bambini tra i 4 e i 7 anni (47,20% di share) e gli 8-14enni (50,15%), mentre ottimi risultati si toccano tra gli adolescenti 15-24enni (38,38%), fan accaniti di Marco ed Eva. Sull'altro fronte la fiction di Rai Uno cala rispetto alla scorsa settimana e agguanta un ascolto medio di 5.341.000 telespettatori, pari al 22,31% di share, che scende a 5.248.000 ascoltatori e al 21,24% nel periodo di sovrapposizione con la serie di Canale 5. A giudicare dai dati, "Capri" e la "Garbatella" si dividono il pubblico: la fiction con Kaspar Capparoni, Grabiella Pession e Sergio Assisi, infatti, non raccoglie grandi consensi tra i giovani ma spopola tra le donne (27,68 di share) e tra gli over 55enni, con i telespettatori ultra 65enni che raggiungono il 32,87%. A due settimane di distanza dalle elezioni non accenna a diminuire l'interesse degli italiani per la politica e l'informazione; ne è riprova l'ascolto record di "Annozero" che con una puntata incentrata sul fenomeno sociale e (anti)politico di Beppe Grillo, sviscerato anche attraverso accesi dibattiti tra Vittorio Sgarbi e Marco Travaglio, tiene incollati agli schermi di Rai Due una media di 3.685.000 spettatori, pari a una share del 15,79%. Deludenti gli ascolti del Concerto del 1° Maggio, trasmesso da Rai Tre. A presentare la manifestazione, quest'anno dedicata alle "morti bianchi", uno dei giovani attori più quotati del cinema italiano, Claudio Santamaria, che insieme ad altri colleghi (Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Sabrina Impacciatore) tira giù il lungo elenco dei morti sul lavoro nell'ultimo anno in Italia. La folla a Piazza San Giovanni è quella di sempre, i dati Auditel un po' meno: a seguire il concerto in tv sono solamente 959.000 spettatori, pari ad appena il 4,32% di share. Autentico exploit per La7 che trasmette la semifinale di Coppa Uefa disputata tra la Fiorentina e il Glasgow Rangers e segna una media di 3.297.000 ascoltatori, con una share del 14,26% che le vale il quarto posto nella classifica del prime time.

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E il gossip fu censurato per legge (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Lunedí 05.05.2008 09:00 --> E' veramente incredibile. Mentre in Italia nello studio di Michele Santoro c'è un duello tra il "faccia da tonto" Marco Travaglio e chi lo accusa di esserlo Vittorio Sgarbi, in Unione Sovietica s'inventano la censura per il gossip. Tutto nasce dalla presunta storia d'amore, poi rivelatasi non vera tra Putin e la ginnasta Alina Kabaeva che tra l'altro ha avuto modo di apprezzare in Italia la pizza, di cui va pazza. Ma torniamo al provvedimento della Duma che ha approvato lo scorso 25 aprile, giorno della liberazione in Italia, degli emendamenti all'articolo 4 della legge sui media. Sospensione o chiusura per le testate giornalistiche che "abbiano diffuso informazioni false deliberatamente dannose all'onore e alla dignità". Pensate in Italia quanti si mordono le mani. Se ci fosse stato un provvedimento simile del Parlamento italiano magari a stragande maggioranza altro che intercettazioni telefoniche o prime pagine strillate contro i politici. Facciamo con la mente un passo indietro e pensiamo a tutti quei politici che si sono ritrovati sulle pagine dei giornali per storie di sesso o altro. Con un provvedimento approvato a larghissima maggioranza l'Unione Sovietica in un sol colpo ha sistemato i giornalisti e tutte le testate. C'è chi giura che è adirittura peggio, questo ultimo provvedimento, di quello votato dal Soviet Supremo che nel 1922 cancellò di fatto la libertà di stampa. Lì non ci sono Beppe Grillo che tengono. Il parlamento vota e le forze dell'ordine eseguono...democraticamente. E la conferma arriva dal terzo presidente democraticamente eletto, Dimitri Medvedev, che tra pochi giorni s'insedierà al Cremlino. "La stampa è libera dichiarato al più diffuso settimanale russo. Ma i giornalisti devono scrivere più verità con responsabilità". E così vediamo se la prossima volta che viene in Sardegna il Presidente Putin a trovare il suo amico e collega Presidente Silvio Berlusconi, qualche incauta giornalista si permette di chiedere il perchè ha lasciato la moglie e se è vero che c'è una love story con la bella ginnasta. I giornalisti che legittimano il gossip e lo alimentano sanno che rischiano la sospensione delle pubblicazioni o addirittura la chiusura. Questa è libertà.

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Maria De Filippi da Bonolis, Zoro da Mentana, Beppe Grillo da Santoro (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Mag 08 5 Maria De Filippi da Bonolis, Zoro da Mentana, Beppe Grillo da Santoro Pubblicato da Matteo Failla alle 11:12 in Attualità, Intrattenimento, Personaggi Tv, Prima serata Dopo il ponte del primo maggio, durante il quale l'indiscusso protagonista è stato il 740 del vicino di casa, torniamo a parlare di televisione, visto che di carne al fuoco ne abbiamo. Partiamo da Diego Bianchi, in arte Zoro, che vi ho segnalato più volte, che mercoledì scorso è stato ospite da Enrico Mentana a Matrix. Pensate che in apertura Chicco ha mandato in onda il video che vi avevo già segnalato. Bravo Diego, te lo sei meritato, e sei riuscito ad andare in tv non come blogger che parla della blogosfera, ma come blogger che parla di politica. Bravo, daje dentro. C'è poi l'ultimo baluardo della faziosità che tanto mi aggrado che prova a resistere al bavaglio "di seta" che già si sta preparando lassù sulle montagne. Parlo di Michele Santoro che ha ospitato virtualmente Grillo, di Travaglio insultato da Sgarbi, di Vauro che ha chiuso la serata in bellezza. Tutto in un'unica serata, ovviamente ad Anno Zero; diciamolo, questa trasmissione dovrebbe continuare a vivere per diritto, è l'unico spazio di controinformazione televisiva. Preghiamo per lei, magari anche per loro, non si sa per quanto potranno ancora fare il loro mestiere nella tv pubblica. Ah, bè, poi c'è Maria De Filippi da Paolo Bonolis. Come non citarla, come non apprezzare una chiusura con il botto per un Bonolis che si appresta a tornare in Rai? Eh, come? Bè, ad esempio sottolineando il fatto che un'intervista che poteva toccare l'anima in realtà è stata un sublime esercizio di comunicazione, che il personaggio De Filippi è riuscito a rendere personaggio anche la De Filippi persona, che le intime verità di una donna che le intime verità le tiene sempre ben riposte sono puro prodotto televisivo, che tutto ciò che sembrava incredibilmente bello ad un minuto dalla fine sembrava incredibilmente barocco. No, baroccheggiante.

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CHIAIANO, DE GENNARO ACCELERA (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Circondario Nord)" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il commissario: per il 5 luglio il sito sarà pronto. Revoca definitiva per Pianura e Gianturco Chiaiano, De Gennaro accelera Cava requisita per la discarica, appalti in una settimana. Barricate nel quartiere: no alle ruspe Rifiuti, raccolta ancora a rilento. In Campania 30mila tonnellate in strada. Sos roghi Riflettori su Chiaiano nella settimana che si apre. Il commissario De Gennaro accelera: ha requisito l'area per la discarica, prospettando appalti in una settimana e completamento dei lavori entro il 5 luglio. Ieri nuova marcia contro il sito dove oggi potrebbe intervenire anche Beppe Grillo. "Presto la situazione migliorerà", ha detto De Gennaro, ma in tutta la regione sono 30mila le tonnellate in strada, la raccolta procede a rilento e non si arresta l'allarme roghi. Per i siti di Pianura e Gianturco è confermata la revoca definitiva. ROANO A PAG. 23.

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SCATTA LA REQUISIZIONE PER IL SITO DI CHIAIANO, PRESTO I SONDAGGI. ANCORA CORTEI E BARRICATE, IL QUARTIERE TEME LE RUSPE (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (City)" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Scatta la requisizione per il sito di Chiaiano, presto i sondaggi. Ancora cortei e barricate, il quartiere teme le ruspe LUIGI ROANO Trentamila tonnellate a terra in tutta la regione, 1300 nella sola Napoli. Il bilancio della crisi dei rifiuti è in queste cifre. Lo comunica il commissariato per l'emergenza rifiuti guidato da Gianni De Gennaro. L'ex superpoliziotto annuncia però che "nelle prossime ore ci sarà un sensibile miglioramento della situazione". Effetto della ripresa delle attività a pieno regime dei cdr di Caivano, Giugliano e Casalduni. De Gennaro conferma che a Chiaiano si farà la discarica: ha già affidato alla sua struttura il compito di redigere il progetto esecutivo. La gara dovrebbe essere indetta entro una settimana e il sito pronto per il 5 luglio, ultimo giorno nel quale è garantito lo smaltimento della spazzatura di Napoli. Il commissario ha requisito l'area che verrà delimitata nel giro di poche ore e presto scatteranno i carotaggi. La notizia dell'accelerazione per Chiaiano è stata accolta con preoccupazione nel quartieri. Ieri sera ancora una marcia per dire no al sito. Si teme che l'arrivo delle ruspe sia imminente. Il commissario, per stemperare la tensione, ha confermato quanto già anticipato al Mattino nei giorni scorsi: ha revocato le ordinanze per i siti di Pianura e della ex sede della Manifattura tabacchi, destinati a contenere le ecoballe. La cava di Chiaiano può contenere fino a un milione di tonnellate di rifiuti: due anni e oltre di produzione della città. Il tempo necessario per costruire gli impianti per il ciclo completo dei rifiuti. Ieri la morsa dell'immondizia è tornata a stringersi su Napoli. Da un lato l'impossibilità di sversare nel sito di Ferrandella, e dall'altro il consueto blocco domenicale dei treni per la Germania hanno fatto precipitare gli eventi. Con picchi di rifiuti nelle zone di via Foria e piazza Cavour dove ci sono state proteste dei cittadini e roghi. La gente è stanca di vedere giocare i bambini tra i rifiuti e di vedere accumulata l'immondizia fin sotto i negozi di alimentari. La spazzatura è nei principali quartieri della città, nelle periferie come in centro. A complicare la situazione c'è il grande caldo arrivato in anticipo. Così l'Asl sta disinfestando le montagne di rifiuti. I sacchetti neri vengono trattati con agenti chimici in grado di tenere sotto controllo per qualche giorno la decomposizione della spazzatura e quindi lo sprigionarsi di sostanze intossicanti e pericolose per la salute. La settimana che si apre è all'insegna della tensione sul fronte rifiuti. Occhi puntati su Chiaiano, alla marcia secondo gli organizzatori avrebbero partecipato un migliaio di persone. Per la Questura meno di 600, in minoranza i napoletani: in strada sono andati gli abitanti di Marano e Calvizzano che confinano con la cava. È utile ricordare che Marano la sua discarica ce l'ha ed è attigua proprio alla cava di Chiaiano. E oggi dentro il sito si terrà un consiglio della Municipalità Chiaiano, aperto appunto ai comuni di Marano e Calvizzano. Non è escluso il ricorso alla protesta show. Ieri sera è trapelato che nel sito a manifestare potrebbe esserci Beppe Grillo. E il no al sito lo hanno ribadito anche dall'Assise di palazzo Marigliano dove ieri c'è stata un'assemblea alla quale hanno partecipato i geologi: "L'impermeabilizzazione della cava - hanno detto - è garantita solo per 20 anni, dopo c'è il rischio di inquinamento della falda acquifera". Fra gli altri partecipanti anche Raffaele Raimondi magistrato e presidente del Comitato centro storico Unesco patrimonio dell'umanità. Altri no arrivano per la discarica nell'alta Irpinia, lo hanno detto a chiare lettere i componenti del coordinamento nazionale piccoli comuni a difesa di Savignano e Vallata.

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ANNOZERO, CAPPON INCONTRA SANTORO GASPARRI: DALLA RAI INTERVENTO TARDIVO (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Annozero, Cappon incontra Santoro Gasparri: dalla Rai intervento tardivo Il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, e Michele Santoro si vedranno oggi pomeriggio: l'incontro dopo le polemiche suscitate dall'ultima puntata di "Annozero" per alcune frasi, riprese dalla manifestazione del 25 aprile di Beppe Grillo, in cui quest'ultimo prendeva di mira il presidente, Giorgio Napolitano. Una trasmissione che è stata duramente contestata già dal presidente di viale Mazzini, Claudio Petruccioli che, aprendo il caso, ha detto: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi, sono incalcolabili". Senza contare che due giorni fa l'Agcom ha fatto sapere che aprirà un'istruttoria sulla vicenda. Nell'incontro di oggi Cappon potrebbe chiedere conto al conduttore degli ampi spazi concessi a Grillo non solo nella puntata in questione, ma anche in precedenza. Non manca la polemica, interna al Pdl, tra Gianfranco Rotondi (Dca) e Maurizio Gasparri (An): "Rispetto le valutazioni di Petruccioli e Cappon, ma ritengo Santoro e Travaglio non censurabili, sono stati sempre così, una censura sarebbe letta dalla gente come un segno del quadro politico cambiato", spiega Rotondi ribadendo anche che "la Rai ha bisogno di libertà e il pluralismo si costruisce immettendo idee e talenti diversi, non oscurando quelli che ci sono". Il capogruppo in pectore del Pdl al Senato chiede invece uno stop agli insulti tv. "È una piacevole sorpresa vedere Petruccioli e perfino l'inerte Cappon scoprire il caso Santoro. Peccato che ci abbiano messo così tanto tempo", attacca Gasparri. "Aspetto ancora da Petruccioli il rispetto di un impegno preso con me, anche in seguito a una censura ad Annozero che ottenni dall'Agcom a cauda di una trasmissione compensativa con la mia presenza dopo un processo tv intentato a me da Santoro con lo sconfitto ministro Gentiloni in studio senza contraddittorio. Petruccioli - continua Gasparri - non ha rispettato l'impegno ed ora insorge quando Santoro ha fatto da megafono per gli inaccettabili insulti al Capo dello Stato". Claudio Cappon.

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"Qualcuno sa (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

IL REGISTA DI "SUPER SIZE ME" SULLE TRACCE DI OSAMA "Qualcuno sa [FIRMA]VITTORIO SABADIN CORRISPONDENTE DA LONDRA "Dov'è finito Osama bin Laden?" Provoca qualche brivido vedere nella metropolitana di Londra, la stessa degli attentati che nel 2005 causarono 56 vittime, questa frase stampata su un buffo manifesto, nel quale un uomo conduce un cammello al galoppo nel deserto ridendo di gusto mentre alle sue spalle elicotteri e carri armati creano un inferno di fuoco e fiamme. Il cammelliere è il documentarista americano Morgan Spurlock e la domanda che si pone è il titolo del suo ultimo lavoro, che uscirà nelle sale inglesi il 9 maggio. Spurlock è la stessa persona che cercò di uccidersi mangiando per un mese da McDonald's ("Super Size Me", candidato all'Oscar nel 2004) e questa volta ha provato un modo più rapido per suicidarsi: andare a cercare Bin Laden dall'Egitto a Israele, dalla Giordania al Marocco, dall'Arabia Saudita all'Afghanistan e al Pakistan. Incredibilmente, è tornato a casa sano e salvo, ma nemmeno lui potrà incassare la taglia di 25 milioni di dollari che spetta a chi rintracci, vivo o morto, Osama. "Io ovviamente lo volevo vivo - ha raccontato Spurlock in un lungo articolo sul magazine dell'Independent - anche se a volte avevo un incubo: ci incontravamo, io gli tendevo la mano e lui me la tagliava con la scimitarra. Forse la vera ragione per la quale sono partito è che ho visto troppi film nei quali il bravo ragazzo cattura da solo il cattivo, ma in realtà la domanda che avrei voluto fare a Bin Laden era questa: come si può porre fine a questa follia che si è impadronita del mondo dopo l'11 settembre? Come facciamo a fermarla?" Lo scopo del film, sostiene il regista, è quello di fare in modo che le persone che non vogliono sentire ascoltino. "L'argomento di cui si parla è serio, molto serio, ma questo non vuol dire che non lo si possa affrontare con umorismo". Far ridere, secondo Spurlock (e sicuramente, in Italia, anche secondo Beppe Grillo), è ormai l'unico mezzo per attirare l'attenzione delle persone su argomenti importanti e per farle ragionare. "Negli Stati Uniti le televisioni e i giornali sono concentrati nelle mani di poche persone e la visione che si dà degli avvenimenti esteri nei notiziari è sempre di odio e di contrapposizione. Vorrei che il film aiutasse la gente a cambiare atteggiamento, a non respingere il dialogo. Non possiamo più lasciare queste cose solo nelle mani dei politici". Nel suo viaggio, Spurlock ha scoperto che la disponibilità della gente araba a discutere con un americano è molto più alta di quanto avesse immaginato. La polizia è dovuta intervenire a salvarlo solo una volta, quando fu assalito da un gruppo di ebrei Hasidic. E la sua amara considerazione finale è che purtroppo è molto facile trovare Osama bin Laden: "dal Marocco al Pakistan, grazie agli errori di Bush, il suo spirito è ormai dovunque".

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Cgil Bologna: ''No alle ronde private o di partito'' (sezione: Grillo)

( da "Redattore sociale" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

SICUREZZA 14.4805/05/2008 Cgil Bologna: ''No alle ronde private o di partito'' Bologna - "No" a ronde private o di partito. La sicurezza "e' garantita solo da politiche pubbliche, non dalla privatizzazione del problema". Domani partiranno a Bologna le prime ronde targate An, mentre da tempo si annunciano quelle padane e addirittura quelle organizzate dagli Amici di Beppe Grillo. Ma la Cgil prova a stopparle tutte. E' il segretario della Camera del Lavoro di Bologna, Cesare Melloni, a lanciare il messaggi: "Non vogliamo ronde di partito o di associazioni private, che si improvvisano tutori dell'ordine pubblico- manda a dire dal convegno sulla sicurezza organizzato oggi a Bologna- non danno un maggiore senso di sicurezza ai cittadini, ma infondono solo paura per la presenza di polizie private". Anche perche', afferma Melloni, "la sicurezza e' la liberta' dei cittadini di muoversi ed esprimersi liberamente ed e' garantita solo da politiche pubbliche, non dalla privatizzazione del problema". Un deciso "si'" dunque agli assistenti civici. "Siamo a favore che sotto il controllo diretto del Quartiere ci siano occasioni di partecipazione attiva dei cittadini- annuisce il numero uno della Cgil- i volontari devono pero' avere un disciplinare preciso: devono segnalare le situazioni problematiche, non intervenire. E' un modo anche per non subire la desertificazione del territorio- valuta ancora Melloni- e costruire un maggiore senso di appartenenza". Mauro Alboresi, della segreteria Cgil, che oggi al convegno ha tenuto la relazione introduttiva, afferma che "e' positiva l'idea di volontari organizzati ma che abbiano una funzione integrativa e non sostitutiva. In Emilia-Romagna ci sono gia' oltre 60 esperienze positive di questo tipo, compresa quella di Borgo Panigale". Alboresi richiama infatti la legge regionale 24 del 2003 che appunto consente di utilizzare il volontariato per il controllo del territorio. "Siamo favorevoli ad azioni che stanno dentro questo quadro legislativo- spiega Alboresi- e che sono tese all'educazione, alla promozione e al rispetto della legalita'". In quella legge regionale, ricorda l'esponente della Camera del Lavoro, "sono chiaramente evidenziate finalita' e obiettivi, ipotesi di accertamento, individuazione e forme di impiego, formazione e tutela dei volontari". Ma con un'indicazione precisa. Gli assistenti civici, avverte Alboresi, siano "un servizio aggiuntivo, in alcun modo sostitutivo di quello svolto dalle forze preposte". Nel giorno in cui approdano in Consiglio comunale le proposte per i nuovi strumenti di "lavoro" per la Polizia municipale, la Cgil di Bologna lascia in sospeso il giudizio su spray e manganelli per i Vigili urbani. Ma all'indirizzo di Palazzo D'Accursio lancia un avvertimento chiaro. "La scelta e' del Comune e ne riconosciamo la piena responsabilita'- afferma Cesare Melloni, segretario della Camera del lavoro- ma vogliamo ricordare anche che il ruolo della Polizia municipale non si deve sovrapporre a quello delle altre forze di Polizia". Dunque, "i nuovi strumenti non vanno visti in chiave offensiva o sostitutiva- sostiene Melloni- ma essenzialmente difensiva. Non vogliamo tante polizie che fanno le stesse cose". Di piu'. Manganelli e spray, aggiunge Mauro Alboresi della segreteria bolognese della Cgil, devono essere utilizzati "nel rispetto degli elementi di tutela e garanzia per i cittadini e per gli stessi operatori". E per questo servono "formazione e copertura assicurativa" per i vigili urbani. Affrontare il tema dei nuovi strumenti per la Polizia municipale di Bologna e' stato inevitabile, oggi nella sede della Camera del lavoro. La Cgil aveva infatti organizzato un convegno proprio sulle politiche della sicurezza sotto le Due Torri, alla presenza del procuratore capo, Enrico Di Nicola, del nuovo questore, Luigi Merolla, e dell'assessore comunale alla Sicurezza, nonche' ex magistrato, Libero Mancuso. "Noi non siamo solo osservatori del dibattito- rivendica Melloni- ma vogliamo anche offrire un contributo che nasce dall'esperienza". Quindi, piu' che dilungarsi sulla questione dei manganelli, il numero uno della Cgil bolognese preferisce mettere l'accento sui vigili di quartiere, che per la Camera del Lavoro rappresentano il vero nodo della questione. "Un anno fa abbiamo siglato un accordo con il Comune per il vigile di prossimita'- ricorda Melloni- che e' uno strumento importante per i cittadini. Bisogna rispettare quell'intesa- ammonisce- va resa effettiva". Per i "bobbies", il sindacato chiede a Palazzo D'Accursio "maggiore determinazione e coerenza". Il messaggio esce chiaro anche dalle parole di Alboresi, che oltre ai vigili di prossimita' invita il Comune a "qualificare e concretizzare sempre piu' gli sportelli sicurezza nei Quartieri", al momento attivi solo a Borgo Panigale, Navile e S.Donato. "Sui vigili di prossimita'- insiste poi l'esponente della segreteria Cgil, che ha tenuto la relazione introduttiva al convegno di oggi- ci vuole un cambio di passo. Servono piu' uomini e piu' mezzi, bisogna rendere visibile ai cittadini questo cambio di impostazione voluto dal Comune". E per farlo, sostiene Melloni, "i vigili di quartiere vanno messi in relazione con gli interventi delle altre forze di polizia. Per questo proponiamo la creazione di una centrale unica operativa", gestita da tutte le forze dell'ordine presenti in citta'. Per stringere meglio i rapporti tra le istituzioni, la Cgil propone al Comune un Forum sulla sicurezza e iniziative di educazione civica e alla legalita'. "La sicurezza non va ridotta a mera questione di ordine pubblico- afferma Alboresi- ma affrontata complessivamente agendo sulle cause che portano a un maggiore senso di insicurezza. Dobbiamo fare i conti con una complessita' a cui la citta' non era abituata". In particolare, per la Cgil, "bisogna contrastare lo spopolamento della citta', pensando a politiche residenziali per ripopolare soprattutto il centro storico". Ma allo stesso tempo, aggiunge Alboresi, "occorre pensare e valorizzare gli spazi comuni, per una riappropriazione del territorio tramite la partecipazione".(DIRE).

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Grillini, raccolte cinquanta firme (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

LIMANA Grillini, raccolte cinquanta firme LimanaAllestito ieri davanti al municipio il banchetto dell'associazione Grillibelluno alla presenza del referente di zona Stefano De Barba. Sono state una cinquantina le firme raccolte, un decimo rispetto alle 500 del capoluogo, per il referendum promosso da Beppe Grillo per una libera informazione in un libero Stato. Tra le proposte l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri sulla radiotelevisione. Tra i limanesi, alcuni hanno sottoscritto la richiesta, altri si sono dichiarati indifferenti, mentre c'è chi ha ribadito che la decisione spetta a chi fa parte del settore.

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SICILIA/ ARS, SI PREPARA LA 'SUCCESSIONE' DI ANNA (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

FINOCCHIARO In 'pole position' Bernardo Mattarella postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Palermo, 5 mag. (Apcom) - La proclamazione di tutti i 90 deputati regionali all'Assemblea Regionale Sicilia non è stata ancora ultimata, l'Ars non si è neppure riunita ed Anna Finocchiaro, riconfermata capogruppo Pd al Senato, non si è dimessa da deputato regionale, ma già sarebbe stato stabilito il nome di chi andrà a sostituirla: Bernardo Mattarella. Secondo quanto si apprende in ambienti del Pd ci sarebbe già un accordo di massima con la maggioranza di centro destra per far si che la 'scelta' del sostituto della Finocchiaro ricada sul miglior 'resto' del Partito Democratico, appunto, su Bernardo Mattarella. A 'decidere' - è ben inteso - sarà l'Ars, non appena la Finocchiaro come ha annunciato, si dimetterà. E visto che, in ogni caso, la candidata del Pd sconfitta alle regionali, lascerà la guida dell'opposizione non prima di essersi insediata, la competenza a decidere sull'assegnazione del seggio, passerà, dall'organo giurisdizionale, che è l'Ufficio elettorale regionale di Palermo, a quello politico, che è la commissione verifica dei poteri dell'Ars. Sarà quindi quest'ultimo organo che avanzerà la 'proposta' all'Assemblea regionale, in cui siedono solo esponenti della Pdl, Udc, Mpa e Pd, a cui spetterà l'ultima parola. In 'corsa' per il seggio delle Finocchiaro, c'è la candidata sconfitta, seconda classificata fra i perdenti, Sonia Alfano, esponente degli "Amici di Beppe Grillo" che ha già fatto sapere di essere assai 'interessata' al seggio all'Ars, ma anche Rita Borsellino, scesa in campo con la Sinistra Arcobaleno ma rimasta fuori dall'Assemblea a causa del mancato superamento dello sbarramento del 5%. E' chiaro, comunque, che ci saranno dei ricorsi.

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FIERA LIBRO: GRILLO SI ARRABBIA CON FERRERO, 'MI CENSURANO NON CI VADO' (sezione: Grillo)

( da "Asca" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

(ASCA) - Roma, 5 mag - Beppe Grillo non partecipera' alla Fiera del Libro. Lo ha annunciato lo stesso comico genovese dalle pagine del suo blog in risposta polemica con quanto dichiarato oggi da Ernesto Ferrero, direttore della manifestazione, che aveva sollecitato Grillo a ''sostituire le invettive con un appello a favore della cultura'' nel corso del previsto intervento. ''Belin - ha scritto il comico - questa e' censura preventiva. Ho deciso: non posso partecipare. Lo faccio per loro, per gli organizzatori. Se mi tolgono i comizi, le invettive e, soprattutto, i concetti poco edificanti cosa mi rimane da dire? Potrei parlare di nanoparticelle, di rifiuti zero, di citizen journalism della Costituzione, del precariato, di informazione web 2.0, di Internet, della democrazia diretta. Potrei perfino spiegare che la Mondadori, il piu' importante gruppo editoriale italiano, e' stato comprato grazie alla corruzione di giudici'', sottolinea in modo provocatorio Grillo, che chiude l'intervento annunciando: ''E lo faro', ma non alla Sala Gialla, lunedi' 12 maggio, alle ore 14.30. Lo faro' da casa mia in diretta streaming alla stessa ora. Chi si colleghera' al blog potra' ascoltarmi senza censure''. red/uda.

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Grillo: a Torino censura preventiva, alla Fiera del Libro non vado. Appuntamento sul web (sezione: Grillo)

( da "Rai News 24" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

Torino | 5 maggio 2008 Grillo: a Torino censura preventiva, alla Fiera del Libro non vado. Appuntamento sul web Beppe Grillo Non c'è soltanto la scelta di invitare Israele come paese ospite, ma anche la partecipazione di Beppe Grillo a scatenare le polemiche attorno alla Fiera del Libro. Il direttore, Ernesto Ferrero esorta Grillo a non tenere comizi, ma piuttosto ad essere testimonial del libro e della lettura. Pronta la risposta del fustigatore umorista: non parteciperà alla cerimonia di chiusura della Fiera del Libro di Torino, annuncia sul suo blog, perché le parole di Ferrero sono una forma di "censura preventiva". Grillo non rinuncia però al suo intervento: lunedi' 12 maggio alle 14.30, parlerà in diretta streaming da casa sua. "Ho deciso: non posso partecipare. Lo faccio per loro - scrive Grillo - per gli organizzatori. Se mi tolgono i comizi, le invettive e, soprattutto, i concetti poco edificanti cosa mi rimane da dire? Potrei parlare di nanoparticelle, di rifiuti zero, di citizen journalism, della Costituzione, del precariato, di informazione web 2.0, di Internet, della democrazia diretta". "Chi si collegherà al blog - aggiunge Grillo - potrà ascoltarmi senza censure. Parlerò anche di libri: di quelli che ho fatto e di quelli che farò. Il più grande successo editoriale on line del 2007 è stato il libro Schiavi Moderni, tratto da migliaia di testimonianze spontanee e scaricato gratuitamente in quasi mezzo milione di copie. Nel libro ci sono invettive rivolte alla legge 30, concetti poco edificanti come lo sfruttamento e un comizio del premio Nobel Joseph Stiglitz contro la riduzione in semi schiavitù dei lavoratori. Alla Fiera del Libro non potrei parlarne, ma davanti a un computer,sì".

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"Noi vigili mai più in piazza Vittorio" (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 05-05-2008)

Argomenti: Grillo

RITROVÒ 415 MILA EURO DOPO L'AGGRESSIONE DA PARTE DI CENTINAIA DI PERSONE TRE AGENTI SONO RIMASTI FERITI ENNESIMO APPELLO DI PICCHIONI A TRE GIORNI DALL'INIZIO DI LIBROLANDIA All'interno POLEMICA "Bresso mi promise un lavoro, ma io non l'ho mai avuto" "Noi vigili mai più in piazza Vittorio" "I palestinesi vengano alla Fiera" Giovane ubriaca uccide ciclista e va a dormire Fiasco totale per la prima volta del Discobus Beppe Minello La denuncia: "Folla di giovani pieni d'alcol e di droghe" Quando i carabinieri l'hanno arrestata la ragazza di 25 anni non ricordava niente Antonio Giaimo Federico Genta Rolando Picchioni, presidente della Fiera del Libro (che sta completando l'allestimento, foto), lancia un ultimo appello a chi ritiene che la Fiera abbia negato ospitalità agli scrittori e ai rappresentanti della comunità e cultura palestinese: "Nonostante gli stand siano ormai assegnati e il calendario fittissimo siamo più che disponibili ad accogliere alla Fiera le voci dei rappresentanti della cultura palestinese". Intanto sabato alle 14,30 alla Sala Gialla parlerà Beppe Grillo e il direttore Ferrero gli chiede di evitare invettive e di convincere i giovani ad amare i libri. Emanuela Minucci A PAGINA 61.

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