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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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Report "Grillo"

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Indice delle sezioni

Grillo (50)


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! ( da "Azione, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo, l'informazione è una cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della professione e dell'

Il sindaco di S. Lorenzo del Vallo (Cs) si rivolge al giudice ( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: dalle dichiarazioni pronunciate qualche giorno fa da Beppe Grillo durante la trasmissione "Annozero". E, ieri, è passato ai fatti. Chiedendo al magistrato di accertare se nei confronti del comico genovese possano ravvisarsi gli estremi del reato previsto dall'art. 278 del codice penale, che punisce chiunque offende l'onore o il prestigio del presidente della Repubblica.

Il leader dell'Italia dei Valori si schiera in difesa di <Annozero> ( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". "Chi ha seguito il programma avrà sicuramente pensato che un richiamo era necessario osserva Di Pietro ma per Sgarbi che ha insultato senza ragione e continuamente le persone presenti, che non hanno reagito, e ha dichiarato il falso sui contributi al "Giornale" e sul licenziamento di Enzo Biagi"

Auspicato all'"Assemblea dei Mille" il metodo dell'opposizione responsabile ( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: la Bonino ha attaccato Beppe Grillo come "vero campione dell'antipolitica". Ha indirettamente difeso la scelta del viceministro Vincenzo Visco di pubblicare i dati sul fisco, al quale Grillo si è fortemente opposto. Conclusione della Bonino: "Quei dati sono semplicemente un elemento di normale trasparenza.

Il giornalista ritiene "di aver esercitato il diritto di cronaca" ( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: espressioni di critica e avanzato rilievi nei confronti di Grillo; c'è stato anche chi l'ha insultato con estrema violenza. Le affermazioni di Beppe Grillo sul presidente Napolitano, già presenti nelle cronache di tutti i giornali italiani, sono state riportate senza la volontà di farle proprie. Non riportarle avrebbe rappresentato, a mio parere, una grave omissione e una censura.

L'annuncio del presidente Calabrò dopo le polemiche suscitate dalla puntata di giovedì scorso. Giulietti (IdV). l'Agcom controlli anche altri programmi ( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ma anche quelli di Beppe Grillo. Sono in molti ad affidare ai rispettivi blog i loro commenti, a partire dallo stesso Grillo, che difende Marco Travaglio e dice no ai "killer della parola". "I giornalisti che ancora danno dignità a questo Paese con la loro voce vanno protetti dagli sciacalli di regime, dai killer della parola.

I precari contro la Bastico per le mancate assunzioni ( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: viceministro Mariangela Bastico da parte dei precari della scuola, che si rivolgono a Beppe Grillo per denunciare la "presa per i fondelli dei lavoratori". Alla Bastico e al ministro Fioroni i precari non perdonano il "tradimento degli impegni" assunti con la Finanziaria circa un piano triennale di stabilizzazione di 150.000 insegnanti precari e 30.

Di Pietro: solo un atto di trasparenza Gasparri: Grillo, urlatore in imbarazzo ( da "Giornale di Brescia" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo, urlatore in imbarazzo Il comico genovese Beppe Grillo ROMA "La diffusione delle dichiarazioni dei redditi su Internet va regolamentata, ma la decisione dell'Agenzia delle entrate non deve essere condannata a priori". Questa la linea di Antonio Di Pietro sulla polemica scatenata dalle dichiarazioni dei redditi on-

Bondi: <Ora Veltroni sconfessi il governo Prodi> ( da "Secolo XIX, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Fa sempre discutere la reazione di Beppe Grillo, il più incavolato fra i vip finiti in Rete. "E' scandalosa la reazione di Grillo, il campione dell'antipolitica", dice la radicale Emma Bonino. "Ma perché Grillo urla? Nelle piazze insulta tutti e poi si adira perchè si viene a sapere che guadagna milioni", rincara Maurizio Gasparri, di An.

I veri evasori continuano a ridere a crepapelle ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di tanti imprenditori. Ma questa non è violenza sulla sua privacy. Certo, se salta fuori uno strumento per difenderci, usiamolo. Ma teniamo presente che internet non risolve il problema.

Annozero, pdl contro santoro ( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Dove non è riuscito Beppe Grillo, ha provveduto Michele Santoro. Il flop mediatico del V-day contro i giornalisti indetto per il 25 aprile è diventato argomento di rissa l'altra sera ad "Annozero", su Raitre. Una trasmissione al calor bianco, durante la quale tutti si sono schierati contro tutti.

La strabiliante epopea di youtube ( da "Nuova Venezia, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: il racconto di alcuni casi particolarmente interessanti come quello di Beppe Grillo: il suo canale, fondato nel 2006, dispone di oltre centocinquanta clip. "In futuro - spiega l'autore - dovremo abituarci a veder filmare ogni cosa dai nostri figli o comunque dovremo abituarci al fatto che filmare e caricare su YouTube costituirà un segmento comune dell'alfabetizzazione di massa".

Annozero sotto la lente del garante - lucia visca ( da "Provincia Pavese, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Celentano bacchetta Grillo e Sgarbi Annozero sotto la lente del Garante Pressing sulla Rai per sanzioni a Santoro, ma Di Pietro lo difende LUCIA VISCA ROMA. Dove non è riuscito Beppe Grillo, ha provveduto Michele Santoro. Il flop mediatico del V-day contro i giornalisti indetto per il 25 aprile è diventato argomento di rissa l'altra sera ad Annozero,

Il potere blindato della destra zuccherosa - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: la libera stampa mandata in soffitta, come ha auspicato Beppe Grillo e le centinaia di migliaia dei suoi seguaci paganti nel "Vaffa-day" del 25 aprile. Questa volta le cose non andranno così per molte ragioni. Il mondo è globale, l'economia è globale, la cultura è globale, le informazioni sono globali e anche il commercio è globale.

La Rai ha fatto servizio pubblico, che c'è di male? ( da "Unita, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: come dire ai ragazzi che erano in piazza con Grillo il 25 aprile che quei temi non possono essere trasmessi in tv? Parlare di "danno" accresce il senso di estraneità di questa opionone pubblica e la spinge ancora di più verso le analisi primitive, settarie e sommarie di Beppe Grillo". Petruccioli ha parlato di "appalto" di Santoro a Grillo per il troppo tempo dedicato al comico.

AnnoZero, irritato anche il Quirinale Il centrodestra vuole sanzioni per Santoro. Il giornalista: È stato diritto di cronaca ( da "Unita, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lo squallore messo in onda riportando acriticamente brani del plurimilionario, in euro, Beppe Grillo, dà il senso dell'arroganza e della protervia di alcuni personaggi che si ergono a moralisti e rappresentano, invece, soltanto il proprio narcisismo". Eppure nella trasmissione quasi tutti hanno criticato Grillo, nei modi e nel merito.

Per il New York Times, l'atteggiamento degli italiani nei confronti delle tasse è pi ( da "Unita, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il quotidiano americano cita lo stilista Giorgio Armani, l'italiano che nel 2005 avrebbe pagato più tasse di tutti, e il comico Beppe Grillo, oltre 4 milioni di euro dichiarati nel 2005, che ha definito "imbecilli" i promotori della pubblicazione on line dei 740 e 730 di tutti i cittadini italiani.

Il Guardian scrive che il sogno degli italiani di sapere quanto guadagna il vicino di casa, il ( da "Unita, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: il calciatore del cuore o il loro capo è diventato realtà mercoledì scorso, quando sul sito dell'Agenzia delle Entrate sono comparse le dichiarazioni dei redditi". Il quotidiano britannico, inoltre, prende in giro la reazione furiosa del comico Beppe Grillo, che solo pochi giorni fa era considerato il paladino della libertà del web.

IL SINDACO Filippeschi s'insedia in poltrona e fa 'il duro': prean ( da "Nazione, La (Pisa)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ma cerca solamente una soluzione ai suoi problemi di sopravvivenza nello spaccio, nei furti, nella delinquenza più o meno organizzata. La continuità del palazzo: forte con i deboli, debole con i forti. Peggio di così non si poteva cominciare. Paolo Arduini Lista civica pisana "Città dei Diritti con Beppe Grillo".

Di ALBERTO PIERINI LA SUA PRIMA STELLA fu un operaio. Uscito dalle acciaierie ( da "Nazione, La (Arezzo)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: FORSE di un'altra Italia: i primi spettacoli di Beppe Grillo. Tutto esaurito a Viareggio, vuoti a Riccione: con Grillo, genovese, a fargli uno sconto sul cachet. Ad Arezzo Fioroni riesce a portare "Vota la Voce" e il suo parterre di stelle. Anche se qualcuna intanto si era messa da parte: come Mina.

Di MATTEO INCERTI "RIFIUTI Zero è il futuro, un futuro che inizia co ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Rete Rifiuti Zero e gli Amici di Beppe Grillo hanno invitato a parlare quattro esperti americani di questo sistema di riciclo totale. UNA politica di medio periodo già adottata da Los Angeles, San Diego, San Francisco, Seattle,San Josè capitale della Silicon Valley, Toronto e primo, in Italia, il comune di Capannori (Lucca), 44.

Bufera su Santoro e Grillo Interviene il Garante ( da "Nazione, La (Empoli)" del 04-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo

Abstract: 11 Bufera su Santoro e Grillo Interviene il Garante CELENTANO DIFENDE VERONESI. IRA DI MASTELLA ? ROMA ? SARA' IL GARANTE ad esaminare la puntata di Annozero dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum sulla libera informazione, organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile: lo ha annunciato il presidente dell'Agcom, Antonio Calabrò,

)BOSCHETTI Disagi per raggiungere il cimitero I LAVORI ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Antonio Marini via Aldo Ferrari )REFERENDUM DI GRILLO Grazie per le firme a 2.077 spezzini ringraziamo i 2.077 cittadini che il 25 aprile, per il V-day 2, si sono messi in fila fin dalle prime ore del giorno per firmare i tre referendum proposti da Beppe Grillo e dalla Rete dei Meetup nei punti di raccoltadella Spezia, Sarzana e Monterosso.

Bondi: Veltroni prenda le distanze da Visco ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: atteggiamento che su questo tema è stato preso da parte di Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica". Intervenendo all'assemblea dei Mille organizzata dai Radicali, il ministro uscente delle Politiche europee esprime il timore di una possibile conseguenza negativa: "Adesso rischiamo di avere veri professionisti dell'antipolitica".

Nel magico mondo della video community più cliccata del mondo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: come la scelta di veicolare le campagne elettorali caricando i video on line. L'ultima sezione del libro è dedicata al rapporto tra YouTube e l'Italia, con il racconto di alcuni casi particolarmente interessanti come quello di Beppe Grillo: il suo canale, fondato nel 2006, dispone di oltre centocinquanta clip.

Chi la fa l'aspetti. L'ultima puntata di "Annozero" ha ( da "Tempo, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: brani di una volgarità inusitata di un discorso del plurimilionario comico Beppe Grillo, scagliatosi per l'ennesima volta contro tutto e tutti, è stata un'operazione che nulla ha che fare con il diritto di cronaca. Il "martire" della televisione, il difensore che reclamava un microfono a tutti i costi ne ha fatto ciò che ha voluto.

<Grillo e Sgarbi hanno sbagliato> Inchiesta Agcom ( da "Giornale.it, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: it il cantante bacchetta Vittorio Sgarbi per i toni usati in trasmissione, ma anche Beppe Grillo per aver offeso Umberto Veronesi. "Sgarbi non ha avuto l'accortezza di lasciar parlare anche gli altri". Ma sulle critiche del comico genovese allo scienziato, il Molleggiato dà ragione all'assessore alla Cultura di Milano: è un uomo di grande valore, Grillo è stato scorretto.

Espulso dalla lista grillo ( da "Centro, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Pescara "Espulso dalla lista Grillo" Di Marimpietri: ero contrario al ricorso a D'Alfonso PESCARA. Andrea di Marimpietri, candidato alle elezioni amministrative appena concluse con la lista "Pescara in Comune by Amici di Beppe Grillo", è stato espulso dall'associazione del noto comico.

Caccia agli evasori, la <via italiana> alla trasparenza ( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: così si aiuta la criminalità organizzata ", un argomento debole, che curiosamente accomuna Beppe Grillo, comico benestante, e Roberto Speciale, ex comandante della Guardia di finanza, ora parlamentare Pdl. I criminali, in certe parti d'Italia, guardano ai patrimoni reali, non ai redditi dichiarati. Il motivo di perplessità è un altro.

Santoro da Cappon Possibili sanzioni ( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ma Celentano critica Grillo Lo showman: da Beppe e Sgarbi toni sbagliati Mastella attacca Petruccioli: dov'era quando lì ero massacrato? ROMA - Non si mette bene per Michele Santoro. Dopo la reprimenda del presidente Claudio Petruccioli che lo ritiene colpevole di "danno, umiliazione e vergogna incalcolabili" per il servizio pubblico,

Solo un italiano su 6 si fida del Fisco ( da "Libertà" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: atteggiamento che su questo tema è stato preso da Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica", ha detto. L'esponente radicale ha gettato acqua sul fuoco sulle polemiche per la pubblicazione dei dati: "Sono sconcertata per tutto questo rumore. Nel nostro paese avere 4 milioni di reddito non è reato, e del resto già sappiamo chi è ricco.

Un'altra bufera su Santoro ( da "Libertà" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: su Grillo all'esame dell'Agcom ROMA - La puntata di Annozero dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile, sarà esaminata nei prossimi giorni dall'Agcom. Lo ha annunciato il presidente Antonio Calabrò al termine di una giornata di polemiche e commenti su quanto accaduto giovedì su Raidue.

Lettere al direttore ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: come il comico Beppe Grillo (comico in tutti i sensi), che aveva un "piccolo" reddito di circa 4.400.000 euro alla faccia dei suoi sostenitori da 1.000 euro al mese. Il Grillo appena lo ha saputo è "dato giù di testa" (parola che lui spesso ama dire agli altri) e si è infuriato, lo credo bene, perché molti dei suoi estimatori ritenevano che facesse solo beneficenza.

Il potere blindato della destra ( da "Repubblica.it" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: la libera stampa mandata in soffitta, come ha auspicato Beppe Grillo e le centinaia di migliaia dei suoi seguaci paganti nel "Vaffa-day" del 25 aprile. Questa volta le cose non andranno così per molte ragioni. Il mondo è globale, l'economia è globale, la cultura è globale, le informazioni sono globali e anche il commercio è globale.

Annozero sotto la lente del Garante ( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Celentano bacchetta Grillo e Sgarbi Annozero sotto la lente del Garante Pressing sulla Rai per sanzioni a Santoro, ma Di Pietro lo difende LUCIA VISCA ROMA. Dove non è riuscito Beppe Grillo, ha provveduto Michele Santoro. Il flop mediatico del V-day contro i giornalisti indetto per il 25 aprile è diventato argomento di rissa l'altra sera ad Annozero,

Grillo, Napolitano, Santoro, Travaglio: entriamo nel merito ( da "Blogosfere" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Mag 08 4 Grillo, Napolitano, Santoro, Travaglio: entriamo nel merito... Pubblicato da Claudio Alberti alle 09:58 in Istituzioni Se in RAI fa scandalo lo spezzone del comizio di Beppe Grillo al V2Day del 25 aprile contro il presidente della Repubblica Napolitano, io lo metto sul web, e chiarisco: la polemica contro Santoro e il suo Anno Zero è tutta strumentale,

2008: Tutti i consiglieri eletti, Municipio per Municipio (XVI Mun) ( da "Blogosfere" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lista Civica per Rutelli: Vincenzo Guido. Pdl: Beatrice De Bono, Antonio Aumenta, Marisa Barbieri, Gianni De Lucia, Maria Tiziano, Marco Fioravanti, Paride Alampi, Marco Giudici. Udc: Andrea Pennacchi. Amici di Beppe Grillo: Marco Giustini.

2008: Tutti i consiglieri eletti, Municipio per Municipio (V Mun) ( da "Blogosfere" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Italia dei Valori: Francesco Paolo Pantano. Lista Civica per Rutelli: Viviana Donato. Pdl: Giovanni Marconi, Roberto Santoro, Dino Bacchetti, Pierluigi Sapia, Giorgio Sperandio, Andrea Mosti, Fernando Potasso. Udc: Domenico Stasolla. Amici di Beppe Grillo: Marco delle Cave.

"Gli amici di Beppe Grillo sono una forza politica" ( da "Corriere Adriatico" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: In risposta gli amici di Beppe Grillo avevano negato che la loro fosse una forza politica, non essendosi l'associazione fanese presentata ad alcuna competizione elettorale. Alla contestazione oggi il sindaco ha ribadito che lo stesso Beppe Grillo ha dichiarato che i suoi "amici" presenteranno liste civiche in tutti i Comuni d'Italia.

Annozero, ancora polemiche L'Agcom esaminerà la puntata ( da "Corriere Adriatico" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ma anche quelli di Beppe Grillo. Sono in molti ad affidare ai rispettivi blog i loro commenti. Non solo Grillo, che difende Marco Travaglio e dice no ai 'killer della parola'. Ma anche Clemente Mastella, che dal suo blog parla di 'due pesi e due misure' nell'atteggiamento della Rai e del presidente Petruccioli sul programma di Santoro.

Benettazzo parla della crisi economica ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: il "Beppe Grillo dell'economia" che parlerà su: mutui, prestiti, banche aspettando un nuovo 1929". Moderatori dell'incontro che si terrà, a partire dalle 19.30, al Cavaliere di Bosaro, saranno Ennio Boschetti e Andrea Bimbatti. Benettazzo è stato battezzato il "Beppe Grillo dell'economia" per il suo modo di esporsi,

Fiera, solo un blitz per Napolitano ( da "Stampa, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: S'è fatto avanti pure Beppe Grillo: "Il programma - dice il direttore Ernesto Ferrero - era completo, e gli abbiamo offerto l'unico spazio possibile: le 14,30 di lunedì. Non è un'ora troppo appetibile, ma ha accettato. Lo invito a non fare comizi ma ad essere un formidabile testimonial per il libro".

ANNOZERO, SANTORO NEL MIRINO DEL GARANTE ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: lo squallore messo in onda riportando acriticamente brani del plurimilionario, in euro, Beppe Grillo, dà il senso dell'arroganza e della protervia di alcuni personaggi che si ergono a moralisti e rappresentano, invece, soltanto il proprio narcisismo". Diviso il mondo politico. Antonio Di Pietro non condivide il richiamo di Petruccioli e lo considera "sconcertante".

Si lamenta anche Mastella: io messo alla gogna in video e nessuno mi ha difeso ( da "Stampa, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile, scenderà in campo l'Autorità garante per le comunicazioni. Lo ha annunciato il presidente Antonio Calabrò al termine di una giornata di polemiche e commenti affidati a molti blog. Grillo, sul suo, difende Marco Travaglio e dice no ai "killer della parola".

Celentano bacchetta Grillo: sei scorretto ( da "Stampa, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e le gag originali di Beppe Grillo in piazza San Carlo a Torino. Il risultato di audience non si è fatto attendere, e pure le reazioni dei tanti che sono sconcertati dinanzi alla deriva che una volta a sinistra avrebbero definito "qualunquista e populista", per non parlare nemmeno della trafila di volgarità che uscivano pure negli alterchi di Vittorio Sgarbi con Marco Travaglio.

ROMA Solo un italiano su sei si fida del fisco ( da "Provincia di Como, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Così Emma Bonino si scaglia contro Beppe Grillo: "Il vero scandalo - ha detto - non è la pubblicazione online dei redditi degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è stato preso da parte di Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica. Adesso - ha proseguito il ministro uscente - rischiamo di avere veri professionisti dell'antipolitica".

Ciao Pepp: cade il mito di Grillo ( da "Provincia di Sondrio, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: il mito di Beppe Grillo è venuto giù come una pera matura, anche un po' marcia. Non per l'entità della cifra dichiarata (oltre quattro milioni), bensì per la reazione fegatosa e vittimista che ha trasformato il Masaniello dei blog e delle piazze in un Boselli qualsiasi che grida al complotto demoplutocratico ordito dai soliti giornalacci al soldo di Confindustria per rovinarlo.

Ormai solo un italiano su sei si fida del fisco ( da "Provincia di Sondrio, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Così Emma Bonino si scaglia contro Beppe Grillo: "Il vero scandalo - ha detto - non è la pubblicazione online dei redditi degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è stato preso da parte di Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica. Adesso - ha proseguito il ministro uscente - rischiamo di avere veri professionisti dell'antipolitica".

Il consiglio Caro Bossi, io ho stima di lei ma lasci stare quei fucili Caro direttore, chi semina vento, di sovente raccoglie tempesta! Umberto Bossi, il padre-padrone dei legaioli ( da "Provincia di Lecco, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Cordiali saluti Dr Carlo Passarotti grillo/1 Dall'alto dei suoi 4 milioni può permettersi di insultare tutti Nella ricorrenza del 1° maggio, solito palcoscenico di sindacalisti e politici schierati. Non poteva mancare Beppe Grillo che, dall'alto del suo reddito annuo dichiarato superiore ai 4 milioni di $EUROuro, può permettersi di dire le solite banalità e di insultare tutti.

I redditi di Beppe Grillo ( da "Gazzetta di Parma, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract:


Articoli

GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! (sezione: Grillo)

( da "Azione, L'" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

L'AZIONE - Articoli - Grillo, l'informazione è una cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della professione e dell'editoria. Fa di ogni erba un fascio e con questo non rende un positivo servizio al mondo dei media. Si deve distinguere. No, l'informazione è una cosa seria, non uno spettacolo in piazza. Ne ho conosciuti di giornalisti lazzaroni negli oltre 35 anni di professione. Li potrei indicare con nome e cognome: prostrati e untuosi davanti al potere, arroganti con i poveri diavoli. Fedifraghi. Senza anima. Pronti a vendersi per un sorriso del direttore di turno, per un saltino di carriera o per una vile monetina. Ci sono i parassiti, gli inutili, i giubilati, i graziati, i nullafacenti. Strapagati per quello che non fanno o fanno finta di fare. La lista è lunga. Questa è casta, che va con chiarezza denunciata, che non è più tollerata. Che inquina il sistema dell'informazione. Che promuove, incentiva e giustifica la disinformazione poiché prima di tutto si fanno valere gli interessi di parte. Sono tanti questi lazzaroni che quotidianamente offendono il mestiere, ma sono pure sempre una minoranza rispetto alla stragrande maggioranza che tutti i giorni è ai remi per scovare e raccontare i fatti della vita, per informare con correttezza nel rispetto delle persone, per rendere un servizio positivo alla comunità. Sono discreti e preparati lavoratori dell'informazione: senza privilegi, senza riconoscimenti particolari, senza stipendi eccellenti ed oggi sempre più senza garanzie e senza prospettive. Non appaiono, non sono protagonisti nel mondo del gossip. Sono i giornalisti ai quali sta a cuore il contratto di lavoro, che non hanno da oltre tre anni. Vogliamo parlare di questi profession isti seri, costretti per sopravvivere spesso a "chinare la schiena"? "O magna sta minestra e salta sta finestra". I quali vanno capiti: di mezzo c'è il pane. è troppo bello filosofare quando si ha la pancia piena, ma non quando si ha ben poco di cui vivere. L'informazione è malata, la disinformazione regna troppo spesso nelle redazioni, ma non prendiamocela con l'anello più debole: individuiamo e denunciamo i veri responsabili. Incominciamo a ragionare sui signori dei media e sui media del potere prima ancora che del potere dei media, che troppo spesso, superficialmente, è attribuito ai giornalisti. Aboliamo l'Ordine, dice Grillo: lo si può anche fare, ma, nonostante le lacune e le insufficienze, ricordiamo che è la sola realtà che tenta di arginare comportamenti scorretti, incursioni piratesche, ambiguità, anomalie. Che fa formazione e informazione per la categoria. Va piuttosto aggiornato, rafforzato e reso più autorevole. Si prende di mira la legge Gasparri, che indica le norme di principio di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai, della quale si chiede l'abrogazione. A detta anche di insigni giuristi e di attenti osservatori del settore, più presto si riesce a superarla meglio è. Una onesta distinzione va fatta a proposito della richiesta di abolire il finanziamento pubblico dell'editoria. Ci sono media e media: perché finanziare giornali la cui mission è il business e i cui bilanci sono ricchi? Perché sostenere giornali che fingono di essere di "partito" o di movimenti politici, ma che in realtà tali non sono? Sono facilmente scopribili la solita furbizia, la facile scappatoia: per questi non ha senso e non è giustificato il finanziamento. Diverso è il ragionamento che si impone per la stampa che promuove un'informazione di servizio, attenta alla formazione e alla dimensione civile, culturale, religiosa, politica della società, il cui obiettivo non è sicuramente il profitto e per la quale il sostegno pubblico è ossigeno. Sono i media che "cercano la verità per condividerla", una bella espressione ripresa dal titolo della 42ª Giornata delle comunicazioni sociali, nella quale si denunciano un rischio inquietante e una nobile prospettiva per il sistema informativo del nostro tempo: "Occorre evitare che i media diventino il megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo. Essi possono e devono, invece, contribuire a far conoscere la verità sull'uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a distruggerla". Ci colpisce la riflessione di papa Benedetto; ci diverte, ma non ci tocca il V2-day di Beppe Grillo. Non confondiamo i maestri con i comici. Presidente Ucsi Veneto.

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Il sindaco di S. Lorenzo del Vallo (Cs) si rivolge al giudice (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

"Parole gravi e offensive contro il Capo dello Stato" Francesco Kostner cosenza S'è sentito in dovere, come cittadino oltrechè come sindaco, di difendere il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Offeso, a suo parere, dalle dichiarazioni pronunciate qualche giorno fa da Beppe Grillo durante la trasmissione "Annozero". E, ieri, è passato ai fatti. Chiedendo al magistrato di accertare se nei confronti del comico genovese possano ravvisarsi gli estremi del reato previsto dall'art. 278 del codice penale, che punisce chiunque offende l'onore o il prestigio del presidente della Repubblica. Luciano Marranghello, primo cittadino di San Lorenzo del Vallo, un piccolo comune dell'entroterra cosentino, ha ritenuto gravi e inaccettabili le frasi rivolte da Grillo all'indirizzo del Capo dello Stato e ha presentato una denuncia-querela alla Procura della repubblica di Castrovillari. "La mia iniziativa afferma il sindaco nasce dalla piena consapevolezza del fatto che il sistema democratico corre seri rischi di tenuta quando la libertà di espressione e di critica, facendosi scudo di un'erronea interpretazione dell'art. 21 della Costituzione, non si ferma neanche di fronte ai limiti insuperabili posti dalle leggi dello Stato a tutela del prestigio e dell'autorevolezza delle Istituzioni costituzionali e delle singole libertà di ogni cittadino. Nella mia qualità di sindaco aggiunge Marranghello ho ritenuto doveroso rivolgermi all'autorità giudiziaria per valutare se nel corso della trasmissione "Annozero" sono stati commessi reati contro la più autorevole Istituzione repubblicana in quanto, come rappresentante di un ente territoriale che ai sensi dell'art. 114 della Costituzione è un'articolazione della repubblica italiana di cui è elemento costitutivo, ho avvertito nelle parole del noto attore e comico Beppe Grillo una lesione e un'offesa del prestigio dell'Istituzione che rappresento, sia come articolazione territoriale dello Stato che si riconduce ad unità nella figura del Presidente della Repubblica, sia in quanto espressione della politica che, secondo l'ideologia grilliana è (quella che fanno gli altri), per definizione, solo ed unicamente sporca". Secondo il sindaco di San Lorenzo del Vallo, inoltre, "è inammissibile che il servizio pubblico, nella ricorrenza del '60 anniversario della Costituzione, anzichè promuovere una coscienza e una consapevolezza civica, di partecipazione democratica alla vita istituzionale e politica della Repubblica, dia spazio e faccia da megafono a tribuni improvvisati, culturalmente vuoti, politicamente inconsistenti che tentano di cavalcare il disagio e il malcontento pur esistente attraverso la demagogia e la disinformazione".

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Il leader dell'Italia dei Valori si schiera in difesa di <Annozero> (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il leader dell'Italia dei Valori si schiera in difesa di "Annozero" Di Pietro chiede la presidenza della commissione di Vigilanza ROMA Contro Michele Santoro si è abbattuta una "censura di regime". Lo scrive Antonio Di Pietro sul suo blog. Secondo il leader dell'Italia dei Valori, "la decisione del presidente della Rai, Claudio Petruccioli, di richiamare Santoro per la trasmissione "Annozero" dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". "Chi ha seguito il programma avrà sicuramente pensato che un richiamo era necessario osserva Di Pietro ma per Sgarbi che ha insultato senza ragione e continuamente le persone presenti, che non hanno reagito, e ha dichiarato il falso sui contributi al "Giornale" e sul licenziamento di Enzo Biagi". "Petruccioli aggiunge Di Pietro non ha ritenuto di dover sottolineare la denuncia di Grillo sulla illegittimità di Retequattro sancita dalla Corte di Giustizia europea che costerà ai contribuenti italiani più di 300 milioni di euro". Secondo Di Pietro, "questa si chiama censura: in un Paese libero l'ascoltatore ha il diritto di sapere che due milioni di persone sono scese in piazza per firmare tre referendum e che sono state raccolte un milione e mezzo di firme in un solo giorno, tra cui la mia, un evento mai successo nella storia della Repubblica. Una manifestazione di tale importanza non si può cancellare". "Se il buon giorno si vede dal mattino, ci possiamo aspettare tentativi di ogni tipo per chiudere i pochi spazi di libertà di informazione ancora presenti nel nostro Paese. L'Italia dei Valori conclude Di Pietro farà di tutto perché questo non avvenga, in particolare se dovesse assumere la presidenza della commissione di Vigilanza sulla Rai, di cui ha fatto espressa richiesta".

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Auspicato all'"Assemblea dei Mille" il metodo dell'opposizione responsabile (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Radicali, la Bonino ringrazia Prodi "Siamo leali con il Pd ma autonomi" Sergio Cassini CHIANCIANO (SIENA) I Radicali italiani ringraziano Romano Prodi per aver guidato il governo con "senso di responsabilità istituzionale". Si rammaricano che altrettanto non abbiano fatto gli alleati della ex maggioranza. E attaccano Silvio Berlusconi per aver vinto con "un impegno spasmodico per l'intercettazione dei consensi; il governo si realizza proponendo un piano coerente". È questa, attraverso le parole di Emma Bonino, la conclusione della seconda giornata di lavori dell'Assemblea dei Mille, voluta da Marco Pannella per un libero confronto post-elettorale. È stata la giornata della Bonino, dopo che venerdì i riflettori si erano spenti sull'apprezzato intervento del premier uscente. Il ministro per il Commercio internazionale ha chiarito che i Radicali resteranno all'opposizione, condividendo "lealmente" questo ruolo con il Pd. No, insomma, a confondersi con il centro destra. "Altro che dialogo con un'opposizione costruttiva ha detto ; Berlusconi e il PdL hanno per mesi attuato una tattica di grave delegittimazione del governo Prodi, partendo dall'accusa dei brogli a inizio legislatura. Se ora Berlusconi ha cambiato stile, me ne rallegro. Il dialogo è un metodo che i Radicali hanno sempre praticato, ma non si deve fare confusione tra chi deve avere responsabilità di governo e quanti devono stare, altrettanto responsabilmente all'opposizione". È comunque escluso che il partito che si richiama a Gandhi possa sciogliersi nel Pd. Su questa prospettiva, Emma Bonino ha fatto ricorso all'ironia: "Siamo duemila. Cosa dovrei fare? Vendere la nostra sede in via di Torre Argentina e ripartire fra tutti gli iscritti le ipoteche che siamo stati costretti ad accendere?". Escludendo che i Radicali possano scomparire, la Bonino ha rivendicato la diversità del suo partito dalle forze politiche tradizionali, prima fra tutte l'IdV di Antonio Di Pietro. Una diversità che sarebbe venuta alla luce anche nel rapporto con i socialisti: "Non basta chiudere alcuni dirigenti in una stanza. Per noi le scelte vengono sempre e tutte dal basso". Un altro punto fermo dell'intervento della Bonino è nel metodo per realizzare l'opposizione. Il ministro uscente ha sottolineato che "non si deve mai fare confusione tra chi ha responsabilità di governo e quanti debbono stare all'opposizione, ma altrettanto responsabilmente". Un'indiretta critica al metodo dell'opposizione pregiudiziale. Quasi a sottolineare il ruolo positivo di una opposizione istituzionale, la Bonino ha attaccato Beppe Grillo come "vero campione dell'antipolitica". Ha indirettamente difeso la scelta del viceministro Vincenzo Visco di pubblicare i dati sul fisco, al quale Grillo si è fortemente opposto. Conclusione della Bonino: "Quei dati sono semplicemente un elemento di normale trasparenza. Lo scandalo è Grillo...". Il dibattito di Chianciano ha coinvolto anche esponenti della Sinistra Arcobaleno. È il caso di Cesare Salvi che, ospite dell'Assemblea, si è augurato che il Pd riapra il dialogo con la sinistra esclusa dal Parlamento. "Si può davvero immaginare ha detto Salvi che con il 30% dei consensi il Pd possa realizzare l'alternativa al centrodestra? Noi della Sinistra Arcobaleno dobbiamo ragionare sui motivi della nostra sconfitta, ma anche il Pd deve interrogarsi sui limiti della sua cosiddetta autosufficienza". A margine del dibattito, poi, è riesplosa la polemica sul caso di Sergio D'Elia, escluso dalle liste del Pd per il suo passato di terrorismo. L'ex sottosegretario Franco Corleone è sceso in campo in sua difesa. Ma Giorgio Tonini, cattolico del Pd, ha difeso con forza il diritto del nuovo partito di scegliere i suoi candidati. Lo stesso D'Elia, interpellato dai giornalisti, ha affermato: "La qualità della democrazia del Partito democratico è facilmente riscontrabile nel suo statuto, che in molti punti contraddice i principi costituzionali, primo tra tutti quello della riabilitazione del detenuto. Un Pd veramente democratico, che fosse lo specchio di uno stato di diritto, saluterebbe la mia vicenda non come oltraggio alla memoria ma come una vittoria, una riscossa morale di una persona che un quarto di secolo era un terrorista e ora ha intimamente e politicamente compreso che bisogna spendersi fino in fondo per costruire la democrazia e nuovi diritti".

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Il giornalista ritiene "di aver esercitato il diritto di cronaca" (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Santoro respinge le critiche "Ho fatto il mio lavoro" roma Michele Santoro, abituato a stare al centro delle polemiche, ha prontamente reagito alla dura presa di posizione nei suoi riguardi da parte del presidente della Rai, Petruccioli. Ecco il testo dell'intervento di Santoro: "Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi risultati per l'azienda e portando a termine una trasmissione difficile che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni preordinate. Ritengo di aver esercitato il diritto di cronaca dando conto, come altri programmi, dei momenti più significativi della manifestazione promossa il 25 aprile a Torino da Beppe Grillo". "L'ho fatto nell'esclusivo interesse del pubblico, con un lavoro di edizione che ben risultava dalla messa in onda, ma del quale, se vorrà prosegue il giornalista il presidente Petruccioli potrà essere informato ascoltando montatori e giornalisti che lavorano con passione nella nostra redazione e che sono abituati a usare la loro professionalità al servizio del pubblico e non per conto terzi". "Tutti i partecipanti ad Annozero, compreso Marco Travaglio, che aveva preso parte al V-Day dice Santoro hanno avuto espressioni di critica e avanzato rilievi nei confronti di Grillo; c'è stato anche chi l'ha insultato con estrema violenza. Le affermazioni di Beppe Grillo sul presidente Napolitano, già presenti nelle cronache di tutti i giornali italiani, sono state riportate senza la volontà di farle proprie. Non riportarle avrebbe rappresentato, a mio parere, una grave omissione e una censura. La stessa considerazione vale per i giudizi sul professor Veronesi e su qualunque altro personaggio pubblico. Poiché Grillo è di fatto un soggetto politico, va attribuita esclusivamente a lui la responsabilità di ogni sua dichiarazione, come confermano recenti sentenze della Corte di Cassazione e come normalmente avviene per Berlusconi, Bossi, Mastella e qualunque altro leader politico". "Spetta dunque ai tribunali e non ai giornalisti sottolinea valutare la portata calunniosa delle affermazioni fatte dai soggetti politici e non mi risulta che ci siano state iniziative in tal senso, perchè altrimenti ne avrei dato volentieri conto". "Sono pronto a rispondere in qualsiasi sede della correttezza dei miei comportamenti e sono ancora le parole di Santoro resto fiducioso in attesa delle iniziative che intenderà intraprendere il presidente Petruccioli, ma non ritengo che esse potranno continuare a consentire ai leader dei partiti di dire quello che vogliono nella televisione pubblica, proibendo invece a un unico soggetto politico, Beppe Grillo, di esprimere il proprio pensiero". "La Rai conclude Santoro appartiene infatti al pubblico e non ai partiti e la libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione repubblicana".

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L'annuncio del presidente Calabrò dopo le polemiche suscitate dalla puntata di giovedì scorso. Giulietti (IdV). l'Agcom controlli anche altri programmi (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

"Annozero" all'esame dell'Autorità Garante Grillo dal suo blog attacca i "killer della parola". Sgarbi replica: ho svelato l'esistenza di un'imboscata Francesca Saltutti ROMA La puntata di Annozero dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile, sarà esaminata nei prossimi giorni dall'Agcom (l'Autorità Garante per le Comunicazioni), lo ha annunciato il presidente Antonio Calabrò che ieri ha partecipato a un convegno a Reggio Calabria. Non si placa, intanto, la polemica su quanto accaduto giovedì scorso su Raidue. Nel dibattito interviene a sorpresa anche Adriano Celentano, che dal suo blog critica i toni usati nella puntata da Vittorio Sgarbi, ma anche quelli di Beppe Grillo. Sono in molti ad affidare ai rispettivi blog i loro commenti, a partire dallo stesso Grillo, che difende Marco Travaglio e dice no ai "killer della parola". "I giornalisti che ancora danno dignità a questo Paese con la loro voce vanno protetti dagli sciacalli di regime, dai killer della parola. Nessuno tocchi il soldato Travaglio e chi rischia la sua vita per noi per amore di verità", afferma il comico, che pubblica e prende spunto da una lettera di Sonia Alfano, figlia di Beppe Alfano, il giornalista ucciso dalla mafia nel 1993 a Barcellona. "In Italia scrive Grillo ci sono stati giornalisti coraggiosi finiti ammazzati come Beppe Alfano ucciso con tre pallottole, di cui una in bocca. I giornalisti coraggiosi rimasti sono pochi, sono un facile bersaglio. Prima vengono diffamati, poi isolati, anche dalla loro categoria, e spesso sono uccisi. Dopo la loro morte l'informazione di regime li sotterra con grande velocità. Un po' si vergogna, ma in fondo è soddisfatta. In Italia per scrivere la verità o per applicare la legge bisogna essere eroi. Molti prosegue Grillo si scoraggiano, si adeguano, si ritirano. Non ha un futuro un Paese in cui neppure le morti di Falcone, Borsellino e di Livatino scuotono l'opinione pubblica. Non ha un futuro un Paese in cui i condannati si rifugiano in Parlamento e ci irridono". Sgarbi replica: "Grillo mi chiama killer della parola perché ho svelato l'esistenza di un'imboscata, rompendo così il loro subdolo giochetto di squadra. Vorrei chiedere al compagno Travaglio come mai si occupano di Biagi e nessuno di loro ha levato una voce per Gigi Moncalvo". A bacchettare entrambi ci pensa Celentano, che critica Sgarbi per aver offeso Travaglio, che al contrario del critico "parlava in modo pacato ed educato", e per aver usato termini offensivi: "questa è tutt'altro che democrazia caro Sgarbi-parlante". Ma Celentano punta il dito anche contro "la scorrettezza" di Grillo nei confronti di Umberto Veronesi. Per Arturo Iannaccone del Movimento per l'autonomia, "l'uso arbitrario e indecente della tv di Stato al quale abbiamo assistito non è degno di un Paese civile". Per Luca Volontè (Udc), "la Rai deve prendere provvedimenti esemplari e valutare se i costi degli stipendi di Santoro e Co. sono opportuni rispetto al disservizio pubblico che fornisce". Il parlamentare del PdL Italo Bocchino plaude all'intervento di Petruccioli, invece Giuseppe Giulietti, parlamentare dell'IdV e portavoce dell'associazione Articolo21, afferma: "Sarà il caso che l'Agcom esamini anche altri programmi nei quali si sono registrati insulti al presidente della Repubblica, oltraggio alla bandiera, beatificazione di pubblici mafiosi, campagne di diffamazione nei confronti della Corte Costituzionale e dell'autonomia della giustizia". Un invito viene da Franco Siddi, segretario della Fnsi: "È tempo di tornare a un'informazione seria, senza risse e toni esasperati, riuscendo a esercitare la libertà nel rispetto istituzionale. È giusto dare spazio ai comici che fanno politica, ma ciò non significa amplificare volgarità e offese".

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I precari contro la Bastico per le mancate assunzioni (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

SCUOLA I precari contro la Bastico per le mancate assunzioni Attacco alla (ormai ex) viceministro Mariangela Bastico da parte dei precari della scuola, che si rivolgono a Beppe Grillo per denunciare la "presa per i fondelli dei lavoratori". Alla Bastico e al ministro Fioroni i precari non perdonano il "tradimento degli impegni" assunti con la Finanziaria circa un piano triennale di stabilizzazione di 150.000 insegnanti precari e 30.000 assistenti, tecnici e amministrativi. Lo scorso anno furono assunti 50.000 docenti e 10.000 Ata, ma nel 2008 alle recenti promesse della stessa Bastico non sono seguiti i fatti. "Per parte nostra - rassicurava la viceministro prima delle elezioni - abbiamo compiuto tutti i passi necessari a garantire la seconda tranche di immissioni in ruolo". Invece s'è pensato all'Alitalia, lamentano gli insegnanti. "Fioroni e la Bastico sono stati nuovamente eletti in Parlamento ma sia chiaro - minacciano nel forum precariscuola.135.it - che con la loro politica giocata sulla menzogna e sulla presa per i fondelli dei lavoratori non faranno molta strada: la presa in giro di queste ore resterà una macchia indelebile nel loro curriculum politico". Poi spiegano la propria situazione a Grillo: "Caro Beppe, chiediamo la tua solidarietà. I docenti precari vengono assunti a settembre per essere licenziati a giugno, hanno molti meno diritti dei docenti di ruolo per quanto riguarda ferie e malattie, devono ogni anno lasciare la loro classe e la loro scuola per ricominciare tutto daccapo senza alcuna possibilità di svolgere un lavoro continuo. Pochi giorni fa abbiamo subito una beffa atroce: la Finanziaria del 2006 prevedeva un piano triennale di 150.000 immissioni in ruolo che avrebbero dovuto risolvere il problema del precariato nella scuola. Le prime 50.000 immissioni sono state effettuate nel 2007 e siamo stati a più riprese rassicurati, sia dal viceministro Bastico sia dal ministro Fioroni, sul fatto che il governo Prodi avrebbe firmato la seconda tranche di immissioni in ruolo prima dell'insediamento delle nuove Camere". Ma "questa promessa è stata disattesa e la firma del decreto rinviata al nuovo governo che potrebbe anche bloccare tutto". Mariangela Bastico assicura, dal canto suo, che è stato fatto tutto il possibile e in modo trasparente: "Alle 50mila assunzioni di docenti del 2007 vanno sommate le 20mila del 2006. Per quest'anno, a parte il fatto che contavamo di continuare il lavoro... con un altro risultato elettorale, bisogno dire che c'è stata una lunga trattativa col ministero dell'Economia e un lavoro di squadra per anticipare i tempi delle assunzioni, che normalmente avvengono in estate. Purtroppo, da parte del ministero dell'Economia c'è stata la disponibilità a sole 25mila assunzioni rispetto alle 50mila che noi volevamo. Tutti siamo stati d'accordo nel non accettare: era una cifra che ritenevamo non adeguata rispetto ai bisogni... Senza contare che neppure su quelle 25mila assunzioni abbiamo ricevuto la formalizzazione da parte del ministero dell'Economia". E ora? "La situazione è aperta. Ci sono gli spazi per poter procedere all'assunzione dei 25mila docenti su cui il ministero dell'Economia si era detto d'accordo".

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Di Pietro: solo un atto di trasparenza Gasparri: Grillo, urlatore in imbarazzo (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Brescia" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione: 04/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Di Pietro: solo un atto di trasparenza Gasparri: Grillo, urlatore in imbarazzo Il comico genovese Beppe Grillo ROMA "La diffusione delle dichiarazioni dei redditi su Internet va regolamentata, ma la decisione dell'Agenzia delle entrate non deve essere condannata a priori". Questa la linea di Antonio Di Pietro sulla polemica scatenata dalle dichiarazioni dei redditi on-line. La posizione del ministro delle Infrastrutture parte dal presupposto che "le dichiarazioni esistono già su carta". "Ognuno può accedervi. Non bisogna criminalizzare la trasparenza. Fare tutto alla luce del sole è meglio che nascondere qualcosa". E chi giudica negativamente l'operato del viceministro Visco, per Di Pietro "evidentemente ha qualcosa di cui vergognarsi o da non far sapere. Anche così si combatte l'evasione fiscale". Questa è solo una delle molte prese di posizione dei politici sulla pubblicazione on line dei redditi. "Gli ultimi provvedimenti del governo Prodi, messi in atto nei tempi supplementari di una legislatura ormai terminata, dal ministro Turco e dal viceministro Visco, lasciano sgomenti ogni giorno che passa - afferma il senatore Sandro Bondi del Pdl -. Le linee guida della legge 40 sulla procreazioni assistita varate dal ministro della Salute rappresentano un inaccettabile stravolgimento del dettato legislativo. Quanto all'ultima bravata di Visco, che ha messo on line i redditi degli italiani, dimostra che per il governo uscente i cittadini non sono, come in tutto il resto del mondo, semplici contribuenti, ma tutti potenziali evasori fiscali. Se questo è il modo con cui la sinistra cosiddetta riformista sta riflettendo sulla sua sconfitta elettorale, non c'è da aspettarsi qualche significativo cambiamento. L'imbarazzato silenzio di Veltroni sulle due vicende, inoltre, perpetua un'ambigua incertezza, mentre una sua chiara presa di posizione critica servirebbe più di ogni altra cosa per dimostrare di voler intraprendere una strada davvero nuova". "Il vero scandalo non è la pubblicazione on line dei redditi degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è stato preso da parte di Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica" è l'opinione di Emma Bonino dall'assemblea dei Mille organizzata dai Radicali. "Adesso - ha proseguito il ministro uscente - rischiamo di avere veri professionisti dell'antipolitica". Per Emma Bonino la pubblicazione dei dati "è semplicemente un elemento di normale trasparenza". Maurizio Gasparri "censura" Beppe Grillo e le sue perplessità sulle dichiarazioni dei redditi sul web. "Ma perché Grillo urla? Nelle piazze insulta tutti e poi si adira perché si viene a sapere che guadagna milioni di euro l'anno? Certo è imbarazzante, ma questi sono fatti".

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Bondi: <Ora Veltroni sconfessi il governo Prodi> (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Bondi: "Ora Veltroni sconfessi il governo Prodi" le reazioni Attacco bipartisan dei politici a Beppe Grillo: scandalosa la sua reazione. E Ferrero (Prc) difende la decisione di Visco 04/05/2008 LE DICHIARAZIONI dei redditi on line hanno provocato un mare di reazioni. Il Pdl è sul piede di guerra e annuncia modifiche alla legge del '73: "Hanno voluto avvelenare i pozzi", accusa l'ex capo della Guardia di Finanza, Roberto Speciale, che ora siede sugli scranni del Senato. Ma c'è anche chi, come il ministro uscente Paolo Ferrero (Prc), che difende Visco: "Piena solidarietà. Si parla tanto della casta e poi, alla prima iniziativa concreta che offre trasparenza, ecco l'attacco dei poteri forti". Fa sempre discutere la reazione di Beppe Grillo, il più incavolato fra i vip finiti in Rete. "E' scandalosa la reazione di Grillo, il campione dell'antipolitica", dice la radicale Emma Bonino. "Ma perché Grillo urla? Nelle piazze insulta tutti e poi si adira perchè si viene a sapere che guadagna milioni", rincara Maurizio Gasparri, di An. Un giudizio bipartisan contro il campione dell'antipolitica. Il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi chiede a Walter Veltroni di sconfessare gli ultimi provvedimenti del governo Prodi, quello sulla procreazione assistita e ora le dichiarazioni dei redditi on line: "Un intervento critico di Veltroni "servirebbe più di ogni altra cosa per dimostrare di voler intraprendere una strada davvero nuova". Un clima da gogna!. "L'ultima gesto di Vincenzo Visco non è stato solo un errore, ma l'espressione di un'ossessione persecutoria nei confronti dei cittadini, volta a creare un clima da gogna non già verso gli evasori, ma contro coloro che guadagnano di più grazie al loro talento e al loro lavoro". Così Giuliano Cazzola, del Pdl, commenta la pubblicazione in rete delle dichiarazione dei redditi dei contribuenti italiani. "Chi denuncia redditi elevati non evade di solito il fisco, ma deve essere ugualmente messo all'indice in forza di una cultura pauperistica ed egualitaria che è scritta nel dna della sinistra". Critico con la diffusioone dei dati l'allenatore del Milan, Carlo Ancelotti: "Non è giusto anche se personalmente non ho problemi. Io sono stato per tanti anni il primo contribuente di Reggio Rmilia. Quando mi dicevano che ero quello che guadagnavo di più, rispondevo: "Sono quello che paga più tasse"". 04/05/2008.

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I veri evasori continuano a ridere a crepapelle (sezione: Grillo)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Nazionale pag. 7 I veri evasori continuano a ridere a crepapelle Si dirà: se uno denuncia dieci ma guadagna mille, perché mai scoprirlo pubblicamente è una violazione della privacy? Tra i redditi son comprese le pensioni, le pensioni son pagate con il denaro di tutti, perché noi tutti non dovremmo sapere dove vanno a finire i nostri soldi? Quando vengon rese pubbliche le pensioni di grandi manager, che han diretto enti poi finiti in malora, è uno sbalordimento generale: perché dovremmo continuare a ignorarle? Qui è in ballo la coerenza tra quanto dichiarato al Fisco e proprio tenore di vita. Ci sono proprietari di quattro-cinque auto di lusso che dichiarano al fisco redditi da bidelli. I vicini hanno il sacrosanto diritto di scoprirli e denunciarli. Tutto vero, tutto giusto. Ma il problema è che i veri evasori non si trovano certo spulciando su Internet. Vedo che, a destra, il possibile ministro Renato Brunetta è d'accordo, a parte la spettacolarità dell'operazione. Mi fa piacere. Vuol dire che nel passaggio dalla sinistra alla destra la caccia agli evasori non dovrebbe venire stoppata. Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di tanti imprenditori. Ma questa non è violenza sulla sua privacy. Certo, se salta fuori uno strumento per difenderci, usiamolo. Ma teniamo presente che internet non risolve il problema. E che i veri evasori, quello che si fanno beffe del modello Unico, ancora una volta, ridono a crepapelle.

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Annozero, pdl contro santoro (sezione: Grillo)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità Annozero, Pdl contro Santoro LA POLEMICA ROMA. Dove non è riuscito Beppe Grillo, ha provveduto Michele Santoro. Il flop mediatico del V-day contro i giornalisti indetto per il 25 aprile è diventato argomento di rissa l'altra sera ad "Annozero", su Raitre. Una trasmissione al calor bianco, durante la quale tutti si sono schierati contro tutti. Vittorio Sgarbi contro Marco Travaglio e viceversa. Si sono visti e sentiti diluvi di accuse, negli spezzoni trasmessi del V-day, per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e, in trasmissione, per Umberto Veronesi, scienziato e testimone vivente della battaglia contro il cancro. Risultato immediato, il presidente della Rai Claudio Petruccioli chiede scusa al posto di Santoro, tutti gridano alla censura. Conseguenza, l'Agcom visionerà la puntata per valutare se è stato leso qualche diritto. La durezza della puntata e delle polemiche che ne sono scaturite ha acceso una discussione sulla censura che, primi fra tutti, chiama in causa i giornalisti. Il segretario della Federazione della stampa Franco Siddi è intervenuto per chiamare a una rilessione sui talk show. "E' giusto dare spazio ai comici che fanno politica - ha detto -, ma questo non significa amplificare volgarità e offese". Non è un invito alla censura, anzi. Piuttosto un appello a "tornare a un'informazione seria, senza risse e toni esasperati, riuscendo a esercitare la libertà nel rispetto istituzionale". Eppure i toni continuano ad alzarsi. Come la levata di scudi del Partito della libertà, e di tutta la destra, soddisfatti dall'intervento di Petruccioli, ma determinati a ottenere immediati provvedimenti contro Michele Santoro accusato di aver animato una "gogna mediatica". Che, a sorpresa, è stato difeso ieri perfino da Adriano Celentano il quale ieri, nel suo blog, ha bacchettato tutti, da Grillo a Travaglio. L'unica cosa che non ha digerito Celentano sono stati gli insulti a Umberto Veronesi. La coda su Internet della puntata di Santoro per la prima volta ha trasformato una trasmissione televisiva in una sorta di piazza multimediale interattiva. In molti hanno affidato le loro considerazioni su "Annozero" alla rete, a cominciare da Grillo per finire a Clemente Mastella che ha trovato l'occasione per chiedere, in tono retorico, "dove erano i garantisti quando massacravano me". (l.v.).

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La strabiliante epopea di youtube (sezione: Grillo)

( da "Nuova Venezia, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Tecnologia & web La strabiliante epopea di YouTube Più di 20 milioni di contatti mensili, 65mila video caricati ogni giorno, 100 milioni di video visti quotidianamente: questi alcuni dei numeri di YouTube, la web community per la condivisione di video più cliccata al mondo. A raccontarne con un linguaggio chiaro ed informale è Glauco Benigni, autore della Storia di YouTube, il primo saggio italiano che ripercorre la vicenda del sito creato dal nulla nel 2005 e acquistato, dopo neanche 300 giorni di attività, a 1.65 miliardi di dollari da Google. La parabola di YouTube incarna il sogno americano e, insieme, le infinite possibilità di business che il web oggi è in grado di offrire. Nel febbraio del 2005 Chad Hurley, Steve Chen (nato a Taiwan e poi emigrato negli Usa) e Jawed Karim (tedesco anch'egli emigrato negli States) si incontrano ad una festa. Sono tutti dipendenti del colosso delle transazioni online Paypal e, tutti e tre, dimostrano competenze straordinarie nell'information technology e nella new economy. Al party girano dei video amatoriali che vorrebbero condividere online, ma si stupiscono delle mille difficoltà che incontrano: formati diversi, codifiche complesse ed enormi perdite di tempo. Difficoltà inconcepibili per dei trentenni prodigio come loro. Così decidono di lavorarci su, cercando di "trovare una soluzione ad un problema che riguarda e riguarderà centinaia di nostri simili". Detto, fatto. Il 15 febbraio 2005 in uno stanzone di San Bruno, California, viene "informalmente fondata" YouTube, che diverrà realtà grazie al capitale di 3.5 milioni di dollari che la Sequoia Capital, attraverso "il quarto uomo" Roelof Botha, fornisce per il lancio. Il sito, al contrario degli altri competitor presenti sul mercato, sarà estremamente semplice da usare in ogni passaggio: iscrizione, upload dei video e pubblicazione. Il libro di Benigni descrive minuziosamente l'epopea YouTube, dall'incontro iniziale tra i futuri fondatori al primo grande successo (l'upload dello show Lazy Sundays, tratto dal Saturday Night Live); dalle prime problematiche legate al diritto d'autore all'acquisto da parte di Google fino ai nuovi scenari aperti nel web grazie a YouTube, come la scelta di veicolare le campagne elettorali caricando i video on line. L'ultima sezione del libro è dedicata al rapporto tra YouTube e l'Italia, con il racconto di alcuni casi particolarmente interessanti come quello di Beppe Grillo: il suo canale, fondato nel 2006, dispone di oltre centocinquanta clip. "In futuro - spiega l'autore - dovremo abituarci a veder filmare ogni cosa dai nostri figli o comunque dovremo abituarci al fatto che filmare e caricare su YouTube costituirà un segmento comune dell'alfabetizzazione di massa". Glauco Benigni "La storia di YouTube" Magazzini Salani editore pp.224, 16.80 euro.

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Annozero sotto la lente del garante - lucia visca (sezione: Grillo)

( da "Provincia Pavese, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Divampa la polemica dopo la condanna di Petruccioli. Celentano bacchetta Grillo e Sgarbi Annozero sotto la lente del Garante Pressing sulla Rai per sanzioni a Santoro, ma Di Pietro lo difende LUCIA VISCA ROMA. Dove non è riuscito Beppe Grillo, ha provveduto Michele Santoro. Il flop mediatico del V-day contro i giornalisti indetto per il 25 aprile è diventato argomento di rissa l'altra sera ad Annozero, su Raitre. Una trasmissione al calor bianco, durante la quale tutti si sono schierati contro tutti. Vittorio Sgarbi contro Marco Travaglio e viceversa. Si sono visti e sentiti diluvi di accuse, negli spezzoni trasmessi del V-day, per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E, in trasmissione, per Umberto Veronesi, scienziato e testimone vivente della battaglia contro il cancro. Risultato immediato, il presidente della Rai Claudio Petruccioli chiede scusa al posto di Santoro, tutti gridano alla censura. Conseguenza, Corrado Calabrò, presidente dell'Agcom, il Garante cioè per le comunicazioni, visionerà la puntata per valutare se è stato leso qualche diritto. La durezza della puntata e delle polemiche che ne sono scaturite ha acceso una discussione sulla censura che, primi fra tutti, chiama in causa i giornalisti. Il segretario della Federazione della stampa Franco Siddi è intervenuto per chiamare a una rilessione sui talk show. "E' giusto dare spazio ai comici che fanno politica - ha detto - ma questo non significa amplificare volgarità e offese". Non è un invito alla censura, anzi. Piuttosto un appello a "tornare a un'informazione seria, senza risse e toni esasperati". Eppure i toni continuano ad alzarsi. Come la levata di scudi del Partito della libertà, e di tutta la destra, soddisfatti dall'intervento di Petruccioli ma determinati a ottenere immediati provvedimenti contro Michele Santoro accusato di aver animato una "gogna mediatica". Che, a sorpresa, è stato difeso ieri perfino da Adriano Celentano che ieri, nel suo blog, ha bacchettato tutti, da Grillo a Travaglio. L'unica cosa che non ha digerito Celentano sono stati gli insulti a Umberto Veronesi (ribattezzato nella trasmissione "cancronesi"). La coda su internet della trasmissione di Santoro per la prima volta ha trasformato una trasmissione televisiva in una sorta di piazza multimediale interattiva. In molti hanno affidato le loro considerazioni su Annozero alla rete, a cominciare da Grillo per finire a Clemente Mastella che ha trovato l'occasione per chiedere, in tono retorico, "dove erano i garantisti quando massacravano me". Beppe Grillo, cambiando posizione rispetto al V-Day, ha preso in qualche modo le difese dei giornalisti "che danno ancora una dignità a questo Paese con la loro voce". Secondo il comico genovese "vanno protetti dagli sciacalli di regime, dai killer della parola. Nessuno tocchi il soldato Travaglio e chi rischia la vita per noi per amore della verità". Su un blog, quello che tiene nel sito dell'Italia dei valori, è intervenuto anche Antonio Di Pietro, difendendo Grillo che, a suo dire, denuncia problemi veri anche se con toni da palcoscenico. E velatamente accusanto il presidente Napolitano di "non occuparsi dell'informazione".

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Il potere blindato della destra zuccherosa - (segue dalla prima pagina) (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Commenti IL POTERE BLINDATO DELLA DESTRA ZUCCHEROSA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Poteva fare, come disse, dell'aula sorda e grigia di Montecitorio un bivacco di manipoli, ma lo fece soltanto due anni dopo sulla scia del delitto Matteotti. La dittatura rompe le regole della democrazia e rende inutile l'ipocrisia. Il Parlamento fu abolito, i partiti dissolti salvo il suo che fu identificato con lo Stato, la libera stampa mandata in soffitta, come ha auspicato Beppe Grillo e le centinaia di migliaia dei suoi seguaci paganti nel "Vaffa-day" del 25 aprile. Questa volta le cose non andranno così per molte ragioni. Il mondo è globale, l'economia è globale, la cultura è globale, le informazioni sono globali e anche il commercio è globale. L'Italia è una regione dell'Europa. La nostra moneta è quella europea. Una dittatura totalitaria oggi è impensabile in Europa e in Occidente. E poi la classe dirigente del centrodestra non ha alcuna somiglianza con lo squadrismo diciannovista. Perciò quel pericolo non c'è. Ce ne sono altri che possono suscitare serie preoccupazioni. * * * I marxisti spiegavano la storia dei popoli attraverso il rapporto tra le forze produttive e le istituzioni chiamando le prime "struttura" e le seconde "sovrastruttura". Lo ricorda Giorgio Ruffolo nel suo bellissimo libro "Il capitalismo ha i secoli contati" che è la più lucida ricostruzione della globalizzazione che stiamo vivendo e dei fenomeni che l'hanno preceduta. Tra la struttura e la sovrastruttura non esiste un rapporto di automatica determinazione come pensavano rozzamente i marxisti militanti del secolo scorso. C'è invece una continua interazione, un reciproco condizionamento. Io credo che l'emergere elettorale del centrodestra e la rivoluzione parlamentare che ne è seguita siano state largamente determinate dal nuovo atteggiarsi strutturale delle forze produttive, lo sgretolarsi dei tradizionali blocchi sociali, la scomparsa delle classi, il frazionarsi degli interessi fino alla loro completa polverizzazione. Questo mutamento strutturale spiega anche la nascita del partito "liquido" dei democratici, la sconfitta del partito cattolico come arbitro centrista che era nel disegno di Casini, infine l'affondamento della sinistra massimalista. Il comportamento più strano, ai confini dell'assurdo, è stato proprio quello della sinistra radical-massimalista, che ha attribuito a Veltroni la sua scomparsa e ha punito con il voto e con l'astensione Rutelli per castigare il leader democratico. Per gli ultimi marxisti militanti è un errore squalificante non rendersi conto che le strutture negli ultimi quindici anni sono completamente cambiate ed hanno determinato una rivoluzione sovrastrutturale. La sinistra radicale, le sue ideologie, i suoi slogan, la sua organizzazione politica galleggiavano sul vuoto che essa stessa aveva ulteriormente aggravato segando l'ultimo ramo che ancora la sosteneva e cioè l'operatività del governo Prodi. Il loro stupore per la scomparsa del loro mondo, quello sì, è stupefacente e direi senza appello: chi ha smesso di pensare smette di vivere. Questo è accaduto, con buona pace di Sansonetti, direttore del più assurdo (e come tale utile) giornale oggi in circolazione. * * * L'ascesa al potere del triumvirato Berlusconi, Bossi, Fini-Alemanno, che si completa in quadrumvirato con l'inevitabile cooptazione del siciliano Lombardo, si fonda su una precisa ideologia, sì, riemerge l'ideologia, è un fatto nuovo del quale è bene prendere atto. Chi l'ha declinata meglio di tutti è stato Fini nel suo discorso alla Camera dei deputati. Si basa sulle radici cristiane, anzi cattoliche, sulla condanna del relativismo, sull'esistenza d'una verità assoluta e sulla morale che ne deriva. Sulla tolleranza (relativa) delle altre culture a discrezione del Principe. Sulla protezione e la sicurezza dei cittadini per mettere in fuga la loro insicurezza. Sulla convivenza tra il potere forte dello Stato e la società federale. Berlusconi rappresenta il vertice del Triumvirato-Quadrumvirato: un tavolo a tre gambe, un triangolo retto che è sempre uguale a se stesso su qualunque lato venga poggiato perché il bello del populismo consiste nella ubiquità di Berlusconi, leghista, statalista, liberista, per naturale e plurima vocazione. Perciò, salvo errori o malasorte, puntare su laceranti contrasti tra i triumviri è sbagliato: c'è trippa per tutti e anche per Grillo che dissoda il terreno dove i triumviri semineranno e raccoglieranno. Così saranno i cinque anni che ci aspettano. Buon pro ci faccia. Ma dunque non c'è niente da fare? Al contrario, penso che ci sia moltissimo. * * * Una volta tanto provo a descrivere il Partito democratico in negativo, cioè per quello che non è. Un modo come un altro per disegnarne un profilo identitario. Non è il partito dell'ideologia assolutista. Non è un partito con radici cattoliche o comunque religiose. Non è un partito liberista. Non è un partito classista. Non è il partito dello Stato forte. Non è un partito protezionista. Quindi: è un partito laico e non ideologico, liberal-democratico, costituzionale di questa Costituzione e dei suoi principi fondativi. Non trasformista ma disponibile a partecipare ? se potrà ? all'elaborazione delle riforme istituzionali. Vuole un libero mercato nutrito di libera concorrenza, con regole efficaci e istituzioni capaci di farle rispettare. Un partito con una sua visione nazionale nel quadro di un'Europa federale. Così sembra a me che debba essere. Nell'idea originaria Veltroni ha puntato su una forma che fu definita "liquida", poggiata sul popolo delle primarie. Questa formula, che anche a me sembrava utilmente innovativa rispetto alla tradizionale forma-partito, si è invece rivelata inefficace. L'esperienza della campagna elettorale ha dimostrato che le primarie sono uno strumento selettivo utile ma non l'ossatura di un partito che deve vivere sul radicamento territoriale. C'è bisogno d'una struttura militante e identificata con gli interessi del territorio e di un vertice solido e plurimo che indichi le priorità e i mezzi disponibili per attuarle. Che non sia casta ma rappresentanza. Locale ma con visione nazionale. Il Partito democratico rappresenta il solo sbocco politico possibile della sinistra italiana e deve perseguire quest'obiettivo. Rappresenta il solo sblocco possibile dei cattolici adulti, che abbiano intensi sentimenti di fede e non di idolatrie o di calcoli politicanti. Questi cattolici sono minoranza tra i tanti battezzati indifferenti e ruiniani? Ma i cattolici veri, quelli di fede e di responsabilità personale, sono sempre stati minoritari, quello è il loro vanto e la loro dignità religiosa così come lo è per i laici non credenti ma rispettosi del sacro e delle sue non idolatriche manifestazioni. Ricordo qui una lezione di Ugo La Malfa: impegnò la sua vita politica per cambiare la sinistra di cui si sentiva parte, per cambiare la Democrazia cristiana con la quale fu alleato e per cambiare il capitalismo italiano trasformando gli imprenditori in una consapevole borghesia. Secondo il mio modo di vedere il Partito democratico deve farsi portatore di analoghe e alte ambizioni che sono al tempo stesso culturali sociali e politiche. Il riformismo di centrosinistra in un paese come il nostro è minoritario. Lo è sempre stato ma ha, deve avere, vocazione maggioritaria. Del resto le grandi trasformazioni sono sempre state ? e non solo in Italia ? realizzate da minoranze che seppero operare nel senso della storia programmando il futuro, rappresentando il paese vitale e responsabile, consapevole dei difetti, dei limiti e delle virtù degli italiani. Un gruppo dirigente coeso e non castale può e dev'essere animato da una grande ambizione. La sconfitta è stata dura, gli errori ci sono stati. Ambizione, non vanità. Dialogo, non trasformismo. Pragmatismo, non improvvisazione. C'è molto da fare.

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La Rai ha fatto servizio pubblico, che c'è di male? (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del ROBERTO NATALEIl presidente della Fnsi: c'è stato contraddittorio e anche le tesi sgradevoli di Grillo hanno avuto risposte "La Rai ha fatto servizio pubblico, che c'è di male?" / Roma "Se il Primo maggio è stato dedicato alle morti sul lavoro è grazie al presidente Napolitano. Detto questo vorrei che la Rai, come servizio pubblico, fosse inclusiva e non scegliesse il silenzio, anche per smontare tesi come quelle di Beppe Grillo": Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale della Stampa, ex segretario Usigrai, govedì sera era ospite nello studio di Michele Santoro. Secondo lei il presidente Rai ha fatto bene a intervenire o no? "La puntata di Anno Zero era dedicata a una questione ripresa da tutti i giornali, il che non vuol dire santificarlo: la manifestazione del 25 aprile sui mezzi d'informazione e i tre referendum proposti da Grillo. Cosa avrebbe dovuto fare il servizio pubblico? Non trasmettere le sue dichiarazioni su "Napolitano-Morfeo" che avevamo già letto su tutti i quotidiani del 26? ". La questione è: è giusto o no che la Rai trasmetta anche gli insulti al Capo dello Stato e a Veronesi? "Chi era in studio è intevenuto su questi, c'è stato un contraddittorio. È forse una forma di rispetto verso i telespettatori, o verso il presidente della Repubblica impedire che si sentano anche sugli schermi Rai? Oppure si rischia un restringomento delle possibilità informative della tv pubblica. accreditando così le tesi di Grillo, di cui non condivido quasi nulla? Quando dice che la tv è fascista e totalitaria, giovedì sera si è avuta la smentita e si è visto come le tesi di Grillo, che partono da problemi reali, siano formulate con linguaggio rozzo e approssimativo. Avrei voluto che la Rai si "vendesse" la trasmissione di Santoro per dimostrare che persino chi usa un linguaggio sgradevole ha diritto di accesso, che il servizio pubblico sa trattare tutti i temi. Petruccioli in uno dei suoi primi documenti citò una massima latina: "nulla di ciò che è umano mi è estraneo". Parlare di "danno incalcolabile" mi pare un linguaggio fuori misura, quasi grillesco...". Perché? "Da un lato dipinge i telespettatori come bisognosi di tutela, dall'altro mostra al presidente della Repubblica, che è caro a noi del sindacato dei giornalisti non meno di quanto lo è al presidente Rai, di volerlo preservare dalle possibili asprezze del dibattito pubblico, per altro già lette sui giornali". Vale il principio che in tv l'impatto è più forte? "È come dire ai ragazzi che erano in piazza con Grillo il 25 aprile che quei temi non possono essere trasmessi in tv? Parlare di "danno" accresce il senso di estraneità di questa opionone pubblica e la spinge ancora di più verso le analisi primitive, settarie e sommarie di Beppe Grillo". Petruccioli ha parlato di "appalto" di Santoro a Grillo per il troppo tempo dedicato al comico. "Qual è la corretta misura? Alla Rai gli appalti sono ben altri, quando si parla di zone del palinsesto date in gestione a esterni all'azienda, non è Grillo il primo nome che mi viene in mente...". Nel Cda qualcuno spingerà per sanzionare Santoro. "Spero proprio che non si parli di sanzioni, ma che si risolvano eventuali problemi di misura tornandoci sopra, anche in tv. L'accusa di Grillo a Napolitano sul "non aver fatto nulla" sulle morti bianche è falsa, perché se adesso noi giornalististi parliamo di più di morti sul lavoro è grazie a Napolitano, non perché siano aumentati. Perché si fa polemica sui toni accesi di qualcuno, e non sul silenziatore imposto su temi come la camorra, dei clan di cui ha parlato per la prima volta Anno Zero?". n.l.

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AnnoZero, irritato anche il Quirinale Il centrodestra vuole sanzioni per Santoro. Il giornalista: È stato diritto di cronaca (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del AnnoZero, irritato anche il Quirinale Il centrodestra vuole sanzioni per Santoro. Il giornalista: "È stato diritto di cronaca" di Natalia Lombardo/ Roma GRILLI E SGARBI Si inasprisce la polemica sulla puntata di AnnoZero nella quale sono stati trasmessi passaggi della manifestazione di Grillo il 25 aprile con gli insulti al Capo dello Stato e all'oncologo Veronesi. Santoro difende il suo lavoro in nome del "diritto di cronaca" esercitato "nell'interesse del pubblico". Il presidente Rai, Claudio Petruccioli. Venerdì ha fatto "ammenda" e si è "impegnato" a "fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". Il tema della polemica è: è giusto o no far vedere in tv dichiarazioni o fatti che si leggono anche sui giornali? Il conduttore considera Grillo non più solo un comico-predicatore, ma "un soggetto politico" al pari di un altro leader di partito da non censurare. Certo al Quirinale non hanno gradito sentire nella puntata di Anno Zero di giovedì i passaggi della manifestazione di Grillo il 25 aprile, nei quali ha insultato il Capo dello Stato proprio riguardo alle morti sul lavoro, tema sul quale Napolitano ha sollecitato l'attenzione del mondo politico e informativo. A Viale Mazzini l'irritazione del Colle non è passata inosservata, e ieri il presidente Petruccioli ha fatto "ammenda", nonostante "abbia fatto di tutto per far rientrare Santoro in Rai", dice un consigliere di centrosinistra. Ancora un caso Santoro mercoledì nel Cda di Viale Mazzini, quasi tutti i consiglieri danno ragione a Petruccioli, il centrodestra reclama sanzioni che dovrebbe proporre il direttore generale. Claudio Cappon per ora convocherà Santoro, tra lunedì e martedì, prima della riunione del consiglio. Del resto circa due mesi fa i consiglieri parlarono con il conduttore, rassicurati sulla sua correttezza professionale. Il centrodestra a Viale Mazzini (che scade a maggio ma resterà fino alla nuova nomina) ha ancora la maggioranza nel Cda almeno finché Malgieri non si dimette per fare il deputato, incompatibilità che stabilirà una giunta della Camera. Il consigliere di An condanna Santoro: "Lo squallore messo in onda riportando acriticamente brani del plurimilionario, in euro, Beppe Grillo, dà il senso dell'arroganza e della protervia di alcuni personaggi che si ergono a moralisti e rappresentano, invece, soltanto il proprio narcisismo". Eppure nella trasmissione quasi tutti hanno criticato Grillo, nei modi e nel merito. Il forzista Urbani è d'accordo con Petruccioli e si aspetta dal Dg dei provevdimenti, par di capire. Di Santoro dice che "è tecnicamente efficace, da certi punti di vista eccellente, ma ha una visione soggettiva del servizio pubblico che non si può permettere perché la Rai è di tutti. Oppure uno si fa la sua tv privata o va su Youtube". Non si scandalizza la consigliera leghista Bianchi Clerici, che ricorda il reintegro del tribunale per Santoro. A suo parere, semmai, "era più preoccupante la puntata su pedofilia e Vaticano". Si fa sentire Mara Venier: "Io sono stata sospesa per una rissa televisiva a Domenica In - tra Zequila e Pappalardo - che al confronto degli sfoghi di Grillo e Sgarbi sembra una scena da educande". Il problema riguarda il servizio pubblico. Ai piani alti di Viale Mazzini è stato comunque giudicato eccessivo il tempo dedicato a Beppe Grillo. Eppure ieri sera Gad Lerner, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, ha raccontato che gli stessi deliri del comico, gli insulti alle stesse persone nel tormentone moralizzatore, erano andati in onda su La7 prima del 25 aprile, senza che scoppiasse alcuna polemica. Ma la Rai à la Rai... A infiammare e involgarire la trasmissione (con evidente fastidio di Santoro) è stato anche Vittorio Sgarbi, che gli insulti li ha detti in diretta a Marco Travaglio, apostrofato come "faccia di m...". Ma il pur assessore alla Cultura del comune di Milano si vanta, invece, di aver "svelato l'imboscata" sul presidente. Smentisce di aver "aggredito Biagi" (e medita querela contro Giulietti di Articolo 21) nel sostenere le stesse tesi di Berlusconi e Saccà. ovvero che "non è stato cacciato" ma se ne è andato perché gli avevano proposto un altro orario. Giulietti reclama il diritto di replica per la famiglia Biagi, e chiede che l'Authority per le Telecomunicazioni visioni la cassetta di Anno Zero, ma anche delle trasmissioni che danno conto dell'"oltraggio alla bandiera o la beatificazione di pubblici mafiosi".

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Per il New York Times, l'atteggiamento degli italiani nei confronti delle tasse è pi (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Per il New York Times, "l'atteggiamento degli italiani nei confronti delle tasse è più o meno il seguente: perchè pagarle se nessuno le paga?". Il quotidiano americano cita lo stilista Giorgio Armani, l'italiano che nel 2005 avrebbe pagato più tasse di tutti, e il comico Beppe Grillo, oltre 4 milioni di euro dichiarati nel 2005, che ha definito "imbecilli" i promotori della pubblicazione on line dei 740 e 730 di tutti i cittadini italiani.

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Il Guardian scrive che il sogno degli italiani di sapere quanto guadagna il vicino di casa, il (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Il Guardian scrive che "il sogno degli italiani di sapere quanto guadagna il vicino di casa, il calciatore del cuore o il loro capo è diventato realtà mercoledì scorso, quando sul sito dell'Agenzia delle Entrate sono comparse le dichiarazioni dei redditi". Il quotidiano britannico, inoltre, prende in giro la reazione furiosa del comico Beppe Grillo, che solo pochi giorni fa era considerato il paladino della libertà del web.

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IL SINDACO Filippeschi s'insedia in poltrona e fa 'il duro': prean (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

AGENDA PISA pag. 8 IL SINDACO Filippeschi s'insedia in poltrona e fa 'il duro': prean... IL SINDACO Filippeschi s'insedia in poltrona e fa 'il duro': preannuncia deroghe alla chiusura del centro storico in ztl, quando le deroghe già previste nell'ordinanza comunale riempiono otto pagine sulle sedici complessive, e ringalluzzisce in questo modo le pretese dei 'bottegai', soprattutto di quelli notturni. E non solo. Se la prende con i mendicanti che fanno fare brutta figura al salotto buono di Pisa, e destina a questa funzione, di 'scopa' che nasconda lo sporco sotto il tappeto in nome delle belle vetrine e dello shopping di lusso, e non del contrasto allo sfruttamento dei bambini e dei vecchi e dei malati e dei cani, che purtroppo caratterizza il fenomeno della mendicità le sbandierate nuove dieci assunzioni nella Polizia Municipale. Tutto questo invece di mettere queste nuove forze a sorvegliare l'ormai già riesploso caos notturno di auto abusive, di disturbo della quiete pubblica, di vandalismi, in coordinamento con le altre forze dell'ordine come i cittadini chiedono da 11 anni. FA LA VOCE grossa contro i campi rom abusivi, che vanno sicuramente smantellati in quanto indegni per chi ci "vive" e pericolosi per la sicurezza di chi ci abita accanto, ma non dice una parola su che fine faranno le persone "smantellate", e ignora la nostra proposta che alla repressione dell'illegalità si accompagni un patto di diritti e doveri condivisi per la convivenza civile, che deve avere come protagonisti non solo il Comune e il Comitato provinciale per l'ordine pubblico ma anche le comunità immigrate, il Consiglio degli Stranieri e le strutture che gli immigrati si sono date proprio per isolare chi non accetta un'integrazione vera, nel rispetto reciproco, ma cerca solamente una soluzione ai suoi problemi di sopravvivenza nello spaccio, nei furti, nella delinquenza più o meno organizzata. La continuità del palazzo: forte con i deboli, debole con i forti. Peggio di così non si poteva cominciare. Paolo Arduini Lista civica pisana "Città dei Diritti con Beppe Grillo".

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Di ALBERTO PIERINI LA SUA PRIMA STELLA fu un operaio. Uscito dalle acciaierie (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Arezzo)" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

LUCI DELLA CITTA' AREZZO pag. 18 di ALBERTO PIERINI LA SUA PRIMA STELLA fu un operaio. Uscito dalle acciaierie ... di ALBERTO PIERINI LA SUA PRIMA STELLA fu un operaio. Uscito dalle acciaierie di Terni per mettersi a cantare. E a suonare la sua chitarra d'oro. Elio Mauro era in crociera, alla metà degli anni '50, sull'Achille Lauro. Con Walter Fioroni. Che ancora non era impresario. E non dava del tu ai divi della canzone. No, organizzava i giochi a bordo, le micropiste con le corse di automobiline. Fuori delle acque territoriali si poteva anche scommettere. Ma per poco. "I giochini si rompevano presto: e a quel punto mi godevo la crociera". E i suoi compagni di viaggio. Come Elio Mauro, all'amagrafe Aurelio Caccialani. Per lui mise in piedi le sue rime serate. Le prime di una collezione che ormai ne vanta migliaia. Fino all'ultima, la prossima. Martedì sera, Renzo Arbore e l'Orchestra Italiana al Centro Affari. Anche se lì Walter fa solo l'osservatore: perché lui è in pensione e a guidare la barca ora sono i figli, Barbara e Alessandro, gli eredi di questa fabbrica delle stelle. Partita sulla tolda dell'Achille Lauro. "Lì conobbi anche Dino Sarti". E avanti, tra un porto e l'altro: Casablanca, Barcellona, Las Palmas. "Vi incontrai Silvana Pampanini". La più bella donna del mondo? No, semmai la seconda. "A Istanbul vidi per la prima volta Ljuba": anzi Maria Luisa, ma tutti la conoscevano come Ljuba, futura signora Andrea Rizzoli. Ma il lavoro è il lavoro. E Walter Fioroni quella fabbrica delle stelle voleva trasformarla nel lavoro della sua vita. LA GENTE alla fine degli anni '50 si metteva in fila davanti alla Tv per guardare il Musichiere? E lui divenne l'impresario di Paolo Bacilieri. Era il cantante di Mario Riva, i motivetti li canticchiava lui per farli riconoscetre ai concorrenti. E la gente, già vittima del piccolo schermo, correva alle sue serate. Per Riva cantavano Bacilieri e Dorelli. E Fioroni era amico di tutti e due. Forse di più. Perché Johnny Dorelli è quasi un fratello. Gli ha fatto da testimone alle nozze, sia alle prime con Catherine Spaak, sia alle seconde con Gloria Guida. E per Dorelli mise in piedi il primo musical, "7 per Johnny": quaranta serate, c'erano Betty Curtis, Giustino Durano, Pino Calvi. E il parterre delle stelle cresceva. Ecco Noschese, l'uomo dei mille volti: spesso ad Arezzo, passava molto tempo al Bar Gallini. E nel 1961 al primo figlio, purtroppo morto dopo poche ore, Fioroni dà il nome di Alighiero. "Sennò se ne sarebbe avuto a male". Ma di figli ne avrebbe dovuti avere mille per dare a ciascuno il nome di un amico. Magari Pippo, come Baudo. O Renato, come Renato Zero. Fu lui a lanciare Zerolandia, la tourneè più importante: anno 1978. Ma gli anni si incrociano, come i ricordi. O gli amici. In testa Walter Chiari, legame nato nel 1947. Lo convinse a venire a Chianciano in treno da Firenze: per vincere una ssfidacon un amico giornalista. A far arrivare Chiari. O a rilanciare Miss Italia. Anno 1979, porta Mirigliani e il concorso a Viareggio, lui era gestore della Bussola: Corrado presiede la giuria, Daniele Piombi presenta. È la prima edizione che va in Tv: Silvio Berlusconi è in prima fila, dopo pochi mesi avrebbe lanciato Canale 5. Inizia un'altra Tv, dopo quella del Musichietre. FORSE di un'altra Italia: i primi spettacoli di Beppe Grillo. Tutto esaurito a Viareggio, vuoti a Riccione: con Grillo, genovese, a fargli uno sconto sul cachet. Ad Arezzo Fioroni riesce a portare "Vota la Voce" e il suo parterre di stelle. Anche se qualcuna intanto si era messa da parte: come Mina. Fu lui ad aprirle la strada al primo ritorno, il 24 luglio del 1963 a Milano Marittima. Voleva smettere di cantare, ma a Fioroni a fatica si dice di no. Non ci riusciva Mia Martini, che ad Arezzo passava mesi interi, all'Hotel Minerva. Non ci riesce Lucio Dalla. E non ci riesce Leonardo Pieraccioni. "Non voleva fare spettacoli. Ma in cinque minuti non solo accettò ma pretese di venire il giorno del suo compleanno, il 17 febbraio". Una serata fredda ma piena di stelle. Proprio come le notti in crociera.

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Di MATTEO INCERTI "RIFIUTI Zero è il futuro, un futuro che inizia co (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

REGGIO pag. 6 di MATTEO INCERTI "RIFIUTI Zero è il futuro, un futuro che inizia co... di MATTEO INCERTI "RIFIUTI Zero è il futuro, un futuro che inizia con la raccolta porta a porta". Duecento persone hanno gremito la sala dell'Oratorio Don Bosco in via Adua, dove Gente di Reggio e altre liste civiche insieme a Comitati , Rete Rifiuti Zero e gli Amici di Beppe Grillo hanno invitato a parlare quattro esperti americani di questo sistema di riciclo totale. UNA politica di medio periodo già adottata da Los Angeles, San Diego, San Francisco, Seattle,San Josè capitale della Silicon Valley, Toronto e primo, in Italia, il comune di Capannori (Lucca), 44.000 abitanti. "Rifiuti Zero è una scelta industriale ed ambientale dove rifiuti sono visti come materie prime da non sprecare, gettare o bruciare", ha spiegato Paul Connet, professore della St. Lawrence University di New York. "La strategia parte con la riduzione e la raccolta porta a porta come avete iniziato a fare anche a Reggio, tenete presente che è dal 1995 che negli Usa non si autorizza un inceneritore". RICK ANTONY, che lavora per la metropoli di San Diego, ha detto che "con questo sistema si può massimizzare il recupero dei materiali, con benefici economici e di occupazione per tutti". L'economista della California University Jeffrey Morris, ha affermato che "tutte le evidenze scientifiche ed economiche condannano sia l'incenerimento che discarica dal punto di vista economico e ambientale. Stanno in piedi solo con sussidi pubblici". Erik Lombardi, recentemente intervistato dal settimanale Usa Newsweek, ha sostenuto che "questa strategia si può fare qui come nelle metropoli come Los Angeles. Primo passo, arrivare al 70% di differenziata; poi servono impianti di compostaggio e centri di selezione meccanica e riciclo e studio dei materiali in collaborazione con le industrie". Illustrando un sistema "Rifiuti Zero", che verrà costruito nelle Hawaii ha spiegato come "costi molto meno di un inceneritore o gettare in discarica". "La serata è stata un messaggio chiaro e forte d' innovazione civica, ambientale ed industriale" ha concluso Mario Monducci, consigliere di Gente di Reggio. Ad ascoltare in sala anche l'assessore all'ambiente Pinuccia Montanari, Claudio Rangone (Laboratorio), Ermete Fiaccadori (Pd). Franco Colosimo (Rosa Bianca).

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Bufera su Santoro e Grillo Interviene il Garante (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 04-05-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Milano))

Argomenti: Grillo

PRIMO PIANO pag. 11 Bufera su Santoro e Grillo Interviene il Garante CELENTANO DIFENDE VERONESI. IRA DI MASTELLA ? ROMA ? SARA' IL GARANTE ad esaminare la puntata di Annozero dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum sulla libera informazione, organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile: lo ha annunciato il presidente dell'Agcom, Antonio Calabrò, al termine di una giornata di polemiche. Nel dibattito interviene a sorpresa anche Adriano Celentano, che dal suo blog critica i toni usati nella puntata da Vittorio Sgarbi, ma anche quelli di Grillo e punta il dito contro la scorrettezza del comico dei confronti di Umberto Veronesi. Sono in molti ad affidare ai rispettivi blog i loro commenti, non solo Grillo che difende Marco Travaglio e dice no ai "killer della parola", ma anche Clemente Mastella, che parla di "due pesi e due misure" nell'atteggiamento della Rai e del presidente Petruccioli sul programma di Santoro. "Dov'erano gli autorevoli garantisti quando la trasmissione di Raidue era protagonista del massacro mediatico contro me e la mia famiglia". Di Pietro invece evidenzia come la decisione del presidente Rai di richiamare Santoro sia "sconcertante", per Luca Volontè (Udc) "la Rai deve prendere provvedimenti esemplari e valutare se i costi degli stipendi di Santoro (e non solo i suoi) siano opportuni rispetto al disservizio pubblico che fornisce".

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)BOSCHETTI Disagi per raggiungere il cimitero I LAVORI (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

AGENDA LA SPEZIA pag. 24 )BOSCHETTI Disagi per raggiungere il cimitero I LAVORI per la realizzazione della rotatoria in via Sarzana stanno procurando un sacco di disagi agli spezzini che intendono andare a fare visita ai defunti. I mezzi pubblici, a differenza di quanto accadeva prima dei lavori, non svoltano nel via del Camposanto, proseguendo su via Sarzana. La fermata è all'altezza della costruenda rotatoria, ma per raggiungere l'ingresso del cimitero bisogna compiere a piedi un tratto di 150 metri. Possibile che a Comune e Atc non sia venuto in mente che per tante persone quel percorso, a piedi, è un "impegno gravoso? Mi riferisco soprattutto agli anziani e a chi ha problemi di deambulazione. Meglio sarebbe stato approntare un bus navetta, dalla fermata in via Sarzana all'ingresso del Cimitero. Visto che i lavori vanno a rilento, sarebbe bene provvedere. Ci spero. Enzo Bianchini )GOLFO E 5 TERRE Se il turismo risorsa per altri... NELLA NOSTRA città, con una economia distrutta e dove manca il lavoro per i giovani, si fa un gran parlare di nuove opportunità, aree, turismo, tutte balle; la realtà è ben diversa. Prendiamo a esempio il turismo Infatti si vedono quotidianamente decine di pullman parcheggiati gratuitamente in via Fieschi, mentre gli spezzini pagano la sosta, in attesa dei passeggeri di ritorno dalle 5 Terre. Questi turisti, alla Spezia , lasciano solo il bus in sosta, qualche bisogno corporale e un pò di rumenta. Altri bus, 10-12 per volta, (che il 27 aprile hanno creato un ingorgo) sono in sosta in viale Italia in attesa di comitive che imbarcano/sbarcano sui battelli che a 300 per volta portano nelle 5 Terre dove vanno al ristorante e negli esercizi commerciali producendo reddito per quei luoghi. Al Golfo resta solo la sosta dei bus, qualche bisogno corporale, un pò di rumenta, il pericoloso moto ondoso generato dai battelli che, chi è preposto, ben si guarda dal controllare, forse perché impegnato a perseguire i pericolosissimi pescatori dilettanti dall'interno del Golfo. Insomma il Golfo, il territorio della Spezia sono il corridoio di servizio per le 5 Terre dove però lavorano in grandissima maggioranza gli autoctoni e dove solo i residenti possono accedere alle acque del Parco con le barche. Agli spezzini restano solo disturbo e divieti. In più gli autoctoni che non lavorano localmente sono impiegati in gran numero in Comune alla Spezia, città specializzata in faraonici progetti come area ex Ip, ospedale, porto turistico, waterfront, aree militari e in attività di soccorso per salvataggio in extremis di qualche posto di lavoro nelle aziende che sempre più frequentemente devono chiudere. Ma dove si pensa di andare? Non possiamo andare neppure nelle 5 Terre perché non siamo autoctoni che sfruttano oculatamente il nostro territorio. Si spera che l'evidenza faccia ripensare un pò le cose a tutela degli abitanti della Spezia. A. M. )PARCHEGGI TAGLIATI Perché non usare per le auto i cortili? CARA NAZIONE, nella zona nord della città per i parcheggi siamo al dramma. Hanno tolto prima i parcheggi di via Aldo Ferrari per far posto alla pista ciclabile, hanno poi eliminato quelli in via Paleocapa, ridotto quelli in via Torino nella zona della scala metallica per la stazione, ora hanno ridotto di 4-5 posti via Napoli angolo via Aldo Ferrari per i cassonetti e quelli gialli della Caritas. Chiedo al sindaco dove dobbiamo mettere le nostre auto con tutto quello che ci costano: benzina, bollo, assicurazione. Ci sono cortili delle case operaie vuoti, mai visto giocarci un bambino: allora non si potrebbe occuparli, magari provvisoriamente in attesa che si completino i lavori alla stazione? Antonio Marini via Aldo Ferrari )REFERENDUM DI GRILLO Grazie per le firme a 2.077 spezzini ringraziamo i 2.077 cittadini che il 25 aprile, per il V-day 2, si sono messi in fila fin dalle prime ore del giorno per firmare i tre referendum proposti da Beppe Grillo e dalla Rete dei Meetup nei punti di raccoltadella Spezia, Sarzana e Monterosso. E' stato eguagliato il risultato del primo V-day. Facciamo un plauso a tutti coloro che hanno aiutato e permesso la realizzazione dell'evento e ricordiamo che la raccolta firme proseguirà per tutto maggio. Info: http://beppegrillo.meetup.com/11 Meetup della Spezia.

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Bondi: Veltroni prenda le distanze da Visco (sezione: Grillo)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Primo Piano Pagina 103 le reazioni Bondi: Veltroni prenda le distanze da Visco Le reazioni --> ROMA Si attenua ma non si chiude la polemica politica sulla decisione dell'Agenzia delle entrate di rendere note su internet le dichiarazioni dei redditi degli italiani presentate nel 2005. Polemica che ruota attorno, essenzialmente, al viceministro dell'Economia Vincenzo Visco. E se dal centrodestra continuano i durissimi attacchi all'esponente del Pd, dall'altra parte della barricata - nel silenzio imbarazzato del partito del viceministro - va registrata la presa di posizione di due componenti del governo Prodi (Paolo Ferrero ed Emma Bonino) che invece difendono Visco. IL PDL In particolare Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, si rivolge direttamente al leader del Pd Walter Veltroni per chiedere "una chiara presa di posizione critica" sugli ultimi provvedimenti del governo Prodi che "lasciano sgomenti" la nuova maggioranza. Sotto accusa, oltre alla pubblicazione dei redditi sul web, anche le linee guida della legge 40 sulla procreazione assistita, disposte dal ministro Livia Turco. Secondo Bondi, un intervento critico di Veltroni "servirebbe più di ogni altra cosa per dimostrare di voler intraprendere una strada davvero nuova". Infatti, afferma il dirigente azzurro, "gli ultimi atti del governo Prodi, messi in atto nei tempi supplementari di una legislatura ormai terminata dal ministro Turco e dal viceministro Visco lasciano sgomenti ogni giorno che passa". Le linee guida della legge sulla procreazione assistita "rappresentano un inaccettabile stravolgimento del dettato legislativo". Per quanto riguarda invece "l'ultima bravata di Visco", come la chiama Bondi, è una decisione che "dimostra in modo inequivocabile che per il governo uscente i cittadini non sono, come in tutto il resto del mondo, semplici contribuenti, ma tutti potenziali evasori fiscali. Se questo è il modo con cui la sinistra cosiddetta riformista sta riflettendo sulla sua sconfitta elettorale, non c'è da aspettarsi, almeno a breve, qualche significativo cambiamento". Per questo, prosegue Bondi, "l'imbarazzato silenzio di Veltroni sulle due vicende perpetua un'ambigua incertezza, mentre una sua chiara presa di posizione critica servirebbe più di ogni altra cosa per dimostrare di voler intraprendere una strada davvero nuova". IL CENTROSINISTRA "Voglio esprimere la mia piena solidarietà a Vincenzo Visco", ribatte invece senza mezzi termini il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero. "Si parla tanto e si denuncia il ruolo della casta - spiega l'esponente di Rifondazione - e poi alla prima iniziativa concreta che offre trasparenza a tutti i cittadini ecco che arriva l'attacco dei poteri forti. Vergogna". Secondo Emma Bonino "il vero scandalo non è la pubblicazione on line dei redditi degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è stato preso da parte di Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica". Intervenendo all'assemblea dei Mille organizzata dai Radicali, il ministro uscente delle Politiche europee esprime il timore di una possibile conseguenza negativa: "Adesso rischiamo di avere veri professionisti dell'antipolitica". "Sono sconcertata per tutto questo rumore", prosegue Bonino, a proposito delle polemiche di questi giorni: "Nel nostro paese avere 4 milioni di reddito non è reato, e del resto già sappiamo chi è ricco. Semmai l'unica novità è l'esposizione dei redditi medi". Pubblicare i dati "è un elemento di normale trasparenza".

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Nel magico mondo della video community più cliccata del mondo (sezione: Grillo)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Spettacoli e Società Pagina 10258 Internet La vera storia di YouTube Nel magico mondo della video community più cliccata del mondo Internet. La vera storia di YouTube --> Più di 20 milioni di contatti mensili, 65mila video caricati ogni giorno, 100 milioni di video visti quotidianamente: questi i numeri di YouTube, la web community per la condivisione di video più cliccata al mondo. A raccontarne con un linguaggio chiaro e informale è Glauco Benigni, autore della Storia di YouTube (Magazzini salani Editore, pp. 224, euro 16.80) , il primo saggio italiano che ripercorre la vicenda del sito creato dal nulla nel 2005 e acquistato, dopo neanche 300 giorni di attività, a 1.65 miliardi di dollari da Google. La parabola di YouTube incarna il sogno americano e, insieme, le infinite possibilità di business che il web oggi è in grado di offrire. Nel febbraio del 2005 Chad Hurley, Steve Chen (nato a Taiwan e poi emigrato negli Usa) e Jawed Karim (tedesco anchèegli emigrato negli States) si incontrano ad una festa. Sono tutti dipendenti del colosso delle transazioni online Paypal e, tutti e tre, dimostrano competenze straordinarie nell'information technology e nella new economy. Al party girano dei video amatoriali che vorrebbero condividere online, ma si stupiscono delle mille difficoltà che incontrano: formati diversi, codifiche complesse ed enormi perdite di tempo. Difficoltà inconcepibili per dei trentenni prodigio come loro. Così decidono di lavorarci su, cercando di "trovare una soluzione ad un problema che riguarda e riguarderà centinaia di nostri simili". Detto, fatto. Il 15 febbraio 2005 in uno stanzone di San Bruno, California, viene "informalmente fondata" YouTube, che diverrà realtà grazie al capitale di 3.5 milioni di dollari che la Sequoia Capital, attraverso "il quarto uomo" Roelof Botha, fornisce per il lancio. Il sito, al contrario degli altri competitor presenti sul mercato, sarà estremamente semplice da usare in ogni passaggio: iscrizione, upload dei video e pubblicazione. Il libro di Benigni descrive minuziosamente l'epopea YouTube, dall'incontro iniziale tra i futuri fondatori al primo grande successo (l'upload dello show Lazy Sundays , tratto dal Saturday Night Live ); dalle prime problematiche legate al diritto d'autore all'acquisto da parte di Google fino ai nuovi scenari aperti nel web grazie a YouTube, come la scelta di veicolare le campagne elettorali caricando i video on line. L'ultima sezione del libro è dedicata al rapporto tra YouTube e l'Italia, con il racconto di alcuni casi particolarmente interessanti come quello di Beppe Grillo: il suo canale, fondato nel 2006, dispone di oltre centocinquanta clip.

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Chi la fa l'aspetti. L'ultima puntata di "Annozero" ha (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa Chi la fa l'aspetti. L'ultima puntata di "Annozero" ha ... Chi la fa l'aspetti. L'ultima puntata di "Annozero" ha segnato l'anno zero del servizio pubblico. Lo ha ammesso addirittura, con apprezzabile onestà intellettuale, il presidente della Rai, Claudio Petruccioli. Un'ammissione tardiva, comunque più che opportuna. Poiché non è dato a nessuno, in nome di una equivoca interpretazione dell'articolo 21 della Costituzione, offendere persone e istituzioni impossibilitate a difendersi. Aver mandato in onda, come ha fatto Michele Santoro, brani di una volgarità inusitata di un discorso del plurimilionario comico Beppe Grillo, scagliatosi per l'ennesima volta contro tutto e tutti, è stata un'operazione che nulla ha che fare con il diritto di cronaca. Il "martire" della televisione, il difensore che reclamava un microfono a tutti i costi ne ha fatto ciò che ha voluto. E quando qualcuno si è permesso di criticarne le gesta, puntualmente s'è dovuto sorbire le reprimende della vera casta, quella che si è arrogata il compito di vigilare sulla libertà d'espressione mancando ad un dovere essenziale: definirne i confini. Confini che, come s'è visto giovedì sera, sono stati abbondantemente travolti da una gestione di "Annozero" a dir poco insultante per tutti gli italiani che pagano il canone e hanno il diritto di assistere a programmi meno velenosi e certamente non ridondanti gratuiti e volgari attacchi a personalità come il presidente Napolitano e al professor Veronesi, oltre che per il contesto francamente inaccettabile sotto il profilo delle elementari norme della civiltà dei rapporti. Non sarò così stupido da invocare qui censure e sanzioni a carico del responsabile di tale scempio dell'intelligenza: non vorrei che qualcuno tirasse fuori ancora una volta l'icona del martirio massmediale; ma non posso non augurarmi, soprattutto dopo l'intervento di Petruccioli, una profonda riflessione della televisione di Stato sulla qualità dei suoi prodotti. Potrei perfino essere contento del fatto che Santoro, indiscutibile riferimento di una sinistra in disarmo, carichi le sue trasmissioni di tanta inaccettabile ostilità da avvantaggiare oggettivamente la destra. Ma sarebbe meschino da parte di chiunque declinare un episodio così insopportabile a fini di mero tornaconto politico. "Annozero" è semplicemente una trasmissione tipologicamente ascrivibile a una televisione non di servizio pubblico. Del resto, il suo ideatore e conduttore ha sempre rivendicato, contro ogni ragionevole richiesta di controllo da parte delle strutture, piena libertà. Gli è stata data: i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Adesso se ne fa un caso. Santoro se ne gioverà presso quella parte che mastica risentimento dopo la disfatta elettorale. A noi resta l'amaro in bocca per un servizio pubblico televisivo che fornisce esempi contrari al sentire della stragrande maggioranza degli italiani. Qualcuno dovrà occuparsene prima o poi.

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<Grillo e Sgarbi hanno sbagliato> Inchiesta Agcom (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 106 del 2008-05-04 pagina 8 "Grillo e Sgarbi hanno sbagliato" Inchiesta Agcom di Redazione Milano. Anche Adriano Celentano interviene sulla puntata di Annozero di giovedì scorso. Dal suo blog www.clancelentano.it il cantante bacchetta Vittorio Sgarbi per i toni usati in trasmissione, ma anche Beppe Grillo per aver offeso Umberto Veronesi. "Sgarbi non ha avuto l'accortezza di lasciar parlare anche gli altri". Ma sulle critiche del comico genovese allo scienziato, il Molleggiato dà ragione all'assessore alla Cultura di Milano: è un uomo di grande valore, Grillo è stato scorretto. Il presidente dell'Agcom, Corrado Calabrò ha intanto annunciato che il Garante nei prossimi giorni visionerà la puntata di Annozero. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Espulso dalla lista grillo (sezione: Grillo)

( da "Centro, Il" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pescara "Espulso dalla lista Grillo" Di Marimpietri: ero contrario al ricorso a D'Alfonso PESCARA. Andrea di Marimpietri, candidato alle elezioni amministrative appena concluse con la lista "Pescara in Comune by Amici di Beppe Grillo", è stato espulso dall'associazione del noto comico. L'ex candidato racconta in una nota cosa è accaduto: "Sono entrato a far parte dell'associazione Pescara in Comune by Amici di Beppe Grillo e mi sono candidato alle recenti elezioni comunale perché attratto dall'idea di democrazia partecipativa. Durante la campagna elettorale", spiega, "i comunicati venivano trasmessi solo ai componenti del consiglio direttivo e non a tutti candidati. Ho chiesto più volte di essere portato a conoscenza del numero e dei componenti dell'associazione, ma non ho ricevuto risposta. Lo statuto pubblicato sul sito per tutta la durata della campagna", prosegue, "era incompleto in molte sue parti tra cui anche l'indicazione della sede sociale". Di Marimpietri va avanti: "Ho chiesto, inoltre, una rendicontazione delle spese sostenute dall'associazione in campagna elettorale e, a tutt'oggi, non conosco i versamenti nè i proventi raccolti con la manifestazione di Grillo a Pescara. Il 22 aprile", conclude, "invio una raccomandata all'associazione in cui preciso la volontà di dissociarmi dall'azione legale intrapresa nei confronti del neoeletto sindaco Luciano D'Alfonso. Ma il 30 aprile ricevo la delibera di espulsione senza alcuna motivazione, se non quella generica di manifesta incompatibilità con lo spirito e i principi dell'associazione".

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Caccia agli evasori, la <via italiana> alla trasparenza (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-04 num: - pag: 5 autore: di BEPPE SEVERGNINI categoria: REDAZIONALE Oltre il "voyeurismo fiscale" Caccia agli evasori, la "via italiana" alla trasparenza Mai una volta che scegliamo la strada normale. La via italiana verso la convivenza civile è piena di buche, salti, scossoni, scontri, frenate e ripartenze. La nostra è una democrazia- rally, e la vicenda dei "redditi in Rete" ne è la prova. Non l'unica, né l'ultima. La più recente. La retromarcia dell'Agenzia delle entrate, bacchettata dal Garante della privacy e indagata dalla procura di Roma, è tardiva: gli elenchi sono stati scaricati e adesso girano allegramente sulla Rete attraverso siti di condivisione, detti "p2p" ("peer to peer", "da pari a pari"). è facile immaginare sviluppi della faccenda: aspettiamoci elenchi, per città o per professioni. Chi vorrà, saprà. è solo "voyeurismo fiscale", o c'è dell'altro? La diffusione di quei dati è certamente irrituale, un altro modo per dire: discutibile. E, infatti, stiamo discutendo. Non perché "così si aiuta la criminalità organizzata ", un argomento debole, che curiosamente accomuna Beppe Grillo, comico benestante, e Roberto Speciale, ex comandante della Guardia di finanza, ora parlamentare Pdl. I criminali, in certe parti d'Italia, guardano ai patrimoni reali, non ai redditi dichiarati. Il motivo di perplessità è un altro. Molti cittadini considerano il reddito un "dato riservato", come un'informazione sanitaria o sessuale. Da anni i redditi vengono pubblicati dai giornali di provincia, nel silenzio del Garante e per la goduria dei provinciali. Ma questo non conta, apparentemente. Ora c'è Internet, che rende facile la consultazione. Quindi, stop! Fra trasparenza e riservatezza, tanti italiani scelgono la riservatezza. Molti di loro vanno capiti: perché un modesto 730 dev'essere di dominio pubblico? Anche gli uffici del personale sono irritati: il gioco del "divide et impera", basato sul segreto retributivo, diventa complicato. Ma più di tutti sono scocciati quelli che portano a casa 300 e dichiarano 40. Sono loro l'oggetto della curiosità e dell'indignazione: le migliaia di professionisti che dichiarano poco più della segretaria, non qualche dozzina di calciatori. è la stramba via italiana alla normalità, che passa attraverso le eccezioni. Per ripulire il calcio e la Banca d'Italia, s'è resa necessaria l'indiscutibile barbarie delle intercettazioni. Per arrivare alla decenza fiscale, dobbiamo passare attraverso l'indecenza dei dati in Rete? Altra via non si vede. Non sono i controlli e le punizioni che spingono uno scandinavo, uno scozzese o un californiano a pagare le tasse. è la pressione sociale. La vergogna d'essere considerato - dai parenti, dai consoci al Lions Club, dagli amici del figlio - un evasore. Uno che costringe un altro a pagare di più. Uno che fornisce al fisco la giustificazione per alzare le aliquote, complicare le norme, aumentare i controlli. Uno che ti sorride, ma ti frega. Chi s'arrabbia per la pubblicazione dei redditi va capito. Ma prima di regalargli la vostra solidarietà, chiedetegli - privatamente, s'intende - quanto dichiara, quante case ha in giro e che auto tiene in garage. La privacy è importante, ma è altrettanto importante rompere un'imbarazzante tradizione: l'Italia è l'unica, tra le grandi democrazie, dove l'evasione è epidemica. Forse per questo negli Usa e in Gran Bretagna nessuno s'è mai sognato di mettere i redditi in Rete. Forse per questo ogni sondaggio (compreso quello di Corriere.it) dice la stessa cosa: la maggioranza, probabilmente a malincuore, è a favore della pubblicazione dei redditi. Tutti guardoni? Non credo.

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Santoro da Cappon Possibili sanzioni (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-04 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE # Annozero Il dg Rai convoca il conduttore. Indaga anche l'Agcom Santoro da Cappon Possibili sanzioni Di Pietro: censura. Ma Celentano critica Grillo Lo showman: da Beppe e Sgarbi toni sbagliati Mastella attacca Petruccioli: dov'era quando lì ero massacrato? ROMA - Non si mette bene per Michele Santoro. Dopo la reprimenda del presidente Claudio Petruccioli che lo ritiene colpevole di "danno, umiliazione e vergogna incalcolabili" per il servizio pubblico, il conduttore di Annozero è stato convocato dal direttore generale Claudio Cappon. Si vedranno domani, dopodomani. Il dg gli chiederà conto del troppo spazio concesso a Beppe Grillo che tra l'altro inveiva contro il presidente della Repubblica (e perciò il sindaco di San Lorenzo del Vallo, Cosenza, l'ha denunciato). Poi mercoledì se ne parlerà in Cda e non si esclude una sanzione. "Le regole devono valere per tutti, ma nessuno pensi di estromettere Santoro ", preavverte il consigliere Sandro Curzi che però nella sostanza concorda con Petruccioli: "Sbagliato mandare la cassetta di Grillo senza contraddittorio ". Ma anche l'Agcom presto si occuperà dell'ennesimo caso Santoro che ritiene di "aver esercitato il diritto di cronaca ". E dalle parole del presidente dell'Authority per le Comunicazioni, Corrado Calabrò, si intuisce che anche lì non sarà una passeggiata: "Da una parte c'è la libertà di espressione, dall'altra i diritti inviolabili della persona: la conciliazione di questi due opposti è cura e dovere di ogni giornalista", premette Calabrò. Poi si spiega meglio: "In Italia non è possibile la censura preventiva, ma è possibile avvertire prima, ammonire prima e l'Autorità l'ha fatto. E sanzionare poi se questo non viene osservato". Giuseppe Giulietti (Idv) li invita allora a "farsi consegnare le cassette di altri programmi". Ognuno rilegge la vicenda sul suo blog. Antonio Di Pietro sostiene che "la decisione del presidente della Rai di richiamare Santoro è sconcertante, è censura di regime". Secondo il leader Idv, che ha chiesto la presidenza della Vigilanza, "gli ascoltatori avevano diritto di sapere che 2 milioni di persone erano in piazza a firmare 3 referendum" con Grillo. Clemente Mastella trova tardivo l'intervento di Petruccioli: "Solo oggi scopre l'uso strumentale e politico della trasmissione, luogo di vero e proprio linciaggio mediatico, programma appaltato a terzi, che ne fanno un uso arbitrario ed indecente. Ma questi autorevoli garantisti dov'erano quando il signor Santoro e il suo Vauro mi hanno massacrato per un anno intero? ". Il tema appassiona pure Adriano Celentano che invece bacchetta Vittorio Sgarbi: "Non solo non lasciavi parlare Travaglio, ma lo offendevi. E sbagli su Grillo: indipendentemente da quanto guadagna, dà voce agli operai". Del comico genovese critica soltanto "il tono sbagliato e irriverente verso Umberto Veronesi". Mara Venier, sospesa da Domenica In dopo una rissa tra Pappalardo e Zequila nel 2006, osserva (a voce, lei) che "in confronto a quel che ho visto tra Grillo e Sgarbi, la mia era roba da oratorio ". Grillo difende l'amico: "Nessuno tocchi il soldato Travaglio ". Sgarbi sé stesso: "Per loro sono un killer, ho solo svelato la loro imboscata". Contro Annozero Giorgio Merlo del Pd ("Squallida pagina per la Rai"), Luca Volontè dell'Udc ("Se la Rai non sanzionerà Santoro allora si dovrà abolire il canone "), Arturo Iannaccone dell' Mpa ("Indegno di un Paese civile"). Franco Siddi, segretario Fnsi: "Giusto dare spazio ai comici che fanno politica, ma senza amplificare volgarità e offese". Giovanna Cavalli "Danno incalcolabile" Claudio Petruccioli e Michele Santoro in una foto del 2006. Il presidente della Rai, riferendosi all'ultima puntata di Annozero su Grillo, ha definito "incalcolabile" il danno per la Rai.

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Solo un italiano su 6 si fida del Fisco (sezione: Grillo)

( da "Libertà" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

ROMA - Solo un italiano su sei si fida del Fisco. È l'ultima istantanea scattata da Contribuenti.it, che ad aprile fotografa un crollo dell'indice di fiducia dei contribuenti italiani, sceso al 16,42%, "minimo storico del governo Prodi". Parallelamente è aumentata del 2,63% l'evasione fiscale, arrivando a sfiorare i 313 miliardi di euro di imponibile non dichiarato. In base alle rilevazioni di Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani - effettuate attraverso il monitoraggio dello Sportello del Contribuente, ad aprile il calo di fiducia dei contribuenti italiani è stato dell'1,2%: oramai solo un italiano su sei ha fiducia nel fisco. Su 12.217 voti, 2.006 (pari al 16,42%) sono a favore del fisco, mentre 10.211 (pari a 83,58%) contro. "Un vero e proprio boom di votanti - fa sapere Contribuenti.it - si è registrato il 30 aprile, dopo la violazione della privacy avvenuta con la diffusione dei dati da parte dell'Agenzia delle Entrate, dove il sito internet è stato consultato da 213.219 contribuenti". La rilevazione di Contribuenti.it - specifica la stessa associazione - avviene attraverso l'analisi di un campione di circa 5.000 contribuenti e misura sia la stima dei contribuenti sulla situazione corrente che le previsioni per il futuro. E a proposito della pubblicazione sulla rete del dati sulle denunce dei redditi è intervenuta ieri Emma Bonino: "Il vero scandalo non è la pubblicazione online dei redditi degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è stato preso da Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica", ha detto. L'esponente radicale ha gettato acqua sul fuoco sulle polemiche per la pubblicazione dei dati: "Sono sconcertata per tutto questo rumore. Nel nostro paese avere 4 milioni di reddito non è reato, e del resto già sappiamo chi è ricco. Semmai l'unica novità è l'esposizione dei redditi medi". 04/05/2008.

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Un'altra bufera su Santoro (sezione: Grillo)

( da "Libertà" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

La puntata di "Annozero" su Grillo all'esame dell'Agcom ROMA - La puntata di Annozero dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile, sarà esaminata nei prossimi giorni dall'Agcom. Lo ha annunciato il presidente Antonio Calabrò al termine di una giornata di polemiche e commenti su quanto accaduto giovedì su Raidue. Nel dibattito interviene a sorpresa anche Adriano Celentano, che dal suo blog critica i toni usati nella puntata da Vittorio Sgarbi, ma anche quelli di Beppe Grillo. Sono in molti ad affidare ai rispettivi blog i loro commenti. Non solo Grillo, che difende Marco Travaglio e dice no ai "killer della parola". Ma anche Clemente Mastella, che dal suo blog parla di "due pesi e due misure" nell'atteggiamento della Rai e del presidente Petruccioli sul programma di Santoro. "I giornalisti che ancora danno dignità a questo Paese con la loro voce vanno protetti dagli sciacalli di regime, dai killer della parola. Nessuno tocchi il soldato Travaglio e chi rischia la sua vita per noi per amore di verità", afferma Grillo. Il comico pubblica e prende spunto da una lettera di Sonia Alfano, figlia di Beppe Alfano, ucciso dalla mafia nel 1993. Sgarbi replica: "Grillo mi chiama killer della parola perché svelo l'esistenza di una imboscata e rompo così il loro subdolo giochetto di squadra. Vorrei chiedere al compagno Travaglio come mai si occupano di Biagi e nessuno di loro ha levato una voce per Gigi Moncalvo". A bacchettare entrambi ci pensa Celentano, che critica Sgarbi per aver offeso Marco Travaglio, che al contrario del critico "parlava in modo pacato e educato". Ma Celentano punta il dito anche contro "la scorrettezza" di Grillo nei confronti di Umberto Veronesi. Mastella chiede dove fossero gli "autorevoli garantisti" di oggi, quando la trasmissione di Raidue era protagonista di quello che l'ex Guardasigilli definisce un "massacro mediatico contro me e la mia famiglia", mentre per Di Pietro la decisione del presidente Rai di richiamare Santoro è "sconcertante. Un richiamo era necessario, ma per Sgarbi che ha insultato senza ragione e continuamente le persone presenti, che non hanno reagito, e ha dichiarato il falso sui contributi al Giornale e sul licenziamento di Enzo Biagi". A suo avviso Petruccioli "non ha ritenuto di dover sottolineare la denuncia di Grillo sulla illegittimità di Rete4 sancita dalla corte di Giustizia Europea che costerà ai contribuenti italiani più di 300 milioni di euro. Questa si chiama censura". Per Arturo Iannaccone del Movimento per l'Autonomia, "l'uso arbitrario e indecente della tv di Stato al quale abbiamo assistito non è degno di un Paese civile". Luca Romagnoli (Fiamma Tricolore) parla di "gogna mediatica indegna del servizio pubblico". Per Luca Volontè (Udc), "la Rai deve prendere provvedimenti esemplari e valutare se i costi degli stipendi di Santoro e Co. sono opportuni rispetto al disservizio pubblico che fornisce". 04/05/2008.

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Lettere al direttore (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

LUTTO 04-05-2008 Lettere al direttore lettere@gazzettadiparma.net Gazzetta di Parma via Mantova, 68 - 43100 Parma I redditi di Beppe Grillo Caro direttore, il ministro delle Finanze Vincenzo Visco (finalmente ormai ex) facendo pubblicare sul sito dell'Agenzia delle entrate i redditi dei cittadini italiani (anno 2005) ha fatto l'unica cosa giusta e seria in due anni di governo Prodi. Se non altro abbiamo scoperto i tanti fustigatori all'italiana, come il comico Beppe Grillo (comico in tutti i sensi), che aveva un "piccolo" reddito di circa 4.400.000 euro alla faccia dei suoi sostenitori da 1.000 euro al mese. Il Grillo appena lo ha saputo è "dato giù di testa" (parola che lui spesso ama dire agli altri) e si è infuriato, lo credo bene, perché molti dei suoi estimatori ritenevano che facesse solo beneficenza. D'altra parte è il falso puritano, il disonesto che teme la trasparenza e non certamente il contribuente fedele e corretto, anche se ha un reddito con molte cifre: l'importante è che paghi le tasse in base ai suoi veri redditi, e non faccia credere di essere un benefattore con pochi euro in tasca per farsi osannare. Mario Bertoli Parma, 2 maggio Redditi on line e lotta all'evasione Caro direttore, la gran schermaglia apertasi sulla liceità, o meno, di pubblicare su Internet i redditi degli italiani rischia di oscurare la sostanza del problema. Che era, e resta, la lotta all'evasione (quella vera). Esaurite le polemiche sul nostro voyeurismo fiscale, lasciati al proprio triste destino le migliaia di "grillini" tramortiti dalla scoperta dei guadagni non proprio francescani del loro "Robin Hood" senza macchia e senza paura, e ripulito il campo dalle scorie dei "dispetti" (veri o presunti) della gestione Visco, occorrerà in qualche modo ripartire. Magari, facendo sì che in Italia il fisco la smetta di giocare al "braccio violento" dello Stato buono solo a terrorizzare i contribuenti onesti. Per dedicare più tempo ed energie ai non pochi acclarati "ricchi" (e non mi riferisco in questo caso ai Vip dello spettacolo e dello sport) che non si fanno scrupoli di dichiarare redditi inferiori a quelli di una colf filippina o di una badante moldava appena sbarcate in Italia. Pino Agnetti Parma, 3 maggio Socialismo in caduta libera Caro direttore, l'ondata di fuga dalla sinistra innestata da Berlusconi con la sua trionfale vittoria alle nostre elezioni si è propagata alla Gran Bretagna dove alle elezioni amministrative il Partito Laborista, che possiamo definire più o meno equivalente del nostro Partito Democratico, ha subito una sconfitta di rilevanza storica crollando addirittura al terzo posto superato anche dai liberaldemocratici, cosa mai successa prima. Che il mondo si sia rinsavito e che la gente finalmente abbia capito, tanto per sintetizzare, che il socialismo diffonde il malessere mentre il liberismo promuove il benessere diffuso? Speriamo sia la volta buona. Roberto Castellano Salsomaggiore, 3 maggio Sistemate la tangenziale Signor direttore, sono una ragazza che ogni giorno percorre il tratto della tangenziale da via Venezia fino all'uscita dopo l'aeroporto e viceversa, questo due volte all'andata e due volte al ritorno. Spessissimo, in direzione Reggio Emilia ho dovuto rallentare appena dopo lo svincolo per andare in via dei Mercati ed aeroporto in quanto appena dopo aver passato il ponte della tangenziale ci sono delle buche veramente terribili, sono andata dal gommista, ha trovato un cerchione dell'auto crepato e i pneumatici usurati proprio da queste buche. Possibile che una città come Parma abbia una tangenziale del genere? Il signor sindaco dovrebbe percorrerla lui, così si renderà conto in che degrado ha la città che lui sta governando! Spero tantissimo che prendano provvedimenti in merito in quanto non ho assolutamente intenzione di cambiare altre 4 gomme causa l'asfalto della tangenziale così sconnesso, ci sono delle buche quando piove che sembrano laghetti, mancano solo le papere e i cigni. Caro sindaco, anche se presumo sia di competenza Anas, almeno lei ci metta una buona parola. Lettera firmata Parma, 3 maggio Scriveteci su Internet La "Gazzetta" è su Internet. E' attivo un indirizzo di posta elettronica al quale i lettori possono inviare le loro lettere al giornale. L'indirizzo di E-mail è il seguente: lettere@gazzettadiparma.net Verità sulla Divisione Acqui Gentile direttore, leggo in una lettera a lei indirizzata il 26 aprile che "l'associazione nazionale Acqui è preoccupata" perché ad Acqui si è proceduto alla nomina di alcuni giurati dell'omonimo Premio evidentemente non di suo gradimento non essendo "allineati " al pensiero della Sinistra che - come ha onestamente riconosciuto l'assessore alla Cultura della Regione Piemonte Gianni Oliva - ha "sovrinteso" a tutte le precedenti edizioni. Evidentemente a detta Associazione - che tra l'altro presenta la grave anomalia di essere presieduta dalla figlia di un Caduto non a Cefalonia e nemmeno facente parte della divisione "Acqui" - piacciono le "ricostruzioni" dei fatti datate ed ormai superate dalla documentazione successiva che ne ha smentito gli aspetti essenziali - come quello del macroscopico numero di Morti o del "referendum" della truppa posto nel nulla dall'ordine di resistere inviato al generale Gandin dal Comando Supremo - sui quali si è edificato un Mito ormai scaduto di validità (come ho dimostrato nelle mie pubblicazioni e nel mio sito cefalonia.it), checchè ne dicano i personaggi di cui sopra - aventi la pretesa di "rappresentare" tutti i Caduti e tutti i loro congiunti - in una con la Sinistra che li ha sempre sostenuti ed ora finalmente sta mostrando la corda. Naturalmente mi rendo conto che nelle ricostruzioni storiche i miti e le leggende sono i più duri a morire ma il tempo - da quel galantuomo che è - sta man mano dando ragione non tanto a me che sono un semplice tramite ma alle esatte ricostruzioni storiche emergenti dalla documentazione da me rinvenuta che per decenni era stata tenuta sotto chiave dalle Forze Armate per il timore che la cruda realtà venisse alla luce. L'ora di riesaminare "criticamente" la vicenda, anche alla luce delle oneste dichiarazioni del presidente Napolitano che a Cefalonia il 25 aprile 2007 non volle di proposito fare numeri o entrare in polemiche su personaggi equivoci di essa, si avvicina sempre più e cercare di rimandarla confidando ancora nell'aiuto dei potenti - come fa detta Associazione - è solo un penoso espediente destinato a fallire miseramente. Avv. Massimo Filippini (Orfano di un Caduto veramente fucilato a Cefalonia) Parma, 2 maggio Il canale di Roncopascolo Egregio direttore, approfitto della precedente lettera del signor Maurizio Del Ferro di San Prospero sulla questione zanzara tigre, per segnalare identica situazione anche qui a Roncopascolo. Infatti nei fossi di strada Chiesa ristagna da tempo acqua meleodorante, habitat ideale per le zanzare. Naturalmente il riferimento è sempre pretestuoso e sottintende la considerazione: mi sembra di intuire una certa predisposizione da parte dell'amministrazione a non avere la stessa considerazone per le zone periferiche rispetto a quelle centrali (senz'altro bene ammini-strate). Dimenticavo... Quest'anno mi arrivata da pagare la tassa del Consorzio di Bonifica che dovrebbe tenere in ordine fossi e canali? Da cittadino mi sento un po' preso per i fondelli. Marzio Raineri Roncopascolo, 3 maggio.

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Il potere blindato della destra (sezione: Grillo)

( da "Repubblica.it" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

CIRCA mezzo secolo fa - forse qualcuno ancora se lo ricorda - Mina lanciò una canzone che diceva così: "Renato Renato Renato/così carino così educato". Mi è tornata in mente ascoltando il discorso del neo-presidente del Senato, Renato Schifani, che fino a pochi giorni fa era soprannominato "iena ridens" per la sua capacità di ripetere i voleri del Capo e i suoi truculenti insulti al popolo di sinistra con un ghigno sul volto che non presagiva nulla di buono. Oggi si è trasformato: così carino così educato. La canzone di Mina gli si attaglia perfettamente. E si attaglia anche a Gianfranco Fini, neo-presidente della Camera, e a Gianni Alemanno, neo-sindaco di Roma. Le loro movenze sono diverse da quelle di Schifani, hanno un pizzico di volontà di potenza in più e un maggior orgoglio di sé. Non sono - oggi come ieri - lo scendiletto del Capo, hanno un loro partito, una loro provenienza, una loro storia (anche se poco commendevole) dietro le spalle. Ma anche loro "governano per tutti i cittadini" anche se non per conto e in nome di tutti. Anche loro promuoveranno i talenti al di sopra degli steccati partigiani. Anche loro insomma non sono più politici politicanti ma statisti governanti. C'è da credervi? Io penso di sì, c'è da crederci. Del resto non si è mai visto in democrazia qualcuno che, arrivato al potere sulla base del libero voto popolare, si metta a proclamare che lo userà per favorire la sua parte. Non lo fece neppure Mussolini dall'ottobre del '22 al gennaio del '25. Aveva vinto le elezioni, sia pure con una porcata di legge, e aveva formato un governo di coalizione con dentro vecchi cattolici e ancor più vecchi moderati. Poteva fare, come disse, dell'aula sorda e grigia di Montecitorio un bivacco di manipoli, ma lo fece soltanto due anni dopo sulla scia del delitto Matteotti. La dittatura rompe le regole della democrazia e rende inutile l'ipocrisia. Il Parlamento fu abolito, i partiti dissolti salvo il suo che fu identificato con lo Stato, la libera stampa mandata in soffitta, come ha auspicato Beppe Grillo e le centinaia di migliaia dei suoi seguaci paganti nel "Vaffa-day" del 25 aprile. Questa volta le cose non andranno così per molte ragioni. Il mondo è globale, l'economia è globale, la cultura è globale, le informazioni sono globali e anche il commercio è globale. L'Italia è una regione dell'Europa. La nostra moneta è quella europea. Una dittatura totalitaria oggi è impensabile in Europa e in Occidente. E poi la classe dirigente del centrodestra non ha alcuna somiglianza con lo squadrismo diciannovista. Perciò quel pericolo non c'è. Ce ne sono altri che possono suscitare serie preoccupazioni. * * * I marxisti spiegavano la storia dei popoli attraverso il rapporto tra le forze produttive e le istituzioni chiamando le prime "struttura" e le seconde "sovrastruttura". Lo ricorda Giorgio Ruffolo nel suo bellissimo libro "Il capitalismo ha i secoli contati" che è la più lucida ricostruzione della globalizzazione che stiamo vivendo e dei fenomeni che l'hanno preceduta. Tra la struttura e la sovrastruttura non esiste un rapporto di automatica determinazione come pensavano rozzamente i marxisti militanti del secolo scorso. C'è invece una continua interazione, un reciproco condizionamento. Io credo che l'emergere elettorale del centrodestra e la rivoluzione parlamentare che ne è seguita siano state largamente determinate dal nuovo atteggiarsi strutturale delle forze produttive, lo sgretolarsi dei tradizionali blocchi sociali, la scomparsa delle classi, il frazionarsi degli interessi fino alla loro completa polverizzazione. Questo mutamento strutturale spiega anche la nascita del partito "liquido" dei democratici, la sconfitta del partito cattolico come arbitro centrista che era nel disegno di Casini, infine l'affondamento della sinistra massimalista. Il comportamento più strano, ai confini dell'assurdo, è stato proprio quello della sinistra radical-massimalista, che ha attribuito a Veltroni la sua scomparsa e ha punito con il voto e con l'astensione Rutelli per castigare il leader democratico. Per gli ultimi marxisti militanti è un errore squalificante non rendersi conto che le strutture negli ultimi quindici anni sono completamente cambiate ed hanno determinato una rivoluzione sovrastrutturale. La sinistra radicale, le sue ideologie, i suoi slogan, la sua organizzazione politica galleggiavano sul vuoto che essa stessa aveva ulteriormente aggravato segando l'ultimo ramo che ancora la sosteneva e cioè l'operatività del governo Prodi. Il loro stupore per la scomparsa del loro mondo, quello sì, è stupefacente e direi senza appello: chi ha smesso di pensare smette di vivere. Questo è accaduto, con buona pace di Sansonetti, direttore del più assurdo (e come tale utile) giornale oggi in circolazione. * * * L'ascesa al potere del triumvirato Berlusconi, Bossi, Fini-Alemanno, che si completa in quadrumvirato con l'inevitabile cooptazione del siciliano Lombardo, si fonda su una precisa ideologia, sì, riemerge l'ideologia, è un fatto nuovo del quale è bene prendere atto. Chi l'ha declinata meglio di tutti è stato Fini nel suo discorso alla Camera dei deputati. Si basa sulle radici cristiane, anzi cattoliche, sulla condanna del relativismo, sull'esistenza d'una verità assoluta e sulla morale che ne deriva. Sulla tolleranza (relativa) delle altre culture a discrezione del Principe. Sulla protezione e la sicurezza dei cittadini per mettere in fuga la loro insicurezza. Sulla convivenza tra il potere forte dello Stato e la società federale. Berlusconi rappresenta il vertice del Triumvirato-Quadrumvirato: un tavolo a tre gambe, un triangolo retto che è sempre uguale a se stesso su qualunque lato venga poggiato perché il bello del populismo consiste nella ubiquità di Berlusconi, leghista, statalista, liberista, per naturale e plurima vocazione. Perciò, salvo errori o malasorte, puntare su laceranti contrasti tra i triumviri è sbagliato: c'è trippa per tutti e anche per Grillo che dissoda il terreno dove i triumviri semineranno e raccoglieranno. Così saranno i cinque anni che ci aspettano. Buon pro ci faccia. Ma dunque non c'è niente da fare? Al contrario, penso che ci sia moltissimo. * * * Una volta tanto provo a descrivere il Partito democratico in negativo, cioè per quello che non è. Un modo come un altro per disegnarne un profilo identitario. Non è il partito dell'ideologia assolutista. Non è un partito con radici cattoliche o comunque religiose. Non è un partito liberista. Non è un partito classista. Non è il partito dello Stato forte. Non è un partito protezionista. Quindi: è un partito laico e non ideologico, liberal-democratico, costituzionale di questa Costituzione e dei suoi principi fondativi. Non trasformista ma disponibile a partecipare - se potrà - all'elaborazione delle riforme istituzionali. Vuole un libero mercato nutrito di libera concorrenza, con regole efficaci e istituzioni capaci di farle rispettare. Un partito con una sua visione nazionale nel quadro di un'Europa federale. Così sembra a me che debba essere. Nell'idea originaria Veltroni ha puntato su una forma che fu definita "liquida", poggiata sul popolo delle primarie. Questa formula, che anche a me sembrava utilmente innovativa rispetto alla tradizionale forma-partito, si è invece rivelata inefficace. L'esperienza della campagna elettorale ha dimostrato che le primarie sono uno strumento selettivo utile ma non l'ossatura di un partito che deve vivere sul radicamento territoriale. C'è bisogno d'una struttura militante e identificata con gli interessi del territorio e di un vertice solido e plurimo che indichi le priorità e i mezzi disponibili per attuarle. Che non sia casta ma rappresentanza. Locale ma con visione nazionale. Il Partito democratico rappresenta il solo sbocco politico possibile della sinistra italiana e deve perseguire quest'obiettivo. Rappresenta il solo sblocco possibile dei cattolici adulti, che abbiano intensi sentimenti di fede e non di idolatrie o di calcoli politicanti. Questi cattolici sono minoranza tra i tanti battezzati indifferenti e ruiniani? Ma i cattolici veri, quelli di fede e di responsabilità personale, sono sempre stati minoritari, quello è il loro vanto e la loro dignità religiosa così come lo è per i laici non credenti ma rispettosi del sacro e delle sue non idolatriche manifestazioni. Ricordo qui una lezione di Ugo La Malfa: impegnò la sua vita politica per cambiare la sinistra di cui si sentiva parte, per cambiare la Democrazia cristiana con la quale fu alleato e per cambiare il capitalismo italiano trasformando gli imprenditori in una consapevole borghesia. Secondo il mio modo di vedere il Partito democratico deve farsi portatore di analoghe e alte ambizioni che sono al tempo stesso culturali sociali e politiche. Il riformismo di centrosinistra in un paese come il nostro è minoritario. Lo è sempre stato ma ha, deve avere, vocazione maggioritaria. Del resto le grandi trasformazioni sono sempre state - e non solo in Italia - realizzate da minoranze che seppero operare nel senso della storia programmando il futuro, rappresentando il paese vitale e responsabile, consapevole dei difetti, dei limiti e delle virtù degli italiani. Un gruppo dirigente coeso e non castale può e dev'essere animato da una grande ambizione. La sconfitta è stata dura, gli errori ci sono stati. Ambizione, non vanità. Dialogo, non trasformismo. Pragmatismo, non improvvisazione. C'è molto da fare. (4 maggio 2008.

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Annozero sotto la lente del Garante (sezione: Grillo)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Divampa la polemica dopo la condanna di Petruccioli. Celentano bacchetta Grillo e Sgarbi Annozero sotto la lente del Garante Pressing sulla Rai per sanzioni a Santoro, ma Di Pietro lo difende LUCIA VISCA ROMA. Dove non è riuscito Beppe Grillo, ha provveduto Michele Santoro. Il flop mediatico del V-day contro i giornalisti indetto per il 25 aprile è diventato argomento di rissa l'altra sera ad Annozero, su Raitre. Una trasmissione al calor bianco, durante la quale tutti si sono schierati contro tutti. Vittorio Sgarbi contro Marco Travaglio e viceversa. Si sono visti e sentiti diluvi di accuse, negli spezzoni trasmessi del V-day, per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E, in trasmissione, per Umberto Veronesi, scienziato e testimone vivente della battaglia contro il cancro. Risultato immediato, il presidente della Rai Claudio Petruccioli chiede scusa al posto di Santoro, tutti gridano alla censura. Conseguenza, Corrado Calabrò, presidente dell'Agcom, il Garante cioè per le comunicazioni, visionerà la puntata per valutare se è stato leso qualche diritto. La durezza della puntata e delle polemiche che ne sono scaturite ha acceso una discussione sulla censura che, primi fra tutti, chiama in causa i giornalisti. Il segretario della Federazione della stampa Franco Siddi è intervenuto per chiamare a una rilessione sui talk show. "E' giusto dare spazio ai comici che fanno politica - ha detto - ma questo non significa amplificare volgarità e offese". Non è un invito alla censura, anzi. Piuttosto un appello a "tornare a un'informazione seria, senza risse e toni esasperati". Eppure i toni continuano ad alzarsi. Come la levata di scudi del Partito della libertà, e di tutta la destra, soddisfatti dall'intervento di Petruccioli ma determinati a ottenere immediati provvedimenti contro Michele Santoro accusato di aver animato una "gogna mediatica". Che, a sorpresa, è stato difeso ieri perfino da Adriano Celentano che ieri, nel suo blog, ha bacchettato tutti, da Grillo a Travaglio. L'unica cosa che non ha digerito Celentano sono stati gli insulti a Umberto Veronesi (ribattezzato nella trasmissione "cancronesi"). La coda su internet della trasmissione di Santoro per la prima volta ha trasformato una trasmissione televisiva in una sorta di piazza multimediale interattiva. In molti hanno affidato le loro considerazioni su Annozero alla rete, a cominciare da Grillo per finire a Clemente Mastella che ha trovato l'occasione per chiedere, in tono retorico, "dove erano i garantisti quando massacravano me". Beppe Grillo, cambiando posizione rispetto al V-Day, ha preso in qualche modo le difese dei giornalisti "che danno ancora una dignità a questo Paese con la loro voce". Secondo il comico genovese "vanno protetti dagli sciacalli di regime, dai killer della parola. Nessuno tocchi il soldato Travaglio e chi rischia la vita per noi per amore della verità". Su un blog, quello che tiene nel sito dell'Italia dei valori, è intervenuto anche Antonio Di Pietro, difendendo Grillo che, a suo dire, denuncia problemi veri anche se con toni da palcoscenico. E velatamente accusanto il presidente Napolitano di "non occuparsi dell'informazione".

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Grillo, Napolitano, Santoro, Travaglio: entriamo nel merito (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Mag 08 4 Grillo, Napolitano, Santoro, Travaglio: entriamo nel merito... Pubblicato da Claudio Alberti alle 09:58 in Istituzioni Se in RAI fa scandalo lo spezzone del comizio di Beppe Grillo al V2Day del 25 aprile contro il presidente della Repubblica Napolitano, io lo metto sul web, e chiarisco: la polemica contro Santoro e il suo Anno Zero è tutta strumentale, con il ritorno al Governo di Berlusconi (e di Raidue in tutto e per tutto a uno dei partiti governativi) vogliono logorarlo. La differenza sarà che stavolta, a sinistra, non ci sarà nessuno a difenderlo, perché negli ultimi due anni il giornalista campano ha attaccato tutti;il Quirinale non è servo dei partiti, ma deve sempre tenere conto del Parlamento. Questa è la Costituzione;uno dei motivi per cui è caduto Prodi è stato proprio il referendum, che i partiti piccoli non volevano;dire che bisognava fare prima il referendum e poi le elezioni non vuol dire niente: la consultazione avrebbe dovuto esserci in estate, poi bisognava fare la legge, poi sciogliere le Camere, ecc. Si sarebbe votato a fine anno, se fosse andata bene (perché dopo l'estate si comincia a parlare sempre di Finanziaria, non di elezioni). Quale Governo avrebbe gestito tutto questo periodo? Ricordo che Prodi era stato sfiduciato e il mandato esplorativo a Marini era stato un buco nell'acqua;la vicenda dimostra ancora una volta l'inutilità dell'ordine dei giornalisti.

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2008: Tutti i consiglieri eletti, Municipio per Municipio (XVI Mun) (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Mag 08 4 2008: Tutti i consiglieri eletti, Municipio per Municipio (XVI Mun) Pubblicato da Claudio Alberti alle 09:50 in Municipi Presidente: Fabio Bellini Consiglio: Partito Democratico: Francesco Antonio Geraci, Luigi Munini, Cristina Maltese, Roberto Baldetti, Luca Lanzetti, Tiziana Capriotti, Raffaele Scamardì, Giacinto Maurizio Laruccia, Daniela Cirulli, Fabio Bomarsi, Leonardo Massimo Degni. La Sinistra L' Arcobaleno: Massimiliano Ortu. Italia dei Valori: Mariano Deidda. Lista Civica per Rutelli: Vincenzo Guido. Pdl: Beatrice De Bono, Antonio Aumenta, Marisa Barbieri, Gianni De Lucia, Maria Tiziano, Marco Fioravanti, Paride Alampi, Marco Giudici. Udc: Andrea Pennacchi. Amici di Beppe Grillo: Marco Giustini.

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2008: Tutti i consiglieri eletti, Municipio per Municipio (V Mun) (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Mag 08 4 2008: Tutti i consiglieri eletti, Municipio per Municipio (V Mun) Pubblicato da Claudio Alberti alle 09:34 in Municipi Presidente: Ivano Caradonna Consiglio: Partito Democratico: Carmine Farcomeni, Antonio Sansalone, Massimiliano Marcucci, Andrea Acchiardi, Alessio Vella, Emiliano Sciascia, Tommaso Colapietro, Roberto Chiappini, Claudio Fanasca, Fabio Marconi, Lorenzo Marino. La Sinistra L' Arcobaleno: Fabrizio Donati. Italia dei Valori: Francesco Paolo Pantano. Lista Civica per Rutelli: Viviana Donato. Pdl: Giovanni Marconi, Roberto Santoro, Dino Bacchetti, Pierluigi Sapia, Giorgio Sperandio, Andrea Mosti, Fernando Potasso. Udc: Domenico Stasolla. Amici di Beppe Grillo: Marco delle Cave.

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"Gli amici di Beppe Grillo sono una forza politica" (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Aguzzi polemizzaanche con la sinistraradicale chenell'ultimo Consiglioprovinciale non hacondiviso il votosulla strada delle barche Il sindaco ribadisce il rifiuto del patrocinio "Gli amici di Beppe Grillo sono una forza politica" FANO - Ancora una "botta" del sindaco in risposta ai grillini che si sono lamentati perchè il Comune ha rifiutato il patrocinio al convegno con la presenza di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia, collega di Giovanni Falcone, che si svolgerà il prossimo 9 maggio alle 21 nella sala di Santa Maria Nuova, con il titolo "Cultura della giustizia". Come è noto il sindaco aveva motivato il rifiuto con il pretesto che la richiesta proveniva da una forza politica, per cui il patrocinio, secondo una norma che viene applicata a tutte le forze politiche, non era ammissibile. In risposta gli amici di Beppe Grillo avevano negato che la loro fosse una forza politica, non essendosi l'associazione fanese presentata ad alcuna competizione elettorale. Alla contestazione oggi il sindaco ha ribadito che lo stesso Beppe Grillo ha dichiarato che i suoi "amici" presenteranno liste civiche in tutti i Comuni d'Italia. "Esponenti degli amici di Beppe Grillo ha osservato ancora il sindaco si sono presentati nelle ultime elezioni in Sicilia, a Roma e in altri Comuni, quindi difficilmente essi possono rifiutare l'etichetta di forza politica. Il rifiuto del patrocinio non è legato a questioni di opportunità, dato che esso su richiesta, viene regolarmente concesso a tutte le associazioni cittadine, ma soltanto alla natura degli "Amici di Beppe Grillo" da considerarsi in tutto per tutto come una forza politica e dato che tale essi debbano ritenersi vengono considerati alla stregua di tutti gli altri componenti dei partiti, sia di maggioranza che di opposizione". Il sindaco Stefano Aguzzi poi ha censurato severamente l'astensione dal voto delle forze politiche della sinistra radicale in Provincia, sulla realizzazione della strada delle barche, uno dei principali volani della nostra economia, richiesta dal settore della cantieristica che contribuisce in maniera determinante con il suo vasto indotto all'occupazione del territorio. "Verdi, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani si sono infatti astenuti dal voto ha notato Aguzzi - dichiarando sbagliata la realizzazione dei cantieri nella zona industriale di Bellocchi, al posto delle aree portuali, dimenticando che al porto aree disponibili non esistono. In realtà delocalizzare le aziende fanesi significa portarle ad Ancona". M.F.,.

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Annozero, ancora polemiche L'Agcom esaminerà la puntata (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

E a sorpresa ieri sul suo blog è intervenuto anche Celentano Annozero, ancora polemiche L'Agcom esaminerà la puntata ROMA - La puntata di Annozero dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile, sarà esaminata nei prossimi giorni dall'Agcom. Lo ha annunciato il presidente Antonio Calabrò al termine di una giornata di polemiche e commenti su quanto accaduto giovedì su Raidue. Nel dibattito interviene a sorpresa anche Adriano Celentano, che dal suo blog critica i toni usati nella puntata da Vittorio Sgarbi, ma anche quelli di Beppe Grillo. Sono in molti ad affidare ai rispettivi blog i loro commenti. Non solo Grillo, che difende Marco Travaglio e dice no ai 'killer della parola'. Ma anche Clemente Mastella, che dal suo blog parla di 'due pesi e due misure' nell'atteggiamento della Rai e del presidente Petruccioli sul programma di Santoro. "I giornalisti che ancora danno dignità a questo Paese con la loro voce vanno protetti dagli sciacalli di regime, dai killer della parola. Nessuno tocchi il soldato Travaglio e chi rischia la sua vita per noi per amore di verita", afferma Grillo, che l'altro ieri non è intervenuto nelle polemiche sollevate da Annozero.

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Benettazzo parla della crisi economica (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

BOSARO Benettazzo parla della crisi economica Il circolo culturale "Gran Guardia" e l'associazione "Ares" ospiteranno mercoledì 7 maggio Eugenio Benettazzo, il "Beppe Grillo dell'economia" che parlerà su: mutui, prestiti, banche aspettando un nuovo 1929". Moderatori dell'incontro che si terrà, a partire dalle 19.30, al Cavaliere di Bosaro, saranno Ennio Boschetti e Andrea Bimbatti. Benettazzo è stato battezzato il "Beppe Grillo dell'economia" per il suo modo di esporsi, irriverente e dissacratore, caratterizzato da un'analisi lucida e critica senza eguali, basata sulla radiografia e l'evoluzione dell'attuale scenario economico planetario. Dopo il successo del primo saggio economico "Duri e Puri" è seguito l'altro successo "Best before" (Preparati al peggio). Per la serata polesana Benettazzo ha promesso che presenterà materiale inedito. Per informazioni e prenotazioni telefonare 340/6056601.

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Fiera, solo un blitz per Napolitano (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

IL PRESIDENTE GIOVEDÌ MATTINA A TORINO PRIMA DELLE CONSULTAZIONI PER IL NUOVO GOVERNO Sondaggio Fiera, solo un blitz per Napolitano Inaugurazione mordi e fuggi E a Librolandia arriva anche Grillo Israele a Torino l'82% degli italiani si dice favorevole [FIRMA]GIOVANNA FAVRO TORINO Avrà non i minuti, ma i secondi contati, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nella sua visita a Torino per inaugurare, alle 10 di giovedì, la Fiera del Libro. Nel pomeriggio sarà impegnato nelle consultazioni per la formazione del governo, e resterà al Lingotto appena un'ora e mezzo. Però ha ribadito la sua volontà di esserci, nell'anno in cui Librolandia è sotto i riflettori del mondo (ma anche al centro di polemiche) per la presenza di Israele come ospite d'onore. E mentre gli organizzatori cronometrano il percorso del presidente tra gli stand, si preparano imponenti misure di sicurezza e continuano ad infuriare venti di protesta. Il Capo dello Stato ha espresso il desiderio di incontrare nel suo cammino al Lingotto degli studenti, e il presidente della Fiera Rolando Picchioni, da giorni impegnato in vertici su sicurezza e cerimoniale, lavora per contemperare la necessità di proteggere Napolitano dalla folla con la volontà di non blindare la rassegna consentendo il consueto, gioioso assalto alle biglietterie fin dall'inaugurazione. Il percorso del presidente doveva essere di 750 metri, compresi quelli per raggiungere la sala dei Cinquecento, dove dovrebbe dovuto prendere la parola. Proprio per i tempi strettissimi di Napolitano, il cammino è stato accorciato a 480 metri, con la cerimonia in una sala tra i padiglioni. E' certo che il Capo dello Stato sosterà con l'ambasciatore Gideon Meir allo stand di Israele, pavesato di bandiere. "Un'altra bandiera israeliana - dice Picchioni - sventolerà all'ingresso del Lingotto accanto al tricolore italiano, com'è sempre accaduto per il paese ospite". Non ci saranno altri vessilli, dopo che la prefettura ha negato i 100 metri quadri chiesti davanti al Lingotto dall'assemblea Free Palestine, che avrebbe voluto distribuire volantini e bandiere. L'assemblea propone un corteo di protesta sabato 10 e un palinsesto di eventi con al centro i palestinesi (il primo, contestato dall'associazione Italia-Israele, è domani all'Università, con Tariq Ramadan). A poche ore dall'avvio, corrono in rete gli inviti al boicottaggio dell'ultrasinistra, e ad essere al Lingotto di gruppi filo-israeliani. Picchioni spera "in una Fiera straordinariamente ordinaria". Però "chi voleva boicottarci ha ottenuto un boomerang. Abbiamo numeri mai visti: 2 mila ospiti, 850 convegni e oltre 1400 editori italiani e stranieri sono per noi un record assoluto, che raggiungiamo non tanto per una nostra volontà di gigantismo quanto per il desiderio di autori ed editori di essere come mai presenti". S'è fatto avanti pure Beppe Grillo: "Il programma - dice il direttore Ernesto Ferrero - era completo, e gli abbiamo offerto l'unico spazio possibile: le 14,30 di lunedì. Non è un'ora troppo appetibile, ma ha accettato. Lo invito a non fare comizi ma ad essere un formidabile testimonial per il libro". Per la maggior parte della popolazione italiana (il 42%) gli ebrei sono "simpatici", ma rimane un preoccupante 32% che invece li considera proprio il contrario. In ogni caso gli italiani si rivelano favorevoli al fatto che Israele sia il Paese ospite alla Fiera del Libro di Torino: l'82% di loro è pronta ad affermare che l'importanza culturale di Israele non ha niente a che vedere con la politica. Anche qui però si incontra un 12% di contrari. Lo rivela il sondaggio realizzato da Ispo, che viene presentato oggi, a "OyOyOy!", il Festival di Cultura Ebraica, che debutta nella Sinagoga di Casale Monferrato.

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ANNOZERO, SANTORO NEL MIRINO DEL GARANTE (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Annozero, Santoro nel mirino del Garante ELENA ROMANAZZI Roma. La trasmissione di Michele Santoro finisce nel mirino dell'Agcom. Il presidente dell'Autorità garante per le Comunicazioni, Corrado Calabrò, ha annunciato che l'ultima contestatissima puntata di "Annozero" verrà esaminata nei prossimi giorni. La questione è delicata: "C'è da una parte - spiega - l'articolo 21 della Costituzione che garantisce la libertà di espressione del pensiero, dall'altra c'è l'articolo 2 che tutela i diritti inviolabili della persona che non devono essere lesi, vilipesi, scherniti semplicemente così, per fare scalpore, audience. La conciliazione di questi due opposti è cura, dovere, impegno di ogni giornalista". Sarà una settimana difficile per Santoro. Il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, avrebbe già convocato per martedì prossimo Santoro per avere spiegazioni in vista del Cda del giorno dopo. Il clima è arroventato. La dura presa di posizione del presidente della Rai, Claudio Petruccioli, non potrà non avere delle conseguenze. Nel dibattito su "Annozero" interviene a sorpresa anche Adriano Celentano che dal suo blog critica i toni usati nella puntata da Vittorio Sgarbi ("ha offeso Travaglio usando parole inopportune") e da Grillo ("scorretto nei confronti di Veronesi"). E sempre dal blog, Grillo difende Marco Travaglio e dice no "ai killer della parola". Anche Clemente Mastella sceglie il suo blog per attaccare sia Santoro che Petruccioli: "Dove erano gli autorevoli garantisti di oggi quando il signor Santoro e Vauro hanno massacrato me e la mia famiglia per un anno intero? Di fronte a tante infamie ho ascoltato solo assordanti silenzi e tanta solitudine". I consiglieri d'amministrazione della Rai meditano sul da farsi. Giuliano Urbani è in piena sintonia con Petruccioli: "Non è la prima volta che ad Annozero succedono certe cose, ne avevamo parlato tante volte. Santoro è tecnicamente efficace, da certi punti di vista eccellente ma ha una visione soggettiva del servizio pubblico che nessuno si deve permettere, perché la Rai è di tutti e per tutti". Dunque, aggiunge, se non si seguono le regole uno si fa "una tv privata o va su Youtube". Sandro Curzi avverte: "Nessuno pensi di estromettere Santoro dai palinsesti". Ma contestualmente critica l'impostazione della puntata: "Da direttore avrei dato spazio anche io al fenomeno Grillo ma che il 25 aprile sembri diventare il giorno di Grillo mi sembra eccessivo". Giovanna Bianchi Clerici getta acqua sul fuoco delle polemiche: "Francamente questa puntata non ha scandalizzato più del solito, mi è sembrata in linea con quanto già accaduto altre volte". Gennaro Malgieri attacca: "La trasmissione si commenta da sola: lo squallore messo in onda riportando acriticamente brani del plurimilionario, in euro, Beppe Grillo, dà il senso dell'arroganza e della protervia di alcuni personaggi che si ergono a moralisti e rappresentano, invece, soltanto il proprio narcisismo". Diviso il mondo politico. Antonio Di Pietro non condivide il richiamo di Petruccioli e lo considera "sconcertante". Luca Volontè dell'Udc si aspetta "provvedimenti esemplari" e chiede al governo dell'azienda di valutare "se i costi e gli stipendi di Santoro e Co. sono opportuni rispetto al disservizio pubblico che fornisce". Franco Siddi, segretario della Fnsi, invita alla moderazione: "È forse arrivato il tempo di tornare a fare una informazione seria senza risse e toni esasperati".

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Si lamenta anche Mastella: io messo alla gogna in video e nessuno mi ha difeso (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

[FIRMA]RAFFAELLO MASCI ROMA Per capire torti, ragioni, soprusi o intemperanze durante l'ultima puntata di "Annozero" dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile, scenderà in campo l'Autorità garante per le comunicazioni. Lo ha annunciato il presidente Antonio Calabrò al termine di una giornata di polemiche e commenti affidati a molti blog. Grillo, sul suo, difende Marco Travaglio e dice no ai "killer della parola". Ma anche Clemente Mastella dal suo blog parla di "due pesi e due misure" e lamenta che nessuno ha difeso lui quando veniva attaccato nella stessa trasmissione. Anche Adriano Celentano si è affidato alla rete per criticare Sgarbi per aver offeso Marco Travaglio, che al contrario del critico "parlava in modo pacato e educato", e per aver usato termini come "pezzo di merda, faccia da tonto: questa è tutt'altro che democrazia caro Sgarbi-parlante". Ma Celentano punta il dito anche contro "la scorrettezza" di Grillo nei confronti di Umberto Veronesi. Il citatissimo Sgarbi ha annunciato, a sua volta, che si appresta a passare alle carte bollate e a querelare sia Santoro che il parlamentare dell'Idv Beppe Giulietti. Santoro, secondo Sgarbi, potrebbe essere denunciato per vilipendio al Capo dello Stato, con gravi conseguenze professionali, in quanto - dice Sgarbi - "questo creerebbe a Santoro un conflitto di interesse: vi è infatti una norma che impedisce ai diffamatori abituali di andare in televisione". Quanto a Giulietti, dice ancora Sgarbi, "mi riservo di valutare l'opportunità di sporgere querela nei suoi confronti, in quanto sostiene che io avrei aggredito Biagi. Non ho aggredito nessuno, ho semplicemente detto la verità, che è sotto agli occhi di tutti e cioè: Biagi non è stato cacciato ma gli hanno proposto una fascia oraria diversa per il suo programma. A quel punto egli ha rifiutato. Non sta scritto da nessuna parte che un programma o una persona debbano sempre andare in onda alle 8 di sera. Giulietti non deve diffamarmi". Il citato Giulietti non replica alle minacce di querela, ma al merito della contesa sì, e la sua tesi è che il diritto di replica per chi si senta offeso deve essere garantito (la famiglia Biagi, il professor Veronesi), ma questo non deve indurre poi la Rai a proporre misure disciplinari nei confronti di Santoro, in quanto "siamo sempre stati e sempre saremo contro la via disciplinare alla comunicazione". In questo Giulietti ha trovato il conforto nell'opinione del consigliere di amministrazione Rai Sandro Curzi, il quale ha difeso sì il presidente dell'azienda, ma ha anche ribadito la sua contrarietà a sanzioni nei confronti del conduttore di "Anno zero". Dunque una lavata di capo sì, ma niente interventi sanzionatori? Giuliano Urbani, altro consigliere Rai, non è altrettanto indulgente: "Santoro è tecnicamente efficace, da certi punti di vista eccellente, ma ha una visione soggettiva del servizio pubblico, che nessuno si deve invece permettere. Altrimenti che si faccia una tv privata o vada su you tube".

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Celentano bacchetta Grillo: sei scorretto (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

SGARBI DENUNCIA IL CONDUTTORE PER VILIPENDIO. IL CDA RAI SI DIVIDE: CURZI DICE NO A SANZIONI PER MICHELE, URBANI: VADA SU YOUTUBE Celentano bacchetta Grillo: sei scorretto Che batosta! Non fosse bastato il nuovo '48, bell'e che servito in due rate d'aprile, tra elezioni politiche e comunali a Roma, il primo maggio 2008 è andato in onda il funerale del '68. Meno di un milione di persone hanno seguito in diretta su Raitre il concertone di piazza San Giovanni intitolato alle vittime sul lavoro, ma imbastito sulla rievocazione e celebrazione del '68. Un evento televisivamente sgonfiato proprio dalla concorrenza del volto più celebre del "Servire il popolo" che fu, Michele Santoro. Più "AnnoZero" di così, del resto, non si poteva vedere: la trasmissione portava la scritta evocativa "Bella Ciao" bene in vista, per ricordare i tempi dell'editto bulgaro contro Santoro, ma era imbastita tutta sui vaffanculo e le gag originali di Beppe Grillo in piazza San Carlo a Torino. Il risultato di audience non si è fatto attendere, e pure le reazioni dei tanti che sono sconcertati dinanzi alla deriva che una volta a sinistra avrebbero definito "qualunquista e populista", per non parlare nemmeno della trafila di volgarità che uscivano pure negli alterchi di Vittorio Sgarbi con Marco Travaglio. Onestamente dall'altra parte, nella piazza di Raitre, senza questo Santoro "Grillante & Sgarbato" non sarebbe cambiato granché, a parte l'indice d'ascolto. Il mesto concertone ha visto un funerale in piena regola del sessantottismo. Nel lungo pomeriggio, che ha avuto più fortuna anche con l'Auditel, il momento più significativo l'ha improvvisato il rapper Caparezza: "Sono paranoico e ossessivo fino all'abiura di me!" ha cantato. C'è stato pure tutto un lungo omaggio ad Adriano Celentano, per i suoi 70 anni. E a chi non lo trovasse strano, conviene ricordare che si tratta pur sempre del Molleggiato che ebbe il coraggio di portare a Sanremo nel '70 "Chi non lavora, non fa l'amore", ovvero un pugno in faccia alla sindacalizzazione che impazzava. A tirare le file dell'evento di piazza per la tv c'era guarda caso il Rino Gaetano dello sceneggiato, l'attore bravo-bello-rocchettaro Claudio Santamaria. E Rino Gaetano è stata una figura-mito del disimpegno, autore nel '78 di quello strepitoso "Nun te reggae più" che riletto oggi pare l'inno dei Grillanti ante litteram. Insomma, l'anti-cantautore per eccellenza. Ma forse non c'è più da stupirsi di niente, visto che le prime riflessioni critiche sul '68, all'inizio dell'orgia mediatica sul quarantennale, le ha fatte il cantautore per eccellenza, Francesco Guccini, e addirittura in una lunga intervista con la rivista della nuova-nuova destra vincente, "Charta Minuta", che fa capo alla fondazione "Fare Futuro" di Fini e Alemanno. Sempre stando sui grandi della canzone d'autore, non si può non notare l'altro momento più significativo del funerale televisivo del '68 celebrato appunto il primo maggio 2008 su Raitre. Il pezzo forte internazionale del concertone è stato l'anteprima del nuovo brano di Bruce Springsteen, "Long Walk Home", una classica ballata malinconica con un passaggio chiave davvero notevole: il protagonista ritrova un palpito di speranza solo quando intravede la bandiera americana ben piantata sulla pietra in un giardino. "La bandiera che ci dice che cosa dobbiamo fare", sic. In fondo, è l'ultimo segno di una lunga revisione critica, che ha avuto uno snodo importante nella rivalutazione degli Anni Sessanta "contro" gli anni da '68, per esempio con il saggio di Edmondo Berselli "Adulti con riserva". Ma quel che è successo in tv il primo maggio segna qualcosa di nuovo anche rispetto al nascente "sessantismo" progressista e di sinistra. Per i sessantottini neo-movimentisti non resta che Beppe Grillo, per gli altri che alla francese si chiamano "sessantottan", e alla Venditti "compagni per niente", restano le calde poltrone dei media dove rievocare con nostalgia il '68. Per quale generazione, poi, non si capisce bene. Tant'è che Caparezza prima de "L'abiura di me" ha voluto giocare con un cartello con la scritta 68 e girarlo per leggere altri significati. Ha fatto vedere subito che rovesciandolo diventava 89. L'anno del crollo del Muro e delle nuove speranze del mondo. Ma anche l'anno primo ufficiale della diffusione di Internet, che forse è stata un'altra rivoluzione del nostro mondo, forse la più profonda. A tal punto che adesso, nelle mappature di sociologia dei consumi, è più facile sentir parlare di "ottantottini" che di "sessantottini". Dove "ottantottini" sta per i nati dopo l'88, i cosiddetti "digital-nativi": computer, cellulare e Google-Wiki cultura. Un mondo dove c'è ancora spazio per Rino Gaetano o per la bandiera di Springsteen, dove magari il rapper Caparezza è l'unico che canta ancora l'operaio-eroe contemporaneo Luigi delle Bicocche. Mentre i sessantottini litigano su Grillo.

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ROMA Solo un italiano su sei si fida del fisco (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Como, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

ROMA Solo un italiano su sei si fida del fisco. È l'ultima istantanea scattata da Contribuenti.it, che ad aprile fotografa un crollo dell'indice di fiducia dei contribuenti italiani, sceso al 16,42%, "minimo storico del governo Prodi". Parallelamente è aumentata del 2,63% l'evasione fiscale, arrivando a sfiorare i 313 miliardi di euro di imponibile non dichiarato. In base alle rilevazioni di Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani, effettuate attraverso il monitoraggio dello Sportello del Contribuente, ad aprile il calo di fiducia dei contribuenti italiani è stato dell'1,2%: oramai solo un italiano su sei ha fiducia nel fisco. Su 12.217 voti, 2.006 (pari al 16,42%) sono a favore del fisco, mentre 10.211 (pari a 83,58%) contro. "Un vero e proprio boom di votanti - fa sapere Contribuenti.it - si è registrato il 30 aprile, dopo la violazione della privacy avvenuta con la diffusione dei dati da parte dell'Agenzia delle Entrate, dove il sito internet è stato consultato da 213.219 contribuenti". La rilevazione di Contribuenti.it - specifica la stessa associazione - avviene attraverso l'analisi di un campione di circa 5.000 contribuenti e misura sia la stima dei contribuenti sulla situazione corrente che le previsioni per il futuro. Nel frattempo si scalda anche il fronte politico. La sinistra si schiera a difesa del viceministro. "Voglio esprimere la mia piena solidarietà a Vincenzo Visco. Si parla tanto e si denuncia il ruolo della "casta" e poi alla prima iniziativa concreta che offre trasparenza a tutti i cittadini ecco che arriva l'attacco dei poteri forti. Vergogna" ha puntato il dito Paolo Ferrero, esponente del Prc e ministro uscente della Solidarietà Sociale. Ma la polemica del centrodestra non si ferma. Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, chiede al leader del Pd Walter Veltroni "una chiara presa di posizione critica. Quanto all'ultima bravata di Visco, che ha messo on line i redditi degli italiani, questa dimostra in modo inequivocabile che per il governo uscente i cittadini non sono, come in tutto il resto del mondo, semplici contribuenti, ma tutti potenziali evasori fiscali. Se questo - ha concluso l'esponente del Pdl - è il modo con cui la sinistra cosiddetta riformista sta riflettendo sulla sua sconfitta elettorale, non c'è da aspettarsi, almeno a breve, qualche significativo cambiamento". Dal centrosinistra però si preferisce guardare ad altro, a chi accusa. Così Emma Bonino si scaglia contro Beppe Grillo: "Il vero scandalo - ha detto - non è la pubblicazione online dei redditi degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è stato preso da parte di Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica. Adesso - ha proseguito il ministro uscente - rischiamo di avere veri professionisti dell'antipolitica". 04/05/2008.

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Ciao Pepp: cade il mito di Grillo (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

La prima vittima di "Dracula" Visco è quella più inaspettata. Morsicato al collo dalla pubblicazione dei redditi e colpito al cuore di ciò che ha di più caro (cioè le palanche), il mito di Beppe Grillo è venuto giù come una pera matura, anche un po' marcia. Non per l'entità della cifra dichiarata (oltre quattro milioni), bensì per la reazione fegatosa e vittimista che ha trasformato il Masaniello dei blog e delle piazze in un Boselli qualsiasi che grida al complotto demoplutocratico ordito dai soliti giornalacci al soldo di Confindustria per rovinarlo. Ci si sarebbe aspettato da Grillo un aprroccio diverso. Del resto, i suoi bioritmi non gli dicono bene in questo periodo come dimostra l'assurdo attacco al professor Veronesi amplificato dal programma AnnoZero. Di fronte alla pubblicazione dei redditi degli italiani, dal blog più affollato d'Italia avrebbero dovuto sortire parole di plauso per un'iniziativa che più trasparente ed egualitaria non si può. Invece, giù strilli e invettive. Forse Grillo si è scocciato perché i suoi fan hanno appreso che le sostanze del comico prestatosi alla politica non sono inferiori ai tanti esponenti della "casta" messi quotidianamente alla berlina dal cabarettista genovese. Ma, in fondo, sono guadagni legittimi, non dissimili ai tanti personaggi dello star system che spiccano nelle liste di Visco. (...) segue a pagina 2 04/05/2008.

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Ormai solo un italiano su sei si fida del fisco (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Lo studio Ormai solo un italiano su sei si fida del fisco ROMA Solo un italiano su sei si fida del fisco. È l'ultima istantanea scattata da Contribuenti.it, che ad aprile fotografa un crollo dell'indice di fiducia dei contribuenti italiani, sceso al 16,42%, "minimo storico del governo Prodi". Parallelamente è aumentata del 2,63% l'evasione fiscale, arrivando a sfiorare i 313 miliardi di euro di imponibile non dichiarato. In base alle rilevazioni di Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani, effettuate attraverso il monitoraggio dello Sportello del Contribuente, ad aprile il calo di fiducia dei contribuenti italiani è stato dell'1,2%: oramai solo un italiano su sei ha fiducia nel fisco. Su 12.217 voti, 2.006 (pari al 16,42%) sono a favore del fisco, mentre 10.211 (pari a 83,58%) contro. "Un vero e proprio boom di votanti - fa sapere Contribuenti.it - si è registrato il 30 aprile, dopo la violazione della privacy avvenuta con la diffusione dei dati da parte dell'Agenzia delle Entrate, dove il sito internet è stato consultato da 213.219 contribuenti". La rilevazione di Contribuenti.it - specifica la stessa associazione - avviene attraverso l'analisi di un campione di circa 5.000 contribuenti e misura sia la stima dei contribuenti sulla situazione corrente che le previsioni per il futuro. Nel frattempo si scalda anche il fronte politico. La sinistra si schiera a difesa del viceministro. "Voglio esprimere la mia piena solidarietà a Vincenzo Visco. Si parla tanto e si denuncia il ruolo della "casta" e poi alla prima iniziativa concreta che offre trasparenza a tutti i cittadini ecco che arriva l'attacco dei poteri forti. Vergogna" ha puntato il dito Paolo Ferrero, esponente del Prc e ministro uscente della Solidarietà Sociale. Ma la polemica del centrodestra non si ferma. Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, chiede al leader del Pd Walter Veltroni "una chiara presa di posizione critica. Quanto all'ultima bravata di Visco, che ha messo on line i redditi degli italiani, questa dimostra in modo inequivocabile che per il governo uscente i cittadini non sono, come in tutto il resto del mondo, semplici contribuenti, ma tutti potenziali evasori fiscali. Se questo - ha concluso l'esponente del Pdl - è il modo con cui la sinistra cosiddetta riformista sta riflettendo sulla sua sconfitta elettorale, non c'è da aspettarsi, almeno a breve, qualche significativo cambiamento". Dal centrosinistra però si preferisce guardare ad altro, a chi accusa. Così Emma Bonino si scaglia contro Beppe Grillo: "Il vero scandalo - ha detto - non è la pubblicazione online dei redditi degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è stato preso da parte di Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica. Adesso - ha proseguito il ministro uscente - rischiamo di avere veri professionisti dell'antipolitica". 04/05/2008.

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Il consiglio Caro Bossi, io ho stima di lei ma lasci stare quei fucili Caro direttore, chi semina vento, di sovente raccoglie tempesta! Umberto Bossi, il padre-padrone dei legaioli (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Lecco, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Ancora una volta ha minacciato di far imbracciare ai suoi padani (indicati come ?martiri?) i fucili, ancora caldi (perché ancora caldi? Non mi pare abbiano ancora sparato, per nostra e loro fortuna) Il consiglio Caro Bossi, io ho stima di lei ma lasci stare quei fucili Caro direttore, chi semina vento, di sovente raccoglie tempesta! Umberto Bossi, il padre-padrone dei legaioli, ancora una volta ha minacciato di far imbracciare ai suoi padani (indicati come ?martiri?) i fucili, ancora caldi (perché ancora caldi? Non mi pare abbiano ancora sparato, per nostra e loro fortuna). In attesa delle dotte (e generalmente sciocche) interpretazione del dictatus bossiano, tal Caruso, già per vergogna dei comunisti, deputato al Parlamento italiano, si è già detto pronto alla guerriglia. E da costui c'è da aspettarsi di tutto! Di pazzi anche in Italia ve ne sono tanti e ci si potrebbe aspettare che qualcuno prenda sul serio le sparate (almeno spero siano tali) del nuovo padrone del governo (così ameno lui si proclama), il cassanese Bossi. Temo che questo signore abbia dimenticato che in un sistema democratico come quello ancora vigente in Italia, le battaglie devono essere condotte con le armi del ragionamento, della dialettica, della contrapposizione e del confronto delle idee, e non con le minacce di sparare sull'avversario del momento. A Bossi bisognerebbe che qualcuno ricordasse che la sinistra comunista è stata sconfitta non dalle armi (per fortuna) dei suoi seguaci, ma dal voto democratico dei cittadini. Caro Bossi Umberto, 300 mila martiri potenziali sono un po' tanti, non crede? Per favore, prima di parlare, dia retta a uno che la stima e, pur non votandolo, vede con simpatia il suo movimento: rifletta, conti fino a cinquanta e poi non parli. I suoi parafrasatori a un certo punto non sapranno più come interpretare per il volgo il suo pensiero. Quella sinistra, sconfitta democraticamente, non è completamente debellata, ma cerca ogni motivo per sopravvivere e farsi paladina della democrazia (quella popolare di sinistra memoria). Non diamole motivi perché possa gridare al pericolo per le nostre istituzioni democratiche, salde quanto mai. Le riforme, in particolare quella federalista, si dovranno fare in Parlamento e non a Pontida, discutendo, mediando e non minacciando guerre civili. La Lega tenga ben presente che i suoi delegati non rappresentano tutto il Nord, ma solo una parte, anche se consistente e che, soprattutto, in Parlamento siedono rappresentanti democratici di tutta quanta l'Italia. Non penso che Bossi voglia la secessione del Nord (quale Nord, poi?). Qualora lo volesse, tenga presente che in altre parti dell'Europa vi sono state scissioni di Stati e ciò è avvenuto senza dover ricorrere alle armi, ma attenendosi alle leggi della democrazia. Cordiali saluti Dr Carlo Passarotti grillo/1 Dall'alto dei suoi 4 milioni può permettersi di insultare tutti Nella ricorrenza del 1° maggio, solito palcoscenico di sindacalisti e politici schierati. Non poteva mancare Beppe Grillo che, dall'alto del suo reddito annuo dichiarato superiore ai 4 milioni di $EUROuro, può permettersi di dire le solite banalità e di insultare tutti. Evidentemente tale atteggiamento va bene a qualcuno se è vero che il citato Grillo è lautamente pagato, gira in Cayenne, ha la Barca (con la B maiuscola) e quant'altro. Spero vivamente che con il nuovo governo certi personaggi spariscano dalle televisioni cosi' come Santoro e Marco Travaglio e certe trasmissioni di parte siano oscurate: sono quanto di più insulso si possa mettere in onda. Liberiamoci una volta per sempre di tal infidi soggetti e forse l'informazione sarà più vivibile e corretta. Buona giornata Marco Tettamanti grillo / 2 Non capisco perché non gradisce che si conosca il suo reddito Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio "non c'è trucco e non c'è inganno", davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l'entità del suo reddito. Gianfranco Mortoni e.mail La riflessione Non è giusto usare quel Frate per fare pubblicità al territorio Penoso lo spettacolo al quale viene esposta la salma del Frate di Pietralcina, San Pio. Non sono in discussione la santificazione del Frate, sia per le miracolose guarigioni - delle quali la scienza non sa spiegare le ragioni - sia per le stigmate della passione di Cristo che lo hanno tormentato per tutta la vita, sia per l'ubiquità delle sue apparizioni - accertate dai politi dei bombardieri americani che a cinquemila metri di altezza se lo sono visto apparire di fronte per deviarli dalla rotta di distruzione - sia per le persecuzioni delle gerarchie ecclesiastiche sopportate con umiltà e obbedienza, nel rispetto della Regola dell'ordine, sia le sue lotte corporee con le forze del Male, sia per atmosfere di intrighi per invidia, gelosie e calunnie. La regola di povertà è per l'uomo Frate non per l'ordine di appartenenza. E Padre Pio ha costruito una unità ospedaliera con le migliori attrezzature mediche chirurgiche, grazie alle donazioni giunte da ogni parte del mondo dato che la sua fama di frate dispensatore di grazie aveva raggiunto ogni parte della Terra. Lo sviluppo territoriale con alberghi, ristoranti, negozi e abitazioni sono inevitabili conseguenze, con un indotto commerciale di tutto rispetto. La pubblicità è l'anima del commercio. Scandaloso è usare la Salma del Santo come testimonial commerciale. Nella storia della Chiesa ci fu un tempo che si compravano le "indulgenze plenarie" per l'assoluzione dei peccati. Ora si tenta di "comprare" le grazie buttando offerte nelle varie valute nel recinto dell'urna del Santo. Gli affari son affari, quale miglior occasione per ravvivare l'interesse al turistico pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo. Riportiamo alla vista dei visitatori con le fattezze del suo volto al silicone, opera del museo delle Cere di Londra. La fede non ha bisogno di icone pubblicitarie. L'offerta di una monetina di rame al Tempio da una donna anziana, vergognosa per la pochezza di ciò che poteva dare, pezzi d'argento offerti con ostentazione da un ricco mercante, quale è stata la più gradita all'Eterno? San Pio rimane sempre il Frate Pio da Pietralcina, umile e rusticamente caparbio ma totalmente immerso nei suoi spirituali e intimi colloqui con il Cristo della Croce. Ed è così che il mio concetto di Fede è quello esente da esteriorità ostentate. Spesso ci si dimentica della sacre paturnie di Cristo, che scacciò i mercanti dal tempo trasformato in supermarket commerciale. Gaetano Banfi e.mail sanita' Quell'infermiera è un angelo: la ringrazio di cuore Gentile direttore, scrivo questa lettera per ringraziare di cuore un'infermiera e tutte le persone che mi sono state vicine nella mattinata di venerdi' 25 aprile scorso al pronto soccorso dell'Ospedale S. Anna di Como. Quella mattina arrivo al pronto soccorso accusando un'aritmia cardiaca. Ero spaventatissima, il cuore mi batteva fortissimo e mi toglieva il respiro. Faticavo a fare qualsiasi movimento, mi girava la testa ed ero in piena crisi di panico. Mi fanno sdraiare su un lettino in una piccola saletta in attesa di fare un elettrocardiogramma. Non riesco a stare sdraiata perchè è come se avessi il cuore in gola che mi impedisce di respirare. Arriva un'infermiera, mora, con due trecce lungo le spalle, e subito cerca di mettermi a mio agio dicendomi di chiamarsi Roberta. Vedendomi così spaventata, mi rincuora, mi tranquillizza, in maniera dolcissima, e cerca di farmi parlare per allontanare da me tutte le mie paure. E' stata il mio angelo custode, perché in quei momenti di paura e tensione, è riuscita a starmi vicina, a non lasciarmi sola, a tranquillizzarmi, con tanta dolcezza. Ringrazio Roberta per la sua umanità, per il suo lavoro che ogni giorno, a contatto con tante persone in difficoltà, svolge in maniera così umana e professionale. Claudia Bagni e.mail Verso un'Italia infernale Cupe profezie di sventura raccontate con perfida allegria Cara Provincia, probabilmente mi si darà del pazzo per quanto sto scrivendo, ma è la pura verità ed è sufficiente girare sulla stampa estera per averne la conferma. Lo sanno anche i nostri banchieri che quanto sto scrivendo corrisponde al vero. Entro due/tre anni al massimo l'Italia uscirà dall'Euro ed inizierà un periodo molto triste. Andremo incontro ad un'inflazione da America Latina dei bei tempi, almeno il 200/300% annuo. Chi ha un mutuo a tasso variabile perderà la casa. L'inflazione sfonderà ogni limite. La disoccupazione sfiorerà il 50%. Ci saranno sommosse popolari e per fronteggiare l'emergenza verrà nominato un nuovo Ministro dell'Interno o un Commissario per l'ordine pubblico. Il nome è già scritto. Sarà il Generale Speciale. Ci saranno migliaia di arresti. Probabilmente verrà varato un nuovo governo comprendente tutto l'arco parlamentare, e al ministero della Giustizia verrà posto l'uomo più gradito al nuovo regime che dovrà essere instaurato con la scusa dell'emergenza nazionale. Il suo nome è Massimo D'Alema, l'uomo che da quindici anni si è più distinto nell'avversione alla legalità. Nel frattempo assisteremo a colate di cemento e asfalto nei parchi nazionali, mentre il debito pubblico arriverà a duemila miliardi di Euro.In compenso, una volta fuori dall'Euro, verranno emessi massicci quantitativi di titoli di stato che faranno la fine dei Bond argentini. Fantascienza? Purtroppo no. La bancarotta l'abbiamo già sfiorata nei primi anni novanta grazie al Sig. Craxi, e solo l'Euro ci ha salvati. Chi lo nega o è ignorante (e non è colpa sua) o è in malafede (per non dire peggio) Il colossale debito accumulato negli anni ottanta ci costa oggi 70 miliardi di euro all'anno. Chi comandava in quel periodo? I padrini di chi ben sapete. Cosa potremmo fare con tutti questi soldi? Tenete questa lettera, e fra tre anni mi darete ragione. Nel frattempo prepariamoci al peggio. Aldo De Luigi (gi. gan.) Caro signor Aldo, lo scenario millenarista da Nostradamus è affascinante, ma speriamo che non si avveri. Anche se, in questi casi, un po' di fatalismo non guasta. E allora preferiamo quello dell'economista John Maynard Keynes, che a chi gli chiedeva lumi sulla congiuntura a medio termine rispondeva: "A medio termine saremo tutti morti". 04/05/2008.

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I redditi di Beppe Grillo (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 04-05-2008)

Argomenti: Grillo

Caro direttore, il ministro delle Finanze Vincenzo Visco (finalmente ormai ex) facendo pubblicare sul sito dell'Agenzia delle entrate i redditi dei cittadini italiani (anno 2005) ha fatto l'unica cosa giusta e seria in due anni di governo Prodi. Se non altro... continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

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