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tARTICOLI DEL 4-5-2008 #TOP
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Articoli
Grillo (50)
GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA!
( da "Azione,
L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Grillo, l'informazione è una cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della professione e dell'
Il
sindaco di S. Lorenzo del Vallo (Cs) si rivolge al giudice
( da "Gazzetta
del Sud" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: dalle dichiarazioni pronunciate qualche giorno fa da Beppe Grillo durante la trasmissione "Annozero". E, ieri, è passato ai fatti. Chiedendo al magistrato di accertare se nei confronti del comico genovese possano ravvisarsi gli estremi del reato previsto dall'art. 278 del codice penale, che punisce chiunque offende l'onore o il prestigio del presidente della Repubblica.
Il
leader dell'Italia dei Valori si schiera in difesa di <Annozero>
( da "Gazzetta
del Sud" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". "Chi ha seguito il programma avrà sicuramente pensato che un richiamo era necessario osserva Di Pietro ma per Sgarbi che ha insultato senza ragione e continuamente le persone presenti, che non hanno reagito, e ha dichiarato il falso sui contributi al "Giornale" e sul licenziamento di Enzo Biagi"
Auspicato
all'"Assemblea dei Mille" il metodo dell'opposizione responsabile
( da "Gazzetta
del Sud" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: la Bonino ha attaccato Beppe Grillo come "vero campione dell'antipolitica". Ha indirettamente difeso la scelta del viceministro Vincenzo Visco di pubblicare i dati sul fisco, al quale Grillo si è fortemente opposto. Conclusione della Bonino: "Quei dati sono semplicemente un elemento di normale trasparenza.
Il
giornalista ritiene "di aver esercitato il diritto di cronaca"
( da "Gazzetta
del Sud" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: espressioni di critica e avanzato rilievi nei confronti di Grillo; c'è stato anche chi l'ha insultato con estrema violenza. Le affermazioni di Beppe Grillo sul presidente Napolitano, già presenti nelle cronache di tutti i giornali italiani, sono state riportate senza la volontà di farle proprie. Non riportarle avrebbe rappresentato, a mio parere, una grave omissione e una censura.
L'annuncio
del presidente Calabrò dopo le polemiche suscitate dalla puntata di giovedì
scorso. Giulietti (IdV). l'Agcom controlli anche altri programmi
( da "Gazzetta
del Sud" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ma anche quelli di Beppe Grillo. Sono in molti ad affidare ai rispettivi blog i loro commenti, a partire dallo stesso Grillo, che difende Marco Travaglio e dice no ai "killer della parola". "I giornalisti che ancora danno dignità a questo Paese con la loro voce vanno protetti dagli sciacalli di regime, dai killer della parola.
I
precari contro la Bastico per le mancate assunzioni
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: viceministro Mariangela Bastico da parte dei precari della scuola, che si rivolgono a Beppe Grillo per denunciare la "presa per i fondelli dei lavoratori". Alla Bastico e al ministro Fioroni i precari non perdonano il "tradimento degli impegni" assunti con la Finanziaria circa un piano triennale di stabilizzazione di 150.000 insegnanti precari e 30.
Di
Pietro: solo un atto di trasparenza Gasparri: Grillo, urlatore in imbarazzo
( da "Giornale
di Brescia" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Grillo, urlatore in imbarazzo Il comico genovese Beppe Grillo ROMA "La diffusione delle dichiarazioni dei redditi su Internet va regolamentata, ma la decisione dell'Agenzia delle entrate non deve essere condannata a priori". Questa la linea di Antonio Di Pietro sulla polemica scatenata dalle dichiarazioni dei redditi on-
Bondi:
<Ora Veltroni sconfessi il governo Prodi>
( da "Secolo
XIX, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Fa sempre discutere la reazione di Beppe Grillo, il più incavolato fra i vip finiti in Rete. "E' scandalosa la reazione di Grillo, il campione dell'antipolitica", dice la radicale Emma Bonino. "Ma perché Grillo urla? Nelle piazze insulta tutti e poi si adira perchè si viene a sapere che guadagna milioni", rincara Maurizio Gasparri, di An.
I
veri evasori continuano a ridere a crepapelle
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di tanti imprenditori. Ma questa non è violenza sulla sua privacy. Certo, se salta fuori uno strumento per difenderci, usiamolo. Ma teniamo presente che internet non risolve il problema.
Annozero,
pdl contro santoro ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Dove non è riuscito Beppe Grillo, ha provveduto Michele Santoro. Il flop mediatico del V-day contro i giornalisti indetto per il 25 aprile è diventato argomento di rissa l'altra sera ad "Annozero", su Raitre. Una trasmissione al calor bianco, durante la quale tutti si sono schierati contro tutti.
La
strabiliante epopea di youtube ( da "Nuova Venezia, La"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: il racconto di alcuni casi particolarmente interessanti come quello di Beppe Grillo: il suo canale, fondato nel 2006, dispone di oltre centocinquanta clip. "In futuro - spiega l'autore - dovremo abituarci a veder filmare ogni cosa dai nostri figli o comunque dovremo abituarci al fatto che filmare e caricare su YouTube costituirà un segmento comune dell'alfabetizzazione di massa".
Annozero
sotto la lente del garante - lucia visca
( da "Provincia
Pavese, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Celentano bacchetta Grillo e Sgarbi Annozero sotto la lente del Garante Pressing sulla Rai per sanzioni a Santoro, ma Di Pietro lo difende LUCIA VISCA ROMA. Dove non è riuscito Beppe Grillo, ha provveduto Michele Santoro. Il flop mediatico del V-day contro i giornalisti indetto per il 25 aprile è diventato argomento di rissa l'altra sera ad Annozero,
Il
potere blindato della destra zuccherosa - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: la libera stampa mandata in soffitta, come ha auspicato Beppe Grillo e le centinaia di migliaia dei suoi seguaci paganti nel "Vaffa-day" del 25 aprile. Questa volta le cose non andranno così per molte ragioni. Il mondo è globale, l'economia è globale, la cultura è globale, le informazioni sono globali e anche il commercio è globale.
La
Rai ha fatto servizio pubblico, che c'è di male?
( da "Unita,
L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: come dire ai ragazzi che erano in piazza con Grillo il 25 aprile che quei temi non possono essere trasmessi in tv? Parlare di "danno" accresce il senso di estraneità di questa opionone pubblica e la spinge ancora di più verso le analisi primitive, settarie e sommarie di Beppe Grillo". Petruccioli ha parlato di "appalto" di Santoro a Grillo per il troppo tempo dedicato al comico.
AnnoZero,
irritato anche il Quirinale Il centrodestra vuole sanzioni per Santoro. Il
giornalista: È stato diritto di cronaca
( da "Unita,
L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Lo squallore messo in onda riportando acriticamente brani del plurimilionario, in euro, Beppe Grillo, dà il senso dell'arroganza e della protervia di alcuni personaggi che si ergono a moralisti e rappresentano, invece, soltanto il proprio narcisismo". Eppure nella trasmissione quasi tutti hanno criticato Grillo, nei modi e nel merito.
Per
il New York Times, l'atteggiamento degli italiani nei confronti delle tasse è
pi ( da "Unita, L'"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il quotidiano americano cita lo stilista Giorgio Armani, l'italiano che nel 2005 avrebbe pagato più tasse di tutti, e il comico Beppe Grillo, oltre 4 milioni di euro dichiarati nel 2005, che ha definito "imbecilli" i promotori della pubblicazione on line dei 740 e 730 di tutti i cittadini italiani.
Il
Guardian scrive che il sogno degli italiani di sapere quanto guadagna il vicino
di casa, il ( da "Unita, L'"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: il calciatore del cuore o il loro capo è diventato realtà mercoledì scorso, quando sul sito dell'Agenzia delle Entrate sono comparse le dichiarazioni dei redditi". Il quotidiano britannico, inoltre, prende in giro la reazione furiosa del comico Beppe Grillo, che solo pochi giorni fa era considerato il paladino della libertà del web.
IL
SINDACO Filippeschi s'insedia in poltrona e fa 'il duro': prean
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ma cerca solamente una soluzione ai suoi problemi di sopravvivenza nello spaccio, nei furti, nella delinquenza più o meno organizzata. La continuità del palazzo: forte con i deboli, debole con i forti. Peggio di così non si poteva cominciare. Paolo Arduini Lista civica pisana "Città dei Diritti con Beppe Grillo".
Di
ALBERTO PIERINI LA SUA PRIMA STELLA fu un operaio. Uscito dalle acciaierie
( da "Nazione,
La (Arezzo)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: FORSE di un'altra Italia: i primi spettacoli di Beppe Grillo. Tutto esaurito a Viareggio, vuoti a Riccione: con Grillo, genovese, a fargli uno sconto sul cachet. Ad Arezzo Fioroni riesce a portare "Vota la Voce" e il suo parterre di stelle. Anche se qualcuna intanto si era messa da parte: come Mina.
Di
MATTEO INCERTI "RIFIUTI Zero è il futuro, un futuro che inizia co
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Rete Rifiuti Zero e gli Amici di Beppe Grillo hanno invitato a parlare quattro esperti americani di questo sistema di riciclo totale. UNA politica di medio periodo già adottata da Los Angeles, San Diego, San Francisco, Seattle,San Josè capitale della Silicon Valley, Toronto e primo, in Italia, il comune di Capannori (Lucca), 44.
Bufera
su Santoro e Grillo Interviene il Garante
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 04-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract: 11 Bufera su Santoro e Grillo Interviene il Garante CELENTANO DIFENDE VERONESI. IRA DI MASTELLA ? ROMA ? SARA' IL GARANTE ad esaminare la puntata di Annozero dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum sulla libera informazione, organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile: lo ha annunciato il presidente dell'Agcom, Antonio Calabrò,
)BOSCHETTI
Disagi per raggiungere il cimitero I LAVORI
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Antonio Marini via Aldo Ferrari )REFERENDUM DI GRILLO Grazie per le firme a 2.077 spezzini ringraziamo i 2.077 cittadini che il 25 aprile, per il V-day 2, si sono messi in fila fin dalle prime ore del giorno per firmare i tre referendum proposti da Beppe Grillo e dalla Rete dei Meetup nei punti di raccoltadella Spezia, Sarzana e Monterosso.
Bondi:
Veltroni prenda le distanze da Visco
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: atteggiamento che su questo tema è stato preso da parte di Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica". Intervenendo all'assemblea dei Mille organizzata dai Radicali, il ministro uscente delle Politiche europee esprime il timore di una possibile conseguenza negativa: "Adesso rischiamo di avere veri professionisti dell'antipolitica".
Nel
magico mondo della video community più cliccata del mondo
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: come la scelta di veicolare le campagne elettorali caricando i video on line. L'ultima sezione del libro è dedicata al rapporto tra YouTube e l'Italia, con il racconto di alcuni casi particolarmente interessanti come quello di Beppe Grillo: il suo canale, fondato nel 2006, dispone di oltre centocinquanta clip.
Chi
la fa l'aspetti. L'ultima puntata di "Annozero" ha
( da "Tempo,
Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: brani di una volgarità inusitata di un discorso del plurimilionario comico Beppe Grillo, scagliatosi per l'ennesima volta contro tutto e tutti, è stata un'operazione che nulla ha che fare con il diritto di cronaca. Il "martire" della televisione, il difensore che reclamava un microfono a tutti i costi ne ha fatto ciò che ha voluto.
<Grillo
e Sgarbi hanno sbagliato> Inchiesta Agcom
( da "Giornale.it,
Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: it il cantante bacchetta Vittorio Sgarbi per i toni usati in trasmissione, ma anche Beppe Grillo per aver offeso Umberto Veronesi. "Sgarbi non ha avuto l'accortezza di lasciar parlare anche gli altri". Ma sulle critiche del comico genovese allo scienziato, il Molleggiato dà ragione all'assessore alla Cultura di Milano: è un uomo di grande valore, Grillo è stato scorretto.
Espulso
dalla lista grillo ( da "Centro, Il"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Pescara "Espulso dalla lista Grillo" Di Marimpietri: ero contrario al ricorso a D'Alfonso PESCARA. Andrea di Marimpietri, candidato alle elezioni amministrative appena concluse con la lista "Pescara in Comune by Amici di Beppe Grillo", è stato espulso dall'associazione del noto comico.
Caccia
agli evasori, la <via italiana> alla trasparenza
( da "Corriere
della Sera" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: così si aiuta la criminalità organizzata ", un argomento debole, che curiosamente accomuna Beppe Grillo, comico benestante, e Roberto Speciale, ex comandante della Guardia di finanza, ora parlamentare Pdl. I criminali, in certe parti d'Italia, guardano ai patrimoni reali, non ai redditi dichiarati. Il motivo di perplessità è un altro.
Santoro
da Cappon Possibili sanzioni ( da "Corriere della Sera"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Ma Celentano critica Grillo Lo showman: da Beppe e Sgarbi toni sbagliati Mastella attacca Petruccioli: dov'era quando lì ero massacrato? ROMA - Non si mette bene per Michele Santoro. Dopo la reprimenda del presidente Claudio Petruccioli che lo ritiene colpevole di "danno, umiliazione e vergogna incalcolabili" per il servizio pubblico,
Solo
un italiano su 6 si fida del Fisco
( da "Libertà"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: atteggiamento che su questo tema è stato preso da Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica", ha detto. L'esponente radicale ha gettato acqua sul fuoco sulle polemiche per la pubblicazione dei dati: "Sono sconcertata per tutto questo rumore. Nel nostro paese avere 4 milioni di reddito non è reato, e del resto già sappiamo chi è ricco.
Un'altra
bufera su Santoro ( da "Libertà"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: su Grillo all'esame dell'Agcom ROMA - La puntata di Annozero dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile, sarà esaminata nei prossimi giorni dall'Agcom. Lo ha annunciato il presidente Antonio Calabrò al termine di una giornata di polemiche e commenti su quanto accaduto giovedì su Raidue.
Lettere
al direttore ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: come il comico Beppe Grillo (comico in tutti i sensi), che aveva un "piccolo" reddito di circa 4.400.000 euro alla faccia dei suoi sostenitori da 1.000 euro al mese. Il Grillo appena lo ha saputo è "dato giù di testa" (parola che lui spesso ama dire agli altri) e si è infuriato, lo credo bene, perché molti dei suoi estimatori ritenevano che facesse solo beneficenza.
Il
potere blindato della destra ( da "Repubblica.it"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: la libera stampa mandata in soffitta, come ha auspicato Beppe Grillo e le centinaia di migliaia dei suoi seguaci paganti nel "Vaffa-day" del 25 aprile. Questa volta le cose non andranno così per molte ragioni. Il mondo è globale, l'economia è globale, la cultura è globale, le informazioni sono globali e anche il commercio è globale.
Annozero
sotto la lente del Garante ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Celentano bacchetta Grillo e Sgarbi Annozero sotto la lente del Garante Pressing sulla Rai per sanzioni a Santoro, ma Di Pietro lo difende LUCIA VISCA ROMA. Dove non è riuscito Beppe Grillo, ha provveduto Michele Santoro. Il flop mediatico del V-day contro i giornalisti indetto per il 25 aprile è diventato argomento di rissa l'altra sera ad Annozero,
Grillo,
Napolitano, Santoro, Travaglio: entriamo nel merito
( da "Blogosfere"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Mag 08 4 Grillo, Napolitano, Santoro, Travaglio: entriamo nel merito... Pubblicato da Claudio Alberti alle 09:58 in Istituzioni Se in RAI fa scandalo lo spezzone del comizio di Beppe Grillo al V2Day del 25 aprile contro il presidente della Repubblica Napolitano, io lo metto sul web, e chiarisco: la polemica contro Santoro e il suo Anno Zero è tutta strumentale,
2008:
Tutti i consiglieri eletti, Municipio per Municipio (XVI Mun)
( da "Blogosfere"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Lista Civica per Rutelli: Vincenzo Guido. Pdl: Beatrice De Bono, Antonio Aumenta, Marisa Barbieri, Gianni De Lucia, Maria Tiziano, Marco Fioravanti, Paride Alampi, Marco Giudici. Udc: Andrea Pennacchi. Amici di Beppe Grillo: Marco Giustini.
2008:
Tutti i consiglieri eletti, Municipio per Municipio (V Mun)
( da "Blogosfere"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Italia dei Valori: Francesco Paolo Pantano. Lista Civica per Rutelli: Viviana Donato. Pdl: Giovanni Marconi, Roberto Santoro, Dino Bacchetti, Pierluigi Sapia, Giorgio Sperandio, Andrea Mosti, Fernando Potasso. Udc: Domenico Stasolla. Amici di Beppe Grillo: Marco delle Cave.
"Gli
amici di Beppe Grillo sono una forza politica"
( da "Corriere
Adriatico" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: In risposta gli amici di Beppe Grillo avevano negato che la loro fosse una forza politica, non essendosi l'associazione fanese presentata ad alcuna competizione elettorale. Alla contestazione oggi il sindaco ha ribadito che lo stesso Beppe Grillo ha dichiarato che i suoi "amici" presenteranno liste civiche in tutti i Comuni d'Italia.
Annozero,
ancora polemiche L'Agcom esaminerà la puntata
( da "Corriere
Adriatico" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ma anche quelli di Beppe Grillo. Sono in molti ad affidare ai rispettivi blog i loro commenti. Non solo Grillo, che difende Marco Travaglio e dice no ai 'killer della parola'. Ma anche Clemente Mastella, che dal suo blog parla di 'due pesi e due misure' nell'atteggiamento della Rai e del presidente Petruccioli sul programma di Santoro.
Benettazzo
parla della crisi economica ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: il "Beppe Grillo dell'economia" che parlerà su: mutui, prestiti, banche aspettando un nuovo 1929". Moderatori dell'incontro che si terrà, a partire dalle 19.30, al Cavaliere di Bosaro, saranno Ennio Boschetti e Andrea Bimbatti. Benettazzo è stato battezzato il "Beppe Grillo dell'economia" per il suo modo di esporsi,
Fiera,
solo un blitz per Napolitano ( da "Stampa, La"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: S'è fatto avanti pure Beppe Grillo: "Il programma - dice il direttore Ernesto Ferrero - era completo, e gli abbiamo offerto l'unico spazio possibile: le 14,30 di lunedì. Non è un'ora troppo appetibile, ma ha accettato. Lo invito a non fare comizi ma ad essere un formidabile testimonial per il libro".
ANNOZERO,
SANTORO NEL MIRINO DEL GARANTE ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: lo squallore messo in onda riportando acriticamente brani del plurimilionario, in euro, Beppe Grillo, dà il senso dell'arroganza e della protervia di alcuni personaggi che si ergono a moralisti e rappresentano, invece, soltanto il proprio narcisismo". Diviso il mondo politico. Antonio Di Pietro non condivide il richiamo di Petruccioli e lo considera "sconcertante".
Si
lamenta anche Mastella: io messo alla gogna in video e nessuno mi ha difeso
( da "Stampa,
La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile, scenderà in campo l'Autorità garante per le comunicazioni. Lo ha annunciato il presidente Antonio Calabrò al termine di una giornata di polemiche e commenti affidati a molti blog. Grillo, sul suo, difende Marco Travaglio e dice no ai "killer della parola".
Celentano
bacchetta Grillo: sei scorretto ( da "Stampa, La"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: e le gag originali di Beppe Grillo in piazza San Carlo a Torino. Il risultato di audience non si è fatto attendere, e pure le reazioni dei tanti che sono sconcertati dinanzi alla deriva che una volta a sinistra avrebbero definito "qualunquista e populista", per non parlare nemmeno della trafila di volgarità che uscivano pure negli alterchi di Vittorio Sgarbi con Marco Travaglio.
ROMA
Solo un italiano su sei si fida del fisco
( da "Provincia
di Como, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Così Emma Bonino si scaglia contro Beppe Grillo: "Il vero scandalo - ha detto - non è la pubblicazione online dei redditi degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è stato preso da parte di Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica. Adesso - ha proseguito il ministro uscente - rischiamo di avere veri professionisti dell'antipolitica".
Ciao
Pepp: cade il mito di Grillo ( da "Provincia di Sondrio, La"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: il mito di Beppe Grillo è venuto giù come una pera matura, anche un po' marcia. Non per l'entità della cifra dichiarata (oltre quattro milioni), bensì per la reazione fegatosa e vittimista che ha trasformato il Masaniello dei blog e delle piazze in un Boselli qualsiasi che grida al complotto demoplutocratico ordito dai soliti giornalacci al soldo di Confindustria per rovinarlo.
Ormai
solo un italiano su sei si fida del fisco
( da "Provincia
di Sondrio, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Così Emma Bonino si scaglia contro Beppe Grillo: "Il vero scandalo - ha detto - non è la pubblicazione online dei redditi degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è stato preso da parte di Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica. Adesso - ha proseguito il ministro uscente - rischiamo di avere veri professionisti dell'antipolitica".
Il
consiglio Caro Bossi, io ho stima di lei ma lasci stare quei fucili Caro
direttore, chi semina vento, di sovente raccoglie tempesta! Umberto Bossi, il
padre-padrone dei legaioli ( da "Provincia di Lecco, La"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Cordiali saluti Dr Carlo Passarotti grillo/1 Dall'alto dei suoi 4 milioni può permettersi di insultare tutti Nella ricorrenza del 1° maggio, solito palcoscenico di sindacalisti e politici schierati. Non poteva mancare Beppe Grillo che, dall'alto del suo reddito annuo dichiarato superiore ai 4 milioni di $EUROuro, può permettersi di dire le solite banalità e di insultare tutti.
I
redditi di Beppe Grillo ( da "Gazzetta di Parma, La"
del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
( da "Azione, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
L'AZIONE - Articoli
- Grillo, l'informazione è una
cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince
quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di
creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della
professione e dell'editoria. Fa di ogni erba un fascio e con questo non
rende un positivo servizio al mondo dei media. Si deve distinguere. No,
l'informazione è una cosa seria, non uno spettacolo in piazza. Ne ho conosciuti
di giornalisti lazzaroni negli oltre 35 anni di professione. Li potrei indicare
con nome e cognome: prostrati e untuosi davanti al potere, arroganti con i
poveri diavoli. Fedifraghi. Senza anima. Pronti a vendersi per un sorriso del
direttore di turno, per un saltino di carriera o per una vile monetina. Ci sono
i parassiti, gli inutili, i giubilati, i graziati, i nullafacenti. Strapagati
per quello che non fanno o fanno finta di fare. La lista è lunga. Questa è
casta, che va con chiarezza denunciata, che non è più tollerata. Che inquina il
sistema dell'informazione. Che promuove, incentiva e giustifica la
disinformazione poiché prima di tutto si fanno valere gli interessi di parte.
Sono tanti questi lazzaroni che quotidianamente offendono il mestiere, ma sono
pure sempre una minoranza rispetto alla stragrande maggioranza che tutti i
giorni è ai remi per scovare e raccontare i fatti della vita, per informare con
correttezza nel rispetto delle persone, per rendere un servizio positivo alla
comunità. Sono discreti e preparati lavoratori dell'informazione: senza
privilegi, senza riconoscimenti particolari, senza stipendi eccellenti ed oggi
sempre più senza garanzie e senza prospettive. Non appaiono, non sono
protagonisti nel mondo del gossip. Sono i giornalisti ai quali sta a cuore il
contratto di lavoro, che non hanno da oltre tre anni. Vogliamo parlare di
questi profession isti seri, costretti per sopravvivere spesso a "chinare
la schiena"? "O magna sta minestra e salta sta finestra". I
quali vanno capiti: di mezzo c'è il pane. è troppo bello filosofare quando si
ha la pancia piena, ma non quando si ha ben poco di cui vivere. L'informazione
è malata, la disinformazione regna troppo spesso nelle redazioni, ma non
prendiamocela con l'anello più debole: individuiamo e denunciamo i veri
responsabili. Incominciamo a ragionare sui signori dei media e sui media del
potere prima ancora che del potere dei media, che troppo spesso,
superficialmente, è attribuito ai giornalisti. Aboliamo l'Ordine, dice Grillo: lo si può anche fare, ma, nonostante le lacune e le
insufficienze, ricordiamo che è la sola realtà che tenta di arginare
comportamenti scorretti, incursioni piratesche, ambiguità, anomalie. Che fa
formazione e informazione per la categoria. Va piuttosto aggiornato, rafforzato
e reso più autorevole. Si prende di mira la legge Gasparri, che indica le norme
di principio di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai, della quale si
chiede l'abrogazione. A detta anche di insigni giuristi e di attenti
osservatori del settore, più presto si riesce a superarla meglio è. Una onesta
distinzione va fatta a proposito della richiesta di abolire il finanziamento
pubblico dell'editoria. Ci sono media e media: perché finanziare giornali la
cui mission è il business e i cui bilanci sono ricchi? Perché sostenere
giornali che fingono di essere di "partito" o di movimenti politici,
ma che in realtà tali non sono? Sono facilmente scopribili la solita furbizia,
la facile scappatoia: per questi non ha senso e non è giustificato il
finanziamento. Diverso è il ragionamento che si impone per la stampa che
promuove un'informazione di servizio, attenta alla formazione e alla dimensione
civile, culturale, religiosa, politica della società, il cui obiettivo non è
sicuramente il profitto e per la quale il sostegno pubblico è ossigeno. Sono i
media che "cercano la verità per condividerla", una bella espressione
ripresa dal titolo della 42ª Giornata delle comunicazioni sociali, nella quale
si denunciano un rischio inquietante e una nobile prospettiva per il sistema
informativo del nostro tempo: "Occorre evitare che i media diventino il
megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del
nostro tempo. Essi possono e devono, invece, contribuire a far conoscere la
verità sull'uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a
distruggerla". Ci colpisce la riflessione di papa Benedetto; ci diverte,
ma non ci tocca il V2-day di Beppe Grillo.
Non confondiamo i maestri con i comici. Presidente Ucsi Veneto.
( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
"Parole gravi e
offensive contro il Capo dello Stato" Francesco Kostner cosenza S'è
sentito in dovere, come cittadino oltrechè come sindaco, di difendere il
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Offeso, a suo parere, dalle dichiarazioni pronunciate qualche giorno fa da Beppe Grillo durante la trasmissione "Annozero". E, ieri, è passato
ai fatti. Chiedendo al magistrato di accertare se nei confronti del comico
genovese possano ravvisarsi gli estremi del reato previsto dall'art. 278 del
codice penale, che punisce chiunque offende l'onore o il prestigio del
presidente della Repubblica. Luciano Marranghello, primo cittadino di
San Lorenzo del Vallo, un piccolo comune dell'entroterra cosentino, ha ritenuto
gravi e inaccettabili le frasi rivolte da Grillo all'indirizzo
del Capo dello Stato e ha presentato una denuncia-querela alla Procura della
repubblica di Castrovillari. "La mia iniziativa afferma il sindaco nasce
dalla piena consapevolezza del fatto che il sistema democratico corre seri
rischi di tenuta quando la libertà di espressione e di critica, facendosi scudo
di un'erronea interpretazione dell'art. 21 della Costituzione, non si ferma
neanche di fronte ai limiti insuperabili posti dalle leggi dello Stato a tutela
del prestigio e dell'autorevolezza delle Istituzioni costituzionali e delle
singole libertà di ogni cittadino. Nella mia qualità di sindaco aggiunge
Marranghello ho ritenuto doveroso rivolgermi all'autorità giudiziaria per
valutare se nel corso della trasmissione "Annozero" sono stati
commessi reati contro la più autorevole Istituzione repubblicana in quanto,
come rappresentante di un ente territoriale che ai sensi dell'art. 114 della
Costituzione è un'articolazione della repubblica italiana di cui è elemento
costitutivo, ho avvertito nelle parole del noto attore e comico Beppe Grillo una lesione e
un'offesa del prestigio dell'Istituzione che rappresento, sia come
articolazione territoriale dello Stato che si riconduce ad unità nella figura
del Presidente della Repubblica, sia in quanto espressione della politica che,
secondo l'ideologia grilliana è (quella che fanno gli altri), per definizione,
solo ed unicamente sporca". Secondo il sindaco di San Lorenzo del Vallo,
inoltre, "è inammissibile che il servizio pubblico, nella ricorrenza del
'60 anniversario della Costituzione, anzichè promuovere una coscienza e una
consapevolezza civica, di partecipazione democratica alla vita istituzionale e
politica della Repubblica, dia spazio e faccia da megafono a tribuni
improvvisati, culturalmente vuoti, politicamente inconsistenti che tentano di
cavalcare il disagio e il malcontento pur esistente attraverso la demagogia e
la disinformazione".
( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il leader
dell'Italia dei Valori si schiera in difesa di "Annozero" Di Pietro
chiede la presidenza della commissione di Vigilanza ROMA Contro Michele Santoro
si è abbattuta una "censura di regime". Lo scrive Antonio Di Pietro
sul suo blog. Secondo il leader dell'Italia dei Valori, "la decisione del
presidente della Rai, Claudio Petruccioli, di richiamare Santoro per la
trasmissione "Annozero" dedicata alla raccolta di firme per i tre
referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". "Chi ha seguito il
programma avrà sicuramente pensato che un richiamo era necessario osserva Di
Pietro ma per Sgarbi che ha insultato senza ragione e continuamente le persone
presenti, che non hanno reagito, e ha dichiarato il falso sui contributi al
"Giornale" e sul licenziamento di Enzo Biagi".
"Petruccioli aggiunge Di Pietro non ha ritenuto di dover sottolineare la
denuncia di Grillo sulla illegittimità di Retequattro
sancita dalla Corte di Giustizia europea che costerà ai contribuenti italiani
più di 300 milioni di euro". Secondo Di Pietro, "questa si chiama
censura: in un Paese libero l'ascoltatore ha il diritto di sapere che due milioni
di persone sono scese in piazza per firmare tre referendum e che sono state
raccolte un milione e mezzo di firme in un solo giorno, tra cui la mia, un
evento mai successo nella storia della Repubblica. Una manifestazione di tale
importanza non si può cancellare". "Se il buon giorno si vede dal
mattino, ci possiamo aspettare tentativi di ogni tipo per chiudere i pochi
spazi di libertà di informazione ancora presenti nel nostro Paese. L'Italia dei
Valori conclude Di Pietro farà di tutto perché questo non avvenga, in
particolare se dovesse assumere la presidenza della commissione di Vigilanza
sulla Rai, di cui ha fatto espressa richiesta".
( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Radicali, la Bonino
ringrazia Prodi "Siamo leali con il Pd ma autonomi" Sergio Cassini CHIANCIANO
(SIENA) I Radicali italiani ringraziano Romano Prodi per aver guidato il
governo con "senso di responsabilità istituzionale". Si rammaricano
che altrettanto non abbiano fatto gli alleati della ex maggioranza. E attaccano
Silvio Berlusconi per aver vinto con "un impegno spasmodico per
l'intercettazione dei consensi; il governo si realizza proponendo un piano
coerente". È questa, attraverso le parole di Emma Bonino, la conclusione
della seconda giornata di lavori dell'Assemblea dei Mille, voluta da Marco
Pannella per un libero confronto post-elettorale. È stata la giornata della
Bonino, dopo che venerdì i riflettori si erano spenti sull'apprezzato
intervento del premier uscente. Il ministro per il Commercio internazionale ha
chiarito che i Radicali resteranno all'opposizione, condividendo
"lealmente" questo ruolo con il Pd. No, insomma, a confondersi con il
centro destra. "Altro che dialogo con un'opposizione costruttiva ha detto
; Berlusconi e il PdL hanno per mesi attuato una tattica di grave delegittimazione
del governo Prodi, partendo dall'accusa dei brogli a inizio legislatura. Se ora
Berlusconi ha cambiato stile, me ne rallegro. Il dialogo è un metodo che i
Radicali hanno sempre praticato, ma non si deve fare confusione tra chi deve
avere responsabilità di governo e quanti devono stare, altrettanto
responsabilmente all'opposizione". È comunque escluso che il partito che
si richiama a Gandhi possa sciogliersi nel Pd. Su questa prospettiva, Emma
Bonino ha fatto ricorso all'ironia: "Siamo duemila. Cosa dovrei fare?
Vendere la nostra sede in via di Torre Argentina e ripartire fra tutti gli
iscritti le ipoteche che siamo stati costretti ad accendere?". Escludendo
che i Radicali possano scomparire, la Bonino ha rivendicato la diversità del
suo partito dalle forze politiche tradizionali, prima fra tutte l'IdV di
Antonio Di Pietro. Una diversità che sarebbe venuta alla luce anche nel
rapporto con i socialisti: "Non basta chiudere alcuni dirigenti in una
stanza. Per noi le scelte vengono sempre e tutte dal basso". Un altro
punto fermo dell'intervento della Bonino è nel metodo per realizzare
l'opposizione. Il ministro uscente ha sottolineato che "non si deve mai
fare confusione tra chi ha responsabilità di governo e quanti debbono stare
all'opposizione, ma altrettanto responsabilmente". Un'indiretta critica al
metodo dell'opposizione pregiudiziale. Quasi a sottolineare il ruolo positivo
di una opposizione istituzionale, la Bonino ha attaccato Beppe Grillo come "vero campione dell'antipolitica". Ha
indirettamente difeso la scelta del viceministro Vincenzo Visco di pubblicare i
dati sul fisco, al quale Grillo si è fortemente opposto. Conclusione della Bonino: "Quei
dati sono semplicemente un elemento di normale trasparenza. Lo scandalo
è Grillo...". Il dibattito di Chianciano ha
coinvolto anche esponenti della Sinistra Arcobaleno. È il caso di Cesare Salvi
che, ospite dell'Assemblea, si è augurato che il Pd riapra il dialogo con la
sinistra esclusa dal Parlamento. "Si può davvero immaginare ha detto Salvi
che con il 30% dei consensi il Pd possa realizzare l'alternativa al
centrodestra? Noi della Sinistra Arcobaleno dobbiamo ragionare sui motivi della
nostra sconfitta, ma anche il Pd deve interrogarsi sui limiti della sua
cosiddetta autosufficienza". A margine del dibattito, poi, è riesplosa la
polemica sul caso di Sergio D'Elia, escluso dalle liste del Pd per il suo
passato di terrorismo. L'ex sottosegretario Franco Corleone è sceso in campo in
sua difesa. Ma Giorgio Tonini, cattolico del Pd, ha difeso con forza il diritto
del nuovo partito di scegliere i suoi candidati. Lo stesso D'Elia, interpellato
dai giornalisti, ha affermato: "La qualità della democrazia del Partito
democratico è facilmente riscontrabile nel suo statuto, che in molti punti
contraddice i principi costituzionali, primo tra tutti quello della
riabilitazione del detenuto. Un Pd veramente democratico, che fosse lo specchio
di uno stato di diritto, saluterebbe la mia vicenda non come oltraggio alla
memoria ma come una vittoria, una riscossa morale di una persona che un quarto
di secolo era un terrorista e ora ha intimamente e politicamente compreso che
bisogna spendersi fino in fondo per costruire la democrazia e nuovi
diritti".
( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Santoro respinge le
critiche "Ho fatto il mio lavoro" roma Michele Santoro, abituato a stare
al centro delle polemiche, ha prontamente reagito alla dura presa di posizione
nei suoi riguardi da parte del presidente della Rai, Petruccioli. Ecco il testo
dell'intervento di Santoro: "Ho fatto come sempre il mio lavoro, con
ottimi risultati per l'azienda e portando a termine una trasmissione difficile
che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni
preordinate. Ritengo di aver esercitato il diritto di cronaca dando conto, come
altri programmi, dei momenti più significativi della manifestazione promossa il
25 aprile a Torino da Beppe Grillo".
"L'ho fatto nell'esclusivo interesse del pubblico, con un lavoro di
edizione che ben risultava dalla messa in onda, ma del quale, se vorrà prosegue
il giornalista il presidente Petruccioli potrà essere informato ascoltando
montatori e giornalisti che lavorano con passione nella nostra redazione e che
sono abituati a usare la loro professionalità al servizio del pubblico e non
per conto terzi". "Tutti i partecipanti ad Annozero, compreso Marco
Travaglio, che aveva preso parte al V-Day dice Santoro hanno avuto espressioni di critica e avanzato rilievi nei confronti di Grillo; c'è stato anche chi l'ha
insultato con estrema violenza. Le affermazioni di Beppe Grillo sul
presidente Napolitano, già presenti nelle cronache di tutti i giornali
italiani, sono state riportate senza la volontà di farle proprie. Non
riportarle avrebbe rappresentato, a mio parere, una grave omissione e una
censura. La stessa considerazione vale per i giudizi sul professor
Veronesi e su qualunque altro personaggio pubblico. Poiché Grillo
è di fatto un soggetto politico, va attribuita esclusivamente a lui la
responsabilità di ogni sua dichiarazione, come confermano recenti sentenze
della Corte di Cassazione e come normalmente avviene per Berlusconi, Bossi,
Mastella e qualunque altro leader politico". "Spetta dunque ai
tribunali e non ai giornalisti sottolinea valutare la portata calunniosa delle
affermazioni fatte dai soggetti politici e non mi risulta che ci siano state
iniziative in tal senso, perchè altrimenti ne avrei dato volentieri
conto". "Sono pronto a rispondere in qualsiasi sede della correttezza
dei miei comportamenti e sono ancora le parole di Santoro resto fiducioso in
attesa delle iniziative che intenderà intraprendere il presidente Petruccioli,
ma non ritengo che esse potranno continuare a consentire ai leader dei partiti
di dire quello che vogliono nella televisione pubblica, proibendo invece a un
unico soggetto politico, Beppe Grillo,
di esprimere il proprio pensiero". "La Rai conclude Santoro
appartiene infatti al pubblico e non ai partiti e la libertà d'espressione è
tutelata dalla Costituzione repubblicana".
( da "Gazzetta del Sud" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
"Annozero"
all'esame dell'Autorità Garante Grillo dal suo blog
attacca i "killer della parola". Sgarbi replica: ho svelato
l'esistenza di un'imboscata Francesca Saltutti ROMA La puntata di Annozero
dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera
informazione organizzata da Beppe Grillo
il 25 aprile, sarà esaminata nei prossimi giorni dall'Agcom (l'Autorità Garante
per le Comunicazioni), lo ha annunciato il presidente Antonio Calabrò che ieri
ha partecipato a un convegno a Reggio Calabria. Non si placa, intanto, la
polemica su quanto accaduto giovedì scorso su Raidue. Nel dibattito interviene
a sorpresa anche Adriano Celentano, che dal suo blog critica i toni usati nella
puntata da Vittorio Sgarbi, ma anche quelli di Beppe Grillo. Sono in molti ad affidare ai rispettivi blog i loro commenti, a
partire dallo stesso Grillo,
che difende Marco Travaglio e dice no ai "killer della parola".
"I giornalisti che ancora danno dignità a questo Paese con la loro voce
vanno protetti dagli sciacalli di regime, dai killer della parola.
Nessuno tocchi il soldato Travaglio e chi rischia la sua vita per noi per amore
di verità", afferma il comico, che pubblica e prende spunto da una lettera
di Sonia Alfano, figlia di Beppe Alfano, il giornalista
ucciso dalla mafia nel
( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
SCUOLA I precari
contro la Bastico per le mancate assunzioni Attacco alla (ormai ex) viceministro Mariangela Bastico da parte dei precari della
scuola, che si rivolgono a Beppe Grillo per
denunciare la "presa per i fondelli dei lavoratori". Alla Bastico e
al ministro Fioroni i precari non perdonano il "tradimento degli
impegni" assunti con la Finanziaria circa un piano triennale di
stabilizzazione di 150.000 insegnanti precari e 30.000 assistenti,
tecnici e amministrativi. Lo scorso anno furono assunti 50.000 docenti e 10.000
Ata, ma nel 2008 alle recenti promesse della stessa Bastico non sono seguiti i
fatti. "Per parte nostra - rassicurava la viceministro prima delle
elezioni - abbiamo compiuto tutti i passi necessari a garantire la seconda tranche
di immissioni in ruolo". Invece s'è pensato all'Alitalia, lamentano gli
insegnanti. "Fioroni e la Bastico sono stati nuovamente eletti in
Parlamento ma sia chiaro - minacciano nel forum precariscuola.135.it - che con
la loro politica giocata sulla menzogna e sulla presa per i fondelli dei
lavoratori non faranno molta strada: la presa in giro di queste ore resterà una
macchia indelebile nel loro curriculum politico". Poi spiegano la propria
situazione a Grillo: "Caro Beppe,
chiediamo la tua solidarietà. I docenti precari vengono assunti a settembre per
essere licenziati a giugno, hanno molti meno diritti dei docenti di ruolo per
quanto riguarda ferie e malattie, devono ogni anno lasciare la loro classe e la
loro scuola per ricominciare tutto daccapo senza alcuna possibilità di svolgere
un lavoro continuo. Pochi giorni fa abbiamo subito una beffa atroce: la
Finanziaria del 2006 prevedeva un piano triennale di 150.000 immissioni in
ruolo che avrebbero dovuto risolvere il problema del precariato nella scuola.
Le prime 50.000 immissioni sono state effettuate nel 2007 e siamo stati a più
riprese rassicurati, sia dal viceministro Bastico sia dal ministro Fioroni, sul
fatto che il governo Prodi avrebbe firmato la seconda tranche di immissioni in
ruolo prima dell'insediamento delle nuove Camere". Ma "questa
promessa è stata disattesa e la firma del decreto rinviata al nuovo governo che
potrebbe anche bloccare tutto". Mariangela Bastico assicura, dal canto
suo, che è stato fatto tutto il possibile e in modo trasparente: "Alle
50mila assunzioni di docenti del 2007 vanno sommate le 20mila del 2006. Per
quest'anno, a parte il fatto che contavamo di continuare il lavoro... con un
altro risultato elettorale, bisogno dire che c'è stata una lunga trattativa col
ministero dell'Economia e un lavoro di squadra per anticipare i tempi delle
assunzioni, che normalmente avvengono in estate. Purtroppo, da parte del
ministero dell'Economia c'è stata la disponibilità a sole 25mila assunzioni
rispetto alle 50mila che noi volevamo. Tutti siamo stati d'accordo nel non
accettare: era una cifra che ritenevamo non adeguata rispetto ai bisogni...
Senza contare che neppure su quelle 25mila assunzioni abbiamo ricevuto la
formalizzazione da parte del ministero dell'Economia". E ora? "La
situazione è aperta. Ci sono gli spazi per poter procedere all'assunzione dei
25mila docenti su cui il ministero dell'Economia si era detto d'accordo".
( da "Giornale di Brescia" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Edizione: 04/05/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Di Pietro: solo un atto di
trasparenza Gasparri: Grillo, urlatore
in imbarazzo Il comico genovese Beppe Grillo ROMA
"La diffusione delle dichiarazioni dei redditi su Internet va
regolamentata, ma la decisione dell'Agenzia delle entrate non deve essere
condannata a priori". Questa la linea di Antonio Di Pietro sulla polemica
scatenata dalle dichiarazioni dei redditi on-line. La posizione del
ministro delle Infrastrutture parte dal presupposto che "le dichiarazioni
esistono già su carta". "Ognuno può accedervi. Non bisogna
criminalizzare la trasparenza. Fare tutto alla luce del sole è meglio che
nascondere qualcosa". E chi giudica negativamente l'operato del
viceministro Visco, per Di Pietro "evidentemente ha qualcosa di cui
vergognarsi o da non far sapere. Anche così si combatte l'evasione
fiscale". Questa è solo una delle molte prese di posizione dei politici
sulla pubblicazione on line dei redditi. "Gli ultimi provvedimenti del
governo Prodi, messi in atto nei tempi supplementari di una legislatura ormai
terminata, dal ministro Turco e dal viceministro Visco, lasciano sgomenti ogni
giorno che passa - afferma il senatore Sandro Bondi del Pdl -. Le linee guida
della legge 40 sulla procreazioni assistita varate dal ministro della Salute
rappresentano un inaccettabile stravolgimento del dettato legislativo. Quanto
all'ultima bravata di Visco, che ha messo on line i redditi degli italiani,
dimostra che per il governo uscente i cittadini non sono, come in tutto il
resto del mondo, semplici contribuenti, ma tutti potenziali evasori fiscali. Se
questo è il modo con cui la sinistra cosiddetta riformista sta riflettendo
sulla sua sconfitta elettorale, non c'è da aspettarsi qualche significativo
cambiamento. L'imbarazzato silenzio di Veltroni sulle due vicende, inoltre,
perpetua un'ambigua incertezza, mentre una sua chiara presa di posizione
critica servirebbe più di ogni altra cosa per dimostrare di voler intraprendere
una strada davvero nuova". "Il vero scandalo non è la pubblicazione
on line dei redditi degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è
stato preso da parte di Beppe Grillo,
vero campione dell'antipolitica" è l'opinione di Emma Bonino
dall'assemblea dei Mille organizzata dai Radicali. "Adesso - ha proseguito
il ministro uscente - rischiamo di avere veri professionisti
dell'antipolitica". Per Emma Bonino la pubblicazione dei dati "è
semplicemente un elemento di normale trasparenza". Maurizio Gasparri
"censura" Beppe Grillo
e le sue perplessità sulle dichiarazioni dei redditi sul web. "Ma perché Grillo urla? Nelle piazze insulta tutti e poi si adira
perché si viene a sapere che guadagna milioni di euro l'anno? Certo è
imbarazzante, ma questi sono fatti".
( da "Secolo XIX, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Bondi: "Ora
Veltroni sconfessi il governo Prodi" le reazioni Attacco bipartisan dei
politici a Beppe Grillo:
scandalosa la sua reazione. E Ferrero (Prc) difende la decisione di Visco 04/05/2008
LE DICHIARAZIONI dei redditi on line hanno provocato un mare di reazioni. Il
Pdl è sul piede di guerra e annuncia modifiche alla legge del '73: "Hanno
voluto avvelenare i pozzi", accusa l'ex capo della Guardia di Finanza,
Roberto Speciale, che ora siede sugli scranni del Senato. Ma c'è anche chi,
come il ministro uscente Paolo Ferrero (Prc), che difende Visco: "Piena
solidarietà. Si parla tanto della casta e poi, alla prima iniziativa concreta
che offre trasparenza, ecco l'attacco dei poteri forti". Fa sempre discutere la reazione di Beppe Grillo, il
più incavolato fra i vip finiti in Rete. "E' scandalosa la reazione di Grillo, il campione
dell'antipolitica", dice la radicale Emma Bonino. "Ma perché Grillo urla? Nelle piazze insulta tutti
e poi si adira perchè si viene a sapere che guadagna milioni", rincara
Maurizio Gasparri, di An. Un giudizio bipartisan contro il campione
dell'antipolitica. Il coordinatore di Forza Italia Sandro Bondi chiede a Walter
Veltroni di sconfessare gli ultimi provvedimenti del governo Prodi, quello
sulla procreazione assistita e ora le dichiarazioni dei redditi on line:
"Un intervento critico di Veltroni "servirebbe più di ogni altra cosa
per dimostrare di voler intraprendere una strada davvero nuova". Un clima
da gogna!. "L'ultima gesto di Vincenzo Visco non è stato solo un errore,
ma l'espressione di un'ossessione persecutoria nei confronti dei cittadini,
volta a creare un clima da gogna non già verso gli evasori, ma contro coloro
che guadagnano di più grazie al loro talento e al loro lavoro". Così
Giuliano Cazzola, del Pdl, commenta la pubblicazione in rete delle
dichiarazione dei redditi dei contribuenti italiani. "Chi denuncia redditi
elevati non evade di solito il fisco, ma deve essere ugualmente messo
all'indice in forza di una cultura pauperistica ed egualitaria che è scritta
nel dna della sinistra". Critico con la diffusioone dei dati l'allenatore
del Milan, Carlo Ancelotti: "Non è giusto anche se personalmente non ho
problemi. Io sono stato per tanti anni il primo contribuente di Reggio Rmilia.
Quando mi dicevano che ero quello che guadagnavo di più, rispondevo: "Sono
quello che paga più tasse"". 04/05/2008.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Nazionale pag. 7 I
veri evasori continuano a ridere a crepapelle Si dirà: se uno denuncia dieci ma
guadagna mille, perché mai scoprirlo pubblicamente è una violazione della
privacy? Tra i redditi son comprese le pensioni, le pensioni son pagate con il
denaro di tutti, perché noi tutti non dovremmo sapere dove vanno a finire i
nostri soldi? Quando vengon rese pubbliche le pensioni di grandi manager, che
han diretto enti poi finiti in malora, è uno sbalordimento generale: perché
dovremmo continuare a ignorarle? Qui è in ballo la coerenza tra quanto
dichiarato al Fisco e proprio tenore di vita. Ci sono proprietari di
quattro-cinque auto di lusso che dichiarano al fisco redditi da bidelli. I
vicini hanno il sacrosanto diritto di scoprirli e denunciarli. Tutto vero,
tutto giusto. Ma il problema è che i veri evasori non si trovano certo
spulciando su Internet. Vedo che, a destra, il possibile ministro Renato
Brunetta è d'accordo, a parte la spettacolarità dell'operazione. Mi fa piacere.
Vuol dire che nel passaggio dalla sinistra alla destra la caccia agli evasori
non dovrebbe venire stoppata. Beppe Grillo dice
che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui
guadagna più di tanti imprenditori. Ma questa non è violenza sulla sua privacy.
Certo, se salta fuori uno strumento per difenderci, usiamolo. Ma teniamo
presente che internet non risolve il problema. E che i veri evasori,
quello che si fanno beffe del modello Unico, ancora una volta, ridono a
crepapelle.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Attualità Annozero,
Pdl contro Santoro LA POLEMICA ROMA. Dove non è riuscito Beppe Grillo, ha provveduto Michele Santoro. Il flop mediatico del V-day
contro i giornalisti indetto per il 25 aprile è diventato argomento di rissa
l'altra sera ad "Annozero", su Raitre. Una trasmissione al calor
bianco, durante la quale tutti si sono schierati contro tutti. Vittorio
Sgarbi contro Marco Travaglio e viceversa. Si sono visti e sentiti diluvi di
accuse, negli spezzoni trasmessi del V-day, per il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano e, in trasmissione, per Umberto Veronesi, scienziato e
testimone vivente della battaglia contro il cancro. Risultato immediato, il
presidente della Rai Claudio Petruccioli chiede scusa al posto di Santoro,
tutti gridano alla censura. Conseguenza, l'Agcom visionerà la puntata per
valutare se è stato leso qualche diritto. La durezza della puntata e delle
polemiche che ne sono scaturite ha acceso una discussione sulla censura che,
primi fra tutti, chiama in causa i giornalisti. Il segretario della Federazione
della stampa Franco Siddi è intervenuto per chiamare a una rilessione sui talk
show. "E' giusto dare spazio ai comici che fanno politica - ha detto -, ma
questo non significa amplificare volgarità e offese". Non è un invito alla
censura, anzi. Piuttosto un appello a "tornare a un'informazione seria,
senza risse e toni esasperati, riuscendo a esercitare la libertà nel rispetto
istituzionale". Eppure i toni continuano ad alzarsi. Come la levata di
scudi del Partito della libertà, e di tutta la destra, soddisfatti
dall'intervento di Petruccioli, ma determinati a ottenere immediati
provvedimenti contro Michele Santoro accusato di aver animato una "gogna
mediatica". Che, a sorpresa, è stato difeso ieri perfino da Adriano Celentano
il quale ieri, nel suo blog, ha bacchettato tutti, da Grillo
a Travaglio. L'unica cosa che non ha digerito Celentano sono stati gli insulti
a Umberto Veronesi. La coda su Internet della puntata di Santoro per la prima
volta ha trasformato una trasmissione televisiva in una sorta di piazza
multimediale interattiva. In molti hanno affidato le loro considerazioni su
"Annozero" alla rete, a cominciare da Grillo
per finire a Clemente Mastella che ha trovato l'occasione per chiedere, in tono
retorico, "dove erano i garantisti quando massacravano me". (l.v.).
( da "Nuova Venezia, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Tecnologia & web
La strabiliante epopea di YouTube Più di 20 milioni di contatti mensili, 65mila
video caricati ogni giorno, 100 milioni di video visti quotidianamente: questi
alcuni dei numeri di YouTube, la web community per la condivisione di video più
cliccata al mondo. A raccontarne con un linguaggio chiaro ed informale è Glauco
Benigni, autore della Storia di YouTube, il primo saggio italiano che
ripercorre la vicenda del sito creato dal nulla nel 2005 e acquistato, dopo
neanche 300 giorni di attività, a 1.65 miliardi di dollari da Google. La
parabola di YouTube incarna il sogno americano e, insieme, le infinite
possibilità di business che il web oggi è in grado di offrire. Nel febbraio del
2005 Chad Hurley, Steve Chen (nato a Taiwan e poi emigrato negli Usa) e Jawed
Karim (tedesco anch'egli emigrato negli States) si incontrano ad una festa.
Sono tutti dipendenti del colosso delle transazioni online Paypal e, tutti e
tre, dimostrano competenze straordinarie nell'information technology e nella
new economy. Al party girano dei video amatoriali che vorrebbero condividere
online, ma si stupiscono delle mille difficoltà che incontrano: formati
diversi, codifiche complesse ed enormi perdite di tempo. Difficoltà
inconcepibili per dei trentenni prodigio come loro. Così decidono di lavorarci
su, cercando di "trovare una soluzione ad un problema che riguarda e
riguarderà centinaia di nostri simili". Detto, fatto. Il 15 febbraio
( da "Provincia Pavese, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Divampa la polemica
dopo la condanna di Petruccioli. Celentano bacchetta Grillo e Sgarbi Annozero sotto la lente
del Garante Pressing sulla Rai per sanzioni a Santoro, ma Di Pietro lo difende
LUCIA VISCA ROMA. Dove non è riuscito Beppe Grillo, ha
provveduto Michele Santoro. Il flop mediatico del V-day contro i giornalisti
indetto per il 25 aprile è diventato argomento di rissa l'altra sera ad
Annozero, su Raitre. Una trasmissione al calor bianco, durante la quale
tutti si sono schierati contro tutti. Vittorio Sgarbi contro Marco Travaglio e
viceversa. Si sono visti e sentiti diluvi di accuse, negli spezzoni trasmessi
del V-day, per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E, in
trasmissione, per Umberto Veronesi, scienziato e testimone vivente della
battaglia contro il cancro. Risultato immediato, il presidente della Rai
Claudio Petruccioli chiede scusa al posto di Santoro, tutti gridano alla
censura. Conseguenza, Corrado Calabrò, presidente dell'Agcom, il Garante cioè
per le comunicazioni, visionerà la puntata per valutare se è stato leso qualche
diritto. La durezza della puntata e delle polemiche che ne sono scaturite ha
acceso una discussione sulla censura che, primi fra tutti, chiama in causa i
giornalisti. Il segretario della Federazione della stampa Franco Siddi è
intervenuto per chiamare a una rilessione sui talk show. "E' giusto dare
spazio ai comici che fanno politica - ha detto - ma questo non significa
amplificare volgarità e offese". Non è un invito alla censura, anzi.
Piuttosto un appello a "tornare a un'informazione seria, senza risse e
toni esasperati". Eppure i toni continuano ad alzarsi. Come la levata di
scudi del Partito della libertà, e di tutta la destra, soddisfatti
dall'intervento di Petruccioli ma determinati a ottenere immediati
provvedimenti contro Michele Santoro accusato di aver animato una "gogna
mediatica". Che, a sorpresa, è stato difeso ieri perfino da Adriano
Celentano che ieri, nel suo blog, ha bacchettato tutti, da Grillo
a Travaglio. L'unica cosa che non ha digerito Celentano sono stati gli insulti
a Umberto Veronesi (ribattezzato nella trasmissione "cancronesi"). La
coda su internet della trasmissione di Santoro per la prima volta ha
trasformato una trasmissione televisiva in una sorta di piazza multimediale
interattiva. In molti hanno affidato le loro considerazioni su Annozero alla
rete, a cominciare da Grillo per finire a Clemente
Mastella che ha trovato l'occasione per chiedere, in tono retorico, "dove
erano i garantisti quando massacravano me". Beppe
Grillo, cambiando posizione rispetto al V-Day, ha
preso in qualche modo le difese dei giornalisti "che danno ancora una
dignità a questo Paese con la loro voce". Secondo il comico genovese
"vanno protetti dagli sciacalli di regime, dai killer della parola.
Nessuno tocchi il soldato Travaglio e chi rischia la vita per noi per amore
della verità". Su un blog, quello che tiene nel sito dell'Italia dei
valori, è intervenuto anche Antonio Di Pietro, difendendo Grillo
che, a suo dire, denuncia problemi veri anche se con toni da palcoscenico. E
velatamente accusanto il presidente Napolitano di "non occuparsi
dell'informazione".
( da "Repubblica, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Commenti IL POTERE
BLINDATO DELLA DESTRA ZUCCHEROSA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Poteva fare, come
disse, dell'aula sorda e grigia di Montecitorio un bivacco di manipoli, ma lo
fece soltanto due anni dopo sulla scia del delitto Matteotti. La dittatura rompe
le regole della democrazia e rende inutile l'ipocrisia. Il Parlamento fu
abolito, i partiti dissolti salvo il suo che fu identificato con lo Stato, la libera stampa mandata in soffitta, come ha auspicato Beppe Grillo e le centinaia di migliaia dei suoi seguaci paganti nel
"Vaffa-day" del 25 aprile. Questa volta le cose non andranno così per
molte ragioni. Il mondo è globale, l'economia è globale, la cultura è globale,
le informazioni sono globali e anche il commercio è globale. L'Italia è
una regione dell'Europa. La nostra moneta è quella europea. Una dittatura
totalitaria oggi è impensabile in Europa e in Occidente. E poi la classe
dirigente del centrodestra non ha alcuna somiglianza con lo squadrismo
diciannovista. Perciò quel pericolo non c'è. Ce ne sono altri che possono
suscitare serie preoccupazioni. * * * I marxisti spiegavano la storia dei
popoli attraverso il rapporto tra le forze produttive e le istituzioni
chiamando le prime "struttura" e le seconde "sovrastruttura".
Lo ricorda Giorgio Ruffolo nel suo bellissimo libro "Il capitalismo ha i
secoli contati" che è la più lucida ricostruzione della globalizzazione
che stiamo vivendo e dei fenomeni che l'hanno preceduta. Tra la struttura e la
sovrastruttura non esiste un rapporto di automatica determinazione come
pensavano rozzamente i marxisti militanti del secolo scorso. C'è invece una
continua interazione, un reciproco condizionamento. Io credo che l'emergere
elettorale del centrodestra e la rivoluzione parlamentare che ne è seguita
siano state largamente determinate dal nuovo atteggiarsi strutturale delle
forze produttive, lo sgretolarsi dei tradizionali blocchi sociali, la scomparsa
delle classi, il frazionarsi degli interessi fino alla loro completa
polverizzazione. Questo mutamento strutturale spiega anche la nascita del
partito "liquido" dei democratici, la sconfitta del partito cattolico
come arbitro centrista che era nel disegno di Casini, infine l'affondamento
della sinistra massimalista. Il comportamento più strano, ai confini
dell'assurdo, è stato proprio quello della sinistra radical-massimalista, che
ha attribuito a Veltroni la sua scomparsa e ha punito con il voto e con
l'astensione Rutelli per castigare il leader democratico. Per gli ultimi
marxisti militanti è un errore squalificante non rendersi conto che le
strutture negli ultimi quindici anni sono completamente cambiate ed hanno
determinato una rivoluzione sovrastrutturale. La sinistra radicale, le sue
ideologie, i suoi slogan, la sua organizzazione politica galleggiavano sul
vuoto che essa stessa aveva ulteriormente aggravato segando l'ultimo ramo che
ancora la sosteneva e cioè l'operatività del governo Prodi. Il loro stupore per
la scomparsa del loro mondo, quello sì, è stupefacente e direi senza appello:
chi ha smesso di pensare smette di vivere. Questo è accaduto, con buona pace di
Sansonetti, direttore del più assurdo (e come tale utile) giornale oggi in
circolazione. * * * L'ascesa al potere del triumvirato Berlusconi, Bossi,
Fini-Alemanno, che si completa in quadrumvirato con l'inevitabile cooptazione
del siciliano Lombardo, si fonda su una precisa ideologia, sì, riemerge
l'ideologia, è un fatto nuovo del quale è bene prendere atto. Chi l'ha
declinata meglio di tutti è stato Fini nel suo discorso alla Camera dei
deputati. Si basa sulle radici cristiane, anzi cattoliche, sulla condanna del
relativismo, sull'esistenza d'una verità assoluta e sulla morale che ne deriva.
Sulla tolleranza (relativa) delle altre culture a discrezione del Principe.
Sulla protezione e la sicurezza dei cittadini per mettere in fuga la loro
insicurezza. Sulla convivenza tra il potere forte dello Stato e la società
federale. Berlusconi rappresenta il vertice del Triumvirato-Quadrumvirato: un
tavolo a tre gambe, un triangolo retto che è sempre uguale a se stesso su
qualunque lato venga poggiato perché il bello del populismo consiste nella
ubiquità di Berlusconi, leghista, statalista, liberista, per naturale e plurima
vocazione. Perciò, salvo errori o malasorte, puntare su laceranti contrasti tra
i triumviri è sbagliato: c'è trippa per tutti e anche per Grillo
che dissoda il terreno dove i triumviri semineranno e raccoglieranno. Così
saranno i cinque anni che ci aspettano. Buon pro ci faccia. Ma dunque non c'è
niente da fare? Al contrario, penso che ci sia moltissimo. * * * Una volta
tanto provo a descrivere il Partito democratico in negativo, cioè per quello
che non è. Un modo come un altro per disegnarne un profilo identitario. Non è
il partito dell'ideologia assolutista. Non è un partito con radici cattoliche o
comunque religiose. Non è un partito liberista. Non è un partito classista. Non
è il partito dello Stato forte. Non è un partito protezionista. Quindi: è un
partito laico e non ideologico, liberal-democratico, costituzionale di questa
Costituzione e dei suoi principi fondativi. Non trasformista ma disponibile a
partecipare ? se potrà ? all'elaborazione delle riforme istituzionali. Vuole un
libero mercato nutrito di libera concorrenza, con regole efficaci e istituzioni
capaci di farle rispettare. Un partito con una sua visione nazionale nel quadro
di un'Europa federale. Così sembra a me che debba essere. Nell'idea originaria
Veltroni ha puntato su una forma che fu definita "liquida", poggiata
sul popolo delle primarie. Questa formula, che anche a me sembrava utilmente
innovativa rispetto alla tradizionale forma-partito, si è invece rivelata
inefficace. L'esperienza della campagna elettorale ha dimostrato che le
primarie sono uno strumento selettivo utile ma non l'ossatura di un partito che
deve vivere sul radicamento territoriale. C'è bisogno d'una struttura militante
e identificata con gli interessi del territorio e di un vertice solido e
plurimo che indichi le priorità e i mezzi disponibili per attuarle. Che non sia
casta ma rappresentanza. Locale ma con visione nazionale. Il Partito
democratico rappresenta il solo sbocco politico possibile della sinistra
italiana e deve perseguire quest'obiettivo. Rappresenta il solo sblocco
possibile dei cattolici adulti, che abbiano intensi sentimenti di fede e non di
idolatrie o di calcoli politicanti. Questi cattolici sono minoranza tra i tanti
battezzati indifferenti e ruiniani? Ma i cattolici veri, quelli di fede e di
responsabilità personale, sono sempre stati minoritari, quello è il loro vanto
e la loro dignità religiosa così come lo è per i laici non credenti ma
rispettosi del sacro e delle sue non idolatriche manifestazioni. Ricordo qui
una lezione di Ugo La Malfa: impegnò la sua vita politica per cambiare la
sinistra di cui si sentiva parte, per cambiare la Democrazia cristiana con la
quale fu alleato e per cambiare il capitalismo italiano trasformando gli
imprenditori in una consapevole borghesia. Secondo il mio modo di vedere il
Partito democratico deve farsi portatore di analoghe e alte ambizioni che sono
al tempo stesso culturali sociali e politiche. Il riformismo di centrosinistra
in un paese come il nostro è minoritario. Lo è sempre stato ma ha, deve avere,
vocazione maggioritaria. Del resto le grandi trasformazioni sono sempre state ?
e non solo in Italia ? realizzate da minoranze che seppero operare nel senso
della storia programmando il futuro, rappresentando il paese vitale e
responsabile, consapevole dei difetti, dei limiti e delle virtù degli italiani.
Un gruppo dirigente coeso e non castale può e dev'essere animato da una grande
ambizione. La sconfitta è stata dura, gli errori ci sono stati. Ambizione, non
vanità. Dialogo, non trasformismo. Pragmatismo, non improvvisazione. C'è molto
da fare.
( da "Unita, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
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l'edizione del ROBERTO NATALEIl presidente della Fnsi: c'è stato contraddittorio
e anche le tesi sgradevoli di Grillo hanno avuto
risposte "La Rai ha fatto servizio pubblico, che c'è di male?" / Roma
"Se il Primo maggio è stato dedicato alle morti sul lavoro è grazie al
presidente Napolitano. Detto questo vorrei che la Rai, come servizio pubblico,
fosse inclusiva e non scegliesse il silenzio, anche per smontare tesi come
quelle di Beppe Grillo":
Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale della Stampa, ex
segretario Usigrai, govedì sera era ospite nello studio di Michele Santoro.
Secondo lei il presidente Rai ha fatto bene a intervenire o no? "La
puntata di Anno Zero era dedicata a una questione ripresa da tutti i giornali,
il che non vuol dire santificarlo: la manifestazione del 25 aprile sui mezzi
d'informazione e i tre referendum proposti da Grillo.
Cosa avrebbe dovuto fare il servizio pubblico? Non trasmettere le sue
dichiarazioni su "Napolitano-Morfeo" che avevamo già letto su tutti i
quotidiani del 26? ". La questione è: è giusto o no che la Rai trasmetta
anche gli insulti al Capo dello Stato e a Veronesi? "Chi era in studio è
intevenuto su questi, c'è stato un contraddittorio. È forse una forma di
rispetto verso i telespettatori, o verso il presidente della Repubblica
impedire che si sentano anche sugli schermi Rai? Oppure si rischia un
restringomento delle possibilità informative della tv pubblica. accreditando
così le tesi di Grillo, di cui non condivido quasi
nulla? Quando dice che la tv è fascista e totalitaria, giovedì sera si è avuta
la smentita e si è visto come le tesi di Grillo, che
partono da problemi reali, siano formulate con linguaggio rozzo e
approssimativo. Avrei voluto che la Rai si "vendesse" la trasmissione
di Santoro per dimostrare che persino chi usa un linguaggio sgradevole ha
diritto di accesso, che il servizio pubblico sa trattare tutti i temi.
Petruccioli in uno dei suoi primi documenti citò una massima latina:
"nulla di ciò che è umano mi è estraneo". Parlare di "danno
incalcolabile" mi pare un linguaggio fuori misura, quasi
grillesco...". Perché? "Da un lato dipinge i telespettatori come
bisognosi di tutela, dall'altro mostra al presidente della Repubblica, che è
caro a noi del sindacato dei giornalisti non meno di quanto lo è al presidente
Rai, di volerlo preservare dalle possibili asprezze del dibattito pubblico, per
altro già lette sui giornali". Vale il principio che in tv l'impatto è più
forte? "È come dire ai ragazzi che erano in piazza con
Grillo il 25 aprile che
quei temi non possono essere trasmessi in tv? Parlare di "danno"
accresce il senso di estraneità di questa opionone pubblica e la spinge ancora
di più verso le analisi primitive, settarie e sommarie di Beppe Grillo". Petruccioli ha parlato di "appalto" di Santoro
a Grillo per il troppo
tempo dedicato al comico. "Qual è la corretta misura? Alla Rai gli
appalti sono ben altri, quando si parla di zone del palinsesto date in gestione
a esterni all'azienda, non è Grillo il primo nome che
mi viene in mente...". Nel Cda qualcuno spingerà per sanzionare Santoro.
"Spero proprio che non si parli di sanzioni, ma che si risolvano eventuali
problemi di misura tornandoci sopra, anche in tv. L'accusa di Grillo a Napolitano sul "non aver fatto nulla"
sulle morti bianche è falsa, perché se adesso noi giornalististi parliamo di
più di morti sul lavoro è grazie a Napolitano, non perché siano aumentati.
Perché si fa polemica sui toni accesi di qualcuno, e non sul silenziatore
imposto su temi come la camorra, dei clan di cui ha parlato per la prima volta
Anno Zero?". n.l.
( da "Unita, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
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l'edizione del AnnoZero, irritato anche il Quirinale Il centrodestra vuole
sanzioni per Santoro. Il giornalista: "È stato diritto di cronaca" di
Natalia Lombardo/ Roma GRILLI E SGARBI Si inasprisce la polemica sulla puntata
di AnnoZero nella quale sono stati trasmessi passaggi della manifestazione di Grillo il 25 aprile con gli insulti al Capo dello Stato e
all'oncologo Veronesi. Santoro difende il suo lavoro in nome del "diritto
di cronaca" esercitato "nell'interesse del pubblico". Il
presidente Rai, Claudio Petruccioli. Venerdì ha fatto "ammenda" e si
è "impegnato" a "fare tutto il possibile per impedire che
qualcosa del genere possa ripetersi". Il tema della polemica è: è giusto o
no far vedere in tv dichiarazioni o fatti che si leggono anche sui giornali? Il
conduttore considera Grillo non più solo un
comico-predicatore, ma "un soggetto politico" al pari di un altro
leader di partito da non censurare. Certo al Quirinale non hanno gradito
sentire nella puntata di Anno Zero di giovedì i passaggi della manifestazione
di Grillo il 25 aprile, nei quali ha insultato il Capo
dello Stato proprio riguardo alle morti sul lavoro, tema sul quale Napolitano
ha sollecitato l'attenzione del mondo politico e informativo. A Viale Mazzini
l'irritazione del Colle non è passata inosservata, e ieri il presidente
Petruccioli ha fatto "ammenda", nonostante "abbia fatto di tutto
per far rientrare Santoro in Rai", dice un consigliere di centrosinistra.
Ancora un caso Santoro mercoledì nel Cda di Viale Mazzini, quasi tutti i
consiglieri danno ragione a Petruccioli, il centrodestra reclama sanzioni che
dovrebbe proporre il direttore generale. Claudio Cappon per ora convocherà
Santoro, tra lunedì e martedì, prima della riunione del consiglio. Del resto
circa due mesi fa i consiglieri parlarono con il conduttore, rassicurati sulla
sua correttezza professionale. Il centrodestra a Viale Mazzini (che scade a
maggio ma resterà fino alla nuova nomina) ha ancora la maggioranza nel Cda
almeno finché Malgieri non si dimette per fare il deputato, incompatibilità che
stabilirà una giunta della Camera. Il consigliere di An condanna Santoro:
"Lo squallore messo in onda riportando acriticamente
brani del plurimilionario, in euro, Beppe Grillo, dà
il senso dell'arroganza e della protervia di alcuni personaggi che si ergono a
moralisti e rappresentano, invece, soltanto il proprio narcisismo". Eppure
nella trasmissione quasi tutti hanno criticato Grillo, nei modi e nel merito. Il forzista Urbani è d'accordo
con Petruccioli e si aspetta dal Dg dei provevdimenti, par di capire. Di
Santoro dice che "è tecnicamente efficace, da certi punti di vista
eccellente, ma ha una visione soggettiva del servizio pubblico che non si può
permettere perché la Rai è di tutti. Oppure uno si fa la sua tv privata o va su
Youtube". Non si scandalizza la consigliera leghista Bianchi Clerici, che
ricorda il reintegro del tribunale per Santoro. A suo parere, semmai, "era
più preoccupante la puntata su pedofilia e Vaticano". Si fa sentire Mara Venier:
"Io sono stata sospesa per una rissa televisiva a Domenica In - tra
Zequila e Pappalardo - che al confronto degli sfoghi di Grillo
e Sgarbi sembra una scena da educande". Il problema riguarda il servizio
pubblico. Ai piani alti di Viale Mazzini è stato comunque giudicato eccessivo
il tempo dedicato a Beppe Grillo.
Eppure ieri sera Gad Lerner, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, ha
raccontato che gli stessi deliri del comico, gli insulti alle stesse persone
nel tormentone moralizzatore, erano andati in onda su La7 prima del 25 aprile,
senza che scoppiasse alcuna polemica. Ma la Rai à la Rai... A infiammare e
involgarire la trasmissione (con evidente fastidio di Santoro) è stato anche
Vittorio Sgarbi, che gli insulti li ha detti in diretta a Marco Travaglio, apostrofato
come "faccia di m...". Ma il pur assessore alla Cultura del comune di
Milano si vanta, invece, di aver "svelato l'imboscata" sul
presidente. Smentisce di aver "aggredito Biagi" (e medita querela
contro Giulietti di Articolo 21) nel sostenere le stesse tesi di Berlusconi e
Saccà. ovvero che "non è stato cacciato" ma se ne è andato perché gli
avevano proposto un altro orario. Giulietti reclama il diritto di replica per
la famiglia Biagi, e chiede che l'Authority per le Telecomunicazioni visioni la
cassetta di Anno Zero, ma anche delle trasmissioni che danno conto
dell'"oltraggio alla bandiera o la beatificazione di pubblici
mafiosi".
( da "Unita, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del Per il New York Times, "l'atteggiamento degli italiani nei
confronti delle tasse è più o meno il seguente: perchè pagarle se nessuno le
paga?". Il quotidiano americano cita lo stilista
Giorgio Armani, l'italiano che nel 2005 avrebbe pagato più tasse di tutti, e il
comico Beppe Grillo, oltre 4 milioni di euro
dichiarati nel 2005, che ha definito "imbecilli" i promotori della
pubblicazione on line dei 740 e 730 di tutti i cittadini italiani.
( da "Unita, L'" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
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l'edizione del Il Guardian scrive che "il sogno degli italiani di sapere
quanto guadagna il vicino di casa, il calciatore del cuore
o il loro capo è diventato realtà mercoledì scorso, quando sul sito
dell'Agenzia delle Entrate sono comparse le dichiarazioni dei redditi". Il
quotidiano britannico, inoltre, prende in giro la reazione furiosa del comico Beppe Grillo, che solo pochi giorni fa era considerato il paladino della
libertà del web.
( da "Nazione, La (Pisa)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
AGENDA PISA pag. 8
IL SINDACO Filippeschi s'insedia in poltrona e fa 'il duro': prean... IL
SINDACO Filippeschi s'insedia in poltrona e fa 'il duro': preannuncia deroghe
alla chiusura del centro storico in ztl, quando le deroghe già previste
nell'ordinanza comunale riempiono otto pagine sulle sedici complessive, e
ringalluzzisce in questo modo le pretese dei 'bottegai', soprattutto di quelli
notturni. E non solo. Se la prende con i mendicanti che fanno fare brutta
figura al salotto buono di Pisa, e destina a questa funzione, di 'scopa' che
nasconda lo sporco sotto il tappeto in nome delle belle vetrine e dello
shopping di lusso, e non del contrasto allo sfruttamento dei bambini e dei
vecchi e dei malati e dei cani, che purtroppo caratterizza il fenomeno della
mendicità le sbandierate nuove dieci assunzioni nella Polizia Municipale. Tutto
questo invece di mettere queste nuove forze a sorvegliare l'ormai già riesploso
caos notturno di auto abusive, di disturbo della quiete pubblica, di
vandalismi, in coordinamento con le altre forze dell'ordine come i cittadini
chiedono da 11 anni. FA LA VOCE grossa contro i campi rom abusivi, che vanno
sicuramente smantellati in quanto indegni per chi ci "vive" e
pericolosi per la sicurezza di chi ci abita accanto, ma non dice una parola su
che fine faranno le persone "smantellate", e ignora la nostra
proposta che alla repressione dell'illegalità si accompagni un patto di diritti
e doveri condivisi per la convivenza civile, che deve avere come protagonisti
non solo il Comune e il Comitato provinciale per l'ordine pubblico ma anche le
comunità immigrate, il Consiglio degli Stranieri e le strutture che gli
immigrati si sono date proprio per isolare chi non accetta un'integrazione
vera, nel rispetto reciproco, ma cerca solamente una
soluzione ai suoi problemi di sopravvivenza nello spaccio, nei furti, nella
delinquenza più o meno organizzata. La continuità del palazzo: forte con i
deboli, debole con i forti. Peggio di così non si poteva cominciare. Paolo
Arduini Lista civica pisana "Città dei Diritti con Beppe Grillo".
( da "Nazione, La (Arezzo)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
LUCI DELLA CITTA'
AREZZO pag. 18 di ALBERTO PIERINI LA SUA PRIMA STELLA fu un operaio. Uscito
dalle acciaierie ... di ALBERTO PIERINI LA SUA PRIMA STELLA fu un operaio.
Uscito dalle acciaierie di Terni per mettersi a cantare. E a suonare la sua
chitarra d'oro. Elio Mauro era in crociera, alla metà degli anni '50,
sull'Achille Lauro. Con Walter Fioroni. Che ancora non era impresario. E non
dava del tu ai divi della canzone. No, organizzava i giochi a bordo, le
micropiste con le corse di automobiline. Fuori delle acque territoriali si
poteva anche scommettere. Ma per poco. "I giochini si rompevano presto: e
a quel punto mi godevo la crociera". E i suoi compagni di viaggio. Come
Elio Mauro, all'amagrafe Aurelio Caccialani. Per lui mise in piedi le sue rime
serate. Le prime di una collezione che ormai ne vanta migliaia. Fino
all'ultima, la prossima. Martedì sera, Renzo Arbore e l'Orchestra Italiana al
Centro Affari. Anche se lì Walter fa solo l'osservatore: perché lui è in
pensione e a guidare la barca ora sono i figli, Barbara e Alessandro, gli eredi
di questa fabbrica delle stelle. Partita sulla tolda dell'Achille Lauro.
"Lì conobbi anche Dino Sarti". E avanti, tra un porto e l'altro:
Casablanca, Barcellona, Las Palmas. "Vi incontrai Silvana Pampanini".
La più bella donna del mondo? No, semmai la seconda. "A Istanbul vidi per
la prima volta Ljuba": anzi Maria Luisa, ma tutti la conoscevano come
Ljuba, futura signora Andrea Rizzoli. Ma il lavoro è il lavoro. E Walter
Fioroni quella fabbrica delle stelle voleva trasformarla nel lavoro della sua
vita. LA GENTE alla fine degli anni '50 si metteva in fila davanti alla Tv per
guardare il Musichiere? E lui divenne l'impresario di Paolo Bacilieri. Era il
cantante di Mario Riva, i motivetti li canticchiava lui per farli riconoscetre
ai concorrenti. E la gente, già vittima del piccolo schermo, correva alle sue
serate. Per Riva cantavano Bacilieri e Dorelli. E Fioroni era amico di tutti e
due. Forse di più. Perché Johnny Dorelli è quasi un fratello. Gli ha fatto da
testimone alle nozze, sia alle prime con Catherine Spaak, sia alle seconde con
Gloria Guida. E per Dorelli mise in piedi il primo musical, "7 per
Johnny": quaranta serate, c'erano Betty Curtis, Giustino Durano, Pino
Calvi. E il parterre delle stelle cresceva. Ecco Noschese, l'uomo dei mille
volti: spesso ad Arezzo, passava molto tempo al Bar Gallini. E nel 1961 al
primo figlio, purtroppo morto dopo poche ore, Fioroni dà il nome di Alighiero.
"Sennò se ne sarebbe avuto a male". Ma di figli ne avrebbe dovuti
avere mille per dare a ciascuno il nome di un amico. Magari Pippo, come Baudo.
O Renato, come Renato Zero. Fu lui a lanciare Zerolandia, la tourneè più
importante: anno 1978. Ma gli anni si incrociano, come i ricordi. O gli amici.
In testa Walter Chiari, legame nato nel 1947. Lo convinse a venire a Chianciano
in treno da Firenze: per vincere una ssfidacon un amico giornalista. A far
arrivare Chiari. O a rilanciare Miss Italia. Anno 1979, porta Mirigliani e il
concorso a Viareggio, lui era gestore della Bussola: Corrado presiede la
giuria, Daniele Piombi presenta. È la prima edizione che va in Tv: Silvio
Berlusconi è in prima fila, dopo pochi mesi avrebbe lanciato Canale 5. Inizia
un'altra Tv, dopo quella del Musichietre. FORSE di un'altra
Italia: i primi spettacoli di Beppe Grillo.
Tutto esaurito a Viareggio, vuoti a Riccione: con Grillo, genovese, a fargli uno sconto sul cachet. Ad Arezzo Fioroni
riesce a portare "Vota la Voce" e il suo parterre di stelle. Anche se
qualcuna intanto si era messa da parte: come Mina. Fu lui ad aprirle la
strada al primo ritorno, il 24 luglio del
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
04-05-2008)
Argomenti: Grillo
REGGIO pag. 6 di
MATTEO INCERTI "RIFIUTI Zero è il futuro, un futuro che inizia co... di
MATTEO INCERTI "RIFIUTI Zero è il futuro, un futuro che inizia con la
raccolta porta a porta". Duecento persone hanno gremito la sala
dell'Oratorio Don Bosco in via Adua, dove Gente di Reggio e altre liste civiche
insieme a Comitati , Rete Rifiuti Zero e gli Amici di Beppe Grillo hanno invitato a parlare quattro esperti americani di questo
sistema di riciclo totale. UNA politica di medio periodo già adottata da Los
Angeles, San Diego, San Francisco, Seattle,San Josè capitale della Silicon
Valley, Toronto e primo, in Italia, il comune di Capannori (Lucca), 44.000
abitanti. "Rifiuti Zero è una scelta industriale ed ambientale dove
rifiuti sono visti come materie prime da non sprecare, gettare o
bruciare", ha spiegato Paul Connet, professore della St. Lawrence
University di New York. "La strategia parte con la riduzione e la raccolta
porta a porta come avete iniziato a fare anche a Reggio, tenete presente che è
dal 1995 che negli Usa non si autorizza un inceneritore". RICK ANTONY, che
lavora per la metropoli di San Diego, ha detto che "con questo sistema si
può massimizzare il recupero dei materiali, con benefici economici e di
occupazione per tutti". L'economista della California University Jeffrey
Morris, ha affermato che "tutte le evidenze scientifiche ed economiche
condannano sia l'incenerimento che discarica dal punto di vista economico e
ambientale. Stanno in piedi solo con sussidi pubblici". Erik Lombardi,
recentemente intervistato dal settimanale Usa Newsweek, ha sostenuto che
"questa strategia si può fare qui come nelle metropoli come Los Angeles.
Primo passo, arrivare al 70% di differenziata; poi servono impianti di
compostaggio e centri di selezione meccanica e riciclo e studio dei materiali
in collaborazione con le industrie". Illustrando un sistema "Rifiuti
Zero", che verrà costruito nelle Hawaii ha spiegato come "costi molto
meno di un inceneritore o gettare in discarica". "La serata è stata un
messaggio chiaro e forte d' innovazione civica, ambientale ed industriale"
ha concluso Mario Monducci, consigliere di Gente di Reggio. Ad ascoltare in
sala anche l'assessore all'ambiente Pinuccia Montanari, Claudio Rangone
(Laboratorio), Ermete Fiaccadori (Pd). Franco Colosimo (Rosa Bianca).
( da "Nazione, La (Empoli)" del 04-05-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Milano))
Argomenti: Grillo
PRIMO PIANO pag. 11 Bufera su Santoro e Grillo Interviene il Garante CELENTANO DIFENDE VERONESI. IRA DI
MASTELLA ? ROMA ? SARA' IL GARANTE ad esaminare la puntata di Annozero dedicata
alla raccolta di firme per i tre referendum sulla libera informazione, organizzata
da Beppe Grillo il 25 aprile: lo ha annunciato il
presidente dell'Agcom, Antonio Calabrò, al termine di una giornata di
polemiche. Nel dibattito interviene a sorpresa anche Adriano Celentano, che dal
suo blog critica i toni usati nella puntata da Vittorio Sgarbi, ma anche quelli
di Grillo e punta il dito contro la scorrettezza del
comico dei confronti di Umberto Veronesi. Sono in molti ad affidare ai
rispettivi blog i loro commenti, non solo Grillo che
difende Marco Travaglio e dice no ai "killer della parola", ma anche
Clemente Mastella, che parla di "due pesi e due misure"
nell'atteggiamento della Rai e del presidente Petruccioli sul programma di
Santoro. "Dov'erano gli autorevoli garantisti quando la trasmissione di
Raidue era protagonista del massacro mediatico contro me e la mia
famiglia". Di Pietro invece evidenzia come la decisione del presidente Rai
di richiamare Santoro sia "sconcertante", per Luca Volontè (Udc)
"la Rai deve prendere provvedimenti esemplari e valutare se i costi degli
stipendi di Santoro (e non solo i suoi) siano opportuni rispetto al disservizio
pubblico che fornisce".
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
AGENDA LA SPEZIA
pag. 24 )BOSCHETTI Disagi per raggiungere il cimitero I LAVORI per la
realizzazione della rotatoria in via Sarzana stanno procurando un sacco di
disagi agli spezzini che intendono andare a fare visita ai defunti. I mezzi
pubblici, a differenza di quanto accadeva prima dei lavori, non svoltano nel
via del Camposanto, proseguendo su via Sarzana. La fermata è all'altezza della
costruenda rotatoria, ma per raggiungere l'ingresso del cimitero bisogna
compiere a piedi un tratto di
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Primo Piano Pagina 103
le reazioni Bondi: Veltroni prenda le distanze da Visco Le reazioni --> ROMA
Si attenua ma non si chiude la polemica politica sulla decisione dell'Agenzia
delle entrate di rendere note su internet le dichiarazioni dei redditi degli
italiani presentate nel 2005. Polemica che ruota attorno, essenzialmente, al
viceministro dell'Economia Vincenzo Visco. E se dal centrodestra continuano i
durissimi attacchi all'esponente del Pd, dall'altra parte della barricata - nel
silenzio imbarazzato del partito del viceministro - va registrata la presa di
posizione di due componenti del governo Prodi (Paolo Ferrero ed Emma Bonino)
che invece difendono Visco. IL PDL In particolare Sandro Bondi, coordinatore di
Forza Italia, si rivolge direttamente al leader del Pd Walter Veltroni per
chiedere "una chiara presa di posizione critica" sugli ultimi
provvedimenti del governo Prodi che "lasciano sgomenti" la nuova
maggioranza. Sotto accusa, oltre alla pubblicazione dei redditi sul web, anche
le linee guida della legge 40 sulla procreazione assistita, disposte dal
ministro Livia Turco. Secondo Bondi, un intervento critico di Veltroni
"servirebbe più di ogni altra cosa per dimostrare di voler intraprendere
una strada davvero nuova". Infatti, afferma il dirigente azzurro,
"gli ultimi atti del governo Prodi, messi in atto nei tempi supplementari
di una legislatura ormai terminata dal ministro Turco e dal viceministro Visco
lasciano sgomenti ogni giorno che passa". Le linee guida della legge sulla
procreazione assistita "rappresentano un inaccettabile stravolgimento del
dettato legislativo". Per quanto riguarda invece "l'ultima bravata di
Visco", come la chiama Bondi, è una decisione che "dimostra in modo
inequivocabile che per il governo uscente i cittadini non sono, come in tutto
il resto del mondo, semplici contribuenti, ma tutti potenziali evasori fiscali.
Se questo è il modo con cui la sinistra cosiddetta riformista sta riflettendo
sulla sua sconfitta elettorale, non c'è da aspettarsi, almeno a breve, qualche
significativo cambiamento". Per questo, prosegue Bondi,
"l'imbarazzato silenzio di Veltroni sulle due vicende perpetua un'ambigua
incertezza, mentre una sua chiara presa di posizione critica servirebbe più di
ogni altra cosa per dimostrare di voler intraprendere una strada davvero
nuova". IL CENTROSINISTRA "Voglio esprimere la mia piena solidarietà
a Vincenzo Visco", ribatte invece senza mezzi termini il ministro della
Solidarietà sociale Paolo Ferrero. "Si parla tanto e si denuncia il ruolo
della casta - spiega l'esponente di Rifondazione - e poi alla prima iniziativa
concreta che offre trasparenza a tutti i cittadini ecco che arriva l'attacco
dei poteri forti. Vergogna". Secondo Emma Bonino "il vero scandalo
non è la pubblicazione on line dei redditi degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è stato preso da parte di Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica". Intervenendo
all'assemblea dei Mille organizzata dai Radicali, il ministro uscente delle
Politiche europee esprime il timore di una possibile conseguenza negativa:
"Adesso rischiamo di avere veri professionisti dell'antipolitica".
"Sono sconcertata per tutto questo rumore", prosegue Bonino, a
proposito delle polemiche di questi giorni: "Nel nostro paese avere 4
milioni di reddito non è reato, e del resto già sappiamo chi è ricco. Semmai
l'unica novità è l'esposizione dei redditi medi". Pubblicare i dati
"è un elemento di normale trasparenza".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Spettacoli e Società
Pagina 10258 Internet La vera storia di YouTube Nel magico mondo della video
community più cliccata del mondo Internet. La vera storia di YouTube --> Più
di 20 milioni di contatti mensili, 65mila video caricati ogni giorno, 100
milioni di video visti quotidianamente: questi i numeri di YouTube, la web
community per la condivisione di video più cliccata al mondo. A raccontarne con
un linguaggio chiaro e informale è Glauco Benigni, autore della Storia di
YouTube (Magazzini salani Editore, pp. 224, euro 16.80) , il primo saggio
italiano che ripercorre la vicenda del sito creato dal nulla nel 2005 e
acquistato, dopo neanche 300 giorni di attività, a 1.65 miliardi di dollari da
Google. La parabola di YouTube incarna il sogno americano e, insieme, le
infinite possibilità di business che il web oggi è in grado di offrire. Nel
febbraio del 2005 Chad Hurley, Steve Chen (nato a Taiwan e poi emigrato negli
Usa) e Jawed Karim (tedesco anchèegli emigrato negli States) si incontrano ad
una festa. Sono tutti dipendenti del colosso delle transazioni online Paypal e,
tutti e tre, dimostrano competenze straordinarie nell'information technology e
nella new economy. Al party girano dei video amatoriali che vorrebbero
condividere online, ma si stupiscono delle mille difficoltà che incontrano:
formati diversi, codifiche complesse ed enormi perdite di tempo. Difficoltà
inconcepibili per dei trentenni prodigio come loro. Così decidono di lavorarci
su, cercando di "trovare una soluzione ad un problema che riguarda e
riguarderà centinaia di nostri simili". Detto, fatto. Il 15 febbraio
( da "Tempo, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stampa Chi la fa
l'aspetti. L'ultima puntata di "Annozero" ha ... Chi la fa l'aspetti.
L'ultima puntata di "Annozero" ha segnato l'anno zero del servizio
pubblico. Lo ha ammesso addirittura, con apprezzabile onestà intellettuale, il
presidente della Rai, Claudio Petruccioli. Un'ammissione tardiva, comunque più
che opportuna. Poiché non è dato a nessuno, in nome di una equivoca
interpretazione dell'articolo 21 della Costituzione, offendere persone e
istituzioni impossibilitate a difendersi. Aver mandato in onda, come ha fatto
Michele Santoro, brani di una volgarità inusitata di un
discorso del plurimilionario comico Beppe Grillo,
scagliatosi per l'ennesima volta contro tutto e tutti, è stata un'operazione
che nulla ha che fare con il diritto di cronaca. Il "martire" della
televisione, il difensore che reclamava un microfono a tutti i costi ne ha
fatto ciò che ha voluto. E quando qualcuno si è permesso di criticarne
le gesta, puntualmente s'è dovuto sorbire le reprimende della vera casta,
quella che si è arrogata il compito di vigilare sulla libertà d'espressione
mancando ad un dovere essenziale: definirne i confini. Confini che, come s'è
visto giovedì sera, sono stati abbondantemente travolti da una gestione di
"Annozero" a dir poco insultante per tutti gli italiani che pagano il
canone e hanno il diritto di assistere a programmi meno velenosi e certamente
non ridondanti gratuiti e volgari attacchi a personalità come il presidente
Napolitano e al professor Veronesi, oltre che per il contesto francamente
inaccettabile sotto il profilo delle elementari norme della civiltà dei
rapporti. Non sarò così stupido da invocare qui censure e sanzioni a carico del
responsabile di tale scempio dell'intelligenza: non vorrei che qualcuno tirasse
fuori ancora una volta l'icona del martirio massmediale; ma non posso non
augurarmi, soprattutto dopo l'intervento di Petruccioli, una profonda
riflessione della televisione di Stato sulla qualità dei suoi prodotti. Potrei
perfino essere contento del fatto che Santoro, indiscutibile riferimento di una
sinistra in disarmo, carichi le sue trasmissioni di tanta inaccettabile ostilità
da avvantaggiare oggettivamente la destra. Ma sarebbe meschino da parte di
chiunque declinare un episodio così insopportabile a fini di mero tornaconto
politico. "Annozero" è semplicemente una trasmissione tipologicamente
ascrivibile a una televisione non di servizio pubblico. Del resto, il suo
ideatore e conduttore ha sempre rivendicato, contro ogni ragionevole richiesta
di controllo da parte delle strutture, piena libertà. Gli è stata data: i
risultati sono sotto gli occhi di tutti. Adesso se ne fa un caso. Santoro se ne
gioverà presso quella parte che mastica risentimento dopo la disfatta
elettorale. A noi resta l'amaro in bocca per un servizio pubblico televisivo
che fornisce esempi contrari al sentire della stragrande maggioranza degli
italiani. Qualcuno dovrà occuparsene prima o poi.
( da "Giornale.it, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 106 del 2008-05-04
pagina 8 "Grillo e Sgarbi hanno sbagliato"
Inchiesta Agcom di Redazione Milano. Anche Adriano Celentano interviene sulla
puntata di Annozero di giovedì scorso. Dal suo blog www.clancelentano.it il cantante bacchetta Vittorio Sgarbi per i toni usati in
trasmissione, ma anche Beppe Grillo per
aver offeso Umberto Veronesi. "Sgarbi non ha avuto l'accortezza di lasciar
parlare anche gli altri". Ma sulle critiche del comico genovese allo
scienziato, il Molleggiato dà ragione all'assessore alla Cultura di Milano: è
un uomo di grande valore, Grillo è stato scorretto. Il presidente dell'Agcom, Corrado
Calabrò ha intanto annunciato che il Garante nei prossimi giorni visionerà la
puntata di Annozero. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Centro, Il" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Pescara
"Espulso dalla lista Grillo" Di Marimpietri:
ero contrario al ricorso a D'Alfonso PESCARA. Andrea di Marimpietri, candidato
alle elezioni amministrative appena concluse con la lista "Pescara in
Comune by Amici di Beppe Grillo", è stato
espulso dall'associazione del noto comico. L'ex candidato racconta in una nota cosa è
accaduto: "Sono entrato a far parte dell'associazione Pescara in Comune by
Amici di Beppe Grillo e mi
sono candidato alle recenti elezioni comunale perché attratto dall'idea di
democrazia partecipativa. Durante la campagna elettorale", spiega, "i
comunicati venivano trasmessi solo ai componenti del consiglio direttivo e non
a tutti candidati. Ho chiesto più volte di essere portato a conoscenza del
numero e dei componenti dell'associazione, ma non ho ricevuto risposta. Lo statuto
pubblicato sul sito per tutta la durata della campagna", prosegue,
"era incompleto in molte sue parti tra cui anche l'indicazione della sede
sociale". Di Marimpietri va avanti: "Ho chiesto, inoltre, una
rendicontazione delle spese sostenute dall'associazione in campagna elettorale
e, a tutt'oggi, non conosco i versamenti nè i proventi raccolti con la
manifestazione di Grillo a Pescara. Il 22
aprile", conclude, "invio una raccomandata all'associazione in cui
preciso la volontà di dissociarmi dall'azione legale intrapresa nei confronti
del neoeletto sindaco Luciano D'Alfonso. Ma il 30 aprile ricevo la delibera di
espulsione senza alcuna motivazione, se non quella generica di manifesta
incompatibilità con lo spirito e i principi dell'associazione".
( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-04 num: - pag: 5 autore: di
BEPPE SEVERGNINI categoria: REDAZIONALE Oltre il "voyeurismo fiscale"
Caccia agli evasori, la "via italiana" alla trasparenza Mai una volta
che scegliamo la strada normale. La via italiana verso la convivenza civile è
piena di buche, salti, scossoni, scontri, frenate e ripartenze. La nostra è una
democrazia- rally, e la vicenda dei "redditi in Rete" ne è la prova.
Non l'unica, né l'ultima. La più recente. La retromarcia dell'Agenzia delle
entrate, bacchettata dal Garante della privacy e indagata dalla procura di
Roma, è tardiva: gli elenchi sono stati scaricati e adesso girano allegramente
sulla Rete attraverso siti di condivisione, detti "p2p" ("peer
to peer", "da pari a pari"). è facile immaginare sviluppi della
faccenda: aspettiamoci elenchi, per città o per professioni. Chi vorrà, saprà.
è solo "voyeurismo fiscale", o c'è dell'altro? La diffusione di quei
dati è certamente irrituale, un altro modo per dire: discutibile. E, infatti,
stiamo discutendo. Non perché "così si aiuta la
criminalità organizzata ", un argomento debole, che curiosamente accomuna Beppe Grillo, comico benestante, e Roberto Speciale, ex comandante della
Guardia di finanza, ora parlamentare Pdl. I criminali, in certe parti d'Italia,
guardano ai patrimoni reali, non ai redditi dichiarati. Il motivo di
perplessità è un altro. Molti cittadini considerano il reddito un
"dato riservato", come un'informazione sanitaria o sessuale. Da anni
i redditi vengono pubblicati dai giornali di provincia, nel silenzio del
Garante e per la goduria dei provinciali. Ma questo non conta, apparentemente.
Ora c'è Internet, che rende facile la consultazione. Quindi, stop! Fra
trasparenza e riservatezza, tanti italiani scelgono la riservatezza. Molti di
loro vanno capiti: perché un modesto 730 dev'essere di dominio pubblico? Anche
gli uffici del personale sono irritati: il gioco del "divide et
impera", basato sul segreto retributivo, diventa complicato. Ma più di
tutti sono scocciati quelli che portano a casa 300 e dichiarano 40. Sono loro
l'oggetto della curiosità e dell'indignazione: le migliaia di professionisti
che dichiarano poco più della segretaria, non qualche dozzina di calciatori. è
la stramba via italiana alla normalità, che passa attraverso le eccezioni. Per
ripulire il calcio e la Banca d'Italia, s'è resa necessaria l'indiscutibile
barbarie delle intercettazioni. Per arrivare alla decenza fiscale, dobbiamo
passare attraverso l'indecenza dei dati in Rete? Altra via non si vede. Non
sono i controlli e le punizioni che spingono uno scandinavo, uno scozzese o un
californiano a pagare le tasse. è la pressione sociale. La vergogna d'essere
considerato - dai parenti, dai consoci al Lions Club, dagli amici del figlio -
un evasore. Uno che costringe un altro a pagare di più. Uno che fornisce al
fisco la giustificazione per alzare le aliquote, complicare le norme, aumentare
i controlli. Uno che ti sorride, ma ti frega. Chi s'arrabbia per la
pubblicazione dei redditi va capito. Ma prima di regalargli la vostra solidarietà,
chiedetegli - privatamente, s'intende - quanto dichiara, quante case ha in giro
e che auto tiene in garage. La privacy è importante, ma è altrettanto
importante rompere un'imbarazzante tradizione: l'Italia è l'unica, tra le
grandi democrazie, dove l'evasione è epidemica. Forse per questo negli Usa e in
Gran Bretagna nessuno s'è mai sognato di mettere i redditi in Rete. Forse per
questo ogni sondaggio (compreso quello di Corriere.it) dice la stessa cosa: la
maggioranza, probabilmente a malincuore, è a favore della pubblicazione dei
redditi. Tutti guardoni? Non credo.
( da "Corriere della Sera" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-04 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE # Annozero Il dg Rai convoca il conduttore. Indaga anche l'Agcom
Santoro da Cappon Possibili sanzioni Di Pietro: censura. Ma
Celentano critica Grillo Lo
showman: da Beppe e Sgarbi
toni sbagliati Mastella attacca Petruccioli: dov'era quando lì ero massacrato?
ROMA - Non si mette bene per Michele Santoro. Dopo la reprimenda del presidente
Claudio Petruccioli che lo ritiene colpevole di "danno, umiliazione e
vergogna incalcolabili" per il servizio pubblico, il conduttore di
Annozero è stato convocato dal direttore generale Claudio Cappon. Si vedranno
domani, dopodomani. Il dg gli chiederà conto del troppo spazio concesso a Beppe Grillo che tra l'altro
inveiva contro il presidente della Repubblica (e perciò il sindaco di San
Lorenzo del Vallo, Cosenza, l'ha denunciato). Poi mercoledì se ne parlerà in
Cda e non si esclude una sanzione. "Le regole devono valere per tutti, ma
nessuno pensi di estromettere Santoro ", preavverte il consigliere Sandro
Curzi che però nella sostanza concorda con Petruccioli: "Sbagliato mandare
la cassetta di Grillo senza contraddittorio ". Ma
anche l'Agcom presto si occuperà dell'ennesimo caso Santoro che ritiene di
"aver esercitato il diritto di cronaca ". E dalle parole del
presidente dell'Authority per le Comunicazioni, Corrado Calabrò, si intuisce
che anche lì non sarà una passeggiata: "Da una parte c'è la libertà di
espressione, dall'altra i diritti inviolabili della persona: la conciliazione
di questi due opposti è cura e dovere di ogni giornalista", premette
Calabrò. Poi si spiega meglio: "In Italia non è possibile la censura
preventiva, ma è possibile avvertire prima, ammonire prima e l'Autorità l'ha
fatto. E sanzionare poi se questo non viene osservato". Giuseppe Giulietti
(Idv) li invita allora a "farsi consegnare le cassette di altri
programmi". Ognuno rilegge la vicenda sul suo blog. Antonio Di Pietro
sostiene che "la decisione del presidente della Rai di richiamare Santoro
è sconcertante, è censura di regime". Secondo il leader Idv, che ha
chiesto la presidenza della Vigilanza, "gli ascoltatori avevano diritto di
sapere che 2 milioni di persone erano in piazza a firmare 3 referendum"
con Grillo. Clemente Mastella trova tardivo
l'intervento di Petruccioli: "Solo oggi scopre l'uso strumentale e
politico della trasmissione, luogo di vero e proprio linciaggio mediatico,
programma appaltato a terzi, che ne fanno un uso arbitrario ed indecente. Ma
questi autorevoli garantisti dov'erano quando il signor Santoro e il suo Vauro
mi hanno massacrato per un anno intero? ". Il tema appassiona pure Adriano
Celentano che invece bacchetta Vittorio Sgarbi: "Non solo non lasciavi
parlare Travaglio, ma lo offendevi. E sbagli su Grillo:
indipendentemente da quanto guadagna, dà voce agli operai". Del comico
genovese critica soltanto "il tono sbagliato e irriverente verso Umberto
Veronesi". Mara Venier, sospesa da Domenica In dopo una rissa tra
Pappalardo e Zequila nel 2006, osserva (a voce, lei) che "in confronto a
quel che ho visto tra Grillo e Sgarbi, la mia era roba
da oratorio ". Grillo difende l'amico:
"Nessuno tocchi il soldato Travaglio ". Sgarbi sé stesso: "Per
loro sono un killer, ho solo svelato la loro imboscata". Contro Annozero
Giorgio Merlo del Pd ("Squallida pagina per la Rai"), Luca Volontè
dell'Udc ("Se la Rai non sanzionerà Santoro allora si dovrà abolire il
canone "), Arturo Iannaccone dell' Mpa ("Indegno di un Paese
civile"). Franco Siddi, segretario Fnsi: "Giusto dare spazio ai
comici che fanno politica, ma senza amplificare volgarità e offese".
Giovanna Cavalli "Danno incalcolabile" Claudio Petruccioli e Michele
Santoro in una foto del 2006. Il presidente della Rai, riferendosi all'ultima
puntata di Annozero su Grillo, ha definito
"incalcolabile" il danno per la Rai.
( da "Libertà" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
ROMA - Solo un italiano
su sei si fida del Fisco. È l'ultima istantanea scattata da Contribuenti.it,
che ad aprile fotografa un crollo dell'indice di fiducia dei contribuenti
italiani, sceso al 16,42%, "minimo storico del governo Prodi".
Parallelamente è aumentata del 2,63% l'evasione fiscale, arrivando a sfiorare i
313 miliardi di euro di imponibile non dichiarato. In base alle rilevazioni di
Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani - effettuate attraverso il
monitoraggio dello Sportello del Contribuente, ad aprile il calo di fiducia dei
contribuenti italiani è stato dell'1,2%: oramai solo un italiano su sei ha
fiducia nel fisco. Su 12.217 voti, 2.006 (pari al 16,42%) sono a favore del
fisco, mentre 10.211 (pari a 83,58%) contro. "Un vero e proprio boom di
votanti - fa sapere Contribuenti.it - si è registrato il 30 aprile, dopo la
violazione della privacy avvenuta con la diffusione dei dati da parte
dell'Agenzia delle Entrate, dove il sito internet è stato consultato da 213.219
contribuenti". La rilevazione di Contribuenti.it - specifica la stessa
associazione - avviene attraverso l'analisi di un campione di circa 5.000
contribuenti e misura sia la stima dei contribuenti sulla situazione corrente
che le previsioni per il futuro. E a proposito della pubblicazione sulla rete
del dati sulle denunce dei redditi è intervenuta ieri Emma Bonino: "Il
vero scandalo non è la pubblicazione online dei redditi degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è stato preso da Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica", ha detto. L'esponente
radicale ha gettato acqua sul fuoco sulle polemiche per la pubblicazione dei
dati: "Sono sconcertata per tutto questo rumore. Nel nostro paese avere 4
milioni di reddito non è reato, e del resto già sappiamo chi è ricco.
Semmai l'unica novità è l'esposizione dei redditi medi". 04/05/2008.
( da "Libertà" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
La puntata di
"Annozero" su Grillo all'esame dell'Agcom ROMA - La puntata di Annozero dedicata alla
raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata
da Beppe Grillo il 25 aprile, sarà esaminata nei prossimi
giorni dall'Agcom. Lo ha annunciato il presidente Antonio Calabrò al termine di
una giornata di polemiche e commenti su quanto accaduto giovedì su Raidue.
Nel dibattito interviene a sorpresa anche Adriano Celentano, che dal suo blog
critica i toni usati nella puntata da Vittorio Sgarbi, ma anche quelli di Beppe Grillo. Sono in molti ad
affidare ai rispettivi blog i loro commenti. Non solo Grillo,
che difende Marco Travaglio e dice no ai "killer della parola". Ma
anche Clemente Mastella, che dal suo blog parla di "due pesi e due
misure" nell'atteggiamento della Rai e del presidente Petruccioli sul
programma di Santoro. "I giornalisti che ancora danno dignità a questo
Paese con la loro voce vanno protetti dagli sciacalli di regime, dai killer
della parola. Nessuno tocchi il soldato Travaglio e chi rischia la sua vita per
noi per amore di verità", afferma Grillo. Il
comico pubblica e prende spunto da una lettera di Sonia Alfano, figlia di Beppe Alfano, ucciso dalla mafia nel 1993. Sgarbi replica:
"Grillo mi chiama killer della parola perché
svelo l'esistenza di una imboscata e rompo così il loro subdolo giochetto di
squadra. Vorrei chiedere al compagno Travaglio come mai si occupano di Biagi e
nessuno di loro ha levato una voce per Gigi Moncalvo". A bacchettare
entrambi ci pensa Celentano, che critica Sgarbi per aver offeso Marco
Travaglio, che al contrario del critico "parlava in modo pacato e
educato". Ma Celentano punta il dito anche contro "la
scorrettezza" di Grillo nei confronti di Umberto
Veronesi. Mastella chiede dove fossero gli "autorevoli garantisti" di
oggi, quando la trasmissione di Raidue era protagonista di quello che l'ex
Guardasigilli definisce un "massacro mediatico contro me e la mia
famiglia", mentre per Di Pietro la decisione del presidente Rai di
richiamare Santoro è "sconcertante. Un richiamo era necessario, ma per
Sgarbi che ha insultato senza ragione e continuamente le persone presenti, che
non hanno reagito, e ha dichiarato il falso sui contributi al Giornale e sul
licenziamento di Enzo Biagi". A suo avviso Petruccioli "non ha
ritenuto di dover sottolineare la denuncia di Grillo
sulla illegittimità di Rete4 sancita dalla corte di Giustizia Europea che
costerà ai contribuenti italiani più di 300 milioni di euro. Questa si chiama
censura". Per Arturo Iannaccone del Movimento per l'Autonomia, "l'uso
arbitrario e indecente della tv di Stato al quale abbiamo assistito non è degno
di un Paese civile". Luca Romagnoli (Fiamma Tricolore) parla di
"gogna mediatica indegna del servizio pubblico". Per Luca Volontè
(Udc), "la Rai deve prendere provvedimenti esemplari e valutare se i costi
degli stipendi di Santoro e Co. sono opportuni rispetto al disservizio pubblico
che fornisce". 04/05/2008.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
04-05-2008)
Argomenti: Grillo
LUTTO 04-05-2008
Lettere al direttore lettere@gazzettadiparma.net Gazzetta di Parma via Mantova,
68 - 43100 Parma I redditi di Beppe Grillo
Caro direttore, il ministro delle Finanze Vincenzo Visco (finalmente ormai ex)
facendo pubblicare sul sito dell'Agenzia delle entrate i redditi dei cittadini
italiani (anno 2005) ha fatto l'unica cosa giusta e seria in due anni di
governo Prodi. Se non altro abbiamo scoperto i tanti fustigatori all'italiana, come il comico Beppe Grillo
(comico in tutti i sensi), che aveva un "piccolo" reddito di circa
4.400.000 euro alla faccia dei suoi sostenitori da 1.000 euro al mese. Il Grillo appena lo ha saputo è "dato
giù di testa" (parola che lui spesso ama dire agli altri) e si è
infuriato, lo credo bene, perché molti dei suoi estimatori ritenevano che
facesse solo beneficenza. D'altra parte è il falso puritano, il
disonesto che teme la trasparenza e non certamente il contribuente fedele e
corretto, anche se ha un reddito con molte cifre: l'importante è che paghi le
tasse in base ai suoi veri redditi, e non faccia credere di essere un
benefattore con pochi euro in tasca per farsi osannare. Mario Bertoli Parma, 2
maggio Redditi on line e lotta all'evasione Caro direttore, la gran schermaglia
apertasi sulla liceità, o meno, di pubblicare su Internet i redditi degli
italiani rischia di oscurare la sostanza del problema. Che era, e resta, la lotta
all'evasione (quella vera). Esaurite le polemiche sul nostro voyeurismo
fiscale, lasciati al proprio triste destino le migliaia di "grillini"
tramortiti dalla scoperta dei guadagni non proprio francescani del loro
"Robin Hood" senza macchia e senza paura, e ripulito il campo dalle
scorie dei "dispetti" (veri o presunti) della gestione Visco,
occorrerà in qualche modo ripartire. Magari, facendo sì che in Italia il fisco
la smetta di giocare al "braccio violento" dello Stato buono solo a
terrorizzare i contribuenti onesti. Per dedicare più tempo ed energie ai non
pochi acclarati "ricchi" (e non mi riferisco in questo caso ai Vip
dello spettacolo e dello sport) che non si fanno scrupoli di dichiarare redditi
inferiori a quelli di una colf filippina o di una badante moldava appena
sbarcate in Italia. Pino Agnetti Parma, 3 maggio Socialismo in caduta libera
Caro direttore, l'ondata di fuga dalla sinistra innestata da Berlusconi con la
sua trionfale vittoria alle nostre elezioni si è propagata alla Gran Bretagna dove
alle elezioni amministrative il Partito Laborista, che possiamo definire più o
meno equivalente del nostro Partito Democratico, ha subito una sconfitta di
rilevanza storica crollando addirittura al terzo posto superato anche dai
liberaldemocratici, cosa mai successa prima. Che il mondo si sia rinsavito e
che la gente finalmente abbia capito, tanto per sintetizzare, che il socialismo
diffonde il malessere mentre il liberismo promuove il benessere diffuso?
Speriamo sia la volta buona. Roberto Castellano Salsomaggiore, 3 maggio
Sistemate la tangenziale Signor direttore, sono una ragazza che ogni giorno
percorre il tratto della tangenziale da via Venezia fino all'uscita dopo
l'aeroporto e viceversa, questo due volte all'andata e due volte al ritorno.
Spessissimo, in direzione Reggio Emilia ho dovuto rallentare appena dopo lo
svincolo per andare in via dei Mercati ed aeroporto in quanto appena dopo aver
passato il ponte della tangenziale ci sono delle buche veramente terribili,
sono andata dal gommista, ha trovato un cerchione dell'auto crepato e i
pneumatici usurati proprio da queste buche. Possibile che una città come Parma
abbia una tangenziale del genere? Il signor sindaco dovrebbe percorrerla lui,
così si renderà conto in che degrado ha la città che lui sta governando! Spero
tantissimo che prendano provvedimenti in merito in quanto non ho assolutamente
intenzione di cambiare altre 4 gomme causa l'asfalto della tangenziale così
sconnesso, ci sono delle buche quando piove che sembrano laghetti, mancano solo
le papere e i cigni. Caro sindaco, anche se presumo sia di competenza Anas,
almeno lei ci metta una buona parola. Lettera firmata Parma, 3 maggio
Scriveteci su Internet La "Gazzetta" è su Internet. E' attivo un
indirizzo di posta elettronica al quale i lettori possono inviare le loro
lettere al giornale. L'indirizzo di E-mail è il seguente:
lettere@gazzettadiparma.net Verità sulla Divisione Acqui Gentile direttore,
leggo in una lettera a lei indirizzata il 26 aprile che "l'associazione
nazionale Acqui è preoccupata" perché ad Acqui si è proceduto alla nomina
di alcuni giurati dell'omonimo Premio evidentemente non di suo gradimento non
essendo "allineati " al pensiero della Sinistra che - come ha
onestamente riconosciuto l'assessore alla Cultura della Regione Piemonte Gianni
Oliva - ha "sovrinteso" a tutte le precedenti edizioni. Evidentemente
a detta Associazione - che tra l'altro presenta la grave anomalia di essere
presieduta dalla figlia di un Caduto non a Cefalonia e nemmeno facente parte
della divisione "Acqui" - piacciono le "ricostruzioni" dei
fatti datate ed ormai superate dalla documentazione successiva che ne ha
smentito gli aspetti essenziali - come quello del macroscopico numero di Morti
o del "referendum" della truppa posto nel nulla dall'ordine di
resistere inviato al generale Gandin dal Comando Supremo - sui quali si è
edificato un Mito ormai scaduto di validità (come ho dimostrato nelle mie
pubblicazioni e nel mio sito cefalonia.it), checchè ne dicano i personaggi di
cui sopra - aventi la pretesa di "rappresentare" tutti i Caduti e
tutti i loro congiunti - in una con la Sinistra che li ha sempre sostenuti ed
ora finalmente sta mostrando la corda. Naturalmente mi rendo conto che nelle
ricostruzioni storiche i miti e le leggende sono i più duri a morire ma il
tempo - da quel galantuomo che è - sta man mano dando ragione non tanto a me
che sono un semplice tramite ma alle esatte ricostruzioni storiche emergenti
dalla documentazione da me rinvenuta che per decenni era stata tenuta sotto
chiave dalle Forze Armate per il timore che la cruda realtà venisse alla luce.
L'ora di riesaminare "criticamente" la vicenda, anche alla luce delle
oneste dichiarazioni del presidente Napolitano che a Cefalonia il 25 aprile
2007 non volle di proposito fare numeri o entrare in polemiche su personaggi
equivoci di essa, si avvicina sempre più e cercare di rimandarla confidando
ancora nell'aiuto dei potenti - come fa detta Associazione - è solo un penoso
espediente destinato a fallire miseramente. Avv. Massimo Filippini (Orfano di
un Caduto veramente fucilato a Cefalonia) Parma, 2 maggio Il canale di
Roncopascolo Egregio direttore, approfitto della precedente lettera del signor
Maurizio Del Ferro di San Prospero sulla questione zanzara tigre, per segnalare
identica situazione anche qui a Roncopascolo. Infatti nei fossi di strada
Chiesa ristagna da tempo acqua meleodorante, habitat ideale per le zanzare.
Naturalmente il riferimento è sempre pretestuoso e sottintende la
considerazione: mi sembra di intuire una certa predisposizione da parte
dell'amministrazione a non avere la stessa considerazone per le zone
periferiche rispetto a quelle centrali (senz'altro bene ammini-strate).
Dimenticavo... Quest'anno mi arrivata da pagare la tassa del Consorzio di
Bonifica che dovrebbe tenere in ordine fossi e canali? Da cittadino mi sento un
po' preso per i fondelli. Marzio Raineri Roncopascolo, 3 maggio.
( da "Repubblica.it" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
CIRCA mezzo secolo
fa - forse qualcuno ancora se lo ricorda - Mina lanciò una canzone che diceva
così: "Renato Renato Renato/così carino così educato". Mi è tornata in
mente ascoltando il discorso del neo-presidente del Senato, Renato Schifani,
che fino a pochi giorni fa era soprannominato "iena ridens" per la
sua capacità di ripetere i voleri del Capo e i suoi truculenti insulti al
popolo di sinistra con un ghigno sul volto che non presagiva nulla di buono.
Oggi si è trasformato: così carino così educato. La canzone di Mina gli si
attaglia perfettamente. E si attaglia anche a Gianfranco Fini, neo-presidente
della Camera, e a Gianni Alemanno, neo-sindaco di Roma. Le loro movenze sono
diverse da quelle di Schifani, hanno un pizzico di volontà di potenza in più e
un maggior orgoglio di sé. Non sono - oggi come ieri - lo scendiletto del Capo,
hanno un loro partito, una loro provenienza, una loro storia (anche se poco commendevole)
dietro le spalle. Ma anche loro "governano per tutti i cittadini"
anche se non per conto e in nome di tutti. Anche loro promuoveranno i talenti
al di sopra degli steccati partigiani. Anche loro insomma non sono più politici
politicanti ma statisti governanti. C'è da credervi? Io penso di sì, c'è da
crederci. Del resto non si è mai visto in democrazia qualcuno che, arrivato al
potere sulla base del libero voto popolare, si metta a proclamare che lo userà
per favorire la sua parte. Non lo fece neppure Mussolini dall'ottobre del '22
al gennaio del '25. Aveva vinto le elezioni, sia pure con una porcata di legge,
e aveva formato un governo di coalizione con dentro vecchi cattolici e ancor
più vecchi moderati. Poteva fare, come disse, dell'aula sorda e grigia di
Montecitorio un bivacco di manipoli, ma lo fece soltanto due anni dopo sulla
scia del delitto Matteotti. La dittatura rompe le regole della democrazia e
rende inutile l'ipocrisia. Il Parlamento fu abolito, i partiti dissolti salvo
il suo che fu identificato con lo Stato, la libera stampa
mandata in soffitta, come ha auspicato Beppe Grillo e le
centinaia di migliaia dei suoi seguaci paganti nel "Vaffa-day" del 25
aprile. Questa volta le cose non andranno così per molte ragioni. Il mondo è
globale, l'economia è globale, la cultura è globale, le informazioni sono
globali e anche il commercio è globale. L'Italia è una regione
dell'Europa. La nostra moneta è quella europea. Una dittatura totalitaria oggi
è impensabile in Europa e in Occidente. E poi la classe dirigente del
centrodestra non ha alcuna somiglianza con lo squadrismo diciannovista. Perciò
quel pericolo non c'è. Ce ne sono altri che possono suscitare serie
preoccupazioni. * * * I marxisti spiegavano la storia dei popoli attraverso il
rapporto tra le forze produttive e le istituzioni chiamando le prime
"struttura" e le seconde "sovrastruttura". Lo ricorda
Giorgio Ruffolo nel suo bellissimo libro "Il capitalismo ha i secoli
contati" che è la più lucida ricostruzione della globalizzazione che
stiamo vivendo e dei fenomeni che l'hanno preceduta. Tra la struttura e la
sovrastruttura non esiste un rapporto di automatica determinazione come
pensavano rozzamente i marxisti militanti del secolo scorso. C'è invece una
continua interazione, un reciproco condizionamento. Io credo che l'emergere
elettorale del centrodestra e la rivoluzione parlamentare che ne è seguita
siano state largamente determinate dal nuovo atteggiarsi strutturale delle
forze produttive, lo sgretolarsi dei tradizionali blocchi sociali, la scomparsa
delle classi, il frazionarsi degli interessi fino alla loro completa
polverizzazione. Questo mutamento strutturale spiega anche la nascita del
partito "liquido" dei democratici, la sconfitta del partito cattolico
come arbitro centrista che era nel disegno di Casini, infine l'affondamento
della sinistra massimalista. Il comportamento più strano, ai confini
dell'assurdo, è stato proprio quello della sinistra radical-massimalista, che
ha attribuito a Veltroni la sua scomparsa e ha punito con il voto e con
l'astensione Rutelli per castigare il leader democratico. Per gli ultimi
marxisti militanti è un errore squalificante non rendersi conto che le
strutture negli ultimi quindici anni sono completamente cambiate ed hanno
determinato una rivoluzione sovrastrutturale. La sinistra radicale, le sue
ideologie, i suoi slogan, la sua organizzazione politica galleggiavano sul
vuoto che essa stessa aveva ulteriormente aggravato segando l'ultimo ramo che
ancora la sosteneva e cioè l'operatività del governo Prodi. Il loro stupore per
la scomparsa del loro mondo, quello sì, è stupefacente e direi senza appello:
chi ha smesso di pensare smette di vivere. Questo è accaduto, con buona pace di
Sansonetti, direttore del più assurdo (e come tale utile) giornale oggi in circolazione.
* * * L'ascesa al potere del triumvirato Berlusconi, Bossi, Fini-Alemanno, che
si completa in quadrumvirato con l'inevitabile cooptazione del siciliano
Lombardo, si fonda su una precisa ideologia, sì, riemerge l'ideologia, è un
fatto nuovo del quale è bene prendere atto. Chi l'ha declinata meglio di tutti
è stato Fini nel suo discorso alla Camera dei deputati. Si basa sulle radici
cristiane, anzi cattoliche, sulla condanna del relativismo, sull'esistenza
d'una verità assoluta e sulla morale che ne deriva. Sulla tolleranza (relativa)
delle altre culture a discrezione del Principe. Sulla protezione e la sicurezza
dei cittadini per mettere in fuga la loro insicurezza. Sulla convivenza tra il
potere forte dello Stato e la società federale. Berlusconi rappresenta il
vertice del Triumvirato-Quadrumvirato: un tavolo a tre gambe, un triangolo
retto che è sempre uguale a se stesso su qualunque lato venga poggiato perché
il bello del populismo consiste nella ubiquità di Berlusconi, leghista,
statalista, liberista, per naturale e plurima vocazione. Perciò, salvo errori o
malasorte, puntare su laceranti contrasti tra i triumviri è sbagliato: c'è
trippa per tutti e anche per Grillo che dissoda il
terreno dove i triumviri semineranno e raccoglieranno. Così saranno i cinque
anni che ci aspettano. Buon pro ci faccia. Ma dunque non c'è niente da fare? Al
contrario, penso che ci sia moltissimo. * * * Una volta tanto provo a
descrivere il Partito democratico in negativo, cioè per quello che non è. Un
modo come un altro per disegnarne un profilo identitario. Non è il partito
dell'ideologia assolutista. Non è un partito con radici cattoliche o comunque
religiose. Non è un partito liberista. Non è un partito classista. Non è il
partito dello Stato forte. Non è un partito protezionista. Quindi: è un partito
laico e non ideologico, liberal-democratico, costituzionale di questa
Costituzione e dei suoi principi fondativi. Non trasformista ma disponibile a
partecipare - se potrà - all'elaborazione delle riforme istituzionali. Vuole un
libero mercato nutrito di libera concorrenza, con regole efficaci e istituzioni
capaci di farle rispettare. Un partito con una sua visione nazionale nel quadro
di un'Europa federale. Così sembra a me che debba essere. Nell'idea originaria
Veltroni ha puntato su una forma che fu definita "liquida", poggiata
sul popolo delle primarie. Questa formula, che anche a me sembrava utilmente
innovativa rispetto alla tradizionale forma-partito, si è invece rivelata
inefficace. L'esperienza della campagna elettorale ha dimostrato che le
primarie sono uno strumento selettivo utile ma non l'ossatura di un partito che
deve vivere sul radicamento territoriale. C'è bisogno d'una struttura militante
e identificata con gli interessi del territorio e di un vertice solido e
plurimo che indichi le priorità e i mezzi disponibili per attuarle. Che non sia
casta ma rappresentanza. Locale ma con visione nazionale. Il Partito
democratico rappresenta il solo sbocco politico possibile della sinistra
italiana e deve perseguire quest'obiettivo. Rappresenta il solo sblocco
possibile dei cattolici adulti, che abbiano intensi sentimenti di fede e non di
idolatrie o di calcoli politicanti. Questi cattolici sono minoranza tra i tanti
battezzati indifferenti e ruiniani? Ma i cattolici veri, quelli di fede e di
responsabilità personale, sono sempre stati minoritari, quello è il loro vanto
e la loro dignità religiosa così come lo è per i laici non credenti ma
rispettosi del sacro e delle sue non idolatriche manifestazioni. Ricordo qui
una lezione di Ugo La Malfa: impegnò la sua vita politica per cambiare la
sinistra di cui si sentiva parte, per cambiare la Democrazia cristiana con la
quale fu alleato e per cambiare il capitalismo italiano trasformando gli
imprenditori in una consapevole borghesia. Secondo il mio modo di vedere il
Partito democratico deve farsi portatore di analoghe e alte ambizioni che sono
al tempo stesso culturali sociali e politiche. Il riformismo di centrosinistra
in un paese come il nostro è minoritario. Lo è sempre stato ma ha, deve avere,
vocazione maggioritaria. Del resto le grandi trasformazioni sono sempre state -
e non solo in Italia - realizzate da minoranze che seppero operare nel senso
della storia programmando il futuro, rappresentando il paese vitale e responsabile,
consapevole dei difetti, dei limiti e delle virtù degli italiani. Un gruppo
dirigente coeso e non castale può e dev'essere animato da una grande ambizione.
La sconfitta è stata dura, gli errori ci sono stati. Ambizione, non vanità.
Dialogo, non trasformismo. Pragmatismo, non improvvisazione. C'è molto da fare.
(4 maggio 2008.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Divampa la polemica
dopo la condanna di Petruccioli. Celentano bacchetta Grillo e Sgarbi Annozero sotto la lente
del Garante Pressing sulla Rai per sanzioni a Santoro, ma Di Pietro lo difende
LUCIA VISCA ROMA. Dove non è riuscito Beppe Grillo, ha
provveduto Michele Santoro. Il flop mediatico del V-day contro i giornalisti
indetto per il 25 aprile è diventato argomento di rissa l'altra sera ad
Annozero, su Raitre. Una trasmissione al calor bianco, durante la quale
tutti si sono schierati contro tutti. Vittorio Sgarbi contro Marco Travaglio e
viceversa. Si sono visti e sentiti diluvi di accuse, negli spezzoni trasmessi
del V-day, per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E, in
trasmissione, per Umberto Veronesi, scienziato e testimone vivente della
battaglia contro il cancro. Risultato immediato, il presidente della Rai
Claudio Petruccioli chiede scusa al posto di Santoro, tutti gridano alla
censura. Conseguenza, Corrado Calabrò, presidente dell'Agcom, il Garante cioè
per le comunicazioni, visionerà la puntata per valutare se è stato leso qualche
diritto. La durezza della puntata e delle polemiche che ne sono scaturite ha
acceso una discussione sulla censura che, primi fra tutti, chiama in causa i
giornalisti. Il segretario della Federazione della stampa Franco Siddi è
intervenuto per chiamare a una rilessione sui talk show. "E' giusto dare
spazio ai comici che fanno politica - ha detto - ma questo non significa
amplificare volgarità e offese". Non è un invito alla censura, anzi.
Piuttosto un appello a "tornare a un'informazione seria, senza risse e
toni esasperati". Eppure i toni continuano ad alzarsi. Come la levata di
scudi del Partito della libertà, e di tutta la destra, soddisfatti
dall'intervento di Petruccioli ma determinati a ottenere immediati
provvedimenti contro Michele Santoro accusato di aver animato una "gogna
mediatica". Che, a sorpresa, è stato difeso ieri perfino da Adriano
Celentano che ieri, nel suo blog, ha bacchettato tutti, da Grillo
a Travaglio. L'unica cosa che non ha digerito Celentano sono stati gli insulti
a Umberto Veronesi (ribattezzato nella trasmissione "cancronesi"). La
coda su internet della trasmissione di Santoro per la prima volta ha
trasformato una trasmissione televisiva in una sorta di piazza multimediale
interattiva. In molti hanno affidato le loro considerazioni su Annozero alla
rete, a cominciare da Grillo per finire a Clemente
Mastella che ha trovato l'occasione per chiedere, in tono retorico, "dove
erano i garantisti quando massacravano me". Beppe
Grillo, cambiando posizione rispetto al V-Day, ha
preso in qualche modo le difese dei giornalisti "che danno ancora una
dignità a questo Paese con la loro voce". Secondo il comico genovese
"vanno protetti dagli sciacalli di regime, dai killer della parola.
Nessuno tocchi il soldato Travaglio e chi rischia la vita per noi per amore
della verità". Su un blog, quello che tiene nel sito dell'Italia dei
valori, è intervenuto anche Antonio Di Pietro, difendendo Grillo
che, a suo dire, denuncia problemi veri anche se con toni da palcoscenico. E
velatamente accusanto il presidente Napolitano di "non occuparsi
dell'informazione".
( da "Blogosfere" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Mag
08 4 Grillo, Napolitano, Santoro, Travaglio: entriamo nel merito...
Pubblicato da Claudio Alberti alle 09:58 in Istituzioni Se in RAI fa scandalo
lo spezzone del comizio di Beppe Grillo al V2Day del
25 aprile contro il presidente della Repubblica Napolitano, io lo metto sul
web, e chiarisco: la polemica contro Santoro e il suo Anno Zero è tutta
strumentale,
con il ritorno al Governo di Berlusconi (e di Raidue in tutto e per tutto a uno
dei partiti governativi) vogliono logorarlo. La differenza sarà che stavolta, a
sinistra, non ci sarà nessuno a difenderlo, perché negli ultimi due anni il
giornalista campano ha attaccato tutti;il Quirinale non è servo dei partiti, ma
deve sempre tenere conto del Parlamento. Questa è la Costituzione;uno dei
motivi per cui è caduto Prodi è stato proprio il referendum, che i partiti
piccoli non volevano;dire che bisognava fare prima il referendum e poi le
elezioni non vuol dire niente: la consultazione avrebbe dovuto esserci in
estate, poi bisognava fare la legge, poi sciogliere le Camere, ecc. Si sarebbe
votato a fine anno, se fosse andata bene (perché dopo l'estate si comincia a
parlare sempre di Finanziaria, non di elezioni). Quale Governo avrebbe gestito
tutto questo periodo? Ricordo che Prodi era stato sfiduciato e il mandato
esplorativo a Marini era stato un buco nell'acqua;la vicenda dimostra ancora
una volta l'inutilità dell'ordine dei giornalisti.
( da "Blogosfere" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Mag 08 4 2008: Tutti
i consiglieri eletti, Municipio per Municipio (XVI Mun) Pubblicato da Claudio
Alberti alle 09:50 in Municipi Presidente: Fabio Bellini Consiglio: Partito
Democratico: Francesco Antonio Geraci, Luigi Munini, Cristina Maltese, Roberto
Baldetti, Luca Lanzetti, Tiziana Capriotti, Raffaele Scamardì, Giacinto
Maurizio Laruccia, Daniela Cirulli, Fabio Bomarsi, Leonardo Massimo Degni. La
Sinistra L' Arcobaleno: Massimiliano Ortu. Italia dei Valori: Mariano Deidda. Lista Civica per Rutelli: Vincenzo Guido. Pdl: Beatrice De Bono,
Antonio Aumenta, Marisa Barbieri, Gianni De Lucia, Maria Tiziano, Marco
Fioravanti, Paride Alampi, Marco Giudici. Udc: Andrea Pennacchi. Amici di Beppe Grillo: Marco Giustini.
( da "Blogosfere" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Mag 08 4 2008: Tutti
i consiglieri eletti, Municipio per Municipio (V Mun) Pubblicato da Claudio
Alberti alle 09:34 in Municipi Presidente: Ivano Caradonna Consiglio: Partito
Democratico: Carmine Farcomeni, Antonio Sansalone, Massimiliano Marcucci,
Andrea Acchiardi, Alessio Vella, Emiliano Sciascia, Tommaso Colapietro, Roberto
Chiappini, Claudio Fanasca, Fabio Marconi, Lorenzo Marino. La Sinistra L'
Arcobaleno: Fabrizio Donati. Italia dei Valori: Francesco
Paolo Pantano. Lista Civica per Rutelli: Viviana Donato. Pdl: Giovanni Marconi,
Roberto Santoro, Dino Bacchetti, Pierluigi Sapia, Giorgio Sperandio, Andrea
Mosti, Fernando Potasso. Udc: Domenico Stasolla. Amici di Beppe Grillo: Marco delle Cave.
( da "Corriere Adriatico" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Aguzzi polemizzaanche
con la sinistraradicale chenell'ultimo Consiglioprovinciale non hacondiviso il
votosulla strada delle barche Il sindaco ribadisce il rifiuto del patrocinio
"Gli amici di Beppe Grillo
sono una forza politica" FANO - Ancora una "botta" del sindaco
in risposta ai grillini che si sono lamentati perchè il Comune ha rifiutato il
patrocinio al convegno con la presenza di Salvatore Borsellino, fratello del
magistrato ucciso dalla mafia, collega di Giovanni Falcone, che si svolgerà il
prossimo 9 maggio alle 21 nella sala di Santa Maria Nuova, con il titolo
"Cultura della giustizia". Come è noto il sindaco aveva motivato il
rifiuto con il pretesto che la richiesta proveniva da una forza politica, per
cui il patrocinio, secondo una norma che viene applicata a tutte le forze
politiche, non era ammissibile. In risposta gli amici di Beppe Grillo avevano negato che la loro fosse una forza politica, non
essendosi l'associazione fanese presentata ad alcuna competizione elettorale.
Alla contestazione oggi il sindaco ha ribadito che lo stesso Beppe Grillo ha dichiarato che i suoi "amici" presenteranno liste
civiche in tutti i Comuni d'Italia. "Esponenti degli amici di Beppe Grillo ha osservato ancora il
sindaco si sono presentati nelle ultime elezioni in Sicilia, a Roma e in altri
Comuni, quindi difficilmente essi possono rifiutare l'etichetta di forza
politica. Il rifiuto del patrocinio non è legato a questioni di opportunità,
dato che esso su richiesta, viene regolarmente concesso a tutte le associazioni
cittadine, ma soltanto alla natura degli "Amici di Beppe
Grillo" da considerarsi in tutto per tutto come
una forza politica e dato che tale essi debbano ritenersi vengono considerati
alla stregua di tutti gli altri componenti dei partiti, sia di maggioranza che
di opposizione". Il sindaco Stefano Aguzzi poi ha censurato severamente
l'astensione dal voto delle forze politiche della sinistra radicale in
Provincia, sulla realizzazione della strada delle barche, uno dei principali
volani della nostra economia, richiesta dal settore della cantieristica che
contribuisce in maniera determinante con il suo vasto indotto all'occupazione
del territorio. "Verdi, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani si
sono infatti astenuti dal voto ha notato Aguzzi - dichiarando sbagliata la
realizzazione dei cantieri nella zona industriale di Bellocchi, al posto delle
aree portuali, dimenticando che al porto aree disponibili non esistono. In
realtà delocalizzare le aziende fanesi significa portarle ad Ancona".
M.F.,.
( da "Corriere Adriatico" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
E a sorpresa ieri sul
suo blog è intervenuto anche Celentano Annozero, ancora polemiche L'Agcom
esaminerà la puntata ROMA - La puntata di Annozero dedicata alla raccolta di
firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile, sarà
esaminata nei prossimi giorni dall'Agcom. Lo ha annunciato il presidente
Antonio Calabrò al termine di una giornata di polemiche e commenti su quanto
accaduto giovedì su Raidue. Nel dibattito interviene a sorpresa anche Adriano
Celentano, che dal suo blog critica i toni usati nella puntata da Vittorio
Sgarbi, ma anche quelli di Beppe Grillo. Sono
in molti ad affidare ai rispettivi blog i loro commenti. Non solo Grillo, che difende Marco Travaglio e
dice no ai 'killer della parola'. Ma anche Clemente Mastella, che dal suo blog
parla di 'due pesi e due misure' nell'atteggiamento della Rai e del presidente
Petruccioli sul programma di Santoro. "I giornalisti che ancora
danno dignità a questo Paese con la loro voce vanno protetti dagli sciacalli di
regime, dai killer della parola. Nessuno tocchi il soldato Travaglio e chi
rischia la sua vita per noi per amore di verita", afferma Grillo, che l'altro ieri non è intervenuto nelle polemiche
sollevate da Annozero.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
BOSARO Benettazzo
parla della crisi economica Il circolo culturale "Gran Guardia" e
l'associazione "Ares" ospiteranno mercoledì 7 maggio Eugenio
Benettazzo, il "Beppe Grillo
dell'economia" che parlerà su: mutui, prestiti, banche aspettando un nuovo
1929". Moderatori dell'incontro che si terrà, a partire dalle 19.30, al Cavaliere
di Bosaro, saranno Ennio Boschetti e Andrea Bimbatti. Benettazzo è stato
battezzato il "Beppe Grillo dell'economia" per il suo
modo di esporsi, irriverente e dissacratore, caratterizzato da
un'analisi lucida e critica senza eguali, basata sulla radiografia e
l'evoluzione dell'attuale scenario economico planetario. Dopo il successo del
primo saggio economico "Duri e Puri" è seguito l'altro successo
"Best before" (Preparati al peggio). Per la serata polesana
Benettazzo ha promesso che presenterà materiale inedito. Per informazioni e
prenotazioni telefonare 340/6056601.
( da "Stampa, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
IL PRESIDENTE
GIOVEDÌ MATTINA A TORINO PRIMA DELLE CONSULTAZIONI PER IL NUOVO GOVERNO
Sondaggio Fiera, solo un blitz per Napolitano Inaugurazione mordi e fuggi E a
Librolandia arriva anche Grillo Israele a Torino l'82%
degli italiani si dice favorevole [FIRMA]GIOVANNA FAVRO TORINO Avrà non i
minuti, ma i secondi contati, il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano, nella sua visita a Torino per inaugurare, alle 10 di giovedì, la
Fiera del Libro. Nel pomeriggio sarà impegnato nelle consultazioni per la formazione
del governo, e resterà al Lingotto appena un'ora e mezzo. Però ha ribadito la
sua volontà di esserci, nell'anno in cui Librolandia è sotto i riflettori del
mondo (ma anche al centro di polemiche) per la presenza di Israele come ospite
d'onore. E mentre gli organizzatori cronometrano il percorso del presidente tra
gli stand, si preparano imponenti misure di sicurezza e continuano ad infuriare
venti di protesta. Il Capo dello Stato ha espresso il desiderio di incontrare
nel suo cammino al Lingotto degli studenti, e il presidente della Fiera Rolando
Picchioni, da giorni impegnato in vertici su sicurezza e cerimoniale, lavora
per contemperare la necessità di proteggere Napolitano dalla folla con la
volontà di non blindare la rassegna consentendo il consueto, gioioso assalto
alle biglietterie fin dall'inaugurazione. Il percorso del presidente doveva
essere di
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Annozero, Santoro
nel mirino del Garante ELENA ROMANAZZI Roma. La trasmissione di Michele Santoro
finisce nel mirino dell'Agcom. Il presidente dell'Autorità garante per le
Comunicazioni, Corrado Calabrò, ha annunciato che l'ultima contestatissima
puntata di "Annozero" verrà esaminata nei prossimi giorni. La
questione è delicata: "C'è da una parte - spiega - l'articolo 21 della
Costituzione che garantisce la libertà di espressione del pensiero, dall'altra
c'è l'articolo 2 che tutela i diritti inviolabili della persona che non devono
essere lesi, vilipesi, scherniti semplicemente così, per fare scalpore, audience.
La conciliazione di questi due opposti è cura, dovere, impegno di ogni
giornalista". Sarà una settimana difficile per Santoro. Il direttore
generale della Rai, Claudio Cappon, avrebbe già convocato per martedì prossimo
Santoro per avere spiegazioni in vista del Cda del giorno dopo. Il clima è
arroventato. La dura presa di posizione del presidente della Rai, Claudio
Petruccioli, non potrà non avere delle conseguenze. Nel dibattito su
"Annozero" interviene a sorpresa anche Adriano Celentano che dal suo
blog critica i toni usati nella puntata da Vittorio Sgarbi ("ha offeso
Travaglio usando parole inopportune") e da Grillo
("scorretto nei confronti di Veronesi"). E sempre dal blog, Grillo difende Marco Travaglio e dice no "ai killer
della parola". Anche Clemente Mastella sceglie il suo blog per attaccare
sia Santoro che Petruccioli: "Dove erano gli autorevoli garantisti di oggi
quando il signor Santoro e Vauro hanno massacrato me e la mia famiglia per un
anno intero? Di fronte a tante infamie ho ascoltato solo assordanti silenzi e
tanta solitudine". I consiglieri d'amministrazione della Rai meditano sul
da farsi. Giuliano Urbani è in piena sintonia con Petruccioli: "Non è la
prima volta che ad Annozero succedono certe cose, ne avevamo parlato tante
volte. Santoro è tecnicamente efficace, da certi punti di vista eccellente ma
ha una visione soggettiva del servizio pubblico che nessuno si deve permettere,
perché la Rai è di tutti e per tutti". Dunque, aggiunge, se non si seguono
le regole uno si fa "una tv privata o va su Youtube". Sandro Curzi
avverte: "Nessuno pensi di estromettere Santoro dai palinsesti". Ma
contestualmente critica l'impostazione della puntata: "Da direttore avrei
dato spazio anche io al fenomeno Grillo ma che il 25
aprile sembri diventare il giorno di Grillo mi sembra
eccessivo". Giovanna Bianchi Clerici getta acqua sul fuoco delle
polemiche: "Francamente questa puntata non ha scandalizzato più del
solito, mi è sembrata in linea con quanto già accaduto altre volte".
Gennaro Malgieri attacca: "La trasmissione si commenta da sola: lo squallore messo in onda riportando acriticamente brani del
plurimilionario, in euro, Beppe Grillo, dà
il senso dell'arroganza e della protervia di alcuni personaggi che si ergono a
moralisti e rappresentano, invece, soltanto il proprio narcisismo". Diviso
il mondo politico. Antonio Di Pietro non condivide il richiamo di Petruccioli e
lo considera "sconcertante". Luca Volontè dell'Udc si aspetta
"provvedimenti esemplari" e chiede al governo dell'azienda di valutare
"se i costi e gli stipendi di Santoro e Co. sono opportuni rispetto al
disservizio pubblico che fornisce". Franco Siddi, segretario della Fnsi,
invita alla moderazione: "È forse arrivato il tempo di tornare a fare una
informazione seria senza risse e toni esasperati".
( da "Stampa, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
[FIRMA]RAFFAELLO MASCI
ROMA Per capire torti, ragioni, soprusi o intemperanze durante l'ultima puntata
di "Annozero" dedicata alla raccolta di firme per
i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile, scenderà in campo l'Autorità garante per le
comunicazioni. Lo ha annunciato il presidente Antonio Calabrò al termine di una
giornata di polemiche e commenti affidati a molti blog. Grillo, sul suo, difende Marco Travaglio
e dice no ai "killer della parola". Ma anche Clemente Mastella
dal suo blog parla di "due pesi e due misure" e lamenta che nessuno
ha difeso lui quando veniva attaccato nella stessa trasmissione. Anche Adriano
Celentano si è affidato alla rete per criticare Sgarbi per aver offeso Marco
Travaglio, che al contrario del critico "parlava in modo pacato e
educato", e per aver usato termini come "pezzo di merda, faccia da
tonto: questa è tutt'altro che democrazia caro Sgarbi-parlante". Ma
Celentano punta il dito anche contro "la scorrettezza" di Grillo nei confronti di Umberto Veronesi. Il citatissimo
Sgarbi ha annunciato, a sua volta, che si appresta a passare alle carte bollate
e a querelare sia Santoro che il parlamentare dell'Idv Beppe
Giulietti. Santoro, secondo Sgarbi, potrebbe essere denunciato per vilipendio
al Capo dello Stato, con gravi conseguenze professionali, in quanto - dice
Sgarbi - "questo creerebbe a Santoro un conflitto di interesse: vi è
infatti una norma che impedisce ai diffamatori abituali di andare in
televisione". Quanto a Giulietti, dice ancora Sgarbi, "mi riservo di
valutare l'opportunità di sporgere querela nei suoi confronti, in quanto
sostiene che io avrei aggredito Biagi. Non ho aggredito nessuno, ho
semplicemente detto la verità, che è sotto agli occhi di tutti e cioè: Biagi
non è stato cacciato ma gli hanno proposto una fascia oraria diversa per il suo
programma. A quel punto egli ha rifiutato. Non sta scritto da nessuna parte che
un programma o una persona debbano sempre andare in onda alle 8 di sera.
Giulietti non deve diffamarmi". Il citato Giulietti non replica alle
minacce di querela, ma al merito della contesa sì, e la sua tesi è che il
diritto di replica per chi si senta offeso deve essere garantito (la famiglia
Biagi, il professor Veronesi), ma questo non deve indurre poi la Rai a proporre
misure disciplinari nei confronti di Santoro, in quanto "siamo sempre
stati e sempre saremo contro la via disciplinare alla comunicazione". In
questo Giulietti ha trovato il conforto nell'opinione del consigliere di
amministrazione Rai Sandro Curzi, il quale ha difeso sì il presidente
dell'azienda, ma ha anche ribadito la sua contrarietà a sanzioni nei confronti
del conduttore di "Anno zero". Dunque una lavata di capo sì, ma
niente interventi sanzionatori? Giuliano Urbani, altro consigliere Rai, non è
altrettanto indulgente: "Santoro è tecnicamente efficace, da certi punti
di vista eccellente, ma ha una visione soggettiva del servizio pubblico, che
nessuno si deve invece permettere. Altrimenti che si faccia una tv privata o
vada su you tube".
( da "Stampa, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
SGARBI DENUNCIA IL
CONDUTTORE PER VILIPENDIO. IL CDA RAI SI DIVIDE: CURZI DICE NO A SANZIONI PER
MICHELE, URBANI: VADA SU YOUTUBE Celentano bacchetta Grillo:
sei scorretto Che batosta! Non fosse bastato il nuovo '48, bell'e che servito
in due rate d'aprile, tra elezioni politiche e comunali a Roma, il primo maggio
2008 è andato in onda il funerale del '68. Meno di un milione di persone hanno
seguito in diretta su Raitre il concertone di piazza San Giovanni intitolato
alle vittime sul lavoro, ma imbastito sulla rievocazione e celebrazione del
'68. Un evento televisivamente sgonfiato proprio dalla concorrenza del volto
più celebre del "Servire il popolo" che fu, Michele Santoro. Più
"AnnoZero" di così, del resto, non si poteva vedere: la trasmissione
portava la scritta evocativa "Bella Ciao" bene in vista, per ricordare
i tempi dell'editto bulgaro contro Santoro, ma era imbastita tutta sui
vaffanculo e le gag originali di Beppe Grillo in
piazza San Carlo a Torino. Il risultato di audience non si è fatto attendere, e
pure le reazioni dei tanti che sono sconcertati dinanzi alla deriva che una volta
a sinistra avrebbero definito "qualunquista e populista", per non
parlare nemmeno della trafila di volgarità che uscivano pure negli alterchi di
Vittorio Sgarbi con Marco Travaglio. Onestamente dall'altra parte, nella
piazza di Raitre, senza questo Santoro "Grillante & Sgarbato" non
sarebbe cambiato granché, a parte l'indice d'ascolto. Il mesto concertone ha
visto un funerale in piena regola del sessantottismo. Nel lungo pomeriggio, che
ha avuto più fortuna anche con l'Auditel, il momento più significativo l'ha
improvvisato il rapper Caparezza: "Sono paranoico e ossessivo fino
all'abiura di me!" ha cantato. C'è stato pure tutto un lungo omaggio ad
Adriano Celentano, per i suoi 70 anni. E a chi non lo trovasse strano, conviene
ricordare che si tratta pur sempre del Molleggiato che ebbe il coraggio di
portare a Sanremo nel '70 "Chi non lavora, non fa l'amore", ovvero un
pugno in faccia alla sindacalizzazione che impazzava. A tirare le file
dell'evento di piazza per la tv c'era guarda caso il Rino Gaetano dello
sceneggiato, l'attore bravo-bello-rocchettaro Claudio Santamaria. E Rino
Gaetano è stata una figura-mito del disimpegno, autore nel '78 di quello
strepitoso "Nun te reggae più" che riletto oggi pare l'inno dei
Grillanti ante litteram. Insomma, l'anti-cantautore per eccellenza. Ma forse
non c'è più da stupirsi di niente, visto che le prime riflessioni critiche sul
'68, all'inizio dell'orgia mediatica sul quarantennale, le ha fatte il
cantautore per eccellenza, Francesco Guccini, e addirittura in una lunga
intervista con la rivista della nuova-nuova destra vincente, "Charta
Minuta", che fa capo alla fondazione "Fare Futuro" di Fini e
Alemanno. Sempre stando sui grandi della canzone d'autore, non si può non
notare l'altro momento più significativo del funerale televisivo del '68
celebrato appunto il primo maggio 2008 su Raitre. Il pezzo forte internazionale
del concertone è stato l'anteprima del nuovo brano di Bruce Springsteen,
"Long Walk Home", una classica ballata malinconica con un passaggio chiave
davvero notevole: il protagonista ritrova un palpito di speranza solo quando
intravede la bandiera americana ben piantata sulla pietra in un giardino.
"La bandiera che ci dice che cosa dobbiamo fare", sic. In fondo, è
l'ultimo segno di una lunga revisione critica, che ha avuto uno snodo
importante nella rivalutazione degli Anni Sessanta "contro" gli anni
da '68, per esempio con il saggio di Edmondo Berselli "Adulti con
riserva". Ma quel che è successo in tv il primo maggio segna qualcosa di nuovo
anche rispetto al nascente "sessantismo" progressista e di sinistra.
Per i sessantottini neo-movimentisti non resta che Beppe
Grillo, per gli altri che alla francese si chiamano
"sessantottan", e alla Venditti "compagni per niente",
restano le calde poltrone dei media dove rievocare con nostalgia il '68. Per
quale generazione, poi, non si capisce bene. Tant'è che Caparezza prima de
"L'abiura di me" ha voluto giocare con un cartello con la scritta 68
e girarlo per leggere altri significati. Ha fatto vedere subito che rovesciandolo
diventava
( da "Provincia di Como, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
ROMA Solo un
italiano su sei si fida del fisco. È l'ultima istantanea scattata da Contribuenti.it,
che ad aprile fotografa un crollo dell'indice di fiducia dei contribuenti
italiani, sceso al 16,42%, "minimo storico del governo Prodi".
Parallelamente è aumentata del 2,63% l'evasione fiscale, arrivando a sfiorare i
313 miliardi di euro di imponibile non dichiarato. In base alle rilevazioni di
Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani, effettuate attraverso il
monitoraggio dello Sportello del Contribuente, ad aprile il calo di fiducia dei
contribuenti italiani è stato dell'1,2%: oramai solo un italiano su sei ha
fiducia nel fisco. Su 12.217 voti, 2.006 (pari al 16,42%) sono a favore del
fisco, mentre 10.211 (pari a 83,58%) contro. "Un vero e proprio boom di
votanti - fa sapere Contribuenti.it - si è registrato il 30 aprile, dopo la
violazione della privacy avvenuta con la diffusione dei dati da parte
dell'Agenzia delle Entrate, dove il sito internet è stato consultato da 213.219
contribuenti". La rilevazione di Contribuenti.it - specifica la stessa
associazione - avviene attraverso l'analisi di un campione di circa 5.000
contribuenti e misura sia la stima dei contribuenti sulla situazione corrente
che le previsioni per il futuro. Nel frattempo si scalda anche il fronte
politico. La sinistra si schiera a difesa del viceministro. "Voglio
esprimere la mia piena solidarietà a Vincenzo Visco. Si parla tanto e si
denuncia il ruolo della "casta" e poi alla prima iniziativa concreta
che offre trasparenza a tutti i cittadini ecco che arriva l'attacco dei poteri
forti. Vergogna" ha puntato il dito Paolo Ferrero, esponente del Prc e
ministro uscente della Solidarietà Sociale. Ma la polemica del centrodestra non
si ferma. Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, chiede al leader del Pd
Walter Veltroni "una chiara presa di posizione critica. Quanto all'ultima
bravata di Visco, che ha messo on line i redditi degli italiani, questa
dimostra in modo inequivocabile che per il governo uscente i cittadini non
sono, come in tutto il resto del mondo, semplici contribuenti, ma tutti
potenziali evasori fiscali. Se questo - ha concluso l'esponente del Pdl - è il
modo con cui la sinistra cosiddetta riformista sta riflettendo sulla sua
sconfitta elettorale, non c'è da aspettarsi, almeno a breve, qualche
significativo cambiamento". Dal centrosinistra però si preferisce guardare
ad altro, a chi accusa. Così Emma Bonino si scaglia contro Beppe Grillo: "Il vero scandalo - ha detto - non è la pubblicazione
online dei redditi degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è
stato preso da parte di Beppe Grillo, vero
campione dell'antipolitica. Adesso - ha proseguito il ministro uscente -
rischiamo di avere veri professionisti dell'antipolitica".
04/05/2008.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
La prima vittima di
"Dracula" Visco è quella più inaspettata. Morsicato al collo dalla
pubblicazione dei redditi e colpito al cuore di ciò che ha di più caro (cioè le
palanche), il mito di Beppe Grillo è
venuto giù come una pera matura, anche un po' marcia. Non per l'entità della
cifra dichiarata (oltre quattro milioni), bensì per la reazione fegatosa e
vittimista che ha trasformato il Masaniello dei blog e delle piazze in un
Boselli qualsiasi che grida al complotto demoplutocratico ordito dai soliti
giornalacci al soldo di Confindustria per rovinarlo. Ci si sarebbe
aspettato da Grillo un aprroccio diverso. Del resto, i
suoi bioritmi non gli dicono bene in questo periodo come dimostra l'assurdo
attacco al professor Veronesi amplificato dal programma AnnoZero. Di fronte
alla pubblicazione dei redditi degli italiani, dal blog più affollato d'Italia
avrebbero dovuto sortire parole di plauso per un'iniziativa che più trasparente
ed egualitaria non si può. Invece, giù strilli e invettive. Forse Grillo si è scocciato perché i suoi fan hanno appreso che le
sostanze del comico prestatosi alla politica non sono inferiori ai tanti
esponenti della "casta" messi quotidianamente alla berlina dal
cabarettista genovese. Ma, in fondo, sono guadagni legittimi, non dissimili ai
tanti personaggi dello star system che spiccano nelle liste di Visco. (...)
segue a pagina 2 04/05/2008.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Lo studio Ormai solo
un italiano su sei si fida del fisco ROMA Solo un italiano su sei si fida del
fisco. È l'ultima istantanea scattata da Contribuenti.it, che ad aprile
fotografa un crollo dell'indice di fiducia dei contribuenti italiani, sceso al
16,42%, "minimo storico del governo Prodi". Parallelamente è
aumentata del 2,63% l'evasione fiscale, arrivando a sfiorare i 313 miliardi di
euro di imponibile non dichiarato. In base alle rilevazioni di Contribuenti.it
- Associazione Contribuenti Italiani, effettuate attraverso il monitoraggio
dello Sportello del Contribuente, ad aprile il calo di fiducia dei contribuenti
italiani è stato dell'1,2%: oramai solo un italiano su sei ha fiducia nel
fisco. Su 12.217 voti, 2.006 (pari al 16,42%) sono a favore del fisco, mentre
10.211 (pari a 83,58%) contro. "Un vero e proprio boom di votanti - fa
sapere Contribuenti.it - si è registrato il 30 aprile, dopo la violazione della
privacy avvenuta con la diffusione dei dati da parte dell'Agenzia delle
Entrate, dove il sito internet è stato consultato da 213.219
contribuenti". La rilevazione di Contribuenti.it - specifica la stessa
associazione - avviene attraverso l'analisi di un campione di circa 5.000
contribuenti e misura sia la stima dei contribuenti sulla situazione corrente
che le previsioni per il futuro. Nel frattempo si scalda anche il fronte politico.
La sinistra si schiera a difesa del viceministro. "Voglio esprimere la mia
piena solidarietà a Vincenzo Visco. Si parla tanto e si denuncia il ruolo della
"casta" e poi alla prima iniziativa concreta che offre trasparenza a
tutti i cittadini ecco che arriva l'attacco dei poteri forti. Vergogna" ha
puntato il dito Paolo Ferrero, esponente del Prc e ministro uscente della
Solidarietà Sociale. Ma la polemica del centrodestra non si ferma. Sandro
Bondi, coordinatore di Forza Italia, chiede al leader del Pd Walter Veltroni
"una chiara presa di posizione critica. Quanto all'ultima bravata di
Visco, che ha messo on line i redditi degli italiani, questa dimostra in modo
inequivocabile che per il governo uscente i cittadini non sono, come in tutto
il resto del mondo, semplici contribuenti, ma tutti potenziali evasori fiscali.
Se questo - ha concluso l'esponente del Pdl - è il modo con cui la sinistra
cosiddetta riformista sta riflettendo sulla sua sconfitta elettorale, non c'è
da aspettarsi, almeno a breve, qualche significativo cambiamento". Dal
centrosinistra però si preferisce guardare ad altro, a chi accusa. Così Emma Bonino si scaglia contro Beppe Grillo:
"Il vero scandalo - ha detto - non è la pubblicazione online dei redditi
degli italiani, ma l'atteggiamento che su questo tema è stato preso da parte di
Beppe Grillo, vero campione dell'antipolitica.
Adesso - ha proseguito il ministro uscente - rischiamo di avere veri
professionisti dell'antipolitica". 04/05/2008.
( da "Provincia di Lecco, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Ancora una volta ha
minacciato di far imbracciare ai suoi padani (indicati come ?martiri?) i
fucili, ancora caldi (perché ancora caldi? Non mi pare abbiano ancora sparato, per
nostra e loro fortuna) Il consiglio Caro Bossi, io ho stima di lei ma lasci
stare quei fucili Caro direttore, chi semina vento, di sovente raccoglie
tempesta! Umberto Bossi, il padre-padrone dei legaioli, ancora una volta ha
minacciato di far imbracciare ai suoi padani (indicati come ?martiri?) i
fucili, ancora caldi (perché ancora caldi? Non mi pare abbiano ancora sparato,
per nostra e loro fortuna). In attesa delle dotte (e generalmente sciocche)
interpretazione del dictatus bossiano, tal Caruso, già per vergogna dei
comunisti, deputato al Parlamento italiano, si è già detto pronto alla
guerriglia. E da costui c'è da aspettarsi di tutto! Di pazzi anche in Italia ve
ne sono tanti e ci si potrebbe aspettare che qualcuno prenda sul serio le
sparate (almeno spero siano tali) del nuovo padrone del governo (così ameno lui
si proclama), il cassanese Bossi. Temo che questo signore abbia dimenticato che
in un sistema democratico come quello ancora vigente in Italia, le battaglie
devono essere condotte con le armi del ragionamento, della dialettica, della
contrapposizione e del confronto delle idee, e non con le minacce di sparare
sull'avversario del momento. A Bossi bisognerebbe che qualcuno ricordasse che
la sinistra comunista è stata sconfitta non dalle armi (per fortuna) dei suoi
seguaci, ma dal voto democratico dei cittadini. Caro Bossi Umberto, 300 mila
martiri potenziali sono un po' tanti, non crede? Per favore, prima di parlare,
dia retta a uno che la stima e, pur non votandolo, vede con simpatia il suo movimento:
rifletta, conti fino a cinquanta e poi non parli. I suoi parafrasatori a un
certo punto non sapranno più come interpretare per il volgo il suo pensiero.
Quella sinistra, sconfitta democraticamente, non è completamente debellata, ma
cerca ogni motivo per sopravvivere e farsi paladina della democrazia (quella
popolare di sinistra memoria). Non diamole motivi perché possa gridare al
pericolo per le nostre istituzioni democratiche, salde quanto mai. Le riforme,
in particolare quella federalista, si dovranno fare in Parlamento e non a
Pontida, discutendo, mediando e non minacciando guerre civili. La Lega tenga
ben presente che i suoi delegati non rappresentano tutto il Nord, ma solo una
parte, anche se consistente e che, soprattutto, in Parlamento siedono
rappresentanti democratici di tutta quanta l'Italia. Non penso che Bossi voglia
la secessione del Nord (quale Nord, poi?). Qualora lo volesse, tenga presente
che in altre parti dell'Europa vi sono state scissioni di Stati e ciò è
avvenuto senza dover ricorrere alle armi, ma attenendosi alle leggi della
democrazia. Cordiali saluti Dr Carlo Passarotti grillo/1
Dall'alto dei suoi 4 milioni può permettersi di insultare tutti Nella
ricorrenza del 1° maggio, solito palcoscenico di sindacalisti e politici
schierati. Non poteva mancare Beppe Grillo che,
dall'alto del suo reddito annuo dichiarato superiore ai 4 milioni di $EUROuro,
può permettersi di dire le solite banalità e di insultare tutti.
Evidentemente tale atteggiamento va bene a qualcuno se è vero che il citato Grillo è lautamente pagato, gira in Cayenne, ha la Barca
(con la B maiuscola) e quant'altro. Spero vivamente che con il nuovo governo
certi personaggi spariscano dalle televisioni cosi' come Santoro e Marco
Travaglio e certe trasmissioni di parte siano oscurate: sono quanto di più
insulso si possa mettere in onda. Liberiamoci una volta per sempre di tal
infidi soggetti e forse l'informazione sarà più vivibile e corretta. Buona
giornata Marco Tettamanti grillo / 2 Non capisco perché non gradisce che si conosca
il suo reddito Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che
il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto
di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol
semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che
qua proprio "non c'è trucco e non c'è inganno", davanti a milioni di
spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra
quelli cui non va giù che si conosca l'entità del suo reddito. Gianfranco
Mortoni e.mail La riflessione Non è giusto usare quel Frate per fare pubblicità
al territorio Penoso lo spettacolo al quale viene esposta la salma del Frate di
Pietralcina, San Pio. Non sono in discussione la santificazione del Frate, sia
per le miracolose guarigioni - delle quali la scienza non sa spiegare le
ragioni - sia per le stigmate della passione di Cristo che lo hanno tormentato
per tutta la vita, sia per l'ubiquità delle sue apparizioni - accertate dai
politi dei bombardieri americani che a cinquemila metri di altezza se lo sono
visto apparire di fronte per deviarli dalla rotta di distruzione - sia per le
persecuzioni delle gerarchie ecclesiastiche sopportate con umiltà e obbedienza,
nel rispetto della Regola dell'ordine, sia le sue lotte corporee con le forze
del Male, sia per atmosfere di intrighi per invidia, gelosie e calunnie. La
regola di povertà è per l'uomo Frate non per l'ordine di appartenenza. E Padre
Pio ha costruito una unità ospedaliera con le migliori attrezzature mediche
chirurgiche, grazie alle donazioni giunte da ogni parte del mondo dato che la
sua fama di frate dispensatore di grazie aveva raggiunto ogni parte della
Terra. Lo sviluppo territoriale con alberghi, ristoranti, negozi e abitazioni
sono inevitabili conseguenze, con un indotto commerciale di tutto rispetto. La
pubblicità è l'anima del commercio. Scandaloso è usare la Salma del Santo come
testimonial commerciale. Nella storia della Chiesa ci fu un tempo che si
compravano le "indulgenze plenarie" per l'assoluzione dei peccati.
Ora si tenta di "comprare" le grazie buttando offerte nelle varie
valute nel recinto dell'urna del Santo. Gli affari son affari, quale miglior
occasione per ravvivare l'interesse al turistico pellegrinaggio a San Giovanni
Rotondo. Riportiamo alla vista dei visitatori con le fattezze del suo volto al
silicone, opera del museo delle Cere di Londra. La fede non ha bisogno di icone
pubblicitarie. L'offerta di una monetina di rame al Tempio da una donna anziana,
vergognosa per la pochezza di ciò che poteva dare, pezzi d'argento offerti con
ostentazione da un ricco mercante, quale è stata la più gradita all'Eterno? San
Pio rimane sempre il Frate Pio da Pietralcina, umile e rusticamente caparbio ma
totalmente immerso nei suoi spirituali e intimi colloqui con il Cristo della
Croce. Ed è così che il mio concetto di Fede è quello esente da esteriorità
ostentate. Spesso ci si dimentica della sacre paturnie di Cristo, che scacciò i
mercanti dal tempo trasformato in supermarket commerciale. Gaetano Banfi e.mail
sanita' Quell'infermiera è un angelo: la ringrazio di cuore Gentile direttore,
scrivo questa lettera per ringraziare di cuore un'infermiera e tutte le persone
che mi sono state vicine nella mattinata di venerdi' 25 aprile scorso al pronto
soccorso dell'Ospedale S. Anna di Como. Quella mattina arrivo al pronto
soccorso accusando un'aritmia cardiaca. Ero spaventatissima, il cuore mi
batteva fortissimo e mi toglieva il respiro. Faticavo a fare qualsiasi movimento,
mi girava la testa ed ero in piena crisi di panico. Mi fanno sdraiare su un
lettino in una piccola saletta in attesa di fare un elettrocardiogramma. Non
riesco a stare sdraiata perchè è come se avessi il cuore in gola che mi
impedisce di respirare. Arriva un'infermiera, mora, con due trecce lungo le
spalle, e subito cerca di mettermi a mio agio dicendomi di chiamarsi Roberta.
Vedendomi così spaventata, mi rincuora, mi tranquillizza, in maniera
dolcissima, e cerca di farmi parlare per allontanare da me tutte le mie paure.
E' stata il mio angelo custode, perché in quei momenti di paura e tensione, è
riuscita a starmi vicina, a non lasciarmi sola, a tranquillizzarmi, con tanta
dolcezza. Ringrazio Roberta per la sua umanità, per il suo lavoro che ogni
giorno, a contatto con tante persone in difficoltà, svolge in maniera così
umana e professionale. Claudia Bagni e.mail Verso un'Italia infernale Cupe
profezie di sventura raccontate con perfida allegria Cara Provincia,
probabilmente mi si darà del pazzo per quanto sto scrivendo, ma è la pura
verità ed è sufficiente girare sulla stampa estera per averne la conferma. Lo
sanno anche i nostri banchieri che quanto sto scrivendo corrisponde al vero.
Entro due/tre anni al massimo l'Italia uscirà dall'Euro ed inizierà un periodo
molto triste. Andremo incontro ad un'inflazione da America Latina dei bei
tempi, almeno il 200/300% annuo. Chi ha un mutuo a tasso variabile perderà la
casa. L'inflazione sfonderà ogni limite. La disoccupazione sfiorerà il 50%. Ci
saranno sommosse popolari e per fronteggiare l'emergenza verrà nominato un
nuovo Ministro dell'Interno o un Commissario per l'ordine pubblico. Il nome è
già scritto. Sarà il Generale Speciale. Ci saranno migliaia di arresti.
Probabilmente verrà varato un nuovo governo comprendente tutto l'arco
parlamentare, e al ministero della Giustizia verrà posto l'uomo più gradito al
nuovo regime che dovrà essere instaurato con la scusa dell'emergenza nazionale.
Il suo nome è Massimo D'Alema, l'uomo che da quindici anni si è più distinto nell'avversione
alla legalità. Nel frattempo assisteremo a colate di cemento e asfalto nei
parchi nazionali, mentre il debito pubblico arriverà a duemila miliardi di
Euro.In compenso, una volta fuori dall'Euro, verranno emessi massicci
quantitativi di titoli di stato che faranno la fine dei Bond argentini.
Fantascienza? Purtroppo no. La bancarotta l'abbiamo già sfiorata nei primi anni
novanta grazie al Sig. Craxi, e solo l'Euro ci ha salvati. Chi lo nega o è
ignorante (e non è colpa sua) o è in malafede (per non dire peggio) Il
colossale debito accumulato negli anni ottanta ci costa oggi 70 miliardi di
euro all'anno. Chi comandava in quel periodo? I padrini di chi ben sapete. Cosa
potremmo fare con tutti questi soldi? Tenete questa lettera, e fra tre anni mi
darete ragione. Nel frattempo prepariamoci al peggio. Aldo De Luigi (gi. gan.)
Caro signor Aldo, lo scenario millenarista da Nostradamus è affascinante, ma
speriamo che non si avveri. Anche se, in questi casi, un po' di fatalismo non
guasta. E allora preferiamo quello dell'economista John Maynard Keynes, che a
chi gli chiedeva lumi sulla congiuntura a medio termine rispondeva: "A
medio termine saremo tutti morti". 04/05/2008.
( da "Gazzetta di Parma, La" del 04-05-2008)
Argomenti: Grillo
Caro direttore, il
ministro delle Finanze Vincenzo Visco (finalmente ormai ex) facendo pubblicare
sul sito dell'Agenzia delle entrate i redditi dei cittadini italiani (anno
2005) ha fatto l'unica cosa giusta e seria in due anni di governo Prodi. Se non
altro... continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al
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