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DOSSIER “BEPPE GRILLO” |
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tARTICOLI DEL 4-4-2008 #TOP
<Estranei
ai Poli ma pronti al dialogo> ( da "Corriere.it"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: GRILLO E ANTIPOLITICA - Il leader dei consumatori, ha poi confermato una certa affinità di visione Beppe Grillo e le sue denunce. Il comico genovese, ad esempio, "ha ragione quando dice che la politica si esprime come un potere" e "anche noi pensiamo che la politica costi troppo e che non dia ai cittadini tanto quanto pesa sulle loro tasche"
Fabio
Concato: il poeta delle piccole mastodontiche cose
( da "Blogosfere"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E Beppe Grillo? Sta informandoci di cose che abbiamo bisogno di sapere, spero che non scenda mai in politica. Spero nelle Liste Civiche, credo nel sistema attento alle piccole cose, ad una amministrazione capillare, di quartiere addirittura. In un momento di massima strafottenza da parte di molti, mi piacerebbe che si tornasse a dare attenzione alle piccole cose.
Quel
blog mi diffama Querela del questore
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: da una parte ha innescato il processo per omicidio colposo (e altri reati) ai 4 agenti delle due volanti (prossima udienza l'11 aprile). Dall'altra ha scatenato il popolo di internet. Se ne è occupato anche Beppe Grillo. Sul cui blog è stato inserito un filmato inquietante sul decesso di "Aldro", visionato da quasi 500mila persone.
Grillo
sbarca in Germania ( da "Alto Adige"
del 04-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract: Il prossimo 25 aprile si terrà un meetup degli amici di Beppe Grillo a Colonia. Lo ha detto lo stesso Grillo durante un'intervista al quotidiano berlinese Taz. "I nostri meetup si fanno in tutta Europa, per esempio a Colonia - ha detto Grillo -, il giorno del V-Day nel quale io sarà a Torino. Il mio blog e la mia rete hanno portato i meetup ovunque.
CHIESA
( da "Stampa,
La" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: essa offrì ideali puri e reali e anche schemi di vita che hanno orientato l'intera civiltà occidentale" (J. Needleman, "L'anima smarrita"). Una volta Beppe Grillo disse: "Le banche chiedono soldi e fiducia, poi legano la biro alla catenella". Vorresti che chiudessero i battenti per una catenella? In fondo il servizio lo fanno, no?.
Indiscreti
( da "Italia
Oggi" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: come lo definisce il comico Beppe Grillo, non sembra aver trovato soddisfazione nell'incarico umanitario in Birmania che doveva proiettarlo a livello internazionale. Gareggiare per il comune di Torino può andare bene: se lo ha fatto anche Rutelli. Piccoli Caselli crescono con mamma Rai Magistrato di lungo corso, Gian Carlo Caselli ha un figlio.
Autori
e libri alla bookewine ( da "Centro, Il"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: presentano il loro libro-inchiesta sul fenomeno Beppe Grillo, dal titolo "Webbe Grillo" (Lulu edizioni). Domenica 6, alle 17,30, sarà la volta di "Leggende del lago di Scanno" (NaTourArte), di Italia Gualtieri e Diana Cianchetta. Con le autrici partecipano: Gandolfi, Maria Rosaria La Morgia e Pasquale Galante.
Gironcoli:
noi cittadini senza condanne penali
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: interdizione dalla carica voluta da Beppe Grillo ma 'una norma di trasparenza'. Come candidati alle elezioni regionali della lista Cittadini per il Presidente abbiamo deciso di dichiarare - spiega Donatella Gironcoli che ha proposto l'iniziativa di concerto con il gruppo dei Cittadini di Trieste - attraverso un'autocertificazione, di non aver subito sentenze di condanna definitive,
Più
che le date elettorali il vero problema è il disinteresse
( da "Arena,
L'" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Nessun popolo d'Europa né d'America va così in massa a votare come il saggio popolo italiano. Tutto lascia supporre che il malumore non rovinerà la bella tradizione elettorale. Però stavolta ci sono persone, e non ininfluenti come Beppe Grillo, e con argomenti forti, le quali teorizzano l'astensione come forma di civile protesta.2.
Più
che le date elettorali il vero problema è il disinteresse
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Nessun popolo d'Europa né d'America va così in massa a votare come il saggio popolo italiano. Tutto lascia supporre che il malumore non rovinerà la bella tradizione elettorale. Però stavolta ci sono persone, e non ininfluenti come Beppe Grillo, e con argomenti forti, le quali teorizzano l'astensione come forma di civile protesta.2.
Il
cattolico laico che vuol prendere i voti per salvare tante vite
( da "Giornale.it,
Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E Beppe Grillo sul suo blog lo ha preso in giro: "A me a Bologna applaudono...". Ma la Liguria ha reagito in tutt'altro modo. Una settimana fa i suoi interventi sono stati "disturbati" solo a Savona: "L'unico episodio stonato sono state due donne che si sono agitate durante il nostro comizio, dopodiché abbiamo ottenuto un ottimo riscontro.
Ora
Grillo dice <Vaffa> anche all'antipolitica
( da "Giornale.it,
Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: fattispecie il caporione genovese Beppe Grillo e il masaniello letterario Roberto Saviano. Accade infatti che il comico ex no-logo, divenuto per sua irriverente ammissione "il secondo politico italiano", si senta in dovere di bacchettare l'autore di "Gomorra" per aver invaso proprio quel territorio dell'antipolitica, del tutt'erba un fascio che ha così splendidamente lanciato nell'
PRIMO
PIANO pag. 4 Senza titolo BEPPE GRILLO RIELABORA GUCCINI E NASCE 'GIULIANO SUL
SUO blog Beppe ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 4 Senza titolo BEPPE GRILLO RIELABORA GUCCINI E NASCE 'GIULIANO SUL SUO blog Beppe Grillo ironizza sulle contestazioni a Giuliano Ferrara, che ribattezza 'Giuliano l'aprostata', e lo fa in versi, reinterpretando una famosa canzone di Francesco Guccini, Bologna.
<Faremo
piazza pulita> ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 5 "Faremo piazza pulita" I "Grilli Massesi" contro la vecchia MICHELE D'AGOSTINO di MANUELA D'ANGELO ? MASSA ? M ICHELE D'AGOSTINO, perchè ha deciso di candidarsi a sindaco della città di Massa? "Quando nacquero gli amici di Beppe Grillo ? risponde ? fondammo i grillini massesi;
Viaggio
nel passato di 300 alunni alla scoperta di S
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: handicap e gli Amici di Beppe Grillo di Pistoia, ha organizzato per oggi la giornata della caccia alle barriere architettoniche cittadine. Il gruppo partirà alle 17 da via dei Pappagalli, angolo viale Matteotti, per perlustrare la città, scovando le barriere, ma anche ciò che sta funzionando, per valutare eventuali miglioramenti e proposte.
Sto
con Veltroni ma non siamo dei signorsì
( da "Nuova
Ferrara, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: è stato avvicinato da alcuni Amici di Beppe Grillo, che indossavano magliette per esprimere solidarietà a Pino Masciari, un imprenditore calabrese che 10 anni fa denunciò la 'ndrangheta e da allora non è più un uomo libero nè difeso a sufficienza dallo Stato; Di Pietro ha detto di conoscere la storia di Masciari e che si impegnerà per la sua causa.
In
città alla scoperta delle barriere
( da "Tirreno,
Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: handicap e gli Amici di Beppe Grillo, organizzano oggi alle 17 con partenza da via Pappagalli, angolo viale Matteotti, un giro per Pistoia, allo scopo di scovare le barriere architettoniche presenti in città. L'obiettivo è anche quello di notare ciò che già sta funzionando ed eventuali miglioramenti e proposte recepite.
I
cittadini firmano la "lista pulita"
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo ma una "norma di trasparenza". "Come candidati alle regionali della lista Cittadini per il presidente abbiamo deciso di dichiarare - spiega Donatella Gironcoli -, attraverso un'autocertificazione, di non aver subìto sentenze di condanna definitive, di non avere carichi pendenti, di non essere sottoposti a misure di prevenzione e di non essere a conoscenza di procedimenti
Francesco
Di Miero Vogliono cambiare la politica o, meglio,
( da "Tempo,
Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Pescara in Comune by amici di Beppe Grillo". Candidato sindaco Stefano Murgo, 34 anni, sposato, un figlio, di professione spedizioniere doganale, per la prima volta in lizza in una competizione elettorale. A quando risale la decisione di scendere in campo? Da circa tre anni faccio parte dei gruppi Meet-up che si propongono di cambiare la politica in Italia.
Affaire
antimafia ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Una reazione che non stupisce Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe ucciso da Cosa nostra, oggi candidata da Beppe Grillo alla presidenza della Regione Sicilia: "Si è mosso il cosiddetto Puar, il Partito unico dell'antimafia di regime", commenta: "Personaggi che si ritengono intoccabili, al di sopra di qualunque indagine.
QUELLI
CHE IL PAReggio ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: con un attacco alla classe politica degna di Beppe Grillo: "I politici si dichiarano favorevoli al principio del merito, ma non lo applicano a se stessi: nelle liste c'è un'abbuffata di portaborse". Infine, il martellamento di dichiarazioni quasi quotidiane sull'esigenza di un governo che affronti "scelte, decisioni impopolari, decisioni vere per il futuro del paese"
Il
sostegno di Grillo e l'appello a Minniti
( da "Corriere
della Sera" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-04 num: - pag: 20 categoria: BREVI Il sostegno di Grillo e l'appello a Minniti "Sei un combattente", ha detto Beppe Grillo (foto), intervenuto telefonicamente al termine della conferenza stampa di Pino Masciari.
La
sfida del super-testimone: abbandonato, affronto i boss
( da "Corriere
della Sera" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: con presidi davanti alle prefetture e appelli online, i Meet Up di Beppe Grillo di Torino, Vercelli, Napoli, La Spezia, Bari , Ferrara e l'associazione Libera. Non la politica? "Si vede che preferisce il silenzio perché ci sono le elezioni - dice Masciari -. Forse il mio dramma e quello di altri testimoni di giustizia fanno perder voti.
Pozzuoli,
la signora del vino sfida il politico di ferro
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ultimo botto lo ha fatto Beppe Grillo che è venuto a salutare i "grillini" di Pozzuoli riuniti sotto le insegne di "Pozzuoli in Comune " invitandoli a fare il pieno di chiasso. Il messaggio, manco a dirlo, è stato raccolto. Avvicinandosi il traguardo la tensione ha raggiunto il massimo con inciuci che toccano il privato.
NEL
NOSTRO PAESE ( da "Corriere della Sera"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: come pure il comico Beppe Grillo, avranno il coraggio di scusarsi pubblicamente, dopo che per settimane e settimane lo hanno messo alla berlina e linciato moralmente? Io aspetto! Silvano Stoppa silvano.stoppa@poste.it Il governo Prodi era già da tempo traballante e Mastella poteva essere criticato per più sostanziali ragioni politiche.
"Che
ci aspetta fuori dal tunnel? Le saghe mentali"
( da "Stampa,
La" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Assolutamente Beppe Grillo. Di Berlusconi o Veltroni non mi sono fatto una grande opinione e soprattutto se nel primo caso il signore e il suo partito hanno avuto cinque anni di governo per dimostrarci cosa potevano fare senza farlo, nel secondo anche se il personaggio sembrerebbe positivo non mi convince fino in fondo.
Fiaccole
e bandiere: in 1.500 per il tibet
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: iniziativa promossa dal gruppo amici di Beppe Grillo, dal centro Cian ciub cio Ling di Polava, in comune di Savogna, e dal centro di accoglienza Balducci di Zugliano. "Siamo venuti qui - ha detto il monaco Lobsang Pende, da otto anni maestro del centro di Polava - per protestare contro il governo cinese, per far vedere la vera faccia del governo comunista cinese.
VENERDI'
4 Italia ed Europa GAM, CORSO GALILEO FERRARIS 30, ORE 9,30 Alla presenza
( da "Stampa,
La" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: CORSO SAN MAURIZIO 8, ORE 20,30 Il meetup - Amici di Beppe Grillo di Torino organizza l'incontro aperto al pubblico dal titolo "Conosciamo veramente le regole del voto del 13-14 Aprile?", relatore Luca Imarisio, segue dibattito. Ansia e stress CENTRO PERSONA, CORSO REGINA MARGHERITA 95, ORE 21 "Ansia e stress?
La
rabbia dei No Tav fa scappare Bresso, Chiamparino e Saitta
( da "CronacaQui.it"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: annunciato Beppe Grillo. Questa volta la fantasia dei valsusini ha partorito l'idea di un presepe fuori stagione con una trentina di persone in costume: l'obiettivo era deridere i tre "Re Mangi", come sono stati soprannominati la presidente della Regione, Mercedes Bresso, quello della Provincia, Antonio Saitta, e il sindaco di Torino,
Più
che le date elettorali il vero problema è il disinteresse
( da "Arena.it,
L'" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Tutto lascia supporre che il malumore non rovinerà la bella tradizione elettorale. Però stavolta ci sono persone, e non ininfluenti come Beppe Grillo, e con argomenti forti, le quali teorizzano l'astensione come forma di civile protesta.2 .
Stop
a Pino Masciari ( da "Corriere Adriatico"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: dibattitto con Pino Masciari organizzato dagli Amici di Beppe Grillo. Inspiegabilmente - scrivono gli organizzatori - a 3 giorni dall'incontro, l'ateneo ha negato l'aula che prima aveva concesso. Senza alcuna giustificazione l'Università ha "cancellato" la testimonianza di un coraggioso imprenditore, minacciato di morte, che avrebbe parlato della criminalità organizzata in Calabria.
ITALIA-HELZAPOPPIN
( da "Avanti!"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: a Piazza Maggiore (la stessa piazza che pochi mesi fa aveva acclamato Beppe Grillo) al suo comizio "pro life" o antilife (tanto è la stessa cosa, avrà lo 0,2%). Ce ne sarebbe da dire, ma non vale la pena. Perché un uomo intelligente deve arrivare a sessant'anni per incappare in simili stupidaggini? I sindacati impazziti;
Rupture
il cupio dissolvi di Giuliano ( da "Riformista, Il"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: C'è poi Beppe Grillo, modernariato puro, attrattiva per i collezionisti. Questo spettro di reazioni dice molte cose. Molte cose antiche e alcune nuove. Le cose antiche sono le contestazioni violente. C'è sottotraccia nella società politica italiana, non solo ai suoi margini, una gran voglia di menare le mani.
NO
TAV, la protesta respinge le istituzioni locali. Salta il convegno del PD
( da "Blogosfere"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: come dice Beppe Grillo, non è arrestare il commercio, la comunicazione; forse è trovare altre vie ma certamente discutere fino allo sfinimento per arrivarci. La politica ha l'opportunismo di ricordarsi di alcuni argomenti in alcuni periodi dell'anno più che in altri ma, continuiamo a dire, la TAV non è solo argomento di casa nostra,
Lettera
aperta a Antonio Manganelli ( da "Blog Beppe Grillo"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: " Beppe Grillo Diffondi la marcia: Copia e incolla il codice V2-day, 25 aprile, per un'informazione libera: 1. Inserisci le tue foto su www.flickr.com con il tag V2-day 2. Inserisci tuoi video su www.youtube.com con il tag V2-day 3. Sostieni il V2 day 4.
Pietro
Folena: ''La Gentiloni era pronta, ma non è mai stata portata in aula''
( da "Articolo21.com"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: La campagna di Beppe Grillo ha avuto successo e onestamente non me la sento di dare tutti i torti a chi vi ha aderito. Come si fa a non vedere che è scandaloso che Repubblica, Corriere, Sole 24 Ore, Riffeser, prendano finanziamenti pubblici indiretti tanto cospicui?
Sanremo:
stasera alla Fos si parlerà di Fotovoltaico
( da "Sanremo
news" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 'The Sanremo Beppe Grillo Meetup Group'. Relatore è l'ing. Andrea Olivero, responsabile tecnico di una grande azienda italiana specializzata del settore ed esperto di installazioni di impianti fotovoltaici. La sua relazione sarà una semplice, chiara e pratica esposizione multimediale sui seguenti temi: ?
Beppe
Grillo in tribunale per tutelare il suo nome
( da "Dire"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Per spiegare il motivo della sua iniziativa ha usato l'ironia: "Abbiamo 'No euro-Lista del Grillo', poi c'e' 'Movimento per la rinascita della montagna Grillo presidente', la lista 'Movimento disoccupati uniti Amici di Beppe Grillo', il 'Partit democratic Padan Lista di Beppe Grillo', 'Movimento ultima speranza Grilli d'Italia', 'Forza Grillo'.
E
sul web spopola 'Zinga', l'Higlander di Palazzo Valentini
( da "ADN
Kronos" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ''Tra elettori confusi e grilli parlanti – raccontano le immagini del video mostrando uno spezzone delle celebri invettive di Beppe Grillo – ne resterà vivo solo uno. NEVER EXIT''. Gli exit pool batteranno il tempo degli ultimi metri. Non si fanno prigionieri.
FASSINO
CANDIDATO SINDACO A TORINO E BASSOLINO TAGLIA ANCORA NASTRI - DOPO CARLÀ, SARKÒ
"RUBA" ALL'ITALIA ANCHE ANNA MAGNANI CASELLI JR. FIRMA UN
DOCUMENTARIO SUL TERRORISMO PE ( da "Dagospia.com"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: come lo definisce il comico Beppe Grillo, non sembra aver trovato soddisfazione nell'incarico umanitario in Birmania che doveva proiettarlo a livello internazionale. Gareggiare per il comune di Torino può andare bene: se lo ha fatto anche Rutelli. © Foto La Presse"> Giancarlo Caselli © Foto La Presse 4 - PICCOLI CASELLI CRESCONO CON MAMMA RAI?
Elezioni,
l'altra metà del voto: quello locale
( da "Panorama.it"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: candidata governatrice degli Amici di Beppe Grillo, lista che oscilla tra il 4,5 e il 5,5 per cento. Tutti voti drenati al centrosinistra, come quelli dei No Dal Molin a Vicenza, che candida a sindaco la leader del Presidio permanente Cinzia Bottene. Poi, per la serie "facciamoci del male", il Partito democratico si presenta diviso a Massa-Carrara: due i candidati per il comune,
<Tranquilli,
Malpensa non morirà> ( da "Padania, La"
del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: IL CAMBIAMENTO DI GRILLO - Infine Maroni si toglie un sassolino su Beppe Grillo: "Lo conosco, una volta gli feci un intervista per la Padania, ho anche una foto insieme a lui. E una persona intelligente e astuta, che però si limita all invettiva e all insulto contro tutto e contro tutti, senza distinguere tra chi è un farabutto e chi si impegna per cambiare le cose"
( da "Corriere.it" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
( da "Blogosfere" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Apr 08 4 Fabio Concato:
il poeta delle piccole mastodontiche cose Pubblicato da Fausta Maria Rigo alle
03:52 in Interviste Lo intervisto per telefono mentre sta venendo a Roma per
registrare una puntata dei "Raccomandati", condotto su Rai Uno da
Carlo Conti. Si inizia parlando del suo lavoro e si finisce a chiacchierare
concordando su una infinità di cose. Così scopro che su di lui non mi ero
affatto sbagliata. Fabio Concato è davvero quell'alchimia di suoni caldi, di
energia, affabilità e poesia che mi ero immaginata. Prima di salutarci, si
ferma a fare benzina, lo sento tentennare un attimo perché sta riavvitando il
tappo. Forse è quasi arrivato in città. Stasera, su Rai Uno, lo seguirò con un
ulteriore dose di affetto, con un pizzico di amore in più per la sua musica.
Allora la prima domanda, perdona la stupidità, ma viene naturale chiedertelo:
mi dici come si fa ad essere così intonati? Sai che sei famoso come l'artista
italiano con l'ugola più "accordata". (Ride imbarazzato) Ecco, in
verità ho qualche difficoltà a spiegare come si fa. Perché non essendoci
dietro, per fortuna, nessuno studio, né tecnico né fonetico né vocale, in
realtà non lo so. Però... io tra l'altro non credo di essere sempre
immancabilmente intonatissimo. Senti, ma tu a casa a volte stoni? Non so, quando
suoni la chitarra da solo, quando canticchi, ti capita di stonare almeno un
po'? (Ride) Quello non mi sembra, però da qua a dire che la mia intonazione è
sempre stra-perfetta, ce ne passa un po'. Be' la nostra sensazione quando ti
ascoltiamo cantare dal vivo è quella. Va be', è chiaro che sono intonato,
magari mi sento restìo a dire di essere la perfezione. No, sembra una
sciocchezza, ma tu lo sai meglio di me: non è che tutti i cantanti siano
proprio accoratissimi. (Ride). Può capitare. Senti, da dove parte l'idea della
nota "giusta", è un processo mentale, vero? Ci si accorda nella
testa, la gola non c'entra nulla. è un processo assolutamente mentale, forse
coinvolge anche altri organi. In realtà non ci ho mai pensato, ma comunque è
sicuramente un fatto legato più al pensiero che alla tecnica. Mi dici che cosa
vuol dire essere un uomo gentile in un mondo dove impera la maleducazione, un
mondo mediamente poco gentile? Fai domande apparentemente semplicissime, però
lasciano un po' in braghe di tela. Ti confesso che ci ho pensato tutta la
notte. Ah, ecco! Allora capisco (ride)... Be' lo sai di essere percepito come
uno molto gentile. Gentile credo di esserlo, non sempre però, siamo un po'
circondati dalla maleducazione: Mi capita, a volte, di fronte ad un cafone di
trasformarmi in uno stra-cafone e quindi di lasciarlo a bocca aperta, perché
ogni tanto bisogna farlo. Nessuno se lo aspetta da te. Non se lo aspettano,
esatto. Quindi è vero che spesso le persone sensibili nascondono una forza
ciclopica. Sì, è una cosa abbastanza vera. Paradossalmente la sensibilità dà
una certa forza interiore. E poi anche i sensibili hanno bisogno, quando li
tirano fuori dalle grazie di Dio, di reagire, di dare soddisfazione al fegato,
non lo vogliamo fare ammalare il fegato no? Uno sfogo... Uno sfogone ogni tanto
bisogna pur concederselo (ride). E qual è in particolare la tua forza, quella
che ti ha sostenuto negli anni? Casa mia, anche se può sembrare banale. La mia
casa, insieme alle persone che mi amano e che amo. Poi chiaramente la mia
musica che considero una medicina, un vero farmaco. Queste due cose mi hanno
dato la forza di andare avanti anche quando non ne avevo più voglia, quando è
successo che volevo smettere di suonare. Viene voglia di smettere a volte, ed è
giusto che sia così, è naturale che sia così. Ci sono stati momenti in cui
volevo mollare, anzi sono stati più che momenti. Hai avuto lunghi periodi di
"stanca"? Sì, ne ho avuti, mi ero stancato, vedevo che era
impossibile fare il mio lavoro nel modo giusto. Come ho raccontato l'anno
scorso a Sanremo, mi era venuta voglia di cambiare mestiere. Insomma, la musica
è messa malissimo nel nostro Paese. E non solo quella. Sai cos'è, la situazione
della musica è proprio indicativa di come vanno le cose da noi. è indicativa della
poca cura che c'è per l'arte in genere. Anche le altre forme artistiche non è
che siano molto valorizzate. Si discute molto dell'Industria italiana ed è una
cosa giustissima, ma noi non siamo giapponesi, giusto? Il nostro punto di forza
non è esattamente il microchip. Questa è una cosa a cui pensavo proprio l'altro
ieri. Continuo a sentire i nostri politici parlare di questo o quel progetto
per risollevare l'economia. è incredibile che al centro dei loro discorsi non
ci sia mai il turismo, la valorizzazione delle nostre incredibili città. Noi
viviamo in un Paese bellissimo. Non c'è nessuno che si batta per rilanciare il
turismo che forse è il motore vero di questo Paese. Boh, mi sembra la follia.
Non mi viene nessun termine più appropriato. Si continua a parlare
dell'immondizia napoletana, così in maniera generica, senza entrare nel merito
di veri provvedimenti. Tra l'altro non sono proprio convinto che la situazione
napoletana sia proprio così come ce la raccontano. Nel senso che alcune zone
del napoletano saranno anche così come le vediamo in televisione, però altre
zone sono stupende. Non si parla molto all'estero delle bellezze che ci sono in
Campania, questo contribuisce a minare il turismo. La gente si spaventa e non
ci va, è un grande peccato. Napoli è anche una città bellissima, con la camorra
e tutti i suoi problemi. La situazione è così triste che a volte ti viene
spontaneo rifugiarti negli affetti, nella famiglia... Succede anche ad un
cantautore di successo. Sì certo che succede. Anche se, nonostante il fatto che
in Italia non si vendano praticamente più dischi, io continuo ad essere
seguito, ad avere il mio pubblico, i contatti con l'esterno per fortuna vengono
dai concerti, anche per i molti che come me non fanno un disco all'anno. Fai
molti concerti. Certo è la mia principale occupazione mi riempie moltissimo. E
poi ci sono tutti i miei progetti alternativi alla produzione di dischi, di
progetti ne ho molti, ho sempre cose nuove da studiare, da mettere in pratica.
Stai preparando un disco? Sto preparando delle cose ma non con lo scopo di
registrarle su un cd da mettere in vendita. Sto pensando alla rete, con tutte
le varie possibilità che questa ha di fare conoscere la musica. In internet
l'autore può decidere quali pezzi fare uscire, come farli uscire, e quanto fare
pagare il digitale e tutto questo genere di cose. Molto, molto interessante.
Eh, sì, da questo punto di vista sto realizzando dei progetti non tradizionali.
Sai, il disco è una cosa bellissima, ma purtroppo non si vende più, fa quasi
tenerezza. è diventata un'operazione troppo complessa e costosa, in un momento
in cui la musica produce così pochi guadagni, non è più realizzabile. è
arrivato il momento di prendere strade alternative. Be', come blogger, non
posso che dirti che sono interessatissima. Dobbiamo assolutamente parlarne,
quando avrai realizzato il tuo progetto su rete. Certo, volentieri. Senti,
adesso mi parli di "Oltre il giardino", la canzone che hai presentato
l'anno scorso a San Remo? "Oltre il giardino" è una metafora su un
male comune. è la storia di un signore di mezza età che viene licenziato e,
dopo essersi pianto addosso per un po', decide di reinventarsi e lo fa
attraverso il giardinaggio, i fiori, le piante. Così scopre che tutte le cose
che erano state importanti nella sua vita di prima non lo sono più. Scopre
tutta una serie di cose nuove per cui è bello vivere, altri valori. Quest'uomo
ridimensiona e ottimizza improvvisamente la sua vita, così è in grado di
ricominciare a vivere. Ci sono riferimenti al film con Peter Sellers?
Soprattutto per affezione e amore nei confronti di quest'attore. Il giardiniere
interpretato da Peter Sellers alla fine cammina sull'acqua come Gesù. L'uomo
della mia canzone è uno che riesce a capitalizzare la sua brutta esperienza,
con semplicità. Sì, forse con l'ingenuità che poteva avere Gesù, o anche un
bambino. Per te l'arte è davvero inutile? Ma porca miseria, l'arte ha funzione
di farci vivere meglio! Non è inutile. Può contagiarci, commuoverci,
emozionarci, guarda la musica cosa è in grado di farci a livello umorale, direi
che ha delle capacità sovrannaturali. La pittura anche, io non sono un grande
esperto, ma quando mi trovo di fronte a un grande quadro mi sento più ricco, lì
c'è una cosa che mi rimarrà dentro per sempre. Lo stesso vale per una bella
piece teatrale, per una mostra di design. Di arte noi ne abbiamo tanta, siamo
circondati di arte. Se magari si facesse qualche sforzo per valorizzarla non
sarebbe male. Invece di accatastarla negli scantinati umidi e bui come facciamo
adesso. Ma torniamo alla musica, secondo te ha ancora una funzione sociale come
negli anni della contestazione o invece è diventato un fatto squisitamente
edonistico? Ne parlavo proprio con Assante e Castaldo, a San Remo, mi dicevano
proprio questo, la mia canzone "Oltre il giardino" ha intenerito,
emozionato, ma nello stesso tempo ha fatto molta paura. La gente non ne vuole
sapere di queste cose, non vuole nemmeno sentirsele cantare. Probabilmente la
mia, ancora di più della canzone di Cristicchi, quella dedicata alla pazzia.
Perché in qualche maniera si pensa che la pazzia sia da un'altra parte, su un
altro pianeta. Invece chi perde il lavoro è più vicino a tutti noi. Da'
fastidio, non si ha voglia di sentirla a San Remo. Infatti se ci hai fatto
caso, il mio pezzo non è mai stato trasmesso in radio. Da te ci si aspettano
dei testi morbidi, parole d'amore, suoni jazzati, ti pesa essere etichettato
così? Ma io sono morbido con grinta. Anche una delle tue prime canzoni parlava
di disadattamento, "Rosalina" per esempio. Ma certo, in
"Rosalina" io mi innamoro di una donna che pesa cento chili, che tra
l'altro ha una pancia meravigliosa, volevo dire che ci si può assolutamente
innamorare di una donna così. Anzi. è una storia di passione e tenerezza.
Invece è stata probabilmente non compresa, travisata. Tu scrivi anche con
rabbia. Mi viene voglia e lo faccio, però tendo a camuffare la rabbia con
l'ironia, addirittura col sarcasmo. C'è un pezzo inedito che non è mai passato,
si chiama "La ballata del mostro", è la storia di uno che viene
arrestato per un errore giudiziario, che si organizza a passare quei dieci
undici anni in galera, è una canzone che non ha un finale lieto. Finisce con
l'uomo che pensa alla donna che ha lasciato fuori, che forse si è sposata, dopo
un po' non lo chiamano più mostro, ma continuano a tenerlo in galera. Questa è
una canzone di forte protesta contro uno Stato che non ha nemmeno
l'autorevolezza di occuparsi degnamente di quelle persone che, certo debbono
pagare un fio, ma non possono nemmeno vivere in cinque in una cella. Io abito
davanti a San Vittore, ci sono anche stato a suonare, quindi lo so. Un Paese si
giudica anche dallo stato delle sue prigioni, che da come considera i suoi
prigionieri. Quanta fatica fai a rapportarti col tuo Paese? Faccio una immensa
fatica, al di là della mia professione, ne conosco proprio tanti come me:
scontenti. Il problema è che vorremmo tutti qualcuno in grado di rappresentarci
e organizzarci non sarebbe affatto male, abbiamo tutti bisogno di lavorare in
un altro modo, amare diversamente, vivere più decorosamente, qui a soffrire
siamo tanti. E Beppe Grillo? Sta
informandoci di cose che abbiamo bisogno di sapere, spero che non scenda mai in
politica. Spero nelle Liste Civiche, credo nel sistema attento alle piccole
cose, ad una amministrazione capillare, di quartiere addirittura. In un momento
di massima strafottenza da parte di molti, mi piacerebbe che si tornasse a dare
attenzione alle piccole cose. Se non torniamo alla semplicità non vedo
altra soluzione. Dobbiamo riordinare le piccole cose per scongiurare quelle
grandi e distruttive come la guerra. Il territorio, il pianeta non ce la fanno
più della nostra mancanza di impegno: bisogna che ognuno impari a fare la sua
piccola parte, senza aspettare che sia l'altro a cominciare. Piccoli passi e
tutti insieme. Esatto, le grandi cose non le capisco nemmeno bene. Le piccole
cose sono le uniche veramente possibili. Sono anche quelle che influenzano
davvero quelle grandi. Per finire, una nota dolce da un dolce come te, quali
sono le cose per cui vale la pena di vivere? L'amore, la cura delle cose e
delle persone, anche la sorpresa del benessere che si prova a camminare su una
collina. Cose apparentemente piccole, ma in effetti enormi, gigantesche. Lo
ripeto io parto dalle cose che sembrano piccole, quelle grandi nemmeno le
capisco.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
"Quel blog mi
diffama" Querela del questore Ci sarà un terzo processo legato alla morte
di Federico Aldrovandi, il 18enne morto a Ferrara il 25 settembre 2005 dopo la
colluttazione con 4 poliziotti. Dopo il processo in corso ai 4, dopo l'inchiesta
bis che ne vede indagati altri 3, sotto inchiesta ora finiranno altre 10
persone: si tratta di cittadini che, indignati per l'accaduto, hanno scritto
giudizi pesanti sul blog che segue passo passo la vicenda. Il questore di
Modena, Graziano, li ha querelati. La notizia che rimbalza dalle Questure è di
quelle destinate a far discutere: il questore di Modena, all'epoca dei fatti
capo della polizia di Ferrara, si è sentito offeso dai giudizi che anonimi
navigatori del blog voluto dalla mammma di Federico hanno espresso nei suoi
confronti. E così, a quanto si vocifera, il dottor Elio Graziano ha presentato
una querela per diffamazione. Che per ora è contro "ignoti". Ma che
porterà presto all'identificazione di una decina di persone. Operazione che la
Procura della Repubblica potrebbe affidare agli esperti della Polizia postale,
la quale ha mezzi e competenze per risalire agli autori dei commenti, pur se
anonimi. Difficile pensare che una simile indagine sarà condotta dalla polizia
ferrarese. Non solo perchè si tratta di colleghi dei coinvolti, non solo perchè
la Procura ferrarese sugli agenti ha indagato. Così le indagini, trattandosi di
persona offesa residente a Modena, resteranno in questa prima fase a Modena.
Poi si vedrà, considerato che per converso a Modena, proprio come sostituto
procuratore, lavora la figlia del Questore. I commenti incriminati sarebbero
una ventina. Incentrati sostanzialmente sulla gestione della vicenda, ad opera
di Graziano. Al quale viene addossata la responsabilità dirigenziale
dell'accaduto, inclusi i presunti silenzi e depistaggi seguiti alla morte del
18enne. Parole davvero pesanti, laddove ad esempio si parla di un omicidio
volontario. Parole meno pesanti, laddove invece si accusa il
"sistema" di permettere a Graziano di tenere lezioni di livello
universitario, dopo quello che è accaduto. Di certo, scorrendo il quotidiano e
sempre frequentatissimo blog di Kataweb, si trovano commenti anche entusiastici
alla notizia del trasefrimento di Graziano a Modena, che per gli accusatori
della polizia ferrarese suonava come ammissione di responsabilità, mentre a
livello istituzionale si parlava di un ordinario avvicendamento, che consentiva
al dottor Graziano di avvicinarsi a casa, anche in vista della pensione. La
morte del giovane ferrarese, come noto, da una parte ha
innescato il processo per omicidio colposo (e altri reati) ai 4 agenti delle
due volanti (prossima udienza l'11 aprile). Dall'altra ha scatenato il popolo
di internet. Se ne è occupato anche Beppe Grillo. Sul
cui blog è stato inserito un filmato inquietante sul decesso di
"Aldro", visionato da quasi 500mila persone.
( da "Alto Adige" del 04-04-2008)
Pubblicato anche in: (Trentino)
Argomenti: Grillo
BERLINO. Il prossimo 25 aprile si terrà un meetup degli amici di Beppe Grillo a Colonia. Lo ha detto lo stesso Grillo durante un'intervista al quotidiano berlinese Taz. "I
nostri meetup si fanno in tutta Europa, per esempio a Colonia - ha detto Grillo -, il giorno del V-Day nel quale
io sarà a Torino. Il mio blog e la mia rete hanno portato i meetup ovunque.
La politica comincia al supermercat", dove i consumatori possono scegliere
cosa aquistare".
( da "Stampa, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Parole DI CHIESA
PIERO GALLO E' una vita che sento dir male della Chiesa. Talvolta viene giudicata
troppo fuori della vita degli uomini, altre volte troppo dentro. Se predica i
fini è distante; se dice una parola sui mezzi, si intromette. Per qualcuno la
fede è un fatto solo privato. Ma Dio parla al singolo e al popolo. Figuriamoci
se non si sa che il sabato è fatto per l'uomo e non viceversa; che il lavoro è
per l'uomo e non viceversa; che la vita è sacra dall'inizio alla fine; che le
relazioni umane riguardano eguali. Lo si sa, ma lo si dimentica. La Chiesa, pur
senza trascurare le opere che la collocano nella vita quotidiana del popolo,
continua a predicare i fini. Nel corso della sua storia soprattutto in
Occidente, la chiesa ha avuto la tendenza ad enfatizzare lo scopo della vita
umana. Perché lo si dimentica. Da ragazzini quando s'imparava a memoria il
Catechismo di S. Pio X, una delle domande era: "Per qual fine Dio ci ha
creati?". E la risposta: "Per conoscerlo amarlo e servirlo in questa
vita e goderlo nell'altra in Paradiso". Credevo fosse uno scopo condiviso.
Poi, da grande, vedevo che molti facevano tutt'altro nella loro vita e
sembravano giustificare le loro scelte a prescindere dai diritti di Dio. Dicono
che dopo i quarant'anni l'uomo sia capace di sintesi. A settanta penso che
proprio con quella presentazione costante dei fini la Chiesa "poté salvare
il mondo d'Occidente dal totale affondamento nelle ondate di barbarie e di
materialismo che si sono succedute nei secoli; essa offrì
ideali puri e reali e anche schemi di vita che hanno orientato l'intera civiltà
occidentale" (J. Needleman, "L'anima smarrita"). Una volta Beppe Grillo disse: "Le banche chiedono soldi e fiducia, poi legano la
biro alla catenella". Vorresti che chiudessero i battenti per una
catenella? In fondo il servizio lo fanno, no?.
( da "Italia Oggi" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 081, pag. 9 del 4/4/2008
Autore: Pierre de Nolac Visualizza la pagina in PDF Indiscreti
Sarkozy ruba all'Italia pure Anna Magnani A Parigi dicono che tra cento anni la
Francia sarà piena di monumenti dedicati a Carla Bruni, attuale consorte del
presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy. E per lei non si limiteranno a
realizzare dei busti, ma creeranno dei ritratti a figura intera, visto che ne
vale la pena. E, certo, comunque, che le attrici italiane (di oggi e di ieri)
riscontrano uno straordinario apprezzamento fra i transalpini. Così, oggi
l'ambasciata di Francia a Roma ospiterà delle proiezioni cinematografiche un
po' speciali. Palazzo Farnese, diventerà ufficialmente "sala Anna
Magnani". In occasione del centenario della nascita della famosa attrice,
l'ambasciatore di Francia in Italia, Jean-Marc de La Sablière, battezzerà col
suo nome la sala, da anni un punto d'incontro e di scambi tra i protagonisti
del cinema francese e di quello italiano. Del resto, come sottolineano i
collaboratori del diplomatico transalpino, la Magnani oltre a recitare per i
più importanti registi italiani ha anche prestato il suo talento a cineasti
francesi di primo piano, come Jean Cocteau e Jean Renoir. Bassolino ha ancora
voglia di tagliare nastri I rapporti tra il governatore della regione Campania
Antonio Bassolino e il ministro dell'Innovazione Luigi Nicolais non sono certo
idilliaci. Però “Totonno” non si è tirato indietro pur di tagliare il nastro
del centro di tecnologie "Pico", all'università partenopea intitolata
a Federico II e cara proprio a Nicolais. Per il Palazzo la Regione ha utilizzato
8 milioni di fondi europei. Trecento postazione informatiche, accesso alle reti
digitali di tutte le biblioteche campane, gli archivi del centro produzione Rai
di Napoli (che ha messo a disposizione un milione di ore di filmati), più uno
spazio per le mostre impossibili con le tele virtuali di Raffaello, Tiziano,
Caravaggio, Leonardo e Piero della Francesca. Grillini ce l'ha con Fassino
candidato sindaco a Torino Non è per niente sicuro che sarà così, Ma il tema
degli ex potenti diessini che dovranno trovare una nuova occupazione se
perderanno le elezioni tiene banco, soprattutto a sinistra.Così Franco
Grillini, candidato per il Partito socialista alla carica di sindaco di Roma,
nei suoi comizi parla apertamente di "trombati da piazzare" e
maramaldeggia su chi aveva guidato il Botteghino, prima di dar vita al Partito
democratico. Sì proprio Piero Fassino che secondo l'ex leader dell'Arci gay
sarà sicuro candidato alla carica di primo cittadino nel capoluogo piemontese
alla fine del mandato del primo cittadino Sergio Chiamparino. Lui, in effetti,
freme: “globulo”, come lo definisce il comico Beppe Grillo, non sembra aver trovato soddisfazione nell'incarico umanitario
in Birmania che doveva proiettarlo a livello internazionale. Gareggiare per il
comune di Torino può andare bene: se lo ha fatto anche Rutelli. Piccoli Caselli
crescono con mamma Rai Magistrato di lungo corso, Gian Carlo Caselli ha un
figlio. Si chiama Stefano, scrive e ama il cinema. Ha l,età di quelli
che il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa definisce bamboccioni. Ma
"La storia siamo noi", a cura di Giovanni Minoli, presenterà il 9
aprile su Raitre il filmato “Anni spietati, una città e il terrorismo: Torino
1969-
( da "Centro, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Cultura e Spettacoli
Autori e libri alla Bookewine PESCARA. La libreria Bookewine ha programmato una
serie di incontri con gli autori. Oggi, alle 17, Gaetano Luca e Ivan Filice, presentano il loro libro-inchiesta sul fenomeno Beppe Grillo, dal titolo "Webbe Grillo" (Lulu edizioni). Domenica 6, alle 17,30, sarà la volta di
"Leggende del lago di Scanno" (NaTourArte), di Italia Gualtieri e
Diana Cianchetta. Con le autrici partecipano: Gandolfi, Maria Rosaria La Morgia
e Pasquale Galante. Sabato 12 aprile, alle 17,30, incontro con Antonio
Crasto che presenta il suo libro "Hassaleh - L'occhio di horus"
(Ugiat) sul tema della conoscenza della civiltà egizia.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Gorizia Gironcoli:
"Noi Cittadini senza condanne penali" "Non è l'interdizione dalla carica voluta da Beppe Grillo ma
'una norma di trasparenza'. Come candidati alle elezioni regionali della lista
Cittadini per il Presidente abbiamo deciso di dichiarare - spiega Donatella Gironcoli
che ha proposto l'iniziativa di concerto con il gruppo dei Cittadini di Trieste
- attraverso un'autocertificazione, di non aver subito sentenze di condanna
definitive, anzi di non avere carichi pendenti, di non essere sottoposti
a misure di prevenzione e di non essere a conoscenza di procedimenti penali a
proprio carico. È il primo passo per una proposta di legge che intendiamo
portare avanti una volta eletti". Il documento è stato firmato il 2 aprile
a Vermegliano, nel corso di un incontro pubblico di presentazione della lista.
Il documento e il video dell'incontro si possono visualizzare sul blog di
Donatella Gironcoli (www.donatellagironcoli.blogspot.com). L'impegno è stato
sottoscritto da tutti e sei i candidati isontini (Maria Gallas, Bruno Bonetti,
Franco Sturzi Laura Gereon, Maurizio Paselli e Donatella Gironcoli de
Steinbrun).
( da "Arena, L'" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
L'EDITORIALE Più che
le date elettorali il vero problema è il disinteresse Federico Guiglia Il
pasticcio risolto dell'ipotizzato rinvio delle elezioni per consentire
l'ammissione dell'ormai soprannominata "Dc di Pizza", aveva un suo
fondamento almeno psicologico: questo voto politico è talmente poco
"sentito" dagli italiani da aver reso per qualche ora non assurda la
prospettiva, pur incostituzionale alla radice, di poterlo addirittura spostare.
Restano appena otto giorni, oggi compreso, di campagna elettorale: eppure,
l'Italia non s'è ancora scaldata per palazzo Chigi. I cittadini sembrano più
rassegnati che entusiasmati per l'appuntamento che inciderà sulle loro vite nei
prossimi cinque anni. Alla diffusa apatia, o forse al ragionevole disincanto,
contribuisce in gran parte la delusione provata negli ultimi anni per il
Palazzo. Sarebbe arduo trovare oggi, tra gli elettori del centro-destra,
schiere di nostalgici per i cinque anni del già sperimentato
governo-Berlusconi. Così come risulterebbe difficile scovare, tra gli elettori
del centro-sinistra, amanti inconsolabili dei diciotto mesi d'esecutivo-Prodi.
Senza pianti né rimpianti, i cittadini si avviano al voto privi, oltretutto,
della possibilità di sciogliere almeno una parte dei dubbi per l'incredibile
mancanza di scontri televisivi diretti tra i due maggiori contendenti. Di più:
le partecipazioni dei politici alle tribune registrano ascolti deludenti. Il
sentimento dell'anti-politica questo ha prodotto, che gli italiani non
intendono più illudersi di niente né per nessuno. Neanche quegli italiani,
moltissimi, che confermeranno le loro preferenze di sempre. Ma lo scarso
coinvolgimento non è l'unica e visibile conseguenza della fine delle illusioni.
Qui si rischia anche un insolito e non quantificabile fenomeno di astensione
nei giorni 13 e 14 aprile. Elettori assenti per indifferenza o per
indignazione. D'accordo, sempre paventiamo l'astensione e sempre veniamo
smentiti. Nessun popolo d'Europa né d'America va così in
massa a votare come il saggio popolo italiano. Tutto lascia supporre che il
malumore non rovinerà la bella tradizione elettorale. Però stavolta ci sono
persone, e non ininfluenti come Beppe Grillo, e
con argomenti forti, le quali teorizzano l'astensione come forma di civile
protesta.2.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
IL COMMENTO Più che
le date elettorali il vero problema è il disinteresse Federico Guiglia Il
pasticcio risolto dell'ipotizzato rinvio delle elezioni per consentire
l'ammissione dell'ormai soprannominata "Dc di Pizza" aveva un suo
fondamento almeno psicologico: questo voto politico è talmente poco
"sentito" dagli italiani da aver reso per qualche ora non assurda la
prospettiva, pur incostituzionale alla radice, di poterlo addirittura spostare.
Restano appena otto giorni, oggi compreso, di campagna elettorale: eppure, l'Italia
non s'è ancora scaldata per palazzo Chigi. I cittadini sembrano più rassegnati
che entusiasmati per l'appuntamento che inciderà sulle loro vite nei prossimi
cinque anni. Alla diffusa apatia, o forse al ragionevole disincanto,
contribuisce in gran parte la delusione provata negli ultimi anni per il
Palazzo. Sarebbe arduo trovare oggi, tra gli elettori del centro-destra,
schiere di nostalgici per i cinque anni del già sperimentato
governo-Berlusconi. Così come risulterebbe difficile scovare, tra gli elettori
del centro-sinistra, amanti inconsolabili dei diciotto mesi d'esecutivo-Prodi.
Senza pianti né rimpianti, i cittadini si avviano al voto privi, oltretutto,
della possibilità di sciogliere almeno una parte dei dubbi per l'incredibile
mancanza di scontri televisivi diretti tra i due maggiori contendenti. Di più:
le partecipazioni dei politici alle tribune registrano ascolti deludenti. Il
sentimento dell'anti-politica questo ha prodotto, che gli italiani non
intendono più illudersi di niente né per nessuno. Neanche quegli italiani,
moltissimi, che confermeranno le loro preferenze di sempre. Ma lo scarso
coinvolgimento non è l'unica e visibile conseguenza della fine delle illusioni.
Qui si rischia anche un insolito e non quantificabile fenomeno di astensione
nei giorni 13 e 14 aprile. Elettori assenti per indifferenza o per
indignazione. D'accordo, sempre paventiamo l'astensione e sempre veniamo
smentiti. Nessun popolo d'Europa né d'America va così in
massa a votare come il saggio popolo italiano. Tutto lascia supporre che il
malumore non rovinerà la bella tradizione elettorale. Però stavolta ci sono
persone, e non ininfluenti come Beppe Grillo, e
con argomenti forti, le quali teorizzano l'astensione come forma di civile
protesta.2.
( da "Giornale.it, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
N. 81 del 2008-04-04
pagina 2 Il cattolico laico che vuol prendere i voti per salvare tante vite di
Federico Casabella Eraldo Ciangherotti in lista contro l'aborto: "Il
nostro obiettivo va oltre la sfida elettorale" "Il connubio tra
laicismo e cattolicesimo in una lotta per la difesa della vita". Questo ha
spinto Eraldo Ciangherotti, odontoiatra di Albenga di 33 anni a "scendere
in campo" al fianco della lista "Aborto? No, grazie". Capolista
per la Camera dei deputati in Liguria ha preso a cuore l'impegno di Giuliano
Ferrara a favore della moratoria per la 194 e l'impegno etico del giornalista
pensando, con questa candidatura, di mettere a frutto il suo impegno sociale al
Centro per l'aiuto alla vita di Albenga, associazione legata al "Movimento
per la vita" che presta sostegno alle giovani madri: "Mi ha colpito
l'impegno di Giuliano Ferrara, ma soprattutto mi sono reso conto di come una
parte della legge 194 non venga applicata ormai da troppi anni - racconta
Ciangherotti -. Quando sei in prima persona impegnato in questo contesto ti
rendi conto di come le giovani madri che decidano di partorire non abbiano poi
il sostegno che la legge dovrebbe garantirgli. E i lettori del Giornale lo
sanno bene, grazie all'ottima inchiesta che lo ha dimostrato proprio a
Genova". L'odontoiatra prestato alla politica sta lavorando a tutto campo
per un successo elettorale che pensa di essersi già garantito. Non c'è
presunzione nelle parole di Ciangherotti quanto l'entusiasmo di chi sta
credendo in quello che fa: "Sono convinto che avremo un successo che
nessuno pensa - conferma -. Conto che il sostegno dei cattolici che mi
conoscono e mi hanno promesso una mano, e i voti che Giuliano Ferrara si porta
in dote ci spingano oltre le 50.000 preferenze in Liguria. Lo vedo andando in
giro per la strada, nei nostri incontri. All'inizio c'era diffidenza perché la
gente pensava che noi volessimo cancellare la 194. Poi abbiamo cominciato a
spiegare il nostro punto di vista e ora siamo rispettati". A Bologna
Giuliano Ferrara ha preso uova e pomodori in faccia. E Beppe Grillo sul suo blog lo ha preso in giro: "A me a Bologna
applaudono...". Ma la Liguria ha reagito in tutt'altro modo. Una settimana
fa i suoi interventi sono stati "disturbati" solo a Savona:
"L'unico episodio stonato sono state due donne che si sono agitate durante
il nostro comizio, dopodiché abbiamo ottenuto un ottimo riscontro. A
Genova alla Sala Barabino eravamo in 300, alla Spezia alla Sala Dante abbiamo
occupato 400 posti, mentre ad Imperia sembravamo di casa, la gente ci ha fatto
sentire il proprio sostegno". Nessun volantinaggio nei mercati di
periferia. "Rischia qualche sputo in faccia l'onorevole Scajola,
figuriamoci cosa farebbero a me", scherza Ciangherotti, ma tanti confronti
con le associazioni ed un pubblico sempre maggiore di interessati: "È vero
che non abbiamo il sostegno ufficiale delle Diocesi - racconta -, ma ci sono
tanti sacerdoti e suore che sono sensibili alla nostra campagna e ci spalancano
le porte delle parrocchie". A pochi giorni dalle elezioni i sostenitori
della lista "Aborto? No, grazie" girano in 10 dalla mattina fino a
notte fonda per attaccare manifesti e sensibilizzare le persone, "e il
riscontro c'è - conferma - basti pensare che sul volantino abbiamo stampato la
nostra e-mail e ci sono persone che ci hanno già chiesto consigli e aiuto. Non
ci presentiamo come una lista che vuole solo prendere voti, ma anche
sensibilizzare sul tema della vita". "Di questa esperienza - conclude
il capolista ligure del movimento di Ferrara -, al di là della lotta etica ci
rimarrà comunque l'opportunità di aver informato le persone: ora sanno che c'è
una possibilità in più". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri
4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
N. 81 del 2008-04-04
pagina 13 Ora Grillo dice "Vaffa" anche
all'antipolitica di Redazione Mentre presenta i suoi candidati, il comico dà
del vecchio pessimista all'autore di "Gomorra": sul voto di scambio
esagera Il lupo perde il pelo ma non il vizio, nel caso della sinistra italiana
quello di litigare su tutto, finanche per contendersi lo scettro del
qualunquismo. Già. Anche l'atteggiamento prettamente nostrano di generica
sfiducia nelle istituzioni, in primis nei partiti e qualsivoglia soggetto
politico, può diventare casus belli se a sventolarlo sono due galli finiti
inconsapevolmente nello stesso pollaio: nella fattispecie
il caporione genovese Beppe
Grillo e il masaniello
letterario Roberto Saviano. Accade infatti che il comico ex no-logo, divenuto
per sua irriverente ammissione "il secondo politico italiano", si
senta in dovere di bacchettare l'autore di "Gomorra" per aver invaso
proprio quel territorio dell'antipolitica, del tutt'erba un fascio che ha così
splendidamente lanciato nell'empireo il partito del "Vaffa".
La polemica, sottile ma sdegnosa, si svolge sulle pagine del Corriere del
Mezzogiorno, organo di stampa che Grillo certamente
acclude alla "poltiglia mediatica" gestita da una casta da abbattere,
ma che evidentemente qualche volta torna utile alla causa, in questo caso delle
liste grilline. "Io non sono d'accordo col pessimismo di Saviano che in tv
ha detto che tutti i voti sono di scambio" dice il Beppe
ai vituperati giornalisti, aggiungendo velenosa stoccata: "Certo che con
la vita che fa Saviano è invecchiato precocemente". Sarà. Ma in fondo che
aveva detto mai il Salman Rushdie campano che, fino a prova contraria o fino al
prossimo best seller, vive l'indubbia scomodità di dover fuggire dalla fatwa
dei casalesi? Ha solo affermato quel che già si sapeva sull'inveterato costume
di "accattarsi" i voti soprattutto (ma non solo) sotto la linea
gotica; quella prassi leggendaria che, come ricorda Saviano, faceva regalare
dagli uomini di Achille Lauro pacchi di pasta e sacchi di patate alla plebe
prima del voto e addirittura, si dice, scarpe spaiate da ricongiungere a
elezioni avvenute. Il voto di scambio, quell'atavica corrispondenza di amorosi
sensi tra politica, imprenditoria, mafia e camorra, si è ovviamente evoluta,
sottolinea lo scrittore-giornalista, perché alle conserve e ai
"paccheri" si sono via via sostituiti posti di lavoro e denaro, ma
anche e soprattutto appalti, concessioni e contributi che le cosche imprenditrici
mercanteggiavano e mercanteggiano con i candidati in cambio di cospicui
pacchetti di voti. Quegli stessi voti che, scrive sempre Saviano, da certe
parti costano solo 50 euro, oppure un telefonino. Siamo d'accordo, forse lo
scrittore dagli occhi magnetici (divenuto, pare, l'oscuro oggetto del desiderio
delle lettrici italiane) ha il vizio di esagerare un po' nella verve
romanzesca, come quando descriveva in "Gomorra" piogge di cadaveri
cinesi caduti dai container nel porto di Napoli. Ed è pur vero che eccede un
pochino quando afferma che "le elezioni si vincono sempre così" e che
è "là, nelle periferie campane, in Calabria e nel Sud" il vero ago
della bilancia della politica italiana. Ma Saviano sembra un fine equilibrista,
un mago della diplomazia da far invidia a Talleyrand, rispetto ai proclami del
capopopolo della Lanterna. Qualcuno forse ricorderà Grillo
quando nel suo "discorso di Capodanno" denunciava la "fusione
straordinaria, quasi nucleare tra mafia e politica", al punto che le parti
sono ormai invertite: "Oggi è la mafia - inveì - ad essere corrotta al suo
interno dai partiti...". Qualunquismo, populismo o folclore grillesco? Non
è questo il punto. La vera domanda sarebbe: perché all'improvviso, per il
comico, chi narra il malcostume italiano del voto di scambio diventa un
pessimista e pure un vecchio rincoglionito? La differenza forse la fa ancora
una volta la famosa "X" sulla scheda elettorale che stavolta, guai a
chi sbaglia, deve finire sui candidati grillini, al nord e al sud, isole comprese.
E l'ottimismo a Beppe è tornato a Ischia, dove ha
appena presentato un aspirante sindaco di 24 anni, "che parla di porti,
rigassificatori e inceneritori e non sta lì per la poltrona". E forse non
mangia neppure mozzarella. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
04-04-2008)
Argomenti: Grillo
PRIMO PIANO pag. 4 Senza titolo BEPPE GRILLO RIELABORA GUCCINI E NASCE 'GIULIANO
SUL SUO blog Beppe Grillo ironizza sulle contestazioni a
Giuliano Ferrara, che ribattezza 'Giuliano l'aprostata', e lo fa in versi, reinterpretando
una famosa canzone di Francesco Guccini, Bologna. Ecco una parte del
testo rielaborato in versione Grillo. "Ferrara è
un grasso signore dai fianchi un po' molli/ col seno sul piano padano ed il
culo sui colli / Ferrara arrogante e papale Ferrara il rosso e fetale / Ferrara
con il Vaticano già un po' comunista / e in odor americano". "Ferrara
è un romano di stomaco forte / Ferrara diffamatore cortese Ferrara contro
l'aborto / che sa quel che conta e che vale / che sa cos'è la Cia e il suo.
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
04-04-2008)
Argomenti: Grillo
CRONACA MASSA pag. 5 "Faremo piazza pulita" I "Grilli Massesi" contro
la vecchia MICHELE D'AGOSTINO di MANUELA D'ANGELO ? MASSA ? M ICHELE
D'AGOSTINO, perchè ha deciso di candidarsi a sindaco della città di Massa?
"Quando nacquero gli amici di Beppe Grillo ?
risponde ? fondammo i grillini massesi; all'inizio ci sentivamo via
internet, poi abbiamo iniziato ad incontrarci e infine a parlare con i
cittadini. Le elezioni sono un modo per veder concretizzato il sogno fare
piazza pulita dell'attuale politica". Quali sono i problemi più gravi
della città? "Il problema più grave è che i nostri amministratori sono
sordi, non ascoltano la città, non la hanno a cuore e si vede Come si risolve
il problema della pulizia delle strade e della gestione dei rifiuti? Puntiamo
tutto sulla raccolta differenziata e porta a porta per ogni nucleo famigliare:
arrivando all'80% di differenziata quel 20% rimasto può essere smaltito senza
l'utilizzo di inceneritori e sistemi di bricchettaggio, ma con un trattamento
meccanico biologico a freddo che non fa male alla salute". Sul Cat?
"Per aiutare il Cat basta fare in modo che i cittadini tornino a prendere
gli autobus: noi lo faremo intanto chiudendo il centro storico alle auto, così
che possa essere raggiunto solo dai mezzi pubblici; poi creeremo micro
capolinea in tutte le zone montane: le linee devono essere brevi e veloci, gli
autobus piccoli, ecologici e muoversi rapidamente. Abbiamo anche pensato a 4
zone di parcheggi satelliti, all'ex mercato delle Iare, alla Stazione, al
Pomario e a Borgo Ducale da cui far partire le navette verso il centro storico".
Che idea avete sull'Evam? "Siamo stati i primi a dire no alla
privatizzazione: la gestione dell'acqua deve rimanere comunale e se non fosse
possibile, per problemi di finanziaria, bisognerà chiuderla, assorbire i
dipendenti in comune, ma non vendere: noi siamo per la "San
Rubinetto"". Quali provvedimenti su Massa Servizi?
"Smantellamento immediato per riportare tutti i servizi sotto la gestione
diretta del comune". Sulla sicurezza? "Se ascoltiamo i cittadini
sappiamo cosa dobbiamo fare: piazze illuminate, telecamere di sicurezza, ma non
dobbiamo diffondere la paura dello straniero: l'immigrato va integrato, gli va
insegnata la nostra lingua e portato a non delinquere". Costi della
politica "Ridurremo di un terzo lo stipendio di sindaco e assessori e quei
soldi li utilizzeremo per iniziative sociali. Istituiremo anche un ufficio
centralizzato per gli acquisti; faremo aste on line su internet per la
fornitura dei materiali, stop a consulenze e alle auto blu: il sindaco prenderà
l'autobus per recarsi in comune". Che fine facciamo fare all'aeroporto di
Cinquale? "Chi siamo noi per decidere che fine far fare all'aeroporto?
Decideranno i cittadini, tramite referendum". La prima cosa che farebbe se
diventasse sindaco? "Abolirei l'impianto di bricchettaggio al Cermec;
introdurrei i referendum abrogativi e legislativi; ho in mente anche una
"casa delle associazioni" per aggregare tutti i giovani". E per
le fasce deboli? "I canoni di locazione nella nostra provincia sono molto
elevati, avvicinandosi molto al valore dello stipendio medio percepito da un
lavoratore medio. Scopo della futura amministrazione sarà quello di gestire la
realizzazione di nuovi alloggi popolari e di individuare strutture in stato di
abbandono che possono essere riconvertite in unità.
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
24 ORE PISTOIA pag.
6 Viaggio nel passato di 300 alunni alla scoperta di S. L'INIZIATIVA GRAZIE A
"SEMINARTE", COMUNE E FONDAZIONE BANCHE DI PISTOIA E VIGNOLE IL
PARTITO UMANISTA, con il Centro Studi sull'handicap e gli
Amici di Beppe Grillo di Pistoia, ha organizzato per
oggi la giornata della caccia alle barriere architettoniche cittadine. Il
gruppo partirà alle 17 da via dei Pappagalli, angolo viale Matteotti, per
perlustrare la città, scovando le barriere, ma anche ciò che sta funzionando,
per valutare eventuali miglioramenti e proposte. I promotori della spedizione
gireranno anche un video di denuncia che sarà reso.
( da "Nuova Ferrara, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Di Marcello
Pradarelli "Sto con Veltroni ma non siamo dei signorsì" Di Pietro:
sono bravo a prendere i ladri, perchè non potrei andare alla Giustizia?
"Stiamo con Veltroni, ma l'Italia dei Valori non si annullerà nel
Pd". Antonio Di Pietro parlando ieri mattina a Ferrara parlando nella
saletta del ristorante Teatro Nuovo, ha difeso l'identità del suo partito e ha
motivato l'alleanza con il Pd: "Veltroni ha avuto il coraggio di
ridefinire la coalizione privilegiando le forze che hanno affinità programmatiche
e lealtà di comportamento. Ha avuto anche la forza e l'umiltà di mettere da
parte De Mita per fare posto a una ragazza di 27 anni". Asserisce che il
programma comune che è stato sottoscritto contiene il decisivo contributo
dell'Idv sui temi della sicurezza, delle infrastrutture, dell'informazione e
della politica giudiziaria. Sottolinea che quella "nella coalizione - e
rimarca la parola coalizione - l'Idv non sarà nè sparring partner nè yes
man". Insomma Di Pietro non farà sconti "sulla legalità, sull'atavico
conflitto d'interessi che affligge l'Italia, sulle garanzie di un corretto
sistema dell'informazione". Non si dimentica di Berlusconi: "Solo
ieri ha detto due castronierie. Per lui con questo alto carico fiscale è
legittimo evadere, legittimo vuol dire consentito dalla legge, ma si può? Se le
tasse sono alte la soluzione non è smettere di pagarle, ma farle pagare a tutti
perchè solo così si potranno abbassare". La seconda castroneria riguarda
le intercettazioni: "Berlusconi ha detto che al di fuori di terrorismo e
criminalità organizzata non saranno ammesse intercettazioni" e chi sgarra
"si farà 5 anni di galera". "Vuol dire che se un giudice
autorizza un'intercettazione per associazione a dlinquere e poi la condanna
arriva solo per rapina a mano armata quel giudice deve finire in galera? Le
intercettazioni sono necessarie per le indagini, altra cosa è la loro
pubblicazione. Per noi deve essere vietata la pubblicazione finchè resta il
segreto investigativo, questo divieto cade al momento del deposito di un
atto" cioè quando anche l'indagato-imputato ne viene a conoscenza. Su
Alitalia è durissimo. Di Pietro è per rinviare ogni decisione a dopo il voto,
ma la rottura delle trattative la condsidera una sciagura: "A furia di
tirare la corda la corda si spezza e dopo non ci resta che piangere. La
responsabilitò di Berlusconi è gravissima. Ha fatto credere alla possibilità di
una cordata italiana, ha illuso esasperando lo scontro e ora la corda si è
rotta. Adesso o si portano i libri in tribunale o si riannodano i fili della
trattativa. L'offerta di Air France è striminzita, ma è l'unica". Di
un'ipotetico ingresso della banche diffida, così come di una soluzione che
arrivi dopo il fallimento: "Sarebbe il solito spezzatino, poi arriva
qualcuno che si prende gli asset buoni e il resto rimane a carico della
collettività". Di Pietro non reclama posti speciali nell'eventuale governo
Vetroni, ma non comprende i veti di chi non lo vuole alla Giustizia: "Se
candidi Veronesi e poi lo fai ministro dovresti assegnargli la sanità. Se hai
uno bravo a prendere i ladri perchè rinunciarvi a priori? Io ho sempre cercato
di fare bene il mio mestiere, quando ero muratore, quando ero poliziotto,
quando ero magistrato e quando ho fatto il ministro delle Infrastrutture. Certo
se mi dicono fai il ministro dei Beni culturali rispondo che c'è qualcuno
sicuramente più bravo di me". Le sue priorità? "Più 30% di risorse
per le forze polizia e per le aule di giustizia, due soli gradi di giudizio
anzichè tre, per i gravi reati detenzione immediata dopo il processo di primo
grado". Di Pietro si inchinerà al volere dei giudici se decideranno per il
rinvio del voto, ma ha rammentato che la Costituzione prevede di votare entro
70 giorni dallo scioglimento delle Camere "per questo chiediamo che il
giudizio sull'ammissione della lista Dc sia fatto in termini utili affinchè la
data delle elezioni non slitti". Di Pietro, che ha parlato in una sala
piena di sostenitori e attivisti, è stato avvicinato da
alcuni Amici di Beppe Grillo, che indossavano magliette per
esprimere solidarietà a Pino Masciari, un imprenditore calabrese che 10 anni fa
denunciò la 'ndrangheta e da allora non è più un uomo libero nè difeso a
sufficienza dallo Stato; Di Pietro ha detto di conoscere la storia di Masciari
e che si impegnerà per la sua causa.
( da "Tirreno, Il" del 04-04-2008)
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Montecatini In città
alla scoperta delle barriere Un giro del Partito umanista col Centro handicap
PISTOIA. Il Partito umanista di Pistoia, in collaborazione con il Centro studi
sull'handicap e gli Amici di Beppe Grillo,
organizzano oggi alle 17 con partenza da via Pappagalli, angolo viale
Matteotti, un giro per Pistoia, allo scopo di scovare le barriere
architettoniche presenti in città. L'obiettivo è anche quello di notare ciò che
già sta funzionando ed eventuali miglioramenti e proposte recepite.
Nell'occasione verrà girato un video di denuncia da rendere pubblico
prossimamente. "Con l'occasione - spiega Luca Pecchioli - invitiamo i mass
media ad intervenire allo scopo di sensibilizzazione sul tema. Inoltre, ogni
giovedì alle 18, presso il centro umanista l'Onda, in via La Pira 29, zona
Fornaci, si terranno riunioni sul tema della "Disabilità", per
trovare insieme risposte per una reale integrazioni dei disabili nella vita
della città e per far si che ci siano pari opportunità, ovvero sia pari servizi
per tutti. Nelle riunioni si terranno corsi sulla "non violenza", per
imparare a dare risposte non violente nella vita di tutti i giorni". M.B.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-04-2008)
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AUTOCERTIFICAZIONE I
Cittadini firmano la "lista pulita" Non è l'interdizione dalla carica
voluta da Beppe Grillo ma una "norma di
trasparenza". "Come candidati alle regionali della lista Cittadini
per il presidente abbiamo deciso di dichiarare - spiega Donatella Gironcoli -,
attraverso un'autocertificazione, di non aver subìto sentenze di condanna
definitive, di non avere carichi pendenti, di non essere sottoposti a misure di
prevenzione e di non essere a conoscenza di procedimenti penali a
proprio carico. È il primo passo per una proposta di legge che intendiamo
portare avanti una volta eletti". Il documento è stato firmato a
Vermegliano, nel corso di un incontro pubblico: il video di quest'ultimo si può
visualizzare sul blog di Donatella Gironcoli
(www.donatellagironcoli.blogspot.com). L'impegno è stato sottoscritto da tutti
e sei i candidati isontini: Maria Gallas, Bruno Bonetti, Franco Sturzi, Laura
Gereon, Maurizio Paselli e Donatella Gironcoli.
( da "Tempo, Il" del 04-04-2008)
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Stampa Francesco Di
Miero Vogliono cambiare la politica o, meglio, ... Francesco Di Miero Vogliono
cambiare la politica o, meglio, il modo di fare politica. Chiedono la
partecipazione effettiva alla vita amministrativa dei cittadini cui deve essere
garantita la possibilità di un controllo stretto e non solo sui redditi e sul
patrimonio degli amministratori pubblici. Si considerano i veri innovatori e
partecipano alle elezioni comunali con la lista civica "Pescara in Comune by amici di Beppe Grillo".
Candidato sindaco Stefano Murgo, 34 anni, sposato, un figlio, di professione
spedizioniere doganale, per la prima volta in lizza in una competizione
elettorale. A quando risale la decisione di scendere in campo? Da circa tre
anni faccio parte dei gruppi Meet-up che si propongono di cambiare la politica
in Italia. Circa un anno fa l'incontro con Beppe
Grillo a Roseto e la decisione di presentare una lista
a Pescara. Una lista autonoma o prevede, dopo le elezioni, la possibilità di un
apparentamento? Assolutamente no. Tradiremmo le ragioni del nosttro movimento.
Se entreremo, come spero, in consiglio comunale, saremo le sentinelle della
trasparenza e della legalità. In particolare cosa condanna rispetto all'attuale
modo di amminstrare un ente locale come il Comune di Pescara? Appunto la
mancanza di trasparenza, a cominciare dalla mancata pubblicazione dei redditi e
del patrimonio dei consiglieri e degli assessori. Chi amministra la cosa
pubblica deve essere sempre disposto a farsi controllare. Ma basta questo per
cambiare? Certamente no. Anche oggi assistiamo al contatto degli amministarori con
i cittadini solo quando ci sono le elezioni. Poi il Palazzo opera per conto suo
senza controlli di alcun genere. Almeno una volta esisteva il Coreco. Ma in
particolare cosa rimprovera all'amministrazione uscente e a qualle precedenti?
Da oltre un decennio sentiamo ripetere le stesse cose: aree di risulta, strada
parco, cementificio, traffico, parcheggi. In concreto non è stato fatto nulla.
Ma al di là dei problemi specifici e delle criticità che continuano ad
affliggere questa città, va cambiato il metodo di amministtrare. è confermato
l'arrivo di Beppe Grillo?
Certamente. Sarà a Pescara (Palaelettra, ore 21) il 10 aprile prossimo.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 04-04-2008)
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Attualità COSA
NOSTRA / OMBRE E VELENI affaire antimafia di Riccardo Bocca Infiltrazioni
politiche e business. Sulla lotta alle cosche è polemica. Parla la candidata di
Grillo colloquio con sonia alfano Il grido d'allarme è
di Tano Grasso, il presidente onorario della Fai, la Federazione nazionale
antiracket e antiusura. "C'è una guerra che viene da sinistra", ha
dichiarato. Un tentativo di screditare chi combatte il pizzo e i santuari
mafiosi. Un piano insidioso che lo ha costretto a chiedere un incontro con il
ministro dell'Interno Giuliano Amato. E a pretendere immediata e "piena
legittimazione". Altrimenti, avverte Grasso, si potrebbe arrivare
"all'eventualità di sciogliere le associazioni antiracket". Tutto è
partito da due articoli pubblicati su questo giornale. Il primo, uscito in
febbraio e titolato 'Antimafia double face', ricostruiva le contraddizioni e le
amicizie scivolose di chi combatte Cosa nostra. Il secondo articolo, invece, è
uscito la settimana scorsa ('Il racket targato antiracket') e ha raccontato le
indagini partite dalle denunce di Giuseppe Gulizia: un imprenditore ricattato
prima da un gruppo di mafiosi, e poi a suo dire dal coordinatore siciliano
della Fai, Mario Caniglia. Da quest'ultimo, ha dichiarato agli investigatori,
sarebbe stato costretto a comprare migliaia di litri di olio. Nonché a versare
decine di migliaia di euro a lui, a una dipendente del Commissariato nazionale
antiracket e al presidente dell'Associazione Sos Impresa di Confesercenti, Lino
Busà. Vero? Falso? Calunnie pilotate o gravi verità? Magistrati e carabinieri
stanno lavorando per spazzare ogni ombra. Ma intanto il clima è pesante. Nei
giorni scorsi Grasso ha tuonato contro la mancata solidarietà da parte della
politica. I sostenitori della Fai hanno parlato di "veleni", di
"una vendetta trasversale della mafia", persino di "attacchi
subdoli da parte di chi non conosce la tormentata storia dell'antiracket".
Una reazione che non stupisce Sonia Alfano, figlia del
giornalista Beppe ucciso da
Cosa nostra, oggi candidata da Beppe Grillo alla
presidenza della Regione Sicilia: "Si è mosso il cosiddetto Puar, il
Partito unico dell'antimafia di regime", commenta: "Personaggi che si
ritengono intoccabili, al di sopra di qualunque indagine. Gente che ha
una sola regola: o stai con me, oppure ti emargino". Sia più chiara,
signora Alfano: faccia nomi e cognomi delle persone a cui si riferisce.
"Tano Grasso ha un ruolo fondamentale, in questo schieramento. Una volta
il suo unico interesse era combattere i mafiosi, assistere chi pagava il pizzo
o era stritolato dagli usurai. Poi è diventato il simbolo di una casta
antimafia fatta di politici, magistrati e giornalisti. Lo scopo è semplice:
gestire l'antipotere e infilarsi nelle crepe dello Stato, che al Sud è ambiguo
per non dire inesistente". Beh, va detto che molti, in Sicilia e non solo,
hanno trovato il coraggio di ribellarsi alla mafia grazie a Grasso e ai suoi
uomini. "Nessuno lo nega. Ma ha fatto anche dell'altro. Ha inculcato negli
italiani l'idea che la battaglia al pizzo sia il punto cruciale nella sfida a
Cosa nostra. Il che è falso, e per certi versi nocivo. La mafia si arricchisce
con ben altri affari, dei quali né Grasso né le sue associazioni parlano mai:
vedi gli appalti edili o le infiltrazioni nella politica. Non dimentichiamo il
caso Calcestruzzi o la vicenda Cuffaro". A proposito di politica. Grasso
sostiene che attualmente è la sinistra a tramare contro il lavoro della sua
Federazione. Concorda? "Per niente. è stata proprio una certa sinistra a
sponsorizzare l'ascesa di Grasso. La stessa sinistra che in queste ore tace,
conscia delle storture che condizionano antiracket e antimafia. Ripeto: siamo
di fronte a un partito unico e trasversale, dove nessuno attacca nessuno".
Fatto sta che Grasso ha minacciato di sciogliere le associazioni antiracket, se
non fosse stato appoggiato dal ministro Amato. "La classica mastellata...
Alza la posta perché è consapevole della sua forza: sa di poter condizionare i
piani alti del Palazzo e lo fa, dimostrando ancora una volta di avere perso il
senso della misura". Come doveva reagire, a suo avviso? "Lasciar
perdere i ministri e fare un po' di pulizia nella Federazione antiracket, a
prescindere dal caso Gulizia. Ho conosciuto vittime del racket che hanno perso
interi patrimoni, a volte i loro cari, ma non hanno ricevuto le attenzioni
riservate a Mario Caniglia e agli altri fedelissimi di Grasso". A
proposito di Caniglia: Gulizia lo accusa di averlo costretto a comprare il suo
olio e a versare mazzette a esponenti dell'antiracket. Eppure è noto per il suo
impegno antimafia, per essere il coordinatore della Fai in Sicilia. Possibile
un simile sdoppiamento? "Vale per lui come per tutti: fino a prova
contraria si è innocenti. Detto questo, con me Caniglia si è comportato in modo
sconcertante. Quando mi fu tolta la scorta, circa due anni fa, lo incontrai
dietro suggerimento di Grasso per ragionare sulla situazione. Lui si presentò
con la sua scorta, me la indicò e disse: 'Vedi, io non ho mai alzato la voce,
non ho mai puntato il dito. E lo Stato mi sta accanto'". Lei cosa ha
risposto? "Che tutto questo affetto dallo Stato, nel mio caso, non l'avevo
mai visto. Anzi, togliermi la scorta era l'ennesimo segnale di rifiuto per le
mie uscite scomode". Ora lei è impegnata nella campagna elettorale per la
presidenza della Regione Sicilia. Si parla di temi cruciali come le
contraddizioni dell'antimafia e le strategie per sconfiggere il racket?
"Mai. Sembra di vivere a Oslo. Walter Veltroni è venuto qui a definire
'prioritaria' la lotta alla mafia, dichiara di non volere i voti di Cosa
nostra, però ha messo in lista uno come Mirello Crisafulli filmato mentre
baciava il boss di Enna. Dall'altra parte, idem: nelle file dell'Udc c'è quel
Salvatore Cintola che il boss Giovanni Brusca considerava un 'amico personale'.
Chi può sperare di sconfiggere la mafia?". C'è anche qualche nota
positiva. Confindustria si è schierata duramente contro Cosa nostra. Ha detto
che gli imprenditori che pagano il pizzo verranno cacciati: non era mai
successo... "Vero. Vero anche che non vedo questa miriade di cacciati,
eppure a Palermo il pizzo lo pagano tutti. E poi lo abbiamo letto sul vostro
giornale: colui che fino a pochi giorni fa era vicepresidente di Confindustria,
Ettore Artioli, era anche socio di gente indagata per riciclaggio e a sua volta
in società con il rampollo di una famiglia mafiosa, condannato per traffico di
droga. Come si può pretendere la trasparenza quando si ha il torbido in
casa?". Forse puntando sui giovani, sui ragazzi di Addiopizzo o simili,
che credono in un Meridione pulito. "Lo penso anch'io. Senza di loro gli
imprenditori e i commercianti non si sarebbero posti seriamente la questione
del pizzo. Il rischio, però, è che qualcuno possa strumentalizzare le energie
di questi ragazzi. Farli sentire apprezzati e intanto controllarli". A lei
è successo, di sentirsi controllata? "A me è successo l'opposto. La lobby
dell'antimafia si è presto resa conto che ero ingestibile". In che senso?
"Faccio un esempio. Mi sono battuta a lungo per lo scioglimento
dell'amministrazione comunale di Barcellona Pozzo di Gotto. Tutti sapevano che
era un biscotto inzuppato nella mafia, e la relazione degli ispettori lo
confermava. Ma nessuno mi ha sostenuto, a livello istituzionale. Addirittura
Francesco Forgione, alla vigilia della sua nomina a presidente della
Commissione parlamentare antimafia, mi disse che 'lo scioglimento di un Comune
non aveva mai portato la democrazia'. Ecco, di questo eventualmente dovrebbe
parlare Tano Grasso con Giuliano Amato: del fascicolo sul comune di Barcellona
che il ministro ha sulla scrivania. E sul quale non ha mai speso una
parola". n Io difendo l'antiracket Giuseppe Lumia non è stato solo il
presidente della commissione parlamentare Antimafia. è anche un simbolo della
lotta sul territorio a Cosa nostra. Per questo gli chiediamo cosa pensa degli
articoli de 'L'espresso' sull'antimafia e come giudica le reazioni di Tano
Grasso. "Prima di tutto", esordisce, "riconosco la straordinaria
positività della Fai, la Federazione nazionale antiracket, che in questi anni
ha permesso di avviare una nuova stagione di legalità al Sud. E aggiungo:
quando Tano Grasso critica la sinistra, ha ragione. La sinistra deve fare un
ulteriore salto di qualità per rendere più efficace la lotta a Cosa
nostra". Tutti d'accordo. Grasso però dice anche un'altra cosa:
sottintende un complotto contro la Federazione antiracket. E critica
'L'espresso' che, con le notizie pubblicate, farebbe il gioco della mafia.
"Beh, bisogna capire: c'è l'amarezza... C'è il timore della
delegittimazione...". Quindi? I giornalisti non devono riferire delle
indagini in corso? "Al contrario. I giornalisti devono fare il loro
mestiere. è un elemento imprescindibile. Nessuno deve permettersi di interferire,
su questo fronte". Ma scusi: lei era al corrente del caso Caniglia?
"Si figuri... Certamente no". E sapeva che quando Grasso guidava il
Commissariato nazionale antiracket lavorava con lui un poliziotto indagato per
avere 'agevolato l'attività di un'associazione mafiosa'? "Dobbiamo proprio
entrare in questi particolari?". Sì, vista la situazione... "Allora
diciamo così: possiamo convenire che voi giornalisti avete l'autonomia nel
segnalare le cose, e noi possiamo dire che la Fai va sostenuta con
determinazione".
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 04-04-2008)
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Attualità ELEZIONI /
CONTO ALLA ROVESCIA QUELLI CHE IL PAReggio confindustria. vescovi. centristi. E
PURE GLI osservatori internazionali. crescE iL PARTITO del risultato senza
vincitori. E C'è CHI GI progetta un governo di larghe intese. NON GUIDATO DAL
cavaliere Nel Pd abbiamo coniato due slogan, uno in caso di vittoria, uno in
caso di sconfitta. 'Yes, we can', se vinciamo: sì, possiamo. 'Yes, week-end',
se perdiamo: non avremo più niente da fare, passeremo un sacco di belle
giornate al mare... Accomodato su un manifestino verde, uno di quelli con su
scritto Veltroni presidente che accompagnano il tour del leader in giro per la
Penisola, Massimo D'Alema non trattiene il sarcasmo sul messaggio con cui
Walter Veltroni sta affrontando da ormai quasi due mesi la campagna elettorale.
Anche se il ministro degli Esteri, in realtà, non ha nessuna intenzione di
darsi alla vita marinara anzitempo. Più si avvicina la data del 13 aprile più i
notabili del Pd cominciano a ostentare in pubblico il loro scetticismo sulle
reali possibilità che la creatura di Veltroni possa vincere davvero le
elezioni. E si preparano a giocare la partita nello scenario post-elettorale su
cui puntano le loro carte. Quello evocato dalla cover story del settimanale
americano 'Newsweek': la Grande coalizione che può mettere fine all''Italy's
chaos', per difendere la fragile economia italiana dalla recessione e scrivere
le riforme istituzionali. L'esito preferito del Terzo partito, il partito del
Pareggio, quello che non si candida alle elezioni ma conta parecchio e che
scommette senza incertezza sul segno X in schedina, sul nulla di fatto: con la
Camera assegnata a un vincitore e il Senato di nuovo ingovernabile. Quello che
fin dall'inizio, dalla caduta del governo Prodi, ritiene che il risultato
migliore sarebbe l'equilibrio tra i due maggiori partiti, come premessa
indispensabile per ripartire da capo dopo il voto. E che ha lavorato in modo
attivo perché la campagna elettorale non decollasse. "Sa perché queste
elezioni sono così povere, pochi manifesti, poche cene, pochi spot alla
radio?", chiede un lobbysta di una famosa multinazionale del tabacco:
"Le aziende, grandi e piccole, tutte, nel 2006 si sono dissanguate per
sostenere i partiti, nell'aspettativa di un governo stabile che facesse le cose
che ci stavano a cuore. Invece, dalle urne è uscito il governo Prodi appeso al
voto di Turigliatto. E ora, cosa pensa che possa cambiare con il ritorno di
Berlusconi? Niente, non cambierà niente. Il Cavaliere ormai non lo sopporta più
nessuno, non c'è su di lui l'interesse del 2001. E allora ci siamo consultati
tra di noi e abbiamo deciso di tagliare i fondi. Se la facciano loro, la
campagna elettorale. Noi aspettiamo le elezioni e vedremo". Non è la
conversione delle lobby al verbo dell'anti-politica. Il Terzo partito raccoglie
ambienti molto lontani tra loro: imprenditori, osservatori presunti imparziali,
organi di stampa internazionali, uomini di Chiesa. E, naturalmente, segretari
di partito e singoli leader. Uniti dalla previsione, e dalla speranza, che
dalle urne non uscirà un responso netto. Tutti convinti, per paradosso, che un
risultato incerto eviterebbe una stagione di instabilità e costringerebbe i
partiti a cercare un accordo tra loro. Anche se poi, sulla ricetta da applicare
in caso di stallo, le idee sono diverse. C'è pareggio e pareggio. C'è uno zero
a zero che tiene in piedi Berlusconi (in accordo con Veltroni) e uno che per il
Cavaliere sarebbe l'inizio della fine. C'è la Grande coalizione
Berlusconi-Veltroni fondata sul patto tra Pdl e Pd, il 'Veltrusconi' auspicato
da 'Newsweek'. E c'è, al contrario, un governo appoggiato dalle principali
forze politiche, a partire dall'Udc di Pier Ferdinando Casini, come prevede
un'altra autorevole testata anglosassone, il 'Financial Times' ("Casini
sarà centrale in ogni trattativa"), che presuppone un passo indietro dei
principali protagonisti della campagna elettorale, Berlusconi e Veltroni. Sulla
prima exit strategy, quella di un accordo diretto tra Berlusconi e Veltroni, si
è espresso in tempi non sospetti un esponente di punta del Pd, il sindaco di
Torino Sergio Chiamparino: "Se il voto degli italiani incoraggerà questo
sforzo, il Pd deve proporre un governo di larghe intese con Forza Italia. Non
riesco a vedere un centrodestra che si sostituisce al centrosinistra e tutto
resta come prima", ha detto quando il voto era ancora lontano. Smentito da
Veltroni, Goffredo Bettini, Anna Finocchiaro, Dario Franceschini e da tutti i
capi del Pd. Ma Chiamparino non arretra, anzi: "Ho solo detto in pubblico
quello che tutti ripetono in privato. A cominciare da Montezemolo". Anche
il secondo scenario, quello che punta sull'indebolimento elettorale della
coppia Berlusconi-Veltroni, ruota sul presidente di Confindustria. Proprio lui,
Montezemolo, è considerato da più parti il leader occulto del partito del
Pareggio. è l'oggetto di desiderio dei due schieramenti, più volte tirato in
ballo dagli uomini del loft o di palazzo Grazioli come papabile ministro di un
governo Berlusconi (alle Attività produttive) o di un governo Veltroni (agli
Esteri accorpati al Commercio internazionale, come ha proposto di recente lo
stesso Montezemolo). Di certo sarebbe in testa alla lista dei nomi di un
governo delle larghe intese. Qualcuno, anzi, lo indica come il probabile
premier del governissimo: per il leader dell'Udc Casini, ad esempio, è il
personaggio ideale per archiviare la lunga stagione berlusconiana. Di fatto, la
Confindustria montezemoliana ha evitato accuratamente di farsi trascinare nella
contesa elettorale. Ma in queste settimane il presidente uscente di via
dell'Astronomia ha picchiato sempre sullo stesso tasto. Prima il decalogo sulla
crescita e il bene comune, da ricercare "senza colorazioni
politiche", con la richiesta di nuove liberalizzazioni, la riduzione
complessiva delle tasse locali e nazionali, la semplificazione burocratica, i
rigassificatori, le infrastrutture, la lotta al racket, l'aumento degli
investimenti sulla ricerca: un programma di governo. Poi, due settimane fa,
l'appello ad aprire una stagione di "nuovo patriottismo", con un attacco alla classe politica degna di Beppe Grillo: "I politici si dichiarano favorevoli al principio del
merito, ma non lo applicano a se stessi: nelle liste c'è un'abbuffata di
portaborse". Infine, il martellamento di dichiarazioni quasi quotidiane
sull'esigenza di un governo che affronti "scelte, decisioni impopolari,
decisioni vere per il futuro del paese". E giù botte sulle
"promesse a costo zero", l'abbassamento delle tasse (Berlusconi) o
l'aumento delle pensioni da luglio (Veltroni), prontamente rimbeccate dal
confindustriale 'Sole 24 Ore' per mancanza di copertura finanziaria. Difficile
per Luca tirarsi indietro in caso di chiamata della patria. O, almeno, del
Quirinale. Nel partito del Pareggio milita il mondo cattolico più vicino al
cardinale Camillo Ruini. Anche il presidente dei vescovi Angelo Bagnasco
all'ultimo consiglio permanente della Cei ha presentato il suo decalogo
(aumento dei salari minimi, difesa del potere d'acquisto delle pensioni,
emergenza abitativa, maggiore sicurezza nei posti di lavoro) e la sua
soluzione: "Vorremmo che all'indomani del voto ci fosse una spinta
convergente per affrontare queste questioni". Una dichiarazione esplicita
a favore delle larghe intese, completata dall'invito del segretario generale
monsignor Giuseppe Betori a riformare la legge elettorale e tornare alla
possibilità per gli elettori di votare i candidati con le preferenze: in
sintonia con i giudizi sferzanti di Montezemolo sulla classe politica. In
Vaticano non si limitano a tifare per il governissimo: operano perché il
desiderio si avveri. Con un abile intreccio di benedizioni promesse ai tanti
soggetti che si contendono il voto dei cattolici. E con il gioco delle
candidature di personaggi in posizione strategica nelle varie liste, il Pdl, il
Pd, l'Udc, pronti a colpire uniti dopo le elezioni, in nome dei valori,
naturalmente. Forze rimaste prudentemente in attesa sono pronte a uscire allo
scoperto in caso di risultato ballerino. Per un governo di emergenza nazionale,
oltre al presidente di Confindustria, potrebbero spuntare i nomi di Mario Monti
e del governatore di Bankitalia Mario Draghi. Con l'appoggio dell'Udc di
Casini, ma anche di quella parte del Pd che prima delle elezioni puntava a
costruire un nuovo centrosinistra, l'alleanza dei riformisti con i moderati, in
testa Massimo D'Alema. Nomi che costringerebbero Berlusconi a risvegliarsi dal
sogno di tornare a palazzo Chigi per la terza volta, nonostante la probabile
vittoria del Pdl alla Camera. è stato il Cavaliere a spingere per le elezioni
anticipate con la vecchia legge elettorale, nella speranza di un trionfo
facile. Se la scommessa fallisce e il centrodestra resta appeso al ricatto di
pochi senatori e della Lega, per l'ex premier rimane un'unica alternativa: un
accordo con Veltroni che gli permetta di restare l'uomo che distribuisce le
carte al tavolo della politica italiana. Raccontano che il Cavaliere ci stia
pensando da sempre e che la tappa elettorale sia solo un passaggio per trattare
con il leader del Pd il grande accordo da posizioni di forza. Difficile, però,
che possa essere lui a gestire in prima persona il risultato elettorale. E
anche Veltroni potrebbe avere qualche difficoltà: D'Alema aspetta il 13 aprile
per tornare a tessere la tela. Tante scelte di Walter degli ultimi mesi hanno
trovato Massimo a dir poco freddo, ma la campagna elettorale è il momento
peggiore per aprire la resa dei conti. Dopo, ci sarà il tempo. Soprattutto se
gli entusiastici we can del Pd dovessero lasciare il posto a ben più
malinconici week-end di opposizione. n Il governo Letta-Letta di Edmondo
Berselli Largo al governo del pareggio, l'ultima trovata inciucista, con Walter
Veltroni, il buonista, che continua a ripetere correttamente che chi ha un voto
in più governa, altro che storie, e il Cavaliere trionfante, che ha assunto la
veste del padre di famiglia preoccupato, e predica sobrietà quasi prodiana,
pronto, secondo un pesce d'aprile, a cooptare Massimo Cacciari e Mario Monti.
Già, il filosofo sindaco di Venezia, magari con barzellette annesse:
"Com'è tua moglie a letto?". "Mah, c'è chi ne dice bene, c'è chi
ne dice male.". Mentre in realtà questo è il momento dell'incertezza, ed è
per questo che vengono fuori le strategie che una volta si sarebbero dette, da
destra, 'consociative'. Il governo meraviglioso, secondo l'area terzista e
compromissoria, degli ottimati, dei poteri forti, delle stupende leccate
reciproche. Gianni Letta, un uomo di Stato! Enrico Letta, suo nipote! Il
governo Letta-Letta, che sciccheria mondana! Da far fremere le Angiolillo e le
Verusio, e i salotti e i party e gli happy hour, in un tripudio bipartisan.
Eppure come si può dimenticare che è sempre la solita storia del 'governo dei
migliori'? Quella che periodicamente rispunta fuori in un paese che non vuole
saperne di conflitti, regolati o no, e che preferisce il concordato, i lodo, il
compromesso più o meno storico, la solidarietà, la garanzia, quell'area, come
scrisse ripetutamente il bocconiano Mario Monti, corteggiato da Veltroni e
indicato da Berlusconi, che ha ben presente quali sono le riforme da fare, al
di là della destra e della sinistra. E mai nessuno che ricordi che il governo
dei migliori, come scrisse ripetutamente Norberto Bobbio, "è una vecchia
truffa reazionaria". E, se non si vuole essere accusati di ideologia, o di
sinistrismo, di radicalismo deteriore e di mancanza di patriottismo e di
identità nonché di orgoglio nazionale, occorrerà ricordare che non ci sono
ricette condivise. Queste sono astrazioni. Si potranno condividere vaghe idee
sulla riforma liberale del mercato del lavoro, o sulla riforma delle aliquote
fiscali, ma poi ogni misura va parametrata sui dettagli. E sui dettagli casca
l'asino. Sempre. E allora bisognerà spiegare, se proprio ci fosse la disgrazia
del pareggio, che Berlusconi è stato ingordo, non ha avuto la pazienza civile
di impegnarsi in una semplice riforma elettorale. E quindi, chi è causa del suo
mal, con quel che segue. Insomma, se esce il segno del pareggio, altro che
pensare ai Montezemolo, ai Marchionne, agli ottimati: non possiamo immaginare
che l'unica soluzione per l'Italia è il governo di Dagospia. (O forse sì: ma
allora ditelo, e che non sia solo un gossip elettorale).
( da "Corriere della Sera" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-04 num: - pag: 20
categoria: BREVI Il sostegno di Grillo e l'appello a
Minniti "Sei un combattente", ha detto Beppe Grillo (foto),
intervenuto telefonicamente al termine della conferenza stampa di Pino
Masciari.
( da "Corriere della Sera" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-04-04 num: - pag: 20 categoria:
REDAZIONALE La protesta Masciari, imprenditore calabrese che si è opposto al
racket: lo Stato non mi protegge, torno nella mia terra La sfida del
super-testimone: abbandonato, affronto i boss DAL NOSTRO INVIATO VIBO VALENTIA
- "Sono un testimone di giustizia, non un pentito. Non parlo di legalità
"per mestiere", ma per convinzione morale. Ho rotto l'omertà e ho
denunciato cosche, politici e magistrati con nomi e cognomi, facendoli
arrestare e condannare. Ma per lo Stato sono soltanto un problema. Anzi un
numero, la matricola 1663. Non me lo hanno tatuato sul braccio, ma questo sono:
un detenuto e un deportato che ha perso tutto. Anche il diritto alla sicurezza
e al reinserimento nella vita normale che lo Stato promette a chi si ribella e
denuncia. Questo è un messaggio devastante, ce ne rendiamo conto? Da domani chi
sarà quel pazzo che si fiderà più delle istituzioni? ". Nel chiostro del
convento domenicano del 1455, Pino Masciari, il primo dei 67 testimoni di
giustizia attualmente sottoposti al "programma di protezione " dello
Stato italiano, sfoga con le lacrime la sua rabbia e la sua delusione. Per lui
si sono mobilitati, con presidi davanti alle prefetture e
appelli online, i Meet Up di Beppe Grillo di
Torino, Vercelli, Napoli, La Spezia, Bari , Ferrara e l'associazione Libera.
Non la politica? "Si vede che preferisce il silenzio perché ci sono le
elezioni - dice Masciari -. Forse il mio dramma e quello di altri testimoni di
giustizia fanno perder voti...". Masciari ha 49 anni. La sua è una
famiglia di imprenditori edili da tre generazioni. Un'azienda, la settima in
Calabria, che dava lavoro a 200 operai ed eseguiva anche lavori prestigiosi,
come quelli alla Certosa di Serra San Bruno. Ma da quando non ha più voluto
pagare tangenti, "il 3 per cento alle cosche, il 6 per cento ai politici
", per Masciari è cominciata un'altra vita. è stato circondato, assediato,
preso alla gola. Da cosche, giudici e politici, banche. Le cosche sabotavano
mezzi e cantieri e gambizzavano il fratello. Le banche lo mettevano in
difficoltà per somme esigue e lo spingevano a rivolgersi agli usurai, persino
indicandogli quelli "fidati ". Politici e giudici completavano il
lavoro. A Saverio Damiani, per esempio, giudice del Tar Calabria (poi
condannato a tre anni) Masciari dovette pagare una tangente di 144 milioni di
lire, mentre il presidente del tribunale di Vibo Valentia, Patrizia Pasquin,
poi arrestata, fu lesta a dichiarare fallita un'azienda di Masciari per un
debito di appena 134 milioni di lire. Il fallimento è stato poi riconosciuto
come ingiusto e tutte le commissioni Antimafia e i ministri dell'Interno che si
sono succeduti dal
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere del
Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-04-04 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Pozzuoli, la signora del vino sfida il politico di ferro
La "matricola" Martusciello contro Giacobbe Giacobbe capeggia 8
liste, ogni giorno sguinzaglia 250 gregari casa per casa. Lady Martusciello
risponde: "Meglio soli che troppo accompagnati" La "signora del
vino" che ha ridato vigore alla Falanghina flegrea sfida senza complessi
un attore navigato della politica puteolana che dopo aver fatto il
"vice" cambia casacca per diventare finalmente sindaco. O adesso o
mai più. Dando nomi e cognomi ai duellanti la sfida di Pozzuoli è questa: Elena
Di Gennaro Martusciello, matricola della politica capace, all'esordio, di meritare
i complimenti di D'Alema contro Pasquale Giacobbe, medico apprezzato, demitiano
di ferro trasmigrato con altri ex margheritini alla corte di Berlusconi.
Accettati dal Grande Capo ma non dai pretoriani locali. Una sfida con il
coltello tra i denti, lo avrete capito. Giacobbe si gioca tutto, capeggia 8
liste di sostenitori e ogni giorno sguinzaglia 250 gregari casa per casa per
una campagna alla vecchia maniera, pane, formaggio e molte promesse. La sua
avversaria ha replicato con uno slogan che ha fatto breccia: "Meglio soli
che troppo accompagnati ". Lady Elena ha i nervi saldi, questa per lei non
è l'ultima spiaggia, ma il primo bagno nel mare della politica: ha accettato il
"corteggiamento" del partito democratico e si è lanciata
nell'avventura con l'entusiasmo del neofita e la capacità strategica di una
imprenditrice che ha scalato il successo. Qualche maligno ha insinuato: è un
burattino di Vincenzo Figliolia, il sindaco commissariato per sospetti di
infiltrazione camorristica al Comune, ma la replica è secca: se fosse così
sarebbe in lista con me, invece ha accettato di fare un passo indietro".
Come Filippo Lucignano che per la prima volta non è candidato, e come Filippo
Monaco che ha scelto la Camera. I programmi dei due schieramenti hanno molto in
comune, ma la proposta più dirompente l'ha fatta la "signora del vino
" prendendo posizione contro la movida che nel week-end soffoca Pozzuoli:
"Farsi invadere dalle auto non è sviluppo". A sostenere
l'imprenditrice solo due liste, una cinquantina di "corrieri del
fare" come li chiama lei e dietro le quinte la regia amorevole e
intelligente del figlio Francesco. Che dica: "Questa carta vogliamo
giocarla fino in fondo anche se qualche volta mi prende il magone: se mamma
dovesse vincere la perderemo per cinque anni e per l'azienda sarà un bel guaio
perché è il simbolo vincente delle Cantine Grotte del Sole. Lei è fatta così,
ama Pozzuoli e se assume un impegno non molla la presa". Se ne sono resi
conto anche i dipendenti del mercato ittico - quello dello "scandalo"
che ha portato al commissariamento - i quali, dopo averla incontrata le hanno
detto: "Signora diamoci la mano, lei non parla politichese".
Giacobbe, invece, picchia duro, ha dalla sua una esperienza di anni e una rete
di contatti che si è accresciuta di altri consensi dopo il cambio della
casacca. Al suo fianco ha altri big e tre ex sindaci: Carmelo Cicale, Salvatore
Lubrano e Gennaro Devoto, un tempo volto e anima dei ds di Pozzuoli, oggi La
competizione Sono cinquecento i nomi complessivamente nelle liste Dieci
aspirano a diventare sindaco personaggio autorevole. E ora tentiamo di dare un
senso politico alla disfida. Nelle liste di centro destra, otto su diciotto, si
contano più professionisti della politica, in quelle che si riconoscono in
Elena Di Gennaro c'è più società civile. Facciamo qualche nome: Maria Carmine
Tumiatti, apprezzata insegnante di religione; Paolo Ismeno, commercialista;
Tommaso Scotto Di Minico, medico molto noto; e la prof Rossana Maccaria
impegnata nelle politiche al femminile. Come finirà? Vietato fare pronostici,
ma diamo un'occhiatina ai sondaggi: all'inizio erano tutti per Giacobbe (48%
contro 27%) oggi la forbice si sarebbe molto ridotta. Dei candidati abbiamo già
detto, sono 500 e hanno imbrattato la città rendendola ancora più invivibile.
La novità più ghiotta, però, è che gli aspiranti alla poltrona di sindaco (che
fa gola, nonostante porti sfiga) sono dieci e se non è un record poco ci manca.
Tanto chiasso e, soprattutto, tanta invidia e un fiume di veleni. L'ultimo botto lo ha fatto Beppe Grillo che è
venuto a salutare i "grillini" di Pozzuoli riuniti sotto le insegne
di "Pozzuoli in Comune " invitandoli a fare il pieno di chiasso. Il
messaggio, manco a dirlo, è stato raccolto. Avvicinandosi il traguardo la
tensione ha raggiunto il massimo con inciuci che toccano il privato. E
questo autorizza a pensare che dopo 28 mesi di commissariamento, Pozzuoli abbia
voglia di riaprire il grande circo. Chi conosce il canovaccio, però, è
legittimato a pensare che a far scattare la molla non sia stato tanto il
desiderio di riappropriarsi il primato della politica, quanto la possibilità di
amministrare i 600 milioni di euro per le opere pubbliche in corso, il
completamento del Rione Terra eterna incompiuta, il porto, l'area archeologica e,
dulcis in fundo, l'Accademia della Vela, la creazione di un polo turistico a
sei stelle sulla spiaggia della Sofer e la sistemazione del waterfront alla
quale sta lavorando il grande architetto americano Eisenman. Grandi sogni, ma
il rischio che la casa bruci è fortissimo: i puteolani, infatti, devono
restituire otto milioni di bollette dell'acqua non pagate e al Comune per far
quadrare il bilancio sono stati costretti a iscrivere nelle poste attive
l'incasso della vendita di due immobili che nessuno ancora ha acquistato. Carlo
Franco.
( da "Corriere della Sera" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-04-04 num: - pag: 45
categoria: BREVI NEL NOSTRO PAESE Le crisi di nervi Caro Romano, probabilmente
con dispiacere di molti, Mastella esce a testa alta dall'inchiesta Why not
nella quale rimase coinvolto nell'autunno scorso. Nel frattempo l'onorevole è
caduto in disgrazia, come il governo Prodi, abbandonato da Mastella dopo i
continui attacchi subiti da destra e sinistra. Anche il pm che lo aveva
iscritto nel registro degli indagati, de Magistris, non è stato fortunato.
Infatti, dopo alcuni momenti di gloria, è stato indagato e condannato dal Csm
alla censura e al trasferimento da Catanzaro. A questo punto le chiedo chi e
come risarcirà Mastella e gli italiani che credevano nel governo Prodi. I
conduttori di alcune trasmissioni televisive, come pure il
comico Beppe Grillo, avranno il coraggio di scusarsi
pubblicamente, dopo che per settimane e settimane lo hanno messo alla berlina e
linciato moralmente? Io aspetto! Silvano Stoppa silvano.stoppa@poste.it Il
governo Prodi era già da tempo traballante e Mastella poteva essere criticato
per più sostanziali ragioni politiche. Ma alcuni magistrati dovrebbero
rendersi conto che non possono ignorare le ricadute delle loro iniziative. Il
loro mestiere non si svolge nel-l'aria rarefatta del Pianeta Giustizia, ma in
un Paese che è sempre sull'orlo di una crisi di nervi.
( da "Stampa, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Personaggio Album e
libro per Michele Salvemini in arte Caparezza Patti Smith "Dream of
life" "Che ci aspetta fuori dal tunnel? Le saghe mentali" Il
cantante: piacerò a tutti solo quando morirò LUCA DONDONI MILANO Caparezza è
uno dei personaggi più strani e insieme interessanti del nostro panorama
discografico. Un "pezzo unico", un talento fresco e puro per quanto
puri si possa rimanere in questo mondo fatto di note e bilanci sempre più in
rosso. A giorni esce il quarto album della carriera di questo pugliese di
Molfetta. Si intitola Le dimensioni del mio caos e il gioco di parole riporta
al disordine che regna sovrano nel mondo di Michele Salvemini (il vero nome del
cantautore) domiciliato in un garage arredato con giocattoli o ammennicoli
colorati e ingombranti. "E' il primo fonoromanzo nella storia della musica
italiana - dice subito Capa - e trae ispirazione da un racconto presente nel
mio primo libro dal titolo Saghe mentali (anche qui il doppio senso è dietro
l'angolo; ndr) in uscita per Rizzoli". Il disco è diviso in 14 "audio
capitoli", noi le chiameremmo semplicemente canzoni, e racconta le
avventure di Caparezza e di due personaggi singolari come lui: Ilaria
Condizionata e Luigi delle Bicocche. I brani poi sono legati l'uno all'altro da
momenti recitati affidati ai doppiatori più importanti di casa nostra. Quelli,
per intenderci, che danno la voce italiana a Nicolas Cage, Anthony Hopkins,
Clint Eastwood giusto per citarne alcuni. Caro Caparezza, parliamo subito di
elezioni così ci leviamo il dente. Lei esteticamente ci ricorda certi anarchici
di un tempo. Per chi vota? "Assolutamente Beppe Grillo. Di Berlusconi o Veltroni non mi sono fatto una grande opinione
e soprattutto se nel primo caso il signore e il suo partito hanno avuto cinque
anni di governo per dimostrarci cosa potevano fare senza farlo, nel secondo
anche se il personaggio sembrerebbe positivo non mi convince fino in fondo.
Comunque se mi fa mandare un messaggio ai ragazzi dico che bisogna assolutamente
andare a votare. Non farlo sarebbe sbagliato concettualmente e un errore
folle". Ok capito, torniamo alla musica. Pur essendo al quarto disco lei
sembra ancora abbastanza distante dalla "massa". Crede che Le
dimensioni del mio caos arriverà al grande pubblico? "Arriverò al grande
pubblico solo quando morirò". Dichiarazione un po' forte. "Lo dico
per davvero. L'Italia ha scoperto Rino Gaetano solo dopo morto e grazie a una
fiction che peraltro non lo ha dipinto nemmeno troppo bene. Succederà anche a me".
Non la facevamo così pessimista. "Mi lasci esagerare un po', sennò che
Caparezza sarei". Qualcuno la considera l'erede italiano di Frank Zappa,
le piace il paragone? "Non solo mi piace; mi lusinga. Forse però mi
avvicinano a quel grande artista più per la mia testona di capelli ricci e neri
che per altre cose. E poi io rappo, non canto". Nel cd c'è un pezzo che
parla delle scimmie Bonobo (non sono aggressive e passano tutto il tempo a fare
sesso) come dell' animale che ha capito tutto della vita. "Sì perché il il
senso della vita è quello di accoppiarsi così che la vita possa continuare.
L'unico modo per far morire la vita è smettere di far l'amore e anche la Chiesa
dovrebbe saperlo e capirlo. Sbaglio o anche i Santi sono nati da un atto
d'amore?" Patti Smith plana su Bologna con due concerti (uno dei quali con
Tom Verlaine e Giovanni Sollima) proiezioni, mostre e due dischi in arrivo.
"Sto per mettermi al lavoro su un nuovo album, con Flea dei Red Hot Chili
Peppers, sarà un disco rock molto forte e potente, politicamente
orientato". L'altro progetto, in uscita a maggio, è intitolato The coral
sea e la vede impegnata con Kevin Shields dei My Bloody Valentine. "Ogni
concerto è diverso, perché dipende dal pubblico, dall'energia, dall'atmosfera che
si crea lì per lì". Sul palco, insieme a lei, il figlio Jackson: "E'
un ottimo musicista, e poi è bellO suonare con qualcuno che a volte mi ricorda
mio marito, a volte me stessa". Per le prossime elezioni sosterrà Obama:
"Sono rimasta colpita dal suo discorso sulle razze. Gli Stati Uniti sono
in una situazione difficile, il morale è basso, c'è bisogno di nuova energia.
Detto questo, se Hillary Clinton diventasse presidente non avremmo niente da
temere, è un politico di prima categoria".\.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il monaco del centro
di Polava: "Non si possono mantenere legami con un popolo, come i cinesi,
che non rispettano i diritti umani" Fiaccole e bandiere: in 1.500 per il
Tibet Grande partecipazione alla marcia di solidarietà partita da piazza San
Giacomo A illuminare il terrapieno di piazza Libertà c'erano fiaccole rosse,
fiaccole verdi e fiaccole bianche. E tutto intorno centinaia di bandiere del
Tibet. Pronte a sventolare per sottolineare i passaggi più significativi del
discorso con il quale il monaco tibetano Lobsang Pende ha concluso la marcia di
solidarietà in favore del Tibet che si è svolta ieri partendo da piazza San
Giacomo. Un lungo serpentone di persone, più di 1.500 secondo i dati resi noti
dalle forze dell'ordine, hanno camminato in silenzio attraversando le vie del
centro per esprimere tutta la loro solidarietà al popolo tibetano. Così gli
udinesi hanno voluto rispondere all'appello del Dalai Lama che nei giorni
scorsi, da New Delhi, ha chiesto "l'aiuto" della comunità
internazionale per risolvere la crisi del Tibet. Rispondendo presente all'iniziativa promossa dal gruppo amici di Beppe Grillo, dal
centro Cian ciub cio Ling di Polava, in comune di Savogna, e dal centro di
accoglienza Balducci di Zugliano. "Siamo venuti qui - ha detto il monaco
Lobsang Pende, da otto anni maestro del centro di Polava - per protestare
contro il governo cinese, per far vedere la vera faccia del governo comunista
cinese. Da 50 anni in Tibet non vengono rispettati i diritti umani. Ma è
venuto il momento di dire basta perché non possiamo accettare le accuse rivolte
al Dalai Lama". "Per protestare - ha raccontato il monaco le cui
parole venivano tradotte dal tibetano - sono state organizzate manifestazioni
in tutto il Tibet e i cinesi hanno isolato i monasteri lasciandoli senza acqua
né cibo. Molti monaci sono morti di fame, altri si sono amputati una mano o una
gamba per far vedere che erano ancora liberi. Tutto questo deve finire. E come
noi la pensano anche molti cinesi, ma abbiamo bisogno dell'aiuto di tutta la
comunità internazionale, dell'America, dell'Europa. Non si può mantenere legami
commerciali con un Paese che non rispetta i diritti umani. Un presa di
posizione forte da parte di tutti è l'unico modo per salvare un popolo che sta
morendo". Cristian Rigo.
( da "Stampa, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Di Gianni Oliva e
Fiorenzo Alfieri inizierà il "Convegno internazionale Italia e Europa
Centro - Orientale: il Risorgimento come causa comune". Info 011/ 6615481
o info@europiemonte.it. Le parole del 68 CIRCOLO DEI LETTORI, VIA BOGINO 9, ORE
11 Conferenza di presentazione de "Le parole del '68. Arte, cinema, letteratura,
musica". Intervengono Daniela Formento, Alberto Barbera, Fabio Freddi,
Antonella Parigi e Fabrizio Vespa, con la partecipazione di Michelangelo
Pistoletto. Città sostenibile ORDINE ARCHITETTI TORINO, VIA GIOLITTI 1, ORE
14,30 Convegno "Trasmettere la città sostenibile". Dietro le quinte
TEATRO REGIO, PIAZZA CASTELLO 215, ORE 15 Visita guidata "Il Regio dietro
le quinte. Itinerari segreti di una grande teatro d'opera". Ingresso: 5
euro. Info 011/8815557. Iam Festival FNAC, VIA ROMA 56, ORE
( da "CronacaQui.it" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Dura contestazione
davanti al teatro di Almese. Troppa tensione in paese, salta il convegno.
Minacce di morte a Ferrentino La rabbia dei No Tav fa scappare Bresso,
Chiamparino e Saitta ALMESE - Il presepe di No Tav e anarchici, organizzato per
accogliere Mercedes Bresso, Sergio Chiamparino e Antonio Saitta, festeggia per
la "cacciata" dei tre "Re Mangi", obbligati a rinunciare al
convegno organizzato dal Pd e a non presentarsi neanche all'auditorium Magnetto
di Almese. Una iniziativa cui hanno presenziato oltre due mila manifestanti
muniti delle consuete bandiere bianche con il treno crociato ma tra cui non
c'era l'annunciato Beppe Grillo.
Questa volta la fantasia dei valsusini ha partorito l'idea di un presepe fuori
stagione con una trentina di persone in costume: l'obiettivo era deridere i tre
"Re Mangi", come sono stati soprannominati la presidente della
Regione, Mercedes Bresso, quello della Provincia, Antonio Saitta, e il sindaco
di Torino, Sergio Chiamparino. La manifestazione ha sostanzialmente
bloccato gli ingressi dalle 20, con un cordone costituito soprattutto da
ragazzi dei gruppi anarchici, al fine di impedire ai tre politici di entrare e
tenere il convegno. L'ultimo ad entrare, sommerso da una bordata di fischi e
scortato dalle forze dell'ordine, presenti in maniera massiccia, è stato il
segretario regionale del Pd, Gianfranco Morgando. E proprio a lui, circa un'ora
dopo, è toccato l'annuncio della decisione di annullare il convegno, presa in
accordo con il questore per motivi di ordine pubblico. Decisione che ha
scatenato la festa dei No Tav all'esterno dell'auditorium e lo sdegno del
sindaco di Almese, Bruno Gonella: "E' una cosa di una gravità inaudita. In
questo paese non era mai successo che non si consentisse alla gente e in
particolare a una forza politica di parlare ed esprimere la propria opinione,
soprattutto così vicino alla scadenza elettorale". Un episodio che
probabilmente finirà per ritorcersi contro gli stessi No Tav, la cui immagine -
anche a livello nazionale - non esce sicuramente bene dalla serata di ieri.
Come se non bastasse, a rovinare definitivamente la "reputazione" dei
No Tav c'è stato un volantino, diffuso tra i manifestanti, contenente minacce
di morte ai danni del presidente della Comunità Montana Bassa Valle, Antonio
Ferrentino, "reo" di non essere allineato con le posizioni più
intransigenti del movimento. Dopo la "fuga" Bresso, Chiamparino e
Saitta hanno voluto spiegare le ragioni della loro scelta: "L'abbiamo
fatto per responsabilità nei confronti delle persone presenti, per evitare
incidenti anche perché tra i manifestanti erano presenti pure dei bambini.
Riteniamo che queste persone non siano la maggioranza dei valsusini ma una
minoranza che tiene in ostaggio gli altri. Siamo di fronte ad una vera e
propria emergenza democratica. Esprimiamo la nostra solidarietà a Ferrentino
per il volantino". Ma si guarda già oltre. "Spediremo una lettera a
tutti i cittadini della Valle di Susa per dire quello che non abbiamo potuto
spiegare questa sera". Davide Petrizzelli 04/04/2008.
( da "Arena.it, L'" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
L'EDITORIALE Più che
le date elettorali il vero problema è il disinteresse Federico Guiglia
Il pasticcio risolto dell'ipotizzato rinvio delle elezioni per
consentire l'ammissione dell'ormai soprannominata "Dc di Pizza",
aveva un suo fondamento almeno psicologico: questo voto politico è talmente
poco "sentito" dagli italiani da aver reso per qualche ora non
assurda la prospettiva, pur incostituzionale alla radice, di poterlo
addirittura spostare. Restano appena otto giorni, oggi compreso, di campagna
elettorale: eppure, l'Italia non s'è ancora scaldata per palazzo Chigi. I
cittadini sembrano più rassegnati che entusiasmati per l'appuntamento che
inciderà sulle loro vite nei prossimi cinque anni. Alla diffusa apatia, o forse
al ragionevole disincanto, contribuisce in gran parte la delusione provata
negli ultimi anni per il Palazzo. Sarebbe arduo trovare oggi, tra gli elettori
del centro-destra, schiere di nostalgici per i cinque anni del già sperimentato
governo-Berlusconi. Così come risulterebbe difficile scovare, tra gli elettori
del centro-sinistra, amanti inconsolabili dei diciotto mesi d'esecutivo-Prodi.
Senza pianti né rimpianti, i cittadini si avviano al voto privi, oltretutto,
della possibilità di sciogliere almeno una parte dei dubbi per l'incredibile
mancanza di scontri televisivi diretti tra i due maggiori contendenti. Di più:
le partecipazioni dei politici alle tribune registrano ascolti deludenti. Il
sentimento dell'anti-politica questo ha prodotto, che gli italiani non
intendono più illudersi di niente né per nessuno. Neanche quegli italiani,
moltissimi, che confermeranno le loro preferenze di sempre. Ma lo scarso
coinvolgimento non è l'unica e visibile conseguenza della fine delle illusioni.
Qui si rischia anche un insolito e non quantificabile fenomeno di astensione
nei giorni 13 e 14 aprile. Elettori assenti per indifferenza o per
indignazione. D'accordo, sempre paventiamo l'astensione e sempre veniamo
smentiti. Nessun popolo d'Europa né d'America va così in massa a votare come il
saggio popolo italiano. Tutto lascia supporre che il
malumore non rovinerà la bella tradizione elettorale. Però stavolta ci sono
persone, e non ininfluenti come Beppe Grillo, e
con argomenti forti, le quali teorizzano l'astensione come forma di civile
protesta.2 .
( da "Corriere Adriatico" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
In ateneo Stop a Pino
Masciari MACERATA - Domani pomeriggio, all'Università (Scienze della Formazione
alle Vergini), si sarebbe dovuto tenere un incontro-dibattitto
con Pino Masciari organizzato dagli Amici di Beppe Grillo.
Inspiegabilmente - scrivono gli organizzatori - a 3 giorni dall'incontro,
l'ateneo ha negato l'aula che prima aveva concesso. Senza alcuna
giustificazione l'Università ha "cancellato" la testimonianza di un
coraggioso imprenditore, minacciato di morte, che avrebbe parlato della
criminalità organizzata in Calabria.
( da "Avanti!" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
"Helzapoppin"
fu un film straordinario, non tanto per il pregio artistico, quanto perché
segnò un'epoca, un tempo. Purtroppo, il tempo era quello della Seconda guerra
mondiale, a cavallo degli anni Quaranta. C'erano personaggi straordinari, come
i fratelli Marx: Chico, Groucho e Harpo; cantanti storici come Eddy Cantor e il
falsonegro Al Johnson; strano, non ricordo le protagoniste femminili.
"Helzapoppin" aveva una particolarità: era completamente senza senso,
tragicomico, senza una storia, una ragione. Un film assurdo, splendide
coreografie, musiche balletti, costumi. Ma tutto senza capo né coda, senza
logica né motivazione. Come l'Italia di mercoledì 3 aprile 2008, un Paese
politicamente folle, allo sbando. Italia-Helzapoppin, appunto. Primo evento: la
caduta definitiva dell'Alitalia, il fallimento. Siamo riusciti a far scappare a
gambe levate anche un tipo tosto come Spinetta, al quale l'avevamo offerta
gratis. Non c'è infatti nessun Grande Gatsby al mondo, che possa comprarsi un
rudere del genere Alitalia: ma soprattutto, un rudere occupato da dei sindacati
completamente folli. L'avevamo puntualmente scritto su queste colonne un paio
di settimane fa: i sindacati, dicevamo, dopo quel che hanno fatto all'Alitalia
per vent'anni, devono solo star zitti e pregare Dio che qualcuno rilevi la
baracca, anche per una lira. Detto e fatto: i sindacati hanno voluto parlare,
anzi, essere i protagonisti della trattativa ed è finita come era inevitabile,
come era scritto nelle sacre scritture. E qui sta il punto: solo in Italia
succede che a condurre le trattative per la vendita di una grande azienda, sia non
il proprietario, non il gestore, ma i sindacati. Cioè i primi responsabili del
fallimento. È pazzesco. È ovvio che i sindacati non possono sottoscrivere un
piano di licenziamenti. E d'altra parte è ovvio che il compratore ben conscio
di come sono andate le cose al predecessore, non voglia portarsi dietro al gran
completo una banda che al confronto quella di Brancaleone era una processione
di suore. Chi doveva trattare erano Spinetta e Prato, e gli altri discuterne
dopo cena, in sacrestia. Nove "sigle sindacali": che bellezza, che
dimostrazione di potenza. Si dettano le condizioni: e se il compratore va via,
che gli fai? Ma i nostri sindacati sono abituati da mezzo secolo a trattare. In
Italia con governi confindustriali che sanno di poter contare su una sola
risorsa: le tasse di Pantalone, che alla fine paga sempre il conto. Ma ora non
si può più fare, primo perché non c'è più una lira in cassa, secondo perché
l'Europa ce lo vieta e oggi l'economia la fa l'Europa. Ed ecco l'esito della
storica battaglia della Magliana: ora non ci resta che contare i morti. Secondo
evento della giornata: il ricorso del signor Pizza, capo della cosiddetta Dc, o
meglio consegnatario del simbolo della Dc (chissà con quale criterio un
magistrato glielo ha consegnato). Il Consiglio di Stato (il mio vecchio Palazzo
Spada, aulico sinedrio di uomini illustri) accoglie il ricorso di questo Pizza,
milite quasi ignoto, che non ha una lira, un iscritto, un voto: e anziché
prenderlo a calci gli consegna il potere di rinviare le elezioni a una
settimana dal voto! Cose del genere non succedono neanche più in Uganda, ma in
Italia sì. Più che nella Cassazione (a Sezioni riunite) ci eravamo ridotti a
sperare nella compiacenza del Pizza stesso, che, godutosi il suo giorno di
gloria, ha avuto la compiacenza di piantarla lì. Altrimenti, ci saremmo dovuti
sorbire altre schede, altre chiacchiere tv e naturalmente altri diversi
miliardi; sempre a spese di Pantalone. Terzo evento della storica giornata: i
rom di Milano cacciati da un campo invedibile e incredibile, come se vedono
solo in Italia. Grida di orrore e sgomento: della Chiesa, della Caritas, della
Sinistra, del Cardinale Tettamanzi. Tanto orami fanno parte della medesima
parrocchia. Appena il giorno prima, Milano ha salutato orgogliosa l'Expò
mondiale del 2015. E come crediamo di accoglier i 28 milioni di visitatori
previsti, che devono portarci i miliardi necessari: con l'Hotel a cinque stelle
con vista sui campi rom? Con la Stazione Centrale invasa da torme di zingarelle
che ti rubano anche le mutande, con gli ubriachi al volante sulle strisce
pedonali? L'affare del campo rom di Milano, dopo una notte di champagne e
retorica, ci ha riportato tutti alla realtà, di Milano e dell'Italia di oggi. E
ci sarebbe un quarto evento. L'aggressione, paurosa, a Giuliano Ferrara a
Bologna, a Piazza Maggiore (la stessa piazza che pochi mesi
fa aveva acclamato Beppe Grillo) al suo comizio "pro
life" o antilife (tanto è la stessa cosa, avrà lo 0,2%). Ce ne sarebbe da dire,
ma non vale la pena. Perché un uomo intelligente deve arrivare a sessant'anni
per incappare in simili stupidaggini? I sindacati impazziti; il signor
Pizza, il Cardinale Tettamanzi e i campi rom, Giuliano Ferrara e l'aborto:
tutto in una giornata: è troppo, perfino per noi.
( da "Riformista, Il" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Rupture il cupio dissolvi
di Giuliano Dedicato a quelli che "Ferrara se la cerca" Ci sono idee
che non si possono pensare? Ci sono quelli che hanno dato solidarietà immediata
a Giuliano Ferrara, come Veltroni, Bertinotti, Cofferati, Prodi, Cicchitto e
tutto il centro-destra. Ci sono quelli che dicono che le intemperanze non vanno
bene ma Ferrara se l'è cercata, come settori della Sinistra Arcobaleno. C'è
quello che non sa che dire perché non ha capito quello che vogliono i suoi
elettori, come Di Pietro che invita a "ignorare" Ferrara. Ci sono
quelli che picchierebbero Ferrara come l'ineffabile Manuela Palermi che, sulla
scia del suo leader Diliberto, ogni volta che può dire una stupidata che faccia
rumore non si lascia sfuggire l'occasione. C'è poi Beppe Grillo, modernariato puro, attrattiva per i collezionisti. Questo
spettro di reazioni dice molte cose. Molte cose antiche e alcune nuove. Le cose
antiche sono le contestazioni violente. C'è sottotraccia nella società politica
italiana, non solo ai suoi margini, una gran voglia di menare le mani.
Del resto tre mesi di moratoria traballante sugli insulti non possono fare
miracoli. Di particolarmente vecchio e di tragicamente moderno è la
contestazione alle "idee che offendono". Qual è l'accusa che mette
assieme Grillo, la Palermi, Katia Zanotti di Sinistra
Arcobaleno e i contestatori di Bologna? L'idea che Ferrara abbia non solo idee
che a loro appaiono sbagliate ma che il raccontarle costituisca una violenza.
Qui c'è sia la tentazione di stabilire a priori ciò che si può dire e ciò che
non si può dire, ma anche (ma anche, per l'appunto?) l'idea che ci siano idee
politicamente scorrette che non vanno neppure pensate. Emerge una cultura
totalitaria che è un pezzo non eliminato della cultura di una certa sinistra
radicale. Lo schema è: le tue idee mi offendono, turbano il mio equilibrio, mi
provocano e quindi agisco contro di te legittimamente. Con queste premesse si
può arrivare a qualunque reazione. I cattivi maestri nascono così. Ferrara ha
capito che questo è il mondo che gli si oppone. Ferrara è un uomo geniale e
coraggioso. Affronta la vita e le idee senza ipocrisia, persino con un pizzico
di autolesionismo e di "cupio dissolvi". Le sue parole sono forti, la
sua vita è mite. Se vede idee incartapecorite vuole svolgere la pergamena. Ama
i segnali robusti e i protagonisti robusti. Craxi, Berlusconi, Ratzinger
rappresentano personaggi a loro modo rivoluzionari. È la novità del nostro
tempo. La sinistra tradizionale ha paura di tutto e sta ferma, chi gli si
oppone esalta la "rupture". Ho messo in elenco personalità diverse.
Il papa è un protagonista più complesso e sofferto ma rappresenta sicuramente
un uomo di rottura contro le culture che si pacificano ignorando il conflitto,
mentre il papa fonda sulla ragione la diversità e il dialogo. Ferrara si
colloca su questo versante del lavoro politico-intellettuale. La sua battaglia
per la moratoria non vuole negare la 194, vuole affermare quella che anche a me
pare una sovrana verità: non adagiamoci, riscopriamo i valori, riscopriamo la vita
e andiamo incontro al tema dell'aborto senza dimenticare il cumulo di
sofferenze che porta con sé. Così Giuliano ha affrontato un tema presente in
molte famiglie, nelle coscienze di molti di noi ma che non doveva essere
sollevato. E più si accorgeva che non doveva essere sollevato più Giuliano ha
pensato che andasse proclamato rumorosamente fino a farci su una battaglia
politico-elettorale, lui che ama il proscenio ma detesta gli incarichi. Sono
due Italie estreme a confronto: una attivisticamente conservatrice, un'altra
attivamente rivoluzionaria. Venti giorni fa avevamo scritto sul Riformista che
bisognava contrastare i primi segnali della contestazione a Ferrara perché
pericolosi. Avevamo visto giusto. Intendiamoci. Non c'è nulla che non ci sia
già stato altrove. Lo scontro abortisti e anti-abortisti ha una tradizione
recente negli Usa abbastanza violenta e degenerata. Qui si stava presentando
come un'occasione di discussione. Le tesi di Ferrara non avevano trovato porte
chiuse. Ma Ferrara sapeva che nel sottofondo della cultura di una certa
sinistra e di un certo laicismo oltre che nel femminismo d'antan c'era una gran
voglia di sfidare la ragione e li ha sfidati lui. La novità italiana è che il
confine fra progresso e conservazione, fra destra e sinistra, fra democratici e
no sta diventando estremamente mobile. Nessuno vive di rendita. Il passato non
garantisce, anche perché il passato spesso è la cosa più importante da
accantonare. 04/04/2008.
( da "Blogosfere" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Apr 08 4 NO TAV, la protesta
respinge le istituzioni locali. Salta il convegno del PD Pubblicato da Marilena
De Giorgio alle 12:34 in Attualità cittadina, Cronaca, Il fatto Le istituzioni
piemontesi respinte dal treno NO TAV. Ad Almese, dove ieri era previsto un
convegno organizzato dal Partito Democratico proprio sui treni ad alta capacità
e velocità, la presidente della Regione, Mercedes Bresso, il presidente della
Provincia, Antonio Saitta e il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino non sono
proprio arrivati, costretti alla retromarcia dalla contestazione dei
manifestanti che hanno accampato slogan come quello che vedere nella fotografia
in alto ("rivisitazione" di quello utilizzato dal PD in campagna
elettorale). Una occasione persa, secondo noi, per discutere ed affrontare una
questione che a livello nazionale è ormai abbastanza chiara. I leader dei due
maggiori partiti sono concordi nel sostenere la fattibilità dell'opera e
l'impossibilità di perdere una occasione nel ridisegno dei collegamenti
infrastrutturali dell'intera Europa, del resto. E sul tracciato le ipotesi di
realizzazione hanno già accolto dei cambi di tracciato, rispetto al percorso di
partenza. Dopo la proposta d'acquisto dei terreni sulle terre in cui dovrebbero
partire i lavori per il treno ad alta capacità l'ennesima rottura con scontro
frontale. Scrivono i componenti del comitato NO TAv sul loro sito: Con il
convegno elettorale SI-TAV del 3 aprile 2008 il PD torinese-piemontese
intendeva lanciare una sfida forte al movimento NO-TAV della Valle di Susa. Aveva
evidentemente valutato che fosse il momento buono per cavalcare la reiterata
campagna mediatica secondo cui la popolazione valsusina avrebbe cambiato idea
sul TAV, (diventando favorevole all'opera dopo aver finalmente compreso quali
ricadute positive avrebbe sul territorio). Un simile convegno, se svolto con
successo in valle, poteva essere la migliore dimostrazione della tesi dei
media; l'impossibilità di svolgerlo avrebbe potuto essere invece spesa come
prova "dell'intolleranza di una minoranza residuale di facinorosi che
tiene in ostaggio la maggioranza della popolazione". Per la sera del 3
aprile i Comitati NO-TAV hanno organizzato una kermesse degna della comparsa in
valle, dopo molti anni, dei 3 "Re Magi" Chiàmpare, Saittachiorre e Bressassarre
(Chiamparino, Saitta e Bresso). "Re Magi in ritardo? Presepe
puntuale!" lo slogan della sfilata in costume davanti all'auditorium di
Almese prenotato dal PD. Sono convenuti circa 3.000 NO-TAV, tra le 19,30 e le
22, per accogliere degnamente i tre Big. Ma questi non si sono presentati:
evidentemente il rapporto di
( da "Blog Beppe Grillo" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Persone in marcia
per il V2-Day --> firme per il WiMax firme per "Ammastellati"
firme per "Forza Clementina" --> 4 Aprile 2008 Lettera aperta a
Antonio Manganelli Clicca il video "Gentile dottor Antonio Manganelli, il
termine con cui mi rivolgo a lei, gentile, non è casuale, è come vorrei che
fosse la Polizia di Stato: gentile verso il popolo italiano che deve
proteggere. Vede, ho una strana sensazione, che la Polizia di Stato stia
assumendo agli occhi dell'opinione pubblica un ruolo che, sono sicuro, non
vuole avere e non deve avere. Quello di protettrice degli interessi dei
partiti, delle loro malefatte, dei loro numerosi pregiudicati e prescritti.
Questa sensazione la leggo negli occhi delle ragazzine prese a manganellate a
Bologna durante la manifestazione di dissenso nei confronti di Giuliano
Ferrara. La loro unica colpa è stata di avere contestato con un lancio di
pomodori un signore che vuole cancellare un referendum e che dal suo comodo
studio televisivo sponsorizza ogni guerra, purché americana. Quando è possibile
per i nostri ragazzi dissentire, anche urlando, se non in piazza?
L'informazione che ricevono ogni giorno dai giornali e dalle televisioni è
pilotata, strumento dei gruppi di potere per mantenere il potere. Questo i
giovani lo sanno. Per loro però ci sono, troppo spesso, le cariche, i pestaggi.
E, invece, per i politici e i loro giornalisti stipendiati, la protezione dei
suoi uomini, la scorta e le macchine blu. In Piazza Maggiore c'erano famiglie
con bambini piccoli, non pericolosi terroristi. Questa sensazione l'ho letta negli
occhi dei vecchi picchiati dalla Polizia a Savignano Irpino. Pensionati
straniti, confusi, increduli, di certo mai colpiti prima da ragazzi in divisa.
Quei vecchi protestavano per la distruzione della loro terra, che è anche la
sua, dottor Manganelli. Non capivano perché Bassolino, corresponsabile dello
scempio, fosse ancora Governatore della Campania, come del resto non lo
capisce, né lo accetta nessun italiano. Non capivano le botte, le manganellate,
il sangue. Questa sensazione l'ho vista negli occhi, quando li ho incontrati,
del padre e della madre di Federico Aldrovandi, un ragazzino picchiato a morte
da una pattuglia stradale. L'ho sentita nelle dichiarazioni delle persone
torturate a Bolzaneto e nella "macelleria messicana" della scuola
Diaz. Lei potrà obiettare che si tratta di episodi, di poche mele marce e, con
tutta probabilità, ha ragione. Nel calendario dei Santi Laici, l'elenco dei
caduti per un'Italia onesta che pubblico ogni anno sul blog, la Polizia di
Stato è al primo posto. Centinaia di poliziotti si sono fatti uccidere per
affermare la giustizia in Italia. Lo scorso otto settembre ero a Bologna per il
V Day. In piazza Maggiore e nelle vie laterali c'erano 150.000 persone. Nessun
casco, nessuno scudo, nessun uomo in divisa di fronte al palco. Nessun
incidente né prima, né dopo, né durante una manifestazione durata dieci ore.
C'era però molta rabbia nei confronti di una classe politica senza pudore,
verso i condannati in via definitiva che siedono in Parlamento. Gli stessi che
i suoi uomini in passato hanno arrestato. E verso i prescritti che, grazie alle
leggi ad personam, i suoi uomini, purtroppo, non hanno potuto arrestare. In
gran parte i medesimi, condannati e prescritti, che dopo le elezioni saranno
ancora senatori e deputati. Lei lo sa, si sono già auto eletti grazie
all'eliminazione del voto di preferenza. Per merito della cancellazione di una
legge elettorale votata dalla maggioranza degli italiani. Gli elettori, se
potessero scegliere, non li voterebbero mai. La politica non può trasformarsi
in un problema di ordine pubblico. La Polizia di Stato non deve diventare il
braccio armato di chi ha distrutto il Paese per evitare il confronto con i
cittadini. Non se lo merita la Polizia e neppure gli italiani. Spero in una sua
risposta che pubblicherò sul blog. I miei saluti." Beppe Grillo Diffondi la marcia: Copia e incolla il codice V2-day, 25 aprile,
per un'informazione libera: 1. Inserisci le tue foto su www.flickr.com con il
tag V2-day 2. Inserisci tuoi video su www.youtube.com con il tag V2-day 3.
Sostieni il V2 day 4. Scarica il volantino del V2-day Clicca l'immagine.
( da "Articolo21.com" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
TAVOLA ROTONDA
SULL'INFORMAZIONE Pietro Folena: ''La Gentiloni era pronta, ma non è mai stata
portata in aula'' a cura di Giorgio Santelli Prosegue il confronto in questa tavola
rotonda che ci sta accompagnando nella campagna elettorale. Abbiamo ospitato
interviste di Roberto Cuillo, Tana De Zulueta, Giuseppe Giulietti. In questi
ultimi giorni di campagna elettorale ospitiamo altri interventi. Oggi quello di
Pietro Folena, presidente della Commissione cultura della Camera dei Deputati e
candidato per la Sinistra e l'Arcobaleno. In questa campagna elettorale dai
toni ovattati, che certamente è positiva rispetto all'irruenza di quella
precedente (almeno per ora), si parla poco di un tema fondamentale che è quello
della comunicazione e del settore dei media. Intanto chiedo un breve flash. La
Gentiloni avrà vita facile o meno nel prossimo governo? Immaginiamola sia in un
contesto che vede prevalere il centro sinistra o il centro destra? Sono stato
il relatore di quella legge e ne conosco, come si suol dire, vita, morte e
miracoli (mancati). Posso dirti che sono certo che qualsiasi schieramento, sia
il Pd o il Pdl, non porterà a termine quella riforma. Il Pdl per motivi fin
troppo ovvi. Il Pd neppure perché in quel partito sono fortissimi i settori che
non vogliono scomodare Berlusconi, il conflitto di interessi, le sue tv...
Basti pensare alla vicenda in questa legislatura: la Gentiloni era pronta, ma
non è mai stata portata in aula, nonostante gli appelli miei e di Michele Meta,
nonostante le pressioni dello stesso ministro Gentiloni. Non so perché questo è
accaduto. Non voglio muovere accuse a questo o quello. Ma il clima generale sul
ddl è stato molto pesante... il governo non ha mai chiesto ufficialmente, nella
capigruppo, di calendarizzare il provvedimento nonostante le dichiarazioni
verbali del presidente del consiglio. Ovviamente spero che le cose possano
cambiare, ma il passato è questo, e il passato depone a sfavore delle speranze
future. Non voglio soffermarmi molto sulla vicenda conflitto di interesse? mi
piacerebbe però parlare di come è possibile dare autonomia editoriale,
industriale e finanziaria alla Rai. Mi chiedo, per esempio, se l'ipotesi di un
Ad e l'abolizione della Commissione di Vigilanza possono essere soluzioni o se,
insieme ad esse, è necessario pensare ad una riforma molto più completa? L'ho
detto quando Walter Veltroni lo propose, lo ripeto: i problemi della Rai non si
risolvono con "un uomo solo al comando", come quelli del paese del
resto. Al contrario la Rai ha bisogno di più pluralismo, non meno. L'ipotesi di
Gentiloni non era malvagia ma sicuramente era troppo barocca. Forse questo ha
spinto Walter a parlare di un Ad unico, ma non si può passare da un eccesso
all'altro, non è questa la cultura di governo e la governance che serve alla
Rai. Personalmente, ma anche come esponente della Sinistra, sono molto
interessato ad un adattamento del modello spagnolo al contesto italiano. La Rai
deve ritrovare la sua missione di servizio pubblico senza diventare per questo
una televisione noiosa e paludata. Anche l'intrattenimento, quando è di
qualità, è servizio pubblico. Penso alle trasmissioni di Freccero. C'è malumore
diffuso tra i dipendenti del servizio pubblico di ogni, diciamo così, ordine e
grado. Malumore perché da una parte si sentono oppressi dalla politica e
dall'altra parte c'è un rapporto di odio e amore con la stessa. La sensazione
più forte è che in questa fase sembra esserci un "ritiro" della
politica dalla volontà di riformare l'azienda. Immaginando di dover parlare a
tutti loro, che cosa si sente di dire? Se ? chiaramente parlo per assurdo ?
fossi io il prossimo ministro delle comunicazioni, direi ai dipendenti Rai che
la mia missione è quella di liberare la Rai non dalla politica ma dalla
partitocrazia, dall'emulazione della logica della tv privata, dalle
esternalizzazioni e dal format unico dell'idiozia televisiva. La politica in un
servizio pubblico dev'esserci. E' fondamentale che il servizio pubblico esprima
il pluralismo politico-culturale del paese. Ma mai mi sognerei di imporre nomi
di parlamentari, di burocrati di partito... la Rai dev'essere gestita da gente
che sa fare la televisione. Voglio dire: in questo cda c'è chi la tv non l'ha
mai fatta e poi c'è Sandro Curzi che è stato un grandissimo direttore del tg3.
Ecco, così vanno scelti gli uomini e le donne che guidano una grande azienda al
servizio del Paese e non del profitto. Vorrei che i dipendenti della Rai, al di
là del colore politico, sappiano di essere guidati da persone che sanno cos'è
la tv e sanno come farla bene. La stessa difficoltà la si respira nel mondo
dell'editoria. La politica non mette in primo piano un settore che è trainante
per il futuro culturale del paese. Manca una nuova legge di settore troppe
volte auspicata ma che anche questa volta non arriva a compimento. Perché?
Quali sono gli ostacoli? Spiace dirlo ma... un ostacolo sono i grandi editori
stessi. Certo non aiuta, mentre si parla di questi argomenti, non avere il contratto
dei giornalisti firmato e non aiuta che aziende che sono quotate, o che hanno
avviato la procedura per la quotazione, non siano disposte a rinunciare a
qualcosa. La campagna di Beppe Grillo ha
avuto successo e onestamente non me la sento di dare tutti i torti a chi vi ha
aderito. Come si fa a non vedere che è scandaloso che Repubblica, Corriere,
Sole 24 Ore, Riffeser, prendano finanziamenti pubblici indiretti tanto
cospicui? Parliamo di giornali sui quali ogni giorno è possibile leggere
dotti elogi del liberismo, che vale per tutti tranne che per loro. A ciò si
aggiungono le finte cooperative giornalistiche, i finti organi di partito...
Queste anomalie vanno sanate, dirottando i finanziamenti solo ad aziende
editoriali medio-piccole per garantire il pluralismo informativo. Nella spinta
ad un settore dei media maggiormente plurale anche dal punto di vista del
mercato, spicca il ruolo delle autorità. L'Antitrust e anche AgCom. Che cosa
migliorerebbe nel ruolo e nelle funzioni delle autorità? E le fonti di nomina
hanno qualcosa a che vedere con un controllore che interviene a fasi alterne?
Le autority agiscono in un contesto in cui mancano spesso delle leggi di
riferimento. Alcune hanno fatto quel che potevano fare. L'autority sulla
privacy, che ha ben funzionato, ha potuto farlo perché aveva una solida
legislazione su cui agire. Altre no. Siamo un paese dove di fatto non esistono
vere norme contro i monopoli e i cartelli, tanto meno nel settore della
comunicazione. Certo è imparagonabile quanto accade in Italia rispetto alla
forza e l'autorevolezza con cui si muove l'Unione Europea che sta mettendo un
colosso come Microsoft sotto la legge e non sopra di essa. C'è stato un momento
in cui le linee di programma tra Idv e Pd sulle questioni dei media sembravano
lontane. L'uscita nei giorni scorsi, di Di Pietro, la risposta di Veltroni, la
firma dell'accordo e il programma sembrano aver risolto le distanze. Ed il Pd,
certamente in modo un po' più soft, è ritornato con Veltroni a parlare di
conflitto di interessi e di riforma della Rai. Un segnale che va nella
direzione del ripristino della legalità anche nel settore dei media? Lo spero
vivamente, ma come dicevo prima il passato pone inquietanti interrogativi.
Credo che Walter sia convinto della necessità di una riforma, lo è sempre
stato, ma le sue posizioni non sono radicali. Su questi temi il Pd è muto. E'
difficile rintracciare Marco Follini... Tutti si sono scatenati contro Di
Pietro, perché ha detto che bisogna togliere due reti a Berlusconi. Io avrei
detto, ok, iniziamo da una, vediamo gli effetti sul mercato e sul pluralismo.
Invece non mi pare di aver sentito questo... Lasciamo il settore dei media e
per un attimo parliamo dei contenuti. Cosa manca al servizio pubblico? Parlo da
utente. Manca la "differenza". Giro i canali e per gran parte della
giornata vedo le stesse cose su Rai e su Mediaset. Poi certo la Rai ha anche
trasmissioni stupende, ma spesso in orari difficili, oppure senza una precisa
regolarità. Voglio dire: pago il canone, vorrei avere un buon servizio,
qualcosa di "diverso" da ciò che offre la tv commerciale, altrimenti
non ha senso il servizio pubblico. Se fossi un direttore di rete, guarderei
Mediaset e poi mi direi: ecco come non si fa la tv pubblica. Prenderei esempio
da esperienze di altri paesi per fare una televisione di qualità ma non triste,
non di nicchia. E soprattutto abolirei l'acquisto di format preconfezionati
dalle grandi agenzie. Fino a che punto può arrivare il diritto di cronaca?
L'art. 21 dice anche che la stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o
censure. Ma una legge che dica ai giornalisti che le intercettazioni non
possono essere rese pubbliche, sebbene depositate agli atti, fino a sentenza
definitiva è una legge anticostituzionale o no? Non le sembra che però ci sia
una volontà trasversale nell'indirizzare le politiche legislative in materia
proprio su questo pericoloso percorso? Il tema delle intercettazioni è
delicato. C'è da contemperare sia la riservatezza delle indagini, che la
privacy dell'inquisito, che il diritto di cronaca. ma una volta che gli atti
sono depositati è sbagliato impedirne la diffusione. Il filtro dev'esserci, per
ciò che riguarda i fatti non penalmente rilevanti, e gli stessi magistrati
potrebbero essere incaricati di questo. Così come ? ma qui entra in gioco la
professionalità più che la legge ? va evitato di pubblicare intercettazioni che
riguardano scandali di cronaca in una sorta di costante "grande
fratello". Voglio dire che dispiace leggere su quotidiani che hanno una
grande storia i dettagli dei vizi sessuali di un monaco... La morbosità è
ripugnante. Legge sulla par condicio. Che ne pensa? E' una necessità,
purtroppo, data dal fatto che non esiste un pluralismo informativo sufficiente.
Per ora è un male necessario. L'ideale sarebbe invece una legge minima per la
campagna elettorale, come c'è per i manifesti, senza costringere a salti
mortali i conduttori e i giornalisti. Ma oggi non è possibile. Ma i faccia a
faccia davvero non si possono fare? Ogni giorno è un faccia a faccia tra Berlusconi
e Veltroni, mentre noi siamo cancellati dai tg e anche dalla carta stampata. Si
mettono d'accordo per farlo, poi si ritirano... è diventata una telenovela.
04/04/2008 - Letto 8 volte.
( da "Sanremo news" del 04-04-2008)
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Questa sera alle ore
( da "Dire" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Beppe Grillo
ROMA - Beppe Grillo ha
chiesto oggi ai giudici del Tribunale civile di Roma di inibire l'uso e ogni riferimento
al suo nome. La causa scatenante è il proliferare di liste che si richiamano al
comico genovese, ormai simbolo dell'antipolitica: in tutto sono sei, anche se
una sola, la 'Lista dei Grilli parlanti-No Euro', è stata ammessa dal Viminale
alle prossime elezioni del 13 e 14 aprile. Accompagnato dai suoi avvocati e da
Serenetta Monti, la candidata a sindaco di Roma della Lista civica 'Amici di Beppe Grillo' (l'unica autorizzata
ad usare il suo nome), il comico s'è recato stamani nelle aule di viale Giulio
Cesare. Per spiegare il motivo della sua iniziativa ha
usato l'ironia: "Abbiamo 'No euro-Lista del Grillo', poi c'e' 'Movimento per la rinascita della montagna Grillo presidente', la lista 'Movimento
disoccupati uniti Amici di Beppe Grillo', il
'Partit democratic Padan Lista di Beppe Grillo',
'Movimento ultima speranza Grilli d'Italia', 'Forza Grillo'. Adesso vado a cambiare io il mio nome". In ogni
caso, spiegano i suoi legali, l'iniziativa del comico "non vuole creare
problemi per le elezioni. E' la semplice richiesta di un privato cittadino e
per questo siamo in un tribunale civile. Abbiamo chiesto che sia inibito l'uso
del nome e ogni riferimento a Beppe Grillo
per tutelare la sua immagine. Ci attendiamo una risposta da parte del giudice
all'inizio della prossima settimana". 4 aprile 2008.
( da "ADN Kronos" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
'Provinz', un
originale e incisivo trailer racconta su Internet la sfida a quattro per la
Provincia di Roma tra Zingaretti, Buontempo, Dionisi e Antoniozzi. Sarà
battaglia fino all'ultimo exit pool ascolta la notizia commenta 0 vota 1 tutte
le notizie di POLITICA Roma, 4 apr. (Ign) - Quattro uomini ''divisi nelle
idee'' in corsa per la prima poltrona di Palazzo Valentini. Quattro storie per
la sfida dell'ultimo scrutinio del voto di primavera, sapendo che l'alba del 15
aprile saluterà un solo vincitore. Questa la trama di un originale e
coinvolgente trailer che si scova in Rete e che racconta il film 'Provinz', la
battaglia tra le forze politiche per la presidenza della Provincia di Roma.
Sarà proiettato ''il 13 e 14 aprile: solo nei migliori seggi'', ma già ora
sbanca il 'botteghino' di You Tube, 'clikkatissimo' dal popolo della rete e
soprattutto dai giovani, catturati dalla velocità e incisività del messaggio.
La regia è del gruppo Kook, un gruppo di studenti universitari che sul sito
www.provinzthemovie.com racconta la competizione elettorale in un action movie
efficace e veloce. ''Si sono messi in viaggio'' spiega il video riferendosi a
'Zinga', 'Er Pecora', 'Armand' e 'Sonny', che stanno per: Nicola Zingaretti
(centrosinistra), Teodoro Buontempo (La Destra), Armando Dionisi (Udc) e
Alfredo Antoniozzi (Pdl). E se a rendere più interessante l'iniziativa, sul
sito c'è la possibilità di scrivere il finale del film partecipando al
sondaggio sul vincitore, una scritta bianca su fondo nero avverte gli elettori
del web che 'Zingaretti è tornato, più deciso che mai'. ''Un uomo con le sue
pedine'', dice di Antoniozzi 'Sonny' il filmato. 'Uno che non conosce la
pietà', è invece la scritta che accompagna Buontempo, che nel video punta
l'indice e dice: ''A noi di voi non ce ne frega niente'. Scorre il terzo
candidato: è Dionisi 'Armand', 'Un tipo da casini'. Infine arriva 'Zinga', con
la scritta: 'E uno che ha un piano'. Il trailer manda un passaggio di
Zingaretti che sottolinea il rilancio della Provincia grazie alla ''cultura, la
forza e l'intelligenza dei giovani''. I quattro si affronteranno a campo aperto
fino all'ultima scheda. ''Tra elettori confusi e grilli
parlanti – raccontano le immagini del video mostrando uno spezzone delle
celebri invettive di Beppe Grillo – ne resterà vivo solo uno. NEVER
EXIT''. Gli exit pool batteranno il tempo degli ultimi metri. Non si fanno
prigionieri. E non si torna indietro.
( da "Dagospia.com" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
FASSINO CANDIDATO
SINDACO A TORINO ? E BASSOLINO TAGLIA ANCORA NASTRI - DOPO CARLÀ, SARKÒ
"RUBA" ALL'ITALIA ANCHE ANNA MAGNANI ? CASELLI JR. FIRMA UN
DOCUMENTARIO SUL TERRORISMO PER MINOLI? Pierre de Nolac per "Italia
Oggi" Nicolas Sarkozy con Carla Bruni 1 - SARKOZY RUBA ALL'ITALIA PURE
ANNA MAGNANI? A Parigi dicono che tra cento anni la Francia sarà piena di
monumenti dedicati a Carla Bruni, attuale consorte del presidente della
Repubblica Nicolas Sarkozy. E per lei non si limiteranno a realizzare dei
busti, ma creeranno dei ritratti a figura intera, visto che ne vale la pena. E,
certo, comunque, che le attrici italiane (di oggi e di ieri) riscontrano uno
straordinario apprezzamento fra i transalpini. Così, oggi l'ambasciata di
Francia a Roma ospiterà delle proiezioni cinematografiche un po' speciali.
Palazzo Farnese, diventerà ufficialmente "sala Anna Magnani". In
occasione del centenario della nascita della famosa attrice, l'ambasciatore di
Francia in Italia, Jean-Marc de La Sablière, battezzerà col suo nome la sala,
da anni un punto d'incontro e di scambi tra i protagonisti del cinema francese
e di quello italiano. Del resto, come sottolineano i collaboratori del
diplomatico transalpino, la Magnani oltre a recitare per i più importanti
registi italiani ha anche prestato il suo talento a cineasti francesi di primo
piano, come Jean Cocteau e Jean Renoir. 2 - BASSOLINO HA ANCORA VOGLIA DI
TAGLIARE NASTRI? I rapporti tra il governatore della regione Campania Antonio
Bassolino e il ministro dell'Innovazione Luigi Nicolais non sono certo
idilliaci. Però "Totonno" non si è tirato indietro pur di tagliare il
nastro del centro di tecnologie "Pico", all'università partenopea
intitolata a Federico II e cara proprio a Nicolais. Per il Palazzo la Regione
ha utilizzato 8 milioni di fondi europei. Trecento postazioni informatiche,
accesso alle reti digitali di tutte le biblioteche campane, gli archivi del
centro produzione Rai di Napoli (che ha messo a disposizione un milione di ore
di filmati), più uno spazio per le mostre impossibili con le tele virtuali di
Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Leonardo e Piero della Francesca. © Foto La
Presse"> Antonio Bassolino © Foto La Presse 3 - GRILLINI CE L'HA CON
FASSINO CANDIDATO SINDACO A TORINO? Non è per niente sicuro che sarà così, ma
il tema degli ex potenti diessini che dovranno trovare una nuova occupazione se
perderanno le elezioni tiene banco, soprattutto a sinistra. Così Franco
Grillini, candidato per il Partito socialista alla carica di sindaco di Roma,
nei suoi comizi parla apertamente di "trombati da piazzare" e maramaldeggia
su chi aveva guidato il Botteghino, prima di dar vita al Partito democratico.
Sì, proprio Piero Fassino che secondo l'ex leader dell'Arci gay sarà sicuro
candidato alla carica di primo cittadino nel capoluogo piemontese alla fine del
mandato del primo cittadino Sergio Chiamparino. Lui, in effetti, freme:
"globulo", come lo definisce il comico Beppe
Grillo, non sembra aver trovato soddisfazione
nell'incarico umanitario in Birmania che doveva proiettarlo a livello
internazionale. Gareggiare per il comune di Torino può andare bene: se lo ha
fatto anche Rutelli. © Foto La Presse"> Giancarlo Caselli © Foto La
Presse 4 - PICCOLI CASELLI CRESCONO CON MAMMA RAI? Magistrato di lungo corso,
Gian Carlo Caselli ha un figlio. Si chiama Stefano, scrive e ama il cinema. Ha
l'età di quelli che il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa definisce
bamboccioni. Ma "La storia siamo noi", a cura di Giovanni Minoli,
presenterà il 9 aprile su Raitre il filmato "Anni spietati, una città e il
terrorismo: Torino 1969-1982" di Caselli junior e Davide Valentini.Tra i
protagonisti Ezio Mauro, direttore de la Repubblica, a raccontare l'esperienza
di quegli anni. Con politici, medici, poliziotti, professionisti, imprenditori,
professori, capireparto, e dirigenti che venivano colpiti dalla violenza dei
terroristi. "La memoria di quegli anni è scritta nei loro corpi. Uno
stillicidio impressionante. Vittime indifese. Che città è mai questa dove si
muore per strada, dove vie e palazzi, sotto un velo di polvere, svelano cicatrici
dimenticate?", si chiederà Mauro. Dagospia 04 Aprile 2008.
( da "Panorama.it" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Elezioni, l'altra metà del voto: quello locale
Posted By redazione On 4/4/2008 @ 17:55 In Apertura#3 | No Comments "Non
ci restano che i ballottaggi". Al Loft, quartier generale veltroniano, è
lo scoramento il sentimento più diffuso. I sondaggi? Crudeli. Le speranze di
vincere le politiche? Poche, pochissime. Ma ci sono pur sempre le
amministrative: la madre, anzi la madrina, di tutte le rivincite. Fu così anche
nel 2001. Silvio Berlusconi si impose alle elezioni generali e 15 giorni dopo
il centrosinistra trionfò in quelle locali. La sconfitta divenne dolce; i
commentatori parlarono di riequilibrio tra i poli; Francesco Rutelli, lo
sconfitto nazionale, avocò a sé il successo locale, compresa l'elezione a
sindaco di Roma di Walter Veltroni. Che ora si prepara a rivendicare il
successo del candidato Rutelli. In politica tutto torna. Anche troppo. Dunque,
mentre l'opinione pubblica è distratta dalle promesse sulle pensioni, stessa
poltrona. Perciò il Cavaliere ostenta vicinanza a Gianni Alemanno, gira
imperterrito la città e chiuderà qui la campagna elettorale. Perciò Gianfranco
Fini per una settimana intera non si muoverà dalla capitale. Tutta colpa del
terzo incomodo, Francesco Storace, che da capolista al Senato e candidato
sindaco della Destra sottrae voti al Pdl. E si diverte. Compreso il Lazio,
voterà per le amministrative del 13 e 14 aprile un quinto deforte anche
dell'accordo locale con la Sinistra arcobaleno di Fausto Bertinotti, il Partito
democratico sta giocando con tutte le sue forze la partita delle
amministrative. Partita decisiva per Veltroni, praticamente irrilevante per
Berlusconi, da sempre indifferente al voto locale. Al Cavaliere interessa
soltanto il Lazio, ma in chiave nazionale. Su Roma, comune e provincia, persino
su paesoni come Fiumicino, Tivoli e Velletri, si gioca gran parte della
stabilità futura della maggioranza al Senato. Si legge Lazio ma s'intende
Palazzo Madama. "Le amministrative sono un traino per le politiche"
ha ammonito il Cavaliere "stiamo attenti a non sottovalutarle ".
Perciò si è speso personalmente per il candidato sindaco di Viterbo, Giulio
Marini, comiziando mercoledì scorso contro un pezzo grosso come Giulio
Sposetti, ex tesoriere dei Ds, che corre per la gli italiani. Casi a parte le
regioni a statuto speciale. In Sicilia si voterà a giugno. Le province chiamate
alle urne saranno Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo e
Siracusa. Si tratta complessivamente di 3.956.899 elettori. Alle province vanno
aggiunti 143 comuni, per un totale di 1.134.425 elettori. Anche in Sardegna (35
comuni), Friuli-Venezia Giulia (otto comuni compreso Udine) e a Bronzolo, in
Trentino-Alto Adige, voto si voterà a giugno. Altro giro, altra corsa: in
Italia si vota sempre. Ad aprile il comune non capoluogo col più alto numero di
abitanti è Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, con 97.999 residenti.
Il comune al voto col minor numero di residenti è Piazzolo, nel Bergamasco, che
conta appena 99 abitanti. Piazzolo, piena Val Brembana, ha una storia curiosa.
Viene spontaneo pensare che 99 abitanti si mettano facilmente d'accordo su chi
eleggere. E invece no, vale la regola delle assemblee di condominio: sono
addirittura tre gli aspiranti sindaco. La popolazione può scegliere tra 34
candidati al consiglio comunale. E c'è anche la lista del Grillo
parlante, una delle grandi novità di questa tornata amministrativa. Già, perché
se Piazzolo è elettoralmente marginale, assai meno lo sono i 5 milioni di
residenti in Sicilia. Oltre che per comuni e province, si vota infatti anche
per due regioni: Friuli-Venezia Giulia e appunto in Sicilia per il rinnovo
delle assemblee regionali (in Valle d'Aosta l'appuntamento è per il 25 maggio).
E se in Friuli la conferma di Riccardo Illy del Partito democratico appare
probabile, nell'isola l'ultimo sondaggio, firmato dalla Swg, dice che Raffaele
Lombardo (Pdl, Udc e Movimento per l'autonomia) è tra il 49 e il 52 per cento,
Anna Finocchiaro (Pd e Sinistra arcobaleno) intorno al 42,5. A minare la
possibile rimonta di Finocchiaro è una insospettabile carneade: Sonia Alfano.
Chi è? La candidata governatrice degli Amici di Beppe Grillo, lista che oscilla tra il 4,5 e il 5,5 per cento. Tutti voti
drenati al centrosinistra, come quelli dei No Dal Molin a Vicenza, che candida
a sindaco la leader del Presidio permanente Cinzia Bottene. Poi, per la serie
"facciamoci del male", il Partito democratico si presenta diviso a
Massa-Carrara: due i candidati per il comune, due per la provincia, dove
il Pdl candida il coordinatorepoeta Sandro Bondi. Chi spera invece di drenare
voti al Popolo della libertà è l'Udc. Tranne che in Sicilia e pochi altri casi,
Pier Ferdinando Casini ha portato lo scudocrociato fuori dal centrodestra. Ma a
Carovigno, in provincia di Brindisi, è successo qualcosa di strano e diverso.
Il sindaco centristra ha abbandonato l'Udc per confluire nel Pdl, si dice con
il sostegno di Cosimo Mele, il deputato coinvolto nel noto festino a luci rosse
di via Veneto. Ragion per la quale Mele è stato escluso dalla lista casiniana
anche in loco. Ora Mele sostiene Zizza. Già, perché il sindaco in questione si
chiama proprio così, Vittorio Zizza. Un nome troppo attraente. Un altro
mitologico paese, Ceppaloni, non vedrà la candidatura del primo cittadino
uscente Clemente Mastella. Sono due le liste in campo: Uniti per Ceppaloni, che
fa capo all'ex guardasigilli ed è guidata da Claudio Cataudo; Unità
democratica, che candida uno storico avversario dell'Udeur, l'ex ds Nino Rossi.
Quanto alla provincia di Benevento, dopo la crisi di governo si era detto che
mai e poi mai Clemente avrebbe rifrequentato il centrosinistra. E invece
Mastella sostiene, con ben due liste, il candidato presidente del Partito
democratico, Aniello Cimitile. Chissà se Romano Prodi approva. Ma il più grande
esperimento politico italiano (si fa per dire) arriva da Venafro, in provincia
di Isernia, il terzo comune del Molise. Qui il candidato favorito è Nicandro
Cotugno, a capo di una civica composta tra Forza Italia, Alleanza nazionale,
Partito democratico e Italia dei valori. La grande coalizione è servita, il
Veltrusconi in salsa locale pure.
( da "Padania, La" del 04-04-2008)
Argomenti: Grillo
"Tranquilli,
Malpensa non morirà" Il capogruppo dei deputati leghisti a tutto campo
Igor Iezzi Alitalia e Malpensa possono essere salvate. Basterebbe poco, per
esempio applicare il decreto Marzano come successo con la Parmalat, che grazie
a questo provvedimento si è ripresa dal più grande crack economico mai
registrato nella storia del Paese. Roberto Maroni, rispondendo alle domande
degli internauti durante la video chat del Corriere.it, affronta tutti i temi
maggiormente di attualità, compreso il rapporto tra la Lega e Silvio Berlusconi
ed eventuali accordo post-elezioni con il partito di Pier Ferdinando Casini.
COMMISSARIARE ALITALIA PER SALVARE MALPENSA - "Noi facciamo il tifo perchè
non sia Air France ad acquisire Alitalia, perchè nel loro progetto industriale
Malpensa deve chiudere. Vogliono eliminarla perchè da fastidio". Invece,
secondo il capogruppo della Lega Nord alla Camera "Malpensa è una
infrastruttura moderna molto importante e quindi è giusto continuare a
investire su Malpensa". Maroni si dice sicuro che la compagnia aerea si
possa "salvare benissimo ricorrendo al decreto Marzano così come è
successo con la Parmalat". L esponente leghista di una cosa è certo:
"Il governo non permetterà il fallimento di Alitalia così come non ha permesso
che fallisse Parmalat" LA LEGA E BOSSI, SILVIO SOLO UN ALLEATO - "La
Lega la rappresenta Bossi e non certo Berlusconi". Maroni coglie l
occasione delle domande del pubblico per chiarire la situazione sui rapporti
con il Cavaliere. "Su molte cose noi e Fi la pensiamo in modo
completamente diverso. Ad esempio la Lega ha votato contro l indulto, mentre Fi
ha detto sì. Per non parlare poi del voto agli immigrati al quale siamo
assolutamente contrari". Ecco perchè, a differenza di An, tra Lega e Berlusconi
"c è solo un alleanza" finalizzata all ottenimento del
"federalismo fiscale per l Italia" e del "federalismo per la
Padania". "Ma - avverte, a scanso di equivoci - si tratta di un
alleanza vera perchè ognuno mantiene appunto le sue differenze" MAI CON
CASINI - Mai con Pierfurby: "Dobbiamo vincere e avere maggioranza autonoma
anche al Senato, ma se così non sarà, la sola cosa certa è che non si potrà
fare alleanza con chi oggi fa campagna elettorale contro di noi".
Piuttosto che un alleanza con il centrista meglio "rifare una legge
elettorale e poi tornare al voto", perchè "le alleanze si fanno prima
del voto, non dopo". LE PRESSIONI DI CIAMPI - Maroni ha poi commentato le
parole di Silvio Berlusconi sulla faziosità dell ex presidente della
Repubblica: "Sul Quirinale come anche su altre questioni gli scappa la
battuta, ma poi diventa la posizione di Berlusconi... Su Ciampi, perchè di
questo parlava e non di Napolitano, lui ha ricordato alcuni episodi che ricordo
anche io quando eravamo al governo in cui è parso che alcuni interventi del
Presidente della Repubblica fossero una sorta di pressione sul governo per fare
o non fare una certa cosa". LA PADANIA HA PIU SENSO OGGI DI 10 ANNI FA -
Qualcuno, via internet, osserva che il progetto Padania non ha più validità.
Invece "ha più senso oggi che dieci anni fa - ha osservato Maroni - perché
l Ue ha riconosciuto con una legge che all interno dei propri confini non
contano tanto gli Stati quanto le Regioni e le aggregazioni di Regioni. Si
possono mettere insieme anche Regioni di Stati differenti, che siano affini e
omogenee. Utilizzando questo meccanismo, la Padania, intesa come regioni del
Nord, che sono omogenee da tanti punti di vista, può avere un ruolo nella nuova
Europa, che è quella dei popoli. Oggi l insegnamento di Miglio ha più forza di
quanto ne avesse dieci anni fa" REINTRODURRE IL SUPER BONUS: "Nel
programma del Pdl c è la reintroduzione del super bonus per le pensioni abolito
dal governo Prodi. Una soluzione che ha consentito a 200 mila lavoratori
anziani che sarebbero andati in pensioni di restare al lavoro, evitando quindi
- osserva Maroni - costi alla previdenza sociale e problemi per le
imprese". Il deputato del Carroccio spiega che nel programma comune è
previsto anche il bonus bebe . E cioè l erogazione di mille euro per il secondo
ed il terzo figlio. LEGGE BIAGI, LEGGE CHE FUNZIONA - Maroni difende la legge
scritta da Biagi, il giuslavorista ucciso dalle Br. "Non è vero - ha
aggiunto - che non è decollata, è stata proprio questa legge ad aiutare il mondo
del lavoro ad aumentare l occupazione nonostante una crescita economica vicina
allo zero. E questo perché la flessibilità introdotta dalle nuove norme è
servita per regolarizzare posizioni che prima erano in nero. Quando cadrà
definitivamente la pregiudiziale ideologica che una parte del sindacato ha nei
confronti della legge, allora sarà davvero una risposta per tanti giovani che
cercano lavoro". DOPO FORMIGONI UN LEGHISTA - Maroni ha poi stilato la
pagella sugli amministratori lombardi: "A Formigoni do 9,5, non esagero
dandogli 10, ma lui è stato un ottimo presidente, ha avuto la collaborazione
della Lega e sarà difficile che chi verrà dopo di lui faccia meglio".
Detto questo, però "a me - ha rimarcato - come a tutti i leghisti
piacerebbe governare il proprio territorio, ma la questione ora non è in
agenda. Mi piacerebbe che dopo Formigoni alla guida della Regione ci fosse un
giovane leghista". IL FUTURO DI MARONI -L esponente leghista si lancia poi
in una previsione per il prossimo futuro: "Non diciamo nulla perchè prima
bisogna vincere le elezioni. Se dovessi scegliere per la Lega ci sarebbero vari
ministeri come gli Interni, i ministeri economici e ovviamente il ministero per
le Riforme che è la base per il federalismo fiscale. Io posso anche fare il semplice
parlamentare a decidere sarà Bossi che ha una visione complessiva". IL CAMBIAMENTO DI GRILLO - Infine Maroni si toglie un sassolino
su Beppe Grillo: "Lo conosco, una volta gli
feci un intervista per la Padania, ho anche una foto insieme a lui. E una
persona intelligente e astuta, che però si limita all invettiva e all insulto
contro tutto e contro tutti, senza distinguere tra chi è un farabutto e chi si
impegna per cambiare le cose". [Data pubblicazione: 03/04/2008].