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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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tARTICOLI DEL 3-5-2008       #TOP



Report "Grillo"

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Indice delle sezioni

Grillo (76)


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

Redditi online, l'ironia dei giornali esteri ( da "Corriere.it" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: altro lo stilista Giorgio Armani e il comico Beppe Grillo, che ha definito "imbecilli" i promotori dell'iniziativa, che ha avuto un successo eccezionale, visti i contatti sul web. FRANCIA - Il francese "Le Monde" considera invece che ai tifosi della Fiorentina saranno probabilmente andati per traverso i 22,4 milioni di euro di redditi denunciati da Christian Vieri,

Bye Bye Santoro ! Sgarbi si scorna con Travaglio e Santoro rischia il posto per Grillo ( da "Blogosfere" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Sgarbi si scorna con Travaglio e Santoro rischia il posto per Grillo Pubblicato da Tiziano Scolari alle 00:15 in Media e Tv Avete visto l'ultima puntata di Anno Zero ? Vi conviene cercarla su internet perchè potrebbe essere l'ultima. Che cosa si è visto ? Stringi stringi un po' di spezzoni di Beppe Grillo al V-Day 2 di Torino e poi lo show di Sgarbi che si scorna con Travaglio.

Il Codacons contro Visco ( da "TGCom" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: I grillini si ribellano Anche il reddito di Beppe Grillo è stato reso pubblico: nel 2005 sono entrati nelle tasche del comico genovese 4.272.591.000 eurio. "E' folle pubblicare dati privati, così si siuta la mafia" ha commentato inferocito Beppe Grillo, ma i suoi fedeli sostenitori non la pensano esattamente così: "Che cos'ha da nascondere sui suoi 4milioni di euro?

Polemica scaturita dallo spazio dato a Beppe Grillo nel corso di "Annozero" ( da "Gazzetta del Sud" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, il quale si trova al mare e non interviene in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro infatti nella puntata di giovedì ha mandato in onda ampi stralci dell'intervento intervento di Grillo a Torino in occasione del secondo "Vaffa-Day" sui temi dell'

Da una parte si dice che un'azione del genere, mostrare i redditi di tutti, espone gli ( da "Corriere delle Alpi" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto.

Petruccioli contro Santoro per il j'accuse di Grillo ( da "Cittadino, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Una polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire. Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'informazione.

VIOLAZIONE DELLA PRIVACY, ECCITA IL VOYEURISMO FISCALE, SCATENA LE MOGLI SEPARATE CONTRO I MARITI ( da "Trentino" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' una colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto.

Redditi on linetutti contro Visco ( da "Secolo XIX, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E tira in ballo il comico Beppe Grillo, che se l'è presa molto dopo essere apparso sul Web fra i contribuenti più ricchi. Lui che guadagna milioni è in cima alla lista dei 300mila italiani che dichiarano più di 100mila euro l'anno. Per il resto, c'è poco da fare gossip fiscale: stando a quello che si dichiara ufficialmente, un italiano su due vive con meno di 15 mila euro l'

"Annozero" su Grillo, la Rai attacca Santoro ( da "Secolo XIX, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata dell'altro ieri a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-

Lo scoop di ItaliaOggi ha già fatto il giro del mondo ( da "Italia Oggi" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, secondo il quale l'iniziativa aiuterebbe la mafia a individuare le vittime di estorsioni e rapine. E Mario Ferrara, esponente del Pdl di Silvio Berlusconi, prosegue il quotidiano, ha denunciato che si è trattato di una "vendetta di Visco contro chi aveva appena votato contro di lui".

D&G più ricchi del Cav ( da "Italia Oggi" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lo ha pensato perfino uno come Beppe Grillo, ritenuto un guru di Internet e invece travolto da questa vicenda. Non si può più. Quei dati sono stati scaricati- parzialmente- da centinaia e centinaia di naviganti. Da ieri mattina li mettono a disposizione attraverso il peer to peer.

Un milione di euro fa la Iena ridens ( da "Italia Oggi" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: In terra ligure dopo di lui Giuseppe Grillo, detto Beppe, Beppe Grillo. Già proprio lui, il comico che da "te la do io l'America" è passato ai più redditizi vaffa di piazza: un business che gli ha garantito un reddito di 4.272.591 euro. Una somma considerevole che a detta dei grillini poco si addice a un moralizzatore di usi e costumi della società italiana.

Giorgia canta Ora Basta! Chitarre e hammond, è tratto dal cd Stonata ( da "Arena, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: intervento di Beppe Grillo in "Libera la mente" e la partecipazione di Pino Daniele alla chitarra nel funk latino di "Anime sole". Nel brano "Adesso lo sai" Giorgia duetta con Emanuel Lo, cantante suo "protetto", mentre in "Invisibile traccia" appare il flauto di Elio, il leader e vocalist delle Le Storie Tese, per una volta strumentista di lusso.

Bufera su santoro: "basta insulti di grillo in tv" - aldo fontanarosa ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Michele Santoro avrebbe fatto da megafono al peggio di Beppe Grillo rilanciando "insulti inconcepibili" a Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi. La cosa - avverte Claudio Petruccioli - non sarà più tollerata. Ma Santoro si difende: le parole di Grillo non sono più quelle di un comico; sono ormai le tesi di un "soggetto politico", e vanno riferite senza censure.

Le donne con lo scienziato "ha salvato molte vite" ( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: La professoressa non si capacita degli insulti che Beppe Grillo ha rivolto a Umberto Veronesi al V-day di Torino, rilanciate l'altra sera dalla trasmissione tv di Santoro: "Attaccare lui, e con lui il modello italiano che si è imposto con successo nella ricerca e nella cura del cancro, non ha alcun senso".

Grillo in tv nuova bufera su santoro ( da "Tirreno, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: una pagina nera Grillo in tv nuova bufera su Santoro ROMA. Una puntata con Beppe Grillo che in collegamento video attacca Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: l'ultima puntata di Annozero fa così infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli da spingerlo a scrivere una nota durissima,

Il passo è compiuto, non si può annullare ( da "Mattino di Padova, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto.

Visco e la polemica: passo avanti inevitabile ( da "Nuova Venezia, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto.

Petruccioli: mi scuso per santoro ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata di giovedì a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'

Armani 44 milioni, berlusconi fermo a 28 ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Oltre 4 milioni per Beppe Grillo e nella lista figurano anche, sempre secondo il resoconto di Le Figaro, "Roberto Benigni (3,5 milioni), la star meglio pagata del cinema, Antonio Bassolino, responsabile del disastro di Napoli, che avrebbe fatto volentieri a meno di comparire in questa hit-parade.

Grillo in tv, santoro nella bufera ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Attualità Grillo in tv, Santoro nella bufera Polemiche sul comico, che attacca Quirinale, Visco e Veronesi ROMA. Raffica di polemiche per la puntata di "Annozero" dedicata a Beppe Grillo e Michele Santoro finisce nella bufera. Infatti, i lunghi inserti dal comizio torinese del comico genovese, compresi i duri attacchi a Giorgio Napolitano e -

Petruccioli accusa santoro ( da "Nuova Sardegna, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata di giovedì a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'

Un paese di evasori fiscali ( da "Provincia Pavese, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: "Ed è sorprendente che ambedue i contratti ciano approvati dagli avvocati", precisa il giornalista. Nell'articolo, il Nyt cita tra l'altro lo stilista Giorgio Armani (l'italiano che nel 2005 avrebbe pagato più tasse di tutti), e il comico Beppe Grillo.

Visco ci ha fornito uno strumento contro gli evasori fiscali: usiamolo ( da "Nuova Sardegna, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto.

Aguzzi vede... Rossi e lo carica ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: nel recente turno elettorale, gli "amici di Beppe Grillo" si erano presentati con proprie liste e candidati, ricordando poi che nel suo recente Vaffa2 Grillo aveva annunciato che alle prossime amministrative ovunque si sarebbero presentate liste dei suoi amici e che "sarebbe bastato un consigliere per "liberare" ogni Comune".

Grande comico, mediocre politico ( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: mediocre politico Maria Novella Oppo ANCORA UNA PUNTATA DI "ANNOZERO" dedicata a Beppe Grillo, il comico che volle farsi politico. Anche se il suo mezzo di espressione è il monologo e la politica è soprattutto dialogo. Una contraddizione non da poco, che però non gli è stata rimproverata dagli ospiti in studio, né dal conduttore.

La Rai stronca Santoro <Una vergogna> ( da "Nazione, La (Empoli)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, che si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata dell'altra sera a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-

I redditi sono ancora on line. Il Garante: dati ingovernabili Anche le associazioni dei consumatori in campo: il Codacons presenta denunce in cento procure ( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il quotidiano americano cita lo stilista Giorgio Armani (l'italiano che nel 2005 avrebbe pagato più tasse di tutti), e il comico Beppe Grillo, che ha definito "imbecilli" i promotori dell'iniziativa, che ha avuto un successo eccezionale, visti i contatti sul web.

Il vero scandalo sono gli evasori Più del 50% degli italiani vive con 15mila euro l'anno, un'azienda su due è senza utili ( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: con loro si ritrovano il comico Beppe Grillo, l'ex generale delle spigole Speciale, il verde Cento, la schiera delle associazioni dei consumatori, pronte a muovere le Procure. Nessuno che s'allarmi di fronte a uno scandalo che non sta nella comunicazione, ma nella inattendibilità del quadro che ne deriva, il quadro di un paese in povertà,

VISCO E LA POLEMICA: PASSO AVANTI INEVITABILE ( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto.

Petruccioli: inaccettabili gli insulti di Grillo in Rai Il presidente si scusa con Napolitano e Veronesi: per Santoro nessuna zona franca ( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: edizione del Petruccioli: inaccettabili gli insulti di Grillo in Rai Il presidente si scusa con Napolitano e Veronesi: per Santoro nessuna zona franca / Roma ANNOZERO Mercoledì prossimo il Cda Rai potrebbe discutere della puntata di giovedì scorso, dedicata da Santoro a 25 aprile di Beppe Grillo e intitolata "O bella ciao".

Servizio pubblico in onda le accuse a napolitano ( da "Riformista, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Servizio pubblico in onda le accuse a napolitano CANCRO ZERO Grillo calunnia Veronesi. Petruccioli a Santoro: "Vergogna" È bufera su AnnoZero e sui lunghissimi stralci del V-Day torinese riproposti da Santoro in cui Beppe Grillo insultava "Morfeo", ovvero il presidente Napolitano e "Cancronesi", l'oncologo Veronesi.

La puntata di santoro ( da "Riformista, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: che ha stigmatizzato la scelta del conduttore di dare nuovamente spazio a Beppe Grillo, "il quale ha rivolto insulti inconcepibili al presidente della Repubblica, oltreché a una persona universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questo episodio sono incalcolabili.

Grillo 2 il contrappasso per grillo ( da "Riformista, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo 2 il contrappasso per grillo La lista di Visco impigliata nella Rete Il Codacons insorge, Speciale s'indigna Che contrappasso per chi, come Beppe Grillo, predica da anni contro l'informazione tradizionale, distorta, servile e antidemocratica dei giornali e dei media, venduti agli editori "impuri",

Grillo 1 il presidente della rai contro gli stralci del v-day ( da "Riformista, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo accusava il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ribattezzato "Morfeo", di non essere imparziale e l'oncologo Umberto Veronesi, definito "Cancronesi", di conflitto d'interessi. "A nessuno, quindi neppure a Michele Santoro - ha dichiarato Petruccioli in una nota - è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'

Meno convinti gli utenti del web ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: intervento di Beppe Grillo, che in un articolo sul suo blog titolato molto esplicitamente "La colonna infame" si scaglia contro l'iniziativa dell'Agenzia, e che con il suo solito linguaggio forte e satirico afferma come l'idea possa essere stata suggerita "dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita".

Petruccioli contro Santoro: Inconcepibili gli insulti di Grillo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: insulti di Grillo" Ha creato un caso politico-aziendale l'ultima punta di "Annozero": il conduttore Michele Santoro ha deciso di mandare in onda un'ampia sintesi del V2-Day di Beppe Grillo dello scorso 25 aprile sull'informazione. Per il presidente Rai Claudio Petruccioli si è trattato di un "appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente"

Grillo ad Annozero, è bufera su Santoro ( da "Adige, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata di giovedì a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'

Rai, Petruccioli infuriato per i <vaffa> di Santoro: <Uso indecente della tv> ( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Tutta colpa di Beppe Grillo, anzi tutta colpa di Michele Santoro che nel suo Annozero di giovedì ha mandato in onda parte del comizio tenuto dal comico al secondo V-Day, prestando quindi a Grillo il megafono del servizio pubblico per attaccare giornalisti, medici, e anche il presidente della Repubblica.

Forza grillo ( da "Tirreno, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Attualità FORZA GRILLO FORZA GRILLO Anche un vaffa rende l'Italia migliore Egregio direttore, lei insiste nel criticare le modalità con cui Beppe Grillo manifesta le sue invettive contro quella parte della politica italiana vecchia e ingessata, pur condividendone, mi pare, gran parte della sostanza.

Anche Petruccioli lancia il suo editto contro Santoro ( da "Tempo, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: imparzialità del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e attaccava l'oncologo Umberto Veronesi (colpevole, secondo Grillo, di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica). Il primo affondo arriva dal presidente della Rai Claudio Petruccioli: "Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo;

Santoro contro tutti. Il popolare conduttore televisivo ( da "Tempo, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: imparzialità del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e attaccava l'oncologo Umberto Veronesi (colpevole, secondo Grillo, di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica). Il primo affondo arriva dal presidente della Rai Claudio Petruccioli: "Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo;

Giornali, non tutto il Grillo vien per nuocere ( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Lopez Beppe Lopez * Il dibattito (e le divisioni) su Beppe Grillo e sui finanziamenti ai giornali così come sulla gran parte delle cose che ci succedono (a cominciare dalle ultime elezioni), mi ha convinto ancora di più che in questo mondo al contrario che è diventata l'Italia - dopo decenni di stratificazione,

Editto bulgaro di Petruccioli ( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai, ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi (neodeputato Pd, ndr).

<Santoro ha appaltato la Rai agli insulti di Grillo> ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: programmi dei momenti più significativi della manifestazione promossa il 25 aprile a Torino da Beppe Grillo. L'ho fatto nell'esclusivo interesse del pubblico con un lavoro di edizione che ben risultava dalla messa in onda ma del quale, se vorrà, il presidente Petruccioli potrà essere informato ascoltando montatori e giornalisti che lavorano con passione nella nostra redazione ".

Raccolta firme Amici di Beppe Grillo Il V-day 2 non è ancora finito. A Pesaro continua i ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Nfatti la raccolta di firme per i tre referendum proposti da Beppe Grillo nel secondo Vaffa-day nazionale dello scorso 25 aprile, ovvero "abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, abolizione dell'Ordine dei giornalisti, abolizione della legge Gasparri". Gli Amici del Meetup locale tornano quindi di nuovo in piazza, questa volta via Branca angolo piazza del Popolo,

<Annozero>, Santoro sotto assedio per Grillo ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: definisce Grillo un soggetto politico e dunque pienamente responsabile di quanto dice. Il giornalista insomma non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto il mio dovere"". Una polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne"

Scelta scomoda ma inevitabile ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. È un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma, santo cielo, non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto.

Rai, Petruccioli infuriato per i "vaffa" di Santoro ( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Tutta colpa di Beppe Grillo, anzi tutta colpa di Michele Santoro che nel suo Annozero di giovedì ha mandato in onda parte del comizio tenuto dal comico al secondo V-Day, prestando quindi a Grillo il megafono del servizio pubblico per attaccare giornalisti, medici, e anche il presidente della Repubblica.

Sgarbi-Travaglio due stili Giovedì sera, guardando Annozero in tv, sono rimas ( da "Stampa, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: BRUXELLES Grillo e l'attacco ai giornali Sulla scia di Beppe Grillo, ad Annozero, c'era un forte attacco ai mezzi di comunicazione, considerati asserviti al grande capitale imprenditoriale/finanziario. L'attacco era soprattutto ai giornali e allora, visto che nella recente campagna elettorale i tre maggiori quotidiani italiani si sono schierati con Prodi,

New media/L'editoria online in Italia fa paura, almeno alle vecchie lobby e gruppi di potere ( da "Affari Italiani (Online)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: di protesta" (da Beppe Grillo a Maurizio Crozza, solo per citare quelli più "mediaticamente noti"), che nell'ultima campagna elettorale, peraltro ravvivata proprio da qualche scaramuccia sui temi di politica economica e sociale (come la sicurezza, la fiscalità o la previdenza) ha contraddistinto il tema dell'informazione corretta,

E il gossip fu censurato per legge ( da "Affari Italiani (Online)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lì non ci sono Beppe Grillo che tengono. Il parlamento vota e le forze dell'ordine eseguono...democraticamente. E la conferma arriva dal terzo presidente democraticamente eletto, Dimitri Medvedev, che tra pochi giorni s'insedierà al Cremlino. "La stampa è libera dichiarato al più diffuso settimanale russo.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-05-03 num: - pag: 1 autore: di ... ( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: di IAN BURUMA Comici e politica LA RIVINCITA DEI CLOWN I l successo di Beppe Grillo è l'ennesima avvisaglia di un fenomeno nuovo: il ruolo vitale dei comici nella politica contemporanea. Fino a pochi anni fa, il programma di informazione politica più seguito in Messico era El maÑanero, trasmesso tra le 6 e le 10 del mattino.

IN RADIO. L'ARRANGIAMENTO RICHIAMA IL MUSICAL <HAIR>. UNA CITAZIONE DA <COME SAPREI> ( da "Arena.it, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: intervento di Beppe Grillo in "Libera la mente" e la partecipazione di Pino Daniele alla chitarra nel funk latino di "Anime sole". Nel brano "Adesso lo sai" Giorgia duetta con Emanuel Lo, cantante suo "protetto", mentre in "Invisibile traccia" appare il flauto di Elio, il leader e vocalist delle Le Storie Tese, per una volta strumentista di lusso.

RAI: MALGIERI, DA 'ANNOZERO' MESSO IN ONDA SQUALLORE ( da "ADN Kronos" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lo squallore messo in onda riportando acriticamente brani del plurimilionario, in euro, Beppe Grillo, da' il senso dell'arroganza e della protervia di alcuni personaggi che si ergono a moralisti e rappresentano, invece, soltanto il proprio narcisismo''. Lo ha detto all'ADNKRONOS Gennaro Malgieri, consigliere d'amministrazione Rai e deputato Pdl.

Santoro ancora nella bufera ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo a Napolitano e Veronesi Santoro ancora nella bufera Ad "Annozero" gli attacchi di Beppe Grillo a Napolitano e Veronesi --> ROMA Una puntata a base di un mix esplosivo con Grillo che attacca Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: Annozero fa così infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli che si scaglia contro Michele Santoro,

I redditi ora dilagano sulla rete ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: associazione dei consumatori Codacons ha annunciato di aver presentato una denuncia contro il viceministro per l'Economia Vincenzo Visco presso 104 Procure della Repubblica "per violazione della legge sulla privacy". I pm stanno monitorando la vicenda. Intanto in Rai è polemica su "Anno Zero" di Santoro su Beppe Grillo.3 e 4  .

Petruccioli contro Santoro e Grillo, e il ricordo dell'editto contro Biagi ( da "Blogosfere" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ultima puntata di Annozero, per le colorite critiche di Beppe Grillo a Napolitano ed a Veronesi, ed in minor misura per la sfuriata di Vittorio Sgarbi contro Travaglio ed il conduttore Santoro. Dal 18 aprile 2002, sono passati quasi esattamente 5 anni, e siamo passati dall' "uso criminoso" all' "uso arbitrario e indecente".

ANNOZERO SU GRILLO, LA RAI CENSURA SANTORO ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica". E non solo, già perché nel mirino di Grillo "amplificato" dall'ospitalità di Raidue, c'è finita, ricorda ancora Petruccioli, "anche una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi"

Il sogno degli italiani di sapere quanto guadagna il vicino di casa, il calciatore del cuore o ( da "Stampa, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il sogno degli italiani di sapere quanto guadagna il vicino di casa, il calciatore del cuore o il loro capo è diventato realtà mercoledì scorso quando sul sito dell'Agenzia delle Entrate sono comparsi i redditi", scrive il britannico Guardian. Che sfotte la reazione rabbiosa di Beppe Grillo, fino a pochi giorni fa paladino della libertà del web.

Domani a Limana nuova raccolta firme per la libera informazione ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: informazione Venerdì 25 aprile il comico Beppe Grillo ha lanciato per il V2-Day una campagna di raccolta firme per tre referendum intitolata "Libera informazione in libero Stato". Anche in Piazza dei Martiri a Belluno, il gazebo organizzato dall'Associazione Grillibelluno, pur sfidando le assenze dei bellunesi a causa del ponte, è riuscito a raccogliere più di 500 firme per ogni referendum.

I grillini raccolgono firme a San Pietro ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: L'iniziativa, promossa da Beppe Grillo, è stata sposata in Italia da 450mila persone, firmatarie di una proposta di legge che riassume in tre punti le condizioni necessarie per portare in Italia "una vera informazione, indipendente da forze politiche e interessi di parte".

Roma <A nessuno, quindi neppure ( da "Gazzettino, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: dedicato a Beppe Grillo."L'altra sera - dice Petruccioli in una nota - Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotv a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi.

ANNOZERO/ ROMAGNOLI: GOGNA MEDIATICA E QUALUNQUISTA ( da "Virgilio Notizie" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: di giovedì ha mandato in onda parte del comizio tenuto da Beppe Grillo al secondo V-Day. "Il giornalismo fazioso di Santoro - prosegue l'eurodeputato di Fiamma - si conferma essere un megafono prestato a chi cerca di imbonire la piazza per attaccare tutti. Ognuno può dire e fare quello che vuole, ma non lo faccia con i soldi pubblici.

ANNOZERO/ GRILLO: NESSUNO TOCCHI IL SOLDATO TRAVAGLIO ( da "Virgilio Notizie" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: In Italia ci sono stati giornalisti coraggiosi finiti ammazzati come Beppe Alfano ucciso con tre pallottole, di cui una in bocca". Lo scrive nel suo blog Beppe Grillo, intervenendo sule polemiche suscitate dall'ultima puntata di 'Annozero' di Michele Santoro. "I giornalisti coraggiosi rimasti - afferma il comico-polemista - sono pochi, sono un facile bersaglio.

RAI: DI PIETRO, DA PETRUCCIOLI CENSURA A 'ANNOZERO' ( da "ADN Kronos" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Adnkronos) - "La decisione del presidente della Rai, Claudio Petruccioli, di richiamare Michele Santoro per la trasmissione 'AnnoZero' dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile e' sconcertante". Lo afferma Antonio Di Pietro dell'Italia dei Valori.

Caso Grillo, bufera su Santoro. Urbani: ''La sua tv la faccia su Youtube'' ( da "ADN Kronos" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: nella trasmissione di giovedì scorso, alcuni stralci del discorso di Beppe Grillo durante il V-day del 25 aprlie sulla libertà di stampa. Dopo la lettera del presidente Petruccioli che accusava il giornalista di aver ''messo il Servizio Pubblico Radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo'', oggi il fronte anti-Santoro si allarga.

03/05/2008 15:16 RAI: DI PIETRO, DA PETRUCCIOLI CENSURA A 'ANNOZERO' ( da "ITnews.it" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Adnkronos) - "La decisione del presidente della Rai, Claudio Petruccioli, di richiamare Michele Santoro per la trasmissione 'AnnoZero' dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile e' sconcertante". Lo afferma Antonio Di Pietro dell'Italia dei Valori.

GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! ( da "Azione, L'" del 03-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo, l'informazione è una cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della professione e dell'

ANNOZERO/ DI PIETRO: DA PETRUCCIOLI CENSURA DI REGIME ( da "Virgilio Notizie" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". Lo afferma il leader dell'Idv Antonio Di Pietro sul suo blog. "Chi ha seguito il programma - aggiunge - avrà sicuramente pensato che un richiamo era necessario, ma per Sgarbi che ha insultato senza ragione e continuamente le persone presenti, che non hanno reagito,

L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista ( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere".

Redditi on line, Visco denunciato ( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: In poco meno di due ore, utilizzando il VF day 2 di Beppe Grillo, hanno insultato tutti gli insultabili. A partire proprio da chi occupa la sedia del Quirinale, ovvero il presidente della Repubblica che, tra la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, deve aver fatto sentire la sua voce a viale Mazzini.

Petruccioli contro Santoro: <Gli insulti di Grillo sono inconcepibili> ( da "Corriere.it" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: consentire ai leader dei partiti di dire quello che vogliono nella televisione pubblica, proibendo invece a un unico soggetto politico, Beppe Grillo, di esprimere il proprio pensiero". CENSURA - "Tutti i partecipanti ad Annozero, compreso Marco Travaglio, che aveva preso parte al V-Day - dice Santoro - hanno avuto espressioni di critica e avanzato rilievi nei confronti di Grillo;

Vieri batte Moratti, la Littizzetto più ricca della Ventura ( da "Provincia di Lecco, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Vedersi pubblicati su internet i suoi quattro milioni di reddito ha provocato un travaso di bile (e relatore polemiche) a Beppe Grillo, mentre non risultano proteste da parte di Roberto Benigni che quell'anno si è fermato a poco più di tre milioni e mezzo di euro. Coppia sul lavoro, non più nella vita e nemmeno da commercialista, Domenico Dolce e Stefano Gabbana rispettivamente con 29.

Il New York Times ironizza sugli italiani superevasori ( da "Provincia di Como, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e il comico Beppe Grillo, che ha definito "imbecilli" i promotori dell' iniziativa, che ha avuto un successo eccezionale, visti i contatti sul web. Dagli Stati Uniti alla Francia, dove "Le Monde" considera invece che ai tifosi della Fiorentina saranno probabilmente andati per traverso i 22,4 milioni di euro di redditi denunciati da Christian Vieri,

<Inutili le firme contro la grande stufa> ( da "Provincia di Como, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: a Villa Guardia i cittadini che simpatizzano per Beppe Grillo ha sfiorato già le 200 firme. "È un successo inaspettato checché ne dica il sindaco - commenta euforica la portavoce del comitato Sabina Barca -. Le firme aumentano. E questo nonostante i silenzi del Comune al quale mi ero rivolta per ottenere il deposito dei moduli della petizione anche all'ufficio anagrafe.


Articoli

Redditi online, l'ironia dei giornali esteri (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Per il "guardian " si e' invece realizzato il sogno di ogni italiano Redditi online, l'ironia dei giornali esteri Il New York Times parte dalla vicenda per raccontare di un Paese dove l'evasione fiscale regna sovrana MILANO - La notizia della pubblicazione on line da parte dell'Agenzia delle entrate delle dichiarazioni dei redditi dei contribuenti italiani ha avuto una vasta eco nei giornali e nei siti web stranieri. USA - "I ricchi pagano le tasse? L'Italia lo dice a tutti". Questo il titolo scelto dal principale quotidiano americano, il "New York Times" per raccontare la vicenda di un Paese dove "l'evasione fiscale è così diffusa che un padrone di casa spesso concorda con l'inquilino due cifre per l'affitto, quella reale e quella per la denuncia di locazione". "Ed è sorprendente che ambedue i contratti siano approvati dagli avvocati", precisa Ian Fisher corrispondente del quotidiano americano. Nell'articolo, il New York Times cita tra l'altro lo stilista Giorgio Armani e il comico Beppe Grillo, che ha definito "imbecilli" i promotori dell'iniziativa, che ha avuto un successo eccezionale, visti i contatti sul web. FRANCIA - Il francese "Le Monde" considera invece che ai tifosi della Fiorentina saranno probabilmente andati per traverso i 22,4 milioni di euro di redditi denunciati da Christian Vieri, in testa alla classifica dei calciatori meglio retribuiti, dopo che giovedì la Fiorentina è uscita dalla Coppa Uefa per un rigore mancato "dal caro Bobo". Quanto al premier uscente Romano Prodi, continua il quotidiano, si dice che si sia infuriato per l'iniziativa. Insieme a quelle di altri Vip, le sue dichiarazione dei redditi erano infatti state sbirciate 128 volte da funzionari nel 2006. L'inchiesta si è chiusa con l'assoluzione dei dipendenti pubblici con cui si stabiliva che curiosare non è reato. GRAN BRETAGNA - Il sogno degli italiani di sapere quanto guadagna il vicino di casa, il calciatore del cuore o il loro capo è diventato realtà mercoledì scorso è quanto scrive invece in sostanza il britannico "Guardian" raccontando lo scandalo. stampa |.

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Bye Bye Santoro ! Sgarbi si scorna con Travaglio e Santoro rischia il posto per Grillo (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Mag 08 3 Bye Bye Santoro ! Sgarbi si scorna con Travaglio e Santoro rischia il posto per Grillo Pubblicato da Tiziano Scolari alle 00:15 in Media e Tv Avete visto l'ultima puntata di Anno Zero ? Vi conviene cercarla su internet perchè potrebbe essere l'ultima. Che cosa si è visto ? Stringi stringi un po' di spezzoni di Beppe Grillo al V-Day 2 di Torino e poi lo show di Sgarbi che si scorna con Travaglio. Altri spezzoni li trovate qui, aspettando che da Lunedì la trasmissione sia sul sito. Tutto normale ? Mica tanto. Ieri Petruccioli, presidente della Rai, interviene sulla puntata di Annozero: A nessuno, quindi neppure a Michele Santoro, e' consentito confondere la liberta' del giornalista e la responsabilita' del conduttore con l'appalto, di fatto, della Tv Pubblica a Terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente. Ieri sera - dice in una nota - Michele Santoro ha di nuovo messo il Servizio Pubblico Radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltreche' ad una personalita' universalmente stimata come il Professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno, nell'ambito delle mie responsabilita', a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi. Non siamo all'editto bulgaro, ma forse solo perchè non l'ha emanato il capo, Berlusconi. Siamo alla censura: non puoi mandare in onda idee che non siano in linea con il pensiero comune e se lo fai, meriti querele e rischi di essere cancellato. Se questa non è censura ! Poi se aggiungi che Travaglio è stato insultato, chiamato "pezzo di merxx" da Sgarbi ed è quest'ultimo che minaccia di querelare il giornalista, siamo alle soglie del surreale. D'altra parte ha vinto il Cavaliere e sappiamo quanto ci tenga a controllare le televisioni. Ultima cosa, non so se vi siate accorti che anche La 7 inizia a cambiare. La televisione con basso odience ma alta qualità dei contenuti rischia di sparire. Piroso, il direttore del Tg sembra aver salutato i suoi redattori. L'innovatore Antonio Campo Dall'Orto, arteficie di tanti programmi di successo, ha lasciato la rete nei giorni scorsi e sembra che non ci siano soldi abbastanza nè per Chiambretti nè per Crozza. Saranno solo problemi economici o scelte fondamentalmente politiche ? Vedremo.

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Il Codacons contro Visco (sezione: Grillo)

( da "TGCom" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Redditi on line, Fisco chiarirà Codacons denuncia Visco in 104 Procure Arriverà la prossima settimana la risposta dell'Agenzia delle Entrate alla richiesta di delucidazioni, fatta dal Garante della privacy, sulla diffusione on line delle dichiarazioni dei redditi 2005. Nel documento, elaborato dai tecnici del fisco, saranno forniti all'Autorità i chiarimenti sull'interpretazione della norma che riguarda la diffusione e la pubblicazione dei dati relativi alle dichiarazioni. Il Codacons denuncia Visco Il Codacons ha deciso di presentare una denuncia penale contro il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, presso 104 procure della Repubblica "affinché anche la magistratura apra delle indagini" sulla vicenda delle dichiarazioni dei redditi online. Ad annunciarlo è una nota dell'organizzazione in cui si sottolinea che sono "una marea le diffide gia' inviate al Garante della privacy e all'Agenzia delle Entrate" e che "il sito del Codacons è stato letteralmente preso d'assalto dopo la pubblicazione del modello da scaricare gratuitamente per avere tra 500 e 1.000 euro di risarcimento per ciascun contribuente la cui denuncia dei redditi sia stata messa sul web". Speciale: "Se ne occuperà il prossimo governo" "Questo è un problema grossissimo che adesso passa nelle mani del governo che si insedierà tra poco". Lo sostiene Roberto Speciale, ex comandante della Guardia di Finanza ed ora deputato del PdL. Non c'è alcuna utilità nel pubblicare on line i redditi degli italiani. Si tratta di dati talmente protetti, talmente delicati, che potevano rimanere lì dove sono. Il prossimo governo dovrà prendere questo Dpr del '73, quando allora non esisteva internet, e adeguarlo ai tempi moderni. Tutto qua. Purtroppo, i dati del 2005 sono di dominio pubblico. Chi li vuole usare, e purtroppo li userà, chi ha cattive intenzioni, li ha a disposizione". I grillini si ribellano Anche il reddito di Beppe Grillo è stato reso pubblico: nel 2005 sono entrati nelle tasche del comico genovese 4.272.591.000 eurio. "E' folle pubblicare dati privati, così si siuta la mafia" ha commentato inferocito Beppe Grillo, ma i suoi fedeli sostenitori non la pensano esattamente così: "Che cos'ha da nascondere sui suoi 4milioni di euro?" si chiede il popolo dei vaffa day. I grillini dal loro guru si aspettavano un plauso alla trasparenza che lui da sempre invoca, invece sono rimasti delusi. "Facciamoci il V-day 3, anche contro Grillo, se lui non è d'accordo!" si legge sul blog del comico. Invia ad un amico.

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Polemica scaturita dallo spazio dato a Beppe Grillo nel corso di "Annozero" (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Rai, esplode un nuovo caso Santoro Petruccioli stigmatizza il giornalista Cinzia Deodato ROMA Una puntata a base di un mix esplosivo con Grillo che attacca Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: "Annozero" fa così infuriare il presidente della Rai, Claudio Petruccioli, che si scaglia contro Michele Santoro, accusandolo di aver scritto una pagina nera per l'azienda. Petruccioli usa parole infuocate: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno, nell'ambito delle mie responsabilità, a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". Il nuovo "caso Santoro" finirà così sul tavolo del prossimo cda, in programma mercoledì 7. Santoro replica: "La Rai appartiene al pubblico e non ai partiti e la libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione repubblicana". In più, definisce Grillo un soggetto politico e dunque pienamente responsabile di quanto dice, esattamente come tutti gli altri leader. Il giornalista insomma non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto il mio dovere nell'esclusivo interesse del pubblico". Una polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo, il quale si trova al mare e non interviene in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro infatti nella puntata di giovedì ha mandato in onda ampi stralci dell'intervento intervento di Grillo a Torino in occasione del secondo "Vaffa-Day" sui temi dell'informazione. I passaggi "incriminati" riguardano l'attacco al Napolitano, accusato dal comico di non essere super partes e a Umberto Veronesi, "colpevole" di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica. In questo contesto, studio sempre più nervoso con Vittorio Sgarbi che insultava Travaglio a colpi di parolacce e di insulti, a proposito di Enzo Biagi. Sgarbi lo colloca nella "casta" dei giornalisti e dice: "Nessuno è indispensabile. Bisogna uscire dalla logica del ricatto che vige dopo l'impropriamente definito "editto bulgaro". Biagi non è stato cacciato. Anzi, Biagi appartiene alla casta dei giornalisti. Io sono stato allontanato e nessuno mi ha difeso". Insomma, è accaduto un po' di tutto e ieri sono fioccate le prese di posizione: contro ogni censura si schierano Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Roberto Natale (ospite di Annozero) e Vincenzo Vita. Critici, invece, il Partito democratico con Giorgio Merlo che plaude a Petruccioli e Mario Landolfi, presidente uscente della Vigilanza, che parla di linciaggio mediatico. Sullo sfondo c'è anche una polemica nella polemica. L'editore Mario Ciancio Sanfilippo ha diffuso una nota nella quale afferma: "Respingo con fermezza le false informazioni fornite dal giornalista Giuseppe La Venia, in assenza assoluta di contraddittorio, nel corso dell'ultima trasmissione Annozero, in merito ai motivi che hanno determinato l'emittente televisiva, della quale non sono editore, a comunicare il licenziamento suo e di altri giornalisti Ho dato mandato pertanto conclude l'editore ai miei legali di tutelare le mie ragioni nelle sedi legali competenti". Ha fatto seguito una nota congiunta dei giornalisti licenziati di Telecolor: "Di fronte all'annuncio di querela dell'editore Mario Ciancio Sanfilippo, gli ex giornalisti di Telecolor si autodenunciano pubblicamente sottoscrivendo una per una tutte le affermazioni fatte dal collega Giuseppe La Venia in occasione dell'ultima puntata di Annozero". Dunque Ciancio informi i suoi legali perché provvedano di conseguenza". "Inoltre, visto che Mario Ciancio lamenta la mancanza di contraddittorio lo invitiamo, lui che è il padrone di tutti i mezzi di informazione di Catania a confrontarsi pubblicamente in una delle sue emittenti sulle ragioni dello smantellamento di Telecolor, sulla proprietà di fatto di questa e di altre testate e, più in generale, sulle condizioni di asfissiante monopolio che soffoca Catania. Se poi Santoro fosse disposto a dedicare uno spazio al sottovalutato tema della mancanza di pluralismo nell'informazione in Sicilia conclude la nota saremmo ben lieti di confrontarci noi, altri interlocutori e lo stesso Mario Ciancio anche nell'ambito di una trasmissione a livello nazionale".

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Da una parte si dice che un'azione del genere, mostrare i redditi di tutti, espone gli (sezione: Grillo)

( da "Corriere delle Alpi" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Da una parte si dice che un'azione del genere, mostrare i redditi di tutti, espone gli italiani agli attacchi mirati della malavita, che adesso sa chi rapinare, è una violazione della privacy, eccita il voyeurismo fiscale, scatena le mogli separate contro i mariti che pagano pochi alimenti, e così via. Dall'altra parte Visco risponde che è un gesto di democrazia e di trasparenza, le leggi lo impongono. No, gli si obietta, le leggi impongono ai comuni di esporre alla pubblica lettura i redditi dei loro cittadini, ma è una lettura frenata, la può fare chi fa domanda, e può soltanto leggere i redditi con gli occhi, non fotocopiarseli. Questa è una visibilità arcaica. La visibilità che Visco dà ai redditi è moderna, troppo moderna, li mette on line, chiunque può scaricarseli e controllarli, e questo non va bene, intacca la sfera privata dell'individuo, danneggia il suo lavoro. Visco ribatte: "Non capisco perché; su quel che ognuno dichiara al fisco, è giusto che tutti lo sappiano".L'impressione è che si tratti di una direzione contrastatissima, però inevitabile: arriveremo anche noi, come in America, all'accesso di tutti ai redditi di tutti. E' questione di tempo. Il passo è stato compiuto, tutto intero e con decisione. E' stato ritirato ma non può essere annullato. E prima o poi sarà ripristinato. Se il grande motociclista, più volte campione del mondo, denuncia un reddito miserabile, sarà il cittadino qualunque a scoprirlo e denunciarlo, molto prima che l'Agenzia delle Entrate faccia la sue lente e insicure indagini a Londra. Se il grande cantante ha intascato tot in un anno e ha dichiarato tot fratto cento, saranno gli amici di quartiere a scandalizzarsi, prima ancora che il Fisco faccia mente locale. Se uno denuncia dieci ma guadagna mille, perché mai scoprirlo pubblicamente è una violazione della privacy? Tra i redditi son comprese le pensioni, le pensioni son pagate col denaro di tutti, perché noi tutti non dovremmo sapere dove vanno a finire i nostri soldi? Quando vengon rese pubbliche le pensioni di grandi manager, che han diretto enti poi finiti in malora (ferrovie, compagnie aeree...), è uno sbalordimento generale: perché dovremmo continuare a ignorarle? Qui è in ballo la coerenza tra quanto si dichiara al Fisco e il tenore di vita che si mantiene. Ci sono proprietari di quattro-cinque auto da centomila euro l'una che dichiarano al fisco redditi da bidelli: i vicini di casa hanno il sacrosanto diritto di scoprirli e denunciarli. Vedo che, a destra, il possibile ministro Renato Brunetta è d'accordo, a parte la spettacolarità dell'operazione, che lui avrebbe evitato. Mi fa piacere. Vuol dire che nel passaggio dalla sinistra alla destra la caccia agli evasori non dovrebbe venire stoppata. Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto. Si vergogna se risulta che denuncia poco. Ma questa non è violenza sulla sua privacy: denunciando poco mentre guadagna molto, è lui che fa violenza a noi. Una violenza fiscale. Se salta fuori uno strumento per difenderci, usiamolo. Ferdinando Camon fercamon@alice.it.

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Petruccioli contro Santoro per il j'accuse di Grillo (sezione: Grillo)

( da "Cittadino, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

N Una puntata a base di un mix esplosivo con Grillo che attacca Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: "Annozero" fa così infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli che si scaglia contro Michele Santoro, accusandolo di aver dato in appalto a "terzi" il servizio pubblico e di aver scritto una pagina nera per l'azienda. Petruccioli usa parole infuocate: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". Il nuovo caso-Santoro finirà così sul tavolo del prossimo Cda, in programma mercoledì. Nell'attesa, Santoro replica: "La Rai appartiene al pubblico e non ai partiti e la libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione". In più, definisce Grillo un soggetto politico e dunque pienamente responsabile di quanto dice. Il giornalista insomma non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto il mio dovere, nell'esclusivo interesse del pubblico". Una polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire. Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'informazione. I passaggi incriminati riguardano l'attacco al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accusato dal comico di non essere super partes e a Umberto Veronesi, colpevole di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica. In questo contesto, studio sempre più nervoso con Vittorio Sgarbi che insultava Travaglio a colpi di parolacce e di insulti. Insomma, è accaduto un po' di tutto e ieri prese di posizione e commenti: contro ogni censura si schierano Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Roberto Natale (ospite di Annozero) e Vincenzo Vita. Critici, invece, il Pd con Giorgio Merlo che plaude a Petruccioli e Mario Landolfi, presidente uscente della Vigilanza, parla di linciaggio mediatico.

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VIOLAZIONE DELLA PRIVACY, ECCITA IL VOYEURISMO FISCALE, SCATENA LE MOGLI SEPARATE CONTRO I MARITI (sezione: Grillo)

( da "Trentino" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Violazione della privacy, eccita il voyeurismo fiscale, scatena le mogli separate contro i mariti che pagano pochi alimenti, e così via. Dall'altra parte Visco risponde che è un gesto di democrazia e di trasparenza, le leggi lo impongono. No, gli si obietta, le leggi impongono ai comuni di esporre alla pubblica lettura i redditi dei loro cittadini, ma è una lettura frenata, la può fare chi fa domanda, e può soltanto leggere i redditi con gli occhi, non fotocopiarseli. Questa è una visibilità arcaica. La visibilità che Visco dà ai redditi è moderna, troppo moderna, li mette on line, chiunque può scaricarseli e controllarli, e questo non va bene, intacca la sfera privata dell'individuo, danneggia il suo lavoro. Visco ribatte: "Non capisco perché; su quel che ognuno dichiara al fisco, è giusto che tutti lo sappiano". L'impressione è che si tratti di una direzione contrastatissima, però inevitabile: arriveremo anche noi, come in America, all'accesso di tutti ai redditi di tutti. E' questione di tempo. Il passo è stato compiuto, tutto intero e con decisione. E' stato ritirato ma non può essere annullato. E prima o poi sarà ripristinato. Se il grande motociclista, più volte campione del mondo, denuncia un reddito miserabile, sarà il cittadino qualunque a scoprirlo e denunciarlo, molto prima che l'Agenzia delle Entrate faccia la sue lente e insicure indagini a Londra. Se il grande cantante ha intascato tot in un anno e ha dichiarato tot fratto cento, saranno gli amici di quartiere a scandalizzarsi, prima ancora che il Fisco faccia mente locale. Se uno denuncia dieci ma guadagna mille, perché mai scoprirlo pubblicamente è una violazione della privacy? Tra i redditi son comprese le pensioni, le pensioni son pagate col denaro di tutti, perché noi tutti non dovremmo sapere dove vanno a finire i nostri soldi? Quando vengon rese pubbliche le pensioni di grandi manager, che han diretto enti poi finiti in malora (ferrovie, compagnie aeree...), è uno sbalordimento generale: perché dovremmo continuare a ignorarle? Qui è in ballo la coerenza tra quanto si dichiara al Fisco e il tenore di vita che si mantiene. Ci sono proprietari di quattro-cinque auto da centomila euro l'una che dichiarano al fisco redditi da bidelli: i vicini di casa hanno il sacrosanto diritto di scoprirli e denunciarli. Vedo che, a destra, il possibile ministro Renato Brunetta è d'accordo, a parte la spettacolarità dell'operazione, che lui avrebbe evitato. Mi fa piacere. Vuol dire che nel passaggio dalla sinistra alla destra la caccia agli evasori non dovrebbe venire stoppata. Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' una colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto. Si vergogna se risulta che denuncia poco. Ma questa non è violenza sulla sua privacy: denunciando poco mentre guadagna molto, è lui che fa violenza a noi. Una violenza fiscale. Se salta fuori uno strumento per difenderci, usiamolo. Ferdinando Camon (fercamon@alice.it).

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Redditi on linetutti contro Visco (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il Codacons presenta 104 denunce penali nelle procure italiane Roma. Direttamente da Internet alle aule dei Tribunali: la diffusione on line delle dichiarazioni dei contribuenti italiani decisa dall'Agenzia delle entrate finirà davanti a 104 Procure che riceveranno una denuncia penale del Codacons, una delle tante sigle dei consumatori che si sono mobilitate dopo il putiferio scoppiato mercoledì scorso a cui ha tentato di porre rimedio lo stop (tardivo e inutile) alla pubblicazione imposto dal Garante della Privacy. Nonostante l'intervento dell'Authority, i dati continuano a circolare in Rete e sono a disposizione di tutti. La diffusione online dei dati "anche per poche ore, rende ingovernabile la circolazione e l'uso di questi dati così come la loro stessa protezione", ammette il Garante della Privacy Francesco Pizzetti. Anche dalla Procura di Roma fanno sapere di aspettarsi decine di denunce da parte dei contribuenti che si ritengono danneggiati dalla scelta del vice ministro alle Finanze, Vincenzo Visco, chiamato in causa sia sul piano penale che per violazione delle norme sulla privacy, dato che il Garante sostiene di essere stato tenuto all'oscuro della decisione di mettere sul Web tutte le dichiarazioni dei redditi del 2005. Mentre le associazioni dei consumatori affilano le armi, non accenna a sgonfiarsi la polemica politica. In prima linea si schiera contro Visco l'ex capo della Guardia di Finanza, Roberto Speciale, che attacca a testa bassa dal suo scranno di senatore del Pdl: "Se si volevano avvelenare i pozzi, e questo era il motivo, i pozzi sono stati avvelenati. Questo è un problema grossissimo che adesso passa nelle mani del governo che si insedierà tra poco". Addirittura una vendetta di Visco, un attimo prima di lasciare la poltrona? "E' la mia lettura dei fatti perché non c'è alcuna utilità nel pubblicare on line i redditi degli italiani. Il prossimo governo dovrà prendere la legge del '73, quando non esisteva Internet, e adeguarla ai tempi moderni", avverte Speciale. Da parte sua, il Garante conferma di non essere stato messo al corrente dalle Finanze: "Non eravamo informati e non abbiamo potuto dare il nostro consenso. Il problema è di legittimità perché sul Web salta il limite temporale che è indicato dalle norme", spiega Mauro Paissan, membro dell'Authority. E' chiaro che, a questo punto, del problema se ne occuperanno i giudici e il nuovo governo. Stando alle dichiarazioni di tutti gli esponenti della maggioranza del centrodestra, è probabile che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, proporrà di modificare le nome del '73, che prevedono la trasmissione dei dati fiscali ai Comuni e alle agenzie locali delle Entrate per consentirne la consultazione a chi è interessato. Ma ora Internet ci ha messo lo zampino, innescando un fenomeno massiccio di voyeurismo fiscale: "Tutti gli italiani si precipitano a spiare sul Web i redditi del vicino di pianerottolo, del calciatore preferito, del capoufficio o dell'ex marito che fa la cresta sugli alimenti", scrive Le Monde dando, come tutta la stampa internazionale, ampio risalto all'evento. In attesa dei chiarimenti delle Finanze al Garante, annunciati per la prossima settimana, il Pdl non fa sconti al governo uscente: "E' una vera vergogna l'ultima trovata di Visco. La gogna fiscale su Internet è un fatto intollerabile", commenta Enrico la Loggia. Nonostante le sue giustificazioni ("E' un fatto di democrazia e di trasparenza. C'è in tutto il Mondo"), il titolare delle Finanze rimane nell'occhio del ciclone e viene chiamato in causa dalle varie associazioni dei consumatori. Il Codacons mette disposizione su Internet i moduli per le richieste di risarcimento, il cui valore si aggira su valori compresi tra i 500 e mille euro a testa. In più, altri due moduli potranno essere utilizzati da chi è interessato per attivare due diverse denunce, una di carattere penale e l'altra civile. Anche l'Adiconsum valuta se chiedere i danni ma ci sono dubbi sull'efficacia di queste iniziative: "E' complicato ottenere i risarcimenti", dice il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti. Fra le poche voci fuori dal coro quella del nuovo sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che non si scandalizza: "Chi ha un ruolo pubblico lo deve mettere in piazza", dice. E tira in ballo il comico Beppe Grillo, che se l'è presa molto dopo essere apparso sul Web fra i contribuenti più ricchi. Lui che guadagna milioni è in cima alla lista dei 300mila italiani che dichiarano più di 100mila euro l'anno. Per il resto, c'è poco da fare gossip fiscale: stando a quello che si dichiara ufficialmente, un italiano su due vive con meno di 15 mila euro l'anno. La metà delle società risulta in perdita. Qualche dubbio sorge anche perché la metà degli italiani che vivono in paradisi da vip, come Cortina e Capri, riescono a vivere con meno di 20mila euro l'anno e solo il 2% ha un reddito sopra i 100mila euro. Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 03/05/2008 altri mondiNegli Stati Uniti si fa a gara per rendere pubblici i redditi: è motivo di prestigio 03/05/2008.

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"Annozero" su Grillo, la Rai attacca Santoro (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

La polemica Il presidente Petruccioli si scusa per le accuse del comico genovese al presidente Napolitano e all'oncologo Veronesi 03/05/2008 ROMA. Una puntata a base di un mix esplosivo, con Grillo che attacca Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: Annozero fa così infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli che si scaglia contro Michele Santoro, accusandolo di aver dato in appalto a "terzi" il servizio pubblico e di aver scritto una pagina nera per l'azienda. Petruccioli usa parole infuocate: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno, nell'ambito delle mie responsabilità, a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". Il nuovo "caso-Santoro" finirà così sul tavolo del prossimo Cda, in programma mercoledì prossimo. Nell'attesa, Santoro replica: "La Rai appartiene al pubblico e non ai partiti e la libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione Repubblicana". In più, definisce Grillo un soggetto politico e dunque pienamente responsabile di quanto dice, esattamente come tutti gli altri leader. Il giornalista insomma non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto il mio dovere", "nell'esclusivo interesse del pubblico". Una polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata dell'altro ieri a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'informazione. I passaggi incriminati riguardano l'attacco al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accusato dal comico di non essere super partes e a Umberto Veronesi, colpevole di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica e chiamato "cancronesi". In questo contesto, studio sempre più nervoso con Vittorio Sgarbi che insultava Travaglio a colpi di parolacce e di insulti. Insomma, è accaduto un pò di tutto e ieri non sono macate prese di posizione e commenti: contro ogni censura si schierano Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Roberto Natale (ospite di Annozero) e Vincenzo Vita. Critici, invece, il Partito Democratico con Giorgio Merlo che plaude a Petruccioli e Mario Landolfi, presidente uscente della Vigilanza, parla di linciaggio mediatico. Sullo sfondo c'è anche una polemica nella polemica: quella che riguarda Enzo Biagi, morto a novembre del 2007. Vittorio Sgarbi lo colloca nella casta dei giornalisti e dice:"Nessuno è indispensabile. Bisogna uscire dalla logica del ricatto che vige dopo l'impropriamente definito "editto Bulgaro". Biagi non è stato cacciato. Anzi, Biagi appartiene alla casta dei giornalisti. Io sono stato allontanato e nessuno mi ha difeso". 03/05/2008.

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Lo scoop di ItaliaOggi ha già fatto il giro del mondo (sezione: Grillo)

( da "Italia Oggi" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 105, pag. 3 del 3/5/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       Il Caso Lo scoop di ItaliaOggi ha già fatto il giro del mondo Da Le Monde al New York Times, per i quotidiani stranieri si tratta di scandalo on line Il sogno degli italiani di sapere quanto guadagna il vicino di casa, il calciatore del cuore o il loro capo è diventato realta' mercoledì scorso quando sul sito dell'Agenzia delle Entrate sono comparsi i redditi dichiarati nel 2006 relativi all'anno 2005. è quanto scrive in sostanza il britannico Guardian raccontando lo scandalo suscitato con la vicenda sollevata dal quotidiano free press Metro e da Italia Oggi e riportando le dichiarazioni del viceministro alle Finanze Vincenzo Visco e del Garante della Privacy, Francesco Pizzetti. A mettere insieme le reazioni dei giornali stranieri è stata l'Adnkronos ieri. Un esercizio interessante. Tra le reazioni più critiche, si legge sempre sul Guardian, quella del “comic blogger” Beppe Grillo, secondo il quale l'iniziativa aiuterebbe la mafia a individuare le vittime di estorsioni e rapine. E Mario Ferrara, esponente del Pdl di Silvio Berlusconi, prosegue il quotidiano, ha denunciato che si è trattato di una "vendetta di Visco contro chi aveva appena votato contro di lui". Il francese Le Monde considera invece che ai tifosi della Fiorentina saranno probabilmente andati per traverso i 22,4 milioni di euro di redditi denunciati da Christian Vieri, in testa alla classifica dei calciatori meglio retribuiti, dopo che ieri la Fiorentina è uscita dalla Coppa Uefa per un rigore mancato "dal caro Bobo". Quanto al premier uscente Romano Prodi, continua il quotidiano, si dice che si sia infuriato per l'iniziativa. Insieme a quelle di altri vip, le sue dichiarazione dei redditi erano state sbirciate 128 volte da funzionari nel 2006. L'inchiesta si è chiusa con l'assoluzione dei dipendenti pubblici con cui si stabiliva dunque che curiosare non è reato.ricchi pagano le tasse? L'Italia lo dice a tutti”. Questo è il titolo scelto invece dal quotidiano americano New York Times per raccontare la vicenda in un paese dove "l'evasione fiscale è così diffusa", si legge, "che un padrone di casa spesso concorda con l'inquilino due cifre per l'affitto, quella reale e quella per la denuncia di locazione". L'attenzione della stampa straniera non ha fatto altro che riflettere - questa volta in contemporanea - il clamore che la vicenda stava creando in Italia. Sui quotidiani nazionali la notizia è rimbalzata sulle prime pagine di tutti i quotidiani al punto che un fatto storico come l'elezione di Gianfranco Fini alla presidenza della camera è riuscita a guadagnare il titolo principale soltanto in tre casi: Il Corriere della Sera, Il Messagero e la Repubblica. Ma comunque il quotidiano di Ezio Mauro ha dedicato il titolo più alto alla pubblicazione dei redditi on line parlando apertamente di "bufera". All'interno lo stesso Visco affermava: "A me sembra un fatto di civiltà". Libero il quotidiano di Vittorio Feltri ha giocato sul filo dell'ironia: "Gli elenchi di Visco sfuggiti al garante” e sul sarcasmo. "I buffoni delle tasse”. Su la Stampa il commento più autorevole veniva affidato all'ex ministro socialista alle Finanze, Rino Formica: "Quando lo feci io negli anni Ottanta furono tutti d'accordo". Il quotidiano romano Il Tempo, invece, (così come La Stampa) preferiva puntare su uno dei casi emblematici relativi alla pubblicazione on line dei redditi: quello del comico Grillo. "E i grillini zittiscono Beppe", il titolo.

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D&G più ricchi del Cav (sezione: Grillo)

( da "Italia Oggi" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

ItaliaOggi     ItaliaOggi Numero 105, pag. 1 del 3/5/2008 Autore: di Franco Bechis Visualizza la pagina in PDF     D&G più ricchi del Cav Ecco i 300 redditi vip di Milano, Roma e altre sei città. Vince la moda Prima sorpresa. Silvio Berlusconi, l'italiano ricco più famoso all'estero, nella sua Milano è solo sesto nella classifica dei contribuenti 2005 (28 milioni). Superato ampiamente dagli stilisti simbolo del made in Italy: Giorgio Armani (44,9 milioni), Domenico Dolce (29,7 milioni) e Stefano Gabbana (29,6 milioni). Primissimo in classifica, e primo in Italia Carlo Micheli, classe 1970, figlio del finanziere Francesco Micheli: reddito 2005 complessivo di 101 milioni di euro. Ma a Milano più ricco di Berlusconi è anche un manager: Enrico Bondi (Parmalat), 31 milioni. Il capoluogo lombardo si conferma la capitale del fisco, con oltre 500 milionari, battendo in ricchezza ampiamente la capitale reale, Roma (...) Oggi iniziamo a pubblicare i primi 300 contribuenti di 8 città italiane: Milano, Roma, Napoli, Firenze, Genova, Torino, Bologna e Venezia. Continueremo con tutti i redditi vip anche al di sotto delle cifre stratosferiche. Poi vi racconteremo i redditi nei grandi giornali, nella Rai (oggi prima puntata), in Mediaset, in tutte le imprese di comunicazione. Quelli dei vertici di Confindustria e delle organizzazioni sindacali, divise per territorio. Quelli di professionisti di ogni ordine e grado, quelli dei calciatori, di tutti gli uomini di spettacolo. Quelli dei banchieri piccoli e grandi, e dei dirigenti di tutte le aziende pubbliche e private. Vi racconteremo l'Italia attraverso la lente particolare dei redditi 2005. Con una grande operazione trasparenza che a questo punto è più che necessaria: essenziale. Dopo avere inserito alla chetichella, in un modo che lascia attoniti, questa grande novità in rete, il governo ha pensato bastasse un click a fermarla. Lo ha pensato perfino uno come Beppe Grillo, ritenuto un guru di Internet e invece travolto da questa vicenda. Non si può più. Quei dati sono stati scaricati- parzialmente- da centinaia e centinaia di naviganti. Da ieri mattina li mettono a disposizione attraverso il peer to peer. Con il rischio di offrire dati incompleti, di usarli strumentalmente e a proprio piacimento. Di farli diventare un business per gente dagli scopi poco chiari. Non abbiamo altra strada che questa operazione trasparenza, che ora è divenuta perfino specchio della civiltà di un paese. Lo faremo avendo presente il nostro ruolo di giornalisti: spiegando e tenendo presente la rilevanza pubblica dei personaggi di cui rileveremo il 740. E raccogliendo, insieme alla pubblicazione, tutte le opinioni contrarie, più che legittime. Franco Bechis.

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Un milione di euro fa la Iena ridens (sezione: Grillo)

( da "Italia Oggi" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 105, pag. 13 del 3/5/2008 Autore: di Emilio Gioventù Visualizza la pagina in PDF       Non dite ai grillini che Beppe guadagna oltre 4 milioni di . Anche più di mister Erg Un milione di euro fa la Iena ridens Anche Paolo Kessisoglu nella lista dei paperoni gonovesi Vive all'ombra della lanterna l'avvocato che vanta il secondo reddito più alto in Italia. Si tratta di Franco Nicola Bonelli, prima di lui Sergio Erede, non genovese, ma socio di Bonelli in Bep lex. Bonelli vanta nel 2005 un reddito imponibile di 10.944.168 euro. In terra ligure dopo di lui Giuseppe Grillo, detto Beppe, Beppe Grillo. Già proprio lui, il comico che da "te la do io l'America" è passato ai più redditizi vaffa di piazza: un business che gli ha garantito un reddito di 4.272.591 euro. Una somma considerevole che a detta dei grillini poco si addice a un moralizzatore di usi e costumi della società italiana. Non a caso, infatti, proprio Grillo è stato tra coloro che si è scagliato con maggiore veemenza contro la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi degli italiani sul sito delle Agenzie delle entrate. Un boomerang, visto che il sito del comico genovese in poche ore è stato bombardato di commenti al veleno sia sulla consistenza dei suoi guadagni sia sulla censura web invocata in pieno terremoto fiscale. Tra i peperoni genovesi anche Alessandro Garrone, classe 1963. Amministratore delegato della Erg e secondogenito di Riccardo Garrone che dopo aver lasciato l'azienda petrolifera si è dedicato alla presidenza della Sampdoria. Alessandro Garrone vanta un imponibile di 2.956.826 euro. A Genova anche un volto noto della televisione. Si chiama Paolo Kessisoglu ed è uno dei conduttori delle Iene. Nel 2005 ha dichiarato un reddito imponibile di 1.017.077 euro. Con più di 2 milioni di euro di imponibile nel capoluogo ligure anche uno dei cavalieri del lavoro più ricchi. E' l'armatore Alcide Rosina, presidente di Premuda Spa, gruppo armatoriale quotato in borsa.

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Giorgia canta Ora Basta! Chitarre e hammond, è tratto dal cd Stonata (sezione: Grillo)

( da "Arena, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

IN RADIO. L'ARRANGIAMENTO RICHIAMA IL MUSICAL "HAIR". UNA CITAZIONE DA "COME SAPREI" Giorgia canta "Ora Basta!" Chitarre e hammond, è tratto dal cd "Stonata" Giorgia dice basta agli uomini. La cantante soul italiana è in radio con il suo singolo, "Ora basta", il nuovo estratto dall'album "Stonata". La canzone, come ha spiegato la cantante romana, una delle migliori voci italiane di sempre, "parla della rabbia di una donna nei confronti del suo uomo che non mostra le proprie emozioni e non è trasparente nei sentimenti quanto lei. A volte basta poco per migliorare un rapporto, ma quel poco può essere tantissimo". Il brano ha un certo taglio ironico, finendo per citare una delle canzoni che ha portato fortuna alla vocalist romana. "Sempre per ironia, nel testo c'è un'autocitazione, quando canto "Come saprei amarti io nessuno saprebbe mai", perché dirlo a 36 anni (tanti quanti ne ha oggi) non è come a 23 (cioè l'età che aveva quando presentò il brano a Sanremo '95; il brano era stato scritto da Eros Ramazzotti, Adelio Cogliati e Vladi Tosetto, ndr)". Per quanto riguarda i suoni, il nuovo singolo deve qualcosa al revival del '68 che si respira oggi. "L'arrangiamento di "Ora basta" - spiega infatti Girogia - è nato con uno stile simile a quello del musical "Hair", con chitarre acustiche e cori molto chiari; poi l'intervento all'organo Hammond di Alessandro Centofanti ha dato al brano un'impronta sonora più aggressiva e "nera"". "Stonata", l'album da cui è tratto, è un disco ricco che ha rilanciato Giorgia e può vantare collaborazioni importanti: il duetto con Mina nel brano "Poche parole", l'intervento di Beppe Grillo in "Libera la mente" e la partecipazione di Pino Daniele alla chitarra nel funk latino di "Anime sole". Nel brano "Adesso lo sai" Giorgia duetta con Emanuel Lo, cantante suo "protetto", mentre in "Invisibile traccia" appare il flauto di Elio, il leader e vocalist delle Le Storie Tese, per una volta strumentista di lusso. G.BR.

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Bufera su santoro: "basta insulti di grillo in tv" - aldo fontanarosa (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Cronaca Bufera su Santoro: "Basta insulti di Grillo in tv" Ad Annozero il comico prende di mira l'oncologo Veronesi e Napolitano. Petruccioli: mi vergogno Il conduttore: non è un artista ma un soggetto politico. Lite in diretta Travaglio-Sgarbi ALDO FONTANAROSA ROMA - Giovedì, ad Annozero, Michele Santoro avrebbe fatto da megafono al peggio di Beppe Grillo rilanciando "insulti inconcepibili" a Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi. La cosa - avverte Claudio Petruccioli - non sarà più tollerata. Ma Santoro si difende: le parole di Grillo non sono più quelle di un comico; sono ormai le tesi di un "soggetto politico", e vanno riferite senza censure. Petruccioli contro Santoro, dunque. Il presidente della Rai accusa il giornalista di "aver messo la Rai a disposizione di Grillo; il quale ha rivolto insulti privi di giustificazione al Quirinale e a una personalità universalmente stimata come Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono alla Rai risultano incalcolabili. A nessuno, neppure a Santoro, è consentito appaltare la tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente". Santoro replica alle accuse. A suo parere, Beppe Grillo è ormai un "soggetto politico" al pari di Berlusconi, Bossi o Mastella. Quindi gli organi di informazione hanno tutto il diritto di riferirne le idee: lo hanno fatto i telegiornali del 25 aprile (giorno della manifestazione di Grillo a Torino); quindi i quotidiani del 26, infine Annozero senza filtri preventivi. Santoro precisa, ancora: non ho mai fatto mie le accuse di Grillo, che anzi è stato criticato da Marco Travaglio (opinionista di Annozero) e Sgarbi (ospite del programma). Unico responsabile delle parole di Grillo è Grillo stesso, infine, proprio perché entità politica. Del caso, discuterà il consiglio di amministrazione Rai mercoledì. Un esame che cade in un momento particolare. Siamo alla vigilia della nascita del governo guidato da Berlusconi (storico nemico di Santoro). Questo consiglio Rai, insediato nell'era Prodi, vede ormai la sua scadenza (a fine maggio). Infine - terzo elemento - Santoro ha fatto capire alla Rai (2 mesi fa) che può lasciare l'azienda. Il discorso però si è arenato sulla trattativa economica. In questo complesso scenario il deputato Giorgio Merlo (del Partito Democratico) sta con Petruccioli: "Non commento la conduzione di Santoro, ormai nota. Certo la Rai non dovrebbe amplificare gli insulti del politico Grillo alle istituzioni". Più prudente è il senatore Vita, lui pure del Pd: "è molto grave - dice - l'attacco di Grillo al Quirinale. Tuttavia, attenzione a non brandire l'arma della censura. Strumento che, se legittimato, diventa poi incontrollabile". Giuseppe Giulietti (eletto alla Camera con Di Pietro) chiede "per quali ragioni la Rai può ospitare a reti unificate aggressioni contro i giudici o appelli per i fucili padani, e manifesta indignazione per Grillo? Dai dirigenti Rai, ci saremmo aspettati pari critiche per l'aggressione di Sgarbi alla memoria di Enzo Biagi". Ad Annozero, Sgarbi ha negato che Biagi sia mai stato cacciato dalla Rai, e ha anche dato del "pezzo di m... a Travaglio che difendeva lo storico giornalista. Travaglio ha replicato: "Sei da neurodeliri". Per Landolfi del Popolo della Libertà, Sgarbi è stato, in ogni caso, l'unico ad accorgersi del "vilipendio in atto contro Napolitano e della lapidazione di Veronesi".

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Le donne con lo scienziato "ha salvato molte vite" (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Cronaca Dal direttore dell'Irccs all'attrice Isabella Ferrari, la solidarietà al medico Le donne con lo scienziato "Ha salvato molte vite" L'associazione delle pazienti "Il suo modello ha difeso la femminilità" MILANO - "Non capisco perché in Italia si attacchino sempre le cose che funzionano. è scoraggiante", dice Paola Muti, direttore scientifico dell'Irccs (Istituto di ricerca a carattere scientifico) di Roma, uno dei fiori all'occhiello della ricerca italiana nell'ambito dell'oncologia. La professoressa non si capacita degli insulti che Beppe Grillo ha rivolto a Umberto Veronesi al V-day di Torino, rilanciate l'altra sera dalla trasmissione tv di Santoro: "Attaccare lui, e con lui il modello italiano che si è imposto con successo nella ricerca e nella cura del cancro, non ha alcun senso". Le reazioni agli attacchi di Grillo sono iniziate solo ieri, quando, dopo aver visto "Anno zero", molti operatori della medicina hanno inviato a Veronesi messaggi di solidarietà. Per esempio la Foncam (Forza operativa nazionale sul carcinoma mammario): "Veronesi ha cambiato radicalmente l'approccio terapeutico al carcinoma mammario, sviluppando in prima persona la chirurgia conservativa e dedicando la vita alla ricerca in senologia. In più, ha favorito la diffusione dei progressi della medicina a tutti i centri d'Italia e d'Europa, perché alle pazienti affette da carcinoma mammario fosse garantito lo stesso livello di cura su tutto il territorio". E questa è la posizione del Forum Italiano Europa Donna, che rappresenta 80 associazioni di donne operate al seno: "Senza il contributo del professor Veronesi moltissime donne colpite dal dramma del tumore al seno sarebbero ancora costrette a intervento chirurgici mutilanti e a terapie devastanti per il corpo e per la psiche, e la ricerca oncologica non avrebbe avuto le più recenti e importanti svolte che hanno cambiato la prognosi per tante persone". "Il grande modello di Veronesi - aggiunge Paola Muti - è l'integrazione tra la ricerca scientifica e la terapia, che tiene in conto la qualità della vita delle pazienti. Perché le terapie devono essere praticate a dosaggi alti? Perché si fanno terapie postchirurgiche, e non già sul letto operatorio? L'approccio di Veronesi è sempre orientato dai valori e dalle scelte delle stesse pazienti. E poi da lui è venuta l'idea che la ricerca, a cui lo Stato dedica pochi soldi, meno di due euro per abitante, possa produrre essa stessa i finanziamenti che la sostengano". Conclude la Muti: "Il modello Veronesi funziona. La ricerca italiana sul cancro al seno è oggi all'avanguardia proprio grazie alle sue intuizioni. Attaccarlo è paradossale". Una persona che conosce bene lo Ieo (istituto oncologico europeo) è l'attrice Isabella Ferrari. "Periodicamente mi faccio visitare nel centro di Veronesi, e vi è stata curata mia madre e alcune mie amiche. Le tecniche sono all'avanguardia. Tante donne sono state salvate e la loro femminilità preservata. Una struttura dove ci si sente rispettate e curate nel modo migliore possibile". Le accuse di Grillo a Veronesi l'hanno lasciata di stucco: "Me ne chiedo la ragione. Dovrebbe riflettere, Grillo, prima di sparare a zero. Sappia che in questo modo ha ferito tanti malati". (e. b.).

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Grillo in tv nuova bufera su santoro (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Petruccioli: una pagina nera Grillo in tv nuova bufera su Santoro ROMA. Una puntata con Beppe Grillo che in collegamento video attacca Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: l'ultima puntata di Annozero fa così infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli da spingerlo a scrivere una nota durissima, nella quale si scaglia contro Michele Santoro, accusandolo di aver dato in appalto a 'terzi' il servizio pubblico e di aver scritto una pagina nera per l'azienda. A pagina 5.

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Il passo è compiuto, non si può annullare (sezione: Grillo)

( da "Mattino di Padova, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Regione IL PASSO è COMPIUTO, NON SI PUò ANNULLARE SEGUE DALLA PRIMA E' scoppiato il pandemonio. La lista è rimasta sul web dalle 9 alle 16.41 di mercoledì, dopo di che il ministro stesso, schiacciato dalle accuse, l'ha ritirata. Ma c'è chi l'ha scaricata, per città o categorie, e adesso la mette a disposizione su richiesta. E dunque la valanga di polemiche continua. Da una parte si dice che un'azione del genere, mostrare i redditi di tutti, espone gli italiani agli attacchi mirati della malavita, che adesso sa chi rapinare, è una violazione della privacy, eccita il voyeurismo fiscale, scatena le mogli separate contro i mariti che pagano pochi alimenti, e così via. Dall'altra parte Visco risponde che è un gesto di democrazia e di trasparenza, le leggi lo impongono. No, gli si obietta, le leggi impongono ai Comuni di esporre alla pubblica lettura i redditi dei loro cittadini, ma è una lettura frenata, la può fare chi fa domanda, e può soltanto leggere i redditi con gli occhi, non fotocopiarseli. Questa è una visibilità arcaica. La visibilità che Visco dà ai redditi è moderna, troppo moderna, li mette on line, chiunque può scaricarseli e controllarli, e questo non va bene, intacca la sfera privata dell'individuo, danneggia il suo lavoro. Visco ribatte: "Non capisco perché; su quel che ognuno dichiara al Fisco, è giusto che tutti lo sappiano". L'impressione è che si tratti di una direzione contrastatissima, però inevitabile: arriveremo anche noi, come in America, all'accesso di tutti ai redditi di tutti. E' questione di tempo. Il passo è stato compiuto, tutto intero e con decisione. E' stato ritirato ma non può essere annullato. E prima o poi sarà ripristinato. Se il grande motociclista, più volte campione del mondo, denuncia un reddito miserabile, sarà il cittadino qualunque a scoprirlo e denunciarlo, molto prima che l'Agenzia delle Entrate faccia le sue lente e insicure indagini a Londra. Se il grande cantante ha intascato tot in un anno e ha dichiarato tot fratto cento, saranno gli amici di quartiere a scandalizzarsi, prima ancora che il Fisco faccia mente locale. Se uno denuncia dieci ma guadagna mille, perché mai scoprirlo pubblicamente è una violazione della privacy? Tra i redditi son comprese le pensioni, le pensioni son pagate col denaro di tutti, perché noi tutti non dovremmo sapere dove vanno a finire i nostri soldi? Quando vengon rese pubbliche le pensioni di grandi manager, che han diretto enti poi finiti in malora (ferrovie, compagnie aeree...), è uno sbalordimento generale: perché dovremmo continuare a ignorarle? Qui è in ballo la coerenza tra quanto si dichiara al Fisco e il tenore di vita che si mantiene. Ci sono proprietari di quattro-cinque auto da centomila euro l'una che dichiarano redditi da bidelli: i vicini di casa hanno il sacrosanto diritto di scoprirli e denunciarli. Vedo che, a destra, il possibile ministro Renato Brunetta è d'accordo, a parte la spettacolarità dell'operazione, che lui avrebbe evitato. Mi fa piacere. Vuol dire che nel passaggio dalla sinistra alla destra la caccia agli evasori non dovrebbe venire stoppata. Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto. Si vergogna se risulta che denuncia poco. Ma questa non è violenza sulla sua privacy: denunciando poco mentre guadagna molto, è lui che fa violenza a noi. Una violenza fiscale. Se salta fuori uno strumento per difenderci, usiamolo. Ferdinando Camon (fercamon@alice.it).

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Visco e la polemica: passo avanti inevitabile (sezione: Grillo)

( da "Nuova Venezia, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Regione VISCO E LA POLEMICA: PASSO AVANTI INEVITABILE SEGUE DALLA PRIMA Questa è una visibilità arcaica. La visibilità che Visco dà ai redditi è moderna, troppo moderna, li mette on line, chiunque può scaricarseli e controllarli, e questo non va suo lavoro. Visco ribatte: "Non capisco perché; su quel che ognuno dichiara al Fisco, è giusto che tutti lo sappiano". L'impressione è che si tratti di una direzione contrastatissima, però inevitabile: arriveremo anche noi, come in America, all'accesso di tutti ai redditi di tutti. E' questione di tempo. Il passo è stato compiuto, tutto intero e con decisione. E' stato ritirato ma non può essere annullato. E prima o poi sarà ripristinato. Se il grande motociclista, più volte campione del mondo, denuncia un reddito miserabile, sarà il cittadino qualunque a scoprirlo e denunciarlo, molto prima che l'Agenzia delle Entrate faccia le sue lente e insicure indagini a Londra. Se il grande cantante ha intascato tot in un anno e ha dichiarato tot fratto cento, saranno gli amici di quartiere a scandalizzarsi, prima ancora che il Fisco faccia mente locale. Se uno denuncia dieci ma guadagna mille, perché mai scoprirlo pubblicamente è una violazione della privacy? Tra i redditi son comprese le pensioni, le pensioni son pagate col denaro di tutti, perché noi tutti non dovremmo sapere dove vanno a finire i nostri soldi? Quando vengon rese pubbliche le pensioni di grandi manager, che han diretto enti poi finiti in malora (ferrovie, compagnie aeree...), è uno sbalordimento generale: perché dovremmo continuare a ignorarle? Qui è in ballo la coerenza tra quanto si dichiara al Fisco e il tenore di vita che si mantiene. Ci sono proprietari di quattro-cinque auto da centomila euro l'una che dichiarano redditi da bidelli: i vicini di casa hanno il sacrosanto diritto di scoprirli e denunciarli. Vedo che, a destra, il possibile ministro Renato Brunetta è d'accordo, a parte la spettacolarità dell'operazione, che lui avrebbe evitato. Mi fa piacere. Vuol dire che nel passaggio dalla sinistra alla destra la caccia agli evasori non dovrebbe venire stoppata. Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto. Si vergogna se risulta che denuncia poco. Ma questa non è violenza sulla sua privacy: denunciando poco mentre guadagna molto, è lui che fa violenza a noi. Una violenza fiscale. Se salta fuori uno strumento per difenderci, usiamolo. Ferdinando Camon (fercamon@alice.it).

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Petruccioli: mi scuso per santoro (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

INTERVENTO DEL PRESIDENTE RAI LA REPLICA L'ACCUSA Petruccioli: "Mi scuso per Santoro" In onda su Annozero alcuni spezzoni del V Day di Grillo Ho solo fatto il mio dovere Una vergogna da non ripetere gli insulti a Napolitano e Veronesi ROMA Una puntata a base di un mix esplosivo con Grillo che attacca Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: Annozero fa così infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli che si scaglia contro Michele Santoro, accusandolo di aver dato in appalto a terzi il servizio pubblico e di aver scritto una pagina nera per l'azienda. Petruccioli usa parole infuocate: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno, nell'ambito delle mie responsabilità, a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". Il nuovo caso-Santoro finirà così sul tavolo del prossimo cda, in programma mercoledì prossimo. Nell'attesa, Santoro replica: "La Rai appartiene al pubblico e non ai partiti e la libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione repubblicana". In più, definisce Grillo un soggetto politico e dunque pienamente responsabile di quanto dice, esattamente come tutti gli altri leader. Il giornalista insomma non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto il mio dovere, nell'esclusivo interesse del pubblico". Una polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata di giovedì a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'informazione. I passaggi "incriminati" riguardano l'attacco al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accusato dal comico di non essere super partes e a Umberto Veronesi, colpevole di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica. In questo contesto, studio sempre più nervoso con Vittorio Sgarbi che insultava Travaglio a colpi di parolacce e di insulti. Insomma, è accaduto un pò di tutto e ieri prese di posizione e commenti: contro ogni censura si schierano Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, il presidente della Federazione nazionale della stampa Roberto Natale (ospite di Annozero) e Vincenzo Vita. Critici, invece, il Partito democratico con Giorgio Merlo che plaude a Petruccioli e Mario Landolfi, presidente uscente della Vigilanza, che parla di linciaggio mediatico. Sullo sfondo c'è anche una polemica nella polemica: quella che riguarda Enzo Biagi, morto a novembre del 2007. Vittorio Sgarbi lo colloca nella casta dei giornalisti e dice: "Nessuno è indispensabile. Bisogna uscire dalla logica del ricatto che vige dopo l'impropriamente definito "editto Bulgaro". Biagi non è stato cacciato. Anzi, Biagi appartiene alla casta dei giornalisti. Io sono stato allontanato e nessuno mi ha difeso".

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Armani 44 milioni, berlusconi fermo a 28 (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità Armani 44 milioni, Berlusconi fermo a 28 Contribuenti d'oro Dolce e Gabbana (29 milioni) e Bobo Vieri (22,5) ROMA Secondo il quotidiano francese "Le Figaro", in riferimento a quanto pubblicato in rete, il record di redditi dichiarati per l'anno 2005 spetta in Italia allo stilista Giorgio Armani con 44 milioni di euro, seguito dai colleghi Domenico Dolce e Stefano Gabbana (29 milioni) e da Silvio Berlusconi (28 milioni). Tra gli sportivi, svetta il calciatore della Fiorentina Christian Vieri (22,5 milioni), che stacca il collega Francesco Totti (poco sopra i 10). Oltre 4 milioni per Beppe Grillo e nella lista figurano anche, sempre secondo il resoconto di Le Figaro, "Roberto Benigni (3,5 milioni), la star meglio pagata del cinema, Antonio Bassolino, responsabile del disastro di Napoli, che avrebbe fatto volentieri a meno di comparire in questa hit-parade. Mentre sono curiosamente assenti Michele Ferrero che secondo Fortune sarebbe l'uomo più ricco d'Italia e Luca Cordero di Montezemolo". Analizzando quelli che vengono considerati i paradisi dei vip, le mete ideali in cui trascorrere le proprie vacanze, le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti di località come Capri o Cortina sono in linea con le medie nazionali. Tra le montagne di Cortina solo il 2,2% ha un reddito superiore ai 100.000 euro l'anno e ben il 57,6% invece vive con meno di 20.000 euro. Stanno anche peggio gli abitanti di Capri, dove i benestanti, con un reddito superiore ai 100.000 euro sono solo l'1,7%, e invece a vivere con entrate inferiori ai 20.000 euro l'anno sono ben il 62,3%.

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Grillo in tv, santoro nella bufera (sezione: Grillo)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità Grillo in tv, Santoro nella bufera Polemiche sul comico, che attacca Quirinale, Visco e Veronesi ROMA. Raffica di polemiche per la puntata di "Annozero" dedicata a Beppe Grillo e Michele Santoro finisce nella bufera. Infatti, i lunghi inserti dal comizio torinese del comico genovese, compresi i duri attacchi a Giorgio Napolitano e - con una forza ancora maggiore - all'oncologo Umberto Veronesi, non potevano non lasciare un segno. Così come ciò che ne è seguito, il violento "j'accuse" (con annesso turpiloquio) dell'ospite Vittorio Sgarbi alla trasmissione, al conduttore e soprattutto al suo principale collaboratore, Marco Travaglio. Conseguenza: il caso, con tutta probabilità, verrà affrontato dal prossimo cda Rai, che si riunisce mercoledì prossimo. Questo perché, puntualmente la bufera si è scatenata: il presidente Rai, Claudio Petruccioli, scrive una durissima nota contro Santoro ("una vergogna che non si ripeterà"), accusandolo di aver ospitato le opinioni dello showman genovese senza prenderne le distanze; e anche i tremila senologi che lavorano con Veronesi, così come l'associazione della donne che lui ha contribuito a curare, esprimono il loro sdegno. A volare, invece, è l'audience. Mentre Santoro si difende, facendo appello al diritto di cronaca. "Ho fatto solo il mio dovere", dice. Diversi i passaggi del discorso di Torino riportati durante il programma. Certo, non è la prima volta, Santoro spesso riporta spezzoni dei discordi di Grillo. Ma quelli dell'altra sera sono tra i più forti: con gli attacchi a Napolitano - peraltro già ampiamente riportati dai media - e quelli su Veronesi, accusato di non dire la verità sulla dannosità per la salute degli inceneritori a causa di suoi interessi in affari. E proprio le parole sull'oncologo più celebre d'Italia scatenano la prima reazione di rabbia di Sgarbi, quando la linea torna in studio. "Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi risultati per l'azienda e portando a termine una trasmissione difficile che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni preordinate. Ritengo di aver esercitato il diritto di cronaca dando conto, come altri programmi, dei momenti più significativi della manifestazione" di Torino. Queste le parole del conduttore. Il quale a Petruccioli ricorda che la sua redazione usa la sua professionalità "al servizio del pubblico e non per conto terzi". Ma le polemiche riguardano anche la questione redditi sul web. Dopo aver duramente condannato l'iniziativa dell'Agenzia delle entrate, e in particolare il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco, Beppe Grillo dal suo blog dice "no alla colonna infame" e invita i blogger a scrivere una mail al futuro ministro dell'Economia Giulio Tremonti perchè "ristabilisca le regole della convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili privati". "Il rapporto fiscale - scrive - è tra il privato cittadino e lo Stato e tale deve rimanere".

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Petruccioli accusa santoro (sezione: Grillo)

( da "Nuova Sardegna, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Fatto del giorno Petruccioli accusa Santoro "Grillo a ruota libera, una vergogna e danni incalcolabili" Annozero: rissa e insulti in diretta tra Sgarbi e Travaglio ROMA. Una puntata a base di un mix esplosivo con Grillo che attacca Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: Annozero fa così infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli che si scaglia contro Michele Santoro, accusandolo di aver dato in appalto a 'terzi' il servizio pubblico e di aver scritto una pagina nera per l'azienda. Petruccioli usa parole infuocate: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno, nell'ambito delle mie responsabilità, a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". Il nuovo 'caso-Santoro' finirà così sul tavolo del prossimo Cda, in programma mercoledì prossimo. Nell'attesa, Santoro replica: "La Rai appartiene al pubblico e non ai partiti e la libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione Repubblicana". In più, definisce Grillo un soggetto politico e dunque pienamente responsabile di quanto dice, esattamente come tutti gli altri leader. Il giornalista insomma non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto il mio dovere", "nell'esclusivo interesse del pubblico". Una polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata di giovedì a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'informazione. I passaggi 'incriminati' riguardano l'attacco al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accusato dal comico di non essere super partes e a Umberto Veronesi, colpevole di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica. In questo contesto, studio sempre più nervoso con Vittorio Sgarbi che insultava Travaglio a colpi di parolacce e di insulti. Insomma, è accaduto un po' di tutto e oggi prese di posizione e commenti: contro ogni censura si schierano Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Roberto Natale (ospite ieri di Annozero) e Vincenzo Vita. Critici, invece, il Partito Democratico con Giorgio Merlo che plaude a Petruccioli e Mario Landolfi, presidente uscente della Vigilanza, parla di linciaggio mediatico. Sullo sfondo c'è anche una polemica nella polemica: quella che riguarda Enzo Biagi, morto a novembre del 2007. Vittorio Sgarbi lo colloca nella casta dei giornalisti.

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Un paese di evasori fiscali (sezione: Grillo)

( da "Provincia Pavese, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il New York Times "Un Paese di evasori fiscali" NEW YORK. "L'atteggiamento di molti italiani nei confronti delle tasse è più o meno il seguente: perchè pagarle se nessuno le paga?". Dedicando un piccolo articolo all'iniziativa del viceministro delle Finanze Vincenzo Visco, di mettere online i redditi dichiarati dagli italiani, il Nyt ironizza sugli italiani superevasori fiscali. Fisher cita un esempio classico: quello dei proprietari di casa che fanno firmare due contratti d'affitto agli inquilini per pagare meno tasse. Il primo contratto, quello vero, rimane segreto o quasi. Il secondo, con una somma decisamente più bassa, viene registrato. "Ed è sorprendente che ambedue i contratti ciano approvati dagli avvocati", precisa il giornalista. Nell'articolo, il Nyt cita tra l'altro lo stilista Giorgio Armani (l'italiano che nel 2005 avrebbe pagato più tasse di tutti), e il comico Beppe Grillo.

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Visco ci ha fornito uno strumento contro gli evasori fiscali: usiamolo (sezione: Grillo)

( da "Nuova Sardegna, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

REDDITI ON LINE Visco ci ha fornito uno strumento contro gli evasori fiscali: usiamolo Violazione della privacy? Casomai un modo per controllare che i soliti furbi non continuino a farla franca Vincenzo Visco è il ministro più odiato del governo uscente, e proprio sul momento di uscir di carica ha compiuto l'atto che gli attirerà più odio di quanto ne ha accumulato finora: ha messo in Internet i redditi dichiarati di tutti gli italiani. E' scoppiato il pandemonio. La lista è rimasta sul web dalle 9 alle 16,41 di mercoledì, dopo di che il ministro stesso, schiacciato dalle accuse, l'ha ritirata. Ma c'è chi l'ha scaricata, per città o categorie, e adesso la mette a disposizione su richiesta. E dunque la valanga di polemiche continua. Da una parte si dice che un'azione del genere, mostrare i redditi di tutti, espone gli italiani agli attacchi mirati della malavita, che adesso sa chi rapinare, è una violazione della privacy, eccita il voyeurismo fiscale, scatena le mogli separate contro i mariti che pagano pochi alimenti, e così via. Dall'altra parte Visco risponde che è un gesto di democrazia e di trasparenza, le leggi lo impongono. No, gli si obietta, le leggi impongono ai comuni di esporre alla pubblica lettura i redditi dei loro cittadini, ma è una lettura frenata, la può fare chi fa domanda, e può soltanto leggere i redditi con gli occhi, non fotocopiarseli. Questa è una visibilità arcaica. La visibilità che Visco dà ai redditi è moderna, troppo moderna, li mette on line, chiunque può scaricarseli e controllarli con calma, e questo non va bene, intacca la sfera privata dell'individuo, danneggia il suo lavoro. Visco ribatte: "Non capisco perché; su quel che ognuno dichiara al fisco, è giusto che tutti lo sappiano". L'impressione è che si tratti di una direzione contrastatissima, però inevitabile: arriveremo anche noi, come già accade in America, all'accesso di tutti ai redditi di tutti. E' questione di tempo. Il passo è stato compiuto, tutto intero e con decisione. E' stato ritirato ma non può essere annullato. E prima o poi sarà ripristinato. Se il grande motociclista, più volte campione del mondo, denuncia un reddito miserabile, sarà il cittadino qualunque a scoprirlo e denunciarlo, molto prima che l'Agenzia delle Entrate faccia la sue lente e insicure indagini a Londra. Se il grande cantante ha intascato tot in un anno e ha dichiarato tot fratto cento, saranno gli amici di quartiere a scandalizzarsi, prima ancora che il Fisco faccia mente locale. Se uno denuncia dieci ma guadagna mille, perché mai scoprirlo pubblicamente è una violazione della privacy? Tra i redditi son comprese le pensioni, le pensioni son pagate col denaro di tutti, perché noi tutti non dovremmo sapere dove vanno a finire i nostri soldi? Quando vengon rese pubbliche le pensioni di grandi manager, che han diretto enti poi finiti in malora (ferrovie, compagnie aeree), è uno sbalordimento generale: perché dovremmo continuare a ignorarle? Qui è in ballo la coerenza tra quanto si dichiara al Fisco e il tenore di vita che si mantiene. Ci sono proprietari di quattro-cinque auto da centomila euro l'una che dichiarano al fisco redditi da bidelli: i vicini di casa hanno il sacrosanto diritto di scoprirli e denunciarli. Vedo che, a destra, il possibile ministro Renato Brunetta è d'accordo, a parte la spettacolarità dell'operazione, che lui avrebbe evitato. Mi fa piacere. Vuol dire che nel passaggio dalla sinistra alla destra la caccia agli evasori non dovrebbe venire stoppata. Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto. Si vergogna se risulta che denuncia poco. Ma questa non è violenza sulla sua privacy: denunciando poco mentre guadagna molto, è lui casomai che fa violenza a noi. Una violenza fiscale. Se salta fuori uno strumento per difenderci, usiamolo. (fercamon@alice.it).

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Aguzzi vede... Rossi e lo carica (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

FANO pag. 13 Aguzzi vede... Rossi e lo carica Il primo cittadino ieri ha demolito le contestazionisollevate daOmnibus PIANO REGOLATORE IL MANCATO patrocinio del Comune, richiesto dall'Associazione Res Pubblica Amici di Beppe Grillo per una sua iniziativa pubblica (un convegno su "Cultura della Giustizia", in programma il 9 maggio alle 21 nella Sala di S. Maria Nova) aveva avuto questa risposta dall'amministrazione comunale di Fano: "Le istituzioni pubbliche non possono concedere patrocini a liste e partiti politici". Res Pubblica aveva smentito di essere un "soggetto politico" e minacciato di adire a vie legali contro l'amministrazione comunale. Ieri il sindaco ha replicato elencando città e regioni nelle quali, nel recente turno elettorale, gli "amici di Beppe Grillo" si erano presentati con proprie liste e candidati, ricordando poi che nel suo recente Vaffa2 Grillo aveva annunciato che alle prossime amministrative ovunque si sarebbero presentate liste dei suoi amici e che "sarebbe bastato un consigliere per "liberare" ogni Comune". DOPO i grillini è toccato a Davide Rossi, l'ex assessore che aveva sparato di nuovo sul Prg dicendo cose per il quale il sindaco lo ha definito "due volte ignorante" (nel senso che ignora): " Più si cerca di gettare fango addosso alla gente ? ha detto Aguzzi ? e più ci si allontana dalla gente che vuol vedere persone che lavorano per il bene della città e non falsi scandalismi. Rossi ha fatto nomi di persone che non solo non hanno avuto favori ma che ci possono chiedere danni, vedi l'esempio di Paci, che era all'interno di un comparto industriale esistente dagli anni '70 dove erano previste due strade che dovevano essere espropriate e realizzate entro 5 anni a spese del Comune, cosa mai fatta. Per evitare questi espropri (con richiesta di danni) abbiamo preso un'area già edificata e creato un nuovo comparto dove scompare una delle strade (solo al servizio dei capannoni di Paci che così potrà leggermente ampliarsi) mentre resta, ma a carico del comparto, l'altra strada più importante, perché collega la IX Strada all'autoporto. Questo nuovo comparto era già nella 1a adozione, quando Rossi era ancora in giunta. Rossi poi ignora anche che l'area della famiglia Del Vecchio che ha tirato in ballo non è edificabile, riservata esclusivamente a parcheggio di camion". Per Rossi sono in arrivo querele da Del Vecchio e famiglia e probabilmente anche da Paci ed altri nominati dall'ex assessore. In chiusura di conferenza il sindaco si cava un altro sassolino dalla scarpa: "Omnibus di Rossi, i grillini, li troviamo spesso insieme a rappresentanti di Sinistra Arcobaleno nel "comitato del no". In provincia RC, PdCI e Verdi (questi ultimi sostenendo che bisognava delocalizzare le industrie nautiche, il che vorrebbe dire portarle ad Ancona), volevano addirittura votare contro la strada delle barche, poi su pressione del PD si sono astenuti. Pensate cosa sarebbe Fano se governata da loro".

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Grande comico, mediocre politico (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Grande comico, mediocre politico Maria Novella Oppo ANCORA UNA PUNTATA DI "ANNOZERO" dedicata a Beppe Grillo, il comico che volle farsi politico. Anche se il suo mezzo di espressione è il monologo e la politica è soprattutto dialogo. Una contraddizione non da poco, che però non gli è stata rimproverata dagli ospiti in studio, né dal conduttore. Santoro infatti si serve di Grillo per porgere i temi caldi della politica. O magari si serve di certi temi per porgere Grillo al pubblico, che lo gradisce sempre, come risulta dall'Auditel. Fatto sta che, a non saper dialogare, c'era anche Sgarbi, i cui argomenti ormai si limitano agli insulti, esattamente come i "vaffa" di Grillo. E pazienza, perché comunque alcune cose sono state dette, anche per merito di Celentano e dei nervi saldi di Travaglio e Norma Rangeri. In particolare, è stato chiarito come la proposta di tagliare i finanziamenti pubblici ai giornali avrebbe solo l'effetto di zittire le poche voci che si oppongono al berlusconismo. Mentre il Paese rischia di perdere un grande comico, in cambio di un altro mediocre politico. FRONTE DEL VIDEO.

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La Rai stronca Santoro <Una vergogna> (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

PRIMO PIANO pag. 13 La Rai stronca Santoro "Una vergogna" Petruccioli furioso per la puntata su Grillo ? ROMA ? UNA PUNTATA a base di un mix esplosivo, con Grillo che attacca Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: 'Annozero' fa infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli, che si scaglia contro Michele Santoro, accusandolo di aver dato in appalto a "terzi" il servizio pubblico e di aver scritto una pagina nera per l'azienda. PETRUCCIOLI picchia duro: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno, nell'ambito delle mie responsabilità, a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". Il nuovo "caso-Santoro" finirà, dunque, sul tavolo del prossimo cda, in programma mercoledì prossimo. Nell'attesa, Santoro replica a modo suo: "La Rai appartiene al pubblico e non ai partiti e la libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione repubblicana". In più, definisce Grillo un soggetto politico e dunque pienamente responsabile di quanto dice, esattamente come tutti gli altri leader. Il giornalista insomma non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto il mio dovere, nell'esclusivo interesse del pubblico". Una polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo, che si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata dell'altra sera a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'informazione. I passaggi "incriminati" riguardano l'attacco al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accusato dal comico di non essere super partes, e a Umberto Veronesi, colpevole di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica. Tutto questo in un contesto in cui, in uno studio sempre più nervoso Vittorio Sgarbi attaccava Travaglio anche a colpi di parolacce (ieri lo stesso Sgarbi ha annunciato che querelerà Travaglio). INSOMMA, è accaduto un po' di tutto, con valanga di commenti a seguire: contro ogni censura si schierano Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, il presidente della Federazione Nazionale della Stampa, Roberto Natale (ospite di 'Annozero') e Vincenzo Vita. Critici, invece, il Partito democratico con Giorgio Merlo, che plaude a Petruccioli, e Mario Landolfi, presidente uscente della Vigilanza, che parla di linciaggio mediatico. Sullo sfondo c'è anche una polemica nella polemica: quella che riguarda Enzo Biagi, morto a novembre del 2007. Vittorio Sgarbi accusa: "Nessuno è indispensabile. Bisogna uscire dalla logica del ricatto che vige dopo l'impropriamente definito 'editto bulgaro'. Biagi non è stato cacciato. Anzi, Biagi appartiene alla casta dei giornalisti. Io sono stato allontanato e nessuno mi ha difeso". r. r. Image: 20080503/foto/583.jpg.

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I redditi sono ancora on line. Il Garante: dati ingovernabili Anche le associazioni dei consumatori in campo: il Codacons presenta denunce in cento procure (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del I redditi sono ancora on line. Il Garante: dati ingovernabili Anche le associazioni dei consumatori in campo: il Codacons presenta denunce in cento procure di Giuseppe Vespo REDDITI e polemiche continuano a far discutere l'Italia. Mentre sui media, quelli tradizionali, imperversa il gioco dello "scarica le responsabilità", tra Agenzia delle Entrate, Garante della privacy e il viceministro Visco, sul web impazza il voyeurismo fiscale. Chi pensava che bastasse bloccare il sito dell'Agenzia per inibire la curiosità di contribuenti e amanti del gossip fiscale, non ha fatto i conti con l'immediatezza della Rete, dalla quale non si torna indietro: basta un programmino di file sharing, quelli con cui si scaricano musica o film, e il gioco è fatto. I redditi sono ancora di dominio pubblico, come avverte il Garante, secondo cui "la diffusione in Internet rende ingovernabile la circolazione e l'uso di questi dati così come la loro stessa protezione". In mattinata la stessa Authority, con Mauro Paissan, aveva assicurato al programma Omnibus di La7: "Non eravamo informati e perciò non abbiamo potuto dare un consenso. L'abbiamo saputo da qualche giornale e agenzia di stampa". Per contro l'Agenzia delle Entrate fa sapere che già dalla prossima settimana arriveranno i chiarimenti richiesti dall'Autorità. Nel frattempo monta l'onda della protesta politica contro l'ispiratore dell'operazione, il viceministro all'Economia Vincenzo Visco. La carica è partita con Roberto Speciale, l'ex comandante della Guardia di Finanza già protagonista di un aspro bisticcio con Visco e ora deputato nelle fila del Pdl, secondo cui "il viceministro o chi per lui ha avuto questa bellissima pensata mettendo praticamente in piazza i redditi di tutti gli italiani". Poichè quelle informazioni potrebbero anche essere usate da male intenzionati per richieste di "pizzo, ricatti e sequestri di persona". Speciale considera tutta la vicenda una "vendetta". Dietro il generale, l'esercito dei consumatori. L'Adoc, che ha condotto un sondaggio dal quale emerge che il 70% degli intervistati ha bocciato l'operazione, si dice pronta a sostenere i contribuenti che vorranno chiedere il risarcimento danni. Poi il Codacons, che ha presentato denuncia penale contro Visco presso 104 Procure. In attesa di sapere come verrà valutata l'ipotesi di reato - la Procura di Roma fa notare che non è scontato che la questione sia di competenza del giudice penale - i più divertiti sono i media stranieri. Il quotidiano francese Le Figaro, che ha preso gli elenchi da La Stampa, fa notare che il quotidiano torinese non pubblica i redditi di Michele Ferrero, per Fortune l'uomo più ricco d'Italia, e di Luca Cordero di Montezemolo". Mentre per il New York Times, "l'atteggiamento degli italiani nei confronti delle tasse è più o meno il seguente: perchè pagarle se nessuno le paga?". Il quotidiano americano cita lo stilista Giorgio Armani (l'italiano che nel 2005 avrebbe pagato più tasse di tutti), e il comico Beppe Grillo, che ha definito "imbecilli" i promotori dell'iniziativa, che ha avuto un successo eccezionale, visti i contatti sul web.

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Il vero scandalo sono gli evasori Più del 50% degli italiani vive con 15mila euro l'anno, un'azienda su due è senza utili (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Il vero scandalo sono gli evasori Più del 50% degli italiani vive con 15mila euro l'anno, un'azienda su due è senza utili di Marco Tedeschi / Milano SOLIDARIETÀ Le tasse dividono e uniscono. Secondo i sondaggi la metà degli italiani è pronta a dar solidarietà al viceministro Visco. Persino Feltri su "Libero" critica le censure del garante, spiegando che "in una Paese normale, un controllo sociale aiuta a combattere l'evasione fiscale...". Peccato che subito dopo il direttore inciampi nella sua provata deferenza berlusconiana, attribuendo al prossimo governo "il coraggio di schierarsi con le persone perbene e non più coi profittatori". Subito contraddetto perchè alla testa dell'altra metà degli italiani, quella che si scandalizza per l'insulto alla privacy, si ritrovano berlusconiani doc, come l'emiliana Bertolini e il celebre La Loggia, corposamente al centro di un'alleanza che più trasversale non si può immaginare: con loro si ritrovano il comico Beppe Grillo, l'ex generale delle spigole Speciale, il verde Cento, la schiera delle associazioni dei consumatori, pronte a muovere le Procure. Nessuno che s'allarmi di fronte a uno scandalo che non sta nella comunicazione, ma nella inattendibilità del quadro che ne deriva, il quadro di un paese in povertà, dove tra poveri veri si confondono finti poveri ed evasori certi. Facendo i conti e le medie, si deduce che un italiano su due (il 54,07 per cento del totale) vive con meno di 15 mila euro all'anno, con poco più di mille euro al mese quindi, e che la metà delle società di capitali è in perdita. L'operaio e l'impiegato, i redditi fissi dipendenti, risultano tra i più fortunati e ricchi: niente da invidiare al cosiddetto popolo della partita Iva, di autonomi e professionisti, che per oltre un terzo (il 38,4 per cento) sopravvive appena al di sopra della soglia di povertà, recuperando ottocento euro al mese. Altre brutte sorprese se si va invece la caccia di ricchi: sono poco più di trecentomila i contribuenti italiani che guadagnano oltre centomila euro l'anno, appena lo 0,74 per cento del totale di coloro che pagano le tasse. A vivere con oltre duecentomila euro l'anno è solo una manciata di connazionali: 58.650, lo 0,14 per cento degli oltre 40 milioni di contribuenti. Sono stati fatti i conti in tasca anche ai contribuenti di Cortina e di Capri, cioè i residenti delle due località turistiche più lussuose d'Italia: le loro dichiarazioni sono in linea con le medie nazionali. Tra le montagne solo il 2,2 per cento ha un reddito superiore ai 100.000 euro l'anno e ben il 57,6 per cento invece vive con meno di 20.000 euro. Stanno anche peggio gli abitanti di Capri, dove i "benestanti", con un reddito superiore ai 100.000 euro, sono solo l'1,7 per cento e invece a vivere con entrate inferiori ai 20.000 euro l'anno sono il 62,3 per cento. Sono numeri che ovviamente non sorprendono in un paese dove l'evasione fiscale ha da tempo superato i 270 miliardi di euro, una cifra mostruosa che rappresenta circa un quinto del prodotto interno lordo (precisamente il 19,2% del Pil), come denunciò il ministro Padoa-Schioppa pochi mesi fa. Dagli accertamenti dell'agenzia delle entrate risultò un costante progresso dell'evasione: dai 44 miliardi di euro del 1980 ai 270,1 miliardi del 2004. Ovviamente, come confermò ancora quella indagine, sono gli onesti a sopportare il peso degli evasori.

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VISCO E LA POLEMICA: PASSO AVANTI INEVITABILE (sezione: Grillo)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

SEGUE DALLA PRIMA Questa è una visibilità arcaica. La visibilità che Visco dà ai redditi è moderna, troppo moderna, li mette on line, chiunque può scaricarseli e controllarli, e questo non va suo lavoro. Visco ribatte: "Non capisco perché; su quel che ognuno dichiara al Fisco, è giusto che tutti lo sappiano". L'impressione è che si tratti di una direzione contrastatissima, però inevitabile: arriveremo anche noi, come in America, all'accesso di tutti ai redditi di tutti. E' questione di tempo. Il passo è stato compiuto, tutto intero e con decisione. E' stato ritirato ma non può essere annullato. E prima o poi sarà ripristinato. Se il grande motociclista, più volte campione del mondo, denuncia un reddito miserabile, sarà il cittadino qualunque a scoprirlo e denunciarlo, molto prima che l'Agenzia delle Entrate faccia le sue lente e insicure indagini a Londra. Se il grande cantante ha intascato tot in un anno e ha dichiarato tot fratto cento, saranno gli amici di quartiere a scandalizzarsi, prima ancora che il Fisco faccia mente locale. Se uno denuncia dieci ma guadagna mille, perché mai scoprirlo pubblicamente è una violazione della privacy? Tra i redditi son comprese le pensioni, le pensioni son pagate col denaro di tutti, perché noi tutti non dovremmo sapere dove vanno a finire i nostri soldi? Quando vengon rese pubbliche le pensioni di grandi manager, che han diretto enti poi finiti in malora (ferrovie, compagnie aeree...), è uno sbalordimento generale: perché dovremmo continuare a ignorarle? Qui è in ballo la coerenza tra quanto si dichiara al Fisco e il tenore di vita che si mantiene. Ci sono proprietari di quattro-cinque auto da centomila euro l'una che dichiarano redditi da bidelli: i vicini di casa hanno il sacrosanto diritto di scoprirli e denunciarli. Vedo che, a destra, il possibile ministro Renato Brunetta è d'accordo, a parte la spettacolarità dell'operazione, che lui avrebbe evitato. Mi fa piacere. Vuol dire che nel passaggio dalla sinistra alla destra la caccia agli evasori non dovrebbe venire stoppata. Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto. Si vergogna se risulta che denuncia poco. Ma questa non è violenza sulla sua privacy: denunciando poco mentre guadagna molto, è lui che fa violenza a noi. Una violenza fiscale. Se salta fuori uno strumento per difenderci, usiamolo. Ferdinando Camon (fercamon@alice.it).

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Petruccioli: inaccettabili gli insulti di Grillo in Rai Il presidente si scusa con Napolitano e Veronesi: per Santoro nessuna zona franca (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Petruccioli: inaccettabili gli insulti di Grillo in Rai Il presidente si scusa con Napolitano e Veronesi: per Santoro nessuna zona franca / Roma ANNOZERO Mercoledì prossimo il Cda Rai potrebbe discutere della puntata di giovedì scorso, dedicata da Santoro a 25 aprile di Beppe Grillo e intitolata "O bella ciao". Il secondo Vaffa-day di Beppe Grillo, con insulti al presidente della Repubblica Napolitano, a giornali e giornalisti - particolarmente violenti quelli all'Unità - e al Umberto Veronesi. In più, una rissa verbale tra Vittorio Sgarbi e Marco Travaglio. La puntata di Annozero del 1 maggio ha provocato una scia di polemiche e l'intervento, durissimo, del presidente della Rai Claudio Petruccioli. "A nessuno, quindi neppure a Michele Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto, di fatto, della Tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente" ha detto Petruccioli, stigmatizzando soprattutto il largo spazio dedicato al comico torinese: che "dagli schermi Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltre che a una personalità universalmente stimata come il professor Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". Santoro replica: "Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi risultati per l'azienda e portando a termine una trasmissione difficile che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni preordinate". Nota il senatore Pd Vincenzo Vita: "È molto grave l'attacco di Grillo al Presidente della repubblica. Ma attenzione a non brandire l'arma della censura: una volta legittimata, diventa incontrollabile". Durante la trasmissione fortissima è stata la tensione; incontenibile Sbarbi, che ga interrotto Travaglio in continuazione. Il giornalista ha evocato la "cacciata" di Enzo Biagi dalla Rai: "Se non fossimo quel Paese nel quale Biagi...", e Sgarbi gli ha urlato: "Siamo un grande Paese con un pezzo di merda come te...". "Questa è la casa della Libertà, anzi il Popolo della Libertà...", il commento di Travaglio. Replica: "E tu sei il popolo del nulla...". Sgarbi ha sostenuto che Biagi non è stato mai cacciato dalla Rai: in realtà gli sarebbe stato proposto un semplice cambio di orario. Non deve essere proprio così se Travaglio ha ricevuto ieri un messaggio da Bice Biagi: "Questa è la cosa che mi ha fatto davvero un grandissimo piacere".

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Servizio pubblico in onda le accuse a napolitano (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Servizio pubblico in onda le accuse a napolitano CANCRO ZERO Grillo calunnia Veronesi. Petruccioli a Santoro: "Vergogna" È bufera su AnnoZero e sui lunghissimi stralci del V-Day torinese riproposti da Santoro in cui Beppe Grillo insultava "Morfeo", ovvero il presidente Napolitano e "Cancronesi", l'oncologo Veronesi. Il presidente della Rai Claudio Petruccioli ha accusato il giornalista di non aver preso le distanze dalle invettive del comico genovese ed ha aggiunto che si tratta di "una vergogna che non si ripeterà". Ieri è montata la polemica anche sull'iniziativa dell'Agenzia delle entrate di mercoledì di diffondere online i redditi degli italiani. Nonostante lo stop immediato del Garante della Privacy, gli elenchi sono stati "catturati" dalla Rete e continuano ad essere a portata di clic. L'Antiracket ha dichiarato ieri che la mossa di Visco "mette più a rischio" i commercianti. Mastrobuoni a pagina 5 03/05/2008.

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La puntata di santoro (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

La puntata di santoro Non riduciamo Raidue all'Hyde Park Corner Lo share è salvo, la reputazione del servizio pubblico un po' meno. La puntata di Anno zero andata in onda l'altra sera ha provocato l'indignata reazione del presidente della Rai Claudio Petruccioli, che ha stigmatizzato la scelta del conduttore di dare nuovamente spazio a Beppe Grillo, "il quale ha rivolto insulti inconcepibili al presidente della Repubblica, oltreché a una persona universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questo episodio sono incalcolabili. "Chi è responsabile di un programma - ha aggiunto Petruccioli - non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che avviene, non ci sono zone franche". È proprio questo il punto. Siamo perfettamente d'accordo col presidente della Rai. È vero quel che Santoro ha detto in trasmissione, e cioè che Grillo quelle accuse nei confronti di Veronesi (che ha creato un impero finanziario sul cancro e che si dichiara in favore degli inceneritori perché fabbricati da un'azienda che finanzia la sua fondazione) le ha dette in pubblica piazza e nessuno ha detto nulla. Ma è per questo che chi conduce una trasmissione televisiva - a maggior ragione del servizio pubblico - deve fare da filtro, non può certo trasformare Raidue in una sorta di Hyde Park Corner permanente in cui tutti sono liberi di insultare e calunniare chiunque. Ed è anche per salvaguardare questo principio giornalistico che esiste quell'Ordine così inviso a Grillo. Sia chiaro, nessuna richiesta di censura per Santoro e il suo Anno Zero , però questo populismo di sinistra spesso propagandato per giornalismo verità a noi proprio non riesce a piacere. 03/05/2008.

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Grillo 2 il contrappasso per grillo (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Grillo 2 il contrappasso per grillo La lista di Visco impigliata nella Rete Il Codacons insorge, Speciale s'indigna Che contrappasso per chi, come Beppe Grillo, predica da anni contro l'informazione tradizionale, distorta, servile e antidemocratica dei giornali e dei media, venduti agli editori "impuri", cioè alle banche, ai gruppi finanziari e ai salotti buoni. E che osanna la trasparenza e la democraticità della Rete, l'anarchia salvifica di Internet, non soggetta a censure (almeno, in Occidente). Salvo poi andare su tutte le furie se online non ci vanno soltanto le malefatte della casta ma anche la sua dichiarazione dei redditi, insieme a quella di tutti gli italiani, come accaduto mercoledì. Ma il democratico popolo della Rete ha fatto di più. Ha aggirato senza difficoltà il divieto del garante per la privacy di pubblicare gli elenchi. Dalle primissime ore della contestata decisione di mercoledì scorso dell'Agenzia delle Entrate di diffondere in internet le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti italiani, stoppata quasi subito dall'Authority, gli elenchi circolavano già in rete con modalità peer-to-peer. Cioè su file scambiabili, facilmente scaricabili attraverso programmi popolarissimi come e-mule o Limewire. Così ieri la polemica, dopo (l'inutile) stop del Garante, si è fatta nuovamente incandescente. Dal Codacons è scattata la denuncia penale a 104 procure della Repubblica contro Vincenzo Visco, viceministro dell'Economia uscente, ispiratore della clamorosa iniziativa di mercoledì. Reo, secondo l'associazione dei consumatori, di aver violato la privacy e una legge del 2005 che "vieta espressamente la diffusione delle denunce dei redditi dei contribuenti". E il sito del Codacons, che promette tra i 500 e i 1000 euro di risarcimento per ciascun contribuente la cui denuncia dei redditi sia stata messa sul web, è stato letteralmente preso d'assalto da migliaia di utenti che hanno scaricato i moduli per richiedere i danni all'erario. Ma il casus belli continua ad essere oggetto di una guerra a suon di carte bollate proprio tra gli uffici del direttore dell'Agenzia delle Entrate, che continuano a ritenere legittima l'iniziativa e ricordano che questi dati economici sono disponibili da decenni e che è sufficiente andare al Comune e identificarsi per accedervi. E chi sostiene, come il Codacons o il garante per la privacy, che c'è una differenza tra "pubblicità" (legittima) e "accessibilità" (illegittimità) dei dati. La Procura di Roma ha fatto sapere di non aver avviato ancora alcun fascicolo. In ogni caso, in attesa di eventuali denunce, gli inquirenti attendono che l'ufficio del garante della privacy, che è già intervenuto sulla questione, specifichi se si ravvedono o meno condotte perseguibili dalla legge. Ad aggiungere benzina al fuoco è intervenuta anche l'associazione antiracket. Secondo Rosario Bellino, presidente dell'Associazione antiracket e antiusura della Confcommercio "Ugo Alfino" di Catania, con la pubblicazione on line dei redditi "potremmo avere più problemi. Siamo a rischio ancora di più". Perché "gli imprenditori seri che hanno un certo reddito hanno il timore di farsi notare, e per questo mantengono un tenore di vita normale, senza esagerare nell'esibizione della ricchezza". Infine, visto che c'è di mezzo Visco, non poteva mancare un commento del neoparlamentare del Pdl, ed ex comandante della Guardia di Finanza, Roberto Speciale: "Se si volevano avvelenare i pozzi, e questo era il motivo, i pozzi sono stati avvelenati". E smettendo per un momento le vesti dell'ex Fiamma Gialla e indossando quelle dell'esponente della nuova maggioranza, Speciale ha concluso che si tratta di "un problema grossissimo che adesso passa nelle mani del governo che si insedierà tra poco". 03/05/2008.

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Grillo 1 il presidente della rai contro gli stralci del v-day (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Grillo 1 il presidente della rai contro gli stralci del v-day Petruccioli contro l'Alzo Zero di Santoro Grillo sul suo blog chiede soldi per i dvd È bufera su Michele Santoro. Il presidente della Rai Claudio Petruccioli è intervenuto ieri duramente sulla puntata di giovedì di Anno Zero , in cui venivano mostrati ampi stralci del V-Day del 25 aprile a Torino, in particolare i passaggi in cui Beppe Grillo accusava il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ribattezzato "Morfeo", di non essere imparziale e l'oncologo Umberto Veronesi, definito "Cancronesi", di conflitto d'interessi. "A nessuno, quindi neppure a Michele Santoro - ha dichiarato Petruccioli in una nota - è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente". Per il presidente di viale Mazzini il giornalista è reo di aver "di nuovo" messo il servizio pubblico radiotelevisivo "a disposizione di Beppe Grillo". Secondo il numero uno della Rai, "il danno, l'umiliazione e la vergogna" che vengono alla Rai da episodi come questi "sono incalcolabili". Petruccioli si è impegnato a fare "tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". Santoro si è difeso affermando di aver fatto, "come sempre" il suo lavoro, "con ottimi risultati per l'azienda e portando a termine una trasmissione difficile che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni preordinate". Il riferimento è agli insulti espressi nel corso della puntata da Vittorio Sgarbi soprattutto all'indirizzo di Travaglio. Ma il conduttore di Anno Zero ha rivendicato anche di aver esercitato "il dovere di cronaca" riportando gli estratti della giornata torinese del V-day. Nei brani Grillo punta il dito contro Veronesi perché colpevole di aver detto in passato che gli inceneritori non hanno effetti nocivi sulla salute. A detta del comico la tesi dell'oncologo sarebbe frutto - lo aveva già spiegato sul suo blog - del conflitto di interessi della sua fondazione, che avrebbe come partner Acea, "multiutility con inceneritori", l'Enel, "centrali a carbone ed olii pesanti e nucleare", Veolia Environment, "costruzione inceneritori". A prendere le difese di Veronesi è intervenuto ieri il movimento Europa Donna, che rappresenta oltre 80 associazioni di donne operate al seno. In un comunicato, ha definito "gravissima la diffusione di accuse infamanti e ingiustificate avvenuta da parte di Grillo e rilanciata ampiamente dalla trasmissione tv". Perché senza il contributo dell'oncologo "moltissime donne colpite dal dramma del tumore al seno sarebbero ancora costrette a interventi chirurgici mutilanti e a terapie devastanti per il corpo e per la psiche, e la ricerca oncologica non avrebbe avuto le più recenti e importanti svolte che hanno cambiato la prognosi per tante persone". E ieri sul blog di Grillo si è consumato un piccolo psicodramma. Oltre alle critiche per la sua presa di posizione contro la pubblicazione degli elenchi dei redditi dei contribuenti, ieri qualcuno, piuttosto adirato, ha ricordato un intervento di Grillo sul blog del 21 gennaio. In cui la richiesta agli adepti era di mettersi "una mano sul cuore", dunque di comprare il dvd del precedente V-day per rientrare dei costi sostenuti a Bologna, 80mila euro. Il testo con tanto di video in dialetto genovese, dal titolo "Si può dare di più" è facilmente reperibile sul web, si commenta da solo. Grillo si lamenta che ha sei figli e che deve comprare il latte coi contanti e altre simpatiche amenità. Ma qualche lettore, evidentemente, si è divertito poco e osservava: "si può dare di più? mettetevi una mano sul portafoglio? O my God. Grillo ha 4 milioni di testoni in banca e chiede a noi di comprare i dvd? (...) Vergogna ladrun!". (T.Ma) 03/05/2008.

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Meno convinti gli utenti del web (sezione: Grillo)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-03 - pag: 5 autore: Dal sito del Sole Meno convinti gli utenti del web Franco Sarcina MILANO Si spacca quasi a metà la Rete italiana sull'iniziativa,subito bloccata dal Garante, della pubblicazione dei redditi di tutti i nostri concittadini. Lo si deduce dai risultati del sondaggio pubblicato dal sito del Sole 24Ore, che al terzo giorno si è stabilizzato in un 58% di favorevoli contro un 42% di contrari. Ma i commenti pro e contro sono anche fioccati su forum e blog di informazione. Decisamente contro è l'intervento di Beppe Grillo, che in un articolo sul suo blog titolato molto esplicitamente "La colonna infame" si scaglia contro l'iniziativa dell'Agenzia, e che con il suo solito linguaggio forte e satirico afferma come l'idea possa essere stata suggerita "dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita". Ma leggendo i commenti sul sito, ci si rende conto che non tutti coloro che leggono il blog dello scomodo comico genovese sono d'accordo con lui. Abbastanza stranamente, sono relativamente pochi i blogger più noti che se la sono sentita di esprimere un parere. Tra le eccezioni, il "nostro" Luca De Biase, che sul suo blog personale critica l'iniziativa sul "come" è stata portata avanti: "L'oscurità dei dati pubblicati era tale da aggiungere motivi di chiacchiere ma non trasparenza. Perché troppi dati mancavano ", commenta. A De Biase risponde Stefano Quintarelli, tra i pionieri di Internet nel nostro Paese, che si chiede preoccupato se, una volta rotto questo argine dei redditi, fino a che punto ci si possa spingere nel far sapere a tutti la propria situazione economica. Vedremo presto pubblicato l'elenco delle proprietà immobiliari? E i saldi dei conti correnti? Nella rete di blog Nòva100 si esprime Sandrone Dazieri, con un post che sottolinea come, in ogni caso, l'iniziativa abbia risvegliato la naturale pruderie italica su "quanto guadagna il mio vicino": "Sono andato a vedere i redditi di un paio di amici miei, che so più o meno quanto guadagnano. E, immediatamente dopo - continua Dazieri - mi sono sentito un po' schifato". Per finire, il blogger milanese Roberto Dadda coglie al volo la sensazione, forse troppo semplice ma comprensibile, di molti internauti: "Se un dato è pubblico, ma è un poco scomodo procurarselo allora la privacy è salva, se diventa comodo è violata?".

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Petruccioli contro Santoro: Inconcepibili gli insulti di Grillo (sezione: Grillo)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-05-03 - pag: 21 autore: IL PRESIDENTE DELLA RAI Petruccioli contro Santoro: "Inconcepibili gli insulti di Grillo" Ha creato un caso politico-aziendale l'ultima punta di "Annozero": il conduttore Michele Santoro ha deciso di mandare in onda un'ampia sintesi del V2-Day di Beppe Grillo dello scorso 25 aprile sull'informazione. Per il presidente Rai Claudio Petruccioli si è trattato di un "appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente" con "insulti inconcepibili" al Presidente della Repubblica e a Umberto Veronesi. Mario Landolfi (presidente della Vigilanza Rai) parla di "linciaggio mediatico" ma Santoro si difende: "Ho fatto come sempre il mio lavoro". Claudio Petruccioli OLYCOM.

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Grillo ad Annozero, è bufera su Santoro (sezione: Grillo)

( da "Adige, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Tv. Attaccati Veronesi e Napolitano. Scontro Sgarbi-Travaglio. Petruccioli: mi vergogno Grillo ad Annozero, è bufera su Santoro ROMA - Una puntata a base di un mix esplosivo con Grillo che attacca Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: Annozero fa così infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli che si scaglia contro Michele Santoro, accusandolo di aver dato in appalto a "terzi" il servizio pubblico e di aver scritto una pagina nera per l'azienda. Petruccioli usa parole infuocate: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi sono incalcolabili; ne faccio ammenda e prendo impegno a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". Il nuovo "caso-Santoro" finirà così sul tavolo del prossimo Cda, in programma mercoledì prossimo. Nell'attesa, Santoro replica: "La Rai appartiene al pubblico e non ai partiti e la libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione". In più, definisce Grillo un soggetto politico e dunque pienamente responsabile di quanto dice, esattamente come tutti gli altri leader. Il giornalista insomma non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto il mio dovere", "nell'esclusivo interesse del pubblico". Una polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata di giovedì a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'informazione. I passaggi "incriminati" riguardano l'attacco al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accusato dal comico di non essere super partes e a Umberto Veronesi, colpevole di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica e definendolo "cancronesi". In questo contesto, studio sempre più nervoso con Vittorio Sgarbi che insultava Travaglio a colpi di parolacce e di insulti. 03/05/2008.

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Rai, Petruccioli infuriato per i <vaffa> di Santoro: <Uso indecente della tv> (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 105 del 2008-05-03 pagina 8 Rai, Petruccioli infuriato per i "vaffa" di Santoro: "Uso indecente della tv" di Paolo Bracalini da Milano Per far arrabbiare Vittorio Sgarbi non ci vuole molto. Ma stavolta si sono infuriati un po' tutti, dall'associazione dei senologi (i medici specialisti di tumori al seno), alle pazienti di Umberto Veronesi, alla Commissione di Vigilanza fino ai vertici della Rai. Tutta colpa di Beppe Grillo, anzi tutta colpa di Michele Santoro che nel suo Annozero di giovedì ha mandato in onda parte del comizio tenuto dal comico al secondo V-Day, prestando quindi a Grillo il megafono del servizio pubblico per attaccare giornalisti, medici, e anche il presidente della Repubblica. Il presidente della Rai Claudio Petruccioli, espressione del centrosinistra, ha duramente criticato la scelta del conduttore, parlando di un "danno incalcolabile" per il servizio pubblico. "Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico a disposizione di Beppe Grillo che ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il Professor Umberto Veronesi" ha spiegato Petruccioli in una nota diffusa ieri. Secondo il presidente di viale Mazzini "il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono alla Rai da questi episodi, sono incalcolabili. A nessuno è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente". Il caso potrebbe finire sul tavolo del Cda della Rai che si riunirà mercoledì prossimo come di consueto. Ma intanto Santoro respinge ogni accusa: "Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi risultati per l'azienda" spiega il conduttore. Sarebbe sbagliato, dice Santoro, riservare i dibattiti televisivi solo ai partiti e proibire a un "unico soggetto politico, Beppe Grillo, di esprimere il proprio pensiero. La Rai appartiene al pubblico e non ai partiti". La Commissione di Vigilanza Rai però condivide la preoccupazione dell'azienda e parla di "linciaggio mediatico" per la risonanza data agli insulti a Umberto Veronesi (definito una "Spa" e ribattezzato "cancronesi") e al capo dello Stato Giorgio Napolitano. Concordano su questa linea anche due esponenti di opposti schieramenti come il presidente della Commissione Mario Landolfi (Pdl) e il vicepresidente Giorgio Merlo (Pd). Nessuna sorpresa comunque per Landolfi, perché "tanto tuonò che piovve". "Si sapeva che c'era una deriva in atto - dice Landolfi -. Forse Annozero è la trasmissione che maggiormente ha suscitato polemiche. L'autonomia del giornalista è un caposaldo da tutelare sempre, ma ogni volta c'è un limite che viene oltrepassato". Il limite è stato superato già diverse volte da Santoro, tanto da procurargli un richiamo dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni. Il presidente dell'AgCom Corrado Calabrò aveva additato già a febbraio Annozero per aver violato il pluralismo. Il programma di Santoro, in particolare in tre puntate sulla giustizia e sulla riforma della Tv, si era trasformato secondo l'AgCom in una "gogna mediatica" ispirata "più all'amore per l'audience che all'amore per la verità". Richiamo respinto da Santoro come "una censura pubblica, generica ed immotivata". Santoro aveva già dedicato una puntata intera a Beppe Grillo, cercando anche di portarlo in studio tra gli ospiti, in occasione del primo Vaffa day. Anche questa volta il programma ha avuto un buon risultato di ascolto con il 15% di share, anche grazie ai battibecchi in studio. Protagonista Vittorio Sgarbi, che si è violentemente scontrato con Marco Travaglio e ha minacciato di andarsene dopo aver sentito il servizio con le parole di Grillo su Veronesi. "Questa è m... Basta!" ha tuonato Sgarbi che ora chiede un nuovo intervento dell'AgCom. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Forza grillo (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità FORZA GRILLO FORZA GRILLO Anche un vaffa rende l'Italia migliore Egregio direttore, lei insiste nel criticare le modalità con cui Beppe Grillo manifesta le sue invettive contro quella parte della politica italiana vecchia e ingessata, pur condividendone, mi pare, gran parte della sostanza. L'ultima sua battuta recita: "I vaffa sono liberatori, ma non cambiano le cose. Insomma, dopo la denuncia bisogna tornare alla politica". Ebbene, a quale politica tornare? A quella descritta dai tanti libri e saggi sulle caste? Lei certo non intende questo, anzi penso che anche lei partecipi alla costruzione di "un'altra politica" e ognuno che voglia contribuire a ciò, adotterà i mezzi che si conformano meglio alla sua personalità. Purché siano mezzi non violenti e rispettosi della libertà altrui. Mi pare evidente che il positivo utilizzo dei libri allo scopo del cambiamento (vedi il successo di "La Casta" o di "Gomorra") non è vanificato o ridotto dalle urla di Beppe Grillo che attinge pure da quelle pubblicazioni. Pertanto la sua presenza in piazza il 25 aprile non "svaluta o denigra" (parole sue) la resistenza partigiana, ma invita a un'altra resistenza, di denuncia sì, ma seguita sempre da proposte per rendere l'Italia più "bella e vera". Amerigo Bigagli FORZA GRILLO Ma quelle firme sono valide oppure no? Da cittadino che condivide buona parte delle sue idee e battaglie invito con fermezza Beppe Grillo a fare chiarezza con urgenza sulla questione della presunta invalidità delle firme raccolte il 25 aprile. Gli ricordo che è in gioco la credibilità sua e della sua azione (e anche di chi lo sostiene), e Grillo sa bene che la credibilità è la "condicio sine qua non" per poter agire in Rete. Non sarebbe infatti ammissibile aver chiamato i cittadini a firmare per tre referendum sapendo che quelle firme, pur significative, sarebbero state, ai fini referendari, carta straccia. Mauro Ottonello Montignoso (MS) LEGA AL GOVERNO E Bossi ricomincia con i 300mila fucili Siamo alla solite! La prima dichiarazione ufficiale di Bossi è stata quella di comunicare agli italiani che 300mila uomini sono pronti con i fucili caldi. Caro Bossi forse sei rimasto al secolo scorso o addirittura al Risorgimento. Nell'anno 2008 non servono i fucili, ma uomini preparati e intelligenti per guidare il paese. E a quanto pare, questi uomini purtroppo non ci sono. Luciano Rosati Prato SULLE ELEZIONI Perché stavolta la sinistra ha perso Quanto livore nei commenti di alcuni lettori di sinistra. A certi non piace Berlusconi. Per la verità non garba tanto neppure a me. Ma invece di foderarmi gli occhi di prosciutto, e lasciarmi andare al settarismo puro, cerco di vedere la realtà dei fatti. Questi indicano che la sinistra in Italia ha subìto la più grossa batosta dai tempi della "diga" democristiana. Un perché ci sarà, e il perché è che la gente è stufa di essere presa per scema, di sentire tante promesse e non vederne realizzata alcuna. Veltroni e Rutelli hanno condotto una campagna elettorale a dir poco equivoca. Se da una parte elogiavano quanto fatto dai rispettivi predecessori, dall'altra indicavano voler fare tutto molto differente cercando di rubare voti agli avversari proponendo temi quali ordine, legalità, certezza del diritto, da sempre patrimonio delle compagini destrorse. Quando il centro destra vinse nel 2001 lo fece con oltre due milioni di voti. Questa volta il risultato consolidato è uno scarto di oltre tre milioni. Prodi vinse, grazie alla deprecata legge elettorale di Berlusconi, pur essendo minoritario nel complesso della somma algebrica dei voti. Questi esegeti della sinistra hanno già iniziato la campagna di demonizzazione degli avversari, prevedendo foschi scenari, ad esempio per Alitalia, la compagnia che stava per essere venduta a un solo potenziale acquirente che imponeva le sue condizioni. Non c'è da meravigliarsi, essendo l'affare condotto da chi aveva svenduto il polo alimentare Iri. La bivalenza fre le enunciazioni buoniste e i fatti è anche riscontrabile nei differenti atteggiamenti tenuti. Veltroni sparava a zero contro gli ex compagni della sinistra estrema mentre i suoi podestà locali, vedi Roma, ci si associavano bellamente, sperando di ottenere quel successo che per fortuna non c'è stato. Roberto Ferroni Pieve a Nievole SULLE ELEZIONI Come avranno fatto a votarlo ancora... Così ce lo ritroviamo di nuovo a capo del governo: lui, Truffolo, lo Psiconano, come lo chiama Beppe Grillo. Io mi chiedo solo come ha fatto la gente a votarlo di nuovo, lui che ha più processi che capelli in capo, lui che possiede il più grande impero finanziario e mediatico d'Italia, lui che ripropone gli stessi ministri del 2001. Che delusione. Quando, dall'altra parte finalmente avevamo un candidato nuovo, ben educato, in gamba che poteva fare grandi cose. Adesso Truffolo sperpererà quei soldi che con fatica Prodi era riuscito a mettere via, ci priverà di Santoro e Travaglio come già aveva fatto con Biagi, si sottrarrà all'ennesimo processo, quello Mills già spostato per la campagna elettorale, curerà, in primis, i suoi interessi e quelli dei suoi amici, porterà avanti la sua fantomatica guerra al comunismo. Finirà poi di distruggere la scuola pubblica, anzi l'ho già sentito riparlare delle "3 I", a cui io aggiungerei la quarta: idioti (mentre alcuni lettori danno la colpa agli insegnanti dell'ignoranza degli studenti, invece di vergognarsi solo a pensarlo). Insomma, mi vergogno di essere italiana e per tutto conto ho già smesso di vedere i tg per non incontrare la sua faccia tracotante di boria. Non ci resta che sperare e pregare che questo governo duri poco, il meno possibile. Laura Dami Capannori (Lucca) VISCO ON LINE Redditi sulla rete? Niente di anomalo Il vice ministro Visco ha fatto pubblicare sul sito web le dichiarazioni dei redditi degli italiani. Apriti cielo, così si viola la privacy del cittadino! Si aiutano la mafia e l'anonima sarda nei sequestri! Ma in tutti i paesi democratici è cosa normalissima pubblicare le entrate dei cittadini, addirittura nei paesi anglosassoni l'agenzia delle entrate arriva a chiedere conto di un tenore di vita incompatibile con il reddito dichiarato. Visco ha fatto pertanto una operazione in linea con l'Europa, e comunque è compito dello Stato proteggere i cittadini da mafia e camorra. Ma se la linea del governo Berlusconi sarà quella dell'ex ministro Lunardi che disse che con la mafia bisogna convivere, allora siamo già a posto. Quello che maggiormente mi ha stupito è stata la reazione di Beppe Grillo quando ha scoperto che venivano svelati i suoi guadagni: i giornali che accusa di non fare il loro dovere, ora sono diventati delatori dello Stato. Carlo Giglioli San Miniato (Pi).

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Anche Petruccioli lancia il suo editto contro Santoro (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa ProcessoNel mirino gli spezzoni del V2-Day mandati in onda in cui il comico genovese attaccava Napolitano e Veronesi Anche Petruccioli lancia il suo editto contro Santoro Santoro contro tutti. Il popolare conduttore televisivo torna ad infiammare il dibattito politico nazionale. La puntata di Annozero di giovedì dedicata al V2-Day di Beppe Grillo, infatti, è stata duramente criticata dentro e fuori viale Mazzini. Nel mirino gli spezzoni di manifestazione mandati in onda nel corso della trasmissione durante i quali il comico genovese metteva in dubbio l'imparzialità del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e attaccava l'oncologo Umberto Veronesi (colpevole, secondo Grillo, di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica). Il primo affondo arriva dal presidente della Rai Claudio Petruccioli: "Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale dagli schermi Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi". "Il danno - prosegue -, l'umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". "A nessuno - conclude Petruccioli - quindi neppure a Michele Santoro è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente". Ora il caso potrebbe finire sul tavolo del Cdl di viale Mazzini che si riunirà mercoledì prossimo. Ma contro Santoro scende in campo anche il presidente uscente della commissione di Vigilanza Mario Landolfi: "Nella puntata di Annozero è stato rinverdito il diritto al "linciaggio mediatico", con l'attacco a Veronesi e, soprattutto, il vilipendio al Capo dello Stato". Dal canto suo il giornalista si difende spiegando di aver fatto "come sempre" il proprio dovere, "con ottimi risultati per l'azienda e portando a termine una trasmissione difficile che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni preordinate". Quanto a Grillo Santoro sottolinea che, poiché il comico genovese è "di fatto un soggetto politico, va attribuita esclusivamente a lui la responsabilità di ogni sua dichiarazione". Al suo fianco anche il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Roberto Natale che critica Petruccioli: "Appare singolare l'idea del presidente che gli spettatori della Rai non possano vedere ciò che avevano potuto leggere nei giorni precedenti sui quotidiani, come se fossero cittadini immaturi e bisognosi di tutela". Ma non è solo il "caso Grillo" a far discutere. La puntata di giovedì sera, infatti, potrebbe avere degli strascichi giudiziari. L'editore catanese Mario Ciancio Sanfilippo, direttore del quotidiano La Sicilia, ha minacciato la querela nei confronti dell'ex giornalista dell'emittente Telecolor Giuseppe La Venia che, durante la trasmissione di giovedì, lo ha accusato di aver salvato la rete cacciando pretestuosamente dei giornalisti liberi. Stessa minaccia è arrivata da Vittorio Sgarbi che, sempre giovedì, aveva litigato in diretta con Marco Travaglio su Enzo Biagi.

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Santoro contro tutti. Il popolare conduttore televisivo (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa Santoro contro tutti. Il popolare conduttore televisivo ... Santoro contro tutti. Il popolare conduttore televisivo torna ad infiammare il dibattito politico nazionale. La puntata di Annozero di giovedì dedicata al V2-Day di Beppe Grillo, infatti, è stata duramente criticata dentro e fuori viale Mazzini. Nel mirino gli spezzoni di manifestazione mandati in onda nel corso della trasmissione durante i quali il comico genovese metteva in dubbio l'imparzialità del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e attaccava l'oncologo Umberto Veronesi (colpevole, secondo Grillo, di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica). Il primo affondo arriva dal presidente della Rai Claudio Petruccioli: "Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale dagli schermi Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi". "Il danno - prosegue -, l'umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". "A nessuno - conclude Petruccioli - quindi neppure a Michele Santoro è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente". Ora il caso potrebbe finire sul tavolo del Cdl di viale Mazzini che si riunirà mercoledì prossimo. Ma contro Santoro scende in campo anche il presidente uscente della commissione di Vigilanza Mario Landolfi: "Nella puntata di Annozero è stato rinverdito il diritto al "linciaggio mediatico", con l'attacco a Veronesi e, soprattutto, il vilipendio al Capo dello Stato". Dal canto suo il giornalista si difende spiegando di aver fatto "come sempre" il proprio dovere, "con ottimi risultati per l'azienda e portando a termine una trasmissione difficile che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni preordinate". Quanto a Grillo Santoro sottolinea che, poiché il comico genovese è "di fatto un soggetto politico, va attribuita esclusivamente a lui la responsabilità di ogni sua dichiarazione". Al suo fianco anche il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Roberto Natale che critica Petruccioli: "Appare singolare l'idea del presidente che gli spettatori della Rai non possano vedere ciò che avevano potuto leggere nei giorni precedenti sui quotidiani, come se fossero cittadini immaturi e bisognosi di tutela". Ma non è solo il "caso Grillo" a far discutere. La puntata di giovedì sera, infatti, potrebbe avere degli strascichi giudiziari. L'editore catanese Mario Ciancio Sanfilippo, direttore del quotidiano La Sicilia, ha minacciato la querela nei confronti dell'ex giornalista dell'emittente Telecolor Giuseppe La Venia che, durante la trasmissione di giovedì, lo ha accusato di aver salvato la rete cacciando pretestuosamente dei giornalisti liberi. Stessa minaccia è arrivata da Vittorio Sgarbi che, sempre giovedì, aveva litigato in diretta con Marco Travaglio su Enzo Biagi.

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Giornali, non tutto il Grillo vien per nuocere (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Beppe Lopez Beppe Lopez * Il dibattito (e le divisioni) su Beppe Grillo e sui finanziamenti ai giornali così come sulla gran parte delle cose che ci succedono (a cominciare dalle ultime elezioni), mi ha convinto ancora di più che in questo mondo al contrario che è diventata l'Italia - dopo decenni di stratificazione, di interdipendenze e di "anomalie", alle quali da tempo immemorabile a niente e a nessuno è consentito di sottrarsi - non ci sia niente di più politico dell'anti-politica, niente di più rivoluzionario del riformismo, niente di più visionario della razionalità. Prendo atto ad esempio dei contrasti emersi fra l'articolo di Norma Rangeri e le reazioni del popolo dei "grillino-manifestini", peraltro stimolanti, ma li trovo in gran parte sostanzialmente immotivati, se non dai toni e dal taglio preso dal dibattito, che effettivamente conosce forme borderline di esagerazione verbale e di semplificazione a fini mediatici. Primo, c'è molta più antipolitica nel lisciare il pelo al razzismo leghista o nel mettere come capolista alle elezioni per la camera una brava e inesperta ragazza (in quanto tale) o nell'imporre ai compagni la nomina a parlamentare di un transgender (in quanto tale), che non nelle campagne di Grillo. Secondo, Grillo - a parte i toni insultanti e onestamente intollerabili (diciamo un po' alla Sgarbi, in questo caso un pioniere inarrivabile) - è arrivato persino a fare una proposta che più politica non si può, essendo stato anticipato su questo terreno da fior di professionisti della politica politicante come Pannella, Segni, Fini, lo stesso Veltroni: la proposta di tre referendum abrogativi (peraltro molto più chiari e costituzionalmente legittimi di tanti altri referendum arzigogolanti, autentiche truffe ai danni dei cittadini e dello stesso istituto referendario). Sull'abolizione della legge Gasparri, siamo tutti d'accordo (meno ovviamente il Cavaliere e i suoi dipendenti privi di senso critico e morale). Sull'abolizione dell'ordine dei giornalisti, se ci si dividesse, ci si dividerebbe praticamente sul nulla. Si tratta di una rivendicazione storica del movimento dei giornalisti democratici. Nel frattempo, quello che era un'intollerabile barriera corporativa per l'accesso alla professione, si è trasformato nel suo contrario: un organismo totalmente incapace di fare anche solo da filtro alla spazzatura culturale, morale e deontologica imposta dal mercato. Si scindano dunque i due problemi sul tappeto: l'abolizione dell'obbligo di appartenenza all'ordine per usare il mezzo dell'articolo o del giornale o del sito Internet come libera espressione del pensiero costituzionalmente garantita, e la riforma dell'ordine (o la creazione di un Albo o di un "Pippo", chiamiamolo come vogliamo) per poter assicurare un mimino di organizzazione e di riferimenti/obblighi deontologici a quanti usano quel mezzo per professione. Sulla spinosa questione dei finanziamenti pubblici ai giornali (spinosa anche per il manifesto) dico che solo un folle potrebbe pensare che sarebbe auspicabile e utile per la democrazia abolirli del tutto. Ci sono cose nel mercato che con "la libertà di mercato" - e tanto meno con la libertà di informazione - non hanno nulla a che fare e che anzi la contrastano sino ad annullarla del tutto. Ben venga quindi l'intervento pubblico che, se connotato da specifiche modalità, corrette e trasparenti, è non solo doveroso ma indispensabile per la stessa "libertà di mercato". Tengo a rilevare che il mio libro La casta dei giornali, con questa tesi di fondo, per tutti questi lunghi mesi è stato adottato da Grillo e da centinaia di blog grillini, che ne hanno pubblicato e ripubblicato migliaia di volte brani e capitoli. Eppure quel libro è stato a più riprese citato come esemplare risposta all'anti-politica e persino specificamente a Grillo (da Antonello Piroso su la7 al presidente della Fnsi Roberto Natale giovedì sera ad Annozero). In quel libro-dossier, di taglio diciamo così "riformista", si denunciano i ritardi e i fallimenti dei tentativi di riforma, la colossale dilapidazione di danaro pubblico, le truffe, i privilegi, le rendite parassitarie e la manipolazione dello stesso mercato conseguente alla "legge per l'editoria". Vi è indicata però anche una via d'uscita. Che ho voluto sottolineare nella lettera che ho inviato a Beppe Grillo alla vigilia del V2-Day del 25 Aprile, ringraziandolo per l'invito a salire su quel palco ma ritenendolo (d'accordo con lui) perlomeno inopportuno. Lettera che è stata positivamente accolta e commentata, su Articolo 21, da un uomo come Beppe Giulietti (che ha pubblicamente riconosciuto gli "errori compiuti nel passato", a cominciare dalla "eccessiva ricerca della mediazione e della consociazione tra interessi troppo diversi"). Questa via d'uscita - ritengo apprezzata insieme da Grillo, Natale e Giulietti - si basa su quattro punti: 1) i contributi dovrebbero andare esclusivamente a iniziative cooperative (vere cooperative di giornalisti, dirigenti editoriali e lavoratori) e comunque no profit (con esclusione, quindi, dei grandi gruppi editoriali, che già godono delle note distorsioni determinate nel "mercato delle idee" dal mercato della pubblicità, dall'informazione-spazzatura e omologata, e dalle varie e diffuse forme di "abuso di posizioni dominanti"); 2) la gran parte dell'esborso dovrebbe servire a promuovere nuove iniziative (e quindi aiutarle non, come oggi sciaguratamente previsto, dopo cinque anni di vita!), iniziative legate al territorio e indipendenti; 3) il contributo non dovrebbe essere "a vita", determinando rendite parassitarie e soprattutto un'informazione subalterna al potere e "seduta", quando non propriamente "di Palazzo"; 4) è fondamentale istituire presso il Dipartimento una struttura di controllo severissima sulle società beneficiate e sulla reale corrispondenza fra requisiti richiesti, requisiti vantati e requisiti effettivi, adeguatamente dotata di mezzi e risorse tecnico-professionali, e obbligata a un rendiconto pubblico e trasparente. Vogliamo lavorare tutti su questo? Io personalmente sì. Il nuovo gruppo dirigente della Fnsi e Articolo21, mi pare, pure. E Grillo sta raccogliendo le firme per i referendum (che di solito si trasformano e vengono utilizzati spesso, anche dai riformisti, per spingere sul Parlamento e costringerlo a riformare). Il mondo delle cooperative editoriali - quelle vere come il manifesto - sottraendosi finalmente al rischio di fare, con il proprio sacrosanto diritto a un corretto e trasparente aiuto da parte dello stato, e non a demotivanti rendite privilegiate, da foglia di fico per il mantenimento del milionario soccorso ai grandi gruppi editoriali, per tacere dei Ciarrapico, dei Ferrara, dei Feltri, degli Angelucci, dei finti partiti e movimenti, delle finte cooperative, degli organi di partito di proprietà privata e senza gruppo parlamentare di riferimento, dei giornali-fantasma. * Autore del libro "La casta dei giornali".

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Editto bulgaro di Petruccioli (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

"Annozero" trasmette stralci del V2-Day. Il presidente della Rai (in scadenza) lo censura: "Uso arbitrario e indecente del servizio pubblico" Matteo Bartocci Roma Di Grillo si può discutere ma senza vederlo. Di più: mostrare il suo V2-Day sulla tv pubblica per il presidente della Rai è addirittura "arbitrario e indecente". Le urne si sono appena chiuse ma Michele Santoro finisce di nuovo nella bufera. Stavolta però l'"editto bulgaro"non viene dal Cavaliere o dal centrodestra rampante ma arriva direttamente dal presidente della Rai in scadenza. In una nota diffusa ieri, Claudio Petruccioli fa pubblica "ammenda" per la puntata di giovedì scorso di Annozero dedicata al "V2-Day" del comico genovese e si impegna a fare in modo che l'episodio non si ripeta. Con ogni probabilità, il caso finirà sul tavolo del prossimo consiglio di amministrazione. Petruccioli evita l'aggettivo "criminoso" che piacque al Cavaliere in quel di Sofia ma non va leggero contro il giornalista, accusato di "aver appaltato la tv pubblica a terzi" facendone un uso "arbitrario e indecente". "Ieri sera - scrive il presidente Rai - Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai, ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi (neodeputato Pd, ndr). Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che nel programma stesso avviene; non ci sono 'zone franche'". Un simile zelo forse si spiega - ma non se ne ha conferma diretta - con alcune telefonate roventi arrivate dai palazzi della politica ai piani alti di viale Mazzini. E di certo non è un mistero che questo cda è in scadenza e il prossimo presidente spetterà di nuovo all'opposizione, cioè al Pd, il partito di cui fa parte lo stesso Petruccioli. Santoro non ci sta a finire sul banco degli imputati e risponde alle accuse. "La Rai - scrive in un comunicato - appartiene al pubblico, non ai partiti, e la libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione". Il giornalista rivendica il diritto di cronaca. Le stesse immagini o battute, per quanto non felici o non condivisibili, sono state raccontate sui tg del 25 aprile e su tutti i giornali dei giorni scorsi: "Sono state riportate - scrive - senza la volontà di farle proprie. Non farlo avrebbe rappresentato una grave omissione e una censura. La stessa considerazione vale per i giudizi sul professor Veronesi e su qualunque altro personaggio pubblico. Poiché Grillo è di fatto un soggetto politico, va attribuita esclusivamente a lui la responsabilità di ogni sua dichiarazione, come confermano recenti sentenze della Cassazione e come normalmente avviene per Berlusconi, Bossi, Mastella e qualunque altro leader politico". Santoro infine ricorda la presenza in studio di quattro commentatori, tutti critici verso Grillo: il presidente del sindacato dei giornalisti (Fnsi) Roberto Natale, la nostra Norma Rangeri e lo stesso Marco Travaglio, che pure ha partecipato a entrambi i V-Day. Giornalisti ai quali si è aggiunto un Vittorio Sgarbi in modalità scaricatore di porto, che ha insultato ripetutamente gli altri ospiti e si è scagliato con violenza contro il comico genovese urlando più volte parolacce. Per Petruccioli comunque l'applauso è bipartisan. Il presidente uscente della di vigilanza Mario Landolfi (An) loda il suo intervento e accusa Santoro di "linciaggio mediatico" e di "vilipendio al capo dello stato". Anche per Giorgio Merlo del Pd il suo richiamo "è utile anche per continuare a individuare nella Rai una palestra democratica e pluralistica e non una propaganda gratuita per chi persegue un disegno politico preciso". Sempre nel Pd Vincenzo Vita chiede "attenzione a non brandire l'arma della censura" ma a difesa del conduttore si scheirano solo Beppe Giulietti, deputato Idv e portavoce di Articolo 21, e lo stesso presidente della Fnsi Natale, che giudica "singolare" l'idea di Petruccioli: "Chi ha seguito la trasmissione ha potuto farsi un'idea più precisa di un fenomeno che ha coinvolto alcune centinaia di migliaia di persone. Con l'effetto, tra l'altro, di smentire le sommarie analisi di Grillo su un sistema della tv chiuso e totalitario. Se poi si vogliono cercare spazi della programmazione Rai che procurano al servizio pubblico 'danno, umiliazione e vergogna incalcolabili' come scrive Petruccioli, forse bisogna volgere lo sguardo altrove". Per Santoro, che all'inizio di giugno chiuderà questo ciclo di trasmissioni, la "rissa" ha ovviamente portato gli ascolti al massimo: 3.700mila spettatori e il 15,8% di share.

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<Santoro ha appaltato la Rai agli insulti di Grillo> (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-03 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Contro "Annozero" "Ingiustificabili le frasi sul Colle e sul professor Veronesi. Uso arbitrario e indecente del servizio pubblico" "Santoro ha appaltato la Rai agli insulti di Grillo" Petruccioli al conduttore: mai più un'umiliazione e una vergogna così. La replica: solo diritto di cronaca Il presidente dell'azienda: non ci sono zone franche. Il giornalista: non riferire le sue affermazioni sarebbe stata una grave censura # ROMA - "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico sono incalcolabili. Farò in modo che non si ripeta mai più nulla del genere". Stavolta, a prendersela con Michele Santoro per l'Annozero di giovedì sera, non è un esponente del centrodestra ma il presidente della Rai Claudio Petruccioli: "Santoro ha messo a disposizione il servizio pubblico a Grillo il quale ha rivolto dagli schermi Rai insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica oltreché a una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. A nessuno, neppure a Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente ". Così conclude Claudio Petruccioli: "Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente ma per tutto quel che nel programma stesso avviene. Non ci sono zone franche. Anche Santoro, come tutti, ha il dovere non eludibile di tutelare la dignità e il prestigio del Servizio pubblico". Nel Consiglio di amministrazione la solidarietà a Petruccioli è politicamente trasversale. Sandro Curzi (Sinistra Arcobaleno): "Condivido la lettera di Petruccioli. Giovedì sera ho avuto tante telefonate da persone che mi chiedevano cosa stesse facendo "il tuo amico Santoro". L'attenzione su un comico è esagerata. Non credo si possa uscire dalla crisi italiana grazie a Grillo". Stesso tono quello usato da Giuliano Urbani, Pdl: "Meglio tardi che mai, caro Petruccioli. Condivido la lettera dalla prima all'ultima parola. Forse sarebbe stato più opportuno far sì che non si arrivasse fino a questo punto. Ho sempre apprezzato i contenuti di Santoro. Assai meno molti suoi comportamenti. Sarebbe bastato vigilare in tempo". Il direttore generale Claudio Cappon, responsabile editoriale dell'azienda, ha fatto sapere di non voler intervenire. Ed ecco gli argomenti del conduttore di Annozero: "Ritengo di aver esercitato il diritto di cronaca dando conto, come altri programmi dei momenti più significativi della manifestazione promossa il 25 aprile a Torino da Beppe Grillo. L'ho fatto nell'esclusivo interesse del pubblico con un lavoro di edizione che ben risultava dalla messa in onda ma del quale, se vorrà, il presidente Petruccioli potrà essere informato ascoltando montatori e giornalisti che lavorano con passione nella nostra redazione ". Secondo Santoro "tutti i partecipanti, compreso Marco Travaglio, hanno avuto espressioni di critica e avanzato rilievi nei confronti di Grillo: c'è stato anche chi lo ha insultato con estrema violenza". In quanto agli attacchi al presidente della Repubblica "le affermazioni di Grillo, già presenti sui giornali, sono state riportate senza la volontà di farle proprie. Non riportarle avrebbe rappresentato, a mio parere, una grave omissione e una censura. La stessa considerazione vale per i giudizi sul professor Veronesi e su qualunque altro personaggio pubblico ". Santoro conclude la difesa del suo programma affermando che Grillo "è un soggetto politico e va attribuita a lui la responsabilità di ogni dichiarazione". Paolo Conti GUARDA il video della lite Sgarbi-Travaglio su www.corriere.it La lite Vittorio Sgarbi (a sinistra) e Marco Travaglio hanno discusso animatamente durante la puntata di "Annozero" del primo maggio.

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Raccolta firme Amici di Beppe Grillo Il V-day 2 non è ancora finito. A Pesaro continua i (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Nfatti la raccolta di firme per i tre referendum proposti da Beppe Grillo nel secondo Vaffa-day nazionale dello scorso 25 aprile, ovvero "abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, abolizione dell'Ordine dei giornalisti, abolizione della legge Gasparri". Gli Amici del Meetup locale tornano quindi di nuovo in piazza, questa volta via Branca angolo piazza del Popolo, con i banchetti di raccolta domani e domenica, e poi ancora sabato 10 e domenica 11 maggio, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20. Chiude la sede della cooperativa "Il Grande Albero" Il 30 Aprile è stata chiusa la sede di Pesaro de Il Grande Albero soc. coop. Eventuali comunicazioni potranno essere inviate presso: Grande Albero Ambiente soc. coop., Strada Montefeltresca, 157 - 61023 Pietrarubbia (PU), tel./fax 0722 75350. Rimangono validi gli altri recapiti: e-mail info@ilgrandealbero.com, Davide Barbadoro 334 6047651, Luca Nicolini 334 6047652, Viale XXIV Maggio 10 61100 Pesaro (Pu). Tel e Fax: 0721 / 371511.

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<Annozero>, Santoro sotto assedio per Grillo (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

POLITICA 03-05-2008 LA POLEMICA PETRUCCIOLI ALL'ATTACCO "Annozero", Santoro sotto assedio per Grillo ROMA II Una puntata a base di un mix esplosivo con Grillo che attacca Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: Annozero fa così infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli che si scaglia contro Michele Santoro, accusandolo di aver dato in appalto a terzi il servizio pubblico e di aver scritto una pagina nera per l'azienda. Petruccioli usa parole infuocate: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno, nell'ambito delle mie responsabilità, a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". Il nuovo caso-Santoro finirà sul tavolo del prossimo Cda, mercoledì. Nell'attesa, Santoro replica: "La Rai appartiene al pubblico e non ai partiti e la libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione". In più, definisce Grillo un soggetto politico e dunque pienamente responsabile di quanto dice. Il giornalista insomma non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto il mio dovere"". Una polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: i passaggi incriminati riguardano l'attacco a Napolitano, accusato dal comico di non essere super partes e a Umberto Veronesi, colpevole di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica. In questo contesto, studio sempre più nervoso con Vittorio Sgarbi che insultava Travaglio a colpi di parolacce.

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Scelta scomoda ma inevitabile (sezione: Grillo)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

I DATI FISCALI SU INTERNET SCELTA SCOMODA MA INEVITABILE di FERDINANDO CAMON Vincenzo Visco è il ministro più odiato del governo uscente e proprio sul momento di uscir di carica ha compiuto l'atto che gli attirerà più odio di quanto ne ha accumulato finora: ha messo in Internet i redditi dichiarati di tutti gli italiani. E' scoppiato il pandemonio. La lista è rimasta sul web dalle 9 alle 16.41 di mercoledì, dopo di che il ministro stesso, schiacciato dalle accuse, l'ha ritirata. Ma c'è chi l'ha scaricata per città o categorie e adesso la mette a disposizione su richiesta. E dunque la valanga di polemiche continua. Da una parte, si dice che un'azione del genere, mostrare i redditi di tutti, espone gli italiani agli attacchi mirati della malavita, che adesso sa chi rapinare, è una violazione della privacy, eccita il voyeurismo fiscale, scatena le mogli separate contro i mariti che pagano pochi alimenti e così via. Dall'altra parte, Visco risponde che è un gesto di democrazia e di trasparenza, le leggi lo impongono. No, gli si obietta, le leggi impongono ai Comuni di esporre alla pubblica lettura i redditi dei loro cittadini, ma è una lettura frenata, la può fare chi fa domanda e può soltanto leggere i redditi con gli occhi, non fotocopiarseli. Questa è una visibilità arcaica. La visibilità che Visco dà ai redditi è moderna, troppo moderna, li mette on-line, chiunque può scaricarseli e controllarli e questo non va bene, intacca la sfera privata dell'individuo, danneggia il suo lavoro. Visco ribatte: "Non capisco perché; quel che ognuno dichiara al fisco è giusto che tutti lo sappiano". L'impressione è che si tratti di una direzione contrastatissima, però inevitabile: arriveremo anche noi, come in America, all'accesso di tutti ai redditi di tutti. È questione di tempo. Il passo è stato compiuto, tutto intero e con decisione. È stato ritirato ma non può essere annullato. E prima o poi sarà ripristinato. Se il grande motociclista, più volte campione del mondo, denuncia un reddito miserabile, sarà il cittadino qualunque a scoprirlo e denunciarlo, molto prima che l'Agenzia delle entrate faccia le sue lente e insicure indagini a Londra. Se il grande cantante ha intascato tot in un anno e ha dichiarato tot fratto cento, saranno gli amici di quartiere a scandalizzarsi, prima ancora che il Fisco faccia mente locale. Se uno denuncia dieci ma guadagna mille, perché mai scoprirlo pubblicamente è una violazione della privacy? Tra i redditi son comprese le pensioni, le pensioni son pagate col denaro di tutti, perché noi tutti non dovremmo sapere dove vanno a finire i nostri soldi? Quando vengon rese pubbliche le pensioni di grandi manager, che han diretto enti poi finiti in malora (ferrovie, compagnie aeree...) è uno sbalordimento generale: perché dovremmo continuare a ignorarle? Qui è in ballo la coerenza tra quanto si dichiara al Fisco e il tenore di vita che si mantiene. Ci sono proprietari di quattro-cinque auto da centomila euro l'una che dichiarano al fisco redditi da bidelli: i vicini di casa hanno il sacrosanto diritto di scoprirli e denunciarli. Vedo che, a destra, il possibile ministro Renato Brunetta è d'accordo, a parte la spettacolarità dell'operazione, che lui avrebbe evitato. Mi fa piacere. Vuol dire che nel passaggio dalla sinistra alla destra la caccia agli evasori non dovrebbe venire stoppata. Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. È un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma, santo cielo, non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto. Si vergogna se risulta che denuncia poco. Ma questa non è violenza sulla sua privacy: denunciando poco mentre guadagna molto è lui che fa violenza a noi. Una violenza fiscale. Se salta fuori uno strumento per difenderci, usiamolo.

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Rai, Petruccioli infuriato per i "vaffa" di Santoro (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 105 del 2008-05-03 pagina 0 Rai, Petruccioli infuriato per i "vaffa" di Santoro di Paolo Bracalini Il presidente attacca il conduttore di AnnoZero che ha trasmesso gli insulti di Grillo al V-day: "Danno incalcvolabile". Il giornalista: "Ho fatto il mio lavoro con ottimi risultati" Milano - Per far arrabbiare Vittorio Sgarbi non ci vuole molto. Ma stavolta si sono infuriati un po' tutti, dall'associazione dei senologi (i medici specialisti di tumori al seno), alle pazienti di Umberto Veronesi, alla Commissione di Vigilanza fino ai vertici della Rai. Tutta colpa di Beppe Grillo, anzi tutta colpa di Michele Santoro che nel suo Annozero di giovedì ha mandato in onda parte del comizio tenuto dal comico al secondo V-Day, prestando quindi a Grillo il megafono del servizio pubblico per attaccare giornalisti, medici, e anche il presidente della Repubblica. Il presidente della Rai Claudio Petruccioli, espressione del centrosinistra, ha duramente criticato la scelta del conduttore, parlando di un "danno incalcolabile" per il servizio pubblico. "Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico a disposizione di Beppe Grillo che ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il Professor Umberto Veronesi" ha spiegato Petruccioli in una nota diffusa ieri. Secondo il presidente di viale Mazzini "il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono alla Rai da questi episodi, sono incalcolabili. A nessuno è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente". Il caso potrebbe finire sul tavolo del Cda della Rai che si riunirà mercoledì prossimo come di consueto. Ma intanto Santoro respinge ogni accusa: "Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi risultati per l'azienda" spiega il conduttore. Sarebbe sbagliato, dice Santoro, riservare i dibattiti televisivi solo ai partiti e proibire a un "unico soggetto politico, Beppe Grillo, di esprimere il proprio pensiero. La Rai appartiene al pubblico e non ai partiti". La Commissione di Vigilanza Rai però condivide la preoccupazione dell'azienda e parla di "linciaggio mediatico" per la risonanza data agli insulti a Umberto Veronesi (definito una "Spa" e ribattezzato "cancronesi") e al capo dello Stato Giorgio Napolitano. Concordano su questa linea anche due esponenti di opposti schieramenti come il presidente della Commissione Mario Landolfi (Pdl) e il vicepresidente Giorgio Merlo (Pd). Nessuna sorpresa comunque per Landolfi, perché "tanto tuonò che piovve". "Si sapeva che c'era una deriva in atto - dice Landolfi -. Forse Annozero è la trasmissione che maggiormente ha suscitato polemiche. L'autonomia del giornalista è un caposaldo da tutelare sempre, ma ogni volta c'è un limite che viene oltrepassato". Il limite è stato superato già diverse volte da Santoro, tanto da procurargli un richiamo dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni. Il presidente dell'AgCom Corrado Calabrò aveva additato già a febbraio Annozero per aver violato il pluralismo. Il programma di Santoro, in particolare in tre puntate sulla giustizia e sulla riforma della Tv, si era trasformato secondo l'AgCom in una "gogna mediatica" ispirata "più all'amore per l'audience che all'amore per la verità". Richiamo respinto da Santoro come "una censura pubblica, generica ed immotivata". Santoro aveva già dedicato una puntata intera a Beppe Grillo, cercando anche di portarlo in studio tra gli ospiti, in occasione del primo Vaffa day. Anche questa volta il programma ha avuto un buon risultato di ascolto con il 15% di share, anche grazie ai battibecchi in studio. Protagonista Vittorio Sgarbi, che si è violentemente scontrato con Marco Travaglio e ha minacciato di andarsene dopo aver sentito il servizio con le parole di Grillo su Veronesi. "Questa è m... Basta!" ha tuonato Sgarbi che ora chiede un nuovo intervento dell'AgCom. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Sgarbi-Travaglio due stili Giovedì sera, guardando Annozero in tv, sono rimas (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Ta favorevolmente colpita dalla compostezza e signorilità di Marco Travaglio che non ha mai interrotto i suoi interlocutori, ma che più volte è stato zittito e sopraffatto dall'invadenza e dall'arroganza dell'assessore alla Cultura di Milano. Anche la buona educazione fa parte della cultura di un popolo. Sono io che mi sbaglio o è Vittorio Sgarbi che se ne dimentica? ROSINA DAVIN Quando si usa male la libertà di stampa L'Italia è al 65° posto nella graduatoria dei Paesi dove c'è maggiore libertà di stampa. Al quinto posto c'è il Belgio. Un Paese dove c'è un oligopolio televisivo, pubblico/privato, come in Italia. Dove i quotidiani di respiro nazionale sono due o tre, e il proprietario di uno di questi è lo stesso di uno dei due oligopolisti della televisione. Dove non vi è stampa invasiva, come in Italia, per cui sembra che tutto vada bene, ed invece i prezzi sono alle stelle come in Italia. Insomma saranno anche più liberi i giornalisti belgi, ma se osservo cosa stanno scrivendo delle elezioni italiane e romane mi sa tanto che usano questa presunta maggiore (rispetto all'Italia) libertà molto male. CAOLIN IRPOOL, BRUXELLES Grillo e l'attacco ai giornali Sulla scia di Beppe Grillo, ad Annozero, c'era un forte attacco ai mezzi di comunicazione, considerati asserviti al grande capitale imprenditoriale/finanziario. L'attacco era soprattutto ai giornali e allora, visto che nella recente campagna elettorale i tre maggiori quotidiani italiani si sono schierati con Prodi, mi sono chiesto che cosa sia successo. Forse Santoro sarà passato armi e bagagli con Berlusconi? ROSALINO SACCHI Laburisti inglesi e operai italiani Bastonati i laburisti alle amministrative inglesi: retrocedono al terzo posto. Anche gli inglesi si sono accorti che il potere si era comprato anche la "sinistra". Per avere una politica di destra, tanto vale votare a destra. Analisi giusta a solo a metà: per un operaio, votare il padrone che lo precarizza, o il finanziere che lo strozzina, non è il massimo. E non vi illudete, classe operaia siamo quasi tutti: impiegati, precari, disoccupati, studenti, pensionati, piccoli artigiani e piccoli commercianti. Non basta tifare col premier, o guardare la sua tivù, o comprarsi un abito firmato per essere della sua classe sociale. La speranza è che a questo punto non serva un regime troppo duro: siamo così rimbecilliti dai consumi, senza sussulti per il disfacimento di ogni legalità ed etica, che probabilmente non servirà bastonarci troppo forte. ALESSANDRO PAGANINI, GENOVA Tutte le buche del Golf Club Con riferimento all'articolo de La Stampa del 24/4/2008 "Il Golf del Bianco perde le sue buche" in nome e per conto del Golf Club Courmayeur & Grandes Jorasses, si ritengono doverose alcune precisazioni. In primo luogo, si precisa che l'Associazione è titolare di 32 contratti di locazione di cui 1 disdettato per il 2008, 2 disdettati per il 2009, 20 già rinnovati per 10-15 e 20 anni e 9 in fase di rinnovazione. Come possa, quindi, parlarsi di sollevazione popolare o di guerra aperta nei confronti dell'organismo direttivo del Golf non è dato sapere e pare smentito dai fatti! In secondo luogo, si precisa, contrariamente a quanto riportato nel succitato articolo, che la lettera di disdetta inviata dal signor Grande Stevens non è giunta al termine dell'assemblea tenutasi il 12 aprile, bensì a mezzo di suo legale il 12/3/2008. L'assemblea fu, quindi, indetta proprio per esaminare le richieste avanzate da Grande Stevens ed i possibili punti per un accordo. In terzo luogo, il Consiglio direttivo precisa che il proprio presidente è in carica, ininterrottamente, dal 1999, eletto sempre a grandissima maggioranza dei soci. Infine, il Club è dotato di un regolamento, come da Statuto, che fissa regole di gioco, di etichetta, di comportamento, sì da consentire anche ai neofiti il giusto approccio. Nessun atteggiamento autoritario o prevaricatore può dirsi essere stato assunto dal presidente: nessun maestro di tennis è stato cacciato dal golf, mentre si è preteso il rispetto del regolamento. Quanto alle affermazioni del "green-keeper", nessuna contestazione è stata ufficialmente da questo mossa e le sue contestazioni si sono apprese solo dagli organi di stampa che il Consiglio ritiene totalmente infondate. Il presidente e il direttivo non confondono la Club House con la propria abitazione e saranno ben lieti di rimettere, alla scadenza, il loro mandato all'assemblea che sarà sovrana. DOTT. ALBERTO BASSANINI, VICE PRESIDENTE VICARIO GOLF CLUB COURMAYEUR Come scritto nell'articolo sono tre le disdette di affitto terreni al Golf Club, proprietà però che incidono su tutte le 9 buche, quanto basta cioè per bloccare l'attività sportiva. Nessuno ha mai parlato di "sollevazione popolare". Di "guerra" sì, perché è evidente che le tre disdette sono un attacco all'attuale gestione del Golf Club. E questo è un fatto. Le precisazioni del Golf Club sono firmate dal vice presidente Alberto Bassanini, ma nell'articolo a parlare è il presidente Luciano Barbera che ha avuto modo di ribattere, come si legge, alle accuse rivoltegli da un socio, Riccardo Grande Stevens che è diventato proprietario di un terzo del green. Le affermazioni del "green-keeper" sono appunto sue. E l'articolo le ha riportate, così come ha dato conto dell'"amarezza" di Luciano Barbera e del suo grande lavoro di questi anni.

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New media/L'editoria online in Italia fa paura, almeno alle vecchie lobby e gruppi di potere (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

03.05.2008 11:51 --> Di Luca Spoldi Conoscete la prima regola per investire in borsa? E' disporre di informazioni, possibilmente qualche minuto prima degli altro o, se ciò non è possibile o contrario alle leggi (ad esempio nei casi in cui si avrebbe un insider trading), nello stesso momento di tutti gli altri investitori. In modo da avere un mercato trasparente dove le informazioni affluiscono copiose, non distorte, ugualmente accessibili a chiunque. Quella della perfetta conoscenza di tutte le informazioni (a partire dal prezzo e dal valore di tutti i titoli, servizi o merci presenti sul mercato) è del resto non solo la condizione necessaria (ma non sufficiente) per avere un mercato efficiente (nel quale, tra parentesi, qualsiasi trading system produrrebbe alla fine la medesima performance), ma anche per avere un mercato in concorrenza perfetta, con tutto quanto ne consegue a livello di teoria macroeconomica. E' anche per questo che pare strano a chi scrive il totale silenzio, se non attraverso il web o certi comici "di protesta" (da Beppe Grillo a Maurizio Crozza, solo per citare quelli più "mediaticamente noti"), che nell'ultima campagna elettorale, peraltro ravvivata proprio da qualche scaramuccia sui temi di politica economica e sociale (come la sicurezza, la fiscalità o la previdenza) ha contraddistinto il tema dell'informazione corretta, trasparente e accessibile rapidamente a chiunque. Curioso poi che il presidente Giorgio Napolitano abbia sentito il bisogno di rassicurare i rappresentanti di "old media" che definire opachi è un eufemismo, basti pensare ai conflitti d'interesse che si celano dietro ogni grande o piccolo editore (ad esempio in quelli quotati come Rcs, l'Espresso, Class Editori, Mondadori o il Sole 24 Ore). Per Napolitano "in un mondo aggressivamente multimediale bisogna resistere per garantire la libertà e dignità della stampa". A noi, signor presidente, pareva che la dignità si dovesse garantire anche ai tempi della carta, del piombo e dell'inchiostro, ma forse ci è sfuggito qualcosa.

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E il gossip fu censurato per legge (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

03.05.2008 10:40 --> E' veramente incredibile. Mentre in Italia nello studio di Michele Santoro c'è un duello tra il "faccia da tonto" Marco Travaglio e chi lo accusa di esserlo Vittorio Sgarbi, in Unione Sovietica s'inventano la censura per il gossip. Tutto nasce dalla presunta storia d'amore, poi rivelatasi non vera tra Putin e la ginnasta Alina Kabaeva che tra l'altro ha avuto modo di apprezzare in Italia la pizza, di cui va pazza. Ma torniamo al provvedimento della Duma che ha approvato lo scorso 25 aprile, giorno della liberazione in Italia, degli emendamenti all'articolo 4 della legge sui media. Sospensione o chiusura per le testate giornalistiche che "abbiano diffuso informazioni false deliberatamente dannose all'onore e alla dignità". Pensate in Italia quanti si mordono le mani. Se ci fosse stato un provvedimento simile del Parlamento italiano magari a stragande maggioranza altro che intercettazioni telefoniche o prime pagine strillate contro i politici. Facciamo con la mente un passo indietro e pensiamo a tutti quei politici che si sono ritrovati sulle pagine dei giornali per storie di sesso o altro. Con un provvedimento approvato a larghissima maggioranza l'Unione Sovietica in un sol colpo ha sistemato i giornalisti e tutte le testate. C'è chi giura che è adirittura peggio, questo ultimo provvedimento, di quello votato dal Soviet Supremo che nel 1922 cancellò di fatto la libertà di stampa. Lì non ci sono Beppe Grillo che tengono. Il parlamento vota e le forze dell'ordine eseguono...democraticamente. E la conferma arriva dal terzo presidente democraticamente eletto, Dimitri Medvedev, che tra pochi giorni s'insedierà al Cremlino. "La stampa è libera dichiarato al più diffuso settimanale russo. Ma i giornalisti devono scrivere più verità con responsabilità". E così vediamo se la prossima volta che viene in Sardegna il Presidente Putin a trovare il suo amico e collega Presidente Silvio Berlusconi, qualche incauta giornalista si permette di chiedere il perchè ha lasciato la moglie e se è vero che c'è una love story con la bella ginnasta. I giornalisti che legittimano il gossip e lo alimentano sanno che rischiano la sospensione delle pubblicazioni o addirittura la chiusura. Questa è libertà.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-05-03 num: - pag: 1 autore: di ... (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-05-03 num: - pag: 1 autore: di IAN BURUMA Comici e politica LA RIVINCITA DEI CLOWN I l successo di Beppe Grillo è l'ennesima avvisaglia di un fenomeno nuovo: il ruolo vitale dei comici nella politica contemporanea. Fino a pochi anni fa, il programma di informazione politica più seguito in Messico era El maÑanero, trasmesso tra le 6 e le 10 del mattino. CONTINUA A PAGINA 36.

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IN RADIO. L'ARRANGIAMENTO RICHIAMA IL MUSICAL <HAIR>. UNA CITAZIONE DA <COME SAPREI> (sezione: Grillo)

( da "Arena.it, L'" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

IN RADIO. L'ARRANGIAMENTO RICHIAMA IL MUSICAL "HAIR". UNA CITAZIONE DA "COME SAPREI" Giorgia canta "Ora Basta!" Chitarre e hammond, è tratto dal cd "Stonata" Trasmesso da ieri, narra la rabbia di una donna nei confronti di un uomo che non mostra emozioni   Giorgia dice basta agli uomini. La cantante soul italiana è in radio con il suo singolo, "Ora basta", il nuovo estratto dall'album "Stonata". La canzone, come ha spiegato la cantante romana, una delle migliori voci italiane di sempre, "parla della rabbia di una donna nei confronti del suo uomo che non mostra le proprie emozioni e non è trasparente nei sentimenti quanto lei. A volte basta poco per migliorare un rapporto, ma quel poco può essere tantissimo". Il brano ha un certo taglio ironico, finendo per citare una delle canzoni che ha portato fortuna alla vocalist romana. "Sempre per ironia, nel testo c'è un'autocitazione, quando canto "Come saprei amarti io nessuno saprebbe mai", perché dirlo a 36 anni (tanti quanti ne ha oggi) non è come a 23 (cioè l'età che aveva quando presentò il brano a Sanremo '95; il brano era stato scritto da Eros Ramazzotti, Adelio Cogliati e Vladi Tosetto, ndr)". Per quanto riguarda i suoni, il nuovo singolo deve qualcosa al revival del '68 che si respira oggi. "L'arrangiamento di "Ora basta" - spiega infatti Girogia - è nato con uno stile simile a quello del musical "Hair", con chitarre acustiche e cori molto chiari; poi l'intervento all'organo Hammond di Alessandro Centofanti ha dato al brano un'impronta sonora più aggressiva e "nera"". "Stonata", l'album da cui è tratto, è un disco ricco che ha rilanciato Giorgia e può vantare collaborazioni importanti: il duetto con Mina nel brano "Poche parole", l'intervento di Beppe Grillo in "Libera la mente" e la partecipazione di Pino Daniele alla chitarra nel funk latino di "Anime sole". Nel brano "Adesso lo sai" Giorgia duetta con Emanuel Lo, cantante suo "protetto", mentre in "Invisibile traccia" appare il flauto di Elio, il leader e vocalist delle Le Storie Tese, per una volta strumentista di lusso. G.BR.  .

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RAI: MALGIERI, DA 'ANNOZERO' MESSO IN ONDA SQUALLORE (sezione: Grillo)

( da "ADN Kronos" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

'CONDIVISIBILE LETTERA PETRUCCIOLI, TRASMISSIONE SANTORO SI COMMENTA DA SOLA' ascolta la notizia leggi i commenti commenta 3 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 3 mag.- (Adnkronos) - ''La trasmissione di Santoro si commenta da sola. Lo squallore messo in onda riportando acriticamente brani del plurimilionario, in euro, Beppe Grillo, da' il senso dell'arroganza e della protervia di alcuni personaggi che si ergono a moralisti e rappresentano, invece, soltanto il proprio narcisismo''. Lo ha detto all'ADNKRONOS Gennaro Malgieri, consigliere d'amministrazione Rai e deputato Pdl.

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Santoro ancora nella bufera (sezione: Grillo)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Primo Piano Pagina 102 Ad "Annozero" gli attacchi di Beppe Grillo a Napolitano e Veronesi Santoro ancora nella bufera Ad "Annozero" gli attacchi di Beppe Grillo a Napolitano e Veronesi --> ROMA Una puntata a base di un mix esplosivo con Grillo che attacca Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: Annozero fa così infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli che si scaglia contro Michele Santoro, accusandolo di aver dato in appalto a terzi il servizio pubblico e di aver scritto una pagina nera per l'azienda. Petruccioli usa parole infuocate: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno, nell'ambito delle mie responsabilità, a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". Il nuovo caso-Santoro finirà così sul tavolo del prossimo Cda, in programma mercoledì prossimo. Nell'attesa, Santoro replica: "La Rai appartiene al pubblico e non ai partiti e la libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione Repubblicana". In più, definisce Grillo un soggetto politico e dunque pienamente responsabile di quanto dice, esattamente come tutti gli altri leader. Il giornalista insomma non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto il mio dovere". Una polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire. Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata di giovedì a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'informazione. I passaggi incriminati riguardano l'attacco al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accusato dal comico di non essere super partes e a Umberto Veronesi, colpevole di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica. In questo contesto, studio sempre più nervoso con Vittorio Sgarbi che insultava Travaglio a colpi di parolacce e di insulti. Sullo sfondo c'è anche una polemica nella polemica: quella che riguarda Enzo Biagi, morto a novembre del 2007. Vittorio Sgarbi lo colloca nella casta dei giornalisti e dice:"Nessuno è indispensabile. Bisogna uscire dalla logica del ricatto che vige dopo l'impropriamente definito editto bulgaro. Biagi non è stato cacciato. Anzi, Biagi appartiene alla casta dei giornalisti. Io sono stato allontanato e nessuno mi ha difeso".

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I redditi ora dilagano sulla rete (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

SCONTRO POLITICO. Diffusione incontrollata, Pm in allarme. Denunce in arrivo per Visco I redditi ora dilagano sulla rete Il Garante: "I dati sono ingovernabili". E in Rai scoppia bufera su Santoro per Grillo Il futuro governo E Montezemolo dice sì a Berlusconi: Libia all'attacco su Calderoli2 Dopo il Primo maggio Cisl-Cgil-Uil: intesa sulla riforma della struttura dei contratti4   L'intervento del Garante per la privacy non è servito ad arginare il diffondersi dei dati sui redditi degli italiani 2005 resi pubblici on-line dall'Agenzia delle Entrate. Sono bastate poche ore e la rete, aggirando lo stop, era già invasa. L'Autorità garante avverte che la diffusione sul web delle dichiarazioni dei redditi di milioni di italiani è un fenomeno ormai "ingovernabile". "Ma - avverte - l'accessibilità dei dati in rete non significa che essi siano di per sé liberamente diffondibili da qualunque utente. La loro ulteriore diffusione può esporre a controversie e conseguenze giuridiche". Il Fisco promette di fornire chiarimenti, ma ormai la bufera è partita. L'associazione dei consumatori Codacons ha annunciato di aver presentato una denuncia contro il viceministro per l'Economia Vincenzo Visco presso 104 Procure della Repubblica "per violazione della legge sulla privacy". I pm stanno monitorando la vicenda. Intanto in Rai è polemica su "Anno Zero" di Santoro su Beppe Grillo.3 e 4  .

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Petruccioli contro Santoro e Grillo, e il ricordo dell'editto contro Biagi (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Mag 08 3 Petruccioli contro Santoro e Grillo, e il ricordo dell'editto contro Biagi Pubblicato da Rosario Mastrosimone alle 12:19 in Politica italiana Durissima reprimenda di Petruccioli, Presidente della Rai in quota centrosinistra, contro "l'appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente". Petruccioli avrebbe anche ragione se non limitasse il ragionamento al piccolo caso dell'ultima puntata di Annozero. La tv pubblica è da decenni appaltata a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente, è da decenni appaltata ai partiti e a un nutrito gruppo di giornalisti all'esclusivo servizio delle loro clientele e della propria carriera. Purtroppo invece Petruccioli si è scatenato solo per l'ultima puntata di Annozero, per le colorite critiche di Beppe Grillo a Napolitano ed a Veronesi, ed in minor misura per la sfuriata di Vittorio Sgarbi contro Travaglio ed il conduttore Santoro. Dal 18 aprile 2002, sono passati quasi esattamente 5 anni, e siamo passati dall' "uso criminoso" all' "uso arbitrario e indecente". La riproduzione del discorso di Grillo al V-Day, è ricca di un linguaggio colorito, ma non meno colorito di quello che molti leader politici usano nei comizi e talora anche in Parlamento. Grillo aveva detto che Napolitano "Dovrebbe essere il presidente degli italiani, non dei partiti". Sotto accusa anche le critiche a Veronesi, che per Grillo, non direbbe la verità sulla pericolosità degli inceneritori a causa di interessi personali. Ma la stessa cosa la dice anche l'Associazione Medici per l'Ambiente - Isde Italia, una fucina di giganti dell'epidemiologia italiana, per i quali "l'assenza di rischi legati alla presenza di inceneritori" non corrisponde alla verità scientifica.

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ANNOZERO SU GRILLO, LA RAI CENSURA SANTORO (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Annozero su Grillo, la Rai censura Santoro GINO CAVALLO Roma. "A nessuno, quindi neppure a Michele Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente". Con questa dura dichiarazione Claudio Petruccioli, presidente della Rai, boccia senza appello la puntata di "Annozero", il programma di Michele Santoro, che è andata in onda giovedì sera e che in buona parte era dedicata al "V2 Day" torinese di Beppe Grillo (dal canto suo, lo showman genovese si astiene dall'intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne"). Resta il fatto che tutto nasce proprio dagli stralci andati in onda dell'evento torinese dedicato al tema dell'informazione. Segnatamente dagli attacchi al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che per il comico-blogger non sarebbe super partes. E all'oncologo Umberto Veronesi, "reo" di tacere sull'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica. Non ha dubbi Petruccioli (il caso sarà mercoledì all'esame del cda di viale Mazzini): con le sue scelte Santoro "ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica". E non solo, già perché nel mirino di Grillo "amplificato" dall'ospitalità di Raidue, c'è finita, ricorda ancora Petruccioli, "anche una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi". Chiede scusa e fa ammenda il presidente della Rai, si impegna "a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi", nella consapevolezza che "il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi, sono incalcolabili". Santoro dal canto suo respinge al mittente le critiche: "Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi risultati per l'azienda e portando a termine una trasmissione difficile che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni preordinate". Il riferimento è ai pesantissimi epiteti rivolti a Travaglio da uno degli ospiti del programma, Vittorio Sgarbi. Il critico d'arte si è prodotto in una delle sue consuete performance stracolme di parolacce e ha contestato, tra altro, anche l'allontanamento dalla Rai di Enzo Biagi, in pratica l'affaire dell'ormai "storico" editto bulgaro. La tesi di Santoro è che Beppe Grillo "è di fatto un soggetto politico" ed a lui, e solo a lui, "va attribuita la responsabilità di ogni sua dichiarazione", come conferma la Cassazione "e come normalmente avviene per Berlusconi, Bossi, Mastella e qualunque altro leader politico". Dalla trasmissione si evince, afferma ancora Santoro, che i pensanti giudizi espressi da Grillo sul capo dello Stato e sul professor Veronesi sono stati criticati da "tutti i partecipanti ad Annozero, compreso Marco Travaglio che aveva preso parte al V-Day torinese". Posizioni, come si vede, diametralmente opposte. Al fianco di Petruccioli si schiera Mario Landolfi, esponente di An e presidente uscente della commissione di Vigilanza. Per Landolfi "l'autonomia del giornalista è un caposaldo da tutelare sempre, ma ogni volta c'è un limite che viene oltrepassato. Insomma, tanto tuonò che piovve". Col risultato, sostiene Landolfi, di aver scritto "una bruttissima pagina per la Rai". Sulla stessa linea, in modo bipartisan, anche il Partito democratico che con Giorgio Merlo plaude all'iniziativa del vertice della Rai. Un no ad ogni forma di censura arriva invece dalla Federazione della Stampa e dall'associazione "Articolo 21".

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Il sogno degli italiani di sapere quanto guadagna il vicino di casa, il calciatore del cuore o (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

"Il sogno degli italiani di sapere quanto guadagna il vicino di casa, il calciatore del cuore o il loro capo è diventato realtà mercoledì scorso quando sul sito dell'Agenzia delle Entrate sono comparsi i redditi", scrive il britannico Guardian. Che sfotte la reazione rabbiosa di Beppe Grillo, fino a pochi giorni fa paladino della libertà del web.

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Domani a Limana nuova raccolta firme per la libera informazione (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

GRILLIBELLUNO Domani a Limana nuova raccolta firme per la libera informazione Venerdì 25 aprile il comico Beppe Grillo ha lanciato per il V2-Day una campagna di raccolta firme per tre referendum intitolata "Libera informazione in libero Stato". Anche in Piazza dei Martiri a Belluno, il gazebo organizzato dall'Associazione Grillibelluno, pur sfidando le assenze dei bellunesi a causa del ponte, è riuscito a raccogliere più di 500 firme per ogni referendum. "Un risultato che va ben oltre le aspettative di noi "grilli"". Ma non è ancor finita, l'obbiettivo delle 500 mila firme è vicino, e domani 4 maggio un altro gazebo sarà disponibile per chi non ha ancora potuto sostenere l'iniziativa con la propria firma. Il gazebo, sempre organizzato dall'Associazione Grillibelluno, sarà presente a Limana in via Roma (davanti al Municipio) dalle ore 9:30 alle ore 19:00. Ricordiamo che le firme sono raccolte per sostenere tre referendum: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, fondato da Mussolini e non più adatto alla situazione attuale, la cancellazione dei contributi statali all'editoria (più di 700 milioni l'anno), che la rende dipendente dalla politica e l'eliminazione della legge Gasparri, per un'informazione libera dal duopolio Partiti-Mediaset.

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I grillini raccolgono firme a San Pietro (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

DOMANI I grillini raccolgono firme a San Pietro RosàDopo le settecento firme raccolte in piazza a Bassano lo scorso 25 aprile in occasione del V2 Day, il Meetup bassanese ha indetto una seconda raccolta firme necessaria per il referendum 'Libera informazione in libero stato'.L'iniziativa, promossa da Beppe Grillo, è stata sposata in Italia da 450mila persone, firmatarie di una proposta di legge che riassume in tre punti le condizioni necessarie per portare in Italia "una vera informazione, indipendente da forze politiche e interessi di parte".Servono ancora poche adesioni necessarie a raggiungere il quorum per la promulgazione del referendum, sottolineano i grillini, e a luglio sarà il comico genovese a portare le firme in Parlamento. Viene chiesta l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, dei finanziamenti pubblici ai giornali e della legge Gasparri.Negata la disponibilità a occupare il suolo pubblico di Rosà domenica 4 maggio - il comune ha respinto la richiesta in quanto lo stesso giorno di svolge la festa dell'asparago bianco e nei giorni seguenti iniziano le manifestazioni per l'adunata degli alpini - i 'grillini', seppur perplessi dalle motivazioni del vice sindaco di Rosà, hanno trovato accoglienza presso il presidio di San Pietro di Rosà, di fronte alla zincheria Valbrenta in Via Pacelli.Confermata la data di domani, dunque, la raccolta firme inizia alle ore 9, per informazioni contattare Emanuele Bonin al numero 329 637 89 93.Silvia Campagnaro.

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Roma <A nessuno, quindi neppure (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Roma "A nessuno, quindi neppure ... Roma"A nessuno, quindi neppure a Michele Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto, di fatto, della Tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente". Claudio Petruccioli, presidente della Rai, interviene sulla puntata di "Annozero" che Santoro l'altra sera ha dedicato a Beppe Grillo."L'altra sera - dice Petruccioli in una nota - Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotv a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell'ambito delle mie responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". La puntata dell'altra sera di Annozero era stata tutta incentrata sulla figura di Grillo e sul suo secondo "Vaffa-Day" del 25 aprile. Santoro ha proposto ai telespettatori le fasi salienti delle "sparate" del comico che non ha risparmiato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, mettendo in dubbio la sua imparzialità. Negli altri spezzoni, i telespettatori hanno ascoltato il comico attaccare violentemente Umberto Veronesi, definito una "spa" e ribattezzato "cancronesi". In più è andata anche in onda una sorta di rissa con insulti e parolacce tra Vittorio Sgarbi e Marco Travaglio.Dopo la trasmissione Beppe Grillo e la trasmissione di Michele Santoro finiscono sotto la lente del Forum italiano di Europa Donna, il movimento fondato da Umberto Veronesi che rappresenta oltre 80 associazioni di donne operate al seno. In un comunicato, Europa Donna definisce "gravissima la diffusione di accuse infamanti e ingiustificate avvenuta da parte di Grillo e rilanciata ampiamente dalla trasmissione tv". Il caso della puntata di Annozero potrebbe finire sul tavolo del Cda della Rai che si riunirà mercoledì prossimo come di consueto.E sulla vicenda Santoro puntualizza: "Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi risultati per l'azienda e portando a termine una trasmissione difficile che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni preordinate. Ritengo di aver esercitato il diritto di cronaca dando conto, come altri programmi, dei momenti più significativi della manifestazione promossa il 25 aprile a Torino da Beppe Grillo". "Non riportare quelle frasi, afferma Santoro "avrebbe rappresentato, a mio parere, una grave omissione e una censura". "La stessa considerazione - dice ancora il giornalista - vale per i giudizi sul professor Veronesi e su qualunque altro personaggio pubblico. Poiché Grillo è di fatto un soggetto politico, va attribuita esclusivamente a lui la responsabilità di ogni sua dichiarazione, come confermano recenti sentenze della Corte di Cassazione e come normalmente avviene per Berlusconi, Bossi, Mastella e qualunque altro leader politico. Spetta dunque ai tribunali e non ai giornalisti valutare la portata calunniosa delle affermazioni fatte dai soggetti politici e non mi risulta che ci siano state iniziative in tal senso, perché altrimenti ne avrei dato volentieri conto".Anche il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Roberto Natale interviene sul "caso-Annozero": "Ieri sera il servizio pubblico ha parlato di una vicenda italiana che in questi giorni ha fatto notizia. Appare singolare l'idea del Presidente Petruccioli che gli spettatori della Rai non possano vedere ciò che avevano potuto leggere nei giorni precedenti sui quotidiani: come se fossero cittadini immaturi e bisognosi di tutela".

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ANNOZERO/ ROMAGNOLI: GOGNA MEDIATICA E QUALUNQUISTA (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

"Paghiamo anche il canone per assistere a questi insulti" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 3 mag. (Apcom) - "Una gogna mediatica e qualunquista, indegna del servizio pubblico. E pensare che paghiamo anche il canone per vedere questi insulti dallo schermo". Così Luca Romagnoli, segretario del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, commenta in una nota la trasmissione di Michele Santoro che nel suo 'Annozero' di giovedì ha mandato in onda parte del comizio tenuto da Beppe Grillo al secondo V-Day. "Il giornalismo fazioso di Santoro - prosegue l'eurodeputato di Fiamma - si conferma essere un megafono prestato a chi cerca di imbonire la piazza per attaccare tutti. Ognuno può dire e fare quello che vuole, ma non lo faccia con i soldi pubblici. Santoro metta su una sua bella tv tutta e dichiaratamente di sinistra, poi saranno i telespettatori a determinare l'audience con il potere del telecomando". "Forse così la finiremo - dice ancora Romagnoli - di sorbirci predicozzi da bar dello sport e analisi da massaie, con tutto il rispetto per le casalinghe. Di 'Annozero' salvo solo le vignette di Vauro, che almeno è ironico. Il resto è purtroppo tragico".

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ANNOZERO/ GRILLO: NESSUNO TOCCHI IL SOLDATO TRAVAGLIO (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Giornalisti coraggiosi rimasti sono pochi, sono facile bersaglio postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 3 mag. (Apcom) - "In Italia ci sono stati giornalisti coraggiosi finiti ammazzati come Beppe Alfano ucciso con tre pallottole, di cui una in bocca". Lo scrive nel suo blog Beppe Grillo, intervenendo sule polemiche suscitate dall'ultima puntata di 'Annozero' di Michele Santoro. "I giornalisti coraggiosi rimasti - afferma il comico-polemista - sono pochi, sono un facile bersaglio. Prima vengono diffamati, poi isolati, anche dalla loro categoria, e spesso sono uccisi. Dopo la loro morte l'informazione di regime li sotterra con grande velocità. Un po' si vergogna, ma in fondo è soddisfatta". "In Italia - sostiene Grillo - per scrivere la verità o per applicare la legge bisogna essere eroi. Molti si scoraggiano, si adeguano, si ritirano. Non ha un futuro un Paese in cui neppure le morti di Falcone, Borsellino e di Livatino scuotono l'opinione pubblica. Non ha un futuro un Paese in cui i condannati si rifiugiano in Parlamento e ci irridono". "I giornalisti che ancora danno dignità a questo Paese con la loro voce vanno protetti - ammonisce Grillo - dagli sciacalli di regime, dai killer della parola. Nessuno tocchi il soldato Travaglio e chi rischia la sua vita per noi per amore di verità".

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RAI: DI PIETRO, DA PETRUCCIOLI CENSURA A 'ANNOZERO' (sezione: Grillo)

( da "ADN Kronos" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

DECISIONE SCONCERTANTE ascolta la notizia commenta 0 vota 4 tutte le notizie di POLITICA Roma, 3 mag. (Adnkronos) - "La decisione del presidente della Rai, Claudio Petruccioli, di richiamare Michele Santoro per la trasmissione 'AnnoZero' dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile e' sconcertante". Lo afferma Antonio Di Pietro dell'Italia dei Valori.

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Caso Grillo, bufera su Santoro. Urbani: ''La sua tv la faccia su Youtube'' (sezione: Grillo)

( da "ADN Kronos" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Continuano le polemiche dopo la messa in onda all'interno di 'Annozero' di ampi stralci del V-day di Grillo. Il consigliere Rai: ''E' tecnicamente efficace, da certi punti di vista eccellente, ma ha una visione soggettiva del servizio pubblico che nessuno si deve permettere''. Malgieri: ''Mi domando con inquietitudine fin dove si può spingere la libertà di espressione''. Bocchino (Pdl): ''Serve un provvedimento'' ascolta la notizia leggi i commenti commenta 1 vota 2 tutte le notizie di POLITICA Roma, 3 mag. (Adnkronos/Ign) - Bufera su Michele Santoro(nella foto) dopo la messa in onda, nella trasmissione di giovedì scorso, alcuni stralci del discorso di Beppe Grillo durante il V-day del 25 aprlie sulla libertà di stampa. Dopo la lettera del presidente Petruccioli che accusava il giornalista di aver ''messo il Servizio Pubblico Radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo'', oggi il fronte anti-Santoro si allarga. Durissimi i consiglieri d'amministrazione Rai sentiti dall'Adnkronos. Secondo Giuliano Urbani ''se ci avessimo pensato prima sarebbe stato meglio". "Non è la prima volta - attacca Urbani - che ad 'Annozero' succedono certe cose. Ne avevamo parlato tante volte anche pacatamente con lo stesso Santoro. Santoro è tecnicamente efficace, da certi punti di vista eccellente, ma ha una visione soggettiva del servizio pubblico che nessuno si deve permettere perché la Rai - sottolinea l'ex ministro dei Beni culturali del governo Berlusconi - è la tv di tutti per tutti. E nessuno è 'legibus solutus'. Altrimenti uno si fa la sua tv privata o va su Youtube". Quindi il consigliere si dice convinto che "il presidente Petruccioli investirà, nella seduta di mercoledì prossimo, il Cda di questa vicenda e credo - conclude - che sia il consiglio sia la direzione generale se ne occuperanno nell'ambito delle rispettive competenze". Stessi toni anche per il consigliere Rai e deputato Pdl Gennaro Malgieri. ''Lo squallore messo in onda riportando acriticamente brani del plurimilionario Beppe Grillo, dà il senso dell'arroganza e della protervia di alcuni personaggi che si ergono a moralisti e rappresentano, invece, soltanto il proprio narcisismo'', afferma. ''Non sappiamo - rimarca Malgieri - a chi giovino programmi come quello che abbiamo visto. Certo, contribuiscono a dare del Paese un'immagine nella quale nessun italiano si può riconoscere. La lettera di Petruccioli - argomenta il consigliere di viale Mazzini - è assolutamente condivisibile. Peccato che quando alcuni consiglieri, tra i quali il sottoscritto, sollevavano preoccupazioni e critiche ad 'Annozero', venivano sistematicamente censurati in nome della libertà di espressione''. ''Oggi - insiste Malgieri - mi domando con inquietitudine fin dove si può spingere la libertà di espressione''. Non si dice invece sorpresa ''più di tanto'' la consigliera d'amministrazione Giovanna Bianchi Clerici secondo la quale ''la situazione era molto più critica e preoccupante sulla puntata che dedicò a pedofilia e Vaticano" riprendendo integralmente un documentario della Bbc. "Come è noto - sottolinea Bianchi Clerici - Santoro è stato reintegrato in azienda con una sentenza di un tribunale che ha stabilito anche su quale rete e in quale orario debba andare in onda. Dopodiché il tipo di giornalismo che fa Santoro è ormai noto a tutti". A chiedere che vengano presi provvedimenti nei contfronti del giornalista è poi il palramentare del Pdl Italo Bocchino secondo il quale ''l'uscita dalle istituzioni della sinistra massimalista spinge Santoro a sostituirsi ad essa e magari a creare una saldatura con l'anticasta''. Per Bocchino ''emerge la necessità di un provvedimento. Se qualcuno va alla ricerca della saldatura tra la sinistra massimalista e il populismo anticasta lo faccia pure ma andando comune per comune e non attraverso il servizio pubblico". Soddisfatto per aver svelato l'''imboscata'' di Grillo-Santoro-Travaglio, l'assessore alla Cultura del comune di Milano Vittorio Sgarbi tornando a invocare l'intervento dell'Autorità Agcom. "Il modo di agire di Grillo-Santoro-Travaglio - aggiunge Sgarbi - rasenta spesso l'intimidazione. Grillo è parte della trasmissione anche se è lontano; Santoro funge da ufficiale di collegamento e Travaglio da soldato: se non spari per difenderti, chi è nel mirino massmediatico viene massacrato''. Quindi, fa sapere con orgoglio il critico d'arte, ''mi hanno dato la loro solidarietà telefonica Pupi Avati, il professor Cassano, Mastella, La Torre, Castagnetti''. In difesa del conduttore di 'Annozero' si schiera invece il consigliere d'amministrazione della Rai Sandro Curzi che all'Adnkronos sottolinea come "l'intervento di Petruccioli era doveroso coinvolgendo il capo dello Stato e l'attacco in quella maniera a Veronesi. Detto questo, nessuno pensi a estromettere Santoro dai palinsesti". L'ex direttore del Tg3 è comunque piuttosto critico sull'impostazione della puntata: "Da direttore avrei dato spazio anche io al fenomeno Grillo ma che il 25 aprile sembri diventare il giorno di Grillo mi sembra eccessivo. Si può avere l'impressione che la trasmissione diventi il megafono di Grillo. A parte che io non vorrei essere guidato da un comico, confesso che vorrei assistere in tv, ad esempio, a delle riflessioni sulla sconfitta della sinistra che non sia solo quella del 'vaffa'...". Per il consigliere, "il mostrare la 'cassetta' di Grillo, senza mai un contraddittorio, ricorda quando arrivavano nelle redazioni le famose cassette di Berlusconi: non mi piace". Contrio la ''via disciplinare'' nei confronti di Michele Santori anche il portavoce dell'associazione Articolo 21, Giuseppe Giulietti: "Siamo sempre stati e sempre saremo contro la via disciplinare alla comunicazione, nei confronti di chiunque. Quello che invece deve essere rispettato è il diritto alla replica e alla rettifica quando qualcuno si sente offeso o addirittura leso nella sua immagine e nella sua dignità".

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03/05/2008 15:16 RAI: DI PIETRO, DA PETRUCCIOLI CENSURA A 'ANNOZERO' (sezione: Grillo)

( da "ITnews.it" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Roma, 3 mag. (Adnkronos) - "La decisione del presidente della Rai, Claudio Petruccioli, di richiamare Michele Santoro per la trasmissione 'AnnoZero' dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile e' sconcertante". Lo afferma Antonio Di Pietro dell'Italia dei Valori.

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GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! (sezione: Grillo)

( da "Azione, L'" del 03-05-2008)
Pubblicato anche in: (Azione, L')

Argomenti: Grillo

L'AZIONE - Articoli - Grillo, l'informazione è una cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della professione e dell'editoria. Fa di ogni erba un fascio e con questo non rende un positivo servizio al mondo dei media. Si deve distinguere. No, l'informazione è una cosa seria, non uno spettacolo in piazza. Ne ho conosciuti di giornalisti lazzaroni negli oltre 35 anni di professione. Li potrei indicare con nome e cognome: prostrati e untuosi davanti al potere, arroganti con i poveri diavoli. Fedifraghi. Senza anima. Pronti a vendersi per un sorriso del direttore di turno, per un saltino di carriera o per una vile monetina. Ci sono i parassiti, gli inutili, i giubilati, i graziati, i nullafacenti. Strapagati per quello che non fanno o fanno finta di fare. La lista è lunga. Questa è casta, che va con chiarezza denunciata, che non è più tollerata. Che inquina il sistema dell'informazione. Che promuove, incentiva e giustifica la disinformazione poiché prima di tutto si fanno valere gli interessi di parte. Sono tanti questi lazzaroni che quotidianamente offendono il mestiere, ma sono pure sempre una minoranza rispetto alla stragrande maggioranza che tutti i giorni è ai remi per scovare e raccontare i fatti della vita, per informare con correttezza nel rispetto delle persone, per rendere un servizio positivo alla comunità. Sono discreti e preparati lavoratori dell'informazione: senza privilegi, senza riconoscimenti particolari, senza stipendi eccellenti ed oggi sempre più senza garanzie e senza prospettive. Non appaiono, non sono protagonisti nel mondo del gossip. Sono i giornalisti ai quali sta a cuore il contratto di lavoro, che non hanno da oltre tre anni. Vogliamo parlare di questi profession isti seri, costretti per sopravvivere spesso a "chinare la schiena"? "O magna sta minestra e salta sta finestra". I quali vanno capiti: di mezzo c'è il pane. è troppo bello filosofare quando si ha la pancia piena, ma non quando si ha ben poco di cui vivere. L'informazione è malata, la disinformazione regna troppo spesso nelle redazioni, ma non prendiamocela con l'anello più debole: individuiamo e denunciamo i veri responsabili. Incominciamo a ragionare sui signori dei media e sui media del potere prima ancora che del potere dei media, che troppo spesso, superficialmente, è attribuito ai giornalisti. Aboliamo l'Ordine, dice Grillo: lo si può anche fare, ma, nonostante le lacune e le insufficienze, ricordiamo che è la sola realtà che tenta di arginare comportamenti scorretti, incursioni piratesche, ambiguità, anomalie. Che fa formazione e informazione per la categoria. Va piuttosto aggiornato, rafforzato e reso più autorevole. Si prende di mira la legge Gasparri, che indica le norme di principio di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai, della quale si chiede l'abrogazione. A detta anche di insigni giuristi e di attenti osservatori del settore, più presto si riesce a superarla meglio è. Una onesta distinzione va fatta a proposito della richiesta di abolire il finanziamento pubblico dell'editoria. Ci sono media e media: perché finanziare giornali la cui mission è il business e i cui bilanci sono ricchi? Perché sostenere giornali che fingono di essere di "partito" o di movimenti politici, ma che in realtà tali non sono? Sono facilmente scopribili la solita furbizia, la facile scappatoia: per questi non ha senso e non è giustificato il finanziamento. Diverso è il ragionamento che si impone per la stampa che promuove un'informazione di servizio, attenta alla formazione e alla dimensione civile, culturale, religiosa, politica della società, il cui obiettivo non è sicuramente il profitto e per la quale il sostegno pubblico è ossigeno. Sono i media che "cercano la verità per condividerla", una bella espressione ripresa dal titolo della 42ª Giornata delle comunicazioni sociali, nella quale si denunciano un rischio inquietante e una nobile prospettiva per il sistema informativo del nostro tempo: "Occorre evitare che i media diventino il megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo. Essi possono e devono, invece, contribuire a far conoscere la verità sull'uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a distruggerla". Ci colpisce la riflessione di papa Benedetto; ci diverte, ma non ci tocca il V2-day di Beppe Grillo. Non confondiamo i maestri con i comici. Presidente Ucsi Veneto.

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ANNOZERO/ DI PIETRO: DA PETRUCCIOLI CENSURA DI REGIME (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

SCONCERTANTE Presidenza Vigilanza a Idv per difendere informazione libera postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 3 mag. (Apcom) - "La decisione del presidente della Rai Petruccioli di richiamare Santoro per la trasmissione AnnoZero dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". Lo afferma il leader dell'Idv Antonio Di Pietro sul suo blog. "Chi ha seguito il programma - aggiunge - avrà sicuramente pensato che un richiamo era necessario, ma per Sgarbi che ha insultato senza ragione e continuamente le persone presenti, che non hanno reagito, e ha dichiarato il falso sui contributi al Giornale e sul licenziamento di Enzo Biagi. Petruccioli non ha ritenuto di dover sottolineare la denuncia di Beppe Grillo sulla illegittimità di Rete 4 sancita dalla corte di Giustizia Europea che costerà ai contribuenti italiani più di 300 milioni di euro". "Questa - sostiene Di Pietro - si chiama censura, in un paese libero l'ascoltatore ha il diritto di sapere che due milioni di persone sono scese in piazza per firmare tre referendum e che sono state raccolte 1.500.000 di firme in un solo giorno, tra cui la mia, un evento mai successo nella storia della Repubblica. Una manifestazione di tale importanza non si può cancellare". "Se il buon giorno si vede dal mattino, - è la sua conclusione - ci possiamo aspettare tentativi di ogni tipo per chiudere i pochi spazi di libertà di informazione ancora presenti nel nostro Paese. L'Italia dei Valori farà di tutto perché questo non avvenga in particolare se dovesse assumere la presidenza della Commissione di Vigilanza Rai di cui ha fatto espressa richiesta".

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L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 5 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 08 Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Dunque Alemanno sarà sindaco di Roma, un'impresa storica. Ma ora il centrodestra non ha più scuse: controlla Milano, Roma, molte regioni importanti, gode di un'ampia maggioranza in Parlamento dove, per la prima volta, non sarà intralciato dalla demagogia dell'estrema sinistra, né dalle operazioni dilatorie dei piccoli partiti ma potrà contare su un'opposizione, da parte dell'Udc e del Pd, che si annuncia moderata e costruttiva. Il quadro è ideale ma comporta dei rischi, uno in particolare: l'assunzione di responsabilità, da cui la nostra classe politica tradizionalmente rifugge. Se il centrodestra ha davvero un progetto per il Paese e con esso una visione del futuro, se è in grado di rendere l'Italia più sicura e di moderare l'immigrazione, oggi fuori controllo, è il momento di agire, abbandonando le logiche da campagna elettorale. Un governo credibile in un Paese più serio: è questo che si aspettano gli italiani. Da qui due domande. Secondo voi il centrodestra è pronto a gestire un potere tanto ampio? E dunque Berlusconi, Fini e Bossi saranno all'altezza di una missione ambiziosa e, comunque vada, cruciale per l'Italia? Scritto in Italia Commenti ( 47 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Apr 08 Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? L'Ordine dei giornalisti è inutile? Probabilmente sì. Gli aiuti di Stato ai giornali di partito sono scandalosi? Senza dubbio. Criticare il mondo del giornalismo è lecito e secondo me anche salutare. Ma trovo che l'era del libero insulto stia volgendo al termine. Mi spiego: Beppe Grillo è stato l'unico a denunciare certe situazione politiche, mediatiche, economiche e questo è stato un bene per la democrazia italiana. C'era bisogno di una valvola di sfogo, di qualcuno che rompesse il conformismo e le convenienze. Ma non si può continuare in eterno a infangare tutti. Il comico genovese denuncia il malcostume nazionale, ma con i suoi ne incoraggia un altro; quello per cui il cittadino si sente legittimato ad affrontare problemi e ingiustizie con l'insulto, lo sproloquio, il qualunquismo più immediato, da bar. E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere". Sulla Bbc sono d'accordo, ma la Cnn non è affatto garibaldina nei confronti della Casa Bianca e al Jazeera è posseduta dal Qatar che pone limiti molto severi all'informazione. Ancora: critica Napolitano (definito "un Morfeo che dorme, dorme, dorme") perché ha indetto elezioni prima del referendum: e che doveva fare? La legge parla chiaro e se non c'è maggioranza in Parlamento si va al voto col sistema vigente. Davvero tutti i giornalisti sono servi, a parte Travaglio? Ma siamo seri, per cortesia: che esista un problema di acquiescenza da parte di molti colleghi verso i politici è chiaro, ma offendere tutti indiscriminatamente è puro populismo. Noi giornalisti non possiamo sbagliare, ma quante scemenze ha detto Grillo in questi anni spacciandole sempre per verità assolute? La più grossa risale a qualche anno fa quando denunciava la manipolazione dell'informatica e rompeva i computer in sala. Chi lo contestava passava per fascista e qualunquista; oggi però Grillo è il profeta della Rete. E, come gli capita sovente, non accetta contestazioni. Allora: aboliamo pure l'Ordine, eliminiamo i finanziamenti, ma condieriamo Grillo per quel che è e non scambiamolo per il Vate capace di risollevare l'Italia. Per rinascere davvero questo Paese ha bisogno di modelli costruttivi, di leader credibili che sappiano elevare il discorso pubblico, anziché ridurlo a una raffica di Vaffa. Davvero Grillo è l'eroe della nuova Italia? Vi riconoscete in lui? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 105 ) " (15 voti, il voto medio è: 4.53 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08 Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? I due stupri a Milano e a Roma hanno rilanciato la questione dell'immigrazione e della sicurezza. Tra tanti commenti degli ultimi giorni più o meno pertinenti, ne ritengo due. Uno di Cesare Salvi, che questa mattina a Radio Anch'io quando ha dichiarato che: "effettivamente gli elettori hanno avuto l'impressione che la sinistra arcobaleno non pensasse alla sicurezza". Mi permetto di correggere Salvi: non avevano l'impressione, ne avevano la certezza e per questo soprattutto l'hanno punita alle elezioni. Il secondo aspetto riguarda la richiesta di Roberto Maroni, probabile nuovo ministro degli Interni, di rinegoziare la direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini. L'idea ha suscitato reazioni contrariate e un certo sarcasmo, ma in interviste alla Rai e al quotidiano La Stampa il nostro commissario europeo Franco Frattini l'ha ritenuta plausibile, "perché ormai quella direttiva è superata dall'applicazione integrale degli accordi di Shengen". Il governo Prodi peraltro non ha mai applicato la norma che consente l'espulsione per chiunque non possa dimostrare di avere i mezzi di sussistenza per vivere in modo dignitoso. Secondo Frattini (che probabilmente diventerà il prossimo ministro degli Esteri italiano) "una verifica si può fare per vedere se non sia il caso di rafforzare alcuni principi sugli aspetti della sicurezza. C'è un consenso abbastanza ampio tra i governi europei che la libera circolazione dei cittadini, sacrosanta, non può trasformarsi in libera circolazione dei criminali". E il governo rumeno? "Deve farsi carico dei propri compatrioti e riprenderseli se non rispettano le leggi". Da qui alcune domande: aveva dunque ragione Maroni? Una correzione in sede comunitaria è doverosa considerato che proprio l'Unione europea sottovalutò gli effetti dell'allargamento (che secondo me era prematuro) a Paesi troppo arretrati come la Romania e la Bulgaria. Insomma, se oggi l'immigrazione dei rumeni è un problema in molti Stati, come l'Italia e la Spagna, la responsabilità all'origine è di Bruxelles. Ma, mi chiedo: basta una norma Ue per rimediare a una situazione che la maggior parte dei cittadini considera fuori controllo? E se la risposta è no, quali misure considerare? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 40 ) " (14 voti, il voto medio è: 4.79 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Apr 08 La sinistra difende le élites anziché il popolo? Sul Giornale è uscita una mia intervista con Ferruccio Capelli, il direttore della Casa della cultura di Milano. Capelli, ex dirigente del Pci e dei diessini, è autore di un libro molto interessante Sinistra light - populismo mediatico e silenzio delle idee (Guerini editore), nel quale analizza l'attuale momento politico e sociale. Capelli non ama Berlusconi e ovviamente nemmeno il centrodestra, ma con grande onestà intellettuale riserva critiche pungenti alla sinistra nel suo insieme, sia al Pd sia aquella radicale. Nell'intervista ad esempio sostiene che la sinistra italiana "si è adeguata ai tempi privilegiando la seduzione e il marketing politico rispetto al messaggio politico e ai programmi. Dal crollo del Muro di Berlino ha progressivamente sradicato il proprio passato, le proprie tradizioni culturali, ma questo ha generato smarrimento negli elettori." Esiste "un problema d'identità" con un progressivo scollamento dal Paese reale e dalle esigenze delle classi meno abbienti. Secondo Capelli "la sinistra è diventata élitaria, si identifica con la grande finanza industriale ed è ossessionata dalla rappresentazione mediatica. Così oggi solo la destra pensa al popolo". La frase è molto forte ed è significativo che venga pronunciata da un intellettuale progressista. Ha ragione Capelli? La sinistra perde perché difende l'oligarchia economica anziché la gente comune ? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 25 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 Oops, il "porcellum" funziona. Ce lo teniamo? E ora come la mettiamo con il sistema elettorale? Per mesi tutti hanno ripetuto che era inadeguato e fonte di instabilità; invece, come osserva in un articolo un brillante collega ticinese, Ovidio Biffi, il metodo Calderoli "ha funzionato al suo secondo impiego: non solo ha causato gli sbarramenti tanto attesi, ma ha agito come una vera e propria purga! Di colpo, l'Italia si è liberata dei legacci con cui veniva ricattata ogni volta che in gioco c'era la sopravvivenza delle maggioranze". Ho l'impressione che fossero i partiti a impedire il corretto funzionamento del porcellum e c'è da chiedersi se la maggior parte dei politologi non abbia sbagliato analisi, confondendo causa ed effetto. Non appena Veltroni e a ruota Berlusconi hanno deciso di sottrarsi al ricatto dei piccoli, è accaduto il miracolo. A questo mi chiedo: le riforme elettorali sono ancora necessarie? C'è chi dice che basti qualche ritocco ovvero il ripristino del voto di preferenza e il divieto delle candidature multiple. Troppo bello per essere vero? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 32 ) " (12 voti, il voto medio è: 4.42 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 In Italia il "mal di Palazzo" è inguaribile? Riflettando ancora sul risultato delle elezioni, trovo che sia stata confermata la regola secondo cui in Italia i politici che entrano nel Palazzo perdono il contatto con la realtà. Era accaduto in parte anche con il governo Berlusconi nel 2001-2006 quando il governo tardò a prendere piena coscienza di alcuni problemi che invece erano molto sentiti dalla gente (ed esempio il caro euro), ma con il governo Prodi questo fenomeno ha assunto dimensioni impressionanti. La sconfitta della Sinistra arcobaleno infatti nasce dall'incapacità di capire il Paese. Bertinotti si è evidentemente lasciato inebriare dalla presidenza della Camera e in campagna elettorale ha descritto un'Italia che non c'era. Non ha capito l'esperazione degli abitanti delle zone popolari per l'immigrazione incontrollata e l'aumento della criminalità e anziché proporre correttivi in tv diceva che bisognava allargare ulteriormente le maglie e mostrarsi ancor più accoglienti, senza distinguere tra italiani poveri e immigrati appena arrivati nella concessione delle case popolari (ne abbiamo parlato su questo blog). Nel commentare la sconfitta ha detto di aver commesso un grave errore: quello di non essere andato di fronte ai cancelli delle grandi fabbriche, dimostrando una volta di più il senso della propria estraneità dal tessuto produttivo: le grandi fabbriche erano una realtà degli anni Sessanta-Settanta non quella di oggi. E ancora: Pecoraro Scanio è riuscito in un'impresa senza precedenti. Mentre in tutto il mondo i verdi resistono e spesso guadagnano consensi in Italia sono spariti in appena due anni. E la ragione è la stessa: anziché preoccuparsi del problemi reali della gente (inquinamento e rifiuti di Napolil, ad esempio), Pecoraro ha fatto una campagna demagogica in cui scegliendo l'alleanza con i comunisti è passato il peggior messaggio possibile: verdi uguale rossi. Piccola divagazione: in questo contesto devo dire che anche la stampa si è mostrata troppo "palazzo dipendente" e infatti si è fatta sorprendere dai risultati. Quasi nessuno dei grandi mezzi di informazione aveva intuito il trionfo della Lega, né il tracollo della sinistra radicale, né il raddoppio di Di Pietro. Quanti articoli sono stati pubblicati per spiegare in campagna elettorale il disagio del nord, soprattutto nelle province venete e lombarde? Pochi, in compenso abbiamo letto paginate sulla lista di Ferrara, che poi ha ottenuto lo 0,4%. Direi che un'autocritica è doverosa se vogliamo raccontare davvero l'Italia dobbiamo staccarci un po' dalle logiche del Palazzo e della politica romana: noi giornalisti abbiamo imparato la lezione? Tornando al dopo elezioni, ora gli occhi sono puntati sul nuovo governo e mi chiedo: vista l'ampia maggioranza, Berlusconi Fini e Bossi riusciranno a gestire il Paese senza perdere il contatto con il Paese, come peraltro avviene in molti altri Paesi? Zapatero è appena stato rieletto, la Merkel è più che mai favorita, Blair ottenne tre mandati consecutivi, Chirac e Schroeder due. Perché all'estero è possibile e in Italia no? Il mal di Palazzo è guaribile? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 30 ) " (7 voti, il voto medio è: 3.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Vince il centrodestra, ma l'Italia è ancora unita? Ha vinto il centrodestra, ma in prospettiva il risultato più significativo mi sembra il travolgente successo della Lega in tutto il Nord, con punte in Veneto (dove ottiene gli stessi voti del PdL), in Lombardia (al 20%) e con risultati oltre le aspettative in tutte le regioni, inclusa l'Emilia Romagna (7%, quasi il doppio rispetto a due anni fa). Qual è il significato di questa affermazione che né giornali né radio né tv avevano pronosticato? E' solo un voto di protesta contro Prodi? Secondo me no: ho l'impressione che sia il primo segnale di una frattura dell'identità nazionale e che questo fine settimana sia cominciato un processo che, se non affrontato con saggezza e lungimiranza, potrebbe portare nel medio periodo alla divisione dell'Italia in due o tre blocchi autonomi o addirittura indipendenti. Due i fattori scatenanti. Primo, la crisi dei rifiuti di Napoli ha provocato in molti abitanti del nord il sentimento di una divisione civica ormai incolmabile. Quello spettacolo indecente li ha traumatizzati e indignati e per la prima volta non è scattata la solidarietà nazionale: nessuna delle grandi regioni del nord ha accettato di smaltire la spazzatura campana. per la prima volta un'istituzione ha sancito con un gesto formale la possibilità di una divisione. E la storia insegna che quando viene a mancare la solidarietà tra le regioni, l'unità nazionale è a rischio. Secondo, la rivolta dei comuni veneti partita da Cittadella. Anche in questo caso si è consumata una rottura istituzionale molto forte: per la prima volta un'autorità locale si è ribellata all'autorità centrale proponendo una soluzione autonoma a un problema quello dell'immigrazione e della sicurezza che è diventato centrale nel Nord. Oggi siamo in una situazione paradossale in cui l'Unione europea sottrae crescenti fette di sovranità agli Stati senza però creare un contesto istituzionale che permetta a uno Stato federale europeo di sostituirsi a quelli nazionali. Ne risulta un sistema ibrido che genera aspettative destinate a essere frustrate: la gente pretende che lo Stato risolva problemi concreti come quelli economici, sulla sicurezza e sull'immigrazione, ma i governi centrali non hanno più gli strumenti per gestirli. E siccome questa ambiguità è destinata a protrarsi nel tempo, i cittadini (in Italia, ma anche in altri Paesi come la Spagna) reagiranno rifugiandosi nelle uniche autorità che riconoscono con certezza, quelle locali. Gli effetti della globalizzazione e della crisi economica accentueranno questi meccanismi di autodifesa. Attenzione, sul lungo periodo lo sfaldamento dell'Italia non è più un'ipotesi inverosimile. Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 78 ) " (11 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Apr 08 Quello stile di "Repubblica". La Repubblica ama dividere i giornalisti tra buoni e cattivi. I buoni naturalmente sono coloro che lavorano per il quotidiano fondato da Scalfari più certe firme della casta degli ex sessantottini. Tutti gli altri sono cattivi e dunque meritano disprezzo o al più indifferenza. Repubblica, quando si tratta di giornalismo, non è mai oggettiva, sale in cattedra, dà lezioni con piglio da maestrina. Io sono di scuola montanelliana e Repubblica è lontanissima dal mio mondo di riferimento, ma negli ultimi tempi ho avuto occasione di saggiare la sua arte. La prima volta in occasione dell'uscita del mio saggio Gli stregoni della notizia, che suscitò un certo interesse sulla stampa. Fu recensito trasversalmente: dal Corriere della Sera alla Padania, da Panorama al Manifesto. Anche Repubblica ne parlò, ma a modo suo. Pubblicò un inserto di quattro pagine sullo spin con diverse citazioni tratte chiaramente dal mio libro, senza però che venissi menzionato, fatta salva una minuscola segnalazione generica tra le opere librarie che trattano il tema. Eleganti, vero? L'altro ieri si sono ripetuti. Ho trascorso gli ultimi tre giorni al Festival internazionale di giornalismo di Perugia, splendida manifestazione a cui partecipano 150 grandi firme, davanti a un pubblico enorme, composto per lo più da giovani. Ho provato immenso piacere nel moderare una sessione in memoria di Montanelli, a cui hanno partecipato Mario Cervi, Ugo Tramballi e Marco Travaglio. Giovedì ho avuto il privilegio di dibattere di media e giornalismo con i due ospiti più importanti del festival, Alastair Campbell, lo spin doctor di Blair, e Carl Bernstein, il mitico cronista della Washington Post che firmò, con Bob Woodward, l'inchiesta del Watergate. Gli organizzatori avevano letto il mio saggio e hanno pensato che fossi l'interlocutore giusto per discutere con questi due colossi. Insomma, sono stati molto cortesi con me. Repubblica ieri ha dedicato all'evento un articolo di cronaca, a firma di Dario Pappalardo. Tutto bene, con una particolarità: né io nè il moderatore Angelo Mellone, editorialista del Messagero, siamo stati citati. E nello sforzo di eclissare la nostra presenza, il collega del quotidiano romano ha dovuto compiere qualche acrobazia, ad esempio scrivendo che Campbell e Bernstein si sono "scrutati con rispettoso sospetto" e che hanno deciso di "non interpretare ruoli antagonisti". Rispettoso sospetto? Non interpretare ruoli antagonisti? La sorpresa di questo incontro è che Campbell il comunicatore più brillante e spregiudicato d'Europa ovvero "il diavolo" - e Woodward il simbolo del giornalismo d'inchiesta - anziché duellare, come pareva logico, si sono trovati in piena sintonia, scambiandosi elogi e che pertanto la mia è risultata la voce fuori dal coro. Ne è risultata una discussione franca, accesa, appassionante, ben animata da Mellone che ha alimentato il confronto anziché adeguarsi al cinguettio di Campbell e Bernstein; il tutto di fronte a oltre 500 persone. Ma di questo i lettori di Repubblica sono stati tenuti all'oscuro. Pappalardo è riuscito persino a citare una mia frase virgolettandola, ma ancora una volta, senza menzionarmi. Scrive: "Guai a chi indica Bernstein come il "giornalista che ha fatto dimettere Richard Nixon"". Sono così diventato un'entità astratta, il signor Chi. E tutto questo, verosimilmente, per evitare di parlare di due giornali concorrenti, il Giornale e il Messaggero. Ma non me ne stupisco: è lo stile della casa, snob e prevaricatore. Scritto in giornalismo Commenti ( 28 ) " (12 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (19) francia (15) germania (2) giornalismo (32) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (20) islam (12) Italia (85) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Rodolfo de Trent: Credo sia in atto un processo di desertificazione del socialismo. Non credo però che i... 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Redditi on line, Visco denunciato (sezione: Grillo)

( da "Padania, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Libera circolazione non vuol dire libertà di delinquere. E quanto sostiene la Lega Nord quando chiede di rinegoziare Schengen grazie al quale i cittadini possono recarsi con la carta d identità in uno qualsiasi dei 28 paesi che hanno sottoscritto l accordo. roberto fiorentini Altro che editto bulgaro di berlusconiana memoria: l'attacco di ieri di Claudio Petruccioli a Michele Santoro e alla sua puntata di Anno Zero, ha tanto il... ... sapore di un defenestramento in piena regola. Del resto Michelone e la sua band l'hanno combinata veramente grossa. In poco meno di due ore, utilizzando il VF day 2 di Beppe Grillo, hanno insultato tutti gli insultabili. A partire proprio da chi occupa la sedia del Quirinale, ovvero il presidente della Repubblica che, tra la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, deve aver fatto sentire la sua voce a viale Mazzini. Ma nella puntata di giovedì alla gogna è finito anche il buon oncologo Umberto Veronesi, tutti i direttori dei telegiornali del servizio televisivo pubblico e privato, nonché la stessa Rai. E per finire, per rincarare la dose, Michelone se l'è presa pure con i tassisti di Roma: resi di non lavorare perché festeggiano ancora, con tanto di bandiere, la vittoria di Gianni Alemanno al Campidoglio. Inutile parlare poi di quanto ha detto il collega Marco Travaglio che, oramai, è incommentabile. A fronte di tutto questo, a metà di ieri pomeriggio, sono arrivate le bordate-editti. Petruccioli ha dettato un agenzia durissima: Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell'ambito delle mie responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi. A nessuno, quindi neppure a Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto - di fatto - della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che, nel programma stesso, avviene; non ci sono zone franche. Anche Santoro, come tutti coloro che in Rai lavorano, ha il dovere non eludibile di tutelare la dignità e il prestigio del servizio pubblico . In giornata anche lo stesso Vittorio Sgarbi, presente in studio, aveva attaccato frontalmente sia Grillo che Michelone. "L'autorità garante - aveva detto Sgarbi -dovrebbe prendere provvedimenti e sanzionare Santoro perché ha concesso a Grillo di insultare tramite tv di Stato il presidente Giorgio Napolitano, un senatore del Pd (Veronesi), Marcello Dell'Utri, Totò Cuffaro, direttori di rete come Mauro Mazza e Clemente Mimun e via dicendo. Tutto questo è inaccettabile". E anche i malati di tumore e i medici oncologi hanno demolito Grillo e il suo compare Santoro. "Attacchi ingiustificati e privi di fondamento a fini politici e populisti". Si chiude la stalla quando i buoi sono scappati. [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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Petruccioli contro Santoro: <Gli insulti di Grillo sono inconcepibili> (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il presidente della Rai attacca la puntata di Anno zero dedicata al comico genovese Petruccioli contro Santoro: "Gli insulti di Grillo sono inconcepibili" "Uso indecente della Tv pubblica. Inaccettabili gli attacchi a Napolitano e Veronesi". Santoro:"No a censure" ROMA - Claudio Petruccioli, è intervenuto sulla puntata di "Annozero" che Santoro giovedì ha dedicato a Beppe Grillo. "A nessuno, quindi neppure a Michele Santoro - ha detto il presidente della Rai - è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto, di fatto, della Tv Pubblica a Terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente". INSULTI INCONCEPIBILI A NAPOLITANO E VERONESI - "Giovedì sera - ha aggiunto la nota di Claudio Petruccioli - Michele Santoro ha di nuovo messo il Servizio Pubblico Radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltrechè ad una personalità universalmente stimata come il Professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell'ambito delle mie responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". SANTORO - "Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi risultati per l'azienda e portando a termine una trasmissione difficile (video) che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni preordinate": sono le parole di Michele Santoro dopo la dura presa di posizione nei suoi riguardi di Claudio Petruccioli. Il giornalista ribadisce di aver fatto l'interesse del pubblico; osserva che Grillo è di fatto un soggetto politico e quindi responsabile di quanto afferma e soprattutto Santoro dice di "attendere fiducioso" le iniziative che Petruccioli intenderà intraprendere. In ogni caso non ritiene che "esse potranno continuare a consentire ai leader dei partiti di dire quello che vogliono nella televisione pubblica, proibendo invece a un unico soggetto politico, Beppe Grillo, di esprimere il proprio pensiero". CENSURA - "Tutti i partecipanti ad Annozero, compreso Marco Travaglio, che aveva preso parte al V-Day - dice Santoro - hanno avuto espressioni di critica e avanzato rilievi nei confronti di Grillo; c'è stato anche chi l'ha insultato con estrema violenza. Le affermazioni di Beppe Grillo sul Presidente Napolitano, già presenti nelle cronache di tutti i giornali italiani, sono state riportate senza la volontà di farle proprie. Non riportarle avrebbe rappresentato, a mio parere, una grave omissione e una censura. La Rai - ricorda Santoro - appartiene infatti al pubblico e non ai partiti e la libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione Repubblicana". IL CASO AL PROSSIMO CDA - Intanto il caso della puntata di Annozero potrebbe finire sul tavolo del Cda della Rai che si riunirà mercoledì prossimo come di consueto. Dopo l'intervento del presidente della Rai Claudio Petruccioli, sembra molto probabile che i vertici del servizio pubblico radiotelevisivo discutano della puntata intitolata "O bella Ciao". I PAZIENTI DI VERONESI: "ACCUSE INFAMANTI E INGIUSTIFICATE" - Gli attacchi di Beppe Grillo e la trasmissione di Michele Santoro sono finiti anche sotto la lente del Forum italiano di Europa Donna, il movimento fondato da Umberto Veronesi che rappresenta oltre 80 associazioni di donne operate al seno. In un comunicato, Europa Donna ha definito "gravissima la diffusione di accuse infamanti e ingiustificate avvenuta da parte di Grillo e rilanciata ampiamente dalla trasmissione tv". "Senza il contributo di Umberto Veronesi - sottolinea la nota - moltissime donne colpite dal dramma del tumore al seno sarebbero ancora costrette a interventi chirurgici mutilanti e a terapie devastanti per il corpo e per la psiche, e la ricerca oncologica non avrebbe avuto le più recenti e importanti svolte che hanno cambiato la prognosi per tante persone". "Diffamare Veronesi - commenta Giovanna Gatti, presidente del Forum italiano - significa trascurare tendenziosamente e colpevolmente il suo prezioso aiuto ai malati di tumore". stampa |.

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Vieri batte Moratti, la Littizzetto più ricca della Ventura (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Lecco, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Redditi e vip Vieri batte Moratti, la Littizzetto più ricca della Ventura Indovinate chi ha guadagnato di più tra Costantino Vitagliano, il tronista più famoso d'Italia, e il giornalista e scrittore Eugenio Scalfari? Naturalmente il primo che stacca il fondatore di Repubblica di 45.200 euro avendo incassato nel 2005 463.785 euro contro 418.585. È una delle tante curiosità che si possono soddisfare scorrendo gli elenchi dell'Agenzia delle Entrate ancora rintracciabili su internet attraverso alcuni motori di ricerca, malgrado l'"oscuramento" da parte del Garante della privacy. Tra i big dell'informazione sono i due super direttori Ferruccio De Bortoli ("Corriere della sera") e Enrico Mentana ("Matrix") a superare quota un milione, mentre Claudio Brachino si ferma a 163.007 euro. Maggiori soddisfazioni sui nomi del mondo dello spettacolo. Superstar per il pubblico e il Fisco, la coppia Costanzo-De Filippi (4.290.152 euro lui, 3.986.027 lei), ma non è messo male nemmeno il padrone di casa di Zelig, Claudio Bisio (2.299.611 euro) e quella fustigatrice di Luciana Littizzetto (1.824.084 euro) che non ha nulla da invidiare a "superSimo" Ventura (1.677.193). Vedersi pubblicati su internet i suoi quattro milioni di reddito ha provocato un travaso di bile (e relatore polemiche) a Beppe Grillo, mentre non risultano proteste da parte di Roberto Benigni che quell'anno si è fermato a poco più di tre milioni e mezzo di euro. Coppia sul lavoro, non più nella vita e nemmeno da commercialista, Domenico Dolce e Stefano Gabbana rispettivamente con 29.708.241 e 29.651.255 euro. Re Mida della moda si conferma Giorgio Armani con un reddito personale di quasi 45 milioni in grado di garantirgli una pensione dorata, ben lontano dalla cifra di 1.516.908 euro dichiarati da Roberto Cavalli. I paradossi, si sa, non mancano. Christian Vieri nel 2005 ha dichiarato al Fisco redditi per 22.428.956 euro, tre milioni in più del suo datore di lavoro, il petroliere e presidente dell'Inter Massimo Moratti che si è fermato a 19 milioni. Faticare in piscina, costa tanto, ma rende poco. La prova? I 121mila euro di Filippo Magnini, campione del mondo dei 100 metri stile libero. 03/05/2008.

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Il New York Times ironizza sugli italiani superevasori (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Como, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

La stampa estera Il New York Times ironizza sugli italiani superevasori NEW YORK - "L'atteggiamento di molti italiani nei confronti delle tasse è più o meno il seguente: perchè pagarle se nessuno le paga?". Dedicando un piccolo articolo all'iniziativa del viceministro delle Finanze uscente Vincenzo Visco di mettere online i redditi dichiarati dagli italiani, il corrispondente (anche lui uscente) del New York Times a Roma, Ian Fisher, ironizza sugli italiani superevasori fiscali. Fisher cita un esempio classico: quello dei proprietari di casa che fanno firmare due contratti d'affitto agli inquilini per pagare meno tasse. Il primo contratto, quello vero, rimane segreto o quasi. Il secondo, con una somma decisamente più bassa, viene registrato. "Ed è sorprendente che ambedue i contratti siano approvati dagli avvocati", precisa il giornalista. Nell'articolo, il Nyt cita tra l'altro lo stilista Giorgio Armani (l'italiano che nel 2005 avrebbe pagato più tasse di tutti), e il comico Beppe Grillo, che ha definito "imbecilli" i promotori dell' iniziativa, che ha avuto un successo eccezionale, visti i contatti sul web. Dagli Stati Uniti alla Francia, dove "Le Monde" considera invece che ai tifosi della Fiorentina saranno probabilmente andati per traverso i 22,4 milioni di euro di redditi denunciati da Christian Vieri, in testa alla classifica dei calciatori meglio retribuiti, dopo che giovedì la Fiorentina è uscita dalla Coppa Uefa per un rigore mancato "dal caro Bobo". 03/05/2008.

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<Inutili le firme contro la grande stufa> (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Como, La" del 03-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il sindaco di Villa Guardia "Inutili le firme contro la grande stufa" VILLA GUARDIA (Da. Lu.) "Stiamo diventando il popolo delle petizioni popolari, ma quella di Villa Guardia non riuscirà a firmare l'operazione del teleriscaldamento. Già avviata e autorizzata anche dalla Provincia di Como. Semmai potranno ottenere l'azzeramento delle quote societarie del Comune dal società. Non altro". È categorico il sindaco Alberto Colzani alla notizia che prosegue la raccolta di firme per bloccare la nascente centrale termica a biomassa de ?La Grande Stufa? che sarà localizzata nella piana di Brugo. Dopo i successi per le 1.460 firme raccolte a Casnate con Bernate contro il ?gironcino? che ha costretto l'amministrazione Barocco a fare retromarcia e le 500 firme di Cavallasca per fermare il centro commerciale in trincea che ha convinto l'amministrazione Russo a rivedere il progetto, a Villa Guardia i cittadini che simpatizzano per Beppe Grillo ha sfiorato già le 200 firme. "È un successo inaspettato checché ne dica il sindaco - commenta euforica la portavoce del comitato Sabina Barca -. Le firme aumentano. E questo nonostante i silenzi del Comune al quale mi ero rivolta per ottenere il deposito dei moduli della petizione anche all'ufficio anagrafe. Ai due iniziali a Civello siamo presenti anche a Masano e persino a Maccio. Davvero incredibile e impensabile all'inizio della crociata. Insomma si sta attivando una catena di collaborazione. Spesso ci sentiamo dire che è inutile ?fare? perché è scontato che la macchina sia inarrestabile. È fastidioso percepire la rassegnazione delle persone, che vanno incoraggiate e stimolate a reagire. Ho dimostrazioni di apprezzamento. Puntiamo a superare le 300 firme". La raccolta di firme prosegue a Civello alla cartoleria Sonia e dalla parrucchiera Anna, al bar ?il semaforo? e al bar tabacchi; a Masano al bar ?Dolci manie? e a Maccio alla lavanderia. "Noi andiamo avanti - dice il vice sindaco Massimi Rini -. Il via libera di Provincia, Arpa, Asl, Enel e Vigili del Fuoco. Le sottoscrizioni dei pre contratti hanno sfiorato quota 300 utenti. È l'iniziativa con il maggior numero di adesioni finora raggiunto in Lombardia prima della costruzione della centrale di co-generazione che farà da apripista alla rete comunale del teleriscaldamento". 03/05/2008.

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