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tARTICOLI DEL 3-5-2008 #TOP
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Articoli
Grillo (76)
Redditi online, l'ironia dei giornali esteri
( da "Corriere.it"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: altro lo stilista Giorgio Armani e il comico Beppe Grillo, che ha definito "imbecilli" i promotori dell'iniziativa, che ha avuto un successo eccezionale, visti i contatti sul web. FRANCIA - Il francese "Le Monde" considera invece che ai tifosi della Fiorentina saranno probabilmente andati per traverso i 22,4 milioni di euro di redditi denunciati da Christian Vieri,
Bye
Bye Santoro ! Sgarbi si scorna con Travaglio e Santoro rischia il posto per
Grillo ( da "Blogosfere"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Sgarbi si scorna con Travaglio e Santoro rischia il posto per Grillo Pubblicato da Tiziano Scolari alle 00:15 in Media e Tv Avete visto l'ultima puntata di Anno Zero ? Vi conviene cercarla su internet perchè potrebbe essere l'ultima. Che cosa si è visto ? Stringi stringi un po' di spezzoni di Beppe Grillo al V-Day 2 di Torino e poi lo show di Sgarbi che si scorna con Travaglio.
Il
Codacons contro Visco ( da "TGCom"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: I grillini si ribellano Anche il reddito di Beppe Grillo è stato reso pubblico: nel 2005 sono entrati nelle tasche del comico genovese 4.272.591.000 eurio. "E' folle pubblicare dati privati, così si siuta la mafia" ha commentato inferocito Beppe Grillo, ma i suoi fedeli sostenitori non la pensano esattamente così: "Che cos'ha da nascondere sui suoi 4milioni di euro?
Polemica
scaturita dallo spazio dato a Beppe Grillo nel corso di "Annozero"
( da "Gazzetta
del Sud" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo, il quale si trova al mare e non interviene in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro infatti nella puntata di giovedì ha mandato in onda ampi stralci dell'intervento intervento di Grillo a Torino in occasione del secondo "Vaffa-Day" sui temi dell'
Da
una parte si dice che un'azione del genere, mostrare i redditi di tutti, espone
gli ( da "Corriere delle Alpi"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto.
Petruccioli
contro Santoro per il j'accuse di Grillo
( da "Cittadino,
Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Una polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire. Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'informazione.
VIOLAZIONE
DELLA PRIVACY, ECCITA IL VOYEURISMO FISCALE, SCATENA LE MOGLI SEPARATE CONTRO I
MARITI ( da "Trentino"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' una colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto.
Redditi
on linetutti contro Visco ( da "Secolo XIX, Il"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E tira in ballo il comico Beppe Grillo, che se l'è presa molto dopo essere apparso sul Web fra i contribuenti più ricchi. Lui che guadagna milioni è in cima alla lista dei 300mila italiani che dichiarano più di 100mila euro l'anno. Per il resto, c'è poco da fare gossip fiscale: stando a quello che si dichiara ufficialmente, un italiano su due vive con meno di 15 mila euro l'
"Annozero"
su Grillo, la Rai attacca Santoro
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata dell'altro ieri a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-
Lo
scoop di ItaliaOggi ha già fatto il giro del mondo
( da "Italia
Oggi" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo, secondo il quale l'iniziativa aiuterebbe la mafia a individuare le vittime di estorsioni e rapine. E Mario Ferrara, esponente del Pdl di Silvio Berlusconi, prosegue il quotidiano, ha denunciato che si è trattato di una "vendetta di Visco contro chi aveva appena votato contro di lui".
D&G
più ricchi del Cav ( da "Italia Oggi"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Lo ha pensato perfino uno come Beppe Grillo, ritenuto un guru di Internet e invece travolto da questa vicenda. Non si può più. Quei dati sono stati scaricati- parzialmente- da centinaia e centinaia di naviganti. Da ieri mattina li mettono a disposizione attraverso il peer to peer.
Un
milione di euro fa la Iena ridens
( da "Italia
Oggi" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: In terra ligure dopo di lui Giuseppe Grillo, detto Beppe, Beppe Grillo. Già proprio lui, il comico che da "te la do io l'America" è passato ai più redditizi vaffa di piazza: un business che gli ha garantito un reddito di 4.272.591 euro. Una somma considerevole che a detta dei grillini poco si addice a un moralizzatore di usi e costumi della società italiana.
Giorgia
canta Ora Basta! Chitarre e hammond, è tratto dal cd Stonata
( da "Arena,
L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: intervento di Beppe Grillo in "Libera la mente" e la partecipazione di Pino Daniele alla chitarra nel funk latino di "Anime sole". Nel brano "Adesso lo sai" Giorgia duetta con Emanuel Lo, cantante suo "protetto", mentre in "Invisibile traccia" appare il flauto di Elio, il leader e vocalist delle Le Storie Tese, per una volta strumentista di lusso.
Bufera
su santoro: "basta insulti di grillo in tv" - aldo fontanarosa
( da "Repubblica,
La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Michele Santoro avrebbe fatto da megafono al peggio di Beppe Grillo rilanciando "insulti inconcepibili" a Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi. La cosa - avverte Claudio Petruccioli - non sarà più tollerata. Ma Santoro si difende: le parole di Grillo non sono più quelle di un comico; sono ormai le tesi di un "soggetto politico", e vanno riferite senza censure.
Le
donne con lo scienziato "ha salvato molte vite"
( da "Repubblica,
La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: La professoressa non si capacita degli insulti che Beppe Grillo ha rivolto a Umberto Veronesi al V-day di Torino, rilanciate l'altra sera dalla trasmissione tv di Santoro: "Attaccare lui, e con lui il modello italiano che si è imposto con successo nella ricerca e nella cura del cancro, non ha alcun senso".
Grillo
in tv nuova bufera su santoro ( da "Tirreno, Il"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: una pagina nera Grillo in tv nuova bufera su Santoro ROMA. Una puntata con Beppe Grillo che in collegamento video attacca Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: l'ultima puntata di Annozero fa così infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli da spingerlo a scrivere una nota durissima,
Il
passo è compiuto, non si può annullare
( da "Mattino
di Padova, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto.
Visco
e la polemica: passo avanti inevitabile
( da "Nuova
Venezia, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto.
Petruccioli:
mi scuso per santoro ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata di giovedì a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'
Armani
44 milioni, berlusconi fermo a 28
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Oltre 4 milioni per Beppe Grillo e nella lista figurano anche, sempre secondo il resoconto di Le Figaro, "Roberto Benigni (3,5 milioni), la star meglio pagata del cinema, Antonio Bassolino, responsabile del disastro di Napoli, che avrebbe fatto volentieri a meno di comparire in questa hit-parade.
Grillo
in tv, santoro nella bufera ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Attualità Grillo in tv, Santoro nella bufera Polemiche sul comico, che attacca Quirinale, Visco e Veronesi ROMA. Raffica di polemiche per la puntata di "Annozero" dedicata a Beppe Grillo e Michele Santoro finisce nella bufera. Infatti, i lunghi inserti dal comizio torinese del comico genovese, compresi i duri attacchi a Giorgio Napolitano e -
Petruccioli
accusa santoro ( da "Nuova Sardegna, La"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata di giovedì a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'
Un
paese di evasori fiscali ( da "Provincia Pavese, La"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: "Ed è sorprendente che ambedue i contratti ciano approvati dagli avvocati", precisa il giornalista. Nell'articolo, il Nyt cita tra l'altro lo stilista Giorgio Armani (l'italiano che nel 2005 avrebbe pagato più tasse di tutti), e il comico Beppe Grillo.
Visco
ci ha fornito uno strumento contro gli evasori fiscali: usiamolo
( da "Nuova
Sardegna, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto.
Aguzzi
vede... Rossi e lo carica ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: nel recente turno elettorale, gli "amici di Beppe Grillo" si erano presentati con proprie liste e candidati, ricordando poi che nel suo recente Vaffa2 Grillo aveva annunciato che alle prossime amministrative ovunque si sarebbero presentate liste dei suoi amici e che "sarebbe bastato un consigliere per "liberare" ogni Comune".
Grande
comico, mediocre politico ( da "Unita, L'"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: mediocre politico Maria Novella Oppo ANCORA UNA PUNTATA DI "ANNOZERO" dedicata a Beppe Grillo, il comico che volle farsi politico. Anche se il suo mezzo di espressione è il monologo e la politica è soprattutto dialogo. Una contraddizione non da poco, che però non gli è stata rimproverata dagli ospiti in studio, né dal conduttore.
La
Rai stronca Santoro <Una vergogna>
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo, che si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata dell'altra sera a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-
I
redditi sono ancora on line. Il Garante: dati ingovernabili Anche le
associazioni dei consumatori in campo: il Codacons presenta denunce in cento
procure ( da "Unita, L'"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il quotidiano americano cita lo stilista Giorgio Armani (l'italiano che nel 2005 avrebbe pagato più tasse di tutti), e il comico Beppe Grillo, che ha definito "imbecilli" i promotori dell'iniziativa, che ha avuto un successo eccezionale, visti i contatti sul web.
Il
vero scandalo sono gli evasori Più del 50% degli italiani vive con 15mila euro
l'anno, un'azienda su due è senza utili
( da "Unita,
L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: con loro si ritrovano il comico Beppe Grillo, l'ex generale delle spigole Speciale, il verde Cento, la schiera delle associazioni dei consumatori, pronte a muovere le Procure. Nessuno che s'allarmi di fronte a uno scandalo che non sta nella comunicazione, ma nella inattendibilità del quadro che ne deriva, il quadro di un paese in povertà,
VISCO
E LA POLEMICA: PASSO AVANTI INEVITABILE
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto.
Petruccioli:
inaccettabili gli insulti di Grillo in Rai Il presidente si scusa con
Napolitano e Veronesi: per Santoro nessuna zona franca
( da "Unita,
L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: edizione del Petruccioli: inaccettabili gli insulti di Grillo in Rai Il presidente si scusa con Napolitano e Veronesi: per Santoro nessuna zona franca / Roma ANNOZERO Mercoledì prossimo il Cda Rai potrebbe discutere della puntata di giovedì scorso, dedicata da Santoro a 25 aprile di Beppe Grillo e intitolata "O bella ciao".
Servizio
pubblico in onda le accuse a napolitano
( da "Riformista,
Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Servizio pubblico in onda le accuse a napolitano CANCRO ZERO Grillo calunnia Veronesi. Petruccioli a Santoro: "Vergogna" È bufera su AnnoZero e sui lunghissimi stralci del V-Day torinese riproposti da Santoro in cui Beppe Grillo insultava "Morfeo", ovvero il presidente Napolitano e "Cancronesi", l'oncologo Veronesi.
La
puntata di santoro ( da "Riformista, Il"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: che ha stigmatizzato la scelta del conduttore di dare nuovamente spazio a Beppe Grillo, "il quale ha rivolto insulti inconcepibili al presidente della Repubblica, oltreché a una persona universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questo episodio sono incalcolabili.
Grillo
2 il contrappasso per grillo ( da "Riformista, Il"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Grillo 2 il contrappasso per grillo La lista di Visco impigliata nella Rete Il Codacons insorge, Speciale s'indigna Che contrappasso per chi, come Beppe Grillo, predica da anni contro l'informazione tradizionale, distorta, servile e antidemocratica dei giornali e dei media, venduti agli editori "impuri",
Grillo
1 il presidente della rai contro gli stralci del v-day
( da "Riformista,
Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo accusava il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ribattezzato "Morfeo", di non essere imparziale e l'oncologo Umberto Veronesi, definito "Cancronesi", di conflitto d'interessi. "A nessuno, quindi neppure a Michele Santoro - ha dichiarato Petruccioli in una nota - è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'
Meno
convinti gli utenti del web ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: intervento di Beppe Grillo, che in un articolo sul suo blog titolato molto esplicitamente "La colonna infame" si scaglia contro l'iniziativa dell'Agenzia, e che con il suo solito linguaggio forte e satirico afferma come l'idea possa essere stata suggerita "dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra Corona Unita".
Petruccioli
contro Santoro: Inconcepibili gli insulti di Grillo
( da "Sole
24 Ore, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: insulti di Grillo" Ha creato un caso politico-aziendale l'ultima punta di "Annozero": il conduttore Michele Santoro ha deciso di mandare in onda un'ampia sintesi del V2-Day di Beppe Grillo dello scorso 25 aprile sull'informazione. Per il presidente Rai Claudio Petruccioli si è trattato di un "appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente"
Grillo
ad Annozero, è bufera su Santoro ( da "Adige, L'"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata di giovedì a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'
Rai,
Petruccioli infuriato per i <vaffa> di Santoro: <Uso indecente della
tv> ( da "Giornale.it, Il"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Tutta colpa di Beppe Grillo, anzi tutta colpa di Michele Santoro che nel suo Annozero di giovedì ha mandato in onda parte del comizio tenuto dal comico al secondo V-Day, prestando quindi a Grillo il megafono del servizio pubblico per attaccare giornalisti, medici, e anche il presidente della Repubblica.
Forza
grillo ( da "Tirreno, Il"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Attualità FORZA GRILLO FORZA GRILLO Anche un vaffa rende l'Italia migliore Egregio direttore, lei insiste nel criticare le modalità con cui Beppe Grillo manifesta le sue invettive contro quella parte della politica italiana vecchia e ingessata, pur condividendone, mi pare, gran parte della sostanza.
Anche
Petruccioli lancia il suo editto contro Santoro
( da "Tempo,
Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: imparzialità del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e attaccava l'oncologo Umberto Veronesi (colpevole, secondo Grillo, di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica). Il primo affondo arriva dal presidente della Rai Claudio Petruccioli: "Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo;
Santoro
contro tutti. Il popolare conduttore televisivo
( da "Tempo,
Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: imparzialità del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e attaccava l'oncologo Umberto Veronesi (colpevole, secondo Grillo, di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica). Il primo affondo arriva dal presidente della Rai Claudio Petruccioli: "Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo;
Giornali,
non tutto il Grillo vien per nuocere
( da "Manifesto,
Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Lopez Beppe Lopez * Il dibattito (e le divisioni) su Beppe Grillo e sui finanziamenti ai giornali così come sulla gran parte delle cose che ci succedono (a cominciare dalle ultime elezioni), mi ha convinto ancora di più che in questo mondo al contrario che è diventata l'Italia - dopo decenni di stratificazione,
Editto
bulgaro di Petruccioli ( da "Manifesto, Il"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai, ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi (neodeputato Pd, ndr).
<Santoro
ha appaltato la Rai agli insulti di Grillo>
( da "Corriere
della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: programmi dei momenti più significativi della manifestazione promossa il 25 aprile a Torino da Beppe Grillo. L'ho fatto nell'esclusivo interesse del pubblico con un lavoro di edizione che ben risultava dalla messa in onda ma del quale, se vorrà, il presidente Petruccioli potrà essere informato ascoltando montatori e giornalisti che lavorano con passione nella nostra redazione ".
Raccolta
firme Amici di Beppe Grillo Il V-day 2 non è ancora finito. A Pesaro continua i
( da "Messaggero,
Il (Pesaro)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Nfatti la raccolta di firme per i tre referendum proposti da Beppe Grillo nel secondo Vaffa-day nazionale dello scorso 25 aprile, ovvero "abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, abolizione dell'Ordine dei giornalisti, abolizione della legge Gasparri". Gli Amici del Meetup locale tornano quindi di nuovo in piazza, questa volta via Branca angolo piazza del Popolo,
<Annozero>,
Santoro sotto assedio per Grillo ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: definisce Grillo un soggetto politico e dunque pienamente responsabile di quanto dice. Il giornalista insomma non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto il mio dovere"". Una polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne"
Scelta
scomoda ma inevitabile ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo dice che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. È un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma, santo cielo, non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto.
Rai,
Petruccioli infuriato per i "vaffa" di Santoro
( da "Giornale.it,
Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Tutta colpa di Beppe Grillo, anzi tutta colpa di Michele Santoro che nel suo Annozero di giovedì ha mandato in onda parte del comizio tenuto dal comico al secondo V-Day, prestando quindi a Grillo il megafono del servizio pubblico per attaccare giornalisti, medici, e anche il presidente della Repubblica.
Sgarbi-Travaglio
due stili Giovedì sera, guardando Annozero in tv, sono rimas
( da "Stampa,
La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: BRUXELLES Grillo e l'attacco ai giornali Sulla scia di Beppe Grillo, ad Annozero, c'era un forte attacco ai mezzi di comunicazione, considerati asserviti al grande capitale imprenditoriale/finanziario. L'attacco era soprattutto ai giornali e allora, visto che nella recente campagna elettorale i tre maggiori quotidiani italiani si sono schierati con Prodi,
New
media/L'editoria online in Italia fa paura, almeno alle vecchie lobby e gruppi
di potere ( da "Affari Italiani (Online)"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: di protesta" (da Beppe Grillo a Maurizio Crozza, solo per citare quelli più "mediaticamente noti"), che nell'ultima campagna elettorale, peraltro ravvivata proprio da qualche scaramuccia sui temi di politica economica e sociale (come la sicurezza, la fiscalità o la previdenza) ha contraddistinto il tema dell'informazione corretta,
E
il gossip fu censurato per legge ( da "Affari Italiani (Online)"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Lì non ci sono Beppe Grillo che tengono. Il parlamento vota e le forze dell'ordine eseguono...democraticamente. E la conferma arriva dal terzo presidente democraticamente eletto, Dimitri Medvedev, che tra pochi giorni s'insedierà al Cremlino. "La stampa è libera dichiarato al più diffuso settimanale russo.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-05-03 num: - pag: 1
autore: di ... ( da "Corriere della Sera"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: di IAN BURUMA Comici e politica LA RIVINCITA DEI CLOWN I l successo di Beppe Grillo è l'ennesima avvisaglia di un fenomeno nuovo: il ruolo vitale dei comici nella politica contemporanea. Fino a pochi anni fa, il programma di informazione politica più seguito in Messico era El maÑanero, trasmesso tra le 6 e le 10 del mattino.
IN
RADIO. L'ARRANGIAMENTO RICHIAMA IL MUSICAL <HAIR>. UNA CITAZIONE DA
<COME SAPREI> ( da "Arena.it, L'"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: intervento di Beppe Grillo in "Libera la mente" e la partecipazione di Pino Daniele alla chitarra nel funk latino di "Anime sole". Nel brano "Adesso lo sai" Giorgia duetta con Emanuel Lo, cantante suo "protetto", mentre in "Invisibile traccia" appare il flauto di Elio, il leader e vocalist delle Le Storie Tese, per una volta strumentista di lusso.
RAI:
MALGIERI, DA 'ANNOZERO' MESSO IN ONDA SQUALLORE
( da "ADN
Kronos" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Lo squallore messo in onda riportando acriticamente brani del plurimilionario, in euro, Beppe Grillo, da' il senso dell'arroganza e della protervia di alcuni personaggi che si ergono a moralisti e rappresentano, invece, soltanto il proprio narcisismo''. Lo ha detto all'ADNKRONOS Gennaro Malgieri, consigliere d'amministrazione Rai e deputato Pdl.
Santoro
ancora nella bufera ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo a Napolitano e Veronesi Santoro ancora nella bufera Ad "Annozero" gli attacchi di Beppe Grillo a Napolitano e Veronesi --> ROMA Una puntata a base di un mix esplosivo con Grillo che attacca Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: Annozero fa così infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli che si scaglia contro Michele Santoro,
I
redditi ora dilagano sulla rete ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: associazione dei consumatori Codacons ha annunciato di aver presentato una denuncia contro il viceministro per l'Economia Vincenzo Visco presso 104 Procure della Repubblica "per violazione della legge sulla privacy". I pm stanno monitorando la vicenda. Intanto in Rai è polemica su "Anno Zero" di Santoro su Beppe Grillo.3 e 4 .
Petruccioli
contro Santoro e Grillo, e il ricordo dell'editto contro Biagi
( da "Blogosfere"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ultima puntata di Annozero, per le colorite critiche di Beppe Grillo a Napolitano ed a Veronesi, ed in minor misura per la sfuriata di Vittorio Sgarbi contro Travaglio ed il conduttore Santoro. Dal 18 aprile 2002, sono passati quasi esattamente 5 anni, e siamo passati dall' "uso criminoso" all' "uso arbitrario e indecente".
ANNOZERO
SU GRILLO, LA RAI CENSURA SANTORO
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della Repubblica". E non solo, già perché nel mirino di Grillo "amplificato" dall'ospitalità di Raidue, c'è finita, ricorda ancora Petruccioli, "anche una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi"
Il
sogno degli italiani di sapere quanto guadagna il vicino di casa, il calciatore
del cuore o ( da "Stampa, La"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il sogno degli italiani di sapere quanto guadagna il vicino di casa, il calciatore del cuore o il loro capo è diventato realtà mercoledì scorso quando sul sito dell'Agenzia delle Entrate sono comparsi i redditi", scrive il britannico Guardian. Che sfotte la reazione rabbiosa di Beppe Grillo, fino a pochi giorni fa paladino della libertà del web.
Domani
a Limana nuova raccolta firme per la libera informazione
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: informazione Venerdì 25 aprile il comico Beppe Grillo ha lanciato per il V2-Day una campagna di raccolta firme per tre referendum intitolata "Libera informazione in libero Stato". Anche in Piazza dei Martiri a Belluno, il gazebo organizzato dall'Associazione Grillibelluno, pur sfidando le assenze dei bellunesi a causa del ponte, è riuscito a raccogliere più di 500 firme per ogni referendum.
I
grillini raccolgono firme a San Pietro
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: L'iniziativa, promossa da Beppe Grillo, è stata sposata in Italia da 450mila persone, firmatarie di una proposta di legge che riassume in tre punti le condizioni necessarie per portare in Italia "una vera informazione, indipendente da forze politiche e interessi di parte".
Roma
<A nessuno, quindi neppure ( da "Gazzettino, Il"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: dedicato a Beppe Grillo."L'altra sera - dice Petruccioli in una nota - Michele Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotv a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi.
ANNOZERO/
ROMAGNOLI: GOGNA MEDIATICA E QUALUNQUISTA
( da "Virgilio
Notizie" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: di giovedì ha mandato in onda parte del comizio tenuto da Beppe Grillo al secondo V-Day. "Il giornalismo fazioso di Santoro - prosegue l'eurodeputato di Fiamma - si conferma essere un megafono prestato a chi cerca di imbonire la piazza per attaccare tutti. Ognuno può dire e fare quello che vuole, ma non lo faccia con i soldi pubblici.
ANNOZERO/
GRILLO: NESSUNO TOCCHI IL SOLDATO TRAVAGLIO
( da "Virgilio
Notizie" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: In Italia ci sono stati giornalisti coraggiosi finiti ammazzati come Beppe Alfano ucciso con tre pallottole, di cui una in bocca". Lo scrive nel suo blog Beppe Grillo, intervenendo sule polemiche suscitate dall'ultima puntata di 'Annozero' di Michele Santoro. "I giornalisti coraggiosi rimasti - afferma il comico-polemista - sono pochi, sono un facile bersaglio.
RAI:
DI PIETRO, DA PETRUCCIOLI CENSURA A 'ANNOZERO'
( da "ADN
Kronos" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Adnkronos) - "La decisione del presidente della Rai, Claudio Petruccioli, di richiamare Michele Santoro per la trasmissione 'AnnoZero' dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile e' sconcertante". Lo afferma Antonio Di Pietro dell'Italia dei Valori.
Caso
Grillo, bufera su Santoro. Urbani: ''La sua tv la faccia su Youtube''
( da "ADN
Kronos" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: nella trasmissione di giovedì scorso, alcuni stralci del discorso di Beppe Grillo durante il V-day del 25 aprlie sulla libertà di stampa. Dopo la lettera del presidente Petruccioli che accusava il giornalista di aver ''messo il Servizio Pubblico Radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo'', oggi il fronte anti-Santoro si allarga.
03/05/2008
15:16 RAI: DI PIETRO, DA PETRUCCIOLI CENSURA A 'ANNOZERO'
( da "ITnews.it"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Adnkronos) - "La decisione del presidente della Rai, Claudio Petruccioli, di richiamare Michele Santoro per la trasmissione 'AnnoZero' dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile e' sconcertante". Lo afferma Antonio Di Pietro dell'Italia dei Valori.
GRILLO,
L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA!
( da "Azione,
L'" del 03-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract: Grillo, l'informazione è una cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della professione e dell'
ANNOZERO/
DI PIETRO: DA PETRUCCIOLI CENSURA DI REGIME
( da "Virgilio
Notizie" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". Lo afferma il leader dell'Idv Antonio Di Pietro sul suo blog. "Chi ha seguito il programma - aggiunge - avrà sicuramente pensato che un richiamo era necessario, ma per Sgarbi che ha insultato senza ragione e continuamente le persone presenti, che non hanno reagito,
L'Europa
va a destra, ma non chiamamola populista
( da "Giornale.it,
Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere".
Redditi
on line, Visco denunciato ( da "Padania, La"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: In poco meno di due ore, utilizzando il VF day 2 di Beppe Grillo, hanno insultato tutti gli insultabili. A partire proprio da chi occupa la sedia del Quirinale, ovvero il presidente della Repubblica che, tra la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, deve aver fatto sentire la sua voce a viale Mazzini.
Petruccioli
contro Santoro: <Gli insulti di Grillo sono inconcepibili>
( da "Corriere.it"
del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: consentire ai leader dei partiti di dire quello che vogliono nella televisione pubblica, proibendo invece a un unico soggetto politico, Beppe Grillo, di esprimere il proprio pensiero". CENSURA - "Tutti i partecipanti ad Annozero, compreso Marco Travaglio, che aveva preso parte al V-Day - dice Santoro - hanno avuto espressioni di critica e avanzato rilievi nei confronti di Grillo;
Vieri
batte Moratti, la Littizzetto più ricca della Ventura
( da "Provincia
di Lecco, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Vedersi pubblicati su internet i suoi quattro milioni di reddito ha provocato un travaso di bile (e relatore polemiche) a Beppe Grillo, mentre non risultano proteste da parte di Roberto Benigni che quell'anno si è fermato a poco più di tre milioni e mezzo di euro. Coppia sul lavoro, non più nella vita e nemmeno da commercialista, Domenico Dolce e Stefano Gabbana rispettivamente con 29.
Il
New York Times ironizza sugli italiani superevasori
( da "Provincia
di Como, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: e il comico Beppe Grillo, che ha definito "imbecilli" i promotori dell' iniziativa, che ha avuto un successo eccezionale, visti i contatti sul web. Dagli Stati Uniti alla Francia, dove "Le Monde" considera invece che ai tifosi della Fiorentina saranno probabilmente andati per traverso i 22,4 milioni di euro di redditi denunciati da Christian Vieri,
<Inutili
le firme contro la grande stufa>
( da "Provincia
di Como, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: a Villa Guardia i cittadini che simpatizzano per Beppe Grillo ha sfiorato già le 200 firme. "È un successo inaspettato checché ne dica il sindaco - commenta euforica la portavoce del comitato Sabina Barca -. Le firme aumentano. E questo nonostante i silenzi del Comune al quale mi ero rivolta per ottenere il deposito dei moduli della petizione anche all'ufficio anagrafe.
( da "Corriere.it" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Per il
"guardian " si e' invece realizzato il sogno di ogni italiano Redditi
online, l'ironia dei giornali esteri Il New York Times parte dalla vicenda per
raccontare di un Paese dove l'evasione fiscale regna sovrana MILANO - La
notizia della pubblicazione on line da parte dell'Agenzia delle entrate delle
dichiarazioni dei redditi dei contribuenti italiani ha avuto una vasta eco nei
giornali e nei siti web stranieri. USA - "I ricchi pagano le tasse?
L'Italia lo dice a tutti". Questo il titolo scelto dal principale
quotidiano americano, il "New York Times" per raccontare la vicenda di
un Paese dove "l'evasione fiscale è così diffusa che un padrone di casa
spesso concorda con l'inquilino due cifre per l'affitto, quella reale e quella
per la denuncia di locazione". "Ed è sorprendente che ambedue i
contratti siano approvati dagli avvocati", precisa Ian Fisher
corrispondente del quotidiano americano. Nell'articolo, il New York Times cita
tra l'altro lo stilista Giorgio Armani e il comico Beppe Grillo, che ha definito "imbecilli" i promotori
dell'iniziativa, che ha avuto un successo eccezionale, visti i contatti sul
web. FRANCIA - Il francese "Le Monde" considera invece che ai tifosi
della Fiorentina saranno probabilmente andati per traverso i 22,4 milioni di
euro di redditi denunciati da Christian Vieri, in testa alla classifica
dei calciatori meglio retribuiti, dopo che giovedì la Fiorentina è uscita dalla
Coppa Uefa per un rigore mancato "dal caro Bobo". Quanto al premier
uscente Romano Prodi, continua il quotidiano, si dice che si sia infuriato per
l'iniziativa. Insieme a quelle di altri Vip, le sue dichiarazione dei redditi
erano infatti state sbirciate 128 volte da funzionari nel
( da "Blogosfere" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Mag 08 3 Bye Bye
Santoro ! Sgarbi si scorna con Travaglio e Santoro rischia
il posto per Grillo
Pubblicato da Tiziano Scolari alle 00:15 in Media e Tv Avete visto l'ultima
puntata di Anno Zero ? Vi conviene cercarla su internet perchè potrebbe essere
l'ultima. Che cosa si è visto ? Stringi stringi un po' di spezzoni di Beppe Grillo al V-Day 2 di Torino e poi lo show di Sgarbi che si scorna con
Travaglio. Altri spezzoni li trovate qui, aspettando che da Lunedì la
trasmissione sia sul sito. Tutto normale ? Mica tanto. Ieri Petruccioli,
presidente della Rai, interviene sulla puntata di Annozero: A nessuno, quindi
neppure a Michele Santoro, e' consentito confondere la liberta' del giornalista
e la responsabilita' del conduttore con l'appalto, di fatto, della Tv Pubblica
a Terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente. Ieri sera - dice in una
nota - Michele Santoro ha di nuovo messo il Servizio Pubblico Radiotelevisivo a
disposizione di Beppe Grillo;
il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di
qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltreche' ad una
personalita' universalmente stimata come il Professor Umberto Veronesi. Il
danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi
episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio
ammenda e prendo impegno, nell'ambito delle mie responsabilita', a fare tutto
il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi. Non siamo
all'editto bulgaro, ma forse solo perchè non l'ha emanato il capo, Berlusconi.
Siamo alla censura: non puoi mandare in onda idee che non siano in linea con il
pensiero comune e se lo fai, meriti querele e rischi di essere cancellato. Se
questa non è censura ! Poi se aggiungi che Travaglio è stato insultato,
chiamato "pezzo di merxx" da Sgarbi ed è quest'ultimo che minaccia di
querelare il giornalista, siamo alle soglie del surreale. D'altra parte ha
vinto il Cavaliere e sappiamo quanto ci tenga a controllare le televisioni.
Ultima cosa, non so se vi siate accorti che anche La 7 inizia a cambiare. La
televisione con basso odience ma alta qualità dei contenuti rischia di sparire.
Piroso, il direttore del Tg sembra aver salutato i suoi redattori. L'innovatore
Antonio Campo Dall'Orto, arteficie di tanti programmi di successo, ha lasciato
la rete nei giorni scorsi e sembra che non ci siano soldi abbastanza nè per
Chiambretti nè per Crozza. Saranno solo problemi economici o scelte
fondamentalmente politiche ? Vedremo.
( da "TGCom" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Redditi on line,
Fisco chiarirà Codacons denuncia Visco in 104 Procure Arriverà la prossima
settimana la risposta dell'Agenzia delle Entrate alla richiesta di
delucidazioni, fatta dal Garante della privacy, sulla diffusione on line delle
dichiarazioni dei redditi 2005. Nel documento, elaborato dai tecnici del fisco,
saranno forniti all'Autorità i chiarimenti sull'interpretazione della norma che
riguarda la diffusione e la pubblicazione dei dati relativi alle dichiarazioni.
Il Codacons denuncia Visco Il Codacons ha deciso di presentare una denuncia
penale contro il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, presso 104 procure
della Repubblica "affinché anche la magistratura apra delle indagini"
sulla vicenda delle dichiarazioni dei redditi online. Ad annunciarlo è una nota
dell'organizzazione in cui si sottolinea che sono "una marea le diffide
gia' inviate al Garante della privacy e all'Agenzia delle Entrate" e che
"il sito del Codacons è stato letteralmente preso d'assalto dopo la
pubblicazione del modello da scaricare gratuitamente per avere tra 500 e 1.000
euro di risarcimento per ciascun contribuente la cui denuncia dei redditi sia
stata messa sul web". Speciale: "Se ne occuperà il prossimo
governo" "Questo è un problema grossissimo che adesso passa nelle
mani del governo che si insedierà tra poco". Lo sostiene Roberto Speciale,
ex comandante della Guardia di Finanza ed ora deputato del PdL. Non c'è alcuna
utilità nel pubblicare on line i redditi degli italiani. Si tratta di dati
talmente protetti, talmente delicati, che potevano rimanere lì dove sono. Il
prossimo governo dovrà prendere questo Dpr del '73, quando allora non esisteva
internet, e adeguarlo ai tempi moderni. Tutto qua. Purtroppo, i dati del 2005
sono di dominio pubblico. Chi li vuole usare, e purtroppo li userà, chi ha
cattive intenzioni, li ha a disposizione". I grillini
si ribellano Anche il reddito di Beppe Grillo è
stato reso pubblico: nel 2005 sono entrati nelle tasche del comico genovese
4.272.591.000 eurio. "E' folle pubblicare dati privati, così si siuta la
mafia" ha commentato inferocito Beppe Grillo, ma i
suoi fedeli sostenitori non la pensano esattamente così: "Che cos'ha da nascondere
sui suoi 4milioni di euro?" si chiede il popolo dei vaffa day. I
grillini dal loro guru si aspettavano un plauso alla trasparenza che lui da
sempre invoca, invece sono rimasti delusi. "Facciamoci il V-day 3, anche
contro Grillo, se lui non è d'accordo!" si legge
sul blog del comico. Invia ad un amico.
( da "Gazzetta del Sud" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Rai, esplode un
nuovo caso Santoro Petruccioli stigmatizza il giornalista Cinzia Deodato ROMA
Una puntata a base di un mix esplosivo con Grillo che
attacca Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco
Travaglio: "Annozero" fa così infuriare il presidente della Rai,
Claudio Petruccioli, che si scaglia contro Michele Santoro, accusandolo di aver
scritto una pagina nera per l'azienda. Petruccioli usa parole infuocate:
"Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da
questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne
faccio ammenda e prendo impegno, nell'ambito delle mie responsabilità, a fare
tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi".
Il nuovo "caso Santoro" finirà così sul tavolo del prossimo cda, in
programma mercoledì 7. Santoro replica: "La Rai appartiene al pubblico e
non ai partiti e la libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione
repubblicana". In più, definisce Grillo un
soggetto politico e dunque pienamente responsabile di quanto dice, esattamente
come tutti gli altri leader. Il giornalista insomma non ha nulla da
rimproverarsi: "Ho fatto il mio dovere nell'esclusivo interesse del
pubblico". Una polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo, il quale si trova al mare e non interviene in quelle che
definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive
a sollevare il caso: Santoro infatti nella puntata di giovedì ha mandato in
onda ampi stralci dell'intervento intervento di Grillo a Torino in occasione del secondo "Vaffa-Day" sui temi
dell'informazione. I passaggi "incriminati" riguardano
l'attacco al Napolitano, accusato dal comico di non essere super partes e a
Umberto Veronesi, "colpevole" di negare l'impatto degli inceneritori
sulla salute pubblica. In questo contesto, studio sempre più nervoso con
Vittorio Sgarbi che insultava Travaglio a colpi di parolacce e di insulti, a
proposito di Enzo Biagi. Sgarbi lo colloca nella "casta" dei giornalisti
e dice: "Nessuno è indispensabile. Bisogna uscire dalla logica del ricatto
che vige dopo l'impropriamente definito "editto bulgaro". Biagi non è
stato cacciato. Anzi, Biagi appartiene alla casta dei giornalisti. Io sono
stato allontanato e nessuno mi ha difeso". Insomma, è accaduto un po' di
tutto e ieri sono fioccate le prese di posizione: contro ogni censura si
schierano Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21,
il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Roberto Natale (ospite
di Annozero) e Vincenzo Vita. Critici, invece, il Partito democratico con
Giorgio Merlo che plaude a Petruccioli e Mario Landolfi, presidente uscente
della Vigilanza, che parla di linciaggio mediatico. Sullo sfondo c'è anche una
polemica nella polemica. L'editore Mario Ciancio Sanfilippo ha diffuso una nota
nella quale afferma: "Respingo con fermezza le false informazioni fornite
dal giornalista Giuseppe La Venia, in assenza assoluta di contraddittorio, nel
corso dell'ultima trasmissione Annozero, in merito ai motivi che hanno
determinato l'emittente televisiva, della quale non sono editore, a comunicare
il licenziamento suo e di altri giornalisti Ho dato mandato pertanto conclude
l'editore ai miei legali di tutelare le mie ragioni nelle sedi legali
competenti". Ha fatto seguito una nota congiunta dei giornalisti
licenziati di Telecolor: "Di fronte all'annuncio di querela dell'editore
Mario Ciancio Sanfilippo, gli ex giornalisti di Telecolor si autodenunciano
pubblicamente sottoscrivendo una per una tutte le affermazioni fatte dal
collega Giuseppe La Venia in occasione dell'ultima puntata di Annozero".
Dunque Ciancio informi i suoi legali perché provvedano di conseguenza".
"Inoltre, visto che Mario Ciancio lamenta la mancanza di contraddittorio
lo invitiamo, lui che è il padrone di tutti i mezzi di informazione di Catania
a confrontarsi pubblicamente in una delle sue emittenti sulle ragioni dello
smantellamento di Telecolor, sulla proprietà di fatto di questa e di altre
testate e, più in generale, sulle condizioni di asfissiante monopolio che
soffoca Catania. Se poi Santoro fosse disposto a dedicare uno spazio al
sottovalutato tema della mancanza di pluralismo nell'informazione in Sicilia
conclude la nota saremmo ben lieti di confrontarci noi, altri interlocutori e lo
stesso Mario Ciancio anche nell'ambito di una trasmissione a livello
nazionale".
( da "Corriere delle Alpi" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Da una parte si dice
che un'azione del genere, mostrare i redditi di tutti, espone gli italiani agli
attacchi mirati della malavita, che adesso sa chi rapinare, è una violazione della
privacy, eccita il voyeurismo fiscale, scatena le mogli separate contro i
mariti che pagano pochi alimenti, e così via. Dall'altra parte Visco risponde
che è un gesto di democrazia e di trasparenza, le leggi lo impongono. No, gli
si obietta, le leggi impongono ai comuni di esporre alla pubblica lettura i
redditi dei loro cittadini, ma è una lettura frenata, la può fare chi fa
domanda, e può soltanto leggere i redditi con gli occhi, non fotocopiarseli.
Questa è una visibilità arcaica. La visibilità che Visco dà ai redditi è
moderna, troppo moderna, li mette on line, chiunque può scaricarseli e
controllarli, e questo non va bene, intacca la sfera privata dell'individuo,
danneggia il suo lavoro. Visco ribatte: "Non capisco perché; su quel che
ognuno dichiara al fisco, è giusto che tutti lo sappiano".L'impressione è
che si tratti di una direzione contrastatissima, però inevitabile: arriveremo
anche noi, come in America, all'accesso di tutti ai redditi di tutti. E'
questione di tempo. Il passo è stato compiuto, tutto intero e con decisione. E'
stato ritirato ma non può essere annullato. E prima o poi sarà ripristinato. Se
il grande motociclista, più volte campione del mondo, denuncia un reddito
miserabile, sarà il cittadino qualunque a scoprirlo e denunciarlo, molto prima
che l'Agenzia delle Entrate faccia la sue lente e insicure indagini a Londra.
Se il grande cantante ha intascato tot in un anno e ha dichiarato tot fratto
cento, saranno gli amici di quartiere a scandalizzarsi, prima ancora che il
Fisco faccia mente locale. Se uno denuncia dieci ma guadagna mille, perché mai
scoprirlo pubblicamente è una violazione della privacy? Tra i redditi son
comprese le pensioni, le pensioni son pagate col denaro di tutti, perché noi
tutti non dovremmo sapere dove vanno a finire i nostri soldi? Quando vengon
rese pubbliche le pensioni di grandi manager, che han diretto enti poi finiti
in malora (ferrovie, compagnie aeree...), è uno sbalordimento generale: perché
dovremmo continuare a ignorarle? Qui è in ballo la coerenza tra quanto si
dichiara al Fisco e il tenore di vita che si mantiene. Ci sono proprietari di
quattro-cinque auto da centomila euro l'una che dichiarano al fisco redditi da
bidelli: i vicini di casa hanno il sacrosanto diritto di scoprirli e
denunciarli. Vedo che, a destra, il possibile ministro Renato Brunetta è
d'accordo, a parte la spettacolarità dell'operazione, che lui avrebbe evitato.
Mi fa piacere. Vuol dire che nel passaggio dalla sinistra alla destra la caccia
agli evasori non dovrebbe venire stoppata. Beppe Grillo dice
che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui
guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di
evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno
si vergogna se guadagna molto. Si vergogna se risulta che denuncia poco.
Ma questa non è violenza sulla sua privacy: denunciando poco mentre guadagna
molto, è lui che fa violenza a noi. Una violenza fiscale. Se salta fuori uno
strumento per difenderci, usiamolo. Ferdinando Camon fercamon@alice.it.
( da "Cittadino, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
N Una puntata a base
di un mix esplosivo con Grillo che attacca Giorgio
Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio:
"Annozero" fa così infuriare il presidente della Rai Claudio
Petruccioli che si scaglia contro Michele Santoro, accusandolo di aver dato in
appalto a "terzi" il servizio pubblico e di aver scritto una pagina
nera per l'azienda. Petruccioli usa parole infuocate: "Il danno,
l'umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio pubblico da questi episodi,
sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e
prendo impegno a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere
possa ripetersi". Il nuovo caso-Santoro finirà così sul tavolo del
prossimo Cda, in programma mercoledì. Nell'attesa, Santoro replica: "La
Rai appartiene al pubblico e non ai partiti e la libertà d'espressione è
tutelata dalla Costituzione". In più, definisce Grillo
un soggetto politico e dunque pienamente responsabile di quanto dice. Il
giornalista insomma non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto il mio
dovere, nell'esclusivo interesse del pubblico". Una
polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo il
quale si trova al mare e decide di non intervenire. Eppure sono state le sue
invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata a Grillo, mandando in onda ampi stralci
del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-Day sui temi
dell'informazione. I passaggi incriminati riguardano l'attacco al
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accusato dal comico di non
essere super partes e a Umberto Veronesi, colpevole di negare l'impatto degli
inceneritori sulla salute pubblica. In questo contesto, studio sempre più
nervoso con Vittorio Sgarbi che insultava Travaglio a colpi di parolacce e di
insulti. Insomma, è accaduto un po' di tutto e ieri prese di posizione e
commenti: contro ogni censura si schierano Beppe
Giulietti, portavoce di Articolo 21, il presidente della Federazione Nazionale della
Stampa Roberto Natale (ospite di Annozero) e Vincenzo Vita. Critici, invece, il
Pd con Giorgio Merlo che plaude a Petruccioli e Mario Landolfi, presidente
uscente della Vigilanza, parla di linciaggio mediatico.
( da "Trentino" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Violazione della
privacy, eccita il voyeurismo fiscale, scatena le mogli separate contro i
mariti che pagano pochi alimenti, e così via. Dall'altra parte Visco risponde
che è un gesto di democrazia e di trasparenza, le leggi lo impongono. No, gli
si obietta, le leggi impongono ai comuni di esporre alla pubblica lettura i
redditi dei loro cittadini, ma è una lettura frenata, la può fare chi fa
domanda, e può soltanto leggere i redditi con gli occhi, non fotocopiarseli.
Questa è una visibilità arcaica. La visibilità che Visco dà ai redditi è
moderna, troppo moderna, li mette on line, chiunque può scaricarseli e
controllarli, e questo non va bene, intacca la sfera privata dell'individuo,
danneggia il suo lavoro. Visco ribatte: "Non capisco perché; su quel che
ognuno dichiara al fisco, è giusto che tutti lo sappiano". L'impressione è
che si tratti di una direzione contrastatissima, però inevitabile: arriveremo
anche noi, come in America, all'accesso di tutti ai redditi di tutti. E'
questione di tempo. Il passo è stato compiuto, tutto intero e con decisione. E'
stato ritirato ma non può essere annullato. E prima o poi sarà ripristinato. Se
il grande motociclista, più volte campione del mondo, denuncia un reddito
miserabile, sarà il cittadino qualunque a scoprirlo e denunciarlo, molto prima
che l'Agenzia delle Entrate faccia la sue lente e insicure indagini a Londra.
Se il grande cantante ha intascato tot in un anno e ha dichiarato tot fratto
cento, saranno gli amici di quartiere a scandalizzarsi, prima ancora che il
Fisco faccia mente locale. Se uno denuncia dieci ma guadagna mille, perché mai
scoprirlo pubblicamente è una violazione della privacy? Tra i redditi son
comprese le pensioni, le pensioni son pagate col denaro di tutti, perché noi
tutti non dovremmo sapere dove vanno a finire i nostri soldi? Quando vengon rese
pubbliche le pensioni di grandi manager, che han diretto enti poi finiti in
malora (ferrovie, compagnie aeree...), è uno sbalordimento generale: perché
dovremmo continuare a ignorarle? Qui è in ballo la coerenza tra quanto si
dichiara al Fisco e il tenore di vita che si mantiene. Ci sono proprietari di
quattro-cinque auto da centomila euro l'una che dichiarano al fisco redditi da
bidelli: i vicini di casa hanno il sacrosanto diritto di scoprirli e
denunciarli. Vedo che, a destra, il possibile ministro Renato Brunetta è
d'accordo, a parte la spettacolarità dell'operazione, che lui avrebbe evitato.
Mi fa piacere. Vuol dire che nel passaggio dalla sinistra alla destra la caccia
agli evasori non dovrebbe venire stoppata. Beppe Grillo dice
che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui
guadagna più di Benetton. E' una colonna infame solo se diventa un elenco di
evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno
si vergogna se guadagna molto. Si vergogna se risulta che denuncia poco.
Ma questa non è violenza sulla sua privacy: denunciando poco mentre guadagna
molto, è lui che fa violenza a noi. Una violenza fiscale. Se salta fuori uno
strumento per difenderci, usiamolo. Ferdinando Camon (fercamon@alice.it).
( da "Secolo XIX, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il Codacons presenta
104 denunce penali nelle procure italiane Roma. Direttamente da Internet alle
aule dei Tribunali: la diffusione on line delle dichiarazioni dei contribuenti
italiani decisa dall'Agenzia delle entrate finirà davanti a 104 Procure che
riceveranno una denuncia penale del Codacons, una delle tante sigle dei
consumatori che si sono mobilitate dopo il putiferio scoppiato mercoledì scorso
a cui ha tentato di porre rimedio lo stop (tardivo e inutile) alla
pubblicazione imposto dal Garante della Privacy. Nonostante l'intervento
dell'Authority, i dati continuano a circolare in Rete e sono a disposizione di
tutti. La diffusione online dei dati "anche per poche ore, rende
ingovernabile la circolazione e l'uso di questi dati così come la loro stessa
protezione", ammette il Garante della Privacy Francesco Pizzetti. Anche dalla
Procura di Roma fanno sapere di aspettarsi decine di denunce da parte dei
contribuenti che si ritengono danneggiati dalla scelta del vice ministro alle
Finanze, Vincenzo Visco, chiamato in causa sia sul piano penale che per
violazione delle norme sulla privacy, dato che il Garante sostiene di essere
stato tenuto all'oscuro della decisione di mettere sul Web tutte le
dichiarazioni dei redditi del 2005. Mentre le associazioni dei consumatori
affilano le armi, non accenna a sgonfiarsi la polemica politica. In prima linea
si schiera contro Visco l'ex capo della Guardia di Finanza, Roberto Speciale,
che attacca a testa bassa dal suo scranno di senatore del Pdl: "Se si
volevano avvelenare i pozzi, e questo era il motivo, i pozzi sono stati
avvelenati. Questo è un problema grossissimo che adesso passa nelle mani del
governo che si insedierà tra poco". Addirittura una vendetta di Visco, un
attimo prima di lasciare la poltrona? "E' la mia lettura dei fatti perché
non c'è alcuna utilità nel pubblicare on line i redditi degli italiani. Il
prossimo governo dovrà prendere la legge del '73, quando non esisteva Internet,
e adeguarla ai tempi moderni", avverte Speciale. Da parte sua, il Garante
conferma di non essere stato messo al corrente dalle Finanze: "Non eravamo
informati e non abbiamo potuto dare il nostro consenso. Il problema è di
legittimità perché sul Web salta il limite temporale che è indicato dalle
norme", spiega Mauro Paissan, membro dell'Authority. E' chiaro che, a
questo punto, del problema se ne occuperanno i giudici e il nuovo governo.
Stando alle dichiarazioni di tutti gli esponenti della maggioranza del
centrodestra, è probabile che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti,
proporrà di modificare le nome del '73, che prevedono la trasmissione dei dati
fiscali ai Comuni e alle agenzie locali delle Entrate per consentirne la
consultazione a chi è interessato. Ma ora Internet ci ha messo lo zampino,
innescando un fenomeno massiccio di voyeurismo fiscale: "Tutti gli
italiani si precipitano a spiare sul Web i redditi del vicino di pianerottolo,
del calciatore preferito, del capoufficio o dell'ex marito che fa la cresta
sugli alimenti", scrive Le Monde dando, come tutta la stampa
internazionale, ampio risalto all'evento. In attesa dei chiarimenti delle
Finanze al Garante, annunciati per la prossima settimana, il Pdl non fa sconti
al governo uscente: "E' una vera vergogna l'ultima trovata di Visco. La
gogna fiscale su Internet è un fatto intollerabile", commenta Enrico la
Loggia. Nonostante le sue giustificazioni ("E' un fatto di democrazia e di
trasparenza. C'è in tutto il Mondo"), il titolare delle Finanze rimane
nell'occhio del ciclone e viene chiamato in causa dalle varie associazioni dei
consumatori. Il Codacons mette disposizione su Internet i moduli per le richieste
di risarcimento, il cui valore si aggira su valori compresi tra i 500 e mille
euro a testa. In più, altri due moduli potranno essere utilizzati da chi è
interessato per attivare due diverse denunce, una di carattere penale e l'altra
civile. Anche l'Adiconsum valuta se chiedere i danni ma ci sono dubbi
sull'efficacia di queste iniziative: "E' complicato ottenere i
risarcimenti", dice il presidente di Federconsumatori,
( da "Secolo XIX, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
La polemica Il
presidente Petruccioli si scusa per le accuse del comico genovese al presidente
Napolitano e all'oncologo Veronesi 03/05/2008 ROMA. Una puntata a base di un
mix esplosivo, con Grillo che attacca Giorgio
Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: Annozero
fa così infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli che si scaglia
contro Michele Santoro, accusandolo di aver dato in appalto a "terzi"
il servizio pubblico e di aver scritto una pagina nera per l'azienda.
Petruccioli usa parole infuocate: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna
che vengono al Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la
mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno, nell'ambito
delle mie responsabilità, a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa
del genere possa ripetersi". Il nuovo "caso-Santoro" finirà così
sul tavolo del prossimo Cda, in programma mercoledì prossimo. Nell'attesa,
Santoro replica: "La Rai appartiene al pubblico e non ai partiti e la
libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione Repubblicana". In più,
definisce Grillo un soggetto politico e dunque
pienamente responsabile di quanto dice, esattamente come tutti gli altri
leader. Il giornalista insomma non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto il
mio dovere", "nell'esclusivo interesse del pubblico". Una
polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo il
quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle che definisce
"comunicazioni interne". Eppure sono state le sue invettive a
sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata dell'altro ieri a Grillo, mandando in onda ampi stralci
del suo intervento a Torino in occasione del secondo Vaffa-Day sui temi
dell'informazione. I passaggi incriminati riguardano l'attacco al presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano, accusato dal comico di non essere super
partes e a Umberto Veronesi, colpevole di negare l'impatto degli inceneritori
sulla salute pubblica e chiamato "cancronesi". In questo contesto,
studio sempre più nervoso con Vittorio Sgarbi che insultava Travaglio a colpi
di parolacce e di insulti. Insomma, è accaduto un pò di tutto e ieri non sono
macate prese di posizione e commenti: contro ogni censura si schierano Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, il presidente
della Federazione Nazionale della Stampa Roberto Natale (ospite di Annozero) e
Vincenzo Vita. Critici, invece, il Partito Democratico con Giorgio Merlo che
plaude a Petruccioli e Mario Landolfi, presidente uscente della Vigilanza,
parla di linciaggio mediatico. Sullo sfondo c'è anche una polemica nella
polemica: quella che riguarda Enzo Biagi, morto a novembre del 2007. Vittorio
Sgarbi lo colloca nella casta dei giornalisti e dice:"Nessuno è
indispensabile. Bisogna uscire dalla logica del ricatto che vige dopo
l'impropriamente definito "editto Bulgaro". Biagi non è stato
cacciato. Anzi, Biagi appartiene alla casta dei giornalisti. Io sono stato
allontanato e nessuno mi ha difeso". 03/05/2008.
( da "Italia Oggi" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 105, pag. 3 del 3/5/2008
Autore: Visualizza la pagina in PDF Il Caso Lo scoop di
ItaliaOggi ha già fatto il giro del mondo Da Le Monde al New York Times, per i
quotidiani stranieri si tratta di scandalo on line Il sogno degli italiani di
sapere quanto guadagna il vicino di casa, il calciatore del cuore o il loro
capo è diventato realta' mercoledì scorso quando sul sito dell'Agenzia delle
Entrate sono comparsi i redditi dichiarati nel 2006 relativi all'anno 2005. è
quanto scrive in sostanza il britannico Guardian raccontando lo scandalo
suscitato con la vicenda sollevata dal quotidiano free press Metro e da Italia
Oggi e riportando le dichiarazioni del viceministro alle Finanze Vincenzo Visco
e del Garante della Privacy, Francesco Pizzetti. A mettere insieme le reazioni
dei giornali stranieri è stata l'Adnkronos ieri. Un esercizio interessante. Tra
le reazioni più critiche, si legge sempre sul Guardian, quella del “comic
blogger” Beppe Grillo, secondo il quale l'iniziativa
aiuterebbe la mafia a individuare le vittime di estorsioni e rapine. E Mario
Ferrara, esponente del Pdl di Silvio Berlusconi, prosegue il quotidiano, ha
denunciato che si è trattato di una "vendetta di Visco contro chi aveva
appena votato contro di lui". Il francese Le Monde considera invece
che ai tifosi della Fiorentina saranno probabilmente andati per traverso i 22,4
milioni di euro di redditi denunciati da Christian Vieri, in testa alla
classifica dei calciatori meglio retribuiti, dopo che ieri la Fiorentina è
uscita dalla Coppa Uefa per un rigore mancato "dal caro Bobo". Quanto
al premier uscente Romano Prodi, continua il quotidiano, si dice che si sia
infuriato per l'iniziativa. Insieme a quelle di altri vip, le sue dichiarazione
dei redditi erano state sbirciate 128 volte da funzionari nel
( da "Italia Oggi" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
ItaliaOggi
ItaliaOggi Numero 105, pag. 1 del 3/5/2008 Autore: di Franco Bechis
Visualizza la pagina in PDF D&G più ricchi del Cav Ecco i 300
redditi vip di Milano, Roma e altre sei città. Vince la moda Prima sorpresa.
Silvio Berlusconi, l'italiano ricco più famoso all'estero, nella sua Milano è
solo sesto nella classifica dei contribuenti 2005 (28 milioni). Superato
ampiamente dagli stilisti simbolo del made in Italy: Giorgio Armani (44,9
milioni), Domenico Dolce (29,7 milioni) e Stefano Gabbana (29,6 milioni).
Primissimo in classifica, e primo in Italia Carlo Micheli, classe 1970, figlio
del finanziere Francesco Micheli: reddito 2005 complessivo di 101 milioni di
euro. Ma a Milano più ricco di Berlusconi è anche un manager: Enrico Bondi
(Parmalat), 31 milioni. Il capoluogo lombardo si conferma la capitale del
fisco, con oltre 500 milionari, battendo in ricchezza ampiamente la capitale
reale, Roma (...) Oggi iniziamo a pubblicare i primi 300 contribuenti di 8
città italiane: Milano, Roma, Napoli, Firenze, Genova, Torino, Bologna e
Venezia. Continueremo con tutti i redditi vip anche al di sotto delle cifre
stratosferiche. Poi vi racconteremo i redditi nei grandi giornali, nella Rai
(oggi prima puntata), in Mediaset, in tutte le imprese di comunicazione. Quelli
dei vertici di Confindustria e delle organizzazioni sindacali, divise per
territorio. Quelli di professionisti di ogni ordine e grado, quelli dei
calciatori, di tutti gli uomini di spettacolo. Quelli dei banchieri piccoli e
grandi, e dei dirigenti di tutte le aziende pubbliche e private. Vi
racconteremo l'Italia attraverso la lente particolare dei redditi 2005. Con una
grande operazione trasparenza che a questo punto è più che necessaria:
essenziale. Dopo avere inserito alla chetichella, in un modo che lascia
attoniti, questa grande novità in rete, il governo ha pensato bastasse un click
a fermarla. Lo ha pensato perfino uno come Beppe Grillo, ritenuto un guru di Internet e invece travolto da questa
vicenda. Non si può più. Quei dati sono stati scaricati- parzialmente- da
centinaia e centinaia di naviganti. Da ieri mattina li mettono a disposizione
attraverso il peer to peer. Con il rischio di offrire dati incompleti,
di usarli strumentalmente e a proprio piacimento. Di farli diventare un
business per gente dagli scopi poco chiari. Non abbiamo altra strada che questa
operazione trasparenza, che ora è divenuta perfino specchio della civiltà di un
paese. Lo faremo avendo presente il nostro ruolo di giornalisti: spiegando e
tenendo presente la rilevanza pubblica dei personaggi di cui rileveremo il 740.
E raccogliendo, insieme alla pubblicazione, tutte le opinioni contrarie, più
che legittime. Franco Bechis.
( da "Italia Oggi" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 105, pag. 13 del 3/5/2008
Autore: di Emilio Gioventù Visualizza la pagina in PDF Non
dite ai grillini che Beppe guadagna oltre 4 milioni di
. Anche più di mister Erg Un milione di euro fa la Iena ridens Anche Paolo
Kessisoglu nella lista dei paperoni gonovesi Vive all'ombra della lanterna
l'avvocato che vanta il secondo reddito più alto in Italia. Si tratta di Franco
Nicola Bonelli, prima di lui Sergio Erede, non genovese, ma socio di Bonelli in
Bep lex. Bonelli vanta nel 2005 un reddito imponibile di 10.944.168 euro. In terra ligure dopo di lui Giuseppe Grillo, detto Beppe,
Beppe Grillo. Già proprio lui, il comico che
da "te la do io l'America" è passato ai più redditizi vaffa di
piazza: un business che gli ha garantito un reddito di 4.272.591 euro. Una
somma considerevole che a detta dei grillini poco si addice a un moralizzatore
di usi e costumi della società italiana. Non a caso, infatti, proprio Grillo è stato tra coloro che si è scagliato con maggiore
veemenza contro la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi degli italiani
sul sito delle Agenzie delle entrate. Un boomerang, visto che il sito del
comico genovese in poche ore è stato bombardato di commenti al veleno sia sulla
consistenza dei suoi guadagni sia sulla censura web invocata in pieno terremoto
fiscale. Tra i peperoni genovesi anche Alessandro Garrone, classe 1963.
Amministratore delegato della Erg e secondogenito di Riccardo Garrone che dopo
aver lasciato l'azienda petrolifera si è dedicato alla presidenza della Sampdoria.
Alessandro Garrone vanta un imponibile di 2.956.826 euro. A Genova anche un
volto noto della televisione. Si chiama Paolo Kessisoglu ed è uno dei
conduttori delle Iene. Nel
( da "Arena, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
IN RADIO.
L'ARRANGIAMENTO RICHIAMA IL MUSICAL "HAIR". UNA CITAZIONE DA
"COME SAPREI" Giorgia canta "Ora Basta!" Chitarre e
hammond, è tratto dal cd "Stonata" Giorgia dice basta agli uomini. La
cantante soul italiana è in radio con il suo singolo, "Ora basta", il
nuovo estratto dall'album "Stonata". La canzone, come ha spiegato la
cantante romana, una delle migliori voci italiane di sempre, "parla della
rabbia di una donna nei confronti del suo uomo che non mostra le proprie
emozioni e non è trasparente nei sentimenti quanto lei. A volte basta poco per
migliorare un rapporto, ma quel poco può essere tantissimo". Il brano ha
un certo taglio ironico, finendo per citare una delle canzoni che ha portato
fortuna alla vocalist romana. "Sempre per ironia, nel testo c'è
un'autocitazione, quando canto "Come saprei amarti io nessuno saprebbe
mai", perché dirlo a 36 anni (tanti quanti ne ha oggi) non è come a 23
(cioè l'età che aveva quando presentò il brano a Sanremo '95; il brano era
stato scritto da Eros Ramazzotti, Adelio Cogliati e Vladi Tosetto, ndr)".
Per quanto riguarda i suoni, il nuovo singolo deve qualcosa al revival del '68
che si respira oggi. "L'arrangiamento di "Ora basta" - spiega
infatti Girogia - è nato con uno stile simile a quello del musical
"Hair", con chitarre acustiche e cori molto chiari; poi l'intervento
all'organo Hammond di Alessandro Centofanti ha dato al brano un'impronta sonora
più aggressiva e "nera"". "Stonata", l'album da cui è
tratto, è un disco ricco che ha rilanciato Giorgia e può vantare collaborazioni
importanti: il duetto con Mina nel brano "Poche parole", l'intervento di Beppe Grillo in
"Libera la mente" e la partecipazione di Pino Daniele alla chitarra
nel funk latino di "Anime sole". Nel brano "Adesso lo sai"
Giorgia duetta con Emanuel Lo, cantante suo "protetto", mentre in
"Invisibile traccia" appare il flauto di Elio, il leader e vocalist
delle Le Storie Tese, per una volta strumentista di lusso. G.BR.
( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Cronaca Bufera su
Santoro: "Basta insulti di Grillo in tv" Ad
Annozero il comico prende di mira l'oncologo Veronesi e Napolitano.
Petruccioli: mi vergogno Il conduttore: non è un artista ma un soggetto
politico. Lite in diretta Travaglio-Sgarbi ALDO FONTANAROSA ROMA - Giovedì, ad
Annozero, Michele Santoro avrebbe fatto da megafono al
peggio di Beppe Grillo rilanciando "insulti
inconcepibili" a Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi. La cosa - avverte
Claudio Petruccioli - non sarà più tollerata. Ma Santoro si difende: le parole
di Grillo non sono più
quelle di un comico; sono ormai le tesi di un "soggetto politico", e
vanno riferite senza censure. Petruccioli contro Santoro, dunque. Il
presidente della Rai accusa il giornalista di "aver messo la Rai a
disposizione di Grillo; il quale ha rivolto insulti
privi di giustificazione al Quirinale e a una personalità universalmente
stimata come Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono alla
Rai risultano incalcolabili. A nessuno, neppure a Santoro, è consentito
appaltare la tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e
indecente". Santoro replica alle accuse. A suo parere, Beppe
Grillo è ormai un "soggetto politico" al
pari di Berlusconi, Bossi o Mastella. Quindi gli organi di informazione hanno
tutto il diritto di riferirne le idee: lo hanno fatto i telegiornali del 25
aprile (giorno della manifestazione di Grillo a
Torino); quindi i quotidiani del 26, infine Annozero senza filtri preventivi.
Santoro precisa, ancora: non ho mai fatto mie le accuse di Grillo,
che anzi è stato criticato da Marco Travaglio (opinionista di Annozero) e
Sgarbi (ospite del programma). Unico responsabile delle parole di Grillo è Grillo stesso, infine,
proprio perché entità politica. Del caso, discuterà il consiglio di
amministrazione Rai mercoledì. Un esame che cade in un momento particolare.
Siamo alla vigilia della nascita del governo guidato da Berlusconi (storico
nemico di Santoro). Questo consiglio Rai, insediato nell'era Prodi, vede ormai
la sua scadenza (a fine maggio). Infine - terzo elemento - Santoro ha fatto
capire alla Rai (2 mesi fa) che può lasciare l'azienda. Il discorso però si è
arenato sulla trattativa economica. In questo complesso scenario il deputato
Giorgio Merlo (del Partito Democratico) sta con Petruccioli: "Non commento
la conduzione di Santoro, ormai nota. Certo la Rai non dovrebbe amplificare gli
insulti del politico Grillo alle istituzioni".
Più prudente è il senatore Vita, lui pure del Pd: "è molto grave - dice -
l'attacco di Grillo al Quirinale. Tuttavia, attenzione
a non brandire l'arma della censura. Strumento che, se legittimato, diventa poi
incontrollabile". Giuseppe Giulietti (eletto alla Camera con Di Pietro)
chiede "per quali ragioni la Rai può ospitare a reti unificate aggressioni
contro i giudici o appelli per i fucili padani, e manifesta indignazione per Grillo? Dai dirigenti Rai, ci saremmo aspettati pari
critiche per l'aggressione di Sgarbi alla memoria di Enzo Biagi". Ad
Annozero, Sgarbi ha negato che Biagi sia mai stato cacciato dalla Rai, e ha
anche dato del "pezzo di m... a Travaglio che difendeva lo storico
giornalista. Travaglio ha replicato: "Sei da neurodeliri". Per
Landolfi del Popolo della Libertà, Sgarbi è stato, in ogni caso, l'unico ad
accorgersi del "vilipendio in atto contro Napolitano e della lapidazione
di Veronesi".
( da "Repubblica, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Cronaca Dal
direttore dell'Irccs all'attrice Isabella Ferrari, la solidarietà al medico Le
donne con lo scienziato "Ha salvato molte vite" L'associazione delle
pazienti "Il suo modello ha difeso la femminilità" MILANO - "Non
capisco perché in Italia si attacchino sempre le cose che funzionano. è
scoraggiante", dice Paola Muti, direttore scientifico dell'Irccs (Istituto
di ricerca a carattere scientifico) di Roma, uno dei fiori all'occhiello della
ricerca italiana nell'ambito dell'oncologia. La
professoressa non si capacita degli insulti che Beppe Grillo ha
rivolto a Umberto Veronesi al V-day di Torino, rilanciate l'altra sera dalla
trasmissione tv di Santoro: "Attaccare lui, e con lui il modello italiano
che si è imposto con successo nella ricerca e nella cura del cancro, non ha
alcun senso". Le reazioni agli attacchi di Grillo
sono iniziate solo ieri, quando, dopo aver visto "Anno zero", molti
operatori della medicina hanno inviato a Veronesi messaggi di solidarietà. Per
esempio la Foncam (Forza operativa nazionale sul carcinoma mammario):
"Veronesi ha cambiato radicalmente l'approccio terapeutico al carcinoma
mammario, sviluppando in prima persona la chirurgia conservativa e dedicando la
vita alla ricerca in senologia. In più, ha favorito la diffusione dei progressi
della medicina a tutti i centri d'Italia e d'Europa, perché alle pazienti
affette da carcinoma mammario fosse garantito lo stesso livello di cura su
tutto il territorio". E questa è la posizione del Forum Italiano Europa
Donna, che rappresenta 80 associazioni di donne operate al seno: "Senza il
contributo del professor Veronesi moltissime donne colpite dal dramma del
tumore al seno sarebbero ancora costrette a intervento chirurgici mutilanti e a
terapie devastanti per il corpo e per la psiche, e la ricerca oncologica non
avrebbe avuto le più recenti e importanti svolte che hanno cambiato la prognosi
per tante persone". "Il grande modello di Veronesi - aggiunge Paola
Muti - è l'integrazione tra la ricerca scientifica e la terapia, che tiene in
conto la qualità della vita delle pazienti. Perché le terapie devono essere
praticate a dosaggi alti? Perché si fanno terapie postchirurgiche, e non già
sul letto operatorio? L'approccio di Veronesi è sempre orientato dai valori e
dalle scelte delle stesse pazienti. E poi da lui è venuta l'idea che la
ricerca, a cui lo Stato dedica pochi soldi, meno di due euro per abitante,
possa produrre essa stessa i finanziamenti che la sostengano". Conclude la
Muti: "Il modello Veronesi funziona. La ricerca italiana sul cancro al
seno è oggi all'avanguardia proprio grazie alle sue intuizioni. Attaccarlo è
paradossale". Una persona che conosce bene lo Ieo (istituto oncologico
europeo) è l'attrice Isabella Ferrari. "Periodicamente mi faccio visitare
nel centro di Veronesi, e vi è stata curata mia madre e alcune mie amiche. Le
tecniche sono all'avanguardia. Tante donne sono state salvate e la loro
femminilità preservata. Una struttura dove ci si sente rispettate e curate nel
modo migliore possibile". Le accuse di Grillo a
Veronesi l'hanno lasciata di stucco: "Me ne chiedo la ragione. Dovrebbe
riflettere, Grillo, prima di sparare a zero. Sappia
che in questo modo ha ferito tanti malati". (e. b.).
( da "Tirreno, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Petruccioli: una pagina nera Grillo in tv nuova bufera su Santoro ROMA. Una puntata con Beppe Grillo che in collegamento video attacca Giorgio Napolitano e Vittorio
Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: l'ultima puntata di Annozero fa
così infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli da spingerlo a
scrivere una nota durissima, nella quale si scaglia contro Michele
Santoro, accusandolo di aver dato in appalto a 'terzi' il servizio pubblico e
di aver scritto una pagina nera per l'azienda. A pagina 5.
( da "Mattino di Padova, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Regione IL PASSO è
COMPIUTO, NON SI PUò ANNULLARE SEGUE DALLA PRIMA E' scoppiato il pandemonio. La
lista è rimasta sul web dalle 9 alle 16.41 di mercoledì, dopo di che il
ministro stesso, schiacciato dalle accuse, l'ha ritirata. Ma c'è chi l'ha
scaricata, per città o categorie, e adesso la mette a disposizione su
richiesta. E dunque la valanga di polemiche continua. Da una parte si dice che
un'azione del genere, mostrare i redditi di tutti, espone gli italiani agli
attacchi mirati della malavita, che adesso sa chi rapinare, è una violazione
della privacy, eccita il voyeurismo fiscale, scatena le mogli separate contro i
mariti che pagano pochi alimenti, e così via. Dall'altra parte Visco risponde
che è un gesto di democrazia e di trasparenza, le leggi lo impongono. No, gli
si obietta, le leggi impongono ai Comuni di esporre alla pubblica lettura i
redditi dei loro cittadini, ma è una lettura frenata, la può fare chi fa
domanda, e può soltanto leggere i redditi con gli occhi, non fotocopiarseli.
Questa è una visibilità arcaica. La visibilità che Visco dà ai redditi è
moderna, troppo moderna, li mette on line, chiunque può scaricarseli e
controllarli, e questo non va bene, intacca la sfera privata dell'individuo,
danneggia il suo lavoro. Visco ribatte: "Non capisco perché; su quel che
ognuno dichiara al Fisco, è giusto che tutti lo sappiano". L'impressione è
che si tratti di una direzione contrastatissima, però inevitabile: arriveremo
anche noi, come in America, all'accesso di tutti ai redditi di tutti. E'
questione di tempo. Il passo è stato compiuto, tutto intero e con decisione. E'
stato ritirato ma non può essere annullato. E prima o poi sarà ripristinato. Se
il grande motociclista, più volte campione del mondo, denuncia un reddito
miserabile, sarà il cittadino qualunque a scoprirlo e denunciarlo, molto prima
che l'Agenzia delle Entrate faccia le sue lente e insicure indagini a Londra.
Se il grande cantante ha intascato tot in un anno e ha dichiarato tot fratto
cento, saranno gli amici di quartiere a scandalizzarsi, prima ancora che il
Fisco faccia mente locale. Se uno denuncia dieci ma guadagna mille, perché mai
scoprirlo pubblicamente è una violazione della privacy? Tra i redditi son
comprese le pensioni, le pensioni son pagate col denaro di tutti, perché noi
tutti non dovremmo sapere dove vanno a finire i nostri soldi? Quando vengon
rese pubbliche le pensioni di grandi manager, che han diretto enti poi finiti
in malora (ferrovie, compagnie aeree...), è uno sbalordimento generale: perché
dovremmo continuare a ignorarle? Qui è in ballo la coerenza tra quanto si
dichiara al Fisco e il tenore di vita che si mantiene. Ci sono proprietari di
quattro-cinque auto da centomila euro l'una che dichiarano redditi da bidelli:
i vicini di casa hanno il sacrosanto diritto di scoprirli e denunciarli. Vedo
che, a destra, il possibile ministro Renato Brunetta è d'accordo, a parte la
spettacolarità dell'operazione, che lui avrebbe evitato. Mi fa piacere. Vuol
dire che nel passaggio dalla sinistra alla destra la caccia agli evasori non
dovrebbe venire stoppata. Beppe Grillo dice che "è una colonna
infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton.
E' un colonna infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non
vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna
molto. Si vergogna se risulta che denuncia poco. Ma questa non è
violenza sulla sua privacy: denunciando poco mentre guadagna molto, è lui che
fa violenza a noi. Una violenza fiscale. Se salta fuori uno strumento per
difenderci, usiamolo. Ferdinando Camon (fercamon@alice.it).
( da "Nuova Venezia, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Regione VISCO E LA
POLEMICA: PASSO AVANTI INEVITABILE SEGUE DALLA PRIMA Questa è una visibilità arcaica.
La visibilità che Visco dà ai redditi è moderna, troppo moderna, li mette on
line, chiunque può scaricarseli e controllarli, e questo non va suo lavoro.
Visco ribatte: "Non capisco perché; su quel che ognuno dichiara al Fisco,
è giusto che tutti lo sappiano". L'impressione è che si tratti di una
direzione contrastatissima, però inevitabile: arriveremo anche noi, come in
America, all'accesso di tutti ai redditi di tutti. E' questione di tempo. Il
passo è stato compiuto, tutto intero e con decisione. E' stato ritirato ma non
può essere annullato. E prima o poi sarà ripristinato. Se il grande
motociclista, più volte campione del mondo, denuncia un reddito miserabile,
sarà il cittadino qualunque a scoprirlo e denunciarlo, molto prima che
l'Agenzia delle Entrate faccia le sue lente e insicure indagini a Londra. Se il
grande cantante ha intascato tot in un anno e ha dichiarato tot fratto cento,
saranno gli amici di quartiere a scandalizzarsi, prima ancora che il Fisco
faccia mente locale. Se uno denuncia dieci ma guadagna mille, perché mai
scoprirlo pubblicamente è una violazione della privacy? Tra i redditi son
comprese le pensioni, le pensioni son pagate col denaro di tutti, perché noi
tutti non dovremmo sapere dove vanno a finire i nostri soldi? Quando vengon
rese pubbliche le pensioni di grandi manager, che han diretto enti poi finiti
in malora (ferrovie, compagnie aeree...), è uno sbalordimento generale: perché
dovremmo continuare a ignorarle? Qui è in ballo la coerenza tra quanto si
dichiara al Fisco e il tenore di vita che si mantiene. Ci sono proprietari di
quattro-cinque auto da centomila euro l'una che dichiarano redditi da bidelli:
i vicini di casa hanno il sacrosanto diritto di scoprirli e denunciarli. Vedo
che, a destra, il possibile ministro Renato Brunetta è d'accordo, a parte la
spettacolarità dell'operazione, che lui avrebbe evitato. Mi fa piacere. Vuol
dire che nel passaggio dalla sinistra alla destra la caccia agli evasori non
dovrebbe venire stoppata. Beppe Grillo dice che "è una colonna infame".
Dalla lista dei redditi risulta che lui guadagna più di Benetton. E' un colonna
infame solo se diventa un elenco di evasori, ma santo cielo non vorremo star
qui a proteggere gli evasori! Nessuno si vergogna se guadagna molto. Si
vergogna se risulta che denuncia poco. Ma questa non è violenza sulla sua
privacy: denunciando poco mentre guadagna molto, è lui che fa violenza a noi.
Una violenza fiscale. Se salta fuori uno strumento per difenderci, usiamolo.
Ferdinando Camon (fercamon@alice.it).
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
INTERVENTO DEL
PRESIDENTE RAI LA REPLICA L'ACCUSA Petruccioli: "Mi scuso per
Santoro" In onda su Annozero alcuni spezzoni del V Day di Grillo Ho solo fatto il mio dovere Una vergogna da non
ripetere gli insulti a Napolitano e Veronesi ROMA Una puntata a base di un mix
esplosivo con Grillo che attacca Giorgio Napolitano e
Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: Annozero fa così
infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli che si scaglia contro
Michele Santoro, accusandolo di aver dato in appalto a terzi il servizio
pubblico e di aver scritto una pagina nera per l'azienda. Petruccioli usa
parole infuocate: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al
servizio pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e
personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno, nell'ambito delle mie responsabilità,
a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa
ripetersi". Il nuovo caso-Santoro finirà così sul tavolo del prossimo cda,
in programma mercoledì prossimo. Nell'attesa, Santoro replica: "La Rai
appartiene al pubblico e non ai partiti e la libertà d'espressione è tutelata
dalla Costituzione repubblicana". In più, definisce Grillo
un soggetto politico e dunque pienamente responsabile di quanto dice,
esattamente come tutti gli altri leader. Il giornalista insomma non ha nulla da
rimproverarsi: "Ho fatto il mio dovere, nell'esclusivo interesse del
pubblico". Una polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle
che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le sue
invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti dedicato la puntata di
giovedì a Grillo, mandando
in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del secondo
Vaffa-Day sui temi dell'informazione. I passaggi "incriminati"
riguardano l'attacco al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,
accusato dal comico di non essere super partes e a Umberto Veronesi, colpevole
di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica. In questo
contesto, studio sempre più nervoso con Vittorio Sgarbi che insultava Travaglio
a colpi di parolacce e di insulti. Insomma, è accaduto un pò di tutto e ieri
prese di posizione e commenti: contro ogni censura si schierano Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, il presidente
della Federazione nazionale della stampa Roberto Natale (ospite di Annozero) e
Vincenzo Vita. Critici, invece, il Partito democratico con Giorgio Merlo che
plaude a Petruccioli e Mario Landolfi, presidente uscente della Vigilanza, che
parla di linciaggio mediatico. Sullo sfondo c'è anche una polemica nella
polemica: quella che riguarda Enzo Biagi, morto a novembre del 2007. Vittorio
Sgarbi lo colloca nella casta dei giornalisti e dice: "Nessuno è
indispensabile. Bisogna uscire dalla logica del ricatto che vige dopo
l'impropriamente definito "editto Bulgaro". Biagi non è stato
cacciato. Anzi, Biagi appartiene alla casta dei giornalisti. Io sono stato
allontanato e nessuno mi ha difeso".
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Attualità Armani 44
milioni, Berlusconi fermo a 28 Contribuenti d'oro Dolce e Gabbana (29 milioni)
e Bobo Vieri (22,5) ROMA Secondo il quotidiano francese "Le Figaro",
in riferimento a quanto pubblicato in rete, il record di redditi dichiarati per
l'anno 2005 spetta in Italia allo stilista Giorgio Armani con 44 milioni di
euro, seguito dai colleghi Domenico Dolce e Stefano Gabbana (29 milioni) e da
Silvio Berlusconi (28 milioni). Tra gli sportivi, svetta il calciatore della
Fiorentina Christian Vieri (22,5 milioni), che stacca il collega Francesco
Totti (poco sopra i 10). Oltre 4 milioni per Beppe Grillo e nella lista figurano anche, sempre secondo il resoconto di Le
Figaro, "Roberto Benigni (3,5 milioni), la star meglio pagata del cinema,
Antonio Bassolino, responsabile del disastro di Napoli, che avrebbe fatto
volentieri a meno di comparire in questa hit-parade. Mentre sono
curiosamente assenti Michele Ferrero che secondo Fortune sarebbe l'uomo più
ricco d'Italia e Luca Cordero di Montezemolo". Analizzando quelli che
vengono considerati i paradisi dei vip, le mete ideali in cui trascorrere le
proprie vacanze, le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti di località come
Capri o Cortina sono in linea con le medie nazionali. Tra le montagne di
Cortina solo il 2,2% ha un reddito superiore ai 100.000 euro l'anno e ben il
57,6% invece vive con meno di 20.000 euro. Stanno anche peggio gli abitanti di
Capri, dove i benestanti, con un reddito superiore ai 100.000 euro sono solo
l'1,7%, e invece a vivere con entrate inferiori ai 20.000 euro l'anno sono ben
il 62,3%.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Attualità
Grillo in tv, Santoro
nella bufera Polemiche sul comico, che attacca Quirinale, Visco e Veronesi
ROMA. Raffica di polemiche per la puntata di "Annozero" dedicata a Beppe Grillo e Michele
Santoro finisce nella bufera. Infatti, i lunghi inserti dal comizio torinese
del comico genovese, compresi i duri attacchi a Giorgio Napolitano e - con una forza ancora maggiore - all'oncologo
Umberto Veronesi, non potevano non lasciare un segno. Così come ciò che ne è
seguito, il violento "j'accuse" (con annesso turpiloquio) dell'ospite
Vittorio Sgarbi alla trasmissione, al conduttore e soprattutto al suo
principale collaboratore, Marco Travaglio. Conseguenza: il caso, con tutta
probabilità, verrà affrontato dal prossimo cda Rai, che si riunisce mercoledì
prossimo. Questo perché, puntualmente la bufera si è scatenata: il presidente
Rai, Claudio Petruccioli, scrive una durissima nota contro Santoro ("una
vergogna che non si ripeterà"), accusandolo di aver ospitato le opinioni
dello showman genovese senza prenderne le distanze; e anche i tremila senologi
che lavorano con Veronesi, così come l'associazione della donne che lui ha
contribuito a curare, esprimono il loro sdegno. A volare, invece, è l'audience.
Mentre Santoro si difende, facendo appello al diritto di cronaca. "Ho
fatto solo il mio dovere", dice. Diversi i passaggi del discorso di Torino
riportati durante il programma. Certo, non è la prima volta, Santoro spesso
riporta spezzoni dei discordi di Grillo. Ma quelli
dell'altra sera sono tra i più forti: con gli attacchi a Napolitano - peraltro
già ampiamente riportati dai media - e quelli su Veronesi, accusato di non dire
la verità sulla dannosità per la salute degli inceneritori a causa di suoi
interessi in affari. E proprio le parole sull'oncologo più celebre d'Italia
scatenano la prima reazione di rabbia di Sgarbi, quando la linea torna in
studio. "Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi risultati per
l'azienda e portando a termine una trasmissione difficile che ha dovuto
sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni preordinate.
Ritengo di aver esercitato il diritto di cronaca dando conto, come altri programmi,
dei momenti più significativi della manifestazione" di Torino. Queste le
parole del conduttore. Il quale a Petruccioli ricorda che la sua redazione usa
la sua professionalità "al servizio del pubblico e non per conto
terzi". Ma le polemiche riguardano anche la questione redditi sul web.
Dopo aver duramente condannato l'iniziativa dell'Agenzia delle entrate, e in
particolare il viceministro dell'Economia Vincenzo Visco, Beppe
Grillo dal suo blog dice "no alla colonna
infame" e invita i blogger a scrivere una mail al futuro ministro
dell'Economia Giulio Tremonti perchè "ristabilisca le regole della
convivenza civile e blocchi l'accesso a chiunque di dati sensibili
privati". "Il rapporto fiscale - scrive - è tra il privato cittadino
e lo Stato e tale deve rimanere".
( da "Nuova Sardegna, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Fatto del giorno
Petruccioli accusa Santoro "Grillo a ruota libera,
una vergogna e danni incalcolabili" Annozero: rissa e insulti in diretta
tra Sgarbi e Travaglio ROMA. Una puntata a base di un mix esplosivo con Grillo che attacca Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che
prende a parolacce Marco Travaglio: Annozero fa così infuriare il presidente
della Rai Claudio Petruccioli che si scaglia contro Michele Santoro,
accusandolo di aver dato in appalto a 'terzi' il servizio pubblico e di aver
scritto una pagina nera per l'azienda. Petruccioli usa parole infuocate: "Il
danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi
episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio
ammenda e prendo impegno, nell'ambito delle mie responsabilità, a fare tutto il
possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". Il nuovo
'caso-Santoro' finirà così sul tavolo del prossimo Cda, in programma mercoledì
prossimo. Nell'attesa, Santoro replica: "La Rai appartiene al pubblico e
non ai partiti e la libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione
Repubblicana". In più, definisce Grillo un
soggetto politico e dunque pienamente responsabile di quanto dice, esattamente
come tutti gli altri leader. Il giornalista insomma non ha nulla da
rimproverarsi: "Ho fatto il mio dovere", "nell'esclusivo
interesse del pubblico". Una polemica in cui rimane silenzioso il
protagonista: Beppe Grillo il quale si trova al mare e
decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni
interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro
ha infatti dedicato la puntata di giovedì a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in
occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'informazione. I passaggi
'incriminati' riguardano l'attacco al Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano, accusato dal comico di non essere super partes e a Umberto
Veronesi, colpevole di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute
pubblica. In questo contesto, studio sempre più nervoso con Vittorio Sgarbi che
insultava Travaglio a colpi di parolacce e di insulti. Insomma, è accaduto un
po' di tutto e oggi prese di posizione e commenti: contro ogni censura si
schierano Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21,
il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Roberto Natale (ospite
ieri di Annozero) e Vincenzo Vita. Critici, invece, il Partito Democratico con
Giorgio Merlo che plaude a Petruccioli e Mario Landolfi, presidente uscente
della Vigilanza, parla di linciaggio mediatico. Sullo sfondo c'è anche una
polemica nella polemica: quella che riguarda Enzo Biagi, morto a novembre del
2007. Vittorio Sgarbi lo colloca nella casta dei giornalisti.
( da "Provincia Pavese, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il New York Times
"Un Paese di evasori fiscali" NEW YORK. "L'atteggiamento di
molti italiani nei confronti delle tasse è più o meno il seguente: perchè
pagarle se nessuno le paga?". Dedicando un piccolo articolo all'iniziativa
del viceministro delle Finanze Vincenzo Visco, di mettere online i redditi
dichiarati dagli italiani, il Nyt ironizza sugli italiani superevasori fiscali.
Fisher cita un esempio classico: quello dei proprietari di casa che fanno
firmare due contratti d'affitto agli inquilini per pagare meno tasse. Il primo
contratto, quello vero, rimane segreto o quasi. Il secondo, con una somma
decisamente più bassa, viene registrato. "Ed è
sorprendente che ambedue i contratti ciano approvati dagli avvocati",
precisa il giornalista. Nell'articolo, il Nyt cita tra l'altro lo stilista
Giorgio Armani (l'italiano che nel 2005 avrebbe pagato più tasse di tutti), e
il comico Beppe Grillo.
( da "Nuova Sardegna, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
REDDITI ON LINE
Visco ci ha fornito uno strumento contro gli evasori fiscali: usiamolo
Violazione della privacy? Casomai un modo per controllare che i soliti furbi
non continuino a farla franca Vincenzo Visco è il ministro più odiato del
governo uscente, e proprio sul momento di uscir di carica ha compiuto l'atto
che gli attirerà più odio di quanto ne ha accumulato finora: ha messo in
Internet i redditi dichiarati di tutti gli italiani. E' scoppiato il
pandemonio. La lista è rimasta sul web dalle 9 alle 16,41 di mercoledì, dopo di
che il ministro stesso, schiacciato dalle accuse, l'ha ritirata. Ma c'è chi
l'ha scaricata, per città o categorie, e adesso la mette a disposizione su
richiesta. E dunque la valanga di polemiche continua. Da una parte si dice che
un'azione del genere, mostrare i redditi di tutti, espone gli italiani agli
attacchi mirati della malavita, che adesso sa chi rapinare, è una violazione
della privacy, eccita il voyeurismo fiscale, scatena le mogli separate contro i
mariti che pagano pochi alimenti, e così via. Dall'altra parte Visco risponde
che è un gesto di democrazia e di trasparenza, le leggi lo impongono. No, gli
si obietta, le leggi impongono ai comuni di esporre alla pubblica lettura i
redditi dei loro cittadini, ma è una lettura frenata, la può fare chi fa
domanda, e può soltanto leggere i redditi con gli occhi, non fotocopiarseli.
Questa è una visibilità arcaica. La visibilità che Visco dà ai redditi è
moderna, troppo moderna, li mette on line, chiunque può scaricarseli e
controllarli con calma, e questo non va bene, intacca la sfera privata
dell'individuo, danneggia il suo lavoro. Visco ribatte: "Non capisco
perché; su quel che ognuno dichiara al fisco, è giusto che tutti lo
sappiano". L'impressione è che si tratti di una direzione
contrastatissima, però inevitabile: arriveremo anche noi, come già accade in
America, all'accesso di tutti ai redditi di tutti. E' questione di tempo. Il
passo è stato compiuto, tutto intero e con decisione. E' stato ritirato ma non
può essere annullato. E prima o poi sarà ripristinato. Se il grande
motociclista, più volte campione del mondo, denuncia un reddito miserabile,
sarà il cittadino qualunque a scoprirlo e denunciarlo, molto prima che
l'Agenzia delle Entrate faccia la sue lente e insicure indagini a Londra. Se il
grande cantante ha intascato tot in un anno e ha dichiarato tot fratto cento,
saranno gli amici di quartiere a scandalizzarsi, prima ancora che il Fisco
faccia mente locale. Se uno denuncia dieci ma guadagna mille, perché mai
scoprirlo pubblicamente è una violazione della privacy? Tra i redditi son
comprese le pensioni, le pensioni son pagate col denaro di tutti, perché noi
tutti non dovremmo sapere dove vanno a finire i nostri soldi? Quando vengon
rese pubbliche le pensioni di grandi manager, che han diretto enti poi finiti
in malora (ferrovie, compagnie aeree), è uno sbalordimento generale: perché
dovremmo continuare a ignorarle? Qui è in ballo la coerenza tra quanto si
dichiara al Fisco e il tenore di vita che si mantiene. Ci sono proprietari di
quattro-cinque auto da centomila euro l'una che dichiarano al fisco redditi da
bidelli: i vicini di casa hanno il sacrosanto diritto di scoprirli e
denunciarli. Vedo che, a destra, il possibile ministro Renato Brunetta è
d'accordo, a parte la spettacolarità dell'operazione, che lui avrebbe evitato.
Mi fa piacere. Vuol dire che nel passaggio dalla sinistra alla destra la caccia
agli evasori non dovrebbe venire stoppata. Beppe Grillo dice
che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui
guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di
evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno
si vergogna se guadagna molto. Si vergogna se risulta che denuncia poco.
Ma questa non è violenza sulla sua privacy: denunciando poco mentre guadagna
molto, è lui casomai che fa violenza a noi. Una violenza fiscale. Se salta
fuori uno strumento per difenderci, usiamolo. (fercamon@alice.it).
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
03-05-2008)
Argomenti: Grillo
FANO pag. 13 Aguzzi
vede... Rossi e lo carica Il primo cittadino ieri ha demolito le
contestazionisollevate daOmnibus PIANO REGOLATORE IL MANCATO patrocinio del
Comune, richiesto dall'Associazione Res Pubblica Amici di Beppe
Grillo per una sua iniziativa pubblica (un convegno su
"Cultura della Giustizia", in programma il 9 maggio alle 21 nella
Sala di S. Maria Nova) aveva avuto questa risposta dall'amministrazione
comunale di Fano: "Le istituzioni pubbliche non possono concedere
patrocini a liste e partiti politici". Res Pubblica aveva smentito di
essere un "soggetto politico" e minacciato di adire a vie legali
contro l'amministrazione comunale. Ieri il sindaco ha replicato elencando città
e regioni nelle quali, nel recente turno elettorale, gli
"amici di Beppe Grillo" si erano presentati con
proprie liste e candidati, ricordando poi che nel suo recente Vaffa2 Grillo aveva annunciato che alle
prossime amministrative ovunque si sarebbero presentate liste dei suoi amici e
che "sarebbe bastato un consigliere per "liberare" ogni
Comune". DOPO i grillini è toccato a Davide Rossi, l'ex assessore
che aveva sparato di nuovo sul Prg dicendo cose per il quale il sindaco lo ha
definito "due volte ignorante" (nel senso che ignora): " Più si
cerca di gettare fango addosso alla gente ? ha detto Aguzzi ? e più ci si
allontana dalla gente che vuol vedere persone che lavorano per il bene della
città e non falsi scandalismi. Rossi ha fatto nomi di persone che non solo non
hanno avuto favori ma che ci possono chiedere danni, vedi l'esempio di Paci,
che era all'interno di un comparto industriale esistente dagli anni '70 dove
erano previste due strade che dovevano essere espropriate e realizzate entro 5
anni a spese del Comune, cosa mai fatta. Per evitare questi espropri (con
richiesta di danni) abbiamo preso un'area già edificata e creato un nuovo
comparto dove scompare una delle strade (solo al servizio dei capannoni di Paci
che così potrà leggermente ampliarsi) mentre resta, ma a carico del comparto,
l'altra strada più importante, perché collega la IX Strada all'autoporto.
Questo nuovo comparto era già nella 1a adozione, quando Rossi era ancora in
giunta. Rossi poi ignora anche che l'area della famiglia Del Vecchio che ha
tirato in ballo non è edificabile, riservata esclusivamente a parcheggio di
camion". Per Rossi sono in arrivo querele da Del Vecchio e famiglia e
probabilmente anche da Paci ed altri nominati dall'ex assessore. In chiusura di
conferenza il sindaco si cava un altro sassolino dalla scarpa: "Omnibus di
Rossi, i grillini, li troviamo spesso insieme a rappresentanti di Sinistra
Arcobaleno nel "comitato del no". In provincia RC, PdCI e Verdi
(questi ultimi sostenendo che bisognava delocalizzare le industrie nautiche, il
che vorrebbe dire portarle ad Ancona), volevano addirittura votare contro la
strada delle barche, poi su pressione del PD si sono astenuti. Pensate cosa
sarebbe Fano se governata da loro".
( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del Grande comico, mediocre politico Maria
Novella Oppo ANCORA UNA PUNTATA DI "ANNOZERO" dedicata a Beppe Grillo, il comico che volle farsi politico. Anche se il suo mezzo di
espressione è il monologo e la politica è soprattutto dialogo. Una
contraddizione non da poco, che però non gli è stata rimproverata dagli ospiti
in studio, né dal conduttore. Santoro infatti si serve di Grillo per porgere i temi caldi della politica. O magari si
serve di certi temi per porgere Grillo al pubblico,
che lo gradisce sempre, come risulta dall'Auditel. Fatto sta che, a non saper
dialogare, c'era anche Sgarbi, i cui argomenti ormai si limitano agli insulti,
esattamente come i "vaffa" di Grillo. E
pazienza, perché comunque alcune cose sono state dette, anche per merito di
Celentano e dei nervi saldi di Travaglio e Norma Rangeri. In particolare, è
stato chiarito come la proposta di tagliare i finanziamenti pubblici ai
giornali avrebbe solo l'effetto di zittire le poche voci che si oppongono al
berlusconismo. Mentre il Paese rischia di perdere un grande comico, in cambio
di un altro mediocre politico. FRONTE DEL VIDEO.
( da "Nazione, La (Empoli)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
PRIMO PIANO pag. 13
La Rai stronca Santoro "Una vergogna" Petruccioli furioso per la puntata
su Grillo ? ROMA ? UNA PUNTATA a base di un mix
esplosivo, con Grillo che attacca Giorgio Napolitano e
Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: 'Annozero' fa infuriare
il presidente della Rai Claudio Petruccioli, che si scaglia contro Michele
Santoro, accusandolo di aver dato in appalto a "terzi" il servizio
pubblico e di aver scritto una pagina nera per l'azienda. PETRUCCIOLI picchia
duro: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio
pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; personalmente ne faccio ammenda
e prendo impegno, nell'ambito delle mie responsabilità, a fare tutto il
possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". Il nuovo
"caso-Santoro" finirà, dunque, sul tavolo del prossimo cda, in
programma mercoledì prossimo. Nell'attesa, Santoro replica a modo suo: "La
Rai appartiene al pubblico e non ai partiti e la libertà d'espressione è
tutelata dalla Costituzione repubblicana". In più, definisce Grillo un soggetto politico e dunque pienamente responsabile
di quanto dice, esattamente come tutti gli altri leader. Il giornalista insomma
non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto il mio dovere, nell'esclusivo
interesse del pubblico". Una polemica in cui rimane silenzioso il
protagonista: Beppe Grillo, che si trova al mare e decide di
non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne".
Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha infatti
dedicato la puntata dell'altra sera a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in
occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'informazione. I passaggi
"incriminati" riguardano l'attacco al Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano, accusato dal comico di non essere super partes, e a Umberto
Veronesi, colpevole di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute
pubblica. Tutto questo in un contesto in cui, in uno studio sempre più nervoso
Vittorio Sgarbi attaccava Travaglio anche a colpi di parolacce (ieri lo stesso
Sgarbi ha annunciato che querelerà Travaglio). INSOMMA, è accaduto un po' di
tutto, con valanga di commenti a seguire: contro ogni censura si schierano Beppe Giulietti, portavoce di Articolo 21, il presidente
della Federazione Nazionale della Stampa, Roberto Natale (ospite di 'Annozero')
e Vincenzo Vita. Critici, invece, il Partito democratico con Giorgio Merlo, che
plaude a Petruccioli, e Mario Landolfi, presidente uscente della Vigilanza, che
parla di linciaggio mediatico. Sullo sfondo c'è anche una polemica nella
polemica: quella che riguarda Enzo Biagi, morto a novembre del 2007. Vittorio
Sgarbi accusa: "Nessuno è indispensabile. Bisogna uscire dalla logica del
ricatto che vige dopo l'impropriamente definito 'editto bulgaro'. Biagi non è
stato cacciato. Anzi, Biagi appartiene alla casta dei giornalisti. Io sono
stato allontanato e nessuno mi ha difeso". r. r. Image:
20080503/foto/583.jpg.
( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
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l'edizione del I redditi sono ancora on line. Il Garante: dati ingovernabili
Anche le associazioni dei consumatori in campo: il Codacons presenta denunce in
cento procure di Giuseppe Vespo REDDITI e polemiche continuano a far discutere
l'Italia. Mentre sui media, quelli tradizionali, imperversa il gioco dello
"scarica le responsabilità", tra Agenzia delle Entrate, Garante della
privacy e il viceministro Visco, sul web impazza il voyeurismo fiscale. Chi
pensava che bastasse bloccare il sito dell'Agenzia per inibire la curiosità di
contribuenti e amanti del gossip fiscale, non ha fatto i conti con
l'immediatezza della Rete, dalla quale non si torna indietro: basta un
programmino di file sharing, quelli con cui si scaricano musica o film, e il
gioco è fatto. I redditi sono ancora di dominio pubblico, come avverte il
Garante, secondo cui "la diffusione in Internet rende ingovernabile la
circolazione e l'uso di questi dati così come la loro stessa protezione".
In mattinata la stessa Authority, con Mauro Paissan, aveva assicurato al programma
Omnibus di La7: "Non eravamo informati e perciò non abbiamo potuto dare un
consenso. L'abbiamo saputo da qualche giornale e agenzia di stampa". Per
contro l'Agenzia delle Entrate fa sapere che già dalla prossima settimana
arriveranno i chiarimenti richiesti dall'Autorità. Nel frattempo monta l'onda
della protesta politica contro l'ispiratore dell'operazione, il viceministro
all'Economia Vincenzo Visco. La carica è partita con Roberto Speciale, l'ex
comandante della Guardia di Finanza già protagonista di un aspro bisticcio con
Visco e ora deputato nelle fila del Pdl, secondo cui "il viceministro o
chi per lui ha avuto questa bellissima pensata mettendo praticamente in piazza
i redditi di tutti gli italiani". Poichè quelle informazioni potrebbero
anche essere usate da male intenzionati per richieste di "pizzo, ricatti e
sequestri di persona". Speciale considera tutta la vicenda una
"vendetta". Dietro il generale, l'esercito dei consumatori. L'Adoc,
che ha condotto un sondaggio dal quale emerge che il 70% degli intervistati ha
bocciato l'operazione, si dice pronta a sostenere i contribuenti che vorranno
chiedere il risarcimento danni. Poi il Codacons, che ha presentato denuncia
penale contro Visco presso 104 Procure. In attesa di sapere come verrà valutata
l'ipotesi di reato - la Procura di Roma fa notare che non è scontato che la
questione sia di competenza del giudice penale - i più divertiti sono i media
stranieri. Il quotidiano francese Le Figaro, che ha preso gli elenchi da La
Stampa, fa notare che il quotidiano torinese non pubblica i redditi di Michele
Ferrero, per Fortune l'uomo più ricco d'Italia, e di Luca Cordero di
Montezemolo". Mentre per il New York Times, "l'atteggiamento degli
italiani nei confronti delle tasse è più o meno il seguente: perchè pagarle se
nessuno le paga?". Il quotidiano americano cita lo
stilista Giorgio Armani (l'italiano che nel 2005 avrebbe pagato più tasse di
tutti), e il comico Beppe Grillo, che ha definito
"imbecilli" i promotori dell'iniziativa, che ha avuto un successo
eccezionale, visti i contatti sul web.
( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
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l'edizione del Il vero scandalo sono gli evasori Più del 50% degli italiani
vive con 15mila euro l'anno, un'azienda su due è senza utili di Marco Tedeschi
/ Milano SOLIDARIETÀ Le tasse dividono e uniscono. Secondo i sondaggi la metà
degli italiani è pronta a dar solidarietà al viceministro Visco. Persino Feltri
su "Libero" critica le censure del garante, spiegando che "in
una Paese normale, un controllo sociale aiuta a combattere l'evasione
fiscale...". Peccato che subito dopo il direttore inciampi nella sua
provata deferenza berlusconiana, attribuendo al prossimo governo "il
coraggio di schierarsi con le persone perbene e non più coi profittatori".
Subito contraddetto perchè alla testa dell'altra metà degli italiani, quella
che si scandalizza per l'insulto alla privacy, si ritrovano berlusconiani doc,
come l'emiliana Bertolini e il celebre La Loggia, corposamente al centro di
un'alleanza che più trasversale non si può immaginare: con
loro si ritrovano il comico Beppe Grillo, l'ex
generale delle spigole Speciale, il verde Cento, la schiera delle associazioni
dei consumatori, pronte a muovere le Procure. Nessuno che s'allarmi di fronte a
uno scandalo che non sta nella comunicazione, ma nella inattendibilità del
quadro che ne deriva, il quadro di un paese in povertà, dove tra poveri
veri si confondono finti poveri ed evasori certi. Facendo i conti e le medie,
si deduce che un italiano su due (il 54,07 per cento del totale) vive con meno di
15 mila euro all'anno, con poco più di mille euro al mese quindi, e che la metà
delle società di capitali è in perdita. L'operaio e l'impiegato, i redditi
fissi dipendenti, risultano tra i più fortunati e ricchi: niente da invidiare
al cosiddetto popolo della partita Iva, di autonomi e professionisti, che per
oltre un terzo (il 38,4 per cento) sopravvive appena al di sopra della soglia
di povertà, recuperando ottocento euro al mese. Altre brutte sorprese se si va
invece la caccia di ricchi: sono poco più di trecentomila i contribuenti
italiani che guadagnano oltre centomila euro l'anno, appena lo 0,74 per cento
del totale di coloro che pagano le tasse. A vivere con oltre duecentomila euro
l'anno è solo una manciata di connazionali: 58.650, lo 0,14 per cento degli
oltre 40 milioni di contribuenti. Sono stati fatti i conti in tasca anche ai
contribuenti di Cortina e di Capri, cioè i residenti delle due località
turistiche più lussuose d'Italia: le loro dichiarazioni sono in linea con le
medie nazionali. Tra le montagne solo il 2,2 per cento ha un reddito superiore
ai 100.000 euro l'anno e ben il 57,6 per cento invece vive con meno di 20.000
euro. Stanno anche peggio gli abitanti di Capri, dove i "benestanti",
con un reddito superiore ai 100.000 euro, sono solo l'1,7 per cento e invece a
vivere con entrate inferiori ai 20.000 euro l'anno sono il 62,3 per cento. Sono
numeri che ovviamente non sorprendono in un paese dove l'evasione fiscale ha da
tempo superato i 270 miliardi di euro, una cifra mostruosa che rappresenta
circa un quinto del prodotto interno lordo (precisamente il 19,2% del Pil),
come denunciò il ministro Padoa-Schioppa pochi mesi fa. Dagli accertamenti
dell'agenzia delle entrate risultò un costante progresso dell'evasione: dai 44
miliardi di euro del 1980 ai 270,1 miliardi del 2004. Ovviamente, come confermò
ancora quella indagine, sono gli onesti a sopportare il peso degli evasori.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
SEGUE DALLA PRIMA
Questa è una visibilità arcaica. La visibilità che Visco dà ai redditi è
moderna, troppo moderna, li mette on line, chiunque può scaricarseli e controllarli,
e questo non va suo lavoro. Visco ribatte: "Non capisco perché; su quel
che ognuno dichiara al Fisco, è giusto che tutti lo sappiano".
L'impressione è che si tratti di una direzione contrastatissima, però
inevitabile: arriveremo anche noi, come in America, all'accesso di tutti ai
redditi di tutti. E' questione di tempo. Il passo è stato compiuto, tutto
intero e con decisione. E' stato ritirato ma non può essere annullato. E prima
o poi sarà ripristinato. Se il grande motociclista, più volte campione del
mondo, denuncia un reddito miserabile, sarà il cittadino qualunque a scoprirlo
e denunciarlo, molto prima che l'Agenzia delle Entrate faccia le sue lente e
insicure indagini a Londra. Se il grande cantante ha intascato tot in un anno e
ha dichiarato tot fratto cento, saranno gli amici di quartiere a
scandalizzarsi, prima ancora che il Fisco faccia mente locale. Se uno denuncia
dieci ma guadagna mille, perché mai scoprirlo pubblicamente è una violazione
della privacy? Tra i redditi son comprese le pensioni, le pensioni son pagate
col denaro di tutti, perché noi tutti non dovremmo sapere dove vanno a finire i
nostri soldi? Quando vengon rese pubbliche le pensioni di grandi manager, che
han diretto enti poi finiti in malora (ferrovie, compagnie aeree...), è uno
sbalordimento generale: perché dovremmo continuare a ignorarle? Qui è in ballo
la coerenza tra quanto si dichiara al Fisco e il tenore di vita che si
mantiene. Ci sono proprietari di quattro-cinque auto da centomila euro l'una
che dichiarano redditi da bidelli: i vicini di casa hanno il sacrosanto diritto
di scoprirli e denunciarli. Vedo che, a destra, il possibile ministro Renato
Brunetta è d'accordo, a parte la spettacolarità dell'operazione, che lui
avrebbe evitato. Mi fa piacere. Vuol dire che nel passaggio dalla sinistra alla
destra la caccia agli evasori non dovrebbe venire stoppata. Beppe Grillo dice
che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui
guadagna più di Benetton. E' un colonna infame solo se diventa un elenco di
evasori, ma santo cielo non vorremo star qui a proteggere gli evasori! Nessuno
si vergogna se guadagna molto. Si vergogna se risulta che denuncia poco.
Ma questa non è violenza sulla sua privacy: denunciando poco mentre guadagna
molto, è lui che fa violenza a noi. Una violenza fiscale. Se salta fuori uno
strumento per difenderci, usiamolo. Ferdinando Camon (fercamon@alice.it).
( da "Unita, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando l'edizione del Petruccioli: inaccettabili gli insulti di Grillo in Rai Il presidente si scusa con
Napolitano e Veronesi: per Santoro nessuna zona franca / Roma ANNOZERO
Mercoledì prossimo il Cda Rai potrebbe discutere della puntata di giovedì
scorso, dedicata da Santoro a 25 aprile di Beppe Grillo e
intitolata "O bella ciao". Il secondo Vaffa-day di Beppe Grillo, con insulti al
presidente della Repubblica Napolitano, a giornali e giornalisti -
particolarmente violenti quelli all'Unità - e al Umberto Veronesi. In più, una
rissa verbale tra Vittorio Sgarbi e Marco Travaglio. La puntata di Annozero del
1 maggio ha provocato una scia di polemiche e l'intervento, durissimo, del
presidente della Rai Claudio Petruccioli. "A nessuno, quindi neppure a
Michele Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista e la
responsabilità del conduttore con l'appalto, di fatto, della Tv pubblica a
terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente" ha detto Petruccioli,
stigmatizzando soprattutto il largo spazio dedicato al comico torinese: che
"dagli schermi Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque
giustificazione al Presidente della Repubblica, oltre che a una personalità
universalmente stimata come il professor Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la
vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi, sono incalcolabili;
per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno a fare
tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi".
Santoro replica: "Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi risultati
per l'azienda e portando a termine una trasmissione difficile che ha dovuto
sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni preordinate".
Nota il senatore Pd Vincenzo Vita: "È molto grave l'attacco di Grillo al Presidente della repubblica. Ma attenzione a non
brandire l'arma della censura: una volta legittimata, diventa
incontrollabile". Durante la trasmissione fortissima è stata la tensione;
incontenibile Sbarbi, che ga interrotto Travaglio in continuazione. Il
giornalista ha evocato la "cacciata" di Enzo Biagi dalla Rai:
"Se non fossimo quel Paese nel quale Biagi...", e Sgarbi gli ha
urlato: "Siamo un grande Paese con un pezzo di merda come te...".
"Questa è la casa della Libertà, anzi il Popolo della Libertà...", il
commento di Travaglio. Replica: "E tu sei il popolo del nulla...".
Sgarbi ha sostenuto che Biagi non è stato mai cacciato dalla Rai: in realtà gli
sarebbe stato proposto un semplice cambio di orario. Non deve essere proprio
così se Travaglio ha ricevuto ieri un messaggio da Bice Biagi: "Questa è
la cosa che mi ha fatto davvero un grandissimo piacere".
( da "Riformista, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Servizio
pubblico in onda le accuse a napolitano CANCRO ZERO Grillo calunnia
Veronesi. Petruccioli a Santoro: "Vergogna" È bufera su AnnoZero e
sui lunghissimi stralci del V-Day torinese riproposti da Santoro in cui Beppe Grillo insultava
"Morfeo", ovvero il presidente Napolitano e "Cancronesi",
l'oncologo Veronesi. Il presidente della Rai Claudio Petruccioli ha accusato il
giornalista di non aver preso le distanze dalle invettive del comico genovese
ed ha aggiunto che si tratta di "una vergogna che non si ripeterà".
Ieri è montata la polemica anche sull'iniziativa dell'Agenzia delle entrate di
mercoledì di diffondere online i redditi degli italiani. Nonostante lo stop
immediato del Garante della Privacy, gli elenchi sono stati
"catturati" dalla Rete e continuano ad essere a portata di clic.
L'Antiracket ha dichiarato ieri che la mossa di Visco "mette più a
rischio" i commercianti. Mastrobuoni a pagina 5 03/05/2008.
( da "Riformista, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
La puntata di
santoro Non riduciamo Raidue all'Hyde Park Corner Lo share è salvo, la
reputazione del servizio pubblico un po' meno. La puntata di Anno zero andata in
onda l'altra sera ha provocato l'indignata reazione del presidente della Rai
Claudio Petruccioli, che ha stigmatizzato la scelta del
conduttore di dare nuovamente spazio a Beppe Grillo,
"il quale ha rivolto insulti inconcepibili al presidente della Repubblica,
oltreché a una persona universalmente stimata come il professor Umberto
Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio
pubblico da questo episodio sono incalcolabili. "Chi è responsabile
di un programma - ha aggiunto Petruccioli - non lo è solo per quanto dice
personalmente, ma per tutto quel che avviene, non ci sono zone franche". È
proprio questo il punto. Siamo perfettamente d'accordo col presidente della
Rai. È vero quel che Santoro ha detto in trasmissione, e cioè che Grillo quelle accuse nei confronti di Veronesi (che ha
creato un impero finanziario sul cancro e che si dichiara in favore degli
inceneritori perché fabbricati da un'azienda che finanzia la sua fondazione) le
ha dette in pubblica piazza e nessuno ha detto nulla. Ma è per questo che chi
conduce una trasmissione televisiva - a maggior ragione del servizio pubblico -
deve fare da filtro, non può certo trasformare Raidue in una sorta di Hyde Park
Corner permanente in cui tutti sono liberi di insultare e calunniare chiunque.
Ed è anche per salvaguardare questo principio giornalistico che esiste
quell'Ordine così inviso a Grillo. Sia chiaro, nessuna
richiesta di censura per Santoro e il suo Anno Zero , però questo populismo di
sinistra spesso propagandato per giornalismo verità a noi proprio non riesce a
piacere. 03/05/2008.
( da "Riformista, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo 2 il
contrappasso per grillo La lista di Visco impigliata nella Rete Il Codacons
insorge, Speciale s'indigna Che contrappasso per chi, come Beppe Grillo, predica da
anni contro l'informazione tradizionale, distorta, servile e antidemocratica
dei giornali e dei media, venduti agli editori "impuri", cioè alle banche, ai gruppi
finanziari e ai salotti buoni. E che osanna la trasparenza e la democraticità
della Rete, l'anarchia salvifica di Internet, non soggetta a censure (almeno,
in Occidente). Salvo poi andare su tutte le furie se online non ci vanno
soltanto le malefatte della casta ma anche la sua dichiarazione dei redditi,
insieme a quella di tutti gli italiani, come accaduto mercoledì. Ma il
democratico popolo della Rete ha fatto di più. Ha aggirato senza difficoltà il
divieto del garante per la privacy di pubblicare gli elenchi. Dalle primissime
ore della contestata decisione di mercoledì scorso dell'Agenzia delle Entrate
di diffondere in internet le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti
italiani, stoppata quasi subito dall'Authority, gli elenchi circolavano già in
rete con modalità peer-to-peer. Cioè su file scambiabili, facilmente
scaricabili attraverso programmi popolarissimi come e-mule o Limewire. Così
ieri la polemica, dopo (l'inutile) stop del Garante, si è fatta nuovamente
incandescente. Dal Codacons è scattata la denuncia penale a 104 procure della
Repubblica contro Vincenzo Visco, viceministro dell'Economia uscente,
ispiratore della clamorosa iniziativa di mercoledì. Reo, secondo l'associazione
dei consumatori, di aver violato la privacy e una legge del 2005 che
"vieta espressamente la diffusione delle denunce dei redditi dei
contribuenti". E il sito del Codacons, che promette tra i 500 e i 1000
euro di risarcimento per ciascun contribuente la cui denuncia dei redditi sia
stata messa sul web, è stato letteralmente preso d'assalto da migliaia di
utenti che hanno scaricato i moduli per richiedere i danni all'erario. Ma il
casus belli continua ad essere oggetto di una guerra a suon di carte bollate proprio
tra gli uffici del direttore dell'Agenzia delle Entrate, che continuano a
ritenere legittima l'iniziativa e ricordano che questi dati economici sono
disponibili da decenni e che è sufficiente andare al Comune e identificarsi per
accedervi. E chi sostiene, come il Codacons o il garante per la privacy, che
c'è una differenza tra "pubblicità" (legittima) e
"accessibilità" (illegittimità) dei dati. La Procura di Roma ha fatto
sapere di non aver avviato ancora alcun fascicolo. In ogni caso, in attesa di
eventuali denunce, gli inquirenti attendono che l'ufficio del garante della
privacy, che è già intervenuto sulla questione, specifichi se si ravvedono o
meno condotte perseguibili dalla legge. Ad aggiungere benzina al fuoco è
intervenuta anche l'associazione antiracket. Secondo Rosario Bellino,
presidente dell'Associazione antiracket e antiusura della Confcommercio
"Ugo Alfino" di Catania, con la pubblicazione on line dei redditi
"potremmo avere più problemi. Siamo a rischio ancora di più". Perché
"gli imprenditori seri che hanno un certo reddito hanno il timore di farsi
notare, e per questo mantengono un tenore di vita normale, senza esagerare
nell'esibizione della ricchezza". Infine, visto che c'è di mezzo Visco,
non poteva mancare un commento del neoparlamentare del Pdl, ed ex comandante
della Guardia di Finanza, Roberto Speciale: "Se si volevano avvelenare i
pozzi, e questo era il motivo, i pozzi sono stati avvelenati". E smettendo
per un momento le vesti dell'ex Fiamma Gialla e indossando quelle dell'esponente
della nuova maggioranza, Speciale ha concluso che si tratta di "un
problema grossissimo che adesso passa nelle mani del governo che si insedierà
tra poco". 03/05/2008.
( da "Riformista, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo 1 il presidente della rai contro
gli stralci del v-day Petruccioli contro l'Alzo Zero di Santoro Grillo sul suo blog chiede soldi per i dvd È bufera su
Michele Santoro. Il presidente della Rai Claudio Petruccioli è intervenuto ieri
duramente sulla puntata di giovedì di Anno Zero , in cui venivano mostrati ampi
stralci del V-Day del 25 aprile a Torino, in particolare i passaggi in cui Beppe Grillo accusava il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
ribattezzato "Morfeo", di non essere imparziale e l'oncologo Umberto
Veronesi, definito "Cancronesi", di conflitto d'interessi. "A
nessuno, quindi neppure a Michele Santoro - ha dichiarato Petruccioli in una
nota - è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità
del conduttore con l'appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi che ne
fanno un uso arbitrario e indecente". Per il presidente di viale Mazzini
il giornalista è reo di aver "di nuovo" messo il servizio pubblico
radiotelevisivo "a disposizione di Beppe Grillo". Secondo il numero uno della Rai, "il
danno, l'umiliazione e la vergogna" che vengono alla Rai da episodi come
questi "sono incalcolabili". Petruccioli si è impegnato a fare
"tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa
ripetersi". Santoro si è difeso affermando di aver fatto, "come
sempre" il suo lavoro, "con ottimi risultati per l'azienda e portando
a termine una trasmissione difficile che ha dovuto sopportare durante il suo
svolgimento insulti e provocazioni preordinate". Il riferimento è agli
insulti espressi nel corso della puntata da Vittorio Sgarbi soprattutto
all'indirizzo di Travaglio. Ma il conduttore di Anno Zero ha rivendicato anche
di aver esercitato "il dovere di cronaca" riportando gli estratti
della giornata torinese del V-day. Nei brani Grillo
punta il dito contro Veronesi perché colpevole di aver detto in passato che gli
inceneritori non hanno effetti nocivi sulla salute. A detta del comico la tesi
dell'oncologo sarebbe frutto - lo aveva già spiegato sul suo blog - del
conflitto di interessi della sua fondazione, che avrebbe come partner Acea,
"multiutility con inceneritori", l'Enel, "centrali a carbone ed
olii pesanti e nucleare", Veolia Environment, "costruzione
inceneritori". A prendere le difese di Veronesi è intervenuto ieri il
movimento Europa Donna, che rappresenta oltre 80 associazioni di donne operate
al seno. In un comunicato, ha definito "gravissima la diffusione di accuse
infamanti e ingiustificate avvenuta da parte di Grillo
e rilanciata ampiamente dalla trasmissione tv". Perché senza il contributo
dell'oncologo "moltissime donne colpite dal dramma del tumore al seno
sarebbero ancora costrette a interventi chirurgici mutilanti e a terapie
devastanti per il corpo e per la psiche, e la ricerca oncologica non avrebbe
avuto le più recenti e importanti svolte che hanno cambiato la prognosi per
tante persone". E ieri sul blog di Grillo si è
consumato un piccolo psicodramma. Oltre alle critiche per la sua presa di
posizione contro la pubblicazione degli elenchi dei redditi dei contribuenti,
ieri qualcuno, piuttosto adirato, ha ricordato un intervento di Grillo sul blog del 21 gennaio. In cui la richiesta agli
adepti era di mettersi "una mano sul cuore", dunque di comprare il
dvd del precedente V-day per rientrare dei costi sostenuti a Bologna, 80mila
euro. Il testo con tanto di video in dialetto genovese, dal titolo "Si può
dare di più" è facilmente reperibile sul web, si commenta da solo. Grillo si lamenta che ha sei figli e che deve comprare il
latte coi contanti e altre simpatiche amenità. Ma qualche lettore,
evidentemente, si è divertito poco e osservava: "si può dare di più?
mettetevi una mano sul portafoglio? O my God. Grillo
ha 4 milioni di testoni in banca e chiede a noi di comprare i dvd? (...)
Vergogna ladrun!". (T.Ma) 03/05/2008.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-03 - pag: 5 autore: Dal sito del Sole Meno
convinti gli utenti del web Franco Sarcina MILANO Si spacca quasi a metà la
Rete italiana sull'iniziativa,subito bloccata dal Garante, della pubblicazione
dei redditi di tutti i nostri concittadini. Lo si deduce dai risultati del
sondaggio pubblicato dal sito del Sole 24Ore, che al terzo giorno si è
stabilizzato in un 58% di favorevoli contro un 42% di contrari. Ma i commenti
pro e contro sono anche fioccati su forum e blog di informazione. Decisamente
contro è l'intervento di Beppe Grillo, che
in un articolo sul suo blog titolato molto esplicitamente "La colonna
infame" si scaglia contro l'iniziativa dell'Agenzia, e che con il suo
solito linguaggio forte e satirico afferma come l'idea possa essere stata
suggerita "dalla Ndrangheta, dalla Mafia, dalla Camorra e dalla Sacra
Corona Unita". Ma leggendo i commenti sul sito, ci si rende conto
che non tutti coloro che leggono il blog dello scomodo comico genovese sono
d'accordo con lui. Abbastanza stranamente, sono relativamente pochi i blogger
più noti che se la sono sentita di esprimere un parere. Tra le eccezioni, il
"nostro" Luca De Biase, che sul suo blog personale critica
l'iniziativa sul "come" è stata portata avanti: "L'oscurità dei
dati pubblicati era tale da aggiungere motivi di chiacchiere ma non trasparenza.
Perché troppi dati mancavano ", commenta. A De Biase risponde Stefano
Quintarelli, tra i pionieri di Internet nel nostro Paese, che si chiede
preoccupato se, una volta rotto questo argine dei redditi, fino a che punto ci
si possa spingere nel far sapere a tutti la propria situazione economica.
Vedremo presto pubblicato l'elenco delle proprietà immobiliari? E i saldi dei
conti correnti? Nella rete di blog Nòva100 si esprime Sandrone Dazieri, con un
post che sottolinea come, in ogni caso, l'iniziativa abbia risvegliato la
naturale pruderie italica su "quanto guadagna il mio vicino":
"Sono andato a vedere i redditi di un paio di amici miei, che so più o
meno quanto guadagnano. E, immediatamente dopo - continua Dazieri - mi sono
sentito un po' schifato". Per finire, il blogger milanese Roberto Dadda
coglie al volo la sensazione, forse troppo semplice ma comprensibile, di molti
internauti: "Se un dato è pubblico, ma è un poco scomodo procurarselo
allora la privacy è salva, se diventa comodo è violata?".
( da "Sole 24 Ore, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-05-03 - pag: 21 autore: IL PRESIDENTE
DELLA RAI Petruccioli contro Santoro: "Inconcepibili gli insulti di Grillo" Ha creato un caso politico-aziendale l'ultima punta di
"Annozero": il conduttore Michele Santoro ha deciso di mandare in
onda un'ampia sintesi del V2-Day di Beppe Grillo dello
scorso 25 aprile sull'informazione. Per il presidente Rai Claudio Petruccioli
si è trattato di un "appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi che ne
fanno un uso arbitrario e indecente" con "insulti inconcepibili"
al Presidente della Repubblica e a Umberto Veronesi. Mario Landolfi (presidente
della Vigilanza Rai) parla di "linciaggio mediatico" ma Santoro si
difende: "Ho fatto come sempre il mio lavoro". Claudio Petruccioli
OLYCOM.
( da "Adige, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Tv. Attaccati
Veronesi e Napolitano. Scontro Sgarbi-Travaglio. Petruccioli: mi vergogno Grillo ad Annozero, è bufera su Santoro ROMA - Una puntata a
base di un mix esplosivo con Grillo che attacca
Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio:
Annozero fa così infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli che si
scaglia contro Michele Santoro, accusandolo di aver dato in appalto a
"terzi" il servizio pubblico e di aver scritto una pagina nera per
l'azienda. Petruccioli usa parole infuocate: "Il danno, l'umiliazione e la
vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi sono incalcolabili;
ne faccio ammenda e prendo impegno a fare tutto il possibile per impedire che
qualcosa del genere possa ripetersi". Il nuovo "caso-Santoro"
finirà così sul tavolo del prossimo Cda, in programma mercoledì prossimo. Nell'attesa,
Santoro replica: "La Rai appartiene al pubblico e non ai partiti e la
libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione". In più, definisce Grillo un soggetto politico e dunque pienamente responsabile
di quanto dice, esattamente come tutti gli altri leader. Il giornalista insomma
non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto il mio dovere",
"nell'esclusivo interesse del pubblico". Una polemica in cui rimane
silenzioso il protagonista: Beppe Grillo il quale si trova al mare e
decide di non intervenire in quelle che definisce "comunicazioni
interne". Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro
ha infatti dedicato la puntata di giovedì a Grillo, mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in
occasione del secondo Vaffa-Day sui temi dell'informazione. I passaggi
"incriminati" riguardano l'attacco al Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano, accusato dal comico di non essere super partes e a Umberto
Veronesi, colpevole di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute
pubblica e definendolo "cancronesi". In questo contesto, studio
sempre più nervoso con Vittorio Sgarbi che insultava Travaglio a colpi di
parolacce e di insulti. 03/05/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 105 del
2008-05-03 pagina 8 Rai, Petruccioli infuriato per i "vaffa" di
Santoro: "Uso indecente della tv" di Paolo Bracalini da Milano Per
far arrabbiare Vittorio Sgarbi non ci vuole molto. Ma stavolta si sono
infuriati un po' tutti, dall'associazione dei senologi (i medici specialisti di
tumori al seno), alle pazienti di Umberto Veronesi, alla Commissione di
Vigilanza fino ai vertici della Rai. Tutta colpa di Beppe Grillo, anzi tutta colpa di Michele Santoro che nel suo Annozero di
giovedì ha mandato in onda parte del comizio tenuto dal comico al secondo
V-Day, prestando quindi a Grillo il megafono del servizio pubblico per attaccare giornalisti,
medici, e anche il presidente della Repubblica. Il presidente della Rai
Claudio Petruccioli, espressione del centrosinistra, ha duramente criticato la
scelta del conduttore, parlando di un "danno incalcolabile" per il
servizio pubblico. "Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico a
disposizione di Beppe Grillo
che ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al
presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata
come il Professor Umberto Veronesi" ha spiegato Petruccioli in una nota
diffusa ieri. Secondo il presidente di viale Mazzini "il danno,
l'umiliazione e la vergogna che vengono alla Rai da questi episodi, sono
incalcolabili. A nessuno è consentito confondere la libertà del giornalista e
la responsabilità del conduttore con l'appalto, di fatto, della tv pubblica a
terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente". Il caso potrebbe finire
sul tavolo del Cda della Rai che si riunirà mercoledì prossimo come di
consueto. Ma intanto Santoro respinge ogni accusa: "Ho fatto come sempre
il mio lavoro, con ottimi risultati per l'azienda" spiega il conduttore.
Sarebbe sbagliato, dice Santoro, riservare i dibattiti televisivi solo ai partiti
e proibire a un "unico soggetto politico, Beppe Grillo, di esprimere il proprio pensiero. La Rai appartiene
al pubblico e non ai partiti". La Commissione di Vigilanza Rai però
condivide la preoccupazione dell'azienda e parla di "linciaggio
mediatico" per la risonanza data agli insulti a Umberto Veronesi (definito
una "Spa" e ribattezzato "cancronesi") e al capo dello
Stato Giorgio Napolitano. Concordano su questa linea anche due esponenti di
opposti schieramenti come il presidente della Commissione Mario Landolfi (Pdl)
e il vicepresidente Giorgio Merlo (Pd). Nessuna sorpresa comunque per Landolfi,
perché "tanto tuonò che piovve". "Si sapeva che c'era una deriva
in atto - dice Landolfi -. Forse Annozero è la trasmissione che maggiormente ha
suscitato polemiche. L'autonomia del giornalista è un caposaldo da tutelare
sempre, ma ogni volta c'è un limite che viene oltrepassato". Il limite è
stato superato già diverse volte da Santoro, tanto da procurargli un richiamo
dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni. Il presidente dell'AgCom
Corrado Calabrò aveva additato già a febbraio Annozero per aver violato il
pluralismo. Il programma di Santoro, in particolare in tre puntate sulla
giustizia e sulla riforma della Tv, si era trasformato secondo l'AgCom in una
"gogna mediatica" ispirata "più all'amore per l'audience che
all'amore per la verità". Richiamo respinto da Santoro come "una
censura pubblica, generica ed immotivata". Santoro aveva già dedicato una
puntata intera a Beppe Grillo,
cercando anche di portarlo in studio tra gli ospiti, in occasione del primo
Vaffa day. Anche questa volta il programma ha avuto un buon risultato di
ascolto con il 15% di share, anche grazie ai battibecchi in studio.
Protagonista Vittorio Sgarbi, che si è violentemente scontrato con Marco
Travaglio e ha minacciato di andarsene dopo aver sentito il servizio con le
parole di Grillo su Veronesi. "Questa è m...
Basta!" ha tuonato Sgarbi che ora chiede un nuovo intervento dell'AgCom. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Tirreno, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Attualità
FORZA GRILLO FORZA GRILLO Anche un vaffa rende l'Italia migliore Egregio
direttore, lei insiste nel criticare le modalità con cui Beppe Grillo manifesta le
sue invettive contro quella parte della politica italiana vecchia e ingessata,
pur condividendone, mi pare, gran parte della sostanza. L'ultima sua battuta recita:
"I vaffa sono liberatori, ma non cambiano le cose. Insomma, dopo la
denuncia bisogna tornare alla politica". Ebbene, a quale politica tornare?
A quella descritta dai tanti libri e saggi sulle caste? Lei certo non intende
questo, anzi penso che anche lei partecipi alla costruzione di "un'altra
politica" e ognuno che voglia contribuire a ciò, adotterà i mezzi che si
conformano meglio alla sua personalità. Purché siano mezzi non violenti e
rispettosi della libertà altrui. Mi pare evidente che il positivo utilizzo dei
libri allo scopo del cambiamento (vedi il successo di "La Casta" o di
"Gomorra") non è vanificato o ridotto dalle urla di Beppe Grillo che attinge pure da
quelle pubblicazioni. Pertanto la sua presenza in piazza il 25 aprile non
"svaluta o denigra" (parole sue) la resistenza partigiana, ma invita
a un'altra resistenza, di denuncia sì, ma seguita sempre da proposte per
rendere l'Italia più "bella e vera". Amerigo Bigagli FORZA GRILLO Ma
quelle firme sono valide oppure no? Da cittadino che condivide buona parte
delle sue idee e battaglie invito con fermezza Beppe Grillo a fare chiarezza con urgenza sulla questione della
presunta invalidità delle firme raccolte il 25 aprile. Gli ricordo che è in
gioco la credibilità sua e della sua azione (e anche di chi lo sostiene), e Grillo sa bene che la credibilità è la "condicio sine
qua non" per poter agire in Rete. Non sarebbe infatti ammissibile aver
chiamato i cittadini a firmare per tre referendum sapendo che quelle firme, pur
significative, sarebbero state, ai fini referendari, carta straccia. Mauro
Ottonello Montignoso (MS) LEGA AL GOVERNO E Bossi ricomincia con i 300mila
fucili Siamo alla solite! La prima dichiarazione ufficiale di Bossi è stata
quella di comunicare agli italiani che 300mila uomini sono pronti con i fucili
caldi. Caro Bossi forse sei rimasto al secolo scorso o addirittura al
Risorgimento. Nell'anno 2008 non servono i fucili, ma uomini preparati e
intelligenti per guidare il paese. E a quanto pare, questi uomini purtroppo non
ci sono. Luciano Rosati Prato SULLE ELEZIONI Perché stavolta la sinistra ha
perso Quanto livore nei commenti di alcuni lettori di sinistra. A certi non
piace Berlusconi. Per la verità non garba tanto neppure a me. Ma invece di
foderarmi gli occhi di prosciutto, e lasciarmi andare al settarismo puro, cerco
di vedere la realtà dei fatti. Questi indicano che la sinistra in Italia ha
subìto la più grossa batosta dai tempi della "diga" democristiana. Un
perché ci sarà, e il perché è che la gente è stufa di essere presa per scema,
di sentire tante promesse e non vederne realizzata alcuna. Veltroni e Rutelli
hanno condotto una campagna elettorale a dir poco equivoca. Se da una parte
elogiavano quanto fatto dai rispettivi predecessori, dall'altra indicavano
voler fare tutto molto differente cercando di rubare voti agli avversari
proponendo temi quali ordine, legalità, certezza del diritto, da sempre
patrimonio delle compagini destrorse. Quando il centro destra vinse nel 2001 lo
fece con oltre due milioni di voti. Questa volta il risultato consolidato è uno
scarto di oltre tre milioni. Prodi vinse, grazie alla deprecata legge
elettorale di Berlusconi, pur essendo minoritario nel complesso della somma
algebrica dei voti. Questi esegeti della sinistra hanno già iniziato la
campagna di demonizzazione degli avversari, prevedendo foschi scenari, ad
esempio per Alitalia, la compagnia che stava per essere venduta a un solo
potenziale acquirente che imponeva le sue condizioni. Non c'è da meravigliarsi,
essendo l'affare condotto da chi aveva svenduto il polo alimentare Iri. La
bivalenza fre le enunciazioni buoniste e i fatti è anche riscontrabile nei
differenti atteggiamenti tenuti. Veltroni sparava a zero contro gli ex compagni
della sinistra estrema mentre i suoi podestà locali, vedi Roma, ci si
associavano bellamente, sperando di ottenere quel successo che per fortuna non
c'è stato. Roberto Ferroni Pieve a Nievole SULLE ELEZIONI Come avranno fatto a
votarlo ancora... Così ce lo ritroviamo di nuovo a capo del governo: lui,
Truffolo, lo Psiconano, come lo chiama Beppe Grillo. Io mi chiedo solo come ha fatto la gente a votarlo
di nuovo, lui che ha più processi che capelli in capo, lui che possiede il più
grande impero finanziario e mediatico d'Italia, lui che ripropone gli stessi
ministri del 2001. Che delusione. Quando, dall'altra parte finalmente avevamo
un candidato nuovo, ben educato, in gamba che poteva fare grandi cose. Adesso
Truffolo sperpererà quei soldi che con fatica Prodi era riuscito a mettere via,
ci priverà di Santoro e Travaglio come già aveva fatto con Biagi, si sottrarrà
all'ennesimo processo, quello Mills già spostato per la campagna elettorale,
curerà, in primis, i suoi interessi e quelli dei suoi amici, porterà avanti la
sua fantomatica guerra al comunismo. Finirà poi di distruggere la scuola
pubblica, anzi l'ho già sentito riparlare delle "3 I", a cui io
aggiungerei la quarta: idioti (mentre alcuni lettori danno la colpa agli
insegnanti dell'ignoranza degli studenti, invece di vergognarsi solo a
pensarlo). Insomma, mi vergogno di essere italiana e per tutto conto ho già
smesso di vedere i tg per non incontrare la sua faccia tracotante di boria. Non
ci resta che sperare e pregare che questo governo duri poco, il meno possibile.
Laura Dami Capannori (Lucca) VISCO ON LINE Redditi sulla rete? Niente di
anomalo Il vice ministro Visco ha fatto pubblicare sul sito web le
dichiarazioni dei redditi degli italiani. Apriti cielo, così si viola la
privacy del cittadino! Si aiutano la mafia e l'anonima sarda nei sequestri! Ma
in tutti i paesi democratici è cosa normalissima pubblicare le entrate dei
cittadini, addirittura nei paesi anglosassoni l'agenzia delle entrate arriva a
chiedere conto di un tenore di vita incompatibile con il reddito dichiarato.
Visco ha fatto pertanto una operazione in linea con l'Europa, e comunque è
compito dello Stato proteggere i cittadini da mafia e camorra. Ma se la linea
del governo Berlusconi sarà quella dell'ex ministro Lunardi che disse che con
la mafia bisogna convivere, allora siamo già a posto. Quello che maggiormente
mi ha stupito è stata la reazione di Beppe Grillo quando ha scoperto che venivano svelati i suoi
guadagni: i giornali che accusa di non fare il loro dovere, ora sono diventati
delatori dello Stato. Carlo Giglioli San Miniato (Pi).
( da "Tempo, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stampa ProcessoNel
mirino gli spezzoni del V2-Day mandati in onda in cui il comico genovese
attaccava Napolitano e Veronesi Anche Petruccioli lancia il suo editto contro
Santoro Santoro contro tutti. Il popolare conduttore televisivo torna ad
infiammare il dibattito politico nazionale. La puntata di Annozero di giovedì
dedicata al V2-Day di Beppe Grillo,
infatti, è stata duramente criticata dentro e fuori viale Mazzini. Nel mirino
gli spezzoni di manifestazione mandati in onda nel corso della trasmissione
durante i quali il comico genovese metteva in dubbio l'imparzialità
del Capo dello Stato Giorgio Napolitano e attaccava l'oncologo Umberto Veronesi
(colpevole, secondo Grillo,
di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica). Il primo affondo
arriva dal presidente della Rai Claudio Petruccioli: "Michele Santoro ha
di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale dagli schermi Rai ha rivolto insulti
inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della
Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il
professor Umberto Veronesi". "Il danno - prosegue -, l'umiliazione e
la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi episodi, sono
incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo
impegno a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa
ripetersi". "A nessuno - conclude Petruccioli - quindi neppure a
Michele Santoro è consentito confondere la libertà del giornalista e la
responsabilità del conduttore con l'appalto della tv pubblica a terzi che ne
fanno un uso arbitrario e indecente". Ora il caso potrebbe finire sul
tavolo del Cdl di viale Mazzini che si riunirà mercoledì prossimo. Ma contro
Santoro scende in campo anche il presidente uscente della commissione di
Vigilanza Mario Landolfi: "Nella puntata di Annozero è stato rinverdito il
diritto al "linciaggio mediatico", con l'attacco a Veronesi e,
soprattutto, il vilipendio al Capo dello Stato". Dal canto suo il
giornalista si difende spiegando di aver fatto "come sempre" il
proprio dovere, "con ottimi risultati per l'azienda e portando a termine
una trasmissione difficile che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento
insulti e provocazioni preordinate". Quanto a Grillo
Santoro sottolinea che, poiché il comico genovese è "di fatto un soggetto
politico, va attribuita esclusivamente a lui la responsabilità di ogni sua
dichiarazione". Al suo fianco anche il presidente della Federazione
Nazionale della Stampa Roberto Natale che critica Petruccioli: "Appare
singolare l'idea del presidente che gli spettatori della Rai non possano vedere
ciò che avevano potuto leggere nei giorni precedenti sui quotidiani, come se
fossero cittadini immaturi e bisognosi di tutela". Ma non è solo il
"caso Grillo" a far discutere. La puntata di
giovedì sera, infatti, potrebbe avere degli strascichi giudiziari. L'editore
catanese Mario Ciancio Sanfilippo, direttore del quotidiano La Sicilia, ha
minacciato la querela nei confronti dell'ex giornalista dell'emittente
Telecolor Giuseppe La Venia che, durante la trasmissione di giovedì, lo ha
accusato di aver salvato la rete cacciando pretestuosamente dei giornalisti
liberi. Stessa minaccia è arrivata da Vittorio Sgarbi che, sempre giovedì,
aveva litigato in diretta con Marco Travaglio su Enzo Biagi.
( da "Tempo, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stampa Santoro
contro tutti. Il popolare conduttore televisivo ... Santoro contro tutti. Il
popolare conduttore televisivo torna ad infiammare il dibattito politico
nazionale. La puntata di Annozero di giovedì dedicata al V2-Day di Beppe Grillo, infatti, è stata
duramente criticata dentro e fuori viale Mazzini. Nel mirino gli spezzoni di
manifestazione mandati in onda nel corso della trasmissione durante i quali il
comico genovese metteva in dubbio l'imparzialità del Capo
dello Stato Giorgio Napolitano e attaccava l'oncologo Umberto Veronesi
(colpevole, secondo Grillo,
di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica). Il primo affondo
arriva dal presidente della Rai Claudio Petruccioli: "Michele Santoro ha
di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale dagli schermi Rai ha rivolto insulti
inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al presidente della
Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il
professor Umberto Veronesi". "Il danno - prosegue -, l'umiliazione e
la vergogna che vengono al Servizio Pubblico da questi episodi, sono
incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo
impegno a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa
ripetersi". "A nessuno - conclude Petruccioli - quindi neppure a
Michele Santoro è consentito confondere la libertà del giornalista e la
responsabilità del conduttore con l'appalto della tv pubblica a terzi che ne
fanno un uso arbitrario e indecente". Ora il caso potrebbe finire sul
tavolo del Cdl di viale Mazzini che si riunirà mercoledì prossimo. Ma contro
Santoro scende in campo anche il presidente uscente della commissione di
Vigilanza Mario Landolfi: "Nella puntata di Annozero è stato rinverdito il
diritto al "linciaggio mediatico", con l'attacco a Veronesi e,
soprattutto, il vilipendio al Capo dello Stato". Dal canto suo il
giornalista si difende spiegando di aver fatto "come sempre" il
proprio dovere, "con ottimi risultati per l'azienda e portando a termine
una trasmissione difficile che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento
insulti e provocazioni preordinate". Quanto a Grillo
Santoro sottolinea che, poiché il comico genovese è "di fatto un soggetto
politico, va attribuita esclusivamente a lui la responsabilità di ogni sua
dichiarazione". Al suo fianco anche il presidente della Federazione
Nazionale della Stampa Roberto Natale che critica Petruccioli: "Appare
singolare l'idea del presidente che gli spettatori della Rai non possano vedere
ciò che avevano potuto leggere nei giorni precedenti sui quotidiani, come se
fossero cittadini immaturi e bisognosi di tutela". Ma non è solo il
"caso Grillo" a far discutere. La puntata di
giovedì sera, infatti, potrebbe avere degli strascichi giudiziari. L'editore
catanese Mario Ciancio Sanfilippo, direttore del quotidiano La Sicilia, ha
minacciato la querela nei confronti dell'ex giornalista dell'emittente
Telecolor Giuseppe La Venia che, durante la trasmissione di giovedì, lo ha
accusato di aver salvato la rete cacciando pretestuosamente dei giornalisti
liberi. Stessa minaccia è arrivata da Vittorio Sgarbi che, sempre giovedì,
aveva litigato in diretta con Marco Travaglio su Enzo Biagi.
( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Beppe Lopez Beppe Lopez * Il
dibattito (e le divisioni) su Beppe Grillo e sui
finanziamenti ai giornali così come sulla gran parte delle cose che ci
succedono (a cominciare dalle ultime elezioni), mi ha convinto ancora di più
che in questo mondo al contrario che è diventata l'Italia - dopo decenni di
stratificazione,
di interdipendenze e di "anomalie", alle quali da tempo immemorabile
a niente e a nessuno è consentito di sottrarsi - non ci sia niente di più
politico dell'anti-politica, niente di più rivoluzionario del riformismo,
niente di più visionario della razionalità. Prendo atto ad esempio dei
contrasti emersi fra l'articolo di Norma Rangeri e le reazioni del popolo dei
"grillino-manifestini", peraltro stimolanti, ma li trovo in gran
parte sostanzialmente immotivati, se non dai toni e dal taglio preso dal
dibattito, che effettivamente conosce forme borderline di esagerazione verbale
e di semplificazione a fini mediatici. Primo, c'è molta più antipolitica nel
lisciare il pelo al razzismo leghista o nel mettere come capolista alle
elezioni per la camera una brava e inesperta ragazza (in quanto tale) o
nell'imporre ai compagni la nomina a parlamentare di un transgender (in quanto
tale), che non nelle campagne di Grillo. Secondo, Grillo - a parte i toni insultanti e onestamente
intollerabili (diciamo un po' alla Sgarbi, in questo caso un pioniere
inarrivabile) - è arrivato persino a fare una proposta che più politica non si
può, essendo stato anticipato su questo terreno da fior di professionisti della
politica politicante come Pannella, Segni, Fini, lo stesso Veltroni: la
proposta di tre referendum abrogativi (peraltro molto più chiari e
costituzionalmente legittimi di tanti altri referendum arzigogolanti,
autentiche truffe ai danni dei cittadini e dello stesso istituto referendario).
Sull'abolizione della legge Gasparri, siamo tutti d'accordo (meno ovviamente il
Cavaliere e i suoi dipendenti privi di senso critico e morale). Sull'abolizione
dell'ordine dei giornalisti, se ci si dividesse, ci si dividerebbe praticamente
sul nulla. Si tratta di una rivendicazione storica del movimento dei
giornalisti democratici. Nel frattempo, quello che era un'intollerabile
barriera corporativa per l'accesso alla professione, si è trasformato nel suo
contrario: un organismo totalmente incapace di fare anche solo da filtro alla
spazzatura culturale, morale e deontologica imposta dal mercato. Si scindano
dunque i due problemi sul tappeto: l'abolizione dell'obbligo di appartenenza
all'ordine per usare il mezzo dell'articolo o del giornale o del sito Internet
come libera espressione del pensiero costituzionalmente garantita, e la riforma
dell'ordine (o la creazione di un Albo o di un "Pippo", chiamiamolo come
vogliamo) per poter assicurare un mimino di organizzazione e di
riferimenti/obblighi deontologici a quanti usano quel mezzo per professione.
Sulla spinosa questione dei finanziamenti pubblici ai giornali (spinosa anche
per il manifesto) dico che solo un folle potrebbe pensare che sarebbe
auspicabile e utile per la democrazia abolirli del tutto. Ci sono cose nel
mercato che con "la libertà di mercato" - e tanto meno con la libertà
di informazione - non hanno nulla a che fare e che anzi la contrastano sino ad
annullarla del tutto. Ben venga quindi l'intervento pubblico che, se connotato
da specifiche modalità, corrette e trasparenti, è non solo doveroso ma
indispensabile per la stessa "libertà di mercato". Tengo a rilevare
che il mio libro La casta dei giornali, con questa tesi di fondo, per tutti
questi lunghi mesi è stato adottato da Grillo e da
centinaia di blog grillini, che ne hanno pubblicato e ripubblicato migliaia di
volte brani e capitoli. Eppure quel libro è stato a più riprese citato come
esemplare risposta all'anti-politica e persino specificamente a Grillo (da Antonello Piroso su la7 al presidente della Fnsi
Roberto Natale giovedì sera ad Annozero). In quel libro-dossier, di taglio
diciamo così "riformista", si denunciano i ritardi e i fallimenti dei
tentativi di riforma, la colossale dilapidazione di danaro pubblico, le truffe,
i privilegi, le rendite parassitarie e la manipolazione dello stesso mercato
conseguente alla "legge per l'editoria". Vi è indicata però anche una
via d'uscita. Che ho voluto sottolineare nella lettera che ho inviato a Beppe Grillo alla vigilia del
V2-Day del 25 Aprile, ringraziandolo per l'invito a salire su quel palco ma
ritenendolo (d'accordo con lui) perlomeno inopportuno. Lettera che è stata
positivamente accolta e commentata, su Articolo 21, da un uomo come Beppe Giulietti (che ha pubblicamente riconosciuto gli
"errori compiuti nel passato", a cominciare dalla "eccessiva
ricerca della mediazione e della consociazione tra interessi troppo
diversi"). Questa via d'uscita - ritengo apprezzata insieme da Grillo, Natale e Giulietti - si basa su quattro punti: 1) i
contributi dovrebbero andare esclusivamente a iniziative cooperative (vere
cooperative di giornalisti, dirigenti editoriali e lavoratori) e comunque no
profit (con esclusione, quindi, dei grandi gruppi editoriali, che già godono
delle note distorsioni determinate nel "mercato delle idee" dal
mercato della pubblicità, dall'informazione-spazzatura e omologata, e dalle
varie e diffuse forme di "abuso di posizioni dominanti"); 2) la gran
parte dell'esborso dovrebbe servire a promuovere nuove iniziative (e quindi
aiutarle non, come oggi sciaguratamente previsto, dopo cinque anni di vita!),
iniziative legate al territorio e indipendenti; 3) il contributo non dovrebbe
essere "a vita", determinando rendite parassitarie e soprattutto
un'informazione subalterna al potere e "seduta", quando non
propriamente "di Palazzo"; 4) è fondamentale istituire presso il
Dipartimento una struttura di controllo severissima sulle società beneficiate e
sulla reale corrispondenza fra requisiti richiesti, requisiti vantati e
requisiti effettivi, adeguatamente dotata di mezzi e risorse
tecnico-professionali, e obbligata a un rendiconto pubblico e trasparente.
Vogliamo lavorare tutti su questo? Io personalmente sì. Il nuovo gruppo
dirigente della Fnsi e Articolo21, mi pare, pure. E Grillo
sta raccogliendo le firme per i referendum (che di solito si trasformano e
vengono utilizzati spesso, anche dai riformisti, per spingere sul Parlamento e
costringerlo a riformare). Il mondo delle cooperative editoriali - quelle vere
come il manifesto - sottraendosi finalmente al rischio di fare, con il proprio
sacrosanto diritto a un corretto e trasparente aiuto da parte dello stato, e
non a demotivanti rendite privilegiate, da foglia di fico per il mantenimento
del milionario soccorso ai grandi gruppi editoriali, per tacere dei Ciarrapico,
dei Ferrara, dei Feltri, degli Angelucci, dei finti partiti e movimenti, delle
finte cooperative, degli organi di partito di proprietà privata e senza gruppo
parlamentare di riferimento, dei giornali-fantasma. * Autore del libro "La
casta dei giornali".
( da "Manifesto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
"Annozero"
trasmette stralci del V2-Day. Il presidente della Rai (in scadenza) lo censura:
"Uso arbitrario e indecente del servizio pubblico" Matteo Bartocci
Roma Di Grillo si può discutere ma senza vederlo. Di
più: mostrare il suo V2-Day sulla tv pubblica per il presidente della Rai è
addirittura "arbitrario e indecente". Le urne si sono appena chiuse
ma Michele Santoro finisce di nuovo nella bufera. Stavolta però l'"editto
bulgaro"non viene dal Cavaliere o dal centrodestra rampante ma arriva
direttamente dal presidente della Rai in scadenza. In una nota diffusa ieri,
Claudio Petruccioli fa pubblica "ammenda" per la puntata di giovedì
scorso di Annozero dedicata al "V2-Day" del comico genovese e si impegna
a fare in modo che l'episodio non si ripeta. Con ogni probabilità, il caso
finirà sul tavolo del prossimo consiglio di amministrazione. Petruccioli evita
l'aggettivo "criminoso" che piacque al Cavaliere in quel di Sofia ma
non va leggero contro il giornalista, accusato di "aver appaltato la tv
pubblica a terzi" facendone un uso "arbitrario e indecente".
"Ieri sera - scrive il presidente Rai - Michele
Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione
di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della
Rai, ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al
presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata
come il professor Umberto Veronesi (neodeputato Pd, ndr). Il danno,
l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi
sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e
prendo impegno a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere
possa ripetersi. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto
dice personalmente, ma per tutto quel che nel programma stesso avviene; non ci
sono 'zone franche'". Un simile zelo forse si spiega - ma non se ne ha
conferma diretta - con alcune telefonate roventi arrivate dai palazzi della
politica ai piani alti di viale Mazzini. E di certo non è un mistero che questo
cda è in scadenza e il prossimo presidente spetterà di nuovo all'opposizione,
cioè al Pd, il partito di cui fa parte lo stesso Petruccioli. Santoro non ci
sta a finire sul banco degli imputati e risponde alle accuse. "La Rai -
scrive in un comunicato - appartiene al pubblico, non ai partiti, e la libertà
d'espressione è tutelata dalla Costituzione". Il giornalista rivendica il
diritto di cronaca. Le stesse immagini o battute, per quanto non felici o non
condivisibili, sono state raccontate sui tg del 25 aprile e su tutti i giornali
dei giorni scorsi: "Sono state riportate - scrive - senza la volontà di
farle proprie. Non farlo avrebbe rappresentato una grave omissione e una censura.
La stessa considerazione vale per i giudizi sul professor Veronesi e su
qualunque altro personaggio pubblico. Poiché Grillo è
di fatto un soggetto politico, va attribuita esclusivamente a lui la
responsabilità di ogni sua dichiarazione, come confermano recenti sentenze
della Cassazione e come normalmente avviene per Berlusconi, Bossi, Mastella e
qualunque altro leader politico". Santoro infine ricorda la presenza in
studio di quattro commentatori, tutti critici verso Grillo:
il presidente del sindacato dei giornalisti (Fnsi) Roberto Natale, la nostra
Norma Rangeri e lo stesso Marco Travaglio, che pure ha partecipato a entrambi i
V-Day. Giornalisti ai quali si è aggiunto un Vittorio Sgarbi in modalità
scaricatore di porto, che ha insultato ripetutamente gli altri ospiti e si è
scagliato con violenza contro il comico genovese urlando più volte parolacce.
Per Petruccioli comunque l'applauso è bipartisan. Il presidente uscente della
di vigilanza Mario Landolfi (An) loda il suo intervento e accusa Santoro di "linciaggio
mediatico" e di "vilipendio al capo dello stato". Anche per
Giorgio Merlo del Pd il suo richiamo "è utile anche per continuare a
individuare nella Rai una palestra democratica e pluralistica e non una
propaganda gratuita per chi persegue un disegno politico preciso". Sempre
nel Pd Vincenzo Vita chiede "attenzione a non brandire l'arma della
censura" ma a difesa del conduttore si scheirano solo Beppe
Giulietti, deputato Idv e portavoce di Articolo 21, e lo stesso presidente
della Fnsi Natale, che giudica "singolare" l'idea di Petruccioli:
"Chi ha seguito la trasmissione ha potuto farsi un'idea più precisa di un
fenomeno che ha coinvolto alcune centinaia di migliaia di persone. Con
l'effetto, tra l'altro, di smentire le sommarie analisi di Grillo
su un sistema della tv chiuso e totalitario. Se poi si vogliono cercare spazi
della programmazione Rai che procurano al servizio pubblico 'danno, umiliazione
e vergogna incalcolabili' come scrive Petruccioli, forse bisogna volgere lo
sguardo altrove". Per Santoro, che all'inizio di giugno chiuderà questo
ciclo di trasmissioni, la "rissa" ha ovviamente portato gli ascolti
al massimo: 3.700mila spettatori e il 15,8% di share.
( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-03 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Contro "Annozero" "Ingiustificabili le frasi sul
Colle e sul professor Veronesi. Uso arbitrario e indecente del servizio
pubblico" "Santoro ha appaltato la Rai agli insulti di Grillo" Petruccioli al conduttore: mai più
un'umiliazione e una vergogna così. La replica: solo diritto di cronaca Il
presidente dell'azienda: non ci sono zone franche. Il giornalista: non riferire
le sue affermazioni sarebbe stata una grave censura # ROMA - "Il danno,
l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico sono
incalcolabili. Farò in modo che non si ripeta mai più nulla del genere".
Stavolta, a prendersela con Michele Santoro per l'Annozero di giovedì sera, non
è un esponente del centrodestra ma il presidente della Rai Claudio Petruccioli:
"Santoro ha messo a disposizione il servizio pubblico a Grillo
il quale ha rivolto dagli schermi Rai insulti inconcepibili e privi di
qualunque giustificazione al presidente della Repubblica oltreché a una
personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. A
nessuno, neppure a Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista
e la responsabilità del conduttore con l'appalto, di fatto, della tv pubblica a
terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente ". Così conclude Claudio
Petruccioli: "Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto
dice personalmente ma per tutto quel che nel programma stesso avviene. Non ci
sono zone franche. Anche Santoro, come tutti, ha il dovere non eludibile di
tutelare la dignità e il prestigio del Servizio pubblico". Nel Consiglio
di amministrazione la solidarietà a Petruccioli è politicamente trasversale.
Sandro Curzi (Sinistra Arcobaleno): "Condivido la lettera di Petruccioli.
Giovedì sera ho avuto tante telefonate da persone che mi chiedevano cosa stesse
facendo "il tuo amico Santoro". L'attenzione su un comico è
esagerata. Non credo si possa uscire dalla crisi italiana grazie a Grillo". Stesso tono quello usato da Giuliano Urbani,
Pdl: "Meglio tardi che mai, caro Petruccioli. Condivido la lettera dalla prima
all'ultima parola. Forse sarebbe stato più opportuno far sì che non si
arrivasse fino a questo punto. Ho sempre apprezzato i contenuti di Santoro.
Assai meno molti suoi comportamenti. Sarebbe bastato vigilare in tempo".
Il direttore generale Claudio Cappon, responsabile editoriale dell'azienda, ha
fatto sapere di non voler intervenire. Ed ecco gli argomenti del conduttore di
Annozero: "Ritengo di aver esercitato il diritto di cronaca dando conto,
come altri programmi dei momenti più significativi della
manifestazione promossa il 25 aprile a Torino da Beppe Grillo. L'ho
fatto nell'esclusivo interesse del pubblico con un lavoro di edizione che ben
risultava dalla messa in onda ma del quale, se vorrà, il presidente Petruccioli
potrà essere informato ascoltando montatori e giornalisti che lavorano con
passione nella nostra redazione ". Secondo Santoro "tutti i
partecipanti, compreso Marco Travaglio, hanno avuto espressioni di critica e
avanzato rilievi nei confronti di Grillo: c'è stato
anche chi lo ha insultato con estrema violenza". In quanto agli attacchi
al presidente della Repubblica "le affermazioni di Grillo,
già presenti sui giornali, sono state riportate senza la volontà di farle
proprie. Non riportarle avrebbe rappresentato, a mio parere, una grave
omissione e una censura. La stessa considerazione vale per i giudizi sul
professor Veronesi e su qualunque altro personaggio pubblico ". Santoro
conclude la difesa del suo programma affermando che Grillo
"è un soggetto politico e va attribuita a lui la responsabilità di ogni
dichiarazione". Paolo Conti GUARDA il video della lite Sgarbi-Travaglio su
www.corriere.it La lite Vittorio Sgarbi (a sinistra) e Marco Travaglio hanno
discusso animatamente durante la puntata di "Annozero" del primo maggio.
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Nfatti
la raccolta di firme per i tre referendum proposti da Beppe Grillo nel secondo
Vaffa-day nazionale dello scorso 25 aprile, ovvero "abolizione dei
finanziamenti pubblici all'editoria, abolizione dell'Ordine dei giornalisti,
abolizione della legge Gasparri". Gli Amici del Meetup locale tornano
quindi di nuovo in piazza, questa volta via Branca angolo piazza del Popolo, con i banchetti di raccolta domani
e domenica, e poi ancora sabato 10 e domenica 11 maggio, dalle 10 alle 13 e
dalle 16 alle 20. Chiude la sede della cooperativa "Il Grande Albero"
Il 30 Aprile è stata chiusa la sede di Pesaro de Il Grande Albero soc. coop.
Eventuali comunicazioni potranno essere inviate presso: Grande Albero Ambiente
soc. coop., Strada Montefeltresca, 157 - 61023 Pietrarubbia (PU), tel./fax 0722
75350. Rimangono validi gli altri recapiti: e-mail info@ilgrandealbero.com,
Davide Barbadoro 334 6047651, Luca Nicolini 334 6047652, Viale XXIV Maggio 10
61100 Pesaro (Pu). Tel e Fax: 0721 / 371511.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
03-05-2008)
Argomenti: Grillo
POLITICA 03-05-2008
LA POLEMICA PETRUCCIOLI ALL'ATTACCO "Annozero", Santoro sotto assedio
per Grillo ROMA II Una puntata a base di un mix
esplosivo con Grillo che attacca Giorgio Napolitano e
Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio: Annozero fa così
infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli che si scaglia contro
Michele Santoro, accusandolo di aver dato in appalto a terzi il servizio
pubblico e di aver scritto una pagina nera per l'azienda. Petruccioli usa
parole infuocate: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al
Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione e
personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno, nell'ambito delle mie
responsabilità, a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere
possa ripetersi". Il nuovo caso-Santoro finirà sul tavolo del prossimo Cda,
mercoledì. Nell'attesa, Santoro replica: "La Rai appartiene al pubblico e
non ai partiti e la libertà d'espressione è tutelata dalla Costituzione".
In più, definisce Grillo un soggetto politico e dunque pienamente responsabile di quanto
dice. Il giornalista insomma non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto il
mio dovere"". Una polemica in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non intervenire in quelle
che definisce "comunicazioni interne". Eppure sono state le
sue invettive a sollevare il caso: i passaggi incriminati riguardano l'attacco
a Napolitano, accusato dal comico di non essere super partes e a Umberto
Veronesi, colpevole di negare l'impatto degli inceneritori sulla salute
pubblica. In questo contesto, studio sempre più nervoso con Vittorio Sgarbi che
insultava Travaglio a colpi di parolacce.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
I DATI FISCALI SU
INTERNET SCELTA SCOMODA MA INEVITABILE di FERDINANDO CAMON Vincenzo Visco è il
ministro più odiato del governo uscente e proprio sul momento di uscir di
carica ha compiuto l'atto che gli attirerà più odio di quanto ne ha accumulato
finora: ha messo in Internet i redditi dichiarati di tutti gli italiani. E'
scoppiato il pandemonio. La lista è rimasta sul web dalle 9 alle 16.41 di
mercoledì, dopo di che il ministro stesso, schiacciato dalle accuse, l'ha
ritirata. Ma c'è chi l'ha scaricata per città o categorie e adesso la mette a
disposizione su richiesta. E dunque la valanga di polemiche continua. Da una
parte, si dice che un'azione del genere, mostrare i redditi di tutti, espone
gli italiani agli attacchi mirati della malavita, che adesso sa chi rapinare, è
una violazione della privacy, eccita il voyeurismo fiscale, scatena le mogli
separate contro i mariti che pagano pochi alimenti e così via. Dall'altra
parte, Visco risponde che è un gesto di democrazia e di trasparenza, le leggi
lo impongono. No, gli si obietta, le leggi impongono ai Comuni di esporre alla
pubblica lettura i redditi dei loro cittadini, ma è una lettura frenata, la può
fare chi fa domanda e può soltanto leggere i redditi con gli occhi, non
fotocopiarseli. Questa è una visibilità arcaica. La visibilità che Visco dà ai
redditi è moderna, troppo moderna, li mette on-line, chiunque può scaricarseli
e controllarli e questo non va bene, intacca la sfera privata dell'individuo,
danneggia il suo lavoro. Visco ribatte: "Non capisco perché; quel che
ognuno dichiara al fisco è giusto che tutti lo sappiano". L'impressione è
che si tratti di una direzione contrastatissima, però inevitabile: arriveremo
anche noi, come in America, all'accesso di tutti ai redditi di tutti. È
questione di tempo. Il passo è stato compiuto, tutto intero e con decisione. È
stato ritirato ma non può essere annullato. E prima o poi sarà ripristinato. Se
il grande motociclista, più volte campione del mondo, denuncia un reddito
miserabile, sarà il cittadino qualunque a scoprirlo e denunciarlo, molto prima
che l'Agenzia delle entrate faccia le sue lente e insicure indagini a Londra.
Se il grande cantante ha intascato tot in un anno e ha dichiarato tot fratto
cento, saranno gli amici di quartiere a scandalizzarsi, prima ancora che il
Fisco faccia mente locale. Se uno denuncia dieci ma guadagna mille, perché mai
scoprirlo pubblicamente è una violazione della privacy? Tra i redditi son
comprese le pensioni, le pensioni son pagate col denaro di tutti, perché noi
tutti non dovremmo sapere dove vanno a finire i nostri soldi? Quando vengon
rese pubbliche le pensioni di grandi manager, che han diretto enti poi finiti
in malora (ferrovie, compagnie aeree...) è uno sbalordimento generale: perché
dovremmo continuare a ignorarle? Qui è in ballo la coerenza tra quanto si
dichiara al Fisco e il tenore di vita che si mantiene. Ci sono proprietari di
quattro-cinque auto da centomila euro l'una che dichiarano al fisco redditi da
bidelli: i vicini di casa hanno il sacrosanto diritto di scoprirli e
denunciarli. Vedo che, a destra, il possibile ministro Renato Brunetta è
d'accordo, a parte la spettacolarità dell'operazione, che lui avrebbe evitato.
Mi fa piacere. Vuol dire che nel passaggio dalla sinistra alla destra la caccia
agli evasori non dovrebbe venire stoppata. Beppe Grillo dice
che "è una colonna infame". Dalla lista dei redditi risulta che lui
guadagna più di Benetton. È un colonna infame solo se diventa un elenco di
evasori, ma, santo cielo, non vorremo star qui a proteggere gli evasori!
Nessuno si vergogna se guadagna molto. Si vergogna se risulta che
denuncia poco. Ma questa non è violenza sulla sua privacy: denunciando poco
mentre guadagna molto è lui che fa violenza a noi. Una violenza fiscale. Se
salta fuori uno strumento per difenderci, usiamolo.
( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 105 del 2008-05-03
pagina 0 Rai, Petruccioli infuriato per i "vaffa" di Santoro di Paolo
Bracalini Il presidente attacca il conduttore di AnnoZero che ha trasmesso gli
insulti di Grillo al V-day: "Danno
incalcvolabile". Il giornalista: "Ho fatto il mio lavoro con ottimi
risultati" Milano - Per far arrabbiare Vittorio Sgarbi non ci vuole molto.
Ma stavolta si sono infuriati un po' tutti, dall'associazione dei senologi (i
medici specialisti di tumori al seno), alle pazienti di Umberto Veronesi, alla
Commissione di Vigilanza fino ai vertici della Rai. Tutta
colpa di Beppe Grillo, anzi tutta colpa di Michele
Santoro che nel suo Annozero di giovedì ha mandato in onda parte del comizio
tenuto dal comico al secondo V-Day, prestando quindi a Grillo il megafono del servizio pubblico
per attaccare giornalisti, medici, e anche il presidente della Repubblica.
Il presidente della Rai Claudio Petruccioli, espressione del centrosinistra, ha
duramente criticato la scelta del conduttore, parlando di un "danno
incalcolabile" per il servizio pubblico. "Santoro ha di nuovo messo
il servizio pubblico a disposizione di Beppe Grillo che ha rivolto insulti inconcepibili e privi di
qualunque giustificazione al presidente della Repubblica, oltreché ad una
personalità universalmente stimata come il Professor Umberto Veronesi" ha
spiegato Petruccioli in una nota diffusa ieri. Secondo il presidente di viale
Mazzini "il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono alla Rai da
questi episodi, sono incalcolabili. A nessuno è consentito confondere la
libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto, di
fatto, della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e
indecente". Il caso potrebbe finire sul tavolo del Cda della Rai che si
riunirà mercoledì prossimo come di consueto. Ma intanto Santoro respinge ogni
accusa: "Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi risultati per
l'azienda" spiega il conduttore. Sarebbe sbagliato, dice Santoro,
riservare i dibattiti televisivi solo ai partiti e proibire a un "unico
soggetto politico, Beppe Grillo,
di esprimere il proprio pensiero. La Rai appartiene al pubblico e non ai
partiti". La Commissione di Vigilanza Rai però condivide la preoccupazione
dell'azienda e parla di "linciaggio mediatico" per la risonanza data
agli insulti a Umberto Veronesi (definito una "Spa" e ribattezzato
"cancronesi") e al capo dello Stato Giorgio Napolitano. Concordano su
questa linea anche due esponenti di opposti schieramenti come il presidente
della Commissione Mario Landolfi (Pdl) e il vicepresidente Giorgio Merlo (Pd).
Nessuna sorpresa comunque per Landolfi, perché "tanto tuonò che
piovve". "Si sapeva che c'era una deriva in atto - dice Landolfi -.
Forse Annozero è la trasmissione che maggiormente ha suscitato polemiche.
L'autonomia del giornalista è un caposaldo da tutelare sempre, ma ogni volta
c'è un limite che viene oltrepassato". Il limite è stato superato già
diverse volte da Santoro, tanto da procurargli un richiamo dell'Autorità per le
garanzie nelle Comunicazioni. Il presidente dell'AgCom Corrado Calabrò aveva
additato già a febbraio Annozero per aver violato il pluralismo. Il programma
di Santoro, in particolare in tre puntate sulla giustizia e sulla riforma della
Tv, si era trasformato secondo l'AgCom in una "gogna mediatica" ispirata
"più all'amore per l'audience che all'amore per la verità". Richiamo
respinto da Santoro come "una censura pubblica, generica ed
immotivata". Santoro aveva già dedicato una puntata intera a Beppe Grillo, cercando anche di
portarlo in studio tra gli ospiti, in occasione del primo Vaffa day. Anche
questa volta il programma ha avuto un buon risultato di ascolto con il 15% di
share, anche grazie ai battibecchi in studio. Protagonista Vittorio Sgarbi, che
si è violentemente scontrato con Marco Travaglio e ha minacciato di andarsene
dopo aver sentito il servizio con le parole di Grillo
su Veronesi. "Questa è m... Basta!" ha tuonato Sgarbi che ora chiede
un nuovo intervento dell'AgCom. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Ta favorevolmente colpita
dalla compostezza e signorilità di Marco Travaglio che non ha mai interrotto i
suoi interlocutori, ma che più volte è stato zittito e sopraffatto
dall'invadenza e dall'arroganza dell'assessore alla Cultura di Milano. Anche la
buona educazione fa parte della cultura di un popolo. Sono io che mi sbaglio o
è Vittorio Sgarbi che se ne dimentica? ROSINA DAVIN Quando si usa male la
libertà di stampa L'Italia è al 65° posto nella graduatoria dei Paesi dove c'è
maggiore libertà di stampa. Al quinto posto c'è il Belgio. Un Paese dove c'è un
oligopolio televisivo, pubblico/privato, come in Italia. Dove i quotidiani di
respiro nazionale sono due o tre, e il proprietario di uno di questi è lo
stesso di uno dei due oligopolisti della televisione. Dove non vi è stampa
invasiva, come in Italia, per cui sembra che tutto vada bene, ed invece i
prezzi sono alle stelle come in Italia. Insomma saranno anche più liberi i
giornalisti belgi, ma se osservo cosa stanno scrivendo delle elezioni italiane
e romane mi sa tanto che usano questa presunta maggiore (rispetto all'Italia)
libertà molto male. CAOLIN IRPOOL, BRUXELLES Grillo e l'attacco ai giornali Sulla
scia di Beppe Grillo, ad Annozero, c'era un forte
attacco ai mezzi di comunicazione, considerati asserviti al grande capitale
imprenditoriale/finanziario. L'attacco era soprattutto ai giornali e allora,
visto che nella recente campagna elettorale i tre maggiori quotidiani italiani
si sono schierati con Prodi, mi sono chiesto che cosa sia successo.
Forse Santoro sarà passato armi e bagagli con Berlusconi? ROSALINO SACCHI
Laburisti inglesi e operai italiani Bastonati i laburisti alle amministrative
inglesi: retrocedono al terzo posto. Anche gli inglesi si sono accorti che il
potere si era comprato anche la "sinistra". Per avere una politica di
destra, tanto vale votare a destra. Analisi giusta a solo a metà: per un
operaio, votare il padrone che lo precarizza, o il finanziere che lo strozzina,
non è il massimo. E non vi illudete, classe operaia siamo quasi tutti:
impiegati, precari, disoccupati, studenti, pensionati, piccoli artigiani e
piccoli commercianti. Non basta tifare col premier, o guardare la sua tivù, o
comprarsi un abito firmato per essere della sua classe sociale. La speranza è
che a questo punto non serva un regime troppo duro: siamo così rimbecilliti dai
consumi, senza sussulti per il disfacimento di ogni legalità ed etica, che
probabilmente non servirà bastonarci troppo forte. ALESSANDRO PAGANINI, GENOVA
Tutte le buche del Golf Club Con riferimento all'articolo de La Stampa del
24/4/2008 "Il Golf del Bianco perde le sue buche" in nome e per conto
del Golf Club Courmayeur & Grandes Jorasses, si ritengono doverose alcune
precisazioni. In primo luogo, si precisa che l'Associazione è titolare di 32
contratti di locazione di cui 1 disdettato per il 2008, 2 disdettati per il
2009, 20 già rinnovati per 10-15 e 20 anni e
( da "Affari Italiani (Online)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
03.05.2008 11:51
--> Di Luca Spoldi Conoscete la prima regola per investire in borsa? E'
disporre di informazioni, possibilmente qualche minuto prima degli altro o, se
ciò non è possibile o contrario alle leggi (ad esempio nei casi in cui si
avrebbe un insider trading), nello stesso momento di tutti gli altri
investitori. In modo da avere un mercato trasparente dove le informazioni
affluiscono copiose, non distorte, ugualmente accessibili a chiunque. Quella
della perfetta conoscenza di tutte le informazioni (a partire dal prezzo e dal
valore di tutti i titoli, servizi o merci presenti sul mercato) è del resto non
solo la condizione necessaria (ma non sufficiente) per avere un mercato
efficiente (nel quale, tra parentesi, qualsiasi trading system produrrebbe alla
fine la medesima performance), ma anche per avere un mercato in concorrenza
perfetta, con tutto quanto ne consegue a livello di teoria macroeconomica. E'
anche per questo che pare strano a chi scrive il totale silenzio, se non
attraverso il web o certi comici "di protesta"
(da Beppe Grillo a Maurizio Crozza, solo per
citare quelli più "mediaticamente noti"), che nell'ultima campagna
elettorale, peraltro ravvivata proprio da qualche scaramuccia sui temi di
politica economica e sociale (come la sicurezza, la fiscalità o la previdenza)
ha contraddistinto il tema dell'informazione corretta, trasparente e
accessibile rapidamente a chiunque. Curioso poi che il presidente Giorgio
Napolitano abbia sentito il bisogno di rassicurare i rappresentanti di
"old media" che definire opachi è un eufemismo, basti pensare ai
conflitti d'interesse che si celano dietro ogni grande o piccolo editore (ad
esempio in quelli quotati come Rcs, l'Espresso, Class Editori, Mondadori o il
Sole 24 Ore). Per Napolitano "in un mondo aggressivamente multimediale
bisogna resistere per garantire la libertà e dignità della stampa". A noi,
signor presidente, pareva che la dignità si dovesse garantire anche ai tempi
della carta, del piombo e dell'inchiostro, ma forse ci è sfuggito qualcosa.
( da "Affari Italiani (Online)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
03.05.2008 10:40
--> E' veramente incredibile. Mentre in Italia nello studio di Michele
Santoro c'è un duello tra il "faccia da tonto" Marco Travaglio e chi
lo accusa di esserlo Vittorio Sgarbi, in Unione Sovietica s'inventano la
censura per il gossip. Tutto nasce dalla presunta storia d'amore, poi
rivelatasi non vera tra Putin e la ginnasta Alina Kabaeva che tra l'altro ha
avuto modo di apprezzare in Italia la pizza, di cui va pazza. Ma torniamo al
provvedimento della Duma che ha approvato lo scorso 25 aprile, giorno della liberazione
in Italia, degli emendamenti all'articolo 4 della legge sui media. Sospensione
o chiusura per le testate giornalistiche che "abbiano diffuso informazioni
false deliberatamente dannose all'onore e alla dignità". Pensate in Italia
quanti si mordono le mani. Se ci fosse stato un provvedimento simile del
Parlamento italiano magari a stragande maggioranza altro che intercettazioni
telefoniche o prime pagine strillate contro i politici. Facciamo con la mente
un passo indietro e pensiamo a tutti quei politici che si sono ritrovati sulle
pagine dei giornali per storie di sesso o altro. Con un provvedimento approvato
a larghissima maggioranza l'Unione Sovietica in un sol colpo ha sistemato i
giornalisti e tutte le testate. C'è chi giura che è adirittura peggio, questo
ultimo provvedimento, di quello votato dal Soviet Supremo che nel 1922 cancellò
di fatto la libertà di stampa. Lì non ci sono Beppe Grillo che tengono. Il parlamento vota e le forze dell'ordine
eseguono...democraticamente. E la conferma arriva dal terzo presidente
democraticamente eletto, Dimitri Medvedev, che tra pochi giorni s'insedierà al
Cremlino. "La stampa è libera dichiarato al più diffuso settimanale russo.
Ma i giornalisti devono scrivere più verità con responsabilità". E così
vediamo se la prossima volta che viene in Sardegna il Presidente Putin a
trovare il suo amico e collega Presidente Silvio Berlusconi, qualche incauta
giornalista si permette di chiedere il perchè ha lasciato la moglie e se è vero
che c'è una love story con la bella ginnasta. I giornalisti che legittimano il
gossip e lo alimentano sanno che rischiano la sospensione delle pubblicazioni o
addirittura la chiusura. Questa è libertà.
( da "Corriere della Sera" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-05-03 num: - pag: 1 autore: di IAN BURUMA Comici e politica LA RIVINCITA DEI CLOWN I l
successo di Beppe Grillo è l'ennesima avvisaglia di un
fenomeno nuovo: il ruolo vitale dei comici nella politica contemporanea. Fino a
pochi anni fa, il programma di informazione politica più seguito in Messico era
El maÑanero, trasmesso tra le 6 e le 10 del mattino. CONTINUA A PAGINA
36.
( da "Arena.it, L'" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
IN RADIO.
L'ARRANGIAMENTO RICHIAMA IL MUSICAL "HAIR". UNA CITAZIONE DA
"COME SAPREI" Giorgia canta "Ora Basta!" Chitarre e
hammond, è tratto dal cd "Stonata" Trasmesso da ieri, narra la rabbia
di una donna nei confronti di un uomo che non mostra emozioni Giorgia
dice basta agli uomini. La cantante soul italiana è in radio con il suo
singolo, "Ora basta", il nuovo estratto dall'album "Stonata".
La canzone, come ha spiegato la cantante romana, una delle migliori voci
italiane di sempre, "parla della rabbia di una donna nei confronti del suo
uomo che non mostra le proprie emozioni e non è trasparente nei sentimenti
quanto lei. A volte basta poco per migliorare un rapporto, ma quel poco può
essere tantissimo". Il brano ha un certo taglio ironico, finendo per
citare una delle canzoni che ha portato fortuna alla vocalist romana.
"Sempre per ironia, nel testo c'è un'autocitazione, quando canto
"Come saprei amarti io nessuno saprebbe mai", perché dirlo a 36 anni
(tanti quanti ne ha oggi) non è come a 23 (cioè l'età che aveva quando presentò
il brano a Sanremo '95; il brano era stato scritto da Eros Ramazzotti, Adelio
Cogliati e Vladi Tosetto, ndr)". Per quanto riguarda i suoni, il nuovo
singolo deve qualcosa al revival del '68 che si respira oggi.
"L'arrangiamento di "Ora basta" - spiega infatti Girogia - è
nato con uno stile simile a quello del musical "Hair", con chitarre
acustiche e cori molto chiari; poi l'intervento all'organo Hammond di
Alessandro Centofanti ha dato al brano un'impronta sonora più aggressiva e
"nera"". "Stonata", l'album da cui è tratto, è un
disco ricco che ha rilanciato Giorgia e può vantare collaborazioni importanti:
il duetto con Mina nel brano "Poche parole", l'intervento
di Beppe Grillo in "Libera la mente" e
la partecipazione di Pino Daniele alla chitarra nel funk latino di "Anime
sole". Nel brano "Adesso lo sai" Giorgia duetta con Emanuel Lo,
cantante suo "protetto", mentre in "Invisibile traccia" appare
il flauto di Elio, il leader e vocalist delle Le Storie Tese, per una volta
strumentista di lusso. G.BR. .
( da "ADN Kronos" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
'CONDIVISIBILE
LETTERA PETRUCCIOLI, TRASMISSIONE SANTORO SI COMMENTA DA SOLA' ascolta la
notizia leggi i commenti commenta 3 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 3
mag.- (Adnkronos) - ''La trasmissione di Santoro si commenta da sola. Lo squallore messo in onda riportando acriticamente brani del
plurimilionario, in euro, Beppe Grillo, da'
il senso dell'arroganza e della protervia di alcuni personaggi che si ergono a
moralisti e rappresentano, invece, soltanto il proprio narcisismo''. Lo ha
detto all'ADNKRONOS Gennaro Malgieri, consigliere d'amministrazione Rai e
deputato Pdl.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Primo Piano Pagina
102 Ad "Annozero" gli attacchi di Beppe Grillo a Napolitano e Veronesi Santoro ancora nella bufera
Ad "Annozero" gli attacchi di Beppe Grillo a Napolitano e Veronesi --> ROMA Una puntata a
base di un mix esplosivo con Grillo che attacca
Giorgio Napolitano e Vittorio Sgarbi che prende a parolacce Marco Travaglio:
Annozero fa così infuriare il presidente della Rai Claudio Petruccioli che si
scaglia contro Michele Santoro, accusandolo di aver dato in appalto a terzi il
servizio pubblico e di aver scritto una pagina nera per l'azienda. Petruccioli
usa parole infuocate: "Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono
al Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione
e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno, nell'ambito delle mie
responsabilità, a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere
possa ripetersi". Il nuovo caso-Santoro finirà così sul tavolo del
prossimo Cda, in programma mercoledì prossimo. Nell'attesa, Santoro replica:
"La Rai appartiene al pubblico e non ai partiti e la libertà d'espressione
è tutelata dalla Costituzione Repubblicana". In più, definisce Grillo un soggetto politico e dunque pienamente responsabile
di quanto dice, esattamente come tutti gli altri leader. Il giornalista insomma
non ha nulla da rimproverarsi: "Ho fatto il mio dovere". Una polemica
in cui rimane silenzioso il protagonista: Beppe Grillo il quale si trova al mare e decide di non
intervenire. Eppure sono state le sue invettive a sollevare il caso: Santoro ha
infatti dedicato la puntata di giovedì a Grillo,
mandando in onda ampi stralci del suo intervento a Torino in occasione del
secondo Vaffa-Day sui temi dell'informazione. I passaggi incriminati riguardano
l'attacco al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accusato dal
comico di non essere super partes e a Umberto Veronesi, colpevole di negare
l'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica. In questo contesto, studio
sempre più nervoso con Vittorio Sgarbi che insultava Travaglio a colpi di
parolacce e di insulti. Sullo sfondo c'è anche una polemica nella polemica:
quella che riguarda Enzo Biagi, morto a novembre del 2007. Vittorio Sgarbi lo
colloca nella casta dei giornalisti e dice:"Nessuno è indispensabile.
Bisogna uscire dalla logica del ricatto che vige dopo l'impropriamente definito
editto bulgaro. Biagi non è stato cacciato. Anzi, Biagi appartiene alla casta
dei giornalisti. Io sono stato allontanato e nessuno mi ha difeso".
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
03-05-2008)
Argomenti: Grillo
SCONTRO POLITICO.
Diffusione incontrollata, Pm in allarme. Denunce in arrivo per Visco I redditi
ora dilagano sulla rete Il Garante: "I dati sono ingovernabili". E in
Rai scoppia bufera su Santoro per Grillo Il futuro
governo E Montezemolo dice sì a Berlusconi: Libia all'attacco su Calderoli2
Dopo il Primo maggio Cisl-Cgil-Uil: intesa sulla riforma della struttura dei
contratti4 L'intervento del Garante per la privacy non è servito ad
arginare il diffondersi dei dati sui redditi degli italiani 2005 resi pubblici
on-line dall'Agenzia delle Entrate. Sono bastate poche ore e la rete, aggirando
lo stop, era già invasa. L'Autorità garante avverte che la diffusione sul web
delle dichiarazioni dei redditi di milioni di italiani è un fenomeno ormai
"ingovernabile". "Ma - avverte - l'accessibilità dei dati in
rete non significa che essi siano di per sé liberamente diffondibili da
qualunque utente. La loro ulteriore diffusione può esporre a controversie e
conseguenze giuridiche". Il Fisco promette di fornire chiarimenti, ma
ormai la bufera è partita. L'associazione dei consumatori
Codacons ha annunciato di aver presentato una denuncia contro il viceministro
per l'Economia Vincenzo Visco presso 104 Procure della Repubblica "per
violazione della legge sulla privacy". I pm stanno monitorando la vicenda.
Intanto in Rai è polemica su "Anno Zero" di Santoro su Beppe Grillo.3 e 4 .
( da "Blogosfere" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Mag 08 3 Petruccioli
contro Santoro e Grillo, e il ricordo dell'editto
contro Biagi Pubblicato da Rosario Mastrosimone alle 12:19 in Politica italiana
Durissima reprimenda di Petruccioli, Presidente della Rai in quota
centrosinistra, contro "l'appalto, di fatto, della tv pubblica a terzi che
ne fanno un uso arbitrario e indecente". Petruccioli avrebbe anche ragione
se non limitasse il ragionamento al piccolo caso dell'ultima puntata di
Annozero. La tv pubblica è da decenni appaltata a terzi che ne fanno un uso
arbitrario e indecente, è da decenni appaltata ai partiti e a un nutrito gruppo
di giornalisti all'esclusivo servizio delle loro clientele e della propria
carriera. Purtroppo invece Petruccioli si è scatenato solo per l'ultima puntata di Annozero, per le colorite critiche di Beppe Grillo a Napolitano ed a Veronesi, ed in minor misura per la sfuriata
di Vittorio Sgarbi contro Travaglio ed il conduttore Santoro. Dal 18 aprile
2002, sono passati quasi esattamente 5 anni, e siamo passati dall' "uso
criminoso" all' "uso arbitrario e indecente". La
riproduzione del discorso di Grillo al V-Day, è ricca
di un linguaggio colorito, ma non meno colorito di quello che molti leader
politici usano nei comizi e talora anche in Parlamento. Grillo
aveva detto che Napolitano "Dovrebbe essere il presidente degli italiani,
non dei partiti". Sotto accusa anche le critiche a Veronesi, che per Grillo, non direbbe la verità sulla pericolosità degli inceneritori
a causa di interessi personali. Ma la stessa cosa la dice anche l'Associazione
Medici per l'Ambiente - Isde Italia, una fucina di giganti dell'epidemiologia
italiana, per i quali "l'assenza di rischi legati alla presenza di
inceneritori" non corrisponde alla verità scientifica.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Annozero su Grillo, la Rai censura Santoro GINO CAVALLO Roma. "A
nessuno, quindi neppure a Michele Santoro, è consentito confondere la libertà
del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto, di fatto,
della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente". Con
questa dura dichiarazione Claudio Petruccioli, presidente della Rai, boccia
senza appello la puntata di "Annozero", il programma di Michele
Santoro, che è andata in onda giovedì sera e che in buona parte era dedicata al
"V2 Day" torinese di Beppe Grillo (dal canto suo, lo showman genovese si astiene
dall'intervenire in quelle che definisce "comunicazioni interne").
Resta il fatto che tutto nasce proprio dagli stralci andati in onda dell'evento
torinese dedicato al tema dell'informazione. Segnatamente dagli attacchi al
presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che per il comico-blogger non
sarebbe super partes. E all'oncologo Umberto Veronesi, "reo" di
tacere sull'impatto degli inceneritori sulla salute pubblica. Non ha dubbi
Petruccioli (il caso sarà mercoledì all'esame del cda di viale Mazzini): con le
sue scelte Santoro "ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il
quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque
giustificazione al presidente della Repubblica". E non solo, già perché
nel mirino di Grillo
"amplificato" dall'ospitalità di Raidue, c'è finita, ricorda ancora
Petruccioli, "anche una personalità universalmente stimata come il
professor Umberto Veronesi". Chiede scusa e fa ammenda il
presidente della Rai, si impegna "a fare tutto il possibile per impedire
che qualcosa del genere possa ripetersi", nella consapevolezza che
"il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da
questi episodi, sono incalcolabili". Santoro dal canto suo respinge al
mittente le critiche: "Ho fatto come sempre il mio lavoro, con ottimi
risultati per l'azienda e portando a termine una trasmissione difficile che ha
dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e provocazioni
preordinate". Il riferimento è ai pesantissimi epiteti rivolti a Travaglio
da uno degli ospiti del programma, Vittorio Sgarbi. Il critico d'arte si è
prodotto in una delle sue consuete performance stracolme di parolacce e ha contestato,
tra altro, anche l'allontanamento dalla Rai di Enzo Biagi, in pratica l'affaire
dell'ormai "storico" editto bulgaro. La tesi di Santoro è che Beppe Grillo "è di fatto un
soggetto politico" ed a lui, e solo a lui, "va attribuita la
responsabilità di ogni sua dichiarazione", come conferma la Cassazione
"e come normalmente avviene per Berlusconi, Bossi, Mastella e qualunque
altro leader politico". Dalla trasmissione si evince, afferma ancora
Santoro, che i pensanti giudizi espressi da Grillo sul
capo dello Stato e sul professor Veronesi sono stati criticati da "tutti i
partecipanti ad Annozero, compreso Marco Travaglio che aveva preso parte al
V-Day torinese". Posizioni, come si vede, diametralmente opposte. Al
fianco di Petruccioli si schiera Mario Landolfi, esponente di An e presidente
uscente della commissione di Vigilanza. Per Landolfi "l'autonomia del
giornalista è un caposaldo da tutelare sempre, ma ogni volta c'è un limite che
viene oltrepassato. Insomma, tanto tuonò che piovve". Col risultato,
sostiene Landolfi, di aver scritto "una bruttissima pagina per la
Rai". Sulla stessa linea, in modo bipartisan, anche il Partito democratico
che con Giorgio Merlo plaude all'iniziativa del vertice della Rai. Un no ad
ogni forma di censura arriva invece dalla Federazione della Stampa e
dall'associazione "Articolo 21".
( da "Stampa, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
"Il sogno degli italiani di sapere quanto guadagna il vicino di
casa, il calciatore del cuore o il loro capo è diventato realtà mercoledì
scorso quando sul sito dell'Agenzia delle Entrate sono comparsi i redditi",
scrive il britannico Guardian. Che sfotte la reazione rabbiosa di Beppe Grillo, fino a pochi giorni fa paladino della libertà del web.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
GRILLIBELLUNO Domani
a Limana nuova raccolta firme per la libera informazione
Venerdì 25 aprile il comico Beppe Grillo ha
lanciato per il V2-Day una campagna di raccolta firme per tre referendum
intitolata "Libera informazione in libero Stato". Anche in Piazza dei
Martiri a Belluno, il gazebo organizzato dall'Associazione Grillibelluno, pur
sfidando le assenze dei bellunesi a causa del ponte, è riuscito a raccogliere
più di 500 firme per ogni referendum. "Un risultato che va ben
oltre le aspettative di noi "grilli"". Ma non è ancor finita,
l'obbiettivo delle 500 mila firme è vicino, e domani 4 maggio un altro gazebo
sarà disponibile per chi non ha ancora potuto sostenere l'iniziativa con la
propria firma. Il gazebo, sempre organizzato dall'Associazione Grillibelluno,
sarà presente a Limana in via Roma (davanti al Municipio) dalle ore 9:30 alle
ore 19:00. Ricordiamo che le firme sono raccolte per sostenere tre referendum:
l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, fondato da Mussolini e non più adatto
alla situazione attuale, la cancellazione dei contributi statali all'editoria
(più di 700 milioni l'anno), che la rende dipendente dalla politica e
l'eliminazione della legge Gasparri, per un'informazione libera dal duopolio
Partiti-Mediaset.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
DOMANI I grillini
raccolgono firme a San Pietro RosàDopo le settecento firme raccolte in piazza a
Bassano lo scorso 25 aprile in occasione del V2 Day, il Meetup bassanese ha
indetto una seconda raccolta firme necessaria per il referendum 'Libera
informazione in libero stato'.L'iniziativa, promossa da Beppe Grillo, è stata sposata in Italia da 450mila persone, firmatarie di una
proposta di legge che riassume in tre punti le condizioni necessarie per
portare in Italia "una vera informazione, indipendente da forze politiche
e interessi di parte".Servono ancora poche adesioni necessarie a
raggiungere il quorum per la promulgazione del referendum, sottolineano i
grillini, e a luglio sarà il comico genovese a portare le firme in Parlamento.
Viene chiesta l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, dei finanziamenti
pubblici ai giornali e della legge Gasparri.Negata la disponibilità a occupare
il suolo pubblico di Rosà domenica 4 maggio - il comune ha respinto la
richiesta in quanto lo stesso giorno di svolge la festa dell'asparago bianco e
nei giorni seguenti iniziano le manifestazioni per l'adunata degli alpini - i
'grillini', seppur perplessi dalle motivazioni del vice sindaco di Rosà, hanno
trovato accoglienza presso il presidio di San Pietro di Rosà, di fronte alla
zincheria Valbrenta in Via Pacelli.Confermata la data di domani, dunque, la
raccolta firme inizia alle ore 9, per informazioni contattare Emanuele Bonin al
numero 329 637 89 93.Silvia Campagnaro.
( da "Gazzettino, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Roma "A
nessuno, quindi neppure ... Roma"A nessuno, quindi neppure a Michele
Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità
del conduttore con l'appalto, di fatto, della Tv pubblica a terzi che ne fanno
un uso arbitrario e indecente". Claudio Petruccioli, presidente della Rai,
interviene sulla puntata di "Annozero" che Santoro l'altra sera ha dedicato a Beppe Grillo."L'altra
sera - dice Petruccioli in una nota - Michele Santoro ha di nuovo messo il
servizio pubblico radiotv a disposizione di Beppe Grillo; il quale,
dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque
giustificazione al Presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità
universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. Il danno,
l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi,
sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e
prendo impegno - nell'ambito delle mie responsabilità - a fare tutto il
possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi". La
puntata dell'altra sera di Annozero era stata tutta incentrata sulla figura di Grillo e sul suo secondo "Vaffa-Day" del 25
aprile. Santoro ha proposto ai telespettatori le fasi salienti delle
"sparate" del comico che non ha risparmiato il presidente della
Repubblica Giorgio Napolitano, mettendo in dubbio la sua imparzialità. Negli
altri spezzoni, i telespettatori hanno ascoltato il comico attaccare
violentemente Umberto Veronesi, definito una "spa" e ribattezzato
"cancronesi". In più è andata anche in onda una sorta di rissa con
insulti e parolacce tra Vittorio Sgarbi e Marco Travaglio.Dopo la trasmissione Beppe Grillo e la trasmissione di
Michele Santoro finiscono sotto la lente del Forum italiano di Europa Donna, il
movimento fondato da Umberto Veronesi che rappresenta oltre 80 associazioni di
donne operate al seno. In un comunicato, Europa Donna definisce
"gravissima la diffusione di accuse infamanti e ingiustificate avvenuta da
parte di Grillo e rilanciata ampiamente dalla
trasmissione tv". Il caso della puntata di Annozero potrebbe finire sul
tavolo del Cda della Rai che si riunirà mercoledì prossimo come di consueto.E
sulla vicenda Santoro puntualizza: "Ho fatto come sempre il mio lavoro,
con ottimi risultati per l'azienda e portando a termine una trasmissione
difficile che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e
provocazioni preordinate. Ritengo di aver esercitato il diritto di cronaca
dando conto, come altri programmi, dei momenti più significativi della
manifestazione promossa il 25 aprile a Torino da Beppe
Grillo". "Non riportare quelle frasi,
afferma Santoro "avrebbe rappresentato, a mio parere, una grave omissione
e una censura". "La stessa considerazione - dice ancora il
giornalista - vale per i giudizi sul professor Veronesi e su qualunque altro
personaggio pubblico. Poiché Grillo è di fatto un
soggetto politico, va attribuita esclusivamente a lui la responsabilità di ogni
sua dichiarazione, come confermano recenti sentenze della Corte di Cassazione e
come normalmente avviene per Berlusconi, Bossi, Mastella e qualunque altro
leader politico. Spetta dunque ai tribunali e non ai giornalisti valutare la
portata calunniosa delle affermazioni fatte dai soggetti politici e non mi
risulta che ci siano state iniziative in tal senso, perché altrimenti ne avrei
dato volentieri conto".Anche il presidente della Federazione Nazionale
della Stampa Roberto Natale interviene sul "caso-Annozero":
"Ieri sera il servizio pubblico ha parlato di una vicenda italiana che in
questi giorni ha fatto notizia. Appare singolare l'idea del Presidente
Petruccioli che gli spettatori della Rai non possano vedere ciò che avevano
potuto leggere nei giorni precedenti sui quotidiani: come se fossero cittadini
immaturi e bisognosi di tutela".
( da "Virgilio Notizie" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
"Paghiamo anche
il canone per assistere a questi insulti" postato fa da APCOM ARTICOLI A
TEMA Altri Roma, 3 mag. (Apcom) - "Una gogna mediatica e qualunquista,
indegna del servizio pubblico. E pensare che paghiamo anche il canone per
vedere questi insulti dallo schermo". Così Luca Romagnoli, segretario del
Movimento Sociale Fiamma Tricolore, commenta in una nota la trasmissione di
Michele Santoro che nel suo 'Annozero' di giovedì ha
mandato in onda parte del comizio tenuto da Beppe Grillo al
secondo V-Day. "Il giornalismo fazioso di Santoro - prosegue l'eurodeputato
di Fiamma - si conferma essere un megafono prestato a chi cerca di imbonire la
piazza per attaccare tutti. Ognuno può dire e fare quello che vuole, ma non lo
faccia con i soldi pubblici. Santoro metta su una sua bella tv tutta e
dichiaratamente di sinistra, poi saranno i telespettatori a determinare
l'audience con il potere del telecomando". "Forse così la finiremo -
dice ancora Romagnoli - di sorbirci predicozzi da bar dello sport e analisi da
massaie, con tutto il rispetto per le casalinghe. Di 'Annozero' salvo solo le
vignette di Vauro, che almeno è ironico. Il resto è purtroppo tragico".
( da "Virgilio Notizie" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Giornalisti
coraggiosi rimasti sono pochi, sono facile bersaglio postato fa da APCOM
ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 3 mag. (Apcom) - "In
Italia ci sono stati giornalisti coraggiosi finiti ammazzati come Beppe Alfano ucciso con tre pallottole,
di cui una in bocca". Lo scrive nel suo blog Beppe Grillo,
intervenendo sule polemiche suscitate dall'ultima puntata di 'Annozero' di
Michele Santoro. "I giornalisti coraggiosi rimasti - afferma il
comico-polemista - sono pochi, sono un facile bersaglio. Prima vengono
diffamati, poi isolati, anche dalla loro categoria, e spesso sono uccisi. Dopo
la loro morte l'informazione di regime li sotterra con grande velocità. Un po'
si vergogna, ma in fondo è soddisfatta". "In Italia - sostiene Grillo - per scrivere la verità o per applicare la legge
bisogna essere eroi. Molti si scoraggiano, si adeguano, si ritirano. Non ha un
futuro un Paese in cui neppure le morti di Falcone, Borsellino e di Livatino
scuotono l'opinione pubblica. Non ha un futuro un Paese in cui i condannati si
rifiugiano in Parlamento e ci irridono". "I giornalisti che ancora
danno dignità a questo Paese con la loro voce vanno protetti - ammonisce Grillo - dagli sciacalli di regime, dai killer della parola.
Nessuno tocchi il soldato Travaglio e chi rischia la sua vita per noi per amore
di verità".
( da "ADN Kronos" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
DECISIONE
SCONCERTANTE ascolta la notizia commenta 0 vota 4 tutte le notizie di POLITICA
Roma, 3 mag. (Adnkronos) - "La decisione del
presidente della Rai, Claudio Petruccioli, di richiamare Michele Santoro per la
trasmissione 'AnnoZero' dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum
per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25
aprile e' sconcertante". Lo afferma Antonio Di Pietro dell'Italia dei
Valori.
( da "ADN Kronos" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Continuano le
polemiche dopo la messa in onda all'interno di 'Annozero' di ampi stralci del
V-day di Grillo. Il consigliere Rai: ''E' tecnicamente
efficace, da certi punti di vista eccellente, ma ha una visione soggettiva del
servizio pubblico che nessuno si deve permettere''. Malgieri: ''Mi domando con
inquietitudine fin dove si può spingere la libertà di espressione''. Bocchino
(Pdl): ''Serve un provvedimento'' ascolta la notizia leggi i commenti commenta
1 vota 2 tutte le notizie di POLITICA Roma, 3 mag. (Adnkronos/Ign) - Bufera su
Michele Santoro(nella foto) dopo la messa in onda, nella
trasmissione di giovedì scorso, alcuni stralci del discorso di Beppe Grillo durante il V-day del 25 aprlie sulla libertà di stampa. Dopo la
lettera del presidente Petruccioli che accusava il giornalista di aver ''messo
il Servizio Pubblico Radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo'', oggi il fronte anti-Santoro si allarga. Durissimi i
consiglieri d'amministrazione Rai sentiti dall'Adnkronos. Secondo Giuliano
Urbani ''se ci avessimo pensato prima sarebbe stato meglio". "Non è
la prima volta - attacca Urbani - che ad 'Annozero' succedono certe cose. Ne
avevamo parlato tante volte anche pacatamente con lo stesso Santoro. Santoro è
tecnicamente efficace, da certi punti di vista eccellente, ma ha una visione
soggettiva del servizio pubblico che nessuno si deve permettere perché la Rai -
sottolinea l'ex ministro dei Beni culturali del governo Berlusconi - è la tv di
tutti per tutti. E nessuno è 'legibus solutus'. Altrimenti uno si fa la sua tv
privata o va su Youtube". Quindi il consigliere si dice convinto che
"il presidente Petruccioli investirà, nella seduta di mercoledì prossimo,
il Cda di questa vicenda e credo - conclude - che sia il consiglio sia la
direzione generale se ne occuperanno nell'ambito delle rispettive
competenze". Stessi toni anche per il consigliere Rai e deputato Pdl
Gennaro Malgieri. ''Lo squallore messo in onda riportando acriticamente brani
del plurimilionario Beppe Grillo,
dà il senso dell'arroganza e della protervia di alcuni personaggi che si ergono
a moralisti e rappresentano, invece, soltanto il proprio narcisismo'', afferma.
''Non sappiamo - rimarca Malgieri - a chi giovino programmi come quello che
abbiamo visto. Certo, contribuiscono a dare del Paese un'immagine nella quale
nessun italiano si può riconoscere. La lettera di Petruccioli - argomenta il
consigliere di viale Mazzini - è assolutamente condivisibile. Peccato che
quando alcuni consiglieri, tra i quali il sottoscritto, sollevavano
preoccupazioni e critiche ad 'Annozero', venivano sistematicamente censurati in
nome della libertà di espressione''. ''Oggi - insiste Malgieri - mi domando con
inquietitudine fin dove si può spingere la libertà di espressione''. Non si
dice invece sorpresa ''più di tanto'' la consigliera d'amministrazione Giovanna
Bianchi Clerici secondo la quale ''la situazione era molto più critica e
preoccupante sulla puntata che dedicò a pedofilia e Vaticano" riprendendo
integralmente un documentario della Bbc. "Come è noto - sottolinea Bianchi
Clerici - Santoro è stato reintegrato in azienda con una sentenza di un
tribunale che ha stabilito anche su quale rete e in quale orario debba andare
in onda. Dopodiché il tipo di giornalismo che fa Santoro è ormai noto a
tutti". A chiedere che vengano presi provvedimenti nei contfronti del
giornalista è poi il palramentare del Pdl Italo Bocchino secondo il quale
''l'uscita dalle istituzioni della sinistra massimalista spinge Santoro a
sostituirsi ad essa e magari a creare una saldatura con l'anticasta''. Per
Bocchino ''emerge la necessità di un provvedimento. Se qualcuno va alla ricerca
della saldatura tra la sinistra massimalista e il populismo anticasta lo faccia
pure ma andando comune per comune e non attraverso il servizio pubblico".
Soddisfatto per aver svelato l'''imboscata'' di Grillo-Santoro-Travaglio,
l'assessore alla Cultura del comune di Milano Vittorio Sgarbi tornando a
invocare l'intervento dell'Autorità Agcom. "Il modo di agire di Grillo-Santoro-Travaglio - aggiunge Sgarbi - rasenta spesso
l'intimidazione. Grillo è parte della trasmissione
anche se è lontano; Santoro funge da ufficiale di collegamento e Travaglio da
soldato: se non spari per difenderti, chi è nel mirino massmediatico viene
massacrato''. Quindi, fa sapere con orgoglio il critico d'arte, ''mi hanno dato
la loro solidarietà telefonica Pupi Avati, il professor Cassano, Mastella, La
Torre, Castagnetti''. In difesa del conduttore di 'Annozero' si schiera invece
il consigliere d'amministrazione della Rai Sandro Curzi che all'Adnkronos
sottolinea come "l'intervento di Petruccioli era doveroso coinvolgendo il
capo dello Stato e l'attacco in quella maniera a Veronesi. Detto questo,
nessuno pensi a estromettere Santoro dai palinsesti". L'ex direttore del
Tg3 è comunque piuttosto critico sull'impostazione della puntata: "Da
direttore avrei dato spazio anche io al fenomeno Grillo
ma che il 25 aprile sembri diventare il giorno di Grillo
mi sembra eccessivo. Si può avere l'impressione che la trasmissione diventi il
megafono di Grillo. A parte che io non vorrei essere guidato
da un comico, confesso che vorrei assistere in tv, ad esempio, a delle
riflessioni sulla sconfitta della sinistra che non sia solo quella del
'vaffa'...". Per il consigliere, "il mostrare la 'cassetta' di Grillo, senza mai un contraddittorio, ricorda quando
arrivavano nelle redazioni le famose cassette di Berlusconi: non mi
piace". Contrio la ''via disciplinare'' nei confronti di Michele Santori
anche il portavoce dell'associazione Articolo 21, Giuseppe Giulietti:
"Siamo sempre stati e sempre saremo contro la via disciplinare alla
comunicazione, nei confronti di chiunque. Quello che invece deve essere
rispettato è il diritto alla replica e alla rettifica quando qualcuno si sente
offeso o addirittura leso nella sua immagine e nella sua dignità".
( da "ITnews.it" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Roma, 3 mag. (Adnkronos) - "La decisione del presidente della Rai, Claudio
Petruccioli, di richiamare Michele Santoro per la trasmissione 'AnnoZero'
dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera
informazione organizzata da Beppe Grillo il 25
aprile e' sconcertante". Lo afferma Antonio Di Pietro dell'Italia dei
Valori.
( da "Azione, L'" del 03-05-2008)
Pubblicato anche in: (Azione, L')
Argomenti: Grillo
L'AZIONE - Articoli
- Grillo, l'informazione è una
cosa seria! GRILLO, L'INFORMAZIONE E' UNA COSA SERIA! Angelo Squizzato Beppe Grillo ha tante ragioni, e molte sono condivisibili, ma non ci convince
quando fa dei problemi dell'informazione uno spettacolo, con il risultato di
creare un gran polverone che è un ottimo habitat per i piranha della
professione e dell'editoria. Fa di ogni erba un fascio e con questo non
rende un positivo servizio al mondo dei media. Si deve distinguere. No,
l'informazione è una cosa seria, non uno spettacolo in piazza. Ne ho conosciuti
di giornalisti lazzaroni negli oltre 35 anni di professione. Li potrei indicare
con nome e cognome: prostrati e untuosi davanti al potere, arroganti con i
poveri diavoli. Fedifraghi. Senza anima. Pronti a vendersi per un sorriso del
direttore di turno, per un saltino di carriera o per una vile monetina. Ci sono
i parassiti, gli inutili, i giubilati, i graziati, i nullafacenti. Strapagati
per quello che non fanno o fanno finta di fare. La lista è lunga. Questa è
casta, che va con chiarezza denunciata, che non è più tollerata. Che inquina il
sistema dell'informazione. Che promuove, incentiva e giustifica la
disinformazione poiché prima di tutto si fanno valere gli interessi di parte.
Sono tanti questi lazzaroni che quotidianamente offendono il mestiere, ma sono
pure sempre una minoranza rispetto alla stragrande maggioranza che tutti i
giorni è ai remi per scovare e raccontare i fatti della vita, per informare con
correttezza nel rispetto delle persone, per rendere un servizio positivo alla
comunità. Sono discreti e preparati lavoratori dell'informazione: senza
privilegi, senza riconoscimenti particolari, senza stipendi eccellenti ed oggi
sempre più senza garanzie e senza prospettive. Non appaiono, non sono
protagonisti nel mondo del gossip. Sono i giornalisti ai quali sta a cuore il
contratto di lavoro, che non hanno da oltre tre anni. Vogliamo parlare di
questi profession isti seri, costretti per sopravvivere spesso a "chinare
la schiena"? "O magna sta minestra e salta sta finestra". I
quali vanno capiti: di mezzo c'è il pane. è troppo bello filosofare quando si
ha la pancia piena, ma non quando si ha ben poco di cui vivere. L'informazione
è malata, la disinformazione regna troppo spesso nelle redazioni, ma non
prendiamocela con l'anello più debole: individuiamo e denunciamo i veri
responsabili. Incominciamo a ragionare sui signori dei media e sui media del
potere prima ancora che del potere dei media, che troppo spesso,
superficialmente, è attribuito ai giornalisti. Aboliamo l'Ordine, dice Grillo: lo si può anche fare, ma, nonostante le lacune e le
insufficienze, ricordiamo che è la sola realtà che tenta di arginare
comportamenti scorretti, incursioni piratesche, ambiguità, anomalie. Che fa
formazione e informazione per la categoria. Va piuttosto aggiornato, rafforzato
e reso più autorevole. Si prende di mira la legge Gasparri, che indica le norme
di principio di assetto del sistema radiotelevisivo e della Rai, della quale si
chiede l'abrogazione. A detta anche di insigni giuristi e di attenti
osservatori del settore, più presto si riesce a superarla meglio è. Una onesta
distinzione va fatta a proposito della richiesta di abolire il finanziamento
pubblico dell'editoria. Ci sono media e media: perché finanziare giornali la
cui mission è il business e i cui bilanci sono ricchi? Perché sostenere
giornali che fingono di essere di "partito" o di movimenti politici,
ma che in realtà tali non sono? Sono facilmente scopribili la solita furbizia,
la facile scappatoia: per questi non ha senso e non è giustificato il
finanziamento. Diverso è il ragionamento che si impone per la stampa che
promuove un'informazione di servizio, attenta alla formazione e alla dimensione
civile, culturale, religiosa, politica della società, il cui obiettivo non è
sicuramente il profitto e per la quale il sostegno pubblico è ossigeno. Sono i
media che "cercano la verità per condividerla", una bella espressione
ripresa dal titolo della 42ª Giornata delle comunicazioni sociali, nella quale
si denunciano un rischio inquietante e una nobile prospettiva per il sistema
informativo del nostro tempo: "Occorre evitare che i media diventino il
megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del
nostro tempo. Essi possono e devono, invece, contribuire a far conoscere la
verità sull'uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a
distruggerla". Ci colpisce la riflessione di papa Benedetto; ci diverte,
ma non ci tocca il V2-day di Beppe Grillo.
Non confondiamo i maestri con i comici. Presidente Ucsi Veneto.
( da "Virgilio Notizie" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
SCONCERTANTE
Presidenza Vigilanza a Idv per difendere informazione libera postato fa da
APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 3 mag. (Apcom) - "La decisione del
presidente della Rai Petruccioli di richiamare Santoro per la trasmissione
AnnoZero dedicata alla raccolta di firme per i tre
referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25
aprile è sconcertante". Lo afferma il leader dell'Idv Antonio Di Pietro
sul suo blog. "Chi ha seguito il programma - aggiunge - avrà sicuramente
pensato che un richiamo era necessario, ma per Sgarbi che ha insultato senza
ragione e continuamente le persone presenti, che non hanno reagito, e ha
dichiarato il falso sui contributi al Giornale e sul licenziamento di Enzo Biagi.
Petruccioli non ha ritenuto di dover sottolineare la denuncia di Beppe Grillo sulla illegittimità di
Rete 4 sancita dalla corte di Giustizia Europea che costerà ai contribuenti
italiani più di 300 milioni di euro". "Questa - sostiene Di Pietro -
si chiama censura, in un paese libero l'ascoltatore ha il diritto di sapere che
due milioni di persone sono scese in piazza per firmare tre referendum e che
sono state raccolte 1.500.000 di firme in un solo giorno, tra cui la mia, un
evento mai successo nella storia della Repubblica. Una manifestazione di tale
importanza non si può cancellare". "Se il buon giorno si vede dal
mattino, - è la sua conclusione - ci possiamo aspettare tentativi di ogni tipo
per chiudere i pochi spazi di libertà di informazione ancora presenti nel
nostro Paese. L'Italia dei Valori farà di tutto perché questo non avvenga in
particolare se dovesse assumere la presidenza della Commissione di Vigilanza
Rai di cui ha fatto espressa richiesta".
( da "Giornale.it, Il" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il centrodestra ha
vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna.
Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la
Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi,
come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di
rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le
sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia
quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che
genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla
criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono
sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove
radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma
identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una
volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un
fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive
l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era
intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so
dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e
imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale
a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e
probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa
ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli
intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la
realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La
sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair
e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per
l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale
significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei
avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra,
invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai?
Scritto in democrazia Commenti ( 5 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog
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articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di
Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è
senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore
del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo
conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e
del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di
qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di
questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone
di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere
giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è
riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice:
"Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di
ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito
per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é
traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla
via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un
figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un
uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona
che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi
minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di
giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (2
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28Apr 08 Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Dunque Alemanno
sarà sindaco di Roma, un'impresa storica. Ma ora il centrodestra non ha più
scuse: controlla Milano, Roma, molte regioni importanti, gode di un'ampia
maggioranza in Parlamento dove, per la prima volta, non sarà intralciato dalla
demagogia dell'estrema sinistra, né dalle operazioni dilatorie dei piccoli
partiti ma potrà contare su un'opposizione, da parte dell'Udc e del Pd, che si
annuncia moderata e costruttiva. Il quadro è ideale ma comporta dei rischi, uno
in particolare: l'assunzione di responsabilità, da cui la nostra classe
politica tradizionalmente rifugge. Se il centrodestra ha davvero un progetto
per il Paese e con esso una visione del futuro, se è in grado di rendere
l'Italia più sicura e di moderare l'immigrazione, oggi fuori controllo, è il
momento di agire, abbandonando le logiche da campagna elettorale. Un governo
credibile in un Paese più serio: è questo che si aspettano gli italiani. Da qui
due domande. Secondo voi il centrodestra è pronto a gestire un potere tanto
ampio? E dunque Berlusconi, Fini e Bossi saranno all'altezza di una missione
ambiziosa e, comunque vada, cruciale per l'Italia? Scritto in Italia Commenti (
47 ) " (3 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il
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articolo a un amico 25Apr 08 Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? L'Ordine dei
giornalisti è inutile? Probabilmente sì. Gli aiuti di Stato ai giornali di
partito sono scandalosi? Senza dubbio. Criticare il mondo del giornalismo è
lecito e secondo me anche salutare. Ma trovo che l'era del libero insulto stia
volgendo al termine. Mi spiego: Beppe Grillo è stato l'unico a denunciare certe situazione
politiche, mediatiche, economiche e questo è stato un bene per la democrazia
italiana. C'era bisogno di una valvola di sfogo, di qualcuno che rompesse il
conformismo e le convenienze. Ma non si può continuare in eterno a infangare
tutti. Il comico genovese denuncia il malcostume nazionale, ma con i suoi ne
incoraggia un altro; quello per cui il cittadino si sente legittimato ad
affrontare problemi e ingiustizie con l'insulto, lo sproloquio, il qualunquismo
più immediato, da bar. E' questo il modello di civiltà
promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto
ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì
gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al
Jazeera come "televisioni libere". Sulla Bbc sono d'accordo,
ma la Cnn non è affatto garibaldina nei confronti della Casa Bianca e al
Jazeera è posseduta dal Qatar che pone limiti molto severi all'informazione.
Ancora: critica Napolitano (definito "un Morfeo che dorme, dorme,
dorme") perché ha indetto elezioni prima del referendum: e che doveva
fare? La legge parla chiaro e se non c'è maggioranza in Parlamento si va al
voto col sistema vigente. Davvero tutti i giornalisti sono servi, a parte
Travaglio? Ma siamo seri, per cortesia: che esista un problema di acquiescenza
da parte di molti colleghi verso i politici è chiaro, ma offendere tutti
indiscriminatamente è puro populismo. Noi giornalisti non possiamo sbagliare,
ma quante scemenze ha detto Grillo in questi anni
spacciandole sempre per verità assolute? La più grossa risale a qualche anno fa
quando denunciava la manipolazione dell'informatica e rompeva i computer in
sala. Chi lo contestava passava per fascista e qualunquista; oggi però Grillo è il profeta della Rete. E, come gli capita sovente,
non accetta contestazioni. Allora: aboliamo pure l'Ordine, eliminiamo i
finanziamenti, ma condieriamo Grillo per quel che è e
non scambiamolo per il Vate capace di risollevare l'Italia. Per rinascere
davvero questo Paese ha bisogno di modelli costruttivi, di leader credibili che
sappiano elevare il discorso pubblico, anziché ridurlo a una raffica di Vaffa.
Davvero Grillo è l'eroe della nuova Italia? Vi
riconoscete in lui? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 105 ) " (15
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23Apr 08 Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? I due stupri a Milano e a
Roma hanno rilanciato la questione dell'immigrazione e della sicurezza. Tra
tanti commenti degli ultimi giorni più o meno pertinenti, ne ritengo due. Uno
di Cesare Salvi, che questa mattina a Radio Anch'io quando ha dichiarato che:
"effettivamente gli elettori hanno avuto l'impressione che la sinistra
arcobaleno non pensasse alla sicurezza". Mi permetto di correggere Salvi:
non avevano l'impressione, ne avevano la certezza e per questo soprattutto
l'hanno punita alle elezioni. Il secondo aspetto riguarda la richiesta di
Roberto Maroni, probabile nuovo ministro degli Interni, di rinegoziare la
direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini. L'idea ha suscitato
reazioni contrariate e un certo sarcasmo, ma in interviste alla Rai e al
quotidiano La Stampa il nostro commissario europeo Franco Frattini l'ha
ritenuta plausibile, "perché ormai quella direttiva è superata
dall'applicazione integrale degli accordi di Shengen". Il governo Prodi
peraltro non ha mai applicato la norma che consente l'espulsione per chiunque
non possa dimostrare di avere i mezzi di sussistenza per vivere in modo
dignitoso. Secondo Frattini (che probabilmente diventerà il prossimo ministro
degli Esteri italiano) "una verifica si può fare per vedere se non sia il
caso di rafforzare alcuni principi sugli aspetti della sicurezza. C'è un
consenso abbastanza ampio tra i governi europei che la libera circolazione dei
cittadini, sacrosanta, non può trasformarsi in libera circolazione dei
criminali". E il governo rumeno? "Deve farsi carico dei propri
compatrioti e riprenderseli se non rispettano le leggi". Da qui alcune
domande: aveva dunque ragione Maroni? Una correzione in sede comunitaria è doverosa
considerato che proprio l'Unione europea sottovalutò gli effetti
dell'allargamento (che secondo me era prematuro) a Paesi troppo arretrati come
la Romania e la Bulgaria. Insomma, se oggi l'immigrazione dei rumeni è un
problema in molti Stati, come l'Italia e la Spagna, la responsabilità
all'origine è di Bruxelles. Ma, mi chiedo: basta una norma Ue per rimediare a
una situazione che la maggior parte dei cittadini considera fuori controllo? E
se la risposta è no, quali misure considerare? Scritto in Italia, immigrazione
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Invia questo articolo a un amico 21Apr 08 La sinistra difende le élites anziché
il popolo? Sul Giornale è uscita una mia intervista con Ferruccio Capelli, il
direttore della Casa della cultura di Milano. Capelli, ex dirigente del Pci e
dei diessini, è autore di un libro molto interessante Sinistra light -
populismo mediatico e silenzio delle idee (Guerini editore), nel quale analizza
l'attuale momento politico e sociale. Capelli non ama Berlusconi e ovviamente
nemmeno il centrodestra, ma con grande onestà intellettuale riserva critiche
pungenti alla sinistra nel suo insieme, sia al Pd sia aquella radicale.
Nell'intervista ad esempio sostiene che la sinistra italiana "si è
adeguata ai tempi privilegiando la seduzione e il marketing politico rispetto
al messaggio politico e ai programmi. Dal crollo del Muro di Berlino ha
progressivamente sradicato il proprio passato, le proprie tradizioni culturali,
ma questo ha generato smarrimento negli elettori." Esiste "un
problema d'identità" con un progressivo scollamento dal Paese reale e
dalle esigenze delle classi meno abbienti. Secondo Capelli "la sinistra è
diventata élitaria, si identifica con la grande finanza industriale ed è
ossessionata dalla rappresentazione mediatica. Così oggi solo la destra pensa
al popolo". La frase è molto forte ed è significativo che venga
pronunciata da un intellettuale progressista. Ha ragione Capelli? La sinistra
perde perché difende l'oligarchia economica anziché la gente comune ? Scritto
in democrazia, Italia Commenti ( 25 ) " (9 voti, il voto medio è: 4.67 su
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 Oops, il
"porcellum" funziona. Ce lo teniamo? E ora come la mettiamo con il
sistema elettorale? Per mesi tutti hanno ripetuto che era inadeguato e fonte di
instabilità; invece, come osserva in un articolo un brillante collega ticinese,
Ovidio Biffi, il metodo Calderoli "ha funzionato al suo secondo impiego:
non solo ha causato gli sbarramenti tanto attesi, ma ha agito come una vera e
propria purga! Di colpo, l'Italia si è liberata dei legacci con cui veniva
ricattata ogni volta che in gioco c'era la sopravvivenza delle
maggioranze". Ho l'impressione che fossero i partiti a impedire il
corretto funzionamento del porcellum e c'è da chiedersi se la maggior parte dei
politologi non abbia sbagliato analisi, confondendo causa ed effetto. Non
appena Veltroni e a ruota Berlusconi hanno deciso di sottrarsi al ricatto dei
piccoli, è accaduto il miracolo. A questo mi chiedo: le riforme elettorali sono
ancora necessarie? C'è chi dice che basti qualche ritocco ovvero il ripristino
del voto di preferenza e il divieto delle candidature multiple. Troppo bello
per essere vero? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 32 ) " (12 voti,
il voto medio è: 4.42 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr
( da "Padania, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Libera circolazione
non vuol dire libertà di delinquere. E quanto sostiene la Lega Nord quando chiede
di rinegoziare Schengen grazie al quale i cittadini possono recarsi con la
carta d identità in uno qualsiasi dei 28 paesi che hanno sottoscritto l
accordo. roberto fiorentini Altro che editto bulgaro di berlusconiana memoria:
l'attacco di ieri di Claudio Petruccioli a Michele Santoro e alla sua puntata
di Anno Zero, ha tanto il... ... sapore di un defenestramento in piena regola.
Del resto Michelone e la sua band l'hanno combinata veramente grossa. In poco meno di due ore, utilizzando il VF day 2 di Beppe Grillo, hanno insultato tutti gli insultabili. A partire proprio da chi
occupa la sedia del Quirinale, ovvero il presidente della Repubblica che, tra
la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, deve aver fatto sentire la sua
voce a viale Mazzini. Ma nella puntata di giovedì alla gogna è finito
anche il buon oncologo Umberto Veronesi, tutti i direttori dei telegiornali del
servizio televisivo pubblico e privato, nonché la stessa Rai. E per finire, per
rincarare la dose, Michelone se l'è presa pure con i tassisti di Roma: resi di
non lavorare perché festeggiano ancora, con tanto di bandiere, la vittoria di
Gianni Alemanno al Campidoglio. Inutile parlare poi di quanto ha detto il
collega Marco Travaglio che, oramai, è incommentabile. A fronte di tutto questo,
a metà di ieri pomeriggio, sono arrivate le bordate-editti. Petruccioli ha
dettato un agenzia durissima: Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico
radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti
inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della
Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il
professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono
al servizio pubblico da questi episodi sono incalcolabili; per la mia funzione
e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell'ambito delle mie
responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere
possa ripetersi. A nessuno, quindi neppure a Santoro, è consentito confondere
la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto -
di fatto - della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e
indecente. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice
personalmente, ma per tutto quel che, nel programma stesso, avviene; non ci
sono zone franche. Anche Santoro, come tutti coloro che in Rai lavorano, ha il
dovere non eludibile di tutelare la dignità e il prestigio del servizio
pubblico . In giornata anche lo stesso Vittorio Sgarbi, presente in studio,
aveva attaccato frontalmente sia Grillo che Michelone.
"L'autorità garante - aveva detto Sgarbi -dovrebbe prendere provvedimenti
e sanzionare Santoro perché ha concesso a Grillo di
insultare tramite tv di Stato il presidente Giorgio Napolitano, un senatore del
Pd (Veronesi), Marcello Dell'Utri, Totò Cuffaro, direttori di rete come Mauro
Mazza e Clemente Mimun e via dicendo. Tutto questo è inaccettabile". E
anche i malati di tumore e i medici oncologi hanno demolito Grillo
e il suo compare Santoro. "Attacchi ingiustificati e privi di fondamento a
fini politici e populisti". Si chiude la stalla quando i buoi sono
scappati. [Data pubblicazione: 03/05/2008].
( da "Corriere.it" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il presidente della
Rai attacca la puntata di Anno zero dedicata al comico genovese Petruccioli contro
Santoro: "Gli insulti di Grillo sono
inconcepibili" "Uso indecente della Tv pubblica. Inaccettabili gli
attacchi a Napolitano e Veronesi". Santoro:"No a censure" ROMA -
Claudio Petruccioli, è intervenuto sulla puntata di "Annozero" che
Santoro giovedì ha dedicato a Beppe Grillo.
"A nessuno, quindi neppure a Michele Santoro - ha detto il presidente
della Rai - è consentito confondere la libertà del giornalista e la
responsabilità del conduttore con l'appalto, di fatto, della Tv Pubblica a
Terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente". INSULTI INCONCEPIBILI A
NAPOLITANO E VERONESI - "Giovedì sera - ha aggiunto la nota di Claudio
Petruccioli - Michele Santoro ha di nuovo messo il Servizio Pubblico
Radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti
inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della
Repubblica, oltrechè ad una personalità universalmente stimata come il
Professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono
al Servizio Pubblico da questi episodi, sono incalcolabili; per la mia funzione
e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell'ambito delle mie
responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere
possa ripetersi". SANTORO - "Ho fatto come sempre il mio lavoro, con
ottimi risultati per l'azienda e portando a termine una trasmissione difficile
(video) che ha dovuto sopportare durante il suo svolgimento insulti e
provocazioni preordinate": sono le parole di Michele Santoro dopo la dura
presa di posizione nei suoi riguardi di Claudio Petruccioli. Il giornalista
ribadisce di aver fatto l'interesse del pubblico; osserva che Grillo è di fatto un soggetto politico e quindi responsabile
di quanto afferma e soprattutto Santoro dice di "attendere fiducioso"
le iniziative che Petruccioli intenderà intraprendere. In ogni caso non ritiene
che "esse potranno continuare a consentire ai leader
dei partiti di dire quello che vogliono nella televisione pubblica, proibendo
invece a un unico soggetto politico, Beppe Grillo, di
esprimere il proprio pensiero". CENSURA - "Tutti i partecipanti ad
Annozero, compreso Marco Travaglio, che aveva preso parte al V-Day - dice
Santoro - hanno avuto espressioni di critica e avanzato rilievi nei confronti
di Grillo; c'è stato
anche chi l'ha insultato con estrema violenza. Le affermazioni di Beppe Grillo sul Presidente
Napolitano, già presenti nelle cronache di tutti i giornali italiani, sono
state riportate senza la volontà di farle proprie. Non riportarle avrebbe
rappresentato, a mio parere, una grave omissione e una censura. La Rai -
ricorda Santoro - appartiene infatti al pubblico e non ai partiti e la libertà
d'espressione è tutelata dalla Costituzione Repubblicana". IL CASO AL
PROSSIMO CDA - Intanto il caso della puntata di Annozero potrebbe finire sul
tavolo del Cda della Rai che si riunirà mercoledì prossimo come di consueto.
Dopo l'intervento del presidente della Rai Claudio Petruccioli, sembra molto
probabile che i vertici del servizio pubblico radiotelevisivo discutano della
puntata intitolata "O bella Ciao". I PAZIENTI DI VERONESI:
"ACCUSE INFAMANTI E INGIUSTIFICATE" - Gli attacchi di Beppe Grillo e la trasmissione di
Michele Santoro sono finiti anche sotto la lente del Forum italiano di Europa
Donna, il movimento fondato da Umberto Veronesi che rappresenta oltre 80
associazioni di donne operate al seno. In un comunicato, Europa Donna ha
definito "gravissima la diffusione di accuse infamanti e ingiustificate
avvenuta da parte di Grillo e rilanciata ampiamente
dalla trasmissione tv". "Senza il contributo di Umberto Veronesi -
sottolinea la nota - moltissime donne colpite dal dramma del tumore al seno
sarebbero ancora costrette a interventi chirurgici mutilanti e a terapie devastanti
per il corpo e per la psiche, e la ricerca oncologica non avrebbe avuto le più
recenti e importanti svolte che hanno cambiato la prognosi per tante
persone". "Diffamare Veronesi - commenta Giovanna Gatti, presidente
del Forum italiano - significa trascurare tendenziosamente e colpevolmente il
suo prezioso aiuto ai malati di tumore". stampa |.
( da "Provincia di Lecco, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Redditi e vip Vieri
batte Moratti, la Littizzetto più ricca della Ventura Indovinate chi ha
guadagnato di più tra Costantino Vitagliano, il tronista più famoso d'Italia, e
il giornalista e scrittore Eugenio Scalfari? Naturalmente il primo che stacca
il fondatore di Repubblica di 45.200 euro avendo incassato nel 2005 463.785
euro contro 418.585. È una delle tante curiosità che si possono soddisfare
scorrendo gli elenchi dell'Agenzia delle Entrate ancora rintracciabili su
internet attraverso alcuni motori di ricerca, malgrado
l'"oscuramento" da parte del Garante della privacy. Tra i big
dell'informazione sono i due super direttori Ferruccio De Bortoli
("Corriere della sera") e Enrico Mentana ("Matrix") a
superare quota un milione, mentre Claudio Brachino si ferma a 163.007 euro.
Maggiori soddisfazioni sui nomi del mondo dello spettacolo. Superstar per il
pubblico e il Fisco, la coppia Costanzo-De Filippi (4.290.152 euro lui,
3.986.027 lei), ma non è messo male nemmeno il padrone di casa di Zelig,
Claudio Bisio (2.299.611 euro) e quella fustigatrice di Luciana Littizzetto
(1.824.084 euro) che non ha nulla da invidiare a "superSimo" Ventura
(1.677.193). Vedersi pubblicati su internet i suoi quattro
milioni di reddito ha provocato un travaso di bile (e relatore polemiche) a Beppe Grillo, mentre non risultano proteste da parte di Roberto Benigni che
quell'anno si è fermato a poco più di tre milioni e mezzo di euro. Coppia sul
lavoro, non più nella vita e nemmeno da commercialista, Domenico Dolce e
Stefano Gabbana rispettivamente con 29.708.241 e 29.651.255 euro. Re
Mida della moda si conferma Giorgio Armani con un reddito personale di quasi 45
milioni in grado di garantirgli una pensione dorata, ben lontano dalla cifra di
1.516.908 euro dichiarati da Roberto Cavalli. I paradossi, si sa, non mancano.
Christian Vieri nel
( da "Provincia di Como, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
La stampa estera Il
New York Times ironizza sugli italiani superevasori NEW YORK -
"L'atteggiamento di molti italiani nei confronti delle tasse è più o meno
il seguente: perchè pagarle se nessuno le paga?". Dedicando un piccolo
articolo all'iniziativa del viceministro delle Finanze uscente Vincenzo Visco
di mettere online i redditi dichiarati dagli italiani, il corrispondente (anche
lui uscente) del New York Times a Roma, Ian Fisher, ironizza sugli italiani
superevasori fiscali. Fisher cita un esempio classico: quello dei proprietari
di casa che fanno firmare due contratti d'affitto agli inquilini per pagare meno
tasse. Il primo contratto, quello vero, rimane segreto o quasi. Il secondo, con
una somma decisamente più bassa, viene registrato. "Ed è sorprendente che
ambedue i contratti siano approvati dagli avvocati", precisa il
giornalista. Nell'articolo, il Nyt cita tra l'altro lo stilista Giorgio Armani
(l'italiano che nel 2005 avrebbe pagato più tasse di tutti), e il comico Beppe Grillo, che
ha definito "imbecilli" i promotori dell' iniziativa, che ha avuto un
successo eccezionale, visti i contatti sul web. Dagli Stati Uniti alla Francia,
dove "Le Monde" considera invece che ai tifosi della Fiorentina
saranno probabilmente andati per traverso i 22,4 milioni di euro di redditi
denunciati da Christian Vieri, in testa alla classifica dei calciatori
meglio retribuiti, dopo che giovedì la Fiorentina è uscita dalla Coppa Uefa per
un rigore mancato "dal caro Bobo". 03/05/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 03-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il sindaco di Villa
Guardia "Inutili le firme contro la grande stufa" VILLA GUARDIA (Da.
Lu.) "Stiamo diventando il popolo delle petizioni popolari, ma quella di Villa
Guardia non riuscirà a firmare l'operazione del teleriscaldamento. Già avviata
e autorizzata anche dalla Provincia di Como. Semmai potranno ottenere
l'azzeramento delle quote societarie del Comune dal società. Non altro". È
categorico il sindaco Alberto Colzani alla notizia che prosegue la raccolta di
firme per bloccare la nascente centrale termica a biomassa de ?La Grande Stufa?
che sarà localizzata nella piana di Brugo. Dopo i successi per le 1.460 firme
raccolte a Casnate con Bernate contro il ?gironcino? che ha costretto
l'amministrazione Barocco a fare retromarcia e le 500 firme di Cavallasca per
fermare il centro commerciale in trincea che ha convinto l'amministrazione
Russo a rivedere il progetto, a Villa Guardia i cittadini
che simpatizzano per Beppe Grillo ha sfiorato già le 200 firme.
"È un successo inaspettato checché ne dica il sindaco - commenta euforica
la portavoce del comitato Sabina Barca -. Le firme aumentano. E questo
nonostante i silenzi del Comune al quale mi ero rivolta per ottenere il
deposito dei moduli della petizione anche all'ufficio anagrafe. Ai due
iniziali a Civello siamo presenti anche a Masano e persino a Maccio. Davvero
incredibile e impensabile all'inizio della crociata. Insomma si sta attivando
una catena di collaborazione. Spesso ci sentiamo dire che è inutile ?fare?
perché è scontato che la macchina sia inarrestabile. È fastidioso percepire la
rassegnazione delle persone, che vanno incoraggiate e stimolate a reagire. Ho
dimostrazioni di apprezzamento. Puntiamo a superare le 300 firme". La
raccolta di firme prosegue a Civello alla cartoleria Sonia e dalla parrucchiera
Anna, al bar ?il semaforo? e al bar tabacchi; a Masano al bar ?Dolci manie? e a
Maccio alla lavanderia. "Noi andiamo avanti - dice il vice sindaco Massimi
Rini -. Il via libera di Provincia, Arpa, Asl, Enel e Vigili del Fuoco. Le
sottoscrizioni dei pre contratti hanno sfiorato quota 300 utenti. È
l'iniziativa con il maggior numero di adesioni finora raggiunto in Lombardia
prima della costruzione della centrale di co-generazione che farà da apripista
alla rete comunale del teleriscaldamento". 03/05/2008.