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tARTICOLI DEL 27-4-2008 #TOP
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Articoli
Grillo (69)
Anche a Parma il secondo <V-day> di Beppe Grillo
( da "Gazzetta
di Parma, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: di Beppe Grillo PER LA LIBERA INFORMAZIONE PROTESTA PER LA LIBERA INFORMAZIONE Anche a Parma il secondo "V-day" di Beppe Grillo II Sempre e comunque contro. E' stato questo lo spirito del secondo "V Day", indetto da Beppe Grillo, dopo quello dell'8 settembre scorso a Bologna, con l'appoggio dei gruppi ad esso collegati.
Grillo
show: <Siamo noi la Resistenza>
( da "Gazzetta
di Parma, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: NAPOLITANO E I GIORNALISTI Grillo show: "Siamo noi la Resistenza" TORINO II Un bagno di folla per Beppe Grillo nel Vaffa2-Day dedicato alla "libera informazione". Cinquantamila persone sotto un sole estivo (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno gremito piazza San Carlo a Torino, come nelle più riuscite manifestazioni sindacali.
Fa
ancora discutere il "Vaffa Day" organizzato da Beppe Grillo, molto
critico contro il mondo dell'informazione
( da "Gazzetta
del Sud" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: dal Tg1 al Tg2 e al Tg5, di fronte alle prese di posizione di Grillo. In particolare, il comitato di redazione del Tg1 afferma in una nota: "Agli insulti del comico Beppe Grillo ai giornalisti italiani ed a singoli direttori risponderanno gli organi di rappresentanza della categoria e i diretti interessati.
Il
duello per la conquista del Campidoglio può risolversi in una parziale
rivincita del centrosinistra o confermare l'"onda lunga" che sospinge
il centrodestra ( da "Gazzetta del Sud"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: dall'altro la Lista civica Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Fra le liste minori spicca l'indicazione di voto pro-Alemanno fatta da Mario Baccini, leader della Rosa per l'Italia (0,8% al primo turno ma contrastato da amici di partito come Bruno Tabacci), la neutralità socialista (anche questa da 0,8%).
Campidoglio,
incognita astensioni ( da "Citta' di Salerno, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: e quelli della Lista civica per Beppe Grillo, 2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso Alemanno. La Lista Grillo si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto a Alfredo Antoniozzi,
Dopo
29 anni insieme Goggi e Brezza sposi
( da "Corriere
delle Alpi" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Loretta Goggi e Gianni Brezza si sono sposati ieri a Orbetello, in Toscana, dopo 29 anni di convivenza. Si erano conosciuti nel 79 all'epoca del primo Fantastico, quello con Beppe Grillo e Heather Parisi. Lei showgirl, attrice, ballerina, cantante. Lui, suo manager, coreografo, regista.
Grillo:
con noi almeno due milioni ( da "Corriere delle Alpi"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: "Ieri a Torino eravamo in 120 mila", scrive Beppe Grillo sul suo blog all'indomani del V2-Day, manifestazione alla quale "c'erano tutte le televisioni più importanti del mondo, dalla Bbc a Al Jazeera. Loro - dice - racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno il fascismo dell'informazione".
Sono
state firme di protesta ( da "Gazzetta di Reggio"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: proposti da Beppe Grillo nell'ambito del V-day 2. Il presidente dell'Api Nello Ferraroni commenta così la sua firma e l'intero fenomeno generato dal comito genovese. "La politica si è scordata dei cittadini e questi sono i risultati. Storicamente è sempre stato così: chi urla più forte viene sempre ascoltato e Beppe Grillo in questi ultimi mesi ha urlato parecchio"
Mezzo
V2-day l'ha fatto Torino. La cornice di pubblico, la bella piazza San Carlo e
una pattugl ( da "Stampa, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: torinesi che è salita sul palco a fianco di Beppe Grillo. Artisti, docenti, professionisti, semplici cittadini che hanno ravvivato sei caldissime ore. Forse anche per le difficoltà incontrate nell'organizzare il secondo meeting nella ricorrenza della Liberazione, Grillo ha voluto un 25 aprile più d'informazione che di musica, con più protagonisti del territorio che personaggi noti.
I
"grillini" tra V-day e Waya
( da "Stampa,
La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: era curata dal Meet up di Beppe Grillo. "Siamo molto soddisfatti - spiega Roberto Modellato, presidente di Reset, l'Associazione nata dal Meet Up - abbiamo praticamente bissato il successo del V-day dell'8 settembre". In quell'occasione le firme raccolte per sostenere la legge "Parlamento pulito" superarono ad Asti quota 2 mila.
Sulla
corsa al Campidoglio c'è il rischio astensionismo
( da "Giornale
di Brescia" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: dall'altro la Lista civica Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Fra le liste minori spicca l'indicazione di voto pro-Alemanno fatta da Mario Baccini, leader della Rosa per l'Italia (0,8% al primo turno ma contrastato da amici di partito come Bruno Tabacci), la neutralità socialista (anche questa da 0,8%).
Grillo,
a pavia raccolte tremila firme ( da "Provincia Pavese, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Grillo, a Pavia raccolte tremila firme Grillo, a Pavia raccolte tremila firme Circa 3000 firme raccolte a Pavia per i referendum promossi dagli Amici di Beppe Grillo. "Buona la risposta dei pavesi - commentano gli organizzatori - come negli altri 450 banchetti disseminati in tutta Italia, dalla prima mattinata e fino a mezzanotte hanno fatto pazientemente la fila per apporre la propria
Soddisfatti
i "Grilli" cittadini<Raccolte circa 2.100 firme>
( da "Secolo
XIX, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: La raccolta di adesioni è avvenuta anche a piazzale Kennedy, dove gli "Amici di Grillo" del Meet Up 1 hanno collezionato nell'arco della giornata circa 3.000 firme. Entrambe le piazze hanno radunato i cittadini prevalentemente nel pomeriggio a partire dalle 15.30 con l'inizio della diretta di Beppe Grillo da piazza San Carlo a Torino.
Lo
specchio d'italia è sempre più rotto - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Le rauche invettive di Beppe Grillo completano il quadro d'una società che sembra avere smarrito ogni bussola, ogni orientamento, ogni immagine di sé, ogni memoria del suo passato ed ogni progettualità del suo futuro. Si va avanti alla giornata senza timone e senza stelle.
Al
di là dei funambolismi delle bandiere rosse - ettore boffano
( da "Repubblica,
La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: e in occasione del 25 Aprile (contrapposto a Torino alle volgarità di Beppe Grillo), di una mutazione genetica della bandiere veltroniane, con un recupero di quel rosso che rievoca, senza molti dubbi in merito, una forte nostalgia del Pci piuttosto che dei Democratici di sinistra o addirittura dell'ormai scomparso Psi.
Raccolte
2200 firme dai grillo boys ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: promosso dal comico genovese Beppe Grillo. Lo rende noto Paolo Menis, il coordinatore del gruppo Beppe Grillo Trieste che ha organizzato la raccolta firme dal 24 al 26 aprile, in piazza San Antonio. "La buona notizia - annuncia Menis - è che i triestini che non sono riusciti a raggiungerci negli ultimi giorni, avranno comunque la possibilità di sottoscrivere i nostri appelli anche nell'
Intolleranza
e molte critiche, ma la retorica non paga più
( da "Nuova
Sardegna, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: non s'è accorta che mentre noi ad Alghero, pur tra le polemiche, festeggiavamo la Liberazione, a Torino decine di migliaia di persone inneggiavano ai vaffan...... del profeta dell'antipolitica Beppe Grillo. Altro che Liberazione! Qualcuno avrebbe detto "ma mi faccia il piacere!". * sindaco di Alghero.
Dallo
studente ai prof, i debuttanti di palazzo
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: vicinanza al movimento di Beppe Grillo, è consigliere comunale a Pordenone nella lista Il Fiume ed è considerato il delfino del sindaco Sergio Bolzonello. L'Italia dei valori, che nel 2003 aveva espresso Alessandra Battellino, ha eletto un secondo consigliere. E pure lui potrebbe essere una new entry visto che Carlo Monai andrà in Parlamento: il candidato a subentrargli è Enio Agnola,
Quindicimila
firme per i referendum di grillo ( da "Nuova Venezia, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Grillo Oltre cinquemila cittadini si sono presentati l'altro ieri, 25 aprile, ai banchetti del "Vaffa Day 2" organizzati dagli Amici di Beppe Grillo nella nostra provincia, tra Mestre, Venezia, San Donà e Chioggia. E visto che ciascun cittadino che ha partecipato all'iniziativa ha apposto tre firme per ciascuna delle iniziative referendarie di abolizione di norme che regolano il
V-day
di grillo settecento firme per i referendum
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Day di Grillo settecento firme per i referendum Anche nell'Isontino sono state centinaia le firme raccolte dai referenti isontini di Beppe Grillo, guidati da Manuela Botteghi, in occasione del secondo "V-Day". In due giorni quasi 700 persone hanno sottoscritto i referendum promossi da Grillo riguardanti l'eliminazione dei contributi all'
Ballottaggi,
quasi 6 milioni al voto ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo, 2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso Alemanno. La Lista Grillo si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto a Alfredo Antoniozzi e nel ballottaggio di nove municipi.
"sono
del pd e firmo per grillo" ( da "Repubblica, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Amici di Beppe Grillo" i banchini con i moduli delle firme accolgono un minimo di 8 postazioni: 6 "sportelli" per i residenti fuori Firenze e 2 (che all'occorrenza diventano 3) per i residenti in città. Una decina i volontari di servizio, più il consigliere provinciale Luca Ragazzo in veste di autenticatore delle firme.
Rai
e mediaset, giornalisti contro grillo "servizi corretti, da lui solo
insulti" ( da "Repubblica, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: giornalisti contro Grillo "Servizi corretti, da lui solo insulti" ROMA - "Insulti da osteria", "inaccettabili aggressioni", "analisi primitive". Il giorno dopo il "V2-day" di Torino sono gli organismi sindacali dei giornalisti a reagire alle bordate di Beppe Grillo contro "i servi e i servetti dell'informazione".
Ballottaggio
per il Campidoglio: Alemanno o Rutelli? Roma sceglie il sindaco
( da "Blogosfere"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: e la Lista Civica di Beppe Grillo al 2,6. Poi, poca roba per tutti. L'episodio di violenza ai danni della studentessa del Lesotho ha incendiato il dibattito dei candidati sulla sicurezza che negli ultimi giorni hanno messo in agenda anche la visita al capitano della Roma Francesco Totti dopo l'infortunio e il faccia a faccia (almeno loro l'hanno fatto)
Rutelli
contro Alemanno: ballottaggio a Roma, inizia il countdown
( da "Blogosfere"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: e la Lista Civica di Beppe Grillo al 2,6. Poi, poca roba per tutti. A scatenare il dibattito politico degli ultimi giorni anche l'episodio di violenza ai danni della studentessa del Lesotho, violentata da un rumeno di 37 anni, arrestato il flagranza di reato. Claudio riconosce che la violenza e i crimini efferati degli stranieri,
Caro
Grillo voglio dirti un paio di cose
( da "Provincia
di Cremona, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Review srl Caro Grillo voglio dirti un paio di cose IL PUNTO di Enrico Pirondini Caro Beppe Grillo, il tuo comizio torinese, pieno di vaffa e invettive gratuite alla cosidetta casta dei giornalisti, naturalmente non mi è piaciuto. L'ho trovato qualunquista, approssimativo, furbetto e inutilmente offensivo.
Onda
lunga o rivincita A Roma doppia sfida
( da "Provincia
di Cremona, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Fra le liste minori spicca l'indicazione di voto pro-Alemanno fatta da Mario Baccini, leader della Rosa per l'Italia (0,8% al primo turno ma contrastato da amici di partito come Bruno Tabacci). Il tentativo di Rutelli di tornare alla guida della capitale dopo essere stato sindaco per due volte negli anni Novanta passa per la scelta di 2,
Sicurezza,
una ronda non fa primavera ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Hanno
annunciato ronde anche i seguaci di Beppe Grillo. In realtà siamo davanti a una
tradizione bolognese; data, infatti, dal
A
Roma ballottaggio incerto per il sindaco
( da "Adige,
L'" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: altro la Lista civica Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Il tentativo di Rutelli di tornare alla guida della capitale dopo essere stato sindaco per due volte negli anni Novanta passa per la scelta di 2,3 milioni di persone. Prevedibile però l'astensionismo. Più in generale sono chiamati al voto 5 milioni di cittadini per l'elezione dei presidenti di 5 province (
In
arrivo i guru di Rifiuti zero ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Amici di Beppe Grillo di Brescia" con l'associazione "Ricomincio da Grillo". Rifiuti Zero - spiegano i è la soluzione definitiva nella gestione dei rifiuti: coinvolge i più diversi livelli della società, dalle istituzioni alle aziende e ai cittadini in un processo di cambiamento culturale che ha alla base la minor produzione di rifiuti possibile.
Roma.
sono più di 5 milioni e 700mila gli italiani che oggi tornano a votare, ... -
alessandro cecioni ( da "Centro, Il"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: e quelli della Lista civica per Beppe Grillo, 2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso Alemanno. La Lista Grillo si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto a Alfredo Antoniozzi,
Ballottaggi,
6 milioni al voto La sfida più attesa è quella tra Rutelli ed Alemanno a Roma
( da "Libertà"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: e quelli della Lista civica per Beppe Grillo, 2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso Alemanno. La Lista Grillo si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto ad Alfredo Antoniozzi,
I
radicali: nel Pd inseguono la Lega
( da "Provincia
di Cremona, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Siamo con Beppe Grillo" I radicali: nel Pd inseguono la Lega Turco su sindaci-sceriffi e ronde: è il Far West Ravelli: nemmeno un grazie dai veltroniani di Gilberto Bazoli La luna di miele con il Pd è finita, i radicali non sparano a zero, ma qualche sassolino se lo tolgono.
Sernagiotto
spara sulla casta azzurra ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Mi sembra Beppe Grillo. "Voglio solo la trasparenza. Stesso discorso per le nostre Usl: farò le pulci alle consulenze, ai vari cda (in quello della Usl 9 c'è l'azzurro Stefano Cerniato, ndr)". Scenari inquietanti, interrogativi imbarazzanti. "Chi è il nuovo consulente del Turazza?
Nella
Marca i grillini raccolgono 5000 firme
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo è tornato in piazza con i suoi grillini - a Treviso il leader è David Borrelli - sullo spinoso tema dell'informazione nella data simbolo del 25 aprile, festa della Liberazione. "Il 25 aprile - ha detto Grillo - ci siamo liberati dal nazifascismo.
I
media si ribellano <No agli insulti di Grillo>
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: si fanno portabandiera delle crociate anti-politiche di Beppe Grillo (foto Infophoto). Il giorno dopo il V-day torinese contro l'informazione ? ma anche contro il Quirinale, i politici e il sistema Italia ? a ribellarsi è soprattutto l'ex ministro delle Comunicazioni, la cui legge i 'grillini' vorrebbero abolire per via referendaria.
ORBETELLO
DOPO 29 ANNI di convivenza, Loretta Goggi si è s
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: quello con Beppe Grillo e Heather Parisi. Lei era già nota come una delle showgirl più complete, attrice, ballerina, cantante, imitatrice; lui, coreografo dello show, diventa il suo manager, addetto stampa, pr, coreografo, regista, look maker. All'inizio tennero nascosta la loro relazione perché Brezza era ancora sposato.
Ordine
dei Giornalisti Beppe, è una battaglia antica... Caro Direttore, vorrei dire a
( da "Unita,
L'" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Stai consultando l'edizione del Ordine dei Giornalisti Beppe, è una battaglia antica... Caro Direttore, vorrei dire a Beppe Grillo che, prendendo a bersaglio l'Ordine dei giornalisti, non fa una cosa molto nuova. Le critiche all'esistenza di un Ordine di lavoratori essenzialmente dipendenti sono lontane.
La
posta in gioco ( da "Unita, L'"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: un collegamento fra giovani conduttori entusiasti e Beppe Grillo. Il tassista gridava con loro, ripeteva "vaffanculo" con Grillo, era travolto dal ridere, ad ogni battuta come "le fedine penali sporche erano una trentina. Adesso sono 73, nuovo record", "tanto se non hai la fedina penale sporca non entri" e "chi ce l'ha ancora pulita adesso si affretta,
La
vera storia di Grillo ( da "Giornale.it, Il"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 27 pagina 6 la vera storia di Grillo di Redazione Nell'ultima puntata sulla storia di Beppe Grillo raccontiamo di tutte le volte che il comico censore ha mistificato la realtà. L'ultimo episodio riguarda la sua manifestazione di Torino, a cui avrebbero partecipato - secondo lui - 120mila persone, mentre piazza San Carlo a Torino ne contiene al massimo 38mila.
Grillo,
l'antipolitico che vale 4 milioni
( da "Giornale.it,
Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 101 del 2008-04-27 pagina 1 Grillo, l'antipolitico che vale 4 milioni di Filippo Facci Ultima puntata della vera storia di Beppe Grillo, in cui si narra come l'antipolitica sia un affare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
La
politica dei vaffa - bruno manfellotto
( da "Tirreno,
Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Prima Pagina LA POLITICA DEI VAFFA BRUNO MANFELLOTTO Gli americani hanno inventato i predicatori, gli italiani Beppe Grillo. Lì non c'è Stato, chiesa, tv che non ne ostenti uno. I loro fedeli affollano teatri e stadi, animano convention. Qui i grillini sono convocati in piazza, e sempre in date fatidiche dalla forte carica simbolica: 8 settembre, 25 aprile.
Rifiuti,
porta a porta in tutte le frazioni
( da "Tirreno,
Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: atteso intervento in teleconferenza di Beppe Grillo. Al convegno il sindaco Del Ghingaro ha annunciato che entro il 2008 la raccolta domiciliare, che adesso interessa circa la metà della popolazione, sarà estesa a tutto il territorio comunale e che presto sarà introdotta la cosiddetta "tariffa puntuale" che permetterà a ciascun cittadino di pagare la Tia (tariffa di igiene ambientale)
Campidoglio,
incognita astensioni - alessandro cecioni
( da "Tirreno,
Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: e quelli della Lista civica per Beppe Grillo, 2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso Alemanno. La Lista Grillo si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto a Alfredo Antoniozzi,
L'altro
25 aprile: la politica dei vaffa ( da "Tirreno, Il"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: A un certo punto della sua predica, Beppe Grillo ha urlato: "Siamo noi la nuova resistenza". Per sfortuna sua, e per fortuna nostra, contemporaneamente, a Genova, Giorgio Napolitano pronunciava un discorso alto e nobile sul 25 aprile e sui valori di riscatto nazionale che la vera resistenza conquistò per noi tutti.
Altro
che libertà del web i potenti ci sguazzano
( da "Stampaweb,
La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: entusiastica di Beppe Grillo sulla grande libertà di informazione e possibilità di partecipazione democratica resa possibile da Internet. O meglio dal "Web 2.0", termine di moda per definire quella rete sociale globale che celebra il trionfo dei "dilettanti" e dà l'illusione ai singoli cittadini di contare allo stesso livello dei governi e delle multinazionali,
Referendum,
raccolte 750 firme ( da "Centro, Il"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: AMICI DI GRILLO Referendum, raccolte 750 firme CHIETI. Sono 750 i cittadini che, nei gazebo al colle e allo scalo, hanno firmato i tre referendum per una "diversa" informazione indetti il 25 dagli amici del comico Beppe Grillo per il secondo V-Day. Lo comunica Mara Miccoli, addetto stampa degli "Amici di Beppe Grillo di Chieti",
Rutelli-Alemanno,
la sfida più attesa ( da "Corriere Adriatico"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: parte in teoria con altrettanti punti di svantaggio su Rutelli ma può contare su un appoggio informale della Destra di Francesco Storace votata dal 3,4% degli elettori. Sul fronte degli apparentamenti mancati da un lato l'Udc, che ha ottenuto il 3,3%, dall'altro la Lista civica Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%.
Il
contributo dei pergolesi ai referendum
( da "Corriere
Adriatico" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: attorno al blog di Beppe Grillo, in particolare in seguito alla creazione da parte dello stesso Grillo di un'apposita sezione sul sito Meetup.com, che è il principale mezzo di organizzazione e comunicazione usato dai gruppi. La struttura dell'organizzazione è basata sui gruppi locali che fanno riferimento all'area in cui il gruppo si riunisce ed opera.
Lovink:
invece di celebrarlo, aiutiamolo a diventare professionista
( da "Stampa,
La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: entusiastica di Beppe Grillo sulla grande libertà di informazione e possibilità di partecipazione democratica resa possibile da Internet. O meglio dal "Web 2.0", termine di moda per definire quella rete sociale globale che celebra il trionfo dei "dilettanti" e dà l'illusione ai singoli cittadini di contare allo stesso livello dei governi e delle multinazionali,
Rutelli
e Alemanno, ultima sfida per Roma
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: dall'altro la Lista civica Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Fra le liste minori spicca l'indicazione di voto pro-Alemanno fatta da Mario Baccini, leader della Rosa per l'Italia (0,8% al primo turno ma contrastato da amici di partito come Bruno Tabacci), la neutralità socialista (anche questa da 0,8%).
Web
Notes ( da "Stampaweb, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: entusiastica di Beppe Grillo sulla grande libertà di informazione e possibilità di partecipazione democratica resa possibile da Internet. O meglio dal "Web 2.0", termine di moda per definire quella rete sociale globale che celebra il trionfo dei "dilettanti" e dà l'illusione ai singoli cittadini di contare allo stesso livello dei governi e delle multinazionali,
V-Day
2: 450'000 firme per i referendum sull'informazione
( da "Blogosfere"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Day e soprattutto contro Beppe Grillo negli ultimi giorni. Invidie e gelosie, sono palesi e sintomatici della dimensione trionfale dei numeri del V-Day e dell'efficacia straordinaria del Beppe Grillo-megafono. A di là del grande successo del V-Day, resta il dubbio sull'utilizzabilità delle firme raccolte, il vero grande nodo da sciogliere,
Venezia
Parte dal Veneto orientale, ( da "Gazzettino, Il"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo che proprio ieri ha organizzato il V-day 2 per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti.Ma torniamo al disegno di legge di modifica della Costituzione. Il testo depositato in Cassazione è semplicissimo e consta di due soli articoli: il primo per sopprimere la parola "Province" nei sette articoli della Costituzione in cui è citata e il secondo per stabilire che entro
V
DAY: BEPPE GRILLO, TRA SQUALO E ORANGO PETRONILLA E' STATO UN SUCCESSO
( da "Caltanet"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: matematici e anche Beppe Grillo. Ma il V2-day e' stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la reazione dell'informazione. Per il silenzio dell'informazione. Per la comicita' dell'informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all'orango Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day.
27/04/2008
16:04 V DAY: BEPPE GRILLO, TRA SQUALO E ORANGO PETRONILLA E' STATO UN SUCCESSO
( da "ITnews.it"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: matematici e anche Beppe Grillo. Ma il V2-day e' stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la reazione dell'informazione. Per il silenzio dell'informazione. Per la comicita' dell'informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all'orango Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day.
Lecco:
grande successo per il V-day 2 ( da "Merateonline.it"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: aprile nel pomeriggio a Lecco in piazza Garibaldi come in migliaia di alte città italiane e lanciata da Beppe Grillo e il cui tema centrale era l'informazione. Tantissimi i cittadini che si sono fermati al banchetto e hanno firmato la proposta di tre referendum abrogativi: per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria, della legge Gasparri.
I
numeri di Beppe Sul blog riprende gli attacchi e sostiene: venerdì in tutta
Italia eravamo due milioni ( da "Stampa, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: IL V-DAY LA RETE RILANCIA I numeri di Beppe Sul blog riprende gli attacchi e sostiene: venerdì in tutta Italia eravamo due milioni Chiamparino: mi sarei preoccupato se non mi avesse insultato GENOVA Il giorno dopo, tornato a casa, Beppe Grillo ha tirato le somme sul suo blog, continuando la polemica con i giornali.
Sul
palco sono attesi numerosi ospiti, da Antonacci a Balasso, a Sabina Guzzanti ma
lo show è "in progress" con assenze e presenze assolutamente a sorpresa
( da "Stampa,
La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Per Beppe Grillo e il suo Vaffa-day atto secondo, che venerdì 25 aprile, nel giorno della Liberazione, chiama a raccolta per la "liberazione" del nostro sistema d'informazione: firme da contare in 400 città italiane per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, la cancellazione dei finanziamenti pubblici pari a un miliardo di euro annui destinati all'
CAMERA/
SETTANTA DEPUTATI REGISTRATI OGGI, MOLTI SONO NEW
( da "Virgilio
Notizie" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: da esperto di comunicazione vuole parlare anche del fenomeno Beppe Grillo: "E' inutile accusarlo, è la politica che deve tornare a un livello di credibilità e di etica, e questa legislatura sarà fondamentale, ci sono i numeri per governare e per fare alcune cose importanti". Più tardi sono arrivati Paolo Gentiloni, unico ministro uscente del Pd a presentarsi per la registrazione,
GOGGI
E BREZZA, NOZZE DOPO 29 ANNI ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 79 all'epoca del primo "Fantastico", quello con Beppe Grillo e Heather Parisi. E ieri, dopo 29 anni di convivenza, si sono sposati in Toscana, all'Argentario. Sono Loretta Goggi e Gianni Brezza. La cantante, attrice e conduttrice e il coreografo e regista si sono uniti in matrimonio con rito civile in Comune, a Orbetello.
VAIRANO
PATENORA ADERISCE AL V2 DI BEPPE GRILLO
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Vairano Patenora aderisce al V2 di Beppe Grillo Il 25 Aprile scorso non è stata la solita Festa della Liberazione; ieri in piazza Unità d'Italia, nel comune di Vairano Patenora Frazione Scalo, in diretta nazionale, in contemporanea con oltre 450 piazze in tutta Italia, si è mosso qualcosa nelle coscienze dei cittadini.
Ma
<Bella ciao> è sempre meglio dei <vaffa>
( da "Provincia
di Sondrio, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: è sempre meglio dei "vaffa" Se il "vaffa" tira più di "Bella ciao" e se il carisma di Beppe Grillo oscura quello della buonanima di Arrigo Boldrini (il leggendario "comandante Bulow" della Resistenza) forse sarebbe meglio passare direttamente al 26 aprile e mandare una soffitta una ricorrenza svuotata ormai del suo significato originario.
Grillo:
folla e tante firme La rabbia di sinistra e tv
( da "Provincia
di Lecco, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ha detto il primo - il qualunquismo diffusi a piene mani da Grillo li abbiamo sentiti tutti. Come dice giustamente Chiamparino, uno si stupisce solo quando Beppe Grillo non insulta. Quindi nessuna novità di particolare importanza". E il primo cittadino ha chiuso specificando che si sarebbe preoccupato "se Grillo non m'avesse insultato".
Contro
gli attacchi di Beppe Grillo da Torino, hanno reagito i vertici dei giornalisti
e il Partito ( da "Provincia di Lecco, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Contro gli attacchi di Beppe Grillo da Torino, hanno reagito i vertici dei giornalisti e il Partito democratico: dal comico solo insulti 27/04/2008.
La
<vendetta> dei giornalisti: è condannato fa abusi edilizi e inquina
( da "Provincia
di Sondrio, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: man mano che il fenomeno Beppe Grillo lievita, si scava sempre di più sul personaggio. E sui suoi guadagni. Su questo aspetto si sofferma Panorama il quale, dopo aver accertato che il comico le tasse le paga, annota la sua ultima dichiarazione dei redditi, quella relativa al 2006: 4 milioni 272 mila 591 euro di reddito.
Ex
sindacalista: <Anche il comico non rispetta le promesse Mi ha zittito>
( da "Provincia
di Sondrio, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo mi aveva detto che mi avrebbe fatto parlare e invece non lo ha fatto, è come Berlusconi". Ugo Monzeglio, ex sindacalista della Cgil, è l'unica nota polemica nel V2-Day del comico genovese. Tutto ha avuto inizio quando, durante uno dei tanti interventi, Monzeglio, che era sotto il palco, ha invitato Grillo a esprimersi sulla campagna elettorale per il Comune di Roma
Spot&spot
( da "Provincia
di Como, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: epoca del primo "Fantastico", quello con Beppe Grillo e Heather Parisi. Lei era già nota come una delle showgirl più complete, attrice, ballerina, cantante, imitatrice, persino doppiatrice (del canarino Titti del cartone Gatto Silvestro), lanciata da Pippo Baudo, era stata subito definita erede della grande Delia Scala.
Radio
Centro 95 fm 91.200 via Druento 98 a Venaria, tel. 011/4552622. Domenica 27
aprile diret ( da "Stampa, La"
del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Il 25 aprile
vede a Torino nelle stesse ore e a soli
( da "Gazzetta di Parma, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Anche a Parma il
secondo "V-day" di Beppe Grillo PER LA
LIBERA INFORMAZIONE PROTESTA PER LA LIBERA INFORMAZIONE Anche a Parma il
secondo "V-day" di Beppe Grillo II
Sempre e comunque contro. E' stato questo lo spirito del secondo "V
Day", indetto da Beppe
Grillo, dopo quello dell'8
settembre scorso a Bologna, con l'appoggio dei gruppi ad esso collegati.
"Scegliere come data del raduno proprio il giorno della Liberazione, non è
una provocazione ma una scelta dettata da motivazioni ben precise", spiega
Marco Bagnozzi, della sezione di Parma degli "Amici di Beppe
Grillo". continua... Per leggere il testo
completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.
( da "Gazzetta di Parma, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo show: "Siamo noi la
Resistenza" BAGNO DI FOLLA A TORINO. IL COMICO ATTACCA BERLUSCONI,
NAPOLITANO E I GIORNALISTI V2-DAY BAGNO DI FOLLA A TORINO. IL COMICO ATTACCA
BERLUSCONI, NAPOLITANO E I GIORNALISTI Grillo show: "Siamo noi la
Resistenza" TORINO II Un bagno di folla per Beppe Grillo nel
Vaffa2-Day dedicato alla "libera informazione". Cinquantamila persone
sotto un sole estivo (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno
gremito piazza San Carlo a Torino, come nelle più riuscite manifestazioni
sindacali. Molti meno i presenti nella vicina piazza Castello, dove si
sono tenuti concerti e letture per la festa della Liberazione promossa dal
Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza. Salendo sul palco, il
comico genovese ha voluto unire con un filo le due piazze e i due periodi
storici: "Abbracciamo e ringraziamo - ha detto Grillo
- coloro che ci hanno permesso di essere oggi qui su questo palco. continua...
Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo
"sfogliatore" online.
( da "Gazzetta del Sud" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
La Federazione della
stampa: riforme sì, insulti no Giovanna Mongelli ROMA "A Torino eravamo in
120 mila", ha scritto Beppe Grillo
sul suo blog all'indomani del V2-Day, manifestazione alla quale "c'erano
tutte le televisioni più importanti del mondo, dalla Bbc a Al Jazeera. Loro
dice racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno
il fascismo dell'informazione". Grillo sottolinea
che "hanno partecipato al V2-Day almeno due milioni di persone. Le file ai
banchetti erano lunghe il doppio dell'otto settembre. I primi dati delle firme
raccolte sono di 450 mila firme. Nella storia repubblicana non è mai successo.
Nessuno, nessuno è riuscito a raccogliere un numero simile di firme autenticate
in un solo giorno. Non cercate l'informazione nei giornali o nelle televisioni,
cercatela in Rete. Non esistono giornalisti buoni o giornalisti cattivi. Esiste
un'informazione di regime o la verità". "Voi siete giornalisti. Voi
siete Beppe Grillo",
scrive infine l'attore esortando coloro che hanno partecipato al V2-Day a
pubblicare "le foto e i video di questo bellissimo 25 aprile in rete, sui
vostri blog, su Youtube". Molte sono state le reazioni di numerose testate
giornalistiche, dal Tg1 al Tg2 e al Tg5, di fronte alle
prese di posizione di Grillo. In particolare, il comitato di redazione del Tg1 afferma in una
nota: "Agli insulti del comico Beppe Grillo ai
giornalisti italiani ed a singoli direttori risponderanno gli organi di rappresentanza
della categoria e i diretti interessati. Tuttavia il comitato di
redazione del Tg1 non può non sottolineare che le offese personali al direttore
Gianni Riotta investono, per il contesto in cui sono state pronunciate e
dirette, la dignità di tutti i giornalisti che lavorano al Tg1".
"Respingiamo con forza l'inqualificabile tentativo di delegittimare, con
gli sberleffi e gli improperi da osteria, l'impegno di quanti operano con
correttezza e professionalità all'interno del servizio pubblico. Anche perché
altra cosa sono la vera satira e le critiche serie e documentate conclude il
cdr del Tg1 che siamo sempre disposti a ricevere e discutere". Sì alle
riforme, no agli insulti: è, in sintesi, la posizione ribadita da Roberto
Natale, presidente della Fnsi (Federazione nazionale della stampa italiana):
"Il giorno dopo le piazze del V2-Day dice Natale si vede chiaramente ciò
che può servire per un'informazione migliore e ciò che invece serve solo ad
inquinare la discussione. Il sindacato dei giornalisti chiede da tempo che
l'assetto dell'Ordine, la legge sull'editoria e il sistema televisivo siano
oggetto di riforme radicali in Parlamento. Riforme che la politica da troppi
anni si dimostra incapace di produrre, lasciando un vuoto che altri
riempiono". "Ma la discussione sulle riforme precisa il presidente
della Fnsi non ha niente a che vedere con gli inaccettabili insulti che Grillo ha riservato a singoli giornalisti, a testate, a
un'intera categoria. Insulti utili ad eccitare gli applausi di un momento, ma
non certo a individuare i problemi veri dell'informazione. Se Grillo sarà capace di analisi meno offensive e meno
primitive, si accorgerà che ci sono tanti altri soggetti interessati a cambiare
le cose".
( da "Gazzetta del Sud" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Rutelli-Alemanno, la
sfida più attesa Il confronto a "Matrix" tra i due candidati è stato
seguito da quasi un milione e mezzo di spettatori Rodolfo Calò ROMA La sfida
più attesa dei ballottaggi di oggi e domani è quella per la carica di sindaco
di Roma cui concorrono Francesco Rutelli, il candidato del Partito democratico,
e quello del Popolo delle libertà, Gianni Alemanno. Un duello che può
risolversi in una parziale rivincita del centrosinistra o confermare
l'"onda lunga" che sospinge il centrodestra. Se vincesse Rutelli,
formalmente favorito grazie al 45,8% ottenuto al primo turno, il Pd potrebbe
vantare il controllo amministrativo della Capitale di un Paese passato al PdL
nelle elezioni politiche di due settimane fa. A Roma, dove Alemanno ha ottenuto
il 40,7% dei consensi, il confronto è reso completo dal ballottaggio anche per
la presidenza della Provincia: sono in lizza Nicola Zingaretti per il
centrosinistra (46,9%) e Alfredo Antoniozzi per il PdL (37,1%). Rutelli, al
primo turno di due settimane fa, aveva vinto (ma non stravinto) grazie
all'appoggio di otto fra partiti e liste di centrosinistra unitesi nonostante
la divisione fra Pd e Sinistra l'Arcobaleno a livello nazionale. Il vicepremier
uscente può vantare l'apparentamento formale di una lista da 0,8% creata da un
ex esponente di Forza Italia, Michele Baldi, e di due formazioni minori (in
totale da 0,4%). L'ex ministro dell'Agricoltura Alemanno, appoggiato da cinque
fra partiti e liste civiche, parte in teoria con altrettanti punti di
svantaggio su Rutelli ma può contare su un appoggio informale della Destra di
Francesco Storace votata dal 3,4% degli elettori chiamati ora a confluire sul
dirigente di An nonostante un rapporto conflittuale durato tutta la campagna
elettorale. Sul fronte degli apparentamenti mancati, un'incognita è
rappresentata dalle scelte che faranno gli elettori di due formazioni che hanno
lasciato libertà di voto ai propri sostenitori: da un lato l'Udc, che ha
ottenuto il 3,3% e vissuto sussulti interni favorevoli ad Alemanno; dall'altro la Lista civica Amici di Beppe Grillo,
fermatasi a Roma al 2,6%. Fra le liste minori spicca l'indicazione di voto
pro-Alemanno fatta da Mario Baccini, leader della Rosa per l'Italia (0,8% al
primo turno ma contrastato da amici di partito come Bruno Tabacci), la
neutralità socialista (anche questa da 0,8%). La Sinistra Critica,
dichiaratamente contro Alemanno, è una forza elettorale che ha superato la
soglia dello 0,5%. Il tentativo di Rutelli di tornare alla guida della capitale
dopo essere stato sindaco per due volte negli anni Novanta passa per la scelta
di 2,3 milioni di persone. I conti aritmetici però sono falsati da un
prevedibile astensionismo: al ballottaggio manca il traino delle elezioni
politiche che il 13 e 14 aprile ha alzato l'affluenza per comunali al 74%;
inoltre vi sono le ottime previsioni meteorologiche per il "ponte"
festivo iniziato venerdì con la festa del 25 aprile. A Roma vi è poi attesa
anche per le scelte dei quasi 950 mila elettori che votano al ballottaggio anche
per la presidenza di nove Municipi (le circoscrizioni della capitale): gli
altri dieci si sono già confermati già, tutti di centrosinistra, due settimane
fa. Quasi 1,4 milioni di telespettatori hanno seguito venerdì in seconda serata
su Canale 5 la puntata di "Matrix" con il faccia a faccia tra Rutelli
e Alemanno. In onda dalle 23.19 la puntata, secondo i dati Auditel, ha avuto 1
milione 370 mila telespettatori con uno share del 14.85%. L'11 aprile, ultimo
giorno utile prima delle elezioni politiche nazionali, c'era stato a
"Matrix" su Canale 5, ma in questo caso in prima serata, il confronto
"virtuale" (due interviste separate una successiva all'altra) tra i
due candidati premier Walter Veltroni e Silvio Berlusconi. La trasmissione
aveva raccolto quasi sei milioni di telespettatori (5 milioni 839 mila) pari al
24.26% di share. Venerdì a Matrix la parte di trasmissione che ha ospitato il
confronto tra i due candidati, tra le 23.19 e le 24 (ora in cui si chiudeva la
campagna elettorale), ha avuto 1.612.000 telespettatori, quindi un po' di più
rispetto al globale della puntata, pari ad uno share del 13%. Nel Lazio, la
regione più interessata al confronto fra i due candidati sindaco per la
capitale, lo share è stato più alto, pari al 20.04% con un totale di 247.000
telespettatori. I due candidati a sindaco di Roma si erano già confrontati una
prima volta in tv il 22 aprile, a "Ballarò", su Raitre. In quel caso
però la trasmissione era in prima serata e dunque con un bacino di pubblico
potenzialmente più ampio e a seguire la sfida, moderata da Giovanni Floris,
erano stati 3 milioni e 850 mila telespettatori con uno share del 15.55%.
( da "Citta' di Salerno, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il centrodestra
spera di capitalizzare il successo alle politiche, Pd e Sinistra di invertire
la tendenza Campidoglio, incognita astensioni Per Rutelli e Alemanno peseranno
gli apparentamenti e...il sole ALESSANDRO CECIONI ROMA. Sono più di 5 milioni e
700mila gli italiani che oggi tornano a votare, la metà sono romani. Si vota
per eleggere nei ballottaggi i presidenti di cinque province (Asti, Catanzaro,
Foggia, Massa Carrara e Roma), e i sindaci di 44 comuni fra cui 7 capoluoghi di
provincia (Roma, Massa, Pisa, Sondrio, Udine, Vicenza e Viterbo). Seggi aperti
oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Lo scrutinio inizia domani
subito dopo la chiusura dei seggi, dove si vota anche per la Provincia viene
prima scrutinato questo ballottaggio. Si vota mettendo un segno sul nome del
candidato che si vuole scegliere. L'attenzione politica è tutta puntata sul
ballottaggio per il sindaco di Roma: Francesco Rutelli (Pd) da una parte,
Gianni Alemanno (Pdl) dall'altra. L'ultimo faccia a faccia televisivo (venerdì
sera a Matrix), è stato seguito da un milione e 370mila spettatori, dicono i
dati Auditel. Sarebbero comunque poco più della metà degli elettori romani, ma
il dato è anche più preciso e svela quanto pesino questi confronti: solo
247mila spettatori abitavano nel Lazio. Due gli elementi che possono giocare
sui ballottaggi e sono tutti esterni, in qualche modo, alla campagna
elettorale. Il primo, quello più temuto a sinistra, è l'astensionismo. Ne sanno
qualcosa a Bologna dove Guazzaloca vinse a sorpresa per il centrodestra proprio
in un ballottaggio caratterizzato da una splendida giornata con gita sulla
Riviera Adriatica. L'altro elemento è il significato che l'elezione di Roma
assume sullo scenario politico nazionale. Da una parte Rutelli offre una chance
al centrosinistra di invertire subito la tendenza che ha portato Berlusconi a
Palazzo Chigi, dall'altra c'è la possibilità per il Pdl, e An in particolare,
di confermare l'onda lunga di due settimane fa. Nel centrosinistra si gioca
anche una partita interna alla Sinistra arcobaleno. Di fatto il Comune di Roma
rappresenta l'unica possibilità di mantenere visibilità per chi è restato fuori
da Camera e Senato. Francesco Rutelli riparte dal 45,8% ottenuto nel primo turno,
si è apparentato con Michele Baldi, ex Forza Italia, che ha preso lo 0,8%, e
con altre due liste minori che valgono lo 0,4%. Voteranno Rutelli anche i
socialisti. Gianni Alemanno, che due settimane fa ha totalizzato il 40,7% dei
suffragi, invece, può contare sul consenso della Destra (nonostante sia stato
formalmente respinto perché inviso alla Comunità ebraica), che vale il 3,4%.
Con Alemanno anche la Rosa Bianca (altro 0,8%). Ma la vera partita la possono
giocare gli elettori che nel primo turno hanno votato per l'Udc, 3,3%, e quelli della Lista civica per Beppe Grillo,
2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier
Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso
Alemanno. La Lista Grillo
si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente
della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto a Alfredo
Antoniozzi, e nel ballottaggio di nove municipi.
( da "Corriere delle Alpi" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Loretta
Goggi e Gianni Brezza si sono sposati ieri a Orbetello, in Toscana, dopo 29
anni di convivenza. Si erano conosciuti nel 79 all'epoca del primo Fantastico,
quello con Beppe Grillo e Heather
Parisi. Lei showgirl, attrice, ballerina, cantante. Lui, suo manager,
coreografo, regista.
( da "Corriere delle Alpi" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
E ai banchetti sono
state raccolte 450mila firme ROMA. "Ieri a Torino
eravamo in 120 mila", scrive Beppe Grillo sul
suo blog all'indomani del V2-Day, manifestazione alla quale "c'erano tutte
le televisioni più importanti del mondo, dalla Bbc a Al Jazeera. Loro - dice -
racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno il
fascismo dell'informazione". Per Grillo
"hanno partecipato al V2-Day almeno due milioni di persone". "Le
file ai banchetti - prosegue il comico - erano lunghe il doppio dell'otto
settembre. I primi dati delle firme raccolte sono di 450mila firme. Nella
storia repubblicana non è mai successo. Nessuno, nessuno è riuscito a
raccogliere un numero simile di firme autenticate in un solo giorno. Non
cercate l'informazione nei giornali o nelle televisioni, cercatela in Rete. Non
esistono giornalisti buoni o giornalisti cattivi. Esiste un'informazione di
regime o la verità". "Voi siete giornalisti. Voi siete Beppe Grillo", scrive infine
l'attore esortando coloro che hanno partecipato al V2-Day a pubblicare "le
foto e i video di questo bellissimo 25 aprile in rete, sui vostri blog, su
Youtube". Alle accuse hanno repliato con toni simili i comitati di
redazione di Tg1, TG2 e Tg5. Nelle note si respingono gli insulti e le offese a
giornaliti e direttori delle testate, che rivendicano di aver riferito con
esattezza e scrupolo la manifestazione e i suoi contenuti.
( da "Gazzetta di Reggio" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
"Sono state
firme di protesta" Il presidente dell'Api Ferraroni commenta il V-day
Assieme a centinaia e centinaia di reggiani, venerdì, era in fila per firmare i
tre referendum (abolizione ordine dei giornalisti, abolizione legge Gasparri,
abolizione finanziamenti pubblici ai partiti e all'editoria) proposti da Beppe Grillo
nell'ambito del V-day 2. Il presidente dell'Api Nello Ferraroni commenta così
la sua firma e l'intero fenomeno generato dal comito genovese. "La
politica si è scordata dei cittadini e questi sono i risultati. Storicamente è
sempre stato così: chi urla più forte viene sempre ascoltato e Beppe Grillo in questi ultimi mesi ha urlato parecchio". Come
tutti i firmatari, Ferraroni ritiene sia giusto opportuno cancellare l'Ordine
dei giornalisti. "Forse - prosegue - fra tutti gli ordini professionali, questo
è quello che fa meno danno. Ma da qualche parte bisogna pur partire. Mi ha
stupito che davanti alle richieste provocatorie di Grillo,
nessuno tra i giornalisti più o meno noti abbia reagito. Ho seguito molte
trasmissioni radiofoniche sull'argomento ma non c'è stato dibattito. Le
dichiarazioni provenivano solo da una campana: quella di chi chiedeva
l'abolizione dell'ordine. Ma forse i giornalisti hanno snobbato volontariamente
la questione, rifiutandosi di replicare a Grillo".
"La mia firma, come credo quella di moltissimi altri reggiani e non, è
soprattutto una firma di protesta". "Mi dispiace - conclude - se
qualcuno ha equivocato la mia firma. A sottoscrivere quel documento è stato il
cittadino Nello Ferraroni, non il presidente dell'Api di Reggio Emilia".
( da "Stampa, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Ia di torinesi che è salita sul palco a fianco di Beppe Grillo. Artisti, docenti, professionisti, semplici cittadini che hanno
ravvivato sei caldissime ore. Forse anche per le difficoltà incontrate
nell'organizzare il secondo meeting nella ricorrenza della Liberazione, Grillo ha voluto un 25 aprile più
d'informazione che di musica, con più protagonisti del territorio che
personaggi noti. La carrellata subalpina ha riscosso applausi, e ha
lasciato i Vaffa al conduttore. Marco Travaglio. Giornalista, scrittore, ora un
volto di "Annozero". Specializzatosi in inchieste giudiziarie, Grillo lo considera il suo "ministro della
Giustizia". Mario Palazzetti. L'ingegnere elettronico (laureato al
Politecnico nel
( da "Stampa, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
INFORMAZIONE. GAZEBO
IN PIAZZA MEDICI I "grillini" tra V-day e Waya Si pensa a un'iniziativa
sulla situazione nella storica azienda dopo la richiesta di mobilità Anche ad
Asti è stato un V2-day particolarmente affollato. Poco meno di 2 mila le firme
raccolte il 25 Aprile nel gazebo di piazza Medici, in concomitanza con le
manifestazioni del 63° anniversario della Liberazione, a sostegno dei tre
referendum sull'informazione. L'iniziativa, che si è svolta contemporaneamente
in tutta Italia, era curata dal Meet up di Beppe Grillo. "Siamo molto soddisfatti - spiega Roberto Modellato, presidente
di Reset, l'Associazione nata dal Meet Up - abbiamo praticamente bissato il
successo del V-day dell'8 settembre". In quell'occasione le firme raccolte
per sostenere la legge "Parlamento pulito" superarono ad Asti quota 2
mila. "C'è da sottolineare che quello era un argomento maggiormente
sentito - spiega Modellato - che ha lasciato il segno nel dibattito politico.
Quello dell'informazione è un tema di analoga importanza che, seppur più
complesso da recepire, ha riscosso quasi la stessa attenzione. Oltretutto,
l'iniziativa questa volta è caduta in un giorno festivo e in occasione di un
lungo ponte". I tre referendum riguardano l'abolizione dell'Ordine dei
giornalisti, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria e
l'eliminazione del Testo unico Gasparri sulla radiotelevisione. "Ci
piacerebbe ora affrontare la questione informazione anche a livello locale - le
parole del responsabile di Reset - coinvolgendo i giornali e giornalisti nella
discussione". Ma i "grillini" astigiani pensano anche ad altre
iniziative. "Vorremmo fare qualcosa per i lavoratori della Waya - annuncia
Modellato - nel nostro blog è un argomento che in pochi mesi ha avuto migliaia
di contatti". Tra i progetti inoltre un dibattito con lo scrittore
Maurizio Pallante: "Gli abbiamo consegnato il piano provinciale dei
rifiuti - conclude Modellato - ci piacerebbe sapere che ne pensa". \.
( da "Giornale di Brescia" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Edizione: 27/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Sulla corsa al Campidoglio
c'è il rischio astensionismo Francesco Rutelli e Gianni Alemanno ROMA La sfida
più attesa dei ballottaggi di oggi e domani è quella per la carica di sindaco
di Roma cui concorrono Francesco Rutelli, il candidato del centrosinistra, e
quello del Popolo della libertà (Pdl), Gianni Alemanno. Un duello che può
risolversi in una parziale "rivincita" del centrosinistra o
confermare l'"onda lunga" che sospinge il centrodestra. Se vincesse
Rutelli, formalmente favorito grazie al 45,8% ottenuto al primo turno, il
Partito democratico (Pd) potrebbe vantare il controllo amministrativo della
capitale di un Paese passato al Popolo della libertà nelle elezioni politiche
di due settimane fa. A Roma, dove Alemanno ha ottenuto il 40,7% dei consensi,
il confronto è reso completo dal ballottaggio anche per la presidenza della
Provincia: sono in lizza Nicola Zingaretti per il centrosinistra (46,9%) e
Alfredo Antoniozzi per il Pdl (37,1%). Rutelli, al primo turno, aveva vinto ma
non stravinto grazie all'appoggio di otto fra partiti e liste di centrosinistra
unitesi nonostante la divisione fra Pd e Sinistra l'Arcobaleno a livello
nazionale. Il vicepremier uscente può vantare l'apparentamento formale di una
lista da 0,8% creata da un ex-esponente di Forza Italia, Michele Baldi, e di
due formazioni minori (in totale da 0,4%). L'ex-ministro dell'Agricoltura
Alemanno, appoggiato da cinque fra partiti e liste civiche, parte in teoria con
altrettanti punti di svantaggio su Rutelli ma può contare su un appoggio
informale de La Destra di Francesco Storace votata dal 3,4% degli elettori
chiamati ora a confluire sul dirigente di An nonostante un rapporto
conflittuale durato tutta la campagna elettorale. Sul fronte degli
apparentamenti mancati, un'incognita è rappresentata dalle scelte che faranno
gli elettori delle uniche due formazioni che al primo turno hanno superato la
soglia dell'un per cento e in seguito hanno lasciato libertà di voto ai propri
sostenitori: da un lato l'Udc, che ha ottenuto il 3,3% e vissuto sussulti
interni favorevoli ad Alemanno; dall'altro la Lista civica
Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Fra le
liste minori spicca l'indicazione di voto pro-Alemanno fatta da Mario Baccini,
leader della Rosa per l'Italia (0,8% al primo turno ma contrastato da amici di
partito come Bruno Tabacci), la neutralità socialista (anche questa da 0,8%).
La Sinistra critica, dichiaratamente contro Alemanno, è l'unica altra forza
elettorale che ha superato la soglia dello 0,5%. Il tentativo di Rutelli di
tornare alla guida della capitale dopo essere stato sindaco per due volte negli
anni Novanta passa per la scelta di 2,3 milioni di persone. I conti aritmetici
però sono falsati da un prevedibile astensionismo: al ballottaggio manca il
traino delle elezioni politiche che il 13 e 14 aprile ha alzato l'affluenza per
le Comunali al 74%; inoltre vi sono le ottime previsioni meteorologiche per un
fine settimana che cade nel pieno di varie possibilità di "ponte"
iniziate venerdì con la festa della Liberazione del 25 aprile e destinate ad
esaurirsi solo domenica 4 maggio passando per la festa dei lavoratori del
primo. A Roma vi è poi attesa anche per le scelte dei quasi 950mila elettori
che votano al ballottaggio anche per la presidenza di nove Municipi (le
circoscrizioni della capitale): gli altri dieci si sono confermati già di
centrosinistra due settimane fa.
( da "Provincia Pavese, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Cronaca Grillo, a Pavia raccolte tremila firme Grillo, a Pavia raccolte tremila firme
Circa 3000 firme raccolte a Pavia per i referendum promossi dagli Amici di Beppe Grillo. "Buona la risposta dei pavesi - commentano gli
organizzatori - come negli altri 450 banchetti disseminati in tutta Italia, dalla
prima mattinata e fino a mezzanotte hanno fatto pazientemente la fila per
apporre la propria firma in calce ai tre quesiti. Persone di tutte le
età, bambini e cani compresi, che si sono volentieri appuntate sul petto le
spille e gli adesivi celebrativi".
( da "Secolo XIX, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Soddisfatti i
"Grilli" cittadini"Raccolte circa 2.100 firme" vaffa day
SONO STATE circa 2100 le firme di sottoscrizione ai tre referendum raccolte
ieri a Genova, alla manifestazione del V2 Day, organizzata in piazza della
Vittoria da "Il Grillo di Genova" e dalla
"Casa della Legalità". "L'obiettivo erano 1000 firme - spiegano
gli organizzatori - ma alle 17.30 i moduli stavano già finendo e le firme
raccolte erano 1.500". I tre referendum lanciati dal comico genovese Beppe Grillo, all'insegna dello
slogan "per una informazione libera", riguardavano la cancellazione
dell'Ordine dei Giornalisti, l'abolizione della legge sul finanziamento
pubblico all'editoria, e l'eliminazione della legge Gasparri sulla televisione.
La raccolta di adesioni è avvenuta anche a piazzale
Kennedy, dove gli "Amici di Grillo" del Meet Up 1 hanno collezionato nell'arco della giornata
circa 3.000 firme. Entrambe le piazze hanno radunato i cittadini
prevalentemente nel pomeriggio a partire dalle 15.30 con l'inizio della diretta
di Beppe Grillo da piazza San Carlo a Torino.
Diversi sono stati i momenti dedicati a interventi e testimonianze durante la
giornata a partire dalla mattina (in piazza della Vittoria, ad esempio, con le
voci del "Fronte del porto"), fino alla serata, con la partecipazione
di Enrique Balbontin al raduno di Piazzale Kennedy. 27/04/2008.
( da "Repubblica, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Commenti Lo specchio
d'italia è sempre più rotto La secessione del Nord è un altro segnale di
indebolimento del paese. E la conseguenza più vistosa è l'affondamento di
Alitalia La nazione è più sconnessa che mai, vive soltanto nella mente d'una
minoranza e la speranza di recuperarne l'unità è diventato un pallido miraggio
(SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) A Roma convivono almeno cinque diverse metropoli:
quella dei ruderi e delle rovine dell'impero di Cesare e di Adriano, quella
rinascimentale e papalina, quella barocca, quella dei quartieri piemontesi del
nuovo regno, quella moderna da Piacentini all'"Ara Pacis" di Meier.
Queste città si sono aggiunte e intrecciate l'una con l'altra. Certo hanno
creato problemi: di traffico, di adattabilità, di struttura urbanistica, ma
hanno creato e mantenuto un esempio irripetibile di storia, di estetica, di
multipresenza che non ha eguali nel mondo, dai Fori Imperiali all'Auditorium,
lungo venti secoli di continua evoluzione. Ad Alemanno non piace? Vorrebbe
metterci le mani? In nome del cemento palazzinaro? * * * Oggi e domani si
concluderà questa lunghissima gara elettorale con gli ultimi ballottaggi. Sei
milioni di elettori ancora alle urne, ma il senso e il risultato politico ci
sono già stati due settimane fa: Berlusconi ha vinto, la Lega soprattutto tiene
in mano la partita e ha posto il suo sigillo sui prossimi cinque anni. Molti
hanno scritto e detto che dalle urne del 14 aprile è uscito un elemento
apprezzabile di maggiore semplificazione parlamentare e di più solida stabilità.
Lo specchio rotto è stato almeno in parte ricomposto e ne emerge una visione
del paese che può piacere ad alcuni e dispiacere ad altri ma è comunque
percepibile e meno magmatica di prima. L'ho detto anch'io ma sono bastati
quindici giorni per smentire quest'unica e timida speranza: lo specchio in cui
il paese dovrebbe riflettersi è più frammentato e sconnesso di prima, la
riduzione da trenta a quattro o cinque partiti è una chimera, la nazione
italiana è più sconnessa che mai, vive soltanto nella mente d'una minoranza e
la speranza di recuperarne l'unità è diventata un pallido e lontano miraggio.
Lo si vede da molti segnali: la secessione del Nord ne è il dato più
appariscente, l'affondamento dell'Alitalia ne è la conseguenza più vistosa, la
regressione missina del centrodestra ne rappresenta l'inevitabile contraccolpo
cui fa da controcanto il sussulto identitario dell'estrema sinistra. Le rauche invettive di Beppe Grillo
completano il quadro d'una società che sembra avere smarrito ogni bussola, ogni
orientamento, ogni immagine di sé, ogni memoria del suo passato ed ogni
progettualità del suo futuro. Si va avanti alla giornata senza timone e senza
stelle. * * * Berlusconi ? non il governo Prodi che non c'è più ? ha
buttato nella fornace Alitalia 300 milioni presi dalle casse pubbliche per
guadagnare tre o quattro mesi di tempo. In attesa di chi e di che cosa?
Alitalia non può esser rimessa in piedi da sola. Non è una questione di soldi
ma di imprenditorialità e di dimensioni. Non esiste neppure una remota
probabilità di una compagnia aerea italiana che abbia da sola un ruolo
internazionale. Aeroflot è una compagnia regionale e statale ancor più piccola
del rottame Alitalia. Lufthansa pone condizioni ancora più severe di quelle di
Air France. Gli italiani chiamati da Berlusconi a contribuire alla cordata
patriottica si riducono a Ligresti e forse a Tronchetti Provera. Se tra tutti e
due metteranno insieme 150 milioni sarà un miracolo. Le banche tireranno fuori
un finanziamento solo se ci sarà un piano industriale. Bruxelles non accetterà
mai un aiuto di Stato per rianimare un moribondo, l'ha già concesso una volta e
non è servito a niente. Londra, Berlino, Parigi son lì a vigilare perché una
violazione delle regole europee in un settore strategico come l'aeronautica non
avvenga. Tutta questa incredibile storia è la degna inaugurazione del
Berlusconi-ter. Bossi se ne frega, il Nord secessionista vola benissimo con i
suoi aeroporti padani. Da lui Berlusconi non avrà nessun aiuto per Alitalia
ladrona. * * * Ho letto con interesse l'intervista alla "Stampa" di
Veronica Lario in Berlusconi. Abbiamo scoperto che la signora è leghista
nell'animo anche se il 14 aprile ha votato, come era logico, per il marito.
Abbiamo anche appreso che il figlio Luigi se ne infischia della politica, si
occupa di finanza e gli basta. La politica è solo imbroglio. Valeva la pena,
signora Berlusconi, di mandarlo alla scuola steineriana? Che la politica fosse
solo imbroglio poteva tranquillamente impararlo in famiglia, gli esempi domestici
erano ampiamente sufficienti. Almeno, così ci sembra ed è lei stessa che più
d'una volta ce l'ha fatto capire. * * * La signora Marcegaglia, nuovo
presidente di Confindustra, si è già guadagnata diversi Oscar: è donna, è
tosta, anzi virile, ha le idee chiare in tema di rapporti con i sindacati con
il governo e soprattutto con i suoi associati. Non mi ha affatto scandalizzato
la sua colazione a Palazzo Grazioli con il futuro presidente del Consiglio
insieme a Luca Montezemolo officiato per un ministero. Perché no? Non c'è
niente di male che un industriale diventi ministro, in Usa accade spesso ed
anche in Europa. L'ipotesi non piacerebbe affatto ai colonnelli di Forza Italia
e di An. A Bossi invece, anche su questo terreno, non gliene importa niente:
lui i suoi ministri li avrà e nessuno glieli può levare. C'è una sola cosa che
non mi è piaciuta della Marcegaglia: ha dichiarato che la Confindustria non si
occuperà più di legge elettorale né di altre questioni istituzionali, ma
soltanto della sua missione di sindacato degli industriali. Mi sbaglierò, ma è
una dichiarazione grave per chi, come me, ha sperato che prima o poi gli
imprenditori italiani diventassero una borghesia. Diventare borghesia significa
avere un'idea di Paese entro la quale collocare i propri legittimi interessi di
azienda e di categoria. Bossi ha una sua idea di Paese nord e di tutto il resto
si disinteressa. Ma gli industriali italiani non sono solo al Nord. La
Confindustria di Montezemolo sembrò avere una sua idea di Paese e si interessò di
legge elettorale e di altre questioni istituzionali. La signora Marcegaglia
cambia rotta? Vuol dire che non ha un'idea di Paese o quanto meno non ce l'ha
come presidente di Confindustria. Non crede che sia una questione riguardante
la rappresentanza degli industriali. Il suo dirimpettaio Bonanni, segretario
della Cisl, la pensa allo stesso modo. Quelli della Fiom anche. Epifani sembra
di no, lui un'idea di Paese ce l'ha come tutti i suoi predecessori da Di
Vittorio a Trentin a Lama e a Cofferati. Ma anche la Cgil sta diventando una
minoranza, la sua gente nel Nord le preferisce Maroni e Calderoli. Ecco perché
dico che lo specchio è più rotto di prima.
( da "Repubblica, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina XIV - Torino
Al di là dei funambolismi delle bandiere rosse ETTORE BOFFANO (segue dalla
prima di cronaca) La battuta di Chiamparino fa seguito, appunto, alla
presentazione da parte proprio della componente torinese del Pd che trionfò
nelle "primarie", e in occasione del 25 Aprile
(contrapposto a Torino alle volgarità di Beppe Grillo), di
una mutazione genetica della bandiere veltroniane, con un recupero di quel
rosso che rievoca, senza molti dubbi in merito, una forte nostalgia del Pci
piuttosto che dei Democratici di sinistra o addirittura dell'ormai scomparso
Psi. Qualcosa che stupisce se si riflette sullo slogan, "un partito
meticcio", con il quale proprio quel gruppo di ex ds torinesi si era
presentato al vaglio della nascita della nuova formazione e, soprattutto,
dell'integrazione con l'area cattolico-popolare della Margherita. Sostenendo,
vale la pena ricordarlo, la candidatura dell'ex democristiano Morgando e
contrapponendola a quella di un altro ex democristiano, Susta, a sua volta
sorretto, sia a livello locale che nazionale, dall'establishment ormai
sessantenne della vecchia federazione provinciale comunista di via Chiesa della
Salute. Quel tentativo di "meticciato" ebbe la meglio a Torino e
relegò Susta, invece, al ruolo di outsider in quel "Piemonte due"
dove il Pd, come ha dimostrato il recente risultato elettorale, conta in molte
zone poco più della Lega Nord di Umberto Bossi (ma non possedendone un'analoga
capacità di mobilitazione politica). In realtà, però, la spinta propulsiva di
quella vittoria si è dissolta con il passare dei mesi e non è più riuscita a
contare (a cominciare dall'anonimato politico del segretario regionale Morgando)
né nella discussione interna al partito e nelle scelte delle candidature per le
urne del 13 aprile, né nella gestione delle amministrazioni locali (e dei loro
gravi problemi, soprattutto di bilancio) né, infine, nella grande partita delle
nomine bancarie e del loro controllo democratico. Tutte ragioni che rendono
adesso un po' ridicolo (per non dire patetico) questo gioco colorato del
"rosso" per le bandiere del Pd e ineludibile, invece, per quegli
stessi dirigenti torinesi (ma anche per i loro avversari) la risposta agli
interrogativi che il voto e la vittoria del Pdl e della Lega sollecitano da due
settimane. C'è davvero, in Piemonte come in Italia, la volontà politica di far
crescere un partito nuovo, che sappia cogliere tutte le ricchezze della tradizione
riformista (alla quale si sono convertiti gli ex comunisti) e di quella della
dottrina sociale cattolica? E c'è soprattutto la voglia sincera di condurre
tutto ciò a un'unità politica innovativa (l'unico e vero "meticciato"
possibile e non pasticciato)? L'alternativa invece è di rinchiudersi, qui come
nel resto del paese, in qualcosa di terribilmente vecchio e di già visto.
Qualcosa che viene da lontano e dalla storia stessa del Pci e che in questi
giorni balza agli occhi a chiunque osservi una cartina geografica dell'Italia e
vi proietti sopra i dati elettorali. Da questo breve viaggio, ecco allora
spuntare l'immagine di un partito con un certo e indubbio radicamento
territoriale; con quattro regioni (quelle che un tempo si dicevano
"rosse", alla quale ne va aggiunta una quinta: la democristianissima
Basilicata di Emilio Colombo) e due città (Torino e Genova) nel proprio
assoluto dominio; un consenso quasi bulgaro negli ambienti della cultura e
dello spettacolo (anche se non ci sono più Renato Guttuso e Giulio Einaudi,
mentre avanzano Sabrina Ferilli e Francesco Totti); una netta incapacità,
invece, di attirare il voto cattolico. Un partito che assomiglia molto al Pci
di Berlinguer, anche se di quell'esperienza ha perso la forte identità
ideologica mentre ne ha conservato il livello di consenso popolare (poco più
del 30 per cento), mantenendo infine a livello nazionale come locale la stessa
leadership della Federazione giovanile comunista di quegli anni e avendo
addirittura recuperato una parte del voto della diaspora postcomunista a danno
della Sinistra Arcobaleno. Basta tutto questo, però, per garantire il
costituirsi di una forte identità del nuovo partito e persino la sopravvivenza
dello stesso Pd, aldilà dei funambolismi della bandiere rosse, del "meticciato"
confuso e delle correnti dei sessantenni del vecchio Pci?.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Dopo il "V2
day" prosegue la sottoscrizione dei referendum negli uffici comunali
Raccolte 2200 firme dai Grillo boys Grande successo
per il V2 day, concluso ieri a Trieste. Nel capoluogo regionale, sono state
raccolte oltre 2.200 firme, a sostegno di tre referendum contro il sistema
dell'informazione durante il V2Day, il giorno di mobilitazione promosso dal comico genovese Beppe Grillo. Lo
rende noto Paolo Menis, il coordinatore del gruppo Beppe Grillo
Trieste che ha organizzato la raccolta firme dal 24 al 26 aprile, in piazza San
Antonio. "La buona notizia - annuncia Menis - è che i triestini che non
sono riusciti a raggiungerci negli ultimi giorni, avranno comunque la
possibilità di sottoscrivere i nostri appelli anche nell'Ufficio
Referendum del Comune di Trieste, in Largo Granatieri". Il Gruppo Beppe Grillo di Trieste intende
inoltre organizzare una raccolta firme anche la settimana prossima (sabato) in
alcuni punti della città. "Siamo consapevoli del fatto che questo è un
periodo inteso, pieno di eventi come la Bavisela per esempio - aggiunge Menis -
ma comunque per portare avanti la raccolta, ci recheremo in Comune per chiedere
la disponibilità per usare alcuni spazi pubblici". Concretamente, i tre
referendum proposti da Beppe Grillo
chiedono l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del miliardo di euro
all'anno di finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri sulle
frequenze tv. Il primo "Vday" di Grillo, che
aveva cavalcato l'onda del malcontento nei confronti del sistema politico in
Italia, si era svolto in un'altra data simbolica, l'8 settembre, giorno della
firma dell'armistizio tra l'Italia e gli alleati. ga.pr.
( da "Nuova Sardegna, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Di Marco Tedde *
Intolleranza e molte critiche, ma la retorica non paga più Gran bella giornata
quella di ieri, gran bella festa quella del 25 aprile ad Alghero. Grande partecipazione,
probabilmente favorita dalle polemiche dei giorni precedenti. Tante autorità,
associazioni, tanta gente comune e molti esponenti di sinistra che negli anni
precedenti non avevano l'abitudine di festeggiare la festa della Liberazione.
Qualche intemperanza e qualche manifestazione di intolleranza verso l'Inno di
Mameli per il vero ci sono state, ma possono ritenersi confinate all'interno di
un ambito fisiologico. Anche se questa festa, straordinaria per il suo
significato più intimo e per la partecipazione popolare, quest'anno è stata
caratterizzata da anacronistiche polemiche. Infatti, improvvisamente, parte
della sinistra algherese s'è accorta che nella scaletta della banda musicale
cittadina non sono previste le note della canzone Bella Ciao. Note assenti da
qualche anno, così come sono assenti dal cerimoniale del Quirinale. Ebbene, in
questi anni le forze di sinistra "nazionali" non hanno indirizzato le
loro proteste alla Presidenza della Repubblica né quelle cittadine hanno avuto
da lagnarsi nei confronti del cerimoniale del Comune di Alghero. Qualcuno ha
sostenuto la tesi che il "Sindaco reazionario" con ordinanza avrebbe
vietato di cantare Bella Ciao: è scontato che su queste affermazioni si può
solo sorridere. Non intendo ritornare sulle motivazioni che mi hanno spinto a
ritenere che l'Inno di Mameli sia la canzone più adatta a rappresentare il
significato di questa festa di altissimo valore nazionale. Senza nulla togliere
alla canzone Bella Ciao, che pur essendo bella e struggente non esprime quella
carica di unità, concordia e fratellanza dell'inno nazionale. Spero che i
precedenti interventi sul tema abbiano chiarito la mia posizione. Ma penso che
l'opinione pubblica un dubbio se lo sia posto: quale è stata la molla che ha
determinato questo "risveglio postumo" di certa sinistra? Qual è
stato il movimento tellurico che ha scatenato una reazione a volte anche
virulenta contro il sindaco di Alghero reo di avere preferito l'Inno di Mameli?
Credo che la motivazione principale stia nel fatto che il mese di aprile del
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il rinnovamento in
piazza Oberdan. Sei new entry su otto eletti per la Lega, solo una su quindici per
il Pd Dallo studente ai prof, i debuttanti di Palazzo Tre giornalisti, due
medici, un preside: i trenta volti nuovi del Consiglio regionale TRIESTE Tre
giornalisti, due medici, due insegnanti e tanti amministratori. Sono ben pochi
a non avere esperienza tra i 30 nuovi consiglieri regionali. I due terzi hanno
all'attivo almeno una partecipazione in un consiglio comunale ma non mancano ex
sindaci, ex presidenti di Provincia, ex assessori comunali e provinciali. Ci
sono anche consiglieri regionali che, dopo aver saltato uno o più turni,
rientrano "a casa". E c'è perfino un ex parlamentare. La Lega è il
partito che cambia di più: 6 new entry su 8. Il Pdl segue a ruota: 11 su 21.
Mentre il Pd è quello che cambia di meno: 1 su 15. SLOVENSKA SKUPNOST La lista
slovena fa il suo ingresso con un consigliere e si affida a Igor Gabrovec,
classe 1972, giornalista professionista. Giovane, ma non a digiuno di attività
politica: lo scorso anno è stato eletto, peraltro come il più
"preferenziato" del centrosinistra, consigliere comunale a
Duino-Aurisina. ARCOBALENO La lista che raggruppa i partiti di sinistra si deve
accontentare di tre consiglieri. E solo uno è alla sua prima volta: Stefano
Pustetto, componente della Sinistra democratica, ex diessino, medico
dell'ospedale di Cividale. Nei mesi scorsi si è visto scippare la possibilità
di entrare in consiglio da Ezio Beltrame che, pur da assessore in carica, ha
fatto il suo ingresso in piazza Oberdan come primo dei non eletti. Il destino
ha voluto che stavolta Pustetto sia passato. E Beltrame - anche lui medico -
no. CITTADINI Brusco taglio di teste per i Cittadini ormai senza Presidente.
Mantengono due consiglieri. E uno di questi è al debutto: è l'avvocato
triestino Stefano Alunni Barbarossa, 45 anni. ITALIA DEI VALORI Il volto più
giovane del consiglio regionale è quello del pordenonese Alessandro Corazza.
Studente universitario, 28 anni, appassionato di computer, Corazza fa parte del
gruppo di lavoro costituito in municipio a Pordenone per diffondere la
connessione internet gratuita. Deve il suo successo proprio alla rete. Non è
proprio un neofita della politica perché, al di là della sua vicinanza al movimento di Beppe Grillo, è
consigliere comunale a Pordenone nella lista Il Fiume ed è considerato il
delfino del sindaco Sergio Bolzonello. L'Italia dei valori, che nel 2003 aveva
espresso Alessandra Battellino, ha eletto un secondo consigliere. E pure lui
potrebbe essere una new entry visto che Carlo Monai andrà in Parlamento: il
candidato a subentrargli è Enio Agnola, già assessore a Forgaria. PD Il
partito che ha basato la sua campagna elettorale sul rinnovamento alla fine è
quello che ha espresso, su 15 eletti, un solo - si fa per dire - volto nuovo.
Entra a suon di preferenze Franco Codega, classe '47, assai noto a Trieste in
quanto preside del liceo Oberdan dal '90. Consigliere appena arrivato, ma forse
già in partenza se dovesse risultare fondato il problema di ineleggibilità, è
anche Giorgio Brandolin, già presidente dell'aeroporto di Ronchi e della
Provincia di Gorizia. LEGA NORD Sei degli otto consiglieri uscenti sono new
entry, ma non tutti sono di primo pelo. Edouard Ballaman e Danilo Narduzzi, che
entrano in consiglio con furore da Pordenone, sono volti ben noti. Il primo è
commercialista e docente di materie economiche al don Bosco di Pordenone ma è
prima di tutto ex parlamentare e questore della Camera. Il secondo, libero
professionista, era consigliere regionale nell'ottava legislatura nonché
assessore all'agricoltura nella precedente era Tondo. Sempre da Pordenone
arriva Mara Piccin, una delle tre donne elette in consiglio, nel cui curriculum
figura, oltre alla militanza nella Lega, il ruolo di dipendente provinciale
presso l'ufficio caccia e pesca. Approda poi in consiglio Enore Picco. Nuovo in
Regione ma non certo in Friuli: perito edile, per 21 anni sindaco di Bordano
"paese delle farfalle" e poi assessore provinciale a Energia, Caccia
e Pesca. Sempre dall'udinese arriva Ugo De Mattia, già consigliere comunale
nonché candidato sindaco a Manzano, mentre Gorizia ha eletto Federico Razzini.
Un altro giornalista in consiglio: negli ultimi anni è stato dipendente del
gruppo consiliare regionale, addetto alla comunicazione, ma è stato ed è
tuttora il corrispondente per il Friuli Venezia Giulia del quotidiano la Padania.
UDC Un nuovo ingresso su quattro per i centristi, ma anche in questo caso di
nuovo c'è poco. Edoardo Sasco, ingegnere, è già stato consigliere regionale tra
il '98 e il 2003. PDL La metà dei consiglieri del gruppo più numeroso - 11 su
21, escludendo Tondo - sono delle new entry o dei ripescati. Tutti accomunati
da un requisito: l'esperienza nella pubblica amministrazione. L'elenco
comprende Elio De Anna, medico di professione e presidente uscente della
Provincia di Pordenone; Paride Cargnelutti, professione insegnante di scuola
media, ma più conosciuto per i suoi impegni in politica: ex assessore
provinciale forzista a Udine e ancor prima sindaco di San Giorgio di Nogaro.
Segue Maurizio Bucci, triestino, 48 anni, consulente tecnico ed amministratore
immobiliare, già ufficiale radiotelegrafista di bordo nella Marina Mercantile.
Tra i più votati anche Alessia Rosolen, aennina doc, capogruppo in consiglio
comunale a Trieste e vicepresidente di Trieste Trasporti. Poi c'è Pietro
Tononi, giornalista, già caposegreteria del gruppo consiliare regionale di An e
dal 2006 assessore comunale al patrimonio, innovazione tecnologica, protezione
civile, a Trieste. Tra i nuovi consiglieri anche: Alessandro Colautti,
dipendente regionale, presidente del Cafc e soprattutto ex portavoce di Tondo;
Roberto Novelli, proprietario di un'autoscuola a Cividale dove è anche
assessore comunale dal 2005; l'ex sindaco di Tarvisio Franco Baritussio,
professione insegnante e già consigliere regionale nell'ottava legislatura. Da
Tolmezzo arriva Luigi Cacitti, vicesindaco uscente e da Pordenone Franco Dal
Mas, procuratore legale, e già consigliere regionale durante il governo di
centro destra. Martina Milia.
( da "Nuova Venezia, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
I BANCHETTI DEL 25
APRILE Quindicimila firme per i referendum di Grillo Oltre cinquemila cittadini si sono presentati l'altro ieri, 25 aprile,
ai banchetti del "Vaffa Day 2" organizzati dagli Amici di Beppe Grillo nella nostra provincia, tra Mestre, Venezia, San Donà e
Chioggia. E visto che ciascun cittadino che ha partecipato all'iniziativa ha
apposto tre firme per ciascuna delle iniziative referendarie di abolizione di
norme che regolano il mondo dell'informazione, si stimano intorno alle
15 mila le partecipazioni ai referendum lanciati dal comico genovese per una
"libera informazione in libero stato". A far la parte del leone sono
stati i banchetti organizzati a Mestre, in piazza Ferretto, e a Venezia.
Enrico, uno degli animatori del "meet-up" su internet dei gruppi di
Mestre e Venezia degli amici di Grillo ci spiega che
nel capoluogo sono andate a firmare oltre 3500 persone, per un totale di 10.500
firme sulle 15 mila totali a livello provinciale. "Alcuni gruppi del
Veneto come quelli di Monselice ed Este nel Padovano proseguono anche questo
fine settimana la raccolta di firme. La soglia da raggiungere a livello
nazionale è quella della 500 mila firme. Se servirà organizzare altre
iniziative pubbliche a sostegno delle richieste di referendum, vedremo tutti
assieme se organizzare una nuova giornata di mobilitazione o prevedere che i
vari gruppi a livello nazionale si muovano autonomamente". La raccolta
firme dei "grillini" sostiene l'ultima battaglia del comico: le
richieste di referendum per chiedere l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti,
della legge Gasparri e del finanziamento pubblico all'editoria. 650 gli
iscritti tra Mestre e Venezia al "Meet-up" degli amici di Grillo, che si incontrano su internet per discutere dei temi
lanciati dal comico, come l'iniziativa sui "Comuni a 5 stelle" per
giudicare sindaci ed assessori sul fronte dei servizi e dell'energia. (m.ch.).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
LA RACCOLTA PROSEGUE
V-Day di Grillo settecento firme per i referendum Anche nell'Isontino sono state
centinaia le firme raccolte dai referenti isontini di Beppe Grillo,
guidati da Manuela Botteghi, in occasione del secondo "V-Day". In due
giorni quasi 700 persone hanno sottoscritto i referendum promossi da Grillo riguardanti l'eliminazione dei
contributi all'editoria, l'abolizione della legge Gasparri e la
cancellazione dell'albo dei giornalisti. Per la verità, la gente ha votato in
modo differenziato, a seconda del quesito. A raccogliere il maggior numero di
adesioni è stato il primo referendum, quello contro i finanziamenti
all'editoria. Meno consensi ha ricevuto la cancellazione dell'albo dei
giornalisti. "Il nostro obiettivo è quello di raggiungere le 1000 firme -
afferma Manuela Botteghi - e, per questo saremo presenti anche oggi a Gorizia,
dalle 10 alle 13 ai giardini e a Grado, dalle 14 alle 19". La referente di
Grillo sottolinea che "la gran parte della gente
che ha firmato era informatissima su tutto ed è venuta ai banchetti con la precisa
intenzione di appoggiare i referendum". (p.a.).
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Si eleggono i
presidenti di cinque province e i sindaci di 44 comuni fra i quali quello di
Roma L'esito in Campidoglio avrà un risvolto nazionale e la sinistra teme
l'astensionismo Ballottaggi, quasi 6 milioni al voto L'Auditel: nel Lazio solo
247mila spettatori per Rutelli-Alemanno su Matrix ROMA Sono più di 5 milioni e
700mila gli italiani che oggi tornano a votare, la metà sono romani. Si vota
per eleggere nei ballottaggi i presidenti di cinque province (Asti, Catanzaro,
Foggia, Massa Carrara e Roma), e i sindaci di 44 comuni fra cui 7 capoluoghi di
provincia (Roma, Massa, Pisa, Sondrio, Udine, Vicenza e Viterbo). Seggi aperti
oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Lo scrutinio inizia domani
subito dopo la chiusura dei seggi, dove si vota anche per la Provincia viene
prima scrutinato questo ballottaggio. Si vota mettendo un segno sul nome del
candidato che si vuole scegliere. L'attenzione politica è tutta puntata sul
ballottaggio per il sindaco di Roma: Francesco Rutelli (Pd) da una parte,
Gianni Alemanno (Pdl) dall'altra. L'ultimo faccia a faccia televisivo (venerdì
sera a Matrix), è stato seguito da un milione e 370mila spettatori, dicono i
dati Auditel. Sarebbero comunque poco più della metà degli elettori romani, ma
il dato è anche più preciso e svela quanto pesino questi confronti: solo
247mila spettatori abitavano nel Lazio. Due gli elementi che possono giocare
sui ballottaggi e sono tutti esterni, in qualche modo, alla campagna
elettorale. Il primo, quello più temuto a sinistra, è l'astensionismo. Ne sanno
qualcosa a Bologna dove Guazzaloca vinse a sorpresa per il centrodestra proprio
in un ballottaggio caratterizzato da una splendida giornata con gita sulla
Riviera Adriatica. L'altro elemento è il significato che l'elezione di Roma
assume sullo scenario politico nazionale. Da una parte Rutelli offre una chance
al centrosinistra di invertire subito la tendenza che ha portato Berlusconi a
Palazzo Chigi, dall'altra c'è la possibilità per il Pdl, e An in particolare,
di confermare l'onda lunga di due settimane fa. Francesco Rutelli riparte dal
45,8% ottenuto nel primo turno, si è apparentato con Michele Baldi, ex Forza
Italia, che ha preso lo 0,8%, e con altre due liste minori che valgono lo 0,4%.
Voteranno Rutelli anche i socialisti. Gianni Alemanno, che due settimane fa ha
totalizzato il 40,7% dei suffragi, invece, può contare sul consenso della
Destra (nonostante sia stato formalmente respinto perché inviso alla Comunità
ebraica), che vale il 3,4%. Con Alemanno anche la Rosa Bianca (altro 0,8%). Ma
la vera partita la possono giocare gli elettori che nel primo turno hanno
votato per l'Udc, 3,3%, e quelli della Lista civica per Beppe Grillo,
2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier
Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso
Alemanno. La Lista Grillo
si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente
della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto a Alfredo Antoniozzi
e nel ballottaggio di nove municipi. Tenta per la seconda volta la
scalata alla rocca del Campidoglio Gianni Alemanno, il candidato del Popolo
della libertà per la carica di sindaco di Roma che fra l'altro è stato, tra il
2001 ed il 2006, ministro delle Politiche Agricole e Forestali durante due governi
Berlusconi. Alemanno dal marzo dell'anno scorso è presidente della Federazione
di Roma di Alleanza nazionale ed ha già sfidato una coalizione di
centrosinistra nel Comune di Roma: la prima fu nelle ultime elezioni comunali,
nel maggio 2006, una tornata elettorale contro Walter Veltroni che lo sconfisse
al primo turno. Nato a Bari, Alemanno vive a Roma fin dal 1970 e ha appena
compiuto 50 anni. Francesco Rutelli punta a guidare per la terza volta il
Campidoglio dopo le vittorie del 1993 su Gianfranco Fini e del 1997 contro
Pierluigi Borghini, successi che lo resero sindaco della capitale fino al
gennaio 2001. Vicepremier e ministro per i Beni Culturali nell'ultimo governo
Prodi, Rutelli fra l'altro è stato nel 2001 fondatore presidente della Margherita,
poi confluita l'anno scorso nel Partito democratico di cui è esponente di
spicco. Figlio di un architetto e nipote dello scultore Mario Rutelli, autore
di famose opere a Roma, Francesco è nato nella capitale e ha 54 anni.
( da "Repubblica, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina VII - Firenze
Ai banchini in piazza della Repubblica tanti elettori del Partito democratico danno
l'adesione ai referendum "Sono del Pd e firmo per Grillo"
Continua la raccolta, ora a quota tredicimila Molti i turisti, tanto che sei
degli otto "sportelli" sono per chi è di fuori Firenze "Perché ho
firmato? Mi convincono le tre proposte di referendum. Eppoi, diciamolo, cosa
fanno per noi questi politici?", dice Alessandro che appena due settimane
ha votato "a sinistra". Anche Andrea dell'Impruneta, che pure ha
formalmente aderito al Pd, ha firmato: "Non ci vedo niente di strano, ho
qualche dubbio sull'abolizione dell'ordine del giornalisti, ma sulla
cancellazione dei contributi all'editoria e della legge Gasparri sono
d'accordo: è giusto che si facciano dei referendum". Piazza della Repubblica,
ieri mattina. Secondo giorno di raccolta firme: sotto gli ombrelloni montati
dagli "Amici di Beppe Grillo"
i banchini con i moduli delle firme accolgono un minimo di 8 postazioni: 6
"sportelli" per i residenti fuori Firenze e 2 (che all'occorrenza
diventano 3) per i residenti in città. Una decina i volontari di servizio, più
il consigliere provinciale Luca Ragazzo in veste di autenticatore delle firme.
Non ci sono code. Ma le postazioni lavorano senza soluzione di continuità: per
uno che posa la penna ce n'è subito un altro che arriva. E' così, per l'intera
mattinata. E se il giorno prima in piazza Santa Croce il bilancio della
giornata era finito con 8.700 firme sui moduli prestampati (2-3mila persone che
hanno lasciato le generalità), il secondo giorno il conto finale si fermerà
solo oltre le 13mila. Altre 2 mila persone, richiamate dalle urla di Beppe Grillo, registrato il 25
aprile a Torino. Turisti in maggioranza, da Castellammare di Stabia a Trieste.
Giovane, deluso dalla sinistra e scarso estimatore della classe politica
italiana, sembra essere l'identikit più ricorrente del sottoscrittore dei
referendum di Grillo: gli elettori del Pdl sono una
minoranza. "Ho sottoscritto tutti e tre i referendum, è tempo di dare uno
scossone e di mandare a casa i politici", spiega Gilberto che viene da
Cagliari e che due settimane fa ha scelto di non andare al seggio. "Non
voto più ormai, non posso entrare in cabina, mi dà la nausea", racconta.
"Sono uno che si alza presto la mattina per andare a lavorare e non ne
posso più di questa politica fatta in Tv, non c'è più serietà in parlamento,
basta vedere come si azzuffano i nostri parlamentari", racconta anche
Patrizio, anche lui elettore di sinistra. Caterina invece viene da Arezzo e ha
votato Italia dei valori: "Ho firmato di getto", dice. Elisabetta
risiede a Firenze, anche lei ha firmato per i tre referendum: "Mi vergogno
a dire per chi ho votato, una volta ero orgogliosa di essere di sinistra".
I "grillini" si dicono soddisfatti del "bottino" di firme
raccolto in due giorni. Ma si continua anche oggi, fino alle
( da "Repubblica, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
La polemica I Cdr di
Tg1, Tg2 e Tg5 e la Fnsi criticano il V-day. Il comico: raccolte 450 mila
firme, in 120 mila a Torino Rai e Mediaset, giornalisti
contro Grillo "Servizi
corretti, da lui solo insulti" ROMA - "Insulti da osteria",
"inaccettabili aggressioni", "analisi primitive". Il giorno
dopo il "V2-day" di Torino sono gli organismi sindacali dei
giornalisti a reagire alle bordate di Beppe Grillo
contro "i servi e i servetti dell'informazione". Il comico
genovese risponde con le sue cifre: "In un giorno - dice - sono state
raccolte 450mila firme per chiedere i tre referendum sull'informazione. è un
record". Sul suo blog Grillo aggiunge che "a
Torino c'erano 120.000 persone", una valutazione tre volte superiore alla
realtà. Nello show di venerdì in piazza San Carlo a Torino, Grillo
e i personaggi da lui chiamati come testimonial sul palco avevano coinvolto nel
rito del "vaffa" i direttori dei principali telegiornali pubblici e
privati. Così ieri i comitati di redazione hanno reagito sdegnati.
"Respingiamo con forza l'inqualificabile tentativo di delegittimare con
sberleffi da osteria l'impegno di chi opera con correttezza e professionalità
nel servizio pubblico", ha scritto l'organismo sindacale del Tg1
aggiungendo che "le offese al direttore Gianni Riotta investono la dignità
di tutti i giornalisti della redazione". Analoga la presa di posizione del
Tg2. "Un conto è chiedere la riforma del sistema informativo, un altro
sono gli inaccettabili insulti che ieri Grillo ha
riservato a singoli giornalisti, testate, a un'intera categoria", ha detto
il presidente della Federazione della stampa, Roberto Natale. Per il comitato
di redazione del Tg5 "la discussione pubblica sulla professione del
giornalista non può svolgersi attraverso epiteti, insolenze e offese ai
direttori e alle redazioni con l'intento di agitare le piazze e il grave
rischio di favorire atti di intemperanza". Maurizio Gasparri ha
polemizzato con Grillo ma anche con Mediaset che ha
mandato in onda il comizio del comico genovese: "Dopo gli insulti di Grillo amplificati da Mediaset - ha detto il firmatario
della legge sulle tv - io e la mia famiglia abbiamo ricevuto delle minacce. Non
ho mai dato peso a queste cose ma il linguaggio violento trova orecchie pronte
a trasformare il delirio in delitto". Mediaset ha subito espresso
"piena solidarietà a Maurizio Gasparri". Diviso anche il
centrosinistra. Di Pietro ha difeso "la scelta dei referendum unica via
democratica per la riforma dell'informazione", Giorgio Merlo, dell'area
cattolica del Pd, ha risposto che "gli insulti non sono prova di
democrazia". Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ha invece preso con
distacco il "vaffa" metaforico che Grillo
gli ha lanciato ieri da piazza San Carlo: "Mi sarei preoccupato se non mi
avesse insultato". (p.g.).
( da "Blogosfere" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Apr 0827
Ballottaggio per il Campidoglio: Alemanno o Rutelli? Roma sceglie il sindaco
Pubblicato da Blogosfere Staff alle 06:00 in In evidenza Roma, si elegge il
sindaco. Fra oggi e domani si svolgerà il ballottaggio tra Alemanno e Rutelli
per la poltrona di primo sindaco di Roma. Claudio Alberti, curatore del blog
Roma2011, ha seguito sin dagli inizi la sfida tra l'esponente del Pd e quello
del Pdl. Gli apparentamenti saranno decisivi e i numeri, al momento, sono dalla
parte di Rutelli. L'ex sindaco di Roma ha guadagnato il 46% dei voti circa,
Alemanno il 41%. La Destra è al 3,3%, l'UDC al 3,1%, staccato a Roma dalla Rosa
Bianca di Baccini, allo 0,7%, Grillini è allo 0,8% e la
Lista Civica di Beppe Grillo al 2,6. Poi, poca roba per tutti.
L'episodio di violenza ai danni della studentessa del Lesotho ha incendiato il
dibattito dei candidati sulla sicurezza che negli ultimi giorni hanno messo in
agenda anche la visita al capitano della Roma Francesco Totti dopo l'infortunio
e il faccia a faccia (almeno loro l'hanno fatto) in diretta a Ballarò.
Ora non ci rimane che seguire l'esito del ballottaggio su Roma2011!.
( da "Blogosfere" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Apr 0827 Rutelli
contro Alemanno: ballottaggio a Roma, inizia il countdown Pubblicato da
Blogosfere Staff alle 05:00 in Candidati Roma, si elegge il sindaco.
Bamboccioniallariscossa ci scherza su, ma fra oggi e domani si svolgerà il ballottaggio
tra Alemanno e Rutelli per la poltrona di primo sindaco di Roma. Claudio
Alberti, curatore del blog Roma2011, ha seguito sin dagli inizi la sfida tra
l'esponente del Pd e quello del Pdl. Gli apparentamenti saranno decisivi e i
numeri, al momento, sono dalla parte di Rutelli. L'ex sindaco di Roma ha
guadagnato il 46% dei voti circa, Alemanno il 41%. La Destra è al 3,3%, l'UDC
al 3,1%, staccato a Roma dalla Rosa Bianca di Baccini, allo 0,7%, Grillini è
allo 0,8% e la Lista Civica di Beppe Grillo al
2,6. Poi, poca roba per tutti. A scatenare il dibattito politico degli ultimi
giorni anche l'episodio di violenza ai danni della studentessa del Lesotho,
violentata da un rumeno di 37 anni, arrestato il flagranza di reato. Claudio
riconosce che la violenza e i crimini efferati degli stranieri, in
questa come in altre città, hanno già spianato la strada alla vittoria della
destra a livello nazionale. E fatti come quello di oggi sono il miglior viatico
per portare Alemanno al Campidoglio. Dopo il tragico episodio di cronaca, la
visita bipartisan al capitano della Roma Francesco Totti in seguito
all'infortunio e il faccia a faccia (almeno loro l'hanno fatto) in diretta a
Ballarò. Ora non ci rimane che seguire l'esito del ballottaggio su Roma2011!.
( da "Provincia di Cremona, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Edizione di Domenica
27 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Caro Grillo voglio dirti un paio di cose IL
PUNTO di Enrico Pirondini Caro Beppe Grillo, il
tuo comizio torinese, pieno di vaffa e invettive gratuite alla cosidetta casta
dei giornalisti, naturalmente non mi è piaciuto. L'ho trovato qualunquista,
approssimativo, furbetto e inutilmente offensivo. Di più: un mezzuccio
teatrale per strappare quattro risate e dar fiato al (tuo) fatturato. Ora lungi
da me l'idea di una difesa corporativa degli scribi; figurati che da anni sono
a favore della abolizione dell'Ordine (di tutti gli Ordini), e non ne ho mai
fatto mistero. Epperò due o tre cose lasciamele dire, senza vaffa e senza
rossori. q Toni brigatisti. Caro Beppe, finché ti
limitavi all'urlo liberatorio del comico da cabaret, ti ho seguito. Alcune cose
le ho anche condivise, altre no. Succede. Ma ora vedo che quell'urlo si è
trasformato in minaccia e non ci sto più. Non mi piacciono i tuoi 'comunicati
politici', numerati come ai tempi del sequestro Moro. Non mi piace la sparata
inquietante secondo cui 'i nostri padri e i nostri nonni hanno ripulito
l'Italia ma non hanno finito il lavoro'. Lo vorresti finire tu il lavoro, dopo
aver parcheggiato la tua bella Ferrari? Ed in che modo? Non ti pare poi
eccessivo l'esserti autoproclamato 'l'erede dei partigiani d'Italia?' A me pare
che il tuo V2-day ti sia sfuggito di mano. w I giornalisti. Per te sono tutti
pennivendoli, servi, lecca qui e lecca là. Proprio come dissero i brigatisti di
Indro Montanelli e Vittorio Bruno, il giorno in cui li hanno gambizzati. Per
carità, in tutte le famiglie ci sono i buoni e ci sono i cialtroni ma farne un
solo mucchio quasi fosse un ammasso di anticaglie, oltreché ingeneroso e
semplicistico mi sembra sbagliato. Urlare poi che 'l'Italia è sommersa dalle
menzogne e l'informazione è il virus che l'ha ridotta così' è una pasquinata da
club del mezzolitro. E fa torto a quei milioni di italiani che ogni giorno
comprano il giornale ritenendolo la loro, personale, preghiera laica del
mattino. Tu stesso, a Torino, hai predicato in un modo e razzolato in un altro:
infatti nel tuo sorvegliatissimo backstage presidiato dai 'gorilla', hai fatto
passare solo i giornalisti accreditati e con la tessera dell'Ordine. La tua
smania di visibilità stavolta ti ha tradito. eNon odiare. Caro Beppe, permettimi infine un consiglio anche se tu non ne hai
di bisogno visto che sai sbagliare da solo: abbandona quell'odio di casta che
ti porti addosso come un tabarro e che sventoli come una bandiera. E' una
avversione perniciosa che svaluta anche taluni tuoi passaggi condivisibili
come, ad esempio, i tagli al finanziamento pubblico all'editoria, la lotta agli
sprechi, e tutte le cose che sappiamo. Ma l'odio è un cattivo consigliere. E
chi odia è debole: dunque é vincibile. Non lo dimenticare.l.
( da "Provincia di Cremona, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Edizione di Domenica
27 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Onda lunga o rivincita A Roma doppia
sfida di Rodolfo Calò ROMA ? La sfida più attesa dei ballottaggi di oggi e
domani è quella per la carica di sindaco di Roma cui concorrono Francesco
Rutelli, il candidato del centrosinistra, e quello del Popolo delle libertà
(Pdl), Gianni Alemanno. Un duello che può risolversi in una parziale
"rivincita" del centrosinistra o confermare l'"onda lunga"
che sospinge il centrodestra. Se vincesse Rutelli, formalmente favorito grazie
al 45,8% ottenuto al primo turno, il Partito democratico (Pd) potrebbe vantare
il controllo amministrativo della capitale di un Paese passato al Popolo della
Libertà nelle elezioni politiche di due settimane fa. A Roma, dove Alemanno ha
ottenuto il 40,7% dei consensi, il confronto è reso completo dal ballottaggio
anche per la presidenza della Provincia: sono in lizza Nicola Zingaretti per il
centrosinistra (46,9%) e Alfredo Antoniozzi per il Pdl (37,1%). Rutelli, al
primo turno di due settimane fa, aveva vinto ma non stravinto grazie
all'appoggio di otto fra partiti e liste di centrosinistra unitesi nonostante
la divisione fra Pd e Sinistra l'Arcobaleno a livello nazionale. Il vicepremier
uscente può vantare l'apparentamento formale di una lista da 0,8% creata da un
ex-esponente di Forza Italia, Michele Baldi, e di due formazioni minori (in
totale da 0,4%). L'ex-ministro dell'Agricoltura Alemanno, appoggiato da cinque
fra partiti e liste civiche, parte in teoria con altrettanti punti di
svantaggio su Rutelli ma può contare su un appoggio informale della Destra di
Francesco Storace votata dal 3,4% degli elettori chiamati ora a confluire sul
dirigente di An nonostante un rapporto conflittuale durato tutta la campagna
elettorale. Sul fronte degli apparentamenti mancati, un'incognita è
rappresentata dalle scelte che faranno gli elettori delle uniche due formazioni
che al primo turno hanno superato la soglia dell'un per cento e in seguito
hanno lasciato libertà di voto ai propri sostenitori: da un lato l'Udc, che ha
ottenuto il 3,3% e vissuto sussulti interni favorevoli ad Alemanno; dall'altro
la Lista civica Amici di Beppe Grillo,
fermatasi a Roma al 2,6%. Fra le liste minori spicca l'indicazione di voto
pro-Alemanno fatta da Mario Baccini, leader della Rosa per l'Italia (0,8% al
primo turno ma contrastato da amici di partito come Bruno Tabacci). Il
tentativo di Rutelli di tornare alla guida della capitale dopo essere stato
sindaco per due volte negli anni Novanta passa per la scelta di 2,3
milioni di persone. I conti aritmetici però sono falsati da un prevedibile
astensionismo, complici le ottime previsioni meteorologiche per un fine
settimana che cade nel pieno di varie possibilità di 'ponte'.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
27-04-2008)
Argomenti: Grillo
LE VOCI DELLA CITTA'
pag. 9 Sicurezza, una ronda non fa primavera BOLOGNA città di ronde. Ci sono
quelle dei pensionati a Borgo Panigale, sono allo studio quelle degli studenti,
quelle dei leghisti. Hanno annunciato ronde anche i seguaci
di Beppe Grillo. In realtà siamo davanti a una
tradizione bolognese; data, infatti, dal
( da "Adige, L'" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Amministrative
Cinque milioni di italiani votano oggi e domani in 5 province e 7 comuni
capoluogo A Roma ballottaggio incerto per il sindaco ROMA - La sfida più attesa
dei ballottaggi di oggi e domani è quella per la carica di sindaco di Roma cui
concorrono Francesco Rutelli, il candidato del centrosinistra, e quello del
Popolo delle libertà (Pdl), Gianni Alemanno. Un duello che può risolversi in
una parziale "rivincita" del centrosinistra o confermare l'"onda
lunga" che sospinge il centrodestra. Se vincesse Rutelli, formalmente
favorito grazie al 45,8% ottenuto al primo turno, il Partito democratico (Pd)
potrebbe vantare il controllo amministrativo della capitale di un Paese passato
al Popolo della Libertà nelle elezioni politiche di due settimane fa. A Roma,
dove Alemanno ha ottenuto il 40,7% dei consensi, il confronto è reso completo
dal ballottaggio anche per la presidenza della Provincia: sono in lizza Nicola
Zingaretti per il centrosinistra (46,9%) e Alfredo Antoniozzi per il Pdl
(37,1%). Il vicepremier uscente può vantare l'apparentamento formale di una
lista da 0,8% creata da un ex-esponente di Forza Italia, Michele Baldi, e di
due formazioni minori (in totale da 0,4%). L'ex-ministro dell'Agricoltura
Alemanno, appoggiato da cinque fra partiti e liste civiche, parte in teoria con
altrettanti punti di svantaggio su Rutelli ma può contare su un appoggio
informale della Destra di Francesco Storace votata dal 3,4%. Sul fronte degli
apparentamenti mancati, un'incognita è rappresentata dalle scelte che faranno
gli elettori delle uniche due formazioni che al primo turno hanno superato la
soglia dell'un per cento e in seguito hanno lasciato libertà di voto ai propri
sostenitori: da un lato l'Udc, che ha ottenuto il 3,3% e vissuto sussulti
interni favorevoli ad Alemanno; dall'altro la Lista civica
Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Il
tentativo di Rutelli di tornare alla guida della capitale dopo essere stato
sindaco per due volte negli anni Novanta passa per la scelta di 2,3 milioni di
persone. Prevedibile però l'astensionismo. Più in generale sono chiamati al
voto 5 milioni di cittadini per l'elezione dei presidenti di 5 province (Asti,
Catanzaro, Foggia, Massa Carrara e Roma) e dei sindaci di 44 comuni, di cui 7
capoluoghi di provincia: Roma, Massa Carrara, Pisa, Sondrio, Udine, Vicenza e
Viterbo. Le operazioni di voto si svolgeranno dalle ore 8 alle ore 22 di oggi e
dalle ore 7 alle ore 15 di domani, mentre lo scrutinio avrà inizio al termine
delle operazioni di voto. 27/04/2008.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
AMBIENTE. Martedì
all'aula magna dell'Abba In arrivo i guru di "Rifiuti zero" di
Natalia Danesi Torna a Brescia Paul Connet, docente emerito di chimica
ambientale alla Saint Lawrence University di New York, massimo esperto della
teoria "Rifiuti Zero". Connet, che il 26 gennaio scorso è stato in
città per una visita al termoutilizzatore, parteciperà martedì alle 20,30 ad un
incontro all'aula magna dell'"Abba - Ballini" sul tema
"Obiettivo Zero!". LAUREATOSI ALL'UNIVERSITÀ di Cambridge (Gran
Bretagna), Connet ha seguito il dottorato al Dartmouth College nel New
Hampshire. Le sue ricerche sulla gestione dei rifiuti lo hanno portato in 49
stati degli Stati Uniti ed in altri 47 Paesi nel mondo. Negli ultimi 18 anni ha
tenuto numerose conferenze sui pericoli dell'incenerimento e sulle possibili
alternative. di non combustione più sicure e più sostenibili. La novità sarà la
presenza di altri tre grandi personaggi, esperti della medesima filosofia: Eric
Lombardi (direttore esecutivo di Gaia, Global Anti-Incinerator Alliance),
Jeffrey Morris (economista) e Rick Anthony (consulente internazionale di Zero
Waste San Diego, California). L'appuntamento è promosso dal Meetup "Amici di Beppe Grillo di
Brescia" con l'associazione "Ricomincio da Grillo". Rifiuti Zero - spiegano i è la soluzione definitiva nella
gestione dei rifiuti: coinvolge i più diversi livelli della società, dalle
istituzioni alle aziende e ai cittadini in un processo di cambiamento culturale
che ha alla base la minor produzione di rifiuti possibile. Le strade per
giungere a questo traguardo sono molteplici. Quattro relatori illustreranno ai
bresciani i benefici economici che comporterebbe la corsa verso questo
traguardo. All'appuntamento sono invitati i cittadini, gli amministratori
locali, enti pubblici e di controllo, organi d'informazione e, anche i
rappresentanti dell'azienda A2A. L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
( da "Centro, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Altre ROMA. Sono più
di 5 milioni e 700mila gli italiani che oggi tornano a votare, ... ALESSANDRO
CECIONI ROMA. Sono più di 5 milioni e 700mila gli italiani che oggi tornano a
votare, la metà sono romani. Si vota per eleggere nei ballottaggi i presidenti
di cinque province (Asti, Catanzaro, Foggia, Massa Carrara e Roma), e i sindaci
di 44 comuni fra cui 7 capoluoghi di provincia (Roma, Massa, Pisa, Sondrio, Udine,
Vicenza e Viterbo). Seggi aperti oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15.
Lo scrutinio inizia domani subito dopo la chiusura dei seggi, dove si vota
anche per la Provincia viene prima scrutinato questo ballottaggio. Si vota
mettendo un segno sul nome del candidato che si vuole scegliere. L'attenzione
politica è tutta puntata sul ballottaggio per il sindaco di Roma: Francesco
Rutelli (Pd) da una parte, Gianni Alemanno (Pdl) dall'altra. L'ultimo faccia a
faccia televisivo (venerdì sera a Matrix), è stato seguito da un milione e
370mila spettatori, dicono i dati Auditel. Sarebbero comunque poco più della
metà degli elettori romani, ma il dato è anche più preciso e svela quanto
pesino questi confronti: solo 247mila spettatori abitavano nel Lazio. Due gli
elementi che possono giocare sui ballottaggi e sono tutti esterni, in qualche
modo, alla campagna elettorale. Il primo, quello più temuto a sinistra, è
l'astensionismo. Ne sanno qualcosa a Bologna dove Guazzaloca vinse a sorpresa
per il centrodestra proprio in un ballottaggio caratterizzato da una splendida
giornata con gita sulla Riviera Adriatica. L'altro elemento è il significato
che l'elezione di Roma assume sullo scenario politico nazionale. Da una parte
Rutelli offre una chance al centrosinistra di invertire subito la tendenza che
ha portato Berlusconi a Palazzo Chigi, dall'altra c'è la possibilità per il
Pdl, e An in particolare, di confermare l'onda lunga di due settimane fa. Nel
centrosinistra si gioca anche una partita interna alla Sinistra arcobaleno. Di
fatto il Comune di Roma rappresenta l'unica possibilità di mantenere visibilità
per chi è restato fuori da Camera e Senato. Francesco Rutelli riparte dal 45,8%
ottenuto nel primo turno, si è apparentato con Michele Baldi, ex Forza Italia,
che ha preso lo 0,8%, e con altre due liste minori che valgono lo 0,4%.
Voteranno Rutelli anche i socialisti. Gianni Alemanno, che due settimane fa ha
totalizzato il 40,7% dei suffragi, invece, può contare sul consenso della
Destra (nonostante sia stato formalmente respinto perché inviso alla Comunità
ebraica), che vale il 3,4%. Con Alemanno anche la Rosa Bianca (altro 0,8%). Ma
la vera partita la possono giocare gli elettori che nel primo turno hanno
votato per l'Udc, 3,3%, e quelli della Lista civica per Beppe Grillo, 2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato
apparentamenti. Pier Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la
base tende più verso Alemanno. La Lista Grillo si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il
presidente della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto a Alfredo
Antoniozzi, e nel ballottaggio di nove municipi.
( da "Libertà" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
( da "Provincia di Cremona, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Edizione di Domenica
27 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Sicurezza/1. I pannelliani si tolgono
qualche sassolino. "Nessun baratto con la legalità. Siamo
con Beppe Grillo" I radicali: nel Pd
inseguono la Lega Turco su sindaci-sceriffi e ronde: è il Far West Ravelli:
nemmeno un grazie dai veltroniani di Gilberto Bazoli La luna di miele con il Pd
è finita, i radicali non sparano a zero, ma qualche sassolino se lo tolgono.
Come sulla sicurezza. "A livello nazionale il Pd non si è ancora espresso,
ma al suo interno ci sono frange che pensano di competere con la Lega
inseguendola. Le posizioni di Sergio Cofferati, ad esempio, sono
inaccettabili", dice Maurizio Turco, deputato radicale eletto nella lista
del Pd nella circoscrizione Lombardia 3. Turco è tornato a Cremona mentre
infuria la polemica sul caso Corada-Lega-ronde per fare il bilancio del dopo
voto. Prima di lui, senza presunzione ma anche senza nascondersi, Sergio
Ravelli, vicepresidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani, ha sottolineato:
"In città il Pd è cresciuto in virtù, credo, anche del nostro piccolo
contributo". Quel contributo per il quale "non è arrivato nemmeno un
grazie dal Pd". Soddisfatto per il dopo elezioni, Ravelli lo è anche per
il prima: "Siamo riusciti a valorizzare la presenza di un radicale in
lista e ad essere riconoscibili". Una sferzata ai socialisti, alleati dei
radicali ai tempi della Rosa nel Pugno: "Loro e Bobo Craxi, che è venuto
due volte a Cremona e una a Crema, hanno fatto una campagna aggressiva contro
'i radicali venduti per trenta denari'. Il risultato è che nessun voto della
Rosa del Pugno è andato ai socialisti". Turco ha ripreso da dove Ravelli
ha finito. "Si era detto che la candidatura di un anticlericale come me
sarebbe stato un danno per il Pd. I dati attestano il contrario. E questo
nonostante per tre volte Vita Cattolica (il settimanale diocesano, ndr) abbia
attaccato duramente i radicali". Il caso Cremona, secondo Turco, si è
ripetuto a livello nazionale: "In tutte le circoscrizioni dove c'erano i
radicali il Pd è andato meglio. Se si fosse presentata nostra lista, avremmo
attratto consensi anche dalla Sinistra Arcobaleno". Cofferati che a
Bologna ha affidato la vigilanza nella zona universitaria a studenti scelti per
concorso, Corada che a Cremona non disdegna di parlare di ronde: i radicali
sono d'accordo con i sindaci-sceriffi del Pd? "Viviamo in un Paese in cui
la giustizia non funziona - non si è sottratto Turco -. È molto più semplice
confrontarsi sulle ronde che prendere atto che ci sono dieci milioni di
processi bloccati. Non siamo disposti a ridurre i margini di legalità e diritto
in nome della sicurezza". Turco è stato ancora più preciso: "Le
misure di Cofferati sono inaccettabili. Il Pd a livello nazionale non si è ancora
espresso, ma al suo interno ci sono frange che pensano di poter competere con
la Lega inseguendola. Le ronde sono il segno dell'impotenza dello Stato. Non
esiste che una parte di cittadini si faccia giustizia da sé, quello era il Far
West". Dal pubblico è partito un applauso. Il secondo dopo quello che
aveva salutato l'annuncio di Ravelli: "Lunedì incontreremo il sindaco
Corada per chiedergli di esporre da Palazzo comunale la bandiera del Tibet
vietata in patria". Infine, la tappa cremonese del 'Vaffa day/2', promossa
dagli Amici di Beppe Grillo:
anche i radicali si sono messi in coda per firmare, venerdì, i loro tre
referendum.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Intervento choc alla
festa del Pdl di Zero Branco: "Anche nel nostro partito ci sono tante cose
che non mi piacciono". E' guerra totale con i gaviani Sernagiotto spara
sulla "casta azzurra" Il forzista: passerò ai raggi X compensi e
consulenze di Ascopiave, Ater e Usl "Perché ci sono sempre i soliti nomi
in ballo? Mi batterò contro tutti gli sprechi di denaro pubblico" "La
casta è composta anche da uomini di Forza Italia: andrò a verificare compensi,
incarichi e consulenze degli ultimi dieci anni in enti come Ater, Usl e
Ascopiave. Poi renderò noto il tutto all'opinione pubblica. Voglio rivoltare
questi centri di potere come calzini". Il solito attacco delle sinistre
contro azzurri & Co.? Niente affatto: a lanciare l'offensiva anti-casta
azzurra è lo stesso capogruppo forzista in Regione Remo Sernagiotto, che
venerdì sera a villa Guidini, a Zero Branco, ha gelato il sangue ai presenti
durante il suo intervento alla festa del Pdl per la vittoria alle elezioni.
Remo Sernagiotto ci è andato giù pesante venerdì, tra calici di prosecco e
blazer, accusando pubblicamente il proprio partito di far parte della tanti
vituperata casta. O meglio: accusando "alcuni esponenti" di Forza
Italia di fare il bello e cattivo tempo. Di nomi non ne ha fatti, Sernagiotto,
però ha attaccato enti in cui di azzurri che ne sono parecchi, tra consigli di
amministrazione, presidenze e consulenze varie. Sernagiotto, lei ha lanciato
una bella bomba. "Voglio denunciare, colpire e smantellare la casta
trevigiana, che temo proprio alligni anche all'interno del mio partito. In
qualità di consigliere regionale mi metterò al lavoro per scovare gli
altarini". Non salva nessuno? "Vorei salvare tutti, ma prima devo
capire tante cose". Ad esempio? "Voglio, ad esempio, rivoltare come
un calzino l'Ascopiave (il presidente è Gildo Salton, tecnico in quota Forza
Italia, ndr)". Perché ce l'ha tanto con Ascopiave? "Nel suo settore
ha praticamente il monopolio, eppure spende soldi per farsi pubblicità. Ritengo
sia uno spreco. E poi mi chiedo: chi sono i progettisti di Ascopiave? Cambiano
nel tempo oppure negli ultimi anni sono sempre i soliti? E ancora: a che serve
pubblicare il giornalino dell'Ascopiave? Chi è il direttore della testata?
Quanto guadagna?". Mi sembra Beppe Grillo.
"Voglio solo la trasparenza. Stesso discorso per le nostre Usl: farò le
pulci alle consulenze, ai vari cda (in quello della Usl 9 c'è l'azzurro Stefano
Cerniato, ndr)". Scenari inquietanti, interrogativi imbarazzanti. "Chi
è il nuovo consulente del Turazza? E' forse lo stesso ex consulente del
Gris?" Interrogativo retorico, Sernagiotto: lei sta parlando di Sergio
Dugone, forzista di area gaviana. E guarda caso lei, insieme a Sacconi, è della
corrente avversa a quella di Fabio Gava. "E poi c'è l'Ater." Cosa
succede all'Ater? Non è in mano alla Lega? "Voglio andare a vedere cosa ha
fatto l'Ater in questi anni, chi sono stati i progettisti della case che ha
messo in cantiere per l'edilizia popolare e residenziale. Voglio andare a
vedere quante palazzine sono state fatte e quanto ci sono costate. Nulla di
strano". E qui fischieranno le orecchie a Roberto Zava, altro azzurro
gaviano doc, che è vicepresidente dell'Ater. Nella ex Forza Italia trevigiana
confluita nel Pdl tira aria di resa dei conti... "Parto da una semplice
riflessione: perché alle elezioni appena terminate la Lega ha preso tutti i
voti che ha preso mentre Forza Italia, in seno al Pdl, da noi ha perso 10 punti
percentuali? Qualcosa non funziona, e forse la casta ha una parte in tutto
ciò". E quindi? "Passerò l'anno che mi manca prima di candidarmi ad
europarlamentare a spulciare bilanci e consulenze, i costi di certe operazioni
fatte con i soldi pubblici. E periodicamente pubblicherò tutti i soldi che vengono
spesi, per incarichi e consulenze, nella galassia di Forza Italia della Marca.
E intanto lunedì (domani, ndr) chiederò al coordinatore regionale Niccolò
Ghedini un incontro urgente". Perché? "Perché bisogna rimettere a
posto gli equilibri nel partito, ovunque sia necessario. Come, ad esempio,
nella terna di assessori azzurri che qualcuno in Forza Italia ha proposto per
la prossima giunta del sindaco Gobbo, a Treviso. Così com'è non va bene per
niente". Una terna troppo gaviana? Gava ha detto che è stata democraticamente
designata. E che lei, che la contesta, meriterebbe i probiviri. "Bisogna
dare spazio a tutte le voci del partito". E' proprio scatenato.
"Accenderò il ventilatore e ci verserò sopra la cioccolata liquida.
Attenti agli schizzi".
( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
VAFFA DAY-2 PER UNA INFORMAZIONE
LIBERA Nella Marca i grillini raccolgono 5000 firme Più di cinquemila firme.
Per la precisione: 5.100. E' questo il bottino raccolto nella Marca trevigiana
dai grillini durante il Vaffa-Day 2 del 25 aprile, kermesse organizzata per
chiedere l'abolizione dell'ordine nazionale dei giornalisti, della legge
Gasparri sul sistema televisivo e della legge sull'editoria, che garantisce
finanziamenti e agevolazioni fiscali ai giornali italiani. I gazebo per la
raccolta firme, in provincia, in tutto erano dieci: due a Treviso, gli altri
( da "Giorno, Il (Milano)" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
PRIMO PIANO pag. 7 I
media si ribellano "No agli insulti di Grillo"
GASPARRI: SONO STATO MINACCIATO ? ROMA ? MEZZO mondo dell'informazione
televisiva offeso, Maurizio Gasparri, di An, che denuncia minacce (dirette
anche alla sua famiglia) ricevute dopo il Vaffa day di venerdì, i dipietristi
che, al contrario, si fanno portabandiera delle crociate
anti-politiche di Beppe Grillo (foto Infophoto). Il giorno dopo
il V-day torinese contro l'informazione ? ma anche contro il Quirinale, i
politici e il sistema Italia ? a ribellarsi è soprattutto l'ex ministro delle
Comunicazioni, la cui legge i 'grillini' vorrebbero abolire per via
referendaria. "Dopo gli insulti di Grillo
amplificati anche da Mediaset ? denuncia Gasparri ? io e la mia famiglia
abbiamo ricevuto minacce. Attenzione a non trasformare il delirio in
delitto". Lui, il guru dell'antipolitica, si difende rivendicando "le
120mila persone a Torino, le 450mila firme raccolte, i 2milioni di partecipanti
in tutte le piazze d'Italia al V2day". E non ritratta: "In Italia c'è
il fascismo dell'informazione". Ma i media non accettano accuse
"qualunquiste". L'Fnsi, sindacato dei giornalisti, fa sapere che
"la discussione sulle riforme non ha niente a che vedere con gli insulti a
un'intera categoria". Mediaset solidarizza con Gasparri. In particolare,
il cdr del Tg5 respinge "i violenti attacchi e gli irriferibili insulti
del comico" e ribadisce la correttezza della propria redazione. Sulle
barricate anche il Tg1, che rivendica il ruolo della tv pubblica, difende il
direttore Gianni Riotta dagli "improperi da osteria e dagli attacchi
personali fatti da Grillo" e rispedisce al
mittente l'attacco alla professionalità della redazione. Sulla stessa lunghezza
d'onda il Tg2. Si schiera con l'attore il partito di Antonio Di Pietro:
"Già vediamo in azione tanti censori sulla forma della manifestazione,
l'Idv invece guarda ai contenuti".
( da "Giorno, Il (Milano)" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
SPETTACOLI pag. 31 ?
ORBETELLO ? DOPO 29 ANNI di convivenza, Loretta Goggi si è s... ? ORBETELLO ?
DOPO 29 ANNI di convivenza, Loretta Goggi si è sposata ieri con il coreografo
Gianni Brezza nella sede del Comune di Orbetello (Grosseto), città che da molti
anni l'attrice e presentatrice frequenta per le vacanze. Fuori dal palazzo
comunale tantissime persone hanno festeggiato la coppia. La cerimonia è stata
di tipo civile, con molti invitati, ma senza grandi nomi. Presenti la madre e
la sorella di lei, Daniela, soubrette negli anni '70 e '
( da "Unita, L'" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Stai
consultando l'edizione del Ordine dei Giornalisti Beppe, è una
battaglia antica... Caro Direttore, vorrei dire a Beppe Grillo che, prendendo
a bersaglio l'Ordine dei giornalisti, non fa una cosa molto nuova. Le critiche
all'esistenza di un Ordine di lavoratori essenzialmente dipendenti sono
lontane. Nel 1978,
quindi trent'anni fa, organizzai a Roma un convegno polemico sull'Ordine
assieme ad altri colleghi come Peppino Loteta e Guido Colomba,convegno che ebbe
come primo relatore il mai abbastanza rimpianto Umberto Terracini. Poi più
volte i radicali si sono esercitati nella critica e nella polemica sull'Ordine.
Ho sempre detto che preferirei un organismo di garanzia e di controllo formato
da personaggi intemerati,giornalisti e non giornalisti. Dopo di che mi
basterebbero il sindacato e il contratto. Grillo ci dà
dentro alla brava dicendo che l'Ordine fu istituito da Mussolini. Non è vero:
Benito Mussolini istituì un Albo nazionale dei giornalisti col fine di
selezionare gli ingressi alla corporazione: chi era fascista entrava e chi non
lo era restava fuori. Come successe, tanto per fare un esempio, al critico
d'arte Leonardo Borgese che dovette rinunciare a giornali e a concorsi vinti
per non avere voluto la tessera del PNF. Non a caso Benito pose il fratello
Arnaldo a capo dell'Albo come del costituendo Istituto di Previdenza. Controllo
politico e familistico. L'Ordine nacque all'inizio degli anni '60 con la legge
Gonella fortemente voluta, per esempio,da Mario Missiroli. Su questo punto do
ragione a Luigi Einaudi: l'Albo, e ancor più l'Ordine, è un'idea sbagliata,
corporativa, concorrenziale a quella del sindacato. Tuttavia Beppe
Grillo nella sua sparata a 360 gradi che include tutto
e tutti, avrebbe forse dovuto scegliere un bersaglio ben più attuale e corposo,
un nemico assai più pericoloso per la libertà di stampa, e cioè il grado di
autonomia che i giornalisti, specie i più giovani, possono avere in un sistema
editoriale nel quale i titolari delle aziende (finanzieri, immobiliaristi,
industriali, costruttori, tutto tranne che editori) da tre anni negano il
rinnovo del contratto di lavoro ai giornalisti accordando ai più giovani
contrattini di ogni genere purché precari. Tutto ciò mina alle fondamenta
l'autonomia dei giornalisti, il loro grado di libertà effettiva, di iniziativa
delle circostanze "scomode" infinitamente di più che non la
sussistenza dell'Ordine. Sulla quale comunque credo cheun discorso vada
fatto,seriamente. Vittorio Emiliani Grillo attacca i
giornalisti ma prima se n'è servito... Caro Direttore, crede il Grillo strepitante che il suo successo che solleva come
imbonitore nelle piazze sarebbe così clamoroso se non avesse avuto quand'era
attore sul palcoscenico il sostegno di quei giornalisti che vuole fustigare?
Ora che cerca di catturare la fascia del popolo meno avvedute ha perso tutto lo
smalto che ce lo ha fatto amare e apprezzare: appare sgradevole mentre si
inebria di suoi stessi strilli davanti alla plebe plaudente. Che peccato, la
sua satira politica, ecologica, sociale un tempo raffinatissima e argomentata
ci manca molto e fa dimenticare che era una persona colta e informata. Mirella
Caveggia La Resistenza non è mai finita Cara Unità, l'Italia è divisa in
quattro: chi la resistenza non sa nemmeno che cosa sia, chi la combatte in nome
di un fascismo mai morto, che ora serpeggia più virulento che mai, chi crede di
poterla mettere in un museo e venerarla come una cosa passata, e chi sa
perfettamente che la resistenza al male non è mai finita e che bisogna
ricominciare a farla ogni giorno. Viviana Vivarelli A Milano la paura per la
criminalità c'è Cara Unità, Premesso che concordo pienamente con il bluff
"allarme sicurezza" lanciato per Roma, come per l'Italia, visto che
la disinformazione berlusconiana regna sovrana a livello telecratico nazionale,
confermo che a Milano, dove vivo, la situazione è ben diversa; nonostante
infatti qui governi un sindaco di centrodestra (e di sindaci di centrodestra,
leghisti inclusi, a Milano, ce ne sono da quando ho fatto la scuola media,
grossomodo 18 anni fa) la paura per la criminalità è arrivata al punto che devo
accompagnare mia moglie tutti i giorni al lavoro perché i suoi famigliari
guardano i tg e vivono nel terrore stupro. Ora il punto è questo: ho sentito
Ferrero, a Omnibus dove l'ex ministro ha detto che la legge Bossi-Fini ha
finito per regolarizzare i clandestini (ecco perché erano calati 4-5 anni fa.).
Mi ricordo bene il manifesto di FI quando era al governo: "-40% di
clandestini!", ma guarda un po'. Francamente io vorrei maggiore chiarezza
da parte di tutti. Al momento ho la sensazione che da sinistra si faccia
eccessiva solidarietà sociale, da destra demagogia ipocrita, (perché in realtà
a Berlusca & Co gli immigrati vanno bene perché vengono pagati poco e in
nero). Detto questo, permetteteni un'ovvia considerazione: la delinquenza c'è
sempre stata, ma non si può negare che un tempo erano solo gli italiani a
produrla. Conclusione: all'osservazione di Ferrero sulla Bossi-Fini, che
condivido, ho notato il silenzio di Giovanardi e ho spento il televisore. La si
smetta di giocare sul tema dell'immigrazione senza risolverlo in nessun modo,
né da una parte né dall'altra! Sergio Fratini, Milano.
( da "Unita, L'" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del La posta in gioco Furio Colombo Segue dalla Prima I l senso di
ciò che sto dicendo è che l'esito delle elezioni di Roma, una volta dette
"amministrative" e - in questo caso - decisamente politiche, farà
pesare il suo effetto più grande non (non solo) su Roma ma soprattutto in
Italia. Sarà una scossa capace di cambiare o riassestare alcuni pezzi e alcuni
equilibri del governo ancora non nato. Sarà un modo di sapere in anticipo se il
peggio elettorale della destra italiana diventerà regola di comportamento per
governo e maggioranza, oppure se finiranno per prevalere alcuni segni di
"mitezza" di cui parla un editoriale de La Stampa il 23 aprile.
Alemanno non è Attila, è solo un leader deciso a rivendicare e imporre alla sua
città tutti i "valori" di destra che lo hanno formato e di cui è
coerente erede. Rutelli non è San Francesco. È un politico-organizzatore di
tradizione democratica europea che - persino sotto attacco e ricatto di voti -
non riesce a immaginare (come nessun suo collega dell'Ue) deportazioni di
massa. Ma il peso simbolico delle rispettive elezioni è molto grande, prima di
tutto per il Paese. Rutelli sindaco significa: c'è un'Italia saldamente
democratica e rispettosa di tutti di cui tenere conto. Alemanno sindaco è il
messaggio opposto (e questo non è un tratto per descrivere Alemanno ma il fatto
che potrebbe accadere): non c'è nessuna altra Italia di cui tenere conto, non è
necessario interpellare o ascoltare nessuno o tenere conto della storia
democratica italiana. Alemanno sindaco sarebbe un drammatico e risoluto
abbandonarsi al vento di una destra senza remore, senza limiti, senza
controlli. Una destra che - già adesso - si permette di chiedere "le scuse
della comunità ebraica romana", una vicenda che fino a poco tempo fa
sarebbe stata impossibile nella città che ricorda ancora il 16 ottobre 1943. *
* * Come si divertiva il tassista di Roma (ore 14.00, 22 aprile, taxi 3570) ad
ascoltare in diretta su Radio 105, volume altissimo, un
collegamento fra giovani conduttori entusiasti e Beppe Grillo. Il
tassista gridava con loro, ripeteva "vaffanculo" con Grillo, era travolto dal ridere, ad ogni
battuta come "le fedine penali sporche erano una trentina. Adesso sono 73,
nuovo record", "tanto se non hai la fedina penale sporca non
entri" e "chi ce l'ha ancora pulita adesso si affretta, non vi
preoccupate". Il tassista, del tutto coinvolto ha alzato ancora di più il
volume della radio "Le piace Beppe Grillo? a me moltissimo!". Mi gridava sovrapponendo la
sua voce alla radio. "Sono d'accordo su tutto! Ordine dei giornalisti?
Certo che è da abolire, sono tutti puttane, i giornalisti".
"Finanziamento ai giornali di partito? Facciano come me, se li guadagnino
i soldi, altro che pagarli noi". E alla fine un urlo quando ha sentito Grillo nominare la Legge Gasparri "abolire,
stracciare!", gridava. La scena mi sembrava insolita per un guidatore di
taxi di Roma, dove la partecipazione gridata a un programma radio avviene - se
avviene - con le radio che trasmettono discussioni sul calcio. E comunque mi
pareva insolito tanto militantismo, quasi a sinistra. È stato inevitabile
chiedere: "Scusi, lei per chi ha votato?". "Berlusconi, ma le
pare? Berlusconi! Finalmente ci divertiamo! Finalmente si cambia!". Lascia
un istante il volante per sfregarsi le mani. Mi è sembrato crudele fargli
notare che la Legge Gasparri era il gioiello della corona (in senso tecnico,
letterale) di Berlusconi. Tanto più che il mio guidatore era impegnato a
spiegarmi la vergogna di una legge elettorale come quella con cui abbiamo
votato. "Comodo passare in carrozza dentro una lista blindata, roba da
comunisti. Vedrà adesso Berlusconi come gli cambia il gioco!". Troppo
tardi per spiegargli che stava denigrando la legge Berlusconi-Calderoli. Il
vento in quel taxi soffiava furioso. Quel vento che in aree di bassa pressione
rischia di diventare l'uragano Kathrina. E peggio per chi aveva pensato a un
temporale qualunque. Lo stesso vento disordinato e impetuoso che ho visto
soffiare lungo il percorso di una intervista volante del Tg 3, la sera del 22
aprile. Il tema è: "Perché ha votato la Lega?", con questa domanda la
giornalista del Tg 3 insegue una signora bionda e stanca di qualche borgo
vicino a Brescia, che si ferma, si volta e dice esasperata: "Perché ci
trattano come loro". "Cioè?", vuol sapere la giornalista.
"Cioè ci fanno lavorare come loro, otto ore di seguito senza mangiare e mi
vergogno a dire la paga". "Loro chi?" chiede per sicurezza la
collega del Tg 3, "loro i negri, ha capito? Ci trattano come i negri. È
per causa loro che ci fanno lavorare troppo e non ci pagano". * * * Un
mondo a rovescio ti si presenta come se "Alice nel Paese delle
Meraviglie" fosse stato scritto con cattivo umore e cattive intenzioni, da
un autore dedito alla confusione. Il Cappellaio Matto fa e dice tutto,
smentisce tutto, e poi il contrario di tutto, e spinge gli uni contro gli altri
senza pensarci due volte. La rissa nel saloon sembra essere il clima
desiderato. La pistola sarà sfoderata dallo sceriffo al momento giusto. Ecco
dunque che cosa è in gioco nelle elezioni di Roma. È in gioco il freno a mano
di un veicolo che sbanda, affollato di una destra festosa, convinta di
incontrare il sole che sorge, senza notare, o fingendo di non notare che la
Lega è intenta a spingere a colpi furiosi il "nuovo" veicolo lungo
una discesa pericolosa di cui si intravede appena il punto di arrivo
disastroso. È in gioco il mettersi al riparo da un vento di confusione in cui
le stesse persone (così sembra ascoltando nomi, nazionalità, narrazione dei
fatti) appaiono come pericolosi alieni da cacciare in massa, ma sono anche
coloro che muoiono accecati dalla stanchezza, mentre, dopo dodici ore di turno
e chissà quante ore di di straordinario, attraversando, nel punto e nel momento
sbagliato. Muoiono cadendo dai tetti, dalle impalcature, schiacciati dai
carrelli della fabbrica, da tubi che rotolano, da camion scaricati in fretta,
come capita, dall'aver toccato il cavo sbagliato ad alta tensione. Esseri umani
da cacciare e da assumere, da incarcerare e a cui affidare la fabbrica, da
accusare di tutto mentre si occupano dei vecchi che nessuno accudisce. Qualcuno
in qualche punto del Paese deve poter governare in modo civile e diverso, un
punto di Italia che è anche un simbolo, come Roma. Per capire quanto stia soffiando
forte il vento di una destra che crede di non avere più limiti, neppure nel
buonsenso, sentite questa. Jan Fisher, corrispondente del New York Times,
dedica mezza pagina di quel giornale, che influenza l'opinione del mondo
(dunque anche il turismo) per dire: "Roma è la città più sicura, anche di
notte. Roma è una città di festa". È un lancio affettuoso che vale - dato
il giornalista e il giornale - la famosa mela che rappresenta New York e l'ha
resa simpatica nel mondo. Vale il cuore rosso di "I love N.Y.".
Sentite ora che cosa risponde il capo della destra italiana che governerà fra
poco: "Tutte bugie. Tutte invenzioni. I giornalisti americani frequentano
troppo la sinistra. Roma è un disastro!". Lo sanno in molti nel mondo che
Berlusconi spesso non controlla quello che dice. Ma lo dice lui, futuro primo
ministro d'Italia. E ogni negoziante, ogni artigiano, ogni imprenditore di
ristoranti, di alberghi vede dov'è il disastro: nelle parole irresponsabili di
Berlusconi che, per beghe elettorali (e forse anche per obbedire alla Lega di
Bossi) calunnia Roma come modo per aprire la stagione turistica. Fate in modo
che si senta, ben chiara, una voce diversa. Anche per far sapere che la salute
mentale non è perduta del tutto in Italia. Votate Roma. furiocolombo@unita.it.
( da "Giornale.it, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
N. 101 del 2008-04-27 pagina 6 la vera storia di Grillo di Redazione Nell'ultima puntata sulla storia di Beppe Grillo raccontiamo di tutte le volte che il comico censore ha
mistificato la realtà. L'ultimo episodio riguarda la sua manifestazione di
Torino, a cui avrebbero partecipato - secondo lui - 120mila persone, mentre piazza
San Carlo a Torino ne contiene al massimo 38mila. E poi quando disse di
avere avuto una Ferrari, quando invece ne ebbe due, più una Porsche e una
Maserati. Mentì anche sulle case. Oggi tuona contro la candidatura dei politici
che abbiano avuto condanne penali, ma una riforma punirebbe anche lui che ha
all'attivo una sentenza per omicidio colposo plurimo. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
N. 101 del 2008-04-27 pagina 1 Grillo, l'antipolitico che vale 4 milioni di Filippo Facci Ultima
puntata della vera storia di Beppe Grillo, in
cui si narra come l'antipolitica sia un affare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Prima
Pagina LA POLITICA DEI VAFFA BRUNO MANFELLOTTO Gli americani hanno inventato i
predicatori, gli italiani Beppe Grillo. Lì non c'è Stato,
chiesa, tv che non ne ostenti uno. I loro fedeli affollano teatri e stadi,
animano convention. Qui i grillini sono convocati in piazza, e sempre in date
fatidiche dalla forte carica simbolica: 8 settembre, 25 aprile. Forse verrà anche un 2 giugno, un
18 aprile? Chissà, vedremo. Laggiù si coltivano anime e cervelli e si
raccolgono dollari; qui si corre paralleli alla politica e si invita a
sottoscrivere referendum (e magari, quando qualcuno farà notare che, a ridosso
delle elezioni si tratta di un'iniziativa senza valore legale, si griderà che
in Italia c'è il fascismo...). Lì il profeta è in sostanza un imprenditore che
sfrutta una religiosità diffusa in cerca di patron e con la voglia di di
manifestarsi; qui è un (ex) comico che provoca e incanala la rabbia
circostante. E tanta voglia di ridere e irridere. Lì si prega e si canta, qui
si mandano vaffa. Come allo stadio: Juve Juve vaffa... Qualche lontana analogia
c'è. E perché meravigliarsi? Anche l'Italia, tra contraddizioni e con molta
fatica, sta diventando molto bipolare e un po' presidenzialista; i partiti,
rinsecchiti dalle inchieste giudiziarie e dall'appannarsi delle ideologie,
stentano a recuperare presenza nella società. Da contenitori onnicomprensivi
che tutto assorbivano mediavano, metabolizzavano e interpretavano, si sono
fatti per lo più organizzazioni elettorali. è ovvio che qualcosa scappi, che
non trovi rappresentanza. E vaghi altrove. Questo, poi, è pur sempre il paese
del Carro di Tespi e di Masaniello, dei mattatori e delle ampolle con l'acqua
del Po, della spettacolarizzazione della politica e di Pasquino, di Guglielmo
Giannini e del "Bagaglino". E così, se in California o nel Tennessee
a migliaia pendono beati dalle labbra di un santone in tonaca bianca, qui si
deliziamo con un guru all'amatriciana. Anzi, al pesto. Però... Però bisogna
riflettere e capire. è riduttivo, e anche comodo, catalogare tutto sotto il
titolo dell'antipolitica. Perché? Ci sono modi diversi di farla, la politica, e
di manifestare consensi e dissensi, proposte ed esigenze. Tutto sta a capirle e
a tradurle nella lingua giusta. Solo che molto spesso, quasi sempre, il
cittadino è molto meglio del capopopolo che gli càpita in sorte o che si
sceglie. I Vaffa boys, per esempio, venerdì hanno riempito piazza San Carlo a
Torino (e non solo). (continua a pagina 10).
( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
CAPANNORI Rifiuti, porta
a porta in tutte le frazioni CAMIGLIANO. Termina oggi il meeting internazionale
dedicato ai rifiuti con una sessione dedicata al tema "Riduzione e
riciclaggio in Europa: la normativa incontra la strategia verso i rifiuti zero
ed il principio di precauzione e l'atteso intervento in
teleconferenza di Beppe Grillo. Al convegno il sindaco Del
Ghingaro ha annunciato che entro il 2008 la raccolta domiciliare, che adesso
interessa circa la metà della popolazione, sarà estesa a tutto il territorio
comunale e che presto sarà introdotta la cosiddetta "tariffa
puntuale" che permetterà a ciascun cittadino di pagare la Tia (tariffa di
igiene ambientale) secondo la reale quantità di rifiuti che produce.
( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il centrodestra
spera di capitalizzare il successo alle politiche, Pd e Sinistra di invertire
la tendenza Campidoglio, incognita astensioni Per Rutelli e Alemanno peseranno
gli apparentamenti e...il sole ALESSANDRO CECIONI ROMA. Sono più di 5 milioni e
700mila gli italiani che oggi tornano a votare, la metà sono romani. Si vota
per eleggere nei ballottaggi i presidenti di cinque province (Asti, Catanzaro,
Foggia, Massa Carrara e Roma), e i sindaci di 44 comuni fra cui 7 capoluoghi di
provincia (Roma, Massa, Pisa, Sondrio, Udine, Vicenza e Viterbo). Seggi aperti
oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Lo scrutinio inizia domani
subito dopo la chiusura dei seggi, dove si vota anche per la Provincia viene
prima scrutinato questo ballottaggio. Si vota mettendo un segno sul nome del
candidato che si vuole scegliere. L'attenzione politica è tutta puntata sul
ballottaggio per il sindaco di Roma: Francesco Rutelli (Pd) da una parte,
Gianni Alemanno (Pdl) dall'altra. L'ultimo faccia a faccia televisivo (venerdì
sera a Matrix), è stato seguito da un milione e 370mila spettatori, dicono i
dati Auditel. Sarebbero comunque poco più della metà degli elettori romani, ma
il dato è anche più preciso e svela quanto pesino questi confronti: solo
247mila spettatori abitavano nel Lazio. Due gli elementi che possono giocare
sui ballottaggi e sono tutti esterni, in qualche modo, alla campagna elettorale.
Il primo, quello più temuto a sinistra, è l'astensionismo. Ne sanno qualcosa a
Bologna dove Guazzaloca vinse a sorpresa per il centrodestra proprio in un
ballottaggio caratterizzato da una splendida giornata con gita sulla Riviera
Adriatica. L'altro elemento è il significato che l'elezione di Roma assume
sullo scenario politico nazionale. Da una parte Rutelli offre una chance al
centrosinistra di invertire subito la tendenza che ha portato Berlusconi a
Palazzo Chigi, dall'altra c'è la possibilità per il Pdl, e An in particolare,
di confermare l'onda lunga di due settimane fa. Nel centrosinistra si gioca
anche una partita interna alla Sinistra arcobaleno. Di fatto il Comune di Roma
rappresenta l'unica possibilità di mantenere visibilità per chi è restato fuori
da Camera e Senato. Francesco Rutelli riparte dal 45,8% ottenuto nel primo
turno, si è apparentato con Michele Baldi, ex Forza Italia, che ha preso lo
0,8%, e con altre due liste minori che valgono lo 0,4%. Voteranno Rutelli anche
i socialisti. Gianni Alemanno, che due settimane fa ha totalizzato il 40,7% dei
suffragi, invece, può contare sul consenso della Destra (nonostante sia stato
formalmente respinto perché inviso alla Comunità ebraica), che vale il 3,4%.
Con Alemanno anche la Rosa Bianca (altro 0,8%). Ma la vera partita la possono
giocare gli elettori che nel primo turno hanno votato per l'Udc, 3,3%, e quelli della Lista civica per Beppe Grillo,
2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier
Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso
Alemanno. La Lista Grillo
si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente
della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto a Alfredo
Antoniozzi, e nel ballottaggio di nove municipi.
( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
SEGUE DALLA PRIMA
L'altro 25 aprile: la politica dei vaffa Ma quando si era trattato di votare
non avevano scelto che per lo zero virgola qualcosa le liste di Grillo & C.: distinguono, capiscono, non vogliono solo
urlare e insultare. E ancora. Quando il loro leader li aveva addirittura
invitati a dire vaffa disertando il voto, non gli hanno dato ascolto (e sarebbe
opportuno che anche oggi e domani corrano ai seggi, data l'importanza dei
ballottaggi in programma). Però le loro firme sotto la richiesta di tre
referendum l'hanno messa: quale che sia la sorte di quei registri di nomi e
cognomi, vogliono mandare un segnale forte a qualcuno. Spesso le forme sono non
convincenti, e i contenuti sballati nella proposizione e nella sostanza.
Talvolta sui fatti prevale la grillata, la battutaccia, la provocazione gridata
come se fosse verità rivelata, e così non è; ma di quelle piazze bisognerebbe
cogliere lo spirito di fondo: una certa voglia di svecchiare, cambiare,
abbattere qualche inutile impalcatura che sostiene un edificio vecchio e
pericolante. Per costruirne un altro. Capire, prendere il buono che c'è e
cancellare i paradossi sciocchi o offensivi. A un certo
punto della sua predica, Beppe Grillo ha
urlato: "Siamo noi la nuova resistenza". Per sfortuna sua, e per
fortuna nostra, contemporaneamente, a Genova, Giorgio Napolitano pronunciava un
discorso alto e nobile sul 25 aprile e sui valori di riscatto nazionale che la
vera resistenza conquistò per noi tutti. Anche per consentire a lui di
urlare in una piazza in piena libertà. Svalutare e denigrare non serve. C'è
un'Italia bella, un'Italia vera che non si può liquidare con un vaffa. Bruno
Manfellotto.
( da "Stampaweb, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
TORINO La libertà è
partecipazione, è il ritornello di una vecchia canzone di Giorgio Gaber. In
quest'era digitale, ci si casca volentieri nella retorica tecno-entusiastica di Beppe Grillo sulla
grande libertà di informazione e possibilità di partecipazione democratica resa
possibile da Internet. O meglio dal "Web 2.0", termine di moda per
definire quella rete sociale globale che celebra il trionfo dei
"dilettanti" e dà l'illusione ai singoli cittadini di contare allo
stesso livello dei governi e delle multinazionali, almeno online. Ma
attenzione, avvertono gli studiosi del fenomeno, a non confondere le
straordinarie potenzialità del mezzo con una conquista di e-democrazia,
tutt'altro che raggiunta. Anzi: sempre più un miraggio. "Il fenomeno Grillo in Italia" è una forma di
"cyberpopulismo", democrazia plebiscitaria elettronica che trova in
Internet uno strumento non meno adeguato della vecchia tivù, sostiene Carlo
Formenti, autore di Cybersoviet (sottotitolo "Utopie postdemocratiche e
nuovi media"). Secondo Formenti la retorica del Web 2.0 sta alimentando
illusioni sulle prospettive della democrazia digitale. Grillo
attribuisce ai nuovi media elettronici un ruolo rivoluzionario puntando sulla
"postdemocrazia come utopia": dove le decisioni non vengono prese a
colpi di maggioranze o minoranze, ma all'unanimità, attraverso il convincimento
reciproco e l'attribuzione di leadership nei confronti di chi si conquista la
fiducia del gruppo. Ma attenzione: da una parte i blogger in vetrina riducono
la sfera pubblica a sommatoria di conversazioni private e indeboliscono la
capacità di influire sul sistema politico e mediatico. Dall'altra non ci sono
garanzie di trasparenza, che deve essere "asimmetrica": controllo dei
governi che devono operare in una "casa di vetro", ma tutela per il
diritto alla privacy dei cittadini. I cybersoviet sono le comunità virtuali
create dal popolo della rete. E di conseguenza la democratizzazione del Web 2.0
non prelude a una presa del potere dai parte dei produttori/consumatori, bensì
"all'espropriazione capitalistica dell'intelligenza collettiva generata
dalla cooperazione spontanea e gratuita di milioni di donne e uomini". La
tecnologia "dà l'illusione di aprire le porte alla libertà, ma poi spesso
ci si ritrova in stanze vuote chiuse a chiave" avverte Stefano Rodotà, ex
Garante per la privacy. Un esempio? The Economist cita la falsa e-democrazia di
un indirizzo Internet diponibile per comunicare con un premier, che in realtà
collega i cittadini solo a un computer: in cambio di questa promessa di
accesso, subiamo la volontà di controllo di governi e aziende. "Il potere
politico ed economico sa oggi infinitamente più cose sui cittadini di quante
essi non ne sappiano sui potenti". Dal Web 2.0 emergono nuove
disuguaglianze, smentendo il mito di una nuova "giustizia
distributiva": il cosiddetto "digital divide" non si riferisce
solo a chi ha e chi non ha accesso a Internet, ma alla stratificazione sociale
che si crea fra differenti categorie di utenza: l'élite rispetto alla massa.
"E' ora di decostruire l'inganno del Web 2.0", sintetizza il teorico
dei media australiano-olandese Geert Lovink, nella raccolta di interventi dal
titolo "Web 2.0: Internet è cambiato. E voi?") di Vito di Bari.
"Invece di celebrare i "dilettanti", dobbiamo sviluppare una
cultura di Internet che aiuti i "dilettanti" (in maggioranza giovani)
a diventare "professionisti"". Perché Beppe
Grillo riempie le piazze, ma sono sempre troppo poche
le voci che chiedono ai governi di adottare e applicare regole chiare e
condivise per l'e-democrazia. www.lastampa.it/masera.
( da "Centro, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
AMICI
DI GRILLO Referendum, raccolte 750 firme CHIETI. Sono 750 i cittadini che, nei
gazebo al colle e allo scalo, hanno firmato i tre referendum per una
"diversa" informazione indetti il 25 dagli amici del comico Beppe Grillo per il secondo
V-Day. Lo comunica Mara Miccoli, addetto stampa degli "Amici di Beppe Grillo di
Chieti",
nel rilevare che "questa volta, a differenza dello scorso anno, anche
Chieti ha fatto la sua parte. Il grande lavoro svolto dai componenti del Meetup
teatino è stato premiato dai cittadini. Una Chieti notoriamente conservatrice
che vince la diffidenza nei confronti del "nuovo" che avanza è il
risultato principale".
( da "Corriere Adriatico" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
ROMA - La sfida più
attesa dei ballottaggi di oggi e domani è quella per la carica di sindaco di
Roma cui concorrono Francesco Rutelli, il candidato del centrosinistra, e
quello del Popolo delle libertà (Pdl), Gianni Alemanno (nelle foto). Un duello
che può risolversi in una parziale "rivincita" del centrosinistra o
confermare l'"onda lunga" che sospinge il centrodestra. Se vincesse
Rutelli, formalmente favorito grazie al 45,8% ottenuto al primo turno, il
Partito democratico (Pd) potrebbe vantare il controllo amministrativo della
capitale di un Paese passato al Popolo della Libertà nelle elezioni politiche
di due settimane fa. A Roma, dove Alemanno ha ottenuto il 40,7% dei consensi,
il confronto è reso completo dal ballottaggio anche per la presidenza della
Provincia: sono in lizza Nicola Zingaretti per il centrosinistra (46,9%) e
Alfredo Antoniozzi per il Pdl (37,1%). Rutelli, al primo turno di due settimane
fa, aveva vinto ma non stravinto grazie all'appoggio di otto fra partiti e
liste di centrosinistra unitesi nonostante la divisione fra Pd e Sinistra
l'Arcobaleno a livello nazionale. Il vicepremier uscente può vantare
l'apparentamento formale di una lista da 0,8% creata da un ex-esponente di
Forza Italia, Michele Baldi, e di due formazioni minori (in totale da 0,4%).
L'ex-ministro dell'Agricoltura Alemanno, appoggiato da cinque fra partiti e
liste civiche, parte in teoria con altrettanti punti di
svantaggio su Rutelli ma può contare su un appoggio informale della Destra di
Francesco Storace votata dal 3,4% degli elettori. Sul fronte degli
apparentamenti mancati da un lato l'Udc, che ha ottenuto il 3,3%, dall'altro la
Lista civica Amici di Beppe
Grillo, fermatasi a Roma al
2,6%.
( da "Corriere Adriatico" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Al V-day 2 di
venerdì buona partecipazione di pubblico. Raccolte circa 150 firme Il
contributo dei pergolesi ai referendum Pergola Buona partecipazione dei
pergolesi al "V-day 2" che si è tenuto il 25 aprile in piazza Ginevri
per chiedere una libera informazione in un libero Stato e per raccogliere le
firme per tre referendum riguardanti l'abolizione dell'ordine dei giornalisti,
del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri. Le firme
raccolte sono state più di 150, grazie soprattutto all'impegno di Giordano
Droghini, che per tutto il giorno ha chiamato i cittadini a firmare. Anche
Pergola dunque ha dato il proprio contributo al successo dell'iniziativa, che
si è tenuta in varie parti d'Italia dove si sono formati i gruppi locali, a
partire dal 2005, attorno al blog di Beppe Grillo, in particolare in seguito alla creazione da parte dello stesso Grillo di un'apposita sezione sul sito
Meetup.com, che è il principale mezzo di organizzazione e comunicazione usato
dai gruppi. La struttura dell'organizzazione è basata sui gruppi locali che fanno
riferimento all'area in cui il gruppo si riunisce ed opera. Non è
inusuale che le città più grandi abbiano più di un gruppo. Inoltre, all'interno
delle sezioni locali si creano dei gruppi di lavoro in base ai compiti da
svolgere. I gruppi si collegano all'attività di Beppe Grillo ma sono gruppi indipendenti che prendono iniziative
autonome che spesso, grazie all'organizzazione via web, partono dai singoli
gruppi locali per poi estendersi in tutto il territorio nazionale. G.M.,.
( da "Stampa, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
IL MITO DEL
DILETTANTE L'AUTOINGANNO Lovink: invece di celebrarlo, aiutiamolo a diventare
professionista Credersi più potenti di una multinazionale, contando meno che
mai La libertà è partecipazione, è il ritornello di una vecchia canzone di
Giorgio Gaber. In quest'era digitale, ci si casca volentieri nella retorica
tecno-entusiastica di Beppe Grillo sulla
grande libertà di informazione e possibilità di partecipazione democratica resa
possibile da Internet. O meglio dal "Web 2.0", termine di moda per
definire quella rete sociale globale che celebra il trionfo dei "dilettanti"
e dà l'illusione ai singoli cittadini di contare allo stesso livello dei
governi e delle multinazionali, almeno online. Ma attenzione, avvertono
gli studiosi del fenomeno, a non confondere le straordinarie potenzialità del
mezzo con una conquista di e-democrazia, tutt'altro che raggiunta. Anzi: sempre
più un miraggio. "Il fenomeno Grillo in
Italia" è una forma di "cyberpopulismo", democrazia
plebiscitaria elettronica che trova in Internet uno strumento non meno adeguato
della vecchia tivù, sostiene Carlo Formenti, autore di Cybersoviet (sottotitolo
"Utopie postdemocratiche e nuovi media"). Secondo Formenti la
retorica del Web 2.0 sta alimentando illusioni sulle prospettive della
democrazia digitale. Grillo attribuisce ai nuovi media
elettronici un ruolo rivoluzionario puntando sulla "postdemocrazia come
utopia": dove le decisioni non vengono prese a colpi di maggioranze o
minoranze, ma all'unanimità, attraverso il convincimento reciproco e
l'attribuzione di leadership nei confronti di chi si conquista la fiducia del
gruppo. Ma attenzione: da una parte i blogger in vetrina riducono la sfera
pubblica a sommatoria di conversazioni private e indeboliscono la capacità di
influire sul sistema politico e mediatico. Dall'altra non ci sono garanzie di
trasparenza, che deve essere "asimmetrica": controllo dei governi che
devono operare in una "casa di vetro", ma tutela per il diritto alla
privacy dei cittadini. I cybersoviet sono le comunità virtuali create dal
popolo della rete. E di conseguenza la democratizzazione del Web 2.0 non
prelude a una presa del potere dai parte dei produttori/consumatori, bensì
"all'espropriazione capitalistica dell'intelligenza collettiva generata
dalla cooperazione spontanea e gratuita di milioni di donne e uomini". La
tecnologia "dà l'illusione di aprire le porte alla libertà, ma poi spesso
ci si ritrova in stanze vuote chiuse a chiave" avverte Stefano Rodotà, ex
Garante per la privacy. Un esempio? The Economist cita la falsa e-democrazia di
un indirizzo Internet diponibile per comunicare con un premier, che in realtà
collega i cittadini solo a un computer: in cambio di questa promessa di
accesso, subiamo la volontà di controllo di governi e aziende. "Il potere
politico ed economico sa oggi infinitamente più cose sui cittadini di quante essi
non ne sappiano sui potenti". Dal Web 2.0 emergono nuove disuguaglianze,
smentendo il mito di una nuova "giustizia distributiva": il
cosiddetto "digital divide" non si riferisce solo a chi ha e chi non
ha accesso a Internet, ma alla stratificazione sociale che si crea fra
differenti categorie di utenza: l'élite rispetto alla massa. "E' ora di
decostruire l'inganno del Web 2.0", sintetizza il teorico dei media
australiano-olandese Geert Lovink, nella raccolta di interventi dal titolo
"Web 2.0: Internet è cambiato. E voi?") di Vito di Bari. "Invece
di celebrare i "dilettanti", dobbiamo sviluppare una cultura di
Internet che aiuti i "dilettanti" (in maggioranza giovani) a
diventare "professionisti"". Perché Beppe
Grillo riempie le piazze, ma sono sempre troppo poche
le voci che chiedono ai governi di adottare e applicare regole chiare e
condivise per l'e-democrazia. www.lastampa.it/masera.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Primo Piano Pagina
105 ballottaggi Rutelli e Alemanno, ultima sfida per Roma Ballottaggi -->
ROMA La sfida più attesa dei ballottaggi di oggi e domani è quella per la carica
di sindaco di Roma cui concorrono Francesco Rutelli, il candidato del
centrosinistra, e quello del Popolo delle libertà (Pdl), Gianni Alemanno. Un
duello che può risolversi in una parziale rivincita del centrosinistra o
confermare l'onda lunga che sospinge il centrodestra. SCHIERAMENTI Se vincesse
Rutelli, formalmente favorito grazie al 45,8% ottenuto al primo turno, il
Partito democratico (Pd) potrebbe vantare il controllo amministrativo della
capitale di un Paese passato al Popolo della Libertà nelle elezioni politiche
di due settimane fa. A Roma, dove Alemanno ha ottenuto il 40,7% dei consensi,
il confronto è reso completo dal ballottaggio anche per la presidenza della
Provincia: sono in lizza Nicola Zingaretti per il centrosinistra (46,9%) e Alfredo
Antoniozzi per il Pdl (37,1%). Rutelli, al primo turno di due settimane fa,
aveva vinto ma non stravinto grazie all'appoggio di otto fra partiti e liste di
centrosinistra unitesi nonostante la divisione fra Pd e Sinistra l'Arcobaleno a
livello nazionale. Il vicepremier uscente può vantare l'apparentamento formale
di una lista da 0,8% creata da un ex-esponente di Forza Italia, Michele Baldi,
e di due formazioni minori (in totale da 0,4%). L'ex-ministro dell'Agricoltura
Alemanno, appoggiato da cinque fra partiti e liste civiche, parte in teoria con
altrettanti punti di svantaggio su Rutelli ma può contare su un appoggio
informale della Destra di Francesco Storace votata dal 3,4% degli elettori
chiamati ora a confluire sul dirigente di An nonostante un rapporto
conflittuale durato tutta la campagna elettorale. L'INCOGNITA Sul fronte degli
apparentamenti mancati, un'incognita è rappresentata dalle scelte che faranno
gli elettori delle uniche due formazioni che al primo turno hanno superato la
soglia dell'uno per cento e in seguito hanno lasciato libertà di voto ai propri
sostenitori: da un lato l'Udc, che ha ottenuto il 3,3% e vissuto sussulti
interni favorevoli ad Alemanno; dall'altro la Lista civica
Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Fra le
liste minori spicca l'indicazione di voto pro-Alemanno fatta da Mario Baccini,
leader della Rosa per l'Italia (0,8% al primo turno ma contrastato da amici di
partito come Bruno Tabacci), la neutralità socialista (anche questa da 0,8%).
La Sinistra critica, dichiaratamente contro Alemanno, è l'unica altra forza
elettorale che ha superato la soglia dello 0,5%. BEL TEMPO Il tentativo di
Rutelli di tornare alla guida della capitale dopo essere stato sindaco per due
volte negli anni Novanta passa per la scelta di 2,3 milioni di persone. I conti
aritmetici però sono falsati da un prevedibile astensionismo: al ballottaggio
manca il traino delle elezioni politiche che il 13 e 14 aprile ha alzato
l'affluenza per le comunali al 74%; inoltre vi sono le ottime previsioni meteorologiche
per un fine settimana che cade nel pieno di varie possibilità di ponte iniziate
venerdì con la festa delle Liberazione del 25 aprile e destinate ad esaurirsi
solo domenica 4 maggio passando per la festa dei lavoratori del primo. A Roma
vi è poi attesa anche per le scelte dei quasi 950 mila elettori che votano al
ballottaggio anche per la presidenza di nove Municipi (le circoscrizioni della
capitale): gli altri dieci si sono già confermati di centrosinistra due
settimane fa.
( da "Stampaweb, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
TORINO La libertà è
partecipazione, è il ritornello di una vecchia canzone di Giorgio Gaber. In
quest'era digitale, ci si casca volentieri nella retorica tecno-entusiastica di Beppe Grillo sulla
grande libertà di informazione e possibilità di partecipazione democratica resa
possibile da Internet. O meglio dal "Web 2.0", termine di moda per
definire quella rete sociale globale che celebra il trionfo dei
"dilettanti" e dà l'illusione ai singoli cittadini di contare allo
stesso livello dei governi e delle multinazionali, almeno online. Ma
attenzione, avvertono gli studiosi del fenomeno, a non confondere le
straordinarie potenzialità del mezzo con una conquista di e-democrazia,
tutt'altro che raggiunta. Anzi: sempre più un miraggio. "Il fenomeno Grillo in Italia" è una forma di
"cyberpopulismo", democrazia plebiscitaria elettronica che trova in
Internet uno strumento non meno adeguato della vecchia tivù, sostiene Carlo
Formenti, autore di Cybersoviet (sottotitolo "Utopie postdemocratiche e
nuovi media"). Secondo Formenti la retorica del Web 2.0 sta alimentando
illusioni sulle prospettive della democrazia digitale. Grillo
attribuisce ai nuovi media elettronici un ruolo rivoluzionario puntando sulla
"postdemocrazia come utopia": dove le decisioni non vengono prese a
colpi di maggioranze o minoranze, ma all'unanimità, attraverso il convincimento
reciproco e l'attribuzione di leadership nei confronti di chi si conquista la
fiducia del gruppo. Ma attenzione: da una parte i blogger in vetrina riducono
la sfera pubblica a sommatoria di conversazioni private e indeboliscono la
capacità di influire sul sistema politico e mediatico. Dall'altra non ci sono
garanzie di trasparenza, che deve essere "asimmetrica": controllo dei
governi che devono operare in una "casa di vetro", ma tutela per il
diritto alla privacy dei cittadini. I cybersoviet sono le comunità virtuali
create dal popolo della rete. E di conseguenza la democratizzazione del Web 2.0
non prelude a una presa del potere dai parte dei produttori/consumatori, bensì
"all'espropriazione capitalistica dell'intelligenza collettiva generata
dalla cooperazione spontanea e gratuita di milioni di donne e uomini". La
tecnologia "dà l'illusione di aprire le porte alla libertà, ma poi spesso
ci si ritrova in stanze vuote chiuse a chiave" avverte Stefano Rodotà, ex
Garante per la privacy. Un esempio? The Economist cita la falsa e-democrazia di
un indirizzo Internet diponibile per comunicare con un premier, che in realtà
collega i cittadini solo a un computer: in cambio di questa promessa di
accesso, subiamo la volontà di controllo di governi e aziende. "Il potere
politico ed economico sa oggi infinitamente più cose sui cittadini di quante
essi non ne sappiano sui potenti". Dal Web 2.0 emergono nuove
disuguaglianze, smentendo il mito di una nuova "giustizia
distributiva": il cosiddetto "digital divide" non si riferisce
solo a chi ha e chi non ha accesso a Internet, ma alla stratificazione sociale
che si crea fra differenti categorie di utenza: l'élite rispetto alla massa.
"E' ora di decostruire l'inganno del Web 2.0", sintetizza il teorico
dei media australiano-olandese Geert Lovink, nella raccolta di interventi dal
titolo "Web 2.0: Internet è cambiato. E voi?") di Vito di Bari.
"Invece di celebrare i “dilettanti”, dobbiamo sviluppare una cultura di
Internet che aiuti i “dilettanti” (in maggioranza giovani) a diventare
“professionisti”". Perché Beppe Grillo riempie le piazze, ma sono sempre troppo poche le
voci che chiedono ai governi di adottare e applicare regole chiare e condivise
per l'e-democrazia. commenti (0) scrivi.
( da "Blogosfere" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Apr 0827 V-Day 2:
450'000 firme per i referendum sull'informazione Pubblicato da Rosario
Mastrosimone alle 12:58 in Politica italiana Il secondo V-Day organizzato dai
meetup ispirati da Beppe Grillo
ha avuto un successo di partecipazione straordinario. Benché ci sia la solita
farsesca battaglia sui numeri della partecipazione, il dato di 450'000 firme
raccolte, praticamente in un solo giorno, è indicativo di un'iniziativa che ha
avuto successo ben oltre le speranze degli organizzatori e ben oltre i timori
dei suoi oppositori. Le immagini ed i filmati delle manifestazioni, il numero
di firme raccolte, le testimonianze dalla varie città lasciano supporre una
partecipazione di oltre 2 milioni di persone, numeri da record, soprattutto ove
si consideri che non c'erano moltitudini di pullman organizzati da partiti o
sindacati, e tanto meno "sconti" sui viaggi o particolari "benefit"
promozionali allestiti dagli organizzatori per "stimolare" la
partecipazione. Numeri che sarebbero da record, anche se dimezzati. Insomma,
una grande e genuina partecipazione, che ha dato parecchio fastidio alle
redazioni di molti giornali, prese di mira direttamente dalla retorica del
comico genovese, e che ha dato un certo fastidio anche in molti settori della
sinistra, da un lato per la coincidenza, probabilmente inopportuna, con le
celebrazioni della festa della Liberazione, dall'altro per l'ennesima
dimostrazione che non solo la sinistra sa riempire le piazze. Tutto questo
partendo da un blog e dalla popolarità di una sola persona fatta megafono.
Tutto questo sintomatico di un'insofferenza verso un certo modo di intendere il
potere e l'informazione da parte delle principali forze politiche e di molti
organi di stampa, un'insofferenza già emersa in occasione delle politiche con
il calo della partecipazione al voto e l'impennata di schede bianche e nulle,
che, includendo nei conti anche le liste escluse dalle soglie di sbarramento,
paiono rendere il nostro prossimo Parlamento il meno rappresentativo della
storia repubblicana. Non è qui neppure il caso di citare la rassegna stampa,
soprattutto dei commenti, apparsi contro il V-Day e
soprattutto contro Beppe Grillo negli ultimi giorni. Invidie e
gelosie, sono palesi e sintomatici della dimensione trionfale dei numeri del
V-Day e dell'efficacia straordinaria del Beppe Grillo-megafono.
A di là del grande successo del V-Day, resta il dubbio sull'utilizzabilità
delle firme raccolte, il vero grande nodo da sciogliere, il rischio di
un autogol clamoroso. Grillo ha saputo sfruttare
egregiamente le potenzialità di Internet, promuovendo la creazione di una
vivacissima rete di gruppi e di persone che si sono dimostrate capaci di una
straordinanzia forza organizzativa sul territorio. Se quelle firme raccolte con
tanto entusiasmo dovessero risultare inutilizzabili, per un errore dello staff
di Grillo, questi ne perderebbe drammaticamente in
credibilità ed anche il Beppe Grillo-megafono
perderebbe gran parte della sua forza. Ma la rabbiosa energia che ha alimentato
il V-Day non svanirebbe. La peculiarità di Internet è nella libertà e
nell'autonomia da qualunque auctoritas di quel che vi nasce, e questo vale
anche per il Beppe Grillo-megafono.
I meetup dovranno essere pronti ad andare oltre Grillo
ed i suoi eventuali errori, perché l'Italia ha davvero bisogno di una ventata
neo-risorgimentale che, parafrasando la Costituzione, rimuova gli ostacoli di
ordine (politico), economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e
l'eguaglianza dei cittadini, (ne) impediscono la piena partecipazione
all'organizzazione politica, economica e sociale. I grandi protagonisti della
politica e del giornalismo sono ancora assorbiti da una visione elitaria,
ottocentesca della loro persona e della loro funzione, benché in realtà queste
funzioni, pur importantissime, non sono imperniate su competenze specialistiche
paragonabili a quelle delle cosiddette professioni. Si fondano invero entrambe
sull'uso della parola e su un approccio sempre multidisciplinare. L'uso della
parola è tendenzialmente patrimonio di tutti (né i giornalisti sono esenti da
clamorose sgrammaticature), la multidisciplinarietà puo' al piu' essere
l'utopica aspirazione di chi ha l'umiltà di vivere nei panni dell'eterno
studente. In ogni caso, nessuna delle due funzioni giustifica oggettivamente
l'esistenza di caste di fatto, o peggio, l'esistenza ufficiale di albi. L'albo
del giornalisti, peraltro, è ormai per certi versi uno strumento obsoleto, già
superato dalla prassi di molte redazioni che, quando ricevono un pezzo, se è un
buon pezzo, e se non contrasta con la linea editoriale (politica, partitica)
della testata, lo pubblicano senza fare distinzione alcuna tra iscrizione e non
iscrizione all'albo.
( da "Gazzettino, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
VeneziaParte dal
Veneto orientale, che ancora aspira a diventare Provincia, l'offensiva per
abolire questi enti autonomi previsti dalla Costituzione. Costituito a San Donà
di Piave il 23 ottobre scorso, il Comitato aboliamoleprovince ha presentato il
7 marzo scorso una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per
la soppressione delle Province e ha avviato la raccolta, da completare in sei
mesi, delle 50mila firme necessarie a supportare l'iniziativa che passerà nelle
mani del Parlamento.Il Comitato di San Donà non si è naturalmente avventurato da
solo in questa impresa ma ha fatto rete con altri comitati accomunati dal
proposito di ridurre i costi della politica e di evitare gli sprechi di denaro
pubblico. In Veneto ce ne sono due-tre in provincia di Treviso e altrettanti a
Verona, nel vicino Friuli Venezia Giulia opera a Udine il Mio, che sta per
Movimento Italia onesta, molti altri sono soprattutto nelle regioni del Nord,
ma è molto attivo anche quello di Roma che si è offerto di fare da sede
nazionale. E poi ci sono gli ammiccamenti con Beppe Grillo che
proprio ieri ha organizzato il V-day 2 per l'abolizione dell'Ordine dei
giornalisti.Ma torniamo al disegno di legge di modifica della Costituzione. Il
testo depositato in Cassazione è semplicissimo e consta di due soli articoli:
il primo per sopprimere la parola "Province" nei sette articoli della
Costituzione in cui è citata e il secondo per stabilire che entro due
anni dall'entrata in vigore della legge costituzionale dovranno essere regolati
con legge ordinaria "il passaggio delle funzioni delle Province alle
Regioni o ai Comuni, nonchè quello dei beni di proprietà e del personale
dipendente delle Province medesime ai suddetti enti". In pratica, la
Provincia viene abolita come assemblea elettiva, ma le sue funzioni
rimangono."Abbiamo calcolato un risparmio di 50 milioni di euro l'anno
solo in indennità di carica - spiega il portavoce del comitato Lorenzo Furlan -
ma sicuramente è una cifra per difetto alla quale bisogna aggiungere tutte le
spese per le strutture politiche a supporto dei gruppi, degli assessori e dei
presidenti vari. Ma il problema vero è quello di rompere l'anello di una catena
clientelare e politica: sono decenni che tutti dicono che le Province vanno
abolite, lo ha sostenuto anche Berlusconi in campagna elettorale, sono enti vuoti
e inutili dopo l'introduzione delle Regioni ma in pratica nessuno ha mai fatto
nulla". E così il Comitato aboliamoleprovince, apolitico e trasversale,
intende offrire su un piatto d'argento la proposta ai politici.Perchè, una
volta raccolte le firme, toccherà al Parlamento esprimersi in doppia lettura.
"Prima delle elezioni - spiega Furlan - abbiamo scritto a tutti i
candidati per illustrare questa causa e devo dire che la percentuale di
risposte è stata bassissima, sull'1 per cento, e chi ha risposto era in gran
parte in fondo alle liste, non certo quelli sicuri dell'elezione. L'unico che
si è esposto in modo chiaro, "sono assolutamente a favore, vi
sostengo", è stato il governatore Galan". Per saperne di più cliccare
su www.aboliamoleprovince.it.Giuseppe Tedesco.
( da "Caltanet" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
> NEWS-->
Milano, 27 apr.- (Adnkronos) - ''Il V2-day e' stato un successo perche' quasi
500 piazze in Italia e all'estero hanno partecipato, perche' sono state
raccolte 1.300.000 firme in un giorno, perche' 120.000 persone hanno ascoltato
per sei ore in piedi sotto un caldo estivo economisti, ambientalisti, operai, matematici e anche Beppe Grillo. Ma
il V2-day e' stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la
reazione dell'informazione. Per il silenzio dell'informazione. Per la comicita'
dell'informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all'orango
Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day. Cinque minuti allo
squalo bianco della California e neppure un secondo a due milioni di persone
che sostenevano un referendum popolare''. E' quanto si legge sul sito di Beppe Grillo in merito al V2 Day.
( da "ITnews.it" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Milano, 27 apr.-
(Adnkronos) - ''Il V2-day e' stato un successo perche' quasi 500 piazze in
Italia e all'estero hanno partecipato, perche' sono state raccolte 1.300.000
firme in un giorno, perche' 120.000 persone hanno ascoltato per sei ore in
piedi sotto un caldo estivo economisti, ambientalisti, operai, matematici e anche Beppe Grillo. Ma
il V2-day e' stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la
reazione dell'informazione. Per il silenzio dell'informazione. Per la comicita'
dell'informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all'orango
Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day. Cinque minuti allo
squalo bianco della California e neppure un secondo a due milioni di persone
che sostenevano un referendum popolare''. E' quanto si legge sul sito di Beppe Grillo in merito al V2 Day.
( da "Merateonline.it" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Cronaca >>
Cronache lecchesi 27 / 4 / 2008 Lecco: grande successo per il V-day 2 Grande
successo per il V2-Day, la manifestazione svoltasi il 25 aprile
nel pomeriggio a Lecco in piazza Garibaldi come in migliaia di alte città
italiane e lanciata da Beppe Grillo e il
cui tema centrale era l'informazione. Tantissimi i cittadini che si sono
fermati al banchetto e hanno firmato la proposta di tre referendum abrogativi:
per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico
all'editoria, della legge Gasparri. Articoli Correlati:
(c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco
Scritto il 27/4/2008 alle 16.55.
( da "Stampa, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
IL
V-DAY LA RETE RILANCIA I numeri di Beppe Sul blog
riprende gli attacchi e sostiene: venerdì in tutta Italia eravamo due milioni
Chiamparino: mi sarei preoccupato se non mi avesse insultato GENOVA Il giorno
dopo, tornato a casa, Beppe Grillo ha tirato le
somme sul suo blog, continuando la polemica con i giornali. "Ieri a Torino eravamo in 120
mila", scrive sul blog, alla manifestazione "c'erano tutte le
televisioni più importanti del mondo, dalla Bbc a Al Jazeera. Loro - dice -
racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno il
fascismo dell'informazione". Ma sono i numeri quelli più importanti.
Secondo Grillo, "hanno partecipato al V2-Day
almeno due milioni di persone. Le file ai banchetti erano lunghe il doppio
dell'8 settembre. I primi dati delle adesioni raccolte sono di 450 mila firme.
Nella storia repubblicana non è mai successo. Nessuno, nessuno è riuscito a
raccogliere un numero simile di firme autenticate in un solo giorno. Non
cercate l'informazione nei giornali o nelle televisioni, cercatela in Rete. Non
esistono giornalisti buoni o giornalisti cattivi. Esiste un'informazione di
regime o la verità". "Voi siete giornalisti. Voi siete Beppe Grillo", scrive infine
l'attore esortando coloro che hanno partecipato al V2-Day a pubblicare "le
foto e i video di questo bellissimo 25 Aprile in rete, sui vostri blog, su
YouTube". Dei partiti, solo l'Italia dei Valori è al fianco del comico, e
per questo il Pd (con Giorgio Merlo) accusa l'ex pm, reo di aver minimizzato
sugli "insulti" a Giorgio Napolitano. Dopo Di Pietro, parla Silvana Mura,
sposando i tre referendum promossi da Grillo, quello
per l'abrogazione della legge Gasparri, l'eliminazione dei contributi pubblici
all'editoria di partito e la cancellazione dell'Ordine dei giornalisti: "Sono
provvedimenti fondamentali per un'informazione più libera e indipendente.
Italia dei Valori sosterrà i quesiti referendari". Maurizio Gasparri
invece attacca il comico, denuncia di aver ricevuto minacce e se la prende
anche con Mediaset: "Dopo gli insulti di Grillo,
amplificati da Mediaset, io e la mia famiglia abbiamo ricevuto delle minacce.
Non do mai peso a queste cose, ma il linguaggio violento trova orecchie attente
e pronte a trasformare il delirio in delitto". Probabilmente, querelerà il
network berlusconiano: "Assumerò iniziative giudiziarie a tutela della mia
famiglia sia nei confronti di chi delira, sia nei confronti dei mezzi di
comunicazione che hanno fatto da megafono agli insulti". Mediaset prova a
smorzare: "Mediaset esprime piena solidarietà a Maurizio Gasparri e
ribadisce la più netta avversione alle posizioni aggressive e inaccettabili di Beppe Grillo". Il sindaco di
Torino, Sergio Chiamparino, invece glissa sul comico: "Mi sarei
preoccupato se Grillo non mi avesse insultato".
\.
( da "Stampa, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
TIZIANA PLATZER
Obiettivo: raccogliere 500 mila firme. Questo sarebbe per lui un gran bel grido
di libertà. Per Beppe Grillo e il
suo Vaffa-day atto secondo, che venerdì 25 aprile, nel giorno della
Liberazione, chiama a raccolta per la "liberazione" del nostro
sistema d'informazione: firme da contare in 400 città italiane per l'abolizione
dell'Ordine dei giornalisti, la cancellazione dei finanziamenti pubblici pari a
un miliardo di euro annui destinati all'editoria e l'eliminazione della
legge Gasparri sulle radiotelevisioni. E il nuovo santone-leader
populista-profeta della rete e quant'altro del comico genovese si dica e si
sprechi in parole dalla sua discesa in campo politico, anzi, contro i politici,
si materializzerà in piazza San Carlo trascinatore del "V2-day" dalle
15 sino alle 21, più o meno. Quindi non si fa serata con il suo meeting, e se a
Bologna il primo portò in piazza sessantamila persone, anche con qualche
disguido da affollamento, gli organizzatori dell'evento torinese e i meetup
locali "Qui Torino libera" e "13", si sono preparati ad
affrontare un'altrettanto larga partecipazione. Da scommetterci, perchè
grillini o non grillini, "mangiatori di schede" o delusi e disillusi
post-elezioni, tutti, in tanti, hanno voglia di sentire dal vivo e unirsi al
lungo elenco liberatorio di "vaffa.." urlati dal Grillo
che dal palco travolge, con le sua satira-verità sulle politiche ambientali,
economiche, sociali. La battuta, ormai, è il suo ultimo pensiero. Un palco dove
si incontreranno personaggi da ogni mondo, qualcuno in scaletta già prefissata,
tanti invitati direttamente da lui che non ci tiene affatto ad anticipare,
meglio, si nega all'annuncio; altri che forse si aggiungeranno realmente a
sorpresa. Suoi sostenitori musicali dati sicuri saranno Caparezza, che canterà
per una ventina di minuti subito dopo Leo Pari, apripista della giornata;
Franky Hi Energy, protagonista della chiusra del meeting alle 20 con mezz'ora
di canzoni appena dopo la partecipazione di Paolo Benvegnù, e Biagio Antonacci:
il cantautore per primo, durante la sua permanenza a Torino per all'ultimo
concerto, aveva dichiarato la sintonia con il fenomeno del grillismo e la sua
amicizia con il comico, e Grillo, facendo un'eccezione
al "niente da dire" lo dà della partita. Qualche discordanza sul tam
tam di chi c'è e chi no riguarda Piotta, che con Leo Pari e il gruppo Radici
nel Cemento, è autore del brano diventato bandiera dei "vaffa-day", e
che potrebbe risuonare in piazza San Carlo, unita nel coro rapeggiante:
"Al V-day ci sei o non ci sei/ serve una nuova soluzione, c'è troppa
corruzione". Grillo pare giudichi il pezzo
un'astuta mossa autopromozionale dell'artista romano, ma lui, non l'ha
invitato. E allora è facile che i cori nasceranno spontanei. Adesione è
arrivata da Zucchero, che dovrebbe comparire grazie a un collegamento video,
mentre in carne e pensieri taglienti si materializzeranno i Negrita, Jacopo Fo,
Sabina Guzzanti, Marco Travaglio, Giulietto Chiesa, Beppe
Scienza, Natalino Balasso. E invece sempre per una partecipazione via mega
schermo sono attesi gli interventi dei procuratori Raffaele Guariniello,
Clementina Forleo e Luigi De Magistris. La volontà di esserci l'ha espressa a Grillo Maria Fida Moro, che secondo programma dovrebbe parlare
intorno alle 15,30. L'happening del "disincantatore", come il comico
si definisce, darà spazio a metà pomeriggio al Comitato No Tav e al Comitato
Dal Molin. Spazio alle proteste e alle riflessioni di molti, almeno di chi,
come lui, la pensa.
( da "Virgilio Notizie" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
ENTRY Domani si concludono
adempimenti in vista prima seduta martedì postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA
Altri Roma, 27 apr. (Apcom) - Sono una settantina le 'matricole', i deputati
che si sono presentati oggi a Montecitorio per registrarsi in vista della prima
seduta della Camera di martedì 29. Dopo una mattinata di affluenza discreta,
nel pomeriggio solo pochi si sono presentati nella sala della Regina al primo
piano del Palazzo per gli adempimenti burocratici, tra di loro: Eugenia
Roccella, eletta nel Pdl, già animatrice del family day, figlia del
parlamentare radicale Franco Roccella. "Ho fatto politica fuori dalle
istituzioni finora - dice ai giornalisti che l'avvicinano per chiederle le sue
prime impressioni - ora sono un pò emozionata ma spero di poter essere utile. Non
c'è continuità tra me e mio padre - aggiunge - e purtroppo lui non c'è più e
non può vedermi qui oggi". Roccella conferma il suo impegno sui temi della
famiglia e delle donne: "Sono ancora una femminista, sono qui per fare una
battaglia per le donne e per la vita" e poi racconta che Francesco Cossiga
le ha mandato un messaggio in occasione della sua elezione. Altra new entry è
lo storico e giornalista di Panorama, Giancarlo Lehner. I giornalisti sono il
terzo gruppo professionale in Parlamento: "E' giusto che ci sia una folta
rappresentanza di giornalisti - osserva il neoletto nelle file del Pdl -. Siamo
una categoria che svolge un ruolo importante", quindi racconta che la sua
candidatura è stata voluta da Silvio Berlusconi in persona: "E' stata una
scelta scellerata" scherza Lehner con i cronisti che lo interpellano,
precisando di non essere "uno conforme, non sanno chi si sono messi in
Parlamento...". Il giornalista lamenta poi l'eccesso di burocrazia anche
per la registrazione da parlamentare: "Va sfoltita, spero che ci
riusciremo", da esperto di comunicazione vuole parlare
anche del fenomeno Beppe Grillo: "E' inutile accusarlo, è la
politica che deve tornare a un livello di credibilità e di etica, e questa
legislatura sarà fondamentale, ci sono i numeri per governare e per fare alcune
cose importanti". Più tardi sono arrivati Paolo Gentiloni, unico ministro
uscente del Pd a presentarsi per la registrazione, Elisabetta
Zamparutti, la radicale eletta nel Pd, Beatrice Lorenzin e Mario Pepe del Pdl.
Le registrazioni continueranno stasera fino alle 20 e riprenderanno domattina
alle 9. La seduta per l'apertura della XVI legislatura è prevista martedì alle
10.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Goggi e Brezza,
nozze dopo 29 anni Si erano conosciuti nel '79 all'epoca
del primo "Fantastico", quello con Beppe Grillo e
Heather Parisi. E ieri, dopo 29 anni di convivenza, si sono sposati in Toscana,
all'Argentario. Sono Loretta Goggi e Gianni Brezza. La cantante, attrice e
conduttrice e il coreografo e regista si sono uniti in matrimonio con rito
civile in Comune, a Orbetello. Ad officiare la cerimonia il sindaco senatore
del Pdl Altero Matteoli. La Goggi (nella foto), tailleur pantalone rosso,
bouquet di roselline rosse e margherite, è stata attesa all'esterno dal
municipio comunale da decine di fan.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Vairano
Patenora aderisce al V2 di Beppe Grillo Il 25 Aprile
scorso non è stata la solita Festa della Liberazione; ieri in piazza Unità
d'Italia, nel comune di Vairano Patenora Frazione Scalo, in diretta nazionale,
in contemporanea con oltre 450 piazze in tutta Italia, si è mosso qualcosa
nelle coscienze dei cittadini. Grazie alla motivazione e alla grinta di un gruppo di
giovani, primo fra tutti Francesco Rossi, coadiuvati dalla presenza del
Vicesindaco Mario De quattro; nel luogo dove un tempo è stato possibile unire
sotto un'unica bandiera un paese intero, gente proveniente da ogni parte
d'Italia e di ogni colore politico, si è ritrovata al cospetto di una bandiera
nuova, quella del V2-Day. "Il coinvolgimento emozionale - dice Rossi - del
noto show-man Beppe Grillo si
è trasformato in coinvolgimento politico; di quella politica sincera, che
smuove gli animi dei cittadini dal basso e porta a discutere e a decidere del
proprio futuro senza compromessi e false promesse".
( da "Provincia di Sondrio, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Ma "Bella
ciao" è sempre meglio dei "vaffa" Se il
"vaffa" tira più di "Bella ciao" e se il carisma di Beppe Grillo oscura quello della buonanima di Arrigo Boldrini (il leggendario
"comandante Bulow" della Resistenza) forse sarebbe meglio passare
direttamente al 26 aprile e mandare una soffitta una ricorrenza svuotata ormai
del suo significato originario. Oppure, tanto per mantenere l'abitudine,
ribattezziamola "festa della primavera" in modo da sdoganare, oltre
ai rari reduci di Salò, anche le gite fuori porta senza complessi di colpa
(ammesso che qualcuno li abbia). Certo, ha ragione Vittorio Feltri quando
spiega che ormai quasi tutti i partigiani e i fascisti sono nel mondo dei più o
nelle case di riposo e che la retorica bolsa della Liberazione non fa più
presa. Ha ragione se si va avanti sulla retorica, specie se quest'ultima
continua (come è stata finora) a rivelarsi bolsa. E non ha torto Feltri quando
dice che la sinistra ha avuto quello che si merita. Perché buona parte delle
colpe per le piazze ufficiali semivuote e quella grillesca colma è certamente
della sinistra. Trasformare la ricorrenza del 25 aprile in una giornata contro
Berlusconi pericolo per la democrazia si è rivelato un pesante boomerang che è
finito addosso a chi lo ha lanciato. Innanzitutto perché ormai alla fola
dell'emergenza democratica ci credono sempre in meno. (...) segue a pagina 7
27/04/2008.
( da "Provincia di Lecco, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il comico annuncia:
un record, 450 mila ai banchetti in un solo giorno Scottano i 50-100 mila di
Torino contro i 5-10 mila per il 25 aprile Il giorno dopo è un fiorire di
puntualizzazione e reazioni stizzite. Soprattutto da parte delle testate
televisive - il Tg1, il Tg2 e il Tg5 in testa- accusate da Beppe
Grillo di non aver raccontato in maniera fedele il V2
Day di Torino. E altre precisazioni e prese di posizione sono giunte dai
vertici sindacali (ma l'Fnsi vuole un confronto sui temi oggetto della
richiesta di consultazione popolare) e dell'ordine dei giornalisti. Ma Grillo non si preoccupa, come non prende in considerazione
il fatto che, per legge, nei sei mesi successivi alla convocazione dei comizi
elettorali, non si possono raccogliere adesioni per chiamare la gente alle urne
elettorali. Ma tant'è, come dimostrazione di forza quella del comico genovese è
riuscita, provocatoria o effettiva che fosse. Grillo,
chiamando il suo popolo a raduno il giorno dell'anniversario della Liberazione
e definendolo come l'erede dei partigiani, ha di fatto anche vinto alla grande
la sfida delle piazze di Torino: 50 mila persone da lui in piazza San Carlo
(100-120 mila per gli organizzatori), 5 mila ( il triplo se si contano quelli
che hanno partecipato al solo corteo o non si sono fermati a lungo) per la
celebrazione del 25 aprile in piazza Castello. Una "rivoluzione"
significativa che non si spiega con il solo fattore mediatico. Ma piuttosto
mostra come il trend dell'antipolitica ha radici forse più estese di quanto si
vuole ammettere. Soprattutto a sinistra, e ancora di più in quella radicale al
quale due terzi di chi la votava ha girato le spalle. Ieri proprio dal
centrosinistra, dal Pd, sono partiti strali verso l'happening del comico.
Giorgio Merlo (Democratico, vice presidente della commissione di vigilanza Rai)
e il sindaco di Torino, Chiamparino, hanno reagito con stizza e un po'
d'ironia: "Le opinioni, gli insulti, le offese, - ha
detto il primo - il qualunquismo diffusi a piene mani da Grillo li abbiamo sentiti tutti. Come
dice giustamente Chiamparino, uno si stupisce solo quando Beppe Grillo non insulta. Quindi nessuna novità di particolare
importanza". E il primo cittadino ha chiuso specificando che si sarebbe
preoccupato "se Grillo
non m'avesse insultato". Vinta la sfida delle piazze, Grillo ora sbandiera anche la "vittoria" delle
firme. "Quattrocentocinquantamila firme in un solo giorno, nella storia
repubblicana non è mai successo" ha scritto sul suo blog
(www.beppegrillo.it). "È il virus della verità", ha aggiunto prima di
sparare un'altra cifra: "Hanno partecipato al V2 day almeno due milioni di
persone". Il cuore dell'iniziativa infatti era a Torino ma centinaia di
banchetti sono stati allestiti in altre piazze italiane e all'estero. "A
Torino eravamo in 120 mila- scrive ancora Grillo- chi
era presente lo sa e anche chi può informarsi in rete. C'erano tutte le
televisioni più importanti del mondo, dalla Bbc a Al Jazeera. Loro
racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno il
fascismo dell'informazione". E il resto del mondo politico? Sinistra a
parte, anche il giorno dopo contro il comico si scaglia il leghista Roberto
Calderoli che parla del comico come di un "Catone qualunquista",
mentre Di Pietro si schiera con il V2Day: "Mobiliteremo piazze intere - ha
spiegato il leader dell'Italia dei valori - per contrastare democraticamente e
nelle sedi opportune, anche europee, una legge illegittima, tanto che lo stesso
Gasparri ora dice che bisogna apportarvi delle modifiche". U. Mon.
27/04/2008.
( da "Provincia di Lecco, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Contro
gli attacchi di Beppe Grillo da Torino,
hanno reagito i vertici dei giornalisti e il Partito democratico: dal comico
solo insulti 27/04/2008.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
La
"vendetta" dei giornalisti: è condannato fa abusi edilizi e inquina È
un personaggio sempre più in bilico tra lo spettacolo e la politica Ma dei
politici, pur ben retribuiti come in Italia, non ha certo l'appannaggio. In
questi giorni, man mano che il fenomeno Beppe Grillo lievita, si scava sempre di più sul personaggio. E sui suoi
guadagni. Su questo aspetto si sofferma Panorama il quale, dopo aver accertato
che il comico le tasse le paga, annota la sua ultima dichiarazione dei redditi,
quella relativa al 2006: 4 milioni 272 mila 591 euro di reddito. Un
boom, secondo il settimanale della berlusconiana Mondadori, in parte frutto
delle sue recenti battaglie politiche visto che in precedenza, nel 2004
dichiarava 2 milioni e 633 mila euro e nel 2003 2 milioni e 133 mila. Tuttavia,
secondo l'inchiesta appoggiata anche da un'altra in più puntate su Il Giornale,
Grillo qualche peccatuccio ce l'avrebbe: ad esempio non
potrà essere parlamentare in base ai suoi principi, in quanto condannato l'8
aprile dell'88 è stato condannato definitivamente a un anno e quattro mesi per
omicidio colposo relativo a un incidente stradale nel quale morirono tre
persone. Non solo: Grillo, stando alla ricostruzione
de Il Giornale, ha fatto ricorso a un condono tombale, introdotto dal governo
Berlusconi, per un abuso edilizio relativo alla realizzazione di un
megaterrazzo. E, l'inchiesta giornalistica, lo mette alla berlina anche
sull'inquinamento energetico che i suoi spettacoli producono. 27/04/2008.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Ex sindacalista:
"Anche il comico non rispetta le promesse Mi ha zittito" TORINO
"Beppe Grillo mi aveva detto che mi avrebbe
fatto parlare e invece non lo ha fatto, è come Berlusconi". Ugo Monzeglio,
ex sindacalista della Cgil, è l'unica nota polemica nel V2-Day del comico
genovese. Tutto ha avuto inizio quando, durante uno dei tanti interventi,
Monzeglio, che era sotto il palco, ha invitato Grillo a esprimersi sulla campagna elettorale per il Comune di Roma
e su come intendeva attuare in pratica le intenzioni espresse durante il
comizio. "Ti faccio parlare, stai tranquillo, aspetta, adesso fammi
proseguire" ha detto Grillo interrompendo
brevemente il suo intervento. In effetti, uomini della sicurezza hanno invitato
Monzeglio a entrare nel backstage e, durante una pausa, Grillo
e l'ex esponente sindacalista, chiusi in un gazebo, hanno concordato un
intervento di quest'ultimo che è stato fatto sedere su una sedia sopra il
palco. Alla fine, però, non ha mai parlato. "Anche lui non mantiene le
promesse - ha detto Monzeglio - mi hanno fatto attendere e poi se ne sono
fregati. Volevo solo portare un contributo chiedendo di esprimersi su Rutelli o
Alemanno e di dire concretamente cosa volesse fare per radicare il suo movimento
nel territorio e mettere in pratica le intenzioni". In passato, Monzeglio
era salito agli onori della cronaca per essere rimasto ferito, mentre era sotto
il palco, da monetine e bulloni lanciate al termine di una manifestazione
sindacale nell'aprile '93. 27/04/2008.
( da "Provincia di Como, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Spot&spot nozze/1
Goggi e Brezza sposi dopo 29 anni Loretta Goggi e Gianni Brezza si sono sposati
ieri a Orbetello, in Toscana, dopo 29 anni di convivenza. Si erano conosciuti
nel '79 all'epoca del primo "Fantastico", quello
con Beppe Grillo e Heather Parisi. Lei era già
nota come una delle showgirl più complete, attrice, ballerina, cantante,
imitatrice, persino doppiatrice (del canarino Titti del cartone Gatto
Silvestro), lanciata da Pippo Baudo, era stata subito definita erede della
grande Delia Scala. Lui, coreografo dello show diventa il suo manager.
All'inizio tennero nascosta la loro relazione perchè Brezza era ancora sposato.
Dopo un anno e mezzo la separazione dalla moglie: Brezza e Goggi diventano
inseparabili, uniti dal lavoro e anche dalla passione per la vela alla quale
dedicano da sempre tutto il tempo libero, concedendosi lunghi periodi di
navigazione. nozze/2 Lou Reed all'altare con la anderson Il cantante americano
Lou Reed, 66 anni, anima del famoso gruppo "The Velvet Underground",
e la sua compagna, la cantante Laurie Anderson, 60 anni, si sarebbero sposati.
in un film Il Dr. House diventa poliziotto Una guerra tra poliziotti buoni e
cattivi tratta da una storia originale di James Ellroy, firmata dallo stesso
scrittore insieme a Kurt Wimmer e Jamie Moss. È quella che si annuncia in
"La notte non aspetta" ("Street kings"), thriller urbano
diretto da David Ayer, nelle sale italiane il 27 giugno distribuito da
Twentieth Century Fox. londra Morto Lyttelton Maestro del jazz Il maestro di
tromba jazz, il britannico Humphrey Lyttelton, conosciuto come
"Humph", è morto a Londra all'età di 86 anni. Lo ha reso noto il suo
sito web. concerto e intervista su "All music" fabri fibra live
Domani alle 21.30, su All Music, Valeria Bilello per la seconda puntata di
"On Live" presenta il concerto che Fabrizio Tarducci, in arte Fabri
Fibra, ha tenuto il 14 Aprile all'Alcatraz di Milano. 27/04/2008.
( da "Stampa, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo
Ta dal foyer del
Warner Village Cinema della Fornaci di Beinasco. Appuntamento dalle 17 alle 20
con i dj di Centro 95. Radio Beckwith fm 87.800 via Fuhrmann