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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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Report "Grillo"

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Indice delle sezioni

Grillo (69)


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

Anche a Parma il secondo <V-day> di Beppe Grillo ( da "Gazzetta di Parma, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: di Beppe Grillo PER LA LIBERA INFORMAZIONE PROTESTA PER LA LIBERA INFORMAZIONE Anche a Parma il secondo "V-day" di Beppe Grillo II Sempre e comunque contro. E' stato questo lo spirito del secondo "V Day", indetto da Beppe Grillo, dopo quello dell'8 settembre scorso a Bologna, con l'appoggio dei gruppi ad esso collegati.

Grillo show: <Siamo noi la Resistenza> ( da "Gazzetta di Parma, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: NAPOLITANO E I GIORNALISTI Grillo show: "Siamo noi la Resistenza" TORINO II Un bagno di folla per Beppe Grillo nel Vaffa2-Day dedicato alla "libera informazione". Cinquantamila persone sotto un sole estivo (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno gremito piazza San Carlo a Torino, come nelle più riuscite manifestazioni sindacali.

Fa ancora discutere il "Vaffa Day" organizzato da Beppe Grillo, molto critico contro il mondo dell'informazione ( da "Gazzetta del Sud" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: dal Tg1 al Tg2 e al Tg5, di fronte alle prese di posizione di Grillo. In particolare, il comitato di redazione del Tg1 afferma in una nota: "Agli insulti del comico Beppe Grillo ai giornalisti italiani ed a singoli direttori risponderanno gli organi di rappresentanza della categoria e i diretti interessati.

Il duello per la conquista del Campidoglio può risolversi in una parziale rivincita del centrosinistra o confermare l'"onda lunga" che sospinge il centrodestra ( da "Gazzetta del Sud" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: dall'altro la Lista civica Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Fra le liste minori spicca l'indicazione di voto pro-Alemanno fatta da Mario Baccini, leader della Rosa per l'Italia (0,8% al primo turno ma contrastato da amici di partito come Bruno Tabacci), la neutralità socialista (anche questa da 0,8%).

Campidoglio, incognita astensioni ( da "Citta' di Salerno, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e quelli della Lista civica per Beppe Grillo, 2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso Alemanno. La Lista Grillo si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto a Alfredo Antoniozzi,

Dopo 29 anni insieme Goggi e Brezza sposi ( da "Corriere delle Alpi" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Loretta Goggi e Gianni Brezza si sono sposati ieri a Orbetello, in Toscana, dopo 29 anni di convivenza. Si erano conosciuti nel 79 all'epoca del primo Fantastico, quello con Beppe Grillo e Heather Parisi. Lei showgirl, attrice, ballerina, cantante. Lui, suo manager, coreografo, regista.

Grillo: con noi almeno due milioni ( da "Corriere delle Alpi" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: "Ieri a Torino eravamo in 120 mila", scrive Beppe Grillo sul suo blog all'indomani del V2-Day, manifestazione alla quale "c'erano tutte le televisioni più importanti del mondo, dalla Bbc a Al Jazeera. Loro - dice - racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno il fascismo dell'informazione".

Sono state firme di protesta ( da "Gazzetta di Reggio" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: proposti da Beppe Grillo nell'ambito del V-day 2. Il presidente dell'Api Nello Ferraroni commenta così la sua firma e l'intero fenomeno generato dal comito genovese. "La politica si è scordata dei cittadini e questi sono i risultati. Storicamente è sempre stato così: chi urla più forte viene sempre ascoltato e Beppe Grillo in questi ultimi mesi ha urlato parecchio"

Mezzo V2-day l'ha fatto Torino. La cornice di pubblico, la bella piazza San Carlo e una pattugl ( da "Stampa, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: torinesi che è salita sul palco a fianco di Beppe Grillo. Artisti, docenti, professionisti, semplici cittadini che hanno ravvivato sei caldissime ore. Forse anche per le difficoltà incontrate nell'organizzare il secondo meeting nella ricorrenza della Liberazione, Grillo ha voluto un 25 aprile più d'informazione che di musica, con più protagonisti del territorio che personaggi noti.

I "grillini" tra V-day e Waya ( da "Stampa, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: era curata dal Meet up di Beppe Grillo. "Siamo molto soddisfatti - spiega Roberto Modellato, presidente di Reset, l'Associazione nata dal Meet Up - abbiamo praticamente bissato il successo del V-day dell'8 settembre". In quell'occasione le firme raccolte per sostenere la legge "Parlamento pulito" superarono ad Asti quota 2 mila.

Sulla corsa al Campidoglio c'è il rischio astensionismo ( da "Giornale di Brescia" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: dall'altro la Lista civica Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Fra le liste minori spicca l'indicazione di voto pro-Alemanno fatta da Mario Baccini, leader della Rosa per l'Italia (0,8% al primo turno ma contrastato da amici di partito come Bruno Tabacci), la neutralità socialista (anche questa da 0,8%).

Grillo, a pavia raccolte tremila firme ( da "Provincia Pavese, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo, a Pavia raccolte tremila firme Grillo, a Pavia raccolte tremila firme Circa 3000 firme raccolte a Pavia per i referendum promossi dagli Amici di Beppe Grillo. "Buona la risposta dei pavesi - commentano gli organizzatori - come negli altri 450 banchetti disseminati in tutta Italia, dalla prima mattinata e fino a mezzanotte hanno fatto pazientemente la fila per apporre la propria

Soddisfatti i "Grilli" cittadini<Raccolte circa 2.100 firme> ( da "Secolo XIX, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: La raccolta di adesioni è avvenuta anche a piazzale Kennedy, dove gli "Amici di Grillo" del Meet Up 1 hanno collezionato nell'arco della giornata circa 3.000 firme. Entrambe le piazze hanno radunato i cittadini prevalentemente nel pomeriggio a partire dalle 15.30 con l'inizio della diretta di Beppe Grillo da piazza San Carlo a Torino.

Lo specchio d'italia è sempre più rotto - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Le rauche invettive di Beppe Grillo completano il quadro d'una società che sembra avere smarrito ogni bussola, ogni orientamento, ogni immagine di sé, ogni memoria del suo passato ed ogni progettualità del suo futuro. Si va avanti alla giornata senza timone e senza stelle.

Al di là dei funambolismi delle bandiere rosse - ettore boffano ( da "Repubblica, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e in occasione del 25 Aprile (contrapposto a Torino alle volgarità di Beppe Grillo), di una mutazione genetica della bandiere veltroniane, con un recupero di quel rosso che rievoca, senza molti dubbi in merito, una forte nostalgia del Pci piuttosto che dei Democratici di sinistra o addirittura dell'ormai scomparso Psi.

Raccolte 2200 firme dai grillo boys ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: promosso dal comico genovese Beppe Grillo. Lo rende noto Paolo Menis, il coordinatore del gruppo Beppe Grillo Trieste che ha organizzato la raccolta firme dal 24 al 26 aprile, in piazza San Antonio. "La buona notizia - annuncia Menis - è che i triestini che non sono riusciti a raggiungerci negli ultimi giorni, avranno comunque la possibilità di sottoscrivere i nostri appelli anche nell'

Intolleranza e molte critiche, ma la retorica non paga più ( da "Nuova Sardegna, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: non s'è accorta che mentre noi ad Alghero, pur tra le polemiche, festeggiavamo la Liberazione, a Torino decine di migliaia di persone inneggiavano ai vaffan...... del profeta dell'antipolitica Beppe Grillo. Altro che Liberazione! Qualcuno avrebbe detto "ma mi faccia il piacere!". * sindaco di Alghero.

Dallo studente ai prof, i debuttanti di palazzo ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: vicinanza al movimento di Beppe Grillo, è consigliere comunale a Pordenone nella lista Il Fiume ed è considerato il delfino del sindaco Sergio Bolzonello. L'Italia dei valori, che nel 2003 aveva espresso Alessandra Battellino, ha eletto un secondo consigliere. E pure lui potrebbe essere una new entry visto che Carlo Monai andrà in Parlamento: il candidato a subentrargli è Enio Agnola,

Quindicimila firme per i referendum di grillo ( da "Nuova Venezia, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo Oltre cinquemila cittadini si sono presentati l'altro ieri, 25 aprile, ai banchetti del "Vaffa Day 2" organizzati dagli Amici di Beppe Grillo nella nostra provincia, tra Mestre, Venezia, San Donà e Chioggia. E visto che ciascun cittadino che ha partecipato all'iniziativa ha apposto tre firme per ciascuna delle iniziative referendarie di abolizione di norme che regolano il

V-day di grillo settecento firme per i referendum ( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Day di Grillo settecento firme per i referendum Anche nell'Isontino sono state centinaia le firme raccolte dai referenti isontini di Beppe Grillo, guidati da Manuela Botteghi, in occasione del secondo "V-Day". In due giorni quasi 700 persone hanno sottoscritto i referendum promossi da Grillo riguardanti l'eliminazione dei contributi all'

Ballottaggi, quasi 6 milioni al voto ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, 2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso Alemanno. La Lista Grillo si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto a Alfredo Antoniozzi e nel ballottaggio di nove municipi.

"sono del pd e firmo per grillo" ( da "Repubblica, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo" i banchini con i moduli delle firme accolgono un minimo di 8 postazioni: 6 "sportelli" per i residenti fuori Firenze e 2 (che all'occorrenza diventano 3) per i residenti in città. Una decina i volontari di servizio, più il consigliere provinciale Luca Ragazzo in veste di autenticatore delle firme.

Rai e mediaset, giornalisti contro grillo "servizi corretti, da lui solo insulti" ( da "Repubblica, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: giornalisti contro Grillo "Servizi corretti, da lui solo insulti" ROMA - "Insulti da osteria", "inaccettabili aggressioni", "analisi primitive". Il giorno dopo il "V2-day" di Torino sono gli organismi sindacali dei giornalisti a reagire alle bordate di Beppe Grillo contro "i servi e i servetti dell'informazione".

Ballottaggio per il Campidoglio: Alemanno o Rutelli? Roma sceglie il sindaco ( da "Blogosfere" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e la Lista Civica di Beppe Grillo al 2,6. Poi, poca roba per tutti. L'episodio di violenza ai danni della studentessa del Lesotho ha incendiato il dibattito dei candidati sulla sicurezza che negli ultimi giorni hanno messo in agenda anche la visita al capitano della Roma Francesco Totti dopo l'infortunio e il faccia a faccia (almeno loro l'hanno fatto)

Rutelli contro Alemanno: ballottaggio a Roma, inizia il countdown ( da "Blogosfere" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e la Lista Civica di Beppe Grillo al 2,6. Poi, poca roba per tutti. A scatenare il dibattito politico degli ultimi giorni anche l'episodio di violenza ai danni della studentessa del Lesotho, violentata da un rumeno di 37 anni, arrestato il flagranza di reato. Claudio riconosce che la violenza e i crimini efferati degli stranieri,

Caro Grillo voglio dirti un paio di cose ( da "Provincia di Cremona, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Review srl Caro Grillo voglio dirti un paio di cose IL PUNTO di Enrico Pirondini Caro Beppe Grillo, il tuo comizio torinese, pieno di vaffa e invettive gratuite alla cosidetta casta dei giornalisti, naturalmente non mi è piaciuto. L'ho trovato qualunquista, approssimativo, furbetto e inutilmente offensivo.

Onda lunga o rivincita A Roma doppia sfida ( da "Provincia di Cremona, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Fra le liste minori spicca l'indicazione di voto pro-Alemanno fatta da Mario Baccini, leader della Rosa per l'Italia (0,8% al primo turno ma contrastato da amici di partito come Bruno Tabacci). Il tentativo di Rutelli di tornare alla guida della capitale dopo essere stato sindaco per due volte negli anni Novanta passa per la scelta di 2,

Sicurezza, una ronda non fa primavera ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Hanno annunciato ronde anche i seguaci di Beppe Grillo. In realtà siamo davanti a una tradizione bolognese; data, infatti, dal 1820 l'istituzione del Corpo delle pattuglie cittadine. Erano anni turbolenti e i gendarmi pontifici non ce la facevano a mantenere l'ordine pubblico. Fu allora che nacque il Corpo, un'istituzione che, attraverso molte traversie,

A Roma ballottaggio incerto per il sindaco ( da "Adige, L'" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: altro la Lista civica Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Il tentativo di Rutelli di tornare alla guida della capitale dopo essere stato sindaco per due volte negli anni Novanta passa per la scelta di 2,3 milioni di persone. Prevedibile però l'astensionismo. Più in generale sono chiamati al voto 5 milioni di cittadini per l'elezione dei presidenti di 5 province (

In arrivo i guru di Rifiuti zero ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo di Brescia" con l'associazione "Ricomincio da Grillo". Rifiuti Zero - spiegano i è la soluzione definitiva nella gestione dei rifiuti: coinvolge i più diversi livelli della società, dalle istituzioni alle aziende e ai cittadini in un processo di cambiamento culturale che ha alla base la minor produzione di rifiuti possibile.

Roma. sono più di 5 milioni e 700mila gli italiani che oggi tornano a votare, ... - alessandro cecioni ( da "Centro, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e quelli della Lista civica per Beppe Grillo, 2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso Alemanno. La Lista Grillo si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto a Alfredo Antoniozzi,

Ballottaggi, 6 milioni al voto La sfida più attesa è quella tra Rutelli ed Alemanno a Roma ( da "Libertà" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e quelli della Lista civica per Beppe Grillo, 2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso Alemanno. La Lista Grillo si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto ad Alfredo Antoniozzi,

I radicali: nel Pd inseguono la Lega ( da "Provincia di Cremona, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Siamo con Beppe Grillo" I radicali: nel Pd inseguono la Lega Turco su sindaci-sceriffi e ronde: è il Far West Ravelli: nemmeno un grazie dai veltroniani di Gilberto Bazoli La luna di miele con il Pd è finita, i radicali non sparano a zero, ma qualche sassolino se lo tolgono.

Sernagiotto spara sulla casta azzurra ( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Mi sembra Beppe Grillo. "Voglio solo la trasparenza. Stesso discorso per le nostre Usl: farò le pulci alle consulenze, ai vari cda (in quello della Usl 9 c'è l'azzurro Stefano Cerniato, ndr)". Scenari inquietanti, interrogativi imbarazzanti. "Chi è il nuovo consulente del Turazza?

Nella Marca i grillini raccolgono 5000 firme ( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo è tornato in piazza con i suoi grillini - a Treviso il leader è David Borrelli - sullo spinoso tema dell'informazione nella data simbolo del 25 aprile, festa della Liberazione. "Il 25 aprile - ha detto Grillo - ci siamo liberati dal nazifascismo.

I media si ribellano <No agli insulti di Grillo> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: si fanno portabandiera delle crociate anti-politiche di Beppe Grillo (foto Infophoto). Il giorno dopo il V-day torinese contro l'informazione ? ma anche contro il Quirinale, i politici e il sistema Italia ? a ribellarsi è soprattutto l'ex ministro delle Comunicazioni, la cui legge i 'grillini' vorrebbero abolire per via referendaria.

ORBETELLO DOPO 29 ANNI di convivenza, Loretta Goggi si è s ( da "Giorno, Il (Milano)" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: quello con Beppe Grillo e Heather Parisi. Lei era già nota come una delle showgirl più complete, attrice, ballerina, cantante, imitatrice; lui, coreografo dello show, diventa il suo manager, addetto stampa, pr, coreografo, regista, look maker. All'inizio tennero nascosta la loro relazione perché Brezza era ancora sposato.

Ordine dei Giornalisti Beppe, è una battaglia antica... Caro Direttore, vorrei dire a ( da "Unita, L'" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Stai consultando l'edizione del Ordine dei Giornalisti Beppe, è una battaglia antica... Caro Direttore, vorrei dire a Beppe Grillo che, prendendo a bersaglio l'Ordine dei giornalisti, non fa una cosa molto nuova. Le critiche all'esistenza di un Ordine di lavoratori essenzialmente dipendenti sono lontane.

La posta in gioco ( da "Unita, L'" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: un collegamento fra giovani conduttori entusiasti e Beppe Grillo. Il tassista gridava con loro, ripeteva "vaffanculo" con Grillo, era travolto dal ridere, ad ogni battuta come "le fedine penali sporche erano una trentina. Adesso sono 73, nuovo record", "tanto se non hai la fedina penale sporca non entri" e "chi ce l'ha ancora pulita adesso si affretta,

La vera storia di Grillo ( da "Giornale.it, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 27 pagina 6 la vera storia di Grillo di Redazione Nell'ultima puntata sulla storia di Beppe Grillo raccontiamo di tutte le volte che il comico censore ha mistificato la realtà. L'ultimo episodio riguarda la sua manifestazione di Torino, a cui avrebbero partecipato - secondo lui - 120mila persone, mentre piazza San Carlo a Torino ne contiene al massimo 38mila.

Grillo, l'antipolitico che vale 4 milioni ( da "Giornale.it, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 101 del 2008-04-27 pagina 1 Grillo, l'antipolitico che vale 4 milioni di Filippo Facci Ultima puntata della vera storia di Beppe Grillo, in cui si narra come l'antipolitica sia un affare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

La politica dei vaffa - bruno manfellotto ( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Prima Pagina LA POLITICA DEI VAFFA BRUNO MANFELLOTTO Gli americani hanno inventato i predicatori, gli italiani Beppe Grillo. Lì non c'è Stato, chiesa, tv che non ne ostenti uno. I loro fedeli affollano teatri e stadi, animano convention. Qui i grillini sono convocati in piazza, e sempre in date fatidiche dalla forte carica simbolica: 8 settembre, 25 aprile.

Rifiuti, porta a porta in tutte le frazioni ( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: atteso intervento in teleconferenza di Beppe Grillo. Al convegno il sindaco Del Ghingaro ha annunciato che entro il 2008 la raccolta domiciliare, che adesso interessa circa la metà della popolazione, sarà estesa a tutto il territorio comunale e che presto sarà introdotta la cosiddetta "tariffa puntuale" che permetterà a ciascun cittadino di pagare la Tia (tariffa di igiene ambientale)

Campidoglio, incognita astensioni - alessandro cecioni ( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e quelli della Lista civica per Beppe Grillo, 2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso Alemanno. La Lista Grillo si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto a Alfredo Antoniozzi,

L'altro 25 aprile: la politica dei vaffa ( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: A un certo punto della sua predica, Beppe Grillo ha urlato: "Siamo noi la nuova resistenza". Per sfortuna sua, e per fortuna nostra, contemporaneamente, a Genova, Giorgio Napolitano pronunciava un discorso alto e nobile sul 25 aprile e sui valori di riscatto nazionale che la vera resistenza conquistò per noi tutti.

Altro che libertà del web i potenti ci sguazzano ( da "Stampaweb, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: entusiastica di Beppe Grillo sulla grande libertà di informazione e possibilità di partecipazione democratica resa possibile da Internet. O meglio dal "Web 2.0", termine di moda per definire quella rete sociale globale che celebra il trionfo dei "dilettanti" e dà l'illusione ai singoli cittadini di contare allo stesso livello dei governi e delle multinazionali,

Referendum, raccolte 750 firme ( da "Centro, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: AMICI DI GRILLO Referendum, raccolte 750 firme CHIETI. Sono 750 i cittadini che, nei gazebo al colle e allo scalo, hanno firmato i tre referendum per una "diversa" informazione indetti il 25 dagli amici del comico Beppe Grillo per il secondo V-Day. Lo comunica Mara Miccoli, addetto stampa degli "Amici di Beppe Grillo di Chieti",

Rutelli-Alemanno, la sfida più attesa ( da "Corriere Adriatico" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: parte in teoria con altrettanti punti di svantaggio su Rutelli ma può contare su un appoggio informale della Destra di Francesco Storace votata dal 3,4% degli elettori. Sul fronte degli apparentamenti mancati da un lato l'Udc, che ha ottenuto il 3,3%, dall'altro la Lista civica Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%.

Il contributo dei pergolesi ai referendum ( da "Corriere Adriatico" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: attorno al blog di Beppe Grillo, in particolare in seguito alla creazione da parte dello stesso Grillo di un'apposita sezione sul sito Meetup.com, che è il principale mezzo di organizzazione e comunicazione usato dai gruppi. La struttura dell'organizzazione è basata sui gruppi locali che fanno riferimento all'area in cui il gruppo si riunisce ed opera.

Lovink: invece di celebrarlo, aiutiamolo a diventare professionista ( da "Stampa, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: entusiastica di Beppe Grillo sulla grande libertà di informazione e possibilità di partecipazione democratica resa possibile da Internet. O meglio dal "Web 2.0", termine di moda per definire quella rete sociale globale che celebra il trionfo dei "dilettanti" e dà l'illusione ai singoli cittadini di contare allo stesso livello dei governi e delle multinazionali,

Rutelli e Alemanno, ultima sfida per Roma ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: dall'altro la Lista civica Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Fra le liste minori spicca l'indicazione di voto pro-Alemanno fatta da Mario Baccini, leader della Rosa per l'Italia (0,8% al primo turno ma contrastato da amici di partito come Bruno Tabacci), la neutralità socialista (anche questa da 0,8%).

Web Notes ( da "Stampaweb, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: entusiastica di Beppe Grillo sulla grande libertà di informazione e possibilità di partecipazione democratica resa possibile da Internet. O meglio dal "Web 2.0", termine di moda per definire quella rete sociale globale che celebra il trionfo dei "dilettanti" e dà l'illusione ai singoli cittadini di contare allo stesso livello dei governi e delle multinazionali,

V-Day 2: 450'000 firme per i referendum sull'informazione ( da "Blogosfere" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Day e soprattutto contro Beppe Grillo negli ultimi giorni. Invidie e gelosie, sono palesi e sintomatici della dimensione trionfale dei numeri del V-Day e dell'efficacia straordinaria del Beppe Grillo-megafono. A di là del grande successo del V-Day, resta il dubbio sull'utilizzabilità delle firme raccolte, il vero grande nodo da sciogliere,

Venezia Parte dal Veneto orientale, ( da "Gazzettino, Il" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo che proprio ieri ha organizzato il V-day 2 per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti.Ma torniamo al disegno di legge di modifica della Costituzione. Il testo depositato in Cassazione è semplicissimo e consta di due soli articoli: il primo per sopprimere la parola "Province" nei sette articoli della Costituzione in cui è citata e il secondo per stabilire che entro

V DAY: BEPPE GRILLO, TRA SQUALO E ORANGO PETRONILLA E' STATO UN SUCCESSO ( da "Caltanet" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: matematici e anche Beppe Grillo. Ma il V2-day e' stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la reazione dell'informazione. Per il silenzio dell'informazione. Per la comicita' dell'informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all'orango Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day.

27/04/2008 16:04 V DAY: BEPPE GRILLO, TRA SQUALO E ORANGO PETRONILLA E' STATO UN SUCCESSO ( da "ITnews.it" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: matematici e anche Beppe Grillo. Ma il V2-day e' stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la reazione dell'informazione. Per il silenzio dell'informazione. Per la comicita' dell'informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all'orango Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day.

Lecco: grande successo per il V-day 2 ( da "Merateonline.it" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: aprile nel pomeriggio a Lecco in piazza Garibaldi come in migliaia di alte città italiane e lanciata da Beppe Grillo e il cui tema centrale era l'informazione. Tantissimi i cittadini che si sono fermati al banchetto e hanno firmato la proposta di tre referendum abrogativi: per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria, della legge Gasparri.

I numeri di Beppe Sul blog riprende gli attacchi e sostiene: venerdì in tutta Italia eravamo due milioni ( da "Stampa, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: IL V-DAY LA RETE RILANCIA I numeri di Beppe Sul blog riprende gli attacchi e sostiene: venerdì in tutta Italia eravamo due milioni Chiamparino: mi sarei preoccupato se non mi avesse insultato GENOVA Il giorno dopo, tornato a casa, Beppe Grillo ha tirato le somme sul suo blog, continuando la polemica con i giornali.

Sul palco sono attesi numerosi ospiti, da Antonacci a Balasso, a Sabina Guzzanti ma lo show è "in progress" con assenze e presenze assolutamente a sorpresa ( da "Stampa, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Per Beppe Grillo e il suo Vaffa-day atto secondo, che venerdì 25 aprile, nel giorno della Liberazione, chiama a raccolta per la "liberazione" del nostro sistema d'informazione: firme da contare in 400 città italiane per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, la cancellazione dei finanziamenti pubblici pari a un miliardo di euro annui destinati all'

CAMERA/ SETTANTA DEPUTATI REGISTRATI OGGI, MOLTI SONO NEW ( da "Virgilio Notizie" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: da esperto di comunicazione vuole parlare anche del fenomeno Beppe Grillo: "E' inutile accusarlo, è la politica che deve tornare a un livello di credibilità e di etica, e questa legislatura sarà fondamentale, ci sono i numeri per governare e per fare alcune cose importanti". Più tardi sono arrivati Paolo Gentiloni, unico ministro uscente del Pd a presentarsi per la registrazione,

GOGGI E BREZZA, NOZZE DOPO 29 ANNI ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 79 all'epoca del primo "Fantastico", quello con Beppe Grillo e Heather Parisi. E ieri, dopo 29 anni di convivenza, si sono sposati in Toscana, all'Argentario. Sono Loretta Goggi e Gianni Brezza. La cantante, attrice e conduttrice e il coreografo e regista si sono uniti in matrimonio con rito civile in Comune, a Orbetello.

VAIRANO PATENORA ADERISCE AL V2 DI BEPPE GRILLO ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Vairano Patenora aderisce al V2 di Beppe Grillo Il 25 Aprile scorso non è stata la solita Festa della Liberazione; ieri in piazza Unità d'Italia, nel comune di Vairano Patenora Frazione Scalo, in diretta nazionale, in contemporanea con oltre 450 piazze in tutta Italia, si è mosso qualcosa nelle coscienze dei cittadini.

Ma <Bella ciao> è sempre meglio dei <vaffa> ( da "Provincia di Sondrio, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: è sempre meglio dei "vaffa" Se il "vaffa" tira più di "Bella ciao" e se il carisma di Beppe Grillo oscura quello della buonanima di Arrigo Boldrini (il leggendario "comandante Bulow" della Resistenza) forse sarebbe meglio passare direttamente al 26 aprile e mandare una soffitta una ricorrenza svuotata ormai del suo significato originario.

Grillo: folla e tante firme La rabbia di sinistra e tv ( da "Provincia di Lecco, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ha detto il primo - il qualunquismo diffusi a piene mani da Grillo li abbiamo sentiti tutti. Come dice giustamente Chiamparino, uno si stupisce solo quando Beppe Grillo non insulta. Quindi nessuna novità di particolare importanza". E il primo cittadino ha chiuso specificando che si sarebbe preoccupato "se Grillo non m'avesse insultato".

Contro gli attacchi di Beppe Grillo da Torino, hanno reagito i vertici dei giornalisti e il Partito ( da "Provincia di Lecco, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Contro gli attacchi di Beppe Grillo da Torino, hanno reagito i vertici dei giornalisti e il Partito democratico: dal comico solo insulti 27/04/2008.

La <vendetta> dei giornalisti: è condannato fa abusi edilizi e inquina ( da "Provincia di Sondrio, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: man mano che il fenomeno Beppe Grillo lievita, si scava sempre di più sul personaggio. E sui suoi guadagni. Su questo aspetto si sofferma Panorama il quale, dopo aver accertato che il comico le tasse le paga, annota la sua ultima dichiarazione dei redditi, quella relativa al 2006: 4 milioni 272 mila 591 euro di reddito.

Ex sindacalista: <Anche il comico non rispetta le promesse Mi ha zittito> ( da "Provincia di Sondrio, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo mi aveva detto che mi avrebbe fatto parlare e invece non lo ha fatto, è come Berlusconi". Ugo Monzeglio, ex sindacalista della Cgil, è l'unica nota polemica nel V2-Day del comico genovese. Tutto ha avuto inizio quando, durante uno dei tanti interventi, Monzeglio, che era sotto il palco, ha invitato Grillo a esprimersi sulla campagna elettorale per il Comune di Roma

Spot&spot ( da "Provincia di Como, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: epoca del primo "Fantastico", quello con Beppe Grillo e Heather Parisi. Lei era già nota come una delle showgirl più complete, attrice, ballerina, cantante, imitatrice, persino doppiatrice (del canarino Titti del cartone Gatto Silvestro), lanciata da Pippo Baudo, era stata subito definita erede della grande Delia Scala.

Radio Centro 95 fm 91.200 via Druento 98 a Venaria, tel. 011/4552622. Domenica 27 aprile diret ( da "Stampa, La" del 27-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il 25 aprile vede a Torino nelle stesse ore e a soli 100 metri di distanza due manifestazioni: in piazza San Carlo Beppe Grillo con il suo "V-Day", in piazza Castello una serie di concerti per la Resistenza. Flash venerdì 25 pomeriggio è da una parte e dall'altra a raccontare, minuto per minuto, la giornata. Radio Veronica One fm 93.600 via Massena 60, tel.


Articoli

Anche a Parma il secondo <V-day> di Beppe Grillo (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Anche a Parma il secondo "V-day" di Beppe Grillo PER LA LIBERA INFORMAZIONE PROTESTA PER LA LIBERA INFORMAZIONE Anche a Parma il secondo "V-day" di Beppe Grillo II Sempre e comunque contro. E' stato questo lo spirito del secondo "V Day", indetto da Beppe Grillo, dopo quello dell'8 settembre scorso a Bologna, con l'appoggio dei gruppi ad esso collegati. "Scegliere come data del raduno proprio il giorno della Liberazione, non è una provocazione ma una scelta dettata da motivazioni ben precise", spiega Marco Bagnozzi, della sezione di Parma degli "Amici di Beppe Grillo". continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

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Grillo show: <Siamo noi la Resistenza> (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Parma, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Grillo show: "Siamo noi la Resistenza" BAGNO DI FOLLA A TORINO. IL COMICO ATTACCA BERLUSCONI, NAPOLITANO E I GIORNALISTI V2-DAY BAGNO DI FOLLA A TORINO. IL COMICO ATTACCA BERLUSCONI, NAPOLITANO E I GIORNALISTI Grillo show: "Siamo noi la Resistenza" TORINO II Un bagno di folla per Beppe Grillo nel Vaffa2-Day dedicato alla "libera informazione". Cinquantamila persone sotto un sole estivo (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno gremito piazza San Carlo a Torino, come nelle più riuscite manifestazioni sindacali. Molti meno i presenti nella vicina piazza Castello, dove si sono tenuti concerti e letture per la festa della Liberazione promossa dal Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza. Salendo sul palco, il comico genovese ha voluto unire con un filo le due piazze e i due periodi storici: "Abbracciamo e ringraziamo - ha detto Grillo - coloro che ci hanno permesso di essere oggi qui su questo palco. continua... Per leggere il testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.

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Fa ancora discutere il "Vaffa Day" organizzato da Beppe Grillo, molto critico contro il mondo dell'informazione (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

La Federazione della stampa: riforme sì, insulti no Giovanna Mongelli ROMA "A Torino eravamo in 120 mila", ha scritto Beppe Grillo sul suo blog all'indomani del V2-Day, manifestazione alla quale "c'erano tutte le televisioni più importanti del mondo, dalla Bbc a Al Jazeera. Loro dice racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno il fascismo dell'informazione". Grillo sottolinea che "hanno partecipato al V2-Day almeno due milioni di persone. Le file ai banchetti erano lunghe il doppio dell'otto settembre. I primi dati delle firme raccolte sono di 450 mila firme. Nella storia repubblicana non è mai successo. Nessuno, nessuno è riuscito a raccogliere un numero simile di firme autenticate in un solo giorno. Non cercate l'informazione nei giornali o nelle televisioni, cercatela in Rete. Non esistono giornalisti buoni o giornalisti cattivi. Esiste un'informazione di regime o la verità". "Voi siete giornalisti. Voi siete Beppe Grillo", scrive infine l'attore esortando coloro che hanno partecipato al V2-Day a pubblicare "le foto e i video di questo bellissimo 25 aprile in rete, sui vostri blog, su Youtube". Molte sono state le reazioni di numerose testate giornalistiche, dal Tg1 al Tg2 e al Tg5, di fronte alle prese di posizione di Grillo. In particolare, il comitato di redazione del Tg1 afferma in una nota: "Agli insulti del comico Beppe Grillo ai giornalisti italiani ed a singoli direttori risponderanno gli organi di rappresentanza della categoria e i diretti interessati. Tuttavia il comitato di redazione del Tg1 non può non sottolineare che le offese personali al direttore Gianni Riotta investono, per il contesto in cui sono state pronunciate e dirette, la dignità di tutti i giornalisti che lavorano al Tg1". "Respingiamo con forza l'inqualificabile tentativo di delegittimare, con gli sberleffi e gli improperi da osteria, l'impegno di quanti operano con correttezza e professionalità all'interno del servizio pubblico. Anche perché altra cosa sono la vera satira e le critiche serie e documentate conclude il cdr del Tg1 che siamo sempre disposti a ricevere e discutere". Sì alle riforme, no agli insulti: è, in sintesi, la posizione ribadita da Roberto Natale, presidente della Fnsi (Federazione nazionale della stampa italiana): "Il giorno dopo le piazze del V2-Day dice Natale si vede chiaramente ciò che può servire per un'informazione migliore e ciò che invece serve solo ad inquinare la discussione. Il sindacato dei giornalisti chiede da tempo che l'assetto dell'Ordine, la legge sull'editoria e il sistema televisivo siano oggetto di riforme radicali in Parlamento. Riforme che la politica da troppi anni si dimostra incapace di produrre, lasciando un vuoto che altri riempiono". "Ma la discussione sulle riforme precisa il presidente della Fnsi non ha niente a che vedere con gli inaccettabili insulti che Grillo ha riservato a singoli giornalisti, a testate, a un'intera categoria. Insulti utili ad eccitare gli applausi di un momento, ma non certo a individuare i problemi veri dell'informazione. Se Grillo sarà capace di analisi meno offensive e meno primitive, si accorgerà che ci sono tanti altri soggetti interessati a cambiare le cose".

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Il duello per la conquista del Campidoglio può risolversi in una parziale rivincita del centrosinistra o confermare l'"onda lunga" che sospinge il centrodestra (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Rutelli-Alemanno, la sfida più attesa Il confronto a "Matrix" tra i due candidati è stato seguito da quasi un milione e mezzo di spettatori Rodolfo Calò ROMA La sfida più attesa dei ballottaggi di oggi e domani è quella per la carica di sindaco di Roma cui concorrono Francesco Rutelli, il candidato del Partito democratico, e quello del Popolo delle libertà, Gianni Alemanno. Un duello che può risolversi in una parziale rivincita del centrosinistra o confermare l'"onda lunga" che sospinge il centrodestra. Se vincesse Rutelli, formalmente favorito grazie al 45,8% ottenuto al primo turno, il Pd potrebbe vantare il controllo amministrativo della Capitale di un Paese passato al PdL nelle elezioni politiche di due settimane fa. A Roma, dove Alemanno ha ottenuto il 40,7% dei consensi, il confronto è reso completo dal ballottaggio anche per la presidenza della Provincia: sono in lizza Nicola Zingaretti per il centrosinistra (46,9%) e Alfredo Antoniozzi per il PdL (37,1%). Rutelli, al primo turno di due settimane fa, aveva vinto (ma non stravinto) grazie all'appoggio di otto fra partiti e liste di centrosinistra unitesi nonostante la divisione fra Pd e Sinistra l'Arcobaleno a livello nazionale. Il vicepremier uscente può vantare l'apparentamento formale di una lista da 0,8% creata da un ex esponente di Forza Italia, Michele Baldi, e di due formazioni minori (in totale da 0,4%). L'ex ministro dell'Agricoltura Alemanno, appoggiato da cinque fra partiti e liste civiche, parte in teoria con altrettanti punti di svantaggio su Rutelli ma può contare su un appoggio informale della Destra di Francesco Storace votata dal 3,4% degli elettori chiamati ora a confluire sul dirigente di An nonostante un rapporto conflittuale durato tutta la campagna elettorale. Sul fronte degli apparentamenti mancati, un'incognita è rappresentata dalle scelte che faranno gli elettori di due formazioni che hanno lasciato libertà di voto ai propri sostenitori: da un lato l'Udc, che ha ottenuto il 3,3% e vissuto sussulti interni favorevoli ad Alemanno; dall'altro la Lista civica Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Fra le liste minori spicca l'indicazione di voto pro-Alemanno fatta da Mario Baccini, leader della Rosa per l'Italia (0,8% al primo turno ma contrastato da amici di partito come Bruno Tabacci), la neutralità socialista (anche questa da 0,8%). La Sinistra Critica, dichiaratamente contro Alemanno, è una forza elettorale che ha superato la soglia dello 0,5%. Il tentativo di Rutelli di tornare alla guida della capitale dopo essere stato sindaco per due volte negli anni Novanta passa per la scelta di 2,3 milioni di persone. I conti aritmetici però sono falsati da un prevedibile astensionismo: al ballottaggio manca il traino delle elezioni politiche che il 13 e 14 aprile ha alzato l'affluenza per comunali al 74%; inoltre vi sono le ottime previsioni meteorologiche per il "ponte" festivo iniziato venerdì con la festa del 25 aprile. A Roma vi è poi attesa anche per le scelte dei quasi 950 mila elettori che votano al ballottaggio anche per la presidenza di nove Municipi (le circoscrizioni della capitale): gli altri dieci si sono già confermati già, tutti di centrosinistra, due settimane fa. Quasi 1,4 milioni di telespettatori hanno seguito venerdì in seconda serata su Canale 5 la puntata di "Matrix" con il faccia a faccia tra Rutelli e Alemanno. In onda dalle 23.19 la puntata, secondo i dati Auditel, ha avuto 1 milione 370 mila telespettatori con uno share del 14.85%. L'11 aprile, ultimo giorno utile prima delle elezioni politiche nazionali, c'era stato a "Matrix" su Canale 5, ma in questo caso in prima serata, il confronto "virtuale" (due interviste separate una successiva all'altra) tra i due candidati premier Walter Veltroni e Silvio Berlusconi. La trasmissione aveva raccolto quasi sei milioni di telespettatori (5 milioni 839 mila) pari al 24.26% di share. Venerdì a Matrix la parte di trasmissione che ha ospitato il confronto tra i due candidati, tra le 23.19 e le 24 (ora in cui si chiudeva la campagna elettorale), ha avuto 1.612.000 telespettatori, quindi un po' di più rispetto al globale della puntata, pari ad uno share del 13%. Nel Lazio, la regione più interessata al confronto fra i due candidati sindaco per la capitale, lo share è stato più alto, pari al 20.04% con un totale di 247.000 telespettatori. I due candidati a sindaco di Roma si erano già confrontati una prima volta in tv il 22 aprile, a "Ballarò", su Raitre. In quel caso però la trasmissione era in prima serata e dunque con un bacino di pubblico potenzialmente più ampio e a seguire la sfida, moderata da Giovanni Floris, erano stati 3 milioni e 850 mila telespettatori con uno share del 15.55%.

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Campidoglio, incognita astensioni (sezione: Grillo)

( da "Citta' di Salerno, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Il centrodestra spera di capitalizzare il successo alle politiche, Pd e Sinistra di invertire la tendenza Campidoglio, incognita astensioni Per Rutelli e Alemanno peseranno gli apparentamenti e...il sole ALESSANDRO CECIONI ROMA. Sono più di 5 milioni e 700mila gli italiani che oggi tornano a votare, la metà sono romani. Si vota per eleggere nei ballottaggi i presidenti di cinque province (Asti, Catanzaro, Foggia, Massa Carrara e Roma), e i sindaci di 44 comuni fra cui 7 capoluoghi di provincia (Roma, Massa, Pisa, Sondrio, Udine, Vicenza e Viterbo). Seggi aperti oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Lo scrutinio inizia domani subito dopo la chiusura dei seggi, dove si vota anche per la Provincia viene prima scrutinato questo ballottaggio. Si vota mettendo un segno sul nome del candidato che si vuole scegliere. L'attenzione politica è tutta puntata sul ballottaggio per il sindaco di Roma: Francesco Rutelli (Pd) da una parte, Gianni Alemanno (Pdl) dall'altra. L'ultimo faccia a faccia televisivo (venerdì sera a Matrix), è stato seguito da un milione e 370mila spettatori, dicono i dati Auditel. Sarebbero comunque poco più della metà degli elettori romani, ma il dato è anche più preciso e svela quanto pesino questi confronti: solo 247mila spettatori abitavano nel Lazio. Due gli elementi che possono giocare sui ballottaggi e sono tutti esterni, in qualche modo, alla campagna elettorale. Il primo, quello più temuto a sinistra, è l'astensionismo. Ne sanno qualcosa a Bologna dove Guazzaloca vinse a sorpresa per il centrodestra proprio in un ballottaggio caratterizzato da una splendida giornata con gita sulla Riviera Adriatica. L'altro elemento è il significato che l'elezione di Roma assume sullo scenario politico nazionale. Da una parte Rutelli offre una chance al centrosinistra di invertire subito la tendenza che ha portato Berlusconi a Palazzo Chigi, dall'altra c'è la possibilità per il Pdl, e An in particolare, di confermare l'onda lunga di due settimane fa. Nel centrosinistra si gioca anche una partita interna alla Sinistra arcobaleno. Di fatto il Comune di Roma rappresenta l'unica possibilità di mantenere visibilità per chi è restato fuori da Camera e Senato. Francesco Rutelli riparte dal 45,8% ottenuto nel primo turno, si è apparentato con Michele Baldi, ex Forza Italia, che ha preso lo 0,8%, e con altre due liste minori che valgono lo 0,4%. Voteranno Rutelli anche i socialisti. Gianni Alemanno, che due settimane fa ha totalizzato il 40,7% dei suffragi, invece, può contare sul consenso della Destra (nonostante sia stato formalmente respinto perché inviso alla Comunità ebraica), che vale il 3,4%. Con Alemanno anche la Rosa Bianca (altro 0,8%). Ma la vera partita la possono giocare gli elettori che nel primo turno hanno votato per l'Udc, 3,3%, e quelli della Lista civica per Beppe Grillo, 2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso Alemanno. La Lista Grillo si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto a Alfredo Antoniozzi, e nel ballottaggio di nove municipi.

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Dopo 29 anni insieme Goggi e Brezza sposi (sezione: Grillo)

( da "Corriere delle Alpi" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Loretta Goggi e Gianni Brezza si sono sposati ieri a Orbetello, in Toscana, dopo 29 anni di convivenza. Si erano conosciuti nel 79 all'epoca del primo Fantastico, quello con Beppe Grillo e Heather Parisi. Lei showgirl, attrice, ballerina, cantante. Lui, suo manager, coreografo, regista.

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Grillo: con noi almeno due milioni (sezione: Grillo)

( da "Corriere delle Alpi" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

E ai banchetti sono state raccolte 450mila firme ROMA. "Ieri a Torino eravamo in 120 mila", scrive Beppe Grillo sul suo blog all'indomani del V2-Day, manifestazione alla quale "c'erano tutte le televisioni più importanti del mondo, dalla Bbc a Al Jazeera. Loro - dice - racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno il fascismo dell'informazione". Per Grillo "hanno partecipato al V2-Day almeno due milioni di persone". "Le file ai banchetti - prosegue il comico - erano lunghe il doppio dell'otto settembre. I primi dati delle firme raccolte sono di 450mila firme. Nella storia repubblicana non è mai successo. Nessuno, nessuno è riuscito a raccogliere un numero simile di firme autenticate in un solo giorno. Non cercate l'informazione nei giornali o nelle televisioni, cercatela in Rete. Non esistono giornalisti buoni o giornalisti cattivi. Esiste un'informazione di regime o la verità". "Voi siete giornalisti. Voi siete Beppe Grillo", scrive infine l'attore esortando coloro che hanno partecipato al V2-Day a pubblicare "le foto e i video di questo bellissimo 25 aprile in rete, sui vostri blog, su Youtube". Alle accuse hanno repliato con toni simili i comitati di redazione di Tg1, TG2 e Tg5. Nelle note si respingono gli insulti e le offese a giornaliti e direttori delle testate, che rivendicano di aver riferito con esattezza e scrupolo la manifestazione e i suoi contenuti.

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Sono state firme di protesta (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Reggio" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

"Sono state firme di protesta" Il presidente dell'Api Ferraroni commenta il V-day Assieme a centinaia e centinaia di reggiani, venerdì, era in fila per firmare i tre referendum (abolizione ordine dei giornalisti, abolizione legge Gasparri, abolizione finanziamenti pubblici ai partiti e all'editoria) proposti da Beppe Grillo nell'ambito del V-day 2. Il presidente dell'Api Nello Ferraroni commenta così la sua firma e l'intero fenomeno generato dal comito genovese. "La politica si è scordata dei cittadini e questi sono i risultati. Storicamente è sempre stato così: chi urla più forte viene sempre ascoltato e Beppe Grillo in questi ultimi mesi ha urlato parecchio". Come tutti i firmatari, Ferraroni ritiene sia giusto opportuno cancellare l'Ordine dei giornalisti. "Forse - prosegue - fra tutti gli ordini professionali, questo è quello che fa meno danno. Ma da qualche parte bisogna pur partire. Mi ha stupito che davanti alle richieste provocatorie di Grillo, nessuno tra i giornalisti più o meno noti abbia reagito. Ho seguito molte trasmissioni radiofoniche sull'argomento ma non c'è stato dibattito. Le dichiarazioni provenivano solo da una campana: quella di chi chiedeva l'abolizione dell'ordine. Ma forse i giornalisti hanno snobbato volontariamente la questione, rifiutandosi di replicare a Grillo". "La mia firma, come credo quella di moltissimi altri reggiani e non, è soprattutto una firma di protesta". "Mi dispiace - conclude - se qualcuno ha equivocato la mia firma. A sottoscrivere quel documento è stato il cittadino Nello Ferraroni, non il presidente dell'Api di Reggio Emilia".

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Mezzo V2-day l'ha fatto Torino. La cornice di pubblico, la bella piazza San Carlo e una pattugl (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Ia di torinesi che è salita sul palco a fianco di Beppe Grillo. Artisti, docenti, professionisti, semplici cittadini che hanno ravvivato sei caldissime ore. Forse anche per le difficoltà incontrate nell'organizzare il secondo meeting nella ricorrenza della Liberazione, Grillo ha voluto un 25 aprile più d'informazione che di musica, con più protagonisti del territorio che personaggi noti. La carrellata subalpina ha riscosso applausi, e ha lasciato i Vaffa al conduttore. Marco Travaglio. Giornalista, scrittore, ora un volto di "Annozero". Specializzatosi in inchieste giudiziarie, Grillo lo considera il suo "ministro della Giustizia". Mario Palazzetti. L'ingegnere elettronico (laureato al Politecnico nel 1962, ha diretto il Centro Ricerche Fiat) è l'inventore del Totem piccolo cogeneratore di energia elettrica e calore. Giovedì ha ricordato la scoperta ricavata dall'utilizzo di un motore della Fiat 127, la cui energia meccanica viene utilizzata per la generazione di energia elettrica, riducendo emissioni di anidride carbonica e di consumi di carburanti. Alberto Perino, Ivana Gagliano. A nome dei comitati spontanei della Valle di Susa hanno spiegato il No alla Tav. Riferendosi alla parallela manifestazione, Perino ha detto: "Che qualcuno sia qui e che qualcuno sia in piazza Castello non significa che siamo divisi". Giuseppe Scienza. 58 anni, laureato in matematica, ricercatore universitario. Ha scritto libri su risparmio e pensione "traditi". Critica il giornalismo economico italiano, li accusa di incompetenza e di un atteggiamento ossequioso verso il risparmio gestito e della previdenza integrativa. Nei libri cita i cognomi di 100 giornalisti italiani, alcuni li ha letti dal palco di piazza San Carlo. Ida Contrò. Mamma, 36 anni, di una bimba di 7 anni, con gravi problemi di mobilità, ma "mangia, canta benissimo, parla molto meglio di me". Il problema di Ida è il lavoro: "Io sono tutelata dalla legge 104 quindi alle aziende non conviene assumermi. Vado avanti con 450 euro al mese. Mi sono rivolta a sindaci e istituzioni, mi ha risposto solo Grillo. Grazie a tutti per avermi aiutato, ma grazie ancora di più se riuscirete a darmi un lavoro". Sergio Battaglino e Vittorio Cristiano. Del meetup "Qui Torino Libera", il primo ha detto che il "rilancio Fiat avviene anche con soldi pubblici e con tagli occupazionali", il secondo ha criticato l'impegno del neodeputato Pd Stefano Esposito per l'inceneritore di Settimo, "che noi contrastiamo". Angelo Tartaglia. L'ingegnere del Politecnico ha spiegato le ragioni dell'inutilità della Tav, tra cui: il trasporto merci ha bisogno di puntalità, non di velocità. Frankie Hi Energy e Blaugrana. Si sono esibiti il cantante e il gruppo emergenti tra i giovani. Sono mancati all'appello il giudice Raffaele Guariniello (gli organizzatori: "Per mancanza di tempo non abbiamo registrato l'intervento") e Ugo Monzeglio, ex sindacalista Cgil ("Grillo non mi ha fatto parlare"), che, però, non era in programma. Infine i firmatari dei referendum sull'informazione: tantissimi, 450 mila in tutta Italia.

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I "grillini" tra V-day e Waya (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

INFORMAZIONE. GAZEBO IN PIAZZA MEDICI I "grillini" tra V-day e Waya Si pensa a un'iniziativa sulla situazione nella storica azienda dopo la richiesta di mobilità Anche ad Asti è stato un V2-day particolarmente affollato. Poco meno di 2 mila le firme raccolte il 25 Aprile nel gazebo di piazza Medici, in concomitanza con le manifestazioni del 63° anniversario della Liberazione, a sostegno dei tre referendum sull'informazione. L'iniziativa, che si è svolta contemporaneamente in tutta Italia, era curata dal Meet up di Beppe Grillo. "Siamo molto soddisfatti - spiega Roberto Modellato, presidente di Reset, l'Associazione nata dal Meet Up - abbiamo praticamente bissato il successo del V-day dell'8 settembre". In quell'occasione le firme raccolte per sostenere la legge "Parlamento pulito" superarono ad Asti quota 2 mila. "C'è da sottolineare che quello era un argomento maggiormente sentito - spiega Modellato - che ha lasciato il segno nel dibattito politico. Quello dell'informazione è un tema di analoga importanza che, seppur più complesso da recepire, ha riscosso quasi la stessa attenzione. Oltretutto, l'iniziativa questa volta è caduta in un giorno festivo e in occasione di un lungo ponte". I tre referendum riguardano l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria e l'eliminazione del Testo unico Gasparri sulla radiotelevisione. "Ci piacerebbe ora affrontare la questione informazione anche a livello locale - le parole del responsabile di Reset - coinvolgendo i giornali e giornalisti nella discussione". Ma i "grillini" astigiani pensano anche ad altre iniziative. "Vorremmo fare qualcosa per i lavoratori della Waya - annuncia Modellato - nel nostro blog è un argomento che in pochi mesi ha avuto migliaia di contatti". Tra i progetti inoltre un dibattito con lo scrittore Maurizio Pallante: "Gli abbiamo consegnato il piano provinciale dei rifiuti - conclude Modellato - ci piacerebbe sapere che ne pensa". \.

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Sulla corsa al Campidoglio c'è il rischio astensionismo (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Brescia" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione: 27/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Sulla corsa al Campidoglio c'è il rischio astensionismo Francesco Rutelli e Gianni Alemanno ROMA La sfida più attesa dei ballottaggi di oggi e domani è quella per la carica di sindaco di Roma cui concorrono Francesco Rutelli, il candidato del centrosinistra, e quello del Popolo della libertà (Pdl), Gianni Alemanno. Un duello che può risolversi in una parziale "rivincita" del centrosinistra o confermare l'"onda lunga" che sospinge il centrodestra. Se vincesse Rutelli, formalmente favorito grazie al 45,8% ottenuto al primo turno, il Partito democratico (Pd) potrebbe vantare il controllo amministrativo della capitale di un Paese passato al Popolo della libertà nelle elezioni politiche di due settimane fa. A Roma, dove Alemanno ha ottenuto il 40,7% dei consensi, il confronto è reso completo dal ballottaggio anche per la presidenza della Provincia: sono in lizza Nicola Zingaretti per il centrosinistra (46,9%) e Alfredo Antoniozzi per il Pdl (37,1%). Rutelli, al primo turno, aveva vinto ma non stravinto grazie all'appoggio di otto fra partiti e liste di centrosinistra unitesi nonostante la divisione fra Pd e Sinistra l'Arcobaleno a livello nazionale. Il vicepremier uscente può vantare l'apparentamento formale di una lista da 0,8% creata da un ex-esponente di Forza Italia, Michele Baldi, e di due formazioni minori (in totale da 0,4%). L'ex-ministro dell'Agricoltura Alemanno, appoggiato da cinque fra partiti e liste civiche, parte in teoria con altrettanti punti di svantaggio su Rutelli ma può contare su un appoggio informale de La Destra di Francesco Storace votata dal 3,4% degli elettori chiamati ora a confluire sul dirigente di An nonostante un rapporto conflittuale durato tutta la campagna elettorale. Sul fronte degli apparentamenti mancati, un'incognita è rappresentata dalle scelte che faranno gli elettori delle uniche due formazioni che al primo turno hanno superato la soglia dell'un per cento e in seguito hanno lasciato libertà di voto ai propri sostenitori: da un lato l'Udc, che ha ottenuto il 3,3% e vissuto sussulti interni favorevoli ad Alemanno; dall'altro la Lista civica Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Fra le liste minori spicca l'indicazione di voto pro-Alemanno fatta da Mario Baccini, leader della Rosa per l'Italia (0,8% al primo turno ma contrastato da amici di partito come Bruno Tabacci), la neutralità socialista (anche questa da 0,8%). La Sinistra critica, dichiaratamente contro Alemanno, è l'unica altra forza elettorale che ha superato la soglia dello 0,5%. Il tentativo di Rutelli di tornare alla guida della capitale dopo essere stato sindaco per due volte negli anni Novanta passa per la scelta di 2,3 milioni di persone. I conti aritmetici però sono falsati da un prevedibile astensionismo: al ballottaggio manca il traino delle elezioni politiche che il 13 e 14 aprile ha alzato l'affluenza per le Comunali al 74%; inoltre vi sono le ottime previsioni meteorologiche per un fine settimana che cade nel pieno di varie possibilità di "ponte" iniziate venerdì con la festa della Liberazione del 25 aprile e destinate ad esaurirsi solo domenica 4 maggio passando per la festa dei lavoratori del primo. A Roma vi è poi attesa anche per le scelte dei quasi 950mila elettori che votano al ballottaggio anche per la presidenza di nove Municipi (le circoscrizioni della capitale): gli altri dieci si sono confermati già di centrosinistra due settimane fa.

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Grillo, a pavia raccolte tremila firme (sezione: Grillo)

( da "Provincia Pavese, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Cronaca Grillo, a Pavia raccolte tremila firme Grillo, a Pavia raccolte tremila firme Circa 3000 firme raccolte a Pavia per i referendum promossi dagli Amici di Beppe Grillo. "Buona la risposta dei pavesi - commentano gli organizzatori - come negli altri 450 banchetti disseminati in tutta Italia, dalla prima mattinata e fino a mezzanotte hanno fatto pazientemente la fila per apporre la propria firma in calce ai tre quesiti. Persone di tutte le età, bambini e cani compresi, che si sono volentieri appuntate sul petto le spille e gli adesivi celebrativi".

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Soddisfatti i "Grilli" cittadini<Raccolte circa 2.100 firme> (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Soddisfatti i "Grilli" cittadini"Raccolte circa 2.100 firme" vaffa day SONO STATE circa 2100 le firme di sottoscrizione ai tre referendum raccolte ieri a Genova, alla manifestazione del V2 Day, organizzata in piazza della Vittoria da "Il Grillo di Genova" e dalla "Casa della Legalità". "L'obiettivo erano 1000 firme - spiegano gli organizzatori - ma alle 17.30 i moduli stavano già finendo e le firme raccolte erano 1.500". I tre referendum lanciati dal comico genovese Beppe Grillo, all'insegna dello slogan "per una informazione libera", riguardavano la cancellazione dell'Ordine dei Giornalisti, l'abolizione della legge sul finanziamento pubblico all'editoria, e l'eliminazione della legge Gasparri sulla televisione. La raccolta di adesioni è avvenuta anche a piazzale Kennedy, dove gli "Amici di Grillo" del Meet Up 1 hanno collezionato nell'arco della giornata circa 3.000 firme. Entrambe le piazze hanno radunato i cittadini prevalentemente nel pomeriggio a partire dalle 15.30 con l'inizio della diretta di Beppe Grillo da piazza San Carlo a Torino. Diversi sono stati i momenti dedicati a interventi e testimonianze durante la giornata a partire dalla mattina (in piazza della Vittoria, ad esempio, con le voci del "Fronte del porto"), fino alla serata, con la partecipazione di Enrique Balbontin al raduno di Piazzale Kennedy. 27/04/2008.

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Lo specchio d'italia è sempre più rotto - (segue dalla prima pagina) (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Commenti Lo specchio d'italia è sempre più rotto La secessione del Nord è un altro segnale di indebolimento del paese. E la conseguenza più vistosa è l'affondamento di Alitalia La nazione è più sconnessa che mai, vive soltanto nella mente d'una minoranza e la speranza di recuperarne l'unità è diventato un pallido miraggio (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) A Roma convivono almeno cinque diverse metropoli: quella dei ruderi e delle rovine dell'impero di Cesare e di Adriano, quella rinascimentale e papalina, quella barocca, quella dei quartieri piemontesi del nuovo regno, quella moderna da Piacentini all'"Ara Pacis" di Meier. Queste città si sono aggiunte e intrecciate l'una con l'altra. Certo hanno creato problemi: di traffico, di adattabilità, di struttura urbanistica, ma hanno creato e mantenuto un esempio irripetibile di storia, di estetica, di multipresenza che non ha eguali nel mondo, dai Fori Imperiali all'Auditorium, lungo venti secoli di continua evoluzione. Ad Alemanno non piace? Vorrebbe metterci le mani? In nome del cemento palazzinaro? * * * Oggi e domani si concluderà questa lunghissima gara elettorale con gli ultimi ballottaggi. Sei milioni di elettori ancora alle urne, ma il senso e il risultato politico ci sono già stati due settimane fa: Berlusconi ha vinto, la Lega soprattutto tiene in mano la partita e ha posto il suo sigillo sui prossimi cinque anni. Molti hanno scritto e detto che dalle urne del 14 aprile è uscito un elemento apprezzabile di maggiore semplificazione parlamentare e di più solida stabilità. Lo specchio rotto è stato almeno in parte ricomposto e ne emerge una visione del paese che può piacere ad alcuni e dispiacere ad altri ma è comunque percepibile e meno magmatica di prima. L'ho detto anch'io ma sono bastati quindici giorni per smentire quest'unica e timida speranza: lo specchio in cui il paese dovrebbe riflettersi è più frammentato e sconnesso di prima, la riduzione da trenta a quattro o cinque partiti è una chimera, la nazione italiana è più sconnessa che mai, vive soltanto nella mente d'una minoranza e la speranza di recuperarne l'unità è diventata un pallido e lontano miraggio. Lo si vede da molti segnali: la secessione del Nord ne è il dato più appariscente, l'affondamento dell'Alitalia ne è la conseguenza più vistosa, la regressione missina del centrodestra ne rappresenta l'inevitabile contraccolpo cui fa da controcanto il sussulto identitario dell'estrema sinistra. Le rauche invettive di Beppe Grillo completano il quadro d'una società che sembra avere smarrito ogni bussola, ogni orientamento, ogni immagine di sé, ogni memoria del suo passato ed ogni progettualità del suo futuro. Si va avanti alla giornata senza timone e senza stelle. * * * Berlusconi ? non il governo Prodi che non c'è più ? ha buttato nella fornace Alitalia 300 milioni presi dalle casse pubbliche per guadagnare tre o quattro mesi di tempo. In attesa di chi e di che cosa? Alitalia non può esser rimessa in piedi da sola. Non è una questione di soldi ma di imprenditorialità e di dimensioni. Non esiste neppure una remota probabilità di una compagnia aerea italiana che abbia da sola un ruolo internazionale. Aeroflot è una compagnia regionale e statale ancor più piccola del rottame Alitalia. Lufthansa pone condizioni ancora più severe di quelle di Air France. Gli italiani chiamati da Berlusconi a contribuire alla cordata patriottica si riducono a Ligresti e forse a Tronchetti Provera. Se tra tutti e due metteranno insieme 150 milioni sarà un miracolo. Le banche tireranno fuori un finanziamento solo se ci sarà un piano industriale. Bruxelles non accetterà mai un aiuto di Stato per rianimare un moribondo, l'ha già concesso una volta e non è servito a niente. Londra, Berlino, Parigi son lì a vigilare perché una violazione delle regole europee in un settore strategico come l'aeronautica non avvenga. Tutta questa incredibile storia è la degna inaugurazione del Berlusconi-ter. Bossi se ne frega, il Nord secessionista vola benissimo con i suoi aeroporti padani. Da lui Berlusconi non avrà nessun aiuto per Alitalia ladrona. * * * Ho letto con interesse l'intervista alla "Stampa" di Veronica Lario in Berlusconi. Abbiamo scoperto che la signora è leghista nell'animo anche se il 14 aprile ha votato, come era logico, per il marito. Abbiamo anche appreso che il figlio Luigi se ne infischia della politica, si occupa di finanza e gli basta. La politica è solo imbroglio. Valeva la pena, signora Berlusconi, di mandarlo alla scuola steineriana? Che la politica fosse solo imbroglio poteva tranquillamente impararlo in famiglia, gli esempi domestici erano ampiamente sufficienti. Almeno, così ci sembra ed è lei stessa che più d'una volta ce l'ha fatto capire. * * * La signora Marcegaglia, nuovo presidente di Confindustra, si è già guadagnata diversi Oscar: è donna, è tosta, anzi virile, ha le idee chiare in tema di rapporti con i sindacati con il governo e soprattutto con i suoi associati. Non mi ha affatto scandalizzato la sua colazione a Palazzo Grazioli con il futuro presidente del Consiglio insieme a Luca Montezemolo officiato per un ministero. Perché no? Non c'è niente di male che un industriale diventi ministro, in Usa accade spesso ed anche in Europa. L'ipotesi non piacerebbe affatto ai colonnelli di Forza Italia e di An. A Bossi invece, anche su questo terreno, non gliene importa niente: lui i suoi ministri li avrà e nessuno glieli può levare. C'è una sola cosa che non mi è piaciuta della Marcegaglia: ha dichiarato che la Confindustria non si occuperà più di legge elettorale né di altre questioni istituzionali, ma soltanto della sua missione di sindacato degli industriali. Mi sbaglierò, ma è una dichiarazione grave per chi, come me, ha sperato che prima o poi gli imprenditori italiani diventassero una borghesia. Diventare borghesia significa avere un'idea di Paese entro la quale collocare i propri legittimi interessi di azienda e di categoria. Bossi ha una sua idea di Paese nord e di tutto il resto si disinteressa. Ma gli industriali italiani non sono solo al Nord. La Confindustria di Montezemolo sembrò avere una sua idea di Paese e si interessò di legge elettorale e di altre questioni istituzionali. La signora Marcegaglia cambia rotta? Vuol dire che non ha un'idea di Paese o quanto meno non ce l'ha come presidente di Confindustria. Non crede che sia una questione riguardante la rappresentanza degli industriali. Il suo dirimpettaio Bonanni, segretario della Cisl, la pensa allo stesso modo. Quelli della Fiom anche. Epifani sembra di no, lui un'idea di Paese ce l'ha come tutti i suoi predecessori da Di Vittorio a Trentin a Lama e a Cofferati. Ma anche la Cgil sta diventando una minoranza, la sua gente nel Nord le preferisce Maroni e Calderoli. Ecco perché dico che lo specchio è più rotto di prima.

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Al di là dei funambolismi delle bandiere rosse - ettore boffano (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina XIV - Torino Al di là dei funambolismi delle bandiere rosse ETTORE BOFFANO (segue dalla prima di cronaca) La battuta di Chiamparino fa seguito, appunto, alla presentazione da parte proprio della componente torinese del Pd che trionfò nelle "primarie", e in occasione del 25 Aprile (contrapposto a Torino alle volgarità di Beppe Grillo), di una mutazione genetica della bandiere veltroniane, con un recupero di quel rosso che rievoca, senza molti dubbi in merito, una forte nostalgia del Pci piuttosto che dei Democratici di sinistra o addirittura dell'ormai scomparso Psi. Qualcosa che stupisce se si riflette sullo slogan, "un partito meticcio", con il quale proprio quel gruppo di ex ds torinesi si era presentato al vaglio della nascita della nuova formazione e, soprattutto, dell'integrazione con l'area cattolico-popolare della Margherita. Sostenendo, vale la pena ricordarlo, la candidatura dell'ex democristiano Morgando e contrapponendola a quella di un altro ex democristiano, Susta, a sua volta sorretto, sia a livello locale che nazionale, dall'establishment ormai sessantenne della vecchia federazione provinciale comunista di via Chiesa della Salute. Quel tentativo di "meticciato" ebbe la meglio a Torino e relegò Susta, invece, al ruolo di outsider in quel "Piemonte due" dove il Pd, come ha dimostrato il recente risultato elettorale, conta in molte zone poco più della Lega Nord di Umberto Bossi (ma non possedendone un'analoga capacità di mobilitazione politica). In realtà, però, la spinta propulsiva di quella vittoria si è dissolta con il passare dei mesi e non è più riuscita a contare (a cominciare dall'anonimato politico del segretario regionale Morgando) né nella discussione interna al partito e nelle scelte delle candidature per le urne del 13 aprile, né nella gestione delle amministrazioni locali (e dei loro gravi problemi, soprattutto di bilancio) né, infine, nella grande partita delle nomine bancarie e del loro controllo democratico. Tutte ragioni che rendono adesso un po' ridicolo (per non dire patetico) questo gioco colorato del "rosso" per le bandiere del Pd e ineludibile, invece, per quegli stessi dirigenti torinesi (ma anche per i loro avversari) la risposta agli interrogativi che il voto e la vittoria del Pdl e della Lega sollecitano da due settimane. C'è davvero, in Piemonte come in Italia, la volontà politica di far crescere un partito nuovo, che sappia cogliere tutte le ricchezze della tradizione riformista (alla quale si sono convertiti gli ex comunisti) e di quella della dottrina sociale cattolica? E c'è soprattutto la voglia sincera di condurre tutto ciò a un'unità politica innovativa (l'unico e vero "meticciato" possibile e non pasticciato)? L'alternativa invece è di rinchiudersi, qui come nel resto del paese, in qualcosa di terribilmente vecchio e di già visto. Qualcosa che viene da lontano e dalla storia stessa del Pci e che in questi giorni balza agli occhi a chiunque osservi una cartina geografica dell'Italia e vi proietti sopra i dati elettorali. Da questo breve viaggio, ecco allora spuntare l'immagine di un partito con un certo e indubbio radicamento territoriale; con quattro regioni (quelle che un tempo si dicevano "rosse", alla quale ne va aggiunta una quinta: la democristianissima Basilicata di Emilio Colombo) e due città (Torino e Genova) nel proprio assoluto dominio; un consenso quasi bulgaro negli ambienti della cultura e dello spettacolo (anche se non ci sono più Renato Guttuso e Giulio Einaudi, mentre avanzano Sabrina Ferilli e Francesco Totti); una netta incapacità, invece, di attirare il voto cattolico. Un partito che assomiglia molto al Pci di Berlinguer, anche se di quell'esperienza ha perso la forte identità ideologica mentre ne ha conservato il livello di consenso popolare (poco più del 30 per cento), mantenendo infine a livello nazionale come locale la stessa leadership della Federazione giovanile comunista di quegli anni e avendo addirittura recuperato una parte del voto della diaspora postcomunista a danno della Sinistra Arcobaleno. Basta tutto questo, però, per garantire il costituirsi di una forte identità del nuovo partito e persino la sopravvivenza dello stesso Pd, aldilà dei funambolismi della bandiere rosse, del "meticciato" confuso e delle correnti dei sessantenni del vecchio Pci?.

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Raccolte 2200 firme dai grillo boys (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Dopo il "V2 day" prosegue la sottoscrizione dei referendum negli uffici comunali Raccolte 2200 firme dai Grillo boys Grande successo per il V2 day, concluso ieri a Trieste. Nel capoluogo regionale, sono state raccolte oltre 2.200 firme, a sostegno di tre referendum contro il sistema dell'informazione durante il V2Day, il giorno di mobilitazione promosso dal comico genovese Beppe Grillo. Lo rende noto Paolo Menis, il coordinatore del gruppo Beppe Grillo Trieste che ha organizzato la raccolta firme dal 24 al 26 aprile, in piazza San Antonio. "La buona notizia - annuncia Menis - è che i triestini che non sono riusciti a raggiungerci negli ultimi giorni, avranno comunque la possibilità di sottoscrivere i nostri appelli anche nell'Ufficio Referendum del Comune di Trieste, in Largo Granatieri". Il Gruppo Beppe Grillo di Trieste intende inoltre organizzare una raccolta firme anche la settimana prossima (sabato) in alcuni punti della città. "Siamo consapevoli del fatto che questo è un periodo inteso, pieno di eventi come la Bavisela per esempio - aggiunge Menis - ma comunque per portare avanti la raccolta, ci recheremo in Comune per chiedere la disponibilità per usare alcuni spazi pubblici". Concretamente, i tre referendum proposti da Beppe Grillo chiedono l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del miliardo di euro all'anno di finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri sulle frequenze tv. Il primo "Vday" di Grillo, che aveva cavalcato l'onda del malcontento nei confronti del sistema politico in Italia, si era svolto in un'altra data simbolica, l'8 settembre, giorno della firma dell'armistizio tra l'Italia e gli alleati. ga.pr.

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Intolleranza e molte critiche, ma la retorica non paga più (sezione: Grillo)

( da "Nuova Sardegna, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Di Marco Tedde * Intolleranza e molte critiche, ma la retorica non paga più Gran bella giornata quella di ieri, gran bella festa quella del 25 aprile ad Alghero. Grande partecipazione, probabilmente favorita dalle polemiche dei giorni precedenti. Tante autorità, associazioni, tanta gente comune e molti esponenti di sinistra che negli anni precedenti non avevano l'abitudine di festeggiare la festa della Liberazione. Qualche intemperanza e qualche manifestazione di intolleranza verso l'Inno di Mameli per il vero ci sono state, ma possono ritenersi confinate all'interno di un ambito fisiologico. Anche se questa festa, straordinaria per il suo significato più intimo e per la partecipazione popolare, quest'anno è stata caratterizzata da anacronistiche polemiche. Infatti, improvvisamente, parte della sinistra algherese s'è accorta che nella scaletta della banda musicale cittadina non sono previste le note della canzone Bella Ciao. Note assenti da qualche anno, così come sono assenti dal cerimoniale del Quirinale. Ebbene, in questi anni le forze di sinistra "nazionali" non hanno indirizzato le loro proteste alla Presidenza della Repubblica né quelle cittadine hanno avuto da lagnarsi nei confronti del cerimoniale del Comune di Alghero. Qualcuno ha sostenuto la tesi che il "Sindaco reazionario" con ordinanza avrebbe vietato di cantare Bella Ciao: è scontato che su queste affermazioni si può solo sorridere. Non intendo ritornare sulle motivazioni che mi hanno spinto a ritenere che l'Inno di Mameli sia la canzone più adatta a rappresentare il significato di questa festa di altissimo valore nazionale. Senza nulla togliere alla canzone Bella Ciao, che pur essendo bella e struggente non esprime quella carica di unità, concordia e fratellanza dell'inno nazionale. Spero che i precedenti interventi sul tema abbiano chiarito la mia posizione. Ma penso che l'opinione pubblica un dubbio se lo sia posto: quale è stata la molla che ha determinato questo "risveglio postumo" di certa sinistra? Qual è stato il movimento tellurico che ha scatenato una reazione a volte anche virulenta contro il sindaco di Alghero reo di avere preferito l'Inno di Mameli? Credo che la motivazione principale stia nel fatto che il mese di aprile del 2008 ha segnato un profondo cambiamento della nostra Italia. Dalla recente consultazione elettorale è emersa un'Italia molto diversa da quella che conoscevamo: sinistra e destra radicali e socialismo fuori gioco; vecchie categorie politiche completamente superate; avanzata della Lega e nascita di due partiti, Pdl e Pd, che sparigliano completamente i giochi anche se il Pdl da vincitore e il Pd da sconfitto. Una vera rivoluzione politica. Dopo il ko parte della sinistra ha tentato di utilizzare la data del 25 aprile per ricompattarsi e ritrovare quel collante di condivisione e di visione politica oggi smarrito. Sperava nella retorica della festa della Liberazione per avviare la riscossa e ricostruire un orizzonte politico. E' evidente che con la retorica non si vincono le battaglie politiche, specie quando la retorica è priva di attualità e inadatta alle nuove sfide che la politica e il nostro Paese devono affrontare. E quando parlo di retorica mi riferisco a quella che il Presidente Napolitano ha definito della "Resistenza tradita", un mito che "è servito ad avvalorare posizioni ideologiche e strategie pseudo-rivoluzionare". Una retorica che, nel nostro piccolo, ha indotto certa sinistra a denunciare come attentato alla Resistenza la mancata previsione nella scaletta della Banda musicale di Alghero del brano Bella Ciao e la valorizzazione assoluta dell'Inno di Mameli. Ma questa è retorica e mito. La verità, i fatti reali sono quelli che promanano dall'insegnamento del Presidente Napolitano e prima ancora di Ciampi. E cioè che l'esperienza del riscatto civile e patriottico deve essere trasmessa nella sua interezza. Che essa non può appartenere solo ad una parte della nazione. Assieme all'apporto essenziale delle formazioni partigiane vi fu il contributo delle Forze armate, mai sufficientemente valorizzato, che è stato una componente basilare della Resistenza, unito a quello dei militari che si unirono ai partigiani e delle nuove forze armate che si raccolsero nel Corpo Italiano di Liberazione. Così come quello della solidarietà popolare, dei Comuni, dei "militari alleati fuggiti dai campi di prigionia che si unirono ai combattenti della libertà", delle truppe anglo-americane. Insomma, un' esperienza molto più complessa e plurale di quella che certa retorica, specie quella della "Resistenza tradita" si ostina a dipingere. E in mezzo a tutto ciò la sinistra, o parte di essa, non s'è accorta che mentre noi ad Alghero, pur tra le polemiche, festeggiavamo la Liberazione, a Torino decine di migliaia di persone inneggiavano ai vaffan...... del profeta dell'antipolitica Beppe Grillo. Altro che Liberazione! Qualcuno avrebbe detto "ma mi faccia il piacere!". * sindaco di Alghero.

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Dallo studente ai prof, i debuttanti di palazzo (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Il rinnovamento in piazza Oberdan. Sei new entry su otto eletti per la Lega, solo una su quindici per il Pd Dallo studente ai prof, i debuttanti di Palazzo Tre giornalisti, due medici, un preside: i trenta volti nuovi del Consiglio regionale TRIESTE Tre giornalisti, due medici, due insegnanti e tanti amministratori. Sono ben pochi a non avere esperienza tra i 30 nuovi consiglieri regionali. I due terzi hanno all'attivo almeno una partecipazione in un consiglio comunale ma non mancano ex sindaci, ex presidenti di Provincia, ex assessori comunali e provinciali. Ci sono anche consiglieri regionali che, dopo aver saltato uno o più turni, rientrano "a casa". E c'è perfino un ex parlamentare. La Lega è il partito che cambia di più: 6 new entry su 8. Il Pdl segue a ruota: 11 su 21. Mentre il Pd è quello che cambia di meno: 1 su 15. SLOVENSKA SKUPNOST La lista slovena fa il suo ingresso con un consigliere e si affida a Igor Gabrovec, classe 1972, giornalista professionista. Giovane, ma non a digiuno di attività politica: lo scorso anno è stato eletto, peraltro come il più "preferenziato" del centrosinistra, consigliere comunale a Duino-Aurisina. ARCOBALENO La lista che raggruppa i partiti di sinistra si deve accontentare di tre consiglieri. E solo uno è alla sua prima volta: Stefano Pustetto, componente della Sinistra democratica, ex diessino, medico dell'ospedale di Cividale. Nei mesi scorsi si è visto scippare la possibilità di entrare in consiglio da Ezio Beltrame che, pur da assessore in carica, ha fatto il suo ingresso in piazza Oberdan come primo dei non eletti. Il destino ha voluto che stavolta Pustetto sia passato. E Beltrame - anche lui medico - no. CITTADINI Brusco taglio di teste per i Cittadini ormai senza Presidente. Mantengono due consiglieri. E uno di questi è al debutto: è l'avvocato triestino Stefano Alunni Barbarossa, 45 anni. ITALIA DEI VALORI Il volto più giovane del consiglio regionale è quello del pordenonese Alessandro Corazza. Studente universitario, 28 anni, appassionato di computer, Corazza fa parte del gruppo di lavoro costituito in municipio a Pordenone per diffondere la connessione internet gratuita. Deve il suo successo proprio alla rete. Non è proprio un neofita della politica perché, al di là della sua vicinanza al movimento di Beppe Grillo, è consigliere comunale a Pordenone nella lista Il Fiume ed è considerato il delfino del sindaco Sergio Bolzonello. L'Italia dei valori, che nel 2003 aveva espresso Alessandra Battellino, ha eletto un secondo consigliere. E pure lui potrebbe essere una new entry visto che Carlo Monai andrà in Parlamento: il candidato a subentrargli è Enio Agnola, già assessore a Forgaria. PD Il partito che ha basato la sua campagna elettorale sul rinnovamento alla fine è quello che ha espresso, su 15 eletti, un solo - si fa per dire - volto nuovo. Entra a suon di preferenze Franco Codega, classe '47, assai noto a Trieste in quanto preside del liceo Oberdan dal '90. Consigliere appena arrivato, ma forse già in partenza se dovesse risultare fondato il problema di ineleggibilità, è anche Giorgio Brandolin, già presidente dell'aeroporto di Ronchi e della Provincia di Gorizia. LEGA NORD Sei degli otto consiglieri uscenti sono new entry, ma non tutti sono di primo pelo. Edouard Ballaman e Danilo Narduzzi, che entrano in consiglio con furore da Pordenone, sono volti ben noti. Il primo è commercialista e docente di materie economiche al don Bosco di Pordenone ma è prima di tutto ex parlamentare e questore della Camera. Il secondo, libero professionista, era consigliere regionale nell'ottava legislatura nonché assessore all'agricoltura nella precedente era Tondo. Sempre da Pordenone arriva Mara Piccin, una delle tre donne elette in consiglio, nel cui curriculum figura, oltre alla militanza nella Lega, il ruolo di dipendente provinciale presso l'ufficio caccia e pesca. Approda poi in consiglio Enore Picco. Nuovo in Regione ma non certo in Friuli: perito edile, per 21 anni sindaco di Bordano "paese delle farfalle" e poi assessore provinciale a Energia, Caccia e Pesca. Sempre dall'udinese arriva Ugo De Mattia, già consigliere comunale nonché candidato sindaco a Manzano, mentre Gorizia ha eletto Federico Razzini. Un altro giornalista in consiglio: negli ultimi anni è stato dipendente del gruppo consiliare regionale, addetto alla comunicazione, ma è stato ed è tuttora il corrispondente per il Friuli Venezia Giulia del quotidiano la Padania. UDC Un nuovo ingresso su quattro per i centristi, ma anche in questo caso di nuovo c'è poco. Edoardo Sasco, ingegnere, è già stato consigliere regionale tra il '98 e il 2003. PDL La metà dei consiglieri del gruppo più numeroso - 11 su 21, escludendo Tondo - sono delle new entry o dei ripescati. Tutti accomunati da un requisito: l'esperienza nella pubblica amministrazione. L'elenco comprende Elio De Anna, medico di professione e presidente uscente della Provincia di Pordenone; Paride Cargnelutti, professione insegnante di scuola media, ma più conosciuto per i suoi impegni in politica: ex assessore provinciale forzista a Udine e ancor prima sindaco di San Giorgio di Nogaro. Segue Maurizio Bucci, triestino, 48 anni, consulente tecnico ed amministratore immobiliare, già ufficiale radiotelegrafista di bordo nella Marina Mercantile. Tra i più votati anche Alessia Rosolen, aennina doc, capogruppo in consiglio comunale a Trieste e vicepresidente di Trieste Trasporti. Poi c'è Pietro Tononi, giornalista, già caposegreteria del gruppo consiliare regionale di An e dal 2006 assessore comunale al patrimonio, innovazione tecnologica, protezione civile, a Trieste. Tra i nuovi consiglieri anche: Alessandro Colautti, dipendente regionale, presidente del Cafc e soprattutto ex portavoce di Tondo; Roberto Novelli, proprietario di un'autoscuola a Cividale dove è anche assessore comunale dal 2005; l'ex sindaco di Tarvisio Franco Baritussio, professione insegnante e già consigliere regionale nell'ottava legislatura. Da Tolmezzo arriva Luigi Cacitti, vicesindaco uscente e da Pordenone Franco Dal Mas, procuratore legale, e già consigliere regionale durante il governo di centro destra. Martina Milia.

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Quindicimila firme per i referendum di grillo (sezione: Grillo)

( da "Nuova Venezia, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

I BANCHETTI DEL 25 APRILE Quindicimila firme per i referendum di Grillo Oltre cinquemila cittadini si sono presentati l'altro ieri, 25 aprile, ai banchetti del "Vaffa Day 2" organizzati dagli Amici di Beppe Grillo nella nostra provincia, tra Mestre, Venezia, San Donà e Chioggia. E visto che ciascun cittadino che ha partecipato all'iniziativa ha apposto tre firme per ciascuna delle iniziative referendarie di abolizione di norme che regolano il mondo dell'informazione, si stimano intorno alle 15 mila le partecipazioni ai referendum lanciati dal comico genovese per una "libera informazione in libero stato". A far la parte del leone sono stati i banchetti organizzati a Mestre, in piazza Ferretto, e a Venezia. Enrico, uno degli animatori del "meet-up" su internet dei gruppi di Mestre e Venezia degli amici di Grillo ci spiega che nel capoluogo sono andate a firmare oltre 3500 persone, per un totale di 10.500 firme sulle 15 mila totali a livello provinciale. "Alcuni gruppi del Veneto come quelli di Monselice ed Este nel Padovano proseguono anche questo fine settimana la raccolta di firme. La soglia da raggiungere a livello nazionale è quella della 500 mila firme. Se servirà organizzare altre iniziative pubbliche a sostegno delle richieste di referendum, vedremo tutti assieme se organizzare una nuova giornata di mobilitazione o prevedere che i vari gruppi a livello nazionale si muovano autonomamente". La raccolta firme dei "grillini" sostiene l'ultima battaglia del comico: le richieste di referendum per chiedere l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, della legge Gasparri e del finanziamento pubblico all'editoria. 650 gli iscritti tra Mestre e Venezia al "Meet-up" degli amici di Grillo, che si incontrano su internet per discutere dei temi lanciati dal comico, come l'iniziativa sui "Comuni a 5 stelle" per giudicare sindaci ed assessori sul fronte dei servizi e dell'energia. (m.ch.).

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V-day di grillo settecento firme per i referendum (sezione: Grillo)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

LA RACCOLTA PROSEGUE V-Day di Grillo settecento firme per i referendum Anche nell'Isontino sono state centinaia le firme raccolte dai referenti isontini di Beppe Grillo, guidati da Manuela Botteghi, in occasione del secondo "V-Day". In due giorni quasi 700 persone hanno sottoscritto i referendum promossi da Grillo riguardanti l'eliminazione dei contributi all'editoria, l'abolizione della legge Gasparri e la cancellazione dell'albo dei giornalisti. Per la verità, la gente ha votato in modo differenziato, a seconda del quesito. A raccogliere il maggior numero di adesioni è stato il primo referendum, quello contro i finanziamenti all'editoria. Meno consensi ha ricevuto la cancellazione dell'albo dei giornalisti. "Il nostro obiettivo è quello di raggiungere le 1000 firme - afferma Manuela Botteghi - e, per questo saremo presenti anche oggi a Gorizia, dalle 10 alle 13 ai giardini e a Grado, dalle 14 alle 19". La referente di Grillo sottolinea che "la gran parte della gente che ha firmato era informatissima su tutto ed è venuta ai banchetti con la precisa intenzione di appoggiare i referendum". (p.a.).

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Ballottaggi, quasi 6 milioni al voto (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Si eleggono i presidenti di cinque province e i sindaci di 44 comuni fra i quali quello di Roma L'esito in Campidoglio avrà un risvolto nazionale e la sinistra teme l'astensionismo Ballottaggi, quasi 6 milioni al voto L'Auditel: nel Lazio solo 247mila spettatori per Rutelli-Alemanno su Matrix ROMA Sono più di 5 milioni e 700mila gli italiani che oggi tornano a votare, la metà sono romani. Si vota per eleggere nei ballottaggi i presidenti di cinque province (Asti, Catanzaro, Foggia, Massa Carrara e Roma), e i sindaci di 44 comuni fra cui 7 capoluoghi di provincia (Roma, Massa, Pisa, Sondrio, Udine, Vicenza e Viterbo). Seggi aperti oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Lo scrutinio inizia domani subito dopo la chiusura dei seggi, dove si vota anche per la Provincia viene prima scrutinato questo ballottaggio. Si vota mettendo un segno sul nome del candidato che si vuole scegliere. L'attenzione politica è tutta puntata sul ballottaggio per il sindaco di Roma: Francesco Rutelli (Pd) da una parte, Gianni Alemanno (Pdl) dall'altra. L'ultimo faccia a faccia televisivo (venerdì sera a Matrix), è stato seguito da un milione e 370mila spettatori, dicono i dati Auditel. Sarebbero comunque poco più della metà degli elettori romani, ma il dato è anche più preciso e svela quanto pesino questi confronti: solo 247mila spettatori abitavano nel Lazio. Due gli elementi che possono giocare sui ballottaggi e sono tutti esterni, in qualche modo, alla campagna elettorale. Il primo, quello più temuto a sinistra, è l'astensionismo. Ne sanno qualcosa a Bologna dove Guazzaloca vinse a sorpresa per il centrodestra proprio in un ballottaggio caratterizzato da una splendida giornata con gita sulla Riviera Adriatica. L'altro elemento è il significato che l'elezione di Roma assume sullo scenario politico nazionale. Da una parte Rutelli offre una chance al centrosinistra di invertire subito la tendenza che ha portato Berlusconi a Palazzo Chigi, dall'altra c'è la possibilità per il Pdl, e An in particolare, di confermare l'onda lunga di due settimane fa. Francesco Rutelli riparte dal 45,8% ottenuto nel primo turno, si è apparentato con Michele Baldi, ex Forza Italia, che ha preso lo 0,8%, e con altre due liste minori che valgono lo 0,4%. Voteranno Rutelli anche i socialisti. Gianni Alemanno, che due settimane fa ha totalizzato il 40,7% dei suffragi, invece, può contare sul consenso della Destra (nonostante sia stato formalmente respinto perché inviso alla Comunità ebraica), che vale il 3,4%. Con Alemanno anche la Rosa Bianca (altro 0,8%). Ma la vera partita la possono giocare gli elettori che nel primo turno hanno votato per l'Udc, 3,3%, e quelli della Lista civica per Beppe Grillo, 2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso Alemanno. La Lista Grillo si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto a Alfredo Antoniozzi e nel ballottaggio di nove municipi. Tenta per la seconda volta la scalata alla rocca del Campidoglio Gianni Alemanno, il candidato del Popolo della libertà per la carica di sindaco di Roma che fra l'altro è stato, tra il 2001 ed il 2006, ministro delle Politiche Agricole e Forestali durante due governi Berlusconi. Alemanno dal marzo dell'anno scorso è presidente della Federazione di Roma di Alleanza nazionale ed ha già sfidato una coalizione di centrosinistra nel Comune di Roma: la prima fu nelle ultime elezioni comunali, nel maggio 2006, una tornata elettorale contro Walter Veltroni che lo sconfisse al primo turno. Nato a Bari, Alemanno vive a Roma fin dal 1970 e ha appena compiuto 50 anni. Francesco Rutelli punta a guidare per la terza volta il Campidoglio dopo le vittorie del 1993 su Gianfranco Fini e del 1997 contro Pierluigi Borghini, successi che lo resero sindaco della capitale fino al gennaio 2001. Vicepremier e ministro per i Beni Culturali nell'ultimo governo Prodi, Rutelli fra l'altro è stato nel 2001 fondatore presidente della Margherita, poi confluita l'anno scorso nel Partito democratico di cui è esponente di spicco. Figlio di un architetto e nipote dello scultore Mario Rutelli, autore di famose opere a Roma, Francesco è nato nella capitale e ha 54 anni.

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"sono del pd e firmo per grillo" (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina VII - Firenze Ai banchini in piazza della Repubblica tanti elettori del Partito democratico danno l'adesione ai referendum "Sono del Pd e firmo per Grillo" Continua la raccolta, ora a quota tredicimila Molti i turisti, tanto che sei degli otto "sportelli" sono per chi è di fuori Firenze "Perché ho firmato? Mi convincono le tre proposte di referendum. Eppoi, diciamolo, cosa fanno per noi questi politici?", dice Alessandro che appena due settimane ha votato "a sinistra". Anche Andrea dell'Impruneta, che pure ha formalmente aderito al Pd, ha firmato: "Non ci vedo niente di strano, ho qualche dubbio sull'abolizione dell'ordine del giornalisti, ma sulla cancellazione dei contributi all'editoria e della legge Gasparri sono d'accordo: è giusto che si facciano dei referendum". Piazza della Repubblica, ieri mattina. Secondo giorno di raccolta firme: sotto gli ombrelloni montati dagli "Amici di Beppe Grillo" i banchini con i moduli delle firme accolgono un minimo di 8 postazioni: 6 "sportelli" per i residenti fuori Firenze e 2 (che all'occorrenza diventano 3) per i residenti in città. Una decina i volontari di servizio, più il consigliere provinciale Luca Ragazzo in veste di autenticatore delle firme. Non ci sono code. Ma le postazioni lavorano senza soluzione di continuità: per uno che posa la penna ce n'è subito un altro che arriva. E' così, per l'intera mattinata. E se il giorno prima in piazza Santa Croce il bilancio della giornata era finito con 8.700 firme sui moduli prestampati (2-3mila persone che hanno lasciato le generalità), il secondo giorno il conto finale si fermerà solo oltre le 13mila. Altre 2 mila persone, richiamate dalle urla di Beppe Grillo, registrato il 25 aprile a Torino. Turisti in maggioranza, da Castellammare di Stabia a Trieste. Giovane, deluso dalla sinistra e scarso estimatore della classe politica italiana, sembra essere l'identikit più ricorrente del sottoscrittore dei referendum di Grillo: gli elettori del Pdl sono una minoranza. "Ho sottoscritto tutti e tre i referendum, è tempo di dare uno scossone e di mandare a casa i politici", spiega Gilberto che viene da Cagliari e che due settimane fa ha scelto di non andare al seggio. "Non voto più ormai, non posso entrare in cabina, mi dà la nausea", racconta. "Sono uno che si alza presto la mattina per andare a lavorare e non ne posso più di questa politica fatta in Tv, non c'è più serietà in parlamento, basta vedere come si azzuffano i nostri parlamentari", racconta anche Patrizio, anche lui elettore di sinistra. Caterina invece viene da Arezzo e ha votato Italia dei valori: "Ho firmato di getto", dice. Elisabetta risiede a Firenze, anche lei ha firmato per i tre referendum: "Mi vergogno a dire per chi ho votato, una volta ero orgogliosa di essere di sinistra". I "grillini" si dicono soddisfatti del "bottino" di firme raccolto in due giorni. Ma si continua anche oggi, fino alle 22, in piazza della Repubblica. "La legge Gasparri ha introdotto un monopolio di fatto tra Mediaset e sistema politico, ed è rimasta in piedi nonostante la Commissione Europea abbia intimato al nostro paese di modificarla perché in contrasto con la normativa europea", spiegano Andrea Vannini e Alfonso Bonafede, animatori del gruppo degli attivisti fiorentini. "Mentre i soldi che lo Stato devolve ai grandi gruppi editoriali non migliorano il sistema dell'informazione e finiscono per penalizzare le piccole testate", aggiungono. "Quanto all'abolizione dell'ordine dei giornalisti deve essere chiaro che non abbiamo niente contro i giornalisti, ma l'ordine limita l'accesso alla professione", dicono i "grillini". Una tesi questa, contestata da Sandra Bonsanti, che ai giornalisti dice: "Spiegate che sui giornali scrivono in piena libertà tanti cittadini non giornalisti. Solo chi fa la professione deve essere iscritto all'Albo, perché così vuole la Costituzione". (m.v.).

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Rai e mediaset, giornalisti contro grillo "servizi corretti, da lui solo insulti" (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

La polemica I Cdr di Tg1, Tg2 e Tg5 e la Fnsi criticano il V-day. Il comico: raccolte 450 mila firme, in 120 mila a Torino Rai e Mediaset, giornalisti contro Grillo "Servizi corretti, da lui solo insulti" ROMA - "Insulti da osteria", "inaccettabili aggressioni", "analisi primitive". Il giorno dopo il "V2-day" di Torino sono gli organismi sindacali dei giornalisti a reagire alle bordate di Beppe Grillo contro "i servi e i servetti dell'informazione". Il comico genovese risponde con le sue cifre: "In un giorno - dice - sono state raccolte 450mila firme per chiedere i tre referendum sull'informazione. è un record". Sul suo blog Grillo aggiunge che "a Torino c'erano 120.000 persone", una valutazione tre volte superiore alla realtà. Nello show di venerdì in piazza San Carlo a Torino, Grillo e i personaggi da lui chiamati come testimonial sul palco avevano coinvolto nel rito del "vaffa" i direttori dei principali telegiornali pubblici e privati. Così ieri i comitati di redazione hanno reagito sdegnati. "Respingiamo con forza l'inqualificabile tentativo di delegittimare con sberleffi da osteria l'impegno di chi opera con correttezza e professionalità nel servizio pubblico", ha scritto l'organismo sindacale del Tg1 aggiungendo che "le offese al direttore Gianni Riotta investono la dignità di tutti i giornalisti della redazione". Analoga la presa di posizione del Tg2. "Un conto è chiedere la riforma del sistema informativo, un altro sono gli inaccettabili insulti che ieri Grillo ha riservato a singoli giornalisti, testate, a un'intera categoria", ha detto il presidente della Federazione della stampa, Roberto Natale. Per il comitato di redazione del Tg5 "la discussione pubblica sulla professione del giornalista non può svolgersi attraverso epiteti, insolenze e offese ai direttori e alle redazioni con l'intento di agitare le piazze e il grave rischio di favorire atti di intemperanza". Maurizio Gasparri ha polemizzato con Grillo ma anche con Mediaset che ha mandato in onda il comizio del comico genovese: "Dopo gli insulti di Grillo amplificati da Mediaset - ha detto il firmatario della legge sulle tv - io e la mia famiglia abbiamo ricevuto delle minacce. Non ho mai dato peso a queste cose ma il linguaggio violento trova orecchie pronte a trasformare il delirio in delitto". Mediaset ha subito espresso "piena solidarietà a Maurizio Gasparri". Diviso anche il centrosinistra. Di Pietro ha difeso "la scelta dei referendum unica via democratica per la riforma dell'informazione", Giorgio Merlo, dell'area cattolica del Pd, ha risposto che "gli insulti non sono prova di democrazia". Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ha invece preso con distacco il "vaffa" metaforico che Grillo gli ha lanciato ieri da piazza San Carlo: "Mi sarei preoccupato se non mi avesse insultato". (p.g.).

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Ballottaggio per il Campidoglio: Alemanno o Rutelli? Roma sceglie il sindaco (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Apr 0827 Ballottaggio per il Campidoglio: Alemanno o Rutelli? Roma sceglie il sindaco Pubblicato da Blogosfere Staff alle 06:00 in In evidenza Roma, si elegge il sindaco. Fra oggi e domani si svolgerà il ballottaggio tra Alemanno e Rutelli per la poltrona di primo sindaco di Roma. Claudio Alberti, curatore del blog Roma2011, ha seguito sin dagli inizi la sfida tra l'esponente del Pd e quello del Pdl. Gli apparentamenti saranno decisivi e i numeri, al momento, sono dalla parte di Rutelli. L'ex sindaco di Roma ha guadagnato il 46% dei voti circa, Alemanno il 41%. La Destra è al 3,3%, l'UDC al 3,1%, staccato a Roma dalla Rosa Bianca di Baccini, allo 0,7%, Grillini è allo 0,8% e la Lista Civica di Beppe Grillo al 2,6. Poi, poca roba per tutti. L'episodio di violenza ai danni della studentessa del Lesotho ha incendiato il dibattito dei candidati sulla sicurezza che negli ultimi giorni hanno messo in agenda anche la visita al capitano della Roma Francesco Totti dopo l'infortunio e il faccia a faccia (almeno loro l'hanno fatto) in diretta a Ballarò. Ora non ci rimane che seguire l'esito del ballottaggio su Roma2011!.

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Rutelli contro Alemanno: ballottaggio a Roma, inizia il countdown (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Apr 0827 Rutelli contro Alemanno: ballottaggio a Roma, inizia il countdown Pubblicato da Blogosfere Staff alle 05:00 in Candidati Roma, si elegge il sindaco. Bamboccioniallariscossa ci scherza su, ma fra oggi e domani si svolgerà il ballottaggio tra Alemanno e Rutelli per la poltrona di primo sindaco di Roma. Claudio Alberti, curatore del blog Roma2011, ha seguito sin dagli inizi la sfida tra l'esponente del Pd e quello del Pdl. Gli apparentamenti saranno decisivi e i numeri, al momento, sono dalla parte di Rutelli. L'ex sindaco di Roma ha guadagnato il 46% dei voti circa, Alemanno il 41%. La Destra è al 3,3%, l'UDC al 3,1%, staccato a Roma dalla Rosa Bianca di Baccini, allo 0,7%, Grillini è allo 0,8% e la Lista Civica di Beppe Grillo al 2,6. Poi, poca roba per tutti. A scatenare il dibattito politico degli ultimi giorni anche l'episodio di violenza ai danni della studentessa del Lesotho, violentata da un rumeno di 37 anni, arrestato il flagranza di reato. Claudio riconosce che la violenza e i crimini efferati degli stranieri, in questa come in altre città, hanno già spianato la strada alla vittoria della destra a livello nazionale. E fatti come quello di oggi sono il miglior viatico per portare Alemanno al Campidoglio. Dopo il tragico episodio di cronaca, la visita bipartisan al capitano della Roma Francesco Totti in seguito all'infortunio e il faccia a faccia (almeno loro l'hanno fatto) in diretta a Ballarò. Ora non ci rimane che seguire l'esito del ballottaggio su Roma2011!.

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Caro Grillo voglio dirti un paio di cose (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Cremona, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione di Domenica 27 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Caro Grillo voglio dirti un paio di cose IL PUNTO di Enrico Pirondini Caro Beppe Grillo, il tuo comizio torinese, pieno di vaffa e invettive gratuite alla cosidetta casta dei giornalisti, naturalmente non mi è piaciuto. L'ho trovato qualunquista, approssimativo, furbetto e inutilmente offensivo. Di più: un mezzuccio teatrale per strappare quattro risate e dar fiato al (tuo) fatturato. Ora lungi da me l'idea di una difesa corporativa degli scribi; figurati che da anni sono a favore della abolizione dell'Ordine (di tutti gli Ordini), e non ne ho mai fatto mistero. Epperò due o tre cose lasciamele dire, senza vaffa e senza rossori. q Toni brigatisti. Caro Beppe, finché ti limitavi all'urlo liberatorio del comico da cabaret, ti ho seguito. Alcune cose le ho anche condivise, altre no. Succede. Ma ora vedo che quell'urlo si è trasformato in minaccia e non ci sto più. Non mi piacciono i tuoi 'comunicati politici', numerati come ai tempi del sequestro Moro. Non mi piace la sparata inquietante secondo cui 'i nostri padri e i nostri nonni hanno ripulito l'Italia ma non hanno finito il lavoro'. Lo vorresti finire tu il lavoro, dopo aver parcheggiato la tua bella Ferrari? Ed in che modo? Non ti pare poi eccessivo l'esserti autoproclamato 'l'erede dei partigiani d'Italia?' A me pare che il tuo V2-day ti sia sfuggito di mano. w I giornalisti. Per te sono tutti pennivendoli, servi, lecca qui e lecca là. Proprio come dissero i brigatisti di Indro Montanelli e Vittorio Bruno, il giorno in cui li hanno gambizzati. Per carità, in tutte le famiglie ci sono i buoni e ci sono i cialtroni ma farne un solo mucchio quasi fosse un ammasso di anticaglie, oltreché ingeneroso e semplicistico mi sembra sbagliato. Urlare poi che 'l'Italia è sommersa dalle menzogne e l'informazione è il virus che l'ha ridotta così' è una pasquinata da club del mezzolitro. E fa torto a quei milioni di italiani che ogni giorno comprano il giornale ritenendolo la loro, personale, preghiera laica del mattino. Tu stesso, a Torino, hai predicato in un modo e razzolato in un altro: infatti nel tuo sorvegliatissimo backstage presidiato dai 'gorilla', hai fatto passare solo i giornalisti accreditati e con la tessera dell'Ordine. La tua smania di visibilità stavolta ti ha tradito. eNon odiare. Caro Beppe, permettimi infine un consiglio anche se tu non ne hai di bisogno visto che sai sbagliare da solo: abbandona quell'odio di casta che ti porti addosso come un tabarro e che sventoli come una bandiera. E' una avversione perniciosa che svaluta anche taluni tuoi passaggi condivisibili come, ad esempio, i tagli al finanziamento pubblico all'editoria, la lotta agli sprechi, e tutte le cose che sappiamo. Ma l'odio è un cattivo consigliere. E chi odia è debole: dunque é vincibile. Non lo dimenticare.l.

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Onda lunga o rivincita A Roma doppia sfida (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Cremona, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione di Domenica 27 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Onda lunga o rivincita A Roma doppia sfida di Rodolfo Calò ROMA ? La sfida più attesa dei ballottaggi di oggi e domani è quella per la carica di sindaco di Roma cui concorrono Francesco Rutelli, il candidato del centrosinistra, e quello del Popolo delle libertà (Pdl), Gianni Alemanno. Un duello che può risolversi in una parziale "rivincita" del centrosinistra o confermare l'"onda lunga" che sospinge il centrodestra. Se vincesse Rutelli, formalmente favorito grazie al 45,8% ottenuto al primo turno, il Partito democratico (Pd) potrebbe vantare il controllo amministrativo della capitale di un Paese passato al Popolo della Libertà nelle elezioni politiche di due settimane fa. A Roma, dove Alemanno ha ottenuto il 40,7% dei consensi, il confronto è reso completo dal ballottaggio anche per la presidenza della Provincia: sono in lizza Nicola Zingaretti per il centrosinistra (46,9%) e Alfredo Antoniozzi per il Pdl (37,1%). Rutelli, al primo turno di due settimane fa, aveva vinto ma non stravinto grazie all'appoggio di otto fra partiti e liste di centrosinistra unitesi nonostante la divisione fra Pd e Sinistra l'Arcobaleno a livello nazionale. Il vicepremier uscente può vantare l'apparentamento formale di una lista da 0,8% creata da un ex-esponente di Forza Italia, Michele Baldi, e di due formazioni minori (in totale da 0,4%). L'ex-ministro dell'Agricoltura Alemanno, appoggiato da cinque fra partiti e liste civiche, parte in teoria con altrettanti punti di svantaggio su Rutelli ma può contare su un appoggio informale della Destra di Francesco Storace votata dal 3,4% degli elettori chiamati ora a confluire sul dirigente di An nonostante un rapporto conflittuale durato tutta la campagna elettorale. Sul fronte degli apparentamenti mancati, un'incognita è rappresentata dalle scelte che faranno gli elettori delle uniche due formazioni che al primo turno hanno superato la soglia dell'un per cento e in seguito hanno lasciato libertà di voto ai propri sostenitori: da un lato l'Udc, che ha ottenuto il 3,3% e vissuto sussulti interni favorevoli ad Alemanno; dall'altro la Lista civica Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Fra le liste minori spicca l'indicazione di voto pro-Alemanno fatta da Mario Baccini, leader della Rosa per l'Italia (0,8% al primo turno ma contrastato da amici di partito come Bruno Tabacci). Il tentativo di Rutelli di tornare alla guida della capitale dopo essere stato sindaco per due volte negli anni Novanta passa per la scelta di 2,3 milioni di persone. I conti aritmetici però sono falsati da un prevedibile astensionismo, complici le ottime previsioni meteorologiche per un fine settimana che cade nel pieno di varie possibilità di 'ponte'.

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Sicurezza, una ronda non fa primavera (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

LE VOCI DELLA CITTA' pag. 9 Sicurezza, una ronda non fa primavera BOLOGNA città di ronde. Ci sono quelle dei pensionati a Borgo Panigale, sono allo studio quelle degli studenti, quelle dei leghisti. Hanno annunciato ronde anche i seguaci di Beppe Grillo. In realtà siamo davanti a una tradizione bolognese; data, infatti, dal 1820 l'istituzione del Corpo delle pattuglie cittadine. Erano anni turbolenti e i gendarmi pontifici non ce la facevano a mantenere l'ordine pubblico. Fu allora che nacque il Corpo, un'istituzione che, attraverso molte traversie, dura anche oggi. MA QUESTO proliferare (almeno annunciato) di ronde induce a qualche riflessione. La prima riguarda, ovviamente, lo stato della sicurezza cittadina. Uno stato non eccellente. E poco importa se ci si trovi di fronte a uno stato di cose reale o a uno percepito. La gente non si sente sicura, soprattutto la sera e soprattutto, e questo anche deve fare riflettere, nel centro storico. Non è un caso che i vigili urbani, imitando i colleghi di Modena, stiano per essere dotati di spray e di manganelli. Ma, tornando alle ronde, noi ci sentiamo di condividere in pieno l'opinione espressa su queste pagine da Marco Leonelli. Più che alle ronde il tutelare la pubblica quiete spetta alle forze dell'ordine: polizia e carabinieri. Proprio per questo vorremmo fare un'osservazione: mantenere la sicurezza pubblica non vuol dire semplicemente presidiare il territorio, ci vuole di più, bisogna intervenire. CI RIFERIAMO in particolar modo alla zona universitaria. Che senso ha presidiare in forze piazza Verdi se, a pochi metri di distanza, il clamore notturno, l'ubriachezza molesta, l'usare le strade come toilettes non vengono repressi? Abbiamo già raccontato l'episodio di un abitante della zona che - erano le 3 del mattino - disperato per il frastuono è sceso in strada, raggiungendo una pattuglia in piazza Verdi per chiedere aiuto e si è sentito rispondere. "Spiacenti, siamo pochi, non ce la sentiamo". Ora le cose potrebbero peggiorare, con la pedonalizzazione dell'intera zona universitaria, i portici e le strade potrebbero diventare asilo di altri fracassoni, teppisti, sporcaccioni e simili. La pedonalizzazione non si può imporre a freddo, ma andrebbe accompagnata da una politica di licenze, di provvidenze, di consultazioni. Ma così non sarà, almeno pare. Non resta che sperare (la speranza è sempre l'ultima a morire). Intanto, invece, si parla di ronde, di appaltare, cioè, ai privati una responsabilità pubblica come l'ordine. Forse è un segno dei tempi. Non un gran bel segno, ci pare.

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A Roma ballottaggio incerto per il sindaco (sezione: Grillo)

( da "Adige, L'" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Amministrative Cinque milioni di italiani votano oggi e domani in 5 province e 7 comuni capoluogo A Roma ballottaggio incerto per il sindaco ROMA - La sfida più attesa dei ballottaggi di oggi e domani è quella per la carica di sindaco di Roma cui concorrono Francesco Rutelli, il candidato del centrosinistra, e quello del Popolo delle libertà (Pdl), Gianni Alemanno. Un duello che può risolversi in una parziale "rivincita" del centrosinistra o confermare l'"onda lunga" che sospinge il centrodestra. Se vincesse Rutelli, formalmente favorito grazie al 45,8% ottenuto al primo turno, il Partito democratico (Pd) potrebbe vantare il controllo amministrativo della capitale di un Paese passato al Popolo della Libertà nelle elezioni politiche di due settimane fa. A Roma, dove Alemanno ha ottenuto il 40,7% dei consensi, il confronto è reso completo dal ballottaggio anche per la presidenza della Provincia: sono in lizza Nicola Zingaretti per il centrosinistra (46,9%) e Alfredo Antoniozzi per il Pdl (37,1%). Il vicepremier uscente può vantare l'apparentamento formale di una lista da 0,8% creata da un ex-esponente di Forza Italia, Michele Baldi, e di due formazioni minori (in totale da 0,4%). L'ex-ministro dell'Agricoltura Alemanno, appoggiato da cinque fra partiti e liste civiche, parte in teoria con altrettanti punti di svantaggio su Rutelli ma può contare su un appoggio informale della Destra di Francesco Storace votata dal 3,4%. Sul fronte degli apparentamenti mancati, un'incognita è rappresentata dalle scelte che faranno gli elettori delle uniche due formazioni che al primo turno hanno superato la soglia dell'un per cento e in seguito hanno lasciato libertà di voto ai propri sostenitori: da un lato l'Udc, che ha ottenuto il 3,3% e vissuto sussulti interni favorevoli ad Alemanno; dall'altro la Lista civica Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Il tentativo di Rutelli di tornare alla guida della capitale dopo essere stato sindaco per due volte negli anni Novanta passa per la scelta di 2,3 milioni di persone. Prevedibile però l'astensionismo. Più in generale sono chiamati al voto 5 milioni di cittadini per l'elezione dei presidenti di 5 province (Asti, Catanzaro, Foggia, Massa Carrara e Roma) e dei sindaci di 44 comuni, di cui 7 capoluoghi di provincia: Roma, Massa Carrara, Pisa, Sondrio, Udine, Vicenza e Viterbo. Le operazioni di voto si svolgeranno dalle ore 8 alle ore 22 di oggi e dalle ore 7 alle ore 15 di domani, mentre lo scrutinio avrà inizio al termine delle operazioni di voto. 27/04/2008.

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In arrivo i guru di Rifiuti zero (sezione: Grillo)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

AMBIENTE. Martedì all'aula magna dell'Abba In arrivo i guru di "Rifiuti zero" di Natalia Danesi Torna a Brescia Paul Connet, docente emerito di chimica ambientale alla Saint Lawrence University di New York, massimo esperto della teoria "Rifiuti Zero". Connet, che il 26 gennaio scorso è stato in città per una visita al termoutilizzatore, parteciperà martedì alle 20,30 ad un incontro all'aula magna dell'"Abba - Ballini" sul tema "Obiettivo Zero!". LAUREATOSI ALL'UNIVERSITÀ di Cambridge (Gran Bretagna), Connet ha seguito il dottorato al Dartmouth College nel New Hampshire. Le sue ricerche sulla gestione dei rifiuti lo hanno portato in 49 stati degli Stati Uniti ed in altri 47 Paesi nel mondo. Negli ultimi 18 anni ha tenuto numerose conferenze sui pericoli dell'incenerimento e sulle possibili alternative. di non combustione più sicure e più sostenibili. La novità sarà la presenza di altri tre grandi personaggi, esperti della medesima filosofia: Eric Lombardi (direttore esecutivo di Gaia, Global Anti-Incinerator Alliance), Jeffrey Morris (economista) e Rick Anthony (consulente internazionale di Zero Waste San Diego, California). L'appuntamento è promosso dal Meetup "Amici di Beppe Grillo di Brescia" con l'associazione "Ricomincio da Grillo". Rifiuti Zero - spiegano i è la soluzione definitiva nella gestione dei rifiuti: coinvolge i più diversi livelli della società, dalle istituzioni alle aziende e ai cittadini in un processo di cambiamento culturale che ha alla base la minor produzione di rifiuti possibile. Le strade per giungere a questo traguardo sono molteplici. Quattro relatori illustreranno ai bresciani i benefici economici che comporterebbe la corsa verso questo traguardo. All'appuntamento sono invitati i cittadini, gli amministratori locali, enti pubblici e di controllo, organi d'informazione e, anche i rappresentanti dell'azienda A2A. L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

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Roma. sono più di 5 milioni e 700mila gli italiani che oggi tornano a votare, ... - alessandro cecioni (sezione: Grillo)

( da "Centro, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Altre ROMA. Sono più di 5 milioni e 700mila gli italiani che oggi tornano a votare, ... ALESSANDRO CECIONI ROMA. Sono più di 5 milioni e 700mila gli italiani che oggi tornano a votare, la metà sono romani. Si vota per eleggere nei ballottaggi i presidenti di cinque province (Asti, Catanzaro, Foggia, Massa Carrara e Roma), e i sindaci di 44 comuni fra cui 7 capoluoghi di provincia (Roma, Massa, Pisa, Sondrio, Udine, Vicenza e Viterbo). Seggi aperti oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Lo scrutinio inizia domani subito dopo la chiusura dei seggi, dove si vota anche per la Provincia viene prima scrutinato questo ballottaggio. Si vota mettendo un segno sul nome del candidato che si vuole scegliere. L'attenzione politica è tutta puntata sul ballottaggio per il sindaco di Roma: Francesco Rutelli (Pd) da una parte, Gianni Alemanno (Pdl) dall'altra. L'ultimo faccia a faccia televisivo (venerdì sera a Matrix), è stato seguito da un milione e 370mila spettatori, dicono i dati Auditel. Sarebbero comunque poco più della metà degli elettori romani, ma il dato è anche più preciso e svela quanto pesino questi confronti: solo 247mila spettatori abitavano nel Lazio. Due gli elementi che possono giocare sui ballottaggi e sono tutti esterni, in qualche modo, alla campagna elettorale. Il primo, quello più temuto a sinistra, è l'astensionismo. Ne sanno qualcosa a Bologna dove Guazzaloca vinse a sorpresa per il centrodestra proprio in un ballottaggio caratterizzato da una splendida giornata con gita sulla Riviera Adriatica. L'altro elemento è il significato che l'elezione di Roma assume sullo scenario politico nazionale. Da una parte Rutelli offre una chance al centrosinistra di invertire subito la tendenza che ha portato Berlusconi a Palazzo Chigi, dall'altra c'è la possibilità per il Pdl, e An in particolare, di confermare l'onda lunga di due settimane fa. Nel centrosinistra si gioca anche una partita interna alla Sinistra arcobaleno. Di fatto il Comune di Roma rappresenta l'unica possibilità di mantenere visibilità per chi è restato fuori da Camera e Senato. Francesco Rutelli riparte dal 45,8% ottenuto nel primo turno, si è apparentato con Michele Baldi, ex Forza Italia, che ha preso lo 0,8%, e con altre due liste minori che valgono lo 0,4%. Voteranno Rutelli anche i socialisti. Gianni Alemanno, che due settimane fa ha totalizzato il 40,7% dei suffragi, invece, può contare sul consenso della Destra (nonostante sia stato formalmente respinto perché inviso alla Comunità ebraica), che vale il 3,4%. Con Alemanno anche la Rosa Bianca (altro 0,8%). Ma la vera partita la possono giocare gli elettori che nel primo turno hanno votato per l'Udc, 3,3%, e quelli della Lista civica per Beppe Grillo, 2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso Alemanno. La Lista Grillo si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto a Alfredo Antoniozzi, e nel ballottaggio di nove municipi.

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Ballottaggi, 6 milioni al voto La sfida più attesa è quella tra Rutelli ed Alemanno a Roma (sezione: Grillo)

( da "Libertà" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

3 IN ITALIA domenica 27 aprile 2008 comuni e province Ballottaggi, 6 milioni al voto La sfida più attesa è quella tra Rutelli ed Alemanno a Roma ROMA - Sono più di 5 milioni e 700mila gli italiani che oggi tornano a votare, la metà sono romani. Si vota per eleggere nei ballottaggi i presidenti di cinque province (Asti, Catanzaro, Foggia, Massa Carrara e Roma), e i sindaci di 44 comuni fra cui 7 capoluoghi di provincia (Roma, Massa, Pisa, Sondrio, Udine, Vicenza e Viterbo). Seggi aperti oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Lo scrutinio inizia domani subito dopo la chiusura dei seggi, dove si vota anche per la Provincia viene prima scrutinato questo ballottaggio. Si vota mettendo un segno sul nome del candidato che si vuole scegliere. L'attenzione politica è tutta puntata sul ballottaggio per il sindaco di Roma: Francesco Rutelli (Pd) da una parte, Gianni Alemanno (Pdl) dall'altra. L'ultimo faccia a faccia televisivo (venerdì sera a Matrix), è stato seguito da un milione e 370mila spettatori, dicono i dati Auditel. Sarebbero comunque poco più della metà degli elettori romani, ma il dato è anche più preciso e svela quanto pesino questi confronti: solo 247mila spettatori abitavano nel Lazio. Due gli elementi che possono giocare sui ballottaggi e sono tutti esterni, in qualche modo, alla campagna elettorale. Il primo, quello più temuto a sinistra, è l'astensionismo. Ne sanno qualcosa a Bologna dove Guazzaloca vinse a sorpresa per il centrodestra proprio in un ballottaggio caratterizzato da una splendida giornata con gita sulla Riviera Adriatica. L'altro elemento è il significato che l'elezione di Roma assume sullo scenario politico nazionale. Da una parte Rutelli offre una chance al centrosinistra di invertire subito la tendenza che ha portato Berlusconi a Palazzo Chigi, dall'altra c'è la possibilità per il Pdl, e An in particolare, di confermare l'onda lunga di due settimane fa. Nel centrosinistra si gioca anche una partita interna alla Sinistra arcobaleno. Di fatto il Comune di Roma rappresenta l'unica possibilità di mantenere visibilità per chi è restato fuori da Camera e Senato. Francesco Rutelli riparte dal 45,8% ottenuto nel primo turno, si è apparentato con Michele Baldi, ex Forza Italia, che ha preso lo 0,8%, e con altre due liste minori che valgono lo 0,4%. Voteranno Rutelli anche i socialisti. Gianni Alemanno, che due settimane fa ha totalizzato il 40,7% dei suffragi, invece, può contare sul consenso della Destra (nonostante sia stato formalmente respinto perché inviso alla Comunità ebraica), che vale il 3,4%. Con Alemanno anche la Rosa Bianca (altro 0,8%). Ma la vera partita la possono giocare gli elettori che nel primo turno hanno votato per l'Udc, 3,3%, e quelli della Lista civica per Beppe Grillo, 2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso Alemanno. La Lista Grillo si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto ad Alfredo Antoniozzi, e nel ballottaggio di nove municipi. Alessandro Cecioni © LIBERTA' © 1996 - 2007 Libertà On Line - Tutti i diritti sono riservati Editoriale LIBERTA' S.p.A. - P.IVA 01447930338.

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I radicali: nel Pd inseguono la Lega (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Cremona, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione di Domenica 27 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Sicurezza/1. I pannelliani si tolgono qualche sassolino. "Nessun baratto con la legalità. Siamo con Beppe Grillo" I radicali: nel Pd inseguono la Lega Turco su sindaci-sceriffi e ronde: è il Far West Ravelli: nemmeno un grazie dai veltroniani di Gilberto Bazoli La luna di miele con il Pd è finita, i radicali non sparano a zero, ma qualche sassolino se lo tolgono. Come sulla sicurezza. "A livello nazionale il Pd non si è ancora espresso, ma al suo interno ci sono frange che pensano di competere con la Lega inseguendola. Le posizioni di Sergio Cofferati, ad esempio, sono inaccettabili", dice Maurizio Turco, deputato radicale eletto nella lista del Pd nella circoscrizione Lombardia 3. Turco è tornato a Cremona mentre infuria la polemica sul caso Corada-Lega-ronde per fare il bilancio del dopo voto. Prima di lui, senza presunzione ma anche senza nascondersi, Sergio Ravelli, vicepresidente del Comitato nazionale di Radicali Italiani, ha sottolineato: "In città il Pd è cresciuto in virtù, credo, anche del nostro piccolo contributo". Quel contributo per il quale "non è arrivato nemmeno un grazie dal Pd". Soddisfatto per il dopo elezioni, Ravelli lo è anche per il prima: "Siamo riusciti a valorizzare la presenza di un radicale in lista e ad essere riconoscibili". Una sferzata ai socialisti, alleati dei radicali ai tempi della Rosa nel Pugno: "Loro e Bobo Craxi, che è venuto due volte a Cremona e una a Crema, hanno fatto una campagna aggressiva contro 'i radicali venduti per trenta denari'. Il risultato è che nessun voto della Rosa del Pugno è andato ai socialisti". Turco ha ripreso da dove Ravelli ha finito. "Si era detto che la candidatura di un anticlericale come me sarebbe stato un danno per il Pd. I dati attestano il contrario. E questo nonostante per tre volte Vita Cattolica (il settimanale diocesano, ndr) abbia attaccato duramente i radicali". Il caso Cremona, secondo Turco, si è ripetuto a livello nazionale: "In tutte le circoscrizioni dove c'erano i radicali il Pd è andato meglio. Se si fosse presentata nostra lista, avremmo attratto consensi anche dalla Sinistra Arcobaleno". Cofferati che a Bologna ha affidato la vigilanza nella zona universitaria a studenti scelti per concorso, Corada che a Cremona non disdegna di parlare di ronde: i radicali sono d'accordo con i sindaci-sceriffi del Pd? "Viviamo in un Paese in cui la giustizia non funziona - non si è sottratto Turco -. È molto più semplice confrontarsi sulle ronde che prendere atto che ci sono dieci milioni di processi bloccati. Non siamo disposti a ridurre i margini di legalità e diritto in nome della sicurezza". Turco è stato ancora più preciso: "Le misure di Cofferati sono inaccettabili. Il Pd a livello nazionale non si è ancora espresso, ma al suo interno ci sono frange che pensano di poter competere con la Lega inseguendola. Le ronde sono il segno dell'impotenza dello Stato. Non esiste che una parte di cittadini si faccia giustizia da sé, quello era il Far West". Dal pubblico è partito un applauso. Il secondo dopo quello che aveva salutato l'annuncio di Ravelli: "Lunedì incontreremo il sindaco Corada per chiedergli di esporre da Palazzo comunale la bandiera del Tibet vietata in patria". Infine, la tappa cremonese del 'Vaffa day/2', promossa dagli Amici di Beppe Grillo: anche i radicali si sono messi in coda per firmare, venerdì, i loro tre referendum.

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Sernagiotto spara sulla casta azzurra (sezione: Grillo)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Intervento choc alla festa del Pdl di Zero Branco: "Anche nel nostro partito ci sono tante cose che non mi piacciono". E' guerra totale con i gaviani Sernagiotto spara sulla "casta azzurra" Il forzista: passerò ai raggi X compensi e consulenze di Ascopiave, Ater e Usl "Perché ci sono sempre i soliti nomi in ballo? Mi batterò contro tutti gli sprechi di denaro pubblico" "La casta è composta anche da uomini di Forza Italia: andrò a verificare compensi, incarichi e consulenze degli ultimi dieci anni in enti come Ater, Usl e Ascopiave. Poi renderò noto il tutto all'opinione pubblica. Voglio rivoltare questi centri di potere come calzini". Il solito attacco delle sinistre contro azzurri & Co.? Niente affatto: a lanciare l'offensiva anti-casta azzurra è lo stesso capogruppo forzista in Regione Remo Sernagiotto, che venerdì sera a villa Guidini, a Zero Branco, ha gelato il sangue ai presenti durante il suo intervento alla festa del Pdl per la vittoria alle elezioni. Remo Sernagiotto ci è andato giù pesante venerdì, tra calici di prosecco e blazer, accusando pubblicamente il proprio partito di far parte della tanti vituperata casta. O meglio: accusando "alcuni esponenti" di Forza Italia di fare il bello e cattivo tempo. Di nomi non ne ha fatti, Sernagiotto, però ha attaccato enti in cui di azzurri che ne sono parecchi, tra consigli di amministrazione, presidenze e consulenze varie. Sernagiotto, lei ha lanciato una bella bomba. "Voglio denunciare, colpire e smantellare la casta trevigiana, che temo proprio alligni anche all'interno del mio partito. In qualità di consigliere regionale mi metterò al lavoro per scovare gli altarini". Non salva nessuno? "Vorei salvare tutti, ma prima devo capire tante cose". Ad esempio? "Voglio, ad esempio, rivoltare come un calzino l'Ascopiave (il presidente è Gildo Salton, tecnico in quota Forza Italia, ndr)". Perché ce l'ha tanto con Ascopiave? "Nel suo settore ha praticamente il monopolio, eppure spende soldi per farsi pubblicità. Ritengo sia uno spreco. E poi mi chiedo: chi sono i progettisti di Ascopiave? Cambiano nel tempo oppure negli ultimi anni sono sempre i soliti? E ancora: a che serve pubblicare il giornalino dell'Ascopiave? Chi è il direttore della testata? Quanto guadagna?". Mi sembra Beppe Grillo. "Voglio solo la trasparenza. Stesso discorso per le nostre Usl: farò le pulci alle consulenze, ai vari cda (in quello della Usl 9 c'è l'azzurro Stefano Cerniato, ndr)". Scenari inquietanti, interrogativi imbarazzanti. "Chi è il nuovo consulente del Turazza? E' forse lo stesso ex consulente del Gris?" Interrogativo retorico, Sernagiotto: lei sta parlando di Sergio Dugone, forzista di area gaviana. E guarda caso lei, insieme a Sacconi, è della corrente avversa a quella di Fabio Gava. "E poi c'è l'Ater." Cosa succede all'Ater? Non è in mano alla Lega? "Voglio andare a vedere cosa ha fatto l'Ater in questi anni, chi sono stati i progettisti della case che ha messo in cantiere per l'edilizia popolare e residenziale. Voglio andare a vedere quante palazzine sono state fatte e quanto ci sono costate. Nulla di strano". E qui fischieranno le orecchie a Roberto Zava, altro azzurro gaviano doc, che è vicepresidente dell'Ater. Nella ex Forza Italia trevigiana confluita nel Pdl tira aria di resa dei conti... "Parto da una semplice riflessione: perché alle elezioni appena terminate la Lega ha preso tutti i voti che ha preso mentre Forza Italia, in seno al Pdl, da noi ha perso 10 punti percentuali? Qualcosa non funziona, e forse la casta ha una parte in tutto ciò". E quindi? "Passerò l'anno che mi manca prima di candidarmi ad europarlamentare a spulciare bilanci e consulenze, i costi di certe operazioni fatte con i soldi pubblici. E periodicamente pubblicherò tutti i soldi che vengono spesi, per incarichi e consulenze, nella galassia di Forza Italia della Marca. E intanto lunedì (domani, ndr) chiederò al coordinatore regionale Niccolò Ghedini un incontro urgente". Perché? "Perché bisogna rimettere a posto gli equilibri nel partito, ovunque sia necessario. Come, ad esempio, nella terna di assessori azzurri che qualcuno in Forza Italia ha proposto per la prossima giunta del sindaco Gobbo, a Treviso. Così com'è non va bene per niente". Una terna troppo gaviana? Gava ha detto che è stata democraticamente designata. E che lei, che la contesta, meriterebbe i probiviri. "Bisogna dare spazio a tutte le voci del partito". E' proprio scatenato. "Accenderò il ventilatore e ci verserò sopra la cioccolata liquida. Attenti agli schizzi".

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Nella Marca i grillini raccolgono 5000 firme (sezione: Grillo)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

VAFFA DAY-2 PER UNA INFORMAZIONE LIBERA Nella Marca i grillini raccolgono 5000 firme Più di cinquemila firme. Per la precisione: 5.100. E' questo il bottino raccolto nella Marca trevigiana dai grillini durante il Vaffa-Day 2 del 25 aprile, kermesse organizzata per chiedere l'abolizione dell'ordine nazionale dei giornalisti, della legge Gasparri sul sistema televisivo e della legge sull'editoria, che garantisce finanziamenti e agevolazioni fiscali ai giornali italiani. I gazebo per la raccolta firme, in provincia, in tutto erano dieci: due a Treviso, gli altri 8 a Montebelluna, Giavera, Arcade, Nervesa, Paese, Silea, Conegliano e Motta. Solo in città, nei due banchetti di piazza Borsa e piazza Duomo, le firme raccolte nell'intera giornata sono state tremila. Beppe Grillo è tornato in piazza con i suoi grillini - a Treviso il leader è David Borrelli - sullo spinoso tema dell'informazione nella data simbolo del 25 aprile, festa della Liberazione. "Il 25 aprile - ha detto Grillo - ci siamo liberati dal nazifascismo. Sessantatre anni dopo possiamo liberarci dal fascismo dell'informazione". Sono stati circa centomila in tutta Italia gli iscritti al Vaffa-Day 2 e oltre quattrocento, dal Nord al Sud, le piazze in cui si è manifestato per "una libera informazione in un libero Stato". Una iniziativa a cui ha aderito anche il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro. Grillo ha fatto un passaggio a Treviso il 6 aprile scorso, in piazza Burchiellati, per il lancio del candidato sindaco per Ca' Sugana David Borrelli, che entrerà in consiglio comunale per fare opposizione alla giunta Gobbo-bis.

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I media si ribellano <No agli insulti di Grillo> (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

PRIMO PIANO pag. 7 I media si ribellano "No agli insulti di Grillo" GASPARRI: SONO STATO MINACCIATO ? ROMA ? MEZZO mondo dell'informazione televisiva offeso, Maurizio Gasparri, di An, che denuncia minacce (dirette anche alla sua famiglia) ricevute dopo il Vaffa day di venerdì, i dipietristi che, al contrario, si fanno portabandiera delle crociate anti-politiche di Beppe Grillo (foto Infophoto). Il giorno dopo il V-day torinese contro l'informazione ? ma anche contro il Quirinale, i politici e il sistema Italia ? a ribellarsi è soprattutto l'ex ministro delle Comunicazioni, la cui legge i 'grillini' vorrebbero abolire per via referendaria. "Dopo gli insulti di Grillo amplificati anche da Mediaset ? denuncia Gasparri ? io e la mia famiglia abbiamo ricevuto minacce. Attenzione a non trasformare il delirio in delitto". Lui, il guru dell'antipolitica, si difende rivendicando "le 120mila persone a Torino, le 450mila firme raccolte, i 2milioni di partecipanti in tutte le piazze d'Italia al V2day". E non ritratta: "In Italia c'è il fascismo dell'informazione". Ma i media non accettano accuse "qualunquiste". L'Fnsi, sindacato dei giornalisti, fa sapere che "la discussione sulle riforme non ha niente a che vedere con gli insulti a un'intera categoria". Mediaset solidarizza con Gasparri. In particolare, il cdr del Tg5 respinge "i violenti attacchi e gli irriferibili insulti del comico" e ribadisce la correttezza della propria redazione. Sulle barricate anche il Tg1, che rivendica il ruolo della tv pubblica, difende il direttore Gianni Riotta dagli "improperi da osteria e dagli attacchi personali fatti da Grillo" e rispedisce al mittente l'attacco alla professionalità della redazione. Sulla stessa lunghezza d'onda il Tg2. Si schiera con l'attore il partito di Antonio Di Pietro: "Già vediamo in azione tanti censori sulla forma della manifestazione, l'Idv invece guarda ai contenuti".

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ORBETELLO DOPO 29 ANNI di convivenza, Loretta Goggi si è s (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

SPETTACOLI pag. 31 ? ORBETELLO ? DOPO 29 ANNI di convivenza, Loretta Goggi si è s... ? ORBETELLO ? DOPO 29 ANNI di convivenza, Loretta Goggi si è sposata ieri con il coreografo Gianni Brezza nella sede del Comune di Orbetello (Grosseto), città che da molti anni l'attrice e presentatrice frequenta per le vacanze. Fuori dal palazzo comunale tantissime persone hanno festeggiato la coppia. La cerimonia è stata di tipo civile, con molti invitati, ma senza grandi nomi. Presenti la madre e la sorella di lei, Daniela, soubrette negli anni '70 e '80. A celebrare il matrimonio il sindaco di Orbetello, Altero Matteoli, appena eletto senatore per il Pdl. Loretta, bouquet di roselline rosse e margherite, indossava un tailleur pantalone rosso; per Brezza, abito grigio (nella foto). Goggi e Brezza si erano conosciuti nel '79 all'epoca del primo "Fantastico", quello con Beppe Grillo e Heather Parisi. Lei era già nota come una delle showgirl più complete, attrice, ballerina, cantante, imitatrice; lui, coreografo dello show, diventa il suo manager, addetto stampa, pr, coreografo, regista, look maker. All'inizio tennero nascosta la loro relazione perché Brezza era ancora sposato.

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Ordine dei Giornalisti Beppe, è una battaglia antica... Caro Direttore, vorrei dire a (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Ordine dei Giornalisti Beppe, è una battaglia antica... Caro Direttore, vorrei dire a Beppe Grillo che, prendendo a bersaglio l'Ordine dei giornalisti, non fa una cosa molto nuova. Le critiche all'esistenza di un Ordine di lavoratori essenzialmente dipendenti sono lontane. Nel 1978, quindi trent'anni fa, organizzai a Roma un convegno polemico sull'Ordine assieme ad altri colleghi come Peppino Loteta e Guido Colomba,convegno che ebbe come primo relatore il mai abbastanza rimpianto Umberto Terracini. Poi più volte i radicali si sono esercitati nella critica e nella polemica sull'Ordine. Ho sempre detto che preferirei un organismo di garanzia e di controllo formato da personaggi intemerati,giornalisti e non giornalisti. Dopo di che mi basterebbero il sindacato e il contratto. Grillo ci dà dentro alla brava dicendo che l'Ordine fu istituito da Mussolini. Non è vero: Benito Mussolini istituì un Albo nazionale dei giornalisti col fine di selezionare gli ingressi alla corporazione: chi era fascista entrava e chi non lo era restava fuori. Come successe, tanto per fare un esempio, al critico d'arte Leonardo Borgese che dovette rinunciare a giornali e a concorsi vinti per non avere voluto la tessera del PNF. Non a caso Benito pose il fratello Arnaldo a capo dell'Albo come del costituendo Istituto di Previdenza. Controllo politico e familistico. L'Ordine nacque all'inizio degli anni '60 con la legge Gonella fortemente voluta, per esempio,da Mario Missiroli. Su questo punto do ragione a Luigi Einaudi: l'Albo, e ancor più l'Ordine, è un'idea sbagliata, corporativa, concorrenziale a quella del sindacato. Tuttavia Beppe Grillo nella sua sparata a 360 gradi che include tutto e tutti, avrebbe forse dovuto scegliere un bersaglio ben più attuale e corposo, un nemico assai più pericoloso per la libertà di stampa, e cioè il grado di autonomia che i giornalisti, specie i più giovani, possono avere in un sistema editoriale nel quale i titolari delle aziende (finanzieri, immobiliaristi, industriali, costruttori, tutto tranne che editori) da tre anni negano il rinnovo del contratto di lavoro ai giornalisti accordando ai più giovani contrattini di ogni genere purché precari. Tutto ciò mina alle fondamenta l'autonomia dei giornalisti, il loro grado di libertà effettiva, di iniziativa delle circostanze "scomode" infinitamente di più che non la sussistenza dell'Ordine. Sulla quale comunque credo cheun discorso vada fatto,seriamente. Vittorio Emiliani Grillo attacca i giornalisti ma prima se n'è servito... Caro Direttore, crede il Grillo strepitante che il suo successo che solleva come imbonitore nelle piazze sarebbe così clamoroso se non avesse avuto quand'era attore sul palcoscenico il sostegno di quei giornalisti che vuole fustigare? Ora che cerca di catturare la fascia del popolo meno avvedute ha perso tutto lo smalto che ce lo ha fatto amare e apprezzare: appare sgradevole mentre si inebria di suoi stessi strilli davanti alla plebe plaudente. Che peccato, la sua satira politica, ecologica, sociale un tempo raffinatissima e argomentata ci manca molto e fa dimenticare che era una persona colta e informata. Mirella Caveggia La Resistenza non è mai finita Cara Unità, l'Italia è divisa in quattro: chi la resistenza non sa nemmeno che cosa sia, chi la combatte in nome di un fascismo mai morto, che ora serpeggia più virulento che mai, chi crede di poterla mettere in un museo e venerarla come una cosa passata, e chi sa perfettamente che la resistenza al male non è mai finita e che bisogna ricominciare a farla ogni giorno. Viviana Vivarelli A Milano la paura per la criminalità c'è Cara Unità, Premesso che concordo pienamente con il bluff "allarme sicurezza" lanciato per Roma, come per l'Italia, visto che la disinformazione berlusconiana regna sovrana a livello telecratico nazionale, confermo che a Milano, dove vivo, la situazione è ben diversa; nonostante infatti qui governi un sindaco di centrodestra (e di sindaci di centrodestra, leghisti inclusi, a Milano, ce ne sono da quando ho fatto la scuola media, grossomodo 18 anni fa) la paura per la criminalità è arrivata al punto che devo accompagnare mia moglie tutti i giorni al lavoro perché i suoi famigliari guardano i tg e vivono nel terrore stupro. Ora il punto è questo: ho sentito Ferrero, a Omnibus dove l'ex ministro ha detto che la legge Bossi-Fini ha finito per regolarizzare i clandestini (ecco perché erano calati 4-5 anni fa.). Mi ricordo bene il manifesto di FI quando era al governo: "-40% di clandestini!", ma guarda un po'. Francamente io vorrei maggiore chiarezza da parte di tutti. Al momento ho la sensazione che da sinistra si faccia eccessiva solidarietà sociale, da destra demagogia ipocrita, (perché in realtà a Berlusca & Co gli immigrati vanno bene perché vengono pagati poco e in nero). Detto questo, permetteteni un'ovvia considerazione: la delinquenza c'è sempre stata, ma non si può negare che un tempo erano solo gli italiani a produrla. Conclusione: all'osservazione di Ferrero sulla Bossi-Fini, che condivido, ho notato il silenzio di Giovanardi e ho spento il televisore. La si smetta di giocare sul tema dell'immigrazione senza risolverlo in nessun modo, né da una parte né dall'altra! Sergio Fratini, Milano.

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La posta in gioco (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del La posta in gioco Furio Colombo Segue dalla Prima I l senso di ciò che sto dicendo è che l'esito delle elezioni di Roma, una volta dette "amministrative" e - in questo caso - decisamente politiche, farà pesare il suo effetto più grande non (non solo) su Roma ma soprattutto in Italia. Sarà una scossa capace di cambiare o riassestare alcuni pezzi e alcuni equilibri del governo ancora non nato. Sarà un modo di sapere in anticipo se il peggio elettorale della destra italiana diventerà regola di comportamento per governo e maggioranza, oppure se finiranno per prevalere alcuni segni di "mitezza" di cui parla un editoriale de La Stampa il 23 aprile. Alemanno non è Attila, è solo un leader deciso a rivendicare e imporre alla sua città tutti i "valori" di destra che lo hanno formato e di cui è coerente erede. Rutelli non è San Francesco. È un politico-organizzatore di tradizione democratica europea che - persino sotto attacco e ricatto di voti - non riesce a immaginare (come nessun suo collega dell'Ue) deportazioni di massa. Ma il peso simbolico delle rispettive elezioni è molto grande, prima di tutto per il Paese. Rutelli sindaco significa: c'è un'Italia saldamente democratica e rispettosa di tutti di cui tenere conto. Alemanno sindaco è il messaggio opposto (e questo non è un tratto per descrivere Alemanno ma il fatto che potrebbe accadere): non c'è nessuna altra Italia di cui tenere conto, non è necessario interpellare o ascoltare nessuno o tenere conto della storia democratica italiana. Alemanno sindaco sarebbe un drammatico e risoluto abbandonarsi al vento di una destra senza remore, senza limiti, senza controlli. Una destra che - già adesso - si permette di chiedere "le scuse della comunità ebraica romana", una vicenda che fino a poco tempo fa sarebbe stata impossibile nella città che ricorda ancora il 16 ottobre 1943. * * * Come si divertiva il tassista di Roma (ore 14.00, 22 aprile, taxi 3570) ad ascoltare in diretta su Radio 105, volume altissimo, un collegamento fra giovani conduttori entusiasti e Beppe Grillo. Il tassista gridava con loro, ripeteva "vaffanculo" con Grillo, era travolto dal ridere, ad ogni battuta come "le fedine penali sporche erano una trentina. Adesso sono 73, nuovo record", "tanto se non hai la fedina penale sporca non entri" e "chi ce l'ha ancora pulita adesso si affretta, non vi preoccupate". Il tassista, del tutto coinvolto ha alzato ancora di più il volume della radio "Le piace Beppe Grillo? a me moltissimo!". Mi gridava sovrapponendo la sua voce alla radio. "Sono d'accordo su tutto! Ordine dei giornalisti? Certo che è da abolire, sono tutti puttane, i giornalisti". "Finanziamento ai giornali di partito? Facciano come me, se li guadagnino i soldi, altro che pagarli noi". E alla fine un urlo quando ha sentito Grillo nominare la Legge Gasparri "abolire, stracciare!", gridava. La scena mi sembrava insolita per un guidatore di taxi di Roma, dove la partecipazione gridata a un programma radio avviene - se avviene - con le radio che trasmettono discussioni sul calcio. E comunque mi pareva insolito tanto militantismo, quasi a sinistra. È stato inevitabile chiedere: "Scusi, lei per chi ha votato?". "Berlusconi, ma le pare? Berlusconi! Finalmente ci divertiamo! Finalmente si cambia!". Lascia un istante il volante per sfregarsi le mani. Mi è sembrato crudele fargli notare che la Legge Gasparri era il gioiello della corona (in senso tecnico, letterale) di Berlusconi. Tanto più che il mio guidatore era impegnato a spiegarmi la vergogna di una legge elettorale come quella con cui abbiamo votato. "Comodo passare in carrozza dentro una lista blindata, roba da comunisti. Vedrà adesso Berlusconi come gli cambia il gioco!". Troppo tardi per spiegargli che stava denigrando la legge Berlusconi-Calderoli. Il vento in quel taxi soffiava furioso. Quel vento che in aree di bassa pressione rischia di diventare l'uragano Kathrina. E peggio per chi aveva pensato a un temporale qualunque. Lo stesso vento disordinato e impetuoso che ho visto soffiare lungo il percorso di una intervista volante del Tg 3, la sera del 22 aprile. Il tema è: "Perché ha votato la Lega?", con questa domanda la giornalista del Tg 3 insegue una signora bionda e stanca di qualche borgo vicino a Brescia, che si ferma, si volta e dice esasperata: "Perché ci trattano come loro". "Cioè?", vuol sapere la giornalista. "Cioè ci fanno lavorare come loro, otto ore di seguito senza mangiare e mi vergogno a dire la paga". "Loro chi?" chiede per sicurezza la collega del Tg 3, "loro i negri, ha capito? Ci trattano come i negri. È per causa loro che ci fanno lavorare troppo e non ci pagano". * * * Un mondo a rovescio ti si presenta come se "Alice nel Paese delle Meraviglie" fosse stato scritto con cattivo umore e cattive intenzioni, da un autore dedito alla confusione. Il Cappellaio Matto fa e dice tutto, smentisce tutto, e poi il contrario di tutto, e spinge gli uni contro gli altri senza pensarci due volte. La rissa nel saloon sembra essere il clima desiderato. La pistola sarà sfoderata dallo sceriffo al momento giusto. Ecco dunque che cosa è in gioco nelle elezioni di Roma. È in gioco il freno a mano di un veicolo che sbanda, affollato di una destra festosa, convinta di incontrare il sole che sorge, senza notare, o fingendo di non notare che la Lega è intenta a spingere a colpi furiosi il "nuovo" veicolo lungo una discesa pericolosa di cui si intravede appena il punto di arrivo disastroso. È in gioco il mettersi al riparo da un vento di confusione in cui le stesse persone (così sembra ascoltando nomi, nazionalità, narrazione dei fatti) appaiono come pericolosi alieni da cacciare in massa, ma sono anche coloro che muoiono accecati dalla stanchezza, mentre, dopo dodici ore di turno e chissà quante ore di di straordinario, attraversando, nel punto e nel momento sbagliato. Muoiono cadendo dai tetti, dalle impalcature, schiacciati dai carrelli della fabbrica, da tubi che rotolano, da camion scaricati in fretta, come capita, dall'aver toccato il cavo sbagliato ad alta tensione. Esseri umani da cacciare e da assumere, da incarcerare e a cui affidare la fabbrica, da accusare di tutto mentre si occupano dei vecchi che nessuno accudisce. Qualcuno in qualche punto del Paese deve poter governare in modo civile e diverso, un punto di Italia che è anche un simbolo, come Roma. Per capire quanto stia soffiando forte il vento di una destra che crede di non avere più limiti, neppure nel buonsenso, sentite questa. Jan Fisher, corrispondente del New York Times, dedica mezza pagina di quel giornale, che influenza l'opinione del mondo (dunque anche il turismo) per dire: "Roma è la città più sicura, anche di notte. Roma è una città di festa". È un lancio affettuoso che vale - dato il giornalista e il giornale - la famosa mela che rappresenta New York e l'ha resa simpatica nel mondo. Vale il cuore rosso di "I love N.Y.". Sentite ora che cosa risponde il capo della destra italiana che governerà fra poco: "Tutte bugie. Tutte invenzioni. I giornalisti americani frequentano troppo la sinistra. Roma è un disastro!". Lo sanno in molti nel mondo che Berlusconi spesso non controlla quello che dice. Ma lo dice lui, futuro primo ministro d'Italia. E ogni negoziante, ogni artigiano, ogni imprenditore di ristoranti, di alberghi vede dov'è il disastro: nelle parole irresponsabili di Berlusconi che, per beghe elettorali (e forse anche per obbedire alla Lega di Bossi) calunnia Roma come modo per aprire la stagione turistica. Fate in modo che si senta, ben chiara, una voce diversa. Anche per far sapere che la salute mentale non è perduta del tutto in Italia. Votate Roma. furiocolombo@unita.it.

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La vera storia di Grillo (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

N. 101 del 2008-04-27 pagina 6 la vera storia di Grillo di Redazione Nell'ultima puntata sulla storia di Beppe Grillo raccontiamo di tutte le volte che il comico censore ha mistificato la realtà. L'ultimo episodio riguarda la sua manifestazione di Torino, a cui avrebbero partecipato - secondo lui - 120mila persone, mentre piazza San Carlo a Torino ne contiene al massimo 38mila. E poi quando disse di avere avuto una Ferrari, quando invece ne ebbe due, più una Porsche e una Maserati. Mentì anche sulle case. Oggi tuona contro la candidatura dei politici che abbiano avuto condanne penali, ma una riforma punirebbe anche lui che ha all'attivo una sentenza per omicidio colposo plurimo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Grillo, l'antipolitico che vale 4 milioni (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

N. 101 del 2008-04-27 pagina 1 Grillo, l'antipolitico che vale 4 milioni di Filippo Facci Ultima puntata della vera storia di Beppe Grillo, in cui si narra come l'antipolitica sia un affare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La politica dei vaffa - bruno manfellotto (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Prima Pagina LA POLITICA DEI VAFFA BRUNO MANFELLOTTO Gli americani hanno inventato i predicatori, gli italiani Beppe Grillo. Lì non c'è Stato, chiesa, tv che non ne ostenti uno. I loro fedeli affollano teatri e stadi, animano convention. Qui i grillini sono convocati in piazza, e sempre in date fatidiche dalla forte carica simbolica: 8 settembre, 25 aprile. Forse verrà anche un 2 giugno, un 18 aprile? Chissà, vedremo. Laggiù si coltivano anime e cervelli e si raccolgono dollari; qui si corre paralleli alla politica e si invita a sottoscrivere referendum (e magari, quando qualcuno farà notare che, a ridosso delle elezioni si tratta di un'iniziativa senza valore legale, si griderà che in Italia c'è il fascismo...). Lì il profeta è in sostanza un imprenditore che sfrutta una religiosità diffusa in cerca di patron e con la voglia di di manifestarsi; qui è un (ex) comico che provoca e incanala la rabbia circostante. E tanta voglia di ridere e irridere. Lì si prega e si canta, qui si mandano vaffa. Come allo stadio: Juve Juve vaffa... Qualche lontana analogia c'è. E perché meravigliarsi? Anche l'Italia, tra contraddizioni e con molta fatica, sta diventando molto bipolare e un po' presidenzialista; i partiti, rinsecchiti dalle inchieste giudiziarie e dall'appannarsi delle ideologie, stentano a recuperare presenza nella società. Da contenitori onnicomprensivi che tutto assorbivano mediavano, metabolizzavano e interpretavano, si sono fatti per lo più organizzazioni elettorali. è ovvio che qualcosa scappi, che non trovi rappresentanza. E vaghi altrove. Questo, poi, è pur sempre il paese del Carro di Tespi e di Masaniello, dei mattatori e delle ampolle con l'acqua del Po, della spettacolarizzazione della politica e di Pasquino, di Guglielmo Giannini e del "Bagaglino". E così, se in California o nel Tennessee a migliaia pendono beati dalle labbra di un santone in tonaca bianca, qui si deliziamo con un guru all'amatriciana. Anzi, al pesto. Però... Però bisogna riflettere e capire. è riduttivo, e anche comodo, catalogare tutto sotto il titolo dell'antipolitica. Perché? Ci sono modi diversi di farla, la politica, e di manifestare consensi e dissensi, proposte ed esigenze. Tutto sta a capirle e a tradurle nella lingua giusta. Solo che molto spesso, quasi sempre, il cittadino è molto meglio del capopopolo che gli càpita in sorte o che si sceglie. I Vaffa boys, per esempio, venerdì hanno riempito piazza San Carlo a Torino (e non solo). (continua a pagina 10).

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Rifiuti, porta a porta in tutte le frazioni (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

CAPANNORI Rifiuti, porta a porta in tutte le frazioni CAMIGLIANO. Termina oggi il meeting internazionale dedicato ai rifiuti con una sessione dedicata al tema "Riduzione e riciclaggio in Europa: la normativa incontra la strategia verso i rifiuti zero ed il principio di precauzione e l'atteso intervento in teleconferenza di Beppe Grillo. Al convegno il sindaco Del Ghingaro ha annunciato che entro il 2008 la raccolta domiciliare, che adesso interessa circa la metà della popolazione, sarà estesa a tutto il territorio comunale e che presto sarà introdotta la cosiddetta "tariffa puntuale" che permetterà a ciascun cittadino di pagare la Tia (tariffa di igiene ambientale) secondo la reale quantità di rifiuti che produce.

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Campidoglio, incognita astensioni - alessandro cecioni (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Il centrodestra spera di capitalizzare il successo alle politiche, Pd e Sinistra di invertire la tendenza Campidoglio, incognita astensioni Per Rutelli e Alemanno peseranno gli apparentamenti e...il sole ALESSANDRO CECIONI ROMA. Sono più di 5 milioni e 700mila gli italiani che oggi tornano a votare, la metà sono romani. Si vota per eleggere nei ballottaggi i presidenti di cinque province (Asti, Catanzaro, Foggia, Massa Carrara e Roma), e i sindaci di 44 comuni fra cui 7 capoluoghi di provincia (Roma, Massa, Pisa, Sondrio, Udine, Vicenza e Viterbo). Seggi aperti oggi dalle 8 alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Lo scrutinio inizia domani subito dopo la chiusura dei seggi, dove si vota anche per la Provincia viene prima scrutinato questo ballottaggio. Si vota mettendo un segno sul nome del candidato che si vuole scegliere. L'attenzione politica è tutta puntata sul ballottaggio per il sindaco di Roma: Francesco Rutelli (Pd) da una parte, Gianni Alemanno (Pdl) dall'altra. L'ultimo faccia a faccia televisivo (venerdì sera a Matrix), è stato seguito da un milione e 370mila spettatori, dicono i dati Auditel. Sarebbero comunque poco più della metà degli elettori romani, ma il dato è anche più preciso e svela quanto pesino questi confronti: solo 247mila spettatori abitavano nel Lazio. Due gli elementi che possono giocare sui ballottaggi e sono tutti esterni, in qualche modo, alla campagna elettorale. Il primo, quello più temuto a sinistra, è l'astensionismo. Ne sanno qualcosa a Bologna dove Guazzaloca vinse a sorpresa per il centrodestra proprio in un ballottaggio caratterizzato da una splendida giornata con gita sulla Riviera Adriatica. L'altro elemento è il significato che l'elezione di Roma assume sullo scenario politico nazionale. Da una parte Rutelli offre una chance al centrosinistra di invertire subito la tendenza che ha portato Berlusconi a Palazzo Chigi, dall'altra c'è la possibilità per il Pdl, e An in particolare, di confermare l'onda lunga di due settimane fa. Nel centrosinistra si gioca anche una partita interna alla Sinistra arcobaleno. Di fatto il Comune di Roma rappresenta l'unica possibilità di mantenere visibilità per chi è restato fuori da Camera e Senato. Francesco Rutelli riparte dal 45,8% ottenuto nel primo turno, si è apparentato con Michele Baldi, ex Forza Italia, che ha preso lo 0,8%, e con altre due liste minori che valgono lo 0,4%. Voteranno Rutelli anche i socialisti. Gianni Alemanno, che due settimane fa ha totalizzato il 40,7% dei suffragi, invece, può contare sul consenso della Destra (nonostante sia stato formalmente respinto perché inviso alla Comunità ebraica), che vale il 3,4%. Con Alemanno anche la Rosa Bianca (altro 0,8%). Ma la vera partita la possono giocare gli elettori che nel primo turno hanno votato per l'Udc, 3,3%, e quelli della Lista civica per Beppe Grillo, 2,6%. Entrambi gli schieramenti non hanno indicato apparentamenti. Pier Ferdinando Casini ha dato libertà di voto ai suoi, ma la base tende più verso Alemanno. La Lista Grillo si è chiamata fuori. Pd e Pdl a Roma si confrontano anche per il presidente della Provincia di Roma con Nicola Zingaretti (Pd) opposto a Alfredo Antoniozzi, e nel ballottaggio di nove municipi.

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L'altro 25 aprile: la politica dei vaffa (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

SEGUE DALLA PRIMA L'altro 25 aprile: la politica dei vaffa Ma quando si era trattato di votare non avevano scelto che per lo zero virgola qualcosa le liste di Grillo & C.: distinguono, capiscono, non vogliono solo urlare e insultare. E ancora. Quando il loro leader li aveva addirittura invitati a dire vaffa disertando il voto, non gli hanno dato ascolto (e sarebbe opportuno che anche oggi e domani corrano ai seggi, data l'importanza dei ballottaggi in programma). Però le loro firme sotto la richiesta di tre referendum l'hanno messa: quale che sia la sorte di quei registri di nomi e cognomi, vogliono mandare un segnale forte a qualcuno. Spesso le forme sono non convincenti, e i contenuti sballati nella proposizione e nella sostanza. Talvolta sui fatti prevale la grillata, la battutaccia, la provocazione gridata come se fosse verità rivelata, e così non è; ma di quelle piazze bisognerebbe cogliere lo spirito di fondo: una certa voglia di svecchiare, cambiare, abbattere qualche inutile impalcatura che sostiene un edificio vecchio e pericolante. Per costruirne un altro. Capire, prendere il buono che c'è e cancellare i paradossi sciocchi o offensivi. A un certo punto della sua predica, Beppe Grillo ha urlato: "Siamo noi la nuova resistenza". Per sfortuna sua, e per fortuna nostra, contemporaneamente, a Genova, Giorgio Napolitano pronunciava un discorso alto e nobile sul 25 aprile e sui valori di riscatto nazionale che la vera resistenza conquistò per noi tutti. Anche per consentire a lui di urlare in una piazza in piena libertà. Svalutare e denigrare non serve. C'è un'Italia bella, un'Italia vera che non si può liquidare con un vaffa. Bruno Manfellotto.

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Altro che libertà del web i potenti ci sguazzano (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

TORINO La libertà è partecipazione, è il ritornello di una vecchia canzone di Giorgio Gaber. In quest'era digitale, ci si casca volentieri nella retorica tecno-entusiastica di Beppe Grillo sulla grande libertà di informazione e possibilità di partecipazione democratica resa possibile da Internet. O meglio dal "Web 2.0", termine di moda per definire quella rete sociale globale che celebra il trionfo dei "dilettanti" e dà l'illusione ai singoli cittadini di contare allo stesso livello dei governi e delle multinazionali, almeno online. Ma attenzione, avvertono gli studiosi del fenomeno, a non confondere le straordinarie potenzialità del mezzo con una conquista di e-democrazia, tutt'altro che raggiunta. Anzi: sempre più un miraggio. "Il fenomeno Grillo in Italia" è una forma di "cyberpopulismo", democrazia plebiscitaria elettronica che trova in Internet uno strumento non meno adeguato della vecchia tivù, sostiene Carlo Formenti, autore di Cybersoviet (sottotitolo "Utopie postdemocratiche e nuovi media"). Secondo Formenti la retorica del Web 2.0 sta alimentando illusioni sulle prospettive della democrazia digitale. Grillo attribuisce ai nuovi media elettronici un ruolo rivoluzionario puntando sulla "postdemocrazia come utopia": dove le decisioni non vengono prese a colpi di maggioranze o minoranze, ma all'unanimità, attraverso il convincimento reciproco e l'attribuzione di leadership nei confronti di chi si conquista la fiducia del gruppo. Ma attenzione: da una parte i blogger in vetrina riducono la sfera pubblica a sommatoria di conversazioni private e indeboliscono la capacità di influire sul sistema politico e mediatico. Dall'altra non ci sono garanzie di trasparenza, che deve essere "asimmetrica": controllo dei governi che devono operare in una "casa di vetro", ma tutela per il diritto alla privacy dei cittadini. I cybersoviet sono le comunità virtuali create dal popolo della rete. E di conseguenza la democratizzazione del Web 2.0 non prelude a una presa del potere dai parte dei produttori/consumatori, bensì "all'espropriazione capitalistica dell'intelligenza collettiva generata dalla cooperazione spontanea e gratuita di milioni di donne e uomini". La tecnologia "dà l'illusione di aprire le porte alla libertà, ma poi spesso ci si ritrova in stanze vuote chiuse a chiave" avverte Stefano Rodotà, ex Garante per la privacy. Un esempio? The Economist cita la falsa e-democrazia di un indirizzo Internet diponibile per comunicare con un premier, che in realtà collega i cittadini solo a un computer: in cambio di questa promessa di accesso, subiamo la volontà di controllo di governi e aziende. "Il potere politico ed economico sa oggi infinitamente più cose sui cittadini di quante essi non ne sappiano sui potenti". Dal Web 2.0 emergono nuove disuguaglianze, smentendo il mito di una nuova "giustizia distributiva": il cosiddetto "digital divide" non si riferisce solo a chi ha e chi non ha accesso a Internet, ma alla stratificazione sociale che si crea fra differenti categorie di utenza: l'élite rispetto alla massa. "E' ora di decostruire l'inganno del Web 2.0", sintetizza il teorico dei media australiano-olandese Geert Lovink, nella raccolta di interventi dal titolo "Web 2.0: Internet è cambiato. E voi?") di Vito di Bari. "Invece di celebrare i "dilettanti", dobbiamo sviluppare una cultura di Internet che aiuti i "dilettanti" (in maggioranza giovani) a diventare "professionisti"". Perché Beppe Grillo riempie le piazze, ma sono sempre troppo poche le voci che chiedono ai governi di adottare e applicare regole chiare e condivise per l'e-democrazia. www.lastampa.it/masera.

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Referendum, raccolte 750 firme (sezione: Grillo)

( da "Centro, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

AMICI DI GRILLO Referendum, raccolte 750 firme CHIETI. Sono 750 i cittadini che, nei gazebo al colle e allo scalo, hanno firmato i tre referendum per una "diversa" informazione indetti il 25 dagli amici del comico Beppe Grillo per il secondo V-Day. Lo comunica Mara Miccoli, addetto stampa degli "Amici di Beppe Grillo di Chieti", nel rilevare che "questa volta, a differenza dello scorso anno, anche Chieti ha fatto la sua parte. Il grande lavoro svolto dai componenti del Meetup teatino è stato premiato dai cittadini. Una Chieti notoriamente conservatrice che vince la diffidenza nei confronti del "nuovo" che avanza è il risultato principale".

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Rutelli-Alemanno, la sfida più attesa (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

ROMA - La sfida più attesa dei ballottaggi di oggi e domani è quella per la carica di sindaco di Roma cui concorrono Francesco Rutelli, il candidato del centrosinistra, e quello del Popolo delle libertà (Pdl), Gianni Alemanno (nelle foto). Un duello che può risolversi in una parziale "rivincita" del centrosinistra o confermare l'"onda lunga" che sospinge il centrodestra. Se vincesse Rutelli, formalmente favorito grazie al 45,8% ottenuto al primo turno, il Partito democratico (Pd) potrebbe vantare il controllo amministrativo della capitale di un Paese passato al Popolo della Libertà nelle elezioni politiche di due settimane fa. A Roma, dove Alemanno ha ottenuto il 40,7% dei consensi, il confronto è reso completo dal ballottaggio anche per la presidenza della Provincia: sono in lizza Nicola Zingaretti per il centrosinistra (46,9%) e Alfredo Antoniozzi per il Pdl (37,1%). Rutelli, al primo turno di due settimane fa, aveva vinto ma non stravinto grazie all'appoggio di otto fra partiti e liste di centrosinistra unitesi nonostante la divisione fra Pd e Sinistra l'Arcobaleno a livello nazionale. Il vicepremier uscente può vantare l'apparentamento formale di una lista da 0,8% creata da un ex-esponente di Forza Italia, Michele Baldi, e di due formazioni minori (in totale da 0,4%). L'ex-ministro dell'Agricoltura Alemanno, appoggiato da cinque fra partiti e liste civiche, parte in teoria con altrettanti punti di svantaggio su Rutelli ma può contare su un appoggio informale della Destra di Francesco Storace votata dal 3,4% degli elettori. Sul fronte degli apparentamenti mancati da un lato l'Udc, che ha ottenuto il 3,3%, dall'altro la Lista civica Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%.

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Il contributo dei pergolesi ai referendum (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Al V-day 2 di venerdì buona partecipazione di pubblico. Raccolte circa 150 firme Il contributo dei pergolesi ai referendum Pergola Buona partecipazione dei pergolesi al "V-day 2" che si è tenuto il 25 aprile in piazza Ginevri per chiedere una libera informazione in un libero Stato e per raccogliere le firme per tre referendum riguardanti l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri. Le firme raccolte sono state più di 150, grazie soprattutto all'impegno di Giordano Droghini, che per tutto il giorno ha chiamato i cittadini a firmare. Anche Pergola dunque ha dato il proprio contributo al successo dell'iniziativa, che si è tenuta in varie parti d'Italia dove si sono formati i gruppi locali, a partire dal 2005, attorno al blog di Beppe Grillo, in particolare in seguito alla creazione da parte dello stesso Grillo di un'apposita sezione sul sito Meetup.com, che è il principale mezzo di organizzazione e comunicazione usato dai gruppi. La struttura dell'organizzazione è basata sui gruppi locali che fanno riferimento all'area in cui il gruppo si riunisce ed opera. Non è inusuale che le città più grandi abbiano più di un gruppo. Inoltre, all'interno delle sezioni locali si creano dei gruppi di lavoro in base ai compiti da svolgere. I gruppi si collegano all'attività di Beppe Grillo ma sono gruppi indipendenti che prendono iniziative autonome che spesso, grazie all'organizzazione via web, partono dai singoli gruppi locali per poi estendersi in tutto il territorio nazionale. G.M.,.

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Lovink: invece di celebrarlo, aiutiamolo a diventare professionista (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

IL MITO DEL DILETTANTE L'AUTOINGANNO Lovink: invece di celebrarlo, aiutiamolo a diventare professionista Credersi più potenti di una multinazionale, contando meno che mai La libertà è partecipazione, è il ritornello di una vecchia canzone di Giorgio Gaber. In quest'era digitale, ci si casca volentieri nella retorica tecno-entusiastica di Beppe Grillo sulla grande libertà di informazione e possibilità di partecipazione democratica resa possibile da Internet. O meglio dal "Web 2.0", termine di moda per definire quella rete sociale globale che celebra il trionfo dei "dilettanti" e dà l'illusione ai singoli cittadini di contare allo stesso livello dei governi e delle multinazionali, almeno online. Ma attenzione, avvertono gli studiosi del fenomeno, a non confondere le straordinarie potenzialità del mezzo con una conquista di e-democrazia, tutt'altro che raggiunta. Anzi: sempre più un miraggio. "Il fenomeno Grillo in Italia" è una forma di "cyberpopulismo", democrazia plebiscitaria elettronica che trova in Internet uno strumento non meno adeguato della vecchia tivù, sostiene Carlo Formenti, autore di Cybersoviet (sottotitolo "Utopie postdemocratiche e nuovi media"). Secondo Formenti la retorica del Web 2.0 sta alimentando illusioni sulle prospettive della democrazia digitale. Grillo attribuisce ai nuovi media elettronici un ruolo rivoluzionario puntando sulla "postdemocrazia come utopia": dove le decisioni non vengono prese a colpi di maggioranze o minoranze, ma all'unanimità, attraverso il convincimento reciproco e l'attribuzione di leadership nei confronti di chi si conquista la fiducia del gruppo. Ma attenzione: da una parte i blogger in vetrina riducono la sfera pubblica a sommatoria di conversazioni private e indeboliscono la capacità di influire sul sistema politico e mediatico. Dall'altra non ci sono garanzie di trasparenza, che deve essere "asimmetrica": controllo dei governi che devono operare in una "casa di vetro", ma tutela per il diritto alla privacy dei cittadini. I cybersoviet sono le comunità virtuali create dal popolo della rete. E di conseguenza la democratizzazione del Web 2.0 non prelude a una presa del potere dai parte dei produttori/consumatori, bensì "all'espropriazione capitalistica dell'intelligenza collettiva generata dalla cooperazione spontanea e gratuita di milioni di donne e uomini". La tecnologia "dà l'illusione di aprire le porte alla libertà, ma poi spesso ci si ritrova in stanze vuote chiuse a chiave" avverte Stefano Rodotà, ex Garante per la privacy. Un esempio? The Economist cita la falsa e-democrazia di un indirizzo Internet diponibile per comunicare con un premier, che in realtà collega i cittadini solo a un computer: in cambio di questa promessa di accesso, subiamo la volontà di controllo di governi e aziende. "Il potere politico ed economico sa oggi infinitamente più cose sui cittadini di quante essi non ne sappiano sui potenti". Dal Web 2.0 emergono nuove disuguaglianze, smentendo il mito di una nuova "giustizia distributiva": il cosiddetto "digital divide" non si riferisce solo a chi ha e chi non ha accesso a Internet, ma alla stratificazione sociale che si crea fra differenti categorie di utenza: l'élite rispetto alla massa. "E' ora di decostruire l'inganno del Web 2.0", sintetizza il teorico dei media australiano-olandese Geert Lovink, nella raccolta di interventi dal titolo "Web 2.0: Internet è cambiato. E voi?") di Vito di Bari. "Invece di celebrare i "dilettanti", dobbiamo sviluppare una cultura di Internet che aiuti i "dilettanti" (in maggioranza giovani) a diventare "professionisti"". Perché Beppe Grillo riempie le piazze, ma sono sempre troppo poche le voci che chiedono ai governi di adottare e applicare regole chiare e condivise per l'e-democrazia. www.lastampa.it/masera.

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Rutelli e Alemanno, ultima sfida per Roma (sezione: Grillo)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Primo Piano Pagina 105 ballottaggi Rutelli e Alemanno, ultima sfida per Roma Ballottaggi --> ROMA La sfida più attesa dei ballottaggi di oggi e domani è quella per la carica di sindaco di Roma cui concorrono Francesco Rutelli, il candidato del centrosinistra, e quello del Popolo delle libertà (Pdl), Gianni Alemanno. Un duello che può risolversi in una parziale rivincita del centrosinistra o confermare l'onda lunga che sospinge il centrodestra. SCHIERAMENTI Se vincesse Rutelli, formalmente favorito grazie al 45,8% ottenuto al primo turno, il Partito democratico (Pd) potrebbe vantare il controllo amministrativo della capitale di un Paese passato al Popolo della Libertà nelle elezioni politiche di due settimane fa. A Roma, dove Alemanno ha ottenuto il 40,7% dei consensi, il confronto è reso completo dal ballottaggio anche per la presidenza della Provincia: sono in lizza Nicola Zingaretti per il centrosinistra (46,9%) e Alfredo Antoniozzi per il Pdl (37,1%). Rutelli, al primo turno di due settimane fa, aveva vinto ma non stravinto grazie all'appoggio di otto fra partiti e liste di centrosinistra unitesi nonostante la divisione fra Pd e Sinistra l'Arcobaleno a livello nazionale. Il vicepremier uscente può vantare l'apparentamento formale di una lista da 0,8% creata da un ex-esponente di Forza Italia, Michele Baldi, e di due formazioni minori (in totale da 0,4%). L'ex-ministro dell'Agricoltura Alemanno, appoggiato da cinque fra partiti e liste civiche, parte in teoria con altrettanti punti di svantaggio su Rutelli ma può contare su un appoggio informale della Destra di Francesco Storace votata dal 3,4% degli elettori chiamati ora a confluire sul dirigente di An nonostante un rapporto conflittuale durato tutta la campagna elettorale. L'INCOGNITA Sul fronte degli apparentamenti mancati, un'incognita è rappresentata dalle scelte che faranno gli elettori delle uniche due formazioni che al primo turno hanno superato la soglia dell'uno per cento e in seguito hanno lasciato libertà di voto ai propri sostenitori: da un lato l'Udc, che ha ottenuto il 3,3% e vissuto sussulti interni favorevoli ad Alemanno; dall'altro la Lista civica Amici di Beppe Grillo, fermatasi a Roma al 2,6%. Fra le liste minori spicca l'indicazione di voto pro-Alemanno fatta da Mario Baccini, leader della Rosa per l'Italia (0,8% al primo turno ma contrastato da amici di partito come Bruno Tabacci), la neutralità socialista (anche questa da 0,8%). La Sinistra critica, dichiaratamente contro Alemanno, è l'unica altra forza elettorale che ha superato la soglia dello 0,5%. BEL TEMPO Il tentativo di Rutelli di tornare alla guida della capitale dopo essere stato sindaco per due volte negli anni Novanta passa per la scelta di 2,3 milioni di persone. I conti aritmetici però sono falsati da un prevedibile astensionismo: al ballottaggio manca il traino delle elezioni politiche che il 13 e 14 aprile ha alzato l'affluenza per le comunali al 74%; inoltre vi sono le ottime previsioni meteorologiche per un fine settimana che cade nel pieno di varie possibilità di ponte iniziate venerdì con la festa delle Liberazione del 25 aprile e destinate ad esaurirsi solo domenica 4 maggio passando per la festa dei lavoratori del primo. A Roma vi è poi attesa anche per le scelte dei quasi 950 mila elettori che votano al ballottaggio anche per la presidenza di nove Municipi (le circoscrizioni della capitale): gli altri dieci si sono già confermati di centrosinistra due settimane fa.

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Web Notes (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

TORINO La libertà è partecipazione, è il ritornello di una vecchia canzone di Giorgio Gaber. In quest'era digitale, ci si casca volentieri nella retorica tecno-entusiastica di Beppe Grillo sulla grande libertà di informazione e possibilità di partecipazione democratica resa possibile da Internet. O meglio dal "Web 2.0", termine di moda per definire quella rete sociale globale che celebra il trionfo dei "dilettanti" e dà l'illusione ai singoli cittadini di contare allo stesso livello dei governi e delle multinazionali, almeno online. Ma attenzione, avvertono gli studiosi del fenomeno, a non confondere le straordinarie potenzialità del mezzo con una conquista di e-democrazia, tutt'altro che raggiunta. Anzi: sempre più un miraggio. "Il fenomeno Grillo in Italia" è una forma di "cyberpopulismo", democrazia plebiscitaria elettronica che trova in Internet uno strumento non meno adeguato della vecchia tivù, sostiene Carlo Formenti, autore di Cybersoviet (sottotitolo "Utopie postdemocratiche e nuovi media"). Secondo Formenti la retorica del Web 2.0 sta alimentando illusioni sulle prospettive della democrazia digitale. Grillo attribuisce ai nuovi media elettronici un ruolo rivoluzionario puntando sulla "postdemocrazia come utopia": dove le decisioni non vengono prese a colpi di maggioranze o minoranze, ma all'unanimità, attraverso il convincimento reciproco e l'attribuzione di leadership nei confronti di chi si conquista la fiducia del gruppo. Ma attenzione: da una parte i blogger in vetrina riducono la sfera pubblica a sommatoria di conversazioni private e indeboliscono la capacità di influire sul sistema politico e mediatico. Dall'altra non ci sono garanzie di trasparenza, che deve essere "asimmetrica": controllo dei governi che devono operare in una "casa di vetro", ma tutela per il diritto alla privacy dei cittadini. I cybersoviet sono le comunità virtuali create dal popolo della rete. E di conseguenza la democratizzazione del Web 2.0 non prelude a una presa del potere dai parte dei produttori/consumatori, bensì "all'espropriazione capitalistica dell'intelligenza collettiva generata dalla cooperazione spontanea e gratuita di milioni di donne e uomini". La tecnologia "dà l'illusione di aprire le porte alla libertà, ma poi spesso ci si ritrova in stanze vuote chiuse a chiave" avverte Stefano Rodotà, ex Garante per la privacy. Un esempio? The Economist cita la falsa e-democrazia di un indirizzo Internet diponibile per comunicare con un premier, che in realtà collega i cittadini solo a un computer: in cambio di questa promessa di accesso, subiamo la volontà di controllo di governi e aziende. "Il potere politico ed economico sa oggi infinitamente più cose sui cittadini di quante essi non ne sappiano sui potenti". Dal Web 2.0 emergono nuove disuguaglianze, smentendo il mito di una nuova "giustizia distributiva": il cosiddetto "digital divide" non si riferisce solo a chi ha e chi non ha accesso a Internet, ma alla stratificazione sociale che si crea fra differenti categorie di utenza: l'élite rispetto alla massa. "E' ora di decostruire l'inganno del Web 2.0", sintetizza il teorico dei media australiano-olandese Geert Lovink, nella raccolta di interventi dal titolo "Web 2.0: Internet è cambiato. E voi?") di Vito di Bari. "Invece di celebrare i “dilettanti”, dobbiamo sviluppare una cultura di Internet che aiuti i “dilettanti” (in maggioranza giovani) a diventare “professionisti”". Perché Beppe Grillo riempie le piazze, ma sono sempre troppo poche le voci che chiedono ai governi di adottare e applicare regole chiare e condivise per l'e-democrazia. commenti (0) scrivi.

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V-Day 2: 450'000 firme per i referendum sull'informazione (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Apr 0827 V-Day 2: 450'000 firme per i referendum sull'informazione Pubblicato da Rosario Mastrosimone alle 12:58 in Politica italiana Il secondo V-Day organizzato dai meetup ispirati da Beppe Grillo ha avuto un successo di partecipazione straordinario. Benché ci sia la solita farsesca battaglia sui numeri della partecipazione, il dato di 450'000 firme raccolte, praticamente in un solo giorno, è indicativo di un'iniziativa che ha avuto successo ben oltre le speranze degli organizzatori e ben oltre i timori dei suoi oppositori. Le immagini ed i filmati delle manifestazioni, il numero di firme raccolte, le testimonianze dalla varie città lasciano supporre una partecipazione di oltre 2 milioni di persone, numeri da record, soprattutto ove si consideri che non c'erano moltitudini di pullman organizzati da partiti o sindacati, e tanto meno "sconti" sui viaggi o particolari "benefit" promozionali allestiti dagli organizzatori per "stimolare" la partecipazione. Numeri che sarebbero da record, anche se dimezzati. Insomma, una grande e genuina partecipazione, che ha dato parecchio fastidio alle redazioni di molti giornali, prese di mira direttamente dalla retorica del comico genovese, e che ha dato un certo fastidio anche in molti settori della sinistra, da un lato per la coincidenza, probabilmente inopportuna, con le celebrazioni della festa della Liberazione, dall'altro per l'ennesima dimostrazione che non solo la sinistra sa riempire le piazze. Tutto questo partendo da un blog e dalla popolarità di una sola persona fatta megafono. Tutto questo sintomatico di un'insofferenza verso un certo modo di intendere il potere e l'informazione da parte delle principali forze politiche e di molti organi di stampa, un'insofferenza già emersa in occasione delle politiche con il calo della partecipazione al voto e l'impennata di schede bianche e nulle, che, includendo nei conti anche le liste escluse dalle soglie di sbarramento, paiono rendere il nostro prossimo Parlamento il meno rappresentativo della storia repubblicana. Non è qui neppure il caso di citare la rassegna stampa, soprattutto dei commenti, apparsi contro il V-Day e soprattutto contro Beppe Grillo negli ultimi giorni. Invidie e gelosie, sono palesi e sintomatici della dimensione trionfale dei numeri del V-Day e dell'efficacia straordinaria del Beppe Grillo-megafono. A di là del grande successo del V-Day, resta il dubbio sull'utilizzabilità delle firme raccolte, il vero grande nodo da sciogliere, il rischio di un autogol clamoroso. Grillo ha saputo sfruttare egregiamente le potenzialità di Internet, promuovendo la creazione di una vivacissima rete di gruppi e di persone che si sono dimostrate capaci di una straordinanzia forza organizzativa sul territorio. Se quelle firme raccolte con tanto entusiasmo dovessero risultare inutilizzabili, per un errore dello staff di Grillo, questi ne perderebbe drammaticamente in credibilità ed anche il Beppe Grillo-megafono perderebbe gran parte della sua forza. Ma la rabbiosa energia che ha alimentato il V-Day non svanirebbe. La peculiarità di Internet è nella libertà e nell'autonomia da qualunque auctoritas di quel che vi nasce, e questo vale anche per il Beppe Grillo-megafono. I meetup dovranno essere pronti ad andare oltre Grillo ed i suoi eventuali errori, perché l'Italia ha davvero bisogno di una ventata neo-risorgimentale che, parafrasando la Costituzione, rimuova gli ostacoli di ordine (politico), economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, (ne) impediscono la piena partecipazione all'organizzazione politica, economica e sociale. I grandi protagonisti della politica e del giornalismo sono ancora assorbiti da una visione elitaria, ottocentesca della loro persona e della loro funzione, benché in realtà queste funzioni, pur importantissime, non sono imperniate su competenze specialistiche paragonabili a quelle delle cosiddette professioni. Si fondano invero entrambe sull'uso della parola e su un approccio sempre multidisciplinare. L'uso della parola è tendenzialmente patrimonio di tutti (né i giornalisti sono esenti da clamorose sgrammaticature), la multidisciplinarietà puo' al piu' essere l'utopica aspirazione di chi ha l'umiltà di vivere nei panni dell'eterno studente. In ogni caso, nessuna delle due funzioni giustifica oggettivamente l'esistenza di caste di fatto, o peggio, l'esistenza ufficiale di albi. L'albo del giornalisti, peraltro, è ormai per certi versi uno strumento obsoleto, già superato dalla prassi di molte redazioni che, quando ricevono un pezzo, se è un buon pezzo, e se non contrasta con la linea editoriale (politica, partitica) della testata, lo pubblicano senza fare distinzione alcuna tra iscrizione e non iscrizione all'albo.

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Venezia Parte dal Veneto orientale, (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

VeneziaParte dal Veneto orientale, che ancora aspira a diventare Provincia, l'offensiva per abolire questi enti autonomi previsti dalla Costituzione. Costituito a San Donà di Piave il 23 ottobre scorso, il Comitato aboliamoleprovince ha presentato il 7 marzo scorso una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per la soppressione delle Province e ha avviato la raccolta, da completare in sei mesi, delle 50mila firme necessarie a supportare l'iniziativa che passerà nelle mani del Parlamento.Il Comitato di San Donà non si è naturalmente avventurato da solo in questa impresa ma ha fatto rete con altri comitati accomunati dal proposito di ridurre i costi della politica e di evitare gli sprechi di denaro pubblico. In Veneto ce ne sono due-tre in provincia di Treviso e altrettanti a Verona, nel vicino Friuli Venezia Giulia opera a Udine il Mio, che sta per Movimento Italia onesta, molti altri sono soprattutto nelle regioni del Nord, ma è molto attivo anche quello di Roma che si è offerto di fare da sede nazionale. E poi ci sono gli ammiccamenti con Beppe Grillo che proprio ieri ha organizzato il V-day 2 per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti.Ma torniamo al disegno di legge di modifica della Costituzione. Il testo depositato in Cassazione è semplicissimo e consta di due soli articoli: il primo per sopprimere la parola "Province" nei sette articoli della Costituzione in cui è citata e il secondo per stabilire che entro due anni dall'entrata in vigore della legge costituzionale dovranno essere regolati con legge ordinaria "il passaggio delle funzioni delle Province alle Regioni o ai Comuni, nonchè quello dei beni di proprietà e del personale dipendente delle Province medesime ai suddetti enti". In pratica, la Provincia viene abolita come assemblea elettiva, ma le sue funzioni rimangono."Abbiamo calcolato un risparmio di 50 milioni di euro l'anno solo in indennità di carica - spiega il portavoce del comitato Lorenzo Furlan - ma sicuramente è una cifra per difetto alla quale bisogna aggiungere tutte le spese per le strutture politiche a supporto dei gruppi, degli assessori e dei presidenti vari. Ma il problema vero è quello di rompere l'anello di una catena clientelare e politica: sono decenni che tutti dicono che le Province vanno abolite, lo ha sostenuto anche Berlusconi in campagna elettorale, sono enti vuoti e inutili dopo l'introduzione delle Regioni ma in pratica nessuno ha mai fatto nulla". E così il Comitato aboliamoleprovince, apolitico e trasversale, intende offrire su un piatto d'argento la proposta ai politici.Perchè, una volta raccolte le firme, toccherà al Parlamento esprimersi in doppia lettura. "Prima delle elezioni - spiega Furlan - abbiamo scritto a tutti i candidati per illustrare questa causa e devo dire che la percentuale di risposte è stata bassissima, sull'1 per cento, e chi ha risposto era in gran parte in fondo alle liste, non certo quelli sicuri dell'elezione. L'unico che si è esposto in modo chiaro, "sono assolutamente a favore, vi sostengo", è stato il governatore Galan". Per saperne di più cliccare su www.aboliamoleprovince.it.Giuseppe Tedesco.

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V DAY: BEPPE GRILLO, TRA SQUALO E ORANGO PETRONILLA E' STATO UN SUCCESSO (sezione: Grillo)

( da "Caltanet" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

> NEWS--> Milano, 27 apr.- (Adnkronos) - ''Il V2-day e' stato un successo perche' quasi 500 piazze in Italia e all'estero hanno partecipato, perche' sono state raccolte 1.300.000 firme in un giorno, perche' 120.000 persone hanno ascoltato per sei ore in piedi sotto un caldo estivo economisti, ambientalisti, operai, matematici e anche Beppe Grillo. Ma il V2-day e' stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la reazione dell'informazione. Per il silenzio dell'informazione. Per la comicita' dell'informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all'orango Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day. Cinque minuti allo squalo bianco della California e neppure un secondo a due milioni di persone che sostenevano un referendum popolare''. E' quanto si legge sul sito di Beppe Grillo in merito al V2 Day.

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27/04/2008 16:04 V DAY: BEPPE GRILLO, TRA SQUALO E ORANGO PETRONILLA E' STATO UN SUCCESSO (sezione: Grillo)

( da "ITnews.it" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Milano, 27 apr.- (Adnkronos) - ''Il V2-day e' stato un successo perche' quasi 500 piazze in Italia e all'estero hanno partecipato, perche' sono state raccolte 1.300.000 firme in un giorno, perche' 120.000 persone hanno ascoltato per sei ore in piedi sotto un caldo estivo economisti, ambientalisti, operai, matematici e anche Beppe Grillo. Ma il V2-day e' stato un successo enorme, straordinario soprattutto per la reazione dell'informazione. Per il silenzio dell'informazione. Per la comicita' dell'informazione con i telegiornali che hanno dedicato tre minuti all'orango Petronilla di Roma e neppure un secondo al V2-day. Cinque minuti allo squalo bianco della California e neppure un secondo a due milioni di persone che sostenevano un referendum popolare''. E' quanto si legge sul sito di Beppe Grillo in merito al V2 Day.

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Lecco: grande successo per il V-day 2 (sezione: Grillo)

( da "Merateonline.it" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Cronaca >> Cronache lecchesi 27 / 4 / 2008 Lecco: grande successo per il V-day 2 Grande successo per il V2-Day, la manifestazione svoltasi il 25 aprile nel pomeriggio a Lecco in piazza Garibaldi come in migliaia di alte città italiane e lanciata da Beppe Grillo e il cui tema centrale era l'informazione. Tantissimi i cittadini che si sono fermati al banchetto e hanno firmato la proposta di tre referendum abrogativi: per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria, della legge Gasparri. Articoli Correlati: (c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco Scritto il 27/4/2008 alle 16.55.

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I numeri di Beppe Sul blog riprende gli attacchi e sostiene: venerdì in tutta Italia eravamo due milioni (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

IL V-DAY LA RETE RILANCIA I numeri di Beppe Sul blog riprende gli attacchi e sostiene: venerdì in tutta Italia eravamo due milioni Chiamparino: mi sarei preoccupato se non mi avesse insultato GENOVA Il giorno dopo, tornato a casa, Beppe Grillo ha tirato le somme sul suo blog, continuando la polemica con i giornali. "Ieri a Torino eravamo in 120 mila", scrive sul blog, alla manifestazione "c'erano tutte le televisioni più importanti del mondo, dalla Bbc a Al Jazeera. Loro - dice - racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno il fascismo dell'informazione". Ma sono i numeri quelli più importanti. Secondo Grillo, "hanno partecipato al V2-Day almeno due milioni di persone. Le file ai banchetti erano lunghe il doppio dell'8 settembre. I primi dati delle adesioni raccolte sono di 450 mila firme. Nella storia repubblicana non è mai successo. Nessuno, nessuno è riuscito a raccogliere un numero simile di firme autenticate in un solo giorno. Non cercate l'informazione nei giornali o nelle televisioni, cercatela in Rete. Non esistono giornalisti buoni o giornalisti cattivi. Esiste un'informazione di regime o la verità". "Voi siete giornalisti. Voi siete Beppe Grillo", scrive infine l'attore esortando coloro che hanno partecipato al V2-Day a pubblicare "le foto e i video di questo bellissimo 25 Aprile in rete, sui vostri blog, su YouTube". Dei partiti, solo l'Italia dei Valori è al fianco del comico, e per questo il Pd (con Giorgio Merlo) accusa l'ex pm, reo di aver minimizzato sugli "insulti" a Giorgio Napolitano. Dopo Di Pietro, parla Silvana Mura, sposando i tre referendum promossi da Grillo, quello per l'abrogazione della legge Gasparri, l'eliminazione dei contributi pubblici all'editoria di partito e la cancellazione dell'Ordine dei giornalisti: "Sono provvedimenti fondamentali per un'informazione più libera e indipendente. Italia dei Valori sosterrà i quesiti referendari". Maurizio Gasparri invece attacca il comico, denuncia di aver ricevuto minacce e se la prende anche con Mediaset: "Dopo gli insulti di Grillo, amplificati da Mediaset, io e la mia famiglia abbiamo ricevuto delle minacce. Non do mai peso a queste cose, ma il linguaggio violento trova orecchie attente e pronte a trasformare il delirio in delitto". Probabilmente, querelerà il network berlusconiano: "Assumerò iniziative giudiziarie a tutela della mia famiglia sia nei confronti di chi delira, sia nei confronti dei mezzi di comunicazione che hanno fatto da megafono agli insulti". Mediaset prova a smorzare: "Mediaset esprime piena solidarietà a Maurizio Gasparri e ribadisce la più netta avversione alle posizioni aggressive e inaccettabili di Beppe Grillo". Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, invece glissa sul comico: "Mi sarei preoccupato se Grillo non mi avesse insultato". \.

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Sul palco sono attesi numerosi ospiti, da Antonacci a Balasso, a Sabina Guzzanti ma lo show è "in progress" con assenze e presenze assolutamente a sorpresa (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

TIZIANA PLATZER Obiettivo: raccogliere 500 mila firme. Questo sarebbe per lui un gran bel grido di libertà. Per Beppe Grillo e il suo Vaffa-day atto secondo, che venerdì 25 aprile, nel giorno della Liberazione, chiama a raccolta per la "liberazione" del nostro sistema d'informazione: firme da contare in 400 città italiane per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, la cancellazione dei finanziamenti pubblici pari a un miliardo di euro annui destinati all'editoria e l'eliminazione della legge Gasparri sulle radiotelevisioni. E il nuovo santone-leader populista-profeta della rete e quant'altro del comico genovese si dica e si sprechi in parole dalla sua discesa in campo politico, anzi, contro i politici, si materializzerà in piazza San Carlo trascinatore del "V2-day" dalle 15 sino alle 21, più o meno. Quindi non si fa serata con il suo meeting, e se a Bologna il primo portò in piazza sessantamila persone, anche con qualche disguido da affollamento, gli organizzatori dell'evento torinese e i meetup locali "Qui Torino libera" e "13", si sono preparati ad affrontare un'altrettanto larga partecipazione. Da scommetterci, perchè grillini o non grillini, "mangiatori di schede" o delusi e disillusi post-elezioni, tutti, in tanti, hanno voglia di sentire dal vivo e unirsi al lungo elenco liberatorio di "vaffa.." urlati dal Grillo che dal palco travolge, con le sua satira-verità sulle politiche ambientali, economiche, sociali. La battuta, ormai, è il suo ultimo pensiero. Un palco dove si incontreranno personaggi da ogni mondo, qualcuno in scaletta già prefissata, tanti invitati direttamente da lui che non ci tiene affatto ad anticipare, meglio, si nega all'annuncio; altri che forse si aggiungeranno realmente a sorpresa. Suoi sostenitori musicali dati sicuri saranno Caparezza, che canterà per una ventina di minuti subito dopo Leo Pari, apripista della giornata; Franky Hi Energy, protagonista della chiusra del meeting alle 20 con mezz'ora di canzoni appena dopo la partecipazione di Paolo Benvegnù, e Biagio Antonacci: il cantautore per primo, durante la sua permanenza a Torino per all'ultimo concerto, aveva dichiarato la sintonia con il fenomeno del grillismo e la sua amicizia con il comico, e Grillo, facendo un'eccezione al "niente da dire" lo dà della partita. Qualche discordanza sul tam tam di chi c'è e chi no riguarda Piotta, che con Leo Pari e il gruppo Radici nel Cemento, è autore del brano diventato bandiera dei "vaffa-day", e che potrebbe risuonare in piazza San Carlo, unita nel coro rapeggiante: "Al V-day ci sei o non ci sei/ serve una nuova soluzione, c'è troppa corruzione". Grillo pare giudichi il pezzo un'astuta mossa autopromozionale dell'artista romano, ma lui, non l'ha invitato. E allora è facile che i cori nasceranno spontanei. Adesione è arrivata da Zucchero, che dovrebbe comparire grazie a un collegamento video, mentre in carne e pensieri taglienti si materializzeranno i Negrita, Jacopo Fo, Sabina Guzzanti, Marco Travaglio, Giulietto Chiesa, Beppe Scienza, Natalino Balasso. E invece sempre per una partecipazione via mega schermo sono attesi gli interventi dei procuratori Raffaele Guariniello, Clementina Forleo e Luigi De Magistris. La volontà di esserci l'ha espressa a Grillo Maria Fida Moro, che secondo programma dovrebbe parlare intorno alle 15,30. L'happening del "disincantatore", come il comico si definisce, darà spazio a metà pomeriggio al Comitato No Tav e al Comitato Dal Molin. Spazio alle proteste e alle riflessioni di molti, almeno di chi, come lui, la pensa.

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CAMERA/ SETTANTA DEPUTATI REGISTRATI OGGI, MOLTI SONO NEW (sezione: Grillo)

( da "Virgilio Notizie" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

ENTRY Domani si concludono adempimenti in vista prima seduta martedì postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 27 apr. (Apcom) - Sono una settantina le 'matricole', i deputati che si sono presentati oggi a Montecitorio per registrarsi in vista della prima seduta della Camera di martedì 29. Dopo una mattinata di affluenza discreta, nel pomeriggio solo pochi si sono presentati nella sala della Regina al primo piano del Palazzo per gli adempimenti burocratici, tra di loro: Eugenia Roccella, eletta nel Pdl, già animatrice del family day, figlia del parlamentare radicale Franco Roccella. "Ho fatto politica fuori dalle istituzioni finora - dice ai giornalisti che l'avvicinano per chiederle le sue prime impressioni - ora sono un pò emozionata ma spero di poter essere utile. Non c'è continuità tra me e mio padre - aggiunge - e purtroppo lui non c'è più e non può vedermi qui oggi". Roccella conferma il suo impegno sui temi della famiglia e delle donne: "Sono ancora una femminista, sono qui per fare una battaglia per le donne e per la vita" e poi racconta che Francesco Cossiga le ha mandato un messaggio in occasione della sua elezione. Altra new entry è lo storico e giornalista di Panorama, Giancarlo Lehner. I giornalisti sono il terzo gruppo professionale in Parlamento: "E' giusto che ci sia una folta rappresentanza di giornalisti - osserva il neoletto nelle file del Pdl -. Siamo una categoria che svolge un ruolo importante", quindi racconta che la sua candidatura è stata voluta da Silvio Berlusconi in persona: "E' stata una scelta scellerata" scherza Lehner con i cronisti che lo interpellano, precisando di non essere "uno conforme, non sanno chi si sono messi in Parlamento...". Il giornalista lamenta poi l'eccesso di burocrazia anche per la registrazione da parlamentare: "Va sfoltita, spero che ci riusciremo", da esperto di comunicazione vuole parlare anche del fenomeno Beppe Grillo: "E' inutile accusarlo, è la politica che deve tornare a un livello di credibilità e di etica, e questa legislatura sarà fondamentale, ci sono i numeri per governare e per fare alcune cose importanti". Più tardi sono arrivati Paolo Gentiloni, unico ministro uscente del Pd a presentarsi per la registrazione, Elisabetta Zamparutti, la radicale eletta nel Pd, Beatrice Lorenzin e Mario Pepe del Pdl. Le registrazioni continueranno stasera fino alle 20 e riprenderanno domattina alle 9. La seduta per l'apertura della XVI legislatura è prevista martedì alle 10.

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GOGGI E BREZZA, NOZZE DOPO 29 ANNI (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Goggi e Brezza, nozze dopo 29 anni Si erano conosciuti nel '79 all'epoca del primo "Fantastico", quello con Beppe Grillo e Heather Parisi. E ieri, dopo 29 anni di convivenza, si sono sposati in Toscana, all'Argentario. Sono Loretta Goggi e Gianni Brezza. La cantante, attrice e conduttrice e il coreografo e regista si sono uniti in matrimonio con rito civile in Comune, a Orbetello. Ad officiare la cerimonia il sindaco senatore del Pdl Altero Matteoli. La Goggi (nella foto), tailleur pantalone rosso, bouquet di roselline rosse e margherite, è stata attesa all'esterno dal municipio comunale da decine di fan.

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VAIRANO PATENORA ADERISCE AL V2 DI BEPPE GRILLO (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Vairano Patenora aderisce al V2 di Beppe Grillo Il 25 Aprile scorso non è stata la solita Festa della Liberazione; ieri in piazza Unità d'Italia, nel comune di Vairano Patenora Frazione Scalo, in diretta nazionale, in contemporanea con oltre 450 piazze in tutta Italia, si è mosso qualcosa nelle coscienze dei cittadini. Grazie alla motivazione e alla grinta di un gruppo di giovani, primo fra tutti Francesco Rossi, coadiuvati dalla presenza del Vicesindaco Mario De quattro; nel luogo dove un tempo è stato possibile unire sotto un'unica bandiera un paese intero, gente proveniente da ogni parte d'Italia e di ogni colore politico, si è ritrovata al cospetto di una bandiera nuova, quella del V2-Day. "Il coinvolgimento emozionale - dice Rossi - del noto show-man Beppe Grillo si è trasformato in coinvolgimento politico; di quella politica sincera, che smuove gli animi dei cittadini dal basso e porta a discutere e a decidere del proprio futuro senza compromessi e false promesse".

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Ma <Bella ciao> è sempre meglio dei <vaffa> (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Ma "Bella ciao" è sempre meglio dei "vaffa" Se il "vaffa" tira più di "Bella ciao" e se il carisma di Beppe Grillo oscura quello della buonanima di Arrigo Boldrini (il leggendario "comandante Bulow" della Resistenza) forse sarebbe meglio passare direttamente al 26 aprile e mandare una soffitta una ricorrenza svuotata ormai del suo significato originario. Oppure, tanto per mantenere l'abitudine, ribattezziamola "festa della primavera" in modo da sdoganare, oltre ai rari reduci di Salò, anche le gite fuori porta senza complessi di colpa (ammesso che qualcuno li abbia). Certo, ha ragione Vittorio Feltri quando spiega che ormai quasi tutti i partigiani e i fascisti sono nel mondo dei più o nelle case di riposo e che la retorica bolsa della Liberazione non fa più presa. Ha ragione se si va avanti sulla retorica, specie se quest'ultima continua (come è stata finora) a rivelarsi bolsa. E non ha torto Feltri quando dice che la sinistra ha avuto quello che si merita. Perché buona parte delle colpe per le piazze ufficiali semivuote e quella grillesca colma è certamente della sinistra. Trasformare la ricorrenza del 25 aprile in una giornata contro Berlusconi pericolo per la democrazia si è rivelato un pesante boomerang che è finito addosso a chi lo ha lanciato. Innanzitutto perché ormai alla fola dell'emergenza democratica ci credono sempre in meno. (...) segue a pagina 7 27/04/2008.

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Grillo: folla e tante firme La rabbia di sinistra e tv (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Lecco, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Il comico annuncia: un record, 450 mila ai banchetti in un solo giorno Scottano i 50-100 mila di Torino contro i 5-10 mila per il 25 aprile Il giorno dopo è un fiorire di puntualizzazione e reazioni stizzite. Soprattutto da parte delle testate televisive - il Tg1, il Tg2 e il Tg5 in testa- accusate da Beppe Grillo di non aver raccontato in maniera fedele il V2 Day di Torino. E altre precisazioni e prese di posizione sono giunte dai vertici sindacali (ma l'Fnsi vuole un confronto sui temi oggetto della richiesta di consultazione popolare) e dell'ordine dei giornalisti. Ma Grillo non si preoccupa, come non prende in considerazione il fatto che, per legge, nei sei mesi successivi alla convocazione dei comizi elettorali, non si possono raccogliere adesioni per chiamare la gente alle urne elettorali. Ma tant'è, come dimostrazione di forza quella del comico genovese è riuscita, provocatoria o effettiva che fosse. Grillo, chiamando il suo popolo a raduno il giorno dell'anniversario della Liberazione e definendolo come l'erede dei partigiani, ha di fatto anche vinto alla grande la sfida delle piazze di Torino: 50 mila persone da lui in piazza San Carlo (100-120 mila per gli organizzatori), 5 mila ( il triplo se si contano quelli che hanno partecipato al solo corteo o non si sono fermati a lungo) per la celebrazione del 25 aprile in piazza Castello. Una "rivoluzione" significativa che non si spiega con il solo fattore mediatico. Ma piuttosto mostra come il trend dell'antipolitica ha radici forse più estese di quanto si vuole ammettere. Soprattutto a sinistra, e ancora di più in quella radicale al quale due terzi di chi la votava ha girato le spalle. Ieri proprio dal centrosinistra, dal Pd, sono partiti strali verso l'happening del comico. Giorgio Merlo (Democratico, vice presidente della commissione di vigilanza Rai) e il sindaco di Torino, Chiamparino, hanno reagito con stizza e un po' d'ironia: "Le opinioni, gli insulti, le offese, - ha detto il primo - il qualunquismo diffusi a piene mani da Grillo li abbiamo sentiti tutti. Come dice giustamente Chiamparino, uno si stupisce solo quando Beppe Grillo non insulta. Quindi nessuna novità di particolare importanza". E il primo cittadino ha chiuso specificando che si sarebbe preoccupato "se Grillo non m'avesse insultato". Vinta la sfida delle piazze, Grillo ora sbandiera anche la "vittoria" delle firme. "Quattrocentocinquantamila firme in un solo giorno, nella storia repubblicana non è mai successo" ha scritto sul suo blog (www.beppegrillo.it). "È il virus della verità", ha aggiunto prima di sparare un'altra cifra: "Hanno partecipato al V2 day almeno due milioni di persone". Il cuore dell'iniziativa infatti era a Torino ma centinaia di banchetti sono stati allestiti in altre piazze italiane e all'estero. "A Torino eravamo in 120 mila- scrive ancora Grillo- chi era presente lo sa e anche chi può informarsi in rete. C'erano tutte le televisioni più importanti del mondo, dalla Bbc a Al Jazeera. Loro racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno il fascismo dell'informazione". E il resto del mondo politico? Sinistra a parte, anche il giorno dopo contro il comico si scaglia il leghista Roberto Calderoli che parla del comico come di un "Catone qualunquista", mentre Di Pietro si schiera con il V2Day: "Mobiliteremo piazze intere - ha spiegato il leader dell'Italia dei valori - per contrastare democraticamente e nelle sedi opportune, anche europee, una legge illegittima, tanto che lo stesso Gasparri ora dice che bisogna apportarvi delle modifiche". U. Mon. 27/04/2008.

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Contro gli attacchi di Beppe Grillo da Torino, hanno reagito i vertici dei giornalisti e il Partito (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Lecco, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Contro gli attacchi di Beppe Grillo da Torino, hanno reagito i vertici dei giornalisti e il Partito democratico: dal comico solo insulti 27/04/2008.

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La <vendetta> dei giornalisti: è condannato fa abusi edilizi e inquina (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

La "vendetta" dei giornalisti: è condannato fa abusi edilizi e inquina È un personaggio sempre più in bilico tra lo spettacolo e la politica Ma dei politici, pur ben retribuiti come in Italia, non ha certo l'appannaggio. In questi giorni, man mano che il fenomeno Beppe Grillo lievita, si scava sempre di più sul personaggio. E sui suoi guadagni. Su questo aspetto si sofferma Panorama il quale, dopo aver accertato che il comico le tasse le paga, annota la sua ultima dichiarazione dei redditi, quella relativa al 2006: 4 milioni 272 mila 591 euro di reddito. Un boom, secondo il settimanale della berlusconiana Mondadori, in parte frutto delle sue recenti battaglie politiche visto che in precedenza, nel 2004 dichiarava 2 milioni e 633 mila euro e nel 2003 2 milioni e 133 mila. Tuttavia, secondo l'inchiesta appoggiata anche da un'altra in più puntate su Il Giornale, Grillo qualche peccatuccio ce l'avrebbe: ad esempio non potrà essere parlamentare in base ai suoi principi, in quanto condannato l'8 aprile dell'88 è stato condannato definitivamente a un anno e quattro mesi per omicidio colposo relativo a un incidente stradale nel quale morirono tre persone. Non solo: Grillo, stando alla ricostruzione de Il Giornale, ha fatto ricorso a un condono tombale, introdotto dal governo Berlusconi, per un abuso edilizio relativo alla realizzazione di un megaterrazzo. E, l'inchiesta giornalistica, lo mette alla berlina anche sull'inquinamento energetico che i suoi spettacoli producono. 27/04/2008.

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Ex sindacalista: <Anche il comico non rispetta le promesse Mi ha zittito> (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Ex sindacalista: "Anche il comico non rispetta le promesse Mi ha zittito" TORINO "Beppe Grillo mi aveva detto che mi avrebbe fatto parlare e invece non lo ha fatto, è come Berlusconi". Ugo Monzeglio, ex sindacalista della Cgil, è l'unica nota polemica nel V2-Day del comico genovese. Tutto ha avuto inizio quando, durante uno dei tanti interventi, Monzeglio, che era sotto il palco, ha invitato Grillo a esprimersi sulla campagna elettorale per il Comune di Roma e su come intendeva attuare in pratica le intenzioni espresse durante il comizio. "Ti faccio parlare, stai tranquillo, aspetta, adesso fammi proseguire" ha detto Grillo interrompendo brevemente il suo intervento. In effetti, uomini della sicurezza hanno invitato Monzeglio a entrare nel backstage e, durante una pausa, Grillo e l'ex esponente sindacalista, chiusi in un gazebo, hanno concordato un intervento di quest'ultimo che è stato fatto sedere su una sedia sopra il palco. Alla fine, però, non ha mai parlato. "Anche lui non mantiene le promesse - ha detto Monzeglio - mi hanno fatto attendere e poi se ne sono fregati. Volevo solo portare un contributo chiedendo di esprimersi su Rutelli o Alemanno e di dire concretamente cosa volesse fare per radicare il suo movimento nel territorio e mettere in pratica le intenzioni". In passato, Monzeglio era salito agli onori della cronaca per essere rimasto ferito, mentre era sotto il palco, da monetine e bulloni lanciate al termine di una manifestazione sindacale nell'aprile '93. 27/04/2008.

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Spot&spot (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Como, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Spot&spot nozze/1 Goggi e Brezza sposi dopo 29 anni Loretta Goggi e Gianni Brezza si sono sposati ieri a Orbetello, in Toscana, dopo 29 anni di convivenza. Si erano conosciuti nel '79 all'epoca del primo "Fantastico", quello con Beppe Grillo e Heather Parisi. Lei era già nota come una delle showgirl più complete, attrice, ballerina, cantante, imitatrice, persino doppiatrice (del canarino Titti del cartone Gatto Silvestro), lanciata da Pippo Baudo, era stata subito definita erede della grande Delia Scala. Lui, coreografo dello show diventa il suo manager. All'inizio tennero nascosta la loro relazione perchè Brezza era ancora sposato. Dopo un anno e mezzo la separazione dalla moglie: Brezza e Goggi diventano inseparabili, uniti dal lavoro e anche dalla passione per la vela alla quale dedicano da sempre tutto il tempo libero, concedendosi lunghi periodi di navigazione. nozze/2 Lou Reed all'altare con la anderson Il cantante americano Lou Reed, 66 anni, anima del famoso gruppo "The Velvet Underground", e la sua compagna, la cantante Laurie Anderson, 60 anni, si sarebbero sposati. in un film Il Dr. House diventa poliziotto Una guerra tra poliziotti buoni e cattivi tratta da una storia originale di James Ellroy, firmata dallo stesso scrittore insieme a Kurt Wimmer e Jamie Moss. È quella che si annuncia in "La notte non aspetta" ("Street kings"), thriller urbano diretto da David Ayer, nelle sale italiane il 27 giugno distribuito da Twentieth Century Fox. londra Morto Lyttelton Maestro del jazz Il maestro di tromba jazz, il britannico Humphrey Lyttelton, conosciuto come "Humph", è morto a Londra all'età di 86 anni. Lo ha reso noto il suo sito web. concerto e intervista su "All music" fabri fibra live Domani alle 21.30, su All Music, Valeria Bilello per la seconda puntata di "On Live" presenta il concerto che Fabrizio Tarducci, in arte Fabri Fibra, ha tenuto il 14 Aprile all'Alcatraz di Milano. 27/04/2008.

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Radio Centro 95 fm 91.200 via Druento 98 a Venaria, tel. 011/4552622. Domenica 27 aprile diret (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 27-04-2008)

Argomenti: Grillo

Ta dal foyer del Warner Village Cinema della Fornaci di Beinasco. Appuntamento dalle 17 alle 20 con i dj di Centro 95. Radio Beckwith fm 87.800 via Fuhrmann 25 a Luserna San Giovanni, tel. 0121/ 954194. Mercoledì 30 aprile alle 17,30, all'interno dello spazio "Sala Prove", dedicato alla musica emergente locale, appuntamento con il concerto dei Medea. Radio Flash fm 97.600 via Bossoli 83, tel. 011/ 540186. Il 25 aprile vede a Torino nelle stesse ore e a soli 100 metri di distanza due manifestazioni: in piazza San Carlo Beppe Grillo con il suo "V-Day", in piazza Castello una serie di concerti per la Resistenza. Flash venerdì 25 pomeriggio è da una parte e dall'altra a raccontare, minuto per minuto, la giornata. Radio Veronica One fm 93.600 via Massena 60, tel. 011/5812111. La giornata su Rvo comincia alle 6 con Mario Manzone ne "Lo sveglione", un'ora più tardi subentra al microfono Sergio Melito con "Mattina Veronica" per quattro ore all'insegna di notizie, rubriche, interviste e, naturalmente, tanta musica. Il sabato "Mattina Veronica" si protrae sino alle 13 e ospita, a partire da mezzogiorno, "Sabato Sport", un'ora per conversare di Juventus e Torino.

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