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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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Report "Grillo"

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Indice delle sezioni

Grillo (175)


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

PARLARE NAPOLITANO ( da "superEva notizie" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Tra Beppe Grillo e i partigiani Torino si è divisa in due ( da "Panorama.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

V-Day 2 a Empoli ( da "Blogosfere" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

V-Day 2: tutto cambia per non cambiare niente ( da "Blogosfere" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

L'ira del sindacalista zittito "Beppe è come Berlusconi" ( da "Stampaweb, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Il Colle e il 25 Aprile: <Tenere viva la memoria> ( da "Corriere.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Grillo chiama, 450 piazze rispondono ( da "Corriere.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Il 25 aprile secondo Beppe Grillo <Siamo noi i nuovi partigiani> ( da "Corriere.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Sclafaro: <Niente gridi d'allarme, la democrazia non è a rischio> ( da "Corriere.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

V-Day/ Beppe Grillo a Torino: "Noi i nuovi partigiani". Oltre 40mila persone in piazza. Videomessaggio di Celentano ( da "Affari Italiani (Online)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

In piazza il "V2-Day" ( da "Cittadino, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Migliaia di firme per il V-day ( da "Gazzetta di Reggio" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Centinaia di firme per i tre referendum Il "Grillo pensiero" affascina i lodigiani ( da "Cittadino, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Telekommando ( da "Cittadino, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Affollata a Torino la seconda edizione del "Vaffa Day". Nel mirino del comico anche il Capo dello Stato ( da "Gazzetta del Sud" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

LE DUE PIAZZE DI TORINO ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Sul palco sono attesi numerosi ospiti, da Antonacci a Balasso, a Sabina Guzzanti ma lo show è "in progress" con assenze e presenze assolutamente a sorpresa ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Maxi fila in corso Alberto Pio per i referendum di Beppe Grillo ( da "Gazzetta di Modena,La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Grillo in video riempie piazza Matteotti ( da "Gazzetta di Modena,La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Per il V-Day di Beppe Grillo raccolte centinaia di firme ( da "Gazzetta di Modena,La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Oltre 500 firme per la stampa libera ( da "Corriere delle Alpi" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Folla di curiosi per "V2 Day" ( da "Citta' di Salerno, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

I referendum dei grillini raccolte in città 1.500 firme ( da "Trentino" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Cinquantamila " vaffa" con Grillo ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Doppio incidente Grave un motociclista ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Beppe Grillo attacca i giornalisti italiani ( da "Giornale di Brescia" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

<25 Aprile, sì alla verità ma senza denigrazioni> ( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Vaffa all'Ordine. Ma anche a Grillo ( da "Italia Oggi" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

V-Day, in scena la sfida delle firme ( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Beppe Grillo: <Siamo noi i nuovi partigiani> ( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Napolitano a Genova<La Resistenza è di tutti> ( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

La raccolta firme è invalida? Un Vaffa... anche alla legge ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Grillo spara sull'informazione ( da "Provincia di Cremona, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Nitto: Un'altra forma di libertà ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

'Grilli', più di 1.000 le firme raccolte ( da "Provincia di Cremona, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

I 'grillini' cremaschi <Informazione libera> ( da "Provincia di Cremona, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

LO SPECCHIO ANNEBBIATO ( da "Giorno, Il (Milano)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

<UN SUCCESSO oltre le nostre aspettative>. E' la formula classica, ( da "Nazione, La (Prato)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Grillo non risparmia il Colle <Dorme, difende solo i partiti> ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

PIAZZA VERDI s'è animata ieri per il V2-day di Beppe Grillo dedicato al ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

LUNGA coda sotto il sole, in piazza Santa Croce ieri, per firmare il referendum p ( da "Nazione, La (Firenze)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Vaffa Day milanese, Di Pietro fa il <grillo> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Tor Pignattara, Rutelli torna nella sua piazza Il candidato sindaco nelle strade che fece riqualificare nel suo primo mandato. È vero, con lui il quartiere cambiò volto ( da "Unita, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

SAN POLO <IL NOSTRO GRUPPO Amici di Beppe Grillo non è un partito e ha se ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

"LIBERA informazione in Libero Stato". Tanti i cittadini che ieri hanno firmato ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Centinaia al parco Tozzoni firmano per il V2-Day I grillini sfidano i giornalisti ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

La Fnsi: Niente effetti speciali, prego Molti giornalisti pagano prezzi alti ( da "Unita, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abolizione ordine giornalisti Grillo fa il pieno di firme ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Soldi, giornali e carte truccate ( da "Nazione, La (Empoli)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Liberazione, spuntano bandiere ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Di ROBERTO GRIMALDI <MODENA ha fatto la sua parte durante la Resistenza. ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

PIAZZA Roma gremita nella giornata di ieri, non solo per i festeggi ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Amici di grillo, tutti in fila per firmare ( da "Provincia Pavese, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Cinquantamila " vaffa" con grillo - alessandro cecioni ( da "Centro, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Vaffa-day, gazebo affollati ma raccolta firme a rischio - fabiana pesci ( da "Mattino di Padova, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

La battaglia contro le caste ( da "Mattino di Padova, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Cinquemila firme al 'V2-Day' ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Raccolte firme in otto città della sardegna ( da "Nuova Sardegna, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Centinaia firmano con gli amici di grillo per la libera informazione ( da "Nuova Venezia, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Oltre 1100 firme a sostegno dei referendum di grillo ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Vigevano, maschere di grillo al gazebo in piazza ducale ( da "Provincia Pavese, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Libera informazione , al bastione il secondo vaffa-day di beppe grillo ( da "Nuova Sardegna, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Di CLAUDIO MASSEGLIA A LLA FINE HANNO tutti obbedito, tu ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Il comico del malumore - francesco merlo ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

In 50mila allo show di grillo ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

DELUSI per essere stati confinati in piazzale Di Vittorio (<anche se all ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

MEZZA VUOTA e mezza piena. Ieri pomeriggio, per il V-Day2 sulla libera informazio ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Il 25 Aprile, polemiche annunciate ( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Grillo contro Napolitano: <Dorme> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

TORINO - Un bagno di folla per Beppe Grillo nel V2-Day dedicato a quella che lui definisce <libera informazione> ( da "Adige, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Ciclone Grillo, 3.000 firme solo in città ( da "Tribuna di Treviso, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Oltre 50 mila in piazza con beppe grillo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Libera informazione in libero Stato ( da "Adige, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Grillo in piazza a torino: siamo noi i nuovi partigiani ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

V2-day: in mille con grillo per i referendum ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Viaggio nella città divisa in due "là schiacciati, qui a recriminare" - niccolo zancan ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Asta per il triciclo blu in nome di grillo ( da "Nuova Sardegna, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Un professore santone un operaio disilluso il popolo No Tav, e certe scritte viva Sardigna! ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Il comico: "Coi vaffa siamo diventati i veri partigiani" ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Firme per una nuova informazione curiosità intorno agli amici di grillo ( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Consegnati i primi buoni scec ( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

A Torino 40mila in piazza per il vaffa-day ( da "AudioNews.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

I referendum di grillo ( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

I "grillini" contro la megadiscarica - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

La vera storia di Grillo ( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

<Continua soltanto a fare ridere Ora deve imparare a non odiare> ( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
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Show e invettive battono la memoria Poche migliaia in piazza con l'Anpi ( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Del Boca: <Ignora i fatti, ma vaffa tu> Siddi (Fnsi): <Offende i cronisti onesti> ( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
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Torino, il comico dirige cori con fischi e insulti <Napolitano? Dorme> ( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
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Rispettate la verità un appello ai giornalisti dal vicario della diocesi ( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)
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Il futuro del pd e le "fughe" leghiste - ivan berni ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
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Grillo, un vaffa tira l'altro la raccolta di firme fa il pieno ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
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Il popolo di grillo fa il pieno a genova - nadia campini ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
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"l'ordine si può cambiare ma tutela chi cerca lavoro" ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
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Grillini in piazza per il "v-day" ( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)
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Tremila persone in fila per firmare ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
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Grillo-day: 3mila persone in coda per firmare ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
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Grillo, festa e vaffancola contro la stampa ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
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Gli amici di Grillo a Savona per celebrare il V-Day 2 ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Arriva lo <Scec>, ( da "Corriere.it" del 26-04-2008)
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Avanti, beppe io sto con te ( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)
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Torino, due piazze e un solo show ( da "Stampaweb, La" del 26-04-2008)
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"tv e stampa fasciste, noi i nuovi partigiani" - paolo griseri ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
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Roberto e il tandem a rischio con letta "troppo diversi? ma se siamo pappa e ciccia" - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
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Il comico ( da "Repubblica.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Per Grillo oltre 500 firme ( da "Corriere Alto Adige" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Grillo: giornalisti camerieri ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

I diversi volti di un 25 aprile post-elettorale (con qualche disagio) ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

I blog? Portano notizie ( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Piazza le adesioni ai referendum non valgono, ma gli adepti non lo sanno ( da "Riformista, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Grillo e Putin. È la stampa, bellezze ( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Un vaffa anche per i media Grillo fa il pieno ( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

A Genova contestato il capo della Cei Bagnasco ( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Resistenti in festa a piazza Castello ( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Grillo: <Non sia il Presidente dei partiti> ( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

<Consuma troppa energia Faccia vedere la bolletta> ( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Gli attacchi di Grillo: 50 mila in piazza ( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

ROMA - Andiamo a vincere per la Roma del futuro. Dall'altra parte non c' ( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Dal nostro inviato MICHELE CONCINA TORINO La politica è stremata, ma a ( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Chiusa la campagna elettorale a Formia, i due sfidanti per la carica di sindaco, Sandro Bartolomeo e ( da "Messaggero, Il (Latina)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Liberazione/1. Molte "teste coronate" della Sinistra Arcobaleno alla manifestaz ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Una calda giornata di sole ha caratterizzato il 25 aprile di turisti (centinaia presenti ier ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

TORINO L'"Anti-piazza" va in scena a Torino con Beppe Grillo (nel ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Anche a Parma il secondo <V-day> di Beppe Grillo ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 26-04-2008)
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Grillo show: <Siamo noi la Resistenza> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 26-04-2008)
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Presi d'assalto gli stand degli amici di grillo ( da "Centro, Il" del 26-04-2008)
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Referendum ( da "Centro, Il" del 26-04-2008)
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V2-day, oltre 700 firme per grillo ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Torino, il V-Day di Grillo: cori, fischi e insulti ( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
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V2 Day e Liberazione: le interviste realizzate in piazza Castello e in coda a firmare per i referendum ( da "Blogosfere" del 26-04-2008)
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VAFFA DAY 2008 ( da "TGCom" del 26-04-2008)
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GRILLO CONTRO IL COLLE, SILVIO E I GIORNALISTI ( da "Mattino, Il (City)" del 26-04-2008)
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Spiaggia invasa da turisti e vandali ( da "Corriere Adriatico" del 26-04-2008)
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Coda per i referendum di Grillo ( da "Arena.it, L'" del 26-04-2008)
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In piazza gli amici di Grillo ( da "Corriere Adriatico" del 26-04-2008)
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Centinaia di firme al banchetto dei grillini ( da "Corriere Adriatico" del 26-04-2008)
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V-day 2, raccolte 700 firme per ogni referendum ( da "Corriere Adriatico" del 26-04-2008)
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Insospettabili tossici della porta accanto ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
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La Resistenza secondo Grillo "Siamo noi i nuovi partigiani" ( da "Corriere Adriatico" del 26-04-2008)
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<La raccolta firme è invalida? Un Vaffa... anche alla legge> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 26-04-2008)
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V-day 2, in città cinquemila firme ( da "Brescia Oggi" del 26-04-2008)
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Festa della Liberazione: in piazza musica e memoria ( da "Blogosfere" del 26-04-2008)
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A Torino sul palco del V2Day il 25 aprile Leo Pari, Piotta e Radici nel Cemento ( da "Musicalnews.com" del 26-04-2008)
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V2Day, Grillo:raccolte 450.000 firme per referendum informazione ( da "Reuters Italia" del 26-04-2008)
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IL PARTIGIANO GRILLO: NEL MIRINO COLLE, SILVIO E GIORNALISTI ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 26-04-2008)
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25 APRILE, SCONTRO BERLUSCONI-VELTRONI FISCHI A BAGNASCO ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 26-04-2008)
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MANIFESTANTI IN CORTEO PER CELEBRARE IL 25 APRILE A DESTRA IL CAPO DELLO STATO GIORGIO NAPO ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 26-04-2008)
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IL V2 DAY ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 26-04-2008)
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C'è SEMPRE UN GIORNALISTA NEL MIRINO DEI NEMICI DELLO STATO : LO HA RICORDATO I ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 26-04-2008)
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MILLE FIRME PER IL V-DAY DI GRILLO ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 26-04-2008)
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Grillo: noi i nuovi partigiani ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-04-2008)
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Vaffa 2, sì da 1250 vicentini ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 26-04-2008)
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I "grillini" fanno incetta di firme per chiedere tre referendum ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 26-04-2008)
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Vizi privati e pubbliche virtù ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 26-04-2008)
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Oltre 400 firme per i referendum dei "Grillini" ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 26-04-2008)
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IN BREVE ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 26-04-2008)
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Tanta gente in coda e migliaia di firme raccolte per i tre referendum dal "grilli" veneziani ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 26-04-2008)
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Grillo: noi i partigiani della libera informazione ( da "Gazzettino, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

V2 Day il giorno dopo: un popolo consapevole che ci crede ancora ( da "Blogosfere" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Grillo: "Raccolte 450mila firme" ( da "Stampaweb, La" del 26-04-2008)
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<Numeri gonfiati>: questa volta Grillo fa il "politico" ( da "KataWeb News" del 26-04-2008)
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Oltre 500 firme raccolte dai grillini ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

"Me ne vado dall'Italia" ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

[FIRMA]MAURIZIO TROPEANO Beh, c'è più gente di quanto potessimo immaginare&# ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Seicento adesioni al V2-Day di Grillo ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

V DAY: GRILLO, NOI IN 2 MILIONI MA INFORMAZIONE DI REGIME NON LO DICE ( da "ADN Kronos" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

V2-Day, Grillo: noi in 2 milioni ma informazione di regime non lo dice ( da "ADN Kronos" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

26/04/2008 15:47 V DAY: GRILLO, NOI IN 2 MILIONI MA INFORMAZIONE DI REGIME NON LO DICE ( da "ITnews.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Rafforzare, non abolire l'Ordine dei giornalisti ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

TUTTI IN FESTA MA DIVISI ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

[FIRMA]LUCIANO BORGHESAN Hai sentito? Ho attaccato anche Napolitano. Che fai, dormi?, gli h ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Raccolta di firme per il referendum ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Grillo va contro i giornalisti Raccoglie migliaia di firme ma non sa che non sono valide ( da "Provincia di Sondrio, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Radio Centro 95 fm 91.200 via Druento 98 a Venaria, tel. 011/4552622. Domenica 27 aprile diret ( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo

Goggi e Brezza si sono sposati ( da "Excitenews.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo


Articoli

PARLARE NAPOLITANO (sezione: Grillo)

( da "superEva notizie" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

VaffanQ PARLARE NAPOLITANO A cura di Aldo Vincent Pubblicato il 26/04/2008 " Invia tramite EMAIL " Versione per la STAMPA " Le vostre opinioni Le sue parole come un vestito della Standa... PARLARE NAPOLITANO Arlecchino diceva la verità ridendo e pure quando parla Beppe Grillo secondo me, andrebbe ascoltato. Qualcuno è andato a fargli i conti in tasca ed ha dedotto che avendo egli aumentato i suoi introiti, non sarebbe più attendibile, come se dire la verità fosse prerogativa solo di Pulcinella che era un morto di fame. Il Buddha invece, che era figlio di Re, sarebbe inattendibile. Mah. Beppe dice di avere l'impressione che il Presidente della Repubblica non sia il presidente di tutti gli italiani, ma di tutti i partiti perchè permettere le elezioni prima del referendum è come andare a ciulare e DOPO mettersi il preservativo. Ha torto? Dite voi. Da parte mia ho l'impresisone che egli usi i suoi discorsi limando qua e là affinchè ognuno poi lo possa fare suo, come un vestito comprato alla Standa. Questa volta ha detto che la Resistenza è di tutti e che non bisogna sottacere... Vabbè, ma dove sarebbero i sottaceti? Vuoi vedere che ha detto che Giampaolo Pansa, il tanto vetuperato Pansa che scrisse un libro sulle malefatte della Sinistra dopo la liberazione, e he venne accusato di alto tradimento, non avesse poi tutti i torti? Vuoi vedere? SOSPENDERE IL CONSIGLIO DI SICUREZZA perchè la Libia ha detto che Gaza è come un lager, secondo me è una grande stronzata. Fermi, fermi. Non disseppellite l'ascia, che ora mi spiego. Se siete un consesso democratico e vi ritenete tali, allora NON permettete che la Libia diventi presidente per la commissione dei diritti dell'Uomo. Se invece lo permettete, perchè siete illuminati, illuministi e luminosi lampioni di libertà ALLORA LA LIBIA LA LASCIATE KAZZOPARLARE!! Avete capito? Che poi questi consessi servono ai telegiornali affinchè ognuno riporti le parole del proprio rappresentante, ignorando quelle degli altri. Ne ho le prove. Successe due estati fa, quando preferii cambiare aria per un poco tempo da Cuba per ragioni che non mi dilungo a spiegare. Dovete sapere che vi sono alcuni piccoli Paesi della costa Caraibica che non si potrebbero permettere una compagnia aerea di livello internazionale. Così si sono consorziati in una compagnia aerea che li serve un poco tutti. Mi capitò così di poter usufruire di un biglietto aereo che con 400 dollari mi portò a fare un giro da Cuba, in Salvador, Nicaragua, Costa Rica, Venezuela, Portorico e ritorno. Un mese. Vi fu all'ONU un importante riunione, non ricordo a proposito di che, ricordo solo le proteste di Chavez che non poteva entrare con la propria scorta, ma doveva ricorrere a quella degli USA, il Paese che pagherebbe per fargli la pelle. Comunque sia, ricordo che Rocha il ministro degli esteri cubano fece un alto discorso che venne riportato dalla televisione cubana, in Venezuela riportarono quello di Chavez, la CNN riportò l'intervento di Bush e dal satellite RAI appresi che aveva parlato pure l'Italia. Ognuno parla affinchè la propria televisione riporti le sue parole nei telegiornali. Degli altri non glie ne può fregar di meno e neppure noi sapremmo del discorso libico se non ci fosse stato l'intervento italiano che ci fa passare, agli occhi dei telegiornali, come indistruttibili democratici. A NOI... Aldo Vincent GODERE CON LA LINGUA Viaggio attraverso i neologismi dei nostri quotidiani (Tu, invece, cos'avevi capito, porcellino?) http://www.giornalismi.info/aldovincent http://guide.dada.net/satira/ Le vignette sono qui: http://www.flickr.com/photos/25769300@N06/.

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Tra Beppe Grillo e i partigiani Torino si è divisa in due (sezione: Grillo)

( da "Panorama.it" del 26-04-2008)

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Italia - http://blog.panorama.it/italia - Tra Beppe Grillo e i partigiani Torino si è divisa in due Posted By antonietta.demurtas On 25/4/2008 @ 23:57 In Apertura#1, NotiziaHome | No Comments Parla ininterrottamente per quasi due ore, non esce mai di scena, arringa la folla come solo i capi popolo sanno fare. Sul palco di Piazza San Carlo, nel giorno della Liberazione, Beppe Grillo detta i tempi, decide gli applausi, seleziona gli interventi e la loro successione. E se è il caso anche l'accento . "Chiudi, chiudi, che già con questa cadenza sono invecchiati di 100 anni", spiega ai No dal Molin ancora inesperti sulle tecniche di comunicazione. A cavallo tra la piazza virtuale di internet e il Caval 'd Brons di Piazza San Carlo, il Savonarola "crossmediale" parla senza risparmiare nessuno. A partire dal sindaco Sergio Chiamparino: "chiaro che non condivide il V2Day, se ci fosse libera informazione tutti conoscereste il livello culturale del vostro sindaco". Grillo attacca la Rai, il presidente della Repubblica, che chiama Morfeo Napolitano, le Banche, la Confindustria, "i politici che si indignano quando muore un operaio". E soprattutto il quarto potere: "l'informazione è la bolla di vetro nella quale sono avvolti i politici" sentenzia. Nel salotto buono della città rimbombano i Vaffa dedicati alla "casta dei giornalisti" in nome di "una libera stampa in un libero Stato". Al pubblico Grillo chiede di firmare per tre referendum che propongono l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, dei finanziamenti pubblici ai giornali e della legge Gasparri. "La rete li farà fuori lo stesso" sentenzia il comico ligure che accoglie sul palco "le persone che combattono e non hanno mai voce": i ragazzi di Libera, i comitati No Tav e No Dal Molin, ma anche chi voce ne ha. In collegamento video Luigi De Magistris e Adriano Celentano, a finire la serata Marco Travaglio. Grillo dedica la manifestazione a quelli che in piazza Castello ricordano la Liberazione ma afferma "siamo noi la continuazione dei nostri nonni". Dall'altra parte di via Roma nessuna risposta. Il presidio del 25 aprile ha un altro pubblico, che ascolta la musica di Mariano Deidda, dei [1] Lou Dalfin, di Eugenio Finardi, dei Marlene Kuntz e i racconti della Resistenza. A leggerli sono giovani studenti che salgono sul palco accompagnati dai partigiani dell'[2] A.N.P.I. Nessun Vaffa, "qui non ci sono oratori" risponde lo staff a chi chiede se sul palco saliranno Gustavo Zagrebelsky o altri firmatari dell'appello a scendere in piazza per il 25 aprile, che iniziava con la citazione integrale dell'[3] articolo 21 della Costituzione. Questa la risposta al V2Day, e l'invito a festeggiare "la notte in cui gli italiani divennero liberi". LEGGI ANCHE: [4] Beppe Grillo, tutto il giro d'affari dell'antipolitica.

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V-Day 2 a Empoli (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Apr 0825 V-Day 2 a Empoli Pubblicato da Simone Terreni alle 22:54 in Attualità e politica Oggi sono andato a firmare per il V-Day 2. Come blogger è quasi un dovere. Sono andato a Empoli. La città a me più vicina per fare le firme. Alle ore 17,30 le persone che avevano firmato erano circa 300. i ragazzi del Meet-Up avevano raddoppiato il bancone iniziale e stavano facendo i tour de force come scrivani. Contenti dell'esperienza e del risultato. La sonnacchiosa Empoli però, in un centro deserto e senza negozi aperti, ha fatto passare in sordina l'evento di Beppe Grillo. L'afflusso era lento e costante. Ma senza, file senza calca. La cosa buona è che lo faranno anche domani, sabato 26 e domenica 27. Forse lo shopping aiuterà.

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V-Day 2: tutto cambia per non cambiare niente (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Apr 0826 V-Day 2: tutto cambia per non cambiare niente Pubblicato da Simone Terreni alle 00:05 in Attualità e politica Dopo l'ubriacatura delle elezioni ero andato un po' in tilt. Penso lo abbiate visto anche dal blog. Quindi non so se sono io e la mia stanchezza mentale o sia una percezione oggettiva, ma il V-Day 2 mi è sembrato meno efficace del primo V-Day. Magari Beppe dirà che la colpa è dei giornalisti e delle tv stesse (anche se mi è sembrato che questa volta abbia avuto una maggiore eco). La mia percezione è stata che ormai anche il fenomeno di Beppe Grillo e di chi può o meno smuovere sia stato assorbito dalla società italiana. Inglobato e reso costume. Uno dei tanti. Il problema è che il fenomeno di Beppe Grillo è il fenomeno stesso della rete. è il fenomeno dei mezzi di comunicazione alternativi che al posto di diventare il futuro stanno diventando folcloristici. E sistemi radicati e conniventi col potere hanno un appeal sempre maggiore rispetto ad essi. Cioè un impatto e una platea impossibile da raggiungere da internet. Almeno per ora. Forse manchiamo di maturità o forse lottare contro i mulini a vento fa parte dei blogger stessi. Ma non è tutto buttato.Se c'è una cosa che l'Etrusco ha imparato nella sua vita è che ogni cosa che ha imparato in una esperienza non va buttato via niente. Anche i blog servono. Anche la rete servirà. Magari a un progetto diverso ma servirà.

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L'ira del sindacalista zittito "Beppe è come Berlusconi" (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

TORINO "Beppe Grillo mi aveva detto che mi avrebbe fatto parlare e invece non lo ha fatto, è come Berlusconi". La nota stonata, nel pomeriggio del V2-Day, ha il volto di Ugo Monzeglio, ex sindacalista della Cgil. Tutto ha avuto inizio quando, durante uno dei tanti interventi, Monzeglio, che era sotto il palco, ha invitato Grillo a esprimersi sulla campagna elettorale per il Comune di Roma e su come intendeva attuare in pratica le intenzioni espresse durante il comizio. "Ti faccio parlare, stai tranquillo, aspetta, adesso fammi proseguire" ha detto Grillo interrompendo brevemente il suo intervento. In effetti, uomini della sicurezza hanno invitato Monzeglio a entrare nel backstage e, durante una pausa, Grillo e l'ex esponente sindacalista, chiusi in un gazebo, hanno concordato un intervento di quest'ultimo che è stato fatto sedere su una sedia sopra il palco. Alla fine, però, non ha mai parlato. "Anche lui non mantiene le promesse - ha detto Monzeglio - mi hanno fatto attendere e poi se ne sono fregati. Volevo solo portare un contributo chiedendo di esprimersi su Rutelli o Alemanno e di dire concretamente cosa volesse fare per radicare il suo movimento nel territorio e mettere in pratica le intenzioni". LINK + Folla in piazza per il "Vaffa" di Grillo + Il 25 aprile spacca la politica SCRIVI Quale 25 aprile JACOPO IACOBONI.

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Il Colle e il 25 Aprile: <Tenere viva la memoria> (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 26-04-2008)

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Il Cavaliere: oggi io lavoro, lavoro, lavoro Il Colle e il 25 Aprile: "Tenere viva la memoria" "I giovani contrastino i nuovi autoritarismi" ROMA È "importante che gli italiani mantengano costantemente viva la memoria e consapevole la coscienza delle diverse tappe del processo che ha condotto il nostro Paese alla Liberazione". Giorgio Napolitano apre al Quirinale le celebrazioni per il 25 aprile, un giorno che segnò non solo la fine "dall'oscuro periodo del nazifascismo e della guerra " ma anche la "promessa di un'Italia nuova, di una vera Costituzione dei cittadini, di una democrazia reale". Un appello ai "giovani di oggi, chiamati a contrastare i nuovi autoritarismi e integralismi" e un invito all'unità della Nazione, quello del capo dello Stato che oggi sarà a Genova. Ma come sempre il 25 aprile (festa di tutti o festa di parte?) diventa terreno di scontro per la politica. "Lavoro, lavoro, lavoro" risponde Silvio Berlusconi ai giornalisti che gli chiedono cosa farà oggi. Per lui nessuna manifestazione e non è una sorpresa visto che non ha mai partecipato nemmeno da presidente del consiglio. Niente piazza per il sindaco di Milano Letizia Moratti e nemmeno per Fausto Bertinotti, ma solo perché si è preso un periodo di riposo: Rifondazione invita a partecipare "in massa ai cortei" e con Paolo Ferrero parla di "momento difficile per la cultura democratica". Le polemiche non finiscono qui. Luca Romagnoli (Fiamma Tricolore) dice che "non c'è nulla da festeggiare " perché "si tratta di una pagina poco edificante della storia". Parole condannate dal Partito democratico, dalla sinistra. E anche dall'Udc che con Lorenzo Cesa parla di "destra estremista sempre pericolosa ", con la replica di Francesco Storace che lo accusa di "appoggiare la sinistra". Battibecchi della politica e assenze illustri a parte, il 25 aprile sarà ricordato in tutto il Paese. A Torino le manifestazioni saranno due. Partigiani in Piazza Castello, Beppe Grillo e il suo popolo in Piazza San Carlo per il vaffa day 2, contro il "fascismo dell'informazione ". Non solo a Torino, dove ci sarà anche Antonio Di Pietro, ma in 400 piazze italiane saranno raccolte le firme per tre referendum: abrogazione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri su radio e tv. Sempre a Torino il 25 aprile fa discutere anche il Partito democratico. Un gruppo di militanti ha fatto confezionare per l'occasione 200 bandiere dove il logo del Pd non è su fondo bianco ma rosso. Stefano Lepri capogruppo del partito in consiglio regionale ha invocato addirittura l'intervento dei dirigenti nazionali: "Il Pd ha l'ambizione di essere un partito a vocazione maggioritaria. La sua bandiera non può evocare la continuità con il Pci-Pds-Ds". Lorenzo Salvia stampa |.

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Grillo chiama, 450 piazze rispondono (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

MIGLIAIA FIRMANO CONTRO "INFORMAZIONE DEGNA DI CEAUSESCU" Grillo chiama, 450 piazze rispondono Raccolte firme per abolire l'ordine dei giornalisti, la Gasparri e il finanziamento pubblico dell'editoria (Fotogramma) ROMA - "No a un'informazione degna di Ceausescu e di Pol Pot": Beppe Grillo chiama e decine di migliaia, ancora una volta, hanno risposto in 450 piazze italiane, e in 15 città all'estero, per il secondo "Vaffa day". L'iniziativa del "re dei blog" ha preso il via stamani in tutta Italia con i banchetti che hanno raccolto decine di migliaia di firme per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, della legge Gasparri e del finanziamento pubblico all'editoria. TORINO - Il "cuore" della festa, una delle città simbolo della Resistenza, che il comico genovese ha scelto per portare sul palco le sue provocazioni e le sue invettive (attacca Berlusconi, Gasparri e polemizza con Napolitano e i giornalisti camerieri). Nel capoluogo piemontese sono accorsi in 50mila, per lo più giovani e giovanissimi. "Dedichiamo questa manifestazione - ha esordito Grillo sul palco - a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza, noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera o quasi". GENOVA - Banchetti divisi, tra le due "anime" dei sostenitori di Beppe Grillo. In piazza della Vittoria, in centro, sono riuniti i cosidetti MeetUp2, che rivendicano l'indipendenza da ogni partito; in piazzale Kennedy, sul lungomare, si sono invece sistemati i MeetUp1, accusati dai primi di essere vicini all'Italia dei Valori. MILANO - Tra i tanti a firmare stamani in Largo Cairoli, per il referendum sull'informazione, c'era proprio il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro. BOLOGNA - Sono state raccolte duemila firme, con gente in coda lungo i due lati di piazza Verdi e un clima da happening pre-estivo con bottiglie di Vaffancola e le vignette satiriche di Zap&Ida. FIRENZE - Intorno alle 19 erano 6.500 le firme raccolte in piazza Santa Croce. Gli organizzatori hanno riferito che nelle file che si sono formate in piazza c'erano anche rappresentanti dei partigiani. ROMA - Animato da cantanti e comici, sul palco allestito a Parco Schuster davanti al basilica di San Paolo, l'appuntamento dei sostenitori di Grillo. Prima dell'avvio della no stop, fino a mezzanotte, è stato presentato il film reportage sull'11 settembre, "Zero". E anche Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani eletta alla Camera nelle liste del PD, Marco Cappato, Europarlamentare radicale, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni e Mario Staderini (Direzione Nazionale diRadicali Italiani) hanno firmato i tre referendum: "Ai tavoli della Basilica di S. Paolo - dicono - abbiamo riscontrato una grande partecipazione popolare a testimonianza del fatto che gli italiani sono afavore degli strumenti di democrazia diretta che gli opinionisti di regime ritengono essere un'arma spuntata". Anche Marco Pannella si è recato ai tavoli di raccolta firme. NAPOLI - Oltre all'informazione non si poteva non affrontare il tema dell'emergenza rifiuti. Nel corso della giornata i simpatizzanti di Beppe Grillo si sono ritrovati in piazza Dante dove, accanto alla raccolta delle firme per una "libera informazione", sono stati proiettati anche brevi filmati sulla questione rifiuti in Campania. VENEZIA - Hanno lavorato oltre un mese i Grillini di per preparare il V2-Day di oggi, con banchi per la raccolta firme a Santa Margherita, nel centro storico veneziano, e a Mestre, in Piazza Ferretto. In Veneto, sono state più di trenta le postazioni. LE ALTRE CITTA' - Sono state più di 700 le firme raccolte a Trieste; 500 quelle a Udine. Molte lamentele, tra gli animatori dei meet up nelle Marche, per la carenza di autenticatori delle firme ai tre referendum. Nella regione banchetti in 16 città. Più di 600 le firme raccolte al gazebo, allestito davanti all'Arco di Augusto, nel cuore di Aosta. Molte quelle dei turisti. A Cagliari oltre un migliaio di firme raccolte fino al primo pomeriggio; il meet-up ha sistemato i banchetti sulla terrazza del Bastione, ma anche in riva al mare. Raccolte di firme anche in 11 città dell'Abruzzo; dieci iniziative in Calabria e punti di racoclta anche a Potenza e a Matera. stampa |.

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Il 25 aprile secondo Beppe Grillo <Siamo noi i nuovi partigiani> (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Sul palco a Torino allestito in piazza San Carlo ATTACCA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Il 25 aprile secondo Beppe Grillo "Siamo noi i nuovi partigiani" Seconda edizione del V-Day, dedicata a un'informazione "degna di Ceausescu e Pol Pot". Banchetti in 450 piazze TORINO - Beppe Grillo, appena salito sul palco allestito in piazza San Carlo, rivolgendosi alla folla di grillini che lo applaude, inizia la sua manifestazione con un pensiero rivolto a quanti in piazza Castello manifestando per la festa della Liberazione. "Dedichiamo questa manifestazione -ha aggiunto Grillo- a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza, noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera o quasi. Se avessimo un decimo di cuore di quelle persone o un centesimo di coglioni di quelli noi compiremo un lavoro per loro". I NUMERI - "Da una stima dicono che in questa piazza siamo in 120-140 mila". Così azzarda Beppe Grillo. Ma la piazza, secondo le forze dell'ordine, al massimo o può contenere tra 45-50 mila persone ed essendo affollata, gli osservatori dell'ordine pubblico stimano tra 40-50 mila presenze. Poche migliaia di persone, invece, sono rimaste in piazza Castello a seguire la manifestazione per il 25 aprile, indetta dal Comitato della Regione Piemonte per l'affermazione dei valori della Resistenza. L'ATTACCO AL PRESIDENTE - E dopo aver salutato con entusiasmo solo quelle che lui definisce le "televisioni libere" e cioè Al Jazeera, Cnn, Bbc, la tivù australiana attacca: "Il presidente Napolitano dovrebbe essere il presidente degli italiani, non dei partiti. I partiti non ci sono più". Questo a proposito del mancato referendum sulla legge elettorale. "Il presidente della Repubblica, "Morfeo" Napolitano, dorme, dorme, poi esce e monita. Il referendum sulla legge elettorale andava fatto prima delle elezioni non dopo perchè farlo dopo è come mettersi un preservativo dopo che si è trombato". CELENTANO - "Quello che vuol dire Grillo è che bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi per controbilanciare la falsità delle cose che quotidianamente ci propinano". Così Adriano Celentano intervenuto al V-day di Torino con un contributo video. "Stiamo andando incontro - ha detto Celentano - alla scomparsa delle cose che custodiscono il sentimento dell'essere umano. Non è vero - ha aggiunto - che Grillo è l'antipolitica, che Grillo è contro il governo, lui anzi vuole dare una mano a chi vuole abbassare la tasse. E io credo - ha concluso - che tra poco le tasse si azzereranno perché le pagheremo direttamente agli editori dei giornali liberando il governo dall'infamia". Un saluto a Grillo è stato portato anche dal magistrato di Catanzaro, Luigi de Magistris mentre non c'è Clementina Forleo. "Quella gran donna - ha annunciato il comico genovese - non è potuta venire a Torino". GIORNALI - "Vorrei un giornale pagato da chi lo legge e non dai finanziamenti pubblici". Grillo, citando i tre referendum per l'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti e della legge Gasparri, ha ricordato: "Non esiste e non può esistere un Ordine. Chiunque deve essere libero di scrivere. Perché mai ci deve essere un Ordine dei giornalisti e non un Ordine dei poeti?". Grillo ha poi urlato: "Basta con le cose del passato, se vogliamo un Paese giovane e dinamico dobbiamo dire basta". E poi rincara:"Nei cda dei giornali ci sono le banche, i partiti, gli industriali con le pezze al culo che chiamano i giornalisti e gli dicono chi intervistare e dettano le scalette, ma da oggi tutto questo inizierà a finire". Elencando i finanziamenti pubblici che vengono dati a tutti i giornali italiani, Beppe Grillo se la prende in particolare con l'Unità e dice: "È L'Unità il giornale che ieri ci ha messo in prima pagina dicendo che siamo contro i valori della Resistenza. Un giornale che prende soldi per stampare 120 mila copie, ne vende 70 mila e le altre le butta in discarica. Noi disboschiamo la Val d'Aosta per finanziare quelli lì". Grillo attacca anche la legge Gasparri: "È un affronto alla democrazia e alla libertà" e che fa sì che Berlusconi possa avere "in un Paese civile tre televisioni, 20 giornali ed essere presidente del Consiglio. Non esiste al mondo". TRAVAGLIO - "Questa giornata deve essere un atto d'amore per l'informazione e per i giornalisti che la danno. Dedichiamo questa giornata a Enzo Biagi ed Indro Montanelli". Così Marco Travaglio ha concluso a Torino il suo intervento sul palco di piazza San Carlo davanti a quanti, numerosissimi, hanno partecipato al secondo V-Day di Beppe Grillo. "Anch'io scrivo sui giornali italiani, sui giornali che prendono i fondi per l'Editoria ed io auspico che non ci siano più questi finanziamenti. Come? Basterebbe imporre un tetto della pubblicità in televisione". Sulla proposta di abolizione dell'Ordine dei giornalisti, Travaglio ha ricordato che "Noi abbiamo un Ordine che non era riuscito nemmeno ad espellere un giornalista che faceva la spia con i soldi del Sismi. Questo è l'ordine che va abolito, ma l'idea in se non era sbagliata". Per il giornalista torinese il referendum più importante tra quelli proposti da Grillo è però quello relativo alla cancellazione della Gasparri: "È un passaggio fondamentale. Se si riuscirà a cancellare la Gasparri si risolveranno molti problemi dell'informazione". "Quello di oggi deve essere un Vaff... ad un sistema che ci fa conoscere i servi ma non contro tutta l'informazione. Questa deve essere invece un atto d'amore per l'informazione". IL SALUTO - "Oggi è iniziato qualcosa che porteremo avanti con le liste civiche": è il commiato di Beppe Grillo alla piazza. "Ragazzi dai 20 ai 40 anni entreranno nei Comuni - ha detto - Si inizia da lì la politica. Saremo cittadini informati dentro i Comuni". Poi ha congedato il pubblico dicendo: "Siete stati meravigliosi. Non c'è stato alcun incidente. Se vi portate via l'immondizia siete perfetti". LE REAZIONI - Il presidente dell'Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, risponde a Beppe Grillo che da Torino ha criticato il sistema dell'informazione italiana. "L'Italia è l'unico Paese al mondo dove una persona, come Beppe Grillo, può andare in giro a dire che l'Ordine dei giornalisti è stato creato dal Fascismo e secondo quelle logiche - ha detto Del Boca -; quando, invece, è nato nel 1963 da un'apposita legge. Questo significa non conoscere la storia, significa sbagliare. Quindi, al "Vaffa" di Grillo dovrei forse rispondere "ma Vaffa tu!'". CALDEROLI - "Caro Grillo lei è un Catone mai eletto da nessuno, che fa i soldi sul qualunquismo, alla stessa maniera di quelli che vorrebbe combattere. Alcuni spunti positivi li ha anche avuti, in termini di discussione, però oggi, mi spiace, da parte mia non riceverà un V2 quale quello che oggi lei ha celebrato, ma riceverà un V3, al cubo, che poi lei capirà benissimo. Continui a fare il comico, perché di politici comici ne abbiamo già abbastanza, compreso magari il sottoscritto...". Così il senatore Roberto Calderoli, coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord e vice presidente del Senato. DI PIETRO- "Nel nostro Paese c'è un monopolio dell'informazione, pubblica e privata. Oggi più che mai aggravato dal fatto che la vittoria di Berlusconi porta al governo una persona che ha il controllo dell'informazione pubblica e privata. E ha già detto che non vuole risolvere il suo conflitto di interessi, né vuole dare retta alla direttiva europea in materia di informazione". Antonio Di Pietro ha spiegato così la sua decisione di firmare a Milano per i tre referendum proposti da Beppe Grillo: per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, contro il finanziamento pubblico all'editoria e contro la legge Gasparri. Per l'Idv, "l'informazione deve essere trasparente, indipendente e plurale". stampa |.

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Sclafaro: <Niente gridi d'allarme, la democrazia non è a rischio> (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Non condivido il "manifesto" delle associazioni partigiane Sclafaro: "Niente gridi d'allarme, la democrazia non è a rischio" Berlusconi non celebra la Liberazione? Grave lacuna culturale. E la Moratti metta a fuoco i valori fondanti Presidente Scalfaro, si apre un altro 25 aprile di polemiche. La destra contesta alle associazioni partigiane i toni della loro "mobilitazione straordinaria", indetta perché l'Italia "corre nuovi pericoli ed emergono sempre più rischi per la tenuta del sistema democratico". Approva il richiamo alla piazza? "Non lo condivido e non mi sembra una cosa positiva. Se ogni forza che opera nel Paese mantiene senso di responsabilità e freddezza, rischi non se ne corrono. Credo che, sia pur considerando che la nostra è una democrazia ancora giovane e i cui sviluppi meritano una costante attenzione, un grido d'allarme come quello lanciato con il "manifesto" contestato vada oltre una normale dialettica e suoni onestamente sproporzionato, per quanto spiegabile". Spiegabile forse con il bisogno di dare una "prova di esistenza in vita" della sinistra dopo il voto? "Siamo in una fase post-elettorale che ha visto un trionfo inaspettato del centrodestra (inaspettato almeno rispetto alle dimensioni) e una caduta a picco della sinistra, Pd a parte. Risponde dunque a una prevedibile logica il soprassalto di chi ha perso e vuole dimostrare che un antico patrimonio di ideali e valori non è tramontato, che esiste ancora e resta custodito con saldezza. Ma sono convinto che per affermare tutto questo non ci sia bisogno di particolari mobilitazioni. Esasperare i sentimenti degli italiani con proclami più o meno squilibrati non è mai utile e positivo. Da qualunque parte lo si faccia". Lei, che presiede l'Istituto nazionale di storia della lotta di liberazione, come giudica le reazioni che propongono di abolire la festa del 25 aprile? "È un contrappunto per alcuni versi inevitabile, rientra in certe manifestazioni di assoluta inintelligenza che abbiamo già visto in passato. Sono convinto che non si debba in alcun modo inseguire le provocazioni di certi agitatori che negano la storia, ciò che è di una gravità eccezionale. Non meritano neppure di essere citati. In fondo rappresentano poco più che se stessi". Non è proprio così. Berlusconi, ad esempio, non ha mai onorato la Liberazione e sembra aver fatto scuola. "Quei comportamenti denunciano gravi lacune culturali e rientrano in una strategia di rigetto dei valori fondanti della democrazia repubblicana. Ed è su questo che oggi si impone una riflessione pubblica, della società e non solo del mondo politico. L'insurrezione contro il nazifascismo è un evento storico che va valutato in modo serio, trasparente e imparziale. Insomma: i fatti stanno lì e non possono essere negati perché magari non ci piacciono, né modificati o magari esaltati troppo. Ciò premesso, oltre al doveroso ricordo che dobbiamo dedicare a tutte le vittime di quella dura e terribile stagione, va rianimato l'orgoglio dei sentimenti di coloro che si batterono in prima persona riconquistando l'Italia alla libertà". Ma come si realizza questa "rianimazione" se perfino chi rappresenta le istituzioni si chiama fuori? Il sindaco di Milano ha annunciato che non sarà presente né alle cerimonie del 25 aprile né a quelle del primo maggio. "È un problema di trasmissione della memoria, che non può essere amputata o fatta oggetto di un uso politico. Bisogna far entrare nella circolazione del sangue di ogni persona, vecchia o giovane, gli antidoti al totalitarismo. A partire dalla tolleranza, dal rispetto dei diritti e dei doveri, dalla tutela della Carta costituzionale che proprio quest'anno compie sessant'anni. Quanto al sindaco di Milano, non voglio polemizzare con le sue scelte, ma è chiaro che chiunque abbia un incarico di responsabilità deve interpretarlo con atteggiamenti limpidi e sereni, tenendo a fuoco i valori di fondo. Che sono di tutti". Beppe Grillo ha convocato per oggi a Torino un incontro pubblico che è percepito come una contromanifestazione. "In un momento di assestamento politico come questo (assestamento anche psicologico per molta gente che è ancora sotto choc, come gli sconfitti dal voto), è indispensabile che chiunque sa di avere una voce ascoltata si ponga qualche remora, qualche limite. L'Italia non ha bisogno di accensioni incontrollate. Servono invece sentimenti positivi, pacatezza, responsabilità, nello sforzo di trovare un denominatore comune. De Gasperi questo sforzo lo fece con passione e ragione, "con intelletto d'amore" come si disse, e gli italiani risposero. Da capo dello Stato, lei sdoganò i post-fascisti al governo e celebrò i 50 anni della Liberazione con un pellegrinaggio laico attraverso l'Italia. "Anche da questo punto di vista non fu un periodo facile, il mio settennato. Ci furono diffidenze da superare, in Europa soprattutto, e agitazioni interne da riassorbire. Ce l'abbiamo fatta collaborando nell'interesse comune. Per ciò che riguarda la competizione sulla storia, in quel periodo si alternarono diversi momenti tesi. Che furono però superati, come sempre è avvenuto da quando è finita la guerra. La democrazia, da noi, è più forte di quel che tanti credono. E la sua identità comincia il 25 aprile 1945". Marzio Breda stampa |.

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V-Day/ Beppe Grillo a Torino: "Noi i nuovi partigiani". Oltre 40mila persone in piazza. Videomessaggio di Celentano (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Venerdí 25.04.2008 15:56 --> Comincia con una dedica all'altra "piazza" l'intervento di Beppe Grillo al secondo 'V-day', a Torino, davanti a 35-40mila persone (ma gli organizzatori dicono oltre 45mila). "Noi siamo la continuazione dei valori dei nostri nonni, di chi ha combattuto per lasciarci una nazione libera o quasi libera. Se noi avessimo un centesimo di quei valori e di quei coglioni noi compiremmo il lavoro per loro". Nessuna contrapposizione con la Festa della liberazione del 25 aprile, anche qui è in gioco una battaglia di libertà, quella dell'informazione. Questo il pensiero di Er Piotta autore della sigla del secondo 'V-day' di Beppe Grillo e del rapper Caparezza. "Oggi è una giornata particolare, molto sentita - dice Er Piotta - e se fosse l'antitesi del 25 aprile noi non saremmo qui. Anche qui c'è una forma di liberazione, che riguarda le nuove frontiere della comunicazione, della difesa della libertà di stampa". "Vengo da Molfetta, la terra che ha dato i natali a Gaetano Salvemini - ha aggiunto Caparezza, che è tra i primi a intervenire sul palco di piazza San Carlo con la canzone 'Eroe' - e Salvemini rappresenta per me molto il 25 aprile perché anche lui ha dovuto emigrare perché non era gradito quanto lui scriveva. Il 25 aprile e il V-day non sono in contrapposizione - ha concluso - e lo dimostra anche il fatto, per quanto mi riguarda, che qui canterò una sola canzone per poter essere questa sera ad Arezzo e partecipare a una manifestazione per la Festa della liberazione". ATTACCO A NAPOLITANO. "DOVREBBE ESSERE IL PRESIDENTE DI TUTTI". "Abbiamo un presidente della Repubblica che dorme". Lo ha detto Beppe Grillo nel corso del suo comizio sulla libertà di stampa, in corso in piazza San Carlo, a Torino. "Napolitano - ha detto il comico genovese - dovrebbe essere il presidente degli italiani, non dei partiti. Il referendum per cambiare la legge elettorale si doveva fare prima delle elezioni, non dopo. Siamo andati a votare delle elezioni incostituzionali". NAPOLITANO: NO A FALSE EQUIPARAZIONI SUL 25 APRILE. "Le ombre della Resistenza non vanno occultate, ma guai a indulgere a false equiparazioni e banali generalizzazioni; anche se a nessun caduto, e ai familiari che ne hanno subito la perdita, si puo' negare sul piano umano un rispetto maturato col tempo". (Segue/ Il videomessaggio di Celentano).

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In piazza il "V2-Day" (sezione: Grillo)

( da "Cittadino, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Grillo a Torino spara a zero contro i media Torino In una piazza San Carlo "mai stata piena così, dal dopoguerra", il giorno della Liberazione diventa teatro del secondo "Vaffa Day". "Dedichiamo questa manifestazione a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza: noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori di quella gente che ha combattuto e ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera, o quasi": così Beppe Grillo ha aperto ieri il "V2-Day". A proposito del mancato referendum sulla legge elettorale, Grillo attacca il capo dello Stato: "Il presidente della Repubblica, "Morfeo" Napolitano, dorme, dorme, poi esce e monita. Il referendum sulla legge elettorale andava fatto prima delle elezioni, non dopo". Poi l'invettiva contro il mondo dell'informazione: "Nei cda dei giornali ci sono le banche, i partiti, gli industriali con le pezze al c..o che chiamano i giornalisti e gli dicono chi intervistare e dettano le scalette". Poi illustra i tre referendum per i quali raccoglie firme: per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti e della legge Gasparri e contro i finanziamenti pubblici all'editoria.

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Migliaia di firme per il V-day (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Reggio" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

I banchetti in piazza allestiti dal popolo di Grillo Si è svolto ieri a Reggio e in provincia il V-day 2 organizzato dagli Amici di Beppe Grillo. "Alle 13.30 - si legge in una nota - avevano firmato per ciascuno dei tre referendum (abolizione ordine dei giornalisti, abolizione legge Gasparri, abolizione finanziamenti pubblici ai partiti e all'editoria) 1.615 cittadini. I referendum più firmati, tuttavia, sono stati gli ultimi due. Molti i politici e gli imprenditori firmatari delle tre proposte. Tra questi, il presidente dell'Api (associazione piccole e medie imprese) Nello Ferraroni. Il punto di raccolta firme che ha fatto registrare le maggiori adesioni è stato quello di piazza Prampolini", dove nel pomeriggio di ieri è stato proiettato in diretta da Torino lo spettacolo del comico genovese Beppe Grillo.

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Centinaia di firme per i tre referendum Il "Grillo pensiero" affascina i lodigiani (sezione: Grillo)

( da "Cittadino, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

N I grillini sono "sbarcati" anche a Lodi in occasione del "V2 day", il secondo appuntamento organizzato in tutta Italia dai "seguaci" di Beppe Grillo. Con un gazebo allestito in corso Umberto a Lodi, per tutta la giornata di ieri il "Meet up group" ha portato avanti le sue battaglie."Stiamo raccogliendo le firme dei lodigiani a favore dell'abolizione dell'Ordine dei giornalisti - spiega Antonio Gennari, uno degli organizzatori -, dal nostro punto di vista è incostituzionale perchè la Costituzione stabilisce che la stampa non è soggetta ad autorizzazioni e censure: non ci dovrebbe essere un ordine che ti autorizza a fare il giornalista". C'è poi un secondo aspetto, legato al finanziamento pubblico dei giornali: per i grillini le cose dovrebbero essere molto diverse. "Il contributo statale può avere un senso per i giornali che altrimenti non possono esistere - aggiunge Gennari -, ma non è giusto che lo debbano avere anche il Corriere della Sera e La Repubblica. L'informazione è troppo legata a chi controlla il potere".Un'altra questione aperta è quella che riguarda Rete 4, il canale Mediaset che da tempo dovrebbe finire sul digitale e fare spazio a Europa 7. La Corte Europea di Giustizia ha stabilito che le norme italiane che consentono a Rete 4 di trasmettere via etere senza concessione su frequenze spettanti a Europa7 sono "contrarie al diritto comunitario", dunque illegali; Europa 7 vinse la concessione in una regolare gara nel 1999."Bisogna porre rimedio a un'anomalia tutta italiana", commentano i grillini.Alle 15 di ieri pomeriggio, il gruppo aveva raccolto 500 firme, ma contava di raggiungere quota mille. "Sta andando bene, anche se l'argomento suscita meno sensibilità rispetto a quello della volta precedente, ovvero la politica. In questo caso, poi, dobbiamo raccogliere 3 firme per 3 referendum diversi. Qui in corso Umberto siamo anche in una posizione sfavorevole, la consideriamo una piccola forma di boicottaggio, ci bastava un piccolo spazio in piazza della Vittoria. Abbiamo riscontrato una certa difficoltà a trovare degli autenticatori per le firme, in ogni caso continueremo come abbiamo fatto fino a oggi".Gr. Bo.

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Telekommando (sezione: Grillo)

( da "Cittadino, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

"Anno zero" e "L'infedele", il presente della televisione Nello stretto giro di due giorni, la televisione ha saputo far suo, ancora una volta, l'assunto pasoliniano (riletto però in chiave aggiornata da Angelo Guglielmi) di "leggere la realtà con la realtà". Che fece la fortuna dell'ormai "mitica" RaiTre degli anni Ottanta-Novanta. Insomma, quella dei primi Blob, Telefono giallo, Chi l'ha visto?. Che oggi appaiono sempre più come delle articolate, spesso sofisticate, risposte letterarie all'eccessiva allora spettacolarizzazione delle reti Fininvest, dirette o ispirate da Carlo Freccero. In definitiva una delle tante lotte famigliari che fanno del Belpaese un covo di serpenti nel quale mai lavare fuori i panni sporchi. Lo avevano capito in tanti, ma l'unico ad avere il coraggio di sputarne fuori tutta la rabbia fu Giulio Andreotti all'indirizzo di Vittorio De Sica, il più grande "scrittore" deamicisiano d'Italia, al tempo dell'uscita di Umberto D. In poche righe il tempo storico nazionale si è contratto all'indietro di una trentina d'anni, ma il salto temporale deve necessariamente in televisione stabilizzarsi al presente. E il presente, ora, è rappresentato da due programmi: L'infedele di Gad Lerner e Anno zero di Michele Santoro. Se Lerner ha focalizzato l'attenzione su Beppe Grillo e il v-day sull'informazione, Santoro ha spostato il tiro sullo spettacolo Gomorra (prima libro e dal 16 maggio film per la regia di Matteo Garrone, pure in concorso a Cannes) di Roberto Saviano. Tutti e due gli avvenimenti saranno accaduti ieri, mentre scrivo: 25 aprile 2008. Sull'effettiva resa dei due "spettacoli" (sintetizzo la forma per facilità di comprensione e per non adulterare i ragionamenti) si renderà conto in altro luogo. Per ora più interessante è verificare la capacità dei due conduttori di esaltare le virtù dei loro programmi anche nell'ottica di un'operazione mista di marketing promozionale. Di certo, a spanne credo che Santoro abbia saputo meglio "vendere" il prodotto. Aveva lo scrittore Saviano in studio, uno dei procuratori antimafia Roberti e riusciva a limitare gli ospiti fissi come Marco Travaglio, al quale veniva lasciato solo lo spazio del prologo a "Gomorra" e a ciò che ha rappresentato e rappresenta per molti. Qui non anticipo nulla dei contenuti del libro, spettacolo e film. Non voglio mediare ulteriormente la forza descrittiva delle parole di Saviano, che gli sono costate una condanna a morte da parte dei clan camorristici. Posso solo dire che, con l'inchiesta filmata sul campo da Sandro Ruotolo, Anno zero si è inserito a buon diritto in quel grande filone tutto Rai d'inchiesta che contava nomi come Zavoli, Stajano, Olmi e tanti altri. Meno divertente invece è stato Lerner, anche perché il fenomeno Grillo si è sgonfiato da sé. Le elezioni lo hanno impietosamente messo a nudo. Tanto che pare facile, pur non conoscendo l'esito del nuovo happening torinese sul mondo dell'informazione, rubricare le sue invettive alla voce "situazionismo", movimento d'avanguardia e di rottura francese che ebbe la sua base italiana, proprio nella terra di Grillo. La Liguria.

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Affollata a Torino la seconda edizione del "Vaffa Day". Nel mirino del comico anche il Capo dello Stato (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Grillo: noi i nuovi partigiani della libera informazione Teresa Cremaschi TORINO Un bagno di folla per Beppe Grillo nel V2-Day dedicato alla "libera informazione". Cinquantamila persone sotto un sole estivo (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno gremito piazza San Carlo a Torino. Molti meno i presenti nella vicina Piazza Castello, dove si sono tenuti concerti e letture per la Festa della Liberazione promossa dal Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza. Salendo sul palco, il comico genovese ha voluto unire con un filo le due piazze e i due periodi storici: "Abbracciamo e ringraziamo ha detto Grillo coloro che ci hanno permesso di essere oggi qui su questo palco. Grazie ai partigiani di 63 anni fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera informazione. Siamo la naturale continuazione dei nostri nonni" . Nel mirino del comico genovese, l'informazione, ma nei primi minuti del suo monologo i bersagli sono stati il presidente della Repubblica e Silvio Berlusconi. "Napolitano ha detto dovrebbe essere il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti. "Morfeo" Napolitano dorme, fa il pisolino. Il referendum elettorale andava fatto prima, non dopo le elezioni". E, riferendosi al Cavaliere, ha urlato: "Pensate se Obama da presidente fosse anche il proprietario della Fox, della Abc e di altre televisioni". Ogni affondo di Grillo è stato sottolineato da un'ovazione, che rimbombava anche nelle vie adiacenti la piazza. "Siamo tanti, 100 mila, se... la Questura ci aiuta". Il comico è di nuovo ritornato sulla presenza degli inquisiti in Parlamento ("Sono 70 pregiudicati senza che nessuno abbia saputo niente", ha detto mentre scorrevano i loro nomi su uno schermo) e sul dramma delle morti bianche. Ha attaccato Confindustria, la legge 30 e con una battuta ha detto che mentre gli operai muoiono "i politici campano cento anni". È stato mostrato un messaggio registrato di Adriano Celentano: "Sono d'accordo Beppe. Non è un antipolitico. Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi per controbattere le falsità che ogni giorno ci propinano". Un saluto al mattatore del V2-Day è stato portato, di persona, dal magistrato di Catanzaro, Luigi De Magistris mentre non si è visto il gip di Milano Clementina Forleo. Tra gli ospiti sul palco anche Maria Fida Moro: "Il nostro Paese è diventato privo ha detto di memoria e compassione". La chiusura è stata affidata ad un giornalista doc, Marco Travaglio: "Continuate a cercare i buoni giornalisti, continuate a volere bene all'informazione, fate amicizia con i giornali e proteggeteli perchè proteggendo loro proteggete anche voi stessi". Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, è intervenuto a Milano alla raccolta firme promossa dal "Vaffa Day" di Grillo per il referendum sull'informazione che prevede la cancellazione dell'Ordine dei giornalisti. Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa, ha dichiarato: "Diciamolo chiaro: sfidiamo lui e tutta la politica alla riforma dell'Ordine, ma Di Pietro stavolta con il suo urlo, mediatico, non ci ha proprio azzeccato".

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LE DUE PIAZZE DI TORINO (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Jacopo Iacoboni LE DUE PIAZZE DI TORINO Una volta le due piazze erano separate da un muro invalicabile, quelli di corso Traiano nel '69 e quelli della marcia dei quarantamila, quelli di "Lama non l'ama nessuno" e i vecchi del Pci del '77. Mondi separati da un confine fisico, attraversarlo era quasi come varcare la cortina di ferro. Stavolta più che mai queste due piazze torinesi del 25 aprile - la Liberazione e il V-day di Grillo contro l'informazione - raccontano la stessa Italia, e gente non così dissimile: inappartenente, liquida, itinerante. Un immenso ceto medio della delusione. Se sceglie di stare di qua o di là è per lo spettacolo. Per tutto il pomeriggio eleggono Grillo, la sera si spostano e vanno a sentire il gruppo rock Marlene Kuntz. È questo che spiega come mai, alle cinque, piazza San Carlo sia piena, 50 mila persone almeno, mentre la piazza Castello della Festa della Liberazione è sì popolata ma con ampi spazi per gruppetti di famigliole a spasso col passeggino, magliette "partigiano portami via", il cantante dei Marlene Kuntz Cristiano Godano che può anche permettersi un pisolino. Gli stessi partigiani si muovono in giù incuriositi dal Grillo's touch, il tocco di Grillo, modi da santone, accuse meno urlate che nell'altro V-day, scarpe Tod's nere ai piedi. E così vanno a curiosare. Walter, ottantaquattrenne torinese, divisione Sergio de Vitis, brigata Campana, con giacca e il suo bastone sta scendendo da via Roma perché "sono assai incuriosito da questo signor Grillo". Si ferma davanti alla Fnac, dove c'è un banchetto a favore del boicottaggio della Fiera del Libro dedicata a Israele. "No, non firmo", fa educatamente. Beppe inizia assicurando che "non c'è nessuna contrapposizione, noi siamo i nipoti dei partigiani, i nuovi partigiani". Un tale dal pubblico protesta. Chiede la parola. Grillo ordina di farlo passare. È un anziano operaio e sindacalista della Cgil, Ugo Monzeglio, che a tu per tu lo incalza, "ma perché non riveli se a Roma stai con Rutelli o Alemanno? Così fai il gioco della destra". Dopo aver abbracciato Marco Travaglio, accuserà Beppe di non esser stato fatto salire sul palco: "Io sono venuto in questa piazza anche se sono più d'accordo con l'altra... perché Grillo è più spettacolare... diciamo (e fa l'occhiolino) che è berlusconiano!". Ai banchetti c'è una fila lunghissima, chi raccoglie le firme per i tre referendum viene chiamato dai meet up "autenticatore", che fa un po' Wolf di Tarantino; e ci sono un mucchio di autenticatori. Si sono portati da mangiare da casa, torte con ricotta e spinaci, rustici uovo e pancetta. In pizza Castello nessuno ti controlla, da Grillo (dove si lotta anche per abolire l'ordine dei giornalisti) viene controllato il tesserino dell'ordine. Le bandiere e le scritte dicono qualcosa, non tutto. Più delle parole, contro i giornalisti servi, le banche, la Fiat. In via Bogino angolo via Maria Vittoria è comparsa una scritta bizzarra per Torino, "No G8 in Sardigna", evidentemente non vergata da mano sabauda. Molte sono le bandiere No Tav in piazza San Carlo, Grillo dice: "Abbassatele, giù, giù, noi non siamo né di estrema sinistra né di destra". Davanti a Beppe sventola uno stendardo del Fronte Polisario, autentico modernariato politico. Di qua tante treccine, e giovanissimi, in piazza Castello più quarantenni, un manifestante in camicia Oxford promette "non ci sono ancora andato, ma poi per la par condicio faccio un giro. Di là dicono cose condivisibili ma un po' generiche"... In un video Celentano sibila ieratico: "Sono d'accordo con te, ma che cazzo vorresti dire esattamente, Grillo?". Eppure ci sono personaggi quasi più entusiasmanti, per presenza scenica. Il professor Paul Connett, "luminare dell'Università di New York", attacca il medico del San Raffaele (che Grillo chiama "cancronesi") reo di aver sostenuto che gli inceneritori hanno un rischio cancro zero. Secondo Connett Veronesi "should get down on his knees and apologize", dovrebbe chiedere perdono in ginocchio. Boato della folla. Al che Connett comincia a cantare e ondulare, "we don't want, in-ce-ne-ri-to-re", come il predicatore nemico di Daniel Day Lewis nel Petroliere. E la gente gli risponde: in italiano! Artisti non all'apice della carriera beneficiano del tocco di Grillo, Er Piotta canta davanti a una folla rara per i suoi concerti, mentre in piazza Castello Eugenio Finardi fatica a scaldare. Frankie Hi-Nrg, grillista: "Non serve ostendere corpi di partigiani novantenni per essere difensori del 25 Aprile". Gian Maria Testa, nell'altra piazza: "Resistenza e morti sono pagine di storia che non si possono cancellare, non una fiction". Con Grillo c'è Piero Ricca, quello del puffone a Berlusconi, giacca di velluto marrone godibile, visto il clima. Di là Eugenio Finardi che suggerisce: "Nell'aria ci sono valori diversi che trascendono destra e sinistra, il grillismo li intercetta, la politica oggi è troppo sottile". Già, come il diaframma impercettibile tra due piazze, Torino, Italia.

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Sul palco sono attesi numerosi ospiti, da Antonacci a Balasso, a Sabina Guzzanti ma lo show è "in progress" con assenze e presenze assolutamente a sorpresa (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

TIZIANA PLATZER Obiettivo: raccogliere 500 mila firme. Questo sarebbe per lui un gran bel grido di libertà. Per Beppe Grillo e il suo Vaffa-day atto secondo, che venerdì 25 aprile, nel giorno della Liberazione, chiama a raccolta per la "liberazione" del nostro sistema d'informazione: firme da contare in 400 città italiane per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, la cancellazione dei finanziamenti pubblici pari a un miliardo di euro annui destinati all'editoria e l'eliminazione della legge Gasparri sulle radiotelevisioni. E il nuovo santone-leader populista-profeta della rete e quant'altro del comico genovese si dica e si sprechi in parole dalla sua discesa in campo politico, anzi, contro i politici, si materializzerà in piazza San Carlo trascinatore del "V2-day" dalle 15 sino alle 21, più o meno. Quindi non si fa serata con il suo meeting, e se a Bologna il primo portò in piazza sessantamila persone, anche con qualche disguido da affollamento, gli organizzatori dell'evento torinese e i meetup locali "Qui Torino libera" e "13", si sono preparati ad affrontare un'altrettanto larga partecipazione. Da scommetterci, perchè grillini o non grillini, "mangiatori di schede" o delusi e disillusi post-elezioni, tutti, in tanti, hanno voglia di sentire dal vivo e unirsi al lungo elenco liberatorio di "vaffa.." urlati dal Grillo che dal palco travolge, con le sua satira-verità sulle politiche ambientali, economiche, sociali. La battuta, ormai, è il suo ultimo pensiero. Un palco dove si incontreranno personaggi da ogni mondo, qualcuno in scaletta già prefissata, tanti invitati direttamente da lui che non ci tiene affatto ad anticipare, meglio, si nega all'annuncio; altri che forse si aggiungeranno realmente a sorpresa. Suoi sostenitori musicali dati sicuri saranno Caparezza, che canterà per una ventina di minuti subito dopo Leo Pari, apripista della giornata; Franky Hi Energy, protagonista della chiusra del meeting alle 20 con mezz'ora di canzoni appena dopo la partecipazione di Paolo Benvegnù, e Biagio Antonacci: il cantautore per primo, durante la sua permanenza a Torino per all'ultimo concerto, aveva dichiarato la sintonia con il fenomeno del grillismo e la sua amicizia con il comico, e Grillo, facendo un'eccezione al "niente da dire" lo dà della partita. Qualche discordanza sul tam tam di chi c'è e chi no riguarda Piotta, che con Leo Pari e il gruppo Radici nel Cemento, è autore del brano diventato bandiera dei "vaffa-day", e che potrebbe risuonare in piazza San Carlo, unita nel coro rapeggiante: "Al V-day ci sei o non ci sei/ serve una nuova soluzione, c'è troppa corruzione". Grillo pare giudichi il pezzo un'astuta mossa autopromozionale dell'artista romano, ma lui, non l'ha invitato. E allora è facile che i cori nasceranno spontanei. Adesione è arrivata da Zucchero, che dovrebbe comparire grazie a un collegamento video, mentre in carne e pensieri taglienti si materializzeranno i Negrita, Jacopo Fo, Sabina Guzzanti, Marco Travaglio, Giulietto Chiesa, Beppe Scienza, Natalino Balasso. E invece sempre per una partecipazione via mega schermo sono attesi gli interventi dei procuratori Raffaele Guariniello, Clementina Forleo e Luigi De Magistris. La volontà di esserci l'ha espressa a Grillo Maria Fida Moro, che secondo programma dovrebbe parlare intorno alle 15,30. L'happening del "disincantatore", come il comico si definisce, darà spazio a metà pomeriggio al Comitato No Tav e al Comitato Dal Molin. Spazio alle proteste e alle riflessioni di molti, almeno di chi, come lui, la pensa.

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Maxi fila in corso Alberto Pio per i referendum di Beppe Grillo (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Maxi fila ieri davanti al Comune in occasione del banchetto per i referendum di Beppe Grillo. La fila partiva dal portone del municipio e arrivava fino al portico del Grano dove alcuni volontari raccoglievano le adesioni. "Siamo gli stessi - ci dice un sostenitore di Beppe Grillo - che hanno raccolto le firme per non consegnare l'Aimag ai privati. Gente comune che ne ha abbastanza di questi politicanti che se ne fregano di ciò che pensano i cittadini". In fila decine e decine di giovani, anziani, lavoratori, mamme con bambini in braccio... tutti desiderosi di appoggiare la battaglia di Grillo peròa 'libera informazione in libero Stato'.

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Grillo in video riempie piazza Matteotti (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Polemica per cartello-gogna sui politici favorevoli all'inceneritore Oltre un migliaio di persone a seguire l'evento clou del "Vaffa-Day", con Grillo e Travaglio in diretta da Torino, proiettato sullo schermo di Piazza Matteotti. Altre centinaia che, per tutto il giorno, hanno fatto la fila per aderire alla raccolta di firme necessarie per indire tre nuovi referendum: per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, l'abolizione della Legge Gasparri e il finanziamento pubblico all'editoria. Non si può certo dire che il Ponte della Liberazione abbia rovinato i piani degli organizzatori modenesi del "Vaffa-Day", accompagnato anche a Modena da un grande successo. A colpire soprattutto la lunga serie di persone che, per tutto il giorno, hanno pazientemente atteso il proprio turno per firmare il proprio sostegno alla proposta, con tanto di documento, e con l'assessore provinciale Maurizio Guaitoli a certificare la regolarità delle operazioni. Ieri sera, alle 21, c'erano ancora decine di persone in attesa di apporre il proprio nome e cognome in calce ai fogli. "Ne avremo raccolte oltre 2mila 500 e in serata abbiamo dovuto mandare vie delle persone. Pensi che già alle 9 c'era la fila - ha commentato trionfante Nino D'Eugenio, anima degli Amici di Beppe Grillo di Modena - Mentre circa duemila persone nel momento clou dei discorsi di Grillo e Travaglio avranno seguito il collegamento con Torino". Si può quindi parlare di successo di pubblico anche per la manifestazione modenese. Una manifestazione che, a margine, ha fatto registrare una polemica. Accanto al gazebo per la raccolta delle firme pro-referendum, era allestito un tavolo del Wwf che raccoglieva adesioni a sostegno della lotta all'inceneritore. E fin qui tutto ok. Quello che non è stato gradito da alcuni esponenti del Pd è l'esposizione di un cartello rosso che sotto la scritta "Hanno dato voto favorevole al raddoppio dell'inceneritore" presentava le foto con nome, cognome e partito di riferimento dei consiglieri provinciali favorevoli e dei tre astenuti. "Siamo stati e siamo convinti della giustezza della scelta che abbiamo fatto - ha commentato Demos Malavasi capogruppo Pd in Provincia - perché riteniamo che la termovalorizzazione sia uno dei componenti della filiera dello smaltimento dei rifiuti, per non finire in situazioni di emergenza come altre realtà, vedi Napoli. In secondo luogo secondo l'ammodernamento dell'impianto va incontro all'esigenza di garantire maggiore sicurezza all'impianto stesso, con le tecnologie più moderne. Detto questo, mi sembra veramente grave il fatto che si pubblichino le foto dei consiglieri che hanno votato questi atti, additandoli alla pubblica piazza, così come purtroppo avveniva in certi regimi che non sono quelli che vorremmo ricordare. Penso ai tempi dell'inquisizione. Francamente non è questa la strada per un confronto e un dibattito nel merito, al quale non ci sottraiamo mai".

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Per il V-Day di Beppe Grillo raccolte centinaia di firme (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Referendum su informazione, editoria, Legge Gasparri Per il V-Day di Beppe Grillo raccolte centinaia di firme Un voto massiccio, anche a Sassuolo nella giornata della Liberazione (anzi in concomitanza con il passaggio del corteo e dei discorsi in piazza Garibaldi). Sassuolo era stata scelta tra le città dove raccogliere le firme per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri sulle tv. Fin dalle 9.30 in piazza Garibaldi un gruppo di giovani ha avviato la raccolta di firme che ha toccato una quota elevata nella pausa del mezzogiorno ed è ripresa nel primo pomeriggio. Alle 19, quando il banchetto ha smesso di raccogliere le firme dei sassolesi, si potevano contare 570 firmatari. Poca informazione nella maggior parte di coloro che hanno firmato anche se parecchi hanno dichiarato che si erano fermati e avrebbero firmato per "evitare gli sprechi dei governi precedenti", ma anche per "simpatia e solidarietà nei confronti di Beppe Grillo, uno che non le manda mai a dire". Anche nel pomeriggio tanta gente come al mattino popola il centro ed era presente anche e soprattutto per la cerimonia di celebrazione del 25 aprile. Ma il numero dei firmatari è stato alto. (al.sci.).

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Oltre 500 firme per la stampa libera (sezione: Grillo)

( da "Corriere delle Alpi" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

IL VAFFA 2 DAY Oltre 500 firme per la stampa libera Tre i quesiti referendari proposti dai sostenitori di Beppe Grillo BELLUNO. "L'albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero", Einaudi. L'Italia è l'unico Paese in cui esiste un ordine dei giornalisti, istituito da una legge del 1963, che ha raccolto un'eredità pesante: l'albo creato nel 1925 da Mussolini. Quasi un miliardo di euro all'anno: è quanto costa l'editoria italiana ai cittadini. Le provvidenze finiscono in buona parte nelle casse dei partiti, che usano i loro giornali per finanziarsi. "L'Italia non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi", Corte di giustizia europea. La legge Gasparri è stata bocciata dall'Ue, eppure continua indisturbata a concedere che una una televisione privata (Rete 4) possa usurpare le frequenze di una tv minore. Tre anomalie nel Paese delle "stravaganze" eufemismo che sta per scandalo. Dopo il Vaffa Day dell'8 settembre, Beppe Grillo torna a sollevare la fetta di prosciutto posata sugli occhi degli italiani. Ieri erano in 40 mila a Torino per assistere alla manifestazione del comico genovese, accompagnato da diversi giovani musicisti. Il Vaffa day 2 si intitola "Libera informazione in libero Stato" e propone tre referendum: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, l'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria e l'abolizione della legge Gasparri. Le firme sono state raccolte ieri anche in piazza dei Martiri dai sostenitori locali di Beppe Grillo. Oltre 500 bellunesi hanno dato il loro appoggio ai quesiti referendari proposti con il V2 day e domenica prossima (4 maggio) il gazebo sarà allestito a Limana, nella piazza centrale di fronte al muncipio, dalle 9 alle 19. "Non siamo nè contro la politica nè contro il giornalismo", spiega Stefano De Barba di "Grillibelluno", "ma contro le strumentalizzazioni di parte e le consorterie. Come abbiamo fatto l'8 settembre, oggi affermiamo un principio generale che raccoglie adesioni trasversali. Sono in molti a firmare e lo fanno a prescindere dal loro credo politico. Pensiamo che ci siano giornalisti in gamba e giornali che fanno il loro dovere, ma i contributi che arrivano dalla politica deformano la situazione in condizione di sudditanza". (i.a.).

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Folla di curiosi per "V2 Day" (sezione: Grillo)

( da "Citta' di Salerno, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

I GRILLINI Folla di curiosi per "V2 Day" Centinaia di firme raccolte per i tre referendum " Banchetti e firme anche a Sala Consilina per il "V2 Day" di Beppe Grillo a sostegno di una informazione libera e dei tre referendum sul mondo dell'informazione. " Le firme e il sostegno non sono mancati neanche nel Vallo di Diano dove da ieri mattina fino alle 8 della sera, prima in via Matteotti, poi in piazza Umberto I, gli aderenti al "V2 Day" hanno raccolto circa settecento firme e mostrato grande interesse per l'iniziativa che si è svolta in contemporanea in numerose cittá italiane. " Tanti i cittadini di Sala che hanno firmato, ma anche molti i cittadini valdianesi che si sono recati nel capoluogo comprensoriale per dare sostegno e credibilitá ai tre referendum che chiedono l'abrogazione dell'Ordine dei giornalisti, uno dei pochi ancora rimasti in Europa, e l'abrogazione del finanziamento pubblico ad imprese editrici di giornali quotidiani e periodici. " In questo caso molti aderenti auspicano soprattutto la correzione del finanziamento, spesso legato più ai fini politici che a quelli editoriali secondo i promotori dell'appuntamento. " Infine, il terzo referendum proposto è l'abrogazione della legge Gasparri che, secondo i proponenti, permette a Rai e Mediaset di non assumere mai una posizione dominante, sanzionata dall'Antitrust, escludendo piuttosto l'accesso al digitale terrestre alle emittenti minori. " E ieri in piazza i cittadini valdianesi oltre alle firme hanno potuto assistere anche a brevi interventi di personaggi locali che si sono dichiarati a favore dei tre referendum. Una delle caratteristiche dei raduni ideati dal popolare attore ligure che consente a chiunque voglia parlare di esprimere in pubblico il suo punto di vista. Insomma, una giornata all'insegna dell'informazione libera che ha destato curiositá. "Il risultato ci soddisfa - hanno detto gli organizzatori - anche perché bisogna considerare che nel Vallo di Diano non esiste un meetup, cioè un gruppo giá organizzato aderente alle rete di Beppe Grillo, per cui, l'adesione di quest'oggi è del tutto spontanea e ha visto la partecipazione di giovani ma anche di tante famiglie". Salvatore Medici.

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I referendum dei grillini raccolte in città 1.500 firme (sezione: Grillo)

( da "Trentino" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Per abolire l'ordine dei giornalisti e togliere i contributi all'editoria I referendum dei "grillini" raccolte in città 1.500 firme TRENTO. Una raccolta firme per i referendum denominati per la "Libera informazione in libero Stato" è stata organizzata a Trento, in occasione del V2-Day, da parte degli "Amici di Beppe Grillo" della città. Gli attivisti hanno iniziato il "Vaffa Day" intorno alle 9, in un gazebo nel centro, e hanno concluso alle 21. I tre referendum in questione riguardano l'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, quella dell'albo dei giornalisti e, terzo, della legge Gasparri. I "grillini" nel corso della giornata hanno raccolto 1.500 firme a sostegno della proposta referendaria. In 450 piazze italiane si è svolta un'analoga iniziativa a quella andata in scena a Trento. Beppe Grillo ha dato ieri appuntamento al suo popolo in piazza San Carlo, a Torino, dove c'era anche Maria Fida Moro, figlia dello statista Aldo. "Siamo in 120 mila secondo una stima", ha gridato dal palco l'ideatore del "Vaffa Day". Ma secondo fonti della questura in piazza San Carlo, nella migliore delle ipotesi, ci possono stare non più di 40 mila persone.

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Cinquantamila " vaffa" con Grillo (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

V2-Day contro l'informazione asservita. "Noi, nuovi partigiani" Firme in 450 città per abolire l'Ordine dei giornalisti ALESSANDRO CECIONI ROMA. Cinquantamila in piazza San Carlo a Torino per lo show dal vivo, migliaia in coda nelle altre 450 piazze dove si raccoglievano le firme. Il V2-Day, Vaffanculo 2, di Beppe Grillo è un successo. L'obiettivo era la stampa dei "giornalisti camerieri", la "tv di un solo padrone". Urla Grillo, per ore, con un tono di voce un po' ansiogeno, ma il pubblico che lo acclama, soprattutto giovani e giovanissimi, non aspetta altro che lui chiami all'epiteto che dà il nome all'happening. Così, quando elenca i giornali italiani e le cifre che ricevono dallo Stato sotto forma di rimborsi carta e agevolazioni varie, a ogni testata segue il "vaffan...". La giornata ha lo scopo di lanciare la raccolta di firme su tre referendum: abolizione dell'Ordine dei giornalisti, abolizione della Legge Gasparri sulle tv, abolizione delle previdenze all'editoria. A Milano firma anche Antonio Di Pietro: "Gasparri farebbe bene a rispettare le sentenze, perché noi vigileremo, la raccolta di firme per abolire con un referendum la legge che porta il suo nome, fatta solo perché restasse un monopolio del sistema televisivo, è stata solo un primo passo". "Con Rete4 che non va sul satellite rischiamo una multa dalla Ue di 300mila euro al giorno a partire da gennaio 2006", dice Grillo. Qualcosa come 235 milioni. Ai banchi sparpagliati in 450 piazze italiane c'è la coda per firmare, ma non tutti sanno che con tutta probabilità le firme non servono a niente, che la legge italiana sui referendum popolari richiede tempi precisi per la raccolta. La firma, in questo caso come lo scorso anno, è una sorta di testimonianza attiva. Beppe Grillo inizia la sua arringa richiamando il significato del 25 Aprile e della Resistenza, con dedica a chi, a poche centinaia di metri da piazza San Carlo, in piazza Castello, partecipa alle celebrazioni della Liberazione: "Dedichiamo questa manifestazione a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza, noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori, di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera. Se avessimo un decimo di cuore di quelle persone o un centesimo di coglioni di quelli, noi compiremmo un lavoro per loro". Poi parte l'attacco a tutto campo. Contro l'Ordine dei giornalisti, di cui Grillo sbaglia la data di istituzione ("è quello del 1925, voluto da Mussolini"). Contro i "giornalisti camerieri". Poi contro i soldi dati ai giornali: "Vorrei un giornale pagato da chi lo legge e non dai finanziamenti pubblici". E ancora: "Non esiste, non può esistere un Ordine. Chiunque deve essere libero di scrivere. Perché ci deve essere un Ordine dei giornalisti e non un Ordine dei poeti?". Vaffa l'Ordine, dunque. "L'Ordine non è quello di Mussolini, ma quello di Gonella, costituito 45 anni fa su un'idea base di Aldo Moro - replica Franco Siddi, segretario della Fnsi - e Grillo non confonda i cialtroni, che ci sono in tutte le professioni, con le migliaia di giornalisti corretti". Dal palco continuano gli attacchi a tutti, a Berlusconi in primis soprannominato "Testa d'asfalto", a Veltroni "Topo Gigio", a Ferrara "Platinette con la barba", persino al Presidente della Repubblica, "Morfeo Napolitano, che dorme, dorme e poi monita. Sia il presidente di tutti e non dei partiti, perché i partiti non ci sono più".

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Doppio incidente Grave un motociclista (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

AGLIANO V2-DAY ASTI Doppio incidente Grave un motociclista In 2 mila firmano i referendum di Grillo Asp: "Nel 2008 nessun rincaro della tariffa rifiuti" Due uscite di strada, a poche ore di distanza una dall'altra, ad Agliano. Il bilancio è di altrettanti feriti, uno dei quali gravi. Il primo ha visto coinvolta un'auto che è finita in un fossato, nelle vicinanze del tunnel sull'Asti Mare. Il conducente, soccorso e trasportato in ospedale, è ferito. Più grave un centauro alessandrino finito in una scarpata con la sua moto, sulla strada tra regione Salere e Costigliole. Faceva parte di un gruppo di motociclisti che hanno dato l'allarme. E' intervenuto l'elisoccorsoSono stati in 2 mila a firmare ieri ad Asti i tre referendum sull'informazione proposti da Beppe Grillo in occasione del V-day. Il gazebo è stato allestito in piazza Medici con un collegamento video con Torino dove era presente il comico ligure. Non rincara la tariffa di igiene ambientale per il 2008. Lo rende noto il presidente Asp, Gianni Bertolino: "Nonostante l'aumento dei prezzi - spiega - ottimizzando il servizio di raccolta e smaltimento, siamo riusciti a non aumentare le tariffe".

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Beppe Grillo attacca i giornalisti italiani (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Brescia" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione: 26/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Beppe Grillo attacca i giornalisti italiani ROMA - "No a un'informazione degna di Ceausescu e di Pol Pot": Beppe Grillo chiama e decine di migliaia, ancora una volta, hanno risposto in 450 piazze italiane, e in 15 città all'estero, per il secondo "Vaffa day". L'iniziativa del "re dei blog" ha preso il via ieri mattina in tutta Italia con i banchetti che hanno raccolto decine di migliaia di firme per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, della legge Gasparri e del finanziamento pubblico all'editoria. Il "cuore" della festa è stata Torino (50mila i partecipanti), una delle città simbolo della Resistenza, che il comico genovese ha scelto per portare sul palco le sue provocazioni e le sue invettive (attacca Berlusconi, Gasparri e polemizza con Napolitano e i giornalisti camerieri). "Napolitano dovrebbe essere il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti. I partiti non ci sono più", tuona Grillo dal capoluogo piemontese. "Morfeo Napolitano dorme, fa il pisolino, poi esce e monita", aggiunge sostenendo che "il referendum elettorale andava fatto prima non dopo le elezioni". Nel capoluogo piemontese sono accorsi in 50mila, per lo più giovani e giovanissimi. "Dedichiamo questa manifestazione - ha esordito Grillo sul palco - a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza, noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera o quasi". Manifestazione dei sostenitori di Grillo anche a Brescia, dove banchetti per la raccolta firme sono stati allestiti in corso Zanardelli e al Parco Gallo.

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<25 Aprile, sì alla verità ma senza denigrazioni> (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

"25 Aprile, sì alla verità ma senza denigrazioni" Napolitano a genova "Fu anche guerra civile". Berlusconi riceve Ciarrapico, lite con il Pd GIOVANNI MARI e FERRUCCIO SANSA GENOVA. È stata una commemorazione. Una festa al Presidente della Repubblica. E una contestazione al cardinale. Genova non si è dimenticata del 25 Aprile. Per celebrarlo, anzi, sono scese in piazza oltre diecimila persone. Ma è stata una giornata complessa, che non si può racchiudere nell'immagine della folla che festeggia Giorgio Napolitano. O nel discorso del Presidente che pure tocca temi nuovi come la "resistenza dei militari italiani" e difende la Liberazione sottolineando la necessità di "smitizzare alcuni aspetti della Resistenza", ma ricordando che si è trattato di una "riscossa e di un riscatto nazionale cui dobbiamo la riconquista anche per forza nostra dell'indipendenza, della dignità e della libertà della Nazione italiana. Un riscatto da non denigrare", ricorda il Presidente. E aggiunge: "Non è una festa per una sola parte della nazione". Una frase non casuale, nel giorno in cui, a Roma, Silvio Berlusconi tra molte polemiche riceveva Giuseppe Ciarrapico. Un fascista dichiarato (ed eletto nel Pdl) il giorno della Liberazione. SEGUE >> 3 GENOVA. È stata una commemorazione. Una festa al presidente della Repubblica. E una contestazione al cardinale. No, Genova non si è dimenticata del 25 aprile. Per celebrarlo, anzi, sono scese in piazza oltre diecimila persone. Ma è stata una giornata complessa, che non si può racchiudere nell'immagine della folla che festeggia Giorgio Napolitano. O nel discorso del Presidente che pure tocca temi nuovi come la "resistenza dei militari italiani" e che sottolinea la necessità di "smitizzare alcuni aspetti della Resistenza" pur ricordando che si è trattato di una "riscossa e di un riscatto nazionale cui dobbiamo la riconquista anche per forza nostra dell'indipendenza, dignità e libertà della Nazionale italiana. Un riscatto da non denigrare", ricorda il presidente. E ricorda: "Non è una festa per una sola parte della nazione". Una frase non casuale, nel giorno in cui, a Roma, Silvio Berlusconi tra molte polemiche riceveva Giuseppe Ciarrapico. Un fascista dichiarato il giorno della Liberazione. Il 25 aprile 2008 Genova si è guardata allo specchio e nelle poche ore della visita di Napolitano ha ricordato il proprio passato e si è interrogata sul presente. A cominciare dal centrosinistra - inteso come elettori, popolo - che si è dato tacito appuntamento in via Venti Settembre e piazza Matteotti per ritrovare qualcosa da festeggiare dopo la recente sconfitta politica. La prima da quel 25 aprile del 1945 quando Genova, unica città in Europa, riuscì da sola a liberarsi del mostro nazista. Ecco allora le bandiere rosse del Pdci, quelle dei sindacati. E gli applausi più forti del solito, per sentirsi, contarsi. "Una grande festa. Neanche noi ci siamo abituati", si lascia scappare gli uomini del seguito di Napolitano quando, a visita finita, l'auto del presidente si avvia verso l'aeroporto. Il presidente arriva a Genova poco dopo l'una e raggiunge la prefettura. Il primo appuntamento ufficiale è sotto il Ponte monumentale, là dove è posta la lapide che ricorda la resa delle truppe tedesche ai partigiani. Là, davanti ai 1.863 nomi dei partigiani caduti accanto ai quali si passa ogni giorno senza quasi più pensarci. E via Venti Settembre non sembra nemmeno più la stessa strada. C'è un silenzio quasi irreale quando Napolitano si avvicina alle corone di fiori, alle targhe. Guarda verso quei nomi che si cominciano a cancellare anche dalla parete. Poi un lungo applauso mentre l'auto presidenziale marcia verso Palazzo Ducale: bandierina tricolore, la mano che saluta dal finestrino. In piazza Matteotti, affollata di almeno cinquemila persone, dovrebbe essere il momento clou della festa. Ma l'incidente è appena avvenuto: appena prima dell'arrivo di Napolitano, ecco giungere a piedi da San Lorenzo il cardinale Angelo Bagnasco. Ad accoglierlo prima applausi, poi un fischio, due, decine. Finché quasi prevalgono sugli applausi. Il cardinale prosegue senza la minima incertezza, come se non volesse piegarsi alla contestazione. Ma anche questo momento racconta qualcosa della Genova di oggi: il cardinale scortato e fischiato per le strade della sua città. Napolitano non sa probabilmente ancora nulla quando arriva dopo pochi minuti. Scende dall'auto e dà un bel da fare alla sua scorta fermandosi tre volte a salutare la gente che lo chiama. Parlando con Giovanni, un bambino che è sgusciato tra le transenne per raggiungere il capo dello Stato. Ma è il momento del discorso nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Parla la sindaco Marta Vincenzi, sostiene l'importanza non solo per il passato, "ma anche per il presente e per per dare linfa al futuro". Definisce Genova "città democratica". E colpisce sentire Raimondo Ricci (presidente dell'Istituto Ligure per la storia della Resistenza e l'età contemporanea) quando parla "a nome degli ormai pochi superstiti che nel secolo scorso hanno partecipato alla lotta partigiana". Quando Napolitano prende la parola una parte della sala si alza in piedi: "La Resistenza - sostiene il Capo dello Stato - non può appartenere solo a una parte della nazione, ma deve porsi al centro di uno sforzo volto a ricomporre, in spirito di verità, la storia della nostra Repubblica". Poi un passaggio studiato, limato: "Molto importante fu il concorso dei militari chiamati a durissime prove all'indomani dell'armistizio, degli ufficiali e dei soldati che si unirono ai partigiani rafforzandone la capacità di combattimento e infine delle nuove forze armate che si raccolsero nel Corpo Italiano di Liberazione". Ma Napolitano non sfugge il nodo delle celebrazioni degli ultimi anni, la rivendicazione, da parte di qualcuno, uno spazio per i vincitori, ma anche per i vinti: "Dopo tanti anni di quegli eventi - ha detto Napolitano - si può e si deve dare una analisi ponderata che però non significhi in alcun modo confondere le due parti in lotta, appiattirle sotto un comune giudizio di condanna e di assoluzione". E questo, aggiunge, "vale anche per i fenomeni di violenza che caratterizzarono in tutto il suo corso la guerra antipartigiana e da cui non fu indenne la Resistenza, specie alla vigilia e all'indomani della Liberazione". È un dovere verso i paese, quello della chiarezza. E ancora: "Le ombre della Resistenza non vanno occultate, ma guai a indulgere a false equiparazioni e banali generalizzazioni; anche se a nessun caduto, e ai familiari che ne hanno subito la perdita, si può negare sul piano umano un rispetto maturato col tempo". Applausi nella sala e nella piazza dove arriva - disturbata - la voce del Presidente. Poi sono di nuovo applausi, ma nella piazza molte sono le anime. C'è Annalisa Dondini, 76 anni, "scesa in piazza per ricordare la forza della mia Genova". C'è Anna Perrone, 33 anni, che "vorrebbe ritrovare nei giovani di oggi lo stesso coraggio di quei ragazzi di sessantacinque anni fa". C'è Luca Martini, 43 anni, contento "perché finalmente si vede che il centrosinistra e i suoi valori non sono stati del tutto schiacciati e sconfitti". E c'è Giovanni, diciassettenne, che vorrebbe essere in piazza a Torino con Beppe Grillo e guardando il corteo presidenziale sbuffa: "Dieci auto per una persona sola". L'ultima tappa è a Villa Migone. Napolitano incontra Marta Vincenzi, il presidente della Regione, Claudio Burlando, quello della Provincia, Alessandro Repetto. E c'è il cardinale Bagnasco: la sala della resa viene fatta vuotare per lasciare posto a loro. Su una poltrona damascata il presidente della Cei reduce da un giorno amaro, su una di velluto il Capo dello Stato. Un colloquio di venti minuti, faccia a faccia. GIOVANNI MARI mari@ilsecoloxix.it FERRUCCIO SANSA sansa@ilsecoloxix.it GENOVA. È stata una commemorazione. Una festa al presidente della Repubblica. E una contestazione al cardinale. No, Genova non si è dimenticata del 25 aprile. Per celebrarlo, anzi, sono scese in piazza oltre diecimila persone. Ma è stata una giornata complessa, che non si può racchiudere nell'immagine della folla che festeggia Giorgio Napolitano. O nel discorso del Presidente che pure tocca temi nuovi come la "resistenza dei militari italiani" e che sottolinea la necessità di "smitizzare alcuni aspetti della Resistenza" pur ricordando che si è trattato di una "riscossa e di un riscatto nazionale cui dobbiamo la riconquista anche per forza nostra dell'indipendenza, dignità e libertà della Nazionale italiana. Un riscatto da non denigrare", ricorda il presidente. E ricorda: "Non è una festa per una sola parte della nazione". Una frase non casuale, nel giorno in cui, a Roma, Silvio Berlusconi tra molte polemiche riceveva Giuseppe Ciarrapico. Un fascista dichiarato il giorno della Liberazione. Il 25 aprile 2008 Genova si è guardata allo specchio e nelle poche ore della visita di Napolitano ha ricordato il proprio passato e si è interrogata sul presente. A cominciare dal centrosinistra - inteso come elettori, popolo - che si è dato tacito appuntamento in via Venti Settembre e piazza Matteotti per ritrovare qualcosa da festeggiare dopo la recente sconfitta politica. La prima da quel 25 aprile del 1945 quando Genova, unica città in Europa, riuscì da sola a liberarsi del mostro nazista. Ecco allora le bandiere rosse del Pdci, quelle dei sindacati. E gli applausi più forti del solito, per sentirsi, contarsi. "Una grande festa. Neanche noi ci siamo abituati", si lascia scappare gli uomini del seguito di Napolitano quando, a visita finita, l'auto del presidente si avvia verso l'aeroporto. Il presidente arriva a Genova poco dopo l'una e raggiunge la prefettura. Il primo appuntamento ufficiale è sotto il Ponte monumentale, là dove è posta la lapide che ricorda la resa delle truppe tedesche ai partigiani. Là, davanti ai 1.863 nomi dei partigiani caduti accanto ai quali si passa ogni giorno senza quasi più pensarci. E via Venti Settembre non sembra nemmeno più la stessa strada. C'è un silenzio quasi irreale quando Napolitano si avvicina alle corone di fiori, alle targhe. Guarda verso quei nomi che si cominciano a cancellare anche dalla parete. Poi un lungo applauso mentre l'auto presidenziale marcia verso Palazzo Ducale: bandierina tricolore, la mano che saluta dal finestrino. In piazza Matteotti, affollata di almeno cinquemila persone, dovrebbe essere il momento clou della festa. Ma l'incidente è appena avvenuto: appena prima dell'arrivo di Napolitano, ecco giungere a piedi da San Lorenzo il cardinale Angelo Bagnasco. Ad accoglierlo prima applausi, poi un fischio, due, decine. Finché quasi prevalgono sugli applausi. Il cardinale prosegue senza la minima incertezza, come se non volesse piegarsi alla contestazione. Ma anche questo momento racconta qualcosa della Genova di oggi: il cardinale scortato e fischiato per le strade della sua città. Napolitano non sa probabilmente ancora nulla quando arriva dopo pochi minuti. Scende dall'auto e dà un bel da fare alla sua scorta fermandosi tre volte a salutare la gente che lo chiama. Parlando con Giovanni, un bambino che è sgusciato tra le transenne per raggiungere il capo dello Stato. Ma è il momento del discorso nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Parla la sindaco Marta Vincenzi, sostiene l'importanza non solo per il passato, "ma anche per il presente e per per dare linfa al futuro". Definisce Genova "città democratica". E colpisce sentire Raimondo Ricci (presidente dell'Istituto Ligure per la storia della Resistenza e l'età contemporanea) quando parla "a nome degli ormai pochi superstiti che nel secolo scorso hanno partecipato alla lotta partigiana". Quando Napolitano prende la parola una parte della sala si alza in piedi: "La Resistenza - sostiene il Capo dello Stato - non può appartenere solo a una parte della nazione, ma deve porsi al centro di uno sforzo volto a ricomporre, in spirito di verità, la storia della nostra Repubblica". Poi un passaggio studiato, limato: "Molto importante fu il concorso dei militari chiamati a durissime prove all'indomani dell'armistizio, degli ufficiali e dei soldati che si unirono ai partigiani rafforzandone la capacità di combattimento e infine delle nuove forze armate che si raccolsero nel Corpo Italiano di Liberazione". Ma Napolitano non sfugge il nodo delle celebrazioni degli ultimi anni, la rivendicazione, da parte di qualcuno, uno spazio per i vincitori, ma anche per i vinti: "Dopo tanti anni di quegli eventi - ha detto Napolitano - si può e si deve dare una analisi ponderata che però non significhi in alcun modo confondere le due parti in lotta, appiattirle sotto un comune giudizio di condanna e di assoluzione". E questo, aggiunge, "vale anche per i fenomeni di violenza che caratterizzarono in tutto il suo corso la guerra antipartigiana e da cui non fu indenne la Resistenza, specie alla vigilia e all'indomani della Liberazione". È un dovere verso i paese, quello della chiarezza. E ancora: "Le ombre della Resistenza non vanno occultate, ma guai a indulgere a false equiparazioni e banali generalizzazioni; anche se a nessun caduto, e ai familiari che ne hanno subito la perdita, si può negare sul piano umano un rispetto maturato col tempo". Applausi nella sala e nella piazza dove arriva - disturbata - la voce del Presidente. Poi sono di nuovo applausi, ma nella piazza molte sono le anime. C'è Annalisa Dondini, 76 anni, "scesa in piazza per ricordare la forza della mia Genova". C'è Anna Perrone, 33 anni, che "vorrebbe ritrovare nei giovani di oggi lo stesso coraggio di quei ragazzi di sessantacinque anni fa". C'è Luca Martini, 43 anni, contento "perché finalmente si vede che il centrosinistra e i suoi valori non sono stati del tutto schiacciati e sconfitti". E c'è Giovanni, diciassettenne, che vorrebbe essere in piazza a Torino con Beppe Grillo e guardando il corteo presidenziale sbuffa: "Dieci auto per una persona sola". L'ultima tappa è a Villa Migone. Napolitano incontra Marta Vincenzi, il presidente della Regione, Claudio Burlando, quello della Provincia, Alessandro Repetto. E c'è il cardinale Bagnasco: la sala della resa viene fatta vuotare per lasciare posto a loro. Su una poltrona damascata il presidente della Cei reduce da un giorno amaro, su una di velluto il Capo dello Stato. Un colloquio di venti minuti, faccia a faccia. GIOVANNI MARI mari@ilsecoloxix.it FERRUCCIO SANSA sansa@ilsecoloxix.it GENOVA. È stata una commemorazione. Una festa al presidente della Repubblica. E una contestazione al cardinale. No, Genova non si è dimenticata del 25 aprile. Per celebrarlo, anzi, sono scese in piazza oltre diecimila persone. Ma è stata una giornata complessa, che non si può racchiudere nell'immagine della folla che festeggia Giorgio Napolitano. O nel discorso del Presidente che pure tocca temi nuovi come la "resistenza dei militari italiani" e che sottolinea la necessità di "smitizzare alcuni aspetti della Resistenza" pur ricordando che si è trattato di una "riscossa e di un riscatto nazionale cui dobbiamo la riconquista anche per forza nostra dell'indipendenza, dignità e libertà della Nazionale italiana. Un riscatto da non denigrare", ricorda il presidente. E ricorda: "Non è una festa per una sola parte della nazione". Una frase non casuale, nel giorno in cui, a Roma, Silvio Berlusconi tra molte polemiche riceveva Giuseppe Ciarrapico. Un fascista dichiarato il giorno della Liberazione. Il 25 aprile 2008 Genova si è guardata allo specchio e nelle poche ore della visita di Napolitano ha ricordato il proprio passato e si è interrogata sul presente. A cominciare dal centrosinistra - inteso come elettori, popolo - che si è dato tacito appuntamento in via Venti Settembre e piazza Matteotti per ritrovare qualcosa da festeggiare dopo la recente sconfitta politica. La prima da quel 25 aprile del 1945 quando Genova, unica città in Europa, riuscì da sola a liberarsi del mostro nazista. Ecco allora le bandiere rosse del Pdci, quelle dei sindacati. E gli applausi più forti del solito, per sentirsi, contarsi. "Una grande festa. Neanche noi ci siamo abituati", si lascia scappare gli uomini del seguito di Napolitano quando, a visita finita, l'auto del presidente si avvia verso l'aeroporto. Il presidente arriva a Genova poco dopo l'una e raggiunge la prefettura. Il primo appuntamento ufficiale è sotto il Ponte monumentale, là dove è posta la lapide che ricorda la resa delle truppe tedesche ai partigiani. Là, davanti ai 1.863 nomi dei partigiani caduti accanto ai quali si passa ogni giorno senza quasi più pensarci. E via Venti Settembre non sembra nemmeno più la stessa strada. C'è un silenzio quasi irreale quando Napolitano si avvicina alle corone di fiori, alle targhe. Guarda verso quei nomi che si cominciano a cancellare anche dalla parete. Poi un lungo applauso mentre l'auto presidenziale marcia verso Palazzo Ducale: bandierina tricolore, la mano che saluta dal finestrino. In piazza Matteotti, affollata di almeno cinquemila persone, dovrebbe essere il momento clou della festa. Ma l'incidente è appena avvenuto: appena prima dell'arrivo di Napolitano, ecco giungere a piedi da San Lorenzo il cardinale Angelo Bagnasco. Ad accoglierlo prima applausi, poi un fischio, due, decine. Finché quasi prevalgono sugli applausi. Il cardinale prosegue senza la minima incertezza, come se non volesse piegarsi alla contestazione. Ma anche questo momento racconta qualcosa della Genova di oggi: il cardinale scortato e fischiato per le strade della sua città. Napolitano non sa probabilmente ancora nulla quando arriva dopo pochi minuti. Scende dall'auto e dà un bel da fare alla sua scorta fermandosi tre volte a salutare la gente che lo chiama. Parlando con Giovanni, un bambino che è sgusciato tra le transenne per raggiungere il capo dello Stato. Ma è il momento del discorso nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Parla la sindaco Marta Vincenzi, sostiene l'importanza non solo per il passato, "ma anche per il presente e per per dare linfa al futuro". Definisce Genova "città democratica". E colpisce sentire Raimondo Ricci (presidente dell'Istituto Ligure per la storia della Resistenza e l'età contemporanea) quando parla "a nome degli ormai pochi superstiti che nel secolo scorso hanno partecipato alla lotta partigiana". Quando Napolitano prende la parola una parte della sala si alza in piedi: "La Resistenza - sostiene il Capo dello Stato - non può appartenere solo a una parte della nazione, ma deve porsi al centro di uno sforzo volto a ricomporre, in spirito di verità, la storia della nostra Repubblica". Poi un passaggio studiato, limato: "Molto importante fu il concorso dei militari chiamati a durissime prove all'indomani dell'armistizio, degli ufficiali e dei soldati che si unirono ai partigiani rafforzandone la capacità di combattimento e infine delle nuove forze armate che si raccolsero nel Corpo Italiano di Liberazione". Ma Napolitano non sfugge il nodo delle celebrazioni degli ultimi anni, la rivendicazione, da parte di qualcuno, uno spazio per i vincitori, ma anche per i vinti: "Dopo tanti anni di quegli eventi - ha detto Napolitano - si può e si deve dare una analisi ponderata che però non significhi in alcun modo confondere le due parti in lotta, appiattirle sotto un comune giudizio di condanna e di assoluzione". E questo, aggiunge, "vale anche per i fenomeni di violenza che caratterizzarono in tutto il suo corso la guerra antipartigiana e da cui non fu indenne la Resistenza, specie alla vigilia e all'indomani della Liberazione". È un dovere verso i paese, quello della chiarezza. E ancora: "Le ombre della Resistenza non vanno occultate, ma guai a indulgere a false equiparazioni e banali generalizzazioni; anche se a nessun caduto, e ai familiari che ne hanno subito la perdita, si può negare sul piano umano un rispetto maturato col tempo". Applausi nella sala e nella piazza dove arriva - disturbata - la voce del Presidente. Poi sono di nuovo applausi, ma nella piazza molte sono le anime. C'è Annalisa Dondini, 76 anni, "scesa in piazza per ricordare la forza della mia Genova". C'è Anna Perrone, 33 anni, che "vorrebbe ritrovare nei giovani di oggi lo stesso coraggio di quei ragazzi di sessantacinque anni fa". C'è Luca Martini, 43 anni, contento "perché finalmente si vede che il centrosinistra e i suoi valori non sono stati del tutto schiacciati e sconfitti". E c'è Giovanni, diciassettenne, che vorrebbe essere in piazza a Torino con Beppe Grillo e guardando il corteo presidenziale sbuffa: "Dieci auto per una persona sola". L'ultima tappa è a Villa Migone. Napolitano incontra Marta Vincenzi, il presidente della Regione, Claudio Burlando, quello della Provincia, Alessandro Repetto. E c'è il cardinale Bagnasco: la sala della resa viene fatta vuotare per lasciare posto a loro. Su una poltrona damascata il presidente della Cei reduce da un giorno amaro, su una di velluto il Capo dello Stato. Un colloquio di venti minuti, faccia a faccia. GIOVANNI MARI mari@ilsecoloxix.it FERRUCCIO SANSA sansa@ilsecoloxix.it 26/04/2008.

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Vaffa all'Ordine. Ma anche a Grillo (sezione: Grillo)

( da "Italia Oggi" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Media Numero 100, pag. 19 del 26/4/2008 Autore: di Claudio Plazzotta Visualizza la pagina in PDF       Due giornalisti rispondono all'offensiva del comico contro la categoria. Scrivere? Un diritto Vaffa all'Ordine. Ma anche a Grillo Sabelli Fioretti: attacchi generici. Mughini: troppe marchette Beppe Grillo, nel suo secondo Vaffa Day, getta secchiate di disprezzo sui giornalisti e il modo di fare informazione. Trova parecchie sponde, soprattutto sul tema dell'abolizione dell'Ordine professionale. Ma anche difese di categoria contro gli attacchi generici. "L'Ordine non serve a nulla, è vero. Ma Grillo non deve condannare tutti. Se attacca tutti i giornalisti", dice ridendo Claudio Sabelli Fioretti, "attacca anche me. E allora lo mando a mia volta affanculo. Anzi, rincaro la dose con una provocazione: se lui fa attacchi generici ai giornalisti, io attacco tutti i comici, dico che sono delle merde e che non fanno ridere nessuno". Anche Giampiero Mughini sta dalla parte di Grillo contro l'Ordine, "un morto che cammina, contro cui comunque è meglio sparare che restare indifferenti". Poi, però, prende le distanze dal comico genovese, con un velenoso paragone, sottolineando che "Grillo è un personaggio mediatico, guadagna bene, gli faccio i miei complimenti, significa che qualcuno lo paga. Ma pagano anche Milly D'Abbraccio e si parla anche di lei". Nella manifestazione di ieri in piazza San Carlo a Torino, Grillo ha spinto sui tre referendum promossi per abolire la legge Gasparri, i finanziamenti pubblici all'editoria e l'Ordine dei giornalisti, parlando di "una informazione, in Italia, degna di Ceausescu e di Pol Pot. Non esiste e non può esistere un Ordine. Chiunque deve essere libero di scrivere. Perché mai ci deve essere un Ordine dei giornalisti e non un Ordine dei poeti? Nei consigli di amministrazione dei giornali ci sono le banche, i partiti, gli industriali con le pezze al culo che chiamano i giornalisti e dicono chi intervistare e dettano le scalette". Parole forti alle quali, comunque, hanno risposto per le rime due intellettuali e provocatori come Sabelli Fioretti e Mughini. "Grillo non è una autorità morale della nazione, per cui quello che dice non ha così tanto valore. Tuttavia, l'Ordine dei giornalisti è un ente inutile che permette a una congrega di nullità di mettere il becco nei destini di alcuni di noi. Io", spiega Mughini, "uno dei 20 giornalisti più noti di Italia, sono stato cancellato, ai loro occhi non esisto più. Naturalmente, continuo a fare il mio lavoro, perché mettere la firma sotto i propri pensierini è un diritto costituzionale. Trovo però grottesco che la mia deontologia sia rimessa a loro. Con tutte le marchette che escono tutti i giorni sui giornali, l'Ordine dovrebbe cancellare 200 giornalisti al giorno, tutti i giorni". Secondo Mughini il problema non è tanto l'Ordine, quanto la "categoria dei giornalisti, senza contratto da anni, di cui non si occupa più nessuno. La categoria è in stato comatoso perché se vai in metropolitana ci sono giornali gratis, che io mi rifiuto di prendere. E su dieci persone che viaggiano in metro, nove leggono i giornali gratuiti, i cui giornalisti sono pagati 3 euro ad articolo. Ripeto, la categoria è in stato comatoso non tanto perché è corrotta, come dice Grillo, ma perché è fatta di precari, piccoli uomini che non avrebbero saputo fare altro". Se Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei valori, si batte per l'abolizione dell'Ordine "contro ogni bavaglio alla libera informazione", la posizione di Sabelli Fioretti è più articolata: "Non sono con Grillo, la sua mi pare una semplificazione. Fare attacchi generici significa attaccare anche giornalisti come Stella, Travaglio, Mughini stesso. L'Ordine è certamente inutile, e il primo editoriale che ho scritto per Repubblica nel 1976 aveva questo titolo: “L'Ordine ha un solo obbligo: scomparire”. L'Ordine non ha nessun senso, non controlla nulla, iscritti all'Ordine ci sono un sacco di delinquenti, di truffatori, che se ne stanno li tranquilli e nessuno controlla". La sentenza n. 11/1968 della Corte costituzionale afferma che l'Ordine dei giornalisti è legittimo perché "lascia integro il diritto di tutti di esprimere il proprio pensiero; perché l'albo è obbligatorio solo per coloro che manifestano il pensiero per professione; e, infine, perché l'Ordine tutela, con la deontologia, la libertà degli iscritti nei confronti del contrapposto potere economico dei datori di lavoro". Ma, nell'opinione di Sabelli Fioretti, lo schema del comparto dovrebbe essere invece questo: "Il controllo dei giornalisti lo fanno gli editori e il mercato. La difesa della categoria è affidata al sindacato. Stop. L'Ordine a che serve? Allora voglio l'Ordine degli operai, dei tubisti, degli elettricisti, dei meccanici. Perché i giornalisti devono avere un ordine e i carrozzieri no? Si dice: fare i giornalisti è importante per la libertà, la democrazia. Va bene. Allora voglio l'Ordine dei maestri di asilo, dei professori di scuola media, dei docenti dell'università. Sarà ben più importante insegnare all'asilo che fare il giornalista". Quanto, poi, alla deontologia, "sulle cose importanti l'Ordine non vigila. Si muove, invece, per punire uno che fa il direttore di una rivista pornografica. Ma chi se ne frega. In realtà si dice: attenzione, i giornalisti non possono fare pubblicità, devono rimanere neutrali. Mi vien da ridere: il 70% dei direttori andrebbe cacciato, tutti conniventi con l'editore a fare la peggiore pubblicità, quella occulta".

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V-Day, in scena la sfida delle firme (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

IL CONTROEVENTO Meet Up 2 e Amici di Beppe Grillo: la piazza che snobba Napolitano in coda ai banchetti PIAZZA DELLA VITTORIA, roccaforte del Meet Up 2, arriva alle 17.30 a quota 1.500 firme. Poi finiscono i moduli. A Piazzale Kennedy, intorno alle 18, le firme raccolte erano già circa 2.000, e una lunga fila di persone in attesa si stendeva sotto il sole. Alle 21 il Meet Up 2, recuperati 15 moduli grazie alla solidarietà del banchetto di Sestri Ponente, sfora quota 2.000, ma i "cugini" di piazzale Kennedy volano verso le 3.000 adesioni. Se sul campo il derby delle firme assegna la vittoria agli Amici di Beppe Grillo, il colpo d'occhio dice che sarebbe stato più giusto un pareggio. La Genova che non partecipa alle commemorazioni della Resistenza ha dei tratti comuni: si tiene lontana dai luoghi simbolo e non ha bandiere da sventolare. Nel pomeriggio del 25 aprile sta davanti al maxischermo che dalle 15.30, in ampio anticipo rispetto all'orario comunicato, trasmette la diretta dall'epicentro del V-Day, piazza San Carlo a Torino. In piazza della Vittoria più di 100 persone gravitano attorno ai gazebo che da un lato offrono brioche e focaccia e dall'altro chiedono la firma per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, della legge Gasparri e dei finanziamenti pubblici all'editoria. Impera la voce stentorea del comico genovese che, dalle casse ad alta fedeltà, manda qualcuno a quel paese. "Abbiamo finito i moduli, ma raccogliamo nominativi, e-mail e numeri di telefono - spiega Christian Abbondanza, uno degli iscritti al Meet Up 2 - Del resto, la quota 1.000 che ci eravamo prefissati è stata ampiamente superata. Perfino mezz'ora prima dell'apertura c'era già gente che voleva firmare". A fianco del Meet Up 2, tra palloncini rossi e bianchi e locandine dei giornali affisse provocatoriamente sul palco, sono scesi anche i comitati anticemento di Vado Ligure e di Recco: "perché l'impegno di Grillo in questo senso - motiva Abbondanza - è sempre stato chiaro". Quelli accusati di connivenze con i "dipietristi" ("solo perché Manuela Cappello, eletta con Italiadei Valori, è una nostra iscritta e ci dà ancora una mano", dicono), il "Meet-up 1" ovvero l'associazione Amici di Beppe Grillo, esibiscono come cuore delle iniziative un piazzale Kennedy con tanto di palchetto e maxischermo. Nel corso della mattinata l'evento si svolge davanti ai punti-firma allestiti in giro per la città. Quello di via San Vincenzo deve chiudere perché a firmare non arrivano che quattro gatti. Va bene quello di corso Italia, fa il pienone quello di via San Lorenzo, dove di mattina arriva anche don Andrea Gallo. A fare la fila, nei due punti-firma, sono davvero in tanti. "Ci siamo fermati un minuto per la mancanza dei vidimatori - dice Paolo Bottaro, uno dei volontari che hanno gestito l'evento - fortunatamente ci sono venuti incontro molti volontari. Qualche consigliere comunale o provinciale, qualche notaio. Cosa chiede chi vuole firmare? Quando Grillo verrà a Genova la prossima volta". I video urlano il "guru" genovese collegato da Torino, l'atmosfera attorno è un po' surreale, in tutto ci saranno cento persone e sembrano ancor meno in questo piazzalone delimitato dai new jersey e alla vista ancor più vuoto nel vuoto domenicale. Tra chi fa la coda, a metà pomeriggio, c'è un compagno di scuola di Beppe Grillo. "Non è perché creda particolarmente nel suo messaggio, che sono qui - dice Giuseppe Scalia, ex impiegato - sono da sessant'anni su questo mondo, e da sessant'anni mi raccontano delle gran storie, i mezzi di informazione. Per questo firmo. Ho sempre votato a sinistra, ma mi ha deluso anche l'ultimo governo. Ci fanno le cose sotto il naso, e nessuno dice niente. E mia figlia, laureata, si deve accontentare di mille euro al mese di stipendio dopo mesi e mesi di richieste cadute nel vuoto". Non tutti sono scesi in piazza per fare piazza pulita della mala informazione. Nel caleidoscopio delle motivazioni c'è anche la semplice curiosità: "Perché sono qui? Per vedere che aria tira - spiega Andrea, occhiali da sole e coda di cavallo - Ma le motivazioni, su due piedi, non so spiegarle". Se una coppia elegante deve la sua partecipazione al caso ("Abbiamo parcheggiato qui accanto"), e guarda il maxi schermo dalle retrovie, Paolo sembra più convinto: "Vado spesso sul blog di Grillo, avrei dovuto essere a Torino, ma alla fine non sono riuscito a partire". A Torino, invece, qualcuno è andato, come spiega Mario Gibi : "Io fan di Grillo? Non direi. Ma a Torino c'è il nipote di un mio amico, guardo la diretta per riuscire a scorgerlo". Alla sera, dopo la fine dello show in collegamento, inizia il cartellone genovese. Non c'è il comico Maurizio Crozza, corteggiato fino all'ultimo ma a Milano per registrare una trasmissione. Non c'è Ivano Fossati, che però fa pervenire un comunicato di solidarietà. E non c'è il cabarettista Andrea Ceccon, infortunatosi al tendine d'Achille. Tiene su la festa Enrique Balbontin, unico presente tra gli invitati. Il resto dell'intrattenimento è fatto di videomessaggi e testimonianze filmate. La rivalità tra le due piazze ha moltiplicato i risultati? "Non direi - dice Bottaro - secondo me un po' di dispersione c'è stata. Ma non ci arrendiamo, credo che a Genova, su entrambi i fronti, alla fine si conteranno più di 16 mila firme". DANIELE GRILLO grillo@ilsecoloxix.it ELENA NIEDDU nieddu@ilsecoloxix.it 26/04/2008 2 piazze, 5 mila firmeI due fronti del V-day hanno raccolto adesioni per tutto il giorno. Maxischermi per lo show di Grillo da Torino 26/04/2008.

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Beppe Grillo: <Siamo noi i nuovi partigiani> (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Beppe Grillo: "Siamo noi i nuovi partigiani" il secondo vaffa-day Lunghe file per firmare i referendum proposti dal cabarettista che se la prende anche col Capo dello Stato 26/04/2008 dal nostro inviato PAOLO CRECCHI Torino. L'ovazione più lunga la ruba Marco Travaglio, che gioca in casa essendo torinese ma è soprattutto un giornalista coi fiocchi, uno che non è mai stato in quota a nessun partito e scrive articoli informati. Persino Beppe Grillo strabuzza gli occhi, lui che tollera gli scrivani amici ma non sopporta quelli che non si adeguano alla sua visione del mondo. Contro di loro, e naturalmente i giornali e le televisioni asserviti all'economia e alla finanza, aveva organizzato questo secondo Vaffa-day. Scopre che non c'è soltanto la rete nel futuro dell'uomo. Travaglio: "Vogliate bene all'informazione, stringete amicizia con i giornalisti che fanno bene il loro lavoro. E intitoliamo questa giornata a Biagi e a Montanelli?". Grillo non se l'aspettava. Aveva inaugurato la trasferta torinese con la solita vis polemica, prendendosela stavolta con il presidente della Repubblica: "Napolitano dovrebbe essere il presidente degli italiani e non dei partiti. I partiti non ci sono più. Ma Morfeo Napolitano dorme, fa il pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale andava fatto prima, non dopo le elezioni!". Torino, 25 aprile. Piazza San Carlo è piena come non sono riusciti a riempirla i politici della Seconda Repubblica, costretti anche quest'anno a rifugiarsi nelle sale cinematografiche: lo faceva solo Almirante, nella città medaglia d'oro della Resistenza, e il dettaglio è importante. In piazza Castello si commemora la Liberazione. Introdotto dalla musica inquietante dei rapper all'uso di Barack Obama, Grillo sale sul palco fatto a T, come quello dei Rolling Stones in "Shine a light"; e rivendica l'eredità dei nonni partigiani: "Siamo noi i continuatori!", scandisce, e i 50-80 mila esplodono nel primo lunghissimo applauso. Sventolano assieme le bandiere anti-Tav e quelle del Fronte Polisario, il tricolore nazionale e striscioni irridenti: "Non posso credere che viviamo in un paese di corrotti". Lungo i banchetti allestiti in via Roma i grillini fanno la fila per firmare le richieste di referendum fin dal mattino: per la soppressione dei finanziamenti pubblici ai giornali, la cancellazione dell'Ordine dei giornalisti e l'abrogazione della legge Gasparri. Grillo insiste sul fatto che "chiunque può fare informazione ed essere informato", sul particolare Travaglio la pensa diversamente e riscuoterà più consensi del guru. Ma sui privilegi dell'ennesima casta d'Italia riesce a imbastire cabaret di grande spessore. Nel mirino finiscono pagine non esaltanti del giornalismo italiano, come l'ultima intervista di Gianni Riotta ("Vaffanculo!", urla la folla) a Berlusconi ("Vaffanculo!, riurla la folla). Grillo ricorda: "Il candidato premier a dire che lui non aveva cacciato Biagi, figurarsi, che anzi se ne era andato lui perché voleva la liquidazione. E il direttore del Tg1 zitto?". Il problema, accusa l'uomo di Sant'Ilario, è che "nei consigli di amministrazione siedono le banche, i rappresentanti dell'industria e della finanza". Dimentica di citare le eccezioni, per esempio Il Secolo XIX. "Oggi - scandisce -è cominciato qualcosa che andrà molto avanti. Noi saremo i cittadini informati di domani, noi continueremo a fare quello che hanno fatto i nostri nonni. Quando uno di noi riuscirà a entrare in un Comune e a stabilire con un pc un canale di trasparenza, e di informazione libera, allora avremo vinto". Il resto dello spettacolo è un mix di ambientalismo, critica della burocrazia e dileggio dei partiti. I collegamenti con le piazze d'Italia e del mondo dove si sono riuniti i meet-up vengono intervallati da un video inviato da Celentano ("Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi", impagabile), e dalle esperienze personali e strazianti di una mamma di disabile abbandonata dallo Stato e di una donna che ha perso il marito in carcere in circostanze rimaste misteriose. La folla, grillini ma anche spensierati turisti a caccia di uno spettacolo gratis, applaude. La poesia sulle morti bianche è struggente. Grillo oggi sembra più attore drammatico che comico: "Hanno già pianificato 24 morti nei dieci anni che serviranno per costruire il ponte sullo stretto di Messina". Finisce con Travaglio che spiega come mai i giornalisti delle televisioni non sono liberi di fare il proprio mestiere. Che rivela come anche nelle testate più controllate dal potere economico o politico possano nascondersi ottimi professionisti: "Cercateli!". Grillo non apprezza. Torna sul palco e invita a diffidare: "Sette televisioni e tre giornali tengono gli italiani in coma farmacologico". Travaglio pensa che se ne possa uscire. Meno male. crecchi@ilsecoloxix.it 26/04/2008.

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Napolitano a Genova<La Resistenza è di tutti> (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Napolitano a Genova"La Resistenza è di tutti" Lungo abbraccio con la città che, unica in Europa, si liberò da sola dai nazifascisti dalla prima pagina Il 25 aprile 2008 Genova si è guardata allo specchio e nelle poche ore della visita di Napolitano ha ricordato il proprio passato e si è interrogata sul presente. A cominciare dal centrosinistra - inteso come elettori, popolo - che si è dato tacito appuntamento in via Venti Settembre e in piazza Matteotti per ritrovare qualcosa da festeggiare dopo la recente sconfitta politica. La prima da quel 25 aprile del 1945 quando Genova, unica città in Europa, riuscì da sola a liberarsi del mostro nazista. Ecco allora le bandiere rosse del Pdci, quelle dei sindacati. E gli applausi più forti del solito, per sentirsi, contarsi. Il primo appuntamento tra il Presidente e Genova è fissato alle 16,30 sotto il Ponte monumentale, dove è posta la lapide che ricorda la resa tedesca. Là, davanti ai 1.863 nomi dei partigiani caduti accanto ai quali si passa ogni giorno senza quasi più pensarci. E via Venti Settembre non sembra nemmeno la stessa strada. C'è un silenzio quasi irreale quando Napolitano si avvicina alle corone di fiori, alle targhe. Guarda verso quei nomi che si cominciano a cancellare anche dalla parete, che magari nessuno pronuncia da anni. Cinque tra i tanti: Pietro Bodrato, Mario Boeddu, Silvio Parodi, Antonio Paravidino, Giuseppe Marzullo. Poi un lungo applauso mentre l'auto presidenziale marcia verso Palazzo Ducale: bandierina tricolore, la mano che saluta dal finestrino. In piazza Matteotti, affollata da cinquemila persone, dovrebbe essere il momento clou della festa. Ma l'incidente è appena avvenuto: prima dell'arrivo di Napolitano, ecco giungere a piedi da San Lorenzo il cardinale Angelo Bagnasco. Ad accoglierlo prima applausi, poi un fischio, due, decine. Il cardinale prosegue senza incertezza, come se non volesse piegarsi alla contestazione. Ma anche questo momento racconta qualcosa della Genova di oggi: il Cardinale scortato e fischiato per le strade della sua città. Napolitano non sa probabilmente nulla quando scende dall'auto e dà un bel da fare alla scorta fermandosi tre volte a salutare la gente. Parlando con Giovanni, un bambino sgusciato tra le transenne per raggiungere "Giorgio". Ma è il momento del discorso nel salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Parla la sindaco Marta Vincenzi, sostiene l'importanza della Resistenza non solo per il passato, "ma anche per il presente e per dare linfa al futuro". I fischi a Bagnasco? "Gli autori non hanno compreso i valori della Resistenza", commenta a margine il sindaco. Colpisce sentire Raimondo Ricci (presidente dell'Istituto Ligure per la storia della Resistenza e l'età contemporanea) quando parla "a nome degli ormai pochi superstiti che nel secolo scorso hanno partecipato alla lotta partigiana". Quando Napolitano prende la parola una parte della sala si alza in piedi: "La Resistenza non può appartenere solo a una parte della nazione, ma deve porsi al centro di uno sforzo volto a ricomporre, in spirito di verità, la storia della nostra Repubblica". Poi un passaggio studiato, limato: "Molto importante fu il concorso dei militari chiamati a durissime prove all'indomani dell'armistizio, degli ufficiali e dei soldati che si unirono ai partigiani rafforzandone la capacità di combattimento". Ma Napolitano non sfugge il nodo delle celebrazioni degli ultimi anni, la rivendicazione, da parte di qualcuno, di uno spazio per i vincitori, ma anche per i vinti: "Dopo tanti anni da quegli eventi - ha detto Napolitano - si può e si deve dare una analisi ponderata che però non significhi in alcun modo confondere le due parti in lotta, appiattirle sotto un comune giudizio di condanna e di assoluzione". E questo, aggiunge, "vale anche per i fenomeni di violenza che caratterizzarono in tutto il suo corso la guerra antipartigiana e da cui non fu indenne la Resistenza, specie alla vigilia e all'indomani della Liberazione". È un dovere verso il paese, quello della chiarezza, pur "tenendo fermo un limite invalicabile a qualsiasi forma di svalutazione" della lotta partigiana. E ancora: "Le ombre della Resistenza non vanno occultate, ma guai a indulgere a false equiparazioni e banali generalizzazioni; anche se a nessun caduto, e ai familiari che ne hanno subito la perdita, si può negare sul piano umano un rispetto maturato col tempo". Applausi nella sala e fuori dove arriva - disturbata - la voce del Presidente. Ma nella piazza molte sono le anime. C'è Annalisa Dondini, 76 anni, "scesa in piazza per ricordare la forza della mia Genova". C'è Anna Perrone, 33 anni, che "vorrebbe ritrovare nei giovani di oggi lo stesso coraggio di quei ragazzi di sessantacinque anni fa". C'è Luca Martini, 43 anni, contento "perché finalmente si vede che il centrosinistra e i suoi valori non sono stati del tutto sconfitti". E c'è Giovanni, diciassettenne, che vorrebbe essere a Torino con Beppe Grillo e guardando il corteo presidenziale sbuffa: "Dieci auto per una persona sola". L'ultima tappa è a Villa Migone. Napolitano incontra Marta Vincenzi, il presidente della Regione, Claudio Burlando, quello della Provincia, Alessandro Repetto. E c'è il cardinale Bagnasco: la sala dove fu firmato la resa tedesca viene fatta vuotare per lasciare posto a loro. Su una poltrona damascata il presidente della Cei reduce da un giorno amaro, su una di velluto il Capo dello Stato. Un colloquio di venti minuti, faccia a faccia. GIOVANNI MARI mari@ilsecoloxix.it FERRUCCIO SANSA sansa@ilsecoloxix.it 26/04/2008.

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La raccolta firme è invalida? Un Vaffa... anche alla legge (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

V-DAY 2. I "grillini" promuovono tre referendum. Ma c'è un problema "La raccolta firme è invalida? Un Vaffa... anche alla legge" di Gian Maria Maselli Il 25 aprile degli Amici di Beppe Grillo si chiama V-Day 2 e a Vicenza lo si è festeggiato in Campo Marzo, con concerti dalle 9 alle 20. Scopo dell'happening svoltosi in tutte le città italiane era raccogliere le firme necessarie a promuovere tre referendum per abolire l'ordine dei giornalisti, il finanziamento pubblico all'editoria e la legge Gasparri sulle tv. Al clima festoso non poteva però non unirsi quello più sanguigno di un Vaffa.. day, innescato da una domanda: i grillini stanno raccogliendo firme valide? Davide Marchiani, ex candidato sindaco della lista Vicenza comune a cinque stelle, risponde: "C'è una legge sbagliata che vieta di promuovere referendum entro i trenta giorni dalle elezioni politiche. Anticipare le elezioni è servito a mettere fuori gioco la nostra iniziativa preannunciata con largo anticipo". Ma chi va ai banchetti dei grillini in questa "giornata sull'informazione" viene informato della cosa? Marchiani rilancia: "Cercare di raccogliere oltre un milione di firme in un giorno mantiene un grande significato e dà un'indicazione popolare. Se l'iniziativa verrà boicottata con questo cavillo siamo pronti a tornare in piazza più numerosi di prima". E alle perplessità, i grillini vicentini rispondono con una controdomanda: "Se l'iniziativa è irregolare, perchè il Comune ci ha dato lo stesso i moduli vidimati per raccogliere le firme?". Mistero. Intanto gli Amici vicentini di Beppe Grillo confermano che nel ballottaggio per l'elezione del sindaco di Vicenza non voteranno né per Sartori né per Variati.

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Grillo spara sull'informazione (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Cremona, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione di Sabato 26 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Grillo spara sull'informazione "Siamo noi i nuovi partigiani". In 50mila a Torino, messaggio di Celentano TORINO ? Un bagno di folla per Beppe Grillo nel V2-Day dedicato alla "libera informazione". Cinquantamila persone sotto un sole estivo (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno gremito piazza San Carlo a Torino, come nelle più riuscite manifestazioni sindacali. Molti meno i presenti nella vicina piazza Castello, dove si sono tenuti concerti e letture per la festa della Liberazione promossa dal Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza. Salendo sul palco, il comico genovese ha voluto unire con un filo le due piazze e i due periodi storici: "Abbracciamo e ringraziamo ? ha detto Grillo ? coloro che ci hanno permesso di essere oggi qui su questo palco. Grazie ai partigiani di 63 anni fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera informazione. Siamo la naturale continuazione dei nostri nonni". Nel mirino del comico genovese, l'informazione, ma nei primi minuti del suo monologo i bersagli sono stati il presidente della Repubblica e Silvio Berlusconi. "Napolitano ? ha detto ? dovrebbe essere il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti. Morfeo Napolitano dorme, fa il pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale andava fatto prima, non dopo le elezioni". E, riferendosi al nuovo presidente del consiglio, ha urlato: "Pensate se Obama da presidente fosse anche il proprietario della Fox, della Abc e di altre televisioni". Il comico è poi ritornato sulla presenza degli inquisiti in Parlamento ("Sono 70 pregiudicati senza che nessuno abbia saputo niente" ha detto mentre scorrevano i loro nomi su uno schermo) e sul dramma delle morti bianche. Ha attaccato Confindustria, la legge 30 e con una battuta ha detto che mentre gli operai muoiono "i politici campano cento anni". A interrompere Grillo solo un messaggio registrato di Adriano Celentano: "Sono d'accordo Beppe. Non è un antipolitico. Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi per controbattere le falsità che ogni giorno ci propinano". La chiusura è stata affidata ad un giornalista doc, Marco Travaglio: "Continuate a cercare i buoni giornalisti, continuate a volere bene all'informazione, fate amicizia con i giornali e proteggeteli perchè proteggendo loro proteggete anche voi stessi".

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Nitto: Un'altra forma di libertà (sezione: Grillo)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Cronaca pag. 13 Nitto: "Un'altra forma di libertà" "La scelta del 25 aprile come data per la raccolta di firme non è stata ovviamente casuale, ma nemmeno provocatoria nei confronti della celebrazione di questa importante ricorrenza. Anzi, la nostra mobilitazione deve essere vista come un omaggio a coloro che donarono la vita in nome della libertà". CON QUESTE PAROLE, Adriano Nitto, uno dei referenti principali del Meetup "Amici di Beppe Grillo" di Brescia ha voluto inquadrare la giornata di ieri, dopo le tante polemiche sorte in merito alla concomitanza con le celebrazioni dedicate al ricordo della liberazione. Perché il punto focale rimane lo stesso: la libertà, ma non quella da invasori stranieri. La battaglia iniziata da Beppe Grillo è una questione tutta italiana: "La maggior parte dell'informazione viaggia in Rete oggi, è ed assurdo che in Italia per poter fare informazione telematica sia necessaria la presenza di un giornalista iscritto all'albo nelle veci di direttore responsabile - precisa Nitto, che definisce fortemente repressiva l'azione dell'ordine dei giornalisti. Il riferimento esplicito è al disegno di legge Levi-Prodi del 12 ottobre 2007 che ha equiparato le pubblicazioni internet ai "prodotti editoriali". "In Italia - continua - ci sono delle pesanti limitazioni alla professione giornalistica, sia in merito all'accessibilità alla professione, sia al riconoscimento delle scuole di formazione; i diciotto mesi di pratica obbligatori sono un esempio lampante della volontà di controllare e imbavagliare". Nitto definisce in particolare l'ordine dei giornalisti come una roccaforte di potere, che ha radici talmente profonde da renderne difficile la demolizione: "Ci sono troppi interessi di privati, aziende, imprenditori e gruppi editoriali, ma noi continuiamo la nostra battaglia per cancellare tutto e ripartire da zero. Nel rapporto Freedom of the Press del 2004 - continua Nitto - l'Italia viene definita come paese parzialmente libero, e questo deve far riflettere". Per il seguace bresciano di Grillo, è molto grave anche la questione della multa che l'Italia rischia di dover pagare se non modificherà in tempo utile la legge Gasparri sul sistema radiotelevisivo DOPO TUTTO il tam-tam mediatico sul V2-Day, l'affluenza dei bresciani ai banchetti è stata buona: "La risposta è positiva, in alcuni punti, come quello di Corte Franca, molto al di sopra delle aspettative". Simbolica poi la presenza di una bara ricoperta da fogli di testate giornalistiche italiane e l'affissione di locandine a lutto all'interno del parco Gallo: "L'informazione è morta, e ne diamo il triste annuncio - dichiara provocatoriamente Nitto - la raccolta di firme è indirizzata alla nascita di una nuova, libera informazione". P.CASTR.

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'Grilli', più di 1.000 le firme raccolte (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Cremona, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione di Sabato 26 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Ieri. Tre referendum abrogativi per 'liberare' l'informazione 'Grilli', più di 1.000 le firme raccolte di Andrea Gandolfi Quattrocento firme raccolte a mezzogiorno, un migliaio intorno alle 20, quando mancavano ancora tre ore alla 'chiusura' del banchetto e si sperava di ottenerne almeno altre 300. Nel bilancio degli organizzatori chiude decisamente in attivo la tappa cremonese del 'Vaffa day/2', promossa dagli Amici di Beppe Grillo per promuovere tre referendum abrogativi. Se alla prima uscita - l'8 aprile 2007 - l'obiettivo finale era la legge di iniziativa popolare 'Parlamento pulito', questa volta nel mirino del comico genovese e del suo movimento è finito il mondo dell'informazione, che va 'liberata e restituita ai cittadini'. Per questo i Grilli chiedono l'abolizione dei finanziamenti pubblici nell'editoria ('costa un miliardo di euro all'anno e garantisce il dominio della politica nell'informazione'); la soppressione dell'Ordine dei giornalisti, giudicato responsabile di avere creato 'una casta autoreferenziale' e quella della legge Gasparri, che 'consegna le televisioni ad un gruppo privato come Mediaset ed ai partiti'. "La risposta dei cremonesi è stata davvero soddisfacente", dice Loris Dondi, organizer dei Grilli per Cremona ed i centri limitrofi. A fianco del banchetto, due cartelloni indicano i motivi della protesta; in alto, sull'ingresso della Galleria, il grande striscione con scritto 'Non ce la faccio più!'; dietro il tavolo per la raccolta firme, coperto da volantini ed adesivi, uno schermo trasmette interventi registrati di Grillo (il collegamento con l'happening nazionale di Torino si è rivelato impraticabile per motivi tecnici). "Il banchetto è sempre stato pieno, quasi sempre sono state sottoscritte tutte e tre le proposte, la gente ha mostrato di apprezzare un'iniziativa che - data la giornata e il numero dei quesiti - ha richiesto anche più impegno rispetto allo scorso anno", continua Dondi. "C'è sintonia con la ragione profonda della nostre iniziative: per dirla in una battuta, siamo tutti stanchi, stanchi di essere stanchi e di doverci lamentare di tutto. Così cerchiamo di portare il nostro contributo da cittadini, altro che anti-politica...". E magari state pensando a 'correre' per le amministrative dell'anno prossimo? "No, per questo passo non è ancora venuto il momento. Le nostre forze sono oggettivamente insufficienti (170 iscritti tra Cremona e dintorni, ma solo 15 'militanti', ndr); poi crediamo che la gente oggi valuterebbe con diffidenza e sospetto una scelta del genere: ci crederebbe omologati ad un sistema di rappresentanza che appare autoreferenziale e lontano dalle sue esigenze. Proprio quello che noi non vogliano né essere né sembrare. Restiamo fuori dalla politica tradizionale, ma più vicini alla gente, con le nostre iniziative concrete. Per ora noi continuiamo così".

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I 'grillini' cremaschi <Informazione libera> (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Cremona, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione di Sabato 26 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl 'Vaffa-Day'. Raccolta firme in piazza Garibaldi I 'grillini' cremaschi "Informazione libera" Seconda edizione del 'Vaffa-day' di Beppe Grillo ieri nelle piazze di tutt'Italia, compresa la cremasca piazza Garibaldi. Slogan del giorno: "No all'informazione imbavagliata". I 'grillini' di Crema, appostati con uno stand dalle 10 alle 20, hanno raccolto le firme per indire tre referendum: il primo per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, il secondo per la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria (stimati in un miliardo all'anno), il terzo per l'eliminazione della legge Gasparri sul sistema radiotelevisivo. Centinaia i cremaschi che hanno raccolto l'invito, firmando i tre elenchi sotto gli occhi di un notaio. "L'informazione ? hanno spiegato i 'grillini' ai passanti ? è nelle mani delle banche, di Confindustria, di Mediaset e dei partiti. Solo il cittadino informato può decidere, mentre il cittadino disinformato crede di decidere".

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LO SPECCHIO ANNEBBIATO (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

PRIMO PIANO pag. 8 LO SPECCHIO ANNEBBIATO IL COMMENTO LE UNICHE grida assordanti, che si sono levate dalle piazze del 25 aprile sono quelle di Beppe Grillo. Questa volta in uno spettacolo non a pagamento, sia pure ripetitivo nei temi e nei modi (Vaffanculo Day) a quello che a Bologna aprì un nuovo genere di comicità che pretende di essere politica. Questo dà l'idea del bilancio magro raccolto quest'anno dalla ricorrenza, che è stata sotto tono non solo, come dice la sinistra, per l'influenza della vittoria del centrodestra alle elezioni, ma anche, per ammissione della stessa sinistra, dello scarso impegno dimostrato da Pd e Arcobaleno. Il Riformista ha titolato: "Un Vaffa al 25 aprile". LA VERITÀ è che questa festa viene vissuta con due stati d'animo opposti. Ci sono i tradizionalisti, che sono per la ricetta antica, tutto dev'essere com'è sempre stato e guai a cambiare qualcosa, perché se succede vuol dire che la festa non è come dev'essere. E allora ci vogliono le bandiere rosse, i pugni chiusi, Bella Ciao e quelle cose lì. Poi ci sono gli altri che vorrebbero che anche questo giorno si adeguasse ai tempi, se non altro per cercare di reinterpretare una memoria liberata dalle passioni se non dalle divisioni. Una festa conciliante, auspicata da tutti i ragionevoli, a cominciare dal Presidente del Senato Marini che ha parlato a Bologna, che ha chiesto di ripartire da una "base comune". Una festa revisionata e rappresentata, se vogliamo, anche da gesti ammiccanti più che simbolici, tipo quello di Berlusconi che ha incontrato sia pure privatamente il camerata Ciarrapico, mai pentito di essere stato quello che è. E qui si levano i mugugni degli scandalizzati, gli stessi che gridavano contro il sindaco di Milano Moratti quando si presentò nel 2006 in corteo con il padre ex partigiano e che ora brontolano sempre contro la stessa Moratti, perché in corteo non è venuta. Sono gli eterni arrabbiati e questa è una festa che continua ad essere strumentalizzata. Che continua a dividere, nonostante gli evidenti segni di stanchezza per il ripetersi delle solite polemiche. Una festa che è uno specchio, però sempre più annebbiato, del Paese.

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<UN SUCCESSO oltre le nostre aspettative>. E' la formula classica, (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Prato)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

24 ORE PRATO pag. 8 "UN SUCCESSO oltre le nostre aspettative". E' la formula classica,... "UN SUCCESSO oltre le nostre aspettative". E' la formula classica, ma in questo caso serve anche a chi vuole cambiare il sistema dell'informazione e non solo, ai Grillo boys di Prato che ieri mattina si sono ritrovati in piazza del Mercato nuovo (nella foto) per raccogliere firme a favore dei tre referendum sul sistema dell'informazione proposti dal comico (abolizione dell'Ordine dei giornalisti, abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria e abolizione della legge Gasparri). Alla prima "rilevazione", intorno alle 13,30, erano state raccolte 450 firme per ciascuno dei tre quesiti, mentre ieri sera le adesioni erano salite a quota 1600. "Volevamo cominciare alle 10, ma quando siamo arrivati in piazza, intorno alle 9 e 20, c'erano già alcune persone ad aspettare perché volevano essere le prime a firmare ? dice Damiano Baroncelli, il leader del movimento pratese ? E' andata molto meglio del previsto, considerando anche che si trattava della prima manifestazione pubblica che organizzavamo. Adesso andremo avanti con i nostri incontri, sia quelli che facciamo su internet sia quelli che organizziamo una volta ogni due settimane". Per incontrare sul web gli amici di Beppe Grillo si può andare sul sito beppegrillo.meetup.com/134. Le parole del comico ieri sono rimbalzate anche in piazza del Mercato nuovo grazie ad un collegamento con Torino e il volume della voce di Grillo ha suscitato anche qualche protesta. Nell'occasione sono stati promossi gli Scec, buoni acquisto che puntano a valorizzare i negozi di vicinato e che sono già utilizzati a Montemurlo. Sul sito arcipelagotoscano.org c'è la lista delle attività coinvolte.

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Grillo non risparmia il Colle <Dorme, difende solo i partiti> (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

PRIMO PIANO pag. 9 Grillo non risparmia il Colle "Dorme, difende solo i partiti" VAFFA DAY SULLA STAMPA: "VIVA AL JAZEERA E I MEDIA LIBERI" di VIVIANA PONCHIA ? TORINO ? PRENDI QUEI SERVI dei giornalisti, i banchieri onnipotenti, gli industriali con le pezze al sedere, l'alta velocità per mozzarelle lente, le basi Nato, un ombrello contro le querele e sciroppo per la gola, che al centesimo vaffa servirà. Prendi una piazza che quando scoppia tiene 50mila persone, immaginane 140mila e dai la colpa alla questura per le stime al ribasso (35mila). Prendi spunto dall'altra piazza torinese che festeggia il 25 aprile, confida sul collegamento con 450 piazze in Italia e 15 nel mondo, strizza l'occhio alle telecamere della tv araba Al Jazeera e l'effetto è garantito. Il 'V2 day' di Beppe Grillo fa il pieno, tracima oltre i confini di piazza San Carlo, supera le intenzioni (la battaglia contro i finanziamenti all'editoria, l'ordine dei giornalisti e la legge Gasparri). E si scioglie in un paradosso: una montagna di firme (Grillo dice 2milioni e mezzo, tra cui spiccano quelle dei Radicali) che non serviranno a nulla, perché la legge sul referendum non ne consente la raccolta in periodo pre e post elettorale. E vaffa anche al dettaglio costituzionale, "questo giorno lo vogliamo dedicare all'altra piazza, quella gente ci ha dato una nazione quasi libera". Ci sono Piotta, Caparezza, un enigmatico intervento registrato di Celentano e Daniel Mc Vicar (il Clark di Beautiful, fidanzato con un'infermiera torinese) che filma tutto. "Vedo la Bbc, la Cnn, una televisione australiana e persino la Rai, che si ruba il nostro segnale. Hanno fatto il possibile per mettere zizzania...". L'insulto è trasversale. Colpisce il sindaco Chiamparino, l'avvocato della Fiat Franzo Grande Stevens, sale fino al presidente della Repubblica ("Morfeo Napolitano, che dorme sempre e ogni tanto lancia un monito, difensore dei partiti"). "Che cosa è cambiato dal nostro 8 settembre? Praticamente tutto. Cinque partiti non ci sono più, toh, e quelli che restano sono una congrega di affaristi". Come si fa: "Le votazioni sono state irregolari. Fare il referendum per cambiare la legge elettorale dopo il voto è come mettersi il profilattico dopo aver trombato". Via a volo radente sulla politica: Berlusconi "testa d'asfalto", "Topo Gigio Veltroni". "Abbiamo mandato in Parlamento 70 pregiudicati con new entry come Cuffaro e Ciarrapico, che Piotta al confronto è Lord Brummel". FA CALDO, scoppiano i palloncini, Grillo vorrebbe più ritmo dai No Tav avvolti nelle bandiere e dall'associazione vicentina che lotta contro l'apertura di una nuova base Nato: "Ma lo sapete quante sono le basi americane in Italia? Sono 113 sparse in tutte le regioni tranne la Valle d'Aosta e l'Abruzzo, forse per problemi di lingua. Tra Brescia e Aviano ci sono 90 testate nucleari. Quando l'ho comunicato al sindaco di Brescia mi ha detto che sarebbe andato a cercare su internet". Informazione: "Le cose che non si sanno sono le uniche vere, un cittadino informato non lo prendi per i fondelli". Biografia: "Sono un uomo di 60 anni con 6 figli, ho avuto un paio di famiglie ma sempre meno di Casini, il mio blog è all'ottavo posto nel mondo su 140 milioni". Ballata per un operaio che muore: "Diranno che se l'è cercata ma se faceva il politico campava 100 anni". Previsioni: "Con il mio amico Renzo Piano abbiamo dato un'occhiata al preventivo per il ponte sullo Stretto. Ventiquattro morti sono considerati una proiezione statistica accettabile". Napoli: "L'immondizia è il museo della modernità, raccoglie quello che saremo". Grillo trova una sponda da alcuni magistrati. Un ex pm, innanzitutto: Antonio Di Pietro cavalca l'ondata di antipolitica per chiamare in piazza le masse contro il duopolio televisivo. L'ex pm di 'Why not' Luigi De Magistris appare in video; dà forfait all'ultimo, invece, Clementina Forleo. Ma il comico la ricompensa con lodi sperticate. Il più duro contro Grillo è Roberto Calderoli della Lega: "E' solo un Catone qualunquista".

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PIAZZA VERDI s'è animata ieri per il V2-day di Beppe Grillo dedicato al (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

CRONACA pag. 13 PIAZZA VERDI s'è animata ieri per il V2-day di Beppe Grillo dedicato al... PIAZZA VERDI s'è animata ieri per il V2-day di Beppe Grillo dedicato al mondo dell'informazione. Circa duemila persone hanno raggiunto il cuore della zona universitaria (nella foto)per seguire dal maxischermo la diretta del comico da Torino. E mentre al chiosco dei Meet-Up si vende la Vaffancola (marca potentina che gli amici di Grillo hanno rintracciato casualmente), le file per le firme a favore dei referendum debordano dal portico del Teatro Comunale fino a via Petroni e via Zamboni. Tre i quesiti proposti: abolizione dell'Ordine dei Giornalisti, abolizione dei finanziamenti pubblici per l'editoria e cancellazione della legge Gasparri sulle radiotelevisioni. "Passeggiate di quartiere, siamo contro spray e manganelli", hanno annunciato i ' grillini', dicendosi pronti a far "partire delle ronde per la notte". La raccolta di firme, iniziata alle 10 per concludersi alle 23,30, a metà pomeriggio ha raggiunto quota cinquemila per ogni quesito. "Un grande successo ? commenta Valerio D'Alessio, che tra i sessanta volontari del Meet Up è responsabile delle comunicazioni ? . Lo spirito è lo stesso dell'8 settembre", quando Beppe Grillo in persona riempì piazza Maggiore con il V-Day dedicato ai politici e in città furono raccolte 24 mila firme: "Nel corso della giornata circa novemila persone sono transitate in piazza, e la gente ci ringrazia per quello che facciamo". Nel pomeriggio, a causa dell'affluenza, il percorso della navetta C è stato deviato. Image: 20080426/foto/928.jpg.

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LUNGA coda sotto il sole, in piazza Santa Croce ieri, per firmare il referendum p (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

24 ORE FIRENZE pag. 14 LUNGA coda sotto il sole, in piazza Santa Croce ieri, per firmare il referendum p... LUNGA coda sotto il sole, in piazza Santa Croce ieri, per firmare il referendum proposto dal comico genovese Beppe Grillo sulla 'libera informazione'. Davanti ai tre gazebo allestiti in piazza si sono affollate decine di giovani che chiedono materiale illustrativo e firmano i testi dei tre quesiti, firme che vengono autenticate da un consigliere provinciale di Firenze. Gli stesi organizzatori hanno riferito che nelle lunghe file che si sono formate in piazza si trovano anche rappresentanti dei partigiani, a Firenze per le celebrazioni del 25 aprile.

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Vaffa Day milanese, Di Pietro fa il <grillo> (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

MILANO ATTUALITA' pag. 5 Vaffa Day milanese, Di Pietro fa il "grillo" Centinaia in coda per firmare contro l'Ordine dei giornalisti e la legge Gasparri IN LARGO CAIROLI PER I TRE REFERENDUM SULL'INFORMAZIONE di MARIO CONSANI ? MILANO ? IN ASSENZA del loro "guru" impegnato a Torino. gli amici milanesi di Beppe Grillo si consolano con il ministro Antonio Di Pietro. Alle 11 l'ex magistrato, che aderisce alla battaglia referendaria lanciata dal comico genovese, si presenta puntuale ai gazebo di largo Cairoli per mettere la firma sotto le richieste di referendum per l'abrogazione dell'Ordine dei giornalisti, dei finanziamenti pubblici all'editoria e della legge Gasparri sulle tivù. E' il "Vaffa day 2", ehe dopo la politica prende di mira l'informazione. "L'Ordine dei giornalisti - sostiene Di Pietro - è un atto di inciviltà che realizzò Mussolini per controllare l'informazione e che adesso mette il bavaglio all'informazione perché soltanto quelli che hanno l'iscrizione a quell'albo devono considerarsi liberi di potere informare. Mentre noi riteniamo che in uno stato libero e civile, come siamo adesso, tutti possiamo informare liberamente. Prima di me persone di ben altro valore come Einaudi e Berlinguer avevano criticato il ricorso all'Ordine dei giornalisti per potere scrivere e manifestare il proprio pensiero liberamente". Su questo, in serata, gli risponde il segretario nazionale della Fnsi, il sindacato dei giornalisti, Franco Siddi: "Abolire l'Ordine con un colpo di spugna, senza un'idea di libertà garantita da un sistema di chiara legalità, significherebbe consegnarsi a poteri assoluti. Quando Einaudi si dichiarò contrario alla riedizione dell'Ordine professinionale dei giornalisti, pensava a quello di Mussolini". AI GAZEBO davanti al Castello Sforzesco, comunque, alle tre di pomeriggio la gente fa la coda per firmare. Sono almeno un centinaia armati di carta d'identità e di santa pazienza. "E' così da stamattina alle nove, abbiamo già superato le 4 mila firme", spiega uno degli organizzatori, che lì a fianco vende magliette con la faccia di Grillo e pure l'ultimo libro di Elio Veltri, un politico pre-grillista. "Nel nostro paese c'è un monopolio dell'informazione pubblica e privata - ha ricordato poco prima l'ex pm Tonino - oggi più che mai aggravato dal fatto che la vittoria di Berlusconi porta al Governo una persona che ha in sè il controllo dell'informazione. E che ha già detto di non voler risolvere il suo conflitto di interessi, né di voler dare retta alla direttiva europea in materia di informazione". Gli amici milanesi del comico - che hanno allestito i banchetti fino a domani anche in piazza Loreto, piazza Lima e piazza Cordusio - si chiamano "Grilli altoparlanti". "Non siamo un fan club", scrivono nel loro volantino, "ma un gruppo di persone che condividono lo spirito critico con cui Beppe Grillo analizza, nel suo blog e nei suoi spettacoli, le informazioni e i fatti di questo tempo". I temi che stanno loro più a cuore sono quelli dell'ambiente e dell'ecologia, della salute, dell'informazione e - ovviamente - della politica ("quella vera", aggiungono). E DI PIETRO spiega così la sua decisione di firmare per i tre referendum: "Per l'Italia dei valori - dice - l'informazione deve essere trasparente, indipendente e plurale". E per questo andare a firmare "non è un atto di antipolitica, come la solita disinformazione vuol far credere, ma di "vera politica", perché tale è quella di chi, come prevede la Costituzione, raccoglie le firme per abrogare con un referendum tre leggi che ritiene ingiuste".

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Tor Pignattara, Rutelli torna nella sua piazza Il candidato sindaco nelle strade che fece riqualificare nel suo primo mandato. È vero, con lui il quartiere cambiò volto (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Tor Pignattara, Rutelli torna nella "sua" piazza Il candidato sindaco nelle strade che fece riqualificare nel suo primo mandato. "È vero, con lui il quartiere cambiò volto" di Gioia Salvatori È TORNATO in una delle 100 piazze di periferia inaugurate durante la sua amministrazione, Francesco Rutelli, ieri, per chiudere la campagna elettorale insieme al candidato del centro-sinistra in corsa per la Provincia, Nicola Zingaretti. Un festa in musica con Luca Barbarossa, Simone Cristicchi e Marina Rei che cantano davanti alla gente del quartiere per quasi due ore. Se lo ricorda, chi è in piazza, com'era Tor Pignattara quando la piazza e il parco attrezzato con giochi per bambini, inaugurati nel 2000, non c'erano. Ci tengono a ricordare "quella volta che venne il sindaco, perché avevano fatto la piazza" come spartiacque tra un prima e un dopo "riqualificato" nella storia del quartiere. "Qui c'è da rifà la pavimentazione davanti la chiesa - dice Rutelli appena salito sul palco". Poi il candidato al Campidoglio entra subito nel vivo: rilancia il suo programma (centrale unica per gli acquisti, 10mila case a canone agevolato, 8miula posti in più negli asili nido, metropolitane oltre il Gra) e attacca il suo competitor, Gianni Alemanno: "Si presentano come nuovo ma cosa c'è di nuovo? Sono il vecchio del vecchio Msi di Storace, Alemanno e Rauti". Poi fa un appello agli elettori dell'UdC rilanciando le parole di Cesa sul 25 aprile e la destra estremista da contrastare col voto. Poi Rutelli affonda sulla sicurezza: "Alemanno ha votato tutte le leggi per disarmare la magistratura" - dice prima di replicare alle strumentalizzazioni del centro-destra sullo stupro de La Storta: "Io dico anche che le donne non devono subire la violenza in casa". Gli fa eco con una nota senza mezzi termini il neo-eletto deputato Pd, l'ex assessore comunale Roberto Morassut: "Si chiude una campagna elettorale in cui non sono mancati episodi di violenza da parte di gruppi di estrema destra. La candidatura di Alemanno ha fatto sentire più sicuri e protetti questi scalmanati. Se Alemanno non ha il coraggio di abbandonare simbologie violente e fasciste, come la croce celtica, che ispirano i gruppi violenti di Forza Nuova e degli Ultrà negli stadi, non può offrire nessuna garanzia di sicurezza, ai romani". Infine, dal candidato sindaco Rutelli, l'appello al voto per "gli amici di Beppe Grillo e tutti quelli che prima hanno votato per gli altri 12 candidati" e il tema delle periferie: "C'è da scegliere tra due conoscenze della città: io lo so perché Tor Pignattara si chiama così, per le pignatte sulla volta del mausoleo di Sant'Elena, so cos'è Santa Croce in Gerusalemme, qui in periferia ci sono bellezze non meno che al Colosseo. Penso all'importantissima città pre-romana di Gabi all'VIII municipio, a Vejo, a Ostia, altro che casinò, c'è Ostia antica. Sarò il sindaco dell'orgoglio di Roma e il sindaco della quotidianità, rappresenterò il 100 per cento dei romani". Dopo Rutelli tocca a Zingaretti: "Roma non piega la testa e non si fa fregare - ha detto - È una città che non vuole lezioni da nessuno e che, mi dispiace per Bossi, è cresciuta in questi anni anche più del nord. Impediamo che tornino nelle stanze del potere chi, fino a qualche anno fa, faceva affari con Lady Asl". Accanto a Rutelli, sul palco, il neoeletto presidente del VI municipio, Gianmarco Palmieri, 35 enne. In piazza l'attrice Laura Morante, con cui Rutelli scambia una battuta lasciando il palco, l'ex assessore provinciale Adriano Panatta, i Pd Mario Di Carlo, Riccardo Milana, l'ex assessore ai servizi sociali Raffaela Milano e Fabio Nobile, Nando Bonessio e Patrizia Sentinelli della sinistra l'arcobaleno, anziani e famiglie. C'è anche il consigliere regionale della rete dei socialisti Celli, fino al 2005 presidente dell'VIII municipio. Anche lui, come gli altri presenti in piazza, parla di periferie e sicurezza: "Da Rutelli in poi, abbiamo portato fogne, luce e acqua nella borgate Finocchio e Borghesiana, abbiamo costruito una biblioteca a Torre Angela, il teatro di Tor Bella Monaca. La soluzione per la sicurezza è questa, è il lavoro in periferia. Alemanno e Antoniozzi non sanno cosa sia, noi l'abbiamo toccato con mano: nel 1998 quando mi sono insediato il 50 % di esercizi commerciali, a Tor Bella Monaca, chiudeva. Oggi l'80 % rimane aperto". Seduto sotto i tigli che prima erano a piazza Bologna e che sono stati portati a largo Pettazzoni a fine anni 80, Antonio Selvaggio, classe 1935, pensionato, non ha dubbi su chi votare: "Abito qui dal '63 e ho visto il quartiere migliorare. So che Alemanno non fare niente per la città: la sua è una candidatura forzata, chi detta legge è Berlusconi". Sara e Giordano, precari di 36 e 33 anni, la pensano alla stessa maniera: "Se vincerà Alemanno sarà un sindaco asservito al governo centrale - dice Giordano". "Abito qui e non ho paura a rientrare a casa la notte - dice Francesca, 36 anni, sceneggiatrice precaria - Il tema è stato biecamente strumentalizzato senza rispetto, per esempio, per le migliaia di donne che subiscono violenza in casa".

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SAN POLO <IL NOSTRO GRUPPO Amici di Beppe Grillo non è un partito e ha se (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

SANT'ILARIO, MONTECCHIO E VAL D'ENZA pag. 22 ? SAN POLO ? "IL NOSTRO GRUPPO Amici di Beppe Grillo non è un partito e ha se... ? SAN POLO ? "IL NOSTRO GRUPPO Amici di Beppe Grillo non è un partito e ha semplicemente dato un appoggio esterno". Così i "Grillini" replicano al consigliere leghista Giacomo Reverberi che li aveva criticati per l'appoggio a Gente per San Polo e al suo capolista Giuliano Magnarelli. L'appoggio, spiegano, va "alla lista veramente civica Gente per San Polo, della quale abbiamo condiviso il programma e apprezzato fortemente il fatto che fosse composta da persone fuori dai partiti, completamente nuove alla politica comunale... Aggiungiamo che è stato un grande piacere vedere, che in piena autonomia questi cittadini di San Polo, nuovi alla politica che si sono riuniti intorno ad una persona di valore come Magnarelli, hanno elaborato un programma che ricalca le nostre idee su ambiente, energia, legalità, trasparenza, mobilità, partecipazione dei cittadini, stop alla cementificazione. Per questo ? concludono gli Amici di Beppe Grillo - l'abbiamo sostenuta e daremo un apporto con le conoscenze di molti di noi".

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"LIBERA informazione in Libero Stato". Tanti i cittadini che ieri hanno firmato (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

REGGIO pag. 12 "LIBERA informazione in Libero Stato". Tanti i cittadini che ieri hanno firmato... "LIBERA informazione in Libero Stato". Tanti i cittadini che ieri hanno firmato le tre proposte referendarie per il Vday 2 nei 4 banchetti promossi dagli Amici di Beppe Grillo a Reggio e Provincia (Piazza Prampolini, Parco delle Caprette-Lungo Crostolo), Albinea, Scandiano. Nel pomeriggio è partita la raccolta firme a Felina, Parco Tegge, e in serata al Fuori Orario di Gattatico. Molti i politici e gli imprenditori firmatari delle tre proposte. Tra questi il presidente dell'Api Nello Ferraroni, il consigliere Gianluca Burani e Paolo Barbieri del gruppo giovani dell'Api.

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Centinaia al parco Tozzoni firmano per il V2-Day I grillini sfidano i giornalisti (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

IMOLA pag. 3 Centinaia al parco Tozzoni firmano per il V2-Day I grillini sfidano i giornalisti IL CONFRONTO BIRRA a fiumi e centinaia di firme raccolte per lanciare il referendum "per un'informzione più libera e corretta, senza padroni". E' questa la Liberazione, o meglio il V2-Day, del MeetUp Amici di Beppe Grillo di Imola, che ieri ha popolato il parco Tozzoni portando tanta gente al chiosco Dolce Vita, di per sè già stipato come un uovo in virtù del bel tempo. I grillini chiedono l'abrogazione dell'Ordine dei giornalisti, ma anche la cancellazione del finanziamento pubblico ai giornali e l'abrogazione della legge Gasparri. Per spiegare la situazione è stato organizzato un dibattito cui hanno partecipato, oltre ad alcuni membri del MeetUp, Gerardo Bombonato (presidente dell'Ordine giornalisti Emilia-Romagna), Roberto Natale (presidente della Federazione nazionale stampa italiana) e Giovanni Rossi (segretario generale aggiunto della Federazione italiana stampa). Dopo la discussione, proiezioni del V2-Day principale, documentari e musica. Con tanti giovani scatenati sulle collinette del parco.

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La Fnsi: Niente effetti speciali, prego Molti giornalisti pagano prezzi alti (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del La Fnsi: "Niente effetti speciali, prego Molti giornalisti pagano prezzi alti..." / Roma "Il 25 aprile è giornata della libertà, anche della libertà dell'informazione garantita dalla Costituzione repubblicana per tutti i cittadini. Il significato della ricorrenza non può essere macchiato da nessun effetto speciale di comici o chicchessia". Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa, replica con decisione agli attacchi di Beppe Grillo. "Che ci sia un comico che voglia impegnarsi per accendere i riflettori sulla qualità dell'informazione può essere il benvenuto - dice Siddi - ma non faccia confusione trasformando in spettacolo un suo proposito di testimonianza civile. Grillo è un frequentatore recente della materia e non confonda i cialtroni che ci sono in tutte le professioni con le migliaia di giornalisti che in frontiera e con sacrificio lavorano assicurando il massimo di correttezza nell'informare i cittadini. E che spesso pagano prezzi alti per conservare dignità e decoro. Tra le molte cose da cambiare non ci sono i principi base garantiti dalla legge. La legalità costituzionale infatti riconosce un ruolo particolare agli operatori dell'informazione per il trattamento del bene informazione e non è cancellando queste norme che potranno migliorare le cose". A proposito di Liberazione, ieri a Conselice (Ravenna), il presidente dell'Fnsi Roberto Natale ed il segretario aggiunto Giovanni Rossi hanno partecipato all'inaugurazione dell'unico monumento italiano alla libertà di stampa. Alla manifestazione hanno partecipato anche il presidente dell'Associazione stampa Emilia Romagna Camillo Galba, il presidente dell'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia Romagna Gerardo Bombonato e il portavoce dell'Associazione Articolo 21 Giuseppe Giulietti.

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Abolizione ordine giornalisti Grillo fa il pieno di firme (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

MONZA pag. 6 Abolizione ordine giornalisti Grillo fa il pieno di firme BANCHETTI PETIZIONE PRO REFERENDUM ABOLIZIONE dell'ordine dei giornalisti; abolizione del finanziamento pubblico dell'editoria; abolizione della legge Gasparri. I monzesi hanno fatto la fila per dare la loro adesione ai tre quesiti del referendum popolare "Libera informazione in libero Stato" proposto da Beppe Grillo. In tutte le piazze d'Italia si è tenuto ieri il V2 Day, la giornata organizzata dal famoso comico genovese per dire "no all'informazione imbavagliata". Già a fine mattinata a Monza un migliaio di persone aveva firmato al gazebo allestito in via Italia dal Meetup monzese, il gruppo cittadino dei sostenitori delle battaglie politiche di Beppe Grillo attivo dal 2006 e che conta 430 aderenti. A tratti sono state anche decine le persone rimaste in fila (nella foto Radaelli) in attesa del proprio turno per poter lasciare le generalità a favore del referendum e nell'aspettative degli organizzatori monzesi c'era l'obiettivo di raggiungere quota 2mila firme entro la fine della giornata. Il banchetto ha chiuso verso le 19 ma la raccolta firme proseguirà ancora. I moduli dei tre quesiti referendari saranno infatti depositati presso il Comune e i cittadini interessati avranno tempo 3 mesi per poter sottoscrivere la loro adesione. M.Ag.

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Soldi, giornali e carte truccate (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

I COMMENTI pag. 16 Soldi, giornali e carte truccate L'EDITORIALE ABOLIRE da subito il finanziamento pubblico all'editoria. Una richiesta semplice, chiara, precisa. Una battaglia che questo giornale - con reportage e denunce giornalistiche - conduce da anni, prima ancora delle meritorie inchieste televisive di Report e delle piazze di Beppe Grillo. Un impegno che chiediamo ai nuovi e vecchi deputati e senatori del sedicesimo Parlamento che martedì prossimo andrà ad insediarsi a Montecitorio e a Palazzo Madama. Molte sono le priorità del Paese, ma ci sono anche priorità morali (oltrechè economiche). E questa è una priorità. Parliamo di 627 milioni di euro l'anno, più del doppio del prestito-ponte per far sopravvivere di qualche mese Alitalia: per questa si parla di aiuti di Stato vietati dalle regole comunitarie che tutelano il libero mercato e la concorrenza. E quei 627 milioni cosa sono se non aiuti di Stato che turbano il libero mercato e la concorrenza? Soldi che finiscono a quotidiani-fantasma di mini partiti, che non arrivano neppure in edicola e della cui esistenza in vita ci informano solo alcune rassegne stampa televisive o "lanci" di agenzia. Forme surrettizie, peraltro, di sovvenzionamento dei partiti, che già godono di rilevanti "rimborsi elettorali" (basta superare l'1 per cento di voti), dizione ipocrita con la quale è stato aggirato il voto popolare che abolì il finanziamento pubblico. Ancor più gravi le forme di finanziamento a giornali che solo fittiziamente figurano come organi di movimenti politici: in realtà basta la firma di due parlamentari e inventarsi una sigla politica. E' anche il caso dei giornali di Feltri (che giustamente non risparmia strali alla "casta" per i privilegi e gli sprechi) e di Ferrara. E soprattutto dei finanziamenti che vanno a sostenere cooperative che in realtà sono società editoriali a tutti gli effetti e drenano copie e pubblicità sul territorio a danno di editori che si confrontano solo con il mercato. Cioè, con i lettori. La libertà e il pluralismo dell'informazione sono il sale, indispensabile, di ogni società democratica in cui si compete con regole chiare. Non con carte truccate.

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Liberazione, spuntano bandiere (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

MODENA PRIMO PIANO pag. 4 Liberazione, spuntano bandiere Il sindaco in piazza Grande: "Si girò pagina verso la democrazia". Corone al di ROBERTO GRIMALDI "MODENA ha fatto la sua parte durante la Resistenza. Allora ci fu una svolta storica, si girò pagina verso un futuro di democrazia e di libertà". Così il sindaco Giorgio Pighi ha sintetizzato la ricorrenza del 63° anniversario della Liberazione, dopo aver parlato ai cittadini che hanno gremito ieri mattina piazza Grande. E dopo di lui, sul palco sistemato davanti alla Pietra Ringadora, ha preso la parola anche il presidente della Provincia Emilio Sabbatini, che ha sottolineato che quest'anno si ricordano anche i trent'anni dell'omicidio di Aldo Moro: "Proprio il grande statista ? ha ricordato Sabbatini ? diceva che il 25 aprile del 1945 era iniziato un percorso verso la democrazia, lungo e lento, ma preciso e inarrestabile, che dura ancora oggi". Non tutti ovviamente la pensano allo stesso modo sulla festa della Liberazione: Andrea Leoni, consigliere di Forza Italia, propone una data alternativa: "Se la festa del 25 aprile deve continuare ad essere ogni anno trasformata in un palcoscenico mediatico ad uso e consumo della sinistra ? ha detto Andrea Leoni ? e come gran cassa del pensiero e della storia a senso unico, allora è meglio pensare ad una nuova data di riconciliaazione nazionale, che possa essere davvero la festa di tutti gli italiani". PER IL RESTO la festa ha seguito il cerimoniale ormai collaudato, dal deposito delle corone davanti al sacrario sotto la Ghirlandina al concerto della banda musicale, che ha fornito un assaggio in mattinata per poi dare vita a un miniconcerto nel pomeriggio in piazzetta delle Ova. Tra il pubblico presente in piazza per assistere ai discorsi commemorativi di Pighi e Sabbatini, oltre alle autorità e alle associazioni dei partigiani, tanti curiosi e qualche affezionato alle bandiere rosse, dagli esponenti di Rifondazione e del Pdci ai rappresentnati del Carc. I due gruppi hanno approfittato della situazione per fare volantinaggio: "Dopo la vittoria della destra oggi più che mai va difesa la democrazia", recitava uno scritto distribuito da attivisti del Partito dei Comunisti Italiani. "E' giunto il momento di fare una riflessione all'interno dell'intera sinistra ? ha detto invece un rappresentante del Carc (Comitato appoggio resistenza comunista) ? ma anche di costruire un fronte unico per continuare la nostra lotta per rivendicare i nostri diritti". A POCHI PASSI da piazza Grande, in piazza Matteotti, era in pieno svolgimento il V-Day degli amici di Beppe Grillo. I simpatizzanti del comico genovese raccoglievano firme per sostenere tre quesiti referendari e per contestare la scelta di raddoppiare l'inceneritore. Per sottolineare la protesta avevano esposto la foto dei consiglieri provinciali di Ds e Margherita che nel 2005 votarono a favore dell'ingrandimento della struttura. Tra le effigi c'era anche quella di Demos Malavasi, allora consigliere Ds, che ha replicato: "L'inceneritore rappresenta uno strumento efficiente e sicuro per i cittadini. Esporre le nostre foto come fossimo dei ricercati non mi sembra corretto". Image: 20080426/foto/4358.jpg.

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Di ROBERTO GRIMALDI <MODENA ha fatto la sua parte durante la Resistenza. (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

MODENA PRIMO PIANO pag. 5 di ROBERTO GRIMALDI "MODENA ha fatto la sua parte durante la Resistenza. ... di ROBERTO GRIMALDI "MODENA ha fatto la sua parte durante la Resistenza. Allora ci fu una svolta storica, si girò pagina verso un futuro di democrazia e di libertà". Così il sindaco Giorgio Pighi ha sintetizzato la ricorrenza del 63° anniversario della Liberazione, dopo aver parlato ai cittadini che hanno gremito ieri mattina piazza Grande. E dopo di lui, sul palco sistemato davanti alla Pietra Ringadora, ha preso la parola anche il presidente della Provincia Emilio Sabbatini, che ha sottolineato che quest'anno si ricordano anche i trent'anni dell'omicidio di Aldo Moro: "Proprio il grande statista ? ha ricordato Sabbatini ? diceva che il 25 aprile del 1945 era iniziato un percorso verso la democrazia, lungo e lento, ma preciso e inarrestabile, che dura ancora oggi". Non tutti ovviamente la pensano allo stesso modo sulla festa della Liberazione: Andrea Leoni, consigliere di Forza Italia, propone una data alternativa: "Se la festa del 25 aprile deve continuare ad essere ogni anno trasformata in un palcoscenico mediatico ad uso e consumo della sinistra ? ha detto Andrea Leoni ? e come gran cassa del pensiero e della storia a senso unico, allora è meglio pensare ad una nuova data di riconciliaazione nazionale, che possa essere davvero la festa di tutti gli italiani". PER IL RESTO la festa ha seguito il cerimoniale ormai collaudato, dal deposito delle corone davanti al sacrario sotto la Ghirlandina al concerto della banda musicale, che ha fornito un assaggio in mattinata per poi dare vita a un miniconcerto nel pomeriggio in piazzetta delle Ova. Tra il pubblico presente in piazza per assistere ai discorsi commemorativi di Pighi e Sabbatini, oltre alle autorità e alle associazioni dei partigiani, tanti curiosi e qualche affezionato alle bandiere rosse, dagli esponenti di Rifondazione e del Pdci ai rappresentnati del Carc. I due gruppi hanno approfittato della situazione per fare volantinaggio: "Dopo la vittoria della destra oggi più che mai va difesa la democrazia", recitava uno scritto distribuito da attivisti del Partito dei Comunisti Italiani. "E' giunto il momento di fare una riflessione all'interno dell'intera sinistra ? ha detto invece un rappresentante del Carc (Comitato appoggio resistenza comunista) ? ma anche di costruire un fronte unico per continuare la nostra lotta per rivendicare i nostri diritti". A POCHI PASSI da piazza Grande, in piazza Matteotti, era in pieno svolgimento il V-Day degli amici di Beppe Grillo. I simpatizzanti del comico genovese raccoglievano firme per sostenere tre quesiti referendari e per contestare la scelta di raddoppiare l'inceneritore. Per sottolineare la protesta avevano esposto la foto dei consiglieri provinciali di Ds e Margherita che nel 2005 votarono a favore dell'ingrandimento della struttura. Tra le effigi c'era anche quella di Demos Malavasi, allora consigliere Ds, che ha replicato: "L'inceneritore rappresenta uno strumento efficiente e sicuro per i cittadini. Esporre le nostre foto come fossimo dei ricercati non mi sembra corretto". Image: 20080426/foto/4358.jpg.

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PIAZZA Roma gremita nella giornata di ieri, non solo per i festeggi (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

ANCONA pag. 4 PIAZZA Roma gremita nella giornata di ieri, non solo per i festeggi... PIAZZA Roma gremita nella giornata di ieri, non solo per i festeggiamenti del 25 Aprile: un altro evento, inatteso, ha attirato tante persone. Dal Meet up di Ancona "amici di Beppe Grillo" era stato infatti allestito il banchetto per firmare i tre referendum popolari indetti dal comico: per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, dei finanziamenti pubblici all'editoria e cancellazione della legge Gasparri sulle telecomunicazioni. "Siamo qui per liberare l'Italia dal nuovo fascismo che è il controllo dell'informazione" ha affermato il coordinatore del Meet up di Ancona Carlo Cardarelli: "per questo è stata scelta la data emblematica del 25 aprile". Sono circa 600 gli iscritti al Meet up di Ancona, che collabora con l'associazione Acu (associazione consumatori utenti) Marche. "Un numero destinato a crescere ? prosegue Cardarelli ? visto il forte interesse dei cittadini per i temi trattati. Vogliamo però dare un segnale forte di libertà, per uno dei diritti fondamentali che è quello della corretta informazione, contro la 'casta' di giornalisti ed editori".

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Amici di grillo, tutti in fila per firmare (sezione: Grillo)

( da "Provincia Pavese, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Cronaca Amici di Grillo, tutti in fila per firmare Amici di Grillo, tutti in fila per firmare Fila per firmare a favore di tre referendum sull'informazione, ieri, davanti al gazebo degli Amici di Beppe Grillo, in piazza del Tribunale. Sono state raccolte oltre 400 firme.

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Cinquantamila " vaffa" con grillo - alessandro cecioni (sezione: Grillo)

( da "Centro, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità Cinquantamila " vaffa" con Grillo V2-Day contro l'informazione asservita. "Noi, nuovi partigiani" Firme in 450 città per abolire l'Ordine dei giornalisti ALESSANDRO CECIONI ROMA. Cinquantamila in piazza San Carlo a Torino per lo show dal vivo, migliaia in coda nelle altre 450 piazze dove si raccoglievano le firme. Il V2-Day, Vaffanculo 2, di Beppe Grillo è un successo. L'obiettivo era la stampa dei "giornalisti camerieri", la "tv di un solo padrone". Urla Grillo, per ore, con un tono di voce un po' ansiogeno, ma il pubblico che lo acclama, soprattutto giovani e giovanissimi, non aspetta altro che lui chiami all'epiteto che dà il nome all'happening. Così, quando elenca i giornali italiani e le cifre che ricevono dallo Stato sotto forma di rimborsi carta e agevolazioni varie, a ogni testata segue il "vaffan...". La giornata ha lo scopo di lanciare la raccolta di firme su tre referendum: abolizione dell'Ordine dei giornalisti, abolizione della Legge Gasparri sulle tv, abolizione delle previdenze all'editoria. A Milano firma anche Antonio Di Pietro: "Gasparri farebbe bene a rispettare le sentenze, perché noi vigileremo, la raccolta di firme per abolire con un referendum la legge che porta il suo nome, fatta solo perché restasse un monopolio del sistema televisivo, è stata solo un primo passo". "Con Rete4 che non va sul satellite rischiamo una multa dalla Ue di 300mila euro al giorno a partire da gennaio 2006", dice Grillo. Qualcosa come 235 milioni. Ai banchi sparpagliati in 450 piazze italiane c'è la coda per firmare, ma non tutti sanno che con tutta probabilità le firme non servono a niente, che la legge italiana sui referendum popolari richiede tempi precisi per la raccolta. La firma, in questo caso come lo scorso anno, è una sorta di testimonianza attiva. Beppe Grillo inizia la sua arringa richiamando il significato del 25 Aprile e della Resistenza, con dedica a chi, a poche centinaia di metri da piazza San Carlo, in piazza Castello, partecipa alle celebrazioni della Liberazione: "Dedichiamo questa manifestazione a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza, noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori, di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera. Se avessimo un decimo di cuore di quelle persone o un centesimo di coglioni di quelli, noi compiremmo un lavoro per loro". Poi parte l'attacco a tutto campo. Contro l'Ordine dei giornalisti, di cui Grillo sbaglia la data di istituzione ("è quello del 1925, voluto da Mussolini"). Contro i "giornalisti camerieri". Poi contro i soldi dati ai giornali: "Vorrei un giornale pagato da chi lo legge e non dai finanziamenti pubblici". E ancora: "Non esiste, non può esistere un Ordine. Chiunque deve essere libero di scrivere. Perché ci deve essere un Ordine dei giornalisti e non un Ordine dei poeti?". Vaffa l'Ordine, dunque. "L'Ordine non è quello di Mussolini, ma quello di Gonella, costituito 45 anni fa su un'idea base di Aldo Moro - replica Franco Siddi, segretario della Fnsi - e Grillo non confonda i cialtroni, che ci sono in tutte le professioni, con le migliaia di giornalisti corretti". Dal palco continuano gli attacchi a tutti, a Berlusconi in primis soprannominato "Testa d'asfalto", a Veltroni "Topo Gigio", a Ferrara "Platinette con la barba", persino al Presidente della Repubblica, "Morfeo Napolitano, che dorme, dorme e poi monita. Sia il presidente di tutti e non dei partiti, perché i partiti non ci sono più".

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Vaffa-day, gazebo affollati ma raccolta firme a rischio - fabiana pesci (sezione: Grillo)

( da "Mattino di Padova, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Cronaca Vaffa-day, gazebo affollati ma raccolta firme a rischio FABIANA PESCI Potrebbe rivelarsi un esercizio di scrittura fine a se stesso. Pare che Beppe Grillo non abbia fatto bene i conti. E per questo la sua iniziativa rischia di essere clamorosamente bocciata. All'orizzonte del V2-day, giornata dedicata alla raccolta firme in nome dell'informazione libera, si prospetta un clamoroso flop, dovuto ad una mera questione di tempistica legislativa. Nei semi mesi successivi alla convocazione dei comizi elettorali, il 6 febbraio 2008, non è possibile depositare una richiesta di referendum e raccogliere le firme. Così si legge nella legge sul Referendum. Pare che prima del mese di agosto tirare fuori la penna dal taschino per apporre la propria firma a sostegno di una qualsiasi causa, anche la più lodevole, sia del tutto inutile. Si potrebbe verificare un paradosso: Grillo, acerrimo nemico dell'illegalità, avrebbe indetto una raccolta firme che non risponderebbe ai dettami della legge. Valido o meno, il V2-day ha visto scendere in piazza migliaia di persone che invocano un'informazione libera perchè, recita il volantino: "Il cittadino informato può decidere, il cittadino disinformato "crede" di decidere. Disinformare è il modo migliore per dare ordini". All'indice, il finanziamento pubblico all'editoria, il Testo unico Gasparri sulla radiotelevisione e l'Ordine dei giornalisti. Questo, secondo il popolo di Grillo, il "mostro a tre teste" che imbavaglia i mass media. Anche Padova ha risposto al grido d'allarme lanciato da Grillo. Tantissimi sono scesi in piazza diretti ai gazebo sistemati nella piazzetta di fronte alla libreria Mondadori, in piazza della Frutta e al Parco Iris. Anche la provincia si è mobilitata, a Casalserugo e a Cittadella. Gente di ogni tipo si è messa ordinatamente in coda per appoggiare la causa di Grillo: dai diciottenni agguerriti alle anziane signore che chiedevano delucidazioni agli organizzatori. Marco Calzavara, del Canton del Grillo, e Andrea Boaretto, del gruppo Grilli Padova, si aspettano tremila firme raccolte. I firmatari invocano l'Informazione, quella con la "i" maiuscola. Stefano Bastianello, stanco delle bugie dei media, dichiara di apprendere la verità sull'Italia dai giornali stranieri, Matteo Di Mattia se la prende con il business, colpevole di dettare le regole della stampa. Marco Camporese, farmacista autoesiliato dall'Ordine per cercare la verità sui farmaci, propone la pagella ai giornalisti: chi scrive la verità va avanti, chi mente fuori dalle scatole. Ma attorno ai gazebo c'era anche chi scuoteva la testa: "Con una firma questi vogliono cancellare una professione disegnata così da eminenti figure della democrazia repubblicana come Aldo Moro e Guido Gonella. Ma cosa ne sa il popolo di Grillo di giornalismo e giornalisti? Per chi fa questo lavoro, l'unico auspicio è il mantenimento della propria autonomia, vera bandiera della categoria, al di là degli ordini e delle caste, vuoti paroloni tanto in voga".

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La battaglia contro le caste (sezione: Grillo)

( da "Mattino di Padova, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

IL RITRATTO La battaglia contro le caste Dall'astensionismo elettorale all'abolizione delle caste dei potenti passando per l'eliminazione dell'Ordine dei giornalisti. Il ciclone Grillo ha investito le piazze d'Italia: un seguito popolare che ha impressionato nel primo V-day, l'8 settembre 2007. Ieri, 25 aprile, Beppe Grillo, classe 1948, ha fatto il bis con il V2-day. Personaggio difficile da liquidare in un solo termine: è un comico, un attivista, un blogger. "Uno straordinario comunicatore che riempie, da anni, piazze, teatri-tenda, arene e perfino stadi. Al tempo stesso attore, predicatore, fustigatore, comico, tragico, dissacrante e moralista". Tra i blog in lingua italiana, il suo, www.beppegrillo.it, è quello che riceve il maggior numero di link da altri, il più visitato in Italia, nonché uno dei più cliccati al mondo: oltre cinquecentomila accessi giornalieri. Il forum on-line dell'eclettico artista genovese è nato nel 2005. Grillo ama definirsi un sostenitore della democrazia diretta, delle iniziative dal basso. Mise un link nel suo blog per inviare una mail direttamente all'allora presidente della Repubblica Ciampi perché si adoperasse per il ritiro delle truppe dall'Iraq. Da Internet alla stampa internazionale: il 22 novembre 2005 ha pubblicato sul quotidiano internazionale International Herald Tribune, con il contributo economico dei visitatori del suo blog, un appello contro la rielezione dei parlamentari italiani ed europei condannati in via definitiva.

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Cinquemila firme al 'V2-Day' (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

FORLI': PERSONE & FATTI pag. 4 Cinquemila firme al 'V2-Day' Il 'V2-Day' forlivese ha bissato il successo della prima manifestazione dei 'grillini' nostrani. Ieri al parco di via Dragoni sono infatti state raccolte circa cinquemila firme complessivamente per i tre referendum abrogativi lanciati da Beppe Grillo e ripresi dai 'meetup', i gruppi di discussione locali, e da varie associazioni, oltre all'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Le tre proposte riguardano l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, l'abolizione della Legge Gasparri per il sistema radiotelevisivo e l'abolizione dei contributi pubblici all'editoria. Migliaia di cittadini hanno affollato i tavoli di raccolta delle firme per i referendum (come autenticatori si sono prestati i consiglieri comunali Alessandro Ronchi, Palmiro Capacci e Luciano Minghini) e hanno partecipato alle iniziative e agli spettacoli proposti dagli organizzatori dell'evento all'Arena Dragoni. La raccolta delle firme comunque prosegue e i sostenitori di Grillo annunciano che organizzeranno altre iniziative per consentire a tutti i cittadini di sottoscrivere le proposte referendarie sulla libertà d'informazione. Nella foto Sabatini: i banchetti referendari ieri al parco di via Dragoni.

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Raccolte firme in otto città della sardegna (sezione: Grillo)

( da "Nuova Sardegna, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

I "banchetti" nell'isola Raccolte firme in otto città della Sardegna CAGLIARI. La voce e il faccione di Beppe Grillo su un maxischermo naturale, il muro della terrazza del Bastione di Saint Remy sopra piazza Costituzione, in pieno centro. E' stato il momento clou del V2 day a Cagliari. La manifestazione è continuata sino a mezzanotte per raccogliere il maggior numero possibile di firme per il referendum. Solo fino al pomeriggio sono state raccolte circa un migliaio di adesioni. Organizzatori soddisfatti, ma il grosso delle sottoscrizioni si aspettava arrivasse in tarda serata. Il tema dell'iniziativa di protesta, la replica di quella inaugurata l'anno scorso, è "Libera informazione in libero Stato". Il meet-up di Beppe Grillo ha sistemato i banchetti in pieno centro, sulla terrazza del Bastione, ma anche in riva al mare, a Marina Piccola. Anche in Sardegna l'iniziativa di Grillo ha avuto l'appoggio degli esponenti isolani di Italia dei Valori. Nell'isola ieri erano otto le città coinvolte. Oltre Cagliari, Alghero, Sassari Bosa, Carbonia, Carloforte, Nuoro e Tempio. A Nuoro il banchetto è stato al centro di un'originale iniziativa. E' stato messo in palio il triciclo blu donato l'anno scorso dal meet-up nuorese di Beppe Grillo al presidente della Provincia Roberto Deriu, immortalato da un fotoreporter mentre scendeva dall'auto blu per recarsi a un pranzo nuziale.

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Centinaia firmano con gli amici di grillo per la libera informazione (sezione: Grillo)

( da "Nuova Venezia, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

IL VAFFA-DAY DUE Centinaia firmano con gli amici di Grillo per la libera informazione "Libera informazione, in libero stato". Il vaffa-day 2 organizzato dagli amici di Beppe Grillo ha visto centinaia di persone partecipare ieri in piazza Ferretto alla raccolta di firme per le tre proposte di referendum sull'informazione.Il movimento dei "grilli" si è mobilitato, con tanto di collegamento con Grillo da Torino, per chiedere l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, della legge Gasparri e del finanziamento pubblico all'editoria. Nei banchetti in piazza Ferretto è stato costante il flusso di cittadini, senza code come alla prima edizione del "Vaffa-day". "Questo perchè ci siamo organizzati, con 15 persone che raccoglievano contemporaneamente le firme", spiega Enrico. 650 gli iscritti tra Mestre e Venezia al "Meet-up" degli amici di Grillo, che si incontrano su internet per discutere dei temi lanciati dal comico, come l'iniziativa sui "Comuni a 5 stelle" per giudicare sindaci ed assessori sul fronte dei servizi e dell'energia. Multa e polemica. L'iniziativa dei "grilli" a Mestre ha avuto anche una appendice polemica. Giovedì l'auto che girava per la terraferma con un megafono per pubblicizzare l'iniziativa è stata multata dei vigili, con una sanzione di 370 euro. "Siamo stati multati perchè la pubblicità sonora, per la quale abbiamo ottenuto una regolare autorizzazione, è vietata davanti all'ospedale. Noi siamo passati in auto in via Circonvallazione e i vigili erano vicino a noi ma ci hanno fermato e multato solo in via Cappuccina - denuncia il signor Giorgio Pagan - mi sono rifiutato di firmare il verbale, contestando il loro atteggiamento". (m.ch.).

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Oltre 1100 firme a sostegno dei referendum di grillo (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

L'edizione triestina del V2-Day condizionata dal maltempo. Annullati a causa della pioggia il dibattito sulla Ferriera e il concerto serale Oltre 1100 firme a sostegno dei referendum di Grillo IN PIAZZA SANT'ANTONIO Il tempo inclemente non ha fermato la determinazione dei "Grillo boys". Anche ieri, nonostante la pioggia incessante caduta per buona parte del pomeriggio, è rimasto attivo il banchetto allestito in piazza Sant'Antonio in occasione del V2-Day e sono state raccolte più di 1100 firme a sostegno dei tre referendum abrogativi proposti dal comico genovese. Nel mirino è finito questa volta il mondo dell'informazione. I referendum popolari per i quali i "Grillo boys" chiedono l'appoggio dei cittadini riguardano infatti l'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, dell'ordine dei giornalisti e della legge Gasparri (vale a dire il testo unico della radiotelevisione). Questioni sulle quali i triestini potranno pronunciarsi anche oggi: la raccolta di firme proseguirà infatti fino alle 23 di stasera e, spiegano gli organizzatori, non si esclude di ripetere l'iniziativa anche nel prossimo fine settimana. Il "bis" consentirebbe di compensare il risultato della gionata di ieri che, proprio a causa del maltempo, non si è rivelato particolarmente brillante. La pioggia ha anche rovinato alcune delle iniziative previste a corollario della raccolta firme. È saltato, ad esempio, il dibattito-tavola rotonda su Ferriera e rigassificatori sul quale i promotori dell'iniziativa pensavano di coinvolgere la cittadinanza. Annullato anche il concerto serale che avrebbe dovuto fare da colonna sonora al V2-Day triestino. In compenso è stato possibile seguire in diretta via internet, grazie alla presenza di un computer portatile all'interno del banchetto, lo spettacolo tenuto da Beppe Grillo in piazza San Carlo a Torino davanti a migliaia di persone (120mila secondo il comico genovese, circa 45mila per le forze dell'ordine). Tema degli affondi di Grillo, appunto, la libertà dell'informazione italiana. Lo slogan scelto per questa seconda edizione del V2, infatti, è "Libera informazione in libero Stato". Slogan che, in tutta Italia, ha richiamato migliaia di persone nelle quali era forte il ricordo della prima manifestazione organizzata da Beppe Grillo e dai suoi sostenitori. Lunghe code davanti ai banchetti sono state registrate a Torino, Firenze, Mestre e in altre località del Paese.

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Vigevano, maschere di grillo al gazebo in piazza ducale (sezione: Grillo)

( da "Provincia Pavese, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Cronaca Vigevano, maschere di Grillo al gazebo in piazza Ducale VIGEVANO. Erano in piazza anche gli esponenti della sezione vigevanese de Gli Amici di Beppe Grillo, che raccoglievano le firme con un banchetto collocato in via XX settembre. Il gruppo vigevanese, fondato quest'anno, ha partecipato all'iniziativa che i sostenitori del comico genovese hanno promosso oggi in tutta Italia. Già ribattezzato V2 Day il 25 aprile di Grillo aveva come tema "Libera informazione in libero stato". Sono state raccolte le firme per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, organo presente solo in Italia, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria e l'abolizione della legga Gasparri sulla radio televisione. Dopo la manifestazione dell'8 settembre contro i costi della politica questo è la seconda iniziativa di piazza promossa dal movimento nato dal comico genovese che ha una sezione anche a Vigevano.

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Libera informazione , al bastione il secondo vaffa-day di beppe grillo (sezione: Grillo)

( da "Nuova Sardegna, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Oltre tremila persone hanno sottoscritto l'appello "Libera informazione", al Bastione il secondo Vaffa-day di Beppe Grillo CAGLIARI.Oltre tremila persone - ma il dato è aggiornato solo fino a metà pomeriggio - hanno deciso, ieri, di aderire al V2Day e sottoscrivere l'appello lanciato da Beppe Grillo con l'obiettivo di indire il referendum "Libera informazione in libero Stato". I banchetti messi su dai responsabili dei meet-up cagliaritani al Bastione e in piazza Costituzione sono stati presi d'assalto da centinaia di persone che, documento alla mano, hanno dato il proprio contributo per la realizzazione di un progetto preciso e ordinato secondo tre punti. Il primo: "Abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini - si legge in un volantino - che ha creato una casta autoreferenziale". Punto secondo: abolizione del finanziamento pubblico all'editoria, che "costa un miliardo di euro all'anno - si legge ancora nella nota -. I politici pagano gli editori per poterli usare e controllare". Punto terzo: abolizione della legge Gasparri. Dice, in merito, Grillo: ??In nessuna democrazia del mondo una legge vergognosa come la Gasparri consegna le televisioni a un gruppo privato come Mediaset e ai partiti. L'informazione va restituita ai cittadini??. Difficile riempire la terrazza del Bastione vista la bella giornata di sole, eppure la manifestazione organizzata proprio in concomitanza con la Liberazione - ??Nessuna polemica - ha detto in merito Grillo - la nostra è semplicemente la continuazione di quegli avvenimenti?? - è riuscita a chiamare a raccolta una miriade di persone. ??La grande partecipazione non ha bisogno di ulteriori commenti - ha detto uno dei promotori della manifestazione del Bastione -. Quel che suona strano, semmai, è la scarsa attenzione da parte della stampa nei confronti di questo evento che parla proprio di informazione libera e imparziale: come volevasi dimostrare??. (p.s.).

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Di CLAUDIO MASSEGLIA A LLA FINE HANNO tutti obbedito, tu (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

SARZANA pag. 9 di CLAUDIO MASSEGLIA A LLA FINE HANNO tutti obbedito, tu... di CLAUDIO MASSEGLIA A LLA FINE HANNO tutti obbedito, tutti resistendo alla voglia di disobbedire anche se, c'è da crederci, un po' a malincuore. Saracinesche abbassate ieri in centro a Sarzana così come previsto dall'accordo firmato fra amministrazione comunale, sindacati e commercianti firmato a inizio anno. Sono rimasti aperti solo bar e librerie, unici esercizi autorizzati. Al di là delle polemiche e delle proteste non c'è stato nessun "colpo di mano" da parte dei commertcianti. Non c'è stato nemmeno l'assalto al centro, complice la bella giornata che ha spinto la maggior parte di cittadini e turisti verso il mare e la spiaggia, affollate malgrado le montagne di sabbia davanti agli stabilimenti. I visitatori comunque non sono mancati e si sono limitati a passeggiare lungo via Landinelli, fermandosi nei bar a rinfrescarsi. L'afflusso più numeroso si è registrato forse al gazebo organizzato in piazza Luni dal Comitato Beppe Grillo. In tanti si sono fermati per dare la loro adesione al referendum per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della Legge Gasparri. A pochi passi dal banchetto una televisione mandava in onda un comizio del comico genovese. Per tutta la giornata una pattuglia dei vigili urbani ha controllato il rispetto dell'ordinanza da parte dei negozianti: non sono stati elevati verbali. ALLE POLEMICHE dei commercianti espresse ieri, replica l'assessore alle attività produttive Alessio Cavarra, partendo dalla "sacralità" di certe feste come il 25 aprile e il 1° maggio. "Per la festa della liberazione ? dice ? a Sarzana, Spezia e altre città i negozi sono sempre rimasti chiusi. Si tratta di una ricorrenza particolare sulla quale i sindacati hanno insistito molto. E' giusto così: siamo passati da 52 a 56 domeniche di aperture con l'accordo copiato poi da altre città liguri. Abbiamo garantito la crescita del commercio e garantito i diritti dei lavoratori". I commercianti parlano di "crisi" e "tanti negozi chiusi". "Sarzana resta un'isola felice rispetto al trend nazionale: il 'saldo' fra aperture e chiusura è di 10 negozi (chiusi), nettamente inferiore al resto della provincia. Senza contare l'arrivo in città di grandi firme come Euronic o McDonald. Non stiamo sottovalutando la crisi generale, il Comune sta lavorando a pieno regime per far crescere il settore puntando su corsi di formazione per commercianti e linee di indirizzo per chi vuole aprire un'attività". Quindi un appello-invito agli esercenti che hanno manifestato perplessità sulla chiusura il 25 aprile. "Nell'interesse della città, sarebbe giusto riconoscere gli sforzi fatti dall'amministrazione comunale anzichè fare propaganda negativa. Per un giorno di chiusura non è giusto screditare il lavoro del Comune". Anche per il 1° maggio previste saracinesche abbassate "trattandosi di una festa particolare, dedicata ai lavoratori. Senza contare che domani, domenica, i negozi possono restare aperti, in città sono state organizzate manifestazioni di richiamo come il circo alla Fortezza, la Soffitta e la compagnia dei sapori. Se il 25 aprile i negozi sono rimasti chiusi non credo davvero sia la fine del mondo...".

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Il comico del malumore - francesco merlo (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

L'analisi Il comico del malumore FRANCESCO MERLO Ecco una bella sfida per la nuova stagione della politica italiana: riprendersi questa piazza che Beppe Grillo riempie ma non merita, e non solo perché, in piena crisi artistica, non riesce più nemmeno a fare ridere. Il punto è che Grillo, per galleggiare nel malumore, ormai deve spararla sempre più grossa. E infatti, in questa escalation, ieri è diventato un altro di quegli irresponsabili italiani che di tanto in tanto vorrebbero riprendere e continuare il lavoro feroce dei partigiani ? "ah se solo avessimo più cuore e più coglioni" ? scambiando la tragedia della guerra civile con le gag da Bagaglino: "Siamo noi la nuova Resistenza". SEGUE A PAGINA 43.

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In 50mila allo show di grillo (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

"Siamo i nuovi partigiani" In 50mila allo show di Grillo TORINO - Beppe Grillo ha richiamato decine di migliaia di persone nelle piazze per il secondo 'V-day'. Cuore dell'iniziativa Torino dove lui era sul palco e in 50mila sono arrivati per ascoltare il suo discorso. "Siamo noi i nuovi partigiani, siamo la continuazione di quei valori", una delle sue frasi. GRISERI E MILELLA A PAGINA 4.

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DELUSI per essere stati confinati in piazzale Di Vittorio (<anche se all (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

ROVIGO pag. 7 DELUSI per essere stati confinati in piazzale Di Vittorio ("anche se all ... DELUSI per essere stati confinati in piazzale Di Vittorio ("anche se all'inizio ci avevano detto che potevamo stare in piazza Garibaldi"), i seguaci di Beppe Grillo, tirando le somme a fine giornata, si scoprono soddisfatti del loro 25 aprile. "Che non è un 'altro' giorno della liberazione, rispetto a quello che si festeggia nel resto della città ? spiega Emiliano Zanetti, 24enne segretario dell'associazione rodigina ? ma proprio perchè ne conosciamo l'importanza, abbiamo deciso di farlo coincidere con il V-day. Una volta ci siamo liberati dal fascismo, ora ci dobbiamo liberare dai privilegi". E' stata una giornata passata a raccogliere firme per tre abolizioni, quella del popolo di Grillo: abolizione dell'ordine dei giornalisti ("una lobby che nei paesi civili non esiste più"); abolizione del finanziamento pubblico all'editoria ("che sopravvive solo nei Paesi di regime, come Cuba, Cina e Corea"); abolizione della legge Gasparri ("che legittima una situazione malata"). Davanti ai banchetti, un maxischermo sul quale si poteva seguire la diretta dell'intervento di Beppe Grillo in piazza San Carlo a Torino. Alle 7 di sera, 2000 persone avevano scritto il loro nome nella lista. Milena Furini.

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MEZZA VUOTA e mezza piena. Ieri pomeriggio, per il V-Day2 sulla libera informazio (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

PRIMO PIANO pag. 2 MEZZA VUOTA e mezza piena. Ieri pomeriggio, per il V-Day2 sulla libera informazio... MEZZA VUOTA e mezza piena. Ieri pomeriggio, per il V-Day2 sulla libera informazione, in piazza Europa non s'è vista la folla delle grandi manifestazioni. "Poteva andare meglio e poteva andare peggio", ha commentato Andrea Zucchi del locale meetup. Eppure, per il collegamento con Beppe Grillo in diretta da Torino alle 16 e annunciato come evento di giornata, ci si aspettava un maggior coinvolgimento della cittadinanza. Che positivamente aveva stupito gli Amici di Grillo di Pesaro lo scorso 8 settembre, per la prima edizione del V-Day, all'epoca contro la casta dei politici. Difficile, comunque, fare un confronto con la manifestazione di settembre. Tant'acqua è passata sotto i ponti da allora. A settembre, nel tardo pomeriggio, la fila per firmare era notevole, assai più lunga. Ma ieri la raccolta è iniziata prima, verso le 10, e il personale ai banchetti era più numeroso (tra loro, la Catalano dei Liberi e Acacia Scarpetti dell'Idv). Alle 19.30, le firme raccolte risultavano circa 1000. Ossia quante l'anno scorso alla medesima ora. "Abbastanza contenti delle firme raccolte nel pomeriggio ? hanno dichiarato gli Amici di Grillo ? , ma il clou lo aspettiamo questa sera (ieri per chi legge, ndr)" Ossia, in contemporanea con lo spettacolo "Patrioti moderni e fratelli d'Italia" di Andrea Marzi, del discorso in ricordo della Liberazione del presidente provinciale dell'Anpi Giuseppe Scherpiani e del concerto dei Rari Ramarri Rurali. Nel pomeriggio, i firmatari sono giunti per lo più alla spicciolata e si sono trattenuti in piazza il tempo di firmare. Anche per questo, guardando la piazza, la manifestazione dava l'idea di essere poco riuscita. Qualcuno si è fermato per ascoltare Grillo in diretta da Torino. Il comico doveva essere in collegamento televisivo, ma, a causa del sole che si rifletteva sul megaschermo, i presenti si sono dovuti accontentare di ascoltarlo. DIFFICILE valutare in quanti hanno firmato perché attratti dal carisma di Grillo e quanti perché effettivamente convinti dei referendum proposti: abolizione dell'ordine dei giornalisti istituito da Mussolini, cancellazione dei contributi pubblici all'editoria ed eliminazione della legge Gasparri sulla radiotelevisione. Patrizia Bartolucci.

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Il 25 Aprile, polemiche annunciate (sezione: Grillo)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Napolitano a Genova: basta denigrare la Resistenza. Fischi a Bagnasco: condanna unanime Torino, Grillo attacca il capo dello Stato. Ciarrapico da Berlusconi. Veltroni: un fatto grave Un 25 Aprile di festeggiamenti e di aspre polemiche, peraltro annunciate. Da un lato il presidente della Repubblica Napolitano, che ha lanciato un monito a evitare i "facili revisionismi sulla Resistenza" e un invito "a non sottacere nulla, a smitizzare quel che c'è da smitizzare, ma tenendo fermo un limite invalicabile rispetto a qualsiasi forma di denigrazione o svalutazione di quel moto di riscossa e riscatto nazionale". Il capo dello Stato ha parlato a Palazzo Ducale a Genova, dove si sono registrati anche momenti di tensione all'arrivo del presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco: fischi e grida hanno sovrastato gli applausi, che pure hanno accolto l'arcivescovo di Genova. Dal mondo politico la condanna è stata unanime: "Un atto vergognoso e incivile". Dall'altro le polemiche contro Berlusconi, che ha ricevuto a Palazzo Grazioli il neosenatore ciociaro Giuseppe Ciarrapico, di dichiarate simpatie fasciste. "È un gesto di spregio nei confronti dei democratici", ha criticato duramente il leader del Partito democratico Veltroni. Infine il V2-Day di Beppe Grillo a Torino. Nel mirino del comico genovese l'informazione, ma anche il presidente della Repubblica: "Napolitano dovrebbe essere il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti". alle pagine 2 e 3.

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Grillo contro Napolitano: <Dorme> (sezione: Grillo)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Grillo contro Napolitano: "Dorme" TORINO Un bagno di folla per Beppe Grillo nel "V2-Day" dedicato alla "libera informazione". Cinquantamila persone (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno gremito piazza San Carlo a Torino. Molti meno i presenti nella vicina piazza Castello, dove si sono tenuti concerti e letture per la festa della Liberazione promossa dal Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza. Salendo sul palco, il comico genovese ha voluto unire con un filo le due piazze e i due periodi storici. "Abbracciamo e ringraziamo ? ha detto Grillo ? coloro che ci hanno permesso di essere qui su questo palco. Grazie ai partigiani di 63 anni fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera informazione. Siamo la naturale continuazione dei nostri nonni" . L'attacco al Quirinale Nel mirino del comico genovese, l'informazione, ma nei primi minuti del suo monologo i bersagli sono stati il presidente della Repubblica e Silvio Berlusconi. "Napolitano ? ha detto ? dovrebbe essere il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti. Morfeo Napolitano dorme, fa il pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale andava fatto prima, non dopo le elezioni". E, riferendosi al nuovo presidente del Consiglio, ha urlato: "Pensate se Obama da presidente fosse anche il proprietario della Fox, della Abc e di altre televisioni". Ogni affondo di Grillo è stato sottolineato da un'ovazione. "Siamo tanti, 100 mila, se... la questura ci aiuta". Il comico ha salutato con entusiasmo solo quelle che lui definisce le "televisioni libere": Al Jazira, Cnn, Bbc, la tivù australiana. È di nuovo ritornato sulla presenza degli inquisiti in Parlamento ("Sono 70 pregiudicati senza che nessuno abbia saputo niente" ha detto mentre scorrevano i loro nomi su uno schermo) e sul dramma delle morti bianche. Ha attaccato Confindustria, la legge 30 (la legge Biagi) e affermato che mentre gli operai muoiono "i politici campano cento anni". il messaggio di Celentano A interrompere Grillo solo un messaggio registrato di Adriano Celentano: "Sono d'accordo con Beppe. Non è un antipolitico. Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi per controbattere le falsità che ogni giorno ci propinano". Un saluto al mattatore del "V2-Day" è stato portato di persona dal magistrato di Catanzaro Luigi de Magistris mentre non si è visto il gip di Milano Clementina Forleo, definita da Grillo una "gran donna". La chiusura è stata affidata al giornalista Marco Travaglio: "Continuate a cercare i buoni giornalisti, continuate a volere bene all'informazione, fate amicizia con i giornali e proteggeteli perché proteggendo loro proteggete anche voi stessi". dai politici critiche bipartisan Sono state in tutto 450 le piazze italiane che hanno aderito al "V2-Day", firmando per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, della legge Gasparri sulla tv e del finanziamento pubblico all'editoria. A firmare a Milano c'era anche il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro. Contro di lui ha parlato il firmatario della legge, Maurizio Gasparri, affermando che "le firme raccolte oggi (ieri, ndr) per eventuali referendum sono nulle". E al comico sono giunte le critiche bipartisan di Rosy Bindi (Pd) e Roberto Calderoli (Lega): "Caro Grillo, lei è un Catone mai eletto da nessuno, che fa i soldi sul qualunquismo", gli ha detto l'esponente del Carroccio, mentre secondo il ministro uscente della Famiglia Grillo "strumentalizza il significato storico e morale della Liberazione per alimentare il rifiuto della politica e il qualunquismo".

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TORINO - Un bagno di folla per Beppe Grillo nel V2-Day dedicato a quella che lui definisce <libera informazione> (sezione: Grillo)

( da "Adige, L'" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

TORINO - Un bagno di folla per Beppe Grillo nel V2-Day dedicato a quella che lui definisce "libera informazione" TORINO - Un bagno di folla per Beppe Grillo nel V2-Day dedicato a quella che lui definisce "libera informazione". Cinquantamila persone (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati a cui il servizio d'ordine dei grillini chiedeva la tessera professionale di quell'Ordine che il comico vorrebbe abolire), hanno gremito piazza San Carlo a Torino, come nelle più riuscite manifestazioni sindacali. Molti meno i presenti nella vicina piazza Castello, dove si sono tenuti concerti e letture per la festa della Liberazione promossa dal Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza. Salendo sul palco, il comico genovese ha voluto unire con un filo le due piazze e i due periodi storici: "Abbracciamo e ringraziamo - ha detto Grillo - coloro che ci hanno permesso di essere qui su questo palco. Grazie ai partigiani di 63 anni fa, siamo noi i nuovi partigiani della libera informazione. Siamo la naturale continuazione dei nostri nonni" . Nel mirino del comico genovese, l'informazione, ma nei primi minuti del suo monologo i bersagli sono stati il presidente della Repubblica e Silvio Berlusconi. "Napolitano - ha detto - dovrebbe essere il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti. Morfeo Napolitano dorme, fa il pisolino. Il referendum elettorale andava fatto prima, non dopo le elezioni". E, riferendosi al nuovo presidente del consiglio, ha urlato: "Pensate se Obama da presidente fosse anche il proprietario della Fox, della Abc e di altre televisioni". "Siamo tanti - azzarda - 100 mila, se ...la questura ci aiuta". Il comico ha salutato con entusiasmo solo quelle che lui definisce le "televisioni libere": Al Jazeera, Cnn, Bbc, la tivù australiana. È di nuovo ritornato sulla presenza degli inquisiti in Parlamento ("Sono 70 pregiudicati senza che nessuno abbia saputo niente" ha detto mentre scorrevano i loro nomi su uno schermo) e sul dramma delle morti bianche. A interrompere Grillo solo un messaggio registrato di Adriano Celentano: "Sono d'accordo Beppe. Non è un antipolitico. Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi per controbattere le falsità che ogni giorno ci propinano". Un saluto al mattatore del V2-Day è stato portato anche, di persona, dal magistrato di Catanzaro, Luigi de Magistris mentre non si è visto il gip di Milano Clementina Forleo. "Quella gran donna - ha spiegato il comico genovese - non è potuta venire a Torino". La chiusura è stata affidata ad un giornalista doc, Marco Travaglio: "Continuate a cercare i buoni giornalisti, continuate a volere bene all'informazione, fate amicizia con i giornali e proteggeteli perché proteggendo loro proteggete anche voi stessi". Tra gli ospiti sul palco anche Maria Fida Moro. "Il nostro Paese è diventato privo - ha detto - di memoria e compassione". A fine giornata Ordine e sindacato dei giornalisti hanno messo in evidenza il lavoro onesto di migliaia di giornalisti. E il presidente dell'Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca gli ha risposto: "A chi ci dice vaffa... rispondiamo vaffa... a Grillo". 26/04/2008.

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Ciclone Grillo, 3.000 firme solo in città (sezione: Grillo)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

VAFFA-DAY 2 CONTRO L'INFORMAZIONE Ciclone Grillo, 3.000 firme solo in città Beppe Grillo torna a colpire: ieri anche nella Marca, in occasione del Vaffa Day-2, migliaia di persone hanno affollato i gazebo allestiti dai sostenitori del comico-vate genovese. nel mirino di Grillo, questa volta, l'informazione "malata". In provincia di Treviso i banchetti in azione, dalla mattina fino al pomeriggio, in alcuni casi fino alle 19, erano dieci: due nel capoluogo, gli altri a Montebelluna, Giavera, Arcade, Nervesa, Paese, Silea, Conegliano e Motta. Solo in città, nei due banchetti di piazza Borsa e piazza Duomo, le firme raccolte nell'intera giornata sono state quasi tremila. Un gran risultato, una bella adesione. Al gazebo di piazza Borsa c'era anche il leader dei Grillitreviso David Borrelli, appena eletto nel nuovo consiglio comunale di Treviso. Ecco i punti salienti della nuova battaglia dei grillini, che ieri hanno scelto Torino per il comizio di Grillo, città simbolo della Resistenza. Le parole d'ordine della giornata: abolire l'ordine nazionale dei giornalisti, la legge Gasparri sul sistema televisivo e la legge sull'editoria che garantisce finanziamenti e agevolazioni fiscali ai giornali italiani. "Il 25 aprile ci siamo liberati dal nazifascismo - ha detto Beppe Grillo alla vigilia della kermesse - Sessantatre anni dopo possiamo liberarci anche dal fascismo dell'informazione".

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Oltre 50 mila in piazza con beppe grillo (sezione: Grillo)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità Oltre 50 mila in piazza con Beppe Grillo Attacchi a Mediaset, ai cronisti, a Berlusconi e critiche a Napolitano MANIFESTAZIONE A TORINO Firme per abolire Ordine dei giornalisti, legge Gasparri e fondi alla stampa A Trieste raccolte 700 adesioni, a Udine 1.000. Banchetti aperti anche oggi ROMA. Cinquantamila in piazza San Carlo a Torino per lo show dal vivo, migliaia in coda nelle altre 450 piazze italiane dove si raccoglievano le firme. Il V2-Day, Vaffanculo 2, di Beppe Grillo è stato un successo. L'obiettivo era la stampa dei "giornalisti camerieri", la "televisione di un solo padrone". Urla Grillo, per ore, con un tono di voce un pò ansiogeno, ma il pubblico che lo acclama, soprattutto giovani e giovanissimi, non aspetta altro che lui chiami all'epiteto che dà il nome all'happening. Così quando elenca i giornali italiani e le cifre che ricevono dallo Stato sotto forma di rimborsi carta e agevolazioni varie, a ogni testata segue, immancabile, il "vaffan...". Come allo stadio. La giornata ha lo scopo di lanciare la raccolta di firme su tre referendum: abolizione dell'Ordine dei giornalisti, abolizione della Legge Gasparri sulle tv, abolizione delle previdenze all'editoria. A Milano firma anche Antonio Di Pietro: "Gasparri farebbe bene a rispettare le sentenze, perché noi vigileremo. La raccolta di firme per abolire con un referendum la legge che porta il suo nome, fatta solo perché restasse un monopolio del sistema televisivo, è stata solo un primo passo". "Con Rete4 che non va sul satellite rischiamo una multa dalla Ue di 300 mila euro al giorno a partire da gennaio 2006", dice Grillo. Qualcosa come 235 milioni. Ai banchi sparpagliati in 450 piazze italiane c'è la coda per firmare, ma non tutti sanno che con tutta probabilità le firme non servono a niente, che la legge italiana sui referendum popolari richiede tempi precisi per la raccolta. La firma, in questo caso come lo scorso anno, è una sorta di testimonianza attiva contro il sistema informativo attuale. Beppe Grillo inizia la sua arringa richiamando il significato del 25 aprile e della Resistenza, con dedica a chi, a poche centinaia di metri da piazza San Carlo, in piazza Castello, partecipa alle celebrazioni della Liberazione: "Dedichiamo questa manifestazione a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza. Noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori, di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera o quasi. Se avessimo un decimo di cuore di quelle persone o un centesimo di coglioni di quelli, noi compiremmo un lavoro per loro". Poi parte l'attacco a tutto campo. Contro l'Ordine dei giornalisti, di cui Grillo sbaglia la data di istituzione ("E' quello del 1925, voluto da Mussolini"). Contro i "giornalisti camerieri". Poi contro i soldi dati ai giornali: "Vorrei un giornale pagato da chi lo legge e non dai finanziamenti pubblici". E ancora: "Non esiste, non può esistere un Ordine. Chiunque deve essere libero di scrivere. Perché ci deve essere un Ordine dei giornalisti e non un Ordine dei poeti?". Vaffa l'Ordine, dunque. "L'Ordine non è quello di Mussolini, ma quello di Gonella, costituito 45 anni fa su un'idea base di Aldo Moro - replica Franco Siddi, segretario della Fnsi - e Grillo non confonda i cialtroni, che ci sono in tutte le professioni, con le migliaia di giornalisti corretti". Dal palco continuano gli attacchi a tutti, a Berlusconi in primis soprannominato "Testa d'asfalto", a Veltroni "Topo Gigio", a Ferrara "Platinette con la barba", persino al presidente della Repubblica, "Morfeo Napolitano, che dorme, dorme e poi monita. Sia il presidente di tutti e non dei partiti, perché i partiti non ci sono più". "Oggi e' iniziato qualcosa che porteremo avanti con le liste civiche": è il commiato di Grillo. "Ragazzi dai 20 ai 40 anni entreranno nei Comuni - ha detto - Si inizia da lì la politica. Saremo cittadini informati dentro i Comuni". Poi ha congedato il pubblico dicendo: "Siete stati meravigliosi. Non c'e' stato alcun incidente. Se vi portate via l'immondizia siete perfetti". Sono circa 700 le firme raccolte giovedì e ieri a Trieste, e mille quelle raccolte a Udine, per il V2-Day promosso da Beppe Grillo: lo ha riferito un portavoce del gruppo giuliano che sostiene le iniziative del comico genovese. Anche in Friuli Venezia Giulia si firma nei banchetti fino a oggi, per la proposta di tre referendum abrogativi per l'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, dell'ordine dei giornalisti e della legge Gasparri. I banchetti del V2-Day sono stati posizionati anche in altre città del Friuli Venezia Giulia. Fra queste Udine, Cervignano e Lignano.

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Libera informazione in libero Stato (sezione: Grillo)

( da "Adige, L'" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Libera informazione in libero Stato. Dopo il V-Day per cacciare i politici corrotti dal Parlamento, Beppe Grillo ci riprova il 25 aprile, giorno della liberazione, con il V-Day (dove V sta per vaffanculo) per "liberare l'informazione dal bavaglio della politica". Rispetto al precedente V-Day è mancato l'assalto dei tanti delusi e scontenti della politica, ancora sotto l'effetto narcotizzante delle elezioni. Ma a Trento, tra via Oriola e via Oss Mazzurana, il Meetup "Amici di Beppe Grillo" non è rimasto inattivo. Poco dopo le 9, ora di apertura del gazebo, è stato un continuo via vai di persone che chiedevano di firmare. Molte delle quali si sono recate apposta in centro per condividere la proposta di indire un referendum per: 1) Abolire l'ordine dei giornalisti, che per Grillo ha contribuito a creare solo una casta autoreferenziale; 2) Abolire il finanziamento pubblico all'editoria, che costa all'erario un miliardo di euro l'anno; 3) Abolire la legge Gasparri, che per il comico genovese consegna le televisioni ai partiti e a Mediaset. La precedente provocazione di Grillo, dopo la partecipazione entusiasta della piazza, nel concreto si è risolta con un nulla di fatto, almeno per quanto riguarda le cosiddette "liste civiche". Dopo i travagli politici, l'informazione viene accusata di sottomissione e compiacenza ai potenti di turno. "Il problema non sono i giornalisti - specifica il "grillino" Giorgio Riccardi - ma il finanziamento pubblico all'editoria, che getta lunghe ombre sull'obiettività delle notizie offerte al pubblico". Per Riccardi è l'informazione televisiva a rimetterci. "La televisione ha il maggior impatto sul pubblico. Dai tiggì e dai programmi, a parte l'eccezione di Report, scompaiono i fatti. Tanto per fare un esempio, dell'immondizia a Napoli non si parla più". Per i grillini trentini l'informazione deve essere scomoda. "Si ha l'impressione che si sia rinunciato a dare spazio alla voce e agli interessi dei cittadini a favore dei gruppi di potere", afferma Denise Fasanelli. Simili le impressioni tra i firmatari. "Firmo contro il marcio dell'informazione", afferma Claudio, al gazebo con la moglie Loredana. "Firmo per tutelare la libertà delle generazioni future", osserva quest'ultima, che dichiara di non leggere i quotidiani italiani. "In internet consulto le testate straniere. Le trovo più affidabili". I. V. 26/04/2008.

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Grillo in piazza a torino: siamo noi i nuovi partigiani (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Il comico attacca il Cavaliere sul conflitto di interesse: "Pensate se Obama da presidente fosse proprietario di Fox, Abc e altre tv" In 40mila per la seconda edizione del Vaffa Day: no ai fondi pubblici all'editoria Grillo in piazza a Torino: "Siamo noi i nuovi partigiani" TORINO Un bagno di folla per Beppe Grillo nel V2-Day dedicato alla "libera informazione". Cinquantamila persone sotto un sole estivo (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno gremito piazza San Carlo a Torino, come nelle più riuscite manifestazioni sindacali. Molti meno i presenti nella vicina piazza Castello, dove si sono tenuti concerti e letture per la festa della Liberazione promossa dal Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza. Salendo sul palco, il comico genovese ha voluto unire con un filo le due piazze e i due periodi storici: "Abbracciamo e ringraziamo - ha detto Grillo - coloro che ci hanno permesso di essere oggi qui su questo palco. Grazie ai partigiani di 63 anni fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera informazione. Siamo la naturale continuazione dei nostri nonni". Nel mirino del comico genovese, l'informazione, ma nei primi minuti del suo monologo i bersagli sono stati il presidente della Repubblica e Silvio Berlusconi. "Napolitano - ha detto - dovrebbe essere il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti. Morfeo Napolitano dorme, fa il pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale andava fatto prima, non dopo le elezioni". E, riferendosi al nuovo presidente del consiglio, ha urlato: "Pensate se Obama da presidente fosse anche il proprietario della Fox, della Abc e di altre televisioni". Ogni affondo di Grillo è stato sottolineato da un'ovazione, che rimbombava anche nelle vie adiacenti la piazza. "Siamo tanti, 100 mila, se ...la questura ci aiuta". Il comico ha salutato con entusiasmo solo quelle che lui definisce le 'televisioni liberè: Al Jazeera, Cnn, Bbc, la tivù australiana". È di nuovo ritornato sulla presenza degli inquisiti in Parlamento ("Sono 70 pregiudicati senza che nessuno abbia saputo niente" ha detto mentre scorrevano i loro nomi su uno schermo) e sul dramma delle morti bianche. Ha attaccato Confindustria, la legge 30 e con una battuta ha detto che mentre gli operai muoiono "i politici campano cento anni". A interrompere Grillo solo un messaggio registrato di Adriano Celentano: "Sono d'accordo Beppe. Non è un antipolitico. Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi per controbattere le falsità che ogni giorno ci propinano". Un saluto al mattatore del V2-Day è stato portato anche, di persona, dal magistrato di Catanzaro, Luigi de Magistris mentre non si è visto il gip di Milano Clementina Forleo. "Quella gran donna - ha spiegato il comico genovese - non è potuta venire a Torino". La chiusura è stata affidata ad un giornalista doc, Marco Travaglio: "Continuate a cercare i buoni giornalisti, continuate a volere bene all'informazione, fate amicizia con i giornali e proteggeteli perchè proteggendo loro proteggete anche voi stessi". Tra gli ospiti sul palco anche Maria Fida Moro. "Il nostro Paese è diventato privo - ha detto - di memoria e compassione".

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V2-day: in mille con grillo per i referendum (sezione: Grillo)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Udine V2-day: in mille con Grillo per i referendum Gazebo in piazza Matteotti per raccogliere firme contro i finanziamenti alla stampa V2-day: ci risiamo. Beppe Grillo non si arrende e continua la sua battaglia contro quelle che, secondo lui e i suoi sostenitori, sono le ingiustizie della politica e della società italiana. Ieri, giornata della Liberazione, è cominciata la raccolta di firme per promuovere tre referendum riguardanti il mondo dell'informazione. In piazza Matteotti, era presente un banchetto per la raccolta delle sottoscrizioni con otto addetti. A fianco delle postazioni erano stati appesi dei fogli con l'elenco di tutti i principali giornali italiani con la rispettiva cifra di finanziamento pubblico ricevuto. E per le vie del centro molti erano i "grillini" che distribuivano volantini, per esortare la gente ad andare in piazza a firmare. In tarda mattinata erano molte le persone che facevano la fila per sottoscrivere la proposta. Il referendum, dunque, è diviso in tre punti: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, l'abolizione del finanziamento pubblico all'editoria e l'abolizione della legge Gasparri. Si può anche firmare soltanto per una delle proposte citate e il banchetto resterà in piazza Matteotti fino a domenica, ma si avranno tre mesi di tempo per raccogliere le firme con postazioni che faranno il giro di tutta la regione. "Si deve garantire - ha detto Diego Marchi, organizzatore del meet-up di Udine - un'informazione corretta al cittadino, perché l'informazione di oggi è solo parzialmente vera. Ti dicono - ha continuato - ciò che vogliono che tu sappia e il cittadino viene fuorviato. Se la nostra proposta sarà accettata, le fonti saranno meno di parte e inoltre diventeranno pluraliste, anche perché saranno meno indirizzate e controllate dai politici". Gli organizzatori stimavano che a fine giornata avrebbero raccolto circa un migliaio di firme per ogni referendum. Renato Schinko.

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Viaggio nella città divisa in due "là schiacciati, qui a recriminare" - niccolo zancan (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina II - Torino Da una parte il comico, Caparezza e Travaglio. Dall'altra gli Yo Yo mundi e... Viaggio nella città divisa in due "Là schiacciati, qui a recriminare" Una signora si sfoga: "Il 14 aprile è morta la sinistra Ora dobbiamo ricostruire tutto" Perino, leader dei No Tav, si esalta NICCOLO ZANCAN NIccolò zancan Da Grillo si sta come sardine, i passeggini fanno un metro all'ora, i gelati si squagliano sulle schiene dei dirimpettai e nessuno si lamenta. Dall'altra si arriva in bici, i ragazzi sono seduti in cerchio, la musica rimbomba un po', e quando il garante della privacy, Franco Pizzetti, passa a braccetto con la moglie, quasi si imbarazza di essere riconosciuto lì. Piazza San Carlo, Piazza Castello. "Siamo cugini che in questo momento non vanno tanto d'accordo", dice un professore ottimista. è una città divisa in due. Da Grillo c'è Caparezza che salta sul palco con le scarpe da ginnastica rosse: "Sono un eroe perché lotto a tutte le ore, sono un eroe perché combatto per la pensione, sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari e dei cravattari". Dall'altra gli Yo Yo Mundi rifanno una vecchia canzone di De Gregori: "I cavalli a Salò sono morti di noia, a giocare con il nero perdi sempre...". Poi Bella Ciao in versione cupa, quasi marziale. Pugni chiusi - pochi - occhi lucidi. Se contano i numeri, non c'è partita. Ha vinto Beppe Grillo con cinquantamila persone, con la liturgia dei vaffanculo liberatori, con le firme da raccogliere, i pullman arrivati da mezza Italia, gli applausi per sottolineare discorsi serissimi e un ragazzo di 19 anni che spiega con sintesi perfetta: "Se dici cose false, la gente avrà pensieri deviati. Sono qui perché voglio un'informazione pulita". Ma anche al 25 aprile della politica c'è una ragazza che parla in mezzo ai suoi compagni di liceo: "Urlare non porta lontano... Noi siamo qui, da questa parte, perché la Resistenza è la memoria dei nostri errori. Senza memoria non c'è futuro". Da Grillo c'è una star, Marco Travaglio, acclamato quasi come Vasco Rossi e conteso dai colleghi giornalisti, che fanno ressa per mettergli il microfono davanti alla bocca. Lui risponde a tutti, sempre con voce pacata, compreso a Rocco Casalini, ex del Grande Fratello. Travaglio guarda lo spettacolo seduto su una transenna e scoppia a ridere - di un riso quasi scomposto - quando sente Beppe Grillo raccontare il motivo della condanna comminata al ministro dell'Interno in pectore Roberto Maroni. Quattro mesi e venti giorni per oltraggio a pubblico ufficiale: "Perché ha morso la caviglia di un poliziotto...". Risate a crepapelle. E Grillo chiosa: "I giornalisti stranieri adesso penseranno che questa è la battuta di un comico...". Dall'altra parte l'umore è quello che è: "Sono qui con le mie amiche per manifestare il nostro disaccordo per quanto accaduto il 14 aprile". Cosa è accaduto? "Le sinistre sono sparite, cancellate. Ora questa piazza mezza vuota, sinceramente, mi fa tristezza. Dobbiamo ricominciare a ricostruire qualcosa...". Passano i turisti, si fermano e proseguono. Persino via Garibaldi è piena al confronto. Via Roma diventa un imbuto. Poi un muro invalicabile di gente. Sarà la musica a volume più forte, sarà la sostanza del messaggio. Un signore che partecipa al 25 aprile tradizionale ammette: "Per la par condicio farò un giro anche dall'altra parte. Ma ho delle perplessità: Grillo dice cose vere ma generiche". Da Grillo e con Grillo c'è chi non vuole l'inceneritore, c'è chi non vuole la discarica e c'è Alberto Perino, leader del movimento NoTav: "La vera Resistenza è qui. Io con il 25 Aprile di Esposito e del Pd non ho nulla a che spartire". "No, dice Carlo - operaio in pensione, in piedi solitario nell'altra piazza - non mi importa dove e con chi si ricorda. Ma tutti dobbiamo essere riconoscenti a chi è morto per difendere la nostra libertà". Il partigiano di Bella Ciao. Era il suo giorno, è stato il giorno di Beppe Grillo.

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Asta per il triciclo blu in nome di grillo (sezione: Grillo)

( da "Nuova Sardegna, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Nuoro Asta per il triciclo blu in nome di Grillo I seguaci del comico raccolgono firme e ricordano lo sberleffo a Deriu Anche in città la campagna a favore della libertà di stampa di Gianluca Corsi NUORO. "Il signore con i "cosinzi" (gli stivali) ha offerto cento. Chi offre di più? Cento e uno, cento e due... Avanti signori: nessun'altro offre di più? Aggiudicato!". Ha suonato più o meno così l'asta che ieri sera ha messo in palio il triciclo blu donato l'anno scorso dal meet-up nuorese di Beppe Grillo al presidente della Provincia Roberto Deriu, immortalato da un fotoreporter mentre scendeva dall'auto blu per recarsi a un pranzo nuziale. è stato probabilmente questo il clou del V2day, celebrato ieri anche a Nuoro. Il triciclo blu, mai accettato da Deriu, faceva bella esposizione di sé sopra un campione di tessuto "Denim" prodotto dalla Legler di Ottana. Inutile dire che la manifestazione nuorese ha assunto un significato un po' diverso rispetto al resto delle piazze italiane. La raccolta di firme per promuovere tre referendum abrogativi (abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico agli editori di quotidiani e della legge Gasparri sul sistema radiotelevisivo), che ha avuto il suo epicentro a Torino con Beppe Grillo, nel capoluogo barbaricino si è trasformata in un'occasione di confronto sullo stato dell'informazione in Italia. E non solo. Merito soprattutto dei giovani animatori del meet-up di Nuoro, che hanno allestito nell'incantevole scenario della corte di casa Ruiu (tra la mole del mulino Gallisai e la casa di Grazia Deledda) uno spazio in cui i cittadini hanno potuto leggere, assistere a filmati e confrontarsi su un tema delicato e sempre al centro del dibattito politico. Anche perché la raccolta di firme potrebbe essere vanificata se i tre quesiti non dovessero essere accolti, a causa del mancato rispetto dei tempi. "Siamo comunque soddisfatti dell'affluenza, - ha commentato Paola Musina, una delle ragazze alle prese con le firme da raccogliere - al di là di come andranno le cose abbiamo raggiunto il nostro scopo di informare i nuoresi sulla libertà di stampa e di espressione". Effettivamente, nonostante la giornata di sole, ideale per le gite fuori porta, tante persone hanno varcato il grande cancello in via Grazia Deledda, magari soltanto per curiosare tra i cartelloni che informavano sui doveri del giornalista, sull'ordine dei giornalisti, su libertà di stampa e leggi Gasparri e Mammì. Segno che il tam tam del popolo di internet, soprattutto il blog di Beppe Grillo e il forum di discussione del meet-up di Nuoro, che conta già la bellezza di circa duecento iscritti, hanno funzionato alla perfezione. E proprio al gruppo attivo del meet-up, composto da quindici persone, si deve la giornata di ieri: quasi una festa, dove c'è stato spazio anche per la cultura e la solidarietà. Come quando è stato presentato il documentario che parla della Legler dal punto di vista degli operai e delle loro famiglie. O quando Letizia Marras, attrice dei "Barbariciridicoli", ha coinvolto il pubblico riproponendo le "pasquinate": fenomeno diffuso nella Roma dei Papi del Cinquecento con cui delle statue parlanti criticavano il potere politico attraverso arguti epigrammi. Chissà quanti "vaffa" in nuorese sono volati.

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Un professore santone un operaio disilluso il popolo No Tav, e certe scritte viva Sardigna! (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Un professore santone un operaio disilluso il popolo No Tav, e certe scritte "viva Sardigna!" Will non abbiamo capito perché si chiama così, come Uòlter, come yes we can, come un americano a Roma, come uòttz America e come tutte quelle cose che hanno inventato per non dire niente. Però, lui lo sa benissimo perché è venuto in questa piazza, con il parcheggio là fuori e la tangenziale là sopra, "perché è il 25 aprile, e qui ci sono i negozi, c'è il cinema, ci sono gli amici. Oggi è festa. Gli altri giorni non posso". Will ha una splendida camicia bianca tutta inamidata, capelli neri unti di fresco, occhiali scuri, jeans e stivaletti con una mazza di punta tanto, che se lo contraddici potrebbe pure sfregiarti. Ci sono tanti ragazzi che s'abbracciano, Roby che domenica va a vedere la Juve, e minchia la Roma è fusa, e Max che se vede Simo manco la saluta. Veramente, ha detto una cosa più giovanile, alla Will. "Manco la c...". Chissà dove sarà andata, Simo. Attorno, non c'è una musica che suona. Non c'è neanche un drappo che sventola, nella piazza reale del 25 Aprile, quella vera, quella che dà il voto all'Italia, che cancella la sinistra e i suoi sindacati, quella che punisce Veltroni e fa vincere la Lega, una piazza piena di ragazzi che dicono "ma sei tu Beppe Braida?" e piena di operai come Totonno Puglisi, anni 35, una maglietta nera da culturista, una riga di barbetta come andava di moda 10 anni fa, una moglie patinata di biondo e due figli che vogliono vedere un cinema. E una mamma pure, che racconta di quella volta che volevano festeggiare i 25 anni di matrimonio a Venezia, con la suocera che diceva a suo marito: "Valla a buttare nella laguna". Ridono tutti. I bambini si stanno tirando dei calci. Nella piazza vera del centro commerciale 45 Gradi a Nord, fuori Moncalieri, i ragazzi hanno quasi tutti nomi americani: Frank, John, Mark, Devid e Max. Forse se li danno fra di loro così. Il 25 Aprile, giovani e vecchi, lo conoscono tutti. "E' una bella festa", come dice Sandro, l'unico con il nome italiano, "per questo veniamo qui. Per stare allegri". Ecco come funziona. Nella piazza vera non ci sono striscioni. Le uniche scritte sono quelle del consumo: Invidiauomo, Factory outlet Store Facis, dal 19 aprile al 4 maggio Grande concorso a premi. "Vieni a trovarci. Gioca e vinci". Sarà pure un po' qualunquista, la piazza vera, come si diceva un tempo. Ma è piena di gente, e i numeri in una democrazia sono la cosa che conta di più. "Tra un'ora qua non si cammina", avvisa Davide Antonacci, che gestisce il Caffè Biffi, vicino al Playcity Casinò. Ci sono 16 sale cinematografiche affacciate sulla piazza, e la cassiera spiega che quello più visto oggi è "Alla ricerca dell'isola di Nim", e il secondo è Ortone e poi i Demoni di San Pietroburgo. La domenica è come il cinema della parrocchia. Nella libreria Mondadori, lì accanto, il titolo che oggi è andato di più, come ci informa Francesca Gamba, è Gomorra, poi Fuoco Amico di Abraham Yehoshua, e Chesil Beach di Ian McEwan. Tutta roba impegnata, mica cianfrusaglie da truzzi. Continuiamo a sfatare luoghi comuni. Il 25 Aprile lo sanno tutti che cos'è, più o meno. E' che non gli interessa. Come a Barbara, Giada e Giulia che hanno 13 anni appena e si sono date appuntamento davanti all'Old Wild West: "E' la festa della Liberazione, ma non l'abbiamo ancora studiato a scuola". Può essere che non sappiano da che cosa sono state liberate. Tempi lontani, mondi sconosciuti. Oggi è come se fosse Ferragosto, o Santo Stefano. Come il giorno della vittoria nella prima guerra mondiale, una memoria dei nostri nonni. La sensazione che lascia alla fine il popolo del consumo è quella di un paese già pacificato con la sua storia, che sta da un'altra parte, molto davanti alla retorica di Uòlter e a quella di Berlusconi ("dovremmo capire anche le ragioni di Salò"). Ed è quando dici bipartisan che Will ti guarda come un marziano: "Cos'è? Sono le cose che dice Veltroni? Io finché c'è lui non vado più a votare". Alle 16, intanto, Beppe Grillo ha cominciato a parlare. Qui hanno aperto il gioco. Devono scivolare su una tavola sopra un mare di plastica. Fanno tante grida Will e suoi amici, con la maglietta N&Stormy. Uòttz America!.

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Il comico: "Coi vaffa siamo diventati i veri partigiani" (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

[FIRMA]ANDREA SCANZI TORINO Beppe Grillo aveva giurato di non dire più parolacce e di urlare di meno, ma già dopo pochi minuti i "vaffa" si erano affastellati e la voce suonava afona. Per prima cosa ha voluto gemellarsi con la manifestazione di piazza Castello: "Solo l'Unità è convinta che non abbiamo rispetto della Resistenza. Siamo noi i nuovi partigiani. I nostri nonni ci hanno liberato dal fascismo, noi da una dittatura più sottile: quella della notizia falsa, anzi verosimile". Davanti a una gremitissima piazza San Carlo ("Ci sono 120 mila persone"), Grillo ha fatto un vernissage del blog: un sunto delle sue battaglie. Più contenuti che distruzione, a differenza del primo V-Day a Bologna (dove pure le proposte non erano mancate). Più che antipolitica, l'attitudine di Grillo e grillisti è quella degli "antipolitici": questi politici (e gran parte di questi giornalisti). Sul palco si sono avvicendati giornalisti (solita ovazione per Marco Travaglio), MeetUp, economisti, comici (Natalino Balasso), comitati No-Tav. Grillo è tornato a parlare di morti bianche, lamentando l'inefficienza del centrosinistra ("Ieri c'erano Berlinguer e Pertini, oggi D'Alema e Rutelli") e attaccando ancora la legge 30 (non più chiamata legge Biagi, forse per evitare nuove polemiche). "Le nostre sembrano battaglie da nulla, ma le rivoluzioni nascono da piccole azioni: il razzismo in America è finito quando una donna di colore si è rifiutata di alzarsi dall'autobus per lasciare il posto a un bianco". Se il V-Day era stato anzitutto una riflessione - per nulla edulcorata - sulla moralità perduta della politica, il V2-Day ha coinciso con una ricognizione sullo stato dell'arte dell'informazione italiana. "Io non ce l'ho con i giornalisti, ce l'ho con il sistema", ha ripetuto, a scongiurare l'ennesima accusa di qualunquismo. Tre gli ordini del giorno: abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, abolizione dell'Ordine dei giornalisti, abolizione della legge Gasparri. "L'ultimo è il più importante. Del resto Gasparri basta guardarlo, se lo fissi a lungo ti viene la labirintite". Poche le battute, a conferma di un Grillo sempre meno satirico e sempre più politico. Gli stessi contenuti del V2-Day, per chi frequenta regolarmente il blog, erano arcinoti. "I maggiori organi di informazione italiani sono in mano a banche, multinazionali, partiti: non sono liberi. La Rai cancella i filmati da YouTube con la scusa dei diritti d'autore, ma se continua così gli chiudiamo il rubinetto del canone". Per quanto più "quieto" (si fa per dire), Grillo non ha lesinato epiteti destinati a fare polemica: il presidente della Repubblica Napolitano è tratteggiato come un nonnetto privo di potere, "Morfeo"; Berlusconi è "Testa d'Asfalto"; e Veltroni "Topo Gigio, l'uomo che ha riesumato la salma dello Psiconano". Dopo avere elencato i 16 condannati in via definitiva ("C'è anche Maroni, ha morso alla caviglia un poliziotto e lo faranno ministro dell'Interno: un mio amico black bloc si è lamentato, a questo punto vuole diventare Presidente della Repubblica"), Grillo ha attaccato principalmente il giornalismo televisivo, citando Mauro Mazza, Gianni Riotta, Emilio Fede e Bruno Vespa. "La cosa grave non è che Umberto Veronesi dica che gli inceneritori non fanno male, lo pagano per dirlo, e neanche che Berlusconi neghi di avere allontanato Enzo Biagi, ma che dei servi e delle sottospecie umane come Riotta non li contraddicano". "Rete4 sta occupando abusivamente le frequenze di Italia7 e l'Unione Europea ci darà una multa di 300 mila euro al giorno per colpa di Fede, che andrebbe mandato sul satellite con un calcio in c..o. Per fortuna c'è la Rete, la tv più importante del mondo è YouTube". Grillo non ha fatto sconti alle autorità cittadine, da Chiamparino ("Se la stampa italiana fosse libera, i torinesi conoscerebbero la pochezza mentale del loro sindaco") alla Fiat, prendendosela soprattutto con Franzo Grande Stevens, "in questi giorni ha fatto la parte dell'uomo vicino alla Resistenza, peccato che non sia così vicino ai suoi operai". In termini numerici, tutto è stato fuorché un insuccesso. Il "fenomeno" Grillo non è esaurito. Beppe Grillo ha probabilmente un effetto più mediatico che politico, come ha sembrato confermare l'ultima tornata elettorale, ma la sua capacità di mobilitare non è affievolita. I politici prendono i voti, lui le piazze. "E siamo solo all'inizio. Non ci fermeranno, hanno perso il contatto con la realtà. Libera democrazia in libero Stato". E le persone, rigorosamente in fila, magari ridono di meno, ma non smettono di applaudire. Di firmare.

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Firme per una nuova informazione curiosità intorno agli amici di grillo (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Montecatini Firme per una nuova informazione curiosità intorno agli amici di Grillo PISTOIA. Cittadini di ogni età sono accorsi a firmare i tre referendum proposti da Beppe Grillo nel V2-Day per abrogare l'Ordine dei giornalisti, il finanziamento pubblico all'editoria e la legge Gasparri sulla comunicazione radiotelevisiva. A metà mattinata erano già quasi cento le firme raccolte. "Non abbiamo fatto in tempo a montare il banchetto - dicono i ragazzi del Meet Up, il gruppo degli "amici di Beppe Grillo" -. Le persone che hanno risposto all'appello sono tutte esasperate da un sistema in cui i poteri politico ed economico vengono sempre più accentrati in mano a pochissimi, mentre la maggioranza fa fatica ad arrivare in fondo al mese". Sì, ma cosa c'entrano i giornalisti? "I giornalisti - rispondono - sono una casta. Una casta al servizio del potere politico, guidata da un ordine professionale ormai obsoleto e in mano a vecchie baronie. Inoltre, finanziare la stampa vuol dire solo finanziare organi e strumenti di partito". "Abrogare i finanziamenti pubblici all'editoria significa far sì che i soldi della gente non finiscano più in tasca a Ferrara per pubblicare "Il Foglio" o a Mastella per il suo "Campanile"", dice un giovane ragazzo con il piccolo figlio appeso al collo in un marsupio. "Sono giornali che nemmeno si vedono a Pistoia o che possono andare solo a nutrire le discariche già stracolme", aggiunge un anziano incollerito, soprattutto sulla questione dei rifiuti. "Perché mai - sostiene una ragazza poco più in là - l'editoria non dovrebbe affrontare da sola le dure leggi del mercato come chiunque altro?". I più drastici considerano la stampa ormai destinata a morte sicura di fronte ai nuovi sistemi di comunicazione telematici. Altro che finanziarla. Qualcuno azzarda ipotesi alternative: finanziare solo in base a criteri di meritocrazia, solo cioè quando la gente ha già scelto, comprando e così indicando il giornale che preferisce. Oppure formare una commissione costituita questa volta da giornalisti e non da politici, affinché siano gli addetti ai lavori a scegliere i destinatari del sostegno economico pubblico aggiuntivo. A qualcuno ha dato fastidio che il V2-Day si svolgesse proprio il 25 aprile. "Oggi è una festa popolare per chi ha lottato e combattuto davvero per la libertà - afferma una giovane con la camicetta rossa -. Non è giusto utilizzare questa giornata per altri scopi". Allontanandosi dal banchetto del Meet Up si raccolgono opinioni molto diverse, di chi considera, ad esempio, pura demagogia la propaganda grilliana, a volte addirittura pericolosa per i "cocci taglienti" che può lasciare ogni atto qualunquista e populista. Ma ognuno, in fondo, è libero di pensarla come vuole. Francesca Garra.

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Consegnati i primi buoni scec (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Montecatini Consegnati i primi buoni Scec Più di trenta le imprese aderenti, già 50 i privati iscritti ECONOMIA Il debutto ieri sul Globo PISTOIA. La "Solidarietà ChE Cammina" mette radici anche a Pistoia. Sono più di trenta le imprese e i liberi professionisti che hanno aderito all'iniziativa e i privati iscritti hanno già raggiunto il limite massimo di 50. Il progetto, promosso da Arcipelago Scec in collaborazione con gli Amici di Beppe Grillo, è partito ieri con la raccolta delle iscrizioni e la consegna dei buoni Scec presso un gazebo sul Globo. Gli organizzatori hanno consegnato agli iscritti cento buoni Scec, pari al valore di cento euro, chiedendo solamente una piccola quota (cinque euro) per il rimborso delle spese di stampa. Con i buoni sarà possibile andare nei negozi aderenti all'iniziativa e pagare una percentuale (dal 10 al 20%) dell'importo totale in Scec. Ad esempio se un negozio accetta i buoni in una percentuale del 20% sul totale, per una spesa di 10 euro si pagheranno 8 euro e 2 Scec. Funzionano dunque con una dinamica simile a quella dei buoni dei supermercati, ma con una sostanziale differenza: i negozianti che accettano gli Scec potranno a loro volta spenderli in altri esercizi commerciali o utilizzarli per pagare servizi, consulenze, ripetizioni, baby-sitter e, se il progetto andrà avanti, anche il proprio grossista. I buoni, spendibili in tutta Italia, hanno l'aspetto e la funzione di una banconota, ma non possono sostituirsi né essere convertiti in euro e corrono sempre in percentuale alla moneta ufficiale. Il progetto è diffuso già in alcune città italiane. Questo sistema è studiato per ridare potere d'acquisto alle famiglie e, allo stesso tempo, incentivare l'economia locale, minacciata costantemente dalla grande distribuzione e dalle multinazionali. Secondo l'imprenditore Paolo Tintori, coordinatore di Arcipelago Scec, con la diffusione dei buoni sarà possibile creare un circuito locale che farà girare la ricchezza nel territorio, così da far risparmiare ulteriormente le famiglie accorciando la filiera. A Pistoia hanno già aderito molti esercizi tra cui il negozio di giocattoli Re Braca, Pistoia Coppe, il bar di Bruno Becagli in via del Can Bianco, la cartoleria Prezzemolo, l'Alibi club, l'ottica 2S, la libreria Orsini, la gioielleria Lo Scrigno di via Dalmazia, e anche molti liberi professionisti tra cui un geometra, due esperti di sistemi informatici, un grafico pubblicitario, un maestro di contrabbasso, un consulente finanziario, una traduttrice dall'inglese. Marta Quilici.

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A Torino 40mila in piazza per il vaffa-day (sezione: Grillo)

( da "AudioNews.it" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

08.17 Politica La corrispondente Cinzia Manfredi A Torino 40mila in piazza per il vaffa-day 07.44: In coincidenza con il 25 aprile Torino ha ospitato anche il secondo vaffa day di Beppe Grillo sulla libera informazione. Almeno 40.000 le persone in piazza San Carlo. "Siamo noi i nuovi partigiani", ha detto il comico genovese, che ha attaccato Berlusconi e il presidente Napolitano: "Difenda gli italiani, non i partiti".

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I referendum di grillo (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Pisa I referendum di Grillo PISA. Ieri, per tutto il giorno, tante persone hanno fatto la fila al gazebo in Corso Italia per firmare a favore dei tre referendum "per la libera informazione in uno Stato Libero" proposti dal comico genovese Beppe Grillo: abolizione dell'ordine dei giornalisti, abolizione del finanziamento pubblico all'editoria e abolizione della legge Gasparri. Altri simpatizzanti hanno distribuito volantini con le spiegazioni sui referendum proposti.

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I "grillini" contro la megadiscarica - ottavio lucarelli (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina V - Napoli I "grillini" contro la megadiscarica Raduno a piazza Dante: "No all'immondizia in città" Oltre cinquemila al Gesù per il concerto di solidarietà con il Tibet OTTAVIO LUCARELLI "No alla mega discarica di Chiaiano-Marano. Il parco delle colline di Napoli non si tocca". è l'urlo che sale da piazza Dante, ormai luogo simbolo degli amici di Beppe Grillo che si ritrovano qualche settimana dopo il "giorno del rifiuto" per ascoltare nel corso della giornata un po' di musica, firmare i tre referendum per abolire la legge Gasparri, l'Ordine dei giornalisti e il finanziamento pubblico all'editoria e seguire in diretta da Torino l'intervento di Beppe Grillo su un maxischermo. Questa volta non c'è il grande sacchetto nero appeso alla statua di Dante ma sui banchetti continua a dominare la crisi immondizia. A cominciare dal caso Chiaiano. E qui il popolo dei grillini chiede la "fine del commissariato straordinario" e la "revoca di ogni ordinanza per evitare l'apertura della mega-discarica da un milione di tonnellate di rifiuti". Se dovesse passare questa scelta, accusa la gente di piazza Dante, "si tratterebbe di una soluzione criminale che danneggia la salute dei cittadini, compromette l'alta qualità ambientale del territorio e lo sviluppo socio e economico di un'ampia area con terreni agricoli, ristoranti, aziende agrituristiche, artigianali e commerciali". Il "V2-Day" di Napoli, dunque, non poteva ignorare l'emergenza rifiuti. Con l'allarme rilanciato fin dalle prime ore del pomeriggio quando, in attesa del collegamento da Torino, alcune centinaia di simpatizzanti hanno allestito i banchetti a difesa di Chiaiano, ma anche di Marigliano e degli altri siti scelti per ammassare rifiuti o ecoballe. Il maxischermo, intanto, proiettava brevi filmati sull'emergenza infinita che è stata al centro anche della giornata di mobilitazione del "Monnezza day" il 23 febbraio scorso con l'intervento dello stesso Grillo in piazza Dante. Altri stand erano stati allestiti nel corso della giornata anche in piazza Vanvitelli, piazza Vittoria e Rotonda Diaz. Sos rifiuti in piazza Dante per tutto il pomeriggio, sostegno al Tibet in serata nella vicina piazza del Gesù con i banchetti per la raccolta delle firme e poi con il concerto organizzato come ogni anno dall'Arci di Napoli in occasione del 25 aprile. Oltre cinquemila in piazza del Gesù per il "Tibet libero" (centinaia le firme raccolte in poche ore) e poi per ascoltare fino a mezzanotte i gruppi Co' Sang, i fratelli Jovine ex 99 Posse, Capatosta e altri. "La città nella Festa della Liberazione - commenta Mariano Anniciello, presidente dell'Arci Napoli - dimostra ogni anno di essere attenta e presente. Quest'anno, in particolare, è vicina ad ogni popolo oppresso manifestando con le bandiere della pace e raccogliendo tantissime firme per il Tibet libero. Con una grande presenza di giovani i quali dimostrano che la musica è ossigeno per la libertà". Questione Tibet su cui è intervenuta in mattinata Rosa Russo Iervolino: "La città è vicinissima al Tibet. Siamo fieri che dal consigliere comunale Emilio Di Marzio sia partita una iniziativa molto bella di riunire il maggior numero possibile di sindaci della provincia chiedendo di esporre anche loro, come abbiamo fatto noi a Palazzo San Giacomo, la bandiera del Tibet".

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La vera storia di Grillo (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

N. 100 del 2008-04-26 pagina 4 la vera storia di Grillo di Redazione Ieri è tornato a distribuire scudisciate a destra e a manca, e cioè a centrodestra e centrosinistra passando per il Quirinale. Come già fece al primo V-day, quello contro la casta, anche ieri, al V-day di Torino contro l'informazione, Beppe Grillo ha elencato tutti i pregiudicati che vorrebbe vedere fuori dal parlamento. Dall'inchiesta sulla sua vita, emerge che neppure lui potrebbe candidarsi, visto che è stato condannato per un incidente d'auto nel quale persero la vita tre persone. E se di questo il comico non ha mai fatto mistero, emergono però altre ombre, dai condoni edilizi alle false verità sul fotovoltaico, per le quali forse meriterebbe, lui pure, un "vaffa". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Continua soltanto a fare ridere Ora deve imparare a non odiare> (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

N. 100 del 2008-04-26 pagina 4 "Continua soltanto a fare ridere Ora deve imparare a non odiare" di Redazione "Beppe Grillo impari da noi partigiani a non odiare". Così Ferruccio Maruffi, presidente dell'associazione ex deportati italiani durante la Seconda guerra mondiale, ha commentato il "V-day" parallelo organizzato dal comico genovese, a margine delle celebrazioni per il 25 aprile. "Beppe Grillo - ha sottolineato Maruffi - continua solo a far ridere. Mi piacerebbe incontrarlo per insegnargli a guadagnare la grande forza che deriva dal non odiare. Noi imparammo a non odiare e trovammo la forza in noi stessi, chi dalle ideologie, chi dalla religione, chi dalla musica che riportava a galla tanti ricordi di gioventù, che è l'età in cui non si può odiare. Chi odia è debole, è vincibile". Un invito a toni e atteggiamenti più morbidi accolto con un applauso dalle due-tremila persone che hanno preferito, alle invettive del comico genovese in corso nella piazza vicina, la celebrazione del ricordo della Liberazione. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Show e invettive battono la memoria Poche migliaia in piazza con l'Anpi (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

N. 100 del 2008-04-26 pagina 5 Show e invettive battono la memoria Poche migliaia in piazza con l'Anpi di Redazione Torino. Lo show-comizio di Beppe Grillo batte le celebrazioni per la Liberazione a Torino. Poche migliaia di persone sono rimaste ieri per tutto il pomeriggio in piazza Castello a seguire la manifestazione per il 25 aprile, indetta dal Comitato della Regione Piemonte per l'affermazione dei valori della Resistenza. La "concorrenza" del comizio di Grillo, che ha radunato 50mila persone a poche centinaia di metri di distanza, ha calamitato altrove la maggioranza. La presenza fissa è stata di 2-3mila persone, anche se davanti al palco sono transitate decine di migliaia di persone. "Non è il caso di fare un confronto di numeri - afferma Roberto Placido, vicepresidente del consiglio regionale e presidente del Comitato per la Resistenza - le due manifestazioni erano differenti: una era politica di parte, con accenti polemici e forme di violenza verbale, la nostra non era solo una festa ma anche un'occasione di riflessione". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Del Boca: <Ignora i fatti, ma vaffa tu> Siddi (Fnsi): <Offende i cronisti onesti> (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

N. 100 del 2008-04-26 pagina 4 Del Boca: "Ignora i fatti, ma vaffa tu" Siddi (Fnsi): "Offende i cronisti onesti" di Redazione L'Italia è l'unico Paese al mondo dove una persona come Beppe Grillo può andare in giro a dire che l'Ordine dei giornalisti è stato creato dal fascismo e secondo quelle logiche, quando, invece, è nato nel 1963 da un'apposita legge. Questo significa non conoscere la storia, significa sbagliare. Quindi, al "Vaffa" di Grillo, dovrei forse rispondere: "Ma Vaffa tu". Così il presidente dell'Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, replica agli attacchi e alla raccolta di firme organizzata da Grillo per l'abolizione dell'Ordine. Al comico genovese e al leader di Idv Antonio Di Pietro che ieri ha firmato i referendum, replica anche il segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi: "Prima di spararle grosse, occorre conoscere bene la storia. Grillo non confonda i cialtroni che ci sono in tutte le professioni con le migliaia di giornalisti che in frontiera e con sacrificio lavorano assicurando il massimo dei correttezza nell'informare i cittadini". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Torino, il comico dirige cori con fischi e insulti <Napolitano? Dorme> (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

N. 100 del 2008-04-26 pagina 5 Torino, il comico dirige cori con fischi e insulti "Napolitano? Dorme" di Tony Damascelli Un'ora di attacchi a tutto campo al V-day contro l'informazione davanti a 50mila persone. Nel mirino anche il Quirinale da Torino Unico assente il primatista stagionale dell'invito, Francesco Totti. Per il resto pomeriggio pieno di vaffa, V2 (sigla di cattiva memoria) di Beppe Grillo e il suo popolo, Torino, piazza San Carlo, esaurita in ogni ordine di posto, portico, panchina, lampione, gente di ogni tipo, neonati, anziani, ragazze, giovanotti, borghesi piccoli e grandi, vigili urbani e del fuoco, carabinieri, medici travestiti da Doctor House, ci sono malori e svenimenti, gelati e palloncini, bonghi, odore di frittelle, bandiere No Tav, niente rosso falce e martello, 25 aprile, festa della liberazione dal comunismo (rifondato o arcobaleno), dopo il nazifascismo. Proibito dirlo, meglio andare sul sicuro e scontato. Grillo si fa aspettare una quarantina di minuti, i 50mila lo invocano, voci da lontano, onda che si alza, Beppe, Beppe, Beppe, un signore, con capello d'argento e cappotto chiaro, storce la bocca: "Asmìa duce duce", dal piemunteis "Sembra duce duce". Prima di Benito Grillo, vanno in onda sul maxischermo, direi maxischerno, le immagini dei vaffanculandi, accolti da fischi, insulti e repertorio affine. Per la libertà di informazione che ispira il pomeriggio rosso, dopo la notte bianca ci voleva, Berlusconi e tutti i suoi sodali o similari vengono fischiati a prescindere, così Mike Buongiorno, Giuliano Ferrara, Clemente Mastella, Emilio Fede, Maurizio Gasparri, ma ci sono anche gli applausi commossi, di circostanza, per il grande disoccupato Enzo Biagi e per Indro Montanelli che conta più fedeli e servitori oggi da defunto di quanti ne avesse da vivo al tempo del Corrierone e del Giornale Nuovo. Cantanti sul palco, rapper di casa nostra allineati e scoperti, Tommazo Zanella che si fa chiamare Piotta, le Radici nel cemento, Leo Pari, Caparezza e una band, la Blau grana, che apre le danze con una raffinata melodia: "Violentami, violentami, senza dire una parola, quando fuori piove... ". C'è il sole, per fortuna degli astanti. Il capobanda invita la folla a salutare con un applauso i partigiani raccolti in piazza Castello: "Loro ci hanno permesso di stare qui oggi, noi siamo i nuovi partigiani". Dall'anno Quarantacinque ad Anno zero. C'è un dettaglio non chiarito: i partigiani rischiavano la vita, i contemporanei se la cavano con una querela, un vaffanculo e un attimo di pubblicità, restate con noi. "Italiani!", appare finalmente il grande comico, non c'è Starace al suo fianco, Grillo vorrebbe un balcone, intanto riempie le piazze e ha un blog che gli garantisce il benessere. Tre quarti d'ora di comizio già sentito, già visto, già intercettato, Morfeo Napolitano presidente dei partiti e non degli italiani ("abbiamo un presidente che dorme"), Topo Gigio Veltroni, Globulo Fassino e la sua signora Serafini "per i cui stipendi da parlamentari abbiamo già versato dodici milioni di euro!", Platinette Ferrara "ho solidarizzato con l'uovo che si è spiaccicato su quel container di sostanze tossiche", quindi "la Sottospecie umana e cagnolino" Riotta, per Berlusconi il dizionario è più vario: Testa d'Asfalto, ologramma, salma riesumata, i pod nano, entra in lista anche il sindaco Chiamparino, colpevole di non aver condiviso la manifestazione sulla libertà di informazione: "È chiaro, se ci fosse la libertà di informazione si saprebbe il livello intellettuale del sindaco", poi parole dolci per Franzo Grande Stevens che "ha saccheggiato la Fiat". Prevista e prevedibile l'enunciazione dei condannati eletti in parlamento, cognome, nome, partito, reato, ogni onorevole accompagnato dal vaffa della piazza, idem per l'elenco dei giornali che ricevono sovvenzioni statali, applausi e ringraziamenti alle televisioni libere presenti, tv australiana, Bbc, Al Jazeera, uppercut alla Rai che ha piazzato, parole di Benito Grillo, un trasmettitore pirata per rubare e rilanciare il segnale della manifestazione. Poi, avanti gli ospiti, assenti sul palco, presenti nell'etere libero, Luigi de Magistris ha dueggiato con Grillo, dicendo pure lui che i giornalisti sono servi e servitori e anche i magistrati, la Clementina Forleo ha aggiunto la propria adesione, e poi il molleggiato. Massì, Adriano Celentano, ormai dove c'è un'occasione per la propaganda del cd, San Siro, via Gluck, piazza San Carlo, Raiuno, eccolo, l'amico dei petrolieri (Moratti, o no?) "ma anche" di Veltroni e dei verdi, e di Grillo: "La situazione politica non è buona. Le tasse non verranno diminuite ma azzerate, le pagheremo direttamente agli editori dei giornali. Ciao Beppe". Fine del videoclip irresistibile. Il cabarettista Balasso ha attaccato la Padania: "Se all'edicola fate un rutto vi danno l'inserto culturale di quel giornale". Si ride, si passeggia, si palpa, si fa la coda per le firme referendarie che sono simboliche (per termini di legge) "ma non potranno buttare via due milioni e mezzo di italiani usciti di casa per firmare. E le ultime elezioni sono state irregolari. Non vi hanno ancora detto quante sono state le schede nulle e le bianche. Ve lo dico io: 15 milioni di italiani o si sono rifiutati di votare o non hanno votato per le coalizioni che si sono presentate. Quindici milioooni!". Strano. A contare anche il pubblico di piazza San Carlo, di Bologna, di altri quattrocento e passa siti votati a Grillo la domanda sorge spontanea: ma il 13 e 14 aprile il resto degli italiani da chi era formato? Anche la risposta verrebbe spontanea, in linea con lo slogan di giornata. Al prossimo V day. Dopo l'8 settembre e il 25 aprile, si potrebbe provare con il 15 di agosto, il 2 di novembre, l'8 dicembre e il 25 dicembre. Ai posteri l'ardua sentenza. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Rispettate la verità un appello ai giornalisti dal vicario della diocesi (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Pistoia "Rispettate la verità" Un appello ai giornalisti dal vicario della diocesi PISTOIA. "Non siate arrivisti, non siate superficiali; il vostro unico criterio sia il rispetto della verità. Fatevi guidare dall'etica". Lo ha detto questa mattina, in un monastero di clausura nel centro storico di Pistoia, il vicario generale della diocesi, don Paolo Palazzi, a un gruppo di giornalisti pistoiesi che hanno accolto l'invito di Ucsi Toscana e dell'Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali a partecipare a una messa pensata proprio per chi opera nei media. è stato il terzo appuntamento mensile e stavolta, come sottolinea Mauro Banchini, direttore dell'Ufficio comunicazioni sociali, è casualmente caduto alla vigilia di un appuntamento particolare come il V2Day di Beppe Grillo dedicato proprio all'informazione. La messa è stata celebrata dal vicario Palazzi in sostituzione del vescovo Mansueto Bianchi, attualmente in convalescenza dopo un'operazione. Il prossimo incontro nella chiesa di clausura delle suore Salesiane di Pistoia è previsto per venerdì 23 maggio. Nel convento delle suore Salesiane della "Visitazione", un tempo assai note per le attività di ricamo, si vive da secoli secondo i canoni di una clausura assai rigida. Per comunicare con le poche monache oggi presenti, e di età assai avanzata, esiste tuttora la grata, così come all'ingresso è presente l'antica ruota. Alle messe con i giornalisti partecipano, nascoste alla vista, anche le suore di clausura che curano l'animazione liturgica con canti in gregoriano. Ancora più significativo, in questo ambiente, l'appello finale del vicario don Palazzi ai giornalisti. "Ogni mattina, prima di uscire di casa, mettetevi in ascolto, restate qualche minuto in silenzio, pensate a quella che sarà la vostra giornata e a com'è essenziale la vostra professione, al vostro dovere di informare con correttezza davanti al diritto dei cittadini di essere informati sui ciò che accade". Una messa mensile per i giornalisti viene celebrata anche a Livorno, sempre su iniziativa di Ucsi Toscana e dell'ufficio comunicazioni sociali. Prossimo appuntamento livornese: il 4 maggio ore 9,30 nella cappella di Don Bosco. Celebra il vescovo monsignor Simone Giusti.

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Il futuro del pd e le "fughe" leghiste - ivan berni (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina VIII - Milano IL FUTURO DEL PD E LE "FUGHE" LEGHISTE IVAN BERNI Considerazioni sul modo, spesso sbagliato, del centrosinistra di fare i conti con una realtà elettorale che non corrisponde ai cliché mentali di una cultura politica invecchiata. La provocazione è utile per sgombrare il campo da un equivoco. Non è vero che la Lega non ha ideologie. Certamente le ha il suo gruppo dirigente, che predica il moralismo conformista, nega l'universalità del diritto, la terzietà della magistratura, la pari dignità sociale delle opzioni sessuali, la conflittualità fra lavoro e capitale come elemento portante della democrazia. La Lega è di destra, non può esserci dubbio. Tuttavia questo non impedisce che la votino elettori in fuga dal centrosinistra e dalla sinistra radicale, che la votino operai e precari, che sulle sue ricette spicce in materia di sicurezza e i suoi proclami bellicosi convergano consensi popolari. Quindici anni fa, correva l'anno 1993, avvenne lo stesso, ma in misura enormemente più ampia. Ricordate? Alle comunali di primavera, con Formentini candidato sindaco leghista contro Nando Dalla Chiesa, la Lega ottenne al primo turno oltre il 40 per cento dei voti in città. Nella storia repubblicana nessun singolo partito aveva mai raggiunto percentuali di questo genere a Milano. In assenza di concorrenti, e nel pieno delle inchieste di Tangentopoli, il Carroccio divenne il contenitore delle proteste e delle speranze. La Lega venne, per così dire, occupata da un elettorato in ebollizione, deciso a punire i partiti tradizionali dai quali si era sentito tradito. Allora si disse che la campagna elettorale di Bossi l'aveva fatta Antonio Di Pietro (allora Pm in toga). Oggi che la Lega a Milano ha ottenuto il 12 per cento, ovvero meno di un quarto del '93, si dibatte molto sulle virtù popolari del Carroccio, sul suo saper stare sul territorio, sulla capacità di interpretare i bisogni reali e le paure degli elettori. Così facendo, tuttavia, si smarrisce un elemento che, come quindici anni fa, ha contato molto nel risultato della Lega e, in misura minore, di Di Pietro (oggi in veste di leader politico): l'antipolitica, o meglio, il disprezzo per la cosiddetta casta dei politici, giustificato da arroganze, privilegi, ruberie e impunità e clamorosamente rappresentato in piazza dai Vaffa Day di Beppe Grillo. In altri termini: la campagna elettorale della Lega, nel 2008, l'ha fatta Beppe Grillo. Bossi e i suoi sono ridiventati, in misura minore ma consistente, il contenitore di un elettorato nuovamente in ebollizione che - una volta deciso di andare alle urne e non astenersi - sceglie la Lega per segnalare la propria profonda insoddisfazione per la politica organizzata attuale. La conferma di questa analisi sta nella distribuzione del nuovo voto leghista, nell'omogeneità dei consensi raccolti nelle zone di Milano, dove si oscilla da 11,9 del centro storico a un massimo del 13 per cento a Quarto Oggiaro. Segno che il cosiddetto "effetto Rom", ha pesato per uno o al massimo due punti percentuali e che le ragioni profonde del voto a Bossi sono altre. Sono ragioni che il Partito democratico deve saper leggere e a cui può dare una risposta. La stessa carta di nascita del Pd, nel segno della discontinuità rispetto ai vecchi partiti fondatori, impone di andare a fondo nella ridefinizione della forma partito, del concetto stesso di partecipazione, di democrazia e di legame con il territorio. La Lega ha riconquistato appeal perché, ancora una volta, è apparsa "altra", più vera e più vicina ai cittadini. Non si tratta di fare del leghismo rosso, del nordismo o di far proprio il vecchio detto padano "Chi vousa pù sé la vaca l'è sua". Si tratta di ridare credito e dignità al "fare politica": Lavoro improbo, ma nobile. E indispensabile.

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Grillo, un vaffa tira l'altro la raccolta di firme fa il pieno (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina I - Genova Le divisioni non spengono il secondo V-day organizzato dal comico Grillo, un vaffa tira l'altro la raccolta di firme fa il pieno IN piazza della Vittoria sette file di persone in coda si allungavano ieri pomeriggio davanti ai banchetti sotto il sole. I genovesi sono accorsi a mettere la loro firma sotto i tre referendum lanciati dal comico genovese all'insegna dello slogan "per una informazione libera", e alle cinque e mezza erano già esauriti i moduli disponibili per 1500 firme. Il V2-day ha funzionato anche se a Genova i meet up di Beppe Grillo si sono spaccati, uno in piazza della Vittoria, l'altro in piazzale Kennedy. NADIA CAMPINI A PAGINA VII.

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Il popolo di grillo fa il pieno a genova - nadia campini (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina VII - Genova Il popolo di Grillo fa il pieno a Genova Le divisioni non spengono il V-day, 2mila firme raccolte in piazza della Vittoria E c'è chi si mette in coda anche per firmare contro l'inceneritore NADIA CAMPINI IN piazza della Vittoria, davanti all'Arco di trionfo, sette file di persone in coda si allungano davanti ai banchetti sotto il sole. Sono le quattro e mezza del pomeriggio, dai televisori montati all'aperto Beppe Grillo presenta il secondo V-day e i genovesi corrono a mettere la loro firma sotto i tre referendum lanciati dal comico genovese all'insegna dello slogan "per una informazione libera", referendum che chiedono la cancellazione dell'Ordine dei giornalisti, l'abolizione della legge sul finanziamento all'editoria e l'eliminazione della legge Gasparri sulla televisione. Intanto gli organizzatori telefonano freneticamente. "Stiamo qui fino alle 23, ma fra un'ora al massimo terminiamo i moduli per le firme - spiega Claudio Parodi, referente del meet up "Il Grillo di Genova" - sono 1500 firme per ognuno dei tre referendum, un'adesione di questo tipo non ce la aspettavamo proprio e così adesso stiamo terminando i moduli, ma pare che non ce ne siano più, ci hanno detto di prendere i nomi, poi vedremo". Il popolo di Beppe Grillo è anche questo, tutto nasce dal basso, magari l'organizzazione zoppica un po', ma è la base che si rimbocca le maniche, decide e fa tutto e i risultati arrivano. "Scrivetelo chiaro - si raccomanda Alvise Manicardi, tecnico informatico, uno che è andato anche a fare la posta a Veltroni quando è venuto a Genova per ricordargli che aveva promesso di non lasciare la poltrona di sindaco di Roma per candidarsi - il meet up è un forum dove ognuno dice la sua e ognuno porta la sua esperienza, per assurdo nemmeno lo stesso Beppe Grillo può intromettersi". L'autofinanziamento si fa con la vendita delle magliette del V-day e le iniziative vengono portate a conoscenza del pubblico, soprattutto grazie al passaparola e alla buona volontà. E pazienza poi se a Genova i seguaci di Grillo si sono spaccati in due tronconi: in piazzale Kennedy ci sono quelli del meet up 1, il primo nato, dove c'è anche il banchetto del comitato di Scarpino che raccoglie le firme contro l'inceneritore, in piazza della Vittoria ci sono quelli del meet up 2, che si sono staccati dal primo nucleo, dopo che sono comparsi tra gli organizzatori del meet up persone che si portano dietro marchi di partito, anche se si tratta del movimento di Di Pietro, Italia dei Valori. "E' proprio su questo che abbiamo preso strade diverse - dice ancora Parodi - noi siamo per le liste civiche, loro no, restare nello stesso meet up era impossibile. Peraltro fino all'ultimo abbiamo provato a dire: ci sono iniziative comuni sulle quali possiamo lavorare insieme, temi che ci uniscono, ma almeno per questo V2-day non è stato possibile, ed è un peccato". Ieri mattina così in piazza della Vittoria ha parlato Christian Abbondanza, della Casadellalegalità e per tutto il giorno si sono verificate code al banchetto allestito per la raccolta delle firme, già alle otto e mezza c'era gente, ma la folla è arrivata soprattutto nel pomeriggio. In fila persone di tutti i tipi, con un tratto comune, la distanza dal mondo politico. "Sono assolutamente d'accordo con Grillo - dice Rita Pomi, neo-pensionata - magari il referendum non sarà la soluzione migliore, ma è l'unica alternativa che abbiamo". "Io sono venuta quando ho scoperto che la multa inflitta dalla comunità europea per l'occupazione delle frequenze da parte di Rete 4 alla fine ha pagata il ministero delle telecomunicazioni e quindi noi - si accalora Nadine Maria Mons, artista di origine francese che da anni vive in Italia - e poi sono furiosa anche per la vicenda Alitalia". In coda per aspettare di firmare ci sono anche Elena e Gianluca, insegnante ed educatore, che la pensano allo stesso modo: "Qualsiasi iniziativa che va contro il lobbismo ci trova d'accordo, è per questo che siamo qui". E Giovanni Seminati, pensionato, aggiunge: "E' la prima volta che firmo per un referendum, non l'ho mai fatto, ma mi fido di Beppe Grillo". In piazzale Kennedy intanto ci sono almeno un centinaio di persone raccolte davanti allo schermo gigante che rimanda le immagini della piazza di Torino. Grillo parla dei morti sul lavoro e tutti seguono in silenzio. "Ha ragione lui - commenta Francesca, studentessa - tutti parlano di sicurezza, ma alla fine quelli che ci vanno di mezzo sono sempre i lavoratori e gli imprenditori se la cavano senza danni". E tanti si mettono in coda anche davanti al banchetto del comitato per Scarpino. "Dall'inizio dell'anno abbiamo già raccolto 5500 firme contro l'inceneritore - racconta Felice Airoldi, referente del comitato - il pericolo per Scarpino è sempre dietro l'angolo, e il primo maggio saremo all'Acquasola per difendere il parco".

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"l'ordine si può cambiare ma tutela chi cerca lavoro" (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina VII - Genova Il presidente Attilio Lugli: riformarlo sì, ma abolirlo sarebbe pericoloso "L'ordine si può cambiare ma tutela chi cerca lavoro" "Guai se gli editori potessero imporre ai giornalisti ciò che devono scrivere" "In Liguria l'Ordine dei Giornalisti serve soprattutto ai colleghi che devono entrare nella professione piuttosto che a tutelare come una casta la categoria di quelli che già ne fanno parte". Attilio Lugli, presidente dell'Ordine dei giornalisti della Liguria, spiega perché sarebbe un pericolo per la libertà di opinione cancellare l'organismo professionale messo sotto accusa dal referendum di Beppe Grillo. "Intendiamoci, parlo nel rispetto totale dell'opinione di chi è per l'abolizione - dice - e non sono certo affezionato alla parola ordine, può anche chiamarsi associazione, ente, non importa, ma importa che un organismo professionale continui ad esistere". Perché? "In Liguria, come anche in altre regioni, l'ordine è servito e serve soprattutto a tutelare quelli che vogliono accedere alla professione e altrimenti non ci riuscirebbero. Nei miei dieci anni di presidenza abbiamo iscritto d'ufficio all'albo professionale un centinaio di colleghi che vivevano esclusivamente di giornalismo. Se non ci fosse l'Ordine questi colleghi non sarebbero mai diventati giornalisti, perché a definire chi accede alla categoria sarebbero solo ed esclusivamente gli editori". A cosa serve ancora l'ordine? "C'è tutto il problema della deontologia professionale, qui in Liguria abbiamo cercato di applicare sempre al meglio le regole base che tutelano i minori, ad intervenire nei casi di dati sensibili riguardo alla salute, e abbiamo sempre cercato di tutelare al massimo i diritti dei cittadini. Certo, in questo settore si potrebbe fare di più e meglio, penso ad esempio all'ipotesi di affidare le decisioni in materia di deontologia professionale ad una commissione esterna composta da esperti e da giornalisti insieme, ma sicuramente il problema è sempre stato alla nostra attenzione". L'obiezione che si sente fare più spesso è: negli altri paesi i giornalisti non hanno un ordine professionale. "Ma hanno associazioni di categoria molto forti che svolgono le stesse funzioni. Per questo dico, chiamatelo associazione, ente, regola, ma l'importante è che uno strumento resista, anche perché ci va di mezzo la libertà di espressione. Se non esiste un ordine o un' associazione, il direttore diventa un semplice dirigente dell'azienda editoriale e l'amministratore delegato può dire al giornalista: scrivi questo o non scrivere questo e a rimetterci sarebbe la libertà di opinione. " (n. c.).

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Grillini in piazza per il "v-day" (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Prato Grillini in piazza per il "V-day" Grillini in piazza per il "V-day" Collegamento con Beppe Grillo sotto il gazebo dei "Grillo boys" in piazza del Mercato. I fedelissimi di Grillo (nella foto) si sono riuniti ieri per il nuovo "V-day" dedicato ai giornalisti con un banchino in piazza del Mercato Nuovo. Qui si raccoglievano le firme a favore di tre referendum per abrogare: la sovvenzione pubblica della stampa; la legge Gasparri per la quale le emittenze televisive in Italia appartengono a due soli padroni; l'ordine dei giornalisti. Al banchino c'era anche il consigliere comunale Aurelio Donzella dell'Italia dei Valori che ha autenticato le firme.

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Tremila persone in fila per firmare (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina I - Firenze Grillo Day Tremila persone in fila per firmare Due-tremila persone in coda per firmare per i referendum dei "grillini". E' stato il primo giorno del "V-day" numero due: alle 19 in piazza Santa Croce gli "Amici di Beppe Grillo" avevano raccolto circa 6.500 firme. Oggi e domani banchini in piazza della Repubblica. SERVIZIO A PAGINA VII.

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Grillo-day: 3mila persone in coda per firmare (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina VII - Firenze Grillo-day: 3mila persone in coda per firmare Alle 19 le firme raccolte per le richieste di referendum erano 6.500. Un totale di 2-3mila persone ("I conti esatti sono ancora da fare") che hanno rilasciato le loro generalità. E non era ancora finita. Per tutto il giorno si sono viste code, davanti al banco dei "grillini" che da ieri fino a domani raccolgono le firme per chiedere un referendum sull'abolizione dei contributi pubblici all'editoria, uno sulla cancellazione della legge Gasparri sulle tv e un altro sull'azzeramento dell'ordine del giornalisti. La raccolta del "V-day" numero due si è svolta ieri in piazza Santa Croce: banchini per i moduli e uno schermo con collegamento via internet con Torino, dove Beppe Grillo ha gridato per mezzo pomeriggio davanti a 40mila persone. Oggi e domani i "grillini" e il consigliere provinciale verde Luca Ragazzo, che si è impegnato ad autenticare le firme, spostano invece i banchini in piazza della Repubblica. "E alla fine di questa tre giorni contiamo di poter ottenere un buon risultato", dice soddisfatto a nome dei "grillini" fiorentini Andrea Vannini. Molti i giovani che si sono messi in coda in attesa di poter apporre la firma sui moduli. Una fila anche di mezz'ora, in qualche momento: "Ma ne vale la pena, siamo stufi di questi partiti e di questa politica", spiega Giovanni, trentenne precario. Dopo aver firmato, in molti hanno chiesto gli "Scec", i buoni sconti da spendere nei negozi convenzionati che consentono di risparmiare dal 10 al 20 per cento sul prezzo dichiarato della merce: l'iniziativa di calmierazione dei prezzi che l'associazione degli "Amici di Beppe Grillo" ha deciso di introdurre anche nel capoluogo toscano, dopo l'esperienza avviata a Napoli. (m.v.).

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Grillo, festa e vaffancola contro la stampa (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina VII - Bologna Grillo, festa e vaffancola contro la stampa C'era chi firmava per "reagire alla tristezza delle elezioni", chi per "chiedere una stampa davvero libera", c'era chi stava in fila da mezz'ora perché aveva "voglia di partecipare", chi si era fatto tutta la strada da San Giovanni in Persiceto insieme al figlio di 20 anni convinto che "il futuro è su Internet". Così i fan di Beppe Grillo si sono trovati ieri in lunghe code sotto il portico del Teatro Comunale per firmare, quasi cinquemila adesioni prima di sera, un appello a sostegno di tre proposte molto care al loro "leader", in collegamento dalla piazza di Torino: abolire l'Ordine dei giornalisti, abolire i finanziamenti pubblici ai giornali, abolire la legge Gasparri sulle Radio e le Tv. Una festa dai numeri più piccoli rispetto alla marea che inondò Piazza Maggiore l'8 settembre scorso, per il primo V-Day: circa due mila persone, molti studenti che frequentavano la piazza come sempre, seduti per terra insieme ai loro cani. Ma anche tante famiglie con bambini piccoli, per le quali era stata allestita una coda prioritaria, qualche politico locale, come il consigliere comunale Serafino D'Onofrio e il presidente di quartiere Carmelo Adagio, un po' di ecologia, con la raccolta differenziata che regalava lo scenario di una piazza pulita. Brindando con i calici colmi di Vaffancola, bevanda inventata dopo il V - day e in vendita nel chiosco insieme alle birre, gli organizzatori hanno festeggiato quello che giudicano comunque "un grande successo" urlando il loro "Vaffa" dopo il nome di ogni testata giornalistica finanziata da fondi pubblici. (e.c.).

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Gli amici di Grillo a Savona per celebrare il V-Day 2 (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

GAZEBO IN CORSO ITALIA Gli amici di Grillo a Savona per celebrare il V-Day 2 A Savona, come in tutte le piazze italiane, ieri si è svolto il V-Day2, organizzato dagli Amici di Beppe Grillo. Davanti alla libreria Ubik di corso Italia è stato allestito un gazebo dove sono state raccolte 3300 firme per i tre referendum proposti: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria e l'abolizione della legge Gasparri sulla radiotelevisione. \.

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Arriva lo <Scec>, (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

AFFIANCHERÀ L'EURO IN ESERCIZI CONVENZIONATI A Trento si pagherà con lo "Scec" Ok a moneta locale dal consiglio comunale, a Napoli è già in circolazione. Beppe Grillo elogiava l'iniziativa L'aquila di San Venceslao TRENTO - L'idea forse l'hanno rubata a Tremonti che dell'euro voleva i tagli "piccoli", o forse alla lista "No Euro". Fatto sta che a Trento potrebbe essere coniata una nuova moneta: lo "Scec, che non sostituirà, ma affiancherà l'euro con lo scopo di creare un circuito commerciale locale. Lo ha deciso il Consiglio comunale che ha approvato un ordine del giorno presentato dall'opposizione di centro destra su proposta di Flavio Maria Tarolli, dell'Udc. I biglietti, di diverso taglio, potranno riportare stampata l'aquila di San Venceslao o magari l'effigie di Bernardo Clesio o Cristoforo Madruzzo. L'ordine del giorno di Tarolli impegna sindaco e giunta ad attivarsi presso istituzioni pubbliche, associazioni di cittadini, sindacati, associazioni di categoria, cooperazione, sistema del credito, grande distribuzione, negozianti per dar vita a un circuito commerciale locale. BENEFICI ECONOMICI - La moneta locale circolerà naturalmente solo all'interno di esercizi convenzionati. Il vantaggio per i commercianti e per i clienti dovrebbe essere quello di far permanere quote di ricchezza sul territorio con benefici economici per le imprese aderenti e il consolidamento del tessuto commerciale del centro storico. Ma anche un aumento delle capacità reali di acquisto delle famiglie, che tramite gli "Scec" avrebbero accesso a merci scontate e più convenienti. La proposta è stata promossa con 31 sì, 2 no e un astenuto. MA A NAPOLI - Ma lo "Scec" di Trento nasce falso. Altro non è che una copia. Infatti, il primo "Scec" è napoletano. Basta dare un'occhiata al sito www.progettoscec.com con il quale viene diffusa l'idea dell'associazione onlus Masaniello di usare lo "Scec" (Solidarietà ChE Cammina), per rilanciare l'economia locale. L'iniziativa è di un gruppo di commercianti, artigiani, liberi professionisti, privati cittadini che hanno individuato un problema fondamentale della nostra economia: "la gestione della moneta è nell'interesse esclusivo delle banche e non dei cittadini". In pratica dicono che ogni qual volta che acquistiamo nei grandi supermercati o mettiamo la benzina nella nostra auto, gran parte dei nostri soldi vengono risucchiati dal nostro mercato per essere trasferiti oltreoceano o in oriente, mercati oggi preferiti per gli investimenti nei mercati finanziari.Tutti questi soldi non circolano più sul nostro territorio che si impoverisce sempre più di moneta, strumento indispensabile per il buon funzionamento di una qualsiasi economia. Quindi, avendo l'opportunità di rispendere gli "Scec" incassati, il commerciante che li accetta non ci perde nulla (neanche lo percentuale di "Scec" accettata) e ci guadagna un aumento di clienti con relativo incremento di vendite. In attesa che altri "Scec" nascano, anche Beppe Grillo che ha lodato la loro iniziativa. Nino Luca stampa |.

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Avanti, beppe io sto con te (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

CELENTANO "Avanti, Beppe io sto con te" TORINO. "Sono d'accordo con Beppe Grillo. Non è un antipolitico": lo ha detto Adriano Celentano nel suo messaggio registrato e diffuso ieri pomeriggio a Torino dal palco del V2-Day. "Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi - ha affermato il cantante - per controbattere le falsità che ogni giorno ci propinano. Stiamo andando incontro alla falsità delle cose. Grillo non è antipolitico - ha aggiunto Celentano -, anzi vuole dare una mano a chi dice di abbassare le tasse. Le tasse non solo si abbasseranno, ma saranno azzerate perché le pagheremo direttamente agli editori dei giornali, liberando il governo da una infamia. Io sono d'accordo con Beppe Grillo".

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Torino, due piazze e un solo show (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

TORINO Una volta le due piazze erano separate da un muro invalicabile, quelli di corso Traiano nel '69 e quelli della marcia dei quarantamila, quelli di "Lama non l'ama nessuno" e i vecchi del Pci del '77. Mondi separati da un confine fisico, attraversarlo era quasi come varcare la cortina di ferro. Stavolta più che mai queste due piazze torinesi del 25 aprile - la Liberazione e il V-day di Grillo contro l'informazione - raccontano la stessa Italia, e gente non così dissimile: inappartenente, liquida, itinerante. Un immenso ceto medio della delusione. Se sceglie di stare di qua o di là è per lo spettacolo. Per tutto il pomeriggio eleggono Grillo, la sera si spostano e vanno a sentire il gruppo rock Marlene Kuntz. È questo che spiega come mai, alle cinque, piazza San Carlo sia piena, 50 mila persone almeno, mentre la piazza Castello della Festa della Liberazione è sì popolata ma con ampi spazi per gruppetti di famigliole a spasso col passeggino, magliette "partigiano portami via", il cantante dei Marlene Kuntz Cristiano Godano che può anche permettersi un pisolino. Gli stessi partigiani si muovono in giù incuriositi dal Grillo's touch, il tocco di Grillo, modi da santone, accuse meno urlate che nell'altro V-day, scarpe Tod's nere ai piedi. E così vanno a curiosare. Walter, ottantaquattrenne torinese, divisione Sergio de Vitis, brigata Campana, con giacca e il suo bastone sta scendendo da via Roma perché "sono assai incuriosito da questo signor Grillo". Si ferma davanti alla Fnac, dove c'è un banchetto a favore del boicottaggio della Fiera del Libro dedicata a Israele. "No, non firmo", fa educatamente. Beppe inizia assicurando che "non c'è nessuna contrapposizione, noi siamo i nipoti dei partigiani, i nuovi partigiani". Un tale dal pubblico protesta. Chiede la parola. Grillo ordina di farlo passare. È un anziano operaio e sindacalista della Cgil, Ugo Monzeglio, che a tu per tu lo incalza, "ma perché non riveli se a Roma stai con Rutelli o Alemanno? Così fai il gioco della destra". Dopo aver abbracciato Marco Travaglio, accuserà Beppe di non esser stato fatto salire sul palco: "Io sono venuto in questa piazza anche se sono più d'accordo con l'altra... perché Grillo è più spettacolare... diciamo (e fa l'occhiolino) che è berlusconiano!". Ai banchetti c'è una fila lunghissima, chi raccoglie le firme per i tre referendum viene chiamato dai meet up "autenticatore", che fa un po' Wolf di Tarantino; e ci sono un mucchio di autenticatori. Si sono portati da mangiare da casa, torte con ricotta e spinaci, rustici uovo e pancetta. In pizza Castello nessuno ti controlla, da Grillo (dove si lotta anche per abolire l'ordine dei giornalisti) viene controllato il tesserino dell'ordine. Le bandiere e le scritte dicono qualcosa, non tutto. Più delle parole, contro i giornalisti servi, le banche, la Fiat. In via Bogino angolo via Maria Vittoria è comparsa una scritta bizzarra per Torino, "No G8 in Sardigna", evidentemente non vergata da mano sabauda. Molte sono le bandiere No Tav in piazza San Carlo, Grillo dice: "Abbassatele, giù, giù, noi non siamo né di estrema sinistra né di destra". Davanti a Beppe sventola uno stendardo del Fronte Polisario, autentico modernariato politico. Di qua tante treccine, e giovanissimi, in piazza Castello più quarantenni, un manifestante in camicia Oxford promette "non ci sono ancora andato, ma poi per la par condicio faccio un giro. Di là dicono cose condivisibili ma un po' generiche"... In un video Celentano sibila ieratico: "Sono d'accordo con te, ma che cazzo vorresti dire esattamente, Grillo?". Eppure ci sono personaggi quasi più entusiasmanti, per presenza scenica. Il professor Paul Connett, "luminare dell'Università di New York", attacca il medico del San Raffaele (che Grillo chiama "cancronesi") reo di aver sostenuto che gli inceneritori hanno un rischio cancro zero. Secondo Connett Veronesi "should get down on his knees and apologize", dovrebbe chiedere perdono in ginocchio. Boato della folla. Al che Connett comincia a cantare e ondulare, "we don't want, in-ce-ne-ri-to-re", come il predicatore nemico di Daniel Day Lewis nel Petroliere. E la gente gli risponde: in italiano! Artisti non all'apice della carriera beneficiano del tocco di Grillo, Er Piotta canta davanti a una folla rara per i suoi concerti, mentre in piazza Castello Eugenio Finardi fatica a scaldare. Frankie Hi-Nrg, grillista: "Non serve ostendere corpi di partigiani novantenni per essere difensori del 25 Aprile". Gian Maria Testa, nell'altra piazza: "Resistenza e morti sono pagine di storia che non si possono cancellare, non una fiction". Con Grillo c'è Piero Ricca, quello del puffone a Berlusconi, giacca di velluto marrone godibile, visto il clima. Di là Eugenio Finardi che suggerisce: "Nell'aria ci sono valori diversi che trascendono destra e sinistra, il grillismo li intercetta, la politica oggi è troppo sottile". Già, come il diaframma impercettibile tra due piazze, Torino, Italia.

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"tv e stampa fasciste, noi i nuovi partigiani" - paolo griseri (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

"Tv e stampa fasciste, noi i nuovi partigiani" A Torino 50 mila con Grillo, che attacca anche Napolitano. File per le firme Sul palco Piotta, Caparezza, Maria Fida Moro. In video Celentano: ci dicono falsità Raccolte migliaia di firme per i tre referendum in moltissime città italiane PAOLO GRISERI TORINO - Tutti in fila, di fianco agli altoparlanti e ai bagni Sebac. Tutti in fila per cancellare con una firma l'Ordine dei giornalisti, i soldi ai giornali dei partiti e la faccia di Emilio Fede dallo schermo tv. Insieme, naturalmente, a quelle di Gianni Riotta, Mauro Mazza e Clemente Mimun. Sognando un mondo in cui "tutti i giornalisti siano liberi come quelli di Al Jazera e della BBC". Una giornata che è un'invettiva contro "il sistema dell'informazione" gridata da 50 mila persone sotto il sole di piazza San Carlo, decine di telecamere e una domanda nel retropalco: "Per passare ci vuole il pass. Per averlo mostra il tesserino dell'Ordine al banchetto degli accrediti". Una delle ultime occasioni in cui quel tesserino serve, si immagina, prima dell'abolizione. Beppe Grillo sceglie il 25 Aprile per far partire la lunga marcia verso la "liberazione dal fascismo dell'informazione". A Torino la data infastidisce, i partiti della sinistra organizzano una contromanifestazione per "difendere i valori della Resistenza". Con il passare dei giorni alla contromanifestazione aderiscono importanti personalità della città come Gustavo Zagrebelsky, Franzo Grande Stevens e Carlo Federico Grosso. Grillo avverte il pericolo e comincia da qui il suo sermone di apertura: "Oggi i veri partigiani siamo noi. Dedichiamo questa manifestazione a quelli che manifestano nell'altra piazza. Noi siamo la naturale continuazione della battaglia per la libertà combattuta dai nostri nonni". Una scivolata polemica contro Grande Stevens: "L'avvocato della Fiat finito sotto processo per l'equity swap, che ora ha scoperto la Resistenza". In realtà Grande Stevens la Resistenza l'ha scoperta da bambino: "Mio zio Harold - replica l'avvocato dall'altra piazza - era la voce italiana di Radio Londra". Nella scaletta saltano alcuni appuntamenti come quello con il gip Clementina Forleo. C'è invece il collegamento video con il pm Luigi De Magistris e, poco dopo, compare sul maxischermo un telepredicatore di chiara fama come Adriano Celentano: "Non so bene di che cosa vi voglia parlare oggi Grillo ma un po' lo so. Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi per controbattere le falsità che ci propinano. Io sono con Grillo, non è antipolitico". La folla va in tripudio. Il nocciolo del messaggio del V2-day sono gli attacchi al sistema dell'informazione, "ai giornalisti servi del potere dei partiti. Pensate se in America Obama vincesse le elezioni e avesse la Fox, la Abc e gli altri network". Dunque va "abolita la legge Gasparri e va mandata subito sul satellite Rete 4. Altrimenti la Ue ci darà una multa da 330 milioni di euro che pagheremo noi contribuenti per poter vedere Fede tutte le sere". Va abolito l'Ordine "perché non possiamo vivere in un paese del passato e tutti dobbiamo essere liberi di scrivere, senza ordini". Infine va abolito il finanziamento pubblico dei giornali "perché io voglio poter comperare un giornale pagato dai lettori e non dai partiti". Ognuna di queste linee programmatiche è condita da una congrua dose di "Vaffa". Il rito collettivo prevede che vengano mandati a quel paese in coro i principali giornalisti televisivi e tutti i quotidiani senza distinzione tra testate grandi e piccole, di destra centro e sinistra. Grillo officia e la folla esegue. Ma si capisce che il tema della libertà di informazione è troppo specifico per poter occupare l'intera giornata. Così c'è il tempo per qualche invettiva contro Berlusconi ("testa d'asfalto") e Veltroni ("topo gigio") e un attacco frontale al Presidente della Repubblica definito "Morfeo Napolitano, perché dorme, dorme, poi si sveglia e monita", perché "dovrebbe essere il presidente degli italiani e non dei partiti". Napolitano è accusato di "aver consentito che si votasse con una legge illegittima facendo slittare di un anno il referendum elettorale. Così adesso abbiamo eletto il Parlamento con la vecchia legge e il prossimo anno potremo modificarla con un referendum. Che è come mettersi il preservativo dopo aver trombato". La giornata dell'invettiva prosegue intervallata dalle esibizioni musicali dei Blau Grana, di Caparezza e Piotta. Ma sul calar della sera, prima della conclusione di Maria Fida Moro, il senso del V2-Day cambia improvvisamente. Tocca a Marco Travaglio cambiare il segno politico dello show smontando, tra gli applausi, alcuni passaggi dell'invettiva di apertura di Grillo: "La nostra battaglia - dice il cronista torinese - non è contro questo o quel giornalista. Per mandarlo a quel paese non c'è bisogno di venire qui: possiamo farlo a casa tutte le sere. La nostra battaglia è contro il sistema dell'informazione che relega i giornalisti bravi nelle retrovie e consegna i programmi di prima serata ai personaggi preferiti dai partiti". Per questo "dei tre referendum, quello di gran lunga più importante è quello che propone di abolire la legge Gasparri". "Dobbiamo imparare a distinguere - conclude Travaglio - perché la nostra battaglia sia vincente. Per questo vi dico, imparate ad amare la buona informazione e i giornali che la fanno". Così il tiro a segno contro chiunque impugni un microfono o un taccuino diventa la battaglia, più politica, per modificare il sistema dell'informazione. Una battaglia che Grillo ha lanciato da Torino collegato con centinaia di banchetti per la raccolta delle firme nelle principali città italiane: "La nostra festa di liberazione comincia oggi".

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Roberto e il tandem a rischio con letta "troppo diversi? ma se siamo pappa e ciccia" - francesco bei (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Falco e passero L'esponente leghista avverte Berlusconi: noi responsabili fino alle 15 di lunedì, poi la Lega alzerà la voce Roberto e il tandem a rischio con Letta "Troppo diversi? Ma se siamo pappa e ciccia" Non mi vogliono le colombe di Forza Italia? Mi viene da ridere. Io so fare il falco, la colomba e perfino il passero FRANCESCO BEI ROMA - Roberto Calderoli, lei si è fatto una fama come estremista. Ora si è messo a fare il moderato. Verità o illusione ottica? "Ai voi interessa soltanto il Calderoli "smoderato", ma quando in Senato si è trattato di far andare avanti le cose ho dimostrato che io le cose le faccio andare: smetto la "smoderazione" per l'interesse di tutti". Adesso dice: basta con gli scontri. Sembra di sentire il Capo dello Stato... "Guardi, io non condivido niente di quello che dice Beppe Grillo, ma francamente un bel "vaffa" ci vorrebbe se i problemi che ha l'Italia non venissero affrontati, tutti insieme, maggioranza e opposizione". è un appello al Pd? "Anche a casa mia. Se si va a Roma solo per la cadrega, è meglio non andarci". Bossi sembra Pannella: sui ministri leghisti si appella al "rispetto della parola data" con Berlusconi. "La differenza è che Bossi parla a nome di milioni di persone, persone che poi s'incazzano". Oggi Bossi incontrerà il Cavaliere? "Sì, per il problema dei rifiuti a Napoli". Parleranno anche del governo? "Penso di sì, anche perché non si vincono elezioni per niente. Un'analisi del Censis chiarisce bene chi ha vinto". E voi leghisti avete vinto forse un po' troppo per Berlusconi. Che ha preso a bacchettarvi... "Noi abbiamo dimostrato il nostro senso di responsabilità tacendo, perché oggi ci sono in ballo interessi che vanno oltre. Ma alle 15 di lunedì si chiude il ballottaggio su Roma e si torna a far politica sugli interessi del Nord e del Paese. A proposito di Roma...". Dica... "Mi spiace di aver accolto la richiesta di Berlusconi di non presentare il nostro simbolo nel Centro e nel Sud. Questa volta i voti li avremmo presi anche lì". Berlusconi promette "sorprese", sembra voler percorrere la strada di Sarkozy cercando Ichino, Montezemolo... "Vediamo cosa ci propone. Il bello di quando fai un governo è che poi devi ottenere la fiducia dal Parlamento". E se ci fossero nomi strani? "Noi ci auguriamo che di queste "sorprese" Berlusconi ci parli prima di arrivare in Parlamento". Intanto sembra essere in forse il suo ruolo da vicepremier. "Io posso fare anche il soldato semplice, però sono stato eletto in tante circoscrizioni perché la gente mi ha votato. E chi riceve un mandato dal popolo deve essere accettato comunque, come dice la signora Lario". Veronica Lario che si scopre leghista vi ha stupito? "Se non fosse così perché Berlusconi, uno che ha tutto, l'avrebbe sposata? Perché è fuori dagli schemi, ragiona con la sua testa". Dicono che siano le colombe forziste a non volerla vicepremier. "è da ridere. Io ho dimostrato di saper fare il falco, la colomba, qualche volta persino il passero". Dicono che sia Gianni Letta a non volerla "Letta ed io siamo fatti di pasta diversa, ma l'obiettivo è lo stesso. Io gli sono stato seduto accanto in Consiglio dei ministri e ho cercato di imparare da lui il mestiere. è bravo, persino troppo. è una zucca che va coltivata" Però ce l'ha con lei. "Rappresentiamo due sistemi in antitesi, ma quando siamo stati al governo insieme eravamo culo e camicia. Poi magari lui s'incazza per delle mie espressioni, ma queste ci portano quel consenso che serve al cambiamento".

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Il comico (sezione: Grillo)

( da "Repubblica.it" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

ECCO una bella sfida per la nuova stagione della politica italiana: riprendersi questa piazza che Beppe Grillo riempie ma non merita, e non solo perché, in piena crisi artistica, non riesce più nemmeno a fare ridere. Il punto è che Grillo, per galleggiare nel malumore, ormai deve spararla sempre più grossa. E infatti, in questa escalation, ieri è diventato un altro di quegli irresponsabili italiani che di tanto in tanto vorrebbero riprendere e continuare il lavoro feroce dei partigiani - "ah se solo avessimo più cuore e più coglioni" - scambiando la tragedia della guerra civile con le gag da Bagaglino: "Siamo noi la nuova Resistenza". Grillo attacca i giornali perché non scrivono quel che vuole lui e come vuole lui. Come tutti i demagoghi italiani, vorrebbe abbattere la stampa Crede di essere una somma di Totò e del professor Sartori, uno che prende drammaticamente sul serio la propria scienza politica E come tanti altri anche Grillo attacca i giornali perché non scrivono quel che vuole lui e come vuole lui: "Pennivendoli di regime". E sogna un capo dello Stato meno "Morfeo" e dunque più decisionista, purché ovviamente nel consiglio di reggenza di questo virile presidenzialismo ci sia lui, Beppe Grillo. Grillo non lo sa, ma il giornalismo, che come tutti i demagoghi italiani anch'egli vorrebbe abbattere, serve anche a mostrare la realtà che sta dietro il dito dell'inaudito. E dunque a segnalare che ieri a Torino la piazza era, come sempre in Italia, molto migliore di lui, nel senso che il malumore del suo "pubblico" non è solo l'umore andato a male di Grillo. E non soltanto perché lì, in mezzo a quei cinquantamila, c'è anche tanta gente che vorrebbe ancora divertirsi a vederlo recitare; gente che - dicono al Sud - lo "buffonia", lo prende in giro, gli fa credere d'esser lì per la sua sapienza politologica e invece è lì soltanto perché in piazza San Carlo non si paga il biglietto. Insomma alcuni - quanti? - dei suoi fans sono "portoghesi" che sperano di ridere gratis partecipando a uno spettacolo di comicità. E nessuno li comprende meglio di noi che, pur di sentire cantare Ventiquattromila baci o Azzurro, siamo disposti a "buffoniare" Celentano. È così anche per Grillo. L'importante è che, tra una stupidaggine e l'altra di filosofia etica, ci faccia ridere e magari anche ghignare con i suoi lazzi, le sue pernacchie, la sua strumentazione di comico. Abbiamo un rapporto speciale con i comici, noi italiani. Molti di loro ci hanno insegnato trucchi e scorciatoie di grande intelligenza. Abbiamo imparato molte più cose da Totò che non da Gramsci. Totò, con il suo "vota Antonio, vota Antonio", ci diceva per esempio che la campagna elettorale dei suoi tempi somigliava già ad un canovaccio da commedia dell'arte. Ma nient'altro Totò sapeva e voleva e poteva fare. Questo Grillo invece crede di essere una somma di Totò e del professore Sartori, una specie di Sartori totoizzato, uno che prende drammaticamente sul serio la propria scienza politica. E invece tutto può fare Grillo tranne che saltare la propria ombra, che rimane l'ombra di un comico (in crisi). Nella rabbia dell'Italia giustamente insoddisfatta della politica, Beppe Grillo è dunque la carnevalata. I suoi sberleffi, le sue parolacce, le sue linguacce sono i coriandoli di piazza. E si capisce che "mandare a fare in culo" possa apparire più piccante che partecipare a una celebrazione - rituale per quanto solenne - della Resistenza. Aggiungiamo adesso, senza alcuna reticenza, che in quella piazza ieri c'erano umori che non solo non si identificano con gli schizzi di bile nera di Grillo, ma sono, in parte, anche umori nostri. In tutti i movimenti - direbbe Alberoni - c'è chi fa cassa. Da Masaniello a Canepa a Bossi a Grillo... c'è sempre qualcuno che diventa l'espressione sgangherata di malumori forti e legittimi. E la buona politica dovrebbe calarsi dentro di essi; per tirare fuori, ad esempio, il buon umore dal malumore dei produttori del Nord che stanno con Bossi perché si sentono ipertassati e non protetti. Così tra i piazzaioli di Grillo ci sono professionisti, docenti, giovani e giovanissimi che coltivano buoni sentimenti e disagio, e magari in qualche caso sono il meglio della gioventù, quella che non trova espressione nei codici della politica e va dunque a cercare un detonatore o un pantografo che percepisca e ingrandisca il segnale. Due parole infine sulla lotta di liberazione contro i giornali che sarebbero fascisti, fogli di regime eccetera eccetera: roba per il vaffa. Tutti vedono che i giornali italiani sono un esempio di caotico pluralismo che produce più informazione di quanta si possa raccogliere e metabolizzare. Insomma in Italia c'è una sovrapproduzione di informazione che, in menti sciagurate e mediocri, produce ingorghi alluvionali. I casi sono due: o Grillo non riesce ad infilarsi in questo gorgo oppure, lì dentro, si ingolfa la sua intelligenza. Vogliamo dire che Grillo scambia per prepotenza d'altri la propria incapacità di capire che la realtà è l'insieme di centinaia di punti di vista. Nulla di nuovo e nulla di grave, anche perché i giornalisti non sono sacri. L'importante è non attaccare il diritto degli altri a ficcare il naso nella realtà. Se dunque non gli piacciono i mille giornali che lo raccontano in mille modi, tutti diversi da come egli vede se stesso, Grillo faccia lui un giornale che gli somigli di più, che sia specchio del suo narcisismo: un giornale che canta, insulta e sputa in aria. (26 aprile 2008.

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Per Grillo oltre 500 firme (sezione: Grillo)

( da "Corriere Alto Adige" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-04-26 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE L'altra manifestazione La mobilitazione anti-giornalisti Per Grillo oltre 500 firme BOLZANO - Alla fine della giornata erano 520 le persone si erano recate a firmare i tre referendum proposti da Beppe Grillo. Quasi tutti hanno sottoscritto tutti i tre quesiti: abolizione dell'ordine dei giornalisti, della legge Gasparri sul sistema radiotelevisivo e dei finanziamenti pubblici all'editoria. I responsabili del meet-up di Bolzano di Beppe Grillo erano soddisfatti, ma ammettono che avrebbero potuto fare meglio. "L'8 settembre 2007 le firme erano state 1000 - spiega Mirko De Giuli - e sarebbero state molte di più se avessimo avuto più moduli. Allora però era un sabato di mercato e questa zona della città era piena di gente. E poi era più semplice perché ogni persona doveva firmare un modulo solo. Oggi è il primo giorno di un ponte e i negozi sono chiusi, in giro c'è meno gente. Abbiamo anche pensato che forse avremmo dovuto mettere spostarci alla fiera, del tempo libero. Comunque il numero è alto per Bolzano: ringraziamo tutti quelli che sono venuti a firmare ". Il meet-up di Bolzano di Beppe Grillo è cambiato rispetto al settembre 2007. Alcuni di quelli che c'erano quel giorno non sono tornati e altri si sono aggiunti. Anche i firmatari sono cambiati. "Durante la mattina sono venute a firmare moltissime persone da fuori provincia - spiega De Giuli - probabilmente turisti. Dopo pranzo sono arrivati i bolzanini, molti sotto i 35 anni". Nel pomeriggio accanto ai "grillini" sono spuntati alcuni attivisti del comitato "No Bbt" che si oppone alla linea ferroviaria ad alta velocità fra Verona e Monaco. Damiano Vezzosi In fila "Grillini" al gazebo.

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Grillo: giornalisti camerieri (sezione: Grillo)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-04-26 - pag: 19 autore: Il V2-day contro la stampa. A Torino 40mila in piazza Grillo: giornalisti camerieri Riccardo Ferrazza ROMA Per la seconda edizione del suo "Vaffa day", incentrato sulla "libera informazione in un libero Stato", Beppe Grillo ha portato ieri in piazza san Carlo a Torino 40mila persone. "Centomila, se la questura ci aiuta" ha azzardato il comico genovese che ha comunque stravinto la gara dei numeri con l'altro evento in città: la celebrazione del 25 aprile. Nessuna antagonismo, però. "Dedichiamo questa manifestazione – ha detto il blogger più seguito d'Italia appena salito sul palco – a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza: noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori, di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera o quasi". L'iniziativa del "V-day 2"serviva per lanciare in 450 piazze di tutta Italia la raccolta di firme su tre referendum per cambiare "un'informazione degna di Ceausescu e di Pol Pot": abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, abolizione dell'ordine dei giornalisti ("Siamo gli unici al mondo ad avere un ordine dei giornalisti fondato nel 1925 da Mussolini per tenerli in braghe di tela"), abolizione della legge Gasparri. La norma varata dal governo di centro-destra per Grillo è, infatti, "un affronto alla democrazia e alla libertà": fa sì che Berlusconi possa avere "in un Paese civile tre televisioni, 20 giornali ed essere presidente del Consiglio. Non esiste al mondo". "Pensate – ha aggiunto Grillo – se Obama da presidente fosse anche il proprietario della Fox, della Abc e di altre televisioni". Ma è tutto il sistema dell'informazione che va rivisto: "Siamo stufi – è lo sfogo del comico – che nei giornali e nelle tivù comandino banche, Confindustria, che dicono ai giornalisti quello che devono fare o scrivere. Telefonano alla sera per dare le scalette". Ce ne è pure per i giornalisti: "Sono dei camerieri, dei servi, dei servetti ". E dal palco saluti solo per le "televisioni libere": Al Jazeera, Cnn, Bbc e la tivù australiana. Grillo, è la replica del segretario Fnsi, Franco Siddi, "non confonda i cialtroni che ci sono in tutte le professioni con le migliaia di giornalisti che in frontiera e con sacrificio lavorano assicurando il massimo di correttezza nell'informare i cittadini". Anche il presidente della Repubblica è finito nel mirino del comico-blogger: "Napolitano –ha detto nel suo monologo – dovrebbe essere il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti. I partiti non ci sono più. Morfeo Napolitano dorme, fa il pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale andava fatto prima, non dopo le elezioni". Blogger. Beppe Grillo sul palco di piazza san Carlo a Torino ANSA.

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I diversi volti di un 25 aprile post-elettorale (con qualche disagio) (sezione: Grillo)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-04-26 - pag: 19 autore: I diversi volti di un 25 aprile post-elettorale (con qualche disagio) A ll'indomani delle elezioni che hanno cambiato la scena politica, abbiamo avuto non uno, ma diversi 25 aprile. Uno, alquanto grottesco, è quello di Beppe Grillo che si è dichiarato "erede dei partigiani " e ne ha avute per tutti, a cominciare dal Quirinale, secondo un copione piuttosto prevedibile. Un altro, istituzionale, ha visto come protagonista proprio Napolitano, che ha trovato il tono giusto nel rappresentare l'unità della nazione. Il suo 25 aprile sfugge alla trappola della retorica ed esplora significati più profondi. Come quando invita a "raccontare la Resistenza, coltivarne la storia, senza sottacere nulla, smitizzare quel che c'è da smitizzare, ma tenendo fermo un limite invalicabile rispetto a qualsiasi forma di denigrazione o svalutazione di quel moto di riscossa e riscatto nazionale". Dove si avverte il desiderio di rendere attuale il 25 aprile come festa di popolo, al di là delle eterne polemiche. "Raccontare la Resistenza... smitizzare quel che c'è da smitizzare...". Sembra quasi che il Capo dello Stato abbia in mente i libri scomodi di Giampaolo Pansa, l'esigenza di scrivere la storia separandola dalle passioni politiche.Al tempo stesso,si sente l'insistenza sul punto cruciale: la lotta per la libertà, quel "moto di riscossa e riscatto nazionale", rappresenta ancor oggi una cornice in cui tutte le forze dell'Italia repubblicana possono riconoscersi con serenità. Infine abbiamo visto un terzo 25 aprile. Ed è quello delle contumelie, delle piccole o grandi intolleranze. Come i fischi che hanno accolto a Genova il cardinale Bagnasco. O le inverosimili contestazioni, a Roma, ai fratelli Terracina, ex deportati, svillaneggiati in quanto ebrei da gente che era in piazza a "festeggiare" la Liberazione. O il sindaco di Alghero in Sardegna, esponente di Forza Italia, che vieta alla banda di intonare "Bella ciao". E poi i soliti monumenti imbrattati, le solite scritte oltraggiose. è come se esistesse un'Italia ormai minoritaria e marginale che non si rassegna e che riprende fiato ogni 25 aprile. Sullo sfondo c'è la polemica che si trascina ormai da quattordici anni, cioè da quando Berlusconi e il centro-destra colsero la prima delle loro tre vittorie. Il tema è l'assenza– salvo eccezioni – dei rappresentanti di quello schieramento dalle celebrazioni. Ogni anno se ne riparla, con il sottinteso che Berlusconi e i suoi sono affetti da cripto-fascismo. In realtà, il passare degli anni e i dati elettorali più recenti consiglierebbero di voltare pagina. Come ha detto con saggezza il ministro della Difesa Arturo Parisi, "la politica non può essere solo lotta di parte", magari come conseguenza di un "rilassamento morale". Tuttavia si avverte di nuovo nella sinistra e persino nel Partito democratico la tentazione di usare il 25 aprile per affermare una sorta di rivincita e ribadire una forma di superiorità sugli "altri". è una forma di frustrazione post-elettorale, a cui non si sottrae (e la cosa stupisce) lo stesso Veltroni. Sorprendente la sua polemica con Berlusconi che avrebbe scelto proprio il 25 aprile per ricevere a casa sua l'editore Ciarrapico,eletto nel Pdl e –come è noto – alquanto "nostalgico". Dal capo dell'opposizione si vorrebbero sentire argomenti più seri. Tanto più che Berlusconi è stato abile nel diffondere una dichiarazione inattaccabile sul 25 aprile. Piena adesione ai valori di fondo, senza dimenticare i giovani che combatterono a Salò, gli esuli istrianodalmati e il muro di Berlino. Molto istituzionale, come si conviene al prossimo premier. Non troppo dissimile, nella sostanza, dall'analisi di Napolitano. www.ilsole24ore.com Online "Il Punto" di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli La sobrietà di Napolitano, gli episodi di intolleranza. E una polemica di Veltroni.

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I blog? Portano notizie (sezione: Grillo)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-26 - pag: 13 autore: I blog? Portano notizie di Luca De Biase N oi siamo i media. Giornalismo dei cittadini. Informazione partecipata. Sono alcune delle parole d'ordine originarie del mondo dei blog: si sono diffuse quando, qualche anno fa, i diari personali online sono diventati un consapevole fenomeno sociale. Nel tempo, l'apporto dei blog all'informazione è cresciuto in modo significativo. Ma l'opportunità offerta da internet all'ecosistema dell'informazione appare ancora lontana dall'essere colta pienamente. La manifestazione di protesta contro il sistema dell'informazione organizzata ieri dal movimento di Beppe Grillo ha tratto una parte significativa della sua legittimità proprio dall'avere, nel tempo, costruito un sistema di raccolta e diffusione di notizie alternativo a quello dell'editoria tradizionale. E molto del valore riconosciuto dai più attivi utenti della rete italiana a coloro che fanno blog di informazione è proprio legato alla loro capacità di aprire orizzonti nuovi per la circolazione delle notizie. IlproblemadelblogdiGrilloeventualmen-tederivadalladecisionediutilizzarelasuapo-polaritàperpassaredall'informazioneall'azio-nepo itica. Ilcheloportaadoverattraversare lapaludedellepiccoleegrandipolemicheche ogni iniziativa del genere si attira in Italia: lo strumento d'informazione diventa strumento di potere agli occhi di chi si sente in concorrenza per le stesse risorse politiche. Il che attiva una forma di microconflittualità paralizzante. Si assiste a una dinamica simile anche tra i blog meno noti di quello di Grillo. Basta una classifica che registri alcuni indicatori ritenuti capaci di valutare la rilevanza dei blog per scatenare, da alcuni, vere e proprie campagne di marketing per scalare le posizioni e, da altri, aspre polemiche distruttive sul sistema dei blog: il che a sua volta frena le iniziative che richiedono collaborazione volontaria per un progetto informativo comune. L'antropologia della rete è una scienza sociale in piena crescita. L'ecologia dell'informazione è ai suoi primi vagiti. La consapevolezza delle valenze etiche di chi si occupa a qualunque titolo di media, partecipati o tradizionali, è una storia antica che non cessa di svilupparsi. Ma resta l'impressione che, al momento, la società stia usando una minima parte del potenziale di informazioni che la rete potrebbe generare. E d'altra parte, passare da un'attitudine gerarchica e passiva nei confronti dei media a un atteggiamento aperto e attivo non è uno sforzo culturale da poco. Se ne uscirà – se se ne uscirà – sviluppando una relazione simbiotica tra media tradizionali e nuovi media. Nella quale professionisti e volontari si pongano al servizio dell'informazione di qualità. In nome di quello che ritengono sia la convivenza civile. lucadebiase.nova100.ilsole24ore.com I NUOVI GIORNALI I diari personali sono diventati un veicolo d'informazione, ma al momento stiamo usando solo una minima parte del potenziale disponibile.

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Piazza le adesioni ai referendum non valgono, ma gli adepti non lo sanno (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Piazza le adesioni ai referendum non valgono, ma gli adepti non lo sanno Firme inutili e magliette vendute a 10 euro Torino. In piazza San Carlo, cuore borghese e sabaudo di Torino, fin dal mattino la gente si mette diligentemente in fila per firmare ai banchetti del V2 Day. "Sai che stai firmando un foglio senza valore?". Il giovane in t-shirt bianca di Emergency, jeans e occhiali da sole non ha dubbi: "E chi lo dice che non serve?". "Una legge dello Stato", osiamo azzardare. "Beh, io non la conosco questa legge e se Grillo ha organizzato tutto questo vuol dire che le firme valgono. Non è mica scemo, no?". No, in effetti non lo è. È furbo. Anche troppo, per le anime facilmente impressionabili di questi cultori dell'assalto alla casta accorsi in massa, che vogliono distruggere partiti e giornali a colpi di blog e Internet stabilendo la dittatura soft della Rete. Lui è il loro guru, non importa che li spinga a firmare fogli di carta con valore legale pari a quello di un volantino dell'Esselunga. Beppe Grillo, sentendo i discorsi della gente mano a mano che la piazza si riempiva, è il Ron Hubbard del qualunquismo, plasma le menti dei suoi grillini come Dianetics rincoglionisce e rende schiavi i suoi adepti: la logica, d'altronde, è la stessa. Ovvero, radere al suolo e incendiare la realtà per traslare il malcontento in cavalcata di massa verso un mondo migliore e possibile dove tutto gravita attorno in un caso alle potenzialità infinite della mente (e del denaro) e nell'altro al certificato penale. Attraverso Beppe Grillo ci si libera dal male, è una sorta di catarsi mistica, una chiesa pentecostale che impone manifestazioni come quella di ieri in nome della presunta superiorità morale verso politici (in testa il vilipeso "Morfeo Napolitano", alla faccia del codice penale tanto caro a Grillo, ma anche il sindaco Sergio Chiamparino - "Se ci fosse la libertà di informazione, tutti saprebbero qual è il livello intellettuale del vostro sindaco" - e Piero Fassino e Anna Serafini) e "topi di fogna", ovvero i giornalisti come graziosamente li ha definiti Grillo sul suo blog. Inutile negare l'evidenza: quando alle 15.15 il V2-Day ha avuto inizio, Piazza San Carlo era piena. Piena davvero. Brutto segno quando così tanta gente accorre per compiere un'abluzione di massa nel veleno, nell'odio, nell'insulto: "Quel che prepara così bene gli uomini moderni al dominio totalitario è estraniazione che da esperienza al limite è diventata un'esperienza quotidiana delle masse". Quando Hannah Arendt scrisse queste parole in Le origini del totalitarismo si rapportava a tragedie epocali come nazismo e stalinismo ma a ben guardare la differenza con il filo conduttore della grande farsa di Piazza San Carlo pare labile, difficilmente distinguibile. Non a caso in prima fila sotto il palco sventolavano quattro bandiere "No Tav": la logica del "no tutto" qui ha la sua patria. Alle 15.35 giunge l'ora del grande mattatore. In Piazza Castello, dove Consiglio regionale del Piemonte, Anpi, intellettuali e semplici cittadini festeggiavano il loro 25 aprile in maniera sobria, senza "vaffanculo" di massa ad ogni nome scandito dei politici pregiudicati eletti in Parlamento e improperi di vario genere, regnava un clima irreale: i volti delle persone, poco più di 600 alle 15.30, tradivano lo scoramento e la preoccupazione per un uomo che chiamava "servo del potere" chiunque volesse annullare le sue schede, le stesse che in base alla legge 352 del 1970, articolo 31, non hanno valore in partenza. La gente pende dalle sue labbra quando chiama "camerieri" i giornalisti o annuncia i collegamenti con Luigi de Magistris e Adriano Celentano oppure ancora conferma l'assenza di quella "grande donna" di Clementina Forleo. Poi la lista dello scandalo, ovvero i nomi del finanziamento pubblico testata per testata accompagnato dal solito "vaffa..." della piazza: "Giuliano Ferrara - definito "un container di rifiuti tossico-nocivi", ndr - ha dovuto sospendere la sua operazione politica perché nelle piazze c'era la vera democrazia". Evviva. Arriva poi il turno del Riformista : ci aspettavamo chissà quale chiosa visto il nostro titolo di apertura di ieri e invece nulla. Cifra stanziata, un bel "vaffa" rituale e poi si passa ad altra testata. "Ma la Rete li farà fuori tutti lo stesso", sentenzia Beppe Grillo invocando l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti. Sarà vero. Certamente i suoi 40 mila partecipanti hanno messo il silenziatore alle poche anime di piazza Castello ma nella lotta in nome della verità per ora ha perso lui, che ha truffato qualche decina di migliaia di ingenui facendo loro firmare un foglio di carta straccia. Vendendo in compenso tante belle magliettine celebrative "io c'ero" a 10 euro l'una. Mauro Bottarelli 26/04/2008.

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Grillo e Putin. È la stampa, bellezze (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Astrit Dakli Chi ama molto le folle non ama altrettanto, pare, la libertà di informazione: forse non è proprio una regola, ma un fenomeno sgradevolmente comune sì. Ieri ne hanno reso contemporanea testimonianza due personaggi abissalmente lontani come Vladimir Putin e Beppe Grillo: il primo, spingendo una legge che consentirà la chiusura d'autorità, ipso facto, dei media "che diffondono notizie false"; il secondo, usando il 25 aprile per chiedere, via referendum, il soffocamento dei giornali che non vivono di pubblicità commerciale. Di Grillo e del suo V2 day, rivolto contro un sistema dell'informazione "che va bene per Pol Pot e Ceausescu", si è già parlato tanto e non occorre tornarci sopra qui. Della nuova legge di Putin - presentata da un deputato del suo partito a pochi giorni dal famigerato scoop sul divorzio del leader russo - basta dire che essa allarga a diffamazione e calunnia quanto già previsto da un'altra legge (la cosiddetta legge anti-estremismo, varata fra molte polemiche l'anno scorso) nel caso una testata pubblichi articoli che esaltino odio razziale, violenza politica, terrorismo e simili: se l'"errore" si ripete più volte nell'arco di dodici mesi, scatta la chiusura d'autorità. La misura, sostiene il deputato Shlegel, servirà a proteggere le vittime di diffamazione e calunnia, costrette ad attendere tempi lunghissimi per i processi e a subire con ciò un danno irrimediabile - proprio come la società nel suo insieme verrebbe "protetta" con efficacia immediata, senza attendere interminabili processi, dalla legge anti-estremismo: la quale però è servita finora solo a rendere molto più difficile l'accesso ai media da parte dei partiti e dei movimenti politici ostili al Cremlino e per questo accusati, anche solo informalmente, di "estremismo". Ora diventerà molto più difficile pubblicare qualunque notizia sgradita: non occorrono processi e condanne, basta la paura.

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Un vaffa anche per i media Grillo fa il pieno (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

In decine di migliaia a Torino per il V-day2 contro il mondo dell'informazione. Il comico genovese mette in unico calderone il Sole24ore, Libero e il manifesto mentre parla delle notizie che i giornali e le tv non danno: le atomiche ad Aviano, il no alla Tav in val di Susa, quello alla base Usa di Vicenza, il caso Bianzino. Il pubblico? Di sinistra e pronto a dire in coro "vaffanculo" Andrea Fabozzi Inviato a Torino Ieri pomeriggio Beppe Grillo ha riempito piazza San Carlo, a Torino, per il suo secondo Vaffanculo Day questa volta dedicato all'informazione. Centoventimila persone, ha detto, lo hanno ascoltato per cinque ore e molte di più si sono messe in fila per firmare i tre referendum - abolizione dell'ordine dei giornalisti, abolizione del finanziamento pubblico ai giornali e abolizione della legge Gasparri - proposti dal comico genovese. Tante firme, purtroppo inutili perché raccolte fuori dai termini previsti dalla legge. E adesso cominciamo. Il primo vaffanculo ce lo siamo persi perché impegnati a litigare con un bodyguard di Grillo con una sua idea della libertà di stampa. Poco male. Ne sono piovuti a centinaia. D'improvviso è estate a Torino. L'ombra del cavallo di bronzo basta per pochi e in piazza San Carlo ci sono scene da concertone rock. Ragazze e ragazzi sudati e stretti stretti, acqua dalle bottiglie, le magliette quando ci sono sono quelle del primo maggio a San Giovanni. Meno buoni sentimenti. Più vaffanculo: hanno recuperato er Piotta, dovrebbero rivalutare Marco Masini. Alle 16.04 proviamo cosa significa essere sfanculati da una piazza enorme. Grillo recita un elenco dei giornali che ricevono un finanziamento pubblico. Il manifesto è a metà classifica, nella stessa lista del Sole 24 ore, di Libero e del Foglio. Per ognuno sale un enorme vaffanculo. Anche per noi. Registriamo, poi sul palco accade qualcosa di strano. Grillo all black con microfono alla guancia trotterella in tondo e racconta che solo la televisione tedesca ha detto che in Italia, nelle basi di Ghedi e Aviano, ci sono nascoste le bombe atomiche americane. Ha dovuto farsi tradurre il programma. Eppure ci sembrava di aver già letto questa notizia. Salgono sul palco protagonisti secondo Grillo censurati da tutti i giornali, fantasmi ma a noi non sembra. Sono quelli di Vicenza del No dal Molin, della Val di Susa dei No Tav. I giornalisti "topi di fogna", ha fatto in tempo a scrivere sul suo blog prima dello spettacolo, li ignorano. Sarà. Sale sul palco anche la vedova di Aldo Bianzino, ucciso nel carcere di Capanne. Altra storia nascosta da tutti gli organi di informazione, assicura Grillo, dai giornalisti che magari non sono proprio come Emilio Fede "faccia di culo", Giuliano Ferrara "contenitore di rifiuti tossici nocivi" o Gianni Riotta "sottospecie umana, verme". Ma certo sono tutti "paraculi". Quando scende dal palco la signora Roberta Radici, vedova Bianzino, e le diciamo che siamo del manifesto, ci abbraccia. E quelli di Vicenza e della Val di Susa ci spiegano che avevano poco tempo, tre minuti, che l'avrebbero detto volentieri che certo l'informazione non è tutta uguale. E adesso perdonate l'adrenalina. Epperò provate a farvi sfanculare voi da cinquantamila persone in coro. Ricominciamo. Beppe Grillo ha attaccato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perché "dorme, fa il pisolino, dovrebbe essere il presidente degli italiani non dei partiti". Ha stracciato la concorrenza di piazza Castello dove cantava inutilmente Finardi alla celebrazione ufficiale del 25 aprile. Ha detto che "siamo noi i nuovi partigiani della libera informazione". Ha riconosciuto che le firme per i referendum sono raccolte fuori dai termini di legge, ma ha già dato la colpa a "qualche costituzionalista, alla corte Costituzionale" che sicuramente "troverà qualche espediente legale". Ha preso per il culo Berlusconi, Fassino, Veltroni, D'Alema, Prodi, Gasparri, ha detto che dei politici non gliene frega un cazzo. Ha detto che mettendo insieme cinque milioni di schede non valide più il 20% che non è andato a votare "alle elezioni siamo stati il terzo partito". Noi ne abbiamo interrogati venti in mezzo alla piazza che non significa niente tra le decine di migliaia ma avevano tutti votato per la Sinistra arcobaleno o per il Pd. Si è collegato in video Luigi de Magistris, il magistrato di Catanzaro che ha già tanti guai per le sue indagini, ha detto che "ci sono troppi magistrati e troppi giornalisti servi del potere". Voleva venire Clementina Forleo. Non è venuta. Ha mandato un filmato Adriano Celentano con sottofondo della sua "La situazione non è buona" come a dire "Grillo, arrivi secondo". E' arrivata Maria Fida Moro vestita di rosso ma non è riuscita a dire "vaffanculo". Ha detto "quella parola che usate voi che inizia per v". Grillo si è cambiato. Ha tolto la maglietta e ha messo la camicia. Ancora nera. Ha offerto da bere e da mangiare ai giornalisti, sotto il palco. La piazza era piena di torinesi. Perché i meetup che gonfiano la popolarità di Grillo sono rimasti nella città a raccogliere le firme per i referendum. Torinesi tutti all'opposizione di Berlusconi, "testa d'asfalto" ripetono con Grillo. Diffidenti verso la politica ma capaci di organizzare liste civiche in molte città. Ostili con i giornali e i giornalisti, ma fiduciosi nella democrazia di internet e ignari di Gianroberto Casaleggio, curatore dei blog e gran suggeritore dello sbarco nella rete di Grillo, al suo posto nel retro palco. Era uno dei due in giacca e cravatta. L'altro era Roberto Vassalle, avvocato con studio a Modena, le scarpe lucide, le iniziali sulla camicia e l'abito grigio. Ha parlato con voce bassa. Per dieci minuti, di sofferenze bancarie e bond argentini, delle truffe di Intesa-San Paolo e degli inganni del Monte Paschi. Stava per andarsene, si allungavano già le ombre, qualcuno si distraeva. Ma è tornato indietro. "E adesso lanciamo il nostro grido di battaglia", ha detto. Poi ha effettivamente gridato: "Abi, l'associazione delle banche italiane". Vaffanculo, ha gridato la piazza. E poi, Vassalle: "Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia". Un vaffanculo ancora più forte ha infilato i portici e fatto tremare gli specchi e i Martini del caffè San Carlo. La serata ruffiana e borghese di Torino era già iniziata.

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A Genova contestato il capo della Cei Bagnasco (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

I fischi all'arcivescovo, il corteo che canta Bella ciao in solidarietà al divieto di Alghero, i grillini che si dividono tra dipietristi e antidipietristi. E Agnoletto che consegna al presidente della Repubblica i testi delle requisitorie al processo di Bolzaneto A. F. Genova Genova Le facce del corteo indetto dall'Assemblea permanente antifascista che arrivate a piazza De Ferrari in mattinata da Caricamento riprendono il cammino perché "oggi c'è bisogno di manifestare"; gli anziani che affollano via XX Settembre per vedere il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e applaudirlo anche se il presidente arriva e riparte in auto dopo essersi raccolto in meditazione davanti alle lapidi dei caduti; contestazione all'arcivescovo Arnaldo Bagnasco che entra a Palazzo Ducale ad ascoltare la commemorazione presidenziale e Vittorio Agnoletto che finalmente consegna la requisitoria del processo di Bolzaneto nelle mani del presidente ricevendo un "ne sono al corrente". Non c'è che dire, quest'anno il 25 aprile genovese è stato piuttosto movimentato. Si è partiti in mattinata col corteo antifascista: qualche centinaio di persone che sfilano al grido di "lotta di classe", "resistenza ora e sempre" e urlano slogan anticlericali in attesa della visita papale. Nel pomeriggio, l'orchestra filarmonica sestrese impegnata negli ultimi accordi prima del corteo ufficiale mescolava le sue note con quelle acide del MeetUp2 di Beppe Grillo che raccoglieva firme poco lontano in occasione del V-Day dedicato all'informazione. Tutto ciò a piazza della Vittoria, in dissenso con altri grillini accusati di essere troppo vicini a Di Pietro e raccolti a piazza Kennedy. Alle tre precise ecco il corteo ufficiale del 25 aprile con le migliori voci di associazioni e forum cittadini riunite per cantare Bella Ciao a squarciagola alla faccia del sindaco di Alghero che l'ha vietata nelle celebrazioni comunali. La intonano davanti alle lapidi dei partigiani caduti sotto il Ponte Monumentale, 1863 caduti, come rimarcherà il presidente della Repubblica. Intanto sfilano i gonfaloni e autorità. Quando il corteo ormai aveva raggiunto piazza De Ferrari, dove per l'occasione l'acqua delle fontane è stata colorata di rosso e verde effetto tricolore, Napolitano arrivava sotto il Ponte monumentale ad ascoltare il testo della resa dei nazisti ai partigiani genovesi e quello della medaglia al valor militare data alla città di Genova per la resistenza dal 9 settembre '43 al 25 aprile '45. Quasi in contemporanea alcuni genovesi tra la folla di piazza Matteotti hanno fischiato il presidente della Cei e arcivescovo di Genova Arnaldo Bagnasco con un buuu e un "vai via" coperto dagli applausi di altri. Una contestazione che qualche mese fa probabilmente avrebbe fatto più clamore e invece viene stigmatizzata solo da Pierferdinando Casini e Beppe Fioroni. Infine nella Sala del Maggior consiglio di Palazzo Ducale l'europarlamentare Vittorio Agnoletto portavoce del Genoa Sociale Forum ai tempi del G8 è riuscito a consegnare al presidente la requisitoria dei pm al processo Bolzaneto: "Mi ha detto che non può far nulla dal punto di vista processuale, ma che si farà carico della nostra richiesta di verità e giustizia". Uscendo nuovamente in piazza Matteotti, campeggia uno striscione "Dell'Utri attento, fischia il vento".

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Resistenti in festa a piazza Castello (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Duemila persone raccolgono l'invito del comitato che difende i valori della Liberazione Resistenti in festa a piazza Castello Torino Parlare di numeri è inutile. Il confronto con Piazza san Carlo dove Beppe Grillo ha radunato alcune decine di migliaia di persone, non tiene. Qui a piazza Castello, a duecento metri dal palco sul quale il comico genovese si esibisce, non più di duemila persone hanno risposto all'appello rivolto dal comitato per la difesa dei valori della Resistenza e della Costituzione per celebrare il 25 aprile. E nonostante fino a giovedì si siano sprecati gli appelli a non considerare le due manifestazioni contrapposte, basta poco a capire che non tutti, a piazza Castello, la pensano così. "La festa della Liberazione è quella dove ci sono i comandanti partigiani, le medaglie", dice ad esempio il vicepresidente del consiglio regionale del Piemonte, Roberto Placido, tra gli organizzatori della manifestazione. Che insiste: "Sono due manifestazioni distinte e distanti" spiega. "Quella di Grillo è una manifestazione politica polemica, la nostra è una manifestazione istituzionale, di riflessione e di ricordo. Sul palco insieme ai partigiani e al medagliere dell'Anpi si sono alternati gli studenti che hanno letto brani della resistenza. C'è stato un passaggio ideale di consegne tra partigiani e giovani generazioni". In mattinata, durante una commemorazione al cimitero, anche il vicepresidente della sezione torinese dell'Anpi Enzo Montalenti aveva preso le distanze dal comico: "Questo dovrebbe essere un giorno per la memoria - aveva spiegato Montalenti - ma la politica prende a uso e consumo le date che le servono. Grillo? Poteva proprio scegliere un altro giorno". All'iniziativa del Comitato hanno aderito, tra gli altri, anche Gustavo Zagrebelsky, Guido Nepi Modona, Franco Grande Stevens e Carlo Federico Grosso.

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Grillo: <Non sia il Presidente dei partiti> (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-26 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il V2-day In 50 mila a Torino contro "la casta dei giornalisti". L'Ordine: noi da rafforzare, non da abolire Grillo: "Non sia il Presidente dei partiti" "Oggi i partigiani siamo noi. Il Cavaliere? Una salma riesumata dal Pd" TORINO - Il partigiano Johnny andrà bene per quelli di piazza Castello che sono ancora fermi a Fenoglio e ai brani sulla Resistenza, "oggi i partigiani siamo noi!" annunciano dal palco di piazza San Carlo Caparezza e Er Piotta, piccoli maestri rap, mentre si levano migliaia di dita a "V" in segno gioioso di vittoria e vaffanculo e sventolano le bandiere dei no Tav, no agli inceneritori, no alla base Usa di Vicenza, no ai grattacieli, l'unico "sì" è alla legge Merlin perché tanto "le vere puttane stanno in Parlamento ", informa un cartello. Benvenuti al "V2-Day" contro "il fascismo dell'informazione", un pienone di 40-50 mila persone per la questura e 120-140 mila secondo Beppe Grillo, che appare alle 16 e non tradisce le attese, "siamo noi la continuazione dei nostri nonni!". Anzi, per l'occasione aggiorna il repertorio alle "elezioni incostituzionali" e al Quirinale, "abbiamo un presidente della Repubblica, Morfeo Napolitano, che dorme! Poi esce e monita! Dovrebbe essere il presidente degli italiani, non dei partiti. Non ci sono più, i partiti ". Ovazioni, si può entrare nel tema della giornata, i tre referendum per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri, in migliaia stanno in coda per firmare anche se le firme potrebbero non essere valide perché raccolte prima dell' 8 maggio, "ma noi faremo ricorso! ". Grillo saluta "Bbc, Cnn, la tv australiana, al Jazeera", insomma le "televisioni libere" di contro ai "camerieri servi" italiani. Grida "vaffanculo a tutti i giornali " attaccando "la casta dei giornalisti " e il loro Ordine "voluto da Mussolini nel '25". Da Roma il presidente Lorenzo Del Boca fa sapere a Grillo che "l'Ordine è nato nel 1963 da un'apposita legge " e che "andrebbe rafforzato, invece che abolito, per essere più incisivo nel far rispettare la deontologia". Curiosamente nel backstage di Grillo, sorvegliatissimo da bodyguard, i giornalisti possono entrare solo se accreditati e con la tessera dell'Ordine, mentre nell'altra piazza basta un saluto e via. Arrivano i messaggi video di Celentano e de Magistris, parlano Travaglio e Maria Fida Moro. E Grillo ne ha per tutti. Per Berlusconi, "una salma riesumata dal Pd" cui la Gasparri permette di avere "tre tv, giornali ed essere premier: un affronto alla libertà ". Per "la mafia delle banche". Pure per il sindaco Pd Chiamparino, reo d'aver detto che il "V2-Day" non c'entra col 25 aprile, "ci fosse libertà d'informazione, tutti saprebbero qual è il suo livello intellettuale". Dev'essere lo stesso di chi, in piazza Castello, sta celebrando la Liberazione. Poche migliaia di persone, Grillo ha drenato il pubblico. "I nostri vecchi non l'hanno presa bene, né accettiamo che i no Tav si dicano "partigiani"", spiegano quelli del "Comitato Resistenza Colle del Lys". La voce arrochita e raccolta di Gianmaria Testa si congeda con Bella ciao, dietro il palco il cantautore sospira: "Siamo qui perché qualcuno ha sputato sangue, se lo dimentichiamo siamo fregati. Penso che Grillo abbia fatto male a scegliere il 25 aprile. La Liberazione corre abbastanza pericoli di per sé. Ammettiamo che abbia tutte le ragioni del mondo e sia un nuovo profeta, benissimo: però lo fai il 26 o il 24. Questa è la nostra festa, conta esserci: far sapere a chi vuol riscrivere la storia che non si può fare. Aveva ragione Primo Levi: considerate che questo è stato. Il resto è politica dell'immediato che può aspettare un giorno". Vera Schiavazzi Gian Guido Vecchi GUARDA il video sul V2-Day su www.corriere.it Sul palco Beppe Grillo a Torino.

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<Consuma troppa energia Faccia vedere la bolletta> (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-26 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il "Riformista" e i kilowatt "Consuma troppa energia Faccia vedere la bolletta" MILANO - Il Riformista chiede di vedere la bolletta della luce di Beppe Grillo: "Un uccellino ci ha raccontato che consuma come dodici famiglie italiane". Il Riformista dice di non crederci e per questo vorrebbe che l'attore rendesse pubblica la sua bolletta. Comunque sia, secondo la fonte-uccellino, per il comico bisogna moltiplicare per dodici i 3.000 kilowattora l'anno consumati in media da ogni famiglia italiana. Il corsivo del " Riformista".

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Gli attacchi di Grillo: 50 mila in piazza (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-26 num: - pag: 1 autore: di e categoria: REDAZIONALE A Torino Gli attacchi di Grillo: 50 mila in piazza VERA SCHIAVAZZI GIAN GUIDO VECCHI TORINO - Almeno 50 mila persone, secondo la Questura, hanno partecipato a Torino al "V2-Day" organizzato da Beppe Grillo "contro il fascismo dell'informazione". "Oggi i partigiani siamo noi". A PAGINA 3.

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ROMA - Andiamo a vincere per la Roma del futuro. Dall'altra parte non c' (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Di MAURO EVANGELISTI ROMA - "Andiamo a vincere per la Roma del futuro. Dall'altra parte non c'è il nuovo, c'è il vecchio del vecchio Msi". Francesco Rutelli ha terminato la sua campagna elettorale con un comizio appassionato, camicia bianca e cravatta blu, tono concitato e incalzante di fronte ai cittadini che erano accorsi sotto il palco di Tor Pignattara. Addio all'impermeabile chiaro che lo aveva accompagnato in questi ultimi giorni, addio al fair play e ai toni pacati. Il gioco si è fatto duro, fino alla fine. E ieri Rutelli, candidato a sindaco del centro sinistra non ha giocato in difesa, ma all'attacco, senza togliere la gamba nei contrasti, come si direbbe con una metafora calcistica. A Tor Pignattara, quartiere popolare di Roma, ha ricordato che di lì aveva cominciato la sua campagna elettorale e lì la stava terminando. Ha insistito molto su temi legati alla Liberazione, all'antifascismo, all'orgoglio di Roma. Francesco Rutelli, ha confermato uno stile più popolare e meno vellutato nelle ultime ore che hanno preceduto il dibattito su Canale 5 con Gianni Alemanno. E nel discorso di chiusura, con al fianco il candidato alla presidenza della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ma anche Patrizia Sentinelli, leader romana della Sinistra Arcobaleno, Rutelli ha inanellato alcune frasi molto forti, anche ruvide. Ha puntato il dito contro le forze che sostengono il suo avversario in questo ballottaggio: "Negli anni 90 c'era chi parlava di Roma ladrona ora queste persone ci sono ancora e si sono coalizzate. Non si deve lasciare la città nelle mani di chi ha tendenze post-fasciste. Per questo chiediamo a tutti i Romani di andare al voto, ringraziando gli altri candidati sindaco del primo turno che mi hanno garantito il loro appoggio. Rispettiamo chi non si è schierato, come la Lista Amici di Beppe Grillo". In sintesi: difendiamo Roma dai leghisti. E difendiamo Roma dalla destra, tanto che Rutelli ha anche aggiunto: "I nostri avversari si presentano come il nuovo. Ma cosa c'è di nuovo? Sono il vecchio del vecchio del vecchio Msi, di Storace, di Alemanno e di Rauti". Con lui, in questa serata finale, c'erano anche alcuni artisti: Marina Rei, Simone Cristicchi e Luca Barbarossa. Artisti romani, quasi a ribadire un'altra delle linee guida degli ultimi colpi d'ala di campagna elettorale: rilanciare l'orgoglio romano. Ancora Rutelli: "Roma non è la città dipinta da questa destra, non è cupa e rancorosa, è la città che si apre al mondo, che guarda al futuro, e la Capitale d'Italia, orgogliosa, degna, forte, libera e democratica. Andiamo a vincere le elezioni e a governare in modo nuovo e forte la capitale d'Italia. Nostra è Roma e di tutto il cento per cento di romani. Se sarò eletto sindaco - ha aggiunto - li rappresenterò tutti questi romani, senza odi e rancori. Noi siamo la Roma della pace, del rispetto, della civiltà e della tolleranza. E la sicurezza è un tema della sinistra, non della destra". La lunga giornata di Francesco Rutelli era cominciata molto presto, con la partecipazione a Uno Mattina dove non solo aveva sollevato i dubbi, che hanno poi alimentato una dura polemica, su "alcuni recenti casi di cronaca", ma aveva anche ricordato il suo impegno per la casa, "problema importante quanto quello della sicurezza". Poi, la cerimonia per la Liberazione all'Altare della Patria, la partecipazione al corteo organizzato dall'Anpi. Qui ha parlato del valore del 25 aprile: "È la festa di chi ha capito che c'era una parte in quei giorni del 1945 ed è quella che è stata celebrata dal presidente della Repubblica, con le onorificenze che sono state date alle vittime delle atrocità naziste e a quelli che hanno permesso a tutti noi oggi di percorrere con libertà queste strade e di avere anche idee politiche diverse. Se avessero prevalso gli altri non ci sarebbe la democrazia". Infine, la deposizione di un cuscino di fiori sotto la lapide di don Pietro Pappagallo, il sacerdote antifascista che morì nell'eccidio delle Fosse Ardeatine e che ispirò Roberto Rossellini per il film Roma città aperta.

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Dal nostro inviato MICHELE CONCINA TORINO La politica è stremata, ma a (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Dal nostro inviato MICHELE CONCINA TORINO La politica è stremata, ma anche l'antipolitica, forse, comincia a mostrare qualche acciacco. "Mi aspettavo qualcosa di più", si lascia sfuggire dal palco l'uomo in camiciola nera. Anche se poco dopo corregge: "Siamo più di centomila, questa piazza non è mai stata così affollata dal dopoguerra". In realtà la capienza di piazza San Carlo, splendido salotto di Torino, non supera i 40-45 mila corpi umani. L'uomo in camiciola nera, Beppe Grillo, è stato capace ieri di riempirla, e di tenerla avvinta per quattro ore; ma non ha ripetuto l'exploit del settembre scorso, a Bologna, quando il primo dei suoi ôvaffa-dayö aveva radunato davvero centomila persone. Le facce sono in gran parte giovani. Striscioni e cartelli, concentrati per lo più sul bersaglio indicato dal comico-tribuno genovese per il secondo v-day: l'informazione. "Sapere è potere", "Libera informazione in libero Stato", e così via. I musicisti chiamati a coprire i minuti d'avvio ûBlaugrana, Caparezza, er Piotta- si sbrigano a lasciare il palco al protagonista. E questi, già dalle prime parole, si affretta a lanciare un ponte verso piazza Castello, poco più in là, dove una folla più rada e più anziana celebra l'anniversario della Liberazione. "Noi qui siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quelli che hanno dato la vita per fare un'Italia libera. Se avessimo un decimo del loro cuore, del loro coraggio, e un centesimo dei loro coglioni sapremmo finire il loro lavoro". Chissà se apprezzano, i nonni in questione; ma si sa che le mobilitazioni di Grillo sono come le interviste della Santanché, a sorvegliare il lessico non si bada più di tanto. Degli otto mesi trascorsi dal primo raduno, Grillo traccia un bilancio positivo, perché "da allora cinque partiti non ci sono più". Lancia frecciate a Giorgio Napolitano: "Dovrebbe essere il presidente degli italiani, non dei partiti". Dopodiché, elenca uno a uno i 16 membri delle nuove Camere che hanno condanne definitive, e per ciascuno dalla piazza parte un "vaffanculo". Stessa scansione, poco dopo, per la lista dei giornali che ricevono finanziamenti pubblici. E di nuovo, verso la fine dell'intervento ôpoliticoö, messaggi concilianti verso l'altra piazza: "Noi dobbiamo combattere contro un fascismo nuovo, un fascismo che ti sorride, che ti prende in giro". Non c'è solo nichilismo sarcastico, però, nel grillismo. Mentre avanza il pomeriggio, fra un collegamento con le ôsueö piazze e un video-messaggio di Celentano, il comico si sforza di introdurre e celebrare esempi ôpositiviö, dal magistrato Luigi De Magistris all'ingegnere Fiat che fra i primi inventò un motore ecologico, e che nessuno si era mai filato; dall'avvocato in guerra contro gli spacciatori di bond fasulli al giornalista di provincia che fa informazione su YouTube. Poi i movimenti che si oppongono a questo e a quello, ai Tav, agli inceneritori. Tutto un mondo che ha perso il suo principale punto di riferimento politico con il disastro elettorale della Sinistra Arcobaleno. E che magari ne cercherà un altro nel grillismo, attratto da un linguaggio comunque meno polveroso, e da una capacità di mobilitazione per ora innegabile. Ieri, in Italia, c'erano tavolini in oltre 450 piazze, a raccogliere firme per i tre referendum con cui il comico vorrebbe correggere le storture dell'informazione. Vale la pena di notare, in ogni caso, che ieri l'applauso più fragoroso non l'ha incassato Grillo ma un giornalista, Marco Travaglio. Che invocava: "Continuate a voler bene all'informazione, difendete i giornalisti che si sforzano di farla come si deve".

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Chiusa la campagna elettorale a Formia, i due sfidanti per la carica di sindaco, Sandro Bartolomeo e (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Latina)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Michele Forte, si affidano domani e lunedì, per il ballottaggio, al giudizio degli elettori. Ieri sera Sandro Bartolomeo ha rivolto l'ultimo appello agli elettori in piazza xxxxxx Sul palco con lui c'erano il neo senatore del Pd, Raffaele Ranucci, e il candidato a sindaco uscito al primo turno, Maurizio Tallerini, che si è poi schierato con il candidato del Partito democratico. Sul fronte opposto, a sostenere Michele Forte, è arrivato il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini che ha invitato gli elettori formiani a votare "l'uomo giusto". Nel primo turno Michele Forte, sostenuto da quattro liste di centrodestra, ottenne 11.404 voti (43,7%), mentre Sandro Bartolomeo, appoggiato da sei liste di centrosinistra e civiche, ebbe 9.777 voti (37,5%). Tra le due coalizioni sono circa tremila i voti di differenza, a vantaggio di quella di centrodestra. E c'è la caccia ai voti degli elettori che il 13 e 14 aprile sostennero gli altri quattro candidati sindaco poi esclusi. Quelli di Maurizio Tallerini si divideranno tra Bartolomeo e Forte. Il direttivo del movimento di Nicola Limongi, pur non schierandosi ufficialmente, ha ribadito di "non condividere metodi e scelte" dello schieramento di centrosinistra. Gli "Amici di Beppe Grillo" hanno deciso "di non appoggiare alcun candidato sindaco perché nessuno di loro ha recepito il nostro messaggio di cambiamento", ma il loro leader Adriano Albano annuncia che darà il proprio sostegno a Michele Forte "dal quale c'è stata un'apertura su alcuni aspetti importanti del nostro programma". Infine, i comunisti di Luigi Scipione non appoggiano nessuno, ma è difficile ipotizzare un loro voto a destra. Gionti a pag. 39.

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Liberazione/1. Molte "teste coronate" della Sinistra Arcobaleno alla manifestaz (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Ione del 25 aprile a Perugia. Avvistata perfino una bandiera con la scritta "Giovani socialisti". ***** Liberazione/2. Al secondo "Vaffa day", incollato al televisore che emetteva, in piazza della Repubblica a Perugia, le giaculatorie di Beppe Grillo, avvistato il Pdci di lotta e di governo Fabio Faina inusitatamente con t-shirt rossa, ma soprattutto con cappellino verde. Miroballo (Lega Nord Umbria) spiazzato. ***** Da una sacra delibera della giunta di Perugia. Per andare a caccia dei soldi del Puc (piano complesso per il recupero urbanistico), non si esclude il ricorso a consulenze esterne mirate. Visto l'ultimo bilancio e la nuova Irpef comunale, se ne sentiva proprio il bisogno.

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Una calda giornata di sole ha caratterizzato il 25 aprile di turisti (centinaia presenti ier (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Di ANDREA FERRETTI Una calda giornata di sole ha caratterizzato il 25 aprile di turisti (centinaia presenti ieri in città) e ascolani che si sono riversati in massa lungo la costa e, nel rispetto di una tradizione sempre più radicata, soprattutto a colle San Marco. Gran lavoro quindi per i vigili urbani che hanno dislocato trenta uomini sul pianoro preso d'assalto da auto, scooter e campeggiatori. Almeno cinquemila i ragazzi che hanno aderito al tradizionale appuntamento nella grande "tendopoli". Musica e balli per tutta la notte e i soliti ingorghi ieri pomeriggio per le colonne di auto che scendevano dal colle. Non è stata però solo la giornata di scampagnate fuori porta e divertimento ma anche quella dedicata alla commemorazione dei Caduti. La giornata è iniziata infatti con la deposizione delle corone davanti al palazzo del Governo in piazza Simonetti e, subito dopo, al monumento ai Caduti di piazza Roma. Lì si sono date appuntamento autorità civili e militari che si sono poi trasferite a San Marco per rinnovare il rito presso il Sacrario ai Caduti dove si è svolta pure la messa. Nell'occasione, come da tradizione, hanno preso la parola il presidente dell'Anpi di Ascoli, Tito Alessandrini, che ha lasciato poi il microfono al sindaco Piero Celani e quindi al presidente della Provincia Massimo Rossi. Tutti gli interventi hanno sottolineato l'impegno a voler trasmettere alle nuove generazioni l'esempio della Costituzione come peraltro ricordato dal presidente della Repubblica Napolitano. E non sono mancate le polemiche. Il sindaco Celani ha raggiunto San Marco dopo aver superato indenne la protesta dei residenti di via Cellini (passaggio obbligato...) i quali, continuando a chiedere disperatamente il ripristino del doppio senso di marcia, lungo la strada gli hanno fatto trovare cartelli del tipo "la strada della vergogna" e "sbagliare è umano, perseverare è diabolico". Il primo cittadino nel suo intervento ha ricordato come ancora oggi nel mondo la democrazia sia in forte pericolo. Probabile il riferimento alla questione Cina-Tibet. Tra i presenti Pietro Colonnella, Luciano Agostini, gli assessori Francesco Viscione e Achille Marcucci ed alcuni consiglieri comunali. Imprevisto, ma molto apprezzato, l'intervento di Anna Rita Ancona, segretaria della Cgil-pensionati. Al termine alcuni ragazzi hanno intonato il classico "Bella ciao". A regolare traffico e sosta (auto incolonnate fino al bivio per Carpineto!) ci hanno pensato i vigili urbani che hanno dovuto fare autentici salti mortali. Per le emergenze, invece, presso la Foresteria sono stati allestiti una tenda della Protezione civile ed un "posto medico avanzato" che ha ovviato al problematico arrivo di un'ambulanza. Tornando in città, dopo il raduno dei podisti che hanno risposto all'appello della "Comodo Sport", in piazza del Popolo (ma anche a San Marco) hanno preso posto i gracchianti gazebo del "V2 Day" di Beppe Grillo per la raccolta di iscrizioni e di firme per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri. Gli appassionati di trekking ed escursioni, infine, hanno festeggiato il 25 aprile rispondendo agli appelli di "Passeggiate di primavera" (con partenza dalla Fortezza) e del Cai che ha organizzato un'escursione sulla Montagna dei Fiori con pranzo al Rifugio Paci.

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TORINO L'"Anti-piazza" va in scena a Torino con Beppe Grillo (nel (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

La foto) per il secondo V-Day. Davanti a 40 mila persone il comico ha ricordato al Presidente Napolitano, lanciando una sfida, la necessità di rappresentare tutti gli italiani: "Il Colle non sia solo la casa dei partiti".

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Anche a Parma il secondo <V-day> di Beppe Grillo (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

CRONACA 26-04-2008 PROTESTA PER LA LIBERA INFORMAZIONE Anche a Parma il secondo "V-day" di Beppe Grillo II Sempre e comunque contro. E' stato questo lo spirito del secondo "V Day", indetto da Beppe Grillo, dopo quello dell'8 settembre scorso a Bologna, con l'appoggio dei gruppi ad esso collegati. "Scegliere come data del raduno proprio il giorno della Liberazione, non è una provocazione ma una scelta dettata da motivazioni ben precise", spiega Marco Bagnozzi, della sezione di Parma degli "Amici di Beppe Grillo". "Come il 25 aprile 1945 l'Italia è stata liberata dai nazisti, così speriamo che il 25 aprile 2008 segni la liberazione dell'informazione, che deve essere il più possibile libera". Il cuore della manifestazione, è stato a Torino, da dove Beppe Grillo, che i simpatizzanti del suo movimento definiscono solo un megafono in grado di amplificare ideali condivisi e non un leader, ha tenuto il suo comizio. Nel resto d'Italia, così come a Parma, gli aderenti al suo movimento, che in città sono circa 400, hanno raccolto firme per richiedere un referendum costituzionale a favore di un'informazione libera e democratica, a detta loro, assente nel nostro paese. Tre i punti principali per i quale il "partito-non partito" di Grillo si sta battendo: abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri. "Solo in questo modo crediamo sia possibile garantire il pluralismo e la libera espressione di pensiero ", continua Marco Bagnozzi, dal banchetto installato in via Mazzini. "Al giorno d'oggi, solamente la Rete è veramente democratica ". Via Mazzini La raccolta delle firme.

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Grillo show: <Siamo noi la Resistenza> (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

PRIMO PIANO 26-04-2008 V2-DAY BAGNO DI FOLLA A TORINO. IL COMICO ATTACCA BERLUSCONI, NAPOLITANO E I GIORNALISTI Grillo show: "Siamo noi la Resistenza" TORINO II Un bagno di folla per Beppe Grillo nel Vaffa2-Day dedicato alla "libera informazione". Cinquantamila persone sotto un sole estivo (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno gremito piazza San Carlo a Torino, come nelle più riuscite manifestazioni sindacali. Molti meno i presenti nella vicina piazza Castello, dove si sono tenuti concerti e letture per la festa della Liberazione promossa dal Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza. Salendo sul palco, il comico genovese ha voluto unire con un filo le due piazze e i due periodi storici: "Abbracciamo e ringraziamo ha detto Grillo coloro che ci hanno permesso di essere oggi qui su questo palco. Grazie ai partigiani di 63 anni fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera informazione." . Nel mirino del comico genovese, l'informazione, ma nei primi minuti del suo monologo i bersagli sono stati il presidente della Repubblica e Silvio Berlusconi. "Napolitano ha detto dovrebbe essere il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti. Morfeo Napolitano dorme, fa il pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale andava fatto prima, non dopo le elezioni". E, riferendosi al nuovo presidente del Consiglio, ha urlato: "Pensate se Obama da presidente fosse anche il proprietario della Fox, della Abc e di altre televisioni". Ogni affondo di Grillo è stato sottolineato da un'ovazione, che rimbombava anche nelle vie adiacenti la piazza. "Siamo tanti, 100 mila, se ...la questura ci aiuta". Il comico ha salutato con entusiasmo solo quelle che lui definisce le "televisioni libere": Al Jazeera, Cnn, Bbc, la tivù australiana". è di nuovo ritornato sulla presenza degli inquisiti in Parlamento ("Sono 70 pregiudicati senza che nessuno abbia saputo niente ", ha detto mentre scorrevano i loro nomi su uno schermo) e sul dramma delle morti bianche. Ha attaccato Confindustria, la legge 30 e con una battuta ha detto che mentre gli operai muoiono "i politici campano cento anni". Un saluto al mattatore del V2-Day è stato portato anche, di persona, dal magistrato di Catanzaro, Luigi de Magistris. La chiusura è stata affidata a un giornalista doc, Marco Travaglio: "Continuate a cercare i buoni giornalisti, continuate a volere bene all'informazione, fate amicizia con i giornali e proteggeteli perché proteggendo loro proteggete anche voi stessi". "Il 25 aprile è giornata della libertà, anche della libertà dell'informazione garantita dalla Costituzione repubblicana per tutti i cittadini. Il significato della ricorrenza non può essere macchiato da nessun effetto speciale di comici o chicchessia": lo ha sottolineato il segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, replicando agli attacchi alla categoria dei giornalisti da parte di Grillo. Cinquantamila persone Beppe Grillo in azione ieri a Torino. FOTO ANSA.

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Presi d'assalto gli stand degli amici di grillo (sezione: Grillo)

( da "Centro, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Di Andrea Bene Presi d'assalto gli stand degli Amici di Grillo Centinaia di pescaresi in fila per firmare i referendum. Vacca: risultato inatteso PESCARA. Sono stati presi d'assalto ieri gli stand degli Amici di Beppe Grillo. Per tutta la giornata si sono registrate file di cittadini che hanno deciso di firmare le richieste per i tre referendum sulla libera informazione. In serata, una nota dell'associazione parlava di 6mila firme raccolte, l'Ansa ne riferiva mille. Marco Pannella, grande esperto di referendum, in un articolo apparso ieri sul Riformista, ha però messo in dubbio la validità delle sottoscrizioni. Pannella ha citato la legge 352 del 1970 che regola le richieste di consultazioni popolari. Una norma del provvedimento dice testualmente che "non possono essere depositate richieste di referendum nei sei mesi successivi dalla data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione di una delle due Camere". Le richieste, in questo caso, potranno essere presentate dopo il 7 agosto. Ma la legge dice che devono essere consegnate entro 90 giorni dalla raccolta. Sta di fatto che l'iniziativa ha fatto registrare a Pescara un successo al di sopra delle aspettative, mentre Grillo riempiva la piazza a Torino. A detta dell'associazione, sarebbero state raccolte il doppio delle sottoscrizioni del primo "V-day", quello dell'8 settembre scorso, dedicato al Parlamento pulito. "Sono meravigliato anch'io di così tanta gente", ha commentato Gianluca Vacca, esponente degli Amici di Grillo, uno degli organizzatori nel capoluogo adriatico della manifestazione, chiamata "V2-day" per sottoscrivere i tre referendum per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri. "C'è una partecipazione straordinaria, nonostante i quesiti molto tecnici", ha fatto presente il deputato dell'Italia dei valori, Carlo Costantini, che ha appoggiato l'iniziativa "ciò dimostra che i cittadini hanno voglia di essere informati correttamente". Hanno fatto la fila per firmare anche alcuni vip. Tra questi, Nicola Mattoscio, presidente della Fondazione PescarAbruzzo. "E' necessaria un'informazione più corretta" ha detto Mattoscio "le ultime elezioni hanno dimostrato che i mass-media hanno rappresentato per anni una realtà che non c'era". Sono stati firmati soprattutto i referendum per l'abolizione dell'Ordine e dei finanziamenti all'editoria. "Mi hanno detto che l'Ordine dei giornalisti era stato istituito da Mussolini per controllare l'informazione e allora è giusto che venga cancellato una volta per tutte", ha osservato Paolo Petrini, uno dei tanti cittadini firmatari. "Ci sono troppe pressioni sull'informazione, la stampa deve essere più libera", ha aggiunto Roberto Ferrari, dipendente del Comune. "E' sotto gli occhi di tutti il fatto che l'informazione non è libera" ha fatto notare Silvano Pagliuca, che ha sottoscritto tutte e tre le richieste di referendum, insieme a sua moglie "penso che l'abolizione dell'Ordine serva anche ai giornalisti, che ora hanno le mani legate. Abbiamo bisogno di un'informazione più pulita. L'albo professionale c'è solo in Italia e bisognerebbe chiedersi il perché".

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Referendum (sezione: Grillo)

( da "Centro, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Regione REFERENDUM PESCARA. Anche in Abruzzo i banchetti per il referendum: "Libera informazione in libero Stato", avviato in occasione del V2-Day, degli "Amici di Beppe Grillo". Queste le città abruzzesi dove si è tenuta la raccolta firme: Teramo, Tortoreto, Giulianova, Silvi, Alba Adriatica, Atri, Roseto degli Abruzzi L'Aquila, Chieti, Lanciano, Casoli. I tre referendum: abolizione dell'ordine dei giornalisti, finanziamenti pubblici all'editoria, e della legge Gasparri.

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V2-day, oltre 700 firme per grillo (sezione: Grillo)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Pordenone V2-day, oltre 700 firme per Grillo Il presidente provinciale: "Puntiamo a far risvegliare il senso critico dei cittadini" Messa in onda la diretta dalla manifestazione di Torino. Create t-shirt per l'evento E' stato un V2-Day solo in parte rovinato dal maltempo, quello dei grillini pordenonesi, la cui manifestazione ha comunque riscosso un buon successo di pubblico. I numeri registrati a fine giornata hanno confermato l'interesse fra i cittadini per le proposte del comico genovese. Già all'ora di pranzo, 210 persone avevano sottoscritto la petizione e, alle 19.30, ultimo dato registrato, il numero era salito a oltre 700. E potrebbe essere aumentare ulteriormente, considerando che i gazebi sono stati presenti in piazza Cavour fino a sera. Ma per cosa, nello specifico, hanno firmato questi cittadini? Per il referendum "Libera informazione in libero Stato", che prevede tre punti: abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri. "Quello a cui puntiamo - ha esordito il presidente provinciale degli Amici di Beppe Grillo, Marco Zullo - è far risvegliare la coscienza e il senso critico dei cittadini. E' evidente che, nelle nostra proposte, siamo limitati dal fatto di poter proporre referendum che, per legge, possono essere solo abrogativi. Stiamo comunque cercando di essere propositivi a livello locale, organizzando conferenze e dibattiti. Sottoscrivendo le nostre proposte, puntiamo ad eliminare sprechi, come finanziamenti a giornali che esistono solo sulla carta, e a far si che il mondo dell'informazione sia più trasparente". Durante la giornata era prevista l'esibizione di un dj, di due gruppi musicali e la diretta video da Torino, dove si svolgeva la manifestazione principale, ma il tutto è stato limitato dalla pioggia. Ora il gruppo di fan di Beppe Grillo ha in programma di realizzare due viaggi. Il primo il 24 maggio al centro riciclo di Vedelago (Treviso), per visitare l'impianto e riflettere sulla problematica del riciclaggio dei rifiuti. A giugno (data da definire) secondo viaggio oltre confine, a Schoenau, cittadina tedesca portata all'onore delle cronache dalla trasmissione Report, quale prima città che ha acquisito la propria rete elettrica ed è diventata energicamente indipendente. Massimo Vendramini.

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Torino, il V-Day di Grillo: cori, fischi e insulti (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

N. 100 del 2008-04-26 pagina 5 Torino, il V-Day di Grillo: cori, fischi e insulti di Tony Damascelli Un'ora di attacchi a tutto campo alla giornata contro l'informazione davanti a 50mila persone. Nel mirino del comico genovese anche il Quirinale: "Napolitano? Dorme". Veleni contro i giornali Torino - Unico assente il primatista stagionale dell'invito, Francesco Totti. Per il resto pomeriggio pieno di vaffa, V2 (sigla di cattiva memoria) di Beppe Grillo e il suo popolo, Torino, piazza San Carlo, esaurita in ogni ordine di posto, portico, panchina, lampione, gente di ogni tipo, neonati, anziani, ragazze, giovanotti, borghesi piccoli e grandi, vigili urbani e del fuoco, carabinieri, medici travestiti da Doctor House, ci sono malori e svenimenti, gelati e palloncini, bonghi, odore di frittelle, bandiere No Tav, niente rosso falce e martello, 25 aprile, festa della liberazione dal comunismo (rifondato o arcobaleno), dopo il nazifascismo. Proibito dirlo, meglio andare sul sicuro e scontato. Grillo si fa aspettare una quarantina di minuti, i 50mila lo invocano, voci da lontano, onda che si alza, Beppe, Beppe, Beppe, un signore, con capello d'argento e cappotto chiaro, storce la bocca: "Asmìa duce duce", dal piemunteis "Sembra duce duce". Prima di Benito Grillo, vanno in onda sul maxischermo, direi maxischerno, le immagini dei vaffanculandi, accolti da fischi, insulti e repertorio affine. Per la libertà di informazione che ispira il pomeriggio rosso, dopo la notte bianca ci voleva, Berlusconi e tutti i suoi sodali o similari vengono fischiati a prescindere, così Mike Buongiorno, Giuliano Ferrara, Clemente Mastella, Emilio Fede, Maurizio Gasparri, ma ci sono anche gli applausi commossi, di circostanza, per il grande disoccupato Enzo Biagi e per Indro Montanelli che conta più fedeli e servitori oggi da defunto di quanti ne avesse da vivo al tempo del Corrierone e del Giornale Nuovo. Cantanti sul palco, rapper di casa nostra allineati e scoperti, Tommazo Zanella che si fa chiamare Piotta, le Radici nel cemento, Leo Pari, Caparezza e una band, la Blau grana, che apre le danze con una raffinata melodia: "Violentami, violentami, senza dire una parola, quando fuori piove... ". C'è il sole, per fortuna degli astanti. Il capobanda invita la folla a salutare con un applauso i partigiani raccolti in piazza Castello: "Loro ci hanno permesso di stare qui oggi, noi siamo i nuovi partigiani". Dall'anno Quarantacinque ad Anno zero. C'è un dettaglio non chiarito: i partigiani rischiavano la vita, i contemporanei se la cavano con una querela, un vaffanculo e un attimo di pubblicità, restate con noi. "Italiani!", appare finalmente il grande comico, non c'è Starace al suo fianco, Grillo vorrebbe un balcone, intanto riempie le piazze e ha un blog che gli garantisce il benessere. Tre quarti d'ora di comizio già sentito, già visto, già intercettato, Morfeo Napolitano presidente dei partiti e non degli italiani ("abbiamo un presidente che dorme"), Topo Gigio Veltroni, Globulo Fassino e la sua signora Serafini "per i cui stipendi da parlamentari abbiamo già versato dodici milioni di euro!", Platinette Ferrara "ho solidarizzato con l'uovo che si è spiaccicato su quel container di sostanze tossiche", quindi "la Sottospecie umana e cagnolino" Riotta, per Berlusconi il dizionario è più vario: Testa d'Asfalto, ologramma, salma riesumata, i pod nano, entra in lista anche il sindaco Chiamparino, colpevole di non aver condiviso la manifestazione sulla libertà di informazione: "è chiaro, se ci fosse la libertà di informazione si saprebbe il livello intellettuale del sindaco", poi parole dolci per Franzo Grande Stevens che "ha saccheggiato la Fiat". Prevista e prevedibile l'enunciazione dei condannati eletti in parlamento, cognome, nome, partito, reato, ogni onorevole accompagnato dal vaffa della piazza, idem per l'elenco dei giornali che ricevono sovvenzioni statali, applausi e ringraziamenti alle televisioni libere presenti, tv australiana, Bbc, Al Jazeera, uppercut alla Rai che ha piazzato, parole di Benito Grillo, un trasmettitore pirata per rubare e rilanciare il segnale della manifestazione. Poi, avanti gli ospiti, assenti sul palco, presenti nell'etere libero, Luigi de Magistris ha dueggiato con Grillo, dicendo pure lui che i giornalisti sono servi e servitori e anche i magistrati, la Clementina Forleo ha aggiunto la propria adesione, e poi il molleggiato. Massì, Adriano Celentano, ormai dove c'è un'occasione per la propaganda del cd, San Siro, via Gluck, piazza San Carlo, Raiuno, eccolo, l'amico dei petrolieri (Moratti, o no?) "ma anche" di Veltroni e dei verdi, e di Grillo: "La situazione politica non è buona. Le tasse non verranno diminuite ma azzerate, le pagheremo direttamente agli editori dei giornali. Ciao Beppe". Fine del videoclip irresistibile. Il cabarettista Balasso ha attaccato la Padania: "Se all'edicola fate un rutto vi danno l'inserto culturale di quel giornale". Si ride, si passeggia, si palpa, si fa la coda per le firme referendarie che sono simboliche (per termini di legge) "ma non potranno buttare via due milioni e mezzo di italiani usciti di casa per firmare. E le ultime elezioni sono state irregolari. Non vi hanno ancora detto quante sono state le schede nulle e le bianche. Ve lo dico io: 15 milioni di italiani o si sono rifiutati di votare o non hanno votato per le coalizioni che si sono presentate. Quindici milioooni!". Strano. A contare anche il pubblico di piazza San Carlo, di Bologna, di altri quattrocento e passa siti votati a Grillo la domanda sorge spontanea: ma il 13 e 14 aprile il resto degli italiani da chi era formato? Anche la risposta verrebbe spontanea, in linea con lo slogan di giornata. Al prossimo V day. Dopo l'8 settembre e il 25 aprile, si potrebbe provare con il 15 di agosto, il 2 di novembre, l'8 dicembre e il 25 dicembre. Ai posteri l'ardua sentenza. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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V2 Day e Liberazione: le interviste realizzate in piazza Castello e in coda a firmare per i referendum (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Apr 0826 V2 Day e Liberazione: le interviste realizzate in piazza Castello e in coda a firmare per i referendum Pubblicato da Marilena De Giorgio alle 09:43 in Accade in città, Attualità cittadina, Il fatto Ieri vi abbiamo proposto la cronaca del V2 Day in diretta dal retropalco della manifestazione. Nel nostro post potete rivedere le interviste ad alcuni degli ospiti presenti, realizzate a partire dal primo pomeriggio, e soprattutto le immagini del mattatore della giornata, Beppe Grillo. Durante l'evento si raccoglievano firme per 3 referendum sulla Libera Informazione: ai banchetti per la raccolta delle adesioni le code sono state lunghe per l'intera giornata, fin dalla prima mattina alle 8.30. Un membro del Meet Up, intervistato in Piazza San Carlo, ce lo ha confermato e lo abbiamo potuto constatare direttamente. Abbiamo intervistato alcuni cittadini in coda, in attesa di apporre la firma e anche chi aveva già firmato. Ecco il video: Contemporaneamente, in piazza Castello, si svolgeva la manifestazione in ricordo della Resistenza partigiana, con canti e letture a tema. Anche in questo caso abbiamo chiesto pareri ad alcuni partecipanti circa l'attualità della commemorazione, la compresenza delle due manifestazioni. Come sentirete, nonostante ci sia stato chi abbia voluto costruire artificiosamente una opposizione tra le due location, in molti facevano la spola. C'è stato anche chi ha criticato la manifestazione di Grillo e chi ha espresso dubbi sul fatto che si sia svolta in concomitanza alle commemorazioni della Liberazione. Ecco a voi il video realizzato dal collega blogger Carlo Griseri:.

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VAFFA DAY 2008 (sezione: Grillo)

( da "TGCom" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Grillo: "Ora via con liste civiche" V2 Day, in migliaia nelle piazze "Oggi è iniziato qualcosa che porteremo avanti con le liste civiche, con ragazzi dai 20 ai 40 anni che entreranno nei comuni, perché la politica comincia da li'". E' il saluto di Beppe Grillo a Torino, al secondo V-Day che ha visto una partecipazione, secondo lo stesso Grillo, di 120-140.000 persone, "è stato fantastico - ha commentato - non pensavo di arrivare a 60 anni e sentire le cose che ho sentito". Per la questura c'erano 50mila persone. ''No a un'informazione degna di Ceausescu e di Pol Pot'': Beppe Grillo ha chiamato e decine di migliaia, ancora una volta, hanno risposto in 450 piazze italiane, e in 15 città all'estero, per il secondo "Vaffa day". L'iniziativa del re dei blog ha preso il via in tutta Italia con i banchetti che hanno raccolto decine di migliaia di firme per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, della legge Gasparri e del finanziamento pubblico all'editoria. Il ''cuore'' della festa è stato Torino, una delle città simbolo della Resistenza, che il comico genovese ha scelto per portare sul palco le sue provocazioni e le sue invettive (attacca Berlusconi, Gasparri e polemizza con Napolitano e i giornalisti camerieri). Nel capoluogo piemontese sono accorsi in 50mila, per lo più giovani e giovanissimi. ''Dedichiamo questa manifestazione - ha spiegato Grillo sul palco - a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza, noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione piu' libera o quasi''. Invia ad un amico.

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GRILLO CONTRO IL COLLE, SILVIO E I GIORNALISTI (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (City)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

IL V2-DAY Grillo contro il Colle, Silvio e i giornalisti Circa cinquantamila persone hanno gremito piazza San Carlo a Torino per Beppe Grillo nel V2-Day dedicato alla "libera informazione". Nel mirino del comico genovese non c'è stata però solo l'informazione. Nei primi minuti del suo monologo sono finiti infatti anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi. A PAGINA 2.

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Spiaggia invasa da turisti e vandali (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Centro storico in tilt per la kermesse in via Carducci ed il V-day al Foro Annonario Spiaggia invasa da turisti e vandali Pienone sul lungomare per il ponte. Raid ai bagni Marisa, danneggiate le cabine SENIGALLIA - La spiaggia di velluto invasa di giorno e di notte. E con il calare del sole arrivano anche i vandali: anche questo lungo fine settimana è stato segnato dai raid organizzati contro gli stabilimenti balneari che stanno cominciando rivivere approfittando del bel tempo. Nella notte tra giovedì e ieri diverse le segnalazioni alle forze dell'ordine, anche se i danni più evidenti li hanno riportati i casottini degli stabilimenti Marisa al Ciarnin. I proprietari ieri mattina sono arrivati per sistemare i primi lettini e dare luce alla strattura, ma hanno dovuto fare i conti con un'amara sorpresa. Le porte degli spogliatoi erano state prese a calci e molte risultavano sfondate dalla violenza con cui si sono accaniti i soliti ignoti. In altri stabilimenti i vandali hanno rotto le sedie di plastica che i bagnini avevano lasciato sotto il gazebo per gli appassionati del mare che si volevano ristorare sotto il sole di aprile. Tante le bottiglie di birra abbandonate sul lungomare, segno dei festini a suon di brindisi che si sono consumati nell'esordio del primo ponte di primavera: e sotto l'effetto dell'alcol c'è chi si è scatenato prendendosela con le strutture balneari. Un comportamento riprovevole, ma che sembra essere diventato sempre più frequente lungo la spiaggia di velluto dove mancano controlli attenti e mirati. La giornata di festa si è aperta ieri con una insolita città sveglia di primo mattino. Centinaia di persone hanno affollato la spiaggia ma anche il centro storico dove sono state organizzate diverse manifestazioni. La Rotonda a mare per esempio resterà aperta fino al 4 maggio cioè per l'intero periodo che racchiude appunto entrambe le festività e i due weekend connessi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20. Si è aperta inoltre la prima iniziativa di "Via Carducci in Mostra" con vivaisti, fiorai, arredi e macchine da giardino. La novità di questa edizione è la competizione tra sette vivaisti a cui verrà assegnato 100 metri quadri per realizzare un progetto di giardino: una giuria indicherà il progetto migliore e consegnerà una targa al vivaista. La manifestazione resterà aperta anche oggi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 23, mentre domani dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 20. Palloncini, gadget ed un aquilone ecologico distribuiti dal Meetup senigalliese di Beppe Grillo per il secondo V-Day: la manifestazione si è tenuta al Foro Annonario dove si sono raccolte le firme per tre referendum abrogativi che riguardano l'ordine dei giornalisti e la legge Gasparri. Grande successo anche ieri sera della tappa senigalliese di Miss Mare che si è svolta nel locale Pepita: in passerella sedici ragazze alla conquista della prestigiosa fascia. La kermesse è stata condotta dalla soubrette della trasmissione "Markette" la trasgressiva Silvye Lubamba. Infine c'è da segnalare per stasera a partire dalle 20 al Finis Africae una emozionante Noche Flamenca con una tipica cena spagnola, ed un omaggio ad un ospite d'onore d'eccezione che emozionerà i presenti: Joaquin Grilo.

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Coda per i referendum di Grillo (sezione: Grillo)

( da "Arena.it, L'" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

  LA PETIZIONE. Code per tutta la giornata, ieri, in piazza Erbe al gazebo degli Amici di Beppe Grillo per la raccolta di firme per sottoscrivere tre referendum: per l' abolizione dell'Ordine dei giornalisti, la cancellazione del finanziamento pubblico all'editoria e l'eliminazione della legge Gasparri sulle radiotelevisioni.  .

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In piazza gli amici di Grillo (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Oltre 250 adesioni In piazza gli amici di Grillo JESI - Oltre 700 le firme raccolte, circa 250 le persone che appoggiano Beppe Grillo. Questi i numeri fino alle 19 di ieri. Anche Jesi dunque sostiene il V2-Day. Tre i referendum in ballo sulla libera informazione: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti di Mussolini; la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria di un miliardo all'anno; l'eliminazione del testo unico Gasparri sulla radiotelevisione e del duopolio partiti-Mediaset. "Sta andando bene commenta Gabriele Baldini, uno dei Grilli attivi della città e speriamo di replicare il successo dell'8 settembre dell'anno scorso". Dunque, sotto i portici di piazza della Repubblica, la mattina, e in piazza delle Monighette il pomeriggio e dopocena, i volontari dell'associazione si danno da fare rispondendo alle domande di chi si appresta a firmare e distribuendo materiale informativo. Insieme ad altri "grillini" o "grilliani" della zona, infatti, hanno realizzato un dvd autoprodotto su tematiche diverse come ambiente, salute e lavoro con focus anche locali su Api e Quadrilatero. "Le persone che vogliono firmare - prosegue Baldini - sono piuttosto decise, in genere sostengono tutti e tre i referendum proposti, e chiedono solo qualche chiarimento qua e là, ma tutti ci dicono di sperare che questa iniziativa serva a cambiare qualcosa". Il gruppo jesino dei "Grilli attivi" nasce circa tre anni fa, a seguito del blog aperto dall'artista genovese, duecento gli iscritti, ma una ventina quelli che quotidianamente si danno da fare. "Da circa un anno e mezzo - spiega Marco Falcetelli - siamo usciti fuori dalle mura di casa, andando oltre le discussioni fra di noi e i contatti con il web e così abbiamo deciso di darci da fare". L'intenzione dei ragazzi ora è di proseguire con la raccolta delle firme anche nei prossimi giorni. E pensano di scendere di nuovo in piazza di mercoledì e sabato, in occasione del mercato.

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Centinaia di firme al banchetto dei grillini (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Buon esito per la raccolta di consensi sui tre referendum, poi col buio canti e danze Centinaia di firme al banchetto dei grillini Pesaro - "Per un informazione più libera". Con questo slogan ieri pomeriggio si è svolto il secondo V-Day organizzato dagli Amici di Beppe Grillo in Piazza Europa, Baia Flaminia. Centinaia di persone hanno affollato la festa tanto che " appena è iniziata la diretta con Grillo da Torino - spiega Andrea Zucchi degli Amici di Grillo di Pesaro - la piazza si è riempita di gente. Oltre 300 persone già da inizio manifestazione. In serata il numero è raddoppiato". E anche i banchetti allestiti durante la manifestazione per la raccolta di firme per i tre referendum - abolizione dell'ordine dei giornalisti, la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria che la rende dipendente dalla politica e l'eliminazione del Testo Unico Gasparri sulla radiotelevisione per un'informazione libera dal duopolio Partiti-Mediaset - hanno sfiorato grandi cifre. " Il V-Day ha coinvolto 460 punti in tutta Italia e in città su 5 continenti. Iniziative analoghe sono state prese in tutte le piazze d'Italia, compresa Piazza Castello a Torino dove sul palco è salito lo stesso Grillo - continua il "grillino" - Qual'è il motivo di questa nuova mobilitazione popolare? Semplice, sull'onda della lotta ai privilegi e alle caste si propone la firma di 3 referendum lanciati da Grillo per riequilibrare l'assetto dell'informazione in Italia che vede anomalie uniche nei paesi occidentali, tali da minacciare seriamente l'assetto democratico del paese". E oltre a dibattiti e firme, c' è stato anche il tempo di festeggiare. La vera festa- spettacolo, presentata da Carlo Betti, è iniziata nel pomeriggio con il collegamento con Grillo in diretta da Torino. Poi è proseguita con la musica di Dj Andyl fino alle 21 quando Andrea Marzi ha aperto la serata con una piccola performance fra teatro civile e canzone, dal titolo "Patrioti moderni e fratelli d'Italia" e. In serata anche l'esilarante concerto dei Rari Ramarri Rurali, un gruppo fanese che si è esibito con uno spiritoso repertorio di canzoni in dialetto. V.G.,.

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V-day 2, raccolte 700 firme per ogni referendum (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Sotto la tensostruttura di Sassonia collegamento con Beppe Grillo in diretta dalla piazza di Torino V-day 2, raccolte 700 firme per ogni referendum FANO - Abolizione del finanziamento pubblico all'editoria, abolizione dell'ordine dei giornalisti e abolizione della legge Gasparri che rappresenta il quadro normativo della radiotelevisione: abolirla sarà il punto di partenza per poter fare una legge che superi il conflitto di interessi di Mediaset e dei Partiti. Questi i tre quesiti referendari proposti ieri, in occasione del secondo V-Day organizzato dagli amici di Beppe Grillo. I meetup del territorio, coordinati da Ettore Marini, hanno organizzano la raccolta di firme in vari centri della provincia. A Fano la manifestazione si è svolta sotto la tensostruttura di Sassonia, dalle 10 alle 22 e prevedeva, nel pomeriggio, il collegamento in diretta con la piazza di Torino per trasmettere il V-day 2. Ettore Marini si è mostrato particolarmente soddisfatto dell'andamento della giornata, iniziata un po' in sordina al mattino, ma poi cresciuta costantemente come presenze e come partecipazione durante tutto il pomeriggio. Un pomeriggio allietato dal singolare fuori programma di Andrea Bosetto, l'allevatore titolare di un'azienda agricola dell'entroterra che ha distribuito latte crudo a tutti i presenti. Riguardo alla raccolta di firme per i referendum (nella foto), a parere di Marini l'esito è stato confortante: "Si stanno riconfermando i risultati ottenuti l'8 settembre 2007", ha detto. Fino al tardo pomeriggio di ieri ogni quesito referendario era stato condiviso e sottoscritto da circa 700 persone. P.M. ,.

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Insospettabili tossici della porta accanto (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Le droghe "sociali" Spagna In casa il 60 per cento del consumo di cocaina "Sniffare? Come farsi un bicchierino con gli amici" Nessuna paura La maggioranza usa gli stupefacenti meno di una volta al mese: "Così non c'è assuefazione" Insospettabili tossici della porta accanto Le conseguenze Poche dosi e il cervello cambia per sempre, anche se gli effetti si manifestano con molto ritardo Aereo di trafficanti cade sulla pista del banchiere La prudenza è d'obbligo ma sembra non si tratti di una semplice sciagura aerea. Ha avuto come teatro (non autorizzato) l'aeroporto privato di Emilio Botin, presidente del Banco Santander, primo istituto di credito spagnolo. Un piccolo velivolo è precipitato sulla pista a 230 chilometri da Madrid, nello schianto sono morte le due persone a bordo. Le indiscrezioni parlano di un carico di hashish sull'aereo e di un veicolo che lo attendeva, con un arresto effettuato dalla polizia. [FIRMA]VALENTINA AVON BOLOGNA Hanno la faccia pulita di Michele, l'intenditore che riconosce lo scotch a occhi chiusi, un lavoro e un buono stipendio, del quale mediamente in cocaina se ne va il 20 per cento. Sniffano per curiosità, migliorare le prestazioni, divertirsi E per stare con gli altri, per il piacere di farlo, e perché qualcuno che la offre. Le più curiose sono le femmine, i più attenti alle prestazioni sono i maschi. Ai più giovani piace l'evasione. È uno dei profili che emerge da uno studio nazionale coordinato dall'Osservatorio epidemiologico sulle dipendenze dell'Asl di Bologna. Che per una volta non guarda solo ai consumatori conclamati, che si rivolgono ai servizi, o ai frequentatori di discoteche e rave. Nella sua prima fase, che ha coinvolto quasi duemila persone (età da 15 a 55 anni), gli intervistatori hanno guardato anche in università e feste private, bar e supermercati, sono andati tra gli estimatori della salamella alle feste dell'Unità come tra i fan di Beppe Grillo al V Day. Per studiare i significati attribuiti alle sostanze, la percezione del rischio, i comportamenti "protettivi" che fanno evitare guai. Sostanze illegali e legali: anche l'alcol è compreso. "La droga è una merce - spiega Raimondo Pavarin, a capo dell'Osservatorio - studi recenti mostrano che la decisione di usare stupefacenti si basa più su un processo razionale di valutazione degli effetti previsti, che su una reazione passiva al contesto nel quale una sostanza è disponibile". Ci si droga per piacere (l'effetto, ma anche il gusto), per benessere (rende allegri), per divertirsi (andare in discoteca ma anche solo passare la serata, a casa o al bar), socializzare, evadere e trasgredire, alterarsi, togliersi una curiosità. "L'alcol è la sostanza base. Delle sostanze illegali, la più utilizzata è la cannabis, seguita dalla cocaina". Oltre la metà delle intervistate si sono fatte, e un terzo si fa, le canne; degli intervistati è un'esperienza per i due terzi, continua per la metà. La coca l'ha usata nella vita quasi un quarto delle donne, l'uso nell'ultimo mese sfiora il 5 per cento, dato abbondantemente superato dagli uomini, un terzo dei quali l'ha usata nella vita. L'alcol, non sorprende, è esperienza comune e permanente per il 90 per cento di entrambi i sessi. Ciò che sorprende è che le motivazioni di chi sniffa sono le stesse di chi beve: il piacere, la socialità, il divertimento. Per la coca va aggiunto il miglioramento delle prestazioni (lavorative ma anche sessuali), per l'alcol un ruolo importante hanno il gusto, legato all'alimentazione, e la tradizione. Sono però entrambi aspetti riconosciuti dai più grandi, oltre i 25 anni. Per i più giovani il motore sta nello "sballo", che siano sostanze legali o illegali. Se c'è una differenza fra alcol e coca, va cercata nel reddito: se è alto, chi cerca piacere e divertimento si procura la coca, chi guadagna meno usa l'alcol. Ma come chi beve non lo fa sempre per stordirsi, anche tra chi sniffa c'è chi si controlla, e sono la maggioranza: due terzi degli amanti del genere hanno sniffato meno di dieci volte in un anno, il 10 per cento un paio di volte al mese, circa il 5 per cento la cocaina l'ha vista un paio di volte a settimana. Insomma, volendo forzare un po', ma neanche tanto, i dati, in appartamenti bene ammobiliati, messi a letto i bambini, dopo cena invece dell'ambrato bicchiere di scotch c'è chi non disdegna la coca. Il 60 per cento di chi la consuma, lo fa a casa. Poi magari esce, meno di un quarto però va a ballare, mentre il 10 per cento va a lavorare. Tra quelli che se la portano dietro, meno della metà la assume in contesti ricreativi, discoteche o altro, meno di un terzo sniffa al volo, per strada, il 20 per cento lo fa al bar, il 10 approfitta di una pausa al lavoro. Consapevoli dei rischi legali, i cocainomani si muovono in ambienti protetti anche nel procurarsela. Un po' meno consapevoli, o responsabili, appaiono i consumatori, non solo di cocaina, dei comportamenti a rischio. Un quarto degli intervistati ha infatti guidato nell'ultimo anno sotto l'effetto di qualche sostanza. Ma quasi la metà di loro ha guidato dopo aver bevuto. Va detto però che la passione a un certo punto se ne va: l'80 per cento dei cocainomani smette, in media dopo 4/5 anni, altrimenti arrivano i guai. Un terzo degli estimatori di cannabis e derivati si stufa dopo 8 o 9 anni. Di bere invece non si smette praticamente mai, la speranza è che l'auto resti in garage.

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La Resistenza secondo Grillo "Siamo noi i nuovi partigiani" (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Si è svolto a Torino il V2-Day sull'informazione La Resistenza secondo Grillo "Siamo noi i nuovi partigiani" TORINO - Un bagno di folla per Beppe Grillo nel V2-Day dedicato alla "libera informazione". Cinquantamila persone sotto un sole estivo (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno gremito piazza San Carlo a Torino, come nelle più riuscite manifestazioni sindacali. Molti meno i presenti nella vicina piazza Castello, dove si sono tenuti concerti e letture per la festa della Liberazione promossa dal Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza. Salendo sul palco, il comico genovese ha voluto unire con un filo le due piazze e i due periodi storici: "Abbracciamo e ringraziamo - ha detto Grillo - coloro che ci hanno permesso di essere oggi qui su questo palco. Grazie ai partigiani di 63 anni fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera informazione. Siamo la naturale continuazione dei nostri nonni" . Nel mirino del comico genovese, l'informazione, ma nei primi minuti del suo monologo i bersagli sono stati il Presidente della Repubblica e Silvio Berlusconi. "Napolitano - ha detto - dovrebbe essere il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti. Morfeo Napolitano dorme, fa il pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale andava fatto prima, non dopo le elezioni". E, riferendosi al nuovo presidente del consiglio, ha urlato: "Pensate se Obama da presidente fosse anche il proprietario della Fox, della Abc e di altre televisioni". Il comico è di nuovo ritornato sulla presenza degli inquisiti in Parlamento. Ha poi attaccato Confindustria, la legge 30 e con una battuta ha detto che mentre gli operai muoiono "i politici campano cento anni".

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<La raccolta firme è invalida? Un Vaffa... anche alla legge> (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

V-DAY 2. I "grillini" promuovono tre referendum. Ma c'è un problema "La raccolta firme è invalida? Un Vaffa... anche alla legge"     Gian Maria Maselli Il 25 aprile degli Amici di Beppe Grillo si chiama V-Day 2 e a Vicenza lo si è festeggiato in Campo Marzo, con concerti dalle 9 alle 20. Scopo dell'happening svoltosi in tutte le città italiane era raccogliere le firme necessarie a promuovere tre referendum per abolire l'ordine dei giornalisti, il finanziamento pubblico all'editoria e la legge Gasparri sulle tv. Al clima festoso non poteva però non unirsi quello più sanguigno di un Vaffa.. day, innescato da una domanda: i grillini stanno raccogliendo firme valide? Davide Marchiani, ex candidato sindaco della lista Vicenza comune a cinque stelle, risponde: "C'è una legge sbagliata che vieta di promuovere referendum entro i trenta giorni dalle elezioni politiche. Anticipare le elezioni è servito a mettere fuori gioco la nostra iniziativa preannunciata con largo anticipo". Ma chi va ai banchetti dei grillini in questa "giornata sull'informazione" viene informato della cosa? Marchiani rilancia: "Cercare di raccogliere oltre un milione di firme in un giorno mantiene un grande significato e dà un'indicazione popolare. Se l'iniziativa verrà boicottata con questo cavillo siamo pronti a tornare in piazza più numerosi di prima". E alle perplessità, i grillini vicentini rispondono con una controdomanda: "Se l'iniziativa è irregolare, perchè il Comune ci ha dato lo stesso i moduli vidimati per raccogliere le firme?". Mistero. Intanto gli Amici vicentini di Beppe Grillo confermano che nel ballottaggio per l'elezione del sindaco di Vicenza non voteranno né per Sartori né per Variati.

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V-day 2, in città cinquemila firme (sezione: Grillo)

( da "Brescia Oggi" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

IL 25 APRILE "ALTERNATIVO". Tre referendum del comico genovese per abolire l'ordine dei giornalisti, la legge Gasparri e i finanziamenti pubblici all'editoria V-day 2, in città cinquemila firme La proposta di Beppe Grillo fa breccia soprattutto tra i giovani Mille al parco Gallo, affollato il banchetto in corso Zanardelli  .

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Festa della Liberazione: in piazza musica e memoria (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Apr 0826 Festa della Liberazione: in piazza musica e memoria Pubblicato da Carlo Griseri alle 12:45 in Accade in città Festa della Liberazione ieri in Piazza Castello. A poche centinaia di metri dal V2 Day di Beppe Grillo (che ha attirato 50.000 persone da tutta Italia e di cui vi abbiamo dato ampli aggiornamenti) sul palco del 25 aprile si sono alternati gruppi musicali, letture di ex-partigiani, toccanti momenti di memoria personale e collettiva. Numericamente lo "confronto diretto" con la piazza di Grillo è stato nettamente a vantaggio di quest'ultimo: ma era prevedibile, il 25 aprile, ricordato in tutta Italia, a richiamato in piazza Castello solo i torinesi, per il comico genovese invece sono arrivati da tutto il Paese. Molta musica sul palco: i Marlene Kuntz sono stati in grado di attirare il maggior pubblico ("rubandone" anche a piazza San Carlo), ma molto apprezzati sono risultati i "resistenti" Yo Yo Mundi ed Eugenio Finardi. E' stata una bella giornata, i valori della resistenza e dell'antifascismo sono stati ribaditi ancora una volta, a 63 anni di distanza da quel 25 aprile 1945 che segnò la liberazione dell'Italia. Si è discusso a lungo se fosse giusto o meno avere due manifestazioni così importanti in contemporanea e a pochi metri di distanza, i pareri sono tanti e tutti leciti. Ieri però abbiamo visto migliaia di persone in strada a festeggiare, in un modo o nell'altro, fiumi di gente spostarsi da una piazza all'altra per "esserci", due piazze unite per lanciare un messaggio di presenza: è stato un bel 25 aprile qui a Torino. Abbiamo realizzato nell'occasione due video: nel primo, alcuni estratti della lunga giornata sul palco, con l'intervento di un ex deportato, superstite del secondo conflitto mondiale, e alcuni interventi musicali (tra gli altri Gianmaria Testa in "Bella ciao", canzone più volte ripetuta nella giornata anche da altri): Nel secondo video, uno dei momenti più intensi dell'intera giornata: "Bella ciao" cantata dagli Yo Yo Mundi con un arrangiamento decisamente riuscito: hghghg.

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A Torino sul palco del V2Day il 25 aprile Leo Pari, Piotta e Radici nel Cemento (sezione: Grillo)

( da "Musicalnews.com" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Rumours Pubblicato il 21/04/2008 alle 16:01:09 Commenti alla notizia: Leggi - Inserisci nuovo A Torino sul palco del V2Day il 25 aprile Leo Pari, Piotta e Radici nel Cemento di Paolo Ansali Leo Pari, Piotta e Adriano di Radici nel cemento saranno sul palco a Torino per suonare live il nuovo inno del V2 Day il 25 aprile a Torino. Leo Pari, Piotta e Adriano di Radici nel cemento saranno sul palco a Torino per suonare live il nuovo inno del V2Day. Leo Pari lo aveva già fatto per il primo V Day: una sorta di inno che era stato suonato a Bologna il 6 settembre scorso nel corso del Vaffanculo Day di Beppe Grillo che ha innestato il trend portentoso dell'antipolitica. Quest'anno ritorna in scena con V Day 2.0. Lo presenterà a Torino, il prossimo 25 aprile, nel corso della seconda edizione del V Day del famoso comico genovese. Questa volta Leo Pari ha fatto combutta per scrivere il secondo capitolo dell'inno del V Day con due artisti di grande profilo sia in ambito reggae (Adriano, vocalist di Radici nel cemento, gruppo storico della scena reggae romana) e hip hop (Piotta, di cui non servono presentazioni). LEO PARI Leo Pari è un'artista molto complesso nella sua semplicità, uno sperimentatore, un rigattiere della musica che prende pezzi di canzoni qua e là e li ri-assembla creando sculture musicali sempre nuove; Il suo genere? Non chiedeteglielo!! Il suo primo album "LP" (..come le mie iniziali, ma anche come i vecchi dischi di vinile, i long playing...) è un misto di rap scadente, rock parrucca, folk anemico e electropop sotterraneo. I suoi testi? Ricchi di metafore e giochi di parole possono spaziare da lucide analisi socio-politiche ("Impara", "Un Grillo Per La Testa ") ad allucinati nonsense esistenziali ("Vago Cammino") con ironia da risata breve ("L'uccello" " La Canzone All 'Incontrario"). Dopo le collaborazioni con Beppe Grillo ("V-Day, ci sei o non ci sei?") e con Cristicchi ("Vorrei cantare come Biagio" "L'Italia di Piero") Leo Pari sta realizzando un nuovo album, e parallelamente sta affrontando un tour in acustico, che lo vede esibirsi armato solamente di una chitarra, un'armonica, due corde vocali. PIOTTA Dopo le esperienze da DJ all'interno di alcune radio romane, inizia a scrivere e comporre testi rap. Il grande successo arriva nel 1999 con il singolo "Supercafone",tratto dall'album Comunque vada sarà un successo,che vincerà anche il disco di platino. Successivamente pubblica altri album,tra i quali spicca La Grande Onda, terzo album, ed il singolo omonimo entra nella top 20. Oltre ai due brani citati l'album contirene la struggente ballad "Sempre là". Nel 2005, fonda La Grande Onda, etichetta indipendente, impegnata nella ricerca e nel lancio di nuove realtà hip-hop emergenti. Nel 2007 conta già quattordici pubblicazioni, con ottimi riscontri sia dalla stampa specializzata sia da quella generalista. RADICI NEL CEMENTO Le RADICI NEL CEMENTO nascono a Roma nel 1993 come band che ha nel sangue i ritmi roots-reggae con venature ska e rocksteady. Dopo qualche anno di gavetta pubblicano il loro primo lavoro nel 1996 e iniziano a farsi conoscere anche in ambito nazionale. Nel 2001,per il loro terzo album "Alla Rovescia" vantano anche le collaborazioni di Madaski e Roy Paci,che roseguiranno anche per il successivo album "Ochhio!". Nel 2006 pubblicano "Ancora non è Finita", tra i quali spicca la canzone "Bella Ciccia",un inno contro l'anoressia e a favore delle ragazze "in carne". Ufficio stampa LUNATIK per LIFEGATE LABEL.

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V2Day, Grillo:raccolte 450.000 firme per referendum informazione (sezione: Grillo)

( da "Reuters Italia" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

MILANO (Reuters) - Circa 450.000 firme sono state raccolte ieri per i referendum contro il sistema dell'informazione durante il V2Day, il giorno di mobilitazione promosso dal comico genovese Beppe Grillo. Lo annuncia lo stesso Grillo nel suo blog, tra i più popolari della rete, all'indomani delle manifestazioni che si sono svolte a Torino e in altre città italiane. "Ieri a Torino eravamo in 120.000. Chi era presente lo sa e anche chi può informarsi in Rete", scrive Grillo, parlando del suo secondo "Vaffa-day", svoltosi ieri nella giornata della Festa della Liberazione. Il primo "Vday" di Grillo, che ha cavalcato l'onda del malcontento nei confronti del sistema politico in Italia, si era svolto in un'altra data simbolica, l'8 settembre, giorno della firma dell'armistizio tra l'Italia e gli alleati. Grillo ha tenuto il suo intervento a Torino, mentre anche in altre città italiane i suoi sostenitori, organizzati nei Meetup, raccoglievano le firme a sostegno dei tre referendum che chiedono l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del miliardo di euro all'anno di finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri sulle frequenze tv. "Hanno partecipato al V2 day almeno due milioni di persone. Le file ai banchetti erano lunghe il doppio dell'otto settembre. I primi dati delle firme raccolte sono di 450.000 firme. Nella storia repubblicana non è mai successo. Nessuno, nessuno è riuscito a raccogliere un numero simile di firme autenticate in un solo giorno", ha detto Grillo nel suo "post".

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IL PARTIGIANO GRILLO: NEL MIRINO COLLE, SILVIO E GIORNALISTI (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Il partigiano Grillo: nel mirino Colle, Silvio e giornalisti Torino. Gran folla per Beppe Grillo nel V2-Day dedicato alla "libera informazione". Circa cinquantamila persone sotto un sole estivo (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno gremito piazza San Carlo a Torino. Molti di meno i presenti nella vicina piazza Castello, dove si sono tenuti concerti e letture per la festa della Liberazione promossa dal Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza. Salendo sul palco, il comico genovese ha voluto unire con un filo le due piazze e i due periodi storici: "Abbracciamo e ringraziamo - ha detto Grillo - coloro che ci hanno permesso di essere oggi qui su questo palco. Grazie ai partigiani di 63 anni fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera informazione. Siamo la naturale continuazione dei nostri nonni". Nel mirino del comico genovese, l'informazione, ma nei primi minuti del suo monologo i bersagli sono stati il presidente della Repubblica e Silvio Berlusconi. "Napolitano - ha detto - dovrebbe essere il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti. Morfeo Napolitano dorme, fa il pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale andava fatto prima, non dopo le elezioni". Riferendosi poi al nuovo presidente del consiglio, ha urlato: "Pensate se Obama da presidente fosse anche il proprietario della Fox, della Abc e di altre televisioni". Ogni affondo di Grillo è stato sottolineato da un'ovazione, che rimbombava anche nelle vie adiacenti la piazza. "Siamo tanti, 100 mila, se ...la questura ci aiuta". Il comico ha salutato con entusiasmo solo quelle che lui definisce le "televisioni libere": Al Jazeera, Cnn, Bbc, la tivù australiana. È di nuovo ritornato sulla presenza degli inquisiti in Parlamento ("Sono 70 pregiudicati senza che nessuno abbia saputo niente", ha detto mentre scorrevano i loro nomi su uno schermo) e sul dramma delle morti bianche. Ha attaccato Confindustria, la legge 30 e con una battuta ha detto che mentre gli operai muoiono "i politici campano cento anni". A interrompere Grillo solo un messaggio registrato di Adriano Celentano: "Sono d'accordo Beppe. Non è un antipolitico. Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi per controbattere le falsità che ogni giorno ci propinano". Un saluto al mattatore del V2-Day è stato portato anche, di persona, dal magistrato di Catanzaro, Luigi de Magistris mentre non si è visto il gip di Milano Clementina Forleo. "Quella gran donna - ha spiegato il comico genovese - non è potuta venire a Torino". La chiusura è stata affidata a Marco Travaglio.

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25 APRILE, SCONTRO BERLUSCONI-VELTRONI FISCHI A BAGNASCO (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

25 aprile, scontro Berlusconi-Veltroni Fischi a Bagnasco MARIA PAOLA MILANESIO Roma. Silvio Berlusconi lo aveva anticipato: "Il 25 aprile lavoro, lavoro, lavoro". E, infatti, il prossimo premier ha dedicato buona parte della Festa della Liberazione a mettere a punto la squadra di governo. Ma nel via vai di ieri a Palazzo Grazioli non è sfuggita la visita del neoeletto senatore del Pdl Giuseppe Ciarrapico, l'editore ciociaro che non ha mai rinnegato le sue simpatie per il fascismo. Il Pd insorge, definisce il gesto "grave", perché rappresenta "uno sfregio nei confronti dei democratici". "Berlusconi ha voluto celebrare la Festa della Libertà ricevendo chi stava dalla parte di chi la libertà la toglieva. Un atto dal significato politico abbastanza evidente", è il commento amaro di Walter Veltroni. Nel centrosinistra c'è sdegno, tanto più perché il Cavaliere da sempre ha mostrato di non amare molto questa giornata. Ma se quando sedeva a Palazzo Chigi erano le sue assenze alle celebrazioni ufficiali a essere motivo di scontro, ieri è stata la visita di Ciarrapico a suscitare lo sdegno del centrosinistra. Dal quartier generale del futuro premier, Paolo Bonaiuti e Fabrizio Cicchitto fanno sapere che a Palazzo Grazioli ieri sono state ricevute 30 persone: "È stata una mattinata di lavoro intenso. Ma Veltroni è ancora stordito dalla sconfitta e tenta di replicare una polemica elettorale di basso livello". Poco dopo è una nota dello stesso leader del Pdl a chiarire la sua posizione: "Credo che oggi ci siano le condizioni storiche e politiche perché questo 25 aprile, che indica il ritorno dell'Italia alla libertà e alla democrazia, possa rappresentare un salto di qualità verso la definitiva pacificazione nazionale". Non cita Luciano Violante (che nel 1996, nel suo discorso di insediamento alla presidenza della Camera, invitò a riflettere anche sulle "ragioni dei vinti"), ma è nel solco allora aperto non senza polemiche dall'esponente diessino, che si colloca Berlusconi. "Quando esponenti della sinistra hanno invitato a capire le ragioni dei ragazzi di Salò e a saldare il debito con chi finì nelle foibe, hanno indicato la strada giusta. Togliere quei veli non può in qualche modo ledere l'orgoglio di chi combattè per la libertà contro la tirannia", conclude il Cavaliere, negando che questa lettura del passato sia da interpretare come revisionismo storico. A sinistra non condividono affatto. "Non va dimenticato mai da dove arriva questa libertà e questa democrazia. La dobbiamo ai partigiani di ogni colore, non certo a chi stava dalla parte della Germania hitleriana", stigmatizza Veltroni. Per il candidato sindaco di Roma Francesco Rutelli "il 25 aprile è una festa di tutti, a parte che si sappia da che parte era la ragione della storia e da che parte la barbarie". Per la Sinistra Arcobaleno, con Nichi Vendola, "c'è un establishment che cerca di depotenziare il valore simbolico di quest'anniversario". Il timore diffuso è che si ricrei un clima di divisione nel Paese, di cui le contestazioni di ieri, durante alcuni cortei, potrebbero essere un primo sintomo. A Roma, Milano e anche a Genova - qui poco prima dell'arrivo del capo dello Stato Giorgio Napolitano - si sono registrate proteste contro ex deportati, contro Confindustria ed esponenti politici. Nella città ligure ne è stato bersaglio il cardinale Angelo Bagnasco, fischiato mentre raggiungeva a piedi la piazza dove era in programma la manifestazione. Al presidente dei vescovi, a suo tempo criticato per le sue prese di posizione sui Dico, la solidarietà del leader Udc Pier Ferdinando Casini e del ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni. "I fischi a Bagnasco sono una macchia nera su questo 25 aprile", dice Casini. Per Fioroni si tratta di "un gesto odioso e offensivo, un atto di grave intolleranza". "Gli insulti e i fischi costituiscono un grave e vergognoso atto di intolleranza. Da An piena solidarietà al presidente della Cei", dichiara Andrea Ronchi. Manifestanti in corteo per celebrare il 25 aprile A destra il capo dello Stato Giorgio Napolitano A sinistra il cardinale Angelo Bagnasco Nella foto in basso: Beppe Grillo a Torino.

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MANIFESTANTI IN CORTEO PER CELEBRARE IL 25 APRILE A DESTRA IL CAPO DELLO STATO GIORGIO NAPO (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Manifestanti in corteo per celebrare il 25 aprile A destra il capo dello Stato Giorgio Napolitano A sinistra il cardinale Angelo Bagnasco Nella foto in basso: Beppe Grillo a Torino.

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IL V2 DAY (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

IL "V2 DAY" Nel corso del "V2-Day" a Napoli non si poteva non parlare dell'emergenza rifiuti. In attesa del collegamento da Torino, infatti, alcuni simpatizzanti di Beppe Grillo si sono ritrovati in piazza Dante dove sono stati allestiti i banchetti per la raccolta delle firme per una "libera informazione" (circa 30mila le adesioni raccolte) ma dove sono stati proiettati anche brevi filmati sull'emergenza rifiuti.

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C'è SEMPRE UN GIORNALISTA NEL MIRINO DEI NEMICI DELLO STATO : LO HA RICORDATO I (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

"C'è sempre un giornalista nel mirino dei nemici dello Stato": lo ha ricordato il segretario dell'Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino. Iacopino, in una lettera inviata agli organi di informazione, ha collegato la riflessione sul ruolo dei giornalisti con le rivendicazioni espresse nel V2-Day di Beppe Grillo, in cui si chiede tra l'altro l'abolizione dell'Ordine professionale. "La vita ci regala singolari coincidenze. In occasione del primo V Day ero a Palermo - ha ricordato Iacopino - per una manifestazione di solidarietà con Lirio Abbate, minacciato dalla mafia. Oggi c'è il secondo V Day e sono a Caserta per testimoniare da quale parte è schierato l'Ordine dei giornalisti con i suoi iscritti: da quella di Rosaria Capacchione, minacciata dalla camorra".

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MILLE FIRME PER IL V-DAY DI GRILLO (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

L'INIZIATIVA GIULIO FINOTTI La prima firma per il secondo V-Day voluto da Beppe Grillo, a Caserta l'ha messa Raffaele, uno dei ragazzi del Meetup, quando lo stand era già pronto. Da poco erano passate le 8 del mattino. Il gazebo messo a disposizione da don Michele Cicchella era già in piedi. Alla fine di una giornata molto lunga per gli "Amici di Beppe Grillo", le firme erano circa un migliaio. A fermarsi e sottoscrivere l'appello gente di tutte le età. Circa 400 a ora di pranzo, il grosso arriva nel pomeriggio. Un numero di firme inferiore rispetto a quelle raccolte per il primo Vaffa-Day, che furono 1.302, ma viste le contingenze, dicono dal Meetup, "si tratta comunque di un risultato soddisfacente". La bella mattina di sole in un giorno di festa, ha fatto si che molti passassero fuori la giornata, "mentre in occasione del primo V-Day via Mazzini era piena di gente". "Inoltre - dicono Raffaele, Mimmo e Peppe del Meetup di Caserta - questa volta i banchetti sono stati organizzati anche a Marcianise e Maddaloni" mentre lo scorso 8 settembre, quando in tutte le piazze d'Italia si raccolsero oltre trecentomila firme, in provincia di Caserta vi era solo il banchetto di via Mazzini. Domenica prossima inoltre si replicherà con uno stand a Santa Maria Capua Vetere. E in via Mazzini ieri ha rimbombato la voce di Beppe Grillo per tutta la giornata, grazie a un televisore posto su un lato della strada che ha trasmesso la giornata di Grillo a Torino, piazza centrale dell'evento dedicato all'informazione, con tanto di collegamenti in molte piazze italiane. Le proposte che si chiedeva di sottoscrivere questa volta erano tre: abolizione dell'ordine dei giornalisti, abolizione del finanziamento pubblico all'editoria e abolizione della legge Gasparri.

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Grillo: noi i nuovi partigiani (sezione: Grillo)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Primo Piano Pagina 103 V2-Day a Torino e in tutt'Italia contro una stampa "degna di Pol Pot" Grillo: noi i nuovi partigiani V2-Day a Torino e in tutt'Italia contro una stampa "degna di Pol Pot" --> TORINO "No a un'informazione degna di Ceausescu e di Pol Pot": Beppe Grillo chiama e decine di migliaia, ancora una volta, hanno risposto in 450 piazze italiane, e in 15 città all'estero, per il secondo Vaffa day. L'iniziativa del "re dei blog" ha preso il via ieri mattina in tutta Italia con i banchetti che hanno raccolto decine di migliaia di firme per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, della legge Gasparri e del finanziamento pubblico all'editoria. Il "cuore" della festa è stata Torino, una delle città simbolo della Resistenza, che il comico genovese ha scelto per portare sul palco le sue provocazioni e le sue invettive (attacca Berlusconi, Gasparri e polemizza con Napolitano e i giornalisti camerieri). Nel capoluogo piemontese sono accorsi in cinquantamila per lo più giovani e giovanissimi. "Dedichiamo questa manifestazione - ha esordito Grillo sul palco - a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza: siamo noi i nuovi partigiani, la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori, di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera o quasi". Poi, a tarda sera, il commiato: "Oggi è iniziato qualcosa che porteremo avanti con le liste civiche. Ragazzi dai 20 ai 40 anni entreranno nei Comuni - ha detto - Si inizia da lì la politica. Saremo cittadini informati dentro i Comuni". Poi ha congedato il pubblico dicendo: "Siete stati meravigliosi. Non c'è stato alcun incidente. Se vi portate via l'immondizia siete perfetti". A Genova banchetti divisi, tra le due "anime" dei sostenitori di Beppe Grillo. In piazza della Vittoria, in centro, sono riuniti i cosidetti MeetUp2, che rivendicano l'indipendenza da ogni partito; in piazzale Kennedy, sul lungomare, si sono invece sistemati i MeetUp1, accusati dai primi di essere vicini all'Italia dei Valori. Tra i tanti a firmare ieri mattina in Largo Cairoli, a Milano, per il referendum sull'informazione, c'era proprio il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro. A Bologna sono state raccolte duemila firme, con gente in coda lungo i due lati di piazza Verdi e un clima da happening pre-estivo con bottiglie di Vaffancola e le vignette satiriche di Zap&Ida. Oltre all'informazione, a Napoli non si poteva non affrontare il tema dell'emergenza rifiuti. Nel corso della giornata i simpatizzanti di Beppe Grillo hanno proiettato anche brevi filmati sulla questione della monnezza in Campania. A Cagliari oltre un migliaio di firme raccolte fino al primo pomeriggio; il meet-up ha sistemato i banchetti sulla terrazza del Bastione, ma anche in riva al mare.

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Vaffa 2, sì da 1250 vicentini (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Ma le firme raccolte dagli Amici di Grillo rischiano di essere invalidate Vaffa 2, sì da 1250 vicentini (la.pi)Sono 1250 i vicentini che ieri si sono pronunciati a favore di una informazione libera. Ma l'esito della raccolta firme del secondo Vaffa-Day potrebbe risultare nullo. Molti di coloro che si sono avvicinati ai banchetti allestiti in Campo Marzo dai grillini del Meet up di Vicenza per dire sì all'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, a quella dei contributi pubblici all'editoria e della legge Gasparri sull'emittenza telvisiva, forse non sanno che il loro appello potrebbe rimanere inascoltato. In base ad una legge del '70, infatti, non è possibile depositare richiesta di referendum nei sei mesi successivi al periodo elettorale, e questo getta ombre sull'iniziativa cui ieri Beppe Grillo ha fatto da traino in centinaia di città italiane. Tuttavia, il gruppo degli Amici di Grillo di Vicenza non sembra temere più di tanto le conseguenze: "Se le firme saranno invalidate, ci prepareremo ad un atto di rivoluzione", avverte Davide Marchiani, ex candidato sindaco di Vicenza che, chiusa l'esperienza, si è di nuovo lanciato sulle battaglie grilline. "Questa data era stata fissata prima che venissero sciolte le Camere. Non ci interessa che le firme non siano valide. Spostare una iniziativa di tale portata sarebbe stato molto difficile". Gli organizzatori si concentrano sul numero registrato e sul successo della festa di ieri, con gruppi musicali che hanno suonato nel corso dell'intera giornata: "Considerando che abbiamo scontato il fatto che si trattava di un giorno di festa e coincidesse per molti con un ponte, siamo soddisfatti". I numeri registrati ieri per Marchiani sembrano logica conseguenza del fatto che "siamo raddoppiati come iscritti, come persone che partecipano agli incontri e al blog". Merito, dicono, anche dei contenuti dell'appello: "L'informazione è la prima cosa. Più del 50\% degli italiani ha la coscienza assopita. Ecco perché siamo per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti che ha creato una casta autoreferenziale, mentre informare è un diritto di tutti. Il giornale più letto al mondo infatti è coreano ed è scritto da semplici cittadini. Siamo inoltre per cancellare il finanziamento pubblico all'editoria che costa un miliardo di euro all'anno e per abolire la legge Gasparri che consegna le televisioni a un gruppo privato come Mediaset e ai partiti". "L'informazione a Vicenza? Ci sembra sia pilotata. Informazione è anche avere la possibilità di installare una web cam in consiglio comunale. Iniziativa approvata dal consiglio comunale, ma mai attuata".

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I "grillini" fanno incetta di firme per chiedere tre referendum (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione numero due del V-Day puntato all'informazione e al possesso dei mass media I "grillini" fanno incetta di firme per chiedere tre referendum (n.a.) Meno "vaffa", più informazione contro la "disinformazione" e qualche firma in più nel secondo V-day a Rovigo. Dedicato stavolta a "liberare l'informazione dalla schiavitù della politica", sono state raccolte quasi duemila firme (dicono gli organizzatori) per tre referendum. Temi: abolire l'Ordine dei giornalisti, il finanziamento pubblico all'editoria e l'abolizione della legge Gasparri. In corso del Popolo e in piazzale Di Vittorio, con Beppe Grillo proiettato su maxischermo in diretta da Torino, la manifestazione è rimasta defilata per le celebrazioni del 25 aprile. I volontari dell'Associazione Amici di Beppe Grillo di Rovigo avevano richiesto piazza Garibaldi, ma il diniego del Comune, riferiscono i "grillini", è stato motivato dalla "contemporaneità delle manifestazioni per la Liberazione. "Non ne abbiamo viste in piazza Garibaldi: ci dispiace essere stati spediti in piazzale di Vittorio, perché stiamo lottando per la libertà di espressione e d'informazione: due temi comuni con chi scelse, contro la dittatura fascista, la democrazia e la libertà". La dittatura di oggi, secondo gli Amici di Grillo, è l'informazione controllata. Da qui le petizioni per i tre referendum, scelti dai manifestanti e dai firmatari del V-day 2 come "passi" utili a liberare l'informazione. Perché il diritto all'informazione "sta sempre più diventando lo specchio della politica: non rappresenta più la voce della pubblica opinione". Nel frattempo gli Amici di Grillo si preparano a sollecitare il Comune sui temi del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili".

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Vizi privati e pubbliche virtù (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Vizi privati e pubbliche virtù di Alessandro Di Carlo, da molti definito il nuovo Beppe Grillo, di scena stasera alle 21 al teatro comunale di Adria con "Tanto per ridere". L'evento, promosso dall'associazione "Contro il cancro per amore", in collaborazione con l'Ail Rovigo, con il patrocinio della Regione e del Comune vedrà protagonisti oltre al comico romano anche Roberto Midiani e la Witz Orchestra.Di Carlo spesso si fa portavoce dell'insoddisfazione del popolo: prende in giro i potenti, beffeggia i prepotenti con fine sarcasmo ed intelligenza suscitanto negli spettatori dubbi e domande. In sintesi si trasforma ed amplifica la voce dei deboli. La sua carriera artistica nasce nel 1994 quando vince il X concorso nazionale della comicità "Cabaret amore mio" a Grottammare. Poi l'approdo allo Zelig, il celebre locale milanese, tempio del cabaret. Due anni dopo la consacrazione televisiva sancita dalle partecipazioni alle trasmissioni Pazza Famiglia, Numero Uno e La Testata. Partecipazioni che si sussegono alla fine degli anni '90: Zelig, Geo e Geo, Facciamo Cabaret e Momenti di Gloria.

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Oltre 400 firme per i referendum dei "Grillini" (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

V2 DAY INFORMAZIONE LIBERA Oltre 400 firme per i referendum dei "Grillini" (d.b.) Il "V2 Day" di Beppe Grillo puntava sullo slogan "libera informazione in un libero stato" e non a caso si è celebrato ieri in concomitanza con l'anniversario della Liberazione. Evidente il duplice richiamo dell'iniziativa a libertà conquistate e da conquistare.La bella giornata festiva ha in parte rallentato l'affluenza dei cittadini al gazebo allestito in piazza dei Martiri, anche se gli organizzatori si sono dichiarati soddisfatti dell'esito della raccolta delle firme per i tre referendum che chiedono l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri sull'emittenza radiotelevisiva. A conclusione delle operazioni ieri, alle 18, erano state superate le 400 firme. All'invito a firmare molti cittadini hanno chiesto ulteriori informazioni e qualcuno ha anche opposto rifiuto. "E' giusto che sia così, questa è libertà. Noi ci poniamo all'attenzione di tutti come un'associazione ad esclusivo servizio dei cittadini - ha sottolineato il coordinatore Stefano De Barba -, fuori dall'agone dei partiti e del tutto trasversale". Per tutta la giornata ai tavoli hanno lavorato una decina di "grillini" con tanto di maglietta-slogan. Sono una parte di quei 112 bellunesi, di vari centri del territorio provinciale, oggi iscritti all'associazione che è stata regolarmente costituita due anni fa.

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IN BREVE (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

V2-DAYRaccolte1200 firmein regioneSono circa 700 le firme raccolte tra giovedì e venerdì a Trieste, e 500 quelle raccolte a Udine, per il V2-Day promosso da Beppe Grillo. Lo ha riferito un portavoce del gruppo giuliano che sostiene le iniziative del comico genovese. Anche in Friuli Venezia Giulia fino a oggi si firma nei banchetti per la proposta di tre referendum abrogativi per l'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, dell'ordine dei giornalisti e della legge Gasparri. I banchetti del V2-Day sono stati posizionati anche a Cervignano e Lignano. FIDASGlobuli rossi,autosufficienzaentro due anniUn paio d'anni per l'autosufficienza dei globuli rossi, un tempo più lungo per il plasma: sono gli obiettivi della Fidas (Federazione italiana associazioni donatori di sangue) proposti ieri a Udine, al 47. Congresso della federazione, dal presidente Aldo Ozino Caligaris. "L'autosufficienza nazionale di sangue è un concetto dinamico - ha spiegato Caligaris - perché aumentano sicuramente le donazioni, ma parallelamente anche i consumi di sangue. Per questo il Programma nazionale, condiviso con il ministero della Salute, propone alcune tappe. Per quanto riguarda il plasma ad esempio - ha detto ancora Caligaris - abbiamo una carenza del 40\%. Quest'anno puntiamo a migliorare dell'8\% questo dato". Il presidente della Fidas ha poi detto che "l'organizzazione si impegnerà in questi anni nei confronti delle donne e dei giovani per sensibilizzarli al dono.MUSICAStudiosulle "voci"regionali¨Molti cori e cantanti solisti, professionisti o amatoriali della nostra regione sono stati coinvolti nello studio del cordenonese Claudio Sacilotto, specialista in otorinolaringoiatria e audiologia, incaricato di alta specializzazione di chirurgia del naso e dei seni paranasali nella Clinica otorinolaringoiatrica dell'Azienda Ospedaliero Universitaria di Udine. Lo studio si propone di individuare le relazioni tra fattori di ordine fisico, emotivo e ambientale relative al cantante stesso.

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Tanta gente in coda e migliaia di firme raccolte per i tre referendum dal "grilli" veneziani (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

IN PIAZZA FERRETTO Tanta gente in coda e migliaia di firme raccolte per i tre referendum dal "grilli" veneziani (m.b.) I "grilli" veneziani hanno fatto il pieno di firme. Anche A Mestre, oltre a Venezia centro storico, sono arrivati ieri i gazebo dei seguaci del comico genovese in occasione del V-day2 che si è celebrato a Torino, stavolta tutto incentrato sul tema informazione. Al pari di quanto accaduto in altre 460 piazze d'Italia, ieri per tutta la giornata dalle 9 di mattina alle 9 di sera i rappresentanti del Meetup Venezia, il sito collegato al blog del sito ufficiale di Beppe Grillo (www.grillivenezia.org, da poco registrato ma già molto attivo) hanno raccolto le firme in piazza Ferretto per le tre proposte di referendum popolari (ne servono 500.000 perché il quesito possa venire accolto) proposti da Grillo, mirati all'abolizione dell'Ordine di giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri che regola il sistema radiotelevisivo.Dall'apertura e sino a sera, moltissima gente, attirata in piazza anche dalla bella giornata di caldo e di sole (anche se a metà pomeriggio è piovuto), si è pazientemente messa in coda davanti ai quattro gazebo appositamente allestiti, per mettere la propria firma sui moduli predisposti da una quindicina di "grilli" veneziani che si alternavano ai tavoli nella raccolta. Alla fine le firme sono state alcune migliaia: "Noi siamo pienamente soddisfatti - dice Enrico Scantamburlo, 29 anni, studente-lavoratore, animatore del Meetup veneziano (altri tre ne sono sorti a San Donà, Chioggia e Riviera del Brenta), che conta 650 iscritti al sito - avevamo già fatto incetta di firme anche a settembre, quando con un gazebo solo ne avevamo raccolte 3mila e a metà pomeriggio i moduli erano esauriti. Qui la risposta è stata molto più forte: appena arrivati c'era già chi chiedeva di firmare prima ancora che finissimo di montare i gazebo. Significa che la gente su questi temi è molto sensibile".

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Grillo: noi i partigiani della libera informazione (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

IN 50MILA AL V2-DAY DI TORINO Grillo: noi i partigiani della libera informazione TorinoUn bagno di folla per Beppe Grillo nel V2-Day dedicato alla "libera informazione". Cinquantamila persone sotto un sole estivo (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno gremito piazza San Carlo a Torino, come nelle più riuscite manifestazioni sindacali. Molti meno i presenti nella vicina piazza Castello, dove si sono tenuti concerti e letture per la festa della Liberazione promossa dal Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza.Salendo sul palco, il comico genovese ha voluto unire con un filo le due piazze e i due periodi storici: "Abbracciamo e ringraziamo - ha detto Grillo - coloro che ci hanno permesso di essere oggi qui su questo palco. Grazie ai partigiani di 63 anni fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera informazione. Siamo la naturale continuazione dei nostri nonni".Nel mirino del comico genovese, l'informazione, ma nei primi minuti del suo monologo i bersagli sono stati il presidente della Repubblica e Silvio Berlusconi. "Napolitano - ha detto - dovrebbe essere il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti. Morfeo Napolitano dorme, fa il pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale andava fatto prima, non dopo le elezioni". E, riferendosi al nuovo presidente del Consiglio, ha urlato: "Pensate se Obama da presidente fosse anche il proprietario della Fox, della Abc e di altre televisioni". Il comico ha salutato con entusiasmo solo quelle che lui definisce le "televisioni libere: Al Jazeera, Cnn, Bbc, la tv australiana". È di nuovo ritornato sulla presenza degli inquisiti in Parlamento ("Sono 70 pregiudicati senza che nessuno abbia saputo niente" mentre scorrevano i loro nomi su uno schermo) e sul dramma delle morti bianche. Ha attaccato Confindustria, la legge 30 e con una battuta ha detto che mentre gli operai muoiono "i politici campano cento anni". A interrompere Grillo solo un messaggio registrato di Adriano Celentano: "Sono d'accordo Beppe. Non è un antipolitico. Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi per controbattere le falsità che ogni giorno ci propinano". Chiusura affidata ad un cronista doc, Marco Travaglio: "Continuate a cercare i buoni giornalisti, continuate a volere bene all'informazione, fate amicizia con i giornali e proteggeteli perché proteggendo loro proteggete anche voi stessi".

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V2 Day il giorno dopo: un popolo consapevole che ci crede ancora (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Apr 0826 V2 Day il giorno dopo: un popolo consapevole che ci crede ancora Pubblicato da Marilena De Giorgio alle 13:15 in Accade in città, Attualità cittadina, Il fatto Vi abbiamo raccontato Torino in questo trascorso 25 Aprile di Liberazione, tra ricordo della Resistenza e lotta per una più Libera Informazione. Lo abbiamo fatto dal retropalco, in mezzo alla gente, chiedendo a chi lo ha organizzato. Forse meno urlato (anche nelle intenzioni del comico-mattatore Beppe Grillo), forse meno incisivo (anche solo perchè V Day bis e come tutte le ripetizioni, già visto), ma non meno vigoroso e niente affatto qualunquista per i cittadini che vi hanno partecipato e che abbiamo intervistato. Vi abbiamo raccontato le due piazze senza opporle, ma facendole dialogare, convinti che l'una (quella paventata come sovversiva) sia stata "la naturale continuazione dell'altra, la continuazione di quei valori" di Resistenza e lotta. Come ha detto il comico dal palco ad averlo il coraggio che hanno avuto i combattenti per la libertà, morti caduti in battaglia. La riflessione che vi proponiamo nasce dal fatto di esserci stati ed avere visto. Aver visto che non è stato solo un "Vaffanculo" ai politici inquisiti, ai giornalisti ed ai giornali prezzolati e servi del potere (gridato, all'unisono, in coro in maniera liberatoria e condivisa); non solo accuse al capo dello Stato ed ai partiti di governo (come nelle cronache dei telegiornali di ieri sera ci è stato mostrato). E' stata l'occasione per riflettere sulla mafia e la lotta di un calabrese che denuncia il pizzo e grida allo Stato il diritto alla vita, come nel caso di Pino Masciari; sulla Tav, sulle morti bianche, sull'inceneritore, sulla base Dal Molin di Vicenza, sulla giustizia con il collegamento in diretta del magistrato Luigi De Magistris. Comunque la si pensi, dal palco sono state diffuse informazioni fuori dai circuiti tradizionali. E' stata una giornata calda, molto calda. Torino ha accolto decine di migliaia di persone, molte delle quali provenienti da altre regioni d'Italia, con un sole estivo. Nonostante il tentativo di presentare le due manifestazioni come opposte e stridenti, ci è parso che tutto si sia svolto nel rispetto della libertà di parola di ognuno e con un continuo interscambio di pensieri e persone tra le due piazze. Fin dal mattino i membri dell'organizzazione, prevedendo una partecipazione di massa, si preoccupavano di provvedere ad un adeguato rifornimento d'acqua, in previsione di un grande afflusso di persone. Questa previsione si è rivelata azzeccata: alle ore 15.00, piazza San Carlo si presentava gremita come in poche altre occasioni. Una stima approssimata può indicare tra gli 80.000 e 100.000 i presenti, benché i media ufficiali indichino stime variabili tra le 20.000 e 40.000 unità. La popolazione presente era composta in prevalenza da under 40, famiglie con bambini piccoli, gente in bici, ragazzi; meno numerosi invece gli anziani. Il popolo dei grillini era in piazza San Carlo, come in altre 450 piazze in Italia ed altre 15 nel mondo, in coda a firmare per i tre quesiti. Consapevole anche che la propria dimostrazione di partecipazione potrà essere cestinata e messa in un cassetto, ma sarà comunque valsa la pena.

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Grillo: "Raccolte 450mila firme" (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

TORINO "Ieri a Torino eravamo in 120mila. Chi era presente lo sa e anche chi può informarsi in Rete. C'erano tutte le televisioni più importanti del mondo, dalla BBC a Al Jazeera. Loro racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno il fascismo dell'informazione". Beppe Grillo torna a dividere il mondo in "noi", i suoi fedeli, e "loro", il mondo dei media e del "potere" in generale, e ringrazia quanti hanno partecipato, in loco o collegati, al secondo V-day: "Almeno due milioni di persone". "Le file ai banchetti - racconta sul suo blog il comico-guru - erano lunghe il doppio dell'otto settembre. I primi dati sono di 450mila firme raccolte. Nella storia repubblicana - afferma - non è mai successo. Nessuno, nessuno è riuscito a raccogliere un numero simile di firme autenticate in un solo giorno". "Non cercate l'informazione nei giornali o nelle televisioni, cercatela in Rete. Non esistono giornalisti buoni o giornalisti cattivi. Esiste - osserva - un'informazione di regime o la verità. Voi siete giornalisti. Voi siete Beppe Grillo. Pubblicate le foto e i video di questo bellissimo 25 aprile in Rete, sui vostri blog, su Youtube. Grazie, Grazie, Grazie. Siete stati fantastici. Loro non molleranno mai, noi neppure. Per un nuovo Rinascimento". LINK + Torino, due piazze e un solo show + L'ira del sindacalista zittito "Beppe è come Berlusconi" + Folla in piazza per il "Vaffa" di Grillo OPINIONI Tutti in festa ma divisi MATTIA FELTRI.

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<Numeri gonfiati>: questa volta Grillo fa il "politico" (sezione: Grillo)

( da "KataWeb News" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

"Numeri gonfiati": questa volta Grillo fa il "politico" 26 aprile 2008 alle 14:11 - Fonte: unita.it - 0 commenti Beppe Grillo fornisce sul suo blog i "veri" numeri del V-day contro i giornalisti. Per il comico 120mila persone in piazza a Torino, due milioni di partecipanti totali, 450mila firme raccolte per i tre referendum. Ma i suoi lettori sono i primi a contraddirlo: "Cifre gonfiate, così la gente non ci crede più".

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Oltre 500 firme raccolte dai grillini (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

VAFFADAY2 A VERBANIA Oltre 500 firme raccolte dai "grillini" Raccolte 530 firme, ieri dalle 9 alle 19 in piazza Ranzoni a Verbania Intra, nel corso del "V2 Day" promosso dal movimento di Beppe Grillo. A sostegno di tre referendum per l'abolizione dei finanziamanti pubblici a giornali di partito, dell'Ordine dei Giornalisti e del duopolio politica-editoria televisiva Mediaset, la raccolta di firme proseguirà anche oggi.

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"Me ne vado dall'Italia" (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

MARIA FIDA MORO RIBADISCE LA SUA VOLONTA' DI EMIGRARE "Me ne vado dall'Italia" TORINO Maria Fida Moro vuole lasciare l'Italia. A pochi giorni dal trentennale dalla morte del padre, la primogenita dello statista ucciso dalle Br, annuncia dal palco di Beppe Grillo, a Torino, l'addio a "questo Paese che ho amato tanto, ma è un Paese diverso da quello in cui sono cresciuta, è diventato privo di memoria e compassione". Nel suo ricordo "regalato" al popolo del V2-day sottolinea più volte le parole "memoria" ("Giorno dopo giorno vogliono cancellare la memoria di mio padre") e "verità" ("La gente si emoziona per mio padre per quel suo bagliore di verità, che è il motivo per cui è stato ucciso"), sono stati i motivi che l'hanno portata a parlare "ovunque mi abbiano consentito", spiega. Prima da Chiambretti, ora da Grillo: perché? "Da Chiambretti è stato l'unico posto in 30 anni dove mi hanno consentito di dire quello che volevo. E da Grillo sono venuta perché ogni volta che posso avere la voce io me la prendo. E qui c'è libertà di espressione", Maria Fida Moro parla prima e dopo l'intervento pubblico. Vuol davvero lasciare l'Italia? O è un altro momento di sconforto? "Certo che voglio andarmene, l'avevo già anticipato, lo ribadisco, lo farò". Quando? "Ancora un po' di tempo. Andrò lontano, nella galassia". Maria Fida è una donna sola, e lo racconta al V2-day: "Sono sola, io non ho un partito, ho il mio Luca, angustiato per me, per la mia continua ricerca della verità, siamo oggetto di attacchi sgarbati e gratuiti". Dove andrà? A quale Paese sta pensando? Allarga le braccia. "Lontano" mormora.\.

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[FIRMA]MAURIZIO TROPEANO Beh, c'è più gente di quanto potessimo immaginare&# (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

[FIRMA]MAURIZIO TROPEANO "Beh, c'è più gente di quanto potessimo immaginare". Piazza Castello, ore 15 e 45 di ieri. I Banana Tacos, un giovane gruppo musicale, stanno finendo di suonare e uno degli organizzatori parla all'orecchio di Roberto Placido, vicepresidente del Consiglio regionale e regista di questo concertone del 25 Aprile per comunicare la sua soddisfazione. Dietro le transenne ci sono alcune centinaia di persone. Diventeranno migliaia, almeno cinquemila, nel corso del pomeriggio. Impossibile reggere la concorrenza di Beppe Grillo e del suo V2-day ma il successo di questa iniziativa sta nella formula: un mix di musica e parole per questo passaggio di consegne tra i partigiani e i giovani delle scuole superiori "si, ci voleva questa musica per farci sciogliere un po'", spiega soddisfatto Luciano Nardo dell'Anpi di Barriera di Milano. Erano anni, forse decenni, che Torino non celebrava il 25 Aprile in piazza. L'ha fatto ieri sotto il pressing del comico genovese che ha fatto smuovere le istituzioni. E lo farà anche l'anno prossimo con o senza Grillo. Il concertone, infatti, farà il bis nel 2009 perché "è stato un grande successo lo ripeteremo", annuncia Davide Gariglio, presidente del Consiglio regionale. Di fatto una "scommessa vinta perché oggi nessun politico sarebbe in grado di portare in piazza più gente del comico", spiega Placido. E sul palco, infatti, non sono saliti i politici ma gruppi musicali, partigiani e studenti delle scuole superiori. In piazza Castello non si sono visti né il sindaco, Sergio Chiamparino, e nemmeno la presidente della Regione, Mercedes Bresso. Sono passati tanti consiglieri comunali, provinciali e regionali. Un paio di parlamentari del Pd. Tra cui Stefano Esposito, messo sotto accusa dai grillini perché come presidente della società raccolta rifiuti vuole l'inceneritore a Settimo. Il neodeputato replica: "Sono pronto ad un confronto pubblico per spiegare il perché si debba costruire l'inceneritore. Il rischio è di vedere le nostre strade invase dai rifiuti come a Napoli". Confusi in mezzo alla gente anche gli intellettuali che hanno firmato l'appello ai torinesi a partecipare all'evento da Gustavo Zagrebelsky a Carlo Federico Grosso. E poi Franzo Grande Stevens anche lui attaccato da Grillo. Interpellato dai giornalisti il presidente della Compagnia di San Paolo risponde: "Loro sono i partigiani, dice Grillo? Mah, saranno i nuovi partigiani ma quale è la loro controparte?". E ancora: "Mi ha attaccato perché alla mia età e poiché sono conosciuto è facile attaccarmi. Non sono stato partigiano per una questione di età ma mio padre era un'antifascista e mia madre è stata in un campo di concentramento". Forse la differenza tra questa "piazza resistente" e quella di piazza san Carlo sta nelle parole di Ferruccio Maruffi, presidente dell'associazione nazionale ex deportati: "Non conosco Grillo ma se lo incontrassi gli racconterei la grande forza che si guadagna non odiando. Il comico ragiona per slogan mentre per i partigiani c'erano ben altri problemi. E noi riuscivamo a non odiare". E Alessandro studente del liceo scientifico di Venaria, aggiunge: "E' giusto essere qui oggi perché ricordiamo la Liberazione e la Costituzione. Essere qui ha anche il valore di un messaggio politico: difendere sempre la democrazia". In questa "piazza resistente" non ci sono bandiere di partito ma solo i vessilli del comitato per la Resistenza del Col del Lys e un solitario stendardo No Tav. Per assistere al concerto c'è chi ha portato sedie pieghevoli e chi approfitta delle aiuole verdi e dell'ombra regalata da Palazzo Madama. In prima fila ci sono adolescenti ma anche famiglie con bambini e giovani. "Oggi - spiega Gino Cattaneo, medaglia d'oro - mi ricorda quell'aprile di tanti anni fa quando scendemmo dalle colline per liberare questa città dal presidio nazifascista". E Ugo Sacerdote conclude: "Io avevo al collo il fazzoletto verde degli azionisti. E poi c'era chi portava i fazzoletti rossi e quelli azzurri ma ci univa un unico obiettivo: liberare l'Italia dai nazifascisti. E' questo il testimone che lasciamo alle nuove generazioni".

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Seicento adesioni al V2-Day di Grillo (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

RACCOLTA FIRME. SULL'INFORMAZIONE Seicento adesioni al V2-Day di Grillo Gli "Amici di Beppe Grillo" hanno promosso la raccolta firme per i tre referendum sul tema "Libera informazione in libero Stato". Al gazebo del V2-Day allestito ieri ad Aosta in piazza Arco d'Augusto si sono presentati 600 cittadini. "Un bilancio decisamente positivo - ha commentato l'organizzatore Stefano Arnodo - la raccolta firme durerà ancora tre mesi e il nostro obiettivo è di estenderla a tutta la Valle". I tre punti riguardano l'abolizione dei finanziamenti pubblici alla stampa, l'abolizione del Testo Unico sul sistema radiotelevisivo e l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti. "Il finanziamento pubblico ai giornali - si legge nel depliant- costa quasi un miliardo di euro l'anno. L'editoria può quindi essere definita di Stato. Il V2-Day è contro l'ingerenza della politica nell'informazione". Per quanto riguarda il secondo quesito "la Corte europea di giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle frequenze radiotelevisive perché non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi". Il terzo quesito è per l'abrogazione dell'Ordine dei giornalisti, creato da Mussolini nel 1925. Nel blog, Grillo cita Einaudi: "L'albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha, alla libera espressione del pensiero".

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V DAY: GRILLO, NOI IN 2 MILIONI MA INFORMAZIONE DI REGIME NON LO DICE (sezione: Grillo)

( da "ADN Kronos" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 26 apr. (Adnkronos) - "Ieri a Torino eravamo in 120.000. Chi era presente lo sa e anche chi puo' informarsi in rete. C'erano tutte le televisioni piu' importanti del mondo, dalla Bbc a Al Jazeera". E' quanto scrive Beppe Grillo sul suo blog, rivendicando il successo del 'V day'.

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V2-Day, Grillo: noi in 2 milioni ma informazione di regime non lo dice (sezione: Grillo)

( da "ADN Kronos" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Il comico genovese rivendica il successo della manifestazione: ''Abbiamo raccolto 450.000 firme. Nessuno è riuscito a raccogliere un numero simile in un solo giorno" ascolta la notizia commenta 0 vota 1 tutte le notizie di POLITICA Roma, 26 apr. (Adnkronos) - "Ieri a Torino eravamo in 120.000. Chi era presente lo sa e lo sa anche chi può informarsi in Rete. C'erano tutte le televisioni più importanti del mondo, dalla Bbc ad Al Jazeera". È quanto scrive Beppe Grillo sul suo blog, rivendicando il successo del secondo 'V-Day'. "Loro racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno il fascismo dell'informazione. Hanno partecipato al V2-day almeno due milioni di persone - scrive ancora Grillo -. Le file ai banchetti erano lunghe il doppio dell'otto settembre. I primi dati delle firme raccolte sono di 450.000 firme. Nella storia repubblicana non è mai successo. Nessuno, nessuno è riuscito a raccogliere un numero simile di firme autenticate in un solo giorno". "Non cercate l'informazione nei giornali o nelle televisioni, cercatela in Rete. Non esistono giornalisti buoni o giornalisti cattivi. Esiste un'informazione di regime o la verità - aggiunge Grillo -. Voi siete giornalisti. Voi siete Beppe Grillo. Pubblicate le foto e i video di questo bellissimo 25 aprile in Rete, sui vostri blog, su Youtube. Grazie, Grazie, Grazie. Siete stati fantastici. Loro non molleranno mai, noi neppure. Per un nuovo Rinascimento".

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26/04/2008 15:47 V DAY: GRILLO, NOI IN 2 MILIONI MA INFORMAZIONE DI REGIME NON LO DICE (sezione: Grillo)

( da "ITnews.it" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Roma, 26 apr. (Adnkronos) - "Ieri a Torino eravamo in 120.000. Chi era presente lo sa e anche chi puo' informarsi in rete. C'erano tutte le televisioni piu' importanti del mondo, dalla Bbc a Al Jazeera". E' quanto scrive Beppe Grillo sul suo blog, rivendicando il successo del 'V day'.

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Rafforzare, non abolire l'Ordine dei giornalisti (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

La replica "Rafforzare, non abolire l'Ordine dei giornalisti" "Non ho mai sentito tante sciocchezze insieme come quelle declamate oggi da Beppe Grillo". È il commento del presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Lorenzo Del Boca. "L'Ordine dei giornalisti va rafforzato, non abolito. E Grillo sbaglia: non fu fondato da Mussolini nel '25, ma nel 1963 da un'idea di Moro e Gonella". Polemico anche il segretario della Federazione della stampa, Franco Siddi: "Grillo non confonda i cialtroni che ci sono in tutte le professioni con le migliaia di giornalisti che in frontiera e con sacrificio assicurano il massimo di correttezza nell'informare i cittadini".

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TUTTI IN FESTA MA DIVISI (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Mattia Feltri TUTTI IN FESTA MA DIVISI Mi sono rivolto a tutti gli italiani", ha detto il presidente Giorgio Napolitano al culmine del suo generoso e onesto sforzo. Ma le piazze ieri erano centinaia, luoghi fisici e luoghi dello spirito, ognuno di noi con la sua celebrazione, ortodossa o no, minoritaria, personale e pure la celebrazione del nulla. Molti sanno vagamente quale sia la ricorrenza, molti sanno che è un giorno di ozio, e si organizzano la sacrosanta gita fuori porta. Qualcuno era sceso nelle strade, nottetempo, per affiggere manifesti di solidarietà ai combattenti delle nuove Brigate rosse sotto processo; qualcuno, a Milano, si era armato di bombolette spray per imprimere sui muri l'identità del nuovo assassino della libertà: Confindustria. Qualcuno, in Friuli, ha stampato e distribuito volantini neonazisti: "Achtung Banditen. Traditore della patria". Qualcuno, a Roma, dal centro del corteo, ha fischiato e insultato i fratelli Alberto e Piero Terracina, scampati ad Auschwitz, per la colpa di essere ebrei come gli ebrei che "occupano la Palestina". Qualcuno, a Genova, ha contestato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, per le posizioni della Conferenza episcopale sugli omosessuali, sulle coppie di fatto, sull'aborto, sulla procreazione assistita. Qualcuno, a Firenze, è andato a deporre mazzi di fiori sulle tombe dei soldati americani. Qualcuno, a Cuneo, ha partecipato alla cerimonia di intestazione dei giardini pubblici a Claus von Stauffenberg, l'ufficiale tedesco che per qualche ora credette di aver ucciso Adolf Hitler nella Tana del lupo e di averne rovesciato la dittatura. Ognuno aveva la sua piazza, il suo vecchio e nuovo nemico, la sua calda memoria oppure il suo fresco rancore. È stato un 25 Aprile tutto sommato calmo, e paradossalmente frantumato. Beppe Grillo ha fatto esultante la conta dei presenti, che erano molti, e si è proclamato figlio e nipote dei partigiani di oltre sessant'anni fa; i nuovi fascisti stanno nelle redazioni, ha detto, e si ripromette di spazzarli via. Chissà quanti del suo popolo erano lì per l'ultima Resistenza e quanti per godere dello show. È la cronaca che si trascina appresso la storia, la tira per i capelli, se la ridisegna addosso. I ragazzi dei centri sociali hanno mostrato i pugni alla sinistra sconfitta ed extraparlamentare per indicargli come si sta in piazza. Il ballottaggio di Roma, vibrante e patetico, ha costretto i leader del Partito democratico ad argomentazioni lise: arrivano i fascisti, arriva la marea nera. Silvio Berlusconi ha lavorato al governo e si è intrattenuto per il caffè col nostalgico Giuseppe Ciarrapico. Roberto Maroni ha tosato l'erba. Fausto Bertinotti si è chiuso nel silenzio. Il neofascista Luca Romagnoli era dolente perché la data gli ricorda "violenza e sconfitta". E siccome è la festa di tutti, tutti hanno fatto festa, a modo proprio, insieme con un ricordo, con un feticcio, con uno spettro o con niente. CONTINUA A PAGINA 35.

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[FIRMA]LUCIANO BORGHESAN Hai sentito? Ho attaccato anche Napolitano. Che fai, dormi?, gli h (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

[FIRMA]LUCIANO BORGHESAN "Hai sentito? Ho attaccato anche Napolitano. Che fai, dormi?, gli ho chiesto. Qui capita di tutto e tu Morfeo fai il pisolino", anche nell'intervallo, prima di presentare sul palco Maria Fida Moro, Beppe Grillo arringa, morde, si compiace del suo V2-Day contro tutti. L'obiettivo dichiarato è la raccolta di migliaia di firme per i tre referendum sull'informazione, ma i bersagli veri sono i "poteri", la politica e l'economia, che da giornali e tv - per il comico ligure - sono sostenuti. Lungo la pedana spara i suoi Vaffa contro tanti, e nell'elenco i torinesi sono tra i primi. Così nell'urlo corale di piazza San Carlo finisce Franzo Grande Stevens, "l'avvocato della Fiat", e una risata collettiva travolge anche il sindaco di Torino quando Grillo apre la giornata: "Chiamparino è contro questa manifestazione? E' chiaro che non la condivide, perché se ci fosse la libertà di informazione tutti saprebbero qual è il livello intellettuale del vostro sindaco". Grillo parte dalla coda polemica che aveva anticipato il V2-Day a Torino nella giornata della Liberazione per avviare un 25 Aprile fatto più di interventi che di musica. "Noi - esordisce - siamo la continuazione di quei valori della Resistenza". Di fronte alle cinquantamila teste assiepate davanti, ad altre migliaia che scorrono sotto i portici, ha alla fine un gesto che appare distensivo: "Al termine del V2-Day potremo anche andare a trovarli". Poi "piazza Castello dei partigiani" finisce nel dimenticatoio del monologo del comico. A rilanciare lo scontro sono invece i grillini dei meetup di Torino. Sul palco è la volta di Vittorio Cristiano: "Uno dei promotori dell'appello agli intellettuali per la celebrazione del 25 Aprile in piazza Castello per ostacolare il V2-Day è Stefano Esposito, che fu prima nei giovani del Pci, poi nei Ds, ora nel Pd, deputato, ma è soprattutto il presidente del Consorzio Seta, interessato a realizzare l'inceneritore di Settimo, contro cui noi meetup ci stiamo battendo". Inceneritore, cementificazione, Tav, molta Tav. Ne parlano Alberto Perino e Ivana Gagliano, del comitato spontaneo della Val Susa, mentre in piazza sventolano molte bandiere contro il collegamento ferroviario: "È questa la Resistenza di oggi, non quella dell'altra piazza", tuona Perino. Elenca i "no" all'opera anche Angelo Tartaglia, lo fa da ingegnere e docente del Politecnico, ma anche da ex politico, tra il 1980 e l'85 fu consigliere comunale eletto da indipendente nel Pci, fu anche assessore con il Novelli ter, e il vicesindaco era Carlo Federico Grosso: "L'iniziativa per la Resistenza e il V-Day di Grillo non sono in contraddizione", dice ricordando di aver condiviso molte battaglie con i Pci Chiamparino, Fassino, Virano. E poi? "Chi si è omologato e chi no, e questa di Grillo è un'occasione per far conoscere criteri tecnici diversi". Dal pubblico s'alza una voce isolata: "Grillo, ma tu per chi voti? Alemanno o Rutelli?". Il comico lo chiama: "Vieni, che parli". E' Ugo Monzeglio, ex sindacalista della Cgil, un uomo che il primo maggio del 1996 era andato a muso duro contro una contestazione di anarchici: Grillo e Monzeglio parlano a quattr'occhi, "Mi ha promesso di parlare - dirà poi Monzeglio - non ha mantenuto la parola: è come Berlusconi". Berlusconi come Grillo? Ci pensa un altro torinese, Marco Travaglio, a rimettere a posto le distanze: resoconti sui trascorsi di Sua Emittenza, di Dell'Utri e Previti, e acclamazione finale dai concittadini del giornalisti scrittore. Discorsi duri e crudi ma quasi sempre apostrofati da battute, ironie. Berlusconi è Testa d'asfalto, Veltroni è Topo Gigio. A Torino si ride e Torino ride: musei pieni, esercizi anche, immagini della bella città nel mondo. Ci sono la Bbc, la Cnn, la tv australiana e l'italiana-londinese Barbara Serra intervista e documenta per Al Jazeera. E del Caval 'd Brons a Grillo resteranno le firme. Il traguardo? Centomila.

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Raccolta di firme per il referendum (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

I "GRILLINI" IN PIAZZA Raccolta di firme per il referendum C'era anche Biella tra le 270 città che hanno aderito al "V2-Day", lanciato da Beppe Grillo e in programma ieri: nel capoluogo i "Grilli biellesi" hanno allestito un banchetto in piazzetta Santa Marta per raccogliere firme in appoggio al referendum.

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Grillo va contro i giornalisti Raccoglie migliaia di firme ma non sa che non sono valide (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Il vaffa day 2 Grillo va contro i giornalisti Raccoglie migliaia di firme ma non sa che non sono valide "No a un'informazione degna di Ceausescu e di Pol Pot": Beppe Grillo chiama e decine di migliaia, ancora una volta, hanno risposto in 450 piazze italiane, e in 15 città all'estero, per il secondo "Vaffa day". L'iniziativa del "re dei blog" ha preso il via ieri in tutta Italia con i banchetti che hanno raccolto decine di migliaia di firme per indire tre referendum sull'abolizione dell'ordine dei giornalisti, della legge Gasparri e del finanziamento pubblico all'editoria. Peccato però che l'iniziativa sia inficiata da una svista: secondo quanto prescritto dalla legge che norma i referendum (la 352 del 1970) non è infatti possibile richiedere referendum nei sei mesi successivi alla convocazione dei comizi elettorali. Quindi le firme "valide" potranno essere raccolte solo tra cinque mesi, viste le recenti elezioni politiche. Comunque sia, il "cuore" della festa è stata Torino, una delle città simbolo della Resistenza, che il comico genovese ha scelto per portare sul palco le sue provocazioni e le sue invettive (attacca Berlusconi, Gasparri e polemizza con Napolitano e i giornalisti camerieri). Nel capoluogo piemontese sono accorsi in 50mila. "Dedichiamo questa manifestazione - ha esordito Grillo sul palco - a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza, noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera o quasi". A Genova banchetti divisi, tra le due "anime" dei sostenitori di Beppe Grillo. In piazza della Vittoria sono riuniti i cosiddetti MeetUp2, che rivendicano l'indipendenza da ogni partito; in piazzale Kennedy si sono invece sistemati i MeetUp1, accusati di essere vicini all'IdV. 26/04/2008.

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Radio Centro 95 fm 91.200 via Druento 98 a Venaria, tel. 011/4552622. Domenica 27 aprile diret (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

Ta dal foyer del Warner Village Cinema della Fornaci di Beinasco. Appuntamento dalle 17 alle 20 con i dj di Centro 95. Radio Beckwith fm 87.800 via Fuhrmann 25 a Luserna San Giovanni, tel. 0121/ 954194. Mercoledì 30 aprile alle 17,30, all'interno dello spazio "Sala Prove", dedicato alla musica emergente locale, appuntamento con il concerto dei Medea. Radio Flash fm 97.600 via Bossoli 83, tel. 011/ 540186. Il 25 aprile vede a Torino nelle stesse ore e a soli 100 metri di distanza due manifestazioni: in piazza San Carlo Beppe Grillo con il suo "V-Day", in piazza Castello una serie di concerti per la Resistenza. Flash venerdì 25 pomeriggio è da una parte e dall'altra a raccontare, minuto per minuto, la giornata. Radio Veronica One fm 93.600 via Massena 60, tel. 011/5812111. La giornata su Rvo comincia alle 6 con Mario Manzone ne "Lo sveglione", un'ora più tardi subentra al microfono Sergio Melito con "Mattina Veronica" per quattro ore all'insegna di notizie, rubriche, interviste e, naturalmente, tanta musica. Il sabato "Mattina Veronica" si protrae sino alle 13 e ospita, a partire da mezzogiorno, "Sabato Sport", un'ora per conversare di Juventus e Torino.

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Goggi e Brezza si sono sposati (sezione: Grillo)

( da "Excitenews.it" del 26-04-2008)

Argomenti: Grillo

(ANSA) - ROMA, 26 APR - Loretta Goggi e Gianni Brezza si sono sposati oggi a Orbetello, in Toscana, dopo 29 anni di convivenza. Si erano conosciuti nel '79 all'epoca del primo Fantastico,con Beppe Grillo e Heather Parisi. Lei era gia' nota attrice, ballerina, cantante, imitatrice, lanciata da Pippo Baudo,era stata subito definita erede di Delia Scala. Lui,coreografo dello show diventa il suo manager, addetto stampa,PR,coreografo, regista,look maker. Da allora diventano inseparabili.

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