HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “BEPPE GRILLO” |
|
tARTICOLI DEL 26-4-2008 #TOP
·
Articoli
Grillo (175)
PARLARE
NAPOLITANO ( da "superEva notizie"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Tra Beppe Grillo e i
partigiani Torino si è divisa in due
( da "Panorama.it"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V-Day 2 a Empoli
( da "Blogosfere"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V-Day 2: tutto cambia per
non cambiare niente ( da "Blogosfere"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
L'ira del sindacalista
zittito "Beppe è come Berlusconi"
( da "Stampaweb,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il Colle e il 25 Aprile:
<Tenere viva la memoria> ( da "Corriere.it"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo chiama, 450 piazze
rispondono ( da "Corriere.it"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il 25 aprile secondo Beppe
Grillo <Siamo noi i nuovi partigiani>
( da "Corriere.it"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Sclafaro: <Niente gridi
d'allarme, la democrazia non è a rischio>
( da "Corriere.it"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V-Day/ Beppe Grillo a
Torino: "Noi i nuovi partigiani". Oltre 40mila persone in piazza.
Videomessaggio di Celentano ( da "Affari Italiani (Online)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
In piazza il
"V2-Day" ( da "Cittadino, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Migliaia di firme per il
V-day ( da "Gazzetta di Reggio"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Centinaia di firme per i
tre referendum Il "Grillo pensiero" affascina i lodigiani
( da "Cittadino,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Telekommando
( da "Cittadino,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Affollata a Torino la
seconda edizione del "Vaffa Day". Nel mirino del comico anche il Capo
dello Stato ( da "Gazzetta del Sud"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
LE DUE PIAZZE DI TORINO
( da "Stampa,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Sul palco sono attesi
numerosi ospiti, da Antonacci a Balasso, a Sabina Guzzanti ma lo show è
"in progress" con assenze e presenze assolutamente a sorpresa
( da "Stampa,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Maxi fila in corso Alberto
Pio per i referendum di Beppe Grillo
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo in video riempie
piazza Matteotti ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Per il V-Day di Beppe
Grillo raccolte centinaia di firme
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Oltre 500 firme per la
stampa libera ( da "Corriere delle Alpi"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Folla di curiosi per
"V2 Day" ( da "Citta' di Salerno, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
I referendum dei grillini
raccolte in città 1.500 firme ( da "Trentino"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Cinquantamila "
vaffa" con Grillo ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Doppio incidente Grave un
motociclista ( da "Stampa, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Beppe Grillo attacca i
giornalisti italiani ( da "Giornale di Brescia"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
<25 Aprile, sì alla
verità ma senza denigrazioni> ( da "Secolo XIX, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Vaffa all'Ordine. Ma anche
a Grillo ( da "Italia Oggi"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V-Day, in scena la sfida
delle firme ( da "Secolo XIX, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Beppe Grillo: <Siamo
noi i nuovi partigiani> ( da "Secolo XIX, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Napolitano a Genova<La
Resistenza è di tutti> ( da "Secolo XIX, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
La raccolta firme è
invalida? Un Vaffa... anche alla legge
( da "Giornale
di Vicenza, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo spara
sull'informazione ( da "Provincia di Cremona, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Nitto: Un'altra forma di
libertà ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
'Grilli', più di 1.000 le
firme raccolte ( da "Provincia di Cremona, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
I 'grillini' cremaschi
<Informazione libera> ( da "Provincia di Cremona, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
LO SPECCHIO ANNEBBIATO
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
<UN SUCCESSO oltre le
nostre aspettative>. E' la formula classica,
( da "Nazione,
La (Prato)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo non risparmia il
Colle <Dorme, difende solo i partiti>
( da "Resto
del Carlino, Il (Ravenna)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
PIAZZA VERDI s'è animata
ieri per il V2-day di Beppe Grillo dedicato al
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
LUNGA coda sotto il sole,
in piazza Santa Croce ieri, per firmare il referendum p
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Vaffa Day milanese, Di
Pietro fa il <grillo> ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Tor Pignattara, Rutelli
torna nella sua piazza Il candidato sindaco nelle strade che fece riqualificare
nel suo primo mandato. È vero, con lui il quartiere cambiò volto
( da "Unita,
L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
SAN POLO <IL NOSTRO
GRUPPO Amici di Beppe Grillo non è un partito e ha se
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
"LIBERA informazione
in Libero Stato". Tanti i cittadini che ieri hanno firmato
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Centinaia al parco Tozzoni
firmano per il V2-Day I grillini sfidano i giornalisti
( da "Resto
del Carlino, Il (Imola)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
La Fnsi: Niente effetti
speciali, prego Molti giornalisti pagano prezzi alti
( da "Unita,
L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abolizione ordine
giornalisti Grillo fa il pieno di firme
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Soldi, giornali e carte
truccate ( da "Nazione, La (Empoli)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Liberazione, spuntano
bandiere ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Di ROBERTO GRIMALDI
<MODENA ha fatto la sua parte durante la Resistenza.
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
PIAZZA Roma gremita nella
giornata di ieri, non solo per i festeggi
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Amici di grillo, tutti in
fila per firmare ( da "Provincia Pavese, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Cinquantamila "
vaffa" con grillo - alessandro cecioni
( da "Centro,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Vaffa-day, gazebo
affollati ma raccolta firme a rischio - fabiana pesci
( da "Mattino
di Padova, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
La battaglia contro le
caste ( da "Mattino di Padova, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Cinquemila firme al
'V2-Day' ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Raccolte firme in otto
città della sardegna ( da "Nuova Sardegna, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Centinaia firmano con gli
amici di grillo per la libera informazione
( da "Nuova
Venezia, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Oltre 1100 firme a
sostegno dei referendum di grillo
( da "Piccolo
di Trieste, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Vigevano, maschere di
grillo al gazebo in piazza ducale
( da "Provincia
Pavese, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Libera informazione , al bastione
il secondo vaffa-day di beppe grillo
( da "Nuova
Sardegna, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Di CLAUDIO MASSEGLIA A LLA
FINE HANNO tutti obbedito, tu ( da "Nazione, La (La Spezia)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il comico del malumore -
francesco merlo ( da "Repubblica, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
In 50mila allo show di
grillo ( da "Repubblica, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
DELUSI per essere stati
confinati in piazzale Di Vittorio (<anche se all
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
MEZZA VUOTA e mezza piena.
Ieri pomeriggio, per il V-Day2 sulla libera informazio
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il 25 Aprile, polemiche
annunciate ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo contro Napolitano:
<Dorme> ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
TORINO - Un bagno di folla
per Beppe Grillo nel V2-Day dedicato a quella che lui definisce <libera
informazione> ( da "Adige, L'"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Ciclone Grillo, 3.000
firme solo in città ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Oltre 50 mila in piazza
con beppe grillo ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Libera informazione in
libero Stato ( da "Adige, L'"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo in piazza a torino:
siamo noi i nuovi partigiani ( da "Piccolo di Trieste, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V2-day: in mille con
grillo per i referendum ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Viaggio nella città divisa
in due "là schiacciati, qui a recriminare" - niccolo zancan
( da "Repubblica,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Asta per il triciclo blu
in nome di grillo ( da "Nuova Sardegna, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Un professore santone un
operaio disilluso il popolo No Tav, e certe scritte viva Sardigna!
( da "Stampa,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il comico: "Coi vaffa
siamo diventati i veri partigiani"
( da "Stampa,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Firme per una nuova informazione
curiosità intorno agli amici di grillo
( da "Tirreno,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Consegnati i primi buoni
scec ( da "Tirreno, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
A Torino 40mila in piazza
per il vaffa-day ( da "AudioNews.it"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
I referendum di grillo
( da "Tirreno,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
I "grillini"
contro la megadiscarica - ottavio lucarelli
( da "Repubblica,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
La vera storia di Grillo
( da "Giornale.it,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
<Continua soltanto a
fare ridere Ora deve imparare a non odiare>
( da "Giornale.it,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Show e invettive battono
la memoria Poche migliaia in piazza con l'Anpi
( da "Giornale.it,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Del Boca: <Ignora i
fatti, ma vaffa tu> Siddi (Fnsi): <Offende i cronisti onesti>
( da "Giornale.it,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Torino, il comico dirige
cori con fischi e insulti <Napolitano? Dorme>
( da "Giornale.it,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Rispettate la verità un appello
ai giornalisti dal vicario della diocesi
( da "Tirreno,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il futuro del pd e le
"fughe" leghiste - ivan berni
( da "Repubblica,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo, un vaffa tira
l'altro la raccolta di firme fa il pieno
( da "Repubblica,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il popolo di grillo fa il
pieno a genova - nadia campini ( da "Repubblica, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
"l'ordine si può
cambiare ma tutela chi cerca lavoro"
( da "Repubblica,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillini in piazza per il
"v-day" ( da "Tirreno, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Tremila persone in fila
per firmare ( da "Repubblica, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo-day: 3mila persone in
coda per firmare ( da "Repubblica, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo, festa e vaffancola
contro la stampa ( da "Repubblica, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Gli amici di Grillo a
Savona per celebrare il V-Day 2 ( da "Stampa, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Arriva lo <Scec>,
( da "Corriere.it"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Avanti, beppe io sto con
te ( da "Tirreno, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Torino, due piazze e un
solo show ( da "Stampaweb, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
"tv e stampa fasciste,
noi i nuovi partigiani" - paolo griseri
( da "Repubblica,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Roberto e il tandem a
rischio con letta "troppo diversi? ma se siamo pappa e ciccia" -
francesco bei ( da "Repubblica, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il comico
( da "Repubblica.it"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Per Grillo oltre 500 firme
( da "Corriere
Alto Adige" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo: giornalisti
camerieri ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
I diversi volti di un 25
aprile post-elettorale (con qualche disagio)
( da "Sole
24 Ore, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
I blog? Portano notizie
( da "Sole
24 Ore, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Piazza le adesioni ai
referendum non valgono, ma gli adepti non lo sanno
( da "Riformista,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo e Putin. È la
stampa, bellezze ( da "Manifesto, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Un vaffa anche per i media
Grillo fa il pieno ( da "Manifesto, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
A Genova contestato il
capo della Cei Bagnasco ( da "Manifesto, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Resistenti in festa a
piazza Castello ( da "Manifesto, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo: <Non sia il
Presidente dei partiti> ( da "Corriere della Sera"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
<Consuma troppa energia
Faccia vedere la bolletta> ( da "Corriere della Sera"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Gli attacchi di Grillo: 50
mila in piazza ( da "Corriere della Sera"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
ROMA - Andiamo a vincere
per la Roma del futuro. Dall'altra parte non c'
( da "Messaggero,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Dal nostro inviato MICHELE
CONCINA TORINO La politica è stremata, ma a
( da "Messaggero,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Chiusa la campagna
elettorale a Formia, i due sfidanti per la carica di sindaco, Sandro Bartolomeo
e ( da "Messaggero, Il (Latina)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Liberazione/1. Molte
"teste coronate" della Sinistra Arcobaleno alla manifestaz
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Una calda giornata di sole
ha caratterizzato il 25 aprile di turisti (centinaia presenti ier
( da "Messaggero,
Il (Marche)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
TORINO
L'"Anti-piazza" va in scena a Torino con Beppe Grillo (nel
( da "Messaggero,
Il (Marche)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Anche a Parma il secondo
<V-day> di Beppe Grillo ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo show: <Siamo noi
la Resistenza> ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Presi d'assalto gli stand
degli amici di grillo ( da "Centro, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Referendum
( da "Centro,
Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V2-day, oltre 700 firme
per grillo ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Torino, il V-Day di
Grillo: cori, fischi e insulti ( da "Giornale.it, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V2 Day e Liberazione: le interviste
realizzate in piazza Castello e in coda a firmare per i referendum
( da "Blogosfere"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
VAFFA DAY 2008
( da "TGCom"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
GRILLO CONTRO IL COLLE,
SILVIO E I GIORNALISTI ( da "Mattino, Il (City)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Spiaggia invasa da turisti
e vandali ( da "Corriere Adriatico"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Coda per i referendum di
Grillo ( da "Arena.it, L'"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
In piazza gli amici di
Grillo ( da "Corriere Adriatico"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Centinaia di firme al
banchetto dei grillini ( da "Corriere Adriatico"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V-day 2, raccolte 700
firme per ogni referendum ( da "Corriere Adriatico"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Insospettabili tossici
della porta accanto ( da "Stampa, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
La Resistenza secondo
Grillo "Siamo noi i nuovi partigiani"
( da "Corriere
Adriatico" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
<La raccolta firme è
invalida? Un Vaffa... anche alla legge>
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V-day 2, in città
cinquemila firme ( da "Brescia Oggi"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Festa della Liberazione:
in piazza musica e memoria ( da "Blogosfere"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
A Torino sul palco del
V2Day il 25 aprile Leo Pari, Piotta e Radici nel Cemento
( da "Musicalnews.com"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V2Day, Grillo:raccolte
450.000 firme per referendum informazione
( da "Reuters
Italia" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
IL PARTIGIANO GRILLO: NEL
MIRINO COLLE, SILVIO E GIORNALISTI
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
25 APRILE, SCONTRO
BERLUSCONI-VELTRONI FISCHI A BAGNASCO
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
MANIFESTANTI IN CORTEO PER
CELEBRARE IL 25 APRILE A DESTRA IL CAPO DELLO STATO GIORGIO NAPO
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
IL V2 DAY
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud1)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
C'è SEMPRE UN GIORNALISTA
NEL MIRINO DEI NEMICI DELLO STATO : LO HA RICORDATO I
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
MILLE FIRME PER IL V-DAY
DI GRILLO ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo: noi i nuovi
partigiani ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Vaffa 2, sì da 1250
vicentini ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
I "grillini"
fanno incetta di firme per chiedere tre referendum
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Vizi privati e pubbliche
virtù ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Oltre 400 firme per i
referendum dei "Grillini"
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
IN BREVE
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Tanta gente in coda e
migliaia di firme raccolte per i tre referendum dal "grilli"
veneziani ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo: noi i partigiani
della libera informazione ( da "Gazzettino, Il"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V2 Day il giorno dopo: un
popolo consapevole che ci crede ancora
( da "Blogosfere"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo: "Raccolte
450mila firme" ( da "Stampaweb, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
<Numeri gonfiati>:
questa volta Grillo fa il "politico"
( da "KataWeb
News" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Oltre 500 firme raccolte
dai grillini ( da "Stampa, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
"Me ne vado
dall'Italia" ( da "Stampa, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
[FIRMA]MAURIZIO TROPEANO Beh,
c'è più gente di quanto potessimo immaginare&#
( da "Stampa,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Seicento adesioni al
V2-Day di Grillo ( da "Stampa, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V DAY: GRILLO, NOI IN 2
MILIONI MA INFORMAZIONE DI REGIME NON LO DICE
( da "ADN
Kronos" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V2-Day, Grillo: noi in 2
milioni ma informazione di regime non lo dice
( da "ADN
Kronos" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
26/04/2008 15:47 V DAY:
GRILLO, NOI IN 2 MILIONI MA INFORMAZIONE DI REGIME NON LO DICE
( da "ITnews.it"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Rafforzare, non abolire
l'Ordine dei giornalisti ( da "Stampa, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
TUTTI IN FESTA MA DIVISI
( da "Stampa,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
[FIRMA]LUCIANO BORGHESAN
Hai sentito? Ho attaccato anche Napolitano. Che fai, dormi?, gli h
( da "Stampa,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Raccolta di firme per il
referendum ( da "Stampa, La"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo va contro i
giornalisti Raccoglie migliaia di firme ma non sa che non sono valide
( da "Provincia
di Sondrio, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Radio Centro 95 fm 91.200
via Druento 98 a Venaria, tel. 011/4552622. Domenica 27 aprile diret
( da "Stampa,
La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Goggi e Brezza si sono
sposati ( da "Excitenews.it"
del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
( da "superEva notizie" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
VaffanQ PARLARE
NAPOLITANO A cura di Aldo Vincent Pubblicato il 26/04/2008 " Invia tramite
EMAIL " Versione per la STAMPA " Le vostre opinioni Le sue parole
come un vestito della Standa... PARLARE NAPOLITANO
Arlecchino diceva la verità ridendo e pure quando parla Beppe Grillo secondo me, andrebbe ascoltato. Qualcuno è andato a fargli i
conti in tasca ed ha dedotto che avendo egli aumentato i suoi introiti, non
sarebbe più attendibile, come se dire la verità fosse prerogativa solo di
Pulcinella che era un morto di fame. Il Buddha invece, che era figlio di
Re, sarebbe inattendibile. Mah. Beppe dice di avere l'impressione
che il Presidente della Repubblica non sia il presidente di tutti gli italiani,
ma di tutti i partiti perchè permettere le elezioni prima del referendum è come
andare a ciulare e DOPO mettersi il preservativo. Ha torto? Dite voi. Da parte
mia ho l'impresisone che egli usi i suoi discorsi limando qua e là affinchè
ognuno poi lo possa fare suo, come un vestito comprato alla Standa. Questa
volta ha detto che la Resistenza è di tutti e che non bisogna sottacere...
Vabbè, ma dove sarebbero i sottaceti? Vuoi vedere che ha detto che Giampaolo
Pansa, il tanto vetuperato Pansa che scrisse un libro sulle malefatte della
Sinistra dopo la liberazione, e he venne accusato di alto tradimento, non
avesse poi tutti i torti? Vuoi vedere? SOSPENDERE IL CONSIGLIO DI SICUREZZA
perchè la Libia ha detto che Gaza è come un lager, secondo me è una grande
stronzata. Fermi, fermi. Non disseppellite l'ascia, che ora mi spiego. Se siete
un consesso democratico e vi ritenete tali, allora NON permettete che la Libia
diventi presidente per la commissione dei diritti dell'Uomo. Se invece lo
permettete, perchè siete illuminati, illuministi e luminosi lampioni di libertà
ALLORA LA LIBIA LA LASCIATE KAZZOPARLARE!! Avete capito? Che poi questi
consessi servono ai telegiornali affinchè ognuno riporti le parole del proprio
rappresentante, ignorando quelle degli altri. Ne ho le prove. Successe due
estati fa, quando preferii cambiare aria per un poco tempo da Cuba per ragioni
che non mi dilungo a spiegare. Dovete sapere che vi sono alcuni piccoli Paesi
della costa Caraibica che non si potrebbero permettere una compagnia aerea di
livello internazionale. Così si sono consorziati in una compagnia aerea che li
serve un poco tutti. Mi capitò così di poter usufruire di un biglietto aereo
che con 400 dollari mi portò a fare un giro da Cuba, in Salvador, Nicaragua,
Costa Rica, Venezuela, Portorico e ritorno. Un mese. Vi fu all'ONU un
importante riunione, non ricordo a proposito di che, ricordo solo le proteste
di Chavez che non poteva entrare con la propria scorta, ma doveva ricorrere a
quella degli USA, il Paese che pagherebbe per fargli la pelle. Comunque sia,
ricordo che Rocha il ministro degli esteri cubano fece un alto discorso che
venne riportato dalla televisione cubana, in Venezuela riportarono quello di
Chavez, la CNN riportò l'intervento di Bush e dal satellite RAI appresi che
aveva parlato pure l'Italia. Ognuno parla affinchè la propria televisione
riporti le sue parole nei telegiornali. Degli altri non glie ne può fregar di
meno e neppure noi sapremmo del discorso libico se non ci fosse stato
l'intervento italiano che ci fa passare, agli occhi dei telegiornali, come
indistruttibili democratici. A NOI... Aldo Vincent GODERE CON LA LINGUA Viaggio
attraverso i neologismi dei nostri quotidiani (Tu, invece, cos'avevi capito,
porcellino?) http://www.giornalismi.info/aldovincent
http://guide.dada.net/satira/ Le vignette sono qui:
http://www.flickr.com/photos/25769300@N06/.
( da "Panorama.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Tra Beppe Grillo e i partigiani Torino si è divisa in due Posted By
antonietta.demurtas On 25/4/2008 @ 23:57 In Apertura#1, NotiziaHome | No
Comments Parla ininterrottamente per quasi due ore, non esce mai di scena,
arringa la folla come solo i capi popolo sanno fare. Sul palco di Piazza
San Carlo, nel giorno della Liberazione, Beppe Grillo detta i tempi, decide gli applausi, seleziona gli
interventi e la loro successione. E se è il caso anche l'accento .
"Chiudi, chiudi, che già con questa cadenza sono invecchiati di 100
anni", spiega ai No dal Molin ancora inesperti sulle tecniche di comunicazione.
A cavallo tra la piazza virtuale di internet e il Caval 'd Brons di Piazza San
Carlo, il Savonarola "crossmediale" parla senza risparmiare nessuno.
A partire dal sindaco Sergio Chiamparino: "chiaro che non condivide il
V2Day, se ci fosse libera informazione tutti conoscereste il livello culturale
del vostro sindaco". Grillo attacca la Rai, il
presidente della Repubblica, che chiama Morfeo Napolitano, le Banche, la
Confindustria, "i politici che si indignano quando muore un operaio".
E soprattutto il quarto potere: "l'informazione è la bolla di vetro nella
quale sono avvolti i politici" sentenzia. Nel salotto buono della città
rimbombano i Vaffa dedicati alla "casta dei giornalisti" in nome di
"una libera stampa in un libero Stato". Al pubblico Grillo chiede di firmare per tre referendum che propongono
l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, dei finanziamenti pubblici ai
giornali e della legge Gasparri. "La rete li farà fuori lo stesso"
sentenzia il comico ligure che accoglie sul palco "le persone che
combattono e non hanno mai voce": i ragazzi di Libera, i comitati No Tav e
No Dal Molin, ma anche chi voce ne ha. In collegamento video Luigi De Magistris
e Adriano Celentano, a finire la serata Marco Travaglio. Grillo
dedica la manifestazione a quelli che in piazza Castello ricordano la
Liberazione ma afferma "siamo noi la continuazione dei nostri nonni".
Dall'altra parte di via Roma nessuna risposta. Il presidio del 25 aprile ha un
altro pubblico, che ascolta la musica di Mariano Deidda, dei [1] Lou Dalfin, di
Eugenio Finardi, dei Marlene Kuntz e i racconti della Resistenza. A leggerli
sono giovani studenti che salgono sul palco accompagnati dai partigiani
dell'[2] A.N.P.I. Nessun Vaffa, "qui non ci sono oratori" risponde lo
staff a chi chiede se sul palco saliranno Gustavo Zagrebelsky o altri firmatari
dell'appello a scendere in piazza per il 25 aprile, che iniziava con la
citazione integrale dell'[3] articolo 21 della Costituzione. Questa la risposta
al V2Day, e l'invito a festeggiare "la notte in cui gli italiani divennero
liberi". LEGGI ANCHE: [4] Beppe Grillo, tutto il giro d'affari dell'antipolitica.
( da "Blogosfere" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Apr 0825 V-Day
( da "Blogosfere" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Apr 0826 V-Day 2: tutto
cambia per non cambiare niente Pubblicato da Simone Terreni alle 00:05 in
Attualità e politica Dopo l'ubriacatura delle elezioni ero andato un po' in
tilt. Penso lo abbiate visto anche dal blog. Quindi non so se sono io e la mia
stanchezza mentale o sia una percezione oggettiva, ma il V-Day
( da "Stampaweb, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
TORINO
"Beppe Grillo mi aveva detto che mi avrebbe
fatto parlare e invece non lo ha fatto, è come Berlusconi". La nota
stonata, nel pomeriggio del V2-Day, ha il volto di Ugo Monzeglio, ex
sindacalista della Cgil. Tutto ha avuto inizio quando, durante uno dei tanti
interventi, Monzeglio, che era sotto il palco, ha invitato Grillo
a esprimersi sulla campagna elettorale per il Comune di Roma e su come
intendeva attuare in pratica le intenzioni espresse durante il comizio.
"Ti faccio parlare, stai tranquillo, aspetta, adesso fammi
proseguire" ha detto Grillo interrompendo
brevemente il suo intervento. In effetti, uomini della sicurezza hanno invitato
Monzeglio a entrare nel backstage e, durante una pausa, Grillo
e l'ex esponente sindacalista, chiusi in un gazebo, hanno concordato un
intervento di quest'ultimo che è stato fatto sedere su una sedia sopra il
palco. Alla fine, però, non ha mai parlato. "Anche lui non mantiene le
promesse - ha detto Monzeglio - mi hanno fatto attendere e poi se ne sono
fregati. Volevo solo portare un contributo chiedendo di esprimersi su Rutelli o
Alemanno e di dire concretamente cosa volesse fare per radicare il suo
movimento nel territorio e mettere in pratica le intenzioni". LINK + Folla
in piazza per il "Vaffa" di Grillo + Il 25
aprile spacca la politica SCRIVI Quale 25 aprile JACOPO IACOBONI.
( da "Corriere.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il Cavaliere: oggi
io lavoro, lavoro, lavoro Il Colle e il 25 Aprile: "Tenere viva la
memoria" "I giovani contrastino i nuovi autoritarismi" ROMA È
"importante che gli italiani mantengano costantemente viva la memoria e
consapevole la coscienza delle diverse tappe del processo che ha condotto il
nostro Paese alla Liberazione". Giorgio Napolitano apre al Quirinale le
celebrazioni per il 25 aprile, un giorno che segnò non solo la fine
"dall'oscuro periodo del nazifascismo e della guerra " ma anche la
"promessa di un'Italia nuova, di una vera Costituzione dei cittadini, di
una democrazia reale". Un appello ai "giovani di oggi, chiamati a
contrastare i nuovi autoritarismi e integralismi" e un invito all'unità
della Nazione, quello del capo dello Stato che oggi sarà a Genova. Ma come
sempre il 25 aprile (festa di tutti o festa di parte?) diventa terreno di
scontro per la politica. "Lavoro, lavoro, lavoro" risponde Silvio
Berlusconi ai giornalisti che gli chiedono cosa farà oggi. Per lui nessuna
manifestazione e non è una sorpresa visto che non ha mai partecipato nemmeno da
presidente del consiglio. Niente piazza per il sindaco di Milano Letizia
Moratti e nemmeno per Fausto Bertinotti, ma solo perché si è preso un periodo
di riposo: Rifondazione invita a partecipare "in massa ai cortei" e
con Paolo Ferrero parla di "momento difficile per la cultura
democratica". Le polemiche non finiscono qui. Luca Romagnoli (Fiamma
Tricolore) dice che "non c'è nulla da festeggiare " perché "si
tratta di una pagina poco edificante della storia". Parole condannate dal
Partito democratico, dalla sinistra. E anche dall'Udc che con Lorenzo Cesa
parla di "destra estremista sempre pericolosa ", con la replica di
Francesco Storace che lo accusa di "appoggiare la sinistra".
Battibecchi della politica e assenze illustri a parte, il 25 aprile sarà
ricordato in tutto il Paese. A Torino le manifestazioni saranno due. Partigiani
in Piazza Castello, Beppe Grillo e il suo popolo in Piazza San
Carlo per il vaffa day 2, contro il "fascismo dell'informazione ".
Non solo a Torino, dove ci sarà anche Antonio Di Pietro, ma in 400 piazze
italiane saranno raccolte le firme per tre referendum: abrogazione dell'ordine
dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri
su radio e tv. Sempre a Torino il 25 aprile fa discutere anche il
Partito democratico. Un gruppo di militanti ha fatto confezionare per
l'occasione 200 bandiere dove il logo del Pd non è su fondo bianco ma rosso.
Stefano Lepri capogruppo del partito in consiglio regionale ha invocato
addirittura l'intervento dei dirigenti nazionali: "Il Pd ha l'ambizione di
essere un partito a vocazione maggioritaria. La sua bandiera non può evocare la
continuità con il Pci-Pds-Ds". Lorenzo Salvia stampa |.
( da "Corriere.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
MIGLIAIA FIRMANO
CONTRO "INFORMAZIONE DEGNA DI CEAUSESCU" Grillo chiama, 450 piazze rispondono
Raccolte firme per abolire l'ordine dei giornalisti, la Gasparri e il
finanziamento pubblico dell'editoria (Fotogramma) ROMA - "No a
un'informazione degna di Ceausescu e di Pol Pot": Beppe Grillo chiama e decine di migliaia, ancora una volta, hanno risposto in
450 piazze italiane, e in 15 città all'estero, per il secondo
"Vaffa day". L'iniziativa del "re dei blog" ha preso il via
stamani in tutta Italia con i banchetti che hanno raccolto decine di migliaia
di firme per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, della legge Gasparri e
del finanziamento pubblico all'editoria. TORINO - Il "cuore" della
festa, una delle città simbolo della Resistenza, che il comico genovese ha
scelto per portare sul palco le sue provocazioni e le sue invettive (attacca
Berlusconi, Gasparri e polemizza con Napolitano e i giornalisti camerieri). Nel
capoluogo piemontese sono accorsi in 50mila, per lo più giovani e giovanissimi.
"Dedichiamo questa manifestazione - ha esordito Grillo
sul palco - a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza, noi siamo la
naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori di quella gente che ha
combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera o
quasi". GENOVA - Banchetti divisi, tra le due "anime" dei
sostenitori di Beppe Grillo.
In piazza della Vittoria, in centro, sono riuniti i cosidetti MeetUp2, che
rivendicano l'indipendenza da ogni partito; in piazzale Kennedy, sul lungomare,
si sono invece sistemati i MeetUp1, accusati dai primi di essere vicini
all'Italia dei Valori. MILANO - Tra i tanti a firmare stamani in Largo Cairoli,
per il referendum sull'informazione, c'era proprio il leader dell'Italia dei
Valori Antonio Di Pietro. BOLOGNA - Sono state raccolte duemila firme, con
gente in coda lungo i due lati di piazza Verdi e un clima da happening
pre-estivo con bottiglie di Vaffancola e le vignette satiriche di Zap&Ida.
FIRENZE - Intorno alle 19 erano 6.500 le firme raccolte in piazza Santa Croce.
Gli organizzatori hanno riferito che nelle file che si sono formate in piazza
c'erano anche rappresentanti dei partigiani. ROMA - Animato da cantanti e
comici, sul palco allestito a Parco Schuster davanti al basilica di San Paolo,
l'appuntamento dei sostenitori di Grillo. Prima
dell'avvio della no stop, fino a mezzanotte, è stato presentato il film
reportage sull'11 settembre, "Zero". E anche Rita Bernardini,
segretaria di Radicali Italiani eletta alla Camera nelle liste del PD, Marco
Cappato, Europarlamentare radicale, Segretario dell'Associazione Luca Coscioni
e Mario Staderini (Direzione Nazionale diRadicali Italiani) hanno firmato i tre
referendum: "Ai tavoli della Basilica di S. Paolo - dicono - abbiamo
riscontrato una grande partecipazione popolare a testimonianza del fatto che
gli italiani sono afavore degli strumenti di democrazia diretta che gli
opinionisti di regime ritengono essere un'arma spuntata". Anche Marco
Pannella si è recato ai tavoli di raccolta firme. NAPOLI - Oltre all'informazione
non si poteva non affrontare il tema dell'emergenza rifiuti. Nel corso della
giornata i simpatizzanti di Beppe Grillo
si sono ritrovati in piazza Dante dove, accanto alla raccolta delle firme per
una "libera informazione", sono stati proiettati anche brevi filmati
sulla questione rifiuti in Campania. VENEZIA - Hanno lavorato oltre un mese i
Grillini di per preparare il V2-Day di oggi, con banchi per la raccolta firme a
Santa Margherita, nel centro storico veneziano, e a Mestre, in Piazza Ferretto.
In Veneto, sono state più di trenta le postazioni. LE ALTRE CITTA' - Sono state
più di 700 le firme raccolte a Trieste; 500 quelle a Udine. Molte lamentele,
tra gli animatori dei meet up nelle Marche, per la carenza di autenticatori
delle firme ai tre referendum. Nella regione banchetti in 16 città. Più di 600
le firme raccolte al gazebo, allestito davanti all'Arco di Augusto, nel cuore
di Aosta. Molte quelle dei turisti. A Cagliari oltre un migliaio di firme
raccolte fino al primo pomeriggio; il meet-up ha sistemato i banchetti sulla
terrazza del Bastione, ma anche in riva al mare. Raccolte di firme anche in 11
città dell'Abruzzo; dieci iniziative in Calabria e punti di racoclta anche a
Potenza e a Matera. stampa |.
( da "Corriere.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Sul palco a Torino allestito
in piazza San Carlo ATTACCA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Il 25 aprile secondo
Beppe Grillo "Siamo noi i nuovi partigiani" Seconda edizione del
V-Day, dedicata a un'informazione "degna di Ceausescu e Pol Pot".
Banchetti in 450 piazze TORINO - Beppe Grillo,
appena salito sul palco allestito in piazza San Carlo, rivolgendosi alla folla
di grillini che lo applaude, inizia la sua manifestazione con un pensiero
rivolto a quanti in piazza Castello manifestando per la festa della
Liberazione. "Dedichiamo questa manifestazione -ha aggiunto Grillo- a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza,
noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori di quella
gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera
o quasi. Se avessimo un decimo di cuore di quelle persone o un centesimo di
coglioni di quelli noi compiremo un lavoro per loro". I NUMERI - "Da
una stima dicono che in questa piazza siamo in 120-140 mila". Così azzarda
Beppe Grillo. Ma la piazza,
secondo le forze dell'ordine, al massimo o può contenere tra 45-50 mila persone
ed essendo affollata, gli osservatori dell'ordine pubblico stimano tra 40-50
mila presenze. Poche migliaia di persone, invece, sono rimaste in piazza
Castello a seguire la manifestazione per il 25 aprile, indetta dal Comitato
della Regione Piemonte per l'affermazione dei valori della Resistenza.
L'ATTACCO AL PRESIDENTE - E dopo aver salutato con entusiasmo solo quelle che
lui definisce le "televisioni libere" e cioè Al Jazeera, Cnn, Bbc, la
tivù australiana attacca: "Il presidente Napolitano dovrebbe essere il
presidente degli italiani, non dei partiti. I partiti non ci sono più".
Questo a proposito del mancato referendum sulla legge elettorale. "Il
presidente della Repubblica, "Morfeo" Napolitano, dorme, dorme, poi
esce e monita. Il referendum sulla legge elettorale andava fatto prima delle
elezioni non dopo perchè farlo dopo è come mettersi un preservativo dopo che si
è trombato". CELENTANO - "Quello che vuol dire Grillo
è che bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi per controbilanciare la
falsità delle cose che quotidianamente ci propinano". Così Adriano
Celentano intervenuto al V-day di Torino con un contributo video. "Stiamo
andando incontro - ha detto Celentano - alla scomparsa delle cose che
custodiscono il sentimento dell'essere umano. Non è vero - ha aggiunto - che Grillo è l'antipolitica, che Grillo
è contro il governo, lui anzi vuole dare una mano a chi vuole abbassare la
tasse. E io credo - ha concluso - che tra poco le tasse si azzereranno perché
le pagheremo direttamente agli editori dei giornali liberando il governo
dall'infamia". Un saluto a Grillo è stato portato
anche dal magistrato di Catanzaro, Luigi de Magistris mentre non c'è Clementina
Forleo. "Quella gran donna - ha annunciato il comico genovese - non è
potuta venire a Torino". GIORNALI - "Vorrei un giornale pagato da chi
lo legge e non dai finanziamenti pubblici". Grillo,
citando i tre referendum per l'abolizione dei finanziamenti pubblici
all'editoria, per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti e della legge
Gasparri, ha ricordato: "Non esiste e non può esistere un Ordine. Chiunque
deve essere libero di scrivere. Perché mai ci deve essere un Ordine dei
giornalisti e non un Ordine dei poeti?". Grillo ha
poi urlato: "Basta con le cose del passato, se vogliamo un Paese giovane e
dinamico dobbiamo dire basta". E poi rincara:"Nei cda dei giornali ci
sono le banche, i partiti, gli industriali con le pezze al culo che chiamano i
giornalisti e gli dicono chi intervistare e dettano le scalette, ma da oggi
tutto questo inizierà a finire". Elencando i finanziamenti pubblici che
vengono dati a tutti i giornali italiani, Beppe Grillo se la prende in particolare con l'Unità e dice:
"È L'Unità il giornale che ieri ci ha messo in prima pagina dicendo che
siamo contro i valori della Resistenza. Un giornale che prende soldi per
stampare 120 mila copie, ne vende 70 mila e le altre le butta in discarica. Noi
disboschiamo la Val d'Aosta per finanziare quelli lì". Grillo
attacca anche la legge Gasparri: "È un affronto alla democrazia e alla
libertà" e che fa sì che Berlusconi possa avere "in un Paese civile
tre televisioni, 20 giornali ed essere presidente del Consiglio. Non esiste al
mondo". TRAVAGLIO - "Questa giornata deve essere un atto d'amore per
l'informazione e per i giornalisti che la danno. Dedichiamo questa giornata a
Enzo Biagi ed Indro Montanelli". Così Marco Travaglio ha concluso a Torino
il suo intervento sul palco di piazza San Carlo davanti a quanti, numerosissimi,
hanno partecipato al secondo V-Day di Beppe Grillo. "Anch'io scrivo sui giornali italiani, sui
giornali che prendono i fondi per l'Editoria ed io auspico che non ci siano più
questi finanziamenti. Come? Basterebbe imporre un tetto della pubblicità in
televisione". Sulla proposta di abolizione dell'Ordine dei giornalisti,
Travaglio ha ricordato che "Noi abbiamo un Ordine che non era riuscito
nemmeno ad espellere un giornalista che faceva la spia con i soldi del Sismi.
Questo è l'ordine che va abolito, ma l'idea in se non era sbagliata". Per
il giornalista torinese il referendum più importante tra quelli proposti da Grillo è però quello relativo alla cancellazione della
Gasparri: "È un passaggio fondamentale. Se si riuscirà a cancellare la
Gasparri si risolveranno molti problemi dell'informazione". "Quello
di oggi deve essere un Vaff... ad un sistema che ci fa conoscere i servi ma non
contro tutta l'informazione. Questa deve essere invece un atto d'amore per
l'informazione". IL SALUTO - "Oggi è iniziato qualcosa che porteremo
avanti con le liste civiche": è il commiato di Beppe
Grillo alla piazza. "Ragazzi dai 20 ai 40 anni
entreranno nei Comuni - ha detto - Si inizia da lì la politica. Saremo
cittadini informati dentro i Comuni". Poi ha congedato il pubblico
dicendo: "Siete stati meravigliosi. Non c'è stato alcun incidente. Se vi
portate via l'immondizia siete perfetti". LE REAZIONI - Il presidente
dell'Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, risponde a Beppe
Grillo che da Torino ha criticato il sistema dell'informazione
italiana. "L'Italia è l'unico Paese al mondo dove una persona, come Beppe Grillo, può andare in giro a
dire che l'Ordine dei giornalisti è stato creato dal Fascismo e secondo quelle
logiche - ha detto Del Boca -; quando, invece, è nato nel 1963 da un'apposita
legge. Questo significa non conoscere la storia, significa sbagliare. Quindi,
al "Vaffa" di Grillo dovrei forse rispondere
"ma Vaffa tu!'". CALDEROLI - "Caro Grillo
lei è un Catone mai eletto da nessuno, che fa i soldi sul qualunquismo, alla
stessa maniera di quelli che vorrebbe combattere. Alcuni spunti positivi li ha
anche avuti, in termini di discussione, però oggi, mi spiace, da parte mia non
riceverà un V2 quale quello che oggi lei ha celebrato, ma riceverà un V3, al
cubo, che poi lei capirà benissimo. Continui a fare il comico, perché di
politici comici ne abbiamo già abbastanza, compreso magari il
sottoscritto...". Così il senatore Roberto Calderoli, coordinatore delle
Segreterie Nazionali della Lega Nord e vice presidente del Senato. DI PIETRO-
"Nel nostro Paese c'è un monopolio dell'informazione, pubblica e privata.
Oggi più che mai aggravato dal fatto che la vittoria di Berlusconi porta al
governo una persona che ha il controllo dell'informazione pubblica e privata. E
ha già detto che non vuole risolvere il suo conflitto di interessi, né vuole
dare retta alla direttiva europea in materia di informazione". Antonio Di
Pietro ha spiegato così la sua decisione di firmare a Milano per i tre
referendum proposti da Beppe Grillo:
per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, contro il finanziamento pubblico
all'editoria e contro la legge Gasparri. Per l'Idv, "l'informazione deve
essere trasparente, indipendente e plurale". stampa |.
( da "Corriere.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Non condivido il
"manifesto" delle associazioni partigiane Sclafaro: "Niente
gridi d'allarme, la democrazia non è a rischio" Berlusconi non celebra la
Liberazione? Grave lacuna culturale. E la Moratti metta a fuoco i valori
fondanti Presidente Scalfaro, si apre un altro 25 aprile di polemiche. La
destra contesta alle associazioni partigiane i toni della loro
"mobilitazione straordinaria", indetta perché l'Italia "corre
nuovi pericoli ed emergono sempre più rischi per la tenuta del sistema
democratico". Approva il richiamo alla piazza? "Non lo condivido e
non mi sembra una cosa positiva. Se ogni forza che opera nel Paese mantiene
senso di responsabilità e freddezza, rischi non se ne corrono. Credo che, sia
pur considerando che la nostra è una democrazia ancora giovane e i cui sviluppi
meritano una costante attenzione, un grido d'allarme come quello lanciato con
il "manifesto" contestato vada oltre una normale dialettica e suoni
onestamente sproporzionato, per quanto spiegabile". Spiegabile forse con
il bisogno di dare una "prova di esistenza in vita" della sinistra
dopo il voto? "Siamo in una fase post-elettorale che ha visto un trionfo
inaspettato del centrodestra (inaspettato almeno rispetto alle dimensioni) e
una caduta a picco della sinistra, Pd a parte. Risponde dunque a una
prevedibile logica il soprassalto di chi ha perso e vuole dimostrare che un antico
patrimonio di ideali e valori non è tramontato, che esiste ancora e resta
custodito con saldezza. Ma sono convinto che per affermare tutto questo non ci
sia bisogno di particolari mobilitazioni. Esasperare i sentimenti degli
italiani con proclami più o meno squilibrati non è mai utile e positivo. Da
qualunque parte lo si faccia". Lei, che presiede l'Istituto nazionale di
storia della lotta di liberazione, come giudica le reazioni che propongono di
abolire la festa del 25 aprile? "È un contrappunto per alcuni versi
inevitabile, rientra in certe manifestazioni di assoluta inintelligenza che
abbiamo già visto in passato. Sono convinto che non si debba in alcun modo
inseguire le provocazioni di certi agitatori che negano la storia, ciò che è di
una gravità eccezionale. Non meritano neppure di essere citati. In fondo
rappresentano poco più che se stessi". Non è proprio così. Berlusconi, ad
esempio, non ha mai onorato la Liberazione e sembra aver fatto scuola.
"Quei comportamenti denunciano gravi lacune culturali e rientrano in una
strategia di rigetto dei valori fondanti della democrazia repubblicana. Ed è su
questo che oggi si impone una riflessione pubblica, della società e non solo
del mondo politico. L'insurrezione contro il nazifascismo è un evento storico che
va valutato in modo serio, trasparente e imparziale. Insomma: i fatti stanno lì
e non possono essere negati perché magari non ci piacciono, né modificati o
magari esaltati troppo. Ciò premesso, oltre al doveroso ricordo che dobbiamo
dedicare a tutte le vittime di quella dura e terribile stagione, va rianimato
l'orgoglio dei sentimenti di coloro che si batterono in prima persona
riconquistando l'Italia alla libertà". Ma come si realizza questa
"rianimazione" se perfino chi rappresenta le istituzioni si chiama
fuori? Il sindaco di Milano ha annunciato che non sarà presente né alle
cerimonie del 25 aprile né a quelle del primo maggio. "È un problema di
trasmissione della memoria, che non può essere amputata o fatta oggetto di un
uso politico. Bisogna far entrare nella circolazione del sangue di ogni
persona, vecchia o giovane, gli antidoti al totalitarismo. A partire dalla
tolleranza, dal rispetto dei diritti e dei doveri, dalla tutela della Carta
costituzionale che proprio quest'anno compie sessant'anni. Quanto al sindaco di
Milano, non voglio polemizzare con le sue scelte, ma è chiaro che chiunque
abbia un incarico di responsabilità deve interpretarlo con atteggiamenti
limpidi e sereni, tenendo a fuoco i valori di fondo. Che sono di tutti". Beppe Grillo ha convocato per oggi a Torino un incontro pubblico che è
percepito come una contromanifestazione. "In un momento di assestamento
politico come questo (assestamento anche psicologico per molta gente che è
ancora sotto choc, come gli sconfitti dal voto), è indispensabile che chiunque
sa di avere una voce ascoltata si ponga qualche remora, qualche limite.
L'Italia non ha bisogno di accensioni incontrollate. Servono invece sentimenti
positivi, pacatezza, responsabilità, nello sforzo di trovare un denominatore comune.
De Gasperi questo sforzo lo fece con passione e ragione, "con intelletto
d'amore" come si disse, e gli italiani risposero. Da capo dello Stato, lei
sdoganò i post-fascisti al governo e celebrò i 50 anni della Liberazione con un
pellegrinaggio laico attraverso l'Italia. "Anche da questo punto di vista
non fu un periodo facile, il mio settennato. Ci furono diffidenze da superare,
in Europa soprattutto, e agitazioni interne da riassorbire. Ce l'abbiamo fatta
collaborando nell'interesse comune. Per ciò che riguarda la competizione sulla
storia, in quel periodo si alternarono diversi momenti tesi. Che furono però
superati, come sempre è avvenuto da quando è finita la guerra. La democrazia,
da noi, è più forte di quel che tanti credono. E la sua identità comincia il 25
aprile 1945". Marzio Breda stampa |.
( da "Affari Italiani (Online)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Venerdí 25.04.2008
15:56 --> Comincia con una dedica all'altra "piazza" l'intervento di Beppe Grillo al
secondo 'V-day', a Torino, davanti a 35-40mila persone (ma gli organizzatori
dicono oltre 45mila). "Noi siamo la continuazione dei valori dei nostri
nonni, di chi ha combattuto per lasciarci una nazione libera o quasi libera. Se
noi avessimo un centesimo di quei valori e di quei coglioni noi compiremmo il
lavoro per loro". Nessuna contrapposizione con la Festa della
liberazione del 25 aprile, anche qui è in gioco una battaglia di libertà,
quella dell'informazione. Questo il pensiero di Er Piotta autore della sigla
del secondo 'V-day' di Beppe Grillo
e del rapper Caparezza. "Oggi è una giornata particolare, molto sentita -
dice Er Piotta - e se fosse l'antitesi del 25 aprile noi non saremmo qui. Anche
qui c'è una forma di liberazione, che riguarda le nuove frontiere della
comunicazione, della difesa della libertà di stampa". "Vengo da
Molfetta, la terra che ha dato i natali a Gaetano Salvemini - ha aggiunto
Caparezza, che è tra i primi a intervenire sul palco di piazza San Carlo con la
canzone 'Eroe' - e Salvemini rappresenta per me molto il 25 aprile perché anche
lui ha dovuto emigrare perché non era gradito quanto lui scriveva. Il 25 aprile
e il V-day non sono in contrapposizione - ha concluso - e lo dimostra anche il
fatto, per quanto mi riguarda, che qui canterò una sola canzone per poter
essere questa sera ad Arezzo e partecipare a una manifestazione per la Festa
della liberazione". ATTACCO A NAPOLITANO. "DOVREBBE ESSERE IL
PRESIDENTE DI TUTTI". "Abbiamo un presidente della Repubblica che
dorme". Lo ha detto Beppe Grillo
nel corso del suo comizio sulla libertà di stampa, in corso in piazza San
Carlo, a Torino. "Napolitano - ha detto il comico genovese - dovrebbe
essere il presidente degli italiani, non dei partiti. Il referendum per
cambiare la legge elettorale si doveva fare prima delle elezioni, non dopo.
Siamo andati a votare delle elezioni incostituzionali". NAPOLITANO: NO A
FALSE EQUIPARAZIONI SUL 25 APRILE. "Le ombre della Resistenza non vanno
occultate, ma guai a indulgere a false equiparazioni e banali generalizzazioni;
anche se a nessun caduto, e ai familiari che ne hanno subito la perdita, si
puo' negare sul piano umano un rispetto maturato col tempo". (Segue/ Il
videomessaggio di Celentano).
( da "Cittadino, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo a Torino spara a zero contro i
media Torino In una piazza San Carlo "mai stata piena così, dal
dopoguerra", il giorno della Liberazione diventa teatro del secondo
"Vaffa Day". "Dedichiamo questa manifestazione a coloro che
stanno manifestando nell'altra piazza: noi siamo la naturale continuazione dei
nostri nonni, di quei valori di quella gente che ha combattuto e ha perso la
vita per lasciarci una nazione più libera, o quasi":
così Beppe Grillo ha aperto ieri il "V2-Day".
A proposito del mancato referendum sulla legge elettorale, Grillo attacca il capo dello Stato:
"Il presidente della Repubblica, "Morfeo" Napolitano, dorme,
dorme, poi esce e monita. Il referendum sulla legge elettorale andava fatto
prima delle elezioni, non dopo". Poi l'invettiva contro il mondo
dell'informazione: "Nei cda dei giornali ci sono le banche, i partiti, gli
industriali con le pezze al c..o che chiamano i giornalisti e gli dicono chi
intervistare e dettano le scalette". Poi illustra i tre referendum per i
quali raccoglie firme: per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti e della
legge Gasparri e contro i finanziamenti pubblici all'editoria.
( da "Gazzetta di Reggio" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
I
banchetti in piazza allestiti dal popolo di Grillo Si è svolto
ieri a Reggio e in provincia il V-day 2 organizzato dagli Amici di Beppe Grillo. "Alle 13.30
- si legge in una nota - avevano firmato per ciascuno dei tre referendum
(abolizione ordine dei giornalisti, abolizione legge Gasparri, abolizione
finanziamenti pubblici ai partiti e all'editoria) 1.615 cittadini. I referendum più
firmati, tuttavia, sono stati gli ultimi due. Molti i politici e gli
imprenditori firmatari delle tre proposte. Tra questi, il presidente dell'Api
(associazione piccole e medie imprese) Nello Ferraroni. Il punto di raccolta
firme che ha fatto registrare le maggiori adesioni è stato quello di piazza
Prampolini", dove nel pomeriggio di ieri è stato proiettato in diretta da
Torino lo spettacolo del comico genovese Beppe Grillo.
( da "Cittadino, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
N I grillini sono
"sbarcati" anche a Lodi in occasione del "V2 day", il
secondo appuntamento organizzato in tutta Italia dai "seguaci" di Beppe Grillo. Con un gazebo allestito in corso Umberto a Lodi, per tutta la
giornata di ieri il "Meet up group" ha portato avanti le sue
battaglie."Stiamo raccogliendo le firme dei lodigiani a favore
dell'abolizione dell'Ordine dei giornalisti - spiega Antonio Gennari, uno degli
organizzatori -, dal nostro punto di vista è incostituzionale perchè la
Costituzione stabilisce che la stampa non è soggetta ad autorizzazioni e
censure: non ci dovrebbe essere un ordine che ti autorizza a fare il
giornalista". C'è poi un secondo aspetto, legato al finanziamento pubblico
dei giornali: per i grillini le cose dovrebbero essere molto diverse. "Il
contributo statale può avere un senso per i giornali che altrimenti non possono
esistere - aggiunge Gennari -, ma non è giusto che lo debbano avere anche il
Corriere della Sera e La Repubblica. L'informazione è troppo legata a chi
controlla il potere".Un'altra questione aperta è quella che riguarda Rete
4, il canale Mediaset che da tempo dovrebbe finire sul digitale e fare spazio a
Europa 7. La Corte Europea di Giustizia ha stabilito che le norme italiane che
consentono a Rete 4 di trasmettere via etere senza concessione su frequenze
spettanti a Europa7 sono "contrarie al diritto comunitario", dunque
illegali; Europa 7 vinse la concessione in una regolare gara nel
1999."Bisogna porre rimedio a un'anomalia tutta italiana", commentano
i grillini.Alle 15 di ieri pomeriggio, il gruppo aveva raccolto 500 firme, ma
contava di raggiungere quota mille. "Sta andando bene, anche se
l'argomento suscita meno sensibilità rispetto a quello della volta precedente,
ovvero la politica. In questo caso, poi, dobbiamo raccogliere 3 firme per 3
referendum diversi. Qui in corso Umberto siamo anche in una posizione
sfavorevole, la consideriamo una piccola forma di boicottaggio, ci bastava un
piccolo spazio in piazza della Vittoria. Abbiamo riscontrato una certa
difficoltà a trovare degli autenticatori per le firme, in ogni caso
continueremo come abbiamo fatto fino a oggi".Gr. Bo.
( da "Cittadino, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
"Anno
zero" e "L'infedele", il presente della televisione Nello
stretto giro di due giorni, la televisione ha saputo far suo, ancora una volta,
l'assunto pasoliniano (riletto però in chiave aggiornata da Angelo Guglielmi)
di "leggere la realtà con la realtà". Che fece la fortuna dell'ormai
"mitica" RaiTre degli anni Ottanta-Novanta. Insomma, quella dei primi
Blob, Telefono giallo, Chi l'ha visto?. Che oggi appaiono sempre più come delle
articolate, spesso sofisticate, risposte letterarie all'eccessiva allora
spettacolarizzazione delle reti Fininvest, dirette o ispirate da Carlo
Freccero. In definitiva una delle tante lotte famigliari che fanno del Belpaese
un covo di serpenti nel quale mai lavare fuori i panni sporchi. Lo avevano
capito in tanti, ma l'unico ad avere il coraggio di sputarne fuori tutta la
rabbia fu Giulio Andreotti all'indirizzo di Vittorio De Sica, il più grande
"scrittore" deamicisiano d'Italia, al tempo dell'uscita di Umberto D.
In poche righe il tempo storico nazionale si è contratto all'indietro di una
trentina d'anni, ma il salto temporale deve necessariamente in televisione
stabilizzarsi al presente. E il presente, ora, è rappresentato da due
programmi: L'infedele di Gad Lerner e Anno zero di Michele Santoro. Se Lerner ha focalizzato l'attenzione su Beppe Grillo e il v-day sull'informazione, Santoro ha spostato il tiro sullo spettacolo
Gomorra (prima libro e dal 16 maggio film per la regia di Matteo Garrone, pure
in concorso a Cannes) di Roberto Saviano. Tutti e due gli avvenimenti saranno
accaduti ieri, mentre scrivo: 25 aprile 2008. Sull'effettiva resa dei
due "spettacoli" (sintetizzo la forma per facilità di comprensione e
per non adulterare i ragionamenti) si renderà conto in altro luogo. Per ora più
interessante è verificare la capacità dei due conduttori di esaltare le virtù
dei loro programmi anche nell'ottica di un'operazione mista di marketing
promozionale. Di certo, a spanne credo che Santoro abbia saputo meglio
"vendere" il prodotto. Aveva lo scrittore Saviano in studio, uno dei
procuratori antimafia Roberti e riusciva a limitare gli ospiti fissi come Marco
Travaglio, al quale veniva lasciato solo lo spazio del prologo a
"Gomorra" e a ciò che ha rappresentato e rappresenta per molti. Qui
non anticipo nulla dei contenuti del libro, spettacolo e film. Non voglio
mediare ulteriormente la forza descrittiva delle parole di Saviano, che gli
sono costate una condanna a morte da parte dei clan camorristici. Posso solo
dire che, con l'inchiesta filmata sul campo da Sandro Ruotolo, Anno zero si è
inserito a buon diritto in quel grande filone tutto Rai d'inchiesta che contava
nomi come Zavoli, Stajano, Olmi e tanti altri. Meno divertente invece è stato
Lerner, anche perché il fenomeno Grillo si è sgonfiato
da sé. Le elezioni lo hanno impietosamente messo a nudo. Tanto che pare facile,
pur non conoscendo l'esito del nuovo happening torinese sul mondo
dell'informazione, rubricare le sue invettive alla voce
"situazionismo", movimento d'avanguardia e di rottura francese che
ebbe la sua base italiana, proprio nella terra di Grillo.
La Liguria.
( da "Gazzetta del Sud" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo: noi i nuovi
partigiani della libera informazione Teresa Cremaschi TORINO Un bagno di folla
per Beppe Grillo nel V2-Day dedicato alla
"libera informazione". Cinquantamila persone sotto un sole estivo (e
150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno gremito piazza San Carlo a
Torino. Molti meno
i presenti nella vicina Piazza Castello, dove si sono tenuti concerti e letture
per la Festa della Liberazione promossa dal Comitato per l'affermazione dei
valori della Resistenza. Salendo sul palco, il comico genovese ha voluto unire
con un filo le due piazze e i due periodi storici: "Abbracciamo e
ringraziamo ha detto Grillo coloro che ci hanno
permesso di essere oggi qui su questo palco. Grazie ai partigiani di 63 anni
fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera informazione. Siamo la
naturale continuazione dei nostri nonni" . Nel mirino del comico genovese,
l'informazione, ma nei primi minuti del suo monologo i bersagli sono stati il
presidente della Repubblica e Silvio Berlusconi. "Napolitano ha detto
dovrebbe essere il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti.
"Morfeo" Napolitano dorme, fa il pisolino. Il referendum elettorale
andava fatto prima, non dopo le elezioni". E, riferendosi al Cavaliere, ha
urlato: "Pensate se Obama da presidente fosse anche il proprietario della
Fox, della Abc e di altre televisioni". Ogni affondo di Grillo
è stato sottolineato da un'ovazione, che rimbombava anche nelle vie adiacenti
la piazza. "Siamo tanti, 100 mila, se... la Questura ci aiuta". Il
comico è di nuovo ritornato sulla presenza degli inquisiti in Parlamento
("Sono 70 pregiudicati senza che nessuno abbia saputo niente", ha
detto mentre scorrevano i loro nomi su uno schermo) e sul dramma delle morti
bianche. Ha attaccato Confindustria, la legge 30 e con una battuta ha detto che
mentre gli operai muoiono "i politici campano cento anni". È stato
mostrato un messaggio registrato di Adriano Celentano: "Sono d'accordo Beppe. Non è un antipolitico. Bisogna fare qualcosa prima
che sia troppo tardi per controbattere le falsità che ogni giorno ci propinano".
Un saluto al mattatore del V2-Day è stato portato, di persona, dal magistrato
di Catanzaro, Luigi De Magistris mentre non si è visto il gip di Milano
Clementina Forleo. Tra gli ospiti sul palco anche Maria Fida Moro: "Il
nostro Paese è diventato privo ha detto di memoria e compassione". La
chiusura è stata affidata ad un giornalista doc, Marco Travaglio:
"Continuate a cercare i buoni giornalisti, continuate a volere bene
all'informazione, fate amicizia con i giornali e proteggeteli perchè proteggendo
loro proteggete anche voi stessi". Il leader dell'Italia dei Valori,
Antonio Di Pietro, è intervenuto a Milano alla raccolta firme promossa dal
"Vaffa Day" di Grillo per il referendum
sull'informazione che prevede la cancellazione dell'Ordine dei giornalisti.
Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa, ha
dichiarato: "Diciamolo chiaro: sfidiamo lui e tutta la politica alla
riforma dell'Ordine, ma Di Pietro stavolta con il suo urlo, mediatico, non ci
ha proprio azzeccato".
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Jacopo Iacoboni LE
DUE PIAZZE DI TORINO Una volta le due piazze erano separate da un muro invalicabile,
quelli di corso Traiano nel '69 e quelli della marcia dei quarantamila, quelli
di "Lama non l'ama nessuno" e i vecchi del Pci del '77. Mondi
separati da un confine fisico, attraversarlo era quasi come varcare la cortina
di ferro. Stavolta più che mai queste due piazze torinesi del 25 aprile - la
Liberazione e il V-day di Grillo contro l'informazione
- raccontano la stessa Italia, e gente non così dissimile: inappartenente,
liquida, itinerante. Un immenso ceto medio della delusione. Se sceglie di stare
di qua o di là è per lo spettacolo. Per tutto il pomeriggio eleggono Grillo, la sera si spostano e vanno a sentire il gruppo rock
Marlene Kuntz. È questo che spiega come mai, alle cinque, piazza San Carlo sia
piena, 50 mila persone almeno, mentre la piazza Castello della Festa della
Liberazione è sì popolata ma con ampi spazi per gruppetti di famigliole a
spasso col passeggino, magliette "partigiano portami via", il
cantante dei Marlene Kuntz Cristiano Godano che può anche permettersi un
pisolino. Gli stessi partigiani si muovono in giù incuriositi dal Grillo's touch, il tocco di Grillo,
modi da santone, accuse meno urlate che nell'altro V-day, scarpe Tod's nere ai
piedi. E così vanno a curiosare. Walter, ottantaquattrenne torinese, divisione
Sergio de Vitis, brigata Campana, con giacca e il suo
bastone sta scendendo da via Roma perché "sono assai incuriosito da questo
signor Grillo". Si
ferma davanti alla Fnac, dove c'è un banchetto a favore del boicottaggio della
Fiera del Libro dedicata a Israele. "No, non firmo", fa educatamente.
Beppe inizia assicurando
che "non c'è nessuna contrapposizione, noi siamo i nipoti dei partigiani,
i nuovi partigiani". Un tale dal pubblico protesta. Chiede la
parola. Grillo ordina di farlo passare. È un anziano
operaio e sindacalista della Cgil, Ugo Monzeglio, che a tu per tu lo incalza,
"ma perché non riveli se a Roma stai con Rutelli o Alemanno? Così fai il
gioco della destra". Dopo aver abbracciato Marco Travaglio, accuserà Beppe di non esser stato fatto salire sul palco: "Io
sono venuto in questa piazza anche se sono più d'accordo con l'altra... perché Grillo è più spettacolare... diciamo (e fa l'occhiolino) che
è berlusconiano!". Ai banchetti c'è una fila lunghissima, chi raccoglie le
firme per i tre referendum viene chiamato dai meet up
"autenticatore", che fa un po' Wolf di Tarantino; e ci sono un
mucchio di autenticatori. Si sono portati da mangiare da casa, torte con
ricotta e spinaci, rustici uovo e pancetta. In pizza Castello nessuno ti
controlla, da Grillo (dove si lotta anche per abolire
l'ordine dei giornalisti) viene controllato il tesserino dell'ordine. Le
bandiere e le scritte dicono qualcosa, non tutto. Più delle parole, contro i
giornalisti servi, le banche, la Fiat. In via Bogino angolo via Maria Vittoria
è comparsa una scritta bizzarra per Torino, "No G8 in Sardigna",
evidentemente non vergata da mano sabauda. Molte sono le bandiere No Tav in
piazza San Carlo, Grillo dice: "Abbassatele, giù,
giù, noi non siamo né di estrema sinistra né di destra". Davanti a Beppe sventola uno stendardo del Fronte Polisario, autentico
modernariato politico. Di qua tante treccine, e giovanissimi, in piazza
Castello più quarantenni, un manifestante in camicia Oxford promette "non
ci sono ancora andato, ma poi per la par condicio faccio un giro. Di là dicono
cose condivisibili ma un po' generiche"... In un video Celentano sibila
ieratico: "Sono d'accordo con te, ma che cazzo vorresti dire esattamente, Grillo?". Eppure ci sono personaggi quasi più
entusiasmanti, per presenza scenica. Il professor Paul Connett, "luminare
dell'Università di New York", attacca il medico del San Raffaele (che Grillo chiama "cancronesi") reo di aver sostenuto
che gli inceneritori hanno un rischio cancro zero. Secondo Connett Veronesi
"should get down on his knees and apologize", dovrebbe chiedere
perdono in ginocchio. Boato della folla. Al che Connett comincia a cantare e
ondulare, "we don't want, in-ce-ne-ri-to-re", come il predicatore
nemico di Daniel Day Lewis nel Petroliere. E la gente gli risponde: in
italiano! Artisti non all'apice della carriera beneficiano del tocco di Grillo, Er Piotta canta davanti a una folla rara per i suoi
concerti, mentre in piazza Castello Eugenio Finardi fatica a scaldare. Frankie
Hi-Nrg, grillista: "Non serve ostendere corpi di partigiani novantenni per
essere difensori del 25 Aprile". Gian Maria Testa, nell'altra piazza:
"Resistenza e morti sono pagine di storia che non si possono cancellare,
non una fiction". Con Grillo c'è Piero Ricca,
quello del puffone a Berlusconi, giacca di velluto marrone godibile, visto il
clima. Di là Eugenio Finardi che suggerisce: "Nell'aria ci sono valori
diversi che trascendono destra e sinistra, il grillismo li intercetta, la
politica oggi è troppo sottile". Già, come il diaframma impercettibile tra
due piazze, Torino, Italia.
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
TIZIANA PLATZER
Obiettivo: raccogliere 500 mila firme. Questo sarebbe per lui un gran bel grido
di libertà. Per Beppe Grillo e il
suo Vaffa-day atto secondo, che venerdì 25 aprile, nel giorno della
Liberazione, chiama a raccolta per la "liberazione" del nostro
sistema d'informazione: firme da contare in 400 città italiane per l'abolizione
dell'Ordine dei giornalisti, la cancellazione dei finanziamenti pubblici pari a
un miliardo di euro annui destinati all'editoria e l'eliminazione della
legge Gasparri sulle radiotelevisioni. E il nuovo santone-leader
populista-profeta della rete e quant'altro del comico genovese si dica e si
sprechi in parole dalla sua discesa in campo politico, anzi, contro i politici,
si materializzerà in piazza San Carlo trascinatore del "V2-day" dalle
15 sino alle 21, più o meno. Quindi non si fa serata con il suo meeting, e se a
Bologna il primo portò in piazza sessantamila persone, anche con qualche
disguido da affollamento, gli organizzatori dell'evento torinese e i meetup
locali "Qui Torino libera" e "13", si sono preparati ad
affrontare un'altrettanto larga partecipazione. Da scommetterci, perchè
grillini o non grillini, "mangiatori di schede" o delusi e disillusi
post-elezioni, tutti, in tanti, hanno voglia di sentire dal vivo e unirsi al
lungo elenco liberatorio di "vaffa.." urlati dal Grillo
che dal palco travolge, con le sua satira-verità sulle politiche ambientali,
economiche, sociali. La battuta, ormai, è il suo ultimo pensiero. Un palco dove
si incontreranno personaggi da ogni mondo, qualcuno in scaletta già prefissata,
tanti invitati direttamente da lui che non ci tiene affatto ad anticipare,
meglio, si nega all'annuncio; altri che forse si aggiungeranno realmente a
sorpresa. Suoi sostenitori musicali dati sicuri saranno Caparezza, che canterà
per una ventina di minuti subito dopo Leo Pari, apripista della giornata;
Franky Hi Energy, protagonista della chiusra del meeting alle 20 con mezz'ora
di canzoni appena dopo la partecipazione di Paolo Benvegnù, e Biagio Antonacci:
il cantautore per primo, durante la sua permanenza a Torino per all'ultimo
concerto, aveva dichiarato la sintonia con il fenomeno del grillismo e la sua
amicizia con il comico, e Grillo, facendo un'eccezione
al "niente da dire" lo dà della partita. Qualche discordanza sul tam
tam di chi c'è e chi no riguarda Piotta, che con Leo Pari e il gruppo Radici
nel Cemento, è autore del brano diventato bandiera dei "vaffa-day", e
che potrebbe risuonare in piazza San Carlo, unita nel coro rapeggiante:
"Al V-day ci sei o non ci sei/ serve una nuova soluzione, c'è troppa
corruzione". Grillo pare giudichi il pezzo
un'astuta mossa autopromozionale dell'artista romano, ma lui, non l'ha invitato.
E allora è facile che i cori nasceranno spontanei. Adesione è arrivata da
Zucchero, che dovrebbe comparire grazie a un collegamento video, mentre in
carne e pensieri taglienti si materializzeranno i Negrita, Jacopo Fo, Sabina
Guzzanti, Marco Travaglio, Giulietto Chiesa, Beppe
Scienza, Natalino Balasso. E invece sempre per una partecipazione via mega
schermo sono attesi gli interventi dei procuratori Raffaele Guariniello,
Clementina Forleo e Luigi De Magistris. La volontà di esserci l'ha espressa a Grillo Maria Fida Moro, che secondo programma dovrebbe
parlare intorno alle 15,30. L'happening del "disincantatore", come il
comico si definisce, darà spazio a metà pomeriggio al Comitato No Tav e al
Comitato Dal Molin. Spazio alle proteste e alle riflessioni di molti, almeno di
chi, come lui, la pensa.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Maxi
fila ieri davanti al Comune in occasione del banchetto per i referendum di Beppe Grillo. La fila
partiva dal portone del municipio e arrivava fino al portico del Grano dove
alcuni volontari raccoglievano le adesioni. "Siamo gli stessi - ci dice un
sostenitore di Beppe Grillo - che hanno
raccolto le firme per non consegnare l'Aimag ai privati. Gente comune che ne ha abbastanza
di questi politicanti che se ne fregano di ciò che pensano i cittadini".
In fila decine e decine di giovani, anziani, lavoratori, mamme con bambini in
braccio... tutti desiderosi di appoggiare la battaglia di Grillo
peròa 'libera informazione in libero Stato'.
( da "Gazzetta di Modena,La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Polemica per
cartello-gogna sui politici favorevoli all'inceneritore Oltre un migliaio di
persone a seguire l'evento clou del "Vaffa-Day", con Grillo e Travaglio in diretta da Torino, proiettato sullo
schermo di Piazza Matteotti. Altre centinaia che, per tutto il giorno, hanno
fatto la fila per aderire alla raccolta di firme necessarie per indire tre
nuovi referendum: per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, l'abolizione della
Legge Gasparri e il finanziamento pubblico all'editoria. Non si può certo dire
che il Ponte della Liberazione abbia rovinato i piani degli organizzatori
modenesi del "Vaffa-Day", accompagnato anche a Modena da un grande
successo. A colpire soprattutto la lunga serie di persone che, per tutto il
giorno, hanno pazientemente atteso il proprio turno per firmare il proprio
sostegno alla proposta, con tanto di documento, e con l'assessore provinciale
Maurizio Guaitoli a certificare la regolarità delle operazioni. Ieri sera, alle
21, c'erano ancora decine di persone in attesa di apporre il proprio nome e
cognome in calce ai fogli. "Ne avremo raccolte oltre 2mila 500 e in serata
abbiamo dovuto mandare vie delle persone. Pensi che già alle 9 c'era la fila -
ha commentato trionfante Nino D'Eugenio, anima degli Amici
di Beppe Grillo di Modena - Mentre circa duemila
persone nel momento clou dei discorsi di Grillo e Travaglio avranno seguito il collegamento con Torino". Si
può quindi parlare di successo di pubblico anche per la manifestazione
modenese. Una manifestazione che, a margine, ha fatto registrare una polemica.
Accanto al gazebo per la raccolta delle firme pro-referendum, era allestito un
tavolo del Wwf che raccoglieva adesioni a sostegno della lotta all'inceneritore.
E fin qui tutto ok. Quello che non è stato gradito da alcuni esponenti del Pd è
l'esposizione di un cartello rosso che sotto la scritta "Hanno dato voto
favorevole al raddoppio dell'inceneritore" presentava le foto con nome,
cognome e partito di riferimento dei consiglieri provinciali favorevoli e dei
tre astenuti. "Siamo stati e siamo convinti della giustezza della scelta
che abbiamo fatto - ha commentato Demos Malavasi capogruppo Pd in Provincia -
perché riteniamo che la termovalorizzazione sia uno dei componenti della
filiera dello smaltimento dei rifiuti, per non finire in situazioni di
emergenza come altre realtà, vedi Napoli. In secondo luogo secondo
l'ammodernamento dell'impianto va incontro all'esigenza di garantire maggiore
sicurezza all'impianto stesso, con le tecnologie più moderne. Detto questo, mi
sembra veramente grave il fatto che si pubblichino le foto dei consiglieri che
hanno votato questi atti, additandoli alla pubblica piazza, così come purtroppo
avveniva in certi regimi che non sono quelli che vorremmo ricordare. Penso ai
tempi dell'inquisizione. Francamente non è questa la strada per un confronto e
un dibattito nel merito, al quale non ci sottraiamo mai".
( da "Gazzetta di Modena,La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Referendum su
informazione, editoria, Legge Gasparri Per il V-Day di Beppe Grillo raccolte centinaia di firme Un voto massiccio, anche a Sassuolo
nella giornata della Liberazione (anzi in concomitanza con il passaggio del
corteo e dei discorsi in piazza Garibaldi). Sassuolo era stata scelta tra le
città dove raccogliere le firme per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti,
del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri sulle tv. Fin
dalle 9.30 in piazza Garibaldi un gruppo di giovani ha avviato la raccolta di
firme che ha toccato una quota elevata nella pausa del mezzogiorno ed è ripresa
nel primo pomeriggio. Alle 19, quando il banchetto ha smesso di raccogliere le
firme dei sassolesi, si potevano contare 570 firmatari. Poca informazione nella
maggior parte di coloro che hanno firmato anche se parecchi hanno dichiarato che
si erano fermati e avrebbero firmato per "evitare gli sprechi dei governi
precedenti", ma anche per "simpatia e solidarietà nei confronti di Beppe Grillo, uno che non le manda
mai a dire". Anche nel pomeriggio tanta gente come al mattino popola il
centro ed era presente anche e soprattutto per la cerimonia di celebrazione del
25 aprile. Ma il numero dei firmatari è stato alto. (al.sci.).
( da "Corriere delle Alpi" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
IL VAFFA 2 DAY Oltre
500 firme per la stampa libera Tre i quesiti referendari
proposti dai sostenitori di Beppe Grillo
BELLUNO. "L'albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a
quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del
pensiero", Einaudi. L'Italia è l'unico Paese in cui esiste un ordine dei
giornalisti, istituito da una legge del 1963, che ha raccolto un'eredità
pesante: l'albo creato nel 1925 da Mussolini. Quasi un miliardo di euro
all'anno: è quanto costa l'editoria italiana ai cittadini. Le provvidenze
finiscono in buona parte nelle casse dei partiti, che usano i loro giornali per
finanziarsi. "L'Italia non rispetta il principio della libera prestazione
dei servizi", Corte di giustizia europea. La legge Gasparri è stata
bocciata dall'Ue, eppure continua indisturbata a concedere che una una
televisione privata (Rete 4) possa usurpare le frequenze di una tv minore. Tre
anomalie nel Paese delle "stravaganze" eufemismo che sta per
scandalo. Dopo il Vaffa Day dell'8 settembre, Beppe Grillo torna a sollevare la fetta di prosciutto posata sugli
occhi degli italiani. Ieri erano in 40 mila a Torino per assistere alla
manifestazione del comico genovese, accompagnato da diversi giovani musicisti.
Il Vaffa day 2 si intitola "Libera informazione in libero Stato" e
propone tre referendum: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, l'abolizione
dei finanziamenti pubblici all'editoria e l'abolizione della legge Gasparri. Le
firme sono state raccolte ieri anche in piazza dei Martiri dai sostenitori
locali di Beppe Grillo. Oltre
500 bellunesi hanno dato il loro appoggio ai quesiti referendari proposti con
il V2 day e domenica prossima (4 maggio) il gazebo sarà allestito a Limana,
nella piazza centrale di fronte al muncipio, dalle 9 alle 19. "Non siamo
nè contro la politica nè contro il giornalismo", spiega Stefano De Barba
di "Grillibelluno", "ma contro le strumentalizzazioni di parte e
le consorterie. Come abbiamo fatto l'8 settembre, oggi affermiamo un principio
generale che raccoglie adesioni trasversali. Sono in molti a firmare e lo fanno
a prescindere dal loro credo politico. Pensiamo che ci siano giornalisti in
gamba e giornali che fanno il loro dovere, ma i contributi che arrivano dalla
politica deformano la situazione in condizione di sudditanza". (i.a.).
( da "Citta' di Salerno, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
I GRILLINI Folla di
curiosi per "V2 Day" Centinaia di firme raccolte per i tre referendum
" Banchetti e firme anche a Sala Consilina per il "V2 Day" di Beppe Grillo a sostegno di una informazione
libera e dei tre referendum sul mondo dell'informazione. " Le firme e il
sostegno non sono mancati neanche nel Vallo di Diano dove da ieri mattina fino
alle 8 della sera, prima in via Matteotti, poi in piazza Umberto I, gli aderenti
al "V2 Day" hanno raccolto circa settecento firme e mostrato grande
interesse per l'iniziativa che si è svolta in contemporanea in numerose
cittá italiane. " Tanti i cittadini di Sala che hanno firmato, ma anche
molti i cittadini valdianesi che si sono recati nel capoluogo comprensoriale
per dare sostegno e credibilitá ai tre referendum che chiedono l'abrogazione
dell'Ordine dei giornalisti, uno dei pochi ancora rimasti in Europa, e
l'abrogazione del finanziamento pubblico ad imprese editrici di giornali quotidiani
e periodici. " In questo caso molti aderenti auspicano soprattutto la
correzione del finanziamento, spesso legato più ai fini politici che a quelli
editoriali secondo i promotori dell'appuntamento. " Infine, il terzo
referendum proposto è l'abrogazione della legge Gasparri che, secondo i
proponenti, permette a Rai e Mediaset di non assumere mai una posizione
dominante, sanzionata dall'Antitrust, escludendo piuttosto l'accesso al
digitale terrestre alle emittenti minori. " E ieri in piazza i cittadini
valdianesi oltre alle firme hanno potuto assistere anche a brevi interventi di
personaggi locali che si sono dichiarati a favore dei tre referendum. Una delle
caratteristiche dei raduni ideati dal popolare attore ligure che consente a
chiunque voglia parlare di esprimere in pubblico il suo punto di vista.
Insomma, una giornata all'insegna dell'informazione libera che ha destato
curiositá. "Il risultato ci soddisfa - hanno detto gli organizzatori -
anche perché bisogna considerare che nel Vallo di Diano non esiste un meetup,
cioè un gruppo giá organizzato aderente alle rete di Beppe
Grillo, per cui, l'adesione di quest'oggi è del tutto
spontanea e ha visto la partecipazione di giovani ma anche di tante
famiglie". Salvatore Medici.
( da "Trentino" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Per abolire l'ordine
dei giornalisti e togliere i contributi all'editoria I referendum dei
"grillini" raccolte in città 1.500 firme TRENTO. Una raccolta firme
per i referendum denominati per la "Libera informazione in libero
Stato" è stata organizzata a Trento, in occasione del V2-Day, da parte degli "Amici di Beppe Grillo"
della città. Gli attivisti hanno iniziato il "Vaffa Day" intorno alle
9, in un gazebo nel centro, e hanno concluso alle 21. I tre referendum in
questione riguardano l'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria,
quella dell'albo dei giornalisti e, terzo, della legge Gasparri. I
"grillini" nel corso della giornata hanno raccolto 1.500 firme a
sostegno della proposta referendaria. In 450 piazze italiane si è svolta
un'analoga iniziativa a quella andata in scena a Trento. Beppe
Grillo ha dato ieri appuntamento al suo popolo in
piazza San Carlo, a Torino, dove c'era anche Maria Fida Moro, figlia dello
statista Aldo. "Siamo in 120 mila secondo una stima", ha gridato dal
palco l'ideatore del "Vaffa Day". Ma secondo fonti della questura in
piazza San Carlo, nella migliore delle ipotesi, ci possono stare non più di 40
mila persone.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V2-Day contro
l'informazione asservita. "Noi, nuovi partigiani" Firme in 450 città
per abolire l'Ordine dei giornalisti ALESSANDRO CECIONI ROMA. Cinquantamila in
piazza San Carlo a Torino per lo show dal vivo, migliaia in coda nelle altre
450 piazze dove si raccoglievano le firme. Il V2-Day, Vaffanculo 2, di Beppe Grillo è un successo. L'obiettivo era la
stampa dei "giornalisti camerieri", la "tv di un solo
padrone". Urla Grillo,
per ore, con un tono di voce un po' ansiogeno, ma il pubblico che lo acclama,
soprattutto giovani e giovanissimi, non aspetta altro che lui chiami
all'epiteto che dà il nome all'happening. Così, quando elenca i giornali
italiani e le cifre che ricevono dallo Stato sotto forma di rimborsi carta e
agevolazioni varie, a ogni testata segue il "vaffan...". La giornata
ha lo scopo di lanciare la raccolta di firme su tre referendum: abolizione
dell'Ordine dei giornalisti, abolizione della Legge Gasparri sulle tv,
abolizione delle previdenze all'editoria. A Milano firma anche Antonio Di
Pietro: "Gasparri farebbe bene a rispettare le sentenze, perché noi
vigileremo, la raccolta di firme per abolire con un referendum la legge che porta
il suo nome, fatta solo perché restasse un monopolio del sistema televisivo, è
stata solo un primo passo". "Con Rete4 che non va sul satellite
rischiamo una multa dalla Ue di 300mila euro al giorno a partire da gennaio
2006", dice Grillo. Qualcosa come 235 milioni. Ai
banchi sparpagliati in 450 piazze italiane c'è la coda per firmare, ma non
tutti sanno che con tutta probabilità le firme non servono a niente, che la
legge italiana sui referendum popolari richiede tempi precisi per la raccolta.
La firma, in questo caso come lo scorso anno, è una sorta di testimonianza
attiva. Beppe Grillo inizia
la sua arringa richiamando il significato del 25 Aprile e della Resistenza, con
dedica a chi, a poche centinaia di metri da piazza San Carlo, in piazza
Castello, partecipa alle celebrazioni della Liberazione: "Dedichiamo
questa manifestazione a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza, noi
siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori, di quella
gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera.
Se avessimo un decimo di cuore di quelle persone o un centesimo di coglioni di
quelli, noi compiremmo un lavoro per loro". Poi parte l'attacco a tutto
campo. Contro l'Ordine dei giornalisti, di cui Grillo
sbaglia la data di istituzione ("è quello del 1925, voluto da
Mussolini"). Contro i "giornalisti camerieri". Poi contro i
soldi dati ai giornali: "Vorrei un giornale pagato da chi lo legge e non
dai finanziamenti pubblici". E ancora: "Non esiste, non può esistere
un Ordine. Chiunque deve essere libero di scrivere. Perché ci deve essere un
Ordine dei giornalisti e non un Ordine dei poeti?". Vaffa l'Ordine,
dunque. "L'Ordine non è quello di Mussolini, ma quello di Gonella,
costituito 45 anni fa su un'idea base di Aldo Moro - replica Franco Siddi,
segretario della Fnsi - e Grillo non confonda i
cialtroni, che ci sono in tutte le professioni, con le migliaia di giornalisti
corretti". Dal palco continuano gli attacchi a tutti, a Berlusconi in
primis soprannominato "Testa d'asfalto", a Veltroni "Topo
Gigio", a Ferrara "Platinette con la barba", persino al
Presidente della Repubblica, "Morfeo Napolitano, che dorme, dorme e poi
monita. Sia il presidente di tutti e non dei partiti, perché i partiti non ci
sono più".
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
AGLIANO V2-DAY ASTI
Doppio incidente Grave un motociclista In 2 mila firmano i referendum di Grillo Asp: "Nel 2008 nessun rincaro della tariffa
rifiuti" Due uscite di strada, a poche ore di distanza una dall'altra, ad
Agliano. Il bilancio è di altrettanti feriti, uno dei quali gravi. Il primo ha
visto coinvolta un'auto che è finita in un fossato, nelle vicinanze del tunnel
sull'Asti Mare. Il conducente, soccorso e trasportato in ospedale, è ferito.
Più grave un centauro alessandrino finito in una scarpata con la sua moto,
sulla strada tra regione Salere e Costigliole. Faceva parte di un gruppo di
motociclisti che hanno dato l'allarme. E' intervenuto l'elisoccorsoSono stati
in 2 mila a firmare ieri ad Asti i tre referendum sull'informazione
proposti da Beppe Grillo in occasione del V-day. Il gazebo
è stato allestito in piazza Medici con un collegamento video con Torino dove
era presente il comico ligure. Non rincara la tariffa di igiene ambientale per
il 2008. Lo rende noto il presidente Asp, Gianni Bertolino: "Nonostante
l'aumento dei prezzi - spiega - ottimizzando il servizio di raccolta e
smaltimento, siamo riusciti a non aumentare le tariffe".
( da "Giornale di Brescia" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Edizione: 26/04/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Beppe Grillo attacca i giornalisti italiani ROMA - "No a un'informazione
degna di Ceausescu e di Pol Pot": Beppe Grillo
chiama e decine di migliaia, ancora una volta, hanno risposto in 450 piazze
italiane, e in 15 città all'estero, per il secondo "Vaffa day".
L'iniziativa del "re dei blog" ha preso il via ieri mattina in tutta
Italia con i banchetti che hanno raccolto decine di migliaia di firme per
l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, della legge Gasparri e del
finanziamento pubblico all'editoria. Il "cuore" della festa è stata
Torino (50mila i partecipanti), una delle città simbolo della Resistenza, che
il comico genovese ha scelto per portare sul palco le sue provocazioni e le sue
invettive (attacca Berlusconi, Gasparri e polemizza con Napolitano e i
giornalisti camerieri). "Napolitano dovrebbe essere il presidente degli
italiani e non il presidente dei partiti. I partiti non ci sono più",
tuona Grillo dal capoluogo piemontese. "Morfeo
Napolitano dorme, fa il pisolino, poi esce e monita", aggiunge sostenendo
che "il referendum elettorale andava fatto prima non dopo le
elezioni". Nel capoluogo piemontese sono accorsi in 50mila, per lo più
giovani e giovanissimi. "Dedichiamo questa manifestazione - ha esordito Grillo sul palco - a coloro che stanno manifestando
nell'altra piazza, noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di
quei valori di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci
una nazione più libera o quasi". Manifestazione dei sostenitori di Grillo anche a Brescia, dove banchetti per la raccolta firme
sono stati allestiti in corso Zanardelli e al Parco Gallo.
( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
"25 Aprile, sì
alla verità ma senza denigrazioni" Napolitano a genova "Fu anche
guerra civile". Berlusconi riceve Ciarrapico, lite con il Pd GIOVANNI MARI
e FERRUCCIO SANSA GENOVA. È stata una commemorazione. Una festa al Presidente
della Repubblica. E una contestazione al cardinale. Genova non si è dimenticata
del 25 Aprile. Per celebrarlo, anzi, sono scese in piazza oltre diecimila
persone. Ma è stata una giornata complessa, che non si può racchiudere
nell'immagine della folla che festeggia Giorgio Napolitano. O nel discorso del
Presidente che pure tocca temi nuovi come la "resistenza dei militari
italiani" e difende la Liberazione sottolineando la necessità di
"smitizzare alcuni aspetti della Resistenza", ma ricordando che si è
trattato di una "riscossa e di un riscatto nazionale cui dobbiamo la
riconquista anche per forza nostra dell'indipendenza, della dignità e della
libertà della Nazione italiana. Un riscatto da non denigrare", ricorda il
Presidente. E aggiunge: "Non è una festa per una sola parte della
nazione". Una frase non casuale, nel giorno in cui, a Roma, Silvio
Berlusconi tra molte polemiche riceveva Giuseppe Ciarrapico. Un fascista dichiarato
(ed eletto nel Pdl) il giorno della Liberazione. SEGUE >> 3 GENOVA. È
stata una commemorazione. Una festa al presidente della Repubblica. E una
contestazione al cardinale. No, Genova non si è dimenticata del 25 aprile. Per
celebrarlo, anzi, sono scese in piazza oltre diecimila persone. Ma è stata una
giornata complessa, che non si può racchiudere nell'immagine della folla che
festeggia Giorgio Napolitano. O nel discorso del Presidente che pure tocca temi
nuovi come la "resistenza dei militari italiani" e che sottolinea la
necessità di "smitizzare alcuni aspetti della Resistenza" pur
ricordando che si è trattato di una "riscossa e di un riscatto nazionale
cui dobbiamo la riconquista anche per forza nostra dell'indipendenza, dignità e
libertà della Nazionale italiana. Un riscatto da non denigrare", ricorda
il presidente. E ricorda: "Non è una festa per una sola parte della
nazione". Una frase non casuale, nel giorno in cui, a Roma, Silvio
Berlusconi tra molte polemiche riceveva Giuseppe Ciarrapico. Un fascista
dichiarato il giorno della Liberazione. Il 25 aprile 2008 Genova si è guardata
allo specchio e nelle poche ore della visita di Napolitano ha ricordato il
proprio passato e si è interrogata sul presente. A cominciare dal
centrosinistra - inteso come elettori, popolo - che si è dato tacito
appuntamento in via Venti Settembre e piazza Matteotti per ritrovare qualcosa
da festeggiare dopo la recente sconfitta politica. La prima da quel 25 aprile
del 1945 quando Genova, unica città in Europa, riuscì da sola a liberarsi del
mostro nazista. Ecco allora le bandiere rosse del Pdci, quelle dei sindacati. E
gli applausi più forti del solito, per sentirsi, contarsi. "Una grande
festa. Neanche noi ci siamo abituati", si lascia scappare gli uomini del
seguito di Napolitano quando, a visita finita, l'auto del presidente si avvia
verso l'aeroporto. Il presidente arriva a Genova poco dopo l'una e raggiunge la
prefettura. Il primo appuntamento ufficiale è sotto il Ponte monumentale, là
dove è posta la lapide che ricorda la resa delle truppe tedesche ai partigiani.
Là, davanti ai 1.863 nomi dei partigiani caduti accanto ai quali si passa ogni
giorno senza quasi più pensarci. E via Venti Settembre non sembra nemmeno più
la stessa strada. C'è un silenzio quasi irreale quando Napolitano si avvicina
alle corone di fiori, alle targhe. Guarda verso quei nomi che si cominciano a
cancellare anche dalla parete. Poi un lungo applauso mentre l'auto
presidenziale marcia verso Palazzo Ducale: bandierina tricolore, la mano che
saluta dal finestrino. In piazza Matteotti, affollata di almeno cinquemila
persone, dovrebbe essere il momento clou della festa. Ma l'incidente è appena
avvenuto: appena prima dell'arrivo di Napolitano, ecco giungere a piedi da San
Lorenzo il cardinale Angelo Bagnasco. Ad accoglierlo prima applausi, poi un
fischio, due, decine. Finché quasi prevalgono sugli applausi. Il cardinale
prosegue senza la minima incertezza, come se non volesse piegarsi alla
contestazione. Ma anche questo momento racconta qualcosa della Genova di oggi:
il cardinale scortato e fischiato per le strade della sua città. Napolitano non
sa probabilmente ancora nulla quando arriva dopo pochi minuti. Scende dall'auto
e dà un bel da fare alla sua scorta fermandosi tre volte a salutare la gente che
lo chiama. Parlando con Giovanni, un bambino che è sgusciato tra le transenne
per raggiungere il capo dello Stato. Ma è il momento del discorso nella sala
del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Parla la sindaco Marta Vincenzi,
sostiene l'importanza non solo per il passato, "ma anche per il presente e
per per dare linfa al futuro". Definisce Genova "città
democratica". E colpisce sentire Raimondo Ricci (presidente dell'Istituto
Ligure per la storia della Resistenza e l'età contemporanea) quando parla
"a nome degli ormai pochi superstiti che nel secolo scorso hanno
partecipato alla lotta partigiana". Quando Napolitano prende la parola una
parte della sala si alza in piedi: "La Resistenza - sostiene il Capo dello
Stato - non può appartenere solo a una parte della nazione, ma deve porsi al
centro di uno sforzo volto a ricomporre, in spirito di verità, la storia della
nostra Repubblica". Poi un passaggio studiato, limato: "Molto
importante fu il concorso dei militari chiamati a durissime prove all'indomani
dell'armistizio, degli ufficiali e dei soldati che si unirono ai partigiani
rafforzandone la capacità di combattimento e infine delle nuove forze armate
che si raccolsero nel Corpo Italiano di Liberazione". Ma Napolitano non
sfugge il nodo delle celebrazioni degli ultimi anni, la rivendicazione, da
parte di qualcuno, uno spazio per i vincitori, ma anche per i vinti: "Dopo
tanti anni di quegli eventi - ha detto Napolitano - si può e si deve dare una
analisi ponderata che però non significhi in alcun modo confondere le due parti
in lotta, appiattirle sotto un comune giudizio di condanna e di
assoluzione". E questo, aggiunge, "vale anche per i fenomeni di
violenza che caratterizzarono in tutto il suo corso la guerra antipartigiana e
da cui non fu indenne la Resistenza, specie alla vigilia e all'indomani della
Liberazione". È un dovere verso i paese, quello della chiarezza. E ancora:
"Le ombre della Resistenza non vanno occultate, ma guai a indulgere a
false equiparazioni e banali generalizzazioni; anche se a nessun caduto, e ai
familiari che ne hanno subito la perdita, si può negare sul piano umano un
rispetto maturato col tempo". Applausi nella sala e nella piazza dove
arriva - disturbata - la voce del Presidente. Poi sono di nuovo applausi, ma
nella piazza molte sono le anime. C'è Annalisa Dondini, 76 anni, "scesa in
piazza per ricordare la forza della mia Genova". C'è Anna Perrone, 33
anni, che "vorrebbe ritrovare nei giovani di oggi lo stesso coraggio di
quei ragazzi di sessantacinque anni fa". C'è Luca Martini, 43 anni,
contento "perché finalmente si vede che il centrosinistra e i suoi valori
non sono stati del tutto schiacciati e sconfitti". E c'è Giovanni, diciassettenne, che vorrebbe essere in piazza a Torino con Beppe Grillo e guardando il corteo presidenziale sbuffa: "Dieci auto per
una persona sola". L'ultima tappa è a Villa Migone. Napolitano incontra
Marta Vincenzi, il presidente della Regione, Claudio Burlando, quello della
Provincia, Alessandro Repetto. E c'è il cardinale Bagnasco: la sala
della resa viene fatta vuotare per lasciare posto a loro. Su una poltrona
damascata il presidente della Cei reduce da un giorno amaro, su una di velluto
il Capo dello Stato. Un colloquio di venti minuti, faccia a faccia. GIOVANNI
MARI mari@ilsecoloxix.it FERRUCCIO SANSA sansa@ilsecoloxix.it GENOVA. È stata
una commemorazione. Una festa al presidente della Repubblica. E una
contestazione al cardinale. No, Genova non si è dimenticata del 25 aprile. Per
celebrarlo, anzi, sono scese in piazza oltre diecimila persone. Ma è stata una
giornata complessa, che non si può racchiudere nell'immagine della folla che
festeggia Giorgio Napolitano. O nel discorso del Presidente che pure tocca temi
nuovi come la "resistenza dei militari italiani" e che sottolinea la
necessità di "smitizzare alcuni aspetti della Resistenza" pur
ricordando che si è trattato di una "riscossa e di un riscatto nazionale
cui dobbiamo la riconquista anche per forza nostra dell'indipendenza, dignità e
libertà della Nazionale italiana. Un riscatto da non denigrare", ricorda
il presidente. E ricorda: "Non è una festa per una sola parte della
nazione". Una frase non casuale, nel giorno in cui, a Roma, Silvio
Berlusconi tra molte polemiche riceveva Giuseppe Ciarrapico. Un fascista dichiarato
il giorno della Liberazione. Il 25 aprile 2008 Genova si è guardata allo
specchio e nelle poche ore della visita di Napolitano ha ricordato il proprio
passato e si è interrogata sul presente. A cominciare dal centrosinistra -
inteso come elettori, popolo - che si è dato tacito appuntamento in via Venti
Settembre e piazza Matteotti per ritrovare qualcosa da festeggiare dopo la
recente sconfitta politica. La prima da quel 25 aprile del 1945 quando Genova,
unica città in Europa, riuscì da sola a liberarsi del mostro nazista. Ecco
allora le bandiere rosse del Pdci, quelle dei sindacati. E gli applausi più
forti del solito, per sentirsi, contarsi. "Una grande festa. Neanche noi
ci siamo abituati", si lascia scappare gli uomini del seguito di Napolitano
quando, a visita finita, l'auto del presidente si avvia verso l'aeroporto. Il
presidente arriva a Genova poco dopo l'una e raggiunge la prefettura. Il primo
appuntamento ufficiale è sotto il Ponte monumentale, là dove è posta la lapide
che ricorda la resa delle truppe tedesche ai partigiani. Là, davanti ai 1.863
nomi dei partigiani caduti accanto ai quali si passa ogni giorno senza quasi
più pensarci. E via Venti Settembre non sembra nemmeno più la stessa strada.
C'è un silenzio quasi irreale quando Napolitano si avvicina alle corone di
fiori, alle targhe. Guarda verso quei nomi che si cominciano a cancellare anche
dalla parete. Poi un lungo applauso mentre l'auto presidenziale marcia verso
Palazzo Ducale: bandierina tricolore, la mano che saluta dal finestrino. In
piazza Matteotti, affollata di almeno cinquemila persone, dovrebbe essere il
momento clou della festa. Ma l'incidente è appena avvenuto: appena prima
dell'arrivo di Napolitano, ecco giungere a piedi da San Lorenzo il cardinale
Angelo Bagnasco. Ad accoglierlo prima applausi, poi un fischio, due, decine.
Finché quasi prevalgono sugli applausi. Il cardinale prosegue senza la minima
incertezza, come se non volesse piegarsi alla contestazione. Ma anche questo
momento racconta qualcosa della Genova di oggi: il cardinale scortato e
fischiato per le strade della sua città. Napolitano non sa probabilmente ancora
nulla quando arriva dopo pochi minuti. Scende dall'auto e dà un bel da fare
alla sua scorta fermandosi tre volte a salutare la gente che lo chiama. Parlando
con Giovanni, un bambino che è sgusciato tra le transenne per raggiungere il
capo dello Stato. Ma è il momento del discorso nella sala del Maggior Consiglio
di Palazzo Ducale. Parla la sindaco Marta Vincenzi, sostiene l'importanza non
solo per il passato, "ma anche per il presente e per per dare linfa al
futuro". Definisce Genova "città democratica". E colpisce
sentire Raimondo Ricci (presidente dell'Istituto Ligure per la storia della
Resistenza e l'età contemporanea) quando parla "a nome degli ormai pochi
superstiti che nel secolo scorso hanno partecipato alla lotta partigiana".
Quando Napolitano prende la parola una parte della sala si alza in piedi:
"La Resistenza - sostiene il Capo dello Stato - non può appartenere solo a
una parte della nazione, ma deve porsi al centro di uno sforzo volto a
ricomporre, in spirito di verità, la storia della nostra Repubblica". Poi
un passaggio studiato, limato: "Molto importante fu il concorso dei
militari chiamati a durissime prove all'indomani dell'armistizio, degli
ufficiali e dei soldati che si unirono ai partigiani rafforzandone la capacità
di combattimento e infine delle nuove forze armate che si raccolsero nel Corpo
Italiano di Liberazione". Ma Napolitano non sfugge il nodo delle
celebrazioni degli ultimi anni, la rivendicazione, da parte di qualcuno, uno
spazio per i vincitori, ma anche per i vinti: "Dopo tanti anni di quegli
eventi - ha detto Napolitano - si può e si deve dare una analisi ponderata che
però non significhi in alcun modo confondere le due parti in lotta, appiattirle
sotto un comune giudizio di condanna e di assoluzione". E questo,
aggiunge, "vale anche per i fenomeni di violenza che caratterizzarono in
tutto il suo corso la guerra antipartigiana e da cui non fu indenne la
Resistenza, specie alla vigilia e all'indomani della Liberazione". È un
dovere verso i paese, quello della chiarezza. E ancora: "Le ombre della
Resistenza non vanno occultate, ma guai a indulgere a false equiparazioni e
banali generalizzazioni; anche se a nessun caduto, e ai familiari che ne hanno
subito la perdita, si può negare sul piano umano un rispetto maturato col
tempo". Applausi nella sala e nella piazza dove arriva - disturbata - la
voce del Presidente. Poi sono di nuovo applausi, ma nella piazza molte sono le
anime. C'è Annalisa Dondini, 76 anni, "scesa in piazza per ricordare la
forza della mia Genova". C'è Anna Perrone, 33 anni, che "vorrebbe
ritrovare nei giovani di oggi lo stesso coraggio di quei ragazzi di
sessantacinque anni fa". C'è Luca Martini, 43 anni, contento "perché
finalmente si vede che il centrosinistra e i suoi valori non sono stati del
tutto schiacciati e sconfitti". E c'è Giovanni, diciassettenne,
che vorrebbe essere in piazza a Torino con Beppe Grillo e
guardando il corteo presidenziale sbuffa: "Dieci auto per una persona
sola". L'ultima tappa è a Villa Migone. Napolitano incontra Marta
Vincenzi, il presidente della Regione, Claudio Burlando, quello della
Provincia, Alessandro Repetto. E c'è il cardinale Bagnasco: la sala
della resa viene fatta vuotare per lasciare posto a loro. Su una poltrona
damascata il presidente della Cei reduce da un giorno amaro, su una di velluto
il Capo dello Stato. Un colloquio di venti minuti, faccia a faccia. GIOVANNI
MARI mari@ilsecoloxix.it FERRUCCIO SANSA sansa@ilsecoloxix.it GENOVA. È stata
una commemorazione. Una festa al presidente della Repubblica. E una
contestazione al cardinale. No, Genova non si è dimenticata del 25 aprile. Per
celebrarlo, anzi, sono scese in piazza oltre diecimila persone. Ma è stata una
giornata complessa, che non si può racchiudere nell'immagine della folla che
festeggia Giorgio Napolitano. O nel discorso del Presidente che pure tocca temi
nuovi come la "resistenza dei militari italiani" e che sottolinea la
necessità di "smitizzare alcuni aspetti della Resistenza" pur
ricordando che si è trattato di una "riscossa e di un riscatto nazionale
cui dobbiamo la riconquista anche per forza nostra dell'indipendenza, dignità e
libertà della Nazionale italiana. Un riscatto da non denigrare", ricorda
il presidente. E ricorda: "Non è una festa per una sola parte della
nazione". Una frase non casuale, nel giorno in cui, a Roma, Silvio
Berlusconi tra molte polemiche riceveva Giuseppe Ciarrapico. Un fascista
dichiarato il giorno della Liberazione. Il 25 aprile 2008 Genova si è guardata
allo specchio e nelle poche ore della visita di Napolitano ha ricordato il
proprio passato e si è interrogata sul presente. A cominciare dal
centrosinistra - inteso come elettori, popolo - che si è dato tacito
appuntamento in via Venti Settembre e piazza Matteotti per ritrovare qualcosa
da festeggiare dopo la recente sconfitta politica. La prima da quel 25 aprile
del 1945 quando Genova, unica città in Europa, riuscì da sola a liberarsi del
mostro nazista. Ecco allora le bandiere rosse del Pdci, quelle dei sindacati. E
gli applausi più forti del solito, per sentirsi, contarsi. "Una grande
festa. Neanche noi ci siamo abituati", si lascia scappare gli uomini del
seguito di Napolitano quando, a visita finita, l'auto del presidente si avvia
verso l'aeroporto. Il presidente arriva a Genova poco dopo l'una e raggiunge la
prefettura. Il primo appuntamento ufficiale è sotto il Ponte monumentale, là
dove è posta la lapide che ricorda la resa delle truppe tedesche ai partigiani.
Là, davanti ai 1.863 nomi dei partigiani caduti accanto ai quali si passa ogni
giorno senza quasi più pensarci. E via Venti Settembre non sembra nemmeno più
la stessa strada. C'è un silenzio quasi irreale quando Napolitano si avvicina
alle corone di fiori, alle targhe. Guarda verso quei nomi che si cominciano a
cancellare anche dalla parete. Poi un lungo applauso mentre l'auto
presidenziale marcia verso Palazzo Ducale: bandierina tricolore, la mano che
saluta dal finestrino. In piazza Matteotti, affollata di almeno cinquemila
persone, dovrebbe essere il momento clou della festa. Ma l'incidente è appena
avvenuto: appena prima dell'arrivo di Napolitano, ecco giungere a piedi da San
Lorenzo il cardinale Angelo Bagnasco. Ad accoglierlo prima applausi, poi un
fischio, due, decine. Finché quasi prevalgono sugli applausi. Il cardinale
prosegue senza la minima incertezza, come se non volesse piegarsi alla
contestazione. Ma anche questo momento racconta qualcosa della Genova di oggi:
il cardinale scortato e fischiato per le strade della sua città. Napolitano non
sa probabilmente ancora nulla quando arriva dopo pochi minuti. Scende dall'auto
e dà un bel da fare alla sua scorta fermandosi tre volte a salutare la gente
che lo chiama. Parlando con Giovanni, un bambino che è sgusciato tra le
transenne per raggiungere il capo dello Stato. Ma è il momento del discorso
nella sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Parla la sindaco Marta
Vincenzi, sostiene l'importanza non solo per il passato, "ma anche per il
presente e per per dare linfa al futuro". Definisce Genova "città
democratica". E colpisce sentire Raimondo Ricci (presidente dell'Istituto
Ligure per la storia della Resistenza e l'età contemporanea) quando parla
"a nome degli ormai pochi superstiti che nel secolo scorso hanno partecipato
alla lotta partigiana". Quando Napolitano prende la parola una parte della
sala si alza in piedi: "La Resistenza - sostiene il Capo dello Stato - non
può appartenere solo a una parte della nazione, ma deve porsi al centro di uno
sforzo volto a ricomporre, in spirito di verità, la storia della nostra
Repubblica". Poi un passaggio studiato, limato: "Molto importante fu
il concorso dei militari chiamati a durissime prove all'indomani
dell'armistizio, degli ufficiali e dei soldati che si unirono ai partigiani
rafforzandone la capacità di combattimento e infine delle nuove forze armate
che si raccolsero nel Corpo Italiano di Liberazione". Ma Napolitano non
sfugge il nodo delle celebrazioni degli ultimi anni, la rivendicazione, da
parte di qualcuno, uno spazio per i vincitori, ma anche per i vinti: "Dopo
tanti anni di quegli eventi - ha detto Napolitano - si può e si deve dare una
analisi ponderata che però non significhi in alcun modo confondere le due parti
in lotta, appiattirle sotto un comune giudizio di condanna e di
assoluzione". E questo, aggiunge, "vale anche per i fenomeni di
violenza che caratterizzarono in tutto il suo corso la guerra antipartigiana e
da cui non fu indenne la Resistenza, specie alla vigilia e all'indomani della
Liberazione". È un dovere verso i paese, quello della chiarezza. E ancora:
"Le ombre della Resistenza non vanno occultate, ma guai a indulgere a
false equiparazioni e banali generalizzazioni; anche se a nessun caduto, e ai
familiari che ne hanno subito la perdita, si può negare sul piano umano un
rispetto maturato col tempo". Applausi nella sala e nella piazza dove
arriva - disturbata - la voce del Presidente. Poi sono di nuovo applausi, ma
nella piazza molte sono le anime. C'è Annalisa Dondini, 76 anni, "scesa in
piazza per ricordare la forza della mia Genova". C'è Anna Perrone, 33
anni, che "vorrebbe ritrovare nei giovani di oggi lo stesso coraggio di
quei ragazzi di sessantacinque anni fa". C'è Luca Martini, 43 anni,
contento "perché finalmente si vede che il centrosinistra e i suoi valori
non sono stati del tutto schiacciati e sconfitti". E c'è Giovanni, diciassettenne, che vorrebbe essere in piazza a Torino con Beppe Grillo e guardando il corteo presidenziale sbuffa: "Dieci auto per
una persona sola". L'ultima tappa è a Villa Migone. Napolitano incontra
Marta Vincenzi, il presidente della Regione, Claudio Burlando, quello della
Provincia, Alessandro Repetto. E c'è il cardinale Bagnasco: la sala
della resa viene fatta vuotare per lasciare posto a loro. Su una poltrona
damascata il presidente della Cei reduce da un giorno amaro, su una di velluto
il Capo dello Stato. Un colloquio di venti minuti, faccia a faccia. GIOVANNI
MARI mari@ilsecoloxix.it FERRUCCIO SANSA sansa@ilsecoloxix.it 26/04/2008.
( da "Italia Oggi" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Media Numero 100, pag. 19 del 26/4/2008 Autore:
di Claudio Plazzotta Visualizza la pagina in PDF Due
giornalisti rispondono all'offensiva del comico contro la categoria. Scrivere?
Un diritto Vaffa all'Ordine. Ma anche a Grillo Sabelli Fioretti: attacchi
generici. Mughini: troppe marchette Beppe Grillo, nel
suo secondo Vaffa Day, getta secchiate di disprezzo sui giornalisti e il modo
di fare informazione. Trova parecchie sponde, soprattutto sul tema
dell'abolizione dell'Ordine professionale. Ma anche difese di categoria
contro gli attacchi generici. "L'Ordine non serve a nulla, è vero. Ma Grillo non deve condannare tutti. Se attacca tutti i
giornalisti", dice ridendo Claudio Sabelli Fioretti, "attacca anche
me. E allora lo mando a mia volta affanculo. Anzi, rincaro la dose con una
provocazione: se lui fa attacchi generici ai giornalisti, io attacco tutti i
comici, dico che sono delle merde e che non fanno ridere nessuno". Anche
Giampiero Mughini sta dalla parte di Grillo contro
l'Ordine, "un morto che cammina, contro cui comunque è meglio sparare che
restare indifferenti". Poi, però, prende le distanze dal comico genovese,
con un velenoso paragone, sottolineando che "Grillo
è un personaggio mediatico, guadagna bene, gli faccio i miei complimenti,
significa che qualcuno lo paga. Ma pagano anche Milly D'Abbraccio e si parla
anche di lei". Nella manifestazione di ieri in piazza San Carlo a Torino, Grillo ha spinto sui tre referendum promossi per abolire la
legge Gasparri, i finanziamenti pubblici all'editoria e l'Ordine dei
giornalisti, parlando di "una informazione, in Italia, degna di Ceausescu
e di Pol Pot. Non esiste e non può esistere un Ordine. Chiunque deve essere
libero di scrivere. Perché mai ci deve essere un Ordine dei giornalisti e non
un Ordine dei poeti? Nei consigli di amministrazione dei giornali ci sono le
banche, i partiti, gli industriali con le pezze al culo che chiamano i
giornalisti e dicono chi intervistare e dettano le scalette". Parole forti
alle quali, comunque, hanno risposto per le rime due intellettuali e
provocatori come Sabelli Fioretti e Mughini. "Grillo
non è una autorità morale della nazione, per cui quello che dice non ha così
tanto valore. Tuttavia, l'Ordine dei giornalisti è un ente inutile che permette
a una congrega di nullità di mettere il becco nei destini di alcuni di noi.
Io", spiega Mughini, "uno dei 20 giornalisti più noti di Italia, sono
stato cancellato, ai loro occhi non esisto più. Naturalmente, continuo a fare
il mio lavoro, perché mettere la firma sotto i propri pensierini è un diritto
costituzionale. Trovo però grottesco che la mia deontologia sia rimessa a loro.
Con tutte le marchette che escono tutti i giorni sui giornali, l'Ordine
dovrebbe cancellare 200 giornalisti al giorno, tutti i giorni". Secondo
Mughini il problema non è tanto l'Ordine, quanto la "categoria dei
giornalisti, senza contratto da anni, di cui non si occupa più nessuno. La
categoria è in stato comatoso perché se vai in metropolitana ci sono giornali
gratis, che io mi rifiuto di prendere. E su dieci persone che viaggiano in
metro, nove leggono i giornali gratuiti, i cui giornalisti sono pagati 3 euro
ad articolo. Ripeto, la categoria è in stato comatoso non tanto perché è
corrotta, come dice Grillo, ma perché è fatta di
precari, piccoli uomini che non avrebbero saputo fare altro". Se Antonio
Di Pietro, leader dell'Italia dei valori, si batte per l'abolizione dell'Ordine
"contro ogni bavaglio alla libera informazione", la posizione di
Sabelli Fioretti è più articolata: "Non sono con Grillo,
la sua mi pare una semplificazione. Fare attacchi generici significa attaccare
anche giornalisti come Stella, Travaglio, Mughini stesso. L'Ordine è certamente
inutile, e il primo editoriale che ho scritto per Repubblica nel 1976 aveva
questo titolo: “L'Ordine ha un solo obbligo: scomparire”. L'Ordine non ha
nessun senso, non controlla nulla, iscritti all'Ordine ci sono un sacco di
delinquenti, di truffatori, che se ne stanno li tranquilli e nessuno
controlla". La sentenza n. 11/1968 della Corte costituzionale afferma che
l'Ordine dei giornalisti è legittimo perché "lascia integro il diritto di
tutti di esprimere il proprio pensiero; perché l'albo è obbligatorio solo per
coloro che manifestano il pensiero per professione; e, infine, perché l'Ordine
tutela, con la deontologia, la libertà degli iscritti nei confronti del
contrapposto potere economico dei datori di lavoro". Ma, nell'opinione di
Sabelli Fioretti, lo schema del comparto dovrebbe essere invece questo:
"Il controllo dei giornalisti lo fanno gli editori e il mercato. La difesa
della categoria è affidata al sindacato. Stop. L'Ordine a che serve? Allora
voglio l'Ordine degli operai, dei tubisti, degli elettricisti, dei meccanici.
Perché i giornalisti devono avere un ordine e i carrozzieri no? Si dice: fare i
giornalisti è importante per la libertà, la democrazia. Va bene. Allora voglio
l'Ordine dei maestri di asilo, dei professori di scuola media, dei docenti
dell'università. Sarà ben più importante insegnare all'asilo che fare il
giornalista". Quanto, poi, alla deontologia, "sulle cose importanti
l'Ordine non vigila. Si muove, invece, per punire uno che fa il direttore di
una rivista pornografica. Ma chi se ne frega. In realtà si dice: attenzione, i
giornalisti non possono fare pubblicità, devono rimanere neutrali. Mi vien da
ridere: il 70% dei direttori andrebbe cacciato, tutti conniventi con l'editore
a fare la peggiore pubblicità, quella occulta".
( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
IL
CONTROEVENTO Meet Up 2 e Amici di Beppe Grillo: la piazza che
snobba Napolitano in coda ai banchetti PIAZZA DELLA VITTORIA, roccaforte del
Meet Up 2, arriva alle 17.30 a quota 1.500 firme. Poi finiscono i moduli. A
Piazzale Kennedy, intorno alle 18, le firme raccolte erano già circa 2.000, e una lunga fila di persone in
attesa si stendeva sotto il sole. Alle 21 il Meet Up 2, recuperati 15 moduli
grazie alla solidarietà del banchetto di Sestri Ponente, sfora quota 2.000, ma
i "cugini" di piazzale Kennedy volano verso le 3.000 adesioni. Se sul
campo il derby delle firme assegna la vittoria agli Amici di Beppe
Grillo, il colpo d'occhio dice che sarebbe stato più
giusto un pareggio. La Genova che non partecipa alle commemorazioni della
Resistenza ha dei tratti comuni: si tiene lontana dai luoghi simbolo e non ha
bandiere da sventolare. Nel pomeriggio del 25 aprile sta davanti al maxischermo
che dalle 15.30, in ampio anticipo rispetto all'orario comunicato, trasmette la
diretta dall'epicentro del V-Day, piazza San Carlo a Torino. In piazza della
Vittoria più di 100 persone gravitano attorno ai gazebo che da un lato offrono
brioche e focaccia e dall'altro chiedono la firma per l'abolizione dell'ordine
dei giornalisti, della legge Gasparri e dei finanziamenti pubblici
all'editoria. Impera la voce stentorea del comico genovese che, dalle casse ad
alta fedeltà, manda qualcuno a quel paese. "Abbiamo finito i moduli, ma
raccogliamo nominativi, e-mail e numeri di telefono - spiega Christian
Abbondanza, uno degli iscritti al Meet Up 2 - Del resto, la quota 1.000 che ci
eravamo prefissati è stata ampiamente superata. Perfino mezz'ora prima
dell'apertura c'era già gente che voleva firmare". A fianco del Meet Up 2,
tra palloncini rossi e bianchi e locandine dei giornali affisse
provocatoriamente sul palco, sono scesi anche i comitati anticemento di Vado
Ligure e di Recco: "perché l'impegno di Grillo in
questo senso - motiva Abbondanza - è sempre stato chiaro". Quelli accusati
di connivenze con i "dipietristi" ("solo perché Manuela
Cappello, eletta con Italiadei Valori, è una nostra iscritta e ci dà ancora una
mano", dicono), il "Meet-up 1" ovvero l'associazione Amici di Beppe Grillo, esibiscono come cuore
delle iniziative un piazzale Kennedy con tanto di palchetto e maxischermo. Nel
corso della mattinata l'evento si svolge davanti ai punti-firma allestiti in
giro per la città. Quello di via San Vincenzo deve chiudere perché a firmare
non arrivano che quattro gatti. Va bene quello di corso Italia, fa il pienone
quello di via San Lorenzo, dove di mattina arriva anche don Andrea Gallo. A
fare la fila, nei due punti-firma, sono davvero in tanti. "Ci siamo
fermati un minuto per la mancanza dei vidimatori - dice Paolo Bottaro, uno dei
volontari che hanno gestito l'evento - fortunatamente ci sono venuti incontro
molti volontari. Qualche consigliere comunale o provinciale, qualche notaio.
Cosa chiede chi vuole firmare? Quando Grillo verrà a
Genova la prossima volta". I video urlano il "guru" genovese
collegato da Torino, l'atmosfera attorno è un po' surreale, in tutto ci saranno
cento persone e sembrano ancor meno in questo piazzalone delimitato dai new
jersey e alla vista ancor più vuoto nel vuoto domenicale. Tra chi fa la coda, a
metà pomeriggio, c'è un compagno di scuola di Beppe Grillo. "Non è perché creda particolarmente nel suo
messaggio, che sono qui - dice Giuseppe Scalia, ex impiegato - sono da
sessant'anni su questo mondo, e da sessant'anni mi raccontano delle gran
storie, i mezzi di informazione. Per questo firmo. Ho sempre votato a sinistra,
ma mi ha deluso anche l'ultimo governo. Ci fanno le cose sotto il naso, e
nessuno dice niente. E mia figlia, laureata, si deve accontentare di mille euro
al mese di stipendio dopo mesi e mesi di richieste cadute nel vuoto". Non
tutti sono scesi in piazza per fare piazza pulita della mala informazione. Nel
caleidoscopio delle motivazioni c'è anche la semplice curiosità: "Perché
sono qui? Per vedere che aria tira - spiega Andrea, occhiali da sole e coda di
cavallo - Ma le motivazioni, su due piedi, non so spiegarle". Se una
coppia elegante deve la sua partecipazione al caso ("Abbiamo parcheggiato
qui accanto"), e guarda il maxi schermo dalle retrovie, Paolo sembra più
convinto: "Vado spesso sul blog di Grillo, avrei
dovuto essere a Torino, ma alla fine non sono riuscito a partire". A
Torino, invece, qualcuno è andato, come spiega Mario Gibi : "Io fan di Grillo? Non direi. Ma a Torino c'è il nipote di un mio
amico, guardo la diretta per riuscire a scorgerlo". Alla sera, dopo la
fine dello show in collegamento, inizia il cartellone genovese. Non c'è il
comico Maurizio Crozza, corteggiato fino all'ultimo ma a Milano per registrare
una trasmissione. Non c'è Ivano Fossati, che però fa pervenire un comunicato di
solidarietà. E non c'è il cabarettista Andrea Ceccon, infortunatosi al tendine
d'Achille. Tiene su la festa Enrique Balbontin, unico presente tra gli
invitati. Il resto dell'intrattenimento è fatto di videomessaggi e
testimonianze filmate. La rivalità tra le due piazze ha moltiplicato i
risultati? "Non direi - dice Bottaro - secondo me un po' di dispersione
c'è stata. Ma non ci arrendiamo, credo che a Genova, su entrambi i fronti, alla
fine si conteranno più di 16 mila firme". DANIELE GRILLO
grillo@ilsecoloxix.it ELENA NIEDDU nieddu@ilsecoloxix.it 26/04/2008 2 piazze, 5
mila firmeI due fronti del V-day hanno raccolto adesioni per tutto il giorno.
Maxischermi per lo show di Grillo da Torino
26/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Beppe Grillo: "Siamo
noi i nuovi partigiani" il secondo vaffa-day Lunghe file per firmare i
referendum proposti dal cabarettista che se la prende anche col Capo dello
Stato 26/04/2008 dal nostro inviato PAOLO CRECCHI Torino. L'ovazione più lunga
la ruba Marco Travaglio, che gioca in casa essendo torinese ma è soprattutto un
giornalista coi fiocchi, uno che non è mai stato in quota a nessun partito e scrive articoli
informati. Persino Beppe Grillo
strabuzza gli occhi, lui che tollera gli scrivani amici ma non sopporta quelli
che non si adeguano alla sua visione del mondo. Contro di loro, e naturalmente
i giornali e le televisioni asserviti all'economia e alla finanza, aveva
organizzato questo secondo Vaffa-day. Scopre che non c'è soltanto la rete nel
futuro dell'uomo. Travaglio: "Vogliate bene all'informazione, stringete
amicizia con i giornalisti che fanno bene il loro lavoro. E intitoliamo questa
giornata a Biagi e a Montanelli?". Grillo non se
l'aspettava. Aveva inaugurato la trasferta torinese con la solita vis polemica,
prendendosela stavolta con il presidente della Repubblica: "Napolitano
dovrebbe essere il presidente degli italiani e non dei partiti. I partiti non ci
sono più. Ma Morfeo Napolitano dorme, fa il pisolino, poi esce e monita. Il
referendum elettorale andava fatto prima, non dopo le elezioni!". Torino,
25 aprile. Piazza San Carlo è piena come non sono riusciti a riempirla i
politici della Seconda Repubblica, costretti anche quest'anno a rifugiarsi
nelle sale cinematografiche: lo faceva solo Almirante, nella città medaglia
d'oro della Resistenza, e il dettaglio è importante. In piazza Castello si
commemora la Liberazione. Introdotto dalla musica inquietante dei rapper
all'uso di Barack Obama, Grillo sale sul palco fatto a
T, come quello dei Rolling Stones in "Shine a light"; e rivendica
l'eredità dei nonni partigiani: "Siamo noi i continuatori!",
scandisce, e i 50-80 mila esplodono nel primo lunghissimo applauso. Sventolano
assieme le bandiere anti-Tav e quelle del Fronte Polisario, il tricolore
nazionale e striscioni irridenti: "Non posso credere che viviamo in un
paese di corrotti". Lungo i banchetti allestiti in via Roma i grillini
fanno la fila per firmare le richieste di referendum fin dal mattino: per la
soppressione dei finanziamenti pubblici ai giornali, la cancellazione
dell'Ordine dei giornalisti e l'abrogazione della legge Gasparri. Grillo insiste sul fatto che "chiunque può fare
informazione ed essere informato", sul particolare Travaglio la pensa
diversamente e riscuoterà più consensi del guru. Ma sui privilegi dell'ennesima
casta d'Italia riesce a imbastire cabaret di grande spessore. Nel mirino
finiscono pagine non esaltanti del giornalismo italiano, come l'ultima
intervista di Gianni Riotta ("Vaffanculo!", urla la folla) a
Berlusconi ("Vaffanculo!, riurla la folla). Grillo
ricorda: "Il candidato premier a dire che lui non aveva cacciato Biagi,
figurarsi, che anzi se ne era andato lui perché voleva la liquidazione. E il
direttore del Tg1 zitto?". Il problema, accusa l'uomo di Sant'Ilario, è
che "nei consigli di amministrazione siedono le banche, i rappresentanti
dell'industria e della finanza". Dimentica di citare le eccezioni, per
esempio Il Secolo XIX. "Oggi - scandisce -è cominciato qualcosa che andrà
molto avanti. Noi saremo i cittadini informati di domani, noi continueremo a
fare quello che hanno fatto i nostri nonni. Quando uno di noi riuscirà a
entrare in un Comune e a stabilire con un pc un canale di trasparenza, e di
informazione libera, allora avremo vinto". Il resto dello spettacolo è un
mix di ambientalismo, critica della burocrazia e dileggio dei partiti. I
collegamenti con le piazze d'Italia e del mondo dove si sono riuniti i meet-up
vengono intervallati da un video inviato da Celentano ("Bisogna fare
qualcosa prima che sia troppo tardi", impagabile), e dalle esperienze
personali e strazianti di una mamma di disabile abbandonata dallo Stato e di
una donna che ha perso il marito in carcere in circostanze rimaste misteriose.
La folla, grillini ma anche spensierati turisti a caccia di uno spettacolo
gratis, applaude. La poesia sulle morti bianche è struggente. Grillo oggi sembra più attore drammatico che comico:
"Hanno già pianificato 24 morti nei dieci anni che serviranno per
costruire il ponte sullo stretto di Messina". Finisce con Travaglio che
spiega come mai i giornalisti delle televisioni non sono liberi di fare il
proprio mestiere. Che rivela come anche nelle testate più controllate dal
potere economico o politico possano nascondersi ottimi professionisti:
"Cercateli!". Grillo non apprezza. Torna sul
palco e invita a diffidare: "Sette televisioni e tre giornali tengono gli
italiani in coma farmacologico". Travaglio pensa che se ne possa uscire.
Meno male. crecchi@ilsecoloxix.it 26/04/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Napolitano a
Genova"La Resistenza è di tutti" Lungo abbraccio con la città che,
unica in Europa, si liberò da sola dai nazifascisti dalla prima pagina Il 25
aprile 2008 Genova si è guardata allo specchio e nelle poche ore della visita
di Napolitano ha ricordato il proprio passato e si è interrogata sul presente.
A cominciare dal centrosinistra - inteso come elettori, popolo - che si è dato
tacito appuntamento in via Venti Settembre e in piazza Matteotti per ritrovare
qualcosa da festeggiare dopo la recente sconfitta politica. La prima da quel 25
aprile del 1945 quando Genova, unica città in Europa, riuscì da sola a
liberarsi del mostro nazista. Ecco allora le bandiere rosse del Pdci, quelle
dei sindacati. E gli applausi più forti del solito, per sentirsi, contarsi. Il
primo appuntamento tra il Presidente e Genova è fissato alle 16,30 sotto il
Ponte monumentale, dove è posta la lapide che ricorda la resa tedesca. Là,
davanti ai 1.863 nomi dei partigiani caduti accanto ai quali si passa ogni
giorno senza quasi più pensarci. E via Venti Settembre non sembra nemmeno la
stessa strada. C'è un silenzio quasi irreale quando Napolitano si avvicina alle
corone di fiori, alle targhe. Guarda verso quei nomi che si cominciano a
cancellare anche dalla parete, che magari nessuno pronuncia da anni. Cinque tra
i tanti: Pietro Bodrato, Mario Boeddu, Silvio Parodi, Antonio Paravidino,
Giuseppe Marzullo. Poi un lungo applauso mentre l'auto presidenziale marcia
verso Palazzo Ducale: bandierina tricolore, la mano che saluta dal finestrino.
In piazza Matteotti, affollata da cinquemila persone, dovrebbe essere il
momento clou della festa. Ma l'incidente è appena avvenuto: prima dell'arrivo
di Napolitano, ecco giungere a piedi da San Lorenzo il cardinale Angelo
Bagnasco. Ad accoglierlo prima applausi, poi un fischio, due, decine. Il
cardinale prosegue senza incertezza, come se non volesse piegarsi alla
contestazione. Ma anche questo momento racconta qualcosa della Genova di oggi:
il Cardinale scortato e fischiato per le strade della sua città. Napolitano non
sa probabilmente nulla quando scende dall'auto e dà un bel da fare alla scorta
fermandosi tre volte a salutare la gente. Parlando con Giovanni, un bambino
sgusciato tra le transenne per raggiungere "Giorgio". Ma è il momento
del discorso nel salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Parla la
sindaco Marta Vincenzi, sostiene l'importanza della Resistenza non solo per il
passato, "ma anche per il presente e per dare linfa al futuro". I
fischi a Bagnasco? "Gli autori non hanno compreso i valori della
Resistenza", commenta a margine il sindaco. Colpisce sentire Raimondo
Ricci (presidente dell'Istituto Ligure per la storia della Resistenza e l'età
contemporanea) quando parla "a nome degli ormai pochi superstiti che nel
secolo scorso hanno partecipato alla lotta partigiana". Quando Napolitano
prende la parola una parte della sala si alza in piedi: "La Resistenza non
può appartenere solo a una parte della nazione, ma deve porsi al centro di uno
sforzo volto a ricomporre, in spirito di verità, la storia della nostra
Repubblica". Poi un passaggio studiato, limato: "Molto importante fu
il concorso dei militari chiamati a durissime prove all'indomani
dell'armistizio, degli ufficiali e dei soldati che si unirono ai partigiani
rafforzandone la capacità di combattimento". Ma Napolitano non sfugge il
nodo delle celebrazioni degli ultimi anni, la rivendicazione, da parte di
qualcuno, di uno spazio per i vincitori, ma anche per i vinti: "Dopo tanti
anni da quegli eventi - ha detto Napolitano - si può e si deve dare una analisi
ponderata che però non significhi in alcun modo confondere le due parti in
lotta, appiattirle sotto un comune giudizio di condanna e di assoluzione".
E questo, aggiunge, "vale anche per i fenomeni di violenza che caratterizzarono
in tutto il suo corso la guerra antipartigiana e da cui non fu indenne la
Resistenza, specie alla vigilia e all'indomani della Liberazione". È un
dovere verso il paese, quello della chiarezza, pur "tenendo fermo un
limite invalicabile a qualsiasi forma di svalutazione" della lotta
partigiana. E ancora: "Le ombre della Resistenza non vanno occultate, ma
guai a indulgere a false equiparazioni e banali generalizzazioni; anche se a
nessun caduto, e ai familiari che ne hanno subito la perdita, si può negare sul
piano umano un rispetto maturato col tempo". Applausi nella sala e fuori
dove arriva - disturbata - la voce del Presidente. Ma nella piazza molte sono
le anime. C'è Annalisa Dondini, 76 anni, "scesa in piazza per ricordare la
forza della mia Genova". C'è Anna Perrone, 33 anni, che "vorrebbe
ritrovare nei giovani di oggi lo stesso coraggio di quei ragazzi di
sessantacinque anni fa". C'è Luca Martini, 43 anni, contento "perché
finalmente si vede che il centrosinistra e i suoi valori non sono stati del
tutto sconfitti". E c'è Giovanni, diciassettenne, che
vorrebbe essere a Torino con Beppe Grillo e
guardando il corteo presidenziale sbuffa: "Dieci auto per una persona
sola". L'ultima tappa è a Villa Migone. Napolitano incontra Marta
Vincenzi, il presidente della Regione, Claudio Burlando, quello della
Provincia, Alessandro Repetto. E c'è il cardinale Bagnasco: la sala dove
fu firmato la resa tedesca viene fatta vuotare per lasciare posto a loro. Su
una poltrona damascata il presidente della Cei reduce da un giorno amaro, su
una di velluto il Capo dello Stato. Un colloquio di venti minuti, faccia a
faccia. GIOVANNI MARI mari@ilsecoloxix.it FERRUCCIO SANSA sansa@ilsecoloxix.it
26/04/2008.
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V-DAY 2. I
"grillini" promuovono tre referendum. Ma c'è un problema "La
raccolta firme è invalida? Un Vaffa... anche alla legge" di Gian Maria Maselli Il 25 aprile degli Amici di Beppe Grillo si chiama V-Day 2 e a Vicenza lo si è festeggiato in Campo
Marzo, con concerti dalle 9 alle 20. Scopo dell'happening svoltosi in tutte le città
italiane era raccogliere le firme necessarie a promuovere tre referendum per
abolire l'ordine dei giornalisti, il finanziamento pubblico all'editoria e la
legge Gasparri sulle tv. Al clima festoso non poteva però non unirsi
quello più sanguigno di un Vaffa.. day, innescato da una domanda: i grillini
stanno raccogliendo firme valide? Davide Marchiani, ex candidato sindaco della
lista Vicenza comune a cinque stelle, risponde: "C'è una legge sbagliata
che vieta di promuovere referendum entro i trenta giorni dalle elezioni
politiche. Anticipare le elezioni è servito a mettere fuori gioco la nostra
iniziativa preannunciata con largo anticipo". Ma chi va ai banchetti dei
grillini in questa "giornata sull'informazione" viene informato della
cosa? Marchiani rilancia: "Cercare di raccogliere oltre un milione di
firme in un giorno mantiene un grande significato e dà un'indicazione popolare.
Se l'iniziativa verrà boicottata con questo cavillo siamo pronti a tornare in
piazza più numerosi di prima". E alle perplessità, i grillini vicentini
rispondono con una controdomanda: "Se l'iniziativa è irregolare, perchè il
Comune ci ha dato lo stesso i moduli vidimati per raccogliere le firme?".
Mistero. Intanto gli Amici vicentini di Beppe Grillo confermano che nel ballottaggio per l'elezione del
sindaco di Vicenza non voteranno né per Sartori né per Variati.
( da "Provincia di Cremona, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Edizione di Sabato
26 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Grillo spara sull'informazione
"Siamo noi i nuovi partigiani". In 50mila a Torino, messaggio di
Celentano TORINO ? Un bagno di folla per Beppe Grillo nel
V2-Day dedicato alla "libera informazione". Cinquantamila persone
sotto un sole estivo (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno
gremito piazza San Carlo a Torino, come nelle più riuscite
manifestazioni sindacali. Molti meno i presenti nella vicina piazza Castello,
dove si sono tenuti concerti e letture per la festa della Liberazione promossa
dal Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza. Salendo sul palco,
il comico genovese ha voluto unire con un filo le due piazze e i due periodi
storici: "Abbracciamo e ringraziamo ? ha detto Grillo
? coloro che ci hanno permesso di essere oggi qui su questo palco. Grazie ai
partigiani di 63 anni fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera
informazione. Siamo la naturale continuazione dei nostri nonni". Nel
mirino del comico genovese, l'informazione, ma nei primi minuti del suo
monologo i bersagli sono stati il presidente della Repubblica e Silvio
Berlusconi. "Napolitano ? ha detto ? dovrebbe essere il presidente degli
italiani e non il presidente dei partiti. Morfeo Napolitano dorme, fa il
pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale andava fatto prima, non
dopo le elezioni". E, riferendosi al nuovo presidente del consiglio, ha
urlato: "Pensate se Obama da presidente fosse anche il proprietario della
Fox, della Abc e di altre televisioni". Il comico è poi ritornato sulla
presenza degli inquisiti in Parlamento ("Sono 70 pregiudicati senza che
nessuno abbia saputo niente" ha detto mentre scorrevano i loro nomi su uno
schermo) e sul dramma delle morti bianche. Ha attaccato Confindustria, la legge
30 e con una battuta ha detto che mentre gli operai muoiono "i politici
campano cento anni". A interrompere Grillo solo
un messaggio registrato di Adriano Celentano: "Sono d'accordo Beppe. Non è un antipolitico. Bisogna fare qualcosa prima
che sia troppo tardi per controbattere le falsità che ogni giorno ci
propinano". La chiusura è stata affidata ad un giornalista doc, Marco
Travaglio: "Continuate a cercare i buoni giornalisti, continuate a volere
bene all'informazione, fate amicizia con i giornali e proteggeteli perchè
proteggendo loro proteggete anche voi stessi".
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Cronaca pag. 13
Nitto: "Un'altra forma di libertà" "La scelta del 25 aprile come
data per la raccolta di firme non è stata ovviamente casuale, ma nemmeno
provocatoria nei confronti della celebrazione di questa importante ricorrenza.
Anzi, la nostra mobilitazione deve essere vista come un omaggio a coloro che
donarono la vita in nome della libertà". CON QUESTE PAROLE, Adriano Nitto,
uno dei referenti principali del Meetup "Amici di Beppe Grillo" di Brescia ha voluto inquadrare la giornata di ieri, dopo
le tante polemiche sorte in merito alla concomitanza con le celebrazioni
dedicate al ricordo della liberazione. Perché il punto focale rimane lo stesso:
la libertà, ma non quella da invasori stranieri. La battaglia iniziata
da Beppe Grillo è una
questione tutta italiana: "La maggior parte dell'informazione viaggia in
Rete oggi, è ed assurdo che in Italia per poter fare informazione telematica
sia necessaria la presenza di un giornalista iscritto all'albo nelle veci di
direttore responsabile - precisa Nitto, che definisce fortemente repressiva
l'azione dell'ordine dei giornalisti. Il riferimento esplicito è al disegno di
legge Levi-Prodi del 12 ottobre 2007 che ha equiparato le pubblicazioni
internet ai "prodotti editoriali". "In Italia - continua - ci
sono delle pesanti limitazioni alla professione giornalistica, sia in merito
all'accessibilità alla professione, sia al riconoscimento delle scuole di
formazione; i diciotto mesi di pratica obbligatori sono un esempio lampante della
volontà di controllare e imbavagliare". Nitto definisce in particolare
l'ordine dei giornalisti come una roccaforte di potere, che ha radici talmente
profonde da renderne difficile la demolizione: "Ci sono troppi interessi
di privati, aziende, imprenditori e gruppi editoriali, ma noi continuiamo la
nostra battaglia per cancellare tutto e ripartire da zero. Nel rapporto Freedom
of the Press del 2004 - continua Nitto - l'Italia viene definita come paese
parzialmente libero, e questo deve far riflettere". Per il seguace
bresciano di Grillo, è molto grave anche la questione
della multa che l'Italia rischia di dover pagare se non modificherà in tempo
utile la legge Gasparri sul sistema radiotelevisivo DOPO TUTTO il tam-tam
mediatico sul V2-Day, l'affluenza dei bresciani ai banchetti è stata buona:
"La risposta è positiva, in alcuni punti, come quello di Corte Franca,
molto al di sopra delle aspettative". Simbolica poi la presenza di una
bara ricoperta da fogli di testate giornalistiche italiane e l'affissione di locandine
a lutto all'interno del parco Gallo: "L'informazione è morta, e ne diamo
il triste annuncio - dichiara provocatoriamente Nitto - la raccolta di firme è
indirizzata alla nascita di una nuova, libera informazione". P.CASTR.
( da "Provincia di Cremona, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Edizione di Sabato
26 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Ieri. Tre referendum abrogativi per
'liberare' l'informazione 'Grilli', più di 1.000 le firme raccolte di Andrea
Gandolfi Quattrocento firme raccolte a mezzogiorno, un migliaio intorno alle
20, quando mancavano ancora tre ore alla 'chiusura' del banchetto e si sperava
di ottenerne almeno altre 300. Nel bilancio degli organizzatori chiude
decisamente in attivo la tappa cremonese del 'Vaffa day/2', promossa dagli Amici di Beppe Grillo per
promuovere tre referendum abrogativi. Se alla prima uscita - l'8 aprile 2007 -
l'obiettivo finale era la legge di iniziativa popolare 'Parlamento pulito',
questa volta nel mirino del comico genovese e del suo movimento è finito il
mondo dell'informazione, che va 'liberata e restituita ai cittadini'.
Per questo i Grilli chiedono l'abolizione dei finanziamenti pubblici
nell'editoria ('costa un miliardo di euro all'anno e garantisce il dominio
della politica nell'informazione'); la soppressione dell'Ordine dei
giornalisti, giudicato responsabile di avere creato 'una casta
autoreferenziale' e quella della legge Gasparri, che 'consegna le televisioni
ad un gruppo privato come Mediaset ed ai partiti'. "La risposta dei
cremonesi è stata davvero soddisfacente", dice Loris Dondi, organizer dei
Grilli per Cremona ed i centri limitrofi. A fianco del banchetto, due
cartelloni indicano i motivi della protesta; in alto, sull'ingresso della
Galleria, il grande striscione con scritto 'Non ce la faccio più!'; dietro il
tavolo per la raccolta firme, coperto da volantini ed adesivi, uno schermo
trasmette interventi registrati di Grillo (il
collegamento con l'happening nazionale di Torino si è rivelato impraticabile
per motivi tecnici). "Il banchetto è sempre stato pieno, quasi sempre sono
state sottoscritte tutte e tre le proposte, la gente ha mostrato di apprezzare un'iniziativa
che - data la giornata e il numero dei quesiti - ha richiesto anche più impegno
rispetto allo scorso anno", continua Dondi. "C'è sintonia con la
ragione profonda della nostre iniziative: per dirla in una battuta, siamo tutti
stanchi, stanchi di essere stanchi e di doverci lamentare di tutto. Così
cerchiamo di portare il nostro contributo da cittadini, altro che
anti-politica...". E magari state pensando a 'correre' per le
amministrative dell'anno prossimo? "No, per questo passo non è ancora venuto
il momento. Le nostre forze sono oggettivamente insufficienti (170 iscritti tra
Cremona e dintorni, ma solo 15 'militanti', ndr); poi crediamo che la gente
oggi valuterebbe con diffidenza e sospetto una scelta del genere: ci crederebbe
omologati ad un sistema di rappresentanza che appare autoreferenziale e lontano
dalle sue esigenze. Proprio quello che noi non vogliano né essere né sembrare.
Restiamo fuori dalla politica tradizionale, ma più vicini alla gente, con le
nostre iniziative concrete. Per ora noi continuiamo così".
( da "Provincia di Cremona, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Edizione di Sabato
26 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl 'Vaffa-Day'. Raccolta firme in piazza
Garibaldi I 'grillini' cremaschi "Informazione libera" Seconda
edizione del 'Vaffa-day' di Beppe Grillo ieri
nelle piazze di tutt'Italia, compresa la cremasca piazza Garibaldi. Slogan del
giorno: "No all'informazione imbavagliata". I 'grillini' di Crema,
appostati con uno stand dalle 10 alle 20, hanno raccolto le firme per indire
tre referendum: il primo per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti,
il secondo per la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria (stimati
in un miliardo all'anno), il terzo per l'eliminazione della legge Gasparri sul
sistema radiotelevisivo. Centinaia i cremaschi che hanno raccolto l'invito,
firmando i tre elenchi sotto gli occhi di un notaio. "L'informazione ?
hanno spiegato i 'grillini' ai passanti ? è nelle mani delle banche, di
Confindustria, di Mediaset e dei partiti. Solo il cittadino informato può
decidere, mentre il cittadino disinformato crede di decidere".
( da "Giorno, Il (Milano)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
PRIMO PIANO pag. 8
LO SPECCHIO ANNEBBIATO IL COMMENTO LE UNICHE grida assordanti, che si sono levate dalle piazze del 25 aprile sono quelle di Beppe Grillo. Questa volta in uno spettacolo non a pagamento, sia pure
ripetitivo nei temi e nei modi (Vaffanculo Day) a quello che a Bologna aprì un nuovo
genere di comicità che pretende di essere politica. Questo dà l'idea del
bilancio magro raccolto quest'anno dalla ricorrenza, che è stata sotto tono non
solo, come dice la sinistra, per l'influenza della vittoria del
centrodestra alle elezioni, ma anche, per ammissione della stessa sinistra,
dello scarso impegno dimostrato da Pd e Arcobaleno. Il Riformista ha titolato:
"Un Vaffa al 25 aprile". LA VERITÀ è che questa festa viene vissuta
con due stati d'animo opposti. Ci sono i tradizionalisti, che sono per la
ricetta antica, tutto dev'essere com'è sempre stato e guai a cambiare qualcosa,
perché se succede vuol dire che la festa non è come dev'essere. E allora ci
vogliono le bandiere rosse, i pugni chiusi, Bella Ciao e quelle cose lì. Poi ci
sono gli altri che vorrebbero che anche questo giorno si adeguasse ai tempi, se
non altro per cercare di reinterpretare una memoria liberata dalle passioni se
non dalle divisioni. Una festa conciliante, auspicata da tutti i ragionevoli, a
cominciare dal Presidente del Senato Marini che ha parlato a Bologna, che ha
chiesto di ripartire da una "base comune". Una festa revisionata e
rappresentata, se vogliamo, anche da gesti ammiccanti più che simbolici, tipo
quello di Berlusconi che ha incontrato sia pure privatamente il camerata
Ciarrapico, mai pentito di essere stato quello che è. E qui si levano i mugugni
degli scandalizzati, gli stessi che gridavano contro il sindaco di Milano
Moratti quando si presentò nel 2006 in corteo con il padre ex partigiano e che
ora brontolano sempre contro la stessa Moratti, perché in corteo non è venuta.
Sono gli eterni arrabbiati e questa è una festa che continua ad essere
strumentalizzata. Che continua a dividere, nonostante gli evidenti segni di
stanchezza per il ripetersi delle solite polemiche. Una festa che è uno
specchio, però sempre più annebbiato, del Paese.
( da "Nazione, La (Prato)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
24 ORE PRATO pag. 8
"UN SUCCESSO oltre le nostre aspettative". E' la formula classica,...
"UN SUCCESSO oltre le nostre aspettative". E' la formula classica, ma
in questo caso serve anche a chi vuole cambiare il sistema dell'informazione e
non solo, ai Grillo boys di Prato che ieri mattina si
sono ritrovati in piazza del Mercato nuovo (nella foto) per raccogliere firme a
favore dei tre referendum sul sistema dell'informazione proposti dal comico
(abolizione dell'Ordine dei giornalisti, abolizione dei finanziamenti pubblici
all'editoria e abolizione della legge Gasparri). Alla prima
"rilevazione", intorno alle 13,30, erano state raccolte 450 firme per
ciascuno dei tre quesiti, mentre ieri sera le adesioni erano salite a quota
1600. "Volevamo cominciare alle 10, ma quando siamo arrivati in piazza,
intorno alle 9 e 20, c'erano già alcune persone ad aspettare perché volevano
essere le prime a firmare ? dice Damiano Baroncelli, il leader del movimento
pratese ? E' andata molto meglio del previsto, considerando anche che si
trattava della prima manifestazione pubblica che organizzavamo. Adesso andremo
avanti con i nostri incontri, sia quelli che facciamo su internet sia quelli
che organizziamo una volta ogni due settimane". Per
incontrare sul web gli amici di Beppe Grillo si
può andare sul sito beppegrillo.meetup.com/134. Le parole del comico ieri sono
rimbalzate anche in piazza del Mercato nuovo grazie ad un collegamento con
Torino e il volume della voce di Grillo ha suscitato anche qualche protesta. Nell'occasione sono
stati promossi gli Scec, buoni acquisto che puntano a valorizzare i negozi di
vicinato e che sono già utilizzati a Montemurlo. Sul sito arcipelagotoscano.org
c'è la lista delle attività coinvolte.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
PRIMO PIANO pag. 9 Grillo non risparmia il Colle "Dorme, difende solo i
partiti" VAFFA DAY SULLA STAMPA: "VIVA AL JAZEERA E I MEDIA
LIBERI" di VIVIANA PONCHIA ? TORINO ? PRENDI QUEI SERVI dei giornalisti, i
banchieri onnipotenti, gli industriali con le pezze al sedere, l'alta velocità
per mozzarelle lente, le basi Nato, un ombrello contro le querele e sciroppo
per la gola, che al centesimo vaffa servirà. Prendi una piazza che quando
scoppia tiene 50mila persone, immaginane 140mila e dai la colpa alla questura
per le stime al ribasso (35mila). Prendi spunto dall'altra piazza torinese che
festeggia il 25 aprile, confida sul collegamento con 450 piazze in Italia e 15
nel mondo, strizza l'occhio alle telecamere della tv araba Al Jazeera e
l'effetto è garantito. Il 'V2 day' di Beppe Grillo fa il pieno, tracima oltre i confini di piazza San Carlo, supera
le intenzioni (la battaglia contro i finanziamenti all'editoria, l'ordine dei
giornalisti e la legge Gasparri). E si scioglie in un paradosso: una montagna
di firme (Grillo dice
2milioni e mezzo, tra cui spiccano quelle dei Radicali) che non serviranno a
nulla, perché la legge sul referendum non ne consente la raccolta in
periodo pre e post elettorale. E vaffa anche al dettaglio costituzionale,
"questo giorno lo vogliamo dedicare all'altra piazza, quella gente ci ha
dato una nazione quasi libera". Ci sono Piotta, Caparezza, un enigmatico
intervento registrato di Celentano e Daniel Mc Vicar (il Clark di Beautiful,
fidanzato con un'infermiera torinese) che filma tutto. "Vedo la Bbc, la
Cnn, una televisione australiana e persino la Rai, che si ruba il nostro
segnale. Hanno fatto il possibile per mettere zizzania...". L'insulto è
trasversale. Colpisce il sindaco Chiamparino, l'avvocato della Fiat Franzo
Grande Stevens, sale fino al presidente della Repubblica ("Morfeo
Napolitano, che dorme sempre e ogni tanto lancia un monito, difensore dei
partiti"). "Che cosa è cambiato dal nostro 8 settembre? Praticamente
tutto. Cinque partiti non ci sono più, toh, e quelli che restano sono una congrega
di affaristi". Come si fa: "Le votazioni sono state irregolari. Fare
il referendum per cambiare la legge elettorale dopo il voto è come mettersi il
profilattico dopo aver trombato". Via a volo radente sulla politica:
Berlusconi "testa d'asfalto", "Topo Gigio Veltroni".
"Abbiamo mandato in Parlamento 70 pregiudicati con new entry come Cuffaro
e Ciarrapico, che Piotta al confronto è Lord Brummel". FA CALDO, scoppiano
i palloncini, Grillo vorrebbe più ritmo dai No Tav
avvolti nelle bandiere e dall'associazione vicentina che lotta contro
l'apertura di una nuova base Nato: "Ma lo sapete quante sono le basi
americane in Italia? Sono 113 sparse in tutte le regioni tranne la Valle
d'Aosta e l'Abruzzo, forse per problemi di lingua. Tra Brescia e Aviano ci sono
90 testate nucleari. Quando l'ho comunicato al sindaco di Brescia mi ha detto
che sarebbe andato a cercare su internet". Informazione: "Le cose che
non si sanno sono le uniche vere, un cittadino informato non lo prendi per i
fondelli". Biografia: "Sono un uomo di 60 anni con 6 figli, ho avuto
un paio di famiglie ma sempre meno di Casini, il mio blog è all'ottavo posto
nel mondo su 140 milioni". Ballata per un operaio che muore: "Diranno
che se l'è cercata ma se faceva il politico campava 100 anni". Previsioni:
"Con il mio amico Renzo Piano abbiamo dato un'occhiata al preventivo per
il ponte sullo Stretto. Ventiquattro morti sono considerati una proiezione
statistica accettabile". Napoli: "L'immondizia è il museo della
modernità, raccoglie quello che saremo". Grillo
trova una sponda da alcuni magistrati. Un ex pm, innanzitutto: Antonio Di
Pietro cavalca l'ondata di antipolitica per chiamare in piazza le masse contro
il duopolio televisivo. L'ex pm di 'Why not' Luigi De Magistris appare in
video; dà forfait all'ultimo, invece, Clementina Forleo. Ma il comico la
ricompensa con lodi sperticate. Il più duro contro Grillo
è Roberto Calderoli della Lega: "E' solo un Catone qualunquista".
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
CRONACA pag. 13 PIAZZA VERDI s'è animata ieri per il V2-day di Beppe Grillo dedicato al... PIAZZA VERDI s'è animata ieri per il V2-day di Beppe Grillo dedicato al mondo dell'informazione. Circa duemila persone hanno
raggiunto il cuore della zona universitaria (nella foto)per seguire dal
maxischermo la diretta del comico da Torino. E mentre al chiosco dei Meet-Up
si vende la Vaffancola (marca potentina che gli amici di Grillo
hanno rintracciato casualmente), le file per le firme a favore dei referendum
debordano dal portico del Teatro Comunale fino a via Petroni e via Zamboni. Tre
i quesiti proposti: abolizione dell'Ordine dei Giornalisti, abolizione dei
finanziamenti pubblici per l'editoria e cancellazione della legge Gasparri
sulle radiotelevisioni. "Passeggiate di quartiere, siamo contro spray e
manganelli", hanno annunciato i ' grillini', dicendosi pronti a far
"partire delle ronde per la notte". La raccolta di firme, iniziata
alle 10 per concludersi alle 23,30, a metà pomeriggio ha raggiunto quota
cinquemila per ogni quesito. "Un grande successo ? commenta Valerio
D'Alessio, che tra i sessanta volontari del Meet Up è responsabile delle
comunicazioni ? . Lo spirito è lo stesso dell'8 settembre", quando Beppe Grillo in persona riempì
piazza Maggiore con il V-Day dedicato ai politici e in città furono raccolte 24
mila firme: "Nel corso della giornata circa novemila persone sono
transitate in piazza, e la gente ci ringrazia per quello che facciamo".
Nel pomeriggio, a causa dell'affluenza, il percorso della navetta C è stato
deviato. Image: 20080426/foto/928.jpg.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
24 ORE FIRENZE pag. 14
LUNGA coda sotto il sole, in piazza Santa Croce ieri, per firmare il referendum
p... LUNGA coda sotto il sole, in piazza Santa Croce ieri, per
firmare il referendum proposto dal comico genovese Beppe Grillo sulla
'libera informazione'. Davanti ai tre gazebo allestiti in piazza si sono
affollate decine di giovani che chiedono materiale illustrativo e firmano i
testi dei tre quesiti, firme che vengono autenticate da un consigliere
provinciale di Firenze. Gli stesi organizzatori hanno riferito che nelle
lunghe file che si sono formate in piazza si trovano anche rappresentanti dei
partigiani, a Firenze per le celebrazioni del 25 aprile.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
MILANO ATTUALITA'
pag. 5 Vaffa Day milanese, Di Pietro fa il "grillo" Centinaia in coda
per firmare contro l'Ordine dei giornalisti e la legge Gasparri IN LARGO
CAIROLI PER I TRE REFERENDUM SULL'INFORMAZIONE di MARIO CONSANI ? MILANO ? IN
ASSENZA del loro "guru" impegnato a Torino. gli amici milanesi di Beppe Grillo si consolano con il
ministro Antonio Di Pietro. Alle 11 l'ex magistrato, che aderisce alla
battaglia referendaria lanciata dal comico genovese, si presenta puntuale ai
gazebo di largo Cairoli per mettere la firma sotto le richieste di referendum
per l'abrogazione dell'Ordine dei giornalisti, dei finanziamenti pubblici
all'editoria e della legge Gasparri sulle tivù. E' il "Vaffa day 2",
ehe dopo la politica prende di mira l'informazione. "L'Ordine dei
giornalisti - sostiene Di Pietro - è un atto di inciviltà che realizzò
Mussolini per controllare l'informazione e che adesso mette il bavaglio all'informazione
perché soltanto quelli che hanno l'iscrizione a quell'albo devono considerarsi
liberi di potere informare. Mentre noi riteniamo che in uno stato libero e
civile, come siamo adesso, tutti possiamo informare liberamente. Prima di me
persone di ben altro valore come Einaudi e Berlinguer avevano criticato il
ricorso all'Ordine dei giornalisti per potere scrivere e manifestare il proprio
pensiero liberamente". Su questo, in serata, gli risponde il segretario
nazionale della Fnsi, il sindacato dei giornalisti, Franco Siddi: "Abolire
l'Ordine con un colpo di spugna, senza un'idea di libertà garantita da un
sistema di chiara legalità, significherebbe consegnarsi a poteri assoluti.
Quando Einaudi si dichiarò contrario alla riedizione dell'Ordine
professinionale dei giornalisti, pensava a quello di Mussolini". AI GAZEBO
davanti al Castello Sforzesco, comunque, alle tre di pomeriggio la gente fa la
coda per firmare. Sono almeno un centinaia armati di carta d'identità e di
santa pazienza. "E' così da stamattina alle nove, abbiamo già superato le
4 mila firme", spiega uno degli organizzatori, che lì a fianco vende
magliette con la faccia di Grillo e pure l'ultimo
libro di Elio Veltri, un politico pre-grillista. "Nel nostro paese c'è un
monopolio dell'informazione pubblica e privata - ha ricordato poco prima l'ex
pm Tonino - oggi più che mai aggravato dal fatto che la vittoria di Berlusconi
porta al Governo una persona che ha in sè il controllo dell'informazione. E che
ha già detto di non voler risolvere il suo conflitto di interessi, né di voler
dare retta alla direttiva europea in materia di informazione". Gli amici
milanesi del comico - che hanno allestito i banchetti fino
a domani anche in piazza Loreto, piazza Lima e piazza Cordusio - si chiamano
"Grilli altoparlanti". "Non siamo un fan club", scrivono
nel loro volantino, "ma un gruppo di persone che condividono lo spirito
critico con cui Beppe Grillo analizza, nel suo blog e nei suoi
spettacoli, le informazioni e i fatti di questo tempo". I temi che
stanno loro più a cuore sono quelli dell'ambiente e dell'ecologia, della
salute, dell'informazione e - ovviamente - della politica ("quella
vera", aggiungono). E DI PIETRO spiega così la sua decisione di firmare
per i tre referendum: "Per l'Italia dei valori - dice - l'informazione
deve essere trasparente, indipendente e plurale". E per questo andare a
firmare "non è un atto di antipolitica, come la solita disinformazione
vuol far credere, ma di "vera politica", perché tale è quella di chi,
come prevede la Costituzione, raccoglie le firme per abrogare con un referendum
tre leggi che ritiene ingiuste".
( da "Unita, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del Tor Pignattara, Rutelli torna nella "sua" piazza Il
candidato sindaco nelle strade che fece riqualificare nel suo primo mandato.
"È vero, con lui il quartiere cambiò volto" di Gioia Salvatori È
TORNATO in una delle 100 piazze di periferia inaugurate durante la sua
amministrazione, Francesco Rutelli, ieri, per chiudere la campagna elettorale
insieme al candidato del centro-sinistra in corsa per la Provincia, Nicola
Zingaretti. Un festa in musica con Luca Barbarossa, Simone Cristicchi e Marina
Rei che cantano davanti alla gente del quartiere per quasi due ore. Se lo
ricorda, chi è in piazza, com'era Tor Pignattara quando la piazza e il parco
attrezzato con giochi per bambini, inaugurati nel 2000, non c'erano. Ci tengono
a ricordare "quella volta che venne il sindaco, perché avevano fatto la
piazza" come spartiacque tra un prima e un dopo "riqualificato"
nella storia del quartiere. "Qui c'è da rifà la pavimentazione davanti la
chiesa - dice Rutelli appena salito sul palco". Poi il candidato al
Campidoglio entra subito nel vivo: rilancia il suo programma (centrale unica
per gli acquisti, 10mila case a canone agevolato, 8miula posti in più negli
asili nido, metropolitane oltre il Gra) e attacca il suo competitor, Gianni
Alemanno: "Si presentano come nuovo ma cosa c'è di nuovo? Sono il vecchio
del vecchio Msi di Storace, Alemanno e Rauti". Poi fa un appello agli
elettori dell'UdC rilanciando le parole di Cesa sul 25 aprile e la destra
estremista da contrastare col voto. Poi Rutelli affonda sulla sicurezza:
"Alemanno ha votato tutte le leggi per disarmare la magistratura" -
dice prima di replicare alle strumentalizzazioni del centro-destra sullo stupro
de La Storta: "Io dico anche che le donne non devono subire la violenza in
casa". Gli fa eco con una nota senza mezzi termini il neo-eletto deputato
Pd, l'ex assessore comunale Roberto Morassut: "Si chiude una campagna
elettorale in cui non sono mancati episodi di violenza da parte di gruppi di
estrema destra. La candidatura di Alemanno ha fatto sentire più sicuri e
protetti questi scalmanati. Se Alemanno non ha il coraggio di abbandonare
simbologie violente e fasciste, come la croce celtica, che ispirano i gruppi
violenti di Forza Nuova e degli Ultrà negli stadi, non può offrire nessuna
garanzia di sicurezza, ai romani". Infine, dal candidato sindaco Rutelli,
l'appello al voto per "gli amici di Beppe Grillo e tutti quelli che prima hanno votato per gli altri 12
candidati" e il tema delle periferie: "C'è da scegliere tra due
conoscenze della città: io lo so perché Tor Pignattara si chiama così, per le
pignatte sulla volta del mausoleo di Sant'Elena, so cos'è Santa Croce in
Gerusalemme, qui in periferia ci sono bellezze non meno che al Colosseo.
Penso all'importantissima città pre-romana di Gabi all'VIII municipio, a Vejo,
a Ostia, altro che casinò, c'è Ostia antica. Sarò il sindaco dell'orgoglio di
Roma e il sindaco della quotidianità, rappresenterò il 100 per cento dei
romani". Dopo Rutelli tocca a Zingaretti: "Roma non piega la testa e
non si fa fregare - ha detto - È una città che non vuole lezioni da nessuno e
che, mi dispiace per Bossi, è cresciuta in questi anni anche più del nord.
Impediamo che tornino nelle stanze del potere chi, fino a qualche anno fa,
faceva affari con Lady Asl". Accanto a Rutelli, sul palco, il neoeletto
presidente del VI municipio, Gianmarco Palmieri, 35 enne. In piazza l'attrice
Laura Morante, con cui Rutelli scambia una battuta lasciando il palco, l'ex
assessore provinciale Adriano Panatta, i Pd Mario Di Carlo, Riccardo Milana,
l'ex assessore ai servizi sociali Raffaela Milano e Fabio Nobile, Nando
Bonessio e Patrizia Sentinelli della sinistra l'arcobaleno, anziani e famiglie.
C'è anche il consigliere regionale della rete dei socialisti Celli, fino al
2005 presidente dell'VIII municipio. Anche lui, come gli altri presenti in
piazza, parla di periferie e sicurezza: "Da Rutelli in poi, abbiamo portato
fogne, luce e acqua nella borgate Finocchio e Borghesiana, abbiamo costruito
una biblioteca a Torre Angela, il teatro di Tor Bella Monaca. La soluzione per
la sicurezza è questa, è il lavoro in periferia. Alemanno e Antoniozzi non
sanno cosa sia, noi l'abbiamo toccato con mano: nel 1998 quando mi sono
insediato il 50 % di esercizi commerciali, a Tor Bella Monaca, chiudeva. Oggi
l'80 % rimane aperto". Seduto sotto i tigli che prima erano a piazza
Bologna e che sono stati portati a largo Pettazzoni a fine anni 80, Antonio
Selvaggio, classe 1935, pensionato, non ha dubbi su chi votare: "Abito qui
dal '63 e ho visto il quartiere migliorare. So che Alemanno non fare niente per
la città: la sua è una candidatura forzata, chi detta legge è Berlusconi".
Sara e Giordano, precari di 36 e 33 anni, la pensano alla stessa maniera:
"Se vincerà Alemanno sarà un sindaco asservito al governo centrale - dice
Giordano". "Abito qui e non ho paura a rientrare a casa la notte -
dice Francesca, 36 anni, sceneggiatrice precaria - Il tema è stato biecamente
strumentalizzato senza rispetto, per esempio, per le migliaia di donne che
subiscono violenza in casa".
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
SANT'ILARIO,
MONTECCHIO E VAL D'ENZA pag. 22 ? SAN POLO ? "IL
NOSTRO GRUPPO Amici di Beppe Grillo non è
un partito e ha se... ? SAN POLO ? "IL NOSTRO GRUPPO Amici di Beppe Grillo non è un partito e ha semplicemente dato un appoggio
esterno". Così i "Grillini" replicano al consigliere leghista
Giacomo Reverberi che li aveva criticati per l'appoggio a Gente per San Polo e
al suo capolista Giuliano Magnarelli. L'appoggio, spiegano, va
"alla lista veramente civica Gente per San Polo, della quale abbiamo
condiviso il programma e apprezzato fortemente il fatto che fosse composta da
persone fuori dai partiti, completamente nuove alla politica comunale...
Aggiungiamo che è stato un grande piacere vedere, che in piena autonomia questi
cittadini di San Polo, nuovi alla politica che si sono riuniti intorno ad una
persona di valore come Magnarelli, hanno elaborato un programma che ricalca le
nostre idee su ambiente, energia, legalità, trasparenza, mobilità,
partecipazione dei cittadini, stop alla cementificazione. Per questo ?
concludono gli Amici di Beppe Grillo
- l'abbiamo sostenuta e daremo un apporto con le conoscenze di molti di
noi".
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
REGGIO pag. 12
"LIBERA informazione in Libero Stato". Tanti i cittadini che ieri
hanno firmato... "LIBERA informazione in Libero Stato". Tanti i
cittadini che ieri hanno firmato le tre proposte
referendarie per il Vday 2 nei 4 banchetti promossi dagli Amici di Beppe Grillo a Reggio e Provincia (Piazza Prampolini, Parco delle
Caprette-Lungo Crostolo), Albinea, Scandiano. Nel pomeriggio è partita la
raccolta firme a Felina, Parco Tegge, e in serata al Fuori Orario di Gattatico.
Molti i politici e gli imprenditori firmatari delle tre proposte. Tra
questi il presidente dell'Api Nello Ferraroni, il consigliere Gianluca Burani e
Paolo Barbieri del gruppo giovani dell'Api.
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
IMOLA pag. 3
Centinaia al parco Tozzoni firmano per il V2-Day I grillini sfidano i
giornalisti IL CONFRONTO BIRRA a fiumi e centinaia di firme raccolte per
lanciare il referendum "per un'informzione più libera e corretta, senza
padroni". E' questa la Liberazione, o meglio il V2-Day, del MeetUp Amici di Beppe Grillo di
Imola, che ieri ha popolato il parco Tozzoni portando tanta gente al chiosco
Dolce Vita, di per sè già stipato come un uovo in virtù del bel tempo. I
grillini chiedono l'abrogazione dell'Ordine dei giornalisti, ma anche la
cancellazione del finanziamento pubblico ai giornali e l'abrogazione della
legge Gasparri. Per spiegare la situazione è stato organizzato un
dibattito cui hanno partecipato, oltre ad alcuni membri del MeetUp, Gerardo
Bombonato (presidente dell'Ordine giornalisti Emilia-Romagna), Roberto Natale
(presidente della Federazione nazionale stampa italiana) e Giovanni Rossi
(segretario generale aggiunto della Federazione italiana stampa). Dopo la
discussione, proiezioni del V2-Day principale, documentari e musica. Con tanti
giovani scatenati sulle collinette del parco.
( da "Unita, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del La Fnsi: "Niente effetti speciali, prego Molti giornalisti
pagano prezzi alti..." / Roma "Il 25 aprile è giornata della libertà,
anche della libertà dell'informazione garantita dalla Costituzione repubblicana
per tutti i cittadini. Il significato della ricorrenza non può essere macchiato
da nessun effetto speciale di comici o chicchessia". Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa, replica con
decisione agli attacchi di Beppe Grillo.
"Che ci sia un comico che voglia impegnarsi per accendere i riflettori sulla
qualità dell'informazione può essere il benvenuto - dice Siddi - ma non faccia
confusione trasformando in spettacolo un suo proposito di testimonianza civile.
Grillo è un frequentatore recente della materia e non
confonda i cialtroni che ci sono in tutte le professioni con le migliaia di
giornalisti che in frontiera e con sacrificio lavorano assicurando il massimo
di correttezza nell'informare i cittadini. E che spesso pagano prezzi alti per
conservare dignità e decoro. Tra le molte cose da cambiare non ci sono i
principi base garantiti dalla legge. La legalità costituzionale infatti
riconosce un ruolo particolare agli operatori dell'informazione per il
trattamento del bene informazione e non è cancellando queste norme che potranno
migliorare le cose". A proposito di Liberazione, ieri a Conselice
(Ravenna), il presidente dell'Fnsi Roberto Natale ed il segretario aggiunto
Giovanni Rossi hanno partecipato all'inaugurazione dell'unico monumento
italiano alla libertà di stampa. Alla manifestazione hanno partecipato anche il
presidente dell'Associazione stampa Emilia Romagna Camillo Galba, il presidente
dell'Ordine dei Giornalisti dell'Emilia Romagna Gerardo Bombonato e il
portavoce dell'Associazione Articolo 21 Giuseppe Giulietti.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
MONZA pag. 6
Abolizione ordine giornalisti Grillo fa il pieno di
firme BANCHETTI PETIZIONE PRO REFERENDUM ABOLIZIONE dell'ordine dei
giornalisti; abolizione del finanziamento pubblico dell'editoria; abolizione
della legge Gasparri. I monzesi hanno fatto la fila per dare la loro adesione
ai tre quesiti del referendum popolare "Libera informazione in libero
Stato" proposto da Beppe Grillo. In tutte le piazze d'Italia si è
tenuto ieri il V2 Day, la giornata organizzata dal famoso comico genovese per
dire "no all'informazione imbavagliata". Già a fine mattinata a Monza
un migliaio di persone aveva firmato al gazebo allestito in via Italia dal
Meetup monzese, il gruppo cittadino dei sostenitori delle battaglie politiche
di Beppe Grillo attivo dal 2006 e che
conta 430 aderenti. A tratti sono state anche decine le persone rimaste in fila
(nella foto Radaelli) in attesa del proprio turno per poter lasciare le
generalità a favore del referendum e nell'aspettative degli organizzatori
monzesi c'era l'obiettivo di raggiungere quota 2mila firme entro la fine della
giornata. Il banchetto ha chiuso verso le 19 ma la raccolta firme proseguirà
ancora. I moduli dei tre quesiti referendari saranno infatti depositati presso
il Comune e i cittadini interessati avranno tempo 3 mesi per poter
sottoscrivere la loro adesione. M.Ag.
( da "Nazione, La (Empoli)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
I COMMENTI pag. 16
Soldi, giornali e carte truccate L'EDITORIALE ABOLIRE da subito il finanziamento
pubblico all'editoria. Una richiesta semplice, chiara, precisa. Una battaglia
che questo giornale - con reportage e denunce giornalistiche - conduce da anni,
prima ancora delle meritorie inchieste televisive di Report
e delle piazze di Beppe Grillo. Un impegno che chiediamo ai
nuovi e vecchi deputati e senatori del sedicesimo Parlamento che martedì
prossimo andrà ad insediarsi a Montecitorio e a Palazzo Madama. Molte sono le
priorità del Paese, ma ci sono anche priorità morali (oltrechè economiche).
E questa è una priorità. Parliamo di 627 milioni di euro l'anno, più del doppio
del prestito-ponte per far sopravvivere di qualche mese Alitalia: per questa si
parla di aiuti di Stato vietati dalle regole comunitarie che tutelano il libero
mercato e la concorrenza. E quei 627 milioni cosa sono se non aiuti di Stato
che turbano il libero mercato e la concorrenza? Soldi che finiscono a
quotidiani-fantasma di mini partiti, che non arrivano neppure in edicola e
della cui esistenza in vita ci informano solo alcune rassegne stampa televisive
o "lanci" di agenzia. Forme surrettizie, peraltro, di
sovvenzionamento dei partiti, che già godono di rilevanti "rimborsi
elettorali" (basta superare l'1 per cento di voti), dizione ipocrita con
la quale è stato aggirato il voto popolare che abolì il finanziamento pubblico.
Ancor più gravi le forme di finanziamento a giornali che solo fittiziamente
figurano come organi di movimenti politici: in realtà basta la firma di due
parlamentari e inventarsi una sigla politica. E' anche il caso dei giornali di
Feltri (che giustamente non risparmia strali alla "casta" per i
privilegi e gli sprechi) e di Ferrara. E soprattutto dei finanziamenti che
vanno a sostenere cooperative che in realtà sono società editoriali a tutti gli
effetti e drenano copie e pubblicità sul territorio a danno di editori che si
confrontano solo con il mercato. Cioè, con i lettori. La libertà e il
pluralismo dell'informazione sono il sale, indispensabile, di ogni società
democratica in cui si compete con regole chiare. Non con carte truccate.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
MODENA PRIMO PIANO pag.
4 Liberazione, spuntano bandiere Il sindaco in piazza Grande: "Si girò
pagina verso la democrazia". Corone al di ROBERTO GRIMALDI "MODENA ha
fatto la sua parte durante la Resistenza. Allora ci fu una svolta storica, si
girò pagina verso un futuro di democrazia e di libertà". Così il sindaco
Giorgio Pighi ha sintetizzato la ricorrenza del 63° anniversario della
Liberazione, dopo aver parlato ai cittadini che hanno gremito ieri mattina
piazza Grande. E dopo di lui, sul palco sistemato davanti alla Pietra
Ringadora, ha preso la parola anche il presidente della Provincia Emilio
Sabbatini, che ha sottolineato che quest'anno si ricordano anche i trent'anni
dell'omicidio di Aldo Moro: "Proprio il grande statista ? ha ricordato
Sabbatini ? diceva che il 25 aprile del 1945 era iniziato un percorso verso la
democrazia, lungo e lento, ma preciso e inarrestabile, che dura ancora
oggi". Non tutti ovviamente la pensano allo stesso modo sulla festa della
Liberazione: Andrea Leoni, consigliere di Forza Italia, propone una data
alternativa: "Se la festa del 25 aprile deve continuare ad essere ogni
anno trasformata in un palcoscenico mediatico ad uso e consumo della sinistra ?
ha detto Andrea Leoni ? e come gran cassa del pensiero e della storia a senso
unico, allora è meglio pensare ad una nuova data di riconciliaazione nazionale,
che possa essere davvero la festa di tutti gli italiani". PER IL RESTO la
festa ha seguito il cerimoniale ormai collaudato, dal deposito delle corone
davanti al sacrario sotto la Ghirlandina al concerto della banda musicale, che
ha fornito un assaggio in mattinata per poi dare vita a un miniconcerto nel
pomeriggio in piazzetta delle Ova. Tra il pubblico presente in piazza per
assistere ai discorsi commemorativi di Pighi e Sabbatini, oltre alle autorità e
alle associazioni dei partigiani, tanti curiosi e qualche affezionato alle
bandiere rosse, dagli esponenti di Rifondazione e del Pdci ai rappresentnati
del Carc. I due gruppi hanno approfittato della situazione per fare
volantinaggio: "Dopo la vittoria della destra oggi più che mai va difesa
la democrazia", recitava uno scritto distribuito da attivisti del Partito
dei Comunisti Italiani. "E' giunto il momento di fare una riflessione
all'interno dell'intera sinistra ? ha detto invece un rappresentante del Carc
(Comitato appoggio resistenza comunista) ? ma anche di costruire un fronte
unico per continuare la nostra lotta per rivendicare i nostri diritti". A
POCHI PASSI da piazza Grande, in piazza Matteotti, era in pieno svolgimento il
V-Day degli amici di Beppe Grillo. I
simpatizzanti del comico genovese raccoglievano firme per sostenere tre quesiti
referendari e per contestare la scelta di raddoppiare l'inceneritore. Per
sottolineare la protesta avevano esposto la foto dei consiglieri provinciali di
Ds e Margherita che nel 2005 votarono a favore dell'ingrandimento della
struttura. Tra le effigi c'era anche quella di Demos Malavasi, allora
consigliere Ds, che ha replicato: "L'inceneritore rappresenta uno
strumento efficiente e sicuro per i cittadini. Esporre le nostre foto come
fossimo dei ricercati non mi sembra corretto". Image:
20080426/foto/4358.jpg.
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
MODENA PRIMO PIANO
pag. 5 di ROBERTO GRIMALDI "MODENA ha fatto la sua parte durante la
Resistenza. ... di ROBERTO GRIMALDI "MODENA ha fatto la sua parte durante
la Resistenza. Allora ci fu una svolta storica, si girò pagina verso un futuro
di democrazia e di libertà". Così il sindaco Giorgio Pighi ha sintetizzato
la ricorrenza del 63° anniversario della Liberazione, dopo aver parlato ai
cittadini che hanno gremito ieri mattina piazza Grande. E dopo di lui, sul
palco sistemato davanti alla Pietra Ringadora, ha preso la parola anche il
presidente della Provincia Emilio Sabbatini, che ha sottolineato che quest'anno
si ricordano anche i trent'anni dell'omicidio di Aldo Moro: "Proprio il
grande statista ? ha ricordato Sabbatini ? diceva che il 25 aprile del 1945 era
iniziato un percorso verso la democrazia, lungo e lento, ma preciso e
inarrestabile, che dura ancora oggi". Non tutti ovviamente la pensano allo
stesso modo sulla festa della Liberazione: Andrea Leoni, consigliere di Forza
Italia, propone una data alternativa: "Se la festa del 25 aprile deve
continuare ad essere ogni anno trasformata in un palcoscenico mediatico ad uso
e consumo della sinistra ? ha detto Andrea Leoni ? e come gran cassa del
pensiero e della storia a senso unico, allora è meglio pensare ad una nuova
data di riconciliaazione nazionale, che possa essere davvero la festa di tutti
gli italiani". PER IL RESTO la festa ha seguito il cerimoniale ormai collaudato,
dal deposito delle corone davanti al sacrario sotto la Ghirlandina al concerto
della banda musicale, che ha fornito un assaggio in mattinata per poi dare vita
a un miniconcerto nel pomeriggio in piazzetta delle Ova. Tra il pubblico
presente in piazza per assistere ai discorsi commemorativi di Pighi e
Sabbatini, oltre alle autorità e alle associazioni dei partigiani, tanti
curiosi e qualche affezionato alle bandiere rosse, dagli esponenti di
Rifondazione e del Pdci ai rappresentnati del Carc. I due gruppi hanno
approfittato della situazione per fare volantinaggio: "Dopo la vittoria
della destra oggi più che mai va difesa la democrazia", recitava uno
scritto distribuito da attivisti del Partito dei Comunisti Italiani. "E'
giunto il momento di fare una riflessione all'interno dell'intera sinistra ? ha
detto invece un rappresentante del Carc (Comitato appoggio resistenza
comunista) ? ma anche di costruire un fronte unico per continuare la nostra
lotta per rivendicare i nostri diritti". A POCHI PASSI da piazza Grande,
in piazza Matteotti, era in pieno svolgimento il V-Day
degli amici di Beppe Grillo. I simpatizzanti del comico
genovese raccoglievano firme per sostenere tre quesiti referendari e per
contestare la scelta di raddoppiare l'inceneritore. Per sottolineare la
protesta avevano esposto la foto dei consiglieri provinciali di Ds e Margherita
che nel 2005 votarono a favore dell'ingrandimento della struttura. Tra
le effigi c'era anche quella di Demos Malavasi, allora consigliere Ds, che ha
replicato: "L'inceneritore rappresenta uno strumento efficiente e sicuro
per i cittadini. Esporre le nostre foto come fossimo dei ricercati non mi
sembra corretto". Image: 20080426/foto/4358.jpg.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
ANCONA pag. 4 PIAZZA
Roma gremita nella giornata di ieri, non solo per i festeggi... PIAZZA Roma
gremita nella giornata di ieri, non solo per i festeggiamenti del 25 Aprile: un
altro evento, inatteso, ha attirato tante persone. Dal Meet
up di Ancona "amici di Beppe Grillo"
era stato infatti allestito il banchetto per firmare i tre referendum popolari
indetti dal comico: per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, dei
finanziamenti pubblici all'editoria e cancellazione della legge Gasparri sulle
telecomunicazioni. "Siamo qui per liberare l'Italia dal nuovo
fascismo che è il controllo dell'informazione" ha affermato il
coordinatore del Meet up di Ancona Carlo Cardarelli: "per questo è stata
scelta la data emblematica del 25 aprile". Sono circa 600 gli iscritti al
Meet up di Ancona, che collabora con l'associazione Acu (associazione
consumatori utenti) Marche. "Un numero destinato a crescere ? prosegue
Cardarelli ? visto il forte interesse dei cittadini per i temi trattati.
Vogliamo però dare un segnale forte di libertà, per uno dei diritti
fondamentali che è quello della corretta informazione, contro la 'casta' di
giornalisti ed editori".
( da "Provincia Pavese, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Cronaca
Amici di Grillo, tutti in fila per firmare Amici
di Grillo, tutti in fila per firmare Fila per firmare a favore di
tre referendum sull'informazione, ieri, davanti al gazebo degli Amici di Beppe Grillo, in piazza del
Tribunale. Sono state raccolte oltre 400 firme.
( da "Centro, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Attualità
Cinquantamila " vaffa" con Grillo V2-Day contro
l'informazione asservita. "Noi, nuovi partigiani" Firme in 450 città
per abolire l'Ordine dei giornalisti ALESSANDRO CECIONI ROMA. Cinquantamila in
piazza San Carlo a Torino per lo show dal vivo, migliaia in coda nelle altre
450 piazze dove si raccoglievano le firme. Il V2-Day, Vaffanculo 2, di Beppe Grillo è un successo. L'obiettivo era la
stampa dei "giornalisti camerieri", la "tv di un solo
padrone". Urla Grillo,
per ore, con un tono di voce un po' ansiogeno, ma il pubblico che lo acclama,
soprattutto giovani e giovanissimi, non aspetta altro che lui chiami
all'epiteto che dà il nome all'happening. Così, quando elenca i giornali
italiani e le cifre che ricevono dallo Stato sotto forma di rimborsi carta e
agevolazioni varie, a ogni testata segue il "vaffan...". La giornata
ha lo scopo di lanciare la raccolta di firme su tre referendum: abolizione
dell'Ordine dei giornalisti, abolizione della Legge Gasparri sulle tv,
abolizione delle previdenze all'editoria. A Milano firma anche Antonio Di
Pietro: "Gasparri farebbe bene a rispettare le sentenze, perché noi
vigileremo, la raccolta di firme per abolire con un referendum la legge che
porta il suo nome, fatta solo perché restasse un monopolio del sistema
televisivo, è stata solo un primo passo". "Con Rete4 che non va sul
satellite rischiamo una multa dalla Ue di 300mila euro al giorno a partire da
gennaio 2006", dice Grillo. Qualcosa come 235
milioni. Ai banchi sparpagliati in 450 piazze italiane c'è la coda per firmare,
ma non tutti sanno che con tutta probabilità le firme non servono a niente, che
la legge italiana sui referendum popolari richiede tempi precisi per la
raccolta. La firma, in questo caso come lo scorso anno, è una sorta di
testimonianza attiva. Beppe Grillo
inizia la sua arringa richiamando il significato del 25 Aprile e della
Resistenza, con dedica a chi, a poche centinaia di metri da piazza San Carlo,
in piazza Castello, partecipa alle celebrazioni della Liberazione:
"Dedichiamo questa manifestazione a coloro che stanno manifestando
nell'altra piazza, noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di
quei valori, di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci
una nazione più libera. Se avessimo un decimo di cuore di quelle persone o un
centesimo di coglioni di quelli, noi compiremmo un lavoro per loro". Poi
parte l'attacco a tutto campo. Contro l'Ordine dei giornalisti, di cui Grillo sbaglia la data di istituzione ("è quello del
1925, voluto da Mussolini"). Contro i "giornalisti camerieri".
Poi contro i soldi dati ai giornali: "Vorrei un giornale pagato da chi lo
legge e non dai finanziamenti pubblici". E ancora: "Non esiste, non
può esistere un Ordine. Chiunque deve essere libero di scrivere. Perché ci deve
essere un Ordine dei giornalisti e non un Ordine dei poeti?". Vaffa
l'Ordine, dunque. "L'Ordine non è quello di Mussolini, ma quello di
Gonella, costituito 45 anni fa su un'idea base di Aldo Moro - replica Franco
Siddi, segretario della Fnsi - e Grillo non confonda i
cialtroni, che ci sono in tutte le professioni, con le migliaia di giornalisti
corretti". Dal palco continuano gli attacchi a tutti, a Berlusconi in
primis soprannominato "Testa d'asfalto", a Veltroni "Topo
Gigio", a Ferrara "Platinette con la barba", persino al
Presidente della Repubblica, "Morfeo Napolitano, che dorme, dorme e poi
monita. Sia il presidente di tutti e non dei partiti, perché i partiti non ci
sono più".
( da "Mattino di Padova, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Cronaca Vaffa-day,
gazebo affollati ma raccolta firme a rischio FABIANA PESCI Potrebbe rivelarsi
un esercizio di scrittura fine a se stesso. Pare che Beppe Grillo non abbia fatto bene i conti. E per questo la sua iniziativa
rischia di essere clamorosamente bocciata. All'orizzonte del V2-day, giornata
dedicata alla raccolta firme in nome dell'informazione libera, si prospetta un
clamoroso flop, dovuto ad una mera questione di tempistica legislativa.
Nei semi mesi successivi alla convocazione dei comizi elettorali, il 6 febbraio
2008, non è possibile depositare una richiesta di referendum e raccogliere le
firme. Così si legge nella legge sul Referendum. Pare che prima del mese di
agosto tirare fuori la penna dal taschino per apporre la propria firma a
sostegno di una qualsiasi causa, anche la più lodevole, sia del tutto inutile.
Si potrebbe verificare un paradosso: Grillo, acerrimo
nemico dell'illegalità, avrebbe indetto una raccolta firme che non
risponderebbe ai dettami della legge. Valido o meno, il V2-day ha visto
scendere in piazza migliaia di persone che invocano un'informazione libera
perchè, recita il volantino: "Il cittadino informato può decidere, il
cittadino disinformato "crede" di decidere. Disinformare è il modo
migliore per dare ordini". All'indice, il finanziamento pubblico
all'editoria, il Testo unico Gasparri sulla radiotelevisione e l'Ordine dei
giornalisti. Questo, secondo il popolo di Grillo, il
"mostro a tre teste" che imbavaglia i mass media. Anche Padova ha
risposto al grido d'allarme lanciato da Grillo.
Tantissimi sono scesi in piazza diretti ai gazebo sistemati nella piazzetta di
fronte alla libreria Mondadori, in piazza della Frutta e al Parco Iris. Anche
la provincia si è mobilitata, a Casalserugo e a Cittadella. Gente di ogni tipo
si è messa ordinatamente in coda per appoggiare la causa di Grillo:
dai diciottenni agguerriti alle anziane signore che chiedevano delucidazioni agli
organizzatori. Marco Calzavara, del Canton del Grillo,
e Andrea Boaretto, del gruppo Grilli Padova, si aspettano tremila firme
raccolte. I firmatari invocano l'Informazione, quella con la "i" maiuscola.
Stefano Bastianello, stanco delle bugie dei media, dichiara di apprendere la
verità sull'Italia dai giornali stranieri, Matteo Di Mattia se la prende con il
business, colpevole di dettare le regole della stampa. Marco Camporese,
farmacista autoesiliato dall'Ordine per cercare la verità sui farmaci, propone
la pagella ai giornalisti: chi scrive la verità va avanti, chi mente fuori
dalle scatole. Ma attorno ai gazebo c'era anche chi scuoteva la testa:
"Con una firma questi vogliono cancellare una professione disegnata così
da eminenti figure della democrazia repubblicana come Aldo Moro e Guido
Gonella. Ma cosa ne sa il popolo di Grillo di
giornalismo e giornalisti? Per chi fa questo lavoro, l'unico auspicio è il
mantenimento della propria autonomia, vera bandiera della categoria, al di là
degli ordini e delle caste, vuoti paroloni tanto in voga".
( da "Mattino di Padova, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
IL RITRATTO La
battaglia contro le caste Dall'astensionismo elettorale all'abolizione delle
caste dei potenti passando per l'eliminazione dell'Ordine dei giornalisti. Il ciclone Grillo ha investito le piazze d'Italia: un seguito popolare che ha
impressionato nel primo V-day, l'8 settembre 2007. Ieri, 25 aprile, Beppe Grillo, classe 1948, ha fatto il bis con il V2-day. Personaggio
difficile da liquidare in un solo termine: è un comico, un attivista, un
blogger. "Uno straordinario comunicatore che riempie, da anni,
piazze, teatri-tenda, arene e perfino stadi. Al tempo stesso attore,
predicatore, fustigatore, comico, tragico, dissacrante e moralista". Tra i
blog in lingua italiana, il suo, www.beppegrillo.it, è quello che riceve il maggior
numero di link da altri, il più visitato in Italia, nonché uno dei più cliccati
al mondo: oltre cinquecentomila accessi giornalieri. Il forum on-line
dell'eclettico artista genovese è nato nel 2005. Grillo
ama definirsi un sostenitore della democrazia diretta, delle iniziative dal
basso. Mise un link nel suo blog per inviare una mail direttamente all'allora
presidente della Repubblica Ciampi perché si adoperasse per il ritiro delle
truppe dall'Iraq. Da Internet alla stampa internazionale: il 22 novembre 2005
ha pubblicato sul quotidiano internazionale International Herald Tribune, con
il contributo economico dei visitatori del suo blog, un appello contro la
rielezione dei parlamentari italiani ed europei condannati in via definitiva.
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
FORLI': PERSONE
& FATTI pag. 4 Cinquemila firme al 'V2-Day' Il 'V2-Day' forlivese ha
bissato il successo della prima manifestazione dei 'grillini' nostrani. Ieri al
parco di via Dragoni sono infatti state raccolte circa cinquemila firme complessivamente per i tre referendum abrogativi lanciati da Beppe Grillo e ripresi dai 'meetup', i gruppi di discussione locali, e da
varie associazioni, oltre all'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro. Le tre
proposte riguardano l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, l'abolizione
della Legge Gasparri per il sistema radiotelevisivo e l'abolizione dei
contributi pubblici all'editoria. Migliaia di cittadini hanno affollato
i tavoli di raccolta delle firme per i referendum (come autenticatori si sono
prestati i consiglieri comunali Alessandro Ronchi, Palmiro Capacci e Luciano
Minghini) e hanno partecipato alle iniziative e agli spettacoli proposti dagli
organizzatori dell'evento all'Arena Dragoni. La raccolta delle firme comunque
prosegue e i sostenitori di Grillo annunciano che
organizzeranno altre iniziative per consentire a tutti i cittadini di
sottoscrivere le proposte referendarie sulla libertà d'informazione. Nella foto
Sabatini: i banchetti referendari ieri al parco di via Dragoni.
( da "Nuova Sardegna, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
I
"banchetti" nell'isola Raccolte firme in otto città della Sardegna
CAGLIARI. La voce e il faccione di Beppe Grillo su un maxischermo naturale, il muro della terrazza
del Bastione di Saint Remy sopra piazza Costituzione, in pieno centro. E' stato
il momento clou del V2 day a Cagliari. La manifestazione è continuata sino a
mezzanotte per raccogliere il maggior numero possibile di firme per il
referendum. Solo fino al pomeriggio sono state raccolte circa un migliaio di
adesioni. Organizzatori soddisfatti, ma il grosso delle sottoscrizioni si
aspettava arrivasse in tarda serata. Il tema dell'iniziativa di protesta, la
replica di quella inaugurata l'anno scorso, è "Libera informazione in
libero Stato". Il meet-up di Beppe Grillo ha
sistemato i banchetti in pieno centro, sulla terrazza del Bastione, ma anche in
riva al mare, a Marina Piccola. Anche in Sardegna l'iniziativa di Grillo ha avuto l'appoggio degli
esponenti isolani di Italia dei Valori. Nell'isola ieri erano otto le città
coinvolte. Oltre Cagliari, Alghero, Sassari Bosa, Carbonia, Carloforte,
Nuoro e Tempio. A Nuoro il banchetto è stato al centro di un'originale
iniziativa. E' stato messo in palio il triciclo blu donato l'anno scorso dal
meet-up nuorese di Beppe Grillo
al presidente della Provincia Roberto Deriu, immortalato da un fotoreporter
mentre scendeva dall'auto blu per recarsi a un pranzo nuziale.
( da "Nuova Venezia, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
IL
VAFFA-DAY DUE Centinaia firmano con gli amici di Grillo per la libera
informazione "Libera informazione, in libero stato". Il vaffa-day 2
organizzato dagli amici di Beppe Grillo ha visto
centinaia di persone partecipare ieri in piazza Ferretto alla raccolta di firme
per le tre proposte di referendum sull'informazione.Il movimento dei "grilli"
si è mobilitato, con tanto di collegamento con Grillo
da Torino, per chiedere l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, della legge
Gasparri e del finanziamento pubblico all'editoria. Nei banchetti in piazza
Ferretto è stato costante il flusso di cittadini, senza code come alla prima
edizione del "Vaffa-day". "Questo perchè ci siamo organizzati,
con 15 persone che raccoglievano contemporaneamente le firme", spiega
Enrico. 650 gli iscritti tra Mestre e Venezia al "Meet-up" degli
amici di Grillo, che si incontrano su internet per
discutere dei temi lanciati dal comico, come l'iniziativa sui "Comuni a 5
stelle" per giudicare sindaci ed assessori sul fronte dei servizi e dell'energia.
Multa e polemica. L'iniziativa dei "grilli" a Mestre ha avuto anche
una appendice polemica. Giovedì l'auto che girava per la terraferma con un
megafono per pubblicizzare l'iniziativa è stata multata dei vigili, con una
sanzione di 370 euro. "Siamo stati multati perchè la pubblicità sonora,
per la quale abbiamo ottenuto una regolare autorizzazione, è vietata davanti
all'ospedale. Noi siamo passati in auto in via Circonvallazione e i vigili
erano vicino a noi ma ci hanno fermato e multato solo in via Cappuccina -
denuncia il signor Giorgio Pagan - mi sono rifiutato di firmare il verbale,
contestando il loro atteggiamento". (m.ch.).
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
L'edizione triestina
del V2-Day condizionata dal maltempo. Annullati a causa della pioggia il dibattito
sulla Ferriera e il concerto serale Oltre 1100 firme a sostegno dei referendum
di Grillo IN PIAZZA SANT'ANTONIO Il tempo inclemente
non ha fermato la determinazione dei "Grillo
boys". Anche ieri, nonostante la pioggia incessante caduta per buona parte
del pomeriggio, è rimasto attivo il banchetto allestito in piazza Sant'Antonio
in occasione del V2-Day e sono state raccolte più di 1100 firme a sostegno dei
tre referendum abrogativi proposti dal comico genovese. Nel mirino è finito
questa volta il mondo dell'informazione. I referendum popolari per i quali i
"Grillo boys" chiedono l'appoggio dei
cittadini riguardano infatti l'abolizione dei finanziamenti pubblici
all'editoria, dell'ordine dei giornalisti e della legge Gasparri (vale a dire
il testo unico della radiotelevisione). Questioni sulle quali i triestini
potranno pronunciarsi anche oggi: la raccolta di firme proseguirà infatti fino
alle 23 di stasera e, spiegano gli organizzatori, non si esclude di ripetere
l'iniziativa anche nel prossimo fine settimana. Il "bis"
consentirebbe di compensare il risultato della gionata di ieri che, proprio a
causa del maltempo, non si è rivelato particolarmente brillante. La pioggia ha
anche rovinato alcune delle iniziative previste a corollario della raccolta firme.
È saltato, ad esempio, il dibattito-tavola rotonda su Ferriera e
rigassificatori sul quale i promotori dell'iniziativa pensavano di coinvolgere
la cittadinanza. Annullato anche il concerto serale che avrebbe dovuto fare da
colonna sonora al V2-Day triestino. In compenso è stato possibile seguire in
diretta via internet, grazie alla presenza di un computer portatile all'interno
del banchetto, lo spettacolo tenuto da Beppe Grillo in piazza San Carlo a Torino davanti a migliaia di persone
(120mila secondo il comico genovese, circa 45mila per le forze dell'ordine).
Tema degli affondi di Grillo, appunto, la libertà dell'informazione italiana. Lo slogan
scelto per questa seconda edizione del V2, infatti, è "Libera informazione
in libero Stato". Slogan che, in tutta Italia, ha richiamato
migliaia di persone nelle quali era forte il ricordo della prima manifestazione
organizzata da Beppe Grillo e
dai suoi sostenitori. Lunghe code davanti ai banchetti sono state registrate a
Torino, Firenze, Mestre e in altre località del Paese.
( da "Provincia Pavese, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Cronaca Vigevano, maschere di Grillo al gazebo in piazza Ducale VIGEVANO. Erano in piazza anche gli
esponenti della sezione vigevanese de Gli Amici di Beppe Grillo, che
raccoglievano le firme con un banchetto collocato in via XX settembre. Il
gruppo vigevanese, fondato quest'anno, ha partecipato all'iniziativa che i
sostenitori del comico genovese hanno promosso oggi in tutta Italia. Già
ribattezzato V2 Day il 25 aprile di Grillo aveva come
tema "Libera informazione in libero stato". Sono state raccolte le firme
per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, organo presente solo in Italia,
la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria e l'abolizione della
legga Gasparri sulla radio televisione. Dopo la manifestazione dell'8 settembre
contro i costi della politica questo è la seconda iniziativa di piazza promossa
dal movimento nato dal comico genovese che ha una sezione anche a Vigevano.
( da "Nuova Sardegna, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Oltre tremila
persone hanno sottoscritto l'appello "Libera informazione", al Bastione il secondo Vaffa-day di Beppe Grillo CAGLIARI.Oltre
tremila persone - ma il dato è aggiornato solo fino a metà pomeriggio - hanno
deciso, ieri, di aderire al V2Day e sottoscrivere l'appello lanciato da Beppe Grillo con l'obiettivo di indire il referendum "Libera
informazione in libero Stato". I banchetti messi su dai
responsabili dei meet-up cagliaritani al Bastione e in piazza Costituzione sono
stati presi d'assalto da centinaia di persone che, documento alla mano, hanno
dato il proprio contributo per la realizzazione di un progetto preciso e
ordinato secondo tre punti. Il primo: "Abolizione dell'ordine dei
giornalisti di Mussolini - si legge in un volantino - che ha creato una casta
autoreferenziale". Punto secondo: abolizione del finanziamento pubblico
all'editoria, che "costa un miliardo di euro all'anno - si legge ancora
nella nota -. I politici pagano gli editori per poterli usare e
controllare". Punto terzo: abolizione della legge Gasparri. Dice, in
merito, Grillo: ??In nessuna democrazia del mondo una
legge vergognosa come la Gasparri consegna le televisioni a un gruppo privato
come Mediaset e ai partiti. L'informazione va restituita ai cittadini??.
Difficile riempire la terrazza del Bastione vista la bella giornata di sole,
eppure la manifestazione organizzata proprio in concomitanza con la Liberazione
- ??Nessuna polemica - ha detto in merito Grillo - la
nostra è semplicemente la continuazione di quegli avvenimenti?? - è riuscita a
chiamare a raccolta una miriade di persone. ??La grande partecipazione non ha
bisogno di ulteriori commenti - ha detto uno dei promotori della manifestazione
del Bastione -. Quel che suona strano, semmai, è la scarsa attenzione da parte
della stampa nei confronti di questo evento che parla proprio di informazione
libera e imparziale: come volevasi dimostrare??. (p.s.).
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
SARZANA pag. 9 di CLAUDIO
MASSEGLIA A LLA FINE HANNO tutti obbedito, tu... di CLAUDIO MASSEGLIA A LLA
FINE HANNO tutti obbedito, tutti resistendo alla voglia di disobbedire anche
se, c'è da crederci, un po' a malincuore. Saracinesche abbassate ieri in centro
a Sarzana così come previsto dall'accordo firmato fra amministrazione comunale,
sindacati e commercianti firmato a inizio anno. Sono rimasti aperti solo bar e
librerie, unici esercizi autorizzati. Al di là delle polemiche e delle proteste
non c'è stato nessun "colpo di mano" da parte dei commertcianti. Non
c'è stato nemmeno l'assalto al centro, complice la bella giornata che ha spinto
la maggior parte di cittadini e turisti verso il mare e la spiaggia, affollate
malgrado le montagne di sabbia davanti agli stabilimenti. I visitatori comunque
non sono mancati e si sono limitati a passeggiare lungo via Landinelli,
fermandosi nei bar a rinfrescarsi. L'afflusso più numeroso
si è registrato forse al gazebo organizzato in piazza Luni dal Comitato Beppe Grillo. In tanti si sono fermati per dare la loro adesione al
referendum per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento
pubblico all'editoria e della Legge Gasparri. A pochi passi dal banchetto una
televisione mandava in onda un comizio del comico genovese. Per tutta la
giornata una pattuglia dei vigili urbani ha controllato il rispetto
dell'ordinanza da parte dei negozianti: non sono stati elevati verbali. ALLE
POLEMICHE dei commercianti espresse ieri, replica l'assessore alle attività
produttive Alessio Cavarra, partendo dalla "sacralità" di certe feste
come il 25 aprile e il 1° maggio. "Per la festa della liberazione ? dice ?
a Sarzana, Spezia e altre città i negozi sono sempre rimasti chiusi. Si tratta
di una ricorrenza particolare sulla quale i sindacati hanno insistito molto. E'
giusto così: siamo passati da 52 a 56 domeniche di aperture con l'accordo
copiato poi da altre città liguri. Abbiamo garantito la crescita del commercio
e garantito i diritti dei lavoratori". I commercianti parlano di
"crisi" e "tanti negozi chiusi". "Sarzana resta
un'isola felice rispetto al trend nazionale: il 'saldo' fra aperture e chiusura
è di 10 negozi (chiusi), nettamente inferiore al resto della provincia. Senza
contare l'arrivo in città di grandi firme come Euronic o McDonald. Non stiamo
sottovalutando la crisi generale, il Comune sta lavorando a pieno regime per
far crescere il settore puntando su corsi di formazione per commercianti e
linee di indirizzo per chi vuole aprire un'attività". Quindi un
appello-invito agli esercenti che hanno manifestato perplessità sulla chiusura
il 25 aprile. "Nell'interesse della città, sarebbe giusto riconoscere gli
sforzi fatti dall'amministrazione comunale anzichè fare propaganda negativa.
Per un giorno di chiusura non è giusto screditare il lavoro del Comune".
Anche per il 1° maggio previste saracinesche abbassate "trattandosi di una
festa particolare, dedicata ai lavoratori. Senza contare che domani, domenica,
i negozi possono restare aperti, in città sono state organizzate manifestazioni
di richiamo come il circo alla Fortezza, la Soffitta e la compagnia dei sapori.
Se il 25 aprile i negozi sono rimasti chiusi non credo davvero sia la fine del
mondo...".
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
L'analisi Il comico
del malumore FRANCESCO MERLO Ecco una bella sfida per la nuova stagione della
politica italiana: riprendersi questa piazza che Beppe Grillo riempie
ma non merita, e non solo perché, in piena crisi artistica, non riesce più
nemmeno a fare ridere. Il punto è che Grillo, per galleggiare nel malumore, ormai deve spararla sempre più
grossa. E infatti, in questa escalation, ieri è diventato un altro di quegli
irresponsabili italiani che di tanto in tanto vorrebbero riprendere e
continuare il lavoro feroce dei partigiani ? "ah se solo avessimo
più cuore e più coglioni" ? scambiando la tragedia della guerra civile con
le gag da Bagaglino: "Siamo noi la nuova Resistenza". SEGUE A PAGINA
43.
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
"Siamo i nuovi
partigiani" In 50mila allo show di Grillo TORINO - Beppe Grillo ha richiamato decine di migliaia di persone nelle piazze per il
secondo 'V-day'. Cuore dell'iniziativa Torino dove lui era sul palco e in
50mila sono arrivati per ascoltare il suo discorso. "Siamo noi i nuovi
partigiani, siamo la continuazione di quei valori", una delle sue frasi.
GRISERI E MILELLA A PAGINA 4.
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
ROVIGO pag. 7 DELUSI
per essere stati confinati in piazzale Di Vittorio ("anche se all ...
DELUSI per essere stati confinati in piazzale Di Vittorio ("anche se all'inizio ci avevano detto che potevamo stare in piazza
Garibaldi"), i seguaci di Beppe Grillo,
tirando le somme a fine giornata, si scoprono soddisfatti del loro 25 aprile.
"Che non è un 'altro' giorno della liberazione, rispetto a quello che si
festeggia nel resto della città ? spiega Emiliano Zanetti, 24enne segretario
dell'associazione rodigina ? ma proprio perchè ne conosciamo
l'importanza, abbiamo deciso di farlo coincidere con il V-day. Una volta ci
siamo liberati dal fascismo, ora ci dobbiamo liberare dai privilegi". E'
stata una giornata passata a raccogliere firme per tre abolizioni, quella del
popolo di Grillo: abolizione dell'ordine dei
giornalisti ("una lobby che nei paesi civili non esiste più");
abolizione del finanziamento pubblico all'editoria ("che sopravvive solo
nei Paesi di regime, come Cuba, Cina e Corea"); abolizione della legge
Gasparri ("che legittima una situazione malata"). Davanti ai
banchetti, un maxischermo sul quale si poteva seguire la diretta
dell'intervento di Beppe Grillo
in piazza San Carlo a Torino. Alle 7 di sera, 2000 persone avevano scritto il
loro nome nella lista. Milena Furini.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
PRIMO PIANO pag. 2
MEZZA VUOTA e mezza piena. Ieri pomeriggio, per il V-Day2 sulla libera
informazio... MEZZA VUOTA e mezza piena. Ieri pomeriggio, per il V-Day2 sulla
libera informazione, in piazza Europa non s'è vista la folla delle grandi
manifestazioni. "Poteva andare meglio e poteva andare peggio", ha
commentato Andrea Zucchi del locale meetup. Eppure, per il
collegamento con Beppe Grillo in diretta da Torino alle 16 e
annunciato come evento di giornata, ci si aspettava un maggior coinvolgimento
della cittadinanza. Che positivamente aveva stupito gli Amici di Grillo di Pesaro lo scorso 8 settembre,
per la prima edizione del V-Day, all'epoca contro la casta dei politici.
Difficile, comunque, fare un confronto con la manifestazione di settembre.
Tant'acqua è passata sotto i ponti da allora. A settembre, nel tardo
pomeriggio, la fila per firmare era notevole, assai più lunga. Ma ieri la
raccolta è iniziata prima, verso le 10, e il personale ai banchetti era più
numeroso (tra loro, la Catalano dei Liberi e Acacia Scarpetti dell'Idv). Alle
19.30, le firme raccolte risultavano circa 1000. Ossia quante l'anno scorso
alla medesima ora. "Abbastanza contenti delle firme raccolte nel
pomeriggio ? hanno dichiarato gli Amici di Grillo ? ,
ma il clou lo aspettiamo questa sera (ieri per chi legge, ndr)" Ossia, in
contemporanea con lo spettacolo "Patrioti moderni e fratelli
d'Italia" di Andrea Marzi, del discorso in ricordo della Liberazione del
presidente provinciale dell'Anpi Giuseppe Scherpiani e del concerto dei Rari
Ramarri Rurali. Nel pomeriggio, i firmatari sono giunti per lo più alla
spicciolata e si sono trattenuti in piazza il tempo di firmare. Anche per questo,
guardando la piazza, la manifestazione dava l'idea di essere poco riuscita.
Qualcuno si è fermato per ascoltare Grillo in diretta
da Torino. Il comico doveva essere in collegamento televisivo, ma, a causa del
sole che si rifletteva sul megaschermo, i presenti si sono dovuti accontentare
di ascoltarlo. DIFFICILE valutare in quanti hanno firmato perché attratti dal
carisma di Grillo e quanti perché effettivamente
convinti dei referendum proposti: abolizione dell'ordine dei giornalisti
istituito da Mussolini, cancellazione dei contributi pubblici all'editoria ed
eliminazione della legge Gasparri sulla radiotelevisione. Patrizia Bartolucci.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Napolitano a Genova:
basta denigrare la Resistenza. Fischi a Bagnasco: condanna unanime Torino, Grillo attacca il capo dello Stato. Ciarrapico da Berlusconi.
Veltroni: un fatto grave Un 25 Aprile di festeggiamenti e di aspre polemiche,
peraltro annunciate. Da un lato il presidente della Repubblica Napolitano, che
ha lanciato un monito a evitare i "facili revisionismi sulla
Resistenza" e un invito "a non sottacere nulla, a smitizzare quel che
c'è da smitizzare, ma tenendo fermo un limite invalicabile rispetto a qualsiasi
forma di denigrazione o svalutazione di quel moto di riscossa e riscatto
nazionale". Il capo dello Stato ha parlato a Palazzo Ducale a Genova, dove
si sono registrati anche momenti di tensione all'arrivo del presidente della
Cei, cardinale Angelo Bagnasco: fischi e grida hanno sovrastato gli applausi,
che pure hanno accolto l'arcivescovo di Genova. Dal mondo politico la condanna
è stata unanime: "Un atto vergognoso e incivile". Dall'altro le
polemiche contro Berlusconi, che ha ricevuto a Palazzo Grazioli il neosenatore
ciociaro Giuseppe Ciarrapico, di dichiarate simpatie fasciste. "È un gesto
di spregio nei confronti dei democratici", ha criticato duramente il
leader del Partito democratico Veltroni. Infine il V2-Day
di Beppe Grillo a Torino. Nel mirino del comico
genovese l'informazione, ma anche il presidente della Repubblica:
"Napolitano dovrebbe essere il presidente degli italiani e non il
presidente dei partiti". alle pagine 2 e 3.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo contro Napolitano:
"Dorme" TORINO Un bagno di folla per Beppe Grillo nel
"V2-Day" dedicato alla "libera informazione". Cinquantamila
persone (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno gremito piazza
San Carlo a Torino. Molti meno i presenti nella vicina piazza Castello, dove si
sono tenuti concerti e letture per la festa della Liberazione promossa dal
Comitato per
l'affermazione dei valori della Resistenza. Salendo sul palco, il comico
genovese ha voluto unire con un filo le due piazze e i due periodi storici.
"Abbracciamo e ringraziamo ? ha detto Grillo ?
coloro che ci hanno permesso di essere qui su questo palco. Grazie ai
partigiani di 63 anni fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera
informazione. Siamo la naturale continuazione dei nostri nonni" .
L'attacco al Quirinale Nel mirino del comico genovese, l'informazione, ma nei
primi minuti del suo monologo i bersagli sono stati il presidente della
Repubblica e Silvio Berlusconi. "Napolitano ? ha detto ? dovrebbe essere
il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti. Morfeo Napolitano
dorme, fa il pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale andava fatto
prima, non dopo le elezioni". E, riferendosi al nuovo presidente del
Consiglio, ha urlato: "Pensate se Obama da presidente fosse anche il
proprietario della Fox, della Abc e di altre televisioni". Ogni affondo di
Grillo è stato sottolineato da un'ovazione.
"Siamo tanti, 100 mila, se... la questura ci aiuta". Il comico ha
salutato con entusiasmo solo quelle che lui definisce le "televisioni
libere": Al Jazira, Cnn, Bbc, la tivù australiana. È di nuovo ritornato
sulla presenza degli inquisiti in Parlamento ("Sono 70 pregiudicati senza
che nessuno abbia saputo niente" ha detto mentre scorrevano i loro nomi su
uno schermo) e sul dramma delle morti bianche. Ha attaccato Confindustria, la
legge 30 (la legge Biagi) e affermato che mentre gli operai muoiono "i
politici campano cento anni". il messaggio di Celentano A interrompere Grillo solo un messaggio registrato di Adriano Celentano:
"Sono d'accordo con Beppe. Non è un antipolitico.
Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi per controbattere le falsità
che ogni giorno ci propinano". Un saluto al mattatore del
"V2-Day" è stato portato di persona dal magistrato di Catanzaro Luigi
de Magistris mentre non si è visto il gip di Milano Clementina Forleo, definita
da Grillo una "gran donna". La chiusura è
stata affidata al giornalista Marco Travaglio: "Continuate a cercare i
buoni giornalisti, continuate a volere bene all'informazione, fate amicizia con
i giornali e proteggeteli perché proteggendo loro proteggete anche voi
stessi". dai politici critiche bipartisan Sono state in tutto 450 le
piazze italiane che hanno aderito al "V2-Day", firmando per
l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, della legge Gasparri sulla tv e del
finanziamento pubblico all'editoria. A firmare a Milano c'era anche il leader
dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro. Contro di lui ha parlato il
firmatario della legge, Maurizio Gasparri, affermando che "le firme raccolte
oggi (ieri, ndr) per eventuali referendum sono nulle". E al comico sono
giunte le critiche bipartisan di Rosy Bindi (Pd) e Roberto Calderoli (Lega):
"Caro Grillo, lei è un Catone mai eletto da
nessuno, che fa i soldi sul qualunquismo", gli ha detto l'esponente del
Carroccio, mentre secondo il ministro uscente della Famiglia Grillo
"strumentalizza il significato storico e morale della Liberazione per
alimentare il rifiuto della politica e il qualunquismo".
( da "Adige, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
TORINO - Un bagno di folla per Beppe Grillo nel
V2-Day dedicato a quella che lui definisce "libera informazione"
TORINO - Un bagno di folla per Beppe Grillo nel
V2-Day dedicato a quella che lui definisce "libera informazione".
Cinquantamila persone (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati a cui il
servizio d'ordine dei grillini chiedeva la tessera professionale di quell'Ordine
che il comico vorrebbe abolire), hanno gremito piazza San Carlo a Torino, come
nelle più riuscite manifestazioni sindacali. Molti meno i presenti nella vicina
piazza Castello, dove si sono tenuti concerti e letture per la festa della
Liberazione promossa dal Comitato per l'affermazione dei valori della
Resistenza. Salendo sul palco, il comico genovese ha voluto unire con un filo
le due piazze e i due periodi storici: "Abbracciamo e ringraziamo - ha
detto Grillo - coloro che ci hanno permesso di essere
qui su questo palco. Grazie ai partigiani di 63 anni fa, siamo noi i nuovi
partigiani della libera informazione. Siamo la naturale continuazione dei
nostri nonni" . Nel mirino del comico genovese, l'informazione, ma nei
primi minuti del suo monologo i bersagli sono stati il presidente della
Repubblica e Silvio Berlusconi. "Napolitano - ha detto - dovrebbe essere
il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti. Morfeo Napolitano
dorme, fa il pisolino. Il referendum elettorale andava fatto prima, non dopo le
elezioni". E, riferendosi al nuovo presidente del consiglio, ha urlato:
"Pensate se Obama da presidente fosse anche il proprietario della Fox,
della Abc e di altre televisioni". "Siamo tanti - azzarda - 100 mila,
se ...la questura ci aiuta". Il comico ha salutato con entusiasmo solo
quelle che lui definisce le "televisioni libere": Al Jazeera, Cnn,
Bbc, la tivù australiana. È di nuovo ritornato sulla presenza degli inquisiti
in Parlamento ("Sono 70 pregiudicati senza che nessuno abbia saputo
niente" ha detto mentre scorrevano i loro nomi su uno schermo) e sul
dramma delle morti bianche. A interrompere Grillo solo
un messaggio registrato di Adriano Celentano: "Sono d'accordo Beppe. Non è un antipolitico. Bisogna fare qualcosa prima
che sia troppo tardi per controbattere le falsità che ogni giorno ci
propinano". Un saluto al mattatore del V2-Day è stato portato anche, di
persona, dal magistrato di Catanzaro, Luigi de Magistris mentre non si è visto
il gip di Milano Clementina Forleo. "Quella gran donna - ha spiegato il
comico genovese - non è potuta venire a Torino". La chiusura è stata
affidata ad un giornalista doc, Marco Travaglio: "Continuate a cercare i
buoni giornalisti, continuate a volere bene all'informazione, fate amicizia con
i giornali e proteggeteli perché proteggendo loro proteggete anche voi
stessi". Tra gli ospiti sul palco anche Maria Fida Moro. "Il nostro
Paese è diventato privo - ha detto - di memoria e compassione". A fine
giornata Ordine e sindacato dei giornalisti hanno messo in evidenza il lavoro
onesto di migliaia di giornalisti. E il presidente dell'Ordine dei giornalisti
Lorenzo Del Boca gli ha risposto: "A chi ci dice vaffa... rispondiamo
vaffa... a Grillo". 26/04/2008.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
VAFFA-DAY
2 CONTRO L'INFORMAZIONE Ciclone Grillo, 3.000 firme
solo in città Beppe Grillo torna a
colpire: ieri anche nella Marca, in occasione del Vaffa Day-2, migliaia di
persone hanno affollato i gazebo allestiti dai sostenitori del comico-vate
genovese. nel mirino di Grillo, questa volta, l'informazione
"malata".
In provincia di Treviso i banchetti in azione, dalla mattina fino al
pomeriggio, in alcuni casi fino alle 19, erano dieci: due nel capoluogo, gli
altri a Montebelluna, Giavera, Arcade, Nervesa, Paese, Silea, Conegliano e
Motta. Solo in città, nei due banchetti di piazza Borsa e piazza Duomo, le
firme raccolte nell'intera giornata sono state quasi tremila. Un gran
risultato, una bella adesione. Al gazebo di piazza Borsa c'era anche il leader
dei Grillitreviso David Borrelli, appena eletto nel nuovo consiglio comunale di
Treviso. Ecco i punti salienti della nuova battaglia dei grillini, che ieri
hanno scelto Torino per il comizio di Grillo, città
simbolo della Resistenza. Le parole d'ordine della giornata: abolire l'ordine
nazionale dei giornalisti, la legge Gasparri sul sistema televisivo e la legge
sull'editoria che garantisce finanziamenti e agevolazioni fiscali ai giornali
italiani. "Il 25 aprile ci siamo liberati dal nazifascismo - ha detto Beppe Grillo alla vigilia della
kermesse - Sessantatre anni dopo possiamo liberarci anche dal fascismo
dell'informazione".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Attualità Oltre 50
mila in piazza con Beppe Grillo
Attacchi a Mediaset, ai cronisti, a Berlusconi e critiche a Napolitano
MANIFESTAZIONE A TORINO Firme per abolire Ordine dei giornalisti, legge Gasparri
e fondi alla stampa A Trieste raccolte 700 adesioni, a Udine 1.000. Banchetti
aperti anche oggi ROMA. Cinquantamila in piazza San Carlo a Torino per lo show
dal vivo, migliaia in coda nelle altre 450 piazze italiane dove si
raccoglievano le firme. Il V2-Day, Vaffanculo 2, di Beppe Grillo è stato un successo. L'obiettivo era la stampa dei
"giornalisti camerieri", la "televisione di un solo
padrone". Urla Grillo,
per ore, con un tono di voce un pò ansiogeno, ma il pubblico che lo acclama,
soprattutto giovani e giovanissimi, non aspetta altro che lui chiami
all'epiteto che dà il nome all'happening. Così quando elenca i giornali
italiani e le cifre che ricevono dallo Stato sotto forma di rimborsi carta e
agevolazioni varie, a ogni testata segue, immancabile, il
"vaffan...". Come allo stadio. La giornata ha lo scopo di lanciare la
raccolta di firme su tre referendum: abolizione dell'Ordine dei giornalisti,
abolizione della Legge Gasparri sulle tv, abolizione delle previdenze
all'editoria. A Milano firma anche Antonio Di Pietro: "Gasparri farebbe
bene a rispettare le sentenze, perché noi vigileremo. La raccolta di firme per
abolire con un referendum la legge che porta il suo nome, fatta solo perché
restasse un monopolio del sistema televisivo, è stata solo un primo
passo". "Con Rete4 che non va sul satellite rischiamo una multa dalla
Ue di 300 mila euro al giorno a partire da gennaio 2006", dice Grillo. Qualcosa come 235 milioni. Ai banchi sparpagliati in
450 piazze italiane c'è la coda per firmare, ma non tutti sanno che con tutta
probabilità le firme non servono a niente, che la legge italiana sui referendum
popolari richiede tempi precisi per la raccolta. La firma, in questo caso come
lo scorso anno, è una sorta di testimonianza attiva contro il sistema informativo
attuale. Beppe Grillo inizia
la sua arringa richiamando il significato del 25 aprile e della Resistenza, con
dedica a chi, a poche centinaia di metri da piazza San Carlo, in piazza
Castello, partecipa alle celebrazioni della Liberazione: "Dedichiamo
questa manifestazione a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza. Noi
siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori, di quella
gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera
o quasi. Se avessimo un decimo di cuore di quelle persone o un centesimo di
coglioni di quelli, noi compiremmo un lavoro per loro". Poi parte
l'attacco a tutto campo. Contro l'Ordine dei giornalisti, di cui Grillo sbaglia la data di istituzione ("E' quello del
1925, voluto da Mussolini"). Contro i "giornalisti camerieri".
Poi contro i soldi dati ai giornali: "Vorrei un giornale pagato da chi lo
legge e non dai finanziamenti pubblici". E ancora: "Non esiste, non
può esistere un Ordine. Chiunque deve essere libero di scrivere. Perché ci deve
essere un Ordine dei giornalisti e non un Ordine dei poeti?". Vaffa
l'Ordine, dunque. "L'Ordine non è quello di Mussolini, ma quello di
Gonella, costituito 45 anni fa su un'idea base di Aldo Moro - replica Franco
Siddi, segretario della Fnsi - e Grillo non confonda i
cialtroni, che ci sono in tutte le professioni, con le migliaia di giornalisti
corretti". Dal palco continuano gli attacchi a tutti, a Berlusconi in
primis soprannominato "Testa d'asfalto", a Veltroni "Topo
Gigio", a Ferrara "Platinette con la barba", persino al
presidente della Repubblica, "Morfeo Napolitano, che dorme, dorme e poi
monita. Sia il presidente di tutti e non dei partiti, perché i partiti non ci
sono più". "Oggi e' iniziato qualcosa che porteremo avanti con le
liste civiche": è il commiato di Grillo.
"Ragazzi dai 20 ai 40 anni entreranno nei Comuni - ha detto - Si inizia da
lì la politica. Saremo cittadini informati dentro i Comuni". Poi ha
congedato il pubblico dicendo: "Siete stati meravigliosi. Non c'e' stato
alcun incidente. Se vi portate via l'immondizia siete perfetti". Sono
circa 700 le firme raccolte giovedì e ieri a Trieste, e mille quelle raccolte a
Udine, per il V2-Day promosso da Beppe Grillo: lo ha riferito un portavoce del gruppo giuliano che
sostiene le iniziative del comico genovese. Anche in Friuli Venezia Giulia si
firma nei banchetti fino a oggi, per la proposta di tre referendum abrogativi
per l'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, dell'ordine dei
giornalisti e della legge Gasparri. I banchetti del V2-Day sono stati
posizionati anche in altre città del Friuli Venezia Giulia. Fra queste Udine,
Cervignano e Lignano.
( da "Adige, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Libera informazione
in libero Stato. Dopo il V-Day per cacciare i politici corrotti dal Parlamento,
Beppe Grillo ci riprova il 25 aprile, giorno della liberazione, con il V-Day (dove
V sta per vaffanculo) per "liberare l'informazione dal bavaglio della
politica". Rispetto al precedente V-Day è mancato l'assalto dei tanti
delusi e scontenti della politica, ancora sotto l'effetto narcotizzante delle
elezioni. Ma a Trento, tra via Oriola e via Oss Mazzurana, il Meetup
"Amici di Beppe Grillo"
non è rimasto inattivo. Poco dopo le 9, ora di apertura del gazebo, è stato un
continuo via vai di persone che chiedevano di firmare. Molte delle quali si
sono recate apposta in centro per condividere la proposta di indire un
referendum per: 1) Abolire l'ordine dei giornalisti, che per Grillo
ha contribuito a creare solo una casta autoreferenziale; 2) Abolire il
finanziamento pubblico all'editoria, che costa all'erario un miliardo di euro
l'anno; 3) Abolire la legge Gasparri, che per il comico genovese consegna le
televisioni ai partiti e a Mediaset. La precedente provocazione di Grillo, dopo la partecipazione entusiasta della piazza, nel
concreto si è risolta con un nulla di fatto, almeno per quanto riguarda le
cosiddette "liste civiche". Dopo i travagli politici, l'informazione
viene accusata di sottomissione e compiacenza ai potenti di turno. "Il
problema non sono i giornalisti - specifica il "grillino" Giorgio
Riccardi - ma il finanziamento pubblico all'editoria, che getta lunghe ombre
sull'obiettività delle notizie offerte al pubblico". Per Riccardi è
l'informazione televisiva a rimetterci. "La televisione ha il maggior
impatto sul pubblico. Dai tiggì e dai programmi, a parte l'eccezione di Report,
scompaiono i fatti. Tanto per fare un esempio, dell'immondizia a Napoli non si
parla più". Per i grillini trentini l'informazione deve essere scomoda.
"Si ha l'impressione che si sia rinunciato a dare spazio alla voce e agli
interessi dei cittadini a favore dei gruppi di potere", afferma Denise
Fasanelli. Simili le impressioni tra i firmatari. "Firmo contro il marcio
dell'informazione", afferma Claudio, al gazebo con la moglie Loredana.
"Firmo per tutelare la libertà delle generazioni future", osserva quest'ultima,
che dichiara di non leggere i quotidiani italiani. "In internet consulto
le testate straniere. Le trovo più affidabili". I. V. 26/04/2008.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il comico attacca il
Cavaliere sul conflitto di interesse: "Pensate se Obama da presidente
fosse proprietario di Fox, Abc e altre tv" In 40mila per la seconda
edizione del Vaffa Day: no ai fondi pubblici all'editoria Grillo in piazza a Torino: "Siamo
noi i nuovi partigiani" TORINO Un bagno di folla per Beppe Grillo nel V2-Day dedicato alla "libera informazione".
Cinquantamila persone sotto un sole estivo (e 150 fra giornalisti e fotografi
accreditati), hanno gremito piazza San Carlo a Torino, come nelle più riuscite
manifestazioni sindacali. Molti meno i presenti nella vicina piazza
Castello, dove si sono tenuti concerti e letture per la festa della Liberazione
promossa dal Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza. Salendo
sul palco, il comico genovese ha voluto unire con un filo le due piazze e i due
periodi storici: "Abbracciamo e ringraziamo - ha detto Grillo
- coloro che ci hanno permesso di essere oggi qui su questo palco. Grazie ai
partigiani di 63 anni fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera
informazione. Siamo la naturale continuazione dei nostri nonni". Nel
mirino del comico genovese, l'informazione, ma nei primi minuti del suo
monologo i bersagli sono stati il presidente della Repubblica e Silvio
Berlusconi. "Napolitano - ha detto - dovrebbe essere il presidente degli
italiani e non il presidente dei partiti. Morfeo Napolitano dorme, fa il
pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale andava fatto prima, non
dopo le elezioni". E, riferendosi al nuovo presidente del consiglio, ha
urlato: "Pensate se Obama da presidente fosse anche il proprietario della
Fox, della Abc e di altre televisioni". Ogni affondo di Grillo
è stato sottolineato da un'ovazione, che rimbombava anche nelle vie adiacenti
la piazza. "Siamo tanti, 100 mila, se ...la questura ci aiuta". Il
comico ha salutato con entusiasmo solo quelle che lui definisce le 'televisioni
liberè: Al Jazeera, Cnn, Bbc, la tivù australiana". È di nuovo ritornato
sulla presenza degli inquisiti in Parlamento ("Sono 70 pregiudicati senza
che nessuno abbia saputo niente" ha detto mentre scorrevano i loro nomi su
uno schermo) e sul dramma delle morti bianche. Ha attaccato Confindustria, la
legge 30 e con una battuta ha detto che mentre gli operai muoiono "i
politici campano cento anni". A interrompere Grillo
solo un messaggio registrato di Adriano Celentano: "Sono d'accordo Beppe. Non è un antipolitico. Bisogna fare qualcosa prima
che sia troppo tardi per controbattere le falsità che ogni giorno ci
propinano". Un saluto al mattatore del V2-Day è stato portato anche, di
persona, dal magistrato di Catanzaro, Luigi de Magistris mentre non si è visto
il gip di Milano Clementina Forleo. "Quella gran donna - ha spiegato il
comico genovese - non è potuta venire a Torino". La chiusura è stata
affidata ad un giornalista doc, Marco Travaglio: "Continuate a cercare i
buoni giornalisti, continuate a volere bene all'informazione, fate amicizia con
i giornali e proteggeteli perchè proteggendo loro proteggete anche voi
stessi". Tra gli ospiti sul palco anche Maria Fida Moro. "Il nostro
Paese è diventato privo - ha detto - di memoria e compassione".
( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Udine
V2-day: in mille con Grillo per i referendum Gazebo in piazza
Matteotti per raccogliere firme contro i finanziamenti alla stampa V2-day: ci
risiamo. Beppe Grillo non si arrende
e continua la sua battaglia contro quelle che, secondo lui e i suoi
sostenitori, sono le ingiustizie della politica e della società italiana. Ieri, giornata della Liberazione,
è cominciata la raccolta di firme per promuovere tre referendum riguardanti il
mondo dell'informazione. In piazza Matteotti, era presente un banchetto per la
raccolta delle sottoscrizioni con otto addetti. A fianco delle postazioni erano
stati appesi dei fogli con l'elenco di tutti i principali giornali italiani con
la rispettiva cifra di finanziamento pubblico ricevuto. E per le vie del centro
molti erano i "grillini" che distribuivano volantini, per esortare la
gente ad andare in piazza a firmare. In tarda mattinata erano molte le persone
che facevano la fila per sottoscrivere la proposta. Il referendum, dunque, è
diviso in tre punti: l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, l'abolizione del
finanziamento pubblico all'editoria e l'abolizione della legge Gasparri. Si può
anche firmare soltanto per una delle proposte citate e il banchetto resterà in
piazza Matteotti fino a domenica, ma si avranno tre mesi di tempo per
raccogliere le firme con postazioni che faranno il giro di tutta la regione.
"Si deve garantire - ha detto Diego Marchi, organizzatore del meet-up di
Udine - un'informazione corretta al cittadino, perché l'informazione di oggi è
solo parzialmente vera. Ti dicono - ha continuato - ciò che vogliono che tu
sappia e il cittadino viene fuorviato. Se la nostra proposta sarà accettata, le
fonti saranno meno di parte e inoltre diventeranno pluraliste, anche perché
saranno meno indirizzate e controllate dai politici". Gli organizzatori
stimavano che a fine giornata avrebbero raccolto circa un migliaio di firme per
ogni referendum. Renato Schinko.
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina II - Torino
Da una parte il comico, Caparezza e Travaglio. Dall'altra gli Yo Yo mundi e...
Viaggio nella città divisa in due "Là schiacciati, qui a recriminare"
Una signora si sfoga: "Il 14 aprile è morta la sinistra Ora dobbiamo
ricostruire tutto" Perino, leader dei No Tav, si esalta NICCOLO ZANCAN
NIccolò zancan Da Grillo si sta come sardine, i
passeggini fanno un metro all'ora, i gelati si squagliano sulle schiene dei
dirimpettai e nessuno si lamenta. Dall'altra si arriva in bici, i ragazzi sono
seduti in cerchio, la musica rimbomba un po', e quando il garante della
privacy, Franco Pizzetti, passa a braccetto con la moglie, quasi si imbarazza
di essere riconosciuto lì. Piazza San Carlo, Piazza Castello. "Siamo
cugini che in questo momento non vanno tanto d'accordo", dice un
professore ottimista. è una città divisa in due. Da Grillo
c'è Caparezza che salta sul palco con le scarpe da ginnastica rosse: "Sono
un eroe perché lotto a tutte le ore, sono un eroe perché combatto per la
pensione, sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari e dei
cravattari". Dall'altra gli Yo Yo Mundi rifanno una vecchia canzone di De
Gregori: "I cavalli a Salò sono morti di noia, a giocare con il nero perdi
sempre...". Poi Bella Ciao in versione cupa, quasi marziale. Pugni chiusi
- pochi - occhi lucidi. Se contano i numeri, non c'è partita. Ha vinto Beppe Grillo con
cinquantamila persone, con la liturgia dei vaffanculo liberatori, con le firme
da raccogliere, i pullman arrivati da mezza Italia, gli applausi per
sottolineare discorsi serissimi e un ragazzo di 19 anni che spiega con sintesi
perfetta: "Se dici cose false, la gente avrà pensieri deviati. Sono
qui perché voglio un'informazione pulita". Ma anche al 25 aprile della
politica c'è una ragazza che parla in mezzo ai suoi compagni di liceo:
"Urlare non porta lontano... Noi siamo qui, da questa parte, perché la
Resistenza è la memoria dei nostri errori. Senza memoria non c'è futuro".
Da Grillo c'è una star, Marco Travaglio, acclamato
quasi come Vasco Rossi e conteso dai colleghi giornalisti, che fanno ressa per
mettergli il microfono davanti alla bocca. Lui risponde a tutti, sempre con
voce pacata, compreso a Rocco Casalini, ex del Grande Fratello. Travaglio
guarda lo spettacolo seduto su una transenna e scoppia a ridere - di un riso
quasi scomposto - quando sente Beppe Grillo raccontare il motivo della condanna comminata al
ministro dell'Interno in pectore Roberto Maroni. Quattro mesi e venti giorni
per oltraggio a pubblico ufficiale: "Perché ha morso la caviglia di un
poliziotto...". Risate a crepapelle. E Grillo
chiosa: "I giornalisti stranieri adesso penseranno che questa è la battuta
di un comico...". Dall'altra parte l'umore è quello che è: "Sono qui
con le mie amiche per manifestare il nostro disaccordo per quanto accaduto il
14 aprile". Cosa è accaduto? "Le sinistre sono sparite, cancellate.
Ora questa piazza mezza vuota, sinceramente, mi fa tristezza. Dobbiamo
ricominciare a ricostruire qualcosa...". Passano i turisti, si fermano e
proseguono. Persino via Garibaldi è piena al confronto. Via Roma diventa un
imbuto. Poi un muro invalicabile di gente. Sarà la musica a volume più forte,
sarà la sostanza del messaggio. Un signore che partecipa al 25 aprile
tradizionale ammette: "Per la par condicio farò un giro anche dall'altra
parte. Ma ho delle perplessità: Grillo dice cose vere
ma generiche". Da Grillo e con Grillo
c'è chi non vuole l'inceneritore, c'è chi non vuole la discarica e c'è Alberto
Perino, leader del movimento NoTav: "La vera Resistenza è qui. Io con il
25 Aprile di Esposito e del Pd non ho nulla a che spartire". "No,
dice Carlo - operaio in pensione, in piedi solitario nell'altra piazza - non mi
importa dove e con chi si ricorda. Ma tutti dobbiamo essere riconoscenti a chi
è morto per difendere la nostra libertà". Il partigiano di Bella Ciao. Era
il suo giorno, è stato il giorno di Beppe Grillo.
( da "Nuova Sardegna, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Nuoro Asta per il
triciclo blu in nome di Grillo I seguaci del comico
raccolgono firme e ricordano lo sberleffo a Deriu Anche in città la campagna a
favore della libertà di stampa di Gianluca Corsi NUORO. "Il signore con i
"cosinzi" (gli stivali) ha offerto cento. Chi offre di più? Cento e
uno, cento e due... Avanti signori: nessun'altro offre di più?
Aggiudicato!". Ha suonato più o meno così l'asta che ieri sera ha messo in
palio il triciclo blu donato l'anno scorso dal meet-up
nuorese di Beppe Grillo al presidente della Provincia
Roberto Deriu, immortalato da un fotoreporter mentre scendeva dall'auto blu per
recarsi a un pranzo nuziale. è stato probabilmente questo il clou del V2day,
celebrato ieri anche a Nuoro. Il triciclo blu, mai accettato da Deriu, faceva
bella esposizione di sé sopra un campione di tessuto "Denim"
prodotto dalla Legler di Ottana. Inutile dire che la manifestazione nuorese ha
assunto un significato un po' diverso rispetto al resto delle piazze italiane.
La raccolta di firme per promuovere tre referendum abrogativi (abolizione
dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico agli editori di
quotidiani e della legge Gasparri sul sistema radiotelevisivo), che ha avuto il
suo epicentro a Torino con Beppe Grillo,
nel capoluogo barbaricino si è trasformata in un'occasione di confronto sullo
stato dell'informazione in Italia. E non solo. Merito soprattutto dei giovani
animatori del meet-up di Nuoro, che hanno allestito nell'incantevole scenario
della corte di casa Ruiu (tra la mole del mulino Gallisai e la casa di Grazia
Deledda) uno spazio in cui i cittadini hanno potuto leggere, assistere a
filmati e confrontarsi su un tema delicato e sempre al centro del dibattito
politico. Anche perché la raccolta di firme potrebbe essere vanificata se i tre
quesiti non dovessero essere accolti, a causa del mancato rispetto dei tempi.
"Siamo comunque soddisfatti dell'affluenza, - ha commentato Paola Musina,
una delle ragazze alle prese con le firme da raccogliere - al di là di come
andranno le cose abbiamo raggiunto il nostro scopo di informare i nuoresi sulla
libertà di stampa e di espressione". Effettivamente, nonostante la
giornata di sole, ideale per le gite fuori porta, tante persone hanno varcato
il grande cancello in via Grazia Deledda, magari soltanto per curiosare tra i
cartelloni che informavano sui doveri del giornalista, sull'ordine dei giornalisti,
su libertà di stampa e leggi Gasparri e Mammì. Segno che il tam tam del popolo
di internet, soprattutto il blog di Beppe Grillo e il forum di discussione del meet-up di Nuoro, che
conta già la bellezza di circa duecento iscritti, hanno funzionato alla
perfezione. E proprio al gruppo attivo del meet-up, composto da quindici
persone, si deve la giornata di ieri: quasi una festa, dove c'è stato spazio
anche per la cultura e la solidarietà. Come quando è stato presentato il
documentario che parla della Legler dal punto di vista degli operai e delle
loro famiglie. O quando Letizia Marras, attrice dei
"Barbariciridicoli", ha coinvolto il pubblico riproponendo le
"pasquinate": fenomeno diffuso nella Roma dei Papi del Cinquecento
con cui delle statue parlanti criticavano il potere politico attraverso arguti
epigrammi. Chissà quanti "vaffa" in nuorese sono volati.
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Un professore
santone un operaio disilluso il popolo No Tav, e certe scritte "viva
Sardigna!" Will non abbiamo capito perché si chiama così, come Uòlter,
come yes we can, come un americano a Roma, come uòttz America e come tutte
quelle cose che hanno inventato per non dire niente. Però, lui lo sa benissimo
perché è venuto in questa piazza, con il parcheggio là fuori e la tangenziale
là sopra, "perché è il 25 aprile, e qui ci sono i negozi, c'è il cinema,
ci sono gli amici. Oggi è festa. Gli altri giorni non posso". Will ha una
splendida camicia bianca tutta inamidata, capelli neri unti di fresco, occhiali
scuri, jeans e stivaletti con una mazza di punta tanto, che se lo contraddici
potrebbe pure sfregiarti. Ci sono tanti ragazzi che s'abbracciano, Roby che
domenica va a vedere la Juve, e minchia la Roma è fusa, e Max che se vede Simo
manco la saluta. Veramente, ha detto una cosa più giovanile, alla Will.
"Manco la c...". Chissà dove sarà andata, Simo. Attorno, non c'è una
musica che suona. Non c'è neanche un drappo che sventola, nella piazza reale
del 25 Aprile, quella vera, quella che dà il voto all'Italia, che cancella la
sinistra e i suoi sindacati, quella che punisce Veltroni e fa vincere la Lega,
una piazza piena di ragazzi che dicono "ma sei tu Beppe
Braida?" e piena di operai come Totonno Puglisi, anni 35, una maglietta
nera da culturista, una riga di barbetta come andava di moda 10 anni fa, una
moglie patinata di biondo e due figli che vogliono vedere un cinema. E una
mamma pure, che racconta di quella volta che volevano festeggiare i 25 anni di
matrimonio a Venezia, con la suocera che diceva a suo marito: "Valla a
buttare nella laguna". Ridono tutti. I bambini si stanno tirando dei
calci. Nella piazza vera del centro commerciale 45 Gradi a Nord, fuori
Moncalieri, i ragazzi hanno quasi tutti nomi americani: Frank, John, Mark,
Devid e Max. Forse se li danno fra di loro così. Il 25 Aprile, giovani e
vecchi, lo conoscono tutti. "E' una bella festa", come dice Sandro,
l'unico con il nome italiano, "per questo veniamo qui. Per stare
allegri". Ecco come funziona. Nella piazza vera non ci sono striscioni. Le
uniche scritte sono quelle del consumo: Invidiauomo, Factory outlet Store
Facis, dal 19 aprile al 4 maggio Grande concorso a premi. "Vieni a
trovarci. Gioca e vinci". Sarà pure un po' qualunquista, la piazza vera,
come si diceva un tempo. Ma è piena di gente, e i numeri in una democrazia sono
la cosa che conta di più. "Tra un'ora qua non si cammina", avvisa
Davide Antonacci, che gestisce il Caffè Biffi, vicino al Playcity Casinò. Ci
sono 16 sale cinematografiche affacciate sulla piazza, e la cassiera spiega che
quello più visto oggi è "Alla ricerca dell'isola di Nim", e il secondo
è Ortone e poi i Demoni di San Pietroburgo. La domenica è come il cinema della
parrocchia. Nella libreria Mondadori, lì accanto, il titolo che oggi è andato
di più, come ci informa Francesca Gamba, è Gomorra, poi Fuoco Amico di Abraham
Yehoshua, e Chesil Beach di Ian McEwan. Tutta roba impegnata, mica
cianfrusaglie da truzzi. Continuiamo a sfatare luoghi comuni. Il 25 Aprile lo
sanno tutti che cos'è, più o meno. E' che non gli interessa. Come a Barbara,
Giada e Giulia che hanno 13 anni appena e si sono date appuntamento davanti
all'Old Wild West: "E' la festa della Liberazione, ma non l'abbiamo ancora
studiato a scuola". Può essere che non sappiano da che cosa sono state
liberate. Tempi lontani, mondi sconosciuti. Oggi è come se fosse Ferragosto, o
Santo Stefano. Come il giorno della vittoria nella prima guerra mondiale, una
memoria dei nostri nonni. La sensazione che lascia alla fine il popolo del
consumo è quella di un paese già pacificato con la sua storia, che sta da
un'altra parte, molto davanti alla retorica di Uòlter e a quella di Berlusconi
("dovremmo capire anche le ragioni di Salò"). Ed è quando dici
bipartisan che Will ti guarda come un marziano: "Cos'è? Sono le cose che
dice Veltroni? Io finché c'è lui non vado più a
votare". Alle 16, intanto, Beppe Grillo ha
cominciato a parlare. Qui hanno aperto il gioco. Devono scivolare su una tavola
sopra un mare di plastica. Fanno tante grida Will e suoi amici, con la
maglietta N&Stormy. Uòttz America!.
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
[FIRMA]ANDREA SCANZI
TORINO Beppe Grillo aveva giurato
di non dire più parolacce e di urlare di meno, ma già dopo pochi minuti i
"vaffa" si erano affastellati e la voce suonava afona. Per prima cosa
ha voluto gemellarsi con la manifestazione di piazza Castello: "Solo
l'Unità è convinta che non abbiamo rispetto della Resistenza. Siamo noi i nuovi
partigiani. I nostri nonni ci hanno liberato dal fascismo, noi da una dittatura
più sottile: quella della notizia falsa, anzi verosimile". Davanti a una
gremitissima piazza San Carlo ("Ci sono 120 mila persone"), Grillo ha fatto un vernissage del blog: un sunto delle sue
battaglie. Più contenuti che distruzione, a differenza del primo V-Day a
Bologna (dove pure le proposte non erano mancate). Più che antipolitica,
l'attitudine di Grillo e grillisti è quella degli
"antipolitici": questi politici (e gran parte di questi giornalisti).
Sul palco si sono avvicendati giornalisti (solita ovazione per Marco
Travaglio), MeetUp, economisti, comici (Natalino Balasso), comitati No-Tav. Grillo è tornato a parlare di morti bianche, lamentando
l'inefficienza del centrosinistra ("Ieri c'erano Berlinguer e Pertini,
oggi D'Alema e Rutelli") e attaccando ancora la legge 30 (non più chiamata
legge Biagi, forse per evitare nuove polemiche). "Le nostre sembrano
battaglie da nulla, ma le rivoluzioni nascono da piccole azioni: il razzismo in
America è finito quando una donna di colore si è rifiutata di alzarsi
dall'autobus per lasciare il posto a un bianco". Se il V-Day era stato
anzitutto una riflessione - per nulla edulcorata - sulla moralità perduta della
politica, il V2-Day ha coinciso con una ricognizione sullo stato dell'arte
dell'informazione italiana. "Io non ce l'ho con i giornalisti, ce l'ho con
il sistema", ha ripetuto, a scongiurare l'ennesima accusa di qualunquismo.
Tre gli ordini del giorno: abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria,
abolizione dell'Ordine dei giornalisti, abolizione della legge Gasparri.
"L'ultimo è il più importante. Del resto Gasparri basta guardarlo, se lo
fissi a lungo ti viene la labirintite". Poche le battute, a conferma di un
Grillo sempre meno satirico e sempre più politico. Gli
stessi contenuti del V2-Day, per chi frequenta regolarmente il blog, erano
arcinoti. "I maggiori organi di informazione italiani sono in mano a
banche, multinazionali, partiti: non sono liberi. La Rai cancella i filmati da
YouTube con la scusa dei diritti d'autore, ma se continua così gli chiudiamo il
rubinetto del canone". Per quanto più "quieto" (si fa per dire),
Grillo non ha lesinato epiteti destinati a fare
polemica: il presidente della Repubblica Napolitano è tratteggiato come un
nonnetto privo di potere, "Morfeo"; Berlusconi è "Testa
d'Asfalto"; e Veltroni "Topo Gigio, l'uomo che ha riesumato la salma
dello Psiconano". Dopo avere elencato i 16 condannati in via definitiva
("C'è anche Maroni, ha morso alla caviglia un poliziotto e lo faranno
ministro dell'Interno: un mio amico black bloc si è lamentato, a questo punto
vuole diventare Presidente della Repubblica"), Grillo
ha attaccato principalmente il giornalismo televisivo, citando Mauro Mazza,
Gianni Riotta, Emilio Fede e Bruno Vespa. "La cosa grave non è che Umberto
Veronesi dica che gli inceneritori non fanno male, lo pagano per dirlo, e
neanche che Berlusconi neghi di avere allontanato Enzo Biagi, ma che dei servi
e delle sottospecie umane come Riotta non li contraddicano". "Rete4
sta occupando abusivamente le frequenze di Italia7 e l'Unione Europea ci darà
una multa di 300 mila euro al giorno per colpa di Fede, che andrebbe mandato
sul satellite con un calcio in c..o. Per fortuna c'è la Rete, la tv più
importante del mondo è YouTube". Grillo non ha
fatto sconti alle autorità cittadine, da Chiamparino ("Se la stampa
italiana fosse libera, i torinesi conoscerebbero la pochezza mentale del loro
sindaco") alla Fiat, prendendosela soprattutto con Franzo Grande Stevens,
"in questi giorni ha fatto la parte dell'uomo vicino alla Resistenza,
peccato che non sia così vicino ai suoi operai". In termini numerici,
tutto è stato fuorché un insuccesso. Il
"fenomeno" Grillo
non è esaurito. Beppe Grillo ha probabilmente un effetto più
mediatico che politico, come ha sembrato confermare l'ultima tornata
elettorale, ma la sua capacità di mobilitare non è affievolita. I politici
prendono i voti, lui le piazze. "E siamo solo all'inizio. Non ci
fermeranno, hanno perso il contatto con la realtà. Libera democrazia in libero
Stato". E le persone, rigorosamente in fila, magari ridono di meno, ma non
smettono di applaudire. Di firmare.
( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Montecatini
Firme per una nuova informazione curiosità intorno agli amici di Grillo PISTOIA. Cittadini
di ogni età sono accorsi a firmare i tre referendum proposti da Beppe Grillo nel V2-Day per
abrogare l'Ordine dei giornalisti, il finanziamento pubblico all'editoria e la
legge Gasparri sulla comunicazione radiotelevisiva. A metà mattinata erano già quasi
cento le firme raccolte. "Non abbiamo fatto in tempo a montare il
banchetto - dicono i ragazzi del Meet Up, il gruppo degli "amici di Beppe Grillo" -. Le persone
che hanno risposto all'appello sono tutte esasperate da un sistema in cui i
poteri politico ed economico vengono sempre più accentrati in mano a
pochissimi, mentre la maggioranza fa fatica ad arrivare in fondo al mese".
Sì, ma cosa c'entrano i giornalisti? "I giornalisti - rispondono - sono
una casta. Una casta al servizio del potere politico, guidata da un ordine
professionale ormai obsoleto e in mano a vecchie baronie. Inoltre, finanziare
la stampa vuol dire solo finanziare organi e strumenti di partito".
"Abrogare i finanziamenti pubblici all'editoria significa far sì che i soldi
della gente non finiscano più in tasca a Ferrara per pubblicare "Il
Foglio" o a Mastella per il suo "Campanile"", dice un
giovane ragazzo con il piccolo figlio appeso al collo in un marsupio.
"Sono giornali che nemmeno si vedono a Pistoia o che possono andare solo a
nutrire le discariche già stracolme", aggiunge un anziano incollerito,
soprattutto sulla questione dei rifiuti. "Perché mai - sostiene una
ragazza poco più in là - l'editoria non dovrebbe affrontare da sola le dure
leggi del mercato come chiunque altro?". I più drastici considerano la
stampa ormai destinata a morte sicura di fronte ai nuovi sistemi di
comunicazione telematici. Altro che finanziarla. Qualcuno azzarda ipotesi
alternative: finanziare solo in base a criteri di meritocrazia, solo cioè quando
la gente ha già scelto, comprando e così indicando il giornale che preferisce.
Oppure formare una commissione costituita questa volta da giornalisti e non da
politici, affinché siano gli addetti ai lavori a scegliere i destinatari del
sostegno economico pubblico aggiuntivo. A qualcuno ha dato fastidio che il
V2-Day si svolgesse proprio il 25 aprile. "Oggi è una festa popolare per
chi ha lottato e combattuto davvero per la libertà - afferma una giovane con la
camicetta rossa -. Non è giusto utilizzare questa giornata per altri
scopi". Allontanandosi dal banchetto del Meet Up si raccolgono opinioni
molto diverse, di chi considera, ad esempio, pura demagogia la propaganda
grilliana, a volte addirittura pericolosa per i "cocci taglienti" che
può lasciare ogni atto qualunquista e populista. Ma ognuno, in fondo, è libero
di pensarla come vuole. Francesca Garra.
( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Montecatini
Consegnati i primi buoni Scec Più di trenta le imprese aderenti, già 50 i
privati iscritti ECONOMIA Il debutto ieri sul Globo PISTOIA. La
"Solidarietà ChE Cammina" mette radici anche a Pistoia. Sono più di
trenta le imprese e i liberi professionisti che hanno aderito all'iniziativa e
i privati iscritti hanno già raggiunto il limite massimo di 50. Il progetto, promosso da Arcipelago Scec in collaborazione con gli Amici di Beppe Grillo, è partito ieri con la raccolta delle iscrizioni e la consegna
dei buoni Scec presso un gazebo sul Globo. Gli organizzatori hanno consegnato
agli iscritti cento buoni Scec, pari al valore di cento euro, chiedendo
solamente una piccola quota (cinque euro) per il rimborso delle spese di
stampa. Con i buoni sarà possibile andare nei negozi aderenti
all'iniziativa e pagare una percentuale (dal 10 al 20%) dell'importo totale in
Scec. Ad esempio se un negozio accetta i buoni in una percentuale del 20% sul
totale, per una spesa di 10 euro si pagheranno 8 euro e 2 Scec. Funzionano
dunque con una dinamica simile a quella dei buoni dei supermercati, ma con una
sostanziale differenza: i negozianti che accettano gli Scec potranno a loro
volta spenderli in altri esercizi commerciali o utilizzarli per pagare servizi,
consulenze, ripetizioni, baby-sitter e, se il progetto andrà avanti, anche il
proprio grossista. I buoni, spendibili in tutta Italia, hanno l'aspetto e la
funzione di una banconota, ma non possono sostituirsi né essere convertiti in
euro e corrono sempre in percentuale alla moneta ufficiale. Il progetto è
diffuso già in alcune città italiane. Questo sistema è studiato per ridare
potere d'acquisto alle famiglie e, allo stesso tempo, incentivare l'economia
locale, minacciata costantemente dalla grande distribuzione e dalle
multinazionali. Secondo l'imprenditore Paolo Tintori, coordinatore di
Arcipelago Scec, con la diffusione dei buoni sarà possibile creare un circuito
locale che farà girare la ricchezza nel territorio, così da far risparmiare
ulteriormente le famiglie accorciando la filiera. A Pistoia hanno già aderito
molti esercizi tra cui il negozio di giocattoli Re Braca, Pistoia Coppe, il bar
di Bruno Becagli in via del Can Bianco, la cartoleria Prezzemolo, l'Alibi club,
l'ottica 2S, la libreria Orsini, la gioielleria Lo Scrigno di via Dalmazia, e
anche molti liberi professionisti tra cui un geometra, due esperti di sistemi
informatici, un grafico pubblicitario, un maestro di contrabbasso, un
consulente finanziario, una traduttrice dall'inglese. Marta Quilici.
( da "AudioNews.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
08.17 Politica La corrispondente
Cinzia Manfredi A Torino 40mila in piazza per il vaffa-day 07.44: In coincidenza con il 25 aprile Torino ha ospitato anche il
secondo vaffa day di Beppe Grillo sulla libera informazione. Almeno
40.000 le persone in piazza San Carlo. "Siamo noi i nuovi
partigiani", ha detto il comico genovese, che ha attaccato Berlusconi e il
presidente Napolitano: "Difenda gli italiani, non i partiti".
( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Pisa
I referendum di Grillo PISA. Ieri, per tutto il giorno,
tante persone hanno fatto la fila al gazebo in Corso Italia per firmare a
favore dei tre referendum "per la libera informazione in uno Stato
Libero" proposti dal comico genovese Beppe Grillo: abolizione
dell'ordine dei giornalisti, abolizione del finanziamento pubblico all'editoria
e abolizione della legge Gasparri. Altri simpatizzanti hanno distribuito volantini con le spiegazioni
sui referendum proposti.
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina V - Napoli I
"grillini" contro la megadiscarica Raduno a piazza Dante: "No
all'immondizia in città" Oltre cinquemila al Gesù per il concerto di
solidarietà con il Tibet OTTAVIO LUCARELLI "No alla mega discarica di
Chiaiano-Marano. Il parco delle colline di Napoli non si tocca". è l'urlo
che sale da piazza Dante, ormai luogo simbolo degli amici
di Beppe Grillo che si ritrovano qualche
settimana dopo il "giorno del rifiuto" per ascoltare nel corso della
giornata un po' di musica, firmare i tre referendum per abolire la legge
Gasparri, l'Ordine dei giornalisti e il finanziamento pubblico all'editoria e
seguire in diretta da Torino l'intervento di Beppe Grillo su un
maxischermo. Questa volta non c'è il grande sacchetto nero appeso alla
statua di Dante ma sui banchetti continua a dominare la crisi immondizia. A
cominciare dal caso Chiaiano. E qui il popolo dei grillini chiede la "fine
del commissariato straordinario" e la "revoca di ogni ordinanza per
evitare l'apertura della mega-discarica da un milione di tonnellate di rifiuti".
Se dovesse passare questa scelta, accusa la gente di piazza Dante, "si
tratterebbe di una soluzione criminale che danneggia la salute dei cittadini,
compromette l'alta qualità ambientale del territorio e lo sviluppo socio e
economico di un'ampia area con terreni agricoli, ristoranti, aziende
agrituristiche, artigianali e commerciali". Il "V2-Day" di
Napoli, dunque, non poteva ignorare l'emergenza rifiuti. Con l'allarme
rilanciato fin dalle prime ore del pomeriggio quando, in attesa del collegamento
da Torino, alcune centinaia di simpatizzanti hanno allestito i banchetti a
difesa di Chiaiano, ma anche di Marigliano e degli altri siti scelti per
ammassare rifiuti o ecoballe. Il maxischermo, intanto, proiettava brevi filmati
sull'emergenza infinita che è stata al centro anche della giornata di
mobilitazione del "Monnezza day" il 23 febbraio scorso con
l'intervento dello stesso Grillo in piazza Dante.
Altri stand erano stati allestiti nel corso della giornata anche in piazza
Vanvitelli, piazza Vittoria e Rotonda Diaz. Sos rifiuti in piazza Dante per
tutto il pomeriggio, sostegno al Tibet in serata nella vicina piazza del Gesù
con i banchetti per la raccolta delle firme e poi con il concerto organizzato
come ogni anno dall'Arci di Napoli in occasione del 25 aprile. Oltre cinquemila
in piazza del Gesù per il "Tibet libero" (centinaia le firme raccolte
in poche ore) e poi per ascoltare fino a mezzanotte i gruppi Co' Sang, i
fratelli Jovine ex 99 Posse, Capatosta e altri. "La città nella Festa
della Liberazione - commenta Mariano Anniciello, presidente dell'Arci Napoli -
dimostra ogni anno di essere attenta e presente. Quest'anno, in particolare, è
vicina ad ogni popolo oppresso manifestando con le bandiere della pace e
raccogliendo tantissime firme per il Tibet libero. Con una grande presenza di
giovani i quali dimostrano che la musica è ossigeno per la libertà".
Questione Tibet su cui è intervenuta in mattinata Rosa Russo Iervolino:
"La città è vicinissima al Tibet. Siamo fieri che dal consigliere comunale
Emilio Di Marzio sia partita una iniziativa molto bella di riunire il maggior
numero possibile di sindaci della provincia chiedendo di esporre anche loro,
come abbiamo fatto noi a Palazzo San Giacomo, la bandiera del Tibet".
( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
N. 100 del
2008-04-26 pagina 4 la vera storia di Grillo di Redazione
Ieri è tornato a distribuire scudisciate a destra e a manca, e cioè a
centrodestra e centrosinistra passando per il Quirinale. Come già fece al primo
V-day, quello contro la casta, anche ieri, al V-day di
Torino contro l'informazione, Beppe Grillo ha
elencato tutti i pregiudicati che vorrebbe vedere fuori dal parlamento.
Dall'inchiesta sulla sua vita, emerge che neppure lui potrebbe candidarsi,
visto che è stato condannato per un incidente d'auto nel quale persero la vita
tre persone. E se di questo il comico non ha mai fatto mistero, emergono
però altre ombre, dai condoni edilizi alle false verità sul fotovoltaico, per
le quali forse meriterebbe, lui pure, un "vaffa". © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
N. 100 del
2008-04-26 pagina 4 "Continua soltanto a fare ridere
Ora deve imparare a non odiare" di Redazione "Beppe Grillo impari da noi partigiani a non odiare". Così Ferruccio
Maruffi, presidente dell'associazione ex deportati italiani durante la Seconda
guerra mondiale, ha commentato il "V-day" parallelo organizzato dal
comico genovese, a margine delle celebrazioni per il 25 aprile. "Beppe Grillo - ha sottolineato
Maruffi - continua solo a far ridere. Mi piacerebbe incontrarlo per insegnargli
a guadagnare la grande forza che deriva dal non odiare. Noi imparammo a non
odiare e trovammo la forza in noi stessi, chi dalle ideologie, chi dalla
religione, chi dalla musica che riportava a galla tanti ricordi di gioventù,
che è l'età in cui non si può odiare. Chi odia è debole, è vincibile". Un
invito a toni e atteggiamenti più morbidi accolto con un applauso dalle
due-tremila persone che hanno preferito, alle invettive del comico genovese in
corso nella piazza vicina, la celebrazione del ricordo della Liberazione. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
N. 100 del 2008-04-26
pagina 5 Show e invettive battono la memoria Poche migliaia in piazza con
l'Anpi di Redazione Torino. Lo show-comizio di Beppe Grillo batte le celebrazioni per la Liberazione a Torino. Poche
migliaia di persone sono rimaste ieri per tutto il pomeriggio in piazza
Castello a seguire la manifestazione per il 25 aprile, indetta dal Comitato
della Regione Piemonte per l'affermazione dei valori della Resistenza.
La "concorrenza" del comizio di Grillo, che
ha radunato 50mila persone a poche centinaia di metri di distanza, ha
calamitato altrove la maggioranza. La presenza fissa è stata di 2-3mila
persone, anche se davanti al palco sono transitate decine di migliaia di
persone. "Non è il caso di fare un confronto di numeri - afferma Roberto
Placido, vicepresidente del consiglio regionale e presidente del Comitato per
la Resistenza - le due manifestazioni erano differenti: una era politica di
parte, con accenti polemici e forme di violenza verbale, la nostra non era solo
una festa ma anche un'occasione di riflessione". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
N. 100 del
2008-04-26 pagina 4 Del Boca: "Ignora i fatti, ma vaffa tu" Siddi
(Fnsi): "Offende i cronisti onesti" di Redazione L'Italia è l'unico Paese al mondo dove una persona come Beppe Grillo può andare in giro a dire che l'Ordine dei giornalisti è stato
creato dal fascismo e secondo quelle logiche, quando, invece, è nato nel 1963
da un'apposita legge. Questo significa non conoscere la storia, significa
sbagliare. Quindi, al "Vaffa" di Grillo, dovrei forse rispondere: "Ma Vaffa tu". Così
il presidente dell'Ordine dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, replica agli
attacchi e alla raccolta di firme organizzata da Grillo
per l'abolizione dell'Ordine. Al comico genovese e al leader di Idv Antonio Di Pietro
che ieri ha firmato i referendum, replica anche il segretario della Federazione
nazionale della stampa, Franco Siddi: "Prima di spararle grosse, occorre
conoscere bene la storia. Grillo non confonda i
cialtroni che ci sono in tutte le professioni con le migliaia di giornalisti
che in frontiera e con sacrificio lavorano assicurando il massimo dei
correttezza nell'informare i cittadini". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA
- Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
N. 100 del
2008-04-26 pagina 5 Torino, il comico dirige cori con fischi e insulti
"Napolitano? Dorme" di Tony Damascelli Un'ora di attacchi a tutto
campo al V-day contro l'informazione davanti a 50mila persone. Nel mirino anche
il Quirinale da Torino Unico assente il primatista stagionale dell'invito,
Francesco Totti. Per il resto pomeriggio pieno di vaffa, V2 (sigla di cattiva
memoria) di Beppe Grillo e il
suo popolo, Torino, piazza San Carlo, esaurita in ogni ordine di posto,
portico, panchina, lampione, gente di ogni tipo, neonati, anziani, ragazze,
giovanotti, borghesi piccoli e grandi, vigili urbani e del fuoco, carabinieri,
medici travestiti da Doctor House, ci sono malori e svenimenti, gelati e
palloncini, bonghi, odore di frittelle, bandiere No Tav, niente rosso falce e
martello, 25 aprile, festa della liberazione dal comunismo (rifondato o
arcobaleno), dopo il nazifascismo. Proibito dirlo, meglio andare sul sicuro e
scontato. Grillo si fa aspettare
una quarantina di minuti, i 50mila lo invocano, voci da lontano, onda che si
alza, Beppe, Beppe, Beppe, un signore, con capello d'argento e cappotto chiaro, storce la
bocca: "Asmìa duce duce", dal piemunteis "Sembra duce
duce". Prima di Benito Grillo, vanno in
onda sul maxischermo, direi maxischerno, le immagini dei vaffanculandi, accolti
da fischi, insulti e repertorio affine. Per la libertà di informazione che
ispira il pomeriggio rosso, dopo la notte bianca ci voleva, Berlusconi e tutti
i suoi sodali o similari vengono fischiati a prescindere, così Mike Buongiorno,
Giuliano Ferrara, Clemente Mastella, Emilio Fede, Maurizio Gasparri, ma ci sono
anche gli applausi commossi, di circostanza, per il grande disoccupato Enzo
Biagi e per Indro Montanelli che conta più fedeli e servitori oggi da defunto
di quanti ne avesse da vivo al tempo del Corrierone e del Giornale Nuovo.
Cantanti sul palco, rapper di casa nostra allineati e scoperti, Tommazo Zanella
che si fa chiamare Piotta, le Radici nel cemento, Leo Pari, Caparezza e una
band, la Blau grana, che apre le danze con una raffinata melodia:
"Violentami, violentami, senza dire una parola, quando fuori piove...
". C'è il sole, per fortuna degli astanti. Il capobanda invita la folla a
salutare con un applauso i partigiani raccolti in piazza Castello: "Loro
ci hanno permesso di stare qui oggi, noi siamo i nuovi partigiani".
Dall'anno Quarantacinque ad Anno zero. C'è un dettaglio non chiarito: i
partigiani rischiavano la vita, i contemporanei se la cavano con una querela,
un vaffanculo e un attimo di pubblicità, restate con noi.
"Italiani!", appare finalmente il grande comico, non c'è Starace al
suo fianco, Grillo vorrebbe un balcone, intanto
riempie le piazze e ha un blog che gli garantisce il benessere. Tre quarti
d'ora di comizio già sentito, già visto, già intercettato, Morfeo Napolitano
presidente dei partiti e non degli italiani ("abbiamo un presidente che
dorme"), Topo Gigio Veltroni, Globulo Fassino e la sua signora Serafini
"per i cui stipendi da parlamentari abbiamo già versato dodici milioni di
euro!", Platinette Ferrara "ho solidarizzato con l'uovo che si è
spiaccicato su quel container di sostanze tossiche", quindi "la
Sottospecie umana e cagnolino" Riotta, per Berlusconi il dizionario è più
vario: Testa d'Asfalto, ologramma, salma riesumata, i pod nano, entra in lista
anche il sindaco Chiamparino, colpevole di non aver condiviso la manifestazione
sulla libertà di informazione: "È chiaro, se ci fosse la libertà di
informazione si saprebbe il livello intellettuale del sindaco", poi parole
dolci per Franzo Grande Stevens che "ha saccheggiato la Fiat".
Prevista e prevedibile l'enunciazione dei condannati eletti in parlamento,
cognome, nome, partito, reato, ogni onorevole accompagnato dal vaffa della
piazza, idem per l'elenco dei giornali che ricevono sovvenzioni statali,
applausi e ringraziamenti alle televisioni libere presenti, tv australiana, Bbc,
Al Jazeera, uppercut alla Rai che ha piazzato, parole di Benito Grillo, un trasmettitore pirata per rubare e rilanciare il
segnale della manifestazione. Poi, avanti gli ospiti, assenti sul palco,
presenti nell'etere libero, Luigi de Magistris ha dueggiato con Grillo, dicendo pure lui che i giornalisti sono servi e
servitori e anche i magistrati, la Clementina Forleo ha aggiunto la propria
adesione, e poi il molleggiato. Massì, Adriano Celentano, ormai dove c'è
un'occasione per la propaganda del cd, San Siro, via Gluck, piazza San Carlo,
Raiuno, eccolo, l'amico dei petrolieri (Moratti, o no?) "ma anche" di
Veltroni e dei verdi, e di Grillo: "La situazione
politica non è buona. Le tasse non verranno diminuite ma azzerate, le pagheremo
direttamente agli editori dei giornali. Ciao Beppe".
Fine del videoclip irresistibile. Il cabarettista Balasso ha attaccato la
Padania: "Se all'edicola fate un rutto vi danno l'inserto culturale di
quel giornale". Si ride, si passeggia, si palpa, si fa la coda per le
firme referendarie che sono simboliche (per termini di legge) "ma non
potranno buttare via due milioni e mezzo di italiani usciti di casa per
firmare. E le ultime elezioni sono state irregolari. Non vi hanno ancora detto
quante sono state le schede nulle e le bianche. Ve lo dico io: 15 milioni di
italiani o si sono rifiutati di votare o non hanno votato per le coalizioni che
si sono presentate. Quindici milioooni!". Strano. A contare anche il
pubblico di piazza San Carlo, di Bologna, di altri quattrocento e passa siti
votati a Grillo la domanda sorge spontanea: ma il 13 e
14 aprile il resto degli italiani da chi era formato? Anche la risposta
verrebbe spontanea, in linea con lo slogan di giornata. Al prossimo V day. Dopo
l'8 settembre e il 25 aprile, si potrebbe provare con il 15 di agosto, il 2 di
novembre, l'8 dicembre e il 25 dicembre. Ai posteri l'ardua sentenza. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Pistoia
"Rispettate la verità" Un appello ai giornalisti dal vicario della
diocesi PISTOIA. "Non siate arrivisti, non siate superficiali; il vostro
unico criterio sia il rispetto della verità. Fatevi guidare dall'etica".
Lo ha detto questa mattina, in un monastero di clausura nel centro storico di
Pistoia, il vicario generale della diocesi, don Paolo Palazzi, a un gruppo di
giornalisti pistoiesi che hanno accolto l'invito di Ucsi Toscana e dell'Ufficio
diocesano per le comunicazioni sociali a partecipare a una messa pensata
proprio per chi opera nei media. è stato il terzo appuntamento mensile e stavolta,
come sottolinea Mauro Banchini, direttore dell'Ufficio comunicazioni sociali, è
casualmente caduto alla vigilia di un appuntamento
particolare come il V2Day di Beppe Grillo
dedicato proprio all'informazione. La messa è stata celebrata dal vicario
Palazzi in sostituzione del vescovo Mansueto Bianchi, attualmente in
convalescenza dopo un'operazione. Il prossimo incontro nella chiesa di clausura
delle suore Salesiane di Pistoia è previsto per venerdì 23 maggio. Nel
convento delle suore Salesiane della "Visitazione", un tempo assai
note per le attività di ricamo, si vive da secoli secondo i canoni di una
clausura assai rigida. Per comunicare con le poche monache oggi presenti, e di
età assai avanzata, esiste tuttora la grata, così come all'ingresso è presente
l'antica ruota. Alle messe con i giornalisti partecipano, nascoste alla vista,
anche le suore di clausura che curano l'animazione liturgica con canti in
gregoriano. Ancora più significativo, in questo ambiente, l'appello finale del
vicario don Palazzi ai giornalisti. "Ogni mattina, prima di uscire di
casa, mettetevi in ascolto, restate qualche minuto in silenzio, pensate a
quella che sarà la vostra giornata e a com'è essenziale la vostra professione,
al vostro dovere di informare con correttezza davanti al diritto dei cittadini
di essere informati sui ciò che accade". Una messa mensile per i
giornalisti viene celebrata anche a Livorno, sempre su iniziativa di Ucsi
Toscana e dell'ufficio comunicazioni sociali. Prossimo appuntamento livornese:
il 4 maggio ore 9,30 nella cappella di Don Bosco. Celebra il vescovo monsignor
Simone Giusti.
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina VIII - Milano
IL FUTURO DEL PD E LE "FUGHE" LEGHISTE IVAN BERNI Considerazioni sul
modo, spesso sbagliato, del centrosinistra di fare i conti con una realtà elettorale
che non corrisponde ai cliché mentali di una cultura politica invecchiata. La
provocazione è utile per sgombrare il campo da un equivoco. Non è vero che la
Lega non ha ideologie. Certamente le ha il suo gruppo dirigente, che predica il
moralismo conformista, nega l'universalità del diritto, la terzietà della
magistratura, la pari dignità sociale delle opzioni sessuali, la conflittualità
fra lavoro e capitale come elemento portante della democrazia. La Lega è di
destra, non può esserci dubbio. Tuttavia questo non impedisce che la votino
elettori in fuga dal centrosinistra e dalla sinistra radicale, che la votino
operai e precari, che sulle sue ricette spicce in materia di sicurezza e i suoi
proclami bellicosi convergano consensi popolari. Quindici anni fa, correva
l'anno 1993, avvenne lo stesso, ma in misura enormemente più ampia. Ricordate?
Alle comunali di primavera, con Formentini candidato sindaco leghista contro
Nando Dalla Chiesa, la Lega ottenne al primo turno oltre il 40 per cento dei
voti in città. Nella storia repubblicana nessun singolo partito aveva mai
raggiunto percentuali di questo genere a Milano. In assenza di concorrenti, e
nel pieno delle inchieste di Tangentopoli, il Carroccio divenne il contenitore
delle proteste e delle speranze. La Lega venne, per così dire, occupata da un
elettorato in ebollizione, deciso a punire i partiti tradizionali dai quali si
era sentito tradito. Allora si disse che la campagna elettorale di Bossi
l'aveva fatta Antonio Di Pietro (allora Pm in toga). Oggi che la Lega a Milano
ha ottenuto il 12 per cento, ovvero meno di un quarto del '93, si dibatte molto
sulle virtù popolari del Carroccio, sul suo saper stare sul territorio, sulla
capacità di interpretare i bisogni reali e le paure degli elettori. Così facendo,
tuttavia, si smarrisce un elemento che, come quindici anni fa, ha contato molto
nel risultato della Lega e, in misura minore, di Di Pietro (oggi in veste di
leader politico): l'antipolitica, o meglio, il disprezzo per la cosiddetta
casta dei politici, giustificato da arroganze, privilegi, ruberie e impunità e
clamorosamente rappresentato in piazza dai Vaffa Day di Beppe Grillo. In
altri termini: la campagna elettorale della Lega, nel 2008, l'ha fatta Beppe Grillo. Bossi e i suoi sono ridiventati, in misura minore ma
consistente, il contenitore di un elettorato nuovamente in ebollizione che -
una volta deciso di andare alle urne e non astenersi - sceglie la Lega per
segnalare la propria profonda insoddisfazione per la politica organizzata
attuale. La conferma di questa analisi sta nella distribuzione del nuovo
voto leghista, nell'omogeneità dei consensi raccolti nelle zone di Milano, dove
si oscilla da 11,9 del centro storico a un massimo del 13 per cento a Quarto
Oggiaro. Segno che il cosiddetto "effetto Rom", ha pesato per uno o
al massimo due punti percentuali e che le ragioni profonde del voto a Bossi
sono altre. Sono ragioni che il Partito democratico deve saper leggere e a cui
può dare una risposta. La stessa carta di nascita del Pd, nel segno della
discontinuità rispetto ai vecchi partiti fondatori, impone di andare a fondo
nella ridefinizione della forma partito, del concetto stesso di partecipazione,
di democrazia e di legame con il territorio. La Lega ha riconquistato appeal
perché, ancora una volta, è apparsa "altra", più vera e più vicina ai
cittadini. Non si tratta di fare del leghismo rosso, del nordismo o di far
proprio il vecchio detto padano "Chi vousa pù sé la vaca l'è sua". Si
tratta di ridare credito e dignità al "fare politica": Lavoro
improbo, ma nobile. E indispensabile.
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina I - Genova Le
divisioni non spengono il secondo V-day organizzato dal comico Grillo, un vaffa tira l'altro la raccolta di firme fa il
pieno IN piazza della Vittoria sette file di persone in coda si allungavano
ieri pomeriggio davanti ai banchetti sotto il sole. I genovesi sono accorsi a mettere la loro firma sotto i tre referendum lanciati dal
comico genovese all'insegna dello slogan "per una informazione
libera", e alle cinque e mezza erano già esauriti i moduli disponibili per
1500 firme. Il V2-day ha funzionato anche se a Genova i meet up di Beppe Grillo si sono spaccati, uno in piazza della Vittoria, l'altro in
piazzale Kennedy. NADIA CAMPINI A PAGINA VII.
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina VII - Genova
Il popolo di Grillo fa il pieno a Genova Le divisioni non
spengono il V-day, 2mila firme raccolte in piazza della Vittoria E c'è chi si
mette in coda anche per firmare contro l'inceneritore NADIA CAMPINI IN piazza
della Vittoria, davanti all'Arco di trionfo, sette file di persone in coda si
allungano davanti ai banchetti sotto il sole. Sono le quattro e mezza del
pomeriggio, dai televisori montati all'aperto Beppe Grillo presenta il secondo V-day e i genovesi corrono a
mettere la loro firma sotto i tre referendum lanciati dal comico genovese
all'insegna dello slogan "per una informazione libera", referendum
che chiedono la cancellazione dell'Ordine dei giornalisti, l'abolizione della
legge sul finanziamento all'editoria e l'eliminazione della legge Gasparri
sulla televisione. Intanto gli organizzatori telefonano freneticamente.
"Stiamo qui fino alle 23, ma fra un'ora al massimo terminiamo i moduli per
le firme - spiega Claudio Parodi, referente del meet up "Il Grillo di Genova" - sono 1500 firme per ognuno dei tre
referendum, un'adesione di questo tipo non ce la aspettavamo proprio e così
adesso stiamo terminando i moduli, ma pare che non ce ne siano più, ci hanno
detto di prendere i nomi, poi vedremo". Il popolo di Beppe
Grillo è anche questo, tutto nasce dal basso, magari
l'organizzazione zoppica un po', ma è la base che si rimbocca le maniche,
decide e fa tutto e i risultati arrivano. "Scrivetelo chiaro - si
raccomanda Alvise Manicardi, tecnico informatico, uno che è andato anche a fare
la posta a Veltroni quando è venuto a Genova per ricordargli che aveva promesso
di non lasciare la poltrona di sindaco di Roma per candidarsi - il meet up è un
forum dove ognuno dice la sua e ognuno porta la sua esperienza, per assurdo
nemmeno lo stesso Beppe Grillo
può intromettersi". L'autofinanziamento si fa con la vendita delle
magliette del V-day e le iniziative vengono portate a conoscenza del pubblico,
soprattutto grazie al passaparola e alla buona volontà. E pazienza poi se a
Genova i seguaci di Grillo si sono spaccati in due
tronconi: in piazzale Kennedy ci sono quelli del meet up 1, il primo nato, dove
c'è anche il banchetto del comitato di Scarpino che raccoglie le firme contro
l'inceneritore, in piazza della Vittoria ci sono quelli del meet up 2, che si
sono staccati dal primo nucleo, dopo che sono comparsi tra gli organizzatori
del meet up persone che si portano dietro marchi di partito, anche se si tratta
del movimento di Di Pietro, Italia dei Valori. "E' proprio su questo che
abbiamo preso strade diverse - dice ancora Parodi - noi siamo per le liste
civiche, loro no, restare nello stesso meet up era impossibile. Peraltro fino
all'ultimo abbiamo provato a dire: ci sono iniziative comuni sulle quali
possiamo lavorare insieme, temi che ci uniscono, ma almeno per questo V2-day
non è stato possibile, ed è un peccato". Ieri mattina così in piazza della
Vittoria ha parlato Christian Abbondanza, della Casadellalegalità e per tutto
il giorno si sono verificate code al banchetto allestito per la raccolta delle
firme, già alle otto e mezza c'era gente, ma la folla è arrivata soprattutto
nel pomeriggio. In fila persone di tutti i tipi, con un tratto comune, la
distanza dal mondo politico. "Sono assolutamente d'accordo con Grillo - dice Rita Pomi, neo-pensionata - magari il
referendum non sarà la soluzione migliore, ma è l'unica alternativa che
abbiamo". "Io sono venuta quando ho scoperto che la multa inflitta
dalla comunità europea per l'occupazione delle frequenze da parte di Rete 4
alla fine ha pagata il ministero delle telecomunicazioni e quindi noi - si
accalora Nadine Maria Mons, artista di origine francese che da anni vive in
Italia - e poi sono furiosa anche per la vicenda Alitalia". In coda per
aspettare di firmare ci sono anche Elena e Gianluca, insegnante ed educatore,
che la pensano allo stesso modo: "Qualsiasi iniziativa che va contro il
lobbismo ci trova d'accordo, è per questo che siamo qui". E Giovanni
Seminati, pensionato, aggiunge: "E' la prima volta che firmo per un
referendum, non l'ho mai fatto, ma mi fido di Beppe Grillo". In piazzale Kennedy intanto ci sono almeno un centinaio
di persone raccolte davanti allo schermo gigante che rimanda le immagini della
piazza di Torino. Grillo
parla dei morti sul lavoro e tutti seguono in silenzio. "Ha ragione lui -
commenta Francesca, studentessa - tutti parlano di sicurezza, ma alla
fine quelli che ci vanno di mezzo sono sempre i lavoratori e gli imprenditori
se la cavano senza danni". E tanti si mettono in coda anche davanti al
banchetto del comitato per Scarpino. "Dall'inizio dell'anno abbiamo già
raccolto 5500 firme contro l'inceneritore - racconta Felice Airoldi, referente
del comitato - il pericolo per Scarpino è sempre dietro l'angolo, e il primo
maggio saremo all'Acquasola per difendere il parco".
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina VII - Genova
Il presidente Attilio Lugli: riformarlo sì, ma abolirlo sarebbe pericoloso
"L'ordine si può cambiare ma tutela chi cerca lavoro" "Guai se
gli editori potessero imporre ai giornalisti ciò che devono scrivere"
"In Liguria l'Ordine dei Giornalisti serve soprattutto ai colleghi che
devono entrare nella professione piuttosto che a tutelare come una casta la
categoria di quelli che già ne fanno parte". Attilio Lugli, presidente
dell'Ordine dei giornalisti della Liguria, spiega perché sarebbe un pericolo
per la libertà di opinione cancellare l'organismo
professionale messo sotto accusa dal referendum di Beppe Grillo.
"Intendiamoci, parlo nel rispetto totale dell'opinione di chi è per
l'abolizione - dice - e non sono certo affezionato alla parola ordine, può
anche chiamarsi associazione, ente, non importa, ma importa che un organismo
professionale continui ad esistere". Perché? "In Liguria, come
anche in altre regioni, l'ordine è servito e serve soprattutto a tutelare
quelli che vogliono accedere alla professione e altrimenti non ci
riuscirebbero. Nei miei dieci anni di presidenza abbiamo iscritto d'ufficio
all'albo professionale un centinaio di colleghi che vivevano esclusivamente di
giornalismo. Se non ci fosse l'Ordine questi colleghi non sarebbero mai
diventati giornalisti, perché a definire chi accede alla categoria sarebbero
solo ed esclusivamente gli editori". A cosa serve ancora l'ordine?
"C'è tutto il problema della deontologia professionale, qui in Liguria
abbiamo cercato di applicare sempre al meglio le regole base che tutelano i
minori, ad intervenire nei casi di dati sensibili riguardo alla salute, e
abbiamo sempre cercato di tutelare al massimo i diritti dei cittadini. Certo,
in questo settore si potrebbe fare di più e meglio, penso ad esempio
all'ipotesi di affidare le decisioni in materia di deontologia professionale ad
una commissione esterna composta da esperti e da giornalisti insieme, ma
sicuramente il problema è sempre stato alla nostra attenzione".
L'obiezione che si sente fare più spesso è: negli altri paesi i giornalisti non
hanno un ordine professionale. "Ma hanno associazioni di categoria molto
forti che svolgono le stesse funzioni. Per questo dico, chiamatelo
associazione, ente, regola, ma l'importante è che uno strumento resista, anche
perché ci va di mezzo la libertà di espressione. Se non esiste un ordine o un'
associazione, il direttore diventa un semplice dirigente dell'azienda
editoriale e l'amministratore delegato può dire al giornalista: scrivi questo o
non scrivere questo e a rimetterci sarebbe la libertà di opinione. " (n.
c.).
( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Prato Grillini in
piazza per il "V-day" Grillini in piazza per il "V-day" Collegamento con Beppe Grillo sotto
il gazebo dei "Grillo
boys" in piazza del Mercato. I fedelissimi di Grillo (nella foto) si sono riuniti ieri per il nuovo "V-day"
dedicato ai giornalisti con un banchino in piazza del Mercato Nuovo. Qui si
raccoglievano le firme a favore di tre referendum per abrogare: la sovvenzione
pubblica della stampa; la legge Gasparri per la quale le emittenze
televisive in Italia appartengono a due soli padroni; l'ordine dei giornalisti.
Al banchino c'era anche il consigliere comunale Aurelio Donzella dell'Italia
dei Valori che ha autenticato le firme.
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina
I - Firenze Grillo Day Tremila persone in fila per
firmare Due-tremila persone in coda per firmare per i referendum dei
"grillini". E' stato il primo giorno del "V-day" numero
due: alle 19 in piazza Santa Croce gli "Amici di Beppe Grillo" avevano
raccolto circa 6.500
firme. Oggi e domani banchini in piazza della Repubblica. SERVIZIO A PAGINA
VII.
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina VII - Firenze
Grillo-day: 3mila persone in coda per firmare Alle 19
le firme raccolte per le richieste di referendum erano 6.500. Un totale di
2-3mila persone ("I conti esatti sono ancora da fare") che hanno
rilasciato le loro generalità. E non era ancora finita. Per tutto il giorno si
sono viste code, davanti al banco dei "grillini" che da ieri fino a
domani raccolgono le firme per chiedere un referendum sull'abolizione dei
contributi pubblici all'editoria, uno sulla cancellazione della legge Gasparri
sulle tv e un altro sull'azzeramento dell'ordine del giornalisti. La raccolta
del "V-day" numero due si è svolta ieri in piazza Santa Croce: banchini per i moduli e uno schermo con collegamento via internet
con Torino, dove Beppe Grillo ha gridato per mezzo pomeriggio
davanti a 40mila persone. Oggi e domani i "grillini" e il consigliere
provinciale verde Luca Ragazzo, che si è impegnato ad autenticare le firme,
spostano invece i banchini in piazza della Repubblica. "E alla fine
di questa tre giorni contiamo di poter ottenere un buon risultato", dice
soddisfatto a nome dei "grillini" fiorentini Andrea Vannini. Molti i
giovani che si sono messi in coda in attesa di poter apporre la firma sui
moduli. Una fila anche di mezz'ora, in qualche momento: "Ma ne vale la
pena, siamo stufi di questi partiti e di questa politica", spiega
Giovanni, trentenne precario. Dopo aver firmato, in molti hanno chiesto gli
"Scec", i buoni sconti da spendere nei negozi convenzionati che
consentono di risparmiare dal 10 al 20 per cento sul prezzo dichiarato della
merce: l'iniziativa di calmierazione dei prezzi che l'associazione degli
"Amici di Beppe Grillo"
ha deciso di introdurre anche nel capoluogo toscano, dopo l'esperienza avviata
a Napoli. (m.v.).
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina VII - Bologna
Grillo, festa e vaffancola contro la stampa C'era chi
firmava per "reagire alla tristezza delle elezioni", chi per
"chiedere una stampa davvero libera", c'era chi stava in fila da
mezz'ora perché aveva "voglia di partecipare", chi si era fatto tutta
la strada da San Giovanni in Persiceto insieme al figlio di 20 anni convinto
che "il futuro è su Internet". Così i fan di Beppe Grillo si sono trovati ieri in lunghe code sotto il portico del Teatro
Comunale per firmare, quasi cinquemila adesioni prima di sera, un appello a
sostegno di tre proposte molto care al loro "leader", in collegamento
dalla piazza di Torino: abolire l'Ordine dei giornalisti, abolire i
finanziamenti pubblici ai giornali, abolire la legge Gasparri sulle
Radio e le Tv. Una festa dai numeri più piccoli rispetto alla marea che inondò
Piazza Maggiore l'8 settembre scorso, per il primo V-Day: circa due mila
persone, molti studenti che frequentavano la piazza come sempre, seduti per
terra insieme ai loro cani. Ma anche tante famiglie con bambini piccoli, per le
quali era stata allestita una coda prioritaria, qualche politico locale, come
il consigliere comunale Serafino D'Onofrio e il presidente di quartiere Carmelo
Adagio, un po' di ecologia, con la raccolta differenziata che regalava lo
scenario di una piazza pulita. Brindando con i calici colmi di Vaffancola,
bevanda inventata dopo il V - day e in vendita nel chiosco insieme alle birre,
gli organizzatori hanno festeggiato quello che giudicano comunque "un
grande successo" urlando il loro "Vaffa" dopo il nome di ogni testata
giornalistica finanziata da fondi pubblici. (e.c.).
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
GAZEBO
IN CORSO ITALIA Gli amici di Grillo a Savona per
celebrare il V-Day 2 A Savona, come in tutte le piazze italiane, ieri si è
svolto il V-Day2, organizzato dagli Amici di Beppe Grillo. Davanti alla
libreria Ubik di corso Italia è stato allestito un gazebo dove sono state raccolte
3300 firme per i tre referendum proposti: l'abolizione dell'ordine dei
giornalisti, la
cancellazione dei contributi pubblici all'editoria e l'abolizione della legge
Gasparri sulla radiotelevisione. \.
( da "Corriere.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
AFFIANCHERÀ L'EURO
IN ESERCIZI CONVENZIONATI A Trento si pagherà con lo "Scec" Ok a
moneta locale dal consiglio comunale, a Napoli è già in circolazione. Beppe Grillo elogiava l'iniziativa L'aquila di San Venceslao TRENTO - L'idea
forse l'hanno rubata a Tremonti che dell'euro voleva i tagli
"piccoli", o forse alla lista "No Euro". Fatto sta che a
Trento potrebbe essere coniata una nuova moneta: lo "Scec, che non
sostituirà, ma affiancherà l'euro con lo scopo di creare un circuito
commerciale locale. Lo ha deciso il Consiglio comunale che ha approvato
un ordine del giorno presentato dall'opposizione di centro destra su proposta
di Flavio Maria Tarolli, dell'Udc. I biglietti, di diverso taglio, potranno
riportare stampata l'aquila di San Venceslao o magari l'effigie di Bernardo
Clesio o Cristoforo Madruzzo. L'ordine del giorno di Tarolli impegna sindaco e
giunta ad attivarsi presso istituzioni pubbliche, associazioni di cittadini,
sindacati, associazioni di categoria, cooperazione, sistema del credito, grande
distribuzione, negozianti per dar vita a un circuito commerciale locale.
BENEFICI ECONOMICI - La moneta locale circolerà naturalmente solo all'interno
di esercizi convenzionati. Il vantaggio per i commercianti e per i clienti
dovrebbe essere quello di far permanere quote di ricchezza sul territorio con
benefici economici per le imprese aderenti e il consolidamento del tessuto
commerciale del centro storico. Ma anche un aumento delle capacità reali di
acquisto delle famiglie, che tramite gli "Scec" avrebbero accesso a
merci scontate e più convenienti. La proposta è stata promossa con 31 sì, 2 no
e un astenuto. MA A NAPOLI - Ma lo "Scec" di Trento nasce falso.
Altro non è che una copia. Infatti, il primo "Scec" è napoletano.
Basta dare un'occhiata al sito www.progettoscec.com con il quale viene diffusa
l'idea dell'associazione onlus Masaniello di usare lo "Scec"
(Solidarietà ChE Cammina), per rilanciare l'economia locale. L'iniziativa è di
un gruppo di commercianti, artigiani, liberi professionisti, privati cittadini
che hanno individuato un problema fondamentale della nostra economia: "la
gestione della moneta è nell'interesse esclusivo delle banche e non dei
cittadini". In pratica dicono che ogni qual volta che acquistiamo nei
grandi supermercati o mettiamo la benzina nella nostra auto, gran parte dei
nostri soldi vengono risucchiati dal nostro mercato per essere trasferiti
oltreoceano o in oriente, mercati oggi preferiti per gli investimenti nei
mercati finanziari.Tutti questi soldi non circolano più sul nostro territorio
che si impoverisce sempre più di moneta, strumento indispensabile per il buon
funzionamento di una qualsiasi economia. Quindi, avendo l'opportunità di
rispendere gli "Scec" incassati, il commerciante che li accetta non
ci perde nulla (neanche lo percentuale di "Scec" accettata) e ci
guadagna un aumento di clienti con relativo incremento di vendite. In attesa
che altri "Scec" nascano, anche Beppe Grillo che ha lodato la loro iniziativa. Nino Luca stampa |.
( da "Tirreno, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
CELENTANO
"Avanti, Beppe io sto con
te" TORINO. "Sono d'accordo con Beppe Grillo. Non
è un antipolitico": lo ha detto Adriano Celentano nel suo messaggio
registrato e diffuso ieri pomeriggio a Torino dal palco del V2-Day.
"Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi - ha affermato il
cantante - per controbattere le falsità che ogni giorno ci propinano.
Stiamo andando incontro alla falsità delle cose. Grillo
non è antipolitico - ha aggiunto Celentano -, anzi vuole dare una mano a chi
dice di abbassare le tasse. Le tasse non solo si abbasseranno, ma saranno
azzerate perché le pagheremo direttamente agli editori dei giornali, liberando
il governo da una infamia. Io sono d'accordo con Beppe
Grillo".
( da "Stampaweb, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
TORINO Una volta le
due piazze erano separate da un muro invalicabile, quelli di corso Traiano nel
'69 e quelli della marcia dei quarantamila, quelli di "Lama non l'ama
nessuno" e i vecchi del Pci del '77. Mondi separati da un confine fisico,
attraversarlo era quasi come varcare la cortina di ferro. Stavolta più che mai
queste due piazze torinesi del 25 aprile - la Liberazione e il V-day di Grillo contro l'informazione - raccontano la stessa Italia,
e gente non così dissimile: inappartenente, liquida, itinerante. Un immenso
ceto medio della delusione. Se sceglie di stare di qua o di là è per lo
spettacolo. Per tutto il pomeriggio eleggono Grillo,
la sera si spostano e vanno a sentire il gruppo rock Marlene Kuntz. È questo
che spiega come mai, alle cinque, piazza San Carlo sia piena, 50 mila persone
almeno, mentre la piazza Castello della Festa della Liberazione è sì popolata
ma con ampi spazi per gruppetti di famigliole a spasso col passeggino,
magliette "partigiano portami via", il cantante dei Marlene Kuntz
Cristiano Godano che può anche permettersi un pisolino. Gli stessi partigiani
si muovono in giù incuriositi dal Grillo's touch, il
tocco di Grillo, modi da santone, accuse meno urlate
che nell'altro V-day, scarpe Tod's nere ai piedi. E così vanno a curiosare.
Walter, ottantaquattrenne torinese, divisione Sergio de Vitis, brigata Campana,
con giacca e il suo bastone sta scendendo da via Roma
perché "sono assai incuriosito da questo signor Grillo". Si ferma davanti alla Fnac, dove c'è un banchetto a
favore del boicottaggio della Fiera del Libro dedicata a Israele. "No, non
firmo", fa educatamente. Beppe inizia assicurando che "non c'è nessuna contrapposizione,
noi siamo i nipoti dei partigiani, i nuovi partigiani". Un tale dal
pubblico protesta. Chiede la parola. Grillo ordina di
farlo passare. È un anziano operaio e sindacalista della Cgil, Ugo Monzeglio,
che a tu per tu lo incalza, "ma perché non riveli se a Roma stai con
Rutelli o Alemanno? Così fai il gioco della destra". Dopo aver abbracciato
Marco Travaglio, accuserà Beppe di non esser stato
fatto salire sul palco: "Io sono venuto in questa piazza anche se sono più
d'accordo con l'altra... perché Grillo è più
spettacolare... diciamo (e fa l'occhiolino) che è berlusconiano!". Ai
banchetti c'è una fila lunghissima, chi raccoglie le firme per i tre referendum
viene chiamato dai meet up "autenticatore", che fa un po' Wolf di Tarantino;
e ci sono un mucchio di autenticatori. Si sono portati da mangiare da casa,
torte con ricotta e spinaci, rustici uovo e pancetta. In pizza Castello nessuno
ti controlla, da Grillo (dove si lotta anche per
abolire l'ordine dei giornalisti) viene controllato il tesserino dell'ordine.
Le bandiere e le scritte dicono qualcosa, non tutto. Più delle parole, contro i
giornalisti servi, le banche, la Fiat. In via Bogino angolo via Maria Vittoria
è comparsa una scritta bizzarra per Torino, "No G8 in Sardigna",
evidentemente non vergata da mano sabauda. Molte sono le bandiere No Tav in
piazza San Carlo, Grillo dice: "Abbassatele, giù,
giù, noi non siamo né di estrema sinistra né di destra". Davanti a Beppe sventola uno stendardo del Fronte Polisario, autentico
modernariato politico. Di qua tante treccine, e giovanissimi, in piazza
Castello più quarantenni, un manifestante in camicia Oxford promette "non
ci sono ancora andato, ma poi per la par condicio faccio un giro. Di là dicono
cose condivisibili ma un po' generiche"... In un video Celentano sibila
ieratico: "Sono d'accordo con te, ma che cazzo vorresti dire esattamente, Grillo?". Eppure ci sono personaggi quasi più
entusiasmanti, per presenza scenica. Il professor Paul Connett, "luminare
dell'Università di New York", attacca il medico del San Raffaele (che Grillo chiama "cancronesi") reo di aver sostenuto
che gli inceneritori hanno un rischio cancro zero. Secondo Connett Veronesi
"should get down on his knees and apologize", dovrebbe chiedere
perdono in ginocchio. Boato della folla. Al che Connett comincia a cantare e
ondulare, "we don't want, in-ce-ne-ri-to-re", come il predicatore
nemico di Daniel Day Lewis nel Petroliere. E la gente gli risponde: in
italiano! Artisti non all'apice della carriera beneficiano del tocco di Grillo, Er Piotta canta davanti a una folla rara per i suoi
concerti, mentre in piazza Castello Eugenio Finardi fatica a scaldare. Frankie
Hi-Nrg, grillista: "Non serve ostendere corpi di partigiani novantenni per
essere difensori del 25 Aprile". Gian Maria Testa, nell'altra piazza:
"Resistenza e morti sono pagine di storia che non si possono cancellare,
non una fiction". Con Grillo c'è Piero Ricca,
quello del puffone a Berlusconi, giacca di velluto marrone godibile, visto il
clima. Di là Eugenio Finardi che suggerisce: "Nell'aria ci sono valori
diversi che trascendono destra e sinistra, il grillismo li intercetta, la
politica oggi è troppo sottile". Già, come il diaframma impercettibile tra
due piazze, Torino, Italia.
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
"Tv e stampa
fasciste, noi i nuovi partigiani" A Torino 50 mila con Grillo,
che attacca anche Napolitano. File per le firme Sul palco Piotta, Caparezza,
Maria Fida Moro. In video Celentano: ci dicono falsità Raccolte migliaia di
firme per i tre referendum in moltissime città italiane PAOLO GRISERI TORINO -
Tutti in fila, di fianco agli altoparlanti e ai bagni Sebac. Tutti in fila per
cancellare con una firma l'Ordine dei giornalisti, i soldi ai giornali dei
partiti e la faccia di Emilio Fede dallo schermo tv. Insieme, naturalmente, a
quelle di Gianni Riotta, Mauro Mazza e Clemente Mimun. Sognando un mondo in cui
"tutti i giornalisti siano liberi come quelli di Al Jazera e della
BBC". Una giornata che è un'invettiva contro "il sistema
dell'informazione" gridata da 50 mila persone sotto il sole di piazza San
Carlo, decine di telecamere e una domanda nel retropalco: "Per passare ci
vuole il pass. Per averlo mostra il tesserino dell'Ordine al banchetto degli
accrediti". Una delle ultime occasioni in cui quel tesserino serve, si
immagina, prima dell'abolizione. Beppe Grillo sceglie
il 25 Aprile per far partire la lunga marcia verso la "liberazione dal
fascismo dell'informazione". A Torino la data infastidisce, i partiti
della sinistra organizzano una contromanifestazione per "difendere i
valori della Resistenza". Con il passare dei giorni alla
contromanifestazione aderiscono importanti personalità della città come Gustavo
Zagrebelsky, Franzo Grande Stevens e Carlo Federico Grosso. Grillo
avverte il pericolo e comincia da qui il suo sermone di apertura: "Oggi i
veri partigiani siamo noi. Dedichiamo questa manifestazione a quelli che
manifestano nell'altra piazza. Noi siamo la naturale continuazione della
battaglia per la libertà combattuta dai nostri nonni". Una scivolata
polemica contro Grande Stevens: "L'avvocato della Fiat finito sotto
processo per l'equity swap, che ora ha scoperto la Resistenza". In realtà
Grande Stevens la Resistenza l'ha scoperta da bambino: "Mio zio Harold -
replica l'avvocato dall'altra piazza - era la voce italiana di Radio
Londra". Nella scaletta saltano alcuni appuntamenti come quello con il gip
Clementina Forleo. C'è invece il collegamento video con il pm Luigi De
Magistris e, poco dopo, compare sul maxischermo un telepredicatore di chiara
fama come Adriano Celentano: "Non so bene di che cosa vi voglia parlare
oggi Grillo ma un po' lo so. Bisogna fare qualcosa
prima che sia troppo tardi per controbattere le falsità che ci propinano. Io
sono con Grillo, non è antipolitico". La folla va
in tripudio. Il nocciolo del messaggio del V2-day sono gli attacchi al sistema
dell'informazione, "ai giornalisti servi del potere dei partiti. Pensate
se in America Obama vincesse le elezioni e avesse la Fox, la Abc e gli altri
network". Dunque va "abolita la legge Gasparri e va mandata subito
sul satellite Rete 4. Altrimenti la Ue ci darà una multa da 330 milioni di euro
che pagheremo noi contribuenti per poter vedere Fede tutte le sere". Va
abolito l'Ordine "perché non possiamo vivere in un paese del passato e
tutti dobbiamo essere liberi di scrivere, senza ordini". Infine va abolito
il finanziamento pubblico dei giornali "perché io voglio poter comperare
un giornale pagato dai lettori e non dai partiti". Ognuna di queste linee
programmatiche è condita da una congrua dose di "Vaffa". Il rito
collettivo prevede che vengano mandati a quel paese in coro i principali
giornalisti televisivi e tutti i quotidiani senza distinzione tra testate
grandi e piccole, di destra centro e sinistra. Grillo
officia e la folla esegue. Ma si capisce che il tema della libertà di
informazione è troppo specifico per poter occupare l'intera giornata. Così c'è
il tempo per qualche invettiva contro Berlusconi ("testa d'asfalto")
e Veltroni ("topo gigio") e un attacco frontale al Presidente della
Repubblica definito "Morfeo Napolitano, perché dorme, dorme, poi si
sveglia e monita", perché "dovrebbe essere il presidente degli
italiani e non dei partiti". Napolitano è accusato di "aver
consentito che si votasse con una legge illegittima facendo slittare di un anno
il referendum elettorale. Così adesso abbiamo eletto il Parlamento con la
vecchia legge e il prossimo anno potremo modificarla con un referendum. Che è
come mettersi il preservativo dopo aver trombato". La giornata
dell'invettiva prosegue intervallata dalle esibizioni musicali dei Blau Grana,
di Caparezza e Piotta. Ma sul calar della sera, prima della conclusione di
Maria Fida Moro, il senso del V2-Day cambia improvvisamente. Tocca a Marco
Travaglio cambiare il segno politico dello show smontando, tra gli applausi,
alcuni passaggi dell'invettiva di apertura di Grillo:
"La nostra battaglia - dice il cronista torinese - non è contro questo o
quel giornalista. Per mandarlo a quel paese non c'è bisogno di venire qui:
possiamo farlo a casa tutte le sere. La nostra battaglia è contro il sistema
dell'informazione che relega i giornalisti bravi nelle retrovie e consegna i
programmi di prima serata ai personaggi preferiti dai partiti". Per questo
"dei tre referendum, quello di gran lunga più importante è quello che
propone di abolire la legge Gasparri". "Dobbiamo imparare a
distinguere - conclude Travaglio - perché la nostra battaglia sia vincente. Per
questo vi dico, imparate ad amare la buona informazione e i giornali che la
fanno". Così il tiro a segno contro chiunque impugni un microfono o un
taccuino diventa la battaglia, più politica, per modificare il sistema
dell'informazione. Una battaglia che Grillo ha
lanciato da Torino collegato con centinaia di banchetti per la raccolta delle
firme nelle principali città italiane: "La nostra festa di liberazione comincia
oggi".
( da "Repubblica, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Falco e passero
L'esponente leghista avverte Berlusconi: noi responsabili fino alle 15 di
lunedì, poi la Lega alzerà la voce Roberto e il tandem a rischio con Letta
"Troppo diversi? Ma se siamo pappa e ciccia" Non mi vogliono le
colombe di Forza Italia? Mi viene da ridere. Io so fare il falco, la colomba e
perfino il passero FRANCESCO BEI ROMA - Roberto Calderoli, lei si è fatto una
fama come estremista. Ora si è messo a fare il moderato. Verità o illusione
ottica? "Ai voi interessa soltanto il Calderoli "smoderato", ma
quando in Senato si è trattato di far andare avanti le cose ho dimostrato che
io le cose le faccio andare: smetto la "smoderazione" per l'interesse
di tutti". Adesso dice: basta con gli scontri. Sembra di sentire il Capo
dello Stato... "Guardi, io non condivido niente di
quello che dice Beppe Grillo, ma francamente un bel
"vaffa" ci vorrebbe se i problemi che ha l'Italia non venissero
affrontati, tutti insieme, maggioranza e opposizione". è un appello al Pd?
"Anche a casa mia. Se si va a Roma solo per la cadrega, è meglio non
andarci". Bossi sembra Pannella: sui ministri leghisti si appella
al "rispetto della parola data" con Berlusconi. "La differenza è
che Bossi parla a nome di milioni di persone, persone che poi
s'incazzano". Oggi Bossi incontrerà il Cavaliere? "Sì, per il
problema dei rifiuti a Napoli". Parleranno anche del governo? "Penso
di sì, anche perché non si vincono elezioni per niente. Un'analisi del Censis
chiarisce bene chi ha vinto". E voi leghisti avete vinto forse un po'
troppo per Berlusconi. Che ha preso a bacchettarvi... "Noi abbiamo
dimostrato il nostro senso di responsabilità tacendo, perché oggi ci sono in
ballo interessi che vanno oltre. Ma alle 15 di lunedì si chiude il ballottaggio
su Roma e si torna a far politica sugli interessi del Nord e del Paese. A
proposito di Roma...". Dica... "Mi spiace di aver accolto la
richiesta di Berlusconi di non presentare il nostro simbolo nel Centro e nel
Sud. Questa volta i voti li avremmo presi anche lì". Berlusconi promette
"sorprese", sembra voler percorrere la strada di Sarkozy cercando
Ichino, Montezemolo... "Vediamo cosa ci propone. Il bello di quando fai un
governo è che poi devi ottenere la fiducia dal Parlamento". E se ci
fossero nomi strani? "Noi ci auguriamo che di queste "sorprese"
Berlusconi ci parli prima di arrivare in Parlamento". Intanto sembra
essere in forse il suo ruolo da vicepremier. "Io posso fare anche il
soldato semplice, però sono stato eletto in tante circoscrizioni perché la
gente mi ha votato. E chi riceve un mandato dal popolo deve essere accettato
comunque, come dice la signora Lario". Veronica Lario che si scopre
leghista vi ha stupito? "Se non fosse così perché Berlusconi, uno che ha
tutto, l'avrebbe sposata? Perché è fuori dagli schemi, ragiona con la sua
testa". Dicono che siano le colombe forziste a non volerla vicepremier.
"è da ridere. Io ho dimostrato di saper fare il falco, la colomba, qualche
volta persino il passero". Dicono che sia Gianni Letta a non volerla
"Letta ed io siamo fatti di pasta diversa, ma l'obiettivo è lo stesso. Io
gli sono stato seduto accanto in Consiglio dei ministri e ho cercato di
imparare da lui il mestiere. è bravo, persino troppo. è una zucca che va
coltivata" Però ce l'ha con lei. "Rappresentiamo due sistemi in antitesi,
ma quando siamo stati al governo insieme eravamo culo e camicia. Poi magari lui
s'incazza per delle mie espressioni, ma queste ci portano quel consenso che
serve al cambiamento".
( da "Repubblica.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
ECCO una bella sfida
per la nuova stagione della politica italiana: riprendersi questa piazza che Beppe Grillo riempie ma non merita, e non solo perché, in piena crisi
artistica, non riesce più nemmeno a fare ridere. Il punto è che Grillo, per galleggiare nel malumore,
ormai deve spararla sempre più grossa. E infatti, in questa escalation, ieri è
diventato un altro di quegli irresponsabili italiani che di tanto in tanto
vorrebbero riprendere e continuare il lavoro feroce dei partigiani -
"ah se solo avessimo più cuore e più coglioni" - scambiando la
tragedia della guerra civile con le gag da Bagaglino: "Siamo noi la nuova
Resistenza". Grillo attacca i giornali perché non
scrivono quel che vuole lui e come vuole lui. Come tutti i demagoghi italiani,
vorrebbe abbattere la stampa Crede di essere una somma di Totò e del professor
Sartori, uno che prende drammaticamente sul serio la propria scienza politica E
come tanti altri anche Grillo attacca i giornali
perché non scrivono quel che vuole lui e come vuole lui: "Pennivendoli di
regime". E sogna un capo dello Stato meno "Morfeo" e dunque più
decisionista, purché ovviamente nel consiglio di reggenza di questo virile presidenzialismo
ci sia lui, Beppe Grillo. Grillo non lo sa, ma il giornalismo, che come tutti i
demagoghi italiani anch'egli vorrebbe abbattere, serve anche a mostrare la
realtà che sta dietro il dito dell'inaudito. E dunque a segnalare che ieri a
Torino la piazza era, come sempre in Italia, molto migliore di lui, nel senso
che il malumore del suo "pubblico" non è solo l'umore andato a male
di Grillo. E non soltanto perché lì, in mezzo a quei
cinquantamila, c'è anche tanta gente che vorrebbe ancora divertirsi a vederlo
recitare; gente che - dicono al Sud - lo "buffonia", lo prende in
giro, gli fa credere d'esser lì per la sua sapienza politologica e invece è lì
soltanto perché in piazza San Carlo non si paga il biglietto. Insomma alcuni -
quanti? - dei suoi fans sono "portoghesi" che sperano di ridere
gratis partecipando a uno spettacolo di comicità. E nessuno li comprende meglio
di noi che, pur di sentire cantare Ventiquattromila baci o Azzurro, siamo
disposti a "buffoniare" Celentano. È così anche per Grillo. L'importante è che, tra una stupidaggine e l'altra
di filosofia etica, ci faccia ridere e magari anche ghignare con i suoi lazzi,
le sue pernacchie, la sua strumentazione di comico. Abbiamo un rapporto
speciale con i comici, noi italiani. Molti di loro ci hanno insegnato trucchi e
scorciatoie di grande intelligenza. Abbiamo imparato molte più cose da Totò che
non da Gramsci. Totò, con il suo "vota Antonio, vota Antonio", ci
diceva per esempio che la campagna elettorale dei suoi tempi somigliava già ad
un canovaccio da commedia dell'arte. Ma nient'altro Totò sapeva e voleva e
poteva fare. Questo Grillo invece crede di essere una
somma di Totò e del professore Sartori, una specie di Sartori totoizzato, uno
che prende drammaticamente sul serio la propria scienza politica. E invece
tutto può fare Grillo tranne che saltare la propria
ombra, che rimane l'ombra di un comico (in crisi). Nella rabbia dell'Italia
giustamente insoddisfatta della politica, Beppe Grillo è dunque la carnevalata. I suoi sberleffi, le sue
parolacce, le sue linguacce sono i coriandoli di piazza. E si capisce che
"mandare a fare in culo" possa apparire più piccante che partecipare
a una celebrazione - rituale per quanto solenne - della Resistenza. Aggiungiamo
adesso, senza alcuna reticenza, che in quella piazza ieri c'erano umori che non
solo non si identificano con gli schizzi di bile nera di Grillo,
ma sono, in parte, anche umori nostri. In tutti i movimenti - direbbe Alberoni
- c'è chi fa cassa. Da Masaniello a Canepa a Bossi a Grillo...
c'è sempre qualcuno che diventa l'espressione sgangherata di malumori forti e
legittimi. E la buona politica dovrebbe calarsi dentro di essi; per tirare
fuori, ad esempio, il buon umore dal malumore dei produttori del Nord che
stanno con Bossi perché si sentono ipertassati e non protetti. Così tra i
piazzaioli di Grillo ci sono professionisti, docenti,
giovani e giovanissimi che coltivano buoni sentimenti e disagio, e magari in
qualche caso sono il meglio della gioventù, quella che non trova espressione
nei codici della politica e va dunque a cercare un detonatore o un pantografo
che percepisca e ingrandisca il segnale. Due parole infine sulla lotta di
liberazione contro i giornali che sarebbero fascisti, fogli di regime eccetera
eccetera: roba per il vaffa. Tutti vedono che i giornali italiani sono un
esempio di caotico pluralismo che produce più informazione di quanta si possa
raccogliere e metabolizzare. Insomma in Italia c'è una sovrapproduzione di
informazione che, in menti sciagurate e mediocri, produce ingorghi alluvionali.
I casi sono due: o Grillo non riesce ad infilarsi in
questo gorgo oppure, lì dentro, si ingolfa la sua intelligenza. Vogliamo dire
che Grillo scambia per prepotenza d'altri la propria
incapacità di capire che la realtà è l'insieme di centinaia di punti di vista.
Nulla di nuovo e nulla di grave, anche perché i giornalisti non sono sacri.
L'importante è non attaccare il diritto degli altri a ficcare il naso nella
realtà. Se dunque non gli piacciono i mille giornali che lo raccontano in mille
modi, tutti diversi da come egli vede se stesso, Grillo
faccia lui un giornale che gli somigli di più, che sia specchio del suo
narcisismo: un giornale che canta, insulta e sputa in aria. (26 aprile 2008.
( da "Corriere Alto Adige" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-04-26 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE L'altra manifestazione La mobilitazione anti-giornalisti Per Grillo oltre 500 firme BOLZANO - Alla fine della giornata erano 520 le
persone si erano recate a firmare i tre referendum proposti da Beppe Grillo. Quasi tutti hanno sottoscritto tutti i tre quesiti: abolizione
dell'ordine dei giornalisti, della legge Gasparri sul sistema radiotelevisivo e
dei finanziamenti pubblici all'editoria. I responsabili del meet-up di
Bolzano di Beppe Grillo erano
soddisfatti, ma ammettono che avrebbero potuto fare meglio. "L'8 settembre
2007 le firme erano state 1000 - spiega Mirko De Giuli - e sarebbero state
molte di più se avessimo avuto più moduli. Allora però era un sabato di mercato
e questa zona della città era piena di gente. E poi era più semplice perché
ogni persona doveva firmare un modulo solo. Oggi è il primo giorno di un ponte
e i negozi sono chiusi, in giro c'è meno gente. Abbiamo anche pensato che forse
avremmo dovuto mettere spostarci alla fiera, del tempo libero. Comunque il
numero è alto per Bolzano: ringraziamo tutti quelli che sono venuti a firmare
". Il meet-up di Bolzano di Beppe Grillo è cambiato rispetto al settembre 2007. Alcuni di
quelli che c'erano quel giorno non sono tornati e altri si sono aggiunti. Anche
i firmatari sono cambiati. "Durante la mattina sono venute a firmare
moltissime persone da fuori provincia - spiega De Giuli - probabilmente
turisti. Dopo pranzo sono arrivati i bolzanini, molti sotto i 35 anni".
Nel pomeriggio accanto ai "grillini" sono spuntati alcuni attivisti
del comitato "No Bbt" che si oppone alla linea ferroviaria ad alta
velocità fra Verona e Monaco. Damiano Vezzosi In fila "Grillini" al
gazebo.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-04-26 - pag: 19 autore: Il V2-day contro
la stampa. A Torino 40mila in piazza Grillo: giornalisti camerieri Riccardo
Ferrazza ROMA Per la seconda edizione del suo "Vaffa day", incentrato
sulla "libera informazione in un libero Stato", Beppe Grillo ha portato ieri in piazza san Carlo a Torino 40mila persone.
"Centomila, se la questura ci aiuta" ha azzardato il comico genovese
che ha comunque stravinto la gara dei numeri con l'altro evento in
città: la celebrazione del 25 aprile. Nessuna antagonismo, però.
"Dedichiamo questa manifestazione – ha detto il blogger più seguito
d'Italia appena salito sul palco – a coloro che stanno manifestando nell'altra
piazza: noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori,
di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione
più libera o quasi". L'iniziativa del "V-day 2"serviva per
lanciare in 450 piazze di tutta Italia la raccolta di firme su tre referendum
per cambiare "un'informazione degna di Ceausescu e di Pol Pot":
abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria, abolizione dell'ordine dei
giornalisti ("Siamo gli unici al mondo ad avere un ordine dei giornalisti
fondato nel 1925 da Mussolini per tenerli in braghe di tela"), abolizione
della legge Gasparri. La norma varata dal governo di centro-destra per Grillo è, infatti, "un affronto alla democrazia e alla
libertà": fa sì che Berlusconi possa avere "in un Paese civile tre
televisioni, 20 giornali ed essere presidente del Consiglio. Non esiste al
mondo". "Pensate – ha aggiunto Grillo – se
Obama da presidente fosse anche il proprietario della Fox, della Abc e di altre
televisioni". Ma è tutto il sistema dell'informazione che va rivisto:
"Siamo stufi – è lo sfogo del comico – che nei giornali e nelle tivù
comandino banche, Confindustria, che dicono ai giornalisti quello che devono
fare o scrivere. Telefonano alla sera per dare le scalette". Ce ne è pure
per i giornalisti: "Sono dei camerieri, dei servi, dei servetti ". E
dal palco saluti solo per le "televisioni libere": Al Jazeera, Cnn,
Bbc e la tivù australiana. Grillo, è la replica del
segretario Fnsi, Franco Siddi, "non confonda i cialtroni che ci sono in
tutte le professioni con le migliaia di giornalisti che in frontiera e con
sacrificio lavorano assicurando il massimo di correttezza nell'informare i
cittadini". Anche il presidente della Repubblica è finito nel mirino del
comico-blogger: "Napolitano –ha detto nel suo monologo – dovrebbe essere
il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti. I partiti non ci
sono più. Morfeo Napolitano dorme, fa il pisolino, poi esce e monita. Il
referendum elettorale andava fatto prima, non dopo le elezioni". Blogger. Beppe Grillo sul palco di piazza
san Carlo a Torino ANSA.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-04-26 - pag: 19 autore: I diversi volti
di un 25 aprile post-elettorale (con qualche disagio) A ll'indomani delle
elezioni che hanno cambiato la scena politica, abbiamo avuto non uno, ma
diversi 25 aprile. Uno, alquanto grottesco, è quello di Beppe Grillo che si è dichiarato "erede dei partigiani " e ne ha
avute per tutti, a cominciare dal Quirinale, secondo un copione piuttosto prevedibile.
Un altro, istituzionale, ha visto come protagonista proprio Napolitano, che ha
trovato il tono giusto nel rappresentare l'unità della nazione. Il suo
25 aprile sfugge alla trappola della retorica ed esplora significati più
profondi. Come quando invita a "raccontare la Resistenza, coltivarne la
storia, senza sottacere nulla, smitizzare quel che c'è da smitizzare, ma
tenendo fermo un limite invalicabile rispetto a qualsiasi forma di denigrazione
o svalutazione di quel moto di riscossa e riscatto nazionale". Dove si
avverte il desiderio di rendere attuale il 25 aprile come festa di popolo, al
di là delle eterne polemiche. "Raccontare la Resistenza... smitizzare quel
che c'è da smitizzare...". Sembra quasi che il Capo dello Stato abbia in
mente i libri scomodi di Giampaolo Pansa, l'esigenza di scrivere la storia
separandola dalle passioni politiche.Al tempo stesso,si sente l'insistenza sul
punto cruciale: la lotta per la libertà, quel "moto di riscossa e riscatto
nazionale", rappresenta ancor oggi una cornice in cui tutte le forze
dell'Italia repubblicana possono riconoscersi con serenità. Infine abbiamo
visto un terzo 25 aprile. Ed è quello delle contumelie, delle piccole o grandi
intolleranze. Come i fischi che hanno accolto a Genova il cardinale Bagnasco. O
le inverosimili contestazioni, a Roma, ai fratelli Terracina, ex deportati,
svillaneggiati in quanto ebrei da gente che era in piazza a
"festeggiare" la Liberazione. O il sindaco di Alghero in Sardegna,
esponente di Forza Italia, che vieta alla banda di intonare "Bella
ciao". E poi i soliti monumenti imbrattati, le solite scritte oltraggiose.
è come se esistesse un'Italia ormai minoritaria e marginale che non si rassegna
e che riprende fiato ogni 25 aprile. Sullo sfondo c'è la polemica che si trascina
ormai da quattordici anni, cioè da quando Berlusconi e il centro-destra colsero
la prima delle loro tre vittorie. Il tema è l'assenza– salvo eccezioni – dei
rappresentanti di quello schieramento dalle celebrazioni. Ogni anno se ne
riparla, con il sottinteso che Berlusconi e i suoi sono affetti da
cripto-fascismo. In realtà, il passare degli anni e i dati elettorali più
recenti consiglierebbero di voltare pagina. Come ha detto con saggezza il
ministro della Difesa Arturo Parisi, "la politica non può essere solo
lotta di parte", magari come conseguenza di un "rilassamento
morale". Tuttavia si avverte di nuovo nella sinistra e persino nel Partito
democratico la tentazione di usare il 25 aprile per affermare una sorta di
rivincita e ribadire una forma di superiorità sugli "altri". è una
forma di frustrazione post-elettorale, a cui non si sottrae (e la cosa
stupisce) lo stesso Veltroni. Sorprendente la sua polemica con Berlusconi che
avrebbe scelto proprio il 25 aprile per ricevere a casa sua l'editore Ciarrapico,eletto
nel Pdl e –come è noto – alquanto "nostalgico". Dal capo
dell'opposizione si vorrebbero sentire argomenti più seri. Tanto più che
Berlusconi è stato abile nel diffondere una dichiarazione inattaccabile sul 25
aprile. Piena adesione ai valori di fondo, senza dimenticare i giovani che
combatterono a Salò, gli esuli istrianodalmati e il muro di Berlino. Molto
istituzionale, come si conviene al prossimo premier. Non troppo dissimile,
nella sostanza, dall'analisi di Napolitano. www.ilsole24ore.com Online "Il
Punto" di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli La sobrietà di
Napolitano, gli episodi di intolleranza. E una polemica di Veltroni.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-04-26 - pag: 13 autore: I blog?
Portano notizie di Luca De Biase N oi siamo i media. Giornalismo dei cittadini.
Informazione partecipata. Sono alcune delle parole d'ordine originarie del
mondo dei blog: si sono diffuse quando, qualche anno fa, i diari personali
online sono diventati un consapevole fenomeno sociale. Nel tempo, l'apporto dei
blog all'informazione è cresciuto in modo significativo. Ma l'opportunità
offerta da internet all'ecosistema dell'informazione appare ancora lontana
dall'essere colta pienamente. La manifestazione di protesta contro il sistema
dell'informazione organizzata ieri dal movimento di Beppe Grillo ha
tratto una parte significativa della sua legittimità proprio dall'avere, nel
tempo, costruito un sistema di raccolta e diffusione di notizie alternativo a
quello dell'editoria tradizionale. E molto del valore riconosciuto dai più
attivi utenti della rete italiana a coloro che fanno blog di informazione è
proprio legato alla loro capacità di aprire orizzonti nuovi per la
circolazione delle notizie. IlproblemadelblogdiGrilloeventualmen-tederivadalladecisionediutilizzarelasuapo-polaritàperpassaredall'informazioneall'azio-nepo
itica. Ilcheloportaadoverattraversare lapaludedellepiccoleegrandipolemicheche
ogni iniziativa del genere si attira in Italia: lo strumento d'informazione
diventa strumento di potere agli occhi di chi si sente in concorrenza per le
stesse risorse politiche. Il che attiva una forma di microconflittualità
paralizzante. Si assiste a una dinamica simile anche tra i blog meno noti di
quello di Grillo. Basta una classifica che registri
alcuni indicatori ritenuti capaci di valutare la rilevanza dei blog per scatenare,
da alcuni, vere e proprie campagne di marketing per scalare le posizioni e, da
altri, aspre polemiche distruttive sul sistema dei blog: il che a sua volta
frena le iniziative che richiedono collaborazione volontaria per un progetto
informativo comune. L'antropologia della rete è una scienza sociale in piena
crescita. L'ecologia dell'informazione è ai suoi primi vagiti. La
consapevolezza delle valenze etiche di chi si occupa a qualunque titolo di
media, partecipati o tradizionali, è una storia antica che non cessa di
svilupparsi. Ma resta l'impressione che, al momento, la società stia usando una
minima parte del potenziale di informazioni che la rete potrebbe generare. E
d'altra parte, passare da un'attitudine gerarchica e passiva nei confronti dei
media a un atteggiamento aperto e attivo non è uno sforzo culturale da poco. Se
ne uscirà – se se ne uscirà – sviluppando una relazione simbiotica tra media
tradizionali e nuovi media. Nella quale professionisti e volontari si pongano
al servizio dell'informazione di qualità. In nome di quello che ritengono sia
la convivenza civile. lucadebiase.nova100.ilsole24ore.com I NUOVI GIORNALI I
diari personali sono diventati un veicolo d'informazione, ma al momento stiamo
usando solo una minima parte del potenziale disponibile.
( da "Riformista, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Piazza le adesioni ai
referendum non valgono, ma gli adepti non lo sanno Firme inutili e magliette
vendute a 10 euro Torino. In piazza San Carlo, cuore borghese e sabaudo di
Torino, fin dal mattino la gente si mette diligentemente in fila per firmare ai
banchetti del V2 Day. "Sai che stai firmando un foglio senza
valore?". Il giovane in t-shirt bianca di Emergency, jeans e occhiali da
sole non ha dubbi: "E chi lo dice che non serve?". "Una legge
dello Stato", osiamo azzardare. "Beh, io non la conosco questa legge
e se Grillo ha organizzato tutto questo vuol dire che
le firme valgono. Non è mica scemo, no?". No, in effetti non lo è. È
furbo. Anche troppo, per le anime facilmente impressionabili di questi cultori
dell'assalto alla casta accorsi in massa, che vogliono distruggere partiti e
giornali a colpi di blog e Internet stabilendo la dittatura soft della Rete.
Lui è il loro guru, non importa che li spinga a firmare fogli di carta con
valore legale pari a quello di un volantino dell'Esselunga. Beppe Grillo,
sentendo i discorsi della gente mano a mano che la piazza si riempiva, è il Ron
Hubbard del qualunquismo, plasma le menti dei suoi grillini come Dianetics
rincoglionisce e rende schiavi i suoi adepti: la logica, d'altronde, è la
stessa. Ovvero, radere al suolo e incendiare la realtà per traslare il
malcontento in cavalcata di massa verso un mondo migliore e possibile dove
tutto gravita attorno in un caso alle potenzialità infinite della mente (e del
denaro) e nell'altro al certificato penale. Attraverso Beppe
Grillo ci si libera dal male, è una sorta di catarsi
mistica, una chiesa pentecostale che impone manifestazioni come quella di ieri
in nome della presunta superiorità morale verso politici (in testa il vilipeso
"Morfeo Napolitano", alla faccia del codice penale tanto caro a Grillo, ma anche il sindaco Sergio Chiamparino - "Se ci
fosse la libertà di informazione, tutti saprebbero qual è il livello
intellettuale del vostro sindaco" - e Piero Fassino e Anna Serafini) e
"topi di fogna", ovvero i giornalisti come graziosamente li ha
definiti Grillo sul suo blog. Inutile negare
l'evidenza: quando alle 15.15 il V2-Day ha avuto inizio, Piazza San Carlo era
piena. Piena davvero. Brutto segno quando così tanta gente accorre per compiere
un'abluzione di massa nel veleno, nell'odio, nell'insulto: "Quel che
prepara così bene gli uomini moderni al dominio totalitario è estraniazione che
da esperienza al limite è diventata un'esperienza quotidiana delle masse".
Quando Hannah Arendt scrisse queste parole in Le origini del totalitarismo si rapportava
a tragedie epocali come nazismo e stalinismo ma a ben guardare la differenza
con il filo conduttore della grande farsa di Piazza San Carlo pare labile,
difficilmente distinguibile. Non a caso in prima fila sotto il palco
sventolavano quattro bandiere "No Tav": la logica del "no
tutto" qui ha la sua patria. Alle 15.35 giunge l'ora del grande mattatore.
In Piazza Castello, dove Consiglio regionale del Piemonte, Anpi, intellettuali
e semplici cittadini festeggiavano il loro 25 aprile in maniera sobria, senza
"vaffanculo" di massa ad ogni nome scandito dei politici pregiudicati
eletti in Parlamento e improperi di vario genere, regnava un clima irreale: i
volti delle persone, poco più di 600 alle 15.30, tradivano lo scoramento e la
preoccupazione per un uomo che chiamava "servo del potere" chiunque
volesse annullare le sue schede, le stesse che in base alla legge 352 del 1970,
articolo 31, non hanno valore in partenza. La gente pende dalle sue labbra
quando chiama "camerieri" i giornalisti o annuncia i collegamenti con
Luigi de Magistris e Adriano Celentano oppure ancora conferma l'assenza di
quella "grande donna" di Clementina Forleo. Poi la lista dello
scandalo, ovvero i nomi del finanziamento pubblico testata per testata
accompagnato dal solito "vaffa..." della piazza: "Giuliano
Ferrara - definito "un container di rifiuti tossico-nocivi", ndr - ha
dovuto sospendere la sua operazione politica perché nelle piazze c'era la vera
democrazia". Evviva. Arriva poi il turno del Riformista : ci aspettavamo
chissà quale chiosa visto il nostro titolo di apertura di ieri e invece nulla.
Cifra stanziata, un bel "vaffa" rituale e poi si passa ad altra
testata. "Ma la Rete li farà fuori tutti lo stesso", sentenzia Beppe Grillo invocando l'abolizione
dell'Ordine dei giornalisti. Sarà vero. Certamente i suoi 40 mila partecipanti
hanno messo il silenziatore alle poche anime di piazza Castello ma nella lotta
in nome della verità per ora ha perso lui, che ha truffato qualche decina di
migliaia di ingenui facendo loro firmare un foglio di carta straccia. Vendendo
in compenso tante belle magliettine celebrative "io c'ero" a 10 euro
l'una. Mauro Bottarelli 26/04/2008.
( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Astrit Dakli Chi ama
molto le folle non ama altrettanto, pare, la libertà di informazione: forse non
è proprio una regola, ma un fenomeno sgradevolmente comune sì. Ieri ne hanno reso contemporanea testimonianza due personaggi
abissalmente lontani come Vladimir Putin e Beppe Grillo: il
primo, spingendo una legge che consentirà la chiusura d'autorità, ipso facto,
dei media "che diffondono notizie false"; il secondo, usando il 25
aprile per chiedere, via referendum, il soffocamento dei giornali che non
vivono di pubblicità commerciale. Di Grillo e
del suo V2 day, rivolto contro un sistema dell'informazione "che va bene
per Pol Pot e Ceausescu", si è già parlato tanto e non occorre tornarci sopra
qui. Della nuova legge di Putin - presentata da un deputato del suo partito a
pochi giorni dal famigerato scoop sul divorzio del leader russo - basta dire
che essa allarga a diffamazione e calunnia quanto già previsto da un'altra
legge (la cosiddetta legge anti-estremismo, varata fra molte polemiche l'anno
scorso) nel caso una testata pubblichi articoli che esaltino odio razziale,
violenza politica, terrorismo e simili: se l'"errore" si ripete più
volte nell'arco di dodici mesi, scatta la chiusura d'autorità. La misura,
sostiene il deputato Shlegel, servirà a proteggere le vittime di diffamazione e
calunnia, costrette ad attendere tempi lunghissimi per i processi e a subire
con ciò un danno irrimediabile - proprio come la società nel suo insieme verrebbe
"protetta" con efficacia immediata, senza attendere interminabili
processi, dalla legge anti-estremismo: la quale però è servita finora solo a
rendere molto più difficile l'accesso ai media da parte dei partiti e dei
movimenti politici ostili al Cremlino e per questo accusati, anche solo
informalmente, di "estremismo". Ora diventerà molto più difficile
pubblicare qualunque notizia sgradita: non occorrono processi e condanne, basta
la paura.
( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
In decine di
migliaia a Torino per il V-day2 contro il mondo dell'informazione. Il comico
genovese mette in unico calderone il Sole24ore, Libero e il manifesto mentre
parla delle notizie che i giornali e le tv non danno: le atomiche ad Aviano, il
no alla Tav in val di Susa, quello alla base Usa di Vicenza, il caso Bianzino.
Il pubblico? Di sinistra e pronto a dire in coro "vaffanculo" Andrea Fabozzi Inviato a Torino Ieri pomeriggio Beppe Grillo ha riempito piazza San Carlo, a Torino, per il suo secondo
Vaffanculo Day questa volta dedicato all'informazione. Centoventimila persone,
ha detto, lo hanno ascoltato per cinque ore e molte di più si sono messe in
fila per firmare i tre referendum - abolizione dell'ordine dei giornalisti,
abolizione del finanziamento pubblico ai giornali e abolizione della legge
Gasparri - proposti dal comico genovese. Tante firme, purtroppo inutili perché
raccolte fuori dai termini previsti dalla legge. E adesso cominciamo. Il primo
vaffanculo ce lo siamo persi perché impegnati a litigare con un bodyguard di Grillo con una sua idea della libertà di stampa. Poco male.
Ne sono piovuti a centinaia. D'improvviso è estate a Torino. L'ombra del
cavallo di bronzo basta per pochi e in piazza San Carlo ci sono scene da
concertone rock. Ragazze e ragazzi sudati e stretti stretti, acqua dalle
bottiglie, le magliette quando ci sono sono quelle del primo maggio a San
Giovanni. Meno buoni sentimenti. Più vaffanculo: hanno recuperato er Piotta,
dovrebbero rivalutare Marco Masini. Alle 16.04 proviamo cosa significa essere
sfanculati da una piazza enorme. Grillo recita un
elenco dei giornali che ricevono un finanziamento pubblico. Il manifesto è a
metà classifica, nella stessa lista del Sole 24 ore, di Libero e del Foglio.
Per ognuno sale un enorme vaffanculo. Anche per noi. Registriamo, poi sul palco
accade qualcosa di strano. Grillo all black con microfono
alla guancia trotterella in tondo e racconta che solo la televisione tedesca ha
detto che in Italia, nelle basi di Ghedi e Aviano, ci sono nascoste le bombe
atomiche americane. Ha dovuto farsi tradurre il programma. Eppure ci sembrava
di aver già letto questa notizia. Salgono sul palco protagonisti secondo Grillo censurati da tutti i giornali, fantasmi ma a noi non
sembra. Sono quelli di Vicenza del No dal Molin, della Val di Susa dei No Tav.
I giornalisti "topi di fogna", ha fatto in tempo a scrivere sul suo
blog prima dello spettacolo, li ignorano. Sarà. Sale sul palco anche la vedova
di Aldo Bianzino, ucciso nel carcere di Capanne. Altra storia nascosta da tutti
gli organi di informazione, assicura Grillo, dai
giornalisti che magari non sono proprio come Emilio Fede "faccia di
culo", Giuliano Ferrara "contenitore di rifiuti tossici nocivi"
o Gianni Riotta "sottospecie umana, verme". Ma certo sono tutti
"paraculi". Quando scende dal palco la signora Roberta Radici, vedova
Bianzino, e le diciamo che siamo del manifesto, ci abbraccia. E quelli di
Vicenza e della Val di Susa ci spiegano che avevano poco tempo, tre minuti, che
l'avrebbero detto volentieri che certo l'informazione non è tutta uguale. E
adesso perdonate l'adrenalina. Epperò provate a farvi sfanculare voi da
cinquantamila persone in coro. Ricominciamo. Beppe Grillo ha attaccato il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano perché "dorme, fa il pisolino, dovrebbe essere il presidente
degli italiani non dei partiti". Ha stracciato la concorrenza di piazza
Castello dove cantava inutilmente Finardi alla celebrazione ufficiale del 25
aprile. Ha detto che "siamo noi i nuovi partigiani della libera
informazione". Ha riconosciuto che le firme per i referendum sono raccolte
fuori dai termini di legge, ma ha già dato la colpa a "qualche
costituzionalista, alla corte Costituzionale" che sicuramente
"troverà qualche espediente legale". Ha preso per il culo Berlusconi,
Fassino, Veltroni, D'Alema, Prodi, Gasparri, ha detto che dei politici non
gliene frega un cazzo. Ha detto che mettendo insieme cinque milioni di schede
non valide più il 20% che non è andato a votare "alle elezioni siamo stati
il terzo partito". Noi ne abbiamo interrogati venti in mezzo alla piazza
che non significa niente tra le decine di migliaia ma avevano tutti votato per
la Sinistra arcobaleno o per il Pd. Si è collegato in video Luigi de Magistris,
il magistrato di Catanzaro che ha già tanti guai per le sue indagini, ha detto
che "ci sono troppi magistrati e troppi giornalisti servi del
potere". Voleva venire Clementina Forleo. Non è venuta. Ha mandato un
filmato Adriano Celentano con sottofondo della sua "La situazione non è
buona" come a dire "Grillo, arrivi
secondo". E' arrivata Maria Fida Moro vestita di rosso ma non è riuscita a
dire "vaffanculo". Ha detto "quella parola che usate voi che
inizia per v". Grillo si è cambiato. Ha tolto la
maglietta e ha messo la camicia. Ancora nera. Ha offerto da bere e da mangiare
ai giornalisti, sotto il palco. La piazza era piena di torinesi. Perché i
meetup che gonfiano la popolarità di Grillo sono
rimasti nella città a raccogliere le firme per i referendum. Torinesi tutti
all'opposizione di Berlusconi, "testa d'asfalto" ripetono con Grillo. Diffidenti verso la politica ma capaci di organizzare
liste civiche in molte città. Ostili con i giornali e i giornalisti, ma
fiduciosi nella democrazia di internet e ignari di Gianroberto Casaleggio,
curatore dei blog e gran suggeritore dello sbarco nella rete di Grillo, al suo posto nel retro palco. Era uno dei due in
giacca e cravatta. L'altro era Roberto Vassalle, avvocato con studio a Modena,
le scarpe lucide, le iniziali sulla camicia e l'abito grigio. Ha parlato con
voce bassa. Per dieci minuti, di sofferenze bancarie e bond argentini, delle
truffe di Intesa-San Paolo e degli inganni del Monte Paschi. Stava per
andarsene, si allungavano già le ombre, qualcuno si distraeva. Ma è tornato
indietro. "E adesso lanciamo il nostro grido di battaglia", ha detto.
Poi ha effettivamente gridato: "Abi, l'associazione delle banche
italiane". Vaffanculo, ha gridato la piazza. E poi, Vassalle: "Mario
Draghi, governatore della Banca d'Italia". Un vaffanculo ancora più forte
ha infilato i portici e fatto tremare gli specchi e i Martini del caffè San
Carlo. La serata ruffiana e borghese di Torino era già iniziata.
( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
I fischi
all'arcivescovo, il corteo che canta Bella ciao in solidarietà al divieto di
Alghero, i grillini che si dividono tra dipietristi e antidipietristi. E
Agnoletto che consegna al presidente della Repubblica i testi delle
requisitorie al processo di Bolzaneto A. F. Genova Genova Le facce del corteo
indetto dall'Assemblea permanente antifascista che arrivate a piazza De Ferrari
in mattinata da Caricamento riprendono il cammino perché "oggi c'è bisogno
di manifestare"; gli anziani che affollano via XX Settembre per vedere il
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e applaudirlo anche se il
presidente arriva e riparte in auto dopo essersi raccolto in meditazione
davanti alle lapidi dei caduti; contestazione all'arcivescovo Arnaldo Bagnasco
che entra a Palazzo Ducale ad ascoltare la commemorazione presidenziale e
Vittorio Agnoletto che finalmente consegna la requisitoria del processo di
Bolzaneto nelle mani del presidente ricevendo un "ne sono al
corrente". Non c'è che dire, quest'anno il 25 aprile genovese è stato
piuttosto movimentato. Si è partiti in mattinata col corteo antifascista:
qualche centinaio di persone che sfilano al grido di "lotta di
classe", "resistenza ora e sempre" e urlano slogan anticlericali
in attesa della visita papale. Nel pomeriggio, l'orchestra filarmonica sestrese
impegnata negli ultimi accordi prima del corteo ufficiale mescolava le sue note
con quelle acide del MeetUp2 di Beppe Grillo che
raccoglieva firme poco lontano in occasione del V-Day dedicato
all'informazione. Tutto ciò a piazza della Vittoria, in dissenso con altri
grillini accusati di essere troppo vicini a Di Pietro e raccolti a piazza
Kennedy. Alle tre precise ecco il corteo ufficiale del 25 aprile con le
migliori voci di associazioni e forum cittadini riunite per cantare Bella Ciao
a squarciagola alla faccia del sindaco di Alghero che l'ha vietata nelle
celebrazioni comunali. La intonano davanti alle lapidi dei partigiani caduti
sotto il Ponte Monumentale, 1863 caduti, come rimarcherà il presidente della
Repubblica. Intanto sfilano i gonfaloni e autorità. Quando il corteo ormai
aveva raggiunto piazza De Ferrari, dove per l'occasione l'acqua delle fontane è
stata colorata di rosso e verde effetto tricolore, Napolitano arrivava sotto il
Ponte monumentale ad ascoltare il testo della resa dei nazisti ai partigiani
genovesi e quello della medaglia al valor militare data alla città di Genova
per la resistenza dal 9 settembre '43 al 25 aprile '45. Quasi in contemporanea
alcuni genovesi tra la folla di piazza Matteotti hanno fischiato il presidente
della Cei e arcivescovo di Genova Arnaldo Bagnasco con un buuu e un "vai
via" coperto dagli applausi di altri. Una contestazione che qualche mese
fa probabilmente avrebbe fatto più clamore e invece viene stigmatizzata solo da
Pierferdinando Casini e Beppe Fioroni. Infine nella
Sala del Maggior consiglio di Palazzo Ducale l'europarlamentare Vittorio
Agnoletto portavoce del Genoa Sociale Forum ai tempi del G8 è riuscito a
consegnare al presidente la requisitoria dei pm al processo Bolzaneto: "Mi
ha detto che non può far nulla dal punto di vista processuale, ma che si farà
carico della nostra richiesta di verità e giustizia". Uscendo nuovamente
in piazza Matteotti, campeggia uno striscione "Dell'Utri attento, fischia
il vento".
( da "Manifesto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Duemila persone raccolgono
l'invito del comitato che difende i valori della Liberazione Resistenti in
festa a piazza Castello Torino Parlare di numeri è inutile. Il confronto con Piazza san Carlo dove Beppe Grillo ha
radunato alcune decine di migliaia di persone, non tiene. Qui a piazza
Castello, a duecento metri dal palco sul quale il comico genovese si esibisce,
non più di duemila persone hanno risposto all'appello rivolto dal comitato per
la difesa dei valori della Resistenza e della Costituzione per celebrare il 25
aprile. E nonostante fino a giovedì si siano sprecati gli appelli a non
considerare le due manifestazioni contrapposte, basta poco a capire che non
tutti, a piazza Castello, la pensano così. "La festa della Liberazione è
quella dove ci sono i comandanti partigiani, le medaglie", dice ad esempio
il vicepresidente del consiglio regionale del Piemonte, Roberto Placido, tra
gli organizzatori della manifestazione. Che insiste: "Sono due
manifestazioni distinte e distanti" spiega. "Quella di Grillo è una manifestazione politica polemica, la nostra è
una manifestazione istituzionale, di riflessione e di ricordo. Sul palco
insieme ai partigiani e al medagliere dell'Anpi si sono alternati gli studenti
che hanno letto brani della resistenza. C'è stato un passaggio ideale di
consegne tra partigiani e giovani generazioni". In mattinata, durante una
commemorazione al cimitero, anche il vicepresidente della sezione torinese
dell'Anpi Enzo Montalenti aveva preso le distanze dal comico: "Questo
dovrebbe essere un giorno per la memoria - aveva spiegato Montalenti - ma la
politica prende a uso e consumo le date che le servono. Grillo?
Poteva proprio scegliere un altro giorno". All'iniziativa del Comitato
hanno aderito, tra gli altri, anche Gustavo Zagrebelsky, Guido Nepi Modona, Franco
Grande Stevens e Carlo Federico Grosso.
( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-26 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Il V2-day In 50 mila a Torino contro "la casta dei
giornalisti". L'Ordine: noi da rafforzare, non da abolire Grillo: "Non sia il Presidente dei partiti"
"Oggi i partigiani siamo noi. Il Cavaliere? Una salma riesumata dal
Pd" TORINO - Il partigiano Johnny andrà bene per quelli di piazza Castello
che sono ancora fermi a Fenoglio e ai brani sulla Resistenza, "oggi i
partigiani siamo noi!" annunciano dal palco di piazza San Carlo Caparezza
e Er Piotta, piccoli maestri rap, mentre si levano migliaia di dita a
"V" in segno gioioso di vittoria e vaffanculo e sventolano le
bandiere dei no Tav, no agli inceneritori, no alla base Usa di Vicenza, no ai
grattacieli, l'unico "sì" è alla legge Merlin perché tanto "le
vere puttane stanno in Parlamento ", informa un cartello. Benvenuti al
"V2-Day" contro "il fascismo dell'informazione", un pienone
di 40-50 mila persone per la questura e 120-140 mila
secondo Beppe Grillo, che appare alle 16 e non
tradisce le attese, "siamo noi la continuazione dei nostri nonni!".
Anzi, per l'occasione aggiorna il repertorio alle "elezioni
incostituzionali" e al Quirinale, "abbiamo un presidente della
Repubblica, Morfeo Napolitano, che dorme! Poi esce e monita! Dovrebbe
essere il presidente degli italiani, non dei partiti. Non ci sono più, i
partiti ". Ovazioni, si può entrare nel tema della giornata, i tre
referendum per l'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, del finanziamento
pubblico all'editoria e della legge Gasparri, in migliaia stanno in coda per
firmare anche se le firme potrebbero non essere valide perché raccolte prima
dell' 8 maggio, "ma noi faremo ricorso! ". Grillo
saluta "Bbc, Cnn, la tv australiana, al Jazeera", insomma le
"televisioni libere" di contro ai "camerieri servi"
italiani. Grida "vaffanculo a tutti i giornali " attaccando "la
casta dei giornalisti " e il loro Ordine "voluto da Mussolini nel
'25". Da Roma il presidente Lorenzo Del Boca fa sapere a Grillo che "l'Ordine è nato nel 1963 da un'apposita
legge " e che "andrebbe rafforzato, invece che abolito, per essere
più incisivo nel far rispettare la deontologia". Curiosamente nel
backstage di Grillo, sorvegliatissimo da bodyguard, i
giornalisti possono entrare solo se accreditati e con la tessera dell'Ordine,
mentre nell'altra piazza basta un saluto e via. Arrivano i messaggi video di
Celentano e de Magistris, parlano Travaglio e Maria Fida Moro. E Grillo ne ha per tutti. Per Berlusconi, "una salma
riesumata dal Pd" cui la Gasparri permette di avere "tre tv, giornali
ed essere premier: un affronto alla libertà ". Per "la mafia delle
banche". Pure per il sindaco Pd Chiamparino, reo d'aver detto che il
"V2-Day" non c'entra col 25 aprile, "ci fosse libertà
d'informazione, tutti saprebbero qual è il suo livello intellettuale".
Dev'essere lo stesso di chi, in piazza Castello, sta celebrando la Liberazione.
Poche migliaia di persone, Grillo ha drenato il
pubblico. "I nostri vecchi non l'hanno presa bene, né accettiamo che i no Tav
si dicano "partigiani"", spiegano quelli del "Comitato
Resistenza Colle del Lys". La voce arrochita e raccolta di Gianmaria Testa
si congeda con Bella ciao, dietro il palco il cantautore sospira: "Siamo
qui perché qualcuno ha sputato sangue, se lo dimentichiamo siamo fregati. Penso
che Grillo abbia fatto male a scegliere il 25 aprile.
La Liberazione corre abbastanza pericoli di per sé. Ammettiamo che abbia tutte
le ragioni del mondo e sia un nuovo profeta, benissimo: però lo fai il 26 o il
24. Questa è la nostra festa, conta esserci: far sapere a chi vuol riscrivere
la storia che non si può fare. Aveva ragione Primo Levi: considerate che questo
è stato. Il resto è politica dell'immediato che può aspettare un giorno".
Vera Schiavazzi Gian Guido Vecchi GUARDA il video sul V2-Day su www.corriere.it
Sul palco Beppe Grillo a
Torino.
( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-26 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Il "Riformista" e i kilowatt "Consuma troppa energia
Faccia vedere la bolletta" MILANO - Il Riformista chiede
di vedere la bolletta della luce di Beppe Grillo:
"Un uccellino ci ha raccontato che consuma come dodici famiglie
italiane". Il Riformista dice di non crederci e per questo vorrebbe che
l'attore rendesse pubblica la sua bolletta. Comunque sia, secondo la
fonte-uccellino, per il comico bisogna moltiplicare per dodici i 3.000
kilowattora l'anno consumati in media da ogni famiglia italiana. Il corsivo del
" Riformista".
( da "Corriere della Sera" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-26 num: - pag: 1 autore: di e categoria: REDAZIONALE A Torino Gli attacchi
di Grillo: 50 mila in
piazza VERA SCHIAVAZZI GIAN GUIDO VECCHI TORINO - Almeno 50 mila persone,
secondo la Questura, hanno partecipato a Torino al "V2-Day"
organizzato da Beppe Grillo "contro il fascismo
dell'informazione". "Oggi i partigiani siamo noi". A
PAGINA 3.
( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Di MAURO EVANGELISTI
ROMA - "Andiamo a vincere per la Roma del futuro. Dall'altra parte non c'è
il nuovo, c'è il vecchio del vecchio Msi". Francesco Rutelli ha terminato
la sua campagna elettorale con un comizio appassionato, camicia bianca e
cravatta blu, tono concitato e incalzante di fronte ai cittadini che erano
accorsi sotto il palco di Tor Pignattara. Addio all'impermeabile chiaro che lo
aveva accompagnato in questi ultimi giorni, addio al fair play e ai toni
pacati. Il gioco si è fatto duro, fino alla fine. E ieri Rutelli, candidato a
sindaco del centro sinistra non ha giocato in difesa, ma all'attacco, senza
togliere la gamba nei contrasti, come si direbbe con una metafora calcistica. A
Tor Pignattara, quartiere popolare di Roma, ha ricordato che di lì aveva cominciato
la sua campagna elettorale e lì la stava terminando. Ha insistito molto su temi
legati alla Liberazione, all'antifascismo, all'orgoglio di Roma. Francesco
Rutelli, ha confermato uno stile più popolare e meno vellutato nelle ultime ore
che hanno preceduto il dibattito su Canale 5 con Gianni Alemanno. E nel
discorso di chiusura, con al fianco il candidato alla presidenza della
Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, ma anche Patrizia Sentinelli, leader
romana della Sinistra Arcobaleno, Rutelli ha inanellato alcune frasi molto
forti, anche ruvide. Ha puntato il dito contro le forze che sostengono il suo
avversario in questo ballottaggio: "Negli anni 90 c'era chi parlava di
Roma ladrona ora queste persone ci sono ancora e si sono coalizzate. Non si
deve lasciare la città nelle mani di chi ha tendenze post-fasciste. Per questo
chiediamo a tutti i Romani di andare al voto, ringraziando gli altri candidati
sindaco del primo turno che mi hanno garantito il loro appoggio. Rispettiamo
chi non si è schierato, come la Lista Amici di Beppe Grillo". In sintesi: difendiamo Roma dai leghisti. E difendiamo
Roma dalla destra, tanto che Rutelli ha anche aggiunto: "I nostri
avversari si presentano come il nuovo. Ma cosa c'è di nuovo? Sono il vecchio
del vecchio del vecchio Msi, di Storace, di Alemanno e di Rauti".
Con lui, in questa serata finale, c'erano anche alcuni artisti: Marina Rei,
Simone Cristicchi e Luca Barbarossa. Artisti romani, quasi a ribadire un'altra
delle linee guida degli ultimi colpi d'ala di campagna elettorale: rilanciare
l'orgoglio romano. Ancora Rutelli: "Roma non è la città dipinta da questa
destra, non è cupa e rancorosa, è la città che si apre al mondo, che guarda al
futuro, e la Capitale d'Italia, orgogliosa, degna, forte, libera e democratica.
Andiamo a vincere le elezioni e a governare in modo nuovo e forte la capitale
d'Italia. Nostra è Roma e di tutto il cento per cento di romani. Se sarò eletto
sindaco - ha aggiunto - li rappresenterò tutti questi romani, senza odi e
rancori. Noi siamo la Roma della pace, del rispetto, della civiltà e della
tolleranza. E la sicurezza è un tema della sinistra, non della destra". La
lunga giornata di Francesco Rutelli era cominciata molto presto, con la
partecipazione a Uno Mattina dove non solo aveva sollevato i dubbi, che hanno
poi alimentato una dura polemica, su "alcuni recenti casi di
cronaca", ma aveva anche ricordato il suo impegno per la casa,
"problema importante quanto quello della sicurezza". Poi, la
cerimonia per la Liberazione all'Altare della Patria, la partecipazione al
corteo organizzato dall'Anpi. Qui ha parlato del valore del 25 aprile: "È
la festa di chi ha capito che c'era una parte in quei giorni del 1945 ed è
quella che è stata celebrata dal presidente della Repubblica, con le
onorificenze che sono state date alle vittime delle atrocità naziste e a quelli
che hanno permesso a tutti noi oggi di percorrere con libertà queste strade e
di avere anche idee politiche diverse. Se avessero prevalso gli altri non ci
sarebbe la democrazia". Infine, la deposizione di un cuscino di fiori
sotto la lapide di don Pietro Pappagallo, il sacerdote antifascista che morì
nell'eccidio delle Fosse Ardeatine e che ispirò Roberto Rossellini per il film
Roma città aperta.
( da "Messaggero, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Dal nostro inviato MICHELE
CONCINA TORINO La politica è stremata, ma anche l'antipolitica, forse, comincia
a mostrare qualche acciacco. "Mi aspettavo qualcosa di più", si
lascia sfuggire dal palco l'uomo in camiciola nera. Anche se poco dopo
corregge: "Siamo più di centomila, questa piazza non è mai stata così
affollata dal dopoguerra". In realtà la capienza di piazza San Carlo,
splendido salotto di Torino, non supera i 40-45 mila corpi umani. L'uomo in camiciola nera, Beppe Grillo, è
stato capace ieri di riempirla, e di tenerla avvinta per quattro ore; ma non ha
ripetuto l'exploit del settembre scorso, a Bologna, quando il primo dei suoi
ôvaffa-dayö aveva radunato davvero centomila persone. Le facce sono in gran
parte giovani. Striscioni e cartelli, concentrati per lo più sul
bersaglio indicato dal comico-tribuno genovese per il secondo v-day:
l'informazione. "Sapere è potere", "Libera informazione in
libero Stato", e così via. I musicisti chiamati a coprire i minuti d'avvio
ûBlaugrana, Caparezza, er Piotta- si sbrigano a lasciare il palco al
protagonista. E questi, già dalle prime parole, si affretta a lanciare un ponte
verso piazza Castello, poco più in là, dove una folla più rada e più anziana
celebra l'anniversario della Liberazione. "Noi qui siamo la naturale
continuazione dei nostri nonni, di quelli che hanno dato la vita per fare
un'Italia libera. Se avessimo un decimo del loro cuore, del loro coraggio, e un
centesimo dei loro coglioni sapremmo finire il loro lavoro". Chissà se
apprezzano, i nonni in questione; ma si sa che le mobilitazioni di Grillo sono come le interviste della Santanché, a
sorvegliare il lessico non si bada più di tanto. Degli otto mesi trascorsi dal
primo raduno, Grillo traccia un bilancio positivo,
perché "da allora cinque partiti non ci sono più". Lancia frecciate a
Giorgio Napolitano: "Dovrebbe essere il presidente degli italiani, non dei
partiti". Dopodiché, elenca uno a uno i 16 membri delle nuove Camere che
hanno condanne definitive, e per ciascuno dalla piazza parte un "vaffanculo".
Stessa scansione, poco dopo, per la lista dei giornali che ricevono
finanziamenti pubblici. E di nuovo, verso la fine dell'intervento ôpoliticoö,
messaggi concilianti verso l'altra piazza: "Noi dobbiamo combattere contro
un fascismo nuovo, un fascismo che ti sorride, che ti prende in giro". Non
c'è solo nichilismo sarcastico, però, nel grillismo. Mentre avanza il
pomeriggio, fra un collegamento con le ôsueö piazze e un video-messaggio di
Celentano, il comico si sforza di introdurre e celebrare esempi ôpositiviö, dal
magistrato Luigi De Magistris all'ingegnere Fiat che fra i primi inventò un
motore ecologico, e che nessuno si era mai filato; dall'avvocato in guerra
contro gli spacciatori di bond fasulli al giornalista di provincia che fa
informazione su YouTube. Poi i movimenti che si oppongono a questo e a quello,
ai Tav, agli inceneritori. Tutto un mondo che ha perso il suo principale punto
di riferimento politico con il disastro elettorale della Sinistra Arcobaleno. E
che magari ne cercherà un altro nel grillismo, attratto da un linguaggio
comunque meno polveroso, e da una capacità di mobilitazione per ora innegabile.
Ieri, in Italia, c'erano tavolini in oltre 450 piazze, a raccogliere firme per
i tre referendum con cui il comico vorrebbe correggere le storture dell'informazione.
Vale la pena di notare, in ogni caso, che ieri l'applauso più fragoroso non
l'ha incassato Grillo ma un giornalista, Marco
Travaglio. Che invocava: "Continuate a voler bene all'informazione,
difendete i giornalisti che si sforzano di farla come si deve".
( da "Messaggero, Il (Latina)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Michele Forte, si
affidano domani e lunedì, per il ballottaggio, al giudizio degli elettori. Ieri
sera Sandro Bartolomeo ha rivolto l'ultimo appello agli elettori in piazza xxxxxx
Sul palco con lui c'erano il neo senatore del Pd, Raffaele Ranucci, e il
candidato a sindaco uscito al primo turno, Maurizio Tallerini, che si è poi
schierato con il candidato del Partito democratico. Sul fronte opposto, a
sostenere Michele Forte, è arrivato il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini
che ha invitato gli elettori formiani a votare "l'uomo giusto". Nel
primo turno Michele Forte, sostenuto da quattro liste di centrodestra, ottenne
11.404 voti (43,7%), mentre Sandro Bartolomeo, appoggiato da sei liste di
centrosinistra e civiche, ebbe 9.777 voti (37,5%). Tra le due coalizioni sono
circa tremila i voti di differenza, a vantaggio di quella di centrodestra. E
c'è la caccia ai voti degli elettori che il 13 e 14 aprile sostennero gli altri
quattro candidati sindaco poi esclusi. Quelli di Maurizio Tallerini si
divideranno tra Bartolomeo e Forte. Il direttivo del movimento di Nicola
Limongi, pur non schierandosi ufficialmente, ha ribadito di "non
condividere metodi e scelte" dello schieramento di centrosinistra. Gli
"Amici di Beppe Grillo"
hanno deciso "di non appoggiare alcun candidato sindaco perché nessuno di
loro ha recepito il nostro messaggio di cambiamento", ma il loro leader
Adriano Albano annuncia che darà il proprio sostegno a Michele Forte "dal
quale c'è stata un'apertura su alcuni aspetti importanti del nostro
programma". Infine, i comunisti di Luigi Scipione non appoggiano
nessuno, ma è difficile ipotizzare un loro voto a destra. Gionti a pag. 39.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Ione del 25 aprile a
Perugia. Avvistata perfino una bandiera con la scritta "Giovani
socialisti". ***** Liberazione/2. Al secondo "Vaffa day",
incollato al televisore che emetteva, in piazza della Repubblica a Perugia, le giaculatorie di Beppe Grillo,
avvistato il Pdci di lotta e di governo Fabio Faina inusitatamente con t-shirt
rossa, ma soprattutto con cappellino verde. Miroballo (Lega Nord Umbria)
spiazzato. ***** Da una sacra delibera della giunta di Perugia. Per andare a
caccia dei soldi del Puc (piano complesso per il recupero urbanistico),
non si esclude il ricorso a consulenze esterne mirate. Visto l'ultimo bilancio
e la nuova Irpef comunale, se ne sentiva proprio il bisogno.
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Di ANDREA FERRETTI
Una calda giornata di sole ha caratterizzato il 25 aprile di turisti (centinaia
presenti ieri in città) e ascolani che si sono riversati in massa lungo la
costa e, nel rispetto di una tradizione sempre più radicata, soprattutto a
colle San Marco. Gran lavoro quindi per i vigili urbani che hanno dislocato
trenta uomini sul pianoro preso d'assalto da auto, scooter e campeggiatori.
Almeno cinquemila i ragazzi che hanno aderito al tradizionale appuntamento
nella grande "tendopoli". Musica e balli per tutta la notte e i
soliti ingorghi ieri pomeriggio per le colonne di auto che scendevano dal
colle. Non è stata però solo la giornata di scampagnate fuori porta e
divertimento ma anche quella dedicata alla commemorazione dei Caduti. La
giornata è iniziata infatti con la deposizione delle corone davanti al palazzo
del Governo in piazza Simonetti e, subito dopo, al monumento ai Caduti di
piazza Roma. Lì si sono date appuntamento autorità civili e militari che si
sono poi trasferite a San Marco per rinnovare il rito presso il Sacrario ai
Caduti dove si è svolta pure la messa. Nell'occasione, come da tradizione,
hanno preso la parola il presidente dell'Anpi di Ascoli, Tito Alessandrini, che
ha lasciato poi il microfono al sindaco Piero Celani e quindi al presidente
della Provincia Massimo Rossi. Tutti gli interventi hanno sottolineato
l'impegno a voler trasmettere alle nuove generazioni l'esempio della
Costituzione come peraltro ricordato dal presidente della Repubblica
Napolitano. E non sono mancate le polemiche. Il sindaco Celani ha raggiunto San
Marco dopo aver superato indenne la protesta dei residenti di via Cellini
(passaggio obbligato...) i quali, continuando a chiedere disperatamente il
ripristino del doppio senso di marcia, lungo la strada gli hanno fatto trovare
cartelli del tipo "la strada della vergogna" e "sbagliare è
umano, perseverare è diabolico". Il primo cittadino nel suo intervento ha
ricordato come ancora oggi nel mondo la democrazia sia in forte pericolo.
Probabile il riferimento alla questione Cina-Tibet. Tra i presenti Pietro
Colonnella, Luciano Agostini, gli assessori Francesco Viscione e Achille
Marcucci ed alcuni consiglieri comunali. Imprevisto, ma molto apprezzato,
l'intervento di Anna Rita Ancona, segretaria della Cgil-pensionati. Al termine
alcuni ragazzi hanno intonato il classico "Bella ciao". A regolare
traffico e sosta (auto incolonnate fino al bivio per Carpineto!) ci hanno
pensato i vigili urbani che hanno dovuto fare autentici salti mortali. Per le
emergenze, invece, presso la Foresteria sono stati allestiti una tenda della
Protezione civile ed un "posto medico avanzato" che ha ovviato al
problematico arrivo di un'ambulanza. Tornando in città, dopo il raduno dei
podisti che hanno risposto all'appello della "Comodo Sport", in
piazza del Popolo (ma anche a San Marco) hanno preso posto i gracchianti gazebo
del "V2 Day" di Beppe Grillo per
la raccolta di iscrizioni e di firme per l'abolizione dell'Ordine dei
giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri.
Gli appassionati di trekking ed escursioni, infine, hanno festeggiato il 25
aprile rispondendo agli appelli di "Passeggiate di primavera" (con
partenza dalla Fortezza) e del Cai che ha organizzato un'escursione
sulla Montagna dei Fiori con pranzo al Rifugio Paci.
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
La foto) per il
secondo V-Day. Davanti a 40 mila persone il comico ha ricordato al Presidente
Napolitano, lanciando una sfida, la necessità di rappresentare tutti gli
italiani: "Il Colle non sia solo la casa dei partiti".
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
CRONACA 26-04-2008
PROTESTA PER LA LIBERA INFORMAZIONE Anche a Parma il secondo "V-day" di Beppe Grillo II Sempre e comunque contro. E'
stato questo lo spirito del secondo "V Day", indetto da Beppe Grillo, dopo quello dell'8 settembre scorso a Bologna, con l'appoggio
dei gruppi ad esso collegati. "Scegliere come data del raduno proprio il
giorno della Liberazione, non è una provocazione ma una scelta dettata da
motivazioni ben precise", spiega Marco Bagnozzi, della sezione di
Parma degli "Amici di Beppe Grillo".
"Come il 25 aprile 1945 l'Italia è stata liberata dai nazisti, così
speriamo che il 25 aprile 2008 segni la liberazione dell'informazione, che deve
essere il più possibile libera". Il cuore della manifestazione, è stato a
Torino, da dove Beppe Grillo,
che i simpatizzanti del suo movimento definiscono solo un megafono in grado di
amplificare ideali condivisi e non un leader, ha tenuto il suo comizio. Nel
resto d'Italia, così come a Parma, gli aderenti al suo movimento, che in città
sono circa 400, hanno raccolto firme per richiedere un referendum
costituzionale a favore di un'informazione libera e democratica, a detta loro,
assente nel nostro paese. Tre i punti principali per i quale il
"partito-non partito" di Grillo si sta
battendo: abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico
all'editoria e della legge Gasparri. "Solo in questo modo crediamo sia
possibile garantire il pluralismo e la libera espressione di pensiero ",
continua Marco Bagnozzi, dal banchetto installato in via Mazzini. "Al
giorno d'oggi, solamente la Rete è veramente democratica ". Via Mazzini La
raccolta delle firme.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
PRIMO PIANO
26-04-2008 V2-DAY BAGNO DI FOLLA A TORINO. IL COMICO ATTACCA BERLUSCONI, NAPOLITANO E I GIORNALISTI Grillo show: "Siamo noi la Resistenza" TORINO II Un bagno di
folla per Beppe Grillo nel Vaffa2-Day dedicato alla
"libera informazione". Cinquantamila persone sotto un sole estivo (e
150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno gremito piazza San Carlo a
Torino, come nelle più riuscite manifestazioni sindacali. Molti meno i
presenti nella vicina piazza Castello, dove si sono tenuti concerti e letture
per la festa della Liberazione promossa dal Comitato per l'affermazione dei
valori della Resistenza. Salendo sul palco, il comico genovese ha voluto unire
con un filo le due piazze e i due periodi storici: "Abbracciamo e
ringraziamo ha detto Grillo coloro che ci hanno
permesso di essere oggi qui su questo palco. Grazie ai partigiani di 63 anni
fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera informazione." . Nel
mirino del comico genovese, l'informazione, ma nei primi minuti del suo
monologo i bersagli sono stati il presidente della Repubblica e Silvio
Berlusconi. "Napolitano ha detto dovrebbe essere il presidente degli
italiani e non il presidente dei partiti. Morfeo Napolitano dorme, fa il
pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale andava fatto prima, non
dopo le elezioni". E, riferendosi al nuovo presidente del Consiglio, ha
urlato: "Pensate se Obama da presidente fosse anche il proprietario della
Fox, della Abc e di altre televisioni". Ogni affondo di Grillo
è stato sottolineato da un'ovazione, che rimbombava anche nelle vie adiacenti
la piazza. "Siamo tanti, 100 mila, se ...la questura ci aiuta". Il
comico ha salutato con entusiasmo solo quelle che lui definisce le
"televisioni libere": Al Jazeera, Cnn, Bbc, la tivù
australiana". è di nuovo ritornato sulla presenza degli inquisiti in
Parlamento ("Sono 70 pregiudicati senza che nessuno abbia saputo niente
", ha detto mentre scorrevano i loro nomi su uno schermo) e sul dramma
delle morti bianche. Ha attaccato Confindustria, la legge 30 e con una battuta
ha detto che mentre gli operai muoiono "i politici campano cento
anni". Un saluto al mattatore del V2-Day è stato portato anche, di
persona, dal magistrato di Catanzaro, Luigi de Magistris. La chiusura è stata
affidata a un giornalista doc, Marco Travaglio: "Continuate a cercare i
buoni giornalisti, continuate a volere bene all'informazione, fate amicizia con
i giornali e proteggeteli perché proteggendo loro proteggete anche voi
stessi". "Il 25 aprile è giornata della libertà, anche della libertà
dell'informazione garantita dalla Costituzione repubblicana per tutti i
cittadini. Il significato della ricorrenza non può essere macchiato da nessun
effetto speciale di comici o chicchessia": lo ha sottolineato il
segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, replicando
agli attacchi alla categoria dei giornalisti da parte di Grillo.
Cinquantamila persone Beppe Grillo
in azione ieri a Torino. FOTO ANSA.
( da "Centro, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Di Andrea Bene Presi
d'assalto gli stand degli Amici di Grillo Centinaia di pescaresi in fila
per firmare i referendum. Vacca: risultato inatteso PESCARA. Sono stati presi
d'assalto ieri gli stand degli Amici di Beppe Grillo. Per
tutta la giornata si sono registrate file di cittadini che hanno deciso di
firmare le richieste per i tre referendum sulla libera informazione. In
serata, una nota dell'associazione parlava di 6mila firme raccolte, l'Ansa ne
riferiva mille. Marco Pannella, grande esperto di referendum, in un articolo apparso
ieri sul Riformista, ha però messo in dubbio la validità delle sottoscrizioni.
Pannella ha citato la legge 352 del 1970 che regola le richieste di
consultazioni popolari. Una norma del provvedimento dice testualmente che
"non possono essere depositate richieste di referendum nei sei mesi
successivi dalla data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione di
una delle due Camere". Le richieste, in questo caso, potranno essere
presentate dopo il 7 agosto. Ma la legge dice che devono essere consegnate
entro 90 giorni dalla raccolta. Sta di fatto che l'iniziativa ha fatto
registrare a Pescara un successo al di sopra delle aspettative, mentre Grillo riempiva la piazza a Torino. A detta
dell'associazione, sarebbero state raccolte il doppio delle sottoscrizioni del
primo "V-day", quello dell'8 settembre scorso, dedicato al Parlamento
pulito. "Sono meravigliato anch'io di così tanta gente", ha
commentato Gianluca Vacca, esponente degli Amici di Grillo,
uno degli organizzatori nel capoluogo adriatico della manifestazione, chiamata
"V2-day" per sottoscrivere i tre referendum per l'abolizione
dell'Ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della
legge Gasparri. "C'è una partecipazione straordinaria, nonostante i quesiti
molto tecnici", ha fatto presente il deputato dell'Italia dei valori,
Carlo Costantini, che ha appoggiato l'iniziativa "ciò dimostra che i
cittadini hanno voglia di essere informati correttamente". Hanno fatto la
fila per firmare anche alcuni vip. Tra questi, Nicola Mattoscio, presidente
della Fondazione PescarAbruzzo. "E' necessaria un'informazione più
corretta" ha detto Mattoscio "le ultime elezioni hanno dimostrato che
i mass-media hanno rappresentato per anni una realtà che non c'era". Sono
stati firmati soprattutto i referendum per l'abolizione dell'Ordine e dei
finanziamenti all'editoria. "Mi hanno detto che l'Ordine dei giornalisti
era stato istituito da Mussolini per controllare l'informazione e allora è
giusto che venga cancellato una volta per tutte", ha osservato Paolo
Petrini, uno dei tanti cittadini firmatari. "Ci sono troppe pressioni
sull'informazione, la stampa deve essere più libera", ha aggiunto Roberto
Ferrari, dipendente del Comune. "E' sotto gli occhi di tutti il fatto che
l'informazione non è libera" ha fatto notare Silvano Pagliuca, che ha
sottoscritto tutte e tre le richieste di referendum, insieme a sua moglie
"penso che l'abolizione dell'Ordine serva anche ai giornalisti, che ora
hanno le mani legate. Abbiamo bisogno di un'informazione più pulita. L'albo
professionale c'è solo in Italia e bisognerebbe chiedersi il perché".
( da "Centro, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Regione REFERENDUM PESCARA.
Anche in Abruzzo i banchetti per il referendum: "Libera informazione in
libero Stato", avviato in occasione del V2-Day, degli "Amici di Beppe Grillo".
Queste le città abruzzesi dove si è tenuta la raccolta firme: Teramo,
Tortoreto, Giulianova, Silvi, Alba Adriatica, Atri, Roseto degli Abruzzi
L'Aquila, Chieti, Lanciano, Casoli. I tre referendum: abolizione dell'ordine
dei giornalisti, finanziamenti pubblici all'editoria, e della legge Gasparri.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Pordenone V2-day,
oltre 700 firme per Grillo Il presidente provinciale:
"Puntiamo a far risvegliare il senso critico dei cittadini" Messa in
onda la diretta dalla manifestazione di Torino. Create t-shirt per l'evento E'
stato un V2-Day solo in parte rovinato dal maltempo, quello dei grillini
pordenonesi, la cui manifestazione ha comunque riscosso un buon successo di pubblico.
I numeri registrati a fine giornata hanno confermato l'interesse fra i
cittadini per le proposte del comico genovese. Già all'ora di pranzo, 210
persone avevano sottoscritto la petizione e, alle 19.30, ultimo dato
registrato, il numero era salito a oltre 700. E potrebbe essere aumentare
ulteriormente, considerando che i gazebi sono stati presenti in piazza Cavour
fino a sera. Ma per cosa, nello specifico, hanno firmato questi cittadini? Per
il referendum "Libera informazione in libero Stato", che prevede tre
punti: abolizione dell'ordine dei giornalisti, del finanziamento pubblico
all'editoria e della legge Gasparri. "Quello a cui puntiamo - ha esordito il presidente provinciale degli Amici di Beppe Grillo, Marco Zullo - è far risvegliare la coscienza e il senso critico
dei cittadini. E' evidente che, nelle nostra proposte, siamo limitati dal fatto
di poter proporre referendum che, per legge, possono essere solo abrogativi.
Stiamo comunque cercando di essere propositivi a livello locale, organizzando
conferenze e dibattiti. Sottoscrivendo le nostre proposte, puntiamo ad
eliminare sprechi, come finanziamenti a giornali che esistono solo sulla carta,
e a far si che il mondo dell'informazione sia più trasparente". Durante la
giornata era prevista l'esibizione di un dj, di due gruppi musicali e la
diretta video da Torino, dove si svolgeva la manifestazione principale, ma il
tutto è stato limitato dalla pioggia. Ora il gruppo di fan di Beppe Grillo ha in programma di
realizzare due viaggi. Il primo il 24 maggio al centro riciclo di Vedelago
(Treviso), per visitare l'impianto e riflettere sulla problematica del
riciclaggio dei rifiuti. A giugno (data da definire) secondo viaggio oltre
confine, a Schoenau, cittadina tedesca portata all'onore delle cronache dalla
trasmissione Report, quale prima città che ha acquisito la propria rete
elettrica ed è diventata energicamente indipendente. Massimo Vendramini.
( da "Giornale.it, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
N. 100 del
2008-04-26 pagina 5 Torino, il V-Day di Grillo: cori,
fischi e insulti di Tony Damascelli Un'ora di attacchi a tutto campo alla giornata
contro l'informazione davanti a 50mila persone. Nel mirino del comico genovese
anche il Quirinale: "Napolitano? Dorme". Veleni contro i giornali
Torino - Unico assente il primatista stagionale dell'invito, Francesco Totti.
Per il resto pomeriggio pieno di vaffa, V2 (sigla di cattiva memoria) di Beppe Grillo e il suo popolo,
Torino, piazza San Carlo, esaurita in ogni ordine di posto, portico, panchina,
lampione, gente di ogni tipo, neonati, anziani, ragazze, giovanotti, borghesi
piccoli e grandi, vigili urbani e del fuoco, carabinieri, medici travestiti da
Doctor House, ci sono malori e svenimenti, gelati e palloncini, bonghi, odore
di frittelle, bandiere No Tav, niente rosso falce e martello, 25 aprile, festa
della liberazione dal comunismo (rifondato o arcobaleno), dopo il nazifascismo.
Proibito dirlo, meglio andare sul sicuro e scontato. Grillo si fa aspettare una quarantina di minuti, i 50mila lo invocano,
voci da lontano, onda che si alza, Beppe, Beppe, Beppe, un signore, con capello d'argento
e cappotto chiaro, storce la bocca: "Asmìa duce duce", dal piemunteis
"Sembra duce duce". Prima di Benito Grillo,
vanno in onda sul maxischermo, direi maxischerno, le immagini dei
vaffanculandi, accolti da fischi, insulti e repertorio affine. Per la libertà di
informazione che ispira il pomeriggio rosso, dopo la notte bianca ci voleva,
Berlusconi e tutti i suoi sodali o similari vengono fischiati a prescindere,
così Mike Buongiorno, Giuliano Ferrara, Clemente Mastella, Emilio Fede,
Maurizio Gasparri, ma ci sono anche gli applausi commossi, di circostanza, per
il grande disoccupato Enzo Biagi e per Indro Montanelli che conta più fedeli e
servitori oggi da defunto di quanti ne avesse da vivo al tempo del Corrierone e
del Giornale Nuovo. Cantanti sul palco, rapper di casa nostra allineati e
scoperti, Tommazo Zanella che si fa chiamare Piotta, le Radici nel cemento, Leo
Pari, Caparezza e una band, la Blau grana, che apre le danze con una raffinata
melodia: "Violentami, violentami, senza dire una parola, quando fuori
piove... ". C'è il sole, per fortuna degli astanti. Il capobanda invita la
folla a salutare con un applauso i partigiani raccolti in piazza Castello:
"Loro ci hanno permesso di stare qui oggi, noi siamo i nuovi
partigiani". Dall'anno Quarantacinque ad Anno zero. C'è un dettaglio non
chiarito: i partigiani rischiavano la vita, i contemporanei se la cavano con
una querela, un vaffanculo e un attimo di pubblicità, restate con noi.
"Italiani!", appare finalmente il grande comico, non c'è Starace al
suo fianco, Grillo vorrebbe un balcone, intanto
riempie le piazze e ha un blog che gli garantisce il benessere. Tre quarti
d'ora di comizio già sentito, già visto, già intercettato, Morfeo Napolitano
presidente dei partiti e non degli italiani ("abbiamo un presidente che
dorme"), Topo Gigio Veltroni, Globulo Fassino e la sua signora Serafini
"per i cui stipendi da parlamentari abbiamo già versato dodici milioni di
euro!", Platinette Ferrara "ho solidarizzato con l'uovo che si è
spiaccicato su quel container di sostanze tossiche", quindi "la
Sottospecie umana e cagnolino" Riotta, per Berlusconi il dizionario è più
vario: Testa d'Asfalto, ologramma, salma riesumata, i pod nano, entra in lista
anche il sindaco Chiamparino, colpevole di non aver condiviso la manifestazione
sulla libertà di informazione: "è chiaro, se ci fosse la libertà di
informazione si saprebbe il livello intellettuale del sindaco", poi parole
dolci per Franzo Grande Stevens che "ha saccheggiato la Fiat".
Prevista e prevedibile l'enunciazione dei condannati eletti in parlamento,
cognome, nome, partito, reato, ogni onorevole accompagnato dal vaffa della
piazza, idem per l'elenco dei giornali che ricevono sovvenzioni statali,
applausi e ringraziamenti alle televisioni libere presenti, tv australiana, Bbc,
Al Jazeera, uppercut alla Rai che ha piazzato, parole di Benito Grillo, un trasmettitore pirata per rubare e rilanciare il
segnale della manifestazione. Poi, avanti gli ospiti, assenti sul palco,
presenti nell'etere libero, Luigi de Magistris ha dueggiato con Grillo, dicendo pure lui che i giornalisti sono servi e
servitori e anche i magistrati, la Clementina Forleo ha aggiunto la propria
adesione, e poi il molleggiato. Massì, Adriano Celentano, ormai dove c'è
un'occasione per la propaganda del cd, San Siro, via Gluck, piazza San Carlo,
Raiuno, eccolo, l'amico dei petrolieri (Moratti, o no?) "ma anche" di
Veltroni e dei verdi, e di Grillo: "La situazione
politica non è buona. Le tasse non verranno diminuite ma azzerate, le pagheremo
direttamente agli editori dei giornali. Ciao Beppe".
Fine del videoclip irresistibile. Il cabarettista Balasso ha attaccato la
Padania: "Se all'edicola fate un rutto vi danno l'inserto culturale di
quel giornale". Si ride, si passeggia, si palpa, si fa la coda per le
firme referendarie che sono simboliche (per termini di legge) "ma non
potranno buttare via due milioni e mezzo di italiani usciti di casa per
firmare. E le ultime elezioni sono state irregolari. Non vi hanno ancora detto
quante sono state le schede nulle e le bianche. Ve lo dico io: 15 milioni di
italiani o si sono rifiutati di votare o non hanno votato per le coalizioni che
si sono presentate. Quindici milioooni!". Strano. A contare anche il
pubblico di piazza San Carlo, di Bologna, di altri quattrocento e passa siti votati
a Grillo la domanda sorge spontanea: ma il 13 e 14
aprile il resto degli italiani da chi era formato? Anche la risposta verrebbe
spontanea, in linea con lo slogan di giornata. Al prossimo V day. Dopo l'8
settembre e il 25 aprile, si potrebbe provare con il 15 di agosto, il 2 di
novembre, l'8 dicembre e il 25 dicembre. Ai posteri l'ardua sentenza. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Blogosfere" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Apr 0826 V2 Day e
Liberazione: le interviste realizzate in piazza Castello e in coda a firmare per
i referendum Pubblicato da Marilena De Giorgio alle 09:43 in Accade in città,
Attualità cittadina, Il fatto Ieri vi abbiamo proposto la cronaca del V2 Day in
diretta dal retropalco della manifestazione. Nel nostro post potete rivedere le
interviste ad alcuni degli ospiti presenti, realizzate a partire dal primo
pomeriggio, e soprattutto le immagini del mattatore della giornata, Beppe Grillo. Durante l'evento si raccoglievano firme per 3 referendum sulla
Libera Informazione: ai banchetti per la raccolta delle adesioni le code sono
state lunghe per l'intera giornata, fin dalla prima mattina alle 8.30. Un
membro del Meet Up, intervistato in Piazza San Carlo, ce lo ha confermato e lo
abbiamo potuto constatare direttamente. Abbiamo intervistato alcuni
cittadini in coda, in attesa di apporre la firma e anche chi aveva già firmato.
Ecco il video: Contemporaneamente, in piazza Castello, si svolgeva la
manifestazione in ricordo della Resistenza partigiana, con canti e letture a
tema. Anche in questo caso abbiamo chiesto pareri ad alcuni partecipanti circa
l'attualità della commemorazione, la compresenza delle due manifestazioni. Come
sentirete, nonostante ci sia stato chi abbia voluto costruire artificiosamente
una opposizione tra le due location, in molti facevano la spola. C'è stato
anche chi ha criticato la manifestazione di Grillo e
chi ha espresso dubbi sul fatto che si sia svolta in concomitanza alle
commemorazioni della Liberazione. Ecco a voi il video realizzato dal collega
blogger Carlo Griseri:.
( da "TGCom" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Grillo: "Ora via con liste
civiche" V2 Day, in migliaia nelle piazze "Oggi è iniziato qualcosa
che porteremo avanti con le liste civiche, con ragazzi dai 20 ai 40 anni che
entreranno nei comuni, perché la politica comincia da li'". E' il saluto di Beppe Grillo a
Torino, al secondo V-Day che ha visto una partecipazione, secondo lo stesso Grillo, di 120-140.000 persone, "è
stato fantastico - ha commentato - non pensavo di arrivare a 60 anni e sentire
le cose che ho sentito". Per la questura c'erano 50mila persone.
''No a un'informazione degna di Ceausescu e di Pol Pot'': Beppe
Grillo ha chiamato e decine di migliaia, ancora una
volta, hanno risposto in 450 piazze italiane, e in 15 città all'estero, per il
secondo "Vaffa day". L'iniziativa del re dei blog ha preso il via in
tutta Italia con i banchetti che hanno raccolto decine di migliaia di firme per
l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, della legge Gasparri e del
finanziamento pubblico all'editoria. Il ''cuore'' della festa è stato Torino,
una delle città simbolo della Resistenza, che il comico genovese ha scelto per
portare sul palco le sue provocazioni e le sue invettive (attacca Berlusconi,
Gasparri e polemizza con Napolitano e i giornalisti camerieri). Nel capoluogo
piemontese sono accorsi in 50mila, per lo più giovani e giovanissimi.
''Dedichiamo questa manifestazione - ha spiegato Grillo
sul palco - a coloro che stanno manifestando nell'altra piazza, noi siamo la
naturale continuazione dei nostri nonni, di quei valori di quella gente che ha
combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione piu' libera o quasi''.
Invia ad un amico.
( da "Mattino, Il (City)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
IL
V2-DAY Grillo contro il Colle, Silvio e i giornalisti Circa
cinquantamila persone hanno gremito piazza San Carlo a Torino per Beppe Grillo nel V2-Day
dedicato alla "libera informazione". Nel mirino del comico genovese
non c'è stata però solo l'informazione. Nei primi minuti del suo monologo sono finiti
infatti anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e Silvio
Berlusconi. A PAGINA 2.
( da "Corriere Adriatico" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Centro storico in
tilt per la kermesse in via Carducci ed il V-day al Foro Annonario Spiaggia
invasa da turisti e vandali Pienone sul lungomare per il ponte. Raid ai bagni Marisa,
danneggiate le cabine SENIGALLIA - La spiaggia di velluto invasa di giorno e di
notte. E con il calare del sole arrivano anche i vandali: anche questo lungo
fine settimana è stato segnato dai raid organizzati contro gli stabilimenti
balneari che stanno cominciando rivivere approfittando del bel tempo. Nella
notte tra giovedì e ieri diverse le segnalazioni alle forze dell'ordine, anche
se i danni più evidenti li hanno riportati i casottini degli stabilimenti
Marisa al Ciarnin. I proprietari ieri mattina sono arrivati per sistemare i
primi lettini e dare luce alla strattura, ma hanno dovuto fare i conti con
un'amara sorpresa. Le porte degli spogliatoi erano state prese a calci e molte
risultavano sfondate dalla violenza con cui si sono accaniti i soliti ignoti.
In altri stabilimenti i vandali hanno rotto le sedie di plastica che i bagnini
avevano lasciato sotto il gazebo per gli appassionati del mare che si volevano
ristorare sotto il sole di aprile. Tante le bottiglie di birra abbandonate sul
lungomare, segno dei festini a suon di brindisi che si sono consumati
nell'esordio del primo ponte di primavera: e sotto l'effetto dell'alcol c'è chi
si è scatenato prendendosela con le strutture balneari. Un comportamento
riprovevole, ma che sembra essere diventato sempre più frequente lungo la
spiaggia di velluto dove mancano controlli attenti e mirati. La giornata di
festa si è aperta ieri con una insolita città sveglia di primo mattino.
Centinaia di persone hanno affollato la spiaggia ma anche il centro storico dove
sono state organizzate diverse manifestazioni. La Rotonda a mare per esempio
resterà aperta fino al 4 maggio cioè per l'intero periodo che racchiude appunto
entrambe le festività e i due weekend connessi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle
20. Si è aperta inoltre la prima iniziativa di "Via Carducci in
Mostra" con vivaisti, fiorai, arredi e macchine da giardino. La novità di
questa edizione è la competizione tra sette vivaisti a cui verrà assegnato 100
metri quadri per realizzare un progetto di giardino: una giuria indicherà il
progetto migliore e consegnerà una targa al vivaista. La manifestazione resterà
aperta anche oggi dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 23, mentre domani dalle 10
alle 13 e dalle 15 alle 20. Palloncini, gadget ed un aquilone ecologico distribuiti
dal Meetup senigalliese di Beppe Grillo per
il secondo V-Day: la manifestazione si è tenuta al Foro Annonario dove si sono
raccolte le firme per tre referendum abrogativi che riguardano l'ordine dei
giornalisti e la legge Gasparri. Grande successo anche ieri sera della tappa
senigalliese di Miss Mare che si è svolta nel locale Pepita: in passerella
sedici ragazze alla conquista della prestigiosa fascia. La kermesse è
stata condotta dalla soubrette della trasmissione "Markette" la
trasgressiva Silvye Lubamba. Infine c'è da segnalare per stasera a partire
dalle 20 al Finis Africae una emozionante Noche Flamenca con una tipica cena
spagnola, ed un omaggio ad un ospite d'onore d'eccezione che emozionerà i
presenti: Joaquin Grilo.
( da "Arena.it, L'" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
LA PETIZIONE.
Code per tutta la giornata, ieri, in piazza Erbe al gazebo
degli Amici di Beppe Grillo per la raccolta di firme per
sottoscrivere tre referendum: per l' abolizione dell'Ordine dei giornalisti, la
cancellazione del finanziamento pubblico all'editoria e l'eliminazione della
legge Gasparri sulle radiotelevisioni. .
( da "Corriere Adriatico" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Oltre
250 adesioni In piazza gli amici di Grillo JESI - Oltre 700
le firme raccolte, circa 250 le persone che appoggiano Beppe Grillo. Questi i
numeri fino alle 19 di ieri. Anche Jesi dunque sostiene il V2-Day. Tre i
referendum in ballo sulla libera informazione: l'abolizione dell'ordine dei
giornalisti di Mussolini; la cancellazione dei contributi pubblici all'editoria di un miliardo
all'anno; l'eliminazione del testo unico Gasparri sulla radiotelevisione e del
duopolio partiti-Mediaset. "Sta andando bene commenta Gabriele Baldini,
uno dei Grilli attivi della città e speriamo di replicare il successo dell'8
settembre dell'anno scorso". Dunque, sotto i portici di piazza della
Repubblica, la mattina, e in piazza delle Monighette il pomeriggio e dopocena,
i volontari dell'associazione si danno da fare rispondendo alle domande di chi
si appresta a firmare e distribuendo materiale informativo. Insieme ad altri
"grillini" o "grilliani" della zona, infatti, hanno
realizzato un dvd autoprodotto su tematiche diverse come ambiente, salute e
lavoro con focus anche locali su Api e Quadrilatero. "Le persone che
vogliono firmare - prosegue Baldini - sono piuttosto decise, in genere
sostengono tutti e tre i referendum proposti, e chiedono solo qualche
chiarimento qua e là, ma tutti ci dicono di sperare che questa iniziativa serva
a cambiare qualcosa". Il gruppo jesino dei "Grilli attivi" nasce
circa tre anni fa, a seguito del blog aperto dall'artista genovese, duecento
gli iscritti, ma una ventina quelli che quotidianamente si danno da fare.
"Da circa un anno e mezzo - spiega Marco Falcetelli - siamo usciti fuori
dalle mura di casa, andando oltre le discussioni fra di noi e i contatti con il
web e così abbiamo deciso di darci da fare". L'intenzione dei ragazzi ora
è di proseguire con la raccolta delle firme anche nei prossimi giorni. E pensano
di scendere di nuovo in piazza di mercoledì e sabato, in occasione del mercato.
( da "Corriere Adriatico" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Buon esito per la
raccolta di consensi sui tre referendum, poi col buio canti e danze Centinaia
di firme al banchetto dei grillini Pesaro - "Per un informazione più
libera". Con questo slogan ieri pomeriggio si è svolto
il secondo V-Day organizzato dagli Amici di Beppe Grillo in
Piazza Europa, Baia Flaminia. Centinaia di persone hanno affollato la festa
tanto che " appena è iniziata la diretta con Grillo da Torino - spiega Andrea Zucchi degli Amici di Grillo di Pesaro - la piazza si è
riempita di gente. Oltre 300 persone già da inizio manifestazione. In
serata il numero è raddoppiato". E anche i banchetti allestiti durante la
manifestazione per la raccolta di firme per i tre referendum - abolizione
dell'ordine dei giornalisti, la cancellazione dei contributi pubblici
all'editoria che la rende dipendente dalla politica e l'eliminazione del Testo
Unico Gasparri sulla radiotelevisione per un'informazione libera dal duopolio
Partiti-Mediaset - hanno sfiorato grandi cifre. " Il V-Day ha coinvolto
460 punti in tutta Italia e in città su 5 continenti. Iniziative analoghe sono
state prese in tutte le piazze d'Italia, compresa Piazza Castello a Torino dove
sul palco è salito lo stesso Grillo - continua il
"grillino" - Qual'è il motivo di questa nuova mobilitazione popolare?
Semplice, sull'onda della lotta ai privilegi e alle caste si propone la firma
di 3 referendum lanciati da Grillo per riequilibrare
l'assetto dell'informazione in Italia che vede anomalie uniche nei paesi
occidentali, tali da minacciare seriamente l'assetto democratico del
paese". E oltre a dibattiti e firme, c' è stato anche il tempo di
festeggiare. La vera festa- spettacolo, presentata da Carlo Betti, è iniziata
nel pomeriggio con il collegamento con Grillo in
diretta da Torino. Poi è proseguita con la musica di Dj Andyl fino alle 21
quando Andrea Marzi ha aperto la serata con una piccola performance fra teatro
civile e canzone, dal titolo "Patrioti moderni e fratelli d'Italia"
e. In serata anche l'esilarante concerto dei Rari Ramarri Rurali, un gruppo
fanese che si è esibito con uno spiritoso repertorio di canzoni in dialetto.
V.G.,.
( da "Corriere Adriatico" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Sotto la
tensostruttura di Sassonia collegamento con Beppe Grillo in
diretta dalla piazza di Torino V-day 2, raccolte 700 firme per ogni referendum
FANO - Abolizione del finanziamento pubblico all'editoria, abolizione
dell'ordine dei giornalisti e abolizione della legge Gasparri che rappresenta
il quadro normativo della radiotelevisione: abolirla sarà il punto di partenza
per poter fare una legge che superi il conflitto di interessi di
Mediaset e dei Partiti. Questi i tre quesiti referendari proposti ieri, in
occasione del secondo V-Day organizzato dagli amici di Beppe
Grillo. I meetup del territorio, coordinati da Ettore
Marini, hanno organizzano la raccolta di firme in vari centri della provincia.
A Fano la manifestazione si è svolta sotto la tensostruttura di Sassonia, dalle
10 alle 22 e prevedeva, nel pomeriggio, il collegamento in diretta con la
piazza di Torino per trasmettere il V-day 2. Ettore Marini si è mostrato
particolarmente soddisfatto dell'andamento della giornata, iniziata un po' in
sordina al mattino, ma poi cresciuta costantemente come presenze e come
partecipazione durante tutto il pomeriggio. Un pomeriggio allietato dal
singolare fuori programma di Andrea Bosetto, l'allevatore titolare di
un'azienda agricola dell'entroterra che ha distribuito latte crudo a tutti i
presenti. Riguardo alla raccolta di firme per i referendum (nella foto), a
parere di Marini l'esito è stato confortante: "Si stanno riconfermando i
risultati ottenuti l'8 settembre 2007", ha detto. Fino al tardo pomeriggio
di ieri ogni quesito referendario era stato condiviso e sottoscritto da circa
700 persone. P.M. ,.
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Le droghe
"sociali" Spagna In casa il 60 per cento del consumo di cocaina
"Sniffare? Come farsi un bicchierino con gli amici" Nessuna paura La
maggioranza usa gli stupefacenti meno di una volta al mese: "Così non c'è
assuefazione" Insospettabili tossici della porta accanto Le conseguenze
Poche dosi e il cervello cambia per sempre, anche se gli effetti si manifestano
con molto ritardo Aereo di trafficanti cade sulla pista del banchiere La
prudenza è d'obbligo ma sembra non si tratti di una semplice sciagura aerea. Ha
avuto come teatro (non autorizzato) l'aeroporto privato di Emilio Botin,
presidente del Banco Santander, primo istituto di credito spagnolo. Un piccolo
velivolo è precipitato sulla pista a 230 chilometri da Madrid, nello schianto
sono morte le due persone a bordo. Le indiscrezioni parlano di un carico di
hashish sull'aereo e di un veicolo che lo attendeva, con un arresto effettuato
dalla polizia. [FIRMA]VALENTINA AVON BOLOGNA Hanno la faccia pulita di Michele,
l'intenditore che riconosce lo scotch a occhi chiusi, un lavoro e un buono
stipendio, del quale mediamente in cocaina se ne va il 20 per cento. Sniffano
per curiosità, migliorare le prestazioni, divertirsi E per stare con gli altri,
per il piacere di farlo, e perché qualcuno che la offre. Le più curiose sono le
femmine, i più attenti alle prestazioni sono i maschi. Ai più giovani piace
l'evasione. È uno dei profili che emerge da uno studio nazionale coordinato
dall'Osservatorio epidemiologico sulle dipendenze dell'Asl di Bologna. Che per
una volta non guarda solo ai consumatori conclamati, che si rivolgono ai
servizi, o ai frequentatori di discoteche e rave. Nella sua prima fase, che ha
coinvolto quasi duemila persone (età da 15 a 55 anni), gli intervistatori hanno
guardato anche in università e feste private, bar e supermercati, sono andati
tra gli estimatori della salamella alle feste dell'Unità come tra i fan di Beppe Grillo al V Day. Per studiare i significati attribuiti alle sostanze,
la percezione del rischio, i comportamenti "protettivi" che fanno
evitare guai. Sostanze illegali e legali: anche l'alcol è compreso. "La
droga è una merce - spiega Raimondo Pavarin, a capo dell'Osservatorio - studi
recenti mostrano che la decisione di usare stupefacenti si basa più su un
processo razionale di valutazione degli effetti previsti, che su una
reazione passiva al contesto nel quale una sostanza è disponibile". Ci si
droga per piacere (l'effetto, ma anche il gusto), per benessere (rende
allegri), per divertirsi (andare in discoteca ma anche solo passare la serata,
a casa o al bar), socializzare, evadere e trasgredire, alterarsi, togliersi una
curiosità. "L'alcol è la sostanza base. Delle sostanze illegali, la più
utilizzata è la cannabis, seguita dalla cocaina". Oltre la metà delle
intervistate si sono fatte, e un terzo si fa, le canne; degli intervistati è
un'esperienza per i due terzi, continua per la metà. La coca l'ha usata nella vita
quasi un quarto delle donne, l'uso nell'ultimo mese sfiora il 5 per cento, dato
abbondantemente superato dagli uomini, un terzo dei quali l'ha usata nella
vita. L'alcol, non sorprende, è esperienza comune e permanente per il 90 per
cento di entrambi i sessi. Ciò che sorprende è che le motivazioni di chi sniffa
sono le stesse di chi beve: il piacere, la socialità, il divertimento. Per la
coca va aggiunto il miglioramento delle prestazioni (lavorative ma anche
sessuali), per l'alcol un ruolo importante hanno il gusto, legato
all'alimentazione, e la tradizione. Sono però entrambi aspetti riconosciuti dai
più grandi, oltre i 25 anni. Per i più giovani il motore sta nello
"sballo", che siano sostanze legali o illegali. Se c'è una differenza
fra alcol e coca, va cercata nel reddito: se è alto, chi cerca piacere e
divertimento si procura la coca, chi guadagna meno usa l'alcol. Ma come chi
beve non lo fa sempre per stordirsi, anche tra chi sniffa c'è chi si controlla,
e sono la maggioranza: due terzi degli amanti del genere hanno sniffato meno di
dieci volte in un anno, il 10 per cento un paio di volte al mese, circa il 5
per cento la cocaina l'ha vista un paio di volte a settimana. Insomma, volendo
forzare un po', ma neanche tanto, i dati, in appartamenti bene ammobiliati,
messi a letto i bambini, dopo cena invece dell'ambrato bicchiere di scotch c'è
chi non disdegna la coca. Il 60 per cento di chi la consuma, lo fa a casa. Poi
magari esce, meno di un quarto però va a ballare, mentre il 10 per cento va a
lavorare. Tra quelli che se la portano dietro, meno della metà la assume in
contesti ricreativi, discoteche o altro, meno di un terzo sniffa al volo, per
strada, il 20 per cento lo fa al bar, il 10 approfitta di una pausa al lavoro.
Consapevoli dei rischi legali, i cocainomani si muovono in ambienti protetti
anche nel procurarsela. Un po' meno consapevoli, o responsabili, appaiono i
consumatori, non solo di cocaina, dei comportamenti a rischio. Un quarto degli
intervistati ha infatti guidato nell'ultimo anno sotto l'effetto di qualche
sostanza. Ma quasi la metà di loro ha guidato dopo aver bevuto. Va detto però
che la passione a un certo punto se ne va: l'80 per cento dei cocainomani
smette, in media dopo 4/5 anni, altrimenti arrivano i guai. Un terzo degli
estimatori di cannabis e derivati si stufa dopo 8 o 9 anni. Di bere invece non
si smette praticamente mai, la speranza è che l'auto resti in garage.
( da "Corriere Adriatico" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Si è svolto a Torino
il V2-Day sull'informazione La Resistenza secondo Grillo "Siamo noi i nuovi
partigiani" TORINO - Un bagno di folla per Beppe Grillo nel
V2-Day dedicato alla "libera informazione". Cinquantamila persone
sotto un sole estivo (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno
gremito piazza San Carlo a Torino, come nelle più riuscite manifestazioni
sindacali. Molti meno i presenti nella vicina piazza Castello, dove si
sono tenuti concerti e letture per la festa della Liberazione promossa dal
Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza. Salendo sul palco, il
comico genovese ha voluto unire con un filo le due piazze e i due periodi storici:
"Abbracciamo e ringraziamo - ha detto Grillo -
coloro che ci hanno permesso di essere oggi qui su questo palco. Grazie ai
partigiani di 63 anni fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera
informazione. Siamo la naturale continuazione dei nostri nonni" . Nel
mirino del comico genovese, l'informazione, ma nei primi minuti del suo
monologo i bersagli sono stati il Presidente della Repubblica e Silvio
Berlusconi. "Napolitano - ha detto - dovrebbe essere il presidente degli
italiani e non il presidente dei partiti. Morfeo Napolitano dorme, fa il
pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale andava fatto prima, non
dopo le elezioni". E, riferendosi al nuovo presidente del consiglio, ha
urlato: "Pensate se Obama da presidente fosse anche il proprietario della
Fox, della Abc e di altre televisioni". Il comico è di nuovo ritornato
sulla presenza degli inquisiti in Parlamento. Ha poi attaccato Confindustria,
la legge 30 e con una battuta ha detto che mentre gli operai muoiono "i
politici campano cento anni".
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V-DAY 2. I
"grillini" promuovono tre referendum. Ma c'è un problema "La
raccolta firme è invalida? Un Vaffa... anche alla legge" Gian Maria Maselli Il 25 aprile degli Amici di Beppe Grillo si chiama V-Day 2 e a Vicenza lo si è festeggiato in Campo
Marzo, con concerti dalle 9 alle 20. Scopo dell'happening svoltosi in tutte le
città italiane era raccogliere le firme necessarie a promuovere tre referendum
per abolire l'ordine dei giornalisti, il finanziamento pubblico all'editoria e
la legge Gasparri sulle tv. Al clima festoso non poteva però non unirsi
quello più sanguigno di un Vaffa.. day, innescato da una domanda: i grillini
stanno raccogliendo firme valide? Davide Marchiani, ex candidato sindaco della
lista Vicenza comune a cinque stelle, risponde: "C'è una legge sbagliata che
vieta di promuovere referendum entro i trenta giorni dalle elezioni politiche.
Anticipare le elezioni è servito a mettere fuori gioco la nostra iniziativa
preannunciata con largo anticipo". Ma chi va ai banchetti dei grillini in
questa "giornata sull'informazione" viene informato della cosa?
Marchiani rilancia: "Cercare di raccogliere oltre un milione di firme in
un giorno mantiene un grande significato e dà un'indicazione popolare. Se
l'iniziativa verrà boicottata con questo cavillo siamo pronti a tornare in
piazza più numerosi di prima". E alle perplessità, i grillini vicentini
rispondono con una controdomanda: "Se l'iniziativa è irregolare, perchè il
Comune ci ha dato lo stesso i moduli vidimati per raccogliere le firme?".
Mistero. Intanto gli Amici vicentini di Beppe Grillo confermano che nel ballottaggio per l'elezione del
sindaco di Vicenza non voteranno né per Sartori né per Variati.
( da "Brescia Oggi" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
IL 25 APRILE
"ALTERNATIVO". Tre referendum del comico genovese
per abolire l'ordine dei giornalisti, la legge Gasparri e i finanziamenti pubblici
all'editoria V-day 2, in città cinquemila firme La proposta di Beppe Grillo fa breccia soprattutto tra i giovani Mille al parco Gallo,
affollato il banchetto in corso Zanardelli .
( da "Blogosfere" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Apr 0826 Festa della
Liberazione: in piazza musica e memoria Pubblicato da Carlo Griseri alle 12:45 in
Accade in città Festa della Liberazione ieri in Piazza Castello. A poche centinaia di metri dal V2 Day di Beppe Grillo (che ha attirato 50.000 persone da tutta Italia e di cui vi
abbiamo dato ampli aggiornamenti) sul palco del 25 aprile si sono alternati
gruppi musicali, letture di ex-partigiani, toccanti momenti di memoria
personale e collettiva. Numericamente lo "confronto diretto"
con la piazza di Grillo è stato nettamente a vantaggio
di quest'ultimo: ma era prevedibile, il 25 aprile, ricordato in tutta Italia, a
richiamato in piazza Castello solo i torinesi, per il comico genovese invece
sono arrivati da tutto il Paese. Molta musica sul palco: i Marlene Kuntz sono
stati in grado di attirare il maggior pubblico ("rubandone" anche a
piazza San Carlo), ma molto apprezzati sono risultati i "resistenti"
Yo Yo Mundi ed Eugenio Finardi. E' stata una bella giornata, i valori della
resistenza e dell'antifascismo sono stati ribaditi ancora una volta, a 63 anni
di distanza da quel 25 aprile 1945 che segnò la liberazione dell'Italia. Si è
discusso a lungo se fosse giusto o meno avere due manifestazioni così
importanti in contemporanea e a pochi metri di distanza, i pareri sono tanti e
tutti leciti. Ieri però abbiamo visto migliaia di persone in strada a festeggiare,
in un modo o nell'altro, fiumi di gente spostarsi da una piazza all'altra per
"esserci", due piazze unite per lanciare un messaggio di presenza: è
stato un bel 25 aprile qui a Torino. Abbiamo realizzato nell'occasione due
video: nel primo, alcuni estratti della lunga giornata sul palco, con
l'intervento di un ex deportato, superstite del secondo conflitto mondiale, e
alcuni interventi musicali (tra gli altri Gianmaria Testa in "Bella
ciao", canzone più volte ripetuta nella giornata anche da altri): Nel secondo
video, uno dei momenti più intensi dell'intera giornata: "Bella ciao"
cantata dagli Yo Yo Mundi con un arrangiamento decisamente riuscito: hghghg.
( da "Musicalnews.com" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Rumours Pubblicato
il 21/04/2008 alle 16:01:09 Commenti alla notizia: Leggi - Inserisci nuovo A
Torino sul palco del V2Day il 25 aprile Leo Pari, Piotta e Radici nel Cemento
di Paolo Ansali Leo Pari, Piotta e Adriano di Radici nel cemento saranno sul
palco a Torino per suonare live il nuovo inno del V2 Day il 25 aprile a Torino.
Leo Pari, Piotta e Adriano di Radici nel cemento saranno sul palco a Torino per
suonare live il nuovo inno del V2Day. Leo Pari lo aveva già fatto per il primo
V Day: una sorta di inno che era stato suonato a Bologna il 6 settembre scorso
nel corso del Vaffanculo Day di Beppe Grillo che ha innestato il trend portentoso
dell'antipolitica. Quest'anno ritorna in scena con V Day 2.0. Lo presenterà a
Torino, il prossimo 25 aprile, nel corso della seconda edizione del V Day del
famoso comico genovese. Questa volta Leo Pari ha fatto combutta per scrivere il
secondo capitolo dell'inno del V Day con due artisti di grande profilo sia in
ambito reggae (Adriano, vocalist di Radici nel cemento, gruppo storico della
scena reggae romana) e hip hop (Piotta, di cui non servono presentazioni). LEO
PARI Leo Pari è un'artista molto complesso nella sua semplicità, uno
sperimentatore, un rigattiere della musica che prende pezzi di canzoni qua e là
e li ri-assembla creando sculture musicali sempre nuove; Il suo genere? Non
chiedeteglielo!! Il suo primo album "LP" (..come le mie iniziali, ma
anche come i vecchi dischi di vinile, i long playing...) è un misto di rap
scadente, rock parrucca, folk anemico e electropop sotterraneo. I suoi testi?
Ricchi di metafore e giochi di parole possono spaziare da lucide analisi
socio-politiche ("Impara", "Un Grillo Per La Testa ") ad
allucinati nonsense esistenziali ("Vago Cammino") con ironia da
risata breve ("L'uccello" " La Canzone All 'Incontrario").
Dopo le collaborazioni con Beppe Grillo
("V-Day, ci sei o non ci sei?") e con Cristicchi ("Vorrei cantare
come Biagio" "L'Italia di Piero") Leo Pari sta realizzando un
nuovo album, e parallelamente sta affrontando un tour in acustico, che
lo vede esibirsi armato solamente di una chitarra, un'armonica, due corde
vocali. PIOTTA Dopo le esperienze da DJ all'interno di alcune radio romane,
inizia a scrivere e comporre testi rap. Il grande successo arriva nel 1999 con
il singolo "Supercafone",tratto dall'album Comunque vada sarà un
successo,che vincerà anche il disco di platino. Successivamente pubblica altri
album,tra i quali spicca La Grande Onda, terzo album, ed il singolo omonimo
entra nella top 20. Oltre ai due brani citati l'album contirene la struggente
ballad "Sempre là". Nel 2005, fonda La Grande Onda, etichetta
indipendente, impegnata nella ricerca e nel lancio di nuove realtà hip-hop
emergenti. Nel 2007 conta già quattordici pubblicazioni, con ottimi riscontri
sia dalla stampa specializzata sia da quella generalista. RADICI NEL CEMENTO Le
RADICI NEL CEMENTO nascono a Roma nel 1993 come band che ha nel sangue i ritmi
roots-reggae con venature ska e rocksteady. Dopo qualche anno di gavetta
pubblicano il loro primo lavoro nel 1996 e iniziano a farsi conoscere anche in
ambito nazionale. Nel 2001,per il loro terzo album "Alla Rovescia"
vantano anche le collaborazioni di Madaski e Roy Paci,che roseguiranno anche
per il successivo album "Ochhio!". Nel 2006 pubblicano "Ancora
non è Finita", tra i quali spicca la canzone "Bella Ciccia",un
inno contro l'anoressia e a favore delle ragazze "in carne". Ufficio
stampa LUNATIK per LIFEGATE LABEL.
( da "Reuters Italia" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
MILANO (Reuters) -
Circa 450.000 firme sono state raccolte ieri per i referendum contro il sistema
dell'informazione durante il V2Day, il giorno di
mobilitazione promosso dal comico genovese Beppe Grillo. Lo
annuncia lo stesso Grillo
nel suo blog, tra i più popolari della rete, all'indomani delle manifestazioni
che si sono svolte a Torino e in altre città italiane. "Ieri a Torino
eravamo in 120.000. Chi era presente lo sa e anche chi può informarsi in
Rete", scrive Grillo,
parlando del suo secondo "Vaffa-day", svoltosi ieri nella
giornata della Festa della Liberazione. Il primo "Vday" di Grillo, che ha cavalcato l'onda del malcontento nei
confronti del sistema politico in Italia, si era svolto in un'altra data
simbolica, l'8 settembre, giorno della firma dell'armistizio tra l'Italia e gli
alleati. Grillo ha tenuto il suo intervento a Torino,
mentre anche in altre città italiane i suoi sostenitori, organizzati nei
Meetup, raccoglievano le firme a sostegno dei tre referendum che chiedono
l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, del miliardo di euro all'anno di
finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri sulle frequenze tv.
"Hanno partecipato al V2 day almeno due milioni di persone. Le file ai
banchetti erano lunghe il doppio dell'otto settembre. I primi dati delle firme
raccolte sono di 450.000 firme. Nella storia repubblicana non è mai successo.
Nessuno, nessuno è riuscito a raccogliere un numero simile di firme autenticate
in un solo giorno", ha detto Grillo nel suo
"post".
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il
partigiano Grillo: nel mirino Colle, Silvio e giornalisti
Torino. Gran folla per Beppe Grillo nel V2-Day
dedicato alla "libera informazione". Circa cinquantamila persone
sotto un sole estivo (e 150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno
gremito piazza San Carlo a Torino. Molti di meno i presenti nella vicina piazza Castello,
dove si sono tenuti concerti e letture per la festa della Liberazione promossa
dal Comitato per l'affermazione dei valori della Resistenza. Salendo sul palco,
il comico genovese ha voluto unire con un filo le due piazze e i due periodi
storici: "Abbracciamo e ringraziamo - ha detto Grillo
- coloro che ci hanno permesso di essere oggi qui su questo palco. Grazie ai
partigiani di 63 anni fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera
informazione. Siamo la naturale continuazione dei nostri nonni". Nel
mirino del comico genovese, l'informazione, ma nei primi minuti del suo
monologo i bersagli sono stati il presidente della Repubblica e Silvio
Berlusconi. "Napolitano - ha detto - dovrebbe essere il presidente degli
italiani e non il presidente dei partiti. Morfeo Napolitano dorme, fa il
pisolino, poi esce e monita. Il referendum elettorale andava fatto prima, non
dopo le elezioni". Riferendosi poi al nuovo presidente del consiglio, ha
urlato: "Pensate se Obama da presidente fosse anche il proprietario della
Fox, della Abc e di altre televisioni". Ogni affondo di Grillo
è stato sottolineato da un'ovazione, che rimbombava anche nelle vie adiacenti
la piazza. "Siamo tanti, 100 mila, se ...la questura ci aiuta". Il
comico ha salutato con entusiasmo solo quelle che lui definisce le
"televisioni libere": Al Jazeera, Cnn, Bbc, la tivù australiana. È di
nuovo ritornato sulla presenza degli inquisiti in Parlamento ("Sono 70
pregiudicati senza che nessuno abbia saputo niente", ha detto mentre
scorrevano i loro nomi su uno schermo) e sul dramma delle morti bianche. Ha
attaccato Confindustria, la legge 30 e con una battuta ha detto che mentre gli
operai muoiono "i politici campano cento anni". A interrompere Grillo solo un messaggio registrato di Adriano Celentano:
"Sono d'accordo Beppe. Non è un antipolitico.
Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi per controbattere le falsità
che ogni giorno ci propinano". Un saluto al mattatore del V2-Day è stato
portato anche, di persona, dal magistrato di Catanzaro, Luigi de Magistris
mentre non si è visto il gip di Milano Clementina Forleo. "Quella gran
donna - ha spiegato il comico genovese - non è potuta venire a Torino". La
chiusura è stata affidata a Marco Travaglio.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
25 aprile, scontro
Berlusconi-Veltroni Fischi a Bagnasco MARIA PAOLA MILANESIO Roma. Silvio
Berlusconi lo aveva anticipato: "Il 25 aprile lavoro, lavoro,
lavoro". E, infatti, il prossimo premier ha dedicato buona parte della
Festa della Liberazione a mettere a punto la squadra di governo. Ma nel via vai
di ieri a Palazzo Grazioli non è sfuggita la visita del neoeletto senatore del
Pdl Giuseppe Ciarrapico, l'editore ciociaro che non ha mai rinnegato le sue
simpatie per il fascismo. Il Pd insorge, definisce il gesto "grave",
perché rappresenta "uno sfregio nei confronti dei democratici".
"Berlusconi ha voluto celebrare la Festa della Libertà ricevendo chi stava
dalla parte di chi la libertà la toglieva. Un atto dal significato politico
abbastanza evidente", è il commento amaro di Walter Veltroni. Nel centrosinistra
c'è sdegno, tanto più perché il Cavaliere da sempre ha mostrato di non amare
molto questa giornata. Ma se quando sedeva a Palazzo Chigi erano le sue assenze
alle celebrazioni ufficiali a essere motivo di scontro, ieri è stata la visita
di Ciarrapico a suscitare lo sdegno del centrosinistra. Dal quartier generale
del futuro premier, Paolo Bonaiuti e Fabrizio Cicchitto fanno sapere che a
Palazzo Grazioli ieri sono state ricevute 30 persone: "È stata una
mattinata di lavoro intenso. Ma Veltroni è ancora stordito dalla sconfitta e
tenta di replicare una polemica elettorale di basso livello". Poco dopo è
una nota dello stesso leader del Pdl a chiarire la sua posizione: "Credo
che oggi ci siano le condizioni storiche e politiche perché questo 25 aprile,
che indica il ritorno dell'Italia alla libertà e alla democrazia, possa
rappresentare un salto di qualità verso la definitiva pacificazione
nazionale". Non cita Luciano Violante (che nel 1996, nel suo discorso di
insediamento alla presidenza della Camera, invitò a riflettere anche sulle
"ragioni dei vinti"), ma è nel solco allora aperto non senza
polemiche dall'esponente diessino, che si colloca Berlusconi. "Quando
esponenti della sinistra hanno invitato a capire le ragioni dei ragazzi di Salò
e a saldare il debito con chi finì nelle foibe, hanno indicato la strada
giusta. Togliere quei veli non può in qualche modo ledere l'orgoglio di chi
combattè per la libertà contro la tirannia", conclude il Cavaliere,
negando che questa lettura del passato sia da interpretare come revisionismo
storico. A sinistra non condividono affatto. "Non va dimenticato mai da
dove arriva questa libertà e questa democrazia. La dobbiamo ai partigiani di
ogni colore, non certo a chi stava dalla parte della Germania hitleriana",
stigmatizza Veltroni. Per il candidato sindaco di Roma Francesco Rutelli
"il 25 aprile è una festa di tutti, a parte che si sappia da che parte era
la ragione della storia e da che parte la barbarie". Per la Sinistra
Arcobaleno, con Nichi Vendola, "c'è un establishment che cerca di
depotenziare il valore simbolico di quest'anniversario". Il timore diffuso
è che si ricrei un clima di divisione nel Paese, di cui le contestazioni di
ieri, durante alcuni cortei, potrebbero essere un primo sintomo. A Roma, Milano
e anche a Genova - qui poco prima dell'arrivo del capo dello Stato Giorgio
Napolitano - si sono registrate proteste contro ex deportati, contro
Confindustria ed esponenti politici. Nella città ligure ne è stato bersaglio il
cardinale Angelo Bagnasco, fischiato mentre raggiungeva a piedi la piazza dove
era in programma la manifestazione. Al presidente dei vescovi, a suo tempo
criticato per le sue prese di posizione sui Dico, la solidarietà del leader Udc
Pier Ferdinando Casini e del ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni. "I
fischi a Bagnasco sono una macchia nera su questo 25 aprile", dice Casini.
Per Fioroni si tratta di "un gesto odioso e offensivo, un atto di grave
intolleranza". "Gli insulti e i fischi costituiscono un grave e
vergognoso atto di intolleranza. Da An piena solidarietà al
presidente della Cei", dichiara Andrea Ronchi. Manifestanti in corteo per
celebrare il 25 aprile A destra il capo dello Stato Giorgio Napolitano A
sinistra il cardinale Angelo Bagnasco Nella foto in basso: Beppe Grillo a Torino.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Manifestanti
in corteo per celebrare il 25 aprile A destra il capo dello Stato Giorgio
Napolitano A sinistra il cardinale Angelo Bagnasco Nella foto in basso: Beppe Grillo a Torino.
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
IL "V2
DAY" Nel corso del "V2-Day" a Napoli non si poteva non parlare
dell'emergenza rifiuti. In attesa del collegamento da
Torino, infatti, alcuni simpatizzanti di Beppe Grillo si
sono ritrovati in piazza Dante dove sono stati allestiti i banchetti per la
raccolta delle firme per una "libera informazione" (circa 30mila le
adesioni raccolte) ma dove sono stati proiettati anche brevi filmati
sull'emergenza rifiuti.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
"C'è sempre un giornalista
nel mirino dei nemici dello Stato": lo ha ricordato il segretario
dell'Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino. Iacopino, in una lettera
inviata agli organi di informazione, ha collegato la
riflessione sul ruolo dei giornalisti con le rivendicazioni espresse nel V2-Day
di Beppe Grillo, in cui si chiede tra l'altro
l'abolizione dell'Ordine professionale. "La vita ci regala singolari
coincidenze. In occasione del primo V Day ero a Palermo - ha ricordato Iacopino
- per una manifestazione di solidarietà con Lirio Abbate, minacciato dalla
mafia. Oggi c'è il secondo V Day e sono a Caserta per testimoniare da
quale parte è schierato l'Ordine dei giornalisti con i suoi iscritti: da quella
di Rosaria Capacchione, minacciata dalla camorra".
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
L'INIZIATIVA GIULIO
FINOTTI La prima firma per il secondo V-Day voluto da Beppe
Grillo, a Caserta l'ha messa Raffaele, uno dei ragazzi
del Meetup, quando lo stand era già pronto. Da poco erano passate le 8 del
mattino. Il gazebo messo a disposizione da don Michele Cicchella era già in
piedi. Alla fine di una giornata molto lunga per gli "Amici di Beppe Grillo", le firme erano
circa un migliaio. A fermarsi e sottoscrivere l'appello gente di tutte le età.
Circa 400 a ora di pranzo, il grosso arriva nel pomeriggio. Un numero di firme inferiore
rispetto a quelle raccolte per il primo Vaffa-Day, che furono 1.302, ma viste
le contingenze, dicono dal Meetup, "si tratta comunque di un risultato
soddisfacente". La bella mattina di sole in un giorno di festa, ha fatto
si che molti passassero fuori la giornata, "mentre in occasione del primo
V-Day via Mazzini era piena di gente". "Inoltre - dicono Raffaele,
Mimmo e Peppe del Meetup di Caserta - questa volta i banchetti sono stati
organizzati anche a Marcianise e Maddaloni" mentre lo scorso 8 settembre,
quando in tutte le piazze d'Italia si raccolsero oltre trecentomila firme, in
provincia di Caserta vi era solo il banchetto di via Mazzini. Domenica prossima
inoltre si replicherà con uno stand a Santa Maria Capua Vetere. E in via Mazzini ieri ha rimbombato la voce di Beppe Grillo per tutta la giornata, grazie a un televisore posto su un lato
della strada che ha trasmesso la giornata di Grillo a Torino, piazza centrale dell'evento dedicato all'informazione,
con tanto di collegamenti in molte piazze italiane. Le proposte che si
chiedeva di sottoscrivere questa volta erano tre: abolizione dell'ordine dei
giornalisti, abolizione del finanziamento pubblico all'editoria e abolizione
della legge Gasparri.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Primo Piano Pagina
103 V2-Day a Torino e in tutt'Italia contro una stampa "degna di Pol
Pot" Grillo: noi i nuovi partigiani V2-Day a
Torino e in tutt'Italia contro una stampa "degna di Pol Pot" -->
TORINO "No a un'informazione degna di Ceausescu e di Pol Pot": Beppe Grillo chiama e decine di
migliaia, ancora una volta, hanno risposto in 450 piazze italiane, e in 15 città
all'estero, per il secondo Vaffa day. L'iniziativa del "re dei blog"
ha preso il via ieri mattina in tutta Italia con i banchetti che hanno raccolto
decine di migliaia di firme per l'abolizione dell'ordine dei giornalisti, della
legge Gasparri e del finanziamento pubblico all'editoria. Il "cuore"
della festa è stata Torino, una delle città simbolo della Resistenza, che il
comico genovese ha scelto per portare sul palco le sue provocazioni e le sue
invettive (attacca Berlusconi, Gasparri e polemizza con Napolitano e i
giornalisti camerieri). Nel capoluogo piemontese sono accorsi in cinquantamila
per lo più giovani e giovanissimi. "Dedichiamo questa manifestazione - ha
esordito Grillo sul palco - a coloro che stanno
manifestando nell'altra piazza: siamo noi i nuovi partigiani, la naturale
continuazione dei nostri nonni, di quei valori, di quella gente che ha
combattuto, ha perso la vita per lasciarci una nazione più libera o
quasi". Poi, a tarda sera, il commiato: "Oggi è iniziato qualcosa che
porteremo avanti con le liste civiche. Ragazzi dai 20 ai 40 anni entreranno nei
Comuni - ha detto - Si inizia da lì la politica. Saremo cittadini informati
dentro i Comuni". Poi ha congedato il pubblico dicendo: "Siete stati
meravigliosi. Non c'è stato alcun incidente. Se vi portate via l'immondizia
siete perfetti". A Genova banchetti divisi, tra le due "anime"
dei sostenitori di Beppe Grillo.
In piazza della Vittoria, in centro, sono riuniti i cosidetti MeetUp2, che
rivendicano l'indipendenza da ogni partito; in piazzale Kennedy, sul lungomare,
si sono invece sistemati i MeetUp1, accusati dai primi di essere vicini
all'Italia dei Valori. Tra i tanti a firmare ieri mattina in Largo Cairoli, a
Milano, per il referendum sull'informazione, c'era proprio il leader dell'Italia
dei Valori Antonio Di Pietro. A Bologna sono state raccolte duemila firme, con
gente in coda lungo i due lati di piazza Verdi e un clima da happening
pre-estivo con bottiglie di Vaffancola e le vignette satiriche di Zap&Ida.
Oltre all'informazione, a Napoli non si poteva non affrontare il tema
dell'emergenza rifiuti. Nel corso della giornata i simpatizzanti di Beppe Grillo hanno proiettato anche
brevi filmati sulla questione della monnezza in Campania. A Cagliari oltre un
migliaio di firme raccolte fino al primo pomeriggio; il meet-up ha sistemato i
banchetti sulla terrazza del Bastione, ma anche in riva al mare.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Ma le firme raccolte
dagli Amici di Grillo rischiano di essere invalidate
Vaffa 2, sì da 1250 vicentini (la.pi)Sono 1250 i vicentini che ieri si sono
pronunciati a favore di una informazione libera. Ma l'esito della raccolta
firme del secondo Vaffa-Day potrebbe risultare nullo. Molti di coloro che si
sono avvicinati ai banchetti allestiti in Campo Marzo dai grillini del Meet up
di Vicenza per dire sì all'abolizione dell'Ordine dei giornalisti, a quella dei
contributi pubblici all'editoria e della legge Gasparri sull'emittenza
telvisiva, forse non sanno che il loro appello potrebbe rimanere inascoltato.
In base ad una legge del '70, infatti, non è possibile depositare richiesta di
referendum nei sei mesi successivi al periodo elettorale, e questo getta ombre
sull'iniziativa cui ieri Beppe Grillo ha
fatto da traino in centinaia di città italiane. Tuttavia, il gruppo degli Amici
di Grillo di Vicenza non
sembra temere più di tanto le conseguenze: "Se le firme saranno
invalidate, ci prepareremo ad un atto di rivoluzione", avverte Davide
Marchiani, ex candidato sindaco di Vicenza che, chiusa l'esperienza, si
è di nuovo lanciato sulle battaglie grilline. "Questa data era stata
fissata prima che venissero sciolte le Camere. Non ci interessa che le firme
non siano valide. Spostare una iniziativa di tale portata sarebbe stato molto
difficile". Gli organizzatori si concentrano sul numero registrato e sul
successo della festa di ieri, con gruppi musicali che hanno suonato nel corso
dell'intera giornata: "Considerando che abbiamo scontato il fatto che si
trattava di un giorno di festa e coincidesse per molti con un ponte, siamo
soddisfatti". I numeri registrati ieri per Marchiani sembrano logica
conseguenza del fatto che "siamo raddoppiati come iscritti, come persone
che partecipano agli incontri e al blog". Merito, dicono, anche dei
contenuti dell'appello: "L'informazione è la prima cosa. Più del 50\%
degli italiani ha la coscienza assopita. Ecco perché siamo per l'abolizione
dell'ordine dei giornalisti che ha creato una casta autoreferenziale, mentre
informare è un diritto di tutti. Il giornale più letto al mondo infatti è
coreano ed è scritto da semplici cittadini. Siamo inoltre per cancellare il
finanziamento pubblico all'editoria che costa un miliardo di euro all'anno e
per abolire la legge Gasparri che consegna le televisioni a un gruppo privato
come Mediaset e ai partiti". "L'informazione a Vicenza? Ci sembra sia
pilotata. Informazione è anche avere la possibilità di installare una web cam
in consiglio comunale. Iniziativa approvata dal consiglio comunale, ma mai
attuata".
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Edizione numero due
del V-Day puntato all'informazione e al possesso dei mass media I
"grillini" fanno incetta di firme per chiedere tre referendum (n.a.)
Meno "vaffa", più informazione contro la "disinformazione"
e qualche firma in più nel secondo V-day a Rovigo. Dedicato stavolta a
"liberare l'informazione dalla schiavitù della politica", sono state
raccolte quasi duemila firme (dicono gli organizzatori) per tre referendum. Temi:
abolire l'Ordine dei giornalisti, il finanziamento pubblico all'editoria e
l'abolizione della legge Gasparri. In corso del Popolo e in piazzale Di
Vittorio, con Beppe Grillo
proiettato su maxischermo in diretta da Torino, la manifestazione è rimasta defilata
per le celebrazioni del 25 aprile. I volontari dell'Associazione Amici di Beppe Grillo di Rovigo avevano richiesto piazza Garibaldi, ma il diniego del
Comune, riferiscono i "grillini", è stato motivato dalla
"contemporaneità delle manifestazioni per la Liberazione. "Non
ne abbiamo viste in piazza Garibaldi: ci dispiace essere stati spediti in
piazzale di Vittorio, perché stiamo lottando per la libertà di espressione e
d'informazione: due temi comuni con chi scelse, contro la dittatura fascista,
la democrazia e la libertà". La dittatura di oggi, secondo gli Amici di Grillo, è l'informazione controllata. Da qui le petizioni
per i tre referendum, scelti dai manifestanti e dai firmatari del V-day 2 come
"passi" utili a liberare l'informazione. Perché il diritto
all'informazione "sta sempre più diventando lo specchio della politica:
non rappresenta più la voce della pubblica opinione". Nel frattempo gli
Amici di Grillo si preparano a sollecitare il Comune
sui temi del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili".
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Vizi privati e
pubbliche virtù di Alessandro Di Carlo, da molti definito
il nuovo Beppe Grillo, di scena stasera alle 21 al
teatro comunale di Adria con "Tanto per ridere". L'evento, promosso
dall'associazione "Contro il cancro per amore", in collaborazione con
l'Ail Rovigo, con il patrocinio della Regione e del Comune vedrà protagonisti
oltre al comico romano anche Roberto Midiani e la Witz Orchestra.Di
Carlo spesso si fa portavoce dell'insoddisfazione del popolo: prende in giro i
potenti, beffeggia i prepotenti con fine sarcasmo ed intelligenza suscitanto
negli spettatori dubbi e domande. In sintesi si trasforma ed amplifica la voce
dei deboli. La sua carriera artistica nasce nel 1994 quando vince il X concorso
nazionale della comicità "Cabaret amore mio" a Grottammare. Poi
l'approdo allo Zelig, il celebre locale milanese, tempio del cabaret. Due anni
dopo la consacrazione televisiva sancita dalle partecipazioni alle trasmissioni
Pazza Famiglia, Numero Uno e La Testata. Partecipazioni che si sussegono alla
fine degli anni '90: Zelig, Geo e Geo, Facciamo Cabaret e Momenti di Gloria.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V2 DAY INFORMAZIONE LIBERA
Oltre 400 firme per i referendum dei "Grillini" (d.b.) Il "V2 Day" di Beppe Grillo
puntava sullo slogan "libera informazione in un libero stato" e non a
caso si è celebrato ieri in concomitanza con l'anniversario della Liberazione.
Evidente il duplice richiamo dell'iniziativa a libertà conquistate e da
conquistare.La bella giornata festiva ha in parte rallentato l'affluenza
dei cittadini al gazebo allestito in piazza dei Martiri, anche se gli
organizzatori si sono dichiarati soddisfatti dell'esito della raccolta delle
firme per i tre referendum che chiedono l'abolizione dell'Ordine dei
giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria e della legge Gasparri
sull'emittenza radiotelevisiva. A conclusione delle operazioni ieri, alle 18,
erano state superate le 400 firme. All'invito a firmare molti cittadini hanno
chiesto ulteriori informazioni e qualcuno ha anche opposto rifiuto. "E'
giusto che sia così, questa è libertà. Noi ci poniamo all'attenzione di tutti
come un'associazione ad esclusivo servizio dei cittadini - ha sottolineato il
coordinatore Stefano De Barba -, fuori dall'agone dei partiti e del tutto
trasversale". Per tutta la giornata ai tavoli hanno lavorato una decina di
"grillini" con tanto di maglietta-slogan. Sono una parte di quei 112
bellunesi, di vari centri del territorio provinciale, oggi iscritti
all'associazione che è stata regolarmente costituita due anni fa.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
26-04-2008)
Argomenti: Grillo
V2-DAYRaccolte1200
firmein regioneSono circa 700 le firme raccolte tra giovedì e venerdì a
Trieste, e 500 quelle raccolte a Udine, per il V2-Day
promosso da Beppe Grillo. Lo ha riferito un portavoce del
gruppo giuliano che sostiene le iniziative del comico genovese. Anche in Friuli
Venezia Giulia fino a oggi si firma nei banchetti per la proposta di tre
referendum abrogativi per l'abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria,
dell'ordine dei giornalisti e della legge Gasparri. I banchetti del
V2-Day sono stati posizionati anche a Cervignano e Lignano. FIDASGlobuli
rossi,autosufficienzaentro due anniUn paio d'anni per l'autosufficienza dei
globuli rossi, un tempo più lungo per il plasma: sono gli obiettivi della Fidas
(Federazione italiana associazioni donatori di sangue) proposti ieri a Udine,
al 47. Congresso della federazione, dal presidente Aldo Ozino Caligaris.
"L'autosufficienza nazionale di sangue è un concetto dinamico - ha
spiegato Caligaris - perché aumentano sicuramente le donazioni, ma
parallelamente anche i consumi di sangue. Per questo il Programma nazionale,
condiviso con il ministero della Salute, propone alcune tappe. Per quanto
riguarda il plasma ad esempio - ha detto ancora Caligaris - abbiamo una carenza
del 40\%. Quest'anno puntiamo a migliorare dell'8\% questo dato". Il
presidente della Fidas ha poi detto che "l'organizzazione si impegnerà in
questi anni nei confronti delle donne e dei giovani per sensibilizzarli al
dono.MUSICAStudiosulle "voci"regionali¨Molti cori e cantanti solisti,
professionisti o amatoriali della nostra regione sono stati coinvolti nello
studio del cordenonese Claudio Sacilotto, specialista in otorinolaringoiatria e
audiologia, incaricato di alta specializzazione di chirurgia del naso e dei
seni paranasali nella Clinica otorinolaringoiatrica dell'Azienda Ospedaliero
Universitaria di Udine. Lo studio si propone di individuare le relazioni tra
fattori di ordine fisico, emotivo e ambientale relative al cantante stesso.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
IN PIAZZA FERRETTO
Tanta gente in coda e migliaia di firme raccolte per i tre referendum dal
"grilli" veneziani (m.b.) I "grilli" veneziani hanno fatto
il pieno di firme. Anche A Mestre, oltre a Venezia centro storico, sono
arrivati ieri i gazebo dei seguaci del comico genovese in occasione del V-day2
che si è celebrato a Torino, stavolta tutto incentrato sul tema informazione.
Al pari di quanto accaduto in altre 460 piazze d'Italia, ieri per tutta la
giornata dalle 9 di mattina alle 9 di sera i rappresentanti del Meetup Venezia,
il sito collegato al blog del sito ufficiale di Beppe Grillo (www.grillivenezia.org, da poco registrato ma già molto attivo)
hanno raccolto le firme in piazza Ferretto per le tre proposte di referendum
popolari (ne servono 500.000 perché il quesito possa venire accolto) proposti
da Grillo, mirati
all'abolizione dell'Ordine di giornalisti, del finanziamento pubblico all'editoria
e della legge Gasparri che regola il sistema radiotelevisivo.Dall'apertura e
sino a sera, moltissima gente, attirata in piazza anche dalla bella giornata di
caldo e di sole (anche se a metà pomeriggio è piovuto), si è pazientemente
messa in coda davanti ai quattro gazebo appositamente allestiti, per mettere la
propria firma sui moduli predisposti da una quindicina di "grilli"
veneziani che si alternavano ai tavoli nella raccolta. Alla fine le firme sono
state alcune migliaia: "Noi siamo pienamente soddisfatti - dice Enrico
Scantamburlo, 29 anni, studente-lavoratore, animatore del Meetup veneziano
(altri tre ne sono sorti a San Donà, Chioggia e Riviera del Brenta), che conta
650 iscritti al sito - avevamo già fatto incetta di firme anche a settembre,
quando con un gazebo solo ne avevamo raccolte 3mila e a metà pomeriggio i
moduli erano esauriti. Qui la risposta è stata molto più forte: appena arrivati
c'era già chi chiedeva di firmare prima ancora che finissimo di montare i
gazebo. Significa che la gente su questi temi è molto sensibile".
( da "Gazzettino, Il" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
IN 50MILA AL V2-DAY DI TORINO Grillo: noi i partigiani della libera informazione TorinoUn bagno di
folla per Beppe Grillo nel V2-Day dedicato alla
"libera informazione". Cinquantamila persone sotto un sole estivo (e
150 fra giornalisti e fotografi accreditati), hanno gremito piazza San Carlo a
Torino, come nelle più riuscite manifestazioni sindacali. Molti meno i
presenti nella vicina piazza Castello, dove si sono tenuti concerti e letture
per la festa della Liberazione promossa dal Comitato per l'affermazione dei
valori della Resistenza.Salendo sul palco, il comico genovese ha voluto unire
con un filo le due piazze e i due periodi storici: "Abbracciamo e
ringraziamo - ha detto Grillo - coloro che ci hanno
permesso di essere oggi qui su questo palco. Grazie ai partigiani di 63 anni
fa, oggi siamo noi i nuovi partigiani della libera informazione. Siamo la
naturale continuazione dei nostri nonni".Nel mirino del comico genovese,
l'informazione, ma nei primi minuti del suo monologo i bersagli sono stati il
presidente della Repubblica e Silvio Berlusconi. "Napolitano - ha detto -
dovrebbe essere il presidente degli italiani e non il presidente dei partiti.
Morfeo Napolitano dorme, fa il pisolino, poi esce e monita. Il referendum
elettorale andava fatto prima, non dopo le elezioni". E, riferendosi al
nuovo presidente del Consiglio, ha urlato: "Pensate se Obama da presidente
fosse anche il proprietario della Fox, della Abc e di altre televisioni".
Il comico ha salutato con entusiasmo solo quelle che lui definisce le
"televisioni libere: Al Jazeera, Cnn, Bbc, la tv australiana". È di
nuovo ritornato sulla presenza degli inquisiti in Parlamento ("Sono 70
pregiudicati senza che nessuno abbia saputo niente" mentre scorrevano i
loro nomi su uno schermo) e sul dramma delle morti bianche. Ha attaccato
Confindustria, la legge 30 e con una battuta ha detto che mentre gli operai
muoiono "i politici campano cento anni". A interrompere Grillo solo un messaggio registrato di Adriano Celentano:
"Sono d'accordo Beppe. Non è un antipolitico.
Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi per controbattere le falsità
che ogni giorno ci propinano". Chiusura affidata ad un cronista doc, Marco
Travaglio: "Continuate a cercare i buoni giornalisti, continuate a volere
bene all'informazione, fate amicizia con i giornali e proteggeteli perché
proteggendo loro proteggete anche voi stessi".
( da "Blogosfere" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Apr 0826 V2 Day il
giorno dopo: un popolo consapevole che ci crede ancora Pubblicato da Marilena
De Giorgio alle 13:15 in Accade in città, Attualità cittadina, Il fatto Vi
abbiamo raccontato Torino in questo trascorso 25 Aprile di Liberazione, tra
ricordo della Resistenza e lotta per una più Libera Informazione. Lo abbiamo
fatto dal retropalco, in mezzo alla gente, chiedendo a chi lo ha organizzato.
Forse meno urlato (anche nelle intenzioni del comico-mattatore
Beppe Grillo), forse meno incisivo (anche solo
perchè V Day bis e come tutte le ripetizioni, già visto), ma non meno vigoroso
e niente affatto qualunquista per i cittadini che vi hanno partecipato e che
abbiamo intervistato. Vi abbiamo raccontato le due piazze senza opporle, ma
facendole dialogare, convinti che l'una (quella paventata come sovversiva)
sia stata "la naturale continuazione dell'altra, la continuazione di quei
valori" di Resistenza e lotta. Come ha detto il comico dal palco ad averlo
il coraggio che hanno avuto i combattenti per la libertà, morti caduti in
battaglia. La riflessione che vi proponiamo nasce dal fatto di esserci stati ed
avere visto. Aver visto che non è stato solo un "Vaffanculo" ai
politici inquisiti, ai giornalisti ed ai giornali prezzolati e servi del potere
(gridato, all'unisono, in coro in maniera liberatoria e condivisa); non solo
accuse al capo dello Stato ed ai partiti di governo (come nelle cronache dei
telegiornali di ieri sera ci è stato mostrato). E' stata l'occasione per
riflettere sulla mafia e la lotta di un calabrese che denuncia il pizzo e grida
allo Stato il diritto alla vita, come nel caso di Pino Masciari; sulla Tav,
sulle morti bianche, sull'inceneritore, sulla base Dal Molin di Vicenza, sulla
giustizia con il collegamento in diretta del magistrato Luigi De Magistris.
Comunque la si pensi, dal palco sono state diffuse informazioni fuori dai
circuiti tradizionali. E' stata una giornata calda, molto calda. Torino ha
accolto decine di migliaia di persone, molte delle quali provenienti da altre
regioni d'Italia, con un sole estivo. Nonostante il tentativo di presentare le
due manifestazioni come opposte e stridenti, ci è parso che tutto si sia svolto
nel rispetto della libertà di parola di ognuno e con un continuo interscambio
di pensieri e persone tra le due piazze. Fin dal mattino i membri
dell'organizzazione, prevedendo una partecipazione di massa, si preoccupavano
di provvedere ad un adeguato rifornimento d'acqua, in previsione di un grande
afflusso di persone. Questa previsione si è rivelata azzeccata: alle ore 15.00,
piazza San Carlo si presentava gremita come in poche altre occasioni. Una stima
approssimata può indicare tra gli 80.000 e 100.000 i presenti, benché i media
ufficiali indichino stime variabili tra le 20.000 e 40.000 unità. La popolazione
presente era composta in prevalenza da under 40, famiglie con bambini piccoli,
gente in bici, ragazzi; meno numerosi invece gli anziani. Il popolo dei
grillini era in piazza San Carlo, come in altre 450 piazze in Italia ed altre
15 nel mondo, in coda a firmare per i tre quesiti. Consapevole anche che la
propria dimostrazione di partecipazione potrà essere cestinata e messa in un
cassetto, ma sarà comunque valsa la pena.
( da "Stampaweb, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
TORINO "Ieri a
Torino eravamo in 120mila. Chi era presente lo sa e anche chi può informarsi in
Rete. C'erano tutte le televisioni più importanti del mondo, dalla BBC a Al
Jazeera. Loro racconteranno al mondo cosa sta succedendo in Italia. Loro
descriveranno il fascismo dell'informazione". Beppe Grillo torna
a dividere il mondo in "noi", i suoi fedeli, e "loro", il
mondo dei media e del "potere" in generale, e ringrazia quanti hanno
partecipato, in loco o collegati, al secondo V-day: "Almeno due milioni di
persone". "Le file ai banchetti - racconta sul suo blog il comico-guru
- erano lunghe il doppio dell'otto settembre. I primi dati sono di
450mila firme raccolte. Nella storia repubblicana - afferma - non è mai
successo. Nessuno, nessuno è riuscito a raccogliere un numero simile di firme
autenticate in un solo giorno". "Non cercate l'informazione nei giornali
o nelle televisioni, cercatela in Rete. Non esistono giornalisti buoni o
giornalisti cattivi. Esiste - osserva - un'informazione di regime o la verità.
Voi siete giornalisti. Voi siete Beppe Grillo. Pubblicate le foto e i video di questo bellissimo 25
aprile in Rete, sui vostri blog, su Youtube. Grazie, Grazie, Grazie. Siete
stati fantastici. Loro non molleranno mai, noi neppure. Per un nuovo
Rinascimento". LINK + Torino, due piazze e un solo show + L'ira del
sindacalista zittito "Beppe è come Berlusconi"
+ Folla in piazza per il "Vaffa" di Grillo
OPINIONI Tutti in festa ma divisi MATTIA FELTRI.
( da "KataWeb News" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
"Numeri gonfiati": questa volta Grillo fa il "politico" 26 aprile 2008 alle 14:11 - Fonte:
unita.it - 0 commenti Beppe
Grillo fornisce sul suo
blog i "veri" numeri del V-day contro i giornalisti. Per il comico 120mila
persone in piazza a Torino, due milioni di partecipanti totali, 450mila firme
raccolte per i tre referendum. Ma i suoi lettori sono i primi a
contraddirlo: "Cifre gonfiate, così la gente non ci crede più".
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
VAFFADAY2 A VERBANIA
Oltre 500 firme raccolte dai "grillini" Raccolte 530 firme, ieri dalle 9 alle 19 in piazza Ranzoni a Verbania Intra, nel
corso del "V2 Day" promosso dal movimento di Beppe Grillo. A sostegno di tre referendum per l'abolizione dei finanziamanti
pubblici a giornali di partito, dell'Ordine dei Giornalisti e del duopolio
politica-editoria televisiva Mediaset, la raccolta di firme proseguirà anche
oggi.
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
MARIA FIDA MORO
RIBADISCE LA SUA VOLONTA' DI EMIGRARE "Me ne vado dall'Italia" TORINO
Maria Fida Moro vuole lasciare l'Italia. A pochi giorni dal trentennale dalla
morte del padre, la primogenita dello statista ucciso dalle Br, annuncia dal palco di Beppe Grillo, a
Torino, l'addio a "questo Paese che ho amato tanto, ma è un Paese diverso
da quello in cui sono cresciuta, è diventato privo di memoria e
compassione". Nel suo ricordo "regalato" al popolo del V2-day
sottolinea più volte le parole "memoria" ("Giorno dopo giorno
vogliono cancellare la memoria di mio padre") e "verità"
("La gente si emoziona per mio padre per quel suo bagliore di verità, che
è il motivo per cui è stato ucciso"), sono stati i motivi che l'hanno
portata a parlare "ovunque mi abbiano consentito", spiega. Prima da
Chiambretti, ora da Grillo: perché? "Da
Chiambretti è stato l'unico posto in 30 anni dove mi hanno consentito di dire
quello che volevo. E da Grillo sono venuta perché ogni
volta che posso avere la voce io me la prendo. E qui c'è libertà di
espressione", Maria Fida Moro parla prima e dopo l'intervento pubblico.
Vuol davvero lasciare l'Italia? O è un altro momento di sconforto? "Certo
che voglio andarmene, l'avevo già anticipato, lo ribadisco, lo farò".
Quando? "Ancora un po' di tempo. Andrò lontano, nella galassia".
Maria Fida è una donna sola, e lo racconta al V2-day: "Sono sola, io non
ho un partito, ho il mio Luca, angustiato per me, per la mia continua ricerca
della verità, siamo oggetto di attacchi sgarbati e gratuiti". Dove andrà?
A quale Paese sta pensando? Allarga le braccia. "Lontano" mormora.\.
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
[FIRMA]MAURIZIO
TROPEANO "Beh, c'è più gente di quanto potessimo immaginare". Piazza
Castello, ore 15 e 45 di ieri. I Banana Tacos, un giovane gruppo musicale, stanno
finendo di suonare e uno degli organizzatori parla all'orecchio di Roberto
Placido, vicepresidente del Consiglio regionale e regista di questo concertone
del 25 Aprile per comunicare la sua soddisfazione. Dietro le transenne ci sono
alcune centinaia di persone. Diventeranno migliaia, almeno cinquemila, nel
corso del pomeriggio. Impossibile reggere la concorrenza di
Beppe Grillo e del suo V2-day ma il successo
di questa iniziativa sta nella formula: un mix di musica e parole per questo
passaggio di consegne tra i partigiani e i giovani delle scuole superiori
"si, ci voleva questa musica per farci sciogliere un po'", spiega
soddisfatto Luciano Nardo dell'Anpi di Barriera di Milano. Erano anni,
forse decenni, che Torino non celebrava il 25 Aprile in piazza. L'ha fatto ieri
sotto il pressing del comico genovese che ha fatto smuovere le istituzioni. E
lo farà anche l'anno prossimo con o senza Grillo. Il
concertone, infatti, farà il bis nel 2009 perché "è stato un grande
successo lo ripeteremo", annuncia Davide Gariglio, presidente del
Consiglio regionale. Di fatto una "scommessa vinta perché oggi nessun
politico sarebbe in grado di portare in piazza più gente del comico",
spiega Placido. E sul palco, infatti, non sono saliti i politici ma gruppi musicali,
partigiani e studenti delle scuole superiori. In piazza Castello non si sono
visti né il sindaco, Sergio Chiamparino, e nemmeno la presidente della Regione,
Mercedes Bresso. Sono passati tanti consiglieri comunali, provinciali e
regionali. Un paio di parlamentari del Pd. Tra cui Stefano Esposito, messo
sotto accusa dai grillini perché come presidente della società raccolta rifiuti
vuole l'inceneritore a Settimo. Il neodeputato replica: "Sono pronto ad un
confronto pubblico per spiegare il perché si debba costruire l'inceneritore. Il
rischio è di vedere le nostre strade invase dai rifiuti come a Napoli".
Confusi in mezzo alla gente anche gli intellettuali che hanno firmato l'appello
ai torinesi a partecipare all'evento da Gustavo Zagrebelsky a Carlo Federico
Grosso. E poi Franzo Grande Stevens anche lui attaccato da Grillo.
Interpellato dai giornalisti il presidente della Compagnia di San Paolo
risponde: "Loro sono i partigiani, dice Grillo?
Mah, saranno i nuovi partigiani ma quale è la loro controparte?". E ancora:
"Mi ha attaccato perché alla mia età e poiché sono conosciuto è facile
attaccarmi. Non sono stato partigiano per una questione di età ma mio padre era
un'antifascista e mia madre è stata in un campo di concentramento". Forse
la differenza tra questa "piazza resistente" e quella di piazza san
Carlo sta nelle parole di Ferruccio Maruffi, presidente dell'associazione
nazionale ex deportati: "Non conosco Grillo ma se
lo incontrassi gli racconterei la grande forza che si guadagna non odiando. Il
comico ragiona per slogan mentre per i partigiani c'erano ben altri problemi. E
noi riuscivamo a non odiare". E Alessandro studente del liceo scientifico
di Venaria, aggiunge: "E' giusto essere qui oggi perché ricordiamo la
Liberazione e la Costituzione. Essere qui ha anche il valore di un messaggio
politico: difendere sempre la democrazia". In questa "piazza
resistente" non ci sono bandiere di partito ma solo i vessilli del
comitato per la Resistenza del Col del Lys e un solitario stendardo No Tav. Per
assistere al concerto c'è chi ha portato sedie pieghevoli e chi approfitta
delle aiuole verdi e dell'ombra regalata da Palazzo Madama. In prima fila ci
sono adolescenti ma anche famiglie con bambini e giovani. "Oggi - spiega
Gino Cattaneo, medaglia d'oro - mi ricorda quell'aprile di tanti anni fa quando
scendemmo dalle colline per liberare questa città dal presidio
nazifascista". E Ugo Sacerdote conclude: "Io avevo al collo il
fazzoletto verde degli azionisti. E poi c'era chi portava i fazzoletti rossi e
quelli azzurri ma ci univa un unico obiettivo: liberare l'Italia dai
nazifascisti. E' questo il testimone che lasciamo alle nuove generazioni".
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
RACCOLTA FIRME.
SULL'INFORMAZIONE Seicento adesioni al V2-Day di Grillo Gli "Amici di Beppe Grillo" hanno promosso la raccolta firme per i tre referendum sul
tema "Libera informazione in libero Stato". Al gazebo del V2-Day
allestito ieri ad Aosta in piazza Arco d'Augusto si sono presentati 600
cittadini. "Un bilancio decisamente positivo - ha commentato
l'organizzatore Stefano Arnodo - la raccolta firme durerà ancora tre
mesi e il nostro obiettivo è di estenderla a tutta la Valle". I tre punti
riguardano l'abolizione dei finanziamenti pubblici alla stampa, l'abolizione
del Testo Unico sul sistema radiotelevisivo e l'abolizione dell'Ordine dei
giornalisti. "Il finanziamento pubblico ai giornali - si legge nel
depliant- costa quasi un miliardo di euro l'anno. L'editoria può quindi essere
definita di Stato. Il V2-Day è contro l'ingerenza della politica
nell'informazione". Per quanto riguarda il secondo quesito "la Corte
europea di giustizia ha condannato il regime italiano di assegnazione delle
frequenze radiotelevisive perché non rispetta il principio della libera
prestazione dei servizi". Il terzo quesito è per l'abrogazione dell'Ordine
dei giornalisti, creato da Mussolini nel 1925. Nel blog, Grillo
cita Einaudi: "L'albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un
limite a quel che limiti non ha, alla libera espressione del pensiero".
( da "ADN Kronos" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Ascolta la notizia
commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Roma, 26 apr. (Adnkronos) - "Ieri a Torino eravamo in 120.000. Chi era presente
lo sa e anche chi puo' informarsi in rete. C'erano tutte le televisioni piu'
importanti del mondo, dalla Bbc a Al Jazeera". E' quanto scrive Beppe Grillo sul suo blog, rivendicando il successo del 'V day'.
( da "ADN Kronos" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il comico genovese rivendica
il successo della manifestazione: ''Abbiamo raccolto 450.000 firme. Nessuno è
riuscito a raccogliere un numero simile in un solo giorno" ascolta la
notizia commenta 0 vota 1 tutte le notizie di POLITICA Roma, 26 apr.
(Adnkronos) - "Ieri a Torino eravamo in 120.000. Chi era presente lo sa e
lo sa anche chi può informarsi in Rete. C'erano tutte le televisioni più
importanti del mondo, dalla Bbc ad Al Jazeera". È quanto scrive Beppe Grillo sul suo blog,
rivendicando il successo del secondo 'V-Day'. "Loro racconteranno al mondo
cosa sta succedendo in Italia. Loro descriveranno il fascismo
dell'informazione. Hanno partecipato al V2-day almeno due milioni di persone -
scrive ancora Grillo -. Le file ai banchetti erano
lunghe il doppio dell'otto settembre. I primi dati delle firme raccolte sono di
450.000 firme. Nella storia repubblicana non è mai successo. Nessuno, nessuno è
riuscito a raccogliere un numero simile di firme autenticate in un solo
giorno". "Non cercate l'informazione nei giornali o nelle televisioni,
cercatela in Rete. Non esistono giornalisti buoni o giornalisti cattivi. Esiste un'informazione di regime o la verità - aggiunge Grillo -. Voi siete giornalisti. Voi
siete Beppe Grillo. Pubblicate le foto e i video di
questo bellissimo 25 aprile in Rete, sui vostri blog, su Youtube. Grazie,
Grazie, Grazie. Siete stati fantastici. Loro non molleranno mai, noi neppure.
Per un nuovo Rinascimento".
( da "ITnews.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Roma, 26 apr. (Adnkronos) - "Ieri a Torino eravamo in 120.000. Chi era
presente lo sa e anche chi puo' informarsi in rete. C'erano tutte le
televisioni piu' importanti del mondo, dalla Bbc a Al Jazeera". E' quanto
scrive Beppe Grillo sul suo blog, rivendicando il
successo del 'V day'.
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
La replica
"Rafforzare, non abolire l'Ordine dei
giornalisti" "Non ho mai sentito tante sciocchezze insieme come
quelle declamate oggi da Beppe Grillo".
È il commento del presidente dell'Ordine dei Giornalisti, Lorenzo Del Boca.
"L'Ordine dei giornalisti va rafforzato, non abolito. E Grillo sbaglia: non fu fondato da
Mussolini nel '25, ma nel 1963 da un'idea di Moro e Gonella".
Polemico anche il segretario della Federazione della stampa, Franco Siddi:
"Grillo non confonda i cialtroni che ci sono in
tutte le professioni con le migliaia di giornalisti che in frontiera e con
sacrificio assicurano il massimo di correttezza nell'informare i
cittadini".
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Mattia Feltri TUTTI
IN FESTA MA DIVISI Mi sono rivolto a tutti gli italiani", ha detto il presidente
Giorgio Napolitano al culmine del suo generoso e onesto sforzo. Ma le piazze
ieri erano centinaia, luoghi fisici e luoghi dello spirito, ognuno di noi con
la sua celebrazione, ortodossa o no, minoritaria, personale e pure la
celebrazione del nulla. Molti sanno vagamente quale sia la ricorrenza, molti
sanno che è un giorno di ozio, e si organizzano la sacrosanta gita fuori porta.
Qualcuno era sceso nelle strade, nottetempo, per affiggere manifesti di
solidarietà ai combattenti delle nuove Brigate rosse sotto processo; qualcuno,
a Milano, si era armato di bombolette spray per imprimere sui muri l'identità
del nuovo assassino della libertà: Confindustria. Qualcuno, in Friuli, ha
stampato e distribuito volantini neonazisti: "Achtung Banditen. Traditore
della patria". Qualcuno, a Roma, dal centro del corteo, ha fischiato e
insultato i fratelli Alberto e Piero Terracina, scampati ad Auschwitz, per la
colpa di essere ebrei come gli ebrei che "occupano la Palestina".
Qualcuno, a Genova, ha contestato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente dei
vescovi italiani, per le posizioni della Conferenza episcopale sugli
omosessuali, sulle coppie di fatto, sull'aborto, sulla procreazione assistita.
Qualcuno, a Firenze, è andato a deporre mazzi di fiori sulle tombe dei soldati
americani. Qualcuno, a Cuneo, ha partecipato alla cerimonia di intestazione dei
giardini pubblici a Claus von Stauffenberg, l'ufficiale tedesco che per qualche
ora credette di aver ucciso Adolf Hitler nella Tana del lupo e di averne
rovesciato la dittatura. Ognuno aveva la sua piazza, il suo vecchio e nuovo
nemico, la sua calda memoria oppure il suo fresco rancore. È stato un 25 Aprile
tutto sommato calmo, e paradossalmente frantumato. Beppe Grillo ha
fatto esultante la conta dei presenti, che erano molti, e si è proclamato
figlio e nipote dei partigiani di oltre sessant'anni fa; i nuovi fascisti
stanno nelle redazioni, ha detto, e si ripromette di spazzarli via. Chissà
quanti del suo popolo erano lì per l'ultima Resistenza e quanti per godere dello
show. È la cronaca che si trascina appresso la storia, la tira per i
capelli, se la ridisegna addosso. I ragazzi dei centri sociali hanno mostrato i
pugni alla sinistra sconfitta ed extraparlamentare per indicargli come si sta
in piazza. Il ballottaggio di Roma, vibrante e patetico, ha costretto i leader
del Partito democratico ad argomentazioni lise: arrivano i fascisti, arriva la
marea nera. Silvio Berlusconi ha lavorato al governo e si è intrattenuto per il
caffè col nostalgico Giuseppe Ciarrapico. Roberto Maroni ha tosato l'erba.
Fausto Bertinotti si è chiuso nel silenzio. Il neofascista Luca Romagnoli era
dolente perché la data gli ricorda "violenza e sconfitta". E siccome
è la festa di tutti, tutti hanno fatto festa, a modo proprio, insieme con un ricordo,
con un feticcio, con uno spettro o con niente. CONTINUA A PAGINA 35.
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
[FIRMA]LUCIANO
BORGHESAN "Hai sentito? Ho attaccato anche Napolitano. Che fai, dormi?,
gli ho chiesto. Qui capita di tutto e tu Morfeo fai il pisolino", anche
nell'intervallo, prima di presentare sul palco Maria Fida
Moro, Beppe Grillo arringa, morde, si compiace del
suo V2-Day contro tutti. L'obiettivo dichiarato è la raccolta di migliaia di
firme per i tre referendum sull'informazione, ma i bersagli veri sono i
"poteri", la politica e l'economia, che da giornali e tv - per il
comico ligure - sono sostenuti. Lungo la pedana spara i suoi Vaffa
contro tanti, e nell'elenco i torinesi sono tra i primi. Così nell'urlo corale
di piazza San Carlo finisce Franzo Grande Stevens, "l'avvocato della
Fiat", e una risata collettiva travolge anche il sindaco di Torino quando Grillo apre la giornata: "Chiamparino è contro questa
manifestazione? E' chiaro che non la condivide, perché se ci fosse la libertà
di informazione tutti saprebbero qual è il livello intellettuale del vostro
sindaco". Grillo parte dalla coda polemica che
aveva anticipato il V2-Day a Torino nella giornata della Liberazione per
avviare un 25 Aprile fatto più di interventi che di musica. "Noi -
esordisce - siamo la continuazione di quei valori della Resistenza". Di
fronte alle cinquantamila teste assiepate davanti, ad altre migliaia che
scorrono sotto i portici, ha alla fine un gesto che appare distensivo: "Al
termine del V2-Day potremo anche andare a trovarli". Poi "piazza
Castello dei partigiani" finisce nel dimenticatoio del monologo del
comico. A rilanciare lo scontro sono invece i grillini dei meetup di Torino.
Sul palco è la volta di Vittorio Cristiano: "Uno dei promotori
dell'appello agli intellettuali per la celebrazione del 25 Aprile in piazza Castello
per ostacolare il V2-Day è Stefano Esposito, che fu prima nei giovani del Pci,
poi nei Ds, ora nel Pd, deputato, ma è soprattutto il presidente del Consorzio
Seta, interessato a realizzare l'inceneritore di Settimo, contro cui noi meetup
ci stiamo battendo". Inceneritore, cementificazione, Tav, molta Tav. Ne
parlano Alberto Perino e Ivana Gagliano, del comitato spontaneo della Val Susa,
mentre in piazza sventolano molte bandiere contro il collegamento ferroviario:
"È questa la Resistenza di oggi, non quella dell'altra piazza", tuona
Perino. Elenca i "no" all'opera anche Angelo Tartaglia, lo fa da
ingegnere e docente del Politecnico, ma anche da ex politico, tra il 1980 e
l'85 fu consigliere comunale eletto da indipendente nel Pci, fu anche assessore
con il Novelli ter, e il vicesindaco era Carlo Federico Grosso:
"L'iniziativa per la Resistenza e il V-Day di Grillo
non sono in contraddizione", dice ricordando di aver condiviso molte
battaglie con i Pci Chiamparino, Fassino, Virano. E poi? "Chi si è omologato
e chi no, e questa di Grillo è un'occasione per far
conoscere criteri tecnici diversi". Dal pubblico s'alza una voce isolata:
"Grillo, ma tu per chi voti? Alemanno o
Rutelli?". Il comico lo chiama: "Vieni, che parli". E' Ugo
Monzeglio, ex sindacalista della Cgil, un uomo che il primo maggio del 1996 era
andato a muso duro contro una contestazione di anarchici: Grillo
e Monzeglio parlano a quattr'occhi, "Mi ha promesso di parlare - dirà poi
Monzeglio - non ha mantenuto la parola: è come Berlusconi". Berlusconi
come Grillo? Ci pensa un altro torinese, Marco
Travaglio, a rimettere a posto le distanze: resoconti sui trascorsi di Sua
Emittenza, di Dell'Utri e Previti, e acclamazione finale dai concittadini del
giornalisti scrittore. Discorsi duri e crudi ma quasi sempre apostrofati da
battute, ironie. Berlusconi è Testa d'asfalto, Veltroni è Topo Gigio. A Torino
si ride e Torino ride: musei pieni, esercizi anche, immagini della bella città
nel mondo. Ci sono la Bbc, la Cnn, la tv australiana e l'italiana-londinese
Barbara Serra intervista e documenta per Al Jazeera. E del Caval 'd Brons a Grillo resteranno le firme. Il traguardo? Centomila.
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
I
"GRILLINI" IN PIAZZA Raccolta di firme per il referendum C'era anche
Biella tra le 270 città che hanno aderito al "V2-Day", lanciato da Beppe Grillo e in programma
ieri: nel capoluogo i "Grilli biellesi" hanno allestito un banchetto
in piazzetta Santa Marta per raccogliere firme in appoggio al referendum.
( da "Provincia di Sondrio, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il
vaffa day 2 Grillo va contro i giornalisti Raccoglie
migliaia di firme ma non sa che non sono valide "No a un'informazione
degna di Ceausescu e di Pol Pot": Beppe Grillo chiama e
decine di migliaia, ancora una volta, hanno risposto in 450 piazze italiane, e
in 15 città all'estero, per il secondo "Vaffa day". L'iniziativa del "re dei
blog" ha preso il via ieri in tutta Italia con i banchetti che hanno raccolto
decine di migliaia di firme per indire tre referendum sull'abolizione
dell'ordine dei giornalisti, della legge Gasparri e del finanziamento pubblico
all'editoria. Peccato però che l'iniziativa sia inficiata da una svista:
secondo quanto prescritto dalla legge che norma i referendum (la 352 del 1970)
non è infatti possibile richiedere referendum nei sei mesi successivi alla
convocazione dei comizi elettorali. Quindi le firme "valide" potranno
essere raccolte solo tra cinque mesi, viste le recenti elezioni politiche.
Comunque sia, il "cuore" della festa è stata Torino, una delle città
simbolo della Resistenza, che il comico genovese ha scelto per portare sul
palco le sue provocazioni e le sue invettive (attacca Berlusconi, Gasparri e
polemizza con Napolitano e i giornalisti camerieri). Nel capoluogo piemontese
sono accorsi in 50mila. "Dedichiamo questa manifestazione - ha esordito Grillo sul palco - a coloro che stanno manifestando
nell'altra piazza, noi siamo la naturale continuazione dei nostri nonni, di
quei valori di quella gente che ha combattuto, ha perso la vita per lasciarci
una nazione più libera o quasi". A Genova banchetti divisi, tra le due
"anime" dei sostenitori di Beppe Grillo. In piazza della Vittoria sono riuniti i cosiddetti
MeetUp2, che rivendicano l'indipendenza da ogni partito; in piazzale Kennedy si
sono invece sistemati i MeetUp1, accusati di essere vicini all'IdV. 26/04/2008.
( da "Stampa, La" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
Ta dal foyer del
Warner Village Cinema della Fornaci di Beinasco. Appuntamento dalle 17 alle 20
con i dj di Centro 95. Radio Beckwith fm 87.800 via Fuhrmann 25 a Luserna San
Giovanni, tel. 0121/ 954194. Mercoledì 30 aprile alle 17,30, all'interno dello
spazio "Sala Prove", dedicato alla musica emergente locale,
appuntamento con il concerto dei Medea. Radio Flash fm 97.600 via Bossoli 83,
tel. 011/ 540186. Il 25 aprile vede a Torino nelle stesse
ore e a soli 100 metri di distanza due manifestazioni: in piazza San Carlo Beppe Grillo con il suo "V-Day", in piazza Castello una serie di
concerti per la Resistenza. Flash venerdì 25 pomeriggio è da una parte e
dall'altra a raccontare, minuto per minuto, la giornata. Radio Veronica One fm
93.600 via Massena 60, tel. 011/5812111. La giornata su Rvo comincia
alle 6 con Mario Manzone ne "Lo sveglione", un'ora più tardi subentra
al microfono Sergio Melito con "Mattina Veronica" per quattro ore
all'insegna di notizie, rubriche, interviste e, naturalmente, tanta musica. Il
sabato "Mattina Veronica" si protrae sino alle 13 e ospita, a partire
da mezzogiorno, "Sabato Sport", un'ora per conversare di Juventus e
Torino.
( da "Excitenews.it" del 26-04-2008)
Argomenti: Grillo
(ANSA) - ROMA, 26 APR
- Loretta Goggi e Gianni Brezza si sono sposati oggi a Orbetello, in Toscana,
dopo 29 anni di convivenza. Si erano conosciuti nel '79
all'epoca del primo Fantastico,con Beppe Grillo e
Heather Parisi. Lei era gia' nota attrice, ballerina, cantante, imitatrice,
lanciata da Pippo Baudo,era stata subito definita erede di Delia Scala.
Lui,coreografo dello show diventa il suo manager, addetto stampa,PR,coreografo,
regista,look maker. Da allora diventano inseparabili.