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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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tARTICOLI DAL 21 maggio al 24 giugno 2008      #TOP



Report "Grillo"

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Indice delle sezioni

Grillo (109)


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

Governo al lavoro: sicurezza, Ici, rifiuti Bertolaso sottosegretario ad hoc ( da "Quotidiano.net" del 21-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: con associazioni ambientaliste e i meet up di Beppe Grillo, a piazza Dante, e sugli spalti del Maschio Angioino quello degli Eurodisoccupati. I cortei si sono riuniti e sono stati fermati a piazza Municipio, riempita di bandiere, cartelli e striscioni. Il presidio degli Eurodisoccupati ha esposto al Maschio Angioino uno striscione benaugurale per la categoria,

Rifiuti, Bertolaso sottosegretario Approvato il pacchetto sicurezza Abolita l'Ici, detassati gli straordinari ( da "Quotidiano.net" del 21-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: con associazioni ambientaliste e i meet up di Beppe Grillo, a piazza Dante, e sugli spalti del Maschio Angioino quello degli Eurodisoccupati. I cortei si sono riuniti e sono stati fermati a piazza Municipio, riempita di bandiere, cartelli e striscioni. Il presidio degli Eurodisoccupati ha esposto al Maschio Angioino uno striscione benaugurale per la categoria,

Silvio: Carcere a chi blocca discariche Approvato il pacchetto sicurezza Abolita l'Ici, detassati gli straordinari ( da "Quotidiano.net" del 22-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: con associazioni ambientaliste e i meet up di Beppe Grillo, a piazza Dante, e sugli spalti del Maschio Angioino quello degli Eurodisoccupati. I cortei si sono riuniti e sono stati fermati a piazza Municipio, riempita di bandiere, cartelli e striscioni. Il presidio degli Eurodisoccupati ha esposto al Maschio Angioino uno striscione benaugurale per la categoria,

L'ambientalismo italiano in cerca di identità "In ritardo sia la destra che la sinistra" ( da "Repubblica.it" del 22-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il fattore Grillo. Probabile che il provvedimento sia destinato a rimanere l'ennesimo libro delle buone intenzioni, ma magari rivendicare questo piccolo passo avanti poteva servire a parare qualche bordata di Beppe Grillo, che dello slogan "meno-meno-meno" ha fatto uno dei suoi manifesti astensionisti.

"Ho pregato fino all'ultimo" ( da "Stampaweb, La" del 22-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E la gente che saluta i giornalisti come Beppe Grillo: "Vaffan!..." Mentre sono dentro che le notificano il mandato d'arresto, fuori tutto il paese si stringe attorno ad Annamaria ed esplode la furia dei vicini contro i cronisti. Urlano: "Bastardi, siete gente senza cuore". Una signora agita la mano con un fazzoletto: "Non avete rispetto per nessuno!

Anna, toccata e fuga "ma non mollo la sicilia" - antonella romano ( da "Repubblica, La" del 23-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E proprio ieri Sonia Alfano, leader del movimento Amici di Beppe Grillo, che aspira a prendere il suo posto, è tornata a scagliarsi contro di lei: "Le critiche all'assemblea giungono proprio da lei che abbandona il ruolo istituzionale che i siciliani le hanno affidato, tradendo il mandato dei suoi elettori.

<Senza me e il mio blog Obama non sarebbe dov'è> ( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: nono è Beppe Grillo, che la Huffington però ignora). "I media dipingono il mondo come una lotta tra destra e sinistra invece che tra giusto e sbagliato ", teorizza la columnist di origine greca, straricca dopo il divorzio dal congressman milionario e bisex Michael Huffington, un repubblicano conservatore come lo era lei prima della "

L'intervista L'autrice del sito Internet più influente del mondo "Senza me e il mio blog Obama non s... ( da "Corriere.it" del 23-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: nono è Beppe Grillo, che la Huffington però ignora). "I media dipingono il mondo come una lotta tra destra e sinistra invece che tra giusto e sbagliato ", teorizza la columnist di origine greca, straricca dopo il divorzio dal congressman milionario e bisex Michael Huffington, un repubblicano conservatore come lo era lei prima della "

PENSO CHE questa storia dei veti e delle intimidazioni deve finire. Nei tanti ann ( da "Giorno, Il (Milano)" del 24-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Inammissibile è Beppe Grillo, anche "da relato", cioè se si riferiscono le sue parole. Inammissibile è Luttazzi. Inammissibile è Sabina Guzzanti. Inammissibile è Travaglio. Inammissibile sono anch'io che in 35 anni di carriera non ho mai potuto mettere piede in Rai.

Di Pietro, il <prezzemolo> di Santoro ( da "Giornale.it, Il" del 24-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ma c'è il quarto moschettiere, Beppe Grillo, vero trait d'union tra il dipietrismo, il travaglismo e il santorismo. Di Pietro è l'unico politico che Grillo salva? E Di Pietro lo ricompensa andando al V-Day a firmare la proposta di legge anti corrotti in Parlamento. Santoro dedica una puntata al grillismo?

I lavoratori dell'Enel: <Grillo dieci anni fa diceva sì al carbone> ( da "Giornale.it, Il" del 24-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grillo dieci anni fa diceva sì al carbone" di Redazione Viterbo. "Nel 1997 Beppe Grillo era favorevole al carbone. Lo dichiarò egli stesso in un'intervista al Corriere della Sera". È quanto scrivono in una nota i lavoratori della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia, che hanno dato vita al movimento Sì coke.

Oggi i No Coke in piazza ( da "Manifesto, Il" del 24-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ad aprire la manifestazione sarà il comico genovese Beppe Grillo, collegato via web con Piazza Matteotti, dove si concentreranno i manifestanti. Ieri il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola, ha aderito alla manifestazione e l'Enel per tutta risposta ha deciso di interrompere i rapporti con il Comune.

Referendum di Grillo Oggi le firme ( da "Stampa, La" del 24-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo

Abstract: SAVONA Referendum di Grillo Oggi le firme Prosegue senza sosta la raccolta delle firme per i tre referendum proposti da Beppe Grillo al V2-Day del 25 aprile scorso. Oggi pomeriggio a Savona, davanti alla libreria Ubik di corso Italia, i promotori del referendum allestiranno un banchetto dove si potrà firmare dalle 14,30 alle 19,

No Coke bloccano Aurelia No alla centrale a carbone ( da "Unita, L'" del 25-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, in collegamento web con la piazza del comune viterbese avverte: "Il carbone pulito non esiste, è un bluff". Da Tarquinia è partito il corteo pacifico aperto da alcuni trattori con bandiere della Coldiretti e della Cia. Gli "esasperati" hanno portato il proprio dissenso al cospetto della centrale,

No allo sfratto di rebeldia no alla linea dura di filippeschi ( da "Tirreno, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: la scolarizzazione delle comunità immigrate, dentro il progetto comunale di ristrutturazione di tutta l'area in via Battisti: nessuna risposta finora, se non qualche strizzatina d'occhio prima del voto, e ora... lo sfratto. Esprimiamo la nostra solidarietà alle Associazioni coinvolte. Paolo Arduini, "Città dei Diritti con Beppe Grillo".

Torre Valdaliga, i <no coke> bloccano l'Aurelia ( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: intervenuto via telefono Beppe Grillo per salutare i manifestanti. Gli organizzatori mirano a fermare la riconversione a carbone della centrale di Torrevaldaliga Nord, rifiutando "i soldi o qualunque altro accordo compensativo che non preveda il blocco della riconversione a carbone della centrale", e chiedono al ministro Scajola di "bloccare i lavori già in corso nella centrale"

<No alla riconversione> Aurelia bloccata per ore ( da "Corriere della Sera" del 25-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: le parole di Beppe Grillo, collegato via web, sono risuonate nella piazza di Tarquinia. "Solo in Italia - ha detto il comico - si vuole incrementare l'uso di un prodotto micidiale per la salute dei cittadini". A Grillo i lavoratori della centrale, che hanno a loro volta dato vita a un movimento "Sì coke", rinfacciano di aver cambiato idea,

No coke contro il carbone: Il futuro sono le fonti rinnovabili ( da "Manifesto, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo interviene al telefono: "La politica energetica italiana è grottesca" No coke contro il carbone: "Il futuro sono le fonti rinnovabili" Tarquinia (Roma) "Negli ultimi anni sono cresciute patologie respiratorie, allergie e tumori. I più colpiti sono i giovani".

No coke contro il carbone: <Il futuro sono le fonti rinnovabili> ( da "Manifesto, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo interviene al telefono: "La politica energetica italiana è grottesca" Giacomo Russo Spena Tarquinia (Roma) "Negli ultimi anni sono cresciute patologie respiratorie, allergie e tumori. I più colpiti sono i giovani". La popolazione di Tarquinia è "indignata" per la riconversione della centrale a carbone,

E' iniziata la rivoluzione conservatrice? ( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere".

Brevi, schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Chi ha paura di Beppe Grillo?". Partecipa Marco Pannella. egiziani d'america Alle 18 da Feltrinelli in Galleria Colonna "Chicago" di Ala al-Aswani", interviene Wlodek Goldkorn. capire l'arte Alle 17 all'Upter (via 4 Novembre 157) lezione aperta di Maurizio Chelli a partire dal volume "Storia dell'Arte: da Brancusi all'arte elettronica".

Rifiuti, Marta incenerisce solo i progetti ( da "Giornale.it, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: impianti come i termovalorizzatori o i gassificatori e li ritiene pericolosi per la salute come predica Beppe Grillo. E che il tema rifiuti sia spinoso per la giunta lo confermano anche le recenti bagarre in consiglio comunale che hanno visto dalla stessa parte, contro l'assessore, addirittura elementi di spicco della maggioranza che sostiene la Vincenzi insieme all'opposizione.

Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? ( da "Giornale.it, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere".

Spiegare agli studenti "i cento passi" dimenticati - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Peppino Impastato come Beppe Grillo di oggi?". No, ho risposto a Gianluca, semplicemente perché Impastato, pur facendo anche satira ed essendo molto irriverente nei confronti dei mafiosi e delle loro malefatte, non è andato mai in tv. E non per paura di mostrarsi. La gente l'ha conosciuto solo per la sua voce, per il suo messaggio,

De Gregori apre a Berlusconi: se modernizza fa il bene di tutti ( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: artista liquida i partiti e anche il "fenomeno" Beppe Grillo: "Non lo dico con cattiveria, ma né il comico né il banditore mi hanno mai incuriosito - afferma -. L'antipolitica ha sempre attraversato le democrazie, non vedo niente di nuovo in quello che fa". Non è la prima volta che De Gregori sorprende con le sue dichiarazioni su temi politici.

<Governo, solo fuochi d'artificio La Chiesa ha diritto di parlare> ( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Magari attorno a quella che Santoro definisce ironicamente la banda dei quattro: lui, Travaglio, Beppe Grillo, Di Pietro? "Da tempo ho rotto con la logica del " pas d'ennemis a gauche", nessun nemico a sinistra. Non vivo con questo incubo; altrimenti non potremmo assolvere al compito che spetta a una grande forza riformista del 34%. Non possiamo tornare indietro.

Veltroni attacca: <Berlusconi, solo fuochi d'artificio> ( da "Corriere.it" del 28-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Magari attorno a quella che Santoro definisce ironicamente la banda dei quattro: lui, Travaglio, Beppe Grillo, Di Pietro? "Da tempo ho rotto con la logica del " pas d'ennemis a gauche", nessun nemico a sinistra. Non vivo con questo incubo; altrimenti non potremmo assolvere al compito che spetta a una grande forza riformista del 34%. Non possiamo tornare indietro.

Parole, proclami, gol (e deliri) di Diego ( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: accusa alla Beppe Grillo tutti i politici di essere corrotti (meno Castro); ma si finisce cantando che la vita è una tombola. Non solo per i 35 goal segnati con l'Argentina ma anche per probabilità e imprevisti di cui ha disseminato una carriera travolgente e travolta, sceneggiata alla Merola e metafora di reale: in Italia,

Quanti immigrati può permettersi un'Italia in crisi? ( da "Giornale.it, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana?

Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? ( da "Giornale.it, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana?

I partiti ora ci puntano ma vuoi mettere Obama? ( da "Unita, L'" del 31-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo è stato tra i primi ad aprire un canale, seguito a ruota da Antonio Di Pietro, già alla fine del 2006, mentre il primo partito che ha scoperto le enormi potenzialità del mezzo è stato Alleanza Nazionale, seguito dal Nuovo Psi (tra i video anche quello del lancio della monetine a Craxi, all'uscita del Raphael,

In san martino musica assordante fino alle 2 di notte ( da "Tirreno, Il" del 01-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: chi è andato a controllare il volume degli strumenti, e infine, last but not least, chi è il musicologo in questione? Ci sarà qualcuno capace di rintracciare questi interessanti personaggi? O forse è più facile andare a caccia di emarginati e disperati? Lista civica "Città dei Diritti" con Beppe Grillo.

Chiaiano, diecimila "no" alla discarica - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 02-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: i No Dal Molin e gli Amici di Beppe Grillo Un serpentone colorato e pacifico si è snodato fino a Marano e a Mugnano OTTAVIO LUCARELLI NAPOLI - "Assassini", "No alla discarica", "Jatevenne", "Bossi crepa". Nasce lungo le strade di Chiaiano, il quartiere che nei piani del governo dovrebbe ospitare una mega discarica da settecentomila tonnellate,

I no global occupano Chiaiano e cacciano Rizzo dal corteo ( da "Giornale.it, Il" del 02-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: amici di Beppe Grillo". Poco dopo, lungo il viale che unisce Chiaiano a Marano, l'europarlamentare del Pdci, Marco Rizzo, viene "invitato" senza troppi complimenti a levare il disturbo prima ancora di riuscire a concedersi ai taccuini dei giornalisti: "Passerelle politiche qui non ne vogliamo", gli spiegano alcuni militanti del Comitato rifiuti zero.

Discarica, i no global occupano Chiaiano ( da "Giornale.it, Il" del 02-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: amici di Beppe Grillo". Poco dopo, lungo il viale che unisce Chiaiano a Marano, l'europarlamentare del Pdci, Marco Rizzo, viene "invitato" senza troppi complimenti a levare il disturbo prima ancora di riuscire a concedersi ai taccuini dei giornalisti: "Passerelle politiche qui non ne vogliamo", gli spiegano alcuni militanti del Comitato rifiuti zero.

Insieme per il reinserimento ( da "Tirreno, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: era il titolo dell'iniziativa e su questo tema, nel pomeriggio, è stato organizzato anche un convegno. Relatori: don Stefano, ex volontario della Gometa, che in mattinata ha celebrato la Santa Messa, e Antonio Vermigli, amico di Beppe Grillo, una vita dedicata al volontariato. Ad animare la giornata, musica dal vivo e un ricco buffet.

Danni collaterali ( da "Stampaweb, La" del 03-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ne aveva parlato anche il sito di Beppe Grillo, fra gli altri, e pareva che mescolando olio di colza al gasolio (prima ovviamente che quest'ultimo raggiungesse quotazioni degne dei diamanti) si realizzasse la mitica quadratura del cerchio: chilometraggio illimitato a prezzi accessibili, risparmio di risorse, meno inquinamento, ecc.

Quando i Tg "aiutano" la camorra ( da "Giornale.it, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana?

Jovanotti apre la maratona ( da "Corriere delle Alpi" del 04-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: di Elton John in Piazza San Marco a Venezia, nello stesso palco che ospiterà il Live for Emergency (Vinicio Capossela e Joan Baez). Per non parlare del concerto gratuito dell'estate romana con Manu Chao e l'esibizione di Ben Harper a Villafranca. In ottobre otto spettacoli di Beppe Grillo nel Triveneto. Un po' ovunque, tranne che a Belluno.

Sold out il concerto del parroco ( da "Trentino" del 04-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, per vedere dove sono le sue "antenne", quelle attraverso le quali capta i sentimenti dei giovani e riesce a comunicare con loro, affrontando i temi della vita e della fede. Lui che proponendo i generi musicali più svariati: dal pop al rock, al blues, al melodico, persegue l'obiettivo di comunicare il messaggio cristiano con canzoni ispirate alle poesie del filosofo

Caso ippodromo, il comune deve pubblicare tutti gli atti ( da "Tirreno, Il" del 04-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: appunto di abuso di ufficio sono già stati pubblicati per intero sul sito del Pd follonichese e anche su un altro sito quello degli amici di Beppe Grillo, follonichesi. Ecco perché Fiorani esprime la volontà di una pubblicazione integra dei documenti, affinché appunto ogni singolo membro della comunità follonichese possa senza influenze esterne poter valutare la vicenda. Paola Villani.

ASSENTEISMO AL VOTO ( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: "Toghe rotte" e captato il grido di Beppe Grillo, si sono recati alle urne? A sentire dei commenti per strada, pareva che nessuno dei lettori sarebbe andato a votare, perché la gente aveva intuito un imbroglio antidemocratico che avrebbe impedito ogni vera scelta, in quanto ogni scelta era già stata fatta.

Concerti ovunque ma non in provincia ( da "Corriere delle Alpi" del 05-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Capraro pensa ad esempio a Beppe Grillo, che a Belluno è già venuto, ma la tournée di quest'anno non toccherà la provincia, perchè l'unico spazio utile, l'ex palaghiaccio è in fase di lavori. Idem per il palazzetto di Longarone, Sedico non ha l'agibilità del parterre e Feltre ha il ghiaccio 9 mesi l'anno.

Musica a palla nella polemica anche il cus pisa ( da "Tirreno, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: denunciato al giornale con lettera da parte della Città dei diritti/Beppe Grillo. Nel calderone delle proteste legittime, è finito anche quello per i festeggiamenti dei campionati nazionali universitari. "Ci scusiamo - dice Riccardo Vanni presidente del Cus Pisa - se tremila giovani hanno distrurbato qualcuno.

Dalla Chiesa e Ruotolo al convegno dei grillini ( da "Stampa, La" del 05-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo

Abstract: il gruppo vercellese degli "Amici di Beppe Grillo" si presenta ufficialmente alla città con un convegno in programma il 13 giugno alle 21 alla sala Soms di via Francesco Borgogna. A parlare di "Informazione e società" sono stati invitati lo scrittore e politico Nando Dalla Chiesa ed il giornalista di "Annozero" Sandro Ruotolo.

Telecom vola con i tagli, no dei sindacati - sara bennewitz ( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E anche il comico Beppe Grillo, ieri ha proposto di fare una class action nei confronti della precedente gestione sui lauti compensi percepiti dai precedenti vertici di Telecom, che adesso si vede costretta a tagliare 300 milioni di costi mandando a casa 5mila persone.

Brutture d'Italia, il censimento del Fai ( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: scelta secca e quasi obbligata) al ministro Sandro Bondi (un albergo incompiuto a Carrara), da Beppe Grillo (la centrale a carbone sotto la Lanterna) a Sabrina Ferilli (la monnezza sul Belvedere di Forio d'Ischia). E poi Lucio Dalla, Lella Costa e Milena Gabanelli, solo per citarne alcuni. Ieri, a Milano, la presentazione del progetto.

Salvate i luoghi del cuore vittime del degrado - carlo brambilla ( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo ce l'ha con la centrale a carbone sotto la Lanterna di Genova. E Vittorio Sgarbi con la strada statale 17 che fiancheggia la chiesa delle Grazie in Abruzzo. Gli elementi del paesaggio che creano maggior disturbo a Lucio Dalla sono i condizionatori e le parabole abusive che hanno invaso l'Italia.

Tecnonews ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 06-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, che pure promuove l'immagine della discussione ben informata, dimostra invece attraverso il suo blog come oggi l'agire pubblico sia sostenuto da questo coinvolgimento emotivo. Ricevere centinaia di post (che proprio per questo non vengono letti e analizzati) o sbraitare sulle pubbliche piazze non significa condividere argomenti tra pari,

Fai, salvate i luoghi del cuore vittime del degrado ambientale ( da "Repubblica.it" del 06-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo ce l'ha con la centrale a carbone sotto la Lanterna di Genova. E Vittorio Sgarbi con la strada statale 17 che fiancheggia la chiesa delle Grazie in Abruzzo. Gli elementi del paesaggio che creano maggior disturbo a Lucio Dalla sono i condizionatori e le parabole abusive che hanno invaso l'Italia.

Scamarcio, io come Ulisse emigrante senza casa perso nel Mediterraneo ( da "Tempo, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Solo Beppe Grillo incarna la voglia di cambiare. Berlusconi ha capito qual era il terreno fertile nel nostro Paese, cioè la paura di perdere il proprio orticello". L'attore che aveva già lavorato con un altro regista internazionale, Abel Ferrara in "Go go tales" (dal 20 giugno nelle sale), a fine estate sarà impegnato anche nella fine delle riprese di "

Una vita meritocratica meglio di una vita spericolata ( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana?

Addio Risi, sapeva unire gioia, comicità e tragedia ( da "Tempo, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: interpretazione di Beppe Grillo, a quello stesso diario di Mario Tobino, "Il deserto della Libia", cui si è rivolto di recente anche Mario Monicelli ne "Le rose del deserto". Senza dimenticare "Il Commissario Lo Gatto", con Lino Banfi, con allusioni politiche, e, arrivati ai Novanta, quel ritorno a Gassman con "Tolgo il disturbo" in cui,

Addio al sarcastico maestro ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: quindi la carta Pozzetto in Sono fotogenico , Scemo di guerra con Beppe Grillo, Lino Bandi in Il commissario Lo Gatto , tentativi di usare i nuovi comici in maniera differente dalle gag cui ci avevano abituati. E sul finire l'esperienza della tv col serial La vita continua . Insomma, un maestro bizzarro e senza peli sulla lingua.

Scamarcio: tempi bui, povera Italia ( da "Unita, L'" del 09-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: passando infine per un elogio delle denunce con cui Beppe Grillo ha scoperchiato all'opinione pubblica casi stile Parmalat, secondo lui non oscurabili dalle derive qualunquiste abbracciate nella fase successiva. E poi via ancora altre note a margine sulla festa di Roma (che veramente "festa" deve essere), finché alla fine non arriva secca la domanda: allora Riccardo,

La zampata del leone sulle trasformazioni della società ( da "Manifesto, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo (Scemo di guerra), Monica Vitti (Teresa). Nel 2002 il festival di Cannes gli ha reso omaggio con una retrospettiva dei suoi film e la mostra di Venezia lo ha premiato con il Leone d'oro alla carriera. Nel 2004 ha pubblicato I miei mostri (Mondadori), autobiografia ironica e amarissima, intelligente e appassionata.

Petrolio, libero mercato o libera speculazione? ( da "Giornale.it, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana?

Travaglio, la sala piena e quegli anziani in piedi ( da "Trentino" del 10-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Un po' come Beppe Grillo. Solo che Travaglio è documentatissimo, non suscita un'emozione se non ha un pacco di documenti che la confermano nel cassetto. Anche per questo il bravo Fabio Fazio di "Che tempo che fa?" può dormire sonni tranquilli di fronte alle querele che i potenti gli minacciano.

Una vita meritocratica ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Una vita meritocratica.

Libri / Economia in pillole ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: simili fra Italia e Olanda è una follia come dice Beppe Grillo, che propone di scambiarsi piuttosto ricette e fermare i camion? Non proprio: se non ci fosse scambio di merci simili fra aree diverse non potremmo mai fare colazione con 1 euro". Parola di economista di strada il quale dimostra che di economia si può discutere nei mercati (rionali) ma non è certo una cosa da comici.

"la nazionale? Se fossi più giovane mi proporrei come terzo centrocampo..." Chiambretti: "Niente sol... ( da "Corriere.it" del 11-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Chiambretti si difende: "Non scopro talenti, ma solo persone fuori dalla norma". Li guardo per strada, al ristorante... Spesso poi sono loro che vengono a me". Infine un commento (un po' acido) su Beppe Grillo: "Lo preferivo come comico. Secondo un mio amico i suoi acuti ricordano quelli di Hitler". stampa |.

Ancora su Vasco Rossi e la droga ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Una vita meritocratica... - 17 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana?

<Via i rifiuti dalle strade entro luglio> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 12-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Si realizzerebbe l'idea di Beppe Grillo degli 'angeli del riciclo" E gli inceneritori, che lei non ha mai visto di buon occhio ? "E avviata la gara su Salerno (dove c'è un ricorso per proporre un gassificatore, ndr), mentre ad Acerra cercheremo di recuperare industrialmente ciò che si può.

Da qualche giorno, tra i tanti problemi che abbiamo in ( da "Tempo, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: anno centenario di uno come Pavese non ci siamo quasi accorti di lui mentre infinite volte si è discusso di Beppe Grillo, o di Travaglio. O il tema dei giovani - che tradizionalmente veniva rivendicato da quella parte culturale e politica - completamente assente da qualsiasi questione pubblica, se non grazie agli interventi del Papa e del mondo cattolico sulla emergenza educativa.

L'Italia ha cambiato ( da "Corriere delle Alpi" del 12-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Come dice Beppe Grillo: "Si vuole il nucleare? Si tenga un nuovo referendum! Se gli italiani voteranno a favore, allora si potrà fare. Altrimenti no. Non si possono costruire centrali nucleari ignorando il risultato di un referendum popolare". E credo che su questo abbia perfettamente ragione, visto che il futuro dell'Italia dobbiamo deciderlo noi cittadini!

La cultura "di sinistra" malata di vanità ( da "Tempo, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: anno centenario di uno come Pavese non ci siamo quasi accorti di lui mentre infinite volte si è discusso di Beppe Grillo, o di Travaglio. O il tema dei giovani - che tradizionalmente veniva rivendicato da quella parte culturale e politica - completamente assente da qualsiasi questione pubblica, se non grazie agli interventi del Papa e del mondo cattolico sulla emergenza educativa.

Guareschi per Bergamo era un laico ( da "Eco di Bergamo, L'" del 13-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: un Beppe Grillo: "Guglielmo Giannini, con il suo Partito dell'Uomo qualunque cercò di avviare una lotta contro la "politica", restando all'interno della politica. Guareschi ne stava fuori: è stato piuttosto un autore profetico". Non piaceva ai comunisti perché - caso raro tra i cattolici - invece di sfinirli coprendoli da quella densa nebbia azzurrina in cui tutti i rivoluzionari,

La merce siamo noi ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 13-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ultralternativo Beppe Grillo risponde a questa logica di marca: per promuovere la sua immagine si è affidato alle arti della premiata ditta Casaleggio. Ma lui è una star. Casalinghe, operai, commesse e impiegati si accontentano dell'immagine acquisita da un marchio: devono solo scegliere se entrare nella tribù di facce pulite che usa il tam-

Sentenza su Guantanamo, bentornata America ( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Petrolio, libero mercato o libera speculazione?

Rifiuti, situazione grave ( da "Corriere delle Alpi" del 14-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: anche grazie ai siti collegati a Beppe Grillo) con la pubblicità relativa alla loro capacità tecnologica di riciclare quasi il 100% dei rifiuti loro conferiti attraverso le raccolte differenziate (conferiscono anche alcuni comuni della provincia di Belluno). Fanno cose abbastanza semplici, dividono i rifiuti che arrivano, triturano, avviano alcune componenti al recupero (

Per l'Europa una sola via d'uscita: più democrazia ( da "Giornale.it, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: I tifosi di Vasco Rossi come i sostenitori di Beppe Grillo:... Clark: Tommaso..se il mondo sarebbe migliore senza internet perchè ci sei dentro.?? E sopratutto se... Lele84: e BRAVO FOA CHE SI è FATTO TANTA TANTA PUBBLICITà!!! A FACCIA DA CONIGLIO STATTE ZITTO max66: Caro Lino,la calmata dattela tu,e goditi anche tu le interviste compiacenti che vengono fatte sul GIORNALE dai.

8 province e 144 comuni: occhi puntati su Catania e Palermo ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grazia Giurato della Lista amici di Beppe Grillo, Giuseppe Altamore del Movimento per l'indipendenza della Sicilia, Nello Musumeci de La Destra, Toti Domina per Liberare Catania, Francesco Condorelli Caff per Ms-Fiamma Tricolore. A Siracusa, dove scade il mandato del forzista Giambattista Bufardeci (eletto all'Ars e nominato assessore regionale al Turismo)

I grillini irrompono al comizio di sgarbi sonia alfano: "siamo stati aggrediti" ( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo" sarebbe stata aggredita venerdì sera a Salemi da alcune persone che assistevano al comizio di chiusura della campagna elettorale di Vittorio Sgarbi, candidato a sindaco del paese trapanese. Lo scrive in una nota Sonia Alfano, candidata alla Presidenza della Regione proprio dagli "amici di Beppe Grillo".

Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via France ( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: è il caro Beppe Grillo che con la sua campagna contro tutti ha fatto vincere la destra?Possibile che nessuno protesti? Noi Italiani siamo diventati così apatici? Vorrei lanciare un appello: italiani svegliatevi. Urti Elis Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via Francesco Benaglia 25,

SE LA CASTA PARALIZZA IL TRAFFICO ( da "Corriere della Sera" del 15-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: dopo il fenomeno Beppe Grillo, lo scollamento fra elettori ed eletti si traduce in un'insofferenza palpabile e diffusa verso l'abuso di potere perpetrato da una minoranza, sia pure democraticamente designata, a scapito della maggioranza. Dietro questi sintomi, si cela infatti un evento profondo: la cancellazione del concetto di sovranità popolare.

Amministrative, Sicilia alle urne ( da "Stampaweb, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lista amici di Beppe Grillo insieme alla società civile); Salvatore Domina (Lista liberare Catania); Nello Musumeci (Con Nello Musumeci per Catania); Francesco Condorelli Caff (MS Fiamma Tricolore). Sei i candidati ai comuni di Messina e Siracusa. Nella città dello stretto la sfida è tra Francantonio Genovese (Pd, Idv e Verdi),

Amministrative in Sicilia e Sardegna ( da "Stampaweb, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Lista amici di Beppe Grillo insieme alla società civile); Salvatore Domina (Lista liberare Catania); Nello Musumeci (Con Nello Musumeci per Catania); Francesco Condorelli Caff (MS Fiamma Tricolore). Sei i candidati ai comuni di Messina e Siracusa. Nella città dello stretto la sfida è tra Francantonio Genovese (Pd, Idv e Verdi),

TRAMONTI SUL LAGO ( da "Manifesto, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: come alcune di quelle dei gruppi di Beppe Grillo. "L'unico modo per 'tenere, secondo me, è di lavorare su questioni precise e concrete che appassionano i cittadini, per esempio la questione dell'acqua e della sua gestione, su cui finora non siamo stati capaci di far niente e abbiamo lasciato che se ne impadronisse la Lega, e che si fregiasse del titolo di '

In Italia 4 milioni di "diari" ma solo 20 guadagnano soldi ( da "Trentino" del 17-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: A Riva ci saranno tutti i blogger, ma non Beppe Grillo. Perché la "blogosfera" ce l'ha tanto con lui? Non è che ce l'abbiamo con lui, l'invito per Riva gli è stato inviato... Ma è un'altra cosa: ha uno staff che gli scrive il blog, e poi lui non risponde mai ai commenti, non interagisce con chi gli scrive.

Brevi, schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Alla proiezione interverranno gli europarlamentari Monica Frassoni e Umberto Guidoni e il MeetUp napoletano degli "Amici di Beppe Grillo", che distribuirà al commissario per l'Ambiente Stavros Dimas un documento che invita a bocciare il Decreto rifiuti di Berlusconi. (g. v.) Info movieplayer.it/film/15759/biutiful-cauntri/.

Brevi, schede e richiami 3 ( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: oro del ghibellinismo in Italia attraverso la figura di Rainaldo Bonacolsi, signore di Mantova e di Modena". PREVENDITE GRILLO Prevendite per il nuovo spettacolo di Beppe Grillo che si terrà al Pala Braschi di Parma il 31 ottobre alle 21. Biglietti alla biglietteria del palazzetto, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16. Info 3496860460.

Il blog per informarsi, con qualche dubbio ( da "Giornale.it, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Petrolio, libero mercato o libera speculazione? - 17 Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni?

Brevi, schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: che guidano gli Amici di Beppe Grillo e che hanno in parte sponsorizzato la candidatura a sindaco del maestro di strada Marco Rossi-Doria, che recentemente su "Repubblica" ha dato mostra di avere anche cognizioni in materia di ciclo di rifiuti, sussumendo la possibilità di fare raccolta differenziata in quattro e quattr'otto.

No al nuovo inceneritore Inizia la raccolta di firme ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 18-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: end gli Amici di Beppe Grillo di Monza e Brianza, con la collaborazione di diversi altri gruppi ambientalisti e giovanili del territorio, cominceranno una raccolta di firme per dire "no" al progetto di Brianza Energia Ambiente Spa di realizzare nell'area di via Agnesi un nuovo inceneritore dei rifiuti dalla capacità di 240 mila tonnellate all'

Leggi ad personam, esercito: sono prove generali? Cara Unità, di nuovo leggi ad person ( da "Unita, L'" del 18-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: un blogghista 2008 di Beppe Grillo?, un girotondino?, un cultore dell'antipolitica che non ha capito nulla dell'alto valore morale della denuncia "politica" di Stella e Rizzo?, un berlusconiano pentito che ha capito tutto e ha deciso di parlare? o lo cantavano in coro un esponente del PCdI, uno dell'ex Rc, uno della Sd ispirati da uno scintillante arcobaleno verde?

E gli italiani riscoprono la febbre del ballo ( da "Giorno, Il (Milano)" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Nella top ten al primo posto c'è Benigni con "Tutto Dante", seguito da "Volevo fare il ballerino" di Fiorello e "Reset" di Beppe Grillo. Il record per numero di manifestazioni spetta invece alle mostre, con il 18,39% in più rispetto al 2006, e un conseguente +85,39% di spesa per il pubblico.

Da Shrek ai Police tutti gli incassi da record ( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ai Police tutti gli incassi da record CINEMA Shrek Terzo Harry Potter e l'ordine della Fenice Manuale d'amore 2 CONCERTI Police a Torino Vasco Rossi a Milano, Torino, Roma TEATRO Tutto Dante di Benigni Volevo fare il ballerino di Fiorello Reset di Beppe Grillo LIRICA Tristano e Isotta di Wagner alla Scala di Milano I più visti.

C'è la crisi? Italia, balla che ti passa ( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e da Reset di Beppe Grillo. Mentre per la lirica il primato spetta a Tristano e Isotta di Wagner alla Scala di Milano. Tra i dati rilevati anche quelli degli "eventi" gratuiti: sono stati seguiti da 47 milioni di persone. Nella classifica per città, le statistiche indicano Roma al primo posto per la spesa al botteghino (10.

I numeri ( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: DI BIGLIETTI in più venduti al cinema, pari a 670 milioni di euro 11,36 DI BIGLIETTI venduti in più per i concerti di musica leggera, con una spesa al botteghino cresciuta del 23.36% 10,32% È L'INCREMENTO della spesa al botteghino per il teatro nella sua accezione più vasta che va dalla danza alle "adunate" di Beppe Grillo.

L'irresistibile ascesa dello spettacolo vasco e "shrek" i più amati del 2007 - leandro palestini roma ( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: seguito da Volevo fare il ballerino di Fiorello e Reset di Beppe Grillo. Per la lirica si segnala che i migliori incassi al botteghino sono andati al Tristano e Isotta di Wagner (la statistica non dice però che alla Scala l'alto costo dei biglietti falsa la classifica), mentre il secondo e terzo posto vanno all'Aida di Verdi, all'Arena di Verona.

Cinema, teatro, concerti: anno boom per gli spettacoli ( da "Corriere della Sera" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: agitatore delle folle Beppe Grillo con Reset si deve accontentare della medaglia di bronzo. Per la lirica il migliore incasso al Tristano e Isotta di Wagner alla Scala, al secondo e al terzo posto l'Aida dell'Arena di Verona. Le variazioni più significative nei concerti, col primato assoluto per i biglietti venduti che vola a + 17.

Obama musulmano? Quando la calunnia conta più dei fatti ( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 17 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca?

Arriva anche in Italia l'iPhone il telefono che sa fare tutto ( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Manca solo che Beppe Grillo gli lanci contro uno dei suoi anatemi, dopodiché l'iPhone avrà tutti i requisiti per diventare il nuovo oggetto di culto della Penisola dei telefono-maniaci. Ieri Apple ha ufficializzato gli accordi con Tim e Vodafone annunciando, all'americana, che "sì è vero, siamo entusiasti di lavorare con Tim e Vodafone"

Martini replica ( da "Tirreno, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: OPPOSIZIONE Presto Beppe Grillo tornerà in piazza Che il centro destra facesse il solito teatrino di leggi ad personam era prevedibile e che fosse insofferente allo Stato di diritto e ad alcuni principi costituzionali già lo sapevamo, ma la cosa più imbarazzante è vedere la quasi totale immobilità oppositiva del governo ombra che ha chiuso ogni dialogo con il resto dello stesso Pd.

Marco Travaglio e la nostra politica ( da "Quotidiano.it, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: ipotizza anche una propria collaborazione con Beppe Grillo per l'organizzazione del V-3 day, in programma per la fine di quest'anno, avvenimento con il quale, spiega il giornalista, si cercherà di risollevare le sorti del paese schiacciato dal conflitto d'interessi, una questione che ormai da troppo tempo danneggia il popolo italiano.

Una firma contro le barriere ( da "Tirreno, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Partito umanista, Arcobaleno su Pistoia, Verdi e Amici di Beppe Grillo, al fine di rendere la nostra città priva di ostacoli che possano limitare la mobilità delle persone disabili e perciò favorire una completa accessibilità, cosa volta a migliorare il grado di civiltà, di uguaglianza e pari opportunità.

Farò da cavia perché sia cancellata la legge-porcata - maria teresa giannoni ( da "Tirreno, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Un tribuno alla Beppe Grillo? "Grillo ha dei meriti eccezionali in questa fase. Non hai idea di quanti ragazzi si stanno accostando alla politica, ai valori e alle battaglie di democrazia grazie a lui, grazie al catalizzatore del suo blog e dei suoi v-day. Quanta gente incontro alle presentazioni dei miei libri che viene da lì e lavora nelle battaglie per l'

Comitati in marcia da Acerra a Napoli In attesa di Chiaiano ( da "Manifesto, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: gli amici di Beppe Grillo, l'assise di Palazzo Marigliano, il Wwf e Legambiente, che hanno accettato di partecipare allo "scarpinetto". D'altra parte chi è venuto se l'è cercata. "Ma per i mille "sì" ad altrettante ipotesi ecocompatibili sullo smaltimento dei rifiuti - spiega Anna Fava di Palazzo Marigliano - ci sta bene anche la smazzata votiva.

Brevi, schede e richiami 3 ( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: PREVENDITE GRILLO Sono aperte le prevendite per il nuovo spettacolo di Beppe Grillo che si terrà al Pala Braschi di Parma il 31 ottobre alle 21. Biglietti alla biglietteria del palazzetto, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16. Info 3496860460. LUOGHI PASCOLIANI Fino all'11 settembre, tutti i giovedì mattina, alle 8,

Veltroni: no alla sindrome della spallata - umberto rosso ( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Mettendo insieme Leoluca Orlando e Beppe Grillo. Pino Pisicchio e i girotondi di Pardi e Flores. Beppe Giulietti e gli orfani della sinistra arcobaleno. E che strizza l'occhio al Parisi che sul Corriere della Sera ha chiesto la testa di Veltroni, per provare ad agganciare così anche i malpancisti del loft.

Non è in atto una competizione a chi fa più opposizione ci tiene a precisare s ( da "Unita, L'" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: a cominciare con molta probabilità, da Beppe Grillo, anche se Di Pietro punta su "un movimento spontaneo come rugiada al mattino". Ma sarà un banco di prova anche per questa opposizione del confronto quotidiano. Non si sbilancia Di Pietro sul sostegno che potrebbe venire alla sua iniziativa dal Partito democratico.

Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via Fr ( da "Unita, L'" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: presidente Associazione Volontari della Libertà di Trieste Perché Beppe Grillo adesso tace? Cara Unità, ma Beppe Grillo dove è andato a finire? Perché non lancia un "vaffan..." contro le vergognose leggi ad personam di Berlusconi? Gli piaceva urlare contro tutta la politica, mettendo tutti sullo stesso piano.

Giustizia e legalità, come resistere a violenza e ricatti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: dei Meetup di Beppe Grillo, stanno percorrendo l'Italia in lungo e in largo solo per raccontare la loro storia perché, come dice Calasanzio - che ha perso per volere della criminalità organizzata il nonno e lo zio - "possa riuscire a smuovere gli animi". Questo "Giro d'Italia" a portato i tre in Sardegna per due giornate quella di sabato in Gallura e quella precedente a Cagliari.

Generazione V e Information 2.0 ( da "Data Manager" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: organizzato da Beppe Grillo. Questa manifestazione di appartenenza ha dato una specifica connotazione alla "V" inclusa nella definizione, ma la modalità espressiva che ne è scaturita converge verso la definizione Gartner. Nei blog si è creata una rete di persone che ha potuto condividere il proprio disagio nei confronti di un sistema che avvertono distante dal loro insieme di valori.

L'immigrazione? E' come un domino ( da "Giornale.it, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 17 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca?

Brevi, schede e richiami 3 ( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: PREVENDITE GRILLO Sono aperte le prevendite per il nuovo spettacolo di Beppe Grillo che si terrà al Pala Braschi di Parma il 31 ottobre alle 21. Biglietti disponibili presso la biglietteria del palazzetto, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16. Info 3496860460.

Donadoni? Non lo vogliono perché poco personaggio Cara Unità, da quanto si legge ( da "Unita, L'" del 24-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Angela Rigoli Beppe Grillo: oltre il vaffa niente? Cara Unità, anche io chiedo che l'indole del vaffa comico Grillo si manifesti. Il vaffa, si è infastidito parecchio dell'apparizione sui media dei suoi redditi, non vorrei che si infastidisse anche se non passasse la legge salva Premier.

Stai consultando l'edizione del L'INTERVENTONel libro dedicato al ricordo di Riccardo Faini, la rifl... ( da "Unita, L'" del 24-06-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: proprio in questi giorni segnalato semmai da fenomeni come il blog di Beppe Grillo, 200.00 visitatori al giorno e una capacità di mobilitazione che sfida quella del sindacato. C'è chi teme, soprattutto i giornalisti dei quotidiani, questi sviluppi. Certo, i giornali registrano ovunque, tranne in India e in Cina, un calo di lettori, mentre la crescita di Internet sembra inarrestabile.

Centrale "verde" ora c'è l'ok ( da "Stampa, La" del 24-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo

Abstract: dal Comune al gruppo Amici di Beppe Grillo. Quest'ultimo, attraverso la propria portavoce, Marcella Perotti, ha sottolineato, analizzando il progetto, la mancanza della stesura di un bilancio energetico. Una critica però smentita dalla responsabile del procedimento e che comunque ha suscitato perplessità.


Articoli

Governo al lavoro: sicurezza, Ici, rifiuti Bertolaso sottosegretario ad hoc (sezione: Grillo)

( da "Quotidiano.net" del 21-05-2008)

Argomenti: Grillo

Oltre mille uomini delle forze dell'ordine a presidiare l'intero territorio. Prevista l'interdizione dello spazio aereo sul centro cittadino Commenta

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All'ordine del giorno un decreto legge sulla sicurezza che inasprirà le pene per i reati commessi da stranieri. Un decreto legge fiscale che azzererà l'Ici sulle prime case e detasserà gli straordinari per i lavoratori dipendenti privati con redditi medio bassi (si pagherà per sei mesi solo il 10%). Verranno esaminate decisioni operative per quanto riguarda l'emergenza rifiuti in Campania (oggi Bertolaso che proprio a Napoli è stato nominato sottosegretario ad hoc). All'odg anche misure restrittive sul ricongiungimento familiare degli extracomunitari. Il centro di Napoli è stato ripulito dai rifiuti. Solo fino a ieri la 'monnezzà trionfava anche di fronte al centralissimo teatro San Carlo. Nelle periferie la situazione è anche più grave. Bertolaso è già stato commissario straordinario, ma i problemi dei napoletani sono lontani da una soluzione. Nel pomeriggio Berlusconi e i ministri terranno la conferenza stampa a Palazzo Reale. Sulla questione Alitalia per ora bocche cucite. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha tenuto la linea del rigoroso silenzio: "La borsa è aperta. La Consob è in agguato". I CORTEI DI PROTESTA Puntuali alle 9 si sono riuniti gli operatori sanitari precari, un centinaio di persone con bandiere, all'angolo di piazza Municipio che insite in basso. è il primo di 7 cortei e due presidi che metteranno a dura prova il dispositivo messo a punto dalle forze dell'ordine e la pazienza dei napoletani in occasione del Consiglio dei Ministri. Franco delle Femmine, il presidente dell'associazione che li riunisce, Oss Napoli, chiede "un incontro con il presidente Berlusconi per mettere in evidenza la situazione precaria della sanità campana a causa dei dissesti procurati dai nostri bravi amministratori". Il centro della città, intanto, si riempie di transenne, con qualche protesta di cittadini, soprattutto nella zona di piazza Municipio, dove si fermeranno molto probabilmente tutti i cortei previsti, e di piazza Plebiscito, dove si svolgerà l'appuntamento partenopeo dell'Esecutivo. Napoli è pulita da una raccolta straordinaria effettuata ormai da due giorni, ma non in tutti i suoi quartieri. Alle 9.30 da piazza del Gesù s'è mosso il Coordinamento di lotta per il lavoro, sigla storica tra i disoccupati; poi gli aderenti al Sindacato lavoratori in lotta da piazza Matteotti e da piazza Garibaldi gli immigrati e i rom con l'Opera Nomadi. Due i presidi, quello della rete rifiuti tossici, con associazioni ambientaliste e i meet up di Beppe Grillo, a piazza Dante, e sugli spalti del Maschio Angioino quello degli Eurodisoccupati. I cortei si sono riuniti e sono stati fermati a piazza Municipio, riempita di bandiere, cartelli e striscioni. Il presidio degli Eurodisoccupati ha esposto al Maschio Angioino uno striscione benaugurale per la categoria, "Con Berlusconi disoccupati al lavoro"; al loro gruppo si è aggiunto Centro sociale sottoproletari indultati, che espone cartelli per chiedere il reinserimento lavorativo. Chi manifesta si fonde in un unico serpentone che gira intorno ai giardinetti davanti al Municipio, gridando di tanto in tanto i propri slogan e facendo rumore con i fischietti; in sottofondo l'Inno di Mameli, intervallato da "Napule è" di Pino Daniele e altre canzoni napoletane diffusi da un impianto portato dal corteo dei disoccupati. Traffico bloccato a piazza Carità per il Coordinamento lotta per il lavoro e centri sociali che hanno ritardato l'avvio del loro corteo; il loro striscione recita "Noi non siamo la camorra. I corsisti Isola (progetto di formazione della Regione Campania, ndr.) nella raccolta differenziata". BASSOLINO "Vincere la sfida? Servono due anni" - EMERGENZA RIFIUTI A Napoli meno roghi grazie alla pioggiaFOTOSTORY Emergenza rifiuti in Campania Commenti Invia commento Segnala ad un amico 21/05/2008 11:57 paolo Invece di fare nove cortei (tra l'altro in una giornata che dovrebbe essere lavorativa) perchè queste persone così impegnate non si armano di scopa e ramazza e fanno qualcosa di più utile (Caruso per primo)? 21/05/2008 10:57 ruzante quanto ci verrà a costare la trasferta e la relativa merenda a Napoli? da roma si sono spostati con un torpedone o sono andati ognuno con la "propria" auto blu di rappresentanza? Una cosa positiva c'è stata ed è la sparizione della monnezza da piazza plebiscito. probabilmente è stata spostata di un km in modo da non intaccare i loro preziosi nasini ma stasera vedrete che sarà ritornata, aumentata dalle cartacce che questi signori butteranno. 21/05/2008 10:53 lukas Lucia, la gente di napoli ha vissuto nel guano grazie ai tuoi compagni di merende, Iervolino e Bassolino che però non si sono assolutamente dimenticati di ripulire il vialetto di Napolitano quando si è andato in visita in quella città....bella l'uguaglianza eh? 21/05/2008 09:40 francesco pisa Vediamo cosa fara' Berlusconi per questa emergenza. Considerando la situazione di gravita' nella quale vive napoli per la questione rifiuti non partiamo con preconcetti sulla persona del nuovo presidente del consiglio e giudichiamolo per quello che fara'. 21/05/2008 09:40 francesco pisa Vediamo cosa fara' Berlusconi per questa emergenza. Considerando la situazione di gravita' nella quale vive napoli per la questione rifiuti non partiamo con preconcetti sulla persona del nuovo presidente del consiglio e giudichiamolo per quello che fara'. 21/05/2008 09:09 lucia arriva il padrone e tutti a pulire la città, ma la gente che ci vive non vale proprio nulla. per mesi hannno vissuto nella merda,respirando schifezze ed ora arriva il salvatore con amici di merenda, a nostre spese, e tutto viene ripulito.la trovo una cosa schifosa nei confronti di cittadini che lì vivono,pagano tasse, compresa quella dei rifiuti, per ingrassare il comune. 21/05/2008 08:49 vito ...in pratica oggi si riuniscono tutti i fannulloni di Napoli spalleggiati da fannulloni extracomunitari...bene, bene..Berlusconi aumenterà il consenso... Sono presenti 7 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Roger e la "Nadalite" (172 commenti) Di Pietro: "Ho querelato Silvio Pesanti offese sulla mia laurea" (98 commenti) Carfagna nega il patrocinio al GayPride Grillini: "Fa battutacce da bar" (94 commenti) Istruttoria dell'Agcom su Santoro e Fazio (78 commenti) "La situazione dei rom in Italia è orribile" (75 commenti) Rafa ancora n.2, che spettacolo! (71 commenti) E' scontro tra Castelli e Travaglio (66 commenti) Scrivi qui il tuo messaggio per sostenere la corsa del Bologna verso la A (56 commenti) 13:00:56 - Io spero che Federer vinca per la sesta volta nella culla del tennis (Wimbledon) e che lasci lo slam[...] Roland Garros Nadal imbattuto insegue Borg12:51:13 - Per me vince Robert Kendrick, tanto in finale a Parigi ci sono arrivati un po' tutti[...] Roland Garros Nadal imbattuto insegue Borg12:49:10 - Leggo cose irripetibili...mamma mia che pena. Agassi a Wimbledon con i jeans stracciati non ci andò [...] Roger e la "Nadalite"12:31:21 - Enos,Roger ha inziiato ad avere una condizione fisica accettabile sulla sua superficie non preferita[...] Roger e la "Nadalite"12:29:16 - Ogni anno nel nostro Paese, secondo recenti statistiche pubblicate in rete, 20 madri uccidono i loro[...] Cogne in attesa della sentenza La Franzoni è 'sparita' da lunedì Il pg: "Confermare la condanna"12:27:23 - quindi il detto "alle volte è bene pensar male" questa volta è stato smentito !!! rafa sarebbe stato[...] Roger e la "Nadalite"12:27:05 - Pena di morte per chi tocca donne e bambini!![...] Storia di Pinuccia, picchiata dall'ex "Denunciarlo? L'ho fatto 82 volte" Fecondazione artificiale per donne sole, sei d'accordo?Vota il gol più bello dell'ultima giornataCofferati vieta il piercing ai minori di 14 anni senza l'ok dei genitori, sei d'accordo?Diritti ai gay, sei d'accordo con il ministro Mara Carfagna?Chi lasceresti a casa dei 24 preconvocati?Il Comune di Bologna ha dato l'ok a spray e manganelli per i vigili urbani, sei d'accordo?Dipendenti pubblici fannulloni, è giusto licenziarli?Mercato, qual è secondo te l'alternativa a piazza S.Michele?Giusto introdurre il reato di clandestinità?Mancini deve rimanere allenatore dell'Inter?Sceriffi della terza età, sei d'accordo?Giusto distinguere colf e badanti dagli altri immigrati clandestini?Si prospetta l'apertura di una nuova moschea in città, che ne pensi?Ronde di cittadini insieme alla polizia contro degrado e inciviltà. Che cosa ne pensi?Il tennis femminile cerca una nuova regina, chi merita la corona? LA FOTO DEL GIORNO Cuore di mamma Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette? RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Rifiuti, Bertolaso sottosegretario Approvato il pacchetto sicurezza Abolita l'Ici, detassati gli straordinari (sezione: Grillo)

( da "Quotidiano.net" del 21-05-2008)

Argomenti: Grillo

Terminato il consiglio dei ministri straordinario: Bertolaso sottosegretario all'emergenza spazzatura, individuate otto discariche. La città blindata per 10 cortei di protesta. Commenta

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Via libera del Consiglio dei ministri straordinario che si è svolto a Napoli al 'pacchetto' fiscale che contiene l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e la detassazione degli straordinari. Lo riferiscono fonti dell'esecutivo. E' prevista una conferenza stampa del Governo per illustrare i dettagli del provvedimento. Via libera dal Consiglio dei ministri riunito a Napoli al 'pacchetto' sicurezza. Il provvedimento, secondo quanto viene confermato, è composto da tre disegni di legge e da un decreto legge. A quanto si apprende, è confermato l'inserimento all'interno di uno dei disegni di legge del reato di clandestinità, mentre all'interno del decreto sarebbe prevista l'aggravante per chi delinque in condizioni di clandestinità. è credibile un Paese, dove la terza città in ordine di grandezza è sommersa dai rifiuti e sgombera i campi rom, non con le forze dell'ordine, ma con le molotov? Silvio Berlusconi rispetta la promessa della campagna elettorale e presiede il primo Consiglio dei Ministri post fiducia del suo quarto Governo a Napoli, in Prefettura. Il tentativo è quello di ripartire proprio dall'occhio del ciclone. All'ordine del giorno un decreto legge sulla sicurezza che inasprirà le pene per i reati commessi da stranieri. Un decreto legge fiscale che azzererà l'Ici sulle prime case e detasserà gli straordinari per i lavoratori dipendenti privati con redditi medio bassi (si pagherà per sei mesi solo il 10%). Verranno esaminate decisioni operative per quanto riguarda l'emergenza rifiuti in Campania (oggi Bertolaso che proprio a Napoli è stato nominato sottosegretario ad hoc). All'odg anche misure restrittive sul ricongiungimento familiare degli extracomunitari. Il centro di Napoli è stato ripulito dai rifiuti. Solo fino a ieri la 'monnezzà trionfava anche di fronte al centralissimo teatro San Carlo. Nelle periferie la situazione è anche più grave. Bertolaso è già stato commissario straordinario, ma i problemi dei napoletani sono lontani da una soluzione. Nel pomeriggio Berlusconi e i ministri terranno la conferenza stampa a Palazzo Reale. Sulla questione Alitalia per ora bocche cucite. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha tenuto la linea del rigoroso silenzio: "La borsa è aperta. La Consob è in agguato". I CORTEI DI PROTESTA Puntuali alle 9 si sono riuniti gli operatori sanitari precari, un centinaio di persone con bandiere, all'angolo di piazza Municipio che insite in basso. è il primo di 7 cortei e due presidi che metteranno a dura prova il dispositivo messo a punto dalle forze dell'ordine e la pazienza dei napoletani in occasione del Consiglio dei Ministri. Franco delle Femmine, il presidente dell'associazione che li riunisce, Oss Napoli, chiede "un incontro con il presidente Berlusconi per mettere in evidenza la situazione precaria della sanità campana a causa dei dissesti procurati dai nostri bravi amministratori". Il centro della città, intanto, si riempie di transenne, con qualche protesta di cittadini, soprattutto nella zona di piazza Municipio, dove si fermeranno molto probabilmente tutti i cortei previsti, e di piazza Plebiscito, dove si svolgerà l'appuntamento partenopeo dell'Esecutivo. Napoli è pulita da una raccolta straordinaria effettuata ormai da due giorni, ma non in tutti i suoi quartieri. Alle 9.30 da piazza del Gesù s'è mosso il Coordinamento di lotta per il lavoro, sigla storica tra i disoccupati; poi gli aderenti al Sindacato lavoratori in lotta da piazza Matteotti e da piazza Garibaldi gli immigrati e i rom con l'Opera Nomadi. Due i presidi, quello della rete rifiuti tossici, con associazioni ambientaliste e i meet up di Beppe Grillo, a piazza Dante, e sugli spalti del Maschio Angioino quello degli Eurodisoccupati. I cortei si sono riuniti e sono stati fermati a piazza Municipio, riempita di bandiere, cartelli e striscioni. Il presidio degli Eurodisoccupati ha esposto al Maschio Angioino uno striscione benaugurale per la categoria, "Con Berlusconi disoccupati al lavoro"; al loro gruppo si è aggiunto Centro sociale sottoproletari indultati, che espone cartelli per chiedere il reinserimento lavorativo. Chi manifesta si fonde in un unico serpentone che gira intorno ai giardinetti davanti al Municipio, gridando di tanto in tanto i propri slogan e facendo rumore con i fischietti; in sottofondo l'Inno di Mameli, intervallato da "Napule è" di Pino Daniele e altre canzoni napoletane diffusi da un impianto portato dal corteo dei disoccupati. Traffico bloccato a piazza Carità per il Coordinamento lotta per il lavoro e centri sociali che hanno ritardato l'avvio del loro corteo; il loro striscione recita "Noi non siamo la camorra. I corsisti Isola (progetto di formazione della Regione Campania, ndr.) nella raccolta differenziata". IL MIRACOLO DI SILVIO Via la spazzatura dal centro - BASSOLINO "Vincere la sfida? Servono due anni"FOTOSTORY Emergenza rifiuti in CampaniaGuarda la videonews Commenti Invia commento Segnala ad un amico 21/05/2008 08:49 vito ...in pratica oggi si riuniscono tutti i fannulloni di Napoli spalleggiati da fannulloni extracomunitari...bene, bene..Berlusconi aumenterà il consenso... 21/05/2008 09:09 lucia arriva il padrone e tutti a pulire la città, ma la gente che ci vive non vale proprio nulla. per mesi hannno vissuto nella merda,respirando schifezze ed ora arriva il salvatore con amici di merenda, a nostre spese, e tutto viene ripulito.la trovo una cosa schifosa nei confronti di cittadini che lì vivono,pagano tasse, compresa quella dei rifiuti, per ingrassare il comune. 21/05/2008 09:40 francesco pisa Vediamo cosa fara' Berlusconi per questa emergenza. Considerando la situazione di gravita' nella quale vive napoli per la questione rifiuti non partiamo con preconcetti sulla persona del nuovo presidente del consiglio e giudichiamolo per quello che fara'. 21/05/2008 09:40 francesco pisa Vediamo cosa fara' Berlusconi per questa emergenza. Considerando la situazione di gravita' nella quale vive napoli per la questione rifiuti non partiamo con preconcetti sulla persona del nuovo presidente del consiglio e giudichiamolo per quello che fara'. 21/05/2008 10:53 lukas Lucia, la gente di napoli ha vissuto nel guano grazie ai tuoi compagni di merende, Iervolino e Bassolino che però non si sono assolutamente dimenticati di ripulire il vialetto di Napolitano quando si è andato in visita in quella città....bella l'uguaglianza eh? 21/05/2008 10:57 ruzante quanto ci verrà a costare la trasferta e la relativa merenda a Napoli? da roma si sono spostati con un torpedone o sono andati ognuno con la "propria" auto blu di rappresentanza? Una cosa positiva c'è stata ed è la sparizione della monnezza da piazza plebiscito. probabilmente è stata spostata di un km in modo da non intaccare i loro preziosi nasini ma stasera vedrete che sarà ritornata, aumentata dalle cartacce che questi signori butteranno. 21/05/2008 11:57 paolo Invece di fare nove cortei (tra l'altro in una giornata che dovrebbe essere lavorativa) perchè queste persone così impegnate non si armano di scopa e ramazza e fanno qualcosa di più utile (Caruso per primo)? 21/05/2008 12:58 serratus Tenere un consiglio dei ministri a Napoli in questa particolare occasione è solo un gesto pubblicitario. Saranno dette tante parole, ma vorrei scommettere con chiunque che da domani la città sarà più sporca di prima. Mi viene in mente quello che accadeva durante il fascismo e nulla è cambiato. 21/05/2008 13:06 GIOIR __UN COMMENTO AL COMMENTO . IN QUELLO MIO DI STAMANE, APPROPOSITO DELLE MANIFESTAZIONI ANTIGOVERNATIVE A NAPOLI, HO ATTACCATO I CENTRI SOCIALI E PER QUESTO, PENSO, NON E' STATO PUBBLICATO... HO IL SOSPETTO CHE LA REDAZIONE DI QUESTO QUOTIDIANO I " NO GLOBAL " LI HA IN CASA... QUINDI ANCHE QUESTO VERRA' CENSURATO ??? - CMQ MI SARA' SERVITO DA SFOGO !!! SALUTI. 21/05/2008 13:17 audax la situazione che ci ha lasciato la sinistra è allucinante....Quest'uomo è da ammirare: alla sua età potrebbe essere alle bahamas a godersi la vita e invece lavora da mattino a sera per il paese: in bocca al lupo grande Silvio! 21/05/2008 13:53 tino Mi fa piacere vedere tanta gente che si preoccupa di come siano arrivati a Napoli i vari Berlusca ed i suoi ministri e quanto costeranno.Tutti commenti arrivati in orario di lavoro tra l'altro............ Andiamo TUTTI A LAVORARE E I COMMENTI FACCIAMOLI ALLA FINE! AVENDO IL CORAGGIO E L'ONESTA' DI FARE ANCHE I COMPLIMENTI, SE IL LAVORO FATTO PORTERA' RISULTATI BUONI. 21/05/2008 14:06 Pino I napoletani sono bravi a protestare contro la loro "monnezza". Invece di protestare contro i cumuli, perche non evitano che questi si ingrossino sempre piu' tenendo almeno in casa (per il momento) materassi, mobili vecchi, copertoni e quanto almeno non rischia di puzzare. Cosi' non si alzano al cielo le montagnE di rifiuti. 21/05/2008 14:10 ciaociao Mi piacerebbe comprendere il perchè della presenza di tiratori scelti sui tetti, ma, forse hanno fucili di plastica, ma più che altro con chi se la dovrebbero prendere e su chi sono pronti a sparare? In una democrazia certe cose fanno pensare ad altre forme di governo oppure non sapevo ancora che l'italia fosse in guerra. Saluti e baci a tutti. 21/05/2008 14:25 Luigi L'emergenza rifiuti in Campania non è certamente nata negli ultimi giorni... Oggi siamo tutti pronti a protestare contro Berlusconi che non ha nessuna responsabilità in merito. Vorrei chiedere a tutti quelli in piazza oggi stanno manifestando contro il Governo se sono in grado di mostrarmi almeno un'azione fatta dal precedente governo per la risoluzione del problema rifiuti. Grazie! 21/05/2008 16:20 peppo Sicuramente si condanna sempre chi prova a fare qualcosa di cui tutti siamo d'accordo, il popolo italiano è stanco dei cortei, dei casarini dei fanulloni e di tutta la cricca di gente che protesta, protesta e protesta, ma a volte turare su le maniche e muoversi sarebbe meno faticoso e più utile 21/05/2008 16:25 giovanni T. Avete commentato solo quello che vi faceva comodo(i cortei)senza apprezzare la scelta ottima di Bertolaso come sottosegretario all'emergenza immondizia. Vergogna!!!!!!!!!!!! 21/05/2008 16:34 Mark Campa Cavallo!!!!!!!!! Fatta la Legge per l'espulsione dei delinquenti, i Magistrati faranno di tutto per liberare gli arrestati dalle forze dell'rdine, altrimenti che senso ha per i Magistrati difendere il terzo Potere dello Stato, per loro basta poco che ce vò. 21/05/2008 16:52 Fausto Visto che a San Gennaro il miracolo di eliminare la "munnezza"non è venuto bene,i napoletani lo hanno "sostituito" con a Sant'Ambrogio. "Masaniello"tra qualche giorno verificherà i risultati e se non sarà successo niente "sai che casino". Sono presenti 18 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Roger e la "Nadalite" (182 commenti) Di Pietro: "Ho querelato Silvio Pesanti offese sulla mia laurea" (99 commenti) Carfagna nega il patrocinio al GayPride Grillini: "Fa battutacce da bar" (94 commenti) "La situazione dei rom in Italia è orribile" (75 commenti) Rafa ancora n.2, che spettacolo! (71 commenti) E' scontro tra Castelli e Travaglio (68 commenti) Scrivi qui il tuo messaggio per sostenere la corsa del Bologna verso la A (60 commenti) "Libereremo i cittadini dalla paura" (46 commenti) 16:18:56 - Paolo hai detto bene. Tu Bibò puoi andarti a letto e coprirti la testa e ascoltare quella canzone ch[...] Il miracolo di Silvio: il centro mai così pulito Nella notte dimezzati i rifiuti in strada16:18:53 - Oggi è una bella giornata per Firenze: il XVII secolo è finito e con esso la caccia alle streghe con[...] Assolto l'ex farmacista Calamandrei "Dopo vent'anni di inferno giudiziario come potrò mai essere risarcito?"16:06:55 - Dovrebbero esseregli grati, così si lotta l'evasione.[...] Si dimette il direttore delle Entrate E' indagato per i redditi online16:06:21 - Ma perchè si considerano Travaglio, Grillo.. come appartenenti "alla sinistra"? Forse non si è capit[...] E' scontro tra Castelli e Travaglio16:05:19 - SI TROVANO IN TUTTI I PUNTI VENDITA TICKETONE FUORI DALLA PROVINCIA DI BOLOGNA..CE NE SONO ANCORA DI[...] Scrivi qui il tuo messaggio per sostenere la corsa del Bologna verso la A16:04:26 - NOOOOOO, è ora di finirla di dire che io non vedo, poi non ci sono i cessi, ... ma che dici? Qua bis[...] Mancuso: "Questa giunta ha dei meriti se Bologna è una città sicura"16:01:49 - Con i delinquenti non regolari, ci mandiamo anche i delinquenti italiani nelle carceri romene, alban[...] Stupra 12enne con ritardo psichico Lei: "E' stato l'uomo nero". Preso Fecondazione artificiale per donne sole, sei d'accordo?Vota il gol più bello dell'ultima giornataCofferati vieta il piercing ai minori di 14 anni senza l'ok dei genitori, sei d'accordo?Diritti ai gay, sei d'accordo con il ministro Mara Carfagna?Chi lasceresti a casa dei 24 preconvocati?Il Comune di Bologna ha dato l'ok a spray e manganelli per i vigili urbani, sei d'accordo?Dipendenti pubblici fannulloni, è giusto licenziarli?Mercato, qual è secondo te l'alternativa a piazza S.Michele?Giusto introdurre il reato di clandestinità?Mancini deve rimanere allenatore dell'Inter?Sceriffi della terza età, sei d'accordo?Giusto distinguere colf e badanti dagli altri immigrati clandestini?Si prospetta l'apertura di una nuova moschea in città, che ne pensi?Ronde di cittadini insieme alla polizia contro degrado e inciviltà. Che cosa ne pensi?Il tennis femminile cerca una nuova regina, chi merita la corona? LA FOTO DEL GIORNO Cuore di mamma Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette? RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Silvio: Carcere a chi blocca discariche Approvato il pacchetto sicurezza Abolita l'Ici, detassati gli straordinari (sezione: Grillo)

( da "Quotidiano.net" del 22-05-2008)

Argomenti: Grillo

Terminato il consiglio dei ministri straordinario: Bertolaso sottosegretario all'emergenza spazzatura, individuate otto discariche. La città blindata per 10 cortei di protesta. Commenta

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Ha fruttato la dura posizione della Lega sulle questioni del contrasto all'immigrazione clandestina e ha pagato anche l'intransigenza di Alleanza nazionale sulla detassazione degli straordinari e del controllo delle discariche. E come ai 'vecchi tempi' c'è stato anche l'intervento e la mediazione di Gianni Letta il cui "prezioso ruolo" è stato esaltato da più di un ministro. Il primo Cdm è stato il frutto di un lungo e faticoso lavorìo da parte dei tecnici e dei capi di Gabinetto che, nei giorni passati, come Penelope, hanno tessuto e disfatto una 'tela' troppo importante (i primi provvedimenti del primo Cdm del Berlusconi quater) per ammettere errori. "E' bello avervi qui - ha detto Berlusconi in apertura di seduta - e se non costasse troppo per le casse dello Stato sarebbe altrettanto bello fare dei Cdm itineranti perché sono tante le zone d'Italia che hanno bisogno di interventi". Quindi, mentre Napoli veniva battuta da una pioggia scrosciante e nove cortei di protesta si impossesavano della città, nella sala della Palazzo del Governo, si aprivano i lavori del primo Cdm del 'Berlusconi quarto'. La prima questione affrontata, e non poteva essere diversamente, è stata proprio quella dei rifiuti. Berlusconi e i suoi ministri hanno deciso di usare il pugno duro scegliendo di 'blindare' le discariche, equiparandole a zone invalicabili. Chi ne impedirà l'apertura o provocherà incidenti rischierà la galera e dure pene detentive. E qui è nata la prima "diatriba" tra i partiti del Pdl. Alla sua prima uscita, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa ha parlato chiaro: "Se volete i militari davanti alle discariche ci saranno una montagna di indennità da pagare. Se volete soltanto soldati c'è bisogno di uno sforzo economico. Ce lo possiamo permettere?. E poi io non posso chiedere a chi ha studiato per diventare ufficiale di carriera di fare soltanto la guardia a una discarica". A quel punto il ministro dell' Economia, Tremonti, il vero tramite tra Forza Italia e Lega, ha guardato negli occhi Roberto Maroni, il quale ha smorzato i toni assicurando la 'compartecipazione' degli uomini del suo ministero per il controllo dei siti stabiliti. Siti che dovrebbero essere otto, anche se i nomi per ora, e prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, restano 'secretati' per ovvie ragioni di ordine pubblico: tra questi tuttavia non ci sarebbe Chiaiano. Anche sulla questione della detassazione degli straordinari c'è stato bisogno dell'intervento di Gianni Letta e di Giulio Tremonti (pubblicamente ringraziato da Berlusconi per i miracoli che compie con una coperta spesso troppo corta...). Da quello che raccontano alcuni partecipanti, Alleanza nazionale preferiva mettere un tetto al reddito da tassare ma la discussione, con lo stesso Tremonti e Sacconi in pole position, ha preso una piega diversa per cui non ci sarà alcun limite. La vera vittoria della Lega invece è arrivata sul pacchetto sicurezza, con specifico riguardo alle sanzioni per chi affitta un appartamento a immigrati clandestini. Nei lavori dei vari preconsiglii dei giorni passati c'è stato un momento in cui la 'confisca del bene' per l'affittuario si estendeva anche a a 'chi dà in uso' il proprio appartamento. Una versione, che metteva a rischio molte badanti, e che dopo alcune preplessità manifestate dalle gerarchie cattoliche a palazzo Chgi, era scomparsa dal testo finale. "Noi non abbiamo nulla contro le badanti", avrebbero detto Letta e Berlusconi cercando di ammorbidire il Carroccio. I ministri leghisti, tuttavia, hanno sbandierato il 'bisogno di sicurezza del Nord' difendendo la loro posizione: la mediazione si è raggiunta sul testo originale per cui, le badanti sono salve e a pagare sarà soltanto l'affituario senza scrupoli. I CORTEI DI PROTESTA Puntuali alle 9 si sono riuniti gli operatori sanitari precari, un centinaio di persone con bandiere, all'angolo di piazza Municipio che insite in basso. è il primo di 7 cortei e due presidi che metteranno a dura prova il dispositivo messo a punto dalle forze dell'ordine e la pazienza dei napoletani in occasione del Consiglio dei Ministri. Franco delle Femmine, il presidente dell'associazione che li riunisce, Oss Napoli, chiede "un incontro con il presidente Berlusconi per mettere in evidenza la situazione precaria della sanità campana a causa dei dissesti procurati dai nostri bravi amministratori". Il centro della città, intanto, si riempie di transenne, con qualche protesta di cittadini, soprattutto nella zona di piazza Municipio, dove si fermeranno molto probabilmente tutti i cortei previsti, e di piazza Plebiscito, dove si svolgerà l'appuntamento partenopeo dell'Esecutivo. Napoli è pulita da una raccolta straordinaria effettuata ormai da due giorni, ma non in tutti i suoi quartieri. Alle 9.30 da piazza del Gesù s'è mosso il Coordinamento di lotta per il lavoro, sigla storica tra i disoccupati; poi gli aderenti al Sindacato lavoratori in lotta da piazza Matteotti e da piazza Garibaldi gli immigrati e i rom con l'Opera Nomadi. Due i presidi, quello della rete rifiuti tossici, con associazioni ambientaliste e i meet up di Beppe Grillo, a piazza Dante, e sugli spalti del Maschio Angioino quello degli Eurodisoccupati. I cortei si sono riuniti e sono stati fermati a piazza Municipio, riempita di bandiere, cartelli e striscioni. Il presidio degli Eurodisoccupati ha esposto al Maschio Angioino uno striscione benaugurale per la categoria, "Con Berlusconi disoccupati al lavoro"; al loro gruppo si è aggiunto Centro sociale sottoproletari indultati, che espone cartelli per chiedere il reinserimento lavorativo. Chi manifesta si fonde in un unico serpentone che gira intorno ai giardinetti davanti al Municipio, gridando di tanto in tanto i propri slogan e facendo rumore con i fischietti; in sottofondo l'Inno di Mameli, intervallato da "Napule è" di Pino Daniele e altre canzoni napoletane diffusi da un impianto portato dal corteo dei disoccupati. Traffico bloccato a piazza Carità per il Coordinamento lotta per il lavoro e centri sociali che hanno ritardato l'avvio del loro corteo; il loro striscione recita "Noi non siamo la camorra. I corsisti Isola (progetto di formazione della Regione Campania, ndr.) nella raccolta differenziata". IL MIRACOLO DI SILVIO Via la spazzatura dal centro - BASSOLINO "Vincere la sfida? Servono due anni"FOTOSTORY Emergenza rifiuti in CampaniaGuarda la videonews - VideoSicurezza e rifiuti: le decisioni del Governo Videocommento di Gabriele Canè e Xavier Jacobelli Commenti Invia commento Segnala ad un amico 21/05/2008 08:49 vito ...in pratica oggi si riuniscono tutti i fannulloni di Napoli spalleggiati da fannulloni extracomunitari...bene, bene..Berlusconi aumenterà il consenso... 21/05/2008 09:09 lucia arriva il padrone e tutti a pulire la città, ma la gente che ci vive non vale proprio nulla. per mesi hannno vissuto nella merda,respirando schifezze ed ora arriva il salvatore con amici di merenda, a nostre spese, e tutto viene ripulito.la trovo una cosa schifosa nei confronti di cittadini che lì vivono,pagano tasse, compresa quella dei rifiuti, per ingrassare il comune. 21/05/2008 09:40 francesco pisa Vediamo cosa fara' Berlusconi per questa emergenza. Considerando la situazione di gravita' nella quale vive napoli per la questione rifiuti non partiamo con preconcetti sulla persona del nuovo presidente del consiglio e giudichiamolo per quello che fara'. 21/05/2008 09:40 francesco pisa Vediamo cosa fara' Berlusconi per questa emergenza. Considerando la situazione di gravita' nella quale vive napoli per la questione rifiuti non partiamo con preconcetti sulla persona del nuovo presidente del consiglio e giudichiamolo per quello che fara'. 21/05/2008 10:53 lukas Lucia, la gente di napoli ha vissuto nel guano grazie ai tuoi compagni di merende, Iervolino e Bassolino che però non si sono assolutamente dimenticati di ripulire il vialetto di Napolitano quando si è andato in visita in quella città....bella l'uguaglianza eh? 21/05/2008 10:57 ruzante quanto ci verrà a costare la trasferta e la relativa merenda a Napoli? da roma si sono spostati con un torpedone o sono andati ognuno con la "propria" auto blu di rappresentanza? Una cosa positiva c'è stata ed è la sparizione della monnezza da piazza plebiscito. probabilmente è stata spostata di un km in modo da non intaccare i loro preziosi nasini ma stasera vedrete che sarà ritornata, aumentata dalle cartacce che questi signori butteranno. 21/05/2008 11:57 paolo Invece di fare nove cortei (tra l'altro in una giornata che dovrebbe essere lavorativa) perchè queste persone così impegnate non si armano di scopa e ramazza e fanno qualcosa di più utile (Caruso per primo)? 21/05/2008 12:58 serratus Tenere un consiglio dei ministri a Napoli in questa particolare occasione è solo un gesto pubblicitario. Saranno dette tante parole, ma vorrei scommettere con chiunque che da domani la città sarà più sporca di prima. Mi viene in mente quello che accadeva durante il fascismo e nulla è cambiato. 21/05/2008 13:06 GIOIR __UN COMMENTO AL COMMENTO . IN QUELLO MIO DI STAMANE, APPROPOSITO DELLE MANIFESTAZIONI ANTIGOVERNATIVE A NAPOLI, HO ATTACCATO I CENTRI SOCIALI E PER QUESTO, PENSO, NON E' STATO PUBBLICATO... HO IL SOSPETTO CHE LA REDAZIONE DI QUESTO QUOTIDIANO I " NO GLOBAL " LI HA IN CASA... QUINDI ANCHE QUESTO VERRA' CENSURATO ??? - CMQ MI SARA' SERVITO DA SFOGO !!! SALUTI. 21/05/2008 13:17 audax la situazione che ci ha lasciato la sinistra è allucinante....Quest'uomo è da ammirare: alla sua età potrebbe essere alle bahamas a godersi la vita e invece lavora da mattino a sera per il paese: in bocca al lupo grande Silvio! 21/05/2008 13:53 tino Mi fa piacere vedere tanta gente che si preoccupa di come siano arrivati a Napoli i vari Berlusca ed i suoi ministri e quanto costeranno.Tutti commenti arrivati in orario di lavoro tra l'altro............ Andiamo TUTTI A LAVORARE E I COMMENTI FACCIAMOLI ALLA FINE! AVENDO IL CORAGGIO E L'ONESTA' DI FARE ANCHE I COMPLIMENTI, SE IL LAVORO FATTO PORTERA' RISULTATI BUONI. 21/05/2008 14:06 Pino I napoletani sono bravi a protestare contro la loro "monnezza". Invece di protestare contro i cumuli, perche non evitano che questi si ingrossino sempre piu' tenendo almeno in casa (per il momento) materassi, mobili vecchi, copertoni e quanto almeno non rischia di puzzare. Cosi' non si alzano al cielo le montagnE di rifiuti. 21/05/2008 14:10 ciaociao Mi piacerebbe comprendere il perchè della presenza di tiratori scelti sui tetti, ma, forse hanno fucili di plastica, ma più che altro con chi se la dovrebbero prendere e su chi sono pronti a sparare? In una democrazia certe cose fanno pensare ad altre forme di governo oppure non sapevo ancora che l'italia fosse in guerra. Saluti e baci a tutti. 21/05/2008 14:25 Luigi L'emergenza rifiuti in Campania non è certamente nata negli ultimi giorni... Oggi siamo tutti pronti a protestare contro Berlusconi che non ha nessuna responsabilità in merito. Vorrei chiedere a tutti quelli in piazza oggi stanno manifestando contro il Governo se sono in grado di mostrarmi almeno un'azione fatta dal precedente governo per la risoluzione del problema rifiuti. Grazie! 21/05/2008 16:20 peppo Sicuramente si condanna sempre chi prova a fare qualcosa di cui tutti siamo d'accordo, il popolo italiano è stanco dei cortei, dei casarini dei fanulloni e di tutta la cricca di gente che protesta, protesta e protesta, ma a volte turare su le maniche e muoversi sarebbe meno faticoso e più utile 21/05/2008 16:25 giovanni T. Avete commentato solo quello che vi faceva comodo(i cortei)senza apprezzare la scelta ottima di Bertolaso come sottosegretario all'emergenza immondizia. Vergogna!!!!!!!!!!!! 21/05/2008 16:34 Mark Campa Cavallo!!!!!!!!! Fatta la Legge per l'espulsione dei delinquenti, i Magistrati faranno di tutto per liberare gli arrestati dalle forze dell'rdine, altrimenti che senso ha per i Magistrati difendere il terzo Potere dello Stato, per loro basta poco che ce vò. 21/05/2008 16:52 Fausto Visto che a San Gennaro il miracolo di eliminare la "munnezza"non è venuto bene,i napoletani lo hanno "sostituito" con a Sant'Ambrogio. "Masaniello"tra qualche giorno verificherà i risultati e se non sarà successo niente "sai che casino". 21/05/2008 16:55 luca Coloro tra voi che dicono che Berlusconi non ha colpe... forse si dimenticano che i Napoletani stessi lamentano che il problema è presente da anni 20... non da anni 2... quindi direi che anche Berlusconi ha messo del suo... e comunque le soluzioni son sempre quelle... discariche ed inceneritori. 21/05/2008 17:14 giovanni T. Audax non pensare che lavori per nulla...... 21/05/2008 17:20 anglano che commenti da psicopatici si leggono...è il primo consiglio dei ministri e gia' i compagni vogliono tutto risolto...e mortadella cosa ha fatto per la monnezza?? il portavoce sircana sei mesi fa disse:"fra tre giorni è tutto a posto..." :Se io avessi i soldi di berlusconi col c...... che mi sarei messo in politica!! ma chi glie lo ha fatto fare!!!! ma vai all'estero, spegni le tue televisioni, gli italiani non le meritano..questo è l'unico rimprovero che gli muovo!!! gli italiani dovrebbero stare sotto il regime comunista, comandati da gente come prodi,veltroni, d'alema, fassino, rutelli ,luxuria, caruso, ferrero, rosy, turco, diliberto....in balia di immigrati e delinquenti.BERLUSCA TORNA A CASA....!!! 21/05/2008 17:20 Stella finalmente le cose si stanno muovendo!ci voleva,era ora!peccato che anche chi cerca di migliorare la situazione venga attaccato per puro partito preso!cmq GRANDE Berlusconi!Avanti così! 21/05/2008 17:27 Agostino Qualunque cosa faccia Silvio viene criticata a priori, ma la volete finire voi rossi che siete i principali colpevoli di tanta vergogna napoletana? Chi amministrava finora? Giudicate "dopo" e lasciate perdere i vostri beceri pregiudizi. 21/05/2008 17:52 jetset Cavolo i sinistri non vogliono le discariche, non vogliono gli inceneritori, non vogliono lavorare, non vogliono gli sgravi sugli straordinari e non va bene nemmeno l'eliminazione dell'ICI. In più proprio loro che hanno causato la catastrofe incolpano perfino Berlusconi di andare a Napoli. Bella faccia tosta!!! 21/05/2008 17:56 MARGARITONE I napoletani fannulloni ? Fanno bene. Almeno non corrono i rischi di essere sfruttati dai padroni di FI-LEGA-AN. Perchè ? Nel televideo locale di Brescia, oltretutto non solo di destra ma cattolicissima, la cassa edile e nello stesso tempo l'INPS denunziavano una situazione di sfruttamento dichiarando che il personale il 70% è part-time a 4 ore al giorno quando in realtà se ne lavorano 8 o 10 (cantieri edili). E' stato definito lavoro grigio. Senza contare gli artigiani improvvisati tutti bresciani che non rilasciano ricevute e che più nero non si può. E lo dice uno che negli ultimi anni della sua attività ha svolto, per conto dell'ente pubblico che lavoravo, il controllo antimafioso sulle imprese. La legge cari signori è chiamata antimafia e che vogliano o non vogliano và dal Brennero a Trapani. Anche il processo che viene fatto nella mia provincia (Arezzo) in questi giorni è in odore di mamma santissima. Quindi meglio fannulloni come a Napoli. Nello stesso tempo le stà bene. Onor di cavaliere. 21/05/2008 18:17 luciano gira voce che un capello di silvio e' stato messo in una teca al posto del sangue di S. Gennaro. La sacra reliquia sara' esposta contro ogni avversita' cittadina. i napoletani sono gente seria e visto che i sacri peli di Maradona non hanno sortito effetto si affidano a quelli di S. Silvio. Per il momento un sicuro beneficio e' andato all' hotel vesuvio fra la suite ( euro 4200 a notte ) e le altre stanze( dai 700 euro in su' ) prenotate per il CDM , non so' pero' se le casse dello stato ne siano molto contente visto che il CDM si terra' ogni tanto a Napoli fino alla risoluzione del problema rifiuti. Se anche stavolta i nodi di napoli non saranno risolti allora credo proprio che la ( ex ) proverbiale sopportazione partenopea non bastera' piu' a tappare il vulcano che sta per esplodere (il caso di Ponticelli e' emblematico) 21/05/2008 18:20 maurizio E bravo audax, sei un genio, il nostro eroe è proprio il salvatore della patria,quello che aspettavamo da tempo, quello che ha risolto tutto, ma proprio tutto ora è proprio immacolato,xcome facette mammeta. a proposito necessito di un maggiordomo, mi sto accingendo a partire per le canarie, saresti la persona + confacente, ma prima svegliati dal letargo, prima del 14 aprile molto prima sei sprofondato nel sonno profondo. 21/05/2008 18:27 Mark Per colpa vostra, maledetti comunisti e sinistri, ho dovuto pagare l'ICI per 2 anni in più quando poteva essere rimossa ben prima. Berlusconi é di parola, mica un pagliaccio come prodi e compagni di merende! Bravo Silvio e bravo Maroni!! Sono presenti 28 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Roger e la "Nadalite" (193 commenti) Di Pietro: "Ho querelato Silvio Pesanti offese sulla mia laurea" (99 commenti) Carfagna nega il patrocinio al GayPride Grillini: "Fa battutacce da bar" (96 commenti) "La situazione dei rom in Italia è orribile" (75 commenti) Rafa ancora n.2, che spettacolo! 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Che cosa ne pensi?Il tennis femminile cerca una nuova regina, chi merita la corona? LA FOTO DEL GIORNO Cuore di mamma Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette? RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec ();.

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L'ambientalismo italiano in cerca di identità "In ritardo sia la destra che la sinistra" (sezione: Grillo)

( da "Repubblica.it" del 22-05-2008)

Argomenti: Grillo

ROMA - Durante la campagna elettorale per il Comune di Roma Gianni Alemanno ha promesso il raddoppio del Grande raccordo anulare, ma un'icona dell'ambientalismo come Carlo Petrini sostiene che il neosindaco della capitale "è un politico senza difetti". Massimo De Maio, il presidente di Fare Verde, associazione nata da una costola del neofascista Fronte della Gioventù, mette in chiaro che "io ho quasi sempre votato Rifondazione e comunque, come spiegava Alex Langer, l'ambientalismo non è né di destra né di sinistra". Roberto Della Seta, membro dell'Esecutivo del Partito democratico e per molti anni ai vertici di Legambiente, spiega che "probabilmente dal punto di vista ecologista il programma più avanzato al mondo è quello dei conservatori britannici". "C'è grande confusione sotto il cielo, la situazione è ottima", avrebbe detto Mao Tze Tung, ma i "timonieri" dell'ambientalismo nostrano sono molto meno ottimisti. La scomparsa dei Verdi. Nessuno tra loro pensa che fossero i Verdi a rappresentare politicamente l'ecologismo italiano e le critiche alla gestione di Pecoraro Scanio si sprecano, ma per tutti la scomparsa dal Parlamento del Sole che ride dopo oltre venti anni è stata comunque un brutto colpo, quanto meno simbolico. "Questo terremoto - osserva Della Seta - è stato un aspetto poco trattato nelle analisi post elettorali, in effetti si è chiusa una pagina". Globalizzazione e identità. Se in molti dopo il 14 aprile ci hanno spiegato che la lotta di classe è ormai roba da libri di storia e i comunisti sono spariti da Camera e Senato perché il voto operaio è passato alla Lega, difficile trovare qualcuno pronto a sostenere che sia finita anche la questione ambientale. La riflessione di Della Seta prende la forma di un gioco di matrioske. "Il bisogno di sicurezza che ha spinto gli elettori verso destra è anche un bisogno di identità e chi minaccia l'identità è un certo tipo di globalizzazione e tra chi si oppone a questo tipo di globalizzazione c'è sicuramente l'ambientalismo". Il Luogo dell'ambientalismo. Insomma, non sono solo l'emergenza climatica ed energetica a fare del "pensiero verde" la questione del futuro, ma anche la sfida sulla sicurezza passa per l'ecologismo. E se la sinistra in Italia non ha ancora capito l'importanza di giocare questa carta, "del saper dare risposte al bisogno di Luogo", per dirla ancora con le parole di Della Seta, la destra se l'è ritrovata tra le mani senza neppure rendersene conto. Il peso della tradizione. Il quadro che traccia il dirigente del Pd, coautore tra l'altro del Dizionario del pensiero ecologico da Pitagora ai No global, è desolante. "Veltroni in campagna elettorale ha cercato di introdurre qualche novità importante, ma è stato timido: pesa la tradizione marxista di matrice operaista, poco attenta all'ambiente, che ha influenzato anche una parte del movimento politico d'ispirazione cristiana. Allo stesso modo la destra italiana è in enorme ritardo rispetto al resto d'Europa, dove l'ambiente è diventato un tema centrale delle campagne di leader come Merkel, Sarkozy e Cameron: qui siamo fermi all'eccezione Alemanno e a qualche riflessione individuale di Tremonti". Riscossa dal Val di Noto? Fabio Granata nella duplice veste di dirigente siciliano di Legambiente neoeletto deputato nelle liste del Pdl dopo una lunga militanza in An, ammette il ritardo, ma è meno pessimista. "Se è vero che nel centrodestra c'è una mancanza storica di cultura ambientale, è anche vero - dice - che si sta recuperando in fretta, grazie soprattutto al ricambio generazionale: battaglie ambientaliste come quella contro le trivellazioni petrolifere in Val Di Noto viste inizialmente con scetticismo iniziano ad essere apprezzate per il loro valore localistico, per l'impegno a favore della bellezza e della qualità come prima risorsa da tutelare. Non a caso tra le cose più a lette a destra in questo momento c'è 'Pensiero meridiano' di Franco Cassano". Un patrimonio annacquato. Valutazioni che Massimo De Maio, forte della lunga frequentazione con la destra "sociale" conferma solo a metà. "Una parte dei valori dell'ambientalismo moderno, come la lotta alla globalizzazione, la difesa delle identità locali e delle tradizioni, la critica del materialismo, fanno parte del patrimonio della destra 'storica', ma la destra attuale, tranne alcune mosche bianche, è solo un contenitore elettorale privo di ideali". Se la critica alla destra è spietata, non è certo a sinistra però che De Maio ha voglia di guardare. Per tutta la campagna elettorale Veltroni ha ripetuto come un disco rotto che "l'Italia deve crescere", parole che devono aver avuto l'effetto dell'orticaria su un entusiasta sostenitore del "Movimento per la decrescita felice" che "festeggia quando il Pil scende", come il presidente di Fare Verde. Timidezza punita. Destra come sinistra, sinistra come destra e nessuno davvero ambientalista? La situazione paradossalmente è ancora più confusa e ancora una volta le contraddizioni si attorcigliano alle contraddizioni. Nella passata legislatura il verde Paolo Cento da sottosegretario all'Economia ha contribuito all'approvazione del disegno di legge per l'introduzione dell'indice di sostenibilità ambientale, una prima piccola picconata alla dittatura del Pil e della crescita ad ogni costo, ma la sinistra ha pensato bene di tenere l'iniziativa semiclandestina. Il fattore Grillo. Probabile che il provvedimento sia destinato a rimanere l'ennesimo libro delle buone intenzioni, ma magari rivendicare questo piccolo passo avanti poteva servire a parare qualche bordata di Beppe Grillo, che dello slogan "meno-meno-meno" ha fatto uno dei suoi manifesti astensionisti. "E' fuori di dubbio - osserva ancora Della Seta - che il comico genovese abbia fatto breccia soprattutto a sinistra, ma se tutti sottolineano il contenuto antipolitico e anticasta della sua campagna, nessuno ha fatto notare che l'altra metà del suo programma è di carattere ambientalista". Il problema della rappresentanza. L'ambientalismo insomma non è morto, fatica solo a trovare un'espressione politica all'altezza delle questioni che pone, ma anche degli orizzonti di cambiamento che dischiude. E qui le analisi di De Maio e Della Seta tornano a coincidere, ritrovandosi anche con quella di Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace. "Anche se le elezioni sembrerebbero dire il contrario, i temi ambientali sono molto sentiti tra i cittadini. Il problema non è dell'ambientalismo ma della politica. Quella italiana su questi temi è più statica persino del Vaticano, c'è un problema enorme di rinnovo generazionale del ceto politico all'interno di un Paese che è in generale fortemente restio ad assorbire e generare innovazione". La questione della modernità. Onufrio è convinto quindi che la nuova scacchiera politica disegnata dal voto di aprile non cambierà le cose e comunque non dispera, visto che "i successi più grandi noi li abbiamo ottenuti proprio quando al governo c'era la destra". "Siamo di fronte a un problema tecnico - aggiunge - con una maggioranza meno propensa ad ascoltare le nostre ragioni, ma le tematiche ambientali restano fortissime nella società e i problemi sono destinati ad aggravarsi, per questo il nostro compito è dialogare per spiegare cosa è davvero moderno, mica penseranno davvero che nucleare e autostrade sono la modernità?". (15 maggio 2008.

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"Ho pregato fino all'ultimo" (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 22-05-2008)

Argomenti: Grillo

RIPOLI Alle 21 e 27 ci sono già i carabinieri, alle 23.17 la portano via, nascosta in una Punto grigia. Lei dice: "Che fate, e ora i miei bambini?". I figli piangono e implorano: "Mamma, non andare via". E' finito così, il processo di Cogne, fra una siepe di telecamere e nell'assedio quasi cinematografico dei giornalisti, e nell'ira della gente. E' finito com'era cominciato, dentro all'occhio implacabile del quarto potere, qui, nella casa di Elisabetta Armeni, l'amica di Annamaria Franzoni, dove lei s'era nascosta in questi giorni per sfuggire tutto questo e per restare nel silenzio. Qui, dove si sono piazzate le gazzelle sotto le luci dei riflettori, dove hanno acceso le candele, dove si erano messi a pregare con il parroco, per chiedere un miracolo al Signore e "la giustizia agli uomini", come diceva lei prima che tutto questo accadesse. Ci sono 4 auto dei carabinieri davanti al piccolo cancello, più una Marea e la Punto, 10 militari schierati, il comandante del gruppo di Bologna e il capitano della compagnia di Vergato, Marco Vetrulli. C'è un cordone che tiene a bada i giornalisti. Tre militari aggirano l'edificio ed entrano dal retro, presidiando qualsiasi via di fuga, come prevede il protocollo. La portano via di lì, quand'è l'ora, attirando le telecamere sul davanti, con le sorelle che si piegano per salutarla: "Ciao Anna". E la gente che saluta i giornalisti come Beppe Grillo: "Vaffan!..." Mentre sono dentro che le notificano il mandato d'arresto, fuori tutto il paese si stringe attorno ad Annamaria ed esplode la furia dei vicini contro i cronisti. Urlano: "Bastardi, siete gente senza cuore". Una signora agita la mano con un fazzoletto: "Non avete rispetto per nessuno! Nemmeno per i bambini!". Altre voci fanno coro, "vergognatevi, andate via! Non ne avete scritta una giusta". Piovono insulti sempre più forti: "Merde! Se state ancora qui vi cacciamo noi!". Poco prima, erano arrivate due sorelle di Annamaria accompagnate da un giovanotto biondo e avevano bussato alla porta. Non c'era ancora nessuno fuori, solo i giornalisti accampati sulla strada. Piangevano e dicevano: "Fateci entrare, siamo noi, fateci entrare". Non avevano aperto. Prima di allontanarsi, il ragazzo aveva spinto via la macchina fotografica di Mauro Consilvio, cominciando la litania: "Vergognatevi. Non vi fermate mai, neanche in questo momento". Da lì si sono spente le candele, si sono aperte le finestre e la gente è scesa in strada. Poco dopo sono arrivati i carabinieri in forze. Sembrava l'arresto di Riina. La "bimba", come la chiamavano a casa quando tutto questo doveva ancora succedere, non è riuscita a dire niente. È il silenzio che l'insegue dal giorno che Taormina se ne andò fragorosamente, lo stesso silenzio di queste ore, di questa vigilia senza più speranze, fra i prati verdi di Ripoli e le candele che brillano dalle finestre come in una veglia di preghiera, mentre stanno arrivando i carabinieri per portarla via. Due erano già qui dal mattino, in borghese, davanti alla casa, mischiati fra le truppe di cronisti che assediavano il paese. Quest'agonia era durata tutto il giorno, fra illusioni e tristezze. Qualche speranza c'era, perché un'amica, Maria, aveva chiamato la Franzoni e lei le aveva detto che questa volta un po' ci contava: "Io ci spero nella giustizia e voglio credere che oggi possano ripensarci". La sentenza sarà ancora più spietata. Alle 17.20 aveva finito di parlare il professor Grosso. Subito dopo, mentre stavano uscendo dall'aula, Paola Savio aveva chiamata al telefono la Franzoni. Le aveva detto che la difesa aveva finito il suo compito, che Grosso era stato bravissimo, che adesso i giudici si erano riuniti in camera di consiglio. Anna Maria non le aveva chiesto quando sarebbe arrivata la decisione. E nemmeno quali erano le sue impressioni. Non aveva quasi parole, sussurrava solo "grazie, grazie comunque", con un filo di voce. Savio cercava di farle coraggio. Lei diceva: "Io prego. Continuo a pregare il Signore che illumini i miei giudici. Non posso fare altro". Nessuno l'aveva vista, però tutti alla fine avevano capito che lei doveva essere qui, a cento metri da casa sua, sulla stradina che spiana di fronte all'unico bar del paese, nella villetta di Elisabetta Armenti, la sua amica, una bella signora bionda che l'accompagnava sempre a Torino, durante le udienze del processo d'appello. E forse non è un caso se subito dopo la telefonata con la Savio da dentro si erano accese due candele, una sul retro e una sul davanzale, qui, di fronte a noi, che stavamo bivaccando fra piccoli crocchi. Poco dopo, altre ancora si erano accese, tutt'attorno, come a un segnale, da una finestra all'altra, illuminando questa attesa e quest'imbrunire dalle strane sensazioni. Ne abbiamo contate 10. Poi era arrivato anche il parroco, don Marco Baroncini, nella casa di Elisabetta. C'era pure Mario Lorenzi, il papà di Stefano. Una veglia di preghiera. In questo momento la speranza pareva far rima con la paura. Non erano ancora le 19, la dichiarazione dell'avvocato Chicco sembrava quasi un'ammissione disperata, come chi sa di aver combattuto contro un avversario più forte: "Posso dire in piena coscienza che io e i miei colleghi abbiamo fatto tutto quello che era possibile. Siamo pure riusciti a riportare con noi un luminare della scienza come Torre, e a far rientrare nel collegio della difesa un grande avvocato come Grosso. L'unico grande rimpianto che ci resta è che se fossimo stati chiamati prima, credo che avremmo potuto fare di più". Poi era arrivata la sentenza come una mazzata. Era scesa nel silenzio, prima che arrivassero i carabinieri. Adesso che sono qui, la gente continua a insultare i giornalisti.

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Anna, toccata e fuga "ma non mollo la sicilia" - antonella romano (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 23-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina V - Palermo La Finocchiaro si insedia, ma oggi si dimetterà. Il seggio in ballo Anna, toccata e fuga "Ma non mollo la Sicilia" Il governatore "Ripensaci" Sonia Alfano "Ennesima triste performance" ANTONELLA ROMANO ANCHE ieri il presidente Lombardo, vedendola in aula per la seduta di insediamento, le ha chiesto: "Ripensaci". Ma lei ha già la lettera di dimissioni in tasca, da consegnare al presidente dell'Ars. Anna Finocchiaro, che a palazzo Madama guida il gruppo di 119 senatori del Pd, oggi occuperà per il secondo e ultimo giorno il suo scranno di parlamentare regionale. "Non sto mollando la Sicilia, non ho intenzione di abbandonare nessuno dei temi annunciati in campagna elettorale, alcuni dei quali, come la riduzione degli Ato, sono stati ripresi da Lombardo. E questo non può che farmi piacere - dice la Finocchiaro, elegante per il debutto all'Ars, in scarpe argentate, tailleur nero, filo di perle - Come accade a Berlusconi, che ha aperto un dialogo con le opposizioni, anche Lombardo si rende conto che la falange armata della maggioranza è attraversata da mille asperità e contraddizioni. Sono certa che in Sicilia il capo della maggioranza non potrà che tendere ad avere un rapporto positivo con le opposizioni". La debacle dell'elezione del presidente non fa che confermare i suoi giudizi: "Con una maggioranza così imponente è un risultato deludente. Non comincia affatto bene, la spaccatura è chiara". All'Ars è stata accolta da star, saluti affettuosi da tutti. Ad accompagnarla a palazzo dei Normanni, Antonello Cracolici, rinominato ieri capogruppo del Pd all'Ars. Un caffè insieme alla buvette, un passaggio al gruppo parlamentare del Pd e poi in aula per tre ore di fila. Solo alla fine la senatrice si reca in sala stampa, non senza tradire uno sbuffo di insofferenza. "Domani (oggi ndr) tornerò a sedermi sui banchi di Sala d'Ercole. è un adempimento importante e sarò ancora qui a votare". Ai giornalisti che hanno insistito per sapere chi prenderà il suo posto, la Finocchiaro ha risposto: "Deciderà la commissione verifica poteri. Bisogna muoversi sulla scorta di una interpretazione del complesso delle norme che regolano questa evenienza. Ci sarà del lavoro da fare perché la legge elettorale non la prevede". Nella sua lettera di dimissioni la Finocchiaro sottolinea il suo rammarico: "Non è stata una scelta facile. Ma sono anche una dirigente nazionale e le mie scelte sono quelle del partito. Dopodiché io lavoro a Roma ma vivo sempre in Sicilia". E proprio ieri Sonia Alfano, leader del movimento Amici di Beppe Grillo, che aspira a prendere il suo posto, è tornata a scagliarsi contro di lei: "Le critiche all'assemblea giungono proprio da lei che abbandona il ruolo istituzionale che i siciliani le hanno affidato, tradendo il mandato dei suoi elettori. Ma Anna Finocchiaro ci ha abituato alle sue tristi performance".

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<Senza me e il mio blog Obama non sarebbe dov'è> (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-05-23 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE L'intervista L'autrice del sito Internet più influente del mondo "Senza me e il mio blog Obama non sarebbe dov'è" Arianna Huffington: "Lui saprà voltare pagina" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE NEW YORK - "L'origine di tutti i mali, in America come in Europa è la par condicio che dopo l'11 settembre accorda un identico microfono alle idee più disparate, anche se spregevoli". Parla Arianna Huffington, fondatrice dell'Huffington Post, "il blog più influente al mondo", secondo il Guardian, con 10 milioni di visitatori al mese e profitti annui di 7,5 milioni di dollari (nono è Beppe Grillo, che la Huffington però ignora). "I media dipingono il mondo come una lotta tra destra e sinistra invece che tra giusto e sbagliato ", teorizza la columnist di origine greca, straricca dopo il divorzio dal congressman milionario e bisex Michael Huffington, un repubblicano conservatore come lo era lei prima della "conversione liberal", alla fine degli anni '90. Nel suo dodicesimo e ultimo libro La destra è sbagliata: come la frangia dei folli ha dirottato l'America e fatto a pezzi la Costituzione rendendoci tutti meno sicuri se la prende con star del giornalismo quali Tim Russert, Bill Kristol, David Brooks e Judith Miller. Perché? "Perché non dovrebbero accordare pari spazio ai due lati opposti di un argomento, quando la verità è sempre da una sola parte. è come applicare la par condicio al nazismo o ai negazionisti dell'Olocausto". Ma la libertà di parola è il caposaldo della Costituzione. "Strumentalizzato dalla destra per combattere sui media la sua guerra contro la scienza e la realtà, dall'effetto serra alla ricerca sulle staminali alla guerra in Iraq". Di chi è la colpa? "La Casa Bianca ha fatto un ottimo lavoro nel criminalizzare gli "antipatrioti" che non vanno d'accordo con lei. Veri colpevoli sono i media che per preservare l'accesso a palazzo, sono diventati stenografi del potere". è l'espressione usata da Christopher Hitchens per descrivere Bob Woodward. "Purtroppo l'ex eroe del Watergate è diventato l'utile idiota del giornalismo americano. Alla vigilia della guerra in Iraq, pur essendo l'unico con accesso totale a Bush, non è riuscito a vedere ciò che gli passava sotto al naso. è accecato dal potere e gli interessa di più descrivere gli orpelli della scrivania presidenziale che dissotterrare scandali". Altri giornalisti cattivi? "Ann Coulter: l'equivalente ultraconservatore del crack. I suoi deliranti insulti ti provocano uno sballo temporaneo ma quando l'effetto finisce precipiti in una spirale di vergogna e rimorso e hai l'anima avvelenata". La misoginia contro Hillary Clinton: mito o realtà? "Le donne hanno sempre più grane degli uomini. Per quanto mi riguarda ho appena scritto un editoriale dove la lodo per aver cambiato per sempre la gara presidenziale, con la sua candidatura competente e disciplinata". Perché allora le preferisce Barack Obama? "Perché sarebbe un nuovo capitolo per la politica Usa. Il "fattore Michelle" creato dalla destra e riproposto dai media per intorbidire le acque non esiste". Ha esitato prima di pubblicare lo scoop sul discorso sulla razza di Obama che ha cambiato la dinamica della corsa? "Un sito giornalistico deve offrire la verità, anche se fa male. Altrimenti saremmo un organo di partito". E John McCain? "Ex eroe di guerra, ex riformatore ed ex leader. Ero una sua fan sfegatata ma oggi ha venduto l'anima al demone della destra". Dicono che il suo sito deciderà l'esito delle elezioni. "Barack Obama non sarebbe dov'è senza Internet e in buona parte senza di noi. Me ne compiaccio". Alessandra Farkas Celebrità Arianna Huffington, fondatrice dell'Huffington Post, influentissimo blog. A sinistra, la copertina del suo ultimo libro.

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L'intervista L'autrice del sito Internet più influente del mondo "Senza me e il mio blog Obama non s... (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 23-05-2008)

Argomenti: Grillo

L'intervista L'autrice del sito Internet più influente del mondo "Senza me e il mio blog Obama non sarebbe dov'è" Arianna Huffington: "Lui saprà voltare pagina" NEW YORK "L'origine di tutti i mali, in America come in Europa è la par condicio che dopo l'11 settembre accorda un identico microfono alle idee più disparate, anche se spregevoli". Parla Arianna Huffington, fondatrice dell'Huffington Post, "il blog più influente al mondo", secondo il Guardian, con 10 milioni di visitatori al mese e profitti annui di 7,5 milioni di dollari (nono è Beppe Grillo, che la Huffington però ignora). "I media dipingono il mondo come una lotta tra destra e sinistra invece che tra giusto e sbagliato ", teorizza la columnist di origine greca, straricca dopo il divorzio dal congressman milionario e bisex Michael Huffington, un repubblicano conservatore come lo era lei prima della "conversione liberal", alla fine degli anni '90. Nel suo dodicesimo e ultimo libro La destra è sbagliata: come la frangia dei folli ha dirottato l'America e fatto a pezzi la Costituzione rendendoci tutti meno sicuri se la prende con star del giornalismo quali Tim Russert, Bill Kristol, David Brooks e Judith Miller. Perché? "Perché non dovrebbero accordare pari spazio ai due lati opposti di un argomento, quando la verità è sempre da una sola parte. È come applicare la par condicio al nazismo o ai negazionisti dell'Olocausto". Ma la libertà di parola è il caposaldo della Costituzione. "Strumentalizzato dalla destra per combattere sui media la sua guerra contro la scienza e la realtà, dall'effetto serra alla ricerca sulle staminali alla guerra in Iraq". Di chi è la colpa? "La Casa Bianca ha fatto un ottimo lavoro nel criminalizzare gli "antipatrioti" che non vanno d'accordo con lei. Veri colpevoli sono i media che per preservare l'accesso a palazzo, sono diventati stenografi del potere". È l'espressione usata da Christopher Hitchens per descrivere Bob Woodward. "Purtroppo l'ex eroe del Watergate è diventato l'utile idiota del giornalismo americano. Alla vigilia della guerra in Iraq, pur essendo l'unico con accesso totale a Bush, non è riuscito a vedere ciò che gli passava sotto al naso. È accecato dal potere e gli interessa di più descrivere gli orpelli della scrivania presidenziale che dissotterrare scandali". Altri giornalisti cattivi? "Ann Coulter: l'equivalente ultraconservatore del crack. I suoi deliranti insulti ti provocano uno sballo temporaneo ma quando l'effetto finisce precipiti in una spirale di vergogna e rimorso e hai l'anima avvelenata". La misoginia contro Hillary Clinton: mito o realtà? "Le donne hanno sempre più grane degli uomini. Per quanto mi riguarda ho appena scritto un editoriale dove la lodo per aver cambiato per sempre la gara presidenziale, con la sua candidatura competente e disciplinata". Perché allora le preferisce Barack Obama? "Perché sarebbe un nuovo capitolo per la politica Usa. Il "fattore Michelle" creato dalla destra e riproposto dai media per intorbidire le acque non esiste". Ha esitato prima di pubblicare lo scoop sul discorso sulla razza di Obama che ha cambiato la dinamica della corsa? "Un sito giornalistico deve offrire la verità, anche se fa male. Altrimenti saremmo un organo di partito". E John McCain? "Ex eroe di guerra, ex riformatore ed ex leader. Ero una sua fan sfegatata ma oggi ha venduto l'anima al demone della destra". Dicono che il suo sito deciderà l'esito delle elezioni. "Barack Obama non sarebbe dov'è senza Internet e in buona parte senza di noi. Me ne compiaccio". Alessandra Farkas stampa |.

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PENSO CHE questa storia dei veti e delle intimidazioni deve finire. Nei tanti ann (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 24-05-2008)

Argomenti: Grillo

I COMMENTI pag. 14 PENSO CHE questa storia dei veti e delle intimidazioni deve finire. Nei tanti ann... PENSO CHE questa storia dei veti e delle intimidazioni deve finire. Nei tanti anni della deprecatissima (a torto) e democristiana gestione di Ettore Bernabei ci fu solo il "caso Fo". Oggi gli "inammissibili" stan diventando una pletora. Inammissibile è Beppe Grillo, anche "da relato", cioè se si riferiscono le sue parole. Inammissibile è Luttazzi. Inammissibile è Sabina Guzzanti. Inammissibile è Travaglio. Inammissibile sono anch'io che in 35 anni di carriera non ho mai potuto mettere piede in Rai. E l'unica volta che, su iniziativa di un produttore indipendente, Eduardo Fiorillo, fu proposta e accettata contrattualmente la mia presenza, nemmeno come conduttore ma come commentatore, nove minuti in tutto, in una trasmissione che si occupava di costume (vecchiaia, narcisismo e altre questioni politicamente innocue), e che doveva andare in onda all'una di notte, "Cyrano, se vi pare...", il programma, prima di essere visto da alcun dirigente Rai, fu bloccato perché, come mi disse, papale papale, Antonio Marano, il direttore di Raidue, "su di lei c'è un veto politico e aziendale". Un veto quindi che prescindeva dai contenuti. Un veto alla persona in quanto tale. Come ha dichiarato la sentenza del 17/7/07 della Prima sezione civile del Tribunale di Milano nella causa da me intentata, e vinta, alla Rai. Ciò che è veramente inammissibile è che questi veti vengano da chi, come i partiti, occupa da decenni arbitrariamente e illegalmente la Rai-Tv, che è un ente di Stato che appartiene a tutti i cittadini e non a dei soggetti privati quali i partiti sono.

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Di Pietro, il <prezzemolo> di Santoro (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 24-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 123 del 2008-05-24 pagina 11 Di Pietro, il "prezzemolo" di Santoro di Paolo Bracalini da Milano Finirà che avrà anche lui, come Travaglio, la sua rubrica fissa. Tanto vale dargliela, visto che già adesso Antonio Di Pietro è parte della scenografia di Annozero, come ospite a prescindere. Scorrendo indietro nell'archivio delle ultime puntate si vede che praticamente in una su quattro lui c'è. Solo pochi presenzialisti del salotto santoriano gli stanno dietro, ma distanziati: Vittorio Sgarbi, l'architetto Fuksas, Agnoletto, la Mussolini. Loro vanno bene per certi temi, Di Pietro è ancora più versatile, ormai perfetto opinionista-tuttologo da talk show televisivo. Da ex magistrato è competente in materia di giustizia, come ex ministro delle infrastrutture parla giustamente di opere pubbliche, da leader del partito dei Valori è chiamato in causa sul problema corruzione, come meridionale può intervenire se si discute di federalismo, se si parla di conflitto di interessi eccolo come unico vero oppositore di Berlusconi in Parlamento, se il tema è l'antipolitica e Beppe Grillo, suo amico, è inevitabile sentire cosa ha da dire. E poi Di Pietro in video funziona, con quel suo italiano colorito, si agita quanto serve per scaldare lo studio, e Santoro (che del talk show politico in Italia è uno dei pionieri) lo ha capito benissimo. Insieme, Di Pietro e Travaglio, fanno la coppia perfetta, ma è tutta una compagnia di giro che si spalleggia vicendevolmente. Santoro invita Di Pietro e dà spazio a Travaglio, Di Pietro difende Santoro e Travaglio quando l'Authority ammonisce Annozero, Travaglio difende Santoro e vota l'Idv di Di Pietro. Un trio inossidabile. Ma c'è il quarto moschettiere, Beppe Grillo, vero trait d'union tra il dipietrismo, il travaglismo e il santorismo. Di Pietro è l'unico politico che Grillo salva? E Di Pietro lo ricompensa andando al V-Day a firmare la proposta di legge anti corrotti in Parlamento. Santoro dedica una puntata al grillismo? Chiama Di Pietro in studio a commentare, insieme a Travaglio, giornalista che Grillo considera il modello di libera informazione. E allora succede come l'ultima volta, a fine aprile, quando Santoro ha mandato in onda un lungo monologo di Grillo e ha fatto saltare sulla sedia il presidente della Rai e l'Agcom. Di Pietro sul suo blog è immediatamente andato in soccorso di Santoro contro la "censura di regime", rivendicando la libertà di informare sull'iniziativa di Grillo contro i finanziamenti pubblici ai giornali. La stessa cosa che il comico aveva detto come ospite a sorpresa della festa dell'Idv, nell'autunno scorso: "Tagliamo tutti i finanziamenti pubblici ai giornali, e poi vediamo chi sopravvive". Pazienza poi se tra questi giornali sovvenzionati ci sia anche Orizzonti nuovi, testata che fa capo all'Idv di Di Pietro, 19mila euro di fondi pubblici nel 2005. Sembra proprio che nel giustizialismo folkloristico di Di Pietro Santoro abbia trovato la sua nuova casa politica, ora che la sinistra arcobaleno non conta più nulla. E Di Pietro invece vuole contare nel nuovo assetto della Rai, chiedendo espressamente per il suo partito la presidenza della Commissione di Vigilanza, che per tradizione va all'opposizione. Sarà anche per questo che Santoro non dimentica mai di invitarlo, appena c'è l'occasione. Giovedì scorso Di Pietro era ad Annozero per l'emergenza spazzatura in Campania, il 17 aprile era lì per spiegare come mai Berlusconi aveva vinto, due settimane prima era di nuovo sulla stessa poltroncina, ma per illustrare la sua idea di "Parlamento pulito", cioè l'esclusione dalle liste di chi è sotto processo o condannato in primo grado. Un mese prima, rieccolo ad Annozero, puntata dal titolo "Chi di Mastella ferisce...". Mastella finì con l'andarsene dallo studio. Lui invece non ci pensa proprio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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I lavoratori dell'Enel: <Grillo dieci anni fa diceva sì al carbone> (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 24-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 123 del 2008-05-24 pagina 11 I lavoratori dell'Enel: "Grillo dieci anni fa diceva sì al carbone" di Redazione Viterbo. "Nel 1997 Beppe Grillo era favorevole al carbone. Lo dichiarò egli stesso in un'intervista al Corriere della Sera". È quanto scrivono in una nota i lavoratori della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia, che hanno dato vita al movimento Sì coke. "Sono per il carbone che inquina meno del petrolio" avrebbe dichiarato il comico genovese secondo i lavoratori. "Si può solo aggiungere - scrivono ancora i Sì coke - che dal 1997 a oggi la tecnologia di pulizia dei fumi nelle centrali a carbone ha fatto passi da gigante. Infatti a Civitavecchia, oltre ai desolforatori, ci saranno i denitrificatori per catturare gli ossidi di azoto e filtri in grado di abbattere dell'88% le polveri emesse della centrale ad olio combustibile che Enel ha demolito". Ad avviso dei lavoratori di Torre Valdaliga Nord, "la campagna allarmistica orchestrata dal Comitato dei cittadini liberi, i No-coke, è figlia della cultura del no, sonoramente sconfitta dagli elettori italiani, che ha sommerso Napoli di rifiuti e ora vuole anche lasciare il Paese al freddo e al buio". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Oggi i No Coke in piazza (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 24-05-2008)

Argomenti: Grillo

Oggi i "No Coke" in piazza No coke in piazza, oggi alle 10 a Tarquinia, nel Lazio, per protestare contro la riconversione a carbone della centrale Enel di Torre Valdiga Nord di Civitavecchia. Ad aprire la manifestazione sarà il comico genovese Beppe Grillo, collegato via web con Piazza Matteotti, dove si concentreranno i manifestanti. Ieri il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola, ha aderito alla manifestazione e l'Enel per tutta risposta ha deciso di interrompere i rapporti con il Comune. Cosa che potrebbe costare alla municipalità la perdita di 12-14 milioni di euro che l'azienda elettrica si era detta disposta a versare nell'ambito del Tavolo dello sviluppo. "Buon viaggio Tarquinia!", così si conclude il comunicato stampa diffuso ieri dall'Enel. Il quale, si legge nella nota, "prende atto della decisione del sindaco di Tarquinia di partecipare alla manifestazione indetta dai gruppi No coke", ma la considera "incompatibile con le modalità istituzionali di dialogo. Pertanto Enel interrompe il confronto con il comune di Tarquinia mentre prosegue il rapporto collaborativo con il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo e gli altri comuni del territorio, con l'obiettivo di onorare gli impegni relativi ai Tavoli della salute e dello sviluppò stabiliti con il Governo e con la Regione". "Buon viaggio Enel!", risponde il "Comitato dei cittadini liberi" che ha voluto chiamare così una campagna nazionale che parte oggi stesso, con moduli messi a disposizione durante la manifestazione, "per l'interuzione dei contratti con chi ci inquina e la scelta di un nuovo fornitore". Alla manifestazione, che ha un carattere bipartisan, hanno aderito numerose associazioni di cittadini, enti, imprese e praticamente tutti i partiti, sia di centrodestra che di centrosinistra. Dopo la Coldiretti, la Confesercenti, la Provincia di Viterbo, e alcuni comuni, ieri ha annunciato la partecipazione anche l'Ascom Confcommercio.

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Referendum di Grillo Oggi le firme (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 24-05-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)

Argomenti: Grillo

SAVONA Referendum di Grillo Oggi le firme Prosegue senza sosta la raccolta delle firme per i tre referendum proposti da Beppe Grillo al V2-Day del 25 aprile scorso. Oggi pomeriggio a Savona, davanti alla libreria Ubik di corso Italia, i promotori del referendum allestiranno un banchetto dove si potrà firmare dalle 14,30 alle 19,30. Per raccogliere le firme necessarie a far decollare i referendum, i registri sono a disposizione all'ufficio elettorale dei Comuni di Savona, Varazze, Cairo Montenotte, Vado Ligure, Quiliano e Finale Ligure.

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No Coke bloccano Aurelia No alla centrale a carbone (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 25-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del TORREVALDALIGA "No Coke" bloccano Aurelia "No alla centrale a carbone" "Boicottare l'Enel scegliendo altri gestori elettrici". Tarquinia ieri è stata al centro della protesta dei "No Coke" contro la conversione a carbone della centrale elettrica di Civitavecchia dell'Enel. "No a qualsiasi forma di inquinamento", dice il sindaco Mauro Mazzola, che accusa anche di "connivenza il comune di Civitavecchia". Beppe Grillo, in collegamento web con la piazza del comune viterbese avverte: "Il carbone pulito non esiste, è un bluff". Da Tarquinia è partito il corteo pacifico aperto da alcuni trattori con bandiere della Coldiretti e della Cia. Gli "esasperati" hanno portato il proprio dissenso al cospetto della centrale, bloccando così in quel tratto il transito dell'Aurelia fino alle 17 circa, quando le forze dell'ordine hanno provveduto a disperdere i rimostranti. Un evento che ha richiamato l'attenzione di tanti partecipanti: tremila secondo i "No Coke". Poche centinaia invece secondo i lavoratori Enel che parlano di "ecobugiardi" e temono per i loro posti di lavoro. A prendere parte alla manifestazione mattutina anche l'Assessore della Regione Lazio, Luigi Nieri e l'Assessore della Provincia di Roma, Massimigliano Smeriglio, che ribadisce la posizione già assunta dalla precedente amminisrazione Gasbarra: "Questa è una zona che deve rimanere agricola. Noi abbiamo il compito di evitare di assumere posizioni esasperate, per questo non dobbiamo trascurare la dialettica aperta con i lavoratori dell'Enel". Quindi un apprezzamento al coraggio del sindaco Mazzola: "Da lui una scelta coraggiorsa".Simone Di Stefano.

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No allo sfratto di rebeldia no alla linea dura di filippeschi (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 25-05-2008)

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Solidarietà alle associazioni coinvolte nel progetto No allo sfratto di Rebeldia no alla linea dura di Filippeschi PISA. Mentre nel Paese si introduce il reato di immigrazione clandestina, in barba a qualsiasi principio costituzionale e in dimenticanza offensiva dei milioni di nostri emigranti che hanno riempito le città di mezzo mondo con la loro disperata e spesso "clandestina" ricerca di futuro e felicità; mentre si ribattezzano i cosiddetti Centri di prima accoglienza come Centri di detenzione, svelando spudoratamente quello che sono già ora, e cioè carceri per persone che non hanno commesso alcun reato se non quello di vivere; mentre si calpestano i più elementari diritti dell'uomo sulla base dell'equazione senza permesso=delinquente; qui a Pisa arriva lo sfratto del Cpt alle associazioni del progetto Rebeldìa, che hanno provato a dare una risposta, parziale ma importante (anche se spesso miope nel chiudere gli occhi di fronte ai fatti...), ai conflitti cittadini sui temi dell'immigrazione e della sicurezza. La linea dura, cominciata da Fontanelli e proseguita da Filippeschi, si rivela sempre più una spettacolare e "turistica" ripulitura della città e soprattutto del suo salotto buono in centro storico, senza rimuovere neanche mezza delle cause di questa situazione che crea indegnità di vita e di lavoro, degrado urbanistico e sociale, violazione dei patti di convivenza civile. Rebeldìa ha presentato da molto tempo un progetto che permetterebbe di includere i suoi spazi di lavoro, dedicati fra le altre cose all'integrazione, l'aggregazione, la scolarizzazione delle comunità immigrate, dentro il progetto comunale di ristrutturazione di tutta l'area in via Battisti: nessuna risposta finora, se non qualche strizzatina d'occhio prima del voto, e ora... lo sfratto. Esprimiamo la nostra solidarietà alle Associazioni coinvolte. Paolo Arduini, "Città dei Diritti con Beppe Grillo".

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Torre Valdaliga, i <no coke> bloccano l'Aurelia (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 124 del 2008-05-25 pagina 2 Torre Valdaliga, i "no coke" bloccano l'Aurelia di Redazione In migliaia contro la riconversione della centrale. L'Enel sminuisce: "Solo poche centinaia" Torna in piazza la protesta dei cittadini dei Comuni dell'Alto Lazio contro il progetto di riconversione a carbone della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord. Ieri un corteo composto secondo i comitati "no coke" da qualche migliaia di persone e secondo l'Enel solo da alcune centinaia è partito da Tarquinia per dirigersi verso la via Aurelia. A protestare, oltre ai comitati e ai cittadini, anche esponenti della Cia e della Coldiretti - che hanno portato in strada anche duecento trattori - e i sindaci di alcuni comuni della zona limitrofa. Prima dell'avvio del corteo è intervenuto via telefono Beppe Grillo per salutare i manifestanti. Gli organizzatori mirano a fermare la riconversione a carbone della centrale di Torrevaldaliga Nord, rifiutando "i soldi o qualunque altro accordo compensativo che non preveda il blocco della riconversione a carbone della centrale", e chiedono al ministro Scajola di "bloccare i lavori già in corso nella centrale". Dagli organizzatori della manifestazione altre tre richieste: una nuova valutazione di impatto ambientale della riconversione della centrale, un registro dei tumori e un'Authority per la pubblicità affinché venga sanzionato l'uso dell'aggettivo pulito in riferimento alla parola carbone. I manifestanti - scortati da un imponente spiegamento di forze dell'ordine - hanno percorso l'Aurelia e hanno bloccato la consolare in entrambe le direzioni con due presìdi, uno al km 86 e l'altro al km 102. Il blocco era autorizzato solo fino alle 13, ma i manifestanti sono andati ben oltre, sgomberando l'Aurelia soltanto quando, nel pomeriggio, hanno strappato la promessa di un incontro con il prefetto di Viterbo. I numeri della manifestazione sono contestati dai dipendenti Enel, che definiscono gli organizzatori "ecobugiardi". "Non migliaia di persone - si legge in una nota dei lavoratori - ma solo alcune centinaia, compresi i ragazzi obbligati a saltare la scuola dagli insegnanti. Non 200 ma una ventina di trattori. Non 30 associazioni di categoria ma 2 o 3". "La falsità più grande - osservano i lavoratori - l'ha detta Grillo, sostenendo che il carbone non è al centro della politica energetica mondiale. Onestamente bisognava dire che il 40 per cento dell'elettricità oggi viene dal carbone e che ci sono centinaia di nuove centrali a carbone in costruzione in questi mesi, in Europa e nel mondo". I lavoratori chiedono "che si ponga un freno alla cultura del no, sonoramente sconfitta dagli elettori italiani, che ha sommerso Napoli di rifiuti e ora vuole anche lasciare il Paese al freddo e al buio". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<No alla riconversione> Aurelia bloccata per ore (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 25-05-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-05-25 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE "No coke" all'attacco Sit-in a Tarquinia, collegamento con Grillo "No alla riconversione" Aurelia bloccata per ore Migliaia in corteo, interviene la polizia Nel mirino la riconversione a carbone della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord. Chiesto un incontro al ministro Scajola Doveva finire alle 13,30, si è concluso ben oltre le 17 il corteo, organizzato dal comitato No-coke dell'alto Lazio, contro la riconversione a carbone della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord, a Civitavecchia. Dovevano essere un centinaio di persone, ma le file dei manifestanti, partiti ieri mattina presto da piazza Matteotti, a Tarquinia, alla volta della centrale, si sono via via ingrossate: "Ci siamo ritrovati in 4.000", dicono gli organizzatori del Comitato cittadini liberi. Per molte ore l'Aurelia è rimasta bloccata, con notevoli disagi per gli automobilisti, deviati lungo la litoranea, e sulle provinciali. La polizia è intervenuta, nel pomeriggio, sollevando di peso (ma senza incidenti) i più agguerriti fra i manifestanti, sdraiati sull'asfalto. La situazione è così tornata alla normalità. Al corteo si sono uniti 250 trattori, in rappresentanza degli agricoltori. "Il carbone pulito è un bluff, non fatevi infinocchiare": le parole di Beppe Grillo, collegato via web, sono risuonate nella piazza di Tarquinia. "Solo in Italia - ha detto il comico - si vuole incrementare l'uso di un prodotto micidiale per la salute dei cittadini". A Grillo i lavoratori della centrale, che hanno a loro volta dato vita a un movimento "Sì coke", rinfacciano di aver cambiato idea, rispetto a un articolo del '97 in cui avrebbe sostenuto: "Sono per il carbone, che inquina meno del petrolio". Ed è battaglia anche sulle cifre: "Non sono migliaia - dicono i dipendenti ma alcune centinaia le persone che hanno aderito alla protesta ". Sostengono ancora i lavoratori: "Non è vero, come dice Grillo, che il carbone è desueto: centinaia di nuove centrali sono in costruzione in Europa e nel mondo". A manifestazione terminata, alcuni cittadini sono stati ricevuti in Comune dal Prefetto, al quale è stato domandato di attivarsi per ottenere un incontro con il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, che entro una settimana dovrà pronunciarsi sul caso. Anna Santarsiere, coordinatrice del Comitato cittadini liberi, ha annunciato il mantenimento di un presidio per l'intera settimana sull'Aurelia, vicino a un "monumento" di tubi Innocenti innalzato lungo la strada. Con i trattori Due momenti del sit-in di ieri sulla via Aurelia Lida Yasmin Mahdavi Laura Martellini.

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No coke contro il carbone: Il futuro sono le fonti rinnovabili (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Grillo

Migliaia di persone a Tarquinia per dire no anche al nucleare. Beppe Grillo interviene al telefono: "La politica energetica italiana è grottesca" No coke contro il carbone: "Il futuro sono le fonti rinnovabili" Tarquinia (Roma) "Negli ultimi anni sono cresciute patologie respiratorie, allergie e tumori. I più colpiti sono i giovani". La popolazione di Tarquinia è "indignata" per la riconversione della centrale a carbone, di proprietà dell'Enel, nella vicina Civitavecchia. E ieri ha protestato: una manifestazione convocata dal movimento no coke (che tiene dentro associazioni, ambientalisti, produttori agricoli e tantissimi singoli) culminata con l'occupazione della strada statale Aurelia. "La nostra - spiegano i promotori - è una battaglia che va avanti da tempo. Diciamo no all'uso del carbone". Un rifiuto non ideologico ma scientifico: i danni alla salute, spiegano, sono provati. Un'iniziativa cominciata alle 9 del mattino, nel centro di Tarquinia, con un dibattito tra i cittadini. "E' un grande successo - dichiara dal palco un no coke - la partecipazione è sorprendente". In queste zone non si vedono tutti giorni sfilare migliaia di persone. E in un modo così determinato. Presenti per l'occasione vari esponenti del Prc, l'ex senatore Rossi, Bordon dei Consumatori e la grillina candidata a sindaco di Roma Simonetta Monti. All'iniziativa fa una visita telefonica lo stesso Grillo: "La vostra è una protesta giusta. Rappresentate il futuro. La politica energetica del nostro paese è invece grottesca, sta ancora al carbone e al nucleare". E giù applausi. Poi il corteo inizia a sfilare, caratterizzato da una partecipazione variegata: Coldiretti, Cia, Cobas, scolaresche con insegnanti, famiglie, tantissime donne e associazioni. Centinaia le bandiere "No carbone". Ad aprire e a chiudere la manifestazione i trattori degli agricoltori. Molti esponenti del movimento no coke indossano provocatoriamente la fascia tricolore: "Ci rappresentiamo da soli - spiegano - perché le istituzioni non lo fanno". La polemica è con il sindaco della città, reo di "non prendere una posizione netta". La fermezza con cui lo dicono i manifestanti fa intravedere una comunità "stanca di non esser ascoltata" dalle istituzioni: "Preferiamo autorganizzarci dal basso". Poi dai megafoni dicono che il loro no al carbone è affiancato al rifiuto del nucleare: "Il futuro sono le fonti rinnovabili". E molti di loro annunciano la presenza anche alla manifestazione milanese del 7 giugno per un nuovo clima. Nessuna contrapposizione nemmeno coi lavoratori dell'impianto di Civitavecchia, "la soluzione è la conversione, non la disoccupazione". Gli agricoltori della zona invece restano i più danneggiati economicamente: uno studio dell'Enel, confermato dal governo, ha dimostrato la tossicità dei prodotti coltivati a meno di 60 km dall'impianto. Ai proprietari è stato "consigliato" la produzione no food, come i fiori. Belli ma poco redditizi. Un uomo alla guida del trattore ci dice: "Così non si può andare avanti. Oggi vogliamo smascherare anche la bugia sull'esistenza del carbone pulito". Intanto i manifestanti occupano l'Aurelia per qualche ora, con la polizia ferma a guardare. Poi ognuno a casa, con la consapevolezza che sconfiggere il gigante economico Enel non sarà facile. E di mobilitazioni toccherà farne molte altre.

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No coke contro il carbone: <Il futuro sono le fonti rinnovabili> (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Grillo

No coke contro il carbone: "Il futuro sono le fonti rinnovabili" Migliaia di persone a Tarquinia per dire no anche al nucleare. Beppe Grillo interviene al telefono: "La politica energetica italiana è grottesca" Giacomo Russo Spena Tarquinia (Roma) "Negli ultimi anni sono cresciute patologie respiratorie, allergie e tumori. I più colpiti sono i giovani". La popolazione di Tarquinia è "indignata" per la riconversione della centrale a carbone, di proprietà dell'Enel, nella vicina Civitavecchia. E ieri ha protestato: una manifestazione convocata dal movimento no coke (che tiene dentro associazioni, ambientalisti, produttori agricoli e tantissimi singoli) culminata con l'occupazione della strada statale Aurelia. "La nostra - spiegano i promotori - è una battaglia che va avanti da tempo. Diciamo no all'uso del carbone". Un rifiuto non ideologico ma scientifico: i danni alla salute, spiegano, sono provati. Un'iniziativa cominciata alle 9 del mattino, nel centro di Tarquinia, con un dibattito tra i cittadini. "E' un grande successo - dichiara dal palco un no coke - la partecipazione è sorprendente". In queste zone non si vedono tutti giorni sfilare migliaia di persone. E in un modo così determinato. Presenti per l'occasione vari esponenti del Prc, l'ex senatore Rossi, Bordon dei Consumatori e la grillina candidata a sindaco di Roma Simonetta Monti. All'iniziativa fa una visita telefonica lo stesso Grillo: "La vostra è una protesta giusta. Rappresentate il futuro. La politica energetica del nostro paese è invece grottesca, sta ancora al carbone e al nucleare". E giù applausi. Poi il corteo inizia a sfilare, caratterizzato da una partecipazione variegata: Coldiretti, Cia, Cobas, scolaresche con insegnanti, famiglie, tantissime donne e associazioni. Centinaia le bandiere "No carbone". Ad aprire e a chiudere la manifestazione i trattori degli agricoltori. Molti esponenti del movimento no coke indossano provocatoriamente la fascia tricolore: "Ci rappresentiamo da soli - spiegano - perché le istituzioni non lo fanno". La polemica è con il sindaco della città, reo di "non prendere una posizione netta". La fermezza con cui lo dicono i manifestanti fa intravedere una comunità "stanca di non esser ascoltata" dalle istituzioni: "Preferiamo autorganizzarci dal basso". Poi dai megafoni dicono che il loro no al carbone è affiancato al rifiuto del nucleare: "Il futuro sono le fonti rinnovabili". E molti di loro annunciano la presenza anche alla manifestazione milanese del 7 giugno per un nuovo clima. Nessuna contrapposizione nemmeno coi lavoratori dell'impianto di Civitavecchia, "la soluzione è la conversione, non la disoccupazione". Gli agricoltori della zona invece restano i più danneggiati economicamente: uno studio dell'Enel, confermato dal governo, ha dimostrato la tossicità dei prodotti coltivati a meno di 60 km dall'impianto. Ai proprietari è stato "consigliato" la produzione no food, come i fiori. Belli ma poco redditizi. Un uomo alla guida del trattore ci dice: "Così non si può andare avanti. Oggi vogliamo smascherare anche la bugia sull'esistenza del carbone pulito". Intanto i manifestanti occupano l'Aurelia per qualche ora, con la polizia ferma a guardare. Poi ognuno a casa, con la consapevolezza che sconfiggere il gigante economico Enel non sarà facile. E di mobilitazioni toccherà farne molte altre.

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E' iniziata la rivoluzione conservatrice? (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)

Argomenti: Grillo

Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 3 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 61 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 78 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 40 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 08 Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Dunque Alemanno sarà sindaco di Roma, un'impresa storica. Ma ora il centrodestra non ha più scuse: controlla Milano, Roma, molte regioni importanti, gode di un'ampia maggioranza in Parlamento dove, per la prima volta, non sarà intralciato dalla demagogia dell'estrema sinistra, né dalle operazioni dilatorie dei piccoli partiti ma potrà contare su un'opposizione, da parte dell'Udc e del Pd, che si annuncia moderata e costruttiva. Il quadro è ideale ma comporta dei rischi, uno in particolare: l'assunzione di responsabilità, da cui la nostra classe politica tradizionalmente rifugge. Se il centrodestra ha davvero un progetto per il Paese e con esso una visione del futuro, se è in grado di rendere l'Italia più sicura e di moderare l'immigrazione, oggi fuori controllo, è il momento di agire, abbandonando le logiche da campagna elettorale. Un governo credibile in un Paese più serio: è questo che si aspettano gli italiani. Da qui due domande. Secondo voi il centrodestra è pronto a gestire un potere tanto ampio? E dunque Berlusconi, Fini e Bossi saranno all'altezza di una missione ambiziosa e, comunque vada, cruciale per l'Italia? Scritto in Italia Commenti ( 49 ) " (4 voti, il voto medio è: 3.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Apr 08 Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? L'Ordine dei giornalisti è inutile? Probabilmente sì. Gli aiuti di Stato ai giornali di partito sono scandalosi? Senza dubbio. Criticare il mondo del giornalismo è lecito e secondo me anche salutare. Ma trovo che l'era del libero insulto stia volgendo al termine. Mi spiego: Beppe Grillo è stato l'unico a denunciare certe situazione politiche, mediatiche, economiche e questo è stato un bene per la democrazia italiana. C'era bisogno di una valvola di sfogo, di qualcuno che rompesse il conformismo e le convenienze. Ma non si può continuare in eterno a infangare tutti. Il comico genovese denuncia il malcostume nazionale, ma con i suoi ne incoraggia un altro; quello per cui il cittadino si sente legittimato ad affrontare problemi e ingiustizie con l'insulto, lo sproloquio, il qualunquismo più immediato, da bar. E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere". Sulla Bbc sono d'accordo, ma la Cnn non è affatto garibaldina nei confronti della Casa Bianca e al Jazeera è posseduta dal Qatar che pone limiti molto severi all'informazione. Ancora: critica Napolitano (definito "un Morfeo che dorme, dorme, dorme") perché ha indetto elezioni prima del referendum: e che doveva fare? La legge parla chiaro e se non c'è maggioranza in Parlamento si va al voto col sistema vigente. Davvero tutti i giornalisti sono servi, a parte Travaglio? Ma siamo seri, per cortesia: che esista un problema di acquiescenza da parte di molti colleghi verso i politici è chiaro, ma offendere tutti indiscriminatamente è puro populismo. Noi giornalisti non possiamo sbagliare, ma quante scemenze ha detto Grillo in questi anni spacciandole sempre per verità assolute? La più grossa risale a qualche anno fa quando denunciava la manipolazione dell'informatica e rompeva i computer in sala. Chi lo contestava passava per fascista e qualunquista; oggi però Grillo è il profeta della Rete. E, come gli capita sovente, non accetta contestazioni. Allora: aboliamo pure l'Ordine, eliminiamo i finanziamenti, ma condieriamo Grillo per quel che è e non scambiamolo per il Vate capace di risollevare l'Italia. Per rinascere davvero questo Paese ha bisogno di modelli costruttivi, di leader credibili che sappiano elevare il discorso pubblico, anziché ridurlo a una raffica di Vaffa. Davvero Grillo è l'eroe della nuova Italia? Vi riconoscete in lui? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 106 ) " (16 voti, il voto medio è: 4.31 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08 Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? I due stupri a Milano e a Roma hanno rilanciato la questione dell'immigrazione e della sicurezza. Tra tanti commenti degli ultimi giorni più o meno pertinenti, ne ritengo due. Uno di Cesare Salvi, che questa mattina a Radio Anch'io quando ha dichiarato che: "effettivamente gli elettori hanno avuto l'impressione che la sinistra arcobaleno non pensasse alla sicurezza". Mi permetto di correggere Salvi: non avevano l'impressione, ne avevano la certezza e per questo soprattutto l'hanno punita alle elezioni. Il secondo aspetto riguarda la richiesta di Roberto Maroni, probabile nuovo ministro degli Interni, di rinegoziare la direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini. L'idea ha suscitato reazioni contrariate e un certo sarcasmo, ma in interviste alla Rai e al quotidiano La Stampa il nostro commissario europeo Franco Frattini l'ha ritenuta plausibile, "perché ormai quella direttiva è superata dall'applicazione integrale degli accordi di Shengen". Il governo Prodi peraltro non ha mai applicato la norma che consente l'espulsione per chiunque non possa dimostrare di avere i mezzi di sussistenza per vivere in modo dignitoso. Secondo Frattini (che probabilmente diventerà il prossimo ministro degli Esteri italiano) "una verifica si può fare per vedere se non sia il caso di rafforzare alcuni principi sugli aspetti della sicurezza. C'è un consenso abbastanza ampio tra i governi europei che la libera circolazione dei cittadini, sacrosanta, non può trasformarsi in libera circolazione dei criminali". E il governo rumeno? "Deve farsi carico dei propri compatrioti e riprenderseli se non rispettano le leggi". Da qui alcune domande: aveva dunque ragione Maroni? Una correzione in sede comunitaria è doverosa considerato che proprio l'Unione europea sottovalutò gli effetti dell'allargamento (che secondo me era prematuro) a Paesi troppo arretrati come la Romania e la Bulgaria. Insomma, se oggi l'immigrazione dei rumeni è un problema in molti Stati, come l'Italia e la Spagna, la responsabilità all'origine è di Bruxelles. Ma, mi chiedo: basta una norma Ue per rimediare a una situazione che la maggior parte dei cittadini considera fuori controllo? E se la risposta è no, quali misure considerare? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 42 ) " (15 voti, il voto medio è: 4.53 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (20) europa (1) francia (16) germania (2) giornalismo (33) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (20) islam (12) Italia (90) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Rodolfo de Trent: Grazie Livio per la premura e dell'informazione; era infatti insolita l'assenza di... 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Brevi, schede e richiami 2 (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)

Argomenti: Grillo

Nasce l'immagine "L'Ottocento fatto immagine" di Giovanni Fiorentino. Ore 17.30 Istituto Naz. per la Grafica (via Poli 54). per emergency "Architettura di pace. Ospedali di guerra" a cura di M. Costanzo, alle 18 libreria Ave, via della Conciliazione 12. islam e le donne Incontro con Giuliana Sgrena, autrice de "Il prezzo del velo" alle 18.30 da Rinascita in via Prospero Alpino 48. viaggio in marocco "La città dei ragazzi" di Eraldo Affinati alle 18.30 Rinascita v.le Agosta 36 s.o.s. verde Alle 18 alla Società Geografica a Villa Celimontana Rino Caputo e Luigi Frudà presentano "Parchi, politiche ambientali e globalizzazione" di Paolo Giuntarelli. comunicare oggi "Lezioni di filosofia della comunicazione" di Ugo Volli alle ore 18 a Villa Mirafiori, via Carlo Fea 2 "Gli uomini dietro gli specchi" di Michele Mezza e Rocco Pellegrini alle ore 18 da Rinascita, via Botteghe Oscure 2. fenomeni italiani Alle 18 al Melbookstore di via Nazionale 252 Federica De Maria, Emilio Targia e Edoardo Fleischner presentano "Chi ha paura di Beppe Grillo?". Partecipa Marco Pannella. egiziani d'america Alle 18 da Feltrinelli in Galleria Colonna "Chicago" di Ala al-Aswani", interviene Wlodek Goldkorn. capire l'arte Alle 17 all'Upter (via 4 Novembre 157) lezione aperta di Maurizio Chelli a partire dal volume "Storia dell'Arte: da Brancusi all'arte elettronica". la conversione "Grazie Gesù" di Magdi Cristiano Allam alle 18.30 alla Pontificia Università Lateranense. Interviene Rino Fisichella.

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Rifiuti, Marta incenerisce solo i progetti (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 125 del 2008-05-27 pagina 3 Rifiuti, Marta incenerisce solo i progetti di Monica Bottino Inceneritore, termovalorizzatore, gassificatore, discarica, niente. Sta in questa vasta (troppo) scelta di ipotesi la soluzione al problema dei rifiuti a Genova secondo la giunta Vincenzi. Che, nella più pacifica continuità con la giunta Pericu (forse solo in questo caso) che l'ha preceduta, non ha ancora affrontato in maniera sistematica un tema che più passa il tempo più "puzza". È di inizio mese la notizia che l'assessore Carlo Senesi, responsabile del ciclo dei rifiuti, starebbe per nominare (entro giugno) una commissione di sette "saggi" (un po' politici e un po' tecnici) che entro sei mesi, quindi per la fine dell'anno, dovrebbero scegliere la soluzione migliore per Genova. Inceneritore compreso. Il condizionale è d'obbligo, visto che di proclami i genovesi sono stufi. "Non mi pronuncio su quale impianto sarà - ha messo le mani avanti Senesi - lascio aperte tutte le possibilità. Sarà la commissione a scegliere la soluzione migliore". Quindi dopo anni di discussioni, polemiche, proteste da parte dei cittadini, barricate da parte dei comitati, proposte della maggioranza e controproposte dell'opposizione siamo di nuovo al via. Sia chiaro: anche se i tempi saranno quelli annunciati (e su questo staremo a vedere) Genova sarà in ritardo. Troppo. Anche perché per costruire un qualsiasi tipo di impianto occorrono anni. In secondo luogo bisognerà scegliere un sito che vada bene alla popolazione, visto che la sindaco Vincenzi non ama fare scelte invise ai cittadini. Piuttosto (come ha fatto fino ad oggi) non sceglie. Terzo bisognerà superare le rivolte di chi teme l'impatto ambientale di impianti come i termovalorizzatori o i gassificatori e li ritiene pericolosi per la salute come predica Beppe Grillo. E che il tema rifiuti sia spinoso per la giunta lo confermano anche le recenti bagarre in consiglio comunale che hanno visto dalla stessa parte, contro l'assessore, addirittura elementi di spicco della maggioranza che sostiene la Vincenzi insieme all'opposizione. Il capogruppo del Pd in consiglio Simone Farello ha recentemente ribadito nella sala rossa che il bando e la costruzione dell'impianto debbano avvenire subito e non a partire dal 2009 come previsto dall'assessore. Mentre Antonio Bruno, ambientalista eletto con Rifondazione stoppa e precisa che "non c'è solo il termovalorizzatore e nemmeno il gassificatore, ci sono anche la torcia al plasma e lo stabilizzatore biomeccanico". An e Forza Italia parlano di colpevoli ritardi. Insomma, chi più ne ha più ne metta. La previsione è che si facciano ancora tanti discorsi, che sarebbero anche giusti, per carità, in democrazia, tuttavia una soluzione al ciclo dei rifiuti i governi di sinistra che hanno ininterrottamente governato Genova da decenni avrebbero dovuto trovarla prima. Molto prima. E tra i parolai, certamente, la Vincenzi è in ottima compagnia. Intanto l'opposizione parla apertamente di "città in ostaggio dei Verdi e di Rifondazione", visto che a Genova non si va avanti nonostante località vicine abbiamo dimostrato la validità di soluzioni alternative alla discarica, come Nizza o Montecarlo dove esistono inceneritori che non risulta abbiano mai dato problemi, e che in altre città addirittura i termovalorizzatori distribuiscono energia alle abitazioni civili. Basterebbe, forse, essere certi che l'impianto sia moderno e non inquini, seguendo esempi già esistenti. Sarebbe sempre meglio che non fare nulla. L'alternativa è aspettare che Scarpino, prima o poi, diventi un boomerang ecologico. (4- continua) © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 27-05-2008)

Argomenti: Grillo

Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 2 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 61 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 78 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 40 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 08 Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Dunque Alemanno sarà sindaco di Roma, un'impresa storica. Ma ora il centrodestra non ha più scuse: controlla Milano, Roma, molte regioni importanti, gode di un'ampia maggioranza in Parlamento dove, per la prima volta, non sarà intralciato dalla demagogia dell'estrema sinistra, né dalle operazioni dilatorie dei piccoli partiti ma potrà contare su un'opposizione, da parte dell'Udc e del Pd, che si annuncia moderata e costruttiva. Il quadro è ideale ma comporta dei rischi, uno in particolare: l'assunzione di responsabilità, da cui la nostra classe politica tradizionalmente rifugge. Se il centrodestra ha davvero un progetto per il Paese e con esso una visione del futuro, se è in grado di rendere l'Italia più sicura e di moderare l'immigrazione, oggi fuori controllo, è il momento di agire, abbandonando le logiche da campagna elettorale. Un governo credibile in un Paese più serio: è questo che si aspettano gli italiani. Da qui due domande. Secondo voi il centrodestra è pronto a gestire un potere tanto ampio? E dunque Berlusconi, Fini e Bossi saranno all'altezza di una missione ambiziosa e, comunque vada, cruciale per l'Italia? Scritto in Italia Commenti ( 49 ) " (4 voti, il voto medio è: 3.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Apr 08 Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? L'Ordine dei giornalisti è inutile? Probabilmente sì. Gli aiuti di Stato ai giornali di partito sono scandalosi? Senza dubbio. Criticare il mondo del giornalismo è lecito e secondo me anche salutare. Ma trovo che l'era del libero insulto stia volgendo al termine. Mi spiego: Beppe Grillo è stato l'unico a denunciare certe situazione politiche, mediatiche, economiche e questo è stato un bene per la democrazia italiana. C'era bisogno di una valvola di sfogo, di qualcuno che rompesse il conformismo e le convenienze. Ma non si può continuare in eterno a infangare tutti. Il comico genovese denuncia il malcostume nazionale, ma con i suoi ne incoraggia un altro; quello per cui il cittadino si sente legittimato ad affrontare problemi e ingiustizie con l'insulto, lo sproloquio, il qualunquismo più immediato, da bar. E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere". Sulla Bbc sono d'accordo, ma la Cnn non è affatto garibaldina nei confronti della Casa Bianca e al Jazeera è posseduta dal Qatar che pone limiti molto severi all'informazione. Ancora: critica Napolitano (definito "un Morfeo che dorme, dorme, dorme") perché ha indetto elezioni prima del referendum: e che doveva fare? La legge parla chiaro e se non c'è maggioranza in Parlamento si va al voto col sistema vigente. Davvero tutti i giornalisti sono servi, a parte Travaglio? Ma siamo seri, per cortesia: che esista un problema di acquiescenza da parte di molti colleghi verso i politici è chiaro, ma offendere tutti indiscriminatamente è puro populismo. Noi giornalisti non possiamo sbagliare, ma quante scemenze ha detto Grillo in questi anni spacciandole sempre per verità assolute? La più grossa risale a qualche anno fa quando denunciava la manipolazione dell'informatica e rompeva i computer in sala. Chi lo contestava passava per fascista e qualunquista; oggi però Grillo è il profeta della Rete. E, come gli capita sovente, non accetta contestazioni. Allora: aboliamo pure l'Ordine, eliminiamo i finanziamenti, ma condieriamo Grillo per quel che è e non scambiamolo per il Vate capace di risollevare l'Italia. Per rinascere davvero questo Paese ha bisogno di modelli costruttivi, di leader credibili che sappiano elevare il discorso pubblico, anziché ridurlo a una raffica di Vaffa. Davvero Grillo è l'eroe della nuova Italia? Vi riconoscete in lui? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 106 ) " (16 voti, il voto medio è: 4.31 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (20) europa (1) francia (16) germania (2) giornalismo (33) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (20) islam (12) Italia (91) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Spiegare agli studenti "i cento passi" dimenticati - (segue dalla prima pagina) (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 28-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina X - Bari Spiegare agli studenti "I cento passi" dimenticati (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Di ciò che è più importante rispetto a ciò che non lo è, "che viene dopo, che non merita di essere ricordato, non almeno allo stesso modo di Moro" è l'altro commento inquieto di Cristina, una delle poche studentesse che conosce "I cento passi". E c'è anche chi si pone l'interrogativo se per caso "può c'entrare il fatto che i terroristi fossero più famosi, in quegli anni, rispetto ai mafiosi?". Questo il quesito, altrettanto inquietante di Riccardo, che solo ora sta studiando, "in parte e in occasione dell'anniversario di Moro, la storia più recente", quella che non si arriva mai a spiegare in classe. Commentando il film di Giordana, specie le ultime sequenze, quelle del funerale e ricordando alcune immagini viste l'altro giorno, anzi di notte, in uno speciale su Rai Educational, con i seimila ragazzi in corso Vittorio Emanuele a Terrasini (Pa), dove si trova l'immobile che era sede di Radio Aut, la radio libera creata da Impastato, ci si è un po' tutti ritrovati, alunni e docenti, col fatto che "è vero che sono stati compiuti più di cento passi in avanti, sulla strada verso la legalità, ma quanto manca ancora di cammino per sensibilizzare le giovani generazioni", come ha sostenuto un collega di Filosofia. Perché Moro si e Impastato si, ma di meno? Perché una fiction sul grande statista e non anche la riproposta di "I cento passi", visto che su circa mille e trecento alunni di liceo, solo poco più di duecento avevano visto il film che ha vinto quattro David ed è stato premiato al festival di Venezia 2000? Come mai il presidente Napolitano, nel giorno dell'anniversario di Moro, neanche una parola spesa per il giovane di Cinisi? Chi è responsabile della memoria storica? Domande alle quali ho avuto molta difficoltà, prima di offrire un tentativo di risposta. "Ma può considerarsi, secondo lei, Peppino Impastato come Beppe Grillo di oggi?". No, ho risposto a Gianluca, semplicemente perché Impastato, pur facendo anche satira ed essendo molto irriverente nei confronti dei mafiosi e delle loro malefatte, non è andato mai in tv. E non per paura di mostrarsi. La gente l'ha conosciuto solo per la sua voce, per il suo messaggio, trasmesso su "Onda pazza", la trasmissione di Radio Out, attraverso la quale Peppino e i suoi compagni facevano politica. Quella vera, che cambia le cose e le persone. E' stata la giusta conseguenza di tutto ciò quello che ha sostenuto Samanta, ancora con l'emozione forte che rompeva la sua voce, dopo il film: "Io penso che senza Peppino non avremmo avuto uomini come Falcone, Borsellino, ma anche quelli viventi che, per esempio, attraverso ?mani pulite', hanno messo a nudo le malefatte di un paese corrotto che oggi non merita più eroi". Giorni memorabili quelli trascorsi con i ragazzi in questi giorni, perché hanno avuto il senso di quello che lo stesso Peppino, trent'anni fa, ha urlato contro un sistema ingiusto che oggi rimane, perché non vuole ricordare e dimentica i padri: "la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi!". Anche per ricordare.

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De Gregori apre a Berlusconi: se modernizza fa il bene di tutti (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Il cantautore: sono di sinistra, ma non le appartengo De Gregori apre a Berlusconi: se modernizza fa il bene di tutti MILANO - Francesco De Gregori si smarca da bandiere ed etichette. Anzi, va controcorrente, spronando il nuovo premier. "Berlusconi ha una solida maggioranza e speriamo che la usi per modernizzare il Paese. Se ci riuscisse, non farebbe una politica di destra o di sinistra, ma soltanto il bene di tutti", dichiara in un'intervista a Vanity Fair (in edicola oggi) per l'uscita del suo ultimo album, "Per brevità chiamato artista". Il cantautore romano va oltre e puntualizza: "Sono di sinistra, ma non le appartengo". E spiega: "In più occasioni ci sono state appropriazioni indebite, fraintendimenti e collocazioni che non mi sono piaciuti". "Sono stato arruolato per forza in qualcosa che non sentivo mio - continua De Gregori -. E poi, sia chiaro: sulla storia e la realtà ho scritto spesso, ma vere e proprie canzoni politiche non ne ho mai fatte". L'artista liquida i partiti e anche il "fenomeno" Beppe Grillo: "Non lo dico con cattiveria, ma né il comico né il banditore mi hanno mai incuriosito - afferma -. L'antipolitica ha sempre attraversato le democrazie, non vedo niente di nuovo in quello che fa". Non è la prima volta che De Gregori sorprende con le sue dichiarazioni su temi politici. Nel 2005, disse che la Costituzione è il kamasutra della democrazia. L'anno scorso, ad agosto, svelò al Corriere che alle primarie del Pd avrebbe votato per Rosy Bindi e non per il suo amico Walter Veltroni, sollevando un polverone nell'ambiente degli artisti e degli intellettuali di sinistra. Si giustificò sostenendo: "Mi piacerebbe fare il tifo per lui, se lo capissi. E finora non l'ho capito". E rincarò la dose con una stoccata poi resa tormentone dalle parodie di Crozza: "Quel che dice spesso è difficile da afferrare, da decifrare. Usa un linguaggio aperto a ogni soluzione, dice tutto e il contrario di tutto". Artista per brevità Francesco De Gregori ha appena presentato il suo cd "Per brevità chiamato artista". Spiega a Vanity fair: non ho mai fatto canzoni politiche Emanuele Buzzi.

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<Governo, solo fuochi d'artificio La Chiesa ha diritto di parlare> (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE "Governo, solo fuochi d'artificio La Chiesa ha diritto di parlare" Veltroni: mi piacerebbe una donna alla guida dell'"Unità" ROMA - Onorevole Veltroni, l'opposizione è accusata di essere troppo morbida, accondiscendente. Come se ci fossero le larghe intese, anche se non avete pareggiato ma perso. "No. è come se ci fossero due mondi separati, uno virtuale e uno reale. Nel mondo virtuale, lettori e scrittori di giornali di varie dimensioni se la cantano e se la suonano. Nel mondo reale, è successo che alla prima prova parlamentare il governo sia andato sotto proprio grazie alla nostra opposizione che qualcuno giudica fin troppo dura; ed è il primo provvedimento che arriva. Purtroppo, il nostro è un Paese di politici d'antan. Un Paese politicamente di pasticcioni e furbacchioni, che si divertono a confondere dialogo e opposizione. Nel mondo reale, la questione è semplice: si dialoga sulle riforme, ci si oppone sui contenuti". Questo significa che terrete duro anche sulle questioni care al premier, tipo il sistema tv? E lui è d'accordo? "Sono sempre più affascinato dai nostri padri costituenti. Uomini come Calamandrei, cui il Pd dedicherà un convegno in autunno. Uomini che non litigavano su Rete4 ma su democrazia e totalitarismo, su Usa e Urss; però scrivevano le regole insieme. Dopo è cominciata un'altra stagione, di melassa, gelatina, marmellata, confusione. Quella stagione è finita: ci si può opporre con fermezza su Rete4 e denunciare la scomparsa della cordata Alitalia, senza che per questo il dialogo sulle riforme debba interrompersi. Così come è finito il clima di scannatoio durato quindici anni. Io ho cominciato a usare toni nuovi già in campagna elettorale; il leader dello schieramento a noi avverso l'ha fatto soltanto dopo la vittoria". Da Bassolino in giù, è un fiorire di laudatori: Berlusconi, rappresentato come malvagio, è ora definito statista. Non siete passati da un eccesso all'altro? "Io non ho mai detto nessuna di queste cose. Se il Paese è così malridotto, buona parte della responsabilità grava su Berlusconi, che è stato per quattro volte presidente del Consiglio. E che rappresenta un sistema di valori, una visione del mondo cui bisogna opporsi con sempre maggior forza ed energia, contro cui si deve dare una solare battaglia culturale e ideale". Lei si è appena seduto al suo tavolo. "Sì. E appena ci siamo seduti, per prima cosa gli ho detto: "Capiamoci bene. Se questo dialogo è un esercizio di buone maniere, mi interessa poco, per quanto le buone maniere siano preferibili a quelle cattive. Se invece è un dialogo per scrivere insieme le regole del gioco democratico, allora sarò un interlocutore leale. Ripartiamo dal pacchetto Violante. Riformiamo la legge elettorale per le Europee, ma senza tagliare fuori le altre forze: non voterò mai uno sbarramento che superi il 3%". Attendo segni che corrispondano alle parole. Altrimenti, sarò il primo a riconoscere che è stato inutile". I segni riguarderanno anche la Rai? La sua proposta dell'amministratore unico non è già stata respinta? "Vedremo. Aspettiamo risposte. Eleggere un altro Consiglio d'amministrazione pieno di ex parlamentari sarebbe un gravissimo errore. Preferisco un amministratore delegato nominato dal governo e approvato dal Parlamento all'assurdo sistema attuale. Un manager al di sopra delle parti. Un aspetto cruciale, in un Paese dove l'informazione è egemonizzata dal capo del governo ". Alla vigilanza Rai andrà Leoluca Orlando? "Siamo favorevoli alla sua candidatura. La sosterremo. E ricordo che, quand'eravamo maggioranza, votammo il candidato proposto dal centrodestra, Storace. La maggioranza non può sindacare sul nome indicato dall'opposizione". Non teme si saldi, tra tv e politica, una forza avversa al Pd, di grande appeal elettorale? Magari attorno a quella che Santoro definisce ironicamente la banda dei quattro: lui, Travaglio, Beppe Grillo, Di Pietro? "Da tempo ho rotto con la logica del " pas d'ennemis a gauche", nessun nemico a sinistra. Non vivo con questo incubo; altrimenti non potremmo assolvere al compito che spetta a una grande forza riformista del 34%. Non possiamo tornare indietro. è fisiologico che si creino aree di critica più radicale, da rispettare, con cui dialogare. Magari assumendo talora posizioni più radicali delle loro. Noto che Di Pietro è favorevole al reato di immigrazione clandestina. Noi no". Il governo è in luna di miele, l'opposizione sembra nell'angolo. "La luna di miele si interromperà molto presto, anche prima di quanto pensiamo. La destra ha vinto le elezioni sulla linea della paura: paura degli immigrati, dei rom, dell'impoverimento. E la paura rende più facile vincere, ma molto più difficile governare. Ora siamo alla fase dei fuochi d'artificio. Quando il fumo dei fuochi si sarà diradato, quando vedremo che i fatti di violenza proseguono, i campi rom ci sono ancora, l'impoverimento continua, allora ci sarà un effetto boomerang. Mai come oggi sono preoccupato: l'insicurezza sociale, e anche personale, è stata incanalata sulla linea dell'egoismo sociale. Ma questo fa saltare il principio solidale. è la dilatazione del Nimby: fate tutto, ma non da me. è la logica delle ronde, del blocco stradale, del "mi faccio giustizia da solo". Poi non c'è da stupirsi se qualche energumeno con svastica va a spaccare le vetrine degli immigrati". Il sindaco Pd di Marano, Salvatore Perrotta, è molto Nimby. Guida la rivolta sulle barricate. "Da lontano è facile decidere ogni cosa. Un sindaco vive in mezzo alla sua comunità, non può non sentirne gli umori. Ma gli uomini pubblici devono trovare la forza di non fare le cose più ovvie, quelle che piacciono a tutti". Cosa pensa delle critiche del governo Zapatero al nostro? "I giudizi di un governo su un altro governo sono sempre spiacevoli, e non andrebbero formulati. Ma dobbiamo essere consci che c'è lo sguardo dell'Europa su di noi. Un governo che dichiara fuorilegge 650 mila immigrati, compresi 300 mila badanti e moltissimi altri lavoratori, è un governo che viene tenuto d'occhio. Che facciamo? Arrestiamo 650 mila persone in un Paese che non costruisce un carcere da anni? Apriamo 650 mila procedimenti in tribunali che impiegano dieci anni per chiudere un processo? Ecco perché dico che il risveglio dalla notte dei fuochi d'artificio sarà doloroso, e pericoloso". Ma sull'economia Tremonti vi ha messo in difficoltà. Paghino banche e petrolieri, dice. Lei cosa risponde? "Paghino banche e petrolieri, sono d'accordo. Il problema è che fare con quei soldi. Detassare gli straordinari va bene, anche se l'esclusione dei dipendenti pubblici è ingiusta e crea problemi di incostituzionalità. Ma sarebbe meglio intervenire sulla contrattazione di secondo livello. I benefici di Tremonti escludono precari, anziani, donne: le categorie più esposte al rischio di impoverimento. Quanto ai mutui, non è difficile prevedere un'altra delusione. Già i consumatori fanno notare che si tratta di una dilazione, non di una rinegoziazione. Il fatto stesso che le banche abbiano subito detto sì desta un legittimo sospetto ". Sul federalismo fiscale lei ha aperto un dialogo con Formigoni. Ma Chiamparino la pensa diversamente. "Io la penso come Chiamparino: federalismo solidale differenziato. Avvicinare il fisco alla vita dei cittadini, senza spezzare il vincolo di solidarietà tra regioni diverse: altrimenti avremo al Nord una California e al Sud un paese povero". L'impressione è che lei punti a dividere la Sinistra Arcobaleno e ad allearsi con una sua parte. "Non si tratta di dividerli. Certo l'Unione non tornerà. Mentre è possibile costruire un nuovo centrosinistra, avendo un interlocutore su posizioni più radicali delle nostre, ma senza prendere più nulla a scatola chiusa. Non contano i buoni sentimenti. Contano i programmi condivisi". D'Alema dice che il leader giusto per Rifondazione è Vendola. "Non interferisco con quanto accade in un altro partito, con la loro discussione. Mi limito ad augurarmi che sia una discussione vera. Finora ho visto una reazione autoassolutoria. Come se la loro sconfitta fosse colpa mia, e non di chi ha messo fine al centrosinistra; ostacolando le cose migliori del governo Prodi, dalla riforma del welfare alle missioni all'estero". D'Alema è molto attivo. "Ognuno dice la sua opinione, ed è legittimo che lo faccia. D'Alema ha detto di voler fondare una fondazione culturale, non un partito nel partito. Sono portato a prendere sul serio le parole delle persone serie. Il lavoro della fondazione culturale di D'Alema sarà molto utile al Pd". Ma dell'opinione di D'Alema sulla tentazione della Chiesa per il potere e il patto con la destra, lei che pensa? "Non c'è nessun patto. L'Italia è un Paese particolare; ma l'influenza della Chiesa non mi spaventa certo. La Chiesa ha diritto di esprimere la sua opinione; non possiamo applaudirla se difende gli immigrati, e zittirla se critica la fecondazione assistita. Sta a noi difendere la laicità della politica ". Non negherà che il Pd abbia perso voti cattolici, a vantaggio dell'Udc e della destra. "Certo, l'Udc in mezzo prima non c'era; quando l'offerta politica si arricchisce, i voti si diversificano. Ma chissà se questi flussi sono reali. In Italia non si prende il 34% senza intercettare una parte rilevante del voto cattolico. Il referendum sulla fecondazione assistita l'avevamo perso 75 a 25. Piuttosto, noto che dal governo Berlusconi sono scomparse le personalità di cultura cattolica, comprese quelle d'indubbio spessore come Pisanu e Formigoni. Hanno prevalso personalità di cultura berlusconiana". Le toccherà occuparsi anche di giornali. Il Pd ne ha due, "Europa" e "l'Unità", molto diversi. La linea di Menichini non è la stessa di Padellaro. "è una divisione che viene da altri tempi storici. Ora per l'Unità si è trovata una soluzione splendida. Sono stato direttore di quel giornale quando andava bene. Da segretario ds ho avuto il coraggio di fermare l'emorragia, e grazie al lavoro di Folena l'Unità rinacque subito. Ora Soru, uno degli uomini più convinti del progetto del Pd, definirà un'idea nuova del giornale coerente con l'obiettivo di parlare a pubblici nuovi e raccontare in profondità la società italiana. E Gentiloni lavora a rafforzare la nostra presenza nel web e nel sistema tv". Quale direttore vorrebbe per "l'Unità"? "Non sta a me decidere. Certo, in un mondo di giornali che fanno prediche femministe ma hanno ai vertici pochissime donne, mi piacerebbe proseguire la rivoluzione che abbiamo avviato portando - dopo le molte che abbiamo fatto eleggere in Parlamento - una donna alla direzione dell'Unità". è giusto o no che Roma dedichi una via ad Almirante? "Ho preferito fare una scelta più limpida: mandare un messaggio di riconciliazione alla città dedicando strade ai caduti degli anni di piombo, di destra e di sinistra. Persone innocenti vittime della violenza. Una violenza che, come dimostrano i fatti dell'università, può rinascere specie se in una comunità si crea un clima di tensione e contrapposizione ". Aldo Cazzullo.

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Veltroni attacca: <Berlusconi, solo fuochi d'artificio> (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 28-05-2008)

Argomenti: Grillo

L'intervista "Governo, solo fuochi d'artificio La Chiesa ha diritto di parlare" Veltroni: mi piacerebbe una donna alla guida dell'"Unità" ROMA Onorevole Veltroni, l'opposizione è accusata di essere troppo morbida, accondiscendente. Come se ci fossero le larghe intese, anche se non avete pareggiato ma perso. "No. È come se ci fossero due mondi separati, uno virtuale e uno reale. Nel mondo virtuale, lettori e scrittori di giornali di varie dimensioni se la cantano e se la suonano. Nel mondo reale, è successo che alla prima prova parlamentare il governo sia andato sotto proprio grazie alla nostra opposizione che qualcuno giudica fin troppo dura; ed è il primo provvedimento che arriva. Purtroppo, il nostro è un Paese di politici d'antan. Un Paese politicamente di pasticcioni e furbacchioni, che si divertono a confondere dialogo e opposizione. Nel mondo reale, la questione è semplice: si dialoga sulle riforme, ci si oppone sui contenuti". Questo significa che terrete duro anche sulle questioni care al premier, tipo il sistema tv? E lui è d'accordo? "Sono sempre più affascinato dai nostri padri costituenti. Uomini come Calamandrei, cui il Pd dedicherà un convegno in autunno. Uomini che non litigavano su Rete4 ma su democrazia e totalitarismo, su Usa e Urss; però scrivevano le regole insieme. Dopo è cominciata un'altra stagione, di melassa, gelatina, marmellata, confusione. Quella stagione è finita: ci si può opporre con fermezza su Rete4 e denunciare la scomparsa della cordata Alitalia, senza che per questo il dialogo sulle riforme debba interrompersi. Così come è finito il clima di scannatoio durato quindici anni. Io ho cominciato a usare toni nuovi già in campagna elettorale; il leader dello schieramento a noi avverso l'ha fatto soltanto dopo la vittoria". Da Bassolino in giù, è un fiorire di laudatori: Berlusconi, rappresentato come malvagio, è ora definito statista. Non siete passati da un eccesso all'altro? "Io non ho mai detto nessuna di queste cose. Se il Paese è così malridotto, buona parte della responsabilità grava su Berlusconi, che è stato per quattro volte presidente del Consiglio. E che rappresenta un sistema di valori, una visione del mondo cui bisogna opporsi con sempre maggior forza ed energia, contro cui si deve dare una solare battaglia culturale e ideale". Lei si è appena seduto al suo tavolo. "Sì. E appena ci siamo seduti, per prima cosa gli ho detto: "Capiamoci bene. Se questo dialogo è un esercizio di buone maniere, mi interessa poco, per quanto le buone maniere siano preferibili a quelle cattive. Se invece è un dialogo per scrivere insieme le regole del gioco democratico, allora sarò un interlocutore leale. Ripartiamo dal pacchetto Violante. Riformiamo la legge elettorale per le Europee, ma senza tagliare fuori le altre forze: non voterò mai uno sbarramento che superi il 3%". Attendo segni che corrispondano alle parole. Altrimenti, sarò il primo a riconoscere che è stato inutile". I segni riguarderanno anche la Rai? La sua proposta dell'amministratore unico non è già stata respinta? "Vedremo. Aspettiamo risposte. Eleggere un altro Consiglio d'amministrazione pieno di ex parlamentari sarebbe un gravissimo errore. Preferisco un amministratore delegato nominato dal governo e approvato dal Parlamento all'assurdo sistema attuale. Un manager al di sopra delle parti. Un aspetto cruciale, in un Paese dove l'informazione è egemonizzata dal capo del governo ". Alla vigilanza Rai andrà Leoluca Orlando? "Siamo favorevoli alla sua candidatura. La sosterremo. E ricordo che, quand'eravamo maggioranza, votammo il candidato proposto dal centrodestra, Storace. La maggioranza non può sindacare sul nome indicato dall'opposizione". Non teme si saldi, tra tv e politica, una forza avversa al Pd, di grande appeal elettorale? Magari attorno a quella che Santoro definisce ironicamente la banda dei quattro: lui, Travaglio, Beppe Grillo, Di Pietro? "Da tempo ho rotto con la logica del " pas d'ennemis a gauche", nessun nemico a sinistra. Non vivo con questo incubo; altrimenti non potremmo assolvere al compito che spetta a una grande forza riformista del 34%. Non possiamo tornare indietro. È fisiologico che si creino aree di critica più radicale, da rispettare, con cui dialogare. Magari assumendo talora posizioni più radicali delle loro. Noto che Di Pietro è favorevole al reato di immigrazione clandestina. Noi no". Il governo è in luna di miele, l'opposizione sembra nell'angolo. "La luna di miele si interromperà molto presto, anche prima di quanto pensiamo. La destra ha vinto le elezioni sulla linea della paura: paura degli immigrati, dei rom, dell'impoverimento. E la paura rende più facile vincere, ma molto più difficile governare. Ora siamo alla fase dei fuochi d'artificio. Quando il fumo dei fuochi si sarà diradato, quando vedremo che i fatti di violenza proseguono, i campi rom ci sono ancora, l'impoverimento continua, allora ci sarà un effetto boomerang. Mai come oggi sono preoccupato: l'insicurezza sociale, e anche personale, è stata incanalata sulla linea dell'egoismo sociale. Ma questo fa saltare il principio solidale. È la dilatazione del Nimby: fate tutto, ma non da me. È la logica delle ronde, del blocco stradale, del "mi faccio giustizia da solo". Poi non c'è da stupirsi se qualche energumeno con svastica va a spaccare le vetrine degli immigrati". Il sindaco Pd di Marano, Salvatore Perrotta, è molto Nimby. Guida la rivolta sulle barricate. "Da lontano è facile decidere ogni cosa. Un sindaco vive in mezzo alla sua comunità, non può non sentirne gli umori. Ma gli uomini pubblici devono trovare la forza di non fare le cose più ovvie, quelle che piacciono a tutti". Cosa pensa delle critiche del governo Zapatero al nostro? "I giudizi di un governo su un altro governo sono sempre spiacevoli, e non andrebbero formulati. Ma dobbiamo essere consci che c'è lo sguardo dell'Europa su di noi. Un governo che dichiara fuorilegge 650 mila immigrati, compresi 300 mila badanti e moltissimi altri lavoratori, è un governo che viene tenuto d'occhio. Che facciamo? Arrestiamo 650 mila persone in un Paese che non costruisce un carcere da anni? Apriamo 650 mila procedimenti in tribunali che impiegano dieci anni per chiudere un processo? Ecco perché dico che il risveglio dalla notte dei fuochi d'artificio sarà doloroso, e pericoloso". Ma sull'economia Tremonti vi ha messo in difficoltà. Paghino banche e petrolieri, dice. Lei cosa risponde? "Paghino banche e petrolieri, sono d'accordo. Il problema è che fare con quei soldi. Detassare gli straordinari va bene, anche se l'esclusione dei dipendenti pubblici è ingiusta e crea problemi di incostituzionalità. Ma sarebbe meglio intervenire sulla contrattazione di secondo livello. I benefici di Tremonti escludono precari, anziani, donne: le categorie più esposte al rischio di impoverimento. Quanto ai mutui, non è difficile prevedere un'altra delusione. Già i consumatori fanno notare che si tratta di una dilazione, non di una rinegoziazione. Il fatto stesso che le banche abbiano subito detto sì desta un legittimo sospetto ". Sul federalismo fiscale lei ha aperto un dialogo con Formigoni. Ma Chiamparino la pensa diversamente. "Io la penso come Chiamparino: federalismo solidale differenziato. Avvicinare il fisco alla vita dei cittadini, senza spezzare il vincolo di solidarietà tra regioni diverse: altrimenti avremo al Nord una California e al Sud un paese povero". L'impressione è che lei punti a dividere la Sinistra Arcobaleno e ad allearsi con una sua parte. "Non si tratta di dividerli. Certo l'Unione non tornerà. Mentre è possibile costruire un nuovo centrosinistra, avendo un interlocutore su posizioni più radicali delle nostre, ma senza prendere più nulla a scatola chiusa. Non contano i buoni sentimenti. Contano i programmi condivisi". D'Alema dice che il leader giusto per Rifondazione è Vendola. "Non interferisco con quanto accade in un altro partito, con la loro discussione. Mi limito ad augurarmi che sia una discussione vera. Finora ho visto una reazione autoassolutoria. Come se la loro sconfitta fosse colpa mia, e non di chi ha messo fine al centrosinistra; ostacolando le cose migliori del governo Prodi, dalla riforma del welfare alle missioni all'estero". D'Alema è molto attivo. "Ognuno dice la sua opinione, ed è legittimo che lo faccia. D'Alema ha detto di voler fondare una fondazione culturale, non un partito nel partito. Sono portato a prendere sul serio le parole delle persone serie. Il lavoro della fondazione culturale di D'Alema sarà molto utile al Pd". Ma dell'opinione di D'Alema sulla tentazione della Chiesa per il potere e il patto con la destra, lei che pensa? "Non c'è nessun patto. L'Italia è un Paese particolare; ma l'influenza della Chiesa non mi spaventa certo. La Chiesa ha diritto di esprimere la sua opinione; non possiamo applaudirla se difende gli immigrati, e zittirla se critica la fecondazione assistita. Sta a noi difendere la laicità della politica ". Non negherà che il Pd abbia perso voti cattolici, a vantaggio dell'Udc e della destra. "Certo, l'Udc in mezzo prima non c'era; quando l'offerta politica si arricchisce, i voti si diversificano. Ma chissà se questi flussi sono reali. In Italia non si prende il 34% senza intercettare una parte rilevante del voto cattolico. Il referendum sulla fecondazione assistita l'avevamo perso 75 a 25. Piuttosto, noto che dal governo Berlusconi sono scomparse le personalità di cultura cattolica, comprese quelle d'indubbio spessore come Pisanu e Formigoni. Hanno prevalso personalità di cultura berlusconiana". Le toccherà occuparsi anche di giornali. Il Pd ne ha due, "Europa" e "l'Unità", molto diversi. La linea di Menichini non è la stessa di Padellaro. "È una divisione che viene da altri tempi storici. Ora per l'Unità si è trovata una soluzione splendida. Sono stato direttore di quel giornale quando andava bene. Da segretario ds ho avuto il coraggio di fermare l'emorragia, e grazie al lavoro di Folena l'Unità rinacque subito. Ora Soru, uno degli uomini più convinti del progetto del Pd, definirà un'idea nuova del giornale coerente con l'obiettivo di parlare a pubblici nuovi e raccontare in profondità la società italiana. E Gentiloni lavora a rafforzare la nostra presenza nel web e nel sistema tv". Quale direttore vorrebbe per "l'Unità"? "Non sta a me decidere. Certo, in un mondo di giornali che fanno prediche femministe ma hanno ai vertici pochissime donne, mi piacerebbe proseguire la rivoluzione che abbiamo avviato portando dopo le molte che abbiamo fatto eleggere in Parlamento una donna alla direzione dell'Unità". È giusto o no che Roma dedichi una via ad Almirante? "Ho preferito fare una scelta più limpida: mandare un messaggio di riconciliazione alla città dedicando strade ai caduti degli anni di piombo, di destra e di sinistra. Persone innocenti vittime della violenza. Una violenza che, come dimostrano i fatti dell'università, può rinascere specie se in una comunità si crea un clima di tensione e contrapposizione ". di Aldo Cazzullo stampa |.

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Parole, proclami, gol (e deliri) di Diego (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-05-30 num: - pag: 52 categoria: REDAZIONALE Maradona by Kusturica Il regista racconta il campione e intanto si cita Parole, proclami, gol (e deliri) di Diego di MAURIZIO PORRO "C hissà che giocatore sarei stato se non avessi sniffato la coca ". Così conclude Maradona, con un vezzo da campione, il film documento di Kusturica che celebra la sua storia, il suo essere divo e divino, perfino con culto religioso e un'Ave Maria di Schubert personalizzati. Personaggio perfetto per il tumulto visionario dell'autore di Underground, che non a caso mescola alle memorie della dignitosa povertà di Diego, spezzoni di suoi film. Kusturica in tre anni di lavoro offre tre volti del calciatore che accusa il malaffare del calcio, senza far sconti all'Italia; che si batte per Fidel e contro Bush e i colonialismi americani; che viene idolatrato dalle folle ma rimpiange in fondo quello che ha perso come padre. Il racconto a zig zag è tumultuoso e divertente: si rivede il famoso goal di mano contro gli inglesi ai Mondiali dell'86, che il campione spiega come rivalsa storica della guerra contro Mrs. Thatcher. Tipo sempre politicamente scorretto, il calciatore, come è scorretto il regista nel compilare un film biografico fuori dai canoni, in cui celebra anche se stesso. Il documento mostra il campione ieri e oggi, grasso e magro, in sé e fuori di sé, sul campo e in salotto e mette in parallelo i peccati dei giornalisti con quelli della mafia di Napoli. Intanto l'autore cita Borges, Falstaff, e dà al suo attore, che adora De Niro, la patente di rivoluzionario a tempo pieno (con il Che tatuato sul braccio) vedendolo uscito da un film di Leone o Peckinpah: ma sarebbe stata icona ideale di cultura pop se Warhol l'avesse conosciuto. Maradona parla, proclama, delira, impreca, accusa alla Beppe Grillo tutti i politici di essere corrotti (meno Castro); ma si finisce cantando che la vita è una tombola. Non solo per i 35 goal segnati con l'Argentina ma anche per probabilità e imprevisti di cui ha disseminato una carriera travolgente e travolta, sceneggiata alla Merola e metafora di reale: in Italia, dice, il Sud non batterà mai il Nord. Ma intanto lui se la ride per sei goal fatti ingoiare un giorno alla Juventus di Agnelli. Diego Armando Maradona a Napoli Maradona by Kusturica di Emir Kusturica su e con Diego Armando Maradona.

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Quanti immigrati può permettersi un'Italia in crisi? (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Grillo

Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Non commentato " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 29 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 40 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 08 Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Dunque Alemanno sarà sindaco di Roma, un'impresa storica. Ma ora il centrodestra non ha più scuse: controlla Milano, Roma, molte regioni importanti, gode di un'ampia maggioranza in Parlamento dove, per la prima volta, non sarà intralciato dalla demagogia dell'estrema sinistra, né dalle operazioni dilatorie dei piccoli partiti ma potrà contare su un'opposizione, da parte dell'Udc e del Pd, che si annuncia moderata e costruttiva. Il quadro è ideale ma comporta dei rischi, uno in particolare: l'assunzione di responsabilità, da cui la nostra classe politica tradizionalmente rifugge. Se il centrodestra ha davvero un progetto per il Paese e con esso una visione del futuro, se è in grado di rendere l'Italia più sicura e di moderare l'immigrazione, oggi fuori controllo, è il momento di agire, abbandonando le logiche da campagna elettorale. Un governo credibile in un Paese più serio: è questo che si aspettano gli italiani. Da qui due domande. Secondo voi il centrodestra è pronto a gestire un potere tanto ampio? E dunque Berlusconi, Fini e Bossi saranno all'altezza di una missione ambiziosa e, comunque vada, cruciale per l'Italia? Scritto in Italia Commenti ( 49 ) " (4 voti, il voto medio è: 3.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (20) europa (1) francia (16) germania (2) giornalismo (33) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (21) islam (12) Italia (92) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 30-05-2008)

Argomenti: Grillo

Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 5 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. 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Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 40 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 08 Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Dunque Alemanno sarà sindaco di Roma, un'impresa storica. Ma ora il centrodestra non ha più scuse: controlla Milano, Roma, molte regioni importanti, gode di un'ampia maggioranza in Parlamento dove, per la prima volta, non sarà intralciato dalla demagogia dell'estrema sinistra, né dalle operazioni dilatorie dei piccoli partiti ma potrà contare su un'opposizione, da parte dell'Udc e del Pd, che si annuncia moderata e costruttiva. Il quadro è ideale ma comporta dei rischi, uno in particolare: l'assunzione di responsabilità, da cui la nostra classe politica tradizionalmente rifugge. Se il centrodestra ha davvero un progetto per il Paese e con esso una visione del futuro, se è in grado di rendere l'Italia più sicura e di moderare l'immigrazione, oggi fuori controllo, è il momento di agire, abbandonando le logiche da campagna elettorale. Un governo credibile in un Paese più serio: è questo che si aspettano gli italiani. Da qui due domande. Secondo voi il centrodestra è pronto a gestire un potere tanto ampio? E dunque Berlusconi, Fini e Bossi saranno all'altezza di una missione ambiziosa e, comunque vada, cruciale per l'Italia? Scritto in Italia Commenti ( 49 ) " (4 voti, il voto medio è: 3.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (20) europa (1) francia (16) germania (2) giornalismo (33) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (21) islam (12) Italia (92) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. Ma la destra dov'è? - 1 Emails Ultime discussioni bo,mario: Foa è stato buonista verso chì stà cercando di destabilizzare l'Italia. Bagnasco per conto della... Paolo Mazzarri: Caro Marcello, rispondere a questa domanda non è semplice. Faccio qualche considerazione... Ambrogio.: No certo, non è più sostenibile. Ma guarderei più a quello che ha detto il capo della Polizia.una... marco bianchi: Continuando a pensare che l'immigrazione non sia solo un problema economico o di... Cesare: Perfettamente d'accordo sulle asserzioni come sui dubbi. Concetti chiari e ben espressi ! Ultime news Maltempo, ritrovate anche mamma e figliaLecco, lasciata sola in auto: bimba muoreParcheggi, Roma dice addio alle "strisce blu"Giro: Di Luca e Riccò, scacco al re ContadorRifiuti, Berlusconi: "Discarica a Chiaiano Basta anarchia, arriva la Superprocura"L'inflazione schizza alle stelle: +3,6% Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. 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I partiti ora ci puntano ma vuoi mettere Obama? (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 31-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del VIDEOPOLITICI Da Craxi all'ultimo voto I partiti ora ci puntano ma vuoi mettere Obama? s. gar. Il primo politico italiano ad apparire su YouTube, manco a dirlo, è stato Berlusconi: un viennese, nickname "dogcow", caricò un filmato in cui Berlusconi mimava un rapporto sessuale con una posteggiatrice, riversa sul cofano di un'automobile. Beppe Grillo è stato tra i primi ad aprire un canale, seguito a ruota da Antonio Di Pietro, già alla fine del 2006, mentre il primo partito che ha scoperto le enormi potenzialità del mezzo è stato Alleanza Nazionale, seguito dal Nuovo Psi (tra i video anche quello del lancio della monetine a Craxi, all'uscita del Raphael, con una curiosità: nel filmato c'è lo spot di una società che offre mutui e finanziamenti). Il capitolo che Glauco Benigni non ha potuto scrivere, col libro già in stampa, è quello su YouTube e le ultime elezioni. Stavolta c'erano tutti: chi già ben posizionato, come Di Pietro, chi nuovo arrivato, come il Pd. Interessante soprattutto la risposta degli youtuber, che moltiplicano il materiale in rete. In questo caso viene misurato il "buzz" (ovvero "il passaparola"): nel rush finale verso le elezioni, il buzz su Berlusconi era praticamente raddoppiato, mentre Veltroni non sembrava mai davvero decollato. Almeno per gli italiani, perché in Francia, Germania e Gran Bretagna l'attenzione era tutta sul Pd. E se ieri cliccavate il nome Barak Obama, YouTube dava 114mila video.

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In san martino musica assordante fino alle 2 di notte (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 01-06-2008)

Argomenti: Grillo

Pisa In San Martino musica assordante fino alle 2 di notte PISA. Venerdì sera, quartiere di San Martino: fino alle 2 di notte, tutto il quartiere è allietato da una musica "d'avanguardia", per voce e pianoforte, che arriva chissà da dove. Non bastano neanche le finestre chiuse a fermarla: chi ha deciso, pub, circolo, ristorantino "caratteristico" o pizzeria, di far ascoltare la sua musica a tutti quelli che sono nell'arco di qualche chilometro, non demorde, e fino alle ore 2 continua nella sua azione di "educatore musicale". Ora, tralasciando il fatto che la musica faceva sinceramente ribrezzo dal punto di vista estetico-sonoro, e che ormai tutta la città va a dormire con accompagnamenti musicali e gazzarre varie ad altissimo volume, dentro e fuori i locali notturni, sui lungarni, nelle piazze, nelle strade di Mezzogiorno e Tramontana, come accade a ogni weekend di primavera-inizio estate, è possibile sapere chi che ha concesso il permesso, chi è andato a controllare il volume degli strumenti, e infine, last but not least, chi è il musicologo in questione? Ci sarà qualcuno capace di rintracciare questi interessanti personaggi? O forse è più facile andare a caccia di emarginati e disperati? Lista civica "Città dei Diritti" con Beppe Grillo.

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Chiaiano, diecimila "no" alla discarica - ottavio lucarelli (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 02-06-2008)

Argomenti: Grillo

Cronaca Chiaiano, diecimila "no" alla discarica E accanto ai cittadini sfilano anche gli antagonisti di Luca Casarini la manifestazione In piazza padre Zanotelli, i No Tav, i No Dal Molin e gli Amici di Beppe Grillo Un serpentone colorato e pacifico si è snodato fino a Marano e a Mugnano OTTAVIO LUCARELLI NAPOLI - "Assassini", "No alla discarica", "Jatevenne", "Bossi crepa". Nasce lungo le strade di Chiaiano, il quartiere che nei piani del governo dovrebbe ospitare una mega discarica da settecentomila tonnellate, la nuova rete nazionale dei movimenti ambientalisti. "Ma non etichettateci ancora come no global" ripete per tutta la serata l'ex leader Luca Casarini che, tra gli applausi dei napoletani, insiste: "Chiaiano è un laboratorio di repressione mentre noi siamo per il sì a un piano nazionale di smaltimento che non devasti l'ambiente e la salute dei cittadini. Noi diciamo anche tanti sì quando proponiamo programmi alternativi di sviluppo, ma parlano di noi solo quando ci opponiamo". In diecimila da Chiaiano fino ai comuni di Marano e Mugnano contro il decreto Berlusconi che venerdì scorso in città ha ribadito: "Chiaiano sarà la discarica di Napoli" mentre sono appena state avviate le verifiche sulla cava di tufo che sfiora una falda e che dovrebbe essere trasformata in discarica. Un decreto che padre Alex Zanotelli, missionario comboniano da diversi anni residente nel popolare rione Sanità, definisce "un decreto criminale perché non cita il diritto alla salute e impone un ciclo integrato industriale con un incremento di inceneritori e discariche in una regione già infestata da venti anni di rifiuti tossici scaricati illegalmente". E aggiunge: "Sorprende che il presidente della regione Antonio Bassolino non lo comprenda e, addirittura, dichiari che sarebbe pronto a votare il decreto se fosse in Parlamento". Diecimila "no" a una discarica all'interno del Parco delle colline di Chiaiano che finora rientrava nel "Maggio dei Monumenti". Diecimila no in un serpentone coloratissimo, aperto da sette bambini, che aggrega i comitati locali di Napoli e della Campania ai "No Tav" della Val di Susa, ai "No Dal Molin" di Vicenza, a esponenti dei centri sociali di Bologna, Firenze, Roma e Cagliari, a rappresentanti del Wwf e degli "Amici di Beppe Grillo". Con i delegati veneti decisi a trasformare Chiaiano in un luogo simbolo: "Diamo la nostra solidarietà alla gente di questo quartiere perché lotta come noi lottiamo contro la costruzione della base Nato di Vicenza. Grazie al film Gomorra e al documentario Biutifulcauntri abbiamo capito che il problema è da attribuirsi anche alle fabbriche del Nord che, in connivenza con la camorra, hanno sversato rifiuti tossici". Un corteo pacifico, controllato a distanza da carabinieri e polizia, ma con slogan forti: "Napoli e Marano come Hiroshima e Nagasaki"; "Chiaiano non si tocca, la difenderemo con la lotta"; " Decreto rifiuti uguale licenza di uccidere". Anche uno striscione di "Solidarietà ai magistrati napoletani schierati contro la Superprocura sui rifiuti" disegnata dal decreto del governo. Nella parte finale del serpentone tanti esponenti della sinistra extraparlamentare: Rifondazione, Comunisti italiani, Partito marxista leninista, Sinistra critica. In corteo anche Oreste Scalzone, ex leader di Potere operaio: "Oggi viviamo il primo vero colpo di Stato della Repubblica perché si è stabilito che un'intera regione viene governata in deroga alle norme di diritto. Si decreta che si possono sversare qui rifiuti tossici e si delimitano zone speciali di sospensione del diritto trasformandole in luoghi militari". Due ore in corteo tra slogan, striscioni e musica nelle strade che confinano con la grande cava di tufo. Da Chiaiano a Mugnano fino al palco allestito a Marano dove si alternano diversi artisti tra cui Peppe Lanzetta, l'attore Ascanio Celestini e il gruppo musicale napoletano "E Zezi". Una giornata nel segno della pace e della tutela dell'ambiente. Una manifestazione nazionale che segna la nascita di una nuova rete, ma la protesta di Chiaiano continua. Oggi pomeriggio i movimenti si ritroveranno per pianificare le prossime iniziative. Gli organizzatori del corteo avvisano: "Resisteremo un minuto in più dei devastatori dell'ambiente e della democrazia".

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I no global occupano Chiaiano e cacciano Rizzo dal corteo (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 02-06-2008)

Argomenti: Grillo

N. 22 del 2008-06-02 pagina 8 I no global occupano Chiaiano e cacciano Rizzo dal corteo di Massimo Malpica Carmine Spadafora da Napoli Dopo essere scomparsa dal Parlamento, la sinistra radicale si ritrova sfrattata pure in piazza. Il clima del fronte anti-discarica, che attirava bandiere rosse e nostalgici in cerca di vetrina, finisce per riservare una nuova delusione agli sconfitti delle ultime elezioni politiche: vittima illustre è Marco Rizzo, europarlamentare Pdci, allontanato dal corteo antimonnezza. Eppure tra gli organizzatori della grande manifestazione di ieri contro la discarica nella cava di Chiaiano c'erano i vertici dell'area antagonista napoletana. Avevano annunciato un corteo pacifico nei fatti ma duro negli slogan. È così è stato: quasi cinquemila persone, con ampie rappresentanze dei "fronti del no", arrivati dal Vicentino (No Dal Molin), dalla Val di Susa (No Tav) e da altre regioni italiane, hanno marciato chiedendo di cancellare il sito di Chiaiano dalla mappa dell'emergenza rifiuti. Tra chi sfilava, però, solo poche centinaia di persone erano abitanti di Chiaiano, Mugnano e Marano. Il grosso dei residenti è rimasto, letteralmente, alla finestra. Concedendo l'applauso al serpentone di protesta solo al momento del passaggio di fronte alla rotonda Titanic. Ci si spella le mani per tutti gli striscioni, eccezion fatta per quelli con falce e martello. Infatti tra slogan e insulti (con Bassolino e Iervolino su tutti, seguiti da Berlusconi e Bossi) la vera sorpresa è stata l'emarginazione dei simboli politici. Quando alle 16.30 il piazzale di fronte alla metropolitana di Chiaiano ha cominciato a riempirsi di gente, bandiere e striscioni, dai megafoni del camion degli organizzatori è partito un ordine perentorio, diretto alle tante bandiere rosse che stavano popolando la strada. "Partiti e partitini si mettano in fondo, non vogliamo nessuna strumentalizzazione". E così Carc, Marxisti-Leninisti, Cobas Rdb e falci e martelli vari si ritrovano nell'ultimo spezzone del corteo, accanto agli "amici di Beppe Grillo". Poco dopo, lungo il viale che unisce Chiaiano a Marano, l'europarlamentare del Pdci, Marco Rizzo, viene "invitato" senza troppi complimenti a levare il disturbo prima ancora di riuscire a concedersi ai taccuini dei giornalisti: "Passerelle politiche qui non ne vogliamo", gli spiegano alcuni militanti del Comitato rifiuti zero. Eppure Rizzo affida a un comunicato la sua versione, molto diversa, sostenendo di non essere stato "cacciato", ma solo di aver avuto "un forte alterco con un esponente di destra dei comuni vesuviani" e concludendo, orgogliosamente: "Sono un comunista e non certo uno del Pd che oggi invece flirta con la destra". Sarà. Se tutto è filato liscio, senza nemmeno l'ombra di tensioni con polizia e carabinieri, tra le rivendicazioni ambientaliste e sul "diritto alla salute" non sono mancati slogan di dubbio gusto. Quasi in testa al corteo spiccava uno striscione bicolore: "Bossi crepa". E dai megafoni qualcuno ha più volte augurato al leader del Carroccio una fine prematura. Anche Berlusconi, soprattutto dopo aver "anticipato" il verdetto di idoneità per la cava di Chiaiano, finisce preso di mira. Ma i cori più numerosi e gli insulti più frequenti sono per il sindaco Rosa Russo Iervolino e per il governatore Antonio Bassolino, paragonato a un personaggio dei Simpson, il cattivissimo padrone della centrale nucleare di Springfield, Montgomery Burns. "Qui in prima fila dovrebbero esserci i medici", scandisce un manifestante dal megafono in testa al corteo, "ma non sono qui perché il presidente della Regione ha messo i suoi amici nelle direzioni degli ospedali, quel signore che da 14 anni detta legge sembra il signor Burns". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Discarica, i no global occupano Chiaiano (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 02-06-2008)

Argomenti: Grillo

N. 22 del 2008-06-02 pagina 0 Discarica, i no global occupano Chiaiano di Redazione Cinquemila persone sfilano contro la discarica: slogan e insulti per esecutivo, Bassolino e la Iervolino. Cacciato dal corteo il Pdci Rizzo. L'appello di Napolitano: "Basta illegalità" Massimo Malpica - Carmine Spadafora Napoli - Dopo essere scomparsa dal Parlamento, la sinistra radicale si ritrova sfrattata pure in piazza. Il clima del fronte anti-discarica, che attirava bandiere rosse e nostalgici in cerca di vetrina, finisce per riservare una nuova delusione agli sconfitti delle ultime elezioni politiche: vittima illustre è Marco Rizzo, europarlamentare Pdci, allontanato dal corteo antimonnezza. Eppure tra gli organizzatori della grande manifestazione di ieri contro la discarica nella cava di Chiaiano c'erano i vertici dell'area antagonista napoletana. Avevano annunciato un corteo pacifico nei fatti ma duro negli slogan. è così è stato: quasi cinquemila persone, con ampie rappresentanze dei "fronti del no", arrivati dal Vicentino (No Dal Molin), dalla Val di Susa (No Tav) e da altre regioni italiane, hanno marciato chiedendo di cancellare il sito di Chiaiano dalla mappa dell'emergenza rifiuti. Tra chi sfilava, però, solo poche centinaia di persone erano abitanti di Chiaiano, Mugnano e Marano. Il grosso dei residenti è rimasto, letteralmente, alla finestra. Concedendo l'applauso al serpentone di protesta solo al momento del passaggio di fronte alla rotonda Titanic. Ci si spella le mani per tutti gli striscioni, eccezion fatta per quelli con falce e martello. Infatti tra slogan e insulti (con Bassolino e Iervolino su tutti, seguiti da Berlusconi e Bossi) la vera sorpresa è stata l'emarginazione dei simboli politici. Quando alle 16.30 il piazzale di fronte alla metropolitana di Chiaiano ha cominciato a riempirsi di gente, bandiere e striscioni, dai megafoni del camion degli organizzatori è partito un ordine perentorio, diretto alle tante bandiere rosse che stavano popolando la strada. "Partiti e partitini si mettano in fondo, non vogliamo nessuna strumentalizzazione". E così Carc, Marxisti-Leninisti, Cobas Rdb e falci e martelli vari si ritrovano nell'ultimo spezzone del corteo, accanto agli "amici di Beppe Grillo". Poco dopo, lungo il viale che unisce Chiaiano a Marano, l'europarlamentare del Pdci, Marco Rizzo, viene "invitato" senza troppi complimenti a levare il disturbo prima ancora di riuscire a concedersi ai taccuini dei giornalisti: "Passerelle politiche qui non ne vogliamo", gli spiegano alcuni militanti del Comitato rifiuti zero. Eppure Rizzo affida a un comunicato la sua versione, molto diversa, sostenendo di non essere stato "cacciato", ma solo di aver avuto "un forte alterco con un esponente di destra dei comuni vesuviani" e concludendo, orgogliosamente: "Sono un comunista e non certo uno del Pd che oggi invece flirta con la destra". Sarà. Se tutto è filato liscio, senza nemmeno l'ombra di tensioni con polizia e carabinieri, tra le rivendicazioni ambientaliste e sul "diritto alla salute" non sono mancati slogan di dubbio gusto. Quasi in testa al corteo spiccava uno striscione bicolore: "Bossi crepa". E dai megafoni qualcuno ha più volte augurato al leader del Carroccio una fine prematura. Anche Berlusconi, soprattutto dopo aver "anticipato" il verdetto di idoneità per la cava di Chiaiano, finisce preso di mira. Ma i cori più numerosi e gli insulti più frequenti sono per il sindaco Rosa Russo Iervolino e per il governatore Antonio Bassolino, paragonato a un personaggio dei Simpson, il cattivissimo padrone della centrale nucleare di Springfield, Montgomery Burns. "Qui in prima fila dovrebbero esserci i medici", scandisce un manifestante dal megafono in testa al corteo, "ma non sono qui perché il presidente della Regione ha messo i suoi amici nelle direzioni degli ospedali, quel signore che da 14 anni detta legge sembra il signor Burns". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Insieme per il reinserimento (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 03-06-2008)

Argomenti: Grillo

Lucca Insieme per il reinserimento Incontro di volontari alla Casa della Spiga PONTE BUGGIANESE. La pioggia di ieri mattina non ha fermato i volontari, le famiglie e gli amici della Gometa e della Cooperativa Sociale "La spiga di grano", che si sono dati appuntamento alla casa della Spiga di Ponte per una giornata all'insegna dell'amicizia e dello stare insieme. Obiettivo: condividere ancora una volta, in modo leggero, un progetto di reinserimento sociale e rivalutazione della persona, come ha sottolineato nel suo intervento il presidente della Gometa, Antonio Ciuffreda. Il restauro dell'immobile colonico con terreno agricolo, realizzato qualche anno fa dalla Spiga in collaborazione con la Gometa, ha rappresentato un prezioso traguardo che testimonia la volontà di integrare sul territorio i ragazzi "diversabili", fornendo alle famiglie risposte concrete. La casa è diventata così un punto di riferimento per chi crede in certi valori ma anche un luogo di ritrovo e divertimento. "Straordinariamente normali" era il titolo dell'iniziativa e su questo tema, nel pomeriggio, è stato organizzato anche un convegno. Relatori: don Stefano, ex volontario della Gometa, che in mattinata ha celebrato la Santa Messa, e Antonio Vermigli, amico di Beppe Grillo, una vita dedicata al volontariato. Ad animare la giornata, musica dal vivo e un ricco buffet.

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Danni collaterali (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 03-06-2008)

Argomenti: Grillo

La verità, vi prego, sui biocombustibili. Sono una risorsa? Sono un danno? Salveranno il pianeta? Gli daranno il colpo di grazia? Premesso che, personalmente, non riesco a formarmi un'idea sensata in proposito, pongo il problema e la domanda a chi mi sappia chiarire le idee. All'inizio da alcuni, tra cui in prima linea le associazioni agricole, i biocarburanti - ovvero (traggo la definizione da qui), "i combustibili vegetali, rinnovabili e puliti dal punto di vista ambientale, che sostituiscono i combustibili derivati dal petrolio, non influiscono sull'effetto-serra e possono essere ottenuti grazie all'energia solare per mezzo della fotosintesi delle piante", sembravano essere proposti come il toccasana per tutti i mali. Ricordo il grande momento del biodiesel: ne aveva parlato anche il sito di Beppe Grillo, fra gli altri, e pareva che mescolando olio di colza al gasolio (prima ovviamente che quest'ultimo raggiungesse quotazioni degne dei diamanti) si realizzasse la mitica quadratura del cerchio: chilometraggio illimitato a prezzi accessibili, risparmio di risorse, meno inquinamento, ecc. Al prezzo, direi accettabile, di un lieve puzzo di patatine fritte. Bene, il contrordine compagni è arrivato con la crisi del prezzo del grano, quando si è cominciato a parlare di carestia planetaria. E tra i tanti e autorevoli appelli ne ricordo diversi che indicavano proprio nei biocarburanti la pietra dello scandalo, ciò che avrebbe assestato il colpo del ko a un sistema che tutti, anche se con grandi divergenze su cause e rimedi, concordano nel trovare in grave pericolo. Oggi, con il vertice della Fao in pieno svolgimento, ecco Mubarak, presidente di un Paese, l'Egitto, dove la rivolta del pane ha provocato danni e vittime, chiedere alla comunità internazionale di regolamentare la produzione di biocombustibili "per un uso responsabile dei raccolti, che si preoccupi dei bisogni umani prima di quelli energetici". Peraltro Luis Inacio Lula da Silva, presidente del Brasile che sui biocarburanti ha scommesso parecchio, la pensa in modo opposto e sostiene che "i biocombustibili non sono i cattivi che minacciano la sicurezza alimentare dei Paesi poveri. Al contrario, quando coltivati responsabilmente, in armonia con la realtà di ogni Paese, possono essere strumenti importanti di reddito" e "Il Brasile ne è un esempio". Che bisogna smettere di investire nei biocombustibili e investire invece nel pane lo dicono invece le ong che seguono il vertice Fao. Secondo Oxfam, nel 2025 altrimenti ci saranno altri 600 milioni di affamati al mondo oltre ai più di 800 di adesso. Ma il secondo problema, dicono, è il mercato. E la colpa, secondo diverse ong, non è tanto dei governi bensì dello strapotere consentito alle multinazionali e dagli intermediari dal modello liberista. Mi fermo qui, del tutto confusa. commenti (0) scrivi.

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Quando i Tg "aiutano" la camorra (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 03-06-2008)

Argomenti: Grillo

L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 6 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 32 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 41 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Jovanotti apre la maratona (sezione: Grillo)

( da "Corriere delle Alpi" del 04-06-2008)

Argomenti: Grillo

Appuntamenti per tutti i gusti in Italia e Triveneto L'ESTATE DEI CONCERTI ATTILIO DE COL E'il "Safari tour" di Jovanotti ad aprire venerdì a Bolzano una quattro mesi di show lunghissima, ma che purtroppo costringerà i bellunesi a viaggiare. Dalle nostre parti solo la miseria dei pur bravi ma nostalgici New Trolls a Trichiana e dei "religiosi" Gen Verde ad Auronzo. Ma prendendo la macchina il menù è ricco, anche solo considerando il Triveneto e non i grandi stadi, come Milano che, dopo i Negramaro, ospiterà Vasco, Springsteen, Zucchero e Ligabue. Concerto di qualità domenica a Villa Manin con Mark Knopfler, mentre c'è grande attesa per l'Heniken Jammin Festival di Mestre, che dal 20 al 22 vedrà Police, Vasco, Linkin Park, Sex Pistols e Alanis Morrisette. All'Arena non solo lirico. Eventiverona propone gli immortali Carlos Santana, Neil Young, Rem, insieme a Venditti, Pooh e Finley. Musica doc in Piazzale Camerini di Piazzola sul Brenta, con Zed Live che propone il mago del piano Giovanni Allevi, un monumento del blues come Johnny Winter e i metallari Whitesnake, insieme a Fiorella Mannoia e agli alternativi Massive Attack. All'Arena di Lignano, i vacanzieri potranno scegliere grazie ad Azalea: da Fiorella Mannoia, ad Allevi, ai Bee Hive, dalla danza dei Momix, per arrivare alla comicità di Teo Teocoli e alla voce spettacolare di Dionne Warwick. Per chiudere in settembre con l'unica data di Elisa. In giugno altri ghiotti appuntamenti con i Subsonica domenica a Chioggia, Joe Satriani martedì a Villa Manin, i Finley a Padova e gli Africa Unite piatto forte del festival di Radio Sherwood. Domenica 15 giugno a Trento c'è un Bob Dylan che non va mai fuori moda. Altre chicche estive sono il live (un po' costoso) di Elton John in Piazza San Marco a Venezia, nello stesso palco che ospiterà il Live for Emergency (Vinicio Capossela e Joan Baez). Per non parlare del concerto gratuito dell'estate romana con Manu Chao e l'esibizione di Ben Harper a Villafranca. In ottobre otto spettacoli di Beppe Grillo nel Triveneto. Un po' ovunque, tranne che a Belluno.

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Sold out il concerto del parroco (sezione: Grillo)

( da "Trentino" del 04-06-2008)

Argomenti: Grillo

"Sold out" il concerto del parroco Rock, blues e melodico per don Gaetano che "canta" la fede In cinquecento hanno affollato la palestra per un "evento" senza precedenti CARISOLO. "Sono qui... a cantarvi canzoni". Questo era l'invito di don Gaetano Castiglia, il parroco di Carisolo che fin da giovanissimo scrive e canta musica sacra. Quest'invito è stato accolto da una folla di cinquecento persone che domenica sera straripavano dalla palestra di Carisolo. "Don Gae", come lo chiamano confidenzialmente i giovani, non ha deluso. Accanto a lui moltissimi bambini, ragazzini, ragazzi e giovani adulti, deo cori parrocchiali di Carisolo, Ormelle e Roncadelle nel trevigiano. Tutti accomunati dall'affetto per don Gaetano, uniti dall'unico filo conduttore della serata: la voglia di trasmettere fede e speranza con musica e canzoni. Questa è l'univoca dimensione del "popolo di don Gae": persone di tutte le età che "pregano, invocano e cantano". E lo fanno controcorrente, con parole e musica che riescono a penetrare nel cuore delle persone. L'avvio di serata è profondo e frizzante, si parte con un blues "vieni Spirito". "Un'invocazione a Gesù il Salvatore, affinché illumini tutti", spiega il carismatico don Gaetano. Le canzoni si susseguono "attingono dalla profondità dell'esperienza, dalle mie emozioni e dalla mia fede": dice il parroco cantante. Ogni canzone "è un ricordo, un momento sereno o triste della mia vita" afferma. E sul palco si apre, racconta, spiega e rende tutti partecipi di questi sentimenti. "Sono il mio modo "per portare un messaggio di speranza ai giovani": insiste. Un messaggio appassionato e dolce, come una carezza o un fraterno abbraccio che ha coinvolto e tenuto incollati alle sedie, tutti per oltre due ore. Molti hanno scrutato questo giovane prete, che nei tratti assomiglia a Beppe Grillo, per vedere dove sono le sue "antenne", quelle attraverso le quali capta i sentimenti dei giovani e riesce a comunicare con loro, affrontando i temi della vita e della fede. Lui che proponendo i generi musicali più svariati: dal pop al rock, al blues, al melodico, persegue l'obiettivo di comunicare il messaggio cristiano con canzoni ispirate alle poesie del filosofo indiano Tagore, oppure ricordando Madre Teresa di Calcucca. La temperatura nella palestra cresce e aumenta il successo di "questo "don" che "parla al cuore", che riesce a cogliere i frammenti del Divino nell'uomo. Ed è proprio lo spirito dei suoi parrocchiani, di ieri e di oggi, che don Gaetano cerca di incontrare con le sue canzoni: il messaggio di Cristo diventa musica e la musica diventa Vangelo "ricchezza evangelizzatrice portatrice di gioia, serenità, commozione e conversione".

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Caso ippodromo, il comune deve pubblicare tutti gli atti (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 04-06-2008)

Argomenti: Grillo

Grosseto "Caso Ippodromo, il Comune deve pubblicare tutti gli atti" FOLLONICA. Il caso Ippodromo non è ancora chiuso. Mimmo Fiorani consigliere di Rifondazione Comunista di Follonica riaccende la discussione sulla nuova struttura ippica e su tutto quello che fino ad oggi è accaduto in merito alla sua costruzione. "Ho convocato io stesso una riunione dei capi gruppo consiliari per giovedì mattina per discutere una decisione dell'amministrazione comunale in merito proprio all'ippodromo" spiega Fiorani. Infatti il problema è adesso il giornalino che il comune invia a tutti i cittadini ogni due mesi circa. "In questo giornale, pagato con i soldi di tutti i cittadini, manca innanzitutto uno spazio per l'opposizione, spazio che invece hanno altri giornali come quello della Regione, della Provincia, o del comune limitrofo di Scarlino. Questo è grave già ma lo è ancor di più a fronte di alcune cose che stanno per accadere. Infatti so che per volontà del sindaco, e me lo ha detto un suo assessore, Vinicio Donnini, verrà inserita in questo giornale una frase ben precisa estrapolata dai documenti del Pm e del Gip, in merito alla questione del nuovo ippodromo, che chiaramente se estrapolata dal contesto dove si trova ha un significato diverso da quello reale. Queste parole che si rivolgono ai consigliere comunali che votarono la delibera nº 58 del 2001 delibera sull'ippodromo, dice che non sussiste n ipotesi accusatoria. Questo se si legge fuori contesto. Ma in realtà si dice a chiara lettere che il reato c'è stato ma siccome è caduto in prescrizione non si va oltre ad indagare se c'era o meno la volontarietà nel creare un dolo da parte di chi firmò la delibera. Per me i consiglieri non sono colpevoli sia chiaro, ma non si può estrapolare una frase per scagionare così tutta l'amministrazione. Per questo chiederò di pubblicare i documenti per intero, almeno i cittadini potranno giudicare da soli quello che è accaduto". Inoltre i documenti dove si parla appunto di abuso di ufficio sono già stati pubblicati per intero sul sito del Pd follonichese e anche su un altro sito quello degli amici di Beppe Grillo, follonichesi. Ecco perché Fiorani esprime la volontà di una pubblicazione integra dei documenti, affinché appunto ogni singolo membro della comunità follonichese possa senza influenze esterne poter valutare la vicenda. Paola Villani.

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ASSENTEISMO AL VOTO (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-06-04 num: - pag: 37 categoria: BREVI ASSENTEISMO AL VOTO Previsione smentita Caro Romano, perché una buona parte degli italiani dopo aver letto "La casta", "Mani sporche", "Toghe rotte" e captato il grido di Beppe Grillo, si sono recati alle urne? A sentire dei commenti per strada, pareva che nessuno dei lettori sarebbe andato a votare, perché la gente aveva intuito un imbroglio antidemocratico che avrebbe impedito ogni vera scelta, in quanto ogni scelta era già stata fatta. Giovanni Spaventa Castellaneta (Ta) Coloro che avevano previsto un forte assenteismo alle precedenti elezioni del 2006 (io fra questi) sono stati smentiti. Le nuove elezioni confermano che gli elettori, anche se delusi dalla classe politica, non hanno rinunciato a sperare in un Paese migliore e credono che il loro voto possa servire.

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Concerti ovunque ma non in provincia (sezione: Grillo)

( da "Corriere delle Alpi" del 05-06-2008)

Argomenti: Grillo

Di Irene Aliprandi Concerti ovunque ma non in provincia Costi, assenza di spazi e di fondi pubblici rendono impossibile organizzare eventi I grandi promoter spiegano che nelle altre città gli enti partecipano al 40% dei cachet BELLUNO. Cinque mesi di musica, decine di concerti estivi ovunque. Anzi no, a Belluno no. Solo un paio di date minori, poca cosa per i giovani bellunesi, che dovranno salire in macchina e infilare l'autostrada se vorranno ascoltare i loro gruppi preferiti suonare dal vivo. Non è una novità, ogni estate è sempre peggio e le prospettive non sono incoraggianti. Assenza di spazi idonei, bacino d'utenza limitato e costi elevatissimi non permettono agli amanti della musica di sperare. "Da voi è impossibile".I grandi eventi musicali richiedono grandi numeri e grandi risorse, ma nemmeno un promoter di peso può garantire la copertura di concerti in "zone a rischio", come Belluno. Lo spiega con chiarezza Loris Tramontin, responsabile di Azalea, che organizza concerti in tutto il Nord Est, da Trieste a Verona. "Belluno è una provincia piccola, non ha bacino d'utenza sufficiente e per arrivare bisogna fare tanta strada. D'inverno, con rischio neve o ghiaccio è improponibile spostare la gente fino da voi, ma anche d'estate è molto difficile. Il problema più importante però riguarda i soldi: in una situazione come quella bellunese solo la partecipazione pubblica può fare la differenza". La mano pubblica. Tramontin spiega come funziona nelle altre città: "Ovunque, altrove, gli enti pubblici finanziano i concerti in buona parte, con percentuali che vanno dal 30 al 40% dei cachet. A volte anche di più". Azalea promotion fa l'esempio di Trieste: dal 15 luglio al 15 agosto in Piazza Unità ci saranno eventi tutte le sere: "Dei 30 appuntamenti", dice Tramontin, "29 sono offerti al pubblico, gratis. Si pagherà il biglietto solo per il concerto di Pino Daniele. Tutto il resto è finanziato da Comune, Provincia, Regione e sponsor". E poi dove? Ovviamente non si può dimenticare la carenza di spazi: "Il vostro palazzetto ha un'acustica così-così", afferma con generosità Tramontin, "e c'è una piazza da tremila persone al massimo, con rischio pioggia sempre elevato. Insomma è difficile, forse non avete proprio speranza. Bisognerebbe fare un ragionamento ampio, non a spot. Organizzando tanti eventi, almeno 4 o 5 ogni anno e abituando la gente a venire a Belluno, si potrebbe creare un circuito. Ma almeno una parte dei concerti dovrebbe essere a ingresso libero e ci vogliono soldi, tanti soldi". Scoppio Spettacoli. Lo sa bene Massimo Capraro che attraverso Scoppio Spettacoli è l'unico soggetto ad organizzare concerti di rilievo da vent'anni. "I big dobbiamo dimenticarli perché fanno poche date a costi elevatissimi e vanno solo dove c'è convergenza tra potenzialità di incasso e disponibilità di contributi pubblici. A Belluno, salvo capricci, gli eventi dell'estate non si possono vedere". Le star sono in perdita anche nelle grandi città, perché costano talmente tanto che i biglietti non bastano. I costi vengono bilanciati dai promoter con altri eventi. E' il caso di Allevi, che Capraro ha portato al Comunale: tutto esaurito, ma bilancio in perdita. D'inverno o in primavera il problema sono i contenitori. Capraro pensa ad esempio a Beppe Grillo, che a Belluno è già venuto, ma la tournée di quest'anno non toccherà la provincia, perchè l'unico spazio utile, l'ex palaghiaccio è in fase di lavori. Idem per il palazzetto di Longarone, Sedico non ha l'agibilità del parterre e Feltre ha il ghiaccio 9 mesi l'anno. Cortina, nonostante il nome, non ha niente in più a parte i chilometri da fare per arrivarci. Dal Comune 3.000 euro. E a proposito di contributi pubblici l'assessore alla cultura Maria Grazia Passuello spiega: "Tremila euro sono gli unici soldi che siamo riusciti a dare a Scoppio Spettacoli. Le grosse città hanno altri bilanci e noi siamo limitati anche negli spazi. Ci vorrebbe una struttura polifunzionale con una buona acustica, bisognerebbe progettare, avere coraggio, cercare sponsor. Ci ragioneremo, ora il mio programma prevede altre cose".

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Musica a palla nella polemica anche il cus pisa (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 05-06-2008)

Argomenti: Grillo

Pisa Musica a palla Nella polemica anche il Cus Pisa PISA. Molto più dei concerti autorizzati, pesano sulla pazienza dei residenti quelli senza permesso. Ce ne è stato uno l'altra settimana in piazza delle Vettovaglie e un altro in via S. Martino; concerto, quest'ultimo, denunciato al giornale con lettera da parte della Città dei diritti/Beppe Grillo. Nel calderone delle proteste legittime, è finito anche quello per i festeggiamenti dei campionati nazionali universitari. "Ci scusiamo - dice Riccardo Vanni presidente del Cus Pisa - se tremila giovani hanno distrurbato qualcuno. Questi giovani vengono a Pisa per i campionati che si tengono ogni 40 anni. Forse due sere di maggior tolleranza da parte di tutti ce le saremo aspettate". Se i residenti protestano per il diritto sacrosanto al riposo, anche gli organizzatori hanno i loro grattacapi. Oggi, il Comune dovrà pronunciarsi in via definitiva sulla sede estiva del Metarock in bilico tra Giardino Scotto ed Ospedaletto. Ca.Ve.

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Dalla Chiesa e Ruotolo al convegno dei grillini (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)

Argomenti: Grillo

SALA SOMS. IL 13 GIUGNO Dalla Chiesa e Ruotolo al convegno dei grillini Dopo la raccolta di firme in occasione del "V-day" del 25 aprile, il gruppo vercellese degli "Amici di Beppe Grillo" si presenta ufficialmente alla città con un convegno in programma il 13 giugno alle 21 alla sala Soms di via Francesco Borgogna. A parlare di "Informazione e società" sono stati invitati lo scrittore e politico Nando Dalla Chiesa ed il giornalista di "Annozero" Sandro Ruotolo. "Sarà l'occasione per incontrare e coinvolgere i cittadini nelle nostre iniziative - spiega Marco Veronese, uno dei "grillini" - partendo da uno dei temi più scottanti per il nostro Paese". Ma le iniziative del gruppo vercellese, composto da una ventina di "attivisti" e da un centinaio di iscritti e simpatizzanti, non si fermano qui. "Stiamo programmando altri incontri con ospiti illustri - prosegue Dario Roasio - e presto ci occuperemo anche di temi più strettamente locali, a partire dalla raccolta differenziata. Abbiamo letto sui giornali di un'apertura dell'amministrazione in questo senso, e chiederemo un incontro con il sindaco per appurare la verità di queste affermazioni. Seguiremo con interesse il destino dell'inceneritore: se dovesse essere prorogato l'appalto alla ditta esterna che lo ha in gestione sapremo che con buona probabilità la differenziata a Vercelli non avrà futuro. E, tra inceneritore, Polioli e diserbanti, continueremo a respirare l'aria che dà a Vercelli un altro spiacevole primato, quello della percentuale di tumori".

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Telecom vola con i tagli, no dei sindacati - sara bennewitz (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Grillo

Economia Il titolo guadagna in Borsa il 4,2% dopo gli annunci sulla riduzione del personale di 5 mila unità in due anni Telecom vola con i tagli, no dei sindacati Alzano le stime Dresdner,Deutsche e Unicredit, più scettiche Oddo e Jp Morgan SARA BENNEWITZ MILANO - Ci sono almeno tre buoni motivi che hanno indotto gli analisti a tornare ad alzare le proprie stime su Telecom Italia. Per prima cosa l'annuncio di un maxi piano di licenziamenti da 5mila dipendenti entro il 2010 aiuterà il gruppo di telefonia a ridurre la struttura dei costi. In secondo luogo l'offerta di France Télécom su Teliasonera, mette in luce come Telecom sia sottovalutata rispetto alle altre concorrenti europee. Infine la prospettiva della costruzione della rete in fibra ottica, che porterà ad ulteriori tagli dei costi e ad adeguate remunerazioni sull'investimento, sono tutti motivi che ieri hanno fatto guadagnare al titolo il 4,16% fino a 1,45 euro. Il mercato, si sa, ha una atteggiamento cinico nei confronti del costo del lavoro, tuttavia le organizzazioni sindacali sono pronte a fare una dura resistenza al maxi piano di esuberi per cui non sarà facile per Franco Bernabè ridurre il personale delle unità previste. La Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil hanno convocato la riunione del coordinamento nazionale Telecom per martedì 10 giugno, per decidere il da farsi contro il piano di esuberi. A detta degli esperti i 250 milioni stanziati da Telecom per mandare a casa 5mila persone entro il 2010 sono una somma inadeguata. Due anni fa quando Telefonica, che indirettamente è azionista del gruppo italiano con il 10% del capitale, portò a termine un maxi piano di licenziamenti, spese per ognuno circa 5 volte di più di quanto preventivato oggi da Telecom. Facendo due conti, infatti, Bernabè stima di liquidare ciascun dipendente offrendogli in media 50mila euro di buonuscita, meno del loro salario medio annuo (che stando ai numeri annunciati dal gruppo è di 60mila euro lordi). E anche il comico Beppe Grillo, ieri ha proposto di fare una class action nei confronti della precedente gestione sui lauti compensi percepiti dai precedenti vertici di Telecom, che adesso si vede costretta a tagliare 300 milioni di costi mandando a casa 5mila persone. La nuova ondata di fusioni e acquisizioni, con France Télécom pronta a rilevare Teliasonera, e Verizon e Vodafone Alltel ha poi messo in luce quanto il gruppo italiano sia sottovalutato. L'ex monopolista francese ha infatti offerto per il gruppo svedese un prezzo che corrisponde, a seconda delle stime, un premio del 20-30% rispetto agli utili attesi su Telecom Italia. Va detto però che Teliasonera ha davanti a sé un triennio di crescita mentre Telecom a fine 2010 dovrebbe arrivare a 2,6-2,8 miliardi di profitti, meno dei 3 miliardi di utili del 2006 e del 2005. Infine, gli analisti si attendono positive novità dalla riunione convocata per il 15 luglio con Antonio Calabrò, dove si farà un punto sul cosìddetto Next Generation Network, ovvero la rete in fibra ottica che arriverà dentro le case degli italiani, e che secondo Bernabè nel 2015 porterà il gruppo a tagliare i costi sulla rete fissa da 2 a 1,2 miliardi di euro. Per questi motivi, ieri Dresdner, Deutsche Bank e Unicredit hanno alzato le loro stime sul gruppo, mentre Jp Morgan e Oddo & Cie restano scettiche sul fatto che il management riesca a mantenere le promesse sul taglio dei costi.

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Brutture d'Italia, il censimento del Fai (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-06 num: - pag: 31 categoria: REDAZIONALE L'appello La quarta edizione dei Luoghi del cuore. La Crespi: "Segnalate, interverremo insieme" Brutture d'Italia, il censimento del Fai MILANO - "Questo censimento deve servire a guardare ciò che ci circonda con occhi diversi ". L'albergo incompiuto dei Mondiali 90. I cartelli inutili nei centri storici, i parcheggi abusivi, le pubblicità davanti alle chiese, l'asfalto nei siti archeologici. Sono "orrori", ecco, e ormai "non basta più guardarli, dobbiamo unire la ragione al cuore", dice Giulia Maria Mozzoni Crespi: "Solo così possiamo liberarci da questa sorta di assuefazione al brutto che è attorno a noi". è un invito garbato alla rivolta civile, quello lanciato dalla presidente del Fondo per l'ambiente italiano (il Fai): "Cancelliamo insieme le brutture d'Italia". Un appello a reagire che poi è lo slogan della quarta edizione dei "Luoghi del cuore", il censimento dal basso di ciò che andrebbe tutelato, "strappato all'ignoranza e all'incuria ", magari valorizzato. La battaglia in difesa dell'Italia d'arte riparte da Pier Paolo Pasolini, anno 1974, e dal suo appello per salvare il borgo di Orte, nel Viterbese, aggredito dal cemento, palazzi come "corpi estranei che disturbano la perfezione della natura e delle città". Una profezia inascoltata, dicono al Fai. La riprova? "Nell'ultima campagna elettorale nessuno ha parlato dell'importanza del paesaggio, dell'arte, della cultura", sottolinea la Crespi ("sbigottita"). E se non c'è la politica, insiste, a maggior ragione devono scendere in campo gli italiani. Il senso: segnalate le storture ché le raddrizzeremo insieme, dove possibile. La quarta edizione dei "Luoghi del cuore" è organizzata dal Fai in collaborazione con Intesa SanPaolo. Scempi architettonici e paesaggi feriti possono essere segnalati fino al 30 ottobre tramite cartolina (filiali di banca e delegazioni Fai), con i coupon sulla stampa, via Internet (sito ufficiale e Msn) e nei punti vendita Feltrinelli e Ricordi. Hanno già votato i testimonial della campagna, da Guido Bertolaso (i rifiuti di Napoli, scelta secca e quasi obbligata) al ministro Sandro Bondi (un albergo incompiuto a Carrara), da Beppe Grillo (la centrale a carbone sotto la Lanterna) a Sabrina Ferilli (la monnezza sul Belvedere di Forio d'Ischia). E poi Lucio Dalla, Lella Costa e Milena Gabanelli, solo per citarne alcuni. Ieri, a Milano, la presentazione del progetto. "è un esempio di partecipazione concreta dei cittadini: sui temi importanti la gente ha voglia davvero di partecipare ", osserva Corrado Passera, ad di Intesa SanPaolo. Aggiunge il critico d'arte Vittorio Sgarbi che "il Fai ricopre esattamente il ruolo che spetterebbe allo Stato". Antonio Ricci mette gli inviati di Striscia al servizio del Fai, invoca rispetto per Villa Piaggio, ad Alassio, e chiosa: "è sempre meglio bloccare sul nascere un cattivo progetto, che intervenire dopo". Corrado Passera "Un esempio di partecipazione dei cittadini, il Fai ricopre il ruolo che spetterebbe allo Stato". Nella foto il manager con Giulia Maria Crespi Armando Stella.

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Salvate i luoghi del cuore vittime del degrado - carlo brambilla (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)

Argomenti: Grillo

Cronaca è il quarto censimento del Fondo per l'Ambiente Sul web si può votare il proprio sito da proteggere Salvate i luoghi del cuore vittime del degrado CARLO BRAMBILLA MILANO Scheletri di cemento abbandonati, selve di cartelli stradali, pali della luce, parabole televisive, parcheggi di motorini, file di cassonetti, edifici orripilanti. Il quarto censimento nazionale dei "luoghi del cuore" promosso dal Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, non chiede quest'anno di segnalare, come in passato, i luoghi più belli e magici del paese, ma le brutture che li minacciano. Le macchie. Ciò che più rovina il paesaggio che amiamo. "I corpi estranei", come li definiva Pier Paolo Pasolini, a cui si ispira la nuova iniziativa in difesa dell'ambiente e dell'arte. "Sono sbigottita perché nell'ultima campagna elettorale nessun politico, né di destra né di sinistra, ha mai parlato del nostro paesaggio da difendere. Della nostra arte, della nostra cultura - denuncia Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del Fai. - Con questa nuova campagna vogliamo invitare gli italiani a non essere ciechi. A fermarsi, finalmente, e guardare con attenzione quello che li circonda". Una serie di testimonial eccellenti hanno dato il via all'iniziativa. Guido Bertolaso, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega all'emergenza rifiuti, indica naturalmente proprio nei "rifiuti di Napoli" la più grande bruttura da eliminare per riconquistare i tesori artistici della Campania. Il ministro della Cultura Sandro Bondi punta il dito, invece, su un albergo incompiuto all'uscita dello svincolo autostradale di Carrara. Lo storico dell'arte Cesare de Seta sugli gli abusivismi e l'abbandono dell'Appia Antica. Beppe Grillo ce l'ha con la centrale a carbone sotto la Lanterna di Genova. E Vittorio Sgarbi con la strada statale 17 che fiancheggia la chiesa delle Grazie in Abruzzo. Gli elementi del paesaggio che creano maggior disturbo a Lucio Dalla sono i condizionatori e le parabole abusive che hanno invaso l'Italia. Mentre per Salvatore Settis, direttore della Normale di Pisa, l'ecomostro da abbattere è il nuovo Gran Teatro all'aperto nel Parco della musica di Giacomo Puccini a Torre del Lago (Lucca). Più di 120 mila italiani avevano partecipato nel 2006 alla terza edizione dei luoghi del cuore - ricorda Marco Magnifico, direttore del Fai. - Su 5 beni scelti tra quelli che hanno ricevuto più di mille voti il Fai riuscirà a intervenire concretamente, grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo. E quest'anno vogliamo arrivare a raccogliere almeno 200 mila schede". I nuovi luoghi protetti dopo l'ultimo censimento sono ora il Lago Azzurro di Campodolcino (Sondrio) uno dei simboli della valle Spluga; i vialetti del borgo Walser di San Gottardo di Rimella (Vercelli), in Alta Valsesia; la spiaggia del fosso Cupido a Sant'Andrea Apostolo, in Calabria; le marcite della Cascina Literno a Milano e la piana boschiva di Vegonno, nei pressi del lago di Varese. Mentre numerosi altri beni sono in corso di salvataggio. Per votare, dal 6 giugno al 30 ottobre, bisogna compilare la cartolina che si trova nelle filiali Intesa Sanpaolo e nelle sedi del Fai, oppure visitare il sito www.iluoghidelcuore.it, o tramite msn all'indirizzo http://iluoghidelcuore. it. msn. com.

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Tecnonews (sezione: Grillo)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 06-06-2008)

Argomenti: Grillo

TECNOLOGIA MEGASCHERMI Il colosso dei led di Francesco D'Errico Sarà inaugurato a Pechino, in tempo per le Olimpiadi, GreenPix Zero Energy Media Wall, il più grande schermo a Led del mondo (ne conta 2.292 a colori), corrispondente a una superficie di 2.200 metri quadri visibile fino a un chilometro di distanza. Progettato dallo studio Simone Giostra and Partners Architects di New York, in collaborazione con Arup, coprirà l'intera facciata dello Xicui Entertainment Center e sarà dedicato alla promozione dell'arte digitale, ospitando gli audiovisivi di giovani creativi cinesi e stranieri. La particolarità di questo grandissimo 'pannello' sta nel fatto che sfrutta un sistema fotovoltaico integrato nel vetro della facciata: in questo modo sarà in grado di catturare durante il giorno l'energia necessaria a farlo funzionare al buio. Oltretutto la tecnologia sviluppata in collaborazione con SchÜco, SunTech e SunWays permette di far penetrare all'interno dell'edificio la luce necessaria allo svolgimento delle attività quotidiane. E per chi non può andare a Pechino, su Internet c'è il simulatore del GreenPix (www.greenpix.org/play.php): basta caricare un filmato per vedere come apparirebbe sulla facciata multimediale. TECNOLOGIA Baby al telefonino di Monica Maggi Il designer coreano Song-kyu Nam ha realizzato Okids, un cellulare per bambini che, grazie a un sistema di rotazione, può assumere la forma di un cuore ed essere utilizzato come una console per videogiochi. L'apparecchio ha un'ammiccante forma da videogioco e i tasti come un joypad a quattro direzioni. Come altri telefonini destinati ai bambini, anche Okids non ha la tradizionale tastiera numerica, sostituita da quattro grandi bottoni con cui chiamare direttamente altrettanti numeri di telefono preimpostati dai genitori. Consigliato, come raccomandano le istruzioni, "dall'età di cinque, sei anni", può bloccare chiamate non autorizzate ed è semplicissimo da usare. TECNOLOGIA Immersi nel 3D Camminare all'interno dei mondi digitali? è quanto promette il CyberCarpet, un tapis roulant hi-tech in grado di muoversi in tutte le direzioni, nel senso opposto rispetto all'andatura della persona. In questo modo si crea l'illusione di muoversi mentre in realtà si rimane fermi nello stesso punto. Il prototipo è il frutto di tre anni di ricerca di un progetto europeo di cui fanno parte tra gli altri il Max Planck Institute di Tubinga e l'Università La Sapienza di Roma. Il primo esperimento è stato effettuato con una passeggiata nelle strade della Pompei precedente all'eruzione vulcanica del 79 d. C.: il software e la piattaforma lavorano insieme grazie a una tecnologia simile a quella con cui, nel cinema, si catturano i movimenti degli attori per applicarli ai personaggi digitali. Un sistema di telecamere traccia continuamente la posizione del visitatore e la comunica in tempo reale al software che gestisce la città 3D. F. D'E. TECNOLOGIA Non solo cyber di Antonio Tursi La blogosfera è spesso percepita e pubblicizzata come realtà informativa opposta a quella dei mass media e di conseguenza come nuova arena della discussione pubblica, del dialogo razionale. Geert Lovink, nel suo ultimo volume 'Zero comments' (Bruno Mondadori), si mostra non convinto da tale interpretazione. A suo avviso, i blog sono anonimi monologhi, "flussi senza fine di confessioni" che "esprimono paura, insicurezza e disillusione personali, ansie in cerca di complicità". Frutto di una cultura cinica e nichilista, senza più una verità in cui credere. Entrambe le immagini ci paiono fuorvianti. Il Pew Internet Project avverte che "molti blogger sono interessati soprattutto alla creatività e all'espressione personale: documentare le esperienze private, condividere le conoscenze pratiche o semplicemente restare in contatto con gli amici e la famiglia". Per fare questo, i blogger giocano la propria emotività, condividono i propri sentimenti. Beppe Grillo, che pure promuove l'immagine della discussione ben informata, dimostra invece attraverso il suo blog come oggi l'agire pubblico sia sostenuto da questo coinvolgimento emotivo. Ricevere centinaia di post (che proprio per questo non vengono letti e analizzati) o sbraitare sulle pubbliche piazze non significa condividere argomenti tra pari, ma muovere i vissuti emozionali delle persone. I blog svolgono alcune delle funzioni della sfera pubblica (riconoscimento del sé e della propria comunità di riferimento), ma non quelle che i loro più accesi sostenitori reclamano (lo scambio di informazioni tra cittadini competenti). Grillo, che non è affatto un sognatore illuminista, ha capito l'emotività connettiva e la sta sfruttando a proprio vantaggio. antonio.tursi@gmail.com TECNOLOGIA Cristallo fra le onde è un vero e proprio gioiello della tecnologia SeventyFive, il nuovo yacht da 75 piedi firmato Itama. Una delle principali caratteristiche è il parabrezza realizzato in carbonio e cristallo che ha una lunghezza di 10,70 metri su un lato, per una larghezza di 4,50 metri. Grazie all'utilizzo del carbonio si riesce a risparmiare il 60 per cento del peso rispetto all'acciaio. Prezzo su richiesta. Info: www.itama-yacht.com TECNOLOGIA Io ballo con il telefonino Dal design asimmetrico, il Nokia 5220 XpressMusic è un telefonino che offre 24 ore di riproduzione musicale e jack audio da 3,5 mm, fotocamera da 2 megapixel e connettività Bluetooth. Prezzo: circa 190 euro. Info: www.nokia.it TECNOLOGIA Senza rumore Con un pulsante per ridurre al minimo i rumori della ventola e del processore, il computer portatile Amilo Pi 2530 di Fujitsu Siemens ha un processore Intel Core Duo. è provvisto di una webcam integrata con una risoluzione da 1,3 megapixel e ha Windows Vista come sistema operativo. A 649 euro. Info: www.fujitsu-siemens.it TECNOLOGIA Scatti automatici La Casio Exilim Zoom EX-Z100 è una fotocamera con un sensore da 10.1 megapixel, uno zoom ottico 4x e un grandangolo di 28 millimetri. Utile la funzione Auto Shutter che scatta automaticamente nel momento in cui cessa il movimento della mano che impugna la fotocamera. A 249 euro. Info: www.exilim.it TECNOLOGIA Video in sala Con una luminosità a 3 mila lumen e un rapporto di contrasto di 500:1, il videoproiettore VL-7365 di Canon è adatto per sale congressi e utilizzi professionali. Ha una risoluzione XGA (1024x768 pixel), uno zoom 1,6x e un altoparlante integrato da 5 Watt. Circa 1.100 euro. Info: www.canon.it TECNOLOGIA Ore al cubo All'apparenza è un normale orologio inserito in un cubo di Rubik. Invece non è solo questo. Ruotando la parte superiore del Cube Clock, infatti, è possibile trasformarlo in una sveglia, in un termometro o in un calendario. Prezzo: 16 euro. Info: www.whatonearthcatalog.com TECNOLOGIA Semaforo laser Un muro virtuale. Che possa segnalare la presenza di un ostacolo o di un limite da non superare. è il principio che ha ispirato il designer Hanyoung Lee nel realizzare questo semaforo laser. In pratica, al posto del 'rosso' viene proiettata una parete virtuale che indica all'automobilista di fermarsi. Info: www.leehanyoung.com.

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Fai, salvate i luoghi del cuore vittime del degrado ambientale (sezione: Grillo)

( da "Repubblica.it" del 06-06-2008)

Argomenti: Grillo

Di CARLO BRAMBILLA MILANO - Scheletri di cemento abbandonati, selve di cartelli stradali, pali della luce, parabole televisive, parcheggi di motorini, file di cassonetti, edifici orripilanti. Il quarto censimento nazionale dei "luoghi del cuore" promosso dal Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, non chiede quest'anno di segnalare, come in passato, i luoghi più belli e magici del paese, ma le brutture che li minacciano. Le macchie. Ciò che più rovina il paesaggio che amiamo. "I corpi estranei", come li definiva Pier Paolo Pasolini, a cui si ispira la nuova iniziativa in difesa dell'ambiente e dell'arte. "Sono sbigottita perché nell'ultima campagna elettorale nessun politico, né di destra né di sinistra, ha mai parlato del nostro paesaggio da difendere. Della nostra arte, della nostra cultura - denuncia Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del Fai. - Con questa nuova campagna vogliamo invitare gli italiani a non essere ciechi. A fermarsi, finalmente, e guardare con attenzione quello che li circonda". LE IMMAGINI, PRIMA E ORA Una serie di testimonial eccellenti hanno dato il via all'iniziativa. Guido Bertolaso, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega all'emergenza rifiuti, indica naturalmente proprio nei "rifiuti di Napoli" la più grande bruttura da eliminare per riconquistare i tesori artistici della Campania. Il ministro della Cultura Sandro Bondi punta il dito, invece, su un albergo incompiuto all'uscita dello svincolo autostradale di Carrara. Lo storico dell'arte Cesare de Seta sugli gli abusivismi e l'abbandono dell'Appia Antica. Beppe Grillo ce l'ha con la centrale a carbone sotto la Lanterna di Genova. E Vittorio Sgarbi con la strada statale 17 che fiancheggia la chiesa delle Grazie in Abruzzo. Gli elementi del paesaggio che creano maggior disturbo a Lucio Dalla sono i condizionatori e le parabole abusive che hanno invaso l'Italia. Mentre per Salvatore Settis, direttore della Normale di Pisa, l'ecomostro da abbattere è il nuovo Gran Teatro all'aperto nel Parco della musica di Giacomo Puccini a Torre del Lago (Lucca). Più di 120 mila italiani avevano partecipato nel 2006 alla terza edizione dei luoghi del cuore - ricorda Marco Magnifico, direttore del Fai. - Su 5 beni scelti tra quelli che hanno ricevuto più di mille voti il Fai riuscirà a intervenire concretamente, grazie alla collaborazione con Intesa Sanpaolo. E quest'anno vogliamo arrivare a raccogliere almeno 200 mila schede". I nuovi luoghi protetti dopo l'ultimo censimento sono ora il Lago Azzurro di Campodolcino (Sondrio) uno dei simboli della valle Spluga; i vialetti del borgo Walser di San Gottardo di Rimella (Vercelli), in Alta Valsesia; la spiaggia del fosso Cupido a Sant'Andrea Apostolo, in Calabria; le marcite della Cascina Literno a Milano e la piana boschiva di Vegonno, nei pressi del lago di Varese. Mentre numerosi altri beni sono in corso di salvataggio. Per votare, dal 6 giugno al 30 ottobre, bisogna compilare la cartolina che si trova nelle filiali Intesa Sanpaolo e nelle sedi del Fai, oppure visitare il sito www.iluoghidelcuore.it, o tramite msn all'indirizzo iluoghidelcuore.it.msn.com. (6 giugno 2008.

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Scamarcio, io come Ulisse emigrante senza casa perso nel Mediterraneo (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa A Creta il set di "Eden is west" di Costa Gavras con l'attore pugliese Scamarcio, io come Ulisse emigrante senza casa perso nel Mediterraneo Dina D'Isa d.disa@iltempo.it A Mochos, un paesino da cartolina vicino a Heraklion, sull'isola di Creta, il regista Constantin Costa-Gavras, a 75 anni compiuti e dopo quarant'anni di lunga carriera, sta girando per la prima volta una pellicola in Grecia: suo Paese d'origine, che lasciò all'età di 19 anni, realizzando poi quel film di denuncia sul colpo di Stato dei Colonelli, "Z-L'orgia del potere", con il quale vinse l'Oscar nel 1969. La pellicola, "Eden is west", coprodotta da Grecia e Francia, dovrebbe debuttare al prossimo festival di Berlino e sarà distribuita in Italia nel 2009 da Medusa. Il film è un ritratto della società di oggi, visto dalla prospettiva di Elias, giovane emigrante clandestino apparentemente senza passato. Il ragazzo, interpretato da Riccardo Scamarcio, parla un linguaggio che fonde le culture del Sud del mondo e vive l'Odissea che parte dal suo arrivo a nuoto sulla spiaggia di nudisti in un villaggio turistico del Mediterraneo fino a Parigi, meta finale del suo viaggio. Il suo continuo adattamento alle situazioni, spesso molto dure, in cui si viene a trovare, è il solo strumento che ha per sopravvivere. Come protagonista del film (interpretato, fra gli altri, anche da Juliane Koehler, Eric Caravaca e Ulrich Tukur) Costa-Gavras ha voluto Scamarcio "un attore formidabile che qui rappresenta l'uomo che cade sulla terra, di cui non voglio sapere nè identità nè lingua. è una sorta di Ulisse in cerca di una casa, solo che mentre il personaggio di Omero ne aveva una verso cui tornare, Elias non ce l'ha. Oggi si avverte una necessità di cambiamento, in Grecia come in Francia, il mio Paese di adozione: non ho votato per Sarkozy, ma spero mantenga gli impegni che ha preso. Per risolvere il problema dell'immigrazione clandestina si pensa solo a punire, come sta avvenendo ora anche nel vostro Paese, ma è un vecchio metodo che non ha mai funzionato. Volevamo punire Saddam Hussein e vediamo i risultati. Occorre invece aiutare chi vuole emigrare per trovare un futuro migliore". Per Scamarcio, ora sul set greco, lavorare con Costa-Gavras è stata "una manna dal cielo, la svolta della mia carriera e l'allontanamento da casa mi ha offerto una prospettiva diversa delle cose. Ma tornerò presto in Italia per girare il film di Michele Placido "Il grande sogno", sul '68, le cui riprese inizieranno il 24 giugno. In futuro potrei persino rifare un altro teen movie, ho fame di personaggi complessi e fare l'attore stimola la mia parte di bambino, la mia voglia di giocare. Per interpretare il personaggio di Elias, che vive il sesso non tanto come piacere ma come uno strumento e una merce di scambio, ho eliminato il mio giudizio sul mondo per riflettere invece l'ingenuità di Elias, la sua etica: l'ho interpretato un po' come Charlot. è il film più fisico che ho fatto, salto, corro e sono sempre in scena. Mi sembra che in Italia gli immigrati, in questo periodo, li picchiamo. Ogni volta che accendo la tv, per sapere cosa succede da noi, vedo cose estreme. Ciò che sta succedendo nella città partenopea è un chiaro riscontro di come il popolo italiano sia uno dei più volubili. Solo Beppe Grillo incarna la voglia di cambiare. Berlusconi ha capito qual era il terreno fertile nel nostro Paese, cioè la paura di perdere il proprio orticello". L'attore che aveva già lavorato con un altro regista internazionale, Abel Ferrara in "Go go tales" (dal 20 giugno nelle sale), a fine estate sarà impegnato anche nella fine delle riprese di "Italians" di Giovanni Veronesi.

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Una vita meritocratica meglio di una vita spericolata (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)

Argomenti: Grillo

Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente male. E mi sconcerta vedere circa 150 mila persone accalcarsi allo stadio di San Siro per seguire i concerti di Vasco Rossi, l'uomo che da un paio di decenni spinge i giovani a provare l'ebrezza dello sballo e a vivere "una vita spericolata". Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il Giornale, e che dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere "il luogo della trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio debba essere divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no: apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio. L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco professionale premiante. Così la scuola può diventare autenticamente meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano altro che squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in globalizzazione, Italia 1 Commento " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 46 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 41 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Addio Risi, sapeva unire gioia, comicità e tragedia (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 08-06-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa Addio Risi, sapeva unire gioia, comicità e tragedia Quando nel 2005, quasi alla vigilia del suo novantesimo compleanno, gli ottenni il David di Donatello alla carriera, mi disse subito: "Raccomanda, a chi me lo consegnerà, di non definirmi uno dei padri della commedia all'italiana. Mi sono cimentato anche in quella, e non lo rinnego, nella mia vita, però, penso di aver fatto anche dell'altro". Difatti. Al suo esordio, nel '52, con "Vacanze col gangster", si era nel clima che già cominciava a dilagare proprio della cosiddetta commedia all'italiana e quel film vi si poteva ricondurre, ma i ricordi più seri del Neorealismo cui ancora molti pensavano pur cominciando a trascurarlo, mi sembrò subito che si potessero riconoscere in quel breve episodio su delle servette e dei militari in sala da ballo che spiccava con toni decisi, l'anno dopo, in "Amore in città", non a caso da un'idea di Zavattini. Pur accogliendo, di lì a poco, proprio gli schemi e gli accenti della commedia italiana nella fortunata trilogia composta da "Pane, amore e..." (seguito , con Sophia Loren, dei due successi dal titolo quasi eguale costruiti da Luigi Comencini attorno a Gina Lollobrigida), dal "Segno di Venere" e, soprattutto, da "Poveri ma belli", il suo primo, felicissimo successo popolare in cui, però, nella festosità dell'insieme, si cominciavano a intuire note, se non proprio scettiche, certo piuttosto amare. Quasi a voler segnare, nel genere, una svolta decisa. Ancora qualche anno (e qualche film tra cui "Venezia, la luna e tu", con un duetto piacevole, in veneziano, tra Manfredi e Sordi) ed ecco la svolta farsi più netta ed imporsi: "Il vedovo", con un duetto, adesso, tra Alberto Sordi e Franca Valeri in cifre così nere (e drammatiche) che non fu difficile vedervi perfino dei riferimenti sicuri al caso recente dell'omicidio Fenaroli. Cifre meno nere ma in cui, ancora una volta, prevaleva il cinismo, fra truffe e inganni non di rado anche cupi, nel "Mattatore", in quei Sessanta che già annunciavano il nostro boom economico ma in cui un poliedrico Gassman, al suo primo incontro con Risi, cominciava a tracciare un ritratto del tutto negativo degli espedienti cui molti ormai si dedicavano per praticare l'arte tutta nazionale di arrangiarsi. Un'arte, ribaltata nelle premesse e negli approdi, in quella che va di certo considerata fra le opere maggiori di Risi, "Una vita difficile", con un Sordi persino più nero che non nel "Vedovo", ma solo perché era il nero a dilagargli attorno, spegnendoli, fra società e politica, quasi il ricordo di ogni luce. Non più guardandosi attorno, ma studiando, in un carattere, le conseguenze di quel periodo sempre più contraddittorio e turbato, ecco Risi regalarci, nella pienezza di tutti i sui mezzi espressivi (e narrativi), quell'altro grandissimo film che fu "Il sorpasso" in cui Gassman gli tornava al fianco con la stessa tracotanza del "Mattatore", riuscendo, però, grazie ad una regia attenta, a equilibrare contraddizioni e contrasti, e mettendo d'accordo il comico e il tragico e finendo per dare, al secondo, spazi e priorità maggiori. L'anno dopo (1964), fingendo Risi di tornare al comico con "I mostri", andò persino più a fondo nel dramma e, addirittura, nell'orrore. Era un seguito di caricature dei gusti e del modo d'essere di quegli anni, ma finivano in realtà per risultare delle maschere tragiche. Da cui ritrarsi con angoscia anche per il disegno terribile con cui, pur tentando di far sorridere, ce le proponevano sia Gassman sia Tognazzi, "mostri" davvero. Nei Settanta, ecco Risi affrontare anche il tema del terrorismo, sia con "Mordi e fuggi", certamente una commedia, ma amarissima, sia con "caro papà", il primo con Mastroianni il secondo ancora con Gassman. Un attore che Risi, in quello stesso decennio, ci avrebbe nuovamente fatto incontrare in un altro dei suoi capolavori, "Profumo di donna", da "Il buio e il miele" di Giovanni Arpino, anche questa volta in magnifico equilibrio fra il patetico e l'umor nero, con una tale sensibilità drammatica e una tale finezza psicologica invano ripresi, di recente, quando, dato il successo anche internazionale del film, ci fu qualcuno a Hollywood che ritenne possibile tentarne, in chiave americana, un rifacimento. Spesso implausibile. Con gli Ottanta siamo alla revisione di un passato di cui cercano nuove chiavi (e nuove svolte) nel presente. Con la satira antimilitarista, ad esempio, di "Scemo di guerra", ispirato, con l'interpretazione di Beppe Grillo, a quello stesso diario di Mario Tobino, "Il deserto della Libia", cui si è rivolto di recente anche Mario Monicelli ne "Le rose del deserto". Senza dimenticare "Il Commissario Lo Gatto", con Lino Banfi, con allusioni politiche, e, arrivati ai Novanta, quel ritorno a Gassman con "Tolgo il disturbo" in cui, ancora una volta, Risi riuscì ad esprimere il volto (e i difetti) della società che gli stava attorno, considerata in uno dei suoi aspetti più negativi anche se poco appariscenti, il rispetto scarsissimo per la vecchiaia. Quel Gassman "nonno", ben accetto solo dalla sua nipotina, restano il segno, ed il sigillo di una carriera cui il cinema ha dovuto tanto. E, appunto, nonostante le citazioni della commedia all'italiana, anche con molte voci e molti echi. All'insegna della grandezza.

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Addio al sarcastico maestro (sezione: Grillo)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 08-06-2008)

Argomenti: Grillo

Spettacoli Estate Pagina 10203 Addio al sarcastico maestro --> È morto a Roma 91 anni il regista Dino Risi, autore di film memorabili come "Il sorpasso" e "Una vita difficile", padre della commedia all'italiana. Fisicamente sembrava la caricatura dell'avvocato Agnelli, criniera bianca, abbronzatura perenne, erre moscia, eleganza e battuta pronta. Ma se l'avvocato spingeva con la Fiat l'Italia del boom neocapitalista, lui, Dino Risi, provvedeva a raccontare il lato nascosto del rampantismo economico e sociale degli anni Sessanta. Che forgiava l'homo italicus nel suo becero candore cialtronesco, una fragilità interiore mascherata da tronfia supponenza, l'arruffone che diventava arraffone. La polaroid perfetta di quegli anni è racchiusa nel film Il sorpasso , capolavoro di arguzia e malinconia, analisi sociologica di un momento storico cruciale in cui predominava la volgarità caciarona di una società che credeva d'essere pronta al grande salto mentre stava già producendo le prime crepe. Reso memorabile dal personaggio plasmato da Vittorio Gassman, cui si contrapponeva il timido Jean-Louis Trintignant, il film consacrò la maestrìa di Risi, diventato regista per caso (doveva fare il medico), anzi artigiano del cinema, come gli piaceva essere definito. Era uno che non prendeva sul serio né se stesso, né gli altri. Dotato un sarcasmo feroce che si traduceva in lapidarie dichiarazioni o battute, soprattutto contro i colleghi (da Antonioni etichettato come palloso, a Moretti di cui diceva "spostati che devo vedere il film", a Sophia Loren paragonata a "un sarcofago etrusco" e l'ultima, appena una settimana fa, su Monica Bellucci: "è tutto tranne che una grande attrice"), Risi è stato davvero assieme a Monicelli il più acuto indagatore nonché imperdonabile fustigatore dei vizi privati e delle pubbliche virtù italiote. Padre della commedia rosa e della commedia all'italiana, ha seguito un percorso coerente ma altalenante, figlio anche di un suo distacco verso ogni forma autoriale. Per lui c'era prima il rispetto del pubblico, poi il resto. Aveva ottimi fondamentali avendo debuttato come assistente nel 1941 con Lattuada e Soldati, passando poi per il documentario che gli acuì il senso di osservazione della realtà. Ma subito, si capì che Risi era dotato di uno sguardo originale e personale (vedi l'episodio di Amore in città , 1953, in cui descrive con sarcamo gli incontri fra militari e servette) che divenne marchio col suo primo grande successo popolare, Poveri ma belli (1956) con la maggiorata Marisa Allasio simbolo di un'Italia prosperosa e la coppia di fanfaroni provinciali dal cuore d'oro Salvadori-Arena, metafora di un proletariato lavoratore che si dava da fare per uscire dalle secche del dopoguerra: un film intriso di un realismo bonario ma già sul filo dell'ironia. Che esplose virando nel grottesco nei quattro film che segnano i primi anni Sessanta. Si parte da Una vita difficile (1961) in cui Risi chiedeva aiuto ad Alberto Sordi per spiare nell'arco di vent'anni l'ascesa verso il benessere di un giornalista di sinistra, segnata da compromessi e offerte amorali, chiusa dal soprassalto di dignità in cui il protagonista butta in piscina il suo padrone. Si prosegue con Il sorpasso , diventato solo una decina d'anni fa un cult (prima era archiviato come commedia agrodolce) e manifesto dell'arrivismo del boom, anche per la presenza della Lancia Aurelia, di quel clacson sfrontato, della velocità come voglia di vivere la vita a cento all'ora. E se subito dopo con La marcia su Roma (1962) Risi chiudeva i conti col passato nero della sua generazione, ecco il sarcasmo dirompente dei I mostri (1963), galleria deformata di italiani furbi, vili e pavidi giocata sui ritmi di 20 episodi sketch, ben strutturati, senza mai sfiorare la barzelletta. I Sessanta regalano altre perle, il film balneare di cui L'ombrellone è un piccolo gioiello o il sottovalutato Il gaucho , genere italiani all'estero, girato con una verve e un dinamismo da manuale. La filmografia di Dino Risi è lunga e vivace, che dire de Il mattatore , Il tigre , Straziami ma di baci saziami (con Tognazzi che recita muto) e il corrosivo In nome del popolo italiano , dove imbeccato da un copione di Age e Scarpelli parla di magistrati corrotti. Gli anni Settanta lo trovano sempre pimpante ma meno caustico, ed è sulla sessuofobia che si concentra dopo averne già parlato in Vedo nudo con gli episodi di Sessomatto . Ancora un grande film nel 1974, Profumo di donna , col fido Gassman (16 volte con lui) ex militare cieco, che conquistò un remake con Al Pacino, poi il dramma del terrorismo in Caro papà ; quindi la carta Pozzetto in Sono fotogenico , Scemo di guerra con Beppe Grillo, Lino Bandi in Il commissario Lo Gatto , tentativi di usare i nuovi comici in maniera differente dalle gag cui ci avevano abituati. E sul finire l'esperienza della tv col serial La vita continua . Insomma, un maestro bizzarro e senza peli sulla lingua. Omaggiato a Venezia nel 2002 con un Leone d'oro alla carriera. Meritatissimo. Che, caustico anche in quell'occasione festosa, lui mise "sull'unica mensola del mio unico mobile del mio residence", dove viveva da solo da trent'anni e dove ieri è morto. Una vita vissuta da spirito libero, in anticipo sui tempi, sempre in sorpasso. SERGIO NAITZA.

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Scamarcio: tempi bui, povera Italia (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 09-06-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del L'ATTORE Felice di essere stato scelto dal regista sarà l'interprete principale del film Scamarcio: tempi bui, povera Italia / Creta l.bu. C'era una volta uno Scamarcio scolpito nell'immagine tutta riccioli e occhi liquidi sopra metri e chili di cielo teen-ager. Forse ci sarà ancora, ma intanto, di Scamarcio ce n'è pure un altro ed è quello che nello sprint di pochi anni ha scardinato il suo asse professionale, piazzando un'infilata meritoria di interpretazioni che lo hanno sbalzato a corte di registi come Placido (Romanzo criminale), Luchetti (Mio fratello è figlio unico) e Abel Ferrara (un flash nel Go go tales di prossima uscita). Fino al botto totale, o "la manna di dio" come la chiama lui senza tanto star lì a cincischiare, di queste ultime settimane in cui lo ritroviamo a sguazzare nei grandi mari del buon cinema europeo. Scelto per il ruolo da protagonista del nuovo Eden is West da un maestro come Costa-Gavras, dopo aver sbaragliato i provini di una vasta concorrenza. Tanto più che l'affido narrativo, per così dire, sembra declinarsi nel più ampio credito possibile. Tutto il film infatti corre quasi scena per scena sulle spalle del giovane pugliese, qui innalzato a "prototipo mediterraneo" di clandestino senza identità. "Non si sa da quale paese provenga il mio personaggio - precisa Riccardo - e non a caso anche le poche parole che spiaccicherà nel corso della sua avventura sono una sorta di grammelot in francese distorto". E questo lo dice a fianco dello stesso Costa all'interno di una chiacchierata informale che prende avvio da uno scambio di caramelle nemmeno troppo obbligatorie. Più che un complimento, infatti, le parole del regista sembrano una vera e propria benedizione su talento e futuro dell'attore. Scamarcio incassa e dice di non trovare gli aggettivi per dichiarare la felicità di essere sotto le cure di un autore così. Poi attacca a parlare di tutto. Dall'indignazione per la situazione di un'Italia, vissuta in distanza solo attraverso le notizie flash di telegiornali in cui non si parla che di incendi a campi nomadi e cacce notturne ai transessuali; alle analisi sulle paure intestinali sfruttate a mo' di concime nell'ultima campagna elettorale berlusconiana; passando infine per un elogio delle denunce con cui Beppe Grillo ha scoperchiato all'opinione pubblica casi stile Parmalat, secondo lui non oscurabili dalle derive qualunquiste abbracciate nella fase successiva. E poi via ancora altre note a margine sulla festa di Roma (che veramente "festa" deve essere), finché alla fine non arriva secca la domanda: allora Riccardo, con Costa-Gavras siamo alla tua svolta decisiva? Lui ammicca e butta lì un ironico "sì, assolutamente" col tono caricaturale di chi intanto si gode questa "manna di dio" poi per le teen-ager c'è tempo e vedremo.

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La zampata del leone sulle trasformazioni della società (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 09-06-2008)

Argomenti: Grillo

CINEASTI La zampata del leone sulle trasformazioni della società Una filmografia che attraversa un intero secolo, fino all'ultima pellicola girata nel 2005 Silvana Silvestri Perché un medico, figlio di medici, un futuro psichiatra decide di mettersi a fare il cinema? "Tanto, diceva Dino Risi, nessuno guarisce". Con lo stesso senso di distacco ha vissuto e realizzato i suoi film, che avevano uno straordinario successo, specchio irridente di una società che si trasformava, e lui non mancava di sottolineare la miseria culturale, la pochezza, l'ineleganza del popolino. La cattiveria con cui colpisce via via il popolo, il piccolo borghese e poi gli arrampicatori e gli arricchiti è diventata emblematica, un tratto del suo carattere. Ognuno dei titoli della sua lunga filmografia desta esclamazioni di meraviglia, perfetti esempi di commedia all'italiana. Nato a Milano nel 1916, è morto a Roma a 91 anni, dopo aver vissuto negli ultimi trenta in albergo. Non parte in guerra come gli allievi ufficiali del suo corso perché si ammala gravemente, si rifugia in Svizzera e segue alcune lezioni di Jacques Feyder, collabora poi con Mario Soldati e Alberto Lattuada, diventa critico cinematografico, gira numerosi documentari e cortometraggi tra cui Barboni ('48) documentario sulla disoccupazione a Milano e Buio in sala venduto a Ponti per due milioni, fatto che lo porta a trasferirsi a Roma. Nel '51 anno firma il primo lungometraggio In vacanza con il gangster. Tra i suoi primi film Il segno di Venere ('55), scritto da Franca Valeri, segna il passaggio da Milano a Roma. Il successo arriva con Pane, amore e...dello stesso anno, che continua la serie firmata da Comencini e nel '59 avviene il folgorante incontro con Gassman (Il mattatore). Continua la commedia con Poveri ma belli, Belle ma povere e Poveri milionari e un minore ma folgorante Venezia la luna e tu dove incredibili gondolieri sono Sordi e Nino Manfredi che riportano in realtà la Venezia del cinema di Salò non ancora dimenticato su un terreno più accettabile. A ognuno dei nostri "mostri sacri" Risi ha dedicato indelebilmente un film o più: così è per Vittorio Gassman (Il sorpasso), Manfredi protagonista di Operazione San Gennaro ('66) e Straziami ma di baci saziami ('68), Walter Chiari e Il giovedì, Alberto Sordi e Il vedovo ma anche il drammatico Una vita difficile, Ugo Tognazzi e I mostri, Mastroianni e Loren in La moglie del prete. Con lui hanno lavorato anche Coluche (Dagobert), Pozzetto (Io sono fotogenico), Beppe Grillo (Scemo di guerra), Monica Vitti (Teresa). Nel 2002 il festival di Cannes gli ha reso omaggio con una retrospettiva dei suoi film e la mostra di Venezia lo ha premiato con il Leone d'oro alla carriera. Nel 2004 ha pubblicato I miei mostri (Mondadori), autobiografia ironica e amarissima, intelligente e appassionata. Domani mattina, alla Casa del cinema, una cerimonia laica ricorderà il regista.

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Petrolio, libero mercato o libera speculazione? (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 09-06-2008)

Argomenti: Grillo

Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a giustificarla, l'aumento della domanda generata da India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti impianti di estrazione nei Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che, amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa. Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in globalizzazione Commenti ( 2 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Una vita meritocratica meglio di una vita spericolata. Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente male. E mi sconcerta vedere circa 150 mila persone accalcarsi allo stadio di San Siro per seguire i concerti di Vasco Rossi, l'uomo che da un paio di decenni spinge i giovani a provare l'ebrezza dello sballo e a vivere "una vita spericolata". Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il Giornale, e che dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere "il luogo della trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio debba essere divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no: apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio. L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco professionale premiante. Così la scuola può diventare autenticamente meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano altro che squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 70 ) " (9 voti, il voto medio è: 2.78 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 46 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 41 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (20) europa (1) francia (16) germania (2) giornalismo (34) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (5) immigrazione (21) islam (12) Italia (94) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Travaglio, la sala piena e quegli anziani in piedi (sezione: Grillo)

( da "Trentino" del 10-06-2008)

Argomenti: Grillo

Pomeriggio, presso il Centro Servizi Santa Chiara, ho partecipato all'incontro con Marco Travaglio. C'era moltissima gente, la sala era stracolma, al punto che dopo un po' ne è stata allestita un'altra, con il solo audio. Con i concetti espressi dal giornalista, attraverso esempi a volte amaramente ironici, ma sempre molto intriganti, andavano via via aumentando da parte del pubblico l'interesse e l'indignazione verso quella vasta area di potenti che Travaglio racconta e i cui comportamenti denuncia nelle sue inchieste e nei suoi libri. Come i suoi numerosissimi lettori sanno egli non narra soltanto di cifre e scandali, ma di uno stile di potere, non "va" in una definita area politica, bensì denuncia un sistema che vede connivenze e malcostume politico diffusi. Ci sarebbe da riflettere a lungo su quanto abbiamo ascoltato, ma non è per questo che scrivo. Come dicevo c'era tantissima gente e mentre tra le persone comodamente sedute, c'erano decine di giovani, tra quelli in piedi gli over 65-70 erano parecchi. Ora mi chiedo: ci stupiamo dell'arroganza e della sopraffazione da parte dei potenti, o almeno lo facciamo davanti ad un cronista dello spessore di Travaglio (non so, nella quotidianità quanto siamo coerenti), ma non siamo in grado di compiere un gesto di civiltà, di correttezza, o di gentilezza che dir si voglia (tra l'altro chiesto espressamente dal personale in sala) verso una persona anziana lasciandole il posto. Non dovremmo cominciare da noi, dai nostri rapporti interpersonali, a migliorare questo degrado politico e sociale? So che posso essere scambiata per la solita "conformista moralista" ma francamente non mi vergogno di pensare ed indignarmi ancora davanti a questi piccoli grandi segnali di inciviltà. Lei cosa ne pensa? Graziella Anesi TRENTO Travaglio non è solo un grande giornalista d'inchiesta, è egli stesso un fenomeno mediatico. Si va ad ascoltarlo non solo per le sue denunce sulla corruzione, ma per sentirlo. Un po' come Beppe Grillo. Solo che Travaglio è documentatissimo, non suscita un'emozione se non ha un pacco di documenti che la confermano nel cassetto. Anche per questo il bravo Fabio Fazio di "Che tempo che fa?" può dormire sonni tranquilli di fronte alle querele che i potenti gli minacciano. E però anche Travaglio non sfugge ai limiti della denuncia (come della protesta) gestita solo mediaticamente, che rischia di risolversi, e di esaurirsi, in uno spettacolo. Intenso, autentico, ma sempre spettacolare. Come alla tv, come davanti a un bel film. Si partecipa, ci si commuove, ci si scandalizza, ma alla fine si cambia canale e si passa a vedere la partita. E' la schizofrenia impotente della nostra epoca. Così per la platea di Travaglio. I giovani - che al fondo non sono più maleducati degli anziani - si comportano come a un concerto. Prima che alle argomentazioni della denuncia, partecipano allo spettacolo della parola. Ne consegue che anche i posti a sedere sono da"spettacolo". Il primo che arriva si prende il posto migliore e non lo molla più, anche perché il "divo" dello spettacolo va visto, toccato, tenuto a portata di mano. Certo che dovrebbero mostrarsi gentili i giovani verso gli "over 70", ma uscire e ascoltare la voce solo dall'audio significa trasformare quello che era un evento in un nulla. Non è una scusante, ma un'attenuante forse sì. La prima colpa quindi, più che ai giovani "comodi" va forse attribuita ai responsabili della sale del Santa Chiara. Non agli organizzatori dell'incontro, che volevano una sala più ampia, perché sono ben note le folle che Travaglio richiama, ma ai responsabili che hanno predisposto una sala striminzita e palesemente insufficiente, quando l'incontro era da auditorium. L'idea che, sotto sotto, si sia voluto un po' boicottare l'incontro promosso da "Italia dei Valori" è venuta a più d'uno. E però, archiviata questa malizia, sì signora Anesi, lei ha ragione. Questo modo non gentile di comportarsi è un segno dell'epoca. Ci si indigna, ma poi anche i giovani pensano innanzitutto a loro stessi e quando tornano a casa tutto continua come prima, Ognuno, pur scandalizzandosi per gli altri, ha le sue piccole o grandi furbizie, le sue piccole o grandi evasioni, ed è per questo che il "sistema" che a parole tutti denunciano, regge, e continuerà a reggere. E' la ragione per cui le forme di protesta eclatanti, pur documentate e giustificate, si mostrano quasi sempre impotenti. Perché mancano poi di un impegno diretto, faticoso, lungo a cambiare. Perché i primi a cambiare dobbiamo essere noi. Perché non ci sono scorciatoie alla coerenza politica. Perché senza un disegno alternativo di società più si grida più - una volta che la voce è diventata roca - si è costretti a rimanere in silenzio. Lo diceva già Carlo Levi, di fronte all'inutilità delle sommosse contadine, in quel libro splendido "Cristo si è fermato a Eboli" che andrebbe riletto alla luce dei fatti di questi giorni, lo diceva Ghandi in un citazione ripresa da Diego Schelfi all'assemblea della Cooperazione: "Sii tu il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo". Non basta denunciare le cose che non vanno, occorre cambiare i comportamenti personali e sociali per raggiungere un mondo più giusto.

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Una vita meritocratica (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Grillo

Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a giustificarla, l'aumento della domanda generata da India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti impianti di estrazione nei Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che, amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa. Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in globalizzazione Commenti ( 41 ) " (6 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Una vita meritocratica. La polemica su Vasco Rossi è ormai degenerata, pochi inviano messaggi di dissenso civili e motivati, la maggior parte non fa che lanciarmi ingiurie talvolta pesantissime; alcuni addirittura mi minacciano (complimenti). Molti di voi insistono nel considerarlo un idolo e un messaggero d'amore, un personaggio positivo in una società degenerata. Sarà, ma rivendico il diritto di non apprezzarlo come cantante e di avere forti, motivate riserve sul messaggio che ha inviato per decenni. Non intendo però andare avanti in eterno con questa diatriba, ormai inutile e squalificante per chi la alimenta, ho pertanto deciso di togliere la frase "incriminata", peraltro poche righe in un post incentrato su una personalità di ben altro spessore come Max Gallo. Auguri a tutti. Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente male. Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il Giornale, e che dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere "il luogo della trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio debba essere divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no: apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio. L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco professionale premiante. Così la scuola può diventare autenticamente meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano altro che squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 213 ) " (14 voti, il voto medio è: 2.93 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 47 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (5 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 41 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (20) europa (1) francia (16) germania (2) giornalismo (34) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (5) immigrazione (21) islam (12) Italia (94) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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MARCO: CARO FOA, NON POTEVI CHE SCRIVERE SU UN GIORNALE BERLUSCONIANO. POVERINO, MI FAI PENA. RISPONDI AL PADRONE LO... 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Libri / Economia in pillole (sezione: Grillo)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Grillo

Di Nino Amadore "Qual è il nesso tra un assegno e un ombrello prestato? Perché è più difficile riparare un bagno che cambiarlo? Come mai i proprietari di discoteche si affidano ai ragazzi per le prevendite dei biglietti?" Sono queste alcune delle domande cui cerca di dare una risposta "Economia in pillole", il libro edito da Sperling & Kupfer (19 euro) e scritto da Franco Becchis docente di economia dell'Ambiente al Politecnico di Torino e all'Università degli Studi del Piemonte orientale e direttore scientifico della Fondazione per l'ambiente. Becchis si definisce economista di strada e propone una lettura tecnica ma non troppo dei fatti economici del nostro tempo. Il libro non è un prontuario di economia per casalinghe, ma un'analisi vera e propria su cosa sta avvenendo e sul perché con la visuale dell'economista che sta sulla strada, tra la gente, nei mercati rionali. Becchis propone un approccio diverso alle questioni di economia che, soprattutto di questi tempi, ci assillano in particolar modo. Lui punta sul rapporto tra "scelte economiche e vita quotidiana" rifuggendo però il tono del manualetto a uso di casalinghe svogliate ma cercando di rimettere in chiaro concetti a volte finiti nel tritacarne della demagogia e della propaganda politica. Lo fa con un tono leggero quasi a smentire la triste nomea che accompagna la scienza economica. "Economia in pillole scrive l'autore nella peremessa non richiede prescrizione medica. È indicato per chi vuole essere accompagnato in un percorso attraverso alcuni tra i temi più importanti della microeconomia, per desiderio di cultura o per un esame scolastico o universitario. Ogni pillola è costruita per stimolare una riflessione su come funzionano o non funzionano le scelte economiche quotidiane, i mercati e alcuni interventi pubblici". Una cura garantita, si direbbe, che aiuta a fare scelte più consapevoli e informate nella vita quotidiana. Basti l'esempio riportato nel libro: "Davvero si legge scambiare biscotti simili fra Italia e Olanda è una follia come dice Beppe Grillo, che propone di scambiarsi piuttosto ricette e fermare i camion? Non proprio: se non ci fosse scambio di merci simili fra aree diverse non potremmo mai fare colazione con 1 euro". Parola di economista di strada il quale dimostra che di economia si può discutere nei mercati (rionali) ma non è certo una cosa da comici. 11 giugno 2008.

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"la nazionale? Se fossi più giovane mi proporrei come terzo centrocampo..." Chiambretti: "Niente sol... (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 11-06-2008)

Argomenti: Grillo

"la nazionale? Se fossi più giovane mi proporrei come terzo centrocampo..." Chiambretti: "Niente soldi, stop Markette" Il presentatore ospite di una videochat con Aldo Grasso. "Se andrò alla Rai? È la grande mamma di tutti noi..." MILANO - "Markette" chiude i battenti. La notizia la dà il conduttore in persona, Piero Chiambretti, durante una videochat diretta da Aldo Grasso in cui ha risposto alle domande dei lettori di Corriere.it. "È un tipo di trasmissione che costa molto e La7 non ha soldi da investirci". Chiambretti la buttà la ("ma si sapeva già", sottolinea), mentre Grasso fa un 'salto' sulla sedia: "Questa è una notizia...". Fatto sta che il conduttore, uno tra i più amati dal pubblico nostrano, è legato da contratto a La7 fino al 31 dicembre. Ma per lui si aprono già nuovi scenari: Enrico Mentana gli ha ufficialmente offerto uno spazio a "Matrix", la Rai l'ha corteggiato per "Affari tuoi". "Andrai alla Rai?" domanda un lettore. Risposta laconica: "La Rai è la grande mamma di tutti noi". SALVARE LA NAZIONALE - I temi dell'incontro virtuale sono tanti, si va dal calcio alla politica. "Tu puoi salvare la nostra Nazionale" lo supplica un lettore. "Se fossi più giovane mi proporrei come terzo centrocampo..." scherza Chiambretti. Immancabile un commento sulla stagione del Torino, di cui il presentatore è tifosissimo (così come Grasso): "Cosa possiamo fare per il Toro? Pregare - ammette Piero -. Il presidente (Urbano Cairo, ndr) mi ha detto che farà tre acquisti per la prossima stagione". E poi i politici: "Quelli di oggi sono prodotti televisivi che non possono essere più azzannati da nessuno perché sono cresciuti con la tv" attacca Chiambretti. Mica come quelli della Prima Repubblica, che erano belli tosti... In chiusura di incontro si è parlato naturalmente di televisione. "Ho lavorato con Carrà, Baudo, Mike" ricorda il presentatore. E un lettore gli chiede: "Non vorrebbe fare una trasmissione con Arbore?". Risposta: "È lui che non vuole lavorare con me. Invece vorrebbe al suo fianco un comico puro, come Benigni". Definito "talent scout", Chiambretti si difende: "Non scopro talenti, ma solo persone fuori dalla norma". Li guardo per strada, al ristorante... Spesso poi sono loro che vengono a me". Infine un commento (un po' acido) su Beppe Grillo: "Lo preferivo come comico. Secondo un mio amico i suoi acuti ricordano quelli di Hitler". stampa |.

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Ancora su Vasco Rossi e la droga (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Grillo

Mi scuso con i lettori abituali su questo blog, ma continuo a ricevere centinaia di e mail su Vasco Rossi (il mio indirizzo è stato cortesemente segnalato sul sito di Vasco Rossi dai suoi redattori) e devo tornare sul tema. Molti mi rimproverano di non dialogare, ma come faccio a dialogare se nove messaggi su dieci sono di insulti e di minacce pesantissime? Qualche precisazione: 1) Non apprezzare Vasco Rossi è un diritto, che ribadisco. Sarebbe auspicabile che i dissensi dei suoi fan venissero espressi in modo civile. Chiedo troppo? 2) Contrariamente a quanto scrivono in molti, io non ho detto che chi apprezza Vasco è un drogato. Ho scritto una cosa diversa: che alcune sue canzoni potevano spingere molti giovani a far uso di droga. Per due ragioni. La prima, perché i testi di molte canzoni, pur non menzionando mai le sostanze stupefacenti (cosa vietata per legge) lanciano messaggi, come dire.facilmente equivocabili. Negli ultimi anni Vasco Rossi ha scritto canzoni dai contenuti completamente diversi. Bene, ma le vecchie canzoni continuano ad essere proposte (inevitabilmente) e il rischio che vengano, ancora una volta, "equivocate" esiste. La seconda ragione: Vasco per molti anni, ha fatto uso di droghe, ammettendolo pubblicamente (ha avuto anche guai con la giustizia), e comparendo in pubblico, ai concerti e qualche volta anche in tv visibilmente fatto. Vasco era (ed è) un idolo e da sempre gli adolescenti tendono a identificarsi e a imitare i propri idoli. Il rischio di un'emulazione, quando lui incitava i suoi fan a vivere una vita spericolata e ad andare al massimo, era pertanto molto alto. 3) I suoi fan dicono che da dieci anni Rossi è cambiato. Bene. Ma nel 2003 in un concerto a San Siro è salito sul palco con le magliette per legalizzare la marijuana e l'anno scorso in un'intervista sosteneva che le droghe non sono tutte uguali e che la marijuana è meno pericolosa dell'alcol. La marijuana non è una droga? Andate a leggervi quali sono gli effetti reali degli spinelli. Riporto questo passaggio dal sito del massimo esperto italiano Riccardo Gatti: Il 25 aprile 2007 l'Ufficio USA del National Drug Control ed il National Institute on Drug Abuse hanno reso nota le ultime analisi si un progetto di monitoraggio che ha rivelato come il THC, principio attivo della marijuana, ha raggiunto, negli Stati Uniti, il più alto livello da quando il monitoraggio è iniziato. Il THC, oggi, è presente con un quantitativo medio dell' 8.5 %. Negli anni '80 era sotto il 4%. Il 60% delle persone che usano questa droga per la prima volta hanno meno di 18 anni. Negli adolescenti e nei giovani adulti "il cervello continua a svilupparsi e può essere vulnerabile agli effetti deleteri della marijuana". Questa droga, come dice la Dott.ssa Volkow, "può produrre cambiamenti nocivi a livello fisico, mentale, emozionale e, contrariamente alle credenze popolari, può dare dipendenza". L'aumento del principio attivo potrebbe anche essere la ragione di un aumento degli interventi di pronto soccorso connessi all'uso di marijuana. 4) Tutto ciò considerato è davvero scandaloso interrogarsi su Vasco Rossi e la droga nell'arco della sua lunga, ricca di successi e movimentata carriera? Scritto in Italia, Varie Commenti ( 6 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Jun 08 Petrolio, libero mercato o libera speculazione? Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a giustificarla, l'aumento della domanda generata da India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti impianti di estrazione nei Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che, amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa. Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in globalizzazione Commenti ( 43 ) " (7 voti, il voto medio è: 2.71 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Una vita meritocratica. La polemica su Vasco Rossi è ormai degenerata, pochi inviano messaggi di dissenso civili e motivati, la maggior parte non fa che lanciarmi ingiurie talvolta pesantissime; alcuni addirittura mi minacciano (complimenti). Molti di voi insistono nel considerarlo un idolo e un messaggero d'amore, un personaggio positivo in una società degenerata. Sarà, ma rivendico il diritto di non apprezzarlo come cantante e di avere forti, motivate riserve sul messaggio che ha inviato per decenni. Non intendo però andare avanti in eterno con questa diatriba, ormai inutile e squalificante per chi la alimenta, ho pertanto deciso di togliere la frase "incriminata", peraltro poche righe in un post incentrato su una personalità di ben altro spessore come Max Gallo. Auguri a tutti. Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente male. Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il Giornale, e che dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere "il luogo della trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio debba essere divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no: apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio. L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco professionale premiante. Così la scuola può diventare autenticamente meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano altro che squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 300 ) " (17 voti, il voto medio è: 2.59 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 47 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (5 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (20) europa (1) francia (16) germania (2) giornalismo (34) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (5) immigrazione (21) islam (12) Italia (95) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (14) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Ery: m spiegate consa significa in attesa di moderazione??? siamo ai tempi della guerra??? c'è libertà... lele84: C'è GENTE CHE NON è MAI GIUNTA AI CONCETTI,XCHè è RIMASTA FERMA AI PRECONCETTI, COME NON è MAI... simone: cara romina, caro marco, prometto a chi ci ospita che non replicherò più in pubblico perché credo che... 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<Via i rifiuti dalle strade entro luglio> (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 12-06-2008)

Argomenti: Grillo

CRONACHE pag. 15 "Via i rifiuti dalle strade entro luglio" L'INTERVISTA IL REGGIANO WALTER GANAPINI, EX GREENPEACE, È ASSESSORE IN CAMPANIA di MATTEO INCERTI ? REGGIO EMILIA ? "BERLUSCONI ha ragione quando afferma che l'emergenza rifiuti finirà con luglio", parola di Walter Ganapini, ex presidente di Greenpeace che negli anni '90 risolse l'emergenza rifiuti a Milano come assessore della giunta Formentini. Da febbraio è stato chiamato dal presidente Giorgio Napolitano a cercare di mettere ordine, come assessore tecnico, alle politiche sui rifiuti della Campania. A Napoli, spiega "vivo in un Bed & Breakfast della Prefettura, con ritmi di lavoro dalle 8 di mattina a mezzanotte". Da una settimana è sotto scorta. Ganapini, Berlusconi ha dichiarato che a luglio terminerà l'emergenza. "Ha ragione. Anche grazie al ritrovamento fortuito di una discarica mai utilizzata in località Parco Saurino, capace di contenere il monte rifiuti della Campania per 6 mesi. E' stato avviato il bando per i lavori. E' lì dal 2003, il primo centro è a tre chilometri. Se fosse stata utilizzata avremmo evitato l'emergenza". Solo questo per risolvere tutto? "No. In questi mesi la società campana grazie al lavoro di De Gennaro si è mossa pensando alle priorità europee. Sono stati ridotti i rifiuti prodotti giornalmente: 500 tonnellate su un totale di 7000". Come? "Distributori alla spina di detersivi, raccolta dei cartoni, richiesta di un nuovo impianto di riciclo del vetro; coi produttori di bottiglie di plastica è partito un progetto sul vuoto a rendere nei bar di Napoli...". E la raccolta differenziata? "A febbraio erano 146 i Comuni attivi. Oggi sono 265, in gran parte con il metodo porta a porta. Presto partiranno altri 98. Le province di Salerno, Avellino, Benevento riciclano il 30% dei rifiuti" Rimane il nodo di Napoli. "Dal 2003 c'è un piano dettagliato del Conai per la raccolta porta a porta anche a Napoli. Pagato e mai utilizzato. Sono felice di vedere la protezione civile progettare un piano per attuarlo. Si realizzerebbe l'idea di Beppe Grillo degli 'angeli del riciclo'" E gli inceneritori, che lei non ha mai visto di buon occhio ? "E' avviata la gara su Salerno (dove c'è un ricorso per proporre un gassificatore, ndr), mentre ad Acerra cercheremo di recuperare industrialmente ciò che si può. Per il resto, ho già richieste formali per usare il Cdr come combustibile sostitutivo in cementerie della Campania e in impianti Enel. Questo, con un ciclo completo, può rendere superflui gli altri due inceneritori" Bertolaso, nel decreto, ha proposto di declassare gli impianti di trattamento per produrre 'Cdr'. "Sarebbe una sciocchezza grave. Come avere una Maserati e trasformarla in una Punto. Su questo progetto sono state già spese somme ingenti". Cosa ne pensa del piano di Bertolaso ? "Era inevitabile, per chi conosce l'Europa, che suscitasse reazioni. Ci sono già 100 emendamenti al vaglio della Commissione Ambiente presieduta da Angelo Alessandri, persona che stimo e che ben conosce il tema. Il ministro Prestigiacomo, poi, è persona seria e competente".

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Da qualche giorno, tra i tanti problemi che abbiamo in (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa Da qualche giorno, tra i tanti problemi che abbiamo in ... Da qualche giorno, tra i tanti problemi che abbiamo in Italia, ce n'è uno che mi sembra sottostimato e che invece è forse grave quanto quello della immondezza o del reato di clandestinità. Intendo l'afasia, o forse meglio dire la nècrosi, della cultura cosiddetta (da suoi stessi esponenti) "di sinistra". Premetto che a mio avviso non esiste cultura di destra o di sinistra, e anzi che queste divisioni sono il primo segno di un errato atteggiamento culturale. Ma di fatto c'è stata e ancora forse c'è in Italia una lunga tradizione di esponenti, luoghi, pubblicazioni, che si autodefiniva cultura di sinistra. Ma ora? dove sono le loro idee? Quali i contenuti forti intorno a cui motivare l'azione sociale, politica, e animare la discussione? Proprio con l'esponente a cui si è affidata la rappresentazione in politica della sinistra moderna, il Veltroni presentato con l'aureola del leader culturale oltre che partitico, si è manifestata la peggiore crisi culturale. Quella che, per esempio, si coglie in alcuni fatti: nell'anno centenario di uno come Pavese non ci siamo quasi accorti di lui mentre infinite volte si è discusso di Beppe Grillo, o di Travaglio. O il tema dei giovani - che tradizionalmente veniva rivendicato da quella parte culturale e politica - completamente assente da qualsiasi questione pubblica, se non grazie agli interventi del Papa e del mondo cattolico sulla emergenza educativa. segue a pag. 13.

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L'Italia ha cambiato (sezione: Grillo)

( da "Corriere delle Alpi" del 12-06-2008)

Argomenti: Grillo

L'Italia ha cambiato posizione sul nucleare? NEL 1987 un referendum popolare - fortemente influenzato dal vicino disastro di Chernobyl - sancì la volontà degli italiani di non utilizzare più il nucleare per la produzione di energia elettrica in Italia e quindi la volontà di non costruire più centrali nucleari. Per questi venti anni il nucleare è stato un argomento off-limits. Nell'ultima campagna elettorale, però, si è riaffacciato lo "spettro" dell'energia atomica, considerata come una fonte di energia alternativa che potrebbe risolvere il problema della dipendenza dal petrolio e quindi il problema del costo e del consumo di energia. Il futuro economico, energetico, industriale dell'Italia è legato al nucleare, secondo i sostenitori dell'energia derivante dalla fissione atomica. Il governo Berlusconi infatti sembra fortemente intenzionato ad intraprendere questa strada, tanto che ha promesso la costruzione di alcune centrali nucleari già nel giro del suo mandato di 5 anni (anche se per costruire una centrale nucleare ci vogliono almeno 10-15 anni.. per lo più pensiamo a come vengono costruite le opere pubbliche in Italia...). Il governo è così convinto che il ministro dello Sviluppo Economico Scajola, durante il vertice con i ministri dell'energia del G8 in Giappone, ha dichiarato che l'Italia ha cambiato posizione sul nucleare! L'Italia ha cambiato posizione sul nucleare? Veramente? E chi glielo ha detto? Questa affermazione è pura menzogna! Come fa a sapere se gli italiani hanno cambiato opinione sul nucleare, senza aver prima indetto un referendum o qualcosa del genere? Su cosa si basa, Scajola, per fare queste affermazioni? Sulle statistiche? Su quali dati? Probabilmente nessuno... Il ministro Scajola conta forse più della volontà degli italiani? Chi autorizza il governo a prendere decisioni a nome del popolo italiano? Scajola crede che gli italiani che hanno dato alla fiducia al governo Berlusconi (al quale porto immancabile rispetto) siano d'accordo sul nucleare. Ma non è detto che sia così! In questi ultimi mesi gli italiani sono stati persuasi in maniera formidabile (come solo i politici sanno fare) sul fatto che l'energia nucleare di ultima generazione sia "energia pulita". L'energia nucleare derivante da fissione atomica ha assunto un aspetto "candido e pulito". Energia pulita? L'energia pulita, fin'ora, non esiste! Il nucleare pulito è dato solo da una reazione di fusione nucleare (sottolineo fusione). La fusione nucleare (medesima reazione che avviene nel sole) è usata in forma incontrollata per le bombe a idrogeno, e in forma controllata nei reattori a fusione termonucleare, che però sono ancora sperimentali! La fusione nucleare se controllata potrebbe risolvere la maggior parte dei problemi energetici sulla terra, perché potrebbe produrre quantità pressoché illimitate di energia senza emissioni di gas nocivi o gas serra, e senza la produzione di scorie radioattive. Ma le centrali che permettono questo tipo di reazione (energia pulita) ancora non esistono! Ben diverse sono le centrali di ultima generazione (3 e 4) che sono delle centrali a fissione nucleare (sottolineo fissione) che, a differenza delle precedenti, sono solo più sicure. Ma non danno energia pulita! Le scorie radioattive ci sono sempre e i gas nocivi emessi nell'aria pure! Il nucleare derivante da fissione nucleare ha tre grandi problemi finora irrisolti: la sicurezza delle centrali, lo smaltimento delle scorie ad alta pericolosità per migliaia di anni, il rischio di proliferazione e la vulnerabilità del nucleare rispetto ad azioni di terrorismo e guerra. Finché questi problemi non saranno risolti in modo affidabile, il nucleare non offre una soluzione al problema energetico. Inoltre, l'incalzare del problema climatico, dell'aumento del costo dell'energia e la dipendenza dal petrolio richiedono interventi rapidi ed efficaci entro i prossimi anni. Non c'è tempo. Il nucleare non farebbe in tempo a risolvere i problemi, mentre le tecnologie dell'efficienza energetica, il risparmio energetico e le fonti rinnovabili sono pronti e disponibili da subito (lo sono sempre state). Ad esempio: l'Italia è il paese del sole! Perchè non lo utilizziamo? Comunque.... Come dice Beppe Grillo: "Si vuole il nucleare? Si tenga un nuovo referendum! Se gli italiani voteranno a favore, allora si potrà fare. Altrimenti no. Non si possono costruire centrali nucleari ignorando il risultato di un referendum popolare". E credo che su questo abbia perfettamente ragione, visto che il futuro dell'Italia dobbiamo deciderlo noi cittadini! Ci stanno tutti prendendo in giro.. informiamoci e non restiamo zitti! Riccardo Sartor FELTRE Quanti morti prima che le strade siano sicure? IN riferimento all'articolo apparso in questo giornale in data 29 maggio relativo alla sistemazione del guard-rail "maledetto" dove mio figlio Davide è morto, mi appresto a scrivere queste due righe per esprimere quello che da tempo ormai nemmeno le parole riescono più a dire. In questi ultimi mesi ho convissuto e convivo con un grande vuoto e un dolore che niente e nessuno riesce a colmare od attenuare. Dopo aver letto quelle poche righe al dolore della perdita così improvvisa ed inaccettabile di mio figlio, si è aggiunto un grande sconforto ma soprattutto delusione per coloro che pensano che la sistemazione di un guard-rail possa "sollevare" o rimuovere un dolore. Certo è che dove mio figlio Davide ha sbandato e cessato di vivere, sarà meno difficile ma non improbabile che si verifichi un altro incidente, dopo la sistemazione di un intervento con l'alzta e l'allungamento della protezione. Ma quanti posti a rischio ci sono ancora nelle nostre strade senza barriere e protezioni? Quante morti ancora dovremo vedere prima che queste nostre strade diventino più sicure? Ed è poi sempre necessario che si verifichi un lutto per provvedere a sistemare ciò che dovrebbe già esserci per garantire un po' di sicurezza in più? Può essere che anche Davide abbia sbagliato, non sono qui per colpevolizzare o accanirmi contro qualcuno. Indubbiamente il nuovo guard-rail darà quella garanzia di sicurezza maggiore ma sicuramente non servirà a sollevare l'animo di chi ha provato un dolore così grande e ancora sempre così vivo. Mauro Masoch VIGNOLE Vorrei una città più bella solidale e innovativa SONO una cittadina di Belluno delusa da due anni di questa amministrazione comunale. Ha solo il coraggio di mandare messaggi per tanti progetti che poi finiscono in nulla. Il progetto della copertura di Piazza Piloni è uno dei tanti. Sarebbe necessario fare cose molto più importanti: marciapiedi, la struttura ex vigili del fuoco di piazza Piloni, Palazzo Fulcis, Nevegal, rilanciare piazza Duomo, Panoramica chiusa da tempo, completare le rotatorie, aiuti alle famiglie in difficoltà, pulire le erbacce dai cigli delle strade (come in via Vittorio Veneto) e non litigare ad ogni seduta del consiglio comunale. Il sindaco Antonio Prade deve essere primo cittadino di tutti e salutare quando incontra noi cittadini. Gidoni, eletto onorevole della Lega, escluso dal Comune, tuona sempre contro il presidente della Provincia, signor Reolon. Per piacere, bisogna dialogare, questo è quello che vogliamo noi cittadini. E' giunta l'ora di lavorare per questa nostra città: noi la vogliamo più bella, più solidale, più innovativa, è una speranza di noi giovani e anziani. Silvana Sacchet Grazie a chi ci ha aiutato per i nostri 50 anni IL CAPO-sezione, Cecilia Brandalise, in seguito alla riuscita giornata di celebrazione del 50º della Sezione con la premiazione dei donatori, desidera ringraziare per mezzo della stampa quanti hanno collaborato a preparare, condurre e rendere viva e partecipata la manifestazione di domenica scorsa. In particolare i componenti del Direttivo, Sig.a Gianna Smaniotto e famiglia, Bruno Maddalozzo, Angelo Marcon, Ilaria Zaetta, senza il loro lavoro la festa non si sarebbe neppure potuta realizzare. Insieme a loro, ringrazia sentitamente Dirigenti e Allenatori dell'Associazione Calcio di Arsiè, donatori, calciatori, mamme e papà partecipanti, perché la loro collaborazione è stata determinante. Un ringraziamento particolare al Comitato Festeggiamenti di Rocca, per l'ottima gestione della cucina. Gli Alpini dell'Ana di Mellame e Rivai per la fornitura dell'arredamento del capannone che ha ospitato la manifestazione. I ragazzi della Summerfest, guidati da Ivano Dall'Agnol, che hanno provveduto al disbrigo di tutte le pratiche necessarie. E ringrazia ancora tutte le persone che a qualsiasi titolo hanno collaborato, anche con la loro semplice presenza, perché specialmente nelle nostre piccole comunità è di fondamentale importanza la collaborazione di tutte le persone, a qualsiasi titolo, per la buona riuscita di qualsiasi iniziativa, come è stato concretamente dimostrato dalla splendida riuscita di questa giornata. Cecilia Brandalise Sezione Donatori di sangue ARSIE' Caro petrolio le istituzioni dove sono? ASSISTIAMO all'affossamento definitivo della pesca e della marineria della provincia nella totale indifferenza e disinteresse del Governo e delle amministrazioni comunali. I rappresentanti del centro destra non sono più in campagna elettorale; il "caro petrolio" per i natanti da pesca ha un indice di ascolto basso che non comporta notorietà e popolarità, pertanto migliaia di famiglie si trovano sole ed abbandonate dal governo a combattere una battaglia per il lavoro e per la collettività. A Bruxelles già la settimana scorsa le prime avvisaglie di manifestazioni violente da parte dei francesi, ciò nonostante le autorità italiane non hanno intrapreso alcuna iniziativa per la salvaguardia dei pescatori. Le amministrazioni di Chioggia e di Caorle non rispondono al grido d'allarme che da più parti arriva, bisogna ricordale loro che la comunità non è fatta di cittadini di serie A è di serie B, tutti devono avere il giusto interessamento. Se sempre si parla di turismo e delle problematiche connesse, poco o nulla di parla delle problematiche della pesca, ora i lavoratori rischiano il licenziamento per il disarmo dei pescherecci, a seguire le chiusure delle pescherie e delle attività di ristorazione. Il sistema capitalistico impone i prezzi, il governo li deve gestire e amministrare con regole e principi di salvaguardia per le attività più a rischio; ai pescatori non rimane che appellarsi a "Nettuno" dio del mare, perché interceda con il governo per l'attività della pesca. Vittorio Bisso Giuseppe Santillo Aderire alla costituente rivoluzionaria TUTTI coloro che non si accontentano della fiacca opposizione al governo attuata dal Partito democratico e sentono perciò la necessità di ricostruire un soggetto politico che sia davvero dalla parte dei lavoratori non possono non partire dall'analisi dei risultati delle scorse elezioni politiche. Due anni di partecipazione al governo con le forze moderate hanno mostrato l'impossibilità per le forze di sinistra di influenzare positivamente il governo: il potere d'acquisto dei salari è diminuito mentre si è innalzata l'età pensionabile, il precariato dilaga, sono state aumentate le spese militari. Tutto ciò dimostra che per ricominciare seriamente bisogna farlo dall'opposizione e non, come tutti sembrano dire tutti i "leaders" che hanno portato al fallimento, dalla possibilità di sostenere altri governi contro gli immigrati, contro i giovani, contro i lavoratori. Per questo il Partito di Alternativa Comunista ha deciso di aderire alla costituente dei comunisti rivoluzionari promossa e organizzata da militanti, attivisti e sostenitori di organizzazioni politiche comuniste e del sindacalismo di classe. Per aprire un confronto volto a creare un'organizzazione dei comunisti che possa davvero incidere nella politica del Paese. Nei prossimi mesi per la promozione di questa iniziativa il PdAC organizzerà dei banchetti dove sarà possibile firmare l'appello. Per leggere e sottoscrivere l'appello www.costituenterivoluzionaria.org. Per contatti con il PdAC pdac.belluno@gmail.com I militanti di Alternativa Comunista BELLUNO Le lettere devono riportare le generalità di chi le scrive, compreso un numero di telefono. Non vengono pubblicate lettere anonime, ma con richiesta motivata si può mettere la dicitura "lettera firmata".

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La cultura "di sinistra" malata di vanità (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa l'editoriale La cultura "di sinistra" malata di vanità Da qualche giorno, tra i tanti problemi che abbiamo in Italia, ce n'è uno che mi sembra sottostimato e che invece è forse grave quanto quello della immondezza o del reato di clandestinità. Intendo l'afasia, o forse meglio dire la nècrosi, della cultura cosiddetta (da suoi stessi esponenti) "di sinistra". Premetto che a mio avviso non esiste cultura di destra o di sinistra, e anzi che queste divisioni sono il primo segno di un errato atteggiamento culturale. Ma di fatto c'è stata e ancora forse c'è in Italia una lunga tradizione di esponenti, luoghi, pubblicazioni, che si autodefiniva cultura di sinistra. Ma ora? dove sono le loro idee? Quali i contenuti forti intorno a cui motivare l'azione sociale, politica, e animare la discussione? Proprio con l'esponente a cui si è affidata la rappresentazione in politica della sinistra moderna, il Veltroni presentato con l'aureola del leader culturale oltre che partitico, si è manifestata la peggiore crisi culturale. Quella che, per esempio, si coglie in alcuni fatti: nell'anno centenario di uno come Pavese non ci siamo quasi accorti di lui mentre infinite volte si è discusso di Beppe Grillo, o di Travaglio. O il tema dei giovani - che tradizionalmente veniva rivendicato da quella parte culturale e politica - completamente assente da qualsiasi questione pubblica, se non grazie agli interventi del Papa e del mondo cattolico sulla emergenza educativa. O, ancora, la desolazione di vedere poco prima delle elezioni da un lato il fuggi fuggi di artisti, intellettuali che pur hanno militato e beneficiato a sinistra, e dall'altro lo stanco ripetersi del rito di manifesti coi firmoni dorati di appoggio: luoghi comuni, niente di diverso dai manifesti di cinque, dieci, venti anni prima. Del resto, i maggiori giornali italiani, con i loro potenti marchingegni di politica culturale left-oriented, hanno mostrato di non sapere interpretare il Paese. I filosofi più onorati da quei giornali ci si è accorti che copiano i libri. Coloro che dovevano sovvertire il sapere -come Eco e i suoi sodali del gruppo '63- sono spesso diventati superbaroni accademici. E anche quando, come di recente è accaduto con la Fondazione dalemiana italianieuropei, si affrontano temi centrali come il rapporto tra democrazia e religioni, si resta ancorati a letture di tipo moralistico o politico, lontane anni luce dallo scatto in avanti presente nelle riflessioni di segno antropologico di un Blair o sulla laicità positiva di un Sarkozy. Con una nota di coraggio, qualche giorno fa, l'editore Luca Formenton festeggiando i 50 anni de "Il saggiatore", marchio storico e anche militante, rivendicava l'orizzonte "illuminista" del suo impegno. Ma si tratta, appunto, di vedere cosa si intende oggi per illuminismo. Benigni fa riflettere e piangere gli italiani con Dante ma questo sembra non alimentare nessuna riflessione vera. Al di là di qualche espressione di buonismo, ereditata dalle zone più generiche e sentimentali del cattocomunismo d'antan, o di qualche gridolino dato accodandosi alle rivendicazioni radical chic su aborto e dintorni, non pare di sentire da sinistra i segnali di una riscossa. Non pare appunto che abbiano ascoltato le sonde tremende di Pavese, le accorate analisi di Pasolini, citato ormai come un vecchio zio. Sembrano consolarsi per certe vittorie nel campo del cinema -peraltro ottenute con niente di nuovo, tranne il tratto registico dei due campioni Sorrentino e Garrone. E dunque viene pure il sospetto che uno dei mali della cultura che si proclamava di sinistra era ed è una maledetta vanità. L'attenzione alle passerelle più che ai passi da compiere. è vero, come dice un personaggio nell'ultimo film di Indiana Jones, che il comunismo può trasformare gli uomini da dentro, senza che se ne accorgano, e che dunque la sconfitta politica coincida con la vittoria culturale e di mentalità. Ma tra Indiana Jones e la realtà che vediamo intorno c'è sempre un pizzico di distanza...E invece che le vittorie interiori di quella passione per il mondo che certi autori a sinistra hanno testimoniato, ci pare di vedere tanti uomini e ragazzi trasformati dentro da un pericoloso vuoto. Per questo dico agli amici che si dicono uomini di cultura di sinistra: sveglia!.

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Guareschi per Bergamo era un laico (sezione: Grillo)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 13-06-2008)

Argomenti: Grillo

Saffioti, Capelvenere, Chiarini hanno descritto il suo lato politico È stato un uomo di "strepitosi aforismi" Guareschi, non c'è dubbio. Uno dei più famosi recita: "Non muoio neanche se mi ammazzano". Lo scrisse in un campo di concentramento, non dalla scrivania di mogano di un bel giornale. Eccone un altro: "Per rimanere liberi bisogna, a un bel momento, prendere senza esitare la via della prigione". E lui lo fece. Definiva l'Italia un "regime antifascista": dirlo quando sui muri c'erano ancora dipinte le frasi del Duce richiedeva un certo fegato. Quanto a humour è stato una specie di Andreotti, con la doppietta sottobraccio però. Meglio: un Ghino di Tacco "cattolico, popolare, nazionalista, tradizionalista", utilissimo alla Dc del primo dopoguerra ma antropologicamente non-democristiano. Tanto da denunciare con quarant'anni di anticipo rispetto a Colombo e Davigo la "Repubblica bustarellara". Al convegno di venerdì scorso nell'ex Sala consiliare di via Tasso ("Guareschi, Minardi e quant'altro") lo ha descritto molto bene Roberto Chiarini, storico della politica alla Statale di Milano: "Guareschi è l'autore italiano del '900 più tradotto nel mondo. Uno scrittore amatissimo, lettissimo, seguitissimo. E anche estremamente influente. Montanelli diceva che se la Dc nel '48 aveva vinto le elezioni era stato per l'opera dei Comitati civici di Gedda e per le vignette di Guareschi". Per Chiarini però Guareschi non era l'uomo di una destra retriva ma un raro esempio di ""conservatorismo esistenziale" - così mi piace chiamarlo. Ha sempre opposto alla politica dei sentimenti più elementari. Veniva da una cultura contadina. Lui amava il suo "mondo piccolo"". Sapeva azzannare la politica nelle parti molli, ma non era un Beppe Grillo: "Guglielmo Giannini, con il suo Partito dell'Uomo qualunque cercò di avviare una lotta contro la "politica", restando all'interno della politica. Guareschi ne stava fuori: è stato piuttosto un autore profetico". Non piaceva ai comunisti perché - caso raro tra i cattolici - invece di sfinirli coprendoli da quella densa nebbia azzurrina in cui tutti i rivoluzionari, oltre una certa età, finiscono per scoprirsi (da sempre) socialdemocratici, Guareschi roteava spesso la clava. Dopo il '68 i ragazzi che non amavano le bandiere rosse trovarono nelle sue pagine una "terra di mezzo" in cui riparare. Una terra non clericale. Tanto è vero che a Bergamo l'ala guareschiana era più laica che cattolica. Lo ha spiegato Carlo Saffioti che nel 1970, "con alcuni amici", fondò in città il centro culturale "Il baffo": "In quel momento di violenta confusione le idee di uomini come Guareschi e come Montanelli impedirono la resa dei moderati e l'ascesa al governo del Partito comunista, che sembrava ineluttabile". La sede dei "baffisti" era lungo viale Papa Giovanni, "quasi sopra l'attuale panetteria Tresoldi. Da un balcone lassù tutti i sabati osservavamo preoccupati, spaventati, arrabbiati le manifestazioni che si ripetevano puntualmente; gli sputi, i lanci di monetine contro i carabinieri. Finivano quasi sempre davanti al Giornale di Bergamo diretto da Alessandro Minardi, che faceva un'informazione poco governativa ma anche anticomunista "senza se e senza ma"". Franco Capelvenere, che ha lavorato con Minardi, ha raccontato che "la notte, in redazione, mi parlava sempre di Giovannino, che già all'inizio degli anni '70 era un mito. Certo, Minardi era molto diverso da Guareschi; non portava una camicia a quadri; vestiva sempre di grigio, con il suo Borsalino "sulle 23" ti guardava dall'alto in basso", eppure i due parlavano la stessa lingua: non per nulla erano nati entrambi a Parma nel 1908. "Il caso ha voluto che a Bergamo si fronteggiassero due grandi giornalisti" dice Capelvenere: "Don Spada e Minardi. Un cattolico e un laico: molto diversi da Peppone e don Camillo eppure a loro modo non così distanti dal "mondo piccolo": Spada è stato un direttore leggendario, uno scrittore sofisticato, colto, che sapeva anche essere gelido come la punta di una lama: non per nulla firmava i suoi editoriali "gladius "". Minardi era il contrario di Peppone ma la terra da cui traeva linfa questa genìa di padani era la stessa. Capelvenere dice che esiste un carteggio fra Guareschi e Minardi che andrebbe assolutamente pubblicato. Carlo Dignola.

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La merce siamo noi (sezione: Grillo)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 13-06-2008)

Argomenti: Grillo

Società CONSUMI E COSTUMI La merce siamo noi Di Paolino Accolla Le nostre emozioni, i nostri sogni, le nostre ambizioni e i nostri comportamenti sono diventati preziosi per l'industria. Che li usa per creare oggetti del desiderio cui non sapremo resistere: perché li abbiamo inventati noi. Benvenuti nell'era del biocapitalismo 'Coca-Cola... Coca-Cola'. Il vecchio Vasco non intendeva certo fare pubblicità. Nella canzone alludeva probabilmente a qualcosa di molto più frizzante della bibita. Ma giocando di doppi sensi con quel nome, ha finito per celebrarlo. Con l'evoluzione dell'economia di libero mercato, che gli esperti cominciano a chiamare biocapitalismo, siamo tutti diventati veicoli pubblicitari, ma anche consulenti industriali e prodotti di consumo: la merce siamo noi. E siamo in vendita giorno e notte. "Il capitalismo oggi pervade la vita quotidiano", spiega a 'L'espresso' il sociologo dei consumi Vanni Codeluppi: "Superata la fase in cui sfruttava il lavoro dell'uomo e la soddisfazione dei suoi bisogni materiali, ora ingloba nel meccanismo di produzione della ricchezza le nostre emozioni e il tempo libero. Che è diventato un nuovo tipo di lavoro". Il liceale griffato da capo a piedi è una vetrina ambulante. La sua ragazza, quando passa ore su Internet a caccia di nuovi cosmetici, offre alle aziende preziose indicazioni di marketing. "L'idea di biocapitalismo poggia su due concetti: quello filosofico-politico di biopotere (per Michel Foucault, la tendenza del sistema a controllare i cittadini per integrarli nella produzione), e quello tecnico-industriale di biocapitale, legato cioè al mercato del corpo, come il commercio di organi e tessuti umani, il copyright di farmaci o Dna e la chirurgia estetica", chiarisce Codeluppi, che insegna all'Università di Modena e Reggio Emilia ed è autore di 'Il biocapitalismo', in uscita a fine mese da Bollati-Boringhieri. A questa nuova fase gli studiosi hanno dato finora nomi diversi: capitalismo cognitivo, economia del simbolico, accumulazione flessibile, economia immateriale. Che comunque significano una cosa: l'industria utilizza come materie prime anche le nostre conoscenze, esperienze, emozioni, desideri e aspirazioni. Per inondare il mercato di prodotti che valgono non tanto per la loro utilità, ma perché procurano sensazioni, fanno sognare, conferiscono status, comunicano valori sociali. 'Indossa Chi Ti ama', strizza l'occhio La Perla; cattura 'Il Potere Dei Sogni', incalza Honda; abbraccia il mondo e tutte le sue razze con gli United Colors, invita Benetton. "L'azienda", prosegue Codeluppi, "pensa ormai come un grande cervello di cui fa parte anche il consumatore, coinvolto attraverso una retorica della partecipazione che gli è presentata come libera scelta, ma non lo è. La dimensione dell'individuo tende a scomparire per essere sostituita dal rapporto consumatore-azienda. I ruoli delle due parti si confondono, tra produttore e consumatore diventa simbiosi". L'individuo può solo decidere cosa consumare, scegliendo i prodotti che sente più suoi. "Con questi si costruisce un'identità, persa quella un tempo determinata dall'appartenenza a gruppi familiari, nazionali, professionali", dice Codeluppi. Polverizzata da globalizzazione e benessere diffuso. Sottrarsi non è impossibile, ma la dinamica dei consumi, che obbliga le aziende a monitorare bisogni individuali e costumi, alla fine permette di correggere strategie di vendita e ideare merci e servizi sempre più mirati. E nuovi bisogni: "Il vero motore della crescita". I dipendenti di Google sono tenuti, per contratto, a passare il 20 per cento del tempo lavorativo a 'farsi venire idee', sfruttando gli input dei consumatori. Ogni reclamo, critica e manifestazione no global, impone a chi vende di modificare contenuti e confezioni della merce, e individuare lo stile più politicamente corretto per vendere. La domanda di equosolidale cresce? Quella di cibi con grassi idrogenati cala? Le imprese si adeguano. Così come aggiustano il tiro dell'offerta attraverso ogni spesa fatta con fidelity card o bancomat, che forniscono un profilo dei gusti di chi compra. Lo stesso vale per le ricerche fatte dai consumatori in Rete: fondamentali per lo sviluppo di nuovi prodotti e pubblicità. Non a caso in questa fase di crisi dell'economia occidentale una delle poche voci in forte crescita è il search advertising, la pubblicità che compare sulle pagine di Internet quando si fa una ricerca. Non a caso Google ritiene di poter contare su una solida posizione di mercato per il 2008 e oltre, secondo l'amministratore delegato Eric Schmidt, "comunque vadano le cose". Le analisi sui consumi che le società di marketing vendono a peso d'oro a produttori e distributori, senza rivelare nomi e cognomi, sono entrate addirittura in politica. I candidati in lizza per la Casa Bianca non nascondono di basare le loro strategie anche sui rilevamenti di mercato, secondo cui i democratici più progressisti amano olio d'oliva e cibi biologici, mentre i repubblicani più conservatori preferiscono burro e prodotti lavorati dall'industria. La conoscenza è indispensabile per un rapporto di fiducia e, come in politica, si muove in due direzioni anche nel rapporto azienda-consumatore. C'è la conoscenza che va dal produttore al consumatore e quella in senso inverso. Per il nuovo hotel a Port of Spain la multinazionale alberghiera Hyatt ha scelto il nome Global Hyatt Trinidad dopo aver scoperto con ricerche on line che l'isola caraibica è più nota come Trinidad. Nokia ha invece chiesto ai consumatori di partecipare al futuro del suo Sports Tracker, suggerendo via Web nuove funzioni per questo telefonino dotato di posizionamento satellitare. Le imprese, per gli analisti industriali, non possono più fare a meno del contributo del cosiddetto 'giudizio dei più'. Bussola per capire il mercato, il contributo dei consumatori ispira un nuovo tipo di sviluppo, la 'wikieconomia' (sul modello di Wikipedia), che cresce di ora in ora con l'apporto di chiunque senta bisogno o voglia di metterci del suo. Il bello è che il sistema funziona nei settori più diversi, informazione compresa, vedi lo spazio dedicato dai siti di giornali e tv al citizen journalism, che consente a chiunque di diventare fornitore di notizie. è grazie alle immagini riprese col telefonino da un passante e inviate ai media che sono stati identificati gli autori della recente spedizione punitiva contro gli extracomunitari del Pigneto a Roma. Sono una valanga i contributi volontari offerti da quelli che il futurologo Alvin Toffler ha da tempo battezzato prosumer, ovvero produttori-consumatori. Che dicono la loro con blog e forum, sentendo di svolgere un ruolo importante per un prodotto in cui credono, e per la società. La simbiosi azienda-consumatore si estende anche ad ambiti commerciali tradizionali. è il caso di Ikea che, abbattuti i prezzi abolendo il concetto di arredamento preconfigurato, ha delegato il compito di montare i mobili a chi compra. Che paga così, con il tempo libero trasformato in lavoro, quanto ha risparmiato in denaro. La marca è il volto e la voce amica con cui le aziende si rivolgono ai consumatori per stabilire familiarità. Persino ospedali e università si dotano di un logo e presentano un'immagine imperniata sul prestigio del nome più che sul servizio. E le aziende diversificano l'offerta per proporsi come veicolo di stile di vita: nei suoi outlet la Mercedes vende anche biciclette, guanti e accessori. Per Zegna gli accessori rappresentano ormai quasi metà del fatturato. Il concetto di marca si è perfino imposto su chi è imprenditore di se stesso. Qualche tempo fa Vicky Lee, una sorta di velina inglese, ha raccontato che a 27 anni si è già sottoposta a 41 interventi di chirurgia plastica. Ogni ritocco la fa sentire più sicura, consolida la sua carriera di cover girl, la sua identità. In modo completamente diverso, persino l'ultralternativo Beppe Grillo risponde a questa logica di marca: per promuovere la sua immagine si è affidato alle arti della premiata ditta Casaleggio. Ma lui è una star. Casalinghe, operai, commesse e impiegati si accontentano dell'immagine acquisita da un marchio: devono solo scegliere se entrare nella tribù di facce pulite che usa il tam-tam di Tim, nel più arcano popolo della notte che carbura a Bacardi, o magari in entrambi i gruppi. Il biocapitalismo incoraggia la pluriappartenenza. Chi Vespa non è condannato a mangiare solo mele: gli basta investire qualche decina di euro per diventare titolare di una maglietta rosso fiamma con cavallino rampante. E rivendicare, a pieno diritto, l'affiliazione all'esclusivo club dei ferraristi. n Straricchi e straviziati In tempi di crisi le aziende che si rivolgono a chi aspira a beni di lusso sono le prime a soffrire. L'analista economico Gerry Adolph riassume così la situazione di mercato nella fascia più alta dei consumi: "Le cose andranno probabilmente bene per chi vende borsette da 10-20 mila dollari ma chi, come Burberry o Gucci, ha abbassato il tiro per allargare le vendite si trova esposto". Esposto al rallentamento della crescita in Europa e Nordamerica, nonostante l'espansione di mercato assicurata dalle economie rampanti di Brasile, Cina, India e Russia. Il quadro tracciato da Adolph, manager della società di consulenza finanziaria britannica Booz & Company, ha trovato ampia eco al Business Luxury Summit organizzato per fine maggio a Tokyo dal quotidiano 'Financial Times'. Anche i ricchi, dunque, in questo momento ci pensano due volte prima di spendere: ma gli straricchi no. Si fanno un baffo della congiuntura e si ritirano nell'empireo creato da certe marche. "Quelle in grado di offrire qualcosa di veramente unico", spiega Milton Pedraza del Luxury Institute di New York, "tornando a valorizzare articoli di gusto classico e prodotti in grado di durare". Fatti di materiali preziosi e alto contenuto artigianale. Per appartenere all'Olimpo dei consumatori non basta più avere l'accessorio giusto al momento giusto. La stagione della democratizzazione del lusso, inflazionata da borsette e orologi facilmente falsificabili, è finita: i ricchi fra i ricchi pretendono di più. Non solo prodotti di marchio, ma proposte realmente esclusive. Come fa la Mercedes, che alla crema dei suoi clienti offre l'accesso a un club londinese per 35 mila sterline (quasi 45 mila euro) all'anno. Creare un ambiente molto ristretto per la nuova aristocrazia del denaro è la strategia vincente per comunicare i valori di marca, concorda Julian Diment della Dunhill che, sempre a Londra, aprirà in agosto un suo club con cinema, ristoranti e centro spa, assicurando un'esperienza totale dei prodotti della casa. In questo sta la forza della marca, sottolinea Luca Cipiccia, analista della banca d'affari Goldman Sachs. La capacità cioè di rimanere punto di riferimento centrale per i clienti, parte di un mondo al di sopra dei capricci dell'economia. Non facile: bisogna avere una capacità di richiamo mondiale senza compromettere il carattere elitario implicito nel concetto di 'offerta limitata'. P. A.

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Sentenza su Guantanamo, bentornata America (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Grillo

L'America per molti anni ha rappresentato un modello di libertà e di giustizia. Poi c'è stato l'11 settembre, la guerra al terrorismo, l'Irak e tante, troppe deroghe ai principi che proprio l'America ha vantato come sacri per tanti decenni. La prigione di Guantanamo, dove centinaia di persone sono state detenute senza diritti e sottoposte a tortura, rappresenta la violazione più clamorosa. Ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto il diritto costituzionale dei detenuti nel campo di prigionia di ricorrere nei tribunali ordinari americani contro la loro detenzione. Considerate queste cifre: su 775 detenuti due terzi sono stati consegnati ai paesi d'origine dove sono stati rilasciati perché innocenti. Altri 70 dovrebbero essere rilasciati a breve, contro 120 ci sono indizi palesemente insufficienti, solo a carico di 80 persone (appena il 10%) le prove sarebbero più serie. Il quadro è chiaro: Guantanamo non è servita a combattere il terrorismo ma ha rovinato la vita a quasi 700 innocenti infliggendo un danno colossale alla credibilità degli Usa nel mondo. Entrambi i candidati alla Casa Bianca, John McCain e Barack Obama, si sono espressi da tempo e con convinzione per la chiusura di questo campo. La sentenza di ieri è un passo importante nella giusta direzione. Io dico: l'America sta tornando ad essere l'America. Scritto in Varie Commenti ( 2 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Jun 08 Ancora su Vasco Rossi e la droga Mi scuso con i lettori abituali su questo blog, ma continuo a ricevere centinaia di e mail su Vasco Rossi (il mio indirizzo è stato cortesemente segnalato sul sito di Vasco Rossi dai suoi redattori) e devo tornare sul tema. Molti mi rimproverano di non dialogare, ma come faccio a dialogare se nove messaggi su dieci sono di insulti e di minacce pesantissime? Qualche precisazione: 1) Non apprezzare Vasco Rossi è un diritto, che ribadisco. Sarebbe auspicabile che i dissensi dei suoi fan venissero espressi in modo civile. Chiedo troppo? 2) Contrariamente a quanto scrivono in molti, io non ho detto che chi apprezza Vasco è un drogato. Ho scritto una cosa diversa: che alcune sue canzoni potevano spingere molti giovani a far uso di droga. Per due ragioni. La prima, perché i testi di molte canzoni, pur non menzionando mai le sostanze stupefacenti (cosa vietata per legge) lanciano messaggi, come dire.facilmente equivocabili. Negli ultimi anni Vasco Rossi ha scritto canzoni dai contenuti completamente diversi. Bene, ma le vecchie canzoni continuano ad essere proposte (inevitabilmente) e il rischio che vengano, ancora una volta, "equivocate" esiste. La seconda ragione: Vasco per molti anni, ha fatto uso di droghe, ammettendolo pubblicamente (ha avuto anche guai con la giustizia), e comparendo in pubblico, ai concerti e qualche volta anche in tv visibilmente fatto. Vasco era (ed è) un idolo e da sempre gli adolescenti tendono a identificarsi e a imitare i propri idoli. Il rischio di un'emulazione, quando lui incitava i suoi fan a vivere una vita spericolata e ad andare al massimo, era pertanto molto alto. 3) I suoi fan dicono che da dieci anni Rossi è cambiato. Bene. Ma nel 2003 in un concerto a San Siro è salito sul palco con le magliette per legalizzare la marijuana e l'anno scorso in un'intervista sosteneva che le droghe non sono tutte uguali e che la marijuana è meno pericolosa dell'alcol. La marijuana non è una droga? Andate a leggervi quali sono gli effetti reali degli spinelli. Riporto questo passaggio dal sito del massimo esperto italiano Riccardo Gatti: Il 25 aprile 2007 l'Ufficio USA del National Drug Control ed il National Institute on Drug Abuse hanno reso nota le ultime analisi si un progetto di monitoraggio che ha rivelato come il THC, principio attivo della marijuana, ha raggiunto, negli Stati Uniti, il più alto livello da quando il monitoraggio è iniziato. Il THC, oggi, è presente con un quantitativo medio dell' 8.5 %. Negli anni '80 era sotto il 4%. Il 60% delle persone che usano questa droga per la prima volta hanno meno di 18 anni. Negli adolescenti e nei giovani adulti "il cervello continua a svilupparsi e può essere vulnerabile agli effetti deleteri della marijuana". Questa droga, come dice la Dott.ssa Volkow, "può produrre cambiamenti nocivi a livello fisico, mentale, emozionale e, contrariamente alle credenze popolari, può dare dipendenza". L'aumento del principio attivo potrebbe anche essere la ragione di un aumento degli interventi di pronto soccorso connessi all'uso di marijuana. 4) Tutto ciò considerato è davvero scandaloso interrogarsi su Vasco Rossi e la droga nell'arco della sua lunga, ricca di successi e movimentata carriera? Scritto in Italia, Varie Commenti ( 118 ) " (27 voti, il voto medio è: 1.44 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Jun 08 Petrolio, libero mercato o libera speculazione? Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a giustificarla, l'aumento della domanda generata da India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti impianti di estrazione nei Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che, amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa. Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in globalizzazione Commenti ( 54 ) " (14 voti, il voto medio è: 2.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Una vita meritocratica. La polemica su Vasco Rossi è ormai degenerata, pochi inviano messaggi di dissenso civili e motivati, la maggior parte non fa che lanciarmi ingiurie talvolta pesantissime; alcuni addirittura mi minacciano (complimenti). Molti di voi insistono nel considerarlo un idolo e un messaggero d'amore, un personaggio positivo in una società degenerata. Sarà, ma rivendico il diritto di non apprezzarlo come cantante e di avere forti, motivate riserve sul messaggio che ha inviato per decenni. Non intendo però andare avanti in eterno con questa diatriba, ormai inutile e squalificante per chi la alimenta, ho pertanto deciso di togliere la frase "incriminata", peraltro poche righe in un post incentrato su una personalità di ben altro spessore come Max Gallo. Auguri a tutti. Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente male. Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il Giornale, e che dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere "il luogo della trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio debba essere divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no: apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio. L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco professionale premiante. Così la scuola può diventare autenticamente meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano altro che squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 339 ) " (25 voti, il voto medio è: 2.24 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 47 ) " (11 voti, il voto medio è: 2.36 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) " (11 voti, il voto medio è: 3.36 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (8 voti, il voto medio è: 2.88 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 63 ) " (8 voti, il voto medio è: 2.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (7 voti, il voto medio è: 2.71 su un massimo di 5) Loading ... 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Rifiuti, situazione grave (sezione: Grillo)

( da "Corriere delle Alpi" del 14-06-2008)

Argomenti: Grillo

L'INTERVENTO Rifiuti, situazione grave PIERO BALZAN Qualche giorno fa ho avuto occasione di scrivere che non era necessario che i consiglieri provinciali si preoccupassero più di tanto per la politica della Provincia nel campo dei rifiuti dal momento che, tra meno di un anno, ci saranno le elezioni. Mi accorgo, leggendo le cronache di questi giorni, di avere fatto un errore di valutazione e che il tempo a disposizione è veramente poco. I segnali sono inequivocabili e sarebbe da stolti o da pazzi non tenerne conto. Li elenco. Primo segnale: "Il rincaro, direttamente in bolletta, sarà attorno al 16% e ci consentirà uno sforzo per raggiungere una quota di raccolta differenziata del 66%. La situazione è pesante ed è destinata a diventarlo ancora di più nei prossimi mesi. I prezzi di smaltimento del secco sono schizzati in alto a causa della situazione campana; le discariche in Italia si vanno esaurendo ed i siti sono sempre gli stessi quindi sono loro che fanno il prezzo. A questo dobbiamo poi aggiungere il costo del trasporto, perché è noto a tutti che la Marca (trevigiana) conferisce la frazione non riciclabile nel sud dell'Italia, dal Lazio alla Puglia. Per questo ritengo che sia venuto il momento di fare delle riflessioni anche in Veneto sulla necessità di essere autosufficienti. I prezzi li fanno i proprietari di impianti e chi non li ha deve subire". Queste affermazioni, apparse sulla stampa qualche giorno fa, sono di Riccardo Szumski, presidente di Savno, azienda che raccoglie rifiuti in 35 comuni del Coneglianese. Balza agli occhi la contraddizione: si punta sulla differenziata sempre più spinta (del resto su quella hanno campato) dichiarando, al contempo, che diventerà sempre più cara e che servono impianti tecnologici di smaltimento. Non una parola sulla compatibilità tra le due scelte ed ammissione, neanche tanto implicita, che con la sola differenziata l'unica cosa sicura sarà la spesa sempre crescente. Contraddizione o meno, è evidente la preoccupazione con cui Szumski è costretto a chiedere nuovi soldi per lo smaltimento così come è evidente la sovrana indifferenza con cui la Provincia di Belluno - leggasi Reolon e Pison - ha accolto tale notizia: nessun commento. Gli ispiratori trevigiani della politica bellunese, tutta mirata alla sola raccolta differenziata spinta dei rifiuti, sono preoccupati? Sembra siano solo affari loro, ai nostri amministratori le preoccupazioni dei loro maestri non interessano e vanno avanti come niente fosse, senza discariche e mettendo in pericolo di sopravvivenza anche l'unico impianto esistente (il Maserot). Secondo segnale: sempre qualche giorno fa, sulla stampa, l'assessore regionale all'Ambiente, Conta, denunciava con forza la piaga dello smaltimento illegale dei rifiuti, con ditte che appaiono dal nulla, raccolgono rifiuti (e soldi ovviamente) da riciclare, riempiono uno o più capannoni e poi spariscono lasciando i capannoni ed il loro contenuto sulle spalle (e le tasche) dei comuni dove sono ubicati. Terzo segnale: il "Rapporto Ecomafia 2008" di Legambiente colloca il Veneto al secondo posto per "illegalità nel ciclo dei rifiuti". Secondo Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, dal Veneto, non solo si esportano illegalmente rifiuti, ma lo si fa anche nel proprio territorio seppellendoli in discariche abusive o cambiando i codici relativi agli scarti, che così da nocivi diventano non pericolosi e invece di essere distrutti vengono utilizzati per realizzare sottofondi stradali. A riprova di tale affermazione viene citato il sequestro di un tratto della statale del Santo e di 5 chilometri della linea Alta Velocità tra Padova e Venezia nonché di un ponte sulla Transpolesana. Quarto segnale: i responsabili del Centro di Riciclaggio di Vedelago, vicino a Castelfranco Veneto, stanno inondando Internet (anche grazie ai siti collegati a Beppe Grillo) con la pubblicità relativa alla loro capacità tecnologica di riciclare quasi il 100% dei rifiuti loro conferiti attraverso le raccolte differenziate (conferiscono anche alcuni comuni della provincia di Belluno). Fanno cose abbastanza semplici, dividono i rifiuti che arrivano, triturano, avviano alcune componenti al recupero (forse), altre all'incenerimento o ad un blando trattamento di estrusione e poi, miracolo, trasformano la parte peggiore del rifiuto, gli scarti di plastica ed altro più difficili da trattare (e da smaltire) in "sabbia sintetica" per calcestruzzi, malte o cementi, il tutto con tanto di certificati UNI ed attestati universitari. La trasformazione di plastica in sabbia non è contemplata tra le possibilità tecnologiche e quindi va giustamente rubricata sotto la voce "miracolo". Perché hanno deciso di chiamare sabbia quella poltiglia di plastica ed altro? Probabilmente per invogliare gli utilizzatori o per evitare il rischio, chiamandola magari "biscotto", che finisca in qualche negozio alimentare. Meno miracolosa ma ugualmente sorprendente è la dichiarazione che un prodotto forzatamente disomogeneo e sempre differente tra una partita e l'altra sia certificato UNI. In letteratura ci sono vari esempi di rifiuti utilizzati per sottofondi stradali od altro; per alcuni i risultati sono incoraggianti, ma tutti, almeno dove le cose sono fatte come si deve, sono sottoposti ad un rigido controllo. Hanno tutti il carattere di sperimentazione, si sa esattamente dove vengono eseguiti i lavori e la loro durata e in tutti gli studi si sottolinea che andranno verificati i comportamenti dei manufatti interessati dai rifiuti nel lungo periodo e che fino a quando non ci saranno risposte esaustive l'utilizzo di tali rifiuti nel settore costruzioni od affini non potrà avvenire liberamente. A Vedelago, in quattro e quattr'otto, hanno risolto ogni problema. Sarà ma ho più di qualche dubbio. I quattro episodi citati (ma si potrebbe continuare a lungo) riguardano, soprattutto, la pianura veneta ma servono a capire il guaio nel quale si è cacciata la provincia di Belluno. La linea dell'attuale amministrazione provinciale è semplicissima: raccolta differenziata spinta, nessuna nuova discarica (tutt'al più ampliamento di quelle esistenti) e rifiuti che partono per destinazioni fuori provincia, siano esse il riciclo o l'incenerimento. Gli ispiratori di questa linea, almeno a sentire i responsabili provinciali, sono stati, in questi anni, i vari consorzi di raccolta (a cominciare da quello della Priula) che operano nel Trevigiano. Gli episodi citati mostrano le crepe ed i gravi rischi di tale strategia: i costi minacciano di andare fuori controllo senza valide soluzioni alternative nel territorio mentre le varie forme di riciclaggio proposte assomigliano più ad una forma di "smaltimento creativo" che ad un consolidato assetto tecnologico. Il fatto grave è che, mentre nel Trevigiano qualcuno comincia a rendersi conto della realtà, da noi ci si vanta di volere fare ancora meno (loro qualche impianto di lavorazione intermedio lo hanno, mentre noi stiamo condannando al fallimento l'unico operativo in provincia). Noi bellunesi siamo sempre lì a parlare di autonomia, quanto ci costa non averla e cosa bisogna fare per ottenerla. Tutte cose sacrosante, ma a cosa serve l'autonomia se poi non siamo neanche capaci di smaltire i nostri rifiuti senza gli impianti di altri? La mia speranza è che la situazione che ho illustrato convinca i cittadini, i sindaci ed i consiglieri provinciali ad affrontare con determinazione questo problema nella certezza che, altrimenti, fra un anno il risveglio sarà molto più amaro.

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Per l'Europa una sola via d'uscita: più democrazia (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Grillo

Perché gli irlandesi hanno detto no al Trattato di Lisbona? Come spiego in un'analisi pubblicata oggi non certo perché sono antieuropeisti, al contrario. "Come tutti gli europei, gli irlandesi non capiscono più il proprio Paese, non sanno più se conta di più il governo di Dublino o la Commissione di Bruxellese quando chiedono ragguagli nessuno è in grado di tracciare unconfine preciso tra l'uno e l'altra". Percepiscono l'Unione europea come un potere che sottrae fette crescenti di sovranità eppure resta senza volto. "Chi rappresenta l'Europa oggi? Il presidente Barroso no di certo. L'Europa è un'oligarchia impalpabile ma molto influente, che condiziona la politica economica di ogni Paese, sovrasta i Parlamenti nazionali grazie alle direttive, fa giurisprudenza attraverso la Corte di giustizia europea.E incoraggia migrazioni massicce attraverso l'accordo di Schengen, positivo sotto molti aspetti, ma le cui ripercussioni sono state a lungo sottovalutate e che ha finito per agevolare l'afflusso di clandestini extracomunitari. Gli irlandesi hanno votato no a larga maggioranza per una ragione in fondo semplice: non hanno capito che cosa fosse davvero il Trattato di Lisbona". Pretendevano chiarezza e invece si sono visti sottoporre un'insieme di accordi che la facevano apparire ancor più criptica e impenetrabile. Dopo il voto in Francia, Olanda e Irlanda la lezione secondo me è chiara: l'attuale processo di costruzione europea trainato dalle élites politiche senza richiedere il consenso diretto del popolo, non funziona più. Non c'è che una soluzione: istituzioni più semplici, perlomeno comprensibili, e più democrazia. Ma i governi lo vorranno? E l'unione dei popoli europei può davvero esistere o scopriremo che è un'illusione? Scritto in europa, democrazia Non commentato " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jun 08 Sentenza su Guantanamo, bentornata America L'America per molti anni ha rappresentato un modello di libertà e di giustizia. Poi c'è stato l'11 settembre, la guerra al terrorismo, l'Irak e tante, troppe deroghe ai principi che proprio l'America ha vantato come sacri per tanti decenni. La prigione di Guantanamo, dove centinaia di persone sono state detenute senza diritti e sottoposte a tortura, rappresenta la violazione più clamorosa. Ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto il diritto costituzionale dei detenuti nel campo di prigionia di ricorrere nei tribunali ordinari americani contro la loro detenzione. Considerate queste cifre: su 775 detenuti due terzi sono stati consegnati ai paesi d'origine dove sono stati rilasciati perché innocenti. Altri 70 dovrebbero essere rilasciati a breve, contro 120 ci sono indizi palesemente insufficienti, solo a carico di 80 persone (appena il 10%) le prove sarebbero più serie. Il quadro è chiaro: Guantanamo non è servita a combattere il terrorismo ma ha rovinato la vita a quasi 700 innocenti infliggendo un danno colossale alla credibilità degli Usa nel mondo. Entrambi i candidati alla Casa Bianca, John McCain e Barack Obama, si sono espressi da tempo e con convinzione per la chiusura di questo campo. La sentenza di ieri è un passo importante nella giusta direzione. Io dico: l'America sta tornando ad essere l'America. Scritto in gli usa e il mondo Commenti ( 13 ) " (7 voti, il voto medio è: 2.14 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Jun 08 Ancora su Vasco Rossi e la droga Mi scuso con i lettori abituali su questo blog, ma continuo a ricevere centinaia di e mail su Vasco Rossi (il mio indirizzo è stato cortesemente segnalato sul sito di Vasco Rossi dai suoi redattori) e devo tornare sul tema. Molti mi rimproverano di non dialogare, ma come faccio a dialogare se nove messaggi su dieci sono di insulti e di minacce pesantissime? Qualche precisazione: 1) Non apprezzare Vasco Rossi è un diritto, che ribadisco. Sarebbe auspicabile che i dissensi dei suoi fan venissero espressi in modo civile. Chiedo troppo? 2) Contrariamente a quanto scrivono in molti, io non ho detto che chi apprezza Vasco è un drogato. Ho scritto una cosa diversa: che alcune sue canzoni potevano spingere molti giovani a far uso di droga. Per due ragioni. La prima, perché i testi di molte canzoni, pur non menzionando mai le sostanze stupefacenti (cosa vietata per legge) lanciano messaggi, come dire.facilmente equivocabili. Negli ultimi anni Vasco Rossi ha scritto canzoni dai contenuti completamente diversi. Bene, ma le vecchie canzoni continuano ad essere proposte (inevitabilmente) e il rischio che vengano, ancora una volta, "equivocate" esiste. La seconda ragione: Vasco per molti anni, ha fatto uso di droghe, ammettendolo pubblicamente (ha avuto anche guai con la giustizia), e comparendo in pubblico, ai concerti e qualche volta anche in tv visibilmente fatto. Vasco era (ed è) un idolo e da sempre gli adolescenti tendono a identificarsi e a imitare i propri idoli. Il rischio di un'emulazione, quando lui incitava i suoi fan a vivere una vita spericolata e ad andare al massimo, era pertanto molto alto. 3) I suoi fan dicono che da dieci anni Rossi è cambiato. Bene. Ma nel 2003 in un concerto a San Siro è salito sul palco con le magliette per legalizzare la marijuana e l'anno scorso in un'intervista sosteneva che le droghe non sono tutte uguali e che la marijuana è meno pericolosa dell'alcol. La marijuana non è una droga? Andate a leggervi quali sono gli effetti reali degli spinelli. Riporto questo passaggio dal sito del massimo esperto italiano Riccardo Gatti: Il 25 aprile 2007 l'Ufficio USA del National Drug Control ed il National Institute on Drug Abuse hanno reso nota le ultime analisi si un progetto di monitoraggio che ha rivelato come il THC, principio attivo della marijuana, ha raggiunto, negli Stati Uniti, il più alto livello da quando il monitoraggio è iniziato. Il THC, oggi, è presente con un quantitativo medio dell' 8.5 %. Negli anni '80 era sotto il 4%. Il 60% delle persone che usano questa droga per la prima volta hanno meno di 18 anni. Negli adolescenti e nei giovani adulti "il cervello continua a svilupparsi e può essere vulnerabile agli effetti deleteri della marijuana". Questa droga, come dice la Dott.ssa Volkow, "può produrre cambiamenti nocivi a livello fisico, mentale, emozionale e, contrariamente alle credenze popolari, può dare dipendenza". L'aumento del principio attivo potrebbe anche essere la ragione di un aumento degli interventi di pronto soccorso connessi all'uso di marijuana. 4) Tutto ciò considerato è davvero scandaloso interrogarsi su Vasco Rossi e la droga nell'arco della sua lunga, ricca di successi e movimentata carriera? Scritto in Italia, Varie Commenti ( 234 ) " (37 voti, il voto medio è: 1.54 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Jun 08 Petrolio, libero mercato o libera speculazione? Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a giustificarla, l'aumento della domanda generata da India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti impianti di estrazione nei Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che, amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa. Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in globalizzazione Commenti ( 55 ) " (16 voti, il voto medio è: 2.25 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Una vita meritocratica. La polemica su Vasco Rossi è ormai degenerata, pochi inviano messaggi di dissenso civili e motivati, la maggior parte non fa che lanciarmi ingiurie talvolta pesantissime; alcuni addirittura mi minacciano (complimenti). Molti di voi insistono nel considerarlo un idolo e un messaggero d'amore, un personaggio positivo in una società degenerata. Sarà, ma rivendico il diritto di non apprezzarlo come cantante e di avere forti, motivate riserve sul messaggio che ha inviato per decenni. Non intendo però andare avanti in eterno con questa diatriba, ormai inutile e squalificante per chi la alimenta, ho pertanto deciso di togliere la frase "incriminata", peraltro poche righe in un post incentrato su una personalità di ben altro spessore come Max Gallo. Auguri a tutti. Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente male. Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il Giornale, e che dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere "il luogo della trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio debba essere divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no: apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio. L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco professionale premiante. Così la scuola può diventare autenticamente meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano altro che squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 429 ) " (30 voti, il voto medio è: 2.3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 47 ) " (14 voti, il voto medio è: 2.07 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) " (13 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (10 voti, il voto medio è: 2.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (6 voti, il voto medio è: 2.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 63 ) " (10 voti, il voto medio è: 2.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (21) europa (2) francia (16) germania (2) giornalismo (34) gli usa e il mondo (24) globalizzazione (5) immigrazione (21) islam (12) Italia (95) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (14) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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A FACCIA DA CONIGLIO STATTE ZITTO max66: Caro Lino,la calmata dattela tu,e goditi anche tu le interviste compiacenti che vengono fatte sul GIORNALE dai... Ultime news La terra trema in Giappone, danni a centrale nucleareSicilia, domani 4 milioni alle urne. A Catania scontro tra due ex di AnIn arrivo Robin-tax e sconto sugli affittiCittà più sicure, in campo anche l'esercitoL'Irlanda boccia il trattato di Lisbona E la casa europea rischia di crollareE l'Europa del calcio ci sbatte (quasi) fuori Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. 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8 province e 144 comuni: occhi puntati su Catania e Palermo (sezione: Grillo)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Grillo

Sicilia, alle urne 8 province e 144 comuni: occhi puntati su Catania e Palermo di Valeria Russo commenti - | | Sono oltre 4,7 milioni i siciliani che domenica, 15 e lunedì 16 giugno andranno alle urne per le amministrative. In gioco ci sono 144 poltrone da sindaco e otto da presidente di provincia. Elezioni che, in pratica, riguardano la maggior parte dei siciliani, se si pensa che i comuni sull'Isola sono 390, mentre nove sono le province regionali. Solo Ragusa resta fuori da questa tornata elettorale, in tutte le altre province campeggiano i manifesti elettorali. In caso di ballottaggio, le date scelte sono il 29 e il 30 giugno. Le province Per la poltrona più alta di Palazzo Comitini, sede della provincia di Palermo, si sfidano per il centrosinistra Franco Piro (Pd) e per il centrodestra Giovanni Avanti (Udc). Il presidente uscente, Francesco Musotto ormai occupa uno scranno nell'Assemblea regionale siciliana. A Catania si affrontano per il centrodestra Giuseppe Castiglione, per il centrosinistra Salvo Leotta, mentre Sinistra democratica, Rifondazione e Verdi sostengono Paolo Castorina, e Forza Nuova punta su Bonanno Conti. In questo caso il presidente uscente è il neogovernatore Raffaele Lombardo. A Messina, dove scade il mandato di Salvatore Leonardi eletto nelle file del centrodestra, si affrontano quattro candidati per il posto più alto alla Provincia: sono Nanni Ricevuto per il Pdl, Paolo Siracusano per il Pd, Santi La Rosa per il Prc e Pdci, Giuseppe Scalisi per Forza Nuova. Cinque candidati per la provincia di Enna dove sono in corsa Antonio Muratore per il centrosinistra, Giuseppe Monaco per il centrodestra, Giuseppe Giunta per Prc, Comunisti italiani e Verdi, Giuseppe Camerino sostenuto dal partito dei Comunisti Lavoratori e Gaetano Valle candidato di Rifondazione Cristiana. Presidente uscente è Cataldo Salerno, eletto nel centrosinistra. Corsa a due a Siracusa, dove il presidente uscente è Bruno Marziano del Pd eletto all'Ars ad aprile, tra Pippo Zappulla per il centrosinistra e Nicola Bono per il centrodestra. Ad Agrigento si affrontano cinque candidati: Eugenio D'Orsi per il centrodestra, Domenico Incardona per La Destra, Giandomenico Vivacqua per il Pd, Giuseppe Arnone (esponente di Legambiente e consigliere comunale del Pd in rotta col partito) che correrà in una lista civica, Renato Bruno sostenuto da Idv, Socialisti, Verdi e Sinistra Arcobaleno. Presidente uscente è il forzista Vincenzo Fontana che adesso siede a Montecitorio. A Caltanissetta il presidente uscente è Filippo Collura, eletto nel centrosinistra. Concorrono a occupare la sua poltrona quattro candidati, Salvatore Messana (attuale sindaco di Caltanissetta) per il Pd, Piero Lo Nigro sostenuto dai socialisti, Angelo Marotta dei Comunisti Italiani e Pino Federico (neodeputato regionale dell'Mpa) per il centrodestra. Cinque, infine, i candidati alla poltrona di presidente della provincia di Trapani: Camillo Oddo del Pd per il centrosinistra (eletto anche all'Ars alle ultime votazioni regionali), Mimmo Turano del'Udc per il centrodestra, Giuseppe Malato sostenuto da una lista civica, Michele Monastero per il Pcl e Salvatore Mazzara per il Prc. Il presidente uscente è il forzista Antonio D'Alì, senatore nella XVI legislatura nazionale e nuovamente rieletto a Palazzo Madama lo scorso aprile. I Comuni . Sono 144 i Comuni siciliani che rinnovano l'amministrazione. Tra i capoluoghi di provincia dove si vota, anche Messina, Catania e Siracusa. Nella città dello Stretto, commissariato dal 19 ottobre scorso dopo che sono state dichiarate nulle le elezioni comunali del 2005, sono in corsa sei candidati: per il centrosinistra Francantonio Genovese, Giuseppe Buzzanca per il centrodestra, Fabio D'Amore per Risorgimeto messinese, Filippo Clementi per Forza Nuova, Saro Visicaro per La Nostra Città, Rosario Ansaldo Patti per Rifondazione e Comunisti italiani. A Catania, dove il sindaco uscente è il forzista Umberto Scapagnini, si contendono il vertice del Comune otto candidati: Raffaele Stancanelli per il Pdl, Giovanni Burtone per il centrosinstra, Massimiliano Catanzaro per Forza Nuova, Grazia Giurato della Lista amici di Beppe Grillo, Giuseppe Altamore del Movimento per l'indipendenza della Sicilia, Nello Musumeci de La Destra, Toti Domina per Liberare Catania, Francesco Condorelli Caff per Ms-Fiamma Tricolore. A Siracusa, dove scade il mandato del forzista Giambattista Bufardeci (eletto all'Ars e nominato assessore regionale al Turismo), si sfidano sei candidati: Roberto De Benedictis per il centrosinistra, Roberto Visentin per il centrodestra, Giuseppe Giganti per l'Msi, Antonello Liuzzo, Salvatore Carcò e Francesco Greco in altrettante liste civiche. Più in generale si vota per eleggere il sindaco in 37 comuni della provincia di Messina, 27 in Provincia di Palermo, 26 in provincia di Catania, 15 comuni nell'agrigentino, 12 centri nel trapanese, nove nel siracusano, nove in provincia di Enna, sei in provincia di Caltanissetta e tre in provincia di Ragusa. Sono sei invece i comuni dove si vota perché terminato il periodo di commissariamento dopo che Giunta e Consiglio erano stati sciolti per mafia: sono Roccamena, Vicari e Torretta nel palermitano, Bugio nell'agrigentino, Terme Vigliatore nel messinese, Castellammare del Golfo a Trapani. A Siculiana, in provincia di Agrigento, le elezioni sono state annullate con un decreto di ieri dell'assessore regionale agli enti locali, Francesco Scoma, dopo che il Consiglio dei ministri ha deciso di inviare un commissario straordinario per evitare infiltrazioni mafiose nella gestione dell'ente.

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I grillini irrompono al comizio di sgarbi sonia alfano: "siamo stati aggrediti" (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina III - Palermo Il caso I grillini irrompono al comizio di Sgarbi Sonia Alfano: "Siamo stati aggrediti" Una delegazione degli "Amici di Beppe Grillo" sarebbe stata aggredita venerdì sera a Salemi da alcune persone che assistevano al comizio di chiusura della campagna elettorale di Vittorio Sgarbi, candidato a sindaco del paese trapanese. Lo scrive in una nota Sonia Alfano, candidata alla Presidenza della Regione proprio dagli "amici di Beppe Grillo". "Ci siamo avvicinati al candidato sindaco per porre qualche domanda", ha affermato Sonia Alfano. "Volevamo che ci dicesse quanti giorni avrebbe passato a Salemi, in caso di elezione e se ritenesse giusto che un pregiudicato come lui, condannato per aver diffamato alcuni componenti del pool antimafia, tra cui Gian Carlo Caselli, facesse parte delle istituzioni. Per tutta risposta - ha proseguito Sonia Alfano - siamo stati strattonati, aggrediti e allontanati da alcuni sgherri presenti sotto al palco". Alfano denuncia ancora: "Le forze dell'ordine da noi invitate a intervenire si sono limitate a mantenere l'ordine lasciando i nostri aggressori totalmente impuniti. In compenso, noi siamo stati tutti identificati per aver commesso il grave reato di distribuire materiale informativo e porre gentilmente qualche domanda".

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Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via France (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Soldati nelle città? La solita demagogia Cara Unità, con 2500 soldati, impreparati al mantenimento dell'ordine pubblico e all'azione contro i criminali, vogliono assicurare la sicurezza nelle città italiane: solo un gonzo ci può credere! Dicono: non è la prima volta, già in Sicilia i soldati sono stati utilizzati per tale scopo. Vero, ma solo in Sicilia e nella misura di 150.000 unità. Ora con la misera cifra di 2.500 militari si vuole coprire l'intera penisola e salvaguardarla da ogni delitto, anche ambientale,...ma dai chi può credere a questa favoletta! Vi ricordate del poliziotto di quartiere? Degno di "chi l'ha visto", ora siamo sulla stessa falsariga. Basta annunciare un intervento per una delle tante calamità italiane che d'incanto il problema è risolto. Purtroppo tanti ci cascano abboccando a quello che gli propina giornalmente la televisione e gran parte della stampa. Ecco la vera emergenza italiana: l'informazione manipolata e nelle mani di una solo persona...che guarda un pò il fato, è anche presidente del consiglio di questo sventurato paese! cosa inaudita in qualsiasi democrazia evoluta. Purtroppo in futuro si intravedono sostanziosi cambiamenti in peggio in materia e grazie all'ennesima legge vergogna verrà messo il bavaglio a quel che resta di libera stampa in Italia. Su ancora un piccolo sforzo e l'allontanamento dall'Europa sarà realizzato. Oreste Ferri, Ariccia (Roma) Intercettazioni No alla legge Egregio direttore, a proposito del Suo editoriale di ieri, può riferire al Pd che a me, come, credo, ad altri, piacerebbe "gridare no" anche alla legge che vorrebbe impedire le intercettazioni telefoniche? Queste ultime vanno viceversa garantite per qualsiasi ipotesi di reato. Leonida Pandimiglio Morti di Mineo Un minuto di silenzio Cara Unità, in attesa di fatti facciamo almeno seguire alle parole di sdegno un atto simbolico che dia un segnale rispetto alla "volontà" reale di questo Paese di reagire alla mattanza che tutti i giorni avviene nei luoghi di lavoro. In occasione dei funerali dei 6 operai morti a Mineo si fermi tutto il Paese in un "minuto di silenzio" per non dimenticare: alle finestre di ogni luogo pubblico il tricolore sia listato a lutto, così pure nelle sedi sindacali ed in quelle di confindustria e tutte le altre parti datoriale; fermiamoci tutti per "un minuto" nei luoghi di lavoro, nelle aule del parlamento, nei consigli comunali, provinciali e regionali, fermiamo le automobili ed i bus per "un minuto" solamente perché quella della tutela della salute, sicurezza e dignità delle persone sui luoghi di lavoro è una lotta che non ha colore politico e che ci riguarda tutti indistintamente; impegniamoci tutti a partire da quel simbolico "minuto" in questa "battaglia di civiltà" perché se facciamo questo Giuseppe Zaccaria, 47 anni; Giovanni Natale Sofia, 37 anni; Giuseppe Palermo, 57; Salvatore Pulici, 37 anni; Salvatore Tumino di 47 anni e Salvatore Smecca 47 anni forse non sono morte inutilmente. Un'ultima cosa infine, facciamo in modo che dopo quel "minuto" non torni l'oblio ed il silenzio politico, sociale e mediatico sul lavoro come fatica e sudore, perché per ridare dignità al lavoro dell'uomo ci vuole l'impegno di tutti perché "la sicurezza sui luoghi di lavoro non si fa ogni tanto, ma tutti i giorni dell'anno". Claudio Gandolfi, Bologna Noi dipendenti pubblici colpiti I pianisti del Parlamento no Cara Unità, sono un tanto vituperato dipendente pubblico. Se in ufficio venissi beccato a manomettere le mie timbrature sarei sotto inchiesta per il reato penale di truffa contro la Pubblica Amministrazione e rischierei il mio posto di lavoro. I Parlamentari che sono beccati a votare per altri loro colleghi, invece, cosa rischiano? Saluti Gianluca Majeli, Firenze Scrutatori perseguibili Deputati invece no Cara Unità, vorrei sapere perché, se uno scrutatore (o un presidente di seggio) durante le operazioni elettorali, fa un errore, passa i suoi bravi guai, mentre i deputati possono impunemente votare per un loro vicino assente facendola franca alla grande. Mauro Maiali, Rieti La democrazia in Italia esiste ancora? Cara Unità, in questi giorni una domanda mi sorge spontanea: ma la democrazia in Italia esiste ancora? Stanno mettendo il bavaglio ai magistrati e ai pochi giornalisti che ancora credono nella libertà di stampa indipendentemente dal colore del governo,i militari pattuglieranno le città (come si conviene in tutti gli Stati sottoposti a dittatura), chi osa protestare per le discariche vicino casa viene arrestato perchè così il governo ha deciso,vogliono fare le centrali nucleari anche se un referendum popolare aveva detto di no. Quello che mi chiedo è dove sono i girotondi dov'è il caro Beppe Grillo che con la sua campagna contro tutti ha fatto vincere la destra?Possibile che nessuno protesti? Noi Italiani siamo diventati così apatici? Vorrei lanciare un appello: italiani svegliatevi. Urti Elis Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via Francesco Benaglia 25, 00153 Roma o alla casella e-mail lettere@unita.it.

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SE LA CASTA PARALIZZA IL TRAFFICO (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 15-06-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-06-15 num: - pag: 1 autore: di VALERIO MAGRELLI categoria: REDAZIONALE PENSIERI DEL DOPO BUSH SE LA CASTA PARALIZZA IL TRAFFICO N ei giorni scorsi, la visita di Bush ha provocato reazioni inattese. In quanto capitale, Roma è abituata a subire continue limitazioni nei diritti alla mobilità dei suoi abitanti. Sinora, però, non era mai capitato che gli automobilisti bloccati si scagliassero contro l'ospite di turno e il suo corteo, con insulti, si badi, di natura niente affatto ideologica, ma semplicemente dettati dall'esasperazione di chi vede le proprie strade confiscate (e con la rimozione di macchine parcheggiate da ignari cittadini). Lungi dal costituire un incidente, quanto successo rappresenta una presa di coscienza: dopo le discussioni sulla casta, dopo il fenomeno Beppe Grillo, lo scollamento fra elettori ed eletti si traduce in un'insofferenza palpabile e diffusa verso l'abuso di potere perpetrato da una minoranza, sia pure democraticamente designata, a scapito della maggioranza. Dietro questi sintomi, si cela infatti un evento profondo: la cancellazione del concetto di sovranità popolare. Sulla base di una storia millenaria, una repubblica fondata sul lavoro dovrebbe esprimere una classe politica posta al servizio dei suoi cittadini. Invece, questa nozione elementare è stata gradualmente cancellata. Con una perversa rivoluzione copernicana, a tale nozione si è sostituita quella di "privilegio". Così si è arrivati a considerare normale chiudere una strada per far passare un'auto di Stato. Ma proviamo a ripristinare la situazione originaria. Si è mai vista la vettura di un servitore che blocca quella del suo sovrano? Si è mai visto un servitore che molesta colui cui dovrebbe ubbidire? Si è mai visto un servitore che sottrae spazi al suo signore (con gli sciagurati colonnotti a scomparsa)? Soltanto questo gioco del rovescio svela l'inaudita gravità dell'accaduto: un popolo sovrano spodestato dai suoi domestici. In una condizione fisiologica, nessun servitore si sognerebbe di disturbare il proprio datore di lavoro. Se il servitore riceve altri servitori, li accoglierà in un luogo defilato, badando bene a non infastidire il suo padrone. Esistono peraltro ricche tenute presidenziali che eviterebbero spese insensate, oltre agli intollerabili disagi recati alla cittadinanza sovrana. è un sogno? Forse sì, ma i sognatori vanno ormai diventando sempre più numerosi.

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Amministrative, Sicilia alle urne (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Grillo

PALERMO Ultimo appuntamento in Sicilia con le urne. Dopo le politiche e le regionali di aprile, oltre 4 milioni di elettori siciliani sono chiamati a rinnovare i consigli provinciali e a scegliere i presidenti delle province di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Siracusa e Trapani. Consultazioni anche in 145 comuni, che dovranno scegliere il loro sindaco. Voto sospeso a Siculiana, nell'agrigentino, dove il Consiglio dei Ministri ha decretato lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Mentre si voterà regolarmente a Mineo, nel catanese, dove dopo la tragedia costata la vita a sei persone in molti, con il sindaco in testa, invocavano un rinvio. I seggi resteranno aperti oggi dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alla 15. Subito dopo partirà lo spoglio (prima per le provinciali e poi per le comunali, nelle oltre 5mila sezioni. In caso di ballottaggi si tornerà alle urne il 29 e 30 giugno. Nella nuova stagione elettorale che in molte piccole realtà dell'Isola vede alleanze trasversali, ci sono anche casi come quello della provincia di Palermo. Qui gli schieramenti si presentano compatti nella sfida per la conquista della poltrona più alta di Palazzo Comitini. Così l'ex Cdl ha trovato l'accordo sul nome dell'ex assessore comunale Giovanni Avanti, in quota Udc, e il centrosinistra schiera l'ex deputato Franco Piro (Pd). Ben cinque, invece, gli sfidanti ad Agrigento. In corsa per la carica di presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, ex assessore provinciale e segretario provinciale del Mpa, che può contare sull'appoggio di Pdl, Udc e Mpa. Il Pd, invece, si presenta con un candidato: Giandomenico Vivacqua, scelto dalla segreteria provinciale del partito, ma al Partito democratico appartiene anche Giuseppe Arnone, esponente di Legambiente e consigliere comunale del Pd in rotta con il partito, che ha apertamente contestato la candidatura di Vivacqua. Gli altri due candidati sono Renato Bruno, appoggiato da Idv, Socialisti, Sinistra Arcobaleno, Verdi e il movimento di Rita Borsellino, e Domenico Incardona, sostenuto da La Destra-Fiamma tricolore. Cinque anche i candidati alla presidenza delle Province regionali di Trapani ed Enna. Nel primo caso oltre all'outsider Giuseppe Malato (Civica), ci sono Camillo Oddo (Pd), Salvino Mazzara (Prc), Michele Monastero (Partito comunista dei lavoratori), unico nome invece per il centrodestra, che punta su Mimmo Turano (Pdl-Mpa-Udc). A Enna, invece, in corsa sono Giuseppe Monaco (Pdl-Mpa-Udc), Nino Muratore (Pd), Giuseppe Giunta (Prc-Pdci), Gaetano Valle (Rifondazione cristiana) e Giuseppe Camerino (Partito comunista dei lavoratori). È sfida a quattro, invece, alle Province di Caltanissetta e Messina. I candidati a Caltanissetta sono: Piero Lo Nigro (Socialisti), Salvatore Messana (Pd), Pino Federico (Mpa, Pdl e Udc), Angelo Marotta (Prc, Pdci). A Messina, invece, la sfida è tra Nanni Ricevuto, candidato del Pdl, Paolo Siracusano, scelto dal Pd, Santi La Rosa per il Prc e Giuseppe Scalisi per Forza Nuova. A Catania ambiscono alla poltrona di presidente della Provincia Giuseppe Castiglione (Pdl), Salvo Leotta (Pd), Paolo Castorina (Sd), e Giuseppe Bonanno Conti (Forza Nuova), mentre a Siracusa i pretendenti sono solo due Nicola Bono per il centrodestra e Pippo Zappulla per il centrosinistra. Tanti anche i candidati in corsa per la poltrona di primo cittadino nei diversi comuni interessati dalla nuova tornata elettorale. Diciannove quelli che si sfideranno nei tre comuni più grandi: Catania, Messina e Siracusa. A Catania è corsa a sette: Giovanni Burtone per il centrosinistra, Raffele Stancanelli per il Pdl, Massimiliano Catanzaro (Forza Nuova); Grazia Giurato (Lista amici di Beppe Grillo insieme alla società civile); Salvatore Domina (Lista liberare Catania); Nello Musumeci (Con Nello Musumeci per Catania); Francesco Condorelli Caff (MS Fiamma Tricolore). Sei i candidati ai comuni di Messina e Siracusa. Nella città dello stretto la sfida è tra Francantonio Genovese (Pd, Idv e Verdi), Giuseppe Buzzanca per il centrodestra, Fabio D'Amore (movimento Risorgimento Messinese), Saro Visicaro (movimento La Nostra Città), Filippo Clementi (Forza Nuova) e Rosario Ansaldo Patti (Rifondazione comunista e i Comunisti italiani). A Siracusa il Pd schiera Roberto De Benedictis, che può contare sull'appoggio anche di Prc, Pdci, Idv e socialisti. Pdl, Mpa e Udc sostengono invece Roberto Visentin, appoggiati da liste civiche Antonello Liuzzo, Salvatore Carcò, e Francesco Greco, ultimo candidato per il Msi Giuseppe Giganti.

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Amministrative in Sicilia e Sardegna (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Grillo

PALERMO Ultimo appuntamento in Sicilia con le urne. Dopo le politiche e le regionali di aprile, oltre 4 milioni di elettori siciliani sono chiamati a rinnovare i consigli provinciali e a scegliere i presidenti delle province di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Siracusa e Trapani. Consultazioni anche in 145 comuni, che dovranno scegliere il loro sindaco. Voto sospeso a Siculiana, nell'agrigentino, dove il Consiglio dei Ministri ha decretato lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Mentre si voterà regolarmente a Mineo, nel catanese, dove dopo la tragedia costata la vita a sei persone in molti, con il sindaco in testa, invocavano un rinvio. I seggi resteranno aperti oggi dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alla 15. Subito dopo partirà lo spoglio (prima per le provinciali e poi per le comunali, nelle oltre 5mila sezioni. In caso di ballottaggi si tornerà alle urne il 29 e 30 giugno. Nella nuova stagione elettorale che in molte piccole realtà dell'Isola vede alleanze trasversali, ci sono anche casi come quello della provincia di Palermo. Qui gli schieramenti si presentano compatti nella sfida per la conquista della poltrona più alta di Palazzo Comitini. Così l'ex Cdl ha trovato l'accordo sul nome dell'ex assessore comunale Giovanni Avanti, in quota Udc, e il centrosinistra schiera l'ex deputato Franco Piro (Pd). Ben cinque, invece, gli sfidanti ad Agrigento. In corsa per la carica di presidente della Provincia Eugenio D'Orsi, ex assessore provinciale e segretario provinciale del Mpa, che può contare sull'appoggio di Pdl, Udc e Mpa. Il Pd, invece, si presenta con un candidato: Giandomenico Vivacqua, scelto dalla segreteria provinciale del partito, ma al Partito democratico appartiene anche Giuseppe Arnone, esponente di Legambiente e consigliere comunale del Pd in rotta con il partito, che ha apertamente contestato la candidatura di Vivacqua. Gli altri due candidati sono Renato Bruno, appoggiato da Idv, Socialisti, Sinistra Arcobaleno, Verdi e il movimento di Rita Borsellino, e Domenico Incardona, sostenuto da La Destra-Fiamma tricolore. Cinque anche i candidati alla presidenza delle Province regionali di Trapani ed Enna. Nel primo caso oltre all'outsider Giuseppe Malato (Civica), ci sono Camillo Oddo (Pd), Salvino Mazzara (Prc), Michele Monastero (Partito comunista dei lavoratori), unico nome invece per il centrodestra, che punta su Mimmo Turano (Pdl-Mpa-Udc). A Enna, invece, in corsa sono Giuseppe Monaco (Pdl-Mpa-Udc), Nino Muratore (Pd), Giuseppe Giunta (Prc-Pdci), Gaetano Valle (Rifondazione cristiana) e Giuseppe Camerino (Partito comunista dei lavoratori). È sfida a quattro, invece, alle Province di Caltanissetta e Messina. I candidati a Caltanissetta sono: Piero Lo Nigro (Socialisti), Salvatore Messana (Pd), Pino Federico (Mpa, Pdl e Udc), Angelo Marotta (Prc, Pdci). A Messina, invece, la sfida è tra Nanni Ricevuto, candidato del Pdl, Paolo Siracusano, scelto dal Pd, Santi La Rosa per il Prc e Giuseppe Scalisi per Forza Nuova. A Catania ambiscono alla poltrona di presidente della Provincia Giuseppe Castiglione (Pdl), Salvo Leotta (Pd), Paolo Castorina (Sd), e Giuseppe Bonanno Conti (Forza Nuova), mentre a Siracusa i pretendenti sono solo due Nicola Bono per il centrodestra e Pippo Zappulla per il centrosinistra. Tanti anche i candidati in corsa per la poltrona di primo cittadino nei diversi comuni interessati dalla nuova tornata elettorale. Diciannove quelli che si sfideranno nei tre comuni più grandi: Catania, Messina e Siracusa. A Catania è corsa a sette: Giovanni Burtone per il centrosinistra, Raffele Stancanelli per il Pdl, Massimiliano Catanzaro (Forza Nuova); Grazia Giurato (Lista amici di Beppe Grillo insieme alla società civile); Salvatore Domina (Lista liberare Catania); Nello Musumeci (Con Nello Musumeci per Catania); Francesco Condorelli Caff (MS Fiamma Tricolore). Sei i candidati ai comuni di Messina e Siracusa. Nella città dello stretto la sfida è tra Francantonio Genovese (Pd, Idv e Verdi), Giuseppe Buzzanca per il centrodestra, Fabio D'Amore (movimento Risorgimento Messinese), Saro Visicaro (movimento La Nostra Città), Filippo Clementi (Forza Nuova) e Rosario Ansaldo Patti (Rifondazione comunista e i Comunisti italiani). A Siracusa il Pd schiera Roberto De Benedictis, che può contare sull'appoggio anche di Prc, Pdci, Idv e socialisti. Pdl, Mpa e Udc sostengono invece Roberto Visentin, appoggiati da liste civiche Antonello Liuzzo, Salvatore Carcò, e Francesco Greco, ultimo candidato per il Msi Giuseppe Giganti. Si sono aperti alle 8 i seggi nei 34 Comuni sardi interessati al voto di oggi e domani per quello che si preannuncia come un test per i partiti in vista delle regionali che si terranno in Sardegna nel 2009. Complessivamente sono 118.221 i cittadini chiamati a rinnovare i Consigli comunali e ad eleggere i Sindaci. Dieci sono le amministrazioni rette da un Commissario nominato allo scioglimento degli organi politici. Nessuna lista è stata, invece, presentata in due comuni commissariati: Bidonì (Oristano) ed Illorai (Sassari). Uno solo, invece, il comune che ha una popolazione superiore ai 15 mila abitanti con possibilità, quindi, di andare ad un eventuale ballottaggio. Si tratta di Assemini, in Provincia di Cagliari. Vi sono poi altri tre comuni di rilievo: Villacidro, capoluogo della Provincia del Medio Campidano assieme a Sanluri. I candidati sindaco sono Efisio Luigi Meloni, centrosinistra, e Ignazio Fanni (lista civica). A Macomer, uno dei comuni del centro Sardegna più colpiti dalla crisi industriale, si confronteranno il sindaco uscente, Marco Mura, del centro sinistra, e il consigliere di minoranza Riccardo Uda (lista civica). Infine a Arzachena, capoluogo della Costa Smeralda e roccaforte del centrodestra, si sfideranno Alberto Ragnedda e Piero Filigheddu, entrambi sostenuti da liste civiche.

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TRAMONTI SUL LAGO (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Grillo

Una frana attesa, in luoghi dove lo smottamento era in corso da anni e nessuno ha fatto niente per fermarlo. Tra giudizi impietosi sul passato (nazionale e locale) e ipotesi di ricostruzione radicale, a partire dalle fondamenta. Parte dalle rive del Lago Maggiore e dalle valli dell'Ossola il viaggio alla ricerca di una sinistra sopravvissuta al disastro di aprile Astrit Dakli VERBANIA "Qualcosa di sinistra", in riva al lago, c'è ancora. Lo si avverte qua e là, un po' nascosto tra ville liberty, giardini, vecchie fabbriche e case operaie, che insieme agli spettacolari panorami formano un ambiente di suggestione unica, ancora non troppo guastato dalla sgangherata modernità italica: c'è ancora, così come c'è stato per decenni, sotto forma di amministrazioni locali, iniziative, istituzioni. Ma fino a quando? Il clima politico sul Verbano non induce all'ottimismo; peggio ancora se si risalgono le valli i cui nomi ancora oggi sono sinonimo di resistenza antifascista, la Val d'Ossola in primis, unico pezzo d'Italia che riuscì davvero con le sue sole forze a liberarsi dall'occupazione tedesca, sia pur solo per un mese o poco più. Nonostante le robuste tradizioni - partigiane e operaie - che dovrebbero pur aver lasciato delle tracce, tutti danno ormai per spacciato il centrosinistra alle prossime elezioni provinciali (la provincia è la cosiddetta Vi-ci-o, Verbano-Cusio-Ossola, istituita nel '92 dividendo in due la provincia di Novara); quanto all'amministrazione del comune capoluogo, Verbania, forse il centrosinistra potrà resistervi ancora un po', ma sempre più in difficoltà e circondato da amministrazioni dove la destra è vincente. Se poi si viene alla sinistra in senso proprio, l'Arcobaleno il 13 aprile ha subìto anche quassù una rotta del tutto equivalente a quella nazionale; il senso di disfatta è tangibile e ci si chiede come mai non si è capito cosa stava maturando nella testa e nei cuori dei cittadini. DRAMMI SUPERATI Da queste parti tutto sommato adesso si vive bene: il dramma della de-industrializzazione, che nella provincia è stata davvero pesante negli anni '80 e '90, appare ormai superato; le preoccupazioni della gente si concentrano sui rischi idrogeologici (per i quali nessuna forza politica fa granché) più che su quelli economici e sociali. Eppure, incomprensibilmente, anche nell'Ossola pare abbia fatto presa la campagna nazionale "per la sicurezza" e anti-immigrazione, nonostante la criminalità sia a livelli davvero minimi e la presenza di immigrati del tutto trascurabile (di immigrati "nuovi", s'intende, visto che quelli più vecchi, venuti dalla Calabria negli anni '50 e '60, costituiscono probabilmente la maggioranza della popolazione). C'è una vera emergenza-droga e un serio problema di alcolismo giovanile, ma si fa poco o niente per prevenire e curare - né del resto per contrastare il teppismo e il vandalismo dei ragazzi ubriachi, l'unica concreta minaccia, anche se modestissima, alla tranquillità dei bravi cittadini - mentre in nome della sicurezza ci si accanisce contro qualche povero diavolo di pelle scura che vende occhiali o libri in piazza della stazione: come al solito, il problema dev'essere per forza fuori da noi. In effetti quello di aprile non è stato un fulmine a ciel sereno. Al contrario, era un'evoluzione attesa e in qualche caso addirittura già sperimentata sul campo; come a Domodossola, dove una "Sinistra unita dell'Ossola" sul modello dell'Arcobaleno si era già presentata con esiti poco felici alle comunali del 2007, ottenendo meno della metà dei voti rispetto a quelli ricevuti nelle elezioni politiche dell'anno prima dai partiti separati. L'UNICA VIA RAGIONEVOLE "Eppure eravamo e siamo ancora convinti che quella dell'unità fosse l'unica strada ragionevole, a sinistra", racconta Mario Scaltritti, responsabile ("ancora per poco", precisa) di Rifondazione in città, incontrandoci in una sede che è appunto di "Sinistra unita", presa e gestita unitariamente. "A Domo, la sinistra ha una storia di divisioni continue che l'hanno perduta. Avevamo in mano la città, alla fine degli anni '90: ma nel 2003 a furia di divisioni si sono presentati 5 candidati a sindaco per il centrosinistra, e da allora il comune è saldamente in mano alla destra - tra l'altro con un sindaco della Lega molto in gamba. Chiaro che dovevamo tornare a insistere per l'unità". Gli dà ragione Dina Balsamo, sua omologa per il Pdci: "Qui abbiamo lavorato insieme per due anni e non vediamo il motivo per cambiare, non è che la sconfitta sia colpa di uno piuttosto che dell'altro; non penso che il disastro nazionale di quest'anno debba fermare un processo di riunificazione che qui in provincia, dove siamo pochissimi, è assolutamente necessario. Anzi, spero proprio che si vada avanti su questa strada. Io penso che non si possa fare a meno della forma-partito, perché altrimenti si resta isolati, ma vedo che a livello nazionale sono in corso processi che vanno in senso contrario e non mi piacciono affatto". Il leitmotiv dell'allarme per le tendenze settarie dei partitini è continuo. Lo troveremo in tutti gli ambienti con cui siamo entrati in contatto nel nostro tour. "Noi qui cerchiamo di mettere a punto delle risposte comuni, unitarie, a questa sconfitta" - insiste Dina. "Continuiamo a lavorare insieme come prima: ma la frammentazione, sopra di noi, a livello nazionale, regionale e persino provinciale, è grave. Si rischia l'esplosione". "Se l'Arcobaleno si sfascia, anche da noi i già pochi che sono attivi e cercano di far qualcosa finiranno per andarsene a casa e badare solo ai fatti propri", sintetizza efficacemente Massimo, un giovane immigrato (pugliese) che lavora con la Sinistra unita dell'Ossola senza appartenere a nessuno dei partiti che la compongono, e anzi partecipando anche a iniziative "altre", come alcune di quelle dei gruppi di Beppe Grillo. "L'unico modo per 'tenere', secondo me, è di lavorare su questioni precise e concrete che appassionano i cittadini, per esempio la questione dell'acqua e della sua gestione, su cui finora non siamo stati capaci di far niente e abbiamo lasciato che se ne impadronisse la Lega, e che si fregiasse del titolo di 'difensore della gente'. D'altra parte è vero che siamo troppo pochi e con mezzi troppo scarsi per star dietro alle cose, occuparcene seriamente". Sull'acqua, peraltro, la situazione ossolana è molto diversa rispetto a quanto accade altrove in Italia: qui di acqua ce n'è tantissima, e il problema è che molti in valle vorrebbero tenersela per sè e non pagarla, mentre la gestione è affidata a una società esterna che opera in accordo con la regione - ancora di centrosinistra - e la distribuisce in tutto il Piemonte facendola pagare a tutti. Più giù, a bordo lago, il futuro dell'Arcobaleno è visto con scetticismo anche più forte, pur se le condizioni politiche locali dovrebbero essere migliori. "Sono stata di recente a una riunione provinciale di Rifondazione e mi è venuta l'angoscia" - racconta Pieranna Margaroli, che con la sua libreria in centro a Verbania e con la sua piccola casa editrice è di fatto un punto di riferimento per ogni iniziativa culturale di sinistra nell'area - "Tutto il dibattito si sta riducendo a una resa dei conti interna, nessuno sforzo di capire cosa ci allontana dalla gente, di capire perché non riusciamo a comunicare". CONTATTO PERDUTO Qualcuno si pone delle domande, certo: ma solo per accorgersi che ormai il contatto con la realtà è stato perduto, ed è difficile da recuperare. Dice Stefano Montani, 57 anni, tornato a far politica con l'Arcobaleno dopo trent'anni di distacco dalla militanza di partito (era nel Pdup): "Non ci siamo resi conto delle enormi trasformazioni sociali che ci sono state, Verbania è passata in pochi anni da città industriale a città di servizi, il lavoro è tutto nel commercio - o pendolare verso altri luoghi". Alla Montefibre di Verbania lavoravano 4000 operai pochi anni fa, oggi sono sì e no 400. "Ormai la parte di società a cui facciamo riferimento noi - e la sinistra, in generale - qui è assolutamente minoritaria: con tutti gli altri, se restiamo così come siamo, non riusciremo mai più a dialogare, tantomeno a rappresentarli. Dobbiamo cambiare, essere più sensibili e attivi, e prepararci a molti anni di lavoro. Non possiamo sperare di tornare a vincere le elezioni tra cinque anni". E non è detto che si vada comunque in questa direzione: "In effetti - aggiunge Stefano - vedo che dopo il disastro elettorale i partiti dell'Arcobaleno invece di accelerare la formazione di una forza nuova e più aperta stanno chiudendosi a riccio. Così non andremo da nessuna parte". FUORI DAL PARTITO Fuori dal partito, quale che sia, è però molto difficile lavorare. "E come facciamo?" - chiede Marco Bonapace, professore di fisica 45enne, già candidato Arcobaleno - "Tutti noi qui lavoriamo, abbiamo pochissimo tempo per far politica. Finché eravamo legati ai partiti, avevamo bisogno di meno tempo, eravamo comunque portatori di un 'marchio', rappresentavamo qualcosa. Da soli, è tutta un'altra storia... E non è un caso che adesso, anche se ci sarebbero varie iniziative possibili, tutti quanti stiamo in realtà aspettando i congressi dei partitini per vedere se proprio non c'è più niente da fare". Pieranna di fiducia in questo processo unitario ne ha ancor meno: "Credo di non poter far niente di meglio che ripartire da me stessa, dalla mia attività. Sono libraia, cercherò di lavorare su questa base, di stimolare culturalmente l'ambiente che ho intorno: oltre a tutto, forse sono troppo ottimista ma non mi pare che la gente di qui sia poi così incattivita, così chiusa, anche se non vota più a sinistra. Mi sembra piuttosto che siano stati i nostri dirigenti politici, siamo stati noi, ad essere chiusi e incapaci di dialogo. Io mi sono accorta con piacere e con stupore che una persona come il sindaco leghista di Domodossola è più aperta e comprensiva di tanti dirigenti locali di centrosinistra verso alcune istanze culturali importanti - per esempio il festival di letteratura che abbiamo promosso in tutta la provincia e che lui ha appoggiato anche se molti contenuti sono di sinistra. I 'nostri' invece si sono spesso mossi male, come con il piano regolatore di Verbania: ho partecipato a qualche assemblea di quartiere e ho visto che la gente lo critica molto, dice che farà sparire gli spazi pubblici, che peggiorerà la vita cittadina...". Marco finisce la frase per lei: "Un piano che è stato fatto da noi, da un consiglio comunale dove siedono consiglieri di Rifondazione, del Pdci. Come non si è capito che stavamo facendo danni, e che li avremmo prima o poi pagati?".(1 - continua) VERBANIA "Qualcosa di sinistra", in riva al lago, c'è ancora. Lo si avverte qua e là, un po' nascosto tra ville liberty, giardini, vecchie fabbriche e case operaie, che insieme agli spettacolari panorami formano un ambiente di suggestione unica, ancora non troppo guastato dalla sgangherata modernità italica: c'è ancora, così come c'è stato per decenni, sotto forma di amministrazioni locali, iniziative, istituzioni. Ma fino a quando? Il clima politico sul Verbano non induce all'ottimismo; peggio ancora se si risalgono le valli i cui nomi ancora oggi sono sinonimo di resistenza antifascista, la Val d'Ossola in primis, unico pezzo d'Italia che riuscì davvero con le sue sole forze a liberarsi dall'occupazione tedesca, sia pur solo per un mese o poco più. Nonostante le robuste tradizioni - partigiane e operaie - che dovrebbero pur aver lasciato delle tracce, tutti danno ormai per spacciato il centrosinistra alle prossime elezioni provinciali (la provincia è la cosiddetta Vi-ci-o, Verbano-Cusio-Ossola, istituita nel '92 dividendo in due la provincia di Novara); quanto all'amministrazione del comune capoluogo, Verbania, forse il centrosinistra potrà resistervi ancora un po', ma sempre più in difficoltà e circondato da amministrazioni dove la destra è vincente. Se poi si viene alla sinistra in senso proprio, l'Arcobaleno il 13 aprile ha subìto anche quassù una rotta del tutto equivalente a quella nazionale; il senso di disfatta è tangibile e ci si chiede come mai non si è capito cosa stava maturando nella testa e nei cuori dei cittadini. DRAMMI SUPERATI Da queste parti tutto sommato adesso si vive bene: il dramma della de-industrializzazione, che nella provincia è stata davvero pesante negli anni '80 e '90, appare ormai superato; le preoccupazioni della gente si concentrano sui rischi idrogeologici (per i quali nessuna forza politica fa granché) più che su quelli economici e sociali. Eppure, incomprensibilmente, anche nell'Ossola pare abbia fatto presa la campagna nazionale "per la sicurezza" e anti-immigrazione, nonostante la criminalità sia a livelli davvero minimi e la presenza di immigrati del tutto trascurabile (di immigrati "nuovi", s'intende, visto che quelli più vecchi, venuti dalla Calabria negli anni '50 e '60, costituiscono probabilmente la maggioranza della popolazione). C'è una vera emergenza-droga e un serio problema di alcolismo giovanile, ma si fa poco o niente per prevenire e curare - né del resto per contrastare il teppismo e il vandalismo dei ragazzi ubriachi, l'unica concreta minaccia, anche se modestissima, alla tranquillità dei bravi cittadini - mentre in nome della sicurezza ci si accanisce contro qualche povero diavolo di pelle scura che vende occhiali o libri in piazza della stazione: come al solito, il problema dev'essere per forza fuori da noi. In effetti quello di aprile non è stato un fulmine a ciel sereno. Al contrario, era un'evoluzione attesa e in qualche caso addirittura già sperimentata sul campo; come a Domodossola, dove una "Sinistra unita dell'Ossola" sul modello dell'Arcobaleno si era già presentata con esiti poco felici alle comunali del 2007, ottenendo meno della metà dei voti rispetto a quelli ricevuti nelle elezioni politiche dell'anno prima dai partiti separati. L'UNICA VIA RAGIONEVOLE "Eppure eravamo e siamo ancora convinti che quella dell'unità fosse l'unica strada ragionevole, a sinistra", racconta Mario Scaltritti, responsabile ("ancora per poco", precisa) di Rifondazione in città, incontrandoci in una sede che è appunto di "Sinistra unita", presa e gestita unitariamente. "A Domo, la sinistra ha una storia di divisioni continue che l'hanno perduta. Avevamo in mano la città, alla fine degli anni '90: ma nel 2003 a furia di divisioni si sono presentati 5 candidati a sindaco per il centrosinistra, e da allora il comune è saldamente in mano alla destra - tra l'altro con un sindaco della Lega molto in gamba. Chiaro che dovevamo tornare a insistere per l'unità". Gli dà ragione Dina Balsamo, sua omologa per il Pdci: "Qui abbiamo lavorato insieme per due anni e non vediamo il motivo per cambiare, non è che la sconfitta sia colpa di uno piuttosto che dell'altro; non penso che il disastro nazionale di quest'anno debba fermare un processo di riunificazione che qui in provincia, dove siamo pochissimi, è assolutamente necessario. Anzi, spero proprio che si vada avanti su questa strada. Io penso che non si possa fare a meno della forma-partito, perché altrimenti si resta isolati, ma vedo che a livello nazionale sono in corso processi che vanno in senso contrario e non mi piacciono affatto". Il leitmotiv dell'allarme per le tendenze settarie dei partitini è continuo. Lo troveremo in tutti gli ambienti con cui siamo entrati in contatto nel nostro tour. "Noi qui cerchiamo di mettere a punto delle risposte comuni, unitarie, a questa sconfitta" - insiste Dina. "Continuiamo a lavorare insieme come prima: ma la frammentazione, sopra di noi, a livello nazionale, regionale e persino provinciale, è grave. Si rischia l'esplosione". "Se l'Arcobaleno si sfascia, anche da noi i già pochi che sono attivi e cercano di far qualcosa finiranno per andarsene a casa e badare solo ai fatti propri", sintetizza efficacemente Massimo, un giovane immigrato (pugliese) che lavora con la Sinistra unita dell'Ossola senza appartenere a nessuno dei partiti che la compongono, e anzi partecipando anche a iniziative "altre", come alcune di quelle dei gruppi di Beppe Grillo. "L'unico modo per 'tenere', secondo me, è di lavorare su questioni precise e concrete che appassionano i cittadini, per esempio la questione dell'acqua e della sua gestione, su cui finora non siamo stati capaci di far niente e abbiamo lasciato che se ne impadronisse la Lega, e che si fregiasse del titolo di 'difensore della gente'. D'altra parte è vero che siamo troppo pochi e con mezzi troppo scarsi per star dietro alle cose, occuparcene seriamente". Sull'acqua, peraltro, la situazione ossolana è molto diversa rispetto a quanto accade altrove in Italia: qui di acqua ce n'è tantissima, e il problema è che molti in valle vorrebbero tenersela per sè e non pagarla, mentre la gestione è affidata a una società esterna che opera in accordo con la regione - ancora di centrosinistra - e la distribuisce in tutto il Piemonte facendola pagare a tutti. Più giù, a bordo lago, il futuro dell'Arcobaleno è visto con scetticismo anche più forte, pur se le condizioni politiche locali dovrebbero essere migliori. "Sono stata di recente a una riunione provinciale di Rifondazione e mi è venuta l'angoscia" - racconta Pieranna Margaroli, che con la sua libreria in centro a Verbania e con la sua piccola casa editrice è di fatto un punto di riferimento per ogni iniziativa culturale di sinistra nell'area - "Tutto il dibattito si sta riducendo a una resa dei conti interna, nessuno sforzo di capire cosa ci allontana dalla gente, di capire perché non riusciamo a comunicare". CONTATTO PERDUTO Qualcuno si pone delle domande, certo: ma solo per accorgersi che ormai il contatto con la realtà è stato perduto, ed è difficile da recuperare. Dice Stefano Montani, 57 anni, tornato a far politica con l'Arcobaleno dopo trent'anni di distacco dalla militanza di partito (era nel Pdup): "Non ci siamo resi conto delle enormi trasformazioni sociali che ci sono state, Verbania è passata in pochi anni da città industriale a città di servizi, il lavoro è tutto nel commercio - o pendolare verso altri luoghi". Alla Montefibre di Verbania lavoravano 4000 operai pochi anni fa, oggi sono sì e no 400. "Ormai la parte di società a cui facciamo riferimento noi - e la sinistra, in generale - qui è assolutamente minoritaria: con tutti gli altri, se restiamo così come siamo, non riusciremo mai più a dialogare, tantomeno a rappresentarli. Dobbiamo cambiare, essere più sensibili e attivi, e prepararci a molti anni di lavoro. Non possiamo sperare di tornare a vincere le elezioni tra cinque anni". E non è detto che si vada comunque in questa direzione: "In effetti - aggiunge Stefano - vedo che dopo il disastro elettorale i partiti dell'Arcobaleno invece di accelerare la formazione di una forza nuova e più aperta stanno chiudendosi a riccio. Così non andremo da nessuna parte". FUORI DAL PARTITO Fuori dal partito, quale che sia, è però molto difficile lavorare. "E come facciamo?" - chiede Marco Bonapace, professore di fisica 45enne, già candidato Arcobaleno - "Tutti noi qui lavoriamo, abbiamo pochissimo tempo per far politica. Finché eravamo legati ai partiti, avevamo bisogno di meno tempo, eravamo comunque portatori di un 'marchio', rappresentavamo qualcosa. Da soli, è tutta un'altra storia... E non è un caso che adesso, anche se ci sarebbero varie iniziative possibili, tutti quanti stiamo in realtà aspettando i congressi dei partitini per vedere se proprio non c'è più niente da fare". Pieranna di fiducia in questo processo unitario ne ha ancor meno: "Credo di non poter far niente di meglio che ripartire da me stessa, dalla mia attività. Sono libraia, cercherò di lavorare su questa base, di stimolare culturalmente l'ambiente che ho intorno: oltre a tutto, forse sono troppo ottimista ma non mi pare che la gente di qui sia poi così incattivita, così chiusa, anche se non vota più a sinistra. Mi sembra piuttosto che siano stati i nostri dirigenti politici, siamo stati noi, ad essere chiusi e incapaci di dialogo. Io mi sono accorta con piacere e con stupore che una persona come il sindaco leghista di Domodossola è più aperta e comprensiva di tanti dirigenti locali di centrosinistra verso alcune istanze culturali importanti - per esempio il festival di letteratura che abbiamo promosso in tutta la provincia e che lui ha appoggiato anche se molti contenuti sono di sinistra. I 'nostri' invece si sono spesso mossi male, come con il piano regolatore di Verbania: ho partecipato a qualche assemblea di quartiere e ho visto che la gente lo critica molto, dice che farà sparire gli spazi pubblici, che peggiorerà la vita cittadina...". Marco finisce la frase per lei: "Un piano che è stato fatto da noi, da un consiglio comunale dove siedono consiglieri di Rifondazione, del Pdci. Come non si è capito che stavamo facendo danni, e che li avremmo prima o poi pagati?".(1 - continua).

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In Italia 4 milioni di "diari" ma solo 20 guadagnano soldi (sezione: Grillo)

( da "Trentino" del 17-06-2008)

Argomenti: Grillo

Parla l'organizzatore Gianluca Neri, patron di Macchianera "In Italia 4 milioni di "diari" ma solo 20 guadagnano soldi" TRENTO. Gianluca Neri, perché un "Blogfest"? Perché di incontri tra blogger ce n'erano già stati, ma mancava un vero festival. Sarà un misto tra Woodstock e la festa di Cuore. Riva che c'azzecca? Il posto è splendido, l'ho "testato" ai "Radioincontri". E così ho detto: perché no? I temi principali? Quelli delle tre maxiconferenze, una al giorno: la televisione su internet, l'evoluzione dell'informazione, il mondo dei social network. A Riva ci saranno tutti i blogger, ma non Beppe Grillo. Perché la "blogosfera" ce l'ha tanto con lui? Non è che ce l'abbiamo con lui, l'invito per Riva gli è stato inviato... Ma è un'altra cosa: ha uno staff che gli scrive il blog, e poi lui non risponde mai ai commenti, non interagisce con chi gli scrive. Ma cos'è un blog? Un diario personale? Un giornale? Di tutto un po'... Ci sono varie anime, anche in contrasto tra loro. Ci sono i "diaristi" che raccontano i fatti propri, ma ci sono anche i giornalisti che sul blog sono liberi di scrivere quel che vogliono senza dover rispondere a un direttore. Quanti sono i blog in Italia? L'ultimo studio parla di 4 milioni. Non so se è un cifra realistica, però posso dire che l'80% degli adolescenti ha una sua traccia sulla rete, o un blog oppure una pagina tipo Myspace. Si può guadagnare con un blog di successo? Grazie alla pubblicità di Google direi di sì, ma bisogna avere un mare di pagine viste. Solo i venti blog più famosi riescono a incassare una sorta di lauto stipendio. A forza di aggiornare il blog non si rischia una malattia da dipendenza virtuale? Sì, conosco gente che vive sempre attaccata al computer... Il "Blogfest" servirà anche a questo, per tornare dal virtuale al reale: il blogger non è fatto di soli byte. (pi.d.).

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Brevi, schede e richiami 2 (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Grillo

P roiezione al Parlamento europeo di Strasburgo per "Biùtiful cauntri". Nell'ambito di un convegno organizzato dall'associazione Gaia, alle 14.30 sarà proposto il documentario sull'emergenza rifiuti in Campania, diretto da Andrea D'Ambrosio, Peppe Ruggiero ed Esmeralda Calabria. Alla proiezione interverranno gli europarlamentari Monica Frassoni e Umberto Guidoni e il MeetUp napoletano degli "Amici di Beppe Grillo", che distribuirà al commissario per l'Ambiente Stavros Dimas un documento che invita a bocciare il Decreto rifiuti di Berlusconi. (g. v.) Info movieplayer.it/film/15759/biutiful-cauntri/.

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Brevi, schede e richiami 3 (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Grillo

Biennale teatro COLPI DI SCENA Inizia oggi in Romagna la Biennale di Teatro Ragazzi e Giovani Contemporaneo "Colpi di scena": alle 15 al convento dell'Osservanza di Brisighella "Incontri con animali straordinari il maiale" della compagnia Ca' Luogo d'Arte. Alle 16,30 alla Casa del Teatro di Faenza "I Saputoni o lo stupore del conoscere" a cura del Teatro delle Briciole. Alle 18 al Teatro Fellini di Faenza "Volpino e la luna" della compagnia Asina sull'Isola. Alle 20,45 al Taetro Masini di Faenza, Accademia Perduta in "Pollicino", alle 22 alla Casa del Teatro, la Compagnia Bakèlite in "L'affaire Poucet", e alle 23 al Mic, il Teatro Due Mondi in "Ay l'amor". oTIUM a ravenna Alle 18 a Casa Melandri a Ravenna, Elsa Signorino, presidente di RavennAntica e Giovanna Montevecchi, presentano e illustrano con proiezioni la mostra archeologica "Otium. L'arte di vivere nelle domus romane di età imperiale", evento 2008 nel Complesso di San Nicolò. GIALLO IN ITALIA Alle 21,30 alla Corte Ospitale di Rubiera (RE), per la rassegna cinematografica Giallo in Italia a cura di Andrea Violi, film "Un maledetto imbroglio" di Pietro Germi. Gratuito. GHIBELLINISMO Alle 21 al Coffee Bean Bar di Rovereto sulla Secchia (MO), Gabriele Sorrentino presenta il suo volume "Il Duca Passerino. L'epoca d'oro del ghibellinismo in Italia attraverso la figura di Rainaldo Bonacolsi, signore di Mantova e di Modena". PREVENDITE GRILLO Prevendite per il nuovo spettacolo di Beppe Grillo che si terrà al Pala Braschi di Parma il 31 ottobre alle 21. Biglietti alla biglietteria del palazzetto, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16. Info 3496860460.

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Il blog per informarsi, con qualche dubbio (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Grillo

Nei giorni scorsi ho pubblicato sul Giornale un articolo dedicato ai blog e ai siti individuali che negli Stati Uniti sono diventati così importanti da far concorrenza ai media tradizionali. Al servizio era abbinata un'intervista a Matt Mullenweg, l'inventore della piattaforma Wordpress, che avevo incontrato al Wordcamp organizzato a Milano dal mitico Wolly. Matt, giovanissimo genio del Net, sostiene che il blog sta diventando autenticamente multimediale e che ciò avrà implicazioni anche per i giornalisti. Infatti "permetterà una diversificazione dell'offerta e dei percorsi di lettura, che si svilupperanno per argomento anziché per testata. Già oggi i giovani selezionano le notizie attraverso i motori di ricerca personalizzati. Al New York Times arrivano se ricevono la segnalazione di un articolo interessante, ma non hanno più l'abitudine di consultare quotidianamente il sito nytimes. com. Siamo passati attraverso tre fasi del blog: mezzo per scrivere, poi per interagire e ora, sempre più, per filtrare e personalizzare la mole immensa di notizie sulla rete". Chiaccherando con Wolly e con Piero Macrì, Matt ci ha raccontato un episodio personale illuminante: era in una città che stava per essere investita da un uragano, ma siccome lui non segue i media generalisti non si era accorto del pericolo imminente, che gli fu segnalato dalla madre inquieta per le sue sorti. Senza quella telefonata matt non avrebbe preso precauzioni. Da qui una riflessione: siamo sicuri che la qualità della nostra vita e la conoscenza del mondo migliorerà quando la maggior parte degli utenti avrà preso l'abitudine di leggere solo le notizie di argomenti che interessano? Questo trend non rischia di creare lettori iperspecializzati (magari in argomenti frivoli), ma complessivamente ancor più ignoranti? Ad esempio: voi come vi regolate? Tendete a comportarvi come Matt o siete più tradizionalisti? Scritto in giornalismo 1 Commento " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jun 08 Per l'Europa una sola via d'uscita: più democrazia Perché gli irlandesi hanno detto no al Trattato di Lisbona? Come spiego in un'analisi pubblicata oggi non certo perché sono antieuropeisti, al contrario. "Come tutti gli europei, gli irlandesi non capiscono più il proprio Paese, non sanno più se conta di più il governo di Dublino o la Commissione di Bruxellese quando chiedono ragguagli nessuno è in grado di tracciare unconfine preciso tra l'uno e l'altra". Percepiscono l'Unione europea come un potere che sottrae fette crescenti di sovranità eppure resta senza volto. "Chi rappresenta l'Europa oggi? Il presidente Barroso no di certo. L'Europa è un'oligarchia impalpabile ma molto influente, che condiziona la politica economica di ogni Paese, sovrasta i Parlamenti nazionali grazie alle direttive, fa giurisprudenza attraverso la Corte di giustizia europea.E incoraggia migrazioni massicce attraverso l'accordo di Schengen, positivo sotto molti aspetti, ma le cui ripercussioni sono state a lungo sottovalutate e che ha finito per agevolare l'afflusso di clandestini extracomunitari. Gli irlandesi hanno votato no a larga maggioranza per una ragione in fondo semplice: non hanno capito che cosa fosse davvero il Trattato di Lisbona". Pretendevano chiarezza e invece si sono visti sottoporre un'insieme di accordi che la facevano apparire ancor più criptica e impenetrabile. Dopo il voto in Francia, Olanda e Irlanda la lezione secondo me è chiara: l'attuale processo di costruzione europea trainato dalle élites politiche senza richiedere il consenso diretto del popolo, non funziona più. Non c'è che una soluzione: istituzioni più semplici, perlomeno comprensibili, e più democrazia. Ma i governi lo vorranno? E l'unione dei popoli europei può davvero esistere o scopriremo che è un'illusione? Scritto in europa, democrazia Commenti ( 53 ) " (8 voti, il voto medio è: 2.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jun 08 Sentenza su Guantanamo, bentornata America L'America per molti anni ha rappresentato un modello di libertà e di giustizia. Poi c'è stato l'11 settembre, la guerra al terrorismo, l'Irak e tante, troppe deroghe ai principi che proprio l'America ha vantato come sacri per tanti decenni. La prigione di Guantanamo, dove centinaia di persone sono state detenute senza diritti e sottoposte a tortura, rappresenta la violazione più clamorosa. Ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto il diritto costituzionale dei detenuti nel campo di prigionia di ricorrere nei tribunali ordinari americani contro la loro detenzione. Considerate queste cifre: su 775 detenuti due terzi sono stati consegnati ai paesi d'origine dove sono stati rilasciati perché innocenti. Altri 70 dovrebbero essere rilasciati a breve, contro 120 ci sono indizi palesemente insufficienti, solo a carico di 80 persone (appena il 10%) le prove sarebbero più serie. Il quadro è chiaro: Guantanamo non è servita a combattere il terrorismo ma ha rovinato la vita a quasi 700 innocenti infliggendo un danno colossale alla credibilità degli Usa nel mondo. Entrambi i candidati alla Casa Bianca, John McCain e Barack Obama, si sono espressi da tempo e con convinzione per la chiusura di questo campo. La sentenza di ieri è un passo importante nella giusta direzione. Io dico: l'America sta tornando ad essere l'America. Scritto in gli usa e il mondo Commenti ( 22 ) " (10 voti, il voto medio è: 1.8 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Jun 08 Ancora su Vasco Rossi e la droga Mi scuso con i lettori abituali su questo blog, ma continuo a ricevere centinaia di e mail su Vasco Rossi (il mio indirizzo è stato cortesemente segnalato sul sito di Vasco Rossi dai suoi redattori) e devo tornare sul tema. Molti mi rimproverano di non dialogare, ma come faccio a dialogare se nove messaggi su dieci sono di insulti e di minacce pesantissime? Qualche precisazione: 1) Non apprezzare Vasco Rossi è un diritto, che ribadisco. Sarebbe auspicabile che i dissensi dei suoi fan venissero espressi in modo civile. Chiedo troppo? 2) Contrariamente a quanto scrivono in molti, io non ho detto che chi apprezza Vasco è un drogato. Ho scritto una cosa diversa: che alcune sue canzoni potevano spingere molti giovani a far uso di droga. Per due ragioni. La prima, perché i testi di molte canzoni, pur non menzionando mai le sostanze stupefacenti (cosa vietata per legge) lanciano messaggi, come dire.facilmente equivocabili. Negli ultimi anni Vasco Rossi ha scritto canzoni dai contenuti completamente diversi. Bene, ma le vecchie canzoni continuano ad essere proposte (inevitabilmente) e il rischio che vengano, ancora una volta, "equivocate" esiste. La seconda ragione: Vasco per molti anni, ha fatto uso di droghe, ammettendolo pubblicamente (ha avuto anche guai con la giustizia), e comparendo in pubblico, ai concerti e qualche volta anche in tv visibilmente fatto. Vasco era (ed è) un idolo e da sempre gli adolescenti tendono a identificarsi e a imitare i propri idoli. Il rischio di un'emulazione, quando lui incitava i suoi fan a vivere una vita spericolata e ad andare al massimo, era pertanto molto alto. 3) I suoi fan dicono che da dieci anni Rossi è cambiato. Bene. Ma nel 2003 in un concerto a San Siro è salito sul palco con le magliette per legalizzare la marijuana e l'anno scorso in un'intervista sosteneva che le droghe non sono tutte uguali e che la marijuana è meno pericolosa dell'alcol. La marijuana non è una droga? Andate a leggervi quali sono gli effetti reali degli spinelli. Riporto questo passaggio dal sito del massimo esperto italiano Riccardo Gatti: Il 25 aprile 2007 l'Ufficio USA del National Drug Control ed il National Institute on Drug Abuse hanno reso nota le ultime analisi si un progetto di monitoraggio che ha rivelato come il THC, principio attivo della marijuana, ha raggiunto, negli Stati Uniti, il più alto livello da quando il monitoraggio è iniziato. Il THC, oggi, è presente con un quantitativo medio dell' 8.5 %. Negli anni '80 era sotto il 4%. Il 60% delle persone che usano questa droga per la prima volta hanno meno di 18 anni. Negli adolescenti e nei giovani adulti "il cervello continua a svilupparsi e può essere vulnerabile agli effetti deleteri della marijuana". Questa droga, come dice la Dott.ssa Volkow, "può produrre cambiamenti nocivi a livello fisico, mentale, emozionale e, contrariamente alle credenze popolari, può dare dipendenza". L'aumento del principio attivo potrebbe anche essere la ragione di un aumento degli interventi di pronto soccorso connessi all'uso di marijuana. 4) Tutto ciò considerato è davvero scandaloso interrogarsi su Vasco Rossi e la droga nell'arco della sua lunga, ricca di successi e movimentata carriera? Scritto in Italia, Varie Commenti ( 270 ) " (42 voti, il voto medio è: 1.57 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Jun 08 Petrolio, libero mercato o libera speculazione? Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a giustificarla, l'aumento della domanda generata da India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti impianti di estrazione nei Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che, amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa. Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in globalizzazione Commenti ( 56 ) " (17 voti, il voto medio è: 2.18 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Una vita meritocratica. La polemica su Vasco Rossi è ormai degenerata, pochi inviano messaggi di dissenso civili e motivati, la maggior parte non fa che lanciarmi ingiurie talvolta pesantissime; alcuni addirittura mi minacciano (complimenti). Molti di voi insistono nel considerarlo un idolo e un messaggero d'amore, un personaggio positivo in una società degenerata. Sarà, ma rivendico il diritto di non apprezzarlo come cantante e di avere forti, motivate riserve sul messaggio che ha inviato per decenni. Non intendo però andare avanti in eterno con questa diatriba, ormai inutile e squalificante per chi la alimenta, ho pertanto deciso di togliere la frase "incriminata", peraltro poche righe in un post incentrato su una personalità di ben altro spessore come Max Gallo. Auguri a tutti. Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente male. Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il Giornale, e che dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere "il luogo della trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio debba essere divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no: apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio. L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco professionale premiante. Così la scuola può diventare autenticamente meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano altro che squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 438 ) " (31 voti, il voto medio è: 2.26 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 47 ) " (16 voti, il voto medio è: 1.94 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) " (14 voti, il voto medio è: 3.14 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (11 voti, il voto medio è: 2.36 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (7 voti, il voto medio è: 2.14 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (21) europa (2) francia (16) germania (2) giornalismo (35) gli usa e il mondo (24) globalizzazione (5) immigrazione (21) islam (12) Italia (95) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (14) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Clark: Signor Foa..a me invece nn piaciono i giornalisti come lei,e nn sarei mai venuto a cercarla se nn avesse... Ultime news Iran, Frattini frena: "Un attacco aereo? Sarebbe catastrofe"Palermo, un accordo tra mafiosi e massoni per ritardare i processiAggrappati a Cassano e... a Van BastenLa Ue: Roma chiarisca gli sgravi fiscali alle cooperativeCaso Mills, Berlusconi ricusa il giudice La procura: "Respingiamo le illazioni" Scajola: "Class action ? 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Brevi, schede e richiami 2 (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 18-06-2008)

Argomenti: Grillo

Chiediamo di riaprire la Coop di Soccavo Seguono 31 firme Napoli Il supermercato Coop di viale Traiano a Soccavo ha chiuso i battenti da molti mesi con la motivazione di un'urgente ristrutturazione. Ma i lavori non iniziano. Molti cittadini sono contrariati da tale situazione, in tanti hanno organizzato una raccolta firme e investito della questione la Municipalità, che si è espressa in favore di lavori veloci e della riapertura del supermercato Coop. Il supermercato ha una sua storia: è stato aperto circa 25 anni fa dalla "Coop Tirrenia" grazie all'apporto di molti operai dell'Italsider. La quota associativa era di 10 mila lire. Questa modalità consentì di raggiungere il fondo economico necessario all'apertura, nella migliore tradizione cooperativistica. Teniamo alla riapertura del supermercato perché pensiamo che la Coop mantenga la promessa di qualità e risparmio, che sia un'esperienza da salvaguardare. Inoltre il vecchio personale è in età pensionabile, questo significherebbe nuove assunzioni. Corre voce, però, che il suolo della Coop faccia gola a una rivendita di auto usate. Agli enti preposti alla ristrutturazione chiediamo chiarezza e trasparenza. Quella di cui la città ha bisogno in questo momento. La raccolta differenziata eseguita e non ritirata Giuseppe Pacelli Napoli SONO un farmacista e vorrei segnalare un disservizio perenne. Effettuo già da tempo la raccolta differenziata a casa, nonostante le enormi difficoltà di trovare delle campane per gettare i rifiuti e non abito certo in periferia, ma a pochi passi da piazza del Plebiscito. Dopo molte e-mail all'Asia e alla Municipalità, erano state posizionate una campana per il vetro e una per la plastica che, ironia della sorte, sono state tolte in occasione della prima riunione del Consiglio dei ministri a Napoli proprio sul problema rifiuti. Nonostante questo, insisto e decido di aderire alla campagna "Carta ufficio" dell'Asia per il riciclaggio della carta. Dopo circa due mesi, ricevo il bidoncino e indicazione del giorno in cui deve essere portato in strada per essere svuotato, cosa che regolarmente non è avvenuta. Pertanto mi domando perché viene Asia e organi preposti chiedono continuamente che sia effettuata la raccolta differenziata, se questa non è accompagnata da volontà e capacità organizzativa per provvedere al ritiro di quanto differenziato? Rifiuti, il fronte del no che soffia sulle rivolte Giuseppe Nitto Napoli VIVO a Napoli da quando sono nato (1961) e sin da bambino ricordo l'emergenza che riempiva di "munnezza" le strade della città. Negli anni Settanta si diceva che gli spazzini (oggi "operatori ecologici"), inquadrati nel sindacato di destra, scioperavano per guastare le giunte di centrosinistra. Oggi la musica è cambiata, e per tentare di dare una risposta alle sollecitazioni di alcuni autorevoli commentatori, che hanno individuato anche nei silenzi della borghesia intellettuale napoletana ulteriori responsabili del forte degrado in cui versa Napoli, è opportuno invece ribadire che in questa città esiste, eccome, una borghesia intellettuale che ha fatto sentire e fa sentire la propria voce. Sono intellettuali e docenti universitari che si raccolgono nell'Istituto italiano per gli studi filosofici dell'avvocato Gerardo Marotta, nelle Assise di Palazzo Marigliano e nel gruppo ambientalista di Alda Croce. Sono gli intellettuali che si raccolgono intorno alle grida falsamente profetiche, bensì apocalittiche, del sacerdote comboniano Alex Zanotelli e il suo seguito di no-global. Sono gli intellettuali e i professionisti della "Napoli bene" che guidano gli Amici di Beppe Grillo e che hanno in parte sponsorizzato la candidatura a sindaco del maestro di strada Marco Rossi-Doria, che recentemente su "Repubblica" ha dato mostra di avere anche cognizioni in materia di ciclo di rifiuti, sussumendo la possibilità di fare raccolta differenziata in quattro e quattr'otto. Sono alcuni magistrati (naturalmente di Magistratura democratica) pronti a scendere in piazza, e non ultimo un gruppo eterogeneo di scrittori, giornalisti e docenti universitari di matrice "savianea", che per qualunque soffio emesso da Roberto Saviano sono pronti ad applaudirlo, come fosse un oracolo o una Sibilla. Ebbene, cosa dicono e sostengono questi gruppi? Sono contro i termovalorizzatori, che loro chiamano inceneritori; sono contro le discariche. Sono per la raccolta differenziata, sebbene sappiano che prima di arrivare a una raccolta che copra almeno il 40 per cento della città ci vogliono anni: dove mettere la "munnezza" nel frattempo non li riguarda. Sono quelli che soffiano sulle rivolte dei cittadini; sono contro qualunque opera di abbellimento o rifacimento di strade e arredo urbano. Sono contro ogni decisione dell'autorità benché democraticamente eletta o legittimata dalla legge, in materia rifiuti o ambientale, giacché essi propugnano la cosiddetta "democrazia partecipativa e/o dal basso", che prevede per l'amministratore locale un vincolo di mandato e la revoca di mandato da parte degli elettori, cioè una vera eversione del dettato costituzionale, del quale essi si ritengono i paladini e i custodi. Sono quelli, infine, che mai hanno protestato per l'incredibile uso delle risorse pubbliche di cui hanno fatto strame gli amministratori locali, fonte di malgoverno, inefficienze, sprechi, corruzione e clientele. Viceversa, c'è uno spicchio della borghesia intellettuale locale che propugna azioni e politiche diverse, purtroppo non è organizzata e che spesso tace. Vomero, tavoli e divani così i bar creano degrado Elvira Pierri Napoli TAVOLINI e divanetti che spuntano come funghi sui marciapiedi antistanti i bar dei quartieri Vomero-Arenella. Ogni baretto occupa suolo cittadino, con chissà quali autorizzazioni. Ma almeno che si installi una pedana o un tappeto per non far consumare ai clienti un cappuccino in mezzo alla strada, che tra rifiuti e marciapiedi mai lavati, non è che sia esaltante dal punto di vista igienico. Anche i bar da noi contribuiscono al degrado cittadino, laddove in altre città più pulite e rispettose delle regole, nonché dei regolamenti, migliorano la qualità della vita. Medie, il naufragio online dei risultati delle prove Gianluca D'Agostino gdagos@alice.it Sono un docente coinvolto "Prova Invalsi" (Prove nazionali di italiano e matematica) per gli esami di scuola media, e provo a dire la mia, che è poi una forte critica tanto nel metodo quanto nel merito, su tale esperienza. Ma per brevità tralascio il merito e affronto il metodo adottato. Si era detto che a partire dalle 12 sarebbero state disponibili, sul sito web dell'Invalsi, le griglie di correzione della prova: ciò però non è stato, per un problema dovuto, probabilmente e prevedibilmente, a un intasamento informatico causato dall'accesso (assalto?) simultaneo al sito da parte di tutte le centinaia di scuole medie. Né alcuno avrà seriamente creduto al laconico messaggio che a un tratto campeggiava sul sito e imputava i problemi sorti e il conseguente ritardo "a eccezionali eventi atmosferici". Ora, senza dover scomodare "Giove pluvio", non credo che ci volesse tanto sebbene ciò appaia essere sfuggito ai solerti e ben retribuiti funzionari del ministero della Pubblica istruzione per prevedere che il sistema non avrebbe retto, e dunque attivare procedure alternative più sicure anche più tradizionali (allegare le griglie al plico dei testi d'esame consegnati la mattina, oppure inviarle tramite e-mail). Si sarebbero ottenuti due risultati: snellire la procedura ed evitare una lunga e inutile attesa ai tanti docenti impegnati nelle correzioni; e soprattutto, evitare l'ennesima brutta figura "all'italiana", proprio nel giorno in cui il ministero si fregiava di allineare le procedure di valutazione di alunni e docenti ai sospirati "standard europei". Quel resto d'Europa dove, come tutti sanno, non piove mai.

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No al nuovo inceneritore Inizia la raccolta di firme (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 18-06-2008)

Argomenti: Grillo

DESIO BOVISIO pag. 11 No al nuovo inceneritore Inizia la raccolta di firme Mobilitati "grillini", ambientalisti e gruppi sociali DESIO di ALESSANDRO CRISAFULLI ? DESIO ? GRILLINI, E NON SOLO, SCATENATI contro il nuovo termovalorizzatore previsto a Desio. Nel week-end gli Amici di Beppe Grillo di Monza e Brianza, con la collaborazione di diversi altri gruppi ambientalisti e giovanili del territorio, cominceranno una raccolta di firme per dire "no" al progetto di Brianza Energia Ambiente Spa di realizzare nell'area di via Agnesi un nuovo inceneritore dei rifiuti dalla capacità di 240 mila tonnellate all'anno. Un progetto ormai in fase avanzata, con i lavori che dovrebbero partire a breve, per un investimento, in project-financing, di 80 milioni, sostenuti dai comuni soci e dall Provincia di Milano. "ALLA LUCE DEGLI ORMAI molteplici studi a livello internazionale - spiegano i promotori nel lanciare la loro campagna -, che evidenziano la pericolosità delle emissioni degli inceneritori di rifiuti per la salute umana, raccogliamo le firme per una petizione e una richiesta di assemblea al Presidente della Provincia Filippo Penati. L'iniziativa ha lo scopo di bloccare la costruzione del nuovo inceneritore di Desio e di indire un'assemblea pubblica per dare vita ad un approfondito dibattito tra medici, studiosi ed esperti della materia". Le associazioni vorrebbero andare a fondo almeno su due questioni: "Gli effetti nocivi sulla salute pubblica provocati dagli inceneritori dei rifiuti - dice Gianmarco Corbetta, uno degli organizzatori della protesta - e l'individuazione di forme di smaltimento alternative, concretamente attuabili e compatibili con il diritto alla salute dell'individuo e della collettività sancito dall'articolo 32 della Costituzione Italiana". LE PRIME DUE GIORNATE di sensibilizzazione e raccolta dei nominativi sono in programma per sabato 21 e domenica 22 a Desio. Ma anche in altri Comuni limitrofi si stanno organizzando dei banchetti, così come i gruppi promotori stanno mettendo in piedi altre iniziative informative. Per chi fosse interessato a partecipare, tutte le informazioni sono reperibili sul sito dei "grillini" di Monza (http://beppegrillo.meetup.com/182/boards/), dove è anche possibile scaricare il modulo da firmare. E' stato anche attivato un indirizzo mail noinceneritoredesio@libero.it per raccogliere idee e adesioni. "L'alternativa esiste!", è lo slogan che campeggia sui volantini distribuiti per pubblicizzare l'iniziative - il riferimento è al centro riciclo di Vedelago, Treviso - dove figura anche una tabella che elenca gli effetti cancerogeni delle sostanze emerse da un termovalorizzatore secondo la Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Ma la "rivolta" rischia di spegnersi sul nascere, perchè la macchina organizzativa procede spedita verso la realizzazione dell'impianto: "Raccolgano le firme che vogliono - taglia corto il sindaco Giampiero Mariani, che di recente ha organizzato un consiglio comunale aperto sulla questione - è loro diritto, ma sappiano che sarà solo una perdita di tempo. Il nuovo termovalorizzatore non prevede l'aumento delle tonnellate da incenerire, darà ampie garanzie sotto il profilo ambientale dell'abbattimento dei fumi, ci darà corrente elettrica e teleriscaldamento. Sarà un impianto all'avanguardia che porterà solo vantaggi". E che dovrebbe essere pronto in 5 anni.

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Leggi ad personam, esercito: sono prove generali? Cara Unità, di nuovo leggi ad person (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 18-06-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Leggi ad personam, esercito: sono prove generali? Cara Unità, di nuovo leggi ad personam, blocco delle intercettazioni (che farebbero danno al "sistema") uso dell'esercito in modo improprio... non è poco per farci immaginare la prova di un regime che sarebbe poco gradito agli italiani ed anche agli europei. Reagiamo subito, prima che sia troppo tardi. Sergio Barsotti, Livorno Facciamo diga contro Berlusconi Cara Unità, mi auguro che l'assemblea del Pd di venerdì prossimo prenda atto che la strategia di dialogo con la destra berlusconizzata e d'isolamento delle altre forze di sinistra non regge ed indebolisce l'opposizione sia istituzionale sia nel Paese, come comprova il forte astensionismo che ha portato alla catastrofe elettorale in Sicilia e Sardegna. Da subito è necessario riaprire il dialogo e ritrovare una strategia comune per costruire una forte diga contro lo straripare di provvedimenti iniqui, discriminanti, incostituzionali, che favoriscono il caudillo nostrano, "vittima", a suo dire, della persecuzione dei giudici di sinistra, e il suo esercito di cortigiani, che ingrossa sempre più le fila nell'attesa delle briciole del lauto pasto delle insaziabili signorie. Nella sinistra, ampiamente intesa, esistono le intelligenze capaci di comprendere sia la drammaticità dell'attuale situazione politica sia la necessità di lasciarsi alle spalle errori anche recenti per fare fronte comune a difesa della Costituzione, dei cittadini più deboli ed esposti alle ingiustizie sociali, per la dignità del nostro sistema democratico. Mario Sacchi, Milano Intercettazioni, un colpo alla parte lesa... Cara Unità, togliere agli investigatori la possibilità di intercettare ed invitarli a indagare utilizzando metodi più "classici" avrebbe senso se i delinquenti non si avvalessero più del telefono per organizzare e commettere reati. Poiché non risulta che i criminali abbiano tale cavalleresca intenzione non si capisce perché lo Stato debba autolimitarsi nel contrastare la delinquenza. Limitare le intercettazioni a certi tipi di reato è anche ingiusto nei confronti di quei cittadini che subiscono uno dei tantissimi gravi reati per il quale le intercettazioni non saranno più possibili. Perché io che subisco un reato punito con 9 anni e mezzo non dovrà avere le stesse probabilità di avere giustizia di chi subisce un reato punito con 10 anni? Oltre al danno avrà anche la beffa perché a fronte della mia richiesta di giustizia lo Stato non utilizzerà più tutti mezzi tecnici a sua disposizione ma io continuerà a pagarli con le tasse. Emanuele Lombardi, Bracciano (Rm) Le nostre voci arrivino a quei signori Cara Unità, alla luce delle nuove norme sulla sicurezza, il disegno di legge sulle intercettazioni, che, di fatto, ha come unico scopo quello di imbavagliare giudici e giornalisti; l'esercito chiamato a pattugliare le nostre città (ma che potranno mai fare 3000 soldati proteggere tutte le città italiane e poi da quali gravi pericoli?). A questo punto mi chiedo se arriveremo anche al Tg letto da un generale? Solo notizie gradite, ovviamente. Ma questo già succede: spesso confronto le notizie che leggo su l'Unità con le stesse notizie date nei telegiornali (tranne chiaramente il Tg3): sono altra cosa.... Dove sono oggi tutti quelli che in campagna elettorale hanno straparlato? Come mai oggi Grillo tace? Dopo avere convinto migliaia di italiani a disertare le urne, combinando questo bel disastro, ora perchè non parla? Oggi che sono in pericolo la giustizia, la libertà di stampa, la nostra libertà di venire informati seriamente, nessuno parla! Vogliamo far arrivare le nostri voci a questi signori? Gli italiani non sono tutti idioti come forse loro credono... non esistono solo grandi fratelli, veline e gossip. Sul tema rifiuti, poi, da napoletana vorrei rivolgermi ai napoletani: ci rendiamo conto che ancora una volta il Nord ci mortifica e ci umilia: il Governo ci manda i volontari per ripulire le strade e per insegnarci la differenziata. Veniamo trattati come una colonia da civilizzare. Ciò mi indigna e mi mortifica. Quando decideremo di riprenderci la nostra antica nobiltà: c'è stato un tempo in cui noi la civiltà l'abbiamo insegnata agli altri. Ma veramente tutti pensano che Napoli sia solo Gomorra? Condivido il giudizio del sindaco Rosa Russo Iervolino: Napoli è anche Gomorra ma non è solo Gomorra. Napoli è fatta in maggioranza di napoletani onesti, che lavoano, che pagano le tasse (anche quella sui rifiuti), che fanno la differenziata, che si alzano alle 6 del mattino per andare a lavorare (per circa 1.200 euro al mese, tanto è lo stipendio di pubblico dipendente, ditelo al ministro Brunetta). I campi-sfollati sono in Africa: però, lì, ci vanno gli operatori umanitari non l'esercito.... Anna Maria Quattromini Europa, adesso andiamo avanti Cara Unità, cambiano gli uomini, ma la politica estera repubblicana rimane bipolare. Come definire diversamente le frasi presidenziali e ministeriali che pretendono di sacralizzare il Trattato di Lisbona senza rispettarne proprio quelle clausole in cui si prevede l'unanimità degli Stati membri quale conditio sine qua non della propria validità? Al più presto un nuovo testo di Costituzione europea snello; con un nocciolo immodificabile contenente la Dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo (Onu 1948) e una clausola che le dia validità per chi l'approva, lasciando fuori dalla nuova Europa chi non desidera rimanervi o entrarvi! Matteo Maria Martinoli, Milano. Lotta politica solo per il potere? Cara Unità, "La politica come tutti sanno, ha cessato da molto di essere scienza del buon governo, ed è diventata invece arte della conquista e della conservazione del potere. Così la bontà di un uomo politico non si misura sul bene che egli riesce a fare agli altri, ma sulla rapidità con cui arriva al vertice e sul tempo che vi si mantiene. E la lotta politica, cioè la lotta per la conquista e la conservazione del potere, non è ormai più - apparenze a parte - fra stato e stato, fazione e fazione, ma interna allo stato, interna alla fazione." Chi lo ha scritto?: un moralista deluso del XXI secolo?, un elettore deluso dell'Unione 2006?, un blogghista 2008 di Beppe Grillo?, un girotondino?, un cultore dell'antipolitica che non ha capito nulla dell'alto valore morale della denuncia "politica" di Stella e Rizzo?, un berlusconiano pentito che ha capito tutto e ha deciso di parlare? o lo cantavano in coro un esponente del PCdI, uno dell'ex Rc, uno della Sd ispirati da uno scintillante arcobaleno verde? Nessuno di questi. Lo ha scritto uno scrittore del novecento italiano. Questa fotografia risale addirittura a 46 anni fa, l'ha scattata nel 1962, alla livida realtà che da allora non è più cambiata se non per peggiorare, Luciano Bianciardi. Dopo quasi mezzo secolo non ci si è ancora decisi a prendere atto che è da lì che occorrerebbe partire per cambiare la "politica agra" che ci affanna e limita. Vittorio Melandri.

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E gli italiani riscoprono la febbre del ballo (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 20-06-2008)

Argomenti: Grillo

SPETTACOLI pag. 34 E gli italiani riscoprono la febbre del ballo SIAE 4 MILIARDI LA SPESA PER GLI SPETTACOLI: BOOM PER I CONCERTI E LE MOSTRE, BENE IL CINEMA ? ROMA ? L'ITALIA BALLA (e spende) di più. Almeno secondo la Siae, che ha presentato ieri l'Annuario 2007. Segno positivo per quasi tutti gli indicatori, anche se il dato più rilevante è quello della spesa degli italiani per gli spettacoli: quasi 4 miliardi di euro, con un incremento del 6,78% rispetto al 2006. In particolare il settore dei concerti è quello che ha registrato le variazioni più significative rispetto all'anno precedente, con una spesa al botteghino cresciuta del 23,36% e un incremento dei biglietti venduti del 17,36%. Al primo posto delle classifiche per incassi i concerti di musica leggera con l'unica data italiana dei Police a Torino, anche se Vasco Rossi (nella foto Ap) compare per sei volte grazie alle esibizioni di Milano, Torino e Roma. Il primo posto per la spesa del pubblico (che oltre al prezzo del biglietto comprende anche prevendita, consumazioni e guardaroba) spetta a sorpresa al ballo, con 1,228 miliardi di euro e un incremento di ingressi dell'11,75% rispetto al 2006. Segue il cinema con 743 milioni di euro, terzo lo sport con 596 milioni di euro (-10,49% rispetto al 2006, anno in cui le attività avevano registrato un boom per via delle Olimpiadi di Torino). IL CINEMA ha il primato 2007 per il maggior afflusso di pubblico con ben 116 milioni di biglietti venduti. La spesa al botteghino si aggira sui 670 milioni di euro (+11,38% rispetto al 2006). Il primo posto è per "Shrek terzo", seguito da "Harry Potter e l'Ordine della Fenice", e "Manuale d'amore 2 (Capitoli successivi)". Capitolo teatro: l'incremento della spesa al botteghino rispetto al 2006 è stato del 10,32%. Nella top ten al primo posto c'è Benigni con "Tutto Dante", seguito da "Volevo fare il ballerino" di Fiorello e "Reset" di Beppe Grillo. Il record per numero di manifestazioni spetta invece alle mostre, con il 18,39% in più rispetto al 2006, e un conseguente +85,39% di spesa per il pubblico.

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Da Shrek ai Police tutti gli incassi da record (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 20-06-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Da "Shrek" ai Police tutti gli incassi da record CINEMA Shrek Terzo Harry Potter e l'ordine della Fenice Manuale d'amore 2 CONCERTI Police a Torino Vasco Rossi a Milano, Torino, Roma TEATRO Tutto Dante di Benigni Volevo fare il ballerino di Fiorello Reset di Beppe Grillo LIRICA Tristano e Isotta di Wagner alla Scala di Milano I più visti.

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C'è la crisi? Italia, balla che ti passa (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 20-06-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del C'è la crisi? Italia, balla che ti passa di Gabriella Gallozzi E roi, navigatori e santi. Ed ora pure ballerini. Gli italiani sono così. A "rivelarlo" sono i dati Siae 2007 relativi al consumo di "spettacolo" nel nostro paese, secondo i quali siamo diventati più "spendaccioni" di prima. Ebbene, tra le varie voci di "consumo" il primo posto per la spesa del pubblico spetta al ballo: 1 miliardo e 228 milioni di euro, con un incremento di ingressi dell'11.75% rispetto al 2006. Il dato è relativo a balere e discoteche che, evidentemente, sono i luoghi di svago più gettonati del nostro paese. E che, del resto, non si fa fatica ad immaginare stracolmi di quell'esercito di giovani della generazione del "defilippiano" Amici. Senza nulla togliere, ovviamente, alle gloriose balere romagnole popolate dal pubblico più agé amante del liscio. Ballando, ballando però l'italiano non disdegna neanche le altre categorie di spettacolo. Anzi, secondo la Siae c'è stato un vistoso aumento della vendita di biglietti per i concerti dal vivo, in testa quello dei Police a Torino e, soprattutto, un exploit epocale per il cinema che non si registrava da 8 anni a questa parte. Risultato: nel 2007 abbiamo speso in spettacoli 4 miliardi di euro, pari al 6.78% in più rispetto al 2006. Secondo al ballo solo il cinema che ha avuto un incremento dell'11.38% a fronte del 2006: sono stati venduti ben 116 milioni di biglietti, per un incasso di quasi 670 milioni di euro. Al primo posto tra i più visti Shrek terzo, Harry Potter, Manuale d'amore 2. "Ma il dato più importante", sottolinea Paolo Ferrari alla testa dell'Anica, "è che in questa statistica si registra un incremento del 13% del cinema italiano, rappresentato non solo dai cinepanettoni. Tra i titoli "forti" ci sono Giorni e nuvole di Soldini, Mio fratello è figlio unico di Luchetti e pure Grande, grosso e Verdone, segno che anche certo cinema d'autore si sta facendo strada, come ha dimostrato il successo a Cannes di Garrone e Sorrentino". Ma a fare il salto più alto rispetto al 2006 è la musica dal vivo, i concerti: sono stati venduti in più il 17.36% di biglietti, con una spesa al botteghino cresciuta del 23.36%. Al primo posto ci sono i concerti di musica leggera con in testa i Police, come abbiamo già detto, ma anche Vasco Rossi che se la batte comparendo ben sei volti in classifica grazie alle date di Torino, Milano e Roma. Il teatro, poi, nella sua accezione più vasta che va dalla danza, alle "adunate" di Grillo, è cresciuto al botteghino del 10.32%, sempre rispetto al 2006. Nella top ten dei più visti troneggia al primo posto Benigni con Tutto Dante, seguito da Volevo fare il ballerino di Fiorello, "profetico" alla luce di questi dati, e da Reset di Beppe Grillo. Mentre per la lirica il primato spetta a Tristano e Isotta di Wagner alla Scala di Milano. Tra i dati rilevati anche quelli degli "eventi" gratuiti: sono stati seguiti da 47 milioni di persone. Nella classifica per città, le statistiche indicano Roma al primo posto per la spesa al botteghino (10.6% e l'incidenza sul valore nazionale di tutta la spesa), la spesa complessiva del pubblico (8% circa sul dato nazionale), il numero degli spettacoli (6.6%) e la relativa affluenza di pubblico (9.39% sul dato nazionale). Roma ha un secondo posto solo per il volume d'affari: in vetta Milano con il 9.35%. Col segno più, insomma, tutti i settori dello spettacolo ad eccezione di uno: il numero degli spettacoli al circo sono diminuiti del 4.33%, forse perché in netta crescita sono quelli del "circo mediatico". NUMERI ITALIANI Quattro miliardi di euro spesi per lo spettacolo nel 2007. Questi i dati Siae che rivelano la crescita del settore e un popolo di "spendaccioni". Si spende più di tutto per il ballo nelle discoteche e nelle balere.

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I numeri (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 20-06-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del I numeri 11,75% IN PIÙ DI BIGLIETTI venduti tra discoteche e balere rispetto al 2006. Pari a 1 miliardo 228 milioni di euro 11,38% DI BIGLIETTI in più venduti al cinema, pari a 670 milioni di euro 11,36 DI BIGLIETTI venduti in più per i concerti di musica leggera, con una spesa al botteghino cresciuta del 23.36% 10,32% È L'INCREMENTO della spesa al botteghino per il teatro nella sua accezione più vasta che va dalla danza alle "adunate" di Beppe Grillo.

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L'irresistibile ascesa dello spettacolo vasco e "shrek" i più amati del 2007 - leandro palestini roma (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Grillo

Spettacoli L'irresistibile ascesa dello spettacolo Vasco e "Shrek" i più amati del 2007 Boom del cinema: 116 milioni di biglietti venduti e 670 milioni di euro spesi al botteghino Nella top ten delle opere teatrali Roberto Benigni è al primo posto seguito da Fiorello LEANDRO PALESTINI ROMA Il 2007 è stato un anno boom per il cinema e i concerti. I dati dell'Annuario Siae parlano chiaro: gli italiani hanno speso quasi quattro miliardi di euro (per l'esattezza 3,981 miliardi) per lo spettacolo in genere, con un incremento del 6.78% rispetto al 2006. I campioni d'incasso del 2007 sono stati Shrek 3 per il cinema, Roberto Benigni per il teatro e i Police per i concerti. Anche se è Vasco Rossi il vero dominatore degli stadi per quanto riguarda i biglietti staccati: il rocker italiano occupa i primi quattro posti in classifica. Si direbbe che a una maggiore offerta di spettacoli (+ 2.94%) il pubblico italiano abbia risposto con un aumento della domanda. "Il maggior afflusso si è registrato nelle sale cinematografiche, con ben 116 milioni di biglietti venduti e una maggiore spesa al botteghino: 670 milioni di euro", spiega Domenico Caridi, direttore generale della Siae. Ricordando che al box office, dopo Shrek 3, sono stati premiati Harry Potter e l'Ordine della Fenice (secondo posto) e Manuale d'amore 2-Capitoli successivi di Giovanni Veronesi. Ma va detto che l'anno scorso anche il teatro è andato a gonfie vele. Nella top ten delle opere teatrali fa la parte del leone Roberto Benigni con Tutto Dante, seguito da Volevo fare il ballerino di Fiorello e Reset di Beppe Grillo. Per la lirica si segnala che i migliori incassi al botteghino sono andati al Tristano e Isotta di Wagner (la statistica non dice però che alla Scala l'alto costo dei biglietti falsa la classifica), mentre il secondo e terzo posto vanno all'Aida di Verdi, all'Arena di Verona. Il primato per il maggior incremento di biglietti venduti rispetto al 2006 spetta ai concerti (+ 17,36%) con circa 12 milioni di ingressi. Nel settore del ballo (36 milioni di biglietti venduti) l'incremento è stato dell'11.75%. Seguono lo sport con 28 milioni di ingressi (incremento del 9.73%) e il teatro con 24 milioni di ingressi (+7.66%), le mostre con 19 milioni di ingressi (+8.27%). Ma a sorpresa, il primo posto per la maggior spesa del pubblico spetta alle attività di ballo e concertini: incassi per 1 miliardo e 228 milioni di euro. Prendendo in considerazione le principali città italiane, l'Osservatorio Siae mette Roma al primo posto per la spesa al botteghino (10.6% di incidenza sul valore nazionale), il numero degli spettacoli e l'affluenza di pubblico. La capitale cede però a Milano il primo posto per il volume d'affari nell'ambito dello spettacolo: la spesa comprende anche gli investimenti nel settore, come le sponsorizzazioni, l'acquisto dei diritti televisivi, la pubblicità.

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Cinema, teatro, concerti: anno boom per gli spettacoli (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 20-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-06-20 num: - pag: 51 categoria: REDAZIONALE I dati Nel 2007 gli italiani hanno speso 4 miliardi di euro. Incremento di oltre il 6 per cento secondo la Siae Cinema, teatro, concerti: anno boom per gli spettacoli ROMA - A dispetto della crisi generale, secondo l'osservatorio annuale della Siae (la Società degli autori e degli editori), gli italiani spendono di più per gli spettacoli: 4 miliardi di euro nel 2007, con un incremento del 6.78 per cento. Il cinema ha il primato per il maggiore afflusso con ben 116 milioni di biglietti venduti (+ 10.91), per 670 milioni al botteghino. La top ten del cinema vede al primo posto Shrek terzo, seguito da Harry Potter e l'ordine della Fenice e Manuale d'amore 2 - capitoli successivi, primo degli italiani. Per il teatro la spesa è stata di 396 milioni, l'incremento al box office è del 10.32 per cento: al primo posto si piazza Roberto Benigni con Tutto Dante seguito da Volevo fare il ballerino di Fiorello, l'agitatore delle folle Beppe Grillo con Reset si deve accontentare della medaglia di bronzo. Per la lirica il migliore incasso al Tristano e Isotta di Wagner alla Scala, al secondo e al terzo posto l'Aida dell'Arena di Verona. Le variazioni più significative nei concerti, col primato assoluto per i biglietti venduti che vola a + 17.36 per cento. Il primo posto va all'amarcord dei Police, ma il trionfatore "a singhiozzo" è Vasco Rossi che si colloca al secondo, terzo, quarto, quinto, nono e decimo posto con i suoi live conquistati a Milano, Torino e Roma. Al sesto posto Laura Pausini, al settimo Renato Zero. Nella classifica delle principali città, Roma è al primo posto per la spesa al botteghino (10.6 per cento del totale nazionale), il numero di spettacoli (6.6 per cento) e la relativa affluenza di pubblico (9.39). è seconda solo per volume d'affari: in vetta c'è infatti Milano con il 9.35 per cento. Il numero totale degli spettacoli: 2 milioni 670 mila. Benigni e Dante Lo spettacolo teatrale più visto secondo i dati Siae I Police Primi negli incassi dei concerti ma incalzati da Vasco Rossi V.Ca.

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Obama musulmano? Quando la calunnia conta più dei fatti (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Grillo

Michael Carmichael, l'ex consulente di Clinton, in un'intervista al Giornale aveva avvertito che questa sarebbe stata la campagna elettorale più sporca della storia recente americana. Al voto mancano oltre quattro mesi, ma le manovre sono già cominciate. In un pezzo uscito oggi spiego come sia in atto una campagna su Internet in cui si sostiene che Barack Obama sia musulmano. L'affermazione è falsa (Barack è cristiano), ma il contesto lo permette. Infatti: Barack è il suo primo nome, ma il secondo è Hussein; come Saddam Hussein. Di cognome fa Obama che, cambiando una sillaba, suona Osama. È nero, ma la famiglia del suo padre biologico era musulmana, e lui ha vissuto dieci anni in un Paese islamico, l'Indonesia, frequentando per un paio d'anni le scuole pubbliche, dunque musulmane. Barack Obama è ossessionato da questa campagna, che risulta molto più convincente di quanto si immagini, e infatti inizia a mostrare segni di nervosismo. Già McCain (primarie 2000) e Kerry (presidenziali 2004) furono sconfitti da voci infamanti; Obama farà la stessa fine? Io temo - ma è quasi una certezza - che la campagna elettorale verrà combattuta non sui programmi e sulle idee , ma sull'immagine e sugli stereotipi.Gli americani rischiano di eleggere un presidente - sia esso McCain o Obama - senza sapere che cosa intenda fare davvero una volta alla Casa Bianca, ma valutando solo la sua simpatia o sulla scorta di impressioni sovente ingannevoli o frammentarie. Se i cliché contano più dei contenuti e la calunnia più fatti, la qualità della democrazia tende a diminuire e con essa la sua credibilità. Non mi piace questa tendenza e mi disturba constatare che molti elettori americani si siano abituati a questa situazione; come se le dirty politics (le tecniche sporche, infanganti) fossero ormai connaturate al sistema. Io ho l'impressione, invece, che si siano superati abbondantemente i limiti. Sono troppo pessimista? Ecco la foto di Obama durante una visita in Africa, che viene usata per dimostrare che non è cristiano bensì musulmano: Scritto in democrazia, presidenziali usa 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Jun 08 Il blog per informarsi, con qualche dubbio. Nei giorni scorsi ho pubblicato sul Giornale un articolo dedicato ai blog e ai siti individuali che negli Stati Uniti sono diventati così importanti da far concorrenza ai media tradizionali. Al servizio era abbinata un'intervista a Matt Mullenweg, l'inventore della piattaforma Wordpress, che avevo incontrato al Wordcamp organizzato a Milano dal mitico Wolly. Matt, giovanissimo genio del Net, sostiene che il blog sta diventando autenticamente multimediale e che ciò avrà implicazioni anche per i giornalisti. Infatti "permetterà una diversificazione dell'offerta e dei percorsi di lettura, che si svilupperanno per argomento anziché per testata. Già oggi i giovani selezionano le notizie attraverso i motori di ricerca personalizzati. Al New York Times arrivano se ricevono la segnalazione di un articolo interessante, ma non hanno più l'abitudine di consultare quotidianamente il sito nytimes. com. Siamo passati attraverso tre fasi del blog: mezzo per scrivere, poi per interagire e ora, sempre più, per filtrare e personalizzare la mole immensa di notizie sulla rete". Chiaccherando con Wolly e con Piero Macrì, Matt ci ha raccontato un episodio personale illuminante: era in una città che stava per essere investita da un uragano, ma siccome lui non segue i media generalisti non si era accorto del pericolo imminente, che gli fu segnalato dalla madre inquieta per le sue sorti. Senza quella telefonata matt non avrebbe preso precauzioni. Da qui una riflessione: siamo sicuri che la qualità della nostra vita e la conoscenza del mondo migliorerà quando la maggior parte degli utenti avrà preso l'abitudine di leggere solo le notizie di argomenti che interessano? Questo trend non rischia di creare lettori iperspecializzati (magari in argomenti frivoli), ma complessivamente ancor più ignoranti? Ad esempio: voi come vi regolate? Tendete a comportarvi come Matt o siete più tradizionalisti? AGGIORNAMENTO Ho letto poco fa un interessante pezzo di Massimo Gaggi, che riprende un servizio della rivista americana Atlantic dal titolo provocatorio: Google ci rende stupidi? La tesi di Nicholas Carr ex direttore della Harvard Business Review e autore di molti saggi su Internet è che la civiltà del "web" stia condizionando negativamente i nostri meccanismi mentali, incidendo sul modo di leggere, di selezionare, di memorizzare. e demolendo la capacità di concentrazione. Insomma, "immersi come siamo nel "multitasking mentale" appena ci sediamo per leggere un documento di qualche pagina o un libro, ci sentiamo a disagio dopo pochi paragrafi. Voltiamo pagina e siamo già pronti per un link". Timori fondati? Scritto in giornalismo Commenti ( 39 ) " (9 voti, il voto medio è: 2.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jun 08 Per l'Europa una sola via d'uscita: più democrazia Perché gli irlandesi hanno detto no al Trattato di Lisbona? Come spiego in un'analisi pubblicata oggi non certo perché sono antieuropeisti, al contrario. "Come tutti gli europei, gli irlandesi non capiscono più il proprio Paese, non sanno più se conta di più il governo di Dublino o la Commissione di Bruxellese quando chiedono ragguagli nessuno è in grado di tracciare unconfine preciso tra l'uno e l'altra". Percepiscono l'Unione europea come un potere che sottrae fette crescenti di sovranità eppure resta senza volto. "Chi rappresenta l'Europa oggi? Il presidente Barroso no di certo. L'Europa è un'oligarchia impalpabile ma molto influente, che condiziona la politica economica di ogni Paese, sovrasta i Parlamenti nazionali grazie alle direttive, fa giurisprudenza attraverso la Corte di giustizia europea.E incoraggia migrazioni massicce attraverso l'accordo di Schengen, positivo sotto molti aspetti, ma le cui ripercussioni sono state a lungo sottovalutate e che ha finito per agevolare l'afflusso di clandestini extracomunitari. Gli irlandesi hanno votato no a larga maggioranza per una ragione in fondo semplice: non hanno capito che cosa fosse davvero il Trattato di Lisbona". Pretendevano chiarezza e invece si sono visti sottoporre un'insieme di accordi che la facevano apparire ancor più criptica e impenetrabile. Dopo il voto in Francia, Olanda e Irlanda la lezione secondo me è chiara: l'attuale processo di costruzione europea trainato dalle élites politiche senza richiedere il consenso diretto del popolo, non funziona più. Non c'è che una soluzione: istituzioni più semplici, perlomeno comprensibili, e più democrazia. Ma i governi lo vorranno? E l'unione dei popoli europei può davvero esistere o scopriremo che è un'illusione? Scritto in europa, democrazia Commenti ( 82 ) " (10 voti, il voto medio è: 2.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jun 08 Sentenza su Guantanamo, bentornata America L'America per molti anni ha rappresentato un modello di libertà e di giustizia. Poi c'è stato l'11 settembre, la guerra al terrorismo, l'Irak e tante, troppe deroghe ai principi che proprio l'America ha vantato come sacri per tanti decenni. La prigione di Guantanamo, dove centinaia di persone sono state detenute senza diritti e sottoposte a tortura, rappresenta la violazione più clamorosa. Ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto il diritto costituzionale dei detenuti nel campo di prigionia di ricorrere nei tribunali ordinari americani contro la loro detenzione. Considerate queste cifre: su 775 detenuti due terzi sono stati consegnati ai paesi d'origine dove sono stati rilasciati perché innocenti. Altri 70 dovrebbero essere rilasciati a breve, contro 120 ci sono indizi palesemente insufficienti, solo a carico di 80 persone (appena il 10%) le prove sarebbero più serie. Il quadro è chiaro: Guantanamo non è servita a combattere il terrorismo ma ha rovinato la vita a quasi 700 innocenti infliggendo un danno colossale alla credibilità degli Usa nel mondo. Entrambi i candidati alla Casa Bianca, John McCain e Barack Obama, si sono espressi da tempo e con convinzione per la chiusura di questo campo. La sentenza di ieri è un passo importante nella giusta direzione. Io dico: l'America sta tornando ad essere l'America. Scritto in gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (11 voti, il voto medio è: 1.73 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Jun 08 Ancora su Vasco Rossi e la droga Mi scuso con i lettori abituali su questo blog, ma continuo a ricevere centinaia di e mail su Vasco Rossi (il mio indirizzo è stato cortesemente segnalato sul sito di Vasco Rossi dai suoi redattori) e devo tornare sul tema. Molti mi rimproverano di non dialogare, ma come faccio a dialogare se nove messaggi su dieci sono di insulti e di minacce pesantissime? Qualche precisazione: 1) Non apprezzare Vasco Rossi è un diritto, che ribadisco. Sarebbe auspicabile che i dissensi dei suoi fan venissero espressi in modo civile. Chiedo troppo? 2) Contrariamente a quanto scrivono in molti, io non ho detto che chi apprezza Vasco è un drogato. Ho scritto una cosa diversa: che alcune sue canzoni potevano spingere molti giovani a far uso di droga. Per due ragioni. La prima, perché i testi di molte canzoni, pur non menzionando mai le sostanze stupefacenti (cosa vietata per legge) lanciano messaggi, come dire.facilmente equivocabili. Negli ultimi anni Vasco Rossi ha scritto canzoni dai contenuti completamente diversi. Bene, ma le vecchie canzoni continuano ad essere proposte (inevitabilmente) e il rischio che vengano, ancora una volta, "equivocate" esiste. La seconda ragione: Vasco per molti anni, ha fatto uso di droghe, ammettendolo pubblicamente (ha avuto anche guai con la giustizia), e comparendo in pubblico, ai concerti e qualche volta anche in tv visibilmente fatto. Vasco era (ed è) un idolo e da sempre gli adolescenti tendono a identificarsi e a imitare i propri idoli. Il rischio di un'emulazione, quando lui incitava i suoi fan a vivere una vita spericolata e ad andare al massimo, era pertanto molto alto. 3) I suoi fan dicono che da dieci anni Rossi è cambiato. Bene. Ma nel 2003 in un concerto a San Siro è salito sul palco con le magliette per legalizzare la marijuana e l'anno scorso in un'intervista sosteneva che le droghe non sono tutte uguali e che la marijuana è meno pericolosa dell'alcol. La marijuana non è una droga? Andate a leggervi quali sono gli effetti reali degli spinelli. Riporto questo passaggio dal sito del massimo esperto italiano Riccardo Gatti: Il 25 aprile 2007 l'Ufficio USA del National Drug Control ed il National Institute on Drug Abuse hanno reso nota le ultime analisi si un progetto di monitoraggio che ha rivelato come il THC, principio attivo della marijuana, ha raggiunto, negli Stati Uniti, il più alto livello da quando il monitoraggio è iniziato. Il THC, oggi, è presente con un quantitativo medio dell' 8.5 %. Negli anni '80 era sotto il 4%. Il 60% delle persone che usano questa droga per la prima volta hanno meno di 18 anni. Negli adolescenti e nei giovani adulti "il cervello continua a svilupparsi e può essere vulnerabile agli effetti deleteri della marijuana". Questa droga, come dice la Dott.ssa Volkow, "può produrre cambiamenti nocivi a livello fisico, mentale, emozionale e, contrariamente alle credenze popolari, può dare dipendenza". L'aumento del principio attivo potrebbe anche essere la ragione di un aumento degli interventi di pronto soccorso connessi all'uso di marijuana. 4) Tutto ciò considerato è davvero scandaloso interrogarsi su Vasco Rossi e la droga nell'arco della sua lunga, ricca di successi e movimentata carriera? Scritto in Italia, Varie Commenti ( 300 ) " (46 voti, il voto medio è: 1.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Jun 08 Petrolio, libero mercato o libera speculazione? Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a giustificarla, l'aumento della domanda generata da India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti impianti di estrazione nei Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che, amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa. Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in globalizzazione Commenti ( 56 ) " (19 voti, il voto medio è: 2.26 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Una vita meritocratica. La polemica su Vasco Rossi è ormai degenerata, pochi inviano messaggi di dissenso civili e motivati, la maggior parte non fa che lanciarmi ingiurie talvolta pesantissime; alcuni addirittura mi minacciano (complimenti). Molti di voi insistono nel considerarlo un idolo e un messaggero d'amore, un personaggio positivo in una società degenerata. Sarà, ma rivendico il diritto di non apprezzarlo come cantante e di avere forti, motivate riserve sul messaggio che ha inviato per decenni. Non intendo però andare avanti in eterno con questa diatriba, ormai inutile e squalificante per chi la alimenta, ho pertanto deciso di togliere la frase "incriminata", peraltro poche righe in un post incentrato su una personalità di ben altro spessore come Max Gallo. Auguri a tutti. Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente male. Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il Giornale, e che dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere "il luogo della trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio debba essere divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no: apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio. L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco professionale premiante. Così la scuola può diventare autenticamente meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano altro che squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 447 ) " (32 voti, il voto medio è: 2.22 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 47 ) " (17 voti, il voto medio è: 1.88 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) " (15 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (12 voti, il voto medio è: 2.25 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (22) europa (2) francia (16) germania (2) giornalismo (35) gli usa e il mondo (24) globalizzazione (5) immigrazione (21) islam (12) Italia (95) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (7) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (14) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Francesco: Sulla fine del mondo..ti dico solo questo Obama, destinato a vincere questa presidenza a stelle strisce,... 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Arriva anche in Italia l'iPhone il telefono che sa fare tutto (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Grillo

N. 146 del 2008-06-20 pagina 0 Arriva anche in Italia l'iPhone il telefono che sa fare tutto di Giuseppe Marino Accordo con Tim e Vodafone. Indica le vie, va sul web e invia mail. Bramato dai Vip e odiato dagli ecologisti: è già una moda Milano - Gli smanettoni se lo sono procurato da mesi in America, facendo a pezzi le inutili protezioni. I manager più tecno-chic lo bramano già: secondo Dagospia ce l'ha pure Luigi Gubitosi, l'amministratore delegato di Wind, per ora esclusa dagli accordi con Apple. E gli ambientalisti lo hanno già preso di mira sostenendo che il suo involucro contiene sostanze tossiche. Manca solo che Beppe Grillo gli lanci contro uno dei suoi anatemi, dopodiché l'iPhone avrà tutti i requisiti per diventare il nuovo oggetto di culto della Penisola dei telefono-maniaci. Ieri Apple ha ufficializzato gli accordi con Tim e Vodafone annunciando, all'americana, che "sì è vero, siamo entusiasti di lavorare con Tim e Vodafone" per portare l'iPhone in Italia e negli altri Paesi europei ancora non ammessi alla buona novella del cellulare-che-fa-tutto. Quando? La data non c'è ancora, ma leggendo nei visceri di internet, gli aruspici delle tecnologie predicono che sarà a cavallo tra giugno e luglio. In tempo per lanciare nella Penisola, uno dei Paesi col più alto tasso di telefonini per orecchio, l'ultima versione, finalmente Umts, cioè la rete più veloce attualmente disponibile per navigare col telefonino. La principale scommessa dell'iPhone, infatti, è la particolare attitudine a viaggiare sul web, collegandosi anche via Wi-fi, la rete senza fili che si va diffondendo in hotel, stazioni, aeroporti e anche in molte case. Con le tariffe delle chiamate ormai ridotte all'osso, gli strateghi della telefonia spingono sulla nostra incontenibile smania di comunicare sempre e ovunque, sperando di convincerci a usare il telefono per chattare in ascensore, consultare le quotazioni di Borsa sull'autobus, leggere le e-mail al bagno. Operazioni che nella sua elegante scocca, il nuovo telefono della Mela può svolgere più o meno egregiamente, trasformandoci tutti in uomini e donne sempre connessi al resto del mondo. Anche se in realtà non ci muoviamo mai dalla nostra scrivania. Ma del resto il papà di Apple, Steve Jobs, innovatore come pochi altri nella storia della tecnologia, è anche maestro nel creare oggetti di culto, da avere a ogni costo, a prescindere da quanto possano esserci utili. Molto dipenderà anche dal prezzo dell'apparecchio e delle tariffe per navigare. Tim e Vodafone non si sono piegate, non daranno ad Apple una quota dei ricavi derivanti dai consumi degli utenti, come succede negli altri Paesi. Probabile dunque che nei negozi arrivino telefoni "marchiati" Tim e Vodafone a prezzo più basso, e altri in vendita libera, ma più costosi. Vedremo. Nel frattempo meglio esercitarsi sulle nuove "mosse": tra poco chi non sa trascinare e ingrandire gli oggetti sul "touch screen"del telefonino, sarà preistorico. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Martini replica (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità MARTINI REPLICA MARTINI REPLICA Offrire opportunità non è "sconcertante" Caro direttore, mi ha francamente stupito il taglio che il "Tirreno" ha dato mercoledì alla ricognizione delle "opportunità" - a proposito: parola tutt'altro che barocca, anzi molto concreta - offerte dalla Regione a cittadini e imprese. L'immagine, contenuta soprattutto nei titoli, di una Regione "mamma generosa" che a nessuno nega un contributo, sembra voler accreditare la tesi - molto in voga in questi tempi - che identifica le amministrazioni pubbliche, senza distinzione, con gli sprechi. Il bello è che leggendo le voci del piccolo compendio pubblicato dal "Tirreno", grazie anche ai materiali forniti dalla nostra agenzia stampa, emerge un quadro ampio di interventi di sostegno rivolto alle donne over 35 o ai precari; alle imprese agricole, ai giovani aspiranti imprenditori, a quanti vogliono installare panelli fotovoltaici e altro ancora. Insomma, una serie di provvedimenti utili per imprese, famiglie, persone più deboli, nessuno dei quali a me pare sconcertante. Si può fare di più e meglio? Senz'altro. A partire da un'informazione corretta e senza forzature su quello che già stiamo facendo. Un cordiale saluto. Claudio Martini BERLUSCONI A lui interessano solo i giudici Ci risiamo. Appena rieletto, sembra che le priorità per Berlusconi siano i suoi processi. Ancora una volta si scaglia contro i giudici rossi (ormai la sua è un'ossessione) e prepara la legge salva premier. A lui non interessa niente dei pensionati, degli operai che muoiono sul lavoro, dei sindacati. A lui interessano la Confindustria e le sue televisioni (Rete 4 ci costa parecchi migliaia di euro al giorno). L'inflazione che galoppa, la benzina diventata un lusso, la spazzatura a Napoli? No, al nostro caro Silvio interessano solo i giudici. Franco Vanni Lucca OPPOSIZIONE Presto Beppe Grillo tornerà in piazza Che il centro destra facesse il solito teatrino di leggi ad personam era prevedibile e che fosse insofferente allo Stato di diritto e ad alcuni principi costituzionali già lo sapevamo, ma la cosa più imbarazzante è vedere la quasi totale immobilità oppositiva del governo ombra che ha chiuso ogni dialogo con il resto dello stesso Pd. Le spaccature all'interno del partito esistono, nonostante sia stata tagliata fuori la frangia estrema della sinistra radicale. Il centro sinistra nel suo insieme, parlamentare ed extra parlamentare, paga una sudditanza psicologica allo strapotere berlusconiano, un gioco di difesa e di rincorsa imputabile all'aridità ideologica di tutta la sinistra che, caduti i vecchi ideali, non ha saputo rinnovarsi nei suoi esponenti e non ha teso la mano a migliaia di cittadini scesi democraticamente in piazza. Intanto la politica si occupa di comprare banche e lottizzare la Rai, di imbavagliare la magistratura e la stampa libera vietando intercettazioni (e la loro pubblicazione) che inchioderebbe gli affaristi: l'impunità va garantita agli esponenti della casta, mentre per i reati comuni il governo provvederà con strade a scorrimento veloce. La cronaca giudiziaria sarà imbavagliata. I prossimi mesi saranno molto caldi: Beppe Grillo e i suoi "meetups" sono in fermento, i giornalisti hanno già annunciato una disobbedienza civile, i comitati e la gente libera dall'affarismo si preparano a fare un'opposizione che colpirà anche il Pd. Non tutto il male vien per nuocere: se le piazze si riempiranno vorrà dire che la cittadinanza sta maturando una nuova consapevolezza politica, quella della lotta democratica fatta a colpi di referendum, di iniziative di legge popolare e class action. Vedremo questo Pd da che parte si schiererà e se gli italiani hanno capito che differenza c'è tra essere popolo suddito o cittadino attivo. Saranno tempi duri, prepariamoci a capire e ad ascoltare la voce dei manifestanti piuttosto che rimanere ancorati alle vecchie ideologie. Giacomo Spinelli Pisa CAMPO NELL'ELBA Non si abbandona così un cimitero Luogo d'eremitaggio obbligato, e non è che ci mancassi da molto, e il solito scenario mozzafiato, si distese davanti ai miei occhi nel suo più fascinoso incanto. Mi trovavo nella casa di riposo per defunti di S. Piero (nel comune di Campo nell'Elba), nell'isola che m'intenerì ai primi passi, l'isola capace di cullare il pensiero degli animi più agitati. Immaginai il mio soggiorno, e dando uno sguardo tutt'intorno mi trovai a scoprire un po' troppo di trascurato per assicurare giusto e sereno riposo eterno a quella comunità sì solenne, composta e meritevole. Persone responsabili vorranno avere un pensiero, capace di dare risposte adeguate alle necessità di quell'ultima dimora. Claudio Marmeggi NUCLEARE NO Non sono di parte, penso solo al futuro Risponderò in maniera completa all'ingegner Nanna che mi chiama in causa sul "Tirreno". Per ora noto solo che le sue argomentazioni danno ragione alla mia precedente lettera, mentre altre asserzioni sono smentite da fatti successi recentemente. Comunque le mie affermazioni non sono dettate da spirito demagogico né partitico: non sono iscritto a nessun partito, non mi piacciono i politici e la politica in genere, ma sono un tecnico elettronico che, girando il mondo e conoscendo tre lingue, si guarda intorno e spera che i propri figli e nipoti possano vivere in un mondo sicuro ed ecologicamente compatibile. Purtroppo mi riesce difficile concepire perché se una persona la pensa in modo diverso, debba avere subito un'etichetta politica, perdippiù lontana dalla mia mentalità migliaia di anni luce. Paolo Frosini Empoli CAROBENZINA Con quei centesimi pagano Mourinho... Qualcuno mi sta rubando 30 centesimi. Nel 2000 un barile costava 60 dollari, cioè 70 euro (allora 1 dollaro valeva 1,2 euro), e un litro di benzina un euro. Oggi un barile costa sui 130 dollari, cioè 84 euro. Un litro di benzina costa 1,5 euro. Se ci fosse un trasferimento onesto del rincaro dal barile alla pompa, un litro dovrebbe costare 1,20 euro. Chi mi ruba i 30 centesimi? Da una parte, è vero, ci sono i Prodi di turno, che grazie a un'imposta suppletiva (non approvata da nessun Parla,ento), si pavoneggiano di aggiustare i conti dello Stato. Ma dall'altra, e soprattutto, ci sono i petrolieri, Moratti in testa con la sua Inter. Oltretutto, grazie a questa sorta di "pizzo incontrollato", i Moratti fanno pagare all'insieme dei consumatori italiani gli ingaggi di Mourinho, Ibrahimovic, Lampard e compagnia cantando, violentando la regolarità del Campionato italiano di serie A. Antonio Foresi.

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Marco Travaglio e la nostra politica (sezione: Grillo)

( da "Quotidiano.it, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Grillo

Castel di Lama | Dopo poco più di sei mesi il giornalista è tornato a Castel di Lama per presentare il suo nuovo libro "Se li conosci li eviti", un piccolo vademecum scritto assieme a Peter Gomez per orientarsi nella giungla della politica. di Alessandro Venieri Travaglio Ancora una volta stupisce, Marco Travaglio. Stupisce per la capacità di attrarre grandi folle alle sue conferenze. Stupisce per la sua abilità nel parlare di fatti gravi ed incresciosi con un'ironia straordinaria. Stupisce per il coraggio che dimostra nell'opporsi al marcio presente nella nostra società. Stupisce infine per la grande passione che riesce a mettere in ogni cosa che fa. Stupisce da anni e lo stupore ormai è diventato abitudine, quindi non è poi così strano vedere l'aula consiliare del comune di Castel Di Lama riempirsi a vista d'occhio, minuto dopo minuto. Sono decine le persone che si accalcano all'interno e all'esterno dell'edificio e tra loro vi sono moltissimi giovani, disposti a lottare contro il caldo asfissiante di questa giornata di metà giugno pur di conquistarsi un posto in prima fila. La presentazione del libro, organizzata dalla Bibliofila e da Mimmo Minuto, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Castel di Lama, è affidata al dottor Ettore Picardi, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno, che esprime grande ammirazione per una persona come Travaglio, che appare in televisione ed è famoso in tutto il paese, ma che nonostante questo accetta di mettersi in discussione scendendo dal “piedistallo” per stare a contatto con la gente. “Noi dobbiamo vedere queste fonti a contatto delle nostre situazioni” sostiene il magistrato, il quale dichiara inoltre di apprezzare il modo di fare informazione di Travaglio e Gomez, semplice e fruibile sì, ma sempre sostenuto da valide argomentazioni. Il libro, composto principalmente dalle biografie dei candidati “buoni” e “cattivi” delle scorse elezioni politiche, a detta di Picardi fa capire al privato cittadino perché i meccanismi del potere hanno reso il paese ingovernabile. Alle 19.20, dopo più di un'ora di attesa causata dal ritardo del treno, Travaglio entra finalmente nell'aula, accolto da un fragoroso applauso di tutti i presenti. Viene salutato dal sindaco Patrizia Rossini, che esprime apprezzamento per la sua attività al servizio dell'opinione pubblica. L'invitato comincia subito a parlare del libro ma soprattutto della situazione politica italiana, prendendo come esempio l'attuale Presidente del Consiglio, dicendo di lui “Se una persona sa quello che ha fatto un politico può prevedere anche ciò che farà” e dunque a suo parere non c'è da stupirsi per i provvedimenti (sulle intercettazioni e sui processi) che sta attuando Silvio Berlusconi dato che “lo ha già fatto altre due volte in passato”, ma c'è invece da preoccuparsi per le mancate reazioni dell'opposizione, che per lui ormai è tale “solo perché occupa in parlamento una posizione diversa dalla maggioranza”. Dopo aver denunciato alcune di quelle che a suo parere sono le leggi vergogna del nuovo governo, Travaglio dedica poi maggiore attenzione a quella concernente le intercettazioni, esprimendo il proprio sdegno e la preoccupazione che in Italia a breve l'opinione pubblica non potrà più farsi alcuna opinione su processi e condanne. E al termine dell'allocuzione, dopo aver addirittura auspicato un intervento del Capo dello Stato, ipotizza anche una propria collaborazione con Beppe Grillo per l'organizzazione del V-3 day, in programma per la fine di quest'anno, avvenimento con il quale, spiega il giornalista, si cercherà di risollevare le sorti del paese schiacciato dal conflitto d'interessi, una questione che ormai da troppo tempo danneggia il popolo italiano. 21/06/2008.

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Una firma contro le barriere (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 22-06-2008)

Argomenti: Grillo

PETIZIONE Una firma contro le barriere PISTOIA. Oggi, sabato e domenica prossimi, dalle 20, alla Festa della Misericordia al parco della Vergine, verranno allestiti dei banchini allo scopo di raccogliere firme per una petizione contro le barriere architettoniche, che verrà in seguito presentata al Comune di Pistoia. La petizione è promossa dal Centro studi e documentazione sull'handicap in collaborazione con Arci, Arci Gay, Associazione NoiLiberi, Associazione Luca Coscioni, Giovani comunisti, Pistoia Radicale, Unione italiana lotta alla distrofia muscolare, Partito umanista, Arcobaleno su Pistoia, Verdi e Amici di Beppe Grillo, al fine di rendere la nostra città priva di ostacoli che possano limitare la mobilità delle persone disabili e perciò favorire una completa accessibilità, cosa volta a migliorare il grado di civiltà, di uguaglianza e pari opportunità. Tutti i cittadini sono invitati a firmare. (m.b.).

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Farò da cavia perché sia cancellata la legge-porcata - maria teresa giannoni (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 22-06-2008)

Argomenti: Grillo

Spettacolo Farò da cavia perché sia cancellata la legge-porcata In scena con "Promemoria" a Collesalvetti per raccontare 15 anni di storia italiana MARIA TERESA GIANNONI COLLESALVETTI. Sarà una "chiacchierata teatrale", giusto per non dimenticare niente di questi ultimi anni di storia italiana. Anche perché, a sentire lui, il protagonista e unico attore in scena oltre alla musica, in questi 15 anni ne sono successe di tutti i colori. Lui è Marco Travaglio, giornalista scomodo, anzi scomodissimo, che ha raccolto le sue riflessioni in un one man show dal titolo "Promemoria" che sta portando in giro con grande successo con la regia di Ruggero Cara. Sarà lui ad aprire martedì la stagione estiva di Collesalvetti a Villa Carmignani (ore 21). Travaglio è odiato dai politici per le sue denunce ma molto amato soprattutto dai giovani che affollano le presentazioni dei suoi libri. E questa è una gran bella soddisfazione per uno nato giornalisticamente con Indro Montanelli e approdato alle pagine dell'Unità (per citare solo uno dei giornali con cui collabora), finito sotto la scure censoria insieme a gente come Enzo Biagi, Daniele Luttazzi, Michele Santoro e che proprio con Santoro è tornato prepotentemente alla ribalta quest'anno in tv con Annozero. Impossibile tappargli la bocca. Sul palco si zittirà solo negli intermezzi musicali di Valentino Corvino. Travaglio è uno che non guarda in faccia nessuno: ne ha per Berlusconi e per la sinistra. "Il mio spettacolo è diviso in sette quadri - spiega Marco Travaglio - si parte da Tangentopoli per arrivare a oggi. Ci sono le stragi di mafia che inaugurano la seconda repubblica con tutte le trattative tra Stato e mafia e i misteri e i ricatti collegati. Poi la discesa in campo del Cavaliere, il suo primo brevissimo governo, il centrosinistra che lo sostituisce e gliele dà tutte vinte con la Bicamerale e lo rianima. La resurrezione del Cavaliere e i suoi cinque anni, il centrosinistra che perde di nuovo tante occasioni e lo resuscita per la seconda volta. Fino all'ultimo ritorno del Cavaliere. è un work in progress, va crescendo e allungandosi. Ed è anche un remake perché lui dice sempre le stesse cose e gli altri continuano a rifare gli stessi errori, quindi alla fine vince sempre lui". Un cambio di genere. Da giornalista ad attore. "Non è un cambio di genere. Sono un giornalista che fa cronaca su un palco". A teatro e al cinema, con film come "Gomorra" e "Il divo", sta crescendo l'impegno civile? "è sempre stato così quando c'è una stretta autoritaria. è chiaro che se avessimo dei giornali, dei Tg e dei programmi di approfondimento veri e se l'informazione fosse la norma non ci sarebbe bisogno di fare dei film su Andreotti o spettacoli sulla storia degli ultimi 15 anni. Dato che abbiamo giornali che fanno vergogna e telegiornali che fanno schifo e vomito, è ovvio che una cosa cacciata dalla porta rientra dalla finestra. Perché l'esigenza di essere informati e di capire non si spegne mai". Lei non ha la scorta come Saviano, il giornalista di "Gomorra" minacciato dalla camorra, ma ha un po' paura? "Lui vive a Napoli, in un posto pericoloso, io ho scelto di vivere a Torino. E poi mi muovo così rapidamente che è difficile centrarmi. Sono anche molto magro... Minacce no, non ne ho ricevute. Per la trasmissione di Santoro ho una causa civile di Geronzi, una della moglie di Mastella e una del figlio di Mastella. Poi la causa di Schifani: sono quelle le cause più pericolose, perché vengono da personaggi incommensurabilmente più potenti che invece di spogliarsi delle loro liti private quando vanno a ricoprire alti incarichi cominciano a perseguitare un cittadino come me. Naturalmente hanno sbagliato obiettivo perché ormai a me le denunce non fanno né caldo né freddo. Sono in permanenza in tribunale". Perché i guai giudiziari di Berlusconi sono sempre al centro della politica italiana? "Berlusconi scisso dai suoi guai giudiziari è come Carla Fracci senza il tutù, come Bocelli che non canta. Tra l'altro c'è sempre qualcuno che si alza e dice: beh, ormai ha risolto i suoi guai giudiziari. Non è vero niente". Dopo il decreto che vieta di pubblicare le intercettazioni continuerai a scrivere? "Sì, esatto. Farò disobbedienza civile rispetto a questa porcheria di legge, continuerò a pubblicare come mi pare tutti gli atti giudiziari che trovo. Ci vuole qualcuno che faccia da cavia perché venga dichiarata incostituzionale quasta porcata". Saranno d'accordo i giornali su cui scrivi? "è vero, potrebbero avere qualcosa da ridire perché le multe sono salatissime. Allora io scrivo libri, se poi non trovo un editore che mi pubblica li metto sul mio blog, o li leggo in teatro. Ci sono tanti modi oggi... Anche in teatro non si potrebbe, se ti vietano di rendere pubblica una cosa. Io però la dico lo stesso e disobbedisco. So che pagherò delle conseguenze penali e che la quarta volta che lo faccio verrò arrestato. Alla quarta condanna vai dentro, pena minima un anno, anche in un paese in cui non va più dentro nessuno. Il fatto è che non ci stanno vietando di pubblicare notizie segrete perché le notizie segrete sono già vietate, ci stanno vietando di pubblicare notizie pubbliche: è questa è la cosa paradossale". Qualche nostalgia? "I democristiani di un tempo rubavano, e per questo non posso essere nostalgico dei dc. Ma rubavano con maggior signorilità. Oggi non solo rubano ma vanno in tv a rivendicare il diritto di rubare e cambiano le regole per legalizzare il furto. Quegli altri rubavano finché non li prendevano, quando li prendevano sparivano e non si sono mai sognati di toccare un articolo della Costituzione anche perché loro l'avevano scritta. Siamo governati per la prima volta nella storia repubblicana da tre partiti che non hanno fatto parte della Costituente. In Italia i fascisti e i leghisti o non c'erano o erano fuori dalla Costituente. Rimpiango molto un presidente della Repubblica come Scalfaro, almeno sapeva dire dei no senza farsi intimidire". Destra e sinistra ormai pari sono? "Non c'entrano più niente la destra e la sinistra. Se non ci fosse questa sinistra Berlusconi sarebbe già morto e sepolto. In tutti i paesi del mondo si processano capi di governo, in alcuni paesi c'è l'immunità per il re o quella provvisoria per il capo dello Stato ma Berlusconi non è capo dello Stato, non ancora almeno. Qui stiamo parlando di uno accusato di aver corrotto un testimone perché mentisse e facesse assolvere un colpevole, quindi stiamo parlando di una cosa che altrove non c'è nemmeno per i sovrani". L'ultimo avvenimento che ti ha fatto pensare? "Mi fa molto ridere che Veltroni annunci una manifestazione tra sei mesi: quando saremo tutti morti forse manifesteremo. Avrebbe potuto parlare agli elettori e spiegare che fino a quando continueranno a eleggere Berlusconi non avranno sicurezza visto che sospende 100mila processi per sospendere il suo, e visto che toglie le intercettazioni per i furti, le rapine e i sequestri di persona per abolire le sue intercettazioni". Democrazia in crisi? "Da noi in Italia è proprio morta. L'ha scritto bene Ezio Mauro: quando il potere esecutivo chiede al legislativo di dargli una mano a schiacciare il giudiziario e l'informazione, dov'è finita la democrazia? Democrazia è quando tutti e quattro i poteri sono separati e si controllano a vicenda. Ora se la parola regime non piace, la chiamino "Pippo", l'importante e che la chiamino in un altro modo e non democrazia. Sono passati solo due giorni dalla retata dell'Fbi a Wall Street, basterebbe pensare a questo per renderci conto di che cos'è una democrazia". Un tribuno alla Beppe Grillo? "Grillo ha dei meriti eccezionali in questa fase. Non hai idea di quanti ragazzi si stanno accostando alla politica, ai valori e alle battaglie di democrazia grazie a lui, grazie al catalizzatore del suo blog e dei suoi v-day. Quanta gente incontro alle presentazioni dei miei libri che viene da lì e lavora nelle battaglie per l'acqua come bene pubblico, per l'ambiente, per la raccolta differenziata, contro gli inceneritori, contro la base di Vicenza. Tutta gente completamente allergica alle ideologie e che va molto sul concreto. E chi parla male di Grillo non conosce questa gente. Anche chi fa i giornali non sa cosa succede nel paese, quelli che parlano male di Grillo sono gli stessi che dicevano in campagna elettorale che c'era una grande rimonta di Veltroni. Dicono che Grillo è volgare perché dice "va fa'n culo" oppure qualunquista, non si rendono conto che gli sta cambiando tutto intorno e continuano a usare parole vecchie. C'è un grande bisogno di fare, di informarsi e di impegnarsi. La cosa positiva di Grillo è che non si limita ad incazzarsi ma propone iniziative e dà delle cose da fare alla gente: firme, referendum, manifestazioni, ricorsi, la spinge ad andare ai consigli comunali e spulciare le delibere. Questa è la differenza rispetto ai parolai".

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Comitati in marcia da Acerra a Napoli In attesa di Chiaiano (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 23-06-2008)

Argomenti: Grillo

RIFIUTI ZERO Comitati in marcia da Acerra a Napoli In attesa di Chiaiano Francesca Pilla NAPOLI Il sole brucia, toglie l'aria e non aiuta ad affrontare i 18 km di marcia, da Acerra a Napoli. Tra i più giovani partono le sgomitate: "Un'idea così poteva venire solo a un prete". Ci ride sopra anche padre Alex Zanotelli, appiccicato, sudato come le altre centinaia di manifestanti e un ginocchio malandato che gli permette di avanzare solo per metà percorso. "Qui non si scherza, facciamo sul serio", rimbrotta al decimo km, dopo aver superato Casoria, Mario Avoletto, irriducibile dell'antagonismo partenopeo, membro attivo della Rete ambiente: "Abbiamo unito oggi le diverse realtà resistenti perché dobbiamo aprire una vertenza generale". E non sarà il termometro rosso a fermare i 700, compresi le associazioni, gli amici di Beppe Grillo, l'assise di Palazzo Marigliano, il Wwf e Legambiente, che hanno accettato di partecipare allo "scarpinetto". D'altra parte chi è venuto se l'è cercata. "Ma per i mille "sì" ad altrettante ipotesi ecocompatibili sullo smaltimento dei rifiuti - spiega Anna Fava di Palazzo Marigliano - ci sta bene anche la smazzata votiva. Considerato che questa notte non ho dormito mi pare di stare benissimo. No?". Facce infuocate a parte, sono state sei ore di tragitto, macinate metro per metro, fino al secondo concentramento a piazza Garibaldi per radunare il popolo cittadino, e via per altri tre chilometri con i nuovi arrivati. Segno dei tempi se per ottenere una "grazia" si è passati dalla tradizionale camminata scalzi fino a Pompei al percorso dal termovalorizzatore più grande d'Europa a piazza Dante. "Sono i due simboli di un progetto scellerato - spiega serio Nicola Capone, a capo del coordinamento regionale - la capitale dell'indifferenziata Napoli e lo scandalo di un progetto assurdo, Acerra. Qui nascerà il primo di 4 inceneritori che dovrebbero bruciare 3 milioni di tonnellate l'anno. Con una differenziata al 30% se ne produrrebbero circa 1 milione e 800mila. E il resto?". E' fatto di motivazioni tecniche e soprattutto economiche, a cui si è aggiunta la proposta del coordinatore campano del Pd Tino Iannuzzi di estendere, con il decreto Berlusconi, a tutti gli impianti quei famosi "premi" per gli imprenditori, i Cp6, da miliardi di euro. "Figo vero? Loro si prendono i soldi e noi il cancro", dice una ragazza tra i 250 delegati delle popolazioni in lotta. Appena dietro Espedito Marletta, il sindaco di Acerra che 4 anni fa nella manifestazione in pieno agosto si beccò un po' di manganellate da parte del suo stesso stato e oggi annuncia iniziative legali contro i Cip6. Ma a 24 ore dal via ufficiale alla discarica di Chiaiano, a pochi mesi dal completamento dei lavori per l'impianto brucia-immondizia, con un dl militarizzato, che il sottosegretario Bertolaso possa cedere alle richieste dei comitati sarebbe un miracolo. "Siamo decisi a costruire un boicottaggio - spiega Pietro Rinaldi del centro sociale Insurgentia - non è questione di militari, ma di efficacia delle nostre forme di ostruzionismo. Se stiamo seduti per terra, mani alzate e ci massacrano, significa che passeremo a bucare le ruote degli automezzi, o chissà". Quanto a determinazione, chi è riuscito ad arrivare a Piazza Dante dopo otto ore sotto il sole ne ha da vendere. Chiude Daniele Sepe: "Un tempo uno andava in galera perché voleva fare la lotta armata, oggi perché fa la differenziata".

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Brevi, schede e richiami 3 (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)

Argomenti: Grillo

SAN GIOVANNI Al castello di Felino (PR) si prepara la lunga notte di San Giovanni con "Ricordanze di sapori": cena ore 21 a 45 ? , pren obbl. 0521/82.90.55. LORENZIN MOSTRA Inaugura oggi al cento fisioterapico "Il girasole" di Ferrara la mostra "I quadri di vita e fantasia di Alejandro Lorenzin", fumettista venezuelano. POESIA A CESENA "Se non si muore" è il libro di poesie di Franco Casadei che verrà presentato alle 21.15 nel cortile di Palazzo Romagnoli a Cesena. BURATTINI RAVENNA Alle 21 al giardino Speyer di Ravenna parte la seconda edizione di "Burattini alla riscossa", con "Le avventure di Polpuska". mostra simonini A Castelvetro (Mo), al Castello di Levizzano Rangone, sono esposte fino al 15 luglio le opere del pittore Domenico Simonini "Un indipendente del nostro tempo" a cura di Raffaele De Grada. Visite dal venerdì alla domenica ore 16-20, festivi 10-12 e 16-20. PREVENDITE GRILLO Sono aperte le prevendite per il nuovo spettacolo di Beppe Grillo che si terrà al Pala Braschi di Parma il 31 ottobre alle 21. Biglietti alla biglietteria del palazzetto, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16. Info 3496860460. LUOGHI PASCOLIANI Fino all'11 settembre, tutti i giovedì mattina, alle 8,30 ritrovo all'Ufficio Turistico di San Mauro Mare (RN), per la visita guidata gratuita ai luoghi pascoliani: la casa natale del poeta e la Torre Seicentesca, con degustazione di prodotti tipici locali. Info 800.580920. WE ARE OPEN Fino all'1 settembre, al 36A Spazio Gallery di Bellaria (RN), mostra fotografica di Silvio Canini "We are open". Lun-ven 20,30- 23, sab e dom 17-20.

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Veltroni: no alla sindrome della spallata - umberto rosso (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)

Argomenti: Grillo

Veltroni: no alla sindrome della spallata "Ma il governo ci riporta nel passato". E Di Pietro raduna l'altra opposizione Il leader del Pd alla festa dell'Anpi con Vendola, candidato segretario del Prc UMBERTO ROSSO dal nostro inviato CASTELLAMMARE DI STABIA - Scorre le ultime dichiarazioni di Walter Veltroni, "noi non ci faremo prendere dalla sindrome della spallata, la nostra strategia è di maggiore respiro". Dalla Campania, dove ha convocato d'urgenza lo stato maggiore del suo partito, Di Pietro formalmente è d'accordo con il segretario del Pd. "Nessuna competizione con Walter, non vogliamo fare i primi della classe". Di fatto, però, Tonino è venuto a battezzare "l'altra opposizione" a Berlusconi. Durissima, senza sconti, e immediata. "Siamo all'emergenza democratica. Faremo opposizione in Parlamento, nelle piazze e con tanti referendum contro la vergogna delle leggi ad uso e consumo del Cavaliere". Via libera perciò ad una operazione che cambia pelle al suo partito. Mettendo insieme Leoluca Orlando e Beppe Grillo. Pino Pisicchio e i girotondi di Pardi e Flores. Beppe Giulietti e gli orfani della sinistra arcobaleno. E che strizza l'occhio al Parisi che sul Corriere della Sera ha chiesto la testa di Veltroni, per provare ad agganciare così anche i malpancisti del loft. "Rispetto le preoccupazioni di Arturo, sono serie, indicano una difficoltà di percorso" ammicca il leader dell'Italia dei Valori. All'ex ministro della Difesa, Veltroni ieri dalla Festa dell'Anpi (dove c'era anche Nichi Vendola, candidato alla segreteria di Rifondazione) ha risposto che "la nostra gara non sono i cento metri, la nostra strategia la faremo vivere nei prossimi anni". Ma è proprio sui "tempi" che Tonino ha deciso di lanciare la sua sfida, gettandosi nello spazio di mercato politico lasciato vuoto. Il Pd promuove una manifestazione contro il governo per l'autunno? L'Idv ne farà due. La prima a giorni, quando il pacchetto sicurezza passerà dal Senato alla Camera, con presidio e raccolta firme in piazza Montecitorio o piazza Navona. L'altra a settembre, in occasione della Festa del partito a Vasto. "Non pretendo "ius primae noctis" per la manifestazione ma uno "ius" sì. Mica possiamo scendere in piazza quando i buoi sono scappati, a leggi approvate". Il Pd ragiona su tattiche e tecniche di sbarramento parlamentare? Tonino mette in pista un "grappolo" di referendum per bocciare l'uso "a fini personali del consenso elettorale ricevuto dagli elettori": contro la sospensione dei processi, il blocco delle intercettazioni, la salva-Retequattro, il finanziamento pubblico ai partiti e ai giornali di partito. "Saranno l'occasione per mostrare un altro paese, il paese che vorremmo". Per la sua battaglia l'ex pm chiama a raccolta a tutti. A cominciare dal Pd. "Non credo proprio che il popolo dei democratici dirà di no. Certo, con i vertici del partito è difficile capire con chi parlare". Ma Di Pietro nella sua nuova veste di acchiappa-oppositori pensa a un coinvolgimento più largo possibile, a cominciare dal popolo dei grillini, "può essere una grande opportunità". Follini difende Veltroni dagli attacchi di Parisi, "vecchio rito tribale la decapitazione del leader". Così come fanno Realacci, "la maggioranza del partito non vuole un cambio di leadership" e Fioroni: "Senza Walter, Ds e Margherita si ritroverebbero oggi come il Prc". Tonino guarda e aspetta di vedere come va finire dentro il loft. "Mi auguro - concede - che possano superare presto le difficoltà". Intanto con Walter sembra pace fatta sulla questione della presidenza della Vigilanza, con Leoluca Orlando ancora in corsa, "Veltroni è stato brava a respingere il tentativo del Pdl di spaccare l'opposizione".

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Non è in atto una competizione a chi fa più opposizione ci tiene a precisare s (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 23-06-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del "Non è in atto una competizione a chi fa più opposizione" ci tiene a precisare subito Antonio Di Pietro, in apertura della Conferenza programmatica dell'Italia dei Valori, convocata in tutta fretta davanti "all'emergenza democratica" che il Paese sta vivendo. "Il rapporto con gli alleati non è messo in discussione e noi non vogliamo essere i primi della classe mentre è una coalizione che può far meglio l'opposizione" rassicura assicurando che lui non chiede nessun "ius primae noctis", ma "ius, quello sì, non si discute". Però qualche preoccupazione Di Pietro non la nasconde. C'è il "rispetto e l'apprezzamento per le parole di Arturo Parisi che indicano un percorso" su cui sarà bene riflettere. C'è l'inquietudine per il dibattito interno al Pd "in cui spero torni presto il sereno". Ma c'è anche l'apprezzamento per la coerenza mostrata dal Partito democratico nel sostenere la candidatura di Leoluca Orlando a presidente della Commissione di Vigilanza, mentre contravvenendo ad ogni regola e con la consueta arroganza "la maggioranza avrebbe voluto decidere anche questo". L'alleanza, dunque, regge. Lo stile si conferma diverso. Così Antonio Di Pietro che da subito ha fatto conoscere il suo dissenso ad una manifestazione dopo l'estate, traccia il suo percorso di lotta. In piazza subito "nel giorno in cui il decreto passerà dal Senato alla Camera". In piazza in autunno a sostegno del "grappolo di referendum" che annuncia per cancellare, a mezzo della volontà popolare, le nefandezze delle leggi che Berlusconi sta disegnando a sua misura e non "per rispondere ai problemi della gente" che lo ha votato proprio per questo ed ora si trova tra le priorità una legge salva premier di cui nessuno, se non il Cavaliere, avverte la necessità impellente. Ma referendum anche per togliere il finanziamento ai giornali e ai partiti, e poi le intercettazioni ed anche il salva Rete4. E via dicendo. Ce n'è per tutti. Con i tempi e i modi dovuti dato che si tratta di decreti ma anche di disegni di legge. Due manifestazione per lanciare un segnale preciso. E per far fare un salto di qualità, secondo Di Pietro, all'opposizione "che c'è, e l'avete vista in Parlamento". E a quella che verrà "che dovrà saldare l'attività parlamentare con la partecipazione popolare" e che avrà come primo obbiettivo le leggi ad personam. Poi giù con "il grappolo" di referendum destinati a far esplodere, come bombe, nell'immaginario collettivo le contraddizioni e gli interessi che ancora una volta Berlusconi ha messo al primo posto della sua attività di governo. Mentre "un premier dovrebbe avere ben chiaro che la corruzione in atti giudiziari è un reato grave e che un presidente del Consiglio dovrebbe correre dal proprio giudice invece di andare in Parlamento per farsi fare leggi su misura". La piazza. Quella reale e quella mediatica, la rete come strumento di aggregazione e di espressione di volontà. "Perché dovremmo aspettare novembre quando per quell'epoca potremmo già avere raccolto le firme" chiosa Di Pietro che non ci sta "a chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati". Anticipa, dunque, i tempi il leader dell'Italia dei Valori. Prevede la cura ancor prima che il male abbia fatto tutto il suo percorso. Ma lui ha ben chiaro come andrà a finire. E si dice d'accordo con le indiscrezioni che sarebbero filtrate dal Csm sull'incostituzionalità del "salva premier" e che per lui, pur davanti alla precisazione che non c'è stata ancora nessuna valutazione, resta "una fuga di notizie su quello che accadrà". Tutto scritto. Perché è così. "È una recidiva. Per un'altra volta si cerca di sostenere che qualcuno può essere diverso rispetto alla legge e che può chiedere l'immunità quando è già sotto processo". La raccolta di firme sarà sostenuto da personaggi noti, a cominciare con molta probabilità, da Beppe Grillo, anche se Di Pietro punta su "un movimento spontaneo come rugiada al mattino". Ma sarà un banco di prova anche per questa opposizione del confronto quotidiano. Non si sbilancia Di Pietro sul sostegno che potrebbe venire alla sua iniziativa dal Partito democratico. "Forse non ci aiuteranno a raccogliere le firme ma vorrei capire come faranno a dire di no: una cosa è il Pd e un'altra è il popolo del Pd".

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Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via Fr (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 23-06-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Io, madre di docente disabile contro il taglio delle cattedre Cara Unità, sono la madre di un docente disabile dalla nascita. Ho appreso che nel documento di programmazione economica e finanziaria un taglio di 100.000 cattedre in 3 anni. E lo stop delle assunzioni. ll mio stato d'animo, credo possa rappresentare quello di altre migliaia di madri, le quali, anziane come me, vorrebbero morire vedendo finalmente sistemati i propri figli. Possibile che i numeri sono più importanti delle persone? possibile che la scuola deve essere smantellata, e sulle macerie di essa costruita un impresa dove il denaro detta le regole del funzionamento. Ma lei si rende conto di cosa significa fare classi con 30/35 e forse 40 persone. Significa far scoppiare il sistema scolastico ridurlo ad un cumulo di macerie. State trascinando nel caos l'istruzione, mentre invece si avrebbe assoluta necessità di ordine. Volete diminuire le ore di lezione, lasciando ancor di più nell'ignoranza miglioni di ragazzi. Ma non vi rendete conto ne lei ne i suoi consulenti che state mettendo in mezzo la strada migliaia di persone, lasciando senza futuro intere generazioni di adolescenti. Tagliare 100.000 cattedre non vuol dire sistemare i conti pubblici ma allargare la povertà di una parte molto vasta della popolazione, scatenando una violentissima forma di protesta dagli sbocchi imprevedibili. Non si possono trattare in questo modo migliaia di persone che da anni da molti anni lavorano e mandano avanti il carrozzone della scuola. È una vergogna vivere in un Paese come il nostro, dove pochi navigano nell'oro e molti nella miseria. Questi anni passano, la delusione sta crescendo, sarete spazzati via come foglie al vento se continuerete a trattare in questi termini migliaia di famiglie. Lei non ha i problemi di una madre o di un padre del mezzogiorno, dove il lavoro è una chimera, dove stare su una cattedra vuol dire stare in trincea. Volete togliere a mio figlio affetto da paresi spastica il valoro, vergognatevi! Rosa Mancini A Bruxelles figura vergognosa Cara Unità, è stata una scena vergognosa quella che ci ha regalato Berlusconi a Bruxelles. Vergognosa ma soprattutto pericolosa perché lui non fa mai niente per caso, ma in preparazione di qualcosa di più grande, ed è un modo per testare sin dove si può spingere. Si è permesso di minacciare, perché di questo si tratta, il terzo potere dello Stato, la Magistratura. In un paese dove la democrazia è protetta e coltivata, non succede che una carica dello Stato si permetta di criticare in maniera così violenta una colonna portante dello Stato. Se lui, come individuo, ha rimostranze da fare nei confronti dei magistrati, si dimetta dalla sua carica e porti tranquillamente avanti la sua battaglia da semplice cittadino. Non può usare in questa maniera ominosa il suo potere. È un delirio di onnipotenza di chi pensa che ormai la fa da padrone. Anna Marta Brozzu, Sassari Niente scorta a chi non è al governo cara Unità, a proposito di scorte e abuso delle scorte; mi chiedo, passando tutti i giorni a Roma, davanti casa dell'ex Ministro Mastella, perchè è ancora presente la scorta fissa, 24 su 24 della polizia penitenziaria, a spese dello Stato e quindi del cittadino, quando questi, Mastella, non fa più parte di una coalizione di governo e neanche di opposizione? Con quale esigenza si permette ancora tale costoso privilegio? Cordiali Saluti. Giuseppe Spagnuolo Noi partigiani di Trieste: no a strumentalizzazioni foibe Caro Direttore, Trieste di nuovo è ritornata alla ribalta e purtroppo nel peggiore dei modi. Il ritorno, infatti, è avvenuto a causa delle "foibe", argomento oggetto, per l'ennesima volta, di scontri e di strumentalizzazioni. Il caso avvenuto all'Università La Sapienza di Roma, con le successive polemiche è l'ultimo episodio al riguardo. L'Associazione Volontari della Libertà di Trieste non è disposta a presentarsi a questi atti ricorrenti di cinismo e di crudeltà. Perciò prendiamo noi la parola, patrioti giuliani, dal lato della Resistenza democratica italiana, che si identifica con il 25 aprile 1945, giorno simbolo della Liberazione nazionale. Gli uomini della Resistenza democratica giuliana, in obbedienza all'ordine del Cln di insurrezione generale, il 30 aprile 1945 si sono mossi e sacrificati, e la città è insorta. Ma poi per decenni è stata ignorata la memoria di una tradizione civile e patriottica che si rifaceva agli ideali del Risorgimento, ai valori ed ai principi della nuova Italia democratica, derivata appunto da quel 25 aprile. Non può certo farsi interprete della nostra storia, né una organizzazione come "Forza Nuova" che si ispira al fascismo e alla tradizione nazionalista, né la parte opposta facente capo alla estrema sinistra. Sono politiche e culture che hanno arrecato solo del male alla Venezia Giulia, i primi a causa della snazionalizzazione fatta a danno degli sloveni e dei croati, e poi attraverso la connivenza della Repubblica Sociale Italiana con la Germania hitleriana. I secondi per la connivenza con i comunisti jugoslavi che tendevano ad impossessarsi illegittimamente di Territori Italiani. Va detto a voce alta che il fascismo ha disonorato l'Italia, portato alle estreme conseguenze una politica che non ha fatto altro che provocare tragedie, mentre la parte filo-jugoslava è riuscita parzialmente nei suoi intenti, con metodi tutt'altro che democratici. Lo affermiamo noi Patrioti giuliani, rappresentanti la cultura civile dell'antifascismo democratico, che ha profonde radici nelle nostre terre. Lo diciamo noi che abbiamo avuto i nostri morti, nella Risiera di San Saba, nelle foibe, nei campi di prigionia di Tito. Noi che anche nei momenti più tesi e difficili, abbiamo conservato i nervi saldi nel riaffermare questa verità e che ci siamo costantemente richiamati ad una cultura politica, avente il senso del rispetto di tutte le Patrie e una preveggente aspirazione europeista e repubblicana di "Giustizia e Libertà". Pertanto, noi chiediamo che le istituzioni, l'opinione pubblica italiana e le forze politiche mantengano il doveroso rispetto per le vicende di Trieste e del confine orientale. Fabio Forti, presidente Associazione Volontari della Libertà di Trieste Perché Beppe Grillo adesso tace? Cara Unità, ma Beppe Grillo dove è andato a finire? Perché non lancia un "vaffan..." contro le vergognose leggi ad personam di Berlusconi? Gli piaceva urlare contro tutta la politica, mettendo tutti sullo stesso piano. Quando si tratta di schierarsi contro certe leggi che ledono la democrazia, tace. Stranamente tace. Invitiamo tutti i democratici a gridare: Grillo, se ci sei batti un colpo. Lucia Testi e Alessandro Goggioli, Firenze Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via Francesco Benaglia 25, 00153 Roma o alla casella e-mail lettere@unita.it.

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Giustizia e legalità, come resistere a violenza e ricatti (sezione: Grillo)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 23-06-2008)

Argomenti: Grillo

Prov Gallura Pagina 8022 Olbia Un convegno all'Expò Giustizia e legalità, come resistere a violenza e ricatti Olbia. Un convegno all'Expò --> Le testimonianze sono state il cuore del convegno, che si è svolto sabato pomeriggio all'Expò, sul tema della legalità e della giustizia. Forse in pochi conoscevano la storia di Benny Calasanzio, vittima trasversale della mafia, ma parecchi avevano sentito, almeno di recente, parlare di Pino Masciari, un imprenditore che nel 1997 ha deciso di denunciare gli uomini della 'Ndrangheta che lo ricattavano. Impossibile poi non conoscere la figura di Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo ucciso da Cosa Nostra nel luglio 1992. I tre da tempo, sostenuti anche economicamente dai ragazzi dei Meetup di Beppe Grillo, stanno percorrendo l'Italia in lungo e in largo solo per raccontare la loro storia perché, come dice Calasanzio - che ha perso per volere della criminalità organizzata il nonno e lo zio - "possa riuscire a smuovere gli animi". Questo "Giro d'Italia" a portato i tre in Sardegna per due giornate quella di sabato in Gallura e quella precedente a Cagliari. La tappa olbiese ha, però, riservato per loro una sorpresa. "Non siamo abituati ad essere accolti dai rappresentanti delle istituzioni - ha detto Calasanzio a nome di tutti - ieri sera a Cagliari nessuna istituzione ha risposto al nostro invito. Nella maggior parte delle città evitano di prendere parte ai nostri convegni. Ma stasera qua ci sono tutti gli invitati". L'evento ha infatti ricevuto il patrocinio del Comune e della Provincia, con la presidente Pietrina Murrighile e il sindaco Gianni Giovannelli che hanno deciso di essere presenti. Oltre a loro in sala c'erano i rappresentanti provinciali di carabinieri, guardia di finanza e polizia oltre al prefetto Paolo Guglielmann. "Ho chiesto quali fossero le ragioni per cui si fosse scelta Olbia per quest'incontro - ha detto Giovannelli - e credo che, trattandosi di una città in continuo e forte sviluppo, possa facilmente suscitare una riflessione su come sia possibile coniugare una crescita simile con un corretto senso civico che ci porti a respingere le tentazioni e le infiltrazioni vivendo nella legalità". Lo scopo di questi incontri è comunque quello di raccontare e portare alla riflessione. "Ogni persona in più che viene a conoscenza della mia storia mi allunga la vita di un giorno", è lo slogan di Masciari che da un po' di tempo sto combattendo una battaglia per poter tornare a una vita normale e non sentirsi più un morto che cammina . "Ho deciso di collaborare con lo Stato perché ci credevo e ci credo veramente - ha detto - ma dopo undici anni hanno tolto, a me e alla mia famiglia, il programma di protezione e la scorta mi è concessa solo quando mi sposto per occasioni come questa". ELENA NARDI.

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Generazione V e Information 2.0 (sezione: Grillo)

( da "Data Manager" del 23-06-2008)

Argomenti: Grillo

A cura di Nino D'Auria, amministratore delegato di EMC Italia Una nuova generazione di utenti It sta entrando nel mercato del lavoro, preparandosi a diventare la nuova classe dirigente. Sono i giovani nati a partire dal 1980, cresciuti con Internet, dotati di grande mobilità, voglia di creatività e di condivisione delle informazioni. Sono capaci di lavorare in modalità multitasking, adorano la grafica e i testi brevi: Forrester Research li definisce i "millennial". Gartner li ha definiti, invece, Generazione V (Generazione Virtuale), che vive quotidianamente nell'universo virtuale. Contattano gli amici con l'instant messaging, utilizzano ogni giorno i social network (mySpace, Face book) per obiettivi di "conversazione" più che di semplice "comunicazione": incontrare amici, cercare lavoro, condividere un'appartenenza. E' bizzarro, ma non è un caso, che la stessa definizione "Generazione V" in Italia si sia affermata in seguito all'adesione di massa ai "Vaffa-day" che ha avuto una grande diffusione nel Web nei mesi precedenti e successivi al famoso evento organizzato da Beppe Grillo. Questa manifestazione di appartenenza ha dato una specifica connotazione alla "V" inclusa nella definizione, ma la modalità espressiva che ne è scaturita converge verso la definizione Gartner. Nei blog si è creata una rete di persone che ha potuto condividere il proprio disagio nei confronti di un sistema che avvertono distante dal loro insieme di valori. Continua la lettura dell'articolo integrale Highlights! AS/400 COMPIE 20 ANNI. FESTEGGIA! I distributori IBM che aderiscono all'iniziativa offrono la possibilità di acquistare un System i 515 con meno di 400 € al mese. ibm.com/it/offerta515.

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L'immigrazione? E' come un domino (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 23-06-2008)

Argomenti: Grillo

Sul Giornale di oggi si racconta che i romeni che vivono in Italia non vogliono tornare in patria anche quando hanno la garanzia di un posto di lavoro. Preferiscono vivere di espedienti nel nostro Paese anziché in regola ma con uno stipendio basso nel proprio Paese. Ma l'economia rumena è in pieno boom con una forte richiesta della manodopera, soprattutto nelle fabbriche. Domanda: chi lavora nelle fabbriche? Come spiega Matthias Pfaender in un altro articolo, i posti vacanti sono coperti da moldavi, ucraini turchi, persino pakistani, indiani, srilankesi e gli immancabili cinesi. Qualche tempo da un demografo francese spiegava su una rivista come ormai l'immigrazione in Europa sia come un domino. Polacchi e slovacchi, ad esempio, tendono ad emigrare in Gran Bretagna e in altri Paesi ricchi del nord Europa, i loro posti vengono occupati da immigrati provenienti da altri Paesi della Ue ed extra Ue, i quali a loro volta aprono dei buchi nei Paesi d'origine. In Ungheria c'è una forte penuria di medici, in Romania di operai, in Polonia di idraulici. Mi chiedo: tutto questo ha senso? la conseguenza mi sembra evidente: le società diventano rapidamente multietniche e sempre più simili nella loro struttura sociale. I costi sono enormi, i benefici dubbi, ma a qualcuno evidentemente conviene. Scritto in europa, globalizzazione, Italia, immigrazione 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Jun 08 Obama musulmano? Quando la calunnia conta più dei fatti Michael Carmichael, l'ex consulente di Clinton, in un'intervista al Giornale aveva avvertito che questa sarebbe stata la campagna elettorale più sporca della storia recente americana. Al voto mancano oltre quattro mesi, ma le manovre sono già cominciate. In un pezzo uscito oggi spiego come sia in atto una campagna su Internet in cui si sostiene che Barack Obama sia musulmano. L'affermazione è falsa (Barack è cristiano), ma il contesto lo permette. Infatti: Barack è il suo primo nome, ma il secondo è Hussein; come Saddam Hussein. Di cognome fa Obama che, cambiando una sillaba, suona Osama. È nero, ma la famiglia del suo padre biologico era musulmana, e lui ha vissuto dieci anni in un Paese islamico, l'Indonesia, frequentando per un paio d'anni le scuole pubbliche, dunque musulmane. Barack Obama è ossessionato da questa campagna, che risulta molto più convincente di quanto si immagini, e infatti inizia a mostrare segni di nervosismo. Già McCain (primarie 2000) e Kerry (presidenziali 2004) furono sconfitti da voci infamanti; Obama farà la stessa fine? Io temo - ma è quasi una certezza - che la campagna elettorale verrà combattuta non sui programmi e sulle idee , ma sull'immagine e sugli stereotipi.Gli americani rischiano di eleggere un presidente - sia esso McCain o Obama - senza sapere che cosa intenda fare davvero una volta alla Casa Bianca, ma valutando solo la sua simpatia o sulla scorta di impressioni sovente ingannevoli o frammentarie. Se i cliché contano più dei contenuti e la calunnia più fatti, la qualità della democrazia tende a diminuire e con essa la sua credibilità. Non mi piace questa tendenza e mi disturba constatare che molti elettori americani si siano abituati a questa situazione; come se le dirty politics (le tecniche sporche, infanganti) fossero ormai connaturate al sistema. Io ho l'impressione, invece, che si siano superati abbondantemente i limiti. Sono troppo pessimista? Ecco la foto di Obama durante una visita in Africa, che viene usata per dimostrare che non è cristiano bensì musulmano: Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 38 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Jun 08 Il blog per informarsi, con qualche dubbio. Nei giorni scorsi ho pubblicato sul Giornale un articolo dedicato ai blog e ai siti individuali che negli Stati Uniti sono diventati così importanti da far concorrenza ai media tradizionali. Al servizio era abbinata un'intervista a Matt Mullenweg, l'inventore della piattaforma Wordpress, che avevo incontrato al Wordcamp organizzato a Milano dal mitico Wolly. Matt, giovanissimo genio del Net, sostiene che il blog sta diventando autenticamente multimediale e che ciò avrà implicazioni anche per i giornalisti. Infatti "permetterà una diversificazione dell'offerta e dei percorsi di lettura, che si svilupperanno per argomento anziché per testata. Già oggi i giovani selezionano le notizie attraverso i motori di ricerca personalizzati. Al New York Times arrivano se ricevono la segnalazione di un articolo interessante, ma non hanno più l'abitudine di consultare quotidianamente il sito nytimes. com. Siamo passati attraverso tre fasi del blog: mezzo per scrivere, poi per interagire e ora, sempre più, per filtrare e personalizzare la mole immensa di notizie sulla rete". Chiaccherando con Wolly e con Piero Macrì, Matt ci ha raccontato un episodio personale illuminante: era in una città che stava per essere investita da un uragano, ma siccome lui non segue i media generalisti non si era accorto del pericolo imminente, che gli fu segnalato dalla madre inquieta per le sue sorti. Senza quella telefonata matt non avrebbe preso precauzioni. Da qui una riflessione: siamo sicuri che la qualità della nostra vita e la conoscenza del mondo migliorerà quando la maggior parte degli utenti avrà preso l'abitudine di leggere solo le notizie di argomenti che interessano? Questo trend non rischia di creare lettori iperspecializzati (magari in argomenti frivoli), ma complessivamente ancor più ignoranti? Ad esempio: voi come vi regolate? Tendete a comportarvi come Matt o siete più tradizionalisti? AGGIORNAMENTO Ho letto poco fa un interessante pezzo di Massimo Gaggi, che riprende un servizio della rivista americana Atlantic dal titolo provocatorio: Google ci rende stupidi? La tesi di Nicholas Carr ex direttore della Harvard Business Review e autore di molti saggi su Internet è che la civiltà del "web" stia condizionando negativamente i nostri meccanismi mentali, incidendo sul modo di leggere, di selezionare, di memorizzare. e demolendo la capacità di concentrazione. Insomma, "immersi come siamo nel "multitasking mentale" appena ci sediamo per leggere un documento di qualche pagina o un libro, ci sentiamo a disagio dopo pochi paragrafi. Voltiamo pagina e siamo già pronti per un link". Timori fondati? Scritto in giornalismo Commenti ( 39 ) " (10 voti, il voto medio è: 2.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jun 08 Per l'Europa una sola via d'uscita: più democrazia Perché gli irlandesi hanno detto no al Trattato di Lisbona? Come spiego in un'analisi pubblicata oggi non certo perché sono antieuropeisti, al contrario. "Come tutti gli europei, gli irlandesi non capiscono più il proprio Paese, non sanno più se conta di più il governo di Dublino o la Commissione di Bruxellese quando chiedono ragguagli nessuno è in grado di tracciare unconfine preciso tra l'uno e l'altra". Percepiscono l'Unione europea come un potere che sottrae fette crescenti di sovranità eppure resta senza volto. "Chi rappresenta l'Europa oggi? Il presidente Barroso no di certo. L'Europa è un'oligarchia impalpabile ma molto influente, che condiziona la politica economica di ogni Paese, sovrasta i Parlamenti nazionali grazie alle direttive, fa giurisprudenza attraverso la Corte di giustizia europea.E incoraggia migrazioni massicce attraverso l'accordo di Schengen, positivo sotto molti aspetti, ma le cui ripercussioni sono state a lungo sottovalutate e che ha finito per agevolare l'afflusso di clandestini extracomunitari. Gli irlandesi hanno votato no a larga maggioranza per una ragione in fondo semplice: non hanno capito che cosa fosse davvero il Trattato di Lisbona". Pretendevano chiarezza e invece si sono visti sottoporre un'insieme di accordi che la facevano apparire ancor più criptica e impenetrabile. Dopo il voto in Francia, Olanda e Irlanda la lezione secondo me è chiara: l'attuale processo di costruzione europea trainato dalle élites politiche senza richiedere il consenso diretto del popolo, non funziona più. Non c'è che una soluzione: istituzioni più semplici, perlomeno comprensibili, e più democrazia. Ma i governi lo vorranno? E l'unione dei popoli europei può davvero esistere o scopriremo che è un'illusione? Scritto in europa, democrazia Commenti ( 82 ) " (10 voti, il voto medio è: 2.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jun 08 Sentenza su Guantanamo, bentornata America L'America per molti anni ha rappresentato un modello di libertà e di giustizia. Poi c'è stato l'11 settembre, la guerra al terrorismo, l'Irak e tante, troppe deroghe ai principi che proprio l'America ha vantato come sacri per tanti decenni. La prigione di Guantanamo, dove centinaia di persone sono state detenute senza diritti e sottoposte a tortura, rappresenta la violazione più clamorosa. Ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto il diritto costituzionale dei detenuti nel campo di prigionia di ricorrere nei tribunali ordinari americani contro la loro detenzione. Considerate queste cifre: su 775 detenuti due terzi sono stati consegnati ai paesi d'origine dove sono stati rilasciati perché innocenti. Altri 70 dovrebbero essere rilasciati a breve, contro 120 ci sono indizi palesemente insufficienti, solo a carico di 80 persone (appena il 10%) le prove sarebbero più serie. Il quadro è chiaro: Guantanamo non è servita a combattere il terrorismo ma ha rovinato la vita a quasi 700 innocenti infliggendo un danno colossale alla credibilità degli Usa nel mondo. Entrambi i candidati alla Casa Bianca, John McCain e Barack Obama, si sono espressi da tempo e con convinzione per la chiusura di questo campo. La sentenza di ieri è un passo importante nella giusta direzione. Io dico: l'America sta tornando ad essere l'America. Scritto in gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (11 voti, il voto medio è: 1.73 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Jun 08 Ancora su Vasco Rossi e la droga Mi scuso con i lettori abituali su questo blog, ma continuo a ricevere centinaia di e mail su Vasco Rossi (il mio indirizzo è stato cortesemente segnalato sul sito di Vasco Rossi dai suoi redattori) e devo tornare sul tema. Molti mi rimproverano di non dialogare, ma come faccio a dialogare se nove messaggi su dieci sono di insulti e di minacce pesantissime? Qualche precisazione: 1) Non apprezzare Vasco Rossi è un diritto, che ribadisco. Sarebbe auspicabile che i dissensi dei suoi fan venissero espressi in modo civile. Chiedo troppo? 2) Contrariamente a quanto scrivono in molti, io non ho detto che chi apprezza Vasco è un drogato. Ho scritto una cosa diversa: che alcune sue canzoni potevano spingere molti giovani a far uso di droga. Per due ragioni. La prima, perché i testi di molte canzoni, pur non menzionando mai le sostanze stupefacenti (cosa vietata per legge) lanciano messaggi, come dire.facilmente equivocabili. Negli ultimi anni Vasco Rossi ha scritto canzoni dai contenuti completamente diversi. Bene, ma le vecchie canzoni continuano ad essere proposte (inevitabilmente) e il rischio che vengano, ancora una volta, "equivocate" esiste. La seconda ragione: Vasco per molti anni, ha fatto uso di droghe, ammettendolo pubblicamente (ha avuto anche guai con la giustizia), e comparendo in pubblico, ai concerti e qualche volta anche in tv visibilmente fatto. Vasco era (ed è) un idolo e da sempre gli adolescenti tendono a identificarsi e a imitare i propri idoli. Il rischio di un'emulazione, quando lui incitava i suoi fan a vivere una vita spericolata e ad andare al massimo, era pertanto molto alto. 3) I suoi fan dicono che da dieci anni Rossi è cambiato. Bene. Ma nel 2003 in un concerto a San Siro è salito sul palco con le magliette per legalizzare la marijuana e l'anno scorso in un'intervista sosteneva che le droghe non sono tutte uguali e che la marijuana è meno pericolosa dell'alcol. La marijuana non è una droga? Andate a leggervi quali sono gli effetti reali degli spinelli. Riporto questo passaggio dal sito del massimo esperto italiano Riccardo Gatti: Il 25 aprile 2007 l'Ufficio USA del National Drug Control ed il National Institute on Drug Abuse hanno reso nota le ultime analisi si un progetto di monitoraggio che ha rivelato come il THC, principio attivo della marijuana, ha raggiunto, negli Stati Uniti, il più alto livello da quando il monitoraggio è iniziato. Il THC, oggi, è presente con un quantitativo medio dell' 8.5 %. Negli anni '80 era sotto il 4%. Il 60% delle persone che usano questa droga per la prima volta hanno meno di 18 anni. Negli adolescenti e nei giovani adulti "il cervello continua a svilupparsi e può essere vulnerabile agli effetti deleteri della marijuana". Questa droga, come dice la Dott.ssa Volkow, "può produrre cambiamenti nocivi a livello fisico, mentale, emozionale e, contrariamente alle credenze popolari, può dare dipendenza". L'aumento del principio attivo potrebbe anche essere la ragione di un aumento degli interventi di pronto soccorso connessi all'uso di marijuana. 4) Tutto ciò considerato è davvero scandaloso interrogarsi su Vasco Rossi e la droga nell'arco della sua lunga, ricca di successi e movimentata carriera? Scritto in Italia, Varie Commenti ( 317 ) " (47 voti, il voto medio è: 1.66 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Jun 08 Petrolio, libero mercato o libera speculazione? Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a giustificarla, l'aumento della domanda generata da India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti impianti di estrazione nei Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che, amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa. Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in globalizzazione Commenti ( 56 ) " (19 voti, il voto medio è: 2.26 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Una vita meritocratica. La polemica su Vasco Rossi è ormai degenerata, pochi inviano messaggi di dissenso civili e motivati, la maggior parte non fa che lanciarmi ingiurie talvolta pesantissime; alcuni addirittura mi minacciano (complimenti). Molti di voi insistono nel considerarlo un idolo e un messaggero d'amore, un personaggio positivo in una società degenerata. Sarà, ma rivendico il diritto di non apprezzarlo come cantante e di avere forti, motivate riserve sul messaggio che ha inviato per decenni. Non intendo però andare avanti in eterno con questa diatriba, ormai inutile e squalificante per chi la alimenta, ho pertanto deciso di togliere la frase "incriminata", peraltro poche righe in un post incentrato su una personalità di ben altro spessore come Max Gallo. Auguri a tutti. Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente male. Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il Giornale, e che dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere "il luogo della trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio debba essere divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no: apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio. L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco professionale premiante. Così la scuola può diventare autenticamente meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano altro che squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 451 ) " (32 voti, il voto medio è: 2.22 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 47 ) " (17 voti, il voto medio è: 1.88 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) " (15 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Francesco: Caro Foa, mi meraviglio che innanzitutto Lei che è un giornalista mi risponda "che cosa... Ultime news "Emanuela Orlandi uccisa e gettata in una betoniera"Oggi la maturità è tutta un quizDopo l'ennesima lite uccide figlio psicolabileFilippine, mille morti dopo il tifone FengshenDonadoni: "Non penso alle dimissioni"La Spagna allunga sull'Italia anche nel pil Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli, socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. 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Brevi, schede e richiami 3 (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)

Argomenti: Grillo

Nori a reggio A Reggio, all'ex Opg di Vicole dei Servi, parte la rassegna "Debord, psicogeografia estiva delle arti" con lo scrittore Paolo Nori che leggerà alcuni estratti del suo ultimo lavoro "Mi compro una Gilera". RACCONTI IN VERSI Alle 17,30 nel Salotto della Poesia presso i Portici del Grano a Parma, per il Parma Poesia Festival, "Lirica e racconti in versi", con Bianca Tarozzi e Anna Maria Carpi. CORRADO BOLDI Alle 22 alla Vecchia Cantina di Castelvetro (MO), per la rassegna Cabaret Doc alla Vecchia Cantina, spettacolo comico-musicale di Corrado Boldi. A cura del Miglio Comico. Info e prenot. 059790165. S. PIETROBURGO Alle 21, all'Arena Eliseo di Forlì, nell'ambito del cartellone di Piazze d'estate 2008, film "I demoni di San Pietroburgo" di Giuliano Montaldo. bRESCELLO FILM Questa sera nel centro storico di Brescello (RE), serata conclusiva del Festival Cinematografico dedicato al Centenario di Giovannino Guareschi, con il regista Stefano Alleva e il cast di "La figlia di Elisa - Il Ritorno a Rivombrosa". UMANIDISUMANI Alle 21, nella Corte del Castello di Spezzano (MO), per la rassegna I martedì al castello, "Umanidisumani", spettacolo comico di improvvisazione teatrale. Ingresso libero. PREVENDITE GRILLO Sono aperte le prevendite per il nuovo spettacolo di Beppe Grillo che si terrà al Pala Braschi di Parma il 31 ottobre alle 21. Biglietti disponibili presso la biglietteria del palazzetto, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16. Info 3496860460.

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Donadoni? Non lo vogliono perché poco personaggio Cara Unità, da quanto si legge (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 24-06-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Donadoni? Non lo vogliono perché poco personaggio Cara Unità, da quanto si legge l'esonero di Donadoni era già scritto da tempo, si voleva "tenerlo in caldo" sperando in un miracolo: che si bruciasse da solo con una sconfitta! Forse perché è poco personaggio da copertina o perché ha una sua intrinseca moralità umana e calcistica? Del resto era stato scelto in piena calciopoli da Guido Rossi... e questo per Donadoni è un punto di merito! Angela Rigoli Beppe Grillo: oltre il vaffa niente? Cara Unità, anche io chiedo che l'indole del vaffa comico Grillo si manifesti. Il vaffa, si è infastidito parecchio dell'apparizione sui media dei suoi redditi, non vorrei che si infastidisse anche se non passasse la legge salva Premier. Perché vede, caro vaffa, il suo Tombale silenzio sull'argomento dà adito a cattivi pensieri. A meno che non ammetta che il suo colorito esternare sia solo spettaccolo, commedia, finzione, uno straripante vaffa e null'altro che un vaffa giusto per far cassa insomma. Amedea Boni, San Benedetto Po (Mn) Bertolaso scelga località lontane e demaniali Cara Unità. vorrei che il dottor Bertolaso, sottosegretario all'Emergenza Rifiuti conoscesse il mio parere in merito. Ho seguito, infatti, il problema dei rifiuti da circa trent'anni e da quindici, constatando gli innumerevoli errori commessi, ho chiare le idee. Vorrei descriverle due principi a cui si devono uniformare le scelte dei siti se si vuole evitare la rivolta dei cittadini che abitano i luoghi interessati: 1) Le località degli impianti (discariche, termovalorizzatori, gassificatori, ecc) devono distare almeno 10 chilometri dalle case (è la distanza minima per il deposito anche delle polveri sottili. 2) Le località devono essere di proprietà pubblica (solo con questa misura è possibile controllare ed eventualmente cacciare via l'imprenditore che gestisce l'impianto se non funzione a dovere). Non dia retta affatto ai vari funzionari che affermano il contrario, queste aree esistono e per esempio nel Lazio ne ho individuate tre di proprietà del demanio militare, sono disponibili e molto estese. Bastano pochi ettari e il problema è risolto. La maggiore spesa per il trasporto sarà lautamente compensata dalla minore spesa sanitaria. Molte grazie per l'attenzione. Giorgio Biuso Il Pd si radichi nel territorio magari con qualche pc... Caro Direttore, scrivo a l'Unità, perché non ho altro modo di comunicare con il Pd, né a livello locale, né provinciale o nazionale. Solo 30% dei delegati hanno partecipato all'assemblea nazionale, in un'atmosfera di contrasti latenti e di sfiducia che ha soppiantato gli entusiasmi di 8 mesi fa. La mobilitazione di piazza in autunno va anche bene, ma quello che manca è il contatto quotidiano con i problemi della società civile. Per sopravvivere e svolgere un'azione efficace il governo ombra ha bisogno dell'energia, del sole del partito, ma se il Partito democratico stesso diventa un partito ombra. Mi chiedo perché nei 10.000 circoli locali del Partito democratico non si installi un vecchio pc, invitando iscritti, simpatizzanti e la cittadinanza in generale a passare per esprimere la propria opinione sui problemi della vita di ogni giorno, locale, nazionale e internazionale da un lato e sulle esternazioni dei nostri dirigenti dall'altro. I dirigenti nazionali, disponendo di un pc, potrebbero sia sentire il parere dei 10.000 responsabili di circolo in tempo reale, sia consultare le opinioni dei cittadini sui temi di maggiore rilevanza. Sarebbe una bella scuola di partecipazione e democrazia per tutti. Chi scrive è stato uno dei principali esperti di sondaggi, fondatore della cooperativa Abacus, ed è pronto a proporsipersonalmente come consulente, senza compenso, per realizzare questa rete nazionale di consultazione on line. Giorgio Visintini Immigrati, anche realtà buone Ma nei media non se ne parla Caro Direttore, guardo in tv la Coppa Europa di atletica e vedo atlete e atleti europei originari dall'Africa (soprattutto) gareggiare e spesso vincere su piste e pedane. Le staffette femminili 4x100 di Francia e Gran Bretagna sono composte integralmente da ragazze nere. Con la maglia azzurra gareggiano ad alto livello, oltre ad un campione come Andrew Howe, una italo-somala, una italo-ivoriana e così via. Ed è la prima notizia. La seconda la traggo dal "Sole 24 Ore": nel 2007 gli immigrati in Italia con un conto bancario erano ormai quasi 1 milione e mezzo, aumentati di un terzo rispetto a due anni prima. Questi "bancarizzati", come si dice in gergo, formano il 67 per cento degli immigrati regolarizzati. In testa a tale graduatoria (che conferma la loro buona integrazione socio-economica in Italia) gli equadoriani, seguiti da albanesi, egiziani, senegalesi, ghanesi, marocchini e così via. Le loro rimesse sono ammontate a 4,3 miliardi di euro. Dovremmo, tutti quanti, raccontare di più, ogni giorno, queste ed altre realtà positive che del resto sono contenute nei rapporti periodici che i prefetti inviano al loro Ministero. Ma dai nostri telegiornali (anche da una parte di quelli Rai) e giornali cosa emerge di tutto ciò. Poco o nulla. Emergono invece soltanto i dati della criminalità attribuibile agli immigrati, in massima parte a quelli irregolari o illegali. Dati che scatenano paure in buona parte eccessive e che però hanno dato a Berlusconi una bella fetta del nuovo successo elettorale. Dobbiamo raccontarlo, dobbiamo spiegarlo questo nostro complesso, sfaccettato, non criminale Paese. Sinceramente Vittorio Emiliani Berlusconi, essere "anti" non sempre è un male Cara Unità, c'è ancora molta, troppa gente che sottovaluta il problema del controllo della televisione da parte di Berlusconi. Il vero problema sarebbe (dicono) che la sinistra non ha un progetto da proporre. È vero (in parte) anche questo, ma non è certo il problema principale. E comunque anche se la sinistra avesse questo progetto (ma che vuol dire progetto?) non avebbe modo di comunicarlo e di diffonderlo. E ancora, non è già un gran progetto contrastare il berlusconismo affermando princìpi di giustizia sociale, legalità e solidarietà? Principi che lui alternativamente nega e calpesta. Di che altri progetti andate parlando, se no? E poi, dicono, basta con la politica dell'"anti". Ah no? E che dire dell'antifascismo, e che dire delle grandi rivoluzioni (francese e d'ottobre) che scaturirono proprio contro un regime affermando principi di giustizia, uguaglianza e solidarietà negati dai governi aristocratici e zaristi? Pippo Vinci, Palermo.

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Stai consultando l'edizione del L'INTERVENTONel libro dedicato al ricordo di Riccardo Faini, la rifl... (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 24-06-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del L'INTERVENTONel libro dedicato al ricordo di Riccardo Faini, la riflessione di uno dei promotori di "lavoce.info" L'informazione economica ostaggio del conflitto d'interessi Tito Boeri Questo intervento appare nel libro a più voci "Riccardo Faini-Un economista al servizio delle istituzioni" a cura di Alessandra Del Boca (Il Mulino) Mi è stato chiesto di parlare del contributo di Riccardo a lavoce.info e allora vorrei proprio partire dal ricordare le riunioni del comitato di redazione di cui lui faceva parte. Queste riunioni si svolgevano su Skype normalmente il lunedì mattina e iniziavano immancabilmente commentando la partita del Milan del giorno prima. Nel comitato di redazione avevamo quella che Gramsci definirebbe come l'egemonia assoluta. Tutti tifosi del Milan: Riccardo, Carlo Scarpa, Giuseppe Pisauro ed io. (...) Riccardo aveva una passione civile fortissima. Non l'ho mai sentito alzare la voce (quella che si pronuncia come due parole staccate), ma indignarsi sì, moltissimo, commentando stupidaggini scritte su qualche giornale o trucchi contabili. Non c'era alcun atteggiamento professorale in questo suo modo di fare. Solo l'idea che "lavoce" (quella tutta attaccata) servisse per innalzare la qualità dell'informazione economica in Italia. In effetti, ben oltre l'esperienza de "lavoce", l'informazione economica in Italia ha avuto molto da Riccardo Faini. E oggi, me ne accorgo anche dalle domande e dalle richieste che mi sento rivolgere insistentemente da molti giornalisti, l'informazione italiana cerca disperatamente un altro Riccardo Faini. Che purtroppo non c'è.(...)Ci sono tre sviluppi importanti dell'informazione economica in Italia, due positivi ed uno negativo. Il primo fenomeno è un ruolo crescente dell'analisi macroeconomia fornita dai giornali e, in parte, anche dalla radio e dalla televisione. Non solo i media hanno fortemente aumentato la copertura di temi di politica economica di carattere generale, ma sembrano anche più che in passato preoccupati di trovare dati di supporto. Non dico che il risultato sia sempre ottimale - alcune testate e programmi televisivi continuano a dare credito più a stime dell'inflazione "fatte in casa" che ai dati ISTAT! - ma c'è più attenzione che in passato al dato statistico. Anche i politici ne devono tenere conto: più che in passato li vediamo sciorinare numeri a supporto delle proprie tesi. Purtroppo, spesso si tratta di numeri sbagliati, come abbiamo più volte dimostrato nella rubrica "vero o falso"? che proprio Riccardo ha contribuito a istituire sul nostro sito. E' servita, soprattutto durante la campagna elettorale del 2006, a documentare come molti politici letteralmente diano i numeri. (...) Il secondo fenomeno positivo è la diffusione dell'informazione economica su Internet. Sento spesso citare con terrore da direttori di testate giornalistiche l'articolo dell'Economist di un anno fa, quello che annunciava che l'ultimo giornale su carta stampata sarebbe stato letto nel 2043. Ma il potere di Internet, a mio giudizio, ci viene proprio in questi giorni segnalato semmai da fenomeni come il blog di Beppe Grillo, 200.00 visitatori al giorno e una capacità di mobilitazione che sfida quella del sindacato. C'è chi teme, soprattutto i giornalisti dei quotidiani, questi sviluppi. Certo, i giornali registrano ovunque, tranne in India e in Cina, un calo di lettori, mentre la crescita di Internet sembra inarrestabile. Tuttavia Internet è molto più complementare alla carta stampata di quanto si ritenga comunemente. Ce lo insegna proprio l'esperienza de "lavoce". Internet non serve solo ad offrire informazioni aggiornate in tempo reale. Serve anche ad offrire analisi e commenti supportati da collegamenti (link) ai documenti originali. Un giornale può vendere anche senza un proprio sito Internet, ma un giornale che usa Internet può svolgere meglio il proprio servizio di informazione. Sempre che il giornale non rinunci alla sua funzione primaria di informare. C'è una deriva pericolosa al giornale tutto commento poca notizia, per differenziarsi sia da Internet che dalla free press. E questo mi porta al terzo sviluppo, quello che ritengo più preoccupante. Non è cambiata la struttura proprietaria dei giornali. E questo incide negativamente soprattutto sull'informazione che viene fornita sui temi di finanza. L'informazione finanziaria da noi più che altrove continua a essere imbrigliata da un sistema di assetti proprietari complessi e poco trasparenti, che alimenta sospetti e pone in essere conflitti di interesse su tutto. Una stampa che fosse meno condizionata dai cosiddetti "grandi gruppi economici" potrebbe giocare un ruolo molto più importante nel modernizzare il capitalismo, come avvenuto in altri paesi. Nell'informazione finanziaria conta più quello che non si scrive di quello che si scrive, ma queste omissioni sono difficili da cogliere per il lettore. Mentre nel caso dell'informazione politica o anche sulle politiche macroeconomiche, un gruppo di controllo diversificato può bilanciarsi evitando che il giornale adotti posizioni troppo di parte, nel caso dell'informazione finanziaria vi può essere consenso collusivo di ogni azionista nell'evitare le notizie economiche delicate e compromettenti, chiudendo un occhio verso certi silenzi a favore di altri azionisti, se prevede un simile atteggiamento da parte di questi ultimi nei casi in cui i peccati di omissioni lo riguardino.

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Centrale "verde" ora c'è l'ok (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 24-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)

Argomenti: Grillo

Parere positivo ma vincolato all'osservanza di una decina di prescrizioni. Lo ha dato la Provincia alla realizzazione e all'esercizio del gassificatore pirolitico che la società Agri.Co vuole mettere in funzione a Quattordio. Lo ha comunicato ieri durante la seconda riunione della conferenza dei servizi la responsabile del procedimento dell'ufficio provinciale, Lidia Amato ai rappresentanti di tutti gli enti presenti, dal Comune al gruppo Amici di Beppe Grillo. Quest'ultimo, attraverso la propria portavoce, Marcella Perotti, ha sottolineato, analizzando il progetto, la mancanza della stesura di un bilancio energetico. Una critica però smentita dalla responsabile del procedimento e che comunque ha suscitato perplessità. "Secondo noi - dice Perotti - il progetto manca anche di una bibliografia di riferimento". Altre prescrizioni sono: un livello di emissioni in atmosfera più restrittivo; gli scarti derivanti dall'attività dell'impianto non potranno essere usati come concime; i dati sul bilancio idrico mancanti; manca anche il numero degli addetti all'impianto. Il gassificatore produrrà energia da fonti alternative utilizzando sorgo (un cereale) trinciato ed essiccato e da un chilogrammo di prodotto si otterrebbe un Kw ora di energia e anche su questo dato il gruppo Amici di Beppe Grillo storce il naso: "Un limitato potere calorico". La previsione è di 250 Kw ora. Come combustibile si utilizzerebbe anche gasolio, "ma - dice la società - solo il 5% del totale. L'energia prodotta dal gasolio sarebbe di 12,5 Kw ora mentre la restante, 237,5 Kw ora sarebbe in pratica "pulita". Le uniche polveri prodotte che deriverebbero dalla combustione del gasolio, sarebbero del tipo Pm10".

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