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tARTICOLI DAL 21 maggio al 24 giugno 2008 #TOP
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Articoli
Grillo (109)
Governo al lavoro: sicurezza, Ici, rifiuti Bertolaso
sottosegretario ad hoc ( da "Quotidiano.net"
del 21-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: con associazioni ambientaliste e i meet up di Beppe Grillo, a piazza Dante, e sugli spalti del Maschio Angioino quello degli Eurodisoccupati. I cortei si sono riuniti e sono stati fermati a piazza Municipio, riempita di bandiere, cartelli e striscioni. Il presidio degli Eurodisoccupati ha esposto al Maschio Angioino uno striscione benaugurale per la categoria,
Rifiuti,
Bertolaso sottosegretario Approvato il pacchetto sicurezza Abolita l'Ici,
detassati gli straordinari ( da "Quotidiano.net"
del 21-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: con associazioni ambientaliste e i meet up di Beppe Grillo, a piazza Dante, e sugli spalti del Maschio Angioino quello degli Eurodisoccupati. I cortei si sono riuniti e sono stati fermati a piazza Municipio, riempita di bandiere, cartelli e striscioni. Il presidio degli Eurodisoccupati ha esposto al Maschio Angioino uno striscione benaugurale per la categoria,
Silvio:
Carcere a chi blocca discariche Approvato il pacchetto sicurezza Abolita l'Ici,
detassati gli straordinari ( da "Quotidiano.net"
del 22-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: con associazioni ambientaliste e i meet up di Beppe Grillo, a piazza Dante, e sugli spalti del Maschio Angioino quello degli Eurodisoccupati. I cortei si sono riuniti e sono stati fermati a piazza Municipio, riempita di bandiere, cartelli e striscioni. Il presidio degli Eurodisoccupati ha esposto al Maschio Angioino uno striscione benaugurale per la categoria,
L'ambientalismo
italiano in cerca di identità "In ritardo sia la destra che la
sinistra" ( da "Repubblica.it"
del 22-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il fattore Grillo. Probabile che il provvedimento sia destinato a rimanere l'ennesimo libro delle buone intenzioni, ma magari rivendicare questo piccolo passo avanti poteva servire a parare qualche bordata di Beppe Grillo, che dello slogan "meno-meno-meno" ha fatto uno dei suoi manifesti astensionisti.
"Ho
pregato fino all'ultimo" ( da "Stampaweb, La"
del 22-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E la gente che saluta i giornalisti come Beppe Grillo: "Vaffan!..." Mentre sono dentro che le notificano il mandato d'arresto, fuori tutto il paese si stringe attorno ad Annamaria ed esplode la furia dei vicini contro i cronisti. Urlano: "Bastardi, siete gente senza cuore". Una signora agita la mano con un fazzoletto: "Non avete rispetto per nessuno!
Anna,
toccata e fuga "ma non mollo la sicilia" - antonella romano
( da "Repubblica,
La" del 23-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E proprio ieri Sonia Alfano, leader del movimento Amici di Beppe Grillo, che aspira a prendere il suo posto, è tornata a scagliarsi contro di lei: "Le critiche all'assemblea giungono proprio da lei che abbandona il ruolo istituzionale che i siciliani le hanno affidato, tradendo il mandato dei suoi elettori.
<Senza
me e il mio blog Obama non sarebbe dov'è>
( da "Corriere
della Sera" del 23-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: nono è Beppe Grillo, che la Huffington però ignora). "I media dipingono il mondo come una lotta tra destra e sinistra invece che tra giusto e sbagliato ", teorizza la columnist di origine greca, straricca dopo il divorzio dal congressman milionario e bisex Michael Huffington, un repubblicano conservatore come lo era lei prima della "
L'intervista
L'autrice del sito Internet più influente del mondo "Senza me e il mio
blog Obama non s... ( da "Corriere.it"
del 23-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: nono è Beppe Grillo, che la Huffington però ignora). "I media dipingono il mondo come una lotta tra destra e sinistra invece che tra giusto e sbagliato ", teorizza la columnist di origine greca, straricca dopo il divorzio dal congressman milionario e bisex Michael Huffington, un repubblicano conservatore come lo era lei prima della "
PENSO
CHE questa storia dei veti e delle intimidazioni deve finire. Nei tanti ann
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 24-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Inammissibile è Beppe Grillo, anche "da relato", cioè se si riferiscono le sue parole. Inammissibile è Luttazzi. Inammissibile è Sabina Guzzanti. Inammissibile è Travaglio. Inammissibile sono anch'io che in 35 anni di carriera non ho mai potuto mettere piede in Rai.
Di
Pietro, il <prezzemolo> di Santoro
( da "Giornale.it,
Il" del 24-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Ma c'è il quarto moschettiere, Beppe Grillo, vero trait d'union tra il dipietrismo, il travaglismo e il santorismo. Di Pietro è l'unico politico che Grillo salva? E Di Pietro lo ricompensa andando al V-Day a firmare la proposta di legge anti corrotti in Parlamento. Santoro dedica una puntata al grillismo?
I
lavoratori dell'Enel: <Grillo dieci anni fa diceva sì al carbone>
( da "Giornale.it,
Il" del 24-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Grillo dieci anni fa diceva sì al carbone" di Redazione Viterbo. "Nel 1997 Beppe Grillo era favorevole al carbone. Lo dichiarò egli stesso in un'intervista al Corriere della Sera". È quanto scrivono in una nota i lavoratori della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord di Civitavecchia, che hanno dato vita al movimento Sì coke.
Oggi
i No Coke in piazza ( da "Manifesto, Il"
del 24-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Ad aprire la manifestazione sarà il comico genovese Beppe Grillo, collegato via web con Piazza Matteotti, dove si concentreranno i manifestanti. Ieri il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola, ha aderito alla manifestazione e l'Enel per tutta risposta ha deciso di interrompere i rapporti con il Comune.
Referendum
di Grillo Oggi le firme ( da "Stampa, La"
del 24-05-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract: SAVONA Referendum di Grillo Oggi le firme Prosegue senza sosta la raccolta delle firme per i tre referendum proposti da Beppe Grillo al V2-Day del 25 aprile scorso. Oggi pomeriggio a Savona, davanti alla libreria Ubik di corso Italia, i promotori del referendum allestiranno un banchetto dove si potrà firmare dalle 14,30 alle 19,
No
Coke bloccano Aurelia No alla centrale a carbone
( da "Unita,
L'" del 25-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo, in collegamento web con la piazza del comune viterbese avverte: "Il carbone pulito non esiste, è un bluff". Da Tarquinia è partito il corteo pacifico aperto da alcuni trattori con bandiere della Coldiretti e della Cia. Gli "esasperati" hanno portato il proprio dissenso al cospetto della centrale,
No
allo sfratto di rebeldia no alla linea dura di filippeschi
( da "Tirreno,
Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: la scolarizzazione delle comunità immigrate, dentro il progetto comunale di ristrutturazione di tutta l'area in via Battisti: nessuna risposta finora, se non qualche strizzatina d'occhio prima del voto, e ora... lo sfratto. Esprimiamo la nostra solidarietà alle Associazioni coinvolte. Paolo Arduini, "Città dei Diritti con Beppe Grillo".
Torre
Valdaliga, i <no coke> bloccano l'Aurelia
( da "Giornale.it,
Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: intervenuto via telefono Beppe Grillo per salutare i manifestanti. Gli organizzatori mirano a fermare la riconversione a carbone della centrale di Torrevaldaliga Nord, rifiutando "i soldi o qualunque altro accordo compensativo che non preveda il blocco della riconversione a carbone della centrale", e chiedono al ministro Scajola di "bloccare i lavori già in corso nella centrale"
<No
alla riconversione> Aurelia bloccata per ore
( da "Corriere
della Sera" del 25-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: le parole di Beppe Grillo, collegato via web, sono risuonate nella piazza di Tarquinia. "Solo in Italia - ha detto il comico - si vuole incrementare l'uso di un prodotto micidiale per la salute dei cittadini". A Grillo i lavoratori della centrale, che hanno a loro volta dato vita a un movimento "Sì coke", rinfacciano di aver cambiato idea,
No
coke contro il carbone: Il futuro sono le fonti rinnovabili
( da "Manifesto,
Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo interviene al telefono: "La politica energetica italiana è grottesca" No coke contro il carbone: "Il futuro sono le fonti rinnovabili" Tarquinia (Roma) "Negli ultimi anni sono cresciute patologie respiratorie, allergie e tumori. I più colpiti sono i giovani".
No
coke contro il carbone: <Il futuro sono le fonti rinnovabili>
( da "Manifesto,
Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo interviene al telefono: "La politica energetica italiana è grottesca" Giacomo Russo Spena Tarquinia (Roma) "Negli ultimi anni sono cresciute patologie respiratorie, allergie e tumori. I più colpiti sono i giovani". La popolazione di Tarquinia è "indignata" per la riconversione della centrale a carbone,
E'
iniziata la rivoluzione conservatrice?
( da "Giornale.it,
Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere".
Brevi,
schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La"
del 27-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Chi ha paura di Beppe Grillo?". Partecipa Marco Pannella. egiziani d'america Alle 18 da Feltrinelli in Galleria Colonna "Chicago" di Ala al-Aswani", interviene Wlodek Goldkorn. capire l'arte Alle 17 all'Upter (via 4 Novembre 157) lezione aperta di Maurizio Chelli a partire dal volume "Storia dell'Arte: da Brancusi all'arte elettronica".
Rifiuti,
Marta incenerisce solo i progetti
( da "Giornale.it,
Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: impianti come i termovalorizzatori o i gassificatori e li ritiene pericolosi per la salute come predica Beppe Grillo. E che il tema rifiuti sia spinoso per la giunta lo confermano anche le recenti bagarre in consiglio comunale che hanno visto dalla stessa parte, contro l'assessore, addirittura elementi di spicco della maggioranza che sostiene la Vincenzi insieme all'opposizione.
Rossi
contro neri e tanto odio. A chi giova?
( da "Giornale.it,
Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere".
Spiegare
agli studenti "i cento passi" dimenticati - (segue dalla prima
pagina) ( da "Repubblica, La"
del 28-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Peppino Impastato come Beppe Grillo di oggi?". No, ho risposto a Gianluca, semplicemente perché Impastato, pur facendo anche satira ed essendo molto irriverente nei confronti dei mafiosi e delle loro malefatte, non è andato mai in tv. E non per paura di mostrarsi. La gente l'ha conosciuto solo per la sua voce, per il suo messaggio,
De
Gregori apre a Berlusconi: se modernizza fa il bene di tutti
( da "Corriere
della Sera" del 28-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: artista liquida i partiti e anche il "fenomeno" Beppe Grillo: "Non lo dico con cattiveria, ma né il comico né il banditore mi hanno mai incuriosito - afferma -. L'antipolitica ha sempre attraversato le democrazie, non vedo niente di nuovo in quello che fa". Non è la prima volta che De Gregori sorprende con le sue dichiarazioni su temi politici.
<Governo,
solo fuochi d'artificio La Chiesa ha diritto di parlare>
( da "Corriere
della Sera" del 28-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Magari attorno a quella che Santoro definisce ironicamente la banda dei quattro: lui, Travaglio, Beppe Grillo, Di Pietro? "Da tempo ho rotto con la logica del " pas d'ennemis a gauche", nessun nemico a sinistra. Non vivo con questo incubo; altrimenti non potremmo assolvere al compito che spetta a una grande forza riformista del 34%. Non possiamo tornare indietro.
Veltroni
attacca: <Berlusconi, solo fuochi d'artificio>
( da "Corriere.it"
del 28-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Magari attorno a quella che Santoro definisce ironicamente la banda dei quattro: lui, Travaglio, Beppe Grillo, Di Pietro? "Da tempo ho rotto con la logica del " pas d'ennemis a gauche", nessun nemico a sinistra. Non vivo con questo incubo; altrimenti non potremmo assolvere al compito che spetta a una grande forza riformista del 34%. Non possiamo tornare indietro.
Parole,
proclami, gol (e deliri) di Diego
( da "Corriere
della Sera" del 30-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: accusa alla Beppe Grillo tutti i politici di essere corrotti (meno Castro); ma si finisce cantando che la vita è una tombola. Non solo per i 35 goal segnati con l'Argentina ma anche per probabilità e imprevisti di cui ha disseminato una carriera travolgente e travolta, sceneggiata alla Merola e metafora di reale: in Italia,
Quanti
immigrati può permettersi un'Italia in crisi?
( da "Giornale.it,
Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana?
Quanti
immigrati può sostenere l'Italia che arranca?
( da "Giornale.it,
Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana?
I
partiti ora ci puntano ma vuoi mettere Obama?
( da "Unita,
L'" del 31-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo è stato tra i primi ad aprire un canale, seguito a ruota da Antonio Di Pietro, già alla fine del 2006, mentre il primo partito che ha scoperto le enormi potenzialità del mezzo è stato Alleanza Nazionale, seguito dal Nuovo Psi (tra i video anche quello del lancio della monetine a Craxi, all'uscita del Raphael,
In
san martino musica assordante fino alle 2 di notte
( da "Tirreno,
Il" del 01-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: chi è andato a controllare il volume degli strumenti, e infine, last but not least, chi è il musicologo in questione? Ci sarà qualcuno capace di rintracciare questi interessanti personaggi? O forse è più facile andare a caccia di emarginati e disperati? Lista civica "Città dei Diritti" con Beppe Grillo.
Chiaiano,
diecimila "no" alla discarica - ottavio lucarelli
( da "Repubblica,
La" del 02-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: i No Dal Molin e gli Amici di Beppe Grillo Un serpentone colorato e pacifico si è snodato fino a Marano e a Mugnano OTTAVIO LUCARELLI NAPOLI - "Assassini", "No alla discarica", "Jatevenne", "Bossi crepa". Nasce lungo le strade di Chiaiano, il quartiere che nei piani del governo dovrebbe ospitare una mega discarica da settecentomila tonnellate,
I
no global occupano Chiaiano e cacciano Rizzo dal corteo
( da "Giornale.it,
Il" del 02-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: amici di Beppe Grillo". Poco dopo, lungo il viale che unisce Chiaiano a Marano, l'europarlamentare del Pdci, Marco Rizzo, viene "invitato" senza troppi complimenti a levare il disturbo prima ancora di riuscire a concedersi ai taccuini dei giornalisti: "Passerelle politiche qui non ne vogliamo", gli spiegano alcuni militanti del Comitato rifiuti zero.
Discarica,
i no global occupano Chiaiano ( da "Giornale.it, Il"
del 02-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: amici di Beppe Grillo". Poco dopo, lungo il viale che unisce Chiaiano a Marano, l'europarlamentare del Pdci, Marco Rizzo, viene "invitato" senza troppi complimenti a levare il disturbo prima ancora di riuscire a concedersi ai taccuini dei giornalisti: "Passerelle politiche qui non ne vogliamo", gli spiegano alcuni militanti del Comitato rifiuti zero.
Insieme
per il reinserimento ( da "Tirreno, Il"
del 03-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: era il titolo dell'iniziativa e su questo tema, nel pomeriggio, è stato organizzato anche un convegno. Relatori: don Stefano, ex volontario della Gometa, che in mattinata ha celebrato la Santa Messa, e Antonio Vermigli, amico di Beppe Grillo, una vita dedicata al volontariato. Ad animare la giornata, musica dal vivo e un ricco buffet.
Danni
collaterali ( da "Stampaweb, La"
del 03-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ne aveva parlato anche il sito di Beppe Grillo, fra gli altri, e pareva che mescolando olio di colza al gasolio (prima ovviamente che quest'ultimo raggiungesse quotazioni degne dei diamanti) si realizzasse la mitica quadratura del cerchio: chilometraggio illimitato a prezzi accessibili, risparmio di risorse, meno inquinamento, ecc.
Quando
i Tg "aiutano" la camorra
( da "Giornale.it,
Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana?
Jovanotti
apre la maratona ( da "Corriere delle Alpi"
del 04-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: di Elton John in Piazza San Marco a Venezia, nello stesso palco che ospiterà il Live for Emergency (Vinicio Capossela e Joan Baez). Per non parlare del concerto gratuito dell'estate romana con Manu Chao e l'esibizione di Ben Harper a Villafranca. In ottobre otto spettacoli di Beppe Grillo nel Triveneto. Un po' ovunque, tranne che a Belluno.
Sold
out il concerto del parroco ( da "Trentino"
del 04-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo, per vedere dove sono le sue "antenne", quelle attraverso le quali capta i sentimenti dei giovani e riesce a comunicare con loro, affrontando i temi della vita e della fede. Lui che proponendo i generi musicali più svariati: dal pop al rock, al blues, al melodico, persegue l'obiettivo di comunicare il messaggio cristiano con canzoni ispirate alle poesie del filosofo
Caso
ippodromo, il comune deve pubblicare tutti gli atti
( da "Tirreno,
Il" del 04-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: appunto di abuso di ufficio sono già stati pubblicati per intero sul sito del Pd follonichese e anche su un altro sito quello degli amici di Beppe Grillo, follonichesi. Ecco perché Fiorani esprime la volontà di una pubblicazione integra dei documenti, affinché appunto ogni singolo membro della comunità follonichese possa senza influenze esterne poter valutare la vicenda. Paola Villani.
ASSENTEISMO
AL VOTO ( da "Corriere della Sera"
del 04-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: "Toghe rotte" e captato il grido di Beppe Grillo, si sono recati alle urne? A sentire dei commenti per strada, pareva che nessuno dei lettori sarebbe andato a votare, perché la gente aveva intuito un imbroglio antidemocratico che avrebbe impedito ogni vera scelta, in quanto ogni scelta era già stata fatta.
Concerti
ovunque ma non in provincia ( da "Corriere delle Alpi"
del 05-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Capraro pensa ad esempio a Beppe Grillo, che a Belluno è già venuto, ma la tournée di quest'anno non toccherà la provincia, perchè l'unico spazio utile, l'ex palaghiaccio è in fase di lavori. Idem per il palazzetto di Longarone, Sedico non ha l'agibilità del parterre e Feltre ha il ghiaccio 9 mesi l'anno.
Musica
a palla nella polemica anche il cus pisa
( da "Tirreno,
Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: denunciato al giornale con lettera da parte della Città dei diritti/Beppe Grillo. Nel calderone delle proteste legittime, è finito anche quello per i festeggiamenti dei campionati nazionali universitari. "Ci scusiamo - dice Riccardo Vanni presidente del Cus Pisa - se tremila giovani hanno distrurbato qualcuno.
Dalla
Chiesa e Ruotolo al convegno dei grillini
( da "Stampa,
La" del 05-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract: il gruppo vercellese degli "Amici di Beppe Grillo" si presenta ufficialmente alla città con un convegno in programma il 13 giugno alle 21 alla sala Soms di via Francesco Borgogna. A parlare di "Informazione e società" sono stati invitati lo scrittore e politico Nando Dalla Chiesa ed il giornalista di "Annozero" Sandro Ruotolo.
Telecom
vola con i tagli, no dei sindacati - sara bennewitz
( da "Repubblica,
La" del 06-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E anche il comico Beppe Grillo, ieri ha proposto di fare una class action nei confronti della precedente gestione sui lauti compensi percepiti dai precedenti vertici di Telecom, che adesso si vede costretta a tagliare 300 milioni di costi mandando a casa 5mila persone.
Brutture
d'Italia, il censimento del Fai ( da "Corriere della Sera"
del 06-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: scelta secca e quasi obbligata) al ministro Sandro Bondi (un albergo incompiuto a Carrara), da Beppe Grillo (la centrale a carbone sotto la Lanterna) a Sabrina Ferilli (la monnezza sul Belvedere di Forio d'Ischia). E poi Lucio Dalla, Lella Costa e Milena Gabanelli, solo per citarne alcuni. Ieri, a Milano, la presentazione del progetto.
Salvate
i luoghi del cuore vittime del degrado - carlo brambilla
( da "Repubblica,
La" del 06-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo ce l'ha con la centrale a carbone sotto la Lanterna di Genova. E Vittorio Sgarbi con la strada statale 17 che fiancheggia la chiesa delle Grazie in Abruzzo. Gli elementi del paesaggio che creano maggior disturbo a Lucio Dalla sono i condizionatori e le parabole abusive che hanno invaso l'Italia.
Tecnonews
( da "Espresso,
L' (abbonati)" del 06-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo, che pure promuove l'immagine della discussione ben informata, dimostra invece attraverso il suo blog come oggi l'agire pubblico sia sostenuto da questo coinvolgimento emotivo. Ricevere centinaia di post (che proprio per questo non vengono letti e analizzati) o sbraitare sulle pubbliche piazze non significa condividere argomenti tra pari,
Fai,
salvate i luoghi del cuore vittime del degrado ambientale
( da "Repubblica.it"
del 06-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo ce l'ha con la centrale a carbone sotto la Lanterna di Genova. E Vittorio Sgarbi con la strada statale 17 che fiancheggia la chiesa delle Grazie in Abruzzo. Gli elementi del paesaggio che creano maggior disturbo a Lucio Dalla sono i condizionatori e le parabole abusive che hanno invaso l'Italia.
Scamarcio,
io come Ulisse emigrante senza casa perso nel Mediterraneo
( da "Tempo,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Solo Beppe Grillo incarna la voglia di cambiare. Berlusconi ha capito qual era il terreno fertile nel nostro Paese, cioè la paura di perdere il proprio orticello". L'attore che aveva già lavorato con un altro regista internazionale, Abel Ferrara in "Go go tales" (dal 20 giugno nelle sale), a fine estate sarà impegnato anche nella fine delle riprese di "
Una
vita meritocratica meglio di una vita spericolata
( da "Giornale.it,
Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana?
Addio
Risi, sapeva unire gioia, comicità e tragedia
( da "Tempo,
Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: interpretazione di Beppe Grillo, a quello stesso diario di Mario Tobino, "Il deserto della Libia", cui si è rivolto di recente anche Mario Monicelli ne "Le rose del deserto". Senza dimenticare "Il Commissario Lo Gatto", con Lino Banfi, con allusioni politiche, e, arrivati ai Novanta, quel ritorno a Gassman con "Tolgo il disturbo" in cui,
Addio
al sarcastico maestro ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 08-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: quindi la carta Pozzetto in Sono fotogenico , Scemo di guerra con Beppe Grillo, Lino Bandi in Il commissario Lo Gatto , tentativi di usare i nuovi comici in maniera differente dalle gag cui ci avevano abituati. E sul finire l'esperienza della tv col serial La vita continua . Insomma, un maestro bizzarro e senza peli sulla lingua.
Scamarcio:
tempi bui, povera Italia ( da "Unita, L'"
del 09-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: passando infine per un elogio delle denunce con cui Beppe Grillo ha scoperchiato all'opinione pubblica casi stile Parmalat, secondo lui non oscurabili dalle derive qualunquiste abbracciate nella fase successiva. E poi via ancora altre note a margine sulla festa di Roma (che veramente "festa" deve essere), finché alla fine non arriva secca la domanda: allora Riccardo,
La
zampata del leone sulle trasformazioni della società
( da "Manifesto,
Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Beppe Grillo
(Scemo di guerra), Monica Vitti (Teresa). Nel 2002 il festival di Cannes gli ha
reso omaggio con una retrospettiva dei suoi film e la mostra di Venezia lo ha
premiato con il Leone d'oro alla carriera. Nel
Petrolio,
libero mercato o libera speculazione?
( da "Giornale.it,
Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana?
Travaglio,
la sala piena e quegli anziani in piedi
( da "Trentino"
del 10-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Un po' come Beppe Grillo. Solo che Travaglio è documentatissimo, non suscita un'emozione se non ha un pacco di documenti che la confermano nel cassetto. Anche per questo il bravo Fabio Fazio di "Che tempo che fa?" può dormire sonni tranquilli di fronte alle querele che i potenti gli minacciano.
Una
vita meritocratica ( da "Giornale.it, Il"
del 11-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Una vita meritocratica.
Libri
/ Economia in pillole ( da "Sole 24 Ore Online, Il"
del 11-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: simili fra Italia e Olanda è una follia come dice Beppe Grillo, che propone di scambiarsi piuttosto ricette e fermare i camion? Non proprio: se non ci fosse scambio di merci simili fra aree diverse non potremmo mai fare colazione con 1 euro". Parola di economista di strada il quale dimostra che di economia si può discutere nei mercati (rionali) ma non è certo una cosa da comici.
"la
nazionale? Se fossi più giovane mi proporrei come terzo centrocampo..."
Chiambretti: "Niente sol... ( da "Corriere.it"
del 11-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Chiambretti si difende: "Non scopro talenti, ma solo persone fuori dalla norma". Li guardo per strada, al ristorante... Spesso poi sono loro che vengono a me". Infine un commento (un po' acido) su Beppe Grillo: "Lo preferivo come comico. Secondo un mio amico i suoi acuti ricordano quelli di Hitler". stampa |.
Ancora
su Vasco Rossi e la droga ( da "Giornale.it, Il"
del 11-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Una vita meritocratica... - 17 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana?
<Via
i rifiuti dalle strade entro luglio>
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 12-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Si realizzerebbe l'idea di Beppe Grillo degli 'angeli del riciclo" E gli inceneritori, che lei non ha mai visto di buon occhio ? "E avviata la gara su Salerno (dove c'è un ricorso per proporre un gassificatore, ndr), mentre ad Acerra cercheremo di recuperare industrialmente ciò che si può.
Da
qualche giorno, tra i tanti problemi che abbiamo in
( da "Tempo,
Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: anno centenario di uno come Pavese non ci siamo quasi accorti di lui mentre infinite volte si è discusso di Beppe Grillo, o di Travaglio. O il tema dei giovani - che tradizionalmente veniva rivendicato da quella parte culturale e politica - completamente assente da qualsiasi questione pubblica, se non grazie agli interventi del Papa e del mondo cattolico sulla emergenza educativa.
L'Italia
ha cambiato ( da "Corriere delle Alpi"
del 12-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Come dice Beppe Grillo: "Si vuole il nucleare? Si tenga un nuovo referendum! Se gli italiani voteranno a favore, allora si potrà fare. Altrimenti no. Non si possono costruire centrali nucleari ignorando il risultato di un referendum popolare". E credo che su questo abbia perfettamente ragione, visto che il futuro dell'Italia dobbiamo deciderlo noi cittadini!
La
cultura "di sinistra" malata di vanità
( da "Tempo,
Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: anno centenario di uno come Pavese non ci siamo quasi accorti di lui mentre infinite volte si è discusso di Beppe Grillo, o di Travaglio. O il tema dei giovani - che tradizionalmente veniva rivendicato da quella parte culturale e politica - completamente assente da qualsiasi questione pubblica, se non grazie agli interventi del Papa e del mondo cattolico sulla emergenza educativa.
Guareschi
per Bergamo era un laico ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 13-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: un Beppe Grillo: "Guglielmo Giannini, con il suo Partito dell'Uomo qualunque cercò di avviare una lotta contro la "politica", restando all'interno della politica. Guareschi ne stava fuori: è stato piuttosto un autore profetico". Non piaceva ai comunisti perché - caso raro tra i cattolici - invece di sfinirli coprendoli da quella densa nebbia azzurrina in cui tutti i rivoluzionari,
La
merce siamo noi ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 13-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ultralternativo Beppe Grillo risponde a questa logica di marca: per promuovere la sua immagine si è affidato alle arti della premiata ditta Casaleggio. Ma lui è una star. Casalinghe, operai, commesse e impiegati si accontentano dell'immagine acquisita da un marchio: devono solo scegliere se entrare nella tribù di facce pulite che usa il tam-
Sentenza
su Guantanamo, bentornata America
( da "Giornale.it,
Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Petrolio, libero mercato o libera speculazione?
Rifiuti,
situazione grave ( da "Corriere delle Alpi"
del 14-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: anche grazie ai siti collegati a Beppe Grillo) con la pubblicità relativa alla loro capacità tecnologica di riciclare quasi il 100% dei rifiuti loro conferiti attraverso le raccolte differenziate (conferiscono anche alcuni comuni della provincia di Belluno). Fanno cose abbastanza semplici, dividono i rifiuti che arrivano, triturano, avviano alcune componenti al recupero (
Per
l'Europa una sola via d'uscita: più democrazia
( da "Giornale.it,
Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: I tifosi di Vasco Rossi come i sostenitori di Beppe Grillo:... Clark: Tommaso..se il mondo sarebbe migliore senza internet perchè ci sei dentro.?? E sopratutto se... Lele84: e BRAVO FOA CHE SI è FATTO TANTA TANTA PUBBLICITà!!! A FACCIA DA CONIGLIO STATTE ZITTO max66: Caro Lino,la calmata dattela tu,e goditi anche tu le interviste compiacenti che vengono fatte sul GIORNALE dai.
8
province e 144 comuni: occhi puntati su Catania e Palermo
( da "Sole
24 Ore Online, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Grazia Giurato della Lista amici di Beppe Grillo, Giuseppe Altamore del Movimento per l'indipendenza della Sicilia, Nello Musumeci de La Destra, Toti Domina per Liberare Catania, Francesco Condorelli Caff per Ms-Fiamma Tricolore. A Siracusa, dove scade il mandato del forzista Giambattista Bufardeci (eletto all'Ars e nominato assessore regionale al Turismo)
I
grillini irrompono al comizio di sgarbi sonia alfano: "siamo stati
aggrediti" ( da "Repubblica, La"
del 15-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Amici di Beppe Grillo" sarebbe stata aggredita venerdì sera a Salemi da alcune persone che assistevano al comizio di chiusura della campagna elettorale di Vittorio Sgarbi, candidato a sindaco del paese trapanese. Lo scrive in una nota Sonia Alfano, candidata alla Presidenza della Regione proprio dagli "amici di Beppe Grillo".
Le
lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via
France ( da "Unita, L'"
del 15-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: è il caro Beppe Grillo che con la sua campagna contro tutti ha fatto vincere la destra?Possibile che nessuno protesti? Noi Italiani siamo diventati così apatici? Vorrei lanciare un appello: italiani svegliatevi. Urti Elis Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via Francesco Benaglia 25,
SE
LA CASTA PARALIZZA IL TRAFFICO ( da "Corriere della Sera"
del 15-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: dopo il fenomeno Beppe Grillo, lo scollamento fra elettori ed eletti si traduce in un'insofferenza palpabile e diffusa verso l'abuso di potere perpetrato da una minoranza, sia pure democraticamente designata, a scapito della maggioranza. Dietro questi sintomi, si cela infatti un evento profondo: la cancellazione del concetto di sovranità popolare.
Amministrative,
Sicilia alle urne ( da "Stampaweb, La"
del 15-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Lista amici di Beppe Grillo insieme alla società civile); Salvatore Domina (Lista liberare Catania); Nello Musumeci (Con Nello Musumeci per Catania); Francesco Condorelli Caff (MS Fiamma Tricolore). Sei i candidati ai comuni di Messina e Siracusa. Nella città dello stretto la sfida è tra Francantonio Genovese (Pd, Idv e Verdi),
Amministrative
in Sicilia e Sardegna ( da "Stampaweb, La"
del 15-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Lista amici di Beppe Grillo insieme alla società civile); Salvatore Domina (Lista liberare Catania); Nello Musumeci (Con Nello Musumeci per Catania); Francesco Condorelli Caff (MS Fiamma Tricolore). Sei i candidati ai comuni di Messina e Siracusa. Nella città dello stretto la sfida è tra Francantonio Genovese (Pd, Idv e Verdi),
TRAMONTI
SUL LAGO ( da "Manifesto, Il"
del 16-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: come alcune di quelle dei gruppi di Beppe Grillo. "L'unico modo per 'tenere, secondo me, è di lavorare su questioni precise e concrete che appassionano i cittadini, per esempio la questione dell'acqua e della sua gestione, su cui finora non siamo stati capaci di far niente e abbiamo lasciato che se ne impadronisse la Lega, e che si fregiasse del titolo di '
In
Italia 4 milioni di "diari" ma solo 20 guadagnano soldi
( da "Trentino"
del 17-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: A Riva ci saranno tutti i blogger, ma non Beppe Grillo. Perché la "blogosfera" ce l'ha tanto con lui? Non è che ce l'abbiamo con lui, l'invito per Riva gli è stato inviato... Ma è un'altra cosa: ha uno staff che gli scrive il blog, e poi lui non risponde mai ai commenti, non interagisce con chi gli scrive.
Brevi,
schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La"
del 17-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Alla proiezione interverranno gli europarlamentari Monica Frassoni e Umberto Guidoni e il MeetUp napoletano degli "Amici di Beppe Grillo", che distribuirà al commissario per l'Ambiente Stavros Dimas un documento che invita a bocciare il Decreto rifiuti di Berlusconi. (g. v.) Info movieplayer.it/film/15759/biutiful-cauntri/.
Brevi,
schede e richiami 3 ( da "Repubblica, La"
del 17-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: oro del ghibellinismo in Italia attraverso la figura di Rainaldo Bonacolsi, signore di Mantova e di Modena". PREVENDITE GRILLO Prevendite per il nuovo spettacolo di Beppe Grillo che si terrà al Pala Braschi di Parma il 31 ottobre alle 21. Biglietti alla biglietteria del palazzetto, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16. Info 3496860460.
Il
blog per informarsi, con qualche dubbio
( da "Giornale.it,
Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Petrolio, libero mercato o libera speculazione? - 17 Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni?
Brevi,
schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La"
del 18-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: che guidano gli Amici di Beppe Grillo e che hanno in parte sponsorizzato la candidatura a sindaco del maestro di strada Marco Rossi-Doria, che recentemente su "Repubblica" ha dato mostra di avere anche cognizioni in materia di ciclo di rifiuti, sussumendo la possibilità di fare raccolta differenziata in quattro e quattr'otto.
No
al nuovo inceneritore Inizia la raccolta di firme
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 18-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: end gli Amici di Beppe Grillo di Monza e Brianza, con la collaborazione di diversi altri gruppi ambientalisti e giovanili del territorio, cominceranno una raccolta di firme per dire "no" al progetto di Brianza Energia Ambiente Spa di realizzare nell'area di via Agnesi un nuovo inceneritore dei rifiuti dalla capacità di 240 mila tonnellate all'
Leggi
ad personam, esercito: sono prove generali? Cara Unità, di nuovo leggi ad
person ( da "Unita, L'"
del 18-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: un blogghista 2008 di Beppe Grillo?, un girotondino?, un cultore dell'antipolitica che non ha capito nulla dell'alto valore morale della denuncia "politica" di Stella e Rizzo?, un berlusconiano pentito che ha capito tutto e ha deciso di parlare? o lo cantavano in coro un esponente del PCdI, uno dell'ex Rc, uno della Sd ispirati da uno scintillante arcobaleno verde?
E
gli italiani riscoprono la febbre del ballo
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Nella top ten al primo posto c'è Benigni con "Tutto Dante", seguito da "Volevo fare il ballerino" di Fiorello e "Reset" di Beppe Grillo. Il record per numero di manifestazioni spetta invece alle mostre, con il 18,39% in più rispetto al 2006, e un conseguente +85,39% di spesa per il pubblico.
Da
Shrek ai Police tutti gli incassi da record
( da "Unita,
L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ai Police tutti gli incassi da record CINEMA Shrek Terzo Harry Potter e l'ordine della Fenice Manuale d'amore 2 CONCERTI Police a Torino Vasco Rossi a Milano, Torino, Roma TEATRO Tutto Dante di Benigni Volevo fare il ballerino di Fiorello Reset di Beppe Grillo LIRICA Tristano e Isotta di Wagner alla Scala di Milano I più visti.
C'è
la crisi? Italia, balla che ti passa
( da "Unita,
L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: e da Reset di Beppe Grillo. Mentre per la lirica il primato spetta a Tristano e Isotta di Wagner alla Scala di Milano. Tra i dati rilevati anche quelli degli "eventi" gratuiti: sono stati seguiti da 47 milioni di persone. Nella classifica per città, le statistiche indicano Roma al primo posto per la spesa al botteghino (10.
I
numeri ( da "Unita, L'"
del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: DI BIGLIETTI in più venduti al cinema, pari a 670 milioni di euro 11,36 DI BIGLIETTI venduti in più per i concerti di musica leggera, con una spesa al botteghino cresciuta del 23.36% 10,32% È L'INCREMENTO della spesa al botteghino per il teatro nella sua accezione più vasta che va dalla danza alle "adunate" di Beppe Grillo.
L'irresistibile
ascesa dello spettacolo vasco e "shrek" i più amati del 2007 -
leandro palestini roma ( da "Repubblica, La"
del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: seguito da Volevo fare il ballerino di Fiorello e Reset di Beppe Grillo. Per la lirica si segnala che i migliori incassi al botteghino sono andati al Tristano e Isotta di Wagner (la statistica non dice però che alla Scala l'alto costo dei biglietti falsa la classifica), mentre il secondo e terzo posto vanno all'Aida di Verdi, all'Arena di Verona.
Cinema,
teatro, concerti: anno boom per gli spettacoli
( da "Corriere
della Sera" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: agitatore delle folle Beppe Grillo con Reset si deve accontentare della medaglia di bronzo. Per la lirica il migliore incasso al Tristano e Isotta di Wagner alla Scala, al secondo e al terzo posto l'Aida dell'Arena di Verona. Le variazioni più significative nei concerti, col primato assoluto per i biglietti venduti che vola a + 17.
Obama
musulmano? Quando la calunnia conta più dei fatti
( da "Giornale.it,
Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 17 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca?
Arriva
anche in Italia l'iPhone il telefono che sa fare tutto
( da "Giornale.it,
Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Manca solo che Beppe Grillo gli lanci contro uno dei suoi anatemi, dopodiché l'iPhone avrà tutti i requisiti per diventare il nuovo oggetto di culto della Penisola dei telefono-maniaci. Ieri Apple ha ufficializzato gli accordi con Tim e Vodafone annunciando, all'americana, che "sì è vero, siamo entusiasti di lavorare con Tim e Vodafone"
Martini
replica ( da "Tirreno, Il"
del 21-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: OPPOSIZIONE Presto Beppe Grillo tornerà in piazza Che il centro destra facesse il solito teatrino di leggi ad personam era prevedibile e che fosse insofferente allo Stato di diritto e ad alcuni principi costituzionali già lo sapevamo, ma la cosa più imbarazzante è vedere la quasi totale immobilità oppositiva del governo ombra che ha chiuso ogni dialogo con il resto dello stesso Pd.
Marco
Travaglio e la nostra politica ( da "Quotidiano.it, Il"
del 21-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: ipotizza anche una propria collaborazione con Beppe Grillo per l'organizzazione del V-3 day, in programma per la fine di quest'anno, avvenimento con il quale, spiega il giornalista, si cercherà di risollevare le sorti del paese schiacciato dal conflitto d'interessi, una questione che ormai da troppo tempo danneggia il popolo italiano.
Una
firma contro le barriere ( da "Tirreno, Il"
del 22-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Partito umanista, Arcobaleno su Pistoia, Verdi e Amici di Beppe Grillo, al fine di rendere la nostra città priva di ostacoli che possano limitare la mobilità delle persone disabili e perciò favorire una completa accessibilità, cosa volta a migliorare il grado di civiltà, di uguaglianza e pari opportunità.
Farò
da cavia perché sia cancellata la legge-porcata - maria teresa giannoni
( da "Tirreno,
Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Un tribuno alla Beppe Grillo? "Grillo ha dei meriti eccezionali in questa fase. Non hai idea di quanti ragazzi si stanno accostando alla politica, ai valori e alle battaglie di democrazia grazie a lui, grazie al catalizzatore del suo blog e dei suoi v-day. Quanta gente incontro alle presentazioni dei miei libri che viene da lì e lavora nelle battaglie per l'
Comitati
in marcia da Acerra a Napoli In attesa di Chiaiano
( da "Manifesto,
Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: gli amici di Beppe Grillo, l'assise di Palazzo Marigliano, il Wwf e Legambiente, che hanno accettato di partecipare allo "scarpinetto". D'altra parte chi è venuto se l'è cercata. "Ma per i mille "sì" ad altrettante ipotesi ecocompatibili sullo smaltimento dei rifiuti - spiega Anna Fava di Palazzo Marigliano - ci sta bene anche la smazzata votiva.
Brevi,
schede e richiami 3 ( da "Repubblica, La"
del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: PREVENDITE GRILLO Sono aperte le prevendite per il nuovo spettacolo di Beppe Grillo che si terrà al Pala Braschi di Parma il 31 ottobre alle 21. Biglietti alla biglietteria del palazzetto, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16. Info 3496860460. LUOGHI PASCOLIANI Fino all'11 settembre, tutti i giovedì mattina, alle 8,
Veltroni:
no alla sindrome della spallata - umberto rosso
( da "Repubblica,
La" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Mettendo insieme Leoluca Orlando e Beppe Grillo. Pino Pisicchio e i girotondi di Pardi e Flores. Beppe Giulietti e gli orfani della sinistra arcobaleno. E che strizza l'occhio al Parisi che sul Corriere della Sera ha chiesto la testa di Veltroni, per provare ad agganciare così anche i malpancisti del loft.
Non
è in atto una competizione a chi fa più opposizione ci tiene a precisare s
( da "Unita,
L'" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: a cominciare con molta probabilità, da Beppe Grillo, anche se Di Pietro punta su "un movimento spontaneo come rugiada al mattino". Ma sarà un banco di prova anche per questa opposizione del confronto quotidiano. Non si sbilancia Di Pietro sul sostegno che potrebbe venire alla sua iniziativa dal Partito democratico.
Le
lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via
Fr ( da "Unita, L'"
del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: presidente Associazione Volontari della Libertà di Trieste Perché Beppe Grillo adesso tace? Cara Unità, ma Beppe Grillo dove è andato a finire? Perché non lancia un "vaffan..." contro le vergognose leggi ad personam di Berlusconi? Gli piaceva urlare contro tutta la politica, mettendo tutti sullo stesso piano.
Giustizia
e legalità, come resistere a violenza e ricatti
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
23-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: dei Meetup di Beppe Grillo, stanno percorrendo l'Italia in lungo e in largo solo per raccontare la loro storia perché, come dice Calasanzio - che ha perso per volere della criminalità organizzata il nonno e lo zio - "possa riuscire a smuovere gli animi". Questo "Giro d'Italia" a portato i tre in Sardegna per due giornate quella di sabato in Gallura e quella precedente a Cagliari.
Generazione
V e Information 2.0 ( da "Data Manager"
del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: organizzato da Beppe Grillo. Questa manifestazione di appartenenza ha dato una specifica connotazione alla "V" inclusa nella definizione, ma la modalità espressiva che ne è scaturita converge verso la definizione Gartner. Nei blog si è creata una rete di persone che ha potuto condividere il proprio disagio nei confronti di un sistema che avvertono distante dal loro insieme di valori.
L'immigrazione?
E' come un domino ( da "Giornale.it, Il"
del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quando i Tg "aiutano" la camorra... - 17 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca?
Brevi,
schede e richiami 3 ( da "Repubblica, La"
del 24-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: PREVENDITE GRILLO Sono aperte le prevendite per il nuovo spettacolo di Beppe Grillo che si terrà al Pala Braschi di Parma il 31 ottobre alle 21. Biglietti disponibili presso la biglietteria del palazzetto, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16. Info 3496860460.
Donadoni?
Non lo vogliono perché poco personaggio Cara Unità, da quanto si legge
( da "Unita,
L'" del 24-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Angela Rigoli Beppe Grillo: oltre il vaffa niente? Cara Unità, anche io chiedo che l'indole del vaffa comico Grillo si manifesti. Il vaffa, si è infastidito parecchio dell'apparizione sui media dei suoi redditi, non vorrei che si infastidisse anche se non passasse la legge salva Premier.
Stai
consultando l'edizione del L'INTERVENTONel libro dedicato al ricordo di
Riccardo Faini, la rifl... ( da "Unita, L'"
del 24-06-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: proprio in questi giorni segnalato semmai da fenomeni come il blog di Beppe Grillo, 200.00 visitatori al giorno e una capacità di mobilitazione che sfida quella del sindacato. C'è chi teme, soprattutto i giornalisti dei quotidiani, questi sviluppi. Certo, i giornali registrano ovunque, tranne in India e in Cina, un calo di lettori, mentre la crescita di Internet sembra inarrestabile.
Centrale
"verde" ora c'è l'ok ( da "Stampa, La"
del 24-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract: dal Comune al gruppo Amici di Beppe Grillo. Quest'ultimo, attraverso la propria portavoce, Marcella Perotti, ha sottolineato, analizzando il progetto, la mancanza della stesura di un bilancio energetico. Una critica però smentita dalla responsabile del procedimento e che comunque ha suscitato perplessità.
( da "Quotidiano.net" del 21-05-2008)
Argomenti: Grillo
Oltre mille uomini
delle forze dell'ordine a presidiare l'intero territorio. Prevista
l'interdizione dello spazio aereo sul centro cittadino Commenta
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& Economia Esteri Cultura Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute
Tecnologia Casa--> Meteo CONSIGLIO DEI MINISTRI A NAPOLI Governo al lavoro:
sicurezza, Ici, rifiuti Bertolaso sottosegretario ad hoc Il centro pulito, un
'miracolo' di Silvio Oltre mille uomini delle forze dell'ordine a presidiare
l'intero territorio. Prevista l'interdizione dello spazio aereo sul centro
cittadino Commenta Napoli, 21 maggio 2008 - è credibile un Paese, dove la terza
città in ordine di grandezza è sommersa dai rifiuti e sgombera i campi rom, non
con le forze dell'ordine, ma con le molotov? Silvio Berlusconi rispetta la
promessa della campagna elettorale e presiede il primo Consiglio dei Ministri
post fiducia del suo quarto Governo a Napoli, in Prefettura. Il tentativo è
quello di ripartire proprio dall'occhio del ciclone. All'ordine del giorno un
decreto legge sulla sicurezza che inasprirà le pene per i reati commessi da
stranieri. Un decreto legge fiscale che azzererà l'Ici sulle prime case e
detasserà gli straordinari per i lavoratori dipendenti privati con redditi
medio bassi (si pagherà per sei mesi solo il 10%). Verranno esaminate decisioni
operative per quanto riguarda l'emergenza rifiuti in Campania (oggi Bertolaso
che proprio a Napoli è stato nominato sottosegretario ad hoc). All'odg anche
misure restrittive sul ricongiungimento familiare degli extracomunitari. Il
centro di Napoli è stato ripulito dai rifiuti. Solo fino a ieri la 'monnezzà
trionfava anche di fronte al centralissimo teatro San Carlo. Nelle periferie la
situazione è anche più grave. Bertolaso è già stato commissario straordinario,
ma i problemi dei napoletani sono lontani da una soluzione. Nel pomeriggio
Berlusconi e i ministri terranno la conferenza stampa a Palazzo Reale. Sulla
questione Alitalia per ora bocche cucite. Il ministro dell'Economia Giulio
Tremonti ha tenuto la linea del rigoroso silenzio: "La borsa è aperta. La
Consob è in agguato". I CORTEI DI PROTESTA Puntuali alle 9 si sono riuniti
gli operatori sanitari precari, un centinaio di persone con bandiere,
all'angolo di piazza Municipio che insite in basso. è il primo di 7 cortei e
due presidi che metteranno a dura prova il dispositivo messo a punto dalle forze
dell'ordine e la pazienza dei napoletani in occasione del Consiglio dei
Ministri. Franco delle Femmine, il presidente dell'associazione che li
riunisce, Oss Napoli, chiede "un incontro con il presidente Berlusconi per
mettere in evidenza la situazione precaria della sanità campana a causa dei
dissesti procurati dai nostri bravi amministratori". Il centro della
città, intanto, si riempie di transenne, con qualche protesta di cittadini,
soprattutto nella zona di piazza Municipio, dove si fermeranno molto probabilmente
tutti i cortei previsti, e di piazza Plebiscito, dove si svolgerà
l'appuntamento partenopeo dell'Esecutivo. Napoli è pulita da una raccolta
straordinaria effettuata ormai da due giorni, ma non in tutti i suoi quartieri.
Alle 9.30 da piazza del Gesù s'è mosso il Coordinamento di lotta per il lavoro,
sigla storica tra i disoccupati; poi gli aderenti al Sindacato lavoratori in
lotta da piazza Matteotti e da piazza Garibaldi gli immigrati e i rom con
l'Opera Nomadi. Due i presidi, quello della rete rifiuti tossici, con associazioni ambientaliste e i meet up di Beppe Grillo, a piazza Dante, e sugli spalti del Maschio Angioino quello
degli Eurodisoccupati. I cortei si sono riuniti e sono stati fermati a piazza
Municipio, riempita di bandiere, cartelli e striscioni. Il presidio degli
Eurodisoccupati ha esposto al Maschio Angioino uno striscione benaugurale per
la categoria, "Con Berlusconi disoccupati al lavoro"; al loro
gruppo si è aggiunto Centro sociale sottoproletari indultati, che espone
cartelli per chiedere il reinserimento lavorativo. Chi manifesta si fonde in un
unico serpentone che gira intorno ai giardinetti davanti al Municipio, gridando
di tanto in tanto i propri slogan e facendo rumore con i fischietti; in
sottofondo l'Inno di Mameli, intervallato da "Napule è" di Pino
Daniele e altre canzoni napoletane diffusi da un impianto portato dal corteo
dei disoccupati. Traffico bloccato a piazza Carità per il Coordinamento lotta
per il lavoro e centri sociali che hanno ritardato l'avvio del loro corteo; il
loro striscione recita "Noi non siamo la camorra. I corsisti Isola
(progetto di formazione della Regione Campania, ndr.) nella raccolta
differenziata". BASSOLINO "Vincere la sfida? Servono due anni" -
EMERGENZA RIFIUTI A Napoli meno roghi grazie alla pioggiaFOTOSTORY Emergenza
rifiuti in Campania Commenti Invia commento Segnala ad un amico 21/05/2008
11:57 paolo Invece di fare nove cortei (tra l'altro in una giornata che
dovrebbe essere lavorativa) perchè queste persone così impegnate non si armano
di scopa e ramazza e fanno qualcosa di più utile (Caruso per primo)? 21/05/2008
10:57 ruzante quanto ci verrà a costare la trasferta e la relativa merenda a
Napoli? da roma si sono spostati con un torpedone o sono andati ognuno con la
"propria" auto blu di rappresentanza? Una cosa positiva c'è stata ed
è la sparizione della monnezza da piazza plebiscito. probabilmente è stata
spostata di un km in modo da non intaccare i loro preziosi nasini ma stasera
vedrete che sarà ritornata, aumentata dalle cartacce che questi signori
butteranno. 21/05/2008 10:53 lukas Lucia, la gente di napoli ha vissuto nel
guano grazie ai tuoi compagni di merende, Iervolino e Bassolino che però non si
sono assolutamente dimenticati di ripulire il vialetto di Napolitano quando si
è andato in visita in quella città....bella l'uguaglianza eh? 21/05/2008 09:40
francesco pisa Vediamo cosa fara' Berlusconi per questa emergenza. Considerando
la situazione di gravita' nella quale vive napoli per la questione rifiuti non
partiamo con preconcetti sulla persona del nuovo presidente del consiglio e
giudichiamolo per quello che fara'. 21/05/2008 09:40 francesco pisa Vediamo
cosa fara' Berlusconi per questa emergenza. Considerando la situazione di
gravita' nella quale vive napoli per la questione rifiuti non partiamo con
preconcetti sulla persona del nuovo presidente del consiglio e giudichiamolo
per quello che fara'. 21/05/2008 09:09 lucia arriva il padrone e tutti a pulire
la città, ma la gente che ci vive non vale proprio nulla. per mesi hannno vissuto
nella merda,respirando schifezze ed ora arriva il salvatore con amici di
merenda, a nostre spese, e tutto viene ripulito.la trovo una cosa schifosa nei
confronti di cittadini che lì vivono,pagano tasse, compresa quella dei rifiuti,
per ingrassare il comune. 21/05/2008 08:49 vito ...in pratica oggi si
riuniscono tutti i fannulloni di Napoli spalleggiati da fannulloni
extracomunitari...bene, bene..Berlusconi aumenterà il consenso... Sono presenti
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Pesanti offese sulla mia laurea" (98 commenti) Carfagna nega il patrocinio
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tuo messaggio per sostenere la corsa del Bologna verso la A (56 commenti)
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ai gay, sei d'accordo con il ministro Mara Carfagna?Chi lasceresti a casa dei
24 preconvocati?Il Comune di Bologna ha dato l'ok a spray e manganelli per i
vigili urbani, sei d'accordo?Dipendenti pubblici fannulloni, è giusto
licenziarli?Mercato, qual è secondo te l'alternativa a piazza S.Michele?Giusto
introdurre il reato di clandestinità?Mancini deve rimanere allenatore
dell'Inter?Sceriffi della terza età, sei d'accordo?Giusto distinguere colf e
badanti dagli altri immigrati clandestini?Si prospetta l'apertura di una nuova
moschea in città, che ne pensi?Ronde di cittadini insieme alla polizia contro
degrado e inciviltà. Che cosa ne pensi?Il tennis femminile cerca una nuova
regina, chi merita la corona? LA FOTO DEL GIORNO Cuore di mamma Pamela Anderson
col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte
Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il
piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette? RICERCA ANNUNCI pubblicità
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( da "Quotidiano.net" del 21-05-2008)
Argomenti: Grillo
Terminato il
consiglio dei ministri straordinario: Bertolaso sottosegretario all'emergenza
spazzatura, individuate otto discariche. La città blindata per 10 cortei di
protesta. Commenta
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Rifiuti, Bertolaso sottosegretario Approvato il pacchetto sicurezza Abolita
l'Ici, detassati gli straordinari Terminato il consiglio dei ministri
straordinario: Bertolaso sottosegretario all'emergenza spazzatura, individuate
otto discariche. La città blindata per 10 cortei di protesta. Commenta Napoli,
21 maggio 2008 - Il Consiglio dei ministri che si è tenuto alla Prefettura di
Napoli ha varato un decreto legge che delinea una mappa delle discariche
necessarie per affrontare l'emergenza rifiuti in Campania. A quanto si apprende,
i siti individuati sarebbero otto; i nomi, tuttavia, sono attualmente secretati
ma contenuti nella nota tecnica allegata al provvedimento. Via libera del
Consiglio dei ministri straordinario che si è svolto a Napoli al 'pacchetto'
fiscale che contiene l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e la detassazione
degli straordinari. Lo riferiscono fonti dell'esecutivo. E' prevista una
conferenza stampa del Governo per illustrare i dettagli del provvedimento. Via
libera dal Consiglio dei ministri riunito a Napoli al 'pacchetto' sicurezza. Il
provvedimento, secondo quanto viene confermato, è composto da tre disegni di
legge e da un decreto legge. A quanto si apprende, è confermato l'inserimento
all'interno di uno dei disegni di legge del reato di clandestinità, mentre
all'interno del decreto sarebbe prevista l'aggravante per chi delinque in
condizioni di clandestinità. è credibile un Paese, dove la terza città in
ordine di grandezza è sommersa dai rifiuti e sgombera i campi rom, non con le
forze dell'ordine, ma con le molotov? Silvio Berlusconi rispetta la promessa
della campagna elettorale e presiede il primo Consiglio dei Ministri post
fiducia del suo quarto Governo a Napoli, in Prefettura. Il tentativo è quello
di ripartire proprio dall'occhio del ciclone. All'ordine del giorno un decreto
legge sulla sicurezza che inasprirà le pene per i reati commessi da stranieri.
Un decreto legge fiscale che azzererà l'Ici sulle prime case e detasserà gli
straordinari per i lavoratori dipendenti privati con redditi medio bassi (si
pagherà per sei mesi solo il 10%). Verranno esaminate decisioni operative per
quanto riguarda l'emergenza rifiuti in Campania (oggi Bertolaso che proprio a
Napoli è stato nominato sottosegretario ad hoc). All'odg anche misure
restrittive sul ricongiungimento familiare degli extracomunitari. Il centro di
Napoli è stato ripulito dai rifiuti. Solo fino a ieri la 'monnezzà trionfava
anche di fronte al centralissimo teatro San Carlo. Nelle periferie la
situazione è anche più grave. Bertolaso è già stato commissario straordinario,
ma i problemi dei napoletani sono lontani da una soluzione. Nel pomeriggio
Berlusconi e i ministri terranno la conferenza stampa a Palazzo Reale. Sulla
questione Alitalia per ora bocche cucite. Il ministro dell'Economia Giulio
Tremonti ha tenuto la linea del rigoroso silenzio: "La borsa è aperta. La
Consob è in agguato". I CORTEI DI PROTESTA Puntuali alle 9 si sono riuniti
gli operatori sanitari precari, un centinaio di persone con bandiere,
all'angolo di piazza Municipio che insite in basso. è il primo di 7 cortei e
due presidi che metteranno a dura prova il dispositivo messo a punto dalle
forze dell'ordine e la pazienza dei napoletani in occasione del Consiglio dei
Ministri. Franco delle Femmine, il presidente dell'associazione che li riunisce,
Oss Napoli, chiede "un incontro con il presidente Berlusconi per mettere
in evidenza la situazione precaria della sanità campana a causa dei dissesti
procurati dai nostri bravi amministratori". Il centro della città,
intanto, si riempie di transenne, con qualche protesta di cittadini,
soprattutto nella zona di piazza Municipio, dove si fermeranno molto
probabilmente tutti i cortei previsti, e di piazza Plebiscito, dove si svolgerà
l'appuntamento partenopeo dell'Esecutivo. Napoli è pulita da una raccolta
straordinaria effettuata ormai da due giorni, ma non in tutti i suoi quartieri.
Alle 9.30 da piazza del Gesù s'è mosso il Coordinamento di lotta per il lavoro,
sigla storica tra i disoccupati; poi gli aderenti al Sindacato lavoratori in
lotta da piazza Matteotti e da piazza Garibaldi gli immigrati e i rom con
l'Opera Nomadi. Due i presidi, quello della rete rifiuti tossici, con associazioni ambientaliste e i meet up di Beppe Grillo, a piazza Dante, e sugli spalti del Maschio Angioino quello
degli Eurodisoccupati. I cortei si sono riuniti e sono stati fermati a piazza
Municipio, riempita di bandiere, cartelli e striscioni. Il presidio degli
Eurodisoccupati ha esposto al Maschio Angioino uno striscione benaugurale per
la categoria, "Con Berlusconi disoccupati al lavoro"; al loro
gruppo si è aggiunto Centro sociale sottoproletari indultati, che espone
cartelli per chiedere il reinserimento lavorativo. Chi manifesta si fonde in un
unico serpentone che gira intorno ai giardinetti davanti al Municipio, gridando
di tanto in tanto i propri slogan e facendo rumore con i fischietti; in
sottofondo l'Inno di Mameli, intervallato da "Napule è" di Pino
Daniele e altre canzoni napoletane diffusi da un impianto portato dal corteo
dei disoccupati. Traffico bloccato a piazza Carità per il Coordinamento lotta
per il lavoro e centri sociali che hanno ritardato l'avvio del loro corteo; il
loro striscione recita "Noi non siamo la camorra. I corsisti Isola
(progetto di formazione della Regione Campania, ndr.) nella raccolta differenziata".
IL MIRACOLO DI SILVIO Via la spazzatura dal centro - BASSOLINO "Vincere la
sfida? Servono due anni"FOTOSTORY Emergenza rifiuti in CampaniaGuarda la
videonews Commenti Invia commento Segnala ad un amico 21/05/2008 08:49 vito ...in
pratica oggi si riuniscono tutti i fannulloni di Napoli spalleggiati da
fannulloni extracomunitari...bene, bene..Berlusconi aumenterà il consenso...
21/05/2008 09:09 lucia arriva il padrone e tutti a pulire la città, ma la gente
che ci vive non vale proprio nulla. per mesi hannno vissuto nella
merda,respirando schifezze ed ora arriva il salvatore con amici di merenda, a
nostre spese, e tutto viene ripulito.la trovo una cosa schifosa nei confronti
di cittadini che lì vivono,pagano tasse, compresa quella dei rifiuti, per
ingrassare il comune. 21/05/2008 09:40 francesco pisa Vediamo cosa fara'
Berlusconi per questa emergenza. Considerando la situazione di gravita' nella
quale vive napoli per la questione rifiuti non partiamo con preconcetti sulla
persona del nuovo presidente del consiglio e giudichiamolo per quello che
fara'. 21/05/2008 09:40 francesco pisa Vediamo cosa fara' Berlusconi per questa
emergenza. Considerando la situazione di gravita' nella quale vive napoli per
la questione rifiuti non partiamo con preconcetti sulla persona del nuovo
presidente del consiglio e giudichiamolo per quello che fara'. 21/05/2008 10:53
lukas Lucia, la gente di napoli ha vissuto nel guano grazie ai tuoi compagni di
merende, Iervolino e Bassolino che però non si sono assolutamente dimenticati
di ripulire il vialetto di Napolitano quando si è andato in visita in quella
città....bella l'uguaglianza eh? 21/05/2008 10:57 ruzante quanto ci verrà a
costare la trasferta e la relativa merenda a Napoli? da roma si sono spostati
con un torpedone o sono andati ognuno con la "propria" auto blu di
rappresentanza? Una cosa positiva c'è stata ed è la sparizione della monnezza
da piazza plebiscito. probabilmente è stata spostata di un km in modo da non
intaccare i loro preziosi nasini ma stasera vedrete che sarà ritornata,
aumentata dalle cartacce che questi signori butteranno. 21/05/2008 11:57 paolo
Invece di fare nove cortei (tra l'altro in una giornata che dovrebbe essere
lavorativa) perchè queste persone così impegnate non si armano di scopa e
ramazza e fanno qualcosa di più utile (Caruso per primo)? 21/05/2008 12:58
serratus Tenere un consiglio dei ministri a Napoli in questa particolare
occasione è solo un gesto pubblicitario. Saranno dette tante parole, ma vorrei
scommettere con chiunque che da domani la città sarà più sporca di prima. Mi
viene in mente quello che accadeva durante il fascismo e nulla è cambiato.
21/05/2008 13:06 GIOIR __UN COMMENTO AL COMMENTO . IN QUELLO MIO DI STAMANE,
APPROPOSITO DELLE MANIFESTAZIONI ANTIGOVERNATIVE A NAPOLI, HO ATTACCATO I
CENTRI SOCIALI E PER QUESTO, PENSO, NON E' STATO PUBBLICATO... HO IL SOSPETTO
CHE LA REDAZIONE DI QUESTO QUOTIDIANO I " NO GLOBAL " LI HA IN
CASA... QUINDI ANCHE QUESTO VERRA' CENSURATO ??? - CMQ MI SARA' SERVITO DA
SFOGO !!! SALUTI. 21/05/2008 13:17 audax la situazione che ci ha lasciato la
sinistra è allucinante....Quest'uomo è da ammirare: alla sua età potrebbe
essere alle bahamas a godersi la vita e invece lavora da mattino a sera per il
paese: in bocca al lupo grande Silvio! 21/05/2008 13:53 tino Mi fa piacere
vedere tanta gente che si preoccupa di come siano arrivati a Napoli i vari
Berlusca ed i suoi ministri e quanto costeranno.Tutti commenti arrivati in
orario di lavoro tra l'altro............ Andiamo TUTTI A LAVORARE E I COMMENTI
FACCIAMOLI ALLA FINE! AVENDO IL CORAGGIO E L'ONESTA' DI FARE ANCHE I
COMPLIMENTI, SE IL LAVORO FATTO PORTERA' RISULTATI BUONI. 21/05/2008 14:06 Pino
I napoletani sono bravi a protestare contro la loro "monnezza".
Invece di protestare contro i cumuli, perche non evitano che questi si
ingrossino sempre piu' tenendo almeno in casa (per il momento) materassi,
mobili vecchi, copertoni e quanto almeno non rischia di puzzare. Cosi' non si
alzano al cielo le montagnE di rifiuti. 21/05/2008 14:10 ciaociao Mi piacerebbe
comprendere il perchè della presenza di tiratori scelti sui tetti, ma, forse
hanno fucili di plastica, ma più che altro con chi se la dovrebbero prendere e
su chi sono pronti a sparare? In una democrazia certe cose fanno pensare ad
altre forme di governo oppure non sapevo ancora che l'italia fosse in guerra.
Saluti e baci a tutti. 21/05/2008 14:25 Luigi L'emergenza rifiuti in Campania
non è certamente nata negli ultimi giorni... Oggi siamo tutti pronti a
protestare contro Berlusconi che non ha nessuna responsabilità in merito.
Vorrei chiedere a tutti quelli in piazza oggi stanno manifestando contro il
Governo se sono in grado di mostrarmi almeno un'azione fatta dal precedente
governo per la risoluzione del problema rifiuti. Grazie! 21/05/2008 16:20 peppo
Sicuramente si condanna sempre chi prova a fare qualcosa di cui tutti siamo
d'accordo, il popolo italiano è stanco dei cortei, dei casarini dei fanulloni e
di tutta la cricca di gente che protesta, protesta e protesta, ma a volte
turare su le maniche e muoversi sarebbe meno faticoso e più utile 21/05/2008
16:25 giovanni T. Avete commentato solo quello che vi faceva comodo(i
cortei)senza apprezzare la scelta ottima di Bertolaso come sottosegretario
all'emergenza immondizia. Vergogna!!!!!!!!!!!! 21/05/2008 16:34 Mark Campa
Cavallo!!!!!!!!! Fatta la Legge per l'espulsione dei delinquenti, i Magistrati
faranno di tutto per liberare gli arrestati dalle forze dell'rdine, altrimenti
che senso ha per i Magistrati difendere il terzo Potere dello Stato, per loro
basta poco che ce vò. 21/05/2008 16:52 Fausto Visto che a San Gennaro il
miracolo di eliminare la "munnezza"non è venuto bene,i napoletani lo
hanno "sostituito" con a Sant'Ambrogio. "Masaniello"tra
qualche giorno verificherà i risultati e se non sarà successo niente "sai
che casino". Sono presenti 18 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1
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Di Pietro: "Ho querelato Silvio Pesanti offese sulla mia laurea" (99
commenti) Carfagna nega il patrocinio al GayPride Grillini: "Fa battutacce
da bar" (94 commenti) "La situazione dei rom in Italia è
orribile" (75 commenti) Rafa ancora n.2, che spettacolo! (71 commenti) E'
scontro tra Castelli e Travaglio (68 commenti) Scrivi qui il tuo messaggio per
sostenere la corsa del Bologna verso la A (60 commenti) "Libereremo i
cittadini dalla paura" (46 commenti) 16:18:56 - Paolo hai detto bene. Tu
Bibò puoi andarti a letto e coprirti la testa e ascoltare quella canzone
ch[...] Il miracolo di Silvio: il centro mai così pulito Nella notte dimezzati
i rifiuti in strada16:18:53 - Oggi è una bella giornata per Firenze: il XVII
secolo è finito e con esso la caccia alle streghe con[...] Assolto l'ex
farmacista Calamandrei "Dopo vent'anni di inferno giudiziario come potrò
mai essere risarcito?"16:06:55 - Dovrebbero esseregli grati, così si lotta
l'evasione.[...] Si dimette il direttore delle Entrate E' indagato per i
redditi online16:06:21 - Ma perchè si considerano Travaglio, Grillo..
come appartenenti "alla sinistra"? Forse non si è capit[...] E'
scontro tra Castelli e Travaglio16:05:19 - SI TROVANO IN TUTTI I PUNTI VENDITA
TICKETONE FUORI DALLA PROVINCIA DI BOLOGNA..CE NE SONO ANCORA DI[...] Scrivi
qui il tuo messaggio per sostenere la corsa del Bologna verso la A16:04:26 -
NOOOOOO, è ora di finirla di dire che io non vedo, poi non ci sono i cessi, ...
ma che dici? Qua bis[...] Mancuso: "Questa giunta ha dei meriti se Bologna
è una città sicura"16:01:49 - Con i delinquenti non regolari, ci mandiamo
anche i delinquenti italiani nelle carceri romene, alban[...] Stupra 12enne con
ritardo psichico Lei: "E' stato l'uomo nero". Preso Fecondazione
artificiale per donne sole, sei d'accordo?Vota il gol più bello dell'ultima
giornataCofferati vieta il piercing ai minori di 14 anni senza l'ok dei
genitori, sei d'accordo?Diritti ai gay, sei d'accordo con il ministro Mara
Carfagna?Chi lasceresti a casa dei 24 preconvocati?Il Comune di Bologna ha dato
l'ok a spray e manganelli per i vigili urbani, sei d'accordo?Dipendenti pubblici
fannulloni, è giusto licenziarli?Mercato, qual è secondo te l'alternativa a
piazza S.Michele?Giusto introdurre il reato di clandestinità?Mancini deve
rimanere allenatore dell'Inter?Sceriffi della terza età, sei d'accordo?Giusto
distinguere colf e badanti dagli altri immigrati clandestini?Si prospetta
l'apertura di una nuova moschea in città, che ne pensi?Ronde di cittadini
insieme alla polizia contro degrado e inciviltà. Che cosa ne pensi?Il tennis
femminile cerca una nuova regina, chi merita la corona? LA FOTO DEL GIORNO
Cuore di mamma Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della
partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los
Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle
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Argomenti: Grillo
Terminato il
consiglio dei ministri straordinario: Bertolaso sottosegretario all'emergenza
spazzatura, individuate otto discariche. La città blindata per 10 cortei di
protesta. Commenta
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Silvio: Carcere a chi blocca discariche Approvato il pacchetto sicurezza
Abolita l'Ici, detassati gli straordinari Terminato il consiglio dei ministri
straordinario: Bertolaso sottosegretario all'emergenza spazzatura, individuate
otto discariche. La città blindata per 10 cortei di protesta. Commenta Napoli,
21 maggio 2008 - Non è stato soltanto un Consiglio dei ministri animato da un
clima "napoletano" come dice il ministro per l'Attuazione del
Programma, Gianfranco Rotondi. Anzi, per racontarla con una metafora che si
concede un altro collega di governo "è stata partita vera" con
confronti 'decisi' e anche aspri. Ha fruttato la dura posizione della Lega
sulle questioni del contrasto all'immigrazione clandestina e ha pagato anche
l'intransigenza di Alleanza nazionale sulla detassazione degli straordinari e
del controllo delle discariche. E come ai 'vecchi tempi' c'è stato anche
l'intervento e la mediazione di Gianni Letta il cui "prezioso ruolo"
è stato esaltato da più di un ministro. Il primo Cdm è stato il frutto di un
lungo e faticoso lavorìo da parte dei tecnici e dei capi di Gabinetto che, nei
giorni passati, come Penelope, hanno tessuto e disfatto una 'tela' troppo
importante (i primi provvedimenti del primo Cdm del Berlusconi quater) per
ammettere errori. "E' bello avervi qui - ha detto Berlusconi in apertura
di seduta - e se non costasse troppo per le casse dello Stato sarebbe
altrettanto bello fare dei Cdm itineranti perché sono tante le zone d'Italia
che hanno bisogno di interventi". Quindi, mentre Napoli veniva battuta da
una pioggia scrosciante e nove cortei di protesta si impossesavano della città,
nella sala della Palazzo del Governo, si aprivano i lavori del primo Cdm del
'Berlusconi quarto'. La prima questione affrontata, e non poteva essere
diversamente, è stata proprio quella dei rifiuti. Berlusconi e i suoi ministri
hanno deciso di usare il pugno duro scegliendo di 'blindare' le discariche,
equiparandole a zone invalicabili. Chi ne impedirà l'apertura o provocherà
incidenti rischierà la galera e dure pene detentive. E qui è nata la prima
"diatriba" tra i partiti del Pdl. Alla sua prima uscita, il ministro
della Difesa, Ignazio La Russa ha parlato chiaro: "Se volete i militari
davanti alle discariche ci saranno una montagna di indennità da pagare. Se
volete soltanto soldati c'è bisogno di uno sforzo economico. Ce lo possiamo
permettere?. E poi io non posso chiedere a chi ha studiato per diventare
ufficiale di carriera di fare soltanto la guardia a una discarica". A quel
punto il ministro dell' Economia, Tremonti, il vero tramite tra Forza Italia e
Lega, ha guardato negli occhi Roberto Maroni, il quale ha smorzato i toni
assicurando la 'compartecipazione' degli uomini del suo ministero per il
controllo dei siti stabiliti. Siti che dovrebbero essere otto, anche se i nomi
per ora, e prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, restano 'secretati'
per ovvie ragioni di ordine pubblico: tra questi tuttavia non ci sarebbe
Chiaiano. Anche sulla questione della detassazione degli straordinari c'è stato
bisogno dell'intervento di Gianni Letta e di Giulio Tremonti (pubblicamente
ringraziato da Berlusconi per i miracoli che compie con una coperta spesso
troppo corta...). Da quello che raccontano alcuni partecipanti, Alleanza nazionale
preferiva mettere un tetto al reddito da tassare ma la discussione, con lo
stesso Tremonti e Sacconi in pole position, ha preso una piega diversa per cui
non ci sarà alcun limite. La vera vittoria della Lega invece è arrivata sul
pacchetto sicurezza, con specifico riguardo alle sanzioni per chi affitta un
appartamento a immigrati clandestini. Nei lavori dei vari preconsiglii dei
giorni passati c'è stato un momento in cui la 'confisca del bene' per
l'affittuario si estendeva anche a a 'chi dà in uso' il proprio appartamento.
Una versione, che metteva a rischio molte badanti, e che dopo alcune
preplessità manifestate dalle gerarchie cattoliche a palazzo Chgi, era
scomparsa dal testo finale. "Noi non abbiamo nulla contro le
badanti", avrebbero detto Letta e Berlusconi cercando di ammorbidire il
Carroccio. I ministri leghisti, tuttavia, hanno sbandierato il 'bisogno di
sicurezza del Nord' difendendo la loro posizione: la mediazione si è raggiunta
sul testo originale per cui, le badanti sono salve e a pagare sarà soltanto
l'affituario senza scrupoli. I CORTEI DI PROTESTA Puntuali alle 9 si sono
riuniti gli operatori sanitari precari, un centinaio di persone con bandiere,
all'angolo di piazza Municipio che insite in basso. è il primo di 7 cortei e
due presidi che metteranno a dura prova il dispositivo messo a punto dalle
forze dell'ordine e la pazienza dei napoletani in occasione del Consiglio dei
Ministri. Franco delle Femmine, il presidente dell'associazione che li
riunisce, Oss Napoli, chiede "un incontro con il presidente Berlusconi per
mettere in evidenza la situazione precaria della sanità campana a causa dei
dissesti procurati dai nostri bravi amministratori". Il centro della
città, intanto, si riempie di transenne, con qualche protesta di cittadini, soprattutto
nella zona di piazza Municipio, dove si fermeranno molto probabilmente tutti i
cortei previsti, e di piazza Plebiscito, dove si svolgerà l'appuntamento
partenopeo dell'Esecutivo. Napoli è pulita da una raccolta straordinaria
effettuata ormai da due giorni, ma non in tutti i suoi quartieri. Alle 9.30 da
piazza del Gesù s'è mosso il Coordinamento di lotta per il lavoro, sigla
storica tra i disoccupati; poi gli aderenti al Sindacato lavoratori in lotta da
piazza Matteotti e da piazza Garibaldi gli immigrati e i rom con l'Opera
Nomadi. Due i presidi, quello della rete rifiuti tossici, con
associazioni ambientaliste e i meet up di Beppe Grillo, a
piazza Dante, e sugli spalti del Maschio Angioino quello degli Eurodisoccupati.
I cortei si sono riuniti e sono stati fermati a piazza Municipio, riempita di
bandiere, cartelli e striscioni. Il presidio degli Eurodisoccupati ha esposto
al Maschio Angioino uno striscione benaugurale per la categoria,
"Con Berlusconi disoccupati al lavoro"; al loro gruppo si è aggiunto
Centro sociale sottoproletari indultati, che espone cartelli per chiedere il
reinserimento lavorativo. Chi manifesta si fonde in un unico serpentone che
gira intorno ai giardinetti davanti al Municipio, gridando di tanto in tanto i
propri slogan e facendo rumore con i fischietti; in sottofondo l'Inno di
Mameli, intervallato da "Napule è" di Pino Daniele e altre canzoni
napoletane diffusi da un impianto portato dal corteo dei disoccupati. Traffico
bloccato a piazza Carità per il Coordinamento lotta per il lavoro e centri
sociali che hanno ritardato l'avvio del loro corteo; il loro striscione recita
"Noi non siamo la camorra. I corsisti Isola (progetto di formazione della
Regione Campania, ndr.) nella raccolta differenziata". IL MIRACOLO DI
SILVIO Via la spazzatura dal centro - BASSOLINO "Vincere la sfida? Servono
due anni"FOTOSTORY Emergenza rifiuti in CampaniaGuarda la videonews -
VideoSicurezza e rifiuti: le decisioni del Governo Videocommento di Gabriele
Canè e Xavier Jacobelli Commenti Invia commento Segnala ad un amico 21/05/2008
08:49 vito ...in pratica oggi si riuniscono tutti i fannulloni di Napoli
spalleggiati da fannulloni extracomunitari...bene, bene..Berlusconi aumenterà
il consenso... 21/05/2008 09:09 lucia arriva il padrone e tutti a pulire la
città, ma la gente che ci vive non vale proprio nulla. per mesi hannno vissuto
nella merda,respirando schifezze ed ora arriva il salvatore con amici di
merenda, a nostre spese, e tutto viene ripulito.la trovo una cosa schifosa nei
confronti di cittadini che lì vivono,pagano tasse, compresa quella dei rifiuti,
per ingrassare il comune. 21/05/2008 09:40 francesco pisa Vediamo cosa fara'
Berlusconi per questa emergenza. Considerando la situazione di gravita' nella
quale vive napoli per la questione rifiuti non partiamo con preconcetti sulla
persona del nuovo presidente del consiglio e giudichiamolo per quello che
fara'. 21/05/2008 09:40 francesco pisa Vediamo cosa fara' Berlusconi per questa
emergenza. Considerando la situazione di gravita' nella quale vive napoli per
la questione rifiuti non partiamo con preconcetti sulla persona del nuovo
presidente del consiglio e giudichiamolo per quello che fara'. 21/05/2008 10:53
lukas Lucia, la gente di napoli ha vissuto nel guano grazie ai tuoi compagni di
merende, Iervolino e Bassolino che però non si sono assolutamente dimenticati
di ripulire il vialetto di Napolitano quando si è andato in visita in quella
città....bella l'uguaglianza eh? 21/05/2008 10:57 ruzante quanto ci verrà a
costare la trasferta e la relativa merenda a Napoli? da roma si sono spostati
con un torpedone o sono andati ognuno con la "propria" auto blu di
rappresentanza? Una cosa positiva c'è stata ed è la sparizione della monnezza
da piazza plebiscito. probabilmente è stata spostata di un km in modo da non
intaccare i loro preziosi nasini ma stasera vedrete che sarà ritornata,
aumentata dalle cartacce che questi signori butteranno. 21/05/2008 11:57 paolo
Invece di fare nove cortei (tra l'altro in una giornata che dovrebbe essere
lavorativa) perchè queste persone così impegnate non si armano di scopa e
ramazza e fanno qualcosa di più utile (Caruso per primo)? 21/05/2008 12:58
serratus Tenere un consiglio dei ministri a Napoli in questa particolare
occasione è solo un gesto pubblicitario. Saranno dette tante parole, ma vorrei
scommettere con chiunque che da domani la città sarà più sporca di prima. Mi
viene in mente quello che accadeva durante il fascismo e nulla è cambiato.
21/05/2008 13:06 GIOIR __UN COMMENTO AL COMMENTO . IN QUELLO MIO DI STAMANE, APPROPOSITO
DELLE MANIFESTAZIONI ANTIGOVERNATIVE A NAPOLI, HO ATTACCATO I CENTRI SOCIALI E
PER QUESTO, PENSO, NON E' STATO PUBBLICATO... HO IL SOSPETTO CHE LA REDAZIONE
DI QUESTO QUOTIDIANO I " NO GLOBAL " LI HA IN CASA... QUINDI ANCHE
QUESTO VERRA' CENSURATO ??? - CMQ MI SARA' SERVITO DA SFOGO !!! SALUTI.
21/05/2008 13:17 audax la situazione che ci ha lasciato la sinistra è
allucinante....Quest'uomo è da ammirare: alla sua età potrebbe essere alle
bahamas a godersi la vita e invece lavora da mattino a sera per il paese: in
bocca al lupo grande Silvio! 21/05/2008 13:53 tino Mi fa piacere vedere tanta
gente che si preoccupa di come siano arrivati a Napoli i vari Berlusca ed i
suoi ministri e quanto costeranno.Tutti commenti arrivati in orario di lavoro
tra l'altro............ Andiamo TUTTI A LAVORARE E I COMMENTI FACCIAMOLI ALLA
FINE! AVENDO IL CORAGGIO E L'ONESTA' DI FARE ANCHE I COMPLIMENTI, SE IL LAVORO
FATTO PORTERA' RISULTATI BUONI. 21/05/2008 14:06 Pino I napoletani sono bravi a
protestare contro la loro "monnezza". Invece di protestare contro i
cumuli, perche non evitano che questi si ingrossino sempre piu' tenendo almeno
in casa (per il momento) materassi, mobili vecchi, copertoni e quanto almeno
non rischia di puzzare. Cosi' non si alzano al cielo le montagnE di rifiuti.
21/05/2008 14:10 ciaociao Mi piacerebbe comprendere il perchè della presenza di
tiratori scelti sui tetti, ma, forse hanno fucili di plastica, ma più che altro
con chi se la dovrebbero prendere e su chi sono pronti a sparare? In una democrazia
certe cose fanno pensare ad altre forme di governo oppure non sapevo ancora che
l'italia fosse in guerra. Saluti e baci a tutti. 21/05/2008 14:25 Luigi
L'emergenza rifiuti in Campania non è certamente nata negli ultimi giorni...
Oggi siamo tutti pronti a protestare contro Berlusconi che non ha nessuna
responsabilità in merito. Vorrei chiedere a tutti quelli in piazza oggi stanno
manifestando contro il Governo se sono in grado di mostrarmi almeno un'azione
fatta dal precedente governo per la risoluzione del problema rifiuti. Grazie!
21/05/2008 16:20 peppo Sicuramente si condanna sempre chi prova a fare qualcosa
di cui tutti siamo d'accordo, il popolo italiano è stanco dei cortei, dei
casarini dei fanulloni e di tutta la cricca di gente che protesta, protesta e
protesta, ma a volte turare su le maniche e muoversi sarebbe meno faticoso e
più utile 21/05/2008 16:25 giovanni T. Avete commentato solo quello che vi
faceva comodo(i cortei)senza apprezzare la scelta ottima di Bertolaso come
sottosegretario all'emergenza immondizia. Vergogna!!!!!!!!!!!! 21/05/2008 16:34
Mark Campa Cavallo!!!!!!!!! Fatta la Legge per l'espulsione dei delinquenti, i
Magistrati faranno di tutto per liberare gli arrestati dalle forze dell'rdine,
altrimenti che senso ha per i Magistrati difendere il terzo Potere dello Stato,
per loro basta poco che ce vò. 21/05/2008 16:52 Fausto Visto che a San Gennaro
il miracolo di eliminare la "munnezza"non è venuto bene,i napoletani
lo hanno "sostituito" con a Sant'Ambrogio. "Masaniello"tra
qualche giorno verificherà i risultati e se non sarà successo niente "sai
che casino". 21/05/2008 16:55 luca Coloro tra voi che dicono che
Berlusconi non ha colpe... forse si dimenticano che i Napoletani stessi
lamentano che il problema è presente da anni 20... non da anni 2... quindi
direi che anche Berlusconi ha messo del suo... e comunque le soluzioni son
sempre quelle... discariche ed inceneritori. 21/05/2008 17:14 giovanni T. Audax
non pensare che lavori per nulla...... 21/05/2008 17:20 anglano che commenti da
psicopatici si leggono...è il primo consiglio dei ministri e gia' i compagni
vogliono tutto risolto...e mortadella cosa ha fatto per la monnezza?? il
portavoce sircana sei mesi fa disse:"fra tre giorni è tutto a
posto..." :Se io avessi i soldi di berlusconi col c...... che mi sarei
messo in politica!! ma chi glie lo ha fatto fare!!!! ma vai all'estero, spegni
le tue televisioni, gli italiani non le meritano..questo è l'unico rimprovero
che gli muovo!!! gli italiani dovrebbero stare sotto il regime comunista,
comandati da gente come prodi,veltroni, d'alema, fassino, rutelli ,luxuria,
caruso, ferrero, rosy, turco, diliberto....in balia di immigrati e
delinquenti.BERLUSCA TORNA A CASA....!!! 21/05/2008 17:20 Stella finalmente le
cose si stanno muovendo!ci voleva,era ora!peccato che anche chi cerca di
migliorare la situazione venga attaccato per puro partito preso!cmq GRANDE
Berlusconi!Avanti così! 21/05/2008 17:27 Agostino Qualunque cosa faccia Silvio
viene criticata a priori, ma la volete finire voi rossi che siete i principali
colpevoli di tanta vergogna napoletana? Chi amministrava finora? Giudicate
"dopo" e lasciate perdere i vostri beceri pregiudizi. 21/05/2008
17:52 jetset Cavolo i sinistri non vogliono le discariche, non vogliono gli
inceneritori, non vogliono lavorare, non vogliono gli sgravi sugli straordinari
e non va bene nemmeno l'eliminazione dell'ICI. In più proprio loro che hanno
causato la catastrofe incolpano perfino Berlusconi di andare a Napoli. Bella
faccia tosta!!! 21/05/2008 17:56 MARGARITONE I napoletani fannulloni ? Fanno
bene. Almeno non corrono i rischi di essere sfruttati dai padroni di
FI-LEGA-AN. Perchè ? Nel televideo locale di Brescia, oltretutto non solo di
destra ma cattolicissima, la cassa edile e nello stesso tempo l'INPS denunziavano
una situazione di sfruttamento dichiarando che il personale il 70% è part-time
a 4 ore al giorno quando in realtà se ne lavorano 8 o 10 (cantieri edili). E'
stato definito lavoro grigio. Senza contare gli artigiani improvvisati tutti
bresciani che non rilasciano ricevute e che più nero non si può. E lo dice uno
che negli ultimi anni della sua attività ha svolto, per conto dell'ente
pubblico che lavoravo, il controllo antimafioso sulle imprese. La legge cari
signori è chiamata antimafia e che vogliano o non vogliano và dal Brennero a
Trapani. Anche il processo che viene fatto nella mia provincia (Arezzo) in
questi giorni è in odore di mamma santissima. Quindi meglio fannulloni come a
Napoli. Nello stesso tempo le stà bene. Onor di cavaliere. 21/05/2008 18:17
luciano gira voce che un capello di silvio e' stato messo in una teca al posto
del sangue di S. Gennaro. La sacra reliquia sara' esposta contro ogni
avversita' cittadina. i napoletani sono gente seria e visto che i sacri peli di
Maradona non hanno sortito effetto si affidano a quelli di S. Silvio. Per il
momento un sicuro beneficio e' andato all' hotel vesuvio fra la suite ( euro
( da "Repubblica.it" del 22-05-2008)
Argomenti: Grillo
ROMA - Durante la
campagna elettorale per il Comune di Roma Gianni Alemanno ha promesso il
raddoppio del Grande raccordo anulare, ma un'icona dell'ambientalismo come
Carlo Petrini sostiene che il neosindaco della capitale "è un politico
senza difetti". Massimo De Maio, il presidente di Fare Verde, associazione
nata da una costola del neofascista Fronte della Gioventù, mette in chiaro che
"io ho quasi sempre votato Rifondazione e comunque, come spiegava Alex
Langer, l'ambientalismo non è né di destra né di sinistra". Roberto Della
Seta, membro dell'Esecutivo del Partito democratico e per molti anni ai vertici
di Legambiente, spiega che "probabilmente dal punto di vista ecologista il
programma più avanzato al mondo è quello dei conservatori britannici".
"C'è grande confusione sotto il cielo, la situazione è ottima",
avrebbe detto Mao Tze Tung, ma i "timonieri" dell'ambientalismo
nostrano sono molto meno ottimisti. La scomparsa dei Verdi. Nessuno tra loro
pensa che fossero i Verdi a rappresentare politicamente l'ecologismo italiano e
le critiche alla gestione di Pecoraro Scanio si sprecano, ma per tutti la
scomparsa dal Parlamento del Sole che ride dopo oltre venti anni è stata
comunque un brutto colpo, quanto meno simbolico. "Questo terremoto -
osserva Della Seta - è stato un aspetto poco trattato nelle analisi post
elettorali, in effetti si è chiusa una pagina". Globalizzazione e
identità. Se in molti dopo il 14 aprile ci hanno spiegato che la lotta di
classe è ormai roba da libri di storia e i comunisti sono spariti da Camera e
Senato perché il voto operaio è passato alla Lega, difficile trovare qualcuno
pronto a sostenere che sia finita anche la questione ambientale. La riflessione
di Della Seta prende la forma di un gioco di matrioske. "Il bisogno di
sicurezza che ha spinto gli elettori verso destra è anche un bisogno di
identità e chi minaccia l'identità è un certo tipo di globalizzazione e tra chi
si oppone a questo tipo di globalizzazione c'è sicuramente
l'ambientalismo". Il Luogo dell'ambientalismo. Insomma, non sono solo
l'emergenza climatica ed energetica a fare del "pensiero verde" la
questione del futuro, ma anche la sfida sulla sicurezza passa per l'ecologismo.
E se la sinistra in Italia non ha ancora capito l'importanza di giocare questa
carta, "del saper dare risposte al bisogno di Luogo", per dirla
ancora con le parole di Della Seta, la destra se l'è ritrovata tra le mani
senza neppure rendersene conto. Il peso della tradizione. Il quadro che traccia
il dirigente del Pd, coautore tra l'altro del Dizionario del pensiero ecologico
da Pitagora ai No global, è desolante. "Veltroni in campagna elettorale ha
cercato di introdurre qualche novità importante, ma è stato timido: pesa la
tradizione marxista di matrice operaista, poco attenta all'ambiente, che ha
influenzato anche una parte del movimento politico d'ispirazione cristiana.
Allo stesso modo la destra italiana è in enorme ritardo rispetto al resto
d'Europa, dove l'ambiente è diventato un tema centrale delle campagne di leader
come Merkel, Sarkozy e Cameron: qui siamo fermi all'eccezione Alemanno e a
qualche riflessione individuale di Tremonti". Riscossa dal Val di Noto?
Fabio Granata nella duplice veste di dirigente siciliano di Legambiente
neoeletto deputato nelle liste del Pdl dopo una lunga militanza in An, ammette
il ritardo, ma è meno pessimista. "Se è vero che nel centrodestra c'è una
mancanza storica di cultura ambientale, è anche vero - dice - che si sta
recuperando in fretta, grazie soprattutto al ricambio generazionale: battaglie
ambientaliste come quella contro le trivellazioni petrolifere in Val Di Noto
viste inizialmente con scetticismo iniziano ad essere apprezzate per il loro
valore localistico, per l'impegno a favore della bellezza e della qualità come
prima risorsa da tutelare. Non a caso tra le cose più a lette a destra in
questo momento c'è 'Pensiero meridiano' di Franco Cassano". Un patrimonio
annacquato. Valutazioni che Massimo De Maio, forte della lunga frequentazione
con la destra "sociale" conferma solo a metà. "Una parte dei
valori dell'ambientalismo moderno, come la lotta alla globalizzazione, la
difesa delle identità locali e delle tradizioni, la critica del materialismo,
fanno parte del patrimonio della destra 'storica', ma la destra attuale, tranne
alcune mosche bianche, è solo un contenitore elettorale privo di ideali".
Se la critica alla destra è spietata, non è certo a sinistra però che De Maio
ha voglia di guardare. Per tutta la campagna elettorale Veltroni ha ripetuto
come un disco rotto che "l'Italia deve crescere", parole che devono
aver avuto l'effetto dell'orticaria su un entusiasta sostenitore del
"Movimento per la decrescita felice" che "festeggia quando il
Pil scende", come il presidente di Fare Verde. Timidezza punita. Destra
come sinistra, sinistra come destra e nessuno davvero ambientalista? La
situazione paradossalmente è ancora più confusa e ancora una volta le contraddizioni
si attorcigliano alle contraddizioni. Nella passata legislatura il verde Paolo
Cento da sottosegretario all'Economia ha contribuito all'approvazione del
disegno di legge per l'introduzione dell'indice di sostenibilità ambientale,
una prima piccola picconata alla dittatura del Pil e della crescita ad ogni
costo, ma la sinistra ha pensato bene di tenere l'iniziativa semiclandestina. Il fattore Grillo. Probabile che il provvedimento sia destinato a rimanere l'ennesimo
libro delle buone intenzioni, ma magari rivendicare questo piccolo passo avanti
poteva servire a parare qualche bordata di Beppe Grillo, che
dello slogan "meno-meno-meno" ha fatto uno dei suoi manifesti
astensionisti. "E' fuori di dubbio - osserva ancora Della Seta -
che il comico genovese abbia fatto breccia soprattutto a sinistra, ma se tutti
sottolineano il contenuto antipolitico e anticasta della sua campagna, nessuno
ha fatto notare che l'altra metà del suo programma è di carattere ambientalista".
Il problema della rappresentanza. L'ambientalismo insomma non è morto, fatica
solo a trovare un'espressione politica all'altezza delle questioni che pone, ma
anche degli orizzonti di cambiamento che dischiude. E qui le analisi di De Maio
e Della Seta tornano a coincidere, ritrovandosi anche con quella di Giuseppe
Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace. "Anche se le elezioni
sembrerebbero dire il contrario, i temi ambientali sono molto sentiti tra i
cittadini. Il problema non è dell'ambientalismo ma della politica. Quella
italiana su questi temi è più statica persino del Vaticano, c'è un problema
enorme di rinnovo generazionale del ceto politico all'interno di un Paese che è
in generale fortemente restio ad assorbire e generare innovazione". La
questione della modernità. Onufrio è convinto quindi che la nuova scacchiera
politica disegnata dal voto di aprile non cambierà le cose e comunque non
dispera, visto che "i successi più grandi noi li abbiamo ottenuti proprio
quando al governo c'era la destra". "Siamo di fronte a un problema
tecnico - aggiunge - con una maggioranza meno propensa ad ascoltare le nostre
ragioni, ma le tematiche ambientali restano fortissime nella società e i
problemi sono destinati ad aggravarsi, per questo il nostro compito è dialogare
per spiegare cosa è davvero moderno, mica penseranno davvero che nucleare e
autostrade sono la modernità?". (15 maggio 2008.
( da "Stampaweb, La" del 22-05-2008)
Argomenti: Grillo
RIPOLI Alle 21 e 27
ci sono già i carabinieri, alle 23.17 la portano via, nascosta in una Punto
grigia. Lei dice: "Che fate, e ora i miei bambini?". I figli piangono
e implorano: "Mamma, non andare via". E' finito così, il processo di
Cogne, fra una siepe di telecamere e nell'assedio quasi cinematografico dei
giornalisti, e nell'ira della gente. E' finito com'era cominciato, dentro
all'occhio implacabile del quarto potere, qui, nella casa di Elisabetta Armeni,
l'amica di Annamaria Franzoni, dove lei s'era nascosta in questi giorni per
sfuggire tutto questo e per restare nel silenzio. Qui, dove si sono piazzate le
gazzelle sotto le luci dei riflettori, dove hanno acceso le candele, dove si
erano messi a pregare con il parroco, per chiedere un miracolo al Signore e
"la giustizia agli uomini", come diceva lei prima che tutto questo
accadesse. Ci sono 4 auto dei carabinieri davanti al piccolo cancello, più una
Marea e la Punto, 10 militari schierati, il comandante del gruppo di Bologna e
il capitano della compagnia di Vergato, Marco Vetrulli. C'è un cordone che
tiene a bada i giornalisti. Tre militari aggirano l'edificio ed entrano dal
retro, presidiando qualsiasi via di fuga, come prevede il protocollo. La portano
via di lì, quand'è l'ora, attirando le telecamere sul davanti, con le sorelle
che si piegano per salutarla: "Ciao Anna". E la
gente che saluta i giornalisti come Beppe Grillo:
"Vaffan!..." Mentre sono dentro che le notificano il mandato
d'arresto, fuori tutto il paese si stringe attorno ad Annamaria ed esplode la
furia dei vicini contro i cronisti. Urlano: "Bastardi, siete gente senza
cuore". Una signora agita la mano con un fazzoletto: "Non avete
rispetto per nessuno! Nemmeno per i bambini!". Altre voci fanno
coro, "vergognatevi, andate via! Non ne avete scritta una giusta".
Piovono insulti sempre più forti: "Merde! Se state ancora qui vi cacciamo
noi!". Poco prima, erano arrivate due sorelle di Annamaria accompagnate da
un giovanotto biondo e avevano bussato alla porta. Non c'era ancora nessuno
fuori, solo i giornalisti accampati sulla strada. Piangevano e dicevano:
"Fateci entrare, siamo noi, fateci entrare". Non avevano aperto.
Prima di allontanarsi, il ragazzo aveva spinto via la macchina fotografica di
Mauro Consilvio, cominciando la litania: "Vergognatevi. Non vi fermate
mai, neanche in questo momento". Da lì si sono spente le candele, si sono
aperte le finestre e la gente è scesa in strada. Poco dopo sono arrivati i
carabinieri in forze. Sembrava l'arresto di Riina. La "bimba", come
la chiamavano a casa quando tutto questo doveva ancora succedere, non è
riuscita a dire niente. È il silenzio che l'insegue dal giorno che Taormina se
ne andò fragorosamente, lo stesso silenzio di queste ore, di questa vigilia
senza più speranze, fra i prati verdi di Ripoli e le candele che brillano dalle
finestre come in una veglia di preghiera, mentre stanno arrivando i carabinieri
per portarla via. Due erano già qui dal mattino, in borghese, davanti alla
casa, mischiati fra le truppe di cronisti che assediavano il paese.
Quest'agonia era durata tutto il giorno, fra illusioni e tristezze. Qualche
speranza c'era, perché un'amica, Maria, aveva chiamato la Franzoni e lei le
aveva detto che questa volta un po' ci contava: "Io ci spero nella
giustizia e voglio credere che oggi possano ripensarci". La sentenza sarà
ancora più spietata. Alle 17.20 aveva finito di parlare il professor Grosso.
Subito dopo, mentre stavano uscendo dall'aula, Paola Savio aveva chiamata al
telefono la Franzoni. Le aveva detto che la difesa aveva finito il suo compito,
che Grosso era stato bravissimo, che adesso i giudici si erano riuniti in
camera di consiglio. Anna Maria non le aveva chiesto quando sarebbe arrivata la
decisione. E nemmeno quali erano le sue impressioni. Non aveva quasi parole,
sussurrava solo "grazie, grazie comunque", con un filo di voce. Savio
cercava di farle coraggio. Lei diceva: "Io prego. Continuo a pregare il
Signore che illumini i miei giudici. Non posso fare altro". Nessuno
l'aveva vista, però tutti alla fine avevano capito che lei doveva essere qui, a
cento metri da casa sua, sulla stradina che spiana di fronte all'unico bar del
paese, nella villetta di Elisabetta Armenti, la sua amica, una bella signora
bionda che l'accompagnava sempre a Torino, durante le udienze del processo
d'appello. E forse non è un caso se subito dopo la telefonata con la Savio da
dentro si erano accese due candele, una sul retro e una sul davanzale, qui, di
fronte a noi, che stavamo bivaccando fra piccoli crocchi. Poco dopo, altre
ancora si erano accese, tutt'attorno, come a un segnale, da una finestra
all'altra, illuminando questa attesa e quest'imbrunire dalle strane sensazioni.
Ne abbiamo contate 10. Poi era arrivato anche il parroco, don Marco Baroncini,
nella casa di Elisabetta. C'era pure Mario Lorenzi, il papà di Stefano. Una
veglia di preghiera. In questo momento la speranza pareva far rima con la
paura. Non erano ancora le 19, la dichiarazione dell'avvocato Chicco sembrava
quasi un'ammissione disperata, come chi sa di aver combattuto contro un
avversario più forte: "Posso dire in piena coscienza che io e i miei
colleghi abbiamo fatto tutto quello che era possibile. Siamo pure riusciti a
riportare con noi un luminare della scienza come Torre, e a far rientrare nel
collegio della difesa un grande avvocato come Grosso. L'unico grande rimpianto
che ci resta è che se fossimo stati chiamati prima, credo che avremmo potuto
fare di più". Poi era arrivata la sentenza come una mazzata. Era scesa nel
silenzio, prima che arrivassero i carabinieri. Adesso che sono qui, la gente
continua a insultare i giornalisti.
( da "Repubblica, La" del 23-05-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina V - Palermo
La Finocchiaro si insedia, ma oggi si dimetterà. Il seggio in ballo Anna,
toccata e fuga "Ma non mollo la Sicilia" Il governatore
"Ripensaci" Sonia Alfano "Ennesima triste performance"
ANTONELLA ROMANO ANCHE ieri il presidente Lombardo, vedendola in aula per la
seduta di insediamento, le ha chiesto: "Ripensaci". Ma lei ha già la
lettera di dimissioni in tasca, da consegnare al presidente dell'Ars. Anna
Finocchiaro, che a palazzo Madama guida il gruppo di 119 senatori del Pd, oggi
occuperà per il secondo e ultimo giorno il suo scranno di parlamentare
regionale. "Non sto mollando la Sicilia, non ho intenzione di abbandonare
nessuno dei temi annunciati in campagna elettorale, alcuni dei quali, come la
riduzione degli Ato, sono stati ripresi da Lombardo. E questo non può che farmi
piacere - dice la Finocchiaro, elegante per il debutto all'Ars, in scarpe
argentate, tailleur nero, filo di perle - Come accade a Berlusconi, che ha
aperto un dialogo con le opposizioni, anche Lombardo si rende conto che la
falange armata della maggioranza è attraversata da mille asperità e
contraddizioni. Sono certa che in Sicilia il capo della maggioranza non potrà
che tendere ad avere un rapporto positivo con le opposizioni". La debacle
dell'elezione del presidente non fa che confermare i suoi giudizi: "Con
una maggioranza così imponente è un risultato deludente. Non comincia affatto
bene, la spaccatura è chiara". All'Ars è stata accolta da star, saluti
affettuosi da tutti. Ad accompagnarla a palazzo dei Normanni, Antonello
Cracolici, rinominato ieri capogruppo del Pd all'Ars. Un caffè insieme alla
buvette, un passaggio al gruppo parlamentare del Pd e poi in aula per tre ore
di fila. Solo alla fine la senatrice si reca in sala stampa, non senza tradire
uno sbuffo di insofferenza. "Domani (oggi ndr) tornerò a sedermi sui
banchi di Sala d'Ercole. è un adempimento importante e sarò ancora qui a
votare". Ai giornalisti che hanno insistito per sapere chi prenderà il suo
posto, la Finocchiaro ha risposto: "Deciderà la commissione verifica
poteri. Bisogna muoversi sulla scorta di una interpretazione del complesso
delle norme che regolano questa evenienza. Ci sarà del lavoro da fare perché la
legge elettorale non la prevede". Nella sua lettera di dimissioni la
Finocchiaro sottolinea il suo rammarico: "Non è stata una scelta facile.
Ma sono anche una dirigente nazionale e le mie scelte sono quelle del partito.
Dopodiché io lavoro a Roma ma vivo sempre in Sicilia". E proprio ieri Sonia Alfano, leader del movimento Amici di Beppe Grillo, che aspira a prendere il suo posto, è tornata a scagliarsi
contro di lei: "Le critiche all'assemblea giungono proprio da lei che
abbandona il ruolo istituzionale che i siciliani le hanno affidato, tradendo il
mandato dei suoi elettori. Ma Anna Finocchiaro ci ha abituato alle sue
tristi performance".
( da "Corriere della Sera" del 23-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-05-23 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE L'intervista L'autrice del sito Internet più influente del mondo
"Senza me e il mio blog Obama non sarebbe dov'è" Arianna Huffington:
"Lui saprà voltare pagina" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE NEW YORK -
"L'origine di tutti i mali, in America come in Europa è la par condicio
che dopo l'11 settembre accorda un identico microfono alle idee più disparate,
anche se spregevoli". Parla Arianna Huffington, fondatrice dell'Huffington
Post, "il blog più influente al mondo", secondo il Guardian, con 10
milioni di visitatori al mese e profitti annui di 7,5 milioni di dollari (nono è Beppe Grillo, che la Huffington però ignora).
"I media dipingono il mondo come una lotta tra destra e sinistra invece
che tra giusto e sbagliato ", teorizza la columnist di origine greca,
straricca dopo il divorzio dal congressman milionario e bisex Michael Huffington,
un repubblicano conservatore come lo era lei prima della "conversione
liberal", alla fine degli anni '90. Nel suo dodicesimo e ultimo libro La
destra è sbagliata: come la frangia dei folli ha dirottato l'America e fatto a
pezzi la Costituzione rendendoci tutti meno sicuri se la prende con star del
giornalismo quali Tim Russert, Bill Kristol, David Brooks e Judith Miller.
Perché? "Perché non dovrebbero accordare pari spazio ai due lati opposti
di un argomento, quando la verità è sempre da una sola parte. è come applicare
la par condicio al nazismo o ai negazionisti dell'Olocausto". Ma la
libertà di parola è il caposaldo della Costituzione. "Strumentalizzato
dalla destra per combattere sui media la sua guerra contro la scienza e la
realtà, dall'effetto serra alla ricerca sulle staminali alla guerra in
Iraq". Di chi è la colpa? "La Casa Bianca ha fatto un ottimo lavoro
nel criminalizzare gli "antipatrioti" che non vanno d'accordo con
lei. Veri colpevoli sono i media che per preservare l'accesso a palazzo, sono
diventati stenografi del potere". è l'espressione usata da Christopher
Hitchens per descrivere Bob Woodward. "Purtroppo l'ex eroe del Watergate è
diventato l'utile idiota del giornalismo americano. Alla vigilia della guerra
in Iraq, pur essendo l'unico con accesso totale a Bush, non è riuscito a vedere
ciò che gli passava sotto al naso. è accecato dal potere e gli interessa di più
descrivere gli orpelli della scrivania presidenziale che dissotterrare
scandali". Altri giornalisti cattivi? "Ann Coulter: l'equivalente
ultraconservatore del crack. I suoi deliranti insulti ti provocano uno sballo
temporaneo ma quando l'effetto finisce precipiti in una spirale di vergogna e
rimorso e hai l'anima avvelenata". La misoginia contro Hillary Clinton:
mito o realtà? "Le donne hanno sempre più grane degli uomini. Per quanto
mi riguarda ho appena scritto un editoriale dove la lodo per aver cambiato per
sempre la gara presidenziale, con la sua candidatura competente e
disciplinata". Perché allora le preferisce Barack Obama? "Perché
sarebbe un nuovo capitolo per la politica Usa. Il "fattore Michelle"
creato dalla destra e riproposto dai media per intorbidire le acque non
esiste". Ha esitato prima di pubblicare lo scoop sul discorso sulla razza
di Obama che ha cambiato la dinamica della corsa? "Un sito giornalistico
deve offrire la verità, anche se fa male. Altrimenti saremmo un organo di
partito". E John McCain? "Ex eroe di guerra, ex riformatore ed ex
leader. Ero una sua fan sfegatata ma oggi ha venduto l'anima al demone della
destra". Dicono che il suo sito deciderà l'esito delle elezioni.
"Barack Obama non sarebbe dov'è senza Internet e in buona parte senza di
noi. Me ne compiaccio". Alessandra Farkas Celebrità Arianna Huffington,
fondatrice dell'Huffington Post, influentissimo blog. A sinistra, la copertina
del suo ultimo libro.
( da "Corriere.it" del 23-05-2008)
Argomenti: Grillo
L'intervista
L'autrice del sito Internet più influente del mondo "Senza me e il mio
blog Obama non sarebbe dov'è" Arianna Huffington: "Lui saprà voltare
pagina" NEW YORK "L'origine di tutti i mali, in America come in
Europa è la par condicio che dopo l'11 settembre accorda un identico microfono
alle idee più disparate, anche se spregevoli". Parla Arianna Huffington,
fondatrice dell'Huffington Post, "il blog più influente al mondo",
secondo il Guardian, con 10 milioni di visitatori al mese e profitti annui di
7,5 milioni di dollari (nono è Beppe Grillo, che
la Huffington però ignora). "I media dipingono il mondo come una lotta tra
destra e sinistra invece che tra giusto e sbagliato ", teorizza la
columnist di origine greca, straricca dopo il divorzio dal congressman
milionario e bisex Michael Huffington, un repubblicano conservatore come lo era
lei prima della "conversione liberal", alla fine degli anni
'90. Nel suo dodicesimo e ultimo libro La destra è sbagliata: come la frangia
dei folli ha dirottato l'America e fatto a pezzi la Costituzione rendendoci
tutti meno sicuri se la prende con star del giornalismo quali Tim Russert, Bill
Kristol, David Brooks e Judith Miller. Perché? "Perché non dovrebbero
accordare pari spazio ai due lati opposti di un argomento, quando la verità è
sempre da una sola parte. È come applicare la par condicio al nazismo o ai
negazionisti dell'Olocausto". Ma la libertà di parola è il caposaldo della
Costituzione. "Strumentalizzato dalla destra per combattere sui media la
sua guerra contro la scienza e la realtà, dall'effetto serra alla ricerca sulle
staminali alla guerra in Iraq". Di chi è la colpa? "La Casa Bianca ha
fatto un ottimo lavoro nel criminalizzare gli "antipatrioti" che non
vanno d'accordo con lei. Veri colpevoli sono i media che per preservare
l'accesso a palazzo, sono diventati stenografi del potere". È
l'espressione usata da Christopher Hitchens per descrivere Bob Woodward.
"Purtroppo l'ex eroe del Watergate è diventato l'utile idiota del
giornalismo americano. Alla vigilia della guerra in Iraq, pur essendo l'unico
con accesso totale a Bush, non è riuscito a vedere ciò che gli passava sotto al
naso. È accecato dal potere e gli interessa di più descrivere gli orpelli della
scrivania presidenziale che dissotterrare scandali". Altri giornalisti
cattivi? "Ann Coulter: l'equivalente ultraconservatore del crack. I suoi
deliranti insulti ti provocano uno sballo temporaneo ma quando l'effetto
finisce precipiti in una spirale di vergogna e rimorso e hai l'anima
avvelenata". La misoginia contro Hillary Clinton: mito o realtà? "Le
donne hanno sempre più grane degli uomini. Per quanto mi riguarda ho appena
scritto un editoriale dove la lodo per aver cambiato per sempre la gara
presidenziale, con la sua candidatura competente e disciplinata". Perché
allora le preferisce Barack Obama? "Perché sarebbe un nuovo capitolo per
la politica Usa. Il "fattore Michelle" creato dalla destra e riproposto
dai media per intorbidire le acque non esiste". Ha esitato prima di
pubblicare lo scoop sul discorso sulla razza di Obama che ha cambiato la
dinamica della corsa? "Un sito giornalistico deve offrire la verità, anche
se fa male. Altrimenti saremmo un organo di partito". E John McCain?
"Ex eroe di guerra, ex riformatore ed ex leader. Ero una sua fan sfegatata
ma oggi ha venduto l'anima al demone della destra". Dicono che il suo sito
deciderà l'esito delle elezioni. "Barack Obama non sarebbe dov'è senza
Internet e in buona parte senza di noi. Me ne compiaccio". Alessandra
Farkas stampa |.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 24-05-2008)
Argomenti: Grillo
I COMMENTI pag. 14
PENSO CHE questa storia dei veti e delle intimidazioni deve finire. Nei tanti
ann... PENSO CHE questa storia dei veti e delle intimidazioni deve finire. Nei
tanti anni della deprecatissima (a torto) e democristiana gestione di Ettore
Bernabei ci fu solo il "caso Fo". Oggi gli "inammissibili"
stan diventando una pletora. Inammissibile è Beppe Grillo, anche "da relato", cioè se si riferiscono le sue
parole. Inammissibile è Luttazzi. Inammissibile è Sabina Guzzanti.
Inammissibile è Travaglio. Inammissibile sono anch'io che in 35 anni di
carriera non ho mai potuto mettere piede in Rai. E l'unica volta che, su
iniziativa di un produttore indipendente, Eduardo Fiorillo, fu proposta e
accettata contrattualmente la mia presenza, nemmeno come conduttore ma come
commentatore, nove minuti in tutto, in una trasmissione che si occupava di
costume (vecchiaia, narcisismo e altre questioni politicamente innocue), e che
doveva andare in onda all'una di notte, "Cyrano, se vi pare...", il
programma, prima di essere visto da alcun dirigente Rai, fu bloccato perché,
come mi disse, papale papale, Antonio Marano, il direttore di Raidue, "su
di lei c'è un veto politico e aziendale". Un veto quindi che prescindeva
dai contenuti. Un veto alla persona in quanto tale. Come ha dichiarato la
sentenza del 17/7/07 della Prima sezione civile del Tribunale di Milano nella
causa da me intentata, e vinta, alla Rai. Ciò che è veramente inammissibile è
che questi veti vengano da chi, come i partiti, occupa da decenni
arbitrariamente e illegalmente la Rai-Tv, che è un ente di Stato che appartiene
a tutti i cittadini e non a dei soggetti privati quali i partiti sono.
( da "Giornale.it, Il" del 24-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 123 del
2008-05-24 pagina 11 Di Pietro, il "prezzemolo" di Santoro di Paolo Bracalini
da Milano Finirà che avrà anche lui, come Travaglio, la sua rubrica fissa.
Tanto vale dargliela, visto che già adesso Antonio Di Pietro è parte della
scenografia di Annozero, come ospite a prescindere. Scorrendo indietro
nell'archivio delle ultime puntate si vede che praticamente in una su quattro
lui c'è. Solo pochi presenzialisti del salotto santoriano gli stanno dietro, ma
distanziati: Vittorio Sgarbi, l'architetto Fuksas, Agnoletto, la Mussolini.
Loro vanno bene per certi temi, Di Pietro è ancora più versatile, ormai
perfetto opinionista-tuttologo da talk show televisivo. Da ex magistrato è
competente in materia di giustizia, come ex ministro delle infrastrutture parla
giustamente di opere pubbliche, da leader del partito dei Valori è chiamato in
causa sul problema corruzione, come meridionale può intervenire se si discute
di federalismo, se si parla di conflitto di interessi eccolo come unico vero
oppositore di Berlusconi in Parlamento, se il tema è l'antipolitica e Beppe Grillo, suo amico, è inevitabile
sentire cosa ha da dire. E poi Di Pietro in video funziona, con quel suo
italiano colorito, si agita quanto serve per scaldare lo studio, e Santoro (che
del talk show politico in Italia è uno dei pionieri) lo ha capito benissimo.
Insieme, Di Pietro e Travaglio, fanno la coppia perfetta, ma è tutta una
compagnia di giro che si spalleggia vicendevolmente. Santoro invita Di Pietro e
dà spazio a Travaglio, Di Pietro difende Santoro e Travaglio quando l'Authority
ammonisce Annozero, Travaglio difende Santoro e vota l'Idv di Di Pietro. Un
trio inossidabile. Ma c'è il quarto moschettiere, Beppe Grillo, vero trait d'union tra il dipietrismo, il travaglismo e il
santorismo. Di Pietro è l'unico politico che Grillo salva? E Di Pietro lo ricompensa andando al V-Day a firmare la
proposta di legge anti corrotti in Parlamento. Santoro dedica una puntata al
grillismo? Chiama Di Pietro in studio a commentare, insieme a Travaglio,
giornalista che Grillo considera il modello di libera
informazione. E allora succede come l'ultima volta, a fine aprile, quando
Santoro ha mandato in onda un lungo monologo di Grillo
e ha fatto saltare sulla sedia il presidente della Rai e l'Agcom. Di Pietro sul
suo blog è immediatamente andato in soccorso di Santoro contro la "censura
di regime", rivendicando la libertà di informare sull'iniziativa di Grillo contro i finanziamenti pubblici ai giornali. La
stessa cosa che il comico aveva detto come ospite a sorpresa della festa
dell'Idv, nell'autunno scorso: "Tagliamo tutti i finanziamenti pubblici ai
giornali, e poi vediamo chi sopravvive". Pazienza poi se tra questi
giornali sovvenzionati ci sia anche Orizzonti nuovi, testata che fa capo
all'Idv di Di Pietro, 19mila euro di fondi pubblici nel 2005. Sembra proprio
che nel giustizialismo folkloristico di Di Pietro Santoro abbia trovato la sua
nuova casa politica, ora che la sinistra arcobaleno non conta più nulla. E Di
Pietro invece vuole contare nel nuovo assetto della Rai, chiedendo
espressamente per il suo partito la presidenza della Commissione di Vigilanza,
che per tradizione va all'opposizione. Sarà anche per questo che Santoro non
dimentica mai di invitarlo, appena c'è l'occasione. Giovedì scorso Di Pietro
era ad Annozero per l'emergenza spazzatura in Campania, il 17 aprile era lì per
spiegare come mai Berlusconi aveva vinto, due settimane prima era di nuovo
sulla stessa poltroncina, ma per illustrare la sua idea di "Parlamento
pulito", cioè l'esclusione dalle liste di chi è sotto processo o
condannato in primo grado. Un mese prima, rieccolo ad Annozero, puntata dal
titolo "Chi di Mastella ferisce...". Mastella finì con l'andarsene
dallo studio. Lui invece non ci pensa proprio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 24-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 123 del
2008-05-24 pagina 11 I lavoratori dell'Enel: "Grillo dieci anni fa diceva sì al carbone" di Redazione Viterbo.
"Nel 1997 Beppe Grillo era favorevole al carbone. Lo
dichiarò egli stesso in un'intervista al Corriere della Sera". È quanto
scrivono in una nota i lavoratori della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord di
Civitavecchia, che hanno dato vita al movimento Sì coke. "Sono per
il carbone che inquina meno del petrolio" avrebbe dichiarato il comico
genovese secondo i lavoratori. "Si può solo aggiungere - scrivono ancora i
Sì coke - che dal
( da "Manifesto, Il" del 24-05-2008)
Argomenti: Grillo
Oggi i "No
Coke" in piazza No coke in piazza, oggi alle
( da "Stampa, La" del 24-05-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Grillo
SAVONA
Referendum di Grillo Oggi le firme Prosegue senza sosta
la raccolta delle firme per i tre referendum proposti da Beppe Grillo al V2-Day del
25 aprile scorso. Oggi pomeriggio a Savona, davanti alla libreria Ubik di corso
Italia, i promotori del referendum allestiranno un banchetto dove si potrà
firmare dalle 14,30 alle 19,30. Per raccogliere le firme necessarie a far decollare i
referendum, i registri sono a disposizione all'ufficio elettorale dei Comuni di
Savona, Varazze, Cairo Montenotte, Vado Ligure, Quiliano e Finale Ligure.
( da "Unita, L'" del 25-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del TORREVALDALIGA "No Coke" bloccano Aurelia "No
alla centrale a carbone" "Boicottare l'Enel scegliendo altri gestori
elettrici". Tarquinia ieri è stata al centro della protesta dei "No
Coke" contro la conversione a carbone della centrale elettrica di
Civitavecchia dell'Enel. "No a qualsiasi forma di inquinamento", dice
il sindaco Mauro Mazzola, che accusa anche di "connivenza il comune di
Civitavecchia". Beppe Grillo, in collegamento web con la
piazza del comune viterbese avverte: "Il carbone pulito non esiste, è un
bluff". Da Tarquinia è partito il corteo pacifico aperto da alcuni
trattori con bandiere della Coldiretti e della Cia. Gli "esasperati"
hanno portato il proprio dissenso al cospetto della centrale, bloccando
così in quel tratto il transito dell'Aurelia fino alle 17 circa, quando le
forze dell'ordine hanno provveduto a disperdere i rimostranti. Un evento che ha
richiamato l'attenzione di tanti partecipanti: tremila secondo i "No
Coke". Poche centinaia invece secondo i lavoratori Enel che parlano di
"ecobugiardi" e temono per i loro posti di lavoro. A prendere parte
alla manifestazione mattutina anche l'Assessore della Regione Lazio, Luigi
Nieri e l'Assessore della Provincia di Roma, Massimigliano Smeriglio, che
ribadisce la posizione già assunta dalla precedente amminisrazione Gasbarra:
"Questa è una zona che deve rimanere agricola. Noi abbiamo il compito di
evitare di assumere posizioni esasperate, per questo non dobbiamo trascurare la
dialettica aperta con i lavoratori dell'Enel". Quindi un apprezzamento al
coraggio del sindaco Mazzola: "Da lui una scelta coraggiorsa".Simone
Di Stefano.
( da "Tirreno, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Grillo
Solidarietà alle associazioni
coinvolte nel progetto No allo sfratto di Rebeldia no alla linea dura di
Filippeschi PISA. Mentre nel Paese si introduce il reato di immigrazione
clandestina, in barba a qualsiasi principio costituzionale e in dimenticanza
offensiva dei milioni di nostri emigranti che hanno riempito le città di mezzo
mondo con la loro disperata e spesso "clandestina" ricerca di futuro
e felicità; mentre si ribattezzano i cosiddetti Centri di prima accoglienza
come Centri di detenzione, svelando spudoratamente quello che sono già ora, e
cioè carceri per persone che non hanno commesso alcun reato se non quello di
vivere; mentre si calpestano i più elementari diritti dell'uomo sulla base
dell'equazione senza permesso=delinquente; qui a Pisa arriva lo sfratto del Cpt
alle associazioni del progetto Rebeldìa, che hanno provato a dare una risposta,
parziale ma importante (anche se spesso miope nel chiudere gli occhi di fronte
ai fatti...), ai conflitti cittadini sui temi dell'immigrazione e della
sicurezza. La linea dura, cominciata da Fontanelli e proseguita da Filippeschi,
si rivela sempre più una spettacolare e "turistica" ripulitura della
città e soprattutto del suo salotto buono in centro storico, senza rimuovere
neanche mezza delle cause di questa situazione che crea indegnità di vita e di
lavoro, degrado urbanistico e sociale, violazione dei patti di convivenza
civile. Rebeldìa ha presentato da molto tempo un progetto che permetterebbe di
includere i suoi spazi di lavoro, dedicati fra le altre cose all'integrazione,
l'aggregazione, la scolarizzazione delle comunità
immigrate, dentro il progetto comunale di ristrutturazione di tutta l'area in
via Battisti: nessuna risposta finora, se non qualche strizzatina d'occhio
prima del voto, e ora... lo sfratto. Esprimiamo la nostra solidarietà alle
Associazioni coinvolte. Paolo Arduini, "Città dei Diritti con Beppe Grillo".
( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 124 del
2008-05-25 pagina 2 Torre Valdaliga, i "no coke" bloccano l'Aurelia
di Redazione In migliaia contro la riconversione della centrale. L'Enel
sminuisce: "Solo poche centinaia" Torna in piazza la protesta dei
cittadini dei Comuni dell'Alto Lazio contro il progetto di riconversione a
carbone della centrale Enel di Torrevaldaliga Nord. Ieri un corteo composto
secondo i comitati "no coke" da qualche migliaia di persone e secondo
l'Enel solo da alcune centinaia è partito da Tarquinia per dirigersi verso la
via Aurelia. A protestare, oltre ai comitati e ai cittadini, anche esponenti
della Cia e della Coldiretti - che hanno portato in strada anche duecento
trattori - e i sindaci di alcuni comuni della zona limitrofa. Prima dell'avvio
del corteo è intervenuto via telefono Beppe Grillo per salutare i manifestanti. Gli organizzatori mirano a fermare
la riconversione a carbone della centrale di Torrevaldaliga Nord, rifiutando
"i soldi o qualunque altro accordo compensativo che non preveda il blocco
della riconversione a carbone della centrale", e chiedono al ministro
Scajola di "bloccare i lavori già in corso nella centrale".
Dagli organizzatori della manifestazione altre tre richieste: una nuova
valutazione di impatto ambientale della riconversione della centrale, un
registro dei tumori e un'Authority per la pubblicità affinché venga sanzionato
l'uso dell'aggettivo pulito in riferimento alla parola carbone. I manifestanti
- scortati da un imponente spiegamento di forze dell'ordine - hanno percorso
l'Aurelia e hanno bloccato la consolare in entrambe le direzioni con due
presìdi, uno al km 86 e l'altro al km 102. Il blocco era autorizzato solo fino
alle 13, ma i manifestanti sono andati ben oltre, sgomberando l'Aurelia soltanto
quando, nel pomeriggio, hanno strappato la promessa di un incontro con il
prefetto di Viterbo. I numeri della manifestazione sono contestati dai
dipendenti Enel, che definiscono gli organizzatori "ecobugiardi".
"Non migliaia di persone - si legge in una nota dei lavoratori - ma solo
alcune centinaia, compresi i ragazzi obbligati a saltare la scuola dagli
insegnanti. Non 200 ma una ventina di trattori. Non 30 associazioni di
categoria ma 2 o 3". "La falsità più grande - osservano i lavoratori
- l'ha detta Grillo, sostenendo che il carbone non è
al centro della politica energetica mondiale. Onestamente bisognava dire che il
40 per cento dell'elettricità oggi viene dal carbone e che ci sono centinaia di
nuove centrali a carbone in costruzione in questi mesi, in Europa e nel
mondo". I lavoratori chiedono "che si ponga un freno alla cultura del
no, sonoramente sconfitta dagli elettori italiani, che ha sommerso Napoli di
rifiuti e ora vuole anche lasciare il Paese al freddo e al buio". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Corriere della Sera" del 25-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-05-25 num: - pag: 7 categoria:
REDAZIONALE "No coke" all'attacco Sit-in a Tarquinia, collegamento
con Grillo "No alla riconversione" Aurelia
bloccata per ore Migliaia in corteo, interviene la polizia Nel mirino la
riconversione a carbone della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord. Chiesto un
incontro al ministro Scajola Doveva finire alle 13,30, si è concluso ben oltre
le 17 il corteo, organizzato dal comitato No-coke dell'alto Lazio, contro la
riconversione a carbone della centrale Enel di Torre Valdaliga Nord, a
Civitavecchia. Dovevano essere un centinaio di persone, ma le file dei
manifestanti, partiti ieri mattina presto da piazza Matteotti, a Tarquinia,
alla volta della centrale, si sono via via ingrossate: "Ci siamo ritrovati
in 4.000", dicono gli organizzatori del Comitato cittadini liberi. Per
molte ore l'Aurelia è rimasta bloccata, con notevoli disagi per gli
automobilisti, deviati lungo la litoranea, e sulle provinciali. La polizia è
intervenuta, nel pomeriggio, sollevando di peso (ma senza incidenti) i più
agguerriti fra i manifestanti, sdraiati sull'asfalto. La situazione è così
tornata alla normalità. Al corteo si sono uniti 250 trattori, in rappresentanza
degli agricoltori. "Il carbone pulito è un bluff, non fatevi
infinocchiare": le parole di Beppe Grillo,
collegato via web, sono risuonate nella piazza di Tarquinia. "Solo in
Italia - ha detto il comico - si vuole incrementare l'uso di un prodotto
micidiale per la salute dei cittadini". A Grillo i lavoratori della centrale, che hanno a loro volta dato vita a
un movimento "Sì coke", rinfacciano di aver cambiato idea,
rispetto a un articolo del '
( da "Manifesto, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Grillo
Migliaia di persone
a Tarquinia per dire no anche al nucleare. Beppe Grillo
interviene al telefono: "La politica energetica italiana è grottesca"
No coke contro il carbone: "Il futuro sono le fonti rinnovabili"
Tarquinia (Roma) "Negli ultimi anni sono cresciute patologie respiratorie,
allergie e tumori. I più colpiti sono i giovani". La popolazione di
Tarquinia è "indignata" per la riconversione della centrale a
carbone, di proprietà dell'Enel, nella vicina Civitavecchia. E ieri ha
protestato: una manifestazione convocata dal movimento no coke (che tiene
dentro associazioni, ambientalisti, produttori agricoli e tantissimi singoli)
culminata con l'occupazione della strada statale Aurelia. "La nostra -
spiegano i promotori - è una battaglia che va avanti da tempo. Diciamo no
all'uso del carbone". Un rifiuto non ideologico ma scientifico: i danni
alla salute, spiegano, sono provati. Un'iniziativa cominciata alle 9 del
mattino, nel centro di Tarquinia, con un dibattito tra i cittadini. "E' un
grande successo - dichiara dal palco un no coke - la partecipazione è
sorprendente". In queste zone non si vedono tutti giorni sfilare migliaia
di persone. E in un modo così determinato. Presenti per l'occasione vari
esponenti del Prc, l'ex senatore Rossi, Bordon dei Consumatori e la grillina
candidata a sindaco di Roma Simonetta Monti. All'iniziativa fa una visita
telefonica lo stesso Grillo: "La vostra è una
protesta giusta. Rappresentate il futuro. La politica energetica del nostro
paese è invece grottesca, sta ancora al carbone e al nucleare". E giù
applausi. Poi il corteo inizia a sfilare, caratterizzato da una partecipazione
variegata: Coldiretti, Cia, Cobas, scolaresche con insegnanti, famiglie,
tantissime donne e associazioni. Centinaia le bandiere "No carbone".
Ad aprire e a chiudere la manifestazione i trattori degli agricoltori. Molti
esponenti del movimento no coke indossano provocatoriamente la fascia
tricolore: "Ci rappresentiamo da soli - spiegano - perché le istituzioni
non lo fanno". La polemica è con il sindaco della città, reo di "non
prendere una posizione netta". La fermezza con cui lo dicono i
manifestanti fa intravedere una comunità "stanca di non esser
ascoltata" dalle istituzioni: "Preferiamo autorganizzarci dal
basso". Poi dai megafoni dicono che il loro no al carbone è affiancato al
rifiuto del nucleare: "Il futuro sono le fonti rinnovabili". E molti
di loro annunciano la presenza anche alla manifestazione milanese del 7 giugno
per un nuovo clima. Nessuna contrapposizione nemmeno coi lavoratori
dell'impianto di Civitavecchia, "la soluzione è la conversione, non la
disoccupazione". Gli agricoltori della zona invece restano i più
danneggiati economicamente: uno studio dell'Enel, confermato dal governo, ha
dimostrato la tossicità dei prodotti coltivati a meno di
( da "Manifesto, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Grillo
No coke contro il
carbone: "Il futuro sono le fonti rinnovabili" Migliaia di persone a
Tarquinia per dire no anche al nucleare. Beppe Grillo
interviene al telefono: "La politica energetica italiana è grottesca"
Giacomo Russo Spena Tarquinia (Roma) "Negli ultimi anni sono cresciute
patologie respiratorie, allergie e tumori. I più colpiti sono i giovani".
La popolazione di Tarquinia è "indignata" per la riconversione della
centrale a carbone, di proprietà dell'Enel, nella vicina Civitavecchia.
E ieri ha protestato: una manifestazione convocata dal movimento no coke (che
tiene dentro associazioni, ambientalisti, produttori agricoli e tantissimi
singoli) culminata con l'occupazione della strada statale Aurelia. "La
nostra - spiegano i promotori - è una battaglia che va avanti da tempo. Diciamo
no all'uso del carbone". Un rifiuto non ideologico ma scientifico: i danni
alla salute, spiegano, sono provati. Un'iniziativa cominciata alle 9 del
mattino, nel centro di Tarquinia, con un dibattito tra i cittadini. "E' un
grande successo - dichiara dal palco un no coke - la partecipazione è
sorprendente". In queste zone non si vedono tutti giorni sfilare migliaia
di persone. E in un modo così determinato. Presenti per l'occasione vari
esponenti del Prc, l'ex senatore Rossi, Bordon dei Consumatori e la grillina
candidata a sindaco di Roma Simonetta Monti. All'iniziativa fa una visita
telefonica lo stesso Grillo: "La vostra è una
protesta giusta. Rappresentate il futuro. La politica energetica del nostro paese
è invece grottesca, sta ancora al carbone e al nucleare". E giù applausi.
Poi il corteo inizia a sfilare, caratterizzato da una partecipazione variegata:
Coldiretti, Cia, Cobas, scolaresche con insegnanti, famiglie, tantissime donne
e associazioni. Centinaia le bandiere "No carbone". Ad aprire e a
chiudere la manifestazione i trattori degli agricoltori. Molti esponenti del
movimento no coke indossano provocatoriamente la fascia tricolore: "Ci
rappresentiamo da soli - spiegano - perché le istituzioni non lo fanno".
La polemica è con il sindaco della città, reo di "non prendere una
posizione netta". La fermezza con cui lo dicono i manifestanti fa
intravedere una comunità "stanca di non esser ascoltata" dalle
istituzioni: "Preferiamo autorganizzarci dal basso". Poi dai megafoni
dicono che il loro no al carbone è affiancato al rifiuto del nucleare: "Il
futuro sono le fonti rinnovabili". E molti di loro annunciano la presenza
anche alla manifestazione milanese del 7 giugno per un nuovo clima. Nessuna
contrapposizione nemmeno coi lavoratori dell'impianto di Civitavecchia,
"la soluzione è la conversione, non la disoccupazione". Gli
agricoltori della zona invece restano i più danneggiati economicamente: uno
studio dell'Enel, confermato dal governo, ha dimostrato la tossicità dei
prodotti coltivati a meno di
( da "Giornale.it, Il" del 26-05-2008)
Argomenti: Grillo
Gianni Alemanno,
poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma :
"Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo
consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre".
Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato
molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e
gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in
generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando
finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se
ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul
Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento
necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di
sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo
l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione
nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste
le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia
temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque
l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in
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19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta
del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la
situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata
dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito.
L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro
l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano
casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare
e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea.
L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti
per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e
applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a
esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra
essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi
non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti
c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è
molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a
condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del
Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la bufera
passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia
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questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che
si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si
stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una
violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla
di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico
di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di
responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra.
Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei
preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo
politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo
riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali.
Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse
persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni
sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la
mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e
le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona
fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio.
Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella
di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde
occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro
di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore
a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia
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questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su
un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non
erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma
non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena.
Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche:
trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che
hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti
dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro
dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che
meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere
questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa
continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere
Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni
neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche
Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona,
l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo
il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste
rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non
poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in
chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era
una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi
naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a
questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta
criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle
tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che
sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (5
voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello
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06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso
intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le
basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha
concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del
Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista,
antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni
operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo
Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era
più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto
fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il
terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e
pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali
perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu
complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto
grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento?
Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come
sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 40 ) " (4 voti,
il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May
( da "Repubblica, La" del 27-05-2008)
Argomenti: Grillo
Nasce l'immagine
"L'Ottocento fatto immagine" di Giovanni Fiorentino. Ore 17.30
Istituto Naz. per la Grafica (via Poli 54). per emergency "Architettura di
pace. Ospedali di guerra" a cura di M. Costanzo, alle 18 libreria Ave, via
della Conciliazione 12. islam e le donne Incontro con Giuliana Sgrena, autrice
de "Il prezzo del velo" alle 18.30 da Rinascita in via Prospero
Alpino 48. viaggio in marocco "La città dei ragazzi" di Eraldo
Affinati alle 18.30 Rinascita v.le Agosta 36 s.o.s. verde Alle 18 alla Società
Geografica a Villa Celimontana Rino Caputo e Luigi Frudà presentano
"Parchi, politiche ambientali e globalizzazione" di Paolo
Giuntarelli. comunicare oggi "Lezioni di filosofia della
comunicazione" di Ugo Volli alle ore
( da "Giornale.it, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 125 del
2008-05-27 pagina 3 Rifiuti, Marta incenerisce solo i progetti di Monica
Bottino Inceneritore, termovalorizzatore, gassificatore, discarica, niente. Sta
in questa vasta (troppo) scelta di ipotesi la soluzione al problema dei rifiuti
a Genova secondo la giunta Vincenzi. Che, nella più pacifica continuità con la
giunta Pericu (forse solo in questo caso) che l'ha preceduta, non ha ancora
affrontato in maniera sistematica un tema che più passa il tempo più
"puzza". È di inizio mese la notizia che l'assessore Carlo Senesi,
responsabile del ciclo dei rifiuti, starebbe per nominare (entro giugno) una
commissione di sette "saggi" (un po' politici e un po' tecnici) che
entro sei mesi, quindi per la fine dell'anno, dovrebbero scegliere la soluzione
migliore per Genova. Inceneritore compreso. Il condizionale è d'obbligo, visto
che di proclami i genovesi sono stufi. "Non mi pronuncio su quale impianto
sarà - ha messo le mani avanti Senesi - lascio aperte tutte le possibilità.
Sarà la commissione a scegliere la soluzione migliore". Quindi dopo anni
di discussioni, polemiche, proteste da parte dei cittadini, barricate da parte
dei comitati, proposte della maggioranza e controproposte dell'opposizione
siamo di nuovo al via. Sia chiaro: anche se i tempi saranno quelli annunciati
(e su questo staremo a vedere) Genova sarà in ritardo. Troppo. Anche perché per
costruire un qualsiasi tipo di impianto occorrono anni. In secondo luogo
bisognerà scegliere un sito che vada bene alla popolazione, visto che la
sindaco Vincenzi non ama fare scelte invise ai cittadini. Piuttosto (come ha
fatto fino ad oggi) non sceglie. Terzo bisognerà superare le rivolte di chi
teme l'impatto ambientale di impianti come i
termovalorizzatori o i gassificatori e li ritiene pericolosi per la salute come
predica Beppe Grillo. E che il tema rifiuti sia
spinoso per la giunta lo confermano anche le recenti bagarre in consiglio
comunale che hanno visto dalla stessa parte, contro l'assessore, addirittura
elementi di spicco della maggioranza che sostiene la Vincenzi insieme
all'opposizione. Il capogruppo del Pd in consiglio Simone Farello ha
recentemente ribadito nella sala rossa che il bando e la costruzione dell'impianto
debbano avvenire subito e non a partire dal 2009 come previsto dall'assessore.
Mentre Antonio Bruno, ambientalista eletto con Rifondazione stoppa e precisa
che "non c'è solo il termovalorizzatore e nemmeno il gassificatore, ci
sono anche la torcia al plasma e lo stabilizzatore biomeccanico". An e
Forza Italia parlano di colpevoli ritardi. Insomma, chi più ne ha più ne metta.
La previsione è che si facciano ancora tanti discorsi, che sarebbero anche
giusti, per carità, in democrazia, tuttavia una soluzione al ciclo dei rifiuti
i governi di sinistra che hanno ininterrottamente governato Genova da decenni
avrebbero dovuto trovarla prima. Molto prima. E tra i parolai, certamente, la
Vincenzi è in ottima compagnia. Intanto l'opposizione parla apertamente di
"città in ostaggio dei Verdi e di Rifondazione", visto che a Genova
non si va avanti nonostante località vicine abbiamo dimostrato la validità di
soluzioni alternative alla discarica, come Nizza o Montecarlo dove esistono
inceneritori che non risulta abbiano mai dato problemi, e che in altre città
addirittura i termovalorizzatori distribuiscono energia alle abitazioni civili.
Basterebbe, forse, essere certi che l'impianto sia moderno e non inquini,
seguendo esempi già esistenti. Sarebbe sempre meglio che non fare nulla.
L'alternativa è aspettare che Scarpino, prima o poi, diventi un boomerang
ecologico. (4- continua) © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 27-05-2008)
Argomenti: Grillo
Leggete la cronaca
dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti
feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di
Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero
che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo
tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano
finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in
Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli
che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio
politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure
d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al
suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i
gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una
volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le
strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed
ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a
Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi
c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta
qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 2 ) " (Nessun
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Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione
conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura
ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione
conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la
forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna
elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando
senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri
per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo
Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle
aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad
esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non
ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti
elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato
dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di
Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei
problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche
vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di
miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione
conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) "
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19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a Strasburgo, su richiesta
del gruppo del partito socialista europeo, il parlamento europeo affronterà la
situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La Commissione europea è sollecitata
dall'Europarlamento a fare una dichiarazione in apertura del dibattito.
L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva degli spagnoli contro
l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste iniziative non siano
casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa forma di spin per frenare
e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è più che mai fuori linea.
L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico di Bruxelles è Tremonti
per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui la Ue concepisce e
applica il libero mercato. E' già successo in passato e di solito era Chirac a
esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e il testimone sembra
essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante novità: i grandi Paesi
non sono più perfettamente allineati all'establishment europeo: su alcuni punti
c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la cancelleiera tedesca Merkel è
molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia sarà più facile resistere, a
condizione di non cadere nelle provocazioni, come fece Berlusconi dando del
Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua trappola. Nervi a posto e la
bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace? Scritto in europa, Italia
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questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni. Non mi piace il clima che
si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le elezioni), si
stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici. Recepisco una
violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta mai a nulla
di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito democratico
di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con grande senso di
responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra.
Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non mi convince: avrei
preferito per la seconda carica dello Stato una personalità dal profilo
politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo
riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali.
Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse
persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni
sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la
mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e
le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona
fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio.
Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella
di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde
occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro
di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore
a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia
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questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su
un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non
erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma
non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena.
Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche:
trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che
hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti
dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro
dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che
meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere
questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa
continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere
Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni
neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche
Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona,
l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo
il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste
rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non
poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in
chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era
una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi
naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a
questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta
criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle
tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che
sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (5
voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello
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06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso
intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le
basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha
concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del
Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista,
antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni
operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo
Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era
più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del
Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si
sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la
globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per
gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il
Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo
sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del
movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale,
come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 40 ) " (4
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03May
( da "Repubblica, La" del 28-05-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina X - Bari
Spiegare agli studenti "I cento passi" dimenticati (SEGUE DALLA PRIMA
PAGINA) Di ciò che è più importante rispetto a ciò che non lo è, "che viene
dopo, che non merita di essere ricordato, non almeno allo stesso modo di
Moro" è l'altro commento inquieto di Cristina, una delle poche studentesse
che conosce "I cento passi". E c'è anche chi si pone l'interrogativo
se per caso "può c'entrare il fatto che i terroristi fossero più famosi,
in quegli anni, rispetto ai mafiosi?". Questo il quesito, altrettanto
inquietante di Riccardo, che solo ora sta studiando, "in parte e in
occasione dell'anniversario di Moro, la storia più recente", quella che
non si arriva mai a spiegare in classe. Commentando il film di Giordana, specie
le ultime sequenze, quelle del funerale e ricordando alcune immagini viste
l'altro giorno, anzi di notte, in uno speciale su Rai Educational, con i
seimila ragazzi in corso Vittorio Emanuele a Terrasini (Pa), dove si trova
l'immobile che era sede di Radio Aut, la radio libera creata da Impastato, ci
si è un po' tutti ritrovati, alunni e docenti, col fatto che "è vero che
sono stati compiuti più di cento passi in avanti, sulla strada verso la
legalità, ma quanto manca ancora di cammino per sensibilizzare le giovani
generazioni", come ha sostenuto un collega di Filosofia. Perché Moro si e
Impastato si, ma di meno? Perché una fiction sul grande statista e non anche la
riproposta di "I cento passi", visto che su circa mille e trecento
alunni di liceo, solo poco più di duecento avevano visto il film che ha vinto
quattro David ed è stato premiato al festival di Venezia 2000? Come mai il
presidente Napolitano, nel giorno dell'anniversario di Moro, neanche una parola
spesa per il giovane di Cinisi? Chi è responsabile della memoria storica?
Domande alle quali ho avuto molta difficoltà, prima di offrire un tentativo di
risposta. "Ma può considerarsi, secondo lei, Peppino
Impastato come Beppe Grillo di oggi?". No, ho risposto a
Gianluca, semplicemente perché Impastato, pur facendo anche satira ed essendo
molto irriverente nei confronti dei mafiosi e delle loro malefatte, non è
andato mai in tv. E non per paura di mostrarsi. La gente l'ha conosciuto solo
per la sua voce, per il suo messaggio, trasmesso su "Onda
pazza", la trasmissione di Radio Out, attraverso la quale Peppino e i suoi
compagni facevano politica. Quella vera, che cambia le cose e le persone. E'
stata la giusta conseguenza di tutto ciò quello che ha sostenuto Samanta,
ancora con l'emozione forte che rompeva la sua voce, dopo il film: "Io
penso che senza Peppino non avremmo avuto uomini come Falcone, Borsellino, ma
anche quelli viventi che, per esempio, attraverso ?mani pulite', hanno messo a
nudo le malefatte di un paese corrotto che oggi non merita più eroi".
Giorni memorabili quelli trascorsi con i ragazzi in questi giorni, perché hanno
avuto il senso di quello che lo stesso Peppino, trent'anni fa, ha urlato contro
un sistema ingiusto che oggi rimane, perché non vuole ricordare e dimentica i
padri: "la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è
un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi!".
Anche per ricordare.
( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-28 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Il cantautore: sono di sinistra, ma non le appartengo De Gregori
apre a Berlusconi: se modernizza fa il bene di tutti MILANO - Francesco De
Gregori si smarca da bandiere ed etichette. Anzi, va controcorrente, spronando
il nuovo premier. "Berlusconi ha una solida maggioranza e speriamo che la
usi per modernizzare il Paese. Se ci riuscisse, non farebbe una politica di
destra o di sinistra, ma soltanto il bene di tutti", dichiara in
un'intervista a Vanity Fair (in edicola oggi) per l'uscita del suo ultimo
album, "Per brevità chiamato artista". Il cantautore romano va oltre
e puntualizza: "Sono di sinistra, ma non le appartengo". E spiega:
"In più occasioni ci sono state appropriazioni indebite, fraintendimenti e
collocazioni che non mi sono piaciuti". "Sono stato arruolato per
forza in qualcosa che non sentivo mio - continua De Gregori -. E poi, sia
chiaro: sulla storia e la realtà ho scritto spesso, ma vere e proprie canzoni
politiche non ne ho mai fatte". L'artista liquida i
partiti e anche il "fenomeno" Beppe Grillo:
"Non lo dico con cattiveria, ma né il comico né il banditore mi hanno mai
incuriosito - afferma -. L'antipolitica ha sempre attraversato le democrazie,
non vedo niente di nuovo in quello che fa". Non è la prima volta che De
Gregori sorprende con le sue dichiarazioni su temi politici. Nel 2005,
disse che la Costituzione è il kamasutra della democrazia. L'anno scorso, ad
agosto, svelò al Corriere che alle primarie del Pd avrebbe votato per Rosy
Bindi e non per il suo amico Walter Veltroni, sollevando un polverone
nell'ambiente degli artisti e degli intellettuali di sinistra. Si giustificò
sostenendo: "Mi piacerebbe fare il tifo per lui, se lo capissi. E finora
non l'ho capito". E rincarò la dose con una stoccata poi resa tormentone
dalle parodie di Crozza: "Quel che dice spesso è difficile da afferrare,
da decifrare. Usa un linguaggio aperto a ogni soluzione, dice tutto e il
contrario di tutto". Artista per brevità Francesco De Gregori ha appena
presentato il suo cd "Per brevità chiamato artista". Spiega a Vanity
fair: non ho mai fatto canzoni politiche Emanuele Buzzi.
( da "Corriere della Sera" del 28-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-28 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE "Governo, solo fuochi d'artificio La Chiesa ha diritto di
parlare" Veltroni: mi piacerebbe una donna alla guida
dell'"Unità" ROMA - Onorevole Veltroni, l'opposizione è accusata di
essere troppo morbida, accondiscendente. Come se ci fossero le larghe intese,
anche se non avete pareggiato ma perso. "No. è come se ci fossero due
mondi separati, uno virtuale e uno reale. Nel mondo virtuale, lettori e
scrittori di giornali di varie dimensioni se la cantano e se la suonano. Nel
mondo reale, è successo che alla prima prova parlamentare il governo sia andato
sotto proprio grazie alla nostra opposizione che qualcuno giudica fin troppo
dura; ed è il primo provvedimento che arriva. Purtroppo, il nostro è un Paese
di politici d'antan. Un Paese politicamente di pasticcioni e furbacchioni, che
si divertono a confondere dialogo e opposizione. Nel mondo reale, la questione
è semplice: si dialoga sulle riforme, ci si oppone sui contenuti". Questo
significa che terrete duro anche sulle questioni care al premier, tipo il
sistema tv? E lui è d'accordo? "Sono sempre più affascinato dai nostri padri
costituenti. Uomini come Calamandrei, cui il Pd dedicherà un convegno in
autunno. Uomini che non litigavano su Rete4 ma su democrazia e totalitarismo,
su Usa e Urss; però scrivevano le regole insieme. Dopo è cominciata un'altra
stagione, di melassa, gelatina, marmellata, confusione. Quella stagione è
finita: ci si può opporre con fermezza su Rete4 e denunciare la scomparsa della
cordata Alitalia, senza che per questo il dialogo sulle riforme debba
interrompersi. Così come è finito il clima di scannatoio durato quindici anni.
Io ho cominciato a usare toni nuovi già in campagna elettorale; il leader dello
schieramento a noi avverso l'ha fatto soltanto dopo la vittoria". Da
Bassolino in giù, è un fiorire di laudatori: Berlusconi, rappresentato come malvagio,
è ora definito statista. Non siete passati da un eccesso all'altro? "Io
non ho mai detto nessuna di queste cose. Se il Paese è così malridotto, buona
parte della responsabilità grava su Berlusconi, che è stato per quattro volte
presidente del Consiglio. E che rappresenta un sistema di valori, una visione
del mondo cui bisogna opporsi con sempre maggior forza ed energia, contro cui
si deve dare una solare battaglia culturale e ideale". Lei si è appena
seduto al suo tavolo. "Sì. E appena ci siamo seduti, per prima cosa gli ho
detto: "Capiamoci bene. Se questo dialogo è un esercizio di buone maniere,
mi interessa poco, per quanto le buone maniere siano preferibili a quelle
cattive. Se invece è un dialogo per scrivere insieme le regole del gioco
democratico, allora sarò un interlocutore leale. Ripartiamo dal pacchetto
Violante. Riformiamo la legge elettorale per le Europee, ma senza tagliare
fuori le altre forze: non voterò mai uno sbarramento che superi il 3%".
Attendo segni che corrispondano alle parole. Altrimenti, sarò il primo a
riconoscere che è stato inutile". I segni riguarderanno anche la Rai? La
sua proposta dell'amministratore unico non è già stata respinta? "Vedremo.
Aspettiamo risposte. Eleggere un altro Consiglio d'amministrazione pieno di ex
parlamentari sarebbe un gravissimo errore. Preferisco un amministratore
delegato nominato dal governo e approvato dal Parlamento all'assurdo sistema
attuale. Un manager al di sopra delle parti. Un aspetto cruciale, in un Paese
dove l'informazione è egemonizzata dal capo del governo ". Alla vigilanza
Rai andrà Leoluca Orlando? "Siamo favorevoli alla sua candidatura. La
sosterremo. E ricordo che, quand'eravamo maggioranza, votammo il candidato
proposto dal centrodestra, Storace. La maggioranza non può sindacare sul nome
indicato dall'opposizione". Non teme si saldi, tra tv e politica, una
forza avversa al Pd, di grande appeal elettorale? Magari
attorno a quella che Santoro definisce ironicamente la banda dei quattro: lui,
Travaglio, Beppe Grillo, Di Pietro? "Da tempo ho
rotto con la logica del " pas d'ennemis a gauche", nessun nemico a
sinistra. Non vivo con questo incubo; altrimenti non potremmo assolvere al
compito che spetta a una grande forza riformista del 34%. Non possiamo tornare
indietro. è fisiologico che si creino aree di critica più radicale, da
rispettare, con cui dialogare. Magari assumendo talora posizioni più radicali
delle loro. Noto che Di Pietro è favorevole al reato di immigrazione
clandestina. Noi no". Il governo è in luna di miele, l'opposizione sembra
nell'angolo. "La luna di miele si interromperà molto presto, anche prima
di quanto pensiamo. La destra ha vinto le elezioni sulla linea della paura:
paura degli immigrati, dei rom, dell'impoverimento. E la paura rende più facile
vincere, ma molto più difficile governare. Ora siamo alla fase dei fuochi
d'artificio. Quando il fumo dei fuochi si sarà diradato, quando vedremo che i
fatti di violenza proseguono, i campi rom ci sono ancora, l'impoverimento
continua, allora ci sarà un effetto boomerang. Mai come oggi sono preoccupato:
l'insicurezza sociale, e anche personale, è stata incanalata sulla linea
dell'egoismo sociale. Ma questo fa saltare il principio solidale. è la
dilatazione del Nimby: fate tutto, ma non da me. è la logica delle ronde, del
blocco stradale, del "mi faccio giustizia da solo". Poi non c'è da
stupirsi se qualche energumeno con svastica va a spaccare le vetrine degli
immigrati". Il sindaco Pd di Marano, Salvatore Perrotta, è molto Nimby.
Guida la rivolta sulle barricate. "Da lontano è facile decidere ogni cosa.
Un sindaco vive in mezzo alla sua comunità, non può non sentirne gli umori. Ma
gli uomini pubblici devono trovare la forza di non fare le cose più ovvie,
quelle che piacciono a tutti". Cosa pensa delle critiche del governo Zapatero
al nostro? "I giudizi di un governo su un altro governo sono sempre
spiacevoli, e non andrebbero formulati. Ma dobbiamo essere consci che c'è lo
sguardo dell'Europa su di noi. Un governo che dichiara fuorilegge 650 mila
immigrati, compresi 300 mila badanti e moltissimi altri lavoratori, è un
governo che viene tenuto d'occhio. Che facciamo? Arrestiamo 650 mila persone in
un Paese che non costruisce un carcere da anni? Apriamo 650 mila procedimenti
in tribunali che impiegano dieci anni per chiudere un processo? Ecco perché
dico che il risveglio dalla notte dei fuochi d'artificio sarà doloroso, e
pericoloso". Ma sull'economia Tremonti vi ha messo in difficoltà. Paghino
banche e petrolieri, dice. Lei cosa risponde? "Paghino banche e
petrolieri, sono d'accordo. Il problema è che fare con quei soldi. Detassare
gli straordinari va bene, anche se l'esclusione dei dipendenti pubblici è
ingiusta e crea problemi di incostituzionalità. Ma sarebbe meglio intervenire
sulla contrattazione di secondo livello. I benefici di Tremonti escludono
precari, anziani, donne: le categorie più esposte al rischio di impoverimento.
Quanto ai mutui, non è difficile prevedere un'altra delusione. Già i
consumatori fanno notare che si tratta di una dilazione, non di una
rinegoziazione. Il fatto stesso che le banche abbiano subito detto sì desta un
legittimo sospetto ". Sul federalismo fiscale lei ha aperto un dialogo con
Formigoni. Ma Chiamparino la pensa diversamente. "Io la penso come
Chiamparino: federalismo solidale differenziato. Avvicinare il fisco alla vita
dei cittadini, senza spezzare il vincolo di solidarietà tra regioni diverse:
altrimenti avremo al Nord una California e al Sud un paese povero".
L'impressione è che lei punti a dividere la Sinistra Arcobaleno e ad allearsi con
una sua parte. "Non si tratta di dividerli. Certo l'Unione non tornerà.
Mentre è possibile costruire un nuovo centrosinistra, avendo un interlocutore
su posizioni più radicali delle nostre, ma senza prendere più nulla a scatola
chiusa. Non contano i buoni sentimenti. Contano i programmi condivisi".
D'Alema dice che il leader giusto per Rifondazione è Vendola. "Non
interferisco con quanto accade in un altro partito, con la loro discussione. Mi
limito ad augurarmi che sia una discussione vera. Finora ho visto una reazione
autoassolutoria. Come se la loro sconfitta fosse colpa mia, e non di chi ha
messo fine al centrosinistra; ostacolando le cose migliori del governo Prodi,
dalla riforma del welfare alle missioni all'estero". D'Alema è molto
attivo. "Ognuno dice la sua opinione, ed è legittimo che lo faccia.
D'Alema ha detto di voler fondare una fondazione culturale, non un partito nel
partito. Sono portato a prendere sul serio le parole delle persone serie. Il
lavoro della fondazione culturale di D'Alema sarà molto utile al Pd". Ma
dell'opinione di D'Alema sulla tentazione della Chiesa per il potere e il patto
con la destra, lei che pensa? "Non c'è nessun patto. L'Italia è un Paese
particolare; ma l'influenza della Chiesa non mi spaventa certo. La Chiesa ha
diritto di esprimere la sua opinione; non possiamo applaudirla se difende gli
immigrati, e zittirla se critica la fecondazione assistita. Sta a noi difendere
la laicità della politica ". Non negherà che il Pd abbia perso voti
cattolici, a vantaggio dell'Udc e della destra. "Certo, l'Udc in mezzo
prima non c'era; quando l'offerta politica si arricchisce, i voti si
diversificano. Ma chissà se questi flussi sono reali. In Italia non si prende
il 34% senza intercettare una parte rilevante del voto cattolico. Il referendum
sulla fecondazione assistita l'avevamo perso
( da "Corriere.it" del 28-05-2008)
Argomenti: Grillo
L'intervista
"Governo, solo fuochi d'artificio La Chiesa ha diritto di parlare"
Veltroni: mi piacerebbe una donna alla guida dell'"Unità" ROMA
Onorevole Veltroni, l'opposizione è accusata di essere troppo morbida,
accondiscendente. Come se ci fossero le larghe intese, anche se non avete
pareggiato ma perso. "No. È come se ci fossero due mondi separati, uno virtuale
e uno reale. Nel mondo virtuale, lettori e scrittori di giornali di varie
dimensioni se la cantano e se la suonano. Nel mondo reale, è successo che alla
prima prova parlamentare il governo sia andato sotto proprio grazie alla nostra
opposizione che qualcuno giudica fin troppo dura; ed è il primo provvedimento
che arriva. Purtroppo, il nostro è un Paese di politici d'antan. Un Paese
politicamente di pasticcioni e furbacchioni, che si divertono a confondere
dialogo e opposizione. Nel mondo reale, la questione è semplice: si dialoga
sulle riforme, ci si oppone sui contenuti". Questo significa che terrete
duro anche sulle questioni care al premier, tipo il sistema tv? E lui è
d'accordo? "Sono sempre più affascinato dai nostri padri costituenti.
Uomini come Calamandrei, cui il Pd dedicherà un convegno in autunno. Uomini che
non litigavano su Rete4 ma su democrazia e totalitarismo, su Usa e Urss; però
scrivevano le regole insieme. Dopo è cominciata un'altra stagione, di melassa,
gelatina, marmellata, confusione. Quella stagione è finita: ci si può opporre
con fermezza su Rete4 e denunciare la scomparsa della cordata Alitalia, senza
che per questo il dialogo sulle riforme debba interrompersi. Così come è finito
il clima di scannatoio durato quindici anni. Io ho cominciato a usare toni
nuovi già in campagna elettorale; il leader dello schieramento a noi avverso
l'ha fatto soltanto dopo la vittoria". Da Bassolino in giù, è un fiorire
di laudatori: Berlusconi, rappresentato come malvagio, è ora definito statista.
Non siete passati da un eccesso all'altro? "Io non ho mai detto nessuna di
queste cose. Se il Paese è così malridotto, buona parte della responsabilità
grava su Berlusconi, che è stato per quattro volte presidente del Consiglio. E
che rappresenta un sistema di valori, una visione del mondo cui bisogna opporsi
con sempre maggior forza ed energia, contro cui si deve dare una solare
battaglia culturale e ideale". Lei si è appena seduto al suo tavolo.
"Sì. E appena ci siamo seduti, per prima cosa gli ho detto: "Capiamoci
bene. Se questo dialogo è un esercizio di buone maniere, mi interessa poco, per
quanto le buone maniere siano preferibili a quelle cattive. Se invece è un
dialogo per scrivere insieme le regole del gioco democratico, allora sarò un
interlocutore leale. Ripartiamo dal pacchetto Violante. Riformiamo la legge
elettorale per le Europee, ma senza tagliare fuori le altre forze: non voterò
mai uno sbarramento che superi il 3%". Attendo segni che corrispondano
alle parole. Altrimenti, sarò il primo a riconoscere che è stato inutile".
I segni riguarderanno anche la Rai? La sua proposta dell'amministratore unico
non è già stata respinta? "Vedremo. Aspettiamo risposte. Eleggere un altro
Consiglio d'amministrazione pieno di ex parlamentari sarebbe un gravissimo errore.
Preferisco un amministratore delegato nominato dal governo e approvato dal
Parlamento all'assurdo sistema attuale. Un manager al di sopra delle parti. Un
aspetto cruciale, in un Paese dove l'informazione è egemonizzata dal capo del
governo ". Alla vigilanza Rai andrà Leoluca Orlando? "Siamo
favorevoli alla sua candidatura. La sosterremo. E ricordo che, quand'eravamo
maggioranza, votammo il candidato proposto dal centrodestra, Storace. La
maggioranza non può sindacare sul nome indicato dall'opposizione". Non teme
si saldi, tra tv e politica, una forza avversa al Pd, di grande appeal
elettorale? Magari attorno a quella che Santoro definisce
ironicamente la banda dei quattro: lui, Travaglio, Beppe Grillo, Di
Pietro? "Da tempo ho rotto con la logica del " pas d'ennemis a
gauche", nessun nemico a sinistra. Non vivo con questo incubo; altrimenti
non potremmo assolvere al compito che spetta a una grande forza riformista del
34%. Non possiamo tornare indietro. È fisiologico che si creino aree di
critica più radicale, da rispettare, con cui dialogare. Magari assumendo talora
posizioni più radicali delle loro. Noto che Di Pietro è favorevole al reato di
immigrazione clandestina. Noi no". Il governo è in luna di miele,
l'opposizione sembra nell'angolo. "La luna di miele si interromperà molto
presto, anche prima di quanto pensiamo. La destra ha vinto le elezioni sulla
linea della paura: paura degli immigrati, dei rom, dell'impoverimento. E la
paura rende più facile vincere, ma molto più difficile governare. Ora siamo
alla fase dei fuochi d'artificio. Quando il fumo dei fuochi si sarà diradato,
quando vedremo che i fatti di violenza proseguono, i campi rom ci sono ancora,
l'impoverimento continua, allora ci sarà un effetto boomerang. Mai come oggi
sono preoccupato: l'insicurezza sociale, e anche personale, è stata incanalata
sulla linea dell'egoismo sociale. Ma questo fa saltare il principio solidale. È
la dilatazione del Nimby: fate tutto, ma non da me. È la logica delle ronde,
del blocco stradale, del "mi faccio giustizia da solo". Poi non c'è
da stupirsi se qualche energumeno con svastica va a spaccare le vetrine degli
immigrati". Il sindaco Pd di Marano, Salvatore Perrotta, è molto Nimby.
Guida la rivolta sulle barricate. "Da lontano è facile decidere ogni cosa.
Un sindaco vive in mezzo alla sua comunità, non può non sentirne gli umori. Ma
gli uomini pubblici devono trovare la forza di non fare le cose più ovvie,
quelle che piacciono a tutti". Cosa pensa delle critiche del governo
Zapatero al nostro? "I giudizi di un governo su un altro governo sono
sempre spiacevoli, e non andrebbero formulati. Ma dobbiamo essere consci che
c'è lo sguardo dell'Europa su di noi. Un governo che dichiara fuorilegge 650
mila immigrati, compresi 300 mila badanti e moltissimi altri lavoratori, è un governo
che viene tenuto d'occhio. Che facciamo? Arrestiamo 650 mila persone in un
Paese che non costruisce un carcere da anni? Apriamo 650 mila procedimenti in
tribunali che impiegano dieci anni per chiudere un processo? Ecco perché dico
che il risveglio dalla notte dei fuochi d'artificio sarà doloroso, e
pericoloso". Ma sull'economia Tremonti vi ha messo in difficoltà. Paghino
banche e petrolieri, dice. Lei cosa risponde? "Paghino banche e
petrolieri, sono d'accordo. Il problema è che fare con quei soldi. Detassare
gli straordinari va bene, anche se l'esclusione dei dipendenti pubblici è
ingiusta e crea problemi di incostituzionalità. Ma sarebbe meglio intervenire
sulla contrattazione di secondo livello. I benefici di Tremonti escludono
precari, anziani, donne: le categorie più esposte al rischio di impoverimento.
Quanto ai mutui, non è difficile prevedere un'altra delusione. Già i
consumatori fanno notare che si tratta di una dilazione, non di una
rinegoziazione. Il fatto stesso che le banche abbiano subito detto sì desta un
legittimo sospetto ". Sul federalismo fiscale lei ha aperto un dialogo con
Formigoni. Ma Chiamparino la pensa diversamente. "Io la penso come
Chiamparino: federalismo solidale differenziato. Avvicinare il fisco alla vita
dei cittadini, senza spezzare il vincolo di solidarietà tra regioni diverse:
altrimenti avremo al Nord una California e al Sud un paese povero".
L'impressione è che lei punti a dividere la Sinistra Arcobaleno e ad allearsi
con una sua parte. "Non si tratta di dividerli. Certo l'Unione non
tornerà. Mentre è possibile costruire un nuovo centrosinistra, avendo un
interlocutore su posizioni più radicali delle nostre, ma senza prendere più
nulla a scatola chiusa. Non contano i buoni sentimenti. Contano i programmi
condivisi". D'Alema dice che il leader giusto per Rifondazione è Vendola.
"Non interferisco con quanto accade in un altro partito, con la loro
discussione. Mi limito ad augurarmi che sia una discussione vera. Finora ho
visto una reazione autoassolutoria. Come se la loro sconfitta fosse colpa mia,
e non di chi ha messo fine al centrosinistra; ostacolando le cose migliori del
governo Prodi, dalla riforma del welfare alle missioni all'estero".
D'Alema è molto attivo. "Ognuno dice la sua opinione, ed è legittimo che
lo faccia. D'Alema ha detto di voler fondare una fondazione culturale, non un
partito nel partito. Sono portato a prendere sul serio le parole delle persone
serie. Il lavoro della fondazione culturale di D'Alema sarà molto utile al
Pd". Ma dell'opinione di D'Alema sulla tentazione della Chiesa per il
potere e il patto con la destra, lei che pensa? "Non c'è nessun patto.
L'Italia è un Paese particolare; ma l'influenza della Chiesa non mi spaventa
certo. La Chiesa ha diritto di esprimere la sua opinione; non possiamo
applaudirla se difende gli immigrati, e zittirla se critica la fecondazione
assistita. Sta a noi difendere la laicità della politica ". Non negherà
che il Pd abbia perso voti cattolici, a vantaggio dell'Udc e della destra.
"Certo, l'Udc in mezzo prima non c'era; quando l'offerta politica si
arricchisce, i voti si diversificano. Ma chissà se questi flussi sono reali. In
Italia non si prende il 34% senza intercettare una parte rilevante del voto
cattolico. Il referendum sulla fecondazione assistita l'avevamo perso
( da "Corriere della Sera" del 30-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-05-30 num: - pag: 52 categoria: REDAZIONALE
Maradona by Kusturica Il regista racconta il campione e intanto si cita Parole,
proclami, gol (e deliri) di Diego di MAURIZIO PORRO "C hissà che giocatore
sarei stato se non avessi sniffato la coca ". Così conclude Maradona, con
un vezzo da campione, il film documento di Kusturica che celebra la sua storia,
il suo essere divo e divino, perfino con culto religioso e un'Ave Maria di
Schubert personalizzati. Personaggio perfetto per il tumulto visionario
dell'autore di Underground, che non a caso mescola alle memorie della dignitosa
povertà di Diego, spezzoni di suoi film. Kusturica in tre anni di lavoro offre
tre volti del calciatore che accusa il malaffare del calcio, senza far sconti
all'Italia; che si batte per Fidel e contro Bush e i colonialismi americani;
che viene idolatrato dalle folle ma rimpiange in fondo quello che ha perso come
padre. Il racconto a zig zag è tumultuoso e divertente: si rivede il famoso
goal di mano contro gli inglesi ai Mondiali dell'86, che il campione spiega
come rivalsa storica della guerra contro Mrs. Thatcher. Tipo sempre
politicamente scorretto, il calciatore, come è scorretto il regista nel
compilare un film biografico fuori dai canoni, in cui celebra anche se stesso.
Il documento mostra il campione ieri e oggi, grasso e magro, in sé e fuori di
sé, sul campo e in salotto e mette in parallelo i peccati dei giornalisti con
quelli della mafia di Napoli. Intanto l'autore cita Borges, Falstaff, e dà al
suo attore, che adora De Niro, la patente di rivoluzionario a tempo pieno (con
il Che tatuato sul braccio) vedendolo uscito da un film di Leone o Peckinpah:
ma sarebbe stata icona ideale di cultura pop se Warhol l'avesse conosciuto.
Maradona parla, proclama, delira, impreca, accusa alla Beppe Grillo tutti i politici di essere corrotti (meno Castro); ma si finisce
cantando che la vita è una tombola. Non solo per i 35 goal segnati con
l'Argentina ma anche per probabilità e imprevisti di cui ha disseminato una
carriera travolgente e travolta, sceneggiata alla Merola e metafora di reale:
in Italia, dice, il Sud non batterà mai il Nord. Ma intanto lui se la
ride per sei goal fatti ingoiare un giorno alla Juventus di Agnelli. Diego
Armando Maradona a Napoli Maradona by Kusturica di Emir Kusturica su e con
Diego Armando Maradona.
( da "Giornale.it, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Grillo
Secondo molti
esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad
invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica,
in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il
sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il
problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le
notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in
sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre
complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo
della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità.
I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza
reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del
nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri
irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in
un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della
popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il
sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che
rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati
che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia,
tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera.
Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere
assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di
disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli
italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno
essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi
rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è
sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Non commentato "
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e
tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla
Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un
collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro
i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito
studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni
Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica,
che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera
democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie
tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto
conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta
vedere le interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a
Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla,
eppure una certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione.
Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli
di Verona e le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente
cupo. A chi giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di
Pietro? Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi
dal Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia
Commenti ( 29 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading
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questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice?
Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a
sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè
solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le
altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che
abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze
contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente
sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo
bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche
se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul
Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento
necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di
sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo
l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione
nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste
le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia
temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque
l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in
Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo.
Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il
parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La
Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione
in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva
degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste
iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa
forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è
più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico
di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui
la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di
solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e
il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante
novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment
europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la
cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia
sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come
fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua
trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace?
Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su
un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a Veltroni.
Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi
(dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e
demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché,
storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità,
incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco,
si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e
oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente
del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato
una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più
carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi
sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una
società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per
mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è
colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la
magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure
era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori,
quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente
matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che
non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera
del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io
dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in
democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il
nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno
ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di
estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si
conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non
sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi
di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta,
sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale.
E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi
limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di
più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte
della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a
descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose
pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma
anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato
"Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non
riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo
titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro
ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di
vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava
su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad
alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente
passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per
Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria
che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta.
Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 )
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articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi
di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese
avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista
che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica
del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero,
anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito
delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che
Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la
Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema",
dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe
perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann
esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un
bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono
provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni)
che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi
cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e
non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti (
40 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog
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articolo a un amico 03May
( da "Giornale.it, Il" del 30-05-2008)
Argomenti: Grillo
Secondo molti
esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare
come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le
persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema
economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema
però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli
ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza
economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre
complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo
della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità.
I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza
reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del
nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri
irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in
un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della
popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il
sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che
rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati
che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia,
tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera.
Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere
assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione
ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per
chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere
soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista
profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è
sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 5 ) "
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e
tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla
Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un
collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare contro
i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito
studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni
Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far
politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve essere in
una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano frange
minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di intolleranza
civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha una
visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader Roberto
Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli
comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta
mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le
strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed
ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a
Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi
c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta
qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 29 ) " (4
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26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha
dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma :
"Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo
consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre".
Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato
molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e
gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in
generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando
finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se
ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul
Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento
necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di
sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo
l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione
nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste
le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia
temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque
l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in
Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo.
Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il
parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La
Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione
in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva
degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste
iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa
forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è
più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico
di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui
la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di
solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e
il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante
novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment
europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la
cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia
sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come
fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua
trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà
capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (4 voti, il voto medio
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a
Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi,
anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre
più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché,
storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità,
incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco,
si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e
oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo
presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica
dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità
più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi
sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una
società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per
mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è
colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la
magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure
era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori,
quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata,
finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante,
estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa:
dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso
Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola?
Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08
Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque
ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era
legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci
celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore
Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista,
ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver
rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo
urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano
in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi
vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi).
Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di
sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere,
sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione
sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri,
intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il
virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come
testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est).
Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho
visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono
rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di
pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una
parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo
zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est,
basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama
quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in
Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un
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il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann:
il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega
in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista
"la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo
spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò
"alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx,
Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come
l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi,
estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile,
questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in
Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere
"senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al
mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo?
Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del
sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione
tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni?
Scritto in Italia, francia Commenti ( 40 ) " (4 voti, il voto medio è: 3
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( da "Unita, L'" del 31-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del VIDEOPOLITICI Da Craxi all'ultimo voto I partiti ora ci puntano
ma vuoi mettere Obama? s. gar. Il primo politico italiano ad apparire su
YouTube, manco a dirlo, è stato Berlusconi: un viennese, nickname
"dogcow", caricò un filmato in cui Berlusconi mimava un rapporto
sessuale con una posteggiatrice, riversa sul cofano di un'automobile. Beppe Grillo è stato tra i primi ad aprire un canale, seguito a ruota da
Antonio Di Pietro, già alla fine del 2006, mentre il primo partito che ha
scoperto le enormi potenzialità del mezzo è stato Alleanza Nazionale, seguito
dal Nuovo Psi (tra i video anche quello del lancio della monetine a Craxi,
all'uscita del Raphael, con una curiosità: nel filmato c'è lo spot di
una società che offre mutui e finanziamenti). Il capitolo che Glauco Benigni
non ha potuto scrivere, col libro già in stampa, è quello su YouTube e le
ultime elezioni. Stavolta c'erano tutti: chi già ben posizionato, come Di
Pietro, chi nuovo arrivato, come il Pd. Interessante soprattutto la risposta
degli youtuber, che moltiplicano il materiale in rete. In questo caso viene
misurato il "buzz" (ovvero "il passaparola"): nel rush
finale verso le elezioni, il buzz su Berlusconi era praticamente raddoppiato,
mentre Veltroni non sembrava mai davvero decollato. Almeno per gli italiani,
perché in Francia, Germania e Gran Bretagna l'attenzione era tutta sul Pd. E se
ieri cliccavate il nome Barak Obama, YouTube dava 114mila video.
( da "Tirreno, Il" del 01-06-2008)
Argomenti: Grillo
Pisa In San Martino
musica assordante fino alle 2 di notte PISA. Venerdì sera, quartiere di San
Martino: fino alle 2 di notte, tutto il quartiere è allietato da una musica
"d'avanguardia", per voce e pianoforte, che arriva chissà da dove.
Non bastano neanche le finestre chiuse a fermarla: chi ha deciso, pub, circolo,
ristorantino "caratteristico" o pizzeria, di far ascoltare la sua
musica a tutti quelli che sono nell'arco di qualche chilometro, non demorde, e
fino alle ore 2 continua nella sua azione di "educatore musicale".
Ora, tralasciando il fatto che la musica faceva sinceramente ribrezzo dal punto
di vista estetico-sonoro, e che ormai tutta la città va a dormire con
accompagnamenti musicali e gazzarre varie ad altissimo volume, dentro e fuori i
locali notturni, sui lungarni, nelle piazze, nelle strade di Mezzogiorno e
Tramontana, come accade a ogni weekend di primavera-inizio estate, è possibile
sapere chi che ha concesso il permesso, chi è andato a
controllare il volume degli strumenti, e infine, last but not least, chi è il
musicologo in questione? Ci sarà qualcuno capace di rintracciare questi
interessanti personaggi? O forse è più facile andare a caccia di emarginati e
disperati? Lista civica "Città dei Diritti" con Beppe Grillo.
( da "Repubblica, La" del 02-06-2008)
Argomenti: Grillo
Cronaca Chiaiano,
diecimila "no" alla discarica E accanto ai cittadini sfilano anche
gli antagonisti di Luca Casarini la manifestazione In piazza padre Zanotelli, i
No Tav, i No Dal Molin e gli Amici di Beppe Grillo Un serpentone colorato e pacifico si è snodato fino a Marano e a
Mugnano OTTAVIO LUCARELLI NAPOLI - "Assassini", "No alla
discarica", "Jatevenne", "Bossi crepa". Nasce lungo le
strade di Chiaiano, il quartiere che nei piani del governo dovrebbe ospitare
una mega discarica da settecentomila tonnellate, la nuova rete nazionale
dei movimenti ambientalisti. "Ma non etichettateci ancora come no
global" ripete per tutta la serata l'ex leader Luca Casarini che, tra gli
applausi dei napoletani, insiste: "Chiaiano è un laboratorio di
repressione mentre noi siamo per il sì a un piano nazionale di smaltimento che
non devasti l'ambiente e la salute dei cittadini. Noi diciamo anche tanti sì
quando proponiamo programmi alternativi di sviluppo, ma parlano di noi solo
quando ci opponiamo". In diecimila da Chiaiano fino ai comuni di Marano e
Mugnano contro il decreto Berlusconi che venerdì scorso in città ha ribadito:
"Chiaiano sarà la discarica di Napoli" mentre sono appena state
avviate le verifiche sulla cava di tufo che sfiora una falda e che dovrebbe
essere trasformata in discarica. Un decreto che padre Alex Zanotelli, missionario
comboniano da diversi anni residente nel popolare rione Sanità, definisce
"un decreto criminale perché non cita il diritto alla salute e impone un
ciclo integrato industriale con un incremento di inceneritori e discariche in
una regione già infestata da venti anni di rifiuti tossici scaricati
illegalmente". E aggiunge: "Sorprende che il presidente della regione
Antonio Bassolino non lo comprenda e, addirittura, dichiari che sarebbe pronto
a votare il decreto se fosse in Parlamento". Diecimila "no" a
una discarica all'interno del Parco delle colline di Chiaiano che finora
rientrava nel "Maggio dei Monumenti". Diecimila no in un serpentone
coloratissimo, aperto da sette bambini, che aggrega i comitati locali di Napoli
e della Campania ai "No Tav" della Val di Susa, ai "No Dal
Molin" di Vicenza, a esponenti dei centri sociali di Bologna, Firenze,
Roma e Cagliari, a rappresentanti del Wwf e degli "Amici di Beppe Grillo". Con i delegati
veneti decisi a trasformare Chiaiano in un luogo simbolo: "Diamo la nostra
solidarietà alla gente di questo quartiere perché lotta come noi lottiamo
contro la costruzione della base Nato di Vicenza. Grazie al film Gomorra e al
documentario Biutifulcauntri abbiamo capito che il problema è da attribuirsi
anche alle fabbriche del Nord che, in connivenza con la camorra, hanno sversato
rifiuti tossici". Un corteo pacifico, controllato a distanza da
carabinieri e polizia, ma con slogan forti: "Napoli e Marano come
Hiroshima e Nagasaki"; "Chiaiano non si tocca, la difenderemo con la
lotta"; " Decreto rifiuti uguale licenza di uccidere". Anche uno
striscione di "Solidarietà ai magistrati napoletani schierati contro la
Superprocura sui rifiuti" disegnata dal decreto del governo. Nella parte
finale del serpentone tanti esponenti della sinistra extraparlamentare:
Rifondazione, Comunisti italiani, Partito marxista leninista, Sinistra critica.
In corteo anche Oreste Scalzone, ex leader di Potere operaio: "Oggi
viviamo il primo vero colpo di Stato della Repubblica perché si è stabilito che
un'intera regione viene governata in deroga alle norme di diritto. Si decreta
che si possono sversare qui rifiuti tossici e si delimitano zone speciali di
sospensione del diritto trasformandole in luoghi militari". Due ore in
corteo tra slogan, striscioni e musica nelle strade che confinano con la grande
cava di tufo. Da Chiaiano a Mugnano fino al palco allestito a Marano dove si
alternano diversi artisti tra cui Peppe Lanzetta, l'attore Ascanio Celestini e
il gruppo musicale napoletano "E Zezi". Una giornata nel segno della
pace e della tutela dell'ambiente. Una manifestazione nazionale che segna la
nascita di una nuova rete, ma la protesta di Chiaiano continua. Oggi pomeriggio
i movimenti si ritroveranno per pianificare le prossime iniziative. Gli
organizzatori del corteo avvisano: "Resisteremo un minuto in più dei
devastatori dell'ambiente e della democrazia".
( da "Giornale.it, Il" del 02-06-2008)
Argomenti: Grillo
N. 22 del 2008-06-02
pagina 8 I no global occupano Chiaiano e cacciano Rizzo dal corteo di Massimo
Malpica Carmine Spadafora da Napoli Dopo essere scomparsa dal Parlamento, la
sinistra radicale si ritrova sfrattata pure in piazza. Il clima del fronte
anti-discarica, che attirava bandiere rosse e nostalgici in cerca di vetrina,
finisce per riservare una nuova delusione agli sconfitti delle ultime elezioni
politiche: vittima illustre è Marco Rizzo, europarlamentare Pdci, allontanato
dal corteo antimonnezza. Eppure tra gli organizzatori della grande
manifestazione di ieri contro la discarica nella cava di Chiaiano c'erano i
vertici dell'area antagonista napoletana. Avevano annunciato un corteo pacifico
nei fatti ma duro negli slogan. È così è stato: quasi cinquemila persone, con
ampie rappresentanze dei "fronti del no", arrivati dal Vicentino (No
Dal Molin), dalla Val di Susa (No Tav) e da altre regioni italiane, hanno
marciato chiedendo di cancellare il sito di Chiaiano dalla mappa dell'emergenza
rifiuti. Tra chi sfilava, però, solo poche centinaia di persone erano abitanti
di Chiaiano, Mugnano e Marano. Il grosso dei residenti è rimasto,
letteralmente, alla finestra. Concedendo l'applauso al serpentone di protesta
solo al momento del passaggio di fronte alla rotonda Titanic. Ci si spella le
mani per tutti gli striscioni, eccezion fatta per quelli con falce e martello.
Infatti tra slogan e insulti (con Bassolino e Iervolino su tutti, seguiti da
Berlusconi e Bossi) la vera sorpresa è stata l'emarginazione dei simboli
politici. Quando alle 16.30 il piazzale di fronte alla metropolitana di
Chiaiano ha cominciato a riempirsi di gente, bandiere e striscioni, dai
megafoni del camion degli organizzatori è partito un ordine perentorio, diretto
alle tante bandiere rosse che stavano popolando la strada. "Partiti e
partitini si mettano in fondo, non vogliamo nessuna strumentalizzazione".
E così Carc, Marxisti-Leninisti, Cobas Rdb e falci e martelli vari si ritrovano
nell'ultimo spezzone del corteo, accanto agli "amici
di Beppe Grillo". Poco dopo, lungo il viale
che unisce Chiaiano a Marano, l'europarlamentare del Pdci, Marco Rizzo, viene
"invitato" senza troppi complimenti a levare il disturbo prima ancora
di riuscire a concedersi ai taccuini dei giornalisti: "Passerelle
politiche qui non ne vogliamo", gli spiegano alcuni militanti del Comitato
rifiuti zero. Eppure Rizzo affida a un comunicato la sua versione, molto
diversa, sostenendo di non essere stato "cacciato", ma solo di aver
avuto "un forte alterco con un esponente di destra dei comuni
vesuviani" e concludendo, orgogliosamente: "Sono un comunista e non
certo uno del Pd che oggi invece flirta con la destra". Sarà. Se tutto è
filato liscio, senza nemmeno l'ombra di tensioni con polizia e carabinieri, tra
le rivendicazioni ambientaliste e sul "diritto alla salute" non sono
mancati slogan di dubbio gusto. Quasi in testa al corteo spiccava uno
striscione bicolore: "Bossi crepa". E dai megafoni qualcuno ha più
volte augurato al leader del Carroccio una fine prematura. Anche Berlusconi,
soprattutto dopo aver "anticipato" il verdetto di idoneità per la
cava di Chiaiano, finisce preso di mira. Ma i cori più numerosi e gli insulti
più frequenti sono per il sindaco Rosa Russo Iervolino e per il governatore
Antonio Bassolino, paragonato a un personaggio dei Simpson, il cattivissimo
padrone della centrale nucleare di Springfield, Montgomery Burns. "Qui in
prima fila dovrebbero esserci i medici", scandisce un manifestante dal
megafono in testa al corteo, "ma non sono qui perché il presidente della
Regione ha messo i suoi amici nelle direzioni degli ospedali, quel signore che
da 14 anni detta legge sembra il signor Burns". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 02-06-2008)
Argomenti: Grillo
N. 22 del 2008-06-02
pagina 0 Discarica, i no global occupano Chiaiano di Redazione Cinquemila
persone sfilano contro la discarica: slogan e insulti per esecutivo, Bassolino
e la Iervolino. Cacciato dal corteo il Pdci Rizzo. L'appello di Napolitano:
"Basta illegalità" Massimo Malpica - Carmine Spadafora Napoli - Dopo
essere scomparsa dal Parlamento, la sinistra radicale si ritrova sfrattata pure
in piazza. Il clima del fronte anti-discarica, che attirava bandiere rosse e
nostalgici in cerca di vetrina, finisce per riservare una nuova delusione agli
sconfitti delle ultime elezioni politiche: vittima illustre è Marco Rizzo,
europarlamentare Pdci, allontanato dal corteo antimonnezza. Eppure tra gli
organizzatori della grande manifestazione di ieri contro la discarica nella
cava di Chiaiano c'erano i vertici dell'area antagonista napoletana. Avevano
annunciato un corteo pacifico nei fatti ma duro negli slogan. è così è stato:
quasi cinquemila persone, con ampie rappresentanze dei "fronti del
no", arrivati dal Vicentino (No Dal Molin), dalla Val di Susa (No Tav) e da
altre regioni italiane, hanno marciato chiedendo di cancellare il sito di
Chiaiano dalla mappa dell'emergenza rifiuti. Tra chi sfilava, però, solo poche
centinaia di persone erano abitanti di Chiaiano, Mugnano e Marano. Il grosso
dei residenti è rimasto, letteralmente, alla finestra. Concedendo l'applauso al
serpentone di protesta solo al momento del passaggio di fronte alla rotonda
Titanic. Ci si spella le mani per tutti gli striscioni, eccezion fatta per
quelli con falce e martello. Infatti tra slogan e insulti (con Bassolino e
Iervolino su tutti, seguiti da Berlusconi e Bossi) la vera sorpresa è stata
l'emarginazione dei simboli politici. Quando alle 16.30 il piazzale di fronte
alla metropolitana di Chiaiano ha cominciato a riempirsi di gente, bandiere e
striscioni, dai megafoni del camion degli organizzatori è partito un ordine
perentorio, diretto alle tante bandiere rosse che stavano popolando la strada.
"Partiti e partitini si mettano in fondo, non vogliamo nessuna
strumentalizzazione". E così Carc, Marxisti-Leninisti, Cobas Rdb e falci e
martelli vari si ritrovano nell'ultimo spezzone del corteo, accanto agli "amici di Beppe Grillo".
Poco dopo, lungo il viale che unisce Chiaiano a Marano, l'europarlamentare del
Pdci, Marco Rizzo, viene "invitato" senza troppi complimenti a levare
il disturbo prima ancora di riuscire a concedersi ai taccuini dei giornalisti:
"Passerelle politiche qui non ne vogliamo", gli spiegano alcuni
militanti del Comitato rifiuti zero. Eppure Rizzo affida a un comunicato
la sua versione, molto diversa, sostenendo di non essere stato
"cacciato", ma solo di aver avuto "un forte alterco con un
esponente di destra dei comuni vesuviani" e concludendo, orgogliosamente:
"Sono un comunista e non certo uno del Pd che oggi invece flirta con la
destra". Sarà. Se tutto è filato liscio, senza nemmeno l'ombra di tensioni
con polizia e carabinieri, tra le rivendicazioni ambientaliste e sul
"diritto alla salute" non sono mancati slogan di dubbio gusto. Quasi
in testa al corteo spiccava uno striscione bicolore: "Bossi crepa". E
dai megafoni qualcuno ha più volte augurato al leader del Carroccio una fine
prematura. Anche Berlusconi, soprattutto dopo aver "anticipato" il
verdetto di idoneità per la cava di Chiaiano, finisce preso di mira. Ma i cori
più numerosi e gli insulti più frequenti sono per il sindaco Rosa Russo
Iervolino e per il governatore Antonio Bassolino, paragonato a un personaggio
dei Simpson, il cattivissimo padrone della centrale nucleare di Springfield,
Montgomery Burns. "Qui in prima fila dovrebbero esserci i medici",
scandisce un manifestante dal megafono in testa al corteo, "ma non sono
qui perché il presidente della Regione ha messo i suoi amici nelle direzioni
degli ospedali, quel signore che da 14 anni detta legge sembra il signor Burns".
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Tirreno, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Grillo
Lucca Insieme per il
reinserimento Incontro di volontari alla Casa della Spiga PONTE BUGGIANESE. La
pioggia di ieri mattina non ha fermato i volontari, le famiglie e gli amici
della Gometa e della Cooperativa Sociale "La spiga di grano", che si
sono dati appuntamento alla casa della Spiga di Ponte per una giornata
all'insegna dell'amicizia e dello stare insieme. Obiettivo: condividere ancora
una volta, in modo leggero, un progetto di reinserimento sociale e
rivalutazione della persona, come ha sottolineato nel suo intervento il
presidente della Gometa, Antonio Ciuffreda. Il restauro dell'immobile colonico
con terreno agricolo, realizzato qualche anno fa dalla Spiga in collaborazione
con la Gometa, ha rappresentato un prezioso traguardo che testimonia la volontà
di integrare sul territorio i ragazzi "diversabili", fornendo alle
famiglie risposte concrete. La casa è diventata così un punto di riferimento
per chi crede in certi valori ma anche un luogo di ritrovo e divertimento.
"Straordinariamente normali" era il titolo
dell'iniziativa e su questo tema, nel pomeriggio, è stato organizzato anche un
convegno. Relatori: don Stefano, ex volontario della Gometa, che in mattinata
ha celebrato la Santa Messa, e Antonio Vermigli, amico di Beppe Grillo, una vita dedicata al volontariato. Ad animare la giornata,
musica dal vivo e un ricco buffet.
( da "Stampaweb, La" del 03-06-2008)
Argomenti: Grillo
La verità, vi prego,
sui biocombustibili. Sono una risorsa? Sono un danno? Salveranno il pianeta?
Gli daranno il colpo di grazia? Premesso che, personalmente, non riesco a
formarmi un'idea sensata in proposito, pongo il problema e la domanda a chi mi
sappia chiarire le idee. All'inizio da alcuni, tra cui in prima linea le
associazioni agricole, i biocarburanti - ovvero (traggo la definizione da qui),
"i combustibili vegetali, rinnovabili e puliti dal punto di vista
ambientale, che sostituiscono i combustibili derivati dal petrolio, non influiscono
sull'effetto-serra e possono essere ottenuti grazie all'energia solare per
mezzo della fotosintesi delle piante", sembravano essere proposti come il
toccasana per tutti i mali. Ricordo il grande momento del biodiesel: ne aveva parlato anche il sito di Beppe Grillo, fra
gli altri, e pareva che mescolando olio di colza al gasolio (prima ovviamente
che quest'ultimo raggiungesse quotazioni degne dei diamanti) si realizzasse la
mitica quadratura del cerchio: chilometraggio illimitato a prezzi accessibili,
risparmio di risorse, meno inquinamento, ecc. Al prezzo, direi
accettabile, di un lieve puzzo di patatine fritte. Bene, il contrordine
compagni è arrivato con la crisi del prezzo del grano, quando si è cominciato a
parlare di carestia planetaria. E tra i tanti e autorevoli appelli ne ricordo
diversi che indicavano proprio nei biocarburanti la pietra dello scandalo, ciò
che avrebbe assestato il colpo del ko a un sistema che tutti, anche se con
grandi divergenze su cause e rimedi, concordano nel trovare in grave pericolo.
Oggi, con il vertice della Fao in pieno svolgimento, ecco Mubarak, presidente
di un Paese, l'Egitto, dove la rivolta del pane ha provocato danni e vittime,
chiedere alla comunità internazionale di regolamentare la produzione di
biocombustibili "per un uso responsabile dei raccolti, che si preoccupi
dei bisogni umani prima di quelli energetici". Peraltro Luis Inacio Lula
da Silva, presidente del Brasile che sui biocarburanti ha scommesso parecchio,
la pensa in modo opposto e sostiene che "i biocombustibili non sono i
cattivi che minacciano la sicurezza alimentare dei Paesi poveri. Al contrario,
quando coltivati responsabilmente, in armonia con la realtà di ogni Paese,
possono essere strumenti importanti di reddito" e "Il Brasile ne è un
esempio". Che bisogna smettere di investire nei biocombustibili e
investire invece nel pane lo dicono invece le ong che seguono il vertice Fao.
Secondo Oxfam, nel 2025 altrimenti ci saranno altri 600 milioni di affamati al
mondo oltre ai più di 800 di adesso. Ma il secondo problema, dicono, è il
mercato. E la colpa, secondo diverse ong, non è tanto dei governi bensì dello
strapotere consentito alle multinazionali e dagli intermediari dal modello
liberista. Mi fermo qui, del tutto confusa. commenti (0) scrivi.
( da "Giornale.it, Il" del 03-06-2008)
Argomenti: Grillo
L'omicidio dell'imprenditore
Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che
non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i
media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra.
Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di
giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente
cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi
televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal
fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i
giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra vuole intimidire
tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa occasione,
l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso
raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante.
Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso
che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio
servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo
combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio?
Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 6 ) " (1 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti
immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione
è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come
l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone
in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico
e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va
affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi
giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza
economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre
complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo
della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità.
I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza
reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del
nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri
irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in
un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della
popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il
sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che
rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati
che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia,
tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera.
Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere
assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di
disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli
italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno
essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi
rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è
sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 32 ) "
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un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la
cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con
quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la
presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un
collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte
avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti
tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto
civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade
gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di
odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo,
eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste
televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E
quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa
retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid
anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le
aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi
giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro?
Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal
Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia
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questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice?
Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a
sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè
solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le
altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che
abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze
contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente
sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo
bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche
se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul
Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento
necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di
sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo
l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione
nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste
le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia
temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque
l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in
Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo.
Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il
parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La
Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione
in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva
degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste
iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa
forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è
più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico
di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui
la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di
solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e
il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante
novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment
europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la
cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia
sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come
fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua
trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà
capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (4 voti, il voto medio
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a
Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi,
anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre
più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché,
storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità,
incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco,
si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e
oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo
presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica
dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità
più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi
sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una
società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per
mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è
colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la
magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure
era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori,
quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata,
finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante,
estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa:
dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso
Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola?
Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è:
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il
nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno
ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di
estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si
conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non
sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi
di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta,
sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale.
E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi
limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di
più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte
della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a
descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni
neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche
Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona,
l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo
il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste
rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non
poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in
chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era
una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi
naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a
questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta
criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle
tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che
sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6
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Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso
intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le
basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha
concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del
Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario"
e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e
dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri
Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi
gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e
difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso
mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere
"senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al
mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente
positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla
superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una
generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come
sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 41 ) " (4 voti,
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May
08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto
in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi
certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la
Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi,
come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di
rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le
sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia
quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che
genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla
criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere
chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici",
scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario.
Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia
capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio
("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque
negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato
significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi
élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e
imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale
a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e
probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa
ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli
intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la
realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La
sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair
e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per
l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale
significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei
avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra,
invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai?
Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore,
la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande
anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro
autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato
per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la
tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche
valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al
dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato
testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto
di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui
no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita.
Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di
ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito
per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é
traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla
via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un
figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un
uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una
persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete
pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio
di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6
voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello
Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
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Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di
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Internet fa bene ai giornali - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i
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destra dov'è? - 1 Emails Ultime discussioni bo,mario: La triste vicenda pone
molti quesiti. Il primo è della magistratura con le fughe di notizie. La
seconda è... giampaolo gemelli: Non è la prima volta che l'amplificazione che
danno i media a certe notizie fanno il gioco... enrico da Brescia: Secondo me
ci sono troppi arresti di capi mafiosi. Ci vorrebbe qualche scontro a fuoco
dove i... Gaspare Nasuto: Ho apprezzato questo suo intervento, umilmente credo
che alzare l'interesse sulla camorra,... JackTheLeopard: Forse è vero che la
notizia dell'assasinio di un pentito o un dichiarante può disincentivare...
Ultime news Mestre, la Lega blocca il cantiere del campo romCamorra, task force
a Casal di PrincipePresentato Mourinho: "Inter, squadra
speciale"Cannavaro: "Ho chiesto di rimanere col gruppo"Tremonti:
"In estate la tassa sui petrolieri"Vertice Fao, Ahmadinejad attacca
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( da "Corriere delle Alpi" del 04-06-2008)
Argomenti: Grillo
Appuntamenti per
tutti i gusti in Italia e Triveneto L'ESTATE DEI CONCERTI ATTILIO DE COL E'il
"Safari tour" di Jovanotti ad aprire venerdì a Bolzano una quattro
mesi di show lunghissima, ma che purtroppo costringerà i bellunesi a viaggiare.
Dalle nostre parti solo la miseria dei pur bravi ma nostalgici New Trolls a
Trichiana e dei "religiosi" Gen Verde ad Auronzo. Ma prendendo la
macchina il menù è ricco, anche solo considerando il Triveneto e non i grandi
stadi, come Milano che, dopo i Negramaro, ospiterà Vasco, Springsteen, Zucchero
e Ligabue. Concerto di qualità domenica a Villa Manin con Mark Knopfler, mentre
c'è grande attesa per l'Heniken Jammin Festival di Mestre, che dal 20 al 22
vedrà Police, Vasco, Linkin Park, Sex Pistols e Alanis Morrisette. All'Arena
non solo lirico. Eventiverona propone gli immortali Carlos Santana, Neil Young,
Rem, insieme a Venditti, Pooh e Finley. Musica doc in Piazzale Camerini di
Piazzola sul Brenta, con Zed Live che propone il mago del piano Giovanni
Allevi, un monumento del blues come Johnny Winter e i metallari Whitesnake,
insieme a Fiorella Mannoia e agli alternativi Massive Attack. All'Arena di Lignano,
i vacanzieri potranno scegliere grazie ad Azalea: da Fiorella Mannoia, ad
Allevi, ai Bee Hive, dalla danza dei Momix, per arrivare alla comicità di Teo
Teocoli e alla voce spettacolare di Dionne Warwick. Per chiudere in settembre
con l'unica data di Elisa. In giugno altri ghiotti appuntamenti con i Subsonica
domenica a Chioggia, Joe Satriani martedì a Villa Manin, i Finley a Padova e
gli Africa Unite piatto forte del festival di Radio Sherwood. Domenica 15
giugno a Trento c'è un Bob Dylan che non va mai fuori moda. Altre chicche
estive sono il live (un po' costoso) di Elton John in
Piazza San Marco a Venezia, nello stesso palco che ospiterà il Live for
Emergency (Vinicio Capossela e Joan Baez). Per non parlare del concerto
gratuito dell'estate romana con Manu Chao e l'esibizione di Ben Harper a
Villafranca. In ottobre otto spettacoli di Beppe Grillo nel
Triveneto. Un po' ovunque, tranne che a Belluno.
( da "Trentino" del 04-06-2008)
Argomenti: Grillo
"Sold out"
il concerto del parroco Rock, blues e melodico per don Gaetano che
"canta" la fede In cinquecento hanno affollato la palestra per un
"evento" senza precedenti CARISOLO. "Sono qui... a cantarvi
canzoni". Questo era l'invito di don Gaetano Castiglia, il parroco di
Carisolo che fin da giovanissimo scrive e canta musica sacra. Quest'invito è
stato accolto da una folla di cinquecento persone che domenica sera straripavano
dalla palestra di Carisolo. "Don Gae", come lo chiamano
confidenzialmente i giovani, non ha deluso. Accanto a lui moltissimi bambini,
ragazzini, ragazzi e giovani adulti, deo cori parrocchiali di Carisolo, Ormelle
e Roncadelle nel trevigiano. Tutti accomunati dall'affetto per don Gaetano,
uniti dall'unico filo conduttore della serata: la voglia di trasmettere fede e
speranza con musica e canzoni. Questa è l'univoca dimensione del "popolo
di don Gae": persone di tutte le età che "pregano, invocano e cantano".
E lo fanno controcorrente, con parole e musica che riescono a penetrare nel
cuore delle persone. L'avvio di serata è profondo e frizzante, si parte con un
blues "vieni Spirito". "Un'invocazione a Gesù il Salvatore,
affinché illumini tutti", spiega il carismatico don Gaetano. Le canzoni si
susseguono "attingono dalla profondità dell'esperienza, dalle mie emozioni
e dalla mia fede": dice il parroco cantante. Ogni canzone "è un
ricordo, un momento sereno o triste della mia vita" afferma. E sul palco si
apre, racconta, spiega e rende tutti partecipi di questi sentimenti. "Sono
il mio modo "per portare un messaggio di speranza ai giovani":
insiste. Un messaggio appassionato e dolce, come una carezza o un fraterno
abbraccio che ha coinvolto e tenuto incollati alle sedie, tutti per oltre due
ore. Molti hanno scrutato questo giovane prete, che nei tratti assomiglia a Beppe Grillo, per vedere dove sono le sue "antenne", quelle
attraverso le quali capta i sentimenti dei giovani e riesce a comunicare con
loro, affrontando i temi della vita e della fede. Lui che proponendo i generi
musicali più svariati: dal pop al rock, al blues, al melodico, persegue
l'obiettivo di comunicare il messaggio cristiano con canzoni ispirate alle
poesie del filosofo indiano Tagore, oppure ricordando Madre Teresa di
Calcucca. La temperatura nella palestra cresce e aumenta il successo di
"questo "don" che "parla al cuore", che riesce a
cogliere i frammenti del Divino nell'uomo. Ed è proprio lo spirito dei suoi
parrocchiani, di ieri e di oggi, che don Gaetano cerca di incontrare con le sue
canzoni: il messaggio di Cristo diventa musica e la musica diventa Vangelo
"ricchezza evangelizzatrice portatrice di gioia, serenità, commozione e
conversione".
( da "Tirreno, Il" del 04-06-2008)
Argomenti: Grillo
Grosseto "Caso
Ippodromo, il Comune deve pubblicare tutti gli atti" FOLLONICA. Il caso
Ippodromo non è ancora chiuso. Mimmo Fiorani consigliere di Rifondazione
Comunista di Follonica riaccende la discussione sulla nuova struttura ippica e
su tutto quello che fino ad oggi è accaduto in merito alla sua costruzione.
"Ho convocato io stesso una riunione dei capi gruppo consiliari per
giovedì mattina per discutere una decisione dell'amministrazione comunale in
merito proprio all'ippodromo" spiega Fiorani. Infatti il problema è adesso
il giornalino che il comune invia a tutti i cittadini ogni due mesi circa.
"In questo giornale, pagato con i soldi di tutti i cittadini, manca
innanzitutto uno spazio per l'opposizione, spazio che invece hanno altri
giornali come quello della Regione, della Provincia, o del comune limitrofo di
Scarlino. Questo è grave già ma lo è ancor di più a fronte di alcune cose che
stanno per accadere. Infatti so che per volontà del sindaco, e me lo ha detto
un suo assessore, Vinicio Donnini, verrà inserita in questo giornale una frase
ben precisa estrapolata dai documenti del Pm e del Gip, in merito alla
questione del nuovo ippodromo, che chiaramente se estrapolata dal contesto dove
si trova ha un significato diverso da quello reale. Queste parole che si
rivolgono ai consigliere comunali che votarono la delibera nº 58 del 2001
delibera sull'ippodromo, dice che non sussiste n ipotesi accusatoria. Questo se
si legge fuori contesto. Ma in realtà si dice a chiara lettere che il reato c'è
stato ma siccome è caduto in prescrizione non si va oltre ad indagare se c'era
o meno la volontarietà nel creare un dolo da parte di chi firmò la delibera.
Per me i consiglieri non sono colpevoli sia chiaro, ma non si può estrapolare
una frase per scagionare così tutta l'amministrazione. Per questo chiederò di
pubblicare i documenti per intero, almeno i cittadini potranno giudicare da
soli quello che è accaduto". Inoltre i documenti dove si parla appunto di abuso di ufficio sono già stati pubblicati per intero
sul sito del Pd follonichese e anche su un altro sito quello degli amici di Beppe Grillo, follonichesi. Ecco perché Fiorani esprime la volontà di una
pubblicazione integra dei documenti, affinché appunto ogni singolo membro della
comunità follonichese possa senza influenze esterne poter valutare la vicenda.
Paola Villani.
( da "Corriere della Sera" del 04-06-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-06-04 num: - pag: 37 categoria:
BREVI ASSENTEISMO AL VOTO Previsione smentita Caro Romano, perché una buona
parte degli italiani dopo aver letto "La casta", "Mani
sporche", "Toghe rotte" e captato il grido
di Beppe Grillo, si sono recati alle urne? A
sentire dei commenti per strada, pareva che nessuno dei lettori sarebbe andato
a votare, perché la gente aveva intuito un imbroglio antidemocratico che
avrebbe impedito ogni vera scelta, in quanto ogni scelta era già stata fatta.
Giovanni Spaventa Castellaneta (Ta) Coloro che avevano previsto un forte
assenteismo alle precedenti elezioni del 2006 (io fra questi) sono stati
smentiti. Le nuove elezioni confermano che gli elettori, anche se delusi dalla
classe politica, non hanno rinunciato a sperare in un Paese migliore e credono
che il loro voto possa servire.
( da "Corriere delle Alpi" del 05-06-2008)
Argomenti: Grillo
Di Irene Aliprandi
Concerti ovunque ma non in provincia Costi, assenza di spazi e di fondi
pubblici rendono impossibile organizzare eventi I grandi promoter spiegano che
nelle altre città gli enti partecipano al 40% dei cachet BELLUNO. Cinque mesi
di musica, decine di concerti estivi ovunque. Anzi no, a Belluno no. Solo un
paio di date minori, poca cosa per i giovani bellunesi, che dovranno salire in
macchina e infilare l'autostrada se vorranno ascoltare i loro gruppi preferiti
suonare dal vivo. Non è una novità, ogni estate è sempre peggio e le
prospettive non sono incoraggianti. Assenza di spazi idonei, bacino d'utenza
limitato e costi elevatissimi non permettono agli amanti della musica di
sperare. "Da voi è impossibile".I grandi eventi musicali richiedono
grandi numeri e grandi risorse, ma nemmeno un promoter di peso può garantire la
copertura di concerti in "zone a rischio", come Belluno. Lo spiega
con chiarezza Loris Tramontin, responsabile di Azalea, che organizza concerti
in tutto il Nord Est, da Trieste a Verona. "Belluno è una provincia piccola,
non ha bacino d'utenza sufficiente e per arrivare bisogna fare tanta strada.
D'inverno, con rischio neve o ghiaccio è improponibile spostare la gente fino
da voi, ma anche d'estate è molto difficile. Il problema più importante però
riguarda i soldi: in una situazione come quella bellunese solo la
partecipazione pubblica può fare la differenza". La mano pubblica.
Tramontin spiega come funziona nelle altre città: "Ovunque, altrove, gli
enti pubblici finanziano i concerti in buona parte, con percentuali che vanno
dal 30 al 40% dei cachet. A volte anche di più". Azalea promotion fa
l'esempio di Trieste: dal 15 luglio al 15 agosto in Piazza Unità ci saranno
eventi tutte le sere: "Dei 30 appuntamenti", dice Tramontin, "29
sono offerti al pubblico, gratis. Si pagherà il biglietto solo per il concerto
di Pino Daniele. Tutto il resto è finanziato da Comune, Provincia, Regione e
sponsor". E poi dove? Ovviamente non si può dimenticare la carenza di
spazi: "Il vostro palazzetto ha un'acustica così-così", afferma con
generosità Tramontin, "e c'è una piazza da tremila persone al massimo, con
rischio pioggia sempre elevato. Insomma è difficile, forse non avete proprio
speranza. Bisognerebbe fare un ragionamento ampio, non a spot. Organizzando
tanti eventi, almeno 4 o 5 ogni anno e abituando la gente a venire a Belluno,
si potrebbe creare un circuito. Ma almeno una parte dei concerti dovrebbe
essere a ingresso libero e ci vogliono soldi, tanti soldi". Scoppio
Spettacoli. Lo sa bene Massimo Capraro che attraverso Scoppio Spettacoli è
l'unico soggetto ad organizzare concerti di rilievo da vent'anni. "I big
dobbiamo dimenticarli perché fanno poche date a costi elevatissimi e vanno solo
dove c'è convergenza tra potenzialità di incasso e disponibilità di contributi
pubblici. A Belluno, salvo capricci, gli eventi dell'estate non si possono
vedere". Le star sono in perdita anche nelle grandi città, perché costano
talmente tanto che i biglietti non bastano. I costi vengono bilanciati dai
promoter con altri eventi. E' il caso di Allevi, che Capraro ha portato al
Comunale: tutto esaurito, ma bilancio in perdita. D'inverno o in primavera il
problema sono i contenitori. Capraro pensa ad esempio a Beppe Grillo, che a Belluno è già venuto, ma la tournée di quest'anno non toccherà
la provincia, perchè l'unico spazio utile, l'ex palaghiaccio è in fase di
lavori. Idem per il palazzetto di Longarone, Sedico non ha l'agibilità del
parterre e Feltre ha il ghiaccio 9 mesi l'anno. Cortina, nonostante il
nome, non ha niente in più a parte i chilometri da fare per arrivarci. Dal
Comune 3.000 euro. E a proposito di contributi pubblici l'assessore alla
cultura Maria Grazia Passuello spiega: "Tremila euro sono gli unici soldi
che siamo riusciti a dare a Scoppio Spettacoli. Le grosse città hanno altri
bilanci e noi siamo limitati anche negli spazi. Ci vorrebbe una struttura
polifunzionale con una buona acustica, bisognerebbe progettare, avere coraggio,
cercare sponsor. Ci ragioneremo, ora il mio programma prevede altre cose".
( da "Tirreno, Il" del 05-06-2008)
Argomenti: Grillo
Pisa Musica a palla
Nella polemica anche il Cus Pisa PISA. Molto più dei concerti autorizzati,
pesano sulla pazienza dei residenti quelli senza permesso. Ce ne è stato uno
l'altra settimana in piazza delle Vettovaglie e un altro in via S. Martino;
concerto, quest'ultimo, denunciato al giornale con lettera
da parte della Città dei diritti/Beppe Grillo. Nel
calderone delle proteste legittime, è finito anche quello per i festeggiamenti
dei campionati nazionali universitari. "Ci scusiamo - dice Riccardo Vanni
presidente del Cus Pisa - se tremila giovani hanno distrurbato qualcuno.
Questi giovani vengono a Pisa per i campionati che si tengono ogni 40 anni.
Forse due sere di maggior tolleranza da parte di tutti ce le saremo
aspettate". Se i residenti protestano per il diritto sacrosanto al riposo,
anche gli organizzatori hanno i loro grattacapi. Oggi, il Comune dovrà
pronunciarsi in via definitiva sulla sede estiva del Metarock in bilico tra
Giardino Scotto ed Ospedaletto. Ca.Ve.
( da "Stampa, La" del 05-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Grillo
SALA SOMS. IL 13
GIUGNO Dalla Chiesa e Ruotolo al convegno dei grillini Dopo la raccolta di
firme in occasione del "V-day" del 25 aprile, il gruppo
vercellese degli "Amici di Beppe Grillo"
si presenta ufficialmente alla città con un convegno in programma il 13 giugno
alle 21 alla sala Soms di via Francesco Borgogna. A parlare di
"Informazione e società" sono stati invitati lo scrittore e politico
Nando Dalla Chiesa ed il giornalista di "Annozero" Sandro Ruotolo.
"Sarà l'occasione per incontrare e coinvolgere i cittadini nelle nostre
iniziative - spiega Marco Veronese, uno dei "grillini" - partendo da
uno dei temi più scottanti per il nostro Paese". Ma le iniziative del
gruppo vercellese, composto da una ventina di "attivisti" e da un
centinaio di iscritti e simpatizzanti, non si fermano qui. "Stiamo
programmando altri incontri con ospiti illustri - prosegue Dario Roasio - e presto
ci occuperemo anche di temi più strettamente locali, a partire dalla raccolta
differenziata. Abbiamo letto sui giornali di un'apertura dell'amministrazione
in questo senso, e chiederemo un incontro con il sindaco per appurare la verità
di queste affermazioni. Seguiremo con interesse il destino dell'inceneritore:
se dovesse essere prorogato l'appalto alla ditta esterna che lo ha in gestione
sapremo che con buona probabilità la differenziata a Vercelli non avrà futuro.
E, tra inceneritore, Polioli e diserbanti, continueremo a respirare l'aria che
dà a Vercelli un altro spiacevole primato, quello della percentuale di
tumori".
( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Grillo
Economia Il titolo
guadagna in Borsa il 4,2% dopo gli annunci sulla riduzione del personale di 5
mila unità in due anni Telecom vola con i tagli, no dei sindacati Alzano le
stime Dresdner,Deutsche e Unicredit, più scettiche Oddo e Jp Morgan SARA
BENNEWITZ MILANO - Ci sono almeno tre buoni motivi che hanno indotto gli
analisti a tornare ad alzare le proprie stime su Telecom Italia. Per prima cosa
l'annuncio di un maxi piano di licenziamenti da 5mila dipendenti entro il 2010
aiuterà il gruppo di telefonia a ridurre la struttura dei costi. In secondo
luogo l'offerta di France Télécom su Teliasonera, mette in luce come Telecom
sia sottovalutata rispetto alle altre concorrenti europee. Infine la
prospettiva della costruzione della rete in fibra ottica, che porterà ad
ulteriori tagli dei costi e ad adeguate remunerazioni sull'investimento, sono
tutti motivi che ieri hanno fatto guadagnare al titolo il 4,16% fino a 1,45
euro. Il mercato, si sa, ha una atteggiamento cinico nei confronti del costo
del lavoro, tuttavia le organizzazioni sindacali sono pronte a fare una dura
resistenza al maxi piano di esuberi per cui non sarà facile per Franco Bernabè
ridurre il personale delle unità previste. La Slc-Cgil, Fistel-Cisl e
Uilcom-Uil hanno convocato la riunione del coordinamento nazionale Telecom per
martedì 10 giugno, per decidere il da farsi contro il piano di esuberi. A detta
degli esperti i 250 milioni stanziati da Telecom per mandare a casa 5mila
persone entro il 2010 sono una somma inadeguata. Due anni fa quando Telefonica,
che indirettamente è azionista del gruppo italiano con il 10% del capitale,
portò a termine un maxi piano di licenziamenti, spese per ognuno circa 5 volte
di più di quanto preventivato oggi da Telecom. Facendo due conti, infatti,
Bernabè stima di liquidare ciascun dipendente offrendogli in media 50mila euro
di buonuscita, meno del loro salario medio annuo (che stando ai numeri
annunciati dal gruppo è di 60mila euro lordi). E anche il
comico Beppe Grillo, ieri ha proposto di fare una
class action nei confronti della precedente gestione sui lauti compensi
percepiti dai precedenti vertici di Telecom, che adesso si vede costretta a
tagliare 300 milioni di costi mandando a casa 5mila persone. La nuova ondata
di fusioni e acquisizioni, con France Télécom pronta a rilevare Teliasonera, e
Verizon e Vodafone Alltel ha poi messo in luce quanto il gruppo italiano sia
sottovalutato. L'ex monopolista francese ha infatti offerto per il gruppo
svedese un prezzo che corrisponde, a seconda delle stime, un premio del 20-30%
rispetto agli utili attesi su Telecom Italia. Va detto però che Teliasonera ha
davanti a sé un triennio di crescita mentre Telecom a fine 2010 dovrebbe
arrivare a 2,6-2,8 miliardi di profitti, meno dei 3 miliardi di utili del 2006
e del 2005. Infine, gli analisti si attendono positive novità dalla riunione
convocata per il 15 luglio con Antonio Calabrò, dove si farà un punto sul
cosìddetto Next Generation Network, ovvero la rete in fibra ottica che arriverà
dentro le case degli italiani, e che secondo Bernabè nel 2015 porterà il gruppo
a tagliare i costi sulla rete fissa da 2 a 1,2 miliardi di euro. Per questi
motivi, ieri Dresdner, Deutsche Bank e Unicredit hanno alzato le loro stime sul
gruppo, mentre Jp Morgan e Oddo & Cie restano scettiche sul fatto che il
management riesca a mantenere le promesse sul taglio dei costi.
( da "Corriere della Sera" del 06-06-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-06 num: - pag: 31 categoria:
REDAZIONALE L'appello La quarta edizione dei Luoghi del cuore. La Crespi:
"Segnalate, interverremo insieme" Brutture d'Italia, il censimento
del Fai MILANO - "Questo censimento deve servire a guardare ciò che ci
circonda con occhi diversi ". L'albergo incompiuto dei Mondiali 90. I
cartelli inutili nei centri storici, i parcheggi abusivi, le pubblicità davanti
alle chiese, l'asfalto nei siti archeologici. Sono "orrori", ecco, e
ormai "non basta più guardarli, dobbiamo unire la ragione al cuore",
dice Giulia Maria Mozzoni Crespi: "Solo così possiamo liberarci da questa
sorta di assuefazione al brutto che è attorno a noi". è un invito garbato
alla rivolta civile, quello lanciato dalla presidente del Fondo per l'ambiente
italiano (il Fai): "Cancelliamo insieme le brutture d'Italia". Un
appello a reagire che poi è lo slogan della quarta edizione dei "Luoghi
del cuore", il censimento dal basso di ciò che andrebbe tutelato,
"strappato all'ignoranza e all'incuria ", magari valorizzato. La
battaglia in difesa dell'Italia d'arte riparte da Pier Paolo Pasolini, anno
1974, e dal suo appello per salvare il borgo di Orte, nel Viterbese, aggredito
dal cemento, palazzi come "corpi estranei che disturbano la perfezione
della natura e delle città". Una profezia inascoltata, dicono al Fai. La
riprova? "Nell'ultima campagna elettorale nessuno ha parlato
dell'importanza del paesaggio, dell'arte, della cultura", sottolinea la
Crespi ("sbigottita"). E se non c'è la politica, insiste, a maggior
ragione devono scendere in campo gli italiani. Il senso: segnalate le storture
ché le raddrizzeremo insieme, dove possibile. La quarta edizione dei
"Luoghi del cuore" è organizzata dal Fai in collaborazione con Intesa
SanPaolo. Scempi architettonici e paesaggi feriti possono essere segnalati fino
al 30 ottobre tramite cartolina (filiali di banca e delegazioni Fai), con i
coupon sulla stampa, via Internet (sito ufficiale e Msn) e nei punti vendita
Feltrinelli e Ricordi. Hanno già votato i testimonial della campagna, da Guido
Bertolaso (i rifiuti di Napoli, scelta secca e quasi
obbligata) al ministro Sandro Bondi (un albergo incompiuto a Carrara), da Beppe Grillo (la centrale a carbone sotto la Lanterna) a Sabrina Ferilli (la
monnezza sul Belvedere di Forio d'Ischia). E poi Lucio Dalla, Lella Costa e
Milena Gabanelli, solo per citarne alcuni. Ieri, a Milano, la presentazione del
progetto. "è un esempio di partecipazione concreta dei cittadini:
sui temi importanti la gente ha voglia davvero di partecipare ", osserva
Corrado Passera, ad di Intesa SanPaolo. Aggiunge il critico d'arte Vittorio
Sgarbi che "il Fai ricopre esattamente il ruolo che spetterebbe allo
Stato". Antonio Ricci mette gli inviati di Striscia al servizio del Fai,
invoca rispetto per Villa Piaggio, ad Alassio, e chiosa: "è sempre meglio
bloccare sul nascere un cattivo progetto, che intervenire dopo". Corrado Passera
"Un esempio di partecipazione dei cittadini, il Fai ricopre il ruolo che
spetterebbe allo Stato". Nella foto il manager con Giulia Maria Crespi
Armando Stella.
( da "Repubblica, La" del 06-06-2008)
Argomenti: Grillo
Cronaca è il quarto
censimento del Fondo per l'Ambiente Sul web si può votare il proprio sito da
proteggere Salvate i luoghi del cuore vittime del degrado CARLO BRAMBILLA
MILANO Scheletri di cemento abbandonati, selve di cartelli stradali, pali della
luce, parabole televisive, parcheggi di motorini, file di cassonetti, edifici
orripilanti. Il quarto censimento nazionale dei "luoghi del cuore"
promosso dal Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, non chiede quest'anno di
segnalare, come in passato, i luoghi più belli e magici del paese, ma le
brutture che li minacciano. Le macchie. Ciò che più rovina il paesaggio che
amiamo. "I corpi estranei", come li definiva Pier Paolo Pasolini, a
cui si ispira la nuova iniziativa in difesa dell'ambiente e dell'arte.
"Sono sbigottita perché nell'ultima campagna elettorale nessun politico,
né di destra né di sinistra, ha mai parlato del nostro paesaggio da difendere.
Della nostra arte, della nostra cultura - denuncia Giulia Maria Mozzoni Crespi,
presidente del Fai. - Con questa nuova campagna vogliamo invitare gli italiani
a non essere ciechi. A fermarsi, finalmente, e guardare con attenzione quello
che li circonda". Una serie di testimonial eccellenti hanno dato il via
all'iniziativa. Guido Bertolaso, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,
con delega all'emergenza rifiuti, indica naturalmente proprio nei "rifiuti
di Napoli" la più grande bruttura da eliminare per riconquistare i tesori
artistici della Campania. Il ministro della Cultura Sandro Bondi punta il dito,
invece, su un albergo incompiuto all'uscita dello svincolo autostradale di
Carrara. Lo storico dell'arte Cesare de Seta sugli gli abusivismi e l'abbandono
dell'Appia Antica. Beppe Grillo ce l'ha con la centrale a carbone
sotto la Lanterna di Genova. E Vittorio Sgarbi con la strada statale 17 che
fiancheggia la chiesa delle Grazie in Abruzzo. Gli elementi del paesaggio che
creano maggior disturbo a Lucio Dalla sono i condizionatori e le parabole
abusive che hanno invaso l'Italia. Mentre per Salvatore Settis,
direttore della Normale di Pisa, l'ecomostro da abbattere è il nuovo Gran
Teatro all'aperto nel Parco della musica di Giacomo Puccini a Torre del Lago
(Lucca). Più di 120 mila italiani avevano partecipato nel 2006 alla terza
edizione dei luoghi del cuore - ricorda Marco Magnifico, direttore del Fai. -
Su 5 beni scelti tra quelli che hanno ricevuto più di mille voti il Fai
riuscirà a intervenire concretamente, grazie alla collaborazione con Intesa
Sanpaolo. E quest'anno vogliamo arrivare a raccogliere almeno 200 mila
schede". I nuovi luoghi protetti dopo l'ultimo censimento sono ora il Lago
Azzurro di Campodolcino (Sondrio) uno dei simboli della valle Spluga; i
vialetti del borgo Walser di San Gottardo di Rimella (Vercelli), in Alta
Valsesia; la spiaggia del fosso Cupido a Sant'Andrea Apostolo, in Calabria; le
marcite della Cascina Literno a Milano e la piana boschiva di Vegonno, nei
pressi del lago di Varese. Mentre numerosi altri beni sono in corso di
salvataggio. Per votare, dal 6 giugno al 30 ottobre, bisogna compilare la
cartolina che si trova nelle filiali Intesa Sanpaolo e nelle sedi del Fai,
oppure visitare il sito www.iluoghidelcuore.it, o tramite msn all'indirizzo
http://iluoghidelcuore. it. msn. com.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 06-06-2008)
Argomenti: Grillo
TECNOLOGIA MEGASCHERMI
Il colosso dei led di Francesco D'Errico Sarà inaugurato a Pechino, in tempo
per le Olimpiadi, GreenPix Zero Energy Media Wall, il più grande schermo a Led
del mondo (ne conta 2.292 a colori), corrispondente a una superficie di 2.200
metri quadri visibile fino a un chilometro di distanza. Progettato dallo studio
Simone Giostra and Partners Architects di New York, in collaborazione con Arup,
coprirà l'intera facciata dello Xicui Entertainment Center e sarà dedicato alla
promozione dell'arte digitale, ospitando gli audiovisivi di giovani creativi
cinesi e stranieri. La particolarità di questo grandissimo 'pannello' sta nel
fatto che sfrutta un sistema fotovoltaico integrato nel vetro della facciata:
in questo modo sarà in grado di catturare durante il giorno l'energia
necessaria a farlo funzionare al buio. Oltretutto la tecnologia sviluppata in
collaborazione con SchÜco, SunTech e SunWays permette di far penetrare
all'interno dell'edificio la luce necessaria allo svolgimento delle attività
quotidiane. E per chi non può andare a Pechino, su Internet c'è il simulatore
del GreenPix (www.greenpix.org/play.php): basta caricare un filmato per vedere
come apparirebbe sulla facciata multimediale. TECNOLOGIA Baby al telefonino di
Monica Maggi Il designer coreano Song-kyu Nam ha realizzato Okids, un cellulare
per bambini che, grazie a un sistema di rotazione, può assumere la forma di un
cuore ed essere utilizzato come una console per videogiochi. L'apparecchio ha
un'ammiccante forma da videogioco e i tasti come un joypad a quattro direzioni.
Come altri telefonini destinati ai bambini, anche Okids non ha la tradizionale
tastiera numerica, sostituita da quattro grandi bottoni con cui chiamare
direttamente altrettanti numeri di telefono preimpostati dai genitori. Consigliato,
come raccomandano le istruzioni, "dall'età di cinque, sei anni", può
bloccare chiamate non autorizzate ed è semplicissimo da usare. TECNOLOGIA
Immersi nel 3D Camminare all'interno dei mondi digitali? è quanto promette il
CyberCarpet, un tapis roulant hi-tech in grado di muoversi in tutte le
direzioni, nel senso opposto rispetto all'andatura della persona. In questo
modo si crea l'illusione di muoversi mentre in realtà si rimane fermi nello
stesso punto. Il prototipo è il frutto di tre anni di ricerca di un progetto
europeo di cui fanno parte tra gli altri il Max Planck Institute di Tubinga e
l'Università La Sapienza di Roma. Il primo esperimento è stato effettuato con
una passeggiata nelle strade della Pompei precedente all'eruzione vulcanica del
79 d. C.: il software e la piattaforma lavorano insieme grazie a una tecnologia
simile a quella con cui, nel cinema, si catturano i movimenti degli attori per
applicarli ai personaggi digitali. Un sistema di telecamere traccia
continuamente la posizione del visitatore e la comunica in tempo reale al
software che gestisce la città 3D. F. D'E. TECNOLOGIA Non solo cyber di Antonio
Tursi La blogosfera è spesso percepita e pubblicizzata come realtà informativa
opposta a quella dei mass media e di conseguenza come nuova arena della
discussione pubblica, del dialogo razionale. Geert Lovink, nel suo ultimo
volume 'Zero comments' (Bruno Mondadori), si mostra non convinto da tale
interpretazione. A suo avviso, i blog sono anonimi monologhi, "flussi
senza fine di confessioni" che "esprimono paura, insicurezza e
disillusione personali, ansie in cerca di complicità". Frutto di una
cultura cinica e nichilista, senza più una verità in cui credere. Entrambe le
immagini ci paiono fuorvianti. Il Pew Internet Project avverte che "molti
blogger sono interessati soprattutto alla creatività e all'espressione
personale: documentare le esperienze private, condividere le conoscenze
pratiche o semplicemente restare in contatto con gli amici e la famiglia".
Per fare questo, i blogger giocano la propria emotività, condividono i propri
sentimenti. Beppe Grillo, che pure promuove l'immagine
della discussione ben informata, dimostra invece attraverso il suo blog come
oggi l'agire pubblico sia sostenuto da questo coinvolgimento emotivo. Ricevere
centinaia di post (che proprio per questo non vengono letti e analizzati) o
sbraitare sulle pubbliche piazze non significa condividere argomenti tra pari,
ma muovere i vissuti emozionali delle persone. I blog svolgono alcune delle
funzioni della sfera pubblica (riconoscimento del sé e della propria comunità
di riferimento), ma non quelle che i loro più accesi sostenitori reclamano (lo
scambio di informazioni tra cittadini competenti). Grillo,
che non è affatto un sognatore illuminista, ha capito l'emotività connettiva e
la sta sfruttando a proprio vantaggio. antonio.tursi@gmail.com TECNOLOGIA
Cristallo fra le onde è un vero e proprio gioiello della tecnologia
SeventyFive, il nuovo yacht da 75 piedi firmato Itama. Una delle principali
caratteristiche è il parabrezza realizzato in carbonio e cristallo che ha una
lunghezza di 10,70 metri su un lato, per una larghezza di 4,50 metri. Grazie
all'utilizzo del carbonio si riesce a risparmiare il 60 per cento del peso
rispetto all'acciaio. Prezzo su richiesta. Info: www.itama-yacht.com TECNOLOGIA
Io ballo con il telefonino Dal design asimmetrico, il Nokia 5220 XpressMusic è
un telefonino che offre 24 ore di riproduzione musicale e jack audio da 3,5 mm,
fotocamera da 2 megapixel e connettività Bluetooth. Prezzo: circa 190 euro.
Info: www.nokia.it TECNOLOGIA Senza rumore Con un pulsante per ridurre al
minimo i rumori della ventola e del processore, il computer portatile Amilo Pi
2530 di Fujitsu Siemens ha un processore Intel Core Duo. è provvisto di una
webcam integrata con una risoluzione da 1,3 megapixel e ha Windows Vista come
sistema operativo. A 649 euro. Info: www.fujitsu-siemens.it TECNOLOGIA Scatti
automatici La Casio Exilim Zoom EX-Z100 è una fotocamera con un sensore da 10.1
megapixel, uno zoom ottico 4x e un grandangolo di 28 millimetri. Utile la
funzione Auto Shutter che scatta automaticamente nel momento in cui cessa il
movimento della mano che impugna la fotocamera. A 249 euro. Info: www.exilim.it
TECNOLOGIA Video in sala Con una luminosità a 3 mila lumen e un rapporto di
contrasto di 500:1, il videoproiettore VL-7365 di Canon è adatto per sale
congressi e utilizzi professionali. Ha una risoluzione XGA (1024x768 pixel),
uno zoom 1,6x e un altoparlante integrato da 5 Watt. Circa 1.100 euro. Info:
www.canon.it TECNOLOGIA Ore al cubo All'apparenza è un normale orologio
inserito in un cubo di Rubik. Invece non è solo questo. Ruotando la parte
superiore del Cube Clock, infatti, è possibile trasformarlo in una sveglia, in
un termometro o in un calendario. Prezzo: 16 euro. Info:
www.whatonearthcatalog.com TECNOLOGIA Semaforo laser Un muro virtuale. Che
possa segnalare la presenza di un ostacolo o di un limite da non superare. è il
principio che ha ispirato il designer Hanyoung Lee nel realizzare questo
semaforo laser. In pratica, al posto del 'rosso' viene proiettata una parete
virtuale che indica all'automobilista di fermarsi. Info: www.leehanyoung.com.
( da "Repubblica.it" del 06-06-2008)
Argomenti: Grillo
Di CARLO BRAMBILLA
MILANO - Scheletri di cemento abbandonati, selve di cartelli stradali, pali
della luce, parabole televisive, parcheggi di motorini, file di cassonetti,
edifici orripilanti. Il quarto censimento nazionale dei "luoghi del
cuore" promosso dal Fai, il Fondo per l'ambiente italiano, non chiede
quest'anno di segnalare, come in passato, i luoghi più belli e magici del
paese, ma le brutture che li minacciano. Le macchie. Ciò che più rovina il
paesaggio che amiamo. "I corpi estranei", come li definiva Pier Paolo
Pasolini, a cui si ispira la nuova iniziativa in difesa dell'ambiente e
dell'arte. "Sono sbigottita perché nell'ultima campagna elettorale nessun
politico, né di destra né di sinistra, ha mai parlato del nostro paesaggio da
difendere. Della nostra arte, della nostra cultura - denuncia Giulia Maria
Mozzoni Crespi, presidente del Fai. - Con questa nuova campagna vogliamo
invitare gli italiani a non essere ciechi. A fermarsi, finalmente, e guardare
con attenzione quello che li circonda". LE IMMAGINI, PRIMA E ORA Una serie
di testimonial eccellenti hanno dato il via all'iniziativa. Guido Bertolaso,
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega all'emergenza
rifiuti, indica naturalmente proprio nei "rifiuti di Napoli" la più
grande bruttura da eliminare per riconquistare i tesori artistici della
Campania. Il ministro della Cultura Sandro Bondi punta il dito, invece, su un
albergo incompiuto all'uscita dello svincolo autostradale di Carrara. Lo
storico dell'arte Cesare de Seta sugli gli abusivismi e l'abbandono dell'Appia
Antica. Beppe Grillo ce l'ha con la centrale a carbone
sotto la Lanterna di Genova. E Vittorio Sgarbi con la strada statale 17 che
fiancheggia la chiesa delle Grazie in Abruzzo. Gli elementi del paesaggio che
creano maggior disturbo a Lucio Dalla sono i condizionatori e le parabole
abusive che hanno invaso l'Italia. Mentre per Salvatore Settis,
direttore della Normale di Pisa, l'ecomostro da abbattere è il nuovo Gran
Teatro all'aperto nel Parco della musica di Giacomo Puccini a Torre del Lago
(Lucca). Più di 120 mila italiani avevano partecipato nel 2006 alla terza
edizione dei luoghi del cuore - ricorda Marco Magnifico, direttore del Fai. -
Su 5 beni scelti tra quelli che hanno ricevuto più di mille voti il Fai
riuscirà a intervenire concretamente, grazie alla collaborazione con Intesa
Sanpaolo. E quest'anno vogliamo arrivare a raccogliere almeno 200 mila
schede". I nuovi luoghi protetti dopo l'ultimo censimento sono ora il Lago
Azzurro di Campodolcino (Sondrio) uno dei simboli della valle Spluga; i
vialetti del borgo Walser di San Gottardo di Rimella (Vercelli), in Alta
Valsesia; la spiaggia del fosso Cupido a Sant'Andrea Apostolo, in Calabria; le
marcite della Cascina Literno a Milano e la piana boschiva di Vegonno, nei
pressi del lago di Varese. Mentre numerosi altri beni sono in corso di
salvataggio. Per votare, dal 6 giugno al 30 ottobre, bisogna compilare la
cartolina che si trova nelle filiali Intesa Sanpaolo e nelle sedi del Fai,
oppure visitare il sito www.iluoghidelcuore.it, o tramite msn all'indirizzo
iluoghidelcuore.it.msn.com. (6 giugno 2008.
( da "Tempo, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Grillo
Stampa A Creta il
set di "Eden is west" di Costa Gavras con l'attore pugliese Scamarcio,
io come Ulisse emigrante senza casa perso nel Mediterraneo Dina D'Isa
d.disa@iltempo.it A Mochos, un paesino da cartolina vicino a Heraklion,
sull'isola di Creta, il regista Constantin Costa-Gavras, a 75 anni compiuti e
dopo quarant'anni di lunga carriera, sta girando per la prima volta una
pellicola in Grecia: suo Paese d'origine, che lasciò all'età di 19 anni,
realizzando poi quel film di denuncia sul colpo di Stato dei Colonelli,
"Z-L'orgia del potere", con il quale vinse l'Oscar nel 1969. La pellicola,
"Eden is west", coprodotta da Grecia e Francia, dovrebbe debuttare al
prossimo festival di Berlino e sarà distribuita in Italia nel 2009 da Medusa.
Il film è un ritratto della società di oggi, visto dalla prospettiva di Elias,
giovane emigrante clandestino apparentemente senza passato. Il ragazzo,
interpretato da Riccardo Scamarcio, parla un linguaggio che fonde le culture
del Sud del mondo e vive l'Odissea che parte dal suo arrivo a nuoto sulla
spiaggia di nudisti in un villaggio turistico del Mediterraneo fino a Parigi,
meta finale del suo viaggio. Il suo continuo adattamento alle situazioni,
spesso molto dure, in cui si viene a trovare, è il solo strumento che ha per
sopravvivere. Come protagonista del film (interpretato, fra gli altri, anche da
Juliane Koehler, Eric Caravaca e Ulrich Tukur) Costa-Gavras ha voluto Scamarcio
"un attore formidabile che qui rappresenta l'uomo che cade sulla terra, di
cui non voglio sapere nè identità nè lingua. è una sorta di Ulisse in cerca di
una casa, solo che mentre il personaggio di Omero ne aveva una verso cui
tornare, Elias non ce l'ha. Oggi si avverte una necessità di cambiamento, in
Grecia come in Francia, il mio Paese di adozione: non ho votato per Sarkozy, ma
spero mantenga gli impegni che ha preso. Per risolvere il problema
dell'immigrazione clandestina si pensa solo a punire, come sta avvenendo ora
anche nel vostro Paese, ma è un vecchio metodo che non ha mai funzionato.
Volevamo punire Saddam Hussein e vediamo i risultati. Occorre invece aiutare
chi vuole emigrare per trovare un futuro migliore". Per Scamarcio, ora sul
set greco, lavorare con Costa-Gavras è stata "una manna dal cielo, la
svolta della mia carriera e l'allontanamento da casa mi ha offerto una
prospettiva diversa delle cose. Ma tornerò presto in Italia per girare il film
di Michele Placido "Il grande sogno", sul '68, le cui riprese
inizieranno il 24 giugno. In futuro potrei persino rifare un altro teen movie,
ho fame di personaggi complessi e fare l'attore stimola la mia parte di
bambino, la mia voglia di giocare. Per interpretare il personaggio di Elias,
che vive il sesso non tanto come piacere ma come uno strumento e una merce di
scambio, ho eliminato il mio giudizio sul mondo per riflettere invece
l'ingenuità di Elias, la sua etica: l'ho interpretato un po' come Charlot. è il
film più fisico che ho fatto, salto, corro e sono sempre in scena. Mi sembra
che in Italia gli immigrati, in questo periodo, li picchiamo. Ogni volta che
accendo la tv, per sapere cosa succede da noi, vedo cose estreme. Ciò che sta
succedendo nella città partenopea è un chiaro riscontro di come il popolo
italiano sia uno dei più volubili. Solo Beppe Grillo incarna la voglia di cambiare. Berlusconi ha capito qual era il
terreno fertile nel nostro Paese, cioè la paura di perdere il proprio
orticello". L'attore che aveva già lavorato con un altro regista
internazionale, Abel Ferrara in "Go go tales" (dal 20 giugno nelle
sale), a fine estate sarà impegnato anche nella fine delle riprese di "Italians"
di Giovanni Veronesi.
( da "Giornale.it, Il" del 07-06-2008)
Argomenti: Grillo
Sono rimasto
impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola: ragazzini
di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai compagni
per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in clienti;
studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della polizia e
rivendicano il diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo di
ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente male. E mi sconcerta
vedere circa 150 mila persone accalcarsi allo stadio di San Siro per seguire i
concerti di Vasco Rossi, l'uomo che da un paio di decenni spinge i giovani a
provare l'ebrezza dello sballo e a vivere "una vita spericolata". Ha
ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il
Giornale, e che dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto.
Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere "il luogo della
trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio
debba essere divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no:
apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio.
L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco
professionale premiante. Così la scuola può diventare autenticamente
meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di ripristinare
una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente progressista,
di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie poco agiate.
Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano altro che
squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in globalizzazione, Italia 1
Commento " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il
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articolo a un amico 03Jun 08 Quando i Tg "aiutano" la camorra.
L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha
sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione
che, inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto
da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro
pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per
educarne cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro
e forte. Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni
sono rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel
messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra
vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa
occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è
parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra
arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non
è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il
proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero
vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o
sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 46 ) " (3 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti
immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti
l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad
invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica,
in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il
sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il
problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le
notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in
sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre
complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo
della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità.
I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza
reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del
nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri
irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in un
costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della
popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il
sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che
rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati
che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia,
tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera.
Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere
assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di
disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli
italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno
essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi
rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è
sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) "
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un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la
cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con
quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la
presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un
collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte
avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti
tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto
civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade
gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima
di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova?
Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le
interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla
Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una
certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci
i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e
le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi
giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro?
Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal
Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia
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questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice?
Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a
sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè
solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le
altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che
abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze
contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente
sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo
bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche
se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul
Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento
necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di
sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo
l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione
nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste
le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia
temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque
l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in
Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo.
Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il
parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La
Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione
in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva
degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste
iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa
forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è
più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico
di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui
la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di
solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e
il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante
novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment
europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la
cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia
sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come
fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua
trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà
capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (4 voti, il voto medio
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a
Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi,
anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre
più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché,
storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità,
incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco,
si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e
oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo
presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica
dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità
più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi
sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una
società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per
mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è
colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la
magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure
era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori,
quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata,
finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante,
estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa:
dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso
Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola?
Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08
Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque
ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato
ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci
celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore
Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista,
ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver
rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di
bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma
vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene
(chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano
Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e
quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al
benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto,
Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il
reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un
neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero,
ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti,
allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai
margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione
e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni
di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una
parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo
zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est,
basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama
quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in
Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso
il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann:
il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega
in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista
"la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito
libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine
del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che
Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la
Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema",
dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo
spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia
no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza
radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue
tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso
(da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema
liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente
egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in
Italia, francia Commenti ( 41 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma
non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia,
due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la
Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il
leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un
editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che
attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel
proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella
estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica,
dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani,
come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori
possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il
riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho
l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e
tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La
crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi
uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente
"destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai
una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al
Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la
gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico
Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni
voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti
si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo
conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la
Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New
Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere
senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra
in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire
delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente
fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (5
voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello
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3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il
ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per
il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per
la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails
Internet fa bene ai giornali - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i
giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. Ma la
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Damy: Salve tutti! vorrei capire se il Presidente Napolitano conosce e sa far
bene il suo lavoro senza il consenso... bo,mario: Non siamo d'accordo sulla
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Parpaiola: Salve. Grazie delle per le infornazioni Umberto Vastarini, da come
parli mi sembra anche di capire... JackTheLeopard: Mario, l'intervento di
Napolitano è invece di grandissimo spessore, perchè porta... Ultime news
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( da "Tempo, Il" del 08-06-2008)
Argomenti: Grillo
Stampa Addio Risi, sapeva
unire gioia, comicità e tragedia Quando nel 2005, quasi alla vigilia del suo
novantesimo compleanno, gli ottenni il David di Donatello alla carriera, mi
disse subito: "Raccomanda, a chi me lo consegnerà, di non definirmi uno
dei padri della commedia all'italiana. Mi sono cimentato anche in quella, e non
lo rinnego, nella mia vita, però, penso di aver fatto anche dell'altro".
Difatti. Al suo esordio, nel '52, con "Vacanze col gangster", si era
nel clima che già cominciava a dilagare proprio della cosiddetta commedia
all'italiana e quel film vi si poteva ricondurre, ma i ricordi più seri del
Neorealismo cui ancora molti pensavano pur cominciando a trascurarlo, mi sembrò
subito che si potessero riconoscere in quel breve episodio su delle servette e
dei militari in sala da ballo che spiccava con toni decisi, l'anno dopo, in
"Amore in città", non a caso da un'idea di Zavattini. Pur
accogliendo, di lì a poco, proprio gli schemi e gli accenti della commedia
italiana nella fortunata trilogia composta da "Pane, amore e..."
(seguito , con Sophia Loren, dei due successi dal titolo quasi eguale costruiti
da Luigi Comencini attorno a Gina Lollobrigida), dal "Segno di
Venere" e, soprattutto, da "Poveri ma belli", il suo primo,
felicissimo successo popolare in cui, però, nella festosità dell'insieme, si
cominciavano a intuire note, se non proprio scettiche, certo piuttosto amare.
Quasi a voler segnare, nel genere, una svolta decisa. Ancora qualche anno (e
qualche film tra cui "Venezia, la luna e tu", con un duetto piacevole,
in veneziano, tra Manfredi e Sordi) ed ecco la svolta farsi più netta ed
imporsi: "Il vedovo", con un duetto, adesso, tra Alberto Sordi e
Franca Valeri in cifre così nere (e drammatiche) che non fu difficile vedervi
perfino dei riferimenti sicuri al caso recente dell'omicidio Fenaroli. Cifre
meno nere ma in cui, ancora una volta, prevaleva il cinismo, fra truffe e
inganni non di rado anche cupi, nel "Mattatore", in quei Sessanta che
già annunciavano il nostro boom economico ma in cui un poliedrico Gassman, al
suo primo incontro con Risi, cominciava a tracciare un ritratto del tutto
negativo degli espedienti cui molti ormai si dedicavano per praticare l'arte
tutta nazionale di arrangiarsi. Un'arte, ribaltata nelle premesse e negli
approdi, in quella che va di certo considerata fra le opere maggiori di Risi,
"Una vita difficile", con un Sordi persino più nero che non nel
"Vedovo", ma solo perché era il nero a dilagargli attorno,
spegnendoli, fra società e politica, quasi il ricordo di ogni luce. Non più guardandosi
attorno, ma studiando, in un carattere, le conseguenze di quel periodo sempre
più contraddittorio e turbato, ecco Risi regalarci, nella pienezza di tutti i
sui mezzi espressivi (e narrativi), quell'altro grandissimo film che fu
"Il sorpasso" in cui Gassman gli tornava al fianco con la stessa
tracotanza del "Mattatore", riuscendo, però, grazie ad una regia
attenta, a equilibrare contraddizioni e contrasti, e mettendo d'accordo il
comico e il tragico e finendo per dare, al secondo, spazi e priorità maggiori.
L'anno dopo (1964), fingendo Risi di tornare al comico con "I
mostri", andò persino più a fondo nel dramma e, addirittura, nell'orrore.
Era un seguito di caricature dei gusti e del modo d'essere di quegli anni, ma
finivano in realtà per risultare delle maschere tragiche. Da cui ritrarsi con
angoscia anche per il disegno terribile con cui, pur tentando di far sorridere,
ce le proponevano sia Gassman sia Tognazzi, "mostri" davvero. Nei
Settanta, ecco Risi affrontare anche il tema del terrorismo, sia con
"Mordi e fuggi", certamente una commedia, ma amarissima, sia con
"caro papà", il primo con Mastroianni il secondo ancora con Gassman.
Un attore che Risi, in quello stesso decennio, ci avrebbe nuovamente fatto
incontrare in un altro dei suoi capolavori, "Profumo di donna", da
"Il buio e il miele" di Giovanni Arpino, anche questa volta in
magnifico equilibrio fra il patetico e l'umor nero, con una tale sensibilità
drammatica e una tale finezza psicologica invano ripresi, di recente, quando,
dato il successo anche internazionale del film, ci fu qualcuno a Hollywood che
ritenne possibile tentarne, in chiave americana, un rifacimento. Spesso
implausibile. Con gli Ottanta siamo alla revisione di un passato di cui cercano
nuove chiavi (e nuove svolte) nel presente. Con la satira antimilitarista, ad
esempio, di "Scemo di guerra", ispirato, con l'interpretazione
di Beppe Grillo, a quello stesso diario di Mario
Tobino, "Il deserto della Libia", cui si è rivolto di recente anche
Mario Monicelli ne "Le rose del deserto". Senza dimenticare "Il
Commissario Lo Gatto", con Lino Banfi, con allusioni politiche, e,
arrivati ai Novanta, quel ritorno a Gassman con "Tolgo il disturbo"
in cui, ancora una volta, Risi riuscì ad esprimere il volto (e i
difetti) della società che gli stava attorno, considerata in uno dei suoi
aspetti più negativi anche se poco appariscenti, il rispetto scarsissimo per la
vecchiaia. Quel Gassman "nonno", ben accetto solo dalla sua nipotina,
restano il segno, ed il sigillo di una carriera cui il cinema ha dovuto tanto.
E, appunto, nonostante le citazioni della commedia all'italiana, anche con
molte voci e molti echi. All'insegna della grandezza.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
08-06-2008)
Argomenti: Grillo
Spettacoli Estate
Pagina 10203 Addio al sarcastico maestro --> È morto a Roma 91 anni il
regista Dino Risi, autore di film memorabili come "Il sorpasso" e
"Una vita difficile", padre della commedia all'italiana. Fisicamente
sembrava la caricatura dell'avvocato Agnelli, criniera bianca, abbronzatura
perenne, erre moscia, eleganza e battuta pronta. Ma se l'avvocato spingeva con
la Fiat l'Italia del boom neocapitalista, lui, Dino Risi, provvedeva a
raccontare il lato nascosto del rampantismo economico e sociale degli anni
Sessanta. Che forgiava l'homo italicus nel suo becero candore cialtronesco, una
fragilità interiore mascherata da tronfia supponenza, l'arruffone che diventava
arraffone. La polaroid perfetta di quegli anni è racchiusa nel film Il sorpasso
, capolavoro di arguzia e malinconia, analisi sociologica di un momento storico
cruciale in cui predominava la volgarità caciarona di una società che credeva
d'essere pronta al grande salto mentre stava già producendo le prime crepe.
Reso memorabile dal personaggio plasmato da Vittorio Gassman, cui si
contrapponeva il timido Jean-Louis Trintignant, il film consacrò la maestrìa di
Risi, diventato regista per caso (doveva fare il medico), anzi artigiano del
cinema, come gli piaceva essere definito. Era uno che non prendeva sul serio né
se stesso, né gli altri. Dotato un sarcasmo feroce che si traduceva in
lapidarie dichiarazioni o battute, soprattutto contro i colleghi (da Antonioni
etichettato come palloso, a Moretti di cui diceva "spostati che devo
vedere il film", a Sophia Loren paragonata a "un sarcofago
etrusco" e l'ultima, appena una settimana fa, su Monica Bellucci: "è
tutto tranne che una grande attrice"), Risi è stato davvero assieme a
Monicelli il più acuto indagatore nonché imperdonabile fustigatore dei vizi
privati e delle pubbliche virtù italiote. Padre della commedia rosa e della
commedia all'italiana, ha seguito un percorso coerente ma altalenante, figlio
anche di un suo distacco verso ogni forma autoriale. Per lui c'era prima il
rispetto del pubblico, poi il resto. Aveva ottimi fondamentali avendo debuttato
come assistente nel 1941 con Lattuada e Soldati, passando poi per il
documentario che gli acuì il senso di osservazione della realtà. Ma subito, si
capì che Risi era dotato di uno sguardo originale e personale (vedi l'episodio
di Amore in città , 1953, in cui descrive con sarcamo gli incontri fra militari
e servette) che divenne marchio col suo primo grande successo popolare, Poveri
ma belli (1956) con la maggiorata Marisa Allasio simbolo di un'Italia
prosperosa e la coppia di fanfaroni provinciali dal cuore d'oro
Salvadori-Arena, metafora di un proletariato lavoratore che si dava da fare per
uscire dalle secche del dopoguerra: un film intriso di un realismo bonario ma
già sul filo dell'ironia. Che esplose virando nel grottesco nei quattro film
che segnano i primi anni Sessanta. Si parte da Una vita difficile (1961) in cui
Risi chiedeva aiuto ad Alberto Sordi per spiare nell'arco di vent'anni l'ascesa
verso il benessere di un giornalista di sinistra, segnata da compromessi e
offerte amorali, chiusa dal soprassalto di dignità in cui il protagonista butta
in piscina il suo padrone. Si prosegue con Il sorpasso , diventato solo una
decina d'anni fa un cult (prima era archiviato come commedia agrodolce) e
manifesto dell'arrivismo del boom, anche per la presenza della Lancia Aurelia,
di quel clacson sfrontato, della velocità come voglia di vivere la vita a cento
all'ora. E se subito dopo con La marcia su Roma (1962) Risi chiudeva i conti
col passato nero della sua generazione, ecco il sarcasmo dirompente dei I
mostri (1963), galleria deformata di italiani furbi, vili e pavidi giocata sui
ritmi di 20 episodi sketch, ben strutturati, senza mai sfiorare la barzelletta.
I Sessanta regalano altre perle, il film balneare di cui L'ombrellone è un
piccolo gioiello o il sottovalutato Il gaucho , genere italiani all'estero,
girato con una verve e un dinamismo da manuale. La filmografia di Dino Risi è
lunga e vivace, che dire de Il mattatore , Il tigre , Straziami ma di baci
saziami (con Tognazzi che recita muto) e il corrosivo In nome del popolo
italiano , dove imbeccato da un copione di Age e Scarpelli parla di magistrati
corrotti. Gli anni Settanta lo trovano sempre pimpante ma meno caustico, ed è
sulla sessuofobia che si concentra dopo averne già parlato in Vedo nudo con gli
episodi di Sessomatto . Ancora un grande film nel 1974, Profumo di donna , col
fido Gassman (16 volte con lui) ex militare cieco, che conquistò un remake con
Al Pacino, poi il dramma del terrorismo in Caro papà ; quindi
la carta Pozzetto in Sono fotogenico , Scemo di guerra con Beppe Grillo, Lino Bandi in Il commissario Lo Gatto , tentativi di usare i
nuovi comici in maniera differente dalle gag cui ci avevano abituati. E sul
finire l'esperienza della tv col serial La vita continua . Insomma, un maestro
bizzarro e senza peli sulla lingua. Omaggiato a Venezia nel 2002 con un
Leone d'oro alla carriera. Meritatissimo. Che, caustico anche in
quell'occasione festosa, lui mise "sull'unica mensola del mio unico mobile
del mio residence", dove viveva da solo da trent'anni e dove ieri è morto.
Una vita vissuta da spirito libero, in anticipo sui tempi, sempre in sorpasso.
SERGIO NAITZA.
( da "Unita, L'" del 09-06-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando l'edizione
del L'ATTORE Felice di essere stato scelto dal regista sarà l'interprete
principale del film Scamarcio: tempi bui, povera Italia / Creta l.bu. C'era una
volta uno Scamarcio scolpito nell'immagine tutta riccioli e occhi liquidi sopra
metri e chili di cielo teen-ager. Forse ci sarà ancora, ma intanto, di
Scamarcio ce n'è pure un altro ed è quello che nello sprint di pochi anni ha
scardinato il suo asse professionale, piazzando un'infilata meritoria di
interpretazioni che lo hanno sbalzato a corte di registi come Placido (Romanzo
criminale), Luchetti (Mio fratello è figlio unico) e Abel Ferrara (un flash nel
Go go tales di prossima uscita). Fino al botto totale, o "la manna di
dio" come la chiama lui senza tanto star lì a cincischiare, di queste ultime
settimane in cui lo ritroviamo a sguazzare nei grandi mari del buon cinema
europeo. Scelto per il ruolo da protagonista del nuovo Eden is West da un
maestro come Costa-Gavras, dopo aver sbaragliato i provini di una vasta
concorrenza. Tanto più che l'affido narrativo, per così dire, sembra declinarsi
nel più ampio credito possibile. Tutto il film infatti corre quasi scena per
scena sulle spalle del giovane pugliese, qui innalzato a "prototipo
mediterraneo" di clandestino senza identità. "Non si sa da quale
paese provenga il mio personaggio - precisa Riccardo - e non a caso anche le
poche parole che spiaccicherà nel corso della sua avventura sono una sorta di
grammelot in francese distorto". E questo lo dice a fianco dello stesso
Costa all'interno di una chiacchierata informale che prende avvio da uno
scambio di caramelle nemmeno troppo obbligatorie. Più che un complimento,
infatti, le parole del regista sembrano una vera e propria benedizione su
talento e futuro dell'attore. Scamarcio incassa e dice di non trovare gli
aggettivi per dichiarare la felicità di essere sotto le cure di un autore così.
Poi attacca a parlare di tutto. Dall'indignazione per la situazione di
un'Italia, vissuta in distanza solo attraverso le notizie flash di telegiornali
in cui non si parla che di incendi a campi nomadi e cacce notturne ai
transessuali; alle analisi sulle paure intestinali sfruttate a mo' di concime
nell'ultima campagna elettorale berlusconiana; passando
infine per un elogio delle denunce con cui Beppe Grillo ha
scoperchiato all'opinione pubblica casi stile Parmalat, secondo lui non
oscurabili dalle derive qualunquiste abbracciate nella fase successiva. E poi
via ancora altre note a margine sulla festa di Roma (che veramente
"festa" deve essere), finché alla fine non arriva secca la domanda:
allora Riccardo, con Costa-Gavras siamo alla tua svolta decisiva? Lui
ammicca e butta lì un ironico "sì, assolutamente" col tono
caricaturale di chi intanto si gode questa "manna di dio" poi per le
teen-ager c'è tempo e vedremo.
( da "Manifesto, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Grillo
CINEASTI La zampata
del leone sulle trasformazioni della società Una filmografia che attraversa un
intero secolo, fino all'ultima pellicola girata nel 2005 Silvana Silvestri
Perché un medico, figlio di medici, un futuro psichiatra decide di mettersi a
fare il cinema? "Tanto, diceva Dino Risi, nessuno guarisce". Con lo
stesso senso di distacco ha vissuto e realizzato i suoi film, che avevano uno
straordinario successo, specchio irridente di una società che si trasformava, e
lui non mancava di sottolineare la miseria culturale, la pochezza, l'ineleganza
del popolino. La cattiveria con cui colpisce via via il popolo, il piccolo
borghese e poi gli arrampicatori e gli arricchiti è diventata emblematica, un
tratto del suo carattere. Ognuno dei titoli della sua lunga filmografia desta
esclamazioni di meraviglia, perfetti esempi di commedia all'italiana. Nato a
Milano nel 1916, è morto a Roma a 91 anni, dopo aver vissuto negli ultimi
trenta in albergo. Non parte in guerra come gli allievi ufficiali del suo corso
perché si ammala gravemente, si rifugia in Svizzera e segue alcune lezioni di
Jacques Feyder, collabora poi con Mario Soldati e Alberto Lattuada, diventa
critico cinematografico, gira numerosi documentari e cortometraggi tra cui
Barboni ('48) documentario sulla disoccupazione a Milano e Buio in sala venduto
a Ponti per due milioni, fatto che lo porta a trasferirsi a Roma. Nel '51 anno
firma il primo lungometraggio In vacanza con il gangster. Tra i suoi primi film
Il segno di Venere ('55), scritto da Franca Valeri, segna il passaggio da
Milano a Roma. Il successo arriva con Pane, amore e...dello stesso anno, che
continua la serie firmata da Comencini e nel '59 avviene il folgorante incontro
con Gassman (Il mattatore). Continua la commedia con Poveri ma belli, Belle ma
povere e Poveri milionari e un minore ma folgorante Venezia la luna e tu dove
incredibili gondolieri sono Sordi e Nino Manfredi che riportano in realtà la
Venezia del cinema di Salò non ancora dimenticato su un terreno più
accettabile. A ognuno dei nostri "mostri sacri" Risi ha dedicato
indelebilmente un film o più: così è per Vittorio Gassman (Il sorpasso),
Manfredi protagonista di Operazione San Gennaro ('66) e Straziami ma di baci
saziami ('68), Walter Chiari e Il giovedì, Alberto Sordi e Il vedovo ma anche
il drammatico Una vita difficile, Ugo Tognazzi e I mostri, Mastroianni e Loren
in La moglie del prete. Con lui hanno lavorato anche Coluche (Dagobert),
Pozzetto (Io sono fotogenico), Beppe Grillo
(Scemo di guerra), Monica Vitti (Teresa). Nel 2002 il festival di Cannes gli ha
reso omaggio con una retrospettiva dei suoi film e la mostra di Venezia lo ha
premiato con il Leone d'oro alla carriera. Nel 2004 ha pubblicato I miei mostri
(Mondadori), autobiografia ironica e amarissima, intelligente e appassionata.
Domani mattina, alla Casa del cinema, una cerimonia laica ricorderà il regista.
( da "Giornale.it, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Grillo
Parlo con amici economisti
alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata del petrolio, che in un
anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a
giustificarla, l'aumento della domanda generata da India, Cina e dai Paesi in
via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti impianti di estrazione nei
Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando
il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia se ne
intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq
di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un
miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei
primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano
sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando
il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che,
amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo
di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti
imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e
altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla
speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa.
Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in
globalizzazione Commenti ( 2 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di
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un amico 07Jun 08 Una vita meritocratica meglio di una vita spericolata. Sono
rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola:
ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai
compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in
clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della
polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo
di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente male. E mi sconcerta
vedere circa 150 mila persone accalcarsi allo stadio di San Siro per seguire i
concerti di Vasco Rossi, l'uomo che da un paio di decenni spinge i giovani a
provare l'ebrezza dello sballo e a vivere "una vita spericolata". Ha
ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il
Giornale, e che dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto.
Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere "il luogo della
trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio
debba essere divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no:
apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio.
L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco professionale
premiante. Così la scuola può diventare autenticamente meritocratica". Non
si tratta di tornare al passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e
la speranza, questa sì autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche
ai giovani che provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza
di prospettive concrete non generano altro che squallore individuale,
familiare, sociale. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 70 ) "
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un amico 03Jun 08 Quando i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio
dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è
sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che,
inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da
megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti
e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne
cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte.
Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono
rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel
messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra
vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa
occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è
parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra
arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda:
non è il caso che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino
meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se
davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media devono fare la loro
parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 46 ) " (3
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30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti
esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad
invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica,
in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il
sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il
problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le
notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in
sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre
complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo
della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità.
I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza
reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del
nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri
irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in
un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della
popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il
sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che
rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati
che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente
aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna
chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da
un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione
ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per
chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere
soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista
profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è
sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) "
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un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la
cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con
quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la
presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un
collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte
avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti
tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto
civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade
gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima
di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova?
Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le
interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla
Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una
certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci
i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e
le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi
giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro?
Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal
Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia
Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading
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questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice?
Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a
sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè
solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le
altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che
abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze
contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente
sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo
bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche
se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul
Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento
necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di
sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo
l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione
nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste
le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia
temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque
l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in
Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo.
Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il
parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La
Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione
in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva
degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste
iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa
forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è
più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico
di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui
la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di
solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e
il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante
novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment
europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la
cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia
sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come
fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua
trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà
capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (4 voti, il voto medio
è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a
Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi,
anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre
più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché,
storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità,
incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco,
si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e
oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo
presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica
dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità
più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi
sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una
società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per
mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è
colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la
magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure
era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori,
quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata,
finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante,
estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa:
dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso
Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola?
Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08
Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque
ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era
legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci
celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore
Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista,
ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver
rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di
bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma
vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene
(chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano
Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e
quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al
benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto,
Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il
reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un
neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero,
ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti,
allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai
margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di
trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza
di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin,
ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa
minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta
criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle
tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che
sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6
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06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso
intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le
basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha
concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del
Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista,
antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni
operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo
Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era
più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del
Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò
il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione
e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali
perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu
complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto
grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento?
Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come
sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 41 ) " (4 voti,
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ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello
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la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails
Internet fa bene ai giornali - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i
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destra dov'è? - 1 Emails Ultime discussioni Cosimo Quarta: Qui, come altrove,
pensare di avere la verità in tasca è solo un metodo per restare in superfice
e... Giulia: Ecco qui manifestato l'errore di una parte della destra nell' aver
sottovalutato cosa possa... bo,mario: Il petrolio è vitale ancora per la ns
economia. Farci speculazioni sopra vuol dire rischiare col fuoco.... Damy: La
televisione o i suoi ascolti è di pubblico femminile! mi spiace dirlo ma è
così. Quindi se a loro piace... Damy: Salve tutti! Marista non posso
contraddirti, visto nell'ultima opinione sei in sintonia con la mia,almeno...
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vita meritocratica meglio di una vita spericolata. Quando i Tg "aiutano"
la camorra. Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Rossi contro
neri e tanto odio. A chi giova? E' iniziata la rivoluzione conservatrice?
Attenti al nuovo trappolone europeo. Onore a Veltroni. Criminalizzare il
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( da "Trentino" del 10-06-2008)
Argomenti: Grillo
Pomeriggio, presso
il Centro Servizi Santa Chiara, ho partecipato all'incontro con Marco
Travaglio. C'era moltissima gente, la sala era stracolma, al punto che dopo un
po' ne è stata allestita un'altra, con il solo audio. Con i concetti espressi
dal giornalista, attraverso esempi a volte amaramente ironici, ma sempre molto
intriganti, andavano via via aumentando da parte del pubblico l'interesse e
l'indignazione verso quella vasta area di potenti che Travaglio racconta e i
cui comportamenti denuncia nelle sue inchieste e nei suoi libri. Come i suoi numerosissimi
lettori sanno egli non narra soltanto di cifre e scandali, ma di uno stile di
potere, non "va" in una definita area politica, bensì denuncia un
sistema che vede connivenze e malcostume politico diffusi. Ci sarebbe da
riflettere a lungo su quanto abbiamo ascoltato, ma non è per questo che scrivo.
Come dicevo c'era tantissima gente e mentre tra le persone comodamente sedute,
c'erano decine di giovani, tra quelli in piedi gli over 65-70 erano parecchi.
Ora mi chiedo: ci stupiamo dell'arroganza e della sopraffazione da parte dei
potenti, o almeno lo facciamo davanti ad un cronista dello spessore di
Travaglio (non so, nella quotidianità quanto siamo coerenti), ma non siamo in
grado di compiere un gesto di civiltà, di correttezza, o di gentilezza che dir
si voglia (tra l'altro chiesto espressamente dal personale in sala) verso una
persona anziana lasciandole il posto. Non dovremmo cominciare da noi, dai
nostri rapporti interpersonali, a migliorare questo degrado politico e sociale?
So che posso essere scambiata per la solita "conformista moralista"
ma francamente non mi vergogno di pensare ed indignarmi ancora davanti a questi
piccoli grandi segnali di inciviltà. Lei cosa ne pensa? Graziella Anesi TRENTO
Travaglio non è solo un grande giornalista d'inchiesta, è egli stesso un
fenomeno mediatico. Si va ad ascoltarlo non solo per le sue denunce sulla
corruzione, ma per sentirlo. Un po' come Beppe Grillo. Solo che Travaglio è documentatissimo, non suscita un'emozione
se non ha un pacco di documenti che la confermano nel cassetto. Anche per
questo il bravo Fabio Fazio di "Che tempo che fa?" può dormire sonni
tranquilli di fronte alle querele che i potenti gli minacciano. E però
anche Travaglio non sfugge ai limiti della denuncia (come della protesta)
gestita solo mediaticamente, che rischia di risolversi, e di esaurirsi, in uno
spettacolo. Intenso, autentico, ma sempre spettacolare. Come alla tv, come
davanti a un bel film. Si partecipa, ci si commuove, ci si scandalizza, ma alla
fine si cambia canale e si passa a vedere la partita. E' la schizofrenia
impotente della nostra epoca. Così per la platea di Travaglio. I giovani - che
al fondo non sono più maleducati degli anziani - si comportano come a un
concerto. Prima che alle argomentazioni della denuncia, partecipano allo
spettacolo della parola. Ne consegue che anche i posti a sedere sono
da"spettacolo". Il primo che arriva si prende il posto migliore e non
lo molla più, anche perché il "divo" dello spettacolo va visto,
toccato, tenuto a portata di mano. Certo che dovrebbero mostrarsi gentili i
giovani verso gli "over 70", ma uscire e ascoltare la voce solo
dall'audio significa trasformare quello che era un evento in un nulla. Non è
una scusante, ma un'attenuante forse sì. La prima colpa quindi, più che ai
giovani "comodi" va forse attribuita ai responsabili della sale del
Santa Chiara. Non agli organizzatori dell'incontro, che volevano una sala più
ampia, perché sono ben note le folle che Travaglio richiama, ma ai responsabili
che hanno predisposto una sala striminzita e palesemente insufficiente, quando
l'incontro era da auditorium. L'idea che, sotto sotto, si sia voluto un po'
boicottare l'incontro promosso da "Italia dei Valori" è venuta a più
d'uno. E però, archiviata questa malizia, sì signora Anesi, lei ha ragione.
Questo modo non gentile di comportarsi è un segno dell'epoca. Ci si indigna, ma
poi anche i giovani pensano innanzitutto a loro stessi e quando tornano a casa
tutto continua come prima, Ognuno, pur scandalizzandosi per gli altri, ha le
sue piccole o grandi furbizie, le sue piccole o grandi evasioni, ed è per
questo che il "sistema" che a parole tutti denunciano, regge, e
continuerà a reggere. E' la ragione per cui le forme di protesta eclatanti, pur
documentate e giustificate, si mostrano quasi sempre impotenti. Perché mancano
poi di un impegno diretto, faticoso, lungo a cambiare. Perché i primi a
cambiare dobbiamo essere noi. Perché non ci sono scorciatoie alla coerenza
politica. Perché senza un disegno alternativo di società più si grida più - una
volta che la voce è diventata roca - si è costretti a rimanere in silenzio. Lo
diceva già Carlo Levi, di fronte all'inutilità delle sommosse contadine, in
quel libro splendido "Cristo si è fermato a Eboli" che andrebbe
riletto alla luce dei fatti di questi giorni, lo diceva Ghandi in un citazione
ripresa da Diego Schelfi all'assemblea della Cooperazione: "Sii tu il
cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo". Non basta denunciare le
cose che non vanno, occorre cambiare i comportamenti personali e sociali per
raggiungere un mondo più giusto.
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Grillo
Parlo con amici economisti
alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata del petrolio, che in un
anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a
giustificarla, l'aumento della domanda generata da India, Cina e dai Paesi in
via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti impianti di estrazione nei
Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando
il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia se ne
intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq
di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un
miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei
primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano
sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando
il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che,
amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo
di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti
imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e
altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla
speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa.
Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in
globalizzazione Commenti ( 41 ) " (6 voti, il voto medio è: 3 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Una vita meritocratica.
La polemica su Vasco Rossi è ormai degenerata, pochi inviano messaggi di
dissenso civili e motivati, la maggior parte non fa che lanciarmi ingiurie
talvolta pesantissime; alcuni addirittura mi minacciano (complimenti). Molti di
voi insistono nel considerarlo un idolo e un messaggero d'amore, un personaggio
positivo in una società degenerata. Sarà, ma rivendico il diritto di non
apprezzarlo come cantante e di avere forti, motivate riserve sul messaggio che
ha inviato per decenni. Non intendo però andare avanti in eterno con questa
diatriba, ormai inutile e squalificante per chi la alimenta, ho pertanto deciso
di togliere la frase "incriminata", peraltro poche righe in un post
incentrato su una personalità di ben altro spessore come Max Gallo. Auguri a
tutti. Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della
scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga
gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni
trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai
controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente,
episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente
male. Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il
Giornale, e che dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto.
Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere "il luogo della
trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio
debba essere divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no:
apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio.
L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco
professionale premiante. Così la scuola può diventare autenticamente
meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di ripristinare
una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente progressista,
di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie poco agiate.
Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano altro che
squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in globalizzazione, Italia
Commenti ( 213 ) " (14 voti, il voto medio è: 2.93 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando i Tg "aiutano" la
camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è sconcertante e certo lo
Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto scorta. Tuttavia ho
l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto quelli televisivi,
abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci sono stati 4
agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è chiara:
colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il messaggio
giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi trasmessi dai
vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni volta veniva
reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano con toni
drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al contempo la
costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze dell'ordine. Da
ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo Stato fosse in
ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv ha così
aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si occupano di
questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di bene,
a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra, anche i media
devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo Commenti (
47 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.5 su un massimo di 5) Loading ... Il
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articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può sostenere l'Italia che
arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui
popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una
piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più numerose di
quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque
giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e proporzione.
Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat
l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in
difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in
sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali
sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o
comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in
certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata
da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si
trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di
sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze
dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già
ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i
tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese,
l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una
polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano
essere assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un
tasso di disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto,
per gli italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non
potranno essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che
mi rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi)
è sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 )
" (6 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog
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articolo a un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova?
Leggete la cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono
conclusi con quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha
occupato la presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti",
e di un collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari
della parte avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i
grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla
un confronto civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per
le strade gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare
un clima di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova?
Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le
interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla
Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una
certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci
i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e
le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi
giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro?
Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal
Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia
Commenti ( 30 ) " (5 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading
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questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice?
Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a
sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè
solo essendo consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le
altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che
abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze
contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente
sindaco. Più in generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo
bene, dando finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche
se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul
Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento
necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di
sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo
l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione
nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste
le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia
temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque
l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in
Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo.
Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il
parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La
Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione
in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva
degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste
iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa
forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è
più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico
di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui
la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di
solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e
il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante
novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment
europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la
cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia
sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come
fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua
trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà capace?
Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.4
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a
Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi,
anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre
più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché,
storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità,
incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco,
si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e
oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente
del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato
una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità più
carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi
sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una
società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per
mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è
colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la
magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure
era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori,
quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente
matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che
non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera
del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io
dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in
democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il
nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno
ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di
estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si
conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non
sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi
di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta,
sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale.
E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi
limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di
più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte
della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a
descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose
pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma
anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato
"Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non
riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo
titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro
ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di
vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava
su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad
alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente
passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per
Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna
diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni
Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti (
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articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi
di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese
avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista
che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica
del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero,
anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle
rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara".
Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la
militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque
l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe
perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann
esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un
bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono
provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni)
che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi
cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e
non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti (
41 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.2 su un massimo di 5) Loading ... Il
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( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Grillo
Di Nino Amadore
"Qual è il nesso tra un assegno e un ombrello prestato? Perché è più
difficile riparare un bagno che cambiarlo? Come mai i proprietari di discoteche
si affidano ai ragazzi per le prevendite dei biglietti?" Sono queste
alcune delle domande cui cerca di dare una risposta "Economia in
pillole", il libro edito da Sperling & Kupfer (19 euro) e scritto da
Franco Becchis docente di economia dell'Ambiente al Politecnico di Torino e
all'Università degli Studi del Piemonte orientale e direttore scientifico della
Fondazione per l'ambiente. Becchis si definisce economista di strada e propone
una lettura tecnica ma non troppo dei fatti economici del nostro tempo. Il
libro non è un prontuario di economia per casalinghe, ma un'analisi vera e
propria su cosa sta avvenendo e sul perché con la visuale dell'economista che
sta sulla strada, tra la gente, nei mercati rionali. Becchis propone un
approccio diverso alle questioni di economia che, soprattutto di questi tempi,
ci assillano in particolar modo. Lui punta sul rapporto tra "scelte
economiche e vita quotidiana" rifuggendo però il tono del manualetto a uso
di casalinghe svogliate ma cercando di rimettere in chiaro concetti a volte
finiti nel tritacarne della demagogia e della propaganda politica. Lo fa con un
tono leggero quasi a smentire la triste nomea che accompagna la scienza
economica. "Economia in pillole scrive l'autore nella peremessa non
richiede prescrizione medica. È indicato per chi vuole essere accompagnato in
un percorso attraverso alcuni tra i temi più importanti della microeconomia,
per desiderio di cultura o per un esame scolastico o universitario. Ogni
pillola è costruita per stimolare una riflessione su come funzionano o non
funzionano le scelte economiche quotidiane, i mercati e alcuni interventi
pubblici". Una cura garantita, si direbbe, che aiuta a fare scelte più
consapevoli e informate nella vita quotidiana. Basti l'esempio riportato nel
libro: "Davvero si legge scambiare biscotti simili fra
Italia e Olanda è una follia come dice Beppe Grillo, che
propone di scambiarsi piuttosto ricette e fermare i camion? Non proprio: se non
ci fosse scambio di merci simili fra aree diverse non potremmo mai fare
colazione con 1 euro". Parola di economista di strada il quale dimostra
che di economia si può discutere nei mercati (rionali) ma non è certo una cosa
da comici. 11 giugno 2008.
( da "Corriere.it" del 11-06-2008)
Argomenti: Grillo
"la nazionale?
Se fossi più giovane mi proporrei come terzo centrocampo..." Chiambretti:
"Niente soldi, stop Markette" Il presentatore ospite di una videochat
con Aldo Grasso. "Se andrò alla Rai? È la grande mamma di tutti
noi..." MILANO - "Markette" chiude i battenti. La notizia la dà
il conduttore in persona, Piero Chiambretti, durante una videochat diretta da
Aldo Grasso in cui ha risposto alle domande dei lettori di Corriere.it. "È
un tipo di trasmissione che costa molto e La7 non ha soldi da investirci".
Chiambretti la buttà la ("ma si sapeva già", sottolinea), mentre
Grasso fa un 'salto' sulla sedia: "Questa è una notizia...". Fatto
sta che il conduttore, uno tra i più amati dal pubblico nostrano, è legato da
contratto a La7 fino al 31 dicembre. Ma per lui si aprono già nuovi scenari:
Enrico Mentana gli ha ufficialmente offerto uno spazio a "Matrix", la
Rai l'ha corteggiato per "Affari tuoi". "Andrai alla Rai?"
domanda un lettore. Risposta laconica: "La Rai è la grande mamma di tutti
noi". SALVARE LA NAZIONALE - I temi dell'incontro virtuale sono tanti, si
va dal calcio alla politica. "Tu puoi salvare la nostra Nazionale" lo
supplica un lettore. "Se fossi più giovane mi proporrei come terzo
centrocampo..." scherza Chiambretti. Immancabile un commento sulla
stagione del Torino, di cui il presentatore è tifosissimo (così come Grasso):
"Cosa possiamo fare per il Toro? Pregare - ammette Piero -. Il presidente
(Urbano Cairo, ndr) mi ha detto che farà tre acquisti per la prossima
stagione". E poi i politici: "Quelli di oggi sono prodotti televisivi
che non possono essere più azzannati da nessuno perché sono cresciuti con la
tv" attacca Chiambretti. Mica come quelli della Prima Repubblica, che
erano belli tosti... In chiusura di incontro si è parlato naturalmente di
televisione. "Ho lavorato con Carrà, Baudo, Mike" ricorda il
presentatore. E un lettore gli chiede: "Non vorrebbe fare una trasmissione
con Arbore?". Risposta: "È lui che non vuole lavorare con me. Invece
vorrebbe al suo fianco un comico puro, come Benigni". Definito
"talent scout", Chiambretti si difende: "Non
scopro talenti, ma solo persone fuori dalla norma". Li guardo per strada,
al ristorante... Spesso poi sono loro che vengono a me". Infine un
commento (un po' acido) su Beppe Grillo:
"Lo preferivo come comico. Secondo un mio amico i suoi acuti ricordano
quelli di Hitler". stampa |.
( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Grillo
Mi scuso con i
lettori abituali su questo blog, ma continuo a ricevere centinaia di e mail su
Vasco Rossi (il mio indirizzo è stato cortesemente segnalato sul sito di Vasco
Rossi dai suoi redattori) e devo tornare sul tema. Molti mi rimproverano di non
dialogare, ma come faccio a dialogare se nove messaggi su dieci sono di insulti
e di minacce pesantissime? Qualche precisazione: 1) Non apprezzare Vasco Rossi
è un diritto, che ribadisco. Sarebbe auspicabile che i dissensi dei suoi fan
venissero espressi in modo civile. Chiedo troppo? 2) Contrariamente a quanto
scrivono in molti, io non ho detto che chi apprezza Vasco è un drogato. Ho
scritto una cosa diversa: che alcune sue canzoni potevano spingere molti
giovani a far uso di droga. Per due ragioni. La prima, perché i testi di molte
canzoni, pur non menzionando mai le sostanze stupefacenti (cosa vietata per
legge) lanciano messaggi, come dire.facilmente equivocabili. Negli ultimi anni
Vasco Rossi ha scritto canzoni dai contenuti completamente diversi. Bene, ma le
vecchie canzoni continuano ad essere proposte (inevitabilmente) e il rischio
che vengano, ancora una volta, "equivocate" esiste. La seconda
ragione: Vasco per molti anni, ha fatto uso di droghe, ammettendolo
pubblicamente (ha avuto anche guai con la giustizia), e comparendo in pubblico,
ai concerti e qualche volta anche in tv visibilmente fatto. Vasco era (ed è) un
idolo e da sempre gli adolescenti tendono a identificarsi e a imitare i propri
idoli. Il rischio di un'emulazione, quando lui incitava i suoi fan a vivere una
vita spericolata e ad andare al massimo, era pertanto molto alto. 3) I suoi fan
dicono che da dieci anni Rossi è cambiato. Bene. Ma nel 2003 in un concerto a
San Siro è salito sul palco con le magliette per legalizzare la marijuana e
l'anno scorso in un'intervista sosteneva che le droghe non sono tutte uguali e
che la marijuana è meno pericolosa dell'alcol. La marijuana non è una droga? Andate
a leggervi quali sono gli effetti reali degli spinelli. Riporto questo
passaggio dal sito del massimo esperto italiano Riccardo Gatti: Il 25 aprile
2007 l'Ufficio USA del National Drug Control ed il National Institute on Drug
Abuse hanno reso nota le ultime analisi si un progetto di monitoraggio che ha
rivelato come il THC, principio attivo della marijuana, ha raggiunto, negli
Stati Uniti, il più alto livello da quando il monitoraggio è iniziato. Il THC,
oggi, è presente con un quantitativo medio dell' 8.5 %. Negli anni '80 era
sotto il 4%. Il 60% delle persone che usano questa droga per la prima volta
hanno meno di 18 anni. Negli adolescenti e nei giovani adulti "il cervello
continua a svilupparsi e può essere vulnerabile agli effetti deleteri della marijuana".
Questa droga, come dice la Dott.ssa Volkow, "può produrre cambiamenti
nocivi a livello fisico, mentale, emozionale e, contrariamente alle credenze
popolari, può dare dipendenza". L'aumento del principio attivo potrebbe
anche essere la ragione di un aumento degli interventi di pronto soccorso
connessi all'uso di marijuana. 4) Tutto ciò considerato è davvero scandaloso
interrogarsi su Vasco Rossi e la droga nell'arco della sua lunga, ricca di
successi e movimentata carriera? Scritto in Italia, Varie Commenti ( 6 ) "
(Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Jun 08 Petrolio, libero mercato
o libera speculazione? Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni
plausibili all'impennata del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno
riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a giustificarla, l'aumento della
domanda generata da India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno
l'arretratezza di molti impianti di estrazione nei Paesi produttori. C'è
dell'altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando il libero mercato con
la libera speculazione. Soros, che in materia se ne intende, ha denunciato
recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati
lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un miliardo di barili al
giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del
2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano sul petrolio più
investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando il prezzo non di
normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che, amplificata dal
mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo di pagare due
volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti imprevedibili di un
tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e altrettanto
destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla speculazione
di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa. Da liberale
mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in globalizzazione
Commenti ( 43 ) " (7 voti, il voto medio è: 2.71 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Una vita meritocratica. La polemica
su Vasco Rossi è ormai degenerata, pochi inviano messaggi di dissenso civili e
motivati, la maggior parte non fa che lanciarmi ingiurie talvolta pesantissime;
alcuni addirittura mi minacciano (complimenti). Molti di voi insistono nel
considerarlo un idolo e un messaggero d'amore, un personaggio positivo in una
società degenerata. Sarà, ma rivendico il diritto di non apprezzarlo come
cantante e di avere forti, motivate riserve sul messaggio che ha inviato per
decenni. Non intendo però andare avanti in eterno con questa diatriba, ormai
inutile e squalificante per chi la alimenta, ho pertanto deciso di togliere la
frase "incriminata", peraltro poche righe in un post incentrato su
una personalità di ben altro spessore come Max Gallo. Auguri a tutti. Sono
rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola:
ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai
compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in
clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della
polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo
di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente male. Ha ragione l'intellettuale
francese Max Gallo, che ho intervistato per il Giornale, e che dice basta con
la cultura edonista ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la scuola deve
tornare ad essere "il luogo della trasmissione del sapere", oggi,
invece, "prevale l'idea che lo studio debba essere divertente, che si
possa imparare senza faticare. E invece no: apprendere può essere duro, noioso,
anche ripetitivo, richiede sacrificio. L'importante è che poi questo sforzo
venga ricompensato con uno sbocco professionale premiante. Così la scuola può
diventare autenticamente meritocratica". Non si tratta di tornare al
passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e la speranza, questa sì
autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche ai giovani che
provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di prospettive
concrete non generano altro che squallore individuale, familiare, sociale.
Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 300 ) " (17 voti, il voto
medio è: 2.59 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008
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Quando i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio
Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse
sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media,
soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra.
Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di
giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente
cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi
televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal
fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i
giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra vuole intimidire
tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa occasione,
l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso
raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante.
Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso
che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio
servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo
combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio?
Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 47 ) " (6 voti, il voto medio è:
3.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti
immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti
l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad
invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica,
in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il
sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il
problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le
notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in
sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre
complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo
della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità.
I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza
reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del
nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri
irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in
un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della
popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il
sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che
rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati
che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia,
tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera.
Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere
assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di
disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli
italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno
essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi
rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è
sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) "
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un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la
cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con
quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la
presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un
collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte
avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti
tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto
civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade
gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima
di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova?
Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le
interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla
Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una
certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci
i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e
le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi
giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro
no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come
sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 )
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un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno,
poco fa ha dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma :
"Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo
consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre".
Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato
molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e gli
immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in
generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando
finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se
ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul
Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento
necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di
sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo
l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione
nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste
le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia
temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque
l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in
Italia Commenti ( 17 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo.
Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il
parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La
Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione
in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva
degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste
iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa
forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è
più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico
di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui
la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di
solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e
il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante
novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment
europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la
cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia
sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come
fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua
trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà
capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 62 ) " (5 voti, il voto medio
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a
Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi,
anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre
più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché,
storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità,
incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco,
si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e
oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo
presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica
dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità
più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi
sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una
società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per
mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è
colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la
magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure
era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori,
quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata,
finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante,
estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa:
dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso
Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola?
Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (4 voti, il voto medio è:
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Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Riepiloghiamo: i cinque
ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era
legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci
celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore
Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista,
ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver
rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo
urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano
in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi
vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi).
Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di
sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere,
sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione
sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri,
intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il
virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come
testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est).
Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho
visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono
rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di
pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una
parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo
zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est,
basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama
quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in
Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (6 voti, il voto medio è: 3.67 su un
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masochismo il suo nell'affrontare temi quali sono... Marco Agus: una cosa è
certa, ha ottenuto un po' di fama nello scrivere contro un uomo che mette la
faccia in... Ery: m spiegate consa significa in attesa di moderazione??? siamo
ai tempi della guerra??? c'è libertà... lele84: C'è GENTE CHE NON è MAI GIUNTA
AI CONCETTI,XCHè è RIMASTA FERMA AI PRECONCETTI, COME NON è MAI... simone: cara
romina, caro marco, prometto a chi ci ospita che non replicherò più in pubblico
perché credo che... Ultime news Rifiuti, Berlusconi: "Entro luglio finita
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( da "Giorno, Il (Milano)" del 12-06-2008)
Argomenti: Grillo
CRONACHE pag. 15
"Via i rifiuti dalle strade entro luglio" L'INTERVISTA IL REGGIANO
WALTER GANAPINI, EX GREENPEACE, È ASSESSORE IN CAMPANIA di MATTEO INCERTI ?
REGGIO EMILIA ? "BERLUSCONI ha ragione quando afferma che l'emergenza
rifiuti finirà con luglio", parola di Walter Ganapini, ex presidente di
Greenpeace che negli anni '90 risolse l'emergenza rifiuti a Milano come
assessore della giunta Formentini. Da febbraio è stato chiamato dal presidente
Giorgio Napolitano a cercare di mettere ordine, come assessore tecnico, alle
politiche sui rifiuti della Campania. A Napoli, spiega "vivo in un Bed
& Breakfast della Prefettura, con ritmi di lavoro dalle 8 di mattina a
mezzanotte". Da una settimana è sotto scorta. Ganapini, Berlusconi ha
dichiarato che a luglio terminerà l'emergenza. "Ha ragione. Anche grazie
al ritrovamento fortuito di una discarica mai utilizzata in località Parco
Saurino, capace di contenere il monte rifiuti della Campania per 6 mesi. E'
stato avviato il bando per i lavori. E' lì dal 2003, il primo centro è a tre
chilometri. Se fosse stata utilizzata avremmo evitato l'emergenza". Solo
questo per risolvere tutto? "No. In questi mesi la società campana grazie
al lavoro di De Gennaro si è mossa pensando alle priorità europee. Sono stati
ridotti i rifiuti prodotti giornalmente: 500 tonnellate su un totale di
7000". Come? "Distributori alla spina di detersivi, raccolta dei
cartoni, richiesta di un nuovo impianto di riciclo del vetro; coi produttori di
bottiglie di plastica è partito un progetto sul vuoto a rendere nei bar di
Napoli...". E la raccolta differenziata? "A febbraio erano 146 i
Comuni attivi. Oggi sono 265, in gran parte con il metodo porta a porta. Presto
partiranno altri 98. Le province di Salerno, Avellino, Benevento riciclano il
30% dei rifiuti" Rimane il nodo di Napoli. "Dal 2003 c'è un piano
dettagliato del Conai per la raccolta porta a porta anche a Napoli. Pagato e
mai utilizzato. Sono felice di vedere la protezione civile progettare un piano
per attuarlo. Si realizzerebbe l'idea di Beppe Grillo
degli 'angeli del riciclo'" E gli inceneritori, che lei non ha mai visto
di buon occhio ? "E' avviata la gara su Salerno (dove c'è un ricorso per
proporre un gassificatore, ndr), mentre ad Acerra cercheremo di recuperare
industrialmente ciò che si può. Per il resto, ho già richieste formali per
usare il Cdr come combustibile sostitutivo in cementerie della Campania e in
impianti Enel. Questo, con un ciclo completo, può rendere superflui gli altri
due inceneritori" Bertolaso, nel decreto, ha proposto di declassare gli
impianti di trattamento per produrre 'Cdr'. "Sarebbe una sciocchezza
grave. Come avere una Maserati e trasformarla in una Punto. Su questo progetto
sono state già spese somme ingenti". Cosa ne pensa del piano di Bertolaso
? "Era inevitabile, per chi conosce l'Europa, che suscitasse reazioni. Ci
sono già 100 emendamenti al vaglio della Commissione Ambiente presieduta da
Angelo Alessandri, persona che stimo e che ben conosce il tema. Il ministro
Prestigiacomo, poi, è persona seria e competente".
( da "Tempo, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Grillo
Stampa Da qualche
giorno, tra i tanti problemi che abbiamo in ... Da qualche giorno, tra i tanti
problemi che abbiamo in Italia, ce n'è uno che mi sembra sottostimato e che
invece è forse grave quanto quello della immondezza o del reato di
clandestinità. Intendo l'afasia, o forse meglio dire la nècrosi, della cultura
cosiddetta (da suoi stessi esponenti) "di sinistra". Premetto che a
mio avviso non esiste cultura di destra o di sinistra, e anzi che queste
divisioni sono il primo segno di un errato atteggiamento culturale. Ma di fatto
c'è stata e ancora forse c'è in Italia una lunga tradizione di esponenti,
luoghi, pubblicazioni, che si autodefiniva cultura di sinistra. Ma ora? dove
sono le loro idee? Quali i contenuti forti intorno a cui motivare l'azione
sociale, politica, e animare la discussione? Proprio con l'esponente a cui si è
affidata la rappresentazione in politica della sinistra moderna, il Veltroni
presentato con l'aureola del leader culturale oltre che partitico, si è manifestata
la peggiore crisi culturale. Quella che, per esempio, si coglie in alcuni
fatti: nell'anno centenario di uno come Pavese non ci siamo
quasi accorti di lui mentre infinite volte si è discusso di Beppe Grillo, o di Travaglio. O il tema
dei giovani - che tradizionalmente veniva rivendicato da quella parte culturale
e politica - completamente assente da qualsiasi questione pubblica, se non
grazie agli interventi del Papa e del mondo cattolico sulla emergenza
educativa. segue a pag. 13.
( da "Corriere delle Alpi" del 12-06-2008)
Argomenti: Grillo
L'Italia ha cambiato
posizione sul nucleare? NEL 1987 un referendum popolare - fortemente influenzato
dal vicino disastro di Chernobyl - sancì la volontà degli italiani di non
utilizzare più il nucleare per la produzione di energia elettrica in Italia e
quindi la volontà di non costruire più centrali nucleari. Per questi venti anni
il nucleare è stato un argomento off-limits. Nell'ultima campagna elettorale,
però, si è riaffacciato lo "spettro" dell'energia atomica,
considerata come una fonte di energia alternativa che potrebbe risolvere il
problema della dipendenza dal petrolio e quindi il problema del costo e del
consumo di energia. Il futuro economico, energetico, industriale dell'Italia è
legato al nucleare, secondo i sostenitori dell'energia derivante dalla fissione
atomica. Il governo Berlusconi infatti sembra fortemente intenzionato ad intraprendere
questa strada, tanto che ha promesso la costruzione di alcune centrali nucleari
già nel giro del suo mandato di 5 anni (anche se per costruire una centrale
nucleare ci vogliono almeno 10-15 anni.. per lo più pensiamo a come vengono
costruite le opere pubbliche in Italia...). Il governo è così convinto che il
ministro dello Sviluppo Economico Scajola, durante il vertice con i ministri
dell'energia del G8 in Giappone, ha dichiarato che l'Italia ha cambiato
posizione sul nucleare! L'Italia ha cambiato posizione sul nucleare? Veramente?
E chi glielo ha detto? Questa affermazione è pura menzogna! Come fa a sapere se
gli italiani hanno cambiato opinione sul nucleare, senza aver prima indetto un
referendum o qualcosa del genere? Su cosa si basa, Scajola, per fare queste
affermazioni? Sulle statistiche? Su quali dati? Probabilmente nessuno... Il
ministro Scajola conta forse più della volontà degli italiani? Chi autorizza il
governo a prendere decisioni a nome del popolo italiano? Scajola crede che gli
italiani che hanno dato alla fiducia al governo Berlusconi (al quale porto
immancabile rispetto) siano d'accordo sul nucleare. Ma non è detto che sia
così! In questi ultimi mesi gli italiani sono stati persuasi in maniera
formidabile (come solo i politici sanno fare) sul fatto che l'energia nucleare
di ultima generazione sia "energia pulita". L'energia nucleare
derivante da fissione atomica ha assunto un aspetto "candido e
pulito". Energia pulita? L'energia pulita, fin'ora, non esiste! Il nucleare
pulito è dato solo da una reazione di fusione nucleare (sottolineo fusione). La
fusione nucleare (medesima reazione che avviene nel sole) è usata in forma
incontrollata per le bombe a idrogeno, e in forma controllata nei reattori a
fusione termonucleare, che però sono ancora sperimentali! La fusione nucleare
se controllata potrebbe risolvere la maggior parte dei problemi energetici
sulla terra, perché potrebbe produrre quantità pressoché illimitate di energia
senza emissioni di gas nocivi o gas serra, e senza la produzione di scorie
radioattive. Ma le centrali che permettono questo tipo di reazione (energia
pulita) ancora non esistono! Ben diverse sono le centrali di ultima generazione
(3 e 4) che sono delle centrali a fissione nucleare (sottolineo fissione) che,
a differenza delle precedenti, sono solo più sicure. Ma non danno energia
pulita! Le scorie radioattive ci sono sempre e i gas nocivi emessi nell'aria
pure! Il nucleare derivante da fissione nucleare ha tre grandi problemi finora
irrisolti: la sicurezza delle centrali, lo smaltimento delle scorie ad alta
pericolosità per migliaia di anni, il rischio di proliferazione e la
vulnerabilità del nucleare rispetto ad azioni di terrorismo e guerra. Finché
questi problemi non saranno risolti in modo affidabile, il nucleare non offre
una soluzione al problema energetico. Inoltre, l'incalzare del problema
climatico, dell'aumento del costo dell'energia e la dipendenza dal petrolio
richiedono interventi rapidi ed efficaci entro i prossimi anni. Non c'è tempo.
Il nucleare non farebbe in tempo a risolvere i problemi, mentre le tecnologie
dell'efficienza energetica, il risparmio energetico e le fonti rinnovabili sono
pronti e disponibili da subito (lo sono sempre state). Ad esempio: l'Italia è
il paese del sole! Perchè non lo utilizziamo? Comunque.... Come
dice Beppe Grillo: "Si
vuole il nucleare? Si tenga un nuovo referendum! Se gli italiani voteranno a
favore, allora si potrà fare. Altrimenti no. Non si possono costruire centrali
nucleari ignorando il risultato di un referendum popolare". E credo che su
questo abbia perfettamente ragione, visto che il futuro dell'Italia dobbiamo
deciderlo noi cittadini! Ci stanno tutti prendendo in giro..
informiamoci e non restiamo zitti! Riccardo Sartor FELTRE Quanti morti prima
che le strade siano sicure? IN riferimento all'articolo apparso in questo
giornale in data 29 maggio relativo alla sistemazione del guard-rail
"maledetto" dove mio figlio Davide è morto, mi appresto a scrivere
queste due righe per esprimere quello che da tempo ormai nemmeno le parole
riescono più a dire. In questi ultimi mesi ho convissuto e convivo con un
grande vuoto e un dolore che niente e nessuno riesce a colmare od attenuare.
Dopo aver letto quelle poche righe al dolore della perdita così improvvisa ed
inaccettabile di mio figlio, si è aggiunto un grande sconforto ma soprattutto
delusione per coloro che pensano che la sistemazione di un guard-rail possa
"sollevare" o rimuovere un dolore. Certo è che dove mio figlio Davide
ha sbandato e cessato di vivere, sarà meno difficile ma non improbabile che si
verifichi un altro incidente, dopo la sistemazione di un intervento con l'alzta
e l'allungamento della protezione. Ma quanti posti a rischio ci sono ancora
nelle nostre strade senza barriere e protezioni? Quante morti ancora dovremo
vedere prima che queste nostre strade diventino più sicure? Ed è poi sempre
necessario che si verifichi un lutto per provvedere a sistemare ciò che
dovrebbe già esserci per garantire un po' di sicurezza in più? Può essere che
anche Davide abbia sbagliato, non sono qui per colpevolizzare o accanirmi
contro qualcuno. Indubbiamente il nuovo guard-rail darà quella garanzia di
sicurezza maggiore ma sicuramente non servirà a sollevare l'animo di chi ha
provato un dolore così grande e ancora sempre così vivo. Mauro Masoch VIGNOLE
Vorrei una città più bella solidale e innovativa SONO una cittadina di Belluno
delusa da due anni di questa amministrazione comunale. Ha solo il coraggio di
mandare messaggi per tanti progetti che poi finiscono in nulla. Il progetto
della copertura di Piazza Piloni è uno dei tanti. Sarebbe necessario fare cose
molto più importanti: marciapiedi, la struttura ex vigili del fuoco di piazza
Piloni, Palazzo Fulcis, Nevegal, rilanciare piazza Duomo, Panoramica chiusa da
tempo, completare le rotatorie, aiuti alle famiglie in difficoltà, pulire le
erbacce dai cigli delle strade (come in via Vittorio Veneto) e non litigare ad
ogni seduta del consiglio comunale. Il sindaco Antonio Prade deve essere primo
cittadino di tutti e salutare quando incontra noi cittadini. Gidoni, eletto
onorevole della Lega, escluso dal Comune, tuona sempre contro il presidente
della Provincia, signor Reolon. Per piacere, bisogna dialogare, questo è quello
che vogliamo noi cittadini. E' giunta l'ora di lavorare per questa nostra
città: noi la vogliamo più bella, più solidale, più innovativa, è una speranza
di noi giovani e anziani. Silvana Sacchet Grazie a chi ci ha aiutato per i
nostri 50 anni IL CAPO-sezione, Cecilia Brandalise, in seguito alla riuscita
giornata di celebrazione del 50º della Sezione con la premiazione dei donatori,
desidera ringraziare per mezzo della stampa quanti hanno collaborato a
preparare, condurre e rendere viva e partecipata la manifestazione di domenica
scorsa. In particolare i componenti del Direttivo, Sig.a Gianna Smaniotto e
famiglia, Bruno Maddalozzo, Angelo Marcon, Ilaria Zaetta, senza il loro lavoro
la festa non si sarebbe neppure potuta realizzare. Insieme a loro, ringrazia
sentitamente Dirigenti e Allenatori dell'Associazione Calcio di Arsiè,
donatori, calciatori, mamme e papà partecipanti, perché la loro collaborazione
è stata determinante. Un ringraziamento particolare al Comitato Festeggiamenti
di Rocca, per l'ottima gestione della cucina. Gli Alpini dell'Ana di Mellame e
Rivai per la fornitura dell'arredamento del capannone che ha ospitato la
manifestazione. I ragazzi della Summerfest, guidati da Ivano Dall'Agnol, che
hanno provveduto al disbrigo di tutte le pratiche necessarie. E ringrazia
ancora tutte le persone che a qualsiasi titolo hanno collaborato, anche con la
loro semplice presenza, perché specialmente nelle nostre piccole comunità è di
fondamentale importanza la collaborazione di tutte le persone, a qualsiasi
titolo, per la buona riuscita di qualsiasi iniziativa, come è stato
concretamente dimostrato dalla splendida riuscita di questa giornata. Cecilia
Brandalise Sezione Donatori di sangue ARSIE' Caro petrolio le istituzioni dove
sono? ASSISTIAMO all'affossamento definitivo della pesca e della marineria
della provincia nella totale indifferenza e disinteresse del Governo e delle
amministrazioni comunali. I rappresentanti del centro destra non sono più in
campagna elettorale; il "caro petrolio" per i natanti da pesca ha un
indice di ascolto basso che non comporta notorietà e popolarità, pertanto
migliaia di famiglie si trovano sole ed abbandonate dal governo a combattere
una battaglia per il lavoro e per la collettività. A Bruxelles già la settimana
scorsa le prime avvisaglie di manifestazioni violente da parte dei francesi, ciò
nonostante le autorità italiane non hanno intrapreso alcuna iniziativa per la
salvaguardia dei pescatori. Le amministrazioni di Chioggia e di Caorle non
rispondono al grido d'allarme che da più parti arriva, bisogna ricordale loro
che la comunità non è fatta di cittadini di serie A è di serie B, tutti devono
avere il giusto interessamento. Se sempre si parla di turismo e delle
problematiche connesse, poco o nulla di parla delle problematiche della pesca,
ora i lavoratori rischiano il licenziamento per il disarmo dei pescherecci, a
seguire le chiusure delle pescherie e delle attività di ristorazione. Il
sistema capitalistico impone i prezzi, il governo li deve gestire e
amministrare con regole e principi di salvaguardia per le attività più a
rischio; ai pescatori non rimane che appellarsi a "Nettuno" dio del
mare, perché interceda con il governo per l'attività della pesca. Vittorio
Bisso Giuseppe Santillo Aderire alla costituente rivoluzionaria TUTTI coloro
che non si accontentano della fiacca opposizione al governo attuata dal Partito
democratico e sentono perciò la necessità di ricostruire un soggetto politico
che sia davvero dalla parte dei lavoratori non possono non partire dall'analisi
dei risultati delle scorse elezioni politiche. Due anni di partecipazione al
governo con le forze moderate hanno mostrato l'impossibilità per le forze di
sinistra di influenzare positivamente il governo: il potere d'acquisto dei
salari è diminuito mentre si è innalzata l'età pensionabile, il precariato
dilaga, sono state aumentate le spese militari. Tutto ciò dimostra che per
ricominciare seriamente bisogna farlo dall'opposizione e non, come tutti
sembrano dire tutti i "leaders" che hanno portato al fallimento,
dalla possibilità di sostenere altri governi contro gli immigrati, contro i
giovani, contro i lavoratori. Per questo il Partito di Alternativa Comunista ha
deciso di aderire alla costituente dei comunisti rivoluzionari promossa e
organizzata da militanti, attivisti e sostenitori di organizzazioni politiche
comuniste e del sindacalismo di classe. Per aprire un confronto volto a creare
un'organizzazione dei comunisti che possa davvero incidere nella politica del
Paese. Nei prossimi mesi per la promozione di questa iniziativa il PdAC
organizzerà dei banchetti dove sarà possibile firmare l'appello. Per leggere e
sottoscrivere l'appello www.costituenterivoluzionaria.org. Per contatti con il
PdAC pdac.belluno@gmail.com I militanti di Alternativa Comunista BELLUNO Le
lettere devono riportare le generalità di chi le scrive, compreso un numero di
telefono. Non vengono pubblicate lettere anonime, ma con richiesta motivata si
può mettere la dicitura "lettera firmata".
( da "Tempo, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Grillo
Stampa l'editoriale
La cultura "di sinistra" malata di vanità Da qualche giorno, tra i
tanti problemi che abbiamo in Italia, ce n'è uno che mi sembra sottostimato e
che invece è forse grave quanto quello della immondezza o del reato di
clandestinità. Intendo l'afasia, o forse meglio dire la nècrosi, della cultura
cosiddetta (da suoi stessi esponenti) "di sinistra". Premetto che a
mio avviso non esiste cultura di destra o di sinistra, e anzi che queste
divisioni sono il primo segno di un errato atteggiamento culturale. Ma di fatto
c'è stata e ancora forse c'è in Italia una lunga tradizione di esponenti,
luoghi, pubblicazioni, che si autodefiniva cultura di sinistra. Ma ora? dove
sono le loro idee? Quali i contenuti forti intorno a cui motivare l'azione
sociale, politica, e animare la discussione? Proprio con l'esponente a cui si è
affidata la rappresentazione in politica della sinistra moderna, il Veltroni
presentato con l'aureola del leader culturale oltre che partitico, si è
manifestata la peggiore crisi culturale. Quella che, per esempio, si coglie in
alcuni fatti: nell'anno centenario di uno come Pavese non
ci siamo quasi accorti di lui mentre infinite volte si è discusso di Beppe Grillo, o di Travaglio. O il tema
dei giovani - che tradizionalmente veniva rivendicato da quella parte culturale
e politica - completamente assente da qualsiasi questione pubblica, se non
grazie agli interventi del Papa e del mondo cattolico sulla emergenza educativa.
O, ancora, la desolazione di vedere poco prima delle elezioni da un lato il
fuggi fuggi di artisti, intellettuali che pur hanno militato e beneficiato a
sinistra, e dall'altro lo stanco ripetersi del rito di manifesti coi firmoni
dorati di appoggio: luoghi comuni, niente di diverso dai manifesti di cinque,
dieci, venti anni prima. Del resto, i maggiori giornali italiani, con i loro
potenti marchingegni di politica culturale left-oriented, hanno mostrato di non
sapere interpretare il Paese. I filosofi più onorati da quei giornali ci si è
accorti che copiano i libri. Coloro che dovevano sovvertire il sapere -come Eco
e i suoi sodali del gruppo '63- sono spesso diventati superbaroni accademici. E
anche quando, come di recente è accaduto con la Fondazione dalemiana
italianieuropei, si affrontano temi centrali come il rapporto tra democrazia e
religioni, si resta ancorati a letture di tipo moralistico o politico, lontane
anni luce dallo scatto in avanti presente nelle riflessioni di segno
antropologico di un Blair o sulla laicità positiva di un Sarkozy. Con una nota
di coraggio, qualche giorno fa, l'editore Luca Formenton festeggiando i 50 anni
de "Il saggiatore", marchio storico e anche militante, rivendicava
l'orizzonte "illuminista" del suo impegno. Ma si tratta, appunto, di
vedere cosa si intende oggi per illuminismo. Benigni fa riflettere e piangere
gli italiani con Dante ma questo sembra non alimentare nessuna riflessione
vera. Al di là di qualche espressione di buonismo, ereditata dalle zone più
generiche e sentimentali del cattocomunismo d'antan, o di qualche gridolino
dato accodandosi alle rivendicazioni radical chic su aborto e dintorni, non
pare di sentire da sinistra i segnali di una riscossa. Non pare appunto che
abbiano ascoltato le sonde tremende di Pavese, le accorate analisi di Pasolini,
citato ormai come un vecchio zio. Sembrano consolarsi per certe vittorie nel
campo del cinema -peraltro ottenute con niente di nuovo, tranne il tratto
registico dei due campioni Sorrentino e Garrone. E dunque viene pure il
sospetto che uno dei mali della cultura che si proclamava di sinistra era ed è
una maledetta vanità. L'attenzione alle passerelle più che ai passi da
compiere. è vero, come dice un personaggio nell'ultimo film di Indiana Jones,
che il comunismo può trasformare gli uomini da dentro, senza che se ne
accorgano, e che dunque la sconfitta politica coincida con la vittoria
culturale e di mentalità. Ma tra Indiana Jones e la realtà che vediamo intorno
c'è sempre un pizzico di distanza...E invece che le vittorie interiori di
quella passione per il mondo che certi autori a sinistra hanno testimoniato, ci
pare di vedere tanti uomini e ragazzi trasformati dentro da un pericoloso
vuoto. Per questo dico agli amici che si dicono uomini di cultura di sinistra: sveglia!.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 13-06-2008)
Argomenti: Grillo
Saffioti, Capelvenere,
Chiarini hanno descritto il suo lato politico È stato un uomo di
"strepitosi aforismi" Guareschi, non c'è dubbio. Uno dei più famosi
recita: "Non muoio neanche se mi ammazzano". Lo scrisse in un campo
di concentramento, non dalla scrivania di mogano di un bel giornale. Eccone un
altro: "Per rimanere liberi bisogna, a un bel momento, prendere senza
esitare la via della prigione". E lui lo fece. Definiva l'Italia un
"regime antifascista": dirlo quando sui muri c'erano ancora dipinte
le frasi del Duce richiedeva un certo fegato. Quanto a humour è stato una
specie di Andreotti, con la doppietta sottobraccio però. Meglio: un Ghino di
Tacco "cattolico, popolare, nazionalista, tradizionalista",
utilissimo alla Dc del primo dopoguerra ma antropologicamente
non-democristiano. Tanto da denunciare con quarant'anni di anticipo rispetto a
Colombo e Davigo la "Repubblica bustarellara". Al convegno di venerdì
scorso nell'ex Sala consiliare di via Tasso ("Guareschi, Minardi e
quant'altro") lo ha descritto molto bene Roberto Chiarini, storico della
politica alla Statale di Milano: "Guareschi è l'autore italiano del '900
più tradotto nel mondo. Uno scrittore amatissimo, lettissimo, seguitissimo. E
anche estremamente influente. Montanelli diceva che se la Dc nel '48 aveva
vinto le elezioni era stato per l'opera dei Comitati civici di Gedda e per le
vignette di Guareschi". Per Chiarini però Guareschi non era l'uomo di una
destra retriva ma un raro esempio di ""conservatorismo
esistenziale" - così mi piace chiamarlo. Ha sempre opposto alla politica
dei sentimenti più elementari. Veniva da una cultura contadina. Lui amava il
suo "mondo piccolo"". Sapeva azzannare la politica nelle parti
molli, ma non era un Beppe Grillo: "Guglielmo Giannini, con il suo Partito dell'Uomo qualunque
cercò di avviare una lotta contro la "politica", restando all'interno
della politica. Guareschi ne stava fuori: è stato piuttosto un autore
profetico". Non piaceva ai comunisti perché - caso raro tra i cattolici -
invece di sfinirli coprendoli da quella densa nebbia azzurrina in cui tutti i
rivoluzionari, oltre una certa età, finiscono per scoprirsi (da sempre)
socialdemocratici, Guareschi roteava spesso la clava. Dopo il '68 i ragazzi che
non amavano le bandiere rosse trovarono nelle sue pagine una "terra di
mezzo" in cui riparare. Una terra non clericale. Tanto è vero che a
Bergamo l'ala guareschiana era più laica che cattolica. Lo ha spiegato Carlo
Saffioti che nel 1970, "con alcuni amici", fondò in città il centro
culturale "Il baffo": "In quel momento di violenta confusione le
idee di uomini come Guareschi e come Montanelli impedirono la resa dei moderati
e l'ascesa al governo del Partito comunista, che sembrava ineluttabile".
La sede dei "baffisti" era lungo viale Papa Giovanni, "quasi
sopra l'attuale panetteria Tresoldi. Da un balcone lassù tutti i sabati
osservavamo preoccupati, spaventati, arrabbiati le manifestazioni che si
ripetevano puntualmente; gli sputi, i lanci di monetine contro i carabinieri.
Finivano quasi sempre davanti al Giornale di Bergamo diretto da Alessandro
Minardi, che faceva un'informazione poco governativa ma anche anticomunista
"senza se e senza ma"". Franco Capelvenere, che ha lavorato con
Minardi, ha raccontato che "la notte, in redazione, mi parlava sempre di
Giovannino, che già all'inizio degli anni '70 era un mito. Certo, Minardi era
molto diverso da Guareschi; non portava una camicia a quadri; vestiva sempre di
grigio, con il suo Borsalino "sulle 23" ti guardava dall'alto in
basso", eppure i due parlavano la stessa lingua: non per nulla erano nati
entrambi a Parma nel 1908. "Il caso ha voluto che a Bergamo si
fronteggiassero due grandi giornalisti" dice Capelvenere: "Don Spada
e Minardi. Un cattolico e un laico: molto diversi da Peppone e don Camillo
eppure a loro modo non così distanti dal "mondo piccolo": Spada è
stato un direttore leggendario, uno scrittore sofisticato, colto, che sapeva
anche essere gelido come la punta di una lama: non per nulla firmava i suoi
editoriali "gladius "". Minardi era il contrario di Peppone ma
la terra da cui traeva linfa questa genìa di padani era la stessa. Capelvenere
dice che esiste un carteggio fra Guareschi e Minardi che andrebbe assolutamente
pubblicato. Carlo Dignola.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 13-06-2008)
Argomenti: Grillo
Società CONSUMI E
COSTUMI La merce siamo noi Di Paolino Accolla Le nostre emozioni, i nostri
sogni, le nostre ambizioni e i nostri comportamenti sono diventati preziosi per
l'industria. Che li usa per creare oggetti del desiderio cui non sapremo
resistere: perché li abbiamo inventati noi. Benvenuti nell'era del
biocapitalismo 'Coca-Cola... Coca-Cola'. Il vecchio Vasco non intendeva certo
fare pubblicità. Nella canzone alludeva probabilmente a qualcosa di molto più
frizzante della bibita. Ma giocando di doppi sensi con quel nome, ha finito per
celebrarlo. Con l'evoluzione dell'economia di libero mercato, che gli esperti
cominciano a chiamare biocapitalismo, siamo tutti diventati veicoli
pubblicitari, ma anche consulenti industriali e prodotti di consumo: la merce
siamo noi. E siamo in vendita giorno e notte. "Il capitalismo oggi pervade
la vita quotidiano", spiega a 'L'espresso' il sociologo dei consumi Vanni
Codeluppi: "Superata la fase in cui sfruttava il lavoro dell'uomo e la
soddisfazione dei suoi bisogni materiali, ora ingloba nel meccanismo di
produzione della ricchezza le nostre emozioni e il tempo libero. Che è
diventato un nuovo tipo di lavoro". Il liceale griffato da capo a piedi è
una vetrina ambulante. La sua ragazza, quando passa ore su Internet a caccia di
nuovi cosmetici, offre alle aziende preziose indicazioni di marketing.
"L'idea di biocapitalismo poggia su due concetti: quello filosofico-politico
di biopotere (per Michel Foucault, la tendenza del sistema a controllare i
cittadini per integrarli nella produzione), e quello tecnico-industriale di
biocapitale, legato cioè al mercato del corpo, come il commercio di organi e
tessuti umani, il copyright di farmaci o Dna e la chirurgia estetica",
chiarisce Codeluppi, che insegna all'Università di Modena e Reggio Emilia ed è
autore di 'Il biocapitalismo', in uscita a fine mese da Bollati-Boringhieri. A
questa nuova fase gli studiosi hanno dato finora nomi diversi: capitalismo
cognitivo, economia del simbolico, accumulazione flessibile, economia
immateriale. Che comunque significano una cosa: l'industria utilizza come
materie prime anche le nostre conoscenze, esperienze, emozioni, desideri e aspirazioni.
Per inondare il mercato di prodotti che valgono non tanto per la loro utilità,
ma perché procurano sensazioni, fanno sognare, conferiscono status, comunicano
valori sociali. 'Indossa Chi Ti ama', strizza l'occhio La Perla; cattura 'Il
Potere Dei Sogni', incalza Honda; abbraccia il mondo e tutte le sue razze con
gli United Colors, invita Benetton. "L'azienda", prosegue Codeluppi,
"pensa ormai come un grande cervello di cui fa parte anche il consumatore,
coinvolto attraverso una retorica della partecipazione che gli è presentata
come libera scelta, ma non lo è. La dimensione dell'individuo tende a
scomparire per essere sostituita dal rapporto consumatore-azienda. I ruoli
delle due parti si confondono, tra produttore e consumatore diventa simbiosi".
L'individuo può solo decidere cosa consumare, scegliendo i prodotti che sente
più suoi. "Con questi si costruisce un'identità, persa quella un tempo
determinata dall'appartenenza a gruppi familiari, nazionali,
professionali", dice Codeluppi. Polverizzata da globalizzazione e
benessere diffuso. Sottrarsi non è impossibile, ma la dinamica dei consumi, che
obbliga le aziende a monitorare bisogni individuali e costumi, alla fine
permette di correggere strategie di vendita e ideare merci e servizi sempre più
mirati. E nuovi bisogni: "Il vero motore della crescita". I
dipendenti di Google sono tenuti, per contratto, a passare il 20 per cento del
tempo lavorativo a 'farsi venire idee', sfruttando gli input dei consumatori.
Ogni reclamo, critica e manifestazione no global, impone a chi vende di
modificare contenuti e confezioni della merce, e individuare lo stile più
politicamente corretto per vendere. La domanda di equosolidale cresce? Quella
di cibi con grassi idrogenati cala? Le imprese si adeguano. Così come aggiustano
il tiro dell'offerta attraverso ogni spesa fatta con fidelity card o bancomat,
che forniscono un profilo dei gusti di chi compra. Lo stesso vale per le
ricerche fatte dai consumatori in Rete: fondamentali per lo sviluppo di nuovi
prodotti e pubblicità. Non a caso in questa fase di crisi dell'economia
occidentale una delle poche voci in forte crescita è il search advertising, la
pubblicità che compare sulle pagine di Internet quando si fa una ricerca. Non a
caso Google ritiene di poter contare su una solida posizione di mercato per il
2008 e oltre, secondo l'amministratore delegato Eric Schmidt, "comunque
vadano le cose". Le analisi sui consumi che le società di marketing
vendono a peso d'oro a produttori e distributori, senza rivelare nomi e cognomi,
sono entrate addirittura in politica. I candidati in lizza per la Casa Bianca
non nascondono di basare le loro strategie anche sui rilevamenti di mercato,
secondo cui i democratici più progressisti amano olio d'oliva e cibi biologici,
mentre i repubblicani più conservatori preferiscono burro e prodotti lavorati
dall'industria. La conoscenza è indispensabile per un rapporto di fiducia e,
come in politica, si muove in due direzioni anche nel rapporto
azienda-consumatore. C'è la conoscenza che va dal produttore al consumatore e
quella in senso inverso. Per il nuovo hotel a Port of Spain la multinazionale
alberghiera Hyatt ha scelto il nome Global Hyatt Trinidad dopo aver scoperto
con ricerche on line che l'isola caraibica è più nota come Trinidad. Nokia ha invece
chiesto ai consumatori di partecipare al futuro del suo Sports Tracker,
suggerendo via Web nuove funzioni per questo telefonino dotato di
posizionamento satellitare. Le imprese, per gli analisti industriali, non
possono più fare a meno del contributo del cosiddetto 'giudizio dei più'.
Bussola per capire il mercato, il contributo dei consumatori ispira un nuovo
tipo di sviluppo, la 'wikieconomia' (sul modello di Wikipedia), che cresce di
ora in ora con l'apporto di chiunque senta bisogno o voglia di metterci del
suo. Il bello è che il sistema funziona nei settori più diversi, informazione
compresa, vedi lo spazio dedicato dai siti di giornali e tv al citizen
journalism, che consente a chiunque di diventare fornitore di notizie. è grazie
alle immagini riprese col telefonino da un passante e inviate ai media che sono
stati identificati gli autori della recente spedizione punitiva contro gli
extracomunitari del Pigneto a Roma. Sono una valanga i contributi volontari
offerti da quelli che il futurologo Alvin Toffler ha da tempo battezzato
prosumer, ovvero produttori-consumatori. Che dicono la loro con blog e forum,
sentendo di svolgere un ruolo importante per un prodotto in cui credono, e per
la società. La simbiosi azienda-consumatore si estende anche ad ambiti
commerciali tradizionali. è il caso di Ikea che, abbattuti i prezzi abolendo il
concetto di arredamento preconfigurato, ha delegato il compito di montare i
mobili a chi compra. Che paga così, con il tempo libero trasformato in lavoro,
quanto ha risparmiato in denaro. La marca è il volto e la voce amica con cui le
aziende si rivolgono ai consumatori per stabilire familiarità. Persino ospedali
e università si dotano di un logo e presentano un'immagine imperniata sul
prestigio del nome più che sul servizio. E le aziende diversificano l'offerta
per proporsi come veicolo di stile di vita: nei suoi outlet la Mercedes vende
anche biciclette, guanti e accessori. Per Zegna gli accessori rappresentano
ormai quasi metà del fatturato. Il concetto di marca si è perfino imposto su
chi è imprenditore di se stesso. Qualche tempo fa Vicky Lee, una sorta di
velina inglese, ha raccontato che a 27 anni si è già sottoposta a 41 interventi
di chirurgia plastica. Ogni ritocco la fa sentire più sicura, consolida la sua
carriera di cover girl, la sua identità. In modo completamente diverso, persino
l'ultralternativo Beppe Grillo risponde a questa logica di marca: per promuovere la sua
immagine si è affidato alle arti della premiata ditta Casaleggio. Ma lui è una
star. Casalinghe, operai, commesse e impiegati si accontentano dell'immagine
acquisita da un marchio: devono solo scegliere se entrare nella tribù di facce
pulite che usa il tam-tam di Tim, nel più arcano popolo della notte che
carbura a Bacardi, o magari in entrambi i gruppi. Il biocapitalismo incoraggia
la pluriappartenenza. Chi Vespa non è condannato a mangiare solo mele: gli
basta investire qualche decina di euro per diventare titolare di una maglietta
rosso fiamma con cavallino rampante. E rivendicare, a pieno diritto, l'affiliazione
all'esclusivo club dei ferraristi. n Straricchi e straviziati In tempi di crisi
le aziende che si rivolgono a chi aspira a beni di lusso sono le prime a
soffrire. L'analista economico Gerry Adolph riassume così la situazione di
mercato nella fascia più alta dei consumi: "Le cose andranno probabilmente
bene per chi vende borsette da 10-20 mila dollari ma chi, come Burberry o
Gucci, ha abbassato il tiro per allargare le vendite si trova esposto".
Esposto al rallentamento della crescita in Europa e Nordamerica, nonostante
l'espansione di mercato assicurata dalle economie rampanti di Brasile, Cina,
India e Russia. Il quadro tracciato da Adolph, manager della società di
consulenza finanziaria britannica Booz & Company, ha trovato ampia eco al Business
Luxury Summit organizzato per fine maggio a Tokyo dal quotidiano 'Financial
Times'. Anche i ricchi, dunque, in questo momento ci pensano due volte prima di
spendere: ma gli straricchi no. Si fanno un baffo della congiuntura e si
ritirano nell'empireo creato da certe marche. "Quelle in grado di offrire
qualcosa di veramente unico", spiega Milton Pedraza del Luxury Institute
di New York, "tornando a valorizzare articoli di gusto classico e prodotti
in grado di durare". Fatti di materiali preziosi e alto contenuto
artigianale. Per appartenere all'Olimpo dei consumatori non basta più avere
l'accessorio giusto al momento giusto. La stagione della democratizzazione del
lusso, inflazionata da borsette e orologi facilmente falsificabili, è finita: i
ricchi fra i ricchi pretendono di più. Non solo prodotti di marchio, ma
proposte realmente esclusive. Come fa la Mercedes, che alla crema dei suoi
clienti offre l'accesso a un club londinese per 35 mila sterline (quasi 45 mila
euro) all'anno. Creare un ambiente molto ristretto per la nuova aristocrazia
del denaro è la strategia vincente per comunicare i valori di marca, concorda
Julian Diment della Dunhill che, sempre a Londra, aprirà in agosto un suo club
con cinema, ristoranti e centro spa, assicurando un'esperienza totale dei
prodotti della casa. In questo sta la forza della marca, sottolinea Luca
Cipiccia, analista della banca d'affari Goldman Sachs. La capacità cioè di
rimanere punto di riferimento centrale per i clienti, parte di un mondo al di
sopra dei capricci dell'economia. Non facile: bisogna avere una capacità di
richiamo mondiale senza compromettere il carattere elitario implicito nel
concetto di 'offerta limitata'. P. A.
( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Grillo
L'America per molti
anni ha rappresentato un modello di libertà e di giustizia. Poi c'è stato l'11
settembre, la guerra al terrorismo, l'Irak e tante, troppe deroghe ai principi
che proprio l'America ha vantato come sacri per tanti decenni. La prigione di
Guantanamo, dove centinaia di persone sono state detenute senza diritti e
sottoposte a tortura, rappresenta la violazione più clamorosa. Ieri la Corte Suprema
degli Stati Uniti ha riconosciuto il diritto costituzionale dei detenuti nel
campo di prigionia di ricorrere nei tribunali ordinari americani contro la loro
detenzione. Considerate queste cifre: su 775 detenuti due terzi sono stati
consegnati ai paesi d'origine dove sono stati rilasciati perché innocenti.
Altri 70 dovrebbero essere rilasciati a breve, contro 120 ci sono indizi
palesemente insufficienti, solo a carico di 80 persone (appena il 10%) le prove
sarebbero più serie. Il quadro è chiaro: Guantanamo non è servita a combattere
il terrorismo ma ha rovinato la vita a quasi 700 innocenti infliggendo un danno
colossale alla credibilità degli Usa nel mondo. Entrambi i candidati alla Casa
Bianca, John McCain e Barack Obama, si sono espressi da tempo e con convinzione
per la chiusura di questo campo. La sentenza di ieri è un passo importante
nella giusta direzione. Io dico: l'America sta tornando ad essere l'America.
Scritto in Varie Commenti ( 2 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Jun 08 Ancora su Vasco Rossi e
la droga Mi scuso con i lettori abituali su questo blog, ma continuo a ricevere
centinaia di e mail su Vasco Rossi (il mio indirizzo è stato cortesemente
segnalato sul sito di Vasco Rossi dai suoi redattori) e devo tornare sul tema.
Molti mi rimproverano di non dialogare, ma come faccio a dialogare se nove
messaggi su dieci sono di insulti e di minacce pesantissime? Qualche
precisazione: 1) Non apprezzare Vasco Rossi è un diritto, che ribadisco.
Sarebbe auspicabile che i dissensi dei suoi fan venissero espressi in modo
civile. Chiedo troppo? 2) Contrariamente a quanto scrivono in molti, io non ho
detto che chi apprezza Vasco è un drogato. Ho scritto una cosa diversa: che
alcune sue canzoni potevano spingere molti giovani a far uso di droga. Per due
ragioni. La prima, perché i testi di molte canzoni, pur non menzionando mai le
sostanze stupefacenti (cosa vietata per legge) lanciano messaggi, come
dire.facilmente equivocabili. Negli ultimi anni Vasco Rossi ha scritto canzoni
dai contenuti completamente diversi. Bene, ma le vecchie canzoni continuano ad
essere proposte (inevitabilmente) e il rischio che vengano, ancora una volta,
"equivocate" esiste. La seconda ragione: Vasco per molti anni, ha
fatto uso di droghe, ammettendolo pubblicamente (ha avuto anche guai con la
giustizia), e comparendo in pubblico, ai concerti e qualche volta anche in tv
visibilmente fatto. Vasco era (ed è) un idolo e da sempre gli adolescenti
tendono a identificarsi e a imitare i propri idoli. Il rischio di
un'emulazione, quando lui incitava i suoi fan a vivere una vita spericolata e
ad andare al massimo, era pertanto molto alto. 3) I suoi fan dicono che da
dieci anni Rossi è cambiato. Bene. Ma nel 2003 in un concerto a San Siro è
salito sul palco con le magliette per legalizzare la marijuana e l'anno scorso
in un'intervista sosteneva che le droghe non sono tutte uguali e che la
marijuana è meno pericolosa dell'alcol. La marijuana non è una droga? Andate a
leggervi quali sono gli effetti reali degli spinelli. Riporto questo passaggio
dal sito del massimo esperto italiano Riccardo Gatti: Il 25 aprile 2007
l'Ufficio USA del National Drug Control ed il National Institute on Drug Abuse
hanno reso nota le ultime analisi si un progetto di monitoraggio che ha
rivelato come il THC, principio attivo della marijuana, ha raggiunto, negli
Stati Uniti, il più alto livello da quando il monitoraggio è iniziato. Il THC, oggi,
è presente con un quantitativo medio dell' 8.5 %. Negli anni '80 era sotto il
4%. Il 60% delle persone che usano questa droga per la prima volta hanno meno
di 18 anni. Negli adolescenti e nei giovani adulti "il cervello continua a
svilupparsi e può essere vulnerabile agli effetti deleteri della
marijuana". Questa droga, come dice la Dott.ssa Volkow, "può produrre
cambiamenti nocivi a livello fisico, mentale, emozionale e, contrariamente alle
credenze popolari, può dare dipendenza". L'aumento del principio attivo
potrebbe anche essere la ragione di un aumento degli interventi di pronto
soccorso connessi all'uso di marijuana. 4) Tutto ciò considerato è davvero
scandaloso interrogarsi su Vasco Rossi e la droga nell'arco della sua lunga,
ricca di successi e movimentata carriera? Scritto in Italia, Varie Commenti (
118 ) " (27 voti, il voto medio è: 1.44 su un massimo di 5) Loading ... Il
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articolo a un amico 09Jun 08 Petrolio, libero mercato o libera speculazione?
Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata
del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a
spiegarla. Non basta, a giustificarla, l'aumento della domanda generata da
India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti
impianti di estrazione nei Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una
volta, stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros,
che in materia se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla,
simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i
future movimentano un miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni
scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui
fondi hedge che speculano sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007.
Insomma, staremmo pagando il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di
una speculazione che, amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se
stessa. Anzi rischiamo di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con
gli effetti imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà
repentino e altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi
provocata dalla speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è
nemmeno conclusa. Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come
rimediare? Scritto in globalizzazione Commenti ( 54 ) " (14 voti, il voto
medio è: 2.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08
Una vita meritocratica. La polemica su Vasco Rossi è ormai degenerata, pochi
inviano messaggi di dissenso civili e motivati, la maggior parte non fa che
lanciarmi ingiurie talvolta pesantissime; alcuni addirittura mi minacciano
(complimenti). Molti di voi insistono nel considerarlo un idolo e un messaggero
d'amore, un personaggio positivo in una società degenerata. Sarà, ma rivendico
il diritto di non apprezzarlo come cantante e di avere forti, motivate riserve
sul messaggio che ha inviato per decenni. Non intendo però andare avanti in
eterno con questa diatriba, ormai inutile e squalificante per chi la alimenta,
ho pertanto deciso di togliere la frase "incriminata", peraltro poche
righe in un post incentrato su una personalità di ben altro spessore come Max
Gallo. Auguri a tutti. Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti
dal mondo della scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese
offrivano droga gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi
giorni trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si
ribellano ai controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi
liberamente, episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso
decisamente male. Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho
intervistato per il Giornale, e che dice basta con la cultura edonista
ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere
"il luogo della trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale
l'idea che lo studio debba essere divertente, che si possa imparare senza
faticare. E invece no: apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo,
richiede sacrificio. L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato
con uno sbocco professionale premiante. Così la scuola può diventare
autenticamente meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di
ripristinare una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente
progressista, di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie
poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano
altro che squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in
globalizzazione, Italia Commenti ( 339 ) " (25 voti, il voto medio è: 2.24
su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando i
Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è
sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto
scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto
quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci
sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è
chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il
messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi
trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni
volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano
con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al
contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze
dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo
Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv
ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si occupano
di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a fin di
bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra, anche i
media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia, giornalismo
Commenti ( 47 ) " (11 voti, il voto medio è: 2.36 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può sostenere
l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una necessità per
Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia. Vero: se non si
mantiene una piramide demografica, in cui le persone in attività sono molto più
numerose di quelle in pensione, il sistema economico e sociale crolla. Ben vengando
dunque giovani immigrati. Il problema però va affrontato con buon senso e
proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo
l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza economica, nel quale una famiglia su
tre è in difficoltà, mentre complessivamente il potere d'acquisto è crollato
del 13% in sei anni. - il capo della polizia Manganelli ha diffuso ieri le
cifre ufficiali sulla criminalità. I reati commessi dagli immigrati irregolari
(clandestini o comunitari senza reddito regolare), sono pari al 30%, con punte
del 60-70% in certe zone del nord. Da qui due considerazioni: quando la
criminalità causata da stranieri irregolari è così diffusa, l'immigrazione
anziché un beneficio si trasforma in un costo sociale, con il peggioramento delle
condizioni di sicurezza della popolazione civile, l'aumento delle spese delle
forze dell'oirdine, il sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro
già ingolfati. Il che rischia di generare tendenze razziste, a danno
innanzitutto i tanti immigrati che invece vogliono integrarsi. Insomma, si
trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente aperto, tollerante e non
sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente
quanti immigrati possano essere assorbiti da un'economia in declino (o
perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione ancora elevato,
soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per chi arriva,
alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere soddisfatte? E
allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista profondamente,
l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile dall'Italia?
Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) " (11 voti, il voto medio
è: 3.36 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 Rossi
contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti avvenuti
poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti feriti. Si parla
di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di Lettere per protestare
contro i "fascisti", e di un collettivo nero che per vendetta ha
aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo tornati all'Italia
degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano finalmente un nuovo modo
di far politica, che contempla un confronto civile in Parlamento, come deve
essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli che rappresentano
frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico e di
intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure d'incanto ha
una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al suo leader
Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i gruppuscoli
comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una volta
mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le
strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed
ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a
Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi
c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta
qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (8 voti,
il voto medio è: 2.88 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May
08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha
dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma :
"Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo
consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre".
Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato
molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e
gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in
generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando
finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se
ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul
Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento
necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di
sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo
l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione
nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste
le caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia
temporanea, da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque
l'inizio della rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in
Italia Commenti ( 17 ) " (4 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo.
Oggi a Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il
parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La
Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione
in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva
degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste
iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa
forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è
più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico
di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui
la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di
solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e
il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante
novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment
europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la
cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia
sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come
fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua
trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà
capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 63 ) " (8 voti, il voto medio
è: 2.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12May 08 Onore a
Veltroni. Non mi piace il clima che si sta creando nel Paese. Gli animi,
anziché placarsi (dopo le elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre
più duri e demagogici. Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché,
storicamente, non porta mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità,
incoraggiante: il Partito democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco,
si sta comportando con grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e
oggettivo. Il caso Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo
presidente del Senato non mi convince: avrei preferito per la seconda carica
dello Stato una personalità dal profilo politico più alto o con una personalità
più carismatica; un simbolo riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi
sembrano strumentali. Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una
società con diverse persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per
mafia. Diciotto anni sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è
colluso con la mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la
magistratura e le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure
era in buona fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori,
quell'infortunio. Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata,
finalmente matura ( quella di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante,
estrema che non perde occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa:
dalla fiera del libro di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso
Schifani. Io dico: onore a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola?
Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 81 ) " (7 voti, il voto medio è:
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ci sarà."Come... paolo: piccolo spazio.pubblicità..ades so ti
conosciamo.contento caro sig. Foa? Gabry....: Foa, ancora non vediamo scritte
le tue scuse. cosa stai aspettando capita a tutti di sbagliare, dai... max66:
Caro Foa,visto che siamo coetanei mi permetto di darti un consiglio,se
veramente temi per la tua... Ultime news Lavoro, altre vittime Due morti a
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Commenti.
( da "Corriere delle Alpi" del 14-06-2008)
Argomenti: Grillo
L'INTERVENTO
Rifiuti, situazione grave PIERO BALZAN Qualche giorno fa ho avuto occasione di
scrivere che non era necessario che i consiglieri provinciali si preoccupassero
più di tanto per la politica della Provincia nel campo dei rifiuti dal momento
che, tra meno di un anno, ci saranno le elezioni. Mi accorgo, leggendo le
cronache di questi giorni, di avere fatto un errore di valutazione e che il
tempo a disposizione è veramente poco. I segnali sono inequivocabili e sarebbe
da stolti o da pazzi non tenerne conto. Li elenco. Primo segnale: "Il
rincaro, direttamente in bolletta, sarà attorno al 16% e ci consentirà uno
sforzo per raggiungere una quota di raccolta differenziata del 66%. La
situazione è pesante ed è destinata a diventarlo ancora di più nei prossimi
mesi. I prezzi di smaltimento del secco sono schizzati in alto a causa della
situazione campana; le discariche in Italia si vanno esaurendo ed i siti sono
sempre gli stessi quindi sono loro che fanno il prezzo. A questo dobbiamo poi
aggiungere il costo del trasporto, perché è noto a tutti che la Marca
(trevigiana) conferisce la frazione non riciclabile nel sud dell'Italia, dal
Lazio alla Puglia. Per questo ritengo che sia venuto il momento di fare delle
riflessioni anche in Veneto sulla necessità di essere autosufficienti. I prezzi
li fanno i proprietari di impianti e chi non li ha deve subire". Queste
affermazioni, apparse sulla stampa qualche giorno fa, sono di Riccardo Szumski,
presidente di Savno, azienda che raccoglie rifiuti in 35 comuni del
Coneglianese. Balza agli occhi la contraddizione: si punta sulla differenziata
sempre più spinta (del resto su quella hanno campato) dichiarando, al contempo,
che diventerà sempre più cara e che servono impianti tecnologici di
smaltimento. Non una parola sulla compatibilità tra le due scelte ed
ammissione, neanche tanto implicita, che con la sola differenziata l'unica cosa
sicura sarà la spesa sempre crescente. Contraddizione o meno, è evidente la
preoccupazione con cui Szumski è costretto a chiedere nuovi soldi per lo
smaltimento così come è evidente la sovrana indifferenza con cui la Provincia
di Belluno - leggasi Reolon e Pison - ha accolto tale notizia: nessun commento.
Gli ispiratori trevigiani della politica bellunese, tutta mirata alla sola
raccolta differenziata spinta dei rifiuti, sono preoccupati? Sembra siano solo
affari loro, ai nostri amministratori le preoccupazioni dei loro maestri non
interessano e vanno avanti come niente fosse, senza discariche e mettendo in
pericolo di sopravvivenza anche l'unico impianto esistente (il Maserot).
Secondo segnale: sempre qualche giorno fa, sulla stampa, l'assessore regionale
all'Ambiente, Conta, denunciava con forza la piaga dello smaltimento illegale
dei rifiuti, con ditte che appaiono dal nulla, raccolgono rifiuti (e soldi
ovviamente) da riciclare, riempiono uno o più capannoni e poi spariscono
lasciando i capannoni ed il loro contenuto sulle spalle (e le tasche) dei
comuni dove sono ubicati. Terzo segnale: il "Rapporto Ecomafia 2008"
di Legambiente colloca il Veneto al secondo posto per "illegalità nel
ciclo dei rifiuti". Secondo Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale
di Legambiente, dal Veneto, non solo si esportano illegalmente rifiuti, ma lo
si fa anche nel proprio territorio seppellendoli in discariche abusive o
cambiando i codici relativi agli scarti, che così da nocivi diventano non
pericolosi e invece di essere distrutti vengono utilizzati per realizzare
sottofondi stradali. A riprova di tale affermazione viene citato il sequestro
di un tratto della statale del Santo e di 5 chilometri della linea Alta
Velocità tra Padova e Venezia nonché di un ponte sulla Transpolesana. Quarto
segnale: i responsabili del Centro di Riciclaggio di Vedelago, vicino a
Castelfranco Veneto, stanno inondando Internet (anche
grazie ai siti collegati a Beppe Grillo) con la pubblicità relativa alla loro capacità tecnologica di
riciclare quasi il 100% dei rifiuti loro conferiti attraverso le raccolte
differenziate (conferiscono anche alcuni comuni della provincia di Belluno).
Fanno cose abbastanza semplici, dividono i rifiuti che arrivano, triturano,
avviano alcune componenti al recupero (forse), altre all'incenerimento o
ad un blando trattamento di estrusione e poi, miracolo, trasformano la parte
peggiore del rifiuto, gli scarti di plastica ed altro più difficili da trattare
(e da smaltire) in "sabbia sintetica" per calcestruzzi, malte o
cementi, il tutto con tanto di certificati UNI ed attestati universitari. La
trasformazione di plastica in sabbia non è contemplata tra le possibilità
tecnologiche e quindi va giustamente rubricata sotto la voce
"miracolo". Perché hanno deciso di chiamare sabbia quella poltiglia
di plastica ed altro? Probabilmente per invogliare gli utilizzatori o per
evitare il rischio, chiamandola magari "biscotto", che finisca in
qualche negozio alimentare. Meno miracolosa ma ugualmente sorprendente è la
dichiarazione che un prodotto forzatamente disomogeneo e sempre differente tra
una partita e l'altra sia certificato UNI. In letteratura ci sono vari esempi
di rifiuti utilizzati per sottofondi stradali od altro; per alcuni i risultati
sono incoraggianti, ma tutti, almeno dove le cose sono fatte come si deve, sono
sottoposti ad un rigido controllo. Hanno tutti il carattere di sperimentazione,
si sa esattamente dove vengono eseguiti i lavori e la loro durata e in tutti
gli studi si sottolinea che andranno verificati i comportamenti dei manufatti
interessati dai rifiuti nel lungo periodo e che fino a quando non ci saranno
risposte esaustive l'utilizzo di tali rifiuti nel settore costruzioni od affini
non potrà avvenire liberamente. A Vedelago, in quattro e quattr'otto, hanno
risolto ogni problema. Sarà ma ho più di qualche dubbio. I quattro episodi
citati (ma si potrebbe continuare a lungo) riguardano, soprattutto, la pianura
veneta ma servono a capire il guaio nel quale si è cacciata la provincia di
Belluno. La linea dell'attuale amministrazione provinciale è semplicissima:
raccolta differenziata spinta, nessuna nuova discarica (tutt'al più ampliamento
di quelle esistenti) e rifiuti che partono per destinazioni fuori provincia,
siano esse il riciclo o l'incenerimento. Gli ispiratori di questa linea, almeno
a sentire i responsabili provinciali, sono stati, in questi anni, i vari
consorzi di raccolta (a cominciare da quello della Priula) che operano nel
Trevigiano. Gli episodi citati mostrano le crepe ed i gravi rischi di tale
strategia: i costi minacciano di andare fuori controllo senza valide soluzioni
alternative nel territorio mentre le varie forme di riciclaggio proposte
assomigliano più ad una forma di "smaltimento creativo" che ad un
consolidato assetto tecnologico. Il fatto grave è che, mentre nel Trevigiano
qualcuno comincia a rendersi conto della realtà, da noi ci si vanta di volere
fare ancora meno (loro qualche impianto di lavorazione intermedio lo hanno,
mentre noi stiamo condannando al fallimento l'unico operativo in provincia).
Noi bellunesi siamo sempre lì a parlare di autonomia, quanto ci costa non
averla e cosa bisogna fare per ottenerla. Tutte cose sacrosante, ma a cosa
serve l'autonomia se poi non siamo neanche capaci di smaltire i nostri rifiuti
senza gli impianti di altri? La mia speranza è che la situazione che ho
illustrato convinca i cittadini, i sindaci ed i consiglieri provinciali ad
affrontare con determinazione questo problema nella certezza che, altrimenti,
fra un anno il risveglio sarà molto più amaro.
( da "Giornale.it, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Grillo
Perché gli irlandesi
hanno detto no al Trattato di Lisbona? Come spiego in un'analisi pubblicata oggi
non certo perché sono antieuropeisti, al contrario. "Come tutti gli
europei, gli irlandesi non capiscono più il proprio Paese, non sanno più se
conta di più il governo di Dublino o la Commissione di Bruxellese quando
chiedono ragguagli nessuno è in grado di tracciare unconfine preciso tra l'uno
e l'altra". Percepiscono l'Unione europea come un potere che sottrae fette
crescenti di sovranità eppure resta senza volto. "Chi rappresenta l'Europa
oggi? Il presidente Barroso no di certo. L'Europa è un'oligarchia impalpabile
ma molto influente, che condiziona la politica economica di ogni Paese,
sovrasta i Parlamenti nazionali grazie alle direttive, fa giurisprudenza
attraverso la Corte di giustizia europea.E incoraggia migrazioni massicce
attraverso l'accordo di Schengen, positivo sotto molti aspetti, ma le cui
ripercussioni sono state a lungo sottovalutate e che ha finito per agevolare
l'afflusso di clandestini extracomunitari. Gli irlandesi hanno votato no a
larga maggioranza per una ragione in fondo semplice: non hanno capito che cosa
fosse davvero il Trattato di Lisbona". Pretendevano chiarezza e invece si
sono visti sottoporre un'insieme di accordi che la facevano apparire ancor più
criptica e impenetrabile. Dopo il voto in Francia, Olanda e Irlanda la lezione
secondo me è chiara: l'attuale processo di costruzione europea trainato dalle
élites politiche senza richiedere il consenso diretto del popolo, non funziona
più. Non c'è che una soluzione: istituzioni più semplici, perlomeno
comprensibili, e più democrazia. Ma i governi lo vorranno? E l'unione dei
popoli europei può davvero esistere o scopriremo che è un'illusione? Scritto in
europa, democrazia Non commentato " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di
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un amico 13Jun 08 Sentenza su Guantanamo, bentornata America L'America per
molti anni ha rappresentato un modello di libertà e di giustizia. Poi c'è stato
l'11 settembre, la guerra al terrorismo, l'Irak e tante, troppe deroghe ai principi
che proprio l'America ha vantato come sacri per tanti decenni. La prigione di
Guantanamo, dove centinaia di persone sono state detenute senza diritti e
sottoposte a tortura, rappresenta la violazione più clamorosa. Ieri la Corte
Suprema degli Stati Uniti ha riconosciuto il diritto costituzionale dei
detenuti nel campo di prigionia di ricorrere nei tribunali ordinari americani
contro la loro detenzione. Considerate queste cifre: su 775 detenuti due terzi
sono stati consegnati ai paesi d'origine dove sono stati rilasciati perché
innocenti. Altri 70 dovrebbero essere rilasciati a breve, contro 120 ci sono
indizi palesemente insufficienti, solo a carico di 80 persone (appena il 10%)
le prove sarebbero più serie. Il quadro è chiaro: Guantanamo non è servita a
combattere il terrorismo ma ha rovinato la vita a quasi 700 innocenti
infliggendo un danno colossale alla credibilità degli Usa nel mondo. Entrambi i
candidati alla Casa Bianca, John McCain e Barack Obama, si sono espressi da
tempo e con convinzione per la chiusura di questo campo. La sentenza di ieri è
un passo importante nella giusta direzione. Io dico: l'America sta tornando ad
essere l'America. Scritto in gli usa e il mondo Commenti ( 13 ) " (7 voti,
il voto medio è: 2.14 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Jun
08 Ancora su Vasco Rossi e la droga Mi scuso con i lettori abituali su questo
blog, ma continuo a ricevere centinaia di e mail su Vasco Rossi (il mio
indirizzo è stato cortesemente segnalato sul sito di Vasco Rossi dai suoi
redattori) e devo tornare sul tema. Molti mi rimproverano di non dialogare, ma
come faccio a dialogare se nove messaggi su dieci sono di insulti e di minacce
pesantissime? Qualche precisazione: 1) Non apprezzare Vasco Rossi è un diritto,
che ribadisco. Sarebbe auspicabile che i dissensi dei suoi fan venissero
espressi in modo civile. Chiedo troppo? 2) Contrariamente a quanto scrivono in
molti, io non ho detto che chi apprezza Vasco è un drogato. Ho scritto una cosa
diversa: che alcune sue canzoni potevano spingere molti giovani a far uso di
droga. Per due ragioni. La prima, perché i testi di molte canzoni, pur non
menzionando mai le sostanze stupefacenti (cosa vietata per legge) lanciano
messaggi, come dire.facilmente equivocabili. Negli ultimi anni Vasco Rossi ha
scritto canzoni dai contenuti completamente diversi. Bene, ma le vecchie
canzoni continuano ad essere proposte (inevitabilmente) e il rischio che
vengano, ancora una volta, "equivocate" esiste. La seconda ragione:
Vasco per molti anni, ha fatto uso di droghe, ammettendolo pubblicamente (ha
avuto anche guai con la giustizia), e comparendo in pubblico, ai concerti e
qualche volta anche in tv visibilmente fatto. Vasco era (ed è) un idolo e da
sempre gli adolescenti tendono a identificarsi e a imitare i propri idoli. Il
rischio di un'emulazione, quando lui incitava i suoi fan a vivere una vita
spericolata e ad andare al massimo, era pertanto molto alto. 3) I suoi fan
dicono che da dieci anni Rossi è cambiato. Bene. Ma nel 2003 in un concerto a
San Siro è salito sul palco con le magliette per legalizzare la marijuana e
l'anno scorso in un'intervista sosteneva che le droghe non sono tutte uguali e
che la marijuana è meno pericolosa dell'alcol. La marijuana non è una droga?
Andate a leggervi quali sono gli effetti reali degli spinelli. Riporto questo
passaggio dal sito del massimo esperto italiano Riccardo Gatti: Il 25 aprile
2007 l'Ufficio USA del National Drug Control ed il National Institute on Drug
Abuse hanno reso nota le ultime analisi si un progetto di monitoraggio che ha
rivelato come il THC, principio attivo della marijuana, ha raggiunto, negli
Stati Uniti, il più alto livello da quando il monitoraggio è iniziato. Il THC,
oggi, è presente con un quantitativo medio dell' 8.5 %. Negli anni '80 era
sotto il 4%. Il 60% delle persone che usano questa droga per la prima volta
hanno meno di 18 anni. Negli adolescenti e nei giovani adulti "il cervello
continua a svilupparsi e può essere vulnerabile agli effetti deleteri della
marijuana". Questa droga, come dice la Dott.ssa Volkow, "può produrre
cambiamenti nocivi a livello fisico, mentale, emozionale e, contrariamente alle
credenze popolari, può dare dipendenza". L'aumento del principio attivo
potrebbe anche essere la ragione di un aumento degli interventi di pronto
soccorso connessi all'uso di marijuana. 4) Tutto ciò considerato è davvero
scandaloso interrogarsi su Vasco Rossi e la droga nell'arco della sua lunga,
ricca di successi e movimentata carriera? Scritto in Italia, Varie Commenti (
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articolo a un amico 09Jun 08 Petrolio, libero mercato o libera speculazione?
Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata
del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a
spiegarla. Non basta, a giustificarla, l'aumento della domanda generata da
India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti
impianti di estrazione nei Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una
volta, stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros,
che in materia se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla,
simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i
future movimentano un miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni
scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui
fondi hedge che speculano sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007.
Insomma, staremmo pagando il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di
una speculazione che, amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se
stessa. Anzi rischiamo di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con
gli effetti imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà
repentino e altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi
provocata dalla speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è
nemmeno conclusa. Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come
rimediare? Scritto in globalizzazione Commenti ( 55 ) " (16 voti, il voto
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08
Una vita meritocratica. La polemica su Vasco Rossi è ormai degenerata, pochi
inviano messaggi di dissenso civili e motivati, la maggior parte non fa che
lanciarmi ingiurie talvolta pesantissime; alcuni addirittura mi minacciano
(complimenti). Molti di voi insistono nel considerarlo un idolo e un messaggero
d'amore, un personaggio positivo in una società degenerata. Sarà, ma rivendico
il diritto di non apprezzarlo come cantante e di avere forti, motivate riserve
sul messaggio che ha inviato per decenni. Non intendo però andare avanti in
eterno con questa diatriba, ormai inutile e squalificante per chi la alimenta,
ho pertanto deciso di togliere la frase "incriminata", peraltro poche
righe in un post incentrato su una personalità di ben altro spessore come Max
Gallo. Auguri a tutti. Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti
dal mondo della scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese
offrivano droga gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi
giorni trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si
ribellano ai controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi
liberamente, episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso
decisamente male. Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho
intervistato per il Giornale, e che dice basta con la cultura edonista
ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere
"il luogo della trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale
l'idea che lo studio debba essere divertente, che si possa imparare senza
faticare. E invece no: apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo,
richiede sacrificio. L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato
con uno sbocco professionale premiante. Così la scuola può diventare
autenticamente meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di
ripristinare una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente
progressista, di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie
poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano
altro che squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in
globalizzazione, Italia Commenti ( 429 ) " (30 voti, il voto medio è: 2.3
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando i
Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è
sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto
scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto
quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci
sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è
chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il
messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi
trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni
volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano
con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al
contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze
dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo
Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv
ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si
occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a
fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra,
anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia,
giornalismo Commenti ( 47 ) " (14 voti, il voto medio è: 2.07 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può
sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una
necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia.
Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in
attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e
sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va
affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi
giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza
economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre
complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo
della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità.
I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza
reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del
nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri
irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in
un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della
popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il
sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che
rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati
che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia,
tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera.
Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere
assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di
disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli
italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno
essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi
rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è
sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) "
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27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei
fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro
studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza
di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo
nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa.
Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano
finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in
Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli
che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio politico
e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure
d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al
suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i
gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una
volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le
strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed
ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a
Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi
c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta
qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (10
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26May 08 E' iniziata la rivoluzione conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha
dichiarato nel discorso di investitura ufficiale a sindaco di Roma :
"Vogliamo fare una rivoluzione conservatrice, perchè solo essendo
consapevoli della propria identità si ha la forza di integrare le altre".
Alemanno mi era piaciuto in campagna elettorale e mi sembra che abbia iniziato
molto bene, ad esempio condannando senza equivoci le violenze contro i gay e
gli immigrati, e ha tutti i numeri per essere un eccellente sindaco. Più in
generale mi sembra che il governo Berlusconi si stia muovendo bene, dando
finalmente risposte concrete alle aspettative degli italiani (anche se
ovviamente non tutto è soddisfacente, ad esempio personalmente dissento sul
Ponte sullo stretto di Messina, che non ritengo urgente e tantomento
necessario). Non è un caso che anche molti elettori di sinistra e di estrema di
sinistra approvino l'operato dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo
l'ultimo sondaggio di Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione
nella diagnosi dei problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le
caratteristiche vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea,
da luna di miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della
rivoluzione conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti (
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articolo a un amico 19May 08 Attenti al nuovo trappolone europeo. Oggi a
Strasburgo, su richiesta del gruppo del partito socialista europeo, il
parlamento europeo affronterà la situazione dei rom in Italia e nell'Ue. La
Commissione europea è sollecitata dall'Europarlamento a fare una dichiarazione
in apertura del dibattito. L'iniziativa avviene in concomitanza con l'offensiva
degli spagnoli contro l'Italia. L'esperienza induce a credere che queste
iniziative non siano casuali. da sempre l'establishment europeo usa questa
forma di spin per frenare e deligittimare i governi fuori linea. E l'Italia è
più che mai fuori linea. L'immigrazione sembra però un pretesto, il vero nemico
di Bruxelles è Tremonti per le idee espresse nell'ultimo saggio sul modo in cui
la Ue concepisce e applica il libero mercato. E' già successo in passato e di
solito era Chirac a esercitare il ruolo di guastatore. Ora Chirac non c'è più e
il testimone sembra essere stato raccolto da Zapatero. Ma c'è un'importante
novità: i grandi Paesi non sono più perfettamente allineati all'establishment
europeo: su alcuni punti c'è sintonia tra Sarkozy e Tremonti, e anche la
cancelleiera tedesca Merkel è molto più.. riflessiva di Schroeder. Per l'Italia
sarà più facile resistere, a condizione di non cadere nelle provocazioni, come
fece Berlusconi dando del Kapò all'eurodeputato Shulz, cadendo nella sua
trappola. Nervi a posto e la bufera passerà. Il governo Berlusconi ne sarà
capace? Scritto in europa, Italia Commenti ( 63 ) " (10 voti, il voto
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ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello
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discussioni Damy: Bravo Stefano! questo è il modo di controbattere! tutti
possono opinionare senza volgarità,minacce ecc.ecc.... francesco pisa: x il
Sig.Tommaso.. "I tifosi di Vasco Rossi come i
sostenitori di Beppe Grillo:...
Clark: Tommaso..se il mondo sarebbe migliore senza internet perchè ci sei
dentro.?? E sopratutto se... Lele84: e BRAVO FOA CHE SI è FATTO TANTA TANTA
PUBBLICITà!!! A FACCIA DA CONIGLIO STATTE ZITTO max66: Caro Lino,la calmata
dattela tu,e goditi anche tu le interviste compiacenti che vengono fatte sul
GIORNALE dai... Ultime news La terra trema in Giappone, danni a centrale
nucleareSicilia, domani 4 milioni alle urne. A Catania scontro tra due ex di
AnIn arrivo Robin-tax e sconto sugli affittiCittà più sicure, in campo anche
l'esercitoL'Irlanda boccia il trattato di Lisbona E la casa europea rischia di
crollareE l'Europa del calcio ci sbatte (quasi) fuori Blog amici Ethica, blog
filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie
il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su
Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il circolo Rosselli,
socialismo liberale Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog
Alberto Taliani Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog
di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa
e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante
Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa
più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con
l'anima Il sito di R. Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani
per Ron Paul, un bel blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera
Italiana Siti di Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei
cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di
Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista
inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo
Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it June 2008 M
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Ancora su Vasco Rossi e la droga Petrolio, libero mercato o libera
speculazione? Una vita meritocratica. Quando i Tg "aiutano" la
camorra. Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Rossi contro neri
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( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Grillo
Sicilia, alle urne 8
province e 144 comuni: occhi puntati su Catania e Palermo di Valeria Russo
commenti - | | Sono oltre 4,7 milioni i siciliani che domenica, 15 e lunedì 16
giugno andranno alle urne per le amministrative. In gioco ci sono 144 poltrone
da sindaco e otto da presidente di provincia. Elezioni che, in pratica,
riguardano la maggior parte dei siciliani, se si pensa che i comuni sull'Isola
sono 390, mentre nove sono le province regionali. Solo Ragusa resta fuori da
questa tornata elettorale, in tutte le altre province campeggiano i manifesti
elettorali. In caso di ballottaggio, le date scelte sono il 29 e il 30 giugno.
Le province Per la poltrona più alta di Palazzo Comitini, sede della provincia
di Palermo, si sfidano per il centrosinistra Franco Piro (Pd) e per il
centrodestra Giovanni Avanti (Udc). Il presidente uscente, Francesco Musotto
ormai occupa uno scranno nell'Assemblea regionale siciliana. A Catania si
affrontano per il centrodestra Giuseppe Castiglione, per il centrosinistra Salvo
Leotta, mentre Sinistra democratica, Rifondazione e Verdi sostengono Paolo
Castorina, e Forza Nuova punta su Bonanno Conti. In questo caso il presidente
uscente è il neogovernatore Raffaele Lombardo. A Messina, dove scade il mandato
di Salvatore Leonardi eletto nelle file del centrodestra, si affrontano quattro
candidati per il posto più alto alla Provincia: sono Nanni Ricevuto per il Pdl,
Paolo Siracusano per il Pd, Santi La Rosa per il Prc e Pdci, Giuseppe Scalisi
per Forza Nuova. Cinque candidati per la provincia di Enna dove sono in corsa
Antonio Muratore per il centrosinistra, Giuseppe Monaco per il centrodestra,
Giuseppe Giunta per Prc, Comunisti italiani e Verdi, Giuseppe Camerino
sostenuto dal partito dei Comunisti Lavoratori e Gaetano Valle candidato di
Rifondazione Cristiana. Presidente uscente è Cataldo Salerno, eletto nel
centrosinistra. Corsa a due a Siracusa, dove il presidente uscente è Bruno
Marziano del Pd eletto all'Ars ad aprile, tra Pippo Zappulla per il
centrosinistra e Nicola Bono per il centrodestra. Ad Agrigento si affrontano
cinque candidati: Eugenio D'Orsi per il centrodestra, Domenico Incardona per La
Destra, Giandomenico Vivacqua per il Pd, Giuseppe Arnone (esponente di
Legambiente e consigliere comunale del Pd in rotta col partito) che correrà in
una lista civica, Renato Bruno sostenuto da Idv, Socialisti, Verdi e Sinistra
Arcobaleno. Presidente uscente è il forzista Vincenzo Fontana che adesso siede
a Montecitorio. A Caltanissetta il presidente uscente è Filippo Collura, eletto
nel centrosinistra. Concorrono a occupare la sua poltrona quattro candidati,
Salvatore Messana (attuale sindaco di Caltanissetta) per il Pd, Piero Lo Nigro
sostenuto dai socialisti, Angelo Marotta dei Comunisti Italiani e Pino Federico
(neodeputato regionale dell'Mpa) per il centrodestra. Cinque, infine, i
candidati alla poltrona di presidente della provincia di Trapani: Camillo Oddo
del Pd per il centrosinistra (eletto anche all'Ars alle ultime votazioni
regionali), Mimmo Turano del'Udc per il centrodestra, Giuseppe Malato sostenuto
da una lista civica, Michele Monastero per il Pcl e Salvatore Mazzara per il
Prc. Il presidente uscente è il forzista Antonio D'Alì, senatore nella XVI
legislatura nazionale e nuovamente rieletto a Palazzo Madama lo scorso aprile.
I Comuni . Sono 144 i Comuni siciliani che rinnovano l'amministrazione. Tra i
capoluoghi di provincia dove si vota, anche Messina, Catania e Siracusa. Nella
città dello Stretto, commissariato dal 19 ottobre scorso dopo che sono state
dichiarate nulle le elezioni comunali del 2005, sono in corsa sei candidati:
per il centrosinistra Francantonio Genovese, Giuseppe Buzzanca per il
centrodestra, Fabio D'Amore per Risorgimeto messinese, Filippo Clementi per
Forza Nuova, Saro Visicaro per La Nostra Città, Rosario Ansaldo Patti per
Rifondazione e Comunisti italiani. A Catania, dove il sindaco uscente è il
forzista Umberto Scapagnini, si contendono il vertice del Comune otto
candidati: Raffaele Stancanelli per il Pdl, Giovanni Burtone per il
centrosinstra, Massimiliano Catanzaro per Forza Nuova, Grazia
Giurato della Lista amici di Beppe Grillo, Giuseppe Altamore del Movimento per l'indipendenza della
Sicilia, Nello Musumeci de La Destra, Toti Domina per Liberare Catania,
Francesco Condorelli Caff per Ms-Fiamma Tricolore. A Siracusa, dove scade il
mandato del forzista Giambattista Bufardeci (eletto all'Ars e nominato
assessore regionale al Turismo), si sfidano sei candidati: Roberto De
Benedictis per il centrosinistra, Roberto Visentin per il centrodestra,
Giuseppe Giganti per l'Msi, Antonello Liuzzo, Salvatore Carcò e Francesco Greco
in altrettante liste civiche. Più in generale si vota per eleggere il sindaco
in 37 comuni della provincia di Messina, 27 in Provincia di Palermo, 26 in
provincia di Catania, 15 comuni nell'agrigentino, 12 centri nel trapanese, nove
nel siracusano, nove in provincia di Enna, sei in provincia di Caltanissetta e
tre in provincia di Ragusa. Sono sei invece i comuni dove si vota perché
terminato il periodo di commissariamento dopo che Giunta e Consiglio erano
stati sciolti per mafia: sono Roccamena, Vicari e Torretta nel palermitano,
Bugio nell'agrigentino, Terme Vigliatore nel messinese, Castellammare del Golfo
a Trapani. A Siculiana, in provincia di Agrigento, le elezioni sono state annullate
con un decreto di ieri dell'assessore regionale agli enti locali, Francesco
Scoma, dopo che il Consiglio dei ministri ha deciso di inviare un commissario
straordinario per evitare infiltrazioni mafiose nella gestione dell'ente.
( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina III - Palermo
Il caso I grillini irrompono al comizio di Sgarbi Sonia Alfano: "Siamo
stati aggrediti" Una delegazione degli "Amici di Beppe Grillo" sarebbe stata
aggredita venerdì sera a Salemi da alcune persone che assistevano al comizio di
chiusura della campagna elettorale di Vittorio Sgarbi, candidato a sindaco del
paese trapanese. Lo scrive in una nota Sonia Alfano, candidata alla Presidenza
della Regione proprio dagli "amici di Beppe
Grillo". "Ci siamo avvicinati al
candidato sindaco per porre qualche domanda", ha affermato Sonia Alfano.
"Volevamo che ci dicesse quanti giorni avrebbe passato a Salemi, in caso
di elezione e se ritenesse giusto che un pregiudicato come lui, condannato per
aver diffamato alcuni componenti del pool antimafia, tra cui Gian Carlo Caselli,
facesse parte delle istituzioni. Per tutta risposta - ha proseguito Sonia
Alfano - siamo stati strattonati, aggrediti e allontanati da alcuni sgherri
presenti sotto al palco". Alfano denuncia ancora: "Le forze
dell'ordine da noi invitate a intervenire si sono limitate a mantenere l'ordine
lasciando i nostri aggressori totalmente impuniti. In compenso, noi siamo stati
tutti identificati per aver commesso il grave reato di distribuire materiale
informativo e porre gentilmente qualche domanda".
( da "Unita, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del Soldati nelle città? La solita demagogia Cara Unità, con 2500
soldati, impreparati al mantenimento dell'ordine pubblico e all'azione contro i
criminali, vogliono assicurare la sicurezza nelle città italiane: solo un gonzo
ci può credere! Dicono: non è la prima volta, già in Sicilia i soldati sono
stati utilizzati per tale scopo. Vero, ma solo in Sicilia e nella misura di
150.000 unità. Ora con la misera cifra di 2.500 militari si vuole coprire
l'intera penisola e salvaguardarla da ogni delitto, anche ambientale,...ma dai
chi può credere a questa favoletta! Vi ricordate del poliziotto di quartiere?
Degno di "chi l'ha visto", ora siamo sulla stessa falsariga. Basta
annunciare un intervento per una delle tante calamità italiane che d'incanto il
problema è risolto. Purtroppo tanti ci cascano abboccando a quello che gli
propina giornalmente la televisione e gran parte della stampa. Ecco la vera
emergenza italiana: l'informazione manipolata e nelle mani di una solo
persona...che guarda un pò il fato, è anche presidente del consiglio di questo
sventurato paese! cosa inaudita in qualsiasi democrazia evoluta. Purtroppo in
futuro si intravedono sostanziosi cambiamenti in peggio in materia e grazie
all'ennesima legge vergogna verrà messo il bavaglio a quel che resta di libera stampa
in Italia. Su ancora un piccolo sforzo e l'allontanamento dall'Europa sarà
realizzato. Oreste Ferri, Ariccia (Roma) Intercettazioni No alla legge Egregio
direttore, a proposito del Suo editoriale di ieri, può riferire al Pd che a me,
come, credo, ad altri, piacerebbe "gridare no" anche alla legge che
vorrebbe impedire le intercettazioni telefoniche? Queste ultime vanno viceversa
garantite per qualsiasi ipotesi di reato. Leonida Pandimiglio Morti di Mineo Un
minuto di silenzio Cara Unità, in attesa di fatti facciamo almeno seguire alle
parole di sdegno un atto simbolico che dia un segnale rispetto alla
"volontà" reale di questo Paese di reagire alla mattanza che tutti i
giorni avviene nei luoghi di lavoro. In occasione dei funerali dei 6 operai
morti a Mineo si fermi tutto il Paese in un "minuto di silenzio" per
non dimenticare: alle finestre di ogni luogo pubblico il tricolore sia listato
a lutto, così pure nelle sedi sindacali ed in quelle di confindustria e tutte
le altre parti datoriale; fermiamoci tutti per "un minuto" nei luoghi
di lavoro, nelle aule del parlamento, nei consigli comunali, provinciali e
regionali, fermiamo le automobili ed i bus per "un minuto" solamente
perché quella della tutela della salute, sicurezza e dignità delle persone sui
luoghi di lavoro è una lotta che non ha colore politico e che ci riguarda tutti
indistintamente; impegniamoci tutti a partire da quel simbolico
"minuto" in questa "battaglia di civiltà" perché se
facciamo questo Giuseppe Zaccaria, 47 anni; Giovanni Natale Sofia, 37 anni;
Giuseppe Palermo, 57; Salvatore Pulici, 37 anni; Salvatore Tumino di 47 anni e
Salvatore Smecca 47 anni forse non sono morte inutilmente. Un'ultima cosa
infine, facciamo in modo che dopo quel "minuto" non torni l'oblio ed
il silenzio politico, sociale e mediatico sul lavoro come fatica e sudore,
perché per ridare dignità al lavoro dell'uomo ci vuole l'impegno di tutti
perché "la sicurezza sui luoghi di lavoro non si fa ogni tanto, ma tutti i
giorni dell'anno". Claudio Gandolfi, Bologna Noi dipendenti pubblici
colpiti I pianisti del Parlamento no Cara Unità, sono un tanto vituperato
dipendente pubblico. Se in ufficio venissi beccato a manomettere le mie
timbrature sarei sotto inchiesta per il reato penale di truffa contro la
Pubblica Amministrazione e rischierei il mio posto di lavoro. I Parlamentari
che sono beccati a votare per altri loro colleghi, invece, cosa rischiano?
Saluti Gianluca Majeli, Firenze Scrutatori perseguibili Deputati invece no Cara
Unità, vorrei sapere perché, se uno scrutatore (o un presidente di seggio)
durante le operazioni elettorali, fa un errore, passa i suoi bravi guai, mentre
i deputati possono impunemente votare per un loro vicino assente facendola
franca alla grande. Mauro Maiali, Rieti La democrazia in Italia esiste ancora?
Cara Unità, in questi giorni una domanda mi sorge spontanea: ma la democrazia
in Italia esiste ancora? Stanno mettendo il bavaglio ai magistrati e ai pochi
giornalisti che ancora credono nella libertà di stampa indipendentemente dal
colore del governo,i militari pattuglieranno le città (come si conviene in
tutti gli Stati sottoposti a dittatura), chi osa protestare per le discariche
vicino casa viene arrestato perchè così il governo ha deciso,vogliono fare le
centrali nucleari anche se un referendum popolare aveva detto di no. Quello che
mi chiedo è dove sono i girotondi dov'è il caro Beppe Grillo che con la sua campagna
contro tutti ha fatto vincere la destra?Possibile che nessuno protesti? Noi
Italiani siamo diventati così apatici? Vorrei lanciare un appello: italiani
svegliatevi. Urti Elis Le lettere (massimo 20 righe dattiloscritte) vanno
indirizzate a Cara Unità, via Francesco Benaglia 25, 00153 Roma o alla
casella e-mail lettere@unita.it.
( da "Corriere della Sera" del 15-06-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-06-15 num: - pag: 1 autore: di VALERIO
MAGRELLI categoria: REDAZIONALE PENSIERI DEL DOPO BUSH SE LA CASTA PARALIZZA IL
TRAFFICO N ei giorni scorsi, la visita di Bush ha provocato reazioni inattese.
In quanto capitale, Roma è abituata a subire continue limitazioni nei diritti
alla mobilità dei suoi abitanti. Sinora, però, non era mai capitato che gli
automobilisti bloccati si scagliassero contro l'ospite di turno e il suo
corteo, con insulti, si badi, di natura niente affatto ideologica, ma
semplicemente dettati dall'esasperazione di chi vede le proprie strade
confiscate (e con la rimozione di macchine parcheggiate da ignari cittadini).
Lungi dal costituire un incidente, quanto successo rappresenta una presa di
coscienza: dopo le discussioni sulla casta, dopo il
fenomeno Beppe Grillo, lo scollamento
fra elettori ed eletti si traduce in un'insofferenza palpabile e diffusa verso
l'abuso di potere perpetrato da una minoranza, sia pure democraticamente
designata, a scapito della maggioranza. Dietro questi sintomi, si cela infatti
un evento profondo: la cancellazione del concetto di sovranità popolare.
Sulla base di una storia millenaria, una repubblica fondata sul lavoro dovrebbe
esprimere una classe politica posta al servizio dei suoi cittadini. Invece,
questa nozione elementare è stata gradualmente cancellata. Con una perversa
rivoluzione copernicana, a tale nozione si è sostituita quella di
"privilegio". Così si è arrivati a considerare normale chiudere una
strada per far passare un'auto di Stato. Ma proviamo a ripristinare la situazione
originaria. Si è mai vista la vettura di un servitore che blocca quella del suo
sovrano? Si è mai visto un servitore che molesta colui cui dovrebbe ubbidire?
Si è mai visto un servitore che sottrae spazi al suo signore (con gli
sciagurati colonnotti a scomparsa)? Soltanto questo gioco del rovescio svela
l'inaudita gravità dell'accaduto: un popolo sovrano spodestato dai suoi
domestici. In una condizione fisiologica, nessun servitore si sognerebbe di
disturbare il proprio datore di lavoro. Se il servitore riceve altri servitori,
li accoglierà in un luogo defilato, badando bene a non infastidire il suo
padrone. Esistono peraltro ricche tenute presidenziali che eviterebbero spese
insensate, oltre agli intollerabili disagi recati alla cittadinanza sovrana. è
un sogno? Forse sì, ma i sognatori vanno ormai diventando sempre più numerosi.
( da "Stampaweb, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Grillo
PALERMO Ultimo
appuntamento in Sicilia con le urne. Dopo le politiche e le regionali di
aprile, oltre 4 milioni di elettori siciliani sono chiamati a rinnovare i
consigli provinciali e a scegliere i presidenti delle province di Agrigento,
Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Siracusa e Trapani.
Consultazioni anche in 145 comuni, che dovranno scegliere il loro sindaco. Voto
sospeso a Siculiana, nell'agrigentino, dove il Consiglio dei Ministri ha
decretato lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.
Mentre si voterà regolarmente a Mineo, nel catanese, dove dopo la tragedia
costata la vita a sei persone in molti, con il sindaco in testa, invocavano un
rinvio. I seggi resteranno aperti oggi dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alla 15.
Subito dopo partirà lo spoglio (prima per le provinciali e poi per le comunali,
nelle oltre 5mila sezioni. In caso di ballottaggi si tornerà alle urne il 29 e
30 giugno. Nella nuova stagione elettorale che in molte piccole realtà
dell'Isola vede alleanze trasversali, ci sono anche casi come quello della
provincia di Palermo. Qui gli schieramenti si presentano compatti nella sfida
per la conquista della poltrona più alta di Palazzo Comitini. Così l'ex Cdl ha
trovato l'accordo sul nome dell'ex assessore comunale Giovanni Avanti, in quota
Udc, e il centrosinistra schiera l'ex deputato Franco Piro (Pd). Ben cinque,
invece, gli sfidanti ad Agrigento. In corsa per la carica di presidente della
Provincia Eugenio D'Orsi, ex assessore provinciale e segretario provinciale del
Mpa, che può contare sull'appoggio di Pdl, Udc e Mpa. Il Pd, invece, si
presenta con un candidato: Giandomenico Vivacqua, scelto dalla segreteria
provinciale del partito, ma al Partito democratico appartiene anche Giuseppe
Arnone, esponente di Legambiente e consigliere comunale del Pd in rotta con il
partito, che ha apertamente contestato la candidatura di Vivacqua. Gli altri
due candidati sono Renato Bruno, appoggiato da Idv, Socialisti, Sinistra
Arcobaleno, Verdi e il movimento di Rita Borsellino, e Domenico Incardona,
sostenuto da La Destra-Fiamma tricolore. Cinque anche i candidati alla
presidenza delle Province regionali di Trapani ed Enna. Nel primo caso oltre
all'outsider Giuseppe Malato (Civica), ci sono Camillo Oddo (Pd), Salvino Mazzara
(Prc), Michele Monastero (Partito comunista dei lavoratori), unico nome invece
per il centrodestra, che punta su Mimmo Turano (Pdl-Mpa-Udc). A Enna, invece,
in corsa sono Giuseppe Monaco (Pdl-Mpa-Udc), Nino Muratore (Pd), Giuseppe
Giunta (Prc-Pdci), Gaetano Valle (Rifondazione cristiana) e Giuseppe Camerino
(Partito comunista dei lavoratori). È sfida a quattro, invece, alle Province di
Caltanissetta e Messina. I candidati a Caltanissetta sono: Piero Lo Nigro
(Socialisti), Salvatore Messana (Pd), Pino Federico (Mpa, Pdl e Udc), Angelo
Marotta (Prc, Pdci). A Messina, invece, la sfida è tra Nanni Ricevuto,
candidato del Pdl, Paolo Siracusano, scelto dal Pd, Santi La Rosa per il Prc e
Giuseppe Scalisi per Forza Nuova. A Catania ambiscono alla poltrona di presidente
della Provincia Giuseppe Castiglione (Pdl), Salvo Leotta (Pd), Paolo Castorina
(Sd), e Giuseppe Bonanno Conti (Forza Nuova), mentre a Siracusa i pretendenti
sono solo due Nicola Bono per il centrodestra e Pippo Zappulla per il
centrosinistra. Tanti anche i candidati in corsa per la poltrona di primo
cittadino nei diversi comuni interessati dalla nuova tornata elettorale.
Diciannove quelli che si sfideranno nei tre comuni più grandi: Catania, Messina
e Siracusa. A Catania è corsa a sette: Giovanni Burtone per il centrosinistra,
Raffele Stancanelli per il Pdl, Massimiliano Catanzaro (Forza Nuova); Grazia
Giurato (Lista amici di Beppe
Grillo insieme alla società civile); Salvatore
Domina (Lista liberare Catania); Nello Musumeci (Con Nello Musumeci per Catania);
Francesco Condorelli Caff (MS Fiamma Tricolore). Sei i candidati ai comuni di
Messina e Siracusa. Nella città dello stretto la sfida è tra Francantonio
Genovese (Pd, Idv e Verdi), Giuseppe Buzzanca per il centrodestra, Fabio
D'Amore (movimento Risorgimento Messinese), Saro Visicaro (movimento La Nostra
Città), Filippo Clementi (Forza Nuova) e Rosario Ansaldo Patti (Rifondazione
comunista e i Comunisti italiani). A Siracusa il Pd schiera Roberto De
Benedictis, che può contare sull'appoggio anche di Prc, Pdci, Idv e socialisti.
Pdl, Mpa e Udc sostengono invece Roberto Visentin, appoggiati da liste civiche
Antonello Liuzzo, Salvatore Carcò, e Francesco Greco, ultimo candidato per il
Msi Giuseppe Giganti.
( da "Stampaweb, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Grillo
PALERMO Ultimo
appuntamento in Sicilia con le urne. Dopo le politiche e le regionali di aprile,
oltre 4 milioni di elettori siciliani sono chiamati a rinnovare i consigli
provinciali e a scegliere i presidenti delle province di Agrigento,
Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Siracusa e Trapani.
Consultazioni anche in 145 comuni, che dovranno scegliere il loro sindaco. Voto
sospeso a Siculiana, nell'agrigentino, dove il Consiglio dei Ministri ha
decretato lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.
Mentre si voterà regolarmente a Mineo, nel catanese, dove dopo la tragedia
costata la vita a sei persone in molti, con il sindaco in testa, invocavano un
rinvio. I seggi resteranno aperti oggi dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alla
15. Subito dopo partirà lo spoglio (prima per le provinciali e poi per le
comunali, nelle oltre 5mila sezioni. In caso di ballottaggi si tornerà alle
urne il 29 e 30 giugno. Nella nuova stagione elettorale che in molte piccole
realtà dell'Isola vede alleanze trasversali, ci sono anche casi come quello
della provincia di Palermo. Qui gli schieramenti si presentano compatti nella
sfida per la conquista della poltrona più alta di Palazzo Comitini. Così l'ex
Cdl ha trovato l'accordo sul nome dell'ex assessore comunale Giovanni Avanti,
in quota Udc, e il centrosinistra schiera l'ex deputato Franco Piro (Pd). Ben
cinque, invece, gli sfidanti ad Agrigento. In corsa per la carica di presidente
della Provincia Eugenio D'Orsi, ex assessore provinciale e segretario
provinciale del Mpa, che può contare sull'appoggio di Pdl, Udc e Mpa. Il Pd,
invece, si presenta con un candidato: Giandomenico Vivacqua, scelto dalla
segreteria provinciale del partito, ma al Partito democratico appartiene anche
Giuseppe Arnone, esponente di Legambiente e consigliere comunale del Pd in
rotta con il partito, che ha apertamente contestato la candidatura di Vivacqua.
Gli altri due candidati sono Renato Bruno, appoggiato da Idv, Socialisti,
Sinistra Arcobaleno, Verdi e il movimento di Rita Borsellino, e Domenico
Incardona, sostenuto da La Destra-Fiamma tricolore. Cinque anche i candidati
alla presidenza delle Province regionali di Trapani ed Enna. Nel primo caso
oltre all'outsider Giuseppe Malato (Civica), ci sono Camillo Oddo (Pd), Salvino
Mazzara (Prc), Michele Monastero (Partito comunista dei lavoratori), unico nome
invece per il centrodestra, che punta su Mimmo Turano (Pdl-Mpa-Udc). A Enna,
invece, in corsa sono Giuseppe Monaco (Pdl-Mpa-Udc), Nino Muratore (Pd),
Giuseppe Giunta (Prc-Pdci), Gaetano Valle (Rifondazione cristiana) e Giuseppe
Camerino (Partito comunista dei lavoratori). È sfida a quattro, invece, alle
Province di Caltanissetta e Messina. I candidati a Caltanissetta sono: Piero Lo
Nigro (Socialisti), Salvatore Messana (Pd), Pino Federico (Mpa, Pdl e Udc),
Angelo Marotta (Prc, Pdci). A Messina, invece, la sfida è tra Nanni Ricevuto,
candidato del Pdl, Paolo Siracusano, scelto dal Pd, Santi La Rosa per il Prc e
Giuseppe Scalisi per Forza Nuova. A Catania ambiscono alla poltrona di
presidente della Provincia Giuseppe Castiglione (Pdl), Salvo Leotta (Pd), Paolo
Castorina (Sd), e Giuseppe Bonanno Conti (Forza Nuova), mentre a Siracusa i
pretendenti sono solo due Nicola Bono per il centrodestra e Pippo Zappulla per
il centrosinistra. Tanti anche i candidati in corsa per la poltrona di primo
cittadino nei diversi comuni interessati dalla nuova tornata elettorale.
Diciannove quelli che si sfideranno nei tre comuni più grandi: Catania, Messina
e Siracusa. A Catania è corsa a sette: Giovanni Burtone per il centrosinistra,
Raffele Stancanelli per il Pdl, Massimiliano Catanzaro (Forza Nuova); Grazia
Giurato (Lista amici di Beppe
Grillo insieme alla società civile); Salvatore
Domina (Lista liberare Catania); Nello Musumeci (Con Nello Musumeci per
Catania); Francesco Condorelli Caff (MS Fiamma Tricolore). Sei i candidati ai
comuni di Messina e Siracusa. Nella città dello stretto la sfida è tra
Francantonio Genovese (Pd, Idv e Verdi), Giuseppe Buzzanca per il
centrodestra, Fabio D'Amore (movimento Risorgimento Messinese), Saro Visicaro
(movimento La Nostra Città), Filippo Clementi (Forza Nuova) e Rosario Ansaldo
Patti (Rifondazione comunista e i Comunisti italiani). A Siracusa il Pd schiera
Roberto De Benedictis, che può contare sull'appoggio anche di Prc, Pdci, Idv e
socialisti. Pdl, Mpa e Udc sostengono invece Roberto Visentin, appoggiati da
liste civiche Antonello Liuzzo, Salvatore Carcò, e Francesco Greco, ultimo
candidato per il Msi Giuseppe Giganti. Si sono aperti alle 8 i seggi nei 34
Comuni sardi interessati al voto di oggi e domani per quello che si preannuncia
come un test per i partiti in vista delle regionali che si terranno in Sardegna
nel 2009. Complessivamente sono 118.221 i cittadini chiamati a rinnovare i
Consigli comunali e ad eleggere i Sindaci. Dieci sono le amministrazioni rette
da un Commissario nominato allo scioglimento degli organi politici. Nessuna
lista è stata, invece, presentata in due comuni commissariati: Bidonì
(Oristano) ed Illorai (Sassari). Uno solo, invece, il comune che ha una
popolazione superiore ai 15 mila abitanti con possibilità, quindi, di andare ad
un eventuale ballottaggio. Si tratta di Assemini, in Provincia di Cagliari. Vi
sono poi altri tre comuni di rilievo: Villacidro, capoluogo della Provincia del
Medio Campidano assieme a Sanluri. I candidati sindaco sono Efisio Luigi
Meloni, centrosinistra, e Ignazio Fanni (lista civica). A Macomer, uno dei
comuni del centro Sardegna più colpiti dalla crisi industriale, si
confronteranno il sindaco uscente, Marco Mura, del centro sinistra, e il
consigliere di minoranza Riccardo Uda (lista civica). Infine a Arzachena,
capoluogo della Costa Smeralda e roccaforte del centrodestra, si sfideranno
Alberto Ragnedda e Piero Filigheddu, entrambi sostenuti da liste civiche.
( da "Manifesto, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Grillo
Una frana attesa, in
luoghi dove lo smottamento era in corso da anni e nessuno ha fatto niente per
fermarlo. Tra giudizi impietosi sul passato (nazionale e locale) e ipotesi di
ricostruzione radicale, a partire dalle fondamenta. Parte dalle rive del Lago
Maggiore e dalle valli dell'Ossola il viaggio alla ricerca di una sinistra
sopravvissuta al disastro di aprile Astrit Dakli VERBANIA "Qualcosa di
sinistra", in riva al lago, c'è ancora. Lo si avverte qua e là, un po'
nascosto tra ville liberty, giardini, vecchie fabbriche e case operaie, che
insieme agli spettacolari panorami formano un ambiente di suggestione unica,
ancora non troppo guastato dalla sgangherata modernità italica: c'è ancora, così
come c'è stato per decenni, sotto forma di amministrazioni locali, iniziative,
istituzioni. Ma fino a quando? Il clima politico sul Verbano non induce
all'ottimismo; peggio ancora se si risalgono le valli i cui nomi ancora oggi
sono sinonimo di resistenza antifascista, la Val d'Ossola in primis, unico
pezzo d'Italia che riuscì davvero con le sue sole forze a liberarsi
dall'occupazione tedesca, sia pur solo per un mese o poco più. Nonostante le
robuste tradizioni - partigiane e operaie - che dovrebbero pur aver lasciato
delle tracce, tutti danno ormai per spacciato il centrosinistra alle prossime
elezioni provinciali (la provincia è la cosiddetta Vi-ci-o,
Verbano-Cusio-Ossola, istituita nel '92 dividendo in due la provincia di
Novara); quanto all'amministrazione del comune capoluogo, Verbania, forse il
centrosinistra potrà resistervi ancora un po', ma sempre più in difficoltà e
circondato da amministrazioni dove la destra è vincente. Se poi si viene alla
sinistra in senso proprio, l'Arcobaleno il 13 aprile ha subìto anche quassù una
rotta del tutto equivalente a quella nazionale; il senso di disfatta è
tangibile e ci si chiede come mai non si è capito cosa stava maturando nella
testa e nei cuori dei cittadini. DRAMMI SUPERATI Da queste parti tutto sommato adesso
si vive bene: il dramma della de-industrializzazione, che nella provincia è
stata davvero pesante negli anni '80 e '90, appare ormai superato; le
preoccupazioni della gente si concentrano sui rischi idrogeologici (per i quali
nessuna forza politica fa granché) più che su quelli economici e sociali.
Eppure, incomprensibilmente, anche nell'Ossola pare abbia fatto presa la
campagna nazionale "per la sicurezza" e anti-immigrazione, nonostante
la criminalità sia a livelli davvero minimi e la presenza di immigrati del
tutto trascurabile (di immigrati "nuovi", s'intende, visto che quelli
più vecchi, venuti dalla Calabria negli anni '50 e '60, costituiscono
probabilmente la maggioranza della popolazione). C'è una vera emergenza-droga e
un serio problema di alcolismo giovanile, ma si fa poco o niente per prevenire
e curare - né del resto per contrastare il teppismo e il vandalismo dei ragazzi
ubriachi, l'unica concreta minaccia, anche se modestissima, alla tranquillità
dei bravi cittadini - mentre in nome della sicurezza ci si accanisce contro
qualche povero diavolo di pelle scura che vende occhiali o libri in piazza
della stazione: come al solito, il problema dev'essere per forza fuori da noi.
In effetti quello di aprile non è stato un fulmine a ciel sereno. Al contrario,
era un'evoluzione attesa e in qualche caso addirittura già sperimentata sul
campo; come a Domodossola, dove una "Sinistra unita dell'Ossola" sul
modello dell'Arcobaleno si era già presentata con esiti poco felici alle
comunali del 2007, ottenendo meno della metà dei voti rispetto a quelli
ricevuti nelle elezioni politiche dell'anno prima dai partiti separati. L'UNICA
VIA RAGIONEVOLE "Eppure eravamo e siamo ancora convinti che quella
dell'unità fosse l'unica strada ragionevole, a sinistra", racconta Mario
Scaltritti, responsabile ("ancora per poco", precisa) di Rifondazione
in città, incontrandoci in una sede che è appunto di "Sinistra
unita", presa e gestita unitariamente. "A Domo, la sinistra ha una
storia di divisioni continue che l'hanno perduta. Avevamo in mano la città,
alla fine degli anni '90: ma nel 2003 a furia di divisioni si sono presentati 5
candidati a sindaco per il centrosinistra, e da allora il comune è saldamente
in mano alla destra - tra l'altro con un sindaco della Lega molto in gamba.
Chiaro che dovevamo tornare a insistere per l'unità". Gli dà ragione Dina
Balsamo, sua omologa per il Pdci: "Qui abbiamo lavorato insieme per due
anni e non vediamo il motivo per cambiare, non è che la sconfitta sia colpa di
uno piuttosto che dell'altro; non penso che il disastro nazionale di quest'anno
debba fermare un processo di riunificazione che qui in provincia, dove siamo
pochissimi, è assolutamente necessario. Anzi, spero proprio che si vada avanti
su questa strada. Io penso che non si possa fare a meno della forma-partito,
perché altrimenti si resta isolati, ma vedo che a livello nazionale sono in
corso processi che vanno in senso contrario e non mi piacciono affatto".
Il leitmotiv dell'allarme per le tendenze settarie dei partitini è continuo. Lo
troveremo in tutti gli ambienti con cui siamo entrati in contatto nel nostro
tour. "Noi qui cerchiamo di mettere a punto delle risposte comuni,
unitarie, a questa sconfitta" - insiste Dina. "Continuiamo a lavorare
insieme come prima: ma la frammentazione, sopra di noi, a livello nazionale,
regionale e persino provinciale, è grave. Si rischia l'esplosione".
"Se l'Arcobaleno si sfascia, anche da noi i già pochi che sono attivi e
cercano di far qualcosa finiranno per andarsene a casa e badare solo ai fatti
propri", sintetizza efficacemente Massimo, un giovane immigrato (pugliese)
che lavora con la Sinistra unita dell'Ossola senza appartenere a nessuno dei
partiti che la compongono, e anzi partecipando anche a iniziative
"altre", come alcune di quelle dei gruppi di Beppe
Grillo. "L'unico modo per 'tenere', secondo me, è di lavorare su
questioni precise e concrete che appassionano i cittadini, per esempio la
questione dell'acqua e della sua gestione, su cui finora non siamo stati capaci
di far niente e abbiamo lasciato che se ne impadronisse la Lega, e che si
fregiasse del titolo di 'difensore della gente'. D'altra parte è vero che siamo
troppo pochi e con mezzi troppo scarsi per star dietro alle cose, occuparcene
seriamente". Sull'acqua, peraltro, la situazione ossolana è molto diversa
rispetto a quanto accade altrove in Italia: qui di acqua ce n'è tantissima, e
il problema è che molti in valle vorrebbero tenersela per sè e non pagarla,
mentre la gestione è affidata a una società esterna che opera in accordo con la
regione - ancora di centrosinistra - e la distribuisce in tutto il Piemonte
facendola pagare a tutti. Più giù, a bordo lago, il futuro dell'Arcobaleno è
visto con scetticismo anche più forte, pur se le condizioni politiche locali
dovrebbero essere migliori. "Sono stata di recente a una riunione
provinciale di Rifondazione e mi è venuta l'angoscia" - racconta Pieranna
Margaroli, che con la sua libreria in centro a Verbania e con la sua piccola
casa editrice è di fatto un punto di riferimento per ogni iniziativa culturale
di sinistra nell'area - "Tutto il dibattito si sta riducendo a una resa
dei conti interna, nessuno sforzo di capire cosa ci allontana dalla gente, di
capire perché non riusciamo a comunicare". CONTATTO PERDUTO Qualcuno si pone
delle domande, certo: ma solo per accorgersi che ormai il contatto con la
realtà è stato perduto, ed è difficile da recuperare. Dice Stefano Montani, 57
anni, tornato a far politica con l'Arcobaleno dopo trent'anni di distacco dalla
militanza di partito (era nel Pdup): "Non ci siamo resi conto delle enormi
trasformazioni sociali che ci sono state, Verbania è passata in pochi anni da
città industriale a città di servizi, il lavoro è tutto nel commercio - o
pendolare verso altri luoghi". Alla Montefibre di Verbania lavoravano 4000
operai pochi anni fa, oggi sono sì e no 400. "Ormai la parte di società a
cui facciamo riferimento noi - e la sinistra, in generale - qui è assolutamente
minoritaria: con tutti gli altri, se restiamo così come siamo, non riusciremo
mai più a dialogare, tantomeno a rappresentarli. Dobbiamo cambiare, essere più
sensibili e attivi, e prepararci a molti anni di lavoro. Non possiamo sperare
di tornare a vincere le elezioni tra cinque anni". E non è detto che si
vada comunque in questa direzione: "In effetti - aggiunge Stefano - vedo
che dopo il disastro elettorale i partiti dell'Arcobaleno invece di accelerare
la formazione di una forza nuova e più aperta stanno chiudendosi a riccio. Così
non andremo da nessuna parte". FUORI DAL PARTITO Fuori dal partito, quale
che sia, è però molto difficile lavorare. "E come facciamo?" - chiede
Marco Bonapace, professore di fisica 45enne, già candidato Arcobaleno -
"Tutti noi qui lavoriamo, abbiamo pochissimo tempo per far politica.
Finché eravamo legati ai partiti, avevamo bisogno di meno tempo, eravamo
comunque portatori di un 'marchio', rappresentavamo qualcosa. Da soli, è tutta
un'altra storia... E non è un caso che adesso, anche se ci sarebbero varie
iniziative possibili, tutti quanti stiamo in realtà aspettando i congressi dei
partitini per vedere se proprio non c'è più niente da fare". Pieranna di
fiducia in questo processo unitario ne ha ancor meno: "Credo di non poter
far niente di meglio che ripartire da me stessa, dalla mia attività. Sono libraia,
cercherò di lavorare su questa base, di stimolare culturalmente l'ambiente che
ho intorno: oltre a tutto, forse sono troppo ottimista ma non mi pare che la
gente di qui sia poi così incattivita, così chiusa, anche se non vota più a
sinistra. Mi sembra piuttosto che siano stati i nostri dirigenti politici,
siamo stati noi, ad essere chiusi e incapaci di dialogo. Io mi sono accorta con
piacere e con stupore che una persona come il sindaco leghista di Domodossola è
più aperta e comprensiva di tanti dirigenti locali di centrosinistra verso
alcune istanze culturali importanti - per esempio il festival di letteratura
che abbiamo promosso in tutta la provincia e che lui ha appoggiato anche se
molti contenuti sono di sinistra. I 'nostri' invece si sono spesso mossi male, come
con il piano regolatore di Verbania: ho partecipato a qualche assemblea di
quartiere e ho visto che la gente lo critica molto, dice che farà sparire gli
spazi pubblici, che peggiorerà la vita cittadina...". Marco finisce la
frase per lei: "Un piano che è stato fatto da noi, da un consiglio
comunale dove siedono consiglieri di Rifondazione, del Pdci. Come non si è
capito che stavamo facendo danni, e che li avremmo prima o poi pagati?".(1
- continua) VERBANIA "Qualcosa di sinistra", in riva al lago, c'è ancora.
Lo si avverte qua e là, un po' nascosto tra ville liberty, giardini, vecchie
fabbriche e case operaie, che insieme agli spettacolari panorami formano un
ambiente di suggestione unica, ancora non troppo guastato dalla sgangherata
modernità italica: c'è ancora, così come c'è stato per decenni, sotto forma di
amministrazioni locali, iniziative, istituzioni. Ma fino a quando? Il clima
politico sul Verbano non induce all'ottimismo; peggio ancora se si risalgono le
valli i cui nomi ancora oggi sono sinonimo di resistenza antifascista, la Val
d'Ossola in primis, unico pezzo d'Italia che riuscì davvero con le sue sole
forze a liberarsi dall'occupazione tedesca, sia pur solo per un mese o poco
più. Nonostante le robuste tradizioni - partigiane e operaie - che dovrebbero
pur aver lasciato delle tracce, tutti danno ormai per spacciato il
centrosinistra alle prossime elezioni provinciali (la provincia è la cosiddetta
Vi-ci-o, Verbano-Cusio-Ossola, istituita nel '92 dividendo in due la provincia
di Novara); quanto all'amministrazione del comune capoluogo, Verbania, forse il
centrosinistra potrà resistervi ancora un po', ma sempre più in difficoltà e
circondato da amministrazioni dove la destra è vincente. Se poi si viene alla
sinistra in senso proprio, l'Arcobaleno il 13 aprile ha subìto anche quassù una
rotta del tutto equivalente a quella nazionale; il senso di disfatta è
tangibile e ci si chiede come mai non si è capito cosa stava maturando nella
testa e nei cuori dei cittadini. DRAMMI SUPERATI Da queste parti tutto sommato
adesso si vive bene: il dramma della de-industrializzazione, che nella
provincia è stata davvero pesante negli anni '80 e '90, appare ormai superato;
le preoccupazioni della gente si concentrano sui rischi idrogeologici (per i
quali nessuna forza politica fa granché) più che su quelli economici e sociali.
Eppure, incomprensibilmente, anche nell'Ossola pare abbia fatto presa la
campagna nazionale "per la sicurezza" e anti-immigrazione, nonostante
la criminalità sia a livelli davvero minimi e la presenza di immigrati del
tutto trascurabile (di immigrati "nuovi", s'intende, visto che quelli
più vecchi, venuti dalla Calabria negli anni '50 e '60, costituiscono
probabilmente la maggioranza della popolazione). C'è una vera emergenza-droga e
un serio problema di alcolismo giovanile, ma si fa poco o niente per prevenire
e curare - né del resto per contrastare il teppismo e il vandalismo dei ragazzi
ubriachi, l'unica concreta minaccia, anche se modestissima, alla tranquillità
dei bravi cittadini - mentre in nome della sicurezza ci si accanisce contro
qualche povero diavolo di pelle scura che vende occhiali o libri in piazza
della stazione: come al solito, il problema dev'essere per forza fuori da noi.
In effetti quello di aprile non è stato un fulmine a ciel sereno. Al contrario,
era un'evoluzione attesa e in qualche caso addirittura già sperimentata sul
campo; come a Domodossola, dove una "Sinistra unita dell'Ossola" sul
modello dell'Arcobaleno si era già presentata con esiti poco felici alle comunali
del 2007, ottenendo meno della metà dei voti rispetto a quelli ricevuti nelle
elezioni politiche dell'anno prima dai partiti separati. L'UNICA VIA
RAGIONEVOLE "Eppure eravamo e siamo ancora convinti che quella dell'unità
fosse l'unica strada ragionevole, a sinistra", racconta Mario Scaltritti,
responsabile ("ancora per poco", precisa) di Rifondazione in città,
incontrandoci in una sede che è appunto di "Sinistra unita", presa e
gestita unitariamente. "A Domo, la sinistra ha una storia di divisioni
continue che l'hanno perduta. Avevamo in mano la città, alla fine degli anni
'90: ma nel 2003 a furia di divisioni si sono presentati 5 candidati a sindaco
per il centrosinistra, e da allora il comune è saldamente in mano alla destra -
tra l'altro con un sindaco della Lega molto in gamba. Chiaro che dovevamo
tornare a insistere per l'unità". Gli dà ragione Dina Balsamo, sua omologa
per il Pdci: "Qui abbiamo lavorato insieme per due anni e non vediamo il
motivo per cambiare, non è che la sconfitta sia colpa di uno piuttosto che
dell'altro; non penso che il disastro nazionale di quest'anno debba fermare un
processo di riunificazione che qui in provincia, dove siamo pochissimi, è
assolutamente necessario. Anzi, spero proprio che si vada avanti su questa
strada. Io penso che non si possa fare a meno della forma-partito, perché
altrimenti si resta isolati, ma vedo che a livello nazionale sono in corso
processi che vanno in senso contrario e non mi piacciono affatto". Il
leitmotiv dell'allarme per le tendenze settarie dei partitini è continuo. Lo
troveremo in tutti gli ambienti con cui siamo entrati in contatto nel nostro
tour. "Noi qui cerchiamo di mettere a punto delle risposte comuni,
unitarie, a questa sconfitta" - insiste Dina. "Continuiamo a lavorare
insieme come prima: ma la frammentazione, sopra di noi, a livello nazionale,
regionale e persino provinciale, è grave. Si rischia l'esplosione".
"Se l'Arcobaleno si sfascia, anche da noi i già pochi che sono attivi e
cercano di far qualcosa finiranno per andarsene a casa e badare solo ai fatti
propri", sintetizza efficacemente Massimo, un giovane immigrato (pugliese)
che lavora con la Sinistra unita dell'Ossola senza appartenere a nessuno dei
partiti che la compongono, e anzi partecipando anche a iniziative
"altre", come alcune di quelle dei gruppi di Beppe
Grillo. "L'unico modo per 'tenere', secondo me, è di lavorare su
questioni precise e concrete che appassionano i cittadini, per esempio la
questione dell'acqua e della sua gestione, su cui finora non siamo stati capaci
di far niente e abbiamo lasciato che se ne impadronisse la Lega, e che si
fregiasse del titolo di 'difensore della gente'. D'altra parte è vero che siamo
troppo pochi e con mezzi troppo scarsi per star dietro alle cose, occuparcene
seriamente". Sull'acqua, peraltro, la situazione ossolana è molto diversa
rispetto a quanto accade altrove in Italia: qui di acqua ce n'è tantissima, e
il problema è che molti in valle vorrebbero tenersela per sè e non pagarla,
mentre la gestione è affidata a una società esterna che opera in accordo con la
regione - ancora di centrosinistra - e la distribuisce in tutto il Piemonte
facendola pagare a tutti. Più giù, a bordo lago, il futuro dell'Arcobaleno è
visto con scetticismo anche più forte, pur se le condizioni politiche locali
dovrebbero essere migliori. "Sono stata di recente a una riunione
provinciale di Rifondazione e mi è venuta l'angoscia" - racconta Pieranna
Margaroli, che con la sua libreria in centro a Verbania e con la sua piccola
casa editrice è di fatto un punto di riferimento per ogni iniziativa culturale
di sinistra nell'area - "Tutto il dibattito si sta riducendo a una resa
dei conti interna, nessuno sforzo di capire cosa ci allontana dalla gente, di
capire perché non riusciamo a comunicare". CONTATTO PERDUTO Qualcuno si pone
delle domande, certo: ma solo per accorgersi che ormai il contatto con la
realtà è stato perduto, ed è difficile da recuperare. Dice Stefano Montani, 57
anni, tornato a far politica con l'Arcobaleno dopo trent'anni di distacco dalla
militanza di partito (era nel Pdup): "Non ci siamo resi conto delle enormi
trasformazioni sociali che ci sono state, Verbania è passata in pochi anni da
città industriale a città di servizi, il lavoro è tutto nel commercio - o
pendolare verso altri luoghi". Alla Montefibre di Verbania lavoravano 4000
operai pochi anni fa, oggi sono sì e no 400. "Ormai la parte di società a
cui facciamo riferimento noi - e la sinistra, in generale - qui è assolutamente
minoritaria: con tutti gli altri, se restiamo così come siamo, non riusciremo
mai più a dialogare, tantomeno a rappresentarli. Dobbiamo cambiare, essere più
sensibili e attivi, e prepararci a molti anni di lavoro. Non possiamo sperare
di tornare a vincere le elezioni tra cinque anni". E non è detto che si
vada comunque in questa direzione: "In effetti - aggiunge Stefano - vedo
che dopo il disastro elettorale i partiti dell'Arcobaleno invece di accelerare
la formazione di una forza nuova e più aperta stanno chiudendosi a riccio. Così
non andremo da nessuna parte". FUORI DAL PARTITO Fuori dal partito, quale
che sia, è però molto difficile lavorare. "E come facciamo?" - chiede
Marco Bonapace, professore di fisica 45enne, già candidato Arcobaleno -
"Tutti noi qui lavoriamo, abbiamo pochissimo tempo per far politica. Finché
eravamo legati ai partiti, avevamo bisogno di meno tempo, eravamo comunque
portatori di un 'marchio', rappresentavamo qualcosa. Da soli, è tutta un'altra
storia... E non è un caso che adesso, anche se ci sarebbero varie iniziative
possibili, tutti quanti stiamo in realtà aspettando i congressi dei partitini
per vedere se proprio non c'è più niente da fare". Pieranna di fiducia in
questo processo unitario ne ha ancor meno: "Credo di non poter far niente
di meglio che ripartire da me stessa, dalla mia attività. Sono libraia,
cercherò di lavorare su questa base, di stimolare culturalmente l'ambiente che
ho intorno: oltre a tutto, forse sono troppo ottimista ma non mi pare che la
gente di qui sia poi così incattivita, così chiusa, anche se non vota più a
sinistra. Mi sembra piuttosto che siano stati i nostri dirigenti politici,
siamo stati noi, ad essere chiusi e incapaci di dialogo. Io mi sono accorta con
piacere e con stupore che una persona come il sindaco leghista di Domodossola è
più aperta e comprensiva di tanti dirigenti locali di centrosinistra verso
alcune istanze culturali importanti - per esempio il festival di letteratura
che abbiamo promosso in tutta la provincia e che lui ha appoggiato anche se
molti contenuti sono di sinistra. I 'nostri' invece si sono spesso mossi male,
come con il piano regolatore di Verbania: ho partecipato a qualche assemblea di
quartiere e ho visto che la gente lo critica molto, dice che farà sparire gli
spazi pubblici, che peggiorerà la vita cittadina...". Marco finisce la
frase per lei: "Un piano che è stato fatto da noi, da un consiglio
comunale dove siedono consiglieri di Rifondazione, del Pdci. Come non si è
capito che stavamo facendo danni, e che li avremmo prima o poi pagati?".(1
- continua).
( da "Trentino" del 17-06-2008)
Argomenti: Grillo
Parla
l'organizzatore Gianluca Neri, patron di Macchianera "In Italia 4 milioni
di "diari" ma solo 20 guadagnano soldi" TRENTO. Gianluca Neri,
perché un "Blogfest"? Perché di incontri tra blogger ce n'erano già
stati, ma mancava un vero festival. Sarà un misto tra Woodstock e la festa di
Cuore. Riva che c'azzecca? Il posto è splendido, l'ho "testato" ai
"Radioincontri". E così ho detto: perché no? I temi principali?
Quelli delle tre maxiconferenze, una al giorno: la televisione su internet,
l'evoluzione dell'informazione, il mondo dei social network. A Riva ci saranno tutti i blogger, ma non Beppe Grillo. Perché la
"blogosfera" ce l'ha tanto con lui? Non è che ce l'abbiamo con lui,
l'invito per Riva gli è stato inviato... Ma è un'altra cosa: ha uno staff che
gli scrive il blog, e poi lui non risponde mai ai commenti, non interagisce con
chi gli scrive. Ma cos'è un blog? Un diario personale? Un giornale? Di
tutto un po'... Ci sono varie anime, anche in contrasto tra loro. Ci sono i
"diaristi" che raccontano i fatti propri, ma ci sono anche i
giornalisti che sul blog sono liberi di scrivere quel che vogliono senza dover
rispondere a un direttore. Quanti sono i blog in Italia? L'ultimo studio parla
di 4 milioni. Non so se è un cifra realistica, però posso dire che l'80% degli
adolescenti ha una sua traccia sulla rete, o un blog oppure una pagina tipo Myspace.
Si può guadagnare con un blog di successo? Grazie alla pubblicità di Google
direi di sì, ma bisogna avere un mare di pagine viste. Solo i venti blog più
famosi riescono a incassare una sorta di lauto stipendio. A forza di aggiornare
il blog non si rischia una malattia da dipendenza virtuale? Sì, conosco gente
che vive sempre attaccata al computer... Il "Blogfest" servirà anche
a questo, per tornare dal virtuale al reale: il blogger non è fatto di soli
byte. (pi.d.).
( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Grillo
P roiezione al
Parlamento europeo di Strasburgo per "Biùtiful cauntri". Nell'ambito di
un convegno organizzato dall'associazione Gaia, alle 14.30 sarà proposto il
documentario sull'emergenza rifiuti in Campania, diretto da Andrea D'Ambrosio,
Peppe Ruggiero ed Esmeralda Calabria. Alla proiezione
interverranno gli europarlamentari Monica Frassoni e Umberto Guidoni e il
MeetUp napoletano degli "Amici di Beppe Grillo", che distribuirà al commissario per l'Ambiente Stavros
Dimas un documento che invita a bocciare il Decreto rifiuti di Berlusconi. (g.
v.) Info movieplayer.it/film/15759/biutiful-cauntri/.
( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Grillo
Biennale teatro COLPI
DI SCENA Inizia oggi in Romagna la Biennale di Teatro Ragazzi e Giovani
Contemporaneo "Colpi di scena": alle 15 al convento dell'Osservanza
di Brisighella "Incontri con animali straordinari il maiale" della
compagnia Ca' Luogo d'Arte. Alle 16,30 alla Casa del Teatro di Faenza "I
Saputoni o lo stupore del conoscere" a cura del Teatro delle Briciole.
Alle 18 al Teatro Fellini di Faenza "Volpino e la luna" della
compagnia Asina sull'Isola. Alle 20,45 al Taetro Masini di Faenza, Accademia
Perduta in "Pollicino", alle 22 alla Casa del Teatro, la Compagnia
Bakèlite in "L'affaire Poucet", e alle 23 al Mic, il Teatro Due Mondi
in "Ay l'amor". oTIUM a ravenna Alle 18 a Casa Melandri a Ravenna,
Elsa Signorino, presidente di RavennAntica e Giovanna Montevecchi, presentano e
illustrano con proiezioni la mostra archeologica "Otium. L'arte di vivere
nelle domus romane di età imperiale", evento 2008 nel Complesso di San
Nicolò. GIALLO IN ITALIA Alle 21,30 alla Corte Ospitale di Rubiera (RE), per la
rassegna cinematografica Giallo in Italia a cura di Andrea Violi, film "Un
maledetto imbroglio" di Pietro Germi. Gratuito. GHIBELLINISMO Alle 21 al
Coffee Bean Bar di Rovereto sulla Secchia (MO), Gabriele Sorrentino presenta il
suo volume "Il Duca Passerino. L'epoca d'oro del
ghibellinismo in Italia attraverso la figura di Rainaldo Bonacolsi, signore di
Mantova e di Modena". PREVENDITE GRILLO Prevendite per il nuovo spettacolo
di Beppe Grillo che si
terrà al Pala Braschi di Parma il 31 ottobre alle 21. Biglietti alla biglietteria
del palazzetto, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16. Info 3496860460.
( da "Giornale.it, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Grillo
Nei giorni scorsi ho
pubblicato sul Giornale un articolo dedicato ai blog e ai siti individuali che
negli Stati Uniti sono diventati così importanti da far concorrenza ai media
tradizionali. Al servizio era abbinata un'intervista a Matt Mullenweg,
l'inventore della piattaforma Wordpress, che avevo incontrato al Wordcamp
organizzato a Milano dal mitico Wolly. Matt, giovanissimo genio del Net,
sostiene che il blog sta diventando autenticamente multimediale e che ciò avrà
implicazioni anche per i giornalisti. Infatti "permetterà una
diversificazione dell'offerta e dei percorsi di lettura, che si svilupperanno
per argomento anziché per testata. Già oggi i giovani selezionano le notizie
attraverso i motori di ricerca personalizzati. Al New York Times arrivano se
ricevono la segnalazione di un articolo interessante, ma non hanno più
l'abitudine di consultare quotidianamente il sito nytimes. com. Siamo passati
attraverso tre fasi del blog: mezzo per scrivere, poi per interagire e ora,
sempre più, per filtrare e personalizzare la mole immensa di notizie sulla
rete". Chiaccherando con Wolly e con Piero Macrì, Matt ci ha raccontato un
episodio personale illuminante: era in una città che stava per essere investita
da un uragano, ma siccome lui non segue i media generalisti non si era accorto
del pericolo imminente, che gli fu segnalato dalla madre inquieta per le sue
sorti. Senza quella telefonata matt non avrebbe preso precauzioni. Da qui una
riflessione: siamo sicuri che la qualità della nostra vita e la conoscenza del
mondo migliorerà quando la maggior parte degli utenti avrà preso l'abitudine di
leggere solo le notizie di argomenti che interessano? Questo trend non rischia
di creare lettori iperspecializzati (magari in argomenti frivoli), ma
complessivamente ancor più ignoranti? Ad esempio: voi come vi regolate? Tendete
a comportarvi come Matt o siete più tradizionalisti? Scritto in giornalismo 1
Commento " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il
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articolo a un amico 14Jun 08 Per l'Europa una sola via d'uscita: più democrazia
Perché gli irlandesi hanno detto no al Trattato di Lisbona? Come spiego in
un'analisi pubblicata oggi non certo perché sono antieuropeisti, al contrario.
"Come tutti gli europei, gli irlandesi non capiscono più il proprio Paese,
non sanno più se conta di più il governo di Dublino o la Commissione di
Bruxellese quando chiedono ragguagli nessuno è in grado di tracciare unconfine
preciso tra l'uno e l'altra". Percepiscono l'Unione europea come un potere
che sottrae fette crescenti di sovranità eppure resta senza volto. "Chi
rappresenta l'Europa oggi? Il presidente Barroso no di certo. L'Europa è
un'oligarchia impalpabile ma molto influente, che condiziona la politica
economica di ogni Paese, sovrasta i Parlamenti nazionali grazie alle direttive,
fa giurisprudenza attraverso la Corte di giustizia europea.E incoraggia
migrazioni massicce attraverso l'accordo di Schengen, positivo sotto molti aspetti,
ma le cui ripercussioni sono state a lungo sottovalutate e che ha finito per
agevolare l'afflusso di clandestini extracomunitari. Gli irlandesi hanno votato
no a larga maggioranza per una ragione in fondo semplice: non hanno capito che
cosa fosse davvero il Trattato di Lisbona". Pretendevano chiarezza e
invece si sono visti sottoporre un'insieme di accordi che la facevano apparire
ancor più criptica e impenetrabile. Dopo il voto in Francia, Olanda e Irlanda
la lezione secondo me è chiara: l'attuale processo di costruzione europea
trainato dalle élites politiche senza richiedere il consenso diretto del
popolo, non funziona più. Non c'è che una soluzione: istituzioni più semplici,
perlomeno comprensibili, e più democrazia. Ma i governi lo vorranno? E l'unione
dei popoli europei può davvero esistere o scopriremo che è un'illusione?
Scritto in europa, democrazia Commenti ( 53 ) " (8 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jun 08 Sentenza
su Guantanamo, bentornata America L'America per molti anni ha rappresentato un
modello di libertà e di giustizia. Poi c'è stato l'11 settembre, la guerra al
terrorismo, l'Irak e tante, troppe deroghe ai principi che proprio l'America ha
vantato come sacri per tanti decenni. La prigione di Guantanamo, dove centinaia
di persone sono state detenute senza diritti e sottoposte a tortura,
rappresenta la violazione più clamorosa. Ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti
ha riconosciuto il diritto costituzionale dei detenuti nel campo di prigionia
di ricorrere nei tribunali ordinari americani contro la loro detenzione.
Considerate queste cifre: su 775 detenuti due terzi sono stati consegnati ai
paesi d'origine dove sono stati rilasciati perché innocenti. Altri 70
dovrebbero essere rilasciati a breve, contro 120 ci sono indizi palesemente
insufficienti, solo a carico di 80 persone (appena il 10%) le prove sarebbero
più serie. Il quadro è chiaro: Guantanamo non è servita a combattere il
terrorismo ma ha rovinato la vita a quasi 700 innocenti infliggendo un danno
colossale alla credibilità degli Usa nel mondo. Entrambi i candidati alla Casa
Bianca, John McCain e Barack Obama, si sono espressi da tempo e con convinzione
per la chiusura di questo campo. La sentenza di ieri è un passo importante
nella giusta direzione. Io dico: l'America sta tornando ad essere l'America.
Scritto in gli usa e il mondo Commenti ( 22 ) " (10 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Jun 08 Ancora su
Vasco Rossi e la droga Mi scuso con i lettori abituali su questo blog, ma
continuo a ricevere centinaia di e mail su Vasco Rossi (il mio indirizzo è
stato cortesemente segnalato sul sito di Vasco Rossi dai suoi redattori) e devo
tornare sul tema. Molti mi rimproverano di non dialogare, ma come faccio a
dialogare se nove messaggi su dieci sono di insulti e di minacce pesantissime?
Qualche precisazione: 1) Non apprezzare Vasco Rossi è un diritto, che
ribadisco. Sarebbe auspicabile che i dissensi dei suoi fan venissero espressi
in modo civile. Chiedo troppo? 2) Contrariamente a quanto scrivono in molti, io
non ho detto che chi apprezza Vasco è un drogato. Ho scritto una cosa diversa:
che alcune sue canzoni potevano spingere molti giovani a far uso di droga. Per
due ragioni. La prima, perché i testi di molte canzoni, pur non menzionando mai
le sostanze stupefacenti (cosa vietata per legge) lanciano messaggi, come
dire.facilmente equivocabili. Negli ultimi anni Vasco Rossi ha scritto canzoni
dai contenuti completamente diversi. Bene, ma le vecchie canzoni continuano ad
essere proposte (inevitabilmente) e il rischio che vengano, ancora una volta,
"equivocate" esiste. La seconda ragione: Vasco per molti anni, ha
fatto uso di droghe, ammettendolo pubblicamente (ha avuto anche guai con la
giustizia), e comparendo in pubblico, ai concerti e qualche volta anche in tv
visibilmente fatto. Vasco era (ed è) un idolo e da sempre gli adolescenti
tendono a identificarsi e a imitare i propri idoli. Il rischio di
un'emulazione, quando lui incitava i suoi fan a vivere una vita spericolata e
ad andare al massimo, era pertanto molto alto. 3) I suoi fan dicono che da
dieci anni Rossi è cambiato. Bene. Ma nel 2003 in un concerto a San Siro è
salito sul palco con le magliette per legalizzare la marijuana e l'anno scorso
in un'intervista sosteneva che le droghe non sono tutte uguali e che la
marijuana è meno pericolosa dell'alcol. La marijuana non è una droga? Andate a
leggervi quali sono gli effetti reali degli spinelli. Riporto questo passaggio
dal sito del massimo esperto italiano Riccardo Gatti: Il 25 aprile 2007
l'Ufficio USA del National Drug Control ed il National Institute on Drug Abuse
hanno reso nota le ultime analisi si un progetto di monitoraggio che ha
rivelato come il THC, principio attivo della marijuana, ha raggiunto, negli
Stati Uniti, il più alto livello da quando il monitoraggio è iniziato. Il THC,
oggi, è presente con un quantitativo medio dell' 8.5 %. Negli anni '80 era
sotto il 4%. Il 60% delle persone che usano questa droga per la prima volta
hanno meno di 18 anni. Negli adolescenti e nei giovani adulti "il cervello
continua a svilupparsi e può essere vulnerabile agli effetti deleteri della
marijuana". Questa droga, come dice la Dott.ssa Volkow, "può produrre
cambiamenti nocivi a livello fisico, mentale, emozionale e, contrariamente alle
credenze popolari, può dare dipendenza". L'aumento del principio attivo
potrebbe anche essere la ragione di un aumento degli interventi di pronto
soccorso connessi all'uso di marijuana. 4) Tutto ciò considerato è davvero
scandaloso interrogarsi su Vasco Rossi e la droga nell'arco della sua lunga,
ricca di successi e movimentata carriera? Scritto in Italia, Varie Commenti (
270 ) " (42 voti, il voto medio è: 1.57 su un massimo di 5) Loading ... Il
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articolo a un amico 09Jun 08 Petrolio, libero mercato o libera speculazione?
Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata
del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a
spiegarla. Non basta, a giustificarla, l'aumento della domanda generata da
India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti
impianti di estrazione nei Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una
volta, stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros,
che in materia se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla,
simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i
future movimentano un miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni
scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui
fondi hedge che speculano sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007.
Insomma, staremmo pagando il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di
una speculazione che, amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se
stessa. Anzi rischiamo di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con
gli effetti imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà
repentino e altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi
provocata dalla speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è
nemmeno conclusa. Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come
rimediare? Scritto in globalizzazione Commenti ( 56 ) " (17 voti, il voto
medio è: 2.18 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08
Una vita meritocratica. La polemica su Vasco Rossi è ormai degenerata, pochi
inviano messaggi di dissenso civili e motivati, la maggior parte non fa che lanciarmi
ingiurie talvolta pesantissime; alcuni addirittura mi minacciano (complimenti).
Molti di voi insistono nel considerarlo un idolo e un messaggero d'amore, un
personaggio positivo in una società degenerata. Sarà, ma rivendico il diritto
di non apprezzarlo come cantante e di avere forti, motivate riserve sul
messaggio che ha inviato per decenni. Non intendo però andare avanti in eterno
con questa diatriba, ormai inutile e squalificante per chi la alimenta, ho
pertanto deciso di togliere la frase "incriminata", peraltro poche
righe in un post incentrato su una personalità di ben altro spessore come Max
Gallo. Auguri a tutti. Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti
dal mondo della scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese
offrivano droga gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi
giorni trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si
ribellano ai controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi
liberamente, episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso
decisamente male. Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho
intervistato per il Giornale, e che dice basta con la cultura edonista
ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere
"il luogo della trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale
l'idea che lo studio debba essere divertente, che si possa imparare senza
faticare. E invece no: apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo,
richiede sacrificio. L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato
con uno sbocco professionale premiante. Così la scuola può diventare
autenticamente meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di
ripristinare una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente
progressista, di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie
poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano
altro che squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in
globalizzazione, Italia Commenti ( 438 ) " (31 voti, il voto medio è: 2.26
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando i
Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è
sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto
scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto
quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci
sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è
chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il
messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi
trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni
volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano
con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al
contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze
dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo
Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv
ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si
occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a
fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra,
anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia,
giornalismo Commenti ( 47 ) " (16 voti, il voto medio è: 1.94 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può
sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una
necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia.
Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in
attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e
sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va
affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi
giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza
economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre
complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo
della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità.
I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza
reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del
nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri
irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in
un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della
popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il
sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che
rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati
che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia,
tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera.
Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere
assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di
disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli
italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno
essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi
rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è
sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) "
(14 voti, il voto medio è: 3.14 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 27May 08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la
cronaca dei fatti avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con
quattro studenti feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la
presidenza di Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un
collettivo nero che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte
avversa. Siamo tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti
tentano finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto
civile in Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade
gruppuscoli che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima
di odio politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova?
Pochissimo, eppure d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le
interviste televisive al suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla
Sette. E quanto contano i gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una
certa retorica (ancora una volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci
i raid anti-immigrati, le strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e
le aggressioni ai gay ed ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi
giova? Certo non a Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro?
Senz'altro no. E chi c'è dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal
Parlamento, come sospetta qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia
Commenti ( 30 ) " (11 voti, il voto medio è: 2.36 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 26May 08 E' iniziata la rivoluzione
conservatrice? Gianni Alemanno, poco fa ha dichiarato nel discorso di
investitura ufficiale a sindaco di Roma : "Vogliamo fare una rivoluzione
conservatrice, perchè solo essendo consapevoli della propria identità si ha la
forza di integrare le altre". Alemanno mi era piaciuto in campagna
elettorale e mi sembra che abbia iniziato molto bene, ad esempio condannando
senza equivoci le violenze contro i gay e gli immigrati, e ha tutti i numeri
per essere un eccellente sindaco. Più in generale mi sembra che il governo
Berlusconi si stia muovendo bene, dando finalmente risposte concrete alle
aspettative degli italiani (anche se ovviamente non tutto è soddisfacente, ad
esempio personalmente dissento sul Ponte sullo stretto di Messina, che non
ritengo urgente e tantomento necessario). Non è un caso che anche molti
elettori di sinistra e di estrema di sinistra approvino l'operato
dell'esecutivo, addirittura uno su quattro secondo l'ultimo sondaggio di
Mannheimer. Fermezza senza prevaricazione, precisione nella diagnosi dei
problemi e rapidità nel proporre rimedi. Mi sembrano queste le caratteristiche
vincenti. Ma fino a quando? Si tratta di un'euforia temporanea, da luna di
miele, o di una tendenza di lungo periodo e dunque l'inizio della rivoluzione
conservatrice annunciata da Alemanno? Scritto in Italia Commenti ( 17 ) " (7
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( da "Repubblica, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Grillo
Chiediamo di riaprire
la Coop di Soccavo Seguono 31 firme Napoli Il supermercato Coop di viale
Traiano a Soccavo ha chiuso i battenti da molti mesi con la motivazione di
un'urgente ristrutturazione. Ma i lavori non iniziano. Molti cittadini sono
contrariati da tale situazione, in tanti hanno organizzato una raccolta firme e
investito della questione la Municipalità, che si è espressa in favore di
lavori veloci e della riapertura del supermercato Coop. Il supermercato ha una
sua storia: è stato aperto circa 25 anni fa dalla "Coop Tirrenia"
grazie all'apporto di molti operai dell'Italsider. La quota associativa era di
10 mila lire. Questa modalità consentì di raggiungere il fondo economico
necessario all'apertura, nella migliore tradizione cooperativistica. Teniamo
alla riapertura del supermercato perché pensiamo che la Coop mantenga la
promessa di qualità e risparmio, che sia un'esperienza da salvaguardare.
Inoltre il vecchio personale è in età pensionabile, questo significherebbe
nuove assunzioni. Corre voce, però, che il suolo della Coop faccia gola a una
rivendita di auto usate. Agli enti preposti alla ristrutturazione chiediamo
chiarezza e trasparenza. Quella di cui la città ha bisogno in questo momento.
La raccolta differenziata eseguita e non ritirata Giuseppe Pacelli Napoli SONO
un farmacista e vorrei segnalare un disservizio perenne. Effettuo già da tempo
la raccolta differenziata a casa, nonostante le enormi difficoltà di trovare
delle campane per gettare i rifiuti e non abito certo in periferia, ma a pochi
passi da piazza del Plebiscito. Dopo molte e-mail all'Asia e alla Municipalità,
erano state posizionate una campana per il vetro e una per la plastica che,
ironia della sorte, sono state tolte in occasione della prima riunione del
Consiglio dei ministri a Napoli proprio sul problema rifiuti. Nonostante
questo, insisto e decido di aderire alla campagna "Carta ufficio"
dell'Asia per il riciclaggio della carta. Dopo circa due mesi, ricevo il
bidoncino e indicazione del giorno in cui deve essere portato in strada per essere
svuotato, cosa che regolarmente non è avvenuta. Pertanto mi domando perché
viene Asia e organi preposti chiedono continuamente che sia effettuata la
raccolta differenziata, se questa non è accompagnata da volontà e capacità
organizzativa per provvedere al ritiro di quanto differenziato? Rifiuti, il
fronte del no che soffia sulle rivolte Giuseppe Nitto Napoli VIVO a Napoli da
quando sono nato (1961) e sin da bambino ricordo l'emergenza che riempiva di
"munnezza" le strade della città. Negli anni Settanta si diceva che
gli spazzini (oggi "operatori ecologici"), inquadrati nel sindacato
di destra, scioperavano per guastare le giunte di centrosinistra. Oggi la
musica è cambiata, e per tentare di dare una risposta alle sollecitazioni di
alcuni autorevoli commentatori, che hanno individuato anche nei silenzi della
borghesia intellettuale napoletana ulteriori responsabili del forte degrado in
cui versa Napoli, è opportuno invece ribadire che in questa città esiste,
eccome, una borghesia intellettuale che ha fatto sentire e fa sentire la
propria voce. Sono intellettuali e docenti universitari che si raccolgono
nell'Istituto italiano per gli studi filosofici dell'avvocato Gerardo Marotta,
nelle Assise di Palazzo Marigliano e nel gruppo ambientalista di Alda Croce.
Sono gli intellettuali che si raccolgono intorno alle grida falsamente
profetiche, bensì apocalittiche, del sacerdote comboniano Alex Zanotelli e il
suo seguito di no-global. Sono gli intellettuali e i professionisti della
"Napoli bene" che guidano gli Amici di Beppe Grillo e che hanno in parte
sponsorizzato la candidatura a sindaco del maestro di strada Marco Rossi-Doria,
che recentemente su "Repubblica" ha dato mostra di avere anche
cognizioni in materia di ciclo di rifiuti, sussumendo la possibilità di fare
raccolta differenziata in quattro e quattr'otto. Sono alcuni magistrati
(naturalmente di Magistratura democratica) pronti a scendere in piazza, e non
ultimo un gruppo eterogeneo di scrittori, giornalisti e docenti universitari di
matrice "savianea", che per qualunque soffio emesso da Roberto
Saviano sono pronti ad applaudirlo, come fosse un oracolo o una Sibilla.
Ebbene, cosa dicono e sostengono questi gruppi? Sono contro i
termovalorizzatori, che loro chiamano inceneritori; sono contro le discariche.
Sono per la raccolta differenziata, sebbene sappiano che prima di arrivare a
una raccolta che copra almeno il 40 per cento della città ci vogliono anni:
dove mettere la "munnezza" nel frattempo non li riguarda. Sono quelli
che soffiano sulle rivolte dei cittadini; sono contro qualunque opera di
abbellimento o rifacimento di strade e arredo urbano. Sono contro ogni
decisione dell'autorità benché democraticamente eletta o legittimata dalla
legge, in materia rifiuti o ambientale, giacché essi propugnano la cosiddetta
"democrazia partecipativa e/o dal basso", che prevede per
l'amministratore locale un vincolo di mandato e la revoca di mandato da parte
degli elettori, cioè una vera eversione del dettato costituzionale, del quale
essi si ritengono i paladini e i custodi. Sono quelli, infine, che mai hanno
protestato per l'incredibile uso delle risorse pubbliche di cui hanno fatto
strame gli amministratori locali, fonte di malgoverno, inefficienze, sprechi,
corruzione e clientele. Viceversa, c'è uno spicchio della borghesia
intellettuale locale che propugna azioni e politiche diverse, purtroppo non è
organizzata e che spesso tace. Vomero, tavoli e divani così i bar creano
degrado Elvira Pierri Napoli TAVOLINI e divanetti che spuntano come funghi sui
marciapiedi antistanti i bar dei quartieri Vomero-Arenella. Ogni baretto occupa
suolo cittadino, con chissà quali autorizzazioni. Ma almeno che si installi una
pedana o un tappeto per non far consumare ai clienti un cappuccino in mezzo
alla strada, che tra rifiuti e marciapiedi mai lavati, non è che sia esaltante
dal punto di vista igienico. Anche i bar da noi contribuiscono al degrado
cittadino, laddove in altre città più pulite e rispettose delle regole, nonché
dei regolamenti, migliorano la qualità della vita. Medie, il naufragio online
dei risultati delle prove Gianluca D'Agostino gdagos@alice.it Sono un docente
coinvolto "Prova Invalsi" (Prove nazionali di italiano e matematica)
per gli esami di scuola media, e provo a dire la mia, che è poi una forte critica
tanto nel metodo quanto nel merito, su tale esperienza. Ma per brevità
tralascio il merito e affronto il metodo adottato. Si era detto che a partire
dalle 12 sarebbero state disponibili, sul sito web dell'Invalsi, le griglie di
correzione della prova: ciò però non è stato, per un problema dovuto,
probabilmente e prevedibilmente, a un intasamento informatico causato
dall'accesso (assalto?) simultaneo al sito da parte di tutte le centinaia di
scuole medie. Né alcuno avrà seriamente creduto al laconico messaggio che a un
tratto campeggiava sul sito e imputava i problemi sorti e il conseguente
ritardo "a eccezionali eventi atmosferici". Ora, senza dover
scomodare "Giove pluvio", non credo che ci volesse tanto sebbene ciò
appaia essere sfuggito ai solerti e ben retribuiti funzionari del ministero
della Pubblica istruzione per prevedere che il sistema non avrebbe retto, e
dunque attivare procedure alternative più sicure anche più tradizionali
(allegare le griglie al plico dei testi d'esame consegnati la mattina, oppure
inviarle tramite e-mail). Si sarebbero ottenuti due risultati: snellire la
procedura ed evitare una lunga e inutile attesa ai tanti docenti impegnati
nelle correzioni; e soprattutto, evitare l'ennesima brutta figura
"all'italiana", proprio nel giorno in cui il ministero si fregiava di
allineare le procedure di valutazione di alunni e docenti ai sospirati
"standard europei". Quel resto d'Europa dove, come tutti sanno, non
piove mai.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 18-06-2008)
Argomenti: Grillo
DESIO BOVISIO pag.
11 No al nuovo inceneritore Inizia la raccolta di firme Mobilitati
"grillini", ambientalisti e gruppi sociali DESIO di ALESSANDRO
CRISAFULLI ? DESIO ? GRILLINI, E NON SOLO, SCATENATI contro il nuovo
termovalorizzatore previsto a Desio. Nel week-end gli Amici
di Beppe Grillo di Monza e
Brianza, con la collaborazione di diversi altri gruppi ambientalisti e
giovanili del territorio, cominceranno una raccolta di firme per dire
"no" al progetto di Brianza Energia Ambiente Spa di realizzare
nell'area di via Agnesi un nuovo inceneritore dei rifiuti dalla capacità di 240
mila tonnellate all'anno. Un progetto ormai in fase avanzata, con i
lavori che dovrebbero partire a breve, per un investimento, in
project-financing, di 80 milioni, sostenuti dai comuni soci e dall Provincia di
Milano. "ALLA LUCE DEGLI ORMAI molteplici studi a livello internazionale -
spiegano i promotori nel lanciare la loro campagna -, che evidenziano la
pericolosità delle emissioni degli inceneritori di rifiuti per la salute umana,
raccogliamo le firme per una petizione e una richiesta di assemblea al
Presidente della Provincia Filippo Penati. L'iniziativa ha lo scopo di bloccare
la costruzione del nuovo inceneritore di Desio e di indire un'assemblea
pubblica per dare vita ad un approfondito dibattito tra medici, studiosi ed
esperti della materia". Le associazioni vorrebbero andare a fondo almeno
su due questioni: "Gli effetti nocivi sulla salute pubblica provocati
dagli inceneritori dei rifiuti - dice Gianmarco Corbetta, uno degli
organizzatori della protesta - e l'individuazione di forme di smaltimento
alternative, concretamente attuabili e compatibili con il diritto alla salute
dell'individuo e della collettività sancito dall'articolo 32 della Costituzione
Italiana". LE PRIME DUE GIORNATE di sensibilizzazione e raccolta dei
nominativi sono in programma per sabato 21 e domenica 22 a Desio. Ma anche in
altri Comuni limitrofi si stanno organizzando dei banchetti, così come i gruppi
promotori stanno mettendo in piedi altre iniziative informative. Per chi fosse
interessato a partecipare, tutte le informazioni sono reperibili sul sito dei
"grillini" di Monza (http://beppegrillo.meetup.com/182/boards/), dove
è anche possibile scaricare il modulo da firmare. E' stato anche attivato un
indirizzo mail noinceneritoredesio@libero.it per raccogliere idee e adesioni.
"L'alternativa esiste!", è lo slogan che campeggia sui volantini
distribuiti per pubblicizzare l'iniziative - il riferimento è al centro riciclo
di Vedelago, Treviso - dove figura anche una tabella che elenca gli effetti
cancerogeni delle sostanze emerse da un termovalorizzatore secondo la Agenzia
internazionale per la ricerca sul cancro. Ma la "rivolta" rischia di
spegnersi sul nascere, perchè la macchina organizzativa procede spedita verso
la realizzazione dell'impianto: "Raccolgano le firme che vogliono - taglia
corto il sindaco Giampiero Mariani, che di recente ha organizzato un consiglio
comunale aperto sulla questione - è loro diritto, ma sappiano che sarà solo una
perdita di tempo. Il nuovo termovalorizzatore non prevede l'aumento delle
tonnellate da incenerire, darà ampie garanzie sotto il profilo ambientale
dell'abbattimento dei fumi, ci darà corrente elettrica e teleriscaldamento.
Sarà un impianto all'avanguardia che porterà solo vantaggi". E che
dovrebbe essere pronto in 5 anni.
( da "Unita, L'" del 18-06-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del Leggi ad personam, esercito: sono prove generali? Cara Unità, di
nuovo leggi ad personam, blocco delle intercettazioni (che farebbero danno al
"sistema") uso dell'esercito in modo improprio... non è poco per
farci immaginare la prova di un regime che sarebbe poco gradito agli italiani
ed anche agli europei. Reagiamo subito, prima che sia troppo tardi. Sergio
Barsotti, Livorno Facciamo diga contro Berlusconi Cara Unità, mi auguro che
l'assemblea del Pd di venerdì prossimo prenda atto che la strategia di dialogo
con la destra berlusconizzata e d'isolamento delle altre forze di sinistra non
regge ed indebolisce l'opposizione sia istituzionale sia nel Paese, come
comprova il forte astensionismo che ha portato alla catastrofe elettorale in
Sicilia e Sardegna. Da subito è necessario riaprire il dialogo e ritrovare una
strategia comune per costruire una forte diga contro lo straripare di
provvedimenti iniqui, discriminanti, incostituzionali, che favoriscono il
caudillo nostrano, "vittima", a suo dire, della persecuzione dei
giudici di sinistra, e il suo esercito di cortigiani, che ingrossa sempre più
le fila nell'attesa delle briciole del lauto pasto delle insaziabili signorie.
Nella sinistra, ampiamente intesa, esistono le intelligenze capaci di
comprendere sia la drammaticità dell'attuale situazione politica sia la
necessità di lasciarsi alle spalle errori anche recenti per fare fronte comune
a difesa della Costituzione, dei cittadini più deboli ed esposti alle
ingiustizie sociali, per la dignità del nostro sistema democratico. Mario
Sacchi, Milano Intercettazioni, un colpo alla parte lesa... Cara Unità,
togliere agli investigatori la possibilità di intercettare ed invitarli a
indagare utilizzando metodi più "classici" avrebbe senso se i
delinquenti non si avvalessero più del telefono per organizzare e commettere
reati. Poiché non risulta che i criminali abbiano tale cavalleresca intenzione
non si capisce perché lo Stato debba autolimitarsi nel contrastare la
delinquenza. Limitare le intercettazioni a certi tipi di reato è anche ingiusto
nei confronti di quei cittadini che subiscono uno dei tantissimi gravi reati
per il quale le intercettazioni non saranno più possibili. Perché io che
subisco un reato punito con 9 anni e mezzo non dovrà avere le stesse
probabilità di avere giustizia di chi subisce un reato punito con 10 anni?
Oltre al danno avrà anche la beffa perché a fronte della mia richiesta di
giustizia lo Stato non utilizzerà più tutti mezzi tecnici a sua disposizione ma
io continuerà a pagarli con le tasse. Emanuele Lombardi, Bracciano (Rm) Le nostre
voci arrivino a quei signori Cara Unità, alla luce delle nuove norme sulla
sicurezza, il disegno di legge sulle intercettazioni, che, di fatto, ha come
unico scopo quello di imbavagliare giudici e giornalisti; l'esercito chiamato a
pattugliare le nostre città (ma che potranno mai fare 3000 soldati proteggere
tutte le città italiane e poi da quali gravi pericoli?). A questo punto mi
chiedo se arriveremo anche al Tg letto da un generale? Solo notizie gradite,
ovviamente. Ma questo già succede: spesso confronto le notizie che leggo su
l'Unità con le stesse notizie date nei telegiornali (tranne chiaramente il
Tg3): sono altra cosa.... Dove sono oggi tutti quelli che in campagna
elettorale hanno straparlato? Come mai oggi Grillo tace?
Dopo avere convinto migliaia di italiani a disertare le urne, combinando questo
bel disastro, ora perchè non parla? Oggi che sono in pericolo la giustizia, la
libertà di stampa, la nostra libertà di venire informati seriamente, nessuno
parla! Vogliamo far arrivare le nostri voci a questi signori? Gli italiani non
sono tutti idioti come forse loro credono... non esistono solo grandi fratelli,
veline e gossip. Sul tema rifiuti, poi, da napoletana vorrei rivolgermi ai
napoletani: ci rendiamo conto che ancora una volta il Nord ci mortifica e ci
umilia: il Governo ci manda i volontari per ripulire le strade e per insegnarci
la differenziata. Veniamo trattati come una colonia da civilizzare. Ciò mi
indigna e mi mortifica. Quando decideremo di riprenderci la nostra antica
nobiltà: c'è stato un tempo in cui noi la civiltà l'abbiamo insegnata agli
altri. Ma veramente tutti pensano che Napoli sia solo Gomorra? Condivido il
giudizio del sindaco Rosa Russo Iervolino: Napoli è anche Gomorra ma non è solo
Gomorra. Napoli è fatta in maggioranza di napoletani onesti, che lavoano, che
pagano le tasse (anche quella sui rifiuti), che fanno la differenziata, che si
alzano alle 6 del mattino per andare a lavorare (per circa 1.200 euro al mese,
tanto è lo stipendio di pubblico dipendente, ditelo al ministro Brunetta). I
campi-sfollati sono in Africa: però, lì, ci vanno gli operatori umanitari non
l'esercito.... Anna Maria Quattromini Europa, adesso andiamo avanti Cara Unità,
cambiano gli uomini, ma la politica estera repubblicana rimane bipolare. Come
definire diversamente le frasi presidenziali e ministeriali che pretendono di
sacralizzare il Trattato di Lisbona senza rispettarne proprio quelle clausole
in cui si prevede l'unanimità degli Stati membri quale conditio sine qua non
della propria validità? Al più presto un nuovo testo di Costituzione europea
snello; con un nocciolo immodificabile contenente la Dichiarazione universale
dei Diritti dell'Uomo (Onu 1948) e una clausola che le dia validità per chi
l'approva, lasciando fuori dalla nuova Europa chi non desidera rimanervi o
entrarvi! Matteo Maria Martinoli, Milano. Lotta politica solo per il potere?
Cara Unità, "La politica come tutti sanno, ha cessato da molto di essere
scienza del buon governo, ed è diventata invece arte della conquista e della
conservazione del potere. Così la bontà di un uomo politico non si misura sul
bene che egli riesce a fare agli altri, ma sulla rapidità con cui arriva al
vertice e sul tempo che vi si mantiene. E la lotta politica, cioè la lotta per
la conquista e la conservazione del potere, non è ormai più - apparenze a parte
- fra stato e stato, fazione e fazione, ma interna allo stato, interna alla
fazione." Chi lo ha scritto?: un moralista deluso del XXI secolo?, un
elettore deluso dell'Unione 2006?, un blogghista 2008 di Beppe Grillo?, un girotondino?, un
cultore dell'antipolitica che non ha capito nulla dell'alto valore morale della
denuncia "politica" di Stella e Rizzo?, un berlusconiano pentito che
ha capito tutto e ha deciso di parlare? o lo cantavano in coro un esponente del
PCdI, uno dell'ex Rc, uno della Sd ispirati da uno scintillante arcobaleno
verde? Nessuno di questi. Lo ha scritto uno scrittore del novecento
italiano. Questa fotografia risale addirittura a 46 anni fa, l'ha scattata nel
1962, alla livida realtà che da allora non è più cambiata se non per
peggiorare, Luciano Bianciardi. Dopo quasi mezzo secolo non ci si è ancora
decisi a prendere atto che è da lì che occorrerebbe partire per cambiare la
"politica agra" che ci affanna e limita. Vittorio Melandri.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo
SPETTACOLI pag. 34 E
gli italiani riscoprono la febbre del ballo SIAE 4 MILIARDI LA SPESA PER GLI
SPETTACOLI: BOOM PER I CONCERTI E LE MOSTRE, BENE IL CINEMA ? ROMA ? L'ITALIA
BALLA (e spende) di più. Almeno secondo la Siae, che ha presentato ieri
l'Annuario 2007. Segno positivo per quasi tutti gli indicatori, anche se il
dato più rilevante è quello della spesa degli italiani per gli spettacoli:
quasi 4 miliardi di euro, con un incremento del 6,78% rispetto al 2006. In
particolare il settore dei concerti è quello che ha registrato le variazioni
più significative rispetto all'anno precedente, con una spesa al botteghino
cresciuta del 23,36% e un incremento dei biglietti venduti del 17,36%. Al primo
posto delle classifiche per incassi i concerti di musica leggera con l'unica
data italiana dei Police a Torino, anche se Vasco Rossi (nella foto Ap) compare
per sei volte grazie alle esibizioni di Milano, Torino e Roma. Il primo posto
per la spesa del pubblico (che oltre al prezzo del biglietto comprende anche
prevendita, consumazioni e guardaroba) spetta a sorpresa al ballo, con 1,228
miliardi di euro e un incremento di ingressi dell'11,75% rispetto al 2006.
Segue il cinema con 743 milioni di euro, terzo lo sport con 596 milioni di euro
(-10,49% rispetto al 2006, anno in cui le attività avevano registrato un boom
per via delle Olimpiadi di Torino). IL CINEMA ha il primato 2007 per il maggior
afflusso di pubblico con ben 116 milioni di biglietti venduti. La spesa al
botteghino si aggira sui 670 milioni di euro (+11,38% rispetto al 2006). Il
primo posto è per "Shrek terzo", seguito da "Harry Potter e
l'Ordine della Fenice", e "Manuale d'amore 2 (Capitoli
successivi)". Capitolo teatro: l'incremento della spesa al botteghino
rispetto al 2006 è stato del 10,32%. Nella top ten al primo
posto c'è Benigni con "Tutto Dante", seguito da "Volevo fare il
ballerino" di Fiorello e "Reset" di Beppe
Grillo. Il record per numero di manifestazioni
spetta invece alle mostre, con il 18,39% in più rispetto al 2006, e un
conseguente +85,39% di spesa per il pubblico.
( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del Da "Shrek" ai Police tutti gli incassi
da record CINEMA Shrek Terzo Harry Potter e l'ordine della Fenice Manuale
d'amore 2 CONCERTI Police a Torino Vasco Rossi a Milano, Torino, Roma TEATRO
Tutto Dante di Benigni Volevo fare il ballerino di Fiorello Reset di Beppe Grillo LIRICA Tristano e Isotta di
Wagner alla Scala di Milano I più visti.
( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando l'edizione
del C'è la crisi? Italia, balla che ti passa di Gabriella Gallozzi E roi,
navigatori e santi. Ed ora pure ballerini. Gli italiani sono così. A
"rivelarlo" sono i dati Siae 2007 relativi al consumo di
"spettacolo" nel nostro paese, secondo i quali siamo diventati più
"spendaccioni" di prima. Ebbene, tra le varie voci di
"consumo" il primo posto per la spesa del pubblico spetta al ballo: 1
miliardo e 228 milioni di euro, con un incremento di ingressi dell'11.75%
rispetto al 2006. Il dato è relativo a balere e discoteche che, evidentemente,
sono i luoghi di svago più gettonati del nostro paese. E che, del resto, non si
fa fatica ad immaginare stracolmi di quell'esercito di giovani della
generazione del "defilippiano" Amici. Senza nulla togliere, ovviamente,
alle gloriose balere romagnole popolate dal pubblico più agé amante del liscio.
Ballando, ballando però l'italiano non disdegna neanche le altre categorie di
spettacolo. Anzi, secondo la Siae c'è stato un vistoso aumento della vendita di
biglietti per i concerti dal vivo, in testa quello dei Police a Torino e,
soprattutto, un exploit epocale per il cinema che non si registrava da 8 anni a
questa parte. Risultato: nel 2007 abbiamo speso in spettacoli 4 miliardi di
euro, pari al 6.78% in più rispetto al 2006. Secondo al ballo solo il cinema
che ha avuto un incremento dell'11.38% a fronte del 2006: sono stati venduti
ben 116 milioni di biglietti, per un incasso di quasi 670 milioni di euro. Al
primo posto tra i più visti Shrek terzo, Harry Potter, Manuale d'amore 2.
"Ma il dato più importante", sottolinea Paolo Ferrari alla testa
dell'Anica, "è che in questa statistica si registra un incremento del 13%
del cinema italiano, rappresentato non solo dai cinepanettoni. Tra i titoli
"forti" ci sono Giorni e nuvole di Soldini, Mio fratello è figlio
unico di Luchetti e pure Grande, grosso e Verdone, segno che anche certo cinema
d'autore si sta facendo strada, come ha dimostrato il successo a Cannes di
Garrone e Sorrentino". Ma a fare il salto più alto rispetto al 2006 è la
musica dal vivo, i concerti: sono stati venduti in più il 17.36% di biglietti,
con una spesa al botteghino cresciuta del 23.36%. Al primo posto ci sono i
concerti di musica leggera con in testa i Police, come abbiamo già detto, ma
anche Vasco Rossi che se la batte comparendo ben sei volti in classifica grazie
alle date di Torino, Milano e Roma. Il teatro, poi, nella sua accezione più
vasta che va dalla danza, alle "adunate" di Grillo,
è cresciuto al botteghino del 10.32%, sempre rispetto al 2006. Nella top ten
dei più visti troneggia al primo posto Benigni con Tutto Dante, seguito da
Volevo fare il ballerino di Fiorello, "profetico" alla luce di questi
dati, e da Reset di Beppe Grillo. Mentre per la lirica il primato spetta a Tristano e Isotta di Wagner
alla Scala di Milano. Tra i dati rilevati anche quelli degli "eventi"
gratuiti: sono stati seguiti da 47 milioni di persone. Nella classifica per
città, le statistiche indicano Roma al primo posto per la spesa al botteghino
(10.6% e l'incidenza sul valore nazionale di tutta la spesa), la spesa
complessiva del pubblico (8% circa sul dato nazionale), il numero degli
spettacoli (6.6%) e la relativa affluenza di pubblico (9.39% sul dato
nazionale). Roma ha un secondo posto solo per il volume d'affari: in vetta
Milano con il 9.35%. Col segno più, insomma, tutti i settori dello spettacolo
ad eccezione di uno: il numero degli spettacoli al circo sono diminuiti del
4.33%, forse perché in netta crescita sono quelli del "circo
mediatico". NUMERI ITALIANI Quattro miliardi di euro spesi per lo
spettacolo nel 2007. Questi i dati Siae che rivelano la crescita del settore e
un popolo di "spendaccioni". Si spende più di tutto per il ballo
nelle discoteche e nelle balere.
( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del I numeri 11,75% IN PIÙ DI BIGLIETTI venduti tra discoteche e
balere rispetto al 2006. Pari a 1 miliardo 228 milioni di euro 11,38% DI BIGLIETTI in più venduti al cinema, pari a 670 milioni di euro
11,36 DI BIGLIETTI venduti in più per i concerti di musica leggera, con una
spesa al botteghino cresciuta del 23.36% 10,32% È L'INCREMENTO della spesa al botteghino
per il teatro nella sua accezione più vasta che va dalla danza alle
"adunate" di Beppe Grillo.
( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo
Spettacoli
L'irresistibile ascesa dello spettacolo Vasco e "Shrek" i più amati
del 2007 Boom del cinema: 116 milioni di biglietti venduti e 670 milioni di euro
spesi al botteghino Nella top ten delle opere teatrali Roberto Benigni è al
primo posto seguito da Fiorello LEANDRO PALESTINI ROMA Il 2007 è stato un anno
boom per il cinema e i concerti. I dati dell'Annuario Siae parlano chiaro: gli
italiani hanno speso quasi quattro miliardi di euro (per l'esattezza 3,981
miliardi) per lo spettacolo in genere, con un incremento del 6.78% rispetto al
2006. I campioni d'incasso del 2007 sono stati Shrek 3 per il cinema, Roberto
Benigni per il teatro e i Police per i concerti. Anche se è Vasco Rossi il vero
dominatore degli stadi per quanto riguarda i biglietti staccati: il rocker
italiano occupa i primi quattro posti in classifica. Si direbbe che a una
maggiore offerta di spettacoli (+ 2.94%) il pubblico italiano abbia risposto
con un aumento della domanda. "Il maggior afflusso si è registrato nelle
sale cinematografiche, con ben 116 milioni di biglietti venduti e una maggiore
spesa al botteghino: 670 milioni di euro", spiega Domenico Caridi,
direttore generale della Siae. Ricordando che al box office, dopo Shrek 3, sono
stati premiati Harry Potter e l'Ordine della Fenice (secondo posto) e Manuale
d'amore 2-Capitoli successivi di Giovanni Veronesi. Ma va detto che l'anno
scorso anche il teatro è andato a gonfie vele. Nella top ten delle opere
teatrali fa la parte del leone Roberto Benigni con Tutto Dante, seguito da Volevo fare il ballerino di Fiorello e Reset di Beppe Grillo. Per la lirica si segnala
che i migliori incassi al botteghino sono andati al Tristano e Isotta di Wagner
(la statistica non dice però che alla Scala l'alto costo dei biglietti falsa la
classifica), mentre il secondo e terzo posto vanno all'Aida di Verdi, all'Arena
di Verona. Il primato per il maggior incremento di biglietti venduti
rispetto al 2006 spetta ai concerti (+ 17,36%) con circa 12 milioni di
ingressi. Nel settore del ballo (36 milioni di biglietti venduti) l'incremento
è stato dell'11.75%. Seguono lo sport con 28 milioni di ingressi (incremento
del 9.73%) e il teatro con 24 milioni di ingressi (+7.66%), le mostre con 19
milioni di ingressi (+8.27%). Ma a sorpresa, il primo posto per la maggior
spesa del pubblico spetta alle attività di ballo e concertini: incassi per 1
miliardo e 228 milioni di euro. Prendendo in considerazione le principali città
italiane, l'Osservatorio Siae mette Roma al primo posto per la spesa al
botteghino (10.6% di incidenza sul valore nazionale), il numero degli
spettacoli e l'affluenza di pubblico. La capitale cede però a Milano il primo
posto per il volume d'affari nell'ambito dello spettacolo: la spesa comprende
anche gli investimenti nel settore, come le sponsorizzazioni, l'acquisto dei
diritti televisivi, la pubblicità.
( da "Corriere della Sera" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-06-20 num: - pag: 51 categoria:
REDAZIONALE I dati Nel 2007 gli italiani hanno speso 4 miliardi di euro.
Incremento di oltre il 6 per cento secondo la Siae Cinema, teatro, concerti:
anno boom per gli spettacoli ROMA - A dispetto della crisi generale, secondo
l'osservatorio annuale della Siae (la Società degli autori e degli editori), gli
italiani spendono di più per gli spettacoli: 4 miliardi di euro nel 2007, con
un incremento del 6.78 per cento. Il cinema ha il primato per il maggiore
afflusso con ben 116 milioni di biglietti venduti (+ 10.91), per 670 milioni al
botteghino. La top ten del cinema vede al primo posto Shrek terzo, seguito da
Harry Potter e l'ordine della Fenice e Manuale d'amore 2 - capitoli successivi,
primo degli italiani. Per il teatro la spesa è stata di 396 milioni,
l'incremento al box office è del 10.32 per cento: al primo posto si piazza
Roberto Benigni con Tutto Dante seguito da Volevo fare il ballerino di
Fiorello, l'agitatore delle folle Beppe
Grillo con Reset si deve accontentare della medaglia
di bronzo. Per la lirica il migliore incasso al Tristano e Isotta di Wagner
alla Scala, al secondo e al terzo posto l'Aida dell'Arena di Verona. Le
variazioni più significative nei concerti, col primato assoluto per i biglietti
venduti che vola a + 17.36 per cento. Il primo posto va all'amarcord dei
Police, ma il trionfatore "a singhiozzo" è Vasco Rossi che si colloca
al secondo, terzo, quarto, quinto, nono e decimo posto con i suoi live
conquistati a Milano, Torino e Roma. Al sesto posto Laura Pausini, al settimo
Renato Zero. Nella classifica delle principali città, Roma è al primo posto per
la spesa al botteghino (10.6 per cento del totale nazionale), il numero di
spettacoli (6.6 per cento) e la relativa affluenza di pubblico (9.39). è
seconda solo per volume d'affari: in vetta c'è infatti Milano con il 9.35 per
cento. Il numero totale degli spettacoli: 2 milioni 670 mila. Benigni e Dante
Lo spettacolo teatrale più visto secondo i dati Siae I Police Primi negli
incassi dei concerti ma incalzati da Vasco Rossi V.Ca.
( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo
Michael Carmichael, l'ex
consulente di Clinton, in un'intervista al Giornale aveva avvertito che questa
sarebbe stata la campagna elettorale più sporca della storia recente americana.
Al voto mancano oltre quattro mesi, ma le manovre sono già cominciate. In un
pezzo uscito oggi spiego come sia in atto una campagna su Internet in cui si
sostiene che Barack Obama sia musulmano. L'affermazione è falsa (Barack è
cristiano), ma il contesto lo permette. Infatti: Barack è il suo primo nome, ma
il secondo è Hussein; come Saddam Hussein. Di cognome fa Obama che, cambiando
una sillaba, suona Osama. È nero, ma la famiglia del suo padre biologico era
musulmana, e lui ha vissuto dieci anni in un Paese islamico, l'Indonesia,
frequentando per un paio d'anni le scuole pubbliche, dunque musulmane. Barack
Obama è ossessionato da questa campagna, che risulta molto più convincente di
quanto si immagini, e infatti inizia a mostrare segni di nervosismo. Già McCain
(primarie 2000) e Kerry (presidenziali 2004) furono sconfitti da voci
infamanti; Obama farà la stessa fine? Io temo - ma è quasi una certezza - che
la campagna elettorale verrà combattuta non sui programmi e sulle idee , ma
sull'immagine e sugli stereotipi.Gli americani rischiano di eleggere un
presidente - sia esso McCain o Obama - senza sapere che cosa intenda fare
davvero una volta alla Casa Bianca, ma valutando solo la sua simpatia o sulla
scorta di impressioni sovente ingannevoli o frammentarie. Se i cliché contano
più dei contenuti e la calunnia più fatti, la qualità della democrazia tende a
diminuire e con essa la sua credibilità. Non mi piace questa tendenza e mi
disturba constatare che molti elettori americani si siano abituati a questa
situazione; come se le dirty politics (le tecniche sporche, infanganti) fossero
ormai connaturate al sistema. Io ho l'impressione, invece, che si siano
superati abbondantemente i limiti. Sono troppo pessimista? Ecco la foto di
Obama durante una visita in Africa, che viene usata per dimostrare che non è
cristiano bensì musulmano: Scritto in democrazia, presidenziali usa 1 Commento
" (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Jun 08 Il blog
per informarsi, con qualche dubbio. Nei giorni scorsi ho pubblicato sul Giornale
un articolo dedicato ai blog e ai siti individuali che negli Stati Uniti sono
diventati così importanti da far concorrenza ai media tradizionali. Al servizio
era abbinata un'intervista a Matt Mullenweg, l'inventore della piattaforma
Wordpress, che avevo incontrato al Wordcamp organizzato a Milano dal mitico
Wolly. Matt, giovanissimo genio del Net, sostiene che il blog sta diventando
autenticamente multimediale e che ciò avrà implicazioni anche per i
giornalisti. Infatti "permetterà una diversificazione dell'offerta e dei
percorsi di lettura, che si svilupperanno per argomento anziché per testata.
Già oggi i giovani selezionano le notizie attraverso i motori di ricerca
personalizzati. Al New York Times arrivano se ricevono la segnalazione di un
articolo interessante, ma non hanno più l'abitudine di consultare
quotidianamente il sito nytimes. com. Siamo passati attraverso tre fasi del
blog: mezzo per scrivere, poi per interagire e ora, sempre più, per filtrare e
personalizzare la mole immensa di notizie sulla rete". Chiaccherando con
Wolly e con Piero Macrì, Matt ci ha raccontato un episodio personale
illuminante: era in una città che stava per essere investita da un uragano, ma
siccome lui non segue i media generalisti non si era accorto del pericolo imminente,
che gli fu segnalato dalla madre inquieta per le sue sorti. Senza quella
telefonata matt non avrebbe preso precauzioni. Da qui una riflessione: siamo
sicuri che la qualità della nostra vita e la conoscenza del mondo migliorerà
quando la maggior parte degli utenti avrà preso l'abitudine di leggere solo le
notizie di argomenti che interessano? Questo trend non rischia di creare
lettori iperspecializzati (magari in argomenti frivoli), ma complessivamente
ancor più ignoranti? Ad esempio: voi come vi regolate? Tendete a comportarvi
come Matt o siete più tradizionalisti? AGGIORNAMENTO Ho letto poco fa un
interessante pezzo di Massimo Gaggi, che riprende un servizio della rivista
americana Atlantic dal titolo provocatorio: Google ci rende stupidi? La tesi di
Nicholas Carr ex direttore della Harvard Business Review e autore di molti
saggi su Internet è che la civiltà del "web" stia condizionando
negativamente i nostri meccanismi mentali, incidendo sul modo di leggere, di
selezionare, di memorizzare. e demolendo la capacità di concentrazione.
Insomma, "immersi come siamo nel "multitasking mentale" appena
ci sediamo per leggere un documento di qualche pagina o un libro, ci sentiamo a
disagio dopo pochi paragrafi. Voltiamo pagina e siamo già pronti per un
link". Timori fondati? Scritto in giornalismo Commenti ( 39 ) " (9
voti, il voto medio è: 2.33 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello
Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
14Jun 08 Per l'Europa una sola via d'uscita: più democrazia Perché gli
irlandesi hanno detto no al Trattato di Lisbona? Come spiego in un'analisi
pubblicata oggi non certo perché sono antieuropeisti, al contrario. "Come
tutti gli europei, gli irlandesi non capiscono più il proprio Paese, non sanno
più se conta di più il governo di Dublino o la Commissione di Bruxellese quando
chiedono ragguagli nessuno è in grado di tracciare unconfine preciso tra l'uno
e l'altra". Percepiscono l'Unione europea come un potere che sottrae fette
crescenti di sovranità eppure resta senza volto. "Chi rappresenta l'Europa
oggi? Il presidente Barroso no di certo. L'Europa è un'oligarchia impalpabile
ma molto influente, che condiziona la politica economica di ogni Paese,
sovrasta i Parlamenti nazionali grazie alle direttive, fa giurisprudenza
attraverso la Corte di giustizia europea.E incoraggia migrazioni massicce
attraverso l'accordo di Schengen, positivo sotto molti aspetti, ma le cui
ripercussioni sono state a lungo sottovalutate e che ha finito per agevolare
l'afflusso di clandestini extracomunitari. Gli irlandesi hanno votato no a
larga maggioranza per una ragione in fondo semplice: non hanno capito che cosa
fosse davvero il Trattato di Lisbona". Pretendevano chiarezza e invece si
sono visti sottoporre un'insieme di accordi che la facevano apparire ancor più
criptica e impenetrabile. Dopo il voto in Francia, Olanda e Irlanda la lezione
secondo me è chiara: l'attuale processo di costruzione europea trainato dalle
élites politiche senza richiedere il consenso diretto del popolo, non funziona
più. Non c'è che una soluzione: istituzioni più semplici, perlomeno
comprensibili, e più democrazia. Ma i governi lo vorranno? E l'unione dei
popoli europei può davvero esistere o scopriremo che è un'illusione? Scritto in
europa, democrazia Commenti ( 82 ) " (10 voti, il voto medio è: 2.2 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jun 08 Sentenza su Guantanamo,
bentornata America L'America per molti anni ha rappresentato un modello di
libertà e di giustizia. Poi c'è stato l'11 settembre, la guerra al terrorismo,
l'Irak e tante, troppe deroghe ai principi che proprio l'America ha vantato
come sacri per tanti decenni. La prigione di Guantanamo, dove centinaia di
persone sono state detenute senza diritti e sottoposte a tortura, rappresenta
la violazione più clamorosa. Ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti ha
riconosciuto il diritto costituzionale dei detenuti nel campo di prigionia di
ricorrere nei tribunali ordinari americani contro la loro detenzione.
Considerate queste cifre: su 775 detenuti due terzi sono stati consegnati ai
paesi d'origine dove sono stati rilasciati perché innocenti. Altri 70
dovrebbero essere rilasciati a breve, contro 120 ci sono indizi palesemente
insufficienti, solo a carico di 80 persone (appena il 10%) le prove sarebbero
più serie. Il quadro è chiaro: Guantanamo non è servita a combattere il
terrorismo ma ha rovinato la vita a quasi 700 innocenti infliggendo un danno
colossale alla credibilità degli Usa nel mondo. Entrambi i candidati alla Casa
Bianca, John McCain e Barack Obama, si sono espressi da tempo e con convinzione
per la chiusura di questo campo. La sentenza di ieri è un passo importante
nella giusta direzione. Io dico: l'America sta tornando ad essere l'America.
Scritto in gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (11 voti, il voto medio è:
1.73 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Jun 08 Ancora su
Vasco Rossi e la droga Mi scuso con i lettori abituali su questo blog, ma
continuo a ricevere centinaia di e mail su Vasco Rossi (il mio indirizzo è
stato cortesemente segnalato sul sito di Vasco Rossi dai suoi redattori) e devo
tornare sul tema. Molti mi rimproverano di non dialogare, ma come faccio a
dialogare se nove messaggi su dieci sono di insulti e di minacce pesantissime?
Qualche precisazione: 1) Non apprezzare Vasco Rossi è un diritto, che
ribadisco. Sarebbe auspicabile che i dissensi dei suoi fan venissero espressi
in modo civile. Chiedo troppo? 2) Contrariamente a quanto scrivono in molti, io
non ho detto che chi apprezza Vasco è un drogato. Ho scritto una cosa diversa:
che alcune sue canzoni potevano spingere molti giovani a far uso di droga. Per
due ragioni. La prima, perché i testi di molte canzoni, pur non menzionando mai
le sostanze stupefacenti (cosa vietata per legge) lanciano messaggi, come
dire.facilmente equivocabili. Negli ultimi anni Vasco Rossi ha scritto canzoni dai
contenuti completamente diversi. Bene, ma le vecchie canzoni continuano ad
essere proposte (inevitabilmente) e il rischio che vengano, ancora una volta,
"equivocate" esiste. La seconda ragione: Vasco per molti anni, ha
fatto uso di droghe, ammettendolo pubblicamente (ha avuto anche guai con la
giustizia), e comparendo in pubblico, ai concerti e qualche volta anche in tv
visibilmente fatto. Vasco era (ed è) un idolo e da sempre gli adolescenti
tendono a identificarsi e a imitare i propri idoli. Il rischio di
un'emulazione, quando lui incitava i suoi fan a vivere una vita spericolata e
ad andare al massimo, era pertanto molto alto. 3) I suoi fan dicono che da
dieci anni Rossi è cambiato. Bene. Ma nel 2003 in un concerto a San Siro è
salito sul palco con le magliette per legalizzare la marijuana e l'anno scorso
in un'intervista sosteneva che le droghe non sono tutte uguali e che la
marijuana è meno pericolosa dell'alcol. La marijuana non è una droga? Andate a
leggervi quali sono gli effetti reali degli spinelli. Riporto questo passaggio
dal sito del massimo esperto italiano Riccardo Gatti: Il 25 aprile 2007
l'Ufficio USA del National Drug Control ed il National Institute on Drug Abuse
hanno reso nota le ultime analisi si un progetto di monitoraggio che ha rivelato
come il THC, principio attivo della marijuana, ha raggiunto, negli Stati Uniti,
il più alto livello da quando il monitoraggio è iniziato. Il THC, oggi, è
presente con un quantitativo medio dell' 8.5 %. Negli anni '80 era sotto il 4%.
Il 60% delle persone che usano questa droga per la prima volta hanno meno di 18
anni. Negli adolescenti e nei giovani adulti "il cervello continua a
svilupparsi e può essere vulnerabile agli effetti deleteri della
marijuana". Questa droga, come dice la Dott.ssa Volkow, "può produrre
cambiamenti nocivi a livello fisico, mentale, emozionale e, contrariamente alle
credenze popolari, può dare dipendenza". L'aumento del principio attivo
potrebbe anche essere la ragione di un aumento degli interventi di pronto
soccorso connessi all'uso di marijuana. 4) Tutto ciò considerato è davvero
scandaloso interrogarsi su Vasco Rossi e la droga nell'arco della sua lunga,
ricca di successi e movimentata carriera? Scritto in Italia, Varie Commenti (
300 ) " (46 voti, il voto medio è: 1.67 su un massimo di 5) Loading ... Il
Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 09Jun 08 Petrolio, libero mercato o libera speculazione?
Parlo con amici economisti alla ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata
del petrolio, che in un anno è raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a
spiegarla. Non basta, a giustificarla, l'aumento della domanda generata da
India, Cina e dai Paesi in via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti
impianti di estrazione nei Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una
volta, stiamo scambiando il libero mercato con la libera speculazione. Soros,
che in materia se ne intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla,
simile a quella del Nasdaq di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i
future movimentano un miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni
scambiati nella realtà, nei primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui
fondi hedge che speculano sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007.
Insomma, staremmo pagando il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di
una speculazione che, amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se
stessa. Anzi rischiamo di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con
gli effetti imprevedibili di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà
repentino e altrettanto destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi
provocata dalla speculazione di troppe banche, quella dei subprime, non si è
nemmeno conclusa. Da liberale mi chiedo: tutto questo ha senso? E come
rimediare? Scritto in globalizzazione Commenti ( 56 ) " (19 voti, il voto
medio è: 2.26 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Una
vita meritocratica. La polemica su Vasco Rossi è ormai degenerata, pochi
inviano messaggi di dissenso civili e motivati, la maggior parte non fa che
lanciarmi ingiurie talvolta pesantissime; alcuni addirittura mi minacciano
(complimenti). Molti di voi insistono nel considerarlo un idolo e un messaggero
d'amore, un personaggio positivo in una società degenerata. Sarà, ma rivendico
il diritto di non apprezzarlo come cantante e di avere forti, motivate riserve
sul messaggio che ha inviato per decenni. Non intendo però andare avanti in
eterno con questa diatriba, ormai inutile e squalificante per chi la alimenta,
ho pertanto deciso di togliere la frase "incriminata", peraltro poche
righe in un post incentrato su una personalità di ben altro spessore come Max Gallo.
Auguri a tutti. Sono rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal
mondo della scuola: ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese
offrivano droga gratis ai compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi
giorni trasformarli in clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si
ribellano ai controlli della polizia e rivendicano il diritto di drogarsi
liberamente, episodi di bullismo di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso
decisamente male. Ha ragione l'intellettuale francese Max Gallo, che ho
intervistato per il Giornale, e che dice basta con la cultura edonista
ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la scuola deve tornare ad essere
"il luogo della trasmissione del sapere", oggi, invece, "prevale
l'idea che lo studio debba essere divertente, che si possa imparare senza
faticare. E invece no: apprendere può essere duro, noioso, anche ripetitivo,
richiede sacrificio. L'importante è che poi questo sforzo venga ricompensato
con uno sbocco professionale premiante. Così la scuola può diventare
autenticamente meritocratica". Non si tratta di tornare al passato, ma di
ripristinare una gerarchia di valori e la speranza, questa sì autenticamente
progressista, di un'ascesa sociale anche ai giovani che provengono da famiglie
poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di prospettive concrete non generano
altro che squallore individuale, familiare, sociale. Scritto in
globalizzazione, Italia Commenti ( 447 ) " (32 voti, il voto medio è: 2.22
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 Quando i
Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore Sergio Orsi è
sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che non fosse sotto
scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i media, soprattutto
quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra. Nell'ultimo mese ci
sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di giustizia. La tattica è
chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente cruciale che il
messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi televisivi
trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal fatto che ogni
volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i giornalisti ripetevano
con toni drammatici che la camorra vuole intimidire tutti, evidenziando al
contempo la costernazione e, in questa occasione, l'impotenza delle forze
dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso raggelante: sembrava che lo
Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante. Sebbe involontariamente, la tv
ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso che i giornalisti che si
occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio servizio, rinunciando, a
fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo combattere la camorra,
anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio? Scritto in Italia,
giornalismo Commenti ( 47 ) " (17 voti, il voto medio è: 1.88 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti immigrati può
sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti l'immigrazione è una
necessità per Paesi la cui popolazione tende ad invecchiare come l'Italia.
Vero: se non si mantiene una piramide demografica, in cui le persone in
attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il sistema economico e
sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il problema però va
affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le notizie degli ultimi
giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in sofferenza
economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre
complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo
della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità.
I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza
reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del
nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri
irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in
un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della
popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il sovrafollamento
dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che rischia di
generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati che invece
vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia, tradizionalmente
aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera. Inoltre, bisogna
chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere assorbiti da
un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di disoccupazione
ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli italiani e per
chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno essere
soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi rattrista
profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è sostenibile
dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) " (15 voti,
il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May
08 Rossi contro neri e tanto odio. A chi giova? Leggete la cronaca dei fatti
avvenuti poco fa alla Sapienza e che si sono conclusi con quattro studenti
feriti. Si parla di un collettivo rosso che ha occupato la presidenza di
Lettere per protestare contro i "fascisti", e di un collettivo nero
che per vendetta ha aggredito studenti universitari della parte avversa. Siamo
tornati all'Italia degli anni Settanta? Mentre i grandi partiti tentano
finalmente un nuovo modo di far politica, che contempla un confronto civile in
Parlamento, come deve essere in una vera democrazia, per le strade gruppuscoli
che rappresentano frange minoritarie tentano di ricreare un clima di odio
politico e di intolleranza civile. Quanto conta Forza Nuova? Pochissimo, eppure
d'incanto ha una visibilità enorme, basta vedere le interviste televisive al
suo leader Roberto Fiore, l'ultima ieri a Exit sulla Sette. E quanto contano i
gruppuscoli comunisti-marxisti? Nulla, eppure una certa retorica (ancora una
volta mediatica) li spinge all'azione. Aggiungeteci i raid anti-immigrati, le
strumentalizzazioni di fatti come quelli di Verona e le aggressioni ai gay ed
ecco che il quadro si fa improvvisamente cupo. A chi giova? Certo non a
Berlusconi e nemmeno a Veltroni. Alla Lega? A Di Pietro? Senz'altro no. E chi c'è
dietro? Forse i partiti più estremi esclusi dal Parlamento, come sospetta
qualcuno? Spero proprio di no. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (12
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( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Grillo
N. 146 del
2008-06-20 pagina 0 Arriva anche in Italia l'iPhone il telefono che sa fare
tutto di Giuseppe Marino Accordo con Tim e Vodafone. Indica le vie, va sul web
e invia mail. Bramato dai Vip e odiato dagli ecologisti: è già una moda Milano
- Gli smanettoni se lo sono procurato da mesi in America, facendo a pezzi le
inutili protezioni. I manager più tecno-chic lo bramano già: secondo Dagospia
ce l'ha pure Luigi Gubitosi, l'amministratore delegato di Wind, per ora esclusa
dagli accordi con Apple. E gli ambientalisti lo hanno già preso di mira
sostenendo che il suo involucro contiene sostanze tossiche. Manca solo che Beppe Grillo gli lanci contro uno dei suoi anatemi, dopodiché l'iPhone avrà
tutti i requisiti per diventare il nuovo oggetto di culto della Penisola dei
telefono-maniaci. Ieri Apple ha ufficializzato gli accordi con Tim e Vodafone
annunciando, all'americana, che "sì è vero, siamo entusiasti di lavorare
con Tim e Vodafone" per portare l'iPhone in Italia e negli altri
Paesi europei ancora non ammessi alla buona novella del cellulare-che-fa-tutto.
Quando? La data non c'è ancora, ma leggendo nei visceri di internet, gli
aruspici delle tecnologie predicono che sarà a cavallo tra giugno e luglio. In
tempo per lanciare nella Penisola, uno dei Paesi col più alto tasso di
telefonini per orecchio, l'ultima versione, finalmente Umts, cioè la rete più
veloce attualmente disponibile per navigare col telefonino. La principale
scommessa dell'iPhone, infatti, è la particolare attitudine a viaggiare sul
web, collegandosi anche via Wi-fi, la rete senza fili che si va diffondendo in
hotel, stazioni, aeroporti e anche in molte case. Con le tariffe delle chiamate
ormai ridotte all'osso, gli strateghi della telefonia spingono sulla nostra
incontenibile smania di comunicare sempre e ovunque, sperando di convincerci a
usare il telefono per chattare in ascensore, consultare le quotazioni di Borsa
sull'autobus, leggere le e-mail al bagno. Operazioni che nella sua elegante
scocca, il nuovo telefono della Mela può svolgere più o meno egregiamente,
trasformandoci tutti in uomini e donne sempre connessi al resto del mondo.
Anche se in realtà non ci muoviamo mai dalla nostra scrivania. Ma del resto il
papà di Apple, Steve Jobs, innovatore come pochi altri nella storia della
tecnologia, è anche maestro nel creare oggetti di culto, da avere a ogni costo,
a prescindere da quanto possano esserci utili. Molto dipenderà anche dal prezzo
dell'apparecchio e delle tariffe per navigare. Tim e Vodafone non si sono
piegate, non daranno ad Apple una quota dei ricavi derivanti dai consumi degli
utenti, come succede negli altri Paesi. Probabile dunque che nei negozi
arrivino telefoni "marchiati" Tim e Vodafone a prezzo più basso, e
altri in vendita libera, ma più costosi. Vedremo. Nel frattempo meglio
esercitarsi sulle nuove "mosse": tra poco chi non sa trascinare e
ingrandire gli oggetti sul "touch screen"del telefonino, sarà
preistorico. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Tirreno, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Grillo
Attualità MARTINI
REPLICA MARTINI REPLICA Offrire opportunità non è "sconcertante" Caro
direttore, mi ha francamente stupito il taglio che il "Tirreno" ha
dato mercoledì alla ricognizione delle "opportunità" - a proposito:
parola tutt'altro che barocca, anzi molto concreta - offerte dalla Regione a
cittadini e imprese. L'immagine, contenuta soprattutto nei titoli, di una
Regione "mamma generosa" che a nessuno nega un contributo, sembra
voler accreditare la tesi - molto in voga in questi tempi - che identifica le
amministrazioni pubbliche, senza distinzione, con gli sprechi. Il bello è che
leggendo le voci del piccolo compendio pubblicato dal "Tirreno",
grazie anche ai materiali forniti dalla nostra agenzia stampa, emerge un quadro
ampio di interventi di sostegno rivolto alle donne over 35 o ai precari; alle
imprese agricole, ai giovani aspiranti imprenditori, a quanti vogliono
installare panelli fotovoltaici e altro ancora. Insomma, una serie di
provvedimenti utili per imprese, famiglie, persone più deboli, nessuno dei
quali a me pare sconcertante. Si può fare di più e meglio? Senz'altro. A
partire da un'informazione corretta e senza forzature su quello che già stiamo
facendo. Un cordiale saluto. Claudio Martini BERLUSCONI A lui interessano solo
i giudici Ci risiamo. Appena rieletto, sembra che le priorità per Berlusconi
siano i suoi processi. Ancora una volta si scaglia contro i giudici rossi
(ormai la sua è un'ossessione) e prepara la legge salva premier. A lui non
interessa niente dei pensionati, degli operai che muoiono sul lavoro, dei
sindacati. A lui interessano la Confindustria e le sue televisioni (Rete 4 ci
costa parecchi migliaia di euro al giorno). L'inflazione che galoppa, la
benzina diventata un lusso, la spazzatura a Napoli? No, al nostro caro Silvio
interessano solo i giudici. Franco Vanni Lucca OPPOSIZIONE
Presto Beppe Grillo tornerà
in piazza Che il centro destra facesse il solito teatrino di leggi ad personam
era prevedibile e che fosse insofferente allo Stato di diritto e ad alcuni
principi costituzionali già lo sapevamo, ma la cosa più imbarazzante è vedere
la quasi totale immobilità oppositiva del governo ombra che ha chiuso ogni
dialogo con il resto dello stesso Pd. Le spaccature all'interno del
partito esistono, nonostante sia stata tagliata fuori la frangia estrema della
sinistra radicale. Il centro sinistra nel suo insieme, parlamentare ed extra
parlamentare, paga una sudditanza psicologica allo strapotere berlusconiano, un
gioco di difesa e di rincorsa imputabile all'aridità ideologica di tutta la
sinistra che, caduti i vecchi ideali, non ha saputo rinnovarsi nei suoi
esponenti e non ha teso la mano a migliaia di cittadini scesi democraticamente
in piazza. Intanto la politica si occupa di comprare banche e lottizzare la
Rai, di imbavagliare la magistratura e la stampa libera vietando
intercettazioni (e la loro pubblicazione) che inchioderebbe gli affaristi:
l'impunità va garantita agli esponenti della casta, mentre per i reati comuni
il governo provvederà con strade a scorrimento veloce. La cronaca giudiziaria
sarà imbavagliata. I prossimi mesi saranno molto caldi: Beppe
Grillo e i suoi "meetups" sono in fermento, i giornalisti
hanno già annunciato una disobbedienza civile, i comitati e la gente libera
dall'affarismo si preparano a fare un'opposizione che colpirà anche il Pd. Non
tutto il male vien per nuocere: se le piazze si riempiranno vorrà dire che la
cittadinanza sta maturando una nuova consapevolezza politica, quella della
lotta democratica fatta a colpi di referendum, di iniziative di legge popolare
e class action. Vedremo questo Pd da che parte si schiererà e se gli italiani
hanno capito che differenza c'è tra essere popolo suddito o cittadino attivo.
Saranno tempi duri, prepariamoci a capire e ad ascoltare la voce dei
manifestanti piuttosto che rimanere ancorati alle vecchie ideologie. Giacomo
Spinelli Pisa CAMPO NELL'ELBA Non si abbandona così un cimitero Luogo
d'eremitaggio obbligato, e non è che ci mancassi da molto, e il solito scenario
mozzafiato, si distese davanti ai miei occhi nel suo più fascinoso incanto. Mi
trovavo nella casa di riposo per defunti di S. Piero (nel comune di Campo
nell'Elba), nell'isola che m'intenerì ai primi passi, l'isola capace di cullare
il pensiero degli animi più agitati. Immaginai il mio soggiorno, e dando uno
sguardo tutt'intorno mi trovai a scoprire un po' troppo di trascurato per
assicurare giusto e sereno riposo eterno a quella comunità sì solenne, composta
e meritevole. Persone responsabili vorranno avere un pensiero, capace di dare
risposte adeguate alle necessità di quell'ultima dimora. Claudio Marmeggi
NUCLEARE NO Non sono di parte, penso solo al futuro Risponderò in maniera
completa all'ingegner Nanna che mi chiama in causa sul "Tirreno". Per
ora noto solo che le sue argomentazioni danno ragione alla mia precedente
lettera, mentre altre asserzioni sono smentite da fatti successi recentemente.
Comunque le mie affermazioni non sono dettate da spirito demagogico né
partitico: non sono iscritto a nessun partito, non mi piacciono i politici e la
politica in genere, ma sono un tecnico elettronico che, girando il mondo e
conoscendo tre lingue, si guarda intorno e spera che i propri figli e nipoti
possano vivere in un mondo sicuro ed ecologicamente compatibile. Purtroppo mi
riesce difficile concepire perché se una persona la pensa in modo diverso,
debba avere subito un'etichetta politica, perdippiù lontana dalla mia mentalità
migliaia di anni luce. Paolo Frosini Empoli CAROBENZINA Con quei centesimi
pagano Mourinho... Qualcuno mi sta rubando 30 centesimi. Nel 2000 un barile
costava 60 dollari, cioè 70 euro (allora 1 dollaro valeva 1,2 euro), e un litro
di benzina un euro. Oggi un barile costa sui 130 dollari, cioè 84 euro. Un
litro di benzina costa 1,5 euro. Se ci fosse un trasferimento onesto del
rincaro dal barile alla pompa, un litro dovrebbe costare 1,20 euro. Chi mi ruba
i 30 centesimi? Da una parte, è vero, ci sono i Prodi di turno, che grazie a
un'imposta suppletiva (non approvata da nessun Parla,ento), si pavoneggiano di
aggiustare i conti dello Stato. Ma dall'altra, e soprattutto, ci sono i
petrolieri, Moratti in testa con la sua Inter. Oltretutto, grazie a questa
sorta di "pizzo incontrollato", i Moratti fanno pagare all'insieme
dei consumatori italiani gli ingaggi di Mourinho, Ibrahimovic, Lampard e
compagnia cantando, violentando la regolarità del Campionato italiano di serie
A. Antonio Foresi.
( da "Quotidiano.it, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Grillo
Castel di Lama |
Dopo poco più di sei mesi il giornalista è tornato a Castel di Lama per
presentare il suo nuovo libro "Se li conosci li eviti", un piccolo
vademecum scritto assieme a Peter Gomez per orientarsi nella giungla della
politica. di Alessandro Venieri Travaglio Ancora una volta stupisce, Marco
Travaglio. Stupisce per la capacità di attrarre grandi folle alle sue
conferenze. Stupisce per la sua abilità nel parlare di fatti gravi ed
incresciosi con un'ironia straordinaria. Stupisce per il coraggio che dimostra
nell'opporsi al marcio presente nella nostra società. Stupisce infine per la
grande passione che riesce a mettere in ogni cosa che fa. Stupisce da anni e lo
stupore ormai è diventato abitudine, quindi non è poi così strano vedere l'aula
consiliare del comune di Castel Di Lama riempirsi a vista d'occhio, minuto dopo
minuto. Sono decine le persone che si accalcano all'interno e all'esterno
dell'edificio e tra loro vi sono moltissimi giovani, disposti a lottare contro
il caldo asfissiante di questa giornata di metà giugno pur di conquistarsi un
posto in prima fila. La presentazione del libro, organizzata dalla Bibliofila e
da Mimmo Minuto, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Castel di
Lama, è affidata al dottor Ettore Picardi, sostituto procuratore della
Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno, che esprime grande ammirazione
per una persona come Travaglio, che appare in televisione ed è famoso in tutto
il paese, ma che nonostante questo accetta di mettersi in discussione scendendo
dal “piedistallo” per stare a contatto con la gente. “Noi dobbiamo vedere
queste fonti a contatto delle nostre situazioni” sostiene il magistrato, il
quale dichiara inoltre di apprezzare il modo di fare informazione di Travaglio
e Gomez, semplice e fruibile sì, ma sempre sostenuto da valide argomentazioni.
Il libro, composto principalmente dalle biografie dei candidati “buoni” e
“cattivi” delle scorse elezioni politiche, a detta di Picardi fa capire al
privato cittadino perché i meccanismi del potere hanno reso il paese
ingovernabile. Alle 19.20, dopo più di un'ora di attesa causata dal ritardo del
treno, Travaglio entra finalmente nell'aula, accolto da un fragoroso applauso
di tutti i presenti. Viene salutato dal sindaco Patrizia Rossini, che esprime
apprezzamento per la sua attività al servizio dell'opinione pubblica.
L'invitato comincia subito a parlare del libro ma soprattutto della situazione
politica italiana, prendendo come esempio l'attuale Presidente del Consiglio,
dicendo di lui “Se una persona sa quello che ha fatto un politico può prevedere
anche ciò che farà” e dunque a suo parere non c'è da stupirsi per i
provvedimenti (sulle intercettazioni e sui processi) che sta attuando Silvio
Berlusconi dato che “lo ha già fatto altre due volte in passato”, ma c'è invece
da preoccuparsi per le mancate reazioni dell'opposizione, che per lui ormai è
tale “solo perché occupa in parlamento una posizione diversa dalla
maggioranza”. Dopo aver denunciato alcune di quelle che a suo parere sono le
leggi vergogna del nuovo governo, Travaglio dedica poi maggiore attenzione a
quella concernente le intercettazioni, esprimendo il proprio sdegno e la
preoccupazione che in Italia a breve l'opinione pubblica non potrà più farsi
alcuna opinione su processi e condanne. E al termine dell'allocuzione, dopo aver
addirittura auspicato un intervento del Capo dello Stato, ipotizza
anche una propria collaborazione con Beppe Grillo per l'organizzazione del V-3 day, in programma per la fine di
quest'anno, avvenimento con il quale, spiega il giornalista, si cercherà di risollevare
le sorti del paese schiacciato dal conflitto d'interessi, una questione che
ormai da troppo tempo danneggia il popolo italiano. 21/06/2008.
( da "Tirreno, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Grillo
PETIZIONE Una firma
contro le barriere PISTOIA. Oggi, sabato e domenica prossimi, dalle 20, alla
Festa della Misericordia al parco della Vergine, verranno allestiti dei
banchini allo scopo di raccogliere firme per una petizione contro le barriere
architettoniche, che verrà in seguito presentata al Comune di Pistoia. La
petizione è promossa dal Centro studi e documentazione sull'handicap in
collaborazione con Arci, Arci Gay, Associazione NoiLiberi, Associazione Luca
Coscioni, Giovani comunisti, Pistoia Radicale, Unione italiana lotta alla
distrofia muscolare, Partito umanista, Arcobaleno su
Pistoia, Verdi e Amici di Beppe Grillo, al fine di rendere la nostra città priva di ostacoli che possano
limitare la mobilità delle persone disabili e perciò favorire una completa
accessibilità, cosa volta a migliorare il grado di civiltà, di uguaglianza e
pari opportunità. Tutti i cittadini sono invitati a firmare. (m.b.).
( da "Tirreno, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Grillo
Spettacolo Farò da
cavia perché sia cancellata la legge-porcata In scena con
"Promemoria" a Collesalvetti per raccontare 15 anni di storia
italiana MARIA TERESA GIANNONI COLLESALVETTI. Sarà una "chiacchierata
teatrale", giusto per non dimenticare niente di questi ultimi anni di
storia italiana. Anche perché, a sentire lui, il protagonista e unico attore in
scena oltre alla musica, in questi 15 anni ne sono successe di tutti i colori.
Lui è Marco Travaglio, giornalista scomodo, anzi scomodissimo, che ha raccolto
le sue riflessioni in un one man show dal titolo "Promemoria" che sta
portando in giro con grande successo con la regia di Ruggero Cara. Sarà lui ad
aprire martedì la stagione estiva di Collesalvetti a Villa Carmignani (ore 21).
Travaglio è odiato dai politici per le sue denunce ma molto amato soprattutto
dai giovani che affollano le presentazioni dei suoi libri. E questa è una gran
bella soddisfazione per uno nato giornalisticamente con Indro Montanelli e
approdato alle pagine dell'Unità (per citare solo uno dei giornali con cui
collabora), finito sotto la scure censoria insieme a gente come Enzo Biagi,
Daniele Luttazzi, Michele Santoro e che proprio con Santoro è tornato
prepotentemente alla ribalta quest'anno in tv con Annozero. Impossibile
tappargli la bocca. Sul palco si zittirà solo negli intermezzi musicali di
Valentino Corvino. Travaglio è uno che non guarda in faccia nessuno: ne ha per
Berlusconi e per la sinistra. "Il mio spettacolo è diviso in sette quadri
- spiega Marco Travaglio - si parte da Tangentopoli per arrivare a oggi. Ci
sono le stragi di mafia che inaugurano la seconda repubblica con tutte le
trattative tra Stato e mafia e i misteri e i ricatti collegati. Poi la discesa
in campo del Cavaliere, il suo primo brevissimo governo, il centrosinistra che
lo sostituisce e gliele dà tutte vinte con la Bicamerale e lo rianima. La
resurrezione del Cavaliere e i suoi cinque anni, il centrosinistra che perde di
nuovo tante occasioni e lo resuscita per la seconda volta. Fino all'ultimo
ritorno del Cavaliere. è un work in progress, va crescendo e allungandosi. Ed è
anche un remake perché lui dice sempre le stesse cose e gli altri continuano a
rifare gli stessi errori, quindi alla fine vince sempre lui". Un cambio di
genere. Da giornalista ad attore. "Non è un cambio di genere. Sono un
giornalista che fa cronaca su un palco". A teatro e al cinema, con film
come "Gomorra" e "Il divo", sta crescendo l'impegno civile?
"è sempre stato così quando c'è una stretta autoritaria. è chiaro che se
avessimo dei giornali, dei Tg e dei programmi di approfondimento veri e se l'informazione
fosse la norma non ci sarebbe bisogno di fare dei film su Andreotti o
spettacoli sulla storia degli ultimi 15 anni. Dato che abbiamo giornali che
fanno vergogna e telegiornali che fanno schifo e vomito, è ovvio che una cosa
cacciata dalla porta rientra dalla finestra. Perché l'esigenza di essere
informati e di capire non si spegne mai". Lei non ha la scorta come
Saviano, il giornalista di "Gomorra" minacciato dalla camorra, ma ha
un po' paura? "Lui vive a Napoli, in un posto pericoloso, io ho scelto di
vivere a Torino. E poi mi muovo così rapidamente che è difficile centrarmi.
Sono anche molto magro... Minacce no, non ne ho ricevute. Per la trasmissione
di Santoro ho una causa civile di Geronzi, una della moglie di Mastella e una
del figlio di Mastella. Poi la causa di Schifani: sono quelle le cause più
pericolose, perché vengono da personaggi incommensurabilmente più potenti che
invece di spogliarsi delle loro liti private quando vanno a ricoprire alti
incarichi cominciano a perseguitare un cittadino come me. Naturalmente hanno
sbagliato obiettivo perché ormai a me le denunce non fanno né caldo né freddo.
Sono in permanenza in tribunale". Perché i guai giudiziari di Berlusconi
sono sempre al centro della politica italiana? "Berlusconi scisso dai suoi
guai giudiziari è come Carla Fracci senza il tutù, come Bocelli che non canta.
Tra l'altro c'è sempre qualcuno che si alza e dice: beh, ormai ha risolto i
suoi guai giudiziari. Non è vero niente". Dopo il decreto che vieta di
pubblicare le intercettazioni continuerai a scrivere? "Sì, esatto. Farò
disobbedienza civile rispetto a questa porcheria di legge, continuerò a
pubblicare come mi pare tutti gli atti giudiziari che trovo. Ci vuole qualcuno
che faccia da cavia perché venga dichiarata incostituzionale quasta
porcata". Saranno d'accordo i giornali su cui scrivi? "è vero,
potrebbero avere qualcosa da ridire perché le multe sono salatissime. Allora io
scrivo libri, se poi non trovo un editore che mi pubblica li metto sul mio
blog, o li leggo in teatro. Ci sono tanti modi oggi... Anche in teatro non si
potrebbe, se ti vietano di rendere pubblica una cosa. Io però la dico lo stesso
e disobbedisco. So che pagherò delle conseguenze penali e che la quarta volta
che lo faccio verrò arrestato. Alla quarta condanna vai dentro, pena minima un
anno, anche in un paese in cui non va più dentro nessuno. Il fatto è che non ci
stanno vietando di pubblicare notizie segrete perché le notizie segrete sono
già vietate, ci stanno vietando di pubblicare notizie pubbliche: è questa è la
cosa paradossale". Qualche nostalgia? "I democristiani di un tempo
rubavano, e per questo non posso essere nostalgico dei dc. Ma rubavano con
maggior signorilità. Oggi non solo rubano ma vanno in tv a rivendicare il
diritto di rubare e cambiano le regole per legalizzare il furto. Quegli altri
rubavano finché non li prendevano, quando li prendevano sparivano e non si sono
mai sognati di toccare un articolo della Costituzione anche perché loro
l'avevano scritta. Siamo governati per la prima volta nella storia repubblicana
da tre partiti che non hanno fatto parte della Costituente. In Italia i
fascisti e i leghisti o non c'erano o erano fuori dalla Costituente. Rimpiango
molto un presidente della Repubblica come Scalfaro, almeno sapeva dire dei no senza
farsi intimidire". Destra e sinistra ormai pari sono? "Non c'entrano
più niente la destra e la sinistra. Se non ci fosse questa sinistra Berlusconi
sarebbe già morto e sepolto. In tutti i paesi del mondo si processano capi di
governo, in alcuni paesi c'è l'immunità per il re o quella provvisoria per il
capo dello Stato ma Berlusconi non è capo dello Stato, non ancora almeno. Qui
stiamo parlando di uno accusato di aver corrotto un testimone perché mentisse e
facesse assolvere un colpevole, quindi stiamo parlando di una cosa che altrove
non c'è nemmeno per i sovrani". L'ultimo avvenimento che ti ha fatto
pensare? "Mi fa molto ridere che Veltroni annunci una manifestazione tra
sei mesi: quando saremo tutti morti forse manifesteremo. Avrebbe potuto parlare
agli elettori e spiegare che fino a quando continueranno a eleggere Berlusconi
non avranno sicurezza visto che sospende 100mila processi per sospendere il
suo, e visto che toglie le intercettazioni per i furti, le rapine e i sequestri
di persona per abolire le sue intercettazioni". Democrazia in crisi?
"Da noi in Italia è proprio morta. L'ha scritto bene Ezio Mauro: quando il
potere esecutivo chiede al legislativo di dargli una mano a schiacciare il
giudiziario e l'informazione, dov'è finita la democrazia? Democrazia è quando
tutti e quattro i poteri sono separati e si controllano a vicenda. Ora se la
parola regime non piace, la chiamino "Pippo", l'importante e che la
chiamino in un altro modo e non democrazia. Sono passati solo due giorni dalla retata
dell'Fbi a Wall Street, basterebbe pensare a questo per renderci conto di che
cos'è una democrazia". Un tribuno alla Beppe Grillo? "Grillo ha dei meriti eccezionali in
questa fase. Non hai idea di quanti ragazzi si stanno accostando alla politica,
ai valori e alle battaglie di democrazia grazie a lui, grazie al catalizzatore
del suo blog e dei suoi v-day. Quanta gente incontro alle presentazioni dei
miei libri che viene da lì e lavora nelle battaglie per l'acqua come
bene pubblico, per l'ambiente, per la raccolta differenziata, contro gli
inceneritori, contro la base di Vicenza. Tutta gente completamente allergica
alle ideologie e che va molto sul concreto. E chi parla male di Grillo non conosce questa gente. Anche chi fa i giornali non
sa cosa succede nel paese, quelli che parlano male di Grillo
sono gli stessi che dicevano in campagna elettorale che c'era una grande
rimonta di Veltroni. Dicono che Grillo è volgare
perché dice "va fa'n culo" oppure qualunquista, non si rendono conto
che gli sta cambiando tutto intorno e continuano a usare parole vecchie. C'è un
grande bisogno di fare, di informarsi e di impegnarsi. La cosa positiva di Grillo è che non si limita ad incazzarsi ma propone
iniziative e dà delle cose da fare alla gente: firme, referendum,
manifestazioni, ricorsi, la spinge ad andare ai consigli comunali e spulciare
le delibere. Questa è la differenza rispetto ai parolai".
( da "Manifesto, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo
RIFIUTI ZERO
Comitati in marcia da Acerra a Napoli In attesa di Chiaiano Francesca Pilla
NAPOLI Il sole brucia, toglie l'aria e non aiuta ad affrontare i 18 km di
marcia, da Acerra a Napoli. Tra i più giovani partono le sgomitate:
"Un'idea così poteva venire solo a un prete". Ci ride sopra anche
padre Alex Zanotelli, appiccicato, sudato come le altre centinaia di manifestanti
e un ginocchio malandato che gli permette di avanzare solo per metà percorso.
"Qui non si scherza, facciamo sul serio", rimbrotta al decimo km,
dopo aver superato Casoria, Mario Avoletto, irriducibile dell'antagonismo
partenopeo, membro attivo della Rete ambiente: "Abbiamo unito oggi le
diverse realtà resistenti perché dobbiamo aprire una vertenza generale". E
non sarà il termometro rosso a fermare i 700, compresi le associazioni, gli amici di Beppe Grillo, l'assise di Palazzo Marigliano, il Wwf e Legambiente, che hanno
accettato di partecipare allo "scarpinetto". D'altra parte chi è
venuto se l'è cercata. "Ma per i mille "sì" ad altrettante
ipotesi ecocompatibili sullo smaltimento dei rifiuti - spiega Anna Fava di
Palazzo Marigliano - ci sta bene anche la smazzata votiva. Considerato
che questa notte non ho dormito mi pare di stare benissimo. No?". Facce
infuocate a parte, sono state sei ore di tragitto, macinate metro per metro,
fino al secondo concentramento a piazza Garibaldi per radunare il popolo
cittadino, e via per altri tre chilometri con i nuovi arrivati. Segno dei tempi
se per ottenere una "grazia" si è passati dalla tradizionale
camminata scalzi fino a Pompei al percorso dal termovalorizzatore più grande
d'Europa a piazza Dante. "Sono i due simboli di un progetto scellerato -
spiega serio Nicola Capone, a capo del coordinamento regionale - la capitale
dell'indifferenziata Napoli e lo scandalo di un progetto assurdo, Acerra. Qui
nascerà il primo di 4 inceneritori che dovrebbero bruciare 3 milioni di
tonnellate l'anno. Con una differenziata al 30% se ne produrrebbero circa 1
milione e 800mila. E il resto?". E' fatto di motivazioni tecniche e
soprattutto economiche, a cui si è aggiunta la proposta del coordinatore
campano del Pd Tino Iannuzzi di estendere, con il decreto Berlusconi, a tutti
gli impianti quei famosi "premi" per gli imprenditori, i Cp6, da
miliardi di euro. "Figo vero? Loro si prendono i soldi e noi il
cancro", dice una ragazza tra i 250 delegati delle popolazioni in lotta.
Appena dietro Espedito Marletta, il sindaco di Acerra che 4 anni fa nella
manifestazione in pieno agosto si beccò un po' di manganellate da parte del suo
stesso stato e oggi annuncia iniziative legali contro i Cip6. Ma a 24 ore dal
via ufficiale alla discarica di Chiaiano, a pochi mesi dal completamento dei
lavori per l'impianto brucia-immondizia, con un dl militarizzato, che il
sottosegretario Bertolaso possa cedere alle richieste dei comitati sarebbe un
miracolo. "Siamo decisi a costruire un boicottaggio - spiega Pietro
Rinaldi del centro sociale Insurgentia - non è questione di militari, ma di
efficacia delle nostre forme di ostruzionismo. Se stiamo seduti per terra, mani
alzate e ci massacrano, significa che passeremo a bucare le ruote degli
automezzi, o chissà". Quanto a determinazione, chi è riuscito ad arrivare
a Piazza Dante dopo otto ore sotto il sole ne ha da vendere. Chiude Daniele
Sepe: "Un tempo uno andava in galera perché voleva fare la lotta armata,
oggi perché fa la differenziata".
( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo
SAN GIOVANNI Al
castello di Felino (PR) si prepara la lunga notte di San Giovanni con "Ricordanze
di sapori": cena ore 21 a 45 ? , pren obbl. 0521/82.90.55. LORENZIN MOSTRA
Inaugura oggi al cento fisioterapico "Il girasole" di Ferrara la
mostra "I quadri di vita e fantasia di Alejandro Lorenzin",
fumettista venezuelano. POESIA A CESENA "Se non si muore" è il libro
di poesie di Franco Casadei che verrà presentato alle 21.15 nel cortile di
Palazzo Romagnoli a Cesena. BURATTINI RAVENNA Alle 21 al giardino Speyer di
Ravenna parte la seconda edizione di "Burattini alla riscossa", con
"Le avventure di Polpuska". mostra simonini A Castelvetro (Mo), al
Castello di Levizzano Rangone, sono esposte fino al 15 luglio le opere del
pittore Domenico Simonini "Un indipendente del nostro tempo" a cura
di Raffaele De Grada. Visite dal venerdì alla domenica ore 16-20, festivi 10-12
e 16-20. PREVENDITE GRILLO Sono aperte le prevendite per il
nuovo spettacolo di Beppe Grillo che si terrà al Pala Braschi di Parma il 31 ottobre alle 21.
Biglietti alla biglietteria del palazzetto, dal lunedì al venerdì, dalle 10
alle 16. Info 3496860460. LUOGHI PASCOLIANI Fino all'11 settembre, tutti i
giovedì mattina, alle 8,30 ritrovo all'Ufficio Turistico di San Mauro
Mare (RN), per la visita guidata gratuita ai luoghi pascoliani: la casa natale
del poeta e la Torre Seicentesca, con degustazione di prodotti tipici locali.
Info 800.580920. WE ARE OPEN Fino all'1 settembre, al 36A Spazio Gallery di
Bellaria (RN), mostra fotografica di Silvio Canini "We are open".
Lun-ven 20,30- 23, sab e dom 17-20.
( da "Repubblica, La" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo
Veltroni: no alla
sindrome della spallata "Ma il governo ci riporta nel passato". E Di
Pietro raduna l'altra opposizione Il leader del Pd alla festa dell'Anpi con
Vendola, candidato segretario del Prc UMBERTO ROSSO dal nostro inviato
CASTELLAMMARE DI STABIA - Scorre le ultime dichiarazioni di Walter Veltroni,
"noi non ci faremo prendere dalla sindrome della spallata, la nostra
strategia è di maggiore respiro". Dalla Campania, dove ha convocato
d'urgenza lo stato maggiore del suo partito, Di Pietro formalmente è d'accordo
con il segretario del Pd. "Nessuna competizione con Walter, non vogliamo fare
i primi della classe". Di fatto, però, Tonino è venuto a battezzare
"l'altra opposizione" a Berlusconi. Durissima, senza sconti, e
immediata. "Siamo all'emergenza democratica. Faremo opposizione in
Parlamento, nelle piazze e con tanti referendum contro la vergogna delle leggi
ad uso e consumo del Cavaliere". Via libera perciò ad una operazione che
cambia pelle al suo partito. Mettendo insieme Leoluca
Orlando e Beppe Grillo.
Pino Pisicchio e i girotondi di Pardi e Flores. Beppe Giulietti e gli orfani della sinistra arcobaleno. E che strizza
l'occhio al Parisi che sul Corriere della Sera ha chiesto la testa di Veltroni,
per provare ad agganciare così anche i malpancisti del loft.
"Rispetto le preoccupazioni di Arturo, sono serie, indicano una difficoltà
di percorso" ammicca il leader dell'Italia dei Valori. All'ex ministro
della Difesa, Veltroni ieri dalla Festa dell'Anpi (dove c'era anche Nichi
Vendola, candidato alla segreteria di Rifondazione) ha risposto che "la
nostra gara non sono i cento metri, la nostra strategia la faremo vivere nei
prossimi anni". Ma è proprio sui "tempi" che Tonino ha deciso di
lanciare la sua sfida, gettandosi nello spazio di mercato politico lasciato
vuoto. Il Pd promuove una manifestazione contro il governo per l'autunno? L'Idv
ne farà due. La prima a giorni, quando il pacchetto sicurezza passerà dal
Senato alla Camera, con presidio e raccolta firme in piazza Montecitorio o
piazza Navona. L'altra a settembre, in occasione della Festa del partito a
Vasto. "Non pretendo "ius primae noctis" per la manifestazione
ma uno "ius" sì. Mica possiamo scendere in piazza quando i buoi sono
scappati, a leggi approvate". Il Pd ragiona su tattiche e tecniche di
sbarramento parlamentare? Tonino mette in pista un "grappolo" di
referendum per bocciare l'uso "a fini personali del consenso elettorale
ricevuto dagli elettori": contro la sospensione dei processi, il blocco
delle intercettazioni, la salva-Retequattro, il finanziamento pubblico ai
partiti e ai giornali di partito. "Saranno l'occasione per mostrare un
altro paese, il paese che vorremmo". Per la sua battaglia l'ex pm chiama a
raccolta a tutti. A cominciare dal Pd. "Non credo proprio che il popolo
dei democratici dirà di no. Certo, con i vertici del partito è difficile capire
con chi parlare". Ma Di Pietro nella sua nuova veste di
acchiappa-oppositori pensa a un coinvolgimento più largo possibile, a
cominciare dal popolo dei grillini, "può essere una grande
opportunità". Follini difende Veltroni dagli attacchi di Parisi, "vecchio
rito tribale la decapitazione del leader". Così come fanno Realacci,
"la maggioranza del partito non vuole un cambio di leadership" e
Fioroni: "Senza Walter, Ds e Margherita si ritroverebbero oggi come il
Prc". Tonino guarda e aspetta di vedere come va finire dentro il loft.
"Mi auguro - concede - che possano superare presto le difficoltà".
Intanto con Walter sembra pace fatta sulla questione della presidenza della
Vigilanza, con Leoluca Orlando ancora in corsa, "Veltroni è stato brava a
respingere il tentativo del Pdl di spaccare l'opposizione".
( da "Unita, L'" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo
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l'edizione del "Non è in atto una competizione a chi fa più
opposizione" ci tiene a precisare subito Antonio Di Pietro, in apertura
della Conferenza programmatica dell'Italia dei Valori, convocata in tutta
fretta davanti "all'emergenza democratica" che il Paese sta vivendo.
"Il rapporto con gli alleati non è messo in discussione e noi non vogliamo
essere i primi della classe mentre è una coalizione che può far meglio
l'opposizione" rassicura assicurando che lui non chiede nessun "ius
primae noctis", ma "ius, quello sì, non si discute". Però
qualche preoccupazione Di Pietro non la nasconde. C'è il "rispetto e
l'apprezzamento per le parole di Arturo Parisi che indicano un percorso"
su cui sarà bene riflettere. C'è l'inquietudine per il dibattito interno al Pd
"in cui spero torni presto il sereno". Ma c'è anche l'apprezzamento
per la coerenza mostrata dal Partito democratico nel sostenere la candidatura
di Leoluca Orlando a presidente della Commissione di Vigilanza, mentre
contravvenendo ad ogni regola e con la consueta arroganza "la maggioranza
avrebbe voluto decidere anche questo". L'alleanza, dunque, regge. Lo stile
si conferma diverso. Così Antonio Di Pietro che da subito ha fatto conoscere il
suo dissenso ad una manifestazione dopo l'estate, traccia il suo percorso di
lotta. In piazza subito "nel giorno in cui il decreto passerà dal Senato
alla Camera". In piazza in autunno a sostegno del "grappolo di
referendum" che annuncia per cancellare, a mezzo della volontà popolare,
le nefandezze delle leggi che Berlusconi sta disegnando a sua misura e non
"per rispondere ai problemi della gente" che lo ha votato proprio per
questo ed ora si trova tra le priorità una legge salva premier di cui nessuno,
se non il Cavaliere, avverte la necessità impellente. Ma referendum anche per
togliere il finanziamento ai giornali e ai partiti, e poi le intercettazioni ed
anche il salva Rete4. E via dicendo. Ce n'è per tutti. Con i tempi e i modi
dovuti dato che si tratta di decreti ma anche di disegni di legge. Due manifestazione
per lanciare un segnale preciso. E per far fare un salto di qualità, secondo Di
Pietro, all'opposizione "che c'è, e l'avete vista in Parlamento". E a
quella che verrà "che dovrà saldare l'attività parlamentare con la
partecipazione popolare" e che avrà come primo obbiettivo le leggi ad
personam. Poi giù con "il grappolo" di referendum destinati a far
esplodere, come bombe, nell'immaginario collettivo le contraddizioni e gli
interessi che ancora una volta Berlusconi ha messo al primo posto della sua
attività di governo. Mentre "un premier dovrebbe avere ben chiaro che la
corruzione in atti giudiziari è un reato grave e che un presidente del
Consiglio dovrebbe correre dal proprio giudice invece di andare in Parlamento
per farsi fare leggi su misura". La piazza. Quella reale e quella
mediatica, la rete come strumento di aggregazione e di espressione di volontà.
"Perché dovremmo aspettare novembre quando per quell'epoca potremmo già
avere raccolto le firme" chiosa Di Pietro che non ci sta "a chiudere
la stalla quando i buoi sono già scappati". Anticipa, dunque, i tempi il
leader dell'Italia dei Valori. Prevede la cura ancor prima che il male abbia
fatto tutto il suo percorso. Ma lui ha ben chiaro come andrà a finire. E si
dice d'accordo con le indiscrezioni che sarebbero filtrate dal Csm
sull'incostituzionalità del "salva premier" e che per lui, pur
davanti alla precisazione che non c'è stata ancora nessuna valutazione, resta
"una fuga di notizie su quello che accadrà". Tutto scritto. Perché è
così. "È una recidiva. Per un'altra volta si cerca di sostenere che
qualcuno può essere diverso rispetto alla legge e che può chiedere l'immunità
quando è già sotto processo". La raccolta di firme sarà sostenuto da
personaggi noti, a cominciare con molta probabilità, da Beppe Grillo, anche se Di Pietro punta
su "un movimento spontaneo come rugiada al mattino". Ma sarà un banco
di prova anche per questa opposizione del confronto quotidiano. Non si
sbilancia Di Pietro sul sostegno che potrebbe venire alla sua iniziativa dal
Partito democratico. "Forse non ci aiuteranno a raccogliere le
firme ma vorrei capire come faranno a dire di no: una cosa è il Pd e un'altra è
il popolo del Pd".
( da "Unita, L'" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo
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l'edizione del Io, madre di docente disabile contro il taglio delle cattedre
Cara Unità, sono la madre di un docente disabile dalla nascita. Ho appreso che
nel documento di programmazione economica e finanziaria un taglio di 100.000
cattedre in 3 anni. E lo stop delle assunzioni. ll mio stato d'animo, credo
possa rappresentare quello di altre migliaia di madri, le quali, anziane come
me, vorrebbero morire vedendo finalmente sistemati i propri figli. Possibile
che i numeri sono più importanti delle persone? possibile che la scuola deve
essere smantellata, e sulle macerie di essa costruita un impresa dove il denaro
detta le regole del funzionamento. Ma lei si rende conto di cosa significa fare
classi con 30/35 e forse 40 persone. Significa far scoppiare il sistema
scolastico ridurlo ad un cumulo di macerie. State trascinando nel caos
l'istruzione, mentre invece si avrebbe assoluta necessità di ordine. Volete
diminuire le ore di lezione, lasciando ancor di più nell'ignoranza miglioni di
ragazzi. Ma non vi rendete conto ne lei ne i suoi consulenti che state mettendo
in mezzo la strada migliaia di persone, lasciando senza futuro intere
generazioni di adolescenti. Tagliare 100.000 cattedre non vuol dire sistemare i
conti pubblici ma allargare la povertà di una parte molto vasta della
popolazione, scatenando una violentissima forma di protesta dagli sbocchi imprevedibili.
Non si possono trattare in questo modo migliaia di persone che da anni da molti
anni lavorano e mandano avanti il carrozzone della scuola. È una vergogna
vivere in un Paese come il nostro, dove pochi navigano nell'oro e molti nella
miseria. Questi anni passano, la delusione sta crescendo, sarete spazzati via
come foglie al vento se continuerete a trattare in questi termini migliaia di
famiglie. Lei non ha i problemi di una madre o di un padre del mezzogiorno,
dove il lavoro è una chimera, dove stare su una cattedra vuol dire stare in
trincea. Volete togliere a mio figlio affetto da paresi spastica il valoro,
vergognatevi! Rosa Mancini A Bruxelles figura vergognosa Cara Unità, è stata
una scena vergognosa quella che ci ha regalato Berlusconi a Bruxelles.
Vergognosa ma soprattutto pericolosa perché lui non fa mai niente per caso, ma
in preparazione di qualcosa di più grande, ed è un modo per testare sin dove si
può spingere. Si è permesso di minacciare, perché di questo si tratta, il terzo
potere dello Stato, la Magistratura. In un paese dove la democrazia è protetta
e coltivata, non succede che una carica dello Stato si permetta di criticare in
maniera così violenta una colonna portante dello Stato. Se lui, come individuo,
ha rimostranze da fare nei confronti dei magistrati, si dimetta dalla sua
carica e porti tranquillamente avanti la sua battaglia da semplice cittadino.
Non può usare in questa maniera ominosa il suo potere. È un delirio di
onnipotenza di chi pensa che ormai la fa da padrone. Anna Marta Brozzu, Sassari
Niente scorta a chi non è al governo cara Unità, a proposito di scorte e abuso
delle scorte; mi chiedo, passando tutti i giorni a Roma, davanti casa dell'ex
Ministro Mastella, perchè è ancora presente la scorta fissa, 24 su 24 della polizia
penitenziaria, a spese dello Stato e quindi del cittadino, quando questi,
Mastella, non fa più parte di una coalizione di governo e neanche di
opposizione? Con quale esigenza si permette ancora tale costoso privilegio?
Cordiali Saluti. Giuseppe Spagnuolo Noi partigiani di Trieste: no a
strumentalizzazioni foibe Caro Direttore, Trieste di nuovo è ritornata alla
ribalta e purtroppo nel peggiore dei modi. Il ritorno, infatti, è avvenuto a
causa delle "foibe", argomento oggetto, per l'ennesima volta, di scontri
e di strumentalizzazioni. Il caso avvenuto all'Università La Sapienza di Roma,
con le successive polemiche è l'ultimo episodio al riguardo. L'Associazione
Volontari della Libertà di Trieste non è disposta a presentarsi a questi atti
ricorrenti di cinismo e di crudeltà. Perciò prendiamo noi la parola, patrioti
giuliani, dal lato della Resistenza democratica italiana, che si identifica con
il 25 aprile 1945, giorno simbolo della Liberazione nazionale. Gli uomini della
Resistenza democratica giuliana, in obbedienza all'ordine del Cln di
insurrezione generale, il 30 aprile 1945 si sono mossi e sacrificati, e la
città è insorta. Ma poi per decenni è stata ignorata la memoria di una
tradizione civile e patriottica che si rifaceva agli ideali del Risorgimento, ai
valori ed ai principi della nuova Italia democratica, derivata appunto da quel
25 aprile. Non può certo farsi interprete della nostra storia, né una
organizzazione come "Forza Nuova" che si ispira al fascismo e alla
tradizione nazionalista, né la parte opposta facente capo alla estrema
sinistra. Sono politiche e culture che hanno arrecato solo del male alla
Venezia Giulia, i primi a causa della snazionalizzazione fatta a danno degli
sloveni e dei croati, e poi attraverso la connivenza della Repubblica Sociale
Italiana con la Germania hitleriana. I secondi per la connivenza con i
comunisti jugoslavi che tendevano ad impossessarsi illegittimamente di
Territori Italiani. Va detto a voce alta che il fascismo ha disonorato
l'Italia, portato alle estreme conseguenze una politica che non ha fatto altro
che provocare tragedie, mentre la parte filo-jugoslava è riuscita parzialmente
nei suoi intenti, con metodi tutt'altro che democratici. Lo affermiamo noi
Patrioti giuliani, rappresentanti la cultura civile dell'antifascismo
democratico, che ha profonde radici nelle nostre terre. Lo diciamo noi che
abbiamo avuto i nostri morti, nella Risiera di San Saba, nelle foibe, nei campi
di prigionia di Tito. Noi che anche nei momenti più tesi e difficili, abbiamo
conservato i nervi saldi nel riaffermare questa verità e che ci siamo
costantemente richiamati ad una cultura politica, avente il senso del rispetto
di tutte le Patrie e una preveggente aspirazione europeista e repubblicana di
"Giustizia e Libertà". Pertanto, noi chiediamo che le istituzioni,
l'opinione pubblica italiana e le forze politiche mantengano il doveroso
rispetto per le vicende di Trieste e del confine orientale. Fabio Forti, presidente Associazione Volontari della Libertà di Trieste Perché
Beppe Grillo adesso tace?
Cara Unità, ma Beppe Grillo
dove è andato a finire? Perché non lancia un "vaffan..." contro le
vergognose leggi ad personam di Berlusconi? Gli piaceva urlare contro tutta la
politica, mettendo tutti sullo stesso piano. Quando si tratta di
schierarsi contro certe leggi che ledono la democrazia, tace. Stranamente tace.
Invitiamo tutti i democratici a gridare: Grillo, se ci
sei batti un colpo. Lucia Testi e Alessandro Goggioli, Firenze Le lettere
(massimo 20 righe dattiloscritte) vanno indirizzate a Cara Unità, via Francesco
Benaglia 25, 00153 Roma o alla casella e-mail lettere@unita.it.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
23-06-2008)
Argomenti: Grillo
Prov Gallura Pagina
8022 Olbia Un convegno all'Expò Giustizia e legalità, come resistere a violenza
e ricatti Olbia. Un convegno all'Expò --> Le testimonianze sono state il cuore
del convegno, che si è svolto sabato pomeriggio all'Expò, sul tema della
legalità e della giustizia. Forse in pochi conoscevano la storia di Benny
Calasanzio, vittima trasversale della mafia, ma parecchi avevano sentito,
almeno di recente, parlare di Pino Masciari, un imprenditore che nel 1997 ha
deciso di denunciare gli uomini della 'Ndrangheta che lo ricattavano.
Impossibile poi non conoscere la figura di Salvatore Borsellino, fratello del
giudice Paolo ucciso da Cosa Nostra nel luglio 1992. I tre da tempo, sostenuti
anche economicamente dai ragazzi dei Meetup di Beppe Grillo, stanno percorrendo
l'Italia in lungo e in largo solo per raccontare la loro storia perché, come
dice Calasanzio - che ha perso per volere della criminalità organizzata il
nonno e lo zio - "possa riuscire a smuovere gli animi". Questo
"Giro d'Italia" a portato i tre in Sardegna per due giornate quella
di sabato in Gallura e quella precedente a Cagliari. La tappa olbiese
ha, però, riservato per loro una sorpresa. "Non siamo abituati ad essere
accolti dai rappresentanti delle istituzioni - ha detto Calasanzio a nome di
tutti - ieri sera a Cagliari nessuna istituzione ha risposto al nostro invito.
Nella maggior parte delle città evitano di prendere parte ai nostri convegni.
Ma stasera qua ci sono tutti gli invitati". L'evento ha infatti ricevuto
il patrocinio del Comune e della Provincia, con la presidente Pietrina
Murrighile e il sindaco Gianni Giovannelli che hanno deciso di essere presenti.
Oltre a loro in sala c'erano i rappresentanti provinciali di carabinieri,
guardia di finanza e polizia oltre al prefetto Paolo Guglielmann. "Ho
chiesto quali fossero le ragioni per cui si fosse scelta Olbia per
quest'incontro - ha detto Giovannelli - e credo che, trattandosi di una città in
continuo e forte sviluppo, possa facilmente suscitare una riflessione su come
sia possibile coniugare una crescita simile con un corretto senso civico che ci
porti a respingere le tentazioni e le infiltrazioni vivendo nella
legalità". Lo scopo di questi incontri è comunque quello di raccontare e
portare alla riflessione. "Ogni persona in più che viene a conoscenza
della mia storia mi allunga la vita di un giorno", è lo slogan di Masciari
che da un po' di tempo sto combattendo una battaglia per poter tornare a una
vita normale e non sentirsi più un morto che cammina . "Ho deciso di
collaborare con lo Stato perché ci credevo e ci credo veramente - ha detto - ma
dopo undici anni hanno tolto, a me e alla mia famiglia, il programma di
protezione e la scorta mi è concessa solo quando mi sposto per occasioni come
questa". ELENA NARDI.
( da "Data Manager" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo
A cura di Nino
D'Auria, amministratore delegato di EMC Italia Una nuova generazione di utenti
It sta entrando nel mercato del lavoro, preparandosi a diventare la nuova
classe dirigente. Sono i giovani nati a partire dal 1980, cresciuti con
Internet, dotati di grande mobilità, voglia di creatività e di condivisione
delle informazioni. Sono capaci di lavorare in modalità multitasking, adorano
la grafica e i testi brevi: Forrester Research li definisce i
"millennial". Gartner li ha definiti, invece, Generazione V (Generazione
Virtuale), che vive quotidianamente nell'universo virtuale. Contattano gli
amici con l'instant messaging, utilizzano ogni giorno i social network
(mySpace, Face book) per obiettivi di "conversazione" più che di
semplice "comunicazione": incontrare amici, cercare lavoro,
condividere un'appartenenza. E' bizzarro, ma non è un caso, che la stessa
definizione "Generazione V" in Italia si sia affermata in seguito
all'adesione di massa ai "Vaffa-day" che ha avuto una grande
diffusione nel Web nei mesi precedenti e successivi al famoso evento organizzato da Beppe Grillo. Questa manifestazione di appartenenza ha dato una specifica
connotazione alla "V" inclusa nella definizione, ma la modalità
espressiva che ne è scaturita converge verso la definizione Gartner. Nei blog
si è creata una rete di persone che ha potuto condividere il proprio disagio
nei confronti di un sistema che avvertono distante dal loro insieme di valori.
Continua la lettura dell'articolo integrale Highlights! AS/400 COMPIE 20 ANNI.
FESTEGGIA! I distributori IBM che aderiscono all'iniziativa offrono la
possibilità di acquistare un System i 515 con meno di 400 € al mese.
ibm.com/it/offerta515.
( da "Giornale.it, Il" del 23-06-2008)
Argomenti: Grillo
Sul Giornale di oggi
si racconta che i romeni che vivono in Italia non vogliono tornare in patria anche
quando hanno la garanzia di un posto di lavoro. Preferiscono vivere di
espedienti nel nostro Paese anziché in regola ma con uno stipendio basso nel
proprio Paese. Ma l'economia rumena è in pieno boom con una forte richiesta
della manodopera, soprattutto nelle fabbriche. Domanda: chi lavora nelle
fabbriche? Come spiega Matthias Pfaender in un altro articolo, i posti vacanti
sono coperti da moldavi, ucraini turchi, persino pakistani, indiani, srilankesi
e gli immancabili cinesi. Qualche tempo da un demografo francese spiegava su
una rivista come ormai l'immigrazione in Europa sia come un domino. Polacchi e
slovacchi, ad esempio, tendono ad emigrare in Gran Bretagna e in altri Paesi
ricchi del nord Europa, i loro posti vengono occupati da immigrati provenienti
da altri Paesi della Ue ed extra Ue, i quali a loro volta aprono dei buchi nei
Paesi d'origine. In Ungheria c'è una forte penuria di medici, in Romania di
operai, in Polonia di idraulici. Mi chiedo: tutto questo ha senso? la
conseguenza mi sembra evidente: le società diventano rapidamente multietniche e
sempre più simili nella loro struttura sociale. I costi sono enormi, i benefici
dubbi, ma a qualcuno evidentemente conviene. Scritto in europa,
globalizzazione, Italia, immigrazione 1 Commento " (Nessun voto) Loading
... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo articolo a un amico 20Jun 08 Obama musulmano? Quando la calunnia conta
più dei fatti Michael Carmichael, l'ex consulente di Clinton, in un'intervista
al Giornale aveva avvertito che questa sarebbe stata la campagna elettorale più
sporca della storia recente americana. Al voto mancano oltre quattro mesi, ma
le manovre sono già cominciate. In un pezzo uscito oggi spiego come sia in atto
una campagna su Internet in cui si sostiene che Barack Obama sia musulmano.
L'affermazione è falsa (Barack è cristiano), ma il contesto lo permette.
Infatti: Barack è il suo primo nome, ma il secondo è Hussein; come Saddam
Hussein. Di cognome fa Obama che, cambiando una sillaba, suona Osama. È nero,
ma la famiglia del suo padre biologico era musulmana, e lui ha vissuto dieci
anni in un Paese islamico, l'Indonesia, frequentando per un paio d'anni le
scuole pubbliche, dunque musulmane. Barack Obama è ossessionato da questa
campagna, che risulta molto più convincente di quanto si immagini, e infatti
inizia a mostrare segni di nervosismo. Già McCain (primarie 2000) e Kerry
(presidenziali 2004) furono sconfitti da voci infamanti; Obama farà la stessa
fine? Io temo - ma è quasi una certezza - che la campagna elettorale verrà
combattuta non sui programmi e sulle idee , ma sull'immagine e sugli
stereotipi.Gli americani rischiano di eleggere un presidente - sia esso McCain
o Obama - senza sapere che cosa intenda fare davvero una volta alla Casa
Bianca, ma valutando solo la sua simpatia o sulla scorta di impressioni sovente
ingannevoli o frammentarie. Se i cliché contano più dei contenuti e la calunnia
più fatti, la qualità della democrazia tende a diminuire e con essa la sua
credibilità. Non mi piace questa tendenza e mi disturba constatare che molti
elettori americani si siano abituati a questa situazione; come se le dirty
politics (le tecniche sporche, infanganti) fossero ormai connaturate al
sistema. Io ho l'impressione, invece, che si siano superati abbondantemente i
limiti. Sono troppo pessimista? Ecco la foto di Obama durante una visita in
Africa, che viene usata per dimostrare che non è cristiano bensì musulmano:
Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 38 ) " (4 voti, il
voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Jun 08
Il blog per informarsi, con qualche dubbio. Nei giorni scorsi ho pubblicato sul
Giornale un articolo dedicato ai blog e ai siti individuali che negli Stati
Uniti sono diventati così importanti da far concorrenza ai media tradizionali.
Al servizio era abbinata un'intervista a Matt Mullenweg, l'inventore della
piattaforma Wordpress, che avevo incontrato al Wordcamp organizzato a Milano
dal mitico Wolly. Matt, giovanissimo genio del Net, sostiene che il blog sta
diventando autenticamente multimediale e che ciò avrà implicazioni anche per i
giornalisti. Infatti "permetterà una diversificazione dell'offerta e dei
percorsi di lettura, che si svilupperanno per argomento anziché per testata.
Già oggi i giovani selezionano le notizie attraverso i motori di ricerca
personalizzati. Al New York Times arrivano se ricevono la segnalazione di un
articolo interessante, ma non hanno più l'abitudine di consultare
quotidianamente il sito nytimes. com. Siamo passati attraverso tre fasi del
blog: mezzo per scrivere, poi per interagire e ora, sempre più, per filtrare e
personalizzare la mole immensa di notizie sulla rete". Chiaccherando con
Wolly e con Piero Macrì, Matt ci ha raccontato un episodio personale
illuminante: era in una città che stava per essere investita da un uragano, ma
siccome lui non segue i media generalisti non si era accorto del pericolo
imminente, che gli fu segnalato dalla madre inquieta per le sue sorti. Senza
quella telefonata matt non avrebbe preso precauzioni. Da qui una riflessione:
siamo sicuri che la qualità della nostra vita e la conoscenza del mondo
migliorerà quando la maggior parte degli utenti avrà preso l'abitudine di
leggere solo le notizie di argomenti che interessano? Questo trend non rischia
di creare lettori iperspecializzati (magari in argomenti frivoli), ma
complessivamente ancor più ignoranti? Ad esempio: voi come vi regolate? Tendete
a comportarvi come Matt o siete più tradizionalisti? AGGIORNAMENTO Ho letto
poco fa un interessante pezzo di Massimo Gaggi, che riprende un servizio della
rivista americana Atlantic dal titolo provocatorio: Google ci rende stupidi? La
tesi di Nicholas Carr ex direttore della Harvard Business Review e autore di
molti saggi su Internet è che la civiltà del "web" stia condizionando
negativamente i nostri meccanismi mentali, incidendo sul modo di leggere, di
selezionare, di memorizzare. e demolendo la capacità di concentrazione.
Insomma, "immersi come siamo nel "multitasking mentale" appena
ci sediamo per leggere un documento di qualche pagina o un libro, ci sentiamo a
disagio dopo pochi paragrafi. Voltiamo pagina e siamo già pronti per un
link". Timori fondati? Scritto in giornalismo Commenti ( 39 ) " (10
voti, il voto medio è: 2.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello
Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
14Jun 08 Per l'Europa una sola via d'uscita: più democrazia Perché gli
irlandesi hanno detto no al Trattato di Lisbona? Come spiego in un'analisi
pubblicata oggi non certo perché sono antieuropeisti, al contrario. "Come
tutti gli europei, gli irlandesi non capiscono più il proprio Paese, non sanno
più se conta di più il governo di Dublino o la Commissione di Bruxellese quando
chiedono ragguagli nessuno è in grado di tracciare unconfine preciso tra l'uno
e l'altra". Percepiscono l'Unione europea come un potere che sottrae fette
crescenti di sovranità eppure resta senza volto. "Chi rappresenta l'Europa
oggi? Il presidente Barroso no di certo. L'Europa è un'oligarchia impalpabile
ma molto influente, che condiziona la politica economica di ogni Paese,
sovrasta i Parlamenti nazionali grazie alle direttive, fa giurisprudenza
attraverso la Corte di giustizia europea.E incoraggia migrazioni massicce
attraverso l'accordo di Schengen, positivo sotto molti aspetti, ma le cui
ripercussioni sono state a lungo sottovalutate e che ha finito per agevolare
l'afflusso di clandestini extracomunitari. Gli irlandesi hanno votato no a
larga maggioranza per una ragione in fondo semplice: non hanno capito che cosa
fosse davvero il Trattato di Lisbona". Pretendevano chiarezza e invece si
sono visti sottoporre un'insieme di accordi che la facevano apparire ancor più
criptica e impenetrabile. Dopo il voto in Francia, Olanda e Irlanda la lezione
secondo me è chiara: l'attuale processo di costruzione europea trainato dalle
élites politiche senza richiedere il consenso diretto del popolo, non funziona
più. Non c'è che una soluzione: istituzioni più semplici, perlomeno
comprensibili, e più democrazia. Ma i governi lo vorranno? E l'unione dei
popoli europei può davvero esistere o scopriremo che è un'illusione? Scritto in
europa, democrazia Commenti ( 82 ) " (10 voti, il voto medio è: 2.2 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Jun 08 Sentenza su Guantanamo,
bentornata America L'America per molti anni ha rappresentato un modello di
libertà e di giustizia. Poi c'è stato l'11 settembre, la guerra al terrorismo,
l'Irak e tante, troppe deroghe ai principi che proprio l'America ha vantato
come sacri per tanti decenni. La prigione di Guantanamo, dove centinaia di persone
sono state detenute senza diritti e sottoposte a tortura, rappresenta la
violazione più clamorosa. Ieri la Corte Suprema degli Stati Uniti ha
riconosciuto il diritto costituzionale dei detenuti nel campo di prigionia di
ricorrere nei tribunali ordinari americani contro la loro detenzione.
Considerate queste cifre: su 775 detenuti due terzi sono stati consegnati ai
paesi d'origine dove sono stati rilasciati perché innocenti. Altri 70
dovrebbero essere rilasciati a breve, contro 120 ci sono indizi palesemente
insufficienti, solo a carico di 80 persone (appena il 10%) le prove sarebbero
più serie. Il quadro è chiaro: Guantanamo non è servita a combattere il
terrorismo ma ha rovinato la vita a quasi 700 innocenti infliggendo un danno
colossale alla credibilità degli Usa nel mondo. Entrambi i candidati alla Casa
Bianca, John McCain e Barack Obama, si sono espressi da tempo e con convinzione
per la chiusura di questo campo. La sentenza di ieri è un passo importante
nella giusta direzione. Io dico: l'America sta tornando ad essere l'America.
Scritto in gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (11 voti, il voto medio è:
1.73 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Jun 08 Ancora su
Vasco Rossi e la droga Mi scuso con i lettori abituali su questo blog, ma
continuo a ricevere centinaia di e mail su Vasco Rossi (il mio indirizzo è
stato cortesemente segnalato sul sito di Vasco Rossi dai suoi redattori) e devo
tornare sul tema. Molti mi rimproverano di non dialogare, ma come faccio a
dialogare se nove messaggi su dieci sono di insulti e di minacce pesantissime?
Qualche precisazione: 1) Non apprezzare Vasco Rossi è un diritto, che
ribadisco. Sarebbe auspicabile che i dissensi dei suoi fan venissero espressi
in modo civile. Chiedo troppo? 2) Contrariamente a quanto scrivono in molti, io
non ho detto che chi apprezza Vasco è un drogato. Ho scritto una cosa diversa:
che alcune sue canzoni potevano spingere molti giovani a far uso di droga. Per
due ragioni. La prima, perché i testi di molte canzoni, pur non menzionando mai
le sostanze stupefacenti (cosa vietata per legge) lanciano messaggi, come
dire.facilmente equivocabili. Negli ultimi anni Vasco Rossi ha scritto canzoni
dai contenuti completamente diversi. Bene, ma le vecchie canzoni continuano ad
essere proposte (inevitabilmente) e il rischio che vengano, ancora una volta,
"equivocate" esiste. La seconda ragione: Vasco per molti anni, ha
fatto uso di droghe, ammettendolo pubblicamente (ha avuto anche guai con la
giustizia), e comparendo in pubblico, ai concerti e qualche volta anche in tv
visibilmente fatto. Vasco era (ed è) un idolo e da sempre gli adolescenti
tendono a identificarsi e a imitare i propri idoli. Il rischio di un'emulazione,
quando lui incitava i suoi fan a vivere una vita spericolata e ad andare al
massimo, era pertanto molto alto. 3) I suoi fan dicono che da dieci anni Rossi
è cambiato. Bene. Ma nel 2003 in un concerto a San Siro è salito sul palco con
le magliette per legalizzare la marijuana e l'anno scorso in un'intervista
sosteneva che le droghe non sono tutte uguali e che la marijuana è meno
pericolosa dell'alcol. La marijuana non è una droga? Andate a leggervi quali
sono gli effetti reali degli spinelli. Riporto questo passaggio dal sito del
massimo esperto italiano Riccardo Gatti: Il 25 aprile 2007 l'Ufficio USA del
National Drug Control ed il National Institute on Drug Abuse hanno reso nota le
ultime analisi si un progetto di monitoraggio che ha rivelato come il THC,
principio attivo della marijuana, ha raggiunto, negli Stati Uniti, il più alto
livello da quando il monitoraggio è iniziato. Il THC, oggi, è presente con un
quantitativo medio dell' 8.5 %. Negli anni '80 era sotto il 4%. Il 60% delle
persone che usano questa droga per la prima volta hanno meno di 18 anni. Negli
adolescenti e nei giovani adulti "il cervello continua a svilupparsi e può
essere vulnerabile agli effetti deleteri della marijuana". Questa droga,
come dice la Dott.ssa Volkow, "può produrre cambiamenti nocivi a livello
fisico, mentale, emozionale e, contrariamente alle credenze popolari, può dare
dipendenza". L'aumento del principio attivo potrebbe anche essere la
ragione di un aumento degli interventi di pronto soccorso connessi all'uso di
marijuana. 4) Tutto ciò considerato è davvero scandaloso interrogarsi su Vasco
Rossi e la droga nell'arco della sua lunga, ricca di successi e movimentata
carriera? Scritto in Italia, Varie Commenti ( 317 ) " (47 voti, il voto
medio è: 1.66 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Jun 08
Petrolio, libero mercato o libera speculazione? Parlo con amici economisti alla
ricerca di spiegazioni plausibili all'impennata del petrolio, che in un anno è
raddoppiato, e nessuno riesce razionalmente a spiegarla. Non basta, a
giustificarla, l'aumento della domanda generata da India, Cina e dai Paesi in
via di sviluppo e nemmeno l'arretratezza di molti impianti di estrazione nei
Paesi produttori. C'è dell'altro e forse, ancora una volta, stiamo scambiando
il libero mercato con la libera speculazione. Soros, che in materia se ne
intende, ha denunciato recentemente una nuova bolla, simile a quella del Nasdaq
di fine 1999. I dati lo dimostrerebbero al Nymex i future movimentano un
miliardo di barili al giorno contro gli 85 milioni scambiati nella realtà, nei
primi tre mesi del 2008 si sarebbero riversati sui fondi hedge che speculano
sul petrolio più investimenti che in tutto il 2007. Insomma, staremmo pagando
il prezzo non di normali dinamiche di mercato, ma di una speculazione che,
amplificata dal mercato dei futures, sarebbe fine a se stessa. Anzi rischiamo
di pagare due volte: ora con prezzi assurdi, domani con gli effetti imprevedibili
di un tracollo che, se Soros ha ragione, sarà repentino e altrettanto
destabilizzante. E tutto ciò mentre un'altra crisi provocata dalla speculazione
di troppe banche, quella dei subprime, non si è nemmeno conclusa. Da liberale
mi chiedo: tutto questo ha senso? E come rimediare? Scritto in globalizzazione
Commenti ( 56 ) " (19 voti, il voto medio è: 2.26 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Una vita meritocratica. La polemica
su Vasco Rossi è ormai degenerata, pochi inviano messaggi di dissenso civili e
motivati, la maggior parte non fa che lanciarmi ingiurie talvolta pesantissime;
alcuni addirittura mi minacciano (complimenti). Molti di voi insistono nel
considerarlo un idolo e un messaggero d'amore, un personaggio positivo in una
società degenerata. Sarà, ma rivendico il diritto di non apprezzarlo come
cantante e di avere forti, motivate riserve sul messaggio che ha inviato per
decenni. Non intendo però andare avanti in eterno con questa diatriba, ormai
inutile e squalificante per chi la alimenta, ho pertanto deciso di togliere la
frase "incriminata", peraltro poche righe in un post incentrato su
una personalità di ben altro spessore come Max Gallo. Auguri a tutti. Sono
rimasto impressionato da alcune notizie provenienti dal mondo della scuola:
ragazzini di dodici anni che in un istituto milanese offrivano droga gratis ai
compagni per creare dipendenza e nel giro di pochi giorni trasformarli in
clienti; studenti di un liceo bene di Roma che si ribellano ai controlli della
polizia e rivendicano il diritto di drogarsi liberamente, episodi di bullismo
di ripetizione: l'anno scolastico si è chiuso decisamente male. Ha ragione
l'intellettuale francese Max Gallo, che ho intervistato per il Giornale, e che
dice basta con la cultura edonista ereditata dal Sessantotto. Secondo Gallo la
scuola deve tornare ad essere "il luogo della trasmissione del
sapere", oggi, invece, "prevale l'idea che lo studio debba essere
divertente, che si possa imparare senza faticare. E invece no: apprendere può
essere duro, noioso, anche ripetitivo, richiede sacrificio. L'importante è che
poi questo sforzo venga ricompensato con uno sbocco professionale premiante.
Così la scuola può diventare autenticamente meritocratica". Non si tratta
di tornare al passato, ma di ripristinare una gerarchia di valori e la
speranza, questa sì autenticamente progressista, di un'ascesa sociale anche ai
giovani che provengono da famiglie poco agiate. Il caos attuale e l'assenza di
prospettive concrete non generano altro che squallore individuale, familiare,
sociale. Scritto in globalizzazione, Italia Commenti ( 451 ) " (32 voti,
il voto medio è: 2.22 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun
08 Quando i Tg "aiutano" la camorra. L'omicidio dell'imprenditore
Sergio Orsi è sconcertante e certo lo Stato ha sbagliato: è sconcertante che
non fosse sotto scorta. Tuttavia ho l'impressione che, inconsapevolmente, i
media, soprattutto quelli televisivi, abbiano fatto da megafono della camorra.
Nell'ultimo mese ci sono stati 4 agguati contro pentiti e collaboratori di
giustizia. La tattica è chiara: colpirne uno per educarne cento ed è ovviamente
cruciale che il messaggio giunga a tutti chiaro e forte. Ascoltando i servizi
televisivi trasmessi dai vari Tg in questi giorni sono rimasto colpito dal
fatto che ogni volta veniva reiterato proprio quel messaggio. Ovvero i
giornalisti ripetevano con toni drammatici che la camorra vuole intimidire
tutti, evidenziando al contempo la costernazione e, in questa occasione,
l'impotenza delle forze dell'ordine. Da ascoltatore il quadro mi è parso
raggelante: sembrava che lo Stato fosse in ritirata e la camorra arrembante.
Sebbe involontariamente, la tv ha così aiutato la mala. Domanda: non è il caso
che i giornalisti che si occupano di questi fatti calibrino meglio il proprio
servizio, rinunciando, a fin di bene, a un po' di pathos? Se davvero vogliamo
combattere la camorra, anche i media devono fare la loro parte, o sbaglio?
Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 47 ) " (17 voti, il voto medio
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 Quanti
immigrati può sostenere l'Italia che arranca? Secondo molti esperti
l'immigrazione è una necessità per Paesi la cui popolazione tende ad
invecchiare come l'Italia. Vero: se non si mantiene una piramide demografica,
in cui le persone in attività sono molto più numerose di quelle in pensione, il
sistema economico e sociale crolla. Ben vengando dunque giovani immigrati. Il
problema però va affrontato con buon senso e proporzione. Incrociando le
notizie degli ultimi giorni emerge che: -secondo l'Istat l'Italia è un Paese in
sofferenza economica, nel quale una famiglia su tre è in difficoltà, mentre
complessivamente il potere d'acquisto è crollato del 13% in sei anni. - il capo
della polizia Manganelli ha diffuso ieri le cifre ufficiali sulla criminalità.
I reati commessi dagli immigrati irregolari (clandestini o comunitari senza
reddito regolare), sono pari al 30%, con punte del 60-70% in certe zone del
nord. Da qui due considerazioni: quando la criminalità causata da stranieri
irregolari è così diffusa, l'immigrazione anziché un beneficio si trasforma in
un costo sociale, con il peggioramento delle condizioni di sicurezza della
popolazione civile, l'aumento delle spese delle forze dell'oirdine, il
sovrafollamento dei tribunali e delle carceri, peraltro già ingolfati. Il che
rischia di generare tendenze razziste, a danno innanzitutto i tanti immigrati
che invece vogliono integrarsi. Insomma, si trasforma un Paese, l'Italia,
tradizionalmente aperto, tollerante e non sciovinista, in una polveriera.
Inoltre, bisogna chiedersi realisticamente quanti immigrati possano essere
assorbiti da un'economia in declino (o perlomeno stagnante) e con un tasso di
disoccupazione ancora elevato, soprattutto tra i giovani. E' giusto, per gli
italiani e per chi arriva, alimentare aspettative che molto spesso non potranno
essere soddisfatte? E allora chiedo: vista la situazione attuale, che mi
rattrista profondamente, l'immigrazione massiccia degli ultimi anni (e mesi) è
sostenibile dall'Italia? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 36 ) "
(15 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
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saremo noi a dover accettare un lavoro da fame in Cina per poter continuare
a... Francesco: Sempre per Mario, mi domandi della Spagna, ma io credo che i
servizi segreti americani non vadano certo a... JackTheLeopard: Per Foa. Sono
perplesso: secondo me questo giornale non ha il diritto di criticare la
democrazia di... Francesco: Caro Mario Bo, io sono un tipo razionale, un
ingegnere, non certo l'ultimo arrivato. Non sono giunto... Francesco: Caro Foa,
mi meraviglio che innanzitutto Lei che è un giornalista mi risponda "che
cosa... Ultime news "Emanuela Orlandi uccisa e gettata in una
betoniera"Oggi la maturità è tutta un quizDopo l'ennesima lite uccide
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"Non penso alle dimissioni"La Spagna allunga sull'Italia anche nel
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( da "Repubblica, La" del 24-06-2008)
Argomenti: Grillo
Nori a reggio A
Reggio, all'ex Opg di Vicole dei Servi, parte la rassegna "Debord,
psicogeografia estiva delle arti" con lo scrittore Paolo Nori che leggerà
alcuni estratti del suo ultimo lavoro "Mi compro una Gilera".
RACCONTI IN VERSI Alle 17,30 nel Salotto della Poesia presso i Portici del
Grano a Parma, per il Parma Poesia Festival, "Lirica e racconti in
versi", con Bianca Tarozzi e Anna Maria Carpi. CORRADO BOLDI Alle 22 alla
Vecchia Cantina di Castelvetro (MO), per la rassegna Cabaret Doc alla Vecchia
Cantina, spettacolo comico-musicale di Corrado Boldi. A cura del Miglio Comico.
Info e prenot. 059790165. S. PIETROBURGO Alle 21, all'Arena Eliseo di Forlì,
nell'ambito del cartellone di Piazze d'estate 2008, film "I demoni di San
Pietroburgo" di Giuliano Montaldo. bRESCELLO FILM Questa sera nel centro
storico di Brescello (RE), serata conclusiva del Festival Cinematografico
dedicato al Centenario di Giovannino Guareschi, con il regista Stefano Alleva e
il cast di "La figlia di Elisa - Il Ritorno a Rivombrosa".
UMANIDISUMANI Alle 21, nella Corte del Castello di Spezzano (MO), per la
rassegna I martedì al castello, "Umanidisumani", spettacolo comico di
improvvisazione teatrale. Ingresso libero. PREVENDITE
GRILLO Sono aperte le prevendite per il nuovo spettacolo di Beppe Grillo che si terrà al Pala
Braschi di Parma il 31 ottobre alle 21. Biglietti disponibili presso la
biglietteria del palazzetto, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 16. Info
3496860460.
( da "Unita, L'" del 24-06-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del Donadoni? Non lo vogliono perché poco personaggio Cara Unità, da
quanto si legge l'esonero di Donadoni era già scritto da tempo, si voleva
"tenerlo in caldo" sperando in un miracolo: che si bruciasse da solo
con una sconfitta! Forse perché è poco personaggio da copertina o perché ha una
sua intrinseca moralità umana e calcistica? Del resto era stato scelto in piena
calciopoli da Guido Rossi... e questo per Donadoni è un punto di merito! Angela Rigoli Beppe Grillo: oltre il vaffa niente? Cara Unità, anche io chiedo che l'indole
del vaffa comico Grillo si
manifesti. Il vaffa, si è infastidito parecchio dell'apparizione sui media dei suoi
redditi, non vorrei che si infastidisse anche se non passasse la legge salva
Premier. Perché vede, caro vaffa, il suo Tombale silenzio sull'argomento
dà adito a cattivi pensieri. A meno che non ammetta che il suo colorito
esternare sia solo spettaccolo, commedia, finzione, uno straripante vaffa e
null'altro che un vaffa giusto per far cassa insomma. Amedea Boni, San
Benedetto Po (Mn) Bertolaso scelga località lontane e demaniali Cara Unità.
vorrei che il dottor Bertolaso, sottosegretario all'Emergenza Rifiuti
conoscesse il mio parere in merito. Ho seguito, infatti, il problema dei
rifiuti da circa trent'anni e da quindici, constatando gli innumerevoli errori
commessi, ho chiare le idee. Vorrei descriverle due principi a cui si devono
uniformare le scelte dei siti se si vuole evitare la rivolta dei cittadini che
abitano i luoghi interessati: 1) Le località degli impianti (discariche,
termovalorizzatori, gassificatori, ecc) devono distare almeno 10 chilometri
dalle case (è la distanza minima per il deposito anche delle polveri sottili.
2) Le località devono essere di proprietà pubblica (solo con questa misura è
possibile controllare ed eventualmente cacciare via l'imprenditore che gestisce
l'impianto se non funzione a dovere). Non dia retta affatto ai vari funzionari
che affermano il contrario, queste aree esistono e per esempio nel Lazio ne ho
individuate tre di proprietà del demanio militare, sono disponibili e molto
estese. Bastano pochi ettari e il problema è risolto. La maggiore spesa per il
trasporto sarà lautamente compensata dalla minore spesa sanitaria. Molte grazie
per l'attenzione. Giorgio Biuso Il Pd si radichi nel territorio magari con
qualche pc... Caro Direttore, scrivo a l'Unità, perché non ho altro modo di
comunicare con il Pd, né a livello locale, né provinciale o nazionale. Solo 30%
dei delegati hanno partecipato all'assemblea nazionale, in un'atmosfera di
contrasti latenti e di sfiducia che ha soppiantato gli entusiasmi di 8 mesi fa.
La mobilitazione di piazza in autunno va anche bene, ma quello che manca è il
contatto quotidiano con i problemi della società civile. Per sopravvivere e
svolgere un'azione efficace il governo ombra ha bisogno dell'energia, del sole
del partito, ma se il Partito democratico stesso diventa un partito ombra. Mi chiedo
perché nei 10.000 circoli locali del Partito democratico non si installi un
vecchio pc, invitando iscritti, simpatizzanti e la cittadinanza in generale a
passare per esprimere la propria opinione sui problemi della vita di ogni
giorno, locale, nazionale e internazionale da un lato e sulle esternazioni dei
nostri dirigenti dall'altro. I dirigenti nazionali, disponendo di un pc,
potrebbero sia sentire il parere dei 10.000 responsabili di circolo in tempo
reale, sia consultare le opinioni dei cittadini sui temi di maggiore rilevanza.
Sarebbe una bella scuola di partecipazione e democrazia per tutti. Chi scrive è
stato uno dei principali esperti di sondaggi, fondatore della cooperativa
Abacus, ed è pronto a proporsipersonalmente come consulente, senza compenso,
per realizzare questa rete nazionale di consultazione on line. Giorgio
Visintini Immigrati, anche realtà buone Ma nei media non se ne parla Caro
Direttore, guardo in tv la Coppa Europa di atletica e vedo atlete e atleti
europei originari dall'Africa (soprattutto) gareggiare e spesso vincere su
piste e pedane. Le staffette femminili 4x100 di Francia e Gran Bretagna sono
composte integralmente da ragazze nere. Con la maglia azzurra gareggiano ad
alto livello, oltre ad un campione come Andrew Howe, una italo-somala, una
italo-ivoriana e così via. Ed è la prima notizia. La seconda la traggo dal
"Sole 24 Ore": nel 2007 gli immigrati in Italia con un conto bancario
erano ormai quasi 1 milione e mezzo, aumentati di un terzo rispetto a due anni
prima. Questi "bancarizzati", come si dice in gergo, formano il 67
per cento degli immigrati regolarizzati. In testa a tale graduatoria (che
conferma la loro buona integrazione socio-economica in Italia) gli equadoriani,
seguiti da albanesi, egiziani, senegalesi, ghanesi, marocchini e così via. Le
loro rimesse sono ammontate a 4,3 miliardi di euro. Dovremmo, tutti quanti,
raccontare di più, ogni giorno, queste ed altre realtà positive che del resto
sono contenute nei rapporti periodici che i prefetti inviano al loro Ministero.
Ma dai nostri telegiornali (anche da una parte di quelli Rai) e giornali cosa
emerge di tutto ciò. Poco o nulla. Emergono invece soltanto i dati della
criminalità attribuibile agli immigrati, in massima parte a quelli irregolari o
illegali. Dati che scatenano paure in buona parte eccessive e che però hanno
dato a Berlusconi una bella fetta del nuovo successo elettorale. Dobbiamo
raccontarlo, dobbiamo spiegarlo questo nostro complesso, sfaccettato, non
criminale Paese. Sinceramente Vittorio Emiliani Berlusconi, essere
"anti" non sempre è un male Cara Unità, c'è ancora molta, troppa
gente che sottovaluta il problema del controllo della televisione da parte di
Berlusconi. Il vero problema sarebbe (dicono) che la sinistra non ha un
progetto da proporre. È vero (in parte) anche questo, ma non è certo il
problema principale. E comunque anche se la sinistra avesse questo progetto (ma
che vuol dire progetto?) non avebbe modo di comunicarlo e di diffonderlo. E
ancora, non è già un gran progetto contrastare il berlusconismo affermando
princìpi di giustizia sociale, legalità e solidarietà? Principi che lui
alternativamente nega e calpesta. Di che altri progetti andate parlando, se no?
E poi, dicono, basta con la politica dell'"anti". Ah no? E che dire
dell'antifascismo, e che dire delle grandi rivoluzioni (francese e d'ottobre)
che scaturirono proprio contro un regime affermando principi di giustizia,
uguaglianza e solidarietà negati dai governi aristocratici e zaristi? Pippo
Vinci, Palermo.
( da "Unita, L'" del 24-06-2008)
Argomenti: Grillo
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l'edizione del L'INTERVENTONel libro dedicato al ricordo di Riccardo Faini, la
riflessione di uno dei promotori di "lavoce.info" L'informazione
economica ostaggio del conflitto d'interessi Tito Boeri Questo intervento
appare nel libro a più voci "Riccardo Faini-Un economista al servizio
delle istituzioni" a cura di Alessandra Del Boca (Il Mulino) Mi è stato
chiesto di parlare del contributo di Riccardo a lavoce.info e allora vorrei
proprio partire dal ricordare le riunioni del comitato di redazione di cui lui
faceva parte. Queste riunioni si svolgevano su Skype normalmente il lunedì
mattina e iniziavano immancabilmente commentando la partita del Milan del
giorno prima. Nel comitato di redazione avevamo quella che Gramsci definirebbe
come l'egemonia assoluta. Tutti tifosi del Milan: Riccardo, Carlo Scarpa,
Giuseppe Pisauro ed io. (...) Riccardo aveva una passione civile fortissima.
Non l'ho mai sentito alzare la voce (quella che si pronuncia come due parole
staccate), ma indignarsi sì, moltissimo, commentando stupidaggini scritte su
qualche giornale o trucchi contabili. Non c'era alcun atteggiamento
professorale in questo suo modo di fare. Solo l'idea che "lavoce"
(quella tutta attaccata) servisse per innalzare la qualità dell'informazione
economica in Italia. In effetti, ben oltre l'esperienza de "lavoce",
l'informazione economica in Italia ha avuto molto da Riccardo Faini. E oggi, me
ne accorgo anche dalle domande e dalle richieste che mi sento rivolgere
insistentemente da molti giornalisti, l'informazione italiana cerca disperatamente
un altro Riccardo Faini. Che purtroppo non c'è.(...)Ci sono tre sviluppi
importanti dell'informazione economica in Italia, due positivi ed uno negativo.
Il primo fenomeno è un ruolo crescente dell'analisi macroeconomia fornita dai
giornali e, in parte, anche dalla radio e dalla televisione. Non solo i media
hanno fortemente aumentato la copertura di temi di politica economica di
carattere generale, ma sembrano anche più che in passato preoccupati di trovare
dati di supporto. Non dico che il risultato sia sempre ottimale - alcune
testate e programmi televisivi continuano a dare credito più a stime
dell'inflazione "fatte in casa" che ai dati ISTAT! - ma c'è più
attenzione che in passato al dato statistico. Anche i politici ne devono tenere
conto: più che in passato li vediamo sciorinare numeri a supporto delle proprie
tesi. Purtroppo, spesso si tratta di numeri sbagliati, come abbiamo più volte
dimostrato nella rubrica "vero o falso"? che proprio Riccardo ha
contribuito a istituire sul nostro sito. E' servita, soprattutto durante la
campagna elettorale del 2006, a documentare come molti politici letteralmente
diano i numeri. (...) Il secondo fenomeno positivo è la diffusione
dell'informazione economica su Internet. Sento spesso citare con terrore da direttori
di testate giornalistiche l'articolo dell'Economist di un anno fa, quello che
annunciava che l'ultimo giornale su carta stampata sarebbe stato letto nel
2043. Ma il potere di Internet, a mio giudizio, ci viene proprio
in questi giorni segnalato semmai da fenomeni come il blog di Beppe Grillo, 200.00 visitatori al
giorno e una capacità di mobilitazione che sfida quella del sindacato. C'è chi
teme, soprattutto i giornalisti dei quotidiani, questi sviluppi. Certo, i
giornali registrano ovunque, tranne in India e in Cina, un calo di lettori,
mentre la crescita di Internet sembra inarrestabile. Tuttavia Internet è
molto più complementare alla carta stampata di quanto si ritenga comunemente.
Ce lo insegna proprio l'esperienza de "lavoce". Internet non serve
solo ad offrire informazioni aggiornate in tempo reale. Serve anche ad offrire
analisi e commenti supportati da collegamenti (link) ai documenti originali. Un
giornale può vendere anche senza un proprio sito Internet, ma un giornale che
usa Internet può svolgere meglio il proprio servizio di informazione. Sempre
che il giornale non rinunci alla sua funzione primaria di informare. C'è una
deriva pericolosa al giornale tutto commento poca notizia, per differenziarsi
sia da Internet che dalla free press. E questo mi porta al terzo sviluppo,
quello che ritengo più preoccupante. Non è cambiata la struttura proprietaria
dei giornali. E questo incide negativamente soprattutto sull'informazione che
viene fornita sui temi di finanza. L'informazione finanziaria da noi più che
altrove continua a essere imbrigliata da un sistema di assetti proprietari
complessi e poco trasparenti, che alimenta sospetti e pone in essere conflitti
di interesse su tutto. Una stampa che fosse meno condizionata dai cosiddetti
"grandi gruppi economici" potrebbe giocare un ruolo molto più
importante nel modernizzare il capitalismo, come avvenuto in altri paesi.
Nell'informazione finanziaria conta più quello che non si scrive di quello che
si scrive, ma queste omissioni sono difficili da cogliere per il lettore.
Mentre nel caso dell'informazione politica o anche sulle politiche
macroeconomiche, un gruppo di controllo diversificato può bilanciarsi evitando
che il giornale adotti posizioni troppo di parte, nel caso dell'informazione
finanziaria vi può essere consenso collusivo di ogni azionista nell'evitare le
notizie economiche delicate e compromettenti, chiudendo un occhio verso certi
silenzi a favore di altri azionisti, se prevede un simile atteggiamento da
parte di questi ultimi nei casi in cui i peccati di omissioni lo riguardino.
( da "Stampa, La" del 24-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)
Argomenti: Grillo
Parere positivo ma
vincolato all'osservanza di una decina di prescrizioni. Lo ha dato la Provincia
alla realizzazione e all'esercizio del gassificatore pirolitico che la società
Agri.Co vuole mettere in funzione a Quattordio. Lo ha comunicato ieri durante la
seconda riunione della conferenza dei servizi la responsabile del procedimento
dell'ufficio provinciale, Lidia Amato ai rappresentanti di tutti gli enti
presenti, dal Comune al gruppo Amici di Beppe Grillo. Quest'ultimo, attraverso
la propria portavoce, Marcella Perotti, ha sottolineato, analizzando il
progetto, la mancanza della stesura di un bilancio energetico. Una critica però
smentita dalla responsabile del procedimento e che comunque ha suscitato
perplessità. "Secondo noi - dice Perotti - il progetto manca anche
di una bibliografia di riferimento". Altre prescrizioni sono: un livello
di emissioni in atmosfera più restrittivo; gli scarti derivanti dall'attività
dell'impianto non potranno essere usati come concime; i dati sul bilancio
idrico mancanti; manca anche il numero degli addetti all'impianto. Il
gassificatore produrrà energia da fonti alternative utilizzando sorgo (un
cereale) trinciato ed essiccato e da un chilogrammo di prodotto si otterrebbe
un Kw ora di energia e anche su questo dato il gruppo Amici di Beppe Grillo storce il naso: "Un limitato potere
calorico". La previsione è di 250 Kw ora. Come combustibile si
utilizzerebbe anche gasolio, "ma - dice la società - solo il 5% del
totale. L'energia prodotta dal gasolio sarebbe di 12,5 Kw ora mentre la
restante, 237,5 Kw ora sarebbe in pratica "pulita". Le uniche polveri
prodotte che deriverebbero dalla combustione del gasolio, sarebbero del tipo
Pm10".