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tARTICOLI DEL 20-5-2008 #TOP
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Articoli
Grillo (10)
Attenti al nuovo trappolone europeo
( da "Giornale.it,
Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere".
Serrata
dei negozianti contro le ztl - sara scarafia
( da "Repubblica,
La" del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo. Presenti le associazioni "Il comitato dei Cretini", "Diritti verso" e il sindacato Alba. "Le Ztl così sono impresentabili", dice Sonia Alfano, leader degli Amici di Beppe Grillo. E nuove proteste sono in vista: i commercianti di via Maqueda hanno organizzato per giovedì una serrata dei negozi dalle 9 alle 12 e un corteo che partirà da piazza Croci e arriverà davanti
Veltroni-Fava,
finalmente si ricomincia a dialogare Cara Unità, leggo che dopo l'
( da "Unita,
L'" del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Io mi sono limitato a riportare quanto sostenuto un anno fa nel libro "Italiopoli" - con tanto di prefazione di Beppe Grillo - e firmato da un collaboratore de "l'Unità ", Oliviero Beha, che parlava del silenzio sulla vicenda. Volume che è l'unica fonte citata nel mio articolo (particolare che Travaglio evita di ricordare ai lettori de "l'Unità": ma devo fare tutto io?
Blitz
di grillo, sì al confronto ma nel rispetto
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: è stato definito l'intervento di Beppe Grillo al termine della relazione di Stiglitz. Tra le critiche mosse a Grillo, è stato evidenziato il rischio che il suo intervento potesse "oscurare" la lezione del Nobel. Certamente ciò non poteva verificarsi quanto al valore dei contenuti.
Arriva
Berlusconi Protesta in piazza con nove capi
( da "Corriere
della Sera" del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: il Coordinamento regionale rifiuti - dall'assise di Marigliano ai Meet up di Beppe Grillo - si limiterà ad un presidio, in linea con un atteggiamento più intellettuale. Sono quelli che studiano, il loro "sì" è condizionato ad una vera raccolta differenziata, alla costruzione di impianti a freddo. L'occasione è unica, e quindi so.
<Offesa
da chi pensa solo ai profitti di Borsa>
( da "Corriere
della Sera" del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Vengono in mente gli exploit di Beppe Grillo alle assemblee Telecom, ma la Brioni è convinta che questo potrebbe servire a "introdurre una nuova variabile nella dinamica di governance ". E invita i suoi colleghi primi cittadini a rifletterci seriamente: "Quello che è successo a Mantova era già accaduto a Castiglione delle Stiviere con la Wella e adesso a Lecco con la Riello.
Giornalisti
( da "Tirreno,
Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: alla facciona di Santoro, e pure a Beppe Grillo. Albarosa Pierotti Fosciandora (Lu) GIORNALISTI Su Schifani ho detto ciò che dicono tutti Ringrazio i miei gentili interlocutori (Barsotti di Livorno e Parenti di Guasticce), per avermi dedicato la loro attenzione con i relativi (interessati) suggerimenti.
LETTERE
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo racconta la storia del tizio in auto con i figli: gli squilla il telefonino, "Pronto?", perde il controllo ed esplode l'airbag. Va fuori strada, arriva la polizia: "Che fortuna, si è salvato perché aveva l'airbag". Nella dittatura delle tecnologia, si ha sempre più nostalgia del tam tam.
Quarta
edizione per Librando 2008 ( da "Varesenews"
del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo visto da Edoardo Fleishner che ha seguito il comico per due anni analizzando i pro e i contro del fenomeno mediatico degli ultimi anni; e Ivan Della Mea, il Cantautore simbolo del '68, che a quarant'anni dall'anno che ha cambiato la società, offre uno sguardo al passato ricco di ricordi e considerazioni.
Veronesi
vs Grillo: Basta insulti e confronto su termovalorizzatori
( da "Velino.it,
Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Veronesi vs Grillo: Basta insulti e confronto su termovalorizzatori Roma, 20 maggio (Velino) - Botta e risposta sul blog di Beppe Grillo tra il celebre comico genovese e l'ex ministro della Salute Umberto Veronesi. Il tema è ancora una volta quello dei termovalorizzatori, gli impianti per l'incenerimento dei rifiuti di cui da un po'
( da "Giornale.it, Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Non mi piace il
clima che si sta creando nel Paese. Gli animi, anziché placarsi (dopo le
elezioni), si stanno accendendo. I toni sono sempre più duri e demagogici.
Recepisco una violenza verbale che mi inquieta, perché, storicamente, non porta
mai a nulla di positivo. C'è però una grande novità, incoraggiante: il Partito
democratico di Veltroni, anziché soffiare sul fuoco, si sta comportando con
grande senso di responsabilità, mostrandosi moderato e oggettivo. Il caso
Schifani lo dimostra. Personalmente la scelta del nuovo presidente del Senato non
mi convince: avrei preferito per la seconda carica dello Stato una personalità
dal profilo politico più alto o con una personalità più carismatica; un simbolo
riconosciuto. Tuttavia le accuse di Travaglio mi sembrano strumentali.
Riepiloghiamo: Schifani 18 anni fa aveva fondato una società con diverse
persone tra cui Mandalà che in seguito fu condannato per mafia. Diciotto anni
sono un periodo molto lungo. Delle due l'una: o Schifani è colluso con la
mafia, ma allora non si capisce perché in tutti questi anni la magistratura e
le forze dell'ordine non lo abbiano messo sotto inchiesta oppure era in buona
fede e allora non ha senso rinfacciargli, a posteriori, quell'infortunio.
Purtroppo stanno emergendo due sinistre: una pacata, finalmente matura ( quella
di Veltroni) e l'altra biliosa, moralisteggiante, estrema che non perde
occasione per alimentare l'odio, spesso a mezzo stampa: dalla fiera del libro
di Torino all'omicidio di Verona, passando per il caso Schifani. Io dico: onore
a Veltroni. Ma mi chiedo: riuscirà a fare scuola? Scritto in democrazia, Italia
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questo articolo a un amico 09May 08 Criminalizzare il nord-est, scherzando su
un omicidio Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non
erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma
non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena.
Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche:
trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che
hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti
dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro
dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che
meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere
questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa
continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere
Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni
neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica
non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione
di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo
scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e
antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva
starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in
chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era
una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi
naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a
questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta
criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle
tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che
sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 55 ) " (5
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06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso
intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le
basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha
concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del
Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista,
antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni
operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo
Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era
più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del
Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si
sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la
globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per
gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il
Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo
sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del
movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più
solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 39 )
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un amico 03May
( da "Repubblica, La" del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina V - Palermo
Serrata dei negozianti contro le Ztl Il patron di Td Group: "Il sindaco
dica se vuole cambiare gli accordi" Ieri in cento hanno sfilato da piazza Verdi
al municipio giovedì toccherà ai commercianti di via Maqueda SARA SCARAFIA Da
un lato le proteste contro la Ztl: una manifestazione alla quale ieri mattina
hanno partecipato un centinaio di persone; una serrata dei commercianti di via
Maqueda, organizzata per giovedì dalle 9 alle 11. Dall'altro Td Group, che si
difende attraverso il presidente Valtiero Castelli. Dopo l'annuncio del sindaco
Diego Cammarata, il quale ha stabilito che i pass avranno durata perenne e non
più scadenza annuale, e dopo le accuse dell'assessore al Traffico Lorenzo
Ceraulo che si è detto "deluso" dalla società, Castelli ieri ha
raggiunto Palermo e in mattinata ha incontrato il presidente di Assindustria,
Nino Salerno. "Finora - dice il presidente di Td Group - non abbiamo ricevuto
dall'amministrazione alcuna comunicazione su modifiche del contratto. Non
nascondo che gli articoli dei giornali mi hanno lasciato spiazzato. Se il
Comune dovesse manifestare la volontà di modificare gli accordi già siglati, ci
siederemo attorno a un tavolo e ne parleremo". L'intenzione del sindaco
preoccupa non poco la società di Pisa, che ieri ha rilasciato il permesso
numero 200 mila: "Siamo venuti qui perché abbiamo risposto a un bando
pubblicato sulla Gazzetta europea che parlava chiaro", spiega Castelli.
Che tiene anche a fare chiarezza sui guadagni della società con l'operazione
pass: "Abbiamo deciso di fare un investimento, rischiando. Abbiamo vinto
la gara perché abbiamo fatto l'offerta economica più vantaggiosa (7,80 euro a
pass contro gli 11 euro a base d'asta, ndr)". Il contratto prevede un
guadagno stimato di circa 15 milioni di euro in cinque anni. Cifra che però è
legata al rilascio di 400 mila pass e al rinnovo annuale dei permessi. "Ma
credo che, almeno per ora, non ne rilasceremo più di 250 mila - continua
Castelli - Per gli investimenti che abbiamo fatto, dall'apertura di 51
postazioni all'attivazione del call center, ai sistemisti che hanno messo a
punto il database, guadagniamo solo se rilasciamo più di 250 mila pass
all'anno. Nel contratto non c'è scritto che il rinnovo dei permessi è annuale,
ma è dato per scontato". Il presidente di Td Group stima di incassare il
10 per cento lordo di quanto guadagnato dalla vendita dei pass: "Circa 300
mila all'anno, considerato che a questo progetto lavorano cento persone".
Il presidente assicura poi che non c'è stata alcuna pressione politica nella
scelta dei 51 distributori e precisa di aver fatto una campagna pubblicitaria
da 33 mila euro. "Una parte, 19.500 euro, l'ha messa il Comune, l'altra noi
- spiega Castelli - mi dispiace che ci siano state code agli sportelli, ma è
normale se consideriamo che da marzo a metà aprile in pochissimi sono venuti a
chiedere il permesso. Il bando chiedeva solo 24 postazioni, noi ne abbiamo
aperte subito 34 e poi le abbiamo fatte crescere fino a
( da "Unita, L'" del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stai consultando
l'edizione del Veltroni-Fava, finalmente si ricomincia a dialogare Cara Unità,
leggo che dopo l'incontro tra Veltroni e Fava nel centrosinistra "Ora
ricomincia il dialogo". Sono contento perché penso che ricominciare a
parlarci è sempre positivo, da elettore del Pd (molto spostato a sinistra) mi
chiedo però se non c'erano le condizioni politiche e programmatiche per farlo
anche prima del 14 aprile, perché con un po' di "buona volontà" da
parte di tutti, con un po' meno di orgoglio, di vendette personali e di assurda
difesa del proprio "orticello elettorale" in nome di una visibilità
personale che poco ha di difesa dell'interesse generale nel nome del quale
tutti parlavamo, avremmo forse evitato di riconsegnare il Paese in mano ad una
destra sempre più estrema e sempre meno preoccupata di nasconderlo agli occhi
della storia e della pubblica opinione. Non perdiamo più altro tempo perché ci
aspettano giorni di "lacrime e sangue" e 5 anni sono lunghi da
sopportare. Claudio Gandolfi, Bologna I falò di Napoli non si brucia così la
civiltà Gentile direttore, da alcuni giorni Napoli brucia senza sosta a tutte
le ore, bruciano in cento luoghi i cumuli di spazzatura, ai quali cittadini
inferociti appiccano le fiamme innalzando roghi sacrificali generatori di
micidiale diossina, ardono i campi rom, bruciano "e cervelle" a tutti
i napoletani che, stretti tra rifiuti ubiquitari, criminalità diffusa, traffico
impazzito e disoccupazione da record, vedono la loro città precipitare verso un
destino atroce, mentre va in fumo una grande e gloriosa capitale dopo 2500 anni
di storia invidiata, che non ha conosciuto né il ghetto, né l'Inquisizione,
costretta a un'esistenza da quarto mondo. Il fuoco ha sempre rappresentato un
segno di purificazione e di rigenerazione, dalla Bibbia alle antiche vestali
romane, ma le fiamme napoletane sono quelle dell'inferno dantesco, simbolo di
un castigo divino al quale non ci si può opporre, producono solo cenere e
distruzione. La furia devastatrice che si sta scatenando in questi giorni è
sintomo di un malessere che ha colpito il cuore pulsante e la stessa anima
tollerante della città. Gli zingari non sono i soli disperati che vivono ai
margini della società, vi sono moltitudini di accattoni, di senza casa
accampati all'addiaccio, di sbandati che vivono alla giornata, di disoccupati
costretti a una minacciosa quanto sterile protesta. Attenti che non venga in mente
a qualcuno che si possa risolvere questo e altri problemi scatenando un
gigantesco falò. Achille Della Ragione La7: il Tg e Omnibus hanno fatto il loro
dovere Caro Direttore, Marco Travaglio ha spiegato che in sostanza avrei
preteso di impartirgli una sonora lezione di buon giornalismo, arrivando a
suggerirgli addirittura uno scoop su Antonio Di Pietro. Per carità. Non ho
niente da insegnare ad alcuno perché spesso, con Altan, mi chiedo "chi sia
il mandante delle cazzate che faccio". Poi non credevo all'esistenza del
regime durante il precedente quinquennio berlusconiano, figuriamoci se posso
pensare che ce ne sia uno addirittura "dipietrista" che vorrebbe
oscurare le notizie sull'ex pm. Ma veniamo al merito. In quello che ho scritto
(con evidenti intenti satirici) per "Il Riformista", parodiavo uno
stile - non pretendevo di riscrivere la storia d'Italia. Il preteso scoop che
avrei cercato di rifilare a Travaglio era già finito in copertina una dozzina
di volte sugli house organ di Berlusconi, lui stesso ne aveva già scritto su
"l'Unità", e soprattutto se n'era occupato il Tribunale di Roma
archiviando tutto? Bene, benissimo. Io mi sono limitato a
riportare quanto sostenuto un anno fa nel libro "Italiopoli" - con
tanto di prefazione di Beppe Grillo - e firmato da un collaboratore de "l'Unità ",
Oliviero Beha, che parlava del silenzio sulla vicenda. Volume che è l'unica
fonte citata nel mio articolo (particolare che Travaglio evita di ricordare ai
lettori de "l'Unità": ma devo fare tutto io?). In compenso,
invece degli immobili di Di Pietro, Travaglio mi invita a occuparmi degli
intrecci "cementiferi" di Pirelli, Telecom e Tronchetti Provera,
lasciando vagamente intendere che su ciò, avendo forse un problema di
coscienza, sarei o sarei stato omissivo (o omertoso). Vorrei tranquillizzarlo:
su questo fronte il tg de La7 e Omnibus hanno fatto il loro dovere, senza alcun
imbarazzo. La stessa mancanza di imbarazzo che immagino avesse Travaglio sul
palco del Vaffa-day lo scorso 25 aprile, quando Beppe Grillo si scagliava contro la casta dei giornali.
"l'Unità " compresa - giornale che io diffondevo nelle lontane
domeniche del 1975 e di cui Travaglio è oggi collaboratore - accusata
dall'Arruffapopolo di stampare più copie del necessario per mandarle al macero
e incassare le provvidenze pubbliche. Con immutata stima. Antonello Piroso
Ringrazio Piroso per aver voluto aggiungere sul Riformista la sua firma - con
evidenti intenti satirici, ci mancherebbe - a quelle dei tanti che hanno
partecipato al mio linciaggio per aver detto cose vere in tv su Renato
Schifani. Conosco bene la vicenda delle case di Di Pietro per essermene
occupato anch'io su l'Unità. Conosco le risposte che Di Pietro ha dato a Beha,
a Piero Ricca, a me e ai tanti altri che gliele avevano chieste (credo che
siano rintracciabili sul suo blog). E soprattutto ho letto la sentenza di
archiviazione del giudice di Roma, che Piroso nel suo articolo mostra di non
conoscere (infatti parla solo di una richiesta di archiviazione del pm). Mi
complimento in ritardo, e sulla parola, per le incalzanti inchieste del Tg di
La7 sugli affari cementiferi di Tronchetti Provera, che francamente mi erano
sfuggite, ma saranno sicuramente disponibili su you tube. Se poi Piroso avesse
la bontà di ascoltare il mio intervento al V2-Day prima di parlarne,
scoprirebbe che in quell'occasione non avevo alcun motivo di imbarazzo, perché
ho subito dichiarato in piazza di collaborare con giornali che percepiscono
finanziamenti pubblici (come tutti), ma che la legge che regola la materia mi
fa orrore e ne auspico l'immediata abrogazione. Basti pensare che quella legge
consente, per esempio, al Riformista - giornale semiclandestino, diversamente
da l'Unità; e per giunta non collegato ad alcun partito esistente, né finto né
vero - di percepire lauti finanziamenti pubblici. Marco Travaglio.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
20-05-2008)
Argomenti: Grillo
VETRINA ANCONA pag.
1 Blitz di grillo, sì al confronto ma nel rispetto L'INTERVENTO La lectio
magistralis svolta una settimana fa, presso la Facoltà di Economia di Ancona,
dal premio Nobel Joseph Stiglitz è stata al centro di un serrato dibattito a
livello mediatico, che ha coinvolto soprattutto la stampa locale, non senza
"incursioni", tuttavia, nella tv nazionale (ad esempio nella puntata
di "Matrix" del 13 maggio). Uso questo termine non a caso:
''incursione" infatti ? legittima per alcuni, illegittima per altri ? è stato definito l'intervento di Beppe Grillo al termine della relazione di Stiglitz. Tra le critiche mosse a Grillo, è stato evidenziato il rischio che il suo intervento potesse
"oscurare" la lezione del Nobel. Certamente ciò non poteva
verificarsi quanto al valore dei contenuti. Continua a pagina IX
*Ricercatrice in Filosofia Morale, Università degli Studi di Macerata.
( da "Corriere della Sera" del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-20 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE
Le sigle e i contestatori Arriva Berlusconi Protesta in piazza con nove capi
SEGUE DALLA PRIMA Con l'incognita di altre manifestazioni dell'ultima ora,
perché qui è provvisoria anche la protesta. Uno accanto all'altro, tolte
transenne e blindati di guardia lo spazio non è poi molto, ci saranno gli
operatori socio-sanitari che si sentono truffati da Bassolino, i comitati
contro la discarica di Chiaiano e quelli che spingono per la raccolta
differenziata, i disoccupati storici che con cadenza triennale bloccano Napoli,
i 237 dipendenti dei consorzi di bacino, stanchi di essere pagati per non fare
nulla ma desiderosi di rimanere nel settore pubblico, divisi però in due
tronconi non dialoganti, tesserati Cisal e resto del mondo. Rifiuti e lavoro, le
due grandi questioni di Napoli, e poi i Rom scacciati con il fuoco da
Ponticelli, qualche associazione anticamorra. In piazza ci sarà la
rappresentazione plastica di una città senza controllo e fiducia che allinea i
suoi drammi, grandi e piccoli che siano. Non è un caso che tutti, ma proprio
tutti coloro che hanno fatto domanda in questura per scendere in strada,
abbiano chiesto un incontro, con Silvio Berlusconi o con qualcuno dei suoi
ministri. "Sarà come una enorme cassa di risonanza" si augura
Francesco Della Femmina. è il portavoce degli Operatori socio-sanitari
napo-letani, categoria che a suo dire è stata obbligata dalla Regione a
frequentare corsi di formazione che duravano mille ore e costavano duemila
euro, per poi scoprire che in quel settore, con quella qualifica, non c'erano
posti di lavoro. "Qualcuno ci deve ascoltare". Lo dicono anche quelli
della Rete campana rifiuti e ambiente, che sotto varie denominazioni marceranno
con i centri sociali. Vengono considerati il partito del no a qualunque discarica
o termovalorizzatore, i duri e puri della monnezza. "Tutte queste sigle
che si troveranno in piazza - dice Mario Avoletto, antagonista di lunga data -
non sono altro che il riflesso del caos della città. E i rifiuti sono il
paradigma della crisi di Napoli e della democrazia in generale. L'unico modo
per venirne a capo non è l'ordine pubblico, ma dare ascolto alla gente, cosa
che qui non avviene più da tempo". In parziale disaccordo, il Coordinamento regionale rifiuti - dall'assise di Marigliano ai
Meet up di Beppe Grillo - si limiterà ad un presidio, in linea con un atteggiamento più
intellettuale. Sono quelli che studiano, il loro "sì" è condizionato
ad una vera raccolta differenziata, alla costruzione di impianti a freddo.
L'occasione è unica, e quindi so.
( da "Corriere della Sera" del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2008-05-20 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Il primo cittadino Fiorenza Brioni (Pd) spiega i
motivi del suo sfogo "Offesa da chi pensa solo ai profitti di Borsa"
MANTOVA - "Il modo ancor l'offende ": è per quello che Fiorenza Brioni,
sindaco pd di Mantova, ha accettato di scrivere un lungo articolo per l'Unità
sulla vicenda Sogefi, l'azienda di filtri per auto del gruppo De Benedetti che,
di punto in bianco, ha deciso di lasciare a casa 230 dipendenti, in maggioranza
donne, per andare a produrre all'estero. Mezza pagina per cercare di capire
dove sia finito il capitalismo responsabile e cosa possano fare gli enti locali
per non essere travolti dalla globalizzazione. "Ho accettato di scrivere
quell'intervento - spiega la Brioni, che domani sarà a Roma, al tavolo
convocato sulla vicenda dal ministero per lo Sviluppo economico - perché quello
della Sogefi è un caso emblematico. Quello di un'azienda di dimensione
internazionale che, dopo un'assemblea degli azionisti, decide di chiudere uno
stabilimento storico non perché sia in perdita, ma perché ha ridotto gli utili;
non perché sforna prodotti obsoleti, ma perché, per crescere in Borsa, conviene
produrne di minor qualità dove il lavoro costa meno". Ci azzardiamo a
ricordare al sindaco le parole del mantovano Pierluigi Ceccardi, appena eletto
presidente nazionale di Federmeccanica: "L'autonomia dell'imprenditore è
sacra". "E invece io dico che l'imprenditore deve avere libertà, ma
anche responsabilità - ribatte la Brioni -. O "capitalismo
responsabile" è un'espressione buona solo per i convegni? ". A
leggere l'articolo, pare proprio che l'imprenditore che non voglia essere
responsabile di suo, per la Brioni debba essere obbligato a diventarlo:
"Wto, Banca Mondiale, Fmi, Kyoto sono strumenti che tendono a regolare
finanza, circolazione delle merci e clima. E sul lavoro? Sugli esseri umani in
carne e ossa il nulla?". Nuove regole, insomma. Ovviamente da concordare a
livello nazionale e internazionale. "Servono nuove reti di relazioni, un
patto fra produttori - dice la Brioni - bisogna creare un sistema che consenta
al nostro Paese di rafforzarsi all'interno della globalizzazione. Non possiamo
rassegnarci". E proprio una ricetta contro la rassegnazione sembra diretta
la sua seconda proposta agli enti locali. Quella di entrare nell'azionariato
dei grandi gruppi industriali, per poter far sentire la propria voce e quella
del proprio territorio, se non nella stanza dei bottoni, per lo meno
nell'annuale assemblea dei soci. Vengono in mente gli exploit
di Beppe Grillo alle assemblee Telecom, ma la Brioni è convinta che questo
potrebbe servire a "introdurre una nuova variabile nella dinamica di
governance ". E invita i suoi colleghi primi cittadini a rifletterci
seriamente: "Quello che è successo a Mantova era già accaduto a
Castiglione delle Stiviere con la Wella e adesso a Lecco con la Riello.
Può capitare a tutti. Anzi, sta già capitando". Luca Angelini.
( da "Tirreno, Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Attualità
GIORNALISTI GIORNALISTI Ho visto in tv un tiggì succube Ho visto in tv due
esempi di giornalismo succube su due fatti importanti. Su RaiDue un servizio
contro i Rom e l'elenco dei delitti commessi, stupri compresi. Non una parola
sull'italiano che ha stuprato una donna rumena, non una parola sulla bestialità
dei figli di papà italiani che scannano ragazzine di 14 anni. Poi si dà notizia
del Papa che a Genova ha espresso condanna per l'uso delle bombe a grappolo.
Senza alcun commento. Mentre invece le parole hanno suscitato non solo a me una
reazione istintiva di sconcerto e rabbia. Esprimere una condanna per una
specifica arma e non contro tutte è sempre esempio di leggerezza e superficialità.
Espresso dal Papa è qualcosa di più. Banalizzando viene da chiedere: le bombe
singole sono buone? Una fucilata è cattolicamente apprezzabile? A quando la
ferma condanna per le pallottole, ma solo per le calibro 9 lungo? Massimo
Calissi Prato GIORNALISTI Fortuna che ci sono Travaglio e Santoro Gentile
direttore, anch'io pago il canone (e preferirei non farlo...) e sono contenta
di avere una trasmissione dove trovo un Travaglio, un Santoro e, perché no?,
anche qualche spezzone di Grillo. Ma ho il sentore che
questo durerà ancora per poco, perché sicuramente arriverà qualche altro editto
bulgaro e metterà di nuovo tutti a tacere e tutti fuori dai piedi. La signora
Pasquali ne sarà ben fiera, così potrà vedere opere liriche, prosa, documentari
di storia, acculturarsi ancora di più, e non dovrà più comprare libri. Visto
che ne legge tanti, le consiglierei quello di Travaglio-Gomez (tanto non lo
vede in faccia) "Se li conosci li eviti", "La casta" di
Rizzo-Stella. "Gomorra" di Saviano, che fanno vedere la cruda realtà
dei giorni nostri e le servirebbero ad aprire bene gli occhi. Altro che '800
russo, inglese, francese e gialli d'antan. Inoltre, se oggi sappiamo chi sono
certi parlamentari neo-eletti (vedi "Il Tirreno" dello stesso
giorno), lo dobbiamo anche alla faccina di Travaglio, alla
facciona di Santoro, e pure a Beppe Grillo. Albarosa
Pierotti Fosciandora (Lu) GIORNALISTI Su Schifani ho detto ciò che dicono tutti
Ringrazio i miei gentili interlocutori (Barsotti di Livorno e Parenti di
Guasticce), per avermi dedicato la loro attenzione con i relativi (interessati)
suggerimenti. Resta il fatto che sul caso Travaglio-Schifani tutte le
forze di maggioranza e di minoranza nonché i vertici e il consiglio di
disciplina della Rai hanno espresso solidarietà al neo-presidente del Senato e
intrapreso azioni anche legali nei confronti di Travaglio e dei responsabili
della trasmissione in oggetto. Segno evidente che la sottoscritta, pur se ormai
avvinta dalle letture dei classici, anche su questi temi politico-televisivi
esprime una posizione obbiettiva. Teresa Pasquali Forza Italia, Livorno
Posizione obiettiva? Be', adesso non esageri... POLTRONE La sindaco di Massa
non è più consigliere Nell'articolo "Ma i pluripoltronati non
mollano" ("Il Tirreno" del 16 maggio), sono stata inserita fra
gli amministratori irriducibili per essere consigliere del Polo universitario e
del FAR Maremma. Devo allora precisare che non faccio parte del Consiglio di
amministrazione del Polo Universitario dal 27 novembre 2007, data a partire dalla
quale ho delegato l'assessore alla Cultura del Comune di Massa Marittima a
rappresentare l'ente in quel Consiglio. Non faccio parte del CdA del FAR
Maremma dall'assemblea del 29 aprile 2008 durante la quale è stato rinnovato
l'organismo e il presidente della Comunità montana Colline metallifere che mi
aveva precedentemente delegato è entrato nel consiglio. La partecipazione a
entrambi i Consigli di amministrazione non prevede indennità, gettoni di
presenza o rimborsi di alcun genere. Ero consigliere del Polo universitario, di
cui il Comune di Massa Marittima è socio, non per nomina indiretta, ma come
rappresentante legale del Comune e di FAR Maremma in rappresentanza della
Comunità montana Colline metallifere, socia del FAR, su delega del Presidente della
Comunità montana. Lidia Bai Sindaco di Massa Marittima Prendiamo volentieri
atto della precisazione e preghiamo la sindaco di far aggiornare subito il sito
del Comune di Grosseto dal quale ella risulta tuttora consigliere del Polo
universitario e del Far. CASO FINI Se il buongiorno si vede dal mattino Se il
buongiorno si vede dal mattino, allora la gaffe di Fini e le letterine di
Berlusconi con tanto di rispostine gongolanti delle due neodeputate la dicono
lunga sul resto della giornata. Il neo presidente della Camera Fini, con scarsa
consapevolezza dell'importanza del suo ruolo, giustifica le interruzioni a Di
Pietro con la sciagurata affermazione: "Dipende da cosa si dice". Per
niente spiritoso, Presidente: non si interrompe né si impedisce il diritto di
parola, mai, in particolare in una delle Camere preposte alla sacra tutela di
quel diritto. Per le cose che ha detto, quante volte sarebbe allora stato
opportuno interrompere lei? In quanto al premier, come uno scolaretto annoiato,
si è messo a scrivere epistoline galanti a due giovani deputate giustificando
una loro assenza dall'aula nel caso di un appuntamento galante. E le due gli
hanno persino risposto sapendo bene cosa voleva sentirsi dire Berlusconi:
l'unico appuntamento galante che accetteremmo sarebbe con lei. Come diciamo a
Viareggio, loro sì che sanno come dorme il polpo. Amando Mancini Viareggio.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Lettere Il latte in
Calabria costa molto meno Nicola Campoli - NAPOLI In Calabria ho comprato un
litro di latte, della stessa marca della quale mi servo a Napoli, a un prezzo
più basso di 60 centesimi. Di questi tempi non è poco. Perchè accade? È sempre
il consumatore a dover subire? Signor prefetto, venga in via Duomo Carla Iacono
- NAPOLI Il prefetto Pansa si è scandalizzato per la mancanza di educazione
civica dei napoletani e per il mancato controllo di chi è preposto a vigilare.
Il prefetto dovrebbe venire a via Duomo dove abitano sia il cardinale sia il
sindaco. Qui c'è un traffico strombazzante a tutte le ore anche di notte, i
motorini camminano sui marciapiedi, se il pedone li intralcia bussano il
clacson. Pochi portano il casco anche se sono in tre sul motorino. Davanti al
Duomo si svolge un campionato di calcio ogni pomeriggio; d'estate si gioca
anche in notturna. Il Duomo e il Museo sono a rischio pallonata in faccia,
turista o cittadino è meglio cambiare marciapiedi perchè si è di fastidio.
Anche lì non c'è nessun controllo. I negozi mettono la merce fuori come fanno
gli extracomunitari, tanto nessuno controlla. E se davanti al negozio metti
quattro paletti, nessuno dice niente, tanto non ci sono vigili. Se danno
fastidio davanti ai negozi, si possono togliere i contenitori della spazzatura,
così non si corre il rischio che le persone mettano l'immondizia. Ma dove sono
i controlli? Il poliziotto di quartiere, i vigili urbani dove sono? Signor
prefetto si faccia una bella passeggiata, lei è forse l'autorità più grande a
Napoli perchè rappresenta lo Stato, non stia solo affacciato. Non è richiesta
la macchina fotografica. Telefonino in auto pericolo gravissimo Riccardo
Marrocco - NAPOLI Caro dottor Gargano, si va sempre più diffondendo tra gli
automobilisti la pessima abitudine di usare il telefonino mentre si guida; la
cosa più grave è che i vigili urbani e le altre forze dell'ordine non fanno
nulla per reprimere tale tipo d'infrazione, una delle più pericolose sotto
l'aspetto della sicurezza nella guida. A proposito: non si potrebbe inserire
nella simpatica locandina quotidiana del Mattino: "La città è anche tua.
Per viverla meglio rispetta le regole, l'uso del cellulare è vietato quando si
è alla guida dell'auto"? Beppe Grillo racconta la storia del tizio in auto con i figli: gli squilla il
telefonino, "Pronto?", perde il controllo ed esplode l'airbag. Va
fuori strada, arriva la polizia: "Che fortuna, si è salvato perché aveva
l'airbag". Nella dittatura delle tecnologia, si ha sempre più nostalgia
del tam tam. Gli stranieri ora fuggono Rosario Sarnataro - NAPOLI
Egregio dottor Gargano, ha proprio ragione l'avv. Marotta quando grida,
inascoltato, che a Napoli servirebbe un nuovo '99. Purtroppo, nessuno ascolta
quest'anima nobile e la nostra città degrada sempre più. Tante personalità
straniere che amano Napoli si apprestano a lasciarla davanti allo squallore
degli ultimi dieci anni (vedi in ultimo la signora Nathalie de Saint Phelle di
palazzo Marigliano). Ma la cosa grave e che, molto probabilmente, tra poco la
città (e io ritengo anche provincia e regione) verrà consegnata al centrodestra
e sarà ancora peggio (che proporranno questi signori che sembrano tanti
avvoltoi pronti a scagliarsi sui resti di Napoli?). A chi affidarci, per
sperare in una città moderna? Chi metterà mai mano alla demolizione di interi
quartieri (salvandone i palazzi storici) che, con il loro degrado e lerciume,
soffocano la città? In chi sperare, affinchè la nostra città verticale fatta di
storiche scale (Petraio, San Francesco, la Pedamentina, Montesanto) diventino
tante Montmartre? Credo che debba riaprirsi un dibattito. Perchè non
promuoverlo? Uno schiaffo al bullo pagato molto caro Ezio Pelino - SULMONA (AQ)
Sembra, per i giornali, che il bullismo sia una calamità giovanile recente.
Scandalizza il ragazzo che minacciava il compagno con l'accendino, tentando di
bruciargli i capelli e i gomiti. L'episodio mi ricorda un fatto analogo di
qualche tempo fa. Con la variante che l'insegnante, che suppliva il collega
assente, è intervenuta. Il bullo, un giovanottone, con la complicità del
branco, l'ha sfidata e offesa con espressioni volgari. La prof non si è arresa
e si è lasciata sfuggire: "Meriteresti di essere preso a schiaffi".
Alla risposta provocatoria: "Provaci", lo schiaffo è stato più veloce
della mente. Ma sono cominciati i guai. Il teppista si è fatto certificare
dalla guardia medica dell'ospedale cinque giorni di prognosi. E tutta la
famiglia è andata dal preside a preannunciare azioni giudiziarie a difesa del
povero figliolo distrutto dal ceffone. Una storia tutta italiana. I genitori
che difendono i figli allevati come sappiamo, i medici che certificano di tutto
(quello in questione disse che la prognosi non si nega a nessuno), la
professoressa ancora alle prese con la giustizia e con quell'episodio che le ha
segnato la vita. Pur pacifico e contrario alle punizioni corporali a scuola,
non posso che solidarizzare con l'insegnante. Mi sovviene una frase di Guzzanti
figlio: "Se ti do uno schiaffo porgi l'altra guancia; sennò pure la stessa
e cambio io la mano". L'ancora di Capri sta meglio in mare Armando Caròla
- NAPOLI In merito all'articolo sull'ancora medievale recuperata nelle acque di
Capri, mi permetto di far notare che gli oggetti metallici recuperati a mare
hanno bisogno di un lungo e costoso trattamento di restauro per cui è meglio
lasciarli dove stanno, se non si ha prima la certezza di poterli restaurare.
Proprio a Capri si trova abbandonata da anni la carronata inglese precipitata
in mare nel 1808 durante lo sbarco dei murattiani, ridotta in condizioni
pietose; una simile è invece "civilmente" conservata nella Royal
Armouries di Fort Nelson a Portsmouth. Penso che se la stampa desse una mano
per sensibilizzare l'opinione pubblica sul problema del restauro forse si
riusciranno a salvare due importanti documenti della storia dell'isola. Per gli
ignoranti come me sono andato a cercare notizie: la carronata è un cannone ad
anvacarica molto usato sotto Napoleone dalle marine di guerra e dai corsari. Ebbe
vita breve, cadde in disuso quando furono blindate le fiancate delle navi.
Alberi abbattuti: che dire ai bambini? Lidia La Gioia - NAPOLI Appartengo
all'associazione Inner Wheer Club Napoli Luisa Bruni, che opera da oltre
trent'anni nei Quartieri Spagnoli. La nostra attenzione è rivolta soprattutto
ai giovani della zona con l'intento di tenerli impegnati, lontani dalla strada,
e di contribuire alla loro educazione. Tra i tanti obiettivi vi è quello di
inculcare in loro, sin dalle elementari, l'amore e il rispetto per la natura.
Con il motto "verde è vita" abbiamo operato anche nella scuola
elementare Gabriele D'Annunzio in piazza Santa Maria degli Angeli. Abbiamo
spiegato ai bambini l'importanza delle piante perché esse meritano amore e
rispetto. In una festa primaverile, con la collaborazione degli insegnanti,
abbiamo, non senza difficoltà, piantato alcuni alberi e piante fiorite nelle
aiuole della piazza. Dopo il taglio degli alberi, che cosa penseranno questi
bambini? I bambini sono più maturi di quanto si pensi, e apprezzeranno questo
proverbio indiano: "Quando l'uomo avrà abbattuto l'ultimo albero, quando
avrà pescato l'ultimo pesce, quando avrà inquinato l'ultimo fiume, allora si
accorgerà che non si può mangiare il denaro". C57, addio (e altri guai) opazz_na@email.it
L'Anm sta sopprimendo molte linee, specie quelle che dal centro portano al
Vomero, forse per privilegiare la metro. Ore 15.20, aspetto un C47 angolo via
Duomo: niente. Prendo un M4 e raggiungo il Museo: niente. Alle 16.10 arriva un
R1 affollatissimo, lo prendo, mi accorgo dalla tabella del C57 soppresso. Le
questioni sono parecchie, ponte festivo, recupero ferie del personale, molti
mezzi vecchi del deposito Carlo III fermi in attesa di ricambi che non si
trovano, i mezzi nuovi si fermano anche per un bullone allentato, non ci sono
maestranze capaci di ripararli e vanno in assistenza presso le case
costruttrici. Non si fanno biglietti e non ci sono controlli. Un
"pazzo" continua a cambiare nomi alle linee, esempio il 147 rosso è diventato
546. E accorciamenti delle linee, sconsiderati e senza preavviso. Non c'è più
la figura del capolinea, i bus partono da tabella che non è legata alla realtà
del traffico, quindi saltano corse. Oppure gli autisti autoriducono il
percorso, tipo R1 che gira dal Vomero in via Broggia e torna indietro; o i 201
filobus che dalla Stazione girano in via Broggia e tornano indietro; lo stesso
succede con l'R4. I filobus vengono spesso utilizzati a motore a gasolio, che
invece va usato solo per piccoli spostamenti o per intralci stradali; data la
configurazione di Napoli, si scassano i mezzi. Il discorso va inserito nello
sfascio della città. L'ultima ciliegina è che pare che i nuovi mezzi siano
quelli rifiutati da una città del nord perchè non idonei e quindi riversati, come
la munnezza, a Napoli, tanto qui pigliamo tutti gli scarti. Protestare è
inutile, non ti sentono. L'unica speranza è che sia almeno un segnale di vicina
apertura delle stazioni della Linea1 della metropolitana di via Diaz e piazza
Bovio. I misteri dolorosi dei lavori pubblici Pietro Monti - NAPOLI Sono le 20
e per la seconda volta nella settimana manca l'acqua. Nessuno si è premurato di
avvertirci. L'altra volta è mancata fino alle 2 passate. Si cucina con la
minerale. Penso che dipenda dai lavori alla Riviera. Strano modo di fare i
lavori. Prima, per sostituire la rete del gas, hanno rimosso e poi rifatto la
pavimentazione. Su come l'hanno rifatta va steso un velo pietoso: i fili dei
tratti della pavimentazione preesistente non coincidono con quelli della nuova.
Ma non è tutto: mentre i lavori della nuova rete del gas sono eseguiti partendo
da Villa Pignatelli verso la Torretta, da piazza della Repubblica verso villa
Pignatelli un'altra impresa sta eseguendo una palificata per consolidare le
fondazioni dei fabbricati in vista del tunnel della Ltr. Si dovranno disfare e
rifare le pavimentazioni appena fatte. Forse perciò sono state eseguite in modo
approssimativo. Qualcuno dice che poi si dovrà rifare la rete dell'acqua e
disfare di nuovo le pavimentazioni. Se ciò è vero penso che una conferenza di
servizi avrebbe evitato un modo così scoordinato di fare i lavori. Tutto è un
po' approssimativo. Basta guardare le protezioni per i passanti. Il cantiere
della palificata occupa il marciapiede e parte della carreggiata. Al di là
della rete sono parcheggiate auto. Per percorrere la Riviera a piedi bisogna
camminare, tra auto e motorini, quasi al centro della strada. Perché Comune,
Circoscrizione e Asl non non intervengono? All'inizio dei lavori l'impresa
aveva disposto un corridoio protetto per i passanti, ora non ve n'è più
traccia, forse per dar spazio alle macchine. Nel cantiere eterno di via
Carducci a lavori compiuti ci si è accorti che la pavimentazione di un lato era
più alto di trenta centimetri dell'altro. L'impresa che ha sbagliato ha rifatto
la pavimentazione, ma chi compensa gli abitanti per il prolungamento dei
lavori? La ciliegina sulla torta riguarda sempre la Riviera. Pare che si stiano
ricostruendo le rotaie del tram perché la Corte dei Conti avrebbe eccepito
sull'esubero dei tram acquistati rispetto al loro effettivo utilizzo. La nuova
linea dovrebbe arrestarsi a piazza della Repubblica o forse a piazza
Sannazzaro. La Riviera è la strada meglio servita da linee di bus e, per di
più, si sta realizzando la Ltr; era proprio necessario affrontare i costi della
nuova linea del tram? Un napoletano che si fa onore Umberto Esposito - NAPOLI
Salvatore Errico è un infermiere di sala operatoria del Monaldi e ha un hobby:
rischiare la vita per aiutare chi non ha voce. Ha due bambini e da anni svolge
missioni umanitarie in paesi disastrati dalla guerra, rischiando la vita per
aiutare bambini vittime della cattiveria dei grandi. Adesso è tornato
dall'Afghanistan per risolvere chirurgicamente, con medici volontari, una
malformazione (il labbro leporino) risolvibile chirurgicamente; ma in alcuni
paesi questi bimbi sono considerati mostri. Sento il bisogno di esprimergli la
mia gratitudine per il suo coraggio. Sono orgoglioso di avere un amico come
lui. Gli stringa la mano anche per noi. Rifiuti: un esempio da Massalubrense
Michelangelo Pisani Massamormile - NAPOLI Egregio dottor Gargano, la lettera
del signor Cammarota dimostra che i termovalorizzatori non sono innocui per la
salute, ma non che sono più dannosi dei rifiuti in strada. Le malattie
infettive da questi provocate non possono peraltro essere evitate con i
termovalorizzatori che richiedono tempo per entrare in funzione, mentre il
pericolo, dato l'aumento della temperatura che già si registra, è immediato, come
sottolinea la professoressa Maria Triassi, la quale aggiunge che il caldo
accelera la decomposizione e quindi la pericolosità dei rifiuti. Dalle tabelle
sulla differenziata a Napoli non risulta che i rifiuti organici siano raccolti
e riciclati separatamente. Il Comune di Massalubrense invece lo prevede con
risultati sorprendenti nonostante che sia richiesto ai residenti di depositare
i rifiuti in giorni diversi secondo il contenuto e in orari certamente non
comodi. Cito Massalubrense perché, nello scorso week-end, nonostante il flusso
di vacanzieri e villeggianti, ho constatato che le strade che uniscono i
diversi centri del paese, fino a un recente passato imbrattate da cassonetti
stracolmi, da sacchetti predati dai cani e gatti, da suppellettili ed elettrodomestici
abbandonati, erano sgombre e pulite.
( da "Varesenews" del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Samarate - Dal 23
maggio al 1° giugno la manifestazione dedicata ai libri con ospiti di rilievo
nazionale: Andrea Vitali, Ivan Della Mea, Elio Veltri, Renata Pisu, Giovanni
Bianconi, Michele Brambilla, Toni Capuozzo, Edoardo Fleishner Quarta edizione
per Librando 2008 Politica, letteratura, Olimpiadi, mondiali di ciclismo,
Storia, Lavoro, e molto altro ancora. Dodici appuntamenti con autori di rilievo
nazionale, giornalisti ed esperti per una quarta edizione di Librando, in
programma dal 23 maggio al 1° giugno in piazza Italia, ricca di emozioni. Un
viaggio tra liberi e argomenti importanti, a partire da Elio Veltri, ex membro
di diverse commissioni ministeriali tra cui Anticorruzione, Giustizia e
Antimafia, che affronta il tema molto attuale e dibattuto dei costi della
politica. Per proseguire poi con Andrea Vitali, tra i romanzieri più amati e
apprezzati da critica e pubblico in tutta Italia, considerato l'erede
letterario di Piero Chiara. Da sottolineare poi una serie di incontri con
giornalisti di rilievo nazionale come Renata Pisu, inviata speciale in Cina di
Repubblica e Espresso, profonda conoscitrice delle problematiche orientali;
oppure il vicedirettore del Tg5 e inviato di guerra, Toni Capuozzo; o ancora il
maggior giornalista esperto di terrorismo in forza al Corriere della Sera,
Giovanni Bianconi che a quarant'anni dal rapimento di Moro ha pubblicato un
libro ricco di materiale inedito; e Michele Brambilla, vicedirettore de
"Il Giornale" che racconta il mestiere del giornalista da un punto di
vista anche ironico. Di sicuro interesse anche i tre appuntamenti di chiusura:
uno sguardo agli imminenti mondiali di ciclismo raccontato da due giornalisti
sportivi come Cesare Chiericati e Damiano Franzetti; Beppe Grillo visto da Edoardo Fleishner che ha seguito il comico per due anni
analizzando i pro e i contro del fenomeno mediatico degli ultimi anni; e Ivan
Della Mea, il Cantautore simbolo del '68, che a quarant'anni dall'anno che ha
cambiato la società, offre uno sguardo al passato ricco di ricordi e
considerazioni. "Dopo la straordinaria partecipazione degli anni
scorsi, che ha visto l'affluenza di migliaia di persone, Librando giunge
quest'anno alla quarta edizione ? spiegano il sindaco Vittorio Solanti e
l'assessore alla cultura Marisa Mazzucchelli -. Il tendone di Piazza Italia torna
a essere un eccellente spazio di cultura, ricco di incontri e presentazioni che
avranno come punto di riferimento il "libro" in tutte le sue
derivazioni: narrativa, storia, attualità, società". Martedi 20 Maggio
2008.
( da "Velino.it, Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il Velino presenta, in
esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. AMB - Veronesi vs Grillo: Basta insulti e confronto su
termovalorizzatori Roma, 20 maggio (Velino) - Botta e risposta sul blog di Beppe Grillo tra il celebre comico genovese e l'ex ministro della Salute
Umberto Veronesi. Il tema è ancora una volta quello dei termovalorizzatori, gli
impianti per l'incenerimento dei rifiuti di cui da un po' di tempo si
discute molto in Italia. Il noto oncologo milanese ha inviato, infatti, una
lettera a Grillo nella quale si dice “amareggiato” per
i continui attacchi personali subiti. “I fatti dimostrano che ho dedicato tutta
la mia vita alla lotta contro il cancro e alla salute della gente”. Tanto che,
osserva, l'Istituto Europeo di Oncologia “è uno dei sei migliori ospedali al
mondo”. E in tanti anni “siamo riusciti a far chiudere le miniere e le
fabbriche di amianto” per non parlare “della nostra lotta all'industria del
tabacco”. “Nulla da obiettare su questo”, replica Grillo
dal suo blog. Che accoglie la richiesta di Veronesi a sospendere gli insulti e
a ripristinare un “clima di dibattito civile”. Ma è sugli inceneritori che il
confronto si fa più serrato: “So che sei contrario ai termovalorizzatori, in
base ad alcuni studi che trovi convincenti – dice Veronesi nella lettera -.
Sappi però che esistono molte ricerche che ne provano la non pericolosità” e
che “la mia posizione risale ai tempi in cui ero ministro della Sanità. Nelle
discussioni con gli esperti circa il problema dei rifiuti essi mi informarono –
spiega – che i termovalorizzatori di ultima generazione sono una necessità per
il Paese e i rischi per il Paese sono trascurabili”. Pronta la replica di Grillo: “Lo invito a una pubblica discussione trasmessa in
Rete in diretta streaming. Decida lui il luogo, io mi occuperò delle riprese e
della registrazione dell'evento. Convochi gli esperti 'che lo hanno informato'
(chi sono?), porti le sue 'molte ricerche'. Io verrò con i miei consulenti e
citerò le mie fonti. I cittadini potranno così formarsi una loro opinione e
decidere con la loro testa - conclude il comico - se gli inceneritori sono una
fabbrica di morte o produttori di aerosol”. (asp) 20 maggio 2008 18:43.