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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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tARTICOLI DEL  15-5-2008      #TOP



Report "Grillo"

·                     Indice delle sezioni

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·                     Articoli

Indice delle sezioni

Grillo (37)


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

Travaglio e Santoro, aperta istruttoria ( da "Corriere.it" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Day di Beppe Grillo, durante la quale furono trasmessi lunghi passaggi del monologo tenuto in piazza aTorino, con dichiarazioni che toccavano anche il capo dello Stato e l'oncologo Veronesi, scatenando la reazione verbale di Vittorio Sgarbi, presente in studio (video), che a sua volta lanciò accuse nei confronti di Marco Travaglio,

Le trasmissioni "Che tempo che fa" di Fabio Fazio e "AnnoZero" nel mirino per presunta vilazione dei diritti della persona ( da "Cittadino, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Day di Beppe Grillo in cui il comico attaccava il presidente della Repubblica e l'oncologo Umberto Veronesi. Ma anche la più recente trasmissione condotta da Fabio Fazio del 10 maggio, in cui il giornalista Marco Travaglio accusava il presidente del Senato Renato Schifani di aver frequentato persone condannate per mafia.

Il giornalista (stasera sarà come di consueto ad "Annozero") replica: non ho mai violato le regole ( da "Gazzetta del Sud" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: affondo di Beppe Grillo) e di "Che tempo che fa" del 10 maggio (ospite Travaglio contro Schifani). Viene contestata a Viale Mazzini la possibile violazione degli articoli 4 (sui diritti fondamentali, in particolare la dignità, della persona) e 48 (sui compiti del servizio pubblico, in particolare il rispetto del contraddittorio) del Testo unico della radiotelevisione.

Caro Grillo ( da "Stampa, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un ritrovarsi tra amici,

L'Autorità apre un'istruttoria sul caso Travaglio ( da "Giornale di Brescia" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Day di Beppe Grillo, durante la quale furono trasmessi lunghi passaggi del monologo tenuto in piazza a Torino, con dichiarazioni che toccavano anche il Capo dello Stato e l'oncologo Veronesi, scatenando la reazione verbale di Vittorio Sgarbi, presente in studio, che a sua volta lanciò accuse nei confronti di Marco Travaglio,

E' bufera sulla Rai. Il garante per le Comunicazioni ha avviato un'indagine su ( da "Leggo" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: "Annozero" e "Che tempo che fa": nella prima Beppe Grillo aveva attaccato il capo dello Stato Napolitano; nella seconda Marco Travaglio aveva accusato il presidente del Senato Schifani di frequentazioni mafiose.

Istruttoria contro la rai per santoro e travaglio ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e sulla puntata di Annozero dedicata a VDay di Beppe Grillo, andata in onda lo scorso 10 maggio. A viale Mazzini, che ha reso noto di avere intenzione di rivalersi su Marco Travaglio in caso di danni economici per l'azienda, la Agcom ha contestato la presunta violazione dell'articolo 4, sui diritti fondamentali della persona, e dell'articolo 48 sui compiti del servizio pubblico.

La rai richiama travaglio: rispetti le regoleagcom, istruttoria su fazio e santoro ( da "Secolo XIX, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Agcom ha invece deciso a maggioranza di aprire un'istruttoria verso la Rai per le puntate di Annozero del primo maggio (con il servizio su Beppe Grillo) e di Che tempo che fa del 10 maggio (Travaglio contro Schifani). Contestata la possibile violazione degli articoli sui diritti fondamentali. 15/05/2008.

Incentivi e controlli, è battaglia allo smog - michela bompani ( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: mezzo commerciale inquinante MICHELA BOMPANI Guerra alle polveri sottili: nella città di Beppe Grillo, paladino della lotta alle nanoparticelle, scatta il piano comunale per migliorare la qualità dell'aria, forte di un finanziamento regionale da 650.000 euro. Incentivi per i privati, conversione ecologica del parco mezzi pubblici, controlli meticolosi, sanzioni salate per chi sgarra.

Aperta un'istruttoria su Fazio e Santoro ( da "Provincia di Cremona, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: L'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni sempre ieri ha deciso a maggioranza di aprire un'istruttoria nei confronti della Rai per le puntate di 'Annozero' del primo maggio (con il servizio sul V2-Day e l'affondo di Beppe Grillo) e di 'Che tempo che fa' del 10 maggio (ospite Travaglio contro Schifani).

L'Authority apre un'istruttoria su Fazio e Santoro ( da "Unita, L'" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: "AnnoZero" è finita nel mirino per i riferimenti al capo dello Stato e all'oncologo Veronesi durante il monologo di Beppe Grillo. La trasmissione di Fazio, invece, per le dichiarazioni di Travaglio in merito alle vecchie frequentazioni del presidente del Senato Schifani. Brunelli a pagina 7 Rai.

L'Authority processa la Rai per Fazio e Annozero ( da "Giornale.it, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: un ampio servizio sul V2-Day faceva da cassa di risonanza all'affondo di Beppe Grillo contro Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi. Nella seconda Travaglio, ospite di Fazio, accusava il neopresidente del Senato Renato Schifani di presunte frequentazioni mafiose. Il senatore del Pdl ha poi querelato il giornalista per calunnia.

Lo sperpero è puntare sul fotovoltaico ( da "Giornale.it, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: che la famiglia di Beppe Grillo assorbe 4300 watt di potenza elettrica, quanto 12 famiglie. Lo scandalo nascerebbe o dal fatto che sarebbe ritenuto "immorale" un consumo energetico così elevato, o dal fatto che il signor Grillo sarebbe di quelli che predicano bene ma razzolano male, visto che nelle sue comiche invoca il risparmio energetico.

Luce sulle bollette dei Vip ( da "Giornale.it, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 15 pagina 10 Luce sulle bollette dei Vip di Nino Materi Come fa Beppe Grillo a pagare, in un mese, una bolletta Enel da 851,33 euro? Fatti suoi. Cosa giustifica un impiego di energia elettrica tanto elevato? Fatti suoi. Ma le cose cambiano se il comico genovese sale in cattedra ergendosi a modello virtuoso di consumo "pulito ed ecosostenibile".

Il dialogo e la protesta ( da "Unita, L'" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Quel paese che frequenta i blog di Beppe Grillo, quel paese che si è convinto di una cosa: l'antipolitica è un modo per difendersi, lo sberleffo, il dire "siete tutti uguali", "destra o sinistra per me pari sono", quelli che neanche nel voto estremo e radicale in questi ultimi anni hanno trovato un sollievo e una soluzione: perché anche loro hanno governato con Prodi.

Dalla Rai ultimatum a Travaglio E l'Agcom apre un'istruttoria ( da "Manifesto, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: day di beppe Grillo. Motivo: la tv pubblica potrebbe aver violato l'articolo 4 (dedicato ai "diritti fondamentali della persona") e l'articolo 48 (sui compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione. La Rai può presentare le sue controdeduzioni entro trenta giorni, poi l'Agcom potrebbe multare l'azienda.

Contrappasso botta e risposta con d'avanzo. cappon lo richiama al rispetto del contratto ( da "Riformista, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: il blog di Beppe Grillo. Che ieri aveva in home page un post in cui si tenevano insieme l'insediamento del "primo governo Veltrusconi" e "il reggicoda ombra di ciascun ministro". Così Grillo: "Topo Gigio ha parlato come Cicchitto. Testa d'Asfalto gli ha offerto la tessera P2 nuovo millennio con bancomat incorporato.

Guardando e sognando la Grande Lucania ( da "Manifesto, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: esattamente come il 25 aprile era stato festeggiato, più o meno nello stesso punto, il V-Day2 di Beppe Grillo, quello contro l'informazione. Una vecchia idea protoleghista meridionale che ora rischia di andare per la maggiore, quella della secessione dalla Campania di questo lembo del salernitano che si sente da sempre più affine ai cugini lucani.

La lezione magistrale del professor Calafati ( da "Manifesto, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: università di Ancona riprende la scena di Beppe Grillo che interviene durante un seminario riservato a un dibattito economico con il premio nobel Joseph Stiglitz. Grillo inizia a parlare ma è subito interrotto. Dai banchi degli studenti il professor Antonio Calafati, un sostenitore di Grillo, si alza e imprevedibilmente lo contesta, chiedendogli a che titolo sta intervenendo.

ROMA - Non passano senza conseguenze la riproposizione fatta da Anno zero </B ( da "Messaggero, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: conseguenze la riproposizione fatta da Anno zero di Michele Santoro degli attacchi di Beppe Grillo al capo dello Stato e le accuse di Marco Travaglio al presidente del Senato durante Che tempo che fa di Fabio Fazio. In particolare il giornalista-scrittore (che è anche collaboratore di Santoro) riceve dal direttore generale della Rai Claudio Cappon un vero e proprio cartellino giallo.

Accuse in tv a Schifani La Rai avvisa il giornalista <Pronti a chiedere i danni> ( da "Corriere della Sera" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: istruttoria anche la puntata di Annozero con l'invettiva di Beppe Grillo sul capo dello Stato. L'ipotesi è che abbiano violato l'articolo 48 sui compiti del servizio pubblico e il 4 sulla "dignità della persona ". Ravvisato, più che nella frase sulle amicizie mafiose, sulla battuta sui successori politici di Schifani ("Un lombrico?

"matrix" ronza sopra vespa ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Cultura e spettacoli "Matrix" ronza sopra Vespa Matrix - che ha proposto tra l'altro stralci dell'intervento di Beppe Grillo all'università di Ancona - ha raccolto 1 milione 353 mila ha battuto Porta a Porta (1 milione 65 mila). Nella foto, Mentana.

L'Agcom processa la Rai per Fazio e Annozero ( da "Giornale.it, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: un ampio servizio sul V2-Day faceva da cassa di risonanza all'affondo di Beppe Grillo contro Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi. Nella seconda Travaglio, ospite di Fazio, accusava il neopresidente del Senato Renato Schifani di presunte frequentazioni mafiose. Il senatore del Pdl ha poi querelato il giornalista per calunnia.

Servizi pubblici in versione 2.0 ( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e il fenomeno dei meetup di Beppe Grillo ne sono un chiaro esempio. Ma, insieme alla passione, c'è un gap evidente in tema di autenticazione e di responsabilità dei partecipanti. E qui le Amministrazioni potrebbero essere decisive". Lo spazio sarebbe davvero ampio. Dalla salute (nomi significativi: Patientopinion, Mycancerplace) alla sicurezza (Crimechicago,

Il garante procede contro rai e travaglio ( da "Tirreno, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e sulla puntata di Annozero dedicata a VDay di Beppe Grillo, andata in onda lo scorso 10 maggio. A viale Mazzini, che ha reso noto di avere intenzione di rivalersi su Marco Travaglio in caso di danni economici per l'azienda, la Agcom ha contestato la presunta violazione dell'articolo 4, sui diritti fondamentali della persona, e dell'articolo 48 sui compiti del servizio pubblico.

Se l'onorevole è condannato ( da "Tirreno, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Se li conosci li eviti" di Travaglio-Gomez, e spulciare il sito Internet di Beppe Grillo, per rendersi conto che anche in questo Parlamento che sta per dare la fiducia al quarto governo Berlusconi ci sono politici condannati dai tribunali. Vuole il catalogo aggiornato? Non traggo conclusioni, non esprimo giudizi, mi limito a fornirglielo.

Michael Moore e il secondo Fahrenheit 9/11: Dio ce ne scampi ( da "Blogosfere" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: come il nostro Beppe Grillo. Fanno lavori diversi, è vero, ma alla fine possono essere anche paragonati, tenendo ben conto delle dovute differenze. Su Spettacoli si è parlato spesso bene di Michael Moore, ma come ben sapete c'è anche chi da sempre lo attacca per i suoi balzani lavori che non sarebbero supportati da dati seri.

Santoro e Fazio nel mirino Richiamo Rai per Travaglio L'Autorità per le garan ( da "Stampa, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Annozero" era dedicato al secondo V-Day di Beppe Grillo e trasmise lunghi passaggi del suo monologo con dichiarazioni che toccavano anche il capo dello Stato e l'oncologo Veronesi. Nella trasmissione di Fabio Fazio, Marco Travaglio (foto) ha parlato di mafia chiamando in causa anche il presidente del Senato, Renato Schifani.

Rai, l'Agcom apre l'istruttoria ( da "Campanile, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Day organizzato da Beppe Grillo, con la messa in onda di lunghi passaggi del monologo tenuto in piazza a Torino. Sono state riproposte anche quelle parti in cui il comico genovese ha chiamato in causa il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e l'oncologo Umberto Veronesi, scatenando l'immediata reazione verbale di Vittorio Sgarbi,

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2008-05-15 num: - pag: 9 categoria: REDAZIO... ( da "Corriere del Veneto" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: I Grilli Treviso, che hanno potuto godere del traino gratuito dello show di Beppe Grillo, dichiarano una spesa di 3 mila 728 euro, di cui 970 euro misteriosamente devoluti in beneficenza. Ancora meglio è andata all'Udc: 2 mila 756 euro e sono pure riusciti a fare un consigliere.

L'Agcom apre un'istruttoria contro la Rai su "Annozero" e sul caso Travaglio-Schifani ( da "Libertà" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Schifani e sulla puntata di Annozero dedicata a VDay di Beppe Grillo, andata in onda lo scorso 10 maggio. A viale Mazzini, che ha reso noto di avere intenzione di rivalersi su Marco Travaglio in caso di danni economici per l'azienda, l'Agcom ha contestato la presunta violazione dell'articolo 4, sui diritti fondamentali della persona, e dell'articolo 48 sui compiti del servizio pubblico.

E' Fiorello lo showman più amato ( da "TGCom" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Seguono Claudio Bisio (5,7%) e Bruno Vespa (5,3%), che si attesta al quinto posto pari merito con Simona Ventura. Sesto posto per Enrico Mentana (5%). Seguono tra i primi dieci anche Paolo Bonolis e Alessandro Cecchi Paone (2,7%) e poi a seguire Fabio Fazio e Beppe Grillo. Invia ad un amico.

La frenesia degli eventi: il più richiesto è Fiorello ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Fabio Fazio e Beppe Grillo. Secondo i dati, gli eventi in Italia stanno diventando un mezzo di comunicazione sempre più utilizzato. Nel 2007 il ritmo di crescita degli investimenti è stato del 9,1%: il 55% degli utenti ha riservato a questo medium un budget costante rispetto all'anno precedente mentre il 33% lo ha aumentato.

In Italia ambientalismo no-partisan i 'verdi' in cerca di un difficile futuro ( da "Repubblica.it" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il fattore Grillo. Probabile che il provvedimento sia destinato a rimanere l'ennesimo libro delle buone intenzioni, ma magari rivendicare questo piccolo passo avanti poteva servire a parare qualche bordata di Beppe Grillo, che dello slogan "meno-meno-meno" ha fatto uno dei suoi manifesti astensionisti.

Le parole più cercate su Google.it ( da "ITportal" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo è stata la parola più cercata dagli italiani su Internet nel corso del 2007. Seguono i termini "Youtube", "Badoo", "Inps", "Myspace", "Agenzia delle entrate", "Inter", "Alitalia", "Milan" e "Superenalotto". Le ricerche per i viaggi più popolari hanno visto in ordine: India, Parigi, Londra,

ROMA - Doppio cartellino giallo ( da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: affondo di Beppe Grillo) e di Che tempo che fa del 10 maggio (ospite Travaglio contro Schifani). Viene contestata a Viale Mazzini la possibile violazione degli articoli 4 (sui diritti fondamentali, in particolare la dignità, della persona) e 48 (sui compiti del servizio pubblico, in particolare il rispetto del contraddittorio) del Testo unico della radiotelevisione.

Obama come Berlusconi? Tra nuova politica e spettacolo ( da "Blogosfere" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: dalla figura di Beppe Grillo, "un'altro promemoria di un fenomeno moderno: l'importante ruolo degli attori brillanti nella politica contemporanea" che fa sì che "mentre noiosi esperti televisivi pongono le vecchie insulse domande nelle tribune politiche, i candidati sanno che la cosa realmente importante e suscitare il sorriso in varietà come quello di David Lettermann o Jay Leno"


Articoli

Travaglio e Santoro, aperta istruttoria (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Sott'accusa "Anno Zero" e "Che tempo che fa" con Grillo e travaglio Travaglio e Santoro, aperta istruttoria La decisione dell'Agcom a maggioranza. La Rai avrà ora 30 giorni per presentare le sue controdeduzioni ROMA - L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha dato il via ad un'istruttoria contro la Rai per la puntata del primo maggio di "Annozero" e per la puntata di sabato scorso di "Che tempo che fà". Una decisione adottata a maggioranza. Alla Rai si contesta la presunta violazione - dice un comunicato - dell'articolo 4 (diritti fondamentali della persona) e dell'articolo 48 (compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione. La puntata di "Annozero" è riferita al secondo V-Day di Beppe Grillo, durante la quale furono trasmessi lunghi passaggi del monologo tenuto in piazza aTorino, con dichiarazioni che toccavano anche il capo dello Stato e l'oncologo Veronesi, scatenando la reazione verbale di Vittorio Sgarbi, presente in studio (video), che a sua volta lanciò accuse nei confronti di Marco Travaglio, anch'egli presente in studio. DA FAZIO - Lo stesso Travaglio che poi nella trasmissione di Fabio Fazio a sua volta ha fatto dichiarazioni che toccavano il tema mafia e che hanno chiamato in causa anche il presidente del Senato, Renato Schifani, innescando forti polemiche sul fronte politico (video). Tanto da vedere l'intervento immediato della direzione generale Rai, con un messaggio di scuse a Schifani (che ha preannunciato querelerà a Travaglio) letto in diretta tv dallo stesso Fazio (a sua volta scusatosi per l'accaduto) nella puntata di domenica (video). Nella vicenda di "Che tempo che fà" il direttore generale Rai, Claudio Cappon, oltre alla dissociazione a nome dell'azienda ha sottolineato come fosse da stigmatizzare in particolare "un comportamento - inaccettabile in qualsiasi programma del servizio pubblico - che mette in campo critiche, insulti e affermazioni diffamanti senza alcuna possibilità di contradditorio". Ora arrivano i procedimenti dell'Agcom, che in in qualche modo erano annunciati nei giorni scorsi, procedimenti decisi a maggioranza e che - sottolinea l'Authority presieduta da Corrado Calabrò - "si svolgeranno nel rispetto delle garanzie procedurali previsti dalla legge e dai regolamenti" dell'Autorità stessa. stampa |.

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Le trasmissioni "Che tempo che fa" di Fabio Fazio e "AnnoZero" nel mirino per presunta vilazione dei diritti della persona (sezione: Grillo)

( da "Cittadino, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Travaglio e Santoro, Agcom apre un'istruttoria Roma Dopo le polemiche, arrivano le istruttorie formali contro Marco Travaglio per "Che tempo che fa" e "Anno Zero" di Michele Santoro. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso ieri, a maggioranza, di aprire un'istruttoria nei confronti della Rai per le due trasmissioni incriminate. Nel mirino dell'Agcom è finita la puntata del primo maggio di "Anno Zero", nel corso della quale erano stati mandati in onda alcuni spezzoni del secondo V-Day di Beppe Grillo in cui il comico attaccava il presidente della Repubblica e l'oncologo Umberto Veronesi. Ma anche la più recente trasmissione condotta da Fabio Fazio del 10 maggio, in cui il giornalista Marco Travaglio accusava il presidente del Senato Renato Schifani di aver frequentato persone condannate per mafia.Nello specifico l'Autorità di garanzia contesta "alla Concessionaria pubblica la presunta violazione dell'articolo 4 (diritti fondamentali della persona) e dell'articolo 48 (compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione".A sua volta il Cda di viale Mazzini ha richiamato Travaglio a un "rigoroso rispetto" delle regole "secondo i termini contrattualmente previsti". Il consiglio ha anche annunciato che "eventuali danni alla Rai>, provocati dalle sue affermazioni nel corso della trasmissione di Fazio, "saranno oggetto di rivalsa economica da parte dell'Azienda". Preoccupato per la procedura "irrituale> dell'Autorità per le garanzie, il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti. "I fondamenti giuridici di questa decisione non sono chiari e comprensibili e sembrano risentire più di un giudizio politico anticipato e degli umori dominanti". Da qui l'augurio che "nel corso del processo istruttorio sia ascoltato non solo il punto dei vista degli avvocati dell'azienda ma anche quello degli autori e conduttori delle trasmissioni e dei protagonisti della vicenda".Perplessità arrivano anche dal Pd. "L'istruttoria afferma Roberto Cuillo- non è una condanna, ovviamente, ma non si capisce per quale motivo sono sempre gli stessi a essere messi sotto inchiesta. Non mi sembra che all'Agcom sia attribuito un ruolo da "tribunale" nei confronti di chi opera e fa giornalismo televisivo".

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Il giornalista (stasera sarà come di consueto ad "Annozero") replica: non ho mai violato le regole (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Travaglio "ammonito" da Agcom e cda Rai Federica Maggioli ROMA Doppio cartellino giallo, dalla Rai e dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per Marco Travaglio. Se l'Agcom apre l'istruttoria, il cda prende atto delle iniziative del direttore generale Claudio Cappon che dice no alle censure ma chiede il rispetto delle regole spiegando sostanzialmente che non dovrà esserci un altro errore "altrimenti è fuori". Travaglio, che stasera sarà come di consueto su Raidue nel programma di Michele Santoro, "Annozero", replica "non ho mai violato nessuna regola". Insomma dopo le polemiche seguite alle dichiarazioni del giornalista a "Che tempo che fa" sul presidente del Senato Renato Schifani che gli sono valse già una querela dalla seconda carica dello Stato il caso è arrivato ieri all'attenzione di Rai e Agcom. Il cda Rai prende atto delle iniziative del dg che ha messo sotto la lente delle strutture aziendali le dichiarazioni di Travaglio dopo il programma, che annuncia che si rivarrà contro di lui nel caso la Rai venga querelata (ma per ora non sarebbe accaduto) e soprattutto lo invita al rispetto delle regole. "Spero naturalmente che non cerchi intenzionalmente incidenti per farsi mettere fuori dalla Rai", ha detto Cappon. "Non si parli di censura o di editti: il futuro di Travaglio in Rai è solo nelle mani di Travaglio. Ma sia chiaro: alla prima nuova violazione delle regole aziendali che ha liberamente sottoscritto, il suo contratto verrà immediatamente rescisso. Travaglio non può più sbagliare altrimenti è fuori". Travaglio da parte sua dice: "Non permetto a nessuno che non sia giornalista di darmi lezioni di giornalismo". Intanto, in una lunga giornata per il cda che è oramai prossimo alle scadenza del 31 maggio, Viale Mazzini dà anche il via libera al bilancio all'unanimità, con l'astensione di Marco Staderini, assenti Giovanna Bianchi Clerici e Gennaro Malgieri che prevede un sostanziale pareggio. Ma riesce anche a fare una nomina: l'ottavo vicedirettore del Gr Rai al posto di un collega in pensione. L'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni sempre ieri ha deciso a maggioranza di aprire un'istruttoria nei confronti della Rai per le puntate di "Annozero" del primo maggio (con il servizio sul V2-Day e l'affondo di Beppe Grillo) e di "Che tempo che fa" del 10 maggio (ospite Travaglio contro Schifani). Viene contestata a Viale Mazzini la possibile violazione degli articoli 4 (sui diritti fondamentali, in particolare la dignità, della persona) e 48 (sui compiti del servizio pubblico, in particolare il rispetto del contraddittorio) del Testo unico della radiotelevisione. Si allungano, comunque, i tempi per una decisione: in base alle procedure, la Rai ha ora trenta giorni di tempo per presentare le sue controdeduzioni. L'azienda rischia una multa dai 5 mila ai 51 mila euro; se però la puntata di "Che tempo che fa" venisse valutata come "reiterazione" della violazione, in linea teorica la sanzione potrebbe arrivare fino al 3% del fatturato. È soprattutto l'IdV, con Antonio Di Pietro in testa a scendere in difesa del giornalista. "Colpirne uno per addormentare la coscienza critica di cento", sintetizza Di Pietro che aggiunge: "Ancora non è chiaro quali sarebbero i capi d'imputazione per Travaglio visto che ha solo raccontato fatti già noti e per i quali non si era levata alcuna indignazione. Episodi su cui molti cittadini, grazie all'informazione che hanno ricevuto, possono ora farsi un'opinione e giudicare liberamente".

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Caro Grillo (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

LA 21ª FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO PROTAGONISTI "Ti aspettiamo: e ti chiedo di usare la tua credibilità per spiegare ai giovani l'importanza della lettura" Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un ritrovarsi tra amici, come abbiamo sempre cercato che sia. Ci passa anche molta gente di spettacolo, e quest'anno, tra i molti, ci saranno Dario Fo, Luciana Littizzetto, Ascanio Celestini, Sergio Rubini, Alessandro Benvenuti, Michele Di Mauro. Perché il pubblico vi segue con tanta partecipazione, e anzi vi fa credito di una credibilità che tanti altri soggetti pubblici e privati hanno perso da tempo? Perchè detta da voi la politica o l'antipolitica diventano qualcosa che riguarda tutti? Forse perché l'artista, il giullare (nell'accezione migliore del termine) appare libero da condizionamenti, da ingessature linguistiche, da calcoli di potere. Con i suoi sberleffi dice quello che molti pensano, ma non hanno la possibilità, il coraggio e anche gli adeguati mezzi espressivi di dire. Questa credibilità vi carica di grandi responsabilità, ma anche di grandi potenzialità. Anni fa Fiorello, volendo ringraziare i suoi spettatori di un successo trionfale, si scusò di non saper trovare le parole adatte perché aveva letto e studiato troppo poco. Ci è sembrato un grande spot per il libro. Sarebbe bello, caro Grillo, che lei chiudesse la cinque giorni del Lingotto facendosi testimonial del libro e con la forza della sua comunicativa spiegasse soprattutto ai ragazzi quanto la lettura sia importante per loro. Perché un libro ti consente di conoscere il mondo e te stesso, ti aiuta a dare un senso alla tua esistenza, a vivere molte vite, a saperne di più. Perché anche quando richiede applicazione e fatica ti ripaga ampiamente, come l'andare in montagna o praticare uno sport. In un mondo in cui sempre più le persone valgono per quello che sanno, il libro rimane un fondamentale strumento di crescita individuale e collettiva. Un vecchio sindacalista, Di Vittorio, diceva che il padrone conosce cento parole, l'operaio dieci, per questo vince sempre il padrone. Adesso il discorso è un po' più complicato, siamo tutti più poveri di parole, e anche per questo non ce la passiamo tanto bene. Glielo dica lei, Grillo, che le cose le sa dire così bene: se non sappiamo costruirci ali di carta per volare, ci sarà sempre qualcuno che ci terrà inchiodati per terra, in una condizione subalterna o servile di cittadini di seconda categoria. Di esclusi.

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L'Autorità apre un'istruttoria sul caso Travaglio (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Brescia" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione: 15/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:INTERNO CONTESTATE DUE VIOLAZIONI L'Autorità apre un'istruttoria sul "caso Travaglio" ROMA - L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha dato il via ad un'istruttoria contro la Rai per la puntata del primo maggio di "Annozero" e per la puntata di sabato scorso di 'Che tempo che fa'. Una decisione adottata a maggioranza. Alla Rai si contesta la presunta violazione - dice un comunicato - dell'articolo 4 (diritti fondamentali della persona) e dell'articolo 48 (compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione. La puntata di 'Annozero' è riferita al secondo V-Day di Beppe Grillo, durante la quale furono trasmessi lunghi passaggi del monologo tenuto in piazza a Torino, con dichiarazioni che toccavano anche il Capo dello Stato e l'oncologo Veronesi, scatenando la reazione verbale di Vittorio Sgarbi, presente in studio, che a sua volta lanciò accuse nei confronti di Marco Travaglio, anch'egli presente in studio. Lo stesso Travaglio che poi nella trasmissione di Fabio Fazio a sua volta ha fatto dichiarazioni che toccavano il tema mafia e che hanno chiamato in causa anche il presidente del Senato, Renato Schifani, innescando forti polemiche sul fronte politico. Tanto da vedere l'intervento immediato della direzione generale Rai.

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E' bufera sulla Rai. Il garante per le Comunicazioni ha avviato un'indagine su (sezione: Grillo)

( da "Leggo" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

"Annozero" e "Che tempo che fa": nella prima Beppe Grillo aveva attaccato il capo dello Stato Napolitano; nella seconda Marco Travaglio aveva accusato il presidente del Senato Schifani di frequentazioni mafiose.

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Istruttoria contro la rai per santoro e travaglio (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

TELEVISIONE Istruttoria contro la Rai per Santoro e Travaglio "Anno zero" e "Che tempo che fa" finiscono nel mirino dell'Authority per le accuse a Schifani e Napolitano Il cda di viale Mazzini pronto a rivalersi nei confronti del giornalista nel caso di danni economici " " ROMA L'Autorità garante per le telecomunicazioni ha aperto un istruttoria contro la Rai per sul caso Travaglio-Schifani e sulla puntata di Annozero dedicata a VDay di Beppe Grillo, andata in onda lo scorso 10 maggio. A viale Mazzini, che ha reso noto di avere intenzione di rivalersi su Marco Travaglio in caso di danni economici per l'azienda, la Agcom ha contestato la presunta violazione dell'articolo 4, sui diritti fondamentali della persona, e dell'articolo 48 sui compiti del servizio pubblico. Dunque dopo il Cda Rai e la magistratura alla quale si è rivolto il presidente del Senato, Renato Schifani, per il collaboratore di Annozero è in arrivo un'altra grana. La decisione dell'Agcom è stata presa a maggioranza, con sei voti a favore, i quattro consiglieri di centrodestra più il commissario Napoli e il presidente Antonio Catricalà, e tre contrari, i consiglieri di centrosinistra. Da domani la Rai avrà 30 giorni di tempo per presentare ricorso per entrambe le trasmissioni. Ma a giudicare da quanto deciso dal Cda ieri, è difficile immaginare una difesa d'ufficio di Travaglio, sia per Annozero, dove è stata trasmessa una rissa tra lui e Vittorio Sgarbi, dopo ampli stralci del monologo di Beppe Grillo con pesanti dichiarazioni su Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi, sia per "Che tempo che fa", nel corso della quale Travaglio ha accusato Schifani di aver avuto recenti frequentazioni con ex mafiosi. Claudio Cappon, il direttore generale dell'azienda, ha infatti deciso di rivalersi su Travaglio in caso di multe e ha richiamato le strutture aziendali preposte perchè vigilino sul rispetto del Codice etico. Quanto a Marco Travaglio, difeso nel mondo politico solo da Antonio Di Pietro e dall'Italia dei Valori, Cappon, sottolinenando che è un ospite fisso di Michele Santoro, gli ha per cosë dire inviato una preavviso di licenziamento. Travaglio "è tenuto ad un rigoroso rispetto del Codice etico e della Carta dei doveri e degli obblighi degli operatori del servizio pubblico radiotelevisivo", avverte il direttore generale. Quanto al futuro, in caso di violazioni, "saranno applicate le misure contrattuali previste". Un remake del 2002 e dell'editto bulgaro?.

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La rai richiama travaglio: rispetti le regoleagcom, istruttoria su fazio e santoro (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Polemiche ROMA. Doppio cartellino giallo, ieri, per Marco Travaglio: arrivano da Rai e Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Se l'Agcom apre un'istruttoria, il Cda prende atto delle iniziative del dg Claudio Cappon che dice no alle censure ma chiede il rispetto delle regole spiegando che non dovrà esserci un altro errore "altrimenti è fuori". Travaglio, che stasera sarà da Michele Santoro ad Annozero, replica: "Non ho mai violato nessuna regola". La Rai annuncia che si rivarrà contro Travaglio se dovesse arrivare una querela - per ora Schifani l'ha sporta solo contro Travaglio - e lo invita al rispetto delle regole. "Spero che non cerchi intenzionalmente incidenti per farsi mettere fuori dalla Rai", ha detto Cappon. "Non si parli di censura o di editti: il futuro di Marco Travaglio in Rai è solo nelle mani di Marco Travaglio. Sia chiaro: alla prima violazione delle regole aziendali che ha liberamente sottoscritto, il suo contratto verrà immediatamente rescisso". Agcom ha invece deciso a maggioranza di aprire un'istruttoria verso la Rai per le puntate di Annozero del primo maggio (con il servizio su Beppe Grillo) e di Che tempo che fa del 10 maggio (Travaglio contro Schifani). Contestata la possibile violazione degli articoli sui diritti fondamentali. 15/05/2008.

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Incentivi e controlli, è battaglia allo smog - michela bompani (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina IX - Genova Incentivi e controlli, è battaglia allo smog Il Comune: soldi a chi rottama i vecchi motorini e filtri sui bus anti Pm10 Sostegno anche a chi rinnova il mezzo commerciale inquinante MICHELA BOMPANI Guerra alle polveri sottili: nella città di Beppe Grillo, paladino della lotta alle nanoparticelle, scatta il piano comunale per migliorare la qualità dell'aria, forte di un finanziamento regionale da 650.000 euro. Incentivi per i privati, conversione ecologica del parco mezzi pubblici, controlli meticolosi, sanzioni salate per chi sgarra. Saranno installati speciali filtri antiparticolato su 64 autobus Amt (modelli più obsoleti, quindi più inquinanti), mentre sono stati investiti 25.000 euro per il mezzo pubblico, a metano, che porterà al canile comunale. E da oggi parte una campagna di incentivi per i genovesi che si "convertono" al metano, al Gpl o alla bicicletta con rimborsi fino a 3000 euro (e comunque viene rimborsato il 30% delle spese sostenute). Il Comune di Genova ha stipulato una convenzione con l'Aci per organizzare l'operazione "aria pulita": possono godere degli incentivi i possessori di veicoli commerciali che decidono di scegliere il Gpl o il metano oppure di installare i filtri antiparticolato. Gode ugualmente del finanziamento chi possiede un motociclo pre euro 1 e decide di passare alla bicicletta (anche a pedalata assistita). Il Comune sta per acquistare, ed affidarlo alla polizia municipale, un mezzo-stazione per i rilevamenti delle emissioni dei gas di scarico dei veicoli, e pure dotato di un fonometro per misurare le emissioni sonore delle marmitte. Così i vigili saranno pure dotati di opacimetri, per i rilevamenti sui gas di scarico. "Vogliamo tornare in strada e controllare le emissioni - spiega Francesco Scidone, assessore comunale all'Ambiente e all'Attività per la riduzione e la gestione dell'inquinamento acustico, atmosferico, idrico e dei suoli - soprattutto quando auto e moto escono dalle officine dopo le revisioni". E non ci saranno sconti per chi non rispetta le norme: le sanzioni previste vanno da 65 a 250 euro. "Genova fortunatamente è una città con il PM10 (le cosiddette polveri sottili, ndr) sotto il livello di attenzione - ha spiegato l'assessore - ma la qualità dell'aria va comunque migliorata. Questo è il primo passo". I prossimi passaggi puntano, con un finanziamento già stanziato dalla Regione al Comune di circa 1.400.000 euro, sulla conversione al metano degli impianti di riscaldamento: il bando sarà pronto a fine estate, anche qui varrà la formula dell'incentivo, fino al 30% di rimborso per chi trasforma la caldaia del proprio condominio (vale solo per il riscaldamento centralizzato) in impianto a metano. La metà del finanziamento è già stata destinata invece alla trasformazione degli impianti di venti scuole del Comune. Non solo: nel mirino dei prossimi interventi c'è il parco mezzi dell'Amiu che verrà completamente convertito in elettrico. "Il programma del sindaco Vincenzi parla chiaro: entro la fine del mandato vuole ridurre il traffico privato, in città, del 10% - dice Scidone - E' in fase di completamento una mappa del rumore in città, dopo il primo passaggio in giunta, sarà la base per la nascita Piano sull'inquinamento acustico e stiamo lavorando anche sull'inquinamento luminoso, studiando come convertire il maggior numero di realtà possibili, al solare". Per ora, per avere gli incentivi per i veicoli commerciali o i motocicli pre euro 1 basta collegarsi ai siti www.comune.genova.it o www.acigenova.it o recarsi a qualsiasi sportello Aci (dove verranno saldati tutti i rimborsi).

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Aperta un'istruttoria su Fazio e Santoro (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Cremona, La" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione di Giovedì 15 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl Rai. Cappon al giornalista: altro errore e sei fuori Aperta un'istruttoria su Fazio e Santoro E per Travaglio doppio 'cartellino giallo' ROMA ? Doppio cartellino giallo dalla Rai e dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per Marco Travaglio. Se l'Agcom apre l'istruttoria, il Cda prende atto delle iniziative del direttore generale Claudio Cappon che dice no alle censure ma chiede il rispetto delle regole spiegando sostanzialmente che non dovrà esserci un altro errore "altrimenti è fuori". Travaglio, che questa sera sarà come di consueto al programma di Michele Santoro, 'Annozero', replica "non ho mai violato nessuna regola". Insomma dopo le polemiche seguite alle dichiarazioni del giornalista a 'Che tempo che fa' sul presidente del Senato Renato Schifani ? che gli sono valse già una querela dalla seconda carica dello Stato ? il caso è arrivato ieri all'attenzione di Cda e Agcom. Il consiglio prende atto delle iniziative del dg che ha messo sotto la lente delle strutture aziendali le dichiarazioni di Travaglio dopo il programma, che annuncia che si rivarrà contro di lui nel caso la Rai venga querelata (ma per ora non sarebbe accaduto) ma soprattutto lo invita al rispetto delle regole. L'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni sempre ieri ha deciso a maggioranza di aprire un'istruttoria nei confronti della Rai per le puntate di 'Annozero' del primo maggio (con il servizio sul V2-Day e l'affondo di Beppe Grillo) e di 'Che tempo che fa' del 10 maggio (ospite Travaglio contro Schifani).

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L'Authority apre un'istruttoria su Fazio e Santoro (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del L'Authority apre un'istruttoria su Fazio e Santoro L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha avviato un'istruttoria contro la Rai per la puntata del primo maggio di "AnnoZero" e per la puntata di sabato scorso di "Che tempo che fa". La decisione è stata adottata a maggioranza. "AnnoZero" è finita nel mirino per i riferimenti al capo dello Stato e all'oncologo Veronesi durante il monologo di Beppe Grillo. La trasmissione di Fazio, invece, per le dichiarazioni di Travaglio in merito alle vecchie frequentazioni del presidente del Senato Schifani. Brunelli a pagina 7 Rai.

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L'Authority processa la Rai per Fazio e Annozero (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 115 del 2008-05-15 pagina 12 L'Authority processa la Rai per Fazio e Annozero di Anna Maria Greco Il Garante per le comunicazioni apre un'istruttoria. E Viale Mazzini invita Santoro a contenere Travaglio: "Rispetti le regole deontologiche" da Roma Nella bufera tre giornalisti e una sola azienda, la Rai. Marco Travaglio, Michele Santoro e Fabio Fazio finiscono nel mirino dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, che apre un'istruttoria sulle trasmissioni Annozero del primo maggio e Che tempo che fa del 10 maggio. Nella prima, un ampio servizio sul V2-Day faceva da cassa di risonanza all'affondo di Beppe Grillo contro Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi. Nella seconda Travaglio, ospite di Fazio, accusava il neopresidente del Senato Renato Schifani di presunte frequentazioni mafiose. Il senatore del Pdl ha poi querelato il giornalista per calunnia. E, mentre esplodevano le polemiche politiche, quella querela è finita a metà della scorsa settimana sul tavolo del Consiglio d'amministrazione della Rai e su quello dell'Agcom. Dopo aver già pubblicamente stigmatizzato le dichiarazioni di Travaglio, ieri il direttore generale dell'azienda radiotelevisiva Claudio Cappon ha presentato ai vertici di Viale Mazzini le sue richieste e iniziative: la segnalazione del fatto alle strutture interne per il rispetto del Codice Etico; l'invito a Santoro perché richiami il suo collaboratore fisso ad un "rigoroso rispetto" delle regole deontologiche "secondo i termini contrattualmente previsti" e l'avvertimento che eventuali danni per le sue dichiarazioni "saranno oggetto di rivalsa economica" da parte della Rai. Si profila, così, un contenzioso tra viale Mazzini e Travaglio, che potrebbe far interrompere la sua collaborazione. Parallelamente, parte l'istruttoria dell'Autorità che contesta la presunta violazione dell'articolo 4 (diritti fondamentali della persona) e dell'articolo 48 (compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione. La decisione è stata presa a maggioranza, con 6 voti a favore (i 4 commissari del centrodestra Innocenzi, Savarese, Mannoni e Magri, più il commissario Napoli e il presidente Calabrò) e 3 contrari (i commissari Lauria, D'Angelo e Sortino). Ora la Rai ha 30 giorni per presentare le sue controdeduzioni. Sul caso Travaglio critiche sono venute dal Pdl, ma anche da esponenti del Pd, mentre l'Italia dei valori ha difeso il giornalista e qualcuno ha agitato lo spauracchio dell'"editto bulgaro". "Sarebbe grave se lo cacciassero", avverte Silvana Mura dell'Idv. Nessuna censura, precisa Giorgio Merlo del Pd, ma le regole vanno rispettate. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Lo sperpero è puntare sul fotovoltaico (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 115 del 2008-05-15 pagina 10 Lo sperpero è puntare sul fotovoltaico di Redazione Mi dicono, scandalizzati, che la famiglia di Beppe Grillo assorbe 4300 watt di potenza elettrica, quanto 12 famiglie. Lo scandalo nascerebbe o dal fatto che sarebbe ritenuto "immorale" un consumo energetico così elevato, o dal fatto che il signor Grillo sarebbe di quelli che predicano bene ma razzolano male, visto che nelle sue comiche invoca il risparmio energetico. O da entrambi i fatti. Insomma, mi si chiede di scagliare una pietra contro uno che, molto impropriamente, tante ne ha scagliate. Mi spiace ma, quanto al primo fatto, provo ammirazione (e un pizzico d'invidia) per Grillo: più energia si consuma, meglio si sta. Piuttosto, pretendere di risparmiare energia è la più pericolosa delle manovre, come meglio preciseremo. Quanto al secondo fatto, Grillo andrebbe, piuttosto, compatito: evidentemente, cosa l'energia sia e perché è essa la fonte del nostro benessere egli non lo capisce. Ma non è colpa sua: Grillo non capisce nulla delle cose di cui parla, e infatti è un comico ed è per questo che fa ridere. Pare che siano molti ad avercela con lui, ma non dovrebbero, dimenticano la natura della professione che fa: comico, clown, pagliaccio, buffone. Mi dicono, anche, che Grillo ha installato 2000 watt-di-picco di pannelli fotovoltaici. I quali, siccome il sole non se ne sta sempre lì a brillare allo zenit di un cielo limpido, corrispondono a 200 watt reali: ben poca cosa a fronte dei 4300 assorbiti. Grillo è un genovese doc, e allora può essergli, se non utile, forse istruttivo, ma sicuramente doloroso, sapere che quei pannelli FV - che, se li ha pagati lui, gli saranno costati qualcosa come 12.000 euri - gli fanno risparmiare meno di 300 euri di energia elettrica l'anno e, quindi, recuperare "l'investimento" (le virgolette sono d'obbligo) in più di 40 anni. Può darsi che qualcuno glieli abbia regalati e può anche darsi che Grillo si avvalga delle sovvenzioni al FV deliberate da amministrazioni che, amministrando esse il nostro denaro, non hanno alcun problema a essere garibaldine; ma chiunque sia a pagare, gli impianti FV si ammortizzano, in Italia, in più di 40 anni (l'Italia è il paese col kWh più caro al mondo: in Francia, un impianto FV si ammortizza in 60 anni). Insomma, caro Grillo, gli impianti FV sono una colossale sòla. E veniamo al risparmio energetico: innanzitutto, è evidente che chi lo invoca non lo fa in nome del risparmio del denaro, perché, come abbiamo visto, il denaro corre a fiumi (nelle tasche d'altri). Risparmiare energia non significa neanche "usarne di meno facendo le stesse cose": questa si chiama "efficienza". Cosa sacrosanta ma che - bisogna avvertire - ha l'ineluttabile conseguenza, piaccia o no, di far consumare più energia (gli economisti lo chiamano paradosso di Jevons): dopo aver ottenuto frigoriferi più efficienti, ci dotiamo di congelatore; e dopo aver prodotto in modo più efficiente acqua calda, ci dotiamo di idromassaggio. Risparmiare energia non significa neanche "non usarla quando potremmo evitarlo": questo si chiama "non spreco". Risparmiare energia, allora, può significare una sola ragionevole cosa: non usarla quando vorremmo usarla, cioè in definitiva, usarne di meno. Questo sarebbe disastroso. Per capire quanto, basti solo pensare che nei 10 anni dopo il 1929, il consumo d'energia si ridusse del solo 8%: furono, quelli, gli anni della Grande Depressione. Beppe Grillo, allora, nel settore dei consumi energetici, più che da stigmatizzare, sarebbe da imitare e prendere a modello: tutti noi dovremmo pretendere un'energia meno cara, sì da poterne consumare quanto lui o, comunque, di più, avere quindi più posti di lavoro e più benessere. Ma per avere un'energia meno cara dobbiamo interrompere ogni sperpero su fotovoltaico eolico e biocarburanti: Grillo ha facilmente assorbito quella sòla, ma un paio di miliardi nel mondo ci stanno morendo di fame. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Luce sulle bollette dei Vip (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 115 del 2008-05-15 pagina 10 Luce sulle bollette dei Vip di Nino Materi Come fa Beppe Grillo a pagare, in un mese, una bolletta Enel da 851,33 euro? Fatti suoi. Cosa giustifica un impiego di energia elettrica tanto elevato? Fatti suoi. Ma le cose cambiano se il comico genovese sale in cattedra ergendosi a modello virtuoso di consumo "pulito ed ecosostenibile". Un maestrino che bacchetta i comuni mortali, forte del suo impianto fotovoltaico che - narra la leggenda - "consente a Grillo di rivendere la quota di energia elettrica prodotta in eccesso". Insomma, la bella fiaba del "contatore che gira al contrario", salvaguardando contemporaneamente ambiente e portafoglio. Una favola, appunto. Il Riformista ha chiesto "lumi" a Grillo, che però ha preferito non rispondere. Allora il quotidiano diretto da Antonio Polito si è procurato le prove, cioè le bollette, scoprendo che la famiglia Grillo consuma, a livello di chilowattore (kWh), ogni mese l'equivalente annuo di una famiglia italiana composta da 4 persone (3.301 kWh). Una media mensile che porta il consumo annuo di casa Grillo alla cifra monstre di 37.520 kWh. Addio interruttore equo e solidale, il contatore grillesco gira alla stragrande nel verso ben noto a tutti gli italiani, altro che "al contrario". Chicco Testa, ex amministratore Enel, aveva capito tutto: "Grillo non mi piace", dice Testa e il suo blog è un concentrato di leggende metropolitane e populismo. Ai tempi in cui ero ancora presidente del Consiglio di amministrazione dell'Enel, Grillo diceva che a casa sua, con il solare, produceva tanta energia da vendere poi quella in eccesso. Ma feci fare una verifica e venne fuori che da solo consumava come un paesino". Parole confermate ora dalla documentata inchiesta del Riformista. Ma Grillo non ci sta e dal suo blog spedisce sulla sedia (elettrica, dato l'argomento) i signori dell'informazione truffaldina. Tutti fulminati dall'eco-pensiero-energetico del guru milionario. "Per accrescere l'offerta di energia elettrica non è necessario costruire nuove centrali, di nessun tipo - spiega l'ex testimonial dello yogurt Yomo -. La prima cosa da fare è accrescere l'efficienza e ridurre gli sprechi delle centrali esistenti, accrescendo al contempo l'efficienza con cui l'energia prodotta viene utilizzata dalle utenze (lampade, elettrodomestici, condizionatori e macchinari industriali). Solo in seguito, se l'offerta di energia sarà ancora carente, si potrà decidere di costruire nuovi impianti di generazione elettrica". Impianti che, se non ci fossero, costringerebbero il comico a illuminare la casa con le candele, considerato che i pannelli solari made in Grillo di 25 metri quadrati da 2 kilowatt di potenza garantiscono acqua calda un giorno sì e tre no. Ma Grillo - come sua abitudine - manda tutti a quel paese, preferendo proporre l'improponibile: "Bisogna incentivare la produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire dagli edifici più energivori". Energivori? Mah. Il sistema di cui Grillo va orgoglioso è però proprio quello che ha fallito nella sua abitazione di via dei Marsano 8, a Genova: "È necessario estendere la possibilità di riversare in rete e di vendere l'energia elettrica anche agli impianti di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW". Dipendesse da Grillo, il problema energetico sarebbe bello e risolto. Come? "Attraverso l'incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica, estendendo a tutte le fonti rinnovabili e alla micro-cogenerazione diffusa la normativa del conto energia, vincolandola ai chilowattora riversati in rete nelle ore di punta ed escludendo i chilowattora prodotti nelle ore vuote". Siamo al buio, qualcuno riaccenda la luce. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il dialogo e la protesta (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Il dialogo e la protesta Roberto Cotroneo Segue dalla Prima D ialogo, riforme, e voglia di cambiare, inserito in un contesto rilassato e persino ironico. Tutti hanno ascoltato il "se po' ffa", con cui ha concluso il discorso, e devo dire che in molti, senza togliersi dalla testa che Berlusconi rimane un uomo con un enorme conflitto di interessi, devono aver pensato che in qualche modo le cose potrebbero cambiare, che quel clima invenelito che tutti conosciamo può trasformarsi in un clima responsabile e di collaborazione. Le tappe di tutto questo erano già visibili dopo il voto. E nei giorni scorsi c'era stato il riconoscimento da parte di Berlusconi del Governo ombra del Partito Democratico, e l'annuncio della telefonata di Berlusconi a Veltroni per incontrarsi dopo la fiducia. Probabilmente i motivi sono molti, una crisi economica che si annuncia durissima costringerà Giulio Tremonti e questo Governo a chiedere ancora più lacrime e ancora più sangue al Paese, un clima esasperato costringerà il ministro dell'Interno Roberto Maroni a sfumare molte posizioni intransigenti della Lega per non scatenare odi razziali e raid, basti vedere quello che sta succedendo in Campania con le ronde anti Rom. Nello stesso tempo la vittoria netta di Berlusconi, e una situazione parlamentare semplificata, con pochi gruppi, e l'assenza delle ale più estreme nel Parlamento, tranquillizza poteri forti e Berlusconi stesso, ma un po' meno il futuro dell'ordine pubblico e delle piazze. Inoltre una guerra di posizione, e una guerra estenuante, ha certamente stancato le diverse maggioranze e opposizioni che in questi anni si sono succedute. Allora il "se po' ffa", che diventerà il punto di incontro e di congiunzione, la Teano del nuovo millennio, si spiega letto al contrario: "non se po' ffa più" di insulti, di antipolitica, di grillismi, di quel modo di affrontare tutto attraverso una matrice ideologica violenta, esagerata e anche vecchia. Poi, per carità, non è che da ieri Berlusconi è diventato un uomo trasparente e ineccepibile, che guarda alla sinistra come a una normale opposizione. E non è che da domani Walter Veltroni sarà a capo di un gruppo parlamentare che non gli darà mai problemi, e che mostrerà di condividere tutto quello che dice e fa. Ma certo, quella cappa che abbiamo respirato fino a oggi sembra diradata, e per il bene di tutti. Però c'è un ma. E il ma si chiama "paese". Quel paese che negli ultimi anni ha affollato le piazze di Grillo, e poi le manifestazioni in genere per dire che non c'è abbastanza lavoro, e non ci sono soldi. Il popolo delle caste, che ha premiato il libro Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, con milioni di copie vendute, che sta premiando il libro di Stefano Livadiotti sulla casta del sindacato, stampato, ristampato ed esaurito. Quel paese che frequenta i blog di Beppe Grillo, quel paese che si è convinto di una cosa: l'antipolitica è un modo per difendersi, lo sberleffo, il dire "siete tutti uguali", "destra o sinistra per me pari sono", quelli che neanche nel voto estremo e radicale in questi ultimi anni hanno trovato un sollievo e una soluzione: perché anche loro hanno governato con Prodi. Ora questo paese, che è fatto di astensionismo e di diffidenza, questo paese che ha chiesto etica e rigore, sempre e comunque, talvolta anche con forza, che impressione avrà di quello che è accaduto ieri alla Camera? L'impressione di un paese normale, parafrasando il titolo di un libro di Massimo D'Alema, o l'impressione di una ennesima anormalità, di un Berlusconi che sorride a Veltroni, con Calderoli, bonario e divertito accanto che si lancia in un applauso? Ora, ed è qui che il ragionamento si fa complesso, quel paese è un paese di sinistra, e non di destra. Quella parte di paese che ancora rimprovera ai governi di centro sinistra di non aver mai fatto la legge sul conflitto di interesse, ha finito per identificare la "casta", le "caste", del potere, della politica, del sindacato, del mondo intellettuale e persino del mondo dello spettacolo e dell'informazione, proprio con la sinistra. Il popolo della destra, per dirla con una battuta, che poi troppo battuta non è, alle caste è assai abituato. E non gliene importa granchè, semmai cerca di capire come riuscire a farne parte. Antonio Di Pietro è un vero populista. Ha intuito che il ruolo giusto è quello del guastatore in un Parlamento ridotto all'osso dei gruppi parlamentari, con una Lega divenuta forza di governo, e per quanto possibile eshtabliment, e la sinistra radicale scomparsa. È il ruolo di chi non ci sta, di chi ricorda al cavaliere quanto odi le toghe e i magistrati. Non è difficile immaginare che l'alleato del Partito Democratico, ovvero l'Italia dei Valori, si proporrà come il paladino dell'antipolitica, della polemica sulle caste, dell'antipotere, della trasparenza, e soprattutto di tutto quello che Antonio Di Pietro ha incarnato da quando faceva il magistrato fino a oggi. È chiaro che la strada di Antonio Di Pietro e dei suoi, nel tempo, non può che entrare in rotta di collisione con il Partito Democratico. C'è un elettorato di sinistra che può sentirsi sperduto in uno scenario che non comprende, un elettorato che potrebbe sentirsi ancora più beffato ed escluso da tutto. Di Pietro lo ha intuito, anche troppo. Il Partito Democratico non può dimenticare che il voto di protesta ormai è tutto a sinistra, in senso positivo etico e rigoroso, ma anche nella sua forma più deleteria, ovvero nel populismo e nel qualunquismo. E questo è un bel problema da risolvere: non dare la sensazione a una parte del paese, che la sinistra sia una casta, lontana dalle difficoltà, dalle indignazioni e dalle stanchezze delle persone comuni. roberto@robertocotroneo.it.

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Dalla Rai ultimatum a Travaglio E l'Agcom apre un'istruttoria (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Micaela Bongi Ultimo avviso per Marco Travaglio. Contro il giornalista e il suo affondo lanciato al presidente del senato Renato Schifani dagli schermi di Che tempo che fa, si muovono in contemporanea il consiglio d'amministrazione della Rai prossimo alla scadenza (il 31 maggio) e l'Authority per le comunicazioni. A viale Mazzini, è il direttore generale Claudio Cappon a dare l'ultimatum al giornalista, collaboratore fisso dell'Annozero di Michele Santoro e dunque legato al cavallo da un contratto: nessuna censura, nessun editto, mette le mani avanti il dg. Ma "il futuro di Travaglio - aggiunge - è solo nelle sue mani. Deve rispettare le regole e il contratto in cui è scritto chiaramente il tipo di comportamento che deve tenere chi lavora nel servizio pubblico". E in cda - i cui membri hanno preso atto delle decisioni della direzione generale - Cappon la butta lì: "Spero che non cerchi incidenti per farsi mettere fuori dalla Rai". Come che sia, se violerà nuovamente le regole, il contratto sarà rescisso. Ma Travaglio nega di aver violato le regole in questione, e anzi rincara: "Non permetto a nessuno che non sia giornalista di darmi lezioni di giornalismo. Ho detto la verità sul presidente del senato e continuerò a dire la verità su Schifani e su tutti gli uomini politici e personaggi pubblici come ho sempre fatto e come fanno tutti i giornalisti del mondo libero". Nel clima nervoso che si respira a viale Mazzini, dove più d'uno, a partire dal presidente Claudio Petruccioli, punta a mantenere le postazioni attualmente occupate aspettando l'evoluzione del "dialogo" tra Berlusconi e Veltroni, e con il "caso Travaglio" impugnato soprattutto da An per chiedere un immediato ricambio del vertice, il direttore generale ha messo in campo anche le "strutture aziendali preposte al rispetto del codice etico": dovranno analizzare le dichiarazioni di Travaglio per valutare eventuali violazioni. E se l'azienda sarà querelata per quanto detto da lui detto a Fabio Fazio, gli evetuali danni "saranno oggetto di rivalsa economica" nei confronti del giornalista. Tra un avvertimento e l'altro, il cda è riuscito anche a nominare l'ottavo vicedirettore del Gr Rai. Se il vertice di viale Mazzini si muove, l'Agcom non sta con le mani in mano. A maggioranza, con il voto favorevole dei commissari del centrodestra, del presidente Calabrò e del commissario Roberto Napoli (arrivato all'Agcom dall'Udeur), l'Authority ha deciso di aprire un'istruttoria nei confronti della Rai: non solo per il programma di Fazio, ma anche per la puntata di Annozero del primo maggio dedicata alla V2-day di beppe Grillo. Motivo: la tv pubblica potrebbe aver violato l'articolo 4 (dedicato ai "diritti fondamentali della persona") e l'articolo 48 (sui compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione. La Rai può presentare le sue controdeduzioni entro trenta giorni, poi l'Agcom potrebbe multare l'azienda. E' ancora il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro a scendere in campo in difesa del giornalista, contro l'Agcom: "L'istruttoria avviata è solo l'ultimo tentativo per fermare chi ha ancora il coraggio di raccontare i fatti anche se sgraditi alla casta. Verrebbe da dire: colpirne uno per addormentare la coscienza critica di cento. E Beppe Giulietti,portavoce di Articolo 21 eletto nelle liste dell'Idv, ritiene irrituale l'iniziativa dell'Authority, aggiungendo che "i fondamenti giuridici di questa decisione non sono chiari e comprensibili e sembrano risentire più di un giudizio politico anticipato e degli umori dominanti". E in effetti anche tra i commissati dell'Agcom si era aperta una discussione a proposito della possibilità o meno di intervenire sulle scelte editoriali dei programmi tv.

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Contrappasso botta e risposta con d'avanzo. cappon lo richiama al rispetto del contratto (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Contrappasso botta e risposta con d'avanzo. cappon lo richiama al rispetto del contratto Si discolpa su Repubblica: "Ho pagato io quella vacanza" Marco Travaglio contro Repubblica . E, soprattutto, Repubblica contro Marco Travaglio. Il pezzo di Giuseppe D'Avanzo, che ha travagliescamente inchiodato "l'autorevole collaboratore" a una frequentazione a dir poco "sorprendente" (quella con Giuseppe Ciuro, poi condannato a 4 anni e 6 mesi per favoreggiamento), manda praticamente in soffitta "il caso Schifani", apertosi con la puntata di sabato di Che tempo che fa . E soprattutto alimenta una ridda incontrollata e incontrollabile di punti di domanda. Iniziamo dalla fine: con tutta probabilità, lo scontro Repubblica -Travaglio è destinato a essere archiviato. Forse. Nell'edizione odierna del giornale di largo Fochetti, infatti, compariranno - probabilmente nella rubrica delle lettere - sia una nuova risposta di Travaglio che un'ultima controreplica di D'Avanzo. "L'autorevole collaboratore" derubrica la frequentazione con Ciuro (conosciuto a Palermo quando stava con Falcone), nega di sapere chi fosse Aiello (per la serie "sono piemontese, non siciliano"), parla di "circostanze false" e "ripugnante equazione". In più avverte che chi ha riferito la circostanza (del pagamento by Michele Aiello della villeggiatura) dovrà risponderne in tribunale. Travaglio giura di averla pagata di tasca propria, "e con carta di credito", quella permanenza nel residence di Altavilla. E addirittura mette nero su bianco che il conto finale (che pagò senza protestare, se non con Ciuro) era addirittura il doppio di quello pattuito inizialmente. Nello stesso luogo di villeggiatura, Travaglio tornò anche l'anno successivo. Solo che nella struttura mancavano i cuscini, che gli furono però forniti da Ciuro e dalla moglie. Un'annotazione da martire (tipo "Se questo è il prezzo che devo pagare per aver attaccato Schifani...") e fine della storia, almeno per adesso. Tra le certezze di questa vicenda, c'è senz'altro quella che riguarda il grande esercito fatto di soldati disposti a qualunque clic per difendere Travaglio. Non a caso, pare che ieri - agli indirizzi di posta elettronica di largo Fochetti - siano arrivate valanghe di insulti. Capo d'imputazione: lesa maestà. Sanzione minacciata: non compreremo più il giornale. Il "movimento" è organizzato. Tra le centrali operative, come sempre, il blog di Beppe Grillo. Che ieri aveva in home page un post in cui si tenevano insieme l'insediamento del "primo governo Veltrusconi" e "il reggicoda ombra di ciascun ministro". Così Grillo: "Topo Gigio ha parlato come Cicchitto. Testa d'Asfalto gli ha offerto la tessera P2 nuovo millennio con bancomat incorporato. Kriptonite Di Pietro ha imitato Giacomo Matteotti. I pidini non lo hanno applaudito". E ancora: "Travaglio si può processare e cacciare dalla Rai. Anno Zero si può chiudere. La Finocchiaro può difendere Schifani. Se pò fà". Travaglio contro Repubblica e Repubblica contro Travaglio, dunque. In questo intreccio di storie rivolte al passato, c'è soltanto una variabile che sembra estranea all'equazione. Eppure ritorna sempre. E riguarda i due dialoganti: Veltroni e Berlusconi. Travaglio ha attaccato il presidente del Senato "scelto" dal Cavaliere per la sedicesima legislatura ed è a sua volta difeso a spada tratta da Grillo e da chi sul "nemico veltrusconico" sta montando una campagna ("Contro Travaglio e Anno Zero , c'è una manovra per non disturbare il manovratore", sostiene Di Pietro). Repubblica seppellisce il mito del suo celebre collaboratore nello stesso giorno in cui plaude (a firma di Massimo Giannini) all'ultima versione di Berlusconi, "il Cavaliere ecumenico". Veltroni, al momento, si tiene alla larga dal dossier. Anna Finocchiaro, cui era stato affidato il compito di fornire la posizione del loft sul caso Schifani, ieri ha sistemato il tiro: "Non ho mai detto che le cose dette da Travaglio fossero vere o false. Ho posto un'altra questione: non mi pare giusto che nei confronti della seconda carica dello Stato, davanti a milioni di telespettatori e senza avere la possibilità di una contrapposizione di un'altra tesi, si possa lanciare un'accusa come quella di collusione con la mafia". Ieri è stata avviato il procedimento da parte dell'Agcom (6 voti a favore, 3 contro) su Travaglio. Claudio Cappon si è detto pronto a chiedere i "danni" al collaboratore di Santoro e a rescindere il contratto nel caso di nuove violazioni. "La Rai - ha detto il dg al Tg1 - non fa censure. Travaglio prosegue la sua attività. Ma pretendiamo il rispetto delle regole: tutti collaboratori lo sanno, con il loro comportamento determinano la possibilità di proseguire il loro lavoro con noi". Nessun editto, aveva detto Cappon durante il cda. Precisando che "il futuro di Marco Travaglio in Rai è solo nelle mani di Marco Travaglio". 15/05/2008.

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Guardando e sognando la Grande Lucania (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

La carovana del Giro nella zona del Cilento dove si sono persi l'entusiasmo e la passione di una volta Angelo Mastrandrea Sala Consilina (Salerno) Vista dal chilometro 120 di Sala Consilina, profondo sud campano, la quinta tappa del Giro d'Italia non fa una gran bella figura. Non tanto per la qualità della fuga dello sfortunato scozzese David Millar che rompe la catena a un passo dalla vittoria, dello spagnolo Sanchez Perez, del colombiano Laverde Jimenez, del russo Pavel Brutt che alla fine risulterà vincitore di giornata e del tedesco Fromlinger. Una fuga cominciata lungo le spiagge dell'alto Tirreno tra il villaggio Maradona, le case abusive spuntate come funghi e il mega-albero ecomostro di Praia a Mare sulla spiaggia di fronte all'isola di Dino, e rafforzatasi salendo verso il passo del Fortino dove la frontiera tra Basilicata e Campania non esiste nemmeno nelle teste dei rari abitanti. E nemmeno per la qualità della tappa, semipianeggiante con qualche asperità e gli ultimi chilometri in leggera salita. E' che i tempi non sono più quelli di una volta. Quando Laurent Fignon bruciò tutti con uno scatto poderoso dopo la curva a U davanti alla chiesa di Sant'Antonio e fece la sua bella figura, e il giorno dopo sui tornanti del Vesuvio Gianni Bugno si lanciò in un'impresa che gli assicurerà un posto d'onore nella storia del ciclismo italico. Eppure di tempo non ne è passato tanto, giusto 17 anni anche se era un secolo fa. Allora c'era tutto il paese ad affollare le strade tirate a lucido per l'occasione, molti avevano una bandierina, c'era un relativo benessere e un certo afflato tra i compaesani così tutti compravano qualcosa e stavano insieme a tifare. Oggi c'è sì la gente affacciata ai palazzi e qualcuno ai bordi della strada, ma nessuno sta lì a correre dietro ai corridori, nessuno si lancia a cercare di afferrare un cappellino o una bottiglietta semivuota lanciata da qualche sconosciuto corridore in pausa the. Inutilmente due furgoncini dalla mattina girano per il paese cercando di vendere "la bandana del Giro", propagandandola come "la Moda" con la M maiuscola a prezzi da svendita, appena due euro. Qualcuno è perfino infastidito, non sapeva che passava la corsa, ha preso l'auto per andare al lavoro e ora deve rimanere in coda nelle strade laterali in attesa che i vigili sblocchino il traffico. Cosa accade al Giro d'Italia, viene da chiedersi. O meglio, cosa accade all'Italia? Va bene che non ci sono più i miti di un tempo, va bene che il doping ha contribuito a disaffezionare la gente, ok la diretta televisiva che peraltro c'è sempre stata. Ma ci dev'essere dell'altro se tutto ciò che avviene attorno alla corsa che non è più un evento per nessuno è polemica e la politica si mischia pericolosamente all'antipolitica e al qualunquismo. A un gazebo raccolgono le firme per la "Grande Lucania" esattamente come il 25 aprile era stato festeggiato, più o meno nello stesso punto, il V-Day2 di Beppe Grillo, quello contro l'informazione. Una vecchia idea protoleghista meridionale che ora rischia di andare per la maggiore, quella della secessione dalla Campania di questo lembo del salernitano che si sente da sempre più affine ai cugini lucani. E che oggi la crisi economica fa poggiare su basi più pragmatiche che mai: le risorse vanno tutte a Napoli, la regione è amministrata male, troppi sprechi e malgoverno, etc etc. Qui un mese fa il centrodestra ha fatto il pieno di voti nonostante il comune sia amministrato dal centrosinistra più Rifondazione, e non è scontato che la Lega sia vista così male se qualcuno tenta di rilanciarne un facsimile. L'idea è quella di costringere l'amministrazione a votare una delibera che istituisce un referendum cittadino per la secessione, un'idea che riscuote consensi anche a sinistra. Sono passati i tempi in cui i contadini con una dura lotta e giorni di blocchi riuscirono a respingere la Texaco che voleva trivellare qui esattamente come l'Eni era riuscita a fare nella vicina Val D'Agri, dalla vicina Basilicata guardavano a quest'altra parte come un modello da imitare e si mise in piedi anche una "lista zapatista" alle elezioni comunali. Anche in questo caso, sono passati appena dieci anni ma era un altro secolo. Un tempo, il passaggio del Giro serviva anche per rifare strade e ripianare buche, quasi una concessione alla cittadinanza motorizzata. Oggi è invece l'occasione per raccogliere i rifiuti. Non sia mai che la tv inquadri un sacchetto di immondizia, sia pure differenziata. E allora, sparsasi la voce, tutti diligentemente a disfarsi della propria monnezza. Le strade non rappresentano invece un'emergenza cui mettere una toppa. Dopo le asperità siciliane che hanno riempito le infermerie della corsa, i timori della vigilia erano tutti per gli 11 km nel paese di Sala Consilina. Dove solo il giorno prima era stata rifatta una parte della strada, ma solo per metà. Chi capitava sul lato destro lo faceva a suo rischio e pericolo. In questo angolo di sud che forse racconta molto dell'Italia di oggi, in mezzo a tanta crisi non resta altro che sognare. Che qualcuno lo faccia ancora è forse l'unica nota positiva di un Giro passato senza lasciare tracce.

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La lezione magistrale del professor Calafati (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Vespri La lezione magistrale del professor Calafati Norma Rangeri Una telecamera amatoriale in un'aula dell'università di Ancona riprende la scena di Beppe Grillo che interviene durante un seminario riservato a un dibattito economico con il premio nobel Joseph Stiglitz. Grillo inizia a parlare ma è subito interrotto. Dai banchi degli studenti il professor Antonio Calafati, un sostenitore di Grillo, si alza e imprevedibilmente lo contesta, chiedendogli a che titolo sta intervenendo. Il professore lo invita a rispettare "il momento magico" di quell'aula, lo esorta a rivolgere una domanda al nobel, giudicando inopportuna la performance grillesca del monologo perché modifica una modalità della comunicazione fatta di domande e risposte, su temi scientifici, tra gli studenti e Stiglitz. Grillo è imbarazzato, non sa come continuare, si interrompe, esce dall'aula, replica che lui è stato invitato a intervenire. Sembra un equivoco solo organizzativo, in realtà si critica un modo di parlare e di comunicare che scavalca il contesto. Una questione di forma che è sostanza. La scena va in onda a Matrix (martedì, Canale5), Mentana usa il filmato per introdurre una serata dedicata sulle polemiche nate dalla trasmissione Annozero sul vaffa-day, e alla successiva bufera sul caso Travaglio-Schifani. Più che la replica di cose già dette, più che lo scontro tra Di Pietro e Gasparri (ospiti del programma insieme ai giornalisti Filippo Facci e Gianni Barbacetto), è il professor Calafati, anche lui nel parterre di Matrix, a scartare dal déjà-vu per impugnare un aspetto cruciale della questione: la confusione dei linguaggi (l'intervento di Grillo al seminario), e la pretesa dei giornalisti o dei politici di giudicare cosa è giusto per l'opinione pubblica (caso Travaglio-Schifani). Il professore sostiene che, una volta immessa un'informazione nel circuito, una volta dato al pubblico qualcosa su cui riflettere, si debba lasciare il tempo di metabolizzarla, necessario per la formazione del giudizio. E lo dice a uno studio dove tutti stanno tirando la coperta del giudizio, dove il conduttore ha appena detto che siccome Schifani è stato eletto, gli elettori quello che pensano lo hanno già espresso. Naturalmente bisognerebbe avere un'informazione che non includa già il giudizio e non si nutra di presappochismo. Calafati fa l'esempio (su cui ha anche scritto un libro) della Tav: "Quando si dice che chi si oppone alla sua costruzione è un "ribelle", o quando si chiede un parere a un frate francescano che nulla ne sa, non si produce nulla di buono". nrangeri@ilmanifesto.it.

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ROMA - Non passano senza conseguenze la riproposizione fatta da Anno zero </B (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Di ALBERTO GUARNIERI ROMA - Non passano senza conseguenze la riproposizione fatta da Anno zero di Michele Santoro degli attacchi di Beppe Grillo al capo dello Stato e le accuse di Marco Travaglio al presidente del Senato durante Che tempo che fa di Fabio Fazio. In particolare il giornalista-scrittore (che è anche collaboratore di Santoro) riceve dal direttore generale della Rai Claudio Cappon un vero e proprio cartellino giallo. Se terrà ancora un comportamento simile verrà cacciato dalla Rai, rescindendo il suo contratto. L'atteggiamento della Rai è conseguente alla presa di posizione dell'Autorità per le telecomunicazioni che ha aperto (con voto a maggioranza) un'istruttoria nei confronti proprio della tv di Stato per due trasmissioni. In ballo ci sono la possibile violazione dell'articolo 4 (diritti fondamentali della persona) e dell'articolo 48 (compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione. In entrambe le occasioni - va ricordato - i vertici Rai hanno tempestivamente preso le distanze dall'accaduto, condannandolo e annunciando interventi a riguardo. Ora Viale Mazzini avrà tra i 30 e i 45 giorni per presentare le proprie controdeduzioni. E dopo eventuali altri approfondimenti, il Garante deciderà se archiviare, se optare per un richiamo formale o per una sanzione. In quest'ultimo caso l'azienda ha precisato che eventuali danni per le dichiarazioni rese a Che tempo che fa saranno oggetto di rivalsa economica. "Travaglio - ha spiegato il dg, che ieri ha visto approvato il suo bilancio 2007 con soli 5 milioni di perdita rispetto agli oltre 70 previsti - è chiamato al rispetto delle regole di un contratto che ha firmato in cui è scritto chiaramente il tipo di comportamento che deve tenere chi lavora nel servizio pubblico. Spero naturalmente che non cerchi intenzionalmente incidenti per farsi mettere fuori dalla Rai".

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Accuse in tv a Schifani La Rai avvisa il giornalista <Pronti a chiedere i danni> (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-15 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Viale Mazzini Si attende l'esito dell'inchiesta aperta ieri dall'Authority Accuse in tv a Schifani La Rai avvisa il giornalista "Pronti a chiedere i danni" Il dg Cappon: alla prossima violazione il contratto sarà chiuso Il Cda ha deciso di rivalersi su Travaglio in vista di una eventuale multa che potrebbe essere decisa dall'Agcom ROMA - La Rai chiederà i danni a Marco Travaglio, se verrà multata dall'Authority che ieri ha aperto un'istruttoria sulle sue dichiarazioni. Lo ha stabilito, con un'iniziativa senza precedenti, il cda di viale Mazzini, su proposta del direttore generale, Claudio Cappon, che avvisa il giornalista: "Alla prossima violazione, fuori ". Lui replica: "Non ho violato nulla. Ho solo raccontato fatti ". Ma l'Agcom non la pensa così. E, a maggioranza (6 a 3), apre un'istruttoria. Tutto nasce dalle dichiarazioni del giornalista, sabato scorso, a Che tempo che fa, sul presidente del Senato. "Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi", aveva detto Travaglio a Fabio Fazio. Scatenando indignazioni bipartisan. E attirandosi una querela del Senato a tutela di Schifani dall'"azione diffamatoria". Ieri la vicenda è finita al cda. Assieme al terrore che Travaglio, stasera di nuovo inondacomeeditorialistadi Annozero, possa scatenare un'altra polemica in un momento politico delicato di prove tecniche di dialogo Pdl-Pd sul riassetto tv. "Il destino di Marco Travaglio è nelle sue mani" ha detto Cappon al cda, convincendo tutti a premere su Michele Santoro perché lo inviti a rispettare i codici etici aziendali. Con un'argomentazione: "alla prima nuova violazione il suo contratto sarà rescisso". "La Rai non fa censure - ha poi sottolineato Cappon al Tg1 - Travaglio prosegue nella sua attività. Però la Rai pretende il rispetto delle regole. Tutti i collaboratori lo sanno, con il loro comportamento determinano la possibilità di proseguire il loro lavoro con noi". "Non ho mai violato nessuna regola" protesta Travaglio, respingendo la "lezione di giornalismo" del non-giornalista Cappon. "Ho detto la pura e semplice verità sul presidente del Senato, già contenuta in un libro di Abbate, minacciato dalla mafia proprio per quel libro. Continuerò a dirla su Schifani e su tutti gli uomini politici come fanno tutti i giornalisti del mondo libero", ha aggiunto. Oltre al licenziamento Travaglio però ora rischia anche di dover pagare. Il cda ha deciso di rivalersi su di lui per l'eventuale multa dell'Agcom che ha unito nell'istruttoria anche la puntata di Annozero con l'invettiva di Beppe Grillo sul capo dello Stato. L'ipotesi è che abbiano violato l'articolo 48 sui compiti del servizio pubblico e il 4 sulla "dignità della persona ". Ravvisato, più che nella frase sulle amicizie mafiose, sulla battuta sui successori politici di Schifani ("Un lombrico? Una muffa?"). La multa potrebbe andare dai 5mila ai 51mila euro e salire, per colpa grave, al 3% del fatturato Rai. "Perplessità " sull'istruttoria dal Pd Cuillo. "Critiche campate in aria" per il Pdl Lainati. Mentre il leader Idv Di Pietro accusa: "Tentano di fermare chi ha ancora il coraggio di raccontare i fatti sgraditi alla casta. Colpirne uno per addormentare la coscienza critica di cento". Virginia Piccolillo GUARDA TeleVisioni di Aldo Grasso su www.corriere.it.

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"matrix" ronza sopra vespa (sezione: Grillo)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Cultura e spettacoli "Matrix" ronza sopra Vespa Matrix - che ha proposto tra l'altro stralci dell'intervento di Beppe Grillo all'università di Ancona - ha raccolto 1 milione 353 mila ha battuto Porta a Porta (1 milione 65 mila). Nella foto, Mentana.

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L'Agcom processa la Rai per Fazio e Annozero (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 115 del 2008-05-15 pagina 12 L'Agcom processa la Rai per Fazio e Annozero di Anna Maria Greco Il Garante per le comunicazioni apre un'istruttoria. E Viale Mazzini invita Santoro a contenere Travaglio: "Rispetti le regole deontologiche". Il direttore generale dell'azienda Cappon lancia un avvertimento al conduttore: "Eventuali danni alla tv di Stato saranno oggetto di rivalsa economica" Roma - Nella bufera tre giornalisti e una sola azienda, la Rai. Marco Travaglio, Michele Santoro e Fabio Fazio finiscono nel mirino dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, che apre un'istruttoria sulle trasmissioni Annozero del primo maggio e Che tempo che fa del 10 maggio. Nella prima, un ampio servizio sul V2-Day faceva da cassa di risonanza all'affondo di Beppe Grillo contro Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi. Nella seconda Travaglio, ospite di Fazio, accusava il neopresidente del Senato Renato Schifani di presunte frequentazioni mafiose. Il senatore del Pdl ha poi querelato il giornalista per calunnia. E, mentre esplodevano le polemiche politiche, quella querela è finita a metà della scorsa settimana sul tavolo del Consiglio d'amministrazione della Rai e su quello dell'Agcom. Dopo aver già pubblicamente stigmatizzato le dichiarazioni di Travaglio, ieri il direttore generale dell'azienda radiotelevisiva Claudio Cappon ha presentato ai vertici di Viale Mazzini le sue richieste e iniziative: la segnalazione del fatto alle strutture interne per il rispetto del Codice Etico; l'invito a Santoro perché richiami il suo collaboratore fisso ad un "rigoroso rispetto" delle regole deontologiche "secondo i termini contrattualmente previsti" e l'avvertimento che eventuali danni per le sue dichiarazioni "saranno oggetto di rivalsa economica" da parte della Rai. Si profila, così, un contenzioso tra viale Mazzini e Travaglio, che potrebbe far interrompere la sua collaborazione. Parallelamente, parte l'istruttoria dell'Autorità che contesta la presunta violazione dell'articolo 4 (diritti fondamentali della persona) e dell'articolo 48 (compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione. La decisione è stata presa a maggioranza, con 6 voti a favore (i 4 commissari del centrodestra Innocenzi, Savarese, Mannoni e Magri, più il commissario Napoli e il presidente Calabrò) e 3 contrari (i commissari Lauria, D'Angelo e Sortino). Ora la Rai ha 30 giorni per presentare le sue controdeduzioni. Sul caso Travaglio critiche sono venute dal Pdl, ma anche da esponenti del Pd, mentre l'Italia dei valori ha difeso il giornalista e qualcuno ha agitato lo spauracchio dell'"editto bulgaro". "Sarebbe grave se lo cacciassero", avverte Silvana Mura dell'Idv. Nessuna censura, precisa Giorgio Merlo del Pd, ma le regole vanno rispettate. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Servizi pubblici in versione 2.0 (sezione: Grillo)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Nova24 sezione: NOVA24 data: 2008-05-15 - pag: 9 autore: TECNOLOGIA SCENARIO Servizi pubblici in versione 2.0 S iti partecipati per valutare professori, medici, politici persino poliziotti. Per segnalare disservizi, buche nelle strade. Comunità di extra comunitari per facilitare l'inclusione. Oppure di genitori per scambiarsi soluzioni e consigli sui problemi quotidiani. Per avviare progetti ambientali. Per generare e discutere petizioni ai governanti. E per tenerli sotto controllo. Il web 2.0 sarà una rivoluzione anche per l'e-government? Molti segnali lo fanno prevedere. Ultimo un rapporto di un ricercatore della Ue, David Osimo, che ha pubblicato pochi giorni fa sul blog epratice. eu un primo elenco ragionato di un centinaio di iniziative spuntate negli ultimi mesi, un po' ovunque nel mondo, nell'intersenzione tra comunità e servizi pubblici. "è un trend che deve far riflettere – osserva Andrea Di Maio del Gartner, ricercatore da anni impegnato su questo terreno – l'e-government classico, quello dei grandi portali pubblici, è in crisi in tutto il mondo. E non solo in Italia. Persino i funzionari pubblici di Singapore, ritenuti i più avanzati al mondo, si lamentano: abbiamo fatto tutto giusto, ma la gente non c'è. I volumi dei servizi restano limitati. C'è qualcosa che non va. è in corso, un po' ovunque, una fase di riflessione fondamentale". L'era dell'e-government solo come portali di erogazione di servizi sta forse chiudendosi. "La chiave sta nel capire come la gente usa internet, che non è un sistema progettato da burocrati, ma un ecosistema umano. Faccio un esempio: netmums.org è un sito inglese di mamme che ha messo in crisi il Governo, indicando quali ospedali e centri di cura pubblici evitare per i propri figli. Ma questo sito, come altri del suo genere, aiuta con il passaparola a risolvere i problemi, anche burocratici. E in Gran Bretagna sta diventando sempre più popolare". Le comunità attive del web partecipato fino a uno o due anni fa si occupavano prevalentemente di amicizie (Facebook, Myspace), di acquisti (E-Bay), di politica dal basso (Meetup. com). "Oggi si stanno avvicinando anche ai problemi pratici – spiega Di Maio – come arredamento. it, di cui sono un utente. E tra questi anche la sfera pubblica. Dove fanno da filtro, da attivatore, da sistema di accoglienza. E le Amministrazioni farebbero molto bene ad appoggiarli e persino promuoverli. Riservandosi il compito di semplificare e innovare i processi di servizio, e agganciarli a queste comunità dal basso". Come è successo a Milano, dove la maggiore organizzazione ciclistica cittadina, Ciclobby, si è alleata con il sito PartecipaMi e con l'amministrazione comunale. Su tavolo sulla sicurezza stradale, e da qualche settimana, anche un sito (pittosto seguito) che consente ai cittadini milanesi di segnalare sulla mappa della città le buche e i punti di pericolo, e di commentarne e votarne la pericolosità. Un'esperimento simile a quello di Fixmystreet.com e anche al progetto Blackpoint dell'Ania, che consentono segnalazioni simili. Ma, per queste ultime, senza raccordo diretto con le Amministrazioni. Si tratta, però, di esperienze ancora iniziali, che in Italia si contano sulle dita di una mano. Un'altro esempio è Votailprof. it, un sito fatto da studenti che, alla lontana, assomiglia al ben più radicato Ratemyteachers. Il problema del sito italiano, però, è che convoglia opinioni di anonimi, quindi con qualche problema di credibilità. "La partecipazione via internet in Italia, negli ultimi anni, è esplosa, ma al di fuori dell'Amministrazione pubblica – osserva Di Maio – e il fenomeno dei meetup di Beppe Grillo ne sono un chiaro esempio. Ma, insieme alla passione, c'è un gap evidente in tema di autenticazione e di responsabilità dei partecipanti. E qui le Amministrazioni potrebbero essere decisive". Lo spazio sarebbe davvero ampio. Dalla salute (nomi significativi: Patientopinion, Mycancerplace) alla sicurezza (Crimechicago, Ratemycop). Dall'ambiente (Terrapass) all'educazione (Wikieducator). Dall'inclusione (Mahgreb.nl e Morokko.nl, comunità maghrebine e marocchine in Olanda) alla famiglia (Minti). E infine alla politica. Come Betapolitique.fr o Openpolis.it, wiki italiano che consente di seguire, valutare e commentare i singoli politici. E infine il sito che fu di Tony Blair (10 Downingstreet) che mette a disposizione dei cittadini (registrati) strumenti per pubblicare online petizioni anche contro il Governo. "Il Web 2.0, se ben indirizzato e connesso all'e-government tradizionale potrebbe integrarsi in modo perfetto in un ecosistema ricco di servizi, sia pubblici che privati – osserva Andrea Gumina, ricercatore della Luiss – in realtà queste comunità potrebbero generare spontanemente una grande quantità di valore. Per esempio indicare, anche implicitamente, su quali servizi investire, quali azioni di semplificazione e correzione intraprendere, quali formule nuove proporre. Per un soggetto imprenditoriale promuoverle sarebbe solo un gioco a somma positiva". Ma per l'attuale settore pubblico italiano la storia è stata, almeno finora, un po'diversa. GIUSEPPE CARAVITA Siti partecipati e comunità di auto-aiuto. Così si integrano le informazioni.

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Il garante procede contro rai e travaglio (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Per il caso Schifani Il Garante procede contro Rai e Travaglio ROMA. L'Autorità garante per le telecomunicazioni ha aperto un istruttoria contro la Rai per sul caso Travaglio-Schifani e sulla puntata di Annozero dedicata a VDay di Beppe Grillo, andata in onda lo scorso 10 maggio. A viale Mazzini, che ha reso noto di avere intenzione di rivalersi su Marco Travaglio in caso di danni economici per l'azienda, la Agcom ha contestato la presunta violazione dell'articolo 4, sui diritti fondamentali della persona, e dell'articolo 48 sui compiti del servizio pubblico. Dunque dopo il Cda Rai e la magistratura alla quale si è rivolto il presidente del Senato Schifani, per il collaboratore di Annozero è in arrivo un'altra grana. La decisione dell'Agcom è stata con sei voti a favore, i quattro consiglieri del Pdl più il commissario Napoli e il presidente Antonio Catricalà, e tre contrari, i consiglieri di centrosinistra.

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Se l'onorevole è condannato (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

IN PARLAMENTO SE L'ONOREVOLE è CONDANNATO Gentile direttore, il caso di Marco Travaglio, esploso nella trasmissione "Che tempo che fa", mi ha fatto tornare alla mente un argomento a lungo dibattuto nell'ultima campagna elettorale: il lungo elenco dei parlamentari candidati ed eletti nonostante fossero stati condannati per reati più o meno gravi. Ora basta sfogliare il pamphlet "Se li conosci li eviti" di Travaglio-Gomez, e spulciare il sito Internet di Beppe Grillo, per rendersi conto che anche in questo Parlamento che sta per dare la fiducia al quarto governo Berlusconi ci sono politici condannati dai tribunali. Vuole il catalogo aggiornato? Non traggo conclusioni, non esprimo giudizi, mi limito a fornirglielo. Eccolo. Massimo M. Berruti, Fi: condanna definitiva a 8 mesi per favoreggiamento. Umberto Bossi, Lega: condanna definitiva a otto mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxitangente Enimont. Giampiero Cantoni, Fi: ha patteggiato due anni di reclusione per corruzione e concorso in bancarotta e un risarcimento di 800 milioni di lire. Enzo Carra, Pd: condanna definitiva per false dichiarazioni al pm. Per i giudici, Carra con il suo "comportamento omertoso" ha tentato di "assicurare l'impunità a colpevoli di corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito" nel caso Enimont. Tribunale, Corte d'Appello di Milano e Cassazione l'hanno condannato prima a 2 anni e poi a 1 anno e 4 mesi (grazie allo sconto del rito abbreviato) di carcere. Giuseppe Ciarrapico, Pdl: condanna definitiva a 3 anni per il crac (70 miliardi) della Casina Valadier (ricettazione fallimentare) e 4 e mezzo per il crac Ambrosiano (bancarotta fraudolenta). Marcello De Angelis, An: condanna definitiva a cinque anni di carcere per banda armata e associazione sovversiva come dirigente e portavoce del gruppo neofascista "Terza Posizione". Marcello Dell'Utri, Fi: condanna definitiva a due anni e tre mesi per false fatture e frodi fiscali nella gestione di Publitalia (reato per cui fu arrestato per 18 giorni nel maggio 1995 e poi patteggiò la pena in Cassazione). Renato Farina, Fi: ha patteggiato una pena di sei mesi di reclusione per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar, l'Imam egiziano rifugiato in Italia, sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003 dalla Cia con l'aiuto del Sismi, trasportato nella base americana di Aviano e di lì deportato in Egitto, dove fu torturato per sette mesi. Giorgio La Malfa, Fi: condanna definitiva a sei mesi per il finanziamento illecito della maxitangente Enimont. Roberto Maroni, Lega: condanna definitiva a 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a Milano. Domenico Nanìa, An: arrestato per 10 giorni e poi condannato in via definitiva a 7 mesi per lesioni personali legate ad attività violente nei gruppi giovanili di estrema destra (fatti dell'ottobre '69, sentenza emessa nel 1977 e divenuta definitiva nel 1980). Giuseppe Naro, Udc: condannato in primo grado a tre anni e in Cassazione a sei mesi definitivi di reclusione (tre anni in primo grado) per abuso d'ufficio nel processo per l'acquisto con denaro pubblico di 462 ingrandimenti fotografici, alla modica cifra di 800 milioni di lire. Antonino Papania, Pd: il 24 gennaio 2002 ha patteggiato davanti al gip di Palermo una pena di due mesi e venti giorni di reclusione per abuso d'ufficio. Salvatore Sciascia, Fi: condanna definitiva a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto alcuni ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza. Antonio Tomassini, Fi: medico chirurgo, è stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a tre anni di reclusione per falso. E non dimentichiamo gli europarlamentari Vito Bonsignore (Fi), condannato definitivamente a due anni per tentata concussione nello scandalo delle tangenti per il nuovo ospedale di Asti e Mario Borghezio (Lega Nord) condannato in via definitiva a due mesi e venti giorni di reclusione (commutati in 3040 euro di multa) per aver dato fuoco ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte di Torino. Paolo Bellini.

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Michael Moore e il secondo Fahrenheit 9/11: Dio ce ne scampi (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Mag 0815 Michael Moore e il secondo Fahrenheit 9/11: Dio ce ne scampi... Pubblicato da Matteo, Blogosfere staff alle 10:03 in Cinema, Personaggi Michael Moore si ama o si odia, un po' come il nostro Beppe Grillo. Fanno lavori diversi, è vero, ma alla fine possono essere anche paragonati, tenendo ben conto delle dovute differenze. Su Spettacoli si è parlato spesso bene di Michael Moore, ma come ben sapete c'è anche chi da sempre lo attacca per i suoi balzani lavori che non sarebbero supportati da dati seri. Un esempio è Ferruccio Gattuso, che ha scritto questo post che riportiamo proprio contro Michael Moore e la sua ipotetica seconda parte di Fahrenheit 9/11. Ecco cosa scrive il blogger di Attenti al Cine. Togliete a un fazioso ossessivo compulsivo il proprio nemico e lui andrà in ansia. E in ansia è finito infatti il povero Michael Moore. Il regista di Flint, Missouri, sta vivendo malissimo l'approssimarsi dell'addio alla Casa Bianca di George W. Bush, il presidente americano che gli è servito per costruirsi fama e ragione d'esistenza. Se ne va il bersaglio, e lui si ritrova un eccesso di scatoloni di freccette da lanciare. Come fa ora a sbarazzarsene? Semplicemente, realizzando un sequel. Ebbene sì, un sequel di Fahrenheit 9/11: il che significa che, a prescindere da chi finirà alla Casa Bianca a novembre, e da come si svilupperà lo scenario internazionale al momento dell'uscita del nuovo documentario, il Super-Fetente-Colpevole–di-Tutti-i-Mali-del-Mondo resta lui, George W. Ovvio, Michael Moore ci racconterà che la sua santa “battaglia per la verità” necessita di un ulteriore capitolo. Noi piuttosto pensiamo che questo pseudo-Don Chisciotte abbia riflettuto su come sia opportuno spremere il Bush fintanto che ha “succo”: Fahrenheit 9/11 ha infatti incassato nel mondo la bellezza di 119 milioni di dollari, praticamente il più grande successo della storia per un documentario. Chiamalo scemo. Co-prodotto da Overture Films e Paramount Vantage, questo sequel godrà di un primo battage pubblicitario nella cornice di Cannes, proprio quella che si spellò le mani ad applaudirlo e a premiarlo con la Palma d'oro nel 2004. Il sequel di Moore si concentrerà sul secondo mandato Bush, e intende descrivere la situazione economica e sociale degli USA tra il 2004 e il 2008, e il cambio di percezione degli States nel mondo dopo l'effetto-Bush. La cosa comica è che alcuni collaboratori di Moore si sono affrettati a dire che “il film non avrà motivazioni politiche” e difatti non uscirà nel periodo elettorale, ma subito dopo, all'inizio del 2009. Evidentemente, Moore e il suo team sono ancora convinti di avere un potere di influenza sull'esito delle elezioni: si sono già dimenticati di quando Fahrneheit 9/11 uscì per evitare un secondo mandato Bush e per sostenere John Kerry, e alla fine proprio Bush vinse.

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Santoro e Fazio nel mirino Richiamo Rai per Travaglio L'Autorità per le garan (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Zie nelle comunicazioni ha dato il via a un'istruttoria contro la Rai per la puntata del primo maggio di "Annozero" e per la puntata di sabato scorso di "Che tempo che fa". "Annozero" era dedicato al secondo V-Day di Beppe Grillo e trasmise lunghi passaggi del suo monologo con dichiarazioni che toccavano anche il capo dello Stato e l'oncologo Veronesi. Nella trasmissione di Fabio Fazio, Marco Travaglio (foto) ha parlato di mafia chiamando in causa anche il presidente del Senato, Renato Schifani. La Rai rischia sanzioni pecuniaria fino a 51 mila euro che però potrebbero salire fino al 3% del fatturato in caso di comprovata reiterazione. Il Direttore generale della Rai Claudio Cappon ha invitato Michele Santoro a "richiamare Travaglio a un rigoroso rispetto del Codice Etico e della Carta dei doveri" e ha detto di essere pronto a chiedere i danni al collaboratore di "Annozero" e a rescindere il contratto nel caso di nuove violazioni.\.

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Rai, l'Agcom apre l'istruttoria (sezione: Grillo)

( da "Campanile, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Lea Vendramel Rai, l'Agcom apre l'istruttoria Presunte violazioni nelle trasmissioni "Che tempo che fa" e "Annozero" Viale Mazzini sotto accusa. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso di aprire un'istruttoria. Nel mirino, la puntata di sabato scorso di "Che tempo che fa" e quella del primo maggio di "Annozero". La decisione è stata presa ieri, dopo un confronto piuttosto duro, durante il quale ci si è soffermati principalmente sugli aspetti tecnici piuttosto che su quelli politici legati ai due episodi sotto accusa. Alla fine si è deciso di procedere con l'istruttoria. Una decisione presa a maggioranza, con sei voti a favore, espressi dai quattro commissari del centro-destra, Giancarlo Innocenzi, Enzo Savarese, Stefano Mannoni e Gianluigi Magri, dal commissario Roberto Napoli e dal presidente Corrado Calabrò, e tre contrari, espressi dai commissari Michele Lauria, Nicola D'Angelo e Sebastiano Sortino. L'Agcom, si legge in un comunicato, contesta alla Rai "la presunta violazione dell'articolo 4 (diritti fondamentali della persona) e dell'articolo 48 (compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione". Violazioni che l'Authority avrebbe riscontrato sia nella puntata del 10 maggio di "Che tempo che fa" sia in quella del primo maggio di "Annozero". Sabato scorso ospite di Fabio Fazio su "Raitre" era il giornalista Marco Travaglio. Nel corso dell'intervista in cui ha presentato il suo ultimo libro, "Se li conosci li eviti", scritto con il collega Peter Gomez, Travaglio, citando un brano del libro, ha sostenuto che il presidente del Senato, Renato Schifani, ha avuto rapporti con persone condannate per mafia. Affermazioni che non solo hanno provocato dure e risentite reazioni bipartisan nel mondo politico, ma hanno anche portato la direzione generale e il conduttore a prendere le distanze. Il giorno successivo, infatti, il conduttore Fabio Fazio, scusandosi per l'accaduto, ha letto in diretta un messaggio dei vertici di Viale Mazzini. Il direttore generale Rai, Claudio Cappon, oltre alla dissociazione a nome dell'azienda, ha sottolineato come fosse da stigmatizzare in particolare "un comportamento - inaccettabile in qualsiasi programma del servizio pubblico - che mette in campo critiche, insulti e affermazioni diffamanti senza alcuna possibilità di contraddittorio". Stesse accuse anche ad "Annozero". Nella puntata contestata dall'Agcom, è stato dedicato ampio spazio al secondo V-Day organizzato da Beppe Grillo, con la messa in onda di lunghi passaggi del monologo tenuto in piazza a Torino. Sono state riproposte anche quelle parti in cui il comico genovese ha chiamato in causa il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e l'oncologo Umberto Veronesi, scatenando l'immediata reazione verbale di Vittorio Sgarbi, presente in studio. L'intenzione dell'Agcom di avviare dei procedimenti era già nell'aria da giorni. La nota dell'Authority assicura che le istruttorie "si svolgeranno nel rispetto delle garanzie procedurali previste dalla legge e dai regolamenti" dell'Autorità stessa. E Cappon annuncia al Cda di Viale Mazzini: eventuali danni per la Rai conseguenza delle dichiarazioni fatte da Marco Travaglio nel corso di "Che tempo che fa" di sabato scorso "saranno oggetto di rivalsa economica da parte dell'Azienda". (15-05-2008).

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Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2008-05-15 num: - pag: 9 categoria: REDAZIO... (sezione: Grillo)

( da "Corriere del Veneto" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2008-05-15 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE I bilanci Resi noti i conti della campagna elettorale. E c'è chi (Bresolini) rendiconta pure la colla Elezioni: Camolei batte Lega. Nelle spese TREVISO - Ad un mese esatto dalle elezioni, le liste che hanno partecipato alla competizione per il municipio rendono noti scontrini e fatture della campagna elettorale. Cominciamo dalla Lega Nord e dalla Lista Gentilini per Treviso, le due compagini di bandiera del riconfermato sindaco Gobbo. Il Carroccio dichiara d'aver sborsato 26 mila euro, di cui ben 20 mila per la stampa del materiale elettorale. Da notare i 243 euro volati via (è proprio il caso di dirlo) in palloncini celebrativi. Stesso identico fondo (al centesimo: 26.492,51) per la lista dello Sceriffo: quasi tutto il materiale era infatti in comune. Budget men che dimezzato per gli alleati del Popolo delle libertà: soltanto 11 mila euro, di cui 2 mila spesi tra tivù e radio e 1.500 per l'affitto di locali in cui ospitare party e galà elettorali. Il telefono è costato agli azzurri 500 euro. Altro che i democratici: una campagna appesi alla cornetta, s'è vero che hanno pagato una bolletta da ben 4 mila euro. E ancora cinema, teatri (come l'Eden, che pure non è bastato a Veltroni) e media vari per 6 mila euro, dipendenti e militanti per 5 mila 800 euro, così che alla fine il totale recita 22 mila euro. Città mia, la civica che con il Pd e l'Italia dei Valori sosteneva Franco Rosi, dichiara una spesa di 18 mila euro (han investito più di tutti nel tubo catodico, con oltre 4 mila euro) ed annota delle imprecisate "varie" per 3 mila 450 euro, mentre mancano all'appello telefono, luce, acqua e gas. Il rendiconto più salato? Quello redatto da un noto studio di commercialisti (è l'unico) e firmato dall'ex presidente dell'aeroporto Paolo Camolei, candidato della civica Per Treviso: 34 mila 927 euro. All'esordio nell'agone politico Camolei ha preferito farsi consigliare da esperti del settore, pagati la bellezza di 10 mila 400 euro. Tra le curiosità, 5 mila 8 euro di spese postali (in molte case sono arrivati i suoi pieghevoli, addirittura incellofanati per scongiurare il rischio pioggia) ed i 597 euro dovuti alla Siae per "diritti amministrativi ed eventi musicali ". Secondo classificato, Nicola Atalmi della Sinistra Arcobaleno: 28 mila euro. I manifesti (chi non ricorda i celeberrimi "O lui, o Atalmi" col maiale ed il gallo?) sono costati 1500 euro, il Rainbow van, furgoncino d'assalto con le faccione dei candidati, 2 mila 899 euro. I Grilli Treviso, che hanno potuto godere del traino gratuito dello show di Beppe Grillo, dichiarano una spesa di 3 mila 728 euro, di cui 970 euro misteriosamente devoluti in beneficenza. Ancora meglio è andata all'Udc: 2 mila 756 euro e sono pure riusciti a fare un consigliere. Veniamo agli esclusi dai Trecento: Mirella Tuzzato e Viva TrevisoViva hanno buttato via 15 mila 415 euro, Giampaolo Sbarra 8 mila 500 euro, Paolo Bresolini di Pne 5 mila euro: di cui euro 1.783 per spot sulla tivù di casa Antenna 3 ed euro 8 (un plauso alla pignoleria) di colla stick. Ma.Bo. Camolei serve il suo risotto.

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L'Agcom apre un'istruttoria contro la Rai su "Annozero" e sul caso Travaglio-Schifani (sezione: Grillo)

( da "Libertà" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

ROMA - L'Autorità garante per le telecomunicazioni ha aperto un'istruttoria contro la Rai sul caso Travaglio-Schifani e sulla puntata di Annozero dedicata a VDay di Beppe Grillo, andata in onda lo scorso 10 maggio. A viale Mazzini, che ha reso noto di avere intenzione di rivalersi su Marco Travaglio in caso di danni economici per l'azienda, l'Agcom ha contestato la presunta violazione dell'articolo 4, sui diritti fondamentali della persona, e dell'articolo 48 sui compiti del servizio pubblico. Dunque dopo il Cda Rai e la magistratura alla quale si è rivolto il presidente del Senato, Renato Schifani, per il collaboratore di Annozero è in arrivo un'altra grana. La decisione dell'Agcom è stata presa a maggioranza, con sei voti a favore, i quattro consiglieri di centrodestra più il commissario Napoli e il presidente Antonio Catricalà, e tre contrari, i consiglieri di centrosinistra. Da domani la Rai avrà 30 giorni di tempo per presentare ricorso per entrambe le trasmissiomi. Ma a giudicare da quanto deciso dal Cda ieri, è difficile immaginare una difesa d'ufficio di Travaglio, sia per Annozero, dove è stata trasmessa una rissa tra lui e Vittorio Sgarbi, dopo ampli stralci del monologo di Beppe Grillo con pesanti dichiarazioni su Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi, sia per "Che tempo che fa", nel corso della quale Travaglio ha accusato Schifani di aver avuto recenti frequentazioni con ex mafiosi. Claudio Cappon, il direttore generale dell'azienda, ha infatti deciso di rivalersi su Travaglio in caso di multe e ha richiamato le strutture aziendali preposte perchè vigilino sul rispetto del Codice etico. m.b. 15/05/2008.

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E' Fiorello lo showman più amato (sezione: Grillo)

( da "TGCom" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Seconda posizione per Gerry Scotti Alla domanda sui migliori conduttori di eventi gli italiani non hanno dubbi. Secondo una ricerca di Astra-Adc, Fiorello conquista la vetta con il 18% dei consensi, staccando di 3 punti percentuali Gerry Scotti. Sul podio dei "vincitori" anche Enrico Bertolino, che guadagna la terza posizione, sfiorando il 9% delle preferenze. Seguono Claudio Bisio (5,7%) e Bruno Vespa (5,3%), che si attesta al quinto posto pari merito con Simona Ventura. Sesto posto per Enrico Mentana (5%). Seguono tra i primi dieci anche Paolo Bonolis e Alessandro Cecchi Paone (2,7%) e poi a seguire Fabio Fazio e Beppe Grillo. Invia ad un amico.

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La frenesia degli eventi: il più richiesto è Fiorello (sezione: Grillo)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Spettacoli e Società Pagina 10258 La frenesia degli eventi: il più richiesto è Fiorello --> Quanto piace Rosario Fiorello ai produttori di eventi: è lo showman più amato dagli italiani, ed è il personaggio più amato da chi investe - a discapito di pubblicità fiere e promozioni - in eventi. È il dato emerso da una ricerca di Astra-Adc presentata a Firenze nel corso della terza edizione del Monitor sul mercato degli eventi. Alla domanda sui migliori conduttori di eventi il campione intervistato non ha avuto dubbi: Fiorello conquista la vetta con il 18% dei consensi staccando di 3 punti percentuali Gerry Scotti. In terza posizione, sfiorando il 9%, Enrico Bertolino supera Claudio Bisio (5,7%) e Bruno Vespa (5,3%), che si attesta al quinto posto pari merito con Simona Ventura. Sesto posto per Enrico Mentana (5%). Seguono tra i primi dieci Paolo Bonolis (4%) e Alessandro Cecchi Paone (2,7%) poi, Fabio Fazio e Beppe Grillo. Secondo i dati, gli eventi in Italia stanno diventando un mezzo di comunicazione sempre più utilizzato. Nel 2007 il ritmo di crescita degli investimenti è stato del 9,1%: il 55% degli utenti ha riservato a questo medium un budget costante rispetto all'anno precedente mentre il 33% lo ha aumentato. Gli investimenti sono destinati a crescere durante il 2008 e anche nel prossimo anno: il 45% prevede un aumento del budget per eventi nel prossimo biennio. In cifre, nel 2005 sono stati investiti in eventi 960 milioni di euro, che nel 2006 sono diventati 1100 milioni (+14,5%), 1.200 lo scorso anno (+9,1%) ed entro il 2009 raggiungeranno i 1.400 milioni (+16,6%). Tutto questo a discapito della pubblicità, delle sponsorizzazioni e pubbliche relazioni, fiere, promozioni e anche di internet (6%). Le città ideali in cui organizzare eventi sono risultate Milano (43%) e Roma (27%), seguite da Venezia (5%), Firenze e Torino (4,7%). Tra le città straniere vince Parigi (24%) seguito da Londra (18%) e Barcellona (12%).

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In Italia ambientalismo no-partisan i 'verdi' in cerca di un difficile futuro (sezione: Grillo)

( da "Repubblica.it" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

ROMA - Durante la campagna elettorale per il Comune di Roma Gianni Alemanno ha promesso il raddoppio del Grande raccordo anulare, ma un'icona dell'ambientalismo come Carlo Petrini sostiene che il neosindaco della capitale "è un politico senza difetti". Massimo De Maio, il presidente di Fare Verde, associazione nata da uno costola del neofascista Fronte della Gioventù, mette in chiaro che "io ho quasi sempre votato Rifondazione e comunque, come spiegava Alex Langer, l'ambientalismo non è né di destra né di sinistra". Roberto Della Seta, membro dell'Esecutivo del Partito democratico e per molti anni ai vertici di Legambiente, spiega che "probabilmente dal punto di vista ecologista il programma più avanzato al mondo è quello dei conservatori britannici". "C'è grande confusione sotto il cielo, la situazione è ottima", avrebbe detto Mao Tze Tung, ma i "timonieri" dell'ambientalismo nostrano sono molto meno ottimisti. La scomparsa dei Verdi. Nessuno tra loro pensa che fossero i Verdi a rappresentare politicamente l'ecologismo italiano e le critiche alla gestione di Pecoraro Scanio si sprecano, ma per tutti la scomparsa dal Parlamento del Sole che ride dopo oltre venti anni è stata comunque un brutto colpo, quanto meno simbolico. "Questo terremoto - osserva Della Seta - è stato un aspetto poco trattato nelle analisi post elettorali, in effetti si è chiusa una pagina". Globalizzazione e identità. Se in molti dopo il 14 aprile ci hanno spiegato che la lotta di classe è ormai roba da libri di storia e i comunisti sono spariti da Camera e Senato perché il voto operaio è passato alla Lega, difficile trovare qualcuno pronto a sostenere che sia finita anche la questione ambientale. La riflessione di Della Seta prende la forma di un gioco di matrioske. "Il bisogno di sicurezza che ha spinto gli elettori verso destra è anche un bisogno di identità e chi minaccia l'identità è un certo tipo di globalizzazione e tra chi si oppone a questo tipo di globalizzazione c'è sicuramente l'ambientalismo". Il Luogo dell'ambientalismo. Insomma, non sono solo l'emergenza climatica ed energetica a fare del "pensiero verde" la questione del futuro, ma anche la sfida sulla sicurezza passa per l'ecologismo. E se la sinistra in Italia non ha ancora capito l'importanza di giocare questa carta, "del saper dare risposte al bisogno di Luogo", per dirla ancora con le parole di Della Seta, la destra se l'è ritrovata tra le mani senza neppure rendersene conto. Il peso della tradizione. Il quadro che traccia il dirigente del Pd, coautore tra l'altro del Dizionario del pensiero ecologico da Pitagora ai No global, è desolante. "Veltroni in campagna elettorale ha cercato di introdurre qualche novità importante, ma è stato timido: pesa la tradizione marxista di matrice operaista, poco attenta all'ambiente, che ha influenzato anche una parte del movimento politico d'ispirazione cristiana. Allo stesso modo la destra italiana è in enorme ritardo rispetto al resto d'Europa, dove l'ambiente è diventato un tema centrale delle campagne di leader come Merkel, Sarkozy e Cameron: qui siamo fermi all'eccezione Alemanno e a qualche riflessione individuale di Tremonti". Riscossa dal Val di Noto? Fabio Granata nella duplice veste di dirigente siciliano di Legambiente neoeletto deputato nelle liste del Pdl dopo una lunga militanza in An, ammette il ritardo, ma è meno pessimista. "Se è vero che nel centrodestra c'è una mancanza storica di cultura ambientale, è anche vero - dice - che si sta recuperando in fretta, grazie soprattutto al ricambio generazionale: battaglie ambientaliste come quella contro le trivellazioni petrolifere in Val Di Noto viste inizialmente con scetticismo iniziano ad essere apprezzate per il loro valore localistico, per l'impegno a favore della bellezza e della qualità come prima risorsa da tutelare. Non a caso tra le cose più a lette a destra in questo momento c'è 'Pensiero meridiano' di Franco Cassano". Un patrimonio annacquato. Valutazioni che Massimo De Maio, forte della lunga frequentazione con la destra "sociale" conferma solo a metà. "Una parte dei valori dell'ambientalismo moderno, come la lotta alla globalizzazione, la difesa delle identità locali e delle tradizioni, la critica del materialismo, fanno parte del patrimonio della destra 'storica', ma la destra attuale è solo un contenitore elettorale privo di ideali". Se la critica alla destra è spietata, non è certo a sinistra però che De Maio ha voglia di guardare. Per tutta la campagna elettorale Veltroni ha ripetuto come un disco rotto che "l'Italia deve crescere", parole che devono aver avuto l'effetto dell'orticaria su un entusiasta sostenitore del "Movimento per la decrescita felice" che "festeggia quando il Pil scende", come il presidente di Fare Verde. Timidezza punita. Destra come sinistra, sinistra come destra e nessuno davvero ambientalista? La situazione paradossalmente è ancora più confusa e ancora una volta le contraddizioni si attorcigliano alle contraddizioni. Nella passata legislatura il verde Paolo Cento da sottosegretario all'Economia ha contribuito all'approvazione del disegno di legge per l'introduzione dell'indice di sostenibilità ambientale, una prima piccola picconata alla dittatura del Pil e della crescita ad ogni costo, ma la sinistra ha pensato bene di tenere l'iniziativa semiclandestina. Il fattore Grillo. Probabile che il provvedimento sia destinato a rimanere l'ennesimo libro delle buone intenzioni, ma magari rivendicare questo piccolo passo avanti poteva servire a parare qualche bordata di Beppe Grillo, che dello slogan "meno-meno-meno" ha fatto uno dei suoi manifesti astensionisti. "E' fuori di dubbio - osserva ancora Della Seta - che il comico genovese abbia fatto breccia soprattutto a sinistra, ma se tutti sottolineano il contenuto antipolitico e anticasta della sua campagna, nessuno ha fatto notare che l'altra metà del suo programma è di carattere ambientalista". Il problema della rappresentanza. L'ambientalismo insomma non è morto, fatica solo a trovare un'espressione politica all'altezza delle questioni che pone, ma anche degli orizzonti di cambiamento che dischiude. E qui le analisi di De Maio e Della Seta tornano a coincidere, ritrovandosi anche con quella di Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace. "Anche se le elezioni sembrerebbero dire il contrario, i temi ambientali sono molto sentiti tra i cittadini. Il problema non è dell'ambientalismo ma della politica. Quella italiana su questi temi è più statica persino del Vaticano, c'è un problema enorme di rinnovo generazionale del ceto politico all'interno di un Paese che è in generale fortemente restio ad assorbire e generare innovazione". La questione della modernità. Onufrio è convinto quindi che la nuova scacchiera politica disegnata dal voto di aprile non cambierà le cose e comunque non dispera, visto che "i successi più grandi noi li abbiamo ottenuti proprio quando al governo c'era la destra". "Siamo di fronte a un problema tecnico - aggiunge - con una maggioranza meno propensa ad ascoltare le nostre ragioni, ma le tematiche ambientali restano fortissime nella società e i problemi sono destinati ad aggravarsi, per questo il nostro compito è dialogare per spiegare cosa è davvero moderno, mica penseranno davvero che nucleare e autostrade sono la modernità?". (15 maggio 2008.

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Le parole più cercate su Google.it (sezione: Grillo)

( da "ITportal" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

[02/01/2008] Le parole più cercate su Google.it Zeitgeist pubblica la classifica dei termini più ricercati sul motore di ricerca di Mountainview Come ogni fine anno arriva puntuale l'attesa classifica di Google Zeitgeist (tradotto significa: spirito del tempo), ovvero i termini più ricercati online nel corso del 2007 sul motore di ricerca più famoso e utilizzato al mondo. Beppe Grillo è stata la parola più cercata dagli italiani su Internet nel corso del 2007. Seguono i termini "Youtube", "Badoo", "Inps", "Myspace", "Agenzia delle entrate", "Inter", "Alitalia", "Milan" e "Superenalotto". Le ricerche per i viaggi più popolari hanno visto in ordine: India, Parigi, Londra, Maldive, Cuba, Giappone, Praga, New york, Polinesia, Grecia. 4 News precedente: Google Earth: immagini sconvolgenti Non si tratta di effetti ottici ma di foto reali riprese dal satellite 4 News successiva: Fotocamera ultraslim da 8 Megapixel BenQ Dc X835 è in grado di riconoscere fino a 9 visi contemporaneamente e metterli a fuoco rapidamente.

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ROMA - Doppio cartellino giallo (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

ROMA - Doppio cartellino giallo oggi dalla Rai e dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per Marco Travaglio (nella foto). Se l'Agcom apre l'istruttoria, il Cda prende atto delle iniziative del direttore generale Claudio Cappon che dice no alle censure ma chiede il rispetto delle regole spiegando sostanzialmente che non dovrà esserci un altro errore "altrimenti è fuori". Travaglio, che stasera sarà come di consueto al programma di Michele Santoro, Annozero, replica "non ho mai violato nessuna regola". Insomma dopo le polemiche seguite alle dichiarazioni del giornalista a "Che tempo che fa" sul presidente del Senato, Renato Schifani - che gli sono valse già una querela dalla seconda carica dello Stato - il caso è approdato all'attenzione di Cda e Agcom. Il consiglio prende atto delle iniziative del direttore generale che ha messo sotto la lente delle strutture aziendali le dichiarazioni di Travaglio dopo il programma, che annuncia che si rivarrà contro di lui nel caso la Rai venga querelata (ma per ora non sarebbe accaduto) ma soprattutto lo invita al rispetto delle regole. "Spero - ha detto Cappon - non cerchi intenzionalmente incidenti per farsi mettere fuori dalla Rai. Non si parli di censura o di editti: il futuro di Marco Travaglio in Rai è solo nelle sue mani. Ma alla prima nuova violazione delle regole aziendali che ha sottoscritto, il suo contratto verrà immediatamente rescisso". Travaglio da parte sua dice: "Non permetto a nessuno che non sia giornalista di darmi lezioni di giornalismo". Intanto, in una lunga giornata per il Cda in scadenza il 31 maggio, Viale Mazzini dà anche il via libera al bilancio che prevede un sostanziale pareggio. L'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, sempre ieri, ha deciso a maggioranza di aprire un'istruttoria nei confronti della Rai per le puntate di Annozero del primo maggio (con il servizio sul V2-Day e l'affondo di Beppe Grillo) e di Che tempo che fa del 10 maggio (ospite Travaglio contro Schifani). Viene contestata a Viale Mazzini la possibile violazione degli articoli 4 (sui diritti fondamentali, in particolare la dignità, della persona) e 48 (sui compiti del servizio pubblico, in particolare il rispetto del contraddittorio) del Testo unico della radiotelevisione.

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Obama come Berlusconi? Tra nuova politica e spettacolo (sezione: Grillo)

( da "Blogosfere" del 15-05-2008)

Argomenti: Grillo

Mag 0815 Obama come Berlusconi? Tra nuova politica e spettacolo Pubblicato da Massimo Brignolo alle 15:18 in Diario In passato i paragoni per Silvio Berlusconi si sono sprecati: gli ultimi in ordine di tempo con il presidente francese Nicolas Sarkozy e con Tony Blair. Durante la campagna elettorale Walter Veltroni è stato, o meglio si è, spesso paragonato a Barack Obama. Ma mai avevamo letto un parallelo tra Berlusconi e Obama come quello svolto da Ian Buruma, professore di Diritti Umani al Bard College di New York, per Project Syndicate e ripreso da alcuni media in questi giorni. "Entrino i clown" è il titolo dato al saggio da Commentisfree, il sito online di editoriali, opinioni e commenti del quotidiano britannico The Guardian, "La politica, i saltimbanchi e la democrazia" titola lo svizzero Le Temps. L'analisi prende il via dalla figura di Beppe Grillo, "un'altro promemoria di un fenomeno moderno: l'importante ruolo degli attori brillanti nella politica contemporanea" che fa sì che "mentre noiosi esperti televisivi pongono le vecchie insulse domande nelle tribune politiche, i candidati sanno che la cosa realmente importante e suscitare il sorriso in varietà come quello di David Lettermann o Jay Leno". Il confine tra politica e showbusiness è labile: "la democrazia richiede un livello di intrattenimento e slancio; i politici devono rivolgersi alla massa degli elettori e non solo ad un elite che può permettersi di ignorare il popolo". Al contrario la vecchia politica ha trasformato i politici tradizionali "scialbi come gli autocrati comunisti", gli unici che potessero permettersi idee stereotipate in prosa enfatica. Il risultato, secondo Buruma, è che "l'opinione pubblica si rivolge ad altri, il disgusto popolare verso i politici nel mondo occidentale non è mai stato così alto dagli anni Trenta". La domanda è d'obbligo: "Il futuro appartiene ai clown, alla anarchica blogosfera, all'antipolitica e agli imbonitori populisti che intrattengono le masse con barzellette, insulti e indiscrezioni sulle reti televisive che qualcuno di loro possiede?". Secondo Buruma, "la recente rielezione del grande intrattenitore Silvio Berlusconi illustra perfettamente la situazione. Sebbene nessuno dei candidati alla presidenza degli Stati Uniti possa raggiungerlo in termini di intrattenimento" i segnali si vedono. "Barack Obama, al meno all'inizio della sua campagna, possedeva tutto il carisma del predicatore che si rivolgeva alle folle con i lampi retorici del grande evangelista. Questa è la ragione per la quale ha superato Hillary Clinton, la consumata gestrice della macchina del partito". Il caso Obama, così come quello Berlusconi, "illustrano il problema attuale delle nostre democrazie. La gente non crede ai professionisti. Ma eleggere un clown non è la risposta". Il probabile candidato americano ha, nel corso della campagna, assunto un atteggiamento più sobrio, più professionale ma "potrebbe essersi reso meno popolare".

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