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tARTICOLI DEL 15-5-2008 #TOP
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Articoli
Grillo (37)
Travaglio e Santoro, aperta istruttoria (
da "Corriere.it" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Day di Beppe Grillo, durante la quale furono trasmessi lunghi passaggi del monologo tenuto in piazza aTorino, con dichiarazioni che toccavano anche il capo dello Stato e l'oncologo Veronesi, scatenando la reazione verbale di Vittorio Sgarbi, presente in studio (video), che a sua volta lanciò accuse nei confronti di Marco Travaglio,
Le trasmissioni "Che tempo che fa" di Fabio Fazio
e "AnnoZero" nel mirino per presunta vilazione dei diritti della
persona ( da "Cittadino, Il"
del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Day di Beppe Grillo in cui il comico attaccava il presidente della Repubblica e l'oncologo Umberto Veronesi. Ma anche la più recente trasmissione condotta da Fabio Fazio del 10 maggio, in cui il giornalista Marco Travaglio accusava il presidente del Senato Renato Schifani di aver frequentato persone condannate per mafia.
Il giornalista (stasera sarà come di consueto ad
"Annozero") replica: non ho mai violato le regole (
da "Gazzetta del Sud" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: affondo di Beppe Grillo) e di "Che tempo che fa" del 10 maggio (ospite Travaglio contro Schifani). Viene contestata a Viale Mazzini la possibile violazione degli articoli 4 (sui diritti fondamentali, in particolare la dignità, della persona) e 48 (sui compiti del servizio pubblico, in particolare il rispetto del contraddittorio) del Testo unico della radiotelevisione.
Caro Grillo ( da "Stampa, La"
del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un ritrovarsi tra amici,
L'Autorità apre un'istruttoria sul caso Travaglio (
da "Giornale di Brescia" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Day di Beppe Grillo, durante la quale furono trasmessi lunghi passaggi del monologo tenuto in piazza a Torino, con dichiarazioni che toccavano anche il Capo dello Stato e l'oncologo Veronesi, scatenando la reazione verbale di Vittorio Sgarbi, presente in studio, che a sua volta lanciò accuse nei confronti di Marco Travaglio,
E' bufera sulla Rai. Il garante per le Comunicazioni ha
avviato un'indagine su ( da "Leggo"
del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: "Annozero" e "Che tempo che fa": nella prima Beppe Grillo aveva attaccato il capo dello Stato Napolitano; nella seconda Marco Travaglio aveva accusato il presidente del Senato Schifani di frequentazioni mafiose.
Istruttoria contro la rai per santoro e travaglio (
da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: e sulla puntata di Annozero dedicata a VDay di Beppe Grillo, andata in onda lo scorso 10 maggio. A viale Mazzini, che ha reso noto di avere intenzione di rivalersi su Marco Travaglio in caso di danni economici per l'azienda, la Agcom ha contestato la presunta violazione dell'articolo 4, sui diritti fondamentali della persona, e dell'articolo 48 sui compiti del servizio pubblico.
La rai richiama travaglio: rispetti le regoleagcom,
istruttoria su fazio e santoro ( da "Secolo XIX, Il"
del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Agcom ha invece deciso a maggioranza di aprire un'istruttoria verso la Rai per le puntate di Annozero del primo maggio (con il servizio su Beppe Grillo) e di Che tempo che fa del 10 maggio (Travaglio contro Schifani). Contestata la possibile violazione degli articoli sui diritti fondamentali. 15/05/2008.
Incentivi e controlli, è battaglia allo smog - michela
bompani ( da "Repubblica, La"
del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: mezzo commerciale inquinante MICHELA BOMPANI Guerra alle polveri sottili: nella città di Beppe Grillo, paladino della lotta alle nanoparticelle, scatta il piano comunale per migliorare la qualità dell'aria, forte di un finanziamento regionale da 650.000 euro. Incentivi per i privati, conversione ecologica del parco mezzi pubblici, controlli meticolosi, sanzioni salate per chi sgarra.
Aperta un'istruttoria su Fazio e Santoro (
da "Provincia di Cremona, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: L'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni sempre ieri ha deciso a maggioranza di aprire un'istruttoria nei confronti della Rai per le puntate di 'Annozero' del primo maggio (con il servizio sul V2-Day e l'affondo di Beppe Grillo) e di 'Che tempo che fa' del 10 maggio (ospite Travaglio contro Schifani).
L'Authority apre un'istruttoria su Fazio e Santoro (
da "Unita, L'" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: "AnnoZero" è finita nel mirino per i riferimenti al capo dello Stato e all'oncologo Veronesi durante il monologo di Beppe Grillo. La trasmissione di Fazio, invece, per le dichiarazioni di Travaglio in merito alle vecchie frequentazioni del presidente del Senato Schifani. Brunelli a pagina 7 Rai.
L'Authority processa la Rai per Fazio e Annozero (
da "Giornale.it, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: un ampio servizio sul V2-Day faceva da cassa di risonanza all'affondo di Beppe Grillo contro Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi. Nella seconda Travaglio, ospite di Fazio, accusava il neopresidente del Senato Renato Schifani di presunte frequentazioni mafiose. Il senatore del Pdl ha poi querelato il giornalista per calunnia.
Lo sperpero è puntare sul fotovoltaico (
da "Giornale.it, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: che la famiglia di Beppe Grillo assorbe 4300 watt di potenza elettrica, quanto 12 famiglie. Lo scandalo nascerebbe o dal fatto che sarebbe ritenuto "immorale" un consumo energetico così elevato, o dal fatto che il signor Grillo sarebbe di quelli che predicano bene ma razzolano male, visto che nelle sue comiche invoca il risparmio energetico.
Luce sulle bollette dei Vip (
da "Giornale.it, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 15 pagina 10 Luce sulle bollette dei Vip di Nino Materi Come fa Beppe Grillo a pagare, in un mese, una bolletta Enel da 851,33 euro? Fatti suoi. Cosa giustifica un impiego di energia elettrica tanto elevato? Fatti suoi. Ma le cose cambiano se il comico genovese sale in cattedra ergendosi a modello virtuoso di consumo "pulito ed ecosostenibile".
Il dialogo e la protesta (
da "Unita, L'" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Quel paese che frequenta i blog di Beppe Grillo, quel paese che si è convinto di una cosa: l'antipolitica è un modo per difendersi, lo sberleffo, il dire "siete tutti uguali", "destra o sinistra per me pari sono", quelli che neanche nel voto estremo e radicale in questi ultimi anni hanno trovato un sollievo e una soluzione: perché anche loro hanno governato con Prodi.
Dalla Rai ultimatum a Travaglio E l'Agcom apre
un'istruttoria ( da "Manifesto, Il"
del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: day di beppe Grillo. Motivo: la tv pubblica potrebbe aver violato l'articolo 4 (dedicato ai "diritti fondamentali della persona") e l'articolo 48 (sui compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione. La Rai può presentare le sue controdeduzioni entro trenta giorni, poi l'Agcom potrebbe multare l'azienda.
Contrappasso botta e risposta con d'avanzo. cappon lo
richiama al rispetto del contratto (
da "Riformista, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: il blog di Beppe Grillo. Che ieri aveva in home page un post in cui si tenevano insieme l'insediamento del "primo governo Veltrusconi" e "il reggicoda ombra di ciascun ministro". Così Grillo: "Topo Gigio ha parlato come Cicchitto. Testa d'Asfalto gli ha offerto la tessera P2 nuovo millennio con bancomat incorporato.
Guardando e sognando la Grande Lucania (
da "Manifesto, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: esattamente come il 25 aprile era stato festeggiato, più o meno nello stesso punto, il V-Day2 di Beppe Grillo, quello contro l'informazione. Una vecchia idea protoleghista meridionale che ora rischia di andare per la maggiore, quella della secessione dalla Campania di questo lembo del salernitano che si sente da sempre più affine ai cugini lucani.
La lezione magistrale del professor Calafati (
da "Manifesto, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: università di Ancona riprende la scena di Beppe Grillo che interviene durante un seminario riservato a un dibattito economico con il premio nobel Joseph Stiglitz. Grillo inizia a parlare ma è subito interrotto. Dai banchi degli studenti il professor Antonio Calafati, un sostenitore di Grillo, si alza e imprevedibilmente lo contesta, chiedendogli a che titolo sta intervenendo.
ROMA - Non passano senza conseguenze la riproposizione
fatta da Anno zero </B ( da "Messaggero, Il"
del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: conseguenze la riproposizione fatta da Anno zero di Michele Santoro degli attacchi di Beppe Grillo al capo dello Stato e le accuse di Marco Travaglio al presidente del Senato durante Che tempo che fa di Fabio Fazio. In particolare il giornalista-scrittore (che è anche collaboratore di Santoro) riceve dal direttore generale della Rai Claudio Cappon un vero e proprio cartellino giallo.
Accuse in tv a Schifani La Rai avvisa il giornalista
<Pronti a chiedere i danni> (
da "Corriere della Sera" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: istruttoria anche la puntata di Annozero con l'invettiva di Beppe Grillo sul capo dello Stato. L'ipotesi è che abbiano violato l'articolo 48 sui compiti del servizio pubblico e il 4 sulla "dignità della persona ". Ravvisato, più che nella frase sulle amicizie mafiose, sulla battuta sui successori politici di Schifani ("Un lombrico?
"matrix" ronza sopra vespa (
da "Messaggero Veneto, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Cultura e spettacoli "Matrix" ronza sopra Vespa Matrix - che ha proposto tra l'altro stralci dell'intervento di Beppe Grillo all'università di Ancona - ha raccolto 1 milione 353 mila ha battuto Porta a Porta (1 milione 65 mila). Nella foto, Mentana.
L'Agcom processa la Rai per Fazio e Annozero (
da "Giornale.it, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: un ampio servizio sul V2-Day faceva da cassa di risonanza all'affondo di Beppe Grillo contro Giorgio Napolitano e Umberto Veronesi. Nella seconda Travaglio, ospite di Fazio, accusava il neopresidente del Senato Renato Schifani di presunte frequentazioni mafiose. Il senatore del Pdl ha poi querelato il giornalista per calunnia.
Servizi pubblici in versione 2.0 (
da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: e il fenomeno dei meetup di Beppe Grillo ne sono un chiaro esempio. Ma, insieme alla passione, c'è un gap evidente in tema di autenticazione e di responsabilità dei partecipanti. E qui le Amministrazioni potrebbero essere decisive". Lo spazio sarebbe davvero ampio. Dalla salute (nomi significativi: Patientopinion, Mycancerplace) alla sicurezza (Crimechicago,
Il garante procede contro rai e travaglio (
da "Tirreno, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: e sulla puntata di Annozero dedicata a VDay di Beppe Grillo, andata in onda lo scorso 10 maggio. A viale Mazzini, che ha reso noto di avere intenzione di rivalersi su Marco Travaglio in caso di danni economici per l'azienda, la Agcom ha contestato la presunta violazione dell'articolo 4, sui diritti fondamentali della persona, e dell'articolo 48 sui compiti del servizio pubblico.
Se l'onorevole è condannato (
da "Tirreno, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Se li conosci li eviti" di Travaglio-Gomez, e spulciare il sito Internet di Beppe Grillo, per rendersi conto che anche in questo Parlamento che sta per dare la fiducia al quarto governo Berlusconi ci sono politici condannati dai tribunali. Vuole il catalogo aggiornato? Non traggo conclusioni, non esprimo giudizi, mi limito a fornirglielo.
Michael Moore e il secondo Fahrenheit 9/11: Dio ce ne
scampi ( da "Blogosfere"
del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: come il nostro Beppe Grillo. Fanno lavori diversi, è vero, ma alla fine possono essere anche paragonati, tenendo ben conto delle dovute differenze. Su Spettacoli si è parlato spesso bene di Michael Moore, ma come ben sapete c'è anche chi da sempre lo attacca per i suoi balzani lavori che non sarebbero supportati da dati seri.
Santoro e Fazio nel mirino Richiamo Rai per Travaglio
L'Autorità per le garan ( da "Stampa, La"
del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Annozero" era dedicato al secondo V-Day di Beppe Grillo e trasmise lunghi passaggi del suo monologo con dichiarazioni che toccavano anche il capo dello Stato e l'oncologo Veronesi. Nella trasmissione di Fabio Fazio, Marco Travaglio (foto) ha parlato di mafia chiamando in causa anche il presidente del Senato, Renato Schifani.
Rai, l'Agcom apre l'istruttoria (
da "Campanile, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Day organizzato da Beppe Grillo, con la messa in onda di lunghi passaggi del monologo tenuto in piazza a Torino. Sono state riproposte anche quelle parti in cui il comico genovese ha chiamato in causa il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e l'oncologo Umberto Veronesi, scatenando l'immediata reazione verbale di Vittorio Sgarbi,
Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO - data:
2008-05-15 num: - pag: 9 categoria: REDAZIO... (
da "Corriere del Veneto" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: I Grilli Treviso, che hanno potuto godere del traino gratuito dello show di Beppe Grillo, dichiarano una spesa di 3 mila 728 euro, di cui 970 euro misteriosamente devoluti in beneficenza. Ancora meglio è andata all'Udc: 2 mila 756 euro e sono pure riusciti a fare un consigliere.
L'Agcom apre un'istruttoria contro la Rai su
"Annozero" e sul caso Travaglio-Schifani (
da "Libertà" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Schifani e sulla puntata di Annozero dedicata a VDay di Beppe Grillo, andata in onda lo scorso 10 maggio. A viale Mazzini, che ha reso noto di avere intenzione di rivalersi su Marco Travaglio in caso di danni economici per l'azienda, l'Agcom ha contestato la presunta violazione dell'articolo 4, sui diritti fondamentali della persona, e dell'articolo 48 sui compiti del servizio pubblico.
E' Fiorello lo showman più amato (
da "TGCom" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Seguono Claudio Bisio (5,7%) e Bruno Vespa (5,3%), che si attesta al quinto posto pari merito con Simona Ventura. Sesto posto per Enrico Mentana (5%). Seguono tra i primi dieci anche Paolo Bonolis e Alessandro Cecchi Paone (2,7%) e poi a seguire Fabio Fazio e Beppe Grillo. Invia ad un amico.
La frenesia degli eventi: il più richiesto è Fiorello (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Fabio Fazio e Beppe Grillo. Secondo i dati, gli eventi in Italia stanno diventando un mezzo di comunicazione sempre più utilizzato. Nel 2007 il ritmo di crescita degli investimenti è stato del 9,1%: il 55% degli utenti ha riservato a questo medium un budget costante rispetto all'anno precedente mentre il 33% lo ha aumentato.
In Italia ambientalismo no-partisan i 'verdi' in cerca di
un difficile futuro ( da "Repubblica.it"
del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il fattore Grillo. Probabile che il provvedimento sia destinato a rimanere l'ennesimo libro delle buone intenzioni, ma magari rivendicare questo piccolo passo avanti poteva servire a parare qualche bordata di Beppe Grillo, che dello slogan "meno-meno-meno" ha fatto uno dei suoi manifesti astensionisti.
Le parole più cercate su Google.it (
da "ITportal" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo è stata la parola più cercata dagli italiani su Internet nel corso del 2007. Seguono i termini "Youtube", "Badoo", "Inps", "Myspace", "Agenzia delle entrate", "Inter", "Alitalia", "Milan" e "Superenalotto". Le ricerche per i viaggi più popolari hanno visto in ordine: India, Parigi, Londra,
ROMA - Doppio cartellino giallo (
da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: affondo di Beppe Grillo) e di Che tempo che fa del 10 maggio (ospite Travaglio contro Schifani). Viene contestata a Viale Mazzini la possibile violazione degli articoli 4 (sui diritti fondamentali, in particolare la dignità, della persona) e 48 (sui compiti del servizio pubblico, in particolare il rispetto del contraddittorio) del Testo unico della radiotelevisione.
Obama come Berlusconi? Tra nuova politica e spettacolo (
da "Blogosfere" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: dalla figura di Beppe Grillo, "un'altro promemoria di un fenomeno moderno: l'importante ruolo degli attori brillanti nella politica contemporanea" che fa sì che "mentre noiosi esperti televisivi pongono le vecchie insulse domande nelle tribune politiche, i candidati sanno che la cosa realmente importante e suscitare il sorriso in varietà come quello di David Lettermann o Jay Leno"
( da "Corriere.it" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Sott'accusa
"Anno Zero" e "Che tempo che fa" con Grillo
e travaglio Travaglio e Santoro, aperta istruttoria La decisione dell'Agcom a
maggioranza. La Rai avrà ora 30 giorni per presentare le sue controdeduzioni
ROMA - L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha dato il via ad
un'istruttoria contro la Rai per la puntata del primo maggio di
"Annozero" e per la puntata di sabato scorso di "Che tempo che
fà". Una decisione adottata a maggioranza. Alla Rai si contesta la
presunta violazione - dice un comunicato - dell'articolo 4 (diritti fondamentali
della persona) e dell'articolo 48 (compiti del servizio pubblico) del Testo
unico della radiotelevisione. La puntata di "Annozero" è riferita al
secondo V-Day di Beppe Grillo, durante la quale furono trasmessi lunghi passaggi del monologo
tenuto in piazza aTorino, con dichiarazioni che toccavano anche il capo dello
Stato e l'oncologo Veronesi, scatenando la reazione verbale di Vittorio Sgarbi,
presente in studio (video), che a sua volta lanciò accuse nei confronti di
Marco Travaglio, anch'egli presente in studio. DA FAZIO - Lo stesso
Travaglio che poi nella trasmissione di Fabio Fazio a sua volta ha fatto
dichiarazioni che toccavano il tema mafia e che hanno chiamato in causa anche
il presidente del Senato, Renato Schifani, innescando forti polemiche sul
fronte politico (video). Tanto da vedere l'intervento immediato della direzione
generale Rai, con un messaggio di scuse a Schifani (che ha preannunciato
querelerà a Travaglio) letto in diretta tv dallo stesso Fazio (a sua volta
scusatosi per l'accaduto) nella puntata di domenica (video). Nella vicenda di
"Che tempo che fà" il direttore generale Rai, Claudio Cappon, oltre
alla dissociazione a nome dell'azienda ha sottolineato come fosse da
stigmatizzare in particolare "un comportamento - inaccettabile in
qualsiasi programma del servizio pubblico - che mette in campo critiche,
insulti e affermazioni diffamanti senza alcuna possibilità di
contradditorio". Ora arrivano i procedimenti dell'Agcom, che in in qualche
modo erano annunciati nei giorni scorsi, procedimenti decisi a maggioranza e
che - sottolinea l'Authority presieduta da Corrado Calabrò - "si
svolgeranno nel rispetto delle garanzie procedurali previsti dalla legge e dai
regolamenti" dell'Autorità stessa. stampa |.
( da "Cittadino, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Travaglio
e Santoro, Agcom apre un'istruttoria Roma Dopo le polemiche, arrivano le
istruttorie formali contro Marco Travaglio per "Che tempo che fa" e
"Anno Zero" di Michele Santoro. L'Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni ha deciso ieri, a maggioranza, di aprire un'istruttoria nei
confronti della Rai per le due trasmissioni incriminate. Nel mirino dell'Agcom
è finita la puntata del primo maggio di "Anno Zero", nel corso della
quale erano stati mandati in onda alcuni spezzoni del secondo V-Day di Beppe Grillo in cui il comico attaccava il presidente della Repubblica e
l'oncologo Umberto Veronesi. Ma anche la più recente trasmissione condotta da
Fabio Fazio del 10 maggio, in cui il giornalista Marco Travaglio accusava il
presidente del Senato Renato Schifani di aver frequentato persone condannate
per mafia.Nello specifico l'Autorità di garanzia contesta "alla
Concessionaria pubblica la presunta violazione dell'articolo 4 (diritti
fondamentali della persona) e dell'articolo 48 (compiti del servizio pubblico)
del Testo unico della radiotelevisione".A sua volta il Cda di viale
Mazzini ha richiamato Travaglio a un "rigoroso rispetto" delle regole
"secondo i termini contrattualmente previsti". Il consiglio ha anche
annunciato che "eventuali danni alla Rai>, provocati dalle sue
affermazioni nel corso della trasmissione di Fazio, "saranno oggetto di
rivalsa economica da parte dell'Azienda". Preoccupato per la procedura
"irrituale> dell'Autorità per le garanzie, il portavoce di Articolo21
Giuseppe Giulietti. "I fondamenti giuridici di questa decisione non sono
chiari e comprensibili e sembrano risentire più di un giudizio politico
anticipato e degli umori dominanti". Da qui l'augurio che "nel corso
del processo istruttorio sia ascoltato non solo il punto dei vista degli avvocati
dell'azienda ma anche quello degli autori e conduttori delle trasmissioni e dei
protagonisti della vicenda".Perplessità arrivano anche dal Pd.
"L'istruttoria afferma Roberto Cuillo- non è una condanna, ovviamente, ma
non si capisce per quale motivo sono sempre gli stessi a essere messi sotto
inchiesta. Non mi sembra che all'Agcom sia attribuito un ruolo da
"tribunale" nei confronti di chi opera e fa giornalismo
televisivo".
( da "Gazzetta del Sud" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Travaglio
"ammonito" da Agcom e cda Rai Federica Maggioli ROMA Doppio cartellino
giallo, dalla Rai e dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per
Marco Travaglio. Se l'Agcom apre l'istruttoria, il cda prende atto delle
iniziative del direttore generale Claudio Cappon che dice no alle censure ma
chiede il rispetto delle regole spiegando sostanzialmente che non dovrà esserci
un altro errore "altrimenti è fuori". Travaglio, che stasera sarà
come di consueto su Raidue nel programma di Michele Santoro,
"Annozero", replica "non ho mai violato nessuna regola".
Insomma dopo le polemiche seguite alle dichiarazioni del giornalista a
"Che tempo che fa" sul presidente del Senato Renato Schifani che gli
sono valse già una querela dalla seconda carica dello Stato il caso è arrivato
ieri all'attenzione di Rai e Agcom. Il cda Rai prende atto delle iniziative del
dg che ha messo sotto la lente delle strutture aziendali le dichiarazioni di
Travaglio dopo il programma, che annuncia che si rivarrà contro di lui nel caso
la Rai venga querelata (ma per ora non sarebbe accaduto) e soprattutto lo
invita al rispetto delle regole. "Spero naturalmente che non cerchi
intenzionalmente incidenti per farsi mettere fuori dalla Rai", ha detto
Cappon. "Non si parli di censura o di editti: il futuro di Travaglio in
Rai è solo nelle mani di Travaglio. Ma sia chiaro: alla prima nuova violazione
delle regole aziendali che ha liberamente sottoscritto, il suo contratto verrà
immediatamente rescisso. Travaglio non può più sbagliare altrimenti è
fuori". Travaglio da parte sua dice: "Non permetto a nessuno che non
sia giornalista di darmi lezioni di giornalismo". Intanto, in una lunga
giornata per il cda che è oramai prossimo alle scadenza del 31 maggio, Viale
Mazzini dà anche il via libera al bilancio all'unanimità, con l'astensione di
Marco Staderini, assenti Giovanna Bianchi Clerici e Gennaro Malgieri che
prevede un sostanziale pareggio. Ma riesce anche a fare una nomina: l'ottavo
vicedirettore del Gr Rai al posto di un collega in pensione. L'Autorità per le
garanzie nelle Comunicazioni sempre ieri ha deciso a maggioranza di aprire
un'istruttoria nei confronti della Rai per le puntate di "Annozero"
del primo maggio (con il servizio sul V2-Day e l'affondo di
Beppe Grillo) e di "Che tempo che fa" del 10 maggio (ospite
Travaglio contro Schifani). Viene contestata a Viale Mazzini la possibile
violazione degli articoli 4 (sui diritti fondamentali, in particolare la
dignità, della persona) e 48 (sui compiti del servizio pubblico, in particolare
il rispetto del contraddittorio) del Testo unico della radiotelevisione.
Si allungano, comunque, i tempi per una decisione: in base alle procedure, la
Rai ha ora trenta giorni di tempo per presentare le sue controdeduzioni.
L'azienda rischia una multa dai 5 mila ai 51 mila euro; se però la puntata di
"Che tempo che fa" venisse valutata come "reiterazione"
della violazione, in linea teorica la sanzione potrebbe arrivare fino al 3% del
fatturato. È soprattutto l'IdV, con Antonio Di Pietro in testa a scendere in
difesa del giornalista. "Colpirne uno per addormentare la coscienza critica
di cento", sintetizza Di Pietro che aggiunge: "Ancora non è chiaro
quali sarebbero i capi d'imputazione per Travaglio visto che ha solo raccontato
fatti già noti e per i quali non si era levata alcuna indignazione. Episodi su
cui molti cittadini, grazie all'informazione che hanno ricevuto, possono ora
farsi un'opinione e giudicare liberamente".
( da "Stampa, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
LA 21ª
FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO PROTAGONISTI "Ti aspettiamo: e ti chiedo di
usare la tua credibilità per spiegare ai giovani l'importanza della
lettura" Caro Grillo difendi i
libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa
piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo
riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito
come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un
ritrovarsi tra amici, come abbiamo sempre cercato che sia. Ci passa
anche molta gente di spettacolo, e quest'anno, tra i molti, ci saranno Dario
Fo, Luciana Littizzetto, Ascanio Celestini, Sergio Rubini, Alessandro
Benvenuti, Michele Di Mauro. Perché il pubblico vi segue con tanta
partecipazione, e anzi vi fa credito di una credibilità che tanti altri
soggetti pubblici e privati hanno perso da tempo? Perchè detta da voi la
politica o l'antipolitica diventano qualcosa che riguarda tutti? Forse perché
l'artista, il giullare (nell'accezione migliore del termine) appare libero da
condizionamenti, da ingessature linguistiche, da calcoli di potere. Con i suoi
sberleffi dice quello che molti pensano, ma non hanno la possibilità, il
coraggio e anche gli adeguati mezzi espressivi di dire. Questa credibilità vi
carica di grandi responsabilità, ma anche di grandi potenzialità. Anni fa
Fiorello, volendo ringraziare i suoi spettatori di un successo trionfale, si
scusò di non saper trovare le parole adatte perché aveva letto e studiato
troppo poco. Ci è sembrato un grande spot per il libro. Sarebbe bello, caro Grillo, che lei chiudesse la cinque giorni del Lingotto
facendosi testimonial del libro e con la forza della sua comunicativa spiegasse
soprattutto ai ragazzi quanto la lettura sia importante per loro. Perché un
libro ti consente di conoscere il mondo e te stesso, ti aiuta a dare un senso
alla tua esistenza, a vivere molte vite, a saperne di più. Perché anche quando
richiede applicazione e fatica ti ripaga ampiamente, come l'andare in montagna
o praticare uno sport. In un mondo in cui sempre più le persone valgono per
quello che sanno, il libro rimane un fondamentale strumento di crescita
individuale e collettiva. Un vecchio sindacalista, Di Vittorio, diceva che il
padrone conosce cento parole, l'operaio dieci, per questo vince sempre il
padrone. Adesso il discorso è un po' più complicato, siamo tutti più poveri di
parole, e anche per questo non ce la passiamo tanto bene. Glielo dica lei, Grillo, che le cose le sa dire così bene: se non sappiamo
costruirci ali di carta per volare, ci sarà sempre qualcuno che ci terrà
inchiodati per terra, in una condizione subalterna o servile di cittadini di
seconda categoria. Di esclusi.
( da "Giornale di Brescia" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
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15/05/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:INTERNO CONTESTATE DUE
VIOLAZIONI L'Autorità apre un'istruttoria sul "caso Travaglio" ROMA -
L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha dato il via ad un'istruttoria
contro la Rai per la puntata del primo maggio di "Annozero" e per la
puntata di sabato scorso di 'Che tempo che fa'. Una decisione adottata a
maggioranza. Alla Rai si contesta la presunta violazione - dice un comunicato -
dell'articolo 4 (diritti fondamentali della persona) e dell'articolo 48
(compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione. La
puntata di 'Annozero' è riferita al secondo V-Day di Beppe Grillo, durante la quale furono trasmessi lunghi passaggi del monologo
tenuto in piazza a Torino, con dichiarazioni che toccavano anche il Capo dello
Stato e l'oncologo Veronesi, scatenando la reazione verbale di Vittorio Sgarbi,
presente in studio, che a sua volta lanciò accuse nei confronti di Marco
Travaglio, anch'egli presente in studio. Lo stesso Travaglio che poi
nella trasmissione di Fabio Fazio a sua volta ha fatto dichiarazioni che
toccavano il tema mafia e che hanno chiamato in causa anche il presidente del
Senato, Renato Schifani, innescando forti polemiche sul fronte politico. Tanto
da vedere l'intervento immediato della direzione generale Rai.
( da "Leggo" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
"Annozero" e "Che tempo che fa": nella prima Beppe Grillo aveva attaccato il capo
dello Stato Napolitano; nella seconda Marco Travaglio aveva accusato il
presidente del Senato Schifani di frequentazioni mafiose.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-05-2008)
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TELEVISIONE
Istruttoria contro la Rai per Santoro e Travaglio "Anno zero" e
"Che tempo che fa" finiscono nel mirino dell'Authority per le accuse
a Schifani e Napolitano Il cda di viale Mazzini pronto a rivalersi nei
confronti del giornalista nel caso di danni economici " " ROMA
L'Autorità garante per le telecomunicazioni ha aperto un istruttoria contro la
Rai per sul caso Travaglio-Schifani e sulla puntata di
Annozero dedicata a VDay di Beppe Grillo, andata in
onda lo scorso 10 maggio. A viale Mazzini, che ha reso noto di avere intenzione
di rivalersi su Marco Travaglio in caso di danni economici per l'azienda, la
Agcom ha contestato la presunta violazione dell'articolo 4, sui diritti
fondamentali della persona, e dell'articolo 48 sui compiti del servizio
pubblico. Dunque dopo il Cda Rai e la magistratura alla quale si è
rivolto il presidente del Senato, Renato Schifani, per il collaboratore di
Annozero è in arrivo un'altra grana. La decisione dell'Agcom è stata presa a
maggioranza, con sei voti a favore, i quattro consiglieri di centrodestra più
il commissario Napoli e il presidente Antonio Catricalà, e tre contrari, i
consiglieri di centrosinistra. Da domani la Rai avrà 30 giorni di tempo per
presentare ricorso per entrambe le trasmissioni. Ma a giudicare da quanto
deciso dal Cda ieri, è difficile immaginare una difesa d'ufficio di Travaglio,
sia per Annozero, dove è stata trasmessa una rissa tra lui e Vittorio Sgarbi,
dopo ampli stralci del monologo di Beppe Grillo con pesanti dichiarazioni su Giorgio Napolitano e
Umberto Veronesi, sia per "Che tempo che fa", nel corso della quale
Travaglio ha accusato Schifani di aver avuto recenti frequentazioni con ex
mafiosi. Claudio Cappon, il direttore generale dell'azienda, ha infatti deciso
di rivalersi su Travaglio in caso di multe e ha richiamato le strutture
aziendali preposte perchè vigilino sul rispetto del Codice etico. Quanto a
Marco Travaglio, difeso nel mondo politico solo da Antonio Di Pietro e
dall'Italia dei Valori, Cappon, sottolinenando che è un ospite fisso di Michele
Santoro, gli ha per cosë dire inviato una preavviso di licenziamento. Travaglio
"è tenuto ad un rigoroso rispetto del Codice etico e della Carta dei
doveri e degli obblighi degli operatori del servizio pubblico
radiotelevisivo", avverte il direttore generale. Quanto al futuro, in caso
di violazioni, "saranno applicate le misure contrattuali previste".
Un remake del 2002 e dell'editto bulgaro?.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-05-2008)
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Polemiche
ROMA. Doppio cartellino giallo, ieri, per Marco Travaglio: arrivano da Rai e
Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Se l'Agcom apre un'istruttoria,
il Cda prende atto delle iniziative del dg Claudio Cappon che dice no alle
censure ma chiede il rispetto delle regole spiegando che non dovrà esserci un
altro errore "altrimenti è fuori". Travaglio, che stasera sarà da
Michele Santoro ad Annozero, replica: "Non ho mai violato nessuna
regola". La Rai annuncia che si rivarrà contro Travaglio se dovesse
arrivare una querela - per ora Schifani l'ha sporta solo contro Travaglio - e
lo invita al rispetto delle regole. "Spero che non cerchi intenzionalmente
incidenti per farsi mettere fuori dalla Rai", ha detto Cappon. "Non
si parli di censura o di editti: il futuro di Marco Travaglio in Rai è solo
nelle mani di Marco Travaglio. Sia chiaro: alla prima violazione delle regole
aziendali che ha liberamente sottoscritto, il suo contratto verrà
immediatamente rescisso". Agcom ha invece deciso a
maggioranza di aprire un'istruttoria verso la Rai per le puntate di Annozero
del primo maggio (con il servizio su Beppe Grillo) e di Che tempo che fa del 10 maggio (Travaglio contro
Schifani). Contestata la possibile violazione degli articoli sui diritti
fondamentali. 15/05/2008.
( da "Repubblica, La" del 15-05-2008)
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Pagina
IX - Genova Incentivi e controlli, è battaglia allo smog Il Comune: soldi a chi
rottama i vecchi motorini e filtri sui bus anti Pm10 Sostegno anche a chi
rinnova il mezzo commerciale inquinante MICHELA BOMPANI
Guerra alle polveri sottili: nella città di Beppe Grillo, paladino della lotta alle nanoparticelle, scatta il piano
comunale per migliorare la qualità dell'aria, forte di un finanziamento
regionale da 650.000 euro. Incentivi per i privati, conversione ecologica del
parco mezzi pubblici, controlli meticolosi, sanzioni salate per chi sgarra.
Saranno installati speciali filtri antiparticolato su 64 autobus Amt (modelli
più obsoleti, quindi più inquinanti), mentre sono stati investiti 25.000 euro
per il mezzo pubblico, a metano, che porterà al canile comunale. E da oggi
parte una campagna di incentivi per i genovesi che si "convertono" al
metano, al Gpl o alla bicicletta con rimborsi fino a 3000 euro (e comunque
viene rimborsato il 30% delle spese sostenute). Il Comune di Genova ha stipulato
una convenzione con l'Aci per organizzare l'operazione "aria pulita":
possono godere degli incentivi i possessori di veicoli commerciali che decidono
di scegliere il Gpl o il metano oppure di installare i filtri antiparticolato.
Gode ugualmente del finanziamento chi possiede un motociclo pre euro 1 e decide
di passare alla bicicletta (anche a pedalata assistita). Il Comune sta per
acquistare, ed affidarlo alla polizia municipale, un mezzo-stazione per i
rilevamenti delle emissioni dei gas di scarico dei veicoli, e pure dotato di un
fonometro per misurare le emissioni sonore delle marmitte. Così i vigili
saranno pure dotati di opacimetri, per i rilevamenti sui gas di scarico.
"Vogliamo tornare in strada e controllare le emissioni - spiega Francesco
Scidone, assessore comunale all'Ambiente e all'Attività per la riduzione e la
gestione dell'inquinamento acustico, atmosferico, idrico e dei suoli -
soprattutto quando auto e moto escono dalle officine dopo le revisioni". E
non ci saranno sconti per chi non rispetta le norme: le sanzioni previste vanno
da
( da "Provincia di Cremona, La" del 15-05-2008)
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Edizione
di Giovedì 15 maggio 2008 Benvenuto P.Review srl Rai. Cappon al giornalista:
altro errore e sei fuori Aperta un'istruttoria su Fazio e Santoro E per
Travaglio doppio 'cartellino giallo' ROMA ? Doppio cartellino giallo dalla Rai
e dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per Marco Travaglio. Se
l'Agcom apre l'istruttoria, il Cda prende atto delle iniziative del direttore
generale Claudio Cappon che dice no alle censure ma chiede il rispetto delle
regole spiegando sostanzialmente che non dovrà esserci un altro errore
"altrimenti è fuori". Travaglio, che questa sera sarà come di
consueto al programma di Michele Santoro, 'Annozero', replica "non ho mai
violato nessuna regola". Insomma dopo le polemiche seguite alle
dichiarazioni del giornalista a 'Che tempo che fa' sul presidente del Senato
Renato Schifani ? che gli sono valse già una querela dalla seconda carica dello
Stato ? il caso è arrivato ieri all'attenzione di Cda e Agcom. Il consiglio
prende atto delle iniziative del dg che ha messo sotto la lente delle strutture
aziendali le dichiarazioni di Travaglio dopo il programma, che annuncia che si
rivarrà contro di lui nel caso la Rai venga querelata (ma per ora non sarebbe
accaduto) ma soprattutto lo invita al rispetto delle regole. L'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni sempre ieri ha
deciso a maggioranza di aprire un'istruttoria nei confronti della Rai per le
puntate di 'Annozero' del primo maggio (con il servizio sul V2-Day e l'affondo
di Beppe Grillo) e di 'Che tempo che fa' del 10 maggio (ospite Travaglio contro
Schifani).
( da "Unita, L'" del 15-05-2008)
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l'edizione del L'Authority apre un'istruttoria su Fazio e Santoro L'Autorità
per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha avviato un'istruttoria contro la
Rai per la puntata del primo maggio di "AnnoZero" e per la puntata di
sabato scorso di "Che tempo che fa". La decisione è stata adottata a
maggioranza. "AnnoZero" è finita nel mirino per i
riferimenti al capo dello Stato e all'oncologo Veronesi durante il monologo di Beppe Grillo. La trasmissione di Fazio, invece, per le dichiarazioni di Travaglio
in merito alle vecchie frequentazioni del presidente del Senato Schifani.
Brunelli a pagina 7 Rai.
( da "Giornale.it, Il" del 15-05-2008)
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N. 115
del 2008-05-15 pagina
( da "Giornale.it, Il" del 15-05-2008)
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N. 115
del 2008-05-15 pagina 10 Lo sperpero è puntare sul fotovoltaico di Redazione Mi
dicono, scandalizzati, che la famiglia di Beppe Grillo assorbe 4300 watt di potenza elettrica, quanto 12 famiglie. Lo
scandalo nascerebbe o dal fatto che sarebbe ritenuto "immorale" un
consumo energetico così elevato, o dal fatto che il signor Grillo sarebbe di quelli che predicano bene ma razzolano male, visto
che nelle sue comiche invoca il risparmio energetico. O da entrambi i
fatti. Insomma, mi si chiede di scagliare una pietra contro uno che, molto
impropriamente, tante ne ha scagliate. Mi spiace ma, quanto al primo fatto,
provo ammirazione (e un pizzico d'invidia) per Grillo:
più energia si consuma, meglio si sta. Piuttosto, pretendere di risparmiare
energia è la più pericolosa delle manovre, come meglio preciseremo. Quanto al
secondo fatto, Grillo andrebbe, piuttosto, compatito:
evidentemente, cosa l'energia sia e perché è essa la fonte del nostro benessere
egli non lo capisce. Ma non è colpa sua: Grillo non
capisce nulla delle cose di cui parla, e infatti è un comico ed è per questo
che fa ridere. Pare che siano molti ad avercela con lui, ma non dovrebbero,
dimenticano la natura della professione che fa: comico, clown, pagliaccio,
buffone. Mi dicono, anche, che Grillo ha installato
2000 watt-di-picco di pannelli fotovoltaici. I quali, siccome il sole non se ne
sta sempre lì a brillare allo zenit di un cielo limpido, corrispondono a 200
watt reali: ben poca cosa a fronte dei 4300 assorbiti. Grillo
è un genovese doc, e allora può essergli, se non utile, forse istruttivo, ma
sicuramente doloroso, sapere che quei pannelli FV - che, se li ha pagati lui,
gli saranno costati qualcosa come 12.000 euri - gli fanno risparmiare meno di
300 euri di energia elettrica l'anno e, quindi, recuperare
"l'investimento" (le virgolette sono d'obbligo) in più di 40 anni.
Può darsi che qualcuno glieli abbia regalati e può anche darsi che Grillo si avvalga delle sovvenzioni al FV deliberate da
amministrazioni che, amministrando esse il nostro denaro, non hanno alcun
problema a essere garibaldine; ma chiunque sia a pagare, gli impianti FV si
ammortizzano, in Italia, in più di 40 anni (l'Italia è il paese col kWh più
caro al mondo: in Francia, un impianto FV si ammortizza in 60 anni). Insomma,
caro Grillo, gli impianti FV sono una colossale sòla.
E veniamo al risparmio energetico: innanzitutto, è evidente che chi lo invoca
non lo fa in nome del risparmio del denaro, perché, come abbiamo visto, il
denaro corre a fiumi (nelle tasche d'altri). Risparmiare energia non significa
neanche "usarne di meno facendo le stesse cose": questa si chiama
"efficienza". Cosa sacrosanta ma che - bisogna avvertire - ha
l'ineluttabile conseguenza, piaccia o no, di far consumare più energia (gli
economisti lo chiamano paradosso di Jevons): dopo aver ottenuto frigoriferi più
efficienti, ci dotiamo di congelatore; e dopo aver prodotto in modo più
efficiente acqua calda, ci dotiamo di idromassaggio. Risparmiare energia non
significa neanche "non usarla quando potremmo evitarlo": questo si
chiama "non spreco". Risparmiare energia, allora, può significare una
sola ragionevole cosa: non usarla quando vorremmo usarla, cioè in definitiva,
usarne di meno. Questo sarebbe disastroso. Per capire quanto, basti solo
pensare che nei 10 anni dopo il 1929, il consumo d'energia si ridusse del solo
8%: furono, quelli, gli anni della Grande Depressione. Beppe
Grillo, allora, nel settore dei consumi energetici,
più che da stigmatizzare, sarebbe da imitare e prendere a modello: tutti noi
dovremmo pretendere un'energia meno cara, sì da poterne consumare quanto lui o,
comunque, di più, avere quindi più posti di lavoro e più benessere. Ma per avere
un'energia meno cara dobbiamo interrompere ogni sperpero su fotovoltaico eolico
e biocarburanti: Grillo ha facilmente assorbito quella
sòla, ma un paio di miliardi nel mondo ci stanno morendo di fame. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 15-05-2008)
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N. 115
del 2008-05-15 pagina 10 Luce sulle bollette dei Vip di Nino
Materi Come fa Beppe Grillo a pagare, in un mese, una bolletta Enel da 851,33 euro? Fatti
suoi. Cosa giustifica un impiego di energia elettrica tanto elevato? Fatti
suoi. Ma le cose cambiano se il comico genovese sale in cattedra ergendosi a
modello virtuoso di consumo "pulito ed ecosostenibile". Un
maestrino che bacchetta i comuni mortali, forte del suo impianto fotovoltaico
che - narra la leggenda - "consente a Grillo di
rivendere la quota di energia elettrica prodotta in eccesso". Insomma, la
bella fiaba del "contatore che gira al contrario", salvaguardando
contemporaneamente ambiente e portafoglio. Una favola, appunto. Il Riformista
ha chiesto "lumi" a Grillo, che però ha
preferito non rispondere. Allora il quotidiano diretto da Antonio Polito si è procurato
le prove, cioè le bollette, scoprendo che la famiglia Grillo
consuma, a livello di chilowattore (kWh), ogni mese l'equivalente annuo di una
famiglia italiana composta da 4 persone (3.301 kWh). Una media mensile che
porta il consumo annuo di casa Grillo alla cifra
monstre di 37.520 kWh. Addio interruttore equo e solidale, il contatore
grillesco gira alla stragrande nel verso ben noto a tutti gli italiani, altro
che "al contrario". Chicco Testa, ex amministratore Enel, aveva
capito tutto: "Grillo non mi piace", dice
Testa e il suo blog è un concentrato di leggende metropolitane e populismo. Ai
tempi in cui ero ancora presidente del Consiglio di amministrazione dell'Enel, Grillo diceva che a casa sua, con il solare, produceva tanta
energia da vendere poi quella in eccesso. Ma feci fare una verifica e venne
fuori che da solo consumava come un paesino". Parole confermate ora dalla
documentata inchiesta del Riformista. Ma Grillo non ci
sta e dal suo blog spedisce sulla sedia (elettrica, dato l'argomento) i signori
dell'informazione truffaldina. Tutti fulminati dall'eco-pensiero-energetico del
guru milionario. "Per accrescere l'offerta di energia elettrica non è
necessario costruire nuove centrali, di nessun tipo - spiega l'ex testimonial
dello yogurt Yomo -. La prima cosa da fare è accrescere l'efficienza e ridurre
gli sprechi delle centrali esistenti, accrescendo al contempo l'efficienza con
cui l'energia prodotta viene utilizzata dalle utenze (lampade,
elettrodomestici, condizionatori e macchinari industriali). Solo in seguito, se
l'offerta di energia sarà ancora carente, si potrà decidere di costruire nuovi
impianti di generazione elettrica". Impianti che, se non ci fossero,
costringerebbero il comico a illuminare la casa con le candele, considerato che
i pannelli solari made in Grillo di
( da "Unita, L'" del 15-05-2008)
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Stai
consultando l'edizione del Il dialogo e la protesta Roberto Cotroneo Segue
dalla Prima D ialogo, riforme, e voglia di cambiare, inserito in un contesto
rilassato e persino ironico. Tutti hanno ascoltato il "se po' ffa",
con cui ha concluso il discorso, e devo dire che in molti, senza togliersi
dalla testa che Berlusconi rimane un uomo con un enorme conflitto di interessi,
devono aver pensato che in qualche modo le cose potrebbero cambiare, che quel
clima invenelito che tutti conosciamo può trasformarsi in un clima responsabile
e di collaborazione. Le tappe di tutto questo erano già visibili dopo il voto.
E nei giorni scorsi c'era stato il riconoscimento da parte di Berlusconi del
Governo ombra del Partito Democratico, e l'annuncio della telefonata di
Berlusconi a Veltroni per incontrarsi dopo la fiducia. Probabilmente i motivi
sono molti, una crisi economica che si annuncia durissima costringerà Giulio
Tremonti e questo Governo a chiedere ancora più lacrime e ancora più sangue al
Paese, un clima esasperato costringerà il ministro dell'Interno Roberto Maroni
a sfumare molte posizioni intransigenti della Lega per non scatenare odi
razziali e raid, basti vedere quello che sta succedendo in Campania con le
ronde anti Rom. Nello stesso tempo la vittoria netta di Berlusconi, e una
situazione parlamentare semplificata, con pochi gruppi, e l'assenza delle ale
più estreme nel Parlamento, tranquillizza poteri forti e Berlusconi stesso, ma
un po' meno il futuro dell'ordine pubblico e delle piazze. Inoltre una guerra
di posizione, e una guerra estenuante, ha certamente stancato le diverse
maggioranze e opposizioni che in questi anni si sono succedute. Allora il
"se po' ffa", che diventerà il punto di incontro e di congiunzione,
la Teano del nuovo millennio, si spiega letto al contrario: "non se po'
ffa più" di insulti, di antipolitica, di grillismi, di quel modo di
affrontare tutto attraverso una matrice ideologica violenta, esagerata e anche
vecchia. Poi, per carità, non è che da ieri Berlusconi è diventato un uomo
trasparente e ineccepibile, che guarda alla sinistra come a una normale
opposizione. E non è che da domani Walter Veltroni sarà a capo di un gruppo
parlamentare che non gli darà mai problemi, e che mostrerà di condividere tutto
quello che dice e fa. Ma certo, quella cappa che abbiamo respirato fino a oggi
sembra diradata, e per il bene di tutti. Però c'è un ma. E il ma si chiama
"paese". Quel paese che negli ultimi anni ha affollato le piazze di Grillo, e poi le manifestazioni in genere per dire che non
c'è abbastanza lavoro, e non ci sono soldi. Il popolo delle caste, che ha
premiato il libro Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, con milioni di copie
vendute, che sta premiando il libro di Stefano Livadiotti sulla casta del
sindacato, stampato, ristampato ed esaurito. Quel paese che
frequenta i blog di Beppe Grillo, quel paese che si è convinto di una cosa: l'antipolitica è un
modo per difendersi, lo sberleffo, il dire "siete tutti uguali",
"destra o sinistra per me pari sono", quelli che neanche nel voto
estremo e radicale in questi ultimi anni hanno trovato un sollievo e una soluzione:
perché anche loro hanno governato con Prodi. Ora questo paese, che è
fatto di astensionismo e di diffidenza, questo paese che ha chiesto etica e
rigore, sempre e comunque, talvolta anche con forza, che impressione avrà di
quello che è accaduto ieri alla Camera? L'impressione di un paese normale,
parafrasando il titolo di un libro di Massimo D'Alema, o l'impressione di una
ennesima anormalità, di un Berlusconi che sorride a Veltroni, con Calderoli,
bonario e divertito accanto che si lancia in un applauso? Ora, ed è qui che il
ragionamento si fa complesso, quel paese è un paese di sinistra, e non di
destra. Quella parte di paese che ancora rimprovera ai governi di centro
sinistra di non aver mai fatto la legge sul conflitto di interesse, ha finito
per identificare la "casta", le "caste", del potere, della
politica, del sindacato, del mondo intellettuale e persino del mondo dello
spettacolo e dell'informazione, proprio con la sinistra. Il popolo della
destra, per dirla con una battuta, che poi troppo battuta non è, alle caste è
assai abituato. E non gliene importa granchè, semmai cerca di capire come
riuscire a farne parte. Antonio Di Pietro è un vero populista. Ha intuito che
il ruolo giusto è quello del guastatore in un Parlamento ridotto all'osso dei
gruppi parlamentari, con una Lega divenuta forza di governo, e per quanto
possibile eshtabliment, e la sinistra radicale scomparsa. È il ruolo di chi non
ci sta, di chi ricorda al cavaliere quanto odi le toghe e i magistrati. Non è
difficile immaginare che l'alleato del Partito Democratico, ovvero l'Italia dei
Valori, si proporrà come il paladino dell'antipolitica, della polemica sulle
caste, dell'antipotere, della trasparenza, e soprattutto di tutto quello che
Antonio Di Pietro ha incarnato da quando faceva il magistrato fino a oggi. È
chiaro che la strada di Antonio Di Pietro e dei suoi, nel tempo, non può che
entrare in rotta di collisione con il Partito Democratico. C'è un elettorato di
sinistra che può sentirsi sperduto in uno scenario che non comprende, un
elettorato che potrebbe sentirsi ancora più beffato ed escluso da tutto. Di
Pietro lo ha intuito, anche troppo. Il Partito Democratico non può dimenticare
che il voto di protesta ormai è tutto a sinistra, in senso positivo etico e
rigoroso, ma anche nella sua forma più deleteria, ovvero nel populismo e nel
qualunquismo. E questo è un bel problema da risolvere: non dare la sensazione a
una parte del paese, che la sinistra sia una casta, lontana dalle difficoltà,
dalle indignazioni e dalle stanchezze delle persone comuni. roberto@robertocotroneo.it.
( da "Manifesto, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Micaela Bongi
Ultimo avviso per Marco Travaglio. Contro il giornalista e il suo affondo
lanciato al presidente del senato Renato Schifani dagli schermi di Che tempo
che fa, si muovono in contemporanea il consiglio d'amministrazione della Rai
prossimo alla scadenza (il 31 maggio) e l'Authority per le comunicazioni. A
viale Mazzini, è il direttore generale Claudio Cappon a dare l'ultimatum al
giornalista, collaboratore fisso dell'Annozero di Michele Santoro e dunque
legato al cavallo da un contratto: nessuna censura, nessun editto, mette le
mani avanti il dg. Ma "il futuro di Travaglio - aggiunge - è solo nelle
sue mani. Deve rispettare le regole e il contratto in cui è scritto chiaramente
il tipo di comportamento che deve tenere chi lavora nel servizio pubblico".
E in cda - i cui membri hanno preso atto delle decisioni della direzione
generale - Cappon la butta lì: "Spero che non cerchi incidenti per farsi
mettere fuori dalla Rai". Come che sia, se violerà nuovamente le regole,
il contratto sarà rescisso. Ma Travaglio nega di aver violato le regole in
questione, e anzi rincara: "Non permetto a nessuno che non sia giornalista
di darmi lezioni di giornalismo. Ho detto la verità sul presidente del senato e
continuerò a dire la verità su Schifani e su tutti gli uomini politici e
personaggi pubblici come ho sempre fatto e come fanno tutti i giornalisti del
mondo libero". Nel clima nervoso che si respira a viale Mazzini, dove più
d'uno, a partire dal presidente Claudio Petruccioli, punta a mantenere le
postazioni attualmente occupate aspettando l'evoluzione del "dialogo"
tra Berlusconi e Veltroni, e con il "caso Travaglio" impugnato
soprattutto da An per chiedere un immediato ricambio del vertice, il direttore
generale ha messo in campo anche le "strutture aziendali preposte al
rispetto del codice etico": dovranno analizzare le dichiarazioni di
Travaglio per valutare eventuali violazioni. E se l'azienda sarà querelata per
quanto detto da lui detto a Fabio Fazio, gli evetuali danni "saranno
oggetto di rivalsa economica" nei confronti del giornalista. Tra un
avvertimento e l'altro, il cda è riuscito anche a nominare l'ottavo
vicedirettore del Gr Rai. Se il vertice di viale Mazzini si muove, l'Agcom non
sta con le mani in mano. A maggioranza, con il voto favorevole dei commissari del
centrodestra, del presidente Calabrò e del commissario Roberto Napoli (arrivato
all'Agcom dall'Udeur), l'Authority ha deciso di aprire un'istruttoria nei
confronti della Rai: non solo per il programma di Fazio, ma anche per la
puntata di Annozero del primo maggio dedicata alla V2-day
di beppe Grillo. Motivo: la tv pubblica potrebbe aver violato l'articolo 4
(dedicato ai "diritti fondamentali della persona") e l'articolo 48
(sui compiti del servizio pubblico) del Testo unico della radiotelevisione. La
Rai può presentare le sue controdeduzioni entro trenta giorni, poi l'Agcom
potrebbe multare l'azienda. E' ancora il leader dell'Italia dei valori
Antonio Di Pietro a scendere in campo in difesa del giornalista, contro
l'Agcom: "L'istruttoria avviata è solo l'ultimo tentativo per fermare chi
ha ancora il coraggio di raccontare i fatti anche se sgraditi alla casta.
Verrebbe da dire: colpirne uno per addormentare la coscienza critica di cento.
E Beppe Giulietti,portavoce di Articolo 21 eletto
nelle liste dell'Idv, ritiene irrituale l'iniziativa dell'Authority,
aggiungendo che "i fondamenti giuridici di questa decisione non sono
chiari e comprensibili e sembrano risentire più di un giudizio politico
anticipato e degli umori dominanti". E in effetti anche tra i commissati
dell'Agcom si era aperta una discussione a proposito della possibilità o meno
di intervenire sulle scelte editoriali dei programmi tv.
( da "Riformista, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Contrappasso
botta e risposta con d'avanzo. cappon lo richiama al rispetto del contratto Si
discolpa su Repubblica: "Ho pagato io quella vacanza" Marco Travaglio
contro Repubblica . E, soprattutto, Repubblica contro Marco Travaglio. Il pezzo
di Giuseppe D'Avanzo, che ha travagliescamente inchiodato "l'autorevole
collaboratore" a una frequentazione a dir poco "sorprendente"
(quella con Giuseppe Ciuro, poi condannato a 4 anni e 6 mesi per
favoreggiamento), manda praticamente in soffitta "il caso Schifani",
apertosi con la puntata di sabato di Che tempo che fa . E soprattutto alimenta
una ridda incontrollata e incontrollabile di punti di domanda. Iniziamo dalla
fine: con tutta probabilità, lo scontro Repubblica -Travaglio è destinato a
essere archiviato. Forse. Nell'edizione odierna del giornale di largo Fochetti,
infatti, compariranno - probabilmente nella rubrica delle lettere - sia una nuova
risposta di Travaglio che un'ultima controreplica di D'Avanzo.
"L'autorevole collaboratore" derubrica la frequentazione con Ciuro
(conosciuto a Palermo quando stava con Falcone), nega di sapere chi fosse
Aiello (per la serie "sono piemontese, non siciliano"), parla di
"circostanze false" e "ripugnante equazione". In più
avverte che chi ha riferito la circostanza (del pagamento by Michele Aiello
della villeggiatura) dovrà risponderne in tribunale. Travaglio giura di averla
pagata di tasca propria, "e con carta di credito", quella permanenza
nel residence di Altavilla. E addirittura mette nero su bianco che il conto
finale (che pagò senza protestare, se non con Ciuro) era addirittura il doppio
di quello pattuito inizialmente. Nello stesso luogo di villeggiatura, Travaglio
tornò anche l'anno successivo. Solo che nella struttura mancavano i cuscini,
che gli furono però forniti da Ciuro e dalla moglie. Un'annotazione da martire
(tipo "Se questo è il prezzo che devo pagare per aver attaccato
Schifani...") e fine della storia, almeno per adesso. Tra le certezze di
questa vicenda, c'è senz'altro quella che riguarda il grande esercito fatto di
soldati disposti a qualunque clic per difendere Travaglio. Non a caso, pare che
ieri - agli indirizzi di posta elettronica di largo Fochetti - siano arrivate
valanghe di insulti. Capo d'imputazione: lesa maestà. Sanzione minacciata: non
compreremo più il giornale. Il "movimento" è organizzato. Tra le
centrali operative, come sempre, il blog di Beppe Grillo. Che ieri aveva in home page un post in cui si tenevano insieme
l'insediamento del "primo governo Veltrusconi" e "il reggicoda
ombra di ciascun ministro". Così Grillo: "Topo
Gigio ha parlato come Cicchitto. Testa d'Asfalto gli ha offerto la tessera P2
nuovo millennio con bancomat incorporato. Kriptonite Di Pietro ha
imitato Giacomo Matteotti. I pidini non lo hanno applaudito". E ancora:
"Travaglio si può processare e cacciare dalla Rai. Anno Zero si può
chiudere. La Finocchiaro può difendere Schifani. Se pò fà". Travaglio
contro Repubblica e Repubblica contro Travaglio, dunque. In questo intreccio di
storie rivolte al passato, c'è soltanto una variabile che sembra estranea
all'equazione. Eppure ritorna sempre. E riguarda i due dialoganti: Veltroni e Berlusconi.
Travaglio ha attaccato il presidente del Senato "scelto" dal
Cavaliere per la sedicesima legislatura ed è a sua volta difeso a spada tratta
da Grillo e da chi sul "nemico
veltrusconico" sta montando una campagna ("Contro Travaglio e Anno
Zero , c'è una manovra per non disturbare il manovratore", sostiene Di
Pietro). Repubblica seppellisce il mito del suo celebre collaboratore nello
stesso giorno in cui plaude (a firma di Massimo Giannini) all'ultima versione
di Berlusconi, "il Cavaliere ecumenico". Veltroni, al momento, si
tiene alla larga dal dossier. Anna Finocchiaro, cui era stato affidato il
compito di fornire la posizione del loft sul caso Schifani, ieri ha sistemato
il tiro: "Non ho mai detto che le cose dette da Travaglio fossero vere o
false. Ho posto un'altra questione: non mi pare giusto che nei confronti della
seconda carica dello Stato, davanti a milioni di telespettatori e senza avere
la possibilità di una contrapposizione di un'altra tesi, si possa lanciare
un'accusa come quella di collusione con la mafia". Ieri è stata avviato il
procedimento da parte dell'Agcom (6 voti a favore, 3 contro) su Travaglio.
Claudio Cappon si è detto pronto a chiedere i "danni" al
collaboratore di Santoro e a rescindere il contratto nel caso di nuove
violazioni. "La Rai - ha detto il dg al Tg1 - non fa censure. Travaglio
prosegue la sua attività. Ma pretendiamo il rispetto delle regole: tutti
collaboratori lo sanno, con il loro comportamento determinano la possibilità di
proseguire il loro lavoro con noi". Nessun editto, aveva detto Cappon
durante il cda. Precisando che "il futuro di Marco Travaglio in Rai è solo
nelle mani di Marco Travaglio". 15/05/2008.
( da "Manifesto, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
La
carovana del Giro nella zona del Cilento dove si sono persi l'entusiasmo e la
passione di una volta Angelo Mastrandrea Sala Consilina (Salerno) Vista dal
chilometro 120 di Sala Consilina, profondo sud campano, la quinta tappa del
Giro d'Italia non fa una gran bella figura. Non tanto per la qualità della fuga
dello sfortunato scozzese David Millar che rompe la catena a un passo dalla
vittoria, dello spagnolo Sanchez Perez, del colombiano Laverde Jimenez, del
russo Pavel Brutt che alla fine risulterà vincitore di giornata e del tedesco
Fromlinger. Una fuga cominciata lungo le spiagge dell'alto Tirreno tra il
villaggio Maradona, le case abusive spuntate come funghi e il mega-albero ecomostro
di Praia a Mare sulla spiaggia di fronte all'isola di Dino, e rafforzatasi
salendo verso il passo del Fortino dove la frontiera tra Basilicata e Campania
non esiste nemmeno nelle teste dei rari abitanti. E nemmeno per la qualità
della tappa, semipianeggiante con qualche asperità e gli ultimi chilometri in
leggera salita. E' che i tempi non sono più quelli di una volta. Quando Laurent
Fignon bruciò tutti con uno scatto poderoso dopo la curva a U davanti alla
chiesa di Sant'Antonio e fece la sua bella figura, e il giorno dopo sui
tornanti del Vesuvio Gianni Bugno si lanciò in un'impresa che gli assicurerà un
posto d'onore nella storia del ciclismo italico. Eppure di tempo non ne è
passato tanto, giusto 17 anni anche se era un secolo fa. Allora c'era tutto il
paese ad affollare le strade tirate a lucido per l'occasione, molti avevano una
bandierina, c'era un relativo benessere e un certo afflato tra i compaesani
così tutti compravano qualcosa e stavano insieme a tifare. Oggi c'è sì la gente
affacciata ai palazzi e qualcuno ai bordi della strada, ma nessuno sta lì a
correre dietro ai corridori, nessuno si lancia a cercare di afferrare un
cappellino o una bottiglietta semivuota lanciata da qualche sconosciuto
corridore in pausa the. Inutilmente due furgoncini dalla mattina girano per il
paese cercando di vendere "la bandana del Giro", propagandandola come
"la Moda" con la M maiuscola a prezzi da svendita, appena due euro.
Qualcuno è perfino infastidito, non sapeva che passava la corsa, ha preso
l'auto per andare al lavoro e ora deve rimanere in coda nelle strade laterali
in attesa che i vigili sblocchino il traffico. Cosa accade al Giro d'Italia,
viene da chiedersi. O meglio, cosa accade all'Italia? Va bene che non ci sono
più i miti di un tempo, va bene che il doping ha contribuito a disaffezionare
la gente, ok la diretta televisiva che peraltro c'è sempre stata. Ma ci
dev'essere dell'altro se tutto ciò che avviene attorno alla corsa che non è più
un evento per nessuno è polemica e la politica si mischia pericolosamente
all'antipolitica e al qualunquismo. A un gazebo raccolgono le firme per la
"Grande Lucania" esattamente come il 25 aprile
era stato festeggiato, più o meno nello stesso punto, il V-Day2 di Beppe Grillo, quello contro l'informazione. Una vecchia idea protoleghista
meridionale che ora rischia di andare per la maggiore, quella della secessione
dalla Campania di questo lembo del salernitano che si sente da sempre più
affine ai cugini lucani. E che oggi la crisi economica fa poggiare su
basi più pragmatiche che mai: le risorse vanno tutte a Napoli, la regione è
amministrata male, troppi sprechi e malgoverno, etc etc. Qui un mese fa il
centrodestra ha fatto il pieno di voti nonostante il comune sia amministrato
dal centrosinistra più Rifondazione, e non è scontato che la Lega sia vista
così male se qualcuno tenta di rilanciarne un facsimile. L'idea è quella di
costringere l'amministrazione a votare una delibera che istituisce un
referendum cittadino per la secessione, un'idea che riscuote consensi anche a
sinistra. Sono passati i tempi in cui i contadini con una dura lotta e giorni
di blocchi riuscirono a respingere la Texaco che voleva trivellare qui
esattamente come l'Eni era riuscita a fare nella vicina Val D'Agri, dalla
vicina Basilicata guardavano a quest'altra parte come un modello da imitare e
si mise in piedi anche una "lista zapatista" alle elezioni comunali.
Anche in questo caso, sono passati appena dieci anni ma era un altro secolo. Un
tempo, il passaggio del Giro serviva anche per rifare strade e ripianare buche,
quasi una concessione alla cittadinanza motorizzata. Oggi è invece l'occasione
per raccogliere i rifiuti. Non sia mai che la tv inquadri un sacchetto di
immondizia, sia pure differenziata. E allora, sparsasi la voce, tutti diligentemente
a disfarsi della propria monnezza. Le strade non rappresentano invece
un'emergenza cui mettere una toppa. Dopo le asperità siciliane che hanno
riempito le infermerie della corsa, i timori della vigilia erano tutti per gli
( da "Manifesto, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Vespri
La lezione magistrale del professor Calafati Norma Rangeri Una telecamera
amatoriale in un'aula dell'università di Ancona riprende la
scena di Beppe Grillo che interviene durante un seminario riservato a un dibattito
economico con il premio nobel Joseph Stiglitz. Grillo inizia a
parlare ma è subito interrotto. Dai banchi degli studenti il professor Antonio
Calafati, un sostenitore di Grillo, si alza e imprevedibilmente
lo contesta, chiedendogli a che titolo sta intervenendo. Il professore
lo invita a rispettare "il momento magico" di quell'aula, lo esorta a
rivolgere una domanda al nobel, giudicando inopportuna la performance grillesca
del monologo perché modifica una modalità della comunicazione fatta di domande
e risposte, su temi scientifici, tra gli studenti e Stiglitz. Grillo è imbarazzato, non sa come continuare, si interrompe,
esce dall'aula, replica che lui è stato invitato a intervenire. Sembra un
equivoco solo organizzativo, in realtà si critica un modo di parlare e di
comunicare che scavalca il contesto. Una questione di forma che è sostanza. La
scena va in onda a Matrix (martedì, Canale5), Mentana usa il filmato per
introdurre una serata dedicata sulle polemiche nate dalla trasmissione Annozero
sul vaffa-day, e alla successiva bufera sul caso Travaglio-Schifani. Più che la
replica di cose già dette, più che lo scontro tra Di Pietro e Gasparri (ospiti
del programma insieme ai giornalisti Filippo Facci e Gianni Barbacetto), è il
professor Calafati, anche lui nel parterre di Matrix, a scartare dal déjà-vu
per impugnare un aspetto cruciale della questione: la confusione dei linguaggi
(l'intervento di Grillo al seminario), e la pretesa
dei giornalisti o dei politici di giudicare cosa è giusto per l'opinione
pubblica (caso Travaglio-Schifani). Il professore sostiene che, una volta
immessa un'informazione nel circuito, una volta dato al pubblico qualcosa su
cui riflettere, si debba lasciare il tempo di metabolizzarla, necessario per la
formazione del giudizio. E lo dice a uno studio dove tutti stanno tirando la
coperta del giudizio, dove il conduttore ha appena detto che siccome Schifani è
stato eletto, gli elettori quello che pensano lo hanno già espresso.
Naturalmente bisognerebbe avere un'informazione che non includa già il giudizio
e non si nutra di presappochismo. Calafati fa l'esempio (su cui ha anche
scritto un libro) della Tav: "Quando si dice che chi si oppone alla sua
costruzione è un "ribelle", o quando si chiede un parere a un frate francescano
che nulla ne sa, non si produce nulla di buono". nrangeri@ilmanifesto.it.
( da "Messaggero, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Di
ALBERTO GUARNIERI ROMA - Non passano senza conseguenze la
riproposizione fatta da Anno zero di Michele Santoro degli attacchi di Beppe Grillo al capo dello Stato e le accuse di Marco Travaglio al presidente
del Senato durante Che tempo che fa di Fabio Fazio. In particolare il
giornalista-scrittore (che è anche collaboratore di Santoro) riceve dal
direttore generale della Rai Claudio Cappon un vero e proprio cartellino
giallo. Se terrà ancora un comportamento simile verrà cacciato dalla
Rai, rescindendo il suo contratto. L'atteggiamento della Rai è conseguente alla
presa di posizione dell'Autorità per le telecomunicazioni che ha aperto (con
voto a maggioranza) un'istruttoria nei confronti proprio della tv di Stato per
due trasmissioni. In ballo ci sono la possibile violazione dell'articolo 4
(diritti fondamentali della persona) e dell'articolo 48 (compiti del servizio
pubblico) del Testo unico della radiotelevisione. In entrambe le occasioni - va
ricordato - i vertici Rai hanno tempestivamente preso le distanze
dall'accaduto, condannandolo e annunciando interventi a riguardo. Ora Viale
Mazzini avrà tra i 30 e i 45 giorni per presentare le proprie controdeduzioni.
E dopo eventuali altri approfondimenti, il Garante deciderà se archiviare, se
optare per un richiamo formale o per una sanzione. In quest'ultimo caso
l'azienda ha precisato che eventuali danni per le dichiarazioni rese a Che
tempo che fa saranno oggetto di rivalsa economica. "Travaglio - ha spiegato
il dg, che ieri ha visto approvato il suo bilancio 2007 con soli 5 milioni di
perdita rispetto agli oltre 70 previsti - è chiamato al rispetto delle regole
di un contratto che ha firmato in cui è scritto chiaramente il tipo di
comportamento che deve tenere chi lavora nel servizio pubblico. Spero
naturalmente che non cerchi intenzionalmente incidenti per farsi mettere fuori
dalla Rai".
( da "Corriere della Sera" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-15 num: - pag: 17
categoria: REDAZIONALE Viale Mazzini Si attende l'esito dell'inchiesta aperta
ieri dall'Authority Accuse in tv a Schifani La Rai avvisa il giornalista
"Pronti a chiedere i danni" Il dg Cappon: alla prossima violazione il
contratto sarà chiuso Il Cda ha deciso di rivalersi su Travaglio in vista di una
eventuale multa che potrebbe essere decisa dall'Agcom ROMA - La Rai chiederà i
danni a Marco Travaglio, se verrà multata dall'Authority che ieri ha aperto
un'istruttoria sulle sue dichiarazioni. Lo ha stabilito, con un'iniziativa
senza precedenti, il cda di viale Mazzini, su proposta del direttore generale,
Claudio Cappon, che avvisa il giornalista: "Alla prossima violazione,
fuori ". Lui replica: "Non ho violato nulla. Ho solo raccontato fatti
". Ma l'Agcom non la pensa così. E, a maggioranza (
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Cultura e spettacoli "Matrix" ronza sopra Vespa Matrix -
che ha proposto tra l'altro stralci dell'intervento di Beppe Grillo all'università di
Ancona - ha raccolto 1 milione 353 mila ha battuto Porta a Porta (1 milione 65
mila). Nella foto, Mentana.
( da "Giornale.it, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 115
del 2008-05-15 pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Nòva24)" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Nova24 sezione:
NOVA24 data: 2008-05-15 - pag: 9 autore: TECNOLOGIA SCENARIO Servizi pubblici
in versione 2.0 S iti partecipati per valutare professori, medici, politici
persino poliziotti. Per segnalare disservizi, buche nelle strade. Comunità di
extra comunitari per facilitare l'inclusione. Oppure di genitori per scambiarsi
soluzioni e consigli sui problemi quotidiani. Per avviare progetti ambientali.
Per generare e discutere petizioni ai governanti. E per tenerli sotto
controllo. Il web 2.0 sarà una rivoluzione anche per l'e-government? Molti
segnali lo fanno prevedere. Ultimo un rapporto di un ricercatore della Ue,
David Osimo, che ha pubblicato pochi giorni fa sul blog epratice. eu un primo
elenco ragionato di un centinaio di iniziative spuntate negli ultimi mesi, un
po' ovunque nel mondo, nell'intersenzione tra comunità e servizi pubblici.
"è un trend che deve far riflettere – osserva Andrea Di Maio del Gartner,
ricercatore da anni impegnato su questo terreno – l'e-government classico,
quello dei grandi portali pubblici, è in crisi in tutto il mondo. E non solo in
Italia. Persino i funzionari pubblici di Singapore, ritenuti i più avanzati al
mondo, si lamentano: abbiamo fatto tutto giusto, ma la gente non c'è. I volumi
dei servizi restano limitati. C'è qualcosa che non va. è in corso, un po'
ovunque, una fase di riflessione fondamentale". L'era dell'e-government
solo come portali di erogazione di servizi sta forse chiudendosi. "La
chiave sta nel capire come la gente usa internet, che non è un sistema
progettato da burocrati, ma un ecosistema umano. Faccio un esempio: netmums.org
è un sito inglese di mamme che ha messo in crisi il Governo, indicando quali
ospedali e centri di cura pubblici evitare per i propri figli. Ma questo sito,
come altri del suo genere, aiuta con il passaparola a risolvere i problemi,
anche burocratici. E in Gran Bretagna sta diventando sempre più popolare".
Le comunità attive del web partecipato fino a uno o due anni fa si occupavano
prevalentemente di amicizie (Facebook, Myspace), di acquisti (E-Bay), di
politica dal basso (Meetup. com). "Oggi si stanno avvicinando anche ai
problemi pratici – spiega Di Maio – come arredamento. it, di cui sono un
utente. E tra questi anche la sfera pubblica. Dove fanno da filtro, da
attivatore, da sistema di accoglienza. E le Amministrazioni farebbero molto
bene ad appoggiarli e persino promuoverli. Riservandosi il compito di
semplificare e innovare i processi di servizio, e agganciarli a queste comunità
dal basso". Come è successo a Milano, dove la maggiore organizzazione
ciclistica cittadina, Ciclobby, si è alleata con il sito PartecipaMi e con
l'amministrazione comunale. Su tavolo sulla sicurezza stradale, e da qualche
settimana, anche un sito (pittosto seguito) che consente ai cittadini milanesi
di segnalare sulla mappa della città le buche e i punti di pericolo, e di
commentarne e votarne la pericolosità. Un'esperimento simile a quello di
Fixmystreet.com e anche al progetto Blackpoint dell'Ania, che consentono
segnalazioni simili. Ma, per queste ultime, senza raccordo diretto con le
Amministrazioni. Si tratta, però, di esperienze ancora iniziali, che in Italia
si contano sulle dita di una mano. Un'altro esempio è Votailprof. it, un sito
fatto da studenti che, alla lontana, assomiglia al ben più radicato Ratemyteachers.
Il problema del sito italiano, però, è che convoglia opinioni di anonimi,
quindi con qualche problema di credibilità. "La partecipazione via
internet in Italia, negli ultimi anni, è esplosa, ma al di fuori
dell'Amministrazione pubblica – osserva Di Maio – e il
fenomeno dei meetup di Beppe Grillo ne sono un chiaro esempio. Ma, insieme alla passione, c'è un gap
evidente in tema di autenticazione e di responsabilità dei partecipanti. E qui
le Amministrazioni potrebbero essere decisive". Lo spazio sarebbe davvero
ampio. Dalla salute (nomi significativi: Patientopinion, Mycancerplace) alla
sicurezza (Crimechicago, Ratemycop). Dall'ambiente (Terrapass)
all'educazione (Wikieducator). Dall'inclusione (Mahgreb.nl e Morokko.nl,
comunità maghrebine e marocchine in Olanda) alla famiglia (Minti). E infine
alla politica. Come Betapolitique.fr o Openpolis.it, wiki italiano che consente
di seguire, valutare e commentare i singoli politici. E infine il sito che fu
di Tony Blair (10 Downingstreet) che mette a disposizione dei cittadini
(registrati) strumenti per pubblicare online petizioni anche contro il Governo.
"Il Web 2.0, se ben indirizzato e connesso all'e-government tradizionale
potrebbe integrarsi in modo perfetto in un ecosistema ricco di servizi, sia
pubblici che privati – osserva Andrea Gumina, ricercatore della Luiss – in
realtà queste comunità potrebbero generare spontanemente una grande quantità di
valore. Per esempio indicare, anche implicitamente, su quali servizi investire,
quali azioni di semplificazione e correzione intraprendere, quali formule nuove
proporre. Per un soggetto imprenditoriale promuoverle sarebbe solo un gioco a
somma positiva". Ma per l'attuale settore pubblico italiano la storia è
stata, almeno finora, un po'diversa. GIUSEPPE CARAVITA Siti partecipati e
comunità di auto-aiuto. Così si integrano le informazioni.
( da "Tirreno, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Per il
caso Schifani Il Garante procede contro Rai e Travaglio ROMA. L'Autorità
garante per le telecomunicazioni ha aperto un istruttoria contro la Rai per sul
caso Travaglio-Schifani e sulla puntata di Annozero
dedicata a VDay di Beppe Grillo, andata in onda lo scorso 10 maggio. A viale Mazzini, che ha
reso noto di avere intenzione di rivalersi su Marco Travaglio in caso di danni
economici per l'azienda, la Agcom ha contestato la presunta violazione
dell'articolo 4, sui diritti fondamentali della persona, e dell'articolo 48 sui
compiti del servizio pubblico. Dunque dopo il Cda Rai e la magistratura
alla quale si è rivolto il presidente del Senato Schifani, per il collaboratore
di Annozero è in arrivo un'altra grana. La decisione dell'Agcom è stata con sei
voti a favore, i quattro consiglieri del Pdl più il commissario Napoli e il
presidente Antonio Catricalà, e tre contrari, i consiglieri di centrosinistra.
( da "Tirreno, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
IN
PARLAMENTO SE L'ONOREVOLE è CONDANNATO Gentile direttore, il caso di Marco
Travaglio, esploso nella trasmissione "Che tempo che fa", mi ha fatto
tornare alla mente un argomento a lungo dibattuto nell'ultima campagna
elettorale: il lungo elenco dei parlamentari candidati ed eletti nonostante
fossero stati condannati per reati più o meno gravi. Ora basta sfogliare il
pamphlet "Se li conosci li eviti" di
Travaglio-Gomez, e spulciare il sito Internet di Beppe Grillo, per rendersi conto che anche in questo Parlamento che sta per
dare la fiducia al quarto governo Berlusconi ci sono politici condannati dai
tribunali. Vuole il catalogo aggiornato? Non traggo conclusioni, non esprimo
giudizi, mi limito a fornirglielo. Eccolo. Massimo M. Berruti, Fi:
condanna definitiva a 8 mesi per favoreggiamento. Umberto Bossi, Lega: condanna
definitiva a otto mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito
dalla maxitangente Enimont. Giampiero Cantoni, Fi: ha patteggiato due anni di
reclusione per corruzione e concorso in bancarotta e un risarcimento di 800
milioni di lire. Enzo Carra, Pd: condanna definitiva per false dichiarazioni al
pm. Per i giudici, Carra con il suo "comportamento omertoso" ha
tentato di "assicurare l'impunità a colpevoli di corruzione, falso in
bilancio e finanziamento illecito" nel caso Enimont. Tribunale, Corte
d'Appello di Milano e Cassazione l'hanno condannato prima a 2 anni e poi a 1
anno e 4 mesi (grazie allo sconto del rito abbreviato) di carcere. Giuseppe
Ciarrapico, Pdl: condanna definitiva a 3 anni per il crac (70 miliardi) della
Casina Valadier (ricettazione fallimentare) e 4 e mezzo per il crac Ambrosiano
(bancarotta fraudolenta). Marcello De Angelis, An: condanna definitiva a cinque
anni di carcere per banda armata e associazione sovversiva come dirigente e
portavoce del gruppo neofascista "Terza Posizione". Marcello Dell'Utri,
Fi: condanna definitiva a due anni e tre mesi per false fatture e frodi fiscali
nella gestione di Publitalia (reato per cui fu arrestato per 18 giorni nel
maggio 1995 e poi patteggiò la pena in Cassazione). Renato Farina, Fi: ha
patteggiato una pena di sei mesi di reclusione per favoreggiamento nel
sequestro di Abu Omar, l'Imam egiziano rifugiato in Italia, sequestrato a
Milano il 17 febbraio 2003 dalla Cia con l'aiuto del Sismi, trasportato nella
base americana di Aviano e di lì deportato in Egitto, dove fu torturato per
sette mesi. Giorgio La Malfa, Fi: condanna definitiva a sei mesi per il
finanziamento illecito della maxitangente Enimont. Roberto Maroni, Lega:
condanna definitiva a 4 mesi e 20 giorni per resistenza e oltraggio a pubblico
ufficiale durante la perquisizione della polizia nella sede di via Bellerio a
Milano. Domenico Nanìa, An: arrestato per 10 giorni e poi condannato in via
definitiva a 7 mesi per lesioni personali legate ad attività violente nei
gruppi giovanili di estrema destra (fatti dell'ottobre '69, sentenza emessa nel
1977 e divenuta definitiva nel 1980). Giuseppe Naro, Udc: condannato in primo
grado a tre anni e in Cassazione a sei mesi definitivi di reclusione (tre anni
in primo grado) per abuso d'ufficio nel processo per l'acquisto con denaro
pubblico di 462 ingrandimenti fotografici, alla modica cifra di 800 milioni di
lire. Antonino Papania, Pd: il 24 gennaio
( da "Blogosfere" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Mag 0815
Michael Moore e il secondo Fahrenheit 9/11: Dio ce ne scampi... Pubblicato da Matteo,
Blogosfere staff alle 10:03 in Cinema, Personaggi Michael Moore si ama o si
odia, un po' come il nostro Beppe Grillo. Fanno lavori diversi, è vero, ma alla fine possono essere anche
paragonati, tenendo ben conto delle dovute differenze. Su Spettacoli si è
parlato spesso bene di Michael Moore, ma come ben sapete c'è anche chi da
sempre lo attacca per i suoi balzani lavori che non sarebbero supportati da
dati seri. Un esempio è Ferruccio Gattuso, che ha scritto questo post
che riportiamo proprio contro Michael Moore e la sua ipotetica seconda parte di
Fahrenheit 9/11. Ecco cosa scrive il blogger di Attenti al Cine. Togliete a un
fazioso ossessivo compulsivo il proprio nemico e lui andrà in ansia. E in ansia
è finito infatti il povero Michael Moore. Il regista di Flint, Missouri, sta
vivendo malissimo l'approssimarsi dell'addio alla Casa Bianca di George W.
Bush, il presidente americano che gli è servito per costruirsi fama e ragione
d'esistenza. Se ne va il bersaglio, e lui si ritrova un eccesso di scatoloni di
freccette da lanciare. Come fa ora a sbarazzarsene? Semplicemente, realizzando
un sequel. Ebbene sì, un sequel di Fahrenheit 9/11: il che significa che, a
prescindere da chi finirà alla Casa Bianca a novembre, e da come si svilupperà
lo scenario internazionale al momento dell'uscita del nuovo documentario, il
Super-Fetente-Colpevole–di-Tutti-i-Mali-del-Mondo resta lui, George W. Ovvio,
Michael Moore ci racconterà che la sua santa “battaglia per la verità”
necessita di un ulteriore capitolo. Noi piuttosto pensiamo che questo
pseudo-Don Chisciotte abbia riflettuto su come sia opportuno spremere il Bush
fintanto che ha “succo”: Fahrenheit 9/11 ha infatti incassato nel mondo la
bellezza di 119 milioni di dollari, praticamente il più grande successo della
storia per un documentario. Chiamalo scemo. Co-prodotto da Overture Films e
Paramount Vantage, questo sequel godrà di un primo battage pubblicitario nella
cornice di Cannes, proprio quella che si spellò le mani ad applaudirlo e a
premiarlo con la Palma d'oro nel 2004. Il sequel di Moore si concentrerà sul
secondo mandato Bush, e intende descrivere la situazione economica e sociale
degli USA tra il 2004 e il 2008, e il cambio di percezione degli States nel
mondo dopo l'effetto-Bush. La cosa comica è che alcuni collaboratori di Moore
si sono affrettati a dire che “il film non avrà motivazioni politiche” e
difatti non uscirà nel periodo elettorale, ma subito dopo, all'inizio del 2009.
Evidentemente, Moore e il suo team sono ancora convinti di avere un potere di
influenza sull'esito delle elezioni: si sono già dimenticati di quando
Fahrneheit 9/11 uscì per evitare un secondo mandato Bush e per sostenere John
Kerry, e alla fine proprio Bush vinse.
( da "Stampa, La" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Zie
nelle comunicazioni ha dato il via a un'istruttoria contro la Rai per la
puntata del primo maggio di "Annozero" e per la puntata di sabato
scorso di "Che tempo che fa". "Annozero"
era dedicato al secondo V-Day di Beppe Grillo e trasmise lunghi passaggi del suo monologo con dichiarazioni
che toccavano anche il capo dello Stato e l'oncologo Veronesi. Nella
trasmissione di Fabio Fazio, Marco Travaglio (foto) ha parlato di mafia
chiamando in causa anche il presidente del Senato, Renato Schifani. La
Rai rischia sanzioni pecuniaria fino a 51 mila euro che però potrebbero salire
fino al 3% del fatturato in caso di comprovata reiterazione. Il Direttore
generale della Rai Claudio Cappon ha invitato Michele Santoro a
"richiamare Travaglio a un rigoroso rispetto del Codice Etico e della Carta
dei doveri" e ha detto di essere pronto a chiedere i danni al
collaboratore di "Annozero" e a rescindere il contratto nel caso di
nuove violazioni.\.
( da "Campanile, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Lea
Vendramel Rai, l'Agcom apre l'istruttoria Presunte violazioni nelle
trasmissioni "Che tempo che fa" e "Annozero" Viale Mazzini sotto
accusa. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha deciso di aprire
un'istruttoria. Nel mirino, la puntata di sabato scorso di "Che tempo che
fa" e quella del primo maggio di "Annozero". La decisione è
stata presa ieri, dopo un confronto piuttosto duro, durante il quale ci si è
soffermati principalmente sugli aspetti tecnici piuttosto che su quelli
politici legati ai due episodi sotto accusa. Alla fine si è deciso di procedere
con l'istruttoria. Una decisione presa a maggioranza, con sei voti a favore,
espressi dai quattro commissari del centro-destra, Giancarlo Innocenzi, Enzo
Savarese, Stefano Mannoni e Gianluigi Magri, dal commissario Roberto Napoli e
dal presidente Corrado Calabrò, e tre contrari, espressi dai commissari Michele
Lauria, Nicola D'Angelo e Sebastiano Sortino. L'Agcom, si legge in un
comunicato, contesta alla Rai "la presunta violazione dell'articolo 4
(diritti fondamentali della persona) e dell'articolo 48 (compiti del servizio
pubblico) del Testo unico della radiotelevisione". Violazioni che
l'Authority avrebbe riscontrato sia nella puntata del 10 maggio di "Che
tempo che fa" sia in quella del primo maggio di "Annozero".
Sabato scorso ospite di Fabio Fazio su "Raitre" era il giornalista
Marco Travaglio. Nel corso dell'intervista in cui ha presentato il suo ultimo
libro, "Se li conosci li eviti", scritto con il collega Peter Gomez,
Travaglio, citando un brano del libro, ha sostenuto che il presidente del
Senato, Renato Schifani, ha avuto rapporti con persone condannate per mafia.
Affermazioni che non solo hanno provocato dure e risentite reazioni bipartisan
nel mondo politico, ma hanno anche portato la direzione generale e il
conduttore a prendere le distanze. Il giorno successivo, infatti, il conduttore
Fabio Fazio, scusandosi per l'accaduto, ha letto in diretta un messaggio dei
vertici di Viale Mazzini. Il direttore generale Rai, Claudio Cappon, oltre alla
dissociazione a nome dell'azienda, ha sottolineato come fosse da stigmatizzare
in particolare "un comportamento - inaccettabile in qualsiasi programma
del servizio pubblico - che mette in campo critiche, insulti e affermazioni
diffamanti senza alcuna possibilità di contraddittorio". Stesse accuse
anche ad "Annozero". Nella puntata contestata dall'Agcom, è stato dedicato
ampio spazio al secondo V-Day organizzato da Beppe Grillo, con la messa in onda di lunghi passaggi del monologo tenuto in
piazza a Torino. Sono state riproposte anche quelle parti in cui il comico
genovese ha chiamato in causa il presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, e l'oncologo Umberto Veronesi, scatenando l'immediata reazione
verbale di Vittorio Sgarbi, presente in studio. L'intenzione dell'Agcom
di avviare dei procedimenti era già nell'aria da giorni. La nota dell'Authority
assicura che le istruttorie "si svolgeranno nel rispetto delle garanzie
procedurali previste dalla legge e dai regolamenti" dell'Autorità stessa.
E Cappon annuncia al Cda di Viale Mazzini: eventuali danni per la Rai
conseguenza delle dichiarazioni fatte da Marco Travaglio nel corso di "Che
tempo che fa" di sabato scorso "saranno oggetto di rivalsa economica
da parte dell'Azienda". (15-05-2008).
( da "Corriere del Veneto" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere
del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO - data: 2008-05-15 num: - pag: 9
categoria: REDAZIONALE I bilanci Resi noti i conti della campagna elettorale. E
c'è chi (Bresolini) rendiconta pure la colla Elezioni: Camolei batte Lega.
Nelle spese TREVISO - Ad un mese esatto dalle elezioni, le liste che hanno
partecipato alla competizione per il municipio rendono noti scontrini e fatture
della campagna elettorale. Cominciamo dalla Lega Nord e dalla Lista Gentilini
per Treviso, le due compagini di bandiera del riconfermato sindaco Gobbo. Il
Carroccio dichiara d'aver sborsato 26 mila euro, di cui ben 20 mila per la
stampa del materiale elettorale. Da notare i 243 euro volati via (è proprio il
caso di dirlo) in palloncini celebrativi. Stesso identico fondo (al centesimo:
26.492,51) per la lista dello Sceriffo: quasi tutto il materiale era infatti in
comune. Budget men che dimezzato per gli alleati del Popolo delle libertà:
soltanto 11 mila euro, di cui 2 mila spesi tra tivù e radio e 1.500 per
l'affitto di locali in cui ospitare party e galà elettorali. Il telefono è
costato agli azzurri 500 euro. Altro che i democratici: una campagna appesi
alla cornetta, s'è vero che hanno pagato una bolletta da ben 4 mila euro. E
ancora cinema, teatri (come l'Eden, che pure non è bastato a Veltroni) e media
vari per 6 mila euro, dipendenti e militanti per 5 mila 800 euro, così che alla
fine il totale recita 22 mila euro. Città mia, la civica che con il Pd e
l'Italia dei Valori sosteneva Franco Rosi, dichiara una spesa di 18 mila euro
(han investito più di tutti nel tubo catodico, con oltre 4 mila euro) ed annota
delle imprecisate "varie" per 3 mila 450 euro, mentre mancano
all'appello telefono, luce, acqua e gas. Il rendiconto più salato? Quello
redatto da un noto studio di commercialisti (è l'unico) e firmato dall'ex
presidente dell'aeroporto Paolo Camolei, candidato della civica Per Treviso: 34
mila 927 euro. All'esordio nell'agone politico Camolei ha preferito farsi
consigliare da esperti del settore, pagati la bellezza di 10 mila 400 euro. Tra
le curiosità, 5 mila 8 euro di spese postali (in molte case sono arrivati i
suoi pieghevoli, addirittura incellofanati per scongiurare il rischio pioggia)
ed i 597 euro dovuti alla Siae per "diritti amministrativi ed eventi
musicali ". Secondo classificato, Nicola Atalmi della Sinistra Arcobaleno:
28 mila euro. I manifesti (chi non ricorda i celeberrimi "O lui, o
Atalmi" col maiale ed il gallo?) sono costati 1500 euro, il Rainbow van,
furgoncino d'assalto con le faccione dei candidati, 2 mila 899 euro. I Grilli Treviso, che hanno potuto godere del traino gratuito
dello show di Beppe Grillo, dichiarano una spesa di 3 mila 728 euro, di cui 970 euro
misteriosamente devoluti in beneficenza. Ancora meglio è andata all'Udc: 2 mila
756 euro e sono pure riusciti a fare un consigliere. Veniamo agli
esclusi dai Trecento: Mirella Tuzzato e Viva TrevisoViva hanno buttato via 15
mila 415 euro, Giampaolo Sbarra 8 mila 500 euro, Paolo Bresolini di Pne 5 mila
euro: di cui euro 1.783 per spot sulla tivù di casa Antenna 3 ed euro 8 (un
plauso alla pignoleria) di colla stick. Ma.Bo. Camolei serve il suo risotto.
( da "Libertà" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
ROMA - L'Autorità
garante per le telecomunicazioni ha aperto un'istruttoria contro la Rai sul
caso Travaglio-Schifani e sulla puntata di Annozero
dedicata a VDay di Beppe Grillo, andata in onda lo scorso 10 maggio. A viale Mazzini, che ha
reso noto di avere intenzione di rivalersi su Marco Travaglio in caso di danni
economici per l'azienda, l'Agcom ha contestato la presunta violazione
dell'articolo 4, sui diritti fondamentali della persona, e dell'articolo 48 sui
compiti del servizio pubblico. Dunque dopo il Cda Rai e la magistratura
alla quale si è rivolto il presidente del Senato, Renato Schifani, per il
collaboratore di Annozero è in arrivo un'altra grana. La decisione dell'Agcom è
stata presa a maggioranza, con sei voti a favore, i quattro consiglieri di centrodestra
più il commissario Napoli e il presidente Antonio Catricalà, e tre contrari, i
consiglieri di centrosinistra. Da domani la Rai avrà 30 giorni di tempo per
presentare ricorso per entrambe le trasmissiomi. Ma a giudicare da quanto
deciso dal Cda ieri, è difficile immaginare una difesa d'ufficio di Travaglio,
sia per Annozero, dove è stata trasmessa una rissa tra lui e Vittorio Sgarbi,
dopo ampli stralci del monologo di Beppe Grillo con pesanti dichiarazioni su Giorgio Napolitano e
Umberto Veronesi, sia per "Che tempo che fa", nel corso della quale
Travaglio ha accusato Schifani di aver avuto recenti frequentazioni con ex
mafiosi. Claudio Cappon, il direttore generale dell'azienda, ha infatti deciso
di rivalersi su Travaglio in caso di multe e ha richiamato le strutture
aziendali preposte perchè vigilino sul rispetto del Codice etico. m.b.
15/05/2008.
( da "TGCom" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Seconda
posizione per Gerry Scotti Alla domanda sui migliori conduttori di eventi gli
italiani non hanno dubbi. Secondo una ricerca di Astra-Adc, Fiorello conquista
la vetta con il 18% dei consensi, staccando di 3 punti percentuali Gerry Scotti.
Sul podio dei "vincitori" anche Enrico Bertolino, che guadagna la
terza posizione, sfiorando il 9% delle preferenze. Seguono
Claudio Bisio (5,7%) e Bruno Vespa (5,3%), che si attesta al quinto posto pari
merito con Simona Ventura. Sesto posto per Enrico Mentana (5%). Seguono tra i
primi dieci anche Paolo Bonolis e Alessandro Cecchi Paone (2,7%) e poi a
seguire Fabio Fazio e Beppe Grillo. Invia ad un amico.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Spettacoli
e Società Pagina 10258 La frenesia degli eventi: il più richiesto è Fiorello
--> Quanto piace Rosario Fiorello ai produttori di eventi: è lo showman più
amato dagli italiani, ed è il personaggio più amato da chi investe - a
discapito di pubblicità fiere e promozioni - in eventi. È il dato emerso da una
ricerca di Astra-Adc presentata a Firenze nel corso della terza edizione del Monitor
sul mercato degli eventi. Alla domanda sui migliori conduttori di eventi il
campione intervistato non ha avuto dubbi: Fiorello conquista la vetta con il
18% dei consensi staccando di 3 punti percentuali Gerry Scotti. In terza
posizione, sfiorando il 9%, Enrico Bertolino supera Claudio Bisio (5,7%) e
Bruno Vespa (5,3%), che si attesta al quinto posto pari merito con Simona
Ventura. Sesto posto per Enrico Mentana (5%). Seguono tra i primi dieci Paolo
Bonolis (4%) e Alessandro Cecchi Paone (2,7%) poi, Fabio
Fazio e Beppe Grillo. Secondo i dati, gli eventi in Italia stanno diventando un mezzo
di comunicazione sempre più utilizzato. Nel 2007 il ritmo di crescita degli
investimenti è stato del 9,1%: il 55% degli utenti ha riservato a questo medium
un budget costante rispetto all'anno precedente mentre il 33% lo ha aumentato.
Gli investimenti sono destinati a crescere durante il 2008 e anche nel prossimo
anno: il 45% prevede un aumento del budget per eventi nel prossimo biennio. In
cifre, nel 2005 sono stati investiti in eventi 960 milioni di euro, che nel
2006 sono diventati 1100 milioni (+14,5%), 1.200 lo scorso anno (+9,1%) ed
entro il 2009 raggiungeranno i 1.400 milioni (+16,6%). Tutto questo a discapito
della pubblicità, delle sponsorizzazioni e pubbliche relazioni, fiere,
promozioni e anche di internet (6%). Le città ideali in cui organizzare eventi
sono risultate Milano (43%) e Roma (27%), seguite da Venezia (5%), Firenze e
Torino (4,7%). Tra le città straniere vince Parigi (24%) seguito da Londra
(18%) e Barcellona (12%).
( da "Repubblica.it" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
ROMA -
Durante la campagna elettorale per il Comune di Roma Gianni Alemanno ha
promesso il raddoppio del Grande raccordo anulare, ma un'icona
dell'ambientalismo come Carlo Petrini sostiene che il neosindaco della capitale
"è un politico senza difetti". Massimo De Maio, il presidente di Fare
Verde, associazione nata da uno costola del neofascista Fronte della Gioventù,
mette in chiaro che "io ho quasi sempre votato Rifondazione e comunque,
come spiegava Alex Langer, l'ambientalismo non è né di destra né di sinistra".
Roberto Della Seta, membro dell'Esecutivo del Partito democratico e per molti
anni ai vertici di Legambiente, spiega che "probabilmente dal punto di
vista ecologista il programma più avanzato al mondo è quello dei conservatori
britannici". "C'è grande confusione sotto il cielo, la situazione è
ottima", avrebbe detto Mao Tze Tung, ma i "timonieri"
dell'ambientalismo nostrano sono molto meno ottimisti. La scomparsa dei Verdi.
Nessuno tra loro pensa che fossero i Verdi a rappresentare politicamente
l'ecologismo italiano e le critiche alla gestione di Pecoraro Scanio si
sprecano, ma per tutti la scomparsa dal Parlamento del Sole che ride dopo oltre
venti anni è stata comunque un brutto colpo, quanto meno simbolico.
"Questo terremoto - osserva Della Seta - è stato un aspetto poco trattato
nelle analisi post elettorali, in effetti si è chiusa una pagina".
Globalizzazione e identità. Se in molti dopo il 14 aprile ci hanno spiegato che
la lotta di classe è ormai roba da libri di storia e i comunisti sono spariti da
Camera e Senato perché il voto operaio è passato alla Lega, difficile trovare
qualcuno pronto a sostenere che sia finita anche la questione ambientale. La
riflessione di Della Seta prende la forma di un gioco di matrioske. "Il
bisogno di sicurezza che ha spinto gli elettori verso destra è anche un bisogno
di identità e chi minaccia l'identità è un certo tipo di globalizzazione e tra
chi si oppone a questo tipo di globalizzazione c'è sicuramente
l'ambientalismo". Il Luogo dell'ambientalismo. Insomma, non sono solo
l'emergenza climatica ed energetica a fare del "pensiero verde" la
questione del futuro, ma anche la sfida sulla sicurezza passa per l'ecologismo.
E se la sinistra in Italia non ha ancora capito l'importanza di giocare questa
carta, "del saper dare risposte al bisogno di Luogo", per dirla
ancora con le parole di Della Seta, la destra se l'è ritrovata tra le mani
senza neppure rendersene conto. Il peso della tradizione. Il quadro che traccia
il dirigente del Pd, coautore tra l'altro del Dizionario del pensiero ecologico
da Pitagora ai No global, è desolante. "Veltroni in campagna elettorale ha
cercato di introdurre qualche novità importante, ma è stato timido: pesa la
tradizione marxista di matrice operaista, poco attenta all'ambiente, che ha
influenzato anche una parte del movimento politico d'ispirazione cristiana.
Allo stesso modo la destra italiana è in enorme ritardo rispetto al resto
d'Europa, dove l'ambiente è diventato un tema centrale delle campagne di leader
come Merkel, Sarkozy e Cameron: qui siamo fermi all'eccezione Alemanno e a
qualche riflessione individuale di Tremonti". Riscossa dal Val di Noto?
Fabio Granata nella duplice veste di dirigente siciliano di Legambiente
neoeletto deputato nelle liste del Pdl dopo una lunga militanza in An, ammette
il ritardo, ma è meno pessimista. "Se è vero che nel centrodestra c'è una
mancanza storica di cultura ambientale, è anche vero - dice - che si sta
recuperando in fretta, grazie soprattutto al ricambio generazionale: battaglie
ambientaliste come quella contro le trivellazioni petrolifere in Val Di Noto
viste inizialmente con scetticismo iniziano ad essere apprezzate per il loro
valore localistico, per l'impegno a favore della bellezza e della qualità come
prima risorsa da tutelare. Non a caso tra le cose più a lette a destra in
questo momento c'è 'Pensiero meridiano' di Franco Cassano". Un patrimonio
annacquato. Valutazioni che Massimo De Maio, forte della lunga frequentazione
con la destra "sociale" conferma solo a metà. "Una parte dei
valori dell'ambientalismo moderno, come la lotta alla globalizzazione, la
difesa delle identità locali e delle tradizioni, la critica del materialismo,
fanno parte del patrimonio della destra 'storica', ma la destra attuale è solo
un contenitore elettorale privo di ideali". Se la critica alla destra è
spietata, non è certo a sinistra però che De Maio ha voglia di guardare. Per
tutta la campagna elettorale Veltroni ha ripetuto come un disco rotto che
"l'Italia deve crescere", parole che devono aver avuto l'effetto dell'orticaria
su un entusiasta sostenitore del "Movimento per la decrescita felice"
che "festeggia quando il Pil scende", come il presidente di Fare
Verde. Timidezza punita. Destra come sinistra, sinistra come destra e nessuno
davvero ambientalista? La situazione paradossalmente è ancora più confusa e
ancora una volta le contraddizioni si attorcigliano alle contraddizioni. Nella
passata legislatura il verde Paolo Cento da sottosegretario all'Economia ha
contribuito all'approvazione del disegno di legge per l'introduzione
dell'indice di sostenibilità ambientale, una prima piccola picconata alla
dittatura del Pil e della crescita ad ogni costo, ma la sinistra ha pensato
bene di tenere l'iniziativa semiclandestina. Il fattore Grillo. Probabile che il provvedimento sia destinato a rimanere
l'ennesimo libro delle buone intenzioni, ma magari rivendicare questo piccolo
passo avanti poteva servire a parare qualche bordata di Beppe Grillo, che dello slogan "meno-meno-meno" ha fatto uno dei
suoi manifesti astensionisti. "E' fuori di dubbio - osserva ancora
Della Seta - che il comico genovese abbia fatto breccia soprattutto a sinistra,
ma se tutti sottolineano il contenuto antipolitico e anticasta della sua
campagna, nessuno ha fatto notare che l'altra metà del suo programma è di
carattere ambientalista". Il problema della rappresentanza.
L'ambientalismo insomma non è morto, fatica solo a trovare un'espressione
politica all'altezza delle questioni che pone, ma anche degli orizzonti di cambiamento
che dischiude. E qui le analisi di De Maio e Della Seta tornano a coincidere,
ritrovandosi anche con quella di Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di
Greenpeace. "Anche se le elezioni sembrerebbero dire il contrario, i temi
ambientali sono molto sentiti tra i cittadini. Il problema non è
dell'ambientalismo ma della politica. Quella italiana su questi temi è più
statica persino del Vaticano, c'è un problema enorme di rinnovo generazionale
del ceto politico all'interno di un Paese che è in generale fortemente restio
ad assorbire e generare innovazione". La questione della modernità.
Onufrio è convinto quindi che la nuova scacchiera politica disegnata dal voto
di aprile non cambierà le cose e comunque non dispera, visto che "i
successi più grandi noi li abbiamo ottenuti proprio quando al governo c'era la
destra". "Siamo di fronte a un problema tecnico - aggiunge - con una
maggioranza meno propensa ad ascoltare le nostre ragioni, ma le tematiche
ambientali restano fortissime nella società e i problemi sono destinati ad
aggravarsi, per questo il nostro compito è dialogare per spiegare cosa è
davvero moderno, mica penseranno davvero che nucleare e autostrade sono la
modernità?". (15 maggio 2008.
( da "ITportal" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
[02/01/2008]
Le parole più cercate su Google.it Zeitgeist pubblica la classifica dei termini
più ricercati sul motore di ricerca di Mountainview Come ogni fine anno arriva
puntuale l'attesa classifica di Google Zeitgeist (tradotto significa: spirito
del tempo), ovvero i termini più ricercati online nel corso del 2007 sul motore
di ricerca più famoso e utilizzato al mondo. Beppe Grillo è stata la parola più cercata dagli italiani su Internet nel
corso del 2007. Seguono i termini "Youtube", "Badoo",
"Inps", "Myspace", "Agenzia delle entrate",
"Inter", "Alitalia", "Milan" e
"Superenalotto". Le ricerche per i viaggi più popolari hanno visto in
ordine: India, Parigi, Londra, Maldive, Cuba, Giappone, Praga, New york,
Polinesia, Grecia. 4 News precedente: Google Earth: immagini sconvolgenti Non
si tratta di effetti ottici ma di foto reali riprese dal satellite 4 News
successiva: Fotocamera ultraslim da 8 Megapixel BenQ Dc X835 è in grado di
riconoscere fino a 9 visi contemporaneamente e metterli a fuoco rapidamente.
( da "Gazzettino, Il" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
ROMA -
Doppio cartellino giallo oggi dalla Rai e dall'Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni per Marco Travaglio (nella foto). Se l'Agcom apre l'istruttoria, il
Cda prende atto delle iniziative del direttore generale Claudio Cappon che dice
no alle censure ma chiede il rispetto delle regole spiegando sostanzialmente
che non dovrà esserci un altro errore "altrimenti è fuori".
Travaglio, che stasera sarà come di consueto al programma di Michele Santoro,
Annozero, replica "non ho mai violato nessuna regola". Insomma dopo
le polemiche seguite alle dichiarazioni del giornalista a "Che tempo che
fa" sul presidente del Senato, Renato Schifani - che gli sono valse già una
querela dalla seconda carica dello Stato - il caso è approdato all'attenzione
di Cda e Agcom. Il consiglio prende atto delle iniziative del direttore
generale che ha messo sotto la lente delle strutture aziendali le dichiarazioni
di Travaglio dopo il programma, che annuncia che si rivarrà contro di lui nel
caso la Rai venga querelata (ma per ora non sarebbe accaduto) ma soprattutto lo
invita al rispetto delle regole. "Spero - ha detto Cappon - non cerchi
intenzionalmente incidenti per farsi mettere fuori dalla Rai. Non si parli di
censura o di editti: il futuro di Marco Travaglio in Rai è solo nelle sue mani.
Ma alla prima nuova violazione delle regole aziendali che ha sottoscritto, il
suo contratto verrà immediatamente rescisso". Travaglio da parte sua dice:
"Non permetto a nessuno che non sia giornalista di darmi lezioni di
giornalismo". Intanto, in una lunga giornata per il Cda in scadenza il 31
maggio, Viale Mazzini dà anche il via libera al bilancio che prevede un
sostanziale pareggio. L'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, sempre
ieri, ha deciso a maggioranza di aprire un'istruttoria nei confronti della Rai
per le puntate di Annozero del primo maggio (con il servizio sul V2-Day e l'affondo di Beppe Grillo) e di Che tempo che fa del 10 maggio (ospite Travaglio contro
Schifani). Viene contestata a Viale Mazzini la possibile violazione degli
articoli 4 (sui diritti fondamentali, in particolare la dignità, della persona)
e 48 (sui compiti del servizio pubblico, in particolare il rispetto del contraddittorio)
del Testo unico della radiotelevisione.
( da "Blogosfere" del 15-05-2008)
Argomenti: Grillo
Mag 0815
Obama come Berlusconi? Tra nuova politica e spettacolo Pubblicato da Massimo
Brignolo alle 15:18 in Diario In passato i paragoni per Silvio Berlusconi si
sono sprecati: gli ultimi in ordine di tempo con il presidente francese Nicolas
Sarkozy e con Tony Blair. Durante la campagna elettorale Walter Veltroni è
stato, o meglio si è, spesso paragonato a Barack Obama. Ma mai avevamo letto un
parallelo tra Berlusconi e Obama come quello svolto da Ian Buruma, professore
di Diritti Umani al Bard College di New York, per Project Syndicate e ripreso
da alcuni media in questi giorni. "Entrino i clown" è il titolo dato
al saggio da Commentisfree, il sito online di editoriali, opinioni e commenti
del quotidiano britannico The Guardian, "La politica, i saltimbanchi e la
democrazia" titola lo svizzero Le Temps. L'analisi prende il via dalla figura di Beppe Grillo,
"un'altro promemoria di un fenomeno moderno: l'importante ruolo degli
attori brillanti nella politica contemporanea" che fa sì che "mentre
noiosi esperti televisivi pongono le vecchie insulse domande nelle tribune
politiche, i candidati sanno che la cosa realmente importante e suscitare il
sorriso in varietà come quello di David Lettermann o Jay Leno". Il
confine tra politica e showbusiness è labile: "la democrazia richiede un
livello di intrattenimento e slancio; i politici devono rivolgersi alla massa
degli elettori e non solo ad un elite che può permettersi di ignorare il
popolo". Al contrario la vecchia politica ha trasformato i politici
tradizionali "scialbi come gli autocrati comunisti", gli unici che
potessero permettersi idee stereotipate in prosa enfatica. Il risultato,
secondo Buruma, è che "l'opinione pubblica si rivolge ad altri, il
disgusto popolare verso i politici nel mondo occidentale non è mai stato così
alto dagli anni Trenta". La domanda è d'obbligo: "Il futuro
appartiene ai clown, alla anarchica blogosfera, all'antipolitica e agli
imbonitori populisti che intrattengono le masse con barzellette, insulti e
indiscrezioni sulle reti televisive che qualcuno di loro possiede?".
Secondo Buruma, "la recente rielezione del grande intrattenitore Silvio
Berlusconi illustra perfettamente la situazione. Sebbene nessuno dei candidati
alla presidenza degli Stati Uniti possa raggiungerlo in termini di intrattenimento"
i segnali si vedono. "Barack Obama, al meno all'inizio della sua campagna,
possedeva tutto il carisma del predicatore che si rivolgeva alle folle con i
lampi retorici del grande evangelista. Questa è la ragione per la quale ha
superato Hillary Clinton, la consumata gestrice della macchina del
partito". Il caso Obama, così come quello Berlusconi, "illustrano il
problema attuale delle nostre democrazie. La gente non crede ai professionisti.
Ma eleggere un clown non è la risposta". Il probabile candidato americano
ha, nel corso della campagna, assunto un atteggiamento più sobrio, più
professionale ma "potrebbe essersi reso meno popolare".