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tARTICOLI DEL 15-4-2008 #TOP
The least bad candidate Eric
Reguly, today at 7:10 AM EDT Post a comment Skip to the latest comment ... ( da "Globe
and Mail, The"
Argomenti: Grillo
Abstract: It was the
Lista Grillo -- Grillo's List. Grillo is
LOMBARDO
TRIONFA IN SICILIA ( da "Agi"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: TRIONFA IN SICILIA Percentuali dei candidati presidente della Regione in Sicilia (1096 sezioni su 5300): Raffaele Lombardo (Pdl, Mpa, Udc) 62,96%, 323.198 voti; Anna Finocchiaro (Pd, Sa, Idv) 32,26%, 163.537 voti; Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo) 2%, 10.552 voti; Ruggero Razza (La Destra - Fiamma Tricolore) 1,7%, 8.597 voti; Giuseppe Bonanno Conti (Forza nuova) 0,2%, 1000 voti.
Lombardo
corre verso la vittoria ( da "Gazzetta del Sud"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Amici di Beppe Grillo) registrerebbe un 2%, Ruggero Razza (La Destra) 1,7; Bonanno Conti (Forza Nuova) 0,2%. Al dato brillante della coalizione non si legherebbe però un risultato straordinario delle liste collegate a Lombardo, in particolare quella di Lombardo-presidente e dei democratici autonomisti perché nessuna delle due avrebbe raggiunto il 5%
Articolo
senza titolo ( da "Gazzetta del Sud"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Questo i risultati (parziali) delle liste: Amici di Beppe Grillo 1.5 per cento; Pdl 35.3, Udc 15.7, Mpa 8.7, Lombardo presidente 1.3, Democratici autonomisti 1.1; La Destra 1.4; Forza Nuova 0.1; Pd 19.9, Anna Finocchiaro 7.0, Sinistra Arcobaleno 5.4, Italia dei valori 2.0.
Per
i nuovi vertici abbiamo aumentato la parte variabile della remunerazione
( da "Stampa,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: di quel Beppe Grillo che un anno fa, stessa assemblea, stessa sala, stesso palazzone grigio alle porte di Milano, si era presentato per farsi portavoce del popolo inascoltato dei piccoli azionisti. Ma loro, i piccoli azionisti, quelli dalle poche decine, al massimo delle mille azioni Telecom in portafoglio, c'erano e in tanti,
Su
Telecom le ombre del passato ( da "Secolo XIX, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: è Beppe Grillo, protagonista lo scorso anno, ci sono molti azionisti: il 32,7% del capitale, a partire dalla holding Telco, primo socio con il 24,5%, per arrivare alla Findim, della famiglia Fossati, con il 4,45%. Ed è a lui e alle sue dichiarazioni rilasciate giorni fa che Galateri risponde escludendo "progetti di fusione con Telefonica,
Lombardo
vola verso la presidenza ( da "MF Sicilia"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: come Sonia Alfano che è scesa in campo sotto le insegne della lista Beppe Grillo che avrebbe eroso consensi alla sinistra radicale. Nelle liste provinciali a fare la parte del leone due anni fa era stata Forza Italia che aveva conquistato il 19% dei consensi e 17 seggi all'Assemblea regionale siciliana raccogliendo più di 471 mila voti.
Maggioranza
netta che eviterà inciuci ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: antipolitica cavalcata da Beppe Grillo e nell'elettorato di sinistra deluso dall'esperienza di Rifondazione nel governo Prodi, mentre Bossi è riuscito a fondere la protesta del Nord contro "Roma ladrona" (e il caso Malpensa), protesta che sfiora l'antipolitica, con la vocazione a governare il Paese in nome delle regioni più ricche.
Usa:
"pronti a lavorare con berlusconi ora sull'afghanistan si può fare di
più" - elena dusi ( da "Repubblica, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E cita la sindrome di Alzheimer che secondo il comico Beppe Grillo sarebbe diffusa in Parlamento. Tra il serio e il faceto, l'Italia agli occhi del mondo è il paese con il premier più abbronzato e giovanile del mondo (sempre secondo la Cnn) e in cui nemmeno la candidatura di Walter Veltroni è riuscita a portare una ventata di entusiasmo.
Former PM on track for 3rd
term in Italy ( da "Usa Today"
Argomenti: Grillo
Abstract: moralizer Beppe
Grillo tried to get Italians to boycott the vote. Turnout in the politically
polarized nation reached 80%, nearly as much as the 84% in the last national
ballot in 2006, according to data from the Interior Ministry. Berlusconi got a
big boost from the strong showing by the Northern League, a crucial ally that
won about 6%
Feudo-Sicilia,
Lombardo a un passo dalla sedia di governatore Prime proiezioni: centrodestra
avanti di circa 18 punti sul ticket Finocchiaro-Borsellino. Peggio che nell'era
Cuffaro ( da "Unita, L'"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Tranne la forte affermazione del candidato a presidente della lista di Beppe Grillo, Sonia Alfano, che occorrerà capire se è il frutto di un'erosione dell'elettorato di centro sinistra o di un parziale recupero di sacche tradizionali di astensionismo, in nome dell'"antipolitica". Se le schede vere dovessero confermare gli exit poll del primo pomeriggio di ieri (poco dopo le 15),
È
candidata al Senato : presidente di seggio rimossa a Siracusa
( da "Unita,
L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: candidata alla Presidenza della Regione Sicilia con la lista degli Amici di Beppe Grillo. "Sono episodi scandalosi" ha detto la Alfano. Altri episodi dello stesso genere "si sono verificati in moltissimi altri seggi e nessuno ha preso provvedimenti. Nessuno sta facendo nulla nonostante ci sia la certezza che in molti seggi non si siano svolte elezioni democratiche".
<Sfiducia
nella politica: il rifugio è nelle liste civiche>
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo'. A Pisa infatti l'affluenza in questa tornata elettorale per le amministrative non ha superato la soglia del 79.9%. Un crollo importante, che fa sicuramente riflettere. "Questo dato dimostra, nonostante la presenza di molti militari e fuorisede nella nostra città che votano per le politiche e non per il sindaco come i cittadini si allontanino sempre più dai partiti.
E
alla ricapitalizzazione ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: auditorium di Rozzano non arriva Beppe Grillo ma l'assemblea di Telecom Italia (la prima dell'era Telco) chiamata ad approvare bilancio 2007, piano di stock option e nuovo cda, si trasforma lo stesso in una lunghissima maratona fino a tarda sera. Un'assemblea dove il nuovo vertice, il presidente Gabriele Galateri e l'ad Franco Bernabè,
Di
ACHILLE PEREGO MILANO Questa volta nell'auditorium di Rozzano non arriva
( da "Nazione,
La (Empoli)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: auditorium di Rozzano non arriva Beppe Grillo ma l'assemblea di Telecom Italia (la prima dell'era Telco) chiamata ad approvare bilancio 2007, piano di stock option e nuovo cda, si trasforma lo stesso in una lunghissima maratona fino a tarda sera. Un'assemblea dove il nuovo vertice, il presidente Gabriele Galateri e l'ad Franco Bernabè,
Il
pdl è il primo partito in due comuni
( da "Tirreno,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: L'Udc di Casini si attesta intorno al 4 per cento, Di Pietro poco meno, mentre spiccano i 3 punti percentuali ottenuti dalla destra di Storace. Nel corso delle votazioni qualcuno ha attuato la protesta lanciata da Beppe Grillo rifiutando la scheda dopo avere fatto timbrare la tessera elettorale.
Di
pietro: "io decisivo, walter mi rispetti" - liana milella
( da "Repubblica,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Inevitabile parlare di quanto abbia pesato Beppe Grillo. "Lui è l'espressione fisica della gente che vuole sapere e la rete lo ha permesso superando il sistema lottizzato della Rai. Ma da domani non succeda più come accade stasera che si parla della vittoria della Lega e non della nostra".
Sul
blog rabbia e sfottò contro grillo
( da "Repubblica,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il caso Sul blog rabbia e sfottò contro Grillo Delusione, preoccupazione e molti messaggi di sfottò si affollano sul blog di Beppe Grillo. L'aumento del 3% di astenuti rispetto alle elezioni del 2006 fa infuriare sia i giovani del centrosinistra, che accusano Grillo di aver ''consegnato l'Italia a Berlusconi'', sia molti grillini che ritengono caduto nel vuoto l'
Berlusconi
vola insieme alla Lega: "Riforme col Pd, governerò 5 anni"
( da "Stampaweb,
La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: astensionismo abbia picchiato duro soprattutto a sinistra, tra quanti hanno seguito i consigli di Beppe Grillo. Berlusconi abbraccia commosso "tutti gli italiani", si dichiara "pronto a lavorare insieme con il Pd sulle riforme" perfino a "riesumare la Bicamerale del '94". Fini approva, "se Veltroni mantiene le promesse, si può aprire una fase nuova".
E
quelli di Grillo disertano i seggi <Ma noi non siamo antipolitica,
vedrete> ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Amici di Beppe Grillo' - circa una trentina di persone in Polesine, supportate da un centinaio di simpatizzanti ? motivano la loro scelta di non partecipare alle politiche allontanando lo spettro della tanto temuta anitipolitica. Inoltre, Nallio prende le distanze dalle liste civiche comparse per queste politiche: "Sono state definite come fuori legge.
Paolini
(Lega) in corsa verso Roma ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: anzi il sito di Beppe Grillo lo dà come eletto: è Luca Rodolfo Paolini, 48enne, avvocato, consigliere nazionale dell'Inps e segretario della Lega Nord nelle Marche: è secondo, dopo Bossi, alla Camera in Toscana e segue da Fano i risultati elettorali. In crisi anche a Fano i socialist: più si uniscono è più calano: al Senato ottengono uno striminzito 0,
Lombardo
sbanca la Sicilia <Federalisti come la Lega>
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Sonia Alfano per gli Amici di Beppe Grillo, Giuseppe Bonanno Conti per Forza Nuova e Ruggero Razza per La Destra) hanno ottenuto il restante 4%. "Gli elettori ci hanno percepito come punto di riferimento per tutelare gli interessi del Mezzogiorno e della Sicilia" ha commentato a caldo Lombardo sulla base dei primi exit poll che lo davano largamente in vantaggio nei confronti dell'
Lombardia,
il centrodestra stravince nella sua roccaforte
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: tipo quello legato al movimento di Beppe Grillo. Sì, perché la Lega è difficile da inquadrare nella classica dicotomia destra-sinistra, può pescare voti da una parte e dall'altra del tradizionale fronte politico. Insomma, il consenso al centrodestra è legato a vari fattori ma esprime istanze forti del Paese e del territorio del Nord.
Finocchiaro
al palo, la Sicilia a Lombardo ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: e Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo) al 2,8%. "Prudenza a parte - dice Lombardo, che alle politiche con il suo Movimento per l'autonomia è apparentato al Pdl nelle regioni meridionali -, il nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far percepire d'essere in grado di tutelare l'interesse della Sicilia,
È
una valanga nordista ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Italia dei Valori di Di Pietro che ha assorbito le spinte antipolitiche alla Beppe Grillo insieme a quelle giustizialiste. In qualche misura il successo di Di Pietro è simmetrico a quello della Lega. A questo punto, il governo governi. Non ha alibi sul piano del consenso ma semmai la zavorra della crisi economica che incombe anche sull'Italia.
PALERMO
- La Sicilia del dopo Cuffaro elegge l'alleato più fidato di Cuffaro, quel
Raffaele Lombardo che nell'Isola ha fatto il tessitore dei rapporti tra Udc e
Pdl, rimettendo ins ( da "Adige, L'"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Amici di Beppe Grillo). Fra i tre, quest'ultima avrebbe ottenuto il miglior risultato. "Prudenza a parte - dice Lombardo, che alle politiche con il suo Movimento per l'autonomia è apparentato al Pdl nelle regioni meridionali -, il nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far percepire d'essere in grado di tutelare l'
La
Sicilia a Lombardo ( da "Provincia di Cremona, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: candidata per la lista Amici di Beppe Grillo è al 2,1%. Ruggero Razza (la Destra-Fiamma Tricolore) è al 1,8 %. Giuseppe Bonanno Conti (Forza Nuova) è allo 0,2%. Invece nella quarta proiezione Consortium per la Rai. Lombardo è al 58,9 %, Finocchiaro al 36,5 %, Alfano al 3%, Razza all'1,7 %, Bonanno Conti allo 0,2%.
Cresce
( da "Adige,
L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: disamore" per la politica, i seguaci di Beppe Grillo, in riva al Benaco trovano casa e ristoro. E chissà che questo astensionismo record in Trentino un tantino non sia legato anche ad una forma di insoddisfazione nei confronti di questa amministrazione comunale. Che da oggi in poi avrà qualche motivo di riflessione in più.
Seppur
di poco, la destra vince alla Camera e al Senato
( da "Riformista,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: la protesta dei seguaci di Beppe Grillo, che hanno consegnato le schede elettorali nella prefettura di Genova, rappresenta a pieno il malcontento dell'elettorato di sinistra. Poi un secondo motivo, l'affermazione della Lega Nord in queste realtà operaie, più povere, "dove - commenta a caldo un cronista del Secolo XIX - è fortissima la presenza degli immigrati:
Lombardo
esulta La Sicilia ad un passo ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Forza nuova) e Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo). Fra i tre, quest'ul - tima avrebbe ottenuto il miglior risultato. "Prudenza a parte dice Lombardo -, il nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far percepire d'essere in grado di tutelare l'interesse della Sicilia, più dei nostri concorrenti".
Voti
doppi e crocifissi contestati ( da "Giornale.it, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Nei seggi 140 e 144 di Certosa la protesta predicata da Beppe Grillo è stata reiterata. Lo stesso gruppetto di elettori si è presentato per tre volte al seggio facendosi sempre registrare per poi rifiutare le schede. Alla terza occasione il presidente si è opposto alla scusa di "non aver ancora esercitato il diritto di voto" e ha minacciato di chiamare la forza pubblica.
Ha
votato l'80,45% Elettori in calo: -3%
( da "Manifesto,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: I commenti circolano sui blog come quello di Beppe Grillo e quello di Questavoltano. Secondo i dati resi noti dal Viminale la maggiore percentuale di elettori che hanno espresso il loro diritto di voto si è registrata in Emilia Romagna (86,1%), seguita da Lombardia e Veneto (entrambe all'84,6%), Trentino Alto Adige (84,2%) e Umbria (84%).
Regionali,
Lombardo nuovo governatore ( da "Manifesto, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: circa dei consensi che ha ottenuto è Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe ucciso dalla mafia, e candidata a governatore con la lista degli "Amici di Beppe Grillo". Per le regionali ha votato il 66,6% dei 4.572.866 elettori siciliani, contro il 59,16% delle elezioni del maggio 2006, quando si votava in un solo giorno.
Nettuno
conferma, con i dati del Senato, una larga maggioranza al Pdl. Infatti il
partito di Silvio ( da "Messaggero, Il (Latina)"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Laura Pizzotti per gli "Amici di Beppe Grillo", Marco Bordacconi per la Sinistra l'Arcobaleno, Evaristo Pacini candidato da una lista civica. Insomma, i voti per le comunali potrebbero essersi davvero "incrociati" in mille modi diversi, con 9 candidati a sindaco, 16 liste e 424 aspiranti consiglieri comunali.
Sicilia,
Lombardo presidente ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: altezza della sfida da lanciare contro il centrodestra e il suo sistema di potere profondamente radicato".Per gli altri tre candidati alla presidenza della Regione, come Sonia Alfano a capo di una lista ispirata da Beppe Grillo, non c'è storia: la Alfano nella notte veniva accreditata di un 2,3% dei voti. nino.amadore@ilsole24ore.com.
Stimo
D'Alema: prevarrà il Pd ( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: La Sinistra Arcobaleno sta dalla parte dei deboli come me. Anche se, a dire il vero, mi riconosco più in Beppe Grillo: perché anche io, come il comico genovese, sono stanca dello strapotere della politica che anche in un settore di lavoro come quello degli spettacoli non smette di mettere becco.
E
nessuno si lamenti della campagna elettorale. Stefano Vinti
(Rifondazione-Sinistra Arcobal ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Gli amici di Beppe Grillo hanno chiesto la scheda ai presidenti e poi hanno fatto mettere a verbale il suo annullamento volontario. Spiegazione: nessuno dei partiti schierati li rappresentava. ***** Candeline al seggio per Paolo Baroni di Città di Castello che domenica 13 aprile ha festeggiato il diciottesimo compleanno proprio al seggio.
Corriere
del Veneto - VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 7
categoria: ALTR... ( da "Corriere del Veneto"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: antipolitica alla Beppe Grillo che si impone nel Paese e, in particolare, nel Nord Est. Vince, invece, la domanda di autonomia". è anche un voto di paura davanti alla crisi economica incombente? "Le imprese nel 2007 qui hanno tirato, e lo dimostra meglio di ogni altro dato il tasso di disoccupazione, sceso fino ai livelli minimi del 2,
I
Grilli parlanti sfondano fra i partitini Lo show di Beppe traino involontario
( da "Corriere
del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Cionondimeno c'è da credere che siano riusciti a sfruttare il traino involontario dello show tenuto proprio da Grillo il 6 aprile scorso in piazzale Burchiellati. Ma.Bo. L'originale Beppe Grillo, il comico genovese non ha nulla a che vedere con i "Grilli parlanti".
Telecom,
Bernabè tira dritto ( da "Stampaweb, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: di quel Beppe Grillo che un anno fa, stessa assemblea, stessa sala, stesso palazzone grigio alle porte di Milano, si era presentato per farsi portavoce del popolo inascoltato dei piccoli azionisti. Ma loro, i piccoli azionisti, quelli dalle poche decine, al massimo delle mille azioni Telecom in portafoglio, c'erano e in tanti,
Sicilia,
Lombardo presidente. Cuffaro eletto in Senato con l'Udc
( da "Rai
News 24" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Una sorpresa viene da Sonia Alfano, al terzo posto, candidata dagli Amici di Beppe Grillo, che si attesta sul 2,41%, segno di un buon radicamento dei seguaci del comico genovese sul territorio. Lombardo ha seguito lo spoglio dal suo quartier generale di Catania, circondato da sostenitori e giornalisti, in un clima euforico.
I
delusi del web si sfogano con Beppe Grillo
( da "Tempo,
Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Stampa politica e internet I delusi del web si sfogano con Beppe Grillo Delusione, preoccupazione e post di sfottò si affollano sul blog di Beppe Grillo. Quell'aumento del 3% di astenuti rispetto alle elezioni del 2006 fa infuriare sia i giovani del centrosinistra, che accusano Grillo di aver "consegnato l'Italia a Berlusconi", sia gli stessi grillini che ritengono caduto nel vuoto l'
La
candidata nella lista Amici di Beppe Grillo è una della maggiori sorprese del
risultato elet ( da "Stampa, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
ITALIA
BIPARTITICA ( da "Avanti!"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: antipolitica del comico Beppe Grillo. Un risultato che ci consegna un quadro politico bipartitico, visto che tre italiani su quattro hanno votato per Pdl e Pd, e smentisce le errate profezie di due anni fa, quando il voto sancì la vittoria elettorale dell'Unione di Romano Prodi e l'editorialista Curzio Maltese su "Repubblica" descrisse il Cavaliere battuto e demoralizzato come "
In
rete Da Mastella/commentator a Mister B, tutti i risultati secondo internet
( da "Riformista,
Il" del 15-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract: Adinolfi e Di Pietro, provetti blogger, sono in ritardo. Anche da Beppe Grillo latita. Nel frattempo a OneMoreBlog riassumono la giornata elettorale: "Bantnani? come se durasse di prioezione? ci conferma diretta paralla con follona usuguale? decamentro scappellament a destra". 15/04/2008.
Il
centrodestra conserva la guida della regione
( da "Riformista,
Il" del 15-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract: figlia di Beppe, giornalista ucciso dalla mafia. La Alfano si è presentata con la lista "Amici di Beppe Grillo" ed era uno dei tre candidati minori. Gli altri due sono Ruggero Razza della Destra di Storace e Giuseppe Bonanno Conti di Forza Nuova. Insomma tra i Grillini e i delusi della svolta pidiellina di An gli exit poll prevedono una forbice tra il 9 e il 13%
L'idv
supera la boa del 4 per cento ( da "Riformista, Il"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E cioè sul blog di Beppe Grillo. Sul suo sito personale, il comico genovese è stato attaccato sia dai giovani di centrosinistra che dai grillini stessi. Questi ultimi l'hanno chiamato in correità sul "ritorno al comando dello psiconano (Berlusconi, ndr )", per aver promosso "prima il non voto e poi il voto a Di Pietro".
Senza
Grilli per la testa vince il voto moderato
( da "Opinione,
L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Grilli per la testa vince il voto moderato di Barbara Alessandrini Con buona pace di Beppe Grillo e di tutti i fantini dell'anti- politica il dato dell' 81, 028% di affluenza complessiva alle urne per il rinnovo della Camera e del Senato fa piazza pulita di tutte le analisi e contro-analisi che già avevano iniziato a circolare tra domenica notte e lunedì mattina quando sembrava che
Grillo:
Veltroni ha riesumato Berlusconi, un miracolo. Nuovo V-day il 25 aprile
( da "Rai
News 24" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 15 aprile 2008 Grillo: Veltroni ha riesumato Berlusconi, un miracolo. Nuovo V-day il 25 aprile Beppe Grillo Beppe Grillo non ha dubbi, Silvio Berlusconi deve ringraziare Walter Veltroni. E' questo il primo di commento di Beppe Grillo, sul suo blog, ai risultati elettorali di ieri, che hanno visto vincente la coalizione di centrodestra guidata dal Cavaliere.
Il
dopo-voto: è quasi Terza Repubblica pag.1
( da "Affari
Italiani (Online)" del 15-04-2008) + 1 altra
fonte
Argomenti: Grillo
Abstract: Day alla Beppe Grillo, laicismi fuoritempo alla Enrico Boselli, contrapposizioni noi-voi anche in seno ai partiti e governi fondati sugli starnuti di Rita Levi Montalcini e Francesco Cossiga (sia pure simpaticissimo). Basta: i senatori a vita facciano dignitosamente i patres conscripti di romana memoria, siano un esempio morale per aver "
Il
commento/ Un quadro politico semplificato. Scompare la sinistra antagonista e
ambientalista pag.2 ( da "Affari Italiani (Online)"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: quello che per intenderci ha provato a cavalcare Beppe Grillo). Per questo il Carroccio porta a casa tutti coloro che non vogliono nemmeno sentire nominare Roma, intesa non tanto come luogo geografico (i terroni), ma come il luogo dell'immobilismo e dello spreco ai danni di tutti (e quindi soprattutto ai danni di chi pensa di sgobbare e guadagnare di più).
VOTO:
BEPPE GRILLO, SE FOSSI BERLUSCONI FAREI VELTRONI VICEPREMIER
( da "Asca"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Non usa mezzi termini il comico Beppe Grillo dalle pagine del suo blog nell'addossare a Walter Veltroni la responsabilita' della sconfitta elettorale, accusando il leader del Pd di aver ''resuscitato'' Silvio Berlusconi. ''Era l'autunno del 2007'', scrive Grillo in un intervento intitolato 'Loro non molleranno mai, noi neppure'.
Amministrative,
Friuli: Tondo in testa su Illy ( da "ADN Kronos"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Amici di Beppe Grillo) 2,42%, 66.834 voti; Raffaele Lombardo (Mpa) 65,46%, 1.806.528 voti; Ruggero Razza (La Destra) 1,61%, 44.672 voti; Giuseppe Bonanno Conti (Forza Nuova) 0,23%, 6.482 voti e Anna Finocchiaro (Pd) 30,26%, 835.245 voti. "Senza girarci molto attorno'' è stata ''una netta sconfitta" ha commentato la Finocchiaro.
SICILIA:
RISULTATI DEFINITIVI CATANIA ( da "Caltanet"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: 127 sezioni questi i risultati definitivi del voto per le elezioni regionali in provincia di Catania: Amici di Beppe Grillo-Sonia Alfano 2,11% (12.525 voti); Pdl 35,16% (208.618 voti); Mpa 21,79% (129.303 voti); Udc 6,44% (38.237 voti); Democratici autonomisti 4,66% (27.660 voti); Lombardo presidente 4,65% (27.590 voti); La Destra 2,25% (13.370 voti);
Piazza
Castello o piazza San Carlo poco importa, basta che sia una piazza. Da 10
giorni, compresi qu ( da "Stampa, La"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: "In piazza Castello ci staremo - dice Sarina degli Amici di Grillo di Torino - finchè il ministro non assumerà provvedimenti". L'appello di Beppe Grillo a non votare non ha scalfito quello del "voto utile". "Noi abbiamo lasciato massima libertà" dice l'organizer di Qui Torino Libera, Sergio Battaglino.
Lombardo,
la terza Italia non cambia mai ( da "AprileOnline.info"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: la figlia di Beppe, giornalista messinese ucciso dalla mafia nel 1993, candidata a Palazzo dei Normanni per la Lista di Beppe Grillo. "Credo che sull'interpretazione della legge non ci siano dubbi, se Anna Finocchiaro dovesse rinunciare al suo posto all'Assemblea regionale siciliana, sarò io a subentrare" ha detto,
Le
previsioni del Grillo ( da "AprileOnline.info"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: solo due in meno rispetto alle anticipazioni fatte da Grillo, che invece ci ha preso perfettamente con l'Udc. Non serviva la sfera di cristallo, secondo Beppe Grillo, per avere in anticipo un'idea chiara di quale sarebbe stato il responso delle urne: è un'ulteriore dimostrazione che l'attuale legge elettorale è "incostituzionale e illegale": "Il cittadino può solo fare una croce.
L'altra
Lega straccia la Finocchiaro: più di 20 punti
( da "Provincia
di Lecco, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Amici di Beppe Grillo). Fra i tre, quest'ultima avrebbe ottenuto il miglior risultato. "Prudenza a parte - dice Lombardo, che alle politiche con il suo Mpa è apparentato al Pdl nelle regioni meridionali -, il nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far percepire d'essere in grado di tutelare l'interesse della Sicilia,
Verso
il ballottaggio Rutelli e Alemanno
( da "Panorama.it"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: seguiti da Serenetta Monti (Lista civica Amici di Beppe Grillo) al 3,0%, Mario Baccini all'1% (La Rosa per l'Italia) e Franco Grillini (Partito socialista) allo 1%. Se i voti reali confermeranno le proiezioni nella Capitale si andrà al ballottaggio domenica 27 aprile e lunedì 28 aprile, tra quindici giorni.
Rutelli-Alemanno,
si profila il ballottaggio ( da "ADN Kronos"
del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: e Luciano Ciocchetti (Udc) si attesta al 2,9%, Serenetta Monti (Amici Beppe Grillo) il 2,9% e Franco Grillini (Ps) l'1%. Brescia - Adriano Paroli, candidato sindaco del centrodestra, è in vantaggio sul candidato del centrosinistra Emilio Delbono dopo lo scrutinio di 33 sezioni su 207. Paroli ottiene il 51,5% contro il 36,4% del rivale.
( da "Globe and Mail, The" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
The least bad
candidate Eric Reguly, today at 7:10 AM EDT Post a comment Skip to the latest
comment Back to the blog For a crash course in how Italian democracy works, or
does not work, go to a polling station. I did this morning and it made my head
spin like a radar dish (I am a dual citizen and can vote in Italian elections;
today is election day and this is the first time I have voted). Confusion does
not even begin to describe my experience. My local polling station was in a
school. The walls of the main hallway were almost entirely covered with vast
lists of candidates and their parties. There were separate lists for the
Chamber of Deputies (the Parliament's lower house); the Senate (the upper
house); the province; the "comune" (the city of Rome, in this case);
and the "municipio," the separate regions of the city (the equivalent
of councillors, I imagine). Each level of government had a bewildering array of
parties from which to choose. The number ranged from a mere 14 parties for the
Senate to 24 for the city of Rome. In total, I had to choose among 94 parties
for my five separate votes. To make things even more bewildering, you vote for
lists of candidates, not individuals, which in itself makes a mockery of the
democratic process. I suffered brain cramps when I realized that some
candidates appear on more than one list in different constituencies. Even the
ballot itself is not uniform. On three of my five ballots, I simply had to mark
an "X" over the party I favoured. On the other two, I had to write my
choice of candidate next to the party. Some of the parties, like Walter
Veltroni's centre-left Partito Democratico (Democratic Party) and Silivio
Berlusconi's centre-right Popolo della Liberta (People of Freedom), are well
known. Others I had never heard of. It was news to me that Antonio Di Pietro,
Italy's best-known anti-corruption magistrate, has his own Italy of Values
party. There was a single issue party called Aborto, No Grazie -- Abortion, No
Thanks. Another was the National Movement of the Dolphin, which made me laugh.
Then I realized that the Italians probably laugh when they see the elephant and
the donkey used by the main American parties. There were endless left-wing and
communist parties, and a couple of regional sovereignty parties, like Southern
Autonomy. Finally, there was a party that wasn't a party at all. It was the Lista Grillo -- Grillo's
List. Grillo is Beppe Grillo, Italy's hugely popular comedian and political commentator whose
blog is one of the most popular on the planet. He calls Mr. Berlusconi, who has
been prime minister two times already, the "psychotic dwarf" or
"asphalt head." He delights in printing the names of
parliamentarians who are convicted felons or under criminal investigation. In a
recent blog entry, Mr. Grillo said that all the
average citizen can do in this election "is make the sign of the
cross" because Parliament is about to receive "a a bunch of lovers,
wives, sentenced criminals, statute barred offenders, people under
investigation and others remanded for trial." Mr. Grillo
himself has vowed never to be a candiate. Yet the few candidates he likes are
allowed to use his "Lista Grillo" symbol as
an endorsement. Who got my vote? For the Chamber of Deputies and the Senate, I
went for Mr. Veltroni's Democratic Party. It was a strategic vote, designed
(probably in vain) to keep frontrunner Mr. Berlusconi from winning another
term. For my other three votes, I went with the Grillo's
recommendations. At least that way I can be reasonably assured the candidates
are not felons. In Italy, you vote for the least bad candidate. Post a comment
Skip to the latest comment Back to the blog Randal Oulton from Canada writes:
>> In Italy, you vote for the least bad candidate Well, at least we have
that much in common. Posted 14/04/08 at 11:36 AM EDT | Alert an Editor | Link
to Comment Broad Vacant from St. Catharines, Ontario, Canada writes: You vote
for the least bad candidate; fine, you can vote for whomever you wish. But the
author - a journalist and citizen - doesn't understand the basics of the system
of government?!?!?!? I spend 3-4 months every year in Italy, and I admit - it's
complicated. But shouldn't a voting citizen at least know the various levels of
government? The author wants us to believe this is a product of the complicated
politics. To some extent it is, but I'm shocked that a journalist for a major
naitonal paper would so shamelessly admit his failings. Posted 14/04/08 at
12:05 PM EDT | Alert an Editor | Link to Comment Bob Fugger from Victoria, BC,
Canada writes: Boy, I can't wait until proportional representation comes to
Canada! The pro-PR crowd always seems to demur at how quickly critics point to
the Italian example of PR. That is an extreme, they say - look at how well
other jurisdictions pull it off? Italy and Canada have a lot more in common
than you think - especially politically. For the most part, we too are
generally voting in the least bad candidate/party. In fact, looking at
elections since the dawn of Confederation, there are few examples of a party
being voted in as opposed to the other party being voted out. More to the
point, while Canadian society doesn't quite suffer the class and idealogical
divisions that Italy does, the regional divisions may just lead to a couple of
dozen parties in Parliament. Imagine, Jerry Boyle's Newfoundland Seperatist
Federation in the House sitting next to neo-Rhino and Western Bloc MPs!!
Furthermore, the party-list system is so anti-democratic it would make Plato
twirl in his grave. Instead of electing someone based on a plurality of votes
(or if that's so bad, how about considering a run-off election?), pro-PR folks
would rather let politicians wash each others' hands and decide where on the
list they are (the lower they are on the list, the less chance they have of
being elected, based on the PR threshold). Posted 14/04/08 at 12:14 PM EDT |
Alert an Editor | Link to Comment Robert Cameron from Calgary, Canada writes:
Vote for the Least Bad - sounds like the last Alberta Election... Posted
14/04/08 at 1:18 PM EDT | Alert an Editor | Link to Comment W. Mayne from
Canada writes: No wonder Canada has welcomed so many Italian immigrants over
the years, they feel right at home during election time! Posted 14/04/08 at
1:27 PM EDT | Alert an Editor | Link to Comment Mr. Happy from Canada writes:
With about 90% of precincts reporting it looks as if your "Lista Grillo" got half as many votes as the "Abortion-No
Thanks" party. :^) Posted 14/04/08 at 6:04 PM EDT | Alert an Editor | Link
to Comment Craig Cooper from Toronto, writes: Do they elect dog catchers like
they do in the US? Posted 14/04/08 at 6:40 PM EDT | Alert an Editor | Link to
Comment Dmitri Gorskin from Montreal, Canada writes: Candidat Berlusconi is
father of all journalists of this newspaper? Why in your newspaper you not tell
us, why canadian dollar down for 3 months compare with dollar of USA? Canadian
dollar will became worst currency in this year? Posted 14/04/08 at 6:45 PM EDT
| Alert an Editor | Link to Comment Maeve Giacobbe from Canada writes: Dear
Broad Vacant from St. Catharines, it's a shame that you underestimate the chaos
that characterizes the Italian voting system and definitely 3 or 4 months in
Italy do not make you a fine connaisseur of the Italian way of casting a
ballot. I voted for at leats 25 year in Italy and still I have problems. My
sympathy definitely goes to Mr. Reguly... Posted 14/04/08 at 7:28 PM EDT |
Alert an Editor | Link to Comment Justin M from vancouver, Canada writes: great
article, you cant get this type of reporting in my provincial papers. thanks
Posted 14/04/08 at 7:39 PM EDT | Alert an Editor | Link to Comment Francesco
Braga from guelph, Canada writes: If the best journalist the leading Canadian
daily can afford to have to report from Italy did not know that Di Pietro has
been a MP for a number of years, with his own "Italia dei valori"
party... I am left wondering about the overall credibility of what mr. Reguly
writes and indeed -no personal offence intended of course- if mr. Reguly
actually reads anything to document himself before writing (and never mind about
voting). I am afraid... this attitude does indeed provide some explanation of
his own pro Veltroni voting. I would not want that mr. Reguly missed that mr.
Veltroni served as past editor of the official daily of the Communist Party of
Italy... only because Veltroni has now declared that he was never a communist.
Go ahead, mr Reguly, and endure... eventually you could make it to The
Economist. Your party lost. Posted 14/04/08 at 8:43 PM EDT | Alert an Editor |
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Reguly in Europe.
( da "Agi" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
IL CANDIDATO DEL PDL
"GIA' AL LAVORO NELLE PROSSIME ORE" LOMBARDO TRIONFA
IN SICILIA Percentuali dei candidati presidente della Regione in Sicilia (1096
sezioni su 5300): Raffaele Lombardo (Pdl, Mpa, Udc) 62,96%, 323.198 voti; Anna
Finocchiaro (Pd, Sa, Idv) 32,26%, 163.537 voti; Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo) 2%, 10.552 voti; Ruggero Razza (La Destra - Fiamma Tricolore)
1,7%, 8.597 voti; Giuseppe Bonanno Conti (Forza nuova) 0,2%, 1000 voti.
( da "Gazzetta del Sud" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Mario Cavaleri
Palermo Raffaele Lombardo vince la sua battaglia e conquista la presidenza
della Regione siciliana. La coalizione che ha visto insieme il suo Movimento
per l'autonomia-Sud, il Pdl, l'Udc e altre due liste collegate all'Mpa ha
battuto la coalizione di centrosinistra guidata da Anna Finocchiaro che aveva
accanto Rita Borsellino e l'appoggio di Sinistra Arcobaleno. I dati riferiti
allo scrutinio di 1096 sezioni su 5300 danno un 62% contro il 32%; nessuno
degli altri candidati ha superato la soglia del 5%: Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo)
registrerebbe un 2%, Ruggero Razza (La Destra) 1,7; Bonanno Conti (Forza Nuova)
0,2%. Al dato brillante della coalizione non si legherebbe però un risultato
straordinario delle liste collegate a Lombardo, in particolare quella di
Lombardo-presidente e dei democratici autonomisti perché nessuna delle due
avrebbe raggiunto il 5% il che non farebbe scattare alcun seggio. Un
dato importante che ha avvantaggiato l'Udc di Cuffaro, neo senatore, forte di
una percentuale che . Adesso si apre la pagina dellaAlcune delle principali
direttrici di rotta sono note e conoscendo il decisionismo di Raffaele Lombardo
c'è da scommettere che le porterà avanti: riguardano le scelte sul piano della
tutela ambientale da inquinamento dei mega impianti, e Gela da questo punto di
vista è il simbolo di un territorio da risanare; la battaglia per superare la
marginalità territoriale attraverso una fiscalità compensativa; la
razionalizzazione della macchina regionale. Se sui primi due fronti
l'interlocuzione sarà con l'esecutivo nazionale, sul fronte dell'efficienza
burocratica Lombardo dovrà vedersela da solo con gli alleati e se è il caso
senza di essi perché l'autonomia che gli viene dall'essere eletto direttamente
dal popolo lo porta a dover rendere conto solo ai siciliani che dopo sette anni
di centrodestra, nel quale l'Mpa è stato parte da protagonista, vogliono adesso
vedere risultati. Ci sono scadenze nei rapporti con l'Europa che impongono la
certificazione di spesa a fine anno relativa ad Agenda 2000-2007; è davvero a
buon punto la programmazione per i prossimi sei anni, dopo di che non avremo
altro da pretendere dall'Ue ? Sul fronte della sanità il nuovo governo avrà
quel coraggio di interventi radicali che né Pistorio (ex assessore alla Sanità
dell'Mpa e riconfermato ieri senatore) né Lagalla hanno dimostrato ? Superata
la fase della propaganda, messi da parte gli slogan e forti del successo che
ancora una volta ha premiato la coalizione dell'ex "casa delle
libertà" resistita persino alle intemperie giudiziarie di Cuffaro, adesso
la Sicilia si aspetta la nuvoa stagione di operosità promessa.
( da "Gazzetta del Sud" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
A Messina la sfida
regionale si fa avvincente nella tarda nottata, quando si iniziano a definire i
giochi di una partita che sembra ormai quasi definitivamente chiudersi in
favore del Pdl. Il partito di Berlusconi può contare su quattro seggi sicuri
(di cui due new entry). I dati emersi dalle prime sezioni (136 su 254) vedono
al primo posto Giuseppe Buzzanca che va a Palermo risultando il primo in città
con 3984 voti (la sua esperienza nel 2006 durò ben poco a causa di impedimenti
giudiziari); Nino Beninati, assessore uscente che ottiene 3592 voti; Roberto
Corona (primo dei non eletti nella competizione del 2006) che raccoglie 2041
preferenze e Santi Formica, anche lui attuale esponente dell'Esecutivo che
conferma la sua posizione a Palermo con 2028 voti. In ballo (ma dovrebbe
farcela) Antonio D'Aquino che sempre a Messina e sempre nelle prime 136 sezioni
ottiene 1832 consensi e subito dietro Carmelo Currenti con 941 voti (la partita
fra i due è aperta). Partito democratico: valanga di preferenze per l'uscente
Franco Rinaldi (segretario provinciale del Pd) che rimane al suo posto
risultando il primo degli eletti del centrosinistra; dietro di lui Giuseppe
Laccoto, ex sindaco di Brolo e Filippo Panarello. Duello fino all'ultimo voto
fra l'uscente Francesco Calanna e l'ex consigliere comunale Udeur Giuseppe
Picciolo. Nell'Mpa, pioggia di consensi per il sindaco di Fiumedinisi Cateno De
Luca che conserva così il seggio. A siracusa dei sei deputati che
rappresenteranno la provincia all'Assemblea regionale, due saranno del Popolo
della Libertà. Giambattista Bufardeci, già vicepresidente della Regione e poi
per più di otto anni sindaco di Siracusa, è il più votato. L'altro candidato
eletto del Pdl è Vincenzo Vinciullo, vicesindaco uscente di Siracusa. Non
riesce ad essere eletto per la terza volta l'uscente Giancarlo Confalone. Nel
Partito Democratico, Bruno Marziano, presidente uscente della Provincia
regionale, che ha guidato per dieci anni, vince l'appassionante sfida contro
l'uscente Roberto De Benedictis e Mario Bonomo. Ma De Benedictis quasi
sicuramente tornerà a Sala D'Ercole. Dei due deputati uscenti dell'Udc solo
Pippo Gianni si riconferma all'Ars. Non viene rieletto, invece, Nunzio
Cappadona, pupillo di Totò Cuffaro. Nel Mpa, infine, Giuseppe Gennuso si
conferma deputato moltiplicando i suoi voti. Lo stesso Gennuso, con i
meccanismi delle rinunce da parte dei primi della lista, potrebbe risultare
eletto alla Camera dei Deputati e a quel punto potrebbe decidere di lasciare il
seggio a Sala d'Ercole a Franco Zappalà. A Ragusa il Popolo delle libertà emula
la Dc dei tempi d'oro e contribuisce al successo di Raffaele Lombardo con una messe
di voti (35.3 per cento quando erano state scrutinate 207 sezioni su 309) e,
soprattutto, con due parlamentari. Solo lo scrutinio dell'ultima sezione dirà
chi tra Innocenzo Leontini e Carmelo Incardona avrà l'onore del primo posto
nella lista ma è certo che entrambi gli uscenti torneranno a Sala d'Ercole dopo
aver, tra l'altro, incassato in campagna elettorale le promesse di un
assessorato da parte di Angelino Alfano e Pippo Scalia. Al successo di Lombardo
brindano anche l'Udc (15.7 per cento) e Mpa (8.7) che accompagnano all'Ars
l'uscente Orazio Ragusa e l'ex deputato nazionale Riccardo Minardo. Nell'ex
provincia "rossa", il Pd (19.9 per cento) ottiene un seggio con l'ex
sindaco di Comiso, Pippo Digiacomo, e ora attende la ripartizione dei parlamentari
non assegnati con il listino. Il resto dovrebbe essere sufficiente a Roberto
Ammatuna per essere riconfermato all'Assemblea regionale. Occorrerà però
attendere i dati definitivi per sapere se la provincia di Ragusa sarà in grado
di strappare con i recuperi il sesto seggio. Un risultato che sarebbe stato di
certo alla portata anche della lista Anna Finocchiaro (7 per cento) e della
Sinistra Arcobaleno (5.4) se le due liste fossero riuscite a superare lo
sbarramento regionale. Questi, comunque, gli eletti all'Ars della provincia di
Ragusa: Innocenzo Leontini e Carmelo Incardona (Pdl), Pippo Digiacomo (Pd),
Orazio Ragusa (Udc) e Riccardo Minardo (Mpa). Questo i
risultati (parziali) delle liste: Amici di Beppe Grillo 1.5
per cento; Pdl 35.3, Udc 15.7, Mpa 8.7, Lombardo presidente 1.3, Democratici
autonomisti 1.1; La Destra 1.4; Forza Nuova 0.1; Pd 19.9, Anna Finocchiaro 7.0,
Sinistra Arcobaleno 5.4, Italia dei valori 2.0.
( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
"Per i nuovi
vertici abbiamo aumentato la parte variabile della remunerazione"
[FIRMA]ARMANDO ZENI MILANO Di sicuro è mancato il guizzo, irridente, sfacciato,
di quel Beppe Grillo che
un anno fa, stessa assemblea, stessa sala, stesso palazzone grigio alle porte
di Milano, si era presentato per farsi portavoce del popolo inascoltato dei
piccoli azionisti. Ma loro, i piccoli azionisti, quelli dalle poche decine, al
massimo delle mille azioni Telecom in portafoglio, c'erano e in tanti,
più di altri anni a contarli bene. C'erano i loro rappresentanti, come quelli
dell'Asati, forti di uno 0,26% del capitale, un niente rispetto al 24,5% dei
soci di comando Telco, poca cosa rispetto al 4,45% della Findim della famiglia
Fossati o al 4,08% del fondo a stelle e strisce Brandes Investment Partner, ma
presenti per farsi sentire e dire la loro. C'erano, i piccoli azionisti. Decisi
nell'invitare i manager di vertice a osare qualcosa di più, a difendere il
titolo per riportarlo a prezzi decorosi, preoccupati per il taglio dei
dividendi che si aggiunge al tonfo delle quotazioni. Pronti a protestare per le
buonuscite milionarie degli ex, dei Buora, dei Ruggiero, definite
"scandalose" - ed è la prima volta - dal consigliere indipendente
Luigi Zingales. Decisi a chiedere all'unanimità un altolà alle stock option
milionarie. Ma anche a rivendicare un taglio netto col passato e addirittura,
per bocca di Sergio Cusani, consulente della Cgil, un'operazione pulizia come
quella fatta all'Eni tra il '93 e il '94 da Bernabè, allora amministratore
delegato proprio del Cane a sei zampe. E pazienza se alla fine, dopo dieci ore
d'assemblea, quello che conta e resterà agli atti è il sì del 99,4% dei
presenti al bilancio e la nomina del nuovo consiglio destinato a governare
l'azienda i prossimi tre anni con i dodici uomini proposti da Telco (a
cominciare, ovviamente, dalla conferma del presidente Gabriele Galateri e dell'ad
Franco Bernabè), i due (Paolo Baratta e Roland Berger) presentati da Findim e
uno (Zingales) da Assogestioni. Certo, c'era chi si aspettava qualche novità -
soprattutto sulle strategie industriali - in questa assemblea. Sorprese come
una revisione anticipata, in tempi più stretti: forse già prima dell'estate,
del piano industriale o qualche altro annuncio forte, magari non l'aumento di
capitale o la conversione delle azioni di risparmio più volte (e anche ieri)
smentiti ma chissà, forse, la quotazione di Open Access, divisione creata ad
hoc per la gestione della rete. Novità tutte rispedite al mittente. Con
disappunto del mercato che ha tradotto in cifre la delusione con il meno 4,1%
registrato in Borsa dal titolo tornato sotto 1,40 euro dopo la ripresa delle
ultime due settimane. Niente piano industriale bis a breve: "Intendiamo
rivederlo nell'ambito di un normale processo di pianificazione, anticipando i
temi rispetto a quest'anno", ha ripetuto in assemblea Bernabè deludendo
chi, come l'Asati, sperava nell'anticipo. Nessuna "cessione a società
terze o quotazione della rete", come ha di nuovo precisato
l'amministratore delegato. E se qualcuno, dopo l'intervista nella quale Marco
Fossati di Findim aveva sponsorizzato la fusione con Telefonica, si aspettava
qualche spiraglio oltre la promessa di sinergie per 1,3 miliardi di risparmi di
costi, anche qui niente di nuovo: "Non esistono progetti di fusione con
Telefonica - parola di Galateri - così come non esistono progetti di aumento di
capitale". Riassumendo, avanti con i target annunciati a marzo che per
Bernabè sono "obiettivi realistici che riflettono le attuali potenzialità
della società". E nessuna operazione straordinaria per ridurre il debito
per il quale, assicura l'amministratore delegato, "basta la gestione
operativa" con la cessione di Alice France e l'acquisto del 100% di
Telecom Argentina.
( da "Secolo XIX, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
L'assemblea degli
azionisti Rinnovato il cda, ma gli azionisti attaccano le gestioni precedenti.
Galateri ottimista dal nostro inviato Lorenzo Cresci Rozzano (Milano). Il
passato pesa ancora. E anche se oggi, al governo di Telecom, non ci sono più
Marco Tronchetti Provera, Carlo Buora e Riccardo Ruggiero, per gli azionisti
che hanno comprato titoli poi demoralizzati nel valore, per chi ha passato una
vita in azienda e parla ancora con nostalgia della Sip e della sede di Torino,
è difficile dimenticare. Lo stesso presidente del principale gruppo telefonico
italiano, Gabriele Galateri, chiede "non più così tanta attenzione per
quel che s'è fatto, ma per quel che sarà", ma si capisce che si mescolano,
nell'auditorium di Rozzano, rancori e rimpianti. Per quel che è stato tanto
tempo fa, e oggi non è più. Il titolo che non va, le sontuose buonuscite pagate
ai manager del passato ("scandalose" per il consigliere indipendente
Luca Zingales) e ritenuti responsabili del declino, ma anche le remunerazioni
dei vertici di oggi, il piano di stock options, le speranze che Franco Bernabè
sia per Telecom quel che Sergio Marchionne è stato per Fiat: uno straordinario
risanatore. Nel giorno del rinnovo del cda sono molti i temi affrontati nelle
oltre nove ore di assemblea. Non c'è Beppe Grillo, protagonista lo scorso anno, ci sono molti azionisti: il 32,7%
del capitale, a partire dalla holding Telco, primo socio con il 24,5%, per
arrivare alla Findim, della famiglia Fossati, con il 4,45%. Ed è a lui e alle sue
dichiarazioni rilasciate giorni fa che Galateri risponde escludendo
"progetti di fusione con Telefonica, anche se le sinergie sono
destinate ad arricchirsi. Non esistono progetti di aumento di capitale della
società", precisa il presidente del gruppo e l'anticipo della revisione
del piano ci sarà"ma non a giugno" come chiesto dall'azionista.
Galateri ha poi voluto analizzare il "turbolento contesto congiunturale
nel quale opereremo". Come? Con la consapevolezza che il "business
delle telecomunicazioni è tra i meno sensibili al ciclo economico" e che
questo fa sì che i volumi di traffico continuino a crescere; l'altra
convinzione è che "le tlc sono e continueranno a essere un baluardo alle
spinte inflazionistiche", tanto è vero che i prezzi dei servizi telefonici
si sono ridotti, in dieci anni, di quasi il 16%, "mentre i prezzi al
consumo sono cresciuti del 24%". E poi c'è una convergenza, quella tra
telecomunicazioni e informatica, "ancora da sfruttare". Galateri
cerca di infondere ottimismo, insomma, e lo fa sottolineando la fiducia
"in una migliore valorizzazione del titolo in Borsa", in un
"piano industriale realistico" e nella ripresa "di un solido
cammino di sviluppo". L'amministratore delegato Franco Bernabè punta sulla
bontà del piano, con investimenti per 1,2 miliardi, parlando di "obiettivi
realistici che riflettono le attuali potenzialità dell'azienda" da
raggiungere attraverso "un percorso importante di consolidamento,
trasformazione e rilancio". Il tutto, con un piano industriale
"realizzato attenendosi a una rigorosa disciplina finanziaria".
Rigore, controllo e disciplina. Ecco i "comandamenti" per chiudere
con il passato e lanciare nuove sfide. Perché l'obiettivo "è ridurre il
rapporto tra indebitamento e margine operativo lordo al livello dei principali
operatori europei". Per far ciò ci sono tre indirizzi: "Una politica
dei dividendi già adottata e sostenibile nel lungo termine; la possibile
dismissione di ulteriori asset non strategici e decidere gli investimenti con
prudenza e selettività". Gli altri obiettivi sono già noti: dare una
dimensione internazionale a Telecom, consolidando la presenza del gruppo in
Brasile e Germania e puntando sull'Argentina, disimpegnandosi da mercati e
settori non "particolarmente attraenti", come Alice France, in
vendita. E, numericamente, portare i ricavi a circa 31 miliardi di euro (dai
30,9 del 2007), realizzare un margine operativo lordo pari al 38,5%, mantenere
una posizione finanziaria netta inferiore a tre volte il margine. 15/04/2008
AZIONARIO 15/04/2008.
( da "MF Sicilia" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
MF Sicilia Lombardo
vola verso la presidenza I primi exit poll danno in netto vantaggio il leader
dell'Mpa sulla sfidante finocchiaro. Per il candidato del centro-destra
consensi tra il 49 e il 53%; tra il 36 e il 40% l'esponente del Partito
democratico. Tutti gli altri tra il 9 e il 13%. Al Senato l'Udc supera lo
sbarramento, Pdl al 45%, Pd al 26% Il candidato del centro-destra alla
presidenza della Regione Siciliana si avvia verso una facile vittoria alle
elezioni regionali. Raffaele Lombardo, infatti, è accreditato di una
“forchetta” di consensi variabile dal 49 al 53% contro il dato oscillante tra
il 36% e il 40% di Anna Finocchiaro mentre gli altri candidati raggiungerebbero
un dato tra il 9% e il 13%. Al momento in cui scriviamo si tratta solamente di
exit poll, quindi non di voti reali ma di sondaggi effettuati all'uscita dei seggi.
Lombardo, dunque, riuscirebbe ad eguagliare, in percentuale, il risultato di
due anni fa di Salvatore Cuffaro che riuscì a raccogliere il 53% dei consensi
ed oltre 1,3 milioni di voti (vedi tabella). Mentre cala la percentuale della
candidata del centrosinistra Anna Finocchiaro rispetto a Rita Borsellino,
sfidante di Cuffaro nella scorsa tornata elettorale. In quel caso la Borsellino
riuscì a raccogliere il 41% dei consensi con poco più di un milioni di voti. A
rosicchiare i voti del centrosinistra avrebbero giocato, ad una prima analisi,
la presenza degli altri candidati di area "antagonista" come Sonia Alfano che è scesa in campo sotto le insegne della
lista Beppe Grillo che avrebbe eroso consensi alla
sinistra radicale. Nelle liste provinciali a fare la parte del leone due anni
fa era stata Forza Italia che aveva conquistato il 19% dei consensi e 17 seggi
all'Assemblea regionale siciliana raccogliendo più di 471 mila voti. Al
secondo posto l'Udc, la lista del candidato presidente Cuffaro, che raggiunse
il 12,98% dei consensi conquistando 11 seggi con 319 mila voti (vedi tabella).
L'affluenza ai seggi, invece, è salita trainata dalle elezioni nazionali che si
sono svolte in contemporanea. Secondo i dati del ministero dell'interno alla
chiusura dei seggi (alle 15 di ieri) avevano votato poco più di 3 milioni di
siciliani per una percentuale del 66,6% contro il 59,16% del 2006. La provincia
dove l'affluenza è stata più alta è stata quella di Catania (dalla quale
provenivano i due maggiori sfidanti per questa competizione elettorale) con il
70,95% degli aventi diritto che si è recato al seggio. Chiude la classifica la
provincia di Enna con il 54,51%. Per le elezioni nazionali, invece, il dato di
affluenza è rimasto in linea con quello della precedente tornata elettorale. In
Sicilia ha votato il 74,88% contro il 74,98% del 2006. Per i risultati
definitivi dello scrutinio regionale bisognerà aspettare le prime ore di oggi.
Così la Finocchiaro invita alla prudenza nel commento dei dati regionali.
"Mi sembra assolutamente azzardato commentare un exit poll delle
15,30". "Abbiamo lavorato molto e bene", ha aggiunto la
senatrice del Pd, "ogni altro commento è assolutamente prematuro".
Stessi commenti prudenti, in serata, da Raffaele Lombardo. "Ciò che è
certo", ha detto "è che qualora si confermassero queste tendenze ci
sarà una giunta di alto livello professionale e morale". Nomi per la
giunta nessuno, al momento, "ho in mente qualche nome, ma non voglio
bruciarlo", ha aggiunto Lombardo. Mentre per quello che riguarda lo
scrutinio del Senato si possono fare alcune considerazioni basate su dati
certi. Ieri sera erano state scrutinate circa la metà delle sezioni siciliane.
Si notano un aumento percentuale di tutte le coalizioni di centro-destra che
riescono ad ottenere risultati ancora superiori rispetto alla precedente
tornata elettorale. Il Pdl ottiene infatti il 45,2% dei consensi, migliorando
la somma di Fi e An del 2006 (gli azzurri al 28,5% e il partito di Fini al
10,7%). L'Mpa di Raffaele Lombardo è sul filo dell'8% il doppio del necessario
per superare lo sbarramento che vige per la Camera alta dal momento che si
presenta in coalizione con il partito di Berlusconi. Mentre l'Udc, con buona
probabilità, riuscirà ad eleggere tre dei suoi senatori (fino a cinque secondo
le ultime proiezioni) proprio in Sicilia, attestandosi al 10,2% e migliorando
il dato del 2006 quando la vela di Casini raggiunse nell'Isola il 9,6%.
Dovrebbero accedere a Palazzo Madama il capolista Salvatore Cuffaro, Giampiero
D'Alia e Antonello Antinoro. Nell'opposto schieramento il Pd è riuscito a
raccogliere il 26,6% dei consensi (più della somma di Ds e Margherita nel 2006
cioè il 23,2%). Una frenata la registra l'Idv con il 2,8% contro il 3,7%,
mentre a livello nazionale invece realizza un buon balzo in avanti. Arretra
invece anche in Sicilia come nel resto di Italia la Sinistra Arcobaleno che ha
raccolto il 2,7% dei consensi mentre due anni la sola Rifondazione Comunista
aveva raggiunto il 5,5%.Le dichiarazioni della serata sono tutte incentrate all'ottimismo
parte degli esponenti del centro-destra. "Aspettiamo i risultati
finali", ha detto Enrico La Loggia del Pdl, "ma i primi sintomi mi
sembrano buoni e incoraggianti". "Mi sembra inoltre", ha
aggiunto La Loggia, "che ci sia una netta semplificazione del quadro
politica, un grande partito a sinistra e un grande partito del
centro-destra". Per il trapanese Antonio D'Alì, "si preparano cinque
anni di governabilità. Anche in Sicilia si conferma la validità dell'alleanza
tra il Pdl e l'Mpa". Secondo D'Alì "ora si apre una importante
stagione di riforme istituzionali". "Manterremo facilmente gli
impegni assunti a favore del Mezzogiorno", ha aggiunto il leader dell'Mpa
Raffaele Lombardo, "a partire dalla fiscalità compensativa e da un piano
straordinario sulle infrastrutture". "è stato premiato la politica di
progetto", ha affermato invece il coordinatore regionale di Alleanza
Nazionale, Pippo Scalia. Al centro invece si parla di "opposizione
costruttiva". Secondo l'ex governatore e neoeletto senatore, Salvatore
Cuffaro, "l'Udc sarà all'opposizione anche se sarà una opposizione
costruttiva, perché voteremo tutte le leggi che riterremo utili per il
paese". Mentre sul fronte opposto cominciano a fioccare le prime critiche
alla conduzione del Pd in questa campagna elettorale. Non è un caso che vengano
da Beppe Lumia, candidato al Senato in Sicilia in un
primo momento escluso dalla competizione per la regola dei tre mandati.
"Sul dato nazionale il progetto del Pd sta realmente innovando la politica
che ha subito quella rottura che tutti si aspettavano", ha detto Lumia.
"Sul piano regionale", ha aggiunto, "bisogna fare due
considerazioni: il progetto di innovazione di Walter Veltroni e Anna
Finocchiaro ha avuto una straordinaria traduzione. Lo stesso però non è avvenuto
per le liste che hanno sostenuto la Finocchiaro". Secondo Lumia, dunque,
"bisogna avere il coraggio di dire che in Sicilia il progetto di Veltroni
deve essere meglio organizzato". (riproduzione riservata). MF Sicilia
- Sicilia Palazzi & Denaro Numero 075, pag. 2 del 15/4/2008
Autore: Antonio Giordano.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Nazionale pag. 7
Maggioranza netta che eviterà "inciuci" Di tutto sembrava avere
bisogno l'Italia tranne che di vittorie dimezzate, governi instabili o grandi
coalizioni dove non si sa mai chi sia responsabile di che cosa. Quanto al Pd si
può dire che lo sfondamento di Veltroni probabilmente è avvenuto più a sinistra
che non al centro, stante il clamoroso flop della Sinistra di Bertinotti,
Diliberto e Pecorario Scanio. La vocazione maggioritaria proclamata da Veltroni
resta tale proprio perché solo in parte premiata dai numeri, ma certo
costituisce il fondamento per il futuro. Al centro invece ha funzionato
l'appello di Berlusconi al voto utile: l'Udc di Casini ha contratto i suoi
consensi e la sua presenza in Senato e alla Camera. Inequivocabile segno che gli
elettori di centro non hanno creduto ad uno spostamento a destra della
coalizione guidata da Berlusconi, dove per altro il segno meno riguarda semmai
proprio An; per il blocco sociale rappresentato dal Pd il vero centro è
Berlusconi. A sinistra, ha funzionato la vocazione maggioritaria del Pd e
l'inattuabilità di quel progetto politico tanto accarezzato da Bertinotti nella
precedente legislatura: fare della sinistra radicale una forza e di governo e
di protesta. Il fallimento del governo Prodi si è abbattuto con più forza su
Bertinotti che non su Veltroni. Oggi si è in pratica sfaldato lo stesso zoccolo
duro di Rifondazione, lo stesso che aveva accompagnato Bertinotti in tutte le
ultime elezioni. Ma allora c'è da chiedersi dove sia finito il voto contro, il
voto di protesta che storicamente ha sempre premiato le estreme. Il successo,
straordinario della Lega prima di tutto, ma anche di Di Pietro si può spiegare
anche così: con un "voto contro" che ha traslocato dalla sinistra
estrema vero Bossi e l'Italia dei Valori. Con una significativa differenza
però: Di Pietro ha probabilmente pescato molto nell'antipolitica
cavalcata da Beppe Grillo e nell'elettorato di sinistra
deluso dall'esperienza di Rifondazione nel governo Prodi, mentre Bossi è
riuscito a fondere la protesta del Nord contro "Roma ladrona" (e il
caso Malpensa), protesta che sfiora l'antipolitica, con la vocazione a
governare il Paese in nome delle regioni più ricche. È vero che la Lega
al governo c'è già stata: oggi però Bossi misura la sua forza in modo diverso,
sapendo che in quei consensi ricevuti c'è di sicuro un segno di protesta che -
e il dubbio sta proprio qui - o lo si governa o lo si lascia libero e senza
redini.
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Usa: "Pronti a
lavorare con Berlusconi ora sull'Afghanistan si può fare di più" Plauso
del Dipartimento di Stato. La stampa: voto senza entusiasmo Il mondo Il primo
leader straniero a congratularsi è stato il primo ministro spagnolo Zapatero
ELENA DUSI Complimenti a Berlusconi. Ma al nuovo premier da Washington arriva
subito la prima richiesta: nuove truppe per l'Afghanistan. "Siamo pronti a
lavorare con quello che appare essere il nuovo primo ministro Silvio
Berlusconi" fa sapere il sottosegretario di stato americano Kurt Volker.
Che poi, a scrutini non ancora conclusi, va subito al sodo: "Gli Usa
accoglieranno con favore nuovi contributi italiani in Afghanistan". Il
primo leader a complimentarsi con Berlusconi è stato il premier socialista
spagnolo José Luis Zapatero. Per il resto, "Il ritorno del giullare"
non è bastato a togliere la patina grigia dall'immagine dell'Italia. Se sulla
stampa estera i resoconti sulla vittoria elettorale di Berlusconi seguono per
metà la scia del colorato titolo dell'Economist, per il resto pullulano di
parole come "disillusione", "scetticismo" e
"apatia". "No pudo ser", non si è potuto fare, ha
parafrasato lo spagnolo El Mundo. Il Washington Post descrive così l'equilibrio
del momento: "La società sente un forte bisogno di cambiamento, eppure
sembra averne paura". Nel resoconto del New York Times, "l'Italia ha
votato in un clima di nazionale pessimismo". Rifiuti, mozzarelle, il
sorpasso da parte della Spagna e il destino cupo di Alitalia riempiono le
cronache delle centinaia di giornalisti russi, tedeschi, giapponesi e iraniani.
I leader del mondo non si affrettano a elaborare commenti significativi.
"Siamo pronti a collaborare con chiunque vinca le elezioni" aveva
diplomaticamente indicato il sottosegretario di stato americano Kurt Volker
all'inizio del pomeriggio. Per il resto, a descrivere l'immagine del nostro
paese rimangono i media stranieri. Che non sono teneri. Di "Voto senza
entusiasmo" parla il Los Angeles Times. "Berlusconi e Veltroni si
sono presentati con programmi simili, e nessuno è riuscito a ispirare molta
fiducia". Neanche il conservatore francese Le Figaro mostra entusiasmo per
il "ritorno in pista" del Cavaliere, "un animale politico che né
le disfatte né gli scandali hanno abbattuto". La vittoria della Lega e il
calo dell'affluenza vengono visti come il sintomo "di una disillusione
generalizzata nei confronti dell'attuale classe politica italiana" (lo
dice la Cnn). "Dopo il Giappone - insiste Le Figaro - l'Italia ha la
classe politica più anziana del mondo". E cita la
sindrome di Alzheimer che secondo il comico Beppe Grillo
sarebbe diffusa in Parlamento. Tra il serio e il faceto, l'Italia agli occhi
del mondo è il paese con il premier più abbronzato e giovanile del mondo
(sempre secondo la Cnn) e in cui nemmeno la candidatura di Walter Veltroni è
riuscita a portare una ventata di entusiasmo.
( da "Usa Today" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Berlusconi taps into
voters' discontent over economy By Alessandra Rizzo The Associated Press ROME ?
Media billionaire Silvio Berlusconi won a decisive victory Monday in Italy's
parliamentary elections, setting the colorful conservative and staunch U.S.
ally on course to his third stint as premier. Berlusconi's party and its allies
won strong victories in both houses of Parliament during Sunday and Monday's
voting, avenging his loss two years ago to a center-left coalition. "I'm
moved. I feel a great responsibility," he said in a phone call to RAI
public television while monitoring election results at his villa outside Milan.
Italian news agencies reported that he had a private dinner with aides.
Berlusconi capitalized on discontent over Italy's stagnating economy and the
unpopularity of Romano Prodi's government. This was Berlusconi's fifth
consecutive national election campaign since 1994, when he stepped into
politics from his media empire, worth about $9.4 billion. He has fended off
challenges to his leadership by conservative allies, withstood accusations of
conflict of interest and survived criminal trials linked to his business
dealings. During his last time as prime minister, Berlusconi served a
record-setting five years until his defeat in 2006. He made notable international
gaffes as well as unpopular decisions at home, such as sending 3,000 soldiers
to Iraq despite widespread opposition among Italians. The Iraq contingent was
withdrawn after his 2006 ballot loss, and he has ruled out sending any more
troops there. Even so, his friendship with the United States is not in doubt.
Berlusconi once said he agreed with the United States regardless of
Washington's position. He calls President Bush a friend, and his return to
power is likely to make relations with the United States warmer, no matter who
becomes the next American president. The outgoing government led by Prodi had
colder relations with the United States. Prodi never went to the White House,
although he did talk with Bush in Rome and at summits. On Monday, Berlusconi
said he would make his first foreign trip as the new premier by visiting Israel
to mark the Jewish state's 60th anniversary. He said it would be a show of
support for "the only real democracy in the Middle East."
Berlusconi's main rival, Walter Veltroni, made a strong final sprint. In the
315-member Senate, Berlusconi was projected to control 167 seats to Veltroni's
( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
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l'edizione del Feudo-Sicilia, Lombardo a un passo dalla sedia di governatore Prime
proiezioni: centrodestra avanti di circa 18 punti sul ticket
Finocchiaro-Borsellino. Peggio che nell'era Cuffaro di Saverio Lodato / Palermo
SI PROFILA una debacle per il centrosinistra in Sicilia. Il vento del
rinnovamento non c'è stato. La Sicilia resta tale e quale quella di prima.
Anzi, molto peggio. Il tandem, il ticket, chiamateli come volete, fra Anna
Finocchiaro, che si candidava alla guida della regione, e Rita Borsellino, che
puntava a diventare presidente dell'Assemblea regionale siciliana, non ha
funzionato. Comunque sia, non ha determinato alcun valore aggiunto. Non viene
cioè intercettato quel "voto femminile" che costituiva un possibile
(uno dei pochi) fattore di forte speranza per ribaltare in Sicilia una
concezione arcaica e clientelare della politica. Nessun fenomeno nuovo. Tranne la forte affermazione del candidato a presidente della
lista di Beppe Grillo, Sonia Alfano, che occorrerà
capire se è il frutto di un'erosione dell'elettorato di centro sinistra o di un
parziale recupero di sacche tradizionali di astensionismo, in nome
dell'"antipolitica". Se le schede vere dovessero confermare gli exit
poll del primo pomeriggio di ieri (poco dopo le 15), Raffaele Lombardo,
leader del Movimento per l'Autonomia, sarà il nuovo "governatore" di
Sicilia, con una maggioranza molto simile a quella della quale poté disporre,
per due anni, Salvatore Cuffaro, prima di dimettersi in seguito alla condanna
del tribunale di Palermo a 5 anni di reclusione per avere favorito alcuni
mafiosi. Ma in serata le primissime proiezioni aggravavano ulteriormente lo
iato tra i due schieramenti. Exit poll: a Lombardo fra il 49 e il 53%, alla
Finocchiaro, fra il 36 e il 40%, dunque attorno ai dieci punti di stacco.
Proiezioni, invece: Lombardo 56,3%; Finocchiaro 38,3. Dunque attorno ai 18
punti di differenza. Ovvio: anche in questo caso siamo nel campo della
virtualità più assoluta. Ma confrontiamo questo dato virtuale con quello che
segnò le regionali del 2006: Cuffaro venne eletto con il 53, 1; la Borsellino
totalizzò il 41,6. Come si vede, la situazione - secondo le primissime
proiezioni - vedrebbe un peggioramento per il centrosinistra rispetto a due
anni fa. A metà pomeriggio di ieri, Raffaele Lombardo ha dichiarato:
"Prudenza a parte, il nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo
stati capaci di far percepire di essere in grado di tutelare l'interesse della
Sicilia più dei nostri concorrenti". Si dice sicuro che "la mafia non
si è preoccupata di votare" perché "si starà occupando d'altro, visto
che lo Stato è riuscito ad andargli addosso". Infine, Lombardo rende
l'onore delle armi alla sua avversaria, la Finocchiaro: "C'è stato un
dibattito civilissimo, senza le denigrazioni e le calunnie che sono appartenute
alle campagne elettorali del passato". Nessun commento, né dalla
Finocchiaro che oggi arriverà a Palermo - solo uno stringato "non ci siamo
tirati indietro" - , né dalla Borsellino. Con ogni probabilità entrambe si
riservano di conoscere l'autentico e definitivo responso delle urne. Ha invece
avanzato osservazioni critiche, Giuseppe Lumia, esponente del Partito
democratico: "In Sicilia le liste dovevano avere più forza per sostenere
il progetto di innovazione di cui Veltroni e la Finocchiaro sono
portatori". Il riferimento è al fatto che la scelta dei candidati in
Sicilia non ha tenuto il passo con l'ipotesi annunciata del rinnovamento, non
essendo altro che la riproposizione dei parlamentari uscenti. Infine, Sonia
Alfano, candidata alla Presidenza della regione dagli amici di Beppe Grillo, stimata al 5%:
"Abbiamo lavorato a contatto della gente. E qualunque risultato sarà un
punto di partenza. I nostri voti arrivano dagli elettori che negli anni scorsi
non hanno votato". Ma anche questo sembra presto per dirlo. Soltanto a
notte fonda si capirà come ha davvero votato la Sicilia per queste elezioni
regionali. saverio.lodato@virgilio.it.
( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
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l'edizione del LA DENUNCIA DELLA ALFANO "È candidata al Senato":
presidente di seggio rimossa a Siracusa Scambi di volantini a meno di cinquanta
metri dal seggio. E ancora: il presidente di seggio della sezione 34, nella
scuola elementare di Via Algeri di Siracusa addirittura candidato al Senato
della Repubblica nelle liste della sinistra arcobaleno. È la denuncia - ieri -
di Sonia Alfano, candidata alla Presidenza della Regione
Sicilia con la lista degli Amici di Beppe Grillo.
"Sono episodi scandalosi" ha detto la Alfano. Altri episodi dello
stesso genere "si sono verificati in moltissimi altri seggi e nessuno ha
preso provvedimenti. Nessuno sta facendo nulla nonostante ci sia la certezza
che in molti seggi non si siano svolte elezioni democratiche". E
nel pomeriggio la presidente della sezione elettorale 34 di Siracusa è stato
rimosso dopo gli accertamenti svolti dalla Digos. Della donna non è stata
rivelata l'identità e non è stata comunicata in modo ufficiale la lista di
appartenenza. Le funzioni di presidente sono state assunte dal vice che ha
completato le operazioni di voto ed ora sovrintende a quelle di scrutinio.
Sulla vicenda una informativa è stata inoltrata anche alla Procura di Siracusa.
( da "Nazione, La (Pisa)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
ELEZIONI pag. 5
"Sfiducia nella politica: il rifugio è nelle liste civiche" IL VOTO
DI PROTESTA PAOLO ARDUINI (CITTA' DEI DIRITTI) "QUESTO vistoso calo dei
votanti rivela come la sfiducia tra politica ed elettori sia un dato
decisamente reale". Così ha commentato Paolo Arduini, candidato a sindaco
per la lista civica la 'Città dei diritti con Beppe Grillo'. A
Pisa infatti l'affluenza in questa tornata elettorale per le amministrative non
ha superato la soglia del 79.9%. Un crollo importante, che fa sicuramente
riflettere. "Questo dato dimostra, nonostante la presenza di molti
militari e fuorisede nella nostra città che votano per le politiche e non per
il sindaco come i cittadini si allontanino sempre più dai partiti. La
Sinistra Arcobaleno sembra in discreta difficoltà, non è riuscita a fare
un'opposizione reale, così la gente si è rifugiata nelle liste civiche, perchè
emergono dalle città e non dai partiti". E conclude: "Insomma il dato
della sfiducia è sicuro, noi speriamo di averla raccolta nella nostra lista.
Vedremo come andrà domani".
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
15-04-2008)
Argomenti: Grillo
ECONOMIA E FINANZA pag.
35 e alla ricapitalizzazione Fiducia nel settore tlc e nella ripresa del titolo
di ACHILLE PEREGO ? MILANO ? Questa volta nell'auditorium
di Rozzano non arriva Beppe
Grillo ma l'assemblea di
Telecom Italia (la prima dell'era Telco) chiamata ad approvare bilancio 2007,
piano di stock option e nuovo cda, si trasforma lo stesso in una lunghissima
maratona fino a tarda sera. Un'assemblea dove il nuovo vertice, il presidente
Gabriele Galateri e l'ad Franco Bernabè, deve soprattutto ricreare la
fiducia attorno alla società reduce da anni travagliati nell'azionariato,
appesantita dai debiti creati dagli ex scalatori e con un titolo precipitato in
una Borsa che lo ha punito anche ieri con un meno 3,91% a 1,4020 euro. E sono
stati proprio i due manager in apertura d'assemblea a tracciare le linee di
sviluppo che non prevedono ? ha detto Galateri ? progetti né di una fusione con
Telefonica né di aumento di capitale e invece, ha aggiunto Bernabè, in anticipo
sui tempi fissati a fine anno un nuovo piano industriale "con obiettivi
realistici che riflettono le attuali potenzialità dell'azienda". Galateri
ha manifestato fiducia sia nel settore (le tlc) sia in Telecom. Che è, ha
spiegato, "una grande azienda, strutturalmente sana. Ha le persone, le
tecnologie, i prodotti per superare i suoi problemi e cogliere le interessanti
opportunità di sviluppo che ha di fronte". La fiducia poggia sulla
"governance d'alto profilo" su cui la società può contare a
cominciare dall'azionariato di riferimento rappresentato da Telco a cui partecipano
soggetti importanti, robusti e affidabili come Telefonica, Generali, Intesa
Sanpaolo, Mediobanca e Sintonia. Ma la fiducia per Galateri riguarda anche una
valorizzazione del titolo la cui caduta in Borsa crea "un più che
comprensibile disagio" ma sulla quale ha influito anche la speculazione. I
pilastri della crescita, secondo l'ad, saranno la banda larga, la convergenza
fisso mobile e il rafforzamento internazionale in mercati promettenti come
Brasile, Germania e Argentina mentre si uscirà da quelli meno attraenti. E le
cessioni (leggi Alice France) insieme con la gestione operativa (leggi meno
costi) contribuiranno a ridurre il debito, mentre non sono previsti né il
conferimento a una società terza né la quotazione della rete. Ma Telecom, ha sottolineato
Bernabè, è in grado di affrontare con tranquillità le scadenze del debito (37,5
miliardi a fine 2007) nei prossimi quattro anni pari a 4,5miliardi l'anno.
Sempre sul fronte delle cifre, Bernabè ha ricordato l'obiettivo di ricavi
stabili a 31 miliardi per il 2008 (e un più 1-2% nel 2009-2010) con un Mol pari
al 38,5%. Le parole di fiducia dei vertici di Telecom non hanno impedito che in
assemblea si scatenasse il disappunto di molti piccoli azionisti "figli di
un dio minore" che hanno visto fortemente ridotto i loro risparmi per il
crollo del titolo e non capiscono perché in un periodo magro ci sia comunque
chi si ingrassa. Per questo sotto accusa finiscono le "scandalose"
buonuscite concesse agli ex Buora e Ruggiero, il piano di stock option (criticato
anche da Bankitalia) che premierebbe troppo il management in assenza ancora di
risultati. E POI la mala gestione del passato, che avrebbe impoverito la
società a cominciare dalla svendita del patrimonio immobiliare e per cui il
presidente dell'Asati, Lombardi, e quello di Adusbef, Lannutti, hanno chiesto
di fare chiarezza e avviare un'azione di responsabilità. E chiarezza, o meglio
pulizia, secondo Sergio Cusani, dovrebbe farla, come la fece all'Eni, il
galantuomo Bernabè. Chiamato con Galateri a guidare il nuovo cda di Telecom per
cui in serata l'assemblea ha votato: oltre ai 12 rappresentanti di Telco
entrano in consiglio Luigi Zingales in rappresentanza dei fondi. A Findim vanno
due posti in consiglio: Paolo Baratta e Roland Berger.
( da "Nazione, La (Empoli)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
ECONOMIA &
FINANZA pag. 34 di ACHILLE PEREGO ? MILANO ? Questa volta nell'auditorium di
Rozzano non arriva... di ACHILLE PEREGO ? MILANO ? Questa volta nell'auditorium di Rozzano non arriva Beppe Grillo ma
l'assemblea di Telecom Italia (la prima dell'era Telco) chiamata ad approvare
bilancio 2007, piano di stock option e nuovo cda, si trasforma lo stesso in una
lunghissima maratona fino a tarda sera. Un'assemblea dove il nuovo vertice, il
presidente Gabriele Galateri e l'ad Franco Bernabè, deve soprattutto
ricreare la fiducia attorno alla società reduce da anni travagliati
nell'azionariato, appesantita dai debiti creati dagli ex scalatori e con un
titolo precipitato in una Borsa che lo ha punito anche ieri con un meno 3,91% a
1,4020 euro. E sono stati proprio i due manager in apertura d'assemblea a tracciare
le linee di sviluppo che non prevedono ? ha detto Galateri ? progetti né di una
fusione con Telefonica né di aumento di capitale e invece, ha aggiunto Bernabè,
in anticipo sui tempi fissati a fine anno un nuovo piano industriale "con
obiettivi realistici che riflettono le attuali potenzialità dell'azienda".
Galateri ha manifestato fiducia sia nel settore (le tlc) sia in Telecom. Che è,
ha spiegato, "una grande azienda, strutturalmente sana. Ha le persone, le
tecnologie, i prodotti per superare i suoi problemi e cogliere le interessanti
opportunità di sviluppo che ha di fronte". La fiducia poggia sulla
"governance d'alto profilo" su cui la società può contare a
cominciare dall'azionariato di riferimento rappresentato da Telco a cui partecipano
soggetti importanti, robusti e affidabili come Telefonica, Generali, Intesa
Sanpaolo, Mediobanca e Sintonia. Ma la fiducia per Galateri riguarda anche una
valorizzazione del titolo la cui caduta in Borsa crea "un più che
comprensibile disagio" ma sulla quale ha influito anche la speculazione. I
pilastri della crescita, secondo l'ad, saranno la banda larga, la convergenza
fisso mobile e il rafforzamento internazionale in mercati promettenti come
Brasile, Germania e Argentina mentre si uscirà da quelli meno attraenti. E le
cessioni (leggi Alice France) insieme con la gestione operativa (leggi meno
costi) contribuiranno a ridurre il debito, mentre non sono previsti né il
conferimento a una società terza né la quotazione della rete. Ma Telecom, ha
sottolineato Bernabè, è in grado di affrontare con tranquillità le scadenze del
debito (37,5 miliardi a fine 2007) nei prossimi quattro anni pari a 4,5miliardi
l'anno. Sempre sul fronte delle cifre, Bernabè ha ricordato l'obiettivo di
ricavi stabili a 31 miliardi per il 2008 (e un più 1-2% nel 2009-2010) con un
Mol pari al 38,5%. Le parole di fiducia dei vertici di Telecom non hanno
impedito che in assemblea si scatenasse il disappunto di molti piccoli
azionisti "figli di un dio minore" che hanno visto fortemente ridotto
i loro risparmi per il crollo del titolo e non capiscono perché in un periodo
magro ci sia comunque chi si ingrassa. Per questo sotto accusa finiscono le
"scandalose" buonuscite concesse agli ex Buora e Ruggiero, il piano
di stock option (criticato anche da Bankitalia) che premierebbe troppo il
management in assenza ancora di risultati. E POI la mala gestione del passato,
che avrebbe impoverito la società a cominciare dalla svendita del patrimonio
immobiliare e per cui il presidente dell'Asati, Lombardi, e quello di Adusbef,
Lannutti, hanno chiesto di fare chiarezza e avviare un'azione di
responsabilità. E chiarezza, o meglio pulizia, secondo Sergio Cusani, dovrebbe
farla, come la fece all'Eni, il galantuomo Bernabè. Chiamato con Galateri a
guidare il nuovo cda di Telecom per cui in serata l'assemblea ha votato: oltre
ai 12 rappresentanti di Telco entrano in consiglio Luigi Zingales in
rappresentanza dei fondi. A Findim vanno due posti in consiglio: Paolo Baratta
e Roland Berger.
( da "Tirreno, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Pontedera Il Pdl è
il primo partito in due Comuni A S. Maria a Monte e Castelfranco. Nel resto
della Provincia uno su 2 vota Pd è raggiante Giacomo Romagnoli, giovane
segretario del Pd a San Miniato. Qui il partito di Veltroni è andato oltre il
50 per cento, con punte superiori al 60 nei seggi di Isola e Ponte a Elsa.
"Un risultato - dice il leader locale, proveniente dai Ds - che è migliore
delle aspettative della vigilia e ci fa ben sperare per il futuro. Penso che
questo traguardo sia anche frutto di un lavoro di rinnovamento che abbiamo
portato avanti negli ultimi tempi". Ovviamente a San Miniato, come
altrove, il voto di domenica e lunedì viene letto anche in vista del 2009
quando si voterà per le amministrative. Il fatto d'aver superato il 50 per
cento fa gustare al Pd sanminiatese il sapore dell'autosufficienza, che l'anno
prossimo non lo costringerebbe a compromessi con altre forze della sinistra. Ma
forse ragionare di questi scenari oggi è prematuro. Chi, invece, già oggi è
costretto a parlare di comunali è Daniela Di Vita, segretaria del Pd a Santa
Maria a Monte. Qui, come a Castelfranco, il Pdl è il primo partito. Che cosa
accadrà oggi pomeriggio con lo scrutinio delle comunali? Di solito a Santa
Maria a Monte alle politiche vince il centrodestra, alle amministrative il
centrosinistra. Sarà di nuovo così? "Questo paese - spiega - non ha mai avuto
una connotazione di sinistra. Tuttavia non nego che stavolta speravamo in
qualcosa di più. Mi pare che lo scenario di Santa Maria a Monte ricalchi quello
nazionale. Quanto alle comunali, adesso si tratta di capire se la sfida sarà a
due o a tre". Per Vincenzo Venuta, presidente provinciale Udc, il
risultato delle politiche a Santa Maria a Monte mette un'ipoteca sulla
riconferma di Turini alla guida del Comune: "Domani (oggi, per chi legge,
ndr) potrebbero esserci sorprese per il sindaco. Non escludo che la signora Del
Grande possa riuscire nell'ardua impresa". Decisa l'affermazione del
Partito democratico a Cascina, come evidenzia Michelangelo Betti, segretario
del Pd. Il partito di Veltroni supera il 50 per cento sia alla Camera che al
Senato, dove va avanti rispetto alle elezioni del 2006 di oltre 9 punti (alla
Camera di quasi 5 punti). Cresce leggermente il Pdl che raggiunge il 27-28 per
cento, avanzando di un punto percentuale. Risultato negativo per la Sinistra
l'Arcobaleno che sia al Senato che alla Camera scende sotto il 6 per cento,
perdendo oltre 10 punti rispetto alle politiche del
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Di Pietro: "Io
decisivo, Walter mi rispetti" Il leader dell'Idv: un errore cercare di
nascondermi. Berlusconi? Faremo i conti Il Partito democratico Carta canta, il
nostro è un risultato eccezionale, grazie al web LIANA MILELLA ROMA - "Se
c'è un partito che ha vinto quello è l'Idv. Abbiamo fatto tutto quello che
potevamo per ottenere la maggioranza e se non ce l'abbiamo in tasca non è colpa
nostra". Poi più avanti: "Il nostro è un risultato eccezionale".
E ancora: "Nel giro di pochi anni, dall'essere il brutto anatroccolo,
siamo diventati un tassello fondamentale dell'area riformista per garantire
l'alternativa e l'alternanza a Berlusconi". Antonio Di Pietro non può che
essere soddisfatto. I numeri della sua vittoria personale gli arrivano con la
prima proiezione delle
( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il
caso Sul blog rabbia e sfottò contro Grillo Delusione, preoccupazione
e molti messaggi di sfottò si affollano sul blog di Beppe Grillo. L'aumento del
3% di astenuti rispetto alle elezioni del 2006 fa infuriare sia i giovani del
centrosinistra, che accusano Grillo di aver
''consegnato l'Italia a Berlusconi'', sia molti grillini che ritengono caduto
nel vuoto l'appello
al non voto del loro leader (che aveva espresso simpatie solo per Di Pietro).
''Complimenti a Beppe Grillo
- scrive Andrea Z. - e' riuscito a far tornare al comando lo psiconano (Silvio
Berlusconi, n. d. r.) promuovendo prima il non voto e poi il voto a Di
Pietro''. Ancora Guglielmo Di Girolamo: ''Grazie a tutti per aver dato allo
psiconano la possibilità di far trionfare l'ingiustizia in questo paese, al
Vday2 andateci voi''. Altri sognano la Spagna: ''Zapatero aspettami'' e
''Domani volo a Madrid''.
( da "Stampaweb, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
(6:44) - ELEZIONI
POLITICHE 2008 - VINCE IL CENTRODESTRA Berlusconi vola insieme alla Lega:
"Riforme col Pd, governerò 5 anni" Berlusconi vince le elezioni e va
verso Palazzo Chigi MULTIMEDIA VIDEO Elezioni 2008: segui i commenti dalla
redazione VIDEO Veltroni: auguro buon lavoro a Silvio Berlusconi AUDIO La
dichiarazione di Berlusconi a Porta a Porta FOTOGALLERY I silurati: effetto
ghigliottina sui candidati big VIDEO Il video editoriale di Giulio Anselmi
AUDIO Borghesia e lavoratori votano Lega FOTOGALLERY Le reazioni dei giornali
stranieri AUDIO Casini ringrazia gli elettori dell'UDC AUDIO Francesco Storace
ringrazia la Santachè Veltroni telefona: "Hai vinto tu" Bossi
promette: rispetterò i patti UGO MAGRI ROMA Berlusconi torna al governo, quanto
potrà durare dipende da Bossi. Con il 47,2 per cento il trionfo del
centrodestra è fuori discussione, il margine di vantaggio supera i 9 punti
percentuali: segno che i sondaggi del Cavaliere erano azzeccati, quelli
veltroniani peccavano di ottimismo. Tradotto in seggi, significa una vasta
maggioranza tanto alla Camera quanto al Senato. Nel primo caso (grazie al
premio) Pdl, Mpa e Lega avranno una settantina di deputati in più. A Palazzo
Madama, invece, Berlusconi deve dire grazie a cinque regioni che stavano col
centrosinistra e stavolta sono passate a destra: Calabria, Sardegna, Liguria
(una "prima" assoluta), Campania e Abruzzo. Una trentina, grazie al
complicato meccanismo del "Porcellum", i senatori di vantaggio (il
numero esatto si avrà con i senatori eletti all'estero). Tolti i "padri
della patria", di regola ostili a Berlusconi, resterà una maggioranza non
così risicata come quella che logorò Prodi, però neppure oceanica. Decisiva
risulterà la Lega, premiata dal maldipancia del Nord oltre ogni previsione.
Bossi sfonda l'8 per cento, alla Camera addirittura il 9, e sarà il semaforo
della legislatura. Annuncia euforico che il Carroccio "rispetterà i
patti" e, giura, non terrà "ostaggio" il Cavaliere. Però vuole
il federalismo fiscale subito subito. Veltroni dà atto a Berlusconi della
vittoria con un'elegante telefonata, apprezzatissima dal rivale. Il leader Pd
annuncia "una stagione di opposizione" che farà leva sulle divergenze
interne al centrodestra, ma aggiunge una "disponibilità ad affrontare insieme
le principali riforme". Lui personalmente non esce affatto malconcio.
Anzi, il Pd avanza di 3 punti rispetto alla somma tra Ds e Margherita nel 2006.
Nessuno all'interno potrà permettersi contestazioni. L'alleanza con Di Pietro
ha funzionato egregiamente, l'ex pm da solo varca la soglia del 4 per cento. Il
totale Pd-Idv è di tutto rispetto, oltre quota 38. Purtroppo per Veltroni, si è
sbriciolato il pilastro della Sinistra arcobaleno. Un incredibile 3,2 per
cento, 7 punti in meno nel breve volgere di due anni, zero seggi. "Siamo
stati traditi dai lavoratori, a loro volta traditi dal governo Prodi", è
la spiegazione amara di Bertinotti, che si ritira da ogni incarico
dirigenziale. La semplificazione politica è brutale, per i piccoli partiti Casini
evoca lo "tsunami". Soltanto l'Udc riesce a "tenere botta"
attestandosi al 5,7 per cento, che in Senato vale due-tre seggi siciliani.
Casini non voterà la fiducia al governo, ma Cuffaro già manda cannoli al
Cavaliere. Per effetto del cataclisma, vengono letteralmente spazzati via dal
paesaggio parlamentare partiti come Rifondazione, Pdci, Sinistra democratica e
Verdi. A sinistra di Veltroni rimane il deserto, lo stesso Fini riconosce che
"è anomalo". I Socialisti non superano l'1 per cento, Boselli si
dimette da segretario. A destra, delusione Santanchè: 2 per cento, niente
quorum. Di fatto siamo al bipartitismo. Oltre 7 elettori su 10 scelgono Pdl o
Pd, proprio come un tempo premiavano Dc e Pci. Rispetto al passato, però,
cresce l'astensionismo. Alle urne è affluito senza intoppi (per la gioia del
ministro Amato) l'80,4 per cento degli aventi diritto, mai così pochi in 60
anni di Repubblica. Il calo percentuale è del 3 e mezzo, oltre un milione di
italiani rimasti a casa. A Napoli, non per caso, la flessione è risultata
perfino maggiore, del 6%. Visti i risultati, viene da pensare che l'astensionismo abbia picchiato duro soprattutto a sinistra, tra
quanti hanno seguito i consigli di Beppe Grillo.
Berlusconi abbraccia commosso "tutti gli italiani", si dichiara
"pronto a lavorare insieme con il Pd sulle riforme" perfino a
"riesumare la Bicamerale del '94". Fini approva, "se Veltroni
mantiene le promesse, si può aprire una fase nuova". Bossi
viceversa frena, "possiamo fare le riforme da soli".
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
15-04-2008)
Argomenti: Grillo
SPECIALE ELEZIONI
pag. 2 E quelli di Grillo disertano i seggi "Ma
noi non siamo antipolitica, vedrete" COME SI ORGANIZZANO E SU COSA PUNTANO
"LA MAGGIOR parte di noi non è andata a votare, ma non certo per un
sentimento di antipolitica. Anzi noi la politica la vogliamo fare, ma non con i
politici imposti dall'alto". Gli attivisti del movimento 'Amici di Beppe Grillo' -
circa una trentina di persone in Polesine, supportate da un centinaio di
simpatizzanti ? motivano la loro scelta di non partecipare alle politiche
allontanando lo spettro della tanto temuta anitipolitica. Inoltre, Nallio
prende le distanze dalle liste civiche comparse per queste politiche:
"Sono state definite come fuori legge. Noi non vogliamo arrivare in
Parlamento, ma svegliare la gente. Farla pensare, ragionare, informarla di ciò
che succede". Nallio respinge le accuse di chi vede nella protesta di Beppe Grillo il seme
dell'astensionismo. "Come facciamo a essere 'un male' se ora, che siamo in
periodo di elezioni, nessuno ha più parlato del Vday2 che sta per arrivare? ?
ironizza -. Voglio far capire a tutti che noi siamo per la politica: quella
politica che parte dai cittadini, la politica umana. Non quella che c'è ora. E'
su questa strada che noi lavoriamo ogni giorno. Ogni due settimane ci troviamo
al Csv di Rovigo e proponiamo temi da trattare con tecnici esperti in materia:
energia, ambiente, tecnologia, politica...". Gli amici di Beppe Grillo, infatti, organizzano
spesso convegni e dibattiti su diversi temi 'caldi', invitando numerosi e
autorevoli ospiti. "Questa sera, alle 21, insieme al dott. Costantini
nella sala civica di Badia approfondiremo i temi ambientali ? spiega Nallio -.
Il 16 (domani, ndr) sempre a Badia, parlerò della mia idea di 'democrazia
diretta'. Che, in poche parole, corrisponde a una 'rete pubblica', divisa per
distretti e quartieri, dove grazie a 'consulenti dei cittadini' emergono
veramente le necessità dei residenti su ogni questione: sanità, anzianità,
sicurezza, infrastrutture, servizi. Una sorta di 'federalismo di campagna',
dove vengono raccolte le varie istanze. In Italia manca la vera informazione,
le esperienze reali". c.z.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
ELEZIONI pag. 8
Paolini (Lega) in corsa verso Roma Secondo il sito di Grillo
eletto in Toscana. Triplicati i voti del partito di Bossi ANCHE a Fano cala
leggermente l'afflusso degli elettori alle urne. Gli iscritti erano 49.783 (nel
2006 49.583) alla Camera ha votato l'83,62% (86,531% nel 2006), al Senato
l'83,225% (nel 2006 86,531%). Tra gli episodi singolari accaduti, l'iniziativa
di alcuni giovani che si sono presentati regolarmente nel seggio per farsi
timbrare il certificato elettorale ma che si sono rifiutati di votare
riconsegnando le schede in bianco chiedendo comunque che venisse tutto messo a
verbale. Il risultato più rilevante al Senato, in negativo, è quello della
Sinistra-L'Arcobaleno: nelle politiche 2006 RC, Verdi e PdCi avevano insieme il
10,81% dei voti, scendono al 2,5%. Commenta Michele Altomeni: "Risultato
inatteso. Non ci attendevamo la somma dei voti dei tre partiti, ma neppure una
simile sconfitta. Credo che a Fano come in Italia i consensi persi siano andati
in parte al PD ed in parte al non voto". Il PD al Senato raccoglie il
42,32% dei consensi, nel 2006 DS e Margherita insieme raggiungevano il 35,68.
Il PD può aver raccolto dai radicali (nel 2006 il 3,37% insieme ai Socialisti,
nel 2008 scesi allo 0,73%) ma, considerato lo scarso risultato di Sinistra
Critica (0,32%) e del Partito Comunista dei Lavoratori (0,61%) il PD ha molto
pescato fra ex RC, PdCI e Verdi. Bene l'alleato del PD, l'IDV di Di Pietro che
passa dal 3% al 4,33%. Ancora meglio la Lega Nord che quasi triplica i
consensi, passando dall'1,36% al 3,48%. Commenta Roberto Zaffini (Lega Nord):
"Siamo molto soddisfatti sia per il risultato nazionale che per quello
locale. A Fano abbiamo quasi triplicato i consensi, nonostante la presenza di liste,
come la Destra e Forza Nuova che agitavano alcuni nostri temi (sicurezza,
extracomunitari), ma contattando la gente ci eravamo accorti di grande
sensibilità anche per il federalismo ed il peso del fisco, molti ci
dicevano"Finalmente ci siete anche voi"". AL SENATO il PDL
ottiene il 36,70% (nel 2006 FI, An, Pensionati, DC/Psi avevano il 37,69): una
leggera flessione probabilmente sulla destra (La Destra 2,78%, PLI 0,34%)
considerato che l'UDC che nel 2006 aveva il 6,49% è scesa al 4,99%. Commenta
Fabio Uguccioni (UdC): "La maggior delusione è la mancata elezione di
Alessandro Forlani, nostro punto di riferimento e sostegno per Fano: vedo i
lavori a San Francesco per i quali dobbiamo ringraziarlo. In ogni caso restiamo
fedeli all'alleanza di centrodestra fanese". Anche Giancarlo D'Anna
(An-PDL) vede la leggera flessione a favore della Destra: "Ma a Fano sono
nostri alleati. Quello che mi dispiace e che, senza preferenze, non si è potuto
puntare ad avere un nostro rappresentante. Mi auguro che si riformi la legge
elettorale reintroducendo le preferenze". Un eletto fanese potrebbe
comunque esserci, anzi il sito di Beppe Grillo lo dà
come eletto: è Luca Rodolfo Paolini, 48enne, avvocato, consigliere nazionale
dell'Inps e segretario della Lega Nord nelle Marche: è secondo, dopo Bossi,
alla Camera in Toscana e segue da Fano i risultati elettorali. In crisi anche a
Fano i socialist: più si uniscono è più calano: al Senato ottengono uno
striminzito 0,73%. Di scarso rilievo i voti a "Per il Bene
Comune" (niente a che vedere con la lista civica fanese), 0,58% e per
l'Unione Democratica per i Consumatori (0,30%). Alla Camera si confermano i
buoni risultati di PD (41,49%), IDV (dal 2,27% al 4,36%) e Lega Nord (dal 1,43%
al 5,59%) così come il crollo de La Sinistra-L'Arcobaleno (2,44%), il calo
dell'UdC (dal 6,49% al 4,88%) e lo scarso risultato del Partito Socialista
(0,85% ). Il Popolo della Libertà tiene: nel 2006 FI e An insieme 35,48%, nel
2008 35,56. Carlo Moscelli.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
PRIMO PIANO pag. 18
Lombardo sbanca la Sicilia "Federalisti come la Lega" Il leader
dell'Mpa, alleato del Pdl, batte la Finocchiaro ? PALERMO ? RAFFAELE Lombardo,
leader del Movimento per l'Autonomia (Mpa), alleato con il Pdl, è stato eletto
Presidente della Regione Sicilia, confermando in pieno le previsioni della
vigilia. Secondo i primi dati ufficiali, quando sono stati scrutinate 816
sezioni su 5.300, Lombardo ha ottenuto il 62,96% contro il 32,99% della
senatrice Anna Finocchiaro, sostenuta dal centrosinistra (Pd, Italia dei
Valori, Rita Borsellino, La Sinistra l'Arcobaleno). Gli altri tre candidati (Sonia Alfano per gli Amici di Beppe Grillo,
Giuseppe Bonanno Conti per Forza Nuova e Ruggero Razza per La Destra) hanno
ottenuto il restante 4%. "Gli elettori ci hanno percepito come punto di
riferimento per tutelare gli interessi del Mezzogiorno e della Sicilia" ha
commentato a caldo Lombardo sulla base dei primi exit poll che lo davano
largamente in vantaggio nei confronti dell'avversaria "anche se
devo riconoscere che con la Finocchiaro, a parte qualche eccezione, c'è stato
un confronto civile. In Italia credo che ci attesteremo tra l'1 e l'1,5%. Spero
che avremo ad ogni modo un ampio margine per governare". Prudente si è
mantenuta Anna Finocchiaro: "Ricordo che sulla scorta dei risultati delle
regionali di due anni fa il rapporto di forza tra i partiti del centrodestra e
quelli del centrosinistra era di
( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
PRIMO PIANO pag. 22
Lombardia, il centrodestra stravince nella sua roccaforte Il Cavaliere sa
parlare anche agli operai. Il Pd non ha fatto breccia: mettere insieme elementi
diversi non sempre paga I VINCITORI IL DIRETTORE DELL'ISTITUTO DI RICERCA
COESIS COMMENTA I PRIMI RISULTATI IN TERRA PADANA di MASSIMILIANO MINGOIA ?
MILANO ? "I VINCITORI delle Politiche in Lombardia? Senza dubbio la Lega e
Silvio Berlusconi, un leader capace di parlare alla pancia del Paese e del
Nord. Aggiungerei Giulio Tremonti, l'uomo ponte tra le istanze del Carroccio e
quelle dell'elettorato legato al Cavaliere". Alessandro Amadori, direttore
dell'istituto di ricerca Coesis Research, commenta a caldo i risultati delle
elezioni in Lombardia. E fa capire che già i sondaggi della vigilia parlavano
di "un centrodestra trionfatore nel Lombardo-Veneto, un feudo che da quasi
vent'anni è targato Bossi-Berlusconi". Eppure il leader del Pd, Walter
Veltroni, aveva puntato molto sulla rimonta del centrosinistra al Nord. Il Pd
non ha fatto breccia nell'elettorato lombardo? "No. Era comunque difficile
che ci riuscisse. La strategia veltroniana di includere nel centrosinistra il ceto
imprenditoriale era debole. Non ha pagato alle urne, ma può avere avuto qualche
effetto positivo a livello di immagine: il centrosinistra ora non è più
sinonimo di partito delle tasse". Il divario elettorale tra centrodestra e
centrosistra, però, in Lombardia resta ampio. Cosa non ha funzionato nella
linea del Pd? "Ho trovato un po' azzardata la scelta di Veltroni di
mettere insieme operai e imprenditori prestati alla politica". Si
riferisce a Colaninno e Calearo? "Beh, sì. Matteo Colaninno è una brava persona
e un bravo imprenditore, ma ha poco a che fare con la storia sociopolitica
della sinistra. Il suo inserimento nella lista del Pd è stato troppo
precipitoso, così come quello di Calearo, un imprenditore di idee più vicine
alla destra che alla sinistra. Non bastava un colpo d'immagine per cancellare
anni di investimento politico su Lombardia e Veneto da parte del centrodestra,
di Bossi e di Berlusconi". Lei parla di centrodestra, ma in queste
elezioni si è presentato un nuovo partito, il Popolo della Libertà. Ha portato
quel valore aggiunto promesso da Berlusconi? "Mi sembra di sì. L'unione
tra Forza Italia ed Alleanza Nazionale ha pagato in senso positivo. Anche se
unire due partiti, a livello elettorale, di solito porta risultati negativi
alle urne. Per valutare il risultato del Pdl al Nord, però, non si può
prescidere da un altro elemento". Quale? "Il risultato della Lega. I
sondaggi avevano previsto un buon risultato dei lumbard, che a urne chiuse però
sembrano essere andati anche meglio. In Lombardia ormai sono tornati a essere
un partito in doppia cifra". La Lega ha rosicchiato voti anche al Pdl?
"Non all'ex elettorato di Forza Italia, che è legatissimo alla figura di
Berlusconi. Credo invece che il Carroccio abbia cannibalizzato voti di An. E
abbia conquistato consensi anche in altre aree politiche". Ad esempio?
"Penso al voto di protesta, tipo quello legato al
movimento di Beppe Grillo. Sì, perché la Lega è difficile
da inquadrare nella classica dicotomia destra-sinistra, può pescare voti da una
parte e dall'altra del tradizionale fronte politico. Insomma, il consenso al
centrodestra è legato a vari fattori ma esprime istanze forti del Paese e del
territorio del Nord. Per dirla alla Sarkozy, oggi (ieri, ndr) "il
Paese ha parlato". E, aggiungerei io, anche la Lombardia ha parlato e ha
espresso una chiara affermazione: vuole un Governo di centrodestra. A
confermare questa istanza, peraltro, hanno contribuito anche dati di cronaca
recente, come la vittoria dell'Expo 2015". In che senso? "L'Expo ha
tonificato l'immagine del centrodestra e ha rafforzato la coalizione,
soprattutto al Nord". Di chi il merito, in particolare? "Beh, la
vittoria dell'Expo è stata vissuta dall'opinione pubblica come un'affermazione
dovuta al lavoro di Letizia Moratti, il sindaco della città italiana più
importante governata dal centrodestra". L'Expo ha aiutato Pdl e Lega a
conquistare il Governo del Paese, dunque. Ma, a livello di consensi, gioverà
anche alla Moratti? "Non c'è dubbio. Rispetto a qualche mese fa gli indicatori
di consenso riferiti al sindaco segnano risultati certamente più
positivi". Intende dire che prima del trionfo dell'Expo la Moratti non
aveva ancora convinto pienamente i milanesi? "Mettiamola così: se prima il
sindaco di Milano era ancora in un'area grigia di percezione da parte dei suoi
concittadini, con l'Expo la Moratti ha legato la sua figura a un progetto, per
giunta vincente. L'Expo è il "suo" progetto e di questo si sono
avvantaggiati alle Politiche i partiti del centrodestra".
( da "Eco di Bergamo, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
PALERMO La Sicilia
del dopo-Cuffaro elegge l'alleato più fidato di Cuffaro, quel Raffaele Lombardo
che nell'Isola ha fatto il tessitore dei rapporti tra Udc e Pdl, rimettendo
insieme a Palermo una coalizione che a Roma aveva sancito la propria divisione.
Le proiezioni sui primi scrutini ? cominciati nella notte ? non lasciano dubbi:
Lombardo è accreditato di una percentuale che va dal 49 al 53% (ma l'ultima
proiezione consortium per la Rai parla addirittura del 56,9%) mentre la sua
avversaria del centrosinistra, Anna Finocchiaro, si ferma tra il 36 e il 40%.
Cuffaro, le cui dimissioni (dopo la condanna a 5 anni) hanno portato alle
elezioni anticipate in Sicilia, ha spinto l'Udc oltre il 9 % (il dato è
provvisorio) al Senato. L'Isola potrebbe essere l'unica regione in cui il
partito di Casini ottiene almeno due seggi a palazzo Madama, uno dei quali da
attribuire proprio all'ex governatore siciliano, il quale ringrazia "per
la grande prova d'affetto" dei suoi elettori. Per quanto riguarda gli
altri candidati alla presidenza della Regione, Ruggero Razza (La Destra) è
all'1,8%, Giuseppe Bonanno Conti (Forza nuova) allo 0,2% e
Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo) al
2,8%. "Prudenza a parte - dice Lombardo, che alle politiche con il suo
Movimento per l'autonomia è apparentato al Pdl nelle regioni meridionali -, il
nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far
percepire d'essere in grado di tutelare l'interesse della Sicilia, più
dei nostri concorrenti". E ancora: "La mafia non si è preoccupata di
votare, si starà occupando d'altro perché lo Stato è riuscito ad andarle addosso
e c'è stata la reazione di un'imprenditoria coraggiosa". Stando ai primi
dati, sotto le attese è il risultato di Anna Finocchiaro, che potrebbe non
raggiungere la percentuale che due anni fa ottenne Rita Borsellino nella sfida
contro Salvatore Cuffaro, quando finì 41,6% contro 53,1%. "Lo sapevano
dall'inizio - dice -, non ci siamo tirati indietro, abbiamo lavorato molto e
bene". Tornando al nuovo governatore, dicono di lui: "l'acqua lo
bagna e il vento l'asciuga". Un motto che rispecchia il carattere del
futuro presidente della Regione siciliana e fondatore del Mpa (una sorta di
"Lega del Sud"), che secondo le ultime proiezioni avrebbe ottenuto 9
seggi alla Camera e 3 al Senato. Il Movimento per l'autonomia nasce nel 2005
all'insegna dello slogan "Il Mezzogiorno è una immensa risorsa". Una
sorta di Lega Sud, anche se la definizione non piace a Lombardo, 57 anni,
medico specializzato in psichiatria forense, vicinissimo all'ex governatore
Salvatore Cuffaro. Lo stesso Bossi applaude la vittoria dell'alleato: "Al
Sud - ha osservato - c'è Lombardo che mi pare abbia raccolto abbastanza voti.
Una tenaglia c'è già: Lombardo in Sicilia e io a Milano".
( da "Eco di Bergamo, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Segue da pagina 1
Sull'altro fronte, oltre al risultato del Pd che raccoglie più voti rispetto
alla sommatoria Margherita-Ds, c'è da registrare il crollo della Sinistra
radicale e dei socialisti dello Sdi, tant'è che Bertinotti e Boselli hanno
annunciato le dimissioni. Fa da contrappeso il rafforzamento evidente dell'Italia dei Valori di Di Pietro che ha assorbito le spinte
antipolitiche alla Beppe Grillo insieme a quelle giustizialiste.
In qualche misura il successo di Di Pietro è simmetrico a quello della Lega. A
questo punto, il governo governi. Non ha alibi sul piano del consenso ma semmai
la zavorra della crisi economica che incombe anche sull'Italia.
Aspettiamo di conoscere gli orientamenti dell'esecutivo alla luce anche del
fatto che Berlusconi, abbandonati sogni e miracoli, ha compiuto un bagno di
sano realismo e ha parlato di "scelte impopolari" e, nel contempo, di
una volontà di collaborare con l'opposizione sul piano delle riforme. Ci aspettano
tempi duri sul lato economico, ma ci può essere qualche spiraglio sul versante
delle riforme che il Paese attende da tempo: è questa la scommessa di una
democrazia matura. Ettore Ongis.
( da "Adige, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Ieme a Palermo una
coalizione che a Roma aveva sancito la propria divisione PALERMO - La Sicilia
del dopo Cuffaro elegge l'alleato più fidato di Cuffaro, quel Raffaele Lombardo
che nell'Isola ha fatto il tessitore dei rapporti tra Udc e Pdl, rimettendo
insieme a Palermo una coalizione che a Roma aveva sancito la propria divisione.
È presto per parlare di numeri (lo scrutinio per le regionali inizierà in tarda
serata), ma gli exit poll non lasciano dubbi: Lombardo è accreditato di una
percentuale che va dal 49 al 53%, la sua avversaria del centrosinistra, Anna
Finocchiaro, si ferma tra il 36 e il 40%. Cuffaro, le cui dimissioni (dopo la
condanna a 5 anni) hanno portato alle elezioni anticipate in Sicilia, ha spinto
l'Udc oltre la soglia dell'8% (il dato è provvisorio) al Senato. L'Isola
potrebbe essere l'unica regione in cui il partito di Casini ottiene almeno 2
seggi a palazzo Madama, uno dei quali da attribuire proprio all'ex governatore
siciliano, il quale ringrazia "per la grande prova d'affetto" dei suoi
elettori. Inatteso (dal 9 al 13%) è il dato che riguarda gli altri candidati
alla presidenza della Regione, Ruggero Razza (La Destra), Giuseppe Bonanno
Conti (Forza nuova) e Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo). Fra i tre, quest'ultima avrebbe ottenuto il miglior risultato.
"Prudenza a parte - dice Lombardo, che alle politiche con il suo Movimento
per l'autonomia è apparentato al Pdl nelle regioni meridionali -, il nostro
probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far percepire
d'essere in grado di tutelare l'interesse della Sicilia, più dei nostri
concorrenti". E ancora: "La mafia non si è preoccupata di votare, si
starà occupando d'altro perchè lo Stato è riuscito ad andargli addosso e c'è stata
la reazione di un'imprenditoria coraggiosa. Mi auguro che abbia di che
occuparsi finchè non riusciremo a sconfiggerla definitivamente e finchè non ci
chiederemo più per chi vota o per chi non vota". Stando ai primi dati,
sotto le attese è il risultato di Anna Finocchiaro, che potrebbe non
raggiungere la percentuale che due anni fa ottenne Rita Borsellino nella sfida
contro Salvatore Cuffaro, quando finì 41,6% contro 53,1%. Ma la senatrice del
Pd, nel sottolineare che "è assolutamente azzardato commentare un exit
poll", ricorda che "sulla scorta dei risultati delle regionali di due
anni fa il rapporto di forza tra i partiti del centrodestra e quelli del
centrosinistra era di
( da "Provincia di Cremona, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Edizione di Martedì
15 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl La Sicilia a Lombardo Finocchiaro
battuta, Mpa intorno al 60 per cento di Francesco Terracina PALERMO ? La
Sicilia del dopo Cuffaro elegge l'alleato più fidato di Cuffaro, quel Raffaele
Lombardo che nell'isola ha fatto il tessitore dei rapporti tra Udc e Pdl,
rimettendo insieme a Palermo una coalizione che a Roma non esiste più. Lo
scrutinio per le regionali è cominciato in tarda serata. Il primo sommario
spoglio di 385 sezioni su 5300 indica Raffaele Lombardo (Mpa) candidato del
Centrodestra alla carica di presidente della Regione al 61,09%. Anna
Finocchiaro (PD), candidata a presidente della Regione per il Centrosinistra è
al 34,0 %. Sonia Alfano, candidata per la lista Amici di Beppe Grillo è al 2,1%. Ruggero Razza (la Destra-Fiamma Tricolore) è al 1,8
%. Giuseppe Bonanno Conti (Forza Nuova) è allo 0,2%. Invece nella quarta
proiezione Consortium per la Rai. Lombardo è al 58,9 %, Finocchiaro al 36,5 %,
Alfano al 3%, Razza all'1,7 %, Bonanno Conti allo 0,2%. Cuffaro, le cui
dimissioni (dopo la condanna a 5 anni per favoreggiamento) hanno portato alle
elezioni anticipate in Sicilia, ha spinto l'Udc oltre la soglia del 9% (il dato
è provvisorio) al Senato. L'Isola potrebbe essere l'unica regione in cui il
partito di Casini ottiene, secondo la terza ed ultima proiezione Ipsos per
Mediaset, riguardante i seggi del Senato da
( da "Adige, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Cresce. E come cresce.
Il "partito dell'astensionismo" trentino trova a Riva del Garda la
sua roccaforte. E il dato dovrebbe far riflettere, perché non può bastare la
debacle della Sinistra Arcobaleno per spiegare l'ulteriore crollo dei votanti
di domenica e lunedì. Se su base provinciale, sempre in riferimento alle
politiche, la flessione è stata appena dello 0,5 per cento, a Riva del Garda il
calo è andato oltre i quattro punti percentuali. Per la precisione il 4,1%. Ed
è il dato peggiore di tutto il Trentino. A Trento l'affluenza alle urne è stata
dell'83,5%, a Rovereto dell'82,7, nella vicina Arco dell'84,3, a Riva
dell'81,3%. Alle precedenti politiche, quelle che sancirono il successo del
centrosinistra e l'elezione al Senato del sindaco Claudio Molinari, a recarsi
alle urne fu l'85,42%. Un calo è fisiologico, rientra nel trend degli ultimi
anni che peraltro è generalizzato. Ma qualche riflessione forse va fatta dalla
politica se è vero com'è vero (lo dicono i numeri e i numeri non mentono) che
su 11.795 aventi diritto al voto ben 2.201 hanno deciso di non andarci nemmeno
al seggio elettorale. Un dato che in termini percentuali porta il "partito
dell'astensionismo" al 18,6%. Percentuali ragguardevoli che garantirebbero
dei bei rappresentanti in qualsiasi tornata elettorale. Il "disamore" per la politica, i seguaci di Beppe Grillo, in riva al Benaco trovano casa e ristoro. E chissà che questo
astensionismo record in Trentino un tantino non sia legato anche ad una forma di
insoddisfazione nei confronti di questa amministrazione comunale. Che da oggi
in poi avrà qualche motivo di riflessione in più. P.L. 15/04/2008.
( da "Riformista, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Seppur di poco, la
destra vince alla Camera e al Senato Nella rossa Liguria sparisce l'Arcobaleno
Alla fine capita quello che non ti aspetti: in Liguria, storica regione rossa,
alle 18 e 30 il Popolo della Libertà è in vantaggio sul Partito democratico di
quasi un punto al Senato. In piazza De Marini, nel centro storico di Genova,
sede del Partito democratico, i muri iniziano a trasudare paura. C'è un
silenzio irreale. Gli umori vanno e vengono. Il brivido durerà più di qualche
minuto. Claudio Sansovino, capogruppo in consiglio regionale e in corsa per
palazzo Madama, cercherà invano di rassicurare gli animi: "Dipende molto
dai seggi scrutinati: stiamo già recuperando". Ma alle 20 e 30 arriverà la
mazzata definitiva: il Partito Democratico è effettivamente sotto. La Liguria
va a destra, oltre che alla Camera anche al Senato. A palazzo Madama il
distacco è minimo, ma significativo: 44 per cento per Berlusconi, 43 per Walter
Veltroni. Alla fine il Pdl conquisterà quattro seggi a palazzo Madama. La Lega
Nord uno. Il Pd ne prende appena tre: a rappresentarlo saranno lo stesso
Sansovino, la capolista Roberta Pinotti e Luigi Lusi. A freddo il commento
degli esponenti del Pd ligure sarà lapidario: "Non ci saremmo immaginati
un risultato del genere neppure nella peggiore delle ipotesi". Pinotti a
caldo dirà: "Dispiace perdere per una manciata di voti". È questa
l'immagine più significativa dell'attesa ligure per i risultati delle elezioni
2008. È un'immagine più che sbiadita per la sinistra. Quasi in bianco e nero.
Le note positive sono davvero poche. C'è il risultato di Genova, in
controtendenza rispetto ai risultati nazionali con la coalizione di centro
sinistra che si afferma sfiorando il 50 per cento sia alla Camera sia al
Senato; c'è il Partito democratico, in ogni caso primo partito in Liguria, che
testimonia come gli elettori abbiano premiato la fusione tra Margherita e Ds;
c'è l'Italia dei Valori che raddoppia il risultato del 2006, ma non conquista
neppure un senatore. Ma poi arriva il risultato più negativo: la scomparsa
della Sinistra Arcobaleno. Un dato quest'ultimo più che significativo, dal
momento che nel
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
15-04-2008)
Argomenti: Grillo
ELEZIONI 2008
15-04-2008 AMMINISTRATIVE I DATI DEGLI EXIT POLL Lombardo esulta La Sicilia ad
un passo PALERMO II La Sicilia del dopo Cuffaro elegge l'alleato più fidato di
Cuffaro, quel Raffaele Lombardo che nell'Isola ha fatto il tessitore dei
rapporti tra Udc e Pdl, rimettendo insieme a Palermo una coalizione che a Roma
aveva sancito la propria divisione. E' presto per parlare di numeri (lo
scrutinio per le regionali inizierà in tarda serata), ma gli exit poll non
lasciano dubbi: Lombardo è accreditato di una percentuale attorno al 57 per
cento, la sua avversaria del centrosinistra, Anna Finocchiaro, si ferma al 38%.
Cuffaro, le cui dimissioni (dopo la condanna a 5 anni) hanno portato alle
elezioni anticipate in Sicilia, ha spinto l'Udc oltre la soglia dell'8% (il
dato è provvisorio) al Senato. Inatteso (dal 9 al 13%) è il dato che riguarda
gli altri candidati alla presidenza della Regione, Ruggero Razza (La Destra),
Giuseppe Bonanno Conti (Forza nuova) e Sonia Alfano (Amici
di Beppe Grillo). Fra i tre, quest'ul - tima avrebbe
ottenuto il miglior risultato. "Prudenza a parte dice Lombardo -, il
nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far
percepire d'essere in grado di tutelare l'interesse della Sicilia, più dei
nostri concorrenti". Stando ai primi dati, sotto le attese è il
risultato di Anna Finocchiaro, che potrebbe non raggiungere la percentuale che
due anni fa ottenne Rita Borsellino nella sfida contro Salvatore Cuffaro,
quando finì 41,6% contro 53,1%. Ma la senatrice del Pd, nel sottolineare che
"è assolutamente azzardato commentare un exit poll".
( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2008)
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N. 90 del 2008-04-15
pagina 3 Voti doppi e crocifissi contestati di Redazione Tutte le stranezze ai
seggi, tra chi rifiuta le schede e i presidenti che ignorano la legge E meno
male che stavolta era tutto scritto, tutto codificato per legge. Doveva essere l'anno
delle operazioni di voto perfette, dopo la disfatta (con forti sospetti) del
2006 e la replica tutta genovese per le amministrative 2007 con seggi bloccati
fino al giorno successivo e inchieste della magistratura sui falsi verbali e
sui voti spariti dall'urna. Scrutatori "selezionati" Che non fosse
"aria" lo si era già capito dai giorni scorsi, quando mancavano gli
scrutatori ed era già partita la caccia ai sostituti. Al prefetto della Spezia
e alla Corte d'Appello di Genova è già arrivato un esposto. Lo firma Brunella
Maietta che spiega di essere iscritta nelle liste dei presidenti di seggio e di
aver sempre fatto il segretario. Questo giro era rimasta fuori, ma giovedì
scorso viene contattata telefonicamente da un presidente alla sua prima esperienza,
che ha bisogno di un segretario. Lei risponde al telefonino, sente poco e male
ma si rende disponibile e si ripropone di chiamare in seguito. In quel momento
è presente al comizio di Claudio Scajola e il rumore copre la telefonata. Si
sentono musica e parole di "Meno male che Silvio c'è". Quando
richiama il presidente con più calma, si sente dire che c'è stato un disguido,
che non era più necessaria come segretaria. Insomma, che avevano trovato
qualcun altro. La Maietta avanza qualcosa più di un sospetto, soprattutto
perché il presidente sostituto arriva dalla Spezia per coprire un seggio a
Portovenere, mentre lei, residente a Portovenere, iscritta all'albo, non viene
mai contattata. Presidenti "testoni" Si costituiscono i seggi e i
presidenti incontrano scrutatori e rappresentanti di lista. Il sabato
pomeriggio è il momento migliore per chiarire subito le possibili situazioni di
confronto, per chiarire come si deve procedere durante lo spoglio. Stavolta c'è
una legge dettagliata, ma molti presidenti preferiscono fregarsene. Su un punto
soprattutto, quello che riguarda l'apertura delle urne. La legge impone di
estrarre una scheda per volta, al fine di evitare brogli. Da tutta Genova
giungono segnalazioni di rappresentanti di lista che si sono sentiti dire in
anticipo dal presidente che, legge o non legge, si sarebbe rovesciato lo
scatolone sulla scrivania per fare prima, come si è sempre fatto. A nulla sono
valse le proteste, molti rappresentanti di lista hanno chiesto di mettere a
verbale la loro protesta. Crocifissi "scomodi" Prime operazioni di
voto. E primi battibecchi nelle aule scolastiche. Edoardo Rixi, segretario
provinciale della Lega Nord denuncia quanto accaduto (e verbalizzato) al seggio
71 di Sestri Ponente. Domenica mattina un elettore ha tentato di rimuovere il
crocifisso perché ritenuto condizionante al momento del voto. In questo caso è
subito intervenuto il presidente di seggio che ha verbalizzato l'accaduto e
lasciato il crocifisso appeso. "In altre zone analoghe richieste sarebbero
venute da persone di estrema sinistra - aggiunge Rixi - ed in un caso è stato
anche richiesta la chiusura del seggio per inagibilità. Richiesta ovviamente
senza senso e quindi respinta". I difensori "aggrediti" Questa
volta gli appelli del centrodestra per avere una vigilanza attenta ai seggi
sembrano aver funzionato. Tanto che la "macchina" dei rappresentanti
di lista, dei "difensori del voto" si è presentata più compatta della
tradizionalmente preparatissima "macchina da guerra" di sinistra.
Praticamente tutti i seggi "coperti" e grande presenza anche durante
il voto. La legge, anche in questo caso, è precisa e consente ai rappresentanti
di lista di esporre su indumenti e materiale (cartelline e penne) i simboli del
proprio schieramento. "Da molti seggi ci sono giunte notizie di vere e
proprie aggressioni ai danni dei nostri rappresentanti - segnala Fabio Orengo,
vice presidente del Municipio Medio Levante - Amici che avevano la spilla del
Pdl e a cui si sono rivolti i presidenti di seggio per costringerli a togliere
i simboli di partito. Tutti ben preparati hanno ribattuto che la legge li
autorizzava e hanno anche chiesto l'intervento delle forze dell'ordine, ma in
alcuni casi si sono sentiti dire che dovevano obbedire al presidente.
Ovviamente non lo hanno fatto chiedendo piuttosto che venisse messo a
verbale". Le schede rifiutate Diversi episodi di schede rifiutate si sono
registrati nei seggi liguri e genovesi in particolare. Un sessantacinquenne si
è registrato al seggio 612 di Sturla, poi non ha accettato le schede. Stessa
scena al seggio 418 di San Martino, dove il presidente di seggio ha fatto fare
al dimostrante una dichiarazione di rifiuto che è stata allegata al verbale. Nei seggi 140 e 144 di Certosa la protesta predicata da Beppe Grillo è stata reiterata. Lo stesso gruppetto di elettori si è
presentato per tre volte al seggio facendosi sempre registrare per poi
rifiutare le schede. Alla terza occasione il presidente si è opposto alla scusa
di "non aver ancora esercitato il diritto di voto" e ha minacciato di
chiamare la forza pubblica. Il voto "bis" C'è anche chi ha
provato a fare il "furbo". Anzi, la "furba". Seggio 148,
ancora Certosa. Una signora sulla sessantina vota, infila rapidamente la scheda
gialla, quella per il Senato, nell'urna. Poi porge al presidente di seggio
quella rosa per la Camera e chiede di avere una scheda per il Senato. Finge di
non averla avuta. Breve discussione, poi il presidente sospende le operazioni
di voto e riconta le schede ancora bianche. La verifica "inchioda" la
donna che sperava di dare quel famoso "voto in più" che potrebbe
regalare la vittoria al proprio schieramento. La "furbata" non
riesce. Proteste e polemiche anche tra gli elettori fuori dai seggi. Dopo la
figuraccia delle penne che non funzionano, più di uno si è lamentato delle
matite copiative, quelle usate per votare, che lasciano un segno molto leggero.
"Io ho passato due o tre volte sulla X", dice una signora tra il
fiero e il seccato. Altro che tutto liscio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)
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Astensione Ha votato
l'80,45% Elettori in calo: -3% Roma Un milione e mezzo di elettori in meno.
L'affluenza alle urne tra domenica e lunedì si è fermata al 80,51% degli aventi
diritto. Due anni fa era stata dell'83,56%. "Ottanta è comunque una
percentuale elevata, molto più alta rispetto alla media delle
consultazioni" ha detto il ministro dell'interno Giuliano Amato. Comunque
molto più alta di quella che si verifica nella maggioranza degli altri paesi
europei, per tacere degli Usa. Gli astensionisti però sono una delle novità di
queste elezioni politiche. Secondo Amato la ragione principale dell'aumento
dell'astensione va ricercata nel fatto che sono passati solo due anni dalle
precedenti elezioni politiche. "Potrei dire che gli elettori si aspettano
di andare a votare ogni cinque anni - ha detto il ministro dell'interno - che
le loro batterie si ricaricano ogni cinque anni e invece noi li abbiamo
costretti a votare dopo due: potrebbe essere questa una delle ragioni che hanno
spinto meno persone a recarsi alle urne". Le percentuali esatte di
affluenza sono state dell'80,51% al senato e dell'80,45% alla camera. Più
accentuato il calo degli elettori in alcune regioni come la Liguria e la
Sardegna. Caso a parte la Campania e soprattutto Napoli dove ha votato il 67,6%
degli aventi diritto contro il 73,4% delle precedenti elezioni del 2006.
Chiarissimo il collegamento con la crisi dei rifiuti, tant'è che in alcuni
piccoli comuni di provincia dove l'emergenza è stata ed è più elevata
(Savignano Irpino, Acerra, Tersigno, Marigliano) l'astensione è stata quasi
totale. Visti i risultati è abbastanza immediato leggere il non voto come
astensionismo di sinistra. Alla Sinistra arcobaleno alla fine mancheranno circa
tre milioni di voti. E se una parte importante è ipotizzabile che si sia trasferita
nel Partito democratico, appare logico che buona parte dei vecchi voti sia
finito in astensione. Ma è ancora in embrione un "movimento
astensionista". I commenti circolano sui blog come
quello di Beppe Grillo e quello di Questavoltano.
Secondo i dati resi noti dal Viminale la maggiore percentuale di elettori che
hanno espresso il loro diritto di voto si è registrata in Emilia Romagna
(86,1%), seguita da Lombardia e Veneto (entrambe all'84,6%), Trentino Alto
Adige (84,2%) e Umbria (84%). In fondo alla graduatoria, Sicilia
(74,8%), Sardegna (72,2%) e Calabria (71,3%).
( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Sicilia, l'Udc al
10%: Cuffaro conquista il senato Regionali, Lombardo nuovo governatore Alfredo
Pecoraro Palermo La Sicilia si conferma roccaforte di centrodestra e bacino
elettorale dell'Udc. Il partito di Casini è il vero trionfatore delle politiche
nell'isola, dove ha sfiorato il 10% dei consensi al Senato, quota che consente
a Totò Cuffaro, capolista, di sbarcare a palazzo Madama e di portare con sé
almeno un altro parlamentare, se non due. L'ex governatore della regione,
dimessosi dopo la condanna a cinque anni per favoreggiamento ai mafiosi, ha
festeggiato l'elezione nella sua segreteria politica offrendo caramelle alla
carrubba a militanti e giornalisti, scherzando sugli indigesti cannoli alla
ricotta, che lo hanno reso famoso. Sono stati oltre 200mila i siciliani che
hanno votato per il partito di Cuffaro, 50mila in più di quelli che hanno dato
la loro preferenza al Movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo, che però
sarà il nuovo presidente della Regione. Il leader autonomista, sulla base degli
exit poll e delle prime proiezioni, avrebbe vinto di gran lunga il confronto
con Anna Finocchiaro, candidata del centrosinistra, con una forbice compresa
addirittura tra i 15 e i 20 punti. Anche se lo scrutinio delle schede per le
regionali si concluderà solo oggi, il margine di vantaggio del leader
autonomista sarebbe davvero incolmabile. Lombardo dunque si appresta a
ereditare la guida della Sicilia da Cuffaro, l'uomo politico a lui più vicino e
che non lo ha mai abbandonato, nemmeno di fronte agli aut-aut di Berlusconi che
nella fase di pre-accordi elettorali alla fine ha dovuto cedere ai due
fedelissimi sodali ex Dc. "Siamo stati capaci di far percepire d'essere in
grado di tutelare l'interesse della Sicilia, più dei nostri concorrenti",
dice Lombardo, che incassa i complimenti di Enzo Bianco (Pd), mentre la
senatrice del Pd ha preferito non commentare in attesa dei primi dati
ufficiali. Le prime proiezioni, quando lo spoglio è appena iniziato, danno
Lombardo intorno al 55-58% e Anna Finocchiaro tra il 36 e il 40%. Se così
fosse, il risultato della senatrice del Pd sarebbe al di sotto delle
aspettative. Alle regionali del 2006, infatti, la candidata del centrosinistra,
Rita Borsellino, che fu sconfitta da Cuffaro, ottenne il 41,6%, rispetto al 36%
della coalizione che la sostenne. Bisognerà attendere la conclusione dello
spoglio per avere il quadro definitivo della composizione del nuovo parlamento
siciliano, dove sicuramente il Pdl avrà la maggioranza, con l'opposizione che
sarà espressa dal Pd. Soddisfatta del 3% circa dei consensi
che ha ottenuto è Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe ucciso dalla mafia, e candidata a
governatore con la lista degli "Amici di Beppe Grillo".
Per le regionali ha votato il 66,6% dei 4.572.866 elettori siciliani, contro il
59,16% delle elezioni del maggio 2006, quando si votava in un solo giorno.
L'affluenza maggiore si è registrata nella provincia di Catania, con il 70,95%,
quella più bassa a Enna, con appena il 54,1%, provincia tradizionalmente legata
alla sinistra e un tempo roccaforte del Pci e poi dei Ds. Tornando alle
politiche, i dati certi offrono diversi spunti di riflessione. Intanto l'ottimo
risultato dell'Idv, con oltre il 3-3,5% dei consensi, il triplo di quelli che
il partito di Antonio Di Pietro e Leoluca Orlando aveva incamerato nelle
precedenti elezioni. Non solo. Il solo Idv supera di un punto circa la
Sinistra-l'Arcobaleno, che non va oltre il 2,5, un vero e proprio tonfo che
aggrava il trend negativo in cui è precipitato soprattutto il Prc, che non
sembra arrestarsi. Per Orlando gli elettori hanno premiato l'Idv e le sue
posizioni su "questione etica, costi della politica, lotta contro i
condannati nelle liste, coerente opposizione contro ogni conflitto di interessi
e una strategia politica incentrata sul fare senza ideologie di sorta". In
casa Mpa il risultato del partito non fa il paio con quello del suo leader,
Lombardo. Gli autonomisti si attestano tra il 7% e l'8% dietro all'Udc di
Cuffaro, che in Sicilia si conferma la "terza via", dietro al Pdl con
il 49% circa e al Pd con 25%, che raccoglie dunque circa la metà dei consensi
ottenuti dal partito di Berlusconi.
( da "Messaggero, Il (Latina)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Di ANTONELLA MOSCA
Nettuno conferma, con i dati del Senato, una larga maggioranza al Pdl. Infatti il
partito di Silvio Berlusconi ha ottenuto 13.980 voti (52,12 %), mentre il
Partito Democratico di Valter Veltroni si è attestato a 8.079 voti, (30,12%). A
seguire La Destra con il 4,86%, l'Udc con il 3,60%, l'Italia dei Valori con il
3,21, la Sinistra Arcobaleno con il 2,71. Scarsi gli scostamenti rispetto al
2006: Forza Italia e An ebbero al Senato - sommando i due dati - 12.564 voti e
i Democratici di Sinistra più La Margherita 5.957. Crolla anche a Nettuno la
Sinistra l'Arcobaleno. Alla camera il Pdl ha ottenuto 14.808 voti (49,93%), il
Pd 8651 (29,17%), Udc 1.063 (358), la Destra-Fiamma tricolore 1.337 (4,51),
Italia dei valori 971 (3,27), la Sinistra Arcobaleno 769 (2,59%). Grande
l'attesa per le comunali, dato che si è tornati al voto dopo due anni e mezzo
di commissariamento del Comune sciolto, con giunta di centrodestra, in base
alle norme sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nella pubblica
amministrazione. Fermento nel centrodestra perchè due candidati a sindaco, Ugo
Minchella (PdL, Udc e lista civica) e Alessandro Mauro (due liste civiche)
ambiscono al congruo bottino dei voti nazionali. Alle comunali 2003 An e FI
ottennero 13.197 preferenze, a cui si aggiunsero le 2.549 dell'Udc. Sempre in
area c'è Mariano Leli (La Destra, Patto di Centro, Mpa). Nel centrosinistra in
due sperano di arrivare al ballottaggio: Alessio Chiavetta (PD e lista civica)
e Valerio Vettori (due liste civice). Ma ci sono anche Desiderio Taglienti di
Italia dei valori, Laura Pizzotti per gli "Amici di Beppe Grillo", Marco Bordacconi per la Sinistra l'Arcobaleno, Evaristo
Pacini candidato da una lista civica. Insomma, i voti per le comunali
potrebbero essersi davvero "incrociati" in mille modi diversi, con 9
candidati a sindaco, 16 liste e 424 aspiranti consiglieri comunali.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il Sole-24 Ore sezione:
IN PRIMO PIANO data: 2008-04-15 - pag: 13 autore: Sicilia, Lombardo presidente
Al 64,3% l'esponente autonomista - Delusione di Anna Finocchiaro Nino Amadore
PALERMO I dati definitivi arriveranno solo oggi, visto che lo spoglio è
cominciato a tarda sera. Ma quelli parziali nella Sicilia che è feudo del
centrodestra, dicono che da queste parti c'è un grande vincitore: Raffaele
Lombardo, candidato alla presidenza della Regione e leaderdel Movimento per
l'autonomia alleato del Pdl nel CentroSud. Gli unici dati certi, quelli
sull'affluenza alle urne raccontano che nell'isola ha votato il 66,6% degli
oltre 4,5 milioni di aventi diritto con un incremento del 7,4% rispetto alle
elezioni regionali del 2006. Lo scrutinio parziale dei voti conferma e anzi rafforza
la vittoria del centro-destra già delineata negli exit-poll. Lombardo, che dai
sondaggi fuori dei seggi veniva dato al 58%, ha visto salire al 64,3% i
consensi (il dato si riferisce a 1.849 sezioni su 5.300); Anna Finocchiaro,
candidata per il centro- sinistra, si ferma per ora al 31,6%. Lombardo porta
quindi a casa un capolavoro politico: il suo 1,1% che fa della cosiddetta Lega
Sud una flebile e poco consistente voce politica gli consente di ottenere,
secondo alcune proiezioni, un gruppo consistente di deputati e senatori. Auanto
all'Assemblea siciliana, secondo una simulazione compiuta dall'istituto di
ricerche Demopo-lis, sulla base dei dati disponibili, sono 53-54 seggi che avrà
il centrodestra contro i 34 del centro- sinistra. Gli ultimi due posti sono per
il governatore e il suo avversario Anna Finocchiaro. In una lunga giornata
caratterizzata, come sempre, da dati incerti e assolutamente parziali è emersa
con chiarezza già da subito la conferma della vittoria annunciata di Lombardo
candidato a prendere il posto di Salvatore Cuffaro (che nel 2006 aveva ottenuto
il 53,1%) dimessosi dopo la condanna a cinque anni per favoreggiamento ai
mafiosi e ora eletto al Senato nelle liste dell'Udc. Lombardo promette che non
perderà tempo, e di mettersi al lavoro "già nelle prossime ore". La
squadra di governo, per la quale cercherà uomini di qualità morali e
professionali al di sopra di ogni attesa, ma anche il programma "per
aggredire" i problemi. Il leader del Mpa, arrivato intorno alla mezzanotte
nella sede del suo comitato elettorale di Palermo, ha elencato le priorità:
riforma e taglio della burocrazia, decentramento e devoluzione, piano
sanitario, energia e infrastrutture. Per fare questo Lombardo sollecita
"apertamente la collaborazione di tutti". "Siamo stati percepiti
dagli elettori - ha detto ancora - come più capaci dei nostri avversari di far
valere le ragioni e gli interessi del Mezzogiorno e della Sicilia ". E
ancora: "La mafia non si è preoccupata di votare, si starà occupando
d'altro perché lo Stato è riuscito ad andargli addosso e c'è stata la reazione
di un'imprenditoria coraggiosa. Mi auguro che abbia di che occuparsi finché non
riusciremo a sconfiggerla definitivamente e finché non ci chiederemo più per
chi vota o per chi non vota". Il risultato positivo per Lombardo è fuori
discussione anche se Enzo Bianco, tra i leader del Pd in Sicilia, sottolinea:
"Non c'è stato lo sfondamento che si immaginava dovesse avere il Movimento
per l'autonomia". E comunque Bianco deve fare i conti con quella forbice
di voti attribuiti ad Anna Finocchiaro, l'ex capogruppo dei Democratici al
Senato chiamata da Walter Veltroni a contrastare in Sicilia il centrodestra:
gli exit poll le attribuivano il 36,5% ovvero meno del 41,6% ottenuto da Rita
Borsellino nel 2006. Un dato che la senatrice (era candidata anche in Emilia
Romagna sempre al Senato) non ha voluto commentare: "Mi sembra
assolutamente azzardato – ha detto – commentare un exit poll. Il rapporto di
forza tra i partiti del centrodestra e quelli del centrosinistra era di
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere del
Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 11
categoria: REDAZIONALE Lino D'Angiò A. StefanucciPeppino Di Capri Stimo
D'Alema: prevarrà il Pd 1. Francamente spero che vinca il Pd, non fosse altro
per D'Alema che stimo moltissimo. Penso però che un ricambio debba esserci: a
destra come a sinistra. 2. Do a Berlusconi il restante 50% dei voti. 3. Non ho
seguito la vicenda De Mita, non me la sento di fare previsioni in questo senso.
4. La Sinistra Arcobaleno sta dalla parte dei deboli come
me. Anche se, a dire il vero, mi riconosco più in Beppe Grillo:
perché anche io, come il comico genovese, sono stanca dello strapotere della
politica che anche in un settore di lavoro come quello degli spettacoli non
smette di mettere becco.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Di ITALO CARMIGNANI
E nessuno si lamenti della campagna elettorale. Stefano Vinti
(Rifondazione-Sinistra Arcobaleno) è stato l'unico candidato a protestare con
la Rai per gli esigui spazi concessi in televisione prima del voto. Contrariamente
ai suoi sospetti, Rifondazione è risultato il partito maggiormente ripreso
dalle telecamere. Tre minuti (quasi) più degli altri. ****** La candidata Carla
Spagnoli (La Destra) è comparsa in tivù in un dibattito sul tema della
sicurezza. La sua posizione era molto agguerrita, peccato avesse dato
l'impressione di non conoscere il piano sulla sicurezza predisposto per Perugia
dal ministro Amato. ***** Imbarazzo a Passignano alla chiusura della campagna
elettorale per il rinnovo del sindaco. Preso dal fervore della campagna
elettorale nazionale, Paolo Brutti (Sinistra Arcobaleno) ha invitato a non
votare il Pd dimenticandosi di essere di fronte al candidato a sindaco Luca
Piervittori sostenuto anche dall'Arcobaleno. ***** Cena elettorale a Bastia
organizzata da Massimo Monni, capogruppo di FI in Comune a Perugia. Ospite
d'onore il generale Speciale. Nessuna traccia degli esponenti locali del
partito perché non invitati. Bagarre e minacce di dimissioni quando l'hanno
saputo. Tra i più determinati il consigliere regionale Massimo Mantovani. *****
Tensione in casa di Forza Italia durante la fase finale della campagna
elettorale. Per tre giorni il coordinatore regionale Luciano Rossi è scomparso.
Pare fosse in villeggiatura. ***** La Lega ha un fedelissimo a Trestina. Non
solo ha le lenzuola verdi, ma in occasione dell'ultima campagna elettorale ha
ridipinto di verde la casa. Detiene, con regolare licenza, anche dei fucili.
Praticamente il suo è un avamposto. ***** Il candidato maggiormente
rappresentato dai manifesti e Aldo Tracchegiani (La Destra). In uno è stato
ripreso mentre la Santanché lo guarda in modo suadente, in un altro con Storace
che gli batte le mani, nel terzo con i cani da caccia. Tranne l'ultimo, erano
tutti fotomontaggi. ***** Il candidato Stefano Vinti ha piazzato i manifesti
con il suo volto sopra a quelli del suo partito. Si chiama culto della
personalità? ***** Il manifesto di Maria Rita Chiacchiera (Consumatori) è stato
quello maggiormente rispettato: nessuno sbaffo, nessun dispetto, niente spray.
Neanche un ritocco. ***** Daniela Santanché ritratta sui manifesti è stata
quella maggiormente presa di mira dai graffiti. Nessuno immaginava tanti
frustrati. ***** Pochissime le multe dei vigili urbani per i manifesti fuori
spazio. Il motivo c'é: ora sul cartellone ci sono nomi e cognomi dei
committenti, ossia i destinatari delle eventuali multe. ***** E' Città di
Castello la città in cui è comparso il minor numero di manifesti rispetto alla
popolazione. E' Spoleto in testa per rarità di comizi. ***** Gli amici di Beppe Grillo hanno
chiesto la scheda ai presidenti e poi hanno fatto mettere a verbale il suo
annullamento volontario. Spiegazione: nessuno dei partiti schierati li
rappresentava. ***** Candeline al seggio per Paolo Baroni di Città di Castello
che domenica 13 aprile ha festeggiato il diciottesimo compleanno proprio al
seggio. Spente le candeline ha espresso anche un desiderio elettorale.
***** Al seggio di Montebello (Perugia) il presidente ha richiamato domenica
sera alcuni elettori telefonicamente. Ma, pare, solo per delle formalità.
( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere del Veneto
- VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 7 categoria:
ALTRI OGGETTI fermazione prepotente, soprattutto qui in Veneto, di un concetto:
lo Stato centrale viene percepito come irriformabile. Gli sprechi, la casta ne
sono la malattia visibile". Secondo Marini "contrariamente a quanto
si è ritenuto nei mesi scorsi, non è l'antipolitica alla Beppe Grillo che si impone nel Paese e, in particolare, nel Nord Est. Vince,
invece, la domanda di autonomia". è anche un voto di paura davanti alla
crisi economica incombente? "Le imprese nel 2007 qui hanno tirato, e lo
dimostra meglio di ogni altro dato il tasso di disoccupazione, sceso fino ai
livelli minimi del 2,9%. Il contrasto tra lo scenario internazionale
cupo che ora si affaccia e il buono stato di salute finora espresso dalle
imprese può aver generato anche questo tipo di reazione: si ha lo sguardo verso
l'Europa e si percepisce lo Stato centrale come un ulteriore ostacolo".
Chi non è certo in sintonia con gli umori leghisti è lo scrittore Romolo
Bugaro. Perfino la sua città, la colta Padova che ha quasi sempre regalato
percentuali modestissime al Carroccio, è travolta dall'ondata. E lui ragiona:
"Questo è un voto di protesta dentro un voto di governo, quello che si dà
a Berlusconi e al centrodestra. In fondo la Lega, con la sua innegabile anima
popolare, raccoglie i bisogni dei veneti e unisce due opposte esigenze: farsi
rappresentare a Roma, cosa che non è avvenuta con il governo Prodi, ed
esprimere con forza un disagio". Claudio Trabona \\ Daniele Marini I
veneti considerano ormai lo Stato come irriformabile: è la "secessione
strisciante".
( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere del Veneto
- TREVISO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE
La sorpresa a Treviso I Grilli parlanti sfondano fra i partitini Lo show di Beppe traino involontario TREVISO - Alla fine il bluff pare
essere riuscito. Magari non sarà stato un colpo gobbo da annali delle storia
politica, e però quell'1,79 per cento raggiunto dalla lista "Grilli
parlanti" a Treviso, che scende ad un pur sempre ragguardevole 1,24 per
cento in provincia, certo spicca tra i risultati finali di questa due giorni
elettorale. I "Grilli", che in realtà non sono altro che le liste No
Euro, Pensionati e invalidi, No privilegi politici, Lega padana, Moderati,
Automobilista, Forza Roma (l'unione, d'altronde, fa la forza), si attestano
come ottava forza della città nella corsa alla Camera, la prima dopo i grandi
partiti. Prendono più del doppio dei socialisti e superano alla grande le
compagini neocomuniste e Forza Nuova, il Partito liberale e la lista anti
aborto di Ferrara e pure quella dei consumatori. Per quanto ci si possa
sforzare, nell'analisi di questo mini fenomeno, è difficile non pensare al
frutto d'un po' di confusione, quella in cui versavano gli elettori che,
convinti di mandare a Beppe Grillo
e i suoi a Montecitorio, han finito per sostenere i suoi principali antagonisti
in tribunale. I Grilli, infatti, nulla hanno a che vedere con il comico
genovese che anzi, ha prontamente provveduto a denunciarli alla Procura di
Roma. Cionondimeno c'è da credere che siano riusciti a
sfruttare il traino involontario dello show tenuto proprio da Grillo il 6 aprile scorso in piazzale
Burchiellati. Ma.Bo. L'originale Beppe Grillo, il
comico genovese non ha nulla a che vedere con i "Grilli parlanti".
( da "Stampaweb, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
(7:32) - IL NUOVO
VERTICE RISPONDE PICCHE AI FOSSATI E AI PICCOLI AZIONISTI. APPROVATO IL
BILANCIO Telecom, Bernabè tira dritto Franco Bernabè + Il piano Telecom alla
prova dell'assemblea + Nuovo piano Telecom pressing su Bernabè INFOGRAFICA
Telecom: un anno a Piazza Affari Doppio no: al piano industriale
"bis" entro l'estate e alla fusione con Telefonica ARMANDO ZENI
MILANO Di sicuro è mancato il guizzo, irridente, sfacciato, di quel Beppe
Grillo che un anno fa,
stessa assemblea, stessa sala, stesso palazzone grigio alle porte di Milano, si
era presentato per farsi portavoce del popolo inascoltato dei piccoli
azionisti. Ma loro, i piccoli azionisti, quelli dalle poche decine, al massimo
delle mille azioni Telecom in portafoglio, c'erano e in tanti, più di
altri anni a contarli bene. C'erano i loro rappresentanti, come quelli
dell'Asati, forti di uno 0,26% del capitale, un niente rispetto al 24,5% dei
soci di comando Telco, poca cosa rispetto al 4,45% della Findim della famiglia
Fossati o al 4,08% del fondo a stelle e strisce Brandes Investment Partner, ma
presenti per farsi sentire e dire la loro. C'erano, i piccoli azionisti. Decisi
nell'invitare i manager di vertice a osare qualcosa di più, a difendere il
titolo per riportarlo a prezzi decorosi, preoccupati per il taglio dei
dividendi che si aggiunge al tonfo delle quotazioni. Pronti a protestare per le
buonuscite milionarie degli ex, dei Buora, dei Ruggiero, definite
"scandalose" - ed è la prima volta - dal consigliere indipendente
Luigi Zingales. Decisi a chiedere all'unanimità un altolà alle stock option
milionarie. Ma anche a rivendicare un taglio netto col passato e addirittura,
per bocca di Sergio Cusani, consulente della Cgil, un'operazione pulizia come
quella fatta all'Eni tra il '93 e il '94 da Bernabè, allora amministratore
delegato proprio del Cane a sei zampe. E pazienza se alla fine, dopo dieci ore
d'assemblea, quello che conta e resterà agli atti è il sì del 99,4% dei
presenti al bilancio e la nomina del nuovo consiglio destinato a governare
l'azienda i prossimi tre anni con i dodici uomini proposti da Telco (a
cominciare, ovviamente, dalla conferma del presidente Gabriele Galateri e
dell'ad Franco Bernabè), i due (Paolo Baratta e Roland Berger) presentati da Findim
e uno (Zingales) da Assogestioni. Certo, c'era chi si aspettava qualche novità
- soprattutto sulle strategie industriali - in questa assemblea. Sorprese come
una revisione anticipata, in tempi più stretti: forse già prima dell'estate,
del piano industriale o qualche altro annuncio forte, magari non l'aumento di
capitale o la conversione delle azioni di risparmio più volte (e anche ieri)
smentiti ma chissà, forse, la quotazione di Open Access, divisione creata ad
hoc per la gestione della rete. Novità tutte rispedite al mittente. Con
disappunto del mercato che ha tradotto in cifre la delusione con il meno 4,1%
registrato in Borsa dal titolo tornato sotto 1,40 euro dopo la ripresa delle
ultime due settimane. Niente piano industriale bis a breve: "Intendiamo
rivederlo nell'ambito di un normale processo di pianificazione, anticipando i
temi rispetto a quest'anno", ha ripetuto in assemblea Bernabè deludendo
chi, come l'Asati, sperava nell'anticipo. Nessuna "cessione a società
terze o quotazione della rete", come ha di nuovo precisato
l'amministratore delegato. E se qualcuno, dopo l'intervista nella quale Marco
Fossati di Findim aveva sponsorizzato la fusione con Telefonica, si aspettava
qualche spiraglio oltre la promessa di sinergie per 1,3 miliardi di risparmi di
costi, anche qui niente di nuovo: "Non esistono progetti di fusione con
Telefonica - parola di Galateri - così come non esistono progetti di aumento di
capitale". Riassumendo, avanti con i target annunciati a marzo che per
Bernabè sono "obiettivi realistici che riflettono le attuali potenzialità
della società". E nessuna operazione straordinaria per ridurre il debito
per il quale, assicura l'amministratore delegato, "basta la gestione
operativa" con la cessione di Alice France e l'acquisto del 100% di Telecom
Argentina. " /> LA BORSA ITALIANA aggiornato alle 10.11 del 15/04/2008
Mibtel 24923 0,01 S&P/Mib 32776 -0,08 Midex 29487 -0,18 Allstar 12835 0,27
" /> CAMBI EUR/USD 1,5845 EUR/GBP 0,8053 " />Sezione finanza
PUBBLICITA'.
( da "Rai News 24" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Palermo | 15 aprile
2008 Sicilia, Lombardo presidente. Cuffaro eletto in Senato con l'Udc Raffaele
Lombardo Raffaele Lombardo, del Movimento per l'Autonomia, ha vinto l'elezione
per la presidenza della Regione Sicilia con il 65,3% dei voti, mentre la
principale avversaria, Anna Finocchiaro, ha ottenuto il 30,4%, quando restano da
scrutinare ancora circa 300 sezioni su 5300. Una sorpresa
viene da Sonia Alfano, al terzo posto, candidata dagli Amici di Beppe Grillo, che si attesta sul 2,41%, segno di un buon radicamento dei seguaci
del comico genovese sul territorio. Lombardo ha seguito lo spoglio dal suo
quartier generale di Catania, circondato da sostenitori e giornalisti, in un
clima euforico. Alla notizia delle prime proiezioni, Lombardo ha
chiamato il suo predecessore, Totò Cuffaro, dell'Udc, che si è dimesso dalla
guida della regione dopo la condanna in primo grado per favoreggiamento.
Cuffaro è comunque stato eletto in Senato con l'Unione di Centro di Casini.
Lombardo è molto soddisfatto anche per il buon risultato delle politiche, nelle
quali è alleato con il Pdl. "Abbiamo triplicato i voti, con il risultato
strepitoso di avere otto deputati e tre senatori". Dopo la sconfitta
elettorale, la candidata del Partito Democratico, Anna Finocchiaro non ha
ancora commentato il risultato del voto, lo farà in una conferenza stampa nel
primo pomeriggio.
( da "Tempo, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Stampa
politica e internet I delusi del web si sfogano con Beppe Grillo Delusione,
preoccupazione e post di sfottò si affollano sul blog di Beppe Grillo. Quell'aumento
del 3% di astenuti rispetto alle elezioni del 2006 fa infuriare sia i giovani
del centrosinistra, che accusano Grillo di aver
"consegnato l'Italia a Berlusconi", sia gli stessi grillini che
ritengono caduto nel vuoto l'appello al non voto del loro leader. "Complimenti a Beppe Grillo - scrive Andrea Z. -
e' riuscito a far tornare al comando lo psiconano (Silvio Berlusconi n.d.r.)
promuovendo prima il non voto e poi il voto a Di Pietro". E mentre Grillo ha gia' lanciato il secondo Vday conto il bavaglio
dell'informazione, c'e' chi ha deciso di disertare come Taxi libero che scrive:
"Mi dissocio dal Vday2; 3% di astenuti = 3% di sostenitori di questo blog
e dei meetup, e' ridicolo" e ancora Guglielmo Di Girolamo: "Grazie a
tutti per aver dato allo psiconano la pobbibilita' di far trionfare
l'ingiustizia in questo paese di m..., al Vday2 andateci voi". Qualcuno
costringe Grillo a fare i conti con la caduta nel
vuoto del suo Vday. "Mi sa che non avete fatto bene la conta - scrive
Giorgio V. - i giovani blogghisti non bastano, e quelli che tu Beppe hai trascinato nelle piazze, forse non l'hai capito,
ma erano li' per vedersi un tuo spettacolo gratis". E molti visitatore del
centrosinistra indirizzano il "Vaffa" proprio a Beppe
Grillo, prima di augurargli che Berlusconi oscuri il
blog. Altri sognano la Spagna: "Zapatero aspettami" e "Domani
volo a Madrid", sono i post di due bloggers delusi.
( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Torale in Sicilia.
Si colloca al terzo posto, subito dietro alle due grandi coalizioni di
centro-destra e di centro-sinistra.
( da "Avanti!" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Sin dal primo
pomeriggio l'impietoso autodafé degli exit poll ha comunicato il verdetto: è
stata una corsa a due, Berlusconi contro Veltroni. Ha vinto il primo, il
secondo ha perso, rimediando una sconfitta annunciata dopo essersi disfatto
della sinistra radicale e inconcludente di Bertinotti e Pecoraro Scanio,
demolita quest'ultima dal responso delle urne così come l'Udc, La Destra di
Francesco Storace e l'antipolitica del comico Beppe Grillo. Un risultato che ci consegna un quadro politico bipartitico,
visto che tre italiani su quattro hanno votato per Pdl e Pd, e smentisce le
errate profezie di due anni fa, quando il voto sancì la vittoria elettorale
dell'Unione di Romano Prodi e l'editorialista Curzio Maltese su
"Repubblica" descrisse il Cavaliere battuto e demoralizzato come
"uno zombie che offre incubi al posto degli antichi sogni".
L'Italia ha dato la maggioranza dei consensi allo "zombie" perché,
scontenta e insoddisfatta dal governo di centrosinistra, dai suoi continui
passi indietro, dalle troppe tasse da pagare, dopo appena due anni ha deciso di
puntare di nuovo, e per la terza volta, su di lui. È stata una doppia vittoria,
quella conseguita dal Cavaliere a 14 anni dalla sua prima "discesa in
campo": in primis, ha riottenuto una maggioranza per governare il Paese;
poi, l'affermazione del Pdl, il grande partito unico dei moderati in cui sono
confluiti le forze liberali, da An a FI, federato con una vincente e
determinante Lega Nord e con il Movimento per l'Autonomia di ispirazione
meridionalista guidato da Raffaele Lombardo. Proprio per l'eterogeneità della
coalizione il pericolo è che si aprano delle divergenze e qui il Cavaliere
dovrà dimostrare tutta la sua abilità lavorando, oltre che sulle alleanze, sul
rispetto dei valori e dei programmi impegnandosi a radicare nella società la
nuova forza politica che non può reggersi unicamente sulle indiscusse capacità
mediatiche del suo leader. Comunque sia, Berlusconi d'ora in poi non potrà più
nascondersi avendo la possibilità di scrivere una nuova pagina di storia: messo
in cassaforte l'esito elettorale positivo, dovrà pensare alle riforme
necessarie per il Paese e a restituire credibilità a una politica sempre più
lontana dalle esigenze degli italiani. A testimonianza di ciò, la crescita del
numero degli astenuti che, seppur contenuta, va letta non come una fredda
percentuale ma come un chiaro segnale di insofferenza e disaffezione. Vincitore
di una battaglia elettorale, dunque, ma non della guerra. Perché Berlusconi ha
disarcionato il centrosinistra dal governo ma dovrà affrontare tante emergenze:
dalle urne infatti esce ancora una volta un Paese diviso in due sul piano
politico e sociale, ma ciò che preoccupa di più è la situazione economica che
non ammette ulteriori ritardi e giustificazioni ed ha bisogno di convergenza
tra i due principali partiti, al di là del fatto che uno governa e l'altro sta
all'opposizione. Per questo, la vittoria del Pdl, la sconfitta del Pd, il
crepuscolo di Bertinotti e compagni rappresentano un risultato che offre una
grande opportunità a tutti, vincitori e vinti: quella di cambiare finalmente un
certo modo di far politica che ha portato alla crisi dei giorni nostri, al
disinteressamento dei cittadini su quanto avviene nelle istituzioni e ad un
astensionismo troppo elevato per una democrazia europea e per un Paese che ha
tanto bisogno di progredire.
( da "Riformista, Il" del 15-04-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)
Argomenti: Grillo
In rete Da
Mastella/commentator a Mister B, tutti i risultati secondo internet Per il popolo
del blog il risultato è chiaro: "Scappellament a destra"
"Mancano tre minuti. Tre. Ai primi dati. L'Italia si ferma. Gli uffici
sono frozen. Le sale meeting si svuotano. La produttività si blocca. Pensa a
quanto Pil stiamo perdendo, oggi". Così Giusec&frienz. Il mondo dei
blog inizia a commentare le percentuali rivelate nel primo pomeriggio dagli
exit poll in tempo reale. Anzi, già qualche minuto prima. E l'impressione
comune è quella che sarà una lunga notte. Come nel 2006. Fra i primi a postare
un commento, è Luca Sofri nel suo seguitissimo Wittgenstein . Trova il tempo,
in uno stacco pubblicitario del programma radiofonico che conduce su Radio Due,
per scrivere: "io tendo a vedere i bicchieri mezzo pieni: se i risultati
fossero questi, il nuovo Pd sarebbe non solo il primo partito d'Italia davanti
a Forza Italia, ma il primo partito d'Italia davanti a Forza Italia e An
insieme". Come Sofri anche molti altri hanno questa reazione: i
sondaggisti di Consortium hanno appena detto che vi sono solamente un paio di
punti di differenza fra il Pdl, in vantaggio, sul Pd (con Di Pietro). Stando
così le cose, solo Pd, Pdl e Lega superano l'8 per cento al Senato con soli due
seggi di differenza. E OneMoreBlog aggiunge: "Come previsto da tempo,
l'ingovernabilità cercata viene ottenuta con facilità. Quindi grande coalizione
per le riforme, nuove elezioni, Silvio al Quirinale e Walter a Palazzo Chigi
tra meno di due anni. Il tutto benedetto da Bertone, che si è opportunamente
spalmato tra i due schieramenti". A questi numeri il blog Qualcosa di
riformista chiosa demoralizzato: "Gli exit poll ci dicono solo una cosa:
non si sa chi vincerà". Passano solamente poche decine di minuti e tutto
cambia. Sofri scrive: "Ouch! Ipsos dà Berlusconi in vantaggio di 9 punti
su Veltroni al Senato". Insomma, è iniziata la guerra dei numeri fra
sondaggi di ricerca. Finiti gli exit poll iniziano le proiezioni. Visto il
totale caos che regna e l'impossibilità di capire quali numeri siano quelli
esatti, ci si attesta su note di costume. Dal Regno Unito un'inaspettata
cronaca dal blogger Chris Hanretty, che segue le nostre elezioni e sottolinea:
"Clemente Mastella is on Tg2, as a commentator. Che bello!". Sofri
aggiunge: "Vespa disperato per l'eventuale scomparsa della Sinistra
Arcobaleno: per rimpiazzarli a Porta a porta dovrà ricorrere al circo
Togni". E ancora OneMoreBlog sul successo della Lega: "Umberto Bossi:
grrnz, srrr grruuuu, vrg sssurgghhhh. L'esperto leghista ha così tradotto:
"la Lega è forte". Intanto al Senato la Lega è primo partito anche in
Veneto. Torna il 1943?". Dal blog della Lega Nord nessuna reazione:
l'ultimo aggiornamento risale al febbraio 2007. Passano i minuti, e le
proiezioni dei diversi istituti di ricerca sembrano mano a mano coincidere. Da
Pornopolitica si legge:"Con i dati virtuali delle proiezioni per il
Senato, grande fiducia alla Lega nel Nord, vantaggio che si allarga per mister
B [Berlusconi], solo l'Udc fra i nani supera lo scoglio dell'8 per cento (in
Sicilia, ovviamente?). Il voto utile cancella la Sinistra Arcobaleno".
Passa il tempo, e ormai è chiara la vittoria di Berlusconi. Il blog si
raffredda, così come sono meno frequenti i commenti. Zoro annuncia: "Mi
dicono che c'è qualcuno che dice che la Sinistra Critica sarebbe la vincitrice
morale perché raggiungerebbe lo 0.5 per cento". Dai blog di destra pochi
post. Camelot Destra Ideale interviene solo in tardo pomeriggio. Però si scusa:
"Torno adesso, infatti, da un "incontro ravvicinato" del terzo
tipo con tre brasiliane: cui ho dovuto spiegare - per filo e per segno - il
significato dell'espressione italians do it better". La pulce di Voltaire
parla di un "risultato clamoroso, tanto più clamoroso nelle regioni, dove
la Puglia di Vendola è sparita, la Sardegna del latifondo Soru idem, per non parlare
della resurrezione morale della Campania. Nel Sud solo la Basilicata va al Pd.
Sarà l'ora di parlare di una questione meridionale, finalmente!". Intanto
arriva qualche altro commento: "Veltroni ha combattuto su due fronti. A
destra ha perso. A sinistra ha fatto piazza pulita. Ottimo risultato
uolter!". Adinolfi e Di Pietro, provetti blogger, sono
in ritardo. Anche da Beppe Grillo latita. Nel frattempo a
OneMoreBlog riassumono la giornata elettorale: "Bantnani? come se durasse
di prioezione? ci conferma diretta paralla con follona usuguale? decamentro
scappellament a destra". 15/04/2008.
( da "Riformista, Il" del 15-04-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)
Argomenti: Grillo
Il centrodestra
conserva la guida della regione Grazie a Cuffaro, Lombardo conquista Palermo
Nessuna sorpresa, ieri pomeriggio, all'uscita degli exit poll: Lombardo
presidente con un consenso tra il 49 e il 53%. Finocchiaro tra il 36 e il 40%.
Gli altri tre candidati insieme tra il 9 e il 13%. Aumentano i siciliani che
vanno a votare: l'affluenza sale dal 59,16% del 2006 al 66,6%. Né alla prima
proiezione, con una copertura del 14%. Lombardo al 58%, la Finocchiaro al 36,5,
gli altri al 5,5. Tutto il centrodestra era certo di stravincere. E così ieri
sera Lombardo ha cominciato con cautela a parlare da governatore, elencando
programmi, toccando i tasti delle riforme strutturali ("anche da compiere in
collaborazione con le opposizioni"), del piano di rientro sanitario, dei
fondi europei (15 miliardi per lo sviluppo della Sicilia), di una giunta di
alto livello con nomi di specchiato rigore morale (si fa già il nome di Massimo
Russo, ex esponente di Anm in Sicilia). Diversa la reazione di Anna
Finocchiaro: "Lo sapevamo dall'inizio, non ci siamo tirati indietro,
abbiamo lavorato molto e bene - ha detto la senatrice in una nota diffusa nel
pomeriggio - ogni altro commento è assolutamente prematuro visto che non
disponiamo di nessun dato sui risultati delle singole liste né di quelli
riguardanti i candidati a presidente della Regione siciliana". Nelle
stesse ore, nel comitato elettorale del Pd c'era un doppio umore. Tra corridoi
in cui sfilavano volti cerei, il capolista al Senato Beppe
Lumia non disdegnava comunque il risultato parziale delle politiche. Così come
uno dei colonnelli siciliani del Pd, Giovanni Barbagallo: "Il Pd in
Sicilia ha ottenuto un risultato migliore di quello previsto prima del voto ma
è inutile nasconderlo: il centrodestra alla Regione ha vinto". Il dato
delle urne registra un insolito rigurgito dell'antipolitica, costume a cui i
siciliani finora erano stati poco avvezzi. Il voto di protesta qui ha assunto
le sembianze di Sonia Alfano, figlia di Beppe, giornalista ucciso dalla mafia.
La Alfano si è presentata con la lista "Amici di Beppe Grillo"
ed era uno dei tre candidati minori. Gli altri due sono Ruggero Razza della
Destra di Storace e Giuseppe Bonanno Conti di Forza Nuova. Insomma tra i Grillini
e i delusi della svolta pidiellina di An gli exit poll prevedono una forbice
tra il 9 e il 13%, poi scesa al 5,5% con la prima previsione. Dal canto
suo, Lombardo commenta i primi risultati sbilanciandosi anche sul tema scomodo
della mafia: "Cosa Nostra non si è preoccupata di votare, si starà
occupando d'altro perché lo Stato è riuscito ad andargli addosso e c'è stata la
reazione di un'imprenditoria coraggiosa. Mi auguro che abbia di che occuparsi
finché non riusciremo a sconfiggerla definitivamente e finché non ci chiederemo
più per chi vota o per chi non vota". Mentre a proposito di Totò Cuffaro,
governatore che due mesi fa si è dimesso dopo una condanna a 5 anni per
favoreggiamento ai boss, continua a garantire che "il rapporto personale
sul piano umano è eccellente". Ringrazia e ricambia Cuffaro, che ritorna a
parlare di politica dall'alto di un'autorità ritrovata. Ieri pomeriggio, alla
conta dei voti per Camera e Senato, è apparso fin troppo chiaramente che l'Udc
di Cuffaro volava dove l'Mpa arrancava. Tanto che l'ex governatore ieri sera
non ha nascosto la sua "enorme soddisfazione che mi premia dopo quello che
mi è successo". E ha invitato a interpretare il voto delle regionali:
"Lombardo aveva tre liste. Per quello che mi riguarda, il rapporto umano
con Raffaele è di amicizia indissolubile e sicuramente si rafforzerà, il
rapporto politico ritengo pure. Noi dell'Udc sappiamo di aver fatto una grande
scelta con Lombardo, e dunque siamo interessati a stargli vicino. Dirò di più:
per quello che potremo, come Udc, anche a livello nazionale dagli scranni
dell'opposizione supporteremo l'Mpa. Perché Raffaele avrà bisogno di noi per
confrontarsi con la Lega". L'ex governatore ha ribadito che continuerà a
lavorare per la Sicilia, ma stavolta niente cannoli, solo caramelle di carruba.
15/04/2008.
( da "Riformista, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
L'idv supera la boa
del 4 per cento L'alleato Tonino raddoppia E riflette sul jolly al Senato Dal
2,3 centrato alle politiche di due anni fa al 4,5 per cento sfiorato ieri. Se è
vero che il "fedele alleato" Tonino Di Pietro è stato un buon affare
per Walter Veltroni, è altrettanto vero che l'alleanza con il Pd ha
rappresentato un terno al lotto per l'Italia dei valori. Stando alle ultime
proiezioni, la forza italvalorista entrerà a Palazzo Madama con una truppa -
seggio più, seggio meno - di 18 senatori. A Montecitorio, invece, i 29 deputati
dipietristi andranno ad assommarsi a quelli eletti sotto le insegne democrat.
Quasi cinquanta deputati a fronte, tanto per dirne una, dello "zero"
di Bertinotti e compagnia. Alle 20 di ieri sera, l'ex pm era l'unico leader di
partito - insieme a Silvio Berlusconi - a non aver dato traccia di sé in
televisione. Per far sentire la sua voce, Di Pietro s'è affidato al suo blog.
Il primo "post" alle 19: "Voglio ringraziare tutti coloro che si
sono recati alle urne per votare l'Italia dei Valori. Non è stato facile
decidere di andare al seggio elettorale dopo i tanti fallimenti della politica
italiana. E non è stato semplice scegliere il simbolo con il gabbiano
arcobaleno dopo il sostanziale oscuramento da parte delle televisioni pubbliche
e dei continui attacchi gratuiti e diffamatori dei media in mano al signor
Silvio Berlusconi". In realtà, se c'è qualcuno che ha tirato la volata al
ministro delle Infrastrutture, quello è stato proprio il Cavaliere. È stato
soprattutto grazie al Cavaliere caimanizzato, infatti, che il soggetto
italvalorista è riuscito ad acquisire - soprattutto nelle ultime settimane -
una certa centralità nel dibattito politico. Al quartier generale dipietrista,
la primissima analisi del voto è quella che dà conto di un partito che è riuscito
a tenere il suo elettorato del 2008 e ad allargarsi verso nuovi orizzonti
(molto centro fu mastelliano e una quota di aennini delusi) e vecchie
prospettive (Grillo e affini). "Chi ha votato per
noi - ha sottolineato Di Pietro - vuole un cambiamento vero in questo
paese". Quindi, scendendo nel dettaglio, "un'informazione libera,
un'economia di mercato, una giustizia funzionante, un lavoro dignitoso. Il
partito che rappresento farà di tutto per ottenere questi obiettivi. Il mio
impegno nei confronti di tutti i cittadini italiani è di sviluppare le proposte
del nostro programma elettorale nella massima trasparenza e continuità e con
l'interazione che è permessa dalla Rete". Già la Rete. Ieri, il mondo del
dissenso dell'antipolitica on line s'è dato appuntamento al solito posto. E cioè sul blog di Beppe Grillo. Sul
suo sito personale, il comico genovese è stato attaccato sia dai giovani di
centrosinistra che dai grillini stessi. Questi ultimi l'hanno chiamato in
correità sul "ritorno al comando dello psiconano (Berlusconi, ndr )",
per aver promosso "prima il non voto e poi il voto a Di Pietro".
L'ex pm, in attesa di curarsi (anche) di loro, per adesso guarda e passa. E,
aspettando di stappare una bottiglia di champagne al secondo Vaffa day,
riflette molto attentamente sulla prospettiva di andare avanti nel lavoro
comune col Pd. "Ci saranno gruppi unici sia alla Camera che al
Senato", ripetevano ieri al quartier generale dell'Italia dei valori. Ma
"il successo superiore alle aspettative", come l'ha chiamato ieri
Aniello Formisano, potrebbe far riflettere l'ex pm sulla prospettiva di
elaborare un Piano B. Magari in accordo col loft, l'Italia dei valori potrebbe
decidere a sorpresa di formare un gruppo autonomo al Senato. Perché? Semplice,
per pareggiare il conto con Pdl e Lega in sede di conferenza dei capigruppo.
Quella da cui passa il via libera decisivo per il calendario d'aula di palazzo
Madama. (t.lab.) 15/04/2008.
( da "Opinione, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Oggi è Mar, 15 Apr
2008 Edizione 73 del 15-04-2008 Il vento dell'antipolitica ha spirato solo...
un mattino Senza Grilli per la testa vince il voto moderato
di Barbara Alessandrini Con buona pace di Beppe Grillo e di
tutti i fantini dell'anti- politica il dato dell' 81, 028% di affluenza
complessiva alle urne per il rinnovo della Camera e del Senato fa piazza pulita
di tutte le analisi e contro-analisi che già avevano iniziato a circolare tra
domenica notte e lunedì mattina quando sembrava che l'astensione dalle
urne avrebbe superato il 4%. Niente da fare, insomma. Nonostante il sole
splendente di domenica in tutta Italia non ci sono state fughe al mare anche
perché alle otto di domenica mattina e appena dopo la messa delle 10.30 le urne
già straripavano di cittadini in fila per votare. La flessione, dunque, modesta
rispetto alle elezioni del 2006 quando la partecipazione al voto ha raggiunto
l'84,6%, e rispetto alla quale forse ha fatto la sua parte anche il breve
intervallo trascorso dalle ultime elezioni politiche oltre che una delle
campagne elettorali più tiepide, lente e scarsamente avvincenti della storia
della Repubblica italiana, non rappresenta alcun allarme sul possibile dilagare
dell'anti politica. Considerando le oltre 8 mila sezioni elettorali italiane,
alla Camera i votanti sono stati l'80,983% e al Senato l'81,028%. L'astensione
paventata da molti alla vigilia del voto, non si è verificata. Le cifre del
voto restano elevatissime, segno che sul qualunquismo ha vinto la volontà di
partecipare, di dare il proprio contributo ad imprimere un colpo di reni alla
logora condizione politica del paese e di sforzarsi per garantire la
governabilità al prossimo governo. Non solo. Storicamente l'astensionismo non
ha mai premiato il centro destra, per cui inizialmente si ipotizzava una corsa
sul filo del rasoio almeno per il Senato, ma i successivi dati sulla rimonta
del Pdl di sei punti percentuali circa rispetto al Pd, hanno rivelato che quel
2% di non voto ha colpito per lo più la Sinistra Arcobaleno, accreditata
all'inizio al 6-7% e che sulla base degli ultimi dati risulta quasi dimezzata.
Ironia della sorte la mannaia abbattutasi sulla Sinistra Arcobaleno ha finito
per favorire proprio il Pdl dato che il mancato raggiungimento del quorum
dell'8% da parte del partito di Bertinotti nelle regioni tradizionalmente rosse
assicura a Berlusconi un numero maggiore di seggi al Senato. Ad avvantaggiare
il Pdl proprio nella Camera che sembrava più a rischio ha contribuito poi anche
un altro fenomeno: la certezza da parte dell'elettorato del Cavaliere di avere
i numeri della vittoria in tasca a Montecitorio ha consentito di votare con
maggior libertà per altri partiti minori. Mentre proprio la paura del pareggio
al Senato, viatico per future larghe intese, ha fatto 90, anzi 166 (i probabili
senatori targati Pdl contro i 137 del Pd), ricompattando gli elettori del Pdl
sulla necessità di spazzare via definitivamente il rischio ingovernabilità. La
vittoria del Popolo delle libertà si sta preannunciando davvero come un
maremoto destinato a rivoluzionare il quadro del parlamento e a raccogliere la
sfida dell'ammodernamento dello Stato. Tanto più che i potenziali
condizionamenti della Lega dovrebbero essere ridimensionati dal 'forte'
risultato ottenuto dal Popolo delle libertà al Senato.
( da "Rai News 24" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Genova | 15 aprile 2008 Grillo: Veltroni ha riesumato Berlusconi, un miracolo. Nuovo V-day il
25 aprile Beppe Grillo Beppe Grillo non
ha dubbi, Silvio Berlusconi deve ringraziare Walter Veltroni. E' questo il
primo di commento di Beppe Grillo, sul suo blog, ai risultati
elettorali di ieri, che hanno visto vincente la coalizione di centrodestra
guidata dal Cavaliere. "Era l'autunno del 2007. Testa d'Asfalto
(Berlusconi, ndr.) regalava la pasta a un centinaio di pensionati in periferia
di Milano. Fini e Casini lo avevano abbandonato. Una vecchia gloria sul viale
del tramonto. Topo Gigio (Veltroni, ndr.) ha fatto il miracolo. Il suo primo
atto politico è stato di riesumare una salma politica. Vi ricordate la foto
della stretta di mano tra i due dopo una conversazione strettamente privata
sulla nuova legge elettorale? Sembravano Garibaldi e Vittorio Emanuele II a
Teano. Lo psiconano aveva un'aria incredula. Non poteva immaginare che i pidini
fossero cosi' coglioni", scrive il blogger più famoso d'Italia.
"C'era allora - continua il comico genovese - un governo di centro
sinistra formato da piccoli partiti. Nessuno fu interpellato da Topo Gigio su una
legge che li avrebbe fatti scomparire. Topo Gigio e' stato il miglior alleato
del Pdl. Ha fatto cadere il Governo: lui, non Mastella. Ha perso le elezioni in
modo disastroso. Ha cancellato la sinistra e i verdi. Si può fare. Se fossi
Berlusconi lo farei vice presidente del Consiglio. Meglio comunque un vero
nemico che un falso amico. L'indulto, Mastella alla Giustizia, la mancata
cancellazione delle leggi ad personam, l'isolamento di De Magistris e della
Forleo a chi li dobbiamo? Che differenza c'è stata tra il quinquennio
berlusconiano e il biennio prodiano?". Grillo
ribadisce che "la legge elettorale e' incostituzionale" e attacca i
mezzi d'informazione. "Ci hanno trattati come bestie che possono fare solo
una X su un simbolo. E la X l'abbiamo messa lo stesso perche' siamo
condizionati da mezzi di informazione anti democratici. Rappresentano gruppi di
interessi. Chi li controlla, controlla il Paese", scrive. Ma, secondo Grillo, "il punto di rottura" sarà l'economia.
"Siamo in recessione. Il nostro Pil non crescerà nel 2008. Il risultato
peggiore dell'economia mondiale, a parte l'Africa. Se il PIL non cresce,
diminuisce l'occupazione. Crescita zero vuole dire da uno a due milioni di
posti di lavoro in meno. Il gioco delle carte, che dura da anni, di trasformare
un posto di lavoro in due precari non può continuare", spiega. "Il
voto a Mpa e alla Lega - continua - è un segnale di si salvi chi può. Ognuno
per sé e Dio per tutti. Se Soru, per fare un esempio, avesse presentato una
lista secessionista in Sardegna avrebbe vinto a mani basse. Milioni di persone
a destra e a sinistra non avranno rappresentanza nel nuovo Parlamento. Sono
precari, ecologisti, disoccupati, giovani. Lasciarli fuori dal Parlamento
mentre dentro ci sono un centinaio tra condannati, prescritti, indagati e
rinviati a giudizio non è una buona idea". Tutto questo, nell'ottica di Grillo, è da imputare anche alla cattiva informazione: ecco
allora il tema del secondo VDay. "Senza libera informazione - scrive - non
c'è democrazia. Loro non molleranno mai, noi neppure. V2 day. V2 Day. Libera
informazione in libero Stato".
( da "Affari Italiani (Online)" del 15-04-2008)
Pubblicato anche in: (Affari Italiani (Online))
Argomenti: Grillo
Il dopo-voto: è
quasi Terza Repubblica Martedí 15.04.2008 09:03 --> Adesso occorre scrivere
una legge elettorale che salvi quanto di buono nel Porcellum si trova: premi di
maggioranza per avere governi stabili e capaci di governare, ma soprattutto (e
qui veniamo alla transizione non conclusa) la creazione di un unico partito del
Centrodestra in grado di superare definitivamente Lega, An e Forza Italia.
Difficile farlo in tempi brevi, specie dopo l'affermazione del partito di
Umberto Bossi: ma se in questa nuova legislatura i leghisti dovessero riuscire
ad ottenere federalismo fiscale e quanto nei loro desideri, a quel punto la
Lega avrebbe ancora motivo di esistere o si dovrebbe fondere in un unico
soggetto di centrodesta guidato da Gianfranco Fini al posto del Cavaliere?
Anche lui dovrà prima o poi lasciare il suo ruolo di guida del PdL e ritirarsi
a vita privata o al Quirinale, se è davvero il suo sogno segreto. Per
concludere: le elezioni sono lo specchio di un Paese. Quello riflesso nello
specchio del 14 aprile 2008 è stanco. Non vuole discorsi da tribuni e Vaffa-Day alla Beppe Grillo,
laicismi fuoritempo alla Enrico Boselli, contrapposizioni noi-voi anche in seno
ai partiti e governi fondati sugli starnuti di Rita Levi Montalcini e Francesco
Cossiga (sia pure simpaticissimo). Basta: i senatori a vita facciano
dignitosamente i patres conscripti di romana memoria, siano un esempio morale
per aver "illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo
sociale, scientifico, artistico e letterario". Vogliamo un governo, che
sia capace di intendere e volere, coraggioso abbastanza per presentarsi alle
prossime elezioni e, se del caso, essere "preso a calci" dagli
elettori. È quasi Terza Repubblica, anche se non ancora.
( da "Affari Italiani (Online)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Il commento/ Un
quadro politico semplificato. Scompare la sinistra antagonista e ambientalista
Martedí 15.04.2008 12:47 --> Lega La grande regina di queste elezioni. In 15
anni la sinistra ha cambiato decine di volte pelle, simboli, nomi, leader,
parole d'ordine e programmi, senza mai riuscire ad affermarsi con nettezza. In
15 anni la Lega ha ripetuto ossessivamente una parola magica: federalismo, e
continua a occupare la scena da protagonista. Al nord ormai dire'federalismo'
non vuol dire solo una certa organizzazione della fiscalità o dei poteri.
Significa voglia di cambiare. La Lega incassa più di tutti il sentimento
antipolitico degli ultimi mesi (quello che per intenderci
ha provato a cavalcare Beppe Grillo). Per
questo il Carroccio porta a casa tutti coloro che non vogliono nemmeno sentire
nominare Roma, intesa non tanto come luogo geografico (i terroni), ma come il
luogo dell'immobilismo e dello spreco ai danni di tutti (e quindi soprattutto
ai danni di chi pensa di sgobbare e guadagnare di più). Nel nord la Lega
raggiunge percentuali da primo partito. Un vero trionfo, soprattutto tra i ceti
popolari ("siamo noi la sinistra", ha detto ieri Bossi) e tra i
piccoli e medi imprenditori e le partite Iva, ai quali il linguaggio
confindustriale' del Pd fatto di grandi scenari e parole altisonanti per
astratte strategie non dice nulla, ma piace molto il linguaggio diretto dei
leghisti (non si pensi solo alle boutade di Borghezio e Calderoli, ma anche al
pragmatismo di Maroni e Castelli). IdV Buona affermazione quella di Di Pietro,
che svolge a sinistra (con risultati decisamente più modesti) il ruolo che la
Lega svolge a destra. Anche l'IdV raccoglie il voto degli insofferenti alimentato
dai tanti discorsi sulla "Casta" (e infatti per ragioni
antropologiche si fa fatica a vedere uno come Di Pietro quale simbolo di
qualsivoglia gruppo esclusivo di privilegiati, gli manca del tutto il physique
du rôle), oltre al voto in uscita dalla Sinistra Arcobaleno.
( da "Asca" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
(ASCA) - Roma, 15 apr
- ''Topo Gigio e' stato il miglior alleato del PDL. Ha fatto cadere il Governo:
lui, non Mastella. Ha perso le elezioni in modo disastroso. Ha cancellato la
sinistra e i verdi. Si puo' fare. Se fossi Berlusconi lo farei vice presidente
del Consiglio''. Non usa mezzi termini il comico Beppe Grillo dalle pagine del suo blog nell'addossare a Walter Veltroni la
responsabilita' della sconfitta elettorale, accusando il leader del Pd di aver
''resuscitato'' Silvio Berlusconi. ''Era l'autunno del 2007'', scrive Grillo in un intervento intitolato 'Loro
non molleranno mai, noi neppure'. ''Testa d'Asfalto regalava la pasta a
un centinaio di pensionati in periferia di Milano. Fini e Casini lo avevano
abbandonato. Una vecchia gloria sul viale del tramonto. Topo Gigio ha fatto il
miracolo. Il suo primo atto politico e' stato di riesumare una salma politica.
Vi ricordate la foto della stretta di mano tra i due dopo una conversazione
strettamente privata sulla nuova legge elettorale? Sembravano Garibaldi e
Vittorio Emanuele II a Teano. Lo psiconano aveva un'aria incredula. Non poteva
immaginare - prosegue il comico - che i pidini fossero cosi' coglioni''.
red/uda.
( da "ADN Kronos" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
In corso lo spoglio
delle schede. Alla provincia di Roma Zingaretti (Pd) in vantaggio su Antoniozzi
(Pdl). A Varese si profila vittoria nettissima di Pdl-Lega. In Sicilia vince
Lombardo con oltre il 65%. Finocchiaro: ''Una netta sconfitta". Vai allo
speciale. Partecipa ai nostri forum ascolta la notizia leggi i commenti
commenta 1 vota 11 tutte le notizie di POLITICA Roma, 15 apr. (Adnkronos/Ign) -
E' in corso lo spoglio delle schede per le elezioni amministrative (regionali,
provinciali e comunali) che si sono svolte domenica e lunedì insieme alle
politiche. Si è votato per l'elezione di 8 presidenti e consigli provinciali
(Asti, Varese, Massa Carrara, Roma, Benevento, Foggia, Catanzaro e Vibo
Valentia) e 423 sindaci e consigli comunali, fra i quali 9 capoluoghi (Brescia,
Sondrio, Treviso, Vicenza, Massa, Pisa, Roma, Viterbo e Pescara). Si è votato
anche per le elezioni regionali di Friuli Venezia Giulia e Sicilia, regioni a
statuto speciale. In Friuli gli elettori sono stati chiamati ad eleggere anche
presidente e consiglio della provincia di Udine e sindaci e consigli di 8
comuni (di cui il capoluogo di provincia Udine). In caso di turno di
ballottaggio per l'elezione dei presidenti di provincia e dei sindaci dei
comuni, si voterà domenica 27 aprile, sempre dalle 8 alle 22, e lunedì 28,
dalle 7 alle 15. REGIONI Sicilia Cresce ancora il vantaggio del candidato alla
presidenza della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo (Mpa) appoggiato dal
centrodestra sulla sua diretta avversaria Anna Finocchiaro (Pd) sostenuta dal
centrosinistra. Queste le percentuali dei candidati governatore in Sicilia
quando mancano ormai poche sezioni (5.126 sezioni scrutinate su 5.300 totali):
Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo)
2,42%, 66.834 voti; Raffaele Lombardo (Mpa) 65,46%, 1.806.528 voti; Ruggero
Razza (La Destra) 1,61%, 44.672 voti; Giuseppe Bonanno Conti (Forza Nuova)
0,23%, 6.482 voti e Anna Finocchiaro (Pd) 30,26%, 835.245 voti. "Senza
girarci molto attorno'' è stata ''una netta sconfitta" ha commentato la
Finocchiaro. Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy è al 46,1% e Renzo
Tondo al 53,9% nella quarta proiezione di Consortium-Rai (riproduzione
riservata) per la Regione delle ore 17.36 con copertura del 79% . PROVINCE
Udine Asti Varese La Provincia di Varese si avvia a rimanese saldamente nelle
mani dell'alleanza tra Pdl e Lega a cui si aggiunge l'Udc. Dopo lo spoglio
delle prime trentasei sezioni infatti il leghista Dario Galli, candidato a
sostiuire il collega di partito Marco Reguzzoni che si è dimesso per essere
eletto alla Camera, ottiene il 65,22% dei voti mentre il candidato presidente
dell'alleanza Pd-Idv, Mario Aspesi, si ferma al 22,22%. Giampaolo Livetti,
candidato presidente della Sinistra Arcobaleno, ottiene il 6,73% dei consensi.
Massa Carrara Roma Nicola Zingaretti (Pd-Idv-Sa-Radicali) al 46,13% e Alfredo
Antoniozzi (Pdl-Pri) al 38,19% quando sono state scrutinate le schede di 94
sezioni su 3.735. Teodoro Buontempo (La Destra) si attesta al momento al 4,76%
e Armando Dionisi (Udc) il 4,41%. Benevento Foggia Catanzaro Vibo Valentia
COMUNI Udine Brescia Sondrio Treviso Vicenza Massa Pisa Roma Viterbo Pescara.
( da "Caltanet" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
> NEWS-->
Palermo, 15 apr. (Adnkronos) - Al termine dello scrutinio nelle 1.127 sezioni questi i risultati definitivi del voto per le
elezioni regionali in provincia di Catania: Amici di Beppe Grillo-Sonia
Alfano 2,11% (12.525 voti); Pdl 35,16% (208.618 voti); Mpa 21,79% (129.303
voti); Udc 6,44% (38.237 voti); Democratici autonomisti 4,66% (27.660 voti);
Lombardo presidente 4,65% (27.590 voti); La Destra 2,25% (13.370 voti);
Forza Nuova 0,20% (1.217 voti); Pd 14,16% (84.052 voti); la Sinistra Arcobaleno
0,04% (23.969 voti); Anna Finocchiaro presidente 3,20% (19.011 voti); Idv 1,3%
(7.716 voti).
( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Elli del voto, i
grillini sono davanti alla Prefettura per solidarietà al testimone di giustizia
contro la mafia, Pino Masciari, tornato in Calabria dopo aver chiesto asilo
all'estero per la sua famiglia e dopo aver denunciato di essere stato
abbandonato dallo Stato. "In piazza Castello ci
staremo - dice Sarina degli Amici di Grillo di Torino - finchè il ministro non assumerà provvedimenti".
L'appello di Beppe Grillo a non votare non ha scalfito
quello del "voto utile". "Noi abbiamo lasciato massima libertà"
dice l'organizer di Qui Torino Libera, Sergio Battaglino. Anche Elena
Sargiotto, tra i promotori del primo meetup piemontese, non si è allineata alle
indicazioni del comico genovese: "Una mail segnalava la possibilità di
ritirare la scheda per poi non votarla, ci siamo informati, ma non aveva alcun
valore. Ognuno di noi ha scelto liberamente. Noi ci occupiamo dei problemi di
Masciari, di Settimo per l'inceneritore, non di tattiche". Non ha votato
Riccardo Rosso, ambientalista degli "Innamorati di Grillo":
"Sono sconvolto da quanti sono andati alle urne: Un governo l'avevamo,
buono o brutto, l'hanno fatto saltare. Ha ragione Beppe:
questi devono andare tutti a casa!". E il 25 aprile, in piazza San Carlo,
con 310 luoghi collegati, il V2-day sarà ilprimo grande test per il popolo
contro la partitocrazia. Il tema è l'informazione: "Saremo tanti - dice
Sarina -, a maggior ragione ora che il Signor Tv si appresta a tornare al
governo!".\.
( da "AprileOnline.info" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Alessandro
Chiappetta, 15 aprile 2008, 20:13 Politica/ Sicilia Tra il paese vittorioso del
Pdl e quello sconfitta del Pd, c'è una regione che non ha tradito il centro
destra, ma è in realtà una mina vagante. Le spinte autonomiste dell'Mpa
potrebbero infastidire i progetti leghisti, rendendo meno esclusiva la
"questione settentrionale" tanto cara al Carroccio. La Finocchiaro
accusa il "modello Cuffaro", durissimo Lumia che parla di
"immagine antimafia appannata", soddisfatta Sonia Alfano che critica
la scarsa informazione sui temi di mafia. Intanto la Lega manda alla Camera tra
le sue fila Angela Maraventano, la lùmbard di Lampedusa La Sicilia festeggia
Raffaele Lombardo, trionfante a passeggio per le strade di Catania nel suo
borioso day after, ma già pronto a dettare le condizioni del suo mandato di
governatore, all'insegna di una polemica discontinuità con il suo predecessore
Cuffaro, a cui ha già augurato buon lavoro da neo-senatore, "nella
speranza di fare chiarezza sui fatti equivoci su cui si è tanto
speculato". C'è da giurarci insomma che Lombardo non sarà una comparsa nel
nuovo scenario del centro destra, felice com'è del traguardo raggiunto, dopo
anni di lotta da democristiano prima, e da pioniere delle autonomie poi, e che
non se ne starà soltanto seduto sulla sua poltrona di governatore conquistata
con più del 60% dei voti. Da sinistra sembra che molti guardino a lui come al
possibile guastafeste dei piani berlusconiani, perché se è vero che la spinta
autonomista della Lega trova facile e provvidenziale sponda nell'Mpa, è
altrettanto realistico immaginare che il leader del Pdl venga tirato per la
giacchetta tanto da nord, quando da sud. Ed è tutto da dimostrare che i numeri
nazionali (l'8% della Lega, e il 1.1% di Lombardo, che avrà 9 deputati e 3
senatori) spingano l'ago della bilancia sempre verso Bossi. Berlusconi non
potrà non tenere conto della Sicilia. E anche la Lega dovrà accettare questo
stato di cose. Per ora, però, anche Lombardo sceglie il far-play. "Con la
Lega Nord siamo in ottimi rapporti e collaboriamo perchè siamo entrambi
federalisti. Con Berlusconi e Bossi abbiamo un patto nell'interesse della
Sicilia". Interesse che Lombardo riporta al tema centrale del lavoro, una
parola sentita raramente nella campagna elettorale del Pdl. "'I ceti
popolari - ha continuato - meritano da parte nostra una maggiore attenzione:
sono quelli che ci sono più vicini e noi dobbiamo esser più vicini ai loro
figli, a Catania e a Palermo. Bisogna consentirgli di vivere e lavorare in
Sicilia, basta immigrazione, sottosviluppo e redditi procapite più bassi
d'Italia". Dalla Sicilia arriverà in Parlamento anche Angela Maraventano,
vice sindaco di Lampedusa, prima dei non eletti in Emilia Romagna (le basterà
la rinuncia di Castelli per diventare deputata), protagonista di numerose
battaglie sull'emergenza immigrati. Un traguardo insperato per una donna del
profondo Sud, a lungo discussa, che ha sempre manifestato una grande passione
politica per i Lumbard, senza nascondere l'insofferenza per gli sbarchi e la
gestione dei Cpt, contro i quali si è più volte scagliata. Un acquisto contro
l'immigrazione, in perfetto stile leghista, ma che comunque non potrà in
Parlamento avere lo stesso peso di un deputato "padano". Sull'altro
fronte Anna Finocchiaro commenta la dèbacle senza girarci troppo attorno.
"E' stata una netta sconfitta - ha detto - che ci dice che c'è bisogno di
un forte cambiamento che pone il problema del rinnovamento nelle forze del
centrosinistra. Questo è un dato significativo in vista del lavoro che
bisognerà fare sul partito. Dobbiamo adesso costruire il Pd in Sicilia".
Più deciso Giuseppe Lumia (eletto al Senato) che ha puntato l'indice sulle
liste collegate al candidato del Pd, che non sarebbero state "all'altezza
della sfida di legalità e sviluppo proposta da Walter Veltroni per la
Sicilia". "Basta con i vecchi riti della politica - ha concluso -
basta con le liti e le discussioni. Bisogna trovare un nuovo metodo senza far
finta che non sia accaduto nulla", ha concluso Lumia, risparmiando per ora
dalle critiche Francantonio Genovese, il coordinatore regionale del Pd a
rischio riconferma. Lumia è durissimo però sul risultato elettorale
complessivo: "sicuramente questo risultato elettorale in Sicilia rischia
di appannare l'immagine dell'isola sul fronte della lotta alla mafia e apre una
sfida, sia al nostro interno che sul fronte del centrodestra per riuscire a
coniugare legalità e sviluppo". "Un appannamento - aggiunge Lumia -
provocato anche dalla 'promozione' di Cuffaro al Senato e dalle dichiarazioni
di Dell'Utri su Mangano pronunciate alla vigilia del voto". La Finocchiaro
ha fatto sapere che deciderà "con il partito" se restare all'Ars
(dove siederanno 62 deputati del centrodestra, compreso il presidente della
Regione, e 28 del centrosinistra) o andare in Senato. Al suo posto si è già
fatta avanti Sonia Alfano, la figlia di Beppe, giornalista messinese ucciso dalla
mafia nel 1993, candidata a Palazzo dei Normanni per la Lista di Beppe Grillo. "Credo che sull'interpretazione della legge non ci siano
dubbi, se Anna Finocchiaro dovesse rinunciare al suo posto all'Assemblea
regionale siciliana, sarò io a subentrare" ha detto, definendo
"inaspettato e sorprendente" il suo risultato elettorale, oltre
sessantaseimila voti, che premia la sua limpida politica antimafiosa, contro la
quale anche il Pd è stato troppo morbido. Secondo Sonia Alfano, la scarsa
informazione sul voto "ha senza dubbio sfavorito la nostra lista:
moltissime persone non sapevano neppure come votare e sono stati tanti i
presidenti che, ci auguriamo in buona fede, hanno dato indicazioni errate sulle
modalità di voto e questo ha comportato per noi un numero non indifferente di
voti annullati".
( da "AprileOnline.info" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Politica e Web/2 Il comico
blogger si mostra niente affatto sorpreso dei risultati elettorali. Al
contrario, due giorni prima aveva pubblicato sul suo sito le sue personali
previsioni di come sarebbero andate le consultazioni. Andando molto vicino
all'esito concreto Non è affatto sorpreso dei risultati elettorali, Beppe Grillo. Al contrario.
"Gli esiti li avevo ampiamente anticipati", dice il comico genovese,
che sulle pagine del suo blog, due giorni prima del voto, ha pubblicato le sue
personali previsioni di come sarebbero andate le consultazioni. "Leggete
l'elenco - aveva scritto Grillo - e confrontatelo con
i risultati elettorali. Se la maggior parte dei nomi corrisponderà, vuol dire
che vi hanno preso per i fondelli. Il non voto è l'unico voto utile". E le
previsioni, in effetti, non si sono discostate poi molto dall'esito reale: alla
Camera, Grillo aveva assegnato 293 seggi al Popolo
della Libertà, 41 alla Lega, 180 al Partito Democratico e 20 all'Italia dei
Valori. A scrutinio concluso, il Pdl, Lega e Mpa hanno ottenuto alla Camera 340
seggi (
( da "Provincia di Lecco, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
Regione sicilia
L'altra Lega straccia la Finocchiaro: più di 20 punti PALERMO - La Sicilia del
dopo Cuffaro elegge l'alleato più fidato di Cuffaro, quel Raffaele Lombardo che
nell'Isola ha fatto il tessitore dei rapporti tra Udc e Pdl, rimettendo insieme
a Palermo una coalizione che a Roma aveva sancito la propria divisione. È
presto per parlare di numeri (lo scrutinio per le regionali inizierà in tarda
serata), ma gli exit poll non lasciano dubbi: Lombardo è accreditato di una
percentuale che potrebbe aggirarsi attorno al 58%, la sua avversaria del
centrosinistra, Anna Finocchiaro, si ferma al 36. Cuffaro, le cui dimissioni
(dopo la condanna a 5 anni) hanno portato alle elezioni anticipate in Sicilia,
ha spinto l'Udc oltre la soglia dell'8% (il dato è provvisorio) al Senato.
L'Isola potrebbe essere l'unica regione in cui il partito di Casini ottiene
almeno 2 seggi a palazzo Madama, uno dei quali da attribuire proprio all'ex
governatore siciliano, il quale ringrazia "per la grande prova
d'affetto" dei suoi elettori. Inatteso (dal 9 al 13%) è il dato che
riguarda gli altri candidati alla presidenza della Regione, Ruggero Razza (La
Destra), Giuseppe Bonanno Conti (Forza nuova) e Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo). Fra
i tre, quest'ultima avrebbe ottenuto il miglior risultato. "Prudenza a
parte - dice Lombardo, che alle politiche con il suo Mpa è apparentato al Pdl
nelle regioni meridionali -, il nostro probabile successo deriva dal fatto che
siamo stati capaci di far percepire d'essere in grado di tutelare l'interesse
della Sicilia, più dei nostri concorrenti". Stando ai primi dati,
sotto le attese è il risultato di Anna Finocchiaro, che potrebbe non
raggiungere la percentuale che due anni fa ottenne Rita Borsellino nella sfida
contro Salvatore Cuffaro, quando finì 41,6% contro 53,1%. Ma la senatrice del
Pd, nel sottolineare che "è assolutamente azzardato commentare un exit
poll", ricorda che "sulla scorta dei risultati delle regionali di due
anni fa il rapporto di forza tra i partiti del centrodestra e quelli del
centrosinistra era di
( da "Panorama.it" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo
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- Verso il ballottaggio Rutelli e Alemanno Posted By redazione On 15/4/2008 @
21:08 In Apertura#2 | No Comments "Si va verso il ballottaggio" dice
il candidato del centrosinistra a sindaco di Roma, Francesco Rutelli, commentando
l'andamento dei risultati alle elezioni comunali nella Capitale. "La
nostra ambizione è riunire tutto il centrodestra" ha dichiarato il
candidato sindaco del Pdl Gianni Alemanno, mentre lasciava il palco di piazza
della Rotonda, davanti al Pantheon, commentando le possibili intese per il
secondo turno. In base ai dati della quarta proiezione Consortium Rutelli si
attesta al 44,3% mentre Alemanno al 40,7%. "C'è bisogno di un supplemento
di mobilitazione perché c'è davvero la possibilità concreta di un en plein'',
ha aggiunto Fini. Le proiezioni mostrano un testa a testa che non fa arrivare
nessuno dei due sfidanti a superare la soglia del 50% più uno dei voti che
permetterebbe di assegnare la vittoria al primo turno. Tra gli altri aspiranti
sindaco di Roma, sempre secondo la quarta proiezione, Francesco Storace (La
Destra-Fiamma Tricolore) è al 3,8%, Luciano Ciocchetti (Udc) al 3,2%, seguiti da Serenetta Monti (Lista civica Amici di Beppe Grillo) al 3,0%, Mario Baccini all'1% (La Rosa per l'Italia) e Franco
Grillini (Partito socialista) allo 1%. Se i voti reali confermeranno le
proiezioni nella Capitale si andrà al ballottaggio domenica 27 aprile e lunedì
28 aprile, tra quindici giorni. Fondamentali saranno allora le decisioni
di alcuni dei candidati ormai fuori dalla partita. Rutelli si è presentato con
una coalizione di centrosinistra molto ampia: dalla Sinistra Arcobaleno ai
Radicali, dalla sua lista civica alla novità degli "Under 303 fino al Pd.
Tra le decisioni di peso ci sono quelle di Grillini che ha dichiaratamente
voluto spingere Rutelli al ballottaggio. Mentre la grillina Monti si è già
dichiarata per la libertà di voto. Alemanno è stato finora sostenuto
sostanzialmente solo dal Pdl. Molto dipenderà dagli ex alleati e compagni di
partito. A cominciare da Storace, ex An ed allora esponente della destra
sociale insieme ad Alemanno, e dagli ex Udc, ora Rosa Bianca, Mario Baccini e
Luciano Ciocchetti. "Il mio problema non è un assessorato" e comunque
giovedì "comunicherò le mie decisioni" si è limitato a dire Storace
aggiungendo, però, che valuterà l'apertura a Alemanno fatta dal candidato alla
presidenza della Provincia di Roma, nonché presidente de "La Destra"
Teodoro Buontempo, e dal segretario nazionale di Fiamma Tricolore, Luca
Romagnoli. Per la provincia di Roma si va verso il ballottaggio tra Nicola
Zingaretti, candidato del Pd, e Alfredo Antoniozzi per il Pdl : "Siamo
stati a un soffio dal primo turno. C'è stato un consenso enorme intorno alla
mia candidatura. Il distacco dal mio principale avversario è forse superiore
all'8-9 per cento" dice Zingaretti. In Sicilia stravince Raffaele
Lombardo: con l'alleanza Pdl-Mpa ha ottenuto il 65,3% dei consensi. La rivale
Anna Finocchiaro per il Pd si è fermata al 30,3%. E il nuovo presidente della
regione Sicilia assapora già la vittoria: sorride, stringe mani, appare stanco
ma soddisfatto mentre lo gente si congratula con lui. In Friuli Venezia Giulia
il candidato del Pdl Renzo Tondo ha raggiunto il 53,7% dei voti, superando così
il rivale Riccardo Illy che raccolto il 46,3% dei voti. "Quando cambia il
vento non c'è nulla da fare. E questa volta è toccato a Riccardo Illy
perdere" ha commentato Roberto Antonione, responsabile esteri di Forza
Italia. Cinque province forse al ballottaggio: Roma, Asti, Massa Carrara, Foggia
e Catanzaro; Varese confermata al centrodestra, Benevento e Vibo Valentia
rimarrebbero invece a guida centrosinistra. Questo il quadro che si profila
nelle 8 province (di regioni a statuto ordinario) chiamate al voto, mentre sono
ancora in corso gli scrutini. Infine ad Udine, in Friuli Venezia Giulia, la
guida della provincia sembra riconfermata al centrodestra. Ad Asti Maria Teresa
Armosino, candidata per il Pdl, sostenuta da Forza Italia e Lega nord, detiene
il maggior numero di preferenze, ma sembra non riesca a ottenere la maggioranza
assoluta che le consentirebbe di conquistare subito la poltrona della
presidenza della Provincia. A Varese dovrebbe esserci la conferma della
presidenza della provincia al centrodestra. A Massa Carrara il presidente uscente
e che si e' ricandidato, Osvaldo Angeli, sostenuto da Pd, Socialisti ed Italia
dei Valori, è in testa ma non sembra riuscire a conquistare la Provincia al
primo turno e dovrà vedersela, al ballottaggio, con Sandro Bondi, il candidato
che il Pdl ha messo in campo per tentare di strappare la provincia alla
sinistra. A Roma si profila il ballottaggio tra il candidato sostenuto da Pd,
Ivd, Radicali e Sinistra l'Arcobaleno, Nicola Zingaretti, che è in netto
vantaggio, e quello sostenuto dalla Pdl, Alfredo Antoniozzi. A Vibo Valentia
sembra prevalere, con un netto vantaggio, il candidato del Pd Franco De Nisi su
quello della Pdl Franco Miceli. A Catanzaro si profila il ballottaggio tra
Wanda Ferro (Pdl) su Pietro Amato (Pd). A Benevento il Pd sembra affermarsi con
il candidato Aniello Cimitile, in vantaggio su quello espresso dalla Pd Nino
Izzo. A Foggia sinistra in testa con Francesco Paolo Campo, seguito dal
candidato della Pdl Antonio Pepe ma, quando le sezioni scrutinate sono ancora
poche, sembra profilarsi il ballottaggi. Ad Udine è in testa Pietro Fontanini,
candidato sostenuto da Pdl, Udc e Lega Nord, che, mentre e' ancora in corso lo
scrutinio delle schede sembra battere il candidato della sinistra Diego Travan,
espressione di Pd, Sinistra l'Arcobaleno, Ivd e Socialisti. LEGGI ANCHE: [1]
Occhi su Roma. Il Pdl alla carica del fortino Capitale della sinistra.
( da "ADN Kronos" del 15-04-2008)
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Sono rispettivamente
al 45% e al 40,7%. In corso lo spoglio delle schede. Alla provincia Zingaretti
in vantaggio su Antoniozzi. In Friuli Tondo supera Illy. Pdl verso
l'affermazione nelle province Asti, Varese e Catanzaro e nel comune di Brescia.
Si profila vittoria del Pd a Vibo Valentia. Ballottaggio a Massa Carrara e
Asti. In Sicilia vince Lombardo con oltre il 65% e un milione di voti in più.
Finocchiaro: ''Una netta sconfitta". Vai allo speciale. Partecipa ai
nostri forum ascolta la notizia leggi i commenti commenta 1 vota 15 tutte le
notizie di POLITICA Roma, 15 apr. (Adnkronos/Ign) - Rutelli in lieve vantaggio
su Alemanno alla carica di sindaco della capitale e Tondo vincitore su Illy
alla presidenza della regione Friuli. Sono queste le indicazioni di rilievo
mentre è ancora in corso lo spoglio delle schede per le elezioni amministrative
(regionali, provinciali e comunali) che si sono svolte domenica e lunedì
insieme alle politiche. In Sicilia il dato definitivo assegna la vittoria a
Lombardo con oltre il 65% e un milione di voti in più sulla Finocchiaro. Si è
votato per l'elezione di 8 presidenti e consigli provinciali (Asti, Varese,
Massa Carrara, Roma, Benevento, Foggia, Catanzaro e Vibo Valentia) e 423 sindaci
e consigli comunali, fra i quali 9 capoluoghi (Brescia, Sondrio, Treviso,
Vicenza, Massa, Pisa, Roma, Viterbo e Pescara). Si è votato anche per le
elezioni regionali di Friuli Venezia Giulia e Sicilia, regioni a statuto
speciale. In Friuli gli elettori sono stati chiamati ad eleggere anche
presidente e consiglio della provincia di Udine e sindaci e consigli di 8
comuni (di cui il capoluogo di provincia Udine). In caso di turno di
ballottaggio per l'elezione dei presidenti di provincia e dei sindaci dei
comuni, si voterà domenica 27 aprile, sempre dalle 8 alle 22, e lunedì 28,
dalle 7 alle 15. Ecco il prospetto in corso di aggiornamento: REGIONI Sicilia -
Circa un milione di voti in più. E' il bottino che Raffaele Lombardo, neo
presidente della Regione siciliana, può vantare rispetto alla sua avversaria,
Anna Finocchiaro, sostenuta dall'intero centrosinistra nella corsa a Palazzo
d'Orleans. Il leader del Mpa ha raggiunto il 65,35% delle preferenze. In
termini numerici significa 1.862.658 voti contro gli 865.903 della sua
principale avversaria, fermatasi al 30,38%. "Senza girarci molto attorno''
è stata ''una netta sconfitta" ha commentato la Finocchiaro. Friuli
Venezia Giulia - Renzo Tondo sarà quasi sicuramente il nuovo presidente della
Regione. In 1.118 sezioni rilevate su 1.378, il candidato del centrodestra ha
conquistato il 53,38% delle preferenze. L'avversario del centrosinistra,
Riccardo Illy, ha ottenuto per ora il 46,62% dei voti. PROVINCE Roma - Nicola
Zingaretti (Pd-Idv-Sa-Radicali) al 47,25% e Alfredo Antoniozzi (Pdl-Pri) al
36,94% quando sono state scrutinate le schede di 2.874 sezioni su 3.735 per il
nuovo presidente della provincia capitolina. Armando Dionisi (Udc) fa
registrare il 4,6% dei voti mentre Teodoro Buontempo (La Destra) si attesta al
momento al 4,57%. Asti - Saranno Maria Teresa Armosino (Pdl e Lega Nord) e
Roberto Peretti (Pd e Idv) ad andare al ballottaggio per l'elezione del nuovo
presidente della Provincia. Conclusi da pochi minuti gli scrutini, Armosino ha
ottenuto il 44% dei consensi, mentre Peretti ha raggiunto il 26,3%. Mariangela
Cotta (sostenuta da due liste civiche) si e' fermata al 21,7%. Seguono Secondo
Scanavino, sostenuto dalla Sinistra Arcobaleno e Partito Socialista con il 6,8%
e Marcello Delmastro (lista civica) con l'1%. La percentuale dei votanti è
stata del 76%. Varese - La Provincia si avvia a rimanere saldamente nelle mani
dell'alleanza tra Pdl e Lega a cui si aggiunge l'Udc. Dopo lo spoglio delle
prime trentasei sezioni infatti il leghista Dario Galli, candidato a sostiuire
il collega di partito Marco Reguzzoni che si è dimesso per essere eletto alla
Camera, ottiene il 65,22% dei voti mentre il candidato presidente dell'alleanza
Pd-Idv, Mario Aspesi, si ferma al 22,22%. Giampaolo Livetti, candidato presidente
della Sinistra Arcobaleno, ottiene il 6,73% dei consensi. Massa Carrara, -
Saranno Osvaldo Angeli (Pd-Idv) e Sandro Bondi (Pdl) ad affrontarsi al turno di
ballottaggio nella sfida a nuovo presidente della provincia. Angeli ha ottenuto
il 41,5% dei voti, mentre Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, ha
fatto registrare il 32,2% dei voti. Al terzo posto Narciso Buffoni (Sinistra
Arcobaleno), con il 13,6% seguito da Luigi Della Pina (Udc) con il 4% e da
Nicola Franzoni (La Destra) con il 3,9%. Catanzaro - A metà delle sezioni
scrutinate (220 su 422), Wanda Ferro, candidata alla presidenza per il
centrodestra (Pdl Mpa Nuovo Psi Destra Ft Pr Per la Calabria Pepl Democrazia e
centralità alla Provincia di Catanzaro) è in vantaggio con il 45% su Pietro Amato
il candidato del centrosinistra (Pd Partito socialista Idv Federazione Verdi
Popolari democratica Provincia d'amare) che si attesta al 38%. Francesco
Talarico (Udc, Socialisti uniti e Lista Murata presidente) è all'11,3%.
Giuseppe Commodari della Sinistra L'Arcobaleno è al 3,8% mentre gli altri
candidati non raggiungono l'1 per cento. Vibo Valentia - Francesco De Nisi,
candidato alla presidenza per il centrosinistra sta registrando un ampio
vantaggio nello scrutinio. I risultati parziali su 35 sezioni scrutinate su 213
lo danno al 66,7%. Il candidato del centrodestra Francesco Miceli è al 15,3%
mentre Francesco Stillitani, candidato dell'Udc, ha raccolto il 6,4% delle
preferenze. Al 5,3% il Partito Socialista che candida Bruno Manduca e al 5,8%
Barbara Citton sostenuta da Sinistra L'Arcobaleno e Sinistra Critica. COMUNI
Roma - Francesco Rutelli (Pd-Sa-Idv-Radicali) è al 45% e Gianni Alemanno
(Pdl-Mpa-Pri) al 40,7%, secondo una proiezione effettuata da Consortium e che
ha una copertura del 60%. Tra gli altri candidati, Francesco Storace (La
Destra) fa registrare il 3,7% e Luciano Ciocchetti (Udc) si
attesta al 2,9%, Serenetta Monti (Amici Beppe Grillo) il
2,9% e Franco Grillini (Ps) l'1%. Brescia - Adriano Paroli, candidato sindaco
del centrodestra, è in vantaggio sul candidato del centrosinistra Emilio
Delbono dopo lo scrutinio di 33 sezioni su 207. Paroli ottiene il 51,5% contro
il 36,4% del rivale. Se il risultato fosse confermato si tratterebbe di
un cambiamento di maggioranza perché da 15 anni il centrosinistra governa
Brescia, prima con Mino Martinazzoli e poi con Paolo Corsini. Sondrio - il
candidato del centrosinistra per la carica di sindaco, Alcide Molteni, è in
vantaggio dopo lo spoglio di cinque sezioni su 21. Molteni ottiene infatti il
52,5% contro il 28,6% di Aldo Faggi, candidato di Pdl e Lega.