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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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tARTICOLI DEL  15-4-2008      #TOP


Report "Grillo"

The least bad candidate Eric Reguly, today at 7:10 AM EDT Post a comment Skip to the latest comment ... ( da "Globe and Mail, The" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: It was the Lista Grillo -- Grillo's List. Grillo is Beppe Grillo, Italy's hugely popular comedian and political commentator whose blog is one of the most popular on the planet. He calls Mr. Berlusconi, who has been prime minister two times already, the "psychotic dwarf" or "asphalt head.

LOMBARDO TRIONFA IN SICILIA ( da "Agi" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: TRIONFA IN SICILIA Percentuali dei candidati presidente della Regione in Sicilia (1096 sezioni su 5300): Raffaele Lombardo (Pdl, Mpa, Udc) 62,96%, 323.198 voti; Anna Finocchiaro (Pd, Sa, Idv) 32,26%, 163.537 voti; Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo) 2%, 10.552 voti; Ruggero Razza (La Destra - Fiamma Tricolore) 1,7%, 8.597 voti; Giuseppe Bonanno Conti (Forza nuova) 0,2%, 1000 voti.

Lombardo corre verso la vittoria ( da "Gazzetta del Sud" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo) registrerebbe un 2%, Ruggero Razza (La Destra) 1,7; Bonanno Conti (Forza Nuova) 0,2%. Al dato brillante della coalizione non si legherebbe però un risultato straordinario delle liste collegate a Lombardo, in particolare quella di Lombardo-presidente e dei democratici autonomisti perché nessuna delle due avrebbe raggiunto il 5%

Articolo senza titolo ( da "Gazzetta del Sud" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Questo i risultati (parziali) delle liste: Amici di Beppe Grillo 1.5 per cento; Pdl 35.3, Udc 15.7, Mpa 8.7, Lombardo presidente 1.3, Democratici autonomisti 1.1; La Destra 1.4; Forza Nuova 0.1; Pd 19.9, Anna Finocchiaro 7.0, Sinistra Arcobaleno 5.4, Italia dei valori 2.0.

Per i nuovi vertici abbiamo aumentato la parte variabile della remunerazione ( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: di quel Beppe Grillo che un anno fa, stessa assemblea, stessa sala, stesso palazzone grigio alle porte di Milano, si era presentato per farsi portavoce del popolo inascoltato dei piccoli azionisti. Ma loro, i piccoli azionisti, quelli dalle poche decine, al massimo delle mille azioni Telecom in portafoglio, c'erano e in tanti,

Su Telecom le ombre del passato ( da "Secolo XIX, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: è Beppe Grillo, protagonista lo scorso anno, ci sono molti azionisti: il 32,7% del capitale, a partire dalla holding Telco, primo socio con il 24,5%, per arrivare alla Findim, della famiglia Fossati, con il 4,45%. Ed è a lui e alle sue dichiarazioni rilasciate giorni fa che Galateri risponde escludendo "progetti di fusione con Telefonica,

Lombardo vola verso la presidenza ( da "MF Sicilia" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: come Sonia Alfano che è scesa in campo sotto le insegne della lista Beppe Grillo che avrebbe eroso consensi alla sinistra radicale. Nelle liste provinciali a fare la parte del leone due anni fa era stata Forza Italia che aveva conquistato il 19% dei consensi e 17 seggi all'Assemblea regionale siciliana raccogliendo più di 471 mila voti.

Maggioranza netta che eviterà inciuci ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: antipolitica cavalcata da Beppe Grillo e nell'elettorato di sinistra deluso dall'esperienza di Rifondazione nel governo Prodi, mentre Bossi è riuscito a fondere la protesta del Nord contro "Roma ladrona" (e il caso Malpensa), protesta che sfiora l'antipolitica, con la vocazione a governare il Paese in nome delle regioni più ricche.

Usa: "pronti a lavorare con berlusconi ora sull'afghanistan si può fare di più" - elena dusi ( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E cita la sindrome di Alzheimer che secondo il comico Beppe Grillo sarebbe diffusa in Parlamento. Tra il serio e il faceto, l'Italia agli occhi del mondo è il paese con il premier più abbronzato e giovanile del mondo (sempre secondo la Cnn) e in cui nemmeno la candidatura di Walter Veltroni è riuscita a portare una ventata di entusiasmo.

Former PM on track for 3rd term in Italy ( da "Usa Today" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: moralizer Beppe Grillo tried to get Italians to boycott the vote. Turnout in the politically polarized nation reached 80%, nearly as much as the 84% in the last national ballot in 2006, according to data from the Interior Ministry. Berlusconi got a big boost from the strong showing by the Northern League, a crucial ally that won about 6%

Feudo-Sicilia, Lombardo a un passo dalla sedia di governatore Prime proiezioni: centrodestra avanti di circa 18 punti sul ticket Finocchiaro-Borsellino. Peggio che nell'era Cuffaro ( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Tranne la forte affermazione del candidato a presidente della lista di Beppe Grillo, Sonia Alfano, che occorrerà capire se è il frutto di un'erosione dell'elettorato di centro sinistra o di un parziale recupero di sacche tradizionali di astensionismo, in nome dell'"antipolitica". Se le schede vere dovessero confermare gli exit poll del primo pomeriggio di ieri (poco dopo le 15),

È candidata al Senato : presidente di seggio rimossa a Siracusa ( da "Unita, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: candidata alla Presidenza della Regione Sicilia con la lista degli Amici di Beppe Grillo. "Sono episodi scandalosi" ha detto la Alfano. Altri episodi dello stesso genere "si sono verificati in moltissimi altri seggi e nessuno ha preso provvedimenti. Nessuno sta facendo nulla nonostante ci sia la certezza che in molti seggi non si siano svolte elezioni democratiche".

<Sfiducia nella politica: il rifugio è nelle liste civiche> ( da "Nazione, La (Pisa)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo'. A Pisa infatti l'affluenza in questa tornata elettorale per le amministrative non ha superato la soglia del 79.9%. Un crollo importante, che fa sicuramente riflettere. "Questo dato dimostra, nonostante la presenza di molti militari e fuorisede nella nostra città che votano per le politiche e non per il sindaco come i cittadini si allontanino sempre più dai partiti.

E alla ricapitalizzazione ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: auditorium di Rozzano non arriva Beppe Grillo ma l'assemblea di Telecom Italia (la prima dell'era Telco) chiamata ad approvare bilancio 2007, piano di stock option e nuovo cda, si trasforma lo stesso in una lunghissima maratona fino a tarda sera. Un'assemblea dove il nuovo vertice, il presidente Gabriele Galateri e l'ad Franco Bernabè,

Di ACHILLE PEREGO MILANO Questa volta nell'auditorium di Rozzano non arriva ( da "Nazione, La (Empoli)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: auditorium di Rozzano non arriva Beppe Grillo ma l'assemblea di Telecom Italia (la prima dell'era Telco) chiamata ad approvare bilancio 2007, piano di stock option e nuovo cda, si trasforma lo stesso in una lunghissima maratona fino a tarda sera. Un'assemblea dove il nuovo vertice, il presidente Gabriele Galateri e l'ad Franco Bernabè,

Il pdl è il primo partito in due comuni ( da "Tirreno, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: L'Udc di Casini si attesta intorno al 4 per cento, Di Pietro poco meno, mentre spiccano i 3 punti percentuali ottenuti dalla destra di Storace. Nel corso delle votazioni qualcuno ha attuato la protesta lanciata da Beppe Grillo rifiutando la scheda dopo avere fatto timbrare la tessera elettorale.

Di pietro: "io decisivo, walter mi rispetti" - liana milella ( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Inevitabile parlare di quanto abbia pesato Beppe Grillo. "Lui è l'espressione fisica della gente che vuole sapere e la rete lo ha permesso superando il sistema lottizzato della Rai. Ma da domani non succeda più come accade stasera che si parla della vittoria della Lega e non della nostra".

Sul blog rabbia e sfottò contro grillo ( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il caso Sul blog rabbia e sfottò contro Grillo Delusione, preoccupazione e molti messaggi di sfottò si affollano sul blog di Beppe Grillo. L'aumento del 3% di astenuti rispetto alle elezioni del 2006 fa infuriare sia i giovani del centrosinistra, che accusano Grillo di aver ''consegnato l'Italia a Berlusconi'', sia molti grillini che ritengono caduto nel vuoto l'

Berlusconi vola insieme alla Lega: "Riforme col Pd, governerò 5 anni" ( da "Stampaweb, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: astensionismo abbia picchiato duro soprattutto a sinistra, tra quanti hanno seguito i consigli di Beppe Grillo. Berlusconi abbraccia commosso "tutti gli italiani", si dichiara "pronto a lavorare insieme con il Pd sulle riforme" perfino a "riesumare la Bicamerale del '94". Fini approva, "se Veltroni mantiene le promesse, si può aprire una fase nuova".

E quelli di Grillo disertano i seggi <Ma noi non siamo antipolitica, vedrete> ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo' - circa una trentina di persone in Polesine, supportate da un centinaio di simpatizzanti ? motivano la loro scelta di non partecipare alle politiche allontanando lo spettro della tanto temuta anitipolitica. Inoltre, Nallio prende le distanze dalle liste civiche comparse per queste politiche: "Sono state definite come fuori legge.

Paolini (Lega) in corsa verso Roma ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: anzi il sito di Beppe Grillo lo dà come eletto: è Luca Rodolfo Paolini, 48enne, avvocato, consigliere nazionale dell'Inps e segretario della Lega Nord nelle Marche: è secondo, dopo Bossi, alla Camera in Toscana e segue da Fano i risultati elettorali. In crisi anche a Fano i socialist: più si uniscono è più calano: al Senato ottengono uno striminzito 0,

Lombardo sbanca la Sicilia <Federalisti come la Lega> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Sonia Alfano per gli Amici di Beppe Grillo, Giuseppe Bonanno Conti per Forza Nuova e Ruggero Razza per La Destra) hanno ottenuto il restante 4%. "Gli elettori ci hanno percepito come punto di riferimento per tutelare gli interessi del Mezzogiorno e della Sicilia" ha commentato a caldo Lombardo sulla base dei primi exit poll che lo davano largamente in vantaggio nei confronti dell'

Lombardia, il centrodestra stravince nella sua roccaforte ( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: tipo quello legato al movimento di Beppe Grillo. Sì, perché la Lega è difficile da inquadrare nella classica dicotomia destra-sinistra, può pescare voti da una parte e dall'altra del tradizionale fronte politico. Insomma, il consenso al centrodestra è legato a vari fattori ma esprime istanze forti del Paese e del territorio del Nord.

Finocchiaro al palo, la Sicilia a Lombardo ( da "Eco di Bergamo, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo) al 2,8%. "Prudenza a parte - dice Lombardo, che alle politiche con il suo Movimento per l'autonomia è apparentato al Pdl nelle regioni meridionali -, il nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far percepire d'essere in grado di tutelare l'interesse della Sicilia,

È una valanga nordista ( da "Eco di Bergamo, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Italia dei Valori di Di Pietro che ha assorbito le spinte antipolitiche alla Beppe Grillo insieme a quelle giustizialiste. In qualche misura il successo di Di Pietro è simmetrico a quello della Lega. A questo punto, il governo governi. Non ha alibi sul piano del consenso ma semmai la zavorra della crisi economica che incombe anche sull'Italia.

PALERMO - La Sicilia del dopo Cuffaro elegge l'alleato più fidato di Cuffaro, quel Raffaele Lombardo che nell'Isola ha fatto il tessitore dei rapporti tra Udc e Pdl, rimettendo ins ( da "Adige, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo). Fra i tre, quest'ultima avrebbe ottenuto il miglior risultato. "Prudenza a parte - dice Lombardo, che alle politiche con il suo Movimento per l'autonomia è apparentato al Pdl nelle regioni meridionali -, il nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far percepire d'essere in grado di tutelare l'

La Sicilia a Lombardo ( da "Provincia di Cremona, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: candidata per la lista Amici di Beppe Grillo è al 2,1%. Ruggero Razza (la Destra-Fiamma Tricolore) è al 1,8 %. Giuseppe Bonanno Conti (Forza Nuova) è allo 0,2%. Invece nella quarta proiezione Consortium per la Rai. Lombardo è al 58,9 %, Finocchiaro al 36,5 %, Alfano al 3%, Razza all'1,7 %, Bonanno Conti allo 0,2%.

Cresce ( da "Adige, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: disamore" per la politica, i seguaci di Beppe Grillo, in riva al Benaco trovano casa e ristoro. E chissà che questo astensionismo record in Trentino un tantino non sia legato anche ad una forma di insoddisfazione nei confronti di questa amministrazione comunale. Che da oggi in poi avrà qualche motivo di riflessione in più.

Seppur di poco, la destra vince alla Camera e al Senato ( da "Riformista, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: la protesta dei seguaci di Beppe Grillo, che hanno consegnato le schede elettorali nella prefettura di Genova, rappresenta a pieno il malcontento dell'elettorato di sinistra. Poi un secondo motivo, l'affermazione della Lega Nord in queste realtà operaie, più povere, "dove - commenta a caldo un cronista del Secolo XIX - è fortissima la presenza degli immigrati:

Lombardo esulta La Sicilia ad un passo ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Forza nuova) e Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo). Fra i tre, quest'ul - tima avrebbe ottenuto il miglior risultato. "Prudenza a parte dice Lombardo -, il nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far percepire d'essere in grado di tutelare l'interesse della Sicilia, più dei nostri concorrenti".

Voti doppi e crocifissi contestati ( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Nei seggi 140 e 144 di Certosa la protesta predicata da Beppe Grillo è stata reiterata. Lo stesso gruppetto di elettori si è presentato per tre volte al seggio facendosi sempre registrare per poi rifiutare le schede. Alla terza occasione il presidente si è opposto alla scusa di "non aver ancora esercitato il diritto di voto" e ha minacciato di chiamare la forza pubblica.

Ha votato l'80,45% Elettori in calo: -3% ( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: I commenti circolano sui blog come quello di Beppe Grillo e quello di Questavoltano. Secondo i dati resi noti dal Viminale la maggiore percentuale di elettori che hanno espresso il loro diritto di voto si è registrata in Emilia Romagna (86,1%), seguita da Lombardia e Veneto (entrambe all'84,6%), Trentino Alto Adige (84,2%) e Umbria (84%).

Regionali, Lombardo nuovo governatore ( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: circa dei consensi che ha ottenuto è Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe ucciso dalla mafia, e candidata a governatore con la lista degli "Amici di Beppe Grillo". Per le regionali ha votato il 66,6% dei 4.572.866 elettori siciliani, contro il 59,16% delle elezioni del maggio 2006, quando si votava in un solo giorno.

Nettuno conferma, con i dati del Senato, una larga maggioranza al Pdl. Infatti il partito di Silvio ( da "Messaggero, Il (Latina)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Laura Pizzotti per gli "Amici di Beppe Grillo", Marco Bordacconi per la Sinistra l'Arcobaleno, Evaristo Pacini candidato da una lista civica. Insomma, i voti per le comunali potrebbero essersi davvero "incrociati" in mille modi diversi, con 9 candidati a sindaco, 16 liste e 424 aspiranti consiglieri comunali.

Sicilia, Lombardo presidente ( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: altezza della sfida da lanciare contro il centrodestra e il suo sistema di potere profondamente radicato".Per gli altri tre candidati alla presidenza della Regione, come Sonia Alfano a capo di una lista ispirata da Beppe Grillo, non c'è storia: la Alfano nella notte veniva accreditata di un 2,3% dei voti. nino.amadore@ilsole24ore.com.

Stimo D'Alema: prevarrà il Pd ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: La Sinistra Arcobaleno sta dalla parte dei deboli come me. Anche se, a dire il vero, mi riconosco più in Beppe Grillo: perché anche io, come il comico genovese, sono stanca dello strapotere della politica che anche in un settore di lavoro come quello degli spettacoli non smette di mettere becco.

E nessuno si lamenti della campagna elettorale. Stefano Vinti (Rifondazione-Sinistra Arcobal ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Gli amici di Beppe Grillo hanno chiesto la scheda ai presidenti e poi hanno fatto mettere a verbale il suo annullamento volontario. Spiegazione: nessuno dei partiti schierati li rappresentava. ***** Candeline al seggio per Paolo Baroni di Città di Castello che domenica 13 aprile ha festeggiato il diciottesimo compleanno proprio al seggio.

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 7 categoria: ALTR... ( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: antipolitica alla Beppe Grillo che si impone nel Paese e, in particolare, nel Nord Est. Vince, invece, la domanda di autonomia". è anche un voto di paura davanti alla crisi economica incombente? "Le imprese nel 2007 qui hanno tirato, e lo dimostra meglio di ogni altro dato il tasso di disoccupazione, sceso fino ai livelli minimi del 2,

I Grilli parlanti sfondano fra i partitini Lo show di Beppe traino involontario ( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Cionondimeno c'è da credere che siano riusciti a sfruttare il traino involontario dello show tenuto proprio da Grillo il 6 aprile scorso in piazzale Burchiellati. Ma.Bo. L'originale Beppe Grillo, il comico genovese non ha nulla a che vedere con i "Grilli parlanti".

Telecom, Bernabè tira dritto ( da "Stampaweb, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: di quel Beppe Grillo che un anno fa, stessa assemblea, stessa sala, stesso palazzone grigio alle porte di Milano, si era presentato per farsi portavoce del popolo inascoltato dei piccoli azionisti. Ma loro, i piccoli azionisti, quelli dalle poche decine, al massimo delle mille azioni Telecom in portafoglio, c'erano e in tanti,

Sicilia, Lombardo presidente. Cuffaro eletto in Senato con l'Udc ( da "Rai News 24" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Una sorpresa viene da Sonia Alfano, al terzo posto, candidata dagli Amici di Beppe Grillo, che si attesta sul 2,41%, segno di un buon radicamento dei seguaci del comico genovese sul territorio. Lombardo ha seguito lo spoglio dal suo quartier generale di Catania, circondato da sostenitori e giornalisti, in un clima euforico.

I delusi del web si sfogano con Beppe Grillo ( da "Tempo, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Stampa politica e internet I delusi del web si sfogano con Beppe Grillo Delusione, preoccupazione e post di sfottò si affollano sul blog di Beppe Grillo. Quell'aumento del 3% di astenuti rispetto alle elezioni del 2006 fa infuriare sia i giovani del centrosinistra, che accusano Grillo di aver "consegnato l'Italia a Berlusconi", sia gli stessi grillini che ritengono caduto nel vuoto l'

La candidata nella lista Amici di Beppe Grillo è una della maggiori sorprese del risultato elet ( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract:

ITALIA BIPARTITICA ( da "Avanti!" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: antipolitica del comico Beppe Grillo. Un risultato che ci consegna un quadro politico bipartitico, visto che tre italiani su quattro hanno votato per Pdl e Pd, e smentisce le errate profezie di due anni fa, quando il voto sancì la vittoria elettorale dell'Unione di Romano Prodi e l'editorialista Curzio Maltese su "Repubblica" descrisse il Cavaliere battuto e demoralizzato come "

In rete Da Mastella/commentator a Mister B, tutti i risultati secondo internet ( da "Riformista, Il" del 15-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo

Abstract: Adinolfi e Di Pietro, provetti blogger, sono in ritardo. Anche da Beppe Grillo latita. Nel frattempo a OneMoreBlog riassumono la giornata elettorale: "Bantnani? come se durasse di prioezione? ci conferma diretta paralla con follona usuguale? decamentro scappellament a destra". 15/04/2008.

Il centrodestra conserva la guida della regione ( da "Riformista, Il" del 15-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo

Abstract: figlia di Beppe, giornalista ucciso dalla mafia. La Alfano si è presentata con la lista "Amici di Beppe Grillo" ed era uno dei tre candidati minori. Gli altri due sono Ruggero Razza della Destra di Storace e Giuseppe Bonanno Conti di Forza Nuova. Insomma tra i Grillini e i delusi della svolta pidiellina di An gli exit poll prevedono una forbice tra il 9 e il 13%

L'idv supera la boa del 4 per cento ( da "Riformista, Il" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E cioè sul blog di Beppe Grillo. Sul suo sito personale, il comico genovese è stato attaccato sia dai giovani di centrosinistra che dai grillini stessi. Questi ultimi l'hanno chiamato in correità sul "ritorno al comando dello psiconano (Berlusconi, ndr )", per aver promosso "prima il non voto e poi il voto a Di Pietro".

Senza Grilli per la testa vince il voto moderato ( da "Opinione, L'" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Grilli per la testa vince il voto moderato di Barbara Alessandrini Con buona pace di Beppe Grillo e di tutti i fantini dell'anti- politica il dato dell' 81, 028% di affluenza complessiva alle urne per il rinnovo della Camera e del Senato fa piazza pulita di tutte le analisi e contro-analisi che già avevano iniziato a circolare tra domenica notte e lunedì mattina quando sembrava che

Grillo: Veltroni ha riesumato Berlusconi, un miracolo. Nuovo V-day il 25 aprile ( da "Rai News 24" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 15 aprile 2008 Grillo: Veltroni ha riesumato Berlusconi, un miracolo. Nuovo V-day il 25 aprile Beppe Grillo Beppe Grillo non ha dubbi, Silvio Berlusconi deve ringraziare Walter Veltroni. E' questo il primo di commento di Beppe Grillo, sul suo blog, ai risultati elettorali di ieri, che hanno visto vincente la coalizione di centrodestra guidata dal Cavaliere.

Il dopo-voto: è quasi Terza Repubblica pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)" del 15-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo

Abstract: Day alla Beppe Grillo, laicismi fuoritempo alla Enrico Boselli, contrapposizioni noi-voi anche in seno ai partiti e governi fondati sugli starnuti di Rita Levi Montalcini e Francesco Cossiga (sia pure simpaticissimo). Basta: i senatori a vita facciano dignitosamente i patres conscripti di romana memoria, siano un esempio morale per aver "

Il commento/ Un quadro politico semplificato. Scompare la sinistra antagonista e ambientalista pag.2 ( da "Affari Italiani (Online)" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: quello che per intenderci ha provato a cavalcare Beppe Grillo). Per questo il Carroccio porta a casa tutti coloro che non vogliono nemmeno sentire nominare Roma, intesa non tanto come luogo geografico (i terroni), ma come il luogo dell'immobilismo e dello spreco ai danni di tutti (e quindi soprattutto ai danni di chi pensa di sgobbare e guadagnare di più).

VOTO: BEPPE GRILLO, SE FOSSI BERLUSCONI FAREI VELTRONI VICEPREMIER ( da "Asca" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Non usa mezzi termini il comico Beppe Grillo dalle pagine del suo blog nell'addossare a Walter Veltroni la responsabilita' della sconfitta elettorale, accusando il leader del Pd di aver ''resuscitato'' Silvio Berlusconi. ''Era l'autunno del 2007'', scrive Grillo in un intervento intitolato 'Loro non molleranno mai, noi neppure'.

Amministrative, Friuli: Tondo in testa su Illy ( da "ADN Kronos" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo) 2,42%, 66.834 voti; Raffaele Lombardo (Mpa) 65,46%, 1.806.528 voti; Ruggero Razza (La Destra) 1,61%, 44.672 voti; Giuseppe Bonanno Conti (Forza Nuova) 0,23%, 6.482 voti e Anna Finocchiaro (Pd) 30,26%, 835.245 voti. "Senza girarci molto attorno'' è stata ''una netta sconfitta" ha commentato la Finocchiaro.

SICILIA: RISULTATI DEFINITIVI CATANIA ( da "Caltanet" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 127 sezioni questi i risultati definitivi del voto per le elezioni regionali in provincia di Catania: Amici di Beppe Grillo-Sonia Alfano 2,11% (12.525 voti); Pdl 35,16% (208.618 voti); Mpa 21,79% (129.303 voti); Udc 6,44% (38.237 voti); Democratici autonomisti 4,66% (27.660 voti); Lombardo presidente 4,65% (27.590 voti); La Destra 2,25% (13.370 voti);

Piazza Castello o piazza San Carlo poco importa, basta che sia una piazza. Da 10 giorni, compresi qu ( da "Stampa, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: "In piazza Castello ci staremo - dice Sarina degli Amici di Grillo di Torino - finchè il ministro non assumerà provvedimenti". L'appello di Beppe Grillo a non votare non ha scalfito quello del "voto utile". "Noi abbiamo lasciato massima libertà" dice l'organizer di Qui Torino Libera, Sergio Battaglino.

Lombardo, la terza Italia non cambia mai ( da "AprileOnline.info" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: la figlia di Beppe, giornalista messinese ucciso dalla mafia nel 1993, candidata a Palazzo dei Normanni per la Lista di Beppe Grillo. "Credo che sull'interpretazione della legge non ci siano dubbi, se Anna Finocchiaro dovesse rinunciare al suo posto all'Assemblea regionale siciliana, sarò io a subentrare" ha detto,

Le previsioni del Grillo ( da "AprileOnline.info" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: solo due in meno rispetto alle anticipazioni fatte da Grillo, che invece ci ha preso perfettamente con l'Udc. Non serviva la sfera di cristallo, secondo Beppe Grillo, per avere in anticipo un'idea chiara di quale sarebbe stato il responso delle urne: è un'ulteriore dimostrazione che l'attuale legge elettorale è "incostituzionale e illegale": "Il cittadino può solo fare una croce.

L'altra Lega straccia la Finocchiaro: più di 20 punti ( da "Provincia di Lecco, La" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo). Fra i tre, quest'ultima avrebbe ottenuto il miglior risultato. "Prudenza a parte - dice Lombardo, che alle politiche con il suo Mpa è apparentato al Pdl nelle regioni meridionali -, il nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far percepire d'essere in grado di tutelare l'interesse della Sicilia,

Verso il ballottaggio Rutelli e Alemanno ( da "Panorama.it" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: seguiti da Serenetta Monti (Lista civica Amici di Beppe Grillo) al 3,0%, Mario Baccini all'1% (La Rosa per l'Italia) e Franco Grillini (Partito socialista) allo 1%. Se i voti reali confermeranno le proiezioni nella Capitale si andrà al ballottaggio domenica 27 aprile e lunedì 28 aprile, tra quindici giorni.

Rutelli-Alemanno, si profila il ballottaggio ( da "ADN Kronos" del 15-04-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e Luciano Ciocchetti (Udc) si attesta al 2,9%, Serenetta Monti (Amici Beppe Grillo) il 2,9% e Franco Grillini (Ps) l'1%. Brescia - Adriano Paroli, candidato sindaco del centrodestra, è in vantaggio sul candidato del centrosinistra Emilio Delbono dopo lo scrutinio di 33 sezioni su 207. Paroli ottiene il 51,5% contro il 36,4% del rivale.


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The least bad candidate Eric Reguly, today at 7:10 AM EDT Post a comment Skip to the latest comment ... (sezione: Grillo)

( da "Globe and Mail, The" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

The least bad candidate Eric Reguly, today at 7:10 AM EDT Post a comment Skip to the latest comment Back to the blog For a crash course in how Italian democracy works, or does not work, go to a polling station. I did this morning and it made my head spin like a radar dish (I am a dual citizen and can vote in Italian elections; today is election day and this is the first time I have voted). Confusion does not even begin to describe my experience. My local polling station was in a school. The walls of the main hallway were almost entirely covered with vast lists of candidates and their parties. There were separate lists for the Chamber of Deputies (the Parliament's lower house); the Senate (the upper house); the province; the "comune" (the city of Rome, in this case); and the "municipio," the separate regions of the city (the equivalent of councillors, I imagine). Each level of government had a bewildering array of parties from which to choose. The number ranged from a mere 14 parties for the Senate to 24 for the city of Rome. In total, I had to choose among 94 parties for my five separate votes. To make things even more bewildering, you vote for lists of candidates, not individuals, which in itself makes a mockery of the democratic process. I suffered brain cramps when I realized that some candidates appear on more than one list in different constituencies. Even the ballot itself is not uniform. On three of my five ballots, I simply had to mark an "X" over the party I favoured. On the other two, I had to write my choice of candidate next to the party. Some of the parties, like Walter Veltroni's centre-left Partito Democratico (Democratic Party) and Silivio Berlusconi's centre-right Popolo della Liberta (People of Freedom), are well known. Others I had never heard of. It was news to me that Antonio Di Pietro, Italy's best-known anti-corruption magistrate, has his own Italy of Values party. There was a single issue party called Aborto, No Grazie -- Abortion, No Thanks. Another was the National Movement of the Dolphin, which made me laugh. Then I realized that the Italians probably laugh when they see the elephant and the donkey used by the main American parties. There were endless left-wing and communist parties, and a couple of regional sovereignty parties, like Southern Autonomy. Finally, there was a party that wasn't a party at all. It was the Lista Grillo -- Grillo's List. Grillo is Beppe Grillo, Italy's hugely popular comedian and political commentator whose blog is one of the most popular on the planet. He calls Mr. Berlusconi, who has been prime minister two times already, the "psychotic dwarf" or "asphalt head." He delights in printing the names of parliamentarians who are convicted felons or under criminal investigation. In a recent blog entry, Mr. Grillo said that all the average citizen can do in this election "is make the sign of the cross" because Parliament is about to receive "a a bunch of lovers, wives, sentenced criminals, statute barred offenders, people under investigation and others remanded for trial." Mr. Grillo himself has vowed never to be a candiate. Yet the few candidates he likes are allowed to use his "Lista Grillo" symbol as an endorsement. Who got my vote? For the Chamber of Deputies and the Senate, I went for Mr. Veltroni's Democratic Party. It was a strategic vote, designed (probably in vain) to keep frontrunner Mr. Berlusconi from winning another term. For my other three votes, I went with the Grillo's recommendations. At least that way I can be reasonably assured the candidates are not felons. In Italy, you vote for the least bad candidate. Post a comment Skip to the latest comment Back to the blog Randal Oulton from Canada writes: >> In Italy, you vote for the least bad candidate Well, at least we have that much in common. Posted 14/04/08 at 11:36 AM EDT | Alert an Editor | Link to Comment Broad Vacant from St. Catharines, Ontario, Canada writes: You vote for the least bad candidate; fine, you can vote for whomever you wish. But the author - a journalist and citizen - doesn't understand the basics of the system of government?!?!?!? I spend 3-4 months every year in Italy, and I admit - it's complicated. But shouldn't a voting citizen at least know the various levels of government? The author wants us to believe this is a product of the complicated politics. To some extent it is, but I'm shocked that a journalist for a major naitonal paper would so shamelessly admit his failings. Posted 14/04/08 at 12:05 PM EDT | Alert an Editor | Link to Comment Bob Fugger from Victoria, BC, Canada writes: Boy, I can't wait until proportional representation comes to Canada! The pro-PR crowd always seems to demur at how quickly critics point to the Italian example of PR. That is an extreme, they say - look at how well other jurisdictions pull it off? Italy and Canada have a lot more in common than you think - especially politically. For the most part, we too are generally voting in the least bad candidate/party. In fact, looking at elections since the dawn of Confederation, there are few examples of a party being voted in as opposed to the other party being voted out. More to the point, while Canadian society doesn't quite suffer the class and idealogical divisions that Italy does, the regional divisions may just lead to a couple of dozen parties in Parliament. Imagine, Jerry Boyle's Newfoundland Seperatist Federation in the House sitting next to neo-Rhino and Western Bloc MPs!! Furthermore, the party-list system is so anti-democratic it would make Plato twirl in his grave. Instead of electing someone based on a plurality of votes (or if that's so bad, how about considering a run-off election?), pro-PR folks would rather let politicians wash each others' hands and decide where on the list they are (the lower they are on the list, the less chance they have of being elected, based on the PR threshold). Posted 14/04/08 at 12:14 PM EDT | Alert an Editor | Link to Comment Robert Cameron from Calgary, Canada writes: Vote for the Least Bad - sounds like the last Alberta Election... Posted 14/04/08 at 1:18 PM EDT | Alert an Editor | Link to Comment W. Mayne from Canada writes: No wonder Canada has welcomed so many Italian immigrants over the years, they feel right at home during election time! Posted 14/04/08 at 1:27 PM EDT | Alert an Editor | Link to Comment Mr. Happy from Canada writes: With about 90% of precincts reporting it looks as if your "Lista Grillo" got half as many votes as the "Abortion-No Thanks" party. :^) Posted 14/04/08 at 6:04 PM EDT | Alert an Editor | Link to Comment Craig Cooper from Toronto, writes: Do they elect dog catchers like they do in the US? Posted 14/04/08 at 6:40 PM EDT | Alert an Editor | Link to Comment Dmitri Gorskin from Montreal, Canada writes: Candidat Berlusconi is father of all journalists of this newspaper? Why in your newspaper you not tell us, why canadian dollar down for 3 months compare with dollar of USA? Canadian dollar will became worst currency in this year? Posted 14/04/08 at 6:45 PM EDT | Alert an Editor | Link to Comment Maeve Giacobbe from Canada writes: Dear Broad Vacant from St. Catharines, it's a shame that you underestimate the chaos that characterizes the Italian voting system and definitely 3 or 4 months in Italy do not make you a fine connaisseur of the Italian way of casting a ballot. I voted for at leats 25 year in Italy and still I have problems. My sympathy definitely goes to Mr. Reguly... Posted 14/04/08 at 7:28 PM EDT | Alert an Editor | Link to Comment Justin M from vancouver, Canada writes: great article, you cant get this type of reporting in my provincial papers. thanks Posted 14/04/08 at 7:39 PM EDT | Alert an Editor | Link to Comment Francesco Braga from guelph, Canada writes: If the best journalist the leading Canadian daily can afford to have to report from Italy did not know that Di Pietro has been a MP for a number of years, with his own "Italia dei valori" party... I am left wondering about the overall credibility of what mr. Reguly writes and indeed -no personal offence intended of course- if mr. Reguly actually reads anything to document himself before writing (and never mind about voting). I am afraid... this attitude does indeed provide some explanation of his own pro Veltroni voting. I would not want that mr. Reguly missed that mr. Veltroni served as past editor of the official daily of the Communist Party of Italy... only because Veltroni has now declared that he was never a communist. Go ahead, mr Reguly, and endure... eventually you could make it to The Economist. Your party lost. Posted 14/04/08 at 8:43 PM EDT | Alert an Editor | Link to Comment Join the Conversation, Leave a Comment This conversation is semi-moderated What is moderation? | How do I report a comment? You must be logged-in to submit a comment login now! Not registered with globeandmail.com? Register now. 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LOMBARDO TRIONFA IN SICILIA (sezione: Grillo)

( da "Agi" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

IL CANDIDATO DEL PDL "GIA' AL LAVORO NELLE PROSSIME ORE" LOMBARDO TRIONFA IN SICILIA Percentuali dei candidati presidente della Regione in Sicilia (1096 sezioni su 5300): Raffaele Lombardo (Pdl, Mpa, Udc) 62,96%, 323.198 voti; Anna Finocchiaro (Pd, Sa, Idv) 32,26%, 163.537 voti; Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo) 2%, 10.552 voti; Ruggero Razza (La Destra - Fiamma Tricolore) 1,7%, 8.597 voti; Giuseppe Bonanno Conti (Forza nuova) 0,2%, 1000 voti.

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Lombardo corre verso la vittoria (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Mario Cavaleri Palermo Raffaele Lombardo vince la sua battaglia e conquista la presidenza della Regione siciliana. La coalizione che ha visto insieme il suo Movimento per l'autonomia-Sud, il Pdl, l'Udc e altre due liste collegate all'Mpa ha battuto la coalizione di centrosinistra guidata da Anna Finocchiaro che aveva accanto Rita Borsellino e l'appoggio di Sinistra Arcobaleno. I dati riferiti allo scrutinio di 1096 sezioni su 5300 danno un 62% contro il 32%; nessuno degli altri candidati ha superato la soglia del 5%: Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo) registrerebbe un 2%, Ruggero Razza (La Destra) 1,7; Bonanno Conti (Forza Nuova) 0,2%. Al dato brillante della coalizione non si legherebbe però un risultato straordinario delle liste collegate a Lombardo, in particolare quella di Lombardo-presidente e dei democratici autonomisti perché nessuna delle due avrebbe raggiunto il 5% il che non farebbe scattare alcun seggio. Un dato importante che ha avvantaggiato l'Udc di Cuffaro, neo senatore, forte di una percentuale che . Adesso si apre la pagina dellaAlcune delle principali direttrici di rotta sono note e conoscendo il decisionismo di Raffaele Lombardo c'è da scommettere che le porterà avanti: riguardano le scelte sul piano della tutela ambientale da inquinamento dei mega impianti, e Gela da questo punto di vista è il simbolo di un territorio da risanare; la battaglia per superare la marginalità territoriale attraverso una fiscalità compensativa; la razionalizzazione della macchina regionale. Se sui primi due fronti l'interlocuzione sarà con l'esecutivo nazionale, sul fronte dell'efficienza burocratica Lombardo dovrà vedersela da solo con gli alleati e se è il caso senza di essi perché l'autonomia che gli viene dall'essere eletto direttamente dal popolo lo porta a dover rendere conto solo ai siciliani che dopo sette anni di centrodestra, nel quale l'Mpa è stato parte da protagonista, vogliono adesso vedere risultati. Ci sono scadenze nei rapporti con l'Europa che impongono la certificazione di spesa a fine anno relativa ad Agenda 2000-2007; è davvero a buon punto la programmazione per i prossimi sei anni, dopo di che non avremo altro da pretendere dall'Ue ? Sul fronte della sanità il nuovo governo avrà quel coraggio di interventi radicali che né Pistorio (ex assessore alla Sanità dell'Mpa e riconfermato ieri senatore) né Lagalla hanno dimostrato ? Superata la fase della propaganda, messi da parte gli slogan e forti del successo che ancora una volta ha premiato la coalizione dell'ex "casa delle libertà" resistita persino alle intemperie giudiziarie di Cuffaro, adesso la Sicilia si aspetta la nuvoa stagione di operosità promessa.

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Articolo senza titolo (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

A Messina la sfida regionale si fa avvincente nella tarda nottata, quando si iniziano a definire i giochi di una partita che sembra ormai quasi definitivamente chiudersi in favore del Pdl. Il partito di Berlusconi può contare su quattro seggi sicuri (di cui due new entry). I dati emersi dalle prime sezioni (136 su 254) vedono al primo posto Giuseppe Buzzanca che va a Palermo risultando il primo in città con 3984 voti (la sua esperienza nel 2006 durò ben poco a causa di impedimenti giudiziari); Nino Beninati, assessore uscente che ottiene 3592 voti; Roberto Corona (primo dei non eletti nella competizione del 2006) che raccoglie 2041 preferenze e Santi Formica, anche lui attuale esponente dell'Esecutivo che conferma la sua posizione a Palermo con 2028 voti. In ballo (ma dovrebbe farcela) Antonio D'Aquino che sempre a Messina e sempre nelle prime 136 sezioni ottiene 1832 consensi e subito dietro Carmelo Currenti con 941 voti (la partita fra i due è aperta). Partito democratico: valanga di preferenze per l'uscente Franco Rinaldi (segretario provinciale del Pd) che rimane al suo posto risultando il primo degli eletti del centrosinistra; dietro di lui Giuseppe Laccoto, ex sindaco di Brolo e Filippo Panarello. Duello fino all'ultimo voto fra l'uscente Francesco Calanna e l'ex consigliere comunale Udeur Giuseppe Picciolo. Nell'Mpa, pioggia di consensi per il sindaco di Fiumedinisi Cateno De Luca che conserva così il seggio. A siracusa dei sei deputati che rappresenteranno la provincia all'Assemblea regionale, due saranno del Popolo della Libertà. Giambattista Bufardeci, già vicepresidente della Regione e poi per più di otto anni sindaco di Siracusa, è il più votato. L'altro candidato eletto del Pdl è Vincenzo Vinciullo, vicesindaco uscente di Siracusa. Non riesce ad essere eletto per la terza volta l'uscente Giancarlo Confalone. Nel Partito Democratico, Bruno Marziano, presidente uscente della Provincia regionale, che ha guidato per dieci anni, vince l'appassionante sfida contro l'uscente Roberto De Benedictis e Mario Bonomo. Ma De Benedictis quasi sicuramente tornerà a Sala D'Ercole. Dei due deputati uscenti dell'Udc solo Pippo Gianni si riconferma all'Ars. Non viene rieletto, invece, Nunzio Cappadona, pupillo di Totò Cuffaro. Nel Mpa, infine, Giuseppe Gennuso si conferma deputato moltiplicando i suoi voti. Lo stesso Gennuso, con i meccanismi delle rinunce da parte dei primi della lista, potrebbe risultare eletto alla Camera dei Deputati e a quel punto potrebbe decidere di lasciare il seggio a Sala d'Ercole a Franco Zappalà. A Ragusa il Popolo delle libertà emula la Dc dei tempi d'oro e contribuisce al successo di Raffaele Lombardo con una messe di voti (35.3 per cento quando erano state scrutinate 207 sezioni su 309) e, soprattutto, con due parlamentari. Solo lo scrutinio dell'ultima sezione dirà chi tra Innocenzo Leontini e Carmelo Incardona avrà l'onore del primo posto nella lista ma è certo che entrambi gli uscenti torneranno a Sala d'Ercole dopo aver, tra l'altro, incassato in campagna elettorale le promesse di un assessorato da parte di Angelino Alfano e Pippo Scalia. Al successo di Lombardo brindano anche l'Udc (15.7 per cento) e Mpa (8.7) che accompagnano all'Ars l'uscente Orazio Ragusa e l'ex deputato nazionale Riccardo Minardo. Nell'ex provincia "rossa", il Pd (19.9 per cento) ottiene un seggio con l'ex sindaco di Comiso, Pippo Digiacomo, e ora attende la ripartizione dei parlamentari non assegnati con il listino. Il resto dovrebbe essere sufficiente a Roberto Ammatuna per essere riconfermato all'Assemblea regionale. Occorrerà però attendere i dati definitivi per sapere se la provincia di Ragusa sarà in grado di strappare con i recuperi il sesto seggio. Un risultato che sarebbe stato di certo alla portata anche della lista Anna Finocchiaro (7 per cento) e della Sinistra Arcobaleno (5.4) se le due liste fossero riuscite a superare lo sbarramento regionale. Questi, comunque, gli eletti all'Ars della provincia di Ragusa: Innocenzo Leontini e Carmelo Incardona (Pdl), Pippo Digiacomo (Pd), Orazio Ragusa (Udc) e Riccardo Minardo (Mpa). Questo i risultati (parziali) delle liste: Amici di Beppe Grillo 1.5 per cento; Pdl 35.3, Udc 15.7, Mpa 8.7, Lombardo presidente 1.3, Democratici autonomisti 1.1; La Destra 1.4; Forza Nuova 0.1; Pd 19.9, Anna Finocchiaro 7.0, Sinistra Arcobaleno 5.4, Italia dei valori 2.0.

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Per i nuovi vertici abbiamo aumentato la parte variabile della remunerazione (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

"Per i nuovi vertici abbiamo aumentato la parte variabile della remunerazione" [FIRMA]ARMANDO ZENI MILANO Di sicuro è mancato il guizzo, irridente, sfacciato, di quel Beppe Grillo che un anno fa, stessa assemblea, stessa sala, stesso palazzone grigio alle porte di Milano, si era presentato per farsi portavoce del popolo inascoltato dei piccoli azionisti. Ma loro, i piccoli azionisti, quelli dalle poche decine, al massimo delle mille azioni Telecom in portafoglio, c'erano e in tanti, più di altri anni a contarli bene. C'erano i loro rappresentanti, come quelli dell'Asati, forti di uno 0,26% del capitale, un niente rispetto al 24,5% dei soci di comando Telco, poca cosa rispetto al 4,45% della Findim della famiglia Fossati o al 4,08% del fondo a stelle e strisce Brandes Investment Partner, ma presenti per farsi sentire e dire la loro. C'erano, i piccoli azionisti. Decisi nell'invitare i manager di vertice a osare qualcosa di più, a difendere il titolo per riportarlo a prezzi decorosi, preoccupati per il taglio dei dividendi che si aggiunge al tonfo delle quotazioni. Pronti a protestare per le buonuscite milionarie degli ex, dei Buora, dei Ruggiero, definite "scandalose" - ed è la prima volta - dal consigliere indipendente Luigi Zingales. Decisi a chiedere all'unanimità un altolà alle stock option milionarie. Ma anche a rivendicare un taglio netto col passato e addirittura, per bocca di Sergio Cusani, consulente della Cgil, un'operazione pulizia come quella fatta all'Eni tra il '93 e il '94 da Bernabè, allora amministratore delegato proprio del Cane a sei zampe. E pazienza se alla fine, dopo dieci ore d'assemblea, quello che conta e resterà agli atti è il sì del 99,4% dei presenti al bilancio e la nomina del nuovo consiglio destinato a governare l'azienda i prossimi tre anni con i dodici uomini proposti da Telco (a cominciare, ovviamente, dalla conferma del presidente Gabriele Galateri e dell'ad Franco Bernabè), i due (Paolo Baratta e Roland Berger) presentati da Findim e uno (Zingales) da Assogestioni. Certo, c'era chi si aspettava qualche novità - soprattutto sulle strategie industriali - in questa assemblea. Sorprese come una revisione anticipata, in tempi più stretti: forse già prima dell'estate, del piano industriale o qualche altro annuncio forte, magari non l'aumento di capitale o la conversione delle azioni di risparmio più volte (e anche ieri) smentiti ma chissà, forse, la quotazione di Open Access, divisione creata ad hoc per la gestione della rete. Novità tutte rispedite al mittente. Con disappunto del mercato che ha tradotto in cifre la delusione con il meno 4,1% registrato in Borsa dal titolo tornato sotto 1,40 euro dopo la ripresa delle ultime due settimane. Niente piano industriale bis a breve: "Intendiamo rivederlo nell'ambito di un normale processo di pianificazione, anticipando i temi rispetto a quest'anno", ha ripetuto in assemblea Bernabè deludendo chi, come l'Asati, sperava nell'anticipo. Nessuna "cessione a società terze o quotazione della rete", come ha di nuovo precisato l'amministratore delegato. E se qualcuno, dopo l'intervista nella quale Marco Fossati di Findim aveva sponsorizzato la fusione con Telefonica, si aspettava qualche spiraglio oltre la promessa di sinergie per 1,3 miliardi di risparmi di costi, anche qui niente di nuovo: "Non esistono progetti di fusione con Telefonica - parola di Galateri - così come non esistono progetti di aumento di capitale". Riassumendo, avanti con i target annunciati a marzo che per Bernabè sono "obiettivi realistici che riflettono le attuali potenzialità della società". E nessuna operazione straordinaria per ridurre il debito per il quale, assicura l'amministratore delegato, "basta la gestione operativa" con la cessione di Alice France e l'acquisto del 100% di Telecom Argentina.

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Su Telecom le ombre del passato (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

L'assemblea degli azionisti Rinnovato il cda, ma gli azionisti attaccano le gestioni precedenti. Galateri ottimista dal nostro inviato Lorenzo Cresci Rozzano (Milano). Il passato pesa ancora. E anche se oggi, al governo di Telecom, non ci sono più Marco Tronchetti Provera, Carlo Buora e Riccardo Ruggiero, per gli azionisti che hanno comprato titoli poi demoralizzati nel valore, per chi ha passato una vita in azienda e parla ancora con nostalgia della Sip e della sede di Torino, è difficile dimenticare. Lo stesso presidente del principale gruppo telefonico italiano, Gabriele Galateri, chiede "non più così tanta attenzione per quel che s'è fatto, ma per quel che sarà", ma si capisce che si mescolano, nell'auditorium di Rozzano, rancori e rimpianti. Per quel che è stato tanto tempo fa, e oggi non è più. Il titolo che non va, le sontuose buonuscite pagate ai manager del passato ("scandalose" per il consigliere indipendente Luca Zingales) e ritenuti responsabili del declino, ma anche le remunerazioni dei vertici di oggi, il piano di stock options, le speranze che Franco Bernabè sia per Telecom quel che Sergio Marchionne è stato per Fiat: uno straordinario risanatore. Nel giorno del rinnovo del cda sono molti i temi affrontati nelle oltre nove ore di assemblea. Non c'è Beppe Grillo, protagonista lo scorso anno, ci sono molti azionisti: il 32,7% del capitale, a partire dalla holding Telco, primo socio con il 24,5%, per arrivare alla Findim, della famiglia Fossati, con il 4,45%. Ed è a lui e alle sue dichiarazioni rilasciate giorni fa che Galateri risponde escludendo "progetti di fusione con Telefonica, anche se le sinergie sono destinate ad arricchirsi. Non esistono progetti di aumento di capitale della società", precisa il presidente del gruppo e l'anticipo della revisione del piano ci sarà"ma non a giugno" come chiesto dall'azionista. Galateri ha poi voluto analizzare il "turbolento contesto congiunturale nel quale opereremo". Come? Con la consapevolezza che il "business delle telecomunicazioni è tra i meno sensibili al ciclo economico" e che questo fa sì che i volumi di traffico continuino a crescere; l'altra convinzione è che "le tlc sono e continueranno a essere un baluardo alle spinte inflazionistiche", tanto è vero che i prezzi dei servizi telefonici si sono ridotti, in dieci anni, di quasi il 16%, "mentre i prezzi al consumo sono cresciuti del 24%". E poi c'è una convergenza, quella tra telecomunicazioni e informatica, "ancora da sfruttare". Galateri cerca di infondere ottimismo, insomma, e lo fa sottolineando la fiducia "in una migliore valorizzazione del titolo in Borsa", in un "piano industriale realistico" e nella ripresa "di un solido cammino di sviluppo". L'amministratore delegato Franco Bernabè punta sulla bontà del piano, con investimenti per 1,2 miliardi, parlando di "obiettivi realistici che riflettono le attuali potenzialità dell'azienda" da raggiungere attraverso "un percorso importante di consolidamento, trasformazione e rilancio". Il tutto, con un piano industriale "realizzato attenendosi a una rigorosa disciplina finanziaria". Rigore, controllo e disciplina. Ecco i "comandamenti" per chiudere con il passato e lanciare nuove sfide. Perché l'obiettivo "è ridurre il rapporto tra indebitamento e margine operativo lordo al livello dei principali operatori europei". Per far ciò ci sono tre indirizzi: "Una politica dei dividendi già adottata e sostenibile nel lungo termine; la possibile dismissione di ulteriori asset non strategici e decidere gli investimenti con prudenza e selettività". Gli altri obiettivi sono già noti: dare una dimensione internazionale a Telecom, consolidando la presenza del gruppo in Brasile e Germania e puntando sull'Argentina, disimpegnandosi da mercati e settori non "particolarmente attraenti", come Alice France, in vendita. E, numericamente, portare i ricavi a circa 31 miliardi di euro (dai 30,9 del 2007), realizzare un margine operativo lordo pari al 38,5%, mantenere una posizione finanziaria netta inferiore a tre volte il margine. 15/04/2008 AZIONARIO 15/04/2008.

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Lombardo vola verso la presidenza (sezione: Grillo)

( da "MF Sicilia" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

MF Sicilia Lombardo vola verso la presidenza I primi exit poll danno in netto vantaggio il leader dell'Mpa sulla sfidante finocchiaro. Per il candidato del centro-destra consensi tra il 49 e il 53%; tra il 36 e il 40% l'esponente del Partito democratico. Tutti gli altri tra il 9 e il 13%. Al Senato l'Udc supera lo sbarramento, Pdl al 45%, Pd al 26% Il candidato del centro-destra alla presidenza della Regione Siciliana si avvia verso una facile vittoria alle elezioni regionali. Raffaele Lombardo, infatti, è accreditato di una “forchetta” di consensi variabile dal 49 al 53% contro il dato oscillante tra il 36% e il 40% di Anna Finocchiaro mentre gli altri candidati raggiungerebbero un dato tra il 9% e il 13%. Al momento in cui scriviamo si tratta solamente di exit poll, quindi non di voti reali ma di sondaggi effettuati all'uscita dei seggi. Lombardo, dunque, riuscirebbe ad eguagliare, in percentuale, il risultato di due anni fa di Salvatore Cuffaro che riuscì a raccogliere il 53% dei consensi ed oltre 1,3 milioni di voti (vedi tabella). Mentre cala la percentuale della candidata del centrosinistra Anna Finocchiaro rispetto a Rita Borsellino, sfidante di Cuffaro nella scorsa tornata elettorale. In quel caso la Borsellino riuscì a raccogliere il 41% dei consensi con poco più di un milioni di voti. A rosicchiare i voti del centrosinistra avrebbero giocato, ad una prima analisi, la presenza degli altri candidati di area "antagonista" come Sonia Alfano che è scesa in campo sotto le insegne della lista Beppe Grillo che avrebbe eroso consensi alla sinistra radicale. Nelle liste provinciali a fare la parte del leone due anni fa era stata Forza Italia che aveva conquistato il 19% dei consensi e 17 seggi all'Assemblea regionale siciliana raccogliendo più di 471 mila voti. Al secondo posto l'Udc, la lista del candidato presidente Cuffaro, che raggiunse il 12,98% dei consensi conquistando 11 seggi con 319 mila voti (vedi tabella). L'affluenza ai seggi, invece, è salita trainata dalle elezioni nazionali che si sono svolte in contemporanea. Secondo i dati del ministero dell'interno alla chiusura dei seggi (alle 15 di ieri) avevano votato poco più di 3 milioni di siciliani per una percentuale del 66,6% contro il 59,16% del 2006. La provincia dove l'affluenza è stata più alta è stata quella di Catania (dalla quale provenivano i due maggiori sfidanti per questa competizione elettorale) con il 70,95% degli aventi diritto che si è recato al seggio. Chiude la classifica la provincia di Enna con il 54,51%. Per le elezioni nazionali, invece, il dato di affluenza è rimasto in linea con quello della precedente tornata elettorale. In Sicilia ha votato il 74,88% contro il 74,98% del 2006. Per i risultati definitivi dello scrutinio regionale bisognerà aspettare le prime ore di oggi. Così la Finocchiaro invita alla prudenza nel commento dei dati regionali. "Mi sembra assolutamente azzardato commentare un exit poll delle 15,30". "Abbiamo lavorato molto e bene", ha aggiunto la senatrice del Pd, "ogni altro commento è assolutamente prematuro". Stessi commenti prudenti, in serata, da Raffaele Lombardo. "Ciò che è certo", ha detto "è che qualora si confermassero queste tendenze ci sarà una giunta di alto livello professionale e morale". Nomi per la giunta nessuno, al momento, "ho in mente qualche nome, ma non voglio bruciarlo", ha aggiunto Lombardo. Mentre per quello che riguarda lo scrutinio del Senato si possono fare alcune considerazioni basate su dati certi. Ieri sera erano state scrutinate circa la metà delle sezioni siciliane. Si notano un aumento percentuale di tutte le coalizioni di centro-destra che riescono ad ottenere risultati ancora superiori rispetto alla precedente tornata elettorale. Il Pdl ottiene infatti il 45,2% dei consensi, migliorando la somma di Fi e An del 2006 (gli azzurri al 28,5% e il partito di Fini al 10,7%). L'Mpa di Raffaele Lombardo è sul filo dell'8% il doppio del necessario per superare lo sbarramento che vige per la Camera alta dal momento che si presenta in coalizione con il partito di Berlusconi. Mentre l'Udc, con buona probabilità, riuscirà ad eleggere tre dei suoi senatori (fino a cinque secondo le ultime proiezioni) proprio in Sicilia, attestandosi al 10,2% e migliorando il dato del 2006 quando la vela di Casini raggiunse nell'Isola il 9,6%. Dovrebbero accedere a Palazzo Madama il capolista Salvatore Cuffaro, Giampiero D'Alia e Antonello Antinoro. Nell'opposto schieramento il Pd è riuscito a raccogliere il 26,6% dei consensi (più della somma di Ds e Margherita nel 2006 cioè il 23,2%). Una frenata la registra l'Idv con il 2,8% contro il 3,7%, mentre a livello nazionale invece realizza un buon balzo in avanti. Arretra invece anche in Sicilia come nel resto di Italia la Sinistra Arcobaleno che ha raccolto il 2,7% dei consensi mentre due anni la sola Rifondazione Comunista aveva raggiunto il 5,5%.Le dichiarazioni della serata sono tutte incentrate all'ottimismo parte degli esponenti del centro-destra. "Aspettiamo i risultati finali", ha detto Enrico La Loggia del Pdl, "ma i primi sintomi mi sembrano buoni e incoraggianti". "Mi sembra inoltre", ha aggiunto La Loggia, "che ci sia una netta semplificazione del quadro politica, un grande partito a sinistra e un grande partito del centro-destra". Per il trapanese Antonio D'Alì, "si preparano cinque anni di governabilità. Anche in Sicilia si conferma la validità dell'alleanza tra il Pdl e l'Mpa". Secondo D'Alì "ora si apre una importante stagione di riforme istituzionali". "Manterremo facilmente gli impegni assunti a favore del Mezzogiorno", ha aggiunto il leader dell'Mpa Raffaele Lombardo, "a partire dalla fiscalità compensativa e da un piano straordinario sulle infrastrutture". "è stato premiato la politica di progetto", ha affermato invece il coordinatore regionale di Alleanza Nazionale, Pippo Scalia. Al centro invece si parla di "opposizione costruttiva". Secondo l'ex governatore e neoeletto senatore, Salvatore Cuffaro, "l'Udc sarà all'opposizione anche se sarà una opposizione costruttiva, perché voteremo tutte le leggi che riterremo utili per il paese". Mentre sul fronte opposto cominciano a fioccare le prime critiche alla conduzione del Pd in questa campagna elettorale. Non è un caso che vengano da Beppe Lumia, candidato al Senato in Sicilia in un primo momento escluso dalla competizione per la regola dei tre mandati. "Sul dato nazionale il progetto del Pd sta realmente innovando la politica che ha subito quella rottura che tutti si aspettavano", ha detto Lumia. "Sul piano regionale", ha aggiunto, "bisogna fare due considerazioni: il progetto di innovazione di Walter Veltroni e Anna Finocchiaro ha avuto una straordinaria traduzione. Lo stesso però non è avvenuto per le liste che hanno sostenuto la Finocchiaro". Secondo Lumia, dunque, "bisogna avere il coraggio di dire che in Sicilia il progetto di Veltroni deve essere meglio organizzato". (riproduzione riservata). MF Sicilia  - Sicilia Palazzi & Denaro Numero 075, pag. 2 del 15/4/2008 Autore: Antonio Giordano.

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Maggioranza netta che eviterà inciuci (sezione: Grillo)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Nazionale pag. 7 Maggioranza netta che eviterà "inciuci" Di tutto sembrava avere bisogno l'Italia tranne che di vittorie dimezzate, governi instabili o grandi coalizioni dove non si sa mai chi sia responsabile di che cosa. Quanto al Pd si può dire che lo sfondamento di Veltroni probabilmente è avvenuto più a sinistra che non al centro, stante il clamoroso flop della Sinistra di Bertinotti, Diliberto e Pecorario Scanio. La vocazione maggioritaria proclamata da Veltroni resta tale proprio perché solo in parte premiata dai numeri, ma certo costituisce il fondamento per il futuro. Al centro invece ha funzionato l'appello di Berlusconi al voto utile: l'Udc di Casini ha contratto i suoi consensi e la sua presenza in Senato e alla Camera. Inequivocabile segno che gli elettori di centro non hanno creduto ad uno spostamento a destra della coalizione guidata da Berlusconi, dove per altro il segno meno riguarda semmai proprio An; per il blocco sociale rappresentato dal Pd il vero centro è Berlusconi. A sinistra, ha funzionato la vocazione maggioritaria del Pd e l'inattuabilità di quel progetto politico tanto accarezzato da Bertinotti nella precedente legislatura: fare della sinistra radicale una forza e di governo e di protesta. Il fallimento del governo Prodi si è abbattuto con più forza su Bertinotti che non su Veltroni. Oggi si è in pratica sfaldato lo stesso zoccolo duro di Rifondazione, lo stesso che aveva accompagnato Bertinotti in tutte le ultime elezioni. Ma allora c'è da chiedersi dove sia finito il voto contro, il voto di protesta che storicamente ha sempre premiato le estreme. Il successo, straordinario della Lega prima di tutto, ma anche di Di Pietro si può spiegare anche così: con un "voto contro" che ha traslocato dalla sinistra estrema vero Bossi e l'Italia dei Valori. Con una significativa differenza però: Di Pietro ha probabilmente pescato molto nell'antipolitica cavalcata da Beppe Grillo e nell'elettorato di sinistra deluso dall'esperienza di Rifondazione nel governo Prodi, mentre Bossi è riuscito a fondere la protesta del Nord contro "Roma ladrona" (e il caso Malpensa), protesta che sfiora l'antipolitica, con la vocazione a governare il Paese in nome delle regioni più ricche. È vero che la Lega al governo c'è già stata: oggi però Bossi misura la sua forza in modo diverso, sapendo che in quei consensi ricevuti c'è di sicuro un segno di protesta che - e il dubbio sta proprio qui - o lo si governa o lo si lascia libero e senza redini.

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Usa: "pronti a lavorare con berlusconi ora sull'afghanistan si può fare di più" - elena dusi (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Usa: "Pronti a lavorare con Berlusconi ora sull'Afghanistan si può fare di più" Plauso del Dipartimento di Stato. La stampa: voto senza entusiasmo Il mondo Il primo leader straniero a congratularsi è stato il primo ministro spagnolo Zapatero ELENA DUSI Complimenti a Berlusconi. Ma al nuovo premier da Washington arriva subito la prima richiesta: nuove truppe per l'Afghanistan. "Siamo pronti a lavorare con quello che appare essere il nuovo primo ministro Silvio Berlusconi" fa sapere il sottosegretario di stato americano Kurt Volker. Che poi, a scrutini non ancora conclusi, va subito al sodo: "Gli Usa accoglieranno con favore nuovi contributi italiani in Afghanistan". Il primo leader a complimentarsi con Berlusconi è stato il premier socialista spagnolo José Luis Zapatero. Per il resto, "Il ritorno del giullare" non è bastato a togliere la patina grigia dall'immagine dell'Italia. Se sulla stampa estera i resoconti sulla vittoria elettorale di Berlusconi seguono per metà la scia del colorato titolo dell'Economist, per il resto pullulano di parole come "disillusione", "scetticismo" e "apatia". "No pudo ser", non si è potuto fare, ha parafrasato lo spagnolo El Mundo. Il Washington Post descrive così l'equilibrio del momento: "La società sente un forte bisogno di cambiamento, eppure sembra averne paura". Nel resoconto del New York Times, "l'Italia ha votato in un clima di nazionale pessimismo". Rifiuti, mozzarelle, il sorpasso da parte della Spagna e il destino cupo di Alitalia riempiono le cronache delle centinaia di giornalisti russi, tedeschi, giapponesi e iraniani. I leader del mondo non si affrettano a elaborare commenti significativi. "Siamo pronti a collaborare con chiunque vinca le elezioni" aveva diplomaticamente indicato il sottosegretario di stato americano Kurt Volker all'inizio del pomeriggio. Per il resto, a descrivere l'immagine del nostro paese rimangono i media stranieri. Che non sono teneri. Di "Voto senza entusiasmo" parla il Los Angeles Times. "Berlusconi e Veltroni si sono presentati con programmi simili, e nessuno è riuscito a ispirare molta fiducia". Neanche il conservatore francese Le Figaro mostra entusiasmo per il "ritorno in pista" del Cavaliere, "un animale politico che né le disfatte né gli scandali hanno abbattuto". La vittoria della Lega e il calo dell'affluenza vengono visti come il sintomo "di una disillusione generalizzata nei confronti dell'attuale classe politica italiana" (lo dice la Cnn). "Dopo il Giappone - insiste Le Figaro - l'Italia ha la classe politica più anziana del mondo". E cita la sindrome di Alzheimer che secondo il comico Beppe Grillo sarebbe diffusa in Parlamento. Tra il serio e il faceto, l'Italia agli occhi del mondo è il paese con il premier più abbronzato e giovanile del mondo (sempre secondo la Cnn) e in cui nemmeno la candidatura di Walter Veltroni è riuscita a portare una ventata di entusiasmo.

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Former PM on track for 3rd term in Italy (sezione: Grillo)

( da "Usa Today" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Berlusconi taps into voters' discontent over economy By Alessandra Rizzo The Associated Press ROME ? Media billionaire Silvio Berlusconi won a decisive victory Monday in Italy's parliamentary elections, setting the colorful conservative and staunch U.S. ally on course to his third stint as premier. Berlusconi's party and its allies won strong victories in both houses of Parliament during Sunday and Monday's voting, avenging his loss two years ago to a center-left coalition. "I'm moved. I feel a great responsibility," he said in a phone call to RAI public television while monitoring election results at his villa outside Milan. Italian news agencies reported that he had a private dinner with aides. Berlusconi capitalized on discontent over Italy's stagnating economy and the unpopularity of Romano Prodi's government. This was Berlusconi's fifth consecutive national election campaign since 1994, when he stepped into politics from his media empire, worth about $9.4 billion. He has fended off challenges to his leadership by conservative allies, withstood accusations of conflict of interest and survived criminal trials linked to his business dealings. During his last time as prime minister, Berlusconi served a record-setting five years until his defeat in 2006. He made notable international gaffes as well as unpopular decisions at home, such as sending 3,000 soldiers to Iraq despite widespread opposition among Italians. The Iraq contingent was withdrawn after his 2006 ballot loss, and he has ruled out sending any more troops there. Even so, his friendship with the United States is not in doubt. Berlusconi once said he agreed with the United States regardless of Washington's position. He calls President Bush a friend, and his return to power is likely to make relations with the United States warmer, no matter who becomes the next American president. The outgoing government led by Prodi had colder relations with the United States. Prodi never went to the White House, although he did talk with Bush in Rome and at summits. On Monday, Berlusconi said he would make his first foreign trip as the new premier by visiting Israel to mark the Jewish state's 60th anniversary. He said it would be a show of support for "the only real democracy in the Middle East." Berlusconi's main rival, Walter Veltroni, made a strong final sprint. In the 315-member Senate, Berlusconi was projected to control 167 seats to Veltroni's 137. In the lower house, Berlusconi's bloc led with 46% of the votes to 39%. "I think it was a vote against the performance of the Prodi government in the last two years," said Franco Pavoncello, a political science professor at Rome's John Cabot University. "Berlusconi won because he has a strong coalition and because people feel that on the other side, the government is going to take them nowhere," Pavoncello said. A movement led by comedian-turned-moralizer Beppe Grillo tried to get Italians to boycott the vote. Turnout in the politically polarized nation reached 80%, nearly as much as the 84% in the last national ballot in 2006, according to data from the Interior Ministry. Berlusconi got a big boost from the strong showing by the Northern League, a crucial ally that won about 6% of the vote, according to projections. The party has strong regional identification and people in Italy's wealthy north also were angered by Prodi's tax increases and the downgrading of Milan's Malpensa Airport from its role as a hub. A laundry list of problems await Berlusconi, from cleaning piles of trash off the streets of Naples, which he indicated is his top priority, to improving an economy that has underperformed fellow European Union nations for years.

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Feudo-Sicilia, Lombardo a un passo dalla sedia di governatore Prime proiezioni: centrodestra avanti di circa 18 punti sul ticket Finocchiaro-Borsellino. Peggio che nell'era Cuffaro (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Feudo-Sicilia, Lombardo a un passo dalla sedia di governatore Prime proiezioni: centrodestra avanti di circa 18 punti sul ticket Finocchiaro-Borsellino. Peggio che nell'era Cuffaro di Saverio Lodato / Palermo SI PROFILA una debacle per il centrosinistra in Sicilia. Il vento del rinnovamento non c'è stato. La Sicilia resta tale e quale quella di prima. Anzi, molto peggio. Il tandem, il ticket, chiamateli come volete, fra Anna Finocchiaro, che si candidava alla guida della regione, e Rita Borsellino, che puntava a diventare presidente dell'Assemblea regionale siciliana, non ha funzionato. Comunque sia, non ha determinato alcun valore aggiunto. Non viene cioè intercettato quel "voto femminile" che costituiva un possibile (uno dei pochi) fattore di forte speranza per ribaltare in Sicilia una concezione arcaica e clientelare della politica. Nessun fenomeno nuovo. Tranne la forte affermazione del candidato a presidente della lista di Beppe Grillo, Sonia Alfano, che occorrerà capire se è il frutto di un'erosione dell'elettorato di centro sinistra o di un parziale recupero di sacche tradizionali di astensionismo, in nome dell'"antipolitica". Se le schede vere dovessero confermare gli exit poll del primo pomeriggio di ieri (poco dopo le 15), Raffaele Lombardo, leader del Movimento per l'Autonomia, sarà il nuovo "governatore" di Sicilia, con una maggioranza molto simile a quella della quale poté disporre, per due anni, Salvatore Cuffaro, prima di dimettersi in seguito alla condanna del tribunale di Palermo a 5 anni di reclusione per avere favorito alcuni mafiosi. Ma in serata le primissime proiezioni aggravavano ulteriormente lo iato tra i due schieramenti. Exit poll: a Lombardo fra il 49 e il 53%, alla Finocchiaro, fra il 36 e il 40%, dunque attorno ai dieci punti di stacco. Proiezioni, invece: Lombardo 56,3%; Finocchiaro 38,3. Dunque attorno ai 18 punti di differenza. Ovvio: anche in questo caso siamo nel campo della virtualità più assoluta. Ma confrontiamo questo dato virtuale con quello che segnò le regionali del 2006: Cuffaro venne eletto con il 53, 1; la Borsellino totalizzò il 41,6. Come si vede, la situazione - secondo le primissime proiezioni - vedrebbe un peggioramento per il centrosinistra rispetto a due anni fa. A metà pomeriggio di ieri, Raffaele Lombardo ha dichiarato: "Prudenza a parte, il nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far percepire di essere in grado di tutelare l'interesse della Sicilia più dei nostri concorrenti". Si dice sicuro che "la mafia non si è preoccupata di votare" perché "si starà occupando d'altro, visto che lo Stato è riuscito ad andargli addosso". Infine, Lombardo rende l'onore delle armi alla sua avversaria, la Finocchiaro: "C'è stato un dibattito civilissimo, senza le denigrazioni e le calunnie che sono appartenute alle campagne elettorali del passato". Nessun commento, né dalla Finocchiaro che oggi arriverà a Palermo - solo uno stringato "non ci siamo tirati indietro" - , né dalla Borsellino. Con ogni probabilità entrambe si riservano di conoscere l'autentico e definitivo responso delle urne. Ha invece avanzato osservazioni critiche, Giuseppe Lumia, esponente del Partito democratico: "In Sicilia le liste dovevano avere più forza per sostenere il progetto di innovazione di cui Veltroni e la Finocchiaro sono portatori". Il riferimento è al fatto che la scelta dei candidati in Sicilia non ha tenuto il passo con l'ipotesi annunciata del rinnovamento, non essendo altro che la riproposizione dei parlamentari uscenti. Infine, Sonia Alfano, candidata alla Presidenza della regione dagli amici di Beppe Grillo, stimata al 5%: "Abbiamo lavorato a contatto della gente. E qualunque risultato sarà un punto di partenza. I nostri voti arrivano dagli elettori che negli anni scorsi non hanno votato". Ma anche questo sembra presto per dirlo. Soltanto a notte fonda si capirà come ha davvero votato la Sicilia per queste elezioni regionali. saverio.lodato@virgilio.it.

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È candidata al Senato : presidente di seggio rimossa a Siracusa (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del LA DENUNCIA DELLA ALFANO "È candidata al Senato": presidente di seggio rimossa a Siracusa Scambi di volantini a meno di cinquanta metri dal seggio. E ancora: il presidente di seggio della sezione 34, nella scuola elementare di Via Algeri di Siracusa addirittura candidato al Senato della Repubblica nelle liste della sinistra arcobaleno. È la denuncia - ieri - di Sonia Alfano, candidata alla Presidenza della Regione Sicilia con la lista degli Amici di Beppe Grillo. "Sono episodi scandalosi" ha detto la Alfano. Altri episodi dello stesso genere "si sono verificati in moltissimi altri seggi e nessuno ha preso provvedimenti. Nessuno sta facendo nulla nonostante ci sia la certezza che in molti seggi non si siano svolte elezioni democratiche". E nel pomeriggio la presidente della sezione elettorale 34 di Siracusa è stato rimosso dopo gli accertamenti svolti dalla Digos. Della donna non è stata rivelata l'identità e non è stata comunicata in modo ufficiale la lista di appartenenza. Le funzioni di presidente sono state assunte dal vice che ha completato le operazioni di voto ed ora sovrintende a quelle di scrutinio. Sulla vicenda una informativa è stata inoltrata anche alla Procura di Siracusa.

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<Sfiducia nella politica: il rifugio è nelle liste civiche> (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

ELEZIONI pag. 5 "Sfiducia nella politica: il rifugio è nelle liste civiche" IL VOTO DI PROTESTA PAOLO ARDUINI (CITTA' DEI DIRITTI) "QUESTO vistoso calo dei votanti rivela come la sfiducia tra politica ed elettori sia un dato decisamente reale". Così ha commentato Paolo Arduini, candidato a sindaco per la lista civica la 'Città dei diritti con Beppe Grillo'. A Pisa infatti l'affluenza in questa tornata elettorale per le amministrative non ha superato la soglia del 79.9%. Un crollo importante, che fa sicuramente riflettere. "Questo dato dimostra, nonostante la presenza di molti militari e fuorisede nella nostra città che votano per le politiche e non per il sindaco come i cittadini si allontanino sempre più dai partiti. La Sinistra Arcobaleno sembra in discreta difficoltà, non è riuscita a fare un'opposizione reale, così la gente si è rifugiata nelle liste civiche, perchè emergono dalle città e non dai partiti". E conclude: "Insomma il dato della sfiducia è sicuro, noi speriamo di averla raccolta nella nostra lista. Vedremo come andrà domani".

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E alla ricapitalizzazione (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

ECONOMIA E FINANZA pag. 35 e alla ricapitalizzazione Fiducia nel settore tlc e nella ripresa del titolo di ACHILLE PEREGO ? MILANO ? Questa volta nell'auditorium di Rozzano non arriva Beppe Grillo ma l'assemblea di Telecom Italia (la prima dell'era Telco) chiamata ad approvare bilancio 2007, piano di stock option e nuovo cda, si trasforma lo stesso in una lunghissima maratona fino a tarda sera. Un'assemblea dove il nuovo vertice, il presidente Gabriele Galateri e l'ad Franco Bernabè, deve soprattutto ricreare la fiducia attorno alla società reduce da anni travagliati nell'azionariato, appesantita dai debiti creati dagli ex scalatori e con un titolo precipitato in una Borsa che lo ha punito anche ieri con un meno 3,91% a 1,4020 euro. E sono stati proprio i due manager in apertura d'assemblea a tracciare le linee di sviluppo che non prevedono ? ha detto Galateri ? progetti né di una fusione con Telefonica né di aumento di capitale e invece, ha aggiunto Bernabè, in anticipo sui tempi fissati a fine anno un nuovo piano industriale "con obiettivi realistici che riflettono le attuali potenzialità dell'azienda". Galateri ha manifestato fiducia sia nel settore (le tlc) sia in Telecom. Che è, ha spiegato, "una grande azienda, strutturalmente sana. Ha le persone, le tecnologie, i prodotti per superare i suoi problemi e cogliere le interessanti opportunità di sviluppo che ha di fronte". La fiducia poggia sulla "governance d'alto profilo" su cui la società può contare a cominciare dall'azionariato di riferimento rappresentato da Telco a cui partecipano soggetti importanti, robusti e affidabili come Telefonica, Generali, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Sintonia. Ma la fiducia per Galateri riguarda anche una valorizzazione del titolo la cui caduta in Borsa crea "un più che comprensibile disagio" ma sulla quale ha influito anche la speculazione. I pilastri della crescita, secondo l'ad, saranno la banda larga, la convergenza fisso mobile e il rafforzamento internazionale in mercati promettenti come Brasile, Germania e Argentina mentre si uscirà da quelli meno attraenti. E le cessioni (leggi Alice France) insieme con la gestione operativa (leggi meno costi) contribuiranno a ridurre il debito, mentre non sono previsti né il conferimento a una società terza né la quotazione della rete. Ma Telecom, ha sottolineato Bernabè, è in grado di affrontare con tranquillità le scadenze del debito (37,5 miliardi a fine 2007) nei prossimi quattro anni pari a 4,5miliardi l'anno. Sempre sul fronte delle cifre, Bernabè ha ricordato l'obiettivo di ricavi stabili a 31 miliardi per il 2008 (e un più 1-2% nel 2009-2010) con un Mol pari al 38,5%. Le parole di fiducia dei vertici di Telecom non hanno impedito che in assemblea si scatenasse il disappunto di molti piccoli azionisti "figli di un dio minore" che hanno visto fortemente ridotto i loro risparmi per il crollo del titolo e non capiscono perché in un periodo magro ci sia comunque chi si ingrassa. Per questo sotto accusa finiscono le "scandalose" buonuscite concesse agli ex Buora e Ruggiero, il piano di stock option (criticato anche da Bankitalia) che premierebbe troppo il management in assenza ancora di risultati. E POI la mala gestione del passato, che avrebbe impoverito la società a cominciare dalla svendita del patrimonio immobiliare e per cui il presidente dell'Asati, Lombardi, e quello di Adusbef, Lannutti, hanno chiesto di fare chiarezza e avviare un'azione di responsabilità. E chiarezza, o meglio pulizia, secondo Sergio Cusani, dovrebbe farla, come la fece all'Eni, il galantuomo Bernabè. Chiamato con Galateri a guidare il nuovo cda di Telecom per cui in serata l'assemblea ha votato: oltre ai 12 rappresentanti di Telco entrano in consiglio Luigi Zingales in rappresentanza dei fondi. A Findim vanno due posti in consiglio: Paolo Baratta e Roland Berger.

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Di ACHILLE PEREGO MILANO Questa volta nell'auditorium di Rozzano non arriva (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Empoli)" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

ECONOMIA & FINANZA pag. 34 di ACHILLE PEREGO ? MILANO ? Questa volta nell'auditorium di Rozzano non arriva... di ACHILLE PEREGO ? MILANO ? Questa volta nell'auditorium di Rozzano non arriva Beppe Grillo ma l'assemblea di Telecom Italia (la prima dell'era Telco) chiamata ad approvare bilancio 2007, piano di stock option e nuovo cda, si trasforma lo stesso in una lunghissima maratona fino a tarda sera. Un'assemblea dove il nuovo vertice, il presidente Gabriele Galateri e l'ad Franco Bernabè, deve soprattutto ricreare la fiducia attorno alla società reduce da anni travagliati nell'azionariato, appesantita dai debiti creati dagli ex scalatori e con un titolo precipitato in una Borsa che lo ha punito anche ieri con un meno 3,91% a 1,4020 euro. E sono stati proprio i due manager in apertura d'assemblea a tracciare le linee di sviluppo che non prevedono ? ha detto Galateri ? progetti né di una fusione con Telefonica né di aumento di capitale e invece, ha aggiunto Bernabè, in anticipo sui tempi fissati a fine anno un nuovo piano industriale "con obiettivi realistici che riflettono le attuali potenzialità dell'azienda". Galateri ha manifestato fiducia sia nel settore (le tlc) sia in Telecom. Che è, ha spiegato, "una grande azienda, strutturalmente sana. Ha le persone, le tecnologie, i prodotti per superare i suoi problemi e cogliere le interessanti opportunità di sviluppo che ha di fronte". La fiducia poggia sulla "governance d'alto profilo" su cui la società può contare a cominciare dall'azionariato di riferimento rappresentato da Telco a cui partecipano soggetti importanti, robusti e affidabili come Telefonica, Generali, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Sintonia. Ma la fiducia per Galateri riguarda anche una valorizzazione del titolo la cui caduta in Borsa crea "un più che comprensibile disagio" ma sulla quale ha influito anche la speculazione. I pilastri della crescita, secondo l'ad, saranno la banda larga, la convergenza fisso mobile e il rafforzamento internazionale in mercati promettenti come Brasile, Germania e Argentina mentre si uscirà da quelli meno attraenti. E le cessioni (leggi Alice France) insieme con la gestione operativa (leggi meno costi) contribuiranno a ridurre il debito, mentre non sono previsti né il conferimento a una società terza né la quotazione della rete. Ma Telecom, ha sottolineato Bernabè, è in grado di affrontare con tranquillità le scadenze del debito (37,5 miliardi a fine 2007) nei prossimi quattro anni pari a 4,5miliardi l'anno. Sempre sul fronte delle cifre, Bernabè ha ricordato l'obiettivo di ricavi stabili a 31 miliardi per il 2008 (e un più 1-2% nel 2009-2010) con un Mol pari al 38,5%. Le parole di fiducia dei vertici di Telecom non hanno impedito che in assemblea si scatenasse il disappunto di molti piccoli azionisti "figli di un dio minore" che hanno visto fortemente ridotto i loro risparmi per il crollo del titolo e non capiscono perché in un periodo magro ci sia comunque chi si ingrassa. Per questo sotto accusa finiscono le "scandalose" buonuscite concesse agli ex Buora e Ruggiero, il piano di stock option (criticato anche da Bankitalia) che premierebbe troppo il management in assenza ancora di risultati. E POI la mala gestione del passato, che avrebbe impoverito la società a cominciare dalla svendita del patrimonio immobiliare e per cui il presidente dell'Asati, Lombardi, e quello di Adusbef, Lannutti, hanno chiesto di fare chiarezza e avviare un'azione di responsabilità. E chiarezza, o meglio pulizia, secondo Sergio Cusani, dovrebbe farla, come la fece all'Eni, il galantuomo Bernabè. Chiamato con Galateri a guidare il nuovo cda di Telecom per cui in serata l'assemblea ha votato: oltre ai 12 rappresentanti di Telco entrano in consiglio Luigi Zingales in rappresentanza dei fondi. A Findim vanno due posti in consiglio: Paolo Baratta e Roland Berger.

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Il pdl è il primo partito in due comuni (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Pontedera Il Pdl è il primo partito in due Comuni A S. Maria a Monte e Castelfranco. Nel resto della Provincia uno su 2 vota Pd è raggiante Giacomo Romagnoli, giovane segretario del Pd a San Miniato. Qui il partito di Veltroni è andato oltre il 50 per cento, con punte superiori al 60 nei seggi di Isola e Ponte a Elsa. "Un risultato - dice il leader locale, proveniente dai Ds - che è migliore delle aspettative della vigilia e ci fa ben sperare per il futuro. Penso che questo traguardo sia anche frutto di un lavoro di rinnovamento che abbiamo portato avanti negli ultimi tempi". Ovviamente a San Miniato, come altrove, il voto di domenica e lunedì viene letto anche in vista del 2009 quando si voterà per le amministrative. Il fatto d'aver superato il 50 per cento fa gustare al Pd sanminiatese il sapore dell'autosufficienza, che l'anno prossimo non lo costringerebbe a compromessi con altre forze della sinistra. Ma forse ragionare di questi scenari oggi è prematuro. Chi, invece, già oggi è costretto a parlare di comunali è Daniela Di Vita, segretaria del Pd a Santa Maria a Monte. Qui, come a Castelfranco, il Pdl è il primo partito. Che cosa accadrà oggi pomeriggio con lo scrutinio delle comunali? Di solito a Santa Maria a Monte alle politiche vince il centrodestra, alle amministrative il centrosinistra. Sarà di nuovo così? "Questo paese - spiega - non ha mai avuto una connotazione di sinistra. Tuttavia non nego che stavolta speravamo in qualcosa di più. Mi pare che lo scenario di Santa Maria a Monte ricalchi quello nazionale. Quanto alle comunali, adesso si tratta di capire se la sfida sarà a due o a tre". Per Vincenzo Venuta, presidente provinciale Udc, il risultato delle politiche a Santa Maria a Monte mette un'ipoteca sulla riconferma di Turini alla guida del Comune: "Domani (oggi, per chi legge, ndr) potrebbero esserci sorprese per il sindaco. Non escludo che la signora Del Grande possa riuscire nell'ardua impresa". Decisa l'affermazione del Partito democratico a Cascina, come evidenzia Michelangelo Betti, segretario del Pd. Il partito di Veltroni supera il 50 per cento sia alla Camera che al Senato, dove va avanti rispetto alle elezioni del 2006 di oltre 9 punti (alla Camera di quasi 5 punti). Cresce leggermente il Pdl che raggiunge il 27-28 per cento, avanzando di un punto percentuale. Risultato negativo per la Sinistra l'Arcobaleno che sia al Senato che alla Camera scende sotto il 6 per cento, perdendo oltre 10 punti rispetto alle politiche del 2006. L'Udc di Casini si attesta intorno al 4 per cento, Di Pietro poco meno, mentre spiccano i 3 punti percentuali ottenuti dalla destra di Storace. Nel corso delle votazioni qualcuno ha attuato la protesta lanciata da Beppe Grillo rifiutando la scheda dopo avere fatto timbrare la tessera elettorale.

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Di pietro: "io decisivo, walter mi rispetti" - liana milella (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Di Pietro: "Io decisivo, Walter mi rispetti" Il leader dell'Idv: un errore cercare di nascondermi. Berlusconi? Faremo i conti Il Partito democratico Carta canta, il nostro è un risultato eccezionale, grazie al web LIANA MILELLA ROMA - "Se c'è un partito che ha vinto quello è l'Idv. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per ottenere la maggioranza e se non ce l'abbiamo in tasca non è colpa nostra". Poi più avanti: "Il nostro è un risultato eccezionale". E ancora: "Nel giro di pochi anni, dall'essere il brutto anatroccolo, siamo diventati un tassello fondamentale dell'area riformista per garantire l'alternativa e l'alternanza a Berlusconi". Antonio Di Pietro non può che essere soddisfatto. I numeri della sua vittoria personale gli arrivano con la prima proiezione delle 15. L'Italia dei valori, dal 2,3% della Camera e dal 2,9 del Senato acquisiti nel 2006, schizza al 5,1 per cento. Col passare delle ore, a palazzo Madama, si attesta al 5. Nel suo quartier generale, in via di Santa Maria in Via a un passo da Montecitorio, l'entusiasmo è alle stelle. Leoluca Orlando, Massimo Donadi, Silvana Mura quasi stentano a credere ai risultati. Il fondatore e leader non c'è. La vulgata ufficiale lo vuole a Curno, il paese del bergamasco dove risiede. Ma l'ex pm simbolo di Mani pulite a Repubblica svela dove si nasconde: "Sono a casa a Roma, coi miei figli. Da domani lavorerò "h 24" (nel linguaggio delle scorte significa per tutta la giornata, ndr.), ma ora devo dedicare a loro la serata di gioia". Poi la prima battuta che dà il mood della giornata: "D'adesso in avanti sarà difficile spegnerci". Un'ora dopo, quando la tv rende pubblico il primo risultato del Senato in Molise, un'incontenibile esplosione perché l'Idv si attesta al 26,2 e il Pd si ferma al 18,4. Un sorpasso frutto di maratone estenuanti nella sua terra. Subito dopo prevale la freddezza dell'analisi: "Avevo tre senatori, ne eleggo 17. Da 16 deputati ne porto a casa 29 o 30. Carta canta. In un anno e mezzo raddoppiare i voti alla Camera e triplicarli al Senato significa rappresentare una realtà che non può essere annessa, ma una componente fondante di un processo costituente". Parole di plauso, ma anche di rampogna per Veltroni: "Gli va dato il grande merito, in due mesi, di aver recuperato 20 punti di distacco e aver condotto il partito al 35 per cento. Gli italiani gli devono essere grati per aver ridotto la frammentazione politica pur privandosi di socialisti e sinistra. Riconosco la sua leadership, ma respingo l'annessione. In Parlamento l'Idv vuole mantenere la sua visibilità. Accetto il gruppo unico, ma si chiami Pd-Idv, condividendo le responsabilità e rispettando le performance di ciascuno". Annessione, confluenza, scioglimento. Nel Pd ovviamente. Sono queste le parole cui Di Pietro contrappone "la pari dignità". Qui si scatena la polemica con Veltroni: "Deve riflettere sul perché, in 40 giorni di campagna elettorale, ha sofferto di una sostanziale dimenticanza. Non ha mai nominato il mio partito, salvo che non lo sollecitassero i giornalisti. Io invece, in ogni comizio, dichiarazione, intervista, ho sempre messo al primo posto l'alleanza, la convergenza nel programma e ho riconosciuto lui come candidato leader, quel ruolo che oggi gli riconosco come capo dell'opposizione". Sul futuro Di Pietro non ha dubbi: "Con Veltroni faremo una ferma opposizione per non lasciare il Paese nelle mani di Berlusconi, un capo di governo di cui diffidiamo e che non penserà a tutti gli italiani ma solo ad alcuni di essi". Non è l'annuncio di una rivolta, ma di una strategia: "Rispettiamo il voto, loro hanno il dovere di governare ma noi di fermare derive populiste, illiberali, prevaricatorie". Dunque, un ruolo che l'ex pm definisce "non di Giamburrasca, ma di opposizione costruttiva e non a prescindere, guardando legge per legge e contro qualsiasi inciucio". Del Cavaliere Di Pietro già disegna le iniziative: "M'immagino già quanti sfracelli voglia fare, ma non accetteremo limature alle sue leggi illiberali, ci opporremo in modo fermo in piazza e nelle istituzioni, utilizzando a fondo Internet". La rete è l'origine del suo successo. L'ex pm lo ammette e se ne vanta: "Il popolo del web lo ringrazio. Ci ha tenuto informati e noi lo abbiamo informato, senza mai nascondere nulla. A quel popolo promettiamo che non ci saranno accomodamenti con nessuno". Inevitabile parlare di quanto abbia pesato Beppe Grillo. "Lui è l'espressione fisica della gente che vuole sapere e la rete lo ha permesso superando il sistema lottizzato della Rai. Ma da domani non succeda più come accade stasera che si parla della vittoria della Lega e non della nostra". Di Pietro ragiona sulle ragioni del suo successo. Ne elenca due: "La politica del fare nell'attività di governo e la coerenza nelle scelte etiche e di principio, nessun condannato in lista, no all'indulto, battaglia sul conflitto d'interessi e per una nuova legge sulle tv. L'Idv è stato e sarà il cane da guardia contro ogni deriva dittatoriale".

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Sul blog rabbia e sfottò contro grillo (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Il caso Sul blog rabbia e sfottò contro Grillo Delusione, preoccupazione e molti messaggi di sfottò si affollano sul blog di Beppe Grillo. L'aumento del 3% di astenuti rispetto alle elezioni del 2006 fa infuriare sia i giovani del centrosinistra, che accusano Grillo di aver ''consegnato l'Italia a Berlusconi'', sia molti grillini che ritengono caduto nel vuoto l'appello al non voto del loro leader (che aveva espresso simpatie solo per Di Pietro). ''Complimenti a Beppe Grillo - scrive Andrea Z. - e' riuscito a far tornare al comando lo psiconano (Silvio Berlusconi, n. d. r.) promuovendo prima il non voto e poi il voto a Di Pietro''. Ancora Guglielmo Di Girolamo: ''Grazie a tutti per aver dato allo psiconano la possibilità di far trionfare l'ingiustizia in questo paese, al Vday2 andateci voi''. Altri sognano la Spagna: ''Zapatero aspettami'' e ''Domani volo a Madrid''.

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Berlusconi vola insieme alla Lega: "Riforme col Pd, governerò 5 anni" (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

(6:44) - ELEZIONI POLITICHE 2008 - VINCE IL CENTRODESTRA Berlusconi vola insieme alla Lega: "Riforme col Pd, governerò 5 anni" Berlusconi vince le elezioni e va verso Palazzo Chigi MULTIMEDIA VIDEO Elezioni 2008: segui i commenti dalla redazione VIDEO Veltroni: auguro buon lavoro a Silvio Berlusconi AUDIO La dichiarazione di Berlusconi a Porta a Porta FOTOGALLERY I silurati: effetto ghigliottina sui candidati big VIDEO Il video editoriale di Giulio Anselmi AUDIO Borghesia e lavoratori votano Lega FOTOGALLERY Le reazioni dei giornali stranieri AUDIO Casini ringrazia gli elettori dell'UDC AUDIO Francesco Storace ringrazia la Santachè Veltroni telefona: "Hai vinto tu" Bossi promette: rispetterò i patti UGO MAGRI ROMA Berlusconi torna al governo, quanto potrà durare dipende da Bossi. Con il 47,2 per cento il trionfo del centrodestra è fuori discussione, il margine di vantaggio supera i 9 punti percentuali: segno che i sondaggi del Cavaliere erano azzeccati, quelli veltroniani peccavano di ottimismo. Tradotto in seggi, significa una vasta maggioranza tanto alla Camera quanto al Senato. Nel primo caso (grazie al premio) Pdl, Mpa e Lega avranno una settantina di deputati in più. A Palazzo Madama, invece, Berlusconi deve dire grazie a cinque regioni che stavano col centrosinistra e stavolta sono passate a destra: Calabria, Sardegna, Liguria (una "prima" assoluta), Campania e Abruzzo. Una trentina, grazie al complicato meccanismo del "Porcellum", i senatori di vantaggio (il numero esatto si avrà con i senatori eletti all'estero). Tolti i "padri della patria", di regola ostili a Berlusconi, resterà una maggioranza non così risicata come quella che logorò Prodi, però neppure oceanica. Decisiva risulterà la Lega, premiata dal maldipancia del Nord oltre ogni previsione. Bossi sfonda l'8 per cento, alla Camera addirittura il 9, e sarà il semaforo della legislatura. Annuncia euforico che il Carroccio "rispetterà i patti" e, giura, non terrà "ostaggio" il Cavaliere. Però vuole il federalismo fiscale subito subito. Veltroni dà atto a Berlusconi della vittoria con un'elegante telefonata, apprezzatissima dal rivale. Il leader Pd annuncia "una stagione di opposizione" che farà leva sulle divergenze interne al centrodestra, ma aggiunge una "disponibilità ad affrontare insieme le principali riforme". Lui personalmente non esce affatto malconcio. Anzi, il Pd avanza di 3 punti rispetto alla somma tra Ds e Margherita nel 2006. Nessuno all'interno potrà permettersi contestazioni. L'alleanza con Di Pietro ha funzionato egregiamente, l'ex pm da solo varca la soglia del 4 per cento. Il totale Pd-Idv è di tutto rispetto, oltre quota 38. Purtroppo per Veltroni, si è sbriciolato il pilastro della Sinistra arcobaleno. Un incredibile 3,2 per cento, 7 punti in meno nel breve volgere di due anni, zero seggi. "Siamo stati traditi dai lavoratori, a loro volta traditi dal governo Prodi", è la spiegazione amara di Bertinotti, che si ritira da ogni incarico dirigenziale. La semplificazione politica è brutale, per i piccoli partiti Casini evoca lo "tsunami". Soltanto l'Udc riesce a "tenere botta" attestandosi al 5,7 per cento, che in Senato vale due-tre seggi siciliani. Casini non voterà la fiducia al governo, ma Cuffaro già manda cannoli al Cavaliere. Per effetto del cataclisma, vengono letteralmente spazzati via dal paesaggio parlamentare partiti come Rifondazione, Pdci, Sinistra democratica e Verdi. A sinistra di Veltroni rimane il deserto, lo stesso Fini riconosce che "è anomalo". I Socialisti non superano l'1 per cento, Boselli si dimette da segretario. A destra, delusione Santanchè: 2 per cento, niente quorum. Di fatto siamo al bipartitismo. Oltre 7 elettori su 10 scelgono Pdl o Pd, proprio come un tempo premiavano Dc e Pci. Rispetto al passato, però, cresce l'astensionismo. Alle urne è affluito senza intoppi (per la gioia del ministro Amato) l'80,4 per cento degli aventi diritto, mai così pochi in 60 anni di Repubblica. Il calo percentuale è del 3 e mezzo, oltre un milione di italiani rimasti a casa. A Napoli, non per caso, la flessione è risultata perfino maggiore, del 6%. Visti i risultati, viene da pensare che l'astensionismo abbia picchiato duro soprattutto a sinistra, tra quanti hanno seguito i consigli di Beppe Grillo. Berlusconi abbraccia commosso "tutti gli italiani", si dichiara "pronto a lavorare insieme con il Pd sulle riforme" perfino a "riesumare la Bicamerale del '94". Fini approva, "se Veltroni mantiene le promesse, si può aprire una fase nuova". Bossi viceversa frena, "possiamo fare le riforme da soli".

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E quelli di Grillo disertano i seggi <Ma noi non siamo antipolitica, vedrete> (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

SPECIALE ELEZIONI pag. 2 E quelli di Grillo disertano i seggi "Ma noi non siamo antipolitica, vedrete" COME SI ORGANIZZANO E SU COSA PUNTANO "LA MAGGIOR parte di noi non è andata a votare, ma non certo per un sentimento di antipolitica. Anzi noi la politica la vogliamo fare, ma non con i politici imposti dall'alto". Gli attivisti del movimento 'Amici di Beppe Grillo' - circa una trentina di persone in Polesine, supportate da un centinaio di simpatizzanti ? motivano la loro scelta di non partecipare alle politiche allontanando lo spettro della tanto temuta anitipolitica. Inoltre, Nallio prende le distanze dalle liste civiche comparse per queste politiche: "Sono state definite come fuori legge. Noi non vogliamo arrivare in Parlamento, ma svegliare la gente. Farla pensare, ragionare, informarla di ciò che succede". Nallio respinge le accuse di chi vede nella protesta di Beppe Grillo il seme dell'astensionismo. "Come facciamo a essere 'un male' se ora, che siamo in periodo di elezioni, nessuno ha più parlato del Vday2 che sta per arrivare? ? ironizza -. Voglio far capire a tutti che noi siamo per la politica: quella politica che parte dai cittadini, la politica umana. Non quella che c'è ora. E' su questa strada che noi lavoriamo ogni giorno. Ogni due settimane ci troviamo al Csv di Rovigo e proponiamo temi da trattare con tecnici esperti in materia: energia, ambiente, tecnologia, politica...". Gli amici di Beppe Grillo, infatti, organizzano spesso convegni e dibattiti su diversi temi 'caldi', invitando numerosi e autorevoli ospiti. "Questa sera, alle 21, insieme al dott. Costantini nella sala civica di Badia approfondiremo i temi ambientali ? spiega Nallio -. Il 16 (domani, ndr) sempre a Badia, parlerò della mia idea di 'democrazia diretta'. Che, in poche parole, corrisponde a una 'rete pubblica', divisa per distretti e quartieri, dove grazie a 'consulenti dei cittadini' emergono veramente le necessità dei residenti su ogni questione: sanità, anzianità, sicurezza, infrastrutture, servizi. Una sorta di 'federalismo di campagna', dove vengono raccolte le varie istanze. In Italia manca la vera informazione, le esperienze reali". c.z.

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Paolini (Lega) in corsa verso Roma (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

ELEZIONI pag. 8 Paolini (Lega) in corsa verso Roma Secondo il sito di Grillo eletto in Toscana. Triplicati i voti del partito di Bossi ANCHE a Fano cala leggermente l'afflusso degli elettori alle urne. Gli iscritti erano 49.783 (nel 2006 49.583) alla Camera ha votato l'83,62% (86,531% nel 2006), al Senato l'83,225% (nel 2006 86,531%). Tra gli episodi singolari accaduti, l'iniziativa di alcuni giovani che si sono presentati regolarmente nel seggio per farsi timbrare il certificato elettorale ma che si sono rifiutati di votare riconsegnando le schede in bianco chiedendo comunque che venisse tutto messo a verbale. Il risultato più rilevante al Senato, in negativo, è quello della Sinistra-L'Arcobaleno: nelle politiche 2006 RC, Verdi e PdCi avevano insieme il 10,81% dei voti, scendono al 2,5%. Commenta Michele Altomeni: "Risultato inatteso. Non ci attendevamo la somma dei voti dei tre partiti, ma neppure una simile sconfitta. Credo che a Fano come in Italia i consensi persi siano andati in parte al PD ed in parte al non voto". Il PD al Senato raccoglie il 42,32% dei consensi, nel 2006 DS e Margherita insieme raggiungevano il 35,68. Il PD può aver raccolto dai radicali (nel 2006 il 3,37% insieme ai Socialisti, nel 2008 scesi allo 0,73%) ma, considerato lo scarso risultato di Sinistra Critica (0,32%) e del Partito Comunista dei Lavoratori (0,61%) il PD ha molto pescato fra ex RC, PdCI e Verdi. Bene l'alleato del PD, l'IDV di Di Pietro che passa dal 3% al 4,33%. Ancora meglio la Lega Nord che quasi triplica i consensi, passando dall'1,36% al 3,48%. Commenta Roberto Zaffini (Lega Nord): "Siamo molto soddisfatti sia per il risultato nazionale che per quello locale. A Fano abbiamo quasi triplicato i consensi, nonostante la presenza di liste, come la Destra e Forza Nuova che agitavano alcuni nostri temi (sicurezza, extracomunitari), ma contattando la gente ci eravamo accorti di grande sensibilità anche per il federalismo ed il peso del fisco, molti ci dicevano"Finalmente ci siete anche voi"". AL SENATO il PDL ottiene il 36,70% (nel 2006 FI, An, Pensionati, DC/Psi avevano il 37,69): una leggera flessione probabilmente sulla destra (La Destra 2,78%, PLI 0,34%) considerato che l'UDC che nel 2006 aveva il 6,49% è scesa al 4,99%. Commenta Fabio Uguccioni (UdC): "La maggior delusione è la mancata elezione di Alessandro Forlani, nostro punto di riferimento e sostegno per Fano: vedo i lavori a San Francesco per i quali dobbiamo ringraziarlo. In ogni caso restiamo fedeli all'alleanza di centrodestra fanese". Anche Giancarlo D'Anna (An-PDL) vede la leggera flessione a favore della Destra: "Ma a Fano sono nostri alleati. Quello che mi dispiace e che, senza preferenze, non si è potuto puntare ad avere un nostro rappresentante. Mi auguro che si riformi la legge elettorale reintroducendo le preferenze". Un eletto fanese potrebbe comunque esserci, anzi il sito di Beppe Grillo lo dà come eletto: è Luca Rodolfo Paolini, 48enne, avvocato, consigliere nazionale dell'Inps e segretario della Lega Nord nelle Marche: è secondo, dopo Bossi, alla Camera in Toscana e segue da Fano i risultati elettorali. In crisi anche a Fano i socialist: più si uniscono è più calano: al Senato ottengono uno striminzito 0,73%. Di scarso rilievo i voti a "Per il Bene Comune" (niente a che vedere con la lista civica fanese), 0,58% e per l'Unione Democratica per i Consumatori (0,30%). Alla Camera si confermano i buoni risultati di PD (41,49%), IDV (dal 2,27% al 4,36%) e Lega Nord (dal 1,43% al 5,59%) così come il crollo de La Sinistra-L'Arcobaleno (2,44%), il calo dell'UdC (dal 6,49% al 4,88%) e lo scarso risultato del Partito Socialista (0,85% ). Il Popolo della Libertà tiene: nel 2006 FI e An insieme 35,48%, nel 2008 35,56. Carlo Moscelli.

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Lombardo sbanca la Sicilia <Federalisti come la Lega> (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

PRIMO PIANO pag. 18 Lombardo sbanca la Sicilia "Federalisti come la Lega" Il leader dell'Mpa, alleato del Pdl, batte la Finocchiaro ? PALERMO ? RAFFAELE Lombardo, leader del Movimento per l'Autonomia (Mpa), alleato con il Pdl, è stato eletto Presidente della Regione Sicilia, confermando in pieno le previsioni della vigilia. Secondo i primi dati ufficiali, quando sono stati scrutinate 816 sezioni su 5.300, Lombardo ha ottenuto il 62,96% contro il 32,99% della senatrice Anna Finocchiaro, sostenuta dal centrosinistra (Pd, Italia dei Valori, Rita Borsellino, La Sinistra l'Arcobaleno). Gli altri tre candidati (Sonia Alfano per gli Amici di Beppe Grillo, Giuseppe Bonanno Conti per Forza Nuova e Ruggero Razza per La Destra) hanno ottenuto il restante 4%. "Gli elettori ci hanno percepito come punto di riferimento per tutelare gli interessi del Mezzogiorno e della Sicilia" ha commentato a caldo Lombardo sulla base dei primi exit poll che lo davano largamente in vantaggio nei confronti dell'avversaria "anche se devo riconoscere che con la Finocchiaro, a parte qualche eccezione, c'è stato un confronto civile. In Italia credo che ci attesteremo tra l'1 e l'1,5%. Spero che avremo ad ogni modo un ampio margine per governare". Prudente si è mantenuta Anna Finocchiaro: "Ricordo che sulla scorta dei risultati delle regionali di due anni fa il rapporto di forza tra i partiti del centrodestra e quelli del centrosinistra era di 61 a 36. Comunque sia andata, noi siamo orgogliosi del lavoro svolto". L'alleanza stipulata con l'Mpa ha consentito al Pdl di ottenere un vistoso successo al Senato e, più in generale, nelle regioni del Mezzogiorno, alcune delle quali, come la Calabria, sono transitate dal centrosinistra al centrodestra. "Gli italiani ? ha aggiunto Lombardo ? hanno dato un voto di rottura con i partiti tradizionali che sono troppo legati a schemi e slogan ormai usurati. Avremmo potuto prendere più voti, ma il nostro simbolo ha avuto poca visibilità. Lo sapevamo ma abbiamo preferito fare gioco di squadra con la coalizione". SECONDO Lombardo il successo parallelo ottenuto dall'Mpa e dalla Lega Nord di Bossi "dimostra che è importante essere radicati con il territorio. Non credo che il partito di Bossi farà ostruzionismo con il Pdl ma sarà un alleato leale di Berlusconi e intendiamo rafforzare la collaborazione con la Lega con la quale abbiamo condiviso il federalismo e il rapporto con il territorio". Lombardo succede a Salvatore Cuffaro, l'ex presidente della Regione Siciliana dell'Udc (eletto nel 2006 con il 53,08%) dimessosi il 26 gennaio scorso dopo la condanna a cinque anni per favoreggiamento semplice. Lombardo erediterà da Cuffaro una Regione zavorrata da un deficit attestato sui 15 miliardi di euro ma anche con una dote di 13 miliardi di euro di fondi della programmazione comunitaria da spendere nel settennio 2007?13. "Il largo successo conseguito dal Pdl di Berlusconi ci consentirà di poter assolvere agli impegni assunti nei confronti del Mezzogiorno e della Sicilia in particolare" ha detto Lombardo durante la conferenza stampa "a cominciare dal federalismo fiscale, dalla realizzazione del Ponte sullo Stretto e da un grande piano per la realizzazione di infrastrutture fondamentali per rilanciare lo sviluppo economico e ridurre il divario con altre parti del Paese". Giambattista Pepi.

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Lombardia, il centrodestra stravince nella sua roccaforte (sezione: Grillo)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

PRIMO PIANO pag. 22 Lombardia, il centrodestra stravince nella sua roccaforte Il Cavaliere sa parlare anche agli operai. Il Pd non ha fatto breccia: mettere insieme elementi diversi non sempre paga I VINCITORI IL DIRETTORE DELL'ISTITUTO DI RICERCA COESIS COMMENTA I PRIMI RISULTATI IN TERRA PADANA di MASSIMILIANO MINGOIA ? MILANO ? "I VINCITORI delle Politiche in Lombardia? Senza dubbio la Lega e Silvio Berlusconi, un leader capace di parlare alla pancia del Paese e del Nord. Aggiungerei Giulio Tremonti, l'uomo ponte tra le istanze del Carroccio e quelle dell'elettorato legato al Cavaliere". Alessandro Amadori, direttore dell'istituto di ricerca Coesis Research, commenta a caldo i risultati delle elezioni in Lombardia. E fa capire che già i sondaggi della vigilia parlavano di "un centrodestra trionfatore nel Lombardo-Veneto, un feudo che da quasi vent'anni è targato Bossi-Berlusconi". Eppure il leader del Pd, Walter Veltroni, aveva puntato molto sulla rimonta del centrosinistra al Nord. Il Pd non ha fatto breccia nell'elettorato lombardo? "No. Era comunque difficile che ci riuscisse. La strategia veltroniana di includere nel centrosinistra il ceto imprenditoriale era debole. Non ha pagato alle urne, ma può avere avuto qualche effetto positivo a livello di immagine: il centrosinistra ora non è più sinonimo di partito delle tasse". Il divario elettorale tra centrodestra e centrosistra, però, in Lombardia resta ampio. Cosa non ha funzionato nella linea del Pd? "Ho trovato un po' azzardata la scelta di Veltroni di mettere insieme operai e imprenditori prestati alla politica". Si riferisce a Colaninno e Calearo? "Beh, sì. Matteo Colaninno è una brava persona e un bravo imprenditore, ma ha poco a che fare con la storia sociopolitica della sinistra. Il suo inserimento nella lista del Pd è stato troppo precipitoso, così come quello di Calearo, un imprenditore di idee più vicine alla destra che alla sinistra. Non bastava un colpo d'immagine per cancellare anni di investimento politico su Lombardia e Veneto da parte del centrodestra, di Bossi e di Berlusconi". Lei parla di centrodestra, ma in queste elezioni si è presentato un nuovo partito, il Popolo della Libertà. Ha portato quel valore aggiunto promesso da Berlusconi? "Mi sembra di sì. L'unione tra Forza Italia ed Alleanza Nazionale ha pagato in senso positivo. Anche se unire due partiti, a livello elettorale, di solito porta risultati negativi alle urne. Per valutare il risultato del Pdl al Nord, però, non si può prescidere da un altro elemento". Quale? "Il risultato della Lega. I sondaggi avevano previsto un buon risultato dei lumbard, che a urne chiuse però sembrano essere andati anche meglio. In Lombardia ormai sono tornati a essere un partito in doppia cifra". La Lega ha rosicchiato voti anche al Pdl? "Non all'ex elettorato di Forza Italia, che è legatissimo alla figura di Berlusconi. Credo invece che il Carroccio abbia cannibalizzato voti di An. E abbia conquistato consensi anche in altre aree politiche". Ad esempio? "Penso al voto di protesta, tipo quello legato al movimento di Beppe Grillo. Sì, perché la Lega è difficile da inquadrare nella classica dicotomia destra-sinistra, può pescare voti da una parte e dall'altra del tradizionale fronte politico. Insomma, il consenso al centrodestra è legato a vari fattori ma esprime istanze forti del Paese e del territorio del Nord. Per dirla alla Sarkozy, oggi (ieri, ndr) "il Paese ha parlato". E, aggiungerei io, anche la Lombardia ha parlato e ha espresso una chiara affermazione: vuole un Governo di centrodestra. A confermare questa istanza, peraltro, hanno contribuito anche dati di cronaca recente, come la vittoria dell'Expo 2015". In che senso? "L'Expo ha tonificato l'immagine del centrodestra e ha rafforzato la coalizione, soprattutto al Nord". Di chi il merito, in particolare? "Beh, la vittoria dell'Expo è stata vissuta dall'opinione pubblica come un'affermazione dovuta al lavoro di Letizia Moratti, il sindaco della città italiana più importante governata dal centrodestra". L'Expo ha aiutato Pdl e Lega a conquistare il Governo del Paese, dunque. Ma, a livello di consensi, gioverà anche alla Moratti? "Non c'è dubbio. Rispetto a qualche mese fa gli indicatori di consenso riferiti al sindaco segnano risultati certamente più positivi". Intende dire che prima del trionfo dell'Expo la Moratti non aveva ancora convinto pienamente i milanesi? "Mettiamola così: se prima il sindaco di Milano era ancora in un'area grigia di percezione da parte dei suoi concittadini, con l'Expo la Moratti ha legato la sua figura a un progetto, per giunta vincente. L'Expo è il "suo" progetto e di questo si sono avvantaggiati alle Politiche i partiti del centrodestra".

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Finocchiaro al palo, la Sicilia a Lombardo (sezione: Grillo)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

PALERMO La Sicilia del dopo-Cuffaro elegge l'alleato più fidato di Cuffaro, quel Raffaele Lombardo che nell'Isola ha fatto il tessitore dei rapporti tra Udc e Pdl, rimettendo insieme a Palermo una coalizione che a Roma aveva sancito la propria divisione. Le proiezioni sui primi scrutini ? cominciati nella notte ? non lasciano dubbi: Lombardo è accreditato di una percentuale che va dal 49 al 53% (ma l'ultima proiezione consortium per la Rai parla addirittura del 56,9%) mentre la sua avversaria del centrosinistra, Anna Finocchiaro, si ferma tra il 36 e il 40%. Cuffaro, le cui dimissioni (dopo la condanna a 5 anni) hanno portato alle elezioni anticipate in Sicilia, ha spinto l'Udc oltre il 9 % (il dato è provvisorio) al Senato. L'Isola potrebbe essere l'unica regione in cui il partito di Casini ottiene almeno due seggi a palazzo Madama, uno dei quali da attribuire proprio all'ex governatore siciliano, il quale ringrazia "per la grande prova d'affetto" dei suoi elettori. Per quanto riguarda gli altri candidati alla presidenza della Regione, Ruggero Razza (La Destra) è all'1,8%, Giuseppe Bonanno Conti (Forza nuova) allo 0,2% e Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo) al 2,8%. "Prudenza a parte - dice Lombardo, che alle politiche con il suo Movimento per l'autonomia è apparentato al Pdl nelle regioni meridionali -, il nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far percepire d'essere in grado di tutelare l'interesse della Sicilia, più dei nostri concorrenti". E ancora: "La mafia non si è preoccupata di votare, si starà occupando d'altro perché lo Stato è riuscito ad andarle addosso e c'è stata la reazione di un'imprenditoria coraggiosa". Stando ai primi dati, sotto le attese è il risultato di Anna Finocchiaro, che potrebbe non raggiungere la percentuale che due anni fa ottenne Rita Borsellino nella sfida contro Salvatore Cuffaro, quando finì 41,6% contro 53,1%. "Lo sapevano dall'inizio - dice -, non ci siamo tirati indietro, abbiamo lavorato molto e bene". Tornando al nuovo governatore, dicono di lui: "l'acqua lo bagna e il vento l'asciuga". Un motto che rispecchia il carattere del futuro presidente della Regione siciliana e fondatore del Mpa (una sorta di "Lega del Sud"), che secondo le ultime proiezioni avrebbe ottenuto 9 seggi alla Camera e 3 al Senato. Il Movimento per l'autonomia nasce nel 2005 all'insegna dello slogan "Il Mezzogiorno è una immensa risorsa". Una sorta di Lega Sud, anche se la definizione non piace a Lombardo, 57 anni, medico specializzato in psichiatria forense, vicinissimo all'ex governatore Salvatore Cuffaro. Lo stesso Bossi applaude la vittoria dell'alleato: "Al Sud - ha osservato - c'è Lombardo che mi pare abbia raccolto abbastanza voti. Una tenaglia c'è già: Lombardo in Sicilia e io a Milano".

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È una valanga nordista (sezione: Grillo)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Segue da pagina 1 Sull'altro fronte, oltre al risultato del Pd che raccoglie più voti rispetto alla sommatoria Margherita-Ds, c'è da registrare il crollo della Sinistra radicale e dei socialisti dello Sdi, tant'è che Bertinotti e Boselli hanno annunciato le dimissioni. Fa da contrappeso il rafforzamento evidente dell'Italia dei Valori di Di Pietro che ha assorbito le spinte antipolitiche alla Beppe Grillo insieme a quelle giustizialiste. In qualche misura il successo di Di Pietro è simmetrico a quello della Lega. A questo punto, il governo governi. Non ha alibi sul piano del consenso ma semmai la zavorra della crisi economica che incombe anche sull'Italia. Aspettiamo di conoscere gli orientamenti dell'esecutivo alla luce anche del fatto che Berlusconi, abbandonati sogni e miracoli, ha compiuto un bagno di sano realismo e ha parlato di "scelte impopolari" e, nel contempo, di una volontà di collaborare con l'opposizione sul piano delle riforme. Ci aspettano tempi duri sul lato economico, ma ci può essere qualche spiraglio sul versante delle riforme che il Paese attende da tempo: è questa la scommessa di una democrazia matura. Ettore Ongis.

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PALERMO - La Sicilia del dopo Cuffaro elegge l'alleato più fidato di Cuffaro, quel Raffaele Lombardo che nell'Isola ha fatto il tessitore dei rapporti tra Udc e Pdl, rimettendo ins (sezione: Grillo)

( da "Adige, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Ieme a Palermo una coalizione che a Roma aveva sancito la propria divisione PALERMO - La Sicilia del dopo Cuffaro elegge l'alleato più fidato di Cuffaro, quel Raffaele Lombardo che nell'Isola ha fatto il tessitore dei rapporti tra Udc e Pdl, rimettendo insieme a Palermo una coalizione che a Roma aveva sancito la propria divisione. È presto per parlare di numeri (lo scrutinio per le regionali inizierà in tarda serata), ma gli exit poll non lasciano dubbi: Lombardo è accreditato di una percentuale che va dal 49 al 53%, la sua avversaria del centrosinistra, Anna Finocchiaro, si ferma tra il 36 e il 40%. Cuffaro, le cui dimissioni (dopo la condanna a 5 anni) hanno portato alle elezioni anticipate in Sicilia, ha spinto l'Udc oltre la soglia dell'8% (il dato è provvisorio) al Senato. L'Isola potrebbe essere l'unica regione in cui il partito di Casini ottiene almeno 2 seggi a palazzo Madama, uno dei quali da attribuire proprio all'ex governatore siciliano, il quale ringrazia "per la grande prova d'affetto" dei suoi elettori. Inatteso (dal 9 al 13%) è il dato che riguarda gli altri candidati alla presidenza della Regione, Ruggero Razza (La Destra), Giuseppe Bonanno Conti (Forza nuova) e Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo). Fra i tre, quest'ultima avrebbe ottenuto il miglior risultato. "Prudenza a parte - dice Lombardo, che alle politiche con il suo Movimento per l'autonomia è apparentato al Pdl nelle regioni meridionali -, il nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far percepire d'essere in grado di tutelare l'interesse della Sicilia, più dei nostri concorrenti". E ancora: "La mafia non si è preoccupata di votare, si starà occupando d'altro perchè lo Stato è riuscito ad andargli addosso e c'è stata la reazione di un'imprenditoria coraggiosa. Mi auguro che abbia di che occuparsi finchè non riusciremo a sconfiggerla definitivamente e finchè non ci chiederemo più per chi vota o per chi non vota". Stando ai primi dati, sotto le attese è il risultato di Anna Finocchiaro, che potrebbe non raggiungere la percentuale che due anni fa ottenne Rita Borsellino nella sfida contro Salvatore Cuffaro, quando finì 41,6% contro 53,1%. Ma la senatrice del Pd, nel sottolineare che "è assolutamente azzardato commentare un exit poll", ricorda che "sulla scorta dei risultati delle regionali di due anni fa il rapporto di forza tra i partiti del centrodestra e quelli del centrosinistra era di 61 a 36". "Lo sapevano dall'inizio - aggiunge -, non ci siamo tirati indietro, abbiamo lavorato molto e bene". Per quanto riguarda l'affluenza alle regionali, i votanti sono stati il 66,6% degli oltre 4 milioni e mezzo aventi diritto, con una crescita rispetto al 2006, quando la percentuale si fermò al 59,16. Il dato più altro a Catania (70,95%), il più basso Enna (54,51%). Intanto Da ex governatore della Sicilia, costretto a dimettersi per una condanna a 5 anni, a senatore della Repubblica. È la parabola di Salvatore "Toto" Cuffaro, ora portabandiera dell'Udc a palazzo Madama, dove il partito di Casini rischiava di restare fuori se l'ex presidente della Regione non l'avesse preso per mano e portato oltre la soglia dell'8%. Per quanto i dati non siano ancora definitivi, l'elezione di Cuffaro sembra ormai scontata. E con lui sarebbe eletto in Sicilia almeno un altro senatore, Giampiero D'Alia. Da politico navigato, dopo la clamorosa uscita di scena, accompagnata dal frastuono mediatico seguito alla famosa foto con i cannoli, all'indomani della sua condanna, Cuffaro ha fatto una campagna elettorale in sordina: niente manifesti, rare apparizioni in pubblico, dichiarazioni con il contagocce. Adesso, con l'elezione ormai in tasca, le sue prime parole le rivolge al vincitore di questa tornata elettorale: "Ho fatto gli auguri a Silvio Berlusconi", dice Cuffaro, che è anche vice segretario nazionale dell'Udc. Poi parla di "opposizione costruttiva" da parte del suo partito che "non avrà problemi a votare su provvedimenti condivisi". Parole concilianti, che sembrano lontanissime dalle stoccate contro Gianfranco Miccichè, in un primo tempo scelto dal Cavaliere per la presidenza della Regione. "Farò di tutto - disse Cuffaro in piena "guerra" pre-elettorale - affinchè Miccichè non venga eletto". I fatti che seguirono sono noti, con la decisione di Berlusconi di siglare un accordo con l'Mpa di Lombardo. 15/04/2008.

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La Sicilia a Lombardo (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Cremona, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Edizione di Martedì 15 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl La Sicilia a Lombardo Finocchiaro battuta, Mpa intorno al 60 per cento di Francesco Terracina PALERMO ? La Sicilia del dopo Cuffaro elegge l'alleato più fidato di Cuffaro, quel Raffaele Lombardo che nell'isola ha fatto il tessitore dei rapporti tra Udc e Pdl, rimettendo insieme a Palermo una coalizione che a Roma non esiste più. Lo scrutinio per le regionali è cominciato in tarda serata. Il primo sommario spoglio di 385 sezioni su 5300 indica Raffaele Lombardo (Mpa) candidato del Centrodestra alla carica di presidente della Regione al 61,09%. Anna Finocchiaro (PD), candidata a presidente della Regione per il Centrosinistra è al 34,0 %. Sonia Alfano, candidata per la lista Amici di Beppe Grillo è al 2,1%. Ruggero Razza (la Destra-Fiamma Tricolore) è al 1,8 %. Giuseppe Bonanno Conti (Forza Nuova) è allo 0,2%. Invece nella quarta proiezione Consortium per la Rai. Lombardo è al 58,9 %, Finocchiaro al 36,5 %, Alfano al 3%, Razza all'1,7 %, Bonanno Conti allo 0,2%. Cuffaro, le cui dimissioni (dopo la condanna a 5 anni per favoreggiamento) hanno portato alle elezioni anticipate in Sicilia, ha spinto l'Udc oltre la soglia del 9% (il dato è provvisorio) al Senato. L'Isola potrebbe essere l'unica regione in cui il partito di Casini ottiene, secondo la terza ed ultima proiezione Ipsos per Mediaset, riguardante i seggi del Senato da 2 a 6 seggi a palazzo Madama, uno dei quali da attribuire proprio all'ex governatore siciliano, il quale ringrazia "per la grande prova d'affetto" dei suoi elettori. "Prudenza a parte ? dice Lombardo, che alle politiche con il suo Movimento per l'autonomia è apparentato al Pdl nelle regioni meridionali ? il nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far percepire d'essere in grado di tutelare l'interesse della Sicilia, più dei nostri concorrenti". E ancora: "La mafia non si è preoccupata di votare, si starà occupando d'altro perchè lo Stato è riuscito ad andargli addosso e c'è stata la reazione di un'imprenditoria coraggiosa. Mi auguro che abbia di che occuparsi finchè non riusciremo a sconfiggerla definitivamente e finchè non ci chiederemo più per chi vota o per chi non vota". Stando ai primi dati, sotto le attese è il risultato di Anna Finocchiaro, che potrebbe non raggiungere la percentuale che due anni fa ottenne Rita Borsellino nella sfida contro Salvatore Cuffaro, quando finì 41,6% contro 53,1%. Ma la senatrice del Pd, nel sottolineare che "è assolutamente azzardato commentare un exit poll", ricorda che "sulla scorta dei risultati delle regionali di due anni fa il rapporto di forza tra i partiti del centrodestra e quelli del centrosinistra era di 61 a 36". "Lo sapevano dall'inizio ? aggiunge ? non ci siamo tirati indietro, abbiamo lavorato molto e bene". Per quanto riguarda l'affluenza alle regionali, i votanti sono stati il 66,6% degli oltre 4 milioni e mezzo aventi diritto, con una crescita rispetto al 2006, quando la percentuale si fermò al 59,16. Il dato più altro a Catania (70,95%), il più basso Enna (54,51%). Il senatore del Pd, Enzo Bianco, ha già inviato al leader del Mpa "gli auguri di buon lavoro nell'interesse della Sicilia". "Sul risultato non brillante del Partito democratico in Sicilia ? aggiunge Bianco ? pesa una non adeguata conduzione politica, sulla quale nei prossimi giorni, con spirito costruttivo, saremo chiamati a riflettere".

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Cresce (sezione: Grillo)

( da "Adige, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Cresce. E come cresce. Il "partito dell'astensionismo" trentino trova a Riva del Garda la sua roccaforte. E il dato dovrebbe far riflettere, perché non può bastare la debacle della Sinistra Arcobaleno per spiegare l'ulteriore crollo dei votanti di domenica e lunedì. Se su base provinciale, sempre in riferimento alle politiche, la flessione è stata appena dello 0,5 per cento, a Riva del Garda il calo è andato oltre i quattro punti percentuali. Per la precisione il 4,1%. Ed è il dato peggiore di tutto il Trentino. A Trento l'affluenza alle urne è stata dell'83,5%, a Rovereto dell'82,7, nella vicina Arco dell'84,3, a Riva dell'81,3%. Alle precedenti politiche, quelle che sancirono il successo del centrosinistra e l'elezione al Senato del sindaco Claudio Molinari, a recarsi alle urne fu l'85,42%. Un calo è fisiologico, rientra nel trend degli ultimi anni che peraltro è generalizzato. Ma qualche riflessione forse va fatta dalla politica se è vero com'è vero (lo dicono i numeri e i numeri non mentono) che su 11.795 aventi diritto al voto ben 2.201 hanno deciso di non andarci nemmeno al seggio elettorale. Un dato che in termini percentuali porta il "partito dell'astensionismo" al 18,6%. Percentuali ragguardevoli che garantirebbero dei bei rappresentanti in qualsiasi tornata elettorale. Il "disamore" per la politica, i seguaci di Beppe Grillo, in riva al Benaco trovano casa e ristoro. E chissà che questo astensionismo record in Trentino un tantino non sia legato anche ad una forma di insoddisfazione nei confronti di questa amministrazione comunale. Che da oggi in poi avrà qualche motivo di riflessione in più. P.L. 15/04/2008.

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Seppur di poco, la destra vince alla Camera e al Senato (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Seppur di poco, la destra vince alla Camera e al Senato Nella rossa Liguria sparisce l'Arcobaleno Alla fine capita quello che non ti aspetti: in Liguria, storica regione rossa, alle 18 e 30 il Popolo della Libertà è in vantaggio sul Partito democratico di quasi un punto al Senato. In piazza De Marini, nel centro storico di Genova, sede del Partito democratico, i muri iniziano a trasudare paura. C'è un silenzio irreale. Gli umori vanno e vengono. Il brivido durerà più di qualche minuto. Claudio Sansovino, capogruppo in consiglio regionale e in corsa per palazzo Madama, cercherà invano di rassicurare gli animi: "Dipende molto dai seggi scrutinati: stiamo già recuperando". Ma alle 20 e 30 arriverà la mazzata definitiva: il Partito Democratico è effettivamente sotto. La Liguria va a destra, oltre che alla Camera anche al Senato. A palazzo Madama il distacco è minimo, ma significativo: 44 per cento per Berlusconi, 43 per Walter Veltroni. Alla fine il Pdl conquisterà quattro seggi a palazzo Madama. La Lega Nord uno. Il Pd ne prende appena tre: a rappresentarlo saranno lo stesso Sansovino, la capolista Roberta Pinotti e Luigi Lusi. A freddo il commento degli esponenti del Pd ligure sarà lapidario: "Non ci saremmo immaginati un risultato del genere neppure nella peggiore delle ipotesi". Pinotti a caldo dirà: "Dispiace perdere per una manciata di voti". È questa l'immagine più significativa dell'attesa ligure per i risultati delle elezioni 2008. È un'immagine più che sbiadita per la sinistra. Quasi in bianco e nero. Le note positive sono davvero poche. C'è il risultato di Genova, in controtendenza rispetto ai risultati nazionali con la coalizione di centro sinistra che si afferma sfiorando il 50 per cento sia alla Camera sia al Senato; c'è il Partito democratico, in ogni caso primo partito in Liguria, che testimonia come gli elettori abbiano premiato la fusione tra Margherita e Ds; c'è l'Italia dei Valori che raddoppia il risultato del 2006, ma non conquista neppure un senatore. Ma poi arriva il risultato più negativo: la scomparsa della Sinistra Arcobaleno. Un dato quest'ultimo più che significativo, dal momento che nel 2006, in questa terra baciata dal mare, Rifondazione Comunista superava i Dl piazzandosi come il secondo partito della sinistra. I dati del 14 aprile 2008, invece, rappresentano più di una coltellata. Due anni fa al Senato, il partito di Fausto Bertinotti otteneva il 9 per cento delle preferenze: ora insieme ai Verdi raggiunge a malapena il quattro per cento. Due i motivi. Innanzitutto il forte astensionismo, significativo soprattutto nelle località di Ponente storicamente rosse: la protesta dei seguaci di Beppe Grillo, che hanno consegnato le schede elettorali nella prefettura di Genova, rappresenta a pieno il malcontento dell'elettorato di sinistra. Poi un secondo motivo, l'affermazione della Lega Nord in queste realtà operaie, più povere, "dove - commenta a caldo un cronista del Secolo XIX - è fortissima la presenza degli immigrati: basta guardare Savona, dove in questi anni è cresciuta in maniera significativa la presenza della comunità romena". E a Savona il Pd ha più di un problema: il Pdl da solo raggiunge il 40 per cento, mentre lo schieramento di Veltroni tocca appena il 34 per cento. E proprio in queste località, dove un tempo stravinceva la Falce e Martello, dove ora spuntano come funghi i campi nomadi che mettono insicurezza alla popolazione, stravince Umberto Bossi. Un leit motiv che accomuna la Liguria alle altre regioni settentrionali. "La Lega Nord - ammette Pinotti - dimostra di essere ben radicata sul territorio e di avere una buona classe dirigente capace di raccogliere i timori della popolazione nei confronti dell'immigrazione clandestina". Su questi temi la Lega Nord ha costruito il suo successo. Nel 2006 il Carroccio era arrivato al 3,7 per cento. Ora ha più che raddoppiato, raggiungendo quasi sette punti percentuale: un risultato mai visto da queste parti, dove c'è chi ricorda a malapena un cinque per cento nella stagione post tangentopoli. E a rappresentare il successo di chi in campagna elettorale ha puntato sui temi della sicurezza, c'è persino la Destra di Daniela Santanchè, vera e propria novità in Liguria. Al Senato è a 2,27, alla Camera 2,66 per cento. 15/04/2008.

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Lombardo esulta La Sicilia ad un passo (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

ELEZIONI 2008 15-04-2008 AMMINISTRATIVE I DATI DEGLI EXIT POLL Lombardo esulta La Sicilia ad un passo PALERMO II La Sicilia del dopo Cuffaro elegge l'alleato più fidato di Cuffaro, quel Raffaele Lombardo che nell'Isola ha fatto il tessitore dei rapporti tra Udc e Pdl, rimettendo insieme a Palermo una coalizione che a Roma aveva sancito la propria divisione. E' presto per parlare di numeri (lo scrutinio per le regionali inizierà in tarda serata), ma gli exit poll non lasciano dubbi: Lombardo è accreditato di una percentuale attorno al 57 per cento, la sua avversaria del centrosinistra, Anna Finocchiaro, si ferma al 38%. Cuffaro, le cui dimissioni (dopo la condanna a 5 anni) hanno portato alle elezioni anticipate in Sicilia, ha spinto l'Udc oltre la soglia dell'8% (il dato è provvisorio) al Senato. Inatteso (dal 9 al 13%) è il dato che riguarda gli altri candidati alla presidenza della Regione, Ruggero Razza (La Destra), Giuseppe Bonanno Conti (Forza nuova) e Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo). Fra i tre, quest'ul - tima avrebbe ottenuto il miglior risultato. "Prudenza a parte dice Lombardo -, il nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far percepire d'essere in grado di tutelare l'interesse della Sicilia, più dei nostri concorrenti". Stando ai primi dati, sotto le attese è il risultato di Anna Finocchiaro, che potrebbe non raggiungere la percentuale che due anni fa ottenne Rita Borsellino nella sfida contro Salvatore Cuffaro, quando finì 41,6% contro 53,1%. Ma la senatrice del Pd, nel sottolineare che "è assolutamente azzardato commentare un exit poll".

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Voti doppi e crocifissi contestati (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

N. 90 del 2008-04-15 pagina 3 Voti doppi e crocifissi contestati di Redazione Tutte le stranezze ai seggi, tra chi rifiuta le schede e i presidenti che ignorano la legge E meno male che stavolta era tutto scritto, tutto codificato per legge. Doveva essere l'anno delle operazioni di voto perfette, dopo la disfatta (con forti sospetti) del 2006 e la replica tutta genovese per le amministrative 2007 con seggi bloccati fino al giorno successivo e inchieste della magistratura sui falsi verbali e sui voti spariti dall'urna. Scrutatori "selezionati" Che non fosse "aria" lo si era già capito dai giorni scorsi, quando mancavano gli scrutatori ed era già partita la caccia ai sostituti. Al prefetto della Spezia e alla Corte d'Appello di Genova è già arrivato un esposto. Lo firma Brunella Maietta che spiega di essere iscritta nelle liste dei presidenti di seggio e di aver sempre fatto il segretario. Questo giro era rimasta fuori, ma giovedì scorso viene contattata telefonicamente da un presidente alla sua prima esperienza, che ha bisogno di un segretario. Lei risponde al telefonino, sente poco e male ma si rende disponibile e si ripropone di chiamare in seguito. In quel momento è presente al comizio di Claudio Scajola e il rumore copre la telefonata. Si sentono musica e parole di "Meno male che Silvio c'è". Quando richiama il presidente con più calma, si sente dire che c'è stato un disguido, che non era più necessaria come segretaria. Insomma, che avevano trovato qualcun altro. La Maietta avanza qualcosa più di un sospetto, soprattutto perché il presidente sostituto arriva dalla Spezia per coprire un seggio a Portovenere, mentre lei, residente a Portovenere, iscritta all'albo, non viene mai contattata. Presidenti "testoni" Si costituiscono i seggi e i presidenti incontrano scrutatori e rappresentanti di lista. Il sabato pomeriggio è il momento migliore per chiarire subito le possibili situazioni di confronto, per chiarire come si deve procedere durante lo spoglio. Stavolta c'è una legge dettagliata, ma molti presidenti preferiscono fregarsene. Su un punto soprattutto, quello che riguarda l'apertura delle urne. La legge impone di estrarre una scheda per volta, al fine di evitare brogli. Da tutta Genova giungono segnalazioni di rappresentanti di lista che si sono sentiti dire in anticipo dal presidente che, legge o non legge, si sarebbe rovesciato lo scatolone sulla scrivania per fare prima, come si è sempre fatto. A nulla sono valse le proteste, molti rappresentanti di lista hanno chiesto di mettere a verbale la loro protesta. Crocifissi "scomodi" Prime operazioni di voto. E primi battibecchi nelle aule scolastiche. Edoardo Rixi, segretario provinciale della Lega Nord denuncia quanto accaduto (e verbalizzato) al seggio 71 di Sestri Ponente. Domenica mattina un elettore ha tentato di rimuovere il crocifisso perché ritenuto condizionante al momento del voto. In questo caso è subito intervenuto il presidente di seggio che ha verbalizzato l'accaduto e lasciato il crocifisso appeso. "In altre zone analoghe richieste sarebbero venute da persone di estrema sinistra - aggiunge Rixi - ed in un caso è stato anche richiesta la chiusura del seggio per inagibilità. Richiesta ovviamente senza senso e quindi respinta". I difensori "aggrediti" Questa volta gli appelli del centrodestra per avere una vigilanza attenta ai seggi sembrano aver funzionato. Tanto che la "macchina" dei rappresentanti di lista, dei "difensori del voto" si è presentata più compatta della tradizionalmente preparatissima "macchina da guerra" di sinistra. Praticamente tutti i seggi "coperti" e grande presenza anche durante il voto. La legge, anche in questo caso, è precisa e consente ai rappresentanti di lista di esporre su indumenti e materiale (cartelline e penne) i simboli del proprio schieramento. "Da molti seggi ci sono giunte notizie di vere e proprie aggressioni ai danni dei nostri rappresentanti - segnala Fabio Orengo, vice presidente del Municipio Medio Levante - Amici che avevano la spilla del Pdl e a cui si sono rivolti i presidenti di seggio per costringerli a togliere i simboli di partito. Tutti ben preparati hanno ribattuto che la legge li autorizzava e hanno anche chiesto l'intervento delle forze dell'ordine, ma in alcuni casi si sono sentiti dire che dovevano obbedire al presidente. Ovviamente non lo hanno fatto chiedendo piuttosto che venisse messo a verbale". Le schede rifiutate Diversi episodi di schede rifiutate si sono registrati nei seggi liguri e genovesi in particolare. Un sessantacinquenne si è registrato al seggio 612 di Sturla, poi non ha accettato le schede. Stessa scena al seggio 418 di San Martino, dove il presidente di seggio ha fatto fare al dimostrante una dichiarazione di rifiuto che è stata allegata al verbale. Nei seggi 140 e 144 di Certosa la protesta predicata da Beppe Grillo è stata reiterata. Lo stesso gruppetto di elettori si è presentato per tre volte al seggio facendosi sempre registrare per poi rifiutare le schede. Alla terza occasione il presidente si è opposto alla scusa di "non aver ancora esercitato il diritto di voto" e ha minacciato di chiamare la forza pubblica. Il voto "bis" C'è anche chi ha provato a fare il "furbo". Anzi, la "furba". Seggio 148, ancora Certosa. Una signora sulla sessantina vota, infila rapidamente la scheda gialla, quella per il Senato, nell'urna. Poi porge al presidente di seggio quella rosa per la Camera e chiede di avere una scheda per il Senato. Finge di non averla avuta. Breve discussione, poi il presidente sospende le operazioni di voto e riconta le schede ancora bianche. La verifica "inchioda" la donna che sperava di dare quel famoso "voto in più" che potrebbe regalare la vittoria al proprio schieramento. La "furbata" non riesce. Proteste e polemiche anche tra gli elettori fuori dai seggi. Dopo la figuraccia delle penne che non funzionano, più di uno si è lamentato delle matite copiative, quelle usate per votare, che lasciano un segno molto leggero. "Io ho passato due o tre volte sulla X", dice una signora tra il fiero e il seccato. Altro che tutto liscio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Ha votato l'80,45% Elettori in calo: -3% (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Astensione Ha votato l'80,45% Elettori in calo: -3% Roma Un milione e mezzo di elettori in meno. L'affluenza alle urne tra domenica e lunedì si è fermata al 80,51% degli aventi diritto. Due anni fa era stata dell'83,56%. "Ottanta è comunque una percentuale elevata, molto più alta rispetto alla media delle consultazioni" ha detto il ministro dell'interno Giuliano Amato. Comunque molto più alta di quella che si verifica nella maggioranza degli altri paesi europei, per tacere degli Usa. Gli astensionisti però sono una delle novità di queste elezioni politiche. Secondo Amato la ragione principale dell'aumento dell'astensione va ricercata nel fatto che sono passati solo due anni dalle precedenti elezioni politiche. "Potrei dire che gli elettori si aspettano di andare a votare ogni cinque anni - ha detto il ministro dell'interno - che le loro batterie si ricaricano ogni cinque anni e invece noi li abbiamo costretti a votare dopo due: potrebbe essere questa una delle ragioni che hanno spinto meno persone a recarsi alle urne". Le percentuali esatte di affluenza sono state dell'80,51% al senato e dell'80,45% alla camera. Più accentuato il calo degli elettori in alcune regioni come la Liguria e la Sardegna. Caso a parte la Campania e soprattutto Napoli dove ha votato il 67,6% degli aventi diritto contro il 73,4% delle precedenti elezioni del 2006. Chiarissimo il collegamento con la crisi dei rifiuti, tant'è che in alcuni piccoli comuni di provincia dove l'emergenza è stata ed è più elevata (Savignano Irpino, Acerra, Tersigno, Marigliano) l'astensione è stata quasi totale. Visti i risultati è abbastanza immediato leggere il non voto come astensionismo di sinistra. Alla Sinistra arcobaleno alla fine mancheranno circa tre milioni di voti. E se una parte importante è ipotizzabile che si sia trasferita nel Partito democratico, appare logico che buona parte dei vecchi voti sia finito in astensione. Ma è ancora in embrione un "movimento astensionista". I commenti circolano sui blog come quello di Beppe Grillo e quello di Questavoltano. Secondo i dati resi noti dal Viminale la maggiore percentuale di elettori che hanno espresso il loro diritto di voto si è registrata in Emilia Romagna (86,1%), seguita da Lombardia e Veneto (entrambe all'84,6%), Trentino Alto Adige (84,2%) e Umbria (84%). In fondo alla graduatoria, Sicilia (74,8%), Sardegna (72,2%) e Calabria (71,3%).

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Regionali, Lombardo nuovo governatore (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Sicilia, l'Udc al 10%: Cuffaro conquista il senato Regionali, Lombardo nuovo governatore Alfredo Pecoraro Palermo La Sicilia si conferma roccaforte di centrodestra e bacino elettorale dell'Udc. Il partito di Casini è il vero trionfatore delle politiche nell'isola, dove ha sfiorato il 10% dei consensi al Senato, quota che consente a Totò Cuffaro, capolista, di sbarcare a palazzo Madama e di portare con sé almeno un altro parlamentare, se non due. L'ex governatore della regione, dimessosi dopo la condanna a cinque anni per favoreggiamento ai mafiosi, ha festeggiato l'elezione nella sua segreteria politica offrendo caramelle alla carrubba a militanti e giornalisti, scherzando sugli indigesti cannoli alla ricotta, che lo hanno reso famoso. Sono stati oltre 200mila i siciliani che hanno votato per il partito di Cuffaro, 50mila in più di quelli che hanno dato la loro preferenza al Movimento per l'autonomia di Raffaele Lombardo, che però sarà il nuovo presidente della Regione. Il leader autonomista, sulla base degli exit poll e delle prime proiezioni, avrebbe vinto di gran lunga il confronto con Anna Finocchiaro, candidata del centrosinistra, con una forbice compresa addirittura tra i 15 e i 20 punti. Anche se lo scrutinio delle schede per le regionali si concluderà solo oggi, il margine di vantaggio del leader autonomista sarebbe davvero incolmabile. Lombardo dunque si appresta a ereditare la guida della Sicilia da Cuffaro, l'uomo politico a lui più vicino e che non lo ha mai abbandonato, nemmeno di fronte agli aut-aut di Berlusconi che nella fase di pre-accordi elettorali alla fine ha dovuto cedere ai due fedelissimi sodali ex Dc. "Siamo stati capaci di far percepire d'essere in grado di tutelare l'interesse della Sicilia, più dei nostri concorrenti", dice Lombardo, che incassa i complimenti di Enzo Bianco (Pd), mentre la senatrice del Pd ha preferito non commentare in attesa dei primi dati ufficiali. Le prime proiezioni, quando lo spoglio è appena iniziato, danno Lombardo intorno al 55-58% e Anna Finocchiaro tra il 36 e il 40%. Se così fosse, il risultato della senatrice del Pd sarebbe al di sotto delle aspettative. Alle regionali del 2006, infatti, la candidata del centrosinistra, Rita Borsellino, che fu sconfitta da Cuffaro, ottenne il 41,6%, rispetto al 36% della coalizione che la sostenne. Bisognerà attendere la conclusione dello spoglio per avere il quadro definitivo della composizione del nuovo parlamento siciliano, dove sicuramente il Pdl avrà la maggioranza, con l'opposizione che sarà espressa dal Pd. Soddisfatta del 3% circa dei consensi che ha ottenuto è Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe ucciso dalla mafia, e candidata a governatore con la lista degli "Amici di Beppe Grillo". Per le regionali ha votato il 66,6% dei 4.572.866 elettori siciliani, contro il 59,16% delle elezioni del maggio 2006, quando si votava in un solo giorno. L'affluenza maggiore si è registrata nella provincia di Catania, con il 70,95%, quella più bassa a Enna, con appena il 54,1%, provincia tradizionalmente legata alla sinistra e un tempo roccaforte del Pci e poi dei Ds. Tornando alle politiche, i dati certi offrono diversi spunti di riflessione. Intanto l'ottimo risultato dell'Idv, con oltre il 3-3,5% dei consensi, il triplo di quelli che il partito di Antonio Di Pietro e Leoluca Orlando aveva incamerato nelle precedenti elezioni. Non solo. Il solo Idv supera di un punto circa la Sinistra-l'Arcobaleno, che non va oltre il 2,5, un vero e proprio tonfo che aggrava il trend negativo in cui è precipitato soprattutto il Prc, che non sembra arrestarsi. Per Orlando gli elettori hanno premiato l'Idv e le sue posizioni su "questione etica, costi della politica, lotta contro i condannati nelle liste, coerente opposizione contro ogni conflitto di interessi e una strategia politica incentrata sul fare senza ideologie di sorta". In casa Mpa il risultato del partito non fa il paio con quello del suo leader, Lombardo. Gli autonomisti si attestano tra il 7% e l'8% dietro all'Udc di Cuffaro, che in Sicilia si conferma la "terza via", dietro al Pdl con il 49% circa e al Pd con 25%, che raccoglie dunque circa la metà dei consensi ottenuti dal partito di Berlusconi.

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Nettuno conferma, con i dati del Senato, una larga maggioranza al Pdl. Infatti il partito di Silvio (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Latina)" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Di ANTONELLA MOSCA Nettuno conferma, con i dati del Senato, una larga maggioranza al Pdl. Infatti il partito di Silvio Berlusconi ha ottenuto 13.980 voti (52,12 %), mentre il Partito Democratico di Valter Veltroni si è attestato a 8.079 voti, (30,12%). A seguire La Destra con il 4,86%, l'Udc con il 3,60%, l'Italia dei Valori con il 3,21, la Sinistra Arcobaleno con il 2,71. Scarsi gli scostamenti rispetto al 2006: Forza Italia e An ebbero al Senato - sommando i due dati - 12.564 voti e i Democratici di Sinistra più La Margherita 5.957. Crolla anche a Nettuno la Sinistra l'Arcobaleno. Alla camera il Pdl ha ottenuto 14.808 voti (49,93%), il Pd 8651 (29,17%), Udc 1.063 (358), la Destra-Fiamma tricolore 1.337 (4,51), Italia dei valori 971 (3,27), la Sinistra Arcobaleno 769 (2,59%). Grande l'attesa per le comunali, dato che si è tornati al voto dopo due anni e mezzo di commissariamento del Comune sciolto, con giunta di centrodestra, in base alle norme sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nella pubblica amministrazione. Fermento nel centrodestra perchè due candidati a sindaco, Ugo Minchella (PdL, Udc e lista civica) e Alessandro Mauro (due liste civiche) ambiscono al congruo bottino dei voti nazionali. Alle comunali 2003 An e FI ottennero 13.197 preferenze, a cui si aggiunsero le 2.549 dell'Udc. Sempre in area c'è Mariano Leli (La Destra, Patto di Centro, Mpa). Nel centrosinistra in due sperano di arrivare al ballottaggio: Alessio Chiavetta (PD e lista civica) e Valerio Vettori (due liste civice). Ma ci sono anche Desiderio Taglienti di Italia dei valori, Laura Pizzotti per gli "Amici di Beppe Grillo", Marco Bordacconi per la Sinistra l'Arcobaleno, Evaristo Pacini candidato da una lista civica. Insomma, i voti per le comunali potrebbero essersi davvero "incrociati" in mille modi diversi, con 9 candidati a sindaco, 16 liste e 424 aspiranti consiglieri comunali.

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Sicilia, Lombardo presidente (sezione: Grillo)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-04-15 - pag: 13 autore: Sicilia, Lombardo presidente Al 64,3% l'esponente autonomista - Delusione di Anna Finocchiaro Nino Amadore PALERMO I dati definitivi arriveranno solo oggi, visto che lo spoglio è cominciato a tarda sera. Ma quelli parziali nella Sicilia che è feudo del centrodestra, dicono che da queste parti c'è un grande vincitore: Raffaele Lombardo, candidato alla presidenza della Regione e leaderdel Movimento per l'autonomia alleato del Pdl nel CentroSud. Gli unici dati certi, quelli sull'affluenza alle urne raccontano che nell'isola ha votato il 66,6% degli oltre 4,5 milioni di aventi diritto con un incremento del 7,4% rispetto alle elezioni regionali del 2006. Lo scrutinio parziale dei voti conferma e anzi rafforza la vittoria del centro-destra già delineata negli exit-poll. Lombardo, che dai sondaggi fuori dei seggi veniva dato al 58%, ha visto salire al 64,3% i consensi (il dato si riferisce a 1.849 sezioni su 5.300); Anna Finocchiaro, candidata per il centro- sinistra, si ferma per ora al 31,6%. Lombardo porta quindi a casa un capolavoro politico: il suo 1,1% che fa della cosiddetta Lega Sud una flebile e poco consistente voce politica gli consente di ottenere, secondo alcune proiezioni, un gruppo consistente di deputati e senatori. Auanto all'Assemblea siciliana, secondo una simulazione compiuta dall'istituto di ricerche Demopo-lis, sulla base dei dati disponibili, sono 53-54 seggi che avrà il centrodestra contro i 34 del centro- sinistra. Gli ultimi due posti sono per il governatore e il suo avversario Anna Finocchiaro. In una lunga giornata caratterizzata, come sempre, da dati incerti e assolutamente parziali è emersa con chiarezza già da subito la conferma della vittoria annunciata di Lombardo candidato a prendere il posto di Salvatore Cuffaro (che nel 2006 aveva ottenuto il 53,1%) dimessosi dopo la condanna a cinque anni per favoreggiamento ai mafiosi e ora eletto al Senato nelle liste dell'Udc. Lombardo promette che non perderà tempo, e di mettersi al lavoro "già nelle prossime ore". La squadra di governo, per la quale cercherà uomini di qualità morali e professionali al di sopra di ogni attesa, ma anche il programma "per aggredire" i problemi. Il leader del Mpa, arrivato intorno alla mezzanotte nella sede del suo comitato elettorale di Palermo, ha elencato le priorità: riforma e taglio della burocrazia, decentramento e devoluzione, piano sanitario, energia e infrastrutture. Per fare questo Lombardo sollecita "apertamente la collaborazione di tutti". "Siamo stati percepiti dagli elettori - ha detto ancora - come più capaci dei nostri avversari di far valere le ragioni e gli interessi del Mezzogiorno e della Sicilia ". E ancora: "La mafia non si è preoccupata di votare, si starà occupando d'altro perché lo Stato è riuscito ad andargli addosso e c'è stata la reazione di un'imprenditoria coraggiosa. Mi auguro che abbia di che occuparsi finché non riusciremo a sconfiggerla definitivamente e finché non ci chiederemo più per chi vota o per chi non vota". Il risultato positivo per Lombardo è fuori discussione anche se Enzo Bianco, tra i leader del Pd in Sicilia, sottolinea: "Non c'è stato lo sfondamento che si immaginava dovesse avere il Movimento per l'autonomia". E comunque Bianco deve fare i conti con quella forbice di voti attribuiti ad Anna Finocchiaro, l'ex capogruppo dei Democratici al Senato chiamata da Walter Veltroni a contrastare in Sicilia il centrodestra: gli exit poll le attribuivano il 36,5% ovvero meno del 41,6% ottenuto da Rita Borsellino nel 2006. Un dato che la senatrice (era candidata anche in Emilia Romagna sempre al Senato) non ha voluto commentare: "Mi sembra assolutamente azzardato – ha detto – commentare un exit poll. Il rapporto di forza tra i partiti del centrodestra e quelli del centrosinistra era di 61 a 36. Lo sapevano dall'inizio, non ci siamo tirati indietro". Ma da Peppe Lumia, vicepresidente della commissione Antimafia e capolista del Pd al Senato, arriva una prima analisi: "Dovremo riflettere – dice –se le liste sono state o meno all'altezza della sfida da lanciare contro il centrodestra e il suo sistema di potere profondamente radicato".Per gli altri tre candidati alla presidenza della Regione, come Sonia Alfano a capo di una lista ispirata da Beppe Grillo, non c'è storia: la Alfano nella notte veniva accreditata di un 2,3% dei voti. nino.amadore@ilsole24ore.com.

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Stimo D'Alema: prevarrà il Pd (sezione: Grillo)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 15-04-2008)

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Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Lino D'Angiò A. StefanucciPeppino Di Capri Stimo D'Alema: prevarrà il Pd 1. Francamente spero che vinca il Pd, non fosse altro per D'Alema che stimo moltissimo. Penso però che un ricambio debba esserci: a destra come a sinistra. 2. Do a Berlusconi il restante 50% dei voti. 3. Non ho seguito la vicenda De Mita, non me la sento di fare previsioni in questo senso. 4. La Sinistra Arcobaleno sta dalla parte dei deboli come me. Anche se, a dire il vero, mi riconosco più in Beppe Grillo: perché anche io, come il comico genovese, sono stanca dello strapotere della politica che anche in un settore di lavoro come quello degli spettacoli non smette di mettere becco.

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E nessuno si lamenti della campagna elettorale. Stefano Vinti (Rifondazione-Sinistra Arcobal (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 15-04-2008)

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Di ITALO CARMIGNANI E nessuno si lamenti della campagna elettorale. Stefano Vinti (Rifondazione-Sinistra Arcobaleno) è stato l'unico candidato a protestare con la Rai per gli esigui spazi concessi in televisione prima del voto. Contrariamente ai suoi sospetti, Rifondazione è risultato il partito maggiormente ripreso dalle telecamere. Tre minuti (quasi) più degli altri. ****** La candidata Carla Spagnoli (La Destra) è comparsa in tivù in un dibattito sul tema della sicurezza. La sua posizione era molto agguerrita, peccato avesse dato l'impressione di non conoscere il piano sulla sicurezza predisposto per Perugia dal ministro Amato. ***** Imbarazzo a Passignano alla chiusura della campagna elettorale per il rinnovo del sindaco. Preso dal fervore della campagna elettorale nazionale, Paolo Brutti (Sinistra Arcobaleno) ha invitato a non votare il Pd dimenticandosi di essere di fronte al candidato a sindaco Luca Piervittori sostenuto anche dall'Arcobaleno. ***** Cena elettorale a Bastia organizzata da Massimo Monni, capogruppo di FI in Comune a Perugia. Ospite d'onore il generale Speciale. Nessuna traccia degli esponenti locali del partito perché non invitati. Bagarre e minacce di dimissioni quando l'hanno saputo. Tra i più determinati il consigliere regionale Massimo Mantovani. ***** Tensione in casa di Forza Italia durante la fase finale della campagna elettorale. Per tre giorni il coordinatore regionale Luciano Rossi è scomparso. Pare fosse in villeggiatura. ***** La Lega ha un fedelissimo a Trestina. Non solo ha le lenzuola verdi, ma in occasione dell'ultima campagna elettorale ha ridipinto di verde la casa. Detiene, con regolare licenza, anche dei fucili. Praticamente il suo è un avamposto. ***** Il candidato maggiormente rappresentato dai manifesti e Aldo Tracchegiani (La Destra). In uno è stato ripreso mentre la Santanché lo guarda in modo suadente, in un altro con Storace che gli batte le mani, nel terzo con i cani da caccia. Tranne l'ultimo, erano tutti fotomontaggi. ***** Il candidato Stefano Vinti ha piazzato i manifesti con il suo volto sopra a quelli del suo partito. Si chiama culto della personalità? ***** Il manifesto di Maria Rita Chiacchiera (Consumatori) è stato quello maggiormente rispettato: nessuno sbaffo, nessun dispetto, niente spray. Neanche un ritocco. ***** Daniela Santanché ritratta sui manifesti è stata quella maggiormente presa di mira dai graffiti. Nessuno immaginava tanti frustrati. ***** Pochissime le multe dei vigili urbani per i manifesti fuori spazio. Il motivo c'é: ora sul cartellone ci sono nomi e cognomi dei committenti, ossia i destinatari delle eventuali multe. ***** E' Città di Castello la città in cui è comparso il minor numero di manifesti rispetto alla popolazione. E' Spoleto in testa per rarità di comizi. ***** Gli amici di Beppe Grillo hanno chiesto la scheda ai presidenti e poi hanno fatto mettere a verbale il suo annullamento volontario. Spiegazione: nessuno dei partiti schierati li rappresentava. ***** Candeline al seggio per Paolo Baroni di Città di Castello che domenica 13 aprile ha festeggiato il diciottesimo compleanno proprio al seggio. Spente le candeline ha espresso anche un desiderio elettorale. ***** Al seggio di Montebello (Perugia) il presidente ha richiamato domenica sera alcuni elettori telefonicamente. Ma, pare, solo per delle formalità.

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Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 7 categoria: ALTR... (sezione: Grillo)

( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 7 categoria: ALTRI OGGETTI fermazione prepotente, soprattutto qui in Veneto, di un concetto: lo Stato centrale viene percepito come irriformabile. Gli sprechi, la casta ne sono la malattia visibile". Secondo Marini "contrariamente a quanto si è ritenuto nei mesi scorsi, non è l'antipolitica alla Beppe Grillo che si impone nel Paese e, in particolare, nel Nord Est. Vince, invece, la domanda di autonomia". è anche un voto di paura davanti alla crisi economica incombente? "Le imprese nel 2007 qui hanno tirato, e lo dimostra meglio di ogni altro dato il tasso di disoccupazione, sceso fino ai livelli minimi del 2,9%. Il contrasto tra lo scenario internazionale cupo che ora si affaccia e il buono stato di salute finora espresso dalle imprese può aver generato anche questo tipo di reazione: si ha lo sguardo verso l'Europa e si percepisce lo Stato centrale come un ulteriore ostacolo". Chi non è certo in sintonia con gli umori leghisti è lo scrittore Romolo Bugaro. Perfino la sua città, la colta Padova che ha quasi sempre regalato percentuali modestissime al Carroccio, è travolta dall'ondata. E lui ragiona: "Questo è un voto di protesta dentro un voto di governo, quello che si dà a Berlusconi e al centrodestra. In fondo la Lega, con la sua innegabile anima popolare, raccoglie i bisogni dei veneti e unisce due opposte esigenze: farsi rappresentare a Roma, cosa che non è avvenuta con il governo Prodi, ed esprimere con forza un disagio". Claudio Trabona \\ Daniele Marini I veneti considerano ormai lo Stato come irriformabile: è la "secessione strisciante".

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I Grilli parlanti sfondano fra i partitini Lo show di Beppe traino involontario (sezione: Grillo)

( da "Corriere del Veneto" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-04-15 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE La sorpresa a Treviso I Grilli parlanti sfondano fra i partitini Lo show di Beppe traino involontario TREVISO - Alla fine il bluff pare essere riuscito. Magari non sarà stato un colpo gobbo da annali delle storia politica, e però quell'1,79 per cento raggiunto dalla lista "Grilli parlanti" a Treviso, che scende ad un pur sempre ragguardevole 1,24 per cento in provincia, certo spicca tra i risultati finali di questa due giorni elettorale. I "Grilli", che in realtà non sono altro che le liste No Euro, Pensionati e invalidi, No privilegi politici, Lega padana, Moderati, Automobilista, Forza Roma (l'unione, d'altronde, fa la forza), si attestano come ottava forza della città nella corsa alla Camera, la prima dopo i grandi partiti. Prendono più del doppio dei socialisti e superano alla grande le compagini neocomuniste e Forza Nuova, il Partito liberale e la lista anti aborto di Ferrara e pure quella dei consumatori. Per quanto ci si possa sforzare, nell'analisi di questo mini fenomeno, è difficile non pensare al frutto d'un po' di confusione, quella in cui versavano gli elettori che, convinti di mandare a Beppe Grillo e i suoi a Montecitorio, han finito per sostenere i suoi principali antagonisti in tribunale. I Grilli, infatti, nulla hanno a che vedere con il comico genovese che anzi, ha prontamente provveduto a denunciarli alla Procura di Roma. Cionondimeno c'è da credere che siano riusciti a sfruttare il traino involontario dello show tenuto proprio da Grillo il 6 aprile scorso in piazzale Burchiellati. Ma.Bo. L'originale Beppe Grillo, il comico genovese non ha nulla a che vedere con i "Grilli parlanti".

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Telecom, Bernabè tira dritto (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

(7:32) - IL NUOVO VERTICE RISPONDE PICCHE AI FOSSATI E AI PICCOLI AZIONISTI. APPROVATO IL BILANCIO Telecom, Bernabè tira dritto Franco Bernabè + Il piano Telecom alla prova dell'assemblea + Nuovo piano Telecom pressing su Bernabè INFOGRAFICA Telecom: un anno a Piazza Affari Doppio no: al piano industriale "bis" entro l'estate e alla fusione con Telefonica ARMANDO ZENI MILANO Di sicuro è mancato il guizzo, irridente, sfacciato, di quel Beppe Grillo che un anno fa, stessa assemblea, stessa sala, stesso palazzone grigio alle porte di Milano, si era presentato per farsi portavoce del popolo inascoltato dei piccoli azionisti. Ma loro, i piccoli azionisti, quelli dalle poche decine, al massimo delle mille azioni Telecom in portafoglio, c'erano e in tanti, più di altri anni a contarli bene. C'erano i loro rappresentanti, come quelli dell'Asati, forti di uno 0,26% del capitale, un niente rispetto al 24,5% dei soci di comando Telco, poca cosa rispetto al 4,45% della Findim della famiglia Fossati o al 4,08% del fondo a stelle e strisce Brandes Investment Partner, ma presenti per farsi sentire e dire la loro. C'erano, i piccoli azionisti. Decisi nell'invitare i manager di vertice a osare qualcosa di più, a difendere il titolo per riportarlo a prezzi decorosi, preoccupati per il taglio dei dividendi che si aggiunge al tonfo delle quotazioni. Pronti a protestare per le buonuscite milionarie degli ex, dei Buora, dei Ruggiero, definite "scandalose" - ed è la prima volta - dal consigliere indipendente Luigi Zingales. Decisi a chiedere all'unanimità un altolà alle stock option milionarie. Ma anche a rivendicare un taglio netto col passato e addirittura, per bocca di Sergio Cusani, consulente della Cgil, un'operazione pulizia come quella fatta all'Eni tra il '93 e il '94 da Bernabè, allora amministratore delegato proprio del Cane a sei zampe. E pazienza se alla fine, dopo dieci ore d'assemblea, quello che conta e resterà agli atti è il sì del 99,4% dei presenti al bilancio e la nomina del nuovo consiglio destinato a governare l'azienda i prossimi tre anni con i dodici uomini proposti da Telco (a cominciare, ovviamente, dalla conferma del presidente Gabriele Galateri e dell'ad Franco Bernabè), i due (Paolo Baratta e Roland Berger) presentati da Findim e uno (Zingales) da Assogestioni. Certo, c'era chi si aspettava qualche novità - soprattutto sulle strategie industriali - in questa assemblea. Sorprese come una revisione anticipata, in tempi più stretti: forse già prima dell'estate, del piano industriale o qualche altro annuncio forte, magari non l'aumento di capitale o la conversione delle azioni di risparmio più volte (e anche ieri) smentiti ma chissà, forse, la quotazione di Open Access, divisione creata ad hoc per la gestione della rete. Novità tutte rispedite al mittente. Con disappunto del mercato che ha tradotto in cifre la delusione con il meno 4,1% registrato in Borsa dal titolo tornato sotto 1,40 euro dopo la ripresa delle ultime due settimane. Niente piano industriale bis a breve: "Intendiamo rivederlo nell'ambito di un normale processo di pianificazione, anticipando i temi rispetto a quest'anno", ha ripetuto in assemblea Bernabè deludendo chi, come l'Asati, sperava nell'anticipo. Nessuna "cessione a società terze o quotazione della rete", come ha di nuovo precisato l'amministratore delegato. E se qualcuno, dopo l'intervista nella quale Marco Fossati di Findim aveva sponsorizzato la fusione con Telefonica, si aspettava qualche spiraglio oltre la promessa di sinergie per 1,3 miliardi di risparmi di costi, anche qui niente di nuovo: "Non esistono progetti di fusione con Telefonica - parola di Galateri - così come non esistono progetti di aumento di capitale". Riassumendo, avanti con i target annunciati a marzo che per Bernabè sono "obiettivi realistici che riflettono le attuali potenzialità della società". E nessuna operazione straordinaria per ridurre il debito per il quale, assicura l'amministratore delegato, "basta la gestione operativa" con la cessione di Alice France e l'acquisto del 100% di Telecom Argentina. " /> LA BORSA ITALIANA aggiornato alle 10.11 del 15/04/2008 Mibtel 24923 0,01 S&P/Mib 32776 -0,08 Midex 29487 -0,18 Allstar 12835 0,27 " /> CAMBI EUR/USD 1,5845 EUR/GBP 0,8053 " />Sezione finanza PUBBLICITA'.

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Sicilia, Lombardo presidente. Cuffaro eletto in Senato con l'Udc (sezione: Grillo)

( da "Rai News 24" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Palermo | 15 aprile 2008 Sicilia, Lombardo presidente. Cuffaro eletto in Senato con l'Udc Raffaele Lombardo Raffaele Lombardo, del Movimento per l'Autonomia, ha vinto l'elezione per la presidenza della Regione Sicilia con il 65,3% dei voti, mentre la principale avversaria, Anna Finocchiaro, ha ottenuto il 30,4%, quando restano da scrutinare ancora circa 300 sezioni su 5300. Una sorpresa viene da Sonia Alfano, al terzo posto, candidata dagli Amici di Beppe Grillo, che si attesta sul 2,41%, segno di un buon radicamento dei seguaci del comico genovese sul territorio. Lombardo ha seguito lo spoglio dal suo quartier generale di Catania, circondato da sostenitori e giornalisti, in un clima euforico. Alla notizia delle prime proiezioni, Lombardo ha chiamato il suo predecessore, Totò Cuffaro, dell'Udc, che si è dimesso dalla guida della regione dopo la condanna in primo grado per favoreggiamento. Cuffaro è comunque stato eletto in Senato con l'Unione di Centro di Casini. Lombardo è molto soddisfatto anche per il buon risultato delle politiche, nelle quali è alleato con il Pdl. "Abbiamo triplicato i voti, con il risultato strepitoso di avere otto deputati e tre senatori". Dopo la sconfitta elettorale, la candidata del Partito Democratico, Anna Finocchiaro non ha ancora commentato il risultato del voto, lo farà in una conferenza stampa nel primo pomeriggio.

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I delusi del web si sfogano con Beppe Grillo (sezione: Grillo)

( da "Tempo, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Stampa politica e internet I delusi del web si sfogano con Beppe Grillo Delusione, preoccupazione e post di sfottò si affollano sul blog di Beppe Grillo. Quell'aumento del 3% di astenuti rispetto alle elezioni del 2006 fa infuriare sia i giovani del centrosinistra, che accusano Grillo di aver "consegnato l'Italia a Berlusconi", sia gli stessi grillini che ritengono caduto nel vuoto l'appello al non voto del loro leader. "Complimenti a Beppe Grillo - scrive Andrea Z. - e' riuscito a far tornare al comando lo psiconano (Silvio Berlusconi n.d.r.) promuovendo prima il non voto e poi il voto a Di Pietro". E mentre Grillo ha gia' lanciato il secondo Vday conto il bavaglio dell'informazione, c'e' chi ha deciso di disertare come Taxi libero che scrive: "Mi dissocio dal Vday2; 3% di astenuti = 3% di sostenitori di questo blog e dei meetup, e' ridicolo" e ancora Guglielmo Di Girolamo: "Grazie a tutti per aver dato allo psiconano la pobbibilita' di far trionfare l'ingiustizia in questo paese di m..., al Vday2 andateci voi". Qualcuno costringe Grillo a fare i conti con la caduta nel vuoto del suo Vday. "Mi sa che non avete fatto bene la conta - scrive Giorgio V. - i giovani blogghisti non bastano, e quelli che tu Beppe hai trascinato nelle piazze, forse non l'hai capito, ma erano li' per vedersi un tuo spettacolo gratis". E molti visitatore del centrosinistra indirizzano il "Vaffa" proprio a Beppe Grillo, prima di augurargli che Berlusconi oscuri il blog. Altri sognano la Spagna: "Zapatero aspettami" e "Domani volo a Madrid", sono i post di due bloggers delusi.

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La candidata nella lista Amici di Beppe Grillo è una della maggiori sorprese del risultato elet (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Torale in Sicilia. Si colloca al terzo posto, subito dietro alle due grandi coalizioni di centro-destra e di centro-sinistra.

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ITALIA BIPARTITICA (sezione: Grillo)

( da "Avanti!" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Sin dal primo pomeriggio l'impietoso autodafé degli exit poll ha comunicato il verdetto: è stata una corsa a due, Berlusconi contro Veltroni. Ha vinto il primo, il secondo ha perso, rimediando una sconfitta annunciata dopo essersi disfatto della sinistra radicale e inconcludente di Bertinotti e Pecoraro Scanio, demolita quest'ultima dal responso delle urne così come l'Udc, La Destra di Francesco Storace e l'antipolitica del comico Beppe Grillo. Un risultato che ci consegna un quadro politico bipartitico, visto che tre italiani su quattro hanno votato per Pdl e Pd, e smentisce le errate profezie di due anni fa, quando il voto sancì la vittoria elettorale dell'Unione di Romano Prodi e l'editorialista Curzio Maltese su "Repubblica" descrisse il Cavaliere battuto e demoralizzato come "uno zombie che offre incubi al posto degli antichi sogni". L'Italia ha dato la maggioranza dei consensi allo "zombie" perché, scontenta e insoddisfatta dal governo di centrosinistra, dai suoi continui passi indietro, dalle troppe tasse da pagare, dopo appena due anni ha deciso di puntare di nuovo, e per la terza volta, su di lui. È stata una doppia vittoria, quella conseguita dal Cavaliere a 14 anni dalla sua prima "discesa in campo": in primis, ha riottenuto una maggioranza per governare il Paese; poi, l'affermazione del Pdl, il grande partito unico dei moderati in cui sono confluiti le forze liberali, da An a FI, federato con una vincente e determinante Lega Nord e con il Movimento per l'Autonomia di ispirazione meridionalista guidato da Raffaele Lombardo. Proprio per l'eterogeneità della coalizione il pericolo è che si aprano delle divergenze e qui il Cavaliere dovrà dimostrare tutta la sua abilità lavorando, oltre che sulle alleanze, sul rispetto dei valori e dei programmi impegnandosi a radicare nella società la nuova forza politica che non può reggersi unicamente sulle indiscusse capacità mediatiche del suo leader. Comunque sia, Berlusconi d'ora in poi non potrà più nascondersi avendo la possibilità di scrivere una nuova pagina di storia: messo in cassaforte l'esito elettorale positivo, dovrà pensare alle riforme necessarie per il Paese e a restituire credibilità a una politica sempre più lontana dalle esigenze degli italiani. A testimonianza di ciò, la crescita del numero degli astenuti che, seppur contenuta, va letta non come una fredda percentuale ma come un chiaro segnale di insofferenza e disaffezione. Vincitore di una battaglia elettorale, dunque, ma non della guerra. Perché Berlusconi ha disarcionato il centrosinistra dal governo ma dovrà affrontare tante emergenze: dalle urne infatti esce ancora una volta un Paese diviso in due sul piano politico e sociale, ma ciò che preoccupa di più è la situazione economica che non ammette ulteriori ritardi e giustificazioni ed ha bisogno di convergenza tra i due principali partiti, al di là del fatto che uno governa e l'altro sta all'opposizione. Per questo, la vittoria del Pdl, la sconfitta del Pd, il crepuscolo di Bertinotti e compagni rappresentano un risultato che offre una grande opportunità a tutti, vincitori e vinti: quella di cambiare finalmente un certo modo di far politica che ha portato alla crisi dei giorni nostri, al disinteressamento dei cittadini su quanto avviene nelle istituzioni e ad un astensionismo troppo elevato per una democrazia europea e per un Paese che ha tanto bisogno di progredire.

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In rete Da Mastella/commentator a Mister B, tutti i risultati secondo internet (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 15-04-2008)
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Argomenti: Grillo

In rete Da Mastella/commentator a Mister B, tutti i risultati secondo internet Per il popolo del blog il risultato è chiaro: "Scappellament a destra" "Mancano tre minuti. Tre. Ai primi dati. L'Italia si ferma. Gli uffici sono frozen. Le sale meeting si svuotano. La produttività si blocca. Pensa a quanto Pil stiamo perdendo, oggi". Così Giusec&frienz. Il mondo dei blog inizia a commentare le percentuali rivelate nel primo pomeriggio dagli exit poll in tempo reale. Anzi, già qualche minuto prima. E l'impressione comune è quella che sarà una lunga notte. Come nel 2006. Fra i primi a postare un commento, è Luca Sofri nel suo seguitissimo Wittgenstein . Trova il tempo, in uno stacco pubblicitario del programma radiofonico che conduce su Radio Due, per scrivere: "io tendo a vedere i bicchieri mezzo pieni: se i risultati fossero questi, il nuovo Pd sarebbe non solo il primo partito d'Italia davanti a Forza Italia, ma il primo partito d'Italia davanti a Forza Italia e An insieme". Come Sofri anche molti altri hanno questa reazione: i sondaggisti di Consortium hanno appena detto che vi sono solamente un paio di punti di differenza fra il Pdl, in vantaggio, sul Pd (con Di Pietro). Stando così le cose, solo Pd, Pdl e Lega superano l'8 per cento al Senato con soli due seggi di differenza. E OneMoreBlog aggiunge: "Come previsto da tempo, l'ingovernabilità cercata viene ottenuta con facilità. Quindi grande coalizione per le riforme, nuove elezioni, Silvio al Quirinale e Walter a Palazzo Chigi tra meno di due anni. Il tutto benedetto da Bertone, che si è opportunamente spalmato tra i due schieramenti". A questi numeri il blog Qualcosa di riformista chiosa demoralizzato: "Gli exit poll ci dicono solo una cosa: non si sa chi vincerà". Passano solamente poche decine di minuti e tutto cambia. Sofri scrive: "Ouch! Ipsos dà Berlusconi in vantaggio di 9 punti su Veltroni al Senato". Insomma, è iniziata la guerra dei numeri fra sondaggi di ricerca. Finiti gli exit poll iniziano le proiezioni. Visto il totale caos che regna e l'impossibilità di capire quali numeri siano quelli esatti, ci si attesta su note di costume. Dal Regno Unito un'inaspettata cronaca dal blogger Chris Hanretty, che segue le nostre elezioni e sottolinea: "Clemente Mastella is on Tg2, as a commentator. Che bello!". Sofri aggiunge: "Vespa disperato per l'eventuale scomparsa della Sinistra Arcobaleno: per rimpiazzarli a Porta a porta dovrà ricorrere al circo Togni". E ancora OneMoreBlog sul successo della Lega: "Umberto Bossi: grrnz, srrr grruuuu, vrg sssurgghhhh. L'esperto leghista ha così tradotto: "la Lega è forte". Intanto al Senato la Lega è primo partito anche in Veneto. Torna il 1943?". Dal blog della Lega Nord nessuna reazione: l'ultimo aggiornamento risale al febbraio 2007. Passano i minuti, e le proiezioni dei diversi istituti di ricerca sembrano mano a mano coincidere. Da Pornopolitica si legge:"Con i dati virtuali delle proiezioni per il Senato, grande fiducia alla Lega nel Nord, vantaggio che si allarga per mister B [Berlusconi], solo l'Udc fra i nani supera lo scoglio dell'8 per cento (in Sicilia, ovviamente?). Il voto utile cancella la Sinistra Arcobaleno". Passa il tempo, e ormai è chiara la vittoria di Berlusconi. Il blog si raffredda, così come sono meno frequenti i commenti. Zoro annuncia: "Mi dicono che c'è qualcuno che dice che la Sinistra Critica sarebbe la vincitrice morale perché raggiungerebbe lo 0.5 per cento". Dai blog di destra pochi post. Camelot Destra Ideale interviene solo in tardo pomeriggio. Però si scusa: "Torno adesso, infatti, da un "incontro ravvicinato" del terzo tipo con tre brasiliane: cui ho dovuto spiegare - per filo e per segno - il significato dell'espressione italians do it better". La pulce di Voltaire parla di un "risultato clamoroso, tanto più clamoroso nelle regioni, dove la Puglia di Vendola è sparita, la Sardegna del latifondo Soru idem, per non parlare della resurrezione morale della Campania. Nel Sud solo la Basilicata va al Pd. Sarà l'ora di parlare di una questione meridionale, finalmente!". Intanto arriva qualche altro commento: "Veltroni ha combattuto su due fronti. A destra ha perso. A sinistra ha fatto piazza pulita. Ottimo risultato uolter!". Adinolfi e Di Pietro, provetti blogger, sono in ritardo. Anche da Beppe Grillo latita. Nel frattempo a OneMoreBlog riassumono la giornata elettorale: "Bantnani? come se durasse di prioezione? ci conferma diretta paralla con follona usuguale? decamentro scappellament a destra". 15/04/2008.

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Il centrodestra conserva la guida della regione (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 15-04-2008)
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Argomenti: Grillo

Il centrodestra conserva la guida della regione Grazie a Cuffaro, Lombardo conquista Palermo Nessuna sorpresa, ieri pomeriggio, all'uscita degli exit poll: Lombardo presidente con un consenso tra il 49 e il 53%. Finocchiaro tra il 36 e il 40%. Gli altri tre candidati insieme tra il 9 e il 13%. Aumentano i siciliani che vanno a votare: l'affluenza sale dal 59,16% del 2006 al 66,6%. Né alla prima proiezione, con una copertura del 14%. Lombardo al 58%, la Finocchiaro al 36,5, gli altri al 5,5. Tutto il centrodestra era certo di stravincere. E così ieri sera Lombardo ha cominciato con cautela a parlare da governatore, elencando programmi, toccando i tasti delle riforme strutturali ("anche da compiere in collaborazione con le opposizioni"), del piano di rientro sanitario, dei fondi europei (15 miliardi per lo sviluppo della Sicilia), di una giunta di alto livello con nomi di specchiato rigore morale (si fa già il nome di Massimo Russo, ex esponente di Anm in Sicilia). Diversa la reazione di Anna Finocchiaro: "Lo sapevamo dall'inizio, non ci siamo tirati indietro, abbiamo lavorato molto e bene - ha detto la senatrice in una nota diffusa nel pomeriggio - ogni altro commento è assolutamente prematuro visto che non disponiamo di nessun dato sui risultati delle singole liste né di quelli riguardanti i candidati a presidente della Regione siciliana". Nelle stesse ore, nel comitato elettorale del Pd c'era un doppio umore. Tra corridoi in cui sfilavano volti cerei, il capolista al Senato Beppe Lumia non disdegnava comunque il risultato parziale delle politiche. Così come uno dei colonnelli siciliani del Pd, Giovanni Barbagallo: "Il Pd in Sicilia ha ottenuto un risultato migliore di quello previsto prima del voto ma è inutile nasconderlo: il centrodestra alla Regione ha vinto". Il dato delle urne registra un insolito rigurgito dell'antipolitica, costume a cui i siciliani finora erano stati poco avvezzi. Il voto di protesta qui ha assunto le sembianze di Sonia Alfano, figlia di Beppe, giornalista ucciso dalla mafia. La Alfano si è presentata con la lista "Amici di Beppe Grillo" ed era uno dei tre candidati minori. Gli altri due sono Ruggero Razza della Destra di Storace e Giuseppe Bonanno Conti di Forza Nuova. Insomma tra i Grillini e i delusi della svolta pidiellina di An gli exit poll prevedono una forbice tra il 9 e il 13%, poi scesa al 5,5% con la prima previsione. Dal canto suo, Lombardo commenta i primi risultati sbilanciandosi anche sul tema scomodo della mafia: "Cosa Nostra non si è preoccupata di votare, si starà occupando d'altro perché lo Stato è riuscito ad andargli addosso e c'è stata la reazione di un'imprenditoria coraggiosa. Mi auguro che abbia di che occuparsi finché non riusciremo a sconfiggerla definitivamente e finché non ci chiederemo più per chi vota o per chi non vota". Mentre a proposito di Totò Cuffaro, governatore che due mesi fa si è dimesso dopo una condanna a 5 anni per favoreggiamento ai boss, continua a garantire che "il rapporto personale sul piano umano è eccellente". Ringrazia e ricambia Cuffaro, che ritorna a parlare di politica dall'alto di un'autorità ritrovata. Ieri pomeriggio, alla conta dei voti per Camera e Senato, è apparso fin troppo chiaramente che l'Udc di Cuffaro volava dove l'Mpa arrancava. Tanto che l'ex governatore ieri sera non ha nascosto la sua "enorme soddisfazione che mi premia dopo quello che mi è successo". E ha invitato a interpretare il voto delle regionali: "Lombardo aveva tre liste. Per quello che mi riguarda, il rapporto umano con Raffaele è di amicizia indissolubile e sicuramente si rafforzerà, il rapporto politico ritengo pure. Noi dell'Udc sappiamo di aver fatto una grande scelta con Lombardo, e dunque siamo interessati a stargli vicino. Dirò di più: per quello che potremo, come Udc, anche a livello nazionale dagli scranni dell'opposizione supporteremo l'Mpa. Perché Raffaele avrà bisogno di noi per confrontarsi con la Lega". L'ex governatore ha ribadito che continuerà a lavorare per la Sicilia, ma stavolta niente cannoli, solo caramelle di carruba. 15/04/2008.

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L'idv supera la boa del 4 per cento (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

L'idv supera la boa del 4 per cento L'alleato Tonino raddoppia E riflette sul jolly al Senato Dal 2,3 centrato alle politiche di due anni fa al 4,5 per cento sfiorato ieri. Se è vero che il "fedele alleato" Tonino Di Pietro è stato un buon affare per Walter Veltroni, è altrettanto vero che l'alleanza con il Pd ha rappresentato un terno al lotto per l'Italia dei valori. Stando alle ultime proiezioni, la forza italvalorista entrerà a Palazzo Madama con una truppa - seggio più, seggio meno - di 18 senatori. A Montecitorio, invece, i 29 deputati dipietristi andranno ad assommarsi a quelli eletti sotto le insegne democrat. Quasi cinquanta deputati a fronte, tanto per dirne una, dello "zero" di Bertinotti e compagnia. Alle 20 di ieri sera, l'ex pm era l'unico leader di partito - insieme a Silvio Berlusconi - a non aver dato traccia di sé in televisione. Per far sentire la sua voce, Di Pietro s'è affidato al suo blog. Il primo "post" alle 19: "Voglio ringraziare tutti coloro che si sono recati alle urne per votare l'Italia dei Valori. Non è stato facile decidere di andare al seggio elettorale dopo i tanti fallimenti della politica italiana. E non è stato semplice scegliere il simbolo con il gabbiano arcobaleno dopo il sostanziale oscuramento da parte delle televisioni pubbliche e dei continui attacchi gratuiti e diffamatori dei media in mano al signor Silvio Berlusconi". In realtà, se c'è qualcuno che ha tirato la volata al ministro delle Infrastrutture, quello è stato proprio il Cavaliere. È stato soprattutto grazie al Cavaliere caimanizzato, infatti, che il soggetto italvalorista è riuscito ad acquisire - soprattutto nelle ultime settimane - una certa centralità nel dibattito politico. Al quartier generale dipietrista, la primissima analisi del voto è quella che dà conto di un partito che è riuscito a tenere il suo elettorato del 2008 e ad allargarsi verso nuovi orizzonti (molto centro fu mastelliano e una quota di aennini delusi) e vecchie prospettive (Grillo e affini). "Chi ha votato per noi - ha sottolineato Di Pietro - vuole un cambiamento vero in questo paese". Quindi, scendendo nel dettaglio, "un'informazione libera, un'economia di mercato, una giustizia funzionante, un lavoro dignitoso. Il partito che rappresento farà di tutto per ottenere questi obiettivi. Il mio impegno nei confronti di tutti i cittadini italiani è di sviluppare le proposte del nostro programma elettorale nella massima trasparenza e continuità e con l'interazione che è permessa dalla Rete". Già la Rete. Ieri, il mondo del dissenso dell'antipolitica on line s'è dato appuntamento al solito posto. E cioè sul blog di Beppe Grillo. Sul suo sito personale, il comico genovese è stato attaccato sia dai giovani di centrosinistra che dai grillini stessi. Questi ultimi l'hanno chiamato in correità sul "ritorno al comando dello psiconano (Berlusconi, ndr )", per aver promosso "prima il non voto e poi il voto a Di Pietro". L'ex pm, in attesa di curarsi (anche) di loro, per adesso guarda e passa. E, aspettando di stappare una bottiglia di champagne al secondo Vaffa day, riflette molto attentamente sulla prospettiva di andare avanti nel lavoro comune col Pd. "Ci saranno gruppi unici sia alla Camera che al Senato", ripetevano ieri al quartier generale dell'Italia dei valori. Ma "il successo superiore alle aspettative", come l'ha chiamato ieri Aniello Formisano, potrebbe far riflettere l'ex pm sulla prospettiva di elaborare un Piano B. Magari in accordo col loft, l'Italia dei valori potrebbe decidere a sorpresa di formare un gruppo autonomo al Senato. Perché? Semplice, per pareggiare il conto con Pdl e Lega in sede di conferenza dei capigruppo. Quella da cui passa il via libera decisivo per il calendario d'aula di palazzo Madama. (t.lab.) 15/04/2008.

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Senza Grilli per la testa vince il voto moderato (sezione: Grillo)

( da "Opinione, L'" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Oggi è Mar, 15 Apr 2008 Edizione 73 del 15-04-2008 Il vento dell'antipolitica ha spirato solo... un mattino Senza Grilli per la testa vince il voto moderato di Barbara Alessandrini Con buona pace di Beppe Grillo e di tutti i fantini dell'anti- politica il dato dell' 81, 028% di affluenza complessiva alle urne per il rinnovo della Camera e del Senato fa piazza pulita di tutte le analisi e contro-analisi che già avevano iniziato a circolare tra domenica notte e lunedì mattina quando sembrava che l'astensione dalle urne avrebbe superato il 4%. Niente da fare, insomma. Nonostante il sole splendente di domenica in tutta Italia non ci sono state fughe al mare anche perché alle otto di domenica mattina e appena dopo la messa delle 10.30 le urne già straripavano di cittadini in fila per votare. La flessione, dunque, modesta rispetto alle elezioni del 2006 quando la partecipazione al voto ha raggiunto l'84,6%, e rispetto alla quale forse ha fatto la sua parte anche il breve intervallo trascorso dalle ultime elezioni politiche oltre che una delle campagne elettorali più tiepide, lente e scarsamente avvincenti della storia della Repubblica italiana, non rappresenta alcun allarme sul possibile dilagare dell'anti politica. Considerando le oltre 8 mila sezioni elettorali italiane, alla Camera i votanti sono stati l'80,983% e al Senato l'81,028%. L'astensione paventata da molti alla vigilia del voto, non si è verificata. Le cifre del voto restano elevatissime, segno che sul qualunquismo ha vinto la volontà di partecipare, di dare il proprio contributo ad imprimere un colpo di reni alla logora condizione politica del paese e di sforzarsi per garantire la governabilità al prossimo governo. Non solo. Storicamente l'astensionismo non ha mai premiato il centro destra, per cui inizialmente si ipotizzava una corsa sul filo del rasoio almeno per il Senato, ma i successivi dati sulla rimonta del Pdl di sei punti percentuali circa rispetto al Pd, hanno rivelato che quel 2% di non voto ha colpito per lo più la Sinistra Arcobaleno, accreditata all'inizio al 6-7% e che sulla base degli ultimi dati risulta quasi dimezzata. Ironia della sorte la mannaia abbattutasi sulla Sinistra Arcobaleno ha finito per favorire proprio il Pdl dato che il mancato raggiungimento del quorum dell'8% da parte del partito di Bertinotti nelle regioni tradizionalmente rosse assicura a Berlusconi un numero maggiore di seggi al Senato. Ad avvantaggiare il Pdl proprio nella Camera che sembrava più a rischio ha contribuito poi anche un altro fenomeno: la certezza da parte dell'elettorato del Cavaliere di avere i numeri della vittoria in tasca a Montecitorio ha consentito di votare con maggior libertà per altri partiti minori. Mentre proprio la paura del pareggio al Senato, viatico per future larghe intese, ha fatto 90, anzi 166 (i probabili senatori targati Pdl contro i 137 del Pd), ricompattando gli elettori del Pdl sulla necessità di spazzare via definitivamente il rischio ingovernabilità. La vittoria del Popolo delle libertà si sta preannunciando davvero come un maremoto destinato a rivoluzionare il quadro del parlamento e a raccogliere la sfida dell'ammodernamento dello Stato. Tanto più che i potenziali condizionamenti della Lega dovrebbero essere ridimensionati dal 'forte' risultato ottenuto dal Popolo delle libertà al Senato.

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Grillo: Veltroni ha riesumato Berlusconi, un miracolo. Nuovo V-day il 25 aprile (sezione: Grillo)

( da "Rai News 24" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Genova | 15 aprile 2008 Grillo: Veltroni ha riesumato Berlusconi, un miracolo. Nuovo V-day il 25 aprile Beppe Grillo Beppe Grillo non ha dubbi, Silvio Berlusconi deve ringraziare Walter Veltroni. E' questo il primo di commento di Beppe Grillo, sul suo blog, ai risultati elettorali di ieri, che hanno visto vincente la coalizione di centrodestra guidata dal Cavaliere. "Era l'autunno del 2007. Testa d'Asfalto (Berlusconi, ndr.) regalava la pasta a un centinaio di pensionati in periferia di Milano. Fini e Casini lo avevano abbandonato. Una vecchia gloria sul viale del tramonto. Topo Gigio (Veltroni, ndr.) ha fatto il miracolo. Il suo primo atto politico è stato di riesumare una salma politica. Vi ricordate la foto della stretta di mano tra i due dopo una conversazione strettamente privata sulla nuova legge elettorale? Sembravano Garibaldi e Vittorio Emanuele II a Teano. Lo psiconano aveva un'aria incredula. Non poteva immaginare che i pidini fossero cosi' coglioni", scrive il blogger più famoso d'Italia. "C'era allora - continua il comico genovese - un governo di centro sinistra formato da piccoli partiti. Nessuno fu interpellato da Topo Gigio su una legge che li avrebbe fatti scomparire. Topo Gigio e' stato il miglior alleato del Pdl. Ha fatto cadere il Governo: lui, non Mastella. Ha perso le elezioni in modo disastroso. Ha cancellato la sinistra e i verdi. Si può fare. Se fossi Berlusconi lo farei vice presidente del Consiglio. Meglio comunque un vero nemico che un falso amico. L'indulto, Mastella alla Giustizia, la mancata cancellazione delle leggi ad personam, l'isolamento di De Magistris e della Forleo a chi li dobbiamo? Che differenza c'è stata tra il quinquennio berlusconiano e il biennio prodiano?". Grillo ribadisce che "la legge elettorale e' incostituzionale" e attacca i mezzi d'informazione. "Ci hanno trattati come bestie che possono fare solo una X su un simbolo. E la X l'abbiamo messa lo stesso perche' siamo condizionati da mezzi di informazione anti democratici. Rappresentano gruppi di interessi. Chi li controlla, controlla il Paese", scrive. Ma, secondo Grillo, "il punto di rottura" sarà l'economia. "Siamo in recessione. Il nostro Pil non crescerà nel 2008. Il risultato peggiore dell'economia mondiale, a parte l'Africa. Se il PIL non cresce, diminuisce l'occupazione. Crescita zero vuole dire da uno a due milioni di posti di lavoro in meno. Il gioco delle carte, che dura da anni, di trasformare un posto di lavoro in due precari non può continuare", spiega. "Il voto a Mpa e alla Lega - continua - è un segnale di si salvi chi può. Ognuno per sé e Dio per tutti. Se Soru, per fare un esempio, avesse presentato una lista secessionista in Sardegna avrebbe vinto a mani basse. Milioni di persone a destra e a sinistra non avranno rappresentanza nel nuovo Parlamento. Sono precari, ecologisti, disoccupati, giovani. Lasciarli fuori dal Parlamento mentre dentro ci sono un centinaio tra condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio non è una buona idea". Tutto questo, nell'ottica di Grillo, è da imputare anche alla cattiva informazione: ecco allora il tema del secondo VDay. "Senza libera informazione - scrive - non c'è democrazia. Loro non molleranno mai, noi neppure. V2 day. V2 Day. Libera informazione in libero Stato".

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Il dopo-voto: è quasi Terza Repubblica pag.1 (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 15-04-2008)
Pubblicato anche in: (Affari Italiani (Online))

Argomenti: Grillo

Il dopo-voto: è quasi Terza Repubblica Martedí 15.04.2008 09:03 --> Adesso occorre scrivere una legge elettorale che salvi quanto di buono nel Porcellum si trova: premi di maggioranza per avere governi stabili e capaci di governare, ma soprattutto (e qui veniamo alla transizione non conclusa) la creazione di un unico partito del Centrodestra in grado di superare definitivamente Lega, An e Forza Italia. Difficile farlo in tempi brevi, specie dopo l'affermazione del partito di Umberto Bossi: ma se in questa nuova legislatura i leghisti dovessero riuscire ad ottenere federalismo fiscale e quanto nei loro desideri, a quel punto la Lega avrebbe ancora motivo di esistere o si dovrebbe fondere in un unico soggetto di centrodesta guidato da Gianfranco Fini al posto del Cavaliere? Anche lui dovrà prima o poi lasciare il suo ruolo di guida del PdL e ritirarsi a vita privata o al Quirinale, se è davvero il suo sogno segreto. Per concludere: le elezioni sono lo specchio di un Paese. Quello riflesso nello specchio del 14 aprile 2008 è stanco. Non vuole discorsi da tribuni e Vaffa-Day alla Beppe Grillo, laicismi fuoritempo alla Enrico Boselli, contrapposizioni noi-voi anche in seno ai partiti e governi fondati sugli starnuti di Rita Levi Montalcini e Francesco Cossiga (sia pure simpaticissimo). Basta: i senatori a vita facciano dignitosamente i patres conscripti di romana memoria, siano un esempio morale per aver "illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario". Vogliamo un governo, che sia capace di intendere e volere, coraggioso abbastanza per presentarsi alle prossime elezioni e, se del caso, essere "preso a calci" dagli elettori. È quasi Terza Repubblica, anche se non ancora.

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Il commento/ Un quadro politico semplificato. Scompare la sinistra antagonista e ambientalista pag.2 (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Il commento/ Un quadro politico semplificato. Scompare la sinistra antagonista e ambientalista Martedí 15.04.2008 12:47 --> Lega La grande regina di queste elezioni. In 15 anni la sinistra ha cambiato decine di volte pelle, simboli, nomi, leader, parole d'ordine e programmi, senza mai riuscire ad affermarsi con nettezza. In 15 anni la Lega ha ripetuto ossessivamente una parola magica: federalismo, e continua a occupare la scena da protagonista. Al nord ormai dire'federalismo' non vuol dire solo una certa organizzazione della fiscalità o dei poteri. Significa voglia di cambiare. La Lega incassa più di tutti il sentimento antipolitico degli ultimi mesi (quello che per intenderci ha provato a cavalcare Beppe Grillo). Per questo il Carroccio porta a casa tutti coloro che non vogliono nemmeno sentire nominare Roma, intesa non tanto come luogo geografico (i terroni), ma come il luogo dell'immobilismo e dello spreco ai danni di tutti (e quindi soprattutto ai danni di chi pensa di sgobbare e guadagnare di più). Nel nord la Lega raggiunge percentuali da primo partito. Un vero trionfo, soprattutto tra i ceti popolari ("siamo noi la sinistra", ha detto ieri Bossi) e tra i piccoli e medi imprenditori e le partite Iva, ai quali il linguaggio confindustriale' del Pd fatto di grandi scenari e parole altisonanti per astratte strategie non dice nulla, ma piace molto il linguaggio diretto dei leghisti (non si pensi solo alle boutade di Borghezio e Calderoli, ma anche al pragmatismo di Maroni e Castelli). IdV Buona affermazione quella di Di Pietro, che svolge a sinistra (con risultati decisamente più modesti) il ruolo che la Lega svolge a destra. Anche l'IdV raccoglie il voto degli insofferenti alimentato dai tanti discorsi sulla "Casta" (e infatti per ragioni antropologiche si fa fatica a vedere uno come Di Pietro quale simbolo di qualsivoglia gruppo esclusivo di privilegiati, gli manca del tutto il physique du rôle), oltre al voto in uscita dalla Sinistra Arcobaleno.

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VOTO: BEPPE GRILLO, SE FOSSI BERLUSCONI FAREI VELTRONI VICEPREMIER (sezione: Grillo)

( da "Asca" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

(ASCA) - Roma, 15 apr - ''Topo Gigio e' stato il miglior alleato del PDL. Ha fatto cadere il Governo: lui, non Mastella. Ha perso le elezioni in modo disastroso. Ha cancellato la sinistra e i verdi. Si puo' fare. Se fossi Berlusconi lo farei vice presidente del Consiglio''. Non usa mezzi termini il comico Beppe Grillo dalle pagine del suo blog nell'addossare a Walter Veltroni la responsabilita' della sconfitta elettorale, accusando il leader del Pd di aver ''resuscitato'' Silvio Berlusconi. ''Era l'autunno del 2007'', scrive Grillo in un intervento intitolato 'Loro non molleranno mai, noi neppure'. ''Testa d'Asfalto regalava la pasta a un centinaio di pensionati in periferia di Milano. Fini e Casini lo avevano abbandonato. Una vecchia gloria sul viale del tramonto. Topo Gigio ha fatto il miracolo. Il suo primo atto politico e' stato di riesumare una salma politica. Vi ricordate la foto della stretta di mano tra i due dopo una conversazione strettamente privata sulla nuova legge elettorale? Sembravano Garibaldi e Vittorio Emanuele II a Teano. Lo psiconano aveva un'aria incredula. Non poteva immaginare - prosegue il comico - che i pidini fossero cosi' coglioni''. red/uda.

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Amministrative, Friuli: Tondo in testa su Illy (sezione: Grillo)

( da "ADN Kronos" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

In corso lo spoglio delle schede. Alla provincia di Roma Zingaretti (Pd) in vantaggio su Antoniozzi (Pdl). A Varese si profila vittoria nettissima di Pdl-Lega. In Sicilia vince Lombardo con oltre il 65%. Finocchiaro: ''Una netta sconfitta". Vai allo speciale. Partecipa ai nostri forum ascolta la notizia leggi i commenti commenta 1 vota 11 tutte le notizie di POLITICA Roma, 15 apr. (Adnkronos/Ign) - E' in corso lo spoglio delle schede per le elezioni amministrative (regionali, provinciali e comunali) che si sono svolte domenica e lunedì insieme alle politiche. Si è votato per l'elezione di 8 presidenti e consigli provinciali (Asti, Varese, Massa Carrara, Roma, Benevento, Foggia, Catanzaro e Vibo Valentia) e 423 sindaci e consigli comunali, fra i quali 9 capoluoghi (Brescia, Sondrio, Treviso, Vicenza, Massa, Pisa, Roma, Viterbo e Pescara). Si è votato anche per le elezioni regionali di Friuli Venezia Giulia e Sicilia, regioni a statuto speciale. In Friuli gli elettori sono stati chiamati ad eleggere anche presidente e consiglio della provincia di Udine e sindaci e consigli di 8 comuni (di cui il capoluogo di provincia Udine). In caso di turno di ballottaggio per l'elezione dei presidenti di provincia e dei sindaci dei comuni, si voterà domenica 27 aprile, sempre dalle 8 alle 22, e lunedì 28, dalle 7 alle 15. REGIONI Sicilia Cresce ancora il vantaggio del candidato alla presidenza della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo (Mpa) appoggiato dal centrodestra sulla sua diretta avversaria Anna Finocchiaro (Pd) sostenuta dal centrosinistra. Queste le percentuali dei candidati governatore in Sicilia quando mancano ormai poche sezioni (5.126 sezioni scrutinate su 5.300 totali): Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo) 2,42%, 66.834 voti; Raffaele Lombardo (Mpa) 65,46%, 1.806.528 voti; Ruggero Razza (La Destra) 1,61%, 44.672 voti; Giuseppe Bonanno Conti (Forza Nuova) 0,23%, 6.482 voti e Anna Finocchiaro (Pd) 30,26%, 835.245 voti. "Senza girarci molto attorno'' è stata ''una netta sconfitta" ha commentato la Finocchiaro. Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy è al 46,1% e Renzo Tondo al 53,9% nella quarta proiezione di Consortium-Rai (riproduzione riservata) per la Regione delle ore 17.36 con copertura del 79% . PROVINCE Udine Asti Varese La Provincia di Varese si avvia a rimanese saldamente nelle mani dell'alleanza tra Pdl e Lega a cui si aggiunge l'Udc. Dopo lo spoglio delle prime trentasei sezioni infatti il leghista Dario Galli, candidato a sostiuire il collega di partito Marco Reguzzoni che si è dimesso per essere eletto alla Camera, ottiene il 65,22% dei voti mentre il candidato presidente dell'alleanza Pd-Idv, Mario Aspesi, si ferma al 22,22%. Giampaolo Livetti, candidato presidente della Sinistra Arcobaleno, ottiene il 6,73% dei consensi. Massa Carrara Roma Nicola Zingaretti (Pd-Idv-Sa-Radicali) al 46,13% e Alfredo Antoniozzi (Pdl-Pri) al 38,19% quando sono state scrutinate le schede di 94 sezioni su 3.735. Teodoro Buontempo (La Destra) si attesta al momento al 4,76% e Armando Dionisi (Udc) il 4,41%. Benevento Foggia Catanzaro Vibo Valentia COMUNI Udine Brescia Sondrio Treviso Vicenza Massa Pisa Roma Viterbo Pescara.

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SICILIA: RISULTATI DEFINITIVI CATANIA (sezione: Grillo)

( da "Caltanet" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

> NEWS--> Palermo, 15 apr. (Adnkronos) - Al termine dello scrutinio nelle 1.127 sezioni questi i risultati definitivi del voto per le elezioni regionali in provincia di Catania: Amici di Beppe Grillo-Sonia Alfano 2,11% (12.525 voti); Pdl 35,16% (208.618 voti); Mpa 21,79% (129.303 voti); Udc 6,44% (38.237 voti); Democratici autonomisti 4,66% (27.660 voti); Lombardo presidente 4,65% (27.590 voti); La Destra 2,25% (13.370 voti); Forza Nuova 0,20% (1.217 voti); Pd 14,16% (84.052 voti); la Sinistra Arcobaleno 0,04% (23.969 voti); Anna Finocchiaro presidente 3,20% (19.011 voti); Idv 1,3% (7.716 voti).

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Piazza Castello o piazza San Carlo poco importa, basta che sia una piazza. Da 10 giorni, compresi qu (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Elli del voto, i grillini sono davanti alla Prefettura per solidarietà al testimone di giustizia contro la mafia, Pino Masciari, tornato in Calabria dopo aver chiesto asilo all'estero per la sua famiglia e dopo aver denunciato di essere stato abbandonato dallo Stato. "In piazza Castello ci staremo - dice Sarina degli Amici di Grillo di Torino - finchè il ministro non assumerà provvedimenti". L'appello di Beppe Grillo a non votare non ha scalfito quello del "voto utile". "Noi abbiamo lasciato massima libertà" dice l'organizer di Qui Torino Libera, Sergio Battaglino. Anche Elena Sargiotto, tra i promotori del primo meetup piemontese, non si è allineata alle indicazioni del comico genovese: "Una mail segnalava la possibilità di ritirare la scheda per poi non votarla, ci siamo informati, ma non aveva alcun valore. Ognuno di noi ha scelto liberamente. Noi ci occupiamo dei problemi di Masciari, di Settimo per l'inceneritore, non di tattiche". Non ha votato Riccardo Rosso, ambientalista degli "Innamorati di Grillo": "Sono sconvolto da quanti sono andati alle urne: Un governo l'avevamo, buono o brutto, l'hanno fatto saltare. Ha ragione Beppe: questi devono andare tutti a casa!". E il 25 aprile, in piazza San Carlo, con 310 luoghi collegati, il V2-day sarà ilprimo grande test per il popolo contro la partitocrazia. Il tema è l'informazione: "Saremo tanti - dice Sarina -, a maggior ragione ora che il Signor Tv si appresta a tornare al governo!".\.

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Lombardo, la terza Italia non cambia mai (sezione: Grillo)

( da "AprileOnline.info" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Alessandro Chiappetta, 15 aprile 2008, 20:13 Politica/ Sicilia Tra il paese vittorioso del Pdl e quello sconfitta del Pd, c'è una regione che non ha tradito il centro destra, ma è in realtà una mina vagante. Le spinte autonomiste dell'Mpa potrebbero infastidire i progetti leghisti, rendendo meno esclusiva la "questione settentrionale" tanto cara al Carroccio. La Finocchiaro accusa il "modello Cuffaro", durissimo Lumia che parla di "immagine antimafia appannata", soddisfatta Sonia Alfano che critica la scarsa informazione sui temi di mafia. Intanto la Lega manda alla Camera tra le sue fila Angela Maraventano, la lùmbard di Lampedusa La Sicilia festeggia Raffaele Lombardo, trionfante a passeggio per le strade di Catania nel suo borioso day after, ma già pronto a dettare le condizioni del suo mandato di governatore, all'insegna di una polemica discontinuità con il suo predecessore Cuffaro, a cui ha già augurato buon lavoro da neo-senatore, "nella speranza di fare chiarezza sui fatti equivoci su cui si è tanto speculato". C'è da giurarci insomma che Lombardo non sarà una comparsa nel nuovo scenario del centro destra, felice com'è del traguardo raggiunto, dopo anni di lotta da democristiano prima, e da pioniere delle autonomie poi, e che non se ne starà soltanto seduto sulla sua poltrona di governatore conquistata con più del 60% dei voti. Da sinistra sembra che molti guardino a lui come al possibile guastafeste dei piani berlusconiani, perché se è vero che la spinta autonomista della Lega trova facile e provvidenziale sponda nell'Mpa, è altrettanto realistico immaginare che il leader del Pdl venga tirato per la giacchetta tanto da nord, quando da sud. Ed è tutto da dimostrare che i numeri nazionali (l'8% della Lega, e il 1.1% di Lombardo, che avrà 9 deputati e 3 senatori) spingano l'ago della bilancia sempre verso Bossi. Berlusconi non potrà non tenere conto della Sicilia. E anche la Lega dovrà accettare questo stato di cose. Per ora, però, anche Lombardo sceglie il far-play. "Con la Lega Nord siamo in ottimi rapporti e collaboriamo perchè siamo entrambi federalisti. Con Berlusconi e Bossi abbiamo un patto nell'interesse della Sicilia". Interesse che Lombardo riporta al tema centrale del lavoro, una parola sentita raramente nella campagna elettorale del Pdl. "'I ceti popolari - ha continuato - meritano da parte nostra una maggiore attenzione: sono quelli che ci sono più vicini e noi dobbiamo esser più vicini ai loro figli, a Catania e a Palermo. Bisogna consentirgli di vivere e lavorare in Sicilia, basta immigrazione, sottosviluppo e redditi procapite più bassi d'Italia". Dalla Sicilia arriverà in Parlamento anche Angela Maraventano, vice sindaco di Lampedusa, prima dei non eletti in Emilia Romagna (le basterà la rinuncia di Castelli per diventare deputata), protagonista di numerose battaglie sull'emergenza immigrati. Un traguardo insperato per una donna del profondo Sud, a lungo discussa, che ha sempre manifestato una grande passione politica per i Lumbard, senza nascondere l'insofferenza per gli sbarchi e la gestione dei Cpt, contro i quali si è più volte scagliata. Un acquisto contro l'immigrazione, in perfetto stile leghista, ma che comunque non potrà in Parlamento avere lo stesso peso di un deputato "padano". Sull'altro fronte Anna Finocchiaro commenta la dèbacle senza girarci troppo attorno. "E' stata una netta sconfitta - ha detto - che ci dice che c'è bisogno di un forte cambiamento che pone il problema del rinnovamento nelle forze del centrosinistra. Questo è un dato significativo in vista del lavoro che bisognerà fare sul partito. Dobbiamo adesso costruire il Pd in Sicilia". Più deciso Giuseppe Lumia (eletto al Senato) che ha puntato l'indice sulle liste collegate al candidato del Pd, che non sarebbero state "all'altezza della sfida di legalità e sviluppo proposta da Walter Veltroni per la Sicilia". "Basta con i vecchi riti della politica - ha concluso - basta con le liti e le discussioni. Bisogna trovare un nuovo metodo senza far finta che non sia accaduto nulla", ha concluso Lumia, risparmiando per ora dalle critiche Francantonio Genovese, il coordinatore regionale del Pd a rischio riconferma. Lumia è durissimo però sul risultato elettorale complessivo: "sicuramente questo risultato elettorale in Sicilia rischia di appannare l'immagine dell'isola sul fronte della lotta alla mafia e apre una sfida, sia al nostro interno che sul fronte del centrodestra per riuscire a coniugare legalità e sviluppo". "Un appannamento - aggiunge Lumia - provocato anche dalla 'promozione' di Cuffaro al Senato e dalle dichiarazioni di Dell'Utri su Mangano pronunciate alla vigilia del voto". La Finocchiaro ha fatto sapere che deciderà "con il partito" se restare all'Ars (dove siederanno 62 deputati del centrodestra, compreso il presidente della Regione, e 28 del centrosinistra) o andare in Senato. Al suo posto si è già fatta avanti Sonia Alfano, la figlia di Beppe, giornalista messinese ucciso dalla mafia nel 1993, candidata a Palazzo dei Normanni per la Lista di Beppe Grillo. "Credo che sull'interpretazione della legge non ci siano dubbi, se Anna Finocchiaro dovesse rinunciare al suo posto all'Assemblea regionale siciliana, sarò io a subentrare" ha detto, definendo "inaspettato e sorprendente" il suo risultato elettorale, oltre sessantaseimila voti, che premia la sua limpida politica antimafiosa, contro la quale anche il Pd è stato troppo morbido. Secondo Sonia Alfano, la scarsa informazione sul voto "ha senza dubbio sfavorito la nostra lista: moltissime persone non sapevano neppure come votare e sono stati tanti i presidenti che, ci auguriamo in buona fede, hanno dato indicazioni errate sulle modalità di voto e questo ha comportato per noi un numero non indifferente di voti annullati".

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Le previsioni del Grillo (sezione: Grillo)

( da "AprileOnline.info" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Politica e Web/2 Il comico blogger si mostra niente affatto sorpreso dei risultati elettorali. Al contrario, due giorni prima aveva pubblicato sul suo sito le sue personali previsioni di come sarebbero andate le consultazioni. Andando molto vicino all'esito concreto Non è affatto sorpreso dei risultati elettorali, Beppe Grillo. Al contrario. "Gli esiti li avevo ampiamente anticipati", dice il comico genovese, che sulle pagine del suo blog, due giorni prima del voto, ha pubblicato le sue personali previsioni di come sarebbero andate le consultazioni. "Leggete l'elenco - aveva scritto Grillo - e confrontatelo con i risultati elettorali. Se la maggior parte dei nomi corrisponderà, vuol dire che vi hanno preso per i fondelli. Il non voto è l'unico voto utile". E le previsioni, in effetti, non si sono discostate poi molto dall'esito reale: alla Camera, Grillo aveva assegnato 293 seggi al Popolo della Libertà, 41 alla Lega, 180 al Partito Democratico e 20 all'Italia dei Valori. A scrutinio concluso, il Pdl, Lega e Mpa hanno ottenuto alla Camera 340 seggi (6 in più rispetto alla previsione di Grillo), mentre il Pd con il partito di Di Pietro ne avrà 239, 200 secondo il comico. Ad allontanare il vaticinio dal risultato concreto è stato il triste risultato della Sinistra Arcobaleno, che nemmeno Grillo poteva prevedere: alla formazione guidata da Bertinotti, infatti, erano stati assegnati 14 a Montecitorio e 43 seggi a Palazzo Madama. Anche al Senato, secondo il comico, avrebbe vinto Berlusconi, e i seggi di Palazzo Madama sarebbero stati così suddivisi: Pd 126, Italia dei Valori 6, Udc 3, Pdl 146, Lega Nord 12, Mpa 3. Nella realtà al Pdl, Lega e Mpa vanno 171 seggi (10 in più rispetto ai dati del blog) e 130 al Partito Democratico con l'Italia dei Valori, solo due in meno rispetto alle anticipazioni fatte da Grillo, che invece ci ha preso perfettamente con l'Udc. Non serviva la sfera di cristallo, secondo Beppe Grillo, per avere in anticipo un'idea chiara di quale sarebbe stato il responso delle urne: è un'ulteriore dimostrazione che l'attuale legge elettorale è "incostituzionale e illegale": "Il cittadino può solo fare una croce. Questa non è democrazia. Non è neppure una sua imitazione. E' l'occupazione dello Stato da parte di un gruppo di potere trasversale. Che si auto elegge, che manda in Parlamento amanti, mogli, condannati, prescritti, indagati e rinviati a giudizio". E l'analisi dell'oggi fatta da Grillo è coerente con quanto da sempre sostenuto riguardo a Berlusconi e Veltroni, ribattezzati "Testa d'asfalto" e "Topo Gigio" il quale "ha fatto il miracolo". "Il suo primo atto politico - scrive sul suo blog - è stato di riesumare una salma politica". E aggiunge: "Topo Gigio è stato il miglior alleato del Pdl. Ha fatto cadere il Governo: lui, non Mastella. Ha perso le elezioni in modo disastroso. Ha cancellato la sinistra e i verdi. Si può fare. Se fossi Berlusconi lo farei vice presidente del Consiglio. Meglio comunque un vero nemico che un falso amico". La battaglia del comico genovese, tuttavia, è ben lontana dal dirsi conclusa: il dito è puntato contro un ceto politico vecchio e distante dai problemi della gente e contro una informazione complice e colpevole di alterare la percezione stessa della democrazia. "Ora il gioco si fa duro", dice Grillo all'indomani della tornata elettorale. "Ci prepariamo - spiega - all'appuntamento del 25 aprile, giornata del secondo V-Day contro l'informazione. Lo facciamo con i nostri mezzi, utilizzando soprattutto la Rete".

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L'altra Lega straccia la Finocchiaro: più di 20 punti (sezione: Grillo)

( da "Provincia di Lecco, La" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Regione sicilia L'altra Lega straccia la Finocchiaro: più di 20 punti PALERMO - La Sicilia del dopo Cuffaro elegge l'alleato più fidato di Cuffaro, quel Raffaele Lombardo che nell'Isola ha fatto il tessitore dei rapporti tra Udc e Pdl, rimettendo insieme a Palermo una coalizione che a Roma aveva sancito la propria divisione. È presto per parlare di numeri (lo scrutinio per le regionali inizierà in tarda serata), ma gli exit poll non lasciano dubbi: Lombardo è accreditato di una percentuale che potrebbe aggirarsi attorno al 58%, la sua avversaria del centrosinistra, Anna Finocchiaro, si ferma al 36. Cuffaro, le cui dimissioni (dopo la condanna a 5 anni) hanno portato alle elezioni anticipate in Sicilia, ha spinto l'Udc oltre la soglia dell'8% (il dato è provvisorio) al Senato. L'Isola potrebbe essere l'unica regione in cui il partito di Casini ottiene almeno 2 seggi a palazzo Madama, uno dei quali da attribuire proprio all'ex governatore siciliano, il quale ringrazia "per la grande prova d'affetto" dei suoi elettori. Inatteso (dal 9 al 13%) è il dato che riguarda gli altri candidati alla presidenza della Regione, Ruggero Razza (La Destra), Giuseppe Bonanno Conti (Forza nuova) e Sonia Alfano (Amici di Beppe Grillo). Fra i tre, quest'ultima avrebbe ottenuto il miglior risultato. "Prudenza a parte - dice Lombardo, che alle politiche con il suo Mpa è apparentato al Pdl nelle regioni meridionali -, il nostro probabile successo deriva dal fatto che siamo stati capaci di far percepire d'essere in grado di tutelare l'interesse della Sicilia, più dei nostri concorrenti". Stando ai primi dati, sotto le attese è il risultato di Anna Finocchiaro, che potrebbe non raggiungere la percentuale che due anni fa ottenne Rita Borsellino nella sfida contro Salvatore Cuffaro, quando finì 41,6% contro 53,1%. Ma la senatrice del Pd, nel sottolineare che "è assolutamente azzardato commentare un exit poll", ricorda che "sulla scorta dei risultati delle regionali di due anni fa il rapporto di forza tra i partiti del centrodestra e quelli del centrosinistra era di 61 a 36". "Lo sapevano dall'inizio - aggiunge -, non ci siamo tirati indietro, abbiamo lavorato molto e bene". 15/04/2008.

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Verso il ballottaggio Rutelli e Alemanno (sezione: Grillo)

( da "Panorama.it" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Verso il ballottaggio Rutelli e Alemanno Posted By redazione On 15/4/2008 @ 21:08 In Apertura#2 | No Comments "Si va verso il ballottaggio" dice il candidato del centrosinistra a sindaco di Roma, Francesco Rutelli, commentando l'andamento dei risultati alle elezioni comunali nella Capitale. "La nostra ambizione è riunire tutto il centrodestra" ha dichiarato il candidato sindaco del Pdl Gianni Alemanno, mentre lasciava il palco di piazza della Rotonda, davanti al Pantheon, commentando le possibili intese per il secondo turno. In base ai dati della quarta proiezione Consortium Rutelli si attesta al 44,3% mentre Alemanno al 40,7%. "C'è bisogno di un supplemento di mobilitazione perché c'è davvero la possibilità concreta di un en plein'', ha aggiunto Fini. Le proiezioni mostrano un testa a testa che non fa arrivare nessuno dei due sfidanti a superare la soglia del 50% più uno dei voti che permetterebbe di assegnare la vittoria al primo turno. Tra gli altri aspiranti sindaco di Roma, sempre secondo la quarta proiezione, Francesco Storace (La Destra-Fiamma Tricolore) è al 3,8%, Luciano Ciocchetti (Udc) al 3,2%, seguiti da Serenetta Monti (Lista civica Amici di Beppe Grillo) al 3,0%, Mario Baccini all'1% (La Rosa per l'Italia) e Franco Grillini (Partito socialista) allo 1%. Se i voti reali confermeranno le proiezioni nella Capitale si andrà al ballottaggio domenica 27 aprile e lunedì 28 aprile, tra quindici giorni. Fondamentali saranno allora le decisioni di alcuni dei candidati ormai fuori dalla partita. Rutelli si è presentato con una coalizione di centrosinistra molto ampia: dalla Sinistra Arcobaleno ai Radicali, dalla sua lista civica alla novità degli "Under 303 fino al Pd. Tra le decisioni di peso ci sono quelle di Grillini che ha dichiaratamente voluto spingere Rutelli al ballottaggio. Mentre la grillina Monti si è già dichiarata per la libertà di voto. Alemanno è stato finora sostenuto sostanzialmente solo dal Pdl. Molto dipenderà dagli ex alleati e compagni di partito. A cominciare da Storace, ex An ed allora esponente della destra sociale insieme ad Alemanno, e dagli ex Udc, ora Rosa Bianca, Mario Baccini e Luciano Ciocchetti. "Il mio problema non è un assessorato" e comunque giovedì "comunicherò le mie decisioni" si è limitato a dire Storace aggiungendo, però, che valuterà l'apertura a Alemanno fatta dal candidato alla presidenza della Provincia di Roma, nonché presidente de "La Destra" Teodoro Buontempo, e dal segretario nazionale di Fiamma Tricolore, Luca Romagnoli. Per la provincia di Roma si va verso il ballottaggio tra Nicola Zingaretti, candidato del Pd, e Alfredo Antoniozzi per il Pdl : "Siamo stati a un soffio dal primo turno. C'è stato un consenso enorme intorno alla mia candidatura. Il distacco dal mio principale avversario è forse superiore all'8-9 per cento" dice Zingaretti. In Sicilia stravince Raffaele Lombardo: con l'alleanza Pdl-Mpa ha ottenuto il 65,3% dei consensi. La rivale Anna Finocchiaro per il Pd si è fermata al 30,3%. E il nuovo presidente della regione Sicilia assapora già la vittoria: sorride, stringe mani, appare stanco ma soddisfatto mentre lo gente si congratula con lui. In Friuli Venezia Giulia il candidato del Pdl Renzo Tondo ha raggiunto il 53,7% dei voti, superando così il rivale Riccardo Illy che raccolto il 46,3% dei voti. "Quando cambia il vento non c'è nulla da fare. E questa volta è toccato a Riccardo Illy perdere" ha commentato Roberto Antonione, responsabile esteri di Forza Italia. Cinque province forse al ballottaggio: Roma, Asti, Massa Carrara, Foggia e Catanzaro; Varese confermata al centrodestra, Benevento e Vibo Valentia rimarrebbero invece a guida centrosinistra. Questo il quadro che si profila nelle 8 province (di regioni a statuto ordinario) chiamate al voto, mentre sono ancora in corso gli scrutini. Infine ad Udine, in Friuli Venezia Giulia, la guida della provincia sembra riconfermata al centrodestra. Ad Asti Maria Teresa Armosino, candidata per il Pdl, sostenuta da Forza Italia e Lega nord, detiene il maggior numero di preferenze, ma sembra non riesca a ottenere la maggioranza assoluta che le consentirebbe di conquistare subito la poltrona della presidenza della Provincia. A Varese dovrebbe esserci la conferma della presidenza della provincia al centrodestra. A Massa Carrara il presidente uscente e che si e' ricandidato, Osvaldo Angeli, sostenuto da Pd, Socialisti ed Italia dei Valori, è in testa ma non sembra riuscire a conquistare la Provincia al primo turno e dovrà vedersela, al ballottaggio, con Sandro Bondi, il candidato che il Pdl ha messo in campo per tentare di strappare la provincia alla sinistra. A Roma si profila il ballottaggio tra il candidato sostenuto da Pd, Ivd, Radicali e Sinistra l'Arcobaleno, Nicola Zingaretti, che è in netto vantaggio, e quello sostenuto dalla Pdl, Alfredo Antoniozzi. A Vibo Valentia sembra prevalere, con un netto vantaggio, il candidato del Pd Franco De Nisi su quello della Pdl Franco Miceli. A Catanzaro si profila il ballottaggio tra Wanda Ferro (Pdl) su Pietro Amato (Pd). A Benevento il Pd sembra affermarsi con il candidato Aniello Cimitile, in vantaggio su quello espresso dalla Pd Nino Izzo. A Foggia sinistra in testa con Francesco Paolo Campo, seguito dal candidato della Pdl Antonio Pepe ma, quando le sezioni scrutinate sono ancora poche, sembra profilarsi il ballottaggi. Ad Udine è in testa Pietro Fontanini, candidato sostenuto da Pdl, Udc e Lega Nord, che, mentre e' ancora in corso lo scrutinio delle schede sembra battere il candidato della sinistra Diego Travan, espressione di Pd, Sinistra l'Arcobaleno, Ivd e Socialisti. LEGGI ANCHE: [1] Occhi su Roma. Il Pdl alla carica del fortino Capitale della sinistra.

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Rutelli-Alemanno, si profila il ballottaggio (sezione: Grillo)

( da "ADN Kronos" del 15-04-2008)

Argomenti: Grillo

Sono rispettivamente al 45% e al 40,7%. In corso lo spoglio delle schede. Alla provincia Zingaretti in vantaggio su Antoniozzi. In Friuli Tondo supera Illy. Pdl verso l'affermazione nelle province Asti, Varese e Catanzaro e nel comune di Brescia. Si profila vittoria del Pd a Vibo Valentia. Ballottaggio a Massa Carrara e Asti. In Sicilia vince Lombardo con oltre il 65% e un milione di voti in più. Finocchiaro: ''Una netta sconfitta". Vai allo speciale. Partecipa ai nostri forum ascolta la notizia leggi i commenti commenta 1 vota 15 tutte le notizie di POLITICA Roma, 15 apr. (Adnkronos/Ign) - Rutelli in lieve vantaggio su Alemanno alla carica di sindaco della capitale e Tondo vincitore su Illy alla presidenza della regione Friuli. Sono queste le indicazioni di rilievo mentre è ancora in corso lo spoglio delle schede per le elezioni amministrative (regionali, provinciali e comunali) che si sono svolte domenica e lunedì insieme alle politiche. In Sicilia il dato definitivo assegna la vittoria a Lombardo con oltre il 65% e un milione di voti in più sulla Finocchiaro. Si è votato per l'elezione di 8 presidenti e consigli provinciali (Asti, Varese, Massa Carrara, Roma, Benevento, Foggia, Catanzaro e Vibo Valentia) e 423 sindaci e consigli comunali, fra i quali 9 capoluoghi (Brescia, Sondrio, Treviso, Vicenza, Massa, Pisa, Roma, Viterbo e Pescara). Si è votato anche per le elezioni regionali di Friuli Venezia Giulia e Sicilia, regioni a statuto speciale. In Friuli gli elettori sono stati chiamati ad eleggere anche presidente e consiglio della provincia di Udine e sindaci e consigli di 8 comuni (di cui il capoluogo di provincia Udine). In caso di turno di ballottaggio per l'elezione dei presidenti di provincia e dei sindaci dei comuni, si voterà domenica 27 aprile, sempre dalle 8 alle 22, e lunedì 28, dalle 7 alle 15. Ecco il prospetto in corso di aggiornamento: REGIONI Sicilia - Circa un milione di voti in più. E' il bottino che Raffaele Lombardo, neo presidente della Regione siciliana, può vantare rispetto alla sua avversaria, Anna Finocchiaro, sostenuta dall'intero centrosinistra nella corsa a Palazzo d'Orleans. Il leader del Mpa ha raggiunto il 65,35% delle preferenze. In termini numerici significa 1.862.658 voti contro gli 865.903 della sua principale avversaria, fermatasi al 30,38%. "Senza girarci molto attorno'' è stata ''una netta sconfitta" ha commentato la Finocchiaro. Friuli Venezia Giulia - Renzo Tondo sarà quasi sicuramente il nuovo presidente della Regione. In 1.118 sezioni rilevate su 1.378, il candidato del centrodestra ha conquistato il 53,38% delle preferenze. L'avversario del centrosinistra, Riccardo Illy, ha ottenuto per ora il 46,62% dei voti. PROVINCE Roma - Nicola Zingaretti (Pd-Idv-Sa-Radicali) al 47,25% e Alfredo Antoniozzi (Pdl-Pri) al 36,94% quando sono state scrutinate le schede di 2.874 sezioni su 3.735 per il nuovo presidente della provincia capitolina. Armando Dionisi (Udc) fa registrare il 4,6% dei voti mentre Teodoro Buontempo (La Destra) si attesta al momento al 4,57%. Asti - Saranno Maria Teresa Armosino (Pdl e Lega Nord) e Roberto Peretti (Pd e Idv) ad andare al ballottaggio per l'elezione del nuovo presidente della Provincia. Conclusi da pochi minuti gli scrutini, Armosino ha ottenuto il 44% dei consensi, mentre Peretti ha raggiunto il 26,3%. Mariangela Cotta (sostenuta da due liste civiche) si e' fermata al 21,7%. Seguono Secondo Scanavino, sostenuto dalla Sinistra Arcobaleno e Partito Socialista con il 6,8% e Marcello Delmastro (lista civica) con l'1%. La percentuale dei votanti è stata del 76%. Varese - La Provincia si avvia a rimanere saldamente nelle mani dell'alleanza tra Pdl e Lega a cui si aggiunge l'Udc. Dopo lo spoglio delle prime trentasei sezioni infatti il leghista Dario Galli, candidato a sostiuire il collega di partito Marco Reguzzoni che si è dimesso per essere eletto alla Camera, ottiene il 65,22% dei voti mentre il candidato presidente dell'alleanza Pd-Idv, Mario Aspesi, si ferma al 22,22%. Giampaolo Livetti, candidato presidente della Sinistra Arcobaleno, ottiene il 6,73% dei consensi. Massa Carrara, - Saranno Osvaldo Angeli (Pd-Idv) e Sandro Bondi (Pdl) ad affrontarsi al turno di ballottaggio nella sfida a nuovo presidente della provincia. Angeli ha ottenuto il 41,5% dei voti, mentre Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, ha fatto registrare il 32,2% dei voti. Al terzo posto Narciso Buffoni (Sinistra Arcobaleno), con il 13,6% seguito da Luigi Della Pina (Udc) con il 4% e da Nicola Franzoni (La Destra) con il 3,9%. Catanzaro - A metà delle sezioni scrutinate (220 su 422), Wanda Ferro, candidata alla presidenza per il centrodestra (Pdl Mpa Nuovo Psi Destra Ft Pr Per la Calabria Pepl Democrazia e centralità alla Provincia di Catanzaro) è in vantaggio con il 45% su Pietro Amato il candidato del centrosinistra (Pd Partito socialista Idv Federazione Verdi Popolari democratica Provincia d'amare) che si attesta al 38%. Francesco Talarico (Udc, Socialisti uniti e Lista Murata presidente) è all'11,3%. Giuseppe Commodari della Sinistra L'Arcobaleno è al 3,8% mentre gli altri candidati non raggiungono l'1 per cento. Vibo Valentia - Francesco De Nisi, candidato alla presidenza per il centrosinistra sta registrando un ampio vantaggio nello scrutinio. I risultati parziali su 35 sezioni scrutinate su 213 lo danno al 66,7%. Il candidato del centrodestra Francesco Miceli è al 15,3% mentre Francesco Stillitani, candidato dell'Udc, ha raccolto il 6,4% delle preferenze. Al 5,3% il Partito Socialista che candida Bruno Manduca e al 5,8% Barbara Citton sostenuta da Sinistra L'Arcobaleno e Sinistra Critica. COMUNI Roma - Francesco Rutelli (Pd-Sa-Idv-Radicali) è al 45% e Gianni Alemanno (Pdl-Mpa-Pri) al 40,7%, secondo una proiezione effettuata da Consortium e che ha una copertura del 60%. Tra gli altri candidati, Francesco Storace (La Destra) fa registrare il 3,7% e Luciano Ciocchetti (Udc) si attesta al 2,9%, Serenetta Monti (Amici Beppe Grillo) il 2,9% e Franco Grillini (Ps) l'1%. Brescia - Adriano Paroli, candidato sindaco del centrodestra, è in vantaggio sul candidato del centrosinistra Emilio Delbono dopo lo scrutinio di 33 sezioni su 207. Paroli ottiene il 51,5% contro il 36,4% del rivale. Se il risultato fosse confermato si tratterebbe di un cambiamento di maggioranza perché da 15 anni il centrosinistra governa Brescia, prima con Mino Martinazzoli e poi con Paolo Corsini. Sondrio - il candidato del centrosinistra per la carica di sindaco, Alcide Molteni, è in vantaggio dopo lo spoglio di cinque sezioni su 21. Molteni ottiene infatti il 52,5% contro il 28,6% di Aldo Faggi, candidato di Pdl e Lega.

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