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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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Report "Grillo"

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Indice delle sezioni

Grillo (51)


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

Giepppino ha detto: secondo me avete preso fiaschi per fischi ( da "KataWeb News" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ad Ancona fischi a Beppe Grillo. Il video. 12 maggio 2008 alle 21:59 - Autore: allnews - 1 commento Show a sorpresa di Beppe Grillo, stamattina, all'Università di Ancona, dove il comico genovese è intervenuto a un seminario sulla globalizzazione con il nobel Joseph Stiglitz.

Ad Ancona fischi a Beppe Grillo. Il video ( da "KataWeb News" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Alle 21:59 - Autore: allnews - 1 commento Show a sorpresa di Beppe Grillo, stamattina, all'Università di Ancona, dove il comico genovese è intervenuto a un seminario sulla globalizzazione con il nobel Joseph Stiglitz. Grillo ha confermato i suoi attacchi al mondo dell'informazione, al viceministro Visco e.

Caso Travaglio, Schifani querela Grillo attacca Fazio: <È un impiegato> ( da "Corriere.it" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: GRILLO CONTRO FAZIO - Contro Fazio nel frattempo si scaglia Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche giornalisti... sono impiegati": è stata la risposta del comico genovese a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv dal conduttore di Che tempo che fa.

Schifani querela per calunnia ( da "Citta' di Salerno, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: C'è anche la stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche giornalisti... sono impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su Schifani.

Domani della vicenda si occuperà anche l'Agcom ( da "Gazzetta del Sud" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: di Beppe Grillo, sulla quale ha già aperto un'istruttoria. Su richiesta a quanto si apprende di cinque commissari su nove (su iniziativa di Giancarlo Innocenzi e Enzo Savarese), l'ordine del giorno della riunione dell'Agcom è stato aggiornato ieri con un "procedimento per l'accertamento dell'eventuale violazione degli obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo"

Fazio: Travaglio? Lo inviterei ancora ( da "Stampa, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: non un giornalista" da Beppe Grillo, per aver porto le scuse dissociandosi da Travaglio, che il comico considera al contrario "più di un giornalista, una grande persona", irridendo inoltre l'"indignazione generale dei veltruschini". Pare del tutto falso invece che An si accinga a chiedere la testa di Fazio o di Travaglio.

L' amaca ( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: che persone come Beppe Grillo "si sono arricchite con l'antiberlusconismo". è un pietoso limite dei politici italiani pensare che tutto ruoti attorno alle loro gesta, e ogni destino umano sia appena un riflesso di quanto accade da Fortunato al Pantheon. Grillo, come è ovvio, deve le sue fortune artistiche (di quelle anti-politiche non è qui il caso di parlare)

Caso travaglio: querela da schifani, accuse da pd e pdl ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: C'è anche la stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... Non sono neanche giornalisti... Sono impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su Schifani.

Il caso Travaglio accelera lo spoil system: Paglia nuovo dg ( da "Secolo XIX, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: e la puntata del Primo maggio sul Vaffa-day 2 di Beppe Grillo contro l'informazione. All'ordine del giorno della riunione del Consiglio è previsto il "procedimento per l'accertamento dell'eventuale violazione degli obblighi del servizio pubblico". Per questo la giornata di mercoledì potrebbe segnare il centro di un nuovo scontro politico sull'informazione,

Roma invivibile? ma l'emergenza forse è altrove ( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: non trattare del secondo V-day di Beppe Grillo, tenutosi a Torino il 25 aprile. Il comico ha radunato nel capoluogo piemontese cinquantamila persone, e tra un "vaffa" e l'altro ha esposto a gran voce una carrellata di truffe mascherate e ingiustizie che costellano l'Italia, tra queste anche la sconvolgente imparzialità dell'informazione.

Addio con rancore agli sgarbi quotidiani ( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: un Funari che ha studiato, un Beppe Grillo che sostiene i vincenti, un Travaglio meno gelido. Se non cambia marcia finirà a sparare parole grosse, ma in qualche tragica tv locale, lamentandosi contro il sistema che ce l'ha con lui. Una sola cosa vorrei dirgli in pubblico: Sgarbi, ma può un intellettuale fare l'assessore?

Il rettore: <Niente invito> Il Nobel: <Ospite mio> ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: IL BALLETTO DELLE RESPONSABILITA' INTORNO A GRILLO INVITATO o non invitato? A parte il fatto che al comico-tribuno Beppe Grillo sarebbe stato difficile imporre le regole della buona società e del R.s.v.p. è però vero che, a frittata ormai fatta, il rimpallo delle responsabilità è ora lo sport più in voga nel mondo accademico dorico.

L'ira di Grillo: <Voi siete finiti> ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: 2 L'ira di Grillo: "Voi siete finiti" Il comico-tribuno dopo aver diviso la platea si scatena contro i prof di MARTINO MARTELLINI ? ANCONA ? ANCHE ad Ancona Beppe Grillo divide. Il comico-tribuno irrompe nell'aula universitaria dove l'amico premio Nobel ha appena finito il suo accademico seminario, arringa la folla,

Tv e giustizia 3 l'agcom interviene, schifani fa causa. i vertici rai nel menù del primo vertice silvio-walter ( da "Riformista, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: nel grande polverone s'inserisce Beppe Grillo. Che si posiziona al fianco di Tonino Di Pietro. In difesa di Travaglio. "I veltruschini quadrinariciuti sono la stessa cosa. Il dialogo tra Finocchiaro e Gasparri - afferma Grillo - è un fatto genetico. Hanno lo stesso Dna". Il comico genovese usa l'artiglieria ironica.

Schifani querela Travaglio ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: sono stati già raccontati nel suo libro "Se li conosci li eviti," scritto a quattro mani con Peter Gomez, e dal cronista dell'Ansa Lirio Abbate. L'Agcom, dal canto suo, potrebbe decidere di intervenire su Che tempo che fa, ma anche sulla puntata di Annozero del primo maggio, con il servizio sul V2-Day di Beppe Grillo, sulla quale ha già aperto un'istruttoria.

Grillo attacca Fazio: <Non è un giornalista ma un impiegato> ( da "Adige, L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: reazioni Antonio Di Pietro difende Marco Travaglio Grillo attacca Fazio: "Non è un giornalista ma un impiegato" ROMA - "Non ho commenti su quelle persone ... non sono neanche giornalisti ... sono impiegati": è stata la risposta di Beppe Grillo a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio sul presidente del Senato,

Libertà di espressione, l'opposizione si divide Bachelet: perché non si risponde nel merito al giornalista? Il presidente del Senato ricevuto al Colle ( da "Unita, L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Anche Beppe Grillo, dopo aver definito lapidariamente Fazio "un impiegato", attacca l'opposizione: "Schifani è indignato. È in buona compagnia: sono indignati i vertici Rai, il PdL e il Pd. I veltruschini sono quadrinariciuti: due narici di destra e due di sinistra".

<Inquineremmo di meno> ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Amici di Beppe Grillo, Comitato Modena Salute e Ambiente e Wwf) hanno raccolto le firme di 450 cittadini, e hanno chiesto all'amministrazione di adottare la raccolta differenziata porta a porta, con tariffa puntuale: secondo loro quindi, Hera dovrebbe passare dalle case dei modenesi, raccogliere i contenitori divisi per tipologia di rifiuti (

<Io diffamato>: Schifani querela Travaglio ( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: che ieri ha unito in un unico pacchetto anche la puntata di Annozero con Beppe Grillo e le sue accuse al Colle. "Poi la Rai mi denuncerà e così io non potrò più partecipare a Annozero ", sostiene il giornalista. E Grillo lo difende rimproverando Fazio per le scuse in tv: "Non sono neanche giornalisti, sono impiegati".

Ancora la mitraglietta dei paolini ( da "Italia Oggi" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: come ha fatto su Pd e Udc Famiglia Cristiana come il blog di Beppe Grillo (parolacce a parte). Non c'è politico o formazione di destra o sinistra che non finisca nel mirino dell'ancora diffuso settimanale dei paolini. Liquidato il cattolico adulto Romano Prodi nell'agosto scorso, sulla richiesta del premier che i preti svolgessero delle prediche sull'importanza di pagare le tasse,

Caso Travaglio, la Rai è all'anno zero ( da "Manifesto, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: per la puntata dedicata al V2-day di Beppe Grillo. Ma i commissari sono divisi tra chi vorrebbe multare subito l'azienda di servizio pubblico e chi invece contesta la legittimità di un intervento dell'Agcom sulle linee editoriali dei programmi televisivi. In ogni caso, la vicenda avrà anche un risvolto giudiziario: "Sarà quella la sede in cui,

I complici nel loft ( da "Manifesto, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: puntata di Annozero dedicata alla manifestazione torinese di Beppe Grillo. Un film già visto all'indomani della celebre intervista di Daniele Luttazzi a Travaglio (Satyricon) su un altro libro-scandalo, L'odore dei soldi berlusconiani: sullo sfondo ancora la mafia, ancora la Sicilia dell'eroe Mangano. Tuttavia nel 2002 l'antiberlusconismo era moneta spendibile sul mercato elettorale,

L'ultimo appuntamento della rassegna di incontri-spettacolo "La Fabbrica del comico", ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: intervento del comico satirico Filippo Giardina definito "il nuovo Beppe Grillo", che spiegherà i fondamenti, i meccanismi e le tecniche della comunicazione nello spettacolo comico. Nell'incontro l'artista prenderà in esame gli strumenti sia conoscitivi che operativi necessari per comprendere e valutare criticamente il processo creativo nell'ambito dello spettacolo comico,

C'è il premio Nobel Joseph Stiglitz alla Facoltà di Economia. E a sorpresa si present ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: A anche Beppe Grillo. I due si conoscono da tempo. Bella rimpatriata? Per alcuni. Quando Grillo prende la parola qualche prof protesta. E' bufera a Economia. Leoni a pag. 39.

ANCONA C'è il premio Nobel Joseph Stiglitz alla Facoltà di Economia ad Ancona. E a s ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Orpresa si presenta anche Beppe Grillo. I due si conoscono da tempo. Dialogano via internet sui grandi temi economici. Bella rimpatriata? Per alcuni. Per altri no. Così, quando Grillo, tra lo stupore generale, prende la parola, qualche professore protesta. "Scusi, lei che c'entra?

Ancona ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Fuori programma alla lezione di economia con il Premio Nobel Joseph Stiglitz. Attacco a Visco Show di Beppe Grillo all'Università Docente lo contesta: "Chi ti ha invitato?". Il Rettore: "Non sapevo nulla".

ANCONA - Doveva essere una mattinata tranquilla all'insegna della critica alla globalizzazione del p ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: artefice insieme a Stiglitz di questo invito non ufficiale a Beppe Grillo: "Il dipartimento di Economia, organo promotore dell'iniziativa, aveva deciso tempo fa che la presenza del comico era ritenuta inopportuna dopo che lo stesso Grillo, venuto a conoscenza della conferenza di Stiglitz ci chiese tramite il suo amico Gallegati di poter partecipare".

Schifani ha querelato Travaglio per calunnia ( da "Libertà" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: C'è anche la stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche giornalisti... sono impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su Schifani.

Caso Travaglio, Schifani querela ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo attacca Fabio Fazio: "Un impiegato". Travaglio tiene il punto ("Aspetto solo che qualcuno mi smentisca ") e "paradossalmente" si augura che la querela di Schifani serva a fare chiarezza: "A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero".

Schifani querela per calunnia - maria berlinguer ( da "Tirreno, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: C'è anche la stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche giornalisti... sono impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su Schifani.

Travaglio fa il martire, ma vende bufale ( da "Giornale.it, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Biagi, Santoro, Luttazzi, Travaglio, Sabina Guzzanti, Paolo Rossi, Ciccio Graziani: storie di censure e di bugie nell'Italia di Berlusconi. Prefazione di Beppe Grillo. Postfazione di Enrico Beruschi". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Il presidente schifani querela travaglio ( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: C'è anche la stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... Non sono neanche giornalisti... Sono impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su Schifani.

TRAVAGLIO: E' SCONTRO TRA EUROPA E L'UNITA' ( da "Prima Comunicazione" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: con Beppe Grillo, con quelle frange della sinistra televisiva che gia' sognano (in alternativa o in sequenza) girotondi elettronici e atti di martirio. Qui, alla fine, non ci sono in ballo ne' la lotta alla mafia (che prosegue con buoni successi e alterni governi), ne' il buon nome di politici e cariche istituzionali.

Travaglio riaccende la battaglia sulla Rai ( da "MilleCanali" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: così come era avvenuto una settimana fa in relazione alla puntata del primo maggio di 'Annozero' imperniata sul V-Day di Beppe Grillo. E intanto Schifani ha dato mandato ai suoi avvocati per agire giudizialmente nei confronti "delle affermazioni calunniose rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona": lo comunica una nota dell'ufficio stampa del Senato.

Caro Grillo ( da "Stampa, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un ritrovarsi tra amici,

Non c'è stata nessuna trama Credo che neanche lui avesse premeditato nulla ( da "Stampa, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: TUTTO STUDIATO A TAVOLINO? REPLICA A BEPPE GRILLO "Non c'è stata nessuna trama Credo che neanche lui avesse premeditato nulla" "Sarò impiegatizio, ma a esser assertivi sulle vite degli altri non sempre si fa la cosa giusta".

Stiglitz: "Regole per la globalizzazione" ( da "Corriere Adriatico" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ed è su questo punto che Beppe Grillo, nell'intervento che segue, offre tutto il suo sostegno al grido di "largo alle idee di dematerializzazione". Che spiega come segue: "Si deve usare meno energia". E per far passare il concetto invita tutti a osservare un vasetto di yogurt in frigo.

Grillo: siete vecchi. E Villarey si spacca ( da "Corriere Adriatico" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Solo posti in piedi e un gran movimento nelle retrovie: Beppe Grillo entra ed esce dalla sala, intrattiene ragazzi e giornalisti. "Stanno cambiando le regole, modifiche impercettibili, e così magari chi vorrà protestare contro la creazione di una nuova centrale elettrica farà i conti con una legge anti-terrorismo".

Il rettore: "Mai invitato" ( da "Corriere Adriatico" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo "non è stato invitato dall'Ateneo contrariamente a quanto da lui affermato". Lo precisa in una nota il rettore della Politecnica, Marco Pacetti. "Il lungo intervento di Grillo - evidenzia Pacetti - ha riguardato le recenti vicende politiche e personali invece che il tema scientifico specifico al centro dell'

Travaglio: È scontro tra Europa e l'Unità ( da "KataWeb News" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: con Beppe Grillo, con quelle frange della sinistra televisiva che già sognano (in alternativa o in sequenza) girotondi elettronici e atti di martirio. Qui, alla fine, non ci sono in ballo né la lotta alla mafia (che prosegue con buoni successi e alterni governi), né il buon nome di politici e cariche istituzionali.

Arcitaliana ( da "Stampaweb, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Risponde a Beppe Grillo, che gli ha dato dell'impiegato ("sarò impiegatizio, ma a essere assertivi sulle vite degli altri non sempre si fa la cosa giusta"); e commenta la velocità di tutta la politica a censurare l'episodio. Se devo dirvi la mia, a me piacerebbe un Paese in cui potesse esserci tranquillamente l'inchiesta di Travaglio,

Leggi l'articolo ( da "Quotidiano.it, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo: ospite "imbucato" all'università di Ancona Ancona | Il comico è intervenuto a sorpresa ad una conferenza sulla globalizzazione da Joseph Stiglitz: peccato che il suo intervento non c'entrasse nulla con l'argomento trattato dal Premio Nobel.

LA POLEMICA ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: che ora vede a rischio la promessa poltrona della Vigilanza) mentre Beppe Grillo se la prende con Fazio e le scuse professate domenica sera in diretta tv ("Non è un giornalista è solo un impiegato"). L'ex ministro Mastella si lamenta a sua volta della solidarietà a Schifani da parte del Pd che lui, invece, non ebbe nel caso di analoghi attacchi da parte di Travaglio.

LETTERE ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Sono prigioniero del blog di Grillo Silvio De Pasca - NAPOLI Carissimo dottor Gargano, un po' di tempo fa mi iscrissi, per curiosità, al blog di Beppe Grillo, collegandomi al sito per leggere i punti di vista sulla politica spendacciona. Con mia sorpresa cominciarono ad arrivare e-mail con articoli di gente che nemmeno conosco.

CINQUECENTO STUDENTI ALLA LEZIONE MAGISTRALE DI SUPERPIPPO ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: io ho scoperto alcuni big, come Beppe Grillo e Lorella Cuccarini". Il presentatore considera i tg "logori e rituali, si fissano sulle notizie, come su Cogne. Solo il Tg4, è originale". Poi, parla della carta stampata: "Non è un grande periodo. I contributi statali fanno stampare e vivere i giornali, ma si legge poco.

La libertà d'espressione è un diritto da difendere ( da "Articolo21.com" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: reo di diffondere Beppe Grillo, guarda caso sempre sull'informazione. Si può essere d'accordo o meno con Grillo, ma un evento come quello da lui organizzato a cui hanno partecipato migliaia di persone è pur sempre una notizia. Oscurare un evento simile e il fatto che si discute, anche con violenza, di informazione, mi pare una scelta che puzza di -

Un corteo silenzioso con il fratello di Borsellino ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: amici di Beppe Grillo di Gorizia, Monfalcone, Pordenone, Trieste ed Udine, che hanno voluto dar vita ad una serata sul tema della criminalità organizzata. La serata sarà una marcia silenziosa a sostegno dell'imprenditore Pino Masciari.Il corteo silenzioso passerà di fronte alla Prefettura di Udine e ritornerà in Piazza Matteotti dove ci saranno gli interventi di Salvatore Borsellino,

ROMA - Il caso Marco Travaglio-"Che ( da "Gazzettino, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: In cda ci potrebbe essere una relazione del direttore generale, Claudio Cappon, che ha duramente stigmatizzato il comportamento di Travaglio. L'Agcom, poi, potrebbe decidere di intervenire su "Che tempo che fa", ma anche sulla puntata di "Annozero" del primo maggio, con il servizio sul V2-Day di Beppe Grillo, sulla quale ha già aperto un'istruttoria.

Redditi on line, Visco denunciato ( da "Padania, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: In poco meno di due ore, utilizzando il VF day 2 di Beppe Grillo, hanno insultato tutti gli insultabili. A partire proprio da chi occupa la sedia del Quirinale, ovvero il presidente della Repubblica che, tra la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, deve aver fatto sentire la sua voce a viale Mazzini.

CASO SANTORO Bianchi Clerici: non mi scandalizzo più ( da "Padania, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". Secondo il leader dell Italia dei Valori "questa si chiama censura: in un Paese libero l ascoltatore -sottolinea Di Pietro - ha il diritto di sapere che due milioni di persone sono scese in piazza per firmare tre referendum e che sono state raccolte 1.

Travaglio-Schifani: lo scontro tra i giornali ( da "AprileOnline.info" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: con Beppe Grillo, con quelle frange della sinistra televisiva che già sognano (in alternativa o in sequenza) girotondi elettronici e atti di martirio". Quello della voce margheritina è un attacco diretto alla "fazione intellettuale e giornalistica", che pretende di "condizionare ed orientare l'agenda dell'opposizione ai governi della destra,


Articoli

Giepppino ha detto: secondo me avete preso fiaschi per fischi (sezione: Grillo)

( da "KataWeb News" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Ad Ancona fischi a Beppe Grillo. Il video. 12 maggio 2008 alle 21:59 - Autore: allnews - 1 commento Show a sorpresa di Beppe Grillo, stamattina, all'Università di Ancona, dove il comico genovese è intervenuto a un seminario sulla globalizzazione con il nobel Joseph Stiglitz. Grillo ha confermato i suoi attacchi al mondo dell'informazione, al viceministro Visco e.

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Ad Ancona fischi a Beppe Grillo. Il video (sezione: Grillo)

( da "KataWeb News" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Alle 21:59 - Autore: allnews - 1 commento Show a sorpresa di Beppe Grillo, stamattina, all'Università di Ancona, dove il comico genovese è intervenuto a un seminario sulla globalizzazione con il nobel Joseph Stiglitz. Grillo ha confermato i suoi attacchi al mondo dell'informazione, al viceministro Visco e.

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Caso Travaglio, Schifani querela Grillo attacca Fazio: <È un impiegato> (sezione: Grillo)

( da "Corriere.it" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Scontro tra violante e colombo sul giornalista lirio abbate. e SCHIFANI SPORGE QUERELA Caso Travaglio, Schifani querela Grillo attacca Fazio: "È un impiegato" Mercoledì il Consiglio dell'Agcom. Il giornalista che ha accusato Schifani: "La Rai mi manderà via" Fazio e Travaglio a "Che tempo che fa" (Omega) ROMA - Ancora polemiche sul caso Travaglio e sulle dichiarazioni del giornalista a . La trasmissione di Fabio Fazio è ora finita nel mirino dell'Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni, pronta, a quanto si apprende, a prendere provvedimenti nei confronti del programma di RaiTre. I poteri dell'organismo di controllo (la prossima riunione del Consiglio dell'Agcom è in programma mercoledì prossimo) vanno dal richiamo alla sanzione amministrativa: dovrebbe essere quest'ultimo, secondo indiscrezioni, il provvedimento che verrà adottato. SCHIFANI QUERELA - Il presidente del Senato Renato Schifani ha dato mandato ai suoi avvocati per agire giudizialmente nei confronti "delle affermazioni calunniose rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona". È quanto afferma una nota dell'ufficio stampa del Senato. "Sarà quella la sede in cui, da una puntuale ricostruzione dei fatti, la magistratura potrà stabilire le responsabilità di coloro che hanno dato luogo ad un'azione altamente diffamatoria - conclude la nota - nei riguardi del Presidente del Senato". TRAVAGLIO: "MEGLIO COSI, LA PAROLA PASSA AI GIUDICI" - "Quasi quasi - ha commenta il giornalista - mi sta bene: finalmente ci sarà una sede che potrà appurare se ho detto la verità. A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero". "Dopo tre giorni di delirio che prescinde dai fatti", ha detto Travaglio, si potrà stabilite "se le cose che ho detto me le sono inventate, se se l'è inventate Lirio Abbate e tutti coloro che le conoscono. Se si arriverà a questa conclusione, vorrà dire che Schifani ha ragione. Se il presidente del Senato verrà interrogato, mi auguro però che dia spiegazione su quei fatti sui quali ho chiesto spiegazioni. Speriamo sia un giudice a inchiodarlo ai fatti". "MI MANDERANNO VIA" - Prima il giornalista aveva detto di reputare a rischio la sua partecipazione ad Annozero, la trasmissione condotta da Michele Santoro disegnando quindi la sua idea di cosa accadrà nel prossimo futuro, dopo la polemica legata alle sue parole contro Schifani sabato. "L'Authority sanzionerà Che tempo che fa di Fazio con un provvedimento diretto alla Rai che mi ha consentito di dire cose vere. Poi - ha detto Travaglio - la Rai mi denuncerà e così io non potrò più partecipare a Annozero. E così si saranno tolti il problema". Travaglio ha partecipato lunedì a un dibattito sulla Costituzione alla Fiera del Libro. Molti quelli che non sono riusciti ad entrare in una sala già affollatissima e tanti gli slogan tra cui "Marco resisti". GRILLO CONTRO FAZIO - Contro Fazio nel frattempo si scaglia Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche giornalisti... sono impiegati": è stata la risposta del comico genovese a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv dal conduttore di Che tempo che fa. "Io - ha aggiunto Grillo - a prescindere da qualsiasi cosa, sono con Travaglio. Vi sembra che tentenni?". ANCHE ANNOZERO SUL TAVOLO DELL'AGCOM - Sempre mercoledì prossimo, sul tavolo dell'Agcom tornerà anche il caso Annozero, cioè la puntata del primo maggio del programma di Michele Santoro che ha dato ampio spazio al V2-Day di Beppe Grillo e sulla quale l'organismo di garanzia ha già aperto un'istruttoria. All'ordine del giorno della riunione del Consiglio è previsto infatti, in sede di delibera, il "procedimento per l'accertamento dell'eventuale violazione degli obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo e le determinazioni conseguenti". L'Autorità potrà dunque arrivare subito a una decisione, anche su Travaglio, in base agli elementi in suo possesso, oppure chiedere alla Rai ulteriore documentazione e controdeduzioni (come è stato già fatto per Annozero). Il dibattito, comunque, in seno all'organismo di garanzia è serrato: a quanto si apprende da ambienti di via delle Muratte, già nei giorni scorsi, in occasione della discussione sull'apertura, decisa a maggioranza, dell'istruttoria su Annozero, si è aperto un confronto sui limiti della competenza dell'Autorità stessa nella valutazione delle linee editoriali delle trasmissioni televisive. SCONTRO VIOLANTE-COLOMBO - Intanto, sul caso Travaglio, è polemica a distanza tra Luciano Violante e Furio Colombo. Quest'ultimo ha dichiarato: "Mi scandalizzano le parole usate da Violante che chiama 'pettegolezzo' ciò che ha scritto un giornalista che è scortato per minacce di mafia, ovvero Lirio Abbate, il cui frammento di libro è stato citato da Travaglio. Chiamare "pettegolezzo" una testimonianza di mafia, mi pare inconcepibile e sta allargando in modo allarmante il 'livello Bondi', che sta diventando il parametro a cui una parte dell'opposizione aspira ad omologarsi". Immediata la replica di Violante: "Colombo ha travisato completamente e spero non intenzionalmente il mio pensiero. Le mie dichiarazioni si riferivano senza equivoci, infatti, a Travaglio. Non è stato mai da me menzionato né direttamente né indirettamente un professionista serio e capace come Lirio Abbate". stampa |.

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Schifani querela per calunnia (sezione: Grillo)

( da "Citta' di Salerno, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Travaglio replica: mi sta bene, si vedrà se ho detto la verità E Grillo attacca anche Fazio: giornalisti? Sono impiegati Prosegue lo scontro sulle frequentazioni con ex mafiosi attribuite in tv al presidente del Senato MARIA BERLINGUER ROMA. "Pentito? Ma per piacere non scherziamo, figuriamoci se sono pentito per quello che ho detto, anzi sono stato anche troppo buono e poi nessuno dice che quanto ho detto è falso". Marco Travaglio non fa passi indietro e rivendica le accuse fatte dallo studio di "Che tempo che fa" contro il presidente del Senato, a proposito di presunte sue ex frequentazioni mafiose. Renato Schifani risponde con una querela per calunnia: "Il presidente del Senato ha dato mandato ai suoi avvocati per agire giudizialmente nei confronti delle affermazioni calunniose rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona", afferma una nota dell'ufficio stampa del Senato. "Paradossalmente" Marco Travaglio si dice sollevato. "Quasi quasi - commenta il giornalista - mi sta bene: finalmente ci sarà una sede che potrà appurare se ho detto la verità. A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero". A due giorni di distanza dalla trasmissione la polemica è tutt'altro che archiviata. C'è anche la stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche giornalisti... sono impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su Schifani. Contro il giornalista si sono schierate sia la maggioranza che l'opposizione, con la sola eccezione di Antonio Di Pietro. "E' proprio vero che la lingua batte dove il dente duole" dice il leader dell'Italia dei valori accusando destra e sinistra di fare quadrato in difesa della Casta e invitando Schifani a rispondere sui fatti. Mercoledì il caso Travaglio sarà esaminato dalla Autorità garante per le telecomunicazioni, decisa a prendere provvedimenti nei confronti del giornalista e dello stesso Fabio Fazio. L'ordine del giorno della Agcom presieduta da Antonio Catricalà prevede sanzioni anche per Michele Santoro per la puntata di "Annozero" dedicata al V-Day di Beppe Grillo. Scontato per Travaglio l'esito del "processo". "L'Authority sanzionerà 'Che tempo che fa' di Fazio con un provvedimento diretto alla Rai che mi ha consentito di dire cose vere, poi la Rai mi denuncerà e non non potrò più partecipare ad Annozero, così si saranno tolti il problema", pronostica. "Per quanto mi riguarda ascoltare Travaglio o guardare la famiglia Addams è la stessa cosa, almeno fino a quando non sono costretto a pagare io con il canone", premette Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa. "Se però uno l'assume sa a cosa va incontro e deve farsi carico dei debiti e dei crediti: bisogna prendersela con chi l'ha assunto". Nel mirino c'è il direttore generale, Claudio Cappon che An e Lega vorrebbero far fuori insieme al Cda per dare il via all'inevitabile Raibaltone dei direttori di rete e testata. E critici sono anche gli esponenti del Pd. "La Rai è di fronte a un bivio: o diventa il megafono di una cultura che non appartiene al servizio pubblico o inverte la rotta spezzando la catena di insulti e trivialità", dichiara Giorgio Merlo. Marina Sereni, vicecapogruppo Pd alla Camera, chiede rispetto per tutti ma sospetta che qualcuno voglia approfittare della vicenda per "fare un repulisti e avviare la resa dei conti".

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Domani della vicenda si occuperà anche l'Agcom (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta del Sud" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Cda Rai, si prevede un'animata discussione roma Per il caso Travaglio domani sarà una giornata clou. Si prevede una riunione molto animata del cda Rai, con una relazione del direttore generale, Claudio Cappon, che ha già duramente stigmatizzato il comportamento di Travaglio. L'Agcom, poi, potrebbe decidere di intervenire su "Che tempo che fa", ma anche sulla puntata di "Annozero" del primo maggio, con il servizio sul "Vaffa2-Day" di Beppe Grillo, sulla quale ha già aperto un'istruttoria. Su richiesta a quanto si apprende di cinque commissari su nove (su iniziativa di Giancarlo Innocenzi e Enzo Savarese), l'ordine del giorno della riunione dell'Agcom è stato aggiornato ieri con un "procedimento per l'accertamento dell'eventuale violazione degli obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo" e per le "determinazioni conseguenti", con riferimento ai due programmi. L'Authority interverrebbe in base all'articolo 48 del Testo Unico della Radiotelevisione, che prevede la vigilanza sull'applicazione del contratto di servizio. In ballo ci sarebbe, in particolare, l'articolo 4 dello stesso Testo Unico, che impone come obbligo alla tv pubblica il rispetto dei "diritti fondamentali della persona". Il dibattito, però, in Autorità è aperto: ci sarebbero infatti posizioni favorevoli a una multa immediata all'azienda (si andrebbe da cinquemila a 52 mila euro), altre invece pronte a mettere in discussione la titolarità stessa dell'organismo di garanzia a intervenire sulle linee editoriali dei programmi tv. Dal canto suo, Marco Travaglio non si sente soggetto all'autorità del consiglio di amministrazione Rai e dell'Agcom e infatti ieri ha dichiarato: "L'articolo 21 della Costituzione sulla libertà di stampa, che è contro ogni ipotesi di censura, non è mai esistito e oggi meno che mai. Oggi il re è nudo. E la gente, giustamente, non si fida più dei giornali. E gli organi che sovrintendono al sistema dell'informazione, come l'Autority, il cda della Rai, la Commissione di Vigilanza, sono tutti composti da uomini politici, in linea di massima trombati".

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Fazio: Travaglio? Lo inviterei ancora (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Schifani Alemanno sdogana il Festival di Massenzio "La tv non può escludere nessuno, no a liste di proscrizione" Fazio: Travaglio? Lo inviterei ancora Querela Travaglio "Calunnie su di me" E Sgarbi sarà consulente del neosindaco Se uno mi chiedesse qual è la morale di questa storia risponderei così: dopo aver fatto le dovute scuse, non vorrei che da un singolo incidente - come ne possono capitare a chi lavora con uno strumento tanto delicato com'è la parola - si traesse lo spunto per limitare la libertà d'espressione". Sono passati due giorni dall'intervista a Marco Travaglio e dal finimondo che ne è nato. Fabio Fazio ha letto tutto, ascoltato le reazioni, chiesto scusa e, ieri, cercato di vivere una giornata come le altre, scandita dai soliti ritmi di lavoro a Milano, già a pensare alla prossima puntata della sua trasmissione. Ovviamente però gli si affacciano - e gli vengono rivolte - mille domande, in queste ore. Ha mai pensato che invitare Travaglio poteva far nascere tutto questo? "Travaglio è venuto altre tre volte, è un giornalista che vende migliaia di libri, va nei teatri, scrive sui giornali. È evidentemente molto interessante dal punto di vista televisivo". Tuttavia viene ormai vissuto dai suoi nemici come una provocazione vivente, c'è chi la accusa sostenendo che chiamarlo è stato di per sé provocatorio. "Per quel che mi riguarda, c'è provocazione se c'è premeditazione, dunque disonestà; e noi ovviamente non avevamo premeditato nulla. La cosa che mi dispiace di più sono le teorie del complotto che ho sentito in queste ore: noi lavoriamo in una stanzetta a Milano, a pranzo andiamo in trattoria con gli autori, con Antonio Cornacchione. Parliamo, discutiamo e mangiamo. Tutto qui. L'idea che si immagini sempre il complotto, la trama, fa invece pensare che non possa esistere la normalità; è come se non si riuscisse a concepire che in Italia c'è chi lavora autonomamente". Non è che Travaglio aveva già deciso l'attacco che avrebbe sferrato? "Io credo che neanche Travaglio avesse premeditato nulla. Devo davvero ribadire che, nel mio modo di sentire, tutelare la libertà d'espressione di chi c'è è speculare alla tutela dei diritti degli assenti. Le opinioni sono totalmente legittime, l'offesa non lo è. Più in generale, per quanto mi renda conto che quel che dico possa sembrare impiegatizio, credo che le vicende della vita delle persone siano spesso complicate e, ad essere assertivi, non sempre si fa la cosa giusta. È il mio modo di essere e la cifra del nostro programma". Il pubblico come ha reagito, ha ricevuto mail, di sostegno, di protesta? "Non ho letto niente. Ma la mia sensazione è che queste vicende probabilmente incidano meno di quello che pensiamo sui telespettatori". Alcuni però sono convinti che questi incidenti avvengano sempre solo a danno del centrodestra. Come risponde? "Vede, questa stessa domanda presuppone che chi fa il mio mestiere lavori per la politica o addirittura per i partiti. È come se qualcuno pensasse che le nostre azioni fossero calcolate per ledere o, peggio ancora, per aiutare la politica. Noi non siamo dipendenti della politica. Semmai questo è un atteggiamento proprietario che ha la politica nei confronti dei cittadini. Lavoro per il pubblico. E per la Rai" Invitate Travaglio ma non, poniamo, Buttafuoco. "Ma la connotazione del programma non è politica, è culturale. Poi è ovvio che ogni conduttore abbia dei gusti o una sua cifra. Ogni programma ha un suo marchio e un suo stile, credo sia la somma dei programmi che deve garantire la pluralità e la differenza". Però le reazioni politiche sono state trasversali, dal Pdl al Pd. Pensa che qualcuno stesse cercando il casus belli? "Ecco, proprio io non posso accreditare la teoria del complotto. Diciamo che il cda della Rai è in scadenza, dunque il momento è delicato". Per caso l'ha chiamata Schifani? "No, penso che abbia cose più urgenti da fare". Fazio, lei inviterebbe di nuovo Travaglio? "Per quel che mi riguarda, questa è una domanda che non deve neanche esser posta: la tv è inclusiva e non può escludere nessuno. La cultura delle liste di proscrizione è quanto di più distante ci sia da me. Ho già detto, mi dispiace molto per quanto è accaduto, però credo che per tutti sia preferibile una tv con qualche incidente ma tanta libertà d'espressione, piuttosto che una tv senza incidenti ma per niente libera".Il presidente del Senato Schifani ha dato mandato ai suoi avvocati di procedere penalmente contro "le affermazioni calunniose nei suoi confronti". Batte sul tempo l'Agcom, l'agenzia per le comunicazioni, che domani deciderà se acquisire il video di "Che tempo che fa", per poi decidere eventuali provvedimenti nei riguardi di Fazio. Il conduttore viene definito "un impiegato, non un giornalista" da Beppe Grillo, per aver porto le scuse dissociandosi da Travaglio, che il comico considera al contrario "più di un giornalista, una grande persona", irridendo inoltre l'"indignazione generale dei veltruschini". Pare del tutto falso invece che An si accinga a chiedere la testa di Fazio o di Travaglio. "Non vogliamo mica dar loro la palma del martirio", dice Mario Landolfi, attuale presidente della Vigilanza. \Il Festival delle Letterature di Roma? "Un'eredità positiva della precedente amministrazione", concede il neosindaco Gianni Alemanno, ieri alla conferenza di presentazione in Campidoglio. "Il programma è stato elaborato prima delle elezioni, nelle future edizioni faremo un ragionamento più approfondito". Come per l'Estate Romana: un appuntamento "tradizionale", riconosce, "vi lavorano anche alcune associazioni vicine alla mia area, come Colle Oppio. Valuteremo quali iniziative rilanciare". E a dargli una mano sui beni culturali, sarà l'ex assessore milanese Vittorio Sgarbi. "Alemanno farà un discorso più approfondito? Giusto, non è ingerenza", garantisce la curatrice del Festival Maria Ida Gaeta, da una ventina d'anni impegnata nella cultura in città. Gran parte dei quali con amministrazioni di centrosinistra. "Ho sempre lavorato da tecnica, è follia pensare che tutto finisca perché non ci sono più certi politici". \.

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L' amaca (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Commenti L' Amaca Con la sua amabile parlata da fondovalle appenninico, l'onorevole Giovanardi è la prova vivente delle radici popolari del Pdl. Il solo vederlo ci ispira umori festosi, e dunque ci dispiace doverlo redarguire dopo averlo sentito dire, in un talk show, che persone come Beppe Grillo "si sono arricchite con l'antiberlusconismo". è un pietoso limite dei politici italiani pensare che tutto ruoti attorno alle loro gesta, e ogni destino umano sia appena un riflesso di quanto accade da Fortunato al Pantheon. Grillo, come è ovvio, deve le sue fortune artistiche (di quelle anti-politiche non è qui il caso di parlare) esclusivamente al fatto che eserciti di persone, da trent'anni, pagano il biglietto per andare ai suoi spettacoli. Era arci-famoso, e strapagato, già quando Berlusconi si limitava a costruire condomini con laghetti, e quando Giovanardi era noto solo nel suo isolato. L'idea ? grottesca ? che il successo artistico, specie se pluridecennale, abbia gli stessi ritmi e le stesse ragioni delle legislature, lo stesso respiro corto e convulso del potere, la dice lunga su quanto narciso sia lo sguardo della politica quando si volge a cose che non controlla e non capisce. è esattamente in questo quadro, vagamente paranoico, che la politica italiana ha deciso di trattare come una crisi istituzionale una frase detta dal giornalista Travaglio in televisione.

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Caso travaglio: querela da schifani, accuse da pd e pdl (sezione: Grillo)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità Caso Travaglio: querela da Schifani, accuse da Pd e Pdl Domani la decisione dell'Agcom. Il giornalista ribadisce: "Non mi pento, nessuno dice che ho detto il falso" ROMA "Pentito? Ma per piacere non scherziamo, figuriamoci se sono pentito per quello che ho detto, anzi sono stato anche troppo buono e poi nessuno dice che quanto ho detto è falso". Marco Travaglio non fa passi indietro e rivendica le accuse fatte dallo studio di "Che tempo che fa" contro il presidente del Senato, a proposito di presunte sue ex frequentazioni mafiose. Renato Schifani risponde con una querela per calunnia: "Il presidente del Senato ha dato mandato ai suoi avvocati per agire giudizialmente nei confronti delle affermazioni calunniose rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona", afferma una nota dell'ufficio stampa del Senato. "Paradossalmente" Marco Travaglio si dice sollevato. "Quasi quasi - commenta il giornalista - mi sta bene: finalmente ci sarà una sede che potrà appurare se ho detto la verità. A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero". A due giorni di distanza dalla trasmissione la polemica è tutt'altro che archiviata. C'è anche la stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... Non sono neanche giornalisti... Sono impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su Schifani. Contro il giornalista si sono schierate sia la maggioranza che l'opposizione, con la sola eccezione di Antonio Di Pietro. "È proprio vero che la lingua batte dove il dente duole" dice il leader dell'Italia dei valori accusando destra e sinistra di fare quadrato in difesa della Casta e invitando Schifani a rispondere sui fatti. Mercoledì il caso Travaglio sarà esaminato dalla Autorità garante per le telecomunicazioni, decisa a prendere provvedimenti nei confronti del giornalista e dello stesso Fabio Fazio. L'ordine del giorno della Agcom presieduta da Antonio Catricalà prevede sanzioni anche per Michele Santoro per la puntata di "Annozero" dedicata al V-Day di Beppe Grillo. Scontato per Travaglio l'esito del "processo". "L'Authority sanzionerà "Che tempo che fa" di Fazio con un provvedimento diretto alla Rai che mi ha consentito di dire cose vere, poi la Rai mi denuncerà e non non potrò più partecipare ad Annozero, così si saranno tolti il problema", pronostica. "Per quanto mi riguarda ascoltare Travaglio o guardare la famiglia Addams è la stessa cosa, almeno fino a quando non sono costretto a pagare io con il canone", premette Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa. "Se però uno l'assume sa a cosa va incontro e deve farsi carico dei debiti e dei crediti: bisogna prendersela con chi l'ha assunto". Nel mirino c'è il direttore generale, Claudio Cappon che An e Lega vorrebbero far fuori insieme al Cda per dare il via all'inevitabile Raibaltone dei direttori di rete e testata. E critico è anche Franco Frattini, neo ministro degli Esteri: ""Che tempo che fa" è stato un attacco a freddo che non è uno strascico della campagna elettorale, è stata una cosa di una gravità inaudita". E molto critici sono anche gli esponenti del Pd. "La Rai è di fronte a un bivio: o diventa il megafono di una cultura che non appartiene al servizio pubblico o inverte la rotta spezzando la catena di insulti e trivialità", dichiara Giorgio Merlo. Marina Sereni, vicecapogruppo Pd alla Camera, chiede rispetto per tutti ma lancia il sospetto che qualcuno voglia approfittare della vicenda per "fare un repulisti e avviare la resa dei conti". Maria Berlinguer.

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Il caso Travaglio accelera lo spoil system: Paglia nuovo dg (sezione: Grillo)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Cambio dei dirigenti alla rai Il presidente del Senato Schifani querela il giornalista che lo aveva accusato di presunte frequentazioni mafiose 13/05/2008 Roma. La Rai e il suo (Marco) Travaglio arriveranno, domani, sul tavolo del Consiglio d'amministrazione della tv pubblica e dell'Agcom, l'Autorità per le comunicazioni presieduta da Corrado Calabrò, che dovrà decidere sulle frasi pronunciate dal giornalista sabato scorso (ospite del programma di Fabio Fazio, a Che tempo che fa, Raitre) sul Presidente del Senato Renato Schifani accusato, senza contradditorio, da Travaglio di "avere avuto amicizie con persone poi condannate per mafia". Frasi che hanno indotto Schifani a dare mandato ai suoi legali di querelareil giornalista "per le affermazioni calunniose". Le scuse di Fabio Fazio, dopo lo sdegno espresso da Schifani ("si tratta di fatti inconsistenti e manipolati, c'è chi vuole minare il dialogo"), sono già arrivate domenica, in diretta tv, mentre il centrodestra attaccava Travaglio ("un agguato premeditato") e il centrosinistra si dimostrava solidale con il Presidente del Senato: "Una cosa inaccettabile" parole di Anna Finocchiaro, Pd . Il fatto è che domani l'Agcom, oltre a valutare le parole di Travaglio contro Schifani (il giornalista rischia provvedimenti che vanno dal richiamo alla sanzione amministrativa), si ritroverà sul tavolo pure la questione di AnnoZero, il programma di Michele Santoro (con cui collabora lo stesso Travaglio) e la puntata del Primo maggio sul Vaffa-day 2 di Beppe Grillo contro l'informazione. All'ordine del giorno della riunione del Consiglio è previsto il "procedimento per l'accertamento dell'eventuale violazione degli obblighi del servizio pubblico". Per questo la giornata di mercoledì potrebbe segnare il centro di un nuovo scontro politico sull'informazione, con il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro schierato con Santoro e Travaglio e con il Pdl ed il Pd dall'altra parte. L'Agcom dovrà valutare poi se arrivare subito ad una decisione su Travaglio oppure se chiedere alla Rai ulteriore documentazione e controdeduzioni (come è stato già fatto per Annozero). Le tensioni, anche all'interno del'Autorità non mancano: l'apertura dell'istruttoria sul programma di Santoro, infatti, decisa a maggioranza avrebbe fatto storcere la bocca a qualche consigliere sull'ambito di competenza dell'Autorità nella valutazione delle linee editoriali delle trasmissioni televisive. Chi non storce la bocca e fa previsioni sul suo futuro, invece, è proprio Marco Travaglio. Il giornalista è sicuro di essere cacciato e Santoro lo difende: "L'Authority - dice - sanzionerà Che tempo che fa di Fazio con un provvedimento diretto alla Rai che mi ha consentito di dire cose vere. Poi la Rai mi denuncerà e così io non potrò più partecipare a Annozero. E così si saranno tolti il problema". Mentre Santoro & Travaglio vanno a braccetto, agitando lo spettro della censura, la politica comincia a ridiscutere degli equilibri in Rai. Le caselle sono tante: c'è la Presidenza di Claudio Petruccioli, per ora abbastanza stabile; ci sono i posti nel Cda dove, comunque, il centrodestra con il ritorno di Claudio Petroni ha la maggioranza, 5 a 4. C'è la direzione generale, occupata da Claudio Cappon: nelle ultime ore si parla di Guido Paglia (area An) al suo posto, una casella che avrebbe fatto tornare i conti dei sottosegretari tra Lega, An e Forza Italia. Ma Walter Veltroni, leader del Pd, avverte: "La nomina di un altro Cda con la legge Gasparri è una scelta non all'altezza dei problemi della Rai". E ancora: "Quello della Rai è uno dei grandi temi delle regole del gioco, e la nomina del Cda è solo una parte di questo tema. "Bisogna cambiare il meccanismo di nomina e anche l'architettura del potere interno dell'azienda". Altri giri di valzer sarebbero in arrivo ai TgR (i 20 tg regionali) dove alla direzione arriverebbe Giuliana Del Bufalo. Ci sono poi le 18 direzioni generali di cui sei chiave: le tre direzioni di rete, Fabrizio Del Noce (Raiuno-Fi), Antonio Marano (Raidue-Lega) e Paolo Ruffini (Raitre-Pd) e le tre dei Tg nazionali, Gianni Riotta (Tg1-Pd), Mauro Mazza (Tg2-An), Antonio di Bella (Tg3-Pd). Ridistribuirle, per il centrodestra, significherebbe andare a toccare le tre occupate dal centrosinistra, Tg3, Rai3 e il Tg1 dove siede Riotta (dato in quota Pd). Più facile, quindi, a parte il Tg1, una redistribuzione dei posti chiave nelle reti e direzioni minori, dove le presenze di uomini vicini al centrosinistra sono parecchie. Massimiliano Lenzi 13/05/2008 Post-it 13/05/2008 Nel caso Travaglio credo esistano soltanto due opzioni: o è vero o non è vero. Il resto è pantomima. 13/05/2008.

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Roma invivibile? ma l'emergenza forse è altrove (sezione: Grillo)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Gorizia Roma invivibile? Ma l'emergenza forse è altrove Dalle elezioni una serie di eventi che rischiano di cambiare l'assetto politico-sociale dell'intero Paese Mi permetto di soffermarmi sulla prima vicenda delle elezioni: gli italiani, sono stati chiamati alle urne. Solo e rigorosamente italiani però, esclusa tutta la massa di extracomunitari. Anche se pagano le stesse tasse, e qualcuno, casualmente, lavora dalla mattina alla sera, magari anche in condizioni "disagiate", non gli viene ancora riconosciuto il diritto di essere rappresentati nel teatro politico del Paese. Gli italiani hanno dunque deciso tra i due contendenti, Silvio Berlusconi, che in gran parte deve la sua vittoria alla Lega nord, capitanata da Umberto Bossi. A confermare, tuttavia, le tendenze conservatrici del Paese è sopraggiunta anche la vittoria del rappresentante di Alleanza Nazionale Gianni Alemanno, che ha promesso ai suoi elettori più sicurezza. Sembra proprio che la Roma di due stupri in due giorni, richieda proprio questo: più sicurezza. La capitale sembra essere diventata invivibile. Casualmente, negli ultimi tempi, sembra che in Italia si siano concentrate le masse più pericolose di stranieri di tutta Europa. Tuttavia l'Italia ha tanti altri problemi da curare, tra questi però non sembra più figurare l'emergenza rifiuti a Napoli, alla quale non è stata più riferito nessun accenno, dopo le elezioni. C'è già chi parla di strumentalizzazione dell'informazione: imbattibile arma persuasiva. Non si può, infine, non trattare del secondo V-day di Beppe Grillo, tenutosi a Torino il 25 aprile. Il comico ha radunato nel capoluogo piemontese cinquantamila persone, e tra un "vaffa" e l'altro ha esposto a gran voce una carrellata di truffe mascherate e ingiustizie che costellano l'Italia, tra queste anche la sconvolgente imparzialità dell'informazione. Resta da chiarire se l'oratore genovese abbia effettivamente creato un vero movimento capace di cambiare concretamente qualcosa in Italia, o se la gente radunata nella piazza torinese non fosse solo interessata ad ascoltare e informarsi realmente su quello che succede in Italia, piuttosto che agire. Con il secondo V-day si conclude un'altra stagione di attese, ma è chiaro che per l'Italia è iniziato un periodo di vitale importanza, e i più ottimisti si augurano che porterà a una nuova era di benessere. Lorena Canaku Liceo Leopardi-Majorana Pordenone.

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Addio con rancore agli sgarbi quotidiani (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina XIX - Milano Addio con rancore agli Sgarbi quotidiani "Non ne potevamo più: è stato un devastatore culturale". "Basta con uno che usa insulti a sinistra e destra solo per far notizia" Siamo tuttiarci-felicissimi per la cacciata di Sgarbi dalla giunta di Milano. Non ne potevamo più di questo personaggio. Dicono che aveva "vivacizzato" la cultura. Certo! L'ha vivacizzata come Bin Laden ha vivacizzato New York. In realtà Sgarbi è stato un devastatore culturale. La sua politica pro-leoncavallini e pro-writers, ha offertouna legittimazioneai delinquenti graffitari di tutto il mondo. Vada a fare le suesparatealtrove. Nessuno sentirà sua mancanza. Angelo Mandelli Vittorio Sgarbi è sempre più patetico. "Il problema a Milano è la mancanza di un progetto per la cultura che sia serio e che faccia della città un punto di riferimento internazionale". Questo non poteva avvenire con Sgarbi che un tale progetto ha dimostrato di non averlo. Oltretutto, a nome e per conto di una grande amministazione, usa ogni tipo di insulto a sinistra, e a volte anche a destra, pur di fare notizia. Un assessore degno di questo nome dovrebbe fare notizia con eventi culturali seri. E in questo senso Sgarbi di notizia ne ha fatta ben poca. Vi pare che un assessore alla cultura che parla in tv, e in quanto assessore ogni sua parola è la parola non del personaggio, ma dell'istituzione che rappresenta, debba avere aggettivazioni da buzzurro: faccia di merda, coglione, faccia da tonto, testa di c?. Essere della stessa parte politica di Sgarbi, e essere difesi da lui, è peggio che essere attaccati da un avversario. Adriano Primo Baldi Sgarbi fa notizia, vista la quantità di lettere arrivata. è un uomo intelligente e, credo, anche sensibile, ma è un luogo comune che le persone intelligenti siano anche buone, o oneste, educate eccetera. Sgarbi mi sembra una persona complicata e, alla fin fine, è pericoloso come il Cattivik dei fumetti. Ai tempi di Tangentopoli, qualche volta, dal Sud, mi chiamava mia madre: "Piero, ma che hai fatto?". Era lui che, bava alla bocca, dalla tv di Berlusconi attaccava i magistrati e non solo. Non faccio querele per principio, ma ero stupefatto del livore e degli epiteti. Poi, l'anno scorso, è venuto a teatro, alla prima di un mio spettacolo e si è comportato come se fossimo grandi amici. Sgarbi è un mix: un Funari che ha studiato, un Beppe Grillo che sostiene i vincenti, un Travaglio meno gelido. Se non cambia marcia finirà a sparare parole grosse, ma in qualche tragica tv locale, lamentandosi contro il sistema che ce l'ha con lui. Una sola cosa vorrei dirgli in pubblico: Sgarbi, ma può un intellettuale fare l'assessore? Per me, no.

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Il rettore: <Niente invito> Il Nobel: <Ospite mio> (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

ANCONA PRIMO PIANO pag. 3 Il rettore: "Niente invito" Il Nobel: "Ospite mio" IL BALLETTO DELLE RESPONSABILITA' INTORNO A GRILLO INVITATO o non invitato? A parte il fatto che al comico-tribuno Beppe Grillo sarebbe stato difficile imporre le regole della buona società e del R.s.v.p. è però vero che, a frittata ormai fatta, il rimpallo delle responsabilità è ora lo sport più in voga nel mondo accademico dorico. Ma visto che di organizzazione verticistica si parla, è quindi giusto stare alle parole del Magnifico Rettore Marco Pacetti che nel pomeriggio, dopo la raffica di agenzie sul Grillo-gate, ha diramato un comunicato stampa che in modo inequivocabile afferma: "Grillo, contrariamente a quanto da lui affermato, non era stato invitato dall'Ateneo". Lo stesso Pacetti non aveva nemmeno partecipato al pranzo vista la presenza di Grillo. D'altra parte a fine mattinata era stato l'ospite più alto in grado, addirittura un premio Nobel, Joseph Stiglitz a spazzare via ogni cerimoniale: "Ho invitato io Grillo a parlare, è un mio amico". L'IMPRESSIONE che si è avuta è che il premio Nobel americano non abbia compreso quanto le schermaglie politico-accademiche tra Grillo-Calafati e Balloni fossero poi degenerate in un teatrino tutto italiano con gli stracci che volano e le corporazioni che si difendono. In realtà per tutta la mattinata si è finto di non capire chi fosse il deus ex machina della giornata, ovvero la persona che, per stessa ammissione degli illustri ospiti Stiglitz Joseph e Grillo Beppe, ha avuto il merito, e a questo punto si può dire, il coraggio di aver allestito la giornata. Parliamo del professor Mauro Gallegati che di entrambi è solido amico e collaboratore, economista non nuovo a sfide nell'arena dei conflitti di opinione, prima orgoglioso e poi amareggiato per lo svolgimento di una giornata che comunque voleva essere un po' fuori dalle righe. Se qualcuno però si aspettava una provocazione intellettuale che cancellasse ogni torpore accademico, Ancona ieri non ha deluso. A TENTARE di comporre le divisioni restano le parole del Rettore: "Per le manifestazioni a carattere anche marcatamente politico, l'Università Politecnica delle Marche ha sempre garantito e garantirà agli studenti e alle loro organizzazioni la massima agibilità ma senza generare alcun tipo di confusione sulle finalita' delle manifestazioni stesse". Come dire che Grillo, almeno ad Ancona, getti la maschera e faccia il politico. Invitato o non invitato.

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L'ira di Grillo: <Voi siete finiti> (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

ANCONA PRIMO PIANO pag. 2 L'ira di Grillo: "Voi siete finiti" Il comico-tribuno dopo aver diviso la platea si scatena contro i prof di MARTINO MARTELLINI ? ANCONA ? ANCHE ad Ancona Beppe Grillo divide. Il comico-tribuno irrompe nell'aula universitaria dove l'amico premio Nobel ha appena finito il suo accademico seminario, arringa la folla, si becca le critiche di professori e studenti, esce e ritorna e poi abbandona definitivamente seppellendo i docenti che lo contestano con un lapidario "siete persone finite, insegnate concetti vecchi". Tutto in una mattina.In realtà il protagonista della giornata doveva essere il premio Nobel Joseph Stiglitz, economista americano considerato molto scomodo dall'ambiente che gira intorno a Bush ed invece molto in voga per le sue critiche agli squilibri dell'economia mondiale e popolarissimo tra i fan del web. Ad accogliere Stiglitz tutto il gotha dell'economia dorica, tanti studenti in un'atmosfera volutamente non paludata. La mattinata cambia colore alla fine dell'intervento di Stiglitz e del dibattito Grillo, fino a quel momento pacioso ed abbronzato seduto tra i ragazzi, inizia il suo show lanciando strali contro l'iniziativa telematica dell'ex viceministro Vincenzo Visco di mettere sul web i redditi degli italiani. Mentre prosegue su questo registro, si alza dalla platea il professor Antonio Calafati, peraltro collaboratore del blog di Grillo, il quale, pur dicendosi suo grande estimatore, lo contesta osservando che il profilo politico delle esternazioni del comico genovese contrasta con il carattere prettamente scientifico della mattinata e con l'esigenza di salvaguardare l'autonomia dell'università. APPLAUDE una buona metà dell'aula, mentre l'altra metà resta silente. Calafati rivolge anche aspre critiche a chi ha invitato Grillo a prendere la parola. Grillo rimane visibilmente spiazzato, e, affermando di essere stato invitato a prendere la parola da Stiglitz e dal professor Mauro Galegatti, pure lui docente universitario ad Ancona e coorganizzatore del primo V-day, interrompe il suo discorso. IL CONFRONTO con Calafati prosegue fuori dall'aula. Fino a che Grillo non rientra e riprende la parola. Non pago, tiene una breve lezione sul pil, utilizzando, per farlo, uno spazzolino da denti. "E voi ? conclude ? state qui a contestare me?". A questo punto si alza l'onomista Valeriano Balloni, che respinge la pretesa di Grillo di spiegare a suo modo l'economia nella facoltà fondata da Giorgio Fuà. Una reazione che induce il comico ad andarsene, seccato, affermando ad alta voce: "siete persone finite, insegnate concetti vecchi". Poi, una volta all' esterno dell'aula, Grillo rincalza sul "metodo di insegnare l'economia di questi anziani docenti che si sentono bypassati da nuove regole, che non conoscono assolutamente la rete. Dentro la mattinata si conclude con un po' di amarezza con la sensazione dell'inconciliabilità di Grillo-tribuno con qualsiasi forma di dibattito.

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Tv e giustizia 3 l'agcom interviene, schifani fa causa. i vertici rai nel menù del primo vertice silvio-walter (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Tv e giustizia 3 l'agcom interviene, schifani fa causa. i vertici rai nel menù del primo vertice silvio-walter Tornano in pista anche Colombo&Pardi. E il Pd teme una trappola Nel giorno in cui interviene l'Agcom e Renato Schifani decide di portare Marco Travaglio in tribunale ("Sarà quella la sede in cui, da una puntuale ricostruzione dei fatti, la magistratura potrà stabilire le responsabilità di coloro che hanno dato luogo ad un'azione altamente diffamatoria"), nel grande polverone s'inserisce Beppe Grillo. Che si posiziona al fianco di Tonino Di Pietro. In difesa di Travaglio. "I veltruschini quadrinariciuti sono la stessa cosa. Il dialogo tra Finocchiaro e Gasparri - afferma Grillo - è un fatto genetico. Hanno lo stesso Dna". Il comico genovese usa l'artiglieria ironica. "Anche El Pais ha attaccato il presidente del Senato e ben prima di Travaglio. Bombardiamo Zapatero e la stampa indipendente spagnola. ¡Que viva Franco!". Sul caso Travaglio-Schifani, il vecchio fronte girotondino si ricompone. Non manca nessuno. Furio Colombo, alle colonne di articolo21.info , attacca frontalmente le dichiarazioni di ieri l'altro di Anna Finocchiaro. "Ormai c'è allergia per la libertà di informazione" è la conclusione a cui giunge l'ex direttore dell'Unità . Tesi condivisa da Pancho Pardi, arrivato al Senato con l'Italia dei valori: "Quello di Travaglio è il comportamento di un giornalista libero, con il dovere di fornire un'informazione corretta. Quelli che riguardano il presidente del Senato, sono fatti già noti da tempo, attraverso varie pubblicazioni, la cui diffusione a stampa non ha prodotto querele nei confronti degli autori. L'importante è che queste notizie non vadano in televisione...". Difende Travaglio anche Giovanni Bachelet, del Pd. "In un paese normale, a Travaglio si replicherebbe nel merito, con serena puntualità". E Travaglio? Non fa passi indietro. Ne fa più d'uno avanti. "Pentito io? Anzi, sono stato anche troppo buono", risponde ad Affaitaliani . E ancora: "L'Authority sanzionerà il programma di Fazio, poi la Rai mi denuncerà e così io non potrò più partecipare a Anno Zero . E così si saranno tolti il problema". Dalla maggioranza, tutte le forze politiche difendono Schifani. Tutti contro Travaglio tranne Alemanno. "Penso che questa vicenda - ha detto il sindaco di Roma - possa essere chiusa e archiviata. L'importante è che questa legislatura inizi all'insegna del dialogo". Continuano a difendere Travaglio sia l'Idv che una parte del Prc. "Il coro bipartisan contro Travaglio è preoccupante, anzi indecente", mette a verbale Paolo Ferrero, candidato alla successione di Giordano. Dentro il Pd, la posizione ufficiale è quella sintetizzata domenica dalla Finocchiaro. Ma nel partito cresce il sospetto di chi pensa che il Pdl sfrutti il polverone per altri fini. Come Renzo Lusetti: "È importante che l'Agcom non invada il campo su questioni editoriali che vanno affrontate all'interno della azienda Rai. Il caso Travaglio non deve essere il pretesto per un attacco ai vertici dell'azienda e della terza rete". Tutto questo dovrebbe rientrare nel menù del primo incontro Veltroni-Berlusconi. "Nominare un nuovo Cda con le regole della Gasparri non è all'altezza dei problemi dell'azienda - ha detto il segretario del Pd -. Ne parlerò col capo del governo". Intanto è arrivata la risposta di Gasparri: "Rinviare il rinnovo del Cda Rai vorrebbe dire paralizzare l'azienda e metterla in ginocchio. La legge c'è, i tempi sono chiari. Non c'è ragione per lavorare contro la Rai, come propone la sinistra". 13/05/2008.

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Schifani querela Travaglio (sezione: Grillo)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Primo Piano Pagina 102 Finisce in tribunale la polemica innescata dal programma di Fazio Schifani querela Travaglio Finisce in tribunale la polemica innescata dal programma di Fazio --> ROMA Il caso Marco Travaglio-Che tempo che fa finirà in tribunale: il presidente del Senato, Renato Schifani, bersaglio delle acuse del giornalista nella puntata di sabato scorso, ha infatti deciso di rivolgersi alle vie legali contro le "affermazioni calunniose" nei riguardi della sua persona. La vicenda finirà mercoledì anche sul tavolo del cda Rai e del Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, che potrebbe chiedere approfondimenti o decidere direttamente sanzioni a carico dell'azienda. Con il vertice Rai in scadenza a fine mese, anche ieri però la polemica è stata tutta politica. Il Pdl accusa il trio Di Pietro-Giulietti-Travaglio di cercare la "rissa" tra maggioranza e opposizione, dice il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, facendo fallire le prove di dialogo ribadite da una telefonata Berlusconi-Veltroni. Il Pd intravede, invece, da parte della maggioranza il tentativo di lanciare l'offensiva su Viale Mazzini: il leader Walter Veltroni assicura che la Rai sarà "uno dei grandi temi delle regole del gioco", ma chiede di cambiare i criteri di nomina del cda, perchè applicare la legge Gasparri sarebbe "una scelta non all'altezza dei problemi dell'azienda". Intanto l'appoggio di Antonio Di Pietro a Travaglio (unica voce fuori dal coro, se si esclude Rifondazione) potrebbe far fallire l'ipotesi di una presidenza Idv per la commissione di Vigilanza: niente presidenza, dice Cicchitto, "a chi incarna la punta di diamante degli sconvolgimenti della Rai". Travaglio tiene il punto ("Aspetto solo che qualcuno mi smentisca") e "paradossalmente" si augura che la querela di Schifani - ricevuto nel pomeriggio al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - serva a fare chiarezza: "A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero". Fatti che, ripete il giornalista, sono stati già raccontati nel suo libro "Se li conosci li eviti," scritto a quattro mani con Peter Gomez, e dal cronista dell'Ansa Lirio Abbate. L'Agcom, dal canto suo, potrebbe decidere di intervenire su Che tempo che fa, ma anche sulla puntata di Annozero del primo maggio, con il servizio sul V2-Day di Beppe Grillo, sulla quale ha già aperto un'istruttoria.

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Grillo attacca Fazio: <Non è un giornalista ma un impiegato> (sezione: Grillo)

( da "Adige, L'" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Le reazioni Antonio Di Pietro difende Marco Travaglio Grillo attacca Fazio: "Non è un giornalista ma un impiegato" ROMA - "Non ho commenti su quelle persone ... non sono neanche giornalisti ... sono impiegati": è stata la risposta di Beppe Grillo a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio sul presidente del Senato, Renato Schifani, a Che tempo che fa. Grillo ha scambiato alcune battute con i giornalisti dopo l'inatteso show tenuto stamane all'Università politecnica delle Marche di Ancona, in occasione della lezione del nobel americano per l'economia Joseph Stiglitz. E ancora parlando di Travaglio ha aggiunto: "io, a prescindere da qualsiasi cosa, sono con Travaglio. Vi sembra che tentenni?". "Travaglio - ha aggiunto - non è un giornalista, è una grande persona; sono grandi persone che pensano e scrivono, non sono più giornalisti, sono qualcosa di altro; siamo tutti giornalisti...". "L'azione giudiziaria che il presidente del Senato Schifani vuole promuovere nei confronti di Marco Travaglio, è come un boomerang che torna in faccia a chi lo ha tirato quando non colpisce l'avversario". Lo afferma il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. "Ed in questo caso - prosegue Di Pietro - ci pare proprio che andrà a finire così. Travaglio ha infatti rispettato sia il dovere di cronaca, raccontando come sono andati i fatti, sia il diritto di critica a cui deve sottoporsi ogni carica dello Stato". 13/05/2008.

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Libertà di espressione, l'opposizione si divide Bachelet: perché non si risponde nel merito al giornalista? Il presidente del Senato ricevuto al Colle (sezione: Grillo)

( da "Unita, L'" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Stai consultando l'edizione del Libertà di espressione, l'opposizione si divide Bachelet: perché non si risponde nel merito al giornalista? Il presidente del Senato ricevuto al Colle di Federica Fantozzi / Roma L'AFFAIRE SCHIFANI surriscalda il clima intorno alla Rai. Mentre Travaglio si dichiara "non pentito" e continua "ad attendere smentite prima di chiedere scusa", le scuse in diretta tv di Cappon e Fazio non bastano a chiudere la questione. Il presidente del Senato annuncia querela contro le "affermazioni calunniose" del giornalista. E ieri è salito al Colle per un colloquio "cordiale" di 40 minuti con Napolitano. Clemente Mastella si fa vivo sul suo blog rilevando che "se fossi stato altrettanto difeso quando la gogna mediatica del trio Santoro-Travaglio-Vauro si abbatteva su di me, la scorsa legislatura avrebbe potuto avere un percorso diverso". L'ex Guardasigilli si chiede: "Dove erano quando si organizzavano trappole contro di me? Restano i telepredicatori giustizialisti e i Robespierre della politica. Forse è ora di rendere la Rai meno partigiana". Furio Colombo critica la posizione di Anna Finocchiaro e Luciano Violante. Il riferimento è alle parole dell'ex presidente della Camera sul Corsera: "Mi scandalizza - continua Colombo - che chiami pettegolezzo quanto ha scritto Lirio Abbate. Chiamare così una testimonianza di mafia è inconcepibile". Replica Violante: "Colombo ha travisato completamente e spero non intenzionalmente il mio pensiero. Mi riferivo a Travaglio e non a un professionista serio come Abbate". Anche Beppe Grillo, dopo aver definito lapidariamente Fazio "un impiegato", attacca l'opposizione: "Schifani è indignato. È in buona compagnia: sono indignati i vertici Rai, il PdL e il Pd. I veltruschini sono quadrinariciuti: due narici di destra e due di sinistra". Il comico se la prende anche con il "nuovo corso": "Schifani non si preoccupi per il dialogo: può avvenire solo tra soggetti distinti, invece i veltruschini hanno lo stesso dna". Dal Pd Giovanni Bachelet nota che "alle affermazioni di Travaglio in tv in un Paese normale si replicherebbe nel merito con serena puntualità". E l'Associazione familiari delle vittime di mafia esprime "solidarietà e incoraggiamento" al giornalista. Libertà & Giustizia si domanda "come mai Schifani non abbia ancora chiarito. Da noi fa scandalo ciò che altrove è giornalismo". Vincenzo Vita teme che, "al di là delle critiche a Travaglio, il caso diventi un cavallo di Troia per l'assalto alla Rai". Nel centrodestra continuano invece le proteste per "le accuse e gli insulti alla seconda carica dello Stato". Il ministro degli Esteri Frattini parla di "gravissimo attacco a freddo" e si sorprende dell'appoggio di Di Pietro a Travaglio dato che "fino a pochi giorni fa era ministro e conosce la dignità delle istituzioni". Il ministro della Semplificazione Calderoli trova che "guardare Travaglio o la famiglia Addams è la stessa cosa finché non pago io il canone, ma è colpa di chi l'ha assunto" (per la cronaca: la Lega pur di governo per anni ha invitato a non pagare il canone, con tanto di suggerimenti dei vari escamotage per farla franca, ndr). Per il capogruppo del PdL Cicchitto "il trio Di Pietro-Giulietti-Travaglio vuole scatenare la rissa". Il portavoce dell'Udc Pionati invita la Rai a "impedire programmi trappola privi di contraddittorio o dove diventa una rissa indistinta". Infine, Emilio Fede annuncia querela contro Roberto Cuillo (Pd) che lo ha accusato di "campagne contro la magistratura". Il direttore del Tg4 ribatte: "Mai detto una virgola contro i giudici. Cuillo è frastornato dalla sconfitta".

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<Inquineremmo di meno> (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

MODENA PRIMO PIANO pag. 4 "Inquineremmo di meno" PERCHE' SÌ VITTORIO BALLESTRAZZI di ROBERTO GRIMALDI PER LA TERZA volta nella storia del Consiglio comunale di Modena, sui banchi dei consiglieri è arrivata una proposta di delibera popolare: tre associazioni (Amici di Beppe Grillo, Comitato Modena Salute e Ambiente e Wwf) hanno raccolto le firme di 450 cittadini, e hanno chiesto all'amministrazione di adottare la raccolta differenziata porta a porta, con tariffa puntuale: secondo loro quindi, Hera dovrebbe passare dalle case dei modenesi, raccogliere i contenitori divisi per tipologia di rifiuti (carta, vetro, plastica, organici) e fare pagare la tariffa sulla base del rusco che non ri riesce a differenziare. In teoria quindi, più si differenzia meno si paga. Ma la delibera è stata respinta: si è schierata contro la maggioranza e questo è stato sufficiente per dire no alla proposta popolare. Hanno votato a favore centrodestra e Verdi. Delusi i circa cinquanta membri delle associazioni (nella foto), presenti nelle sale del Comune per seguire il dibattito. Relatore della proposta di delibera è stato Vittorio Ballestrazzi, che si è avvalso della collaborazione dell'ingegner Anzio Negrini, direttore del gruppo Tea, che si è occupato della raccolta differenziata nel comune di Suzzara. A contrabattere la proposta ci ha pensato l'assessore all'Ambiente Giovanni Orlando: secondo la giunta una raccolta differenziata totale costerebbe troppo, e le tariffe per i cittadini di conseguenza si alzerebbero. In una nota congiunta, le tre associazioni hanno spiegato perché invece la raccolta differenziata totale sarebbe conveniente: "Differenziare i rifiuti è un dovere morale e ambientale dei cittadini, di risparmio e recupero delle materie prime. Il sistema più efficace per effettuare la raccolta differenziata ? si legge nella nota ? è il porta a porta che permettere di raggiungere percentuali di differenziazione intorno al 70-80% a seconda delle realtà. Il metodo è già adottato anche in grandi città come San Francisco e Los Angeles. Riducendo i rifiuti del 80% ? proseguono i rappresentanti delle tre associazioni ? il raddoppio dell'inceneritore non sarà più necessario, con un beneficio della salute per tutti i cittadini e per le future generazioni. Con la raccolta differenziata porta a porta non si inquina l'ambiente, si recuperano i materiali e con la vendita degli stessi il costo del servizio si abbasserà e potrà essere abbassata anche la tariffa che pagano i cittadini oltre a chiedere lo spegnimento graduale dell'inceneritore". LA PROPOSTA però non è passata, e i rappresentanti delle tre associazioni sottolineano quanto sia difficile portare avanti certe battaglie, anche se i cittadini dimostrano grande senso di partecipazione soprattutto su certi temi: "Questa è la terza delibera di iniziativa popolare ? affermano i rappresentanti delle associazioni ? che viene discussa da quando la partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa delle città è considerato un diritto costituzionale. Anche le precedenti riguardavano l'ambiente, dimostrando sempre di più la sensibilità dei modenesi a questo tema che incide sulla vita di tutti".

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<Io diffamato>: Schifani querela Travaglio (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-13 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Il caso tv Il presidente del Senato reagisce alle frasi su "legami societari con mafiosi". Di Pietro: fiore all'occhiello per Marco "Io diffamato": Schifani querela Travaglio L'Agcom prepara multe per la Rai. Viale Mazzini: ipotesi Celli presidente e Del Noce dg Domani relazione di Cappon al Cda. Bachelet (Pd): si risponda nel merito. Cicchitto (Pdl): c'è chi vuole la rissa ROMA - Renato Schifani si rivolge alla magistratura per le accuse di aver avuto "amici mafiosi" rivoltegli sabato scorso da Marco Travaglio in Che Tempo che fa di Fabio Fazio. E, dopo averlo preannunciato al capo dello Stato, al Quirinale, dà mandato ai legali di Palazzo Madama di agire "contro le affermazioni calunniose " e "l'azione altamente diffamatoria " subita. L'Agcom si prepara domani a sanzionare la Rai per aver violato l'obbligo di rispettare i diritti fondamentali della persona con una multa (fra le 5mila e i 50mila euro). E nello stesso giorno il cda Rai riceverà una relazione del dg Cappon su misure preventive da adottare contro altre performance scomode dell'editorialista di Annozero. Ma oltre il polverone, sollevato dall'intervista del giornalista (seguita da oltre 4 milioni di spettatori e premiata con il record di share del 18.40%), si intravede un gran fermento politico. Una accelerata nel dialogo Pd-Pdl sul riassetto del servizio pubblico. Ieri, in una telefonata Berlusconi-Veltroni si è tentato di sanare i contrasti residui. Il Pdl vede un asse Travaglio-Giulietti-Di Pietro che, dice il capogruppo Fabrizio Cicchitto, "cerca intenzionalmente la rissa" e chiede di non affidargli la presidenza della Vigilanza. Il Pd lamenta un pressing di An per un rinnovo dei vertici Rai a legge Gasparri vigente. Mentre il leader del Pd Veltroni vorrebbe fosse fatto con nuovi criteri di nomina del cda. Intanto spuntano nuove ipotesi. Nei giorni scorsi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ha avuto un incontro con il dg della Luiss, ex dg Rai, Pierluigi Celli. Si esplora la possibilità di un suo incarico da presidente di garanzia (anche se c'è chi preme per la riconferma di Claudio Petruccioli) in una Rai tutta nuova che Berlusconi vedrebbe di buon occhio gestita dall'attuale direttore di Raiuno ed ex parlamentare Fi Fabrizio Del Noce. Mentre per Guido Paglia, An rivendica almeno il ruolo di capo del personale. Ma il quadro è ancora complesso, in assenza ancora della Vigilanza e con gli scontri aperti fra le componenti interne a Pdl e Pd. E c'è poco tempo. La Gasparri concede al cda il tempo di un canto del cigno. Invece a tenere banco è il rumore delle polemiche scatenate da Travaglio e il suo riferimento alla Siculabroker in cui Schifani era in società con il futuro boss Nino Mandalà. Il giornalista non è turbato, anzi si augura che la querela faccia chiarezza. Ma quella preannunciata è piuttosto un'azione a largo raggio: "Sarà quella la sede in cui - sottolinea una nota del Senato -, da una puntuale ricostruzione dei fatti, la magistratura potrà stabilire le responsabilità di coloro che hanno dato luogo ad un'azione altamente diffamatoria nei riguardi del Presidente". Intanto Travaglio intravede l'inizio dell'addio nella possibile sanzione alla Rai dell'Agcom, che ieri ha unito in un unico pacchetto anche la puntata di Annozero con Beppe Grillo e le sue accuse al Colle. "Poi la Rai mi denuncerà e così io non potrò più partecipare a Annozero ", sostiene il giornalista. E Grillo lo difende rimproverando Fazio per le scuse in tv: "Non sono neanche giornalisti, sono impiegati". Al suo fianco anche Di Pietro ("essere accusati da Schifani è un ulteriore fiore all'occhiello") e Giovanni Bachelet (Pd) ("Le sue informazioni si sono finora rivelate attendibili e in un Paese normale si replicherebbe nel merito "), mentre dal centrodestra Paolo Messa raccomanda: "Evitiamo l'errore di produrre un martire". Nomi Sopra, Pierluigi Celli. Sotto, Fabrizio Del Noce Virginia Piccolillo.

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Ancora la mitraglietta dei paolini (sezione: Grillo)

( da "Italia Oggi" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Primo Piano Numero 113, pag. 6 del 13/5/2008 Autore: di Franco Adriano Visualizza la pagina in PDF       Lamenta l'assenza del ministero della Famiglia, ma per bruciare la Prestigiacomo usò la Lario Ancora la mitraglietta dei paolini Famiglia Cristiana spara sul Pdl come ha fatto su Pd e Udc Famiglia Cristiana come il blog di Beppe Grillo (parolacce a parte). Non c'è politico o formazione di destra o sinistra che non finisca nel mirino dell'ancora diffuso settimanale dei paolini. Liquidato il cattolico adulto Romano Prodi nell'agosto scorso, sulla richiesta del premier che i preti svolgessero delle prediche sull'importanza di pagare le tasse, Famiglia Cristiana ha così inaugurato una fase editoriale durante la quale non ha più perdonato nessuno. Ieri, è stata la volta del governo Berlusconi IV°. "è il primo governo senza un solo ministro del mondo cattolico", ha tuonato Famiglia Cristiana, "neanche uno che sia espressione di associazioni e movimenti le cui radici affondano nella dottrina sociale della Chiesa". E ha concluso: "Non ci sono più i comunisti, ma sono scomparsi anche i cattolici". Anche la scelta dei tempi è fondamentale. Famiglia Cristiana giustamente colpisce quando sa di fare più male: l'attacco è venuto a un anno esatto dal Family day e nel giorno della definizione della squadra di governo. Non basta. Nella formazione del governo Berlusconi IV, accusa Famiglia Cristiana, "alla competenza si è preferita la fedeltà". E ancora. "Il Cavaliere soffre della sindrome dei cattolici, ritiene che i “se” e i “ma” sulle questioni etiche (dalla vita alla famiglia, dalla pace all'ambiente, dalla giustizia alla legalità, dalla sicurezza all'immigrazione) possano rallentare il cammino del suo governo, di basso profilo ma fortemente compatto". I cattolici sono inaffidabili?, si chiede il giornale, "o la loro moderazione è un sano antidoto alla voglia di usare più imuscoli che la ragione?". "Del resto", è la conclusione al curaro, "Berlusconi in campagna elettorale si è distinto per l'anarchia dei valori: di aborto e Dico non si doveva assolutamente parlare, mentre sugli immigrati nessuna remora all'arrembaggio". Niente di nuovo. Contro Prodi il giornale di don Antonio Sciortino usò il sarcasmo: "Caro Prodi, siamo tenuti a pagare per mantenere in vita tutte queste realtà parassitarie e per favorire il ladrocinio che distoglie i beni che dovrebbero servire il bene pubblico e permettere che si disperda in mille rivoli a beneficio di pochi?" All'Udc di Pier Ferdinando Casini che stava svolgendo una campagna elettorale all'insegna dello slogan legato alla sua scelta coraggiosa, Famiglia Cristiana riservò l'ultima bordata in tempo utile prima del voto per dire: "Di fronte all'unica forza che afferma espressamente la sua ispirazione cristiana, ci saremmo aspettati qualcosa di diverso e più innovativo, per allontanare il dubbio di una buona occasione (forse l'ultima?) sciupata malamente". Sopra il tiutolo: "Cattolici col bollino ma senza coraggio". Il plurale è perché il settimanale dei paolini ce l'aveva anche con la Rosa Bianca di Savino Pezzotta. Per non parlare del Pd di Walter Veltroni quando quest'ultimo fece l'accordo con i radicali: il "Pasticcio veltroniano in salsa veltroniana" non venne male. I risultati di questa nuova linea editoriale sono sotto gli occhi di tutti: per bocciare l'ipotesi di Mara Carfagna o Stefania Prestigiacomo Famiglia Cristiana scrisse che se se proprio doveva esserci quel ministero "meglio il buon senso e l'esperienza di Veronica lario piuttosto che la leggerezza della Prestigiacomo, della Carfagna o di altre soubrette di cui ama circondarsi Berlusconi". Alla fine, il ministero non c'è, ma la delega è stata affidata al super cattolico Carlo Giovanardi. Sembra a tutto tranne che a una soubrette, ma non andrà ugualmente bene.

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Caso Travaglio, la Rai è all'anno zero (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

La destra prepara le grandi manovre sulla tv pubblica. An punta al direttore generale. Forza Italia minaccia ritorsioni sulla commissione di vigilanza. E il loft scarica l'Italia dei valori Micaela Bongi Come alla vigilia delle elezioni del 2001, perse dal centrosinistra, all'indomani di quelle del 2008, già vinte da Berlusconi, è di nuovo Marco Travaglio al centro della bufera Rai. La prima che sconvolge viale Mazzini all'alba del Berlusconi IV, con un consiglio d'amministrazione in scadenza a fine mese, la presidenza della commissione di vigilanza Rai al centro di una contesa interna all'opposizione e il tiro all'attuale direttore generale, Claudio Cappon, la cui poltrona fa molta gola a An, già partito da giorni. Di quel che Travaglio ha detto sabato sera da Fabio Fazio, del suo affondo contro il nuovo presidente del senato Renato Schifani - accuse fatte di citazioni dal libro I complici di Lirio Abbate e Petr Gomez - sulle "frequentazioni imbarazzanti", anzi, le "amicizie mafiose" del forzista che ricopre la seconda carica dello stato, si è già scusato domenica sera in diretta il conduttore di Che tempo che fa e, attraverso di lui, il dg Cappon. E il direttore di Raitre, Paolo Ruffini, si è subito dissociato, già sabato sera. Ma del caso si occuperanno, domani, il consiglio d'amministrazione di viale Mazzini e l'Authority per le comunicazioni. Se dal cda non dovrebbero partire provvedimenti disciplinari - la nuova parola d'ordine del berlusconismo del resto è "non fare martiri" - già si prevede che l'Agcom commini una sanzione amministrativa alla Rai. E l'Authority potrebbe decidere iniziative anche nei confronti di Annozero, per la puntata dedicata al V2-day di Beppe Grillo. Ma i commissari sono divisi tra chi vorrebbe multare subito l'azienda di servizio pubblico e chi invece contesta la legittimità di un intervento dell'Agcom sulle linee editoriali dei programmi televisivi. In ogni caso, la vicenda avrà anche un risvolto giudiziario: "Sarà quella la sede in cui, da una puntuale ricostruzione dei fatti, la magistratura potrà stabilire le responsabilità di coloro che hanno dato luogo a un'azione altamente diffamatoria nei riguardi del presidente del senato", dicono i suoi avvocati annunciando querela. Il giornalista non si scompone. Anzi, rilancia: "Finalmente ci sarà una sede che potrà appurare se ho detto la verità. A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero", ribatte Travaglio. I politici, invece, anche quelli dell'opposizione parlamentare, Idv esclusa, prendono le distanze dalle accuse a Schifani. E soprattutto il Pd si concentra sui futuri equilibri al vertice di viale Mazzini, visto che è su quello che la vicenda Travaglio precipita. Ma non solo, anche sulla presidenza della commissione di vigilanza, ambita dall'Idv: perché appunto, Antonio Di Pietro difende Travaglio, sotto attacco, dice il leader dell'Idv, "solo per aver raccontato la cronaca di fatti veri e accaduti" e "come al solito, quando si tratta di difendere la Casta, i vari esponenti di partito di destra e di sinistra fanno quadrato e diventano un tutt'uno". E Beppe Giulietti, portavoce dell'associazione Articolo 21 eletto nelle liste dell'Italia dei valori, ricordando che a Schifani la Rai ha sia chiesto scusa che offerto diritto di replica, aggiunge: "Spiace constatare che alle domande poste da Travaglio si sia risposto impugnando la tragicomica tesi del complotto contro il dialogo. La destra del conflitto di interessi dopo aver incassato tanta solidarietà, chiede a gran voce anche la testa di Fazio, del capo struttura Loris Mazzetti, di Santoro, di Paolo Ruffini e ovviamente di Cappon. E' in atto è un vero e proprio assalto per riportare l'intera Rai sotto il controllo governativo". Conclusione: il Pd dovrebbe evitare di ascoltare le sirene del dialogo, perché sulle tv alla fine Silvio Berlusconi non fa sconti. A fare le spese del caso Travaglio potrebbe dunque essere proprio l'Italia dei valori. Il capogruppo del Pdl alla camera, Fabrizio Cicchitto, lo dice espressamente: "Il trio Di Pietro-Giulietti-Travaglio vuole scatenare un clima di rissa tra maggioranza e opposizione. La presidenza della commissione di vigilanza non si può dare a chi incarna la punta di diamante degli sconvolgimenti della Rai". E che non potrà essere il dipietrista Leoluca Orlando o un altro esponente dell'Idv a presiedere la vigilanza, ufficialmente perché essendo una figura di garanzia "dovrebbe avere i consensi anche del Pdl", lo dicono anche nel Pd.

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I complici nel loft (sezione: Grillo)

( da "Manifesto, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Norma Rangeri L'unità nazionale contro Marco Travaglio. È l'immagine surreale, l'istantanea che fotografa la reazione del mondo politico alle pesanti accuse del giornalista contro il presidente del senato, Renato Schifani. Citando dalle coraggiose pagine del libro di Lirio Abbate, I complici, nella prima serata di Raitre, di fronte a un Fabio Fazio visibilmente a disagio, Travaglio ricorda i rapporti del presidente del senato con alcuni boss mafiosi. Relazioni note, politicamente imbarazzanti, anche se giudiziariamente irrilevanti (Schifani non ha subito per questo alcun processo). Il popolare giornalista non rivela verità nascoste, ma moltiplica l'audience di fatti e circostanze già negli scaffali delle librerie e negli articoli delle sparute, incorreggibili penne antiberlusconiane. Anziché discutere sull'attendibilità della denuncia, la nomenklatura del Partito democratico (da Anna Finocchiaro a Luciano Violante) si unisce alle voci del centrodestra e protesta con veemenza per la diffusione televisiva delle irripetibili offese. Un leit-motiv già risuonato nelle dichiarazioni del presidente della Rai, Claudio Petruccioli, indignato per la puntata di Annozero dedicata alla manifestazione torinese di Beppe Grillo. Un film già visto all'indomani della celebre intervista di Daniele Luttazzi a Travaglio (Satyricon) su un altro libro-scandalo, L'odore dei soldi berlusconiani: sullo sfondo ancora la mafia, ancora la Sicilia dell'eroe Mangano. Tuttavia nel 2002 l'antiberlusconismo era moneta spendibile sul mercato elettorale, specialmente di fronte all'editto bulgaro, preludio di un governo della televisione che non faceva prigionieri. Oggi, invece, la sinistra del loft sotterra la questione morale e insegue con il fiato in gola il sentimento di rancore che la maggioranza dei cittadini ha riversato nell'urna a favore del Popolo delle libertà. Alle ronde di destra si affiancano quelle di sinistra, le ordinanze contro i mendicanti sono un rito bipartisan. E sull'informazione, casamatta del potere, si replica: tolleranza zero. In tv parla e ha accesso solo chi non tocca i nervi scoperti dell'avversario. C'è da rinnovare il Cda del servizio pubblico, bisogna difendere il fortino di Raitre assicurando la massima collaborazione e tranquillità al presidente Berlusconi, già alle prese con i colonnelli di Fini che affondano l'attuale direttore generale, Claudio Cappon, nella speranza di strappare quella poltrona al berlusconiano già designato. E così eccoli tutti in fila a chiedere scusa per l'increscioso incidente di percorso, mentre i nuovi regnanti di questa dolce dittatura zittiscono gli ultimi cani sciolti e cancellano i fatti. L'intervista del Tg1, a Renato Schifani, ne era un esempio luminoso. Il politico liquida il merito della questione ("fatti inconsistenti e manipolati"), e si dilunga sul complotto politico ("qualcuno vuol minare il clima di dialogo tra maggioranza e opposizione"). Uno spot. Non spiega nulla, ma significa moltissimo.

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L'ultimo appuntamento della rassegna di incontri-spettacolo "La Fabbrica del comico", (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Organizzato nell'ambito del corso di Comunicazione teatrale dell'Università di Teramo in collaborazione con Associazione "Samarcanda" e Adsu- Università di Teramo è per oggi, alle 15,30, presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione. Ne dà notizia una nota che annuncia l'intervento del comico satirico Filippo Giardina definito "il nuovo Beppe Grillo", che spiegherà i fondamenti, i meccanismi e le tecniche della comunicazione nello spettacolo comico. Nell'incontro l'artista prenderà in esame gli strumenti sia conoscitivi che operativi necessari per comprendere e valutare criticamente il processo creativo nell'ambito dello spettacolo comico, dall'ideazione alla realizzazione della performance finale.

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C'è il premio Nobel Joseph Stiglitz alla Facoltà di Economia. E a sorpresa si present (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

A anche Beppe Grillo. I due si conoscono da tempo. Bella rimpatriata? Per alcuni. Quando Grillo prende la parola qualche prof protesta. E' bufera a Economia. Leoni a pag. 39.

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ANCONA C'è il premio Nobel Joseph Stiglitz alla Facoltà di Economia ad Ancona. E a s (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Orpresa si presenta anche Beppe Grillo. I due si conoscono da tempo. Dialogano via internet sui grandi temi economici. Bella rimpatriata? Per alcuni. Per altri no. Così, quando Grillo, tra lo stupore generale, prende la parola, qualche professore protesta. "Scusi, lei che c'entra?" si sente dalla platea. Grillo: "Sono ospite dell'ateneo". Ma poi il Rettore smentisce. Leoni a pag. 39.

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Ancona (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Fuori programma alla lezione di economia con il Premio Nobel Joseph Stiglitz. Attacco a Visco Show di Beppe Grillo all'Università Docente lo contesta: "Chi ti ha invitato?". Il Rettore: "Non sapevo nulla".

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ANCONA - Doveva essere una mattinata tranquilla all'insegna della critica alla globalizzazione del p (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Remio nobel Joseph Stiglitz. Invece ancora una volta Beppe Grillo è riuscito a far discutere, calamitando su di sè una platea che si è divisa. Si sono sentite Critiche ma anche applausi. Ciò che in particolare ha fatto più discutere è stata proprio la presenza del comico. "Noi non ne sapevamo assolutamente niente, Grillo contrariamente a quanto da lui affermato, non è stato invitato dall'ateneo", sostiene il rettore dell'Uiversità Politecnica delle Marche Marco Pacetti. "L'intervento del comico non è stato opportuno visto che verteva sulle sue recenti vicende politiche e personali, mentre Stiglitz conduceva una lectio magistralis sulla scienza economica". Sulla stessa linea d'onda il preside della facoltà di Economia Enzo Pesciarelli, che attacca il professore di macroeconomia Mauro Gallegati, artefice insieme a Stiglitz di questo invito non ufficiale a Beppe Grillo: "Il dipartimento di Economia, organo promotore dell'iniziativa, aveva deciso tempo fa che la presenza del comico era ritenuta inopportuna dopo che lo stesso Grillo, venuto a conoscenza della conferenza di Stiglitz ci chiese tramite il suo amico Gallegati di poter partecipare". "Per cui - prosegue il preside Pesciarelli - il docente Gallegati è andato contro la decisione dei colleghi e se ne assumerà ogni responsabilità". Alberto Niccoli, direttore del dipartimento di economia conferma quanto detto dal preside Pesciarelli, ma appare come il meno turbato da quanto dispiaciuto. "Da parte mia posso soltanto dire che il dipartimento aveva deciso che era meglio non far venire Grillo". Si è invece detto molto rammaricato Mauro Gallegati, amico comune del comico e dello scienziato premio nobel americano. "Sia io che Joseph Stiglitz siamo rimasti molto male per l'intervento del collega Antonio Calafati, non vedo proprio che bisogno ci fosse. Stiglitz non ha commentato sull'accaduto, ma sono sicuro che qui non tornerà più". Gallegati ha poi giustificato il silenzio sulla visita di Grillo. "Non ho avvisato nessuno della sua presenza perché volevo evitare il solito caos provocato da un personaggio molto seguito come lui". Infine dopo tante accuse Gallegati, costretto, su una sedia a rotelle, si è voluto togliere un sassolino dalla scarpa denunciando un caso di barriera architettonica. "Trovo molto più grave che nessuno abbia provveduto alla riparazione dello scivolo per disabili, cosa che mi ha impedito di far da moderatore al dibattito e mi ha costretto a restare sull'uscio dell'ingresso all'aula. Eppure avevo avvisato i tecnici un mese fa". Z. L.

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Schifani ha querelato Travaglio per calunnia (sezione: Grillo)

( da "Libertà" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

ROMA - "Pentito? Ma per piacere non scherziamo, figuriamoci se sono pentito per quello che ho detto, anzi sono stato anche troppo buono e poi nessuno dice che quanto ho detto è falso". Marco Travaglio non fa passi indietro e rivendica le accuse fatte dallo studio di "Che tempo che fa" contro il presidente del Senato, a proposito di presunte sue ex frequentazioni mafiose. Renato Schifani risponde con una querela per calunnia: "Il presidente del Senato ha dato mandato ai suoi avvocati per agire giudizialmente nei confronti delle affermazioni calunniose rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona", afferma una nota dell'ufficio stampa del Senato. "Paradossalmente" Marco Travaglio si dice sollevato. "Quasi quasi - commenta il giornalista - mi sta bene: finalmente ci sarà una sede che potrà appurare se ho detto la verità. A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero". A due giorni di distanza dalla trasmissione la polemica è tutt'altro che archiviata. C'è anche la stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche giornalisti... sono impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su Schifani. Contro il giornalista si sono schierate sia la maggioranza che l'opposizione, con la sola eccezione di Antonio Di Pietro. "E' proprio vero che la lingua batte dove il dente duole" dice il leader dell'Italia dei valori accusando destra e sinistra di fare quadrato in difesa della Casta e invitando Schifani a rispondere sui fatti. Mercoledì il caso Travaglio sarà esaminato dalla Autorità garante per le telecomunicazioni, decisa a prendere provvedimenti nei confronti del giornalista e dello stesso Fabio Fazio. L'ordine del giorno della Agcom presieduta da Antonio Catricalà prevede sanzioni anche per Michele Santoro per la puntata di "Annozero" dedicata al V-Day di Beppe Grillo. Scontato per Travaglio l'esito del "processo". "L'Authority sanzionerà "Che tempo che fa" di Fazio con un provvedimento diretto alla Rai che mi ha consentito di dire cose vere, poi la Rai mi denuncerà e non non potrò più partecipare ad Annozero, così si saranno tolti il problema", pronostica. Maria Berlinguer 13/05/2008.

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Caso Travaglio, Schifani querela (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

POLITICA 13-05-2008 "CHE TEMPO CHE FA" IL GIORNALISTA: "MEGLIO COSI'". GRILLO ATTACCA FAZIO Caso Travaglio, Schifani querela ROMA II Il caso Marco Travaglio-"Che tempo che fa" finirà in tribunale: il presidente del Senato, Renato Schifani, bersaglio delle accuse del giornalista nella puntata di sabato scorso, ha infatti deciso di rivolgersi alle vie legali contro le "affermazioni calunniose" nei suoi riguardi. La vicenda finirà domani sul tavolo del cda Rai e del Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, che potrebbe chie- dere approfondimenti o decidere direttamente sanzioni a carico dell'azienda. Con il vertice Rai in scadenza a fine mese, però la polemica è tutta politica. Il Pdl accusa Di Pietro, Giulietti e Travaglio di cercare la "rissa " tra maggioranza e opposizione, come dice il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto. Il Pd intravede, invece, da parte della maggioranza il tentativo di lanciare l'of - fensiva su Viale Mazzini: il leader Walter Veltroni chiede di cambiare i criteri di nomina del cda, perchè applicare la legge Gasparri sarebbe "una scelta non all'altezza dei problemi dell'azienda". Intanto l'appoggio di Antonio Di Pietro a Travaglio potrebbe far fallire l'ipotesi di una presidenza Idv per la commissione di Vigilanza. Beppe Grillo attacca Fabio Fazio: "Un impiegato". Travaglio tiene il punto ("Aspetto solo che qualcuno mi smentisca ") e "paradossalmente" si augura che la querela di Schifani serva a fare chiarezza: "A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero". Fatti che, ripete il giornalista, sono stati già raccontati nel suo libro "Se li conosci li eviti", scritto a quattro mani con Peter Gomez, e dal cronista dell'Ansa Lirio Abbate. Polemica Il presidente del Senato, Renato Schifani.

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Schifani querela per calunnia - maria berlinguer (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità Schifani querela per calunnia Travaglio replica: mi sta bene, si vedrà se ho detto la verità E Grillo attacca anche Fazio: giornalisti? Sono impiegati Prosegue lo scontro sulle frequentazioni con ex mafiosi attribuite in tv al presidente del Senato MARIA BERLINGUER ROMA. "Pentito? Ma per piacere non scherziamo, figuriamoci se sono pentito per quello che ho detto, anzi sono stato anche troppo buono e poi nessuno dice che quanto ho detto è falso". Marco Travaglio non fa passi indietro e rivendica le accuse fatte dallo studio di "Che tempo che fa" contro il presidente del Senato, a proposito di presunte sue ex frequentazioni mafiose. Renato Schifani risponde con una querela per calunnia: "Il presidente del Senato ha dato mandato ai suoi avvocati per agire giudizialmente nei confronti delle affermazioni calunniose rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona", afferma una nota dell'ufficio stampa del Senato. "Paradossalmente" Marco Travaglio si dice sollevato. "Quasi quasi - commenta il giornalista - mi sta bene: finalmente ci sarà una sede che potrà appurare se ho detto la verità. A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero". A due giorni di distanza dalla trasmissione la polemica è tutt'altro che archiviata. C'è anche la stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche giornalisti... sono impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su Schifani. Contro il giornalista si sono schierate sia la maggioranza che l'opposizione, con la sola eccezione di Antonio Di Pietro. "E' proprio vero che la lingua batte dove il dente duole" dice il leader dell'Italia dei valori accusando destra e sinistra di fare quadrato in difesa della Casta e invitando Schifani a rispondere sui fatti. Mercoledì il caso Travaglio sarà esaminato dalla Autorità garante per le telecomunicazioni, decisa a prendere provvedimenti nei confronti del giornalista e dello stesso Fabio Fazio. L'ordine del giorno della Agcom presieduta da Antonio Catricalà prevede sanzioni anche per Michele Santoro per la puntata di "Annozero" dedicata al V-Day di Beppe Grillo. Scontato per Travaglio l'esito del "processo". "L'Authority sanzionerà 'Che tempo che fa' di Fazio con un provvedimento diretto alla Rai che mi ha consentito di dire cose vere, poi la Rai mi denuncerà e non non potrò più partecipare ad Annozero, così si saranno tolti il problema", pronostica. "Per quanto mi riguarda ascoltare Travaglio o guardare la famiglia Addams è la stessa cosa, almeno fino a quando non sono costretto a pagare io con il canone", premette Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa. "Se però uno l'assume sa a cosa va incontro e deve farsi carico dei debiti e dei crediti: bisogna prendersela con chi l'ha assunto". Nel mirino c'è il direttore generale, Claudio Cappon che An e Lega vorrebbero far fuori insieme al Cda per dare il via all'inevitabile Raibaltone dei direttori di rete e testata. E critici sono anche gli esponenti del Pd. "La Rai è di fronte a un bivio: o diventa il megafono di una cultura che non appartiene al servizio pubblico o inverte la rotta spezzando la catena di insulti e trivialità", dichiara Giorgio Merlo. Marina Sereni, vicecapogruppo Pd alla Camera, chiede rispetto per tutti ma sospetta che qualcuno voglia approfittare della vicenda per "fare un repulisti e avviare la resa dei conti".

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Travaglio fa il martire, ma vende bufale (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 113 del 2008-05-13 pagina 7 Travaglio fa il martire, ma vende bufale di Filippo Facci L'episodio citato nella trasmissione di Fazio risale al 1979, quando i due boss non erano neanche indagati. Da allora nessun pm ha mai aperto inchieste C'è che la democrazia è in pericolo, torna il fascismo, in Rai sono pronte le liste di epurazione: il copione è così sfibrato che il titolo del prossimo libro di Travaglio potremmo scriverlo noi. Lui, invece, ha tratteggiato il fosco destino che potrebbe attendere la sua modesta persona e di conseguenza il Paese: "L'Authority sanzionerà Che tempo che fa con un provvedimento diretto alla Rai, che mi ha consentito di dire cose vere. Poi la Rai mi denuncerà e così io non potrò più partecipare a Annozero". Non è ancora noto se il prossimo libro verrà scritto a Caprera o nella solita copisteria del tribunale, sta di fatto che il leit-motiv già risuona e Travaglio infatti vi ha rifatto cenno: "Però le cose che Travaglio ha detto su Schifani sono vere", dice. E ora noi dovremmo spiegare che invece sono cose irrilevanti, sono pretestuose e nondimeno, per come presentate, false. Dovremmo circostanziare che sono irrilevanti perché stiamo parlando di persone che Renato Schifani ha frequentato 30 anni fa (nel 1979) e che solo 18 anni dopo sono state riconosciute come mafiose: non è un caso che gli stessi dioscuri di Travaglio, i magistrati, non abbiano mai interrogato né accusato Schifani per questa faccenda. Il libro ormai datato da cui Travaglio ha copiato le sue accuse, inoltre, diversamente da come ha fatto in trasmissione da Fabio Fazio, riporta la questione in maniera corretta: tanto che Schifani il libro non l'ha mai querelato. Ecco perché è particolarmente odioso che Travaglio abbia cercato e cerchi di ripararsi dietro Lirio Abbate, autore del libro e ottimo cronista già minacciato dalla mafia: "Devono avere il coraggio di dire che Abbate è un mascalzone" ha infatti detto Travaglio da Fazio. Ma Abbate non è un mascalzone, e Travaglio invece sì, perché mente. Travaglio, in trasmissione, ha dolosamente e genericamente citato delle amicizie di Schifani come se corrispondessero a una notizia, a una rivelazione che tutti nascondono tranne lui: "I giornalisti non scrivono che Schifani ha avuto delle amicizie con dei mafiosi, perché non lo vuole né la destra né la sinistra, ma io faccio il giornalista, devo raccontarlo" ha detto testualmente il nostro eroe. I giornalisti normali, in effetti, non hanno tirato fuori una vicenda notoriamente vecchia, penalmente irrilevante e già pubblicata più volte: vicenda che ora Travaglio si è reinventata da capo per trasformarla in una primizia molto vaga e peraltro spolverata con lombrichi e muffe: e questo solo perché Schifani intanto è diventato presidente del Senato. E c'è ancora, in questo quadro, chi fa spallucce se si reclama un contraddittorio: inteso come possibilità di spiegare al pubblico le malizie di un fazioso professionale. C'è ancora, come fanno lo stesso Travaglio e un imbarazzatissimo Antonio Padellaro, direttore dell'Unità, chi sostiene che dovrebbe essere Schifani a fornire spiegazioni. È la follia. Rendetevi conto: Travaglio deve ancora fornire spiegazioni, detto tra parentesi, circa l'episodio che lo rese noto: la volta ossia che andò da Luttazzi a sostenere riga per riga tutte le accuse che dipingevano Berlusconi come un mafioso. Quelle accuse sono cadute tutte, ma lui non si è mai scusato. L'allora presidente dell'Ordine Mario Petrina, che già allora aveva rimarcato una perfetta assenza di contraddittorio nella trasmissione di Luttazzi, fu invitato a dimettersi direttamente da Repubblica. Due giorni dopo Indro Montanelli (proprio lui) disse pubblicamente che Petrina aveva ragione: era il 17 marzo 2001. Il pubblicista Giancarlo Caselli giunse a scrivere una lettera privata a Petrina affinché perdonasse Travaglio. Ma cercate queste cose nei libri di Travaglio, se vi riuscite. Aspettate di ascoltarle ad Annozero. Macché: Travaglio ha continuato a riportare ogni singola accusa mafiosa contro Berlusconi in tutti i suoi libri. Tutte: precisando di sfuggita che le indagini sono magari state archiviate, sì, "ma con motivazioni durissime". In natura esiste qualcosa del genere: si chiama scarabeo stercorario. Nel giornalismo italiano si chiama Marco Travaglio. E il suo prossimo libro presumibilmente sarà questo: "RESTAURAZIONE. Come il Regime si è ripreso il Paese. Biagi, Santoro, Luttazzi, Travaglio, Sabina Guzzanti, Paolo Rossi, Ciccio Graziani: storie di censure e di bugie nell'Italia di Berlusconi. Prefazione di Beppe Grillo. Postfazione di Enrico Beruschi". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il presidente schifani querela travaglio (sezione: Grillo)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità Il presidente Schifani querela Travaglio IL CASO ROMA. "Pentito? Ma per piacere non scherziamo, figuriamoci se sono pentito per quello che ho detto, anzi sono stato anche troppo buono e poi nessuno dice che quanto ho detto è falso". Marco Travaglio non fa passi indietro e rivendica le accuse fatte dallo studio di "Che tempo che fa" contro il presidente del Senato, a proposito di presunte sue ex frequentazioni mafiose. Renato Schifani risponde con una querela per calunnia: "Il presidente del Senato ha dato mandato ai suoi avvocati per agire giudizialmente nei confronti delle affermazioni calunniose rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona", afferma una nota. "Paradossalmente" Marco Travaglio si dice sollevato. "Quasi quasi - commenta il giornalista - mi sta bene: finalmente ci sarà una sede che potrà appurare se ho detto la verità. A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero". A due giorni di distanza dalla trasmissione la polemica è tutt'altro che archiviata. C'è anche la stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... Non sono neanche giornalisti... Sono impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su Schifani.

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TRAVAGLIO: E' SCONTRO TRA EUROPA E L'UNITA' (sezione: Grillo)

( da "Prima Comunicazione" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Data: 13/05/2008 Fonte: Agi Categoria: Giornalismo e giornalisti TRAVAGLIO: E' SCONTRO TRA EUROPA E L'UNITA' TRAVAGLIO: E' SCONTRO TRA EUROPA E L'UNITA' (AGI) - Roma, 13 mag. - Sul caso Travaglio Europa e Unita', i due quotidiani del Pd, ai ferri corti. Il giornale ex Margherita titola l'editoriale del direttore, Stefano Menichini: "Sconfiggere Travaglio e Colombo" e il quotidiano fondato da Antonio Gramsci risponde proprio con Furio Colombo: "Travaglio o Schifani? Il silenzio dell'opposizione". Europa avverte: "Nel caso che qualcuno, che allora tanto si diverti', pensasse di fare il bis del 2001-2002, e' bene che il Partito democratico abbia ben chiari i termini della questione che si e' aperta in questi giorni con Marco Travaglio, con Furio Colombo, con l'Italia dei valori di Di Pietro, con Beppe Grillo, con quelle frange della sinistra televisiva che gia' sognano (in alternativa o in sequenza) girotondi elettronici e atti di martirio. Qui, alla fine, non ci sono in ballo ne' la lotta alla mafia (che prosegue con buoni successi e alterni governi), ne' il buon nome di politici e cariche istituzionali. Qui c'e' in ballo - il Pd deve saperlo, e sembra davvero averlo capito - la pretesa di una fazione intellettuale e giornalistica di condizionare e orientale l'agenda dell'opposizione ai governi della destra, ricattando apertamente il Pd perfino sui suoi stessi giornali, come capita alla povera Unita'". E ancora: "C'e' una lotta squisitamente politica da ingaggiare e vincere, se non si vuole essere trascinati in un deserto di iniziativa politica e di lucidita' intellettuale, ricacciati all'indietro in una condizione minoritaria che renderebbe definitiva per anni la vittoria della destra nella testa e nelle coscienze degli italiani. Sappiamo che a questo estremismo corrisponde un comune sentire nell'opinione pubblica di sinistra, alimentato per lustri. Proprio per questo, per uscire da questa tenaglia, e' una battaglia politica che va aperta e dichiarata, come si e' finalmente cominciato a fare". Colombo sull'Unita' rincara la dose contro i 'freddi' nei confronti di Travaglio e nel denunciare il "silenzio dell'opposizione", conclude: "Sogniamo un'opposizione che fa l'opposizione, a partire dalla difesa della liberta' dei giornalisti. Vorremmo ricordare al governo ombra che esiste un paese ombra che, come succede a tutti i governi, chiedera' conto dell'azione di governare. E non suggerisco di di cominciare schierandosi dalla parte della Rai, che si inchina e si scusa prima ancora di sapere di che cosa sta parlando". (AGI) Cav.

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Travaglio riaccende la battaglia sulla Rai (sezione: Grillo)

( da "MilleCanali" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Focus / EDITORIALE Travaglio riaccende la battaglia sulla Rai Bagarre dopo una semplice dichiarazione di Marco Travaglio a 'Che tempo che fa' su presunte ex frequentazioni mafiose del nuovo presidente del Senato Schifani: Fazio, Ruffini e Cappon si scusano, Forza Italia sembra accontentarsi, AN no. L'episodio è solo una scaramuccia rispetto alla battaglia che si scatenerà sul controllo della Rai dopo la scadenza dell'attuale Cda, a fine mese. Vediamo gli sviluppi più recenti del caso nella cronaca di www.repubblica.it: "L'Autorità garante nelle comunicazioni si occuperà mercoledì della puntata di sabato scorso di 'Che tempo che fa' in onda su RaiTre e delle dichiarazioni di Marco Travaglio relativamente al presidente del Senato, Renato Schifani. L'argomento è stato infatti subito inserito nell'ordine del giorno dei lavori dell'Authority presieduta da Corrado Calabrò. Prevedibile come primo atto la richiesta alla Rai di documentazione sulla vicenda, così come era avvenuto una settimana fa in relazione alla puntata del primo maggio di 'Annozero' imperniata sul V-Day di Beppe Grillo. E intanto Schifani ha dato mandato ai suoi avvocati per agire giudizialmente nei confronti "delle affermazioni calunniose rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona": lo comunica una nota dell'ufficio stampa del Senato. "Sarà quella la sede in cui, da una puntuale ricostruzione dei fatti, la magistratura potrà stabilire le responsabilità di coloro che hanno dato luogo ad un'azione altamente diffamatoria - conclude la nota - nei riguardi del Presidente del Senato". Resta calda dunque la polemica aperta (pochi) giorni fa dal giornalista con le dichiarazioni sulle presunte ex frequentazioni mafiose del presidente del Senato. Parole che hanno innescato critiche durissime sia da parte della maggioranza che dell'opposizione, fatta eccezione per l'Idv. Davanti al coro d'indignazione, Travaglio ha scelto comunque di tenere il punto. "Pentito? Ma per piacere, non scherziamo. Figuriamoci se sono pentito per quello che ho detto. Anzi, sono stato anche troppo buono". E aggiunge: "Nessuno dice che quanto ho affermato sia falso". Quanto alla decisione del Garante, prevede: "L'Authority sanzionerà 'Che tempo che fa' di Fazio con un provvedimento diretto alla Rai che mi ha consentito di dire cose vere. Poi la Rai mi denuncerà e così io non potrò più partecipare a 'Anno Zero'. E così si saranno tolti il problema". Tra i più duri nei confronti del giornalista, il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli: "Per quanto mi riguarda ascoltare Travaglio o guardare la Famiglia Addams è la stessa cosa, almeno finché non sono costretto a pagare io con il canone. Se uno l'assume, però, sa a cosa va incontro e deve farsi carico dei debiti e dei crediti. Bisogna prendersela con chi l'ha assunto". Nel mirino c'è insomma il direttore generale Claudio Cappon, ma l'opposizione, pur condividendo le critiche a Travaglio, cerca di frenare le mire della maggioranza. "Il servizio pubblico - dice Marina Sereni del Pd - è pagato dai cittadini ed è bene che sia un luogo di rispetto per tutti, ma non vorrei che si approfittasse di questo episodio, soprattutto dopo le scuse del conduttore, per fare un repulisti o per cercare una resa dei conti nel servizio pubblico". Antonio Di Pietro resta l'unico a difendere Travaglio: "Gli attacchi che sta subendo solo per aver raccontato la cronaca di fatti veri ed accaduti e che riguardano nientemeno la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato Schifani, dimostrano che, come al solito, quando si tratta di difendere la Casta, i vari esponenti di partito di destra e di sinistra fanno quadrato e diventano un tutt'uno"". Fin qui una vicenda poco edificante da tutti i punti di vista, che fa solo da preludio alle imminenti battaglie sul rinnovo del Cda Rai (la Commissione di Vigilanza potrebbe essere nominata prima del previsto) e che segue invece alla deprimente puntata di 'Anno zero' di Michele Santoro delle scorse settimane dove sono stati trasmessi ampi brani di Grillo che insultava tutti, compreso Veronesi, per poi rafforzare la cosa con le consuete puntute sferzate di Travaglio in studio, che però è stato zittito e insultato abbondantemente e a sua volta da Vittorio Sgarbi, a ripetizione e con volgarità di vario genere. Quella puntata è stata davvero (ci pare) l''Anno zero' della Tv, anche se Santoro e Travaglio (modesti come sempre) si ritengono invece l'unica isola di libertà del video rimasta in onda. Questo, insomma, per dire che per Santoro e Travaglio ci è molto difficile esprimere solidarietà. Ma ci pare anche fuori luogo trattare da 'appestato' un personaggio ormai (e finora) di casa sul video come Travaglio solo perché non gli piace Schifani e ha citato un episodio a suo dire 'inquietante e da chiarire' su di lui. Già Fazio gli aveva detto "non sono d'accordo su nulla" e persino "Ha ragione Sgarbi", ma poi il coro di accuse verso di lui ha assunto quasi i toni di una crociata. Un'esagerazione rispetto a quanto di inaccettabile si era invece visto in quella puntata di 'Anno zero' che era sembrata 'orribile' quasi solo agli stessi vertici Rai. È un segnale che i regolamenti di conti alla Rai sono iniziati, ma ci piacerebbe anche che da parte di tutti ci fosse un po' più di saggezza e soprattutto di senso della misura. Mauro Roffi.

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Caro Grillo (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

LA 21ª FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO PROTAGONISTI "Ti aspettiamo: e ti chiedo di usare la tua credibilità per spiegare ai giovani l'importanza della lettura" Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un ritrovarsi tra amici, come abbiamo sempre cercato che sia. Ci passa anche molta gente di spettacolo, e quest'anno, tra i molti, ci saranno Dario Fo, Luciana Littizzetto, Ascanio Celestini, Sergio Rubini, Alessandro Benvenuti, Michele Di Mauro. Perché il pubblico vi segue con tanta partecipazione, e anzi vi fa credito di una credibilità che tanti altri soggetti pubblici e privati hanno perso da tempo? Perchè detta da voi la politica o l'antipolitica diventano qualcosa che riguarda tutti? Forse perché l'artista, il giullare (nell'accezione migliore del termine) appare libero da condizionamenti, da ingessature linguistiche, da calcoli di potere. Con i suoi sberleffi dice quello che molti pensano, ma non hanno la possibilità, il coraggio e anche gli adeguati mezzi espressivi di dire. Questa credibilità vi carica di grandi responsabilità, ma anche di grandi potenzialità. Anni fa Fiorello, volendo ringraziare i suoi spettatori di un successo trionfale, si scusò di non saper trovare le parole adatte perché aveva letto e studiato troppo poco. Ci è sembrato un grande spot per il libro. Sarebbe bello, caro Grillo, che lei chiudesse la cinque giorni del Lingotto facendosi testimonial del libro e con la forza della sua comunicativa spiegasse soprattutto ai ragazzi quanto la lettura sia importante per loro. Perché un libro ti consente di conoscere il mondo e te stesso, ti aiuta a dare un senso alla tua esistenza, a vivere molte vite, a saperne di più. Perché anche quando richiede applicazione e fatica ti ripaga ampiamente, come l'andare in montagna o praticare uno sport. In un mondo in cui sempre più le persone valgono per quello che sanno, il libro rimane un fondamentale strumento di crescita individuale e collettiva. Un vecchio sindacalista, Di Vittorio, diceva che il padrone conosce cento parole, l'operaio dieci, per questo vince sempre il padrone. Adesso il discorso è un po' più complicato, siamo tutti più poveri di parole, e anche per questo non ce la passiamo tanto bene. Glielo dica lei, Grillo, che le cose le sa dire così bene: se non sappiamo costruirci ali di carta per volare, ci sarà sempre qualcuno che ci terrà inchiodati per terra, in una condizione subalterna o servile di cittadini di seconda categoria. Di esclusi.

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Non c'è stata nessuna trama Credo che neanche lui avesse premeditato nulla (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

TUTTO STUDIATO A TAVOLINO? REPLICA A BEPPE GRILLO "Non c'è stata nessuna trama Credo che neanche lui avesse premeditato nulla" "Sarò impiegatizio, ma a esser assertivi sulle vite degli altri non sempre si fa la cosa giusta".

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Stiglitz: "Regole per la globalizzazione" (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Annuncia la recessione e attacca Bush lui che è stato capo dei consulenti economici di Clinton La lezione del premio Nobel per l'economia ed ex vicepresidente del Fmi Stiglitz: "Regole per la globalizzazione" ANCONA - Dai timori alla spettacolarizzazione. Si parte con la lezione di un prof illustre: Jeseph Stiglitz, premio Nobel per l'economia ed ex vicepresidente del Fondo monetario internazionale. Pronunciata da lui la parola crisi fa più paura. E quando va col proclama che sarà recessione globale le turbolenze diventano veri e propri timori. Agli studenti che affollano l'aula A della Facoltà di Economia di Ancona spiega che "la globalizzazione non è in sè malvagia, ma necessita di forti regole che prevengano suoi effetti disordinati su scala planetaria". Perché poi, fa notare, "i danni si esportano". E' il male delle distanze che si accorciano. Così sotto accusa finisce la deregolamentazione dei mercati finanziari. Seguono le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti: si arricchiscono gli speculatori e finiscono sul lastrico i risparmiatori. La sua America diventa metafora e paradigma: ci sono le vittime del sistema e i carnefici che camminano al loro fianco. Attacca l'amministrazione del presidente George W.Bush lui che è stato il capo dei consulenti economici della gestione Clinton. E non è solo una questione di numeri: per Stiglitz le responsabilità degli Stati Uniti sono anche inquinamento e riscaldamento globale che mettono a rischio il pianeta. Ed è su questo punto che Beppe Grillo, nell'intervento che segue, offre tutto il suo sostegno al grido di "largo alle idee di dematerializzazione". Che spiega come segue: "Si deve usare meno energia". E per far passare il concetto invita tutti a osservare un vasetto di yogurt in frigo. "Per arrivare fin lì avrà fatto almeno 7.500 chilometri". Che spreco. Sempre lo stesso spreco (non certo in valore assoluto) che Stiglitz declina al capitolo "guerra in Iraq". "Una guerra da tre trilioni di dollari", come lui la definisce per evidenziarne gli enormi costi economici. E siamo alle solite conseguenza sotto gli occhi di tutti, come sopra. "Le risorse assorbite dalla guerra - invita a un veloce ripasso dei conti l'economista - sono risorse che il governo Usa non ha investito nel rilancio dell'economia e sugli squilibri della povertà, così che i poveri lo sono diventati ancora di più. La conseguenza - aggiunge - è doppiamente negativa: da un lato la guerra prosegue senza che si intravveda una via d'uscita, dall'altro c'è un indebolimento dell'economia americana con il risvolto che non vi sono risorse per far fronte alla povertà di vaste aree del pianeta". Nonostante tutto ciò, Stiglitz si dice ottimista sul futuro. Dividono cattedra e opinioni il rettore Pacetti, il preside di Economia Enzo Pesciarelli e il professore Alberto Niccoli.

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Grillo: siete vecchi. E Villarey si spacca (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Viene contestato da alcuni docenti, divide la platea degli studenti. Calafati è il primo a stopparlo"Fai una domanda scientifica altrimenti via". Balloni: "Nella facoltà voluta da Fuà così non si può" Il comico genovese spara a zero contro l'università. Scoppia la polemica, per Pacetti è un infiltrato Grillo: siete vecchi. E Villarey si spacca ANCONA - Arriva da infiltrato, almeno secondo il rettore Pacetti. Spara a zero sull'università: "Siete vecchi come i concetti che esprimete". Da blogger a ciclone, Grillo agita e spacca la facoltà di Economia: prende la parola dopo la lezione del nobel statunitense Joseph Stiglitz. Attacca Visco per i redditi on line: "Una vera porcata". La provocazione dura poco, il prof Antonio Calafati è il primo a stopparlo: "Fai una domanda scientifica altrimenti via". Via, e nei corridoi si consuma il duello: i due si conoscono, questione di blog. La seconda bordata arriva dall'economista Valeriano Balloni: "Nella facoltà voluta da Fuà così non si può". Gli studenti sono divisi. Pacetti è sicuro: "Mai invitato". Il comico genovese lascia il campo e inchioda: "Siete persone finite". L'effetto mediatico ha la meglio sulle ragioni accademiche. La lezione - Un premio Nobel, un Grillo parlante e l'aula A di Economia che diventa piazza dei veleni: quelli del mondo che si mescolano ai rancori della facoltà intitolata al padre della teoria dello sviluppo diffuso e del modello che ne consegue. In cattedra c'è Stiglitz, docente alla Colombia di New York, incoronato a Stoccolma per i suoi studi sulle asimetrie informative che distorcono il funzionamento dei mercati e sul ruolo economico dello Stato. Parla fitto in inglese: ad ascoltarlo ci sono tanti ragazzi e qualche prof. Solo posti in piedi e un gran movimento nelle retrovie: Beppe Grillo entra ed esce dalla sala, intrattiene ragazzi e giornalisti. "Stanno cambiando le regole, modifiche impercettibili, e così magari chi vorrà protestare contro la creazione di una nuova centrale elettrica farà i conti con una legge anti-terrorismo". Grillo si sistema i riccioli bianchi riflessi nelle porte a vetro che s'affacciano nel cortile dell'ex Caserma Villarey. Arriva "non invitato" all'Università di Ancona, preciserà più tardi Pacetti. La scintilla - Voluto o casuale, l'effetto è dirompente. Con l'immancabile postilla scarica-responsabilità: comunque sia è colpa dei media che dilatano, stuzzicano, cedono alle provocazioni. Stabilito il colpevole si procede. Con la scena che spezza gli equilibri. Antonio Calafati, docente di Economia urbana, non ci sta: osserva che il profilo politico delle esternazioni del comico genovese contrasta con il carattere scientifico della mattinata e con l'esigenza di salvaguardare l'autonomia dell'università. I particolari non sono trascurabili: Calafati è un collaboratore del blog di Grillo e si dichiara suo grande estimatore. Tutto inutile: telecamere, flash e appunti si distraggono dalle teorie economiche e si affollano sulle esternazioni. La protesta del prof viaggia all'incontrario. "Non tutto deve sempre essere funzionale, ci sono i principi". Calafati, maniche di camicia e giacca buttata sulle spalle, toglie ogni retrogusto all'azione. "Ci sono i principi e questa università da rispettare", sembra indifferente al consenso. I retroscena - Come sempre accade c'è la lettura alternativa: vecchia ruggine si dice, e sì perché Grillo avrebbe fatto sue alcune teorie sull'alta velocità firmate da Calafati senza mai citarlo. A voler stringere il campo d'azione, c'è chi vorrebbe intravvedere in tutto quel trambusto le prime manovre per il cambio al vertice di Economia: il mandato del preside Enzo Pesciarelli scade tra un anno. C'è anche un precedente che stuzzica: durante un consiglio di facoltà, la scorsa settimana, era stato espresso un voto contrario all'arrivo di Grillo a Villarey. Senza mollare mai lo spazzolino da denti, appena acquistato per raccontare il Pil, Grillo si difende: "Io sono stato invitato da Stiglitz (che conferma, ndr). Poi ognuno è libero di pensare ciò che vuole, le università devono essere al centro di un po'di casino, no?". E che casino: "Altrimenti stiamo sempre lì a sentir parlare questo barocco ottocentesco dell'economia; non parlo di Stiglitz, ma di quasi tutti i docenti di oggi, che sono ancorati a principi vecchi". Il rettore, prudente, aveva già abbandonato il campo: l'uscita di scena di Pacetti ha coinciso con la fine della lezione del Nobel. All'organizzatore dell'evento, Mauro Galegati, docente di Economia politica della Politecnica e coorganizzatore del primo V-day, non resta che fare i conti con l'amarezza. "L'arrivo di Grillo era annunciato", lo scontro ora è tutto interno. Lo show - Subisce la contestazione di alcuni docenti, divide gli studenti e se ne va annunciando la "fine" di un corpo docente accusato di insegnare "concetti vecchi". Grillo dà il via al suo show con l'iniziativa telematica dell'ex viceministro Visco di mettere sul web i redditi degli italiani. "E' stata una grande ingiustizia, una porcata". E' qui che scatta in piedi Calafati. Gli applausi dividono l'aula. Per il duello, tra il prof e il comico, meglio il corridoio. Si riparte. Grillo riprende la parola: "Destra e sinistra? Sono la stessa cosa, due comitati d'affari in cui da un lato c'è Impregilo dall'altro le coop rosse". Parla della Tav, "che dovrà essere realizzata con l'esercito". Critica l'oncologo Veronesi per le sue affermazioni sulle emissioni di diossina dagli inceneritori; punta il dito contro l'ex sindaco di Civitaveccchia, "che ha preso 80.000 euro dall'Eni per fare un libro sui ristoranti all'uscita degli svincoli autostradali". Lo scontro con Balloni - Il Pil che, per l'occasione, diventa spazzolino da denti fa indignare l'economista Balloni. Che sbotta: "Così non si può spiegare l'economia nella facoltà fondata da Giorgio Fuà". La goccia: qui Grillo se ne va davvero. "Siete persone finite, insegnate concetti vecchi" e su un "non mi dimenticherò di voi" infila le scale e via. Ancora un rigurgito: "Questi anziani docenti si sentono bypassati da nuove regole, non conoscono assolutamente la rete. Io - spiega - volevo fare un discorso sulla rete, ma vedo che si oppongono con le unghie e con i denti; la rete taglierà fuori queste università barocche". Via davvero. M.CRISTINA BENEDETTI,.

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Il rettore: "Mai invitato" (sezione: Grillo)

( da "Corriere Adriatico" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

ANCONA - Beppe Grillo "non è stato invitato dall'Ateneo contrariamente a quanto da lui affermato". Lo precisa in una nota il rettore della Politecnica, Marco Pacetti. "Il lungo intervento di Grillo - evidenzia Pacetti - ha riguardato le recenti vicende politiche e personali invece che il tema scientifico specifico al centro dell'iniziativa. Nel vivace dibattito è intervenuto, tra gli altri, il professor Antonio Calafati, docente presso la Facoltà di Economia, il quale ha richiamato la necessità di mantenere al centro della riflessione i temi economici trattati dalla relazione del professor Stiglitz". Sollecitazione "perfettamente conforme alla linea dell'Ateneo che tende a mantenere decisamente distinta la funzione scientifica dell'Università dalla mera protesta politica, certamente legittima, ma assolutamente fuori contesto nell'ambito di una lectio magistralis universitaria". "Per le manifestazioni a carattere anche marcatamente politico, la Politecnica - conclude Pacetti - ha sempre garantito e garantirà agli studenti e alle loro organizzazioni la massima agibilità, ma senza generare alcun tipo di confusione sulle finalità delle manifestazioni stesse".

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Travaglio: È scontro tra Europa e l'Unità (sezione: Grillo)

( da "KataWeb News" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Alle 10:14 - Fonte: repubblica.it - 3 commenti Sul caso Travaglio Europa e Unità, i due quotidiani del Pd, ai ferri corti. Il giornale ex Margherita titola l'editoriale del direttore, Stefano Menichini: "Sconfiggere Travaglio e Colombo" e il quotidiano fondato da Antonio Gramsci risponde proprio con Furio Colombo: "Travaglio o Schifani? Il silenzio dell'opposizione". Europa avverte: "Nel caso che qualcuno, che allora tanto si divertì, pensasse di fare il bis del 2001-2002, è bene che il Partito democratico abbia ben chiari i termini della questione che si è aperta in questi giorni con Marco Travaglio, con Furio Colombo, con l'Italia dei valori di Di Pietro, con Beppe Grillo, con quelle frange della sinistra televisiva che già sognano (in alternativa o in sequenza) girotondi elettronici e atti di martirio. Qui, alla fine, non ci sono in ballo né la lotta alla mafia (che prosegue con buoni successi e alterni governi), né il buon nome di politici e cariche istituzionali. Qui c'è in ballo -- il Pd deve saperlo, e sembra davvero averlo capito -- la pretesa di una fazione intellettuale e giornalistica di condizionare e orientale l'agenda dell'opposizione ai governi della destra, ricattando apertamente il Pd perfino sui suoi stessi giornali, come capita alla povera Unità". E ancora: "C'è una lotta squisitamente politica da ingaggiare e vincere, se non si vuole essere trascinati in un deserto di iniziativa politica e di lucidità intellettuale, ricacciati all'indietro in una condizione minoritaria che renderebbe definitiva per anni la vittoria della destra nella testa e nelle coscienze degli italiani. Sappiamo che a questo estremismo corrisponde un comune sentire nell'opinione pubblica di sinistra, alimentato per lustri. Proprio per questo, per uscire da questa tenaglia, è una battaglia politica che va aperta e dichiarata, come si è finalmente cominciato a fare". AGI.

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Arcitaliana (sezione: Grillo)

( da "Stampaweb, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Oggi Fabio Fazio, conduttore di "Che tempo che fa", parla per la prima volta a un giornale - in un'intervista che abbiamo fatto ieri per La Stampa - del caos scatenato dall'invito tv a Marco Travaglio. A me la sua posizione sembra onesta: si è scusato per le offese (dice che la cifra della trasmissione non è mai stata quella), ma ha tenacemente difeso il diritto di tutti (compreso Travaglio, a parlare in tv). Risponde a Beppe Grillo, che gli ha dato dell'impiegato ("sarò impiegatizio, ma a essere assertivi sulle vite degli altri non sempre si fa la cosa giusta"); e commenta la velocità di tutta la politica a censurare l'episodio. Se devo dirvi la mia, a me piacerebbe un Paese in cui potesse esserci tranquillamente l'inchiesta di Travaglio, l'ironia garbata di Fazio, la possibilità di criticare entrambi, ma senza fargli editti bulgari, o scatenarsi nell'arte del rimbrotto (e da chi, poi, da questa classe politica?). Ps. Se esiste un travaglismo, che dire dell'arte ormai parallela e trista del commento giornalistico antitravagliesco? commenti (0) scrivi.

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Leggi l'articolo (sezione: Grillo)

( da "Quotidiano.it, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Beppe Grillo: ospite "imbucato" all'università di Ancona Ancona | Il comico è intervenuto a sorpresa ad una conferenza sulla globalizzazione da Joseph Stiglitz: peccato che il suo intervento non c'entrasse nulla con l'argomento trattato dal Premio Nobel. Beppe Grillo Questa mattina come previsto, dalla Facoltà di Economia dell'Università Politecnica delle Marche, il Premio Nobel per l'Economia Joseph Stiglitz ha tenuto per gli studenti una lezione magistrale sulla economia politica della globalizzazione. Al termine della lezione, tra l'entusiasmo dei presenti per l'ospite d'onore e l'interesse per l'argomento trattato, sono seguiti, come da programma, alcuni interventi tra i quali quello del noto comico Beppe Grillo presente tra il pubblico, non invitato dall'Ateneo contrariamente a quanto da lui affermato. Il suo lungo intervento/monologo ha riguardato le recenti vicende politiche e personali invece che il tema scientifico specifico al centro dell'iniziativa, suscitando l'intervento del professor Antonio Calafati, docente presso la Facoltà di Economia, il quale ha richiamato la necessità di mantenere al centro della riflessione i temi economici trattati dalla relazione dell' esimio professor Stiglitz. L' intervento del comico, mera protesta politica certamente legittima, era assolutamente fuori contesto nell'ambito di una lectio magistralis universitaria. 12/05/2008.

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LA POLEMICA (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

La polemica Il caso Travaglio avrà degli strascichi. Due, per ora, quelli certi. Da un lato il presidente del Senato Renato Schifani che ha dato mandato ai suoi legali di denunciare il giornalista per le "affermazioni calunniose" su presunti vecchi rapporti con personaggi mafiosi, parole pronuciate sabato sera durante la trasmissione di Fabio Fazio; dall'altro l'Agcom che apre un fascicolo sul caso e si riserva di decidere mercoledì prossimo eventuali sanzioni (dal richiamo alla multa amministrativa) contro viale Mazzini. Riunione che all'ordine del giorno vedeva già la discussione sulla puntata di "Annozero" del primo maggio finita anch'essa nell'occhio del ciclone per aver fatto, è l'accusa, da megafono alle accuse di Grillo contro il capo dello Stato. Senza contare, sono questi i rumors che viaggiano freneticamente sull'asse palazzo Chigi-viale Mazzini, che tutta la vicenda Travaglio ha innescato un'accelerazione per la procedure di ricambio dei vertici Rai: sia il Cda, che il direttore generale Cappon termiano il loro mandato il prossimo 31 maggio. E il Pdl tiene alla poltrona di Cappon. Per questo la federazione della stampa e Usigrai insistono per una legge bipartisan "di pochi articoli" che modifichi i meccanismi di nomina del vertice e dicono no a scorciatoie per "invocare un rapido ricambio" alla guida della tv pubblica. Intanto la denuncia per calunnia presentata da Schifani sembra sedare in parte il caso Travaglio in una giornata, quella di ieri, in cui le accuse contro il giornalista non si sono attenuate. A difenderlo solo il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro (che ora vede a rischio la promessa poltrona della Vigilanza) mentre Beppe Grillo se la prende con Fazio e le scuse professate domenica sera in diretta tv ("Non è un giornalista è solo un impiegato"). L'ex ministro Mastella si lamenta a sua volta della solidarietà a Schifani da parte del Pd che lui, invece, non ebbe nel caso di analoghi attacchi da parte di Travaglio. Il giornalista oltre a insistere sabato scorso sulle "amicizie mafiose" di Schifani aveva chiesto allo stesso "di darne conto". E ora la vicenda arriverà in tribunale per la soddisfazione di entrambi. "La magistratura potrà così stabilire le responsabilità di coloro che hanno dato luogo ad un'azione altamente diffamatoria nei riguardi del presidente del Senato", è la nota di palazzo Madama spedita ieri sera prima che Schifani salisse al Quirinale per un colloquio di tre quarti d'ora con il presidente Napolitano. Soddisfatto si dice anche Travaglio: "Mi sta bene, finalmente ci sarà una sede che potrà appurare se ho detto la verità. A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti e in tribunale le chiacchiere stanno a zero. Dopo tre giorni di delirio che prescinde dai fatti si potrà stabilire se le cose che ho detto me le sono inventate, se se l'ha inventate Lirio Abbate (che affronta la stessa vicenda nell'ultimo suo libro, ndr) e tutti coloro che le conoscono. Se il presidente del Senato verrà interrogato, mi auguro però che dia spiegazione su quei fatti". In attesa dei tempi della magistratura rimane, però, l'appuntamento tra otto giorni all'Agcom. E più che un sanzione, la Rai rischia, per le affermazioni di Travaglio, una multa che va da cinquemila a 52 mila euro.

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LETTERE (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Lettere Come controllare le terre di nessuno Francesco de Goyzueta - NAPOLI Caro Gargano, mai come in questi tempi dominati da cento cantieri che rendono Napoli invivibile, l'anarchia dei napoletani ha raggiunto punte stratosferiche. Ciascuno riscrive il codice della strada secondo la propria libera interpretazione, che spesso impatta con la pubblica incolumità. Da tempo immemorabile i vigili hanno abbandonato la strada per altre mansioni burocratiche o per motivi di malattie di servizio, per cui alcune strade pericolose come via Nicotera e le Rampe Brancaccio sono divenute terra di nessuno con frotte di motorini che sfrecciano in entrambi i sensi con due o tre persone a bordo. Con l'aggravante dell'assenza di pubblica autorità visibile sul territorio, come la Benemerita, per la quale negli anni scorsi la popolazione residente ha speso appelli accorati pur di averne un presidio. E infatti esiste in piazza Mondragone una stazione, ma i carabinieri in strada non si vedono perchè forse impegnati in lavori di ufficio e di istituto che impediscono il pattugliamento della zona. La presenza dell'Arma sarebbe un monito per la spavalderia di quanti pensano che il territorio sia divenuto il loro reame e un antidoto all'autorità illegale che fa proseliti giorno per giorno. "Aiutate mia madre ma lo chiedo invano" Maria Amato - NAPOLI Ho 37 anni, sono sposata e ho un bimbo di 21 mesi. Vivo con mia madre di 77 anni, affetta da sclerosi laterale amiotrofica, da 4 anni ha avuto la perdita progressiva e irreversibile della normale capacità di deglutizione, della parola e dei muscoli respiratori. Ma la Sla non altera le funzioni cognitive e sensoriali del paziente: uccide. È a pezzi, ma con crudeltà, lasciando lucidi. Con l'aiuto del mio medico generico sono riuscita a entrare nel progetto Adoti (assistenza domiciliare ospedaliera territoriale integrata) che le ha concesso di vivere la malattia a casa, dopo aver speso di tasca 3.500 euro per l'impianto elettrico ospedaliero perchè l'assessore della Sanità Montemarano disse che questo non poteva essere un bene da restituire il giorno in cui dovesse finire mia madre. Da qui inizia il nostro calvario, mamma ha bisogno di assistenza continua simile a quella di un reparto di rianimazione. Sono riuscita ad avere dall'Adoti solo due ingressi settimanali di infermieri, e dall'Adi 5 ore settimanali di operatore socio-sanitario perchè il Comune di Napoli non paga. Ma ciò non basta: non riesco a gestire tutto da sola anche perchè mia madre, essendo attaccata a un respiratore va controllata 24 ore su 24. Di sabato, domenica e tutti i giorni festivi non ho neppure questa assistenza, mi tocca assistere mia madre da sola non potendo nemmeno uscire di casa. Sto di continuo e disperatamente a chiedere aiuto alle Asl, alle assistenti, al Comune, ma sembra che nessuno conti niente e possa fare niente. Ma è possibile che davvero non si possa far nulla in casi come questo e simili? Possibile che una Sanità che ha sperperato miliardi di euro non trovi qualche spicciolo per aiutare un'anziana gravemente malata? Sì, è possibile se è vera la citata dichiarazione dell'assessore Montemerano: la signora non può avere quella macchina perché essa non potrebbe essere resa al momento della sua morte. Famiglia Cristiana non licenzia Mauro Broggi - Direttore comunicazione Periodici San Paolo A seguito dell'articolo di Alceste Santini "Meno copie, è crisi. Famiglia Cristiana abbandona Roma", comparso su "Il Mattino" del 10 maggio, desidero precisare che, nei piani di ristrutturazione delle attività dei Periodici San Paolo, non è previsto alcun licenziamento, diversamente da quanto risulta nell'articolo. Sono previsti invece, in vista di un rilancio delle testate "Famiglia Cristiana" e "Jesus" sia nell'edizione cartacea sia in quella on-line, trasferimenti verso la sede centrale di Milano per i quali è stata avviata una trattativa con le parti sindacali. Risponde Alceste Santini: prendiamo atto che, a seguito del nostro intervento sulla "ristrutturazione delle attività dei Periodici San Paolo", la direzione ci comunica che "non è previsto alcun licenziamento". Si conferma, però, che ci saranno, come da noi annunciato, "trasferimenti verso la sede centrale di Milano per i quali è stata avviata una trattativa con le parti sindacali". Resta, inoltre, il fatto che la redazione di Roma, centro del mondo politico e dell'attività della Chiesa cattolica, verrà chiusa, e non è poco. La minigonna non tramonta mai Gino Cappa - NAPOLI Un capo di abbigliamento dopo una o due stagioni passa di moda. Resiste invece la minigonna, che si addice per la verità solo alle donne giovani. Fu lanciata nel 1963. In quel tempo calamitava gli sguardi dei maschi, specie quando era indossata a stretto giro di vita. Fu censurata dal Vaticano che vietò l'ingresso in chiesa pure alle donne con i pantaloni. I divieti sono ormai caduti, solo i presidi bacchettoni richiamano ancora le alunne in minigonna. L'attrice Maria Grazia Cucinotta ha detto che quell'indumento piaceva agli uomini a patto che a indossarlo non fosse la loro donna. Fiorirono all'epoca molte barzellette, soprattutto sui vecchietti costretti a limitarsi ad ammirare. Mi ha detto un diacono che al corso il precettore, scherzando, ha detto durante l'omelia domenicale che doveva essere corta come la minigonna e doveva lasciare intravedere il mistero. La minore attenzione maschile, oggi, è un riflesso dell'evoluzione dei tempi, con la caduta dei tabù. Qualcuno paragonò le minigonne alle statistiche: danno delle idee ma nascondono l'essenziale. La data di nascita è incerta, chi dice 1963, chi 1964. A lanciare la moda fu Twiggy, modella magra al punto che se inghiottiva un nocciolo di ciliegia pareva incinta. Il francese André Courrèges contese la primogenitura alla inglese Mary Quant, che tagliò corto: "L'hanno inventata le ragazze per le strade". Sono prigioniero del blog di Grillo Silvio De Pasca - NAPOLI Carissimo dottor Gargano, un po' di tempo fa mi iscrissi, per curiosità, al blog di Beppe Grillo, collegandomi al sito per leggere i punti di vista sulla politica spendacciona. Con mia sorpresa cominciarono ad arrivare e-mail con articoli di gente che nemmeno conosco. Ho tentato di ritirare l'adesione al blog ma, sorpresa delle sorprese, mi parla la voce del Grillo che minaccia ("ti faccio vedere io") ed esclude la possibilità di cancellarmi. A tutt'oggi appare la pubblicità di Grillo che mi vuole vendere cassette video e pubblicazioni sui Vday. Cosa devo fare? Sui blog si legge che, ai sensi dell'art. 13 della legge n. 196/2003, l'utente ha diritto di conoscere, aggiornare, cancellare, rettificare i suoi dati o opporsi all'utilizzo degli stessi in violazione del D.L. 13/05/98, n. 171. La fame uccide sempre di più Franco Petraglia - CERVINARA (AV) Carissimo dottor Gargano, sono state allarmanti e pregne di delusione le parole di Louis Michel, il commissario europeo per lo Sviluppo: "Si profila uno shock alimentare mondiale, con effetti di uno tsunami umanitario in Africa". Il segnale di pericolo viene lanciato anche dal direttore della Fao, Jacques Diouf, che ha annunciato fondi di emergenza per 17 milioni di dollari. A queste parole fanno eco quelle del governatore della Banca d'Italia Mario Draghi: "La crescita dei prezzi delle materie prime ha un drammatico impatto sulla riduzione della povertà". Il disastroso risultato: in 12 Paesi poveri si sono verificate opposizioni e manifestazioni violente. La gente è disperata perchè non riesce a comprare il necessario per campare. Gli alimenti sono reperibili, ma i prezzi proibitivi. Anche se altri fattori hanno contribuito a creare questa grave situazione - prezzo del petrolio, speculazioni finanziarie e crisi di produzione - la colpa principale è la riduzione degli aiuti allo sviluppo, che i Paesi opulenti hanno apportato nella misura dell'8,4% nell'ultimo biennio. Milioni di bambini sono colpiti dalla crisi alimentare. La carenza di proteine e vitamine causa gravi disturbi ai teneri organi e rallenta lo sviluppo mentale. È necessario che i Paesi ricchi si mobilitino per portare ossigeno ai fratelli sfortunati. Smettano i potenti della terra di illudere i "mendicanti" del pianeta. Siamo capaci di spendere fior di quattrini per Olimpiadi, campionati del mondo e altri spettacoli, ma non riusciamo a intenerirci di fronte a tanta miseria. Si trovino tutte le soluzioni possibili: investimenti, sviluppo, azzeramento del debito, affinchè questi popoli non vengano sottoposti a altre sofferenze o cancellati. Nel mondo ha sempre regnato l'ingiustizia, ma di questi tempi l'abisso tra ricchi e poveri è cresciuto a dismisura. Ed è logico dubitare del pentimento.

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CINQUECENTO STUDENTI ALLA LEZIONE MAGISTRALE DI SUPERPIPPO (sezione: Grillo)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Cinquecento studenti alla lezione magistrale di Superpippo ANTONIO DE PASCALE "Considero la tv di oggi di bassa qualità, ma anche i giornali non attraversano un gran momento". Esordisce così, il re nazional-popolare della tv italiana, cioè Pippo Baudo che, ieri pomeriggio, ha incontrato all'Università di Salerno cinquecento studenti della Scuola di giornalismo e di varie facoltà, durante il convegno "Televisione e giornali: io li vedo così". Baudo parla prima di tv. "La qualità - dice - è in ribasso. La nostra tv è stata tra le più grandi. Nessuno dimentica i contadini di fronte alle prime tv che seguivano le lezioni di Manzi, che insegnava loro a firmare. La tv degli inizi, unificò l'Italia diffondendo la stessa lingua. Poi, si è aperto il mercato straniero, ma le tv straniere, sono brutte. Dopo l'esordio, non ha migliorato il tasso culturale del Paese, ci siamo abbassati alle "schifezze" estere. Ora, c'è una tv che gli intellettuali rifiutano, che gli adulti sono costretti a vedere, rimpiangendo quella di una volta". Oggi la tv si è evoluta tecnologicamente, "ma - aggiunge Baudo - non è cresciuta la qualità dell'offerta. Il male delle tv viene da lontano, anche con l'affermazione di quelle commerciali che, per conquistare il popolo, abbassano la qualità e la Rai si è adeguata. Le commerciali lavorano su concessione governativa: lo Stato potrebbe chiedere loro di dare spazio alla cultura, affiancandole nel ruolo alla Rai". Sui reality-tv: "Sarebbero grandi - ammette Baudo - se non si recitasse". Il conduttore ha ammesso di "aver ricevuto molte raccomandazioni da tutto l'arco costituzionale, ma, io ho scoperto alcuni big, come Beppe Grillo e Lorella Cuccarini". Il presentatore considera i tg "logori e rituali, si fissano sulle notizie, come su Cogne. Solo il Tg4, è originale". Poi, parla della carta stampata: "Non è un grande periodo. I contributi statali fanno stampare e vivere i giornali, ma si legge poco. Le prime pagine si fanno dopo i tg delle 20, così i giornali sono già vecchi, dovrebbero avere più commenti. I giornali on-line hanno un altro linguaggio, con più spazio. Anche le radio locali sono in ripresa". Baudo ringrazia Biagio Agnes, direttore della Scuola di giornalismo, con cui ha lavorato in Rai: "Se sono qualcuno - confida - lo devo anche a lui. Oggi molti lo rimpiangono in Rai". "Baudo è lo show-man - replica Agnes - che non stanca mai. A metà anni '80 andò via dalla Rai, ma poi tornò per amore dell'azienda: fu l'unica nuvola nel nostro rapporto". Su Sanremo: "L'edizione 2008 - tronca Baudo - è stata la migliore da me condotta". Poi, saluta al cellulare la mamma dello studente Mario Fraiese D'Amato di Nocera Inferiore, iscritto ad economia aziendale. Baudo è stato accolto dal giornalista Pino Blasi e dai docenti Lamberti, Rizzo, D'Agostino, Panico, Miraglia e dal cantante Bruno Venturini. Pippo Baudo con Biagio Agnes all'Università.

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La libertà d'espressione è un diritto da difendere (sezione: Grillo)

( da "Articolo21.com" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

ARTICOLO 21 NEL COMITATO PER LA PROMOZIONE E PROTEZIONE DEI DIRITTI UMANI La libertà d'espressione è un diritto da difendere di Tana De Zulueta Poco prima della giornata mondiale per la libertà di stampa, celebrata il 3 maggio, Articolo 21 è entrato a fare parte del Comitato per la promozione e la protezione dei diritti umani, il primo coordinamento italiano in tema dei diritti umani. Il Comitato, che raccoglie 75 organizzazioni non governative italiane, partecipa regolarmente alle osservazioni delle Nazioni Unite sull'attuazione dei patti e delle convenzioni internazionali che l'Italia ha sottoscritto. Un passo giusto al momento giusto, visto che quest'anno ricorre il 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che all'articolo 19 tutela la libertà di espressione come diritto fondamentale. Articolo 21 potrebbe, di buon diritto, partecipare a queste celebrazioni nella chiave in cui lo propone l'UNESCO, ricordando che la libertà di espressione e l'accesso ad un informazione libera, pluralista, indipendente e di qualità consente ai cittadini di partecipare al dibattito pubblico e di chiamare i propri governanti a rendere conto del proprio operato. I media, come ricorda l'UNESCO, possono, anzi dovrebbero svolgere il ruolo di "cane da guardia" della democrazia, fornendo un informazione completa e anche critica sulle attività dei governi e del settore privato. Ci riescono? Chi più, chi meno. Questa nostra Associazione è nata per denunciare e, se possibile, correggere le gravi e ricorrenti distorsioni e anche violazioni dell'Articolo 21 della Costituzione. Di fronte alla percezione di una vera e propria emergenza era nato negli anni scorsi un Comitato per la libertà d'informazione. E visto che ci ri-siamo, il Comitato è ri-nato con un'assemblea il 22 febbraio e un appello (tuttora consultabile sul sito). Nel resto d'Europa quest'appello sarebbe apparso scontato, visto che non chiede altro che l'attuazione delle sentenze della Corte europea e i principi sulla separazione dei poteri tutelati dal diritto internazionale. Dobbiamo però prendere atto che in Italia, dopo la terza vittoria del nostro "TV tycoon" Silvio Berlusconi, chiedere una vera norma antitrust nel settore dei media, per non parlare di una legge efficace sul conflitto di interesse, è un discorso bandito dal dibattito pubblico televisivo. L'appello chiedeva anche una riforma che, almeno a parole, potrebbe trovare tutti d'accordo: quella di una riforma della Rai che allontani qualsiasi governo e qualsiasi partito dalla gestione dell'azienda, così come avevano chiesto migliaia di cittadini, autori, giornalisti e artisti sottoscrittori della proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal comitato "Per un'alraTV" che ho coordinato. Pare che oggi anche Claudio Petruccioli, presidente uscente della Rai, riconosce che la politica è la prima fonte dei guai dell'azienda. Meglio tardi che mai, anche se sembra avere difficoltà ad agire di conseguenza, vedi la vicenda Saccà o l'inattesa strigliata contro 'Anno Zero' reo di diffondere Beppe Grillo, guarda caso sempre sull'informazione. Si può essere d'accordo o meno con Grillo, ma un evento come quello da lui organizzato a cui hanno partecipato migliaia di persone è pur sempre una notizia. Oscurare un evento simile e il fatto che si discute, anche con violenza, di informazione, mi pare una scelta che puzza di -- si può dire? -- regime. In questi giorni si discute della composizione della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, la stessa che secondo la legge Gasparri (vigente) dovrebbe nominare i componenti del futuro CD Rai. L'appello per la libertà d'informazione ne chiede l'abrogazione, così come la nostra proposta di legge, partendo dalla semplice constatazione che in democrazia è l'informazione che controlla la politica e non viceversa. Come si vede la questione dell'informazione incrocia ripetutamente quella dei diritti. Sostenere la piena realizzazione dell'Articolo 21 della nostra Costituzione vuole dire sostenere la piena attuazione della Carta fondante dell'ONU. Una buona informazione denuncia le violazioni dei diritti, ovunque avvengano, e allo stesso tempo informa i cittadini sui loro diritti e su quelli degli altri. Entrando a fare parte del Comitato per i diritti umani Articolo 21 farà parte della grande coalizione civile che preme per l'istituzione di una Commissione italiana per la promozione e la tutela dei diritti umani. L'Italia è l'unico paese membro dell'Unione europea tuttora privo di un istituzione indipendente per la promozione e la protezione dei diritti umani. Se questo è l'anno dei diritti umani è l'occasione buona per rimediare. 13/05/2008 - Letto 34 volte.

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Un corteo silenzioso con il fratello di Borsellino (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

I "grillini" a sostegno di Masciari, imprenditore antiracket Un corteo silenzioso con il fratello di Borsellino Domani alle 19.30 da piazza Matteotti partirà un corteo silenzioso per le vie del centro fino alla Prefettura. Ad organizzare la manifestazione gli amici di Beppe Grillo di Gorizia, Monfalcone, Pordenone, Trieste ed Udine, che hanno voluto dar vita ad una serata sul tema della criminalità organizzata. La serata sarà una marcia silenziosa a sostegno dell'imprenditore Pino Masciari.Il corteo silenzioso passerà di fronte alla Prefettura di Udine e ritornerà in Piazza Matteotti dove ci saranno gli interventi di Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo, in video conferenza, Benny Calasanzio Borsellino, nipote degli imprenditori di Lucca Sicula vittime di mafia e in videoconferenza Pino Masciari, l'imprenditore che non si è piegato al racket e ha denunciato e fatto arrestare decine di componenti della 'ndrangheta calabrese. Il 31 marzo scorso, dopo undici anni, ha lasciato la località protetta senza scorta per recarsi in Calabria come forma estrema di protesta per la condizione di abbandono nella quale i testimoni di giustizia sono costretti a vivere. Da allora sono sorte in tutta Italia decine di iniziative di supporto allo scopo di informare e sensibilizzare i cittadini e le istituzioni.I grillini spiegano così le motivazioni che li hanno spinti ad organizzare questo evento: "L'essenziale ruolo dello Stato è difendere con ogni mezzo coloro che sono stati determinanti nella lotta contro la mafia, oltre che prevedere dei programmi di protezioni deve permettere il reinserimento delle famiglie nella normale vita quotidiana, solo in questa maniera, con la forza della sicurezza, il numero delle persone oneste che sono in prima linea aumenterebbe. In questo contesto, tutte le associazioni regionali che si rispecchiano nelle ideologie del comico Beppe Grillo, hanno organizzato questo evento".

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ROMA - Il caso Marco Travaglio-"Che (sezione: Grillo)

( da "Gazzettino, Il" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

ROMA - Il caso Marco Travaglio-"Che tempo che fa" finirà in tribunale: il presidente del Senato, Renato Schifani, bersaglio delle acuse del giornalista nella puntata di sabato scorso, ha infatti deciso di rivolgersi alle vie legali contro le "affermazioni calunniose" nei riguardi della sua persona. La vicenda finirà domani anche sul tavolo del cda Rai e del Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, che potrebbe chiedere approfondimenti o decidere sanzioni a carico dell'azienda. Con il vertice Rai in scadenza a fine mese la polemica è tutta politica. Il Pdl accusa il trio Di Pietro-Giulietti-Travaglio di cercare la "rissa" tra maggioranza e opposizione, dice il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, facendo fallire le prove di dialogo ribadite da una telefonata Berlusconi-Veltroni. Il Pd intravede, invece, da parte della maggioranza il tentativo di lanciare l'offensiva su Viale Mazzini: il leader Walter Veltroni assicura che la Rai sarà "uno dei grandi temi delle regole del gioco", ma chiede di cambiare i criteri di nomina del cda, perché applicare la legge Gasparri sarebbe "una scelta non all'altezza dei problemi dell'azienda". Anche Federazione della Stampa e Usigrai insistono per una legge bipartisan "di pochi articoli" che modifichi i meccanismi di nomina del vertice e dicono no a scorciatoie per "invocare un rapido ricambio". Intanto l'appoggio di Antonio Di Pietro a Travaglio (unica voce fuori dal coro, se si esclude Rifondazione) potrebbe far fallire l'ipotesi di una presidenza Idv per la commissione di Vigilanza (che in base alla Gasparri nomina sette consiglieri Rai su nove e dà il gradimento a maggioranza di due terzi sul presidente): niente presidenza, dice Cicchitto, "a chi incarna la punta di diamante degli sconvolgimenti della Rai". Travaglio tiene il punto ("Aspetto solo che qualcuno mi smentisca") e "paradossalmente" si augura che la querela di Schifani - ricevuto nel pomeriggio al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - serva a fare chiarezza: "A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero". Fatti che, ripete il giornalista, sono stati già raccontati nel suo libro "Se li conosci li eviti", scritto a quattro mani con Peter Gomez e Lirio Abbate. Domani sarà una giornata clou. In cda ci potrebbe essere una relazione del direttore generale, Claudio Cappon, che ha duramente stigmatizzato il comportamento di Travaglio. L'Agcom, poi, potrebbe decidere di intervenire su "Che tempo che fa", ma anche sulla puntata di "Annozero" del primo maggio, con il servizio sul V2-Day di Beppe Grillo, sulla quale ha già aperto un'istruttoria.

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Redditi on line, Visco denunciato (sezione: Grillo)

( da "Padania, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Libera circolazione non vuol dire libertà di delinquere. E quanto sostiene la Lega Nord quando chiede di rinegoziare Schengen grazie al quale i cittadini possono recarsi con la carta d identità in uno qualsiasi dei 28 paesi che hanno sottoscritto l accordo. roberto fiorentini Altro che editto bulgaro di berlusconiana memoria: l'attacco di ieri di Claudio Petruccioli a Michele Santoro e alla sua puntata di Anno Zero, ha tanto il... ... sapore di un defenestramento in piena regola. Del resto Michelone e la sua band l'hanno combinata veramente grossa. In poco meno di due ore, utilizzando il VF day 2 di Beppe Grillo, hanno insultato tutti gli insultabili. A partire proprio da chi occupa la sedia del Quirinale, ovvero il presidente della Repubblica che, tra la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, deve aver fatto sentire la sua voce a viale Mazzini. Ma nella puntata di giovedì alla gogna è finito anche il buon oncologo Umberto Veronesi, tutti i direttori dei telegiornali del servizio televisivo pubblico e privato, nonché la stessa Rai. E per finire, per rincarare la dose, Michelone se l'è presa pure con i tassisti di Roma: resi di non lavorare perché festeggiano ancora, con tanto di bandiere, la vittoria di Gianni Alemanno al Campidoglio. Inutile parlare poi di quanto ha detto il collega Marco Travaglio che, oramai, è incommentabile. A fronte di tutto questo, a metà di ieri pomeriggio, sono arrivate le bordate-editti. Petruccioli ha dettato un agenzia durissima: Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell'ambito delle mie responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi. A nessuno, quindi neppure a Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto - di fatto - della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che, nel programma stesso, avviene; non ci sono zone franche. Anche Santoro, come tutti coloro che in Rai lavorano, ha il dovere non eludibile di tutelare la dignità e il prestigio del servizio pubblico . In giornata anche lo stesso Vittorio Sgarbi, presente in studio, aveva attaccato frontalmente sia Grillo che Michelone. "L'autorità garante - aveva detto Sgarbi -dovrebbe prendere provvedimenti e sanzionare Santoro perché ha concesso a Grillo di insultare tramite tv di Stato il presidente Giorgio Napolitano, un senatore del Pd (Veronesi), Marcello Dell'Utri, Totò Cuffaro, direttori di rete come Mauro Mazza e Clemente Mimun e via dicendo. Tutto questo è inaccettabile". E anche i malati di tumore e i medici oncologi hanno demolito Grillo e il suo compare Santoro. "Attacchi ingiustificati e privi di fondamento a fini politici e populisti". Si chiude la stalla quando i buoi sono scappati. [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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CASO SANTORO Bianchi Clerici: non mi scandalizzo più (sezione: Grillo)

( da "Padania, La" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

ALESSANDRO MONTANARI È con commozione profonda e sincera che Giorgio Napolitano ieri ha celebrato la giornata in memoria di tutte le vittime del terrorismo, troppe delle quali ancora non hanno avuto giustizia. Nell impossibilità di dare loro la verità che sentenze e processi non hanno saputo dargli, il presidente della Repubblica è riuscito almeno a ri-consacrare il dolore, troppo spesso oltraggiato, dei loro orfani e delle loro vedove. Con toni composti ma severi, Napolitano ha intimato agli ex terroristi "che hanno avuto benefici carcerari" di "non cercare tribune per giustificare i loro atti di violenza" perché "non dovrebbero esserci tribune per simili figuri". Riferendosi a un intervista rilasciata dal brigatista che uccise il giornalista de La Stampa Carlo Casalegno ha poi precisato che il "rammarico" non basta: occorre il "rispetto della memoria". "Chi ha regolato i propri conti con la giustizia - ha spiegato - ha il diritto di reinserirsi nella società, ma con discrezione e misura. Mai dimenticando le proprie responsabilità morali anche se non più penali. Queste sono le ragioni per cui si doveva e si deve dar voce non a chi ha scatenato la violenza terroristica, ma a chi l ha subita e a chi ne ha avuto la vita spezzata". Troppe volte, infatti, questo Paese ha rimesso in cattedra i cattivi maestri , conferendo loro un irragionevole status di storiografi del passato e oracoli del presente. È così che le lacrime prodotte da tutti quei lutti si sono sovente smaterializzate in autoassolutori labirinti di parole. Tornato in Italia dall esilio francese, Oreste Scalzone, condannato a 16 anni di carcere nel processo ai capi di Prima Linea, fu accolto come un divo. Comparve a Le Iene, rilasciò interviste, scrisse editoriali, tenne conferenze e provò pure a mettersi alla testa dei movimenti no base di Vicenza. Ma l attrazione fatale sulle masse, per fortuna, non scattò. Il quarto d ora di popolarità nuovamente concesso a Scalzone è tuttavia solo l ennesima conferma di una tendenza molto radicata nel panorama cultural-editoriale italiano. In tv recentemente abbiamo assistito a uno straniante intervento di Pierluigi Concutelli. Intervistato in una trasmissione di La7, il terrorista nero condannato per tre omicidi ha confusamente ripercorso le proprie gesta, giustificandole più che rinnegandole. Inevitabile chiedersi quale fosse l utilità sociale del fornirgli quella tribuna. E provare un forte senso di disagio. Ma il fastidio dello spettatore comune è nulla in confronto al rinnovarsi del dolore dei parenti delle vittime. Lo scorso anno Maurizio Puddu, ex consigliere provinciale Dc gambizzato dalle Br e poi presidente dell Associazione vittime del terrorismo, s indignò per uno speciale di Italia Uno sulla strage di via Fani in cui Claudio Martelli analizzava quella stagione con Alberto Franceschini. Fondatore delle Br con Renato Curcio, Mara Cagol e Mario Moretti, Franceschini, uscito dal carcere dopo aver rinnegato la violenza, ricordò l inebriante sensazione di forza provata quando, nel carcere di Torino, lo raggiunse la notizia del rapimento. Ne venne fuori, certo contro le intenzioni degli autori, una sorta di apologo in cui Franceschini pareva un inoffensivo cattedratico più che un ex terrorista. Pochi giorni dopo, a Napoli, Renato Curcio partecipò con la sua casa editrice Sensibili alle foglie a una manifestazione pubblica . Cosa per lui normale, visto che gira l Italia in lungo e in largo tenendo lectio magistralis sui problemi sociali di volta in volta affrontati nei suoi libri. Alcune università lo hanno anche invitato a tenere conferenze in ateneo. Anche Toni Negri, tra i fondatori di Potere Operaio poi tra i leader di Autonomia Operaia e teorico del Sim (Stato Imperialista delle Multinazionali), condannato per associazione sovversiva e riparato in Francia, viene ciclicamente riproposto come opinionista. Basti pensare che ora è pure diventato il protagonista di un fumetto che spiega ai giovani cosa fu il 68. Talvolta, è vero, tutto passa inosservato, talaltra no. Come accadde per la famosa ospitata a Chetempochefa di Adriano Sofri, saltata proprio in seguito alle polemiche scatenatesi intorno all annuncio della sua partecipazione. Il caso di Sofri è singolare. Condannato per l omicidio Calabresi e sempre dichiaratosi innocente, è forse l unico che sta scontando fino in fondo la pena comminatagli e pare anche il solo ad aver rimeditato profondamente gli anni di piombo. È editorialista acuto ed apprezzato, ma in tv no, non può parlare, mentre agli irriducibili, ai cinici e ai professionisti del giustificazionismo è consentito esibirvisi con nonchalance salottiera. È grazie a costoro, che Napolitano oggi definisce figuri , che spesso storie tragiche e insensate hanno potuto trasformarsi in racconti romantici, assai adatti al piccolo e adattabili al grande schermo. Basti pensare al racconto della prigionia di Aldo Moro fornito nell acclamato Buongiorno Notte di Marco Bellocchio o al giudizio espresso e subito ritirato dall attrice francese Fanny Ardant su Renato Curcio. "Ho sempre considerato il fenomeno Brigate Rosse molto coinvolgente e passionale - disse al settimanale A - Per me Curcio è un eroe". Questo è quello che può accadere quando la memoria è affidata ai carnefici piuttosto che alle vittime. "Intorno a noi - commentava il compianto Puddu - vedo fastidio. Comprensione, invece, per gli ex terroristi". Il caso Santoro tiene ancora banco dopo l ultima puntata della sua trasmissione Annozero con la lite Sgarbi-Travaglio e le accuse di Grillo a Napolitano e Berlusconi e gli affondi contro Veronesi. Chi non si dice stupita tantomeno "scandalizzata" è il consigliere di amministrazione della Rai in quota Lega Giovanna Bianchi Clerici: "Francamente - spiega il membro del cda - questa puntata mi è sembrata in linea con quanto già accaduto altre volte. Anzi, a mio avviso la situazione era molto più critica e preoccupante sulla puntata che dedicò a pedofilia e Vaticano". Secondo Bianchi Clerici "è noto come Santoro è stato reintegrato in azienda con una sentenza di un tribunale che ha stabilito anche su quale rete e in quale orario debba andare in onda. Dopodichè il tipo di giornalismo che fa Santoro è ormai noto a tutti. Per cui, io non mi sorprendo più di tanto". Chi non è d accordo con la dura presa di posizione del presidente Rai Claudio Petruccioli che nelle ore successive alla trasmissione aveva condannato la puntata condotta da Santoro, è Antonio Di Pietro: "La decisione di Petruccioli, di richiamare Santoro per la sua trasmissione dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". Secondo il leader dell Italia dei Valori "questa si chiama censura: in un Paese libero l ascoltatore -sottolinea Di Pietro - ha il diritto di sapere che due milioni di persone sono scese in piazza per firmare tre referendum e che sono state raccolte 1.500.000 di firme in un solo giorno, tra cui la mia, un evento mai successo nella storia della Repubblica. Una manifestazione di tale importanza non si può cancellare". E se per il deputato centrista Luca Volontè la Rai "deve prendere provvedimenti esemplari e valutare se i costi degli stipendi di Santoro e Co. sono opportuni rispetto al disservizio pubblico che fornisce" per Italo Bocchino, parlamentare del PdL, è evidente come "l uscita dalle istituzioni della sinistra massimalista spinge Santoro a sostituirsi ad essa e magari a creare una saldatura con l anticasta". "Tutto si può fare - dice Bocchino - ma non i soldi pubblici". E ieri anche Luca Romagnoli, segretario del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, ha voluto commentare commenta la trasmissione di Michele Santoro definendola una vera e propria "gogna mediatica e qualunquista, indegna del servizio pubblico" e salvando solo le vignette di Vauro ("Sono ironiche"). E pensare - ci ricorda Romagnosi - "che paghiamo anche il canone per vedere questi insulti dallo schermo". "Il giornalismo fazioso di Santoro - spiega ancora Romagnoli - si conferma essere un megafono prestato a chi cerca di imbonire la piazza per attaccare tutti. Ognuno può dire e fare quello che vuole, ma non lo faccia con i soldi pubblici. Santoro metta su una sua bella tv tutta e dichiaratamente di sinistra, poi saranno i telespetattori a determinare l audience con il potere del telecomando". "Forse così la finiremo - conclude Romagnoli - di sorbirci predicozzi da bar dello sport e analisi da massaie, con tutto il rispetto per le casalinghe". Igor Iezzi Una "strumentalizzazione indegna e vergognosa nei confronti della città, della famiglia del giovane e della vittima". Flavio Tosi, che ieri ha incontrato i genitori del ragazzo deceduto in serata, è finito nel mirino. La sinistra, estrema o del Partito Democratico non fa grande differenza, sta cercando di far ricadere le colpe dell aggressione al giovane Nicola Tommasoli sul sindaco di Verona e sull intera città. L Unità, giornale del Pd ha titolato Quella violenza skinheads che la Lega non ha mai isolato . Ma neanche una parola viene sprecata sulla mancanza di certezza della pena e su un sistema giudiziario che da due anni seguiva i colpevoli dell aggressione senza mai fermarli. Sindaco Tosi, ha letto l Unità? "Certo, queste sono bestialità. La dinamica dei fatti ha dimostrato che la politica non c entra, la colpa è della stupidita e della mancanza di valori. Stiamo assistendo ad una strumentalizzazione indegna e vergognosa da parte della sinistra". Alcuni la accusano di minimizzare? "Macché, ho chiesto da subito che i colpevoli siano accusati duramente e condannati pesantemente. Mi auguro che non vengano tirate fuori le solite attenuanti, anche perchè in questo caso alcuni aggressori facevano parte della Verona bene. Continuando a gettarla in politica si creano degli alibi che qui non ci sono. La condanna sia dura e resti come un monito". I colpevoli erano facce conosciute, come è stato possibile arrivare a questo? "Quello che manca è la certezza della pena. Non voglio accusare un singolo magistrato ma un sistema inefficiente ed elefantiaco che non ha preso provvedimenti contro questo gruppo di disgraziati che da due anni andava avanti a compiere questi gesti. L autorità giudiziaria li seguiva ma nessuno ha agito per fermarli". Eppure alcuni quotidiani stanno facendo passare l immagine che lei è razzista e la città fascista "Una strumentalizzazione vergognosa anche nei confronti della città, della vittima e della sua famiglia. La città non c entra nulla, gettare fango sui cittadini è indegno. Alle politiche Verona ha votato in larga maggioranza pe il centrodestra. Dipingere i nostri cittadini con questi stereotipi è offensivo. Verona è una città cattolica, moderata. Non è un caso se il Cnel ha detto che Verona è in testa nelle classifiche sull integrazione degli immigrati". Si punta il dito sulla nomina di un missino, poi dimessosi, nell Istituto sulla Storia della Resistenza "Anche Papalia dice che la politica non c entra nulla. Ripeto, non creiamo alibi per chi ha commesso una colpa gravissima". Lei è il simbolo del buon governo leghista. Non è che si vuol far passare l idea che i sindaci padani non riescono a tutelare la sicurezza? "Sicuramente sotto certe critiche infamanti c è anche questo. Quello che è successo non è un fatto di criminalità comune , è difficile da prevenire. Certo, se il sistema giudiziario fosse più efficiente forse sarebbero stati fermati prima". E vero che lei ha aderito alla manifestazione di solidarietà organizzata ieri dalla sinistra? "Io ero pronto a partecipare ma il rappresentante del Pdci in consiglio comunale mi ha detto di non venire. Ecco la strumentalizzazione politica. Il consiglio comunale ha votato un documento di condanna al gesto e ha organizzato per giovedì una veglia silenziosa. Sa chi sono gli unici che si sono opposti? I comunisti italiani". [Data pubblicazione: 10/05/2008].

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Travaglio-Schifani: lo scontro tra i giornali (sezione: Grillo)

( da "AprileOnline.info" del 13-05-2008)

Argomenti: Grillo

Jacopo Matano, 13 maggio 2008, 19:54 Informazione La bufera sulle dichiarazioni di Travaglio si sposta sul piano editoriale. Europa, voce della (fu) Margherita, attacca frontalmente il giornalista, Furio Colombo, e quelle frange "che già sognano girotondi elettronici e atti di martirio". E l'Unità risponde: "silenzio dell'opposizione". Ma dal gioco delle parti non è esclusa La Repubblica: per D'Avanzo Travaglio "bluffa" L'informazione contro l'informazione. Il dibattito sul caso Travaglio non è stato elaborato, né ancora è stato interiorizzato: a tre giorni di distanza dall'intervento del giornalista a Che Tempo Che Fa, le sue parole su Schifani restano una ferita aperta in grado di creare scompiglio nel Pd come fuori. E sui giornali il confronto diventa un acceso conflitto di posizioni, dall'Unità a Repubblica. EUROPA VS UNITA' - Passando per Europa. E' l'ex giornale della Margherita, infatti, a lanciare, attraverso il titolo del commento di spalla del suo direttore Stefano Menichini, una precisa e minacciosa proposta programmatica: "Sconfiggere Travaglio e Colombo". "Nel caso che qualcuno, che allora tanto si divertì - scrive Europa- pensasse di fare il bis del 2001-2002, è bene che il Partito Democratico abbia ben chiari i termini della questione che si è aperta in questi giorni con Marco Travaglio, con Furio Colombo, con l'Italia dei Valori, con Beppe Grillo, con quelle frange della sinistra televisiva che già sognano (in alternativa o in sequenza) girotondi elettronici e atti di martirio". Quello della voce margheritina è un attacco diretto alla "fazione intellettuale e giornalistica", che pretende di "condizionare ed orientare l'agenda dell'opposizione ai governi della destra, ricattando apertamente il Pd". Ma la cannonata di Menichini è diretta anche ai fratelli coltelli dell'Unità, che hanno speso più di una parola in difesa del collega. A partire dalla voce eminente del suo ex direttore Furio Colombo, che oggi, a titolo "il Silenzio dell'opposizione", commenta la vicenda riconoscendo i toni eccessivi di Travaglio ma paragonando la libertà di critica nei confronti della seconda carica dello Stato a quella già in atto in molti Paesi come gli Stati Uniti. "E l'opposizione?", si chiede Colombo. "Silenzio gelido, come se Travaglio fosse un rumeno caduto in mano a una ronda, mentre tentava un furto con destrezza", scrive laconico. Continua: "fosse tutto silenzio, certo, ci sarebbe da chiedersi da dove nasce tanta indifferenza per una questione di libertà. Perché questa è una questione di libertà di informazione nella sua versione più netta ed esemplare. Purtroppo non è tutto silenzio. Due personaggi autorevoli e meritevoli di piena stima nella storia Ds e nel nuovo Pd sorprendono con dichiarazioni incomprensibili". Trattasi di Luciano Violante, che "forse senza sapere di riferirsi a ciò che ha detto e scritto un giornalista costretto a vivere blindato per minacce di mafia liquida le citazioni di Travaglio come 'pettegole zzo'". E la senatrice Anna Finocchiaro, "la stessa che si era battuta con bravura e coraggio nei giorni e nelle notti in cui bisognava salvare dal linciaggio morale i senatori a vita colpevoli di sostenere Prodi", e che -continua Colombo- "adesso condanna senza un'occhiata al testo di Travaglio", e "mostra di approvare la gogna imposta a Fazio e l'agitato servilismo della Rai". REPUBBLICA VS TRAVAGLIO - Se però il conflitto aperto tra le due anime editoriali del Pd viene alla luce in modo manifesto, quello che passa in silenzio è lo scontro di posizioni tra il quotidiano la Repubblica e lo stesso Travaglio, che del giornale diretto da Ezio Mauro (così come del quotidiano fondato da Gramsci) è collaboratore. Il commento autorevole di una delle più grandi firme del giornalismo di inchiesta, Giuseppe D'Avanzo, la dice tutta sulla posizione di Via Cristoforo Colombo sul modus operandi dell'autore di 'Se li conosci li eviti'. "Appare sufficiente quel rapporto lontano nel tempo, non si sa quanto consapevole -scrive D'Avanzo- per persuadere un ascoltatore innocente che il presidente del Senato sia in odore di mafia". Il giornalista di Repubblica pone l'accento su quanto possano essere "sfuggenti e sdrucciolevoli 'i fatti' quando sono proposti a un lettore inconsapevole senza contesto, senza approfondimento e un autonomo lavoro di ricerca. E' un metodo di lavoro che soltanto abusivamente si definisce 'giornalismo d'informazione'". D'Avanzo ricorda che "le lontane 'amicizie pericolose' di Schifani furono raccontate per la prima volta, e ripetutamente, da Repubblica nel 2002" e che "se dei legami dubbi di Schifani non si è più parlato non è per ottusità, opportunismo o codardia né, come dice spensieratamente Travaglio a un sempre sorridente Fabio Fazio, perché l'agenda delle notizie è dettata dalla politica ai giornali (a tutti i giornali?). Non se n'è più parlato perché un lavoro di ricerca indipendente non ha offerto alcun - ulteriore e decisivo - elemento di verità". D'Avanzo sostiene quindi che Travaglio "dice quel che crede e bluffa sulla completezza dei 'fatti' che dovrebbero sostenere le sue convinzioni". Una risposta, quella della firma di Repubblica, che fa da contrappeso alle critiche mosse dallo stesso Travaglio al quotidiano. Già domenica scorsa, il giorno dopo il "fattaccio" di Che Tempo Che Fa, in una Sala dei cinquecento gremita in occasione della Fiera del Libro di Torino, Travaglio aveva pubblicamente detto di non approvare quel titolo, "Travaglio attacca Schifani", che -secondo lui- nulla aveva di vero. "Io non ho attaccato nessuno", aveva commentato il giornalista. "Io ho dato esclusivamente una notizia".

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