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Articoli
Grillo (51)
Giepppino ha detto: secondo me avete preso fiaschi per
fischi ( da "KataWeb News"
del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Ad Ancona fischi a Beppe Grillo. Il video. 12 maggio 2008 alle 21:59 - Autore: allnews - 1 commento Show a sorpresa di Beppe Grillo, stamattina, all'Università di Ancona, dove il comico genovese è intervenuto a un seminario sulla globalizzazione con il nobel Joseph Stiglitz.
Ad Ancona fischi a Beppe Grillo. Il video (
da "KataWeb News" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Alle 21:59 - Autore: allnews - 1 commento Show a sorpresa di Beppe Grillo, stamattina, all'Università di Ancona, dove il comico genovese è intervenuto a un seminario sulla globalizzazione con il nobel Joseph Stiglitz. Grillo ha confermato i suoi attacchi al mondo dell'informazione, al viceministro Visco e.
Caso Travaglio, Schifani querela Grillo attacca Fazio:
<È un impiegato> ( da "Corriere.it"
del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: GRILLO CONTRO FAZIO - Contro Fazio nel frattempo si scaglia Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche giornalisti... sono impiegati": è stata la risposta del comico genovese a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv dal conduttore di Che tempo che fa.
Schifani querela per calunnia (
da "Citta' di Salerno, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: C'è anche la stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche giornalisti... sono impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su Schifani.
Domani della vicenda si occuperà anche l'Agcom (
da "Gazzetta del Sud" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: di Beppe Grillo, sulla quale ha già aperto un'istruttoria. Su richiesta a quanto si apprende di cinque commissari su nove (su iniziativa di Giancarlo Innocenzi e Enzo Savarese), l'ordine del giorno della riunione dell'Agcom è stato aggiornato ieri con un "procedimento per l'accertamento dell'eventuale violazione degli obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo"
Fazio: Travaglio? Lo inviterei ancora (
da "Stampa, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: non un giornalista" da Beppe Grillo, per aver porto le scuse dissociandosi da Travaglio, che il comico considera al contrario "più di un giornalista, una grande persona", irridendo inoltre l'"indignazione generale dei veltruschini". Pare del tutto falso invece che An si accinga a chiedere la testa di Fazio o di Travaglio.
L' amaca ( da "Repubblica, La"
del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: che persone come Beppe Grillo "si sono arricchite con l'antiberlusconismo". è un pietoso limite dei politici italiani pensare che tutto ruoti attorno alle loro gesta, e ogni destino umano sia appena un riflesso di quanto accade da Fortunato al Pantheon. Grillo, come è ovvio, deve le sue fortune artistiche (di quelle anti-politiche non è qui il caso di parlare)
Caso travaglio: querela da schifani, accuse da pd e pdl (
da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: C'è anche la stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... Non sono neanche giornalisti... Sono impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su Schifani.
Il caso Travaglio accelera lo spoil system: Paglia nuovo dg (
da "Secolo XIX, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: e la puntata del Primo maggio sul Vaffa-day 2 di Beppe Grillo contro l'informazione. All'ordine del giorno della riunione del Consiglio è previsto il "procedimento per l'accertamento dell'eventuale violazione degli obblighi del servizio pubblico". Per questo la giornata di mercoledì potrebbe segnare il centro di un nuovo scontro politico sull'informazione,
Roma invivibile? ma l'emergenza forse è altrove (
da "Messaggero Veneto, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: non trattare del secondo V-day di Beppe Grillo, tenutosi a Torino il 25 aprile. Il comico ha radunato nel capoluogo piemontese cinquantamila persone, e tra un "vaffa" e l'altro ha esposto a gran voce una carrellata di truffe mascherate e ingiustizie che costellano l'Italia, tra queste anche la sconvolgente imparzialità dell'informazione.
Addio con rancore agli sgarbi quotidiani (
da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: un Funari che ha studiato, un Beppe Grillo che sostiene i vincenti, un Travaglio meno gelido. Se non cambia marcia finirà a sparare parole grosse, ma in qualche tragica tv locale, lamentandosi contro il sistema che ce l'ha con lui. Una sola cosa vorrei dirgli in pubblico: Sgarbi, ma può un intellettuale fare l'assessore?
Il rettore: <Niente invito> Il Nobel: <Ospite
mio> ( da "Resto del Carlino, Il
(Ancona)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: IL BALLETTO DELLE RESPONSABILITA' INTORNO A GRILLO INVITATO o non invitato? A parte il fatto che al comico-tribuno Beppe Grillo sarebbe stato difficile imporre le regole della buona società e del R.s.v.p. è però vero che, a frittata ormai fatta, il rimpallo delle responsabilità è ora lo sport più in voga nel mondo accademico dorico.
L'ira di Grillo: <Voi siete finiti> (
da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Tv e giustizia 3 l'agcom interviene, schifani fa causa. i
vertici rai nel menù del primo vertice silvio-walter (
da "Riformista, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: nel grande polverone s'inserisce Beppe Grillo. Che si posiziona al fianco di Tonino Di Pietro. In difesa di Travaglio. "I veltruschini quadrinariciuti sono la stessa cosa. Il dialogo tra Finocchiaro e Gasparri - afferma Grillo - è un fatto genetico. Hanno lo stesso Dna". Il comico genovese usa l'artiglieria ironica.
Schifani querela Travaglio (
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: sono stati già raccontati nel suo libro "Se li conosci li eviti," scritto a quattro mani con Peter Gomez, e dal cronista dell'Ansa Lirio Abbate. L'Agcom, dal canto suo, potrebbe decidere di intervenire su Che tempo che fa, ma anche sulla puntata di Annozero del primo maggio, con il servizio sul V2-Day di Beppe Grillo, sulla quale ha già aperto un'istruttoria.
Grillo attacca Fazio: <Non è un giornalista ma un
impiegato> ( da "Adige, L'"
del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: reazioni Antonio Di Pietro difende Marco Travaglio Grillo attacca Fazio: "Non è un giornalista ma un impiegato" ROMA - "Non ho commenti su quelle persone ... non sono neanche giornalisti ... sono impiegati": è stata la risposta di Beppe Grillo a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio sul presidente del Senato,
Libertà di espressione, l'opposizione si divide Bachelet:
perché non si risponde nel merito al giornalista? Il presidente del Senato
ricevuto al Colle ( da "Unita, L'"
del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Anche Beppe Grillo, dopo aver definito lapidariamente Fazio "un impiegato", attacca l'opposizione: "Schifani è indignato. È in buona compagnia: sono indignati i vertici Rai, il PdL e il Pd. I veltruschini sono quadrinariciuti: due narici di destra e due di sinistra".
<Inquineremmo di meno> (
da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Amici di Beppe Grillo, Comitato Modena Salute e Ambiente e Wwf) hanno raccolto le firme di 450 cittadini, e hanno chiesto all'amministrazione di adottare la raccolta differenziata porta a porta, con tariffa puntuale: secondo loro quindi, Hera dovrebbe passare dalle case dei modenesi, raccogliere i contenitori divisi per tipologia di rifiuti (
<Io diffamato>: Schifani querela Travaglio (
da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: che ieri ha unito in un unico pacchetto anche la puntata di Annozero con Beppe Grillo e le sue accuse al Colle. "Poi la Rai mi denuncerà e così io non potrò più partecipare a Annozero ", sostiene il giornalista. E Grillo lo difende rimproverando Fazio per le scuse in tv: "Non sono neanche giornalisti, sono impiegati".
Ancora la mitraglietta dei paolini (
da "Italia Oggi" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: come ha fatto su Pd e Udc Famiglia Cristiana come il blog di Beppe Grillo (parolacce a parte). Non c'è politico o formazione di destra o sinistra che non finisca nel mirino dell'ancora diffuso settimanale dei paolini. Liquidato il cattolico adulto Romano Prodi nell'agosto scorso, sulla richiesta del premier che i preti svolgessero delle prediche sull'importanza di pagare le tasse,
Caso Travaglio, la Rai è all'anno zero (
da "Manifesto, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: per la puntata dedicata al V2-day di Beppe Grillo. Ma i commissari sono divisi tra chi vorrebbe multare subito l'azienda di servizio pubblico e chi invece contesta la legittimità di un intervento dell'Agcom sulle linee editoriali dei programmi televisivi. In ogni caso, la vicenda avrà anche un risvolto giudiziario: "Sarà quella la sede in cui,
I complici nel loft (
da "Manifesto, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: puntata di Annozero dedicata alla manifestazione torinese
di Beppe Grillo. Un film già visto all'indomani della celebre intervista di
Daniele Luttazzi a Travaglio (Satyricon) su un altro libro-scandalo, L'odore
dei soldi berlusconiani: sullo sfondo ancora la mafia, ancora la Sicilia
dell'eroe Mangano. Tuttavia nel
L'ultimo appuntamento della rassegna di incontri-spettacolo
"La Fabbrica del comico", (
da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: intervento del comico satirico Filippo Giardina definito "il nuovo Beppe Grillo", che spiegherà i fondamenti, i meccanismi e le tecniche della comunicazione nello spettacolo comico. Nell'incontro l'artista prenderà in esame gli strumenti sia conoscitivi che operativi necessari per comprendere e valutare criticamente il processo creativo nell'ambito dello spettacolo comico,
C'è il premio Nobel Joseph Stiglitz alla Facoltà di
Economia. E a sorpresa si present (
da "Messaggero, Il (Ancona)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: A anche Beppe Grillo. I due si conoscono da tempo. Bella rimpatriata? Per alcuni. Quando Grillo prende la parola qualche prof protesta. E' bufera a Economia. Leoni a pag. 39.
ANCONA C'è il premio Nobel Joseph Stiglitz alla Facoltà di
Economia ad Ancona. E a s ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Orpresa si presenta anche Beppe Grillo. I due si conoscono da tempo. Dialogano via internet sui grandi temi economici. Bella rimpatriata? Per alcuni. Per altri no. Così, quando Grillo, tra lo stupore generale, prende la parola, qualche professore protesta. "Scusi, lei che c'entra?
Ancona ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Fuori programma alla lezione di economia con il Premio Nobel Joseph Stiglitz. Attacco a Visco Show di Beppe Grillo all'Università Docente lo contesta: "Chi ti ha invitato?". Il Rettore: "Non sapevo nulla".
ANCONA - Doveva essere una mattinata tranquilla all'insegna
della critica alla globalizzazione del p (
da "Messaggero, Il (Marche)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: artefice insieme a Stiglitz di questo invito non ufficiale a Beppe Grillo: "Il dipartimento di Economia, organo promotore dell'iniziativa, aveva deciso tempo fa che la presenza del comico era ritenuta inopportuna dopo che lo stesso Grillo, venuto a conoscenza della conferenza di Stiglitz ci chiese tramite il suo amico Gallegati di poter partecipare".
Schifani ha querelato Travaglio per calunnia (
da "Libertà" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: C'è anche la stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche giornalisti... sono impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su Schifani.
Caso Travaglio, Schifani querela (
da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo attacca Fabio Fazio: "Un impiegato". Travaglio tiene il punto ("Aspetto solo che qualcuno mi smentisca ") e "paradossalmente" si augura che la querela di Schifani serva a fare chiarezza: "A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero".
Schifani querela per calunnia - maria berlinguer (
da "Tirreno, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: C'è anche la stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche giornalisti... sono impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su Schifani.
Travaglio fa il martire, ma vende bufale (
da "Giornale.it, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Biagi, Santoro, Luttazzi, Travaglio, Sabina Guzzanti, Paolo Rossi, Ciccio Graziani: storie di censure e di bugie nell'Italia di Berlusconi. Prefazione di Beppe Grillo. Postfazione di Enrico Beruschi". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Il presidente schifani querela travaglio (
da "Messaggero Veneto, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: C'è anche la stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... Non sono neanche giornalisti... Sono impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su Schifani.
TRAVAGLIO: E' SCONTRO TRA EUROPA E L'UNITA' (
da "Prima Comunicazione" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: con Beppe Grillo, con quelle frange della sinistra televisiva che gia' sognano (in alternativa o in sequenza) girotondi elettronici e atti di martirio. Qui, alla fine, non ci sono in ballo ne' la lotta alla mafia (che prosegue con buoni successi e alterni governi), ne' il buon nome di politici e cariche istituzionali.
Travaglio riaccende la battaglia sulla Rai (
da "MilleCanali" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: così come era avvenuto una settimana fa in relazione alla puntata del primo maggio di 'Annozero' imperniata sul V-Day di Beppe Grillo. E intanto Schifani ha dato mandato ai suoi avvocati per agire giudizialmente nei confronti "delle affermazioni calunniose rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona": lo comunica una nota dell'ufficio stampa del Senato.
Caro Grillo ( da "Stampa, La"
del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un ritrovarsi tra amici,
Non c'è stata nessuna trama Credo che neanche lui avesse
premeditato nulla ( da "Stampa, La"
del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: TUTTO STUDIATO A TAVOLINO? REPLICA A BEPPE GRILLO "Non c'è stata nessuna trama Credo che neanche lui avesse premeditato nulla" "Sarò impiegatizio, ma a esser assertivi sulle vite degli altri non sempre si fa la cosa giusta".
Stiglitz: "Regole per la globalizzazione" (
da "Corriere Adriatico" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Ed è su questo punto che Beppe Grillo, nell'intervento che segue, offre tutto il suo sostegno al grido di "largo alle idee di dematerializzazione". Che spiega come segue: "Si deve usare meno energia". E per far passare il concetto invita tutti a osservare un vasetto di yogurt in frigo.
Grillo: siete vecchi. E Villarey si spacca (
da "Corriere Adriatico" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Solo posti in piedi e un gran movimento nelle retrovie: Beppe Grillo entra ed esce dalla sala, intrattiene ragazzi e giornalisti. "Stanno cambiando le regole, modifiche impercettibili, e così magari chi vorrà protestare contro la creazione di una nuova centrale elettrica farà i conti con una legge anti-terrorismo".
Il rettore: "Mai invitato" (
da "Corriere Adriatico" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo "non è stato invitato dall'Ateneo contrariamente a quanto da lui affermato". Lo precisa in una nota il rettore della Politecnica, Marco Pacetti. "Il lungo intervento di Grillo - evidenzia Pacetti - ha riguardato le recenti vicende politiche e personali invece che il tema scientifico specifico al centro dell'
Travaglio: È scontro tra Europa e l'Unità (
da "KataWeb News" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: con Beppe Grillo, con quelle frange della sinistra televisiva che già sognano (in alternativa o in sequenza) girotondi elettronici e atti di martirio. Qui, alla fine, non ci sono in ballo né la lotta alla mafia (che prosegue con buoni successi e alterni governi), né il buon nome di politici e cariche istituzionali.
Arcitaliana ( da "Stampaweb, La"
del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Risponde a Beppe Grillo, che gli ha dato dell'impiegato ("sarò impiegatizio, ma a essere assertivi sulle vite degli altri non sempre si fa la cosa giusta"); e commenta la velocità di tutta la politica a censurare l'episodio. Se devo dirvi la mia, a me piacerebbe un Paese in cui potesse esserci tranquillamente l'inchiesta di Travaglio,
Leggi l'articolo (
da "Quotidiano.it, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo: ospite "imbucato" all'università di Ancona Ancona | Il comico è intervenuto a sorpresa ad una conferenza sulla globalizzazione da Joseph Stiglitz: peccato che il suo intervento non c'entrasse nulla con l'argomento trattato dal Premio Nobel.
LA POLEMICA ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: che ora vede a rischio la promessa poltrona della Vigilanza) mentre Beppe Grillo se la prende con Fazio e le scuse professate domenica sera in diretta tv ("Non è un giornalista è solo un impiegato"). L'ex ministro Mastella si lamenta a sua volta della solidarietà a Schifani da parte del Pd che lui, invece, non ebbe nel caso di analoghi attacchi da parte di Travaglio.
LETTERE ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Sono prigioniero del blog di Grillo Silvio De Pasca - NAPOLI Carissimo dottor Gargano, un po' di tempo fa mi iscrissi, per curiosità, al blog di Beppe Grillo, collegandomi al sito per leggere i punti di vista sulla politica spendacciona. Con mia sorpresa cominciarono ad arrivare e-mail con articoli di gente che nemmeno conosco.
CINQUECENTO STUDENTI ALLA LEZIONE MAGISTRALE DI SUPERPIPPO (
da "Mattino, Il (Salerno)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: io ho scoperto alcuni big, come Beppe Grillo e Lorella Cuccarini". Il presentatore considera i tg "logori e rituali, si fissano sulle notizie, come su Cogne. Solo il Tg4, è originale". Poi, parla della carta stampata: "Non è un grande periodo. I contributi statali fanno stampare e vivere i giornali, ma si legge poco.
La libertà d'espressione è un diritto da difendere (
da "Articolo21.com" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: reo di diffondere Beppe Grillo, guarda caso sempre sull'informazione. Si può essere d'accordo o meno con Grillo, ma un evento come quello da lui organizzato a cui hanno partecipato migliaia di persone è pur sempre una notizia. Oscurare un evento simile e il fatto che si discute, anche con violenza, di informazione, mi pare una scelta che puzza di -
Un corteo silenzioso con il fratello di Borsellino (
da "Gazzettino, Il (Udine)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: amici di Beppe Grillo di Gorizia, Monfalcone, Pordenone, Trieste ed Udine, che hanno voluto dar vita ad una serata sul tema della criminalità organizzata. La serata sarà una marcia silenziosa a sostegno dell'imprenditore Pino Masciari.Il corteo silenzioso passerà di fronte alla Prefettura di Udine e ritornerà in Piazza Matteotti dove ci saranno gli interventi di Salvatore Borsellino,
ROMA - Il caso Marco Travaglio-"Che (
da "Gazzettino, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: In cda ci potrebbe essere una relazione del direttore generale, Claudio Cappon, che ha duramente stigmatizzato il comportamento di Travaglio. L'Agcom, poi, potrebbe decidere di intervenire su "Che tempo che fa", ma anche sulla puntata di "Annozero" del primo maggio, con il servizio sul V2-Day di Beppe Grillo, sulla quale ha già aperto un'istruttoria.
Redditi on line, Visco denunciato (
da "Padania, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: In poco meno di due ore, utilizzando il VF day 2 di Beppe Grillo, hanno insultato tutti gli insultabili. A partire proprio da chi occupa la sedia del Quirinale, ovvero il presidente della Repubblica che, tra la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, deve aver fatto sentire la sua voce a viale Mazzini.
CASO SANTORO Bianchi Clerici: non mi scandalizzo più (
da "Padania, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". Secondo il leader dell Italia dei Valori "questa si chiama censura: in un Paese libero l ascoltatore -sottolinea Di Pietro - ha il diritto di sapere che due milioni di persone sono scese in piazza per firmare tre referendum e che sono state raccolte 1.
Travaglio-Schifani: lo scontro tra i giornali (
da "AprileOnline.info" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: con Beppe Grillo, con quelle frange della sinistra televisiva che già sognano (in alternativa o in sequenza) girotondi elettronici e atti di martirio". Quello della voce margheritina è un attacco diretto alla "fazione intellettuale e giornalistica", che pretende di "condizionare ed orientare l'agenda dell'opposizione ai governi della destra,
( da "KataWeb News" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Ad Ancona fischi a Beppe Grillo.
Il video. 12 maggio 2008 alle 21:59 - Autore: allnews - 1 commento Show a
sorpresa di Beppe Grillo,
stamattina, all'Università di Ancona, dove il comico genovese è intervenuto a un
seminario sulla globalizzazione con il nobel Joseph Stiglitz. Grillo
ha confermato i suoi attacchi al mondo dell'informazione, al viceministro Visco
e.
( da "KataWeb News" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Alle 21:59 - Autore: allnews - 1 commento Show a sorpresa di Beppe Grillo,
stamattina, all'Università di Ancona, dove il comico genovese è intervenuto a un
seminario sulla globalizzazione con il nobel Joseph Stiglitz. Grillo ha
confermato i suoi attacchi al mondo dell'informazione, al viceministro Visco e.
( da "Corriere.it" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Scontro
tra violante e colombo sul giornalista lirio abbate. e SCHIFANI SPORGE QUERELA
Caso Travaglio, Schifani querela Grillo attacca Fazio:
"È un impiegato" Mercoledì il Consiglio dell'Agcom. Il giornalista
che ha accusato Schifani: "La Rai mi manderà via" Fazio e Travaglio a
"Che tempo che fa" (Omega) ROMA - Ancora polemiche sul caso Travaglio
e sulle dichiarazioni del giornalista a . La trasmissione di Fabio Fazio è ora
finita nel mirino dell'Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni,
pronta, a quanto si apprende, a prendere provvedimenti nei confronti del
programma di RaiTre. I poteri dell'organismo di controllo (la prossima riunione
del Consiglio dell'Agcom è in programma mercoledì prossimo) vanno dal richiamo
alla sanzione amministrativa: dovrebbe essere quest'ultimo, secondo
indiscrezioni, il provvedimento che verrà adottato. SCHIFANI QUERELA - Il
presidente del Senato Renato Schifani ha dato mandato ai suoi avvocati per
agire giudizialmente nei confronti "delle affermazioni calunniose rese nei
giorni scorsi nei riguardi della sua persona". È quanto afferma una nota
dell'ufficio stampa del Senato. "Sarà quella la sede in cui, da una
puntuale ricostruzione dei fatti, la magistratura potrà stabilire le
responsabilità di coloro che hanno dato luogo ad un'azione altamente
diffamatoria - conclude la nota - nei riguardi del Presidente del Senato".
TRAVAGLIO: "MEGLIO COSI, LA PAROLA PASSA AI GIUDICI" - "Quasi
quasi - ha commenta il giornalista - mi sta bene: finalmente ci sarà una sede
che potrà appurare se ho detto la verità. A differenza dei politici, i giudici
stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero". "Dopo
tre giorni di delirio che prescinde dai fatti", ha detto Travaglio, si
potrà stabilite "se le cose che ho detto me le sono inventate, se se l'è
inventate Lirio Abbate e tutti coloro che le conoscono. Se si arriverà a questa
conclusione, vorrà dire che Schifani ha ragione. Se il presidente del Senato
verrà interrogato, mi auguro però che dia spiegazione su quei fatti sui quali
ho chiesto spiegazioni. Speriamo sia un giudice a inchiodarlo ai fatti".
"MI MANDERANNO VIA" - Prima il giornalista aveva detto di reputare a
rischio la sua partecipazione ad Annozero, la trasmissione condotta da Michele
Santoro disegnando quindi la sua idea di cosa accadrà nel prossimo futuro, dopo
la polemica legata alle sue parole contro Schifani sabato. "L'Authority
sanzionerà Che tempo che fa di Fazio con un provvedimento diretto alla Rai che
mi ha consentito di dire cose vere. Poi - ha detto Travaglio - la Rai mi
denuncerà e così io non potrò più partecipare a Annozero. E così si saranno
tolti il problema". Travaglio ha partecipato lunedì a un dibattito sulla
Costituzione alla Fiera del Libro. Molti quelli che non sono riusciti ad
entrare in una sala già affollatissima e tanti gli slogan tra cui "Marco
resisti". GRILLO CONTRO FAZIO - Contro Fazio nel
frattempo si scaglia Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle
persone... non sono neanche giornalisti... sono impiegati": è stata la
risposta del comico genovese a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte
in tv dal conduttore di Che tempo che fa. "Io - ha aggiunto Grillo - a prescindere da qualsiasi cosa, sono con
Travaglio. Vi sembra che tentenni?". ANCHE ANNOZERO SUL TAVOLO DELL'AGCOM
- Sempre mercoledì prossimo, sul tavolo dell'Agcom tornerà anche il caso
Annozero, cioè la puntata del primo maggio del programma di Michele Santoro che
ha dato ampio spazio al V2-Day di Beppe Grillo e sulla quale l'organismo di garanzia ha già aperto
un'istruttoria. All'ordine del giorno della riunione del Consiglio è previsto
infatti, in sede di delibera, il "procedimento per l'accertamento
dell'eventuale violazione degli obblighi del servizio pubblico generale
radiotelevisivo e le determinazioni conseguenti". L'Autorità potrà dunque
arrivare subito a una decisione, anche su Travaglio, in base agli elementi in
suo possesso, oppure chiedere alla Rai ulteriore documentazione e
controdeduzioni (come è stato già fatto per Annozero). Il dibattito, comunque,
in seno all'organismo di garanzia è serrato: a quanto si apprende da ambienti
di via delle Muratte, già nei giorni scorsi, in occasione della discussione
sull'apertura, decisa a maggioranza, dell'istruttoria su Annozero, si è aperto
un confronto sui limiti della competenza dell'Autorità stessa nella valutazione
delle linee editoriali delle trasmissioni televisive. SCONTRO VIOLANTE-COLOMBO
- Intanto, sul caso Travaglio, è polemica a distanza tra Luciano Violante e
Furio Colombo. Quest'ultimo ha dichiarato: "Mi scandalizzano le parole
usate da Violante che chiama 'pettegolezzo' ciò che ha scritto un giornalista
che è scortato per minacce di mafia, ovvero Lirio Abbate, il cui frammento di
libro è stato citato da Travaglio. Chiamare "pettegolezzo" una
testimonianza di mafia, mi pare inconcepibile e sta allargando in modo
allarmante il 'livello Bondi', che sta diventando il parametro a cui una parte
dell'opposizione aspira ad omologarsi". Immediata la replica di Violante:
"Colombo ha travisato completamente e spero non intenzionalmente il mio
pensiero. Le mie dichiarazioni si riferivano senza equivoci, infatti, a
Travaglio. Non è stato mai da me menzionato né direttamente né indirettamente
un professionista serio e capace come Lirio Abbate". stampa |.
( da "Citta' di Salerno, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Travaglio
replica: mi sta bene, si vedrà se ho detto la verità E Grillo
attacca anche Fazio: giornalisti? Sono impiegati Prosegue lo scontro sulle
frequentazioni con ex mafiosi attribuite in tv al presidente del Senato MARIA
BERLINGUER ROMA. "Pentito? Ma per piacere non scherziamo, figuriamoci se
sono pentito per quello che ho detto, anzi sono stato anche troppo buono e poi
nessuno dice che quanto ho detto è falso". Marco Travaglio non fa passi
indietro e rivendica le accuse fatte dallo studio di "Che tempo che
fa" contro il presidente del Senato, a proposito di presunte sue ex
frequentazioni mafiose. Renato Schifani risponde con una querela per calunnia:
"Il presidente del Senato ha dato mandato ai suoi avvocati per agire
giudizialmente nei confronti delle affermazioni calunniose rese nei giorni
scorsi nei riguardi della sua persona", afferma una nota dell'ufficio
stampa del Senato. "Paradossalmente" Marco Travaglio si dice
sollevato. "Quasi quasi - commenta il giornalista - mi sta bene:
finalmente ci sarà una sede che potrà appurare se ho detto la verità. A
differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le
chiacchiere stanno a zero". A due giorni di distanza dalla trasmissione la
polemica è tutt'altro che archiviata. C'è anche la
stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle
persone... non sono neanche giornalisti... sono impiegati", dice il
comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio
Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su Schifani. Contro il
giornalista si sono schierate sia la maggioranza che l'opposizione, con la sola
eccezione di Antonio Di Pietro. "E' proprio vero che la lingua batte dove
il dente duole" dice il leader dell'Italia dei valori accusando destra e
sinistra di fare quadrato in difesa della Casta e invitando Schifani a
rispondere sui fatti. Mercoledì il caso Travaglio sarà esaminato dalla Autorità
garante per le telecomunicazioni, decisa a prendere provvedimenti nei confronti
del giornalista e dello stesso Fabio Fazio. L'ordine del giorno della Agcom
presieduta da Antonio Catricalà prevede sanzioni anche per Michele Santoro per
la puntata di "Annozero" dedicata al V-Day di Beppe
Grillo. Scontato per Travaglio l'esito del
"processo". "L'Authority sanzionerà 'Che tempo che fa' di Fazio
con un provvedimento diretto alla Rai che mi ha consentito di dire cose vere,
poi la Rai mi denuncerà e non non potrò più partecipare ad Annozero, così si
saranno tolti il problema", pronostica. "Per quanto mi riguarda
ascoltare Travaglio o guardare la famiglia Addams è la stessa cosa, almeno fino
a quando non sono costretto a pagare io con il canone", premette Roberto
Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa. "Se però uno
l'assume sa a cosa va incontro e deve farsi carico dei debiti e dei crediti:
bisogna prendersela con chi l'ha assunto". Nel mirino c'è il direttore
generale, Claudio Cappon che An e Lega vorrebbero far fuori insieme al Cda per
dare il via all'inevitabile Raibaltone dei direttori di rete e testata. E
critici sono anche gli esponenti del Pd. "La Rai è di fronte a un bivio: o
diventa il megafono di una cultura che non appartiene al servizio pubblico o
inverte la rotta spezzando la catena di insulti e trivialità", dichiara
Giorgio Merlo. Marina Sereni, vicecapogruppo Pd alla Camera, chiede rispetto
per tutti ma sospetta che qualcuno voglia approfittare della vicenda per
"fare un repulisti e avviare la resa dei conti".
( da "Gazzetta del Sud" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Cda Rai,
si prevede un'animata discussione roma Per il caso Travaglio domani sarà una
giornata clou. Si prevede una riunione molto animata del cda Rai, con una
relazione del direttore generale, Claudio Cappon, che ha già duramente
stigmatizzato il comportamento di Travaglio. L'Agcom, poi, potrebbe decidere di
intervenire su "Che tempo che fa", ma anche sulla puntata di
"Annozero" del primo maggio, con il servizio sul
"Vaffa2-Day" di Beppe Grillo,
sulla quale ha già aperto un'istruttoria. Su richiesta a quanto si apprende di
cinque commissari su nove (su iniziativa di Giancarlo Innocenzi e Enzo
Savarese), l'ordine del giorno della riunione dell'Agcom è stato aggiornato
ieri con un "procedimento per l'accertamento dell'eventuale violazione
degli obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo" e
per le "determinazioni conseguenti", con riferimento ai due
programmi. L'Authority interverrebbe in base all'articolo 48 del Testo Unico
della Radiotelevisione, che prevede la vigilanza sull'applicazione del
contratto di servizio. In ballo ci sarebbe, in particolare, l'articolo 4 dello
stesso Testo Unico, che impone come obbligo alla tv pubblica il rispetto dei
"diritti fondamentali della persona". Il dibattito, però, in Autorità
è aperto: ci sarebbero infatti posizioni favorevoli a una multa immediata
all'azienda (si andrebbe da cinquemila a 52 mila euro), altre invece pronte a
mettere in discussione la titolarità stessa dell'organismo di garanzia a
intervenire sulle linee editoriali dei programmi tv. Dal canto suo, Marco
Travaglio non si sente soggetto all'autorità del consiglio di amministrazione
Rai e dell'Agcom e infatti ieri ha dichiarato: "L'articolo 21 della
Costituzione sulla libertà di stampa, che è contro ogni ipotesi di censura, non
è mai esistito e oggi meno che mai. Oggi il re è nudo. E la gente, giustamente,
non si fida più dei giornali. E gli organi che sovrintendono al sistema
dell'informazione, come l'Autority, il cda della Rai, la Commissione di
Vigilanza, sono tutti composti da uomini politici, in linea di massima
trombati".
( da "Stampa, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Schifani
Alemanno sdogana il Festival di Massenzio "La tv non può escludere
nessuno, no a liste di proscrizione" Fazio: Travaglio? Lo inviterei ancora
Querela Travaglio "Calunnie su di me" E Sgarbi sarà consulente del
neosindaco Se uno mi chiedesse qual è la morale di questa storia risponderei
così: dopo aver fatto le dovute scuse, non vorrei che da un singolo incidente -
come ne possono capitare a chi lavora con uno strumento tanto delicato com'è la
parola - si traesse lo spunto per limitare la libertà d'espressione". Sono
passati due giorni dall'intervista a Marco Travaglio e dal finimondo che ne è
nato. Fabio Fazio ha letto tutto, ascoltato le reazioni, chiesto scusa e, ieri,
cercato di vivere una giornata come le altre, scandita dai soliti ritmi di
lavoro a Milano, già a pensare alla prossima puntata della sua trasmissione.
Ovviamente però gli si affacciano - e gli vengono rivolte - mille domande, in
queste ore. Ha mai pensato che invitare Travaglio poteva far nascere tutto
questo? "Travaglio è venuto altre tre volte, è un giornalista che vende
migliaia di libri, va nei teatri, scrive sui giornali. È evidentemente molto
interessante dal punto di vista televisivo". Tuttavia viene ormai vissuto
dai suoi nemici come una provocazione vivente, c'è chi la accusa sostenendo che
chiamarlo è stato di per sé provocatorio. "Per quel che mi riguarda, c'è
provocazione se c'è premeditazione, dunque disonestà; e noi ovviamente non avevamo
premeditato nulla. La cosa che mi dispiace di più sono le teorie del complotto
che ho sentito in queste ore: noi lavoriamo in una stanzetta a Milano, a pranzo
andiamo in trattoria con gli autori, con Antonio Cornacchione. Parliamo,
discutiamo e mangiamo. Tutto qui. L'idea che si immagini sempre il complotto,
la trama, fa invece pensare che non possa esistere la normalità; è come se non
si riuscisse a concepire che in Italia c'è chi lavora autonomamente". Non
è che Travaglio aveva già deciso l'attacco che avrebbe sferrato? "Io credo
che neanche Travaglio avesse premeditato nulla. Devo davvero ribadire che, nel
mio modo di sentire, tutelare la libertà d'espressione di chi c'è è speculare
alla tutela dei diritti degli assenti. Le opinioni sono totalmente legittime,
l'offesa non lo è. Più in generale, per quanto mi renda conto che quel che dico
possa sembrare impiegatizio, credo che le vicende della vita delle persone
siano spesso complicate e, ad essere assertivi, non sempre si fa la cosa
giusta. È il mio modo di essere e la cifra del nostro programma". Il
pubblico come ha reagito, ha ricevuto mail, di sostegno, di protesta? "Non
ho letto niente. Ma la mia sensazione è che queste vicende probabilmente
incidano meno di quello che pensiamo sui telespettatori". Alcuni però sono
convinti che questi incidenti avvengano sempre solo a danno del centrodestra.
Come risponde? "Vede, questa stessa domanda presuppone che chi fa il mio
mestiere lavori per la politica o addirittura per i partiti. È come se qualcuno
pensasse che le nostre azioni fossero calcolate per ledere o, peggio ancora,
per aiutare la politica. Noi non siamo dipendenti della politica. Semmai questo
è un atteggiamento proprietario che ha la politica nei confronti dei cittadini.
Lavoro per il pubblico. E per la Rai" Invitate Travaglio ma non, poniamo,
Buttafuoco. "Ma la connotazione del programma non è politica, è culturale.
Poi è ovvio che ogni conduttore abbia dei gusti o una sua cifra. Ogni programma
ha un suo marchio e un suo stile, credo sia la somma dei programmi che deve
garantire la pluralità e la differenza". Però le reazioni politiche sono
state trasversali, dal Pdl al Pd. Pensa che qualcuno stesse cercando il casus
belli? "Ecco, proprio io non posso accreditare la teoria del complotto. Diciamo
che il cda della Rai è in scadenza, dunque il momento è delicato". Per
caso l'ha chiamata Schifani? "No, penso che abbia cose più urgenti da
fare". Fazio, lei inviterebbe di nuovo Travaglio? "Per quel che mi
riguarda, questa è una domanda che non deve neanche esser posta: la tv è
inclusiva e non può escludere nessuno. La cultura delle liste di proscrizione è
quanto di più distante ci sia da me. Ho già detto, mi dispiace molto per quanto
è accaduto, però credo che per tutti sia preferibile una tv con qualche incidente
ma tanta libertà d'espressione, piuttosto che una tv senza incidenti ma per
niente libera".Il presidente del Senato Schifani ha dato mandato ai suoi
avvocati di procedere penalmente contro "le affermazioni calunniose nei
suoi confronti". Batte sul tempo l'Agcom, l'agenzia per le comunicazioni,
che domani deciderà se acquisire il video di "Che tempo che fa", per
poi decidere eventuali provvedimenti nei riguardi di Fazio. Il conduttore viene
definito "un impiegato, non un giornalista" da Beppe Grillo, per aver porto le scuse dissociandosi da Travaglio, che il
comico considera al contrario "più di un giornalista, una grande
persona", irridendo inoltre l'"indignazione generale dei
veltruschini". Pare del tutto falso invece che An si accinga a chiedere la
testa di Fazio o di Travaglio. "Non vogliamo mica dar loro la palma
del martirio", dice Mario Landolfi, attuale presidente della Vigilanza.
\Il Festival delle Letterature di Roma? "Un'eredità positiva della
precedente amministrazione", concede il neosindaco Gianni Alemanno, ieri
alla conferenza di presentazione in Campidoglio. "Il programma è stato
elaborato prima delle elezioni, nelle future edizioni faremo un ragionamento
più approfondito". Come per l'Estate Romana: un appuntamento "tradizionale",
riconosce, "vi lavorano anche alcune associazioni vicine alla mia area,
come Colle Oppio. Valuteremo quali iniziative rilanciare". E a dargli una
mano sui beni culturali, sarà l'ex assessore milanese Vittorio Sgarbi.
"Alemanno farà un discorso più approfondito? Giusto, non è
ingerenza", garantisce la curatrice del Festival Maria Ida Gaeta, da una
ventina d'anni impegnata nella cultura in città. Gran parte dei quali con
amministrazioni di centrosinistra. "Ho sempre lavorato da tecnica, è
follia pensare che tutto finisca perché non ci sono più certi politici".
\.
( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Commenti
L' Amaca Con la sua amabile parlata da fondovalle appenninico, l'onorevole
Giovanardi è la prova vivente delle radici popolari del Pdl. Il solo vederlo ci
ispira umori festosi, e dunque ci dispiace doverlo redarguire dopo averlo
sentito dire, in un talk show, che persone come Beppe Grillo "si sono arricchite con l'antiberlusconismo". è un
pietoso limite dei politici italiani pensare che tutto ruoti attorno alle loro
gesta, e ogni destino umano sia appena un riflesso di quanto accade da
Fortunato al Pantheon. Grillo, come è ovvio, deve le sue fortune artistiche (di quelle
anti-politiche non è qui il caso di parlare) esclusivamente al fatto che
eserciti di persone, da trent'anni, pagano il biglietto per andare ai suoi
spettacoli. Era arci-famoso, e strapagato, già quando Berlusconi si limitava a
costruire condomini con laghetti, e quando Giovanardi era noto solo nel suo
isolato. L'idea ? grottesca ? che il successo artistico, specie se
pluridecennale, abbia gli stessi ritmi e le stesse ragioni delle legislature,
lo stesso respiro corto e convulso del potere, la dice lunga su quanto narciso
sia lo sguardo della politica quando si volge a cose che non controlla e non
capisce. è esattamente in questo quadro, vagamente paranoico, che la politica
italiana ha deciso di trattare come una crisi istituzionale una frase detta dal
giornalista Travaglio in televisione.
( da "Piccolo di Trieste, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Attualità
Caso Travaglio: querela da Schifani, accuse da Pd e Pdl Domani la decisione
dell'Agcom. Il giornalista ribadisce: "Non mi pento, nessuno dice che ho
detto il falso" ROMA "Pentito? Ma per piacere non scherziamo,
figuriamoci se sono pentito per quello che ho detto, anzi sono stato anche
troppo buono e poi nessuno dice che quanto ho detto è falso". Marco
Travaglio non fa passi indietro e rivendica le accuse fatte dallo studio di
"Che tempo che fa" contro il presidente del Senato, a proposito di
presunte sue ex frequentazioni mafiose. Renato Schifani risponde con una
querela per calunnia: "Il presidente del Senato ha dato mandato ai suoi
avvocati per agire giudizialmente nei confronti delle affermazioni calunniose
rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona", afferma una nota
dell'ufficio stampa del Senato. "Paradossalmente" Marco Travaglio si
dice sollevato. "Quasi quasi - commenta il giornalista - mi sta bene:
finalmente ci sarà una sede che potrà appurare se ho detto la verità. A
differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le
chiacchiere stanno a zero". A due giorni di distanza dalla trasmissione la
polemica è tutt'altro che archiviata. C'è anche la
stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle
persone... Non sono neanche giornalisti... Sono impiegati", dice il
comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio
Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su Schifani. Contro il
giornalista si sono schierate sia la maggioranza che l'opposizione, con la sola
eccezione di Antonio Di Pietro. "È proprio vero che la lingua batte dove
il dente duole" dice il leader dell'Italia dei valori accusando destra e
sinistra di fare quadrato in difesa della Casta e invitando Schifani a
rispondere sui fatti. Mercoledì il caso Travaglio sarà esaminato dalla Autorità
garante per le telecomunicazioni, decisa a prendere provvedimenti nei confronti
del giornalista e dello stesso Fabio Fazio. L'ordine del giorno della Agcom
presieduta da Antonio Catricalà prevede sanzioni anche per Michele Santoro per
la puntata di "Annozero" dedicata al V-Day di Beppe
Grillo. Scontato per Travaglio l'esito del
"processo". "L'Authority sanzionerà "Che tempo che fa"
di Fazio con un provvedimento diretto alla Rai che mi ha consentito di dire
cose vere, poi la Rai mi denuncerà e non non potrò più partecipare ad Annozero,
così si saranno tolti il problema", pronostica. "Per quanto mi
riguarda ascoltare Travaglio o guardare la famiglia Addams è la stessa cosa,
almeno fino a quando non sono costretto a pagare io con il canone",
premette Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione normativa. "Se
però uno l'assume sa a cosa va incontro e deve farsi carico dei debiti e dei
crediti: bisogna prendersela con chi l'ha assunto". Nel mirino c'è il
direttore generale, Claudio Cappon che An e Lega vorrebbero far fuori insieme
al Cda per dare il via all'inevitabile Raibaltone dei direttori di rete e
testata. E critico è anche Franco Frattini, neo ministro degli Esteri:
""Che tempo che fa" è stato un attacco a freddo che non è uno
strascico della campagna elettorale, è stata una cosa di una gravità
inaudita". E molto critici sono anche gli esponenti del Pd. "La Rai è
di fronte a un bivio: o diventa il megafono di una cultura che non appartiene
al servizio pubblico o inverte la rotta spezzando la catena di insulti e
trivialità", dichiara Giorgio Merlo. Marina Sereni, vicecapogruppo Pd alla
Camera, chiede rispetto per tutti ma lancia il sospetto che qualcuno voglia
approfittare della vicenda per "fare un repulisti e avviare la resa dei
conti". Maria Berlinguer.
( da "Secolo XIX, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Cambio
dei dirigenti alla rai Il presidente del Senato Schifani querela il giornalista
che lo aveva accusato di presunte frequentazioni mafiose 13/05/2008 Roma. La
Rai e il suo (Marco) Travaglio arriveranno, domani, sul tavolo del Consiglio
d'amministrazione della tv pubblica e dell'Agcom, l'Autorità per le
comunicazioni presieduta da Corrado Calabrò, che dovrà decidere sulle frasi
pronunciate dal giornalista sabato scorso (ospite del programma di Fabio Fazio,
a Che tempo che fa, Raitre) sul Presidente del Senato Renato Schifani accusato,
senza contradditorio, da Travaglio di "avere avuto amicizie con persone
poi condannate per mafia". Frasi che hanno indotto Schifani a dare mandato
ai suoi legali di querelareil giornalista "per le affermazioni
calunniose". Le scuse di Fabio Fazio, dopo lo sdegno espresso da Schifani
("si tratta di fatti inconsistenti e manipolati, c'è chi vuole minare il
dialogo"), sono già arrivate domenica, in diretta tv, mentre il
centrodestra attaccava Travaglio ("un agguato premeditato") e il
centrosinistra si dimostrava solidale con il Presidente del Senato: "Una
cosa inaccettabile" parole di Anna Finocchiaro, Pd . Il fatto è che domani
l'Agcom, oltre a valutare le parole di Travaglio contro Schifani (il
giornalista rischia provvedimenti che vanno dal richiamo alla sanzione
amministrativa), si ritroverà sul tavolo pure la questione di AnnoZero, il
programma di Michele Santoro (con cui collabora lo stesso Travaglio) e la puntata del Primo maggio sul Vaffa-day 2 di Beppe Grillo contro l'informazione. All'ordine del giorno della riunione del
Consiglio è previsto il "procedimento per l'accertamento dell'eventuale
violazione degli obblighi del servizio pubblico". Per questo la giornata
di mercoledì potrebbe segnare il centro di un nuovo scontro politico
sull'informazione, con il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di
Pietro schierato con Santoro e Travaglio e con il Pdl ed il Pd dall'altra
parte. L'Agcom dovrà valutare poi se arrivare subito ad una decisione su
Travaglio oppure se chiedere alla Rai ulteriore documentazione e
controdeduzioni (come è stato già fatto per Annozero). Le tensioni, anche
all'interno del'Autorità non mancano: l'apertura dell'istruttoria sul programma
di Santoro, infatti, decisa a maggioranza avrebbe fatto storcere la bocca a
qualche consigliere sull'ambito di competenza dell'Autorità nella valutazione
delle linee editoriali delle trasmissioni televisive. Chi non storce la bocca e
fa previsioni sul suo futuro, invece, è proprio Marco Travaglio. Il giornalista
è sicuro di essere cacciato e Santoro lo difende: "L'Authority - dice -
sanzionerà Che tempo che fa di Fazio con un provvedimento diretto alla Rai che
mi ha consentito di dire cose vere. Poi la Rai mi denuncerà e così io non potrò
più partecipare a Annozero. E così si saranno tolti il problema". Mentre
Santoro & Travaglio vanno a braccetto, agitando lo spettro della censura,
la politica comincia a ridiscutere degli equilibri in Rai. Le caselle sono
tante: c'è la Presidenza di Claudio Petruccioli, per ora abbastanza stabile; ci
sono i posti nel Cda dove, comunque, il centrodestra con il ritorno di Claudio
Petroni ha la maggioranza,
( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Gorizia
Roma invivibile? Ma l'emergenza forse è altrove Dalle elezioni una serie di
eventi che rischiano di cambiare l'assetto politico-sociale dell'intero Paese Mi
permetto di soffermarmi sulla prima vicenda delle elezioni: gli italiani, sono
stati chiamati alle urne. Solo e rigorosamente italiani però, esclusa tutta la
massa di extracomunitari. Anche se pagano le stesse tasse, e qualcuno,
casualmente, lavora dalla mattina alla sera, magari anche in condizioni
"disagiate", non gli viene ancora riconosciuto il diritto di essere
rappresentati nel teatro politico del Paese. Gli italiani hanno dunque deciso
tra i due contendenti, Silvio Berlusconi, che in gran parte deve la sua
vittoria alla Lega nord, capitanata da Umberto Bossi. A confermare, tuttavia,
le tendenze conservatrici del Paese è sopraggiunta anche la vittoria del
rappresentante di Alleanza Nazionale Gianni Alemanno, che ha promesso ai suoi
elettori più sicurezza. Sembra proprio che la Roma di due stupri in due giorni,
richieda proprio questo: più sicurezza. La capitale sembra essere diventata
invivibile. Casualmente, negli ultimi tempi, sembra che in Italia si siano
concentrate le masse più pericolose di stranieri di tutta Europa. Tuttavia
l'Italia ha tanti altri problemi da curare, tra questi però non sembra più
figurare l'emergenza rifiuti a Napoli, alla quale non è stata più riferito
nessun accenno, dopo le elezioni. C'è già chi parla di strumentalizzazione
dell'informazione: imbattibile arma persuasiva. Non si può, infine, non trattare del secondo V-day di Beppe Grillo,
tenutosi a Torino il 25 aprile. Il comico ha radunato nel capoluogo piemontese
cinquantamila persone, e tra un "vaffa" e l'altro ha esposto a gran
voce una carrellata di truffe mascherate e ingiustizie che costellano l'Italia,
tra queste anche la sconvolgente imparzialità dell'informazione. Resta
da chiarire se l'oratore genovese abbia effettivamente creato un vero movimento
capace di cambiare concretamente qualcosa in Italia, o se la gente radunata
nella piazza torinese non fosse solo interessata ad ascoltare e informarsi
realmente su quello che succede in Italia, piuttosto che agire. Con il secondo
V-day si conclude un'altra stagione di attese, ma è chiaro che per l'Italia è
iniziato un periodo di vitale importanza, e i più ottimisti si augurano che
porterà a una nuova era di benessere. Lorena Canaku Liceo Leopardi-Majorana
Pordenone.
( da "Repubblica, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina
XIX - Milano Addio con rancore agli Sgarbi quotidiani "Non ne potevamo
più: è stato un devastatore culturale". "Basta con uno che usa
insulti a sinistra e destra solo per far notizia" Siamo
tuttiarci-felicissimi per la cacciata di Sgarbi dalla giunta di Milano. Non ne
potevamo più di questo personaggio. Dicono che aveva "vivacizzato" la
cultura. Certo! L'ha vivacizzata come Bin Laden ha vivacizzato New York. In
realtà Sgarbi è stato un devastatore culturale. La sua politica
pro-leoncavallini e pro-writers, ha offertouna legittimazioneai delinquenti
graffitari di tutto il mondo. Vada a fare le suesparatealtrove. Nessuno sentirà
sua mancanza. Angelo Mandelli Vittorio Sgarbi è sempre più patetico. "Il
problema a Milano è la mancanza di un progetto per la cultura che sia serio e
che faccia della città un punto di riferimento internazionale". Questo non
poteva avvenire con Sgarbi che un tale progetto ha dimostrato di non averlo.
Oltretutto, a nome e per conto di una grande amministazione, usa ogni tipo di
insulto a sinistra, e a volte anche a destra, pur di fare notizia. Un assessore
degno di questo nome dovrebbe fare notizia con eventi culturali seri. E in
questo senso Sgarbi di notizia ne ha fatta ben poca. Vi pare che un assessore
alla cultura che parla in tv, e in quanto assessore ogni sua parola è la parola
non del personaggio, ma dell'istituzione che rappresenta, debba avere
aggettivazioni da buzzurro: faccia di merda, coglione, faccia da tonto, testa
di c?. Essere della stessa parte politica di Sgarbi, e essere difesi da lui, è
peggio che essere attaccati da un avversario. Adriano Primo Baldi Sgarbi fa
notizia, vista la quantità di lettere arrivata. è un uomo intelligente e,
credo, anche sensibile, ma è un luogo comune che le persone intelligenti siano
anche buone, o oneste, educate eccetera. Sgarbi mi sembra una persona
complicata e, alla fin fine, è pericoloso come il Cattivik dei fumetti. Ai
tempi di Tangentopoli, qualche volta, dal Sud, mi chiamava mia madre:
"Piero, ma che hai fatto?". Era lui che, bava alla bocca, dalla tv di
Berlusconi attaccava i magistrati e non solo. Non faccio querele per principio,
ma ero stupefatto del livore e degli epiteti. Poi, l'anno scorso, è venuto a
teatro, alla prima di un mio spettacolo e si è comportato come se fossimo
grandi amici. Sgarbi è un mix: un Funari che ha studiato,
un Beppe Grillo che sostiene i vincenti, un
Travaglio meno gelido. Se non cambia marcia finirà a sparare parole grosse, ma
in qualche tragica tv locale, lamentandosi contro il sistema che ce l'ha con
lui. Una sola cosa vorrei dirgli in pubblico: Sgarbi, ma può un intellettuale
fare l'assessore? Per me, no.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
ANCONA
PRIMO PIANO pag. 3 Il rettore: "Niente invito" Il Nobel: "Ospite
mio" IL BALLETTO DELLE RESPONSABILITA' INTORNO A
GRILLO INVITATO o non invitato? A parte il fatto che al comico-tribuno Beppe Grillo sarebbe stato difficile imporre le regole della buona società e
del R.s.v.p. è però vero che, a frittata ormai fatta, il rimpallo delle
responsabilità è ora lo sport più in voga nel mondo accademico dorico.
Ma visto che di organizzazione verticistica si parla, è quindi giusto stare
alle parole del Magnifico Rettore Marco Pacetti che nel pomeriggio, dopo la
raffica di agenzie sul Grillo-gate, ha diramato un
comunicato stampa che in modo inequivocabile afferma: "Grillo,
contrariamente a quanto da lui affermato, non era stato invitato
dall'Ateneo". Lo stesso Pacetti non aveva nemmeno partecipato al pranzo
vista la presenza di Grillo. D'altra parte a fine
mattinata era stato l'ospite più alto in grado, addirittura un premio Nobel,
Joseph Stiglitz a spazzare via ogni cerimoniale: "Ho invitato io Grillo a parlare, è un mio amico". L'IMPRESSIONE che si
è avuta è che il premio Nobel americano non abbia compreso quanto le
schermaglie politico-accademiche tra Grillo-Calafati e
Balloni fossero poi degenerate in un teatrino tutto italiano con gli stracci
che volano e le corporazioni che si difendono. In realtà per tutta la mattinata
si è finto di non capire chi fosse il deus ex machina della giornata, ovvero la
persona che, per stessa ammissione degli illustri ospiti Stiglitz Joseph e Grillo Beppe, ha avuto il merito, e
a questo punto si può dire, il coraggio di aver allestito la giornata. Parliamo
del professor Mauro Gallegati che di entrambi è solido amico e collaboratore,
economista non nuovo a sfide nell'arena dei conflitti di opinione, prima
orgoglioso e poi amareggiato per lo svolgimento di una giornata che comunque
voleva essere un po' fuori dalle righe. Se qualcuno però si aspettava una
provocazione intellettuale che cancellasse ogni torpore accademico, Ancona ieri
non ha deluso. A TENTARE di comporre le divisioni restano le parole del
Rettore: "Per le manifestazioni a carattere anche marcatamente politico,
l'Università Politecnica delle Marche ha sempre garantito e garantirà agli
studenti e alle loro organizzazioni la massima agibilità ma senza generare
alcun tipo di confusione sulle finalita' delle manifestazioni stesse".
Come dire che Grillo, almeno ad Ancona, getti la
maschera e faccia il politico. Invitato o non invitato.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
ANCONA
PRIMO PIANO pag.
( da "Riformista, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Tv e
giustizia
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Primo
Piano Pagina 102 Finisce in tribunale la polemica innescata dal programma di
Fazio Schifani querela Travaglio Finisce in tribunale la polemica innescata dal
programma di Fazio --> ROMA Il caso Marco Travaglio-Che tempo che fa finirà
in tribunale: il presidente del Senato, Renato Schifani, bersaglio delle acuse
del giornalista nella puntata di sabato scorso, ha infatti deciso di rivolgersi
alle vie legali contro le "affermazioni calunniose" nei riguardi
della sua persona. La vicenda finirà mercoledì anche sul tavolo del cda Rai e
del Consiglio dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, che potrebbe
chiedere approfondimenti o decidere direttamente sanzioni a carico
dell'azienda. Con il vertice Rai in scadenza a fine mese, anche ieri però la
polemica è stata tutta politica. Il Pdl accusa il trio Di
Pietro-Giulietti-Travaglio di cercare la "rissa" tra maggioranza e
opposizione, dice il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, facendo fallire
le prove di dialogo ribadite da una telefonata Berlusconi-Veltroni. Il Pd
intravede, invece, da parte della maggioranza il tentativo di lanciare
l'offensiva su Viale Mazzini: il leader Walter Veltroni assicura che la Rai
sarà "uno dei grandi temi delle regole del gioco", ma chiede di
cambiare i criteri di nomina del cda, perchè applicare la legge Gasparri
sarebbe "una scelta non all'altezza dei problemi dell'azienda". Intanto
l'appoggio di Antonio Di Pietro a Travaglio (unica voce fuori dal coro, se si
esclude Rifondazione) potrebbe far fallire l'ipotesi di una presidenza Idv per
la commissione di Vigilanza: niente presidenza, dice Cicchitto, "a chi
incarna la punta di diamante degli sconvolgimenti della Rai". Travaglio
tiene il punto ("Aspetto solo che qualcuno mi smentisca") e
"paradossalmente" si augura che la querela di Schifani - ricevuto nel
pomeriggio al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano -
serva a fare chiarezza: "A differenza dei politici, i giudici stanno ai
fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero". Fatti che, ripete il
giornalista, sono stati già raccontati nel suo libro
"Se li conosci li eviti," scritto a quattro mani con Peter Gomez, e
dal cronista dell'Ansa Lirio Abbate. L'Agcom, dal canto suo, potrebbe decidere
di intervenire su Che tempo che fa, ma anche sulla puntata di Annozero del
primo maggio, con il servizio sul V2-Day di Beppe Grillo,
sulla quale ha già aperto un'istruttoria.
( da "Adige, L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Le reazioni Antonio Di Pietro difende Marco Travaglio Grillo attacca Fazio: "Non è un
giornalista ma un impiegato" ROMA - "Non ho commenti su quelle
persone ... non sono neanche giornalisti ... sono impiegati": è stata la
risposta di Beppe Grillo a chi gli chiedeva un commento sulle
scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio
sul presidente del Senato, Renato Schifani, a Che tempo che fa. Grillo ha scambiato alcune battute con i giornalisti dopo
l'inatteso show tenuto stamane all'Università politecnica delle Marche di
Ancona, in occasione della lezione del nobel americano per l'economia Joseph
Stiglitz. E ancora parlando di Travaglio ha aggiunto: "io, a prescindere
da qualsiasi cosa, sono con Travaglio. Vi sembra che tentenni?". "Travaglio
- ha aggiunto - non è un giornalista, è una grande persona; sono grandi persone
che pensano e scrivono, non sono più giornalisti, sono qualcosa di altro; siamo
tutti giornalisti...". "L'azione giudiziaria che il presidente del
Senato Schifani vuole promuovere nei confronti di Marco Travaglio, è come un
boomerang che torna in faccia a chi lo ha tirato quando non colpisce
l'avversario". Lo afferma il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. "Ed
in questo caso - prosegue Di Pietro - ci pare proprio che andrà a finire così.
Travaglio ha infatti rispettato sia il dovere di cronaca, raccontando come sono
andati i fatti, sia il diritto di critica a cui deve sottoporsi ogni carica
dello Stato". 13/05/2008.
( da "Unita, L'" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Stai
consultando l'edizione del Libertà di espressione, l'opposizione si divide
Bachelet: perché non si risponde nel merito al giornalista? Il presidente del
Senato ricevuto al Colle di Federica Fantozzi / Roma L'AFFAIRE SCHIFANI
surriscalda il clima intorno alla Rai. Mentre Travaglio si dichiara "non
pentito" e continua "ad attendere smentite prima di chiedere
scusa", le scuse in diretta tv di Cappon e Fazio non bastano a chiudere la
questione. Il presidente del Senato annuncia querela contro le
"affermazioni calunniose" del giornalista. E ieri è salito al Colle
per un colloquio "cordiale" di 40 minuti con Napolitano. Clemente
Mastella si fa vivo sul suo blog rilevando che "se fossi stato altrettanto
difeso quando la gogna mediatica del trio Santoro-Travaglio-Vauro si abbatteva
su di me, la scorsa legislatura avrebbe potuto avere un percorso diverso".
L'ex Guardasigilli si chiede: "Dove erano quando si organizzavano trappole
contro di me? Restano i telepredicatori giustizialisti e i Robespierre della
politica. Forse è ora di rendere la Rai meno partigiana". Furio Colombo
critica la posizione di Anna Finocchiaro e Luciano Violante. Il riferimento è
alle parole dell'ex presidente della Camera sul Corsera: "Mi scandalizza -
continua Colombo - che chiami pettegolezzo quanto ha scritto Lirio Abbate.
Chiamare così una testimonianza di mafia è inconcepibile". Replica
Violante: "Colombo ha travisato completamente e spero non intenzionalmente
il mio pensiero. Mi riferivo a Travaglio e non a un professionista serio come
Abbate". Anche Beppe Grillo, dopo
aver definito lapidariamente Fazio "un impiegato", attacca
l'opposizione: "Schifani è indignato. È in buona compagnia: sono indignati
i vertici Rai, il PdL e il Pd. I veltruschini sono quadrinariciuti: due narici
di destra e due di sinistra". Il comico se la prende anche con il
"nuovo corso": "Schifani non si preoccupi per il dialogo: può
avvenire solo tra soggetti distinti, invece i veltruschini hanno lo stesso
dna". Dal Pd Giovanni Bachelet nota che "alle affermazioni di Travaglio
in tv in un Paese normale si replicherebbe nel merito con serena
puntualità". E l'Associazione familiari delle vittime di mafia esprime
"solidarietà e incoraggiamento" al giornalista. Libertà &
Giustizia si domanda "come mai Schifani non abbia ancora chiarito. Da noi
fa scandalo ciò che altrove è giornalismo". Vincenzo Vita teme che,
"al di là delle critiche a Travaglio, il caso diventi un cavallo di Troia
per l'assalto alla Rai". Nel centrodestra continuano invece le proteste
per "le accuse e gli insulti alla seconda carica dello Stato". Il
ministro degli Esteri Frattini parla di "gravissimo attacco a freddo"
e si sorprende dell'appoggio di Di Pietro a Travaglio dato che "fino a
pochi giorni fa era ministro e conosce la dignità delle istituzioni". Il
ministro della Semplificazione Calderoli trova che "guardare Travaglio o
la famiglia Addams è la stessa cosa finché non pago io il canone, ma è colpa di
chi l'ha assunto" (per la cronaca: la Lega pur di governo per anni ha
invitato a non pagare il canone, con tanto di suggerimenti dei vari escamotage
per farla franca, ndr). Per il capogruppo del PdL Cicchitto "il trio Di
Pietro-Giulietti-Travaglio vuole scatenare la rissa". Il portavoce
dell'Udc Pionati invita la Rai a "impedire programmi trappola privi di
contraddittorio o dove diventa una rissa indistinta". Infine, Emilio Fede
annuncia querela contro Roberto Cuillo (Pd) che lo ha accusato di
"campagne contro la magistratura". Il direttore del Tg4 ribatte:
"Mai detto una virgola contro i giudici. Cuillo è frastornato dalla
sconfitta".
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
MODENA
PRIMO PIANO pag. 4 "Inquineremmo di meno" PERCHE' SÌ VITTORIO BALLESTRAZZI
di ROBERTO GRIMALDI PER LA TERZA volta nella storia del Consiglio comunale di
Modena, sui banchi dei consiglieri è arrivata una proposta di delibera
popolare: tre associazioni (Amici di Beppe Grillo, Comitato Modena Salute e Ambiente e Wwf) hanno raccolto le
firme di 450 cittadini, e hanno chiesto all'amministrazione di adottare la
raccolta differenziata porta a porta, con tariffa puntuale: secondo loro
quindi, Hera dovrebbe passare dalle case dei modenesi, raccogliere i
contenitori divisi per tipologia di rifiuti (carta, vetro, plastica,
organici) e fare pagare la tariffa sulla base del rusco che non ri riesce a
differenziare. In teoria quindi, più si differenzia meno si paga. Ma la
delibera è stata respinta: si è schierata contro la maggioranza e questo è
stato sufficiente per dire no alla proposta popolare. Hanno votato a favore
centrodestra e Verdi. Delusi i circa cinquanta membri delle associazioni (nella
foto), presenti nelle sale del Comune per seguire il dibattito. Relatore della
proposta di delibera è stato Vittorio Ballestrazzi, che si è avvalso della
collaborazione dell'ingegner Anzio Negrini, direttore del gruppo Tea, che si è
occupato della raccolta differenziata nel comune di Suzzara. A contrabattere la
proposta ci ha pensato l'assessore all'Ambiente Giovanni Orlando: secondo la
giunta una raccolta differenziata totale costerebbe troppo, e le tariffe per i
cittadini di conseguenza si alzerebbero. In una nota congiunta, le tre
associazioni hanno spiegato perché invece la raccolta differenziata totale
sarebbe conveniente: "Differenziare i rifiuti è un dovere morale e
ambientale dei cittadini, di risparmio e recupero delle materie prime. Il
sistema più efficace per effettuare la raccolta differenziata ? si legge nella
nota ? è il porta a porta che permettere di raggiungere percentuali di
differenziazione intorno al 70-80% a seconda delle realtà. Il metodo è già
adottato anche in grandi città come San Francisco e Los Angeles. Riducendo i
rifiuti del 80% ? proseguono i rappresentanti delle tre associazioni ? il
raddoppio dell'inceneritore non sarà più necessario, con un beneficio della
salute per tutti i cittadini e per le future generazioni. Con la raccolta
differenziata porta a porta non si inquina l'ambiente, si recuperano i
materiali e con la vendita degli stessi il costo del servizio si abbasserà e
potrà essere abbassata anche la tariffa che pagano i cittadini oltre a chiedere
lo spegnimento graduale dell'inceneritore". LA PROPOSTA però non è passata,
e i rappresentanti delle tre associazioni sottolineano quanto sia difficile
portare avanti certe battaglie, anche se i cittadini dimostrano grande senso di
partecipazione soprattutto su certi temi: "Questa è la terza delibera di
iniziativa popolare ? affermano i rappresentanti delle associazioni ? che viene
discussa da quando la partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa
delle città è considerato un diritto costituzionale. Anche le precedenti
riguardavano l'ambiente, dimostrando sempre di più la sensibilità dei modenesi
a questo tema che incide sulla vita di tutti".
( da "Corriere della Sera" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-05-13 num: - pag: 15
categoria: REDAZIONALE Il caso tv Il presidente del Senato reagisce alle frasi
su "legami societari con mafiosi". Di Pietro: fiore all'occhiello per
Marco "Io diffamato": Schifani querela Travaglio L'Agcom prepara
multe per la Rai. Viale Mazzini: ipotesi Celli presidente e Del Noce dg Domani
relazione di Cappon al Cda. Bachelet (Pd): si risponda nel merito. Cicchitto
(Pdl): c'è chi vuole la rissa ROMA - Renato Schifani si rivolge alla
magistratura per le accuse di aver avuto "amici mafiosi" rivoltegli
sabato scorso da Marco Travaglio in Che Tempo che fa di Fabio Fazio. E, dopo
averlo preannunciato al capo dello Stato, al Quirinale, dà mandato ai legali di
Palazzo Madama di agire "contro le affermazioni calunniose " e
"l'azione altamente diffamatoria " subita. L'Agcom si prepara domani
a sanzionare la Rai per aver violato l'obbligo di rispettare i diritti
fondamentali della persona con una multa (fra le 5mila e i 50mila euro). E
nello stesso giorno il cda Rai riceverà una relazione del dg Cappon su misure
preventive da adottare contro altre performance scomode dell'editorialista di
Annozero. Ma oltre il polverone, sollevato dall'intervista del giornalista (seguita
da oltre 4 milioni di spettatori e premiata con il record di share del 18.40%),
si intravede un gran fermento politico. Una accelerata nel dialogo Pd-Pdl sul
riassetto del servizio pubblico. Ieri, in una telefonata Berlusconi-Veltroni si
è tentato di sanare i contrasti residui. Il Pdl vede un asse
Travaglio-Giulietti-Di Pietro che, dice il capogruppo Fabrizio Cicchitto,
"cerca intenzionalmente la rissa" e chiede di non affidargli la
presidenza della Vigilanza. Il Pd lamenta un pressing di An per un rinnovo dei
vertici Rai a legge Gasparri vigente. Mentre il leader del Pd Veltroni vorrebbe
fosse fatto con nuovi criteri di nomina del cda. Intanto spuntano nuove
ipotesi. Nei giorni scorsi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio,
Gianni Letta, ha avuto un incontro con il dg della Luiss, ex dg Rai, Pierluigi
Celli. Si esplora la possibilità di un suo incarico da presidente di garanzia
(anche se c'è chi preme per la riconferma di Claudio Petruccioli) in una Rai
tutta nuova che Berlusconi vedrebbe di buon occhio gestita dall'attuale
direttore di Raiuno ed ex parlamentare Fi Fabrizio Del Noce. Mentre per Guido
Paglia, An rivendica almeno il ruolo di capo del personale. Ma il quadro è
ancora complesso, in assenza ancora della Vigilanza e con gli scontri aperti
fra le componenti interne a Pdl e Pd. E c'è poco tempo. La Gasparri concede al
cda il tempo di un canto del cigno. Invece a tenere banco è il rumore delle
polemiche scatenate da Travaglio e il suo riferimento alla Siculabroker in cui
Schifani era in società con il futuro boss Nino Mandalà. Il giornalista non è
turbato, anzi si augura che la querela faccia chiarezza. Ma quella
preannunciata è piuttosto un'azione a largo raggio: "Sarà quella la sede
in cui - sottolinea una nota del Senato -, da una puntuale ricostruzione dei
fatti, la magistratura potrà stabilire le responsabilità di coloro che hanno
dato luogo ad un'azione altamente diffamatoria nei riguardi del
Presidente". Intanto Travaglio intravede l'inizio dell'addio nella
possibile sanzione alla Rai dell'Agcom, che ieri ha unito
in un unico pacchetto anche la puntata di Annozero con Beppe Grillo e le sue accuse al Colle. "Poi la Rai mi denuncerà e così
io non potrò più partecipare a Annozero ", sostiene il giornalista. E Grillo lo difende rimproverando Fazio
per le scuse in tv: "Non sono neanche giornalisti, sono impiegati".
Al suo fianco anche Di Pietro ("essere accusati da Schifani è un ulteriore
fiore all'occhiello") e Giovanni Bachelet (Pd) ("Le sue informazioni
si sono finora rivelate attendibili e in un Paese normale si replicherebbe nel
merito "), mentre dal centrodestra Paolo Messa raccomanda: "Evitiamo
l'errore di produrre un martire". Nomi Sopra, Pierluigi Celli. Sotto,
Fabrizio Del Noce Virginia Piccolillo.
( da "Italia Oggi" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Primo Piano Numero 113, pag. 6 del 13/5/2008
Autore: di Franco Adriano Visualizza la pagina in PDF
Lamenta l'assenza del ministero della Famiglia, ma per bruciare la
Prestigiacomo usò la Lario Ancora la mitraglietta dei paolini Famiglia
Cristiana spara sul Pdl come ha fatto su Pd e Udc Famiglia
Cristiana come il blog di Beppe Grillo
(parolacce a parte). Non c'è politico o formazione di destra o sinistra che non
finisca nel mirino dell'ancora diffuso settimanale dei paolini. Liquidato il
cattolico adulto Romano Prodi nell'agosto scorso, sulla richiesta del premier
che i preti svolgessero delle prediche sull'importanza di pagare le tasse,
Famiglia Cristiana ha così inaugurato una fase editoriale durante la quale non
ha più perdonato nessuno. Ieri, è stata la volta del governo Berlusconi IV°.
"è il primo governo senza un solo ministro del mondo cattolico", ha
tuonato Famiglia Cristiana, "neanche uno che sia espressione di
associazioni e movimenti le cui radici affondano nella dottrina sociale della
Chiesa". E ha concluso: "Non ci sono più i comunisti, ma sono
scomparsi anche i cattolici". Anche la scelta dei tempi è fondamentale.
Famiglia Cristiana giustamente colpisce quando sa di fare più male: l'attacco è
venuto a un anno esatto dal Family day e nel giorno della definizione della squadra
di governo. Non basta. Nella formazione del governo Berlusconi IV, accusa
Famiglia Cristiana, "alla competenza si è preferita la fedeltà". E
ancora. "Il Cavaliere soffre della sindrome dei cattolici, ritiene che i
“se” e i “ma” sulle questioni etiche (dalla vita alla famiglia, dalla pace
all'ambiente, dalla giustizia alla legalità, dalla sicurezza all'immigrazione)
possano rallentare il cammino del suo governo, di basso profilo ma fortemente
compatto". I cattolici sono inaffidabili?, si chiede il giornale, "o
la loro moderazione è un sano antidoto alla voglia di usare più imuscoli che la
ragione?". "Del resto", è la conclusione al curaro,
"Berlusconi in campagna elettorale si è distinto per l'anarchia dei
valori: di aborto e Dico non si doveva assolutamente parlare, mentre sugli
immigrati nessuna remora all'arrembaggio". Niente di nuovo. Contro Prodi
il giornale di don Antonio Sciortino usò il sarcasmo: "Caro Prodi, siamo
tenuti a pagare per mantenere in vita tutte queste realtà parassitarie e per
favorire il ladrocinio che distoglie i beni che dovrebbero servire il bene
pubblico e permettere che si disperda in mille rivoli a beneficio di
pochi?" All'Udc di Pier Ferdinando Casini che stava svolgendo una campagna
elettorale all'insegna dello slogan legato alla sua scelta coraggiosa, Famiglia
Cristiana riservò l'ultima bordata in tempo utile prima del voto per dire:
"Di fronte all'unica forza che afferma espressamente la sua ispirazione
cristiana, ci saremmo aspettati qualcosa di diverso e più innovativo, per allontanare
il dubbio di una buona occasione (forse l'ultima?) sciupata malamente".
Sopra il tiutolo: "Cattolici col bollino ma senza coraggio". Il
plurale è perché il settimanale dei paolini ce l'aveva anche con la Rosa Bianca
di Savino Pezzotta. Per non parlare del Pd di Walter Veltroni quando
quest'ultimo fece l'accordo con i radicali: il "Pasticcio veltroniano in
salsa veltroniana" non venne male. I risultati di questa nuova linea
editoriale sono sotto gli occhi di tutti: per bocciare l'ipotesi di Mara Carfagna
o Stefania Prestigiacomo Famiglia Cristiana scrisse che se se proprio doveva
esserci quel ministero "meglio il buon senso e l'esperienza di Veronica
lario piuttosto che la leggerezza della Prestigiacomo, della Carfagna o di
altre soubrette di cui ama circondarsi Berlusconi". Alla fine, il
ministero non c'è, ma la delega è stata affidata al super cattolico Carlo
Giovanardi. Sembra a tutto tranne che a una soubrette, ma non andrà ugualmente
bene.
( da "Manifesto, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
La
destra prepara le grandi manovre sulla tv pubblica. An punta al direttore
generale. Forza Italia minaccia ritorsioni sulla commissione di vigilanza. E il
loft scarica l'Italia dei valori Micaela Bongi Come alla vigilia delle elezioni
del 2001, perse dal centrosinistra, all'indomani di quelle del 2008, già vinte
da Berlusconi, è di nuovo Marco Travaglio al centro della bufera Rai. La prima
che sconvolge viale Mazzini all'alba del Berlusconi IV, con un consiglio
d'amministrazione in scadenza a fine mese, la presidenza della commissione di
vigilanza Rai al centro di una contesa interna all'opposizione e il tiro
all'attuale direttore generale, Claudio Cappon, la cui poltrona fa molta gola a
An, già partito da giorni. Di quel che Travaglio ha detto sabato sera da Fabio
Fazio, del suo affondo contro il nuovo presidente del senato Renato Schifani -
accuse fatte di citazioni dal libro I complici di Lirio Abbate e Petr Gomez -
sulle "frequentazioni imbarazzanti", anzi, le "amicizie
mafiose" del forzista che ricopre la seconda carica dello stato, si è già
scusato domenica sera in diretta il conduttore di Che tempo che fa e,
attraverso di lui, il dg Cappon. E il direttore di Raitre, Paolo Ruffini, si è
subito dissociato, già sabato sera. Ma del caso si occuperanno, domani, il
consiglio d'amministrazione di viale Mazzini e l'Authority per le
comunicazioni. Se dal cda non dovrebbero partire provvedimenti disciplinari -
la nuova parola d'ordine del berlusconismo del resto è "non fare
martiri" - già si prevede che l'Agcom commini una sanzione amministrativa
alla Rai. E l'Authority potrebbe decidere iniziative anche nei confronti di
Annozero, per la puntata dedicata al V2-day di Beppe Grillo. Ma i commissari sono divisi tra chi vorrebbe multare subito
l'azienda di servizio pubblico e chi invece contesta la legittimità di un
intervento dell'Agcom sulle linee editoriali dei programmi televisivi. In ogni
caso, la vicenda avrà anche un risvolto giudiziario: "Sarà quella la sede
in cui, da una puntuale ricostruzione dei fatti, la magistratura potrà
stabilire le responsabilità di coloro che hanno dato luogo a un'azione
altamente diffamatoria nei riguardi del presidente del senato", dicono i
suoi avvocati annunciando querela. Il giornalista non si scompone. Anzi,
rilancia: "Finalmente ci sarà una sede che potrà appurare se ho detto la
verità. A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le
chiacchiere stanno a zero", ribatte Travaglio. I politici, invece, anche
quelli dell'opposizione parlamentare, Idv esclusa, prendono le distanze dalle
accuse a Schifani. E soprattutto il Pd si concentra sui futuri equilibri al
vertice di viale Mazzini, visto che è su quello che la vicenda Travaglio
precipita. Ma non solo, anche sulla presidenza della commissione di vigilanza,
ambita dall'Idv: perché appunto, Antonio Di Pietro difende Travaglio, sotto
attacco, dice il leader dell'Idv, "solo per aver raccontato la cronaca di
fatti veri e accaduti" e "come al solito, quando si tratta di
difendere la Casta, i vari esponenti di partito di destra e di sinistra fanno
quadrato e diventano un tutt'uno". E Beppe
Giulietti, portavoce dell'associazione Articolo 21 eletto nelle liste
dell'Italia dei valori, ricordando che a Schifani la Rai ha sia chiesto scusa
che offerto diritto di replica, aggiunge: "Spiace constatare che alle
domande poste da Travaglio si sia risposto impugnando la tragicomica tesi del
complotto contro il dialogo. La destra del conflitto di interessi dopo aver
incassato tanta solidarietà, chiede a gran voce anche la testa di Fazio, del
capo struttura Loris Mazzetti, di Santoro, di Paolo Ruffini e ovviamente di
Cappon. E' in atto è un vero e proprio assalto per riportare l'intera Rai sotto
il controllo governativo". Conclusione: il Pd dovrebbe evitare di
ascoltare le sirene del dialogo, perché sulle tv alla fine Silvio Berlusconi
non fa sconti. A fare le spese del caso Travaglio potrebbe dunque essere
proprio l'Italia dei valori. Il capogruppo del Pdl alla camera, Fabrizio
Cicchitto, lo dice espressamente: "Il trio Di Pietro-Giulietti-Travaglio
vuole scatenare un clima di rissa tra maggioranza e opposizione. La presidenza
della commissione di vigilanza non si può dare a chi incarna la punta di
diamante degli sconvolgimenti della Rai". E che non potrà essere il
dipietrista Leoluca Orlando o un altro esponente dell'Idv a presiedere la
vigilanza, ufficialmente perché essendo una figura di garanzia "dovrebbe
avere i consensi anche del Pdl", lo dicono anche nel Pd.
( da "Manifesto, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Norma Rangeri
L'unità nazionale contro Marco Travaglio. È l'immagine surreale, l'istantanea
che fotografa la reazione del mondo politico alle pesanti accuse del
giornalista contro il presidente del senato, Renato Schifani. Citando dalle
coraggiose pagine del libro di Lirio Abbate, I complici, nella prima serata di
Raitre, di fronte a un Fabio Fazio visibilmente a disagio, Travaglio ricorda i
rapporti del presidente del senato con alcuni boss mafiosi. Relazioni note,
politicamente imbarazzanti, anche se giudiziariamente irrilevanti (Schifani non
ha subito per questo alcun processo). Il popolare giornalista non rivela verità
nascoste, ma moltiplica l'audience di fatti e circostanze già negli scaffali
delle librerie e negli articoli delle sparute, incorreggibili penne
antiberlusconiane. Anziché discutere sull'attendibilità della denuncia, la
nomenklatura del Partito democratico (da Anna Finocchiaro a Luciano Violante)
si unisce alle voci del centrodestra e protesta con veemenza per la diffusione
televisiva delle irripetibili offese. Un leit-motiv già risuonato nelle
dichiarazioni del presidente della Rai, Claudio Petruccioli, indignato per la puntata di Annozero dedicata alla manifestazione torinese di Beppe Grillo. Un film già visto all'indomani della celebre intervista di
Daniele Luttazzi a Travaglio (Satyricon) su un altro libro-scandalo, L'odore
dei soldi berlusconiani: sullo sfondo ancora la mafia, ancora la Sicilia
dell'eroe Mangano. Tuttavia nel
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Organizzato
nell'ambito del corso di Comunicazione teatrale dell'Università di Teramo in collaborazione
con Associazione "Samarcanda" e Adsu- Università di Teramo è per
oggi, alle 15,30, presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione. Ne dà
notizia una nota che annuncia l'intervento del comico
satirico Filippo Giardina definito "il nuovo Beppe Grillo",
che spiegherà i fondamenti, i meccanismi e le tecniche della comunicazione
nello spettacolo comico. Nell'incontro l'artista prenderà in esame gli
strumenti sia conoscitivi che operativi necessari per comprendere e valutare
criticamente il processo creativo nell'ambito dello spettacolo comico,
dall'ideazione alla realizzazione della performance finale.
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
A anche Beppe Grillo. I
due si conoscono da tempo. Bella rimpatriata? Per alcuni. Quando Grillo prende
la parola qualche prof protesta. E' bufera a Economia. Leoni a pag. 39.
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Orpresa si presenta anche Beppe Grillo. I
due si conoscono da tempo. Dialogano via internet sui grandi temi economici.
Bella rimpatriata? Per alcuni. Per altri no. Così, quando Grillo,
tra lo stupore generale, prende la parola, qualche professore protesta.
"Scusi, lei che c'entra?" si sente dalla platea. Grillo: "Sono ospite dell'ateneo". Ma poi il
Rettore smentisce. Leoni a pag. 39.
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Fuori programma alla lezione di economia con il Premio Nobel
Joseph Stiglitz. Attacco a Visco Show di Beppe Grillo
all'Università Docente lo contesta: "Chi ti ha invitato?". Il
Rettore: "Non sapevo nulla".
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Remio
nobel Joseph Stiglitz. Invece ancora una volta Beppe Grillo è riuscito a far discutere, calamitando su di sè una
platea che si è divisa. Si sono sentite Critiche ma anche applausi. Ciò che in particolare
ha fatto più discutere è stata proprio la presenza del comico. "Noi non ne
sapevamo assolutamente niente, Grillo contrariamente a
quanto da lui affermato, non è stato invitato dall'ateneo", sostiene il
rettore dell'Uiversità Politecnica delle Marche Marco Pacetti.
"L'intervento del comico non è stato opportuno visto che verteva sulle sue
recenti vicende politiche e personali, mentre Stiglitz conduceva una lectio
magistralis sulla scienza economica". Sulla stessa linea d'onda il preside
della facoltà di Economia Enzo Pesciarelli, che attacca il professore di
macroeconomia Mauro Gallegati, artefice insieme a Stiglitz
di questo invito non ufficiale a Beppe Grillo:
"Il dipartimento di Economia, organo promotore dell'iniziativa, aveva
deciso tempo fa che la presenza del comico era ritenuta inopportuna dopo che lo
stesso Grillo, venuto a
conoscenza della conferenza di Stiglitz ci chiese tramite il suo amico
Gallegati di poter partecipare". "Per cui - prosegue il preside
Pesciarelli - il docente Gallegati è andato contro la decisione dei colleghi e
se ne assumerà ogni responsabilità". Alberto Niccoli, direttore del
dipartimento di economia conferma quanto detto dal preside Pesciarelli, ma
appare come il meno turbato da quanto dispiaciuto. "Da parte mia posso
soltanto dire che il dipartimento aveva deciso che era meglio non far venire Grillo". Si è invece detto molto rammaricato Mauro
Gallegati, amico comune del comico e dello scienziato premio nobel americano.
"Sia io che Joseph Stiglitz siamo rimasti molto male per l'intervento del
collega Antonio Calafati, non vedo proprio che bisogno ci fosse. Stiglitz non
ha commentato sull'accaduto, ma sono sicuro che qui non tornerà più".
Gallegati ha poi giustificato il silenzio sulla visita di Grillo.
"Non ho avvisato nessuno della sua presenza perché volevo evitare il
solito caos provocato da un personaggio molto seguito come lui". Infine
dopo tante accuse Gallegati, costretto, su una sedia a rotelle, si è voluto
togliere un sassolino dalla scarpa denunciando un caso di barriera
architettonica. "Trovo molto più grave che nessuno abbia provveduto alla
riparazione dello scivolo per disabili, cosa che mi ha impedito di far da
moderatore al dibattito e mi ha costretto a restare sull'uscio dell'ingresso
all'aula. Eppure avevo avvisato i tecnici un mese fa". Z. L.
( da "Libertà" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
ROMA -
"Pentito? Ma per piacere non scherziamo, figuriamoci se sono pentito per
quello che ho detto, anzi sono stato anche troppo buono e poi nessuno dice che
quanto ho detto è falso". Marco Travaglio non fa passi indietro e
rivendica le accuse fatte dallo studio di "Che tempo che fa" contro
il presidente del Senato, a proposito di presunte sue ex frequentazioni
mafiose. Renato Schifani risponde con una querela per calunnia: "Il
presidente del Senato ha dato mandato ai suoi avvocati per agire giudizialmente
nei confronti delle affermazioni calunniose rese nei giorni scorsi nei riguardi
della sua persona", afferma una nota dell'ufficio stampa del Senato.
"Paradossalmente" Marco Travaglio si dice sollevato. "Quasi
quasi - commenta il giornalista - mi sta bene: finalmente ci sarà una sede che
potrà appurare se ho detto la verità. A differenza dei politici, i giudici
stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero". A due
giorni di distanza dalla trasmissione la polemica è tutt'altro che archiviata. C'è anche la stilettata di Beppe Grillo:
"Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche giornalisti... sono
impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle
scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su
Schifani. Contro il giornalista si sono schierate sia la maggioranza che
l'opposizione, con la sola eccezione di Antonio Di Pietro. "E' proprio
vero che la lingua batte dove il dente duole" dice il leader dell'Italia
dei valori accusando destra e sinistra di fare quadrato in difesa della Casta e
invitando Schifani a rispondere sui fatti. Mercoledì il caso Travaglio sarà
esaminato dalla Autorità garante per le telecomunicazioni, decisa a prendere
provvedimenti nei confronti del giornalista e dello stesso Fabio Fazio.
L'ordine del giorno della Agcom presieduta da Antonio Catricalà prevede
sanzioni anche per Michele Santoro per la puntata di "Annozero"
dedicata al V-Day di Beppe Grillo.
Scontato per Travaglio l'esito del "processo". "L'Authority
sanzionerà "Che tempo che fa" di Fazio con un provvedimento diretto
alla Rai che mi ha consentito di dire cose vere, poi la Rai mi denuncerà e non
non potrò più partecipare ad Annozero, così si saranno tolti il problema",
pronostica. Maria Berlinguer 13/05/2008.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
POLITICA
13-05-2008 "CHE TEMPO CHE FA" IL GIORNALISTA: "MEGLIO
COSI'". GRILLO ATTACCA FAZIO Caso Travaglio, Schifani querela ROMA II Il
caso Marco Travaglio-"Che tempo che fa" finirà in tribunale: il
presidente del Senato, Renato Schifani, bersaglio delle accuse del giornalista
nella puntata di sabato scorso, ha infatti deciso di rivolgersi alle vie legali
contro le "affermazioni calunniose" nei suoi riguardi. La vicenda
finirà domani sul tavolo del cda Rai e del Consiglio dell'Autorità per le
garanzie nelle Comunicazioni, che potrebbe chie- dere approfondimenti o
decidere direttamente sanzioni a carico dell'azienda. Con il vertice Rai in
scadenza a fine mese, però la polemica è tutta politica. Il Pdl accusa Di
Pietro, Giulietti e Travaglio di cercare la "rissa " tra maggioranza
e opposizione, come dice il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto. Il Pd
intravede, invece, da parte della maggioranza il tentativo di lanciare l'of -
fensiva su Viale Mazzini: il leader Walter Veltroni chiede di cambiare i
criteri di nomina del cda, perchè applicare la legge Gasparri sarebbe "una
scelta non all'altezza dei problemi dell'azienda". Intanto l'appoggio di
Antonio Di Pietro a Travaglio potrebbe far fallire l'ipotesi di una presidenza
Idv per la commissione di Vigilanza. Beppe Grillo
attacca Fabio Fazio: "Un impiegato". Travaglio tiene il punto
("Aspetto solo che qualcuno mi smentisca ") e
"paradossalmente" si augura che la querela di Schifani serva a fare
chiarezza: "A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale
le chiacchiere stanno a zero". Fatti che, ripete il giornalista,
sono stati già raccontati nel suo libro "Se li conosci li eviti",
scritto a quattro mani con Peter Gomez, e dal cronista dell'Ansa Lirio Abbate.
Polemica Il presidente del Senato, Renato Schifani.
( da "Tirreno, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Attualità
Schifani querela per calunnia Travaglio replica: mi sta bene, si vedrà se ho
detto la verità E Grillo attacca anche Fazio:
giornalisti? Sono impiegati Prosegue lo scontro sulle frequentazioni con ex
mafiosi attribuite in tv al presidente del Senato MARIA BERLINGUER ROMA.
"Pentito? Ma per piacere non scherziamo, figuriamoci se sono pentito per
quello che ho detto, anzi sono stato anche troppo buono e poi nessuno dice che
quanto ho detto è falso". Marco Travaglio non fa passi indietro e
rivendica le accuse fatte dallo studio di "Che tempo che fa" contro
il presidente del Senato, a proposito di presunte sue ex frequentazioni
mafiose. Renato Schifani risponde con una querela per calunnia: "Il
presidente del Senato ha dato mandato ai suoi avvocati per agire giudizialmente
nei confronti delle affermazioni calunniose rese nei giorni scorsi nei riguardi
della sua persona", afferma una nota dell'ufficio stampa del Senato.
"Paradossalmente" Marco Travaglio si dice sollevato. "Quasi
quasi - commenta il giornalista - mi sta bene: finalmente ci sarà una sede che
potrà appurare se ho detto la verità. A differenza dei politici, i giudici
stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero". A due
giorni di distanza dalla trasmissione la polemica è tutt'altro che archiviata. C'è anche la stilettata di Beppe Grillo:
"Non ho commenti su quelle persone... non sono neanche giornalisti... sono
impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva un commento sulle
scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di Marco Travaglio su
Schifani. Contro il giornalista si sono schierate sia la maggioranza che
l'opposizione, con la sola eccezione di Antonio Di Pietro. "E' proprio
vero che la lingua batte dove il dente duole" dice il leader dell'Italia
dei valori accusando destra e sinistra di fare quadrato in difesa della Casta e
invitando Schifani a rispondere sui fatti. Mercoledì il caso Travaglio sarà
esaminato dalla Autorità garante per le telecomunicazioni, decisa a prendere
provvedimenti nei confronti del giornalista e dello stesso Fabio Fazio.
L'ordine del giorno della Agcom presieduta da Antonio Catricalà prevede
sanzioni anche per Michele Santoro per la puntata di "Annozero"
dedicata al V-Day di Beppe Grillo.
Scontato per Travaglio l'esito del "processo". "L'Authority
sanzionerà 'Che tempo che fa' di Fazio con un provvedimento diretto alla Rai
che mi ha consentito di dire cose vere, poi la Rai mi denuncerà e non non potrò
più partecipare ad Annozero, così si saranno tolti il problema",
pronostica. "Per quanto mi riguarda ascoltare Travaglio o guardare la
famiglia Addams è la stessa cosa, almeno fino a quando non sono costretto a
pagare io con il canone", premette Roberto Calderoli, ministro per la
Semplificazione normativa. "Se però uno l'assume sa a cosa va incontro e
deve farsi carico dei debiti e dei crediti: bisogna prendersela con chi l'ha
assunto". Nel mirino c'è il direttore generale, Claudio Cappon che An e
Lega vorrebbero far fuori insieme al Cda per dare il via all'inevitabile
Raibaltone dei direttori di rete e testata. E critici sono anche gli esponenti
del Pd. "La Rai è di fronte a un bivio: o diventa il megafono di una
cultura che non appartiene al servizio pubblico o inverte la rotta spezzando la
catena di insulti e trivialità", dichiara Giorgio Merlo. Marina Sereni,
vicecapogruppo Pd alla Camera, chiede rispetto per tutti ma sospetta che
qualcuno voglia approfittare della vicenda per "fare un repulisti e
avviare la resa dei conti".
( da "Giornale.it, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
N. 113
del 2008-05-13 pagina 7 Travaglio fa il martire, ma vende bufale di Filippo
Facci L'episodio citato nella trasmissione di Fazio risale al 1979, quando i
due boss non erano neanche indagati. Da allora nessun pm ha mai aperto
inchieste C'è che la democrazia è in pericolo, torna il fascismo, in Rai sono
pronte le liste di epurazione: il copione è così sfibrato che il titolo del
prossimo libro di Travaglio potremmo scriverlo noi. Lui, invece, ha tratteggiato
il fosco destino che potrebbe attendere la sua modesta persona e di conseguenza
il Paese: "L'Authority sanzionerà Che tempo che fa con un provvedimento
diretto alla Rai, che mi ha consentito di dire cose vere. Poi la Rai mi
denuncerà e così io non potrò più partecipare a Annozero". Non è ancora
noto se il prossimo libro verrà scritto a Caprera o nella solita copisteria del
tribunale, sta di fatto che il leit-motiv già risuona e Travaglio infatti vi ha
rifatto cenno: "Però le cose che Travaglio ha detto su Schifani sono
vere", dice. E ora noi dovremmo spiegare che invece sono cose irrilevanti,
sono pretestuose e nondimeno, per come presentate, false. Dovremmo
circostanziare che sono irrilevanti perché stiamo parlando di persone che
Renato Schifani ha frequentato 30 anni fa (nel 1979) e che solo 18 anni dopo
sono state riconosciute come mafiose: non è un caso che gli stessi dioscuri di
Travaglio, i magistrati, non abbiano mai interrogato né accusato Schifani per
questa faccenda. Il libro ormai datato da cui Travaglio ha copiato le sue
accuse, inoltre, diversamente da come ha fatto in trasmissione da Fabio Fazio,
riporta la questione in maniera corretta: tanto che Schifani il libro non l'ha
mai querelato. Ecco perché è particolarmente odioso che Travaglio abbia cercato
e cerchi di ripararsi dietro Lirio Abbate, autore del libro e ottimo cronista
già minacciato dalla mafia: "Devono avere il coraggio di dire che Abbate è
un mascalzone" ha infatti detto Travaglio da Fazio. Ma Abbate non è un
mascalzone, e Travaglio invece sì, perché mente. Travaglio, in trasmissione, ha
dolosamente e genericamente citato delle amicizie di Schifani come se
corrispondessero a una notizia, a una rivelazione che tutti nascondono tranne
lui: "I giornalisti non scrivono che Schifani ha avuto delle amicizie con
dei mafiosi, perché non lo vuole né la destra né la sinistra, ma io faccio il
giornalista, devo raccontarlo" ha detto testualmente il nostro eroe. I
giornalisti normali, in effetti, non hanno tirato fuori una vicenda notoriamente
vecchia, penalmente irrilevante e già pubblicata più volte: vicenda che ora
Travaglio si è reinventata da capo per trasformarla in una primizia molto vaga
e peraltro spolverata con lombrichi e muffe: e questo solo perché Schifani
intanto è diventato presidente del Senato. E c'è ancora, in questo quadro, chi
fa spallucce se si reclama un contraddittorio: inteso come possibilità di
spiegare al pubblico le malizie di un fazioso professionale. C'è ancora, come
fanno lo stesso Travaglio e un imbarazzatissimo Antonio Padellaro, direttore
dell'Unità, chi sostiene che dovrebbe essere Schifani a fornire spiegazioni. È
la follia. Rendetevi conto: Travaglio deve ancora fornire spiegazioni, detto
tra parentesi, circa l'episodio che lo rese noto: la volta ossia che andò da
Luttazzi a sostenere riga per riga tutte le accuse che dipingevano Berlusconi
come un mafioso. Quelle accuse sono cadute tutte, ma lui non si è mai scusato.
L'allora presidente dell'Ordine Mario Petrina, che già allora aveva rimarcato
una perfetta assenza di contraddittorio nella trasmissione di Luttazzi, fu
invitato a dimettersi direttamente da Repubblica. Due giorni dopo Indro
Montanelli (proprio lui) disse pubblicamente che Petrina aveva ragione: era il
17 marzo 2001. Il pubblicista Giancarlo Caselli giunse a scrivere una lettera
privata a Petrina affinché perdonasse Travaglio. Ma cercate queste cose nei
libri di Travaglio, se vi riuscite. Aspettate di ascoltarle ad Annozero.
Macché: Travaglio ha continuato a riportare ogni singola accusa mafiosa contro
Berlusconi in tutti i suoi libri. Tutte: precisando di sfuggita che le indagini
sono magari state archiviate, sì, "ma con motivazioni durissime". In
natura esiste qualcosa del genere: si chiama scarabeo stercorario. Nel
giornalismo italiano si chiama Marco Travaglio. E il suo prossimo libro
presumibilmente sarà questo: "RESTAURAZIONE. Come il Regime si è ripreso
il Paese. Biagi, Santoro, Luttazzi, Travaglio, Sabina
Guzzanti, Paolo Rossi, Ciccio Graziani: storie di censure e di bugie
nell'Italia di Berlusconi. Prefazione di Beppe Grillo.
Postfazione di Enrico Beruschi". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Attualità
Il presidente Schifani querela Travaglio IL CASO ROMA. "Pentito? Ma per
piacere non scherziamo, figuriamoci se sono pentito per quello che ho detto,
anzi sono stato anche troppo buono e poi nessuno dice che quanto ho detto è
falso". Marco Travaglio non fa passi indietro e rivendica le accuse fatte
dallo studio di "Che tempo che fa" contro il presidente del Senato, a
proposito di presunte sue ex frequentazioni mafiose. Renato Schifani risponde
con una querela per calunnia: "Il presidente del Senato ha dato mandato ai
suoi avvocati per agire giudizialmente nei confronti delle affermazioni
calunniose rese nei giorni scorsi nei riguardi della sua persona", afferma
una nota. "Paradossalmente" Marco Travaglio si dice sollevato.
"Quasi quasi - commenta il giornalista - mi sta bene: finalmente ci sarà
una sede che potrà appurare se ho detto la verità. A differenza dei politici, i
giudici stanno ai fatti, e in tribunale le chiacchiere stanno a zero". A
due giorni di distanza dalla trasmissione la polemica è tutt'altro che
archiviata. C'è anche la stilettata di Beppe Grillo: "Non ho commenti su quelle persone... Non sono neanche
giornalisti... Sono impiegati", dice il comico-politico a chi gli chiedeva
un commento sulle scuse fatte in tv da Fabio Fazio in relazione alle parole di
Marco Travaglio su Schifani.
( da "Prima Comunicazione" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Data:
13/05/2008 Fonte: Agi Categoria: Giornalismo e giornalisti TRAVAGLIO: E'
SCONTRO TRA EUROPA E L'UNITA' TRAVAGLIO: E' SCONTRO TRA EUROPA E L'UNITA' (AGI)
- Roma, 13 mag. - Sul caso Travaglio Europa e Unita', i due quotidiani del Pd,
ai ferri corti. Il giornale ex Margherita titola l'editoriale del direttore,
Stefano Menichini: "Sconfiggere Travaglio e Colombo" e il quotidiano
fondato da Antonio Gramsci risponde proprio con Furio Colombo: "Travaglio
o Schifani? Il silenzio dell'opposizione". Europa avverte: "Nel caso
che qualcuno, che allora tanto si diverti', pensasse di fare il bis del
2001-2002, e' bene che il Partito democratico abbia ben chiari i termini della
questione che si e' aperta in questi giorni con Marco Travaglio, con Furio
Colombo, con l'Italia dei valori di Di Pietro, con Beppe Grillo, con quelle frange della sinistra televisiva che gia' sognano
(in alternativa o in sequenza) girotondi elettronici e atti di martirio. Qui,
alla fine, non ci sono in ballo ne' la lotta alla mafia (che prosegue con buoni
successi e alterni governi), ne' il buon nome di politici e cariche
istituzionali. Qui c'e' in ballo - il Pd deve saperlo, e sembra davvero
averlo capito - la pretesa di una fazione intellettuale e giornalistica di
condizionare e orientale l'agenda dell'opposizione ai governi della destra,
ricattando apertamente il Pd perfino sui suoi stessi giornali, come capita alla
povera Unita'". E ancora: "C'e' una lotta squisitamente politica da
ingaggiare e vincere, se non si vuole essere trascinati in un deserto di
iniziativa politica e di lucidita' intellettuale, ricacciati all'indietro in
una condizione minoritaria che renderebbe definitiva per anni la vittoria della
destra nella testa e nelle coscienze degli italiani. Sappiamo che a questo
estremismo corrisponde un comune sentire nell'opinione pubblica di sinistra,
alimentato per lustri. Proprio per questo, per uscire da questa tenaglia, e'
una battaglia politica che va aperta e dichiarata, come si e' finalmente
cominciato a fare". Colombo sull'Unita' rincara la dose contro i 'freddi'
nei confronti di Travaglio e nel denunciare il "silenzio
dell'opposizione", conclude: "Sogniamo un'opposizione che fa
l'opposizione, a partire dalla difesa della liberta' dei giornalisti. Vorremmo
ricordare al governo ombra che esiste un paese ombra che, come succede a tutti
i governi, chiedera' conto dell'azione di governare. E non suggerisco di di
cominciare schierandosi dalla parte della Rai, che si inchina e si scusa prima
ancora di sapere di che cosa sta parlando". (AGI) Cav.
( da "MilleCanali" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Focus /
EDITORIALE Travaglio riaccende la battaglia sulla Rai Bagarre dopo una semplice
dichiarazione di Marco Travaglio a 'Che tempo che fa' su presunte ex
frequentazioni mafiose del nuovo presidente del Senato Schifani: Fazio, Ruffini
e Cappon si scusano, Forza Italia sembra accontentarsi, AN no. L'episodio è
solo una scaramuccia rispetto alla battaglia che si scatenerà sul controllo
della Rai dopo la scadenza dell'attuale Cda, a fine mese. Vediamo gli sviluppi
più recenti del caso nella cronaca di www.repubblica.it: "L'Autorità
garante nelle comunicazioni si occuperà mercoledì della puntata di sabato
scorso di 'Che tempo che fa' in onda su RaiTre e delle dichiarazioni di Marco
Travaglio relativamente al presidente del Senato, Renato Schifani. L'argomento
è stato infatti subito inserito nell'ordine del giorno dei lavori
dell'Authority presieduta da Corrado Calabrò. Prevedibile come primo atto la
richiesta alla Rai di documentazione sulla vicenda, così
come era avvenuto una settimana fa in relazione alla puntata del primo maggio
di 'Annozero' imperniata sul V-Day di Beppe Grillo. E
intanto Schifani ha dato mandato ai suoi avvocati per agire giudizialmente nei
confronti "delle affermazioni calunniose rese nei giorni scorsi nei
riguardi della sua persona": lo comunica una nota dell'ufficio stampa del
Senato. "Sarà quella la sede in cui, da una puntuale ricostruzione
dei fatti, la magistratura potrà stabilire le responsabilità di coloro che
hanno dato luogo ad un'azione altamente diffamatoria - conclude la nota - nei
riguardi del Presidente del Senato". Resta calda dunque la polemica aperta
(pochi) giorni fa dal giornalista con le dichiarazioni sulle presunte ex
frequentazioni mafiose del presidente del Senato. Parole che hanno innescato
critiche durissime sia da parte della maggioranza che dell'opposizione, fatta
eccezione per l'Idv. Davanti al coro d'indignazione, Travaglio ha scelto
comunque di tenere il punto. "Pentito? Ma per piacere, non scherziamo.
Figuriamoci se sono pentito per quello che ho detto. Anzi, sono stato anche
troppo buono". E aggiunge: "Nessuno dice che quanto ho affermato sia
falso". Quanto alla decisione del Garante, prevede: "L'Authority
sanzionerà 'Che tempo che fa' di Fazio con un provvedimento diretto alla Rai
che mi ha consentito di dire cose vere. Poi la Rai mi denuncerà e così io non
potrò più partecipare a 'Anno Zero'. E così si saranno tolti il problema".
Tra i più duri nei confronti del giornalista, il ministro della Semplificazione
Roberto Calderoli: "Per quanto mi riguarda ascoltare Travaglio o guardare
la Famiglia Addams è la stessa cosa, almeno finché non sono costretto a pagare
io con il canone. Se uno l'assume, però, sa a cosa va incontro e deve farsi
carico dei debiti e dei crediti. Bisogna prendersela con chi l'ha assunto".
Nel mirino c'è insomma il direttore generale Claudio Cappon, ma l'opposizione,
pur condividendo le critiche a Travaglio, cerca di frenare le mire della
maggioranza. "Il servizio pubblico - dice Marina Sereni del Pd - è pagato
dai cittadini ed è bene che sia un luogo di rispetto per tutti, ma non vorrei
che si approfittasse di questo episodio, soprattutto dopo le scuse del
conduttore, per fare un repulisti o per cercare una resa dei conti nel servizio
pubblico". Antonio Di Pietro resta l'unico a difendere Travaglio:
"Gli attacchi che sta subendo solo per aver raccontato la cronaca di fatti
veri ed accaduti e che riguardano nientemeno la seconda carica dello Stato, il
Presidente del Senato Schifani, dimostrano che, come al solito, quando si
tratta di difendere la Casta, i vari esponenti di partito di destra e di
sinistra fanno quadrato e diventano un tutt'uno"". Fin qui una
vicenda poco edificante da tutti i punti di vista, che fa solo da preludio alle
imminenti battaglie sul rinnovo del Cda Rai (la Commissione di Vigilanza
potrebbe essere nominata prima del previsto) e che segue invece alla deprimente
puntata di 'Anno zero' di Michele Santoro delle scorse settimane dove sono
stati trasmessi ampi brani di Grillo che insultava
tutti, compreso Veronesi, per poi rafforzare la cosa con le consuete puntute
sferzate di Travaglio in studio, che però è stato zittito e insultato
abbondantemente e a sua volta da Vittorio Sgarbi, a ripetizione e con volgarità
di vario genere. Quella puntata è stata davvero (ci pare) l''Anno zero' della
Tv, anche se Santoro e Travaglio (modesti come sempre) si ritengono invece
l'unica isola di libertà del video rimasta in onda. Questo, insomma, per dire
che per Santoro e Travaglio ci è molto difficile esprimere solidarietà. Ma ci
pare anche fuori luogo trattare da 'appestato' un personaggio ormai (e finora)
di casa sul video come Travaglio solo perché non gli piace Schifani e ha citato
un episodio a suo dire 'inquietante e da chiarire' su di lui. Già Fazio gli
aveva detto "non sono d'accordo su nulla" e persino "Ha ragione
Sgarbi", ma poi il coro di accuse verso di lui ha assunto quasi i toni di
una crociata. Un'esagerazione rispetto a quanto di inaccettabile si era invece
visto in quella puntata di 'Anno zero' che era sembrata 'orribile' quasi solo
agli stessi vertici Rai. È un segnale che i regolamenti di conti alla Rai sono
iniziati, ma ci piacerebbe anche che da parte di tutti ci fosse un po' più di
saggezza e soprattutto di senso della misura. Mauro Roffi.
( da "Stampa, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
LA 21ª
FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO PROTAGONISTI "Ti aspettiamo: e ti chiedo di
usare la tua credibilità per spiegare ai giovani l'importanza della
lettura" Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci
fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo
riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito
come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un
ritrovarsi tra amici, come abbiamo sempre cercato che sia. Ci passa
anche molta gente di spettacolo, e quest'anno, tra i molti, ci saranno Dario
Fo, Luciana Littizzetto, Ascanio Celestini, Sergio Rubini, Alessandro
Benvenuti, Michele Di Mauro. Perché il pubblico vi segue con tanta
partecipazione, e anzi vi fa credito di una credibilità che tanti altri
soggetti pubblici e privati hanno perso da tempo? Perchè detta da voi la
politica o l'antipolitica diventano qualcosa che riguarda tutti? Forse perché
l'artista, il giullare (nell'accezione migliore del termine) appare libero da
condizionamenti, da ingessature linguistiche, da calcoli di potere. Con i suoi
sberleffi dice quello che molti pensano, ma non hanno la possibilità, il
coraggio e anche gli adeguati mezzi espressivi di dire. Questa credibilità vi
carica di grandi responsabilità, ma anche di grandi potenzialità. Anni fa
Fiorello, volendo ringraziare i suoi spettatori di un successo trionfale, si
scusò di non saper trovare le parole adatte perché aveva letto e studiato
troppo poco. Ci è sembrato un grande spot per il libro. Sarebbe bello, caro Grillo, che lei chiudesse la cinque giorni del Lingotto
facendosi testimonial del libro e con la forza della sua comunicativa spiegasse
soprattutto ai ragazzi quanto la lettura sia importante per loro. Perché un
libro ti consente di conoscere il mondo e te stesso, ti aiuta a dare un senso
alla tua esistenza, a vivere molte vite, a saperne di più. Perché anche quando
richiede applicazione e fatica ti ripaga ampiamente, come l'andare in montagna
o praticare uno sport. In un mondo in cui sempre più le persone valgono per
quello che sanno, il libro rimane un fondamentale strumento di crescita
individuale e collettiva. Un vecchio sindacalista, Di Vittorio, diceva che il
padrone conosce cento parole, l'operaio dieci, per questo vince sempre il
padrone. Adesso il discorso è un po' più complicato, siamo tutti più poveri di
parole, e anche per questo non ce la passiamo tanto bene. Glielo dica lei, Grillo, che le cose le sa dire così bene: se non sappiamo
costruirci ali di carta per volare, ci sarà sempre qualcuno che ci terrà
inchiodati per terra, in una condizione subalterna o servile di cittadini di
seconda categoria. Di esclusi.
( da "Stampa, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
TUTTO STUDIATO A TAVOLINO? REPLICA A BEPPE GRILLO "Non c'è
stata nessuna trama Credo che neanche lui avesse premeditato nulla"
"Sarò impiegatizio, ma a esser assertivi sulle vite degli altri non sempre
si fa la cosa giusta".
( da "Corriere Adriatico" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Annuncia
la recessione e attacca Bush lui che è stato capo dei consulenti economici di
Clinton La lezione del premio Nobel per l'economia ed ex vicepresidente del Fmi
Stiglitz: "Regole per la globalizzazione" ANCONA - Dai timori alla
spettacolarizzazione. Si parte con la lezione di un prof illustre: Jeseph
Stiglitz, premio Nobel per l'economia ed ex vicepresidente del Fondo monetario
internazionale. Pronunciata da lui la parola crisi fa più paura. E quando va
col proclama che sarà recessione globale le turbolenze diventano veri e propri
timori. Agli studenti che affollano l'aula A della Facoltà di Economia di
Ancona spiega che "la globalizzazione non è in sè malvagia, ma necessita
di forti regole che prevengano suoi effetti disordinati su scala planetaria".
Perché poi, fa notare, "i danni si esportano". E' il male delle
distanze che si accorciano. Così sotto accusa finisce la deregolamentazione dei
mercati finanziari. Seguono le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti:
si arricchiscono gli speculatori e finiscono sul lastrico i risparmiatori. La
sua America diventa metafora e paradigma: ci sono le vittime del sistema e i
carnefici che camminano al loro fianco. Attacca l'amministrazione del
presidente George W.Bush lui che è stato il capo dei consulenti economici della
gestione Clinton. E non è solo una questione di numeri: per Stiglitz le
responsabilità degli Stati Uniti sono anche inquinamento e riscaldamento
globale che mettono a rischio il pianeta. Ed è su questo
punto che Beppe Grillo, nell'intervento che segue, offre
tutto il suo sostegno al grido di "largo alle idee di
dematerializzazione". Che spiega come segue: "Si deve usare meno
energia". E per far passare il concetto invita tutti a osservare un
vasetto di yogurt in frigo. "Per arrivare fin lì avrà fatto almeno
( da "Corriere Adriatico" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Viene
contestato da alcuni docenti, divide la platea degli studenti. Calafati è il
primo a stopparlo"Fai una domanda scientifica altrimenti via".
Balloni: "Nella facoltà voluta da Fuà così non si può" Il comico
genovese spara a zero contro l'università. Scoppia la polemica, per Pacetti è un
infiltrato Grillo: siete vecchi. E Villarey si spacca
ANCONA - Arriva da infiltrato, almeno secondo il rettore Pacetti. Spara a zero
sull'università: "Siete vecchi come i concetti che esprimete". Da
blogger a ciclone, Grillo agita e spacca la facoltà di
Economia: prende la parola dopo la lezione del nobel statunitense Joseph
Stiglitz. Attacca Visco per i redditi on line: "Una vera porcata". La
provocazione dura poco, il prof Antonio Calafati è il primo a stopparlo:
"Fai una domanda scientifica altrimenti via". Via, e nei corridoi si
consuma il duello: i due si conoscono, questione di blog. La seconda bordata
arriva dall'economista Valeriano Balloni: "Nella facoltà voluta da Fuà
così non si può". Gli studenti sono divisi. Pacetti è sicuro: "Mai
invitato". Il comico genovese lascia il campo e inchioda: "Siete
persone finite". L'effetto mediatico ha la meglio sulle ragioni
accademiche. La lezione - Un premio Nobel, un Grillo
parlante e l'aula A di Economia che diventa piazza dei veleni: quelli del mondo
che si mescolano ai rancori della facoltà intitolata al padre della teoria
dello sviluppo diffuso e del modello che ne consegue. In cattedra c'è Stiglitz,
docente alla Colombia di New York, incoronato a Stoccolma per i suoi studi
sulle asimetrie informative che distorcono il funzionamento dei mercati e sul
ruolo economico dello Stato. Parla fitto in inglese: ad ascoltarlo ci sono
tanti ragazzi e qualche prof. Solo posti in piedi e un gran
movimento nelle retrovie: Beppe Grillo entra
ed esce dalla sala, intrattiene ragazzi e giornalisti. "Stanno cambiando
le regole, modifiche impercettibili, e così magari chi vorrà protestare contro
la creazione di una nuova centrale elettrica farà i conti con una legge
anti-terrorismo". Grillo si sistema i
riccioli bianchi riflessi nelle porte a vetro che s'affacciano nel cortile
dell'ex Caserma Villarey. Arriva "non invitato" all'Università di
Ancona, preciserà più tardi Pacetti. La scintilla - Voluto o casuale, l'effetto
è dirompente. Con l'immancabile postilla scarica-responsabilità: comunque sia è
colpa dei media che dilatano, stuzzicano, cedono alle provocazioni. Stabilito
il colpevole si procede. Con la scena che spezza gli equilibri. Antonio
Calafati, docente di Economia urbana, non ci sta: osserva che il profilo
politico delle esternazioni del comico genovese contrasta con il carattere
scientifico della mattinata e con l'esigenza di salvaguardare l'autonomia
dell'università. I particolari non sono trascurabili: Calafati è un
collaboratore del blog di Grillo e si dichiara suo
grande estimatore. Tutto inutile: telecamere, flash e appunti si distraggono
dalle teorie economiche e si affollano sulle esternazioni. La protesta del prof
viaggia all'incontrario. "Non tutto deve sempre essere funzionale, ci sono
i principi". Calafati, maniche di camicia e giacca buttata sulle spalle,
toglie ogni retrogusto all'azione. "Ci sono i principi e questa università
da rispettare", sembra indifferente al consenso. I retroscena - Come
sempre accade c'è la lettura alternativa: vecchia ruggine si dice, e sì perché Grillo avrebbe fatto sue alcune teorie sull'alta velocità
firmate da Calafati senza mai citarlo. A voler stringere il campo d'azione, c'è
chi vorrebbe intravvedere in tutto quel trambusto le prime manovre per il
cambio al vertice di Economia: il mandato del preside Enzo Pesciarelli scade
tra un anno. C'è anche un precedente che stuzzica: durante un consiglio di
facoltà, la scorsa settimana, era stato espresso un voto contrario all'arrivo
di Grillo a Villarey. Senza mollare mai lo spazzolino
da denti, appena acquistato per raccontare il Pil, Grillo
si difende: "Io sono stato invitato da Stiglitz (che conferma, ndr). Poi
ognuno è libero di pensare ciò che vuole, le università devono essere al centro
di un po'di casino, no?". E che casino: "Altrimenti stiamo sempre lì
a sentir parlare questo barocco ottocentesco dell'economia; non parlo di
Stiglitz, ma di quasi tutti i docenti di oggi, che sono ancorati a principi
vecchi". Il rettore, prudente, aveva già abbandonato il campo: l'uscita di
scena di Pacetti ha coinciso con la fine della lezione del Nobel.
All'organizzatore dell'evento, Mauro Galegati, docente di Economia politica
della Politecnica e coorganizzatore del primo V-day, non resta che fare i conti
con l'amarezza. "L'arrivo di Grillo era
annunciato", lo scontro ora è tutto interno. Lo show - Subisce la
contestazione di alcuni docenti, divide gli studenti e se ne va annunciando la
"fine" di un corpo docente accusato di insegnare "concetti
vecchi". Grillo dà il via al suo show con
l'iniziativa telematica dell'ex viceministro Visco di mettere sul web i redditi
degli italiani. "E' stata una grande ingiustizia, una porcata". E'
qui che scatta in piedi Calafati. Gli applausi dividono l'aula. Per il duello, tra
il prof e il comico, meglio il corridoio. Si riparte. Grillo
riprende la parola: "Destra e sinistra? Sono la stessa cosa, due comitati
d'affari in cui da un lato c'è Impregilo dall'altro le coop rosse". Parla
della Tav, "che dovrà essere realizzata con l'esercito". Critica
l'oncologo Veronesi per le sue affermazioni sulle emissioni di diossina dagli
inceneritori; punta il dito contro l'ex sindaco di Civitaveccchia, "che ha
preso 80.000 euro dall'Eni per fare un libro sui ristoranti all'uscita degli
svincoli autostradali". Lo scontro con Balloni - Il Pil che, per
l'occasione, diventa spazzolino da denti fa indignare l'economista Balloni. Che
sbotta: "Così non si può spiegare l'economia nella facoltà fondata da
Giorgio Fuà". La goccia: qui Grillo se ne va
davvero. "Siete persone finite, insegnate concetti vecchi" e su un
"non mi dimenticherò di voi" infila le scale e via. Ancora un
rigurgito: "Questi anziani docenti si sentono bypassati da nuove regole,
non conoscono assolutamente la rete. Io - spiega - volevo fare un discorso
sulla rete, ma vedo che si oppongono con le unghie e con i denti; la rete
taglierà fuori queste università barocche". Via davvero. M.CRISTINA
BENEDETTI,.
( da "Corriere Adriatico" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
ANCONA -
Beppe Grillo "non è stato invitato dall'Ateneo contrariamente a quanto
da lui affermato". Lo precisa in una nota il rettore della Politecnica,
Marco Pacetti. "Il lungo intervento di Grillo - evidenzia Pacetti - ha riguardato le recenti vicende politiche
e personali invece che il tema scientifico specifico al centro dell'iniziativa.
Nel vivace dibattito è intervenuto, tra gli altri, il professor Antonio
Calafati, docente presso la Facoltà di Economia, il quale ha richiamato la
necessità di mantenere al centro della riflessione i temi economici trattati
dalla relazione del professor Stiglitz". Sollecitazione
"perfettamente conforme alla linea dell'Ateneo che tende a mantenere
decisamente distinta la funzione scientifica dell'Università dalla mera
protesta politica, certamente legittima, ma assolutamente fuori contesto
nell'ambito di una lectio magistralis universitaria". "Per le
manifestazioni a carattere anche marcatamente politico, la Politecnica -
conclude Pacetti - ha sempre garantito e garantirà agli studenti e alle loro
organizzazioni la massima agibilità, ma senza generare alcun tipo di confusione
sulle finalità delle manifestazioni stesse".
( da "KataWeb News" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Alle
10:14 - Fonte: repubblica.it - 3 commenti Sul caso Travaglio Europa e Unità, i due
quotidiani del Pd, ai ferri corti. Il giornale ex Margherita titola
l'editoriale del direttore, Stefano Menichini: "Sconfiggere Travaglio e
Colombo" e il quotidiano fondato da Antonio Gramsci risponde proprio con
Furio Colombo: "Travaglio o Schifani? Il silenzio dell'opposizione".
Europa avverte: "Nel caso che qualcuno, che allora tanto si divertì,
pensasse di fare il bis del 2001-2002, è bene che il Partito democratico abbia
ben chiari i termini della questione che si è aperta in questi giorni con Marco
Travaglio, con Furio Colombo, con l'Italia dei valori di Di Pietro, con Beppe Grillo, con quelle frange della sinistra
televisiva che già sognano (in alternativa o in sequenza) girotondi elettronici
e atti di martirio. Qui, alla fine, non ci sono in ballo né la lotta alla mafia
(che prosegue con buoni successi e alterni governi), né il buon nome di
politici e cariche istituzionali. Qui c'è in ballo -- il Pd deve
saperlo, e sembra davvero averlo capito -- la pretesa di una fazione
intellettuale e giornalistica di condizionare e orientale l'agenda
dell'opposizione ai governi della destra, ricattando apertamente il Pd perfino
sui suoi stessi giornali, come capita alla povera Unità". E ancora:
"C'è una lotta squisitamente politica da ingaggiare e vincere, se non si
vuole essere trascinati in un deserto di iniziativa politica e di lucidità
intellettuale, ricacciati all'indietro in una condizione minoritaria che
renderebbe definitiva per anni la vittoria della destra nella testa e nelle
coscienze degli italiani. Sappiamo che a questo estremismo corrisponde un
comune sentire nell'opinione pubblica di sinistra, alimentato per lustri.
Proprio per questo, per uscire da questa tenaglia, è una battaglia politica che
va aperta e dichiarata, come si è finalmente cominciato a fare". AGI.
( da "Stampaweb, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Oggi
Fabio Fazio, conduttore di "Che tempo che fa", parla per la prima
volta a un giornale - in un'intervista che abbiamo fatto ieri per La Stampa -
del caos scatenato dall'invito tv a Marco Travaglio. A me la sua posizione
sembra onesta: si è scusato per le offese (dice che la cifra della trasmissione
non è mai stata quella), ma ha tenacemente difeso il diritto di tutti (compreso
Travaglio, a parlare in tv). Risponde a Beppe Grillo, che gli ha dato dell'impiegato ("sarò impiegatizio, ma a
essere assertivi sulle vite degli altri non sempre si fa la cosa giusta");
e commenta la velocità di tutta la politica a censurare l'episodio. Se devo
dirvi la mia, a me piacerebbe un Paese in cui potesse esserci tranquillamente
l'inchiesta di Travaglio, l'ironia garbata di Fazio, la possibilità di
criticare entrambi, ma senza fargli editti bulgari, o scatenarsi nell'arte del
rimbrotto (e da chi, poi, da questa classe politica?). Ps. Se esiste un
travaglismo, che dire dell'arte ormai parallela e trista del commento
giornalistico antitravagliesco? commenti (0) scrivi.
( da "Quotidiano.it, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Beppe Grillo:
ospite "imbucato" all'università di Ancona Ancona | Il comico è
intervenuto a sorpresa ad una conferenza sulla globalizzazione da Joseph
Stiglitz: peccato che il suo intervento non c'entrasse nulla con l'argomento
trattato dal Premio Nobel. Beppe Grillo Questa mattina come previsto, dalla Facoltà di
Economia dell'Università Politecnica delle Marche, il Premio Nobel per
l'Economia Joseph Stiglitz ha tenuto per gli studenti una lezione magistrale
sulla economia politica della globalizzazione. Al termine della lezione, tra
l'entusiasmo dei presenti per l'ospite d'onore e l'interesse per l'argomento
trattato, sono seguiti, come da programma, alcuni interventi tra i quali quello
del noto comico Beppe Grillo
presente tra il pubblico, non invitato dall'Ateneo contrariamente a quanto da
lui affermato. Il suo lungo intervento/monologo ha riguardato le recenti vicende
politiche e personali invece che il tema scientifico specifico al centro
dell'iniziativa, suscitando l'intervento del professor Antonio Calafati,
docente presso la Facoltà di Economia, il quale ha richiamato la necessità di
mantenere al centro della riflessione i temi economici trattati dalla relazione
dell' esimio professor Stiglitz. L' intervento del comico, mera protesta
politica certamente legittima, era assolutamente fuori contesto nell'ambito di
una lectio magistralis universitaria. 12/05/2008.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
La
polemica Il caso Travaglio avrà degli strascichi. Due, per ora, quelli certi.
Da un lato il presidente del Senato Renato Schifani che ha dato mandato ai suoi
legali di denunciare il giornalista per le "affermazioni calunniose"
su presunti vecchi rapporti con personaggi mafiosi, parole pronuciate sabato
sera durante la trasmissione di Fabio Fazio; dall'altro l'Agcom che apre un
fascicolo sul caso e si riserva di decidere mercoledì prossimo eventuali
sanzioni (dal richiamo alla multa amministrativa) contro viale Mazzini.
Riunione che all'ordine del giorno vedeva già la discussione sulla puntata di
"Annozero" del primo maggio finita anch'essa nell'occhio del ciclone
per aver fatto, è l'accusa, da megafono alle accuse di Grillo
contro il capo dello Stato. Senza contare, sono questi i rumors che viaggiano freneticamente
sull'asse palazzo Chigi-viale Mazzini, che tutta la vicenda Travaglio ha
innescato un'accelerazione per la procedure di ricambio dei vertici Rai: sia il
Cda, che il direttore generale Cappon termiano il loro mandato il prossimo 31
maggio. E il Pdl tiene alla poltrona di Cappon. Per questo la federazione della
stampa e Usigrai insistono per una legge bipartisan "di pochi
articoli" che modifichi i meccanismi di nomina del vertice e dicono no a
scorciatoie per "invocare un rapido ricambio" alla guida della tv
pubblica. Intanto la denuncia per calunnia presentata da Schifani sembra sedare
in parte il caso Travaglio in una giornata, quella di ieri, in cui le accuse
contro il giornalista non si sono attenuate. A difenderlo solo il leader
dell'Idv, Antonio Di Pietro (che ora vede a rischio la
promessa poltrona della Vigilanza) mentre Beppe Grillo se la
prende con Fazio e le scuse professate domenica sera in diretta tv ("Non è
un giornalista è solo un impiegato"). L'ex ministro Mastella si lamenta a
sua volta della solidarietà a Schifani da parte del Pd che lui, invece, non
ebbe nel caso di analoghi attacchi da parte di Travaglio. Il giornalista
oltre a insistere sabato scorso sulle "amicizie mafiose" di Schifani
aveva chiesto allo stesso "di darne conto". E ora la vicenda arriverà
in tribunale per la soddisfazione di entrambi. "La magistratura potrà così
stabilire le responsabilità di coloro che hanno dato luogo ad un'azione
altamente diffamatoria nei riguardi del presidente del Senato", è la nota
di palazzo Madama spedita ieri sera prima che Schifani salisse al Quirinale per
un colloquio di tre quarti d'ora con il presidente Napolitano. Soddisfatto si
dice anche Travaglio: "Mi sta bene, finalmente ci sarà una sede che potrà
appurare se ho detto la verità. A differenza dei politici, i giudici stanno ai
fatti e in tribunale le chiacchiere stanno a zero. Dopo tre giorni di delirio
che prescinde dai fatti si potrà stabilire se le cose che ho detto me le sono
inventate, se se l'ha inventate Lirio Abbate (che affronta la stessa vicenda
nell'ultimo suo libro, ndr) e tutti coloro che le conoscono. Se il presidente
del Senato verrà interrogato, mi auguro però che dia spiegazione su quei
fatti". In attesa dei tempi della magistratura rimane, però, l'appuntamento
tra otto giorni all'Agcom. E più che un sanzione, la Rai rischia, per le
affermazioni di Travaglio, una multa che va da cinquemila a 52 mila euro.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Lettere
Come controllare le terre di nessuno Francesco de Goyzueta - NAPOLI Caro
Gargano, mai come in questi tempi dominati da cento cantieri che rendono Napoli
invivibile, l'anarchia dei napoletani ha raggiunto punte stratosferiche.
Ciascuno riscrive il codice della strada secondo la propria libera
interpretazione, che spesso impatta con la pubblica incolumità. Da tempo
immemorabile i vigili hanno abbandonato la strada per altre mansioni burocratiche
o per motivi di malattie di servizio, per cui alcune strade pericolose come via
Nicotera e le Rampe Brancaccio sono divenute terra di nessuno con frotte di
motorini che sfrecciano in entrambi i sensi con due o tre persone a bordo. Con
l'aggravante dell'assenza di pubblica autorità visibile sul territorio, come la
Benemerita, per la quale negli anni scorsi la popolazione residente ha speso
appelli accorati pur di averne un presidio. E infatti esiste in piazza
Mondragone una stazione, ma i carabinieri in strada non si vedono perchè forse
impegnati in lavori di ufficio e di istituto che impediscono il pattugliamento
della zona. La presenza dell'Arma sarebbe un monito per la spavalderia di
quanti pensano che il territorio sia divenuto il loro reame e un antidoto
all'autorità illegale che fa proseliti giorno per giorno. "Aiutate mia
madre ma lo chiedo invano" Maria Amato - NAPOLI Ho 37 anni, sono sposata e
ho un bimbo di 21 mesi. Vivo con mia madre di 77 anni, affetta da sclerosi
laterale amiotrofica, da 4 anni ha avuto la perdita progressiva e irreversibile
della normale capacità di deglutizione, della parola e dei muscoli respiratori.
Ma la Sla non altera le funzioni cognitive e sensoriali del paziente: uccide. È
a pezzi, ma con crudeltà, lasciando lucidi. Con l'aiuto del mio medico generico
sono riuscita a entrare nel progetto Adoti (assistenza domiciliare ospedaliera
territoriale integrata) che le ha concesso di vivere la malattia a casa, dopo
aver speso di tasca 3.500 euro per l'impianto elettrico ospedaliero perchè
l'assessore della Sanità Montemarano disse che questo non poteva essere un bene
da restituire il giorno in cui dovesse finire mia madre. Da qui inizia il
nostro calvario, mamma ha bisogno di assistenza continua simile a quella di un
reparto di rianimazione. Sono riuscita ad avere dall'Adoti solo due ingressi
settimanali di infermieri, e dall'Adi 5 ore settimanali di operatore
socio-sanitario perchè il Comune di Napoli non paga. Ma ciò non basta: non
riesco a gestire tutto da sola anche perchè mia madre, essendo attaccata a un
respiratore va controllata 24 ore su 24. Di sabato, domenica e tutti i giorni
festivi non ho neppure questa assistenza, mi tocca assistere mia madre da sola
non potendo nemmeno uscire di casa. Sto di continuo e disperatamente a chiedere
aiuto alle Asl, alle assistenti, al Comune, ma sembra che nessuno conti niente
e possa fare niente. Ma è possibile che davvero non si possa far nulla in casi
come questo e simili? Possibile che una Sanità che ha sperperato miliardi di
euro non trovi qualche spicciolo per aiutare un'anziana gravemente malata? Sì,
è possibile se è vera la citata dichiarazione dell'assessore Montemerano: la
signora non può avere quella macchina perché essa non potrebbe essere resa al
momento della sua morte. Famiglia Cristiana non licenzia Mauro Broggi -
Direttore comunicazione Periodici San Paolo A seguito dell'articolo di Alceste
Santini "Meno copie, è crisi. Famiglia Cristiana abbandona Roma",
comparso su "Il Mattino" del 10 maggio, desidero precisare che, nei
piani di ristrutturazione delle attività dei Periodici San Paolo, non è
previsto alcun licenziamento, diversamente da quanto risulta nell'articolo.
Sono previsti invece, in vista di un rilancio delle testate "Famiglia
Cristiana" e "Jesus" sia nell'edizione cartacea sia in quella
on-line, trasferimenti verso la sede centrale di Milano per i quali è stata
avviata una trattativa con le parti sindacali. Risponde Alceste Santini:
prendiamo atto che, a seguito del nostro intervento sulla
"ristrutturazione delle attività dei Periodici San Paolo", la
direzione ci comunica che "non è previsto alcun licenziamento". Si
conferma, però, che ci saranno, come da noi annunciato, "trasferimenti
verso la sede centrale di Milano per i quali è stata avviata una trattativa con
le parti sindacali". Resta, inoltre, il fatto che la redazione di Roma,
centro del mondo politico e dell'attività della Chiesa cattolica, verrà chiusa,
e non è poco. La minigonna non tramonta mai Gino Cappa - NAPOLI Un capo di
abbigliamento dopo una o due stagioni passa di moda. Resiste invece la
minigonna, che si addice per la verità solo alle donne giovani. Fu lanciata nel
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Cinquecento
studenti alla lezione magistrale di Superpippo ANTONIO DE PASCALE
"Considero la tv di oggi di bassa qualità, ma anche i giornali non
attraversano un gran momento". Esordisce così, il re nazional-popolare
della tv italiana, cioè Pippo Baudo che, ieri pomeriggio, ha incontrato
all'Università di Salerno cinquecento studenti della Scuola di giornalismo e di
varie facoltà, durante il convegno "Televisione e giornali: io li vedo
così". Baudo parla prima di tv. "La qualità - dice - è in ribasso. La
nostra tv è stata tra le più grandi. Nessuno dimentica i contadini di fronte
alle prime tv che seguivano le lezioni di Manzi, che insegnava loro a firmare.
La tv degli inizi, unificò l'Italia diffondendo la stessa lingua. Poi, si è
aperto il mercato straniero, ma le tv straniere, sono brutte. Dopo l'esordio,
non ha migliorato il tasso culturale del Paese, ci siamo abbassati alle
"schifezze" estere. Ora, c'è una tv che gli intellettuali rifiutano,
che gli adulti sono costretti a vedere, rimpiangendo quella di una volta".
Oggi la tv si è evoluta tecnologicamente, "ma - aggiunge Baudo - non è
cresciuta la qualità dell'offerta. Il male delle tv viene da lontano, anche con
l'affermazione di quelle commerciali che, per conquistare il popolo, abbassano
la qualità e la Rai si è adeguata. Le commerciali lavorano su concessione
governativa: lo Stato potrebbe chiedere loro di dare spazio alla cultura,
affiancandole nel ruolo alla Rai". Sui reality-tv: "Sarebbero grandi
- ammette Baudo - se non si recitasse". Il conduttore ha ammesso di
"aver ricevuto molte raccomandazioni da tutto l'arco costituzionale, ma, io ho scoperto alcuni big, come Beppe Grillo e
Lorella Cuccarini". Il presentatore considera i tg "logori e rituali,
si fissano sulle notizie, come su Cogne. Solo il Tg4, è originale". Poi,
parla della carta stampata: "Non è un grande periodo. I contributi statali
fanno stampare e vivere i giornali, ma si legge poco. Le prime pagine si
fanno dopo i tg delle 20, così i giornali sono già vecchi, dovrebbero avere più
commenti. I giornali on-line hanno un altro linguaggio, con più spazio. Anche
le radio locali sono in ripresa". Baudo ringrazia Biagio Agnes, direttore
della Scuola di giornalismo, con cui ha lavorato in Rai: "Se sono qualcuno
- confida - lo devo anche a lui. Oggi molti lo rimpiangono in Rai".
"Baudo è lo show-man - replica Agnes - che non stanca mai. A metà anni '80
andò via dalla Rai, ma poi tornò per amore dell'azienda: fu l'unica nuvola nel
nostro rapporto". Su Sanremo: "L'edizione 2008 - tronca Baudo - è
stata la migliore da me condotta". Poi, saluta al cellulare la mamma dello
studente Mario Fraiese D'Amato di Nocera Inferiore, iscritto ad economia
aziendale. Baudo è stato accolto dal giornalista Pino Blasi e dai docenti
Lamberti, Rizzo, D'Agostino, Panico, Miraglia e dal cantante Bruno Venturini.
Pippo Baudo con Biagio Agnes all'Università.
( da "Articolo21.com" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
ARTICOLO
21 NEL COMITATO PER LA PROMOZIONE E PROTEZIONE DEI DIRITTI UMANI La libertà
d'espressione è un diritto da difendere di Tana De Zulueta Poco prima della
giornata mondiale per la libertà di stampa, celebrata il 3 maggio, Articolo 21
è entrato a fare parte del Comitato per la promozione e la protezione dei
diritti umani, il primo coordinamento italiano in tema dei diritti umani. Il
Comitato, che raccoglie 75 organizzazioni non governative italiane, partecipa
regolarmente alle osservazioni delle Nazioni Unite sull'attuazione dei patti e
delle convenzioni internazionali che l'Italia ha sottoscritto. Un passo giusto
al momento giusto, visto che quest'anno ricorre il 60° anniversario della
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che all'articolo 19 tutela la
libertà di espressione come diritto fondamentale. Articolo 21 potrebbe, di buon
diritto, partecipare a queste celebrazioni nella chiave in cui lo propone
l'UNESCO, ricordando che la libertà di espressione e l'accesso ad un
informazione libera, pluralista, indipendente e di qualità consente ai
cittadini di partecipare al dibattito pubblico e di chiamare i propri
governanti a rendere conto del proprio operato. I media, come ricorda l'UNESCO,
possono, anzi dovrebbero svolgere il ruolo di "cane da guardia" della
democrazia, fornendo un informazione completa e anche critica sulle attività
dei governi e del settore privato. Ci riescono? Chi più, chi meno. Questa
nostra Associazione è nata per denunciare e, se possibile, correggere le gravi
e ricorrenti distorsioni e anche violazioni dell'Articolo 21 della
Costituzione. Di fronte alla percezione di una vera e propria emergenza era
nato negli anni scorsi un Comitato per la libertà d'informazione. E visto che
ci ri-siamo, il Comitato è ri-nato con un'assemblea il 22 febbraio e un appello
(tuttora consultabile sul sito). Nel resto d'Europa quest'appello sarebbe
apparso scontato, visto che non chiede altro che l'attuazione delle sentenze
della Corte europea e i principi sulla separazione dei poteri tutelati dal
diritto internazionale. Dobbiamo però prendere atto che in Italia, dopo la
terza vittoria del nostro "TV tycoon" Silvio Berlusconi, chiedere una
vera norma antitrust nel settore dei media, per non parlare di una legge
efficace sul conflitto di interesse, è un discorso bandito dal dibattito
pubblico televisivo. L'appello chiedeva anche una riforma che, almeno a parole,
potrebbe trovare tutti d'accordo: quella di una riforma della Rai che allontani
qualsiasi governo e qualsiasi partito dalla gestione dell'azienda, così come
avevano chiesto migliaia di cittadini, autori, giornalisti e artisti
sottoscrittori della proposta di legge di iniziativa popolare promossa dal
comitato "Per un'alraTV" che ho coordinato. Pare che oggi anche Claudio
Petruccioli, presidente uscente della Rai, riconosce che la politica è la prima
fonte dei guai dell'azienda. Meglio tardi che mai, anche se sembra avere
difficoltà ad agire di conseguenza, vedi la vicenda Saccà o l'inattesa
strigliata contro 'Anno Zero' reo di diffondere Beppe Grillo, guarda caso sempre sull'informazione. Si può essere d'accordo o
meno con Grillo, ma un
evento come quello da lui organizzato a cui hanno partecipato migliaia di
persone è pur sempre una notizia. Oscurare un evento simile e il fatto che si
discute, anche con violenza, di informazione, mi pare una scelta che puzza di --
si può dire? -- regime. In questi giorni si discute della composizione della
Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, la stessa che secondo la legge Gasparri
(vigente) dovrebbe nominare i componenti del futuro CD Rai. L'appello per la
libertà d'informazione ne chiede l'abrogazione, così come la nostra proposta di
legge, partendo dalla semplice constatazione che in democrazia è l'informazione
che controlla la politica e non viceversa. Come si vede la questione
dell'informazione incrocia ripetutamente quella dei diritti. Sostenere la piena
realizzazione dell'Articolo 21 della nostra Costituzione vuole dire sostenere
la piena attuazione della Carta fondante dell'ONU. Una buona informazione
denuncia le violazioni dei diritti, ovunque avvengano, e allo stesso tempo
informa i cittadini sui loro diritti e su quelli degli altri. Entrando a fare
parte del Comitato per i diritti umani Articolo 21 farà parte della grande
coalizione civile che preme per l'istituzione di una Commissione italiana per
la promozione e la tutela dei diritti umani. L'Italia è l'unico paese membro
dell'Unione europea tuttora privo di un istituzione indipendente per la
promozione e la protezione dei diritti umani. Se questo è l'anno dei diritti
umani è l'occasione buona per rimediare. 13/05/2008 - Letto 34 volte.
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
I
"grillini" a sostegno di Masciari, imprenditore antiracket Un corteo
silenzioso con il fratello di Borsellino Domani alle 19.30 da piazza Matteotti
partirà un corteo silenzioso per le vie del centro fino alla Prefettura. Ad
organizzare la manifestazione gli amici di Beppe Grillo di Gorizia, Monfalcone, Pordenone, Trieste ed Udine, che hanno
voluto dar vita ad una serata sul tema della criminalità organizzata. La serata
sarà una marcia silenziosa a sostegno dell'imprenditore Pino Masciari.Il corteo
silenzioso passerà di fronte alla Prefettura di Udine e ritornerà in Piazza
Matteotti dove ci saranno gli interventi di Salvatore Borsellino,
fratello del giudice Paolo, in video conferenza, Benny Calasanzio Borsellino,
nipote degli imprenditori di Lucca Sicula vittime di mafia e in videoconferenza
Pino Masciari, l'imprenditore che non si è piegato al racket e ha denunciato e
fatto arrestare decine di componenti della 'ndrangheta calabrese. Il 31 marzo
scorso, dopo undici anni, ha lasciato la località protetta senza scorta per
recarsi in Calabria come forma estrema di protesta per la condizione di
abbandono nella quale i testimoni di giustizia sono costretti a vivere. Da
allora sono sorte in tutta Italia decine di iniziative di supporto allo scopo
di informare e sensibilizzare i cittadini e le istituzioni.I grillini spiegano
così le motivazioni che li hanno spinti ad organizzare questo evento:
"L'essenziale ruolo dello Stato è difendere con ogni mezzo coloro che sono
stati determinanti nella lotta contro la mafia, oltre che prevedere dei
programmi di protezioni deve permettere il reinserimento delle famiglie nella
normale vita quotidiana, solo in questa maniera, con la forza della sicurezza, il
numero delle persone oneste che sono in prima linea aumenterebbe. In questo
contesto, tutte le associazioni regionali che si rispecchiano nelle ideologie
del comico Beppe Grillo,
hanno organizzato questo evento".
( da "Gazzettino, Il" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
ROMA -
Il caso Marco Travaglio-"Che tempo che fa" finirà in tribunale: il presidente
del Senato, Renato Schifani, bersaglio delle acuse del giornalista nella
puntata di sabato scorso, ha infatti deciso di rivolgersi alle vie legali
contro le "affermazioni calunniose" nei riguardi della sua persona.
La vicenda finirà domani anche sul tavolo del cda Rai e del Consiglio
dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, che potrebbe chiedere
approfondimenti o decidere sanzioni a carico dell'azienda. Con il vertice Rai
in scadenza a fine mese la polemica è tutta politica. Il Pdl accusa il trio Di
Pietro-Giulietti-Travaglio di cercare la "rissa" tra maggioranza e
opposizione, dice il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto, facendo fallire
le prove di dialogo ribadite da una telefonata Berlusconi-Veltroni. Il Pd
intravede, invece, da parte della maggioranza il tentativo di lanciare
l'offensiva su Viale Mazzini: il leader Walter Veltroni assicura che la Rai
sarà "uno dei grandi temi delle regole del gioco", ma chiede di
cambiare i criteri di nomina del cda, perché applicare la legge Gasparri
sarebbe "una scelta non all'altezza dei problemi dell'azienda". Anche
Federazione della Stampa e Usigrai insistono per una legge bipartisan "di
pochi articoli" che modifichi i meccanismi di nomina del vertice e dicono
no a scorciatoie per "invocare un rapido ricambio". Intanto
l'appoggio di Antonio Di Pietro a Travaglio (unica voce fuori dal coro, se si
esclude Rifondazione) potrebbe far fallire l'ipotesi di una presidenza Idv per
la commissione di Vigilanza (che in base alla Gasparri nomina sette consiglieri
Rai su nove e dà il gradimento a maggioranza di due terzi sul presidente):
niente presidenza, dice Cicchitto, "a chi incarna la punta di diamante
degli sconvolgimenti della Rai". Travaglio tiene il punto ("Aspetto
solo che qualcuno mi smentisca") e "paradossalmente" si augura
che la querela di Schifani - ricevuto nel pomeriggio al Quirinale dal
Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano - serva a fare chiarezza:
"A differenza dei politici, i giudici stanno ai fatti, e in tribunale le
chiacchiere stanno a zero". Fatti che, ripete il giornalista, sono stati
già raccontati nel suo libro "Se li conosci li eviti", scritto a
quattro mani con Peter Gomez e Lirio Abbate. Domani sarà una giornata clou. In cda ci potrebbe essere una relazione del direttore generale,
Claudio Cappon, che ha duramente stigmatizzato il comportamento di Travaglio.
L'Agcom, poi, potrebbe decidere di intervenire su "Che tempo che fa",
ma anche sulla puntata di "Annozero" del primo maggio, con il
servizio sul V2-Day di Beppe Grillo,
sulla quale ha già aperto un'istruttoria.
( da "Padania, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Libera circolazione
non vuol dire libertà di delinquere. E quanto sostiene la Lega Nord quando
chiede di rinegoziare Schengen grazie al quale i cittadini possono recarsi con
la carta d identità in uno qualsiasi dei 28 paesi che hanno sottoscritto l
accordo. roberto fiorentini Altro che editto bulgaro di berlusconiana memoria:
l'attacco di ieri di Claudio Petruccioli a Michele Santoro e alla sua puntata
di Anno Zero, ha tanto il... ... sapore di un defenestramento in piena regola.
Del resto Michelone e la sua band l'hanno combinata veramente grossa. In poco meno di due ore, utilizzando il VF day 2 di Beppe Grillo, hanno insultato tutti gli insultabili. A partire proprio da chi
occupa la sedia del Quirinale, ovvero il presidente della Repubblica che, tra
la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, deve aver fatto sentire la sua
voce a viale Mazzini. Ma nella puntata di giovedì alla gogna è finito
anche il buon oncologo Umberto Veronesi, tutti i direttori dei telegiornali del
servizio televisivo pubblico e privato, nonché la stessa Rai. E per finire, per
rincarare la dose, Michelone se l'è presa pure con i tassisti di Roma: resi di
non lavorare perché festeggiano ancora, con tanto di bandiere, la vittoria di
Gianni Alemanno al Campidoglio. Inutile parlare poi di quanto ha detto il
collega Marco Travaglio che, oramai, è incommentabile. A fronte di tutto
questo, a metà di ieri pomeriggio, sono arrivate le bordate-editti. Petruccioli
ha dettato un agenzia durissima: Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico
radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti
inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della
Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il
professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono
al servizio pubblico da questi episodi sono incalcolabili; per la mia funzione
e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell'ambito delle mie
responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere
possa ripetersi. A nessuno, quindi neppure a Santoro, è consentito confondere
la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto -
di fatto - della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e
indecente. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice
personalmente, ma per tutto quel che, nel programma stesso, avviene; non ci
sono zone franche. Anche Santoro, come tutti coloro che in Rai lavorano, ha il
dovere non eludibile di tutelare la dignità e il prestigio del servizio
pubblico . In giornata anche lo stesso Vittorio Sgarbi, presente in studio,
aveva attaccato frontalmente sia Grillo che Michelone.
"L'autorità garante - aveva detto Sgarbi -dovrebbe prendere provvedimenti
e sanzionare Santoro perché ha concesso a Grillo di
insultare tramite tv di Stato il presidente Giorgio Napolitano, un senatore del
Pd (Veronesi), Marcello Dell'Utri, Totò Cuffaro, direttori di rete come Mauro
Mazza e Clemente Mimun e via dicendo. Tutto questo è inaccettabile". E
anche i malati di tumore e i medici oncologi hanno demolito Grillo
e il suo compare Santoro. "Attacchi ingiustificati e privi di fondamento a
fini politici e populisti". Si chiude la stalla quando i buoi sono
scappati. [Data pubblicazione: 03/05/2008].
( da "Padania, La" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
ALESSANDRO
MONTANARI È con commozione profonda e sincera che Giorgio Napolitano ieri ha
celebrato la giornata in memoria di tutte le vittime del terrorismo, troppe
delle quali ancora non hanno avuto giustizia. Nell impossibilità di dare loro
la verità che sentenze e processi non hanno saputo dargli, il presidente della
Repubblica è riuscito almeno a ri-consacrare il dolore, troppo spesso
oltraggiato, dei loro orfani e delle loro vedove. Con toni composti ma severi,
Napolitano ha intimato agli ex terroristi "che hanno avuto benefici carcerari"
di "non cercare tribune per giustificare i loro atti di violenza"
perché "non dovrebbero esserci tribune per simili figuri".
Riferendosi a un intervista rilasciata dal brigatista che uccise il giornalista
de La Stampa Carlo Casalegno ha poi precisato che il "rammarico" non
basta: occorre il "rispetto della memoria". "Chi ha regolato i
propri conti con la giustizia - ha spiegato - ha il diritto di reinserirsi
nella società, ma con discrezione e misura. Mai dimenticando le proprie responsabilità
morali anche se non più penali. Queste sono le ragioni per cui si doveva e si
deve dar voce non a chi ha scatenato la violenza terroristica, ma a chi l ha
subita e a chi ne ha avuto la vita spezzata". Troppe volte, infatti,
questo Paese ha rimesso in cattedra i cattivi maestri , conferendo loro un
irragionevole status di storiografi del passato e oracoli del presente. È così
che le lacrime prodotte da tutti quei lutti si sono sovente smaterializzate in
autoassolutori labirinti di parole. Tornato in Italia dall esilio francese,
Oreste Scalzone, condannato a 16 anni di carcere nel processo ai capi di Prima
Linea, fu accolto come un divo. Comparve a Le Iene, rilasciò interviste,
scrisse editoriali, tenne conferenze e provò pure a mettersi alla testa dei
movimenti no base di Vicenza. Ma l attrazione fatale sulle masse, per fortuna,
non scattò. Il quarto d ora di popolarità nuovamente concesso a Scalzone è
tuttavia solo l ennesima conferma di una tendenza molto radicata nel panorama
cultural-editoriale italiano. In tv recentemente abbiamo assistito a uno
straniante intervento di Pierluigi Concutelli. Intervistato in una trasmissione
di La7, il terrorista nero condannato per tre omicidi ha confusamente
ripercorso le proprie gesta, giustificandole più che rinnegandole. Inevitabile
chiedersi quale fosse l utilità sociale del fornirgli quella tribuna. E provare
un forte senso di disagio. Ma il fastidio dello spettatore comune è nulla in
confronto al rinnovarsi del dolore dei parenti delle vittime. Lo scorso anno
Maurizio Puddu, ex consigliere provinciale Dc gambizzato dalle Br e poi
presidente dell Associazione vittime del terrorismo, s indignò per uno speciale
di Italia Uno sulla strage di via Fani in cui Claudio Martelli analizzava
quella stagione con Alberto Franceschini. Fondatore delle Br con Renato Curcio,
Mara Cagol e Mario Moretti, Franceschini, uscito dal carcere dopo aver
rinnegato la violenza, ricordò l inebriante sensazione di forza provata quando,
nel carcere di Torino, lo raggiunse la notizia del rapimento. Ne venne fuori,
certo contro le intenzioni degli autori, una sorta di apologo in cui
Franceschini pareva un inoffensivo cattedratico più che un ex terrorista. Pochi
giorni dopo, a Napoli, Renato Curcio partecipò con la sua casa editrice
Sensibili alle foglie a una manifestazione pubblica . Cosa per lui normale,
visto che gira l Italia in lungo e in largo tenendo lectio magistralis sui
problemi sociali di volta in volta affrontati nei suoi libri. Alcune università
lo hanno anche invitato a tenere conferenze in ateneo. Anche Toni Negri, tra i
fondatori di Potere Operaio poi tra i leader di Autonomia Operaia e teorico del
Sim (Stato Imperialista delle Multinazionali), condannato per associazione
sovversiva e riparato in Francia, viene ciclicamente riproposto come opinionista.
Basti pensare che ora è pure diventato il protagonista di un fumetto che spiega
ai giovani cosa fu il 68. Talvolta, è vero, tutto passa inosservato, talaltra
no. Come accadde per la famosa ospitata a Chetempochefa di Adriano Sofri,
saltata proprio in seguito alle polemiche scatenatesi intorno all annuncio
della sua partecipazione. Il caso di Sofri è singolare. Condannato per l
omicidio Calabresi e sempre dichiaratosi innocente, è forse l unico che sta
scontando fino in fondo la pena comminatagli e pare anche il solo ad aver
rimeditato profondamente gli anni di piombo. È editorialista acuto ed
apprezzato, ma in tv no, non può parlare, mentre agli irriducibili, ai cinici e
ai professionisti del giustificazionismo è consentito esibirvisi con
nonchalance salottiera. È grazie a costoro, che Napolitano oggi definisce
figuri , che spesso storie tragiche e insensate hanno potuto trasformarsi in
racconti romantici, assai adatti al piccolo e adattabili al grande schermo.
Basti pensare al racconto della prigionia di Aldo Moro fornito nell acclamato
Buongiorno Notte di Marco Bellocchio o al giudizio espresso e subito ritirato
dall attrice francese Fanny Ardant su Renato Curcio. "Ho sempre
considerato il fenomeno Brigate Rosse molto coinvolgente e passionale - disse
al settimanale A - Per me Curcio è un eroe". Questo è quello che può
accadere quando la memoria è affidata ai carnefici piuttosto che alle vittime.
"Intorno a noi - commentava il compianto Puddu - vedo fastidio.
Comprensione, invece, per gli ex terroristi". Il caso Santoro tiene ancora
banco dopo l ultima puntata della sua trasmissione Annozero con la lite
Sgarbi-Travaglio e le accuse di Grillo a Napolitano e
Berlusconi e gli affondi contro Veronesi. Chi non si dice stupita tantomeno
"scandalizzata" è il consigliere di amministrazione della Rai in
quota Lega Giovanna Bianchi Clerici: "Francamente - spiega il membro del
cda - questa puntata mi è sembrata in linea con quanto già accaduto altre
volte. Anzi, a mio avviso la situazione era molto più critica e preoccupante
sulla puntata che dedicò a pedofilia e Vaticano". Secondo Bianchi Clerici
"è noto come Santoro è stato reintegrato in azienda con una sentenza di un
tribunale che ha stabilito anche su quale rete e in quale orario debba andare
in onda. Dopodichè il tipo di giornalismo che fa Santoro è ormai noto a tutti.
Per cui, io non mi sorprendo più di tanto". Chi non è d accordo con la
dura presa di posizione del presidente Rai Claudio Petruccioli che nelle ore
successive alla trasmissione aveva condannato la puntata condotta da Santoro, è
Antonio Di Pietro: "La decisione di Petruccioli, di richiamare Santoro per
la sua trasmissione dedicata alla raccolta di firme per i
tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". Secondo il leader dell Italia
dei Valori "questa si chiama censura: in un Paese libero l ascoltatore
-sottolinea Di Pietro - ha il diritto di sapere che due milioni di persone sono
scese in piazza per firmare tre referendum e che sono state raccolte 1.500.000
di firme in un solo giorno, tra cui la mia, un evento mai successo nella storia
della Repubblica. Una manifestazione di tale importanza non si può
cancellare". E se per il deputato centrista Luca Volontè la Rai "deve
prendere provvedimenti esemplari e valutare se i costi degli stipendi di
Santoro e Co. sono opportuni rispetto al disservizio pubblico che
fornisce" per Italo Bocchino, parlamentare del PdL, è evidente come
"l uscita dalle istituzioni della sinistra massimalista spinge Santoro a
sostituirsi ad essa e magari a creare una saldatura con l anticasta".
"Tutto si può fare - dice Bocchino - ma non i soldi pubblici". E ieri
anche Luca Romagnoli, segretario del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, ha
voluto commentare commenta la trasmissione di Michele Santoro definendola una
vera e propria "gogna mediatica e qualunquista, indegna del servizio
pubblico" e salvando solo le vignette di Vauro ("Sono
ironiche"). E pensare - ci ricorda Romagnosi - "che paghiamo anche il
canone per vedere questi insulti dallo schermo". "Il giornalismo
fazioso di Santoro - spiega ancora Romagnoli - si conferma essere un megafono
prestato a chi cerca di imbonire la piazza per attaccare tutti. Ognuno può dire
e fare quello che vuole, ma non lo faccia con i soldi pubblici. Santoro metta
su una sua bella tv tutta e dichiaratamente di sinistra, poi saranno i
telespetattori a determinare l audience con il potere del telecomando".
"Forse così la finiremo - conclude Romagnoli - di sorbirci predicozzi da
bar dello sport e analisi da massaie, con tutto il rispetto per le
casalinghe". Igor Iezzi Una "strumentalizzazione indegna e vergognosa
nei confronti della città, della famiglia del giovane e della vittima".
Flavio Tosi, che ieri ha incontrato i genitori del ragazzo deceduto in serata,
è finito nel mirino. La sinistra, estrema o del Partito Democratico non fa
grande differenza, sta cercando di far ricadere le colpe dell aggressione al
giovane Nicola Tommasoli sul sindaco di Verona e sull intera città. L Unità,
giornale del Pd ha titolato Quella violenza skinheads che la Lega non ha mai
isolato . Ma neanche una parola viene sprecata sulla mancanza di certezza della
pena e su un sistema giudiziario che da due anni seguiva i colpevoli dell
aggressione senza mai fermarli. Sindaco Tosi, ha letto l Unità? "Certo,
queste sono bestialità. La dinamica dei fatti ha dimostrato che la politica non
c entra, la colpa è della stupidita e della mancanza di valori. Stiamo
assistendo ad una strumentalizzazione indegna e vergognosa da parte della
sinistra". Alcuni la accusano di minimizzare? "Macché, ho chiesto da
subito che i colpevoli siano accusati duramente e condannati pesantemente. Mi
auguro che non vengano tirate fuori le solite attenuanti, anche perchè in
questo caso alcuni aggressori facevano parte della Verona bene. Continuando a
gettarla in politica si creano degli alibi che qui non ci sono. La condanna sia
dura e resti come un monito". I colpevoli erano facce conosciute, come è
stato possibile arrivare a questo? "Quello che manca è la certezza della
pena. Non voglio accusare un singolo magistrato ma un sistema inefficiente ed
elefantiaco che non ha preso provvedimenti contro questo gruppo di disgraziati
che da due anni andava avanti a compiere questi gesti. L autorità giudiziaria
li seguiva ma nessuno ha agito per fermarli". Eppure alcuni quotidiani
stanno facendo passare l immagine che lei è razzista e la città fascista
"Una strumentalizzazione vergognosa anche nei confronti della città, della
vittima e della sua famiglia. La città non c entra nulla, gettare fango sui
cittadini è indegno. Alle politiche Verona ha votato in larga maggioranza pe il
centrodestra. Dipingere i nostri cittadini con questi stereotipi è offensivo.
Verona è una città cattolica, moderata. Non è un caso se il Cnel ha detto che
Verona è in testa nelle classifiche sull integrazione degli immigrati". Si
punta il dito sulla nomina di un missino, poi dimessosi, nell Istituto sulla
Storia della Resistenza "Anche Papalia dice che la politica non c entra
nulla. Ripeto, non creiamo alibi per chi ha commesso una colpa
gravissima". Lei è il simbolo del buon governo leghista. Non è che si vuol
far passare l idea che i sindaci padani non riescono a tutelare la sicurezza?
"Sicuramente sotto certe critiche infamanti c è anche questo. Quello che è
successo non è un fatto di criminalità comune , è difficile da prevenire.
Certo, se il sistema giudiziario fosse più efficiente forse sarebbero stati
fermati prima". E vero che lei ha aderito alla manifestazione di
solidarietà organizzata ieri dalla sinistra? "Io ero pronto a partecipare
ma il rappresentante del Pdci in consiglio comunale mi ha detto di non venire.
Ecco la strumentalizzazione politica. Il consiglio comunale ha votato un
documento di condanna al gesto e ha organizzato per giovedì una veglia
silenziosa. Sa chi sono gli unici che si sono opposti? I comunisti
italiani". [Data pubblicazione: 10/05/2008].
( da "AprileOnline.info" del 13-05-2008)
Argomenti: Grillo
Jacopo
Matano, 13 maggio 2008, 19:54 Informazione La bufera sulle dichiarazioni di
Travaglio si sposta sul piano editoriale. Europa, voce della (fu) Margherita,
attacca frontalmente il giornalista, Furio Colombo, e quelle frange "che
già sognano girotondi elettronici e atti di martirio". E l'Unità risponde:
"silenzio dell'opposizione". Ma dal gioco delle parti non è esclusa
La Repubblica: per D'Avanzo Travaglio "bluffa" L'informazione contro
l'informazione. Il dibattito sul caso Travaglio non è stato elaborato, né
ancora è stato interiorizzato: a tre giorni di distanza dall'intervento del
giornalista a Che Tempo Che Fa, le sue parole su Schifani restano una ferita
aperta in grado di creare scompiglio nel Pd come fuori. E sui giornali il
confronto diventa un acceso conflitto di posizioni, dall'Unità a Repubblica.
EUROPA VS UNITA' - Passando per Europa. E' l'ex giornale della Margherita,
infatti, a lanciare, attraverso il titolo del commento di spalla del suo
direttore Stefano Menichini, una precisa e minacciosa proposta programmatica:
"Sconfiggere Travaglio e Colombo". "Nel caso che qualcuno, che
allora tanto si divertì - scrive Europa- pensasse di fare il bis del 2001-2002,
è bene che il Partito Democratico abbia ben chiari i termini della questione
che si è aperta in questi giorni con Marco Travaglio, con Furio Colombo, con
l'Italia dei Valori, con Beppe Grillo, con
quelle frange della sinistra televisiva che già sognano (in alternativa o in sequenza)
girotondi elettronici e atti di martirio". Quello della voce margheritina
è un attacco diretto alla "fazione intellettuale e giornalistica",
che pretende di "condizionare ed orientare l'agenda dell'opposizione ai
governi della destra, ricattando apertamente il Pd". Ma la
cannonata di Menichini è diretta anche ai fratelli coltelli dell'Unità, che
hanno speso più di una parola in difesa del collega. A partire dalla voce
eminente del suo ex direttore Furio Colombo, che oggi, a titolo "il Silenzio
dell'opposizione", commenta la vicenda riconoscendo i toni eccessivi di
Travaglio ma paragonando la libertà di critica nei confronti della seconda
carica dello Stato a quella già in atto in molti Paesi come gli Stati Uniti.
"E l'opposizione?", si chiede Colombo. "Silenzio gelido, come se
Travaglio fosse un rumeno caduto in mano a una ronda, mentre tentava un furto
con destrezza", scrive laconico. Continua: "fosse tutto silenzio,
certo, ci sarebbe da chiedersi da dove nasce tanta indifferenza per una
questione di libertà. Perché questa è una questione di libertà di informazione
nella sua versione più netta ed esemplare. Purtroppo non è tutto silenzio. Due
personaggi autorevoli e meritevoli di piena stima nella storia Ds e nel nuovo
Pd sorprendono con dichiarazioni incomprensibili". Trattasi di Luciano
Violante, che "forse senza sapere di riferirsi a ciò che ha detto e
scritto un giornalista costretto a vivere blindato per minacce di mafia liquida
le citazioni di Travaglio come 'pettegole zzo'". E la senatrice Anna
Finocchiaro, "la stessa che si era battuta con bravura e coraggio nei
giorni e nelle notti in cui bisognava salvare dal linciaggio morale i senatori
a vita colpevoli di sostenere Prodi", e che -continua Colombo-
"adesso condanna senza un'occhiata al testo di Travaglio", e
"mostra di approvare la gogna imposta a Fazio e l'agitato servilismo della
Rai". REPUBBLICA VS TRAVAGLIO - Se però il conflitto aperto tra le due
anime editoriali del Pd viene alla luce in modo manifesto, quello che passa in
silenzio è lo scontro di posizioni tra il quotidiano la Repubblica e lo stesso
Travaglio, che del giornale diretto da Ezio Mauro (così come del quotidiano
fondato da Gramsci) è collaboratore. Il commento autorevole di una delle più
grandi firme del giornalismo di inchiesta, Giuseppe D'Avanzo, la dice tutta
sulla posizione di Via Cristoforo Colombo sul modus operandi dell'autore di 'Se
li conosci li eviti'. "Appare sufficiente quel rapporto lontano nel tempo,
non si sa quanto consapevole -scrive D'Avanzo- per persuadere un ascoltatore
innocente che il presidente del Senato sia in odore di mafia". Il
giornalista di Repubblica pone l'accento su quanto possano essere
"sfuggenti e sdrucciolevoli 'i fatti' quando sono proposti a un lettore
inconsapevole senza contesto, senza approfondimento e un autonomo lavoro di
ricerca. E' un metodo di lavoro che soltanto abusivamente si definisce
'giornalismo d'informazione'". D'Avanzo ricorda che "le lontane
'amicizie pericolose' di Schifani furono raccontate per la prima volta, e
ripetutamente, da Repubblica nel 2002" e che "se dei legami dubbi di
Schifani non si è più parlato non è per ottusità, opportunismo o codardia né,
come dice spensieratamente Travaglio a un sempre sorridente Fabio Fazio, perché
l'agenda delle notizie è dettata dalla politica ai giornali (a tutti i
giornali?). Non se n'è più parlato perché un lavoro di ricerca indipendente non
ha offerto alcun - ulteriore e decisivo - elemento di verità". D'Avanzo
sostiene quindi che Travaglio "dice quel che crede e bluffa sulla completezza
dei 'fatti' che dovrebbero sostenere le sue convinzioni". Una risposta,
quella della firma di Repubblica, che fa da contrappeso alle critiche mosse
dallo stesso Travaglio al quotidiano. Già domenica scorsa, il giorno dopo il
"fattaccio" di Che Tempo Che Fa, in una Sala dei cinquecento gremita
in occasione della Fiera del Libro di Torino, Travaglio aveva pubblicamente
detto di non approvare quel titolo, "Travaglio attacca Schifani", che
-secondo lui- nulla aveva di vero. "Io non ho attaccato nessuno",
aveva commentato il giornalista. "Io ho dato esclusivamente una
notizia".