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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “BEPPE GRILLO” |
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L'avvocato
Donato ora lascia Borea e va con Zoccarato
( da "Stampa,
La" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Beppe Grillo
Meetup» (quasi 250 iscritti) per varare la lista. Che potrebbe essere guidata
dalla coordinatrice locale Paola Arrigoni. E la Destra si prepara a lanciare in
pista Francesco Castagnino, ex assessore provinciale. Quanto a Borea, per ora
mantiene un basso profilo, mentre alcuni dei suoi fiancheggiatori lo vorrebbero
più attivo e presente sulla scena,
È
ancora fuga da Borea verso Zoccarato
( da "Secolo
XIX, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
PER LA LISTA
DI GRILLO Oggi alle 21 è in programma, nei locali dello studio veterinario del
dottor Giuseppe Riello (uno dei promotori) in via Galilei 501, la riunione del
"Beppe Grillo Meetup" di Sanremo che deve decidere la presentazione e
formazione della lista civica per le elezioni sanremesi di giugno, sull'onda
dell'iniziativa lanciata a livello nazionale dallo stesso Grillo.
Perché
Bossi offre la sponda alle proposte del leader Pd
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Beppe Grillo
e i massimalisti sono pronti ad impossessarsi di quel terzo di elettorato del
Pd che- secondo i sondaggi- sarebbe già «in fuga» dal partito di Franceschini,
perciò il leader democratico- conscio di non poter «sfondare al centro»- ha
capito che deve e forse può recuperare a sinistra, per riportare- come
ricordava Stefano Folli sul Sole-
GRANDE
appuntamento con la lettura domani a Massa. Palazzo Bourdillon ospiterà alla
ore 18 il p... ( da "Nazione, La (La Spezia)"
del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
con
prefazione di Beppe Grillo, parla di un paese che affonda sotto i colpi di una
classe dirigente sempre più prodiga di cattivi esempi, in un deserto di valori.
Un ceto politico affannosamente complementare nella finzione tra destra e
sinistra. Un viaggio della mente e del cuore per denunciare una società in
pezzi, e cogliere i segnali di «
a
crepapelle ( da "Repubblica, La"
del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Pagina III -
Bologna A CREPAPELLE «Veltroni è il nulla, Franceschini l´antimateria. Solo noi
� dice Beppe Grillo che ieri era a Bologna - abbiamo idee vincenti per il
futuro». Quali? «In caso di ballottaggio, astensione». E´ a questo punto che si
deve ridere?
Franceschini
cattocomunista Il premier insulta, il leader Pd replica: Lui clerico-fascista
( da "Unita,
L'" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Da Di Pietro,
a Beppe Grillo, che lo definisce «oltre il nulla, l'antimateria». Ormai è
scontro frontale tra Franceschini e il premier. «Io cattocomunista? Se queste
sono le categorie lui tecnicamente è un clerico-fascista». Il leader Pd suona
la sveglia all'opposizione: «Cose inenarrabili se vince Berlusconi».
Perché
Bossi offre la sponda alle proposte di Franceschini
( da "Arena,
L'" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Beppe Grillo
e i massimalisti sono pronti ad impossessarsi di quel terzo di elettorato del
Pd che- secondo i sondaggi- sarebbe già «in fuga» dal partito di Franceschini,
perciò il leader democratico- conscio di non poter «sfondare al centro»- ha
capito che deve e forse può recuperare a sinistra, per riportare- come
ricordava Stefano Folli sul Sole-
La
lista dei Grillini: <Basta coi politicanti>
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Presentato
ieri alle Scuderie da Beppe Grillo («ma non sono il candidato di Grillo, ma
grazie a Grillo», precisa Fàvia) vuole «esserci, con l'ingenuità di chi non ha
mai fatto politica». Sa che sarà tutta in salita. Ma «se non crediamo in questi
partiti, perché votare con il naso tappato?
profezie
( da "Tirreno,
Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Attualità
PROFEZIE PROFEZIE Anche Grillo cadrà in miseria? Dice al "Tirreno"
Beppe Grillo che «dobbiamo prepararci a una miseria a cui non siamo
assolutamente abituati, ma che ci farà molto bene perché toglierà di mezzo
tutti i bisogni inutili. è una grande opportunità». Che Grillo usi la seconda
persona plurale sigifica che la «miseria» riguarderà anche lui?
Fiorello,
Arbore, Lerner: <L'ansia da Auditel colpisce anche noi>
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
ce l'hanno
Pippo Baudo e Benigni, ce l'aveva pure Beppe Grillo: non torna in tv per timore
di non replicare i suoi successi. Dunque per lei Fiorello ha fatto una scelta
giusta... «Certo, ora può fare quello che vuole senza curarsi dei numeri». Però
è troppo facile per i big rifugiarsi nelle nicchie del palinsesto.
il
comune querela an e prima da noi ( da "Centro, Il"
del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
mentre «Prima
da noi» è accusata di aver riportato notizie non vere su presunti incontri
segreti tra il sindaco, D'Alfonso e la sua giunta. Solidarietà a «Prima da noi»
è stata espressa dall'associazione «Pescara in Comune by amici di Beppe Grillo»
e dal consigliere regionale del Prc, Maurizio Acerbo.
Franceschini
per battere Berlusconi s'inventa cavaliere. Dell'Apocalisse Il segretario...
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
a smontare il
segretario del Pd provvede il comico Beppe Grillo, che lette le parole di
Franceschini mentre presentava il suo candidato a sindaco di Bologna ha
sentenziato: «Veltroni è uno che in 24 ore ti scordi anche che faccia aveva.
Era il nulla e non rappresentava nulla. Franceschini è ancora oltre il nulla, è
l'antimateria».
Da
Santoro Renzi e Bassolino: il vecchio contro il bambino. Preferite la novità o
l'usato (quasi) sicuro? ( da "Blogosfere"
del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Credo che dovremmo
fare a meno di quasi tutti i lidear della sinistra, perchè credo che quasi
tutti i lidear si siano seduti al tavolo con i poteri forti. L'hanno capito
anche loro, forse... P.s. Chissà se a Firenze saranno proprio le liste civiche
di Beppe Grillo a far vincere il candidato del centro destra. (l'ex portiere
Giovanni Galli?)
Fiorello,
Arbore, Lerner: "L'ansia da Auditel colpisce anche noi"
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
aveva pure
Beppe Grillo: non torna in tv per timore di non replicare i suoi successi.
Dunque per lei Fiorello ha fatto una scelta giusta... «Certo, ora può fare
quello che vuole senza curarsi dei numeri». Però è troppo facile per i big
rifugiarsi nelle nicchie del palinsesto.
Comprare
meglio e spendere meno ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
iniziativa è
partita in sordina da qualche mese su spinta di alcuni componenti del Meetup di
Beppe Grillo di Castelfranco e ora è pronta per decollare. In tempi di crisi,
ci si industria per far quadrare i bilanci, anche se dietro ai gruppi di
acquisto solidale c'è una filosofia che guarda al rispetto dei prodotti locali
e al biologico prima di tutto.
ANNOZERO:
MERLO, OBIETTIVO NON ERA BASSOLINO MA
( da "Virgilio
Notizie" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
parsa una
ghiotta occasione per ridicolizzare il Pd con la benedizione del conduttore e
l'immancabile intervento di Beppe Grillo. Il tutto condito dal nuovismo
violento del giovanissimo Renzi, gia' segretario di partito, attuale Presidente
della Provincia e probabile futuro Sindaco di Firenze. Insomma, un tentativo
ben riuscito per ridurre il Pd ad un esperimento mal riuscito.
Batte
il ritmo con latino e commercial ( da "Stampa, La"
del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
di e con
Beppe Grillo al Vaillant Palace, zona Fiumara, dalle 21. La Passione secondo
Luca e Paolo, con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu alle 21 al Politeama
Genovese (ultima replica). «Zoom Party Band» (cover) al Fellini di via XII
Ottobre. «Il Sabato delle donne» allo Scandinavian discobar di via D'Annunzio.
romanziere,
giornalista e poeta ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Paolo Rossi e
Viola Simoncioni, ma già due anni prima era stato sceneggiatore di un altro
film, Topo Galileo di Francesco Laudadio, interpretato dall'amico Beppe Grillo
e musicato da Fabrizio De André e Mauro Pagani. Con il jazzista Umberto Petrin
è autore di Misterioso. Viaggio nel silenzio di Thelonius Monk.
elezioni,
guerra dei sondaggi ogni candidato ha il suo che è ok - luciano nigro
( da "Repubblica,
La" del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Bonaveri con
la lista civica di Beppe Grillo" è all´1,9% (anche se va detto che Grillo,
in realtà, ha lanciato la candidatura di Giovanni Favia). Per Lorien Consulting
Guazzaloca è in testa nella classifica dell´affidabilità (62,4%), onestà
(69,5%) e simpatia (53,8%). Secondo per affidabilità e onestà è Delbono che
solo per simpatia è superato lievemente da Cazzola.
Premanico,festa
perl'organo ( da "Secolo XIX, Il"
del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Il parroco
aveva chiesto aiuto, anni fa, persino a Beppe Grillo per capire come
districarsi fra le nuove leggi in tema di energia alternativa e poter così
riscaldare ed illuminare l'intera chiesa. Alla fine si
è"accontentato" del campanile. 14/03/2009
Comincia
a popolarsi il parterre dei candidati a sindaco per la città di Anagni, in
vista delle... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
si sono
aggiunti Danilo Ciprani esponente della sezione anagnina degli Amici di Beppe
Grillo, e da ieri un altro "indipendente": Manlio Felici,
imprenditore immobiliare, 57 anni, appoggiato da una lista civica: «Il mio
obiettivo è quello di raccogliere i consensi dei cosiddetti "delusi"
dell'uno e dell'altro schieramento".
CIVITANOVA
- Interventi debordanti, scaletta stravolta e il caso ghiaia, argomento
principe ... ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
up locale di
Beppe Grillo alla fine a dir poco amareggiati. «E' stato fatto di tutto perché
non si parlasse della ghiaia» tuona il grillino Domenico Bevilacqua. E' stata
una seduta pittoresca. Si è partiti con la lunga fase dedicata alle
interrogazioni, per poi approdare all'approvazione all'unanimità della mozione
del Pd sulla vicenda della bonifica del Chienti (
I
saldi del falso: tre cd al posto di uno. Blitz in negozio abusivo
( da "Manifesto,
Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
ultimo
spettacolo teatrale di Beppe Grillo «Delirio». Ovviamente gettonatissimi i
cantanti neomelodici (Maria Nazionale, Salvatore Ricciardi, etc), alcuni dei
quali diventati delle vere e proprie star locali proprio attraverso l'industria
del falso (il precursore è stato il primo Nino D'Angelo, quello di 'Nu jeans e
'na maglietta).
di
LUCA ORSI UNA SFIDA a colpi di sondaggi. Una guerra psicologica a suon di p...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
lista civica
Beppe Grillo) all'1,9%. CAZZOLA, però, boccia i numeri della Lorien consulting,
«società non vicina, ma vicinissima, all'Udc. Insomma, la Lorien dà i numeri
per l'Udc, e di conseguenza per Guazzaloca». A sostegno di questa tesi, lo
staff di Cazzola cita un articolo («mai smentito») pubblicato sull'Unità nel
2005,
Annozero
getta la maschera È... ( da "Giornale.it, Il"
del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
oltre ai
soliti Santoro e Travaglio, la figura palingenetica di Beppe Grillo. Siamo
persino arrivati al punto che il conduttore, quello principale, ha invitato le
due vittime, Renzi e Bassolino, ad ascoltare con attenzione il successivo
intervento di Beppe Grillo perché avrebbe contenuto delle dichiarazioni di
grande valore politico.
all'aca
mettiamoci gente competente - saverio occhiuto
( da "Centro,
Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
osservazione
non arriva da un circolo di Rifondazione comunista o dagli "Amici di Beppe
Grillo", ma da Bartolomeo Donato Di Matteo, ex presidente dell'Azienda
acquedottistica. Di Matteo interviene a gamba tesa sul caso che ha diviso il Pd
e i sindaci: la nomina di Ezio Di Cristoforo alla guida dell'Aca che lui ha
presieduto dall'agosto 2003 al febbraio 2005.
Annozero
getta la maschera. È... ( da "Giornale.it, Il"
del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
oltre ai
soliti Santoro e Travaglio, la figura palingenetica di Beppe Grillo. Siamo
persino arrivati al punto che il conduttore, quello principale, ha invitato le
due vittime, Renzi e Bassolino, ad ascoltare con attenzione il successivo
intervento di Beppe Grillo perché avrebbe contenuto delle dichiarazioni di
grande valore politico.
La
crisi provocherà una nuova ondata di immigrati?.
( da "Giornale.it,
Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
- 18 Votes Ma
Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può
sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria
di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes
Recent Posts La crisi provocherà una nuova ondata di immigrati?
Morti
bianche, alla presentazione interviene l'onorevole della Thyssen
( da "Varesenews"
del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
è stato
pubblicato dalla casa editrice di Beppe Grillo “Casaleggio”. Altrettanto deciso
l?intervento dell?onorevole Antonio Boccuzzi, un uomo che ha una dialettica
molto chiara, come usa definirsi, un operaio prestato alla politica, «i sogni
dei miei colleghi della Thyssen –
Leoni,
pecore e grillini: chi ruggisce, chi bela e chi... Don Chisciotte
( da "Arena,
L'" del 15-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
ultima
stoccata Lucio Cordioli l'ha data agli Amici di Beppe Grillo, in sala con le
loro telecamere. «Ricordate a Grillo», ha detto, «di candidare qualcuno di voi
ad amministrare qualche volta». Pronta la risposta di Carlo Reggiani, ex
candidato sindaco del gruppo: «Ma come, noi nell'ultima campagna elettorale
eravamo in lista».
Irene
Campari corre per essere sindaco ( da "Provincia Pavese, La"
del 15-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
e giovani
appartenenti al Meetup pavese di Beppe Grillo. «La lista "Cittadini in
Comune" - spiega un comunicato stampa - è un'iniziativa di persone
indipendenti dai partiti, dalle coalizioni e realtà che vi fanno riferimento,
come dev'essere per una vera lista civica. I valori e i principi a cui si
ispira sono quelli della Costituzione repubblicana: dignità della persona,
grillo,
show per cinquemila politici e chiesa nel mirino
( da "Repubblica,
La" del 15-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
ieri al
Vaillant Palace Grillo, show per cinquemila politici e Chiesa nel mirino Un
vero "delirio" di pubblico: in cinquemila ieri sera al Vaillant
Palace hanno seguito lo show di Beppe Grillo. Sotto il palco, sovrastato da un
maxischermo, striscioni e cartelli dei più svariati comitati genovesi (dagli
antigronda a quelli che dicono no all´inceneritore)
"la
nostra rabbia punk per un mondo migliore" - fulvio paloscia
( da "Repubblica,
La" del 15-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
«Per noi è il
paese di Beppe Grillo, uno che le cose non le manda a dire. Comunque, significa
entrare in contatto con un popolo che non riconosce più l´ipocrisia tanto è
abituato a esserne governato. Il Vaticano è l´impero più potente che ci sia,
forse anche più dell´America.
benvenute
le liste grillo ora serve un polo civico
( da "Tirreno,
Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
GIOVANI E
FAMIGLIA Benvenute le Liste Grillo Ora serve un polo civico La lista civica
Giovani e Famiglia si complimenta con i partecipanti al Meetup pratese degli
Amici di Beppe Grillo per la loro costituzione come lista civica e si augura
che questa iniziativa possa contribuire alla diffusione dell'impegno civico
nonché alla nascita di una nuova coscienza politica in città.
Per
ora sono quattro i candidati a sindaco. Oltre a Noto, Danilo Ciprani (Amici di
Beppe Grillo), Ma... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 15-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Domenica 15
Marzo 2009 Chiudi Per ora sono quattro i candidati a sindaco. Oltre a Noto,
Danilo Ciprani (Amici di Beppe Grillo), Manlio Felici (civica) e Carmine
Borrelli (Pdci).
SPOLETO
A PIU' DI TRE mesi dalle elez... ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 15-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Ma oggi sarà
anche il giorno del movimento civico «Spoleto a 5 Stelle», vicino a Beppe
Grillo e sostenuto da Dario e Jacopo Fo, i cui rappresententi si incontreranno
con la gente per le vie del centro storico. Consegneranno materialmente a tutti
«le chiavi della città» con dipinti i monumenti cittadini più rappresentativi:
il Duomo, la Rocca e le sue bellissime vie.
di
DARIO DE LIBERATO Grazie lo stesso. Frase abusata ma sempre d'effetto....
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
15-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
* Occorre un
grillo. In molti (forse) dicono che occorre un grillo per risolvere i problemi
della città. P.s.: per grillo intendasi sostenitore di Beppe Grillo. Assente:
di questi tempi circolano solo serpenti, cani rabbiosi, papere e avvoltoi. *
Occorre uno slogan.
Continuano
a sbocciare liste civiche ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 15-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
agli Amici di
Beppe Grillo e riunisce anche le forze di alcuni Comitati. «La nostra è una
giovane lista civica che nasce spontaneamente da un gruppo aperto di cittadini
accomunati da una totale sfiducia nella politica attuale afferma Marco Spadoni
di Lugo x Lugo' perché coloro che dovrebbero rappresentarci sono sempre più
rinchiusi nei loro uffici e si dimenticano di noi cittadini.
Guazzaloca:
check-up per le cornacchie ( da "Nuova Ferrara, La"
del 15-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract:
New entry, la
lista civica Beppe Grillo con l'1,9%. La prende male Cazzola che cita un
articolo dell'Unità del 30 agosto
Contrappunti/
Italia vista conto terzi ( da "Punto Informatico"
del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
pubblicato un
pezzo di commento sulla situazione italiana incollando un commento di Beppe
Grillo che è poi stato ripreso anche da Andrew Sullivan, altra firma di punta
del giornalismo online americano. Il fatto è che oltreoceano la situazione di
questo paese suona molto preoccupante in termini di minaccia ai diritti dei
cittadini ed alle loro libertà.
pastore
scrive a valentinetti disagio diffuso tra i credenti
( da "Centro,
Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
sopprimendoli
e riattribuendo agli amministratori pubblici le proprie responsabilità».
All'iniziativa di Valentinetti plaudono anche gli Amici di Beppe Grillo: «E'
indubbiamente una grande soddisfazione accorgersi che anche la Chiesa ha
abbracciato le tematiche che noi grillini portiamo avanti da anni».
I
milioni di Bonolis ( da "Giornale.it, Il"
del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
ridice, un
po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono
momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il
libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una
frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale.
FUNERALE
simbolico sabato sera al teatro La Baracca per gli scavi archeologici di...
( da "Nazione,
La (Prato)" del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
up di Beppe
Grillo, le liste civiche Giovani e Famiglia, Lista per il Bene Comune, Le Badie
e la Bottega d'arte di Iolo. A pochi giorni dal sotterramento simbolico
definitivo di Gonfienti la manifestazione ha inteso ripercorrere i momenti
salienti degli eventi e stabilire una ri-nascita con un conteggio alla rovescia
con la speranza di ricostruzione o ritrovamento simbolico:
Amministrative,
folla' di candidati alla poltrona di sindaco
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del
16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
gli Amici di
Beppe Grillo: il movimento ambientalista ha già redatto un programma da
presentare ai cittadini, e nei prossimi giorni potrebbe già esserci il nome
dello sfidante di Pighi. Ma anche Rifondazione comunista e Verdi potrebbero
decidere di «correre»: dopo una prima ipotesi di alleanza, sembra invece che
entrambi siano in procinoto di esprimere un loro candidato sindaco.
Piccole
liste crescono ( da "KataWeb News"
del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Fonte:
espresso.repubblica.it — 0 commenti In vista delle elezioni amministrative di
giugno la classe politica locale ha una nuova tentazione: quella delle liste
civiche. Da Ancona a Firenze tutti a seguire l'esempio lanciato da Beppe Grillo
Maurizio
Crozza: Berlusconi ti voglio bene
( da "Panorama.it"
del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Sembra Beppe
Grillo. Obama ha vinto sulle due coste, da dove arrivano ventate di speranza,
di cambiamento. Più si va verso il centro degli Stati Uniti e più il vento di
Obama si affievolisce, trova le mucche. Le mucche? Sì, il pensiero bovino di
chiusura.
Guerra
alla Rete ( da "AprileOnline.info"
del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Un po' come
Beppe Grillo, accusato di utilizzare il blog come megacassa di risonanza delle
proprie opinioni piuttosto che come un social media vero e proprio, interattivo
e includente (in effetti non è che risponda a molta gente e con 1500 commenti
random a post si fa fatica pure a partecipare).
Bancarotta,
parla Eugenio Benetazzo: finanza e Tremonti bond secondo il Beppe Grillo della
crisi ( da "Blogosfere"
del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
parla Eugenio
Benetazzo: finanza e Tremonti bond secondo il Beppe Grillo della crisi
Pubblicato da Eleonora Bianchini, Blogosfere Staff alle 12:42 in Interviste
"Chi ci sta portando sull?orlo dell?abisso deve fare un passo avanti e
buttarsi di sotto. In fondo gli conviene: meglio gettarsi da soli che essere
spinti".
Se
Nereo avesse avuto l'Ilaria. ( da "Giornale.it, Il"
del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
ridice, un
po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono
momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il
libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una
frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale.
Special
no one ( da "Giornale.it, Il"
del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
ridice, un
po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono
momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il
libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una
frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale.
i
nemici di youtube all'attacco - luisa piras
( da "Nuova
Sardegna, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Ovo e Beppe
Grillo, fino ad arrivare ad Alleanza Nazionale e Antonio Di Pietro - ciascuna
delle quali è potuta comparire con il proprio marchio, la propria grafica e una
personale selezione dei programmi. Il rapporto con la Rai si è ulteriormente
rafforzato lo scorso ottobre con un accordo per il quale ogni settimana la rete
italiana importa sul sito i propri contenuti,
il
re della tv ospite al casinò ( da "Nuova Venezia, La"
del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Baudo ha
scoperto anche Beppe Grillo che proprio nell'edizione numero 7 di Fantastico
(1986) attaccò pesantemente i socialisti di Bettino Craxi, allora presidente
del Consiglio. Un'uscita che costò al comico l'allontanamento dalla Rai, per
anni. Il presentatore si dissociò da Grillo e rimase al suo posto ma non per
molto.
<Ridarò
trasparenza al Comune> ( da "Giorno, Il (Lodi)"
del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
composta dal
Circolo Pasolini e dal Meetup di Beppe Grillo di Pavia, con candidati che
provengono da diverse esperienze politiche, istituzionali e di volontariato,
senza tessere di partito e non più di una legislatura alle spalle, né condanne
penali per reati contro la pubblica amministrazione o l'interesse collettivo.
La
lista civica dei Comitati non corre con i grillini'
( da "Resto
del Carlino, Il (Imola)" del
17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
sostegno dei
comitati alla lista che fa capo agli Amici di Beppe Grillo. Occorre dunque fare
distinzione tra la lista Lugo x Lugo', creata appunto dai grillini' e che
presenterà un proprio candidato sindaco, e la Lista civica dei Comitati', a cui
invece aderiscono esponenti dei vari Comitati cittadini impegnati sui temi
dell'ambiente e del territorio, tra cui appunto il Dernier Regard.
Tante
iniziative anche nell'estrema sinistra e nell'associazione che si ispira a
Beppe Grillo ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Martedì 17
Marzo 2009 Chiudi Tante iniziative anche nell'estrema sinistra e
nell'associazione che si ispira a Beppe Grillo
Il
clima è caldo e nebuloso. Anche se da entrambi gli schieramenti cominciano a
configurarsi pr... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
promosso da
Beppe Grillo e composto per lo più da trentenni, ha distribuito alla gente per
le vie del centro storico un messaggio: "Stiamo riconsegnando agli
spoletini le chiavi della città". Casa Rossa, infine, movimento in cui è
transitata la maggior parte degli ex iscritti al Prc e che candida a sindaco il
suo capogruppo Aurelio Fabiani,
GIULIANOVA
- Flaviano Montebello e Paolo Vasanella, rispettivamente coordinatori locali di
F... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
come ha
chiesto in conferenza stampa il leader dell'Italia dei Valori, Ottavio Di
Stanislao). E a proposito dell'Idv non è stato ancora raggiunto un accordo con
il gruppo di Vincenzo Santuomo, che ha come riferimento nazionale Beppe Grillo.
«In ogni caso- ha detto ieri Santuomo- noi la lista la faremo ugualmente».
di
DANIELE MINNI SPOLETO INIZIA a delinearsi lo scenario in v...
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
vicino a
Beppe Grillo che sembra orientato a candidare sindaco l'avvocato Carmelo
Parente potendo contare anche sull'appoggio di Jacopo Fo. Doppia lista
apparentata anche a sostegno Daniele Benedetti: oltre a quella «naturale»del Pd
ci sarà anche quella dei socialisti che hanno già dato l'ok per l'ingresso
nella coalizione.
sixty,
cresce la tensione dopo i 55 nuovi esuberi
( da "Centro,
Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
alcuni dei
quali hanno scritto sul blog di Beppe Grillo e aperto un profilo su Facebook
per gridare il proprio no ai licenziamenti. In poche ore, sono stati ben 229 i
contatti. Nei prossimi giorni, scatteranno altre forme di protesta, anche
perché tanti ritengono che questo sia solo l'inizio di una lunga serie di
licenziamenti.
Il
rally delle Borse è un'illusione, l'America nasconde i guai.
( da "Giornale.it,
Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
18 Votes Ma
Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può
sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria
di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes
Recent Posts Il rally delle Borse è un'illusione, l'America nasconde i guai La
crisi provocherà una nuova ondata di immigrati?
La
crisi provocherà una nuova ondata di immigrati?
( da "Giornale.it,
Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
18 Votes Ma Beppe
Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può
sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria
di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes
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Piazza
Nota, point per BoreaZoccarato incontra le frazioni
( da "Secolo
XIX, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Anche il
Sanremo Beppe Grillo Meetup è più che mai intenzionato a formare una propria
lista autonoma con un candidato-sindaco che potrebbe essere Paola Arrigoni: una
seconda riunione è stata già convocata per venerdì prossimo. E continua
l'intenso tour elettorale di Maurizio Zoccarato, candidato-sindaco di Pdl e
Lega Nord.
io
punto su grillo - giacomo spinelli
( da "Tirreno,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Le
avanguardie ci sono ed hanno persone capaci di alzare la voce: le liste civiche
di Beppe Grillo faranno fatica a sfondare il muro dell'indifferenza e della
partecipazione, ma saranno l'unica alternativa apportatrice di nuove idee e
nuovi modi di fare politica. Campiglia Marittima Spinecrow@virgilioit
Gianni
Maggi è il portavoce della lista "Cinque stelle" ispirata da Beppe
Gri... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 18-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract:
Mercoledì 18
Marzo 2009 Chiudi Gianni Maggi è il portavoce della lista "Cinque
stelle" ispirata da Beppe Grillo
Brilleranno
le cinque stelle della lista dei Grillini, alle prossime elezioni comunali di
Ancona. Il... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 18-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract:
Uno che il
pirotecnico Beppe Grillo lo conosce bene, visto che ne cura il blog, con lui
condivide una lunga amicizia . «Brilleranno le cinque stelle, cinque come i punti
fondamentali del nostro programma», assicura Carlo Cardarelli,presidente
dell'Acu Mache-Unione Inquilini, che ha coordinato la fase nascente della nuova
formazione politica lanciata in mezza italia da Grillo.
Bene
Comune e Grillini: un'alleanza che fa discutere
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
18-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Beppe Grillo
durante i suoi spettacoli pubblici ha espresso spesso pesanti giudizi nei
confronti del Papa e della Chiesa. Sarà veramente difficile spiegare agli
elettori come un partito che si richiama e vuole rappresentare i valori
cattolici possa allearsi con coloro che criticano la Chiesa e il Papa con
battute utili solo a fare ridere il pubblico negli spettacoli di Beppe Grillo»
grillo,
la fronda dei fedelissimi ( da "Repubblica, La"
del 18-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Tutta colpa
del feeling con Di Pietro Grillo, la fronda dei fedelissimi Il popolo dei
grillini vive le sue prime defezioni. Succede a Genova, sabato scorso, giorno
dello spettacolo alla Fiumara. A dire addio al movimento di Beppe Grillo è il
"Meet up 2". Un gruppo che nonostante gli accordi della vigilia non è
stato autorizzato dall´organizzazione a entrare nell´
Ecco
la lista civica, nasce "DestinAzione Forlì"
( da "RomagnaOggi.it"
del 18-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
prima viola
della "Filarmonica della Scala" di Milano e da tempo fortemente
critico verso le scelte dell'amministrazione comunale forlivese (in particolare
sul fronte culturale). La lista è appoggiata anche dai sostenitori di Beppe
Grillo e da numerose associazioni, soprattutto di stampo ambientalista. (A
breve il servizio completo)
Europee
con l'Idv per l'ex pm di Why not ( da "Corriere Adriatico"
del 18-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Res Publica
Amici di Beppe Grillo, presso l'oratorio parrocchiale di Sant'Orso. "E'
stata - ha detto - una scelta molto difficile perchè il mio sogno è sempre
stato quello di fare il magistrato. Cosa che però non si può più fare come lo
avevo immaginato. La mia è una scelta definitiva e la mia prima iniziativa da
parlamentare europeo sarà quella di far luce sulle stragi di mafia"
Processo
Parmalat: Beppe Grillo testimonierà in aula
( da "Gazzetta
di Parma Online, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Processo
Parmalat: Beppe Grillo testimonierà in aula Il comico Beppe Grillo lunedì prossimo
sarà a ascoltato come testimone dai giudici del processo per il crac Parmalat
del 2003. Nel 2002 Grillo, in uno dei suoi spettacoli-recital incentrati sui
problemi di attualità, parlò proprio del gruppo allora guidato da Calisto
Tanzi.
Amministrative,
nasce DestinAzione Forlì (con Clan-Destino di Forlì, MIZ di Cesena ed i
"grillini") e invita Danilo Rossi
( da "Sestopotere.com"
del 18-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Amici di
Beppe Grillo di Forlì” e l?Associazione MIZ (Movimento Impatto Zero) di Cesena.
Questi movimenti porteranno in dote a DestinAzione Forlì il bagaglio culturale
e l?esperienza acquisita in anni di lavoro e di coinvolgimento dei cittadini in
relazione alle varie problematiche del territorio.
FANO
E' nelle Marche che il magistrato, anzi, ex magistrato, più...
( da "Messaggero,
Il (Marche)" del 19-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
organizzato
da "Res publica-Amici di Beppe Grillo" nella sala parrocchiale di
Sant'Orso, è di fatto coinciso con la sua prima uscita pubblica da candidato al
Parlamento europeo per l'Idv. Perché «è dall'Europa che spero di poter arrivare
alla politica italiana» dice l'ex pm. Che, intanto, continua a fare i conti con
il passato.
Clan-Destino
e amici di Grillo in campo con una lista civica
( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
19-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
passando per
i referendum sostenuti da Beppe Grillo. A presiedere DestinAzione Forlì è
Stefano Oronti, da poco rientrato da una lunga esperienza in Australia: «La
nostra è una lista fatta da persone che da anni si interessano delle questioni
della città spiega Le associazioni porteranno tutto il bagaglio di esperienze
acquisite nel coinvolgimento dei cittadini»
Buon
giorno Parma - A1: riaperto il casello di Parma
( da "Gazzetta
di Parma Online, La" del 19-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
BEPPE GRILLO
LUNEDì IN AULA CANE AZZANNA UN BIMBO VIOLENZE SESSUALI: A PARMA
Crac
Parmalat, tocca a Grillo ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 19-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
La procura ha
infatti citato anche Beppe Grillo tra i testi dell'accusa. Era stato lui,
durante i giorni concitati del crac del secolo, a raccontare che prima della
«bufera » Domenico Barili gli «rivelò» la truffa di Tanzi. Insomma, Grillo
attraverso quella «soffiata» avrebbe capito prima di tutti - guardia di finanza
compresa - che nella Parmalat si sentiva puzza di bruciato.
Nasce
a Lesignano una lista <certificata> dal blog di Beppe Grillo
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 19-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
SVILUPPO E
LIBERTA'» Nasce a Lesignano una lista «certificata» dal blog di Beppe Grillo
Barlesi: «Il nostro paese deve trasformarsi in un modello di gestione
ecocompatibile del territorio» Comunali 2009 LESIGNANO II Sbocciano le liste a
Lesignano. Dopo la nascita di «Lesignano civica», un'altra compagine fa
capolino.
L'EX
ASSESSORE provinciale del Prc, Giuseppina Tedde, si candida a sindaco. ...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
19-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
lista Beppe
Grillo), Michele Laganà (civico), don Giulio Tam (Forza Nuova), Stefano
Morselli (Destra federale), Massimiliano Mazzanti (Destra per Bologna-Fiamma).
Sempre oggi poi si affaccerà sulla competizione elettorale un'altra lista. A
mezzogiorno in sala Parentelli a Palazzo d'Accursio, la lista civica Reno per
il rilancio dello stato sociale'
Di
Pietro assolve De Magistris, un...
( da "Giornale.it,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Parlamento
europeo a fare una conferenza stampa con Beppe Grillo, soprattutto a che tutti
facessero parte di una cospirazione contro di lui: dal capo dello Stato al
vicepresidente del Csm, da ex magistrati come Luciano Violante all?Associazione
magistrati, dai gip che respingevano le sue richieste ai giudici che le
giudicavano, dal superiore che avocava alla Cassazione che rigettava,
Altro
che bipartitismo. La scheda elettorale di giugno sarà popolata da una galassia
di liste e... ( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 19-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract:
Giorgi,
ingegnere da anni presidente del comitato di cittadini ora diventato lista
civica, debutta all'Hotel City alle 12. Pronta a presentarsi anche la lista
ispirata da Beppe Grillo, che potrebbe contare sulla candidatura del docente
Marco Gallegati, stretto collaboratore del comico genovese.
Sindaco
di Bologna, corre anche una donna
( da "Nuova
Ferrara, La" del 19-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Grillo
Abstract:
Beppe
Grillo), Michele Laganà (civico), don Giulio Tam (Forza Nuova), Stefano
Morselli (Destra federale), Massimiliano Mazzanti (Destra per Bologna-Fiamma).
Un totale di
Proteste
alla Sapienza e degli islamici, la legge vale per tutti?.
( da "Giornale.it,
Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
18 Votes Ma
Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può
sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria
di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes
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Il
Maestro ha cambiato strada ( da "Denaro, Il"
del 19-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Che cosa
pensa di Beppe Grillo e del "grillismo"? Grillo è distante anni luce
dalla mia formazione politica. Io credo e rispetto le istituzioni, credo nella
democrazia rappresentativa. Una certa politica urlata non la condivido e non mi
interessa. Che politica serve per il futuro di Napoli e del Mezzogiorno?
L'ASSOCIAZIONE
PROGREDIRETERRITORIO , PRESIEDUTA DA GAETANO DE SIMONE, INVIA UNA LET...
( da "Mattino,
Il (Salerno)" del 19-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
provocazione
a Beppe Grillo chiedendo un chiarimento, in materia di rifiuti e amnbiente, sul
suo rapporto con Di Pietro. Il quale «fa parte del partito dell'incenerimento».
Incalza l'associazione: «Non è più tempo di immagini, atteggiamenti e slogan
clamorosi, la crisi globale riporta nel nostro territorio la necessità
responsabile e seria di recuperare il contatto con le cose concrete:
Valter
Tressoldi, un grillino in corsa ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 19-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
fa capo al
popolare comico genovese Beppe Grillo ora la conferma viene dallo stesso
Tressoldi: «Il nostro slogan è acqua, ambiente, trasporti, sviluppo ed energia.
Serve un'amministrazione comunale che sia davvero al servizio del cittadino.
Tra le nostre provocazioni contenute nel programma chiediamo se serve
realizzare più parchi per i bambini o grattacieli per gli speculatori?
( da "Stampa, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
ELEZIONI IL
PRESIDENTE DELLA SINFO NICA SI SCHIERA L'avvocato Donato ora lascia Borea e va
con Zoccarato [FIRMA]GIANNI MICALETTO SANREMO Era uno dei cento del manifesto
pro Borea, quelli che nel 2004 avevano messo la faccia per sostenere
l'imprenditore prestato alla causa politica sanremese. E, non a caso, era poi
stato scelto per la presidenza della Fondazione Orchestra Sinfonica. Ora,
cinque anni dopo, l'avvocato Eugenio Donato si schiera dall'altra parte,
annunciando ufficialmente il suo appoggio a Maurizio Zoccarato, candidato
sindaco del Pdl (più Lega). Così, tra proclami, confronti, schermaglie e cambi
di rotta, comincia ad accendersi la campagna elettorale. «Devo ammettere che,
vista l'esperienza insoddisfacente di questi anni, la mia scelta è stata facile»,
spiega Donato, da poco confermato alla guida della Fondazione (per mano del
commissario Umberto Calandrella), dopo che si era dimesso assieme al Cda.
Aggiunge: «Dall'inizio del mio incarico (agosto 2006) alla caduta
dell'Amministrazione Borea, ho dovuto lottare ogni giorno per ottenere quanto
necessario per la sopravvivenza della nostra prestigiosa Orchestra, senza
sentirmi mai seriamente supportato o difeso. Tali difficoltà, per enunciare le
più eclatanti, si sono manifestate sia attraverso un non giustificato taglio
del contributo annuale del socio Comune di Sanremo; sia con la promessa, mai
mantenuta, di realizzazione dell'auditorium al Palafiori; sia con il mancato
supporto nelle delicate trattative sindacali. Senza dimenticare l'aspetto più
grave: la mancata e mai giustificata erogazione nel 2006 di circa 800 mila
euro, importo che ancora oggi pesa sulla gestione finanziaria e si riflette su
tutto il personale, cioè circa sessanta lavoratori e altrettante famiglie».
Infine: «Sono certo di fare la scelta giusta, perché il "nuovo" unito
all'esperienza consentirà certamente al prossimo Cda della Fondazione di
lavorare serenamente, senza dover affrontare ogni giorno problemi economici e
difficoltà contrattuali». Intanto, si allunga l'elenco dei candidati sindaco:
stasera si riunisce il «Beppe
Grillo Meetup» (quasi 250 iscritti) per
varare la lista. Che potrebbe essere guidata dalla coordinatrice locale Paola
Arrigoni. E la Destra si prepara a lanciare in pista Francesco Castagnino, ex
assessore provinciale. Quanto a Borea, per ora mantiene un basso profilo,
mentre alcuni dei suoi fiancheggiatori lo vorrebbero più attivo e presente
sulla scena, già occupata da Zoccarato. Certamente sarà a capo di una
sua lista e forse potrebbe vararne una seconda. Della coalizione fanno parte Pd
e Uniti per Sanremo, con diversi cambiamenti nelle liste in fase
d'allestimento. Oggi, al Nazionale (18,30), partiti e liste che sostengono
Zoccarato hanno invitato il presidente di Casinò Spa, Donato Di Ponziano, ad
illustrare la situazione della casa da gioco ed i progetti per l'auspicato
rilancio. L'incontro è aperto a tutti. E domani (ore 11) Zoccarato sarà in via
Duca degli Abruzzi per affrontare con gli abitanti il problema del marciapiede
e della riqualificazione della zona.
( da "Secolo XIX, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
È ancora fuga da
Borea verso Zoccarato elezioni amministrative di primavera Anche il presidente
della Sinfonica Donato lascia l'ex sindaco. I primi candidati della lista
civica di Saviozzi Sanremo. L'ultima presa di posizione ufficiale è quella
dell'avvocato Eugenio Donato: firmatario del "manifesto dei cento" a
sostegno di Borea nel 2004, poi collocato dall'ex sindaco alla vertice della
Fondazione Orchestra Sinfonica - e riconfermato di recente dal commissario
straordinario del Comune, Umberto Calandrella -, ieri con tanto di comunicato
ufficiale ha dichiarato che appoggerà il candidato-sindaco del Pdl, Maurizio
Zoccarato. Un altro nome si aggiunge dunque alla "transumanza" di
amministratori, personaggi pubblici e altre figure note dalla coalizione di
Claudio Borea allo schieramento del centrodestra dato per favorito alle prossime
elezioni comunali di giugno. Donato, noto anche per il suo impegno nella
massoneria (come coordinatore locale del Collegio ligure del Grande Oriente
d'Italia), ha in più alle spalle anche una lunga militanza nel vecchio Pci e
poi Pds. Durante l'ultima legislatura era alla fine approdato nel gruppo dei
"Moderati per Sanremo": con Piergiorgio Falcioni, l'ex consigliere
comunale che a suo tempo si è dimesso chiudendo il suo impegno nella lista
Borea, e ribadendo di essere politicamente vicino a Forza Italia; e Romeo
Giacon, anche lui allontanatosi dall'ex sindaco, e tornato a fare il presidente
della Confcommercio. Dichiara Donato: «Poichéè giunto il momento delle scelte
ritengo corretto, in considerazione dell'incarico che rivesto, manifestare la
volontà di appoggiare Zoccarato. Devo ammettere che, vista l'esperienza
insoddisfacente di questi anni, la scelta è stata facile. Dall'inizio del mio
incarico, nell'agosto del 2006, alla caduta dell'amministrazione Borea ho
dovuto lottare ogni giorno per poter ottenere quanto necessario per la
sopravvivenza della nostra prestigiosa Orchestra, senza sentirmi mai seriamente
supportato o difeso dalla passata giunta». Giunta accusata di aver tagliato i
finanziamenti alla Fondazione e di non aver mantenuto la promessa di realizzare
al Palafiori l'auditorium per la Sinfonica. Donato si dice sicuro che con il
Pdl «il "nuovo", unito all'esperienza, consentirà al prossimo Cda
della Fondazione di lavorare serenamente». Nella coalizione di Zoccarato si
ritroveranno molti ex consiglieri o ex assessori di Borea, da Giuseppe Riotto
(con una sua lista) a Bruno Marra e Paolo Leuzzi (non si sa ancora in che
ruolo); ma anche numerosi professionisti ed imprenditori di quel famoso
"manifesto dei cento". La lista "Dialogo in centro". E'
pressoché pronta la lista che sosterrà il candidato sindaco Massimo Saviozzi
(già in maggioranza con Borea), versione civica della Dca (Dc per le
autonomie), che a livello locale segue un suo percorso autonomo al centro
dell'arco politico. Tra i candidati, figurano l'ex presidente dell'Amaie (fino
a 15 giorni fa) Fabio Finamore, commercialista; l'avvocato Valentina Mesiano,
l'imprenditrice Doretta Carbone, l'odontotecnico Mauro Camerino, il perito
industriale Roberto Lanteri, Alessio Rossi (responsabile del Cimi del Casinò),
l'avvocato Carlo Ruffoni, il perito industriale Fabrizio Melchiorre, Elsa
Passamonti, Mirella Quaglia (presidente dell'Associazione nazionale autieri
d'Italia), l'artigiano Mimmo Autelitano, l'istruttore di educazione fisica per
i bambini Tiziano Rodigari, la barista Elisa Pilìa, l'imprenditore Gianni
Acquaviva; Gianmarco Rodà (dirigente del personale alla catena
"DìperDì"), Jocelyne Girardo, Simonetta Revelli, il geometra Luigi
Sordini, il consulente finanziario Alberto Giacobbe, Daniele Deplano
(dipendente del Comitato provinciale per la prevezione degli infortuni). A
giorni verrà presentato il programma, che punta su servizi sociali, ruolo della
donna tra famiglia e società, riorganizzazione dell'amministrazione locale (con
tetti di stipendio per amministratori di società comunali e dirigenti),
linee-guida del Piano urbanistico comunale, istituzione in Comune di un
"Albo dei consulenti" per una rotazione trasparente degli incarichi.
Claudio Donzella 13/03/2009 casinò, il centrodestra incontra di ponziano Il
Popolo della Libertà e i partiti alleati che sostengono Zoccarato sindaco,
nell'ambito delle iniziative di dibattito per il futuro di Sanremo hanno
organizzato un incontro con il presidente di Casinò Spa, Donato Di Ponziano,
«per approfondire le tematiche relative all'organizzazione e alla gestione
della casa da gioco, prima azienda turistica della provincia, anche alla luce
del recente piano di impresa triennale». L'appuntamento è in programma oggi
pomeriggio, alle ore 18.30, presso la sala convegni dell'Hotel Nazionale di
corso Matteotti. L'ingresso è aperto a tutti. Domani alle 11 Maurizio Zoccarato
sarà invece in via Duca degli Abruzzi 47, per incontrare i residenti,
analizzare i problemi della zona e illustrare i progetti per la realizzazione
di un marciapiede nella stessa via Duca e la riqualificazione del quartiere.
STASERA LA RIUNIONE PER LA LISTA DI GRILLO Oggi alle 21 è
in programma, nei locali dello studio veterinario del dottor Giuseppe Riello
(uno dei promotori) in via Galilei 501, la riunione del "Beppe Grillo Meetup" di Sanremo che deve decidere la presentazione e
formazione della lista civica per le elezioni sanremesi di giugno, sull'onda
dell'iniziativa lanciata a livello nazionale dallo stesso Grillo. Candidata-sindaco potrebbe essere Paola Arrigoni,
coordinatrice del circolo domani strescino al mercato di oneglia Paolo
Strescino, candidato sindaco di PdL e Lega a Imperia, visiterà domani, a
partire dalle ore 10, il mercato settimanle di Oneglia. L'appuntamento, in pratica,
aprirà di fatto la vera campagna elettorale di Strescino. Sino a questo
momento, infatti, il candidato del PdL si è limitato a un paio di apparizioni
pubbliche ufficiali (convegni e cerimonie) in cui non ha avuto modo di
incontrare direttamente i suoi potenziali elettorali e scambiare con loro
pareri e punti di vista sui problemi e il futuro della città di Imperia. terza
lista a badalucco spunta anche Deplano Spunta una terza lista per le elezioni
comunali di Badalucco. Daniele Deplano contenderà la poltrona di sindaco a
Walter Bestagno, candidato del Pdl, e all'attuale primo cittadino Giovanni
Augusto Boeri, vicino al centrosinistra. Deplano, di 40 anni, presidente della
Villaregia Onlus di Badalucco, è segretario della Valle Argentina della
Democrazia Cristiana per le Autonomie. È alla sua terza candidatura, dopo
quella del 2004 alle comunali nella lista di Ivo Orengo e quella del 2006 alle
provinciali nella Dc per le Autonomie. 13/03/2009
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
IL COMMENTO Perché Bossi
offre la sponda alle proposte del leader Pd Luca Tentoni La proposta di
Franceschini di applicare un'imposta aggiuntiva del 2 per cento sui redditi
superiori a 120.000 euro- per azioni contro situazioni di povertà estrema- ha
incontrato il favore di Bossi e Casini, ma non del Pdl. È l'ennesimo segnale
che la campagna elettorale per amministrative ed europee si gioca sulla crisi
economica e che da qui a giugno anche partiti alleati cercheranno di
«smarcarsi» per provare a cambiare gli attuali rapporti di forza. L'una tantum
è la terza uscita del nuovo segretario del Pd in tema, dopo quella
sull'election day («Ci farebbe risparmiare 400 milioni») e sull'assegno ai
disoccupati (bocciato ieri in Parlamento). La svolta non è casuale:
Franceschini reputa che molti delusi del Pd e dell'ex Unione possano essere
recuperati con un'«offensiva neolaburista». Di Pietro, Beppe Grillo e i
massimalisti sono pronti ad impossessarsi di quel terzo di elettorato del Pd
che- secondo i sondaggi- sarebbe già «in fuga» dal partito di Franceschini,
perciò il leader democratico- conscio di non poter «sfondare al centro»- ha
capito che deve e forse può recuperare a sinistra, per riportare- come
ricordava Stefano Folli sul Sole-24 Ore- il partito dalla quota attuale-
fra il 22 e il 24 per cento- verso un 28-29 che renderebbe molto meno
drammatica la situazione e scongiurerebbe probabilmente una scissione. Dal
canto suo, Bossi sa bene che il Nord è destinato probabilmente ad essere l'area
del Paese più colpita dalla crisi e che una parte della stessa base del
Carroccio sarà vittima della recessione. C'è poi una fetta di elettorato
moderato, delusa, che potrebbe- almeno stavolta- cambiare voto e contribuire a
portare la Lega sopra il 10 per cento a livello nazionale e al primo posto in
Veneto, se non anche in Lombardia. Ecco perché Bossi e Franceschini si sono
trovati d'accordo sull'una tantum. Il leader del Pd perché deve impedire fughe
di elettori verso Idv e massimalisti; il Senatur perché deve rafforzare la sua
posizione nella maggioranza in vista della nascita del Pdl: se la Lega cresce
rimane indispensabile, ma se il Pdl supera il 40 per cento c'è il rischio che
Berlusconi provi ad andare a nuove elezioni da solo, sapendo di poterle vincere
facilmente. 6
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
AGENDA MASSA /
CARRARA pag. 20 GRANDE appuntamento con la lettura domani a Massa. Palazzo
Bourdillon ospiterà alla ore 18 il p... GRANDE appuntamento con la lettura
domani a Massa. Palazzo Bourdillon ospiterà alla ore 18 il premio letterario
«Battì libro» che, quest'anno, sarà attribuito a Oliviero Beha e Roberto
Ippolito. L'appuntamento sarà introdotto da Giuseppe Marchetti Tricamo,
professore alla«Sapienza»di Roma. Oliviero Beha sarà presente con il saggio
«Come resistere nella palude di Italiopoli». Il volume, con
prefazione di Beppe
Grillo, parla di un paese che affonda sotto i
colpi di una classe dirigente sempre più prodiga di cattivi esempi, in un
deserto di valori. Un ceto politico affannosamente complementare nella finzione
tra destra e sinistra. Un viaggio della mente e del cuore per denunciare una
società in pezzi, e cogliere i segnali di «nuove resistenze». Ci sarà
anche Roberto Ippolito con il suo saggio «Evasori Chi Come Quanto», che è
un'inchiesta puntuale, rigorosa, documentata, che racconta un malcostume,
quello dell'evasione fiscale, talmente diffuso da non essere neppure più
percepito.
( da "Repubblica, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Pagina
III - Bologna A CREPAPELLE «Veltroni è il nulla, Franceschini l´antimateria.
Solo noi � dice Beppe Grillo che ieri era a
Bologna - abbiamo idee vincenti per il futuro». Quali? «In caso di
ballottaggio, astensione». E´ a questo punto che si deve ridere?
( da "Unita, L'" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
«Franceschini
cattocomunista» Il premier insulta, il leader Pd replica: «Lui
clerico-fascista» BRUNO MISERENDINO Era nell'aria, ma la stagione dello scontro
frontale tra il premier e il leader dell'opposizione si è riaperta alla grande.
A Berlusconi, Franceschini sta dando fastidio con le proposte sulla crisi e
così è arrivato il primo insulto: «È un leader catto-comunista, imprevisto.
Pensavo che ci fosse una preminenza della sinistra, non è chiaro a quali
principi voglia arrivare con questo catto-comunismo...». Ma Franceschini, che
Enrico Letta definisce un buon «capo boy scout» che può far camminare bene il
Pd, non ha intenzione di essere tenero col premier. Ieri sera, lette le frasi
di Berlusconi, ha risposto per le rime: «Ho visto che Berlusconi mi ha definito
un cattocomunista. È una vecchia offesa che veniva utilizzata prima della mia
nascita verso tutti i cattolici progressisti. Magari sarebbe utile che il suo
consulente di storia del movimento cattolico gli spiegasse che lui tecnicamente
è un clerico- fascista». Chiaro, ormai. Franceschini punta dritto a recuperare
i consensi dispersi con quella che chiama una «gigantesca operazione verità»
sul governo Berlusconi e quindi non lesina critiche. Come spiega in
un'intervista che comparirà sul prossimo numero dell'Espresso, l'obiettivo è
evitare una vittoria del premier alle europee, perchè, dice il segretario del
Pd, ne deriverebbero cose inenarrabili. «Ci sono segnali sufficienti per capire
che Berlusconi metterà in campo un disegno di riprogettazione istituzionale, di
svuotamento della Costituzione e del Parlamento in chiave decisionista». Nello
sforzo del Cavaliere per vincere in Sardegna il segretario dei democratici
individua «la prova generale per quello che potrebbe venire dopo». «Berlusconi
non voleva vincere, ma stravincere. E se stravince alle europee, grazie
all'astensionismo e alla delusione nel nostro campo, quello che potrà fare dal
giorno dopo è inimmaginabile». Franceschini per ora approfitta della pax
obbligata in casa per raggiungere i «due obiettivi veri»: «Il primo è la
conferma della validità del progetto del Pd, il secondo consiste nel dimostrare
una vitalità alternativa al berlusconismo». A cominciare dalle elezioni. Alle
europee Franceschini non vuole candidati di bandiera: «Neanche se si tratta dei
big che guideranno le liste Pd in Europa». «Chi andrà a Strasburgo deve
impegnarsi a restare, noi non faremo come Berlusconi che si presenta ovunque e
sparpaglia i suoi ministri». In ogni caso ieri Franceschini ha organizzato una
lezione con i big del partito e con il direttore Ipsos Nando Pagnoncelli. Tema:
il posizionamento del Pd e il suo profilo politico nelle preferenze degli
elettori alla vigilia del doppio appuntamento elettorale delle europee e delle
amministrative. Reggerà la pax interna? Enrico Letta inanella elogi per il
segretario: «Fino a ieri il progetto del Pd era solo abbozzato, con
Franceschini il clima nel Pd è cambiato, le cose vanno meglio». «Berlusconi non
stravincerà, il Pd risalirà la china perchè parla delle cose di cui gli
italiani si preoccupano». Aggiunta: «Spero che ripensi alla sua candidatura
alle primarie». Che Franceschini inizi a dar fastidio si evince anche da altre
reazioni. Da Di Pietro, a Beppe Grillo, che
lo definisce «oltre il nulla, l'antimateria». Ormai è scontro frontale tra
Franceschini e il premier. «Io cattocomunista? Se queste sono le categorie lui
tecnicamente è un clerico-fascista». Il leader Pd suona la sveglia
all'opposizione: «Cose inenarrabili se vince Berlusconi».
( da "Arena, L'" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Venerdì 13 Marzo
2009 PRIMAPAGINA Pagina
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
13-03-2009)
Argomenti: Grillo
BOLOGNA PRIMO PIANO
pag. 7 La lista dei Grillini: «Basta coi politicanti» «SOSTITUIRE i politicanti
con politici nuovi, cittadini volenterosi e capaci al servizio della città». E'
l'obiettivo dichiarato con cui la lista civica Beppe Grillo
Bologna schiera Giovanni Fàvia (nella foto) 28 anni, bolognese, un lavoro nel
settore delle produzioni audiovisive indipendenti come candidato sindaco alle
elezioni del 6-7 giugno. Sul tavolo, «un piccolo foglio con tante nuove idee
per la città, orientate a un futuro sostenibile e al servizio del benessere
comune». Cioè quelle idee «che i partiti, che non ci rappresentano più, non
hanno». Presentato ieri alle Scuderie da Beppe Grillo («ma non sono il candidato di Grillo, ma grazie
a Grillo», precisa Fàvia) vuole «esserci, con l'ingenuità di chi non ha
mai fatto politica». Sa che sarà tutta in salita. Ma «se non crediamo in questi
partiti, perché votare con il naso tappato?». A tre candidati maggiori,
Fàvia riserva una battuta secca: Flavio Delbono («la befana»), Alfredo Cazzola
(«Faccio i soldi con il Bologna») e Giorgio Guazzaloca («Volevo il Civis e ora
non più»). Tutti e tre, in vista delle elezioni, «fanno la lista di nozze con
15 punti su un foglio e poi se ne dimenticano». In caso di ballottaggio? «Non
voteremo». Fra i temi del programma di Fàvia, salute dei cittadini (con nuovo
piano integrato del traffico), riforma delle nomine pubbliche (meritocrazia e
accesso incondizionato agli atti), riqualificazione urbana (nuovi parchi e stop
alle speculazioni), sostenibilità ambientale (bioedilizia), democrazia diretta.
( da "Tirreno, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Pagina 12 - Attualità PROFEZIE PROFEZIE Anche Grillo cadrà in
miseria? Dice al "Tirreno" Beppe Grillo che «dobbiamo
prepararci a una miseria a cui non siamo assolutamente abituati, ma che ci farà
molto bene perché toglierà di mezzo tutti i bisogni inutili. è una grande
opportunità». Che Grillo usi la seconda persona plurale sigifica che la «miseria»
riguarderà anche lui? Dico subito che di questa crisi avrei fatto
volentieri a meno. In questi ultimissimi anni ho visto shampiste di
parrucchiere neoassunte comprar casa con tanto di mutuo annesso. E banche che
glielo hanno concesso. Ho visto circolare macchine sfavillanti. Ho visto
autostrade traboccanti di automobili, pizzerie e ristoranti pieni, scooter e
moto come lamette da barba usa e getta. Effettivamente, mi è sembrato che si
girasse un po' troppo in alto. E tralascio tv al plasma, cellulari comprati
anche per il gatto, macchine fotografiche digitali e via discorrendo. Quindi,
se torniamo a cambiare l'automobile ogni sei-sette anni invece che ogni
tre-quattro, non credo ci sia nulla di scandaloso. Tanto più che oggi
un'autovettura curata quanto basta può percorrere 250mila chilometri. Però,
caro Grillo, lei cita ballerine e altre figure. Vede,
l'Italia è un Paese che dà a tutti (o a troppi) le possibilità di emergere ed
avere successo. Abbiamo ex cariche dello Stato trasformate in conduttrici
televisive e deputati partecipi dei reality (che non guardo). Abbiamo
calciatori mezze cartucce diventati divi, ospiti televisivi, veline e fotografi
e show girl, rigorosamente importate dall'estero, perché nel loro paese
avrebbero al massimo fatto le cameriere. Ora, io no so quale sia stato il suo
percorso professionale, né se lei sia nella sua vita privata medico, ingegnere,
architetto, scrittore e che abbia fatto intrattenimento solo per hobby. Se così
non fosse, di quel mondo di strapagati ha fatto parte anche lei, beneficiandone.
Stia tranquillo che tutti coloro che fanno parte delle categorie che ho
menzionato non saranno minimamente toccati dalla crisi. Venendo al dunque,
quali sono le miserie in cui lei verrà trascinato da questa crisi? Quali sono i
«bisogni inutili» a cui lei dovrà rinunciare? Credo che a un ipotetico signor
Parodi, genovese come lei, e che magari ha perso il posto di lavoro
all'Ansaldo, le sue affermazioni suonerebbero un po' ironiche. Emanuele
Grazzini Marina di Carrara SOLDI PUBBLICI Per le banche sì, per i disoccupati
no Assegno per disoccupati, dice Franceschini. Non ci sono soldi, risponde il
Cavaliere. Per i disoccupati no, ma per le banche sì. Stiamo attenti perché una
polveriera sociale potrebbe essere più pericolosa. Intanto è sotto gli occhi di
tutti la sproporzione fra ricchi e poveri, altrettanto pericolosa. Quindi,
Cavaliere, faccia come Sarkò che dà i soldi a chi frena la disoccupazione.
Forse lei non è come Obama che toglie ai ricchi per dare ai poveri, ma se non è
Robin Hood non si trasformi in uno sceriffo a senso unico. Protezionismo no, ma
rischi equamente distribuiti sì! Luciano Ferrari SPORT E POLITICA Arabi,
israeliani e un "no" in comune Egregio direttore, si apprende in
questi giorni che israeliani e palestinesi hanno in comune assai più di quanto
molti possano pensare: sino ad ora, infatti, risultano esclusi entrambi dai
Giochi del Mediterraneo in programma a Pescara nel prossimo giugno.
Paradossale, ma poi non troppo, il fatto che la doppia esclusione sia stata
fortemente voluta proprio dai paesi arabi, quelli che in genere si dichiarano
«fratelli» dei palestinesi. Chi ancora pensa che il problema per il popolo
palestinese sia costituito da Israele, dovrebbe meditare circa questo fatto,
tutto sommato piccolo se paragonato ai problemi di quell'area del mondo,
emblematico di quali siano i rapporti che intercorrono tra paesi arabi e
«fratelli» palestinesi. Triste la posizione del governo italiano, sperando in
positivi sviluppi che salvino la nostra dignità nazionale, che pare per ora
subordinato agli altrui voleri. Poiché il comitato organizzatore è presieduto
dal deputato del Partito della Libertà Sabatino Aracu e grande peso lo ha anche
l'ex presidente del Coni Mario Pescante, sarebbe assai arduo non coinvolgere il
nostro esecutivo in una vicenda che si concludesse con la vittoria del
pregiudizio, con tanti saluti ai valori ed allo spirito dello sport. Gadi
Polacco ABORTO Ma la scomunica è automatica Egregio Direttore, mi riferisco
all'intervento del signor Dino Bertaccini sul "Tirreno" di martedì
concernente il delicato caso della bambina brasiliana di 9 anni alla quale è
stato procurato l'aborto da una equipe di medici. è errato dire che la Chiesa
brasiliana li abbia scomunicati, perché il codice di diritto canonico prevede per
i cattolici che procurano l'aborto, la scomunica automatica «latae sententiae»
(esclusione temporanea dai sacramenti) salvo rare eccezioni. Il Vescovo di
Recife non poteva non confermare il principio della sacralità della vita, ma sa
anche che la Chiesa ammette l'aborto, come male minore, se c'è un
inequivocabile pericolo di vita della madre. E in quel caso, trattandosi di una
bambina di 9 anni, il pericolo poteva esserci. David Salvadori
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
n. 62 del 2009-03-13
pagina 33 Fiorello, Arbore, Lerner: «L'ansia da Auditel colpisce anche noi» di
Laura Rio Lo showman: «Sul satellite più facile esprimermi» Il musicista: «Ora
preferisco stare lontano dalla Tv» Chi dice di esserne immune, statene certi,
sta mentendo. Si chiama ansia da Auditel. Non c'è personaggio, autore o
dirigente televisivo che alle dieci e zero cinque del mattino non scorra i dati
d'ascolto con il cuore palpitante. E si apra in un sorriso se i numerini sono
soddisfacenti o si deprima in caso contrario. Dunque, c'è poco da stupirsi che
anche un grande come Rosario Fiorello che, negli ultimi anni, in qualsiasi show
o esperimento si sia cimentato ha conquistato punti di share da capogiro,
motivi così la sua decisione di lasciare la Rai per andare sul satellite: «Sarò
finalmente libero di esprimermi senza l'ansia dell'Auditel», ha detto ieri al
lancio del suo show in onda su SkyUno dal 2 aprile. Insomma, non dovrà più
avere il patema di doversi inventare programmi a prova di audience. «Sarà uno
show aperto a qualsiasi cosa - spiega Fiorello -. Potrò fare quello che voglio,
anche parlare per venti minuti con le signore della prima fila». «Anche in Rai
- tiene a precisare - ero libero, solo che nelle tv generaliste se prepari cose
strane rischi che le bocciano per paura che non facciano ascolti». Fiorello,
dall'alto della sua strepitosa carriera, si può permettere di scegliere una
zona protetta in cui muoversi più agevolmente. Altri, per forza o per scelta,
ci sono riusciti, cercando canali meno esposti o zone del palinsesto più
facili. Chiambretti, dopo anni a La7, ha fatto un rischioso salto a Mediaset,
ma s'è riservato la libertà di manovra delle ore notturne di Italia Uno. «E se
l'Auditel la bocciasse?», gli fu chiesto poche ore prima della partenza del suo
show. «Mi sparo in diretta al Grande Fratello - rispose con una delle sue solite
battute pungenti -. Mi sono già messo d'accordo con Pier Silvio (Berlusconi)».
Gad Lerner, dopo anni di Rai (Profondo Nord, Milano, Italia, Pinocchio, Tg1) si
concede di parlare dell'esistenza dell'anima al lunedì in prima serata su La7.
Anche se non gli viene chiesto di confrontarsi con i grandi show delle reti
generaliste, anche lui al martedì si sveglia con l'ansia. «Certo che guardo i
dati preoccupato: se vado sotto la mia media, so già che dovrò trovare un
argomento più appetibile per la puntata successiva. Però spesso mi posso
permettere di trattare temi complessi. Anche La7, ovviamente, sta sul mercato e
ha degli obbiettivi d'ascolto da rispettare. E noi, nel nostro piccolo con
l'Infedele abbiamo la missione di superare la media della rete, per cui
farebbero bene a cacciarmi se portassi a casa risultati bassi. Detto ciò provo
grande soddisfazione a superare il tre per cento con una puntata come quella di
lunedì in cui facevo confrontare i lavoratori italiani con quelli dell'Est
europeo». Più agitato, però, è chi si deve portare a casa milioni di
spettatori. «Io non penso che la qualità abbia bisogno di una nicchia: si può
raggiungere una grande quantità di pubblico anche senza trucchetti alza
ascolti. La differenza tra una Tv come La7 e le altre non è tanto nella spada
di Damocle dell'Auditel, ma nella minore pressione politica per quanto riguarda
la scelta degli ospiti. Poi spetta a ognuno, su qualsiasi rete, non aderire
alla moda di invitare la solita compagnia di giro. Io, per esempio, mi picco di
essere sopravvissuto per vent'anni di Tv senza mai avere avuto in studio lo
Sgarbi alza-ascolti-automatico, ovviamente non ho nulla contro di lui». Un
altro grande che ha fatto la storia della nostra televisione, un mostro sacro
della musica italiana, Renzo Arbore, non ha paura di dire di tenersi lontano
dalla televisione per timore dell'Auditel. «Tutti hanno paura degli ascolti -
conferma -: in pubblico fanno finta di niente, ma l'ansia ce l'hanno eccome. Ce
l'aveva pure Nino Manfredi quando faceva Canzonissima, ce
l'hanno Pippo Baudo e Benigni, ce l'aveva pure Beppe Grillo: non
torna in tv per timore di non replicare i suoi successi. Dunque per lei
Fiorello ha fatto una scelta giusta... «Certo, ora può fare quello che vuole
senza curarsi dei numeri». Però è troppo facile per i big rifugiarsi nelle
nicchie del palinsesto... «Per fare ascolti devi essere senza scrupoli;
se vuoi difendere i contenuti, fare una tv allegra ma non cattiva, devi
dimenticare l'Auditel, per questo faccio poca Tv. Dopo il successo di Quelli
della notte, sudavo freddo quando mi imbarcai in Indietro tutta. E, dopo anni
sono tornato, con Meno siamo, meglio stiamo, perché mi sono permesso di andare
in onda di notte così potevo far suonare artisti come il jazzista Stefano
Bollani». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Centro, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
PONTE DEL MARE Il
Comune querela An e «Prima da noi» PESCARA. L'amministrazione comunale ricorre
alle vie giudiziarie per difendersi dagli attacchi del Pdl sul Ponte del mare.
Ieri il vice sindaco, Camillo D'Angelo, ha annunciato che sporgerà querele nei
confronti di An e del quotidiano, pubblicato su Internet, «Prima da noi».
Secondo l'ente, An avrebbe diffuso un comunicato dal contenuto diffamatorio sul
Ponte del mare, mentre «Prima da noi» è accusata di aver
riportato notizie non vere su presunti incontri segreti tra il sindaco,
D'Alfonso e la sua giunta. Solidarietà a «Prima da noi» è stata espressa
dall'associazione «Pescara in Comune by amici di Beppe Grillo» e
dal consigliere regionale del Prc, Maurizio Acerbo.
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
n. 62 del 2009-03-13
pagina 10 Franceschini per battere Berlusconi s'inventa cavaliere.
Dell'Apocalisse Il segretario democratico chiama alle armi in vista delle
Europee: «Premier clerico-fascista. Se vince, inimmaginabile ciò che farà» di
Gianni Pennacchi CATASTROFISMO Dalla crisi economica ai rischi per la
democrazia, su tutto toni drammatici RomaAltro che Caporetto e la linea del
Piave, qui siamo a Masada, anzi a Jonesville. Il fresco leader del Pd chiama
alle armi l'intero popolo del centrosinistra, i nostalgici dell'Ulivo nostrano
e mondiale, i delusi dalla precedente gestione, anche i ragazzi del '98 (di
entrambi i secoli) e quanti han già optato per il mare in vista delle prossime
elezioni, affinché levino i cuori e gli scudi ergendo un argine contro l'oppressore.
Che è ovviamente il Cavaliere nero, il cui tallone sta per opprimere l'Italia
sotto una dittatura più feroce del nazifascismo. «Inimmaginabile» addirittura,
avverte Dario Franceschini. Dunque stringetevi a coorte, amici e compagni,
mobilitatevi anche dalla sinistra radicale e alternativa per portar l'acqua,
pardon il «voto utile», al Pd, l'unica diga possibile. Quello, il feroce
dittatore, alle europee rischia di «stravincere» come ha «stravinto» in
Sardegna, ammette il successore di Walter Veltroni. E se va così, non abbiate
dubbi: finiremo tutti nel baratro come i topolini ammaliati dal pifferaio di
Hamelin. Credete che si stia esagerando, si voglia far caricatura delle parole
di Franceschini? Non ve ne è alcun bisogno, il segretario del Pd fa tutto da
solo: supera in grandezza il predecessore, scavalca in catastrofismo Antonio Di
Pietro e lo rende inutile, stupisce e sorprende sparando sempre più in alto.
Per quest'ultimo allarme lanciato oggi dalle pagine dell'Espresso non risparmia
i toni tragici e i colori foschi, fa mostra di realismo ammettendo una disfatta
peggiore di Caporetto, per prevedere ed annunciare un futuro apocalittico ormai
imminente. «La Sardegna era la prova generale per quello che potrebbe venire
dopo», esordisce Franceschini per poi scoprire: «Berlusconi non voleva vincere,
ma stravincere. E se stravince alle europee, grazie all'astensionismo e alla
delusione nel nostro campo, quello che potrà fare dal giorno dopo è
inimmaginabile». L'intervistatore si stupisce, gli sembra esagerata questa
minaccia «inimmaginabile», ma quello invece di sfumare conferma e addirittura
carica: «Cavalco il realismo. Ci sono segnali sufficienti per capire che
Berlusconi metterà in campo un disegno di riprogettazione istituzionale, di
svuotamento della Costituzione e del Parlamento in chiave decisionista». E poi,
a Berlusconi che gli dava del catto-comunista ha risposto così: «Magari sarebbe
utile che il suo consulente di storia del movimento cattolico gli spiegasse che
lui tecnicamente è un clerico-fascista». Da mozzare il fiato, far sembrare
Veltroni un pacato contendente e Di Pietro un lord inglese. Ma non c'è dubbio
che se Attila è alle porte, sta architettando un piano di «riprogettazione
istituzionale», vuole «svuotare» la Costituzione e il Parlamento, qui occorre
la mobilitazione generale, anche il Piave non basta, bisogna asserragliarsi a
Masada nell'estrema difesa, meglio ancora radunarsi a Jonesville. Non vi dice
niente quest'ultima località? Era il recinto eretto in Guyana dalla setta del Tempio
del Popolo, dove il 18 novembre 1978 il «reverendo» Jim Jones donò la
«salvezza» ad un migliaio di suoi fedeli con barili di cianuro. Ma ci crede
davvero? In verità si rivela contraddittorio, perché nella stessa intervista
Franceschini si dice fermamente «convinto che il Paese è contendibile. Per
renderlo tale nel concreto, Berlusconi va incalzato sulla capacità di
governare», e spiega: «Loro non stanno governando: continuano a mobilitare il
consenso, con gli annunci, e sono in campagna elettorale permanente. Alla fine
l'opinione pubblica si stancherà di sentirsi promettere sette-volte-sette
sempre le stesse cose, gli stessi finanziamenti, le stesse risorse». Ma se è
così, perché mai il Cavaliere nero dovrebbe «stravincere» anche a giugno? Il
popolo non è mica bue, no!? L'impressione è che il pur abile Franceschini,
nell'ansia di occupar le scene ne spari una al giorno, entrando così nel tunnel
di doversene inventare di sempre più fragorose. Prima lo stipendio per tutti,
poi la tassa sui ricchi, ora Berlusconi che se per Di Pietro è Peron per lui è
peggio di Hitler. Domani che tirerà fuori dal cilindro? Ma poiché per quanto si
voglia scavalcare c'è sempre qualcuno più a sinistra di te, a smontare il segretario del Pd provvede il comico Beppe Grillo, che lette le parole di Franceschini mentre presentava il suo
candidato a sindaco di Bologna ha sentenziato: «Veltroni è uno che in 24 ore ti
scordi anche che faccia aveva. Era il nulla e non rappresentava nulla.
Franceschini è ancora oltre il nulla, è l'antimateria». Ineffabile e
sibillino però, Massimo D'Alema risponde così alla richiesta di un giudizio sul
successore di Veltroni: «Franceschini mi pare che stia lavorando bene. Con lui
non siamo più condannati a vivere di polemiche. C'è un clima sereno e non ci
sono più dissidi interni». Se lo dice lui... © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA
- Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Blogosfere" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Mar 0913 Da Santoro
Renzi e Bassolino: il vecchio contro il bambino. Preferite la novità o l'usato
(quasi) sicuro? Pubblicato da Tiziano Scolari alle 08:30 in centro sinistra
Ieri puntata quasi federalista dell'Anno Zero di Santoro. C'è Matteo Renzi, la
nuova stella del Pd, il 35enne presidente della provincia di Firenze che ha
vinto le primarie a sindaco del capoluogo contro il candidato della segreteria
del Pd. Ma c'è anche la palla al collo, quel Bassolino che governa Napoli e la
Campania da 15 anni e che nei mesi della crisi rifiuti era additato come il
principale colpevole. Il nuovo e il vecchio del Pd. Renzi che che parla di Wi
Max e che chiede ai parlamentari del Pd di dare il buon esempio, di rinunciare
alla pensione parlamentare dopo pochi anni di legislatura. Bassolino che dice
che il problema fondamentale è che il Partito Democratico sia nato con 12 anni
di ritardo, è arrivato nel 2008 mentre bisognava farlo nel 1996. Dice che
l'importante è vincere e per vincere bisogna tornare alle alleanze larghe, con
le forze intelligenti della sinistra e con le forze moderate. Come dire,
torniamo alle belle coalizioni con dentro tutti, da Mastella a Bertinotti, da
Dini a Pecoraro Scanio. Il giovane: scout, cattolico, che non ha problemi ad
ammettere che nelle condizioni di Eluana, lui vorrebbe che a decidere sulla sua
sorte fosse la sua famiglia, non il papa. Il vecchio, che c'ha pensato 50, 100
volte di dimettersi, ma poi lui era tranquillo, senza colpe. Che parla solo
della costituzione e che dice che la sua generazione deve aprire porte e
finestre ai giovani. Appunto. E alla fine Domenici, l'attuale sindaco di
Firenze del Pd. Credo che dovremmo fare a meno di quasi
tutti i lidear della sinistra, perchè credo che quasi tutti i lidear si siano
seduti al tavolo con i poteri forti. L'hanno capito anche loro, forse... P.s.
Chissà se a Firenze saranno proprio le liste civiche di Beppe Grillo a far vincere il candidato del centro destra. (l'ex portiere
Giovanni Galli?)
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
n. 62 del 2009-03-13
pagina 33 Fiorello, Arbore, Lerner: "L?ansia da Auditel colpisce anche
noi" di Laura Rio Lo showman: "Sul satellite più facile
esprimermi". Il musicista: "Ora preferisco stare lontano dalla
Tv" Chi dice di esserne immune, statene certi, sta mentendo. Si chiama
ansia da Auditel. Non c?è personaggio, autore o dirigente televisivo che alle
dieci e zero cinque del mattino non scorra i dati d?ascolto con il cuore palpitante.
E si apra in un sorriso se i numerini sono soddisfacenti o si deprima in caso
contrario. Dunque, c?è poco da stupirsi che anche un grande come Rosario
Fiorello che, negli ultimi anni, in qualsiasi show o esperimento si sia
cimentato ha conquistato punti di share da capogiro, motivi così la sua
decisione di lasciare la Rai per andare sul satellite: «Sarò finalmente libero
di esprimermi senza l?ansia dell?Auditel», ha detto ieri al lancio del suo show
in onda su SkyUno dal 2 aprile. Insomma, non dovrà più avere il patema di
doversi inventare programmi a prova di audience. «Sarà uno show aperto a
qualsiasi cosa - spiega Fiorello -. Potrò fare quello che voglio, anche parlare
per venti minuti con le signore della prima fila». «Anche in Rai - tiene a precisare
- ero libero, solo che nelle tv generaliste se prepari cose strane rischi che
le bocciano per paura che non facciano ascolti». Fiorello, dall?alto della sua
strepitosa carriera, si può permettere di scegliere una zona protetta in cui
muoversi più agevolmente. Altri, per forza o per scelta, ci sono riusciti,
cercando canali meno esposti o zone del palinsesto più facili. Chiambretti,
dopo anni a La7, ha fatto un rischioso salto a Mediaset, ma s?è riservato la
libertà di manovra delle ore notturne di Italia Uno. «E se l'Auditel la
bocciasse?», gli fu chiesto poche ore prima della partenza del suo show. «Mi
sparo in diretta al Grande Fratello - rispose con una delle sue solite battute
pungenti -. Mi sono già messo d'accordo con Pier Silvio (Berlusconi)». Gad
Lerner, dopo anni di Rai (Profondo Nord, Milano, Italia, Pinocchio, Tg1) si
concede di parlare dell?esistenza dell?anima al lunedì in prima serata su La7.
Anche se non gli viene chiesto di confrontarsi con i grandi show delle reti
generaliste, anche lui al martedì si sveglia con l?ansia. «Certo che guardo i
dati preoccupato: se vado sotto la mia media, so già che dovrò trovare un
argomento più appetibile per la puntata successiva. Però spesso mi posso
permettere di trattare temi complessi. Anche La7, ovviamente, sta sul mercato e
ha degli obbiettivi d?ascolto da rispettare. E noi, nel nostro piccolo con
l?Infedele abbiamo la missione di superare la media della rete, per cui
farebbero bene a cacciarmi se portassi a casa risultati bassi. Detto ciò provo
grande soddisfazione a superare il tre per cento con una puntata come quella di
lunedì in cui facevo confrontare i lavoratori italiani con quelli dell?Est
europeo». Più agitato, però, è chi si deve portare a casa milioni di
spettatori. «Io non penso che la qualità abbia bisogno di una nicchia: si può
raggiungere una grande quantità di pubblico anche senza trucchetti alza
ascolti. La differenza tra una Tv come La7 e le altre non è tanto nella spada
di Damocle dell?Auditel, ma nella minore pressione politica per quanto riguarda
la scelta degli ospiti. Poi spetta a ognuno, su qualsiasi rete, non aderire
alla moda di invitare la solita compagnia di giro. Io, per esempio, mi picco di
essere sopravvissuto per vent?anni di Tv senza mai avere avuto in studio lo Sgarbi
alza-ascolti-automatico, ovviamente non ho nulla contro di lui». Un altro
grande che ha fatto la storia della nostra televisione, un mostro sacro della
musica italiana, Renzo Arbore, non ha paura di dire di tenersi lontano dalla
televisione per timore dell?Auditel. «Tutti hanno paura degli ascolti -
conferma -: in pubblico fanno finta di niente, ma l?ansia ce l?hanno eccome. Ce
l?aveva pure Nino Manfredi quando faceva Canzonissima, ce l?hanno Pippo Baudo e
Benigni, ce l?aveva pure Beppe Grillo: non
torna in tv per timore di non replicare i suoi successi. Dunque per lei
Fiorello ha fatto una scelta giusta... «Certo, ora può fare quello che vuole
senza curarsi dei numeri». Però è troppo facile per i big rifugiarsi nelle
nicchie del palinsesto... «Per fare ascolti devi essere senza scrupoli;
se vuoi difendere i contenuti, fare una tv allegra ma non cattiva, devi
dimenticare l?Auditel, per questo faccio poca Tv. Dopo il successo di Quelli
della notte, sudavo freddo quando mi imbarcai in Indietro tutta. E, dopo anni
sono tornato, con Meno siamo, meglio stiamo, perché mi sono permesso di andare
in onda di notte così potevo far suonare artisti come il jazzista Stefano
Bollani». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
Comprare meglio e
spendere meno La prossima mossa è il sito internet Venerdì 13 Marzo 2009,
Castelfranco Comprare meglio, spendere meno, mangiare più sano. Questi i motivi
che hanno spinto alla creazione di un Gruppo di Acquisto Solidale a
Castelfranco. L'iniziativa è partita in sordina da qualche
mese su spinta di alcuni componenti del Meetup di Beppe Grillo di
Castelfranco e ora è pronta per decollare. In tempi di crisi, ci si industria
per far quadrare i bilanci, anche se dietro ai gruppi di acquisto solidale c'è
una filosofia che guarda al rispetto dei prodotti locali e al biologico prima
di tutto. L'obbiettivo ora è di far conoscere il nuovo gruppo, di farlo
espandere e quindi creare un sito internet che potrebbe pubblicizzare
direttamente i prodotti online, poi basterebbe cliccare, prenotare e quindi
andare a prendere il prodotto al centro di smistamento. Si tratta di una vera e
propria rivoluzione che può cambiare la vita alla gente, può farla mangiare più
sano e spendere meglio i propri danari. «Un Gas per tutta Castelfranco è
improponibile - scrivono nel Meetup di Beppe Grillo -,
il futuro potrebbe essere un Gas per ogni quartiere o frazione, magari un
coordinamento. Per ora il seme è stato gettato, siamo piccolini, ma siamo già
nati». «Si acquistano prodotti biologici e genuini cercando di affidarsi il più
possibile ai produttori locali, o almeno il più vicino possibile - scrivono
ancora in internet -. Abbiamo comprato del fantastico riso direttamente da un
produttore pavese distribuito in altrettanti fantastici sacchetti di carta.
Abbiamo comprato dell'ottima polenta tradizionale prodotta, pensate,
dall'Istituto Agrario di Castelfranco. È partita una fornitura costante di
cassette di verdura bio rigorosamente di stagione (buonissima). Si è acquistata
anche dell'ottima carne di manzo. Il rapporto qualità-prezzo è ottimale». «Ora
tutto funziona via e-mail - fa sapere Leonardo Brunetta, uno dei referenti del
Meetup di Grillo -, l'idea è di creare un sito
internet in cui pubblicizzare anche i prodotti da acquistare. Si punta ad
acquistare i prodotti direttamente dal produttore. Sono più genuini e si riesce
a risparmiare. Lo scopo è anche quello di sostenere i produttori locali che
sono schiacciati dalla concorrenza dei centri commerciali. Si può acquistare
qualsiasi cosa, c'è una fornitura settimanale. L'idea è di far crescere l'iniziativa
con un piattaforma in internet dedicata e coinvolgere nuova gente. Ovviamente
più si è e più si risparmia». Matteo Ceron
( da "Virgilio Notizie" del 13-03-2009)
Argomenti: Grillo
(ASCA) - Roma, 13
mar - ''Non mi pare, come dice il sen. Gasparri, che la trasmissione di
Annozero dedicata al Pd e' stata una sorta di beatificazione di Bassolino. Piu'
semplicemente, mi e' parsa una ghiotta occasione per
ridicolizzare il Pd con la benedizione del conduttore e l'immancabile
intervento di Beppe
Grillo. Il tutto condito dal nuovismo
violento del giovanissimo Renzi, gia' segretario di partito, attuale Presidente
della Provincia e probabile futuro Sindaco di Firenze. Insomma, un tentativo
ben riuscito per ridurre il Pd ad un esperimento mal riuscito. Altroche'
Bassolino e la sua beatificazione''. E' quanto sostiene Giorgio Merlo, Pd,
vicepresidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai.
( da "Stampa, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Batte il ritmo con
latino e commercial Genova «Delirio», di e con Beppe Grillo al Vaillant Palace, zona Fiumara, dalle 21. La Passione secondo
Luca e Paolo, con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu alle 21 al Politeama
Genovese (ultima replica). «Zoom Party Band» (cover) al Fellini di via XII
Ottobre. «Il Sabato delle donne» allo Scandinavian discobar di via D'Annunzio.
Duo Ascolese e Canavesio (jazz) al Borgoclub di via Vernazza. Dj Max Valenti
(house) a Nervi al Senhor do Bonfim di passeggiata Garibaldi. Fausto Ferraiuolo
Trio al Count Basie Jazz di via Tana. Big boss band, rock al Sound Village di
via XX Settembre. Tequila party, musica latinoamericana al Fronte del Porto
(Palazzo Millo). Alla discoteca Estrella del Terminal Traghetti doppio dj alle
consolle, dj Gino (Italia) e dj El Chino (Ecuador). Al Caribe Club di
Puntavagno serata dedicata agli Oscar del ballo, alla consolle il dj Chelo. Al
Cezanne di via Cecchi disco & disco Quei favolosi anni Ottanta, dedicata
all'anno musicale 1983 con le Hits proposte da dj Giulio Allerino di Radio
Nostalgia. Al Café Latino di via Santa Zita serata 100% Latina a cura di Rincon
Latino, con dj Willy, Francy e Boris. Varazze Alla discoteca Orizzonte «evento
urban wave», con deejay esperience, una consolle a disposizione del pubblico
per mixare (dj resident Stingo), sala latina con l'animazione del gruppo Glemyr
Hernandez. Al dancing Nautilus orchestra Paolo Tarantino e discoteca. Concerto
dei «999», tributo ai Police, al Takabanda. Alla discoteca Gilda serata
latino-americana dalle 22,30 con dj Daniel El Bachatero ed animazione Movida
Latina. Serata danzante con orchestra alla balera da Carlin. Ritrovi al
Perbacco, al Cupido 2, all'Invidia, al Miramare, al Convino, al Fiore ed al
QQ7. Celle L. Musica e ritrovi al Ghironda ed al Charly Max. Albissola M. Al
Soleluna on the beach «Party Chupa Chups», Djs Slide Max e Andy Life Voice,
Crazy Elert MC Sexy animation. Al Fashion Club Prana «Starlight Night Effect» e
le hit del momento, ma non solo, con i dj's David e Nick Leder (Voice Alba).
Ritrovi al Testa, all'Happy Bar al Dolphin's Britain, all'Angelo's, al
Varadrillo, al The Friend's ed alla Madonna. Albisola S. Ritrovo all'Extrò, al
Pilar, alla Taverna di Hook, all'Ombelico ed all'Sms Café. Cengio Ritrovi al
Cantuccio ed al Bar Idea di località Isole. Millesimo Ritrovi al Caffè del
Castello con musica con Enrico Zarin dj. Ritrovi al bar Il Girasole ed alla
birreria Maltese. Carcare Musica e karaoke alla gelateria Crespi, alla
gelateria della Pesa ed alla birreria Green Pub. Cosseria Al Vida Loca serata
con genere latino-americano con Ulises (località Marghero). Cairo M. Serata
danzante con Marco «La Voce di Radiozeta» al dancing La Perla. Ritrovo al Be
Pub birreria ed all'Osteria del Vino Cattivo. Savona «Do you Mr. Jones?»,
tributo a Bob Dylan al Raindogs di via Chiodo. Serata danzante con liscio e
revival di Donatella al dancing Le Monde. Serata danzante al dancing Milleluci.
Liscio e revival al dancing Aurora di Valleggia, stuzzichini per tutti a
mezzanotte. Dj set Cicci ed Enrico Zarin dj dalle 19 al Brandale wine bar.
Ritrovo Vandergraaf pub fra il teatro Chiabrera e via Paleocapa. Musica d'atmosfera
negli altri locali della Vecchia Darsena. Al Caffè Teatro, dalle 18 alle 21,
Cocktail Party Friends e dj set live (dagli Anni '
( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Pagina 10 - Cultura
e spettacoli ROMANZIERE, GIORNALISTA E POETA Bolognese, classe 1947, Stefano
Benni, stasera a Udine, è giornalista, scrittore e poeta. È autore di vari
romanzi e antologie di racconti, tra i quali Bar Sport, Elianto, La Compagnia
dei Celestini, Baol, Comici spaventati guerrieri, Saltatempo, Margherita
Dolcevita. Ha collaborato con i settimanali L'Espresso e Panorama, con i
satirici Cuore e Tango, i mensili Il Mago e Linus, i quotidiani la Repubblica e
il manifesto. Nel 1989 con Umberto Angelucci diresse il film Musica per vecchi
animali, tratto dal suo romanzo Comici spaventati guerrieri e interpretato da
Dario Fo, Paolo Rossi e Viola Simoncioni, ma già due anni
prima era stato sceneggiatore di un altro film, Topo Galileo di Francesco
Laudadio, interpretato dall'amico Beppe Grillo e
musicato da Fabrizio De André e Mauro Pagani. Con il jazzista Umberto Petrin è
autore di Misterioso. Viaggio nel silenzio di Thelonius Monk.
( da "Repubblica, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Pagina VII - Bologna
Elezioni, guerra dei sondaggi ogni candidato ha il suo che è ok Delbono dal 41
al 51%; Guazzaloca 25-30; Cazzola 18-25 LUCIANO NIGRO E´ il giorno della guerra
dei sondaggi. Scontro di cifre e di nervi tra i candidati che si affidano alla
società demoscopiche per dimostrare di essere forti. Nel giorno in cui
"è-tv" rende nota una rilevazione dell´11 marzo che attribuisce il
41% dei consensi a Flavio Delbono, il 30% a Giorgio Guazzaloca e il 18% a d
Alfredo Cazzola, fioccano anche le indiscrezioni su altri sondaggi, con
risultati completamente diversi. I numeri raccolti da Cazzola, secondo
l´agenzia Dire, darebbero infatti un distacco minimo tra l´ex patron del Bologna
al 25% e l´ex sindaco di centrodestra al 28%. E ieri sera all´incontro del Pd
con Fassino girava voce di una terza indagine della Dmp di Casalecchio per
"7 Gold" che darebbe Delbono al 51% con Guazzaloca al 25% e Cazzola
al 19%. Una tempesta di numeri che sembra la continuazione del braccio di ferro
psicologico tra i candidati che dura ormai da una settimana. Da quando il
candidato sostenuto dal Pdl e dalla Lega Nord ha dichiarato di essere ormai
«nella corsia di sorpasso» e gli uomini di Guazzaloca gli hanno risposto che «a
furia di sparate Cazzola è ormai finito» visto che i sondaggi lo danno in
ritardo di più di dieci punti dall´ex sindaco. L´unica ricerca resa pubblica,
per ora, è quella di Lorien Consulting, la quarta da gennaio della società che
svolge le rilevazioni per "è-tv". Secondo l´indagine, condotta il 10
e 11 marzo, su un campione di 1200 bolognesi, la pressante iniziativa di
Cazzola non avrebbe prodotto lo sfondamento atteso. Al ballottaggio andrebbero
Delbono sostenuto da Pd e Idv e Guazzaloca con la lista civica «per Bologna».
Cazzola, rispetto al mese precedente, guadagna posizioni: passa dal 14,7% al
18,3% (più 3,6% in un mese), ma resta distanziato di quasi dodici punti da
Guazzaloca, nonostante un lieve arretramento dell´ex sindaco che passa da 32,7%
al 30,1% (meno 2,6%). Sostanzialmente stabile Delbono che perde lo 0,6% e si
ferma a 41,3%, ancora ben lontano dalla possibilità di vincere al primo turno.
Secondo Lorien Consulting è in calo anche Gianfranco Pasquino che ottiene il
4,2% contro il 6,6% del mese precedente. Tra gli outsider, Valerio Monteventi
raggiunge il 2,2% con la sua lista Bologna Libera; Rifondazione comunista è
all´1%; "Bonaveri con la lista civica di Beppe Grillo" è all´1,9% (anche se va detto che Grillo, in realtà, ha lanciato la candidatura di Giovanni Favia). Per
Lorien Consulting Guazzaloca è in testa nella classifica dell´affidabilità
(62,4%), onestà (69,5%) e simpatia (53,8%). Secondo per affidabilità e onestà è
Delbono che solo per simpatia è superato lievemente da Cazzola.
Un´indagine che Cazzola liquida in modo sferzante: «La Lorien è una società non
vicina, ma vicinissima, all´Udc. Insomma la Lorien dà i numeri per l´Udc e di
conseguenza per Giorgio». E allega un articolo dell´Unità in cui Lorien
Consulting, nel 2005, prevedeva l´Udc al 10%.
( da "Secolo XIX, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Premanico,festa
perl'organo il restauro donata bonometti STAMANE Premanico festeggia il ritorno
di un organo del '700, piccolo organo da processione, decorato con taglio
fiammingo, contenente ben 400 canne di assoluto pregio tutte in lega pura. Quel
che si dice un gioiellino che riprenderà a suonare, dopo il restauro per opera
di specialisti della Valfontanabuona, nella chiesa di Premanico. Con la musica,
la messa, un piccolo rinfresco questo borgo, annegato nel verde di ulivi e
ciliegi in un silenzio antico, in valle Stura, sulle alture di Borgoratti, festeggerà
la fine dei restauri interni e esterni della parrocchiale, seguiti passo passo
dalle Soprintendenze. «Era una chiesa con le bacinelle a raccogliere acqua,
crepe nei muri, la sacrestia sotto la volta stellata - ricorda il parroco don
Franco Doragrossa- è tornata ospitale e accogliente grazie all'impegno della
Banca Etica che ha dato gambe all'avvio dei lavori, al buon cuore della ditta
che ha eseguito i restauri e all'incredibile lavoro dei volontari di Premanico
che hanno aiutato, sostenuto, amato la propria chiesa come fanno da secoli». La
comunitàè stata la vera artefice del recupero, prodigandosi nella ricerca di
foto antiche a cui ispirare le decorazioni esterne oramai scomparse e seguendo
passo passo ogni lavoro eseguito. E fra le giovane coppie che abitano questo
paesino invidiabile ci sono anche due musici del Carlo Felice. Così proprio con
l'orchestra in chiesa, molti anni fa, si iniziò la raccolta di fondi per un
edificio sulla cui sopravvivenza nessuno avrebbe scommesso. Invece questa comunità
di anziani storici, dove si festeggiano nozze d'oro e di diamante sempre in
compagnia, coralmente, e dove le numerose coppie giovani cominciano a
rinforzare la popolazione (oltre venti gli ultimi nati) ha collaborato
attivamente perché la chiesa riprendesse la sua centralità, oltre che
l'eleganza del suo stile. E rientra, restaurato sapientemente, anche il quadro
seicentesco di "San Lorenzo tra i santi". Ultima chicca: sul
campanile, che racchiude campane "vere" la cui voce si spande per la
valle, una croce che si illumina al tramonto e cambia colore a seconda se i
giorni sono festivi o feriali, alimentata da un piccolo pannello solare. Il parroco aveva chiesto aiuto, anni fa, persino a Beppe Grillo per capire come districarsi fra le nuove leggi in tema di
energia alternativa e poter così riscaldare ed illuminare l'intera chiesa. Alla
fine si è"accontentato" del campanile. 14/03/2009
( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del
14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Sabato 14 Marzo 2009
Chiudi Comincia a popolarsi il parterre dei candidati a sindaco per la città di
Anagni, in vista delle elezioni comunali del prossimo 6-7 giugno.
Ufficializzata da tempo la candidatura di Carlo Noto per il centro destra, ed
ancora da decidere quella del centro sinistra, si sono
aggiunti Danilo Ciprani esponente della sezione anagnina degli Amici di Beppe Grillo, e da ieri un altro "indipendente": Manlio Felici,
imprenditore immobiliare, 57 anni, appoggiato da una lista civica: «Il mio
obiettivo è quello di raccogliere i consensi dei cosiddetti "delusi"
dell'uno e dell'altro schieramento". Tra le priorità in caso di
elezione, "il rilancio dell'agricoltura e all'eliminazione della filiera,
visto che ormai il settore industriale è in netto declino; quanto al turismo,
invece, serve un grande polo per accogliere i visitatori". Infine due
promesse: "Creare 500 posti di lavoro in cinque anni; mettere a
disposizione lo stipendio da sindaco a favore ogni mese di una famiglia
disagiata». Pa.Car.
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Sabato 14 Marzo 2009
Chiudi di SIMONE RONCHI CIVITANOVA - Interventi debordanti, scaletta stravolta
e il caso ghiaia, argomento principe del consiglio comunale di giovedì sera,
slitta a data da destinarsi. Il tutto con buona pace dei cittadini accorsi a Palazzo
Sforza per sentire il dibattito sulla questione, fra i quali spiccavano
esponenti del meet-up locale di Beppe Grillo alla
fine a dir poco amareggiati. «E' stato fatto di tutto perché non si parlasse
della ghiaia» tuona il grillino Domenico Bevilacqua. E' stata una seduta
pittoresca. Si è partiti con la lunga fase dedicata alle interrogazioni, per
poi approdare all'approvazione all'unanimità della mozione del Pd sulla vicenda
della bonifica del Chienti (cui sono stati apportati al volo alcuni
emendamenti). Molti gli interventi sul tema, fra i quali un lungo assolo
dell'assessore al personale Renzo Foresi. Quindi, su proposta del capogruppo di
Fi Fernanda Recchi, si è deciso di anticipare due punti all'apparenza innocui,
riguardanti il transito veicolare nel cimitero e le urne cinerarie. E qui sono
cominciati i problemi, complice un altro monologo dell'assessore Foresi, che ha
mandato su tutte le furie l'opposizione. «E' scandaloso - commenta Antonio
Recchioni de La Nuova Città -. E' stata messa in atto una strategia per non
trattare il punto sui lavori pubblici e sulla richiesta di una commissione di
indagine ad hoc. Abbiamo assistito ad una provocazione inaccettabile da parte
di Forza Italia, Foresi ha trasformato il consiglio in una baraonda. La cosa grave
è che il presidente del consiglio e il sindaco lo abbiano permesso». La
riunione è entrata poi nel vivo con il nodo Civitapalas. Il Pd ha chiesto lo
scioglimento della società pro palaspettacoli, proposta che non è passata con
15 voti contro della maggioranza e
( da "Manifesto, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
NAPOLI I saldi del
falso: tre cd al posto di uno. Blitz in negozio abusivo Napoli, si sa, è una
città dove l'arte di arrangiarsi certo non difetta. E non da ora. In tempi di
crisi economica, quest'arte ovviamente si moltiplica. I primi ad adeguarsi e
farsi fronte sono stati i contraffattori di cd musicali: anche loro colpiti da
una contrazione delle vendite (anche perché la concorrenza del peer to peer, lo
scambio via internet e il download gratuito, è spietata), per catturare nuovi
clienti si sono inventati il compri tre paghi uno. Nel senso che su un solo
compact disc ci puoi trovare masterizzati fino a tre album di artisti diversi.
A scoprirlo è stata ieri la polizia dei Decumani, che ha arrestato 8 persone e
sequestrato 25.000 cd e dvd contraffatti in un vero e proprio supermarket del
falso. Tra i dischi sequestrati c'era ad esempio un solo cd contenente gli
ultimi album di Gigi D'Alessio, Tiziano Ferro e Giusi Ferreri (che vanno alla
grande tra il pubblico dei quartieri partenopei più popolari). Tre artisti al
prezzo di uno, insomma. Nonostante i prezzi fossero già abbondantemente al di
sotto dei normali prezzi di mercato. Nel «catalogo» dei falsificatori
ovviamente tutte le canzoni dell'ultimo festival di Sanremo e anche tutti i
film premiati ai recenti Oscar. Molte copie sequestrate anche dell'ultimo spettacolo teatrale di Beppe Grillo
«Delirio». Ovviamente gettonatissimi i cantanti neomelodici (Maria Nazionale,
Salvatore Ricciardi, etc), alcuni dei quali diventati delle vere e proprie star
locali proprio attraverso l'industria del falso (il precursore è stato il primo
Nino D'Angelo, quello di 'Nu jeans e 'na maglietta). Gli otto arrestati
sono stati trovati in una vera e propria centrale del falso in pieno centro
storico, che vendeva la merce a prezzi assolutamente concorrenziali rispetto ai
normali negozi di dischi e dvd di film. E che quindi, come un qualsiasi negozio
che si rispetti, era pieno di acquirenti. Che sono scappati alla vista degli
agenti utilizzando un'uscita secondaria.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
14-03-2009)
Argomenti: Grillo
BOLOGNA PRIMO PIANO
pag. 6 di LUCA ORSI UNA SFIDA a colpi di sondaggi. Una guerra psicologica a
suon di p... di LUCA ORSI UNA SFIDA a colpi di sondaggi. Una guerra psicologica
a suon di percentuali. La combattono Giorgio Guazzaloca e Alfredo Cazzola,
candidati sindaco civici alle elezioni del 6-7 giugno. L'ex sindaco sostenuto
dall'Udc, l'ex presidente di Bologna e Virtus appoggiato da Pdl e Lega Nord. E,
a seconda dei casi, la distanza fra i due sfidanti di Flavio Delbono candidato
del Pd, comunque saldamente in testa, anche se mai in grado di vincere al primo
turno cambia in modo considerevole. Intanto, Pier Ferdinando Casini, leader
dell'Udc, attacca Cazzola, che aveva ventilato presunti «accordi sottobanco»,
complice Guazzaloca, fra i casiniani e il Pd. «Comprendo il nervosismo di Cazzola
afferma Casini ma la differenza fra me e lui è che mentre l'Udc faceva
opposizione a Sergio Cofferati dai banchi del consiglio comunale, lui gli
scodinzolava dietro per Romilia». Riferimento al mega insediamento
sportivo-polifunzionale progettato da Cazzola, mai andato in porto per il veto
finale della Provincia. SECONDO un sondaggio Lorien consulting diffuso ieri e
commissionato da è-tv, se si votasse oggi, andrebbero al ballottaggio Delbono e
Guazzaloca. Il primo, con il 41,3% dei consensi, precede di undici punti l'ex
sindaco (al 30,1%), a sua volta nettamente in vantaggio su Cazzola, fermo al
18,3% nonostante l'appoggio ufficiale di An e FI. Ma ancora alta circa il 17% è
la percentuale degli indecisi. Rispetto a un mese fa, Delbono è stabile (era al
41,9%); Cazzola che era al 14,7% ha limato agli avversari circa quattro punti,
mentre Guazzaloca è sceso del 2,6%. Fra gli altri candidati, Gianfranco
Pasquino è dato al 4,2%, Valerio Monteventi al 2,2%, la new entry Giovanni
Favia (lista civica Beppe Grillo)
all'1,9%. CAZZOLA, però, boccia i numeri della Lorien consulting, «società non
vicina, ma vicinissima, all'Udc. Insomma, la Lorien dà i numeri per l'Udc, e di
conseguenza per Guazzaloca». A sostegno di questa tesi, lo staff di Cazzola
cita un articolo («mai smentito») pubblicato sull'Unità nel
( da "Giornale.it, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
n. 63 del 2009-03-14
pagina 7 Annozero getta la maschera È diventata la tv di Tonino di Redazione Il
Pd e i suoi dirigenti giovedì sera sono stati massacrati La creatura di Santoro
è sempre più la clava di Di Pietro Annozero ha annientato giovedì sera il Pd.
Per tre ore è andata in onda una terribile requisitoria contro il maggior
partito di opposizione e i suoi dirigenti. Chi è stato abituato a trasmissioni
antiberlusconiane può pensare che questa volta Santoro abbia stabilito una
sorta di reciprocità fra le due parti del Parlamento. Ma non è questa la
questione. Il salto di qualità di giovedì sera è stata nell'esplicita
intenzione del conduttore di annientare il Pd e di fare da traino a Di Pietro e
a Beppe Grillo. La scaletta del programma era
dettagliata. Apertura al solito comizio di Marco Travaglio. In studio due
giornalisti, Luca Telese e la direttora dell'Unità Concita De Gregorio, ai due
lati due esponenti del Pd. Il primo aveva il volto stanco di Antonio Bassolino che
ha passato la serata a discolparsi delle colpe della sua amministrazione. Il
secondo era Matteo Renzi, giovane candidato sindaco di Firenze, uno dei volti
nuovi del Pd, autore di una performance veramente penosa. Sia Renzi sia
Bassolino sono stati messi sulla graticola da servizi e collegamenti che
segnalavano la stanchezza e l'irritazione della base del Pd, stretta fra la
voglia di mandare tutto all'aria e l'invito al voto di astensione. In queste
macerie, si ergeva da trionfatore, oltre ai soliti Santoro
e Travaglio, la figura palingenetica di Beppe Grillo.
Siamo persino arrivati al punto che il conduttore, quello principale, ha
invitato le due vittime, Renzi e Bassolino, ad ascoltare con attenzione il
successivo intervento di Beppe
Grillo perché avrebbe contenuto delle
dichiarazioni di grande valore politico. Suppongo che tutti si siano
messi all'ascolto pensando o a uno scherzo di Santoro ovvero a una
dichiarazione solenne da parte del comico. Invece per dieci minuti Grillo ci ha spiegato che dovremo passare la nostra vita
chiusi in casa, rinunciando alla macchina e proponendo altre piacevolezze che
generalmente vengono in mente ai dittatorelli quando sono in crisi di
popolarità e vogliono fondare nuove civiltà sulla pelle degli altri. Annozero
eredita una lunga tradizione giornalistica di Michele Santoro che si era
caratterizzata negli anni per la sua spigolosità, per l'avversione verso una
parte politica ma spesso era costruita attorno a dibattiti di qualche
interesse. Quest'anno Santoro si è immaginato un format diverso. Fuggito dalla
politica, dopo aver brigato per entrarci, ha trasferito l'intera sua animosità
al servizio di un progetto politico. Anzi di un partito, meglio di un
partitino. Annozero non è più la trasmissione di tendenza che irritava alcuni e
galvanizzava altri. È via via diventata l'house organ di Antonio Di Pietro. È
la prima volta che un programma televisivo non solo si schiera da una parte ma
si dà il compito di fare terra bruciata attorno a tutto ciò che ostacola
l'espansione della bolla elettorale che vuole creare. Il progetto è partito da
lontano e ne sono state vittima non solo Clemente Mastella e Pierferdinando
Casini, ma anche tutto il mondo che faceva ombra all'espansione di Di Pietro.
La trasmissione più giustizialista della tv è riuscita persino a bastonare gli
organismi della magistratura quando ci sono state le polemiche su De Magistris.
È stata fatta un'intera puntata a difesa del grande spione Genchi. Quando la
magistratura ha messo naso negli affari napoletani di Di Pietro e del suo
«bambino», è toccato a Marco Travaglio difendere in tv con un editoriale
infuocato l'ex Pm. Un piccolo partito, l'Italia dei Valori, dispone ormai di un
potere mediatico usato come una clava. Siamo cioè ben oltre la propaganda e
l'appoggio incondizionato. Giovedì sera è andata in onda un'operazione di
macelleria politica. La rappresentazione del Pd, che chi scrive ha spesso
criticato severamente, è stata spinta fino al dileggio con tre protagonisti a
dir poco imbarazzanti. La direttora dell'Unità non ha reagito quando Travaglio
ha parlato di Veltroni e degli altri leader come di «gerarchi» fingendo di
dimenticare di essere stata nominata dal «gerarca» Veltroni, Bassolino
costretto alla difesa ha cercato di salvare la pelle, il giovane Renzi, quando
ha potuto, ha continuato a sparare sul proprio quartier generale nella speranza
di ridurre l'enfasi dell'attacco su di sé. Che cosa dobbiamo aspettarci da qui
al voto di giugno? Non sono fra quelli che pensa che Santoro non debba fare la
sua trasmissione. Il problema è se deve farlo senza regole. Mi chiedo se sia
legittimo che un piccolo partito come l'Italia dei valori possa disporre di una
simile clava per bastonare i propri avversari. C'è un problema di democrazia. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Centro, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
La replica del neo
presidente: «Il no suo e dei suoi amici dimostra che non ho mai fatto parte del
partito dell'acqua» «All'Aca mettiamoci gente competente» Di Matteo contro la
nomina di Di Cristoforo che ha diviso il Pd SAVERIO OCCHIUTO PESCARA. Il rinnovo
del cda dell'Aca non andava fatto «a ridosso delle elezioni amministrative», e
le nomine all'interno di queste aziende devono essere legate ad aspetti
«meritocratici e di competenza». L'osservazione non arriva
da un circolo di Rifondazione comunista o dagli "Amici di Beppe Grillo", ma da Bartolomeo Donato Di Matteo, ex presidente
dell'Azienda acquedottistica. Di Matteo interviene a gamba tesa sul caso che ha
diviso il Pd e i sindaci: la nomina di Ezio Di Cristoforo alla guida dell'Aca
che lui ha presieduto dall'agosto 2003 al febbraio 2005. Spiega di non
avere «nulla contro i nomi», ma contesta «sia nel metodo che nel merito» una
decisione ritenuta inopportuna a ridosso delle elezioni amministrative. Quindi
invita i partiti ad una riflessione più generale che riguarda le aziende
pubbliche locali di vario tipo, comprese quelle per la gestione dell'acqua,
intervenendo sui propri rappresenti nei Comuni e in Regione affinché si possano
determinare nomine legate ad «aspetti meritocratici e di competenza, visto che
queste aziende, tra l'altro, muovono capitali ingenti». Detto questo, Di Matteo
conclude «chiarendo ancora una volta che non è mai esistito, non esiste e non
esisterà mai un partito dell'acqua», invitando a dire basta «con questi
atteggiamenti strumentali che, a livello personale, hanno causato un grave
danno alla mia immagine umana e poltica». Pungente il commento di Ezio Di
Cristoforo all'indomani della sua elezione alla presidenza dell'Aca: «Ringrazio
tutti i sindaci amici dell'ex presidente Donato Di Matteo che ieri sera non mi
hanno votato alla presidenza dell'ente: hanno chiaramente e definitivamente
dimostrato che io non ho mai fatto parte del cosiddetto "partito
dell'acqua", se quel partito è mai esistito. Ma soprattutto ringrazio il sindaco
di Torre de' Passeri, Antonello Linari che, con la propria opposizione al mio
nome, nel tentativo di rinviare la nomina probabilmente a scopi elettorali, è
riuscito coalizzare tra loro tutti i sindaci estranei al "partito
dell'acqua", tanto da farmi votare quasi all'unanimità». Per Di Cristoforo
«tutti hanno avuto il giusto tempo per proporre altri nomi, altre candidature
diverse dalla mia. Invece» aggiunge «abbiamo assistito solo ad azioni
"staliniste" nate all'interno di quel partito che ancora rappresento,
il Pd, anche se non so ancora fino a quando».
( da "Giornale.it, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
n. 63 del 2009-03-14
pagina 7 Annozero getta la maschera. è diventata la tv di Tonino di Peppino
Caldarola Il Pd e i suoi dirigenti giovedì sera sono stati massacrati La
creatura di Santoro è sempre più la clava di Di Pietro Annozero ha annientato
giovedì sera il Pd. Per tre ore è andata in onda una terribile requisitoria
contro il maggior partito di opposizione e i suoi dirigenti. Chi è stato
abituato a trasmissioni antiberlusconiane può pensare che questa volta Santoro
abbia stabilito una sorta di reciprocità fra le due parti del Parlamento. Ma
non è questa la questione. Il salto di qualità di giovedì sera è stata
nell?esplicita intenzione del conduttore di annientare il Pd e di fare da
traino a Di Pietro e a Beppe Grillo. La scaletta del
programma era dettagliata. Apertura al solito comizio di Marco Travaglio. In
studio due giornalisti, Luca Telese e la direttora dell?Unità Concita De
Gregorio, ai due lati due esponenti del Pd. Il primo aveva il volto stanco di
Antonio Bassolino che ha passato la serata a discolparsi delle colpe della sua
amministrazione. Il secondo era Matteo Renzi, giovane candidato sindaco di
Firenze, uno dei volti nuovi del Pd, autore di una performance veramente
penosa. Sia Renzi sia Bassolino sono stati messi sulla graticola da servizi e
collegamenti che segnalavano la stanchezza e l'irritazione della base del Pd,
stretta fra la voglia di mandare tutto all'aria e l'invito al voto di
astensione. In queste macerie, si ergeva da trionfatore, oltre
ai soliti Santoro e Travaglio, la figura palingenetica di Beppe Grillo. Siamo persino arrivati al punto che il conduttore, quello
principale, ha invitato le due vittime, Renzi e Bassolino, ad ascoltare con
attenzione il successivo intervento di Beppe Grillo
perché avrebbe contenuto delle dichiarazioni di grande valore politico.
Suppongo che tutti si siano messi all?ascolto pensando o a uno scherzo di
Santoro ovvero a una dichiarazione solenne da parte del comico. Invece per
dieci minuti Grillo ci ha spiegato che dovremo passare
la nostra vita chiusi in casa, rinunciando alla macchina e proponendo altre
piacevolezze che generalmente vengono in mente ai dittatorelli quando sono in
crisi di popolarità e vogliono fondare nuove civiltà sulla pelle degli altri.
Annozero eredita una lunga tradizione giornalistica di Michele Santoro che si
era caratterizzata negli anni per la sua spigolosità, per l?avversione verso
una parte politica ma spesso era costruita attorno a dibattiti di qualche
interesse. Quest?anno Santoro si è immaginato un format diverso. Fuggito dalla
politica, dopo aver brigato per entrarci, ha trasferito l?intera sua animosità
al servizio di un progetto politico. Anzi di un partito, meglio di un
partitino. Annozero non è più la trasmissione di tendenza che irritava alcuni e
galvanizzava altri. è via via diventata l?house organ di Antonio Di Pietro. è
la prima volta che un programma televisivo non solo si schiera da una parte ma
si dà il compito di fare terra bruciata attorno a tutto ciò che ostacola
l?espansione della bolla elettorale che vuole creare. Il progetto è partito da
lontano e ne sono state vittima non solo Clemente Mastella e Pierferdinando
Casini, ma anche tutto il mondo che faceva ombra all?espansione di Di Pietro.
La trasmissione più giustizialista della tv è riuscita persino a bastonare gli
organismi della magistratura quando ci sono state le polemiche su De Magistris.
è stata fatta un?intera puntata a difesa del grande spione Genchi. Quando la
magistratura ha messo naso negli affari napoletani di Di Pietro e del suo
«bambino», è toccato a Marco Travaglio difendere in tv con un editoriale
infuocato l?ex Pm. Un piccolo partito, l?Italia dei Valori, dispone ormai di un
potere mediatico usato come una clava. Siamo cioè ben oltre la propaganda e
l?appoggio incondizionato. Giovedì sera è andata in onda un?operazione di
macelleria politica. La rappresentazione del Pd, che chi scrive ha spesso
criticato severamente, è stata spinta fino al dileggio con tre protagonisti a
dir poco imbarazzanti. La direttora dell?Unità non ha reagito quando Travaglio
ha parlato di Veltroni e degli altri leader come di «gerarchi» fingendo di
dimenticare di essere stata nominata dal «gerarca» Veltroni, Bassolino
costretto alla difesa ha cercato di salvare la pelle, il giovane Renzi, quando
ha potuto, ha continuato a sparare sul proprio quartier generale nella speranza
di ridurre l?enfasi dell?attacco su di sé. Che cosa dobbiamo aspettarci da qui
al voto di giugno? Non sono fra quelli che pensa che Santoro non debba fare la
sua trasmissione. Il problema è se deve farlo senza regole. Mi chiedo se sia
legittimo che un piccolo partito come l?Italia dei valori possa disporre di una
simile clava per bastonare i propri avversari. C?è un problema di democrazia. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Ma la crisi che
impatto avrà sui flussi migratori? In Italia se n'è parlato poco, ma sulla
stampa straniera sono stati pubblicati diversi reportage, da quali risultava
che molti immigrati stavano abbandondando i Paesi ricchi (soprattutto negli Usa
e in quelli del Golfo) per tornare a casa. Il motivo? Ovvio: la mancanza di
lavoro. Anche in Italia è accaduto un fenomeno analogo, sebbene in misura molto
minore e limitatamente ad alcune comunità, come quella brasiliana. Ma ora il
quadro potrebbe cambiare. Se la crisi finanziaria nei Paesi dell'Europa
dell'est peggiorerà ulteriormente, provocando un forte aumento della
disoccupazione, molti rumeni, bulgari, albanesi, slovacchi, eccetera potrebbero
essere indotti, dalla disperazione, a tentare l'avventura a ovest, magari al
solo scopo di vivere di espedienti. L'incognita principale, tuttavia, riguarda
l'Africa. L'altro giorno il segretario del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, ha
lanciato l'allarme per gli effetti catastrofici della recessione sul Continente
nero. «C'è in pratica la certezza -ha detto il capo dell'Fmi -che molti milioni
di persone sprofonderanno sempre più nella miseria: se non si interviene con un
forte piano d'emergenza ci sono forti rischi di guerre civili, se non di guerre
estese». E dunque di una nuova ondata migratoria verso l'Europa. Secondo
Strauss-Kahn tocca ai Paesi ricchi mettere mano al portafoglio. «Se la comunità
internazionale ha trovato centinaia di miliardi di dollari per affrontare la
crisi globale, non è ammissibile che non possa trovare qualche centinaio di
milioni, meno di quanto ha investito per salvare singole aziende private, per i
Paesi più poveri». E' davvero questo il modo appropriato per aiutare l'Africa a
superare la crisi? Inoltre: siamo pronti a reggere, in piena crisi economica,
una nuova ondata migratoria dall'Europa dell'Est e dall'Africa? Temo che un
evento del genere provocherebbe tensioni sociali enormi, un razzismo diffuso e
una guerra tra poveri nelle nostre città. Che foschi presagi.. sbaglio? Scritto
in società, crisi, globalizzazione, democrazia, Italia, notizie nascoste,
immigrazione Non commentato » (1 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 12Mar 09 Piani di rilancio, l'Europa dice no a
Obama (e fa bene) Giornale di oggi scrivo un articolo incentrato sulle
crescenti incomprensioni tra l'Unione europea e la nuova America di Obama, in
vista del prossimo G20. Il punto centrale riguarda il piano di stimolo
dell'economia, la Casa Bianca da giorni preme affinchè anche l'Europa ne adotti
uno in grande stile (quello Usa è pari al 5,7% del Pil), ma i Ventisette sono
restii. "Hanno già stanziato spese straordinarie pari all'1,5% del Pil,
che porteranno quelli dell'area euro a sfondare il deficit del 3% previsto dal
Trattato di Maastricht, ma non intendono andare oltre nel timore che disavanzi
eccessivi possano incrinare la tenuta o perlomeno la credibilità della moneta
unica". Infatti quello americano quest'anno sfiorerà il 10% e che chi lo
vede addirittura al 15%. Inoltre, Berlino e Parigi prestano sempre più ascolto
agli economisti secondo cui manovre come quelle americane servono a poco;
infatti a breve porteranno nelle tasche dei contribuenti importi irrisori pari
a poche decine di dollari a testa, mentre gli investimenti sulle infrastrutture
incideranno sulla crescita solo verso la fine del 2010. Insomma, si dovrebbe
rinunciare a equilibri finanziari costruiti in oltre 15 anni per adottare
misure espansioniste di dubbia efficacia". Io dico che l'Europa fa bene a
resistere alle pressioni americane nonostante siano sempre più insistenti, con
l'appoggio di grandi testate come Financial Times ed herald Tribune, che
abboccano allo spin della Casa Bianca. La mia impressione è che gli Usa sperino
di trascinare anche gli altri Paesi nella spirale dei deficit (e a lungo
termine inflazionistica) perchè se tutti vanno male è più facile che il dollaro
resti la moneta di riferimento; ma se l'Europa non segue la corrente e mantiene
conti più o meno in ordine il biglietto verde rischia il capitombolo e
Washington di perdere la leadership finanziaria sull'economia globale. Questa è
la vera posta in gioco. Sbaglio? Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi,
manipolazione, era obama, globalizzazione, europa, economia, società, gli usa e
il mondo Commenti ( 34 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 10Mar 09 Libertà di stampa? Sì, ma non per i
blog Attenti, amici bloggisti, la Cassazione ha deciso che "per i blog e i
forum on-line non valgono le regole che tutelano la libertà di stampa". La
ragione? Eccola: siccome "si tratta di una semplice area di discussione
dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il
proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati
ad accedere al forum", spesso in forma anonima,."Blog, forum eccetera
non possono essere considerati come una testata giornalistica, ma sono
equiparabili ai messaggi che potevanoe possono essere lasciati in una
bacheca". Dunque i blog hanno l'obbligo di rispettare il "buon
custome" e il giudice può ordinare il sequestro di alcune pagine web. La
controversia era nata in seguito alla decisione del Tribunale di Catania di
sequestrare un forum di discussione sulla religione cattolica nel quale erano
contenuti messaggi che la magistratura di Catania aveva ritenuto offensivi
verso il comune sentimento religioso. Alcuni bloggisti "avevano
travalicato limiti del buon costume alludendo espressamente a pratiche pedofile
dei sacerdoti per diffondere il 'sacro seme del Cattolicesimo'". Il tema è
delicatissimo. Certe ingiurie sono indifendibili, ma temo che la sentenza della
Cassazione sia esagerata e che costituisca un precedente potenzialmente
pericoloso per la libertà di espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è
il buon costume? E chi ci garantisce che questa sentenza non venga usata per
mettere a tacere opinioni scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione,
società, Italia, democrazia, giornalismo Commenti ( 56 ) » (4 voti, il voto
medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 09
"Repubblica" s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le
"amenties" Il mondo va a rotoli e "Repubblica",
giustamente, si preoccupa anche dei contraccolpi sugli hotel di lusso.
Mercoledì ha dedicato all'argomento un'intera pagina. Ecco l'incipit:
"Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri La di Singapore e dal racconto di
Alessandra Pavolini, general manager in viaggio per il 40 per cento del suo
tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è stato uno shock: "Niente più
corbeille di fiori nella hall, neppure un valletto che ti prende i bagagli, in
camera una lista di raccomandazioni da colonia estiva: spegni le luci, non
usare tutti gli asciugamani, tieni la temperatura più alta. In bagno il
deserto, con il barattolino dello shampoo che tiene solo una dose, spariti il
cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul comodino matite lunghe come un
mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre foglietti di carta
bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso racconta che "il
grande bacino del risparmio è quello delle amenities. Basta accappatoi; stop
alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori più piccoli per
shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso di presenze che
si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del tutto"; via
i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il cucito e kit per
pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il cioccolatino della buona
notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna nell'era di internet, a
parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà nessuno che sono già state
tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da lettere, così come le
scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel". Come non capire i
lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma, un'indecenza. Voi
che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente preoccupato. Scritto in
crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 34 ) »
(6 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 07Mar 09 Obama chiede aiuto agli hedge funds (e li premia) Un altro
breve post sulla crisi economica. Obama ha trovato la soluzione per far ripartire
il credito: chiede aiuto agli hedge funds e ai fondi di private equity offrendo
loro condizioni di estremo favore: potranno accumulare profitti
illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in caso di perdita. L'accordo è
legato ai cosiddetti "Talf", come spiego in questo articolo e prevede
l'esborso da parte dello Stato di altri mille miliardi di dollari. Capito il
progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli speculatori con i soldi dei
contribuenti.. Intanto il totale degli interventi varati dal governo Usa
raggiunge l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari ovvero 3500 miliardi
di dollari, da finanziare con l'emissione di Buoni del Tesoro. Il debito Usa è
ancora sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una brutta fine. Scritto in
banche, capitalismo, crisi, progressisti, era obama, globalizzazione, economia,
gli usa e il mondo Commenti ( 50 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.57 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Mar 09 E' ora di lasciar
fallire le banche. In un'intervista che mi ha concesso, Arthur C. Brooks,
presidente dell'American enterprise institute, uno dei principali think tank
conservatori, sostiene due punti importanti: 1) a suo giudizio i piani di Obama
anziché contrastare la crisi finiscono per peggiorarla. 2) tentare di salvare
tutti è impossibile ed è inaccettabile che gli aiuti vadano soprattutto alla
casta dei banchieri che questa crisi l'ha provocata. Dunque visto che la
recessione è inevitabile, meglio adottare misure radicali e lasciar fallire le
banche che non sono in grado di resistere. Il punto più delicato è l'ultimo e
dopo aver riflettuto a lungo su questo tema, grazie anche ai vostri
qualificatissimi contributi, mi sono convinto che questa sia l'unica strada.
L'entità del debito accumulato da certe banche (soprattutto americane ma non
solo) è tale, a causa dell'effetto leva, da non poter essere coperto nemmeno
dallo Stato. Dunque cercare di tappare buchi, che in realtà continuano ad
allargarsi, non avrà altra conseguenza che trascinare l'economia reale nel
baratro. E allora anzichè creare "bad banks" o fondi con titoli
tossici, bisogna rafforzare le banche in salute e usare i fondi pubblici per
trasferire a queste ultime le attività fondamentali (e sane) di quelle in
fallimento. Ci sarà uno choc e chi detiene azioni o prodotti finanziarie delle
banche cattive perderà il proprio investimento, ma passato il trauma l'economia
potrà riprendere su basi solide. L'idea circola già da qualche settimana tra
gli specialisti, ma mi sembra l'unica soluzione plausibile. O sbaglio?
AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra ha dato il via libera per stampare 150
miliardi di sterline da pompare nel sistema finanziario. E' un gesto disperato.
A questo punto vedo solo due possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la
Gran Bretagna fila verso la bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo:
l'iperinflazione. Scritto in capitalismo, crisi, banche, era obama,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 75 ) » (6 voti, il
voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09
Quando Obama supplica il mondo. Obama non vede l'ora di avviare una nuova
distensione con la Russia, ampiamente ricambiata, come spiego in questo
articolo . Intanto invia due rappresentanti a Damasco per riallacciare il
dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto banco parla con l'Iran e,
secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni scorsi Hillary Clinton, a
Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono importanti, ma che l'economia
lo è di più, avvallando così le repressioni del regime comunista cinese. Con i
Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre più conciliante, anzi accomodante
e il presidente americano ha lanciato i primi segnali di preudente
disponibilità anche al regime cubano dei fratelli Castro. La svolta è
innegabile rispetto a Bush, ma proietta l'immagine di un Paese ansioso,
improvvisamente insicuro, che dopo aver perso la supremazia economia teme di
smarrire anche quella politica. E' come se Obama stesse supplicando il mondo: è
vero siamo in recessione ma se ci riconoscerete ancora lo status di numero uno
al mondo (e militarmente lo sono ancora), faremo i bravi con tutti. Insomma,
un'America con il cappello in mano che cerca di far dimenticare le proprie
debolezze. Ma basta la supremazia militare per giustificare lo status di
superpotenza? E il mondo ha davvero voglia di farsi guidare dagli Usa? Scritto
in globalizzazione, israele, era obama, democrazia, cina, gli usa e il mondo,
russia, medio oriente, islam Commenti ( 96 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su
un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama combatte
davvero le lobbies? I media di tutto il mondo hanno rilanciato il discorso con
cui Obama annuncia "di voler lottare contro le lobbies che intendono
ostacolare il suo piano economico". La retorica è quella di sempre:
"Questo è il cambiamento promesso agli americani" e giù l'elenco
delle riforme che i rappresentanti degli interessi particolari intendono
bloccare: "Alle assicurazioni non piacerà l'idea di dover diventare più
competitive per continuare a offrire la copertura medica», ha detto Obama.
«Anche le banche e chi ha concesso prestiti agli studenti per iscriversi
all'università non ameranno lo stop agli enormi sussidi a loro accordati, ma
così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari per rendere i college più
finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha detto Obama, «le compagnie
petrolifere non ameranno l'interruzione delle facilitazioni fiscali per 30
miliardi di dollari, ma è così che possiamo permettere all'economia delle
energie rinnovabili di creare nuovi progetti e posti di lavoro». La realtà,
però, è molto diversa. Il presidente americano non ha affatto combattuto le
lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel pacchetto di salvataggio
del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo dimostra. Altro che
riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di poche decine di
miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che valgono migliaia di
miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad alimentare il mito
del cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia davvero trasformando
l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di spin, basata
sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme l'America non
solo non cambia, ma rischia di accelerare il suo declino, perchè elude ancora
una volta il vero problema dell'economia Usa, che è sistemico. E non sarà certo
l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a sanare le casse
dello Stato americano. Anche perchè di questo passo, alla fine del 2010, di
ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff di Obama.
Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Feb
( da "Varesenews" del 14-03-2009)
Argomenti: Grillo
Sesto Calende -
Presentato nella sala comunale di Sesto Calende il libro sul fenomeno degli
incidenti sul lavoro dell'autrice Samanta Di Persio. Al dibattito è intervenuto
Antonio Boccuzzi, deputato del Pd Morti bianche, alla presentazione interviene
l'onorevole della Thyssen Si è svolta nella sala comunale di Sesto Calende,
organizzata dal gruppo dell'Idv, la presentazione del libro “Morti bianche” di
Samanta Di Persio, una sorta di diario delle vittime del lavoro. All?incontro,
organizzato dal gruppo dell'Idv, oltre all?autrice sono intervenuti l?onorevole
del Partito Democratico Antonio Boccuzzi, ex operaio delle acciaierie della
Thyssen Krupp, il medico del lavoro Andrea Bagaglio, Salvatore Manta della
Cisl, Leopoldo Pileggi del comitato Giuseppe Coletti e Alessandro Milani
dell?Italia dei Valori. è una situazione drammatica quella che emerge dai
racconti dei relatori. La speranza, secondo quanto emerge dall?incontro, è
riposta solamente nella forza della testimonianza di chi ha subito il dramma di
un incidente sul lavoro e dell?attenzione che noi tutti dedichiamo al problema.
Molto dura la denuncia dell?autrice Di Persio, che racconta di un?Italia,
quella raccolta nelle testimonianze del suo libro, che presta una scarsissima
cura alla sicurezza dei suoi lavoratori, in cui i controlli sono inesistenti
(«secondo le statistiche ogni azienda viene controllata una volta ogni 33
anni») e in cui la giustizia dei tribunali non è in grado di punire i colpevoli
di questi incidenti e quindi restituire giustizia ai lavoratori e ai loro
familiari. «A parte alcuni rari casi – denuncia l?autrice – le cause nei nostri
tribunali non giungono a giudizio per l?arrivo della prescrizione oppure perché
i difensori degli imprenditori riescono ad appigliarsi a cavilli legislativi
che vanificano la solidità delle indagini». Il libro “Morti bianche” è stato
pubblicato dalla casa editrice di Beppe Grillo
“Casaleggio”. Altrettanto deciso l?intervento dell?onorevole Antonio Boccuzzi,
un uomo che ha una dialettica molto chiara, come usa definirsi, un operaio
prestato alla politica, «i sogni dei miei colleghi della Thyssen – racconta -
sono rimasti chiusi dentro quella fabbrica, non c?è nulla di “bianco” nelle
morti sul lavoro, e nemmeno di accidentale. Dietro i lavoratori morti spesso
c?è la lucida complicità dei datori di lavoro che per un puro calcolo di soldi
allentano ogni sistema sicurezza». «Noi alla Thyssen – prosegue il deputato –
siamo stati molto fortunati, sia perché su di noi sono stati puntati i fari dei
media che hanno impedito di lasciar cadere nel silenzio l?incidente, sia perché
a seguire il nostro caso è stato il procuratore Guariniello, un uomo delle
istituzione molto determinato. Troppo spesso però incidenti simili a quello che
è successo a noi vengono taciuti perché dimenticare è molto più facile». »
Galleria fotografica: Morti bianche, la presentazione del libro con l'onorevole
della Thyssen » Video: L'"onorevole" della Thyssen a Sesto Calende
Sabato 14 Marzo 2009 Tomaso Bassani
( da "Arena, L'" del 15-03-2009)
Argomenti: Grillo
Domenica 15 Marzo
2009 PROVINCIA Pagina 34 Leoni, pecore e grillini: chi ruggisce, chi bela e
chi... Don Chisciotte Ancora una volta il dibattito in Consiglio è stato
colorito da citazioni letterarie, metafore e osservazioni sulle regole di
grammatica. Enrico Ortombina, capogruppo del Pdl, ha tirato in ballo Miguel De
Cervantes paragonando l'azione di Dalfini a quella di Don Chisciotte della
Mancia, il protagonista dell'omonimo romanzo «che illustra le debolezze di un
uomo che lottava contro i mulini a vento per salvare Dulcinea». Tra Dalfini e
Lucio Cordioli c'è stato poi un botta e risposta sull'uso dei tempi
grammaticali nella mozione presentata dal primo. «Il primo periodo del testo di
Dalfini», ha osservato Cordioli, «non sta in piedi grammaticalmente: colpa di
un gerundio al posto sbagliato». «Il problema non è la grammatica», ha
ribattuto Dalfini, «ma la collocazione di un Cie nel territorio di Villafranca,
quello che ho scritto non me lo sono inventato». Luciano Zanolli, di Cittadini
per Zanolli, ha definito Ortombina «Cuor di leone» per il fatto di aver
presentato la mozione del Pdl senza che la minoranza ne fosse al corrente.
Graziano Tovo, del Pd, ha invece tirato in ballo un bestiario di versi. «La
mozione di Dalfini e Residori», ha detto, «è un ruggito ed ha il pregio della
chiarezza mentre l'altra, del Pdl, è un belato». Un'ultima
stoccata Lucio Cordioli l'ha data agli Amici di Beppe Grillo, in
sala con le loro telecamere. «Ricordate a Grillo», ha detto,
«di candidare qualcuno di voi ad amministrare qualche volta». Pronta la
risposta di Carlo Reggiani, ex candidato sindaco del gruppo: «Ma come, noi
nell'ultima campagna elettorale eravamo in lista». F.T.
( da "Provincia Pavese, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Grillo
Irene Campari corre
per essere sindaco La lista Cittadini in Comune unisce circolo Pasolini e amici
di Grillo PAVIA. Irene Campari, ex consigliere
comunale della Sinistra indipendente, è il candidato sindaco per la lista
"Cittadini in Comune". La lista vede una saldatura tra esponenti del
circolo Pasolini, il blog fondato dalla Campari, e giovani
appartenenti al Meetup pavese di Beppe Grillo. «La
lista "Cittadini in Comune" - spiega un comunicato stampa - è
un'iniziativa di persone indipendenti dai partiti, dalle coalizioni e realtà
che vi fanno riferimento, come dev'essere per una vera lista civica. I valori e
i principi a cui si ispira sono quelli della Costituzione repubblicana: dignità
della persona, rispetto del pluralismo e delle regole della democrazia,
garanzie per il lavoro e la sua qualità, pari opportunità di partecipazione
all'amministrazione della Cosa pubblica, garanzia dei diritti fondamentali e di
cittadinanza a tutti gli individui, legalità e tutela del Bene comune,
avversione ad ogni forma di discriminazione, condivisione della conoscenza,
libertà d'informazione ed espressione, laicità delle istituzioni pubbliche». «I
candidati che ne faranno parte - prosegue la nota - provengono da diverse
esperienze politiche, istituzionali e di volontariato; non avranno tessere di
partito, non più di una legislatura alle spalle, né condanne penali per reati
contro la pubblica amministrazione o l'interesse collettivo. Politicamente i
cittadini che supportano questa Lista civica si collocano oltre le tradizionali
configurazioni partitiche di destra di centro e di sinistra, avendo come
obiettivo la salvaguardia dei beni della collettività e la qualità del vivere
civile, che inizia dalla trasparenza dell'azione amministrativa». (f.m.)
( da "Repubblica, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Grillo
Pagina V - Genova Il
personaggio Il comico protagonista di "Delirio" ieri
al Vaillant Palace Grillo, show per cinquemila politici e Chiesa nel mirino Un vero
"delirio" di pubblico: in cinquemila ieri sera al Vaillant Palace
hanno seguito lo show di Beppe
Grillo. Sotto il palco, sovrastato da un
maxischermo, striscioni e cartelli dei più svariati comitati genovesi (dagli
antigronda a quelli che dicono no all´inceneritore), che lo considerano
un paladino delle loro istanze. E Grillo ha ricordato
la "notte grigio-top" al Cep, che ritiene quartiere modello di
integrazione multiculturale: "Raccogliemmo dei soldi per le suore, ma non
hanno voluto accettarli; il parroco era stato mandato a dir messa alle nove
affinché non venisse allo spettacolo. Come si fa ad affidarsi a una Chiesa
così...". Anche l´arcivescovo Bagnasco nel mirino: "Un giorno l´ho
fermato e gli ho chiesto perché si fa accompagnare da quattro guardie del
corpo. Le dovrei avere io, gli ho detto. Perché tra i due è lui a essere votato
al martirio...". Grillo ha indossato ancora una
volta le vesti di controinformatore, affrontando i temi d´attualità, dalla
crisi globale alle banche, dall´ambiente alla politica.
( da "Repubblica, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Grillo
Pagina XIV - Firenze
"La nostra rabbia punk per un mondo migliore" Il concerto No global e
antagonista, la band spagnola è domani dal vivo al Saschall. Parla Joxemi, il
chitarrista FULVIO PALOSCIA Gli Ska-P non conoscono mezze misure: la rabbia è
la lingua che capiscono meglio, e la parlano infarcendola - come recita il loro
nome, che nasconde la parola escape, fuga - di ritmi ska e punk, senza guardare
in faccia nessuno. Potenti della politica e ecclesiastici passano al tritacarne
della band madrilena per diventare polpette da dare in pasto a creste che
ruggiscono, e che sono tante, a giudicare dall´ottima prevendita del loro
concerto di domani, al Saschall (ore 20, pochissimi biglietti a 25 euro),
supporter d´eccezione gli Asian Dub Foundation. Parliamo con Joxemi, chitarra e
voce della band. Incavolati a vita, ma il mondo va sempre peggio. «La crisi è
frutto della degenerazione di quella globalizzazione che il sistema ci fa
credere positiva, ma che in realtà è un cancro. Adesso cominciamo a pagarne
davvero le conseguenze, e noi insisteremo con il nostro no». Avete fatto a
pezzetti Bush. Obama? «La sua vittoria è un piccolissimo segnale, ma il
presidente degli Usa è sempre e comunque un burattino nelle mani delle multinazionali.
Nessun impero, però, è eterno». Da quale parte del mondo sta, secondo voi, la
salvezza? «In America latina. Laggiù c´è una forte coscienza sociale, la
sinistra è rimasta fedele a se stessa, è reale e non è il comunismo
dittatoriale alla Stalin. Ma un´equa distribuzione delle risorse». Cosa
significa per voi cantare in Italia, il paese di Berlusconi e il Vaticano? «Per noi è il paese di Beppe Grillo, uno
che le cose non le manda a dire. Comunque, significa entrare in contatto con un
popolo che non riconosce più l´ipocrisia tanto è abituato a esserne governato.
Il Vaticano è l´impero più potente che ci sia, forse anche più dell´America.
C´era ipocrisia nella posizione della Chiesa su Eluana Englaro, c´è ipocrisia
nei confronti della pedofilia: nella canzone Crimen solicitationis, ad esempio,
parliamo del documento (ratificato da Ratzinger) in cui si danno istruzioni di
difesa ai preti accusati di aver abusato di minori. Si tratta di una difesa
bella e buona della pedofilia». Zapatero? «Non è tutto oro quel luccica. Sì, è
un vero laico. Ma sulla sua coscienza pesano tanti segreti».
( da "Tirreno, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Grillo
GIOVANI
E FAMIGLIA Benvenute le Liste Grillo Ora serve un
polo civico La lista civica Giovani e Famiglia si complimenta con i
partecipanti al Meetup pratese degli Amici di Beppe Grillo per la loro
costituzione come lista civica e si augura che questa iniziativa possa
contribuire alla diffusione dell'impegno civico nonché alla nascita di una
nuova coscienza politica in città. Temi come la partecipazione, la promozione della raccolta
differenziata (in contrapposizione all'incenerimento) dei rifiuti, la lotta
agli sprechi hanno visto questa realtà vicina a Giovani e Famiglia in molte
occasioni e ci si augura che questo passo possa essere un segno di continuità
nell'impegno civico di questa associazione. Giovani e Famiglia si augura di
veder concretizzato un polo civico che corra come coalizione per le
amministrative e costituisca un'alternativa reale e credibile a schieramenti
che a livello nazionale, e a maggior ragione a quello locale, hanno ormai
perduto molto (se non tutto) il loro senso di esistere. Lista civica Giovani e
famiglia
( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del
15-03-2009)
Argomenti: Grillo
Domenica
15 Marzo 2009 Chiudi Per ora sono quattro i candidati a sindaco. Oltre a Noto,
Danilo Ciprani (Amici di Beppe Grillo), Manlio
Felici (civica) e Carmine Borrelli (Pdci).
( da "Nazione, La (Umbria)" del 15-03-2009)
Argomenti: Grillo
SPOLETO pag. 17
SPOLETO A PIU' DI TRE mesi dalle elez... SPOLETO A PIU' DI TRE mesi dalle
elezioni siamo già in clima elettorale. Venerdì sera bagno di folla del
candidato sindaco del Pd, Daniele Benedetti al ristorante La Fattoria, con
oltre trecento ospiti paganti, espressione del mondo associazionistico,
sindacale e delle professioni pubbliche e private. Benedetti affiancato dal
segretario del Pd Dante Andrea Rossi, dall'onorevole Giampiero Bocci, dal
consigliere regionale Giancarlo Cintioli e dal sindaco Brunini si è detto
pronto ad affrontare l'incarico nell'ottica del rinnovamento, nel rispetto del
solco tracciato da chi l'ha preceduto. Sempre venerdì sera summit dei comitati
al ristorante Zengoni. Sergio Grifoni e Moreno Gervasi si sono parlati per capire
se possono trovare dei punti di accordo per creare un «Cartello di comitati»:
liste civiche apparentate su un unico candidato. OGGI alle 11, all'Albornoz
Hotel, il candidato sindaco del Pdl, Angelo Loretoni (nella foto) si incontrerà
con i giornalisti. La sua candidatura nata in sordina con il sostegno del
«Comitato cittadino per il rinnovamento», costituito da esponenti del mondo del
lavoro e delle professioni, è diventata quella ufficiale del Pdl, pur con
qualche contraccolpo, tipo le dimissioni da Forza Italia di Mario Mancini, uno
dei papabili sindaci del centrodestra. Poco convinto si dice anche il giovane
consigliere comunale Gianmarco Profili (An) che rinvia all'approfondimento del
programma le proprie future scelte. Ma le fibrillazioni, di giorno in giorno,
si affievoliscono. Trovato l'accordo con Maurizio Hanke (Fi), intorno a
Loretoni sembra crescere un diffuso entusiasmo e l'impegno di molti, anche
economico (si parla di 200mila euro disponibili da subito), a mettere in campo
una campagna elettorale capillare. Ma oggi sarà anche il
giorno del movimento civico «Spoleto a 5 Stelle», vicino a Beppe Grillo e sostenuto da Dario e Jacopo Fo, i cui rappresententi si
incontreranno con la gente per le vie del centro storico. Consegneranno
materialmente a tutti «le chiavi della città» con dipinti i monumenti cittadini
più rappresentativi: il Duomo, la Rocca e le sue bellissime vie.
«Riconsegnare le chiavi della città dicono significa restituire la libertà di
accedere alle scelte e renderle il più possibile condivise e pubbliche. Perché
il comune è dei cittadini e questi sono i primi protagonisti del cambiamento».
Rosanna Mazzoni
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
15-03-2009)
Argomenti: Grillo
ANCONA PRIMO PIANO
pag. 2 di DARIO DE LIBERATO Grazie lo stesso. Frase abusata ma sempre
d'effetto.... di DARIO DE LIBERATO Grazie lo stesso. Frase abusata ma sempre
d'effetto. Così Cataldi a quanti hanno chiesto spiegazioni per il suo no alla
candidatura a sindaco con appoggio Pdl. Cataldi fuori? Calma, ne vedremo delle
belle forse già da domani. * Preferisco di no. I bene informati dicono che il
pranzo tra Galeazzi e Cataldi non c'è stato. Sarebbe stato Cataldi a
rinunciare. Galeazzi ha risparmiato; ha speso alle 15 solo i soldi per il
caffè. * Oggi lista e nomi? Non si è capito bene cosa intende fare Galeazzi
nella giornata di oggi. I bene informati dicono che distribuirà la lista dei
candidati della Lista Civica. Ne vedremo di tutti icolori. Di «Partiti»,
naturalmente. * Occorre un sociologo. In molti a sinistra dicono che occorre un
sociologo per risolvere i problemi della città. Pronto: c'è il prof. Carlo
Carboni. * Occorre un psichiatra. In molti a destra dicono che occorre un
psichiatra per risolvere i problemi della città. Pronto: c'è il dott. Carlo
Ciccioli * Occorre un avvocato. In molti, soprattutto a sinistra, dicono che
occorre un avvocato per risolvere i problemi della città. Pronto: c'è l'avv.
David Favia * Occorre un giudice. In molti, soprattutto nella sinistra di
sinistra, dicono che occorre un giudice per risolvere i problemi della città.
Pronto: c'è il dott. Vito D'Ambrosio. * Occorre un grillo.
In molti (forse) dicono che occorre un grillo per risolvere i problemi della
città. P.s.: per grillo intendasi sostenitore di Beppe Grillo.
Assente: di questi tempi circolano solo serpenti, cani rabbiosi, papere e
avvoltoi. * Occorre uno slogan. In molti dicono che occorre uno slogan
per risolvere i problemi della città. Pronto: c'è «Insieme per Ancona» di
Eugenio Duca. * Occorre un sindaco! In tanti, anzi tantissimi, anzi tutti i
cittadini di Ancona dicono che occorre un sindaco per risolvere i problemi
della città. Tutto il resto viene dopo * Sturani, un trionfo. L'ex sindaco ieri
al Palasport è stato riconfermato a grande maggioranza e con tanti applausi
presidente regionale del Coni. L'assemblea è iniziata con l'inno Fratelli
d'Italia e non certo con quello di De Coubertin. Quando lo sport affratella.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
15-03-2009)
Argomenti: Grillo
LUGO pag. 18
Continuano a sbocciare liste civiche A Lugo gli Amici di Grillo
e i Comitati stanno definendo il loro programma NEGLI ambienti politici lughesi
procedono le grandi manovre' in vista delle elezioni amministrative di giugno.
Ancora non è ufficiale, ma a quanto pare il gruppo lughese dell'Italia dei
Valori entrerà nella coalizione di centrosinistra e di conseguenza sosterrà la
rielezione dell'attuale sindaco Raffaele Cortesi. «Da parte di Cortesi afferma
Beniamino Tirone, coordinatore lughese del partito di Di Pietro c'è stata
un'apertura nei nostri confronti. Ora ci stiamo confrontando sul suo programma:
è chiaro che noi manteniamo le nostre posizioni riguardo agli aspetti che ci
interessano, tra cui lo sviluppo sostenibile, una minore cementificazione del
territorio e la sicurezza della città, ma vista l'apertura venuta dal
centrosinistra credo si potranno trovare convergenze. Anche nell'ambito della
coalizione noi manterremo comunque la nostra autonomia politica, saremo quindi
pronti a distaccarci di fronte a decisioni che non ci corrispondano». L'Idv
mercoledì mattina sarà in largo della Repubblica, per raccogliere le firme
necessarie alla presentazione della lista, che comprenderà circa 25 candidati.
SE DUNQUE i dipietristi' di Lugo sosterranno Cortesi, è pensabile che, nel caso
riescano ad ottenere almeno un consigliere, potrebbero aspirare ad un
assessorato o anche alla poltrona di vicesindaco. Nel frattempo, i Repubblicani
hanno ufficializzato la loro decisione di correre da soli' e il nome del
candidato sindaco, il neo segretario del Pri lughese Lorenzo Costa, che, fa
sapere l'"Edera", «non è un professionista della politica, anzi è un
laico a cui interessano i problemi della gente e della sua città. I suoi punti
di riferimento sono i valori laici, riassunti nello slogan l.u.g.o.: libertà,
uguaglianza, giustizia, onestà». E NEL panorama politico lughese si affaccia
un'altra lista civica: si tratta di Lugo x Lugo' e fa capo agli
Amici di Beppe Grillo e riunisce anche le forze di alcuni Comitati. «La nostra è una
giovane lista civica che nasce spontaneamente da un gruppo aperto di cittadini
accomunati da una totale sfiducia nella politica attuale afferma Marco Spadoni
di Lugo x Lugo' perché coloro che dovrebbero rappresentarci sono sempre più
rinchiusi nei loro uffici e si dimenticano di noi cittadini. Il nostro
obiettivo è migliorare le condizioni di vita dei lughesi, perchè riscontriamo
un'insufficiente trasparenza e comunicazione nella gestione pubblica, e
problemi riguardanti sicurezza, immigrazione e mancata integrazione, difficoltà
economiche delle giovani famiglie, ambiente e gestione del territorio, scuola e
cultura. Il candidato sindaco lo sceglieremo all'ultimo momento, ora lavoriamo
sulle idee». La lista sarà presentata il 20 marzo, alle 20,30, in una Cena col
sorriso' alla Zambra di Lugo, durante la quale saranno proiettati video di spettacoli
di satira tratti da youtube. Info al 349-6334326. Lorenza Montanari Image:
20090315/foto/9829.jpg
( da "Nuova Ferrara, La" del 15-03-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzetta di Modena,La)
Argomenti: Grillo
Guazzaloca: check-up
per le cornacchie E un sondaggio dà l'ex sindaco al ballottaggio con Delbono.
Cazzola s'infuria BOLOGNA. Una battaglia elettorale combattuta anche a colpi di
cartelle cliniche? Potrebbe succedere a Bologna, dove i candidati sindaco hanno
dato la loro disponibilità alla proposta di Antonio Monti, presidente
dell'Anisap Emilia-Romagna (sindacato nazionale dell'Ambulatorietà accreditata
privata) che chiede a tutti gli sfidanti in corsa di «sottoporsi ad un check-up
di base della propria salute». Questo «in omaggio alla trasparenza della
pubblica amministrazione», perchè, spiega Monti, «tutti i bolognesi hanno
diritto di conoscere lo stato di salute dei candidati alla guida della loro
città, e tutti i candidati hanno il dovere morale di certificare a loro le
proprie potenzialità operative». Ma la proposta non ha mancato di suscitare
aspre polemiche. Perchè uno dei candidati in ballo è Giorgio Guazzaloca, già
sindaco di Bologna nel '99, che nel corso del suo mandato fu colpito da un
mieloma multiplo. E visto che Monti è vicino al Pd e al candidato democratico,
Flavio Delbono, c'è chi ha visto nel check up un colpo basso. E' il caso, per
esempio, di Enzo Raisi, deputato di An, che insieme al Pdl e alla Lega Nord
sostiene Alfredo Cazzola, ma che fu assessore di Guazzaloca: «Questa è
eugenetica politica - dice Raisi - il Pd pensa di batterlo dicendo che è
malato, noi lo faremo sui contenuti». E «cosa significa? Che uno malato di
tumore non può candidarsi?». Ma Guazzaloca rilancia: prontissimo al check up,
dice, anche se siamo di fronte a «spazzatura politica e umana». Almeno,
prosegue, smentirà le «cornacchie» che «da mesi propagano chiacchiere malevoli
sulle mie condizioni fisiche». Insomma, il check up «lo farò volentieri
consapevole delle mie attuali ottime condizioni, e certo di deludere coloro i
quali (che il cielo li perdoni) hanno già previsto con malcelata soddisfazione
il mio forfait a tale proposta». A chi si riferisce? «Il suo nome- si difende
Delbono - non l'ho mica fatto io, ma Cazzola...». Difatti il candidato Pdl
venerdì aveva dato per scontato il no di Guazzaloca a visite mediche. Le
polemiche, comunque, non fanno cambiare idea a Monti. Che Guazzaloca, nel '99,
lo votò, «ma se sapeva da prima che era malato doveva dirlo ai cittadini.
Abbiamo bisogno di gente in forza e con energia». Ai candidati, insiste Monti,
«chiedo 4 cose: stato di salute, formazione culturale, cosa hanno fatto nella loro
vita e cosa programmano per Bologna». Ma il check up di base in cosa consiste?
«Esami al cuore, alle vie circolatorie e del sangue». Intanto, secondo l'ultimo
sondaggio della Lorien Consulting, se i bolognesi votassero oggi si andrebbe al
ballottaggio fra Delbono (41,3% contro 41,9% dell'11 febbraio) e Guazzaloca
(30,1%, prima era 32,7%), mentre Cazzola sale dal 14,7% al 18,3% dopo
l'appoggio ufficiale del Pdl. Ancoro molti (17%) gli indecisi. Scende rispetto
a febbraio anche Pasquino, dal 6,6% al 4,2%, mentre sale Monteventi dall'1,3%
al 2,2%. New entry, la lista civica Beppe Grillo con l'1,9%. La prende male Cazzola che cita un articolo
dell'Unità del 30 agosto
( da "Punto Informatico" del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Roma - Il problema
non è vergognarsi. Il problema è essere raccontati per quello che si è. La
differenza è marginale solo per gli stolti. E se le straordinarie pessime
figure dei nostri aspiranti legislatori delle cose di Internet (dal Senatore
D'Alia seguito dal Senato intero, a Gabriella Carlucci, a Luca Barbareschi a
tanti altri) non trovano troppa eco nei quotidiani e nei telegiornali nostrani
la ragione è tanto disarmante quanto chiara. I media italiani continuano ad
essere persuasi del fatto che le notizie che parlano della rete siano argomento
barboso e di nicchia e come tali meritevoli di poche righe a margine, nel fondo
in una pagina interna, tutt'al più con una eccezione: tali argomenti guadagnano
maggior visibilità solo in una ottica di contrapposizione politica fra
l'etichetta partitica del politico X e la linea editoriale del quotidiano Y,
mai per la sopravvenuta consapevolezza della importanza degli argomenti in
campo. A questo si aggiunge una distanza significativa che tiene lontana
l'agenda informativa di questo paese da quella degli altri paesi europei: dove
il racconto della politica all'estero è spesso riferito ai fatti
internazionali, da noi il TG1 dedica molti minuti ogni giorno alla sfilata dei
politici di ogni ordine e grado che recitano loro stessi e le loro italiche
pochezze. Il respiro di simili tematiche non supera mai il paio di metri e
innalza le beghe di cortile ad esempio della dialettica politica nazionale. Se
questo è il contesto non deve meravigliare che gli intenti censori dei Senatori
della Repubblica persuasi della necessità di "regolare" Facebook o
YouTube trovino orecchie incredule ed interessate negli Stati Uniti e nel resto
del mondo mentre passano sostanzialmente sotto silenzio in Italia. Di ritorno
da un breve tour italiano, Cory Doctorow di BoingBoing - uno dei più importanti
blog in lingua inglese - pubblicato un pezzo di commento
sulla situazione italiana incollando un commento di Beppe Grillo che è
poi stato ripreso anche da Andrew Sullivan, altra firma di punta del
giornalismo online americano. Il fatto è che oltreoceano la situazione di
questo paese suona molto preoccupante in termini di minaccia ai diritti dei
cittadini ed alle loro libertà. Analoghi articoli sono usciti un po'
ovunque in rete a commento degli imbarazzanti orientamenti politici del nostro
parlamento su tematiche tanto centrali e importanti. E la voce che l'Italia sia
un paese strano anche nei confronti della rete prende sempre maggior
consistenza e sta per trasformarsi in un luogo comune. Arianna Huffington, il
cui sito è oggi un vero e proprio quotidiano online capace di influenzare
l'agenda informativa in USA, di passaggio in Italia nei giorni scorsi ha
chiesto a Luca Sofri di scrivere un commento per l'Huffington Post sulla strada
italiana alla regolazione di Internet. E Sofri non si è fatto pregare,
raccontando ad una audience molto vasta le miserie della classe politica di
questo paese in lotta contro i mafiosi su Facebook. Simili importanti
contributi non sono ovviamente in grado di superare la sostanziale
impermeabilità della politica italiana, troppo impegnata a rimirare sé stessa
nei piccoli specchi nostrani: la rassegna stampa del Senatore D'Alia
comprenderà forse qualche estratto dell'Eco di Messina (se esiste) ma dubito
riguarderà i commenti ai suoi progetti legislativi su Boing Boing e Huffington
Post (che messi assieme forse fanno il numero di lettori di tutta la stampa
italiana). A margine di una classe politica che legifera dentro una propria
sostanziale impreparazione (amorevolmente incamminata sulla giusta direzione da
soggetti ingombranti ed interessati) esista un ambiente informativo intossicato
dai propri ormai logori punti di riferimento: il riferirsi costantemente solo
al piccolo orticello delle cose locali, l'incapacità di selezionare le notizie
per la loro capacità di cambiare il mondo, i tanti piccoli vassallaggi
politico-economici che dettano di fatto la scaletta delle informazioni che
arrivano alla popolazione attraverso gli strumenti di comunicazione di massa.
L'unica consolazione è che i pochissimi che in Italia leggevano la stampa
internazionale oggi sono sempre di più, soprattutto grazie alla Rete. I più
curiosi fra gli italiani completano o sostituiscono i propri riferimenti
informativi con fonti che giungono da Internet, che è ormai l'unico strumento
in grado di spezzare le schiavitù del pastone informativo che quotidiani e TG
organizzano sempre uguale ogni santo giorno. Tutti questi cittadini hanno di fatto
solo due alternative: vergognarsi di questo paese o immaginare come tentare di
produrre qualche piccola crepa nel muro di cinta che lo asfissia. Da queste
parti, con tutti i limiti del caso, si fa un po' uno e un po' l'altro. Massimo
Mantellini Manteblog Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo
indirizzo
( da "Centro, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Pagina 11 - Cronaca
Pastore scrive a Valentinetti «Disagio diffuso tra i credenti» PESCARA. In una
lettera aperta all'arcivescovo Tommaso Valentinetti, il senatore Andrea Pastore
ha espresso rammarico per non aver potuto partecipare all'incontro di sabato
scorso a causa di un concomitante impegno. «Certamente non può sfuggirmi»
scrive Pastore «che tale documento testimonia un profondissimo disagio molto
diffuso tra tutti i cittadini, credenti in primis, nei confronti della politica
e dei suoi interpreti. Indica, inoltre, una grande preoccupazione di tutto il
clero, non solo per il rischio di distacco dai valori morali nella soluzione
delle grandi questioni che da sempre, ma soprattutto in questi giorni,
coinvolgono la politica, ma soprattutto per il significato e il valore della
politica stessa, troppo spesso male interpretata e applicata». Per Pastore è
necessario che la politica «provveda a sfoltire ed eliminare gli enti inutili, sopprimendoli e riattribuendo agli amministratori pubblici le
proprie responsabilità». All'iniziativa di Valentinetti plaudono anche gli
Amici di Beppe Grillo: «E' indubbiamente una grande soddisfazione accorgersi che anche
la Chiesa ha abbracciato le tematiche che noi grillini portiamo avanti da
anni».
( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
La vita è bella ma
il calcio ancora di più. Basta poco per cambiare idea, tattica, risultato,
allenatore, squadra. Bastano un paio di giorni e si abbandona un'opinione per
presentarne un'altra, diametralmente opposta. Sull'argomento, Josè Mourinho
resta un vero mattatore. Dopo uno show durato nove mesi, con tutte le api a
ronzare attorno al suo miele, con il tono giusto per stupire i borghesi, lo
special one ha combinato una furbata delle sue, a capo chino, stavolta, con la
voce fioca: ha aggiunto due sole lettere per ribaltare se stesso e spiazzare il
resto del mondo. Lui era lo special one ma dopo la partita con il Genoa, a
domanda specifica sull'uso della moviola nel calcio, ha risposto e chiarito:
"Non sono nessuno", Special no one, dunque, un altro gol dei suoi,
mentre nello studio di plastica di Sky, commentatori e opinionisti sembravano
marionette senza fili e si discuteva all'italiana sul gol perfido di Balotelli.
Avanti così, la vita è bella, il calcio ancora di più. Propongo Josè Mourinho
il premio USSI, unione stampa sportiva italiana, uno come lui è la salvezza per
chi non saprebbe scrivere altro. Di football, ovviamente. Scritto in Nessuna
categoria Commenti ( 20 ) » (Nessun voto) Loading ... Il blog di Tony
Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un
amico 04Mar 09 Dalle prostitute ai prostituti Josè Mourinho è una leggenda.
Parla e il popolo ascolta, inebetito. Lui dice, ridice, un
po' Gilberto Govi un po' Beppe
Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono
momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il
libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una
frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale. I
prostituti sono il femminile, ovvio, delle prostitute di cui Josè Mourinho
sicuramente deve aver sentito parlare e di cui deve aver letto ai temopi giù
gloriosi del Porto da lui allenato. Era la stagione 2003/2004 e il campionato
portoghese andò come andò, vinse meritatamente il Porto ma saltò in aria il
calcio lusitano per una storia di apido dourado, fischietti d'oro, insomma
dicioto arbitri sospsesi, prostitute a gogò al loro servizio, gare
addomesticate, il presidente del Porto sotto accusa, squalificato, la squadra
penalizzata di 6 punti. Roba antica che è tornata alla memoria. Quello era il
calcio, questo è il calcio anche se Special One dice che "non è il
mio". Ogni tanto basta fermars e ricoerdare, l'ho fatto ache io pentendomi,
pagando il conto senza che nessuno chiedesse sconti. Avanti così. Scritto in
Nessuna categoria Commenti ( 6 ) » (Nessun voto) Loading ... Il blog di Tony
Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un
amico 25Feb 09 Ronda su ronda La solita storia italiana: le ronde. Il pericolo
pubblico numero 1, ultima novità dal fronte della politica, bassa. Si discute,
si lotta, si litiga sulla proposta di introdurre le ronde per tutelare
l'oirdine pubblico. Molti a favore, altrettanti contro. Domanda: quale è la
differenza tra gli stewards che operano da qualche tempo all'interno degli
stadi di football e le ronde che dovrebbero agire fuori dallo stadio, ad
esempio? Che differenza c'è tra gli agenti della sicurezza privata (mondialpol
e affini, guardie del corpo e avanti così) e le ronde di ex agenti dell'arma
benemerita, ex poliziotti in pensione? Aspetto le risposte, mi auguro non
politicanti, non faziose di partito, a destra, a sinistra, ma roba vera,
spicciola, pratica. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 17 ) » (1 voti, il
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2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 23Feb 09
Collina arancione L'ultima di Collina è il cartellino arancione. Magari
sponsorizzato dalla banca che di questo colore promuove il "conto".
Una soluzione cromaticoandreottiana, un compromesso tra il giallo e il rosso,
una non decisione, una palla in calcio d'angolo, tanto per non smentirsi.
L'uomo che sussurrava alla pioggia ha lanciato l'idea ma il football, anche con
il progresso, le riforme, il cambio delle norme, non è l'hockey su ghiaccio,
non è la pallacanestro, non è il rugby che, dal football non hanno assorbito
nessuna regola. O forse avremo i passi e il tempo d'area? O forse la pala
passata in avanti? O il cambio in corsa? Il football vive già una vita
difficile perchè il suo regolamento è letto a fisarmonica, si apre e si chiude
seguendo fazioni e inteessi, figuratevi poi l'introduzione di un terzo
cartellino, arancione appunto, per ch ha commesso un fallo a non proprio
cattivo ma nemmeno tanto morbido, insomma un'ave maria e un pater noster,
diceva il prete in confessionale. Tra qyualche tempo avremo la proposta del
cartellino nero, per attacco alla persona? Scritto in Nessuna categoria
Commenti ( 8 ) » (Nessun voto) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 22Feb 09 Le
pagelle del calcio, del cinema e del festival Mai fidarsi dei critici, di football,
di cinema e di canzoni. Prendete l'ultimo festival di Sanremo, rileggete voti,
opinioni, riguardatevi interventi in radio e tivvù degli inviati al festival,
controllate i voti riservati ai tre cantanti finalisti, direi Povia su tutti e
cercate di non ridere. O non ci hanno capito nulla o il loro giudizio conta
ancora di meno rispetto al parere del pubblico. Cosa che accade anche in
occasione dei festival del cinema, si tratti di Cannes o di Venezia, roba da
sofisticati, raffinati ma non per la gente comune che la pensa in modo opposto
a quello che i sacerdoti hanno espresso. Idem come sopra nel calcio, con
qualche eccezione, perchè spesso il calciatore bocciato in pagella è anche
quello fischiato dal pubblico dello stadio ma capita anche che alcuni godano di
protezione, di voto di casta, di sufficienza perchè appartengono a una certa
squadra e perchè teniamo famiglia ed è meglio conservare buoni rapporti con il
prossimo, il calciatore appunto. Totale: i voti in pagella sono come le
cravatte, di gusto personalissimo, a volte meglio andar via in maglietta, a
volte il regalo della fidanzata o della moglie viene riciclato, dunque al
prossimo festival non tenete conto di quello che scriveranno i giornalisti,
dico in materia di voto, passate oltre. Scritto in Nessuna categoria Commenti (
2 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di
Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a
un amico 18Feb 09 Bonolis e Grillini Ormai al festival di Sanremo sono saltate
le marcature. Le canzoni sono un pretesto, si può fare e dire di tutto,
invitare amici, sodali, soci, affini e poi, arriva il bello. Per esempio uno
canta, dico Povia, e il suo brano "Luca era gay" è argomento di
discussione da settimane, di giorno e di notte. Trattasi di canzone ma Povia è
Povia non è mica Mina che, parola di Patty Pravo è ectoplasma, o Paoli che
condede la pietas al pedofilo violentatore, Povia no, dunque si adatti. Si
adatti a vedere la seguente scena: Bonolis, una volta finita l'esecuzione del
cantante, cede il microfono a uno spettatore che è poi l'onorevole Grillini,
esponente dell'arcigay, il quale conclude il proprio intervento con uno
schiaffetto a Povia che non conosce i problemi dei gay. Seguono fischi e
applausi. Grillini ha fatto il suo mestiere, anche da propagandista annunciando
la prossima manifestazione di protesta del suo movimento. Ma Bonolis ha creato
un buon precedente: ogni testo discusso o discutibile avrà ora bisogno di un
intervento dall'esterno, telefonata da casa, intervento del pubblico in sala
per contestarlo, approvarlo, criticarlo. Il festival non è più di un ente
pubblico come la Rai, ormai è di un presentatore, è di chi prende un milione e
decide a proprio piacimento di offrire il microfono a chi gli garba, sempre per
proteggere le cosidette minoranze. E poi in questo benedetto Paese è ormai
diventato impossibile pensarla in maniera diversa altrimenti sei un razzista,
un violento, un antidemocratico. Avere un'idea è pericoloso, avere un'ideologia
è più comodo. Si fa carriera, si prendono denari. Anche più di trenta. Scritto
in Nessuna categoria Commenti ( 20 ) » (7 voti, il voto medio è: 5 su un
massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 17Feb 09 Del Noce e i calciatori
Il granata Del Noce Fabrizio, direttore di Rai
( da "Nazione, La (Prato)" del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
CRONACA PRATO pag. 2
FUNERALE simbolico sabato sera al teatro La Baracca per gli scavi archeologici
di... FUNERALE simbolico sabato sera al teatro La Baracca per gli scavi
archeologici di Gonfienti, con l'organizzazione della Primavera di Prato alla
quale hanno partecipato il Comitato città etrusca sul Bisenzio, Meet-up di Beppe
Grillo, le liste civiche Giovani e Famiglia,
Lista per il Bene Comune, Le Badie e la Bottega d'arte di Iolo. A pochi giorni
dal sotterramento simbolico definitivo di Gonfienti la manifestazione ha inteso
ripercorrere i momenti salienti degli eventi e stabilire una ri-nascita con un
conteggio alla rovescia con la speranza di ricostruzione o ritrovamento
simbolico: il definitivo sotterramento avverrà domani quando
ufficialmente si chiuderanno i lavori all'Interporto. Serata piena di
interventi tra cui quelli di Maila Ermini, Giuseppe Centauro e Gianfranco
D'Accolti dopo la proiezione dei video «Gonfienti è morta», un'intervista al
consigliere regionale dei Verdi Fabio Roggiolani e al professor Centauro sulla
presenza di amianto depositato nei terreno dell'Interporto. E' apparso
drammaticamente indicativo ciò che Gonfienti è in realtà, quello che si vuole
che invece appaia, lo spettro di inquinamento chimico della zona. Nel corso del
dibattito è stato rilevato che le autorità hanno dato rassicurazioni per il
loro interessamento e si sono recate a convegni internazionali dicendo che la
città etrusca risorgerà: ma il dubbio è che rimangano parole in attesa che le
proteste passino di moda. Ma Gonfienti è questa la conclusione dell'incontro è
del nostro passato, delle radici, simbolo diventato più tenace e non sarà
facile svenderlo basso costo nei supermercati dell'arte. Sotterrarlo è stato un
errore che la Storia non perdonerà facilmente. E per sdrammatizzare il
funerale-simbolo ognuno dei partecipanti ha portato qualcosa da mangiare e da
bere: non si celebrava infatti soltanto un funerale, ma si auspicava, appunto,
una rinascita. Franco Riccomini
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
16-03-2009)
Argomenti: Grillo
VETRINA MODENA pag.
1 Amministrative, folla' di candidati alla poltrona di sindaco NON SOLO big
nella corsa alla poltrona di sindaco per la tornata elettorale di 6 e 7 giugno:
oltre ai già annunciati Giancarlo Pellacani per il Pdl, Mauro Manfredini per la
Lega e Davide Torrini per la lista civica che vede insieme Udc e Modena a
Colori, e ovviamente Giorgio Pighi per il centrosinistra, sono in arrivo le
candidature di altre liste civiche e partiti cosiddetti minori'. Per la lista
civica Modena Futura si presenterà Gilberto Leonardi. Da quanto si sa anche
Fabio Galli, presidente regionale del Codacons, di presenterà a capo di una
lista legata al movimento dei consumatori. Sono in procinto di esprimere un
candidato sindaco anche gli Amici di Beppe Grillo: il movimento ambientalista ha già redatto un programma da presentare
ai cittadini, e nei prossimi giorni potrebbe già esserci il nome dello sfidante
di Pighi. Ma anche Rifondazione comunista e Verdi potrebbero decidere di
«correre»: dopo una prima ipotesi di alleanza, sembra invece che entrambi siano
in procinoto di esprimere un loro candidato sindaco. I contendenti
sarebbero così nove. Intanto, domani, si presenterà ufficialmente la lista
civica dell'ex rettore Giancarlo Pellacani e rappresentata dal coordinatore
professor Rodolfo Cecchi. r. g.
( da "KataWeb News" del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Piccole liste
crescono 16 marzo 2009 alle 09:44 — Fonte: espresso.repubblica.it — 0 commenti
In vista delle elezioni amministrative di giugno la classe politica locale ha
una nuova tentazione: quella delle liste civiche. Da Ancona a Firenze tutti a
seguire l'esempio lanciato da Beppe Grillo
( da "Panorama.it" del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
- Cultura e societa
- http://blog.panorama.it/culturaesocieta - Maurizio Crozza: Berlusconi ti
voglio bene Posted By stefania.berbenni On 15/3/2009 @ 19:11 In Headlines | 1
Comment "Io sono un guitto. E anche grande e grosso. Io voglio far ridere,
non creare tensioni". L'Obelix della comicità è di stanza a Genova, la sua
città natale, classe
( da "AprileOnline.info" del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Guerra alla Rete
Orione Lambri, 16 marzo 2009, 10:40 Bianconiglio Mentre i politici s'ingegnano
per escogitare censure, divieti e controlli in modo da tutelare i propri
interessi e quelli delle case discografiche cotte e decotte, quelli che più
hanno da rimetterci - in teoria - dicono il contrario. "Scaricare non è un
crimine" è il titolo di un vero e proprio manifesto ideologico, diffuso
nei giorni scorsi da alcuni degli artisti di punta della scena musicale
britannica "Li leggo molto raramente perché sono semplicistici e
fuorvianti" Proprio così. Mr President Obama - il primo "presidente
eletto dalla Rete" secondo una definizione ormai di uso comune - ha
parlato in questo modo dei blog qualche giorno fa. è stato un vero e proprio
shock per blogger, teologi della tecnoliberazione e smanettoni vari, che
infatti hanno reagito come fidanzati traditi alle parole del capo del mondo
libero (sempre lo stesso Obama che la prima trattativa con la CIA l'ha dovuta
affrontare per potersi tenere il BlackBerry). "Se è stato eletto Obama può
ringraziare la straordinaria abilità di comunicazione e raccolta-fondi di
internet" fa notare Raw Story che aggiunge "la sua mancanza di
rispetto per i blogger suggerisce che egli userà il web più per trasmettere i
suoi messaggi che per riceverli o incorporarli nelle sue decisioni
politiche". Un po' come Beppe Grillo,
accusato di utilizzare il blog come megacassa di risonanza delle proprie
opinioni piuttosto che come un social media vero e proprio, interattivo e
includente (in effetti non è che risponda a molta gente e con 1500 commenti
random a post si fa fatica pure a partecipare). Se anche i paladini
della politica 2.0 vengono tacciati di essere cinici approfittatori senza
scrupoli, perdippiù con fini di manipolazione di massa, non ci si può stupire
che gli avversari dichiarati della rivoluzione tecnologica si lustrino gli
artigli. Secondo Beppe Grillo "la meno intelligente
delle sorelle Carlucci e per questo eletta nel PDL vuole vietare a chiunque di
immettere in maniera anonima in rete contenuti in qualsiasi forma. Dobbiamo
discutere con quest'ammasso di pochi neuroni e cellulite? Con D'Alia che vuol
far chiudere i siti d'autorità dal Ministero dell'Interno per presunti reati
senza un giudizio della magistratura?" Il tutto diventa decisamente
inquietante se si mette insieme al progetto di "regolamentazione"
della Rete in discussione a Strasburgo. Secondo Pier Paolo Caserta "il
Telecom Package, che è un insieme complesso di cinque direttive, è fortemente
restrittivo delle libertà su internet. Per fare soltanto un esempio, obbliga i
provider a fornire a società private i dati dell'utente sospettato di aver condiviso
contenuti protetti da copyright; al provider è fatto eventualmente obbligo di
procede alla sospensione del servizio e tutto ciò senza bisogno
dell'autorizzazione della magistratura e senza diritto ad un equo
processo." L'aspetto più tragicomico di tutta la vicenda è che mentre i
politici s'ingegnano per escogitare censure, divieti e controlli in modo da
tutelare i propri interessi e quelli delle case discografiche cotte e decotte,
quelli che più hanno da rimetterci - in teoria - dicono il contrario. "It's
not a crime to download" (scaricare non è un crimine) è il titolo di un
vero e proprio manifesto ideologico, diffuso nei giorni scorsi da alcuni degli
artisti di punta della scena musicale britannica. Robbie Williams, Annie
Lennox, Billy Bragg, David Rowntree dei Blur, David Gilmour e Nick Mason dei
Pink Floyd, i Verve, Ed O'Brien dei Radiohead, Peter Gabriel, David Gray, Fran
Healy dei Travis e Mick Jones dei Clash sono solo alcuni dei nomi che hanno
creato la Featured Artists Coalition, secondo cui i diritti delle opere devono
rimanere agli artisti. Per la FAC le major dovrebbero smetterla con le
politiche punitive, non è più tempo di criminalizzare i consumatori - anche
quelli che non pagano la musica che scaricano o condividono - e sarebbe il caso
che siti come MySpace o YouTube remunerassero gli artisti quando utilizzano la
loro musica a fini pubblicitari, mentre è giusto che siano gratis i pezzi messi
a disposizione dei fans. L'appello è rivolto anche al ministro delle
comunicazioni britannico Lord Carter, che aveva proposto pene severe per i
downloader così come i colleghi francesi - poco importa se di colore politico
opposto evidentemente - che hanno annunciato addirittura di voler bloccare la
connessione a chi scarica musica al di fuori della legge. Le rockstar inglesi
ci tengono a far sapere che, di fronte al cambiamento epocale del modo in cui
si accede alla musica, è chi fa business che si deve adeguare se non vuol
perdere il treno non gli utenti. Solo col bastone si va poco in là. Fonti:
L'intelligenza collettiva / Pierre Levy "Obama: blog semplicistici e
fuorvianti" su corriere.it Il blog Raw Story "Ucci, ucci sento odore
di Gabriella Carlucci" di Beppe Grillo
"Telecom Package ed emendamento D'Alia: la Rete è sotto attacco" di
Pier Paolo Caserta "I musicisti inglesi: Scaricare è legittimo" su
corriere.it Blog: http://orione.ilcannocchiale.it
( da "Blogosfere" del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Mar 0916 Bancarotta,
parla Eugenio Benetazzo: finanza e Tremonti bond secondo il Beppe
Grillo della crisi Pubblicato da Eleonora Bianchini, Blogosfere Staff
alle 12:42 in Interviste "Chi ci sta portando sull?orlo dell?abisso deve
fare un passo avanti e buttarsi di sotto. In fondo gli conviene: meglio
gettarsi da soli che essere spinti". Questo è solo uno stralcio della
prefazione di Beppe Grillo a Bancarotta (Sperling &
Kupfer, 12 euro) il mini breviario della crisi economica firmato
dall'economista più online d'Italia Eugenio Benetazzo (qui il suo canale su
YouTube) insieme al giornalista David Parenzo (già autore di Romanzo Padano
insieme al curatore di LiberoPensiero Davide Romano). Un manuale di
sopravvivenza per individuare i responsabili della crisi e sopravvivere
all'abisso. Mini curriculum di Eugenio Benetazzo: operatore di borsa
indipendente, laureato in Economia Aziendale e conosciuto come il Beppe Grillo dell?economia, attraversa il paese con il suo
live show BLEKGEK (Preparati al peggio). Lo abbiamo incontrato per capire quali
siano stati i fattori della crisi e come possono fare i risparmiatori per
informarsi oggi senza cadere nella trappola della strumentalizzazione politica
e mediatica. Sei riuscito a profetizzare la crisi. Quali erano i segni che ti
hanno permesso di conoscere lo scenario ante litteram? Quando nel 2006 scrissi
il mio primo saggio economico, Duri e Puri: Aspettando un nuovo 1929, venni letteralmente
apostrofato come un catastrofista inattendibile dalla penna facile, uno
scrittore esordiente che voleva attirare su di sè l'attenzione mediatica. Chi
ti ha etichettato così si sarà ricreduto, immagino. Credo di sì. Posso dire che
adesso mi fa sorridere ascoltare che in TV si menziona l'attuale scenario
macroeconomico come il peggiore di sempre. E i giornalisti economici che
dicono? Fanno a gara a dirsi "io l'avevo detto!". In realtà in Italia
sono stati solo pochi operatori a lanciare il segnale di May Day, mentre la
quasi totalità di analisti, giornalisti, gestori e consulenti continuava ad
elogiare le opportunità e potenzialità del mercatismo. Veniamo agli elementi
premonitori. Sono state tre variabili macro: la discutibile politica per la
prima casa adottata dagli USA, lo scenario sui tassi di interesse e soprattutto
i processi di delocalizzazione selvaggia consentiti dal WTO. Possiamo affermare
che il sistema bancario italiano è piu sicuro? Bisogna fare un distinguo: il
panorama bancario italiano non è omogeneo perché presenta in prima linea tre
grandi gruppi bancari (di portata internazionale), attorniati da una dozzina di
banche satelliti di media dimensione alle quali si contrappone una prateria di
piccole realtà bancarie (credito cooperativo, banche popolari e casse rurali)
che hanno mantenuto la loro vocazione storica di vicinanza e contiguità con il
territorio, evitando i processi di crescita forzata ed il ricorso alla
budgetizzazione di tutta l'attività commerciale. Quindi? Sulla base di questa
distinzione possiamo affermare che le prime stanno vivendo un momento di
profondo stress finanziario dovuto a fenomeni di contagio con i mercati
internazionali, mentre le seconde, prese nella loro generalità, si possono
considerare finanziariamente immuni dal punto di vista della presunzione di
maggior affidabilità patrimoniale. Il fondo interbancario di tutela dei
depositi pensa a proteggere risparmiatori e correntisti italiani. Sarà
possibile quindi saplvere per intero i depositi? Questo fondo non è equiparabile
a un consorzio bancario, in cui tutte le banche aderenti si impegnano ad
intervenire collegialmente per supportare l'istituto che si trovasse in default
finanziario. Però... Il loro aiuto presuppone un meccanismo di intervento ex
post, che comporta il reperimento ed il versamento dei fondi da parte di tutte
le altri banche solo dopo che si è verificato lo stato di insolvenza. Negli
altri paesi europei il meccanismo ha un intervento ex ante. Cosa signifca? Che
i fondi a riserva vengono raccolti alla fine di ogni anno solare ed accantonati
dal relativo fondo. Ne consegue che in caso di default di un grande gruppo
bancario in Italia questo meccanismo garantista può incepparsi. Perche gli
italiani sono gli europei più ignoranti in materia finanziaria? Il
risparmiatore italiano è stato abituato per decenni ad investire nell'immobile
o sui titoli di stato. Conseguenze? Intere generazioni di cassettisti che non
hanno mai dovuto preoccuparsi di come impiegare il loro denaro visto che
esistevano soluzioni piuttosto remunerative e prive di rischio. Da quando il
rendimento dei titoli di stato è sceso velocemente molti hanno iniziato a
provare l'investimento azionario in quel periodo con potenzialità attraenti.
Ricordiamo inoltre che i fondi comuni di investimento e la figura del promotore
finanziario sono stati introdotti piuttosto di recente, rispettivamente nel
1986 e nel 1991. Veniamo ai provvedimenti del governo in materia di crisi. I
Tremonti bond servono solo ad incantare i risparmiatori sulla convenienza della
nazionalizzazione? I Tremonti Bond rappresentano una strada obbligata per il
nostro paese: con questi strumenti ibridi è possibilerafforzare il patrimonio
delle realtà bancarie in tensione di liquidità e garantire allo Stato una forma
di blando controllo nelle politiche di affidamento del credito. Cosa pensi
della nazionalizzazione? Credo che l'intero sistema bancario di un paese
dovrebbe essere nazionalizzato in quanto le istituzioni bancarie rappresentano
un'infrastruttura per l'economia di ogni Stato: non è possibile pensare che
soggetti privati (i banchieri) possano mettere l'economia a servizio
dell'attività bancaria come sta avvenendo e non il contrario ovvero le banche a
servizio dell'economia. Assistiamo inoltre al ridimensionamento del credito
industriale a cui assistiamo? E' una diretta conseguenza di questa fase epocale
in quanto il sistema bancario per riallineare velocemente i quozienti di
solidità patrimoniale (il cosiddetto core tier) a parità di riserve e mezzi
propri (che non possono essere aumentati in poco tempo) è obbligato a
sottodimensionare gli impieghi e le posizioni a rischio. Il processo di
vigilanza e controllo sul territorio a cura di Comitati istituiti presso le
Prefetture consentirà di verificare come le banche beneficiarie di questi
interventi di sostegno provvedono a supportare il sistema delle piccole e medie
imprese. Un altro problema per i risparmiatori è capire dove informarsi. Le
maggiori testate vedono come principali appaltatori pubblicitari proprio i
grandi gruppi bancari: ognuno di voi faccia le opportune considerazioni.
Abbiamo avuto modo di vedere come dai grandi uffici studi alle prestigiose
agenzie di rating, nessuno dei grandi interlocutori di mercato sia riuscito a
prevedere o ad allertare su quanto poteva accadere: proprio per questa ragione
d'ora i poi non dovrebbero piu di tanto essere presi in considerazione
significativa. E su chi dovremmo contare quindi? L'informazione finanziaria
indipendente e priva di censura purtroppo si reperisce solo in rete: per esempio
gran parte del mio lavoro e di quello di altri miei colleghi è visionabile dal
mio portale o dalle mie videopillole su Youtube. Quanche consiglio per neofiti.
Invito innanzitutto chi desidera intraprendere un percorso di crescita in
cultura finanziaria di comprarsi qualche manuale che spieghi la speculazione di
borsa e il funzionamento delle variabili macroeconomiche. La rete insomma
provvede a quello che non fanno i grandi giornali. Sì. Sta emergendo una classe
di professionisti, a cui io stesso sento di appartenere, che si prefigge lo
scopo di informare il pubblico risparmiatore su quanto sta accadendo attorno a
lui. Rattrista sapere che questa attività o questa funzione non è adeguatamente
svolta dalla stampa di settore e dagli operatori del risparmio gestito. Quando
usciremo dal tunnel della crisi? I mercati azionari sono un termometro
dell'economia indicano la profittabilità attesa delle aziende quotate e
pertanto la capacità di fare profitto negli anni a venire. Solitamente la borsa
anticipa di 12/18 mesi quello che accade all'economia reale: ci possiamo
pertanto aspettare una rilevante contrazione dei fatturati aziendali, un
aumento della disoccupazione, un crollo del gettito fiscale ed una sostanziale
difficoltà degli Stati a supportare il proprio meccanismo di welfare sociale.
Previsioni? Se nei prossimi due trimestri non si verificheranno eventi
detonatori sui mercati finanziari e i grandi gruppi bancari europei riusciranno
a superare gli stress test che li attendono potremmo presumere un sensibile
recupero del sentiment macroeconomico per la fine del 2010. Ci vorranno
comunque tre anni prima di ritornare ad una situazione di equilibrio
planetario, sia per quanto concerne le tensioni finanziarie che il
ridimensionamento dei PIL dei rispettivi paesi coinvolti.
( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Li chiamano
fenomeni, special one, vincenti, vip. Sono gli allenatori del football
contemporaneo. Vanno in tivvù, frequentano la pubblicità, sono ricoperti di
denari, si occupano anche delle loro squadre. Senza una telecamera ad
inquadrarli sarebbero allenatori e basta. Immaginate Nereo Rocco o Bruno
Pesaola, per citare così due a memoria ma due particolari nel genere.
Immaginateli oggi, con l'Ilaria di Sky ole emittenti private a fare baruffa,
immaginateli con la l'intervista flash, con il microfono dietro la panchina,
con la prova tv, con le Iene, Scherzi a parte. Immaginateli dirimpetto a
Mourinho o Zeman, Spalletti o Ranieri, Mancini o o Lippi. Sarebbe uno
spettacolo d'arte varia, alla faccia dei zero tituli. Questo per dire che il
merito di tanta popolarità, gloria e conto corrente è figlio della televisione più
che del lavoro sul campo. O no? Scritto in Nessuna categoria Non commentato »
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Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 08Mar 09 Special no one La vita
è bella ma il calcio ancora di più. Basta poco per cambiare idea, tattica,
risultato, allenatore, squadra. Bastano un paio di giorni e si abbandona
un'opinione per presentarne un'altra, diametralmente opposta. Sull'argomento,
Josè Mourinho resta un vero mattatore. Dopo uno show durato nove mesi, con
tutte le api a ronzare attorno al suo miele, con il tono giusto per stupire i
borghesi, lo special one ha combinato una furbata delle sue, a capo chino,
stavolta, con la voce fioca: ha aggiunto due sole lettere per ribaltare se stesso
e spiazzare il resto del mondo. Lui era lo special one ma dopo la partita con
il Genoa, a domanda specifica sull'uso della moviola nel calcio, ha risposto e
chiarito: "Non sono nessuno", Special no one, dunque, un altro gol
dei suoi, mentre nello studio di plastica di Sky, commentatori e opinionisti
sembravano marionette senza fili e si discuteva all'italiana sul gol perfido di
Balotelli. Avanti così, la vita è bella, il calcio ancora di più. Propongo Josè
Mourinho il premio USSI, unione stampa sportiva italiana, uno come lui è la
salvezza per chi non saprebbe scrivere altro. Di football, ovviamente. Scritto
in Nessuna categoria Commenti ( 22 ) » (Nessun voto) Loading ... Il blog di
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un amico 04Mar 09 Dalle prostitute ai prostituti Josè Mourinho è una leggenda.
Parla e il popolo ascolta, inebetito. Lui dice, ridice, un
po' Gilberto Govi un po' Beppe
Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono
momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il
libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una
frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale. I
prostituti sono il femminile, ovvio, delle prostitute di cui Josè Mourinho
sicuramente deve aver sentito parlare e di cui deve aver letto ai temopi giù
gloriosi del Porto da lui allenato. Era la stagione 2003/2004 e il campionato
portoghese andò come andò, vinse meritatamente il Porto ma saltò in aria il
calcio lusitano per una storia di apido dourado, fischietti d'oro, insomma
dicioto arbitri sospsesi, prostitute a gogò al loro servizio, gare
addomesticate, il presidente del Porto sotto accusa, squalificato, la squadra
penalizzata di 6 punti. Roba antica che è tornata alla memoria. Quello era il
calcio, questo è il calcio anche se Special One dice che "non è il
mio". Ogni tanto basta fermars e ricoerdare, l'ho fatto ache io
pentendomi, pagando il conto senza che nessuno chiedesse sconti. Avanti così.
Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 6 ) » (Nessun voto) Loading ... Il blog
di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post
a un amico 25Feb 09 Ronda su ronda La solita storia italiana: le ronde. Il
pericolo pubblico numero 1, ultima novità dal fronte della politica, bassa. Si
discute, si lotta, si litiga sulla proposta di introdurre le ronde per tutelare
l'oirdine pubblico. Molti a favore, altrettanti contro. Domanda: quale è la
differenza tra gli stewards che operano da qualche tempo all'interno degli
stadi di football e le ronde che dovrebbero agire fuori dallo stadio, ad
esempio? Che differenza c'è tra gli agenti della sicurezza privata (mondialpol
e affini, guardie del corpo e avanti così) e le ronde di ex agenti dell'arma
benemerita, ex poliziotti in pensione? Aspetto le risposte, mi auguro non
politicanti, non faziose di partito, a destra, a sinistra, ma roba vera,
spicciola, pratica. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 17 ) » (1 voti, il
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2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 23Feb 09
Collina arancione L'ultima di Collina è il cartellino arancione. Magari
sponsorizzato dalla banca che di questo colore promuove il "conto".
Una soluzione cromaticoandreottiana, un compromesso tra il giallo e il rosso,
una non decisione, una palla in calcio d'angolo, tanto per non smentirsi.
L'uomo che sussurrava alla pioggia ha lanciato l'idea ma il football, anche con
il progresso, le riforme, il cambio delle norme, non è l'hockey su ghiaccio,
non è la pallacanestro, non è il rugby che, dal football non hanno assorbito
nessuna regola. O forse avremo i passi e il tempo d'area? O forse la pala
passata in avanti? O il cambio in corsa? Il football vive già una vita
difficile perchè il suo regolamento è letto a fisarmonica, si apre e si chiude
seguendo fazioni e inteessi, figuratevi poi l'introduzione di un terzo
cartellino, arancione appunto, per ch ha commesso un fallo a non proprio
cattivo ma nemmeno tanto morbido, insomma un'ave maria e un pater noster,
diceva il prete in confessionale. Tra qyualche tempo avremo la proposta del
cartellino nero, per attacco alla persona? Scritto in Nessuna categoria
Commenti ( 8 ) » (Nessun voto) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 22Feb 09 Le
pagelle del calcio, del cinema e del festival Mai fidarsi dei critici, di
football, di cinema e di canzoni. Prendete l'ultimo festival di Sanremo, rileggete
voti, opinioni, riguardatevi interventi in radio e tivvù degli inviati al
festival, controllate i voti riservati ai tre cantanti finalisti, direi Povia
su tutti e cercate di non ridere. O non ci hanno capito nulla o il loro
giudizio conta ancora di meno rispetto al parere del pubblico. Cosa che accade
anche in occasione dei festival del cinema, si tratti di Cannes o di Venezia,
roba da sofisticati, raffinati ma non per la gente comune che la pensa in modo
opposto a quello che i sacerdoti hanno espresso. Idem come sopra nel calcio,
con qualche eccezione, perchè spesso il calciatore bocciato in pagella è anche
quello fischiato dal pubblico dello stadio ma capita anche che alcuni godano di
protezione, di voto di casta, di sufficienza perchè appartengono a una certa
squadra e perchè teniamo famiglia ed è meglio conservare buoni rapporti con il
prossimo, il calciatore appunto. Totale: i voti in pagella sono come le
cravatte, di gusto personalissimo, a volte meglio andar via in maglietta, a
volte il regalo della fidanzata o della moglie viene riciclato, dunque al
prossimo festival non tenete conto di quello che scriveranno i giornalisti,
dico in materia di voto, passate oltre. Scritto in Nessuna categoria Commenti (
2 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di
Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a
un amico 18Feb 09 Bonolis e Grillini Ormai al festival di Sanremo sono saltate
le marcature. Le canzoni sono un pretesto, si può fare e dire di tutto,
invitare amici, sodali, soci, affini e poi, arriva il bello. Per esempio uno
canta, dico Povia, e il suo brano "Luca era gay" è argomento di
discussione da settimane, di giorno e di notte. Trattasi di canzone ma Povia è
Povia non è mica Mina che, parola di Patty Pravo è ectoplasma, o Paoli che
condede la pietas al pedofilo violentatore, Povia no, dunque si adatti. Si
adatti a vedere la seguente scena: Bonolis, una volta finita l'esecuzione del
cantante, cede il microfono a uno spettatore che è poi l'onorevole Grillini,
esponente dell'arcigay, il quale conclude il proprio intervento con uno
schiaffetto a Povia che non conosce i problemi dei gay. Seguono fischi e
applausi. Grillini ha fatto il suo mestiere, anche da propagandista annunciando
la prossima manifestazione di protesta del suo movimento. Ma Bonolis ha creato
un buon precedente: ogni testo discusso o discutibile avrà ora bisogno di un
intervento dall'esterno, telefonata da casa, intervento del pubblico in sala
per contestarlo, approvarlo, criticarlo. Il festival non è più di un ente
pubblico come la Rai, ormai è di un presentatore, è di chi prende un milione e
decide a proprio piacimento di offrire il microfono a chi gli garba, sempre per
proteggere le cosidette minoranze. E poi in questo benedetto Paese è ormai
diventato impossibile pensarla in maniera diversa altrimenti sei un razzista,
un violento, un antidemocratico. Avere un'idea è pericoloso, avere un'ideologia
è più comodo. Si fa carriera, si prendono denari. Anche più di trenta. Scritto
in Nessuna categoria Commenti ( 20 ) » (7 voti, il voto medio è: 5 su un
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Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 17Feb 09 Del Noce e i calciatori
Il granata Del Noce Fabrizio, direttore di Rai
( da "Giornale.it, Il" del 16-03-2009)
Argomenti: Grillo
Li chiamano
fenomeni, special one, vincenti, vip. Sono gli allenatori del football
contemporaneo. Vanno in tivvù, frequentano la pubblicità, sono ricoperti di denari,
si occupano anche delle loro squadre. Senza una telecamera ad inquadrarli
sarebbero allenatori e basta. Immaginate Nereo Rocco o Bruno Pesaola, per
citare così due a memoria ma due particolari nel genere. Immaginateli oggi, con
l'Ilaria di Sky ole emittenti private a fare baruffa, immaginateli con la
l'intervista flash, con il microfono dietro la panchina, con la prova tv, con
le Iene, Scherzi a parte. Immaginateli dirimpetto a Mourinho o Zeman, Spalletti
o Ranieri, Mancini o o Lippi. Sarebbe uno spettacolo d'arte varia, alla faccia
dei zero tituli. Questo per dire che il merito di tanta popolarità, gloria e
conto corrente è figlio della televisione più che del lavoro sul campo. O no?
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è bella ma il calcio ancora di più. Basta poco per cambiare idea, tattica,
risultato, allenatore, squadra. Bastano un paio di giorni e si abbandona
un'opinione per presentarne un'altra, diametralmente opposta. Sull'argomento,
Josè Mourinho resta un vero mattatore. Dopo uno show durato nove mesi, con
tutte le api a ronzare attorno al suo miele, con il tono giusto per stupire i
borghesi, lo special one ha combinato una furbata delle sue, a capo chino,
stavolta, con la voce fioca: ha aggiunto due sole lettere per ribaltare se
stesso e spiazzare il resto del mondo. Lui era lo special one ma dopo la
partita con il Genoa, a domanda specifica sull'uso della moviola nel calcio, ha
risposto e chiarito: "Non sono nessuno", Special no one, dunque, un
altro gol dei suoi, mentre nello studio di plastica di Sky, commentatori e
opinionisti sembravano marionette senza fili e si discuteva all'italiana sul
gol perfido di Balotelli. Avanti così, la vita è bella, il calcio ancora di
più. Propongo Josè Mourinho il premio USSI, unione stampa sportiva italiana,
uno come lui è la salvezza per chi non saprebbe scrivere altro. Di football,
ovviamente. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 22 ) » (Nessun voto)
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Josè Mourinho è una leggenda. Parla e il popolo ascolta, inebetito. Lui dice, ridice, un po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo,
intendo la pronunzia anche se ci sono momenti di comicità rara, parla, dunque,
e nessuno osa aprire il diario, il libretto dei ricordi, l'almanacco del
calcio. I prostituti di oggi sono una frase che piace, ad effetto, da titolo,
commento, editoriale. I prostituti sono il femminile, ovvio, delle
prostitute di cui Josè Mourinho sicuramente deve aver sentito parlare e di cui
deve aver letto ai temopi giù gloriosi del Porto da lui allenato. Era la
stagione 2003/2004 e il campionato portoghese andò come andò, vinse
meritatamente il Porto ma saltò in aria il calcio lusitano per una storia di
apido dourado, fischietti d'oro, insomma dicioto arbitri sospsesi, prostitute a
gogò al loro servizio, gare addomesticate, il presidente del Porto sotto
accusa, squalificato, la squadra penalizzata di 6 punti. Roba antica che è
tornata alla memoria. Quello era il calcio, questo è il calcio anche se Special
One dice che "non è il mio". Ogni tanto basta fermars e ricoerdare,
l'ho fatto ache io pentendomi, pagando il conto senza che nessuno chiedesse
sconti. Avanti così. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 6 ) » (Nessun
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Commenti Manda questo post a un amico 25Feb 09 Ronda su ronda La solita storia
italiana: le ronde. Il pericolo pubblico numero 1, ultima novità dal fronte
della politica, bassa. Si discute, si lotta, si litiga sulla proposta di
introdurre le ronde per tutelare l'oirdine pubblico. Molti a favore,
altrettanti contro. Domanda: quale è la differenza tra gli stewards che operano
da qualche tempo all'interno degli stadi di football e le ronde che dovrebbero
agire fuori dallo stadio, ad esempio? Che differenza c'è tra gli agenti della
sicurezza privata (mondialpol e affini, guardie del corpo e avanti così) e le
ronde di ex agenti dell'arma benemerita, ex poliziotti in pensione? Aspetto le
risposte, mi auguro non politicanti, non faziose di partito, a destra, a
sinistra, ma roba vera, spicciola, pratica. Scritto in Nessuna categoria
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questo post a un amico 23Feb 09 Collina arancione L'ultima di Collina è il
cartellino arancione. Magari sponsorizzato dalla banca che di questo colore
promuove il "conto". Una soluzione cromaticoandreottiana, un
compromesso tra il giallo e il rosso, una non decisione, una palla in calcio
d'angolo, tanto per non smentirsi. L'uomo che sussurrava alla pioggia ha
lanciato l'idea ma il football, anche con il progresso, le riforme, il cambio
delle norme, non è l'hockey su ghiaccio, non è la pallacanestro, non è il rugby
che, dal football non hanno assorbito nessuna regola. O forse avremo i passi e
il tempo d'area? O forse la pala passata in avanti? O il cambio in corsa? Il
football vive già una vita difficile perchè il suo regolamento è letto a
fisarmonica, si apre e si chiude seguendo fazioni e inteessi, figuratevi poi
l'introduzione di un terzo cartellino, arancione appunto, per ch ha commesso un
fallo a non proprio cattivo ma nemmeno tanto morbido, insomma un'ave maria e un
pater noster, diceva il prete in confessionale. Tra qyualche tempo avremo la
proposta del cartellino nero, per attacco alla persona? Scritto in Nessuna
categoria Commenti ( 8 ) » (Nessun voto) Loading ... Il blog di Tony Damascelli
© 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 22Feb
09 Le pagelle del calcio, del cinema e del festival Mai fidarsi dei critici, di
football, di cinema e di canzoni. Prendete l'ultimo festival di Sanremo,
rileggete voti, opinioni, riguardatevi interventi in radio e tivvù degli
inviati al festival, controllate i voti riservati ai tre cantanti finalisti,
direi Povia su tutti e cercate di non ridere. O non ci hanno capito nulla o il
loro giudizio conta ancora di meno rispetto al parere del pubblico. Cosa che
accade anche in occasione dei festival del cinema, si tratti di Cannes o di
Venezia, roba da sofisticati, raffinati ma non per la gente comune che la pensa
in modo opposto a quello che i sacerdoti hanno espresso. Idem come sopra nel
calcio, con qualche eccezione, perchè spesso il calciatore bocciato in pagella
è anche quello fischiato dal pubblico dello stadio ma capita anche che alcuni
godano di protezione, di voto di casta, di sufficienza perchè appartengono a
una certa squadra e perchè teniamo famiglia ed è meglio conservare buoni rapporti
con il prossimo, il calciatore appunto. Totale: i voti in pagella sono come le
cravatte, di gusto personalissimo, a volte meglio andar via in maglietta, a
volte il regalo della fidanzata o della moglie viene riciclato, dunque al
prossimo festival non tenete conto di quello che scriveranno i giornalisti,
dico in materia di voto, passate oltre. Scritto in Nessuna categoria Commenti (
2 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di
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un amico 18Feb 09 Bonolis e Grillini Ormai al festival di Sanremo sono saltate
le marcature. Le canzoni sono un pretesto, si può fare e dire di tutto,
invitare amici, sodali, soci, affini e poi, arriva il bello. Per esempio uno
canta, dico Povia, e il suo brano "Luca era gay" è argomento di
discussione da settimane, di giorno e di notte. Trattasi di canzone ma Povia è
Povia non è mica Mina che, parola di Patty Pravo è ectoplasma, o Paoli che
condede la pietas al pedofilo violentatore, Povia no, dunque si adatti. Si
adatti a vedere la seguente scena: Bonolis, una volta finita l'esecuzione del
cantante, cede il microfono a uno spettatore che è poi l'onorevole Grillini,
esponente dell'arcigay, il quale conclude il proprio intervento con uno
schiaffetto a Povia che non conosce i problemi dei gay. Seguono fischi e
applausi. Grillini ha fatto il suo mestiere, anche da propagandista annunciando
la prossima manifestazione di protesta del suo movimento. Ma Bonolis ha creato
un buon precedente: ogni testo discusso o discutibile avrà ora bisogno di un
intervento dall'esterno, telefonata da casa, intervento del pubblico in sala
per contestarlo, approvarlo, criticarlo. Il festival non è più di un ente
pubblico come la Rai, ormai è di un presentatore, è di chi prende un milione e
decide a proprio piacimento di offrire il microfono a chi gli garba, sempre per
proteggere le cosidette minoranze. E poi in questo benedetto Paese è ormai
diventato impossibile pensarla in maniera diversa altrimenti sei un razzista,
un violento, un antidemocratico. Avere un'idea è pericoloso, avere un'ideologia
è più comodo. Si fa carriera, si prendono denari. Anche più di trenta. Scritto
in Nessuna categoria Commenti ( 20 ) » (7 voti, il voto medio è: 5 su un massimo
di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Manda questo post a un amico 17Feb 09 Del Noce e i calciatori Il
granata Del Noce Fabrizio, direttore di Rai
( da "Nuova Sardegna, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Pagina 37 - Cultura
e Spettacoli I nemici di Youtube all'attacco Gran Bretagna, bloccati videoclip
per problemi contrattuali Censura morale e politica di molti filmati in Cina e
non solo LUISA PIRAS SASSARI. Amaro risveglio per gli internauti britannici
che, all'accesso su Youtube, il famoso sito di condivisione via web, si sono
visti oscurare e bloccare i video musicali di alcune delle più celebri canzoni
della Gran Bretagna. Questo il risultato del mancato rinnovo dell'accordo tra
la società di Google, proprietaria di Youtube, e la Performing Rights Society
for Music, il gruppo che rappresenta e difende gli interessi degli autori nel
Regno Unito e che raccoglie i diritti di circa 50 mila compositori. Secondo
Patrick Walker, il responsabile del sito per Europa, Medio Oriente e Africa,
sarebbero stati due gli ostacoli alla firma del contratto: i costi proibitivi e
la mancanza di chiarezza sui diritti d'autore. La Prs Music, infatti, avrebbe
chiesto una cifra molto superiore rispetto a quella della precedente licenza,
ora scaduta, e si rifiuterebbe di comunicare quali brani sarebbero inclusi nel
contratto. «è come chiedere a un cliente di comprare un cd a scatola chiusa -
ha scritto Walker nel blog aziendale - continueremo a impegnarci per
raggiungere un accordo accettabile, ma nel frattempo siamo costretti a bloccare
in Gran Bretagna i video musicali premium forniti o rivendicati da un'etichetta
musicale». Pronta la replica da parte dell'amministratore delegato della Prs Music,
Steve Porter, che ha sottolineato che l'incremento del prezzo per la licenza
risponde solo all'aumento di popolarità della pagina web. Non è la prima volta
che il famoso sito, avviato nel 2005 da Chad Hurley e Steve Chen, si trova in
acque burrascose, e non solo a causa di problemi contrattuali. è dello scorso
luglio l'attacco a Youtube di Mediaset che, adducendo una «illecita diffusione
e sfruttamento commerciale di file audio-video di proprietà delle società del
gruppo», aveva richiesto a Google un risarcimento di 500 milioni di euro. Per
quanto nato per ospitare solamente video realizzati direttamente da chi li
carica, può capitare che su Youtube venga inserito anche materiale di terze
parti, come spettacoli televisivi, video musicali e, addirittura, film. Questo
accade perché il controllo, da parte del sito, avviene sempre successivamente
il caricamento del materiale. Per cercare di ovviare a tali infrazioni si è
imposta la limitazione della durata dei video da caricare, 10 minuti. L'intoppo
è stato subito dribblato dagli utenti dividendo i filmati originali in più
parti poi numerate in ordine cronologico. Grazie a questo semplice quanto
deduttivo stratagemma su Youtube è possibile vedere intere puntate di programmi
come «Uomini e Donne», «Zelig» ed «Amici», scevre da intervalli pubblicitari.
Secondo l'azienda di Cologno Monzese, sul sito sarebbero ormai presenti oltre
4mila filmati provenienti dalle tre reti commerciali, pari a più di 325 ore di
programmazione. Per l'accusa, in base ai contatti rilevati, Mediaset avrebbe
perso oltre 315mila giornate di visione da parte dei telespettatori. Youtube si
sarebbe difeso asserendo che sono molti di più i video provenienti dal sito e
mandati in onda su programmi Mediaset - «Striscia la notizia», «Paperissima», «Le
Iene», «Tg5» e molti altri - che viceversa. Oltre al copyright, è anche la
censura ad abbattersi su Youtube, sia per fattori moralistici che politici. Nel
dicembre
( da "Nuova Venezia, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Pagina 36 -
Giorno/Notte Il re della tv ospite al Casinò Revival dei successi passati e
attuali di Pippo Baudo Fastosa cornice con musica al piano e mostre d'arte Il
Pippo nazionale, domani alle 18, sarà ospite dei salotti culturali del Casinò
di Venezia, nella splendida sede di Ca' Vendramin Calergi. Pippo Baudo sarà il
protagonista di un appuntamento che sarà completato da una mostra d'arte
dedicata alle opere di Gaetano Castelli, pittore e scenografo che deve la sua
fama alle scenografie di varie edizioni del Festival di Sanremo e degli
spettacoli dello storico locale parigino: Moulin Rouge. L'evento sarà allietato
anche dalla musica di Roberta Paroletti che al piano eseguirà delle
trascrizioni di brani da «Tristano e Isotta» di Wagner. Poi ci sarà anche «Zora
da Venezia», un momento dedicato ai gioielli d'arte. Pippo Baudo può essere
chiamato a ragion veduta «il re della televisione italiana» in quanto insieme a
Mike Bongiorno rappresenta un esempio inarrivabile di longevità artistica che
l'ha portato ad una serie lunghissima di successi. L'anchorman, che il 7 giugno
compierà 73 anni, detiene il record di edizioni di Sanremo presentate: ben 12
contro le 11 di Buongiorno. Baudo è entrato in Rai nel '59 ma ha raggiunto il
grande successo nel '66 presentando la trasmissione «Settevoci». Da quel
momento la fama e popolarità sono cresciute senza mai fermarsi. Attualmente
conduce una finestra di «Domenica in» su Rai1, trasmissione che l'ha visto
protagonista complessivamente per cinque edizioni. Tra gli altri programmi
importanti a cui è legato il nome di Baudo ci sono «Canzonissima», «Fantastico»
e «Novecento». Il presentatore ha anche avuto il merito di lanciare diversi
talenti come Heater Parisi, Lorella Cuccarini, Tullio Solenghi prima da solo e
poi con il Trio (Solenghi, Lopez e Marchesini) ma non solo. Baudo ha scoperto anche Beppe Grillo che
proprio nell'edizione numero 7 di Fantastico (1986) attaccò pesantemente i
socialisti di Bettino Craxi, allora presidente del Consiglio. Un'uscita che
costò al comico l'allontanamento dalla Rai, per anni. Il presentatore si
dissociò da Grillo e rimase al suo posto ma non per molto. Infatti, nell'87,
toccò a Baudo attaccare in diretta il presidente della Rai, il socialista
Enrico Manca, che aveva definito la sua tivù «nazionalpopolare». Una presa di
posizione che lo costrinse a passare da Rai1 a Rai2 con «Serata d'onore». Del
suo secondo matrimonio con Katia Ricciarelli si sono occupate le cronache rosa.
(Michele Bugliari)
( da "Giorno, Il (Lodi)" del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
PAVIA pag. 13
«Ridarò trasparenza al Comune» Irene Campari (Circolo Pasolini) si candida a
diventare sindaco PALAZZO MEZZABARBA VERSO IL VOTO di MANUELA MARZIANI PAVIA
ALL'AMMINISTRAZIONE Capitelli non le ha mai mandate a dire e ora torna
nell'agone politico come candidato sindaco. Irene Campari, ex capogruppo e
consigliere indipendente, è ufficialmente il secondo aspirante primo cittadino
del capoluogo pavese. Guiderà una lista civica, «Cittadini in Comune», composta dal Circolo Pasolini e dal Meetup di Beppe Grillo di Pavia, con candidati che provengono da diverse esperienze
politiche, istituzionali e di volontariato, senza tessere di partito e non più
di una legislatura alle spalle, né condanne penali per reati contro la pubblica
amministrazione o l'interesse collettivo. «Politicamente i cittadini che
supportano questa Lista civica - dicono i promotori - si collocano oltre le
tradizionali configurazioni partitiche, perché Pavia deve lasciarsi alle spalle
la mediocrità a cui è stata costretta da una classe politica incapace,
inadeguata e consociativa che ha ormai perso di vista il destino della città
essendo piuttosto interessata al proprio». AL CENTRO del programma «la
salvaguardia dei beni della collettività e la qualità del vivere civile, che
inizia dalla trasparenza dell'azione amministrativa». «I cittadini - spiega
Irene Campari - devono ritornare ad essere i protagonisti dell'unica assemblea
di civica rappresentanza, il consiglio comunale, Pavia ha bisogno come l'aria
di un esecutivo e di un'opposizione autentici, che non confondano le acque
della democrazia con il fango degli accordi trasversali e dei conflitti di
interesse. A lungo è mancata una vera dialettica tra minoranza e maggioranza,
tra visioni diverse del futuro di Pavia. Le conseguenze sono lo sviluppo
bloccato con perdita di posti di lavoro, inesistente cura dell'ambiente,
consumo a oltranza di suolo, produzione e offerte culturali indegne di una
città di eccellenze accademiche, quartieri periferici senza servizi, il centro
storico ridotto a languente centro commerciale e dormitorio dove gli interessi
immobiliari chiudono gli ultimi spazi di cultura. Non è una città per giovani
né per anziani. Deve invece ritornare a essere una città per tutti». TRA I
PRIMI compiti della prossima amministrazione c'è quello di riprogettare
l'economia richiamando investimenti produttivi che abbiano ricadute
sull'occupazione e contribuiscano a indirizzare Pavia verso un destino felice,
anche in vista dell'Expo 2015. «Il Comune sarà l'unico luogo in cui gli
interessi pubblici potranno essere tutelati - proseguono i promotori di
"Cittadini in Comune" -. Dovrà quindi essere governato da figure in
grado di assumersi personalmente le responsabilità delle decisioni e di
rispondere giorno dopo giorno alla città, con onestà».
( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del
17-03-2009)
Argomenti: Grillo
LUGO pag. 10 La
lista civica dei Comitati non corre con i grillini' ELEZIONI AMMINISTRATIVE A
LUGO «ALCUNI componenti del Comitato Dernier Regard sono candidati nella Lista
civica dei Comitati', ma non in altre liste». Lo precisano i responsabili del
Dernier Regard dopo che, a causa di una svista, in queste pagine si era parlato
di un sostegno dei comitati alla lista che fa capo agli
Amici di Beppe Grillo. Occorre dunque fare distinzione tra la lista Lugo x Lugo',
creata appunto dai grillini' e che presenterà un proprio candidato sindaco, e
la Lista civica dei Comitati', a cui invece aderiscono esponenti dei vari
Comitati cittadini impegnati sui temi dell'ambiente e del territorio, tra cui
appunto il Dernier Regard. Anche questa lista avrà un proprio candidato
sindaco: di certo sarà una donna, anche se non ne è stato ancora ufficializzato
il nome. A Lugo poi presenteranno candidati sindaci anche i repubblicani, la
lista civica Lugo Futura' oltre al centrosinistra e al centrodestra che
sostengono come candidati, rispettivamente, Raffaele Cortesi e Laura Baldinini.
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Martedì
17 Marzo 2009 Chiudi Tante iniziative anche nell'estrema sinistra e
nell'associazione che si ispira a Beppe Grillo
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Martedì 17 Marzo
2009 Chiudi Il clima è caldo e nebuloso. Anche se da entrambi gli schieramenti
cominciano a configurarsi profili più netti in vista della prossima partita
elettorale. Così, proprio la scorsa settimana, nel centrosinistra si è
rinnovata l'alleanza del partito socialista con il Pd a sostegno di Daniele
Benedetti «un candidato indubbiamente giovane -dicono dalle due delegazioni- ma
la cui esperienza amministrativa, maturata negli ultimi sette anni di giunta
comunale col sindaco Brunini, ne fa la persona in grado di guidare la città e
la sua classe dirigente verso il futuro, necessario ricambio generazionale».
D'altra parte, Dante Andrea Rossi, il segretario del Partito democratico, alla
cena elettorale tenutasi al ristorante La Fattoria venerdì scorso e alla quale
hanno partecipato 300 persone, ha annunciato che Massimo Brunini correrà per le
prossime elezioni provinciali, mentre Giancarlo Cintioli sarà il capolista alle
comunali. In più di quattrocento hanno assistito invece all'Hotel Albornoz,
domenica scorsa, alla presentazione del candidato della casa delle libertà,
Angelo Loretoni. Un volto nuovo per la politica e anche per molti che non
conoscendolo hanno colto l'occasione per incontrarlo. Salutato dall'Inno di
Mameli, attorniato dagli amici e sostenitori come Salvatore Finocchi e Mario
Arcangeli del comitato "Con Angelo Loretoni-Per il rinnovamento
cittadino", Loretoni non ha tardato ad infervorare la platea, dopo aver
ringraziato quanti gli hanno di fatto ceduto la scena: Maurizio Hanke, Paolo
Filipponi, Mario Mancini, Learco Saporito e persino Moreno Gervasi. «E' stato
un male lasciare la città per sessanta anni alla stessa parte politica -ha
stigmatizzato- e questa è un'occasione storica per cambiare le cose». Elenca
uno ad uno i problemi da affrontare con spirito pragmatico da ex dirigente che,
a sessantatre anni e in pensione, fa tesoro di esperienze maturate all'estero
attraverso un impiego all'Iri. «Quando vinceremo -assicura- apriremo tutti i
cassetti del Palazzo e vedremo quali sono le vere condizioni finanziarie del
comune». Lungo l'elenco dei problemi, dai licenziamenti della Minerva al
rilancio turistico e industriale ma anche dell'agricoltura che «non è più come
una volta e che punta oggi su prodotti tipici e qualità». La platea applaude e
si appassiona. Poi la parola passa al senatore Domenico Benedetti Valentini e
via via il tono rientra nei ranghi con l'onorevole Luciano Rossi, il senatore
Franco Asciutti e Rocco Girlanda. C'è fermento anche al di fuori dei due
blocchi principali dove restano in pista movimenti e liste indipendenti. Sotto
il nome di "Destra o sinistra? Prima Spoleto" alcuni rappresentanti
della società civile hanno deciso di candidare a sindaco Sergio Grifoni il
portavoce del City Forum. Fra loro anche Mario Mancini, fuoriuscito dal Pdl. Sabato
scorso, gli appartenenti al Movimento Civico di Spoleto a 5 Stelle, promosso da Beppe Grillo e composto per lo più
da trentenni, ha distribuito alla gente per le vie del centro storico un
messaggio: "Stiamo riconsegnando agli spoletini le chiavi della
città". Casa Rossa, infine, movimento in cui è transitata la maggior parte
degli ex iscritti al Prc e che candida a sindaco il suo capogruppo Aurelio
Fabiani, ha indetto per sabato prossimo alle 16.30 nella Sala dei Duchi
del palazzo comunale un dibattito su temi ambientali.
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Martedì 17 Marzo
2009 Chiudi di FRANCESCO MARCOZZI GIULIANOVA - Flaviano Montebello e Paolo
Vasanella, rispettivamente coordinatori locali di Forza Italia ed Alleanza
Nazionale, hanno ufficialmente chiesto a Giancarlo Cameli di candidarsi a
sindaco di Giulianova per il centrodestra. La richiesta è stata formulata
"in delegazione" a casa dell'ex sindaco (per due legislature), il
quale si è riservato di dare una risposta entro la giornata di oggi. Lo avevamo
anticipato. L'unico in grado di ricompattare il centrodestra era proprio il
nome che era stato fatto per primo quando si cominciò a parlare di ritorno
anticipato alle urne il 6 e 7 giugno ed è probabile che Cameli accetti (anzi,
secondo alcuni, lo avrebbe già fatto). Da tempo ha il consenso del gruppo del
Pdl 2 formato da Mimì Di Carlo, Marina Rotini e Bruno Laurenzi, e soprattutto
dell'Udc di Peppino Laudadio ed Enrico Robuffo, i quali indicarono subito
Giancarlo Cameli come candidato del centrodestra e la sua presenza sarebbe una
condizione essenziale per aderire alla coalizione rifuggendo da quella di
centrosinistra. Da segnalare che ogni lista principale avrà una lista di
appoggio al candidato sindaco, sull'uno e sull'altro fronte. Intanto continuano
le "grandi manovre" al centro con Pierangelo Guidobaldi e la sua
lista "Al centro della città", che potrebbe "fare lega" con
l'Udc e confluire anche lui nel centrodestra anche se questo potrebbe
chiedergli qualche problema a livello di presidenza dell'Ente Porto, alla quale
è stato eletto (e confermato) quale rappresentante del Partito democratico. Si
resta sempre in attesa delle "mosse" di Sandro Ianni, anche lui, come
Guidobaldi, ex della Margherita e che da tempo ha annunciato ( e confermato) di
essere pronto a varare una lista autonoma. Sul fronte del centrosinistra, il Pd
prova a tentare Claudio Ruffini a ricoprire il ruolo di capolista, cosa che non
è incompatibile con la sua carica di consigliere regionale. In allarme quei
consiglieri del Pd che sarebbero stati appoggiati da Ruffini nelle precedenti
consultazioni amministrative perchè vedrebbero risicato il proprio
"orticello" di consensi e sarebbero quindi contrari a questa
soluzione mentre è probabile che il candidato designato Francesco Mastromauro
glielo chieda. E ieri sera lo stesso Mastromauro, assieme al coordinatore del
partito, Arnaldo Di Rocco, si è incontrato con con i rappresentanti dei partiti
che hanno sostenuto la Giunta Ruffini sino al termine. Si discute molto sul
coinvolgimento di Rifondazione comunista al primo turno, anche perchè in casa
pidiessina nessuno vuole modificare di una virgola la variante ed anzi si vuole
andare subito all'approvazione delle osservazioni («al primo Consiglio comunale
utile», come ha chiesto in conferenza stampa il leader
dell'Italia dei Valori, Ottavio Di Stanislao). E a proposito dell'Idv non è
stato ancora raggiunto un accordo con il gruppo di Vincenzo Santuomo, che ha
come riferimento nazionale Beppe Grillo. «In ogni caso- ha
detto ieri Santuomo- noi la lista la faremo ugualmente».
( da "Nazione, La (Umbria)" del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
SPOLETO pag. 15 di
DANIELE MINNI SPOLETO INIZIA a delinearsi lo scenario in v... di DANIELE MINNI
SPOLETO INIZIA a delinearsi lo scenario in vista delle amministrative. Per le
comunali si profilano almeno dieci liste e almeno sei candidati sindaco. Le presentazioni
ufficiali si susseguono. Dopo Daniele Benedetti del Pd, Angelo Loretoni del Pdl
(in corsa anche con una lista civica, espressione del Comitato sorto a sostegno
della sua candidatura) e Leodino Galli dell'Udc anche Sergio Grifoni (nella
foto), presidente dell'Avis e portavoce del City Forum, ha annunciato
ufficialmente la propria candidatura con una propria lista. LISTA E CANDIDATO
si profilano anche per movimento «Spoleto a 5 Stelle», vicino
a Beppe Grillo che sembra orientato a candidare sindaco l'avvocato Carmelo
Parente potendo contare anche sull'appoggio di Jacopo Fo. Doppia lista
apparentata anche a sostegno Daniele Benedetti: oltre a quella «naturale»del Pd
ci sarà anche quella dei socialisti che hanno già dato l'ok per l'ingresso
nella coalizione. E potrebbero essere anche tre, se come è probabile il
Pd potrà contare anche sull'alleanza con la lista dell'Italia dei Valori dopo
che Benedetti ha sottoscritto davanti a Carlo Calandri (Idv) il patto etico.
Altra lista civica sarebbe in corso di preparazione con al vertice il
consigliere comunale Enzo Nardi, subentrato al compianto Giancarlo
Mercatelli.Mentre non è chiaro se l'ingegner Moreno Gervasi intenda proporre
una lista sostenuta dal comitato «Spoleto Futuro» Tra i candidati certi, con
una lista autonoma, ci sarà anche il consigliere comunale Aurelio Fabiani
sostenuto dall'Associazione Casa Rossa. Ancora in dubbio la posizione della
sinistra radicale, con i Comunisti Italiani e Rifondazione che ancora non hanno
preso una decisione sulle eventuali alleanze. INFINE la Destra presenterà una
lista autonoma, ma apparentata con Loretoni. Aldo tracchegiani, consigliere
regionale del partito di Storace lo ha dichiarato durante l'incontro del
candidato del Pdl di domenica all'Albornoz. Il 22 aprile verrà emanato il
decreto di convocazione dei comizi, il 9 maggio alle 12 scadrà il termine per
la presentazione delle liste e dal 12 maggio si entrerà ufficialmente in
campagna elettorale anche se i partiti maggiori, di fatto, sono già al lavoro
da qualche settimana.
( da "Centro, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Pagina 2 - Chieti
Sixty, cresce la tensione dopo i 55 nuovi esuberi LA CRISI Rsu e lavoratori in
assemblea HIETI. Sixty spa, atmosfera cupa. Un'affollata assemblea dei
dipendenti convocata dalle Rsu, chiusa ai giornalisti per volere dell'azienda,
ha discusso ieri la decisione del gruppo multinazionale della moda di collocare
in mobilità 55 dipendenti, pari a un quarto della forza lavoro complessiva
nello stabilimento teatino. E' palpabile l'apprensione tra i lavoratori, alcuni dei quali hanno scritto sul blog di Beppe Grillo e aperto un profilo su Facebook per gridare il proprio no ai
licenziamenti. In poche ore, sono stati ben 229 i contatti. Nei prossimi
giorni, scatteranno altre forme di protesta, anche perché tanti ritengono che
questo sia solo l'inizio di una lunga serie di licenziamenti. «Ci
appelliamo alle istituzioni», dice Marino D'Andrea, Rsu Cgil, «l'azienda ha
avuto dei vantaggi insediandosi qui. Non può tirarsi fuori come se nulla fosse.
I posti di lavoro vanno salvaguardati tutti, perché è possibile il
ricollocamento all'interno dello stesso gruppo. Se la decisione della Sixty
andrà in porto, ne deriverà un dramma sociale difficile da contenere». I
lavoratori destinati al licenziamento hanno un'età media al di sotto dei 40
anni e, fuori dalla Sixty, dicono, non hanno alcuna possibilità di reimpiego.
«In fabbrica da tempo l'atmosfera è pesante». Lo raccontano una quindicina di
lavoratori dopo l'assemblea. «Chi è impiegato in magazzino, un anno fa circa,
ha dovuto stendere un manuale sulle fasi di lavoro che affrontava giorno per
giorno. Una sorta di memorandum a vantaggio di nuovi lavoratori. Tanti precari,
infatti, sono e continuano ad arrivare in fabbrica». «Poi», aggiungono, «è
scoccata l'ora dei trasferimenti strani, gente mandata via da un reparto attivo
a uno meno oberato di lavoro e che oggi, per coincidenza, chiude». La mancanza
di solidarietà tra colleghi svilisce. «Aiutateci a conservare i nostri posti di
lavoro», è l'appello che lanciano, «fuori per noi non c'è futuro. E' assurdo
che un'azienda florida come la nostra metta fuori dall'oggi al domani
dipendenti, senza battere ciglio». Qualcuno cerca possibilità alternative. «La
crisi ha falciato anche l'azienda dove avevo trovato uno spiraglio», sussurra
un lavoratore. Dei 55 indicati come esuberi, un quarto sono residenti a Chieti.
Negli ultimi anni, tanti laboratori esterni hanno smesso di lavorare per la
Sixty. I sindacati sono uniti. «Non permetteremo di tagliare posti di lavoro
liberamente», dice Carlo Davide, Rsu Cisl, «studieremo tutte le forme di
garanzia possibili per i lavoratori». «Faremo di tutto», dice Tonino Di
Berardino, Rsu Uil, «per non perdere nessun posto di lavoro». (s.b.)
( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Negli ultimi sette
giorni le Borse sono partite al rialzo e c'è già chi sostiene che il peggio è
passato. Non riesco ad essere così ottimista; anzi, ho l'impressione che in
realtà, proprio in questi giorni ,stiamo vivendo un passaggio delicatissimo
della crisi. Il rally è stato innescato da Citigroup che ha annunciato profitti
per i primi due mesi e gli operatori hanno iniziato a credere che il settore
bancario sia sulla via del risanamento. Ma è davvero così? Che fine hanno fatto
i debiti colossali accumulati dagli istituti? Si sono volatilizzati con un
colpo di bacchetta magica? Ovvio che no. E infatti qualcuno ha rilevato che
Citigroup ha annunciato gli utili ma si è rifiutata di rilevare l'incidenza dei
debiti. Ma l'annuncio di una settimana fa è servito per innescare un'operazione
colossale per propagare fiducia. Il movimento di Borsa è stato ampliato da una
raffica di annunci rassicuranti da altre banche, e, soprattutto, da uno spin
iperottimistico da parte di Obama, del ministro del Tesoro Geithner del
presidente della Fed Bernanke, secondo cui "il peggio è passato". Che
i governi tendano a sollevare gli spiriti è normale, ma questa euforia è sospetta.
E infatti serve a nascondere un problema ben più grande. Altro che ripresa, in
queste ore l'America è in bilico come mai prima d'ora. La vera notizia non è
Citigroup, ma la dichiarazione del primo ministro cinese che pubblicamente ha
espresso dubbi sulla solidità dei Buoni del Tesoro americani. E Obama nel
week-end ha moltiplicato gli interventi per rassicurare il mondo "che gli
Usa sono la nazione più sicura al mondo per gli investimenti". Ieri sono
usciti i dati, ripresi dall'economista Roubini, sugli acquisti di Treasury ed è
emersa un'altra verità scomoda. In gennaio gli stranieri hanno venduto Buoni
del Tesoro a lunga scadenza per 18 miliardi (mentre in dicembre ne avevano
acquistati per 22 miliairdi), preferendo le scadenze brevi. In genere hanno
ridotto gli acquisti di obbligazioni americane, sia pubbliche che private, con,
complessivamente, un saldo negativo per 148 miliardi di dollari. La Cina è
inquieta e il mercato manda segnali negativi: il mondo inizia a perdere fiducia
in un'America il cui deficit sta esplodendo? E' l'incubo che agita le notti di
Obama. Altro che euforia, il suo è spin da disperazione. E il mondo trattiene
il fiato. Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, era obama, società,
cina, notizie nascoste, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Non
commentato » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 09 La crisi
provocherà una nuova ondata di immigrati? Ma la crisi che impatto avrà sui
flussi migratori? In Italia se n'è parlato poco, ma sulla stampa straniera sono
stati pubblicati diversi reportage, da quali risultava che molti immigrati
stavano abbandondando i Paesi ricchi (soprattutto negli Usa e in quelli del
Golfo) per tornare a casa. Il motivo? Ovvio: la mancanza di lavoro. Anche in
Italia è accaduto un fenomeno analogo, sebbene in misura molto minore e
limitatamente ad alcune comunità, come quella brasiliana. Ma ora il quadro
potrebbe cambiare. Se la crisi finanziaria nei Paesi dell'Europa dell'est
peggiorerà ulteriormente, provocando un forte aumento della disoccupazione,
molti rumeni, bulgari, albanesi, slovacchi, eccetera potrebbero essere indotti,
dalla disperazione, a tentare l'avventura a ovest, magari al solo scopo di vivere
di espedienti. L'incognita principale, tuttavia, riguarda l'Africa. L'altro
giorno il segretario del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, ha lanciato l'allarme per
gli effetti catastrofici della recessione sul Continente nero. «C'è in pratica
la certezza -ha detto il capo dell'Fmi -che molti milioni di persone
sprofonderanno sempre più nella miseria: se non si interviene con un forte
piano d'emergenza ci sono forti rischi di guerre civili, se non di guerre
estese». E dunque di una nuova ondata migratoria verso l'Europa. Secondo
Strauss-Kahn tocca ai Paesi ricchi mettere mano al portafoglio. «Se la comunità
internazionale ha trovato centinaia di miliardi di dollari per affrontare la
crisi globale, non è ammissibile che non possa trovare qualche centinaio di milioni,
meno di quanto ha investito per salvare singole aziende private, per i Paesi
più poveri». E' davvero questo il modo appropriato per aiutare l'Africa a
superare la crisi? Inoltre: siamo pronti a reggere, in piena crisi economica,
una nuova ondata migratoria dall'Europa dell'Est e dall'Africa? Temo che un
evento del genere provocherebbe tensioni sociali enormi, un razzismo diffuso e
una guerra tra poveri nelle nostre città. Che foschi presagi.. sbaglio? Scritto
in società, crisi, globalizzazione, democrazia, Italia, notizie nascoste,
immigrazione Commenti ( 43 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.17 su un massimo di
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Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 09 Piani di rilancio, l'Europa
dice no a Obama (e fa bene) Giornale di oggi scrivo un articolo incentrato
sulle crescenti incomprensioni tra l'Unione europea e la nuova America di
Obama, in vista del prossimo G20. Il punto centrale riguarda il piano di
stimolo dell'economia, la Casa Bianca da giorni preme affinchè anche l'Europa
ne adotti uno in grande stile (quello Usa è pari al 5,7% del Pil), ma i
Ventisette sono restii. "Hanno già stanziato spese straordinarie pari
all'1,5% del Pil, che porteranno quelli dell'area euro a sfondare il deficit
del 3% previsto dal Trattato di Maastricht, ma non intendono andare oltre nel
timore che disavanzi eccessivi possano incrinare la tenuta o perlomeno la
credibilità della moneta unica". Infatti quello americano quest'anno
sfiorerà il 10% e che chi lo vede addirittura al 15%. Inoltre, Berlino e Parigi
prestano sempre più ascolto agli economisti secondo cui manovre come quelle
americane servono a poco; infatti a breve porteranno nelle tasche dei
contribuenti importi irrisori pari a poche decine di dollari a testa, mentre
gli investimenti sulle infrastrutture incideranno sulla crescita solo verso la
fine del 2010. Insomma, si dovrebbe rinunciare a equilibri finanziari costruiti
in oltre 15 anni per adottare misure espansioniste di dubbia efficacia".
Io dico che l'Europa fa bene a resistere alle pressioni americane nonostante
siano sempre più insistenti, con l'appoggio di grandi testate come Financial
Times ed herald Tribune, che abboccano allo spin della Casa Bianca. La mia
impressione è che gli Usa sperino di trascinare anche gli altri Paesi nella
spirale dei deficit (e a lungo termine inflazionistica) perchè se tutti vanno
male è più facile che il dollaro resti la moneta di riferimento; ma se l'Europa
non segue la corrente e mantiene conti più o meno in ordine il biglietto verde
rischia il capitombolo e Washington di perdere la leadership finanziaria
sull'economia globale. Questa è la vera posta in gioco. Sbaglio? Scritto in
spin, banche, capitalismo, crisi, manipolazione, era obama, globalizzazione,
europa, economia, società, gli usa e il mondo Commenti ( 45 ) » (4 voti, il
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Mar 09
Libertà di stampa? Sì, ma non per i blog Attenti, amici bloggisti, la
Cassazione ha deciso che "per i blog e i forum on-line non valgono le
regole che tutelano la libertà di stampa". La ragione? Eccola: siccome
"si tratta di una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli
utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo
visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al forum",
spesso in forma anonima,."Blog, forum eccetera non possono essere
considerati come una testata giornalistica, ma sono equiparabili ai messaggi
che potevanoe possono essere lasciati in una bacheca". Dunque i blog hanno
l'obbligo di rispettare il "buon custome" e il giudice può ordinare
il sequestro di alcune pagine web. La controversia era nata in seguito alla
decisione del Tribunale di Catania di sequestrare un forum di discussione sulla
religione cattolica nel quale erano contenuti messaggi che la magistratura di
Catania aveva ritenuto offensivi verso il comune sentimento religioso. Alcuni
bloggisti "avevano travalicato limiti del buon costume alludendo
espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il 'sacro seme
del Cattolicesimo'". Il tema è delicatissimo. Certe ingiurie sono
indifendibili, ma temo che la sentenza della Cassazione sia esagerata e che
costituisca un precedente potenzialmente pericoloso per la libertà di
espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è il buon costume? E chi ci
garantisce che questa sentenza non venga usata per mettere a tacere opinioni
scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione, società, Italia,
democrazia, giornalismo Commenti ( 63 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 09 "Repubblica"
s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties" Il mondo va a
rotoli e "Repubblica", giustamente, si preoccupa anche dei
contraccolpi sugli hotel di lusso. Mercoledì ha dedicato all'argomento un'intera
pagina. Ecco l'incipit: "Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri La di
Singapore e dal racconto di Alessandra Pavolini, general manager in viaggio per
il 40 per cento del suo tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è stato uno
shock: "Niente più corbeille di fiori nella hall, neppure un valletto che
ti prende i bagagli, in camera una lista di raccomandazioni da colonia estiva:
spegni le luci, non usare tutti gli asciugamani, tieni la temperatura più alta.
In bagno il deserto, con il barattolino dello shampoo che tiene solo una dose,
spariti il cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul comodino matite lunghe
come un mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre foglietti di carta
bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso racconta che "il
grande bacino del risparmio è quello delle amenities. Basta accappatoi; stop
alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori più piccoli per
shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso di presenze che
si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del tutto"; via
i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il cucito e kit per
pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il cioccolatino della buona
notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna nell'era di internet, a
parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà nessuno che sono già state
tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da lettere, così come le
scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel". Come non capire i
lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma, un'indecenza. Voi
che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente preoccupato. Scritto in
crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 34 ) »
(6 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello
Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
07Mar 09 Obama chiede aiuto agli hedge funds (e li premia) Un altro breve post
sulla crisi economica. Obama ha trovato la soluzione per far ripartire il
credito: chiede aiuto agli hedge funds e ai fondi di private equity offrendo
loro condizioni di estremo favore: potranno accumulare profitti
illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in caso di perdita. L'accordo è
legato ai cosiddetti "Talf", come spiego in questo articolo e prevede
l'esborso da parte dello Stato di altri mille miliardi di dollari. Capito il
progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli speculatori con i soldi dei
contribuenti.. Intanto il totale degli interventi varati dal governo Usa
raggiunge l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari ovvero 3500 miliardi
di dollari, da finanziare con l'emissione di Buoni del Tesoro. Il debito Usa è
ancora sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una brutta fine. Scritto in
banche, capitalismo, crisi, progressisti, era obama, globalizzazione, economia,
gli usa e il mondo Commenti ( 50 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.57 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Mar 09 E' ora di lasciar
fallire le banche. In un'intervista che mi ha concesso, Arthur C. Brooks,
presidente dell'American enterprise institute, uno dei principali think tank
conservatori, sostiene due punti importanti: 1) a suo giudizio i piani di Obama
anziché contrastare la crisi finiscono per peggiorarla. 2) tentare di salvare
tutti è impossibile ed è inaccettabile che gli aiuti vadano soprattutto alla
casta dei banchieri che questa crisi l'ha provocata. Dunque visto che la
recessione è inevitabile, meglio adottare misure radicali e lasciar fallire le
banche che non sono in grado di resistere. Il punto più delicato è l'ultimo e
dopo aver riflettuto a lungo su questo tema, grazie anche ai vostri
qualificatissimi contributi, mi sono convinto che questa sia l'unica strada.
L'entità del debito accumulato da certe banche (soprattutto americane ma non
solo) è tale, a causa dell'effetto leva, da non poter essere coperto nemmeno
dallo Stato. Dunque cercare di tappare buchi, che in realtà continuano ad
allargarsi, non avrà altra conseguenza che trascinare l'economia reale nel
baratro. E allora anzichè creare "bad banks" o fondi con titoli
tossici, bisogna rafforzare le banche in salute e usare i fondi pubblici per
trasferire a queste ultime le attività fondamentali (e sane) di quelle in
fallimento. Ci sarà uno choc e chi detiene azioni o prodotti finanziarie delle
banche cattive perderà il proprio investimento, ma passato il trauma l'economia
potrà riprendere su basi solide. L'idea circola già da qualche settimana tra
gli specialisti, ma mi sembra l'unica soluzione plausibile. O sbaglio?
AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra ha dato il via libera per stampare 150
miliardi di sterline da pompare nel sistema finanziario. E' un gesto disperato.
A questo punto vedo solo due possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la
Gran Bretagna fila verso la bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo:
l'iperinflazione. Scritto in capitalismo, crisi, banche, era obama,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 75 ) » (6 voti, il
voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09
Quando Obama supplica il mondo. Obama non vede l'ora di avviare una nuova
distensione con la Russia, ampiamente ricambiata, come spiego in questo
articolo . Intanto invia due rappresentanti a Damasco per riallacciare il
dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto banco parla con l'Iran e,
secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni scorsi Hillary Clinton, a
Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono importanti, ma che l'economia
lo è di più, avvallando così le repressioni del regime comunista cinese. Con i
Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre più conciliante, anzi accomodante
e il presidente americano ha lanciato i primi segnali di preudente
disponibilità anche al regime cubano dei fratelli Castro. La svolta è
innegabile rispetto a Bush, ma proietta l'immagine di un Paese ansioso,
improvvisamente insicuro, che dopo aver perso la supremazia economia teme di
smarrire anche quella politica. E' come se Obama stesse supplicando il mondo: è
vero siamo in recessione ma se ci riconoscerete ancora lo status di numero uno
al mondo (e militarmente lo sono ancora), faremo i bravi con tutti. Insomma,
un'America con il cappello in mano che cerca di far dimenticare le proprie
debolezze. Ma basta la supremazia militare per giustificare lo status di
superpotenza? E il mondo ha davvero voglia di farsi guidare dagli Usa? Scritto
in globalizzazione, israele, era obama, democrazia, cina, gli usa e il mondo,
russia, medio oriente, islam Commenti ( 96 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama combatte
davvero le lobbies? I media di tutto il mondo hanno rilanciato il discorso con
cui Obama annuncia "di voler lottare contro le lobbies che intendono
ostacolare il suo piano economico". La retorica è quella di sempre:
"Questo è il cambiamento promesso agli americani" e giù l'elenco
delle riforme che i rappresentanti degli interessi particolari intendono
bloccare: "Alle assicurazioni non piacerà l'idea di dover diventare più
competitive per continuare a offrire la copertura medica», ha detto Obama.
«Anche le banche e chi ha concesso prestiti agli studenti per iscriversi
all'università non ameranno lo stop agli enormi sussidi a loro accordati, ma
così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari per rendere i college più
finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha detto Obama, «le compagnie
petrolifere non ameranno l'interruzione delle facilitazioni fiscali per 30
miliardi di dollari, ma è così che possiamo permettere all'economia delle
energie rinnovabili di creare nuovi progetti e posti di lavoro». La realtà,
però, è molto diversa. Il presidente americano non ha affatto combattuto le
lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel pacchetto di salvataggio
del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo dimostra. Altro che
riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di poche decine di
miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che valgono migliaia di
miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad alimentare il mito del
cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia davvero trasformando
l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di spin, basata
sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme l'America non
solo non cambia, ma rischia di accelerare il suo declino, perchè elude ancora
una volta il vero problema dell'economia Usa, che è sistemico. E non sarà certo
l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a sanare le casse
dello Stato americano. Anche perchè di questo passo, alla fine del 2010, di
ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff di Obama.
Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Feb
( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Grillo
Negli ultimi sette
giorni le Borse sono partite al rialzo e c'è già chi sostiene che il peggio è
passato. Non riesco ad essere così ottimista; anzi, ho l'impressione che in
realtà, proprio in questi giorni ,stiamo vivendo un passaggio delicatissimo
della crisi. Il rally è stato innescato da Citigroup che ha annunciato profitti
per i primi due mesi e gli operatori hanno iniziato a credere che il settore
bancario sia sulla via del risanamento. Ma è davvero così? Che fine hanno fatto
i debiti colossali accumulati dagli istituti? Si sono volatilizzati con un
colpo di bacchetta magica? Ovvio che no. E infatti qualcuno ha rilevato che
Citigroup ha annunciato gli utili ma si è rifiutata di rilevare l'incidenza dei
debiti. Ma l'annuncio di una settimana fa è servito per innescare un'operazione
colossale per propagare fiducia. Il movimento di Borsa è stato ampliato da una
raffica di annunci rassicuranti da altre banche, e, soprattutto, da uno spin
iperottimistico da parte di Obama, del ministro del Tesoro Geithner del
presidente della Fed Bernanke, secondo cui "il peggio è passato". Che
i governi tendano a sollevare gli spiriti è normale, ma questa euforia è
sospetta. E infatti serve a nascondere un problema ben più grande. Altro che
ripresa, in queste ore l'America è in bilico come mai prima d'ora. La vera
notizia non è Citigroup, ma la dichiarazione del primo ministro cinese che
pubblicamente ha espresso dubbi sulla solidità dei Buoni del Tesoro americani.
E Obama nel week-end ha moltiplicato gli interventi per rassicurare il mondo
"che gli Usa sono la nazione più sicura al mondo per gli
investimenti". Ieri sono usciti i dati, ripresi dall'economista Roubini,
sugli acquisti di Treasury ed è emersa un'altra verità scomoda. In gennaio gli
stranieri hanno venduto Buoni del Tesoro a lunga scadenza per 18 miliardi
(mentre in dicembre ne avevano acquistati per 22 miliairdi), preferendo le
scadenze brevi. In genere hanno ridotto gli acquisti di obbligazioni americane,
sia pubbliche che private, con, complessivamente, un saldo negativo per 148
miliardi di dollari. La Cina è inquieta e il mercato manda segnali negativi: il
mondo inizia a perdere fiducia in un'America il cui deficit sta esplodendo? E'
l'incubo che agita le notti di Obama. Altro che euforia, il suo è spin da disperazione.
E il mondo trattiene il fiato. Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, era
obama, società, cina, notizie nascoste, globalizzazione, economia, gli usa e il
mondo Commenti ( 3 ) » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009
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La crisi provocherà una nuova ondata di immigrati? Ma la crisi che impatto avrà
sui flussi migratori? In Italia se n'è parlato poco, ma sulla stampa straniera
sono stati pubblicati diversi reportage, da quali risultava che molti immigrati
stavano abbandondando i Paesi ricchi (soprattutto negli Usa e in quelli del
Golfo) per tornare a casa. Il motivo? Ovvio: la mancanza di lavoro. Anche in
Italia è accaduto un fenomeno analogo, sebbene in misura molto minore e
limitatamente ad alcune comunità, come quella brasiliana. Ma ora il quadro
potrebbe cambiare. Se la crisi finanziaria nei Paesi dell'Europa dell'est
peggiorerà ulteriormente, provocando un forte aumento della disoccupazione,
molti rumeni, bulgari, albanesi, slovacchi, eccetera potrebbero essere indotti,
dalla disperazione, a tentare l'avventura a ovest, magari al solo scopo di
vivere di espedienti. L'incognita principale, tuttavia, riguarda l'Africa.
L'altro giorno il segretario del Fmi, Dominique Strauss-Kahn, ha lanciato
l'allarme per gli effetti catastrofici della recessione sul Continente nero.
«C'è in pratica la certezza -ha detto il capo dell'Fmi -che molti milioni di
persone sprofonderanno sempre più nella miseria: se non si interviene con un
forte piano d'emergenza ci sono forti rischi di guerre civili, se non di guerre
estese». E dunque di una nuova ondata migratoria verso l'Europa. Secondo
Strauss-Kahn tocca ai Paesi ricchi mettere mano al portafoglio. «Se la comunità
internazionale ha trovato centinaia di miliardi di dollari per affrontare la
crisi globale, non è ammissibile che non possa trovare qualche centinaio di
milioni, meno di quanto ha investito per salvare singole aziende private, per i
Paesi più poveri». E' davvero questo il modo appropriato per aiutare l'Africa a
superare la crisi? Inoltre: siamo pronti a reggere, in piena crisi economica,
una nuova ondata migratoria dall'Europa dell'Est e dall'Africa? Temo che un
evento del genere provocherebbe tensioni sociali enormi, un razzismo diffuso e
una guerra tra poveri nelle nostre città. Che foschi presagi.. sbaglio? Scritto
in società, crisi, globalizzazione, democrazia, Italia, notizie nascoste,
immigrazione Commenti ( 44 ) » (6 voti, il voto medio è: 4.17 su un massimo di
5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 09 Piani di rilancio, l'Europa
dice no a Obama (e fa bene) Giornale di oggi scrivo un articolo incentrato
sulle crescenti incomprensioni tra l'Unione europea e la nuova America di
Obama, in vista del prossimo G20. Il punto centrale riguarda il piano di
stimolo dell'economia, la Casa Bianca da giorni preme affinchè anche l'Europa
ne adotti uno in grande stile (quello Usa è pari al 5,7% del Pil), ma i
Ventisette sono restii. "Hanno già stanziato spese straordinarie pari
all'1,5% del Pil, che porteranno quelli dell'area euro a sfondare il deficit
del 3% previsto dal Trattato di Maastricht, ma non intendono andare oltre nel
timore che disavanzi eccessivi possano incrinare la tenuta o perlomeno la
credibilità della moneta unica". Infatti quello americano quest'anno
sfiorerà il 10% e che chi lo vede addirittura al 15%. Inoltre, Berlino e Parigi
prestano sempre più ascolto agli economisti secondo cui manovre come quelle
americane servono a poco; infatti a breve porteranno nelle tasche dei
contribuenti importi irrisori pari a poche decine di dollari a testa, mentre
gli investimenti sulle infrastrutture incideranno sulla crescita solo verso la
fine del 2010. Insomma, si dovrebbe rinunciare a equilibri finanziari costruiti
in oltre 15 anni per adottare misure espansioniste di dubbia efficacia".
Io dico che l'Europa fa bene a resistere alle pressioni americane nonostante
siano sempre più insistenti, con l'appoggio di grandi testate come Financial
Times ed herald Tribune, che abboccano allo spin della Casa Bianca. La mia
impressione è che gli Usa sperino di trascinare anche gli altri Paesi nella
spirale dei deficit (e a lungo termine inflazionistica) perchè se tutti vanno
male è più facile che il dollaro resti la moneta di riferimento; ma se l'Europa
non segue la corrente e mantiene conti più o meno in ordine il biglietto verde
rischia il capitombolo e Washington di perdere la leadership finanziaria sull'economia
globale. Questa è la vera posta in gioco. Sbaglio? Scritto in spin, banche,
capitalismo, crisi, manipolazione, era obama, globalizzazione, europa,
economia, società, gli usa e il mondo Commenti ( 45 ) » (4 voti, il voto medio
è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS
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stampa? Sì, ma non per i blog Attenti, amici bloggisti, la Cassazione ha deciso
che "per i blog e i forum on-line non valgono le regole che tutelano la
libertà di stampa". La ragione? Eccola: siccome "si tratta di una
semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono
liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri
soggetti autorizzati ad accedere al forum", spesso in forma
anonima,."Blog, forum eccetera non possono essere considerati come una
testata giornalistica, ma sono equiparabili ai messaggi che potevanoe possono
essere lasciati in una bacheca". Dunque i blog hanno l'obbligo di
rispettare il "buon custome" e il giudice può ordinare il sequestro
di alcune pagine web. La controversia era nata in seguito alla decisione del
Tribunale di Catania di sequestrare un forum di discussione sulla religione
cattolica nel quale erano contenuti messaggi che la magistratura di Catania
aveva ritenuto offensivi verso il comune sentimento religioso. Alcuni bloggisti
"avevano travalicato limiti del buon costume alludendo espressamente a
pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il 'sacro seme del
Cattolicesimo'". Il tema è delicatissimo. Certe ingiurie sono
indifendibili, ma temo che la sentenza della Cassazione sia esagerata e che
costituisca un precedente potenzialmente pericoloso per la libertà di
espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è il buon costume? E chi ci
garantisce che questa sentenza non venga usata per mettere a tacere opinioni
scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione, società, Italia,
democrazia, giornalismo Commenti ( 63 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed
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s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties" Il mondo va a
rotoli e "Repubblica", giustamente, si preoccupa anche dei
contraccolpi sugli hotel di lusso. Mercoledì ha dedicato all'argomento
un'intera pagina. Ecco l'incipit: "Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri
La di Singapore e dal racconto di Alessandra Pavolini, general manager in
viaggio per il 40 per cento del suo tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è
stato uno shock: "Niente più corbeille di fiori nella hall, neppure un
valletto che ti prende i bagagli, in camera una lista di raccomandazioni da
colonia estiva: spegni le luci, non usare tutti gli asciugamani, tieni la
temperatura più alta. In bagno il deserto, con il barattolino dello shampoo che
tiene solo una dose, spariti il cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul
comodino matite lunghe come un mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre
foglietti di carta bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso
racconta che "il grande bacino del risparmio è quello delle amenities.
Basta accappatoi; stop alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori
più piccoli per shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso
di presenze che si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del
tutto"; via i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il
cucito e kit per pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il
cioccolatino della buona notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna
nell'era di internet, a parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà
nessuno che sono già state tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da lettere,
così come le scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel". Come non
capire i lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma,
un'indecenza. Voi che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente
preoccupato. Scritto in crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia,
giornalismo Commenti ( 34 ) » (6 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di
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Commenti Invia questo articolo a un amico 07Mar 09 Obama chiede aiuto agli
hedge funds (e li premia) Un altro breve post sulla crisi economica. Obama ha
trovato la soluzione per far ripartire il credito: chiede aiuto agli hedge
funds e ai fondi di private equity offrendo loro condizioni di estremo favore:
potranno accumulare profitti illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in
caso di perdita. L'accordo è legato ai cosiddetti "Talf", come spiego
in questo articolo e prevede l'esborso da parte dello Stato di altri mille
miliardi di dollari. Capito il progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli
speculatori con i soldi dei contribuenti.. Intanto il totale degli interventi
varati dal governo Usa raggiunge l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari
ovvero 3500 miliardi di dollari, da finanziare con l'emissione di Buoni del
Tesoro. Il debito Usa è ancora sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una
brutta fine. Scritto in banche, capitalismo, crisi, progressisti, era obama,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 50 ) » (7 voti, il
voto medio è: 4.57 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Mar
09 E' ora di lasciar fallire le banche. In un'intervista che mi ha concesso,
Arthur C. Brooks, presidente dell'American enterprise institute, uno dei
principali think tank conservatori, sostiene due punti importanti: 1) a suo
giudizio i piani di Obama anziché contrastare la crisi finiscono per
peggiorarla. 2) tentare di salvare tutti è impossibile ed è inaccettabile che
gli aiuti vadano soprattutto alla casta dei banchieri che questa crisi l'ha
provocata. Dunque visto che la recessione è inevitabile, meglio adottare misure
radicali e lasciar fallire le banche che non sono in grado di resistere. Il
punto più delicato è l'ultimo e dopo aver riflettuto a lungo su questo tema,
grazie anche ai vostri qualificatissimi contributi, mi sono convinto che questa
sia l'unica strada. L'entità del debito accumulato da certe banche (soprattutto
americane ma non solo) è tale, a causa dell'effetto leva, da non poter essere
coperto nemmeno dallo Stato. Dunque cercare di tappare buchi, che in realtà
continuano ad allargarsi, non avrà altra conseguenza che trascinare l'economia
reale nel baratro. E allora anzichè creare "bad banks" o fondi con
titoli tossici, bisogna rafforzare le banche in salute e usare i fondi pubblici
per trasferire a queste ultime le attività fondamentali (e sane) di quelle in
fallimento. Ci sarà uno choc e chi detiene azioni o prodotti finanziarie delle
banche cattive perderà il proprio investimento, ma passato il trauma l'economia
potrà riprendere su basi solide. L'idea circola già da qualche settimana tra
gli specialisti, ma mi sembra l'unica soluzione plausibile. O sbaglio?
AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra ha dato il via libera per stampare 150
miliardi di sterline da pompare nel sistema finanziario. E' un gesto disperato.
A questo punto vedo solo due possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la
Gran Bretagna fila verso la bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo:
l'iperinflazione. Scritto in capitalismo, crisi, banche, era obama,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 75 ) » (6 voti, il
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09
Quando Obama supplica il mondo. Obama non vede l'ora di avviare una nuova
distensione con la Russia, ampiamente ricambiata, come spiego in questo
articolo . Intanto invia due rappresentanti a Damasco per riallacciare il
dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto banco parla con l'Iran e,
secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni scorsi Hillary Clinton, a
Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono importanti, ma che l'economia lo
è di più, avvallando così le repressioni del regime comunista cinese. Con i
Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre più conciliante, anzi accomodante
e il presidente americano ha lanciato i primi segnali di preudente
disponibilità anche al regime cubano dei fratelli Castro. La svolta è
innegabile rispetto a Bush, ma proietta l'immagine di un Paese ansioso,
improvvisamente insicuro, che dopo aver perso la supremazia economia teme di
smarrire anche quella politica. E' come se Obama stesse supplicando il mondo: è
vero siamo in recessione ma se ci riconoscerete ancora lo status di numero uno
al mondo (e militarmente lo sono ancora), faremo i bravi con tutti. Insomma,
un'America con il cappello in mano che cerca di far dimenticare le proprie
debolezze. Ma basta la supremazia militare per giustificare lo status di
superpotenza? E il mondo ha davvero voglia di farsi guidare dagli Usa? Scritto
in globalizzazione, israele, era obama, democrazia, cina, gli usa e il mondo,
russia, medio oriente, islam Commenti ( 96 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su
un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama combatte
davvero le lobbies? I media di tutto il mondo hanno rilanciato il discorso con
cui Obama annuncia "di voler lottare contro le lobbies che intendono
ostacolare il suo piano economico". La retorica è quella di sempre:
"Questo è il cambiamento promesso agli americani" e giù l'elenco
delle riforme che i rappresentanti degli interessi particolari intendono
bloccare: "Alle assicurazioni non piacerà l'idea di dover diventare più
competitive per continuare a offrire la copertura medica», ha detto Obama.
«Anche le banche e chi ha concesso prestiti agli studenti per iscriversi all'università
non ameranno lo stop agli enormi sussidi a loro accordati, ma così abbiamo
salvato circa 50 miliardi di dollari per rendere i college più finanziariamente
accessibili». Allo stesso modo, ha detto Obama, «le compagnie petrolifere non
ameranno l'interruzione delle facilitazioni fiscali per 30 miliardi di dollari,
ma è così che possiamo permettere all'economia delle energie rinnovabili di
creare nuovi progetti e posti di lavoro». La realtà, però, è molto diversa. Il
presidente americano non ha affatto combattuto le lobbies, le ha assorbite al
governo. E l'esame sia bel pacchetto di salvataggio del sistema finanziario sia
del piano di rilancio lo dimostra. Altro che riforme: Obama distribuisce soldi
a pioggia. E tagli di poche decine di miliardi di dollari sono irrisori
rispetto a sussidi che valgono migliaia di miliardi. Ma hanno una loro funzione
mediatica: servono ad alimentare il mito del cambiamento e dunque l'impressione
che Obama stia davvero trasformando l'America, tagliando con il passato. E'
un'operazione di spin, basata sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con
queste riforme l'America non solo non cambia, ma rischia di accelerare il suo
declino, perchè elude ancora una volta il vero problema dell'economia Usa, che
è sistemico. E non sarà certo l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali
ai ricchi a sanare le casse dello Stato americano. Anche perchè di questo
passo, alla fine del 2010, di ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi
ingannare dai bluff di Obama. Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era
obama, democrazia, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48
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un amico 24Feb
( da "Secolo XIX, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Grillo
Piazza Nota, point
per BoreaZoccarato incontra le frazioni intensa campagna elettorale Sanremo. E'
sorto un nuovo "point elettorale" a sostegno del candidato-sindaco
Claudio Borea. Lo ha inaugurato ieri in piazza Nota il "Comitato cittadini
per Borea", il cui portavoce Luigi Navello sottolinea: «Siamo un gruppo
che sta lavorando, contribuendo con il volontariato e le poche forze
economiche, per sostenere Claudio Borea: anche il "point"è molto
piccolo, ma vuole essere una "vetrina" che dia una mano al nostro
candidato. Vogliamo far capire ai sanremesi che la politica
dell'amministrazione Borea deve essere portata avanti per completare le vecchie
e nuove opere e il lavoro per rilanciare Sanremo». Ieri è stato anche
annunciato che la "convention" di tutta la coalizione che candida
Borea (le sue due liste civiche, "Uniti per Sanremo" di Cassini e
Ivaldi e il Pd) è fissata per domenica 29 marzo alle 10.30 al Cinema Centrale.
L'altra sera c'è stata una cena della lista Borea, sono spuntate nuove candidature:
in particolare, Anna Asseretto (titolare dell'omonima azienda floricola) e
l'esportatore Silvio Bregliano (ditta B.&B.). Da registrare anche un
intervento dell'ex assessore Daniela Cassini, che ritornando sulla recente
visita del critico d'arte Vittorio Sgarbi (che ha espresso molti apprezzamenti)
al museo di Villa Luca a Coldirodi ricorda «il lavoro che abbiamo fatto in
questi anni per recuperare i nostri beni culturali: investimenti che non sono
superflui, ma indice di progresso e rispetto verso la nostra storia e identità.
Così dovrebbe essere anche per Villa Angerer, Palazzo Nota, Santa Tecla». Anche il Sanremo Beppe Grillo Meetup è più che mai
intenzionato a formare una propria lista autonoma con un candidato-sindaco che
potrebbe essere Paola Arrigoni: una seconda riunione è stata già convocata per
venerdì prossimo. E continua l'intenso tour elettorale di Maurizio Zoccarato,
candidato-sindaco di Pdl e Lega Nord. L'altra sera ha partecipato a un
affollato rinfresco organizzato da Alessandro Il Grande (An), poi ha incontrato
gli abitanti di Coldirodi. Domani alle 19 sarà al bar "Forza 4" di
Bussana, giovedì alle 17 al bar "Flavio" di via Martiri e alle 20 al
ristorante "Montecalvo" a Poggio; venerdì alle 10 di nuovo in via
Martiri, e alle 20 nella sede della squadra antincendio di San Bartolomeo. E
nel rispondere alle accuse di "iperattivismo e gigantismo" arrivate
da Borea, Zoccarato spiega: «Io devo conoscere i problemi di Sanremo, ho
bisogno di confrontarmi con la gente». C.D. .x/18/0903 Il punto di incontro è stato
allestito dal Comitato di cittadini per l'ex sindaco. Il candidato del Pdl si
dedica a cene e confronti .x/18/0903
( da "Tirreno, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Grillo
GIOVANI IO PUNTO SU
GRILLO GIACOMO SPINELLI Un arguto articolo a firma Lancisi-Firmani ("Il
Tirreno" del 12 marzo) evidenzia un nervo scoperto di questo PD che naviga
in acque burrascose con previsioni meteo che annunciano bufera. I due
giornalisti guardano alle nuove leve di periferia, quelle che vorrebbero
governare le istituzioni locali nei prossimi anni. L'analisi, seppur breve,
mette alla luce una certa superficialità e uno spiccato arrivismo: non potrebbe
essere diversamente visti i cattivi maestri. La politica è diventata purtroppo
una professione a spese dei cittadini, dove merito, capacità e rettitudine non
devono essere menzionate se si vuole fare carriera. L'obbedienza e la capacità
di fare poche domande pare siano invece le qualità più richieste. Ognuno di
loro chiede il ricambio, ma non capisce che per averlo serve un limite di due
mandati, dal quale si sono però esclusi i loro maestri Fassino, Violante,
D'Alema etc. etc. I dirigenti e i pezzi influenti del PD sono gli stessi da
anni, nonostante i fallimenti. M come può cambiare il paese se non cambia la
classe dirigente? E come può la classe dirigente formare nuove leve se non
riesce a fare un partito, opposizione, prendere delle posizioni ferme ed affrontare
un conflitto? Neanche quello di interessi, che pare abbia colpito a morte anche
il centro sinistra. Questi giovani saranno anche colti e tecnologici, ma sono
carenti della cosa più importante: le idee, quelle che nascono dal contatto con
i problemi della realtà sociale. Per questo sono remissivi e silenziosi, solo
le idee danno la forza di alzare la voce, anche davanti all'autorità di un
presidente della Repubblica. La dimostrazione di ciò sono le dichiarazioni su
Di Pietro e Grillo: è chiaro che non faranno breccia
su questi ragazzi, uno parla di giustizia e questione morale, depennati ormai
dal vocabolario del partito; l'altro parla di ambiente, energia, democrazia dal
basso ed è portavoce di idee di cui costoro ignorano spesso l'esistenza. Il giovane
Francesconi dice al "Tirreno" che al giustizialismo di Di Pietro
preferirebbe un'alleanza con l'UdC che è il partito politico con più inquisiti
imputati e condannati: e allora che cosa hanno di diverso questi falsi giovani
dai loro predecessori se non l'età anagrafica? Se il futuro è nelle mani di
questa gente, meglio rimboccarsi le maniche. La speranza sta nella voglia di
osare e nell'apertura mentale: "sbottoniamoci" il cervello e
imbocchiamo nuovi sentieri. Le avanguardie ci sono ed hanno
persone capaci di alzare la voce: le liste civiche di Beppe Grillo
faranno fatica a sfondare il muro dell'indifferenza e della partecipazione, ma
saranno l'unica alternativa apportatrice di nuove idee e nuovi modi di fare
politica. Campiglia Marittima Spinecrow@virgilioit
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 18-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Ancona))
Argomenti: Grillo
Mercoledì
18 Marzo 2009 Chiudi Gianni Maggi è il portavoce della lista "Cinque
stelle" ispirata da Beppe Grillo
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 18-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Ancona))
Argomenti: Grillo
Mercoledì 18 Marzo
2009 Chiudi Brilleranno le cinque stelle della lista dei Grillini, alle
prossime elezioni comunali di Ancona. Il dado è tratto, stasera
partecipatissima e decisiva cena a casa del prof. Mauro Gallegati, ordinario di
macroeconomia avanzata alla facoltà di Villarey. Uno che il
pirotecnico Beppe
Grillo lo conosce bene, visto che ne cura il
blog, con lui condivide una lunga amicizia . «Brilleranno le cinque stelle,
cinque come i punti fondamentali del nostro programma», assicura Carlo
Cardarelli,presidente dell'Acu Mache-Unione Inquilini, che ha coordinato la
fase nascente della nuova formazione politica lanciata in mezza italia da Grillo. «Corriamo da soli, abbiamo rifiutato anche
l'apparentamento con l'Idv. Corriamo da soli perché ogni giorno cresciamo di
numero e non crediamo nei partiti» continua Cardarelli, attivissimo animatore,
soprattutto su internet, del "Beppe Grillo Meet
Up Ancona", che conta quasi 600 iscritti, di cui oltre 350 dorici doc. Le
stelle? Quelle che illuminano l'etica nella politica, il rispetto ambientale,
le fonti di energia pulita, la decrescita di sprechi, inquinamento e colate di
cemento. Il portavoce Gianni Maggi, tra i fondatori storici di Radio Arancia,
esperto di comunicazione: «Siamo la lista dei giovani e della gente comune,
questa è la nostra forza». Una lista trasversale, con studenti e docenti,
operai e professionisti, impiegati, bancari, imprenditori. Molte le donne. Due
di loro, sembra, "contenderanno" a Callegati la candidatura a
sindaco". G.M.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
18-03-2009)
Argomenti: Grillo
FANO pag. 12 Bene
Comune e Grillini: un'alleanza che fa discutere De Marchi replica alle critiche
del centrodestra FORZA ITALIA-Pdl critica nei confronti del terzo polo nato
dall'alleanza tra le liste civiche Bene Comune e Fano a cinque stelle. «Bene
Comune sottolinea il consigliere comunale Fabrizio Neumann si è sempre
dichiarato partito cattolico e rappresentante delle parrocchie fanesi. Ora si
allea con i grillini ma il loro leader Beppe Grillo
durante i suoi spettacoli pubblici ha espresso spesso pesanti giudizi nei
confronti del Papa e della Chiesa. Sarà veramente difficile spiegare agli
elettori come un partito che si richiama e vuole rappresentare i valori
cattolici possa allearsi con coloro che criticano la Chiesa e il Papa con
battute utili solo a fare ridere il pubblico negli spettacoli di Beppe Grillo». «Bene Comune replica il candidato sindaco Carlo De
Marchi non è, non vuole essere e non può essere un partito cattolico. E' semmai
un gruppo che nasce dalle esperienze cattoliche, ma quello che è in gioco in
questo momento e quello che ci interessa sono i programmi e le proposte.
Proprio partendo da questo principio abbiamo incontrato la varie forze
politiche per cercare assieme una mediazione, ma nei confronti della mia
persona sono stati sollevati scudi ideologici, pregiudiziali proprio per i
valori cattolici che rappresento, al dì la dei programmi che intendiamo portare
avanti nelle politiche comunali». Con i grillini le cose sono andate in maniera
diversa? «Mi hanno chiesto di rappresentarli spiega De Marchi senza preclusioni
ideologiche, ben conoscendomi. Con loro c'è anche una grande sintonia di idee e
programmi, mirati alla promozione della persona ed alla tutela dell'ambiente,
quindi del creato, perno del nostro programma. Cos'è più giusto: fare parchi
per bambini o porti per speculatori? Privatizzare l'acqua o mantenerla sotto il
controllo comunale? Avvelenare i cittadini con un inceneritore od avviare la
raccolta differenziata? Impostare la tassazione comunali sul quoziente
familiare o sul singolo reddito individuale? Questo ci siano chiesti e questo
chiediamo agli elettori». E a Neumann, De Marchi ricorda: «Il suo partito che
critica la nostra posizione bocciò a suo tempo una mia mozione a favore della
famiglia e sull'avvio di politiche a sostegno della famiglia. Si limiti Neumann
a dire che non è d'accordo sul nostro programma e lasci ad altri giudicare la
nostra coerenza». Sull'alleanza con Bene Comune interviene anche il capolista
di Fano a cinque stelle, Hadar Omiccioli: «Non siamo una lista anti-papa.
Neumann è riuscito a scovare una frase di Grillo
contro il Papa da non so quale archivio, tacciandoci come la lista degli
Anti-Papa, così da essere in contrasto con Bene Comune. Forse il nostro
simpatico Neumann non ha compreso che i grillini di Fano non hanno un guru o un
santone da seguire, ma considerano Grillo come il
miglior sostenitore di un nuovo modo di guardare e analizzare i fatti in questo
critico periodo storico e sociale, portando sempre proposte e soluzioni
concrete fondate sulla trasparenza e sulla partecipazione diretta e attiva dei
cittadini. Ed è questo che ci lega a Bene Comune». E a proposito di scelte
coerenti Bene Comune fa sapere di non essere interessata a sostenere Antonio
Bresciani quale candidato alla Provincia di Pesaro e Urbino per LiberixPesaro.
«Non appoggiamo Bresciani fa sapere Gabriele Darpetti perché non è un vero
rappresentate della società civile, ma un personaggio sinergico ai partiti.
Diverso sarebbe stato se avessimo individuato un bel candidato fuori dai giochi
della politica. Per questa volta il nostro impegno sarà solo su Fano». An. Mar.
( da "Repubblica, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Grillo
Pagina I - Genova Il
caso "Meet-up" genovesi ai ferri corti. Tutta
colpa del feeling con Di Pietro Grillo, la fronda
dei fedelissimi Il popolo dei grillini vive le sue prime defezioni. Succede a
Genova, sabato scorso, giorno dello spettacolo alla Fiumara. A dire addio al
movimento di Beppe
Grillo è il "Meet up 2". Un gruppo
che nonostante gli accordi della vigilia non è stato autorizzato
dall´organizzazione a entrare nell´area ufficiale con stand e volantini.
Posizione che è stata invece affidata al "Meet-up 1". Quelli del
"2", molto attivi su vari fronti e "gemellati" con la Casa
della Legalità, ci sono rimasti male. Sul loro sito www.ilgrillodigenova.org
spiegano di voler continuare le stesse battaglie ma senza il marchio di Grillo. è un addio legato anche all´apparentamento delle
liste civiche con l´Italia dei Valori di Di Pietro. L´Idv è molto presente in
alcuni meet up (in quello riconosciuto ufficialmente sabato sera da Grillo), ma c´è chi sottolinea come su certe tematiche - ad
esempio gli inceneritori - la posizione di Di Pietro sia in contrasto con
quella del comico. Lo stesso Grillo - che ha
inutilmente tentato una mediazione tra i due meet up rivali - ha evidenziato
queste diversità auspicando che alla fine anche l´ex pm cambi idea. (m. p.)
( da "RomagnaOggi.it" del 18-03-2009)
Argomenti: Grillo
18 marzo 2009 -
12.53 (Ultima Modifica: 18 marzo 2009) Una manifestazione del Clan-Destino
contro gli inceneritori FORLI' - Il mondo delle associazioni, tra cui il
Clan-Destino, scende in campo per le elezioni amministrative del 2009.
"DestinAzione Forlì" è il progetto presentato mercoledì mattina alla
stampa e che andrà a costituire una lista civica, nel senso più compiuto del
termine, sulla schede elettorale del 6-7 giugno prossimo. Ancora top secret il
nome del candidato sindaco, che sarà comunicato sabato sera nel corso
dell'evento d'apertura che si terrà al teatro "Il Piccolo" (via
Cerchia, 98). Alla serata parteciperà anche Danilo Rossi, prima
viola della "Filarmonica della Scala" di Milano e da tempo fortemente
critico verso le scelte dell'amministrazione comunale forlivese (in particolare
sul fronte culturale). La lista è appoggiata anche dai sostenitori di Beppe Grillo e da numerose associazioni, soprattutto di stampo ambientalista.
(A breve il servizio completo)
( da "Corriere Adriatico" del 18-03-2009)
Argomenti: Grillo
Europee con l'Idv
per l'ex pm di Why not Fano Lascia per ora la toga per entrare in politica l'ex
pm di Catanzaro Luigi De Magistris, che è stato il titolare delle inchieste Why
not e Poseidone e che in questi procedimenti ha coinvolto politici e
imprenditori. Sarà candidato alle elezioni europee con il partito di Antonio Di
Pietro, l'Italia dei Valori, come indipendente, con altri esponenti della
società civile. La sua prima "uscita" da candidato è a Fano, prima di
un dibattito su "Quel fresco profumo di libertà" organizzato
dall'Associazione Res Publica Amici di Beppe Grillo, presso l'oratorio parrocchiale di Sant'Orso. "E' stata -
ha detto - una scelta molto difficile perchè il mio sogno è sempre stato quello
di fare il magistrato. Cosa che però non si può più fare come lo avevo
immaginato. La mia è una scelta definitiva e la mia prima iniziativa da parlamentare
europeo sarà quella di far luce sulle stragi di mafia". De
Magistris non ha replicato all'ex ministro della Giustizia Clemente Mastella
che aveva commentato la candidatura con la frase "Ora capisco tante
cose". "Non ho nulla di dichiarare - ha detto De Magistris - ci sarà
una conferenza stampa, e io mi voglio concentrare sui programmi, sui progetti e
le idee. E non stare a ribattere alle legittime opinioni di una persona".
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del
18-03-2009)
Argomenti: Grillo
Processo
Parmalat: Beppe Grillo testimonierà
in aula Il comico Beppe Grillo lunedì
prossimo sarà a ascoltato come testimone dai giudici del processo per il crac
Parmalat del 2003. Nel 2002 Grillo, in uno dei
suoi spettacoli-recital incentrati sui problemi di attualità, parlò proprio del
gruppo allora guidato da Calisto Tanzi. Parlava di debiti, di «buchi» e disse che la
Parmalat rischiava un crac. Cosa effettivamente avvenuta un anno più tardi. In
base a quali informazioni Grillo poteva prevedere il
crac? Glielo chiederanno i giudici in aula. Nell'ambito del processo arriverà
in aula per rispondere alle domande dei giudici anche Lorenzo Minotti, ex
capitano del Parma calcio.
( da "Sestopotere.com" del 18-03-2009)
Argomenti: Grillo
Amministrative,
nasce DestinAzione Forlì (con Clan-Destino di Forlì, MIZ di Cesena ed i
"grillini") e invita Danilo Rossi (18/3/2009 19:28) | (Sesto Potere)
- Forlì - 18 marzo 2009 - Presentate oggi in conferenza stampa l'Associazione
DestinAzione Forlì, le sue motivazioni e i suoi scopi politici, sociali e culturali.
L'associazione nasce su iniziativa di comuni cittadini che non si sentono più
rappresentati dagli attuali schieramenti politici. Alla creazione di questo
soggetto hanno contribuito rappresentanti di diverse associazioni locali, da
anni impegnate attivamente sul territorio, che si riconoscono negli obiettivi
fondamentali: salute pubblica, partecipazione, informazione, benessere sociale.
"La ragione essenziale della creazione di questo movimento- affermano i
promotori - è la consapevolezza che non esiste più una rappresentanza da parte
dei partiti per le esigenze di un considerevole numero di persone. Nessun
partito si fa carico in maniera coerente e pratica degli obiettivi di
benessere, inteso come vivere bene, e di rispetto delle persone e del
territorio. Negli ultimi anni gli interessi di pochi gruppi di potere hanno
prevalso sulle esigenze e sulle proposte avanzate dai cittadini, passate perciò
in secondo piano. Questa riflessione ha portato alla decisione di impegnarsi in
prima persona, portando avanti un?idea di programma politico per la città
sostenuto da un gruppo eterogeneo di privati cittadini e associazioni
apartitiche. L?intento di base è quello di alzare il livello di attenzione
relativo a molteplici tematiche fino ad ora accantonate, in vista del prossimo
mandato elettorale". Lo strumento che si intende adottare per raggiungere
tale scopo è la costituzione di una lista “veramente civica”, portata avanti da
persone che già da tempo si occupano del loro territorio. Le associazioni che
si riconoscono in questo progetto e ne sostengono l?operatività sono:
l?Associazione Clan-Destino di Forlì, l?Associazione Punto Zero del Meetup
“Amici di Beppe Grillo di Forlì” e l?Associazione MIZ
(Movimento Impatto Zero) di Cesena. Questi movimenti porteranno in dote a DestinAzione
Forlì il bagaglio culturale e l?esperienza acquisita in anni di lavoro e di
coinvolgimento dei cittadini in relazione alle varie problematiche del
territorio. Oltre a ciò i citati movimenti continueranno ovviamente ad operare
in maniera autonoma sul territorio proseguendo nei diversi percorsi intrapresi.
La sede di DestinAzione Forlì , in via Ravegnana 15, è stata aperta in un luogo
che ha ospitato per più di mezzo secolo una delle attività più longeve nella
città di Forlì. Nella ristrutturazione e allestimento del locale sono stati
messi in pratica alcuni dei principi di riferimento ai quali i componenti si
ispirano: recupero, riciclo, riuso. La quasi totalità dei materiali,
arredamenti, suppellettili utilizzati in questa sede sono stati letteralmente
salvati dallo smaltimento e dalla discarica. "Questo lavoro è un esempio
lampante di come spesso sia sufficiente la buona volontà per eliminare inutili
sprechi, anche economici, dando una nuova vita alle cose": affermano i
promotori. E' stato messo a punto un calendario di appuntamenti volti a
promuovere questo progetto: il primo di questi è la presentazione ufficiale al
pubblico che si svolgerà nella serata di sabato 21 marzo presso il teatro “Il
Piccolo”, in via Cerchia
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 19-03-2009)
Argomenti: Grillo
Giovedì 19 Marzo
2009 Chiudi di ELISABETTA ROSSI FANO - E' nelle Marche che il magistrato, anzi,
ex magistrato, più scomodo d'Italia, Luigi De Magistris, inaugura la sua nuova
carriera politica. L'affollatissimo incontro di martedì sera a Fano (oltre 500
persone), organizzato da "Res publica-Amici di Beppe Grillo" nella sala parrocchiale di Sant'Orso, è di fatto coinciso
con la sua prima uscita pubblica da candidato al Parlamento europeo per l'Idv.
Perché «è dall'Europa che spero di poter arrivare alla politica italiana» dice
l'ex pm. Che, intanto, continua a fare i conti con il passato. E non può
essere altrimenti, soprattutto se si trova nelle Marche, nella terra di Vito
D'Ambrosio, come gli fa presente il moderatore della serata, il giornalista
Lorenzo Furlani. D'Ambrosio: il presidente per dieci anni della Regione. Lo
stesso D'Ambrosio, magistrato come lui, sostituto procuratore generale della
Corte di Cassazione, che ha rappresentato l'accusa nel processo disciplinare
del Csm contro De Magistris. Processo finito con una censura e il trasferimento
al tribunale del Riesame di Napoli. Nella sua requisitoria, D'Ambrosio ha
sostenuto che il pm di Catanzaro «interpreta in modo errato e distorto» il suo
ruolo, come una «missione» più che come «un mestiere». «Incommentabile» è la
reazione composta di De Magistris al ricordo di quelle parole. «Come se fosse
una colpa arrivare a considerare una missione il proprio lavoro - aggiunge -
Quella sentenza è appesa dietro la mia scrivania. Se il motivo del mio
trasferimento è questo, allora ne vado fiero». Prende fuoco invece l'altro
illustre ospite del convegno, Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo:
«Oscene - sbotta - parole oscene quelle di D'Ambrosio. Mio fratello è morto per
il suo lavoro. Per una missione. Perchè si era messo di traverso al progetto di
una repubblica fondata sull'accordo tra stato e criminalità. Questa è una
repubblica fondata sul sangue». E per chi pensa che le Marche siano un'isola
felice, ci hanno pensato i relatori a lasciare un inquietante punto
interrogativo: «Credete che la "Ndrangheta non sia arrivata fino a qui? -
ha detto lo scrittore calabrese Francesco Saverio Alessio, autore insieme con
Emiliano Morrone di "La società sparente" - Quelli fanno affari
ovunque. E magari voi state lavorando per loro senza saperlo». E mentre lo
diceva, De Magistris annuiva.
( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del
19-03-2009)
Argomenti: Grillo
FORLÌ? CRONACA pag.
5 Clan-Destino e amici di Grillo in campo con una
lista civica Salute, benessere e partecipazione sono i cardini del programma
UNA LISTA civica portata avanti da persone comuni. E' DestinAzione Forlì che
apre i battenti nella neonata sede di via Ravegnana 15, locali che furono della
storica ferramenta Todeschini. E' il mondo dell'associazionismo che si mobilita
per una politica più trasparente: i sostenitori del progetto sono Clan-Destino,
Meet up Punto Zero e le associazioni cesenati Impatto Zero e Via Terrea. Tante
le battaglie portate avanti in questi anni per il benessere della città, dalla
lotta all'inceneritore alle campagne per la raccolta dei rifiuti porta a porta,
passando per i referendum sostenuti da Beppe Grillo. A presiedere DestinAzione Forlì è Stefano Oronti, da poco
rientrato da una lunga esperienza in Australia: «La nostra è una lista fatta da
persone che da anni si interessano delle questioni della città spiega Le
associazioni porteranno tutto il bagaglio di esperienze acquisite nel
coinvolgimento dei cittadini». Il progetto politico sarà presentato
ufficialmente ai cittadini sabato prossimo alle 21 al teatro Il Piccolo' di via
Cerchia. Informazione, salute pubblica, benessere sociale, partecipazione, sono
i nodi programmatici attorno cui verrà tessuto il programma, ma i dettagli sono
ancora in corso di elaborazione. Guai a parlare di alleanze: «La nostra è una
lista di cittadini fatta per i cittadini, punto» taglia corto Cinzia Pasi del
Clan-Destino. Nessuna rivelazione per ora su simbolo, candidato e proposte, che
saranno annunciate solo nella serata di sabato. Una presentazione con musica,
spettacolo e dibattito. A salire sul palco sarà dopo tanti anni di assenza
dalle scene forlivesi Danilo Rossi, prima viola solista della Filarmonica della
Scala di Milano, che già in passato si era occupato di politica locale.
L'attore Sauro Rossi proporrà invece una serie di letture sulla democrazia
partecipata. «Crediamo che qualcosa di nuovo possa arrivare conclude Cinzia
Pasi il 21 marzo è il primo giorno di primavera e lo abbiamo scelto come data
simbolo per dire alla città che occorre risvegliarsi dal torpore». La sede di
via Ravegnana resterà aperta per accogliere le proposte dei cittadini, per info
333 3939779, www.destinazioneforli.it Sabrina Bianchi
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del
19-03-2009)
Argomenti: Grillo
Buon giorno Parma -
A1: riaperto il casello di Parma BUON GIORNO PARMA - Giovedì 19 marzo IL TEMPO
Cielo irregolarmente nuvoloso. Possibili isolati piovaschi. La temperatura del
mattino è in aumento (4,1° alle 7), la massima prevista è in diminuzione (14°).
La qualità dell'aria LE STRADE DA EVITARE IN CITTA' E LE AUTOSTRADE Oggi torna
il blocco dl traffico (vedi articolo in home page con tutti i dettagli) - I
principali cantieri di questa settimana in città: rischio code in via Rastelli,
dove ripartono i lavori per l'asfaltatura. Gli altri cantieri: in particolare,
ricordiamo l?asfaltatura sulla rotatoria Vender, che comporterà chiusure al
traffico sui rami di svincolo in tangenziale nord; interventi su rete acqua e
gas e teleriscaldamento, pubblica illuminazione e la regolamentazione della
viabilità e sosta in b.go dei Grassani e via Don Bosco. Lavori anche in via
Felice da Mareto e via Trieste. Per maggiori informazioni vai a Infocantieri tv
di Infomobility AUTOSTRADE: Il casello A1 di Parma è stato chiuso per le
operazioni di soccorso e ripristino della sicurezza in autostrada dopo un
incidente avvenuto intorno alle 5. Non ci sono notizie di feriti -
Rallentamenti in A1 per lavori sul ponte sul Taro: fra svincolo A15 e casello
Parma, in direzione Bologna, scambio di carreggiata. Il cantiere sarà aperto
fino al 2 aprile - webcam allacciamento A1-A15 - webcam casello Parma -
www.autostrade.it - www.autocisa.com Gli autovelox fissi in Italia - Gli
autovelox mobili in Emilia-Romagna LE NOTIZIE SULLA GAZZETTA DI PARMA OGGI IN
EDICOLA «FACILE E VELOCE» OGGI LA PRIMA USCITA DEI LIBRI DI CUCINA PROCESSO
PARMALAT: BEPPE GRILLO LUNEDì IN AULA CANE AZZANNA UN BIMBO
VIOLENZE SESSUALI: A PARMA
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
19-03-2009)
Argomenti: Grillo
CRONACA 19-03-2009
PROCESSO TANZI OGGI SARA' SENTITO L'EX CAPITANO GIALLOBLU' LORENZO MINOTTI Crac
Parmalat, tocca a Grillo Lunedì in aula il comico
genovese chiamato a testimoniare dalla Procura Un anno prima della truffa del
secolo sapeva già del buco e lo diceva a teatro II Oggi toccherà all'ex
capitano gialloblù Lorenzo Minotti. Chiamato a testimoniare al processo che
vede alla sbarra - insieme a ex manager, consulenti e ragionieri del gruppo di
Collecchio - il suo ex «datore di lavoro» Calisto Tanzi. E' passata una vita da
quando il «capitano» sollevava al cielo le coppe conquistate durante gli anni
felici in cui la multinazionale del latte legava le sue fortune alle imprese
calcistiche di Asprilla, Crespo e compagnia. Il nome di Minotti - attualmente direttore
dell'area tecnica del Cesena - compare nella lista testi della procura e nella
giornata odierna dovrebbe essere sentito in aula - all'auditorium di via
Toscana - dal collegio presieduto da Eleonora Fiengo. L'ex capitano del Parma è
stato chiamato per chiarire alcuni pagamenti circolati fra lui e la Parmalat,
pagamenti di cui non sono state trovate tracce nei bilanci. Ma l'attesa
maggiore - soprattutto per i fans del comico genovese che senz'altro
accorreranno numerosi - è per l'udienza di lunedì prossimo. La procura ha infatti citato anche Beppe Grillo tra i
testi dell'accusa. Era stato lui, durante i giorni concitati del crac del
secolo, a raccontare che prima della «bufera » Domenico Barili gli «rivelò» la
truffa di Tanzi. Insomma, Grillo attraverso quella «soffiata»
avrebbe capito prima di tutti - guardia di finanza compresa - che nella
Parmalat si sentiva puzza di bruciato. Che a Collecchio i conti non
tornavano. Ora, quel che sapeva, lo racconterà ai giudici. Il comico e
«fustigatore » genovese spiegherà ai giudici perché, ben prima che Tanzi e C.
venissero travolti dal default nel dicembre del 2003, nei suoi spettacoli
parlava apertamente dei guai e delle «stranezze contabili » della
multinazionale del latte, spesso e volentieri bacchettata durante i suoi
recital. Quello che probabilmente Grillo potrebbe dire
è che non era difficile per nessuno capire che il gioco era truccato. Di fatto,
il comico potrebbe essere anche chiamato a rievocare l'incontro con Domenico
Barili, l'ex uomo forte del marketing, a lungo ombra di Tanzi, prima che il
cavaliere lo silurasse senza troppi complimenti seguendo i consigli di Tonna. A
parlare a Grillo del «sistema Parmalat» infatti fu
proprio Barili, tra i 23 imputati (per associazione a delinquere e bancarotta
fraudolenta) del filone Parmalat. Un giorno del 2001, stando a quanto
raccontato da Grillo nella caserma delle Fiamme Gialle
di Piacenza dove venne sentito il 16 gennaio del
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
19-03-2009)
Argomenti: Grillo
PROVINCIA 19-03-2009
Parmense NOVITA' SI CHIAMA «ENERGIA, AMBIENTE, SVILUPPO E
LIBERTA'» Nasce a Lesignano una lista «certificata» dal blog di Beppe Grillo Barlesi: «Il nostro paese deve trasformarsi in un modello di
gestione ecocompatibile del territorio» Comunali 2009 LESIGNANO II Sbocciano le
liste a Lesignano. Dopo la nascita di «Lesignano civica», un'altra compagine fa
capolino. Si chiama «Energia, ambiente, sviluppo e libertà» e il nome,
come si suol dire, è già un programma. I punti chiave della lista programmatica
si slegano da un'identità politica e si connotano secondo i canoni del civismo.
«Ci presenteremo come lista certificata dal blog di Beppe
Grillo per diventare un Comune a cinque stelle - dichiara il capogruppo
Fausto Barlesi -. Siamo aperti a chiunque voglia affiancarsi a noi e sostenere
il nostro programma. Non abbiamo ancora un candidato sindaco. Ci piacerebbe che
si facesse avanti un giovane laureato sensibile alle tematiche ambientali.
Lesignano deve trasformarsi in un modello di gestione e ha tutti i numeri per
farlo. Come? Fondando una Esco srl, cooperative sociali ed ecofabbriche,
impianti a biogas e piattaforme fotovoltaiche, con conseguenti benefici per
l'ambiente, per le famiglie, per le imprese e per il Comune stesso». Secondo
Barlesi, questo permetterebbe al Comune di divenire una sorta di piccola
municipalizzata capace di creare energia traendone profitti da investire nel
collettivo sociale, azzerando i costi e a «rifiuti zero». «Il Comune deve
trasformarsi in impresa e lo può fare grazie a tutti quei finanziamenti
pubblici che il centrodestra e il centrosinistra non sono mai stati capaci di
sfruttare - sostiene Barlesi -. Alla base del nostro programma c'è la
produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili attraverso l'attivazione
di tutti i benefici promossi dalla Riforma dell'energia e da quella sulla
liberalizzazione, volute dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Quest'ultimo, grazie al Gse, il Gestore servizi elettrici, elargisce
considerevoli risorse economiche per la costruzione di centrali eoliche,
idriche, solari, a biogas, per la cogenerazione di materiale organico ed
inorganico di cui la Pedemontana è ricca». Ma cosa sono precisamente le
ecofabbriche in cui «Energia, ambiente, sviluppo e libertà» ripone le speranze
per il nuovo sviluppo di Lesignano? «Esse operano la scomposizione molecolare
di qualsiasi rifiuto, compresi quelli tossici, senza combustione e quindi senza
alcuna emissione in atmosfera. Permetterebbero tra le altre cose di eliminare
il problema dello stoccaggio dei materiali inutilizzabili». Il programma della
lista civica è molto articolato e prevede altri interventi: per quanto riguarda
il territorio, la regimazione e la definizione di tutta quell'area definita
«esondabile» e la realizzazione di opere di difesa spondale; sul fronte
«attività produttive» la valorizzazione delle risorse naturali attraverso la
certificazione d'origine comunale e l'ammodernamento delle aziende agricole;
l'insediamento di nuove attività artigianali; il potenziamento di depuratori e
reti fognarie; la realizzazione di un centro attrezzato per caravan e roulottes
a sostegno del turismo di passaggio; l'ampliamento degli impianti sportivi;
l'istituzione di primarie didattiche per immigrati regolari; telesorveglianza
diurna e notturna in ambito sicurezza. Per contattare «Energia, ambiente,
sviluppo e libertà» i numeri sono: 0521.852321 oppure 392
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
19-03-2009)
Argomenti: Grillo
BOLOGNA CRONACA pag.
( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Grillo
n. 67 del 2009-03-19
pagina 0 Di Pietro assolve De Magistris, un seggio al giudice inquisito di
Filippo Facci Divertente: Luigi De Magistris che viene strombazzato come
candidato dell?Italia dei Valori e poi il giorno dopo risulta indagato per
concorso in abuso d?ufficio e interruzione di pubblico servizio. Giustizia a
orologeria? Più facile il contrario, conoscendo un classico di Di Pietro:
anticipare i tempi per scambiare le cause con le conseguenze. Tutta questa
fretta di annunciare la candidatura di De Magistris, in effetti, era strana.
Ora almeno se ne parlerà. Ieri mattina, invece, colpiva che la candidatura di
De Magistris non avesse avuto molto spazio sui giornali: come se la notizia
fosse stata scontata, meglio: come se avesse meritato lo stesso spazio che la
stampa italiana riserva a quelle sentenze regolarmente deludenti che sono
epilogo, dopo anni, di indagini che avevano fatto un baccano d?inferno. Dunque
l?indagato De Magistris riavrà nuovi titoli sui giornali benché sia ormai
chiaramente una pila scarica che non è mai stata carica, fumo senza nemmeno la
percezione di un arrosto, archetipo finale e degenere del magistrato eroe di
chissà che cosa, e perché, e contro chi. La verità è che la sua candidatura
nelle liste di Di Pietro è una buona notizia, perché in fin dei conti andrà
all?Europarlamento a combinare ciò che concretamente ha fatto con le sue
inchieste (niente) ma almeno senza nuocere al prossimo, sprovvisto di quei
delicatissimi strumenti che possono incidere sulle libertà altrui in virtù di
un bastevole concorso pubblico vinto da neolaureato. La sua candidatura è una
buona notizia perché l?affiliazione col molisano dei favori lo inquadra
definitivamente per ciò che è: il testimonial di un?evanescenza missionaria
contro un generico «potere» fatto di «nuova P2», «strategia della tensione»,
«massoneria», «poteri occulti coadiuvati da pezzi della magistratura» e
ovviamente «settori deviati di apparati dello Stato»: i virgolettati sono suoi,
e hanno progressivamente fatto parte delle cosmogonie giudiziarie che ebbe via
via a ingigantire in proporzione a un?esposizione mediatica che alla fine lo
sbalestrò, lo catturò senza ritorno: bastava guardarlo in faccia ogni volta che
taccuini e telecamere lo circondavano, bastava osservare quel compiacimento
represso che pure fu del Di Pietro versione Mani pulite. Il dettaglio è che
dietro le sue inchieste Poseidone e Why not, che meritavano seri interrogativi
solo dal nome che portavano, c?era un perfetto nulla. Ma noi, frattanto,
c?eravamo abituati a tutto: a che un magistrato andasse ad Annozero mentre il
Csm stava occupandosi di lui, a che il medesimo andasse al Parlamento europeo a
fare una conferenza stampa con Beppe Grillo,
soprattutto a che tutti facessero parte di una cospirazione contro di lui: dal
capo dello Stato al vicepresidente del Csm, da ex magistrati come Luciano
Violante all?Associazione magistrati, dai gip che respingevano le sue richieste
ai giudici che le giudicavano, dal superiore che avocava alla Cassazione che
rigettava, dal Parlamento della Repubblica a quel Csm che l?ha censurato,
punito, trasferito: facendone pur sempre, però, un giudice a Napoli, un signore
che decide della vita civile altrui. Meglio che vada, allora. Luigi De
Magistris, magistrato dapprima non politicizzato e tuttavia intriso di
irrequietezze inadatte al ruolo, era ormai divenuto la caricatura di una
caricatura, un sottoprodotto di un sottoprodotto, un eroe con la postura di un
funzionario, un declaratore con l?accento da appuntato che parla di sé in terza
persona, e che vorrebbe, ora, «portare le istanze di giustizia e verità» in
Europa. Ma porti, porti: si accomodi al suo seggio di lenticchie, blateri del
neo italico «prefascismo» e soprattutto pubblicizzi, tra una nuova norma sugli
ottani della benzina e una sulla misura delle banane, che questa seconda
Repubblica è fondata sulle «stragi organizzate da Forza Italia e dalla mafia»,
come dicono gli amici suoi. L?Europa non aspetta altro che lui, e Pino
Arlacchi, Stefano Passigli, Rita Borsellino, magari l?hostess del Grande
Fratello, forse una nuova indignatissima madre di Rignano Flaminio, non certo
Marco Travaglio come si vocifera: non lo farà mai. Ma De Magistris vada, vada
pure: la sua candidatura è una buona notizia anche perché ora, dei magistrati
che si buttano in politica, ne hanno davvero piene le scatole tutti. Ieri,
attorno ai moniti del vicepresidente del Csm Nicola Mancino che auspicava
l?irreversibilità di certe scelte, c?era l?intero arco costituzionale, ex
magistrati compresi. A parte uno, il solito: quello che da anni urlacchia
«fuori gli inquisiti dal Parlamento» ma forse non dall?Europarlamento: perché
De Magistris adesso è indagato. Terribile. Divertente. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 19-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Pesaro))
Argomenti: Grillo
Giovedì 19 Marzo
2009 Chiudi Altro che bipartitismo. La scheda elettorale di giugno sarà
popolata da una galassia di liste e candidati a sindaco. Nella metà campo del
Pdl, la Lega Nord minaccia di correre da sola, mentre si affaccia in città il
Movimento per le autonomie. In cantiere anche la lista dei Circoli della
Libertà. Tra le civiche, oggi la presentazione del candidato a sindaco Fausto
Giorgi da parte di NoixAncona e anche i "grillini" scioglieranno a
breve le riserve sul sindaco. La Lega convoca oggi alle 21.30 un'assemblea
nella sede della circoscrizione al Piano per discutere di sicurezza e ronde.
«La Lega sta organizzando squadre di cittadini volontari per contribuire a
lenire il gravissimo senso di insicurezza che ha investito i cittadini del
Piano e di corso Carlo Alberto» dichiara il coordinatore comunale Sandro
Zaffiri. La Lega Nord, già critica sulla candidatura del deputato An Ciccioli,
potrebbe strappare con il Pdl e andare per la propria strada se non piacerà
nemmeno il candidato. Tra le novità della competizione anche il possibile
debutto in Ancona del Movimento per le autonomie, il partito fondato e guidato
dal governatore della Sicilia Raffaele Lombardo. I contatti a livello locale
puntano a coinvolgere nel progetto l'ex consigliere regionale Ugo Borghi. In
casa Pdl, anche i Circoli della Libertà hanno annunciato che potrebbero
scendere in campo tra quindici giorni con la lista "Ancona Libera" ed
un proprio candidato a sindaco. Oggi si presenta alla città Fausto Giorgi, candidato
di NoixAncona. Giorgi, ingegnere da anni presidente del
comitato di cittadini ora diventato lista civica, debutta all'Hotel City alle
12. Pronta a presentarsi anche la lista ispirata da Beppe Grillo, che
potrebbe contare sulla candidatura del docente Marco Gallegati, stretto
collaboratore del comico genovese.
( da "Nuova Ferrara, La" del 19-03-2009)
Pubblicato anche in: (Gazzetta di Modena,La)
Argomenti: Grillo
Sindaco di Bologna,
corre anche una donna è Giuseppina Tedde, ex assessore del Prc. Pasquino a
caccia di volontari BOLOGNA. L'ex assessore provinciale di Rifondazione
comunista, Giuseppina Tedde, si candida a sindaco di Bologna. è la prima donna
a gettarsi nella competizione per Palazzo D'Accursio. Oggi, secondo quanto
anticipato ieri da una nota, alle
( da "Giornale.it, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Grillo
Ieri altri
tafferugli alla Sapienza. Gli studenti volevano improvvisare un corteo non
autorizzato e la polizia lo ha impedito; da qui gli scontri. A mio giudizio la
polizia ha ragione; mi chiedo però perchè lo stesso criterio non sia stato
usato in occasione delle proteste degli estremisti islamici di gennaio, durante
le quali, per ben 4 volte i manifestanti hanno deviato dal percorso autorizzato
per andare a pregare di fronte al Duomo e al Colosseo. In quell'occasione, a
Milano come a Roma, le forze dell'ordine hanno lasciato fare. E purtroppo credo
che lo stesso accadrebbe se gli islamici tentassero un'altra prova di forza;
perchè è relativamente semplice contrastare qualche centinaio di studenti su di
giri, ma è troppo rischioso far rispettare la legge se a violarla è una
minoranza musulmana ormai molto numerosa composta da centinaia di migliaia di
persone, che potrebbero provocare sommosse di piazza. E se osservo quel che
accade all'estero non trovi motivi di conforto: a Parigi la polizia non ha più
il controllo di alcuni quartieri di periferia e gli agenti hanno paura di
uscire dai commissariati, mentre in America Sean Penn ha fatto tagliare i
passaggi che lo riguardano in un film che denuncia le difficoltà di
integrazione di certe minoranze, tra cui quella islamica, mostrando scene
forti, come quella di una ragazza iraniana uccisa in nome dell' «onore» da un
familiare che ne rimproverava la condotta di vita non conforme alle tradizioni
e ai dettami della religione. Le proteste dell'associazione degli iraniani è
stata così veemente da indurre l'attore, famoso per il suo impegno civile, a
una clamorosa retromarcia. E la situazione rischia di peggiorare ulteriormente.
Che fare? Bisogna arrivare al punto di limitare drasticamente l'immigrazione
musulmana privilegiando quella di minoranze, come i filippini, che si integrano
facilmente? Scritto in notizie nascoste, società, Italia, gli usa e il mondo,
francia, immigrazione, islam Non commentato » (Nessun voto) Loading ... Il Blog
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articolo a un amico 17Mar 09 Il rally delle Borse è un'illusione, l'America
nasconde i guai Negli ultimi sette giorni le Borse sono partite al rialzo e c'è
già chi sostiene che il peggio è passato. Non riesco ad essere così ottimista;
anzi, ho l'impressione che in realtà, proprio in questi giorni ,stiamo vivendo
un passaggio delicatissimo della crisi. Il rally è stato innescato da Citigroup
che ha annunciato profitti per i primi due mesi e gli operatori hanno iniziato a
credere che il settore bancario sia sulla via del risanamento. Ma è davvero
così? Che fine hanno fatto i debiti colossali accumulati dagli istituti? Si
sono volatilizzati con un colpo di bacchetta magica? Ovvio che no. E infatti
qualcuno ha rilevato che Citigroup ha annunciato gli utili ma si è rifiutata di
rilevare l'incidenza dei debiti. Ma l'annuncio di una settimana fa è servito
per innescare un'operazione colossale per propagare fiducia. Il movimento di
Borsa è stato ampliato da una raffica di annunci rassicuranti da altre banche,
e, soprattutto, da uno spin iperottimistico da parte di Obama, del ministro del
Tesoro Geithner del presidente della Fed Bernanke, secondo cui "il peggio
è passato". Che i governi tendano a sollevare gli spiriti è normale, ma
questa euforia è sospetta. E infatti serve a nascondere un problema ben più
grande. Altro che ripresa, in queste ore l'America è in bilico come mai prima
d'ora. La vera notizia non è Citigroup, ma la dichiarazione del primo ministro
cinese che pubblicamente ha espresso dubbi sulla solidità dei Buoni del Tesoro
americani. E Obama nel week-end ha moltiplicato gli interventi per rassicurare
il mondo "che gli Usa sono la nazione più sicura al mondo per gli
investimenti". Ieri sono usciti i dati, ripresi dall'economista Roubini,
sugli acquisti di Treasury ed è emersa un'altra verità scomoda. In gennaio gli
stranieri hanno venduto Buoni del Tesoro a lunga scadenza per 18 miliardi
(mentre in dicembre ne avevano acquistati per 22 miliairdi), preferendo le
scadenze brevi. In genere hanno ridotto gli acquisti di obbligazioni americane,
sia pubbliche che private, con, complessivamente, un saldo negativo per 148
miliardi di dollari. La Cina è inquieta e il mercato manda segnali negativi: il
mondo inizia a perdere fiducia in un'America il cui deficit sta esplodendo? E'
l'incubo che agita le notti di Obama. Altro che euforia, il suo è spin da
disperazione. E il mondo trattiene il fiato. AGGIORNAMENTO: Sono a Parigi, dove
ho intervistato Jacques Attali, uno dei pochi ad aver previsto per tempo la
crisi. E' convinto che la crisi potrà essere superata definitivamente solo se
verranno cambiate le regole che hanno permesso la diffusione dell'anarchia
finanziaria, altrimenti la ripresa sarà effimera. Il problema è che Washington
e Londra vogliono continuare come prima. Attali è persuaso che l'Europa sia
meglio attrezzata e potrebbe addirittura emergere come la nuova superpotenza.
Potere leggere l'intervista qui Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi,
era obama, società, cina, notizie nascoste, globalizzazione, economia, gli usa
e il mondo Commenti ( 40 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 14Mar 09 La crisi provocherà una nuova ondata
di immigrati? Ma la crisi che impatto avrà sui flussi migratori? In Italia se
n'è parlato poco, ma sulla stampa straniera sono stati pubblicati diversi
reportage, da quali risultava che molti immigrati stavano abbandondando i Paesi
ricchi (soprattutto negli Usa e in quelli del Golfo) per tornare a casa. Il
motivo? Ovvio: la mancanza di lavoro. Anche in Italia è accaduto un fenomeno
analogo, sebbene in misura molto minore e limitatamente ad alcune comunità,
come quella brasiliana. Ma ora il quadro potrebbe cambiare. Se la crisi
finanziaria nei Paesi dell'Europa dell'est peggiorerà ulteriormente, provocando
un forte aumento della disoccupazione, molti rumeni, bulgari, albanesi,
slovacchi, eccetera potrebbero essere indotti, dalla disperazione, a tentare
l'avventura a ovest, magari al solo scopo di vivere di espedienti. L'incognita
principale, tuttavia, riguarda l'Africa. L'altro giorno il segretario del Fmi,
Dominique Strauss-Kahn, ha lanciato l'allarme per gli effetti catastrofici
della recessione sul Continente nero. «C'è in pratica la certezza -ha detto il
capo dell'Fmi -che molti milioni di persone sprofonderanno sempre più nella
miseria: se non si interviene con un forte piano d'emergenza ci sono forti
rischi di guerre civili, se non di guerre estese». E dunque di una nuova ondata
migratoria verso l'Europa. Secondo Strauss-Kahn tocca ai Paesi ricchi mettere
mano al portafoglio. «Se la comunità internazionale ha trovato centinaia di
miliardi di dollari per affrontare la crisi globale, non è ammissibile che non
possa trovare qualche centinaio di milioni, meno di quanto ha investito per
salvare singole aziende private, per i Paesi più poveri». E' davvero questo il
modo appropriato per aiutare l'Africa a superare la crisi? Inoltre: siamo
pronti a reggere, in piena crisi economica, una nuova ondata migratoria
dall'Europa dell'Est e dall'Africa? Temo che un evento del genere provocherebbe
tensioni sociali enormi, un razzismo diffuso e una guerra tra poveri nelle
nostre città. Che foschi presagi.. sbaglio? Scritto in società, crisi,
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articolo a un amico 12Mar 09 Piani di rilancio, l'Europa dice no a Obama (e fa
bene) Giornale di oggi scrivo un articolo incentrato sulle crescenti
incomprensioni tra l'Unione europea e la nuova America di Obama, in vista del
prossimo G20. Il punto centrale riguarda il piano di stimolo dell'economia, la
Casa Bianca da giorni preme affinchè anche l'Europa ne adotti uno in grande
stile (quello Usa è pari al 5,7% del Pil), ma i Ventisette sono restii.
"Hanno già stanziato spese straordinarie pari all'1,5% del Pil, che
porteranno quelli dell'area euro a sfondare il deficit del 3% previsto dal
Trattato di Maastricht, ma non intendono andare oltre nel timore che disavanzi
eccessivi possano incrinare la tenuta o perlomeno la credibilità della moneta
unica". Infatti quello americano quest'anno sfiorerà il 10% e che chi lo
vede addirittura al 15%. Inoltre, Berlino e Parigi prestano sempre più ascolto
agli economisti secondo cui manovre come quelle americane servono a poco;
infatti a breve porteranno nelle tasche dei contribuenti importi irrisori pari
a poche decine di dollari a testa, mentre gli investimenti sulle infrastrutture
incideranno sulla crescita solo verso la fine del 2010. Insomma, si dovrebbe
rinunciare a equilibri finanziari costruiti in oltre 15 anni per adottare
misure espansioniste di dubbia efficacia". Io dico che l'Europa fa bene a
resistere alle pressioni americane nonostante siano sempre più insistenti, con
l'appoggio di grandi testate come Financial Times ed herald Tribune, che
abboccano allo spin della Casa Bianca. La mia impressione è che gli Usa sperino
di trascinare anche gli altri Paesi nella spirale dei deficit (e a lungo
termine inflazionistica) perchè se tutti vanno male è più facile che il dollaro
resti la moneta di riferimento; ma se l'Europa non segue la corrente e mantiene
conti più o meno in ordine il biglietto verde rischia il capitombolo e
Washington di perdere la leadership finanziaria sull'economia globale. Questa è
la vera posta in gioco. Sbaglio? Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi,
manipolazione, era obama, globalizzazione, europa, economia, società, gli usa e
il mondo Commenti ( 45 ) » (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 10Mar 09 Libertà di stampa? Sì, ma non per i
blog Attenti, amici bloggisti, la Cassazione ha deciso che "per i blog e i
forum on-line non valgono le regole che tutelano la libertà di stampa". La
ragione? Eccola: siccome "si tratta di una semplice area di discussione
dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il
proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati
ad accedere al forum", spesso in forma anonima,."Blog, forum eccetera
non possono essere considerati come una testata giornalistica, ma sono
equiparabili ai messaggi che potevanoe possono essere lasciati in una
bacheca". Dunque i blog hanno l'obbligo di rispettare il "buon
custome" e il giudice può ordinare il sequestro di alcune pagine web. La
controversia era nata in seguito alla decisione del Tribunale di Catania di
sequestrare un forum di discussione sulla religione cattolica nel quale erano
contenuti messaggi che la magistratura di Catania aveva ritenuto offensivi
verso il comune sentimento religioso. Alcuni bloggisti "avevano
travalicato limiti del buon costume alludendo espressamente a pratiche pedofile
dei sacerdoti per diffondere il 'sacro seme del Cattolicesimo'". Il tema è
delicatissimo. Certe ingiurie sono indifendibili, ma temo che la sentenza della
Cassazione sia esagerata e che costituisca un precedente potenzialmente
pericoloso per la libertà di espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è
il buon costume? E chi ci garantisce che questa sentenza non venga usata per
mettere a tacere opinioni scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione,
società, Italia, democrazia, giornalismo Commenti ( 63 ) » (4 voti, il voto
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 09
"Repubblica" s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le
"amenties" Il mondo va a rotoli e "Repubblica",
giustamente, si preoccupa anche dei contraccolpi sugli hotel di lusso.
Mercoledì ha dedicato all'argomento un'intera pagina. Ecco l'incipit:
"Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri La di Singapore e dal racconto di
Alessandra Pavolini, general manager in viaggio per il 40 per cento del suo
tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è stato uno shock: "Niente più
corbeille di fiori nella hall, neppure un valletto che ti prende i bagagli, in
camera una lista di raccomandazioni da colonia estiva: spegni le luci, non
usare tutti gli asciugamani, tieni la temperatura più alta. In bagno il
deserto, con il barattolino dello shampoo che tiene solo una dose, spariti il
cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul comodino matite lunghe come un
mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre foglietti di carta
bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso racconta che "il
grande bacino del risparmio è quello delle amenities. Basta accappatoi; stop
alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori più piccoli per
shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso di presenze che
si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del tutto"; via
i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il cucito e kit per
pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il cioccolatino della buona
notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna nell'era di internet, a
parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà nessuno che sono già state
tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da lettere, così come le
scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel". Come non capire i
lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma, un'indecenza. Voi
che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente preoccupato. Scritto in
crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 34 ) »
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Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 07Mar 09 Obama chiede aiuto agli hedge funds (e li premia) Un altro
breve post sulla crisi economica. Obama ha trovato la soluzione per far
ripartire il credito: chiede aiuto agli hedge funds e ai fondi di private
equity offrendo loro condizioni di estremo favore: potranno accumulare profitti
illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in caso di perdita. L'accordo è
legato ai cosiddetti "Talf", come spiego in questo articolo e prevede
l'esborso da parte dello Stato di altri mille miliardi di dollari. Capito il
progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli speculatori con i soldi dei contribuenti..
Intanto il totale degli interventi varati dal governo Usa raggiunge
l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari ovvero 3500 miliardi di dollari,
da finanziare con l'emissione di Buoni del Tesoro. Il debito Usa è ancora
sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una brutta fine. Scritto in banche,
capitalismo, crisi, progressisti, era obama, globalizzazione, economia, gli usa
e il mondo Commenti ( 50 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.57 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 05Mar 09 E' ora di lasciar fallire le banche.
In un'intervista che mi ha concesso, Arthur C. Brooks, presidente dell'American
enterprise institute, uno dei principali think tank conservatori, sostiene due
punti importanti: 1) a suo giudizio i piani di Obama anziché contrastare la
crisi finiscono per peggiorarla. 2) tentare di salvare tutti è impossibile ed è
inaccettabile che gli aiuti vadano soprattutto alla casta dei banchieri che
questa crisi l'ha provocata. Dunque visto che la recessione è inevitabile,
meglio adottare misure radicali e lasciar fallire le banche che non sono in
grado di resistere. Il punto più delicato è l'ultimo e dopo aver riflettuto a
lungo su questo tema, grazie anche ai vostri qualificatissimi contributi, mi
sono convinto che questa sia l'unica strada. L'entità del debito accumulato da
certe banche (soprattutto americane ma non solo) è tale, a causa dell'effetto
leva, da non poter essere coperto nemmeno dallo Stato. Dunque cercare di
tappare buchi, che in realtà continuano ad allargarsi, non avrà altra
conseguenza che trascinare l'economia reale nel baratro. E allora anzichè
creare "bad banks" o fondi con titoli tossici, bisogna rafforzare le
banche in salute e usare i fondi pubblici per trasferire a queste ultime le
attività fondamentali (e sane) di quelle in fallimento. Ci sarà uno choc e chi
detiene azioni o prodotti finanziarie delle banche cattive perderà il proprio
investimento, ma passato il trauma l'economia potrà riprendere su basi solide.
L'idea circola già da qualche settimana tra gli specialisti, ma mi sembra
l'unica soluzione plausibile. O sbaglio? AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra
ha dato il via libera per stampare 150 miliardi di sterline da pompare nel sistema
finanziario. E' un gesto disperato. A questo punto vedo solo due possibili
conseguenze: l'operazione fallisce e la Gran Bretagna fila verso la bancarotta
o va in porto ma a un prezzo altissimo: l'iperinflazione. Scritto in
capitalismo, crisi, banche, era obama, globalizzazione, economia, gli usa e il
mondo Commenti ( 75 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading
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questo articolo a un amico 04Mar 09 Quando Obama supplica il mondo. Obama non
vede l'ora di avviare una nuova distensione con la Russia, ampiamente
ricambiata, come spiego in questo articolo . Intanto invia due rappresentanti a
Damasco per riallacciare il dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto banco
parla con l'Iran e, secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni scorsi
Hillary Clinton, a Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono importanti,
ma che l'economia lo è di più, avvallando così le repressioni del regime
comunista cinese. Con i Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre più
conciliante, anzi accomodante e il presidente americano ha lanciato i primi
segnali di preudente disponibilità anche al regime cubano dei fratelli Castro.
La svolta è innegabile rispetto a Bush, ma proietta l'immagine di un Paese
ansioso, improvvisamente insicuro, che dopo aver perso la supremazia economia
teme di smarrire anche quella politica. E' come se Obama stesse supplicando il
mondo: è vero siamo in recessione ma se ci riconoscerete ancora lo status di
numero uno al mondo (e militarmente lo sono ancora), faremo i bravi con tutti.
Insomma, un'America con il cappello in mano che cerca di far dimenticare le
proprie debolezze. Ma basta la supremazia militare per giustificare lo status
di superpotenza? E il mondo ha davvero voglia di farsi guidare dagli Usa?
Scritto in globalizzazione, israele, era obama, democrazia, cina, gli usa e il
mondo, russia, medio oriente, islam Commenti ( 96 ) » (6 voti, il voto medio è:
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama
combatte davvero le lobbies? I media di tutto il mondo hanno rilanciato il
discorso con cui Obama annuncia "di voler lottare contro le lobbies che
intendono ostacolare il suo piano economico". La retorica è quella di
sempre: "Questo è il cambiamento promesso agli americani" e giù
l'elenco delle riforme che i rappresentanti degli interessi particolari
intendono bloccare: "Alle assicurazioni non piacerà l'idea di dover
diventare più competitive per continuare a offrire la copertura medica», ha
detto Obama. «Anche le banche e chi ha concesso prestiti agli studenti per
iscriversi all'università non ameranno lo stop agli enormi sussidi a loro
accordati, ma così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari per rendere i
college più finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha detto Obama,
«le compagnie petrolifere non ameranno l'interruzione delle facilitazioni
fiscali per 30 miliardi di dollari, ma è così che possiamo permettere
all'economia delle energie rinnovabili di creare nuovi progetti e posti di
lavoro». La realtà, però, è molto diversa. Il presidente americano non ha
affatto combattuto le lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel
pacchetto di salvataggio del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo
dimostra. Altro che riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di
poche decine di miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che
valgono migliaia di miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad
alimentare il mito del cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia
davvero trasformando l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di
spin, basata sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme
l'America non solo non cambia, ma rischia di accelerare il suo declino, perchè
elude ancora una volta il vero problema dell'economia Usa, che è sistemico. E
non sarà certo l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a
sanare le casse dello Stato americano. Anche perchè di questo passo, alla fine
del 2010, di ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff
di Obama. Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il
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di Radio 3 Sito web ilGiornale.it March
( da "Denaro, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Grillo
Commenti scuola Il
Maestro ha cambiato strada Marco Rossi Doria:?Ho portato a Trento il mio
progetto antibullismo Marco Rossi-Doria, cinquantacinque anni, è maestro
elementare dal
( da "Mattino, Il (Salerno)" del 19-03-2009)
Argomenti: Grillo
L'associazione
«Progredireterritorio», presieduta da Gaetano De Simone, invia una lettera-provocazione a Beppe Grillo chiedendo un
chiarimento, in materia di rifiuti e amnbiente, sul suo rapporto con Di Pietro.
Il quale «fa parte del partito dell'incenerimento». Incalza l'associazione:
«Non è più tempo di immagini, atteggiamenti e slogan clamorosi, la crisi
globale riporta nel nostro territorio la necessità responsabile e seria di
recuperare il contatto con le cose concrete: salubrità della terra,
salute dei figli, innovazione capace di creare posti di lavoro. Puntiamo su
filiere ad economia pulita, collegata all'agricoltura, alle risorse del
territorio, alla vocazione storico-culturale e turistica delle nostre zone.
Abbiamo bisogno di bonificare e recuperare le falde acquifere, di mettere in
sicurezza i terreni e gli invasi, di rimediare allo scempio che mille illiceità
hanno prodotto deturpando enormi aree ad altissimo valore storico,
paesaggistico ed artistico». E allora, cheidono a Grillo,
«da che parte stai?». Sospetta, l'associazione, il feeling con Di Pietro che
parla «di grandi opere» mentre «noi pensiamo che solo la somma di tante piccole
opere fatte di conoscenza delle cosesia capace di proiettarci in un futuro
possibile».
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 19-03-2009)
Argomenti: Grillo
Valter Tressoldi, un
grillino in corsa Giovedì 19 Marzo 2009, MOGLIANO - (LB) Valter Tressoldi 48
anni è il candidato a sindaco di Mogliano per la lista dei Grillini. Già nel
2006 Tressoldi aveva tentato di entrare in consiglio con la lista civica
"Mogliano Viva Mogliano" che conseguì circa il 2,3 per cento dei
consensi. Nell'estate scorsa era emersa la possibilità di partecipare alla
competizione elettorale con la lista che fa capo al
popolare comico genovese Beppe
Grillo ora la conferma viene dallo stesso
Tressoldi: «Il nostro slogan è acqua, ambiente, trasporti, sviluppo ed energia.
Serve un'amministrazione comunale che sia davvero al servizio del cittadino.
Tra le nostre provocazioni contenute nel programma chiediamo se serve
realizzare più parchi per i bambini o grattacieli per gli speculatori?».
Tra le priorità contenute nel programma ci sono "l'espansione del verde
urbano, l'acqua pubblica, impianti di depurazione obbligatori con contributi
comunali, piano di trasporti pubblici non inquinanti e rete di piste ciclabili
cittadine".