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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

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Report "Grillo"

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Indice delle sezioni

Grillo (14)


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

Caro Grillo ( da "Stampa, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un ritrovarsi tra amici,

MORT VINCE SU MURDOCH NELLA GUERRA DEI TABLOID ( da "Stampa, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Famoso per il suo linguaggio alla Beppe Grillo, un anno fa Zell mise un piede nei media acquistando per 8,2 miliardi di dollari la Tribune Corp, 11 quotidiani tra cui il Los Angeles Times, il Baltimora Sun e la Chicago Tribune, 25 canali Tv e la squadra di baseball Chicago Cubs.

<CREDO che il giovane assessore Alessio Ciacci debba riflettere di più prima di replicare ( da "Nazione, La (Lucca)" del 11-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, ndr) dandogli la cittadinanza onoraria, quando non ha prodotto alcunchè per questo Comune". Secondo Rontani, "lo scontento dei cittadini e quello dei dipendenti comunali che ogni giorno misurano l' inefficienza dell' amministrazione, dovrebbero indurre Ciacci a ponderare le parole prima di esprimersi verso chi ?

I camerati che menano: ( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: sostiene che Beppe Grillo parla male, eppure il comico genovese utilizza un italiano notevole, no?. Poi conclude dando, se ho capito bene, dell "allocco" a chi ha firmato. Potrebbe spiegarsi meglio? Chi ha firmato, probabilmente, segue Beppe Grillo. E chi segue Grillo, probabilmente, non lo fa semplicemente perché urla dai palchi,

Santoro cerca il martirio: in tv non c'è libertà ( da "Giornale.it, Il" del 11-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ha messo in campo Beppe Grillo, una sfilza di "vaffa" senza contraddittorio per dire che adesso l'Italia andrà a rotoli. Questa è la volta buona, ha pensato. E invece niente, solo un richiamo dell'Authority per le comunicazioni e una lavata di testa dal presidente della Rai.

Quegli sponsor di mediterre ( da "Repubblica, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Le associazioni Amici di Beppe Grillo Puglia, Comitato per Taranto, Delfini erranti e Peacelink, in una nota diffusa ieri, si sono scagliate contro il presunto paradosso dell'evento: "Essere sponsorizzati da chi inquina per realizzare un evento ecologico non è il massimo della coerenza.

"riforme, il pd incalzerà il governo" ( da "Repubblica, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Intanto Beppe Grillo dal suo blog fa partire una serie di bordate. "Il governo ombra - attacca - assomiglia a un Club Med dei trombati". E poi se la prende con il segretario del Pd: "Dopo aver consegnato Roma a Alemanno è diventato l'ombra di se stesso.

Una sala stipata fino all'ultimo centimetro, quella che ha accolto Marco Travaglio a Po ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 11-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: occasione per spiegare le ragioni della raccolta delle firme del referendum promosso dal loro guru Beppe Grillo. E poi si è parlato di informazione, con particolare riferimento a quella pubblica, che secondo Travaglio "oscura i fatti e non informa", con interventi da parte del pubblico che ha chiesto addirittura una candidatura politica al giornalista, che ha garbatamente escluso.

(segue dalla prima pagina) PESCARA - "Toghe rotte" non sono piaciute ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Contro la logica dell'omertà la straordinaria normalità di Biagi e una soluzione per Santoro: "I referendum che promuoverà Beppe Grillo". Un comico. Tra la folla tanti cartelli con il no all'Eni, contro il petrolchimico in Abruzzo di cui nessun giornalista ha parlato.

Veltroni apre a sinistra Prodiani in rivolta sul <gruppo ristretto> ( da "Corriere della Sera" del 11-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: giovedì il responsabile New media del Pd si presenterà dimissionario al coordinamento nazionale per chiedere che il "responsabile dello sfacelo di aprile", cioè Veltroni, lasci la segreteria. E Beppe Grillo tuona contro il governo ombra: "Assomiglia a un club Med dei trombati". M. Gu. GUARDA il confronto tra ministri in carica e "ombra" su corriere.it.

Senza pretese nessun dispiacere ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: che nessuno si accorgesse del moltiplicarsi di poltrone e sottopoltrone, che Beppe Grillo fosse soltanto un comico arrivista che tutt'al più poteva togliere voti all'altra parte. Che il Carroccio solo roba da bifolchi xenofobi e razzisti. Che la Sicurezza diventasse finalmente di sinistra. Che il nuovo (Veltroni) tardasse ad avanzare.

Redditi on line, Visco denunciato ( da "Padania, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: In poco meno di due ore, utilizzando il VF day 2 di Beppe Grillo, hanno insultato tutti gli insultabili. A partire proprio da chi occupa la sedia del Quirinale, ovvero il presidente della Repubblica che, tra la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, deve aver fatto sentire la sua voce a viale Mazzini.

Santoro a giudizio presso il Cda della Rai ( da "Padania, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: overdose di Beppe Grillo e astinenza da contraddittorio, e mancanza assoluta di sensibilità istituzionale è stata fatta eccome". Oggi la questione arriverà sul tavolo del consiglio di amministrazione che sarà aperto proprio da una relazione di Cappon in cui saranno riportate naturalmente anche le rassicurazioni che Santoro avrebbe dato per il futuro al termine del colloquio.

CASO SANTORO Bianchi Clerici: non mi scandalizzo più ( da "Padania, La" del 11-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". Secondo il leader dell Italia dei Valori "questa si chiama censura: in un Paese libero l ascoltatore -sottolinea Di Pietro - ha il diritto di sapere che due milioni di persone sono scese in piazza per firmare tre referendum e che sono state raccolte 1.


Articoli

Caro Grillo (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 11-05-2008)

Argomenti: Grillo

LA 21ª FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO PROTAGONISTI "Ti aspettiamo: e ti chiedo di usare la tua credibilità per spiegare ai giovani l'importanza della lettura" Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un ritrovarsi tra amici, come abbiamo sempre cercato che sia. Ci passa anche molta gente di spettacolo, e quest'anno, tra i molti, ci saranno Dario Fo, Luciana Littizzetto, Ascanio Celestini, Sergio Rubini, Alessandro Benvenuti, Michele Di Mauro. Perché il pubblico vi segue con tanta partecipazione, e anzi vi fa credito di una credibilità che tanti altri soggetti pubblici e privati hanno perso da tempo? Perchè detta da voi la politica o l'antipolitica diventano qualcosa che riguarda tutti? Forse perché l'artista, il giullare (nell'accezione migliore del termine) appare libero da condizionamenti, da ingessature linguistiche, da calcoli di potere. Con i suoi sberleffi dice quello che molti pensano, ma non hanno la possibilità, il coraggio e anche gli adeguati mezzi espressivi di dire. Questa credibilità vi carica di grandi responsabilità, ma anche di grandi potenzialità. Anni fa Fiorello, volendo ringraziare i suoi spettatori di un successo trionfale, si scusò di non saper trovare le parole adatte perché aveva letto e studiato troppo poco. Ci è sembrato un grande spot per il libro. Sarebbe bello, caro Grillo, che lei chiudesse la cinque giorni del Lingotto facendosi testimonial del libro e con la forza della sua comunicativa spiegasse soprattutto ai ragazzi quanto la lettura sia importante per loro. Perché un libro ti consente di conoscere il mondo e te stesso, ti aiuta a dare un senso alla tua esistenza, a vivere molte vite, a saperne di più. Perché anche quando richiede applicazione e fatica ti ripaga ampiamente, come l'andare in montagna o praticare uno sport. In un mondo in cui sempre più le persone valgono per quello che sanno, il libro rimane un fondamentale strumento di crescita individuale e collettiva. Un vecchio sindacalista, Di Vittorio, diceva che il padrone conosce cento parole, l'operaio dieci, per questo vince sempre il padrone. Adesso il discorso è un po' più complicato, siamo tutti più poveri di parole, e anche per questo non ce la passiamo tanto bene. Glielo dica lei, Grillo, che le cose le sa dire così bene: se non sappiamo costruirci ali di carta per volare, ci sarà sempre qualcuno che ci terrà inchiodati per terra, in una condizione subalterna o servile di cittadini di seconda categoria. Di esclusi.

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MORT VINCE SU MURDOCH NELLA GUERRA DEI TABLOID (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 11-05-2008)

Argomenti: Grillo

I nomi & gli affari MORT VINCE SU MURDOCH NELLA GUERRA DEI TABLOID Valeria Sacchi Mortimer Benjamin Zuckerman, detto "Mort", è un tipo tosto. Editore (New York Daily News e U.S. News&World Report), immobiliarista (Boston Properties), numero 188 nella classifica di Forbes - a 70 anni - è riuscito a bloccare l'offerta da 580 milioni di dollari avanzata da Rupert Murdoch per Newsday. Dopo il ritiro annunciato ieri dall'australiano, Mort è pronto a sborsare la stessa cifra e ad aggiungere altri incentivi per Newsday. Con l'ormai sempre più vicina conquista del Newsday, Mort si è aggiudicato la supremazia dei giornali nella Grande Mela e dintorni. Rupert, per ora, dovrà accontentarsi del New York Post e del Wall Street Journal. La guerra editoriale tra i due magnati ha giocato, comunque, a vantaggio del venditore Sam Zell, il più giovane dei tre (1941). Famoso per il suo linguaggio alla Beppe Grillo, un anno fa Zell mise un piede nei media acquistando per 8,2 miliardi di dollari la Tribune Corp, 11 quotidiani tra cui il Los Angeles Times, il Baltimora Sun e la Chicago Tribune, 25 canali Tv e la squadra di baseball Chicago Cubs. Con l'economia in difficoltà, quel debito pesa troppo. Da qui la decisione di liberarsi di alcuni asset tra cui Newsday. Ecco perché il conservatore "liberal" Mort, già docente ad Harvard, non ha mollato la presa.

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<CREDO che il giovane assessore Alessio Ciacci debba riflettere di più prima di replicare (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 11-05-2008)

Argomenti: Grillo

CAPANNORI PIANA pag. 9 "CREDO che il giovane assessore Alessio Ciacci debba riflettere di più prima di replicare ... "CREDO che il giovane assessore Alessio Ciacci debba riflettere di più prima di replicare al sottoscritto". Così il capogruppo dell'Udc al Comune di Capannori Paolo Rontani. "Io non ho offeso i cittadini capannoresi ? prosegue ? ai quali si deve la realtà della raccolta differenziata, visto che sono loro che preparano i vari sacchi, distinguendone i contenuti. Insisto nel ritenere assurdo che si voglia premiare un comico (Beppe Grillo, ndr) dandogli la cittadinanza onoraria, quando non ha prodotto alcunchè per questo Comune". Secondo Rontani, "lo scontento dei cittadini e quello dei dipendenti comunali che ogni giorno misurano l' inefficienza dell' amministrazione, dovrebbero indurre Ciacci a ponderare le parole prima di esprimersi verso chi ? conclude l'esponente dell'Udc ? anche per ruolo ha l'obbligo morale e politico di difendere i valori della comunità?".

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I camerati che menano: (sezione: Grillo)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 11-05-2008)

Argomenti: Grillo

I camerati che menano: "Doppiamo ri-animarli" A proposito di quei camerati che menano le mani ma "non volevano uccidere". Carlo Cascone ha dato materia per una buonissima riflessione e c'è da sperare che molte persone l'abbiano letta ponendosi gli interrogativi che apre. A Carlo, che conosco e apprezzo voglio dire che dubito che la sua riflessione possa raggiungere i ragazzi cui è indirizzata. Ma è sperabile raggiunga l'acqua in cui quei ragazzi nuotano, un'acqua fatta di famiglie stanche e confuse, di educatori disorientati, di una società civile che non sa più appartenere e trasmettere, per conseguenza, una cultura condivisa ma solo sottoculture marginali e frantumate, piccole identità di false piccole patrie che non a caso poi, per chi è meno attrezzato, per chi ha meno risorse, possono diventare sottoculture delinquenti "senza volere". Di questo infatti si tratta: la logica del branco, quella che ottunde ogni capacità di essere individualmente responsabili, è l'aspetto attivo di sottoculture delinquenti. Che non sono figlie di nessuno, hanno padri e madri precisi ma anche, con le dovute differenze, sono un pò figlie di tutti noi. Guai a chiamarcene fuori, in questi casi le false coscienze assassinano i nostri figli. Quei ragazzi hanno ucciso, Carlo ha ragione, hanno ucciso anche quando il morto non c'è scappato, ma quale differenza! quale non ritorno! Non può essere chiesto di capire a chi ha perso il figlio, l'amico, il fratello, ma è vero, una comunità degna di questo nome deve cercare di non perdere ancora, deve cercare di strappare al nulla almeno quei ragazzi assassini, molto poco vivi, ma con la possibilità, ancora, di esserlo. Deve porsi il problema di ri-animarli. Prima che non ci sia più nulla da fare. E Carlo ha ancora ragione: non è S. Bona la soluzione. Carlo propone una soluzione saggia, la cui sapienza tuttavia si può radicare solo in una società che, se la sapesse attuare, probabilmente non dovrebbe neppure porsela, non con questa gravità. Tuttavia. Chissà. E' stata posta. Occorre non buttare le parole che Carlo ha offerto. Ivana Daccò E-Mail Gentilini contro Grillo "Critica senza senso" Egregio signor Gentilini, ho letto la sua lettera pubblicata da La Tribuna ieri. Non ne capisco il senso: in che modo il reddito di Beppe Grillo può influenzare le idee o le iniziative che in tutti questi anni ha portato avanti? In che modo può nuocere alla sua persona? Nelle sue parole, Sig. Gentilini, mi è sembrato di scorgere la stessa punta di normale invidia che colpisce anche me quando vedo certi redditi: chi non vorrebbe guadagnare quelle cifre! Forse che c' entrano anche i dissapori che vi hanno coinvolti? Ma questa è solo una mia opinione, sia ben chiaro. Se poi mi soffermo ad analizzare le parole e le frasi che ha utilizzate nella sua Lettera Aperta, divengo perplesso: sostiene che Beppe Grillo parla male, eppure il comico genovese utilizza un italiano notevole, no?. Poi conclude dando, se ho capito bene, dell "allocco" a chi ha firmato. Potrebbe spiegarsi meglio? Chi ha firmato, probabilmente, segue Beppe Grillo. E chi segue Grillo, probabilmente, non lo fa semplicemente perché urla dai palchi, ma perché spinge a farsi "altre" domande, e mette in evidenza "altri" problemi che per un motivo o per l' altro la gente (me compreso) non si pone. Nicola Adustini E-mail.

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Santoro cerca il martirio: in tv non c'è libertà (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 11-05-2008)

Argomenti: Grillo

N. 112 del 2008-05-11 pagina 0 Santoro cerca il martirio: in tv non c'è libertà di Paolo Bracalini Il conduttore spera in un "incidente" per poter poi denunciare un tentativo di epurazione nei suoi confronti. Il tormentone: in Italia emergenza democratica. Pur di creare il caso ad Annozero ha riunito gli ultras anti Cavaliere: Di Pietro, Fuksas, Sartori, Vauro da Milano Brillanti idee per martirio televisivo cercasi, richiesta ottima preparazione su conflitto di interessi, democrazia malata, leggi ad personam, gradita esperienza lavorativa presso Procure, chiedere di Michele, orario pasti. Lui intanto, Michele Santoro, già le sta provando tutte per rivestire i panni dell'Epurato. Ci si trovava tanto bene, invece da due anni è costretto a condurre ogni settimana un programma tutto suo in Rai dove, come è noto, lui non ha libertà di parola. E per giunta adesso che al governo c'è di nuovo la sua ossessione, nemmeno l'ombra di un editto bulgaro. Si era già informato: quando è la prossima visita di Berlusconi a Sofia? Fosse mai che gli scappa una frase e scoppia l'incidente. Invece niente, nessuno pensa di rimuovere Santoro dalla Rai. A parte lui stesso. Ieri era a Pescara per ritirare un premio che è tutto un programma: il premio giornalistico Enzo Biagi. Ci mancava solo una coppa Daniele Luttazzi e una medaglia Sabina Guzzanti e il cerchio era chiuso. Lì Santoro non poteva lasciarsi scappare l'occasione per ricandidarsi al martirio. E infatti ha subito indossato il cilicio e si è messo a predicare come San Ignazio di Antiochia: "Fare una buona trasmissione è sempre più difficile perché è il contesto che vede erodersi i margini di libertà". Capito? Lui il nuovo governo Berlusconi lo chiama così: contesto. E insomma con questo contesto è impossibile che un giornalista libero possa lavorare. In poche parole: dovete cacciarmi, sennò che regime siete. Travaglio gli ha dato man forte ieri sera su Raitre dall'amico Fabio Fazio: "Vogliono spegnere Annozero". D'altra parte sembra una cosa inevitabile, a sentire San Michele da Salerno. "Abbiamo al centro della scena un gigantesco conflitto di interessi e fino a quando non sarà sanato difficilmente potremo avere uno sviluppo adeguato della nostra democrazia". Messaggio chiaro, chi vuol capire capisca. Perché se lo lasciano lavorare in Rai, che fa? Continua a dire che non c'è democrazia? A quel punto non se lo filerebbe più nemmeno Sandro Ruotolo. Ma è da aprile, intorno al 13, che Santoro studia da martire. L'ultima volta ne ha pensata una bella. Ha radunato nel suo studio di Annozero cinque ultras da curva sud: Marco Travaglio, Antonio Di Pietro, Massimiliano Fuksas, Giovanni Sartori e Vauro. Un amabile conclave da cui sono partiti due o tre missili, tipo che gli elettori del Pdl sono una massa di ignoranti, che Bossi e Fini sono due mentecatti e che Berlusconi farebbe citazioni sbagliate perché non ha cultura. Insomma roba raffinata, profonde analisi politiche. Eppure niente editto bulgaro, niente martirio. Riprova Michele, sarai più fortunato. E lui ci ha riprovato. Ha messo in campo Beppe Grillo, una sfilza di "vaffa" senza contraddittorio per dire che adesso l'Italia andrà a rotoli. Questa è la volta buona, ha pensato. E invece niente, solo un richiamo dell'Authority per le comunicazioni e una lavata di testa dal presidente della Rai. Ma cosa volete che siano queste bazzecole? E pensare che da epurato lo aveva invitato anche Celentano, come una vera star, non un giornalista come gli altri. Poi la carriera di martire può anche portarti lontano, a Strasburgo, all'Europarlamento. Ma lì si era stufato presto, gli mancava il video, come Celentano: "Io voglio il mio microfono, quello che hai tu, voglio decidere che cosa sono le cose da raccontare". Ecco, ora vorrebbe tanto raccontare la storia di quel martire che a Viale Mazzini... © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Quegli sponsor di mediterre (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 11-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina IX - Bari Il caso Quegli sponsor di Mediterre Mediterre, il salone dei Parchi del Mediterraneo, chiude oggi tra le polemiche. Le associazioni Amici di Beppe Grillo Puglia, Comitato per Taranto, Delfini erranti e Peacelink, in una nota diffusa ieri, si sono scagliate contro il presunto paradosso dell'evento: "Essere sponsorizzati da chi inquina per realizzare un evento ecologico non è il massimo della coerenza. Dobbiamo forse anche aspettarci in futuro che la Regione si faccia sponsorizzare gli eventi per la pace da qualche produttore di cannoni?". Il riferimento è alla scelta della Regione Puglia e di Federparchi di accettare l'Ilva, l'Edison, l'Enel e l'Eni tra gli sponsor della manifestazione. Una situazione che secondo le associazioni sfocia nel conflitto di interesse, poiché molte di queste aziende sono in attesa di ottenere l'autorizzazione integrata ambientale. A loro avviso Mediterre è ormai diventata "la fiera del controllore che si fa sponsorizzare dal controllato".

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"riforme, il pd incalzerà il governo" (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 11-05-2008)

Argomenti: Grillo

"Riforme, il Pd incalzerà il governo" Il programma di Chiamparino. Prodiani polemici: c'è posto per noi? ROMA - Parte domani il "governo ombra" del Pd e Sergio Chiamparino, il titolare "shadow" delle riforme, avverte: "Incalzerò i ministri del governo Berlusconi per fare riforme vicine agli interessi dei cittadini". Del resto, dice Vannino Chiti, "il governo-ombra è un modo giusto per fare un'opposizione migliore che deve avanzare pure delle proposte. è una scelta coerente con la novità del cambiamento che il Pd ha portato nella politica italiana". Eppure l'iniziativa di Walter Veltroni ha scatenato le polemiche dentro e fuori del Partito Democratico. Dalemiani e prodiani non hanno nascosto le loro perplessità. E anche la "cabina di regia" che di fatto piloterà il partito non convince tutti. Intanto Beppe Grillo dal suo blog fa partire una serie di bordate. "Il governo ombra - attacca - assomiglia a un Club Med dei trombati". E poi se la prende con il segretario del Pd: "Dopo aver consegnato Roma a Alemanno è diventato l'ombra di se stesso. L'opposizione è un'ombra che cammina". Ma le polemiche non mancano anche dentro il Loft. Ieri due parlamentari "prodiani", Mario Barbi e Mario Lettieri, hanno pubblicato una lettera sul sito "Ulivisti" senza risparmiare appunti e critiche a Veltroni. "C'è posto per noi in questo partito?", si chiedono. "Non è il momento di tacersi la verità" e allora ricordano che "abbiamo perso molto e male" perché è stata "una prova di presunzione e superficialità pensare che il Pd si potesse salvare accantonando l'Unione e Prodi come se fossero due accidenti". Giovedì prossimo, poi, in occasione della prima riunione del coordinamento si presenterà dimissionario Mario Adinolfi che vuole organizzare un'opposizione "agli sconfitti-inamovibili del loft". Pure gli ex alleati della Sinistra Arcobaleno non apprezzano il "governo ombra" nel quale, dice Alfonso Pecoraro Scanio, "ci sono già elementi di crisi". è pronto a collaborare, invece, l'Italia dei Valori guidata da Antonio Di Pietro. "Faremo la nostra parte di opposizione ascoltando le esigenza dei cittadini", annuncia il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi. Anche se la scelta dei "dipietristi" di non entrare nei gruppi parlamentari del Pd non è stata ancora digerita dai Democratici: "Se gli impegni non si rispettano - dice Beppe Fioroni - è meglio troncare all'inizio invece di proseguire". Infine un via libera allo "shadow cabinet" viene dal centrodestra. "è una cosa saggia poiché un confronto è fondamentale", concede il neoministro dell'Economia Giulio Tremonti anche se subito dopo aggiunge: "Mi sembra una squadretta d'allenamento, ma serve anche quello". "Ho apprezzato l'iniziativa dell'opposizione di dare vita ad un governo ombra con cui potersi confrontare - spiega il leghista Roberto Calderoli - fatto salvo il ministro dell'Attuazione del programma che francamente in un governo ombra sembra una pura follia".

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Una sala stipata fino all'ultimo centimetro, quella che ha accolto Marco Travaglio a Po (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 11-05-2008)

Argomenti: Grillo

Di SIMONE FIORETTI Una sala stipata fino all'ultimo centimetro, quella che ha accolto Marco Travaglio a Poggio Moiano. Un incontro per presentare l'ultimo libro scritto a quattro mani con Peter Gomez "Se li consoci li eviti", che passa i politici "ai raggi x"; una sorta di decalogo per conoscere meglio i parlamentari che siedono alla Camera e al Senato, la loro storia e i loro trascorsi giudiziari, passando anche per quei parlamentari, pochi per la verità, che si sono distinti per il loro impegno e correttezza. Prima di iniziare, l'organizzatore, Adriano de Cupis, amico di vecchia data di Travaglio, ha voluto introdurre la serata con un excursus su Garibaldi, l'eroe dei due mondi, il quale rappresenta "quei valori che oggi vanno scomparendo; la giustizia, l'onestà e il coraggio", valori ai quali Travaglio ha richiamato tutti a non trascurare. Proprio al mattatore di Anno Zero, è stata consegnata una medaglia originale garibaldina, la quale veniva assegnata solo a chi aveva combattuto per l'unità d'Italia. A questo si è aggiunto, anche una ritratto di Travaglio su tela, che verrà affisso in una delle stanze dell'agriturismo a lui dedicata. A fare da cornice anche i "grillari" reatini, che hanno approfittato dell'occasione per spiegare le ragioni della raccolta delle firme del referendum promosso dal loro guru Beppe Grillo. E poi si è parlato di informazione, con particolare riferimento a quella pubblica, che secondo Travaglio "oscura i fatti e non informa", con interventi da parte del pubblico che ha chiesto addirittura una candidatura politica al giornalista, che ha garbatamente escluso.

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(segue dalla prima pagina) PESCARA - "Toghe rotte" non sono piaciute (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-05-2008)

Argomenti: Grillo

Di ADRIANA SETTUARIO (segue dalla prima pagina) PESCARA - "Toghe rotte" non sono piaciute nemmeno ai suoi colleghi. Lotta alla camorra e 'ndrangheta per un emozionato Pierpaolo Bruni, procuratore di Catanzaro, sempre pronto "a scardinare un fenomeno composto da cui una volta entrato è difficile uscire". Nicola Gratteri, procuratore di Reggio Calabria, per il suo no contro droga e traffico d'armi: "Il problema nel mondo occidentale è che ci si muove solo quando ci sono i morti a terra". Il giudice di Cassazione, Raffaele Cantone, dopo 8 anni alla Direzione antimafia di Napoli, scova la mafia dei piccoli Comuni. A dare il via alle premiazioni il collaboratore principale di Biagi, Loris Mazzetti. E poi altri pezzi da 90 del giornalismo: la più acclamata Rosaria Capacchione, cronista del Mattino, a disagio tra luci e clamori, per la sua abilità di raccontare cose che succedono tutti i giorni nel Napoletano desiderosa di "scorta mediatica" affinchè siano illuminati i volti dei delinquenti. E ancora: Sandro Ruotolo, ideatore di "Annozero", Lirio Abbate dell'Ansa, Peter Gomez de L'espresso. Ironico Giuseppe Giulietti, portavoce Articolo 21. Applausi scroscianti per Marco Travaglio che ha passato al laser la politica "che non gradisce che i giornalisti si immischino nel clima di inciucio". E via con le critiche a Schifani, "la seconda carica dello Stato che ha fondato una società di brockeraggio con mafiosi ora in galera". A rincarare la dose Michele Santoro, criticato da qualcuno del pubblico: "Nè i giornali nè le tv possono raccontare la verità. L'authority è un prolungamento dei partiti. Rimarrà l'editto bulgaro che ha confinato Biagi nel silenzio". Su tutti la compostezza della famiglia Biagi: lodato chi racconta la verità assumendosi le responsabilità. Contro la logica dell'omertà la straordinaria normalità di Biagi e una soluzione per Santoro: "I referendum che promuoverà Beppe Grillo". Un comico. Tra la folla tanti cartelli con il no all'Eni, contro il petrolchimico in Abruzzo di cui nessun giornalista ha parlato.

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Veltroni apre a sinistra Prodiani in rivolta sul <gruppo ristretto> (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 11-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-05-11 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Veltroni apre a sinistra Prodiani in rivolta sul "gruppo ristretto" Il leader a Sd: presto un incontro La polemica lettera degli ulivisti: che posto c'è per noi in questo partito? Il malumore dei dalemiani ROMA - Walter Veltroni, per la prima volta dopo la sconfitta, torna a volgere lo sguardo a sinistra. E invita al dialogo la Sinistra democratica che da ieri, dopo le dimissioni di Fabio Mussi, ha il suo nuovo punto di riferimento in Claudio Fava. "Caro Walter sono pronto a incontrarti... Una collaborazione proficua è possibile tra il Pd e il nostro progetto di Costituente di Sinistra" è la mano tesa del neocoordinatore di Sd, la piccola forza nata dall'ultima scissione della Quercia. E Veltroni apre al confronto con gli ex alleati, forse anche per strappare a Massimo D'Alema la palma del più dialogante: "Caro Claudio... Credo sia opportuno fissare in tempi ravvicinati un incontro di lavoro". Dopo tanto gelo, qualcosa si muove e chissà se sia o meno l'embrione di una nuova alleanza di centrosinistra. "Dobbiamo ripartire - incalza Mussi - ponendoci la questione di una sinistra politica e di un centrosinistra che si candidi alla guida del Paese. O cambia la linea dell'autosufficienza o resterà orgogliosamente da solo all'opposizione". Ed è ancora scontro per la chiusura dei "caminetti" e la nascita di un coordinamento ristretto, la vera stanza dei bottoni del Pd dalla quale restano fuori D'Alema, Parisi, Marini e Rutelli. "Ma che posto c'è per noi in questo partito?" si chiedono i prodiani Mario Barbi e Mario Lettieri in una lettera pubblicata sul sito "Ulivisti", nella quale criticano come "furbizia politica" la rottura col Prc e accusano Veltroni di "presunzione e superficialità" per aver "accantonato" Prodi e l'Unione. Profondo scontento e una certa agitazione anche tra i dalemiani, mentre Beppe Fioroni è euforico per l'incarico al vertice dell'Organizzazione. Replica alle critiche di Parisi ("Il coordinamento non è un monocolore"), benedice le correnti ("Le aree culturali sono la linfa") e avverte Di Pietro: "Se gli impegni non si rispettano è meglio troncare subito". Le varie anime del partito sono in fermento. Gli Ecodem di Vigni e Realacci apriranno entro giugno "almeno cento circoli" e il blogger Mario Adinolfi si candida a guidare gli scontenti: giovedì il responsabile New media del Pd si presenterà dimissionario al coordinamento nazionale per chiedere che il "responsabile dello sfacelo di aprile", cioè Veltroni, lasci la segreteria. E Beppe Grillo tuona contro il governo ombra: "Assomiglia a un club Med dei trombati". M. Gu. GUARDA il confronto tra ministri in carica e "ombra" su corriere.it.

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Senza pretese nessun dispiacere (sezione: Grillo)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 11-05-2008)

Argomenti: Grillo

Commenti Pagina 315 I rimpianti dell'ex premier Senza pretese nessun dispiacere I rimpianti dell'ex premier --> Romano Prodi, dice, non ha rimpianti. "Dopotutto ho vinto due volte le elezioni", aggiunge, quasi felice. Ovvio. Come diceva Pier Paolo Pasolini, "chi non ha pretese non ha dispiaceri". E l'ex premier, questo suo presunto non rimpiangere nulla lo deve probabilmente al fatto di non aver mai preteso, ma sempre e soltanto sperato. Che l'"accozzaglia unionista" cattoradicalverderossogirotondinriformista rispettasse il voluminoso programma elettorale sottoscritto nel 2006. Che Clemente Mastella e Lamberto Dini la smettessero di fare le bizze. Che alleggerire le carceri con l'indulto non diventasse un'arma a doppio taglio. Che risanare le casse dello Stato mettendo sotto pressione tutti, dall'imprenditore al tassista, dall'operaio al negoziante, potesse essere l'eccezione e non la regola. Che il conflitto d'interessi fosse differibile e il ritorno alla carica dei berluscones blando e remoto. Non ha mai preteso, ma sempre sperato, anzi scongiurato che l'ala sinistra della coalizione se ne stesse buonina su Tav, Afghanistan, Dal Molin, Dico e quant'altro. Che Di Pietro non facesse il Di Pietro. Che la monnezza scomparisse dalle strade campane senza le dimissioni di bassolini e pecorari o che l'Alitalia tornasse a volare grazie a chissà quale miracolo. Che i "bamboccioni" non si stufassero di essere definiti "bamboccioni" da chi ha stipendi e figli con stipendi a vari zeri. Che la querelle sui privilegi della Casta fosse solo un fenomeno letterario dal successo passeggero, che nessuno si accorgesse del moltiplicarsi di poltrone e sottopoltrone, che Beppe Grillo fosse soltanto un comico arrivista che tutt'al più poteva togliere voti all'altra parte. Che il Carroccio solo roba da bifolchi xenofobi e razzisti. Che la Sicurezza diventasse finalmente di sinistra. Che il nuovo (Veltroni) tardasse ad avanzare. Che i conti al Senato tornassero per 5 anni, a qualunque costo. Sperato sempre, preteso mai, insomma, l'unica cosa che avrebbe dovuto pretendere: governare. Nessun rimpianto, siamo sicuri? Parrebbe. Ha vinto due volte, dopotutto. Anzi tre, se calcoliamo anche i Mondiali di Calcio. Ma due volte è caduto. Abbattuto. Silurato. Sfiduciato. Nessun rimpianto, poche pretese e troppe, vane speranze. Sarebbe facile chiosare con l'adagio del "chi visse sperando...". Meglio ricordare Woody Allen, che un rimpianto, uno solo, almeno, ha ammesso di averlo. Lo stesso che forse, sotto sotto, dentro dentro, in fondo in fondo, ha anche il Professore. Quello di non essere stato qualcun altro. LUIGI BARNABA FRIGOLI.

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Redditi on line, Visco denunciato (sezione: Grillo)

( da "Padania, La" del 11-05-2008)

Argomenti: Grillo

Libera circolazione non vuol dire libertà di delinquere. E quanto sostiene la Lega Nord quando chiede di rinegoziare Schengen grazie al quale i cittadini possono recarsi con la carta d identità in uno qualsiasi dei 28 paesi che hanno sottoscritto l accordo. roberto fiorentini Altro che editto bulgaro di berlusconiana memoria: l'attacco di ieri di Claudio Petruccioli a Michele Santoro e alla sua puntata di Anno Zero, ha tanto il... ... sapore di un defenestramento in piena regola. Del resto Michelone e la sua band l'hanno combinata veramente grossa. In poco meno di due ore, utilizzando il VF day 2 di Beppe Grillo, hanno insultato tutti gli insultabili. A partire proprio da chi occupa la sedia del Quirinale, ovvero il presidente della Repubblica che, tra la notte di giovedì e la mattinata di venerdì, deve aver fatto sentire la sua voce a viale Mazzini. Ma nella puntata di giovedì alla gogna è finito anche il buon oncologo Umberto Veronesi, tutti i direttori dei telegiornali del servizio televisivo pubblico e privato, nonché la stessa Rai. E per finire, per rincarare la dose, Michelone se l'è presa pure con i tassisti di Roma: resi di non lavorare perché festeggiano ancora, con tanto di bandiere, la vittoria di Gianni Alemanno al Campidoglio. Inutile parlare poi di quanto ha detto il collega Marco Travaglio che, oramai, è incommentabile. A fronte di tutto questo, a metà di ieri pomeriggio, sono arrivate le bordate-editti. Petruccioli ha dettato un agenzia durissima: Santoro ha di nuovo messo il servizio pubblico radiotelevisivo a disposizione di Beppe Grillo; il quale, dagli schermi della Rai ha rivolto insulti inconcepibili e privi di qualunque giustificazione al Presidente della Repubblica, oltreché ad una personalità universalmente stimata come il professor Umberto Veronesi. Il danno, l'umiliazione e la vergogna che vengono al servizio pubblico da questi episodi sono incalcolabili; per la mia funzione e personalmente ne faccio ammenda e prendo impegno - nell'ambito delle mie responsabilità - a fare tutto il possibile per impedire che qualcosa del genere possa ripetersi. A nessuno, quindi neppure a Santoro, è consentito confondere la libertà del giornalista e la responsabilità del conduttore con l'appalto - di fatto - della tv pubblica a terzi che ne fanno un uso arbitrario e indecente. Chi è responsabile di un programma non lo è solo per quanto dice personalmente, ma per tutto quel che, nel programma stesso, avviene; non ci sono zone franche. Anche Santoro, come tutti coloro che in Rai lavorano, ha il dovere non eludibile di tutelare la dignità e il prestigio del servizio pubblico . In giornata anche lo stesso Vittorio Sgarbi, presente in studio, aveva attaccato frontalmente sia Grillo che Michelone. "L'autorità garante - aveva detto Sgarbi -dovrebbe prendere provvedimenti e sanzionare Santoro perché ha concesso a Grillo di insultare tramite tv di Stato il presidente Giorgio Napolitano, un senatore del Pd (Veronesi), Marcello Dell'Utri, Totò Cuffaro, direttori di rete come Mauro Mazza e Clemente Mimun e via dicendo. Tutto questo è inaccettabile". E anche i malati di tumore e i medici oncologi hanno demolito Grillo e il suo compare Santoro. "Attacchi ingiustificati e privi di fondamento a fini politici e populisti". Si chiude la stalla quando i buoi sono scappati. [Data pubblicazione: 03/05/2008].

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Santoro a giudizio presso il Cda della Rai (sezione: Grillo)

( da "Padania, La" del 11-05-2008)

Argomenti: Grillo

Annozero nel mirino Santoro a giudizio presso il Cda della Rai Roma - Verba volant, scripta manent. L antico proverbio va di moda anche al settimo piano di Viale Mazzini dove il direttore generale della Rai, Claudio Cappon, ha deciso di mettere per iscritto i rilievi formali fatti a Michele Santoro nell incontro di lunedì pomeriggio. Una missiva per ribadire i peccati della puntata di giovedì scorso di Annozero, etichettata dal presidente Claudio Petruccioli come "uso arbitrario e indecente della tv". Lo riferisce l agenzia di stampa Il Velino, che rileva come "la prova - al cospetto di un cda parecchio indispettito dalle ultime gesta di Michele chi? - che la reprimenda su volgarità varie, overdose di Beppe Grillo e astinenza da contraddittorio, e mancanza assoluta di sensibilità istituzionale è stata fatta eccome". Oggi la questione arriverà sul tavolo del consiglio di amministrazione che sarà aperto proprio da una relazione di Cappon in cui saranno riportate naturalmente anche le rassicurazioni che Santoro avrebbe dato per il futuro al termine del colloquio. Se al cda dovesse bastare il non lo faccio più di Santoro, verrebbe scartata definitivamente l ipotesi (assai remota per la verità) di una sanzione disciplinare o addirittura di una sospensione del programma. Una pronuncia sul caso Annozero, poi, arriverà forse anche al termine del consiglio dell AgCom (anche questo previsto per oggi)). "E c è da giurare, conclude Il Velino, che anche in Via delle Muratte che ha acquisito la cassetta del programma Santoro troverà qualche ammiratore ". [Data pubblicazione: 07/05/2008].

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CASO SANTORO Bianchi Clerici: non mi scandalizzo più (sezione: Grillo)

( da "Padania, La" del 11-05-2008)

Argomenti: Grillo

ALESSANDRO MONTANARI È con commozione profonda e sincera che Giorgio Napolitano ieri ha celebrato la giornata in memoria di tutte le vittime del terrorismo, troppe delle quali ancora non hanno avuto giustizia. Nell impossibilità di dare loro la verità che sentenze e processi non hanno saputo dargli, il presidente della Repubblica è riuscito almeno a ri-consacrare il dolore, troppo spesso oltraggiato, dei loro orfani e delle loro vedove. Con toni composti ma severi, Napolitano ha intimato agli ex terroristi "che hanno avuto benefici carcerari" di "non cercare tribune per giustificare i loro atti di violenza" perché "non dovrebbero esserci tribune per simili figuri". Riferendosi a un intervista rilasciata dal brigatista che uccise il giornalista de La Stampa Carlo Casalegno ha poi precisato che il "rammarico" non basta: occorre il "rispetto della memoria". "Chi ha regolato i propri conti con la giustizia - ha spiegato - ha il diritto di reinserirsi nella società, ma con discrezione e misura. Mai dimenticando le proprie responsabilità morali anche se non più penali. Queste sono le ragioni per cui si doveva e si deve dar voce non a chi ha scatenato la violenza terroristica, ma a chi l ha subita e a chi ne ha avuto la vita spezzata". Troppe volte, infatti, questo Paese ha rimesso in cattedra i cattivi maestri , conferendo loro un irragionevole status di storiografi del passato e oracoli del presente. È così che le lacrime prodotte da tutti quei lutti si sono sovente smaterializzate in autoassolutori labirinti di parole. Tornato in Italia dall esilio francese, Oreste Scalzone, condannato a 16 anni di carcere nel processo ai capi di Prima Linea, fu accolto come un divo. Comparve a Le Iene, rilasciò interviste, scrisse editoriali, tenne conferenze e provò pure a mettersi alla testa dei movimenti no base di Vicenza. Ma l attrazione fatale sulle masse, per fortuna, non scattò. Il quarto d ora di popolarità nuovamente concesso a Scalzone è tuttavia solo l ennesima conferma di una tendenza molto radicata nel panorama cultural-editoriale italiano. In tv recentemente abbiamo assistito a uno straniante intervento di Pierluigi Concutelli. Intervistato in una trasmissione di La7, il terrorista nero condannato per tre omicidi ha confusamente ripercorso le proprie gesta, giustificandole più che rinnegandole. Inevitabile chiedersi quale fosse l utilità sociale del fornirgli quella tribuna. E provare un forte senso di disagio. Ma il fastidio dello spettatore comune è nulla in confronto al rinnovarsi del dolore dei parenti delle vittime. Lo scorso anno Maurizio Puddu, ex consigliere provinciale Dc gambizzato dalle Br e poi presidente dell Associazione vittime del terrorismo, s indignò per uno speciale di Italia Uno sulla strage di via Fani in cui Claudio Martelli analizzava quella stagione con Alberto Franceschini. Fondatore delle Br con Renato Curcio, Mara Cagol e Mario Moretti, Franceschini, uscito dal carcere dopo aver rinnegato la violenza, ricordò l inebriante sensazione di forza provata quando, nel carcere di Torino, lo raggiunse la notizia del rapimento. Ne venne fuori, certo contro le intenzioni degli autori, una sorta di apologo in cui Franceschini pareva un inoffensivo cattedratico più che un ex terrorista. Pochi giorni dopo, a Napoli, Renato Curcio partecipò con la sua casa editrice Sensibili alle foglie a una manifestazione pubblica . Cosa per lui normale, visto che gira l Italia in lungo e in largo tenendo lectio magistralis sui problemi sociali di volta in volta affrontati nei suoi libri. Alcune università lo hanno anche invitato a tenere conferenze in ateneo. Anche Toni Negri, tra i fondatori di Potere Operaio poi tra i leader di Autonomia Operaia e teorico del Sim (Stato Imperialista delle Multinazionali), condannato per associazione sovversiva e riparato in Francia, viene ciclicamente riproposto come opinionista. Basti pensare che ora è pure diventato il protagonista di un fumetto che spiega ai giovani cosa fu il 68. Talvolta, è vero, tutto passa inosservato, talaltra no. Come accadde per la famosa ospitata a Chetempochefa di Adriano Sofri, saltata proprio in seguito alle polemiche scatenatesi intorno all annuncio della sua partecipazione. Il caso di Sofri è singolare. Condannato per l omicidio Calabresi e sempre dichiaratosi innocente, è forse l unico che sta scontando fino in fondo la pena comminatagli e pare anche il solo ad aver rimeditato profondamente gli anni di piombo. È editorialista acuto ed apprezzato, ma in tv no, non può parlare, mentre agli irriducibili, ai cinici e ai professionisti del giustificazionismo è consentito esibirvisi con nonchalance salottiera. È grazie a costoro, che Napolitano oggi definisce figuri , che spesso storie tragiche e insensate hanno potuto trasformarsi in racconti romantici, assai adatti al piccolo e adattabili al grande schermo. Basti pensare al racconto della prigionia di Aldo Moro fornito nell acclamato Buongiorno Notte di Marco Bellocchio o al giudizio espresso e subito ritirato dall attrice francese Fanny Ardant su Renato Curcio. "Ho sempre considerato il fenomeno Brigate Rosse molto coinvolgente e passionale - disse al settimanale A - Per me Curcio è un eroe". Questo è quello che può accadere quando la memoria è affidata ai carnefici piuttosto che alle vittime. "Intorno a noi - commentava il compianto Puddu - vedo fastidio. Comprensione, invece, per gli ex terroristi". Il caso Santoro tiene ancora banco dopo l ultima puntata della sua trasmissione Annozero con la lite Sgarbi-Travaglio e le accuse di Grillo a Napolitano e Berlusconi e gli affondi contro Veronesi. Chi non si dice stupita tantomeno "scandalizzata" è il consigliere di amministrazione della Rai in quota Lega Giovanna Bianchi Clerici: "Francamente - spiega il membro del cda - questa puntata mi è sembrata in linea con quanto già accaduto altre volte. Anzi, a mio avviso la situazione era molto più critica e preoccupante sulla puntata che dedicò a pedofilia e Vaticano". Secondo Bianchi Clerici "è noto come Santoro è stato reintegrato in azienda con una sentenza di un tribunale che ha stabilito anche su quale rete e in quale orario debba andare in onda. Dopodichè il tipo di giornalismo che fa Santoro è ormai noto a tutti. Per cui, io non mi sorprendo più di tanto". Chi non è d accordo con la dura presa di posizione del presidente Rai Claudio Petruccioli che nelle ore successive alla trasmissione aveva condannato la puntata condotta da Santoro, è Antonio Di Pietro: "La decisione di Petruccioli, di richiamare Santoro per la sua trasmissione dedicata alla raccolta di firme per i tre referendum per una libera informazione organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile è sconcertante". Secondo il leader dell Italia dei Valori "questa si chiama censura: in un Paese libero l ascoltatore -sottolinea Di Pietro - ha il diritto di sapere che due milioni di persone sono scese in piazza per firmare tre referendum e che sono state raccolte 1.500.000 di firme in un solo giorno, tra cui la mia, un evento mai successo nella storia della Repubblica. Una manifestazione di tale importanza non si può cancellare". E se per il deputato centrista Luca Volontè la Rai "deve prendere provvedimenti esemplari e valutare se i costi degli stipendi di Santoro e Co. sono opportuni rispetto al disservizio pubblico che fornisce" per Italo Bocchino, parlamentare del PdL, è evidente come "l uscita dalle istituzioni della sinistra massimalista spinge Santoro a sostituirsi ad essa e magari a creare una saldatura con l anticasta". "Tutto si può fare - dice Bocchino - ma non i soldi pubblici". E ieri anche Luca Romagnoli, segretario del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, ha voluto commentare commenta la trasmissione di Michele Santoro definendola una vera e propria "gogna mediatica e qualunquista, indegna del servizio pubblico" e salvando solo le vignette di Vauro ("Sono ironiche"). E pensare - ci ricorda Romagnosi - "che paghiamo anche il canone per vedere questi insulti dallo schermo". "Il giornalismo fazioso di Santoro - spiega ancora Romagnoli - si conferma essere un megafono prestato a chi cerca di imbonire la piazza per attaccare tutti. Ognuno può dire e fare quello che vuole, ma non lo faccia con i soldi pubblici. Santoro metta su una sua bella tv tutta e dichiaratamente di sinistra, poi saranno i telespetattori a determinare l audience con il potere del telecomando". "Forse così la finiremo - conclude Romagnoli - di sorbirci predicozzi da bar dello sport e analisi da massaie, con tutto il rispetto per le casalinghe". Igor Iezzi Una "strumentalizzazione indegna e vergognosa nei confronti della città, della famiglia del giovane e della vittima". Flavio Tosi, che ieri ha incontrato i genitori del ragazzo deceduto in serata, è finito nel mirino. La sinistra, estrema o del Partito Democratico non fa grande differenza, sta cercando di far ricadere le colpe dell aggressione al giovane Nicola Tommasoli sul sindaco di Verona e sull intera città. L Unità, giornale del Pd ha titolato Quella violenza skinheads che la Lega non ha mai isolato . Ma neanche una parola viene sprecata sulla mancanza di certezza della pena e su un sistema giudiziario che da due anni seguiva i colpevoli dell aggressione senza mai fermarli. Sindaco Tosi, ha letto l Unità? "Certo, queste sono bestialità. La dinamica dei fatti ha dimostrato che la politica non c entra, la colpa è della stupidita e della mancanza di valori. Stiamo assistendo ad una strumentalizzazione indegna e vergognosa da parte della sinistra". Alcuni la accusano di minimizzare? "Macché, ho chiesto da subito che i colpevoli siano accusati duramente e condannati pesantemente. Mi auguro che non vengano tirate fuori le solite attenuanti, anche perchè in questo caso alcuni aggressori facevano parte della Verona bene. Continuando a gettarla in politica si creano degli alibi che qui non ci sono. La condanna sia dura e resti come un monito". I colpevoli erano facce conosciute, come è stato possibile arrivare a questo? "Quello che manca è la certezza della pena. Non voglio accusare un singolo magistrato ma un sistema inefficiente ed elefantiaco che non ha preso provvedimenti contro questo gruppo di disgraziati che da due anni andava avanti a compiere questi gesti. L autorità giudiziaria li seguiva ma nessuno ha agito per fermarli". Eppure alcuni quotidiani stanno facendo passare l immagine che lei è razzista e la città fascista "Una strumentalizzazione vergognosa anche nei confronti della città, della vittima e della sua famiglia. La città non c entra nulla, gettare fango sui cittadini è indegno. Alle politiche Verona ha votato in larga maggioranza pe il centrodestra. Dipingere i nostri cittadini con questi stereotipi è offensivo. Verona è una città cattolica, moderata. Non è un caso se il Cnel ha detto che Verona è in testa nelle classifiche sull integrazione degli immigrati". Si punta il dito sulla nomina di un missino, poi dimessosi, nell Istituto sulla Storia della Resistenza "Anche Papalia dice che la politica non c entra nulla. Ripeto, non creiamo alibi per chi ha commesso una colpa gravissima". Lei è il simbolo del buon governo leghista. Non è che si vuol far passare l idea che i sindaci padani non riescono a tutelare la sicurezza? "Sicuramente sotto certe critiche infamanti c è anche questo. Quello che è successo non è un fatto di criminalità comune , è difficile da prevenire. Certo, se il sistema giudiziario fosse più efficiente forse sarebbero stati fermati prima". E vero che lei ha aderito alla manifestazione di solidarietà organizzata ieri dalla sinistra? "Io ero pronto a partecipare ma il rappresentante del Pdci in consiglio comunale mi ha detto di non venire. Ecco la strumentalizzazione politica. Il consiglio comunale ha votato un documento di condanna al gesto e ha organizzato per giovedì una veglia silenziosa. Sa chi sono gli unici che si sono opposti? I comunisti italiani". [Data pubblicazione: 10/05/2008].

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