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PRIVILEGIA NE IRROGANTO  di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “BEPPE GRILLO”

 

 

 

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TUTTI I DOSSIER

 



Report "Grillo"   11-12 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

Beppe Grillo al PalaDozza ( da "Gazzetta di Modena,La" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: BOLOGNA Beppe Grillo al PalaDozza BOLOGNA. Il nuovo tour di Beppe Grillo, "Delirio", lunedì (alle 21) fa tappa al PalaDozza di Bologna. Il Paese è in delirio. I nostri dipendenti in Parlamento sono dentro un manicomio. Tra di loro si capiscono, ma non sanno più cos'è la realtà.

grillo: ecco la nuova lista civica ( da "Centro, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: spettacolo del comico al Massimo diventa una convention elettorale Grillo: ecco la nuova lista civica PESCARA. E' già partita la campagna elettorale degli Amici di Grillo. Lunedì scorso Beppe Grillo, a 24 ore dal raduno nazionale della sua associazione a Firenze, si è esibito in uno spettacolo al teatro Massimo, a Pescara e in quell'occasione ha presentato al pubblico la lista civica,

"Repubblica" s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties" ( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Libertà di stampa?

pronti i fan di beppe grillo con un candidato sindaco ( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Pronti i fan di Beppe Grillo con un candidato sindaco I grillini scendono in campo anche a Bari. Una lista di supporter del comico-guru parteciperà alle prossime elezioni amministrative del capoluogo: avranno un proprio candidato sindaco, equidistante, e si impegnano fin da ora a non fare nessun tipo di accordo in un possibile ballottaggio né con un polo né con un altro.

centrosinistra, ecco tre errori da non ripetere ( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Parole pesanti anche nei confronti di Beppe Grillo e delle sue liste civiche: «A parte alcuni aspetti, ritengo l'operato del comico genovese assai negativo e controproducente». All'iniziativa - denominata "Economia e sviluppo sostenibile della costa toscana" - sono intervenuti anche il presidente della Provincia Giorgio Kutufa, i consiglieri regionali Alessia Petraglia (

GIULIANOVA - Dopo avere denunciato pubblicamente alcuni mesi fa la situazione di degrado ambientale ... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Vincenzo Santuomo della Lista Beppe Grillo è tornato, anche con l'aiuto di amici cultori dell'ippica, a controllare la situazione attuale dell'alveo fluviale. «Nell'acqua del torrente- sostiene Santuomo- abbiamo trovato ancora oggi, amianto in notevole quantità, tanto da emergere dal fondo del bacino.

È stato presentato ieri al teatro San Filippo il libro dossier della pescarese Samanta Di Persi... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: assenza del comico Beppe Grillo che ha scritto la prefazione del volume. Grillo, che non ha potuto raggiungere la città in quanto suo figlio è ricoverato all'ospedale di Ancona, è intervenuto all'appuntamento attraverso un contatto telefonico. Prologo della presentazione sono stati proiettati dei video del comico genovese.

SPOLETO STRAPPA LA TESSERA di Forza Italia e lancia parole di fu... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: INTANTO sull'altro fronte «Spoleto a 5 Stelle», nascente lista civica vicina a Beppe Grillo si dichiara intenzionata a chiedere, tramite il figlio Jacopo, a Dario Fo la disponibilità ad impegnarsi su Spoleto. Non è chiaro se come candidato sindaco o come testimonial. Presto sarà reso noto.

Stupri e giustizia, la sinistra ascolterà Cofferati? ( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Libertà di stampa?

A livello nazionale è al 6%. FORUM ( da "Affari Italiani (Online)" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo vale il 6% a livello nazionale Mercoledí 11.03.2009 14:38 Che cosa accadrebbe se Beppe Grillo si presentasse a livello nazionale alle elezioni europee? Quanto prenderebbe una lista civica del comico genovese? "Sarebbe una riedizione del partito dell'Uomo Qualunque e quindi potrebbe arrivare a prendere i consensi che ottenne l'

A livello nazionale è al 6%. FORUM pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo vale il 6% a livello nazionale Mercoledí 11.03.2009 14:38 Il 2 giugno 1946 si tengono le elezioni nazionali per la nascita dell'Assemblea Costituente. Il Fronte dell'Uomo qualunque ottiene 1.211.956 voti, pari al 5,3% delle preferenze, e manda all'Assemblea costituente 30 deputati diventando il quinto partito nazionale,

Comicità nelle Marche ( da "superEva notizie" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il nuovo Beppe Grillo, nel suo spettacolo ci obbliga ad analizzare vizi e virtù della società passata e presente in un corrosivo, dissacratorio e divertentissimo spettacolo. Dopo di lui, tra Marzo e Aprile, altri sei famosissimi comici si esibiranno sul palco del Neon che si trasformerà in un vero e proprio teatro con platea,

Ma Obama combatte davvero le lobbies? ( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Libertà di stampa?

La morte e il cortile ( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: ridice, un po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale.

Beppe Grillo torna questa sera con Delirio, il suo graffian... ( da "Leggo" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo torna questa sera con Delirio, il suo graffiante monologo in cui non risparmia niente e nessuno e se la prende soprattutto con l'incongruenza della nostra vita quotodiana. L'appuntamento è sul palco del teatro EuropAuditorium (piazza della Costituzione 4, ore 21).

il bel paese da cambiare, beppe torna in scena - silvia fumarola ( da "Repubblica, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo è il primo e unico italiano. Settimo in graduatoria - ha un blog anche in inglese e giapponese - il comico è definito «una vera celebrità del web a livello mondiale». Lui lo ripete da anni che «la rete è il futuro», lo ripete anche nel suo spettacolo, che sabato sera farà tappa al Vaillant Palace (già tutto esaurito)

"reagire e disobbedire, solo così fermeremo il delirio" - anna tonelli ( da "Repubblica, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo arriva in città, con il suo recital sfogo «Delirio», ma anche per sostenere dal palco la lista civica che si presenta con il suo nome, il simbolo delle cinque stelle e il candidato sindaco Giovanni Favia. «è nei comuni che si decide la qualità della vita delle persone - aggiunge Grillo - .

Le critiche di Petrini (An) sui lavori della nuova rotatoria ( da "Nazione, La (Umbria)" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: E in quanto a indipendenza «Spoleto a 5 Stelle», il Comitato vicino a Beppe Grillo, non ha ancora sciolto il nodo sul proprio candidato, sebbene siano in molti a sostenere che potrebbe essere l'avvocato Carmelo Parente. C'è attesa anche per conoscere le candidature o le eventuali alleanze dei Comunisti Italiani e di Rifondazione.

Il Comitato Botta all'attacco: <porta a porta> per informare tutti ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, Striscia la notizia. «Troviamo alleanze», hanno ripetuto Carlo Ruocco, presidente dalla consulta Centro storico, e Gian Luigi Colombo. Con i commercianti del centro «che dovrebbero preoccuparsi dello spostamento del flusso commerciale alla periferia», ma soprattutto con i cittadini di piazza Terzi,

<Presi in giro da Idv e Rc> ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: candidato sindaco della Lista civica ispirata a Beppe Grillo. «Italia dei Valori e Prc hanno ingannato i cittadini, votando a favore, adesso sarà il voto a giudicarli - attacca Olivieri -. La battaglia comunque continua. Stiamo preparando tutti i documenti per la Corte dei Conti, esistono alternative anche meno costose».

La lista civica nasce su Facebook <Al mio appello hanno risposto in 770> ( da "Corriere della Sera" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Un precedente esiste e sono i meet-up di Beppe Grillo ma lì la popolarità e l'istrionismo del fondatore hanno fatto tutto o quasi. Dove mai potrà arrivare invece il carneade De Ieso? «E invece da quando, quindici giorni fa, ho pubblicato il mio messaggio su Internet, ho già raccolto 772 adesioni» commenta sorpreso - lui per primo - Donato De Ieso,

ARENA DEL SOLE Via Indipendenza, 44 - Tel. 051 2910910 Sala Grande ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Alle ore 21 Beppe Grillo in Delirio. www.teatroeuropa.it BALUARDO DELLA CITTADELLA P.zza Tien An Men, 5 - 41000 Modena - Tel. 059244309 Modena Jazz Club presenta: Gio. 12 marzo ore 21,45 Bologna Jazz Ensemble feat. Jimmy Villotti Piero Odorici (sax); Marco Tamburini (tromba);

Emendamento D'Alia è censura web ( da "Articolo21.com" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: sempre nella sua nota di agenzia, arriva addirittura a dire che i blog di Beppe Grillo e di Antonio Di Pietro sono pieni di sciocchezze, quando non è assolutamente così, dimostrando di non avere il minimo rispetto per le centinaia di migliaia di persone che accedono ogni giorno a questi blog. C'è ne fossero di blog così!

FORUM pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo vale il 6% a livello nazionale Giovedí 12.03.2009 10:30 Il 2 giugno 1946 si tengono le elezioni nazionali per la nascita dell'Assemblea Costituente. Il Fronte dell'Uomo qualunque ottiene 1.211.956 voti, pari al 5,3% delle preferenze, e manda all'Assemblea costituente 30 deputati diventando il quinto partito nazionale,

Piani di rilancio, l'Europa dice no a Obama (e fa bene). ( da "Giornale.it, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts Piani di rilancio, l'Europa dice no a Obama (e fa bene) Libertà di stampa?

Lettera a un ragazzo del 2009 ( da "KataWeb News" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: 0 commenti What a wonderful world "Caro ragazzo, cara ragazza del 2009 , sono un ex ragazzo degli anni ?60, mi chiamo Beppe Grillo, ho sessant?anni. Faccio parte della generazione che ti ha fottuto. Il tuo futuro è senza pensione, senza TFR, senza lavoro.

12/03/2009 18:07 PD: GRILLO, VELTRONI ERA IL NULLA E FRANCESCHINI E' ANCORA OLTRE ( da "ITnews.it" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo

Abstract: ex leader del Pd Walter Veltroni e all'attuale segretario Dario Franceschini arriva dal comico genovese Bebbe Grillo, intervenuto oggi sotto le Due Torri alla conferenza stampa di presentazione di Giovanni Favia, il candidato a sindaco di Bologna dalla lista civica promossa dal Meetup e dal gruppo 'Amici di Beppe Grillo".


Articoli

Beppe Grillo al PalaDozza (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 11-03-2009)

Argomenti: Grillo

BOLOGNA Beppe Grillo al PalaDozza BOLOGNA. Il nuovo tour di Beppe Grillo, "Delirio", lunedì (alle 21) fa tappa al PalaDozza di Bologna. Il Paese è in delirio. I nostri dipendenti in Parlamento sono dentro un manicomio. Tra di loro si capiscono, ma non sanno più cos'è la realtà. La confondono con i loro interessi privati o di partito. Il futuro sono le centrali nucleari, gli inceneritori, i parcheggi, i ponti sugli stretti, i tunnel in Val di Susa, il digitale terrestre e la magistratura al guinzaglio. Alcuni dei temi che affronterà Grillo. (n.c.)

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grillo: ecco la nuova lista civica (sezione: Grillo)

( da "Centro, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Grillo

Lo spettacolo del comico al Massimo diventa una convention elettorale Grillo: ecco la nuova lista civica PESCARA. E' già partita la campagna elettorale degli Amici di Grillo. Lunedì scorso Beppe Grillo, a 24 ore dal raduno nazionale della sua associazione a Firenze, si è esibito in uno spettacolo al teatro Massimo, a Pescara e in quell'occasione ha presentato al pubblico la lista civica, che correrà alle prossime competizioni elettorali di giugno. La lista ha per la prima volta un simbolo unico in tutta Italia. Si chiama «Lista civica Pescara a 5 stelle Beppe Grillo.it». Continuerà ad esistere, comunque, l'associazione «Pescara in Comune by amici di Beppe Grillo». E' stato scelto come capolista Stefano Murgo, candidato a sindaco nelle precedenti elezioni comunali dell'aprile dell'anno scorso. Non è escluso che questa scelta possa essere riconfermata adesso, ma sarà l'assemblea con il suo voto a deciderlo. Intanto, lo spettacolo di lunedì sera al Massimo del noto comico si è trasformato in una sorta di convention elettorale. Grillo, che ha inserito Pescara tra le tappe del suo tour nazionale, ha fatto intervenire sul palco esponenti della sua associazione per presentare il lavoro svolto in un anno e mezzo, dalla sua costituzione ad oggi. E' stato proiettato anche un video satirico, realizzato dall'associazione degli Amici di Grillo, per illustrare le condizione attuali della politica italiana. Il successivo appuntamento elettorale è fissato per lunedì prossimo. Alle 21, all'hotel Miramare di Marina di Città Sant'Angelo, si svolgerà un'assemblea pubblica. L'associazione di Grillo invita i cittadini a partecipare all'iniziativa.

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"Repubblica" s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties" (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Grillo

Attenti, amici bloggisti, la Cassazione ha deciso che "per i blog e i forum on-line non valgono le regole che tutelano la libertà di stampa". La ragione? Eccola: siccome "si tratta di una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al forum", spesso in forma anonima,."Blog, forum eccetera non possono essere considerati come una testata giornalistica, ma sono equiparabili ai messaggi che potevanoe possono essere lasciati in una bacheca". Dunque i blog hanno l'obbligo di rispettare il "buon custome" e il giudice può ordinare il sequestro di alcune pagine web. La controversia era nata in seguito alla decisione del Tribunale di Catania di sequestrare un forum di discussione sulla religione cattolica nel quale erano contenuti messaggi che la magistratura di Catania aveva ritenuto offensivi verso il comune sentimento religioso. Alcuni bloggisti "avevano travalicato limiti del buon costume alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il 'sacro seme del Cattolicesimo'". Il tema è delicatissimo. Certe ingiurie sono indifendibili, ma temo che la sentenza della Cassazione sia esagerata e che costituisca un precedente potenzialmente pericoloso per la libertà di espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è il buon costume? E chi ci garantisce che questa sentenza non venga usata per mettere a tacere opinioni scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione, società, Italia, democrazia, giornalismo Commenti ( 6 ) » (3 voti, il voto medio è: 4.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 09 "Repubblica" s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties" Il mondo va a rotoli e "Repubblica", giustamente, si preoccupa anche dei contraccolpi sugli hotel di lusso. Mercoledì ha dedicato all'argomento un'intera pagina. Ecco l'incipit: "Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri La di Singapore e dal racconto di Alessandra Pavolini, general manager in viaggio per il 40 per cento del suo tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è stato uno shock: "Niente più corbeille di fiori nella hall, neppure un valletto che ti prende i bagagli, in camera una lista di raccomandazioni da colonia estiva: spegni le luci, non usare tutti gli asciugamani, tieni la temperatura più alta. In bagno il deserto, con il barattolino dello shampoo che tiene solo una dose, spariti il cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul comodino matite lunghe come un mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre foglietti di carta bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso racconta che "il grande bacino del risparmio è quello delle amenities. Basta accappatoi; stop alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori più piccoli per shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso di presenze che si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del tutto"; via i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il cucito e kit per pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il cioccolatino della buona notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna nell'era di internet, a parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà nessuno che sono già state tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da lettere, così come le scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel". Come non capire i lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma, un'indecenza. Voi che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente preoccupato. Scritto in crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 33 ) » (6 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Mar 09 Obama chiede aiuto agli hedge funds (e li premia) Un altro breve post sulla crisi economica. Obama ha trovato la soluzione per far ripartire il credito: chiede aiuto agli hedge funds e ai fondi di private equity offrendo loro condizioni di estremo favore: potranno accumulare profitti illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in caso di perdita. L'accordo è legato ai cosiddetti "Talf", come spiego in questo articolo e prevede l'esborso da parte dello Stato di altri mille miliardi di dollari. Capito il progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli speculatori con i soldi dei contribuenti.. Intanto il totale degli interventi varati dal governo Usa raggiunge l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari ovvero 3500 miliardi di dollari, da finanziare con l'emissione di Buoni del Tesoro. Il debito Usa è ancora sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una brutta fine. Scritto in banche, capitalismo, crisi, progressisti, era obama, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 49 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.57 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Mar 09 E' ora di lasciar fallire le banche. In un'intervista che mi ha concesso, Arthur C. Brooks, presidente dell'American enterprise institute, uno dei principali think tank conservatori, sostiene due punti importanti: 1) a suo giudizio i piani di Obama anziché contrastare la crisi finiscono per peggiorarla. 2) tentare di salvare tutti è impossibile ed è inaccettabile che gli aiuti vadano soprattutto alla casta dei banchieri che questa crisi l'ha provocata. Dunque visto che la recessione è inevitabile, meglio adottare misure radicali e lasciar fallire le banche che non sono in grado di resistere. Il punto più delicato è l'ultimo e dopo aver riflettuto a lungo su questo tema, grazie anche ai vostri qualificatissimi contributi, mi sono convinto che questa sia l'unica strada. L'entità del debito accumulato da certe banche (soprattutto americane ma non solo) è tale, a causa dell'effetto leva, da non poter essere coperto nemmeno dallo Stato. Dunque cercare di tappare buchi, che in realtà continuano ad allargarsi, non avrà altra conseguenza che trascinare l'economia reale nel baratro. E allora anzichè creare "bad banks" o fondi con titoli tossici, bisogna rafforzare le banche in salute e usare i fondi pubblici per trasferire a queste ultime le attività fondamentali (e sane) di quelle in fallimento. Ci sarà uno choc e chi detiene azioni o prodotti finanziarie delle banche cattive perderà il proprio investimento, ma passato il trauma l'economia potrà riprendere su basi solide. L'idea circola già da qualche settimana tra gli specialisti, ma mi sembra l'unica soluzione plausibile. O sbaglio? AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra ha dato il via libera per stampare 150 miliardi di sterline da pompare nel sistema finanziario. E' un gesto disperato. A questo punto vedo solo due possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la Gran Bretagna fila verso la bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo: l'iperinflazione. Scritto in capitalismo, crisi, banche, era obama, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 71 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09 Quando Obama supplica il mondo. Obama non vede l'ora di avviare una nuova distensione con la Russia, ampiamente ricambiata, come spiego in questo articolo . Intanto invia due rappresentanti a Damasco per riallacciare il dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto banco parla con l'Iran e, secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni scorsi Hillary Clinton, a Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono importanti, ma che l'economia lo è di più, avvallando così le repressioni del regime comunista cinese. Con i Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre più conciliante, anzi accomodante e il presidente americano ha lanciato i primi segnali di preudente disponibilità anche al regime cubano dei fratelli Castro. La svolta è innegabile rispetto a Bush, ma proietta l'immagine di un Paese ansioso, improvvisamente insicuro, che dopo aver perso la supremazia economia teme di smarrire anche quella politica. E' come se Obama stesse supplicando il mondo: è vero siamo in recessione ma se ci riconoscerete ancora lo status di numero uno al mondo (e militarmente lo sono ancora), faremo i bravi con tutti. Insomma, un'America con il cappello in mano che cerca di far dimenticare le proprie debolezze. Ma basta la supremazia militare per giustificare lo status di superpotenza? E il mondo ha davvero voglia di farsi guidare dagli Usa? Scritto in globalizzazione, israele, era obama, democrazia, cina, gli usa e il mondo, russia, medio oriente, islam Commenti ( 91 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama combatte davvero le lobbies? I media di tutto il mondo hanno rilanciato il discorso con cui Obama annuncia "di voler lottare contro le lobbies che intendono ostacolare il suo piano economico". La retorica è quella di sempre: "Questo è il cambiamento promesso agli americani" e giù l'elenco delle riforme che i rappresentanti degli interessi particolari intendono bloccare: "Alle assicurazioni non piacerà l'idea di dover diventare più competitive per continuare a offrire la copertura medica», ha detto Obama. «Anche le banche e chi ha concesso prestiti agli studenti per iscriversi all'università non ameranno lo stop agli enormi sussidi a loro accordati, ma così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari per rendere i college più finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha detto Obama, «le compagnie petrolifere non ameranno l'interruzione delle facilitazioni fiscali per 30 miliardi di dollari, ma è così che possiamo permettere all'economia delle energie rinnovabili di creare nuovi progetti e posti di lavoro». La realtà, però, è molto diversa. Il presidente americano non ha affatto combattuto le lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel pacchetto di salvataggio del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo dimostra. Altro che riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di poche decine di miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che valgono migliaia di miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad alimentare il mito del cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia davvero trasformando l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di spin, basata sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme l'America non solo non cambia, ma rischia di accelerare il suo declino, perchè elude ancora una volta il vero problema dell'economia Usa, che è sistemico. E non sarà certo l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a sanare le casse dello Stato americano. Anche perchè di questo passo, alla fine del 2010, di ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff di Obama. Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Feb 09 In Terra Santa con i lettori de "Il Giornale" Da ieri sera sono infatti in Israele assieme ad Andrea Tornielli, Livio Caputo, Vittorio Dan Segre, nonchè Stefano Passaquindici e Maurizio Acerbi per accompagnare i lettori (numerosissimi) nel viaggio in Terra Santa organizzato al Giornale. E' una bella esperienza e molto intensa, ma anche a causa di connessioni internet assai lente (perlomeno qui a Nazareth) è possibile che nei prossimi giorni sia costretto a rallentare il ritmo dei post su "il cuore del mondo". Confido nella vostra comprensione. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Feb 09 Ma è questo l'Obama italiano? Il settimanale americano "Time" non ha dubbi: Matteo Renzi è l'Obama italiano, l'uomo su cui il Partito democratico deve puntare per rinascere dopo il fallimento di Veltroni. Renzi è il presidente della Provincia di Firenze ora candidato sindaco. "Time" lo descrive così: ha fatto largo uso di Internet e Facebook per riuscire a trionfare alle primarie. E, come Obama, Renzi ostenta un atteggiamento pragmatico nei confronti della politica. «Sono un politico, non faccio miracoli - ha detto spesso - Ho solo cercato di lavorare ogni giorno un pò meglio». Figlio di un piccolo imprenditore toscano, Renzi è un cattolico praticante ma ha già dichiarato che non permetterà al Vaticano di «guidare la sua politica». Secondo "Time" rispetto al presidente americano Renzi è qualche volta «turbolento» ed ha ancora «una faccia da bambino». Incuriosito, sono andato a cercare qualche video su You Tube. Ne ho trovati subito due, prodotti dallo stesso Renzi. L'astro nascente del Pd ritiene che Firenze "debba puntare in alto, ma anche in basso", che le "elezioni sono una sfida vinci o perdi e non ammettono pareggi"; seduce gli elettori affermando" che la città è gelosa del proprio passato e innamorata del proprio futuro", ma "deve fare un salto di qualità". Renzi stringe le spalle quando gli dicono che hanno costruito una nuova moschea "perchè tanto a Firenze ce ne sono tante" e ci illumina affermando che il più grande politico di tutti i tempi è Bob Kennedy (ma probabilmente voleva dire John Fitzgerald Kennedy). Il suo attore preferito è Jack Nicholson, e il film più gradito Blade Runner. La canzone prediletta? Naturalmente made in Usa. Insomma, un vero "Americano a Firenze", degno, più che di Obama, del miglior Veltroni. Ma giudicate voi stessi. Ecco i video: YouTube Direkt Che fiuto "Time" e che futuro, il Pd. Non c'è davvero nulla di meglio nel vivaio dell'Italia progressista? Scritto in progressisti, partito democratico, società, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 49 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Feb 09 Banche e crisi, il peggio deve ancora venire? Il debito delle banche irlandesi è pari al 250% del Prodotto interno lordo della stessa Irlanda, che potrebbe rischiare il default addirittura sui titoli di Stato. Molti Paesi dell'Europa dell'est stanno sprofondando in una crisi di tipo asiatico a causa delle banche che li hanno esposti a rischi insostenibili e sperano che l'Unione europea e il Fondo monetario internazionaler li salvi. In Svizzera il governo federale ha dovuto stanziare oltre 70 miliardi di franchi svizzeri per salvare Ubs e oggi ha addirittura violato lo stato di diritto e il segreto bancario, cedendo al ricatto di Obama, che aveva dato tempo fino a ieri ancora una volta a Ubs per svelare i nomi di 250 contribuenti americani che hanno frodato il fisco con l'aiuto decisivo della banca elvetica. Il governo americano non ha rispettato gli accordi tra gli Usa e la Confederazione elvetica e anzichè aspettare la fine del normale iter giudiziario, come accade tra tutti i Paesi civili, ha messo la Svizzera con le spalle al muro, minacciando di revocare la licenza bancaria all'Ubs, il che avrebbe provocato il fallimento dell'istituto bancario. E siccome Berna non può permettere di far fallire l'Ubs, perchè un evento del genere destabilizzerebbe la Confederazione, ha ceduto. Ci sono tanti altri esempi, ma la morale è sempre la stessa. Negli ultimi 15 anni le banche sono diventate più potenti degli stessi governi; ma ora che sono in difficoltà sperano che lo Stato, da loro stesse a lungo depotenziato, le salvi, mantenendo intatto il sistema ovvero preservando la prerogativa di condizionare il mondo. Questa non è democrazia e neppure capitalismo, è un'aberrazione. E fino a quando non verrà estirpata, non c'è possibilità di salvezza. Ma non vedo segnali di svolta. Anzi, la crisi economica, generata dalla finanza, sembra entrata in una spirale. Da qui il mio timore: il peggio deve ancora venire? Scritto in manipolazione, banche, capitalismo, era obama, economia, svizzera, democrazia, globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 151 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Feb 09 Eppure Veltroni si sbaglia, il problema è il Pd. In un Paese come l'Italia, un leader che si dimette è una rarità. E non fosse per questo Veltroni merita l'onore delle armi, tanto più che si è preso la responsabilità per le cinque sconfitte elettorali consecutive. Walter è convinto di essere lui il problema e ritiene che andandosene il Partito democratico possa ritrovare l'unità. Ma credo si sbagli, la crisi del Partito è più grave e profonda per queste ragioni: 1) Il Pd non ha saputo proporre una visione coerente della società, né proporsi con credibilità in tempi di crisi. 2) Non suscita emozione e men che meno appartenenza. I diessini avevano un'anima e una forte identità, i democristiani di sinistra anche. La loro unione ha generato un Partito che in teoria piace a tutti, ma in cui nessuno davvero si riconosce. 3) Non ha capito che l'antiberlusconismo non è più premiante e da solo non basta a dare un'anima al partito. Al contempo non ha risolto il rapporto con l'estrema sinistra, che alcune correnti del Pd continuano a rimpiangere. 4) Non ha avuto il tempo di crescere. Veltroni sperava di poter crescere all'ombra di Prodi, ma la crisi politica lo ha costretto a lanciarsi subito nella contesa elettorale. Non era pronto lui, non era pronto il partito e le buone intenzioni non sono bastate: un vero partito non si improvvisa. 5) Non ha saputo sviluppare una nuova dirigenza. Che senso ha proporre il cambiamento se poi i leader sono quelli di sempre, a cominciare dal freschissimo Veltroni? Ecco perchè è molto probabile che le dimissioni di Veltroni non risolvano nulla. La scissione tra l'anima diessina e quella cristiano sociale resta l'epilogo più probabile. Si va verso la fine della "visione" e del "sogno" di un partito diverso, progressista e moderno. E la sinistra tornerà ad essere quella degli ultimi anni: un'ammucchiata di partiti e partitini vocianti, incoerenti, pasticcioni e dunque tendenzialmente perdenti. Il centrodestra ringrazia, elettoralmente questo è un regalo della provvidenza, ma per la democrazia italiana lo sfascio del Pd non è certo un passo avanti. Paghiamo ancora le anomalie del passato ovvero di un Partito comunista troppo forte, che nel Dopoguerra impedì lo sviluppo di un vero partito socialdemocratico, contrariamente a quanto avvenne negli altri grandi Paesi europei. Per quanto tempo ancora? L'Italia riuscirà mai ad avere una sinistra davvero normale? Scritto in progressisti, società, democrazia, Italia Commenti ( 65 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie banche (4) blog (1) capitalismo (4) cina (17) crisi (4) democrazia (58) economia (26) era obama (10) europa (9) francia (21) germania (3) giornalismo (49) giustizia (2) gli usa e il mondo (56) globalizzazione (38) immigrazione (38) islam (19) israele (2) Italia (148) manipolazione (3) medio oriente (13) notizie nascoste (42) partito democratico (1) presidenziali usa (22) progressisti (3) russia (14) sicurezza (1) sindacati (1) società (18) spin (2) svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Malgrado quello che dica la costituzione italiana, se mi ricordo bene,... 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pronti i fan di beppe grillo con un candidato sindaco (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Grillo

Pagina II - Bari Il movimento si organizza: "Un nome c´è già, presto lo saprete" Pronti i fan di Beppe Grillo con un candidato sindaco I grillini scendono in campo anche a Bari. Una lista di supporter del comico-guru parteciperà alle prossime elezioni amministrative del capoluogo: avranno un proprio candidato sindaco, equidistante, e si impegnano fin da ora a non fare nessun tipo di accordo in un possibile ballottaggio né con un polo né con un altro. «Daremo nei prossimi giorni l´annuncio ufficiale - spiega uno degli organizzatori della lista, Lello Ciampolillo, nella vita impiegato nelle telecomunicazioni - Abbiamo già il nome del candidato ma prima dovremo fare un´ultima riunione: dopodiché presenteremo ufficialmente la lista e cominceremo con la raccolta delle firme». Una prima lista già c´è: i requisiti fondamentali sono di non avere procedimenti penali in corso e di non avere precedenti esperienze politiche. «Hanno già dato la loro adesione decine di persone, da ingegneri a esperti di marketing, uomini e donne di tutte le età» spiega Ciampolillo. «è evidente però che innanzitutto ci deve essere una convergenza sui programmi». Quali sono? «Porteremo avanti, chiaramente, gli argomenti più cari a Beppe Grillo, quelli più discussi sul suo blog: abbiamo chiesto idee sui trasporti sostenibili, su uno possibile sviluppo, sulle energie ecocompatibili, sull´ambiente e sui servizi ai cittadini». Secondo Ciampolillo negli anni scorsi, Simeone Di Cagno Abbrescia prima e Michele Emiliano poi, su questi temi avrebbero fatto troppo poco «piegandosi sempre a ragionamenti di lobby, in barba a quelli che sono i reali interessi dei cittadini». Fa anche degli esempi: «Non è possibile che invece di aprire asili si siano realizzate delle inutili fontane nel mare. E´ stata realizzata un´unica posta ciclabile, se quella si può chiamare pista ciclabile, e si è continuato a cementificare ovunque». Ciampolillo cita la situazione del mercato dell´ex Palmiotto o altri interventi fatti a Poggiofranco. «Queste critiche, però, non significano affatto che noi siamo dall´altra parte: chi c´era prima, aveva fatto le stesse cose con lo stesso spirito». (g. fosch.)

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centrosinistra, ecco tre errori da non ripetere (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Grillo

La strigliata di Martini Centrosinistra, ecco tre errori da non ripetere «L'anti-berlusconismo non basta e nessuno può farcela da solo» LIVORNO. «Il centrosinistra, per poter sperare di tornare a governare, dovrà evitare di commettere di nuovo i gravi errori del passato. Basta con la costituzione di alleanze fondate esclusivamente sull'antiberlusconismo, serve soprattutto un programma politico propositivo condiviso da tutte le anime del centrosinistra. Smettiamola poi con l'idea che ogni forza di sinistra sia autosufficiente: solo uniti si vince. Infine, basta scimmiottare il populismo proposto da Berlusconi». Parola di Claudio Martini, presidente della Regione: lo ha detto all'incontro organizzato a Palazzo Granducale dall'associazione "La sinistra per Livorno". Per il governatore i partiti del governo Prodi erano tenuti insieme solamente dall'astio nei confronti del Cavaliere: «Sono stati mesi caratterizzati da una disarmonia totale e da continue liti interne, le ferite continuano a bruciare ancora oggi». A giudizio di Martini il Pd sbaglia «quando si crede autosufficiente e in grado di condurre da solo la lotta al governo Berlusconi: senza una solida rete di alleanze non si va proprio da nessuna parte». E subito dopo aggiunge: «Lo stesso Berlusconi, sostenitore convinto del bipartitismo e del sistema elettorale maggioritario, non rinuncia affatto a cercare continuamente nuove alleanze. Su questo il Pd deve fare autocritica». Il presidente della Regione definisce più volte lo scenario politico attuale come "il tempo del populismo": «La grave crisi e il bisogno di sicurezza manifestato dai cittadini è un terreno molto fertile per le promesse demagogiche del centrodestra. Le diverse anime del centrosinistra dovranno riuscire a lavorare insieme per offrire dei solidi riferimenti programmatici collettivi. In tempo di crisi questo processo è ancora più difficoltoso». Martini non usa mezzi termini, e va dritto al nocciolo della questione: «Berlusconi fa promesse demagogiche un po' agli uni e un po' agli altri, senza prendere in considerazione il bene della comunità. L'ultima "sparata" sul piano casa è incredibilmente assurda, non fa altro che incentivare una sorta di condono preventivo». Il presidente della Regione non risparmia qualche frecciatina a quella parte del centrosinistra «che cerca di contrastare il populista Berlusconi scimmiottando lo stesso tipo di populismo». Parole pesanti anche nei confronti di Beppe Grillo e delle sue liste civiche: «A parte alcuni aspetti, ritengo l'operato del comico genovese assai negativo e controproducente». All'iniziativa - denominata "Economia e sviluppo sostenibile della costa toscana" - sono intervenuti anche il presidente della Provincia Giorgio Kutufa, i consiglieri regionali Alessia Petraglia (Sd), Mario Lupi (Verdi), Marco Montemagni (gruppo misto), il presidente della commissione provinciale per le pari opportunità Graziella Pierfederici, l'assessore provinciale alla difesa del suolo Anna Maria Marrocco, l'assessore regionale Marco Betti e, in casa Sd, il presidente Emanuele Cocchella e il consigliere provinciale Franca Rossi. David Evangelisti

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GIULIANOVA - Dopo avere denunciato pubblicamente alcuni mesi fa la situazione di degrado ambientale ... (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-03-2009)

Argomenti: Grillo

Mercoledì 11 Marzo 2009 Chiudi GIULIANOVA - Dopo avere denunciato pubblicamente alcuni mesi fa la situazione di degrado ambientale nella zona Salino, Vincenzo Santuomo della Lista Beppe Grillo è tornato, anche con l'aiuto di amici cultori dell'ippica, a controllare la situazione attuale dell'alveo fluviale. «Nell'acqua del torrente- sostiene Santuomo- abbiamo trovato ancora oggi, amianto in notevole quantità, tanto da emergere dal fondo del bacino. Già da tempo abbiamo proposto una mappatura dell'amianto per l'intero territorio di Giulianova che oltre alle zone di degrado dell'ex Saig lungofiume di Tordino e Salino e zona via Cavoni».

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È stato presentato ieri al teatro San Filippo il libro dossier della pescarese Samanta Di Persi... (sezione: Grillo)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-03-2009)

Argomenti: Grillo

Mercoledì 11 Marzo 2009 Chiudi È stato presentato ieri al teatro San Filippo il libro dossier della pescarese Samanta Di Persio (nella foto) "Morti bianche". Delusione tra il pubblico presente per l'assenza del comico Beppe Grillo che ha scritto la prefazione del volume. Grillo, che non ha potuto raggiungere la città in quanto suo figlio è ricoverato all'ospedale di Ancona, è intervenuto all'appuntamento attraverso un contatto telefonico. Prologo della presentazione sono stati proiettati dei video del comico genovese. «Non siamo l'antipolitica - ha detto per telefono Grillo - abbiamo un'altra idea di politica. Ci vedremo presto in Abruzzo per la presentazione delle liste elettorali». Sul libro il comico ha concluso che «nei cantieri giapponesi dell'architetto Piano non è morto mai nessuno. Purtroppo si muore in Italia per la cattiva organizzazione».

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SPOLETO STRAPPA LA TESSERA di Forza Italia e lancia parole di fu... (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 11-03-2009)

Argomenti: Grillo

SPOLETO pag. 15 SPOLETO STRAPPA LA TESSERA di Forza Italia e lancia parole di fu... SPOLETO STRAPPA LA TESSERA di Forza Italia e lancia parole di fuoco ai vertici spoletini e regionali del Pdl. Mario Mancini, stimato chirurgo oggi in pensione, sbatte la porta contestando le modalità con le quali si è giunti alla candidatura a sindaco di Angelo Loretoni. «Non avevo e non ho nessun desiderio di fare carriera politica dichiara Mancini alla quale ho rinunciato da studente, preferendo la professione che mi ha permesso di fare politica aiutando chi è in difficoltà. Non ho bisogno di visibilità perche sono stato ampiamente gratificato da una più che decorosa carriera professionale. Mi era stata chiesta insistentemente la disponibilità a contribuire a un ricambio della classe dirigente cittadina dal compianto Giancarlo Mercatelli, vero politico di razza, allora coordinatore di Fi. La richiesta mi è stata reiterata dagli attuali responsabili del partito a Spoleto, Alessandro Cretoni e Francesco Ministrini. Ho cercato allora aggiunge Mancini di rendermi conto di quanto succedeva fra chi, a Spoleto e in Umbria, gestisce il Pdl e ne sono rimasto nauseato. Una miriade di capi, capetti, presunti capi, persone che controllano qualche decina di voti, ma che si arrogano il diritto di decidere. Pochissimi politici, tantissimi politicanti. Valori fondamentali del vivere civile come l'educazione, il rispetto, la riconoscenza, l'amicizia, la solidarietà, vengono regolarmente disattesi anche e soprattutto da chi ricopre incarichi istituzionali ai massimi livelli. Ebbene, in cinque mesi non è stato possibile confrontarmi con nessuno dei notabili nemmeno per chiedere un parere sulla ipotetica mia candidatura a sindaco di Spoleto. Alla luce di queste considerazioni ho deciso di riconsegnare immediatamente la mia tessera di iscrizione a Fi, mettendo a disposizione me stesso e il mio bagaglio di consensi a chi vuole veramente bene alla città». INTANTO sull'altro fronte «Spoleto a 5 Stelle», nascente lista civica vicina a Beppe Grillo si dichiara intenzionata a chiedere, tramite il figlio Jacopo, a Dario Fo la disponibilità ad impegnarsi su Spoleto. Non è chiaro se come candidato sindaco o come testimonial. Presto sarà reso noto.

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Stupri e giustizia, la sinistra ascolterà Cofferati? (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Grillo

Attenti, amici bloggisti, la Cassazione ha deciso che "per i blog e i forum on-line non valgono le regole che tutelano la libertà di stampa". La ragione? Eccola: siccome "si tratta di una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al forum", spesso in forma anonima,."Blog, forum eccetera non possono essere considerati come una testata giornalistica, ma sono equiparabili ai messaggi che potevanoe possono essere lasciati in una bacheca". Dunque i blog hanno l'obbligo di rispettare il "buon custome" e il giudice può ordinare il sequestro di alcune pagine web. La controversia era nata in seguito alla decisione del Tribunale di Catania di sequestrare un forum di discussione sulla religione cattolica nel quale erano contenuti messaggi che la magistratura di Catania aveva ritenuto offensivi verso il comune sentimento religioso. Alcuni bloggisti "avevano travalicato limiti del buon costume alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il 'sacro seme del Cattolicesimo'". Il tema è delicatissimo. Certe ingiurie sono indifendibili, ma temo che la sentenza della Cassazione sia esagerata e che costituisca un precedente potenzialmente pericoloso per la libertà di espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è il buon costume? E chi ci garantisce che questa sentenza non venga usata per mettere a tacere opinioni scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione, società, Italia, democrazia, giornalismo Commenti ( 23 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 09 "Repubblica" s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties" Il mondo va a rotoli e "Repubblica", giustamente, si preoccupa anche dei contraccolpi sugli hotel di lusso. Mercoledì ha dedicato all'argomento un'intera pagina. Ecco l'incipit: "Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri La di Singapore e dal racconto di Alessandra Pavolini, general manager in viaggio per il 40 per cento del suo tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è stato uno shock: "Niente più corbeille di fiori nella hall, neppure un valletto che ti prende i bagagli, in camera una lista di raccomandazioni da colonia estiva: spegni le luci, non usare tutti gli asciugamani, tieni la temperatura più alta. In bagno il deserto, con il barattolino dello shampoo che tiene solo una dose, spariti il cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul comodino matite lunghe come un mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre foglietti di carta bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso racconta che "il grande bacino del risparmio è quello delle amenities. Basta accappatoi; stop alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori più piccoli per shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso di presenze che si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del tutto"; via i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il cucito e kit per pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il cioccolatino della buona notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna nell'era di internet, a parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà nessuno che sono già state tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da lettere, così come le scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel". Come non capire i lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma, un'indecenza. Voi che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente preoccupato. Scritto in crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 33 ) » (6 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Mar 09 Obama chiede aiuto agli hedge funds (e li premia) Un altro breve post sulla crisi economica. Obama ha trovato la soluzione per far ripartire il credito: chiede aiuto agli hedge funds e ai fondi di private equity offrendo loro condizioni di estremo favore: potranno accumulare profitti illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in caso di perdita. L'accordo è legato ai cosiddetti "Talf", come spiego in questo articolo e prevede l'esborso da parte dello Stato di altri mille miliardi di dollari. Capito il progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli speculatori con i soldi dei contribuenti.. Intanto il totale degli interventi varati dal governo Usa raggiunge l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari ovvero 3500 miliardi di dollari, da finanziare con l'emissione di Buoni del Tesoro. Il debito Usa è ancora sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una brutta fine. Scritto in banche, capitalismo, crisi, progressisti, era obama, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 49 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.57 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Mar 09 E' ora di lasciar fallire le banche. In un'intervista che mi ha concesso, Arthur C. Brooks, presidente dell'American enterprise institute, uno dei principali think tank conservatori, sostiene due punti importanti: 1) a suo giudizio i piani di Obama anziché contrastare la crisi finiscono per peggiorarla. 2) tentare di salvare tutti è impossibile ed è inaccettabile che gli aiuti vadano soprattutto alla casta dei banchieri che questa crisi l'ha provocata. Dunque visto che la recessione è inevitabile, meglio adottare misure radicali e lasciar fallire le banche che non sono in grado di resistere. Il punto più delicato è l'ultimo e dopo aver riflettuto a lungo su questo tema, grazie anche ai vostri qualificatissimi contributi, mi sono convinto che questa sia l'unica strada. L'entità del debito accumulato da certe banche (soprattutto americane ma non solo) è tale, a causa dell'effetto leva, da non poter essere coperto nemmeno dallo Stato. Dunque cercare di tappare buchi, che in realtà continuano ad allargarsi, non avrà altra conseguenza che trascinare l'economia reale nel baratro. E allora anzichè creare "bad banks" o fondi con titoli tossici, bisogna rafforzare le banche in salute e usare i fondi pubblici per trasferire a queste ultime le attività fondamentali (e sane) di quelle in fallimento. Ci sarà uno choc e chi detiene azioni o prodotti finanziarie delle banche cattive perderà il proprio investimento, ma passato il trauma l'economia potrà riprendere su basi solide. L'idea circola già da qualche settimana tra gli specialisti, ma mi sembra l'unica soluzione plausibile. O sbaglio? AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra ha dato il via libera per stampare 150 miliardi di sterline da pompare nel sistema finanziario. E' un gesto disperato. A questo punto vedo solo due possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la Gran Bretagna fila verso la bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo: l'iperinflazione. Scritto in capitalismo, crisi, banche, era obama, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 72 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09 Quando Obama supplica il mondo. Obama non vede l'ora di avviare una nuova distensione con la Russia, ampiamente ricambiata, come spiego in questo articolo . Intanto invia due rappresentanti a Damasco per riallacciare il dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto banco parla con l'Iran e, secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni scorsi Hillary Clinton, a Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono importanti, ma che l'economia lo è di più, avvallando così le repressioni del regime comunista cinese. Con i Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre più conciliante, anzi accomodante e il presidente americano ha lanciato i primi segnali di preudente disponibilità anche al regime cubano dei fratelli Castro. La svolta è innegabile rispetto a Bush, ma proietta l'immagine di un Paese ansioso, improvvisamente insicuro, che dopo aver perso la supremazia economia teme di smarrire anche quella politica. E' come se Obama stesse supplicando il mondo: è vero siamo in recessione ma se ci riconoscerete ancora lo status di numero uno al mondo (e militarmente lo sono ancora), faremo i bravi con tutti. Insomma, un'America con il cappello in mano che cerca di far dimenticare le proprie debolezze. Ma basta la supremazia militare per giustificare lo status di superpotenza? E il mondo ha davvero voglia di farsi guidare dagli Usa? Scritto in globalizzazione, israele, era obama, democrazia, cina, gli usa e il mondo, russia, medio oriente, islam Commenti ( 96 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama combatte davvero le lobbies? I media di tutto il mondo hanno rilanciato il discorso con cui Obama annuncia "di voler lottare contro le lobbies che intendono ostacolare il suo piano economico". La retorica è quella di sempre: "Questo è il cambiamento promesso agli americani" e giù l'elenco delle riforme che i rappresentanti degli interessi particolari intendono bloccare: "Alle assicurazioni non piacerà l'idea di dover diventare più competitive per continuare a offrire la copertura medica», ha detto Obama. «Anche le banche e chi ha concesso prestiti agli studenti per iscriversi all'università non ameranno lo stop agli enormi sussidi a loro accordati, ma così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari per rendere i college più finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha detto Obama, «le compagnie petrolifere non ameranno l'interruzione delle facilitazioni fiscali per 30 miliardi di dollari, ma è così che possiamo permettere all'economia delle energie rinnovabili di creare nuovi progetti e posti di lavoro». La realtà, però, è molto diversa. Il presidente americano non ha affatto combattuto le lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel pacchetto di salvataggio del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo dimostra. Altro che riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di poche decine di miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che valgono migliaia di miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad alimentare il mito del cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia davvero trasformando l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di spin, basata sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme l'America non solo non cambia, ma rischia di accelerare il suo declino, perchè elude ancora una volta il vero problema dell'economia Usa, che è sistemico. E non sarà certo l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a sanare le casse dello Stato americano. Anche perchè di questo passo, alla fine del 2010, di ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff di Obama. Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Feb 09 In Terra Santa con i lettori de "Il Giornale" Da ieri sera sono infatti in Israele assieme ad Andrea Tornielli, Livio Caputo, Vittorio Dan Segre, nonchè Stefano Passaquindici e Maurizio Acerbi per accompagnare i lettori (numerosissimi) nel viaggio in Terra Santa organizzato al Giornale. E' una bella esperienza e molto intensa, ma anche a causa di connessioni internet assai lente (perlomeno qui a Nazareth) è possibile che nei prossimi giorni sia costretto a rallentare il ritmo dei post su "il cuore del mondo". Confido nella vostra comprensione. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Feb 09 Ma è questo l'Obama italiano? Il settimanale americano "Time" non ha dubbi: Matteo Renzi è l'Obama italiano, l'uomo su cui il Partito democratico deve puntare per rinascere dopo il fallimento di Veltroni. Renzi è il presidente della Provincia di Firenze ora candidato sindaco. "Time" lo descrive così: ha fatto largo uso di Internet e Facebook per riuscire a trionfare alle primarie. E, come Obama, Renzi ostenta un atteggiamento pragmatico nei confronti della politica. «Sono un politico, non faccio miracoli - ha detto spesso - Ho solo cercato di lavorare ogni giorno un pò meglio». Figlio di un piccolo imprenditore toscano, Renzi è un cattolico praticante ma ha già dichiarato che non permetterà al Vaticano di «guidare la sua politica». Secondo "Time" rispetto al presidente americano Renzi è qualche volta «turbolento» ed ha ancora «una faccia da bambino». Incuriosito, sono andato a cercare qualche video su You Tube. Ne ho trovati subito due, prodotti dallo stesso Renzi. L'astro nascente del Pd ritiene che Firenze "debba puntare in alto, ma anche in basso", che le "elezioni sono una sfida vinci o perdi e non ammettono pareggi"; seduce gli elettori affermando" che la città è gelosa del proprio passato e innamorata del proprio futuro", ma "deve fare un salto di qualità". Renzi stringe le spalle quando gli dicono che hanno costruito una nuova moschea "perchè tanto a Firenze ce ne sono tante" e ci illumina affermando che il più grande politico di tutti i tempi è Bob Kennedy (ma probabilmente voleva dire John Fitzgerald Kennedy). Il suo attore preferito è Jack Nicholson, e il film più gradito Blade Runner. La canzone prediletta? Naturalmente made in Usa. Insomma, un vero "Americano a Firenze", degno, più che di Obama, del miglior Veltroni. Ma giudicate voi stessi. Ecco i video: YouTube Direkt Che fiuto "Time" e che futuro, il Pd. Non c'è davvero nulla di meglio nel vivaio dell'Italia progressista? Scritto in progressisti, partito democratico, società, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 49 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Feb 09 Banche e crisi, il peggio deve ancora venire? Il debito delle banche irlandesi è pari al 250% del Prodotto interno lordo della stessa Irlanda, che potrebbe rischiare il default addirittura sui titoli di Stato. Molti Paesi dell'Europa dell'est stanno sprofondando in una crisi di tipo asiatico a causa delle banche che li hanno esposti a rischi insostenibili e sperano che l'Unione europea e il Fondo monetario internazionaler li salvi. In Svizzera il governo federale ha dovuto stanziare oltre 70 miliardi di franchi svizzeri per salvare Ubs e oggi ha addirittura violato lo stato di diritto e il segreto bancario, cedendo al ricatto di Obama, che aveva dato tempo fino a ieri ancora una volta a Ubs per svelare i nomi di 250 contribuenti americani che hanno frodato il fisco con l'aiuto decisivo della banca elvetica. Il governo americano non ha rispettato gli accordi tra gli Usa e la Confederazione elvetica e anzichè aspettare la fine del normale iter giudiziario, come accade tra tutti i Paesi civili, ha messo la Svizzera con le spalle al muro, minacciando di revocare la licenza bancaria all'Ubs, il che avrebbe provocato il fallimento dell'istituto bancario. E siccome Berna non può permettere di far fallire l'Ubs, perchè un evento del genere destabilizzerebbe la Confederazione, ha ceduto. Ci sono tanti altri esempi, ma la morale è sempre la stessa. Negli ultimi 15 anni le banche sono diventate più potenti degli stessi governi; ma ora che sono in difficoltà sperano che lo Stato, da loro stesse a lungo depotenziato, le salvi, mantenendo intatto il sistema ovvero preservando la prerogativa di condizionare il mondo. Questa non è democrazia e neppure capitalismo, è un'aberrazione. E fino a quando non verrà estirpata, non c'è possibilità di salvezza. Ma non vedo segnali di svolta. Anzi, la crisi economica, generata dalla finanza, sembra entrata in una spirale. Da qui il mio timore: il peggio deve ancora venire? Scritto in manipolazione, banche, capitalismo, era obama, economia, svizzera, democrazia, globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 151 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Feb 09 Eppure Veltroni si sbaglia, il problema è il Pd. In un Paese come l'Italia, un leader che si dimette è una rarità. E non fosse per questo Veltroni merita l'onore delle armi, tanto più che si è preso la responsabilità per le cinque sconfitte elettorali consecutive. Walter è convinto di essere lui il problema e ritiene che andandosene il Partito democratico possa ritrovare l'unità. Ma credo si sbagli, la crisi del Partito è più grave e profonda per queste ragioni: 1) Il Pd non ha saputo proporre una visione coerente della società, né proporsi con credibilità in tempi di crisi. 2) Non suscita emozione e men che meno appartenenza. I diessini avevano un'anima e una forte identità, i democristiani di sinistra anche. La loro unione ha generato un Partito che in teoria piace a tutti, ma in cui nessuno davvero si riconosce. 3) Non ha capito che l'antiberlusconismo non è più premiante e da solo non basta a dare un'anima al partito. Al contempo non ha risolto il rapporto con l'estrema sinistra, che alcune correnti del Pd continuano a rimpiangere. 4) Non ha avuto il tempo di crescere. Veltroni sperava di poter crescere all'ombra di Prodi, ma la crisi politica lo ha costretto a lanciarsi subito nella contesa elettorale. Non era pronto lui, non era pronto il partito e le buone intenzioni non sono bastate: un vero partito non si improvvisa. 5) Non ha saputo sviluppare una nuova dirigenza. Che senso ha proporre il cambiamento se poi i leader sono quelli di sempre, a cominciare dal freschissimo Veltroni? Ecco perchè è molto probabile che le dimissioni di Veltroni non risolvano nulla. La scissione tra l'anima diessina e quella cristiano sociale resta l'epilogo più probabile. Si va verso la fine della "visione" e del "sogno" di un partito diverso, progressista e moderno. E la sinistra tornerà ad essere quella degli ultimi anni: un'ammucchiata di partiti e partitini vocianti, incoerenti, pasticcioni e dunque tendenzialmente perdenti. Il centrodestra ringrazia, elettoralmente questo è un regalo della provvidenza, ma per la democrazia italiana lo sfascio del Pd non è certo un passo avanti. Paghiamo ancora le anomalie del passato ovvero di un Partito comunista troppo forte, che nel Dopoguerra impedì lo sviluppo di un vero partito socialdemocratico, contrariamente a quanto avvenne negli altri grandi Paesi europei. Per quanto tempo ancora? L'Italia riuscirà mai ad avere una sinistra davvero normale? Scritto in progressisti, società, democrazia, Italia Commenti ( 65 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie banche (4) blog (1) capitalismo (4) cina (17) crisi (4) democrazia (58) economia (26) era obama (10) europa (9) francia (21) germania (3) giornalismo (49) giustizia (2) gli usa e il mondo (56) globalizzazione (38) immigrazione (38) islam (19) israele (2) Italia (148) manipolazione (3) medio oriente (13) notizie nascoste (42) partito democratico (1) presidenziali usa (22) progressisti (3) russia (14) sicurezza (1) sindacati (1) società (18) spin (2) svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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Arezzo - Rischia di configurarsi come il più grave scandalo di pedofilia che abbia mai... 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A livello nazionale è al 6%. FORUM (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 11-03-2009)

Argomenti: Grillo

Sondaggio/ Piepoli (Consortium) ad Affaritaliani.it: Beppe Grillo vale il 6% a livello nazionale Mercoledí 11.03.2009 14:38 Che cosa accadrebbe se Beppe Grillo si presentasse a livello nazionale alle elezioni europee? Quanto prenderebbe una lista civica del comico genovese? "Sarebbe una riedizione del partito dell'Uomo Qualunque e quindi potrebbe arrivare a prendere i consensi che ottenne l'Uomo Qualunque nel 1946, ovvero il 6% circa", spiega Nicola Piepoli, presidente di Consortium, ad Affaritaliani.it. Che aggiunge: "Il movimento-partito di Beppe Grillo sarebbe più forte nelle aree urbane del Centro-Nord e meno in quelle agricole del Sud". Il Fronte dell'Uomo Qualunque (UQ) fu un movimento e, successivamente, un partito politico italiano sorto attorno all'omonimo giornale (L'Uomo qualunque) fondato a Roma nel 1944 dal commediografo e giornalista Guglielmo Giannini. Alla formazione dei nuclei qualunquisti, seguono la nascita di sedi sparse nella penisola italiana, tesseramenti e fondazioni di segreterie. In un primo momento Giannini cerca di far confluire questa adesione popolare nel Partito Liberale Italiano, ma l'opposizione di Benedetto Croce fa naufragare questo progetto. A seguito di questo rifiuto, Giannini decide di fondare il suo partito. Il primo congresso del neonato Fronte dell'Uomo qualunque si tiene a Roma nell'aula magna della città universitaria, tra il 16 ed il 19 febbraio del 1946. Il Fronte dell'Uomo qualunque concepisce uno Stato non di natura politica, ma semplicemente amministrativa, senza alcuna base ideologica. Uno stato tecnico che funga da organizzatore di una folla e non di una nazione. Secondo Giannini per governare: "basta un buon ragioniere che entri in carica il primo gennaio e se ne vada il 31 dicembre. E non sia rieleggibile per nessuna ragione". Da questa visione deriva che lo Stato deve essere il meno presente nella società. L'economia deve essere lasciata totalmente ai privati in un sistema totalmente liberista. Se ciò non fosse lo Stato diverrebbe etico, e secondo Giannini da questa eticità deriverebbe l'oppressione del libero pensiero del singolo, fino ad arrivare ad una visione imperialista dell'organizzazione centrale. I punti cardine sono quindi: Lotta al comunismo Lotta al capitalismo della grande industria Propugnazione del liberismo economico individuale Limitazione del prelievo fiscale Negazione della presenza dello Stato nella vita sociale del paese pagina successiva >>

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A livello nazionale è al 6%. FORUM pag.1 (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 11-03-2009)

Argomenti: Grillo

Sondaggio/ Piepoli (Consortium) ad Affaritaliani.it: Beppe Grillo vale il 6% a livello nazionale Mercoledí 11.03.2009 14:38 Il 2 giugno 1946 si tengono le elezioni nazionali per la nascita dell'Assemblea Costituente. Il Fronte dell'Uomo qualunque ottiene 1.211.956 voti, pari al 5,3% delle preferenze, e manda all'Assemblea costituente 30 deputati diventando il quinto partito nazionale, dopo la Democrazia Cristiana, il PSIUP, il Partito Comunista Italiano e l'Unione Democratica Nazionale. Il secondo turno delle amministrative segna il punto di massima espansione del partito. A Roma ottiene 108.000 voti: seimila voti più della Democrazia Cristiana. È soltanto secondo al Blocco popolare, formato da comunisti e socialisti. A Parri succede alla guida del Governo Alcide De Gasperi che attacca duramente la formazione di Giannini, definendola filofascista. Oltre ai grandi partiti radicati nel territorio, anche la Confindustria guidata da Angelo Costa è ostile al Fronte dell'Uomo qualunque, per gli attacchi ricevuti da Giannini su presunti accordi tra la grande industria ed il sindacato, controllato dai comunisti. Nel 1947 il partito qualunquista ricopre un ruolo fondamentale per la nascita del quarto governo di De Gasperi. Giannini accetta l'accordo per potere estromettere i comunisti dal varo della nuova compagine governativa. Questo avvicinamento alla Democrazia Cristiana rappresenterà però la fine del successo popolare del Fronte dell'Uomo Qualunque. I sostenitori delusi dal nuovo posizionamento dichiaratamente governativo abbandonano il partito. In maggio alle regionali in Sicilia, fanno una lista, "Blocco Democratico Liberal Qualunquista", che ottiene il 14,7 per cento, ma già in ottobre, alle elezioni suppletive di Roma, l'Uomo qualunque perde 50.000 voti. L'anno seguente, nelle elezioni politiche del 18 aprile, entrò nel Blocco Nazionale, una coalizione elettorale, di centro-destra, insieme al PLI. La lista ottenne solo 18 deputati e 7 senatori. UQ si scioglierà nel volgere di pochi mesi, confluendo nelle sue componenti maggioritarie nel Partito Nazionale Monarchico e nel neonato Movimento Sociale Italiano. Il termine qualunquismo, poi rimasto nel lessico politico con evidente accezione negativa, definisce atteggiamenti di sfiducia nelle istituzioni democratiche, di diffidenza e ostilità nei confronti della politica e del sistema dei partiti, di insensibilità agli interessi generali, che si traducono in opinioni semplicistiche e sostanzialmente conservatrici sui problemi dello stato e del governo. In verità il movimento era tutt'altro che disinteressato ed insensibile alla vita politica del Paese, ma piuttosto sfiduciato dal sistema partitocratico e dallo scarso interesse che la politica mostrava verso i reali problemi della gente, dell'uomo qualunque appunto. Nella cultura francese esiste un termine analogo, poujadisme. < < pagina precedente

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Comicità nelle Marche (sezione: Grillo)

( da "superEva notizie" del 11-03-2009)

Argomenti: Grillo

Comicità nelle Marche La rassegna di cabaret: "Non ci resta che ridere" in Ancona Il Neon Concept Club di Ancona ha inaugurato venerdì 6 marzo una nuova travolgente rassegna di cabaret: "Non ci resta che ridere". Sette saranno gli appuntamenti marchigiani con la comicità, assolutamente da non perdere. Primo ospite della rassegna è stato Alessandro Di Carlo. Il nuovo Beppe Grillo, nel suo spettacolo ci obbliga ad analizzare vizi e virtù della società passata e presente in un corrosivo, dissacratorio e divertentissimo spettacolo. Dopo di lui, tra Marzo e Aprile, altri sei famosissimi comici si esibiranno sul palco del Neon che si trasformerà in un vero e proprio teatro con platea, posti limitati e numerati; ecco il programma di "Non ci resta che ridere": 13 Marzo 2009 - Marco MARZOCCA Grande comico al fianco di Corrado Guzzanti e Serena Dandini, poliziotto nella fiction 'Distretto di Polizia', porta il suo spettacolo di cabaret nelle più importanti location d'Italia e quindi non poteva mancare Ancona. 20 Marzo 2009 - La RICOTTA I comici potentini di Zelig OFF conquisteranno con la loro comicità anche il pubblico marchigiano 08 Aprile 2009 - KALABRUGOVIC Il filosofo metropolitano Pino dei Palazzi, nonché Giancarlo Kalabrugovic, da Zelig OFF ad Ancona. 17 Aprile 2009 - Paolo HENDEL Con i suoi monologhi che spaziano dalla politica al sesso, dai fumetti allo sport, prendendo di mira molti personaggi ottiene un grande successo in teatro, cinema e televisione. In particolare, la politica svolge un ruolo primario nei suoi dialoghi, dove, da uomo di sinistra, non perde occasione per criticare pubblicamente Silvio Berlusconi. 24 Aprile 2009 - Maurizio BATTISTA Comico romano con la sua satira prende di mira i comportamenti delle donne, negli aspetti della quotidianità, portandoli all'eccesso. 29 Aprile 2009 - Giovanni CACIOPPO e Marco BAZZONI I monologhi di Giovanni Cacioppo e il lettore cd vivente Marco Bazzoni per un'esilerante serata di cabaret. Per informazioni: Neon Concept Club Tel. 328 4520189 info@neonclub.it PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 11 marzo 2009 in: Teatro nelle Marche » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

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Ma Obama combatte davvero le lobbies? (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Grillo

Attenti, amici bloggisti, la Cassazione ha deciso che "per i blog e i forum on-line non valgono le regole che tutelano la libertà di stampa". La ragione? Eccola: siccome "si tratta di una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al forum", spesso in forma anonima,."Blog, forum eccetera non possono essere considerati come una testata giornalistica, ma sono equiparabili ai messaggi che potevanoe possono essere lasciati in una bacheca". Dunque i blog hanno l'obbligo di rispettare il "buon custome" e il giudice può ordinare il sequestro di alcune pagine web. La controversia era nata in seguito alla decisione del Tribunale di Catania di sequestrare un forum di discussione sulla religione cattolica nel quale erano contenuti messaggi che la magistratura di Catania aveva ritenuto offensivi verso il comune sentimento religioso. Alcuni bloggisti "avevano travalicato limiti del buon costume alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il 'sacro seme del Cattolicesimo'". Il tema è delicatissimo. Certe ingiurie sono indifendibili, ma temo che la sentenza della Cassazione sia esagerata e che costituisca un precedente potenzialmente pericoloso per la libertà di espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è il buon costume? E chi ci garantisce che questa sentenza non venga usata per mettere a tacere opinioni scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione, società, Italia, democrazia, giornalismo Commenti ( 27 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 09 "Repubblica" s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties" Il mondo va a rotoli e "Repubblica", giustamente, si preoccupa anche dei contraccolpi sugli hotel di lusso. Mercoledì ha dedicato all'argomento un'intera pagina. Ecco l'incipit: "Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri La di Singapore e dal racconto di Alessandra Pavolini, general manager in viaggio per il 40 per cento del suo tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è stato uno shock: "Niente più corbeille di fiori nella hall, neppure un valletto che ti prende i bagagli, in camera una lista di raccomandazioni da colonia estiva: spegni le luci, non usare tutti gli asciugamani, tieni la temperatura più alta. In bagno il deserto, con il barattolino dello shampoo che tiene solo una dose, spariti il cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul comodino matite lunghe come un mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre foglietti di carta bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso racconta che "il grande bacino del risparmio è quello delle amenities. Basta accappatoi; stop alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori più piccoli per shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso di presenze che si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del tutto"; via i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il cucito e kit per pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il cioccolatino della buona notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna nell'era di internet, a parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà nessuno che sono già state tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da lettere, così come le scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel". Come non capire i lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma, un'indecenza. Voi che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente preoccupato. Scritto in crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 33 ) » (6 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Mar 09 Obama chiede aiuto agli hedge funds (e li premia) Un altro breve post sulla crisi economica. Obama ha trovato la soluzione per far ripartire il credito: chiede aiuto agli hedge funds e ai fondi di private equity offrendo loro condizioni di estremo favore: potranno accumulare profitti illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in caso di perdita. L'accordo è legato ai cosiddetti "Talf", come spiego in questo articolo e prevede l'esborso da parte dello Stato di altri mille miliardi di dollari. Capito il progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli speculatori con i soldi dei contribuenti.. Intanto il totale degli interventi varati dal governo Usa raggiunge l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari ovvero 3500 miliardi di dollari, da finanziare con l'emissione di Buoni del Tesoro. Il debito Usa è ancora sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una brutta fine. Scritto in banche, capitalismo, crisi, progressisti, era obama, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 50 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.57 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Mar 09 E' ora di lasciar fallire le banche. In un'intervista che mi ha concesso, Arthur C. Brooks, presidente dell'American enterprise institute, uno dei principali think tank conservatori, sostiene due punti importanti: 1) a suo giudizio i piani di Obama anziché contrastare la crisi finiscono per peggiorarla. 2) tentare di salvare tutti è impossibile ed è inaccettabile che gli aiuti vadano soprattutto alla casta dei banchieri che questa crisi l'ha provocata. Dunque visto che la recessione è inevitabile, meglio adottare misure radicali e lasciar fallire le banche che non sono in grado di resistere. Il punto più delicato è l'ultimo e dopo aver riflettuto a lungo su questo tema, grazie anche ai vostri qualificatissimi contributi, mi sono convinto che questa sia l'unica strada. L'entità del debito accumulato da certe banche (soprattutto americane ma non solo) è tale, a causa dell'effetto leva, da non poter essere coperto nemmeno dallo Stato. Dunque cercare di tappare buchi, che in realtà continuano ad allargarsi, non avrà altra conseguenza che trascinare l'economia reale nel baratro. E allora anzichè creare "bad banks" o fondi con titoli tossici, bisogna rafforzare le banche in salute e usare i fondi pubblici per trasferire a queste ultime le attività fondamentali (e sane) di quelle in fallimento. Ci sarà uno choc e chi detiene azioni o prodotti finanziarie delle banche cattive perderà il proprio investimento, ma passato il trauma l'economia potrà riprendere su basi solide. L'idea circola già da qualche settimana tra gli specialisti, ma mi sembra l'unica soluzione plausibile. O sbaglio? AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra ha dato il via libera per stampare 150 miliardi di sterline da pompare nel sistema finanziario. E' un gesto disperato. A questo punto vedo solo due possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la Gran Bretagna fila verso la bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo: l'iperinflazione. Scritto in capitalismo, crisi, banche, era obama, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 72 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09 Quando Obama supplica il mondo. Obama non vede l'ora di avviare una nuova distensione con la Russia, ampiamente ricambiata, come spiego in questo articolo . Intanto invia due rappresentanti a Damasco per riallacciare il dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto banco parla con l'Iran e, secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni scorsi Hillary Clinton, a Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono importanti, ma che l'economia lo è di più, avvallando così le repressioni del regime comunista cinese. Con i Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre più conciliante, anzi accomodante e il presidente americano ha lanciato i primi segnali di preudente disponibilità anche al regime cubano dei fratelli Castro. La svolta è innegabile rispetto a Bush, ma proietta l'immagine di un Paese ansioso, improvvisamente insicuro, che dopo aver perso la supremazia economia teme di smarrire anche quella politica. E' come se Obama stesse supplicando il mondo: è vero siamo in recessione ma se ci riconoscerete ancora lo status di numero uno al mondo (e militarmente lo sono ancora), faremo i bravi con tutti. Insomma, un'America con il cappello in mano che cerca di far dimenticare le proprie debolezze. Ma basta la supremazia militare per giustificare lo status di superpotenza? E il mondo ha davvero voglia di farsi guidare dagli Usa? Scritto in globalizzazione, israele, era obama, democrazia, cina, gli usa e il mondo, russia, medio oriente, islam Commenti ( 96 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama combatte davvero le lobbies? I media di tutto il mondo hanno rilanciato il discorso con cui Obama annuncia "di voler lottare contro le lobbies che intendono ostacolare il suo piano economico". La retorica è quella di sempre: "Questo è il cambiamento promesso agli americani" e giù l'elenco delle riforme che i rappresentanti degli interessi particolari intendono bloccare: "Alle assicurazioni non piacerà l'idea di dover diventare più competitive per continuare a offrire la copertura medica», ha detto Obama. «Anche le banche e chi ha concesso prestiti agli studenti per iscriversi all'università non ameranno lo stop agli enormi sussidi a loro accordati, ma così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari per rendere i college più finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha detto Obama, «le compagnie petrolifere non ameranno l'interruzione delle facilitazioni fiscali per 30 miliardi di dollari, ma è così che possiamo permettere all'economia delle energie rinnovabili di creare nuovi progetti e posti di lavoro». La realtà, però, è molto diversa. Il presidente americano non ha affatto combattuto le lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel pacchetto di salvataggio del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo dimostra. Altro che riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di poche decine di miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che valgono migliaia di miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad alimentare il mito del cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia davvero trasformando l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di spin, basata sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme l'America non solo non cambia, ma rischia di accelerare il suo declino, perchè elude ancora una volta il vero problema dell'economia Usa, che è sistemico. E non sarà certo l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a sanare le casse dello Stato americano. Anche perchè di questo passo, alla fine del 2010, di ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff di Obama. Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Feb 09 In Terra Santa con i lettori de "Il Giornale" Da ieri sera sono infatti in Israele assieme ad Andrea Tornielli, Livio Caputo, Vittorio Dan Segre, nonchè Stefano Passaquindici e Maurizio Acerbi per accompagnare i lettori (numerosissimi) nel viaggio in Terra Santa organizzato al Giornale. E' una bella esperienza e molto intensa, ma anche a causa di connessioni internet assai lente (perlomeno qui a Nazareth) è possibile che nei prossimi giorni sia costretto a rallentare il ritmo dei post su "il cuore del mondo". Confido nella vostra comprensione. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Feb 09 Ma è questo l'Obama italiano? Il settimanale americano "Time" non ha dubbi: Matteo Renzi è l'Obama italiano, l'uomo su cui il Partito democratico deve puntare per rinascere dopo il fallimento di Veltroni. Renzi è il presidente della Provincia di Firenze ora candidato sindaco. "Time" lo descrive così: ha fatto largo uso di Internet e Facebook per riuscire a trionfare alle primarie. E, come Obama, Renzi ostenta un atteggiamento pragmatico nei confronti della politica. «Sono un politico, non faccio miracoli - ha detto spesso - Ho solo cercato di lavorare ogni giorno un pò meglio». Figlio di un piccolo imprenditore toscano, Renzi è un cattolico praticante ma ha già dichiarato che non permetterà al Vaticano di «guidare la sua politica». Secondo "Time" rispetto al presidente americano Renzi è qualche volta «turbolento» ed ha ancora «una faccia da bambino». Incuriosito, sono andato a cercare qualche video su You Tube. Ne ho trovati subito due, prodotti dallo stesso Renzi. L'astro nascente del Pd ritiene che Firenze "debba puntare in alto, ma anche in basso", che le "elezioni sono una sfida vinci o perdi e non ammettono pareggi"; seduce gli elettori affermando" che la città è gelosa del proprio passato e innamorata del proprio futuro", ma "deve fare un salto di qualità". Renzi stringe le spalle quando gli dicono che hanno costruito una nuova moschea "perchè tanto a Firenze ce ne sono tante" e ci illumina affermando che il più grande politico di tutti i tempi è Bob Kennedy (ma probabilmente voleva dire John Fitzgerald Kennedy). Il suo attore preferito è Jack Nicholson, e il film più gradito Blade Runner. La canzone prediletta? Naturalmente made in Usa. Insomma, un vero "Americano a Firenze", degno, più che di Obama, del miglior Veltroni. Ma giudicate voi stessi. Ecco i video: YouTube Direkt Che fiuto "Time" e che futuro, il Pd. Non c'è davvero nulla di meglio nel vivaio dell'Italia progressista? Scritto in progressisti, partito democratico, società, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 49 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Feb 09 Banche e crisi, il peggio deve ancora venire? Il debito delle banche irlandesi è pari al 250% del Prodotto interno lordo della stessa Irlanda, che potrebbe rischiare il default addirittura sui titoli di Stato. Molti Paesi dell'Europa dell'est stanno sprofondando in una crisi di tipo asiatico a causa delle banche che li hanno esposti a rischi insostenibili e sperano che l'Unione europea e il Fondo monetario internazionaler li salvi. In Svizzera il governo federale ha dovuto stanziare oltre 70 miliardi di franchi svizzeri per salvare Ubs e oggi ha addirittura violato lo stato di diritto e il segreto bancario, cedendo al ricatto di Obama, che aveva dato tempo fino a ieri ancora una volta a Ubs per svelare i nomi di 250 contribuenti americani che hanno frodato il fisco con l'aiuto decisivo della banca elvetica. Il governo americano non ha rispettato gli accordi tra gli Usa e la Confederazione elvetica e anzichè aspettare la fine del normale iter giudiziario, come accade tra tutti i Paesi civili, ha messo la Svizzera con le spalle al muro, minacciando di revocare la licenza bancaria all'Ubs, il che avrebbe provocato il fallimento dell'istituto bancario. E siccome Berna non può permettere di far fallire l'Ubs, perchè un evento del genere destabilizzerebbe la Confederazione, ha ceduto. Ci sono tanti altri esempi, ma la morale è sempre la stessa. Negli ultimi 15 anni le banche sono diventate più potenti degli stessi governi; ma ora che sono in difficoltà sperano che lo Stato, da loro stesse a lungo depotenziato, le salvi, mantenendo intatto il sistema ovvero preservando la prerogativa di condizionare il mondo. Questa non è democrazia e neppure capitalismo, è un'aberrazione. E fino a quando non verrà estirpata, non c'è possibilità di salvezza. Ma non vedo segnali di svolta. Anzi, la crisi economica, generata dalla finanza, sembra entrata in una spirale. Da qui il mio timore: il peggio deve ancora venire? Scritto in manipolazione, banche, capitalismo, era obama, economia, svizzera, democrazia, globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 151 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Feb 09 Eppure Veltroni si sbaglia, il problema è il Pd. In un Paese come l'Italia, un leader che si dimette è una rarità. E non fosse per questo Veltroni merita l'onore delle armi, tanto più che si è preso la responsabilità per le cinque sconfitte elettorali consecutive. Walter è convinto di essere lui il problema e ritiene che andandosene il Partito democratico possa ritrovare l'unità. Ma credo si sbagli, la crisi del Partito è più grave e profonda per queste ragioni: 1) Il Pd non ha saputo proporre una visione coerente della società, né proporsi con credibilità in tempi di crisi. 2) Non suscita emozione e men che meno appartenenza. I diessini avevano un'anima e una forte identità, i democristiani di sinistra anche. La loro unione ha generato un Partito che in teoria piace a tutti, ma in cui nessuno davvero si riconosce. 3) Non ha capito che l'antiberlusconismo non è più premiante e da solo non basta a dare un'anima al partito. Al contempo non ha risolto il rapporto con l'estrema sinistra, che alcune correnti del Pd continuano a rimpiangere. 4) Non ha avuto il tempo di crescere. Veltroni sperava di poter crescere all'ombra di Prodi, ma la crisi politica lo ha costretto a lanciarsi subito nella contesa elettorale. Non era pronto lui, non era pronto il partito e le buone intenzioni non sono bastate: un vero partito non si improvvisa. 5) Non ha saputo sviluppare una nuova dirigenza. Che senso ha proporre il cambiamento se poi i leader sono quelli di sempre, a cominciare dal freschissimo Veltroni? Ecco perchè è molto probabile che le dimissioni di Veltroni non risolvano nulla. La scissione tra l'anima diessina e quella cristiano sociale resta l'epilogo più probabile. Si va verso la fine della "visione" e del "sogno" di un partito diverso, progressista e moderno. E la sinistra tornerà ad essere quella degli ultimi anni: un'ammucchiata di partiti e partitini vocianti, incoerenti, pasticcioni e dunque tendenzialmente perdenti. Il centrodestra ringrazia, elettoralmente questo è un regalo della provvidenza, ma per la democrazia italiana lo sfascio del Pd non è certo un passo avanti. Paghiamo ancora le anomalie del passato ovvero di un Partito comunista troppo forte, che nel Dopoguerra impedì lo sviluppo di un vero partito socialdemocratico, contrariamente a quanto avvenne negli altri grandi Paesi europei. Per quanto tempo ancora? L'Italia riuscirà mai ad avere una sinistra davvero normale? Scritto in progressisti, società, democrazia, Italia Commenti ( 65 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie banche (4) blog (1) capitalismo (4) cina (17) crisi (4) democrazia (58) economia (26) era obama (10) europa (9) francia (21) germania (3) giornalismo (49) giustizia (2) gli usa e il mondo (56) globalizzazione (38) immigrazione (38) islam (19) israele (2) Italia (148) manipolazione (3) medio oriente (13) notizie nascoste (42) partito democratico (1) presidenziali usa (22) progressisti (3) russia (14) sicurezza (1) sindacati (1) società (18) spin (2) svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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E' vero, noi siamo spesso troppo facili a prender... marista: Potrei sbagliare, ma mi sembra che molti qui stiano facendo un poco di confusione: il forum di cui si parla... 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La morte e il cortile (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Grillo

La vita è bella ma il calcio ancora di più. Basta poco per cambiare idea, tattica, risultato, allenatore, squadra. Bastano un paio di giorni e si abbandona un'opinione per presentarne un'altra, diametralmente opposta. Sull'argomento, Josè Mourinho resta un vero mattatore. Dopo uno show durato nove mesi, con tutte le api a ronzare attorno al suo miele, con il tono giusto per stupire i borghesi, lo special one ha combinato una furbata delle sue, a capo chino, stavolta, con la voce fioca: ha aggiunto due sole lettere per ribaltare se stesso e spiazzare il resto del mondo. Lui era lo special one ma dopo la partita con il Genoa, a domanda specifica sull'uso della moviola nel calcio, ha risposto e chiarito: "Non sono nessuno", Special no one, dunque, un altro gol dei suoi, mentre nello studio di plastica di Sky, commentatori e opinionisti sembravano marionette senza fili e si discuteva all'italiana sul gol perfido di Balotelli. Avanti così, la vita è bella, il calcio ancora di più. Propongo Josè Mourinho il premio USSI, unione stampa sportiva italiana, uno come lui è la salvezza per chi non saprebbe scrivere altro. Di football, ovviamente. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 9 ) » (Nessun voto) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 04Mar 09 Dalle prostitute ai prostituti Josè Mourinho è una leggenda. Parla e il popolo ascolta, inebetito. Lui dice, ridice, un po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale. I prostituti sono il femminile, ovvio, delle prostitute di cui Josè Mourinho sicuramente deve aver sentito parlare e di cui deve aver letto ai temopi giù gloriosi del Porto da lui allenato. Era la stagione 2003/2004 e il campionato portoghese andò come andò, vinse meritatamente il Porto ma saltò in aria il calcio lusitano per una storia di apido dourado, fischietti d'oro, insomma dicioto arbitri sospsesi, prostitute a gogò al loro servizio, gare addomesticate, il presidente del Porto sotto accusa, squalificato, la squadra penalizzata di 6 punti. Roba antica che è tornata alla memoria. Quello era il calcio, questo è il calcio anche se Special One dice che "non è il mio". Ogni tanto basta fermars e ricoerdare, l'ho fatto ache io pentendomi, pagando il conto senza che nessuno chiedesse sconti. Avanti così. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 6 ) » (Nessun voto) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 25Feb 09 Ronda su ronda La solita storia italiana: le ronde. Il pericolo pubblico numero 1, ultima novità dal fronte della politica, bassa. Si discute, si lotta, si litiga sulla proposta di introdurre le ronde per tutelare l'oirdine pubblico. Molti a favore, altrettanti contro. Domanda: quale è la differenza tra gli stewards che operano da qualche tempo all'interno degli stadi di football e le ronde che dovrebbero agire fuori dallo stadio, ad esempio? Che differenza c'è tra gli agenti della sicurezza privata (mondialpol e affini, guardie del corpo e avanti così) e le ronde di ex agenti dell'arma benemerita, ex poliziotti in pensione? Aspetto le risposte, mi auguro non politicanti, non faziose di partito, a destra, a sinistra, ma roba vera, spicciola, pratica. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 17 ) » (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 23Feb 09 Collina arancione L'ultima di Collina è il cartellino arancione. Magari sponsorizzato dalla banca che di questo colore promuove il "conto". Una soluzione cromaticoandreottiana, un compromesso tra il giallo e il rosso, una non decisione, una palla in calcio d'angolo, tanto per non smentirsi. L'uomo che sussurrava alla pioggia ha lanciato l'idea ma il football, anche con il progresso, le riforme, il cambio delle norme, non è l'hockey su ghiaccio, non è la pallacanestro, non è il rugby che, dal football non hanno assorbito nessuna regola. O forse avremo i passi e il tempo d'area? O forse la pala passata in avanti? O il cambio in corsa? Il football vive già una vita difficile perchè il suo regolamento è letto a fisarmonica, si apre e si chiude seguendo fazioni e inteessi, figuratevi poi l'introduzione di un terzo cartellino, arancione appunto, per ch ha commesso un fallo a non proprio cattivo ma nemmeno tanto morbido, insomma un'ave maria e un pater noster, diceva il prete in confessionale. Tra qyualche tempo avremo la proposta del cartellino nero, per attacco alla persona? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 8 ) » (Nessun voto) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 22Feb 09 Le pagelle del calcio, del cinema e del festival Mai fidarsi dei critici, di football, di cinema e di canzoni. Prendete l'ultimo festival di Sanremo, rileggete voti, opinioni, riguardatevi interventi in radio e tivvù degli inviati al festival, controllate i voti riservati ai tre cantanti finalisti, direi Povia su tutti e cercate di non ridere. O non ci hanno capito nulla o il loro giudizio conta ancora di meno rispetto al parere del pubblico. Cosa che accade anche in occasione dei festival del cinema, si tratti di Cannes o di Venezia, roba da sofisticati, raffinati ma non per la gente comune che la pensa in modo opposto a quello che i sacerdoti hanno espresso. Idem come sopra nel calcio, con qualche eccezione, perchè spesso il calciatore bocciato in pagella è anche quello fischiato dal pubblico dello stadio ma capita anche che alcuni godano di protezione, di voto di casta, di sufficienza perchè appartengono a una certa squadra e perchè teniamo famiglia ed è meglio conservare buoni rapporti con il prossimo, il calciatore appunto. Totale: i voti in pagella sono come le cravatte, di gusto personalissimo, a volte meglio andar via in maglietta, a volte il regalo della fidanzata o della moglie viene riciclato, dunque al prossimo festival non tenete conto di quello che scriveranno i giornalisti, dico in materia di voto, passate oltre. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 18Feb 09 Bonolis e Grillini Ormai al festival di Sanremo sono saltate le marcature. Le canzoni sono un pretesto, si può fare e dire di tutto, invitare amici, sodali, soci, affini e poi, arriva il bello. Per esempio uno canta, dico Povia, e il suo brano "Luca era gay" è argomento di discussione da settimane, di giorno e di notte. Trattasi di canzone ma Povia è Povia non è mica Mina che, parola di Patty Pravo è ectoplasma, o Paoli che condede la pietas al pedofilo violentatore, Povia no, dunque si adatti. Si adatti a vedere la seguente scena: Bonolis, una volta finita l'esecuzione del cantante, cede il microfono a uno spettatore che è poi l'onorevole Grillini, esponente dell'arcigay, il quale conclude il proprio intervento con uno schiaffetto a Povia che non conosce i problemi dei gay. Seguono fischi e applausi. Grillini ha fatto il suo mestiere, anche da propagandista annunciando la prossima manifestazione di protesta del suo movimento. Ma Bonolis ha creato un buon precedente: ogni testo discusso o discutibile avrà ora bisogno di un intervento dall'esterno, telefonata da casa, intervento del pubblico in sala per contestarlo, approvarlo, criticarlo. Il festival non è più di un ente pubblico come la Rai, ormai è di un presentatore, è di chi prende un milione e decide a proprio piacimento di offrire il microfono a chi gli garba, sempre per proteggere le cosidette minoranze. E poi in questo benedetto Paese è ormai diventato impossibile pensarla in maniera diversa altrimenti sei un razzista, un violento, un antidemocratico. Avere un'idea è pericoloso, avere un'ideologia è più comodo. Si fa carriera, si prendono denari. Anche più di trenta. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 20 ) » (7 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 17Feb 09 Del Noce e i calciatori Il granata Del Noce Fabrizio, direttore di Rai 1, ha fatto il furbo, in conferenza stampa, e i giornalisti dinanzi a lui hanno ascoltato come somari:"Il compenso di Bonolis? Perchè non scrivete e non vi scandalizzate per gli stipendi dei calciatori?". Il granata Del Noce Fabrizio dimentica un dettaglio, un particlare, un asterisco: i salari dei calciatori provengono da casse private, dai presidenti che continuano a spendere e a spandere, con una contabilità agghiacciante ma sempre di soldi loro trattasi. Nel caso del Bonolis e della sua orchestra, invece, va ricordato al granata Del Noce Fabrizio che i denari provengono anche dagli abbonati che poi saremmo noi tutti. Ma questo al granata direttore non gliene frega un fico secco e ai giornalisti astanti pure. Alla prossima. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 16Feb 09 Una domanda a Mediaset Fabrizio Del Noce, direttore di Rai 1, ha spiegato così il contratto da un milione di euro di Paolo Bonolis:"Se uno pensa che Bonolis è arrivato ieri mattina e ripartirà sabato sera, sbaglia. La prima riunione con lui l'abbiamo fatta a giugno". Benissimo, il notaio conferma. Dunque Bonolis Paolo ha giocato su due tavoli, percependo regolare salario da Mediaset e intanto lavorando al progetto Rai. Nessun conflitto di interessi. semmai l'interesse al conflitto. Degli altri. Mediaset batta un colpo o è defunta. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 4 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 15Feb 09 Bonolis e otto mesi di lavoro Ha ragione Paolo Bonolis a spiegare il compenso di un milione di euro: otto mesi di lavoro, questo è l festival per lui e per il suo staff, otto mesi a studiare, scrivere, raggrumare, insieme con autori illustri, che cosa fare e che cosa dire in cinque serate di musica e roba varia. Ma c'è un piccolo particolare, dico piccolo così per scherzo. Dove si trovava in questi otto mesi Bonolis Paolo? A Mediaset, là riceveva salario per il suo lavoro ma in contemporanea stava pensando e facendo il resto per il festival di Rai 1. Come la mettiamo con il senso della vita? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 7 ) » (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 14Feb 09 I milioni di Bonolis Sostiene Bonolis Paolo che la Rai lo paghi un milione di euro per il festival di Sanremo. Sostiene lo stesso personaggio che trattasi di compenso per un anno di lavoro. Okk, il prezzo è ingiusto. Spiegazione: Bonolis Paolo lavora da qualche tempo, più di un anno, per Mediaset e risulta che i salari gli vengano versati puntualmente. Primo quesito: se il festival sanremese comporta un anno di lavoro su quanti tavoli ha giocato il signor Bonolis negli ultimi dodici mesi? Secondo quesito: il compenso di un milione di euro è comunque relativo a serate cinque di canzoni e affini. Non male per il senso della vita, sua. Nessun dorma apre il festival con la voce di Mina. Nessun dorma in questo Paese che da una parte sa che in Rai se le danno per un posto nel cda, al tiggì, in corridoio e al bar ma in contemporanea hanno soldi (anche degli abbonati, no?) da spendere e spandere per questo e quello. Sergio Zavoli, dopo faticose riunioni e beghe da cortile, è il capo della commissione di vigilanza. Non so ancora bene che su chi e che cosa vigilino. Incominci a dare un'occhiata anche a chi si occupa di casting, ai cosidetti agenti che portano i propri pupilli e le proprie badanti. Non accadrà nulla di tutto questo, tra qualche giorno incomincia la festa del festival, oppure il festival della festa. Un bell'applauso e un milione di auguri. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 11 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico Post precedenti Chi sono Barese e meteco tra Torino e Milano. Amo la radio, le auto d'epoca, il vintage, il juke box, i Beatles, Totò, Platini, il vino buono e la tavola giusta e così sto imparando a conoscere la vita. Nei giornali ho scritto di tutto, tra errori ed omissioni. Ringrazio i miei Nobel d'avventura, Tosatti, Arpino, Zanetti, Brera, Montanelli e qualche contemporaneo illustre di cui non voglio svelare l'identità. Ad maiora. Tutti gli articoli di Tony Damascelli su ilGiornale.it contatti Categorie costume Nessuna categoria I più inviati fischi - 4 Emails Piove, governo ladro - 2 Emails La piuma e Omar - 1 Emails La crisi, da repertorio - 1 Emails Ganci e Battisti, Italia-Brasile 1 a 1 - 1 Emails Bonolis e Grillini - 1 Emails Ultime discussioni Alessandro: Grazie per la sua gentile risposta, tra l'altro scopro adesso che siamo entrambi baresi trapiantati... tony.damascelli: Gentile Alessandro, solo un chiarimento, nel rispetto delle sue idee, che mi sembrano certezze. Lei... Alessandro: signor Damascelli, io non voglio impiccarmi ai termini ma parlare di mosche che ronzano intorno al miele... liberale: Caro Damscelli, sulla Juve aveva proprio ragione è una squadra modesta per l'Europa, peccato che... Romano150: Caro Tony, complimenti per la risposta sensata che hai voluto dare al Sig. Giuseppe. Devo ammettere che... 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Beppe Grillo torna questa sera con Delirio, il suo graffian... (sezione: Grillo)

( da "Leggo" del 12-03-2009)

Argomenti: Grillo

Beppe Grillo torna questa sera con Delirio, il suo graffiante monologo in cui non risparmia niente e nessuno e se la prende soprattutto con l'incongruenza della nostra vita quotodiana. L'appuntamento è sul palco del teatro EuropAuditorium (piazza della Costituzione 4, ore 21). «Il Paese? dice Grillo E' in pieno delirio. I nostri dipendenti in Parlamento tra di loro si capiscono, ma non sanno più cos'è davvero la realtà...»

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il bel paese da cambiare, beppe torna in scena - silvia fumarola (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 12-03-2009)

Argomenti: Grillo

Pagina XVII - Genova Al Vaillant Palace lo spettacolo del comico genovese, già tutto esaurito per sabato sera L´interpretazione della realtà dell´uomo considerato tra i più famosi della rete mondiale Il Bel Paese da cambiare, Beppe torna in scena Il pubblico sta rispondendo in una maniera fantastica il cittadino informato significa democrazia Gridavo alla catastrofe ma non sono pessimista fino in fondo, però ora occorre che i giovani si sveglino SILVIA FUMAROLA è l´unico italiano nella top 25 «web celeb» stilata da Forbes, la rivista americana di economia e finanza, che ha pubblicato la classifica delle persone più famose della rete. Tra imprenditori del web, blogger, maghi del gossip, studiosi dei media, Beppe Grillo è il primo e unico italiano. Settimo in graduatoria - ha un blog anche in inglese e giapponese - il comico è definito «una vera celebrità del web a livello mondiale». Lui lo ripete da anni che «la rete è il futuro», lo ripete anche nel suo spettacolo, che sabato sera farà tappa al Vaillant Palace (già tutto esaurito). «Barack Obama ha vinto usando la rete e i blog come finanziamento - spiega - Attraverso la rete ha preso tutti i mondi. Obama ha rovesciato la democrazia dal basso, fa commentare le leggi prima di approvarle, prende i soldi dai cittadini non dalle lobby, il primo discorso l´ha fatto da Youtube. Ha capito il cambiamento epocale». Grillo star del web, che effetto fa? «è una bella sensazione, perché ci siamo riusciti coi nostri mezzi: competere con un miliardo di persone senza sponsor è un miracolo. Siamo diventati forti in quattro anni. Non sono un blogger, uso la rete: oltre alla popolarità, ho la credibilità». L´ha chiamato «Delirio tour», il suo one man show, perché non c´è spazio per sperare. Grillo non fa sconti, racconta l´Italia degli orrori che asfalta i campi di grano, spreca l´energia, umilia la ricerca. «Lo spettacolo è in evoluzione - spiega il comico - Presento il twitter, il cinguettio per eliminare i costi degli sms, lo stiamo lanciando: funziona nei 140 caratteri, metti un indirizzo e-mail (devi avere un iPhone) e non spendi niente. Poi, certo, c´è l´attualità politica. Per noi il silenzio dello psiconano è speranza. Posso dire qualcosa anche sugli altri?». Sì, con prudenza. «Allora, Napolitano è saggio ed è un bell´uomo. Gasparri pure, Tremonti è una persona onesta, vabbè, faremo la satira al contrario». Sabina Guzzanti scrive la satira col suo avvocato. «No, ce ne ho due in casa, non me li voglio portare sul palco, almeno lì voglio essere libero. C´è una risposta fantastica da parte del pubblico, il fatto di capire che hanno la responsabilità di se stessi e della politica è importante, il cittadino informato è la democrazia». Corre su e giù per il palco, travolge il pubblico con le domande - perché anche lui va in cerca di risposte - e molte le dà. Gli spettatori ridono, e si ride amaro: non sarà troppo pessimista? «Gridavo alla catastrofe, è vero. Pessimista? Non lo sono fino in fondo, credo che questo paese si possa cambiare. La grande lezione ce la darà l´economia, l´economia farà giustizia». Il futuro è nero... «I giovani, in queste condizioni, non possono neanche mettere su famiglia. è ora che si sveglino». Con Grillo in scena, la sveglia suona per tutti.

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"reagire e disobbedire, solo così fermeremo il delirio" - anna tonelli (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 12-03-2009)

Argomenti: Grillo

Pagina X - Bologna "Reagire e disobbedire, solo così fermeremo il Delirio" Il comico in scena all´Europauditorium parlerà anche della sua lista civica "Siamo un virus, con migliaia di ragazzi che credono nella possibilità di cambiare la politica" ANNA TONELLI «Noi parliamo di cose vere, di riciclaggio dei rifiuti, della raccolta differenziata porta a porta, di mobilità del futuro, di connessione libera e gratuita. Questa è la nostra politica, non il delirio che si vede in Parlamento». Beppe Grillo arriva in città, con il suo recital sfogo «Delirio», ma anche per sostenere dal palco la lista civica che si presenta con il suo nome, il simbolo delle cinque stelle e il candidato sindaco Giovanni Favia. «è nei comuni che si decide la qualità della vita delle persone - aggiunge Grillo - . Ecco perché abbiamo deciso di presentarci, per parlare ai cittadini informati, con l´elmetto». Il suo è un ritorno annunciato, richiesto con insistenza da quell´esercito di ultras che proprio sotto le Due Torri hanno celebrato il V-day. La tappa di questa sera al Teatro EuropAuditorium (ore 21, biglietti da 25 a 35 €, info 051 372540) segue di quattro mesi le due repliche sold out al PalaDozza dove il «tribuno» genovese aveva già fatto chiarezza sui fischi e sull´accusa di protagonismo che lo avevano colpito in una manifestazione studentesca. Pace fatta, anche se forse non si è mai trattato di una rottura. A Bologna Grillo gode di un seguito notevole, tanto da convogliare la protesta anti-partitica in una lista che appoggia il suo progetto. «Siamo un virus dal basso - continua come un fiume in piena - con migliaia di ragazzi che credono nella possibilità di capovolgere l´idea di politica parlando di acqua, inceneritori, energia, trasporti, wi-fi. Non abbiamo una lira, non siamo sovvenzionati da nessuno, siamo boicottati dai media. Ma ci siamo, e non sarà facile fermarci». «Delirio» non ha un copione fisso. Il bersaglio sono i Palazzi della politica: «In Parlamento sono ancora presenti 18 condannati in via definitiva e centinaia di persone condannate in primo o secondo grado, prescritti o patteggiati: una vera e propria discarica con i fuorilegge autorizzati a fare leggi, un paradosso inaccettabile». Di qui il «delirio» di una «democrazia capovolta» con i riflessi pesanti di una crisi economica che «darà mazzate terrificanti a psico-nani, ballerine, folletti, amici degli amici, ma finendo per far soccombere i cittadini se non arriverà una reazione forte»: «Dobbiamo reagire e disobbedire. Ci si può alzare la mattina e imporsi di non comprare ciò che ci viene suggerito, di andare a filmare gli scempi, di smascherare sui siti le bugie della televisione».

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Le critiche di Petrini (An) sui lavori della nuova rotatoria (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 12-03-2009)

Argomenti: Grillo

SPOLETO pag. 18 Le critiche di Petrini (An) sui lavori della nuova rotatoria di ROSANNA MAZZONI SPOLETO L'UDC CORRE da solo e propone agli elettori Leodino Galli (nella foto) candidato sindaco. La decisione è maturata dopo due giorni di confronto durante i quali i vertici del partito hanno anche approvato il programma elettorale. «L'obiettivo spiega il segretario dell'Udc, Giancarlo Finocchi è rilanciare la città per toglierla dalla palude in cui inconcludenti amministrazioni di sinistra l'hanno relegata». Si punterà sulle politiche per la famiglia, sullo sviluppo economico con particolare attenzione al comparto turistico e alla rivitalizzazione del centro storico. Senza dimenticare i giovani, le frazioni e la tutela dell'ambiente e del patrimonio artistico e culturale della città. La scelta di Galli è motivata «dalla notevole esperienza politico-amministrativa da lui maturata in numerosi incarichi svolti a Spoleto e per Spoleto». Intanto i due principali sfidanti affilano le armi entrando in piena campagna elettorale. Daniele Benedetti, candidato sindaco del Pd (appoggiato dallo Sdi e dall'Idv) questa sera al ristorante «La Fattoria» presenzierà una cena, alla quale hanno aderito oltre 250 persone e che prevede la presenza anche dei vertici regionali del Pd. Dal canto suo Angelo Loretoni, candidato del Pdl, ha incassato l'adesione del «Comitato indipendente» di Francesco Grechi e ha aperto un confronto con l'esponente di Fi, Maurizio Hanke con il quale, riferisce quest'ultimo, ha avuto «un lungo colloquio telefonico». Loretoni ieri sera si è incontrato con i vertici spoletini del Pdl (An, Fi e Popolari Liberali) e con un significativo gruppo di imprenditori e professionisti che dovrebbero presentare una lista civica apparentata con lui. Oggi il candidato del centrodestra si incontrerà con Sergio Grifoni del Comitato «Progetto Città» e Moreno Gervasi, l'imprenditore al vertice del Comitato «Spoleto Futuro». Entrambi, attraverso proposte e programmi per la città potrebbero presentarsi alle amministrative con liste civiche indipendenti. E in quanto a indipendenza «Spoleto a 5 Stelle», il Comitato vicino a Beppe Grillo, non ha ancora sciolto il nodo sul proprio candidato, sebbene siano in molti a sostenere che potrebbe essere l'avvocato Carmelo Parente. C'è attesa anche per conoscere le candidature o le eventuali alleanze dei Comunisti Italiani e di Rifondazione. Insomma si preannuncia un periodo preelettorale molto articolato e frenetico.

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Il Comitato Botta all'attacco: <porta a porta> per informare tutti (sezione: Grillo)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 12-03-2009)

Argomenti: Grillo

SARZANA / LUNIGIANA pag. 13 Il Comitato Botta all'attacco: «porta a porta» per informare tutti SARZANA LA «BOTTA» ora vogliono darla loro. Assodato che le «misure colte, intellettuali adottate finora» sono servite a poco, il Comitato «Sarzana, che botta!», critico sul progetto firmato dall'archistar per via Muccini, ha deciso di passare a maniere «più forti». L'altra sera i membri del gruppo sono stati chiamati a raccolta in Sala della Repubblica. Erano un centinaio dei 1300 adepti in rete e ognuno ha portato idee per allargare la base del Comitato e abbattere il muro di disinformazione, «che ancora adesso, a poche settimane dall'arrivo del Progetto in consiglio comunale, fa dire a tanti sarzanesi che non la faranno mai». Moltissime le proposte dei membri del comitato che si sono autotassati per raccogliere fondi: volantinaggio porta a porta con la Torre Botta in tutte le cassette della posta, affittare una maxi pubblicità all'ingresso di Sarzana, il diametro della Torre dipinto in piazza Terzi, e i tradizionali «banchetti» in città, il primo forse già sabato. Chi vuole chiamare le Iene, Beppe Grillo, Striscia la notizia. «Troviamo alleanze», hanno ripetuto Carlo Ruocco, presidente dalla consulta Centro storico, e Gian Luigi Colombo. Con i commercianti del centro «che dovrebbero preoccuparsi dello spostamento del flusso commerciale alla periferia», ma soprattutto con i cittadini di piazza Terzi, via Muccini, via VIII marzo. Alessandro Poletti di Legambiente ha proposto una mobilitazione in Regione, il poeta Angelo Tonelli piccole Torri di Botta da fare passeggiare in città realizzate da pittori e scultori. La Torre resta il simbolo più discusso, più citato e più criticato, senza dimenticare le altre criticità. «Davvero questo progetto può risollevare Sarzana? si chiedono Quali negozi apriranno sotto il grattacielo ora che tutti chiudono? Quanti gli appartamenti, le volumetrie reali? C'è a Sarzana un tale incremento demografico?». «Abbiamo lavorato anche dieci ore al giorno per questa battaglia ha detto il portavoce Roberto Mazza, aprendo l'incontro ora bisogna passare dalla fase dialettica e pacifica ad iniziative che persuadano i politici a fare una virata. L'amministrazione ha fretta, pensa di risolvere i problemi del Comune con questo delirante progetto: dobbiamo trovare una via d'uscita dignitosa da questa politica che butta avanti le cose e le nasconde», ripete Mazza. Molta indignazione ha suscitato la mancata consegna al Comitato dei documenti consegnati alle consulte di Centro, Trinità e Crociata. A fine riunione, in tanti hanno dato la propria disponibilità alla «battaglia dell'informazione» che avrà un momento... dolce: Fiammetta Gemmi ha promesso una grande torta a forma di Torre Botta e il Comitato se la mangerà. Più chiaro di così... Anna Chella

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<Presi in giro da Idv e Rc> (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 12-03-2009)

Argomenti: Grillo

REGGIO pag. 5 «Presi in giro da Idv e Rc» LA RABBIA DI GAVASSA I GRILLINI'' E GLI AGRICOLTORI di MATTEO INCERTI «L'INCENERITORE e il cemento dell'area industriale manderanno al tappeto l'agricoltura e le produzioni per Parmigiano Reggiano a Gavassa e zone vicine». La denuncia arriva da Alessandro Filippini, agricoltore di Gavassa che è intervenuto alla riunione indetta dalla Lista Civica 5 Stelle dei "grillini" indetta nella frazione, sui temi del Psc e rifiuti. Una quarantina i presenti, tra cui alcuni agricoltori intervenuti per lamentare gli effetti della nuova zona industriale decisa dal Comune e dal forno provinciale varato dalla giunta Masini. Filippini tra l'altro ha i suoi terreni proprio a poca distanza da dove potrebbe sorgere l'inceneritore. «Il Psc e il nuovo inceneritore varato dalla Masini sono un'ipoteca negativa contro Gavassa, ma anche verso tutta la provincia. Con il forno si sprecheranno 200 milioni di euro che potrebbero essere investiti in economie a Rifiuti Zero' come in California, creando molti più posti di lavoro», ha detto Matteo Olivieri,candidato sindaco della Lista civica ispirata a Beppe Grillo. «Italia dei Valori e Prc hanno ingannato i cittadini, votando a favore, adesso sarà il voto a giudicarli - attacca Olivieri -. La battaglia comunque continua. Stiamo preparando tutti i documenti per la Corte dei Conti, esistono alternative anche meno costose». Al suo fianco Lorenzo Ponti, futuro candidato nella lista e attivo nel volontariato a Gavassa che ha denunciato «come i partiti non abbiano colto il messaggio positivo che è sempre venuto dai cittadini della frazione e dai comitati». Giovanni Giavelli, docente universitario a Scienze ambientali a Parma ha spiegato come «sia sulla cementificazione che contro l'inceneritore ci sono state dure prese di posizione di importanti personalità della Diocesi, come don Bedogni».

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La lista civica nasce su Facebook <Al mio appello hanno risposto in 770> (sezione: Grillo)

( da "Corriere della Sera" del 12-03-2009)

Argomenti: Grillo

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Lombardia - data: 2009-03-12 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE La novità I «Giovani Lodigiani» fondati da Donato De Ieso La lista civica nasce su Facebook «Al mio appello hanno risposto in 770» LODI — Il partito che non c'è ha già 770 iscritti. Non ha una sede, i suoi sostenitori non si sono finora visti di persona, ma si scambiano freneticamente idee, pareri, incoraggiamenti. Il movimento «Giovani Lodigiani» che si prepara a correre per le elezioni provinciali è nato e si sta sviluppando esclusivamente su Facebook. Specchio dei tempi: forse i ragazzi di Lodi sono stati i primi a capire come va il mondo. Certo. Un precedente esiste e sono i meet-up di Beppe Grillo ma lì la popolarità e l'istrionismo del fondatore hanno fatto tutto o quasi. Dove mai potrà arrivare invece il carneade De Ieso? «E invece da quando, quindici giorni fa, ho pubblicato il mio messaggio su Internet, ho già raccolto 772 adesioni» commenta sorpreso - lui per primo - Donato De Ieso, consulente informatico ventinovenne di Codogno, animatore dei «Giovani Lodigiani». Il suo poteva essere il classico messaggio in bottiglia nel mare magnum di Internet. Tanto più che diceva fin dal principio di voler parlare di politica. «Perché noi giovani ci sentiamo così lontani dalla politica, da chi siamo rappresentati? » era l'incipit del post che lamentava la scarsa considerazione delle classi dirigenti verso gli under 30 e che ironizzava sulla intramontabile presenza nelle liste di ottuagenari. «Il dialogo che ne è nato - racconta De Ieso - mi ha fatto capire che nella mia generazione c'è voglia di impegnarsi, di discutere anche di politica. Che esiste insomma un terreno fertile in attesa di essere seminato. Adesso il traguardo della corsa alle provinciali appare a portata di mano: per presentare la lista bastano 350 firme, per ottenere un seggio 1.100 voti. Mi domando perché dovremmo gettare al vento una simile occasione». Certo, adesso occorrerà passare dal virtuale al reale, capire che le persone non sono un nickname su Internet, e la politica non uno sfogo serale davanti al pc. «Siamo pronti - risponde il fondatore - e nei prossimi fine settimana ci presenteremo con una serie di serate a Lodi e nei centri principali della provincia. Per l'occasione inviteremo gruppi musicali giovanili a esibirsi. Anche loro, come noi, faticano a trovare spazio». E proprio questa sensazione di essere sempre relegati in un angolo ha fatto da molla all'esperienza dei «Giovani Lodigiani». De Ieso stesso, per quanto giovane, si è già preso una «scottatura» con la politica: «Tre anni fa mi candidai per le comunali a Codogno col centrodestra. Non venni eletto ma portai a casa 70 preferenze. Ricevetti tanti complimenti e mi affidarono la presidenza della biblioteca. Bene, mi dissi e mi misi al lavoro ». Il fiore all'occhiello per il giovane informatico fu l'allestimento della «Notte bianca» che richiamò a Codogno 25 mila persone. «Mi aspettavo almeno un ringraziamento, una pacca sulla spalla per il bel lavoro fatto. E invece hanno accantonato la mia idea e la Notte Bianca non s'è fatta più». Claudio Del Frate Donato De Ieso

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ARENA DEL SOLE Via Indipendenza, 44 - Tel. 051 2910910 Sala Grande (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 12-03-2009)

Argomenti: Grillo

BOLOGNA SPETTACOLI pag. 33 ARENA DEL SOLE Via Indipendenza, 44 - Tel. 051 2910910 Sala Grande , ore 21, Copenaghen di Michael Frayn, con Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Giuliana Lojodice. Sala InterAction, ore 21,30, Teatrino Giullare presenta Alla meta di Thomas Bernhard. Teatro delle Moline, ore 21,15, Le regole del saper vivere nella società moderna di Jean - Luc Lagarce, regia di Marinella Manicardi, con Alessandra Frabetti. Prevendite ore 11-19. www.arenadelsole.it BOLOGNA FESTIVAL Bologna Festival 2009 Vendita nuovi abbonamenti. Vendita biglietti singoli concerti a partire dal 23 marzo. Biglietteria Emporio della Cultura, Piazza Maggiore 1/E, tutti i giorni dalle ore 12 alle 19. Tel. 051 273501. Informazioni: Bologna Festival tel. 051 6493397. www.bolognafestival.it TEATRO DI BUDRIO Tel. 051 801300 Martedì 17 e mercoledì 18 ore 21 Stefano Accorsi e Lucilla Morlacchi in Il dubbio. TEATRO DEHON Via Libia, 59 - Tel. 051 342934 Ore 21 prima nazionale Aspettando Godot di Samuel Beckett. Prev. ore 15-19 Teatro Tivoli, via Massarenti, 418 - tel. 051-342934 Ore 21 Ma.... Donne di e con Katia Sassoni. Agli spettatori verrà dato in omaggio il libro di Katia Sassoni. www.teatrodehon.it TEATRO DUSE Via Cartoleria, 42 - Tel. 051 231836 Ore 21, turno A Prime, IL signore va a caccia di Georges Feydeau con Mario Scaccia, Debora Caprioglio, Edoardo Sala, Rosario Coppolino, regia Mario Scaccia. Riduzioni. TEATRO EUROPAUDITORIUM P.zza Costituzione, 4 Palacongressi - Tel. 051 372540 Prevendite per marzo - aprile. Alle ore 21 Beppe Grillo in Delirio. www.teatroeuropa.it BALUARDO DELLA CITTADELLA P.zza Tien An Men, 5 - 41000 Modena - Tel. 059244309 Modena Jazz Club presenta: Gio. 12 marzo ore 21,45 Bologna Jazz Ensemble feat. Jimmy Villotti Piero Odorici (sax); Marco Tamburini (tromba); Nico Menci (pianoforte); Paolo Benedettini (contrabbasso); Alessandro Minetto (batteria); Jimmy Villotti (chitarra): Merc. 18 mar. h. 21,45, Fabrizio Sferra trio. www.baluardodellacittadella.it info@baluardodellacittadella.it

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Emendamento D'Alia è censura web (sezione: Grillo)

( da "Articolo21.com" del 12-03-2009)

Argomenti: Grillo

Emendamento D'Alia è censura web di Marco Bazzoni Il Senatore Gianpiero D'Alia, con il suo emendamento all'articolo 50 del DDL 773 (pacchetto sicurezza), già approvato dal senato: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emend&leg=16&id=392701&idoggetto=413875 con una scusa sacrosanta (bloccare chi inneggia alla mafia, al terrorismo e alla violenza) si prepara a mettere il bavaglio alla rete. Andrebbe ricordato che il reato di apologia e di istigazione a delinquere, è già previsto e punito dal codice penale, quindi chiunque ne venga accusato, viene processato, e se colpevole, condannato. Ovvio che il fine non quello, ma è di limitare la libertà di espressione e di opinione in rete. In pratica, sempre se questo emendamento non verrà ritirato, e quindi approvato definitivamente dalla Camera dei Deputati, se su un blog, social media, ad esempio Youtube o Facebook, ci sono commenti, articoli che commettono apologia di reato e istigazione a delinquere, esempio invitare ad non osservare una legge considerata sbagliata, e non vengono rimossi entro 24 ore, il provider è obbligato dalla legge a oscurarli, pena una sanzione da 50 mila a 250 mila euro: Questo emendamento è incostituzionale, perchè va contro l'Articolo 21 della costituzione che dice: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione....." Se l'emendamento D'Alia non verrà stralciato, anche in Italia la libertà d'informazione su internet, sarà limitata a livelli della Cina. C'è un blog che Vi invito a visitare, ed è quello di Stefano Quintarelli, che in un suo post, analizza nei dettagli l'emendamento D'Alia: http://blog.quintarelli.it/blog/2009/02/quel-biiip-di-biiip-ha-biiip-una-biiip-.html In una nota di poco fa sull'agenzia Apcom, il Senatore D'Alia: http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2009/02_febbraio/13/sicurezza_d_alia_a_di_pietro_mio_emendamento_non_censura_web,17971950.html, risponde al post di Antonio Di Pietro: http://www.antoniodipietro.com/2009/02/_il_senato_con_voto.html#comments, che accusava questo emendamento di censura, dicendo che il suo emendamento non censura il web. Invece ha ragione Di Pietro!!! Inoltre D'Alia, sempre nella sua nota di agenzia, arriva addirittura a dire che i blog di Beppe Grillo e di Antonio Di Pietro sono pieni di sciocchezze, quando non è assolutamente così, dimostrando di non avere il minimo rispetto per le centinaia di migliaia di persone che accedono ogni giorno a questi blog. C'è ne fossero di blog così!!! Infine, concordo pienamente con quanto dice Sonia Alfano, che in una nota di agenzia stampa, dice "che invece di oscurare internet, si potrebbe ad esempio riaprire le inchieste sulle stragi di Ustica, Via D'Amelio, Capaci, Piazza Fontana, e molte altre, e far avere alle vittime delle molteplici stragi italiane la giustizia che non hanno mai ottenuto". bazzoni_m@tin.it NEGLI USA OBAMA VIENE ELETTO DA INTERNET. E IN ITALIA CHE SI FA? SI CENSURA LA RETE - di Stefano Corradino

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FORUM pag.1 (sezione: Grillo)

( da "Affari Italiani (Online)" del 12-03-2009)

Argomenti: Grillo

Sondaggio/ Piepoli (Consortium) ad Affaritaliani.it: Beppe Grillo vale il 6% a livello nazionale Giovedí 12.03.2009 10:30 Il 2 giugno 1946 si tengono le elezioni nazionali per la nascita dell'Assemblea Costituente. Il Fronte dell'Uomo qualunque ottiene 1.211.956 voti, pari al 5,3% delle preferenze, e manda all'Assemblea costituente 30 deputati diventando il quinto partito nazionale, dopo la Democrazia Cristiana, il PSIUP, il Partito Comunista Italiano e l'Unione Democratica Nazionale. Il secondo turno delle amministrative segna il punto di massima espansione del partito. A Roma ottiene 108.000 voti: seimila voti più della Democrazia Cristiana. È soltanto secondo al Blocco popolare, formato da comunisti e socialisti. A Parri succede alla guida del Governo Alcide De Gasperi che attacca duramente la formazione di Giannini, definendola filofascista. Oltre ai grandi partiti radicati nel territorio, anche la Confindustria guidata da Angelo Costa è ostile al Fronte dell'Uomo qualunque, per gli attacchi ricevuti da Giannini su presunti accordi tra la grande industria ed il sindacato, controllato dai comunisti. Nel 1947 il partito qualunquista ricopre un ruolo fondamentale per la nascita del quarto governo di De Gasperi. Giannini accetta l'accordo per potere estromettere i comunisti dal varo della nuova compagine governativa. Questo avvicinamento alla Democrazia Cristiana rappresenterà però la fine del successo popolare del Fronte dell'Uomo Qualunque. I sostenitori delusi dal nuovo posizionamento dichiaratamente governativo abbandonano il partito. In maggio alle regionali in Sicilia, fanno una lista, "Blocco Democratico Liberal Qualunquista", che ottiene il 14,7 per cento, ma già in ottobre, alle elezioni suppletive di Roma, l'Uomo qualunque perde 50.000 voti. L'anno seguente, nelle elezioni politiche del 18 aprile, entrò nel Blocco Nazionale, una coalizione elettorale, di centro-destra, insieme al PLI. La lista ottenne solo 18 deputati e 7 senatori. UQ si scioglierà nel volgere di pochi mesi, confluendo nelle sue componenti maggioritarie nel Partito Nazionale Monarchico e nel neonato Movimento Sociale Italiano. Il termine qualunquismo, poi rimasto nel lessico politico con evidente accezione negativa, definisce atteggiamenti di sfiducia nelle istituzioni democratiche, di diffidenza e ostilità nei confronti della politica e del sistema dei partiti, di insensibilità agli interessi generali, che si traducono in opinioni semplicistiche e sostanzialmente conservatrici sui problemi dello stato e del governo. In verità il movimento era tutt'altro che disinteressato ed insensibile alla vita politica del Paese, ma piuttosto sfiduciato dal sistema partitocratico e dallo scarso interesse che la politica mostrava verso i reali problemi della gente, dell'uomo qualunque appunto. Nella cultura francese esiste un termine analogo, poujadisme. < < pagina precedente

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Piani di rilancio, l'Europa dice no a Obama (e fa bene). (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 12-03-2009)

Argomenti: Grillo

Giornale di oggi scrivo un articolo incentrato sulle crescenti incomprensioni tra l'Unione europea e la nuova America di Obama, in vista del prossimo G20. Il punto centrale riguarda il piano di stimolo dell'economia, la Casa Bianca da giorni preme affinchè anche l'Europa ne adotti uno in grande stile (quello Usa è pari al 5,7% del Pil), ma i Ventisette sono restii. "Hanno già stanziato spese straordinarie pari all'1,5% del Pil, che porteranno quelli dell'area euro a sfondare il deficit del 3% previsto dal Trattato di Maastricht, ma non intendono andare oltre nel timore che disavanzi eccessivi possano incrinare la tenuta o perlomeno la credibilità della moneta unica". Infatti quello americano quest'anno sfiorerà il 10% e che chi lo vede addirittura al 15%. Inoltre, Berlino e Parigi prestano sempre più ascolto agli economisti secondo cui manovre come quelle americane servono a poco; infatti a breve porteranno nelle tasche dei contribuenti importi irrisori pari a poche decine di dollari a testa, mentre gli investimenti sulle infrastrutture incideranno sulla crescita solo verso la fine del 2010. Insomma, si dovrebbe rinunciare a equilibri finanziari costruiti in oltre 15 anni per adottare misure espansioniste di dubbia efficacia". Io dico che l'Europa fa bene a resistere alle pressioni americane nonostante siano sempre più insistenti, con l'appoggio di grandi testate come Financial Times ed herald Tribune, che abboccano allo spin della Casa Bianca. La mia impressione è che gli Usa sperino di trascinare anche gli altri Paesi nella spirale dei deficit (e a lungo termine inflazionistica) perchè se tutti vanno male è più facile che il dollaro resti la moneta di riferimento; ma se l'Europa non segue la corrente e mantiene conti più o meno in ordine il biglietto verde rischia il capitombolo e Washington di perdere la leadership finanziaria sull'economia globale. Questa è la vera posta in gioco. Sbaglio? Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, manipolazione, era obama, globalizzazione, europa, economia, società, gli usa e il mondo Non commentato » (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Mar 09 Libertà di stampa? Sì, ma non per i blog Attenti, amici bloggisti, la Cassazione ha deciso che "per i blog e i forum on-line non valgono le regole che tutelano la libertà di stampa". La ragione? Eccola: siccome "si tratta di una semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al forum", spesso in forma anonima,."Blog, forum eccetera non possono essere considerati come una testata giornalistica, ma sono equiparabili ai messaggi che potevanoe possono essere lasciati in una bacheca". Dunque i blog hanno l'obbligo di rispettare il "buon custome" e il giudice può ordinare il sequestro di alcune pagine web. La controversia era nata in seguito alla decisione del Tribunale di Catania di sequestrare un forum di discussione sulla religione cattolica nel quale erano contenuti messaggi che la magistratura di Catania aveva ritenuto offensivi verso il comune sentimento religioso. Alcuni bloggisti "avevano travalicato limiti del buon costume alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il 'sacro seme del Cattolicesimo'". Il tema è delicatissimo. Certe ingiurie sono indifendibili, ma temo che la sentenza della Cassazione sia esagerata e che costituisca un precedente potenzialmente pericoloso per la libertà di espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è il buon costume? E chi ci garantisce che questa sentenza non venga usata per mettere a tacere opinioni scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione, società, Italia, democrazia, giornalismo Commenti ( 42 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 09 "Repubblica" s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties" Il mondo va a rotoli e "Repubblica", giustamente, si preoccupa anche dei contraccolpi sugli hotel di lusso. Mercoledì ha dedicato all'argomento un'intera pagina. Ecco l'incipit: "Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri La di Singapore e dal racconto di Alessandra Pavolini, general manager in viaggio per il 40 per cento del suo tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è stato uno shock: "Niente più corbeille di fiori nella hall, neppure un valletto che ti prende i bagagli, in camera una lista di raccomandazioni da colonia estiva: spegni le luci, non usare tutti gli asciugamani, tieni la temperatura più alta. In bagno il deserto, con il barattolino dello shampoo che tiene solo una dose, spariti il cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul comodino matite lunghe come un mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre foglietti di carta bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso racconta che "il grande bacino del risparmio è quello delle amenities. Basta accappatoi; stop alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori più piccoli per shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso di presenze che si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del tutto"; via i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il cucito e kit per pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il cioccolatino della buona notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna nell'era di internet, a parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà nessuno che sono già state tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da lettere, così come le scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel". Come non capire i lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma, un'indecenza. Voi che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente preoccupato. Scritto in crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 33 ) » (6 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Mar 09 Obama chiede aiuto agli hedge funds (e li premia) Un altro breve post sulla crisi economica. Obama ha trovato la soluzione per far ripartire il credito: chiede aiuto agli hedge funds e ai fondi di private equity offrendo loro condizioni di estremo favore: potranno accumulare profitti illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in caso di perdita. L'accordo è legato ai cosiddetti "Talf", come spiego in questo articolo e prevede l'esborso da parte dello Stato di altri mille miliardi di dollari. Capito il progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli speculatori con i soldi dei contribuenti.. Intanto il totale degli interventi varati dal governo Usa raggiunge l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari ovvero 3500 miliardi di dollari, da finanziare con l'emissione di Buoni del Tesoro. Il debito Usa è ancora sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una brutta fine. Scritto in banche, capitalismo, crisi, progressisti, era obama, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 50 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.57 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Mar 09 E' ora di lasciar fallire le banche. In un'intervista che mi ha concesso, Arthur C. Brooks, presidente dell'American enterprise institute, uno dei principali think tank conservatori, sostiene due punti importanti: 1) a suo giudizio i piani di Obama anziché contrastare la crisi finiscono per peggiorarla. 2) tentare di salvare tutti è impossibile ed è inaccettabile che gli aiuti vadano soprattutto alla casta dei banchieri che questa crisi l'ha provocata. Dunque visto che la recessione è inevitabile, meglio adottare misure radicali e lasciar fallire le banche che non sono in grado di resistere. Il punto più delicato è l'ultimo e dopo aver riflettuto a lungo su questo tema, grazie anche ai vostri qualificatissimi contributi, mi sono convinto che questa sia l'unica strada. L'entità del debito accumulato da certe banche (soprattutto americane ma non solo) è tale, a causa dell'effetto leva, da non poter essere coperto nemmeno dallo Stato. Dunque cercare di tappare buchi, che in realtà continuano ad allargarsi, non avrà altra conseguenza che trascinare l'economia reale nel baratro. E allora anzichè creare "bad banks" o fondi con titoli tossici, bisogna rafforzare le banche in salute e usare i fondi pubblici per trasferire a queste ultime le attività fondamentali (e sane) di quelle in fallimento. Ci sarà uno choc e chi detiene azioni o prodotti finanziarie delle banche cattive perderà il proprio investimento, ma passato il trauma l'economia potrà riprendere su basi solide. L'idea circola già da qualche settimana tra gli specialisti, ma mi sembra l'unica soluzione plausibile. O sbaglio? AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra ha dato il via libera per stampare 150 miliardi di sterline da pompare nel sistema finanziario. E' un gesto disperato. A questo punto vedo solo due possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la Gran Bretagna fila verso la bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo: l'iperinflazione. Scritto in capitalismo, crisi, banche, era obama, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 74 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09 Quando Obama supplica il mondo. Obama non vede l'ora di avviare una nuova distensione con la Russia, ampiamente ricambiata, come spiego in questo articolo . Intanto invia due rappresentanti a Damasco per riallacciare il dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto banco parla con l'Iran e, secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni scorsi Hillary Clinton, a Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono importanti, ma che l'economia lo è di più, avvallando così le repressioni del regime comunista cinese. Con i Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre più conciliante, anzi accomodante e il presidente americano ha lanciato i primi segnali di preudente disponibilità anche al regime cubano dei fratelli Castro. La svolta è innegabile rispetto a Bush, ma proietta l'immagine di un Paese ansioso, improvvisamente insicuro, che dopo aver perso la supremazia economia teme di smarrire anche quella politica. E' come se Obama stesse supplicando il mondo: è vero siamo in recessione ma se ci riconoscerete ancora lo status di numero uno al mondo (e militarmente lo sono ancora), faremo i bravi con tutti. Insomma, un'America con il cappello in mano che cerca di far dimenticare le proprie debolezze. Ma basta la supremazia militare per giustificare lo status di superpotenza? E il mondo ha davvero voglia di farsi guidare dagli Usa? Scritto in globalizzazione, israele, era obama, democrazia, cina, gli usa e il mondo, russia, medio oriente, islam Commenti ( 96 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama combatte davvero le lobbies? I media di tutto il mondo hanno rilanciato il discorso con cui Obama annuncia "di voler lottare contro le lobbies che intendono ostacolare il suo piano economico". La retorica è quella di sempre: "Questo è il cambiamento promesso agli americani" e giù l'elenco delle riforme che i rappresentanti degli interessi particolari intendono bloccare: "Alle assicurazioni non piacerà l'idea di dover diventare più competitive per continuare a offrire la copertura medica», ha detto Obama. «Anche le banche e chi ha concesso prestiti agli studenti per iscriversi all'università non ameranno lo stop agli enormi sussidi a loro accordati, ma così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari per rendere i college più finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha detto Obama, «le compagnie petrolifere non ameranno l'interruzione delle facilitazioni fiscali per 30 miliardi di dollari, ma è così che possiamo permettere all'economia delle energie rinnovabili di creare nuovi progetti e posti di lavoro». La realtà, però, è molto diversa. Il presidente americano non ha affatto combattuto le lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel pacchetto di salvataggio del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo dimostra. Altro che riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di poche decine di miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che valgono migliaia di miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad alimentare il mito del cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia davvero trasformando l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di spin, basata sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme l'America non solo non cambia, ma rischia di accelerare il suo declino, perchè elude ancora una volta il vero problema dell'economia Usa, che è sistemico. E non sarà certo l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a sanare le casse dello Stato americano. Anche perchè di questo passo, alla fine del 2010, di ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff di Obama. Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia, globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Feb 09 In Terra Santa con i lettori de "Il Giornale" Da ieri sera sono infatti in Israele assieme ad Andrea Tornielli, Livio Caputo, Vittorio Dan Segre, nonchè Stefano Passaquindici e Maurizio Acerbi per accompagnare i lettori (numerosissimi) nel viaggio in Terra Santa organizzato al Giornale. E' una bella esperienza e molto intensa, ma anche a causa di connessioni internet assai lente (perlomeno qui a Nazareth) è possibile che nei prossimi giorni sia costretto a rallentare il ritmo dei post su "il cuore del mondo". Confido nella vostra comprensione. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Feb 09 Ma è questo l'Obama italiano? Il settimanale americano "Time" non ha dubbi: Matteo Renzi è l'Obama italiano, l'uomo su cui il Partito democratico deve puntare per rinascere dopo il fallimento di Veltroni. Renzi è il presidente della Provincia di Firenze ora candidato sindaco. "Time" lo descrive così: ha fatto largo uso di Internet e Facebook per riuscire a trionfare alle primarie. E, come Obama, Renzi ostenta un atteggiamento pragmatico nei confronti della politica. «Sono un politico, non faccio miracoli - ha detto spesso - Ho solo cercato di lavorare ogni giorno un pò meglio». Figlio di un piccolo imprenditore toscano, Renzi è un cattolico praticante ma ha già dichiarato che non permetterà al Vaticano di «guidare la sua politica». Secondo "Time" rispetto al presidente americano Renzi è qualche volta «turbolento» ed ha ancora «una faccia da bambino». Incuriosito, sono andato a cercare qualche video su You Tube. Ne ho trovati subito due, prodotti dallo stesso Renzi. L'astro nascente del Pd ritiene che Firenze "debba puntare in alto, ma anche in basso", che le "elezioni sono una sfida vinci o perdi e non ammettono pareggi"; seduce gli elettori affermando" che la città è gelosa del proprio passato e innamorata del proprio futuro", ma "deve fare un salto di qualità". Renzi stringe le spalle quando gli dicono che hanno costruito una nuova moschea "perchè tanto a Firenze ce ne sono tante" e ci illumina affermando che il più grande politico di tutti i tempi è Bob Kennedy (ma probabilmente voleva dire John Fitzgerald Kennedy). Il suo attore preferito è Jack Nicholson, e il film più gradito Blade Runner. La canzone prediletta? Naturalmente made in Usa. Insomma, un vero "Americano a Firenze", degno, più che di Obama, del miglior Veltroni. Ma giudicate voi stessi. Ecco i video: YouTube Direkt Che fiuto "Time" e che futuro, il Pd. Non c'è davvero nulla di meglio nel vivaio dell'Italia progressista? Scritto in progressisti, partito democratico, società, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 49 ) » (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Feb 09 Banche e crisi, il peggio deve ancora venire? Il debito delle banche irlandesi è pari al 250% del Prodotto interno lordo della stessa Irlanda, che potrebbe rischiare il default addirittura sui titoli di Stato. Molti Paesi dell'Europa dell'est stanno sprofondando in una crisi di tipo asiatico a causa delle banche che li hanno esposti a rischi insostenibili e sperano che l'Unione europea e il Fondo monetario internazionaler li salvi. In Svizzera il governo federale ha dovuto stanziare oltre 70 miliardi di franchi svizzeri per salvare Ubs e oggi ha addirittura violato lo stato di diritto e il segreto bancario, cedendo al ricatto di Obama, che aveva dato tempo fino a ieri ancora una volta a Ubs per svelare i nomi di 250 contribuenti americani che hanno frodato il fisco con l'aiuto decisivo della banca elvetica. Il governo americano non ha rispettato gli accordi tra gli Usa e la Confederazione elvetica e anzichè aspettare la fine del normale iter giudiziario, come accade tra tutti i Paesi civili, ha messo la Svizzera con le spalle al muro, minacciando di revocare la licenza bancaria all'Ubs, il che avrebbe provocato il fallimento dell'istituto bancario. E siccome Berna non può permettere di far fallire l'Ubs, perchè un evento del genere destabilizzerebbe la Confederazione, ha ceduto. Ci sono tanti altri esempi, ma la morale è sempre la stessa. Negli ultimi 15 anni le banche sono diventate più potenti degli stessi governi; ma ora che sono in difficoltà sperano che lo Stato, da loro stesse a lungo depotenziato, le salvi, mantenendo intatto il sistema ovvero preservando la prerogativa di condizionare il mondo. Questa non è democrazia e neppure capitalismo, è un'aberrazione. E fino a quando non verrà estirpata, non c'è possibilità di salvezza. Ma non vedo segnali di svolta. Anzi, la crisi economica, generata dalla finanza, sembra entrata in una spirale. Da qui il mio timore: il peggio deve ancora venire? Scritto in manipolazione, banche, capitalismo, era obama, economia, svizzera, democrazia, globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 151 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie banche (5) blog (1) capitalismo (5) cina (17) crisi (5) democrazia (58) economia (27) era obama (11) europa (10) francia (21) germania (3) giornalismo (49) giustizia (2) gli usa e il mondo (57) globalizzazione (39) immigrazione (38) islam (19) israele (2) Italia (148) manipolazione (4) medio oriente (13) notizie nascoste (42) partito democratico (1) presidenziali usa (22) progressisti (3) russia (14) sicurezza (1) sindacati (1) società (19) spin (3) svizzera (5) turchia (12) Varie (17) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Una vita meritocratica... - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. 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X antonio mason padova. Grazie, dell'informazione, sarebbe stato veramente uno scoop... 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Lettera a un ragazzo del 2009 (sezione: Grillo)

( da "KataWeb News" del 12-03-2009)

Argomenti: Grillo

Lettera a un ragazzo del 2009 12 marzo 2009 alle 17:43 — Fonte: beppegrillo.it — 0 commenti What a wonderful world "Caro ragazzo, cara ragazza del 2009 , sono un ex ragazzo degli anni ?60, mi chiamo Beppe Grillo, ho sessant?anni. Faccio parte della generazione che ti ha fottuto. Il tuo futuro è senza pensione, senza TFR, senza lavoro.

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12/03/2009 18:07 PD: GRILLO, VELTRONI ERA IL NULLA E FRANCESCHINI E' ANCORA OLTRE (sezione: Grillo)

( da "ITnews.it" del 12-03-2009)

Argomenti: Grillo

Bologna, 12 mar. - (Adnkronos) - "Veltroni e' uno che in 24 ore ti scordi anche che faccia aveva. Era il nulla e non raprresentava nulla. Franceschini e' ancora oltre il nulla, e' l'antimateria". L'attacco all'ex leader del Pd Walter Veltroni e all'attuale segretario Dario Franceschini arriva dal comico genovese Bebbe Grillo, intervenuto oggi sotto le Due Torri alla conferenza stampa di presentazione di Giovanni Favia, il candidato a sindaco di Bologna dalla lista civica promossa dal Meetup e dal gruppo 'Amici di Beppe Grillo".

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