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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “BEPPE GRILLO” |
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Beppe
Grillo al PalaDozza ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
BOLOGNA Beppe
Grillo al PalaDozza BOLOGNA. Il nuovo tour di Beppe Grillo,
"Delirio", lunedì (alle 21) fa tappa al PalaDozza di Bologna. Il
Paese è in delirio. I nostri dipendenti in Parlamento sono dentro un manicomio.
Tra di loro si capiscono, ma non sanno più cos'è la realtà.
grillo:
ecco la nuova lista civica ( da "Centro, Il"
del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
spettacolo
del comico al Massimo diventa una convention elettorale Grillo: ecco la nuova
lista civica PESCARA. E' già partita la campagna elettorale degli Amici di
Grillo. Lunedì scorso Beppe Grillo, a 24 ore dal raduno nazionale della sua
associazione a Firenze, si è esibito in uno spettacolo al teatro Massimo, a
Pescara e in quell'occasione ha presentato al pubblico la lista civica,
"Repubblica"
s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties"
( da "Giornale.it,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
- 18 Votes Ma
Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può
sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria
di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes
Recent Posts Libertà di stampa?
pronti
i fan di beppe grillo con un candidato sindaco
( da "Repubblica,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Pronti i fan
di Beppe Grillo con un candidato sindaco I grillini scendono in campo anche a
Bari. Una lista di supporter del comico-guru parteciperà alle prossime elezioni
amministrative del capoluogo: avranno un proprio candidato sindaco,
equidistante, e si impegnano fin da ora a non fare nessun tipo di accordo in un
possibile ballottaggio né con un polo né con un altro.
centrosinistra,
ecco tre errori da non ripetere ( da "Tirreno, Il"
del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Parole
pesanti anche nei confronti di Beppe Grillo e delle sue liste civiche: «A parte
alcuni aspetti, ritengo l'operato del comico genovese assai negativo e
controproducente». All'iniziativa - denominata "Economia e sviluppo
sostenibile della costa toscana" - sono intervenuti anche il presidente
della Provincia Giorgio Kutufa, i consiglieri regionali Alessia Petraglia (
GIULIANOVA
- Dopo avere denunciato pubblicamente alcuni mesi fa la situazione di degrado
ambientale ... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Vincenzo
Santuomo della Lista Beppe Grillo è tornato, anche con l'aiuto di amici cultori
dell'ippica, a controllare la situazione attuale dell'alveo fluviale.
«Nell'acqua del torrente- sostiene Santuomo- abbiamo trovato ancora oggi,
amianto in notevole quantità, tanto da emergere dal fondo del bacino.
È
stato presentato ieri al teatro San Filippo il libro dossier della pescarese
Samanta Di Persi... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)"
del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
assenza del
comico Beppe Grillo che ha scritto la prefazione del volume. Grillo, che non ha
potuto raggiungere la città in quanto suo figlio è ricoverato all'ospedale di
Ancona, è intervenuto all'appuntamento attraverso un contatto telefonico.
Prologo della presentazione sono stati proiettati dei video del comico
genovese.
SPOLETO
STRAPPA LA TESSERA di Forza Italia e lancia parole di fu...
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
INTANTO sull'altro
fronte «Spoleto a 5 Stelle», nascente lista civica vicina a Beppe Grillo si
dichiara intenzionata a chiedere, tramite il figlio Jacopo, a Dario Fo la
disponibilità ad impegnarsi su Spoleto. Non è chiaro se come candidato sindaco
o come testimonial. Presto sarà reso noto.
Stupri
e giustizia, la sinistra ascolterà Cofferati?
( da "Giornale.it,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
- 18 Votes Ma
Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può
sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria
di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes
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A
livello nazionale è al 6%. FORUM ( da "Affari Italiani (Online)"
del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Beppe Grillo
vale il 6% a livello nazionale Mercoledí 11.03.2009 14:38 Che cosa accadrebbe
se Beppe Grillo si presentasse a livello nazionale alle elezioni europee?
Quanto prenderebbe una lista civica del comico genovese? "Sarebbe una
riedizione del partito dell'Uomo Qualunque e quindi potrebbe arrivare a
prendere i consensi che ottenne l'
A
livello nazionale è al 6%. FORUM pag.1
( da "Affari
Italiani (Online)" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Beppe Grillo
vale il 6% a livello nazionale Mercoledí 11.03.2009 14:38 Il 2 giugno 1946 si
tengono le elezioni nazionali per la nascita dell'Assemblea Costituente. Il
Fronte dell'Uomo qualunque ottiene 1.211.956 voti, pari al 5,3% delle
preferenze, e manda all'Assemblea costituente 30 deputati diventando il quinto
partito nazionale,
Comicità
nelle Marche ( da "superEva notizie"
del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Il nuovo
Beppe Grillo, nel suo spettacolo ci obbliga ad analizzare vizi e virtù della
società passata e presente in un corrosivo, dissacratorio e divertentissimo
spettacolo. Dopo di lui, tra Marzo e Aprile, altri sei famosissimi comici si
esibiranno sul palco del Neon che si trasformerà in un vero e proprio teatro
con platea,
Ma
Obama combatte davvero le lobbies?
( da "Giornale.it,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
- 18 Votes Ma
Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può sostenere
l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary?
- 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Recent Posts
Libertà di stampa?
La
morte e il cortile ( da "Giornale.it, Il"
del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
ridice, un
po' Gilberto Govi un po' Beppe Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono
momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il
libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una
frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale.
Beppe
Grillo torna questa sera con Delirio, il suo graffian...
( da "Leggo"
del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Beppe Grillo
torna questa sera con Delirio, il suo graffiante monologo in cui non risparmia
niente e nessuno e se la prende soprattutto con l'incongruenza della nostra
vita quotodiana. L'appuntamento è sul palco del teatro EuropAuditorium (piazza
della Costituzione 4, ore 21).
il
bel paese da cambiare, beppe torna in scena - silvia fumarola
( da "Repubblica,
La" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Beppe Grillo
è il primo e unico italiano. Settimo in graduatoria - ha un blog anche in
inglese e giapponese - il comico è definito «una vera celebrità del web a
livello mondiale». Lui lo ripete da anni che «la rete è il futuro», lo ripete
anche nel suo spettacolo, che sabato sera farà tappa al Vaillant Palace (già tutto
esaurito)
"reagire
e disobbedire, solo così fermeremo il delirio" - anna tonelli
( da "Repubblica,
La" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Beppe Grillo
arriva in città, con il suo recital sfogo «Delirio», ma anche per sostenere dal
palco la lista civica che si presenta con il suo nome, il simbolo delle cinque
stelle e il candidato sindaco Giovanni Favia. «è nei comuni che si decide la
qualità della vita delle persone - aggiunge Grillo - .
Le
critiche di Petrini (An) sui lavori della nuova rotatoria
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
E in quanto a
indipendenza «Spoleto a 5 Stelle», il Comitato vicino a Beppe Grillo, non ha
ancora sciolto il nodo sul proprio candidato, sebbene siano in molti a
sostenere che potrebbe essere l'avvocato Carmelo Parente. C'è attesa anche per
conoscere le candidature o le eventuali alleanze dei Comunisti Italiani e di
Rifondazione.
Il
Comitato Botta all'attacco: <porta a porta> per informare tutti
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Beppe Grillo,
Striscia la notizia. «Troviamo alleanze», hanno ripetuto Carlo Ruocco,
presidente dalla consulta Centro storico, e Gian Luigi Colombo. Con i
commercianti del centro «che dovrebbero preoccuparsi dello spostamento del
flusso commerciale alla periferia», ma soprattutto con i cittadini di piazza Terzi,
<Presi
in giro da Idv e Rc> ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
candidato
sindaco della Lista civica ispirata a Beppe Grillo. «Italia dei Valori e Prc
hanno ingannato i cittadini, votando a favore, adesso sarà il voto a giudicarli
- attacca Olivieri -. La battaglia comunque continua. Stiamo preparando tutti i
documenti per la Corte dei Conti, esistono alternative anche meno costose».
La
lista civica nasce su Facebook <Al mio appello hanno risposto in 770>
( da "Corriere
della Sera" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Un precedente
esiste e sono i meet-up di Beppe Grillo ma lì la popolarità e l'istrionismo del
fondatore hanno fatto tutto o quasi. Dove mai potrà arrivare invece il carneade
De Ieso? «E invece da quando, quindici giorni fa, ho pubblicato il mio
messaggio su Internet, ho già raccolto 772 adesioni» commenta sorpreso - lui
per primo - Donato De Ieso,
ARENA
DEL SOLE Via Indipendenza, 44 - Tel. 051 2910910 Sala Grande
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Alle ore 21
Beppe Grillo in Delirio. www.teatroeuropa.it BALUARDO DELLA CITTADELLA P.zza
Tien An Men, 5 - 41000 Modena - Tel. 059244309 Modena Jazz Club presenta: Gio.
12 marzo ore 21,45 Bologna Jazz Ensemble feat. Jimmy Villotti Piero Odorici
(sax); Marco Tamburini (tromba);
Emendamento
D'Alia è censura web ( da "Articolo21.com"
del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
sempre nella
sua nota di agenzia, arriva addirittura a dire che i blog di Beppe Grillo e di
Antonio Di Pietro sono pieni di sciocchezze, quando non è assolutamente così,
dimostrando di non avere il minimo rispetto per le centinaia di migliaia di
persone che accedono ogni giorno a questi blog. C'è ne fossero di blog così!
FORUM
pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)"
del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
Beppe Grillo
vale il 6% a livello nazionale Giovedí 12.03.2009 10:30 Il 2 giugno 1946 si
tengono le elezioni nazionali per la nascita dell'Assemblea Costituente. Il
Fronte dell'Uomo qualunque ottiene 1.211.956 voti, pari al 5,3% delle
preferenze, e manda all'Assemblea costituente 30 deputati diventando il quinto
partito nazionale,
Piani
di rilancio, l'Europa dice no a Obama (e fa bene).
( da "Giornale.it,
Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
18 Votes Ma
Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 17 Votes Quanti immigrati può
sostenere l'Italia che arranca? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria
di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes
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stampa?
Lettera
a un ragazzo del 2009 ( da "KataWeb News"
del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
0 commenti
What a wonderful world "Caro ragazzo, cara ragazza del 2009 , sono un ex
ragazzo degli anni ?
12/03/2009
18:07 PD: GRILLO, VELTRONI ERA IL NULLA E FRANCESCHINI E' ANCORA OLTRE
( da "ITnews.it"
del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Abstract:
ex leader del
Pd Walter Veltroni e all'attuale segretario Dario Franceschini arriva dal
comico genovese Bebbe Grillo, intervenuto oggi sotto le Due Torri alla
conferenza stampa di presentazione di Giovanni Favia, il candidato a sindaco di
Bologna dalla lista civica promossa dal Meetup e dal gruppo 'Amici di Beppe
Grillo".
( da "Gazzetta di Modena,La" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
BOLOGNA
Beppe Grillo al PalaDozza BOLOGNA. Il nuovo
tour di Beppe Grillo,
"Delirio", lunedì (alle 21) fa tappa al PalaDozza di Bologna. Il
Paese è in delirio. I nostri dipendenti in Parlamento sono dentro un manicomio.
Tra di loro si capiscono, ma non sanno più cos'è la realtà. La confondono con i loro interessi
privati o di partito. Il futuro sono le centrali nucleari, gli inceneritori, i
parcheggi, i ponti sugli stretti, i tunnel in Val di Susa, il digitale
terrestre e la magistratura al guinzaglio. Alcuni dei temi che affronterà Grillo. (n.c.)
( da "Centro, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Lo spettacolo del comico al Massimo diventa una convention
elettorale Grillo: ecco la nuova lista civica PESCARA. E' già partita la campagna
elettorale degli Amici di Grillo. Lunedì scorso Beppe Grillo, a 24 ore dal raduno nazionale della sua associazione a Firenze,
si è esibito in uno spettacolo al teatro Massimo, a Pescara e in
quell'occasione ha presentato al pubblico la lista civica, che correrà
alle prossime competizioni elettorali di giugno. La lista ha per la prima volta
un simbolo unico in tutta Italia. Si chiama «Lista civica Pescara a 5 stelle Beppe Grillo.it». Continuerà ad esistere, comunque,
l'associazione «Pescara in Comune by amici di Beppe Grillo».
E' stato scelto come capolista Stefano Murgo, candidato a sindaco nelle
precedenti elezioni comunali dell'aprile dell'anno scorso. Non è escluso che
questa scelta possa essere riconfermata adesso, ma sarà l'assemblea con il suo
voto a deciderlo. Intanto, lo spettacolo di lunedì sera al Massimo del noto
comico si è trasformato in una sorta di convention elettorale. Grillo, che ha inserito Pescara tra le tappe del suo tour
nazionale, ha fatto intervenire sul palco esponenti della sua associazione per
presentare il lavoro svolto in un anno e mezzo, dalla sua costituzione ad oggi.
E' stato proiettato anche un video satirico, realizzato dall'associazione degli
Amici di Grillo, per illustrare le condizione attuali
della politica italiana. Il successivo appuntamento elettorale è fissato per
lunedì prossimo. Alle 21, all'hotel Miramare di Marina di Città Sant'Angelo, si
svolgerà un'assemblea pubblica. L'associazione di Grillo
invita i cittadini a partecipare all'iniziativa.
( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Attenti, amici
bloggisti, la Cassazione ha deciso che "per i blog e i forum on-line non
valgono le regole che tutelano la libertà di stampa". La ragione? Eccola:
siccome "si tratta di una semplice area di discussione dove qualsiasi
utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero,
rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al
forum", spesso in forma anonima,."Blog, forum eccetera non possono
essere considerati come una testata giornalistica, ma sono equiparabili ai
messaggi che potevanoe possono essere lasciati in una bacheca". Dunque i
blog hanno l'obbligo di rispettare il "buon custome" e il giudice può
ordinare il sequestro di alcune pagine web. La controversia era nata in seguito
alla decisione del Tribunale di Catania di sequestrare un forum di discussione
sulla religione cattolica nel quale erano contenuti messaggi che la
magistratura di Catania aveva ritenuto offensivi verso il comune sentimento
religioso. Alcuni bloggisti "avevano travalicato limiti del buon costume
alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il
'sacro seme del Cattolicesimo'". Il tema è delicatissimo. Certe ingiurie
sono indifendibili, ma temo che la sentenza della Cassazione sia esagerata e che
costituisca un precedente potenzialmente pericoloso per la libertà di
espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è il buon costume? E chi ci
garantisce che questa sentenza non venga usata per mettere a tacere opinioni
scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione, società, Italia,
democrazia, giornalismo Commenti ( 6 ) » (3 voti, il voto medio è: 4.67 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 09 "Repubblica"
s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties" Il mondo va a
rotoli e "Repubblica", giustamente, si preoccupa anche dei
contraccolpi sugli hotel di lusso. Mercoledì ha dedicato all'argomento
un'intera pagina. Ecco l'incipit: "Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri
La di Singapore e dal racconto di Alessandra Pavolini, general manager in
viaggio per il 40 per cento del suo tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è
stato uno shock: "Niente più corbeille di fiori nella hall, neppure un
valletto che ti prende i bagagli, in camera una lista di raccomandazioni da
colonia estiva: spegni le luci, non usare tutti gli asciugamani, tieni la
temperatura più alta. In bagno il deserto, con il barattolino dello shampoo che
tiene solo una dose, spariti il cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul
comodino matite lunghe come un mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre
foglietti di carta bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso
racconta che "il grande bacino del risparmio è quello delle amenities.
Basta accappatoi; stop alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori
più piccoli per shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso
di presenze che si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del
tutto"; via i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il
cucito e kit per pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il
cioccolatino della buona notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna
nell'era di internet, a parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà
nessuno che sono già state tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da
lettere, così come le scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel".
Come non capire i lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma,
un'indecenza. Voi che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente
preoccupato. Scritto in crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia,
giornalismo Commenti ( 33 ) » (6 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di
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Commenti Invia questo articolo a un amico 07Mar 09 Obama chiede aiuto agli
hedge funds (e li premia) Un altro breve post sulla crisi economica. Obama ha
trovato la soluzione per far ripartire il credito: chiede aiuto agli hedge funds
e ai fondi di private equity offrendo loro condizioni di estremo favore:
potranno accumulare profitti illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in
caso di perdita. L'accordo è legato ai cosiddetti "Talf", come spiego
in questo articolo e prevede l'esborso da parte dello Stato di altri mille
miliardi di dollari. Capito il progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli
speculatori con i soldi dei contribuenti.. Intanto il totale degli interventi
varati dal governo Usa raggiunge l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari
ovvero 3500 miliardi di dollari, da finanziare con l'emissione di Buoni del
Tesoro. Il debito Usa è ancora sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una
brutta fine. Scritto in banche, capitalismo, crisi, progressisti, era obama, globalizzazione,
economia, gli usa e il mondo Commenti ( 49 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.57
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Mar 09 E' ora di
lasciar fallire le banche. In un'intervista che mi ha concesso, Arthur C.
Brooks, presidente dell'American enterprise institute, uno dei principali think
tank conservatori, sostiene due punti importanti: 1) a suo giudizio i piani di
Obama anziché contrastare la crisi finiscono per peggiorarla. 2) tentare di
salvare tutti è impossibile ed è inaccettabile che gli aiuti vadano soprattutto
alla casta dei banchieri che questa crisi l'ha provocata. Dunque visto che la
recessione è inevitabile, meglio adottare misure radicali e lasciar fallire le
banche che non sono in grado di resistere. Il punto più delicato è l'ultimo e
dopo aver riflettuto a lungo su questo tema, grazie anche ai vostri
qualificatissimi contributi, mi sono convinto che questa sia l'unica strada.
L'entità del debito accumulato da certe banche (soprattutto americane ma non
solo) è tale, a causa dell'effetto leva, da non poter essere coperto nemmeno
dallo Stato. Dunque cercare di tappare buchi, che in realtà continuano ad
allargarsi, non avrà altra conseguenza che trascinare l'economia reale nel
baratro. E allora anzichè creare "bad banks" o fondi con titoli
tossici, bisogna rafforzare le banche in salute e usare i fondi pubblici per
trasferire a queste ultime le attività fondamentali (e sane) di quelle in
fallimento. Ci sarà uno choc e chi detiene azioni o prodotti finanziarie delle
banche cattive perderà il proprio investimento, ma passato il trauma l'economia
potrà riprendere su basi solide. L'idea circola già da qualche settimana tra
gli specialisti, ma mi sembra l'unica soluzione plausibile. O sbaglio?
AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra ha dato il via libera per stampare 150
miliardi di sterline da pompare nel sistema finanziario. E' un gesto disperato.
A questo punto vedo solo due possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la
Gran Bretagna fila verso la bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo:
l'iperinflazione. Scritto in capitalismo, crisi, banche, era obama,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 71 ) » (6 voti, il
voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09
Quando Obama supplica il mondo. Obama non vede l'ora di avviare una nuova
distensione con la Russia, ampiamente ricambiata, come spiego in questo
articolo . Intanto invia due rappresentanti a Damasco per riallacciare il
dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto banco parla con l'Iran e,
secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni scorsi Hillary Clinton, a
Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono importanti, ma che l'economia
lo è di più, avvallando così le repressioni del regime comunista cinese. Con i
Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre più conciliante, anzi accomodante
e il presidente americano ha lanciato i primi segnali di preudente
disponibilità anche al regime cubano dei fratelli Castro. La svolta è
innegabile rispetto a Bush, ma proietta l'immagine di un Paese ansioso,
improvvisamente insicuro, che dopo aver perso la supremazia economia teme di
smarrire anche quella politica. E' come se Obama stesse supplicando il mondo: è
vero siamo in recessione ma se ci riconoscerete ancora lo status di numero uno
al mondo (e militarmente lo sono ancora), faremo i bravi con tutti. Insomma, un'America
con il cappello in mano che cerca di far dimenticare le proprie debolezze. Ma
basta la supremazia militare per giustificare lo status di superpotenza? E il
mondo ha davvero voglia di farsi guidare dagli Usa? Scritto in globalizzazione,
israele, era obama, democrazia, cina, gli usa e il mondo, russia, medio
oriente, islam Commenti ( 91 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di
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Commenti Invia questo articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama combatte davvero le
lobbies? I media di tutto il mondo hanno rilanciato il discorso con cui Obama
annuncia "di voler lottare contro le lobbies che intendono ostacolare il
suo piano economico". La retorica è quella di sempre: "Questo è il cambiamento
promesso agli americani" e giù l'elenco delle riforme che i rappresentanti
degli interessi particolari intendono bloccare: "Alle assicurazioni non
piacerà l'idea di dover diventare più competitive per continuare a offrire la
copertura medica», ha detto Obama. «Anche le banche e chi ha concesso prestiti
agli studenti per iscriversi all'università non ameranno lo stop agli enormi
sussidi a loro accordati, ma così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari
per rendere i college più finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha
detto Obama, «le compagnie petrolifere non ameranno l'interruzione delle
facilitazioni fiscali per 30 miliardi di dollari, ma è così che possiamo
permettere all'economia delle energie rinnovabili di creare nuovi progetti e
posti di lavoro». La realtà, però, è molto diversa. Il presidente americano non
ha affatto combattuto le lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel
pacchetto di salvataggio del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo
dimostra. Altro che riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di
poche decine di miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che
valgono migliaia di miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad
alimentare il mito del cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia
davvero trasformando l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di
spin, basata sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme
l'America non solo non cambia, ma rischia di accelerare il suo declino, perchè
elude ancora una volta il vero problema dell'economia Usa, che è sistemico. E
non sarà certo l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a
sanare le casse dello Stato americano. Anche perchè di questo passo, alla fine
del 2010, di ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff
di Obama. Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il
voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009
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( da "Repubblica, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Pagina II - Bari Il
movimento si organizza: "Un nome c´è già, presto lo saprete" Pronti i fan di Beppe Grillo con un candidato
sindaco I grillini scendono in campo anche a Bari. Una lista di supporter del
comico-guru parteciperà alle prossime elezioni amministrative del capoluogo:
avranno un proprio candidato sindaco, equidistante, e si impegnano fin da ora a
non fare nessun tipo di accordo in un possibile ballottaggio né con un polo né
con un altro. «Daremo nei prossimi giorni l´annuncio ufficiale - spiega
uno degli organizzatori della lista, Lello Ciampolillo, nella vita impiegato
nelle telecomunicazioni - Abbiamo già il nome del candidato ma prima dovremo
fare un´ultima riunione: dopodiché presenteremo ufficialmente la lista e
cominceremo con la raccolta delle firme». Una prima lista già c´è: i requisiti
fondamentali sono di non avere procedimenti penali in corso e di non avere
precedenti esperienze politiche. «Hanno già dato la loro adesione decine di
persone, da ingegneri a esperti di marketing, uomini e donne di tutte le età»
spiega Ciampolillo. «è evidente però che innanzitutto ci deve essere una
convergenza sui programmi». Quali sono? «Porteremo avanti, chiaramente, gli
argomenti più cari a Beppe Grillo, quelli più discussi
sul suo blog: abbiamo chiesto idee sui trasporti sostenibili, su uno possibile
sviluppo, sulle energie ecocompatibili, sull´ambiente e sui servizi ai
cittadini». Secondo Ciampolillo negli anni scorsi, Simeone Di Cagno Abbrescia
prima e Michele Emiliano poi, su questi temi avrebbero fatto troppo poco
«piegandosi sempre a ragionamenti di lobby, in barba a quelli che sono i reali
interessi dei cittadini». Fa anche degli esempi: «Non è possibile che invece di
aprire asili si siano realizzate delle inutili fontane nel mare. E´ stata
realizzata un´unica posta ciclabile, se quella si può chiamare pista ciclabile,
e si è continuato a cementificare ovunque». Ciampolillo cita la situazione del
mercato dell´ex Palmiotto o altri interventi fatti a Poggiofranco. «Queste
critiche, però, non significano affatto che noi siamo dall´altra parte: chi
c´era prima, aveva fatto le stesse cose con lo stesso spirito». (g. fosch.)
( da "Tirreno, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
La strigliata di
Martini Centrosinistra, ecco tre errori da non ripetere «L'anti-berlusconismo
non basta e nessuno può farcela da solo» LIVORNO. «Il centrosinistra, per poter
sperare di tornare a governare, dovrà evitare di commettere di nuovo i gravi
errori del passato. Basta con la costituzione di alleanze fondate
esclusivamente sull'antiberlusconismo, serve soprattutto un programma politico
propositivo condiviso da tutte le anime del centrosinistra. Smettiamola poi con
l'idea che ogni forza di sinistra sia autosufficiente: solo uniti si vince.
Infine, basta scimmiottare il populismo proposto da Berlusconi». Parola di
Claudio Martini, presidente della Regione: lo ha detto all'incontro organizzato
a Palazzo Granducale dall'associazione "La sinistra per Livorno". Per
il governatore i partiti del governo Prodi erano tenuti insieme solamente
dall'astio nei confronti del Cavaliere: «Sono stati mesi caratterizzati da una
disarmonia totale e da continue liti interne, le ferite continuano a bruciare
ancora oggi». A giudizio di Martini il Pd sbaglia «quando si crede
autosufficiente e in grado di condurre da solo la lotta al governo Berlusconi:
senza una solida rete di alleanze non si va proprio da nessuna parte». E subito
dopo aggiunge: «Lo stesso Berlusconi, sostenitore convinto del bipartitismo e
del sistema elettorale maggioritario, non rinuncia affatto a cercare
continuamente nuove alleanze. Su questo il Pd deve fare autocritica». Il
presidente della Regione definisce più volte lo scenario politico attuale come
"il tempo del populismo": «La grave crisi e il bisogno di sicurezza
manifestato dai cittadini è un terreno molto fertile per le promesse
demagogiche del centrodestra. Le diverse anime del centrosinistra dovranno
riuscire a lavorare insieme per offrire dei solidi riferimenti programmatici
collettivi. In tempo di crisi questo processo è ancora più difficoltoso».
Martini non usa mezzi termini, e va dritto al nocciolo della questione:
«Berlusconi fa promesse demagogiche un po' agli uni e un po' agli altri, senza
prendere in considerazione il bene della comunità. L'ultima "sparata"
sul piano casa è incredibilmente assurda, non fa altro che incentivare una sorta
di condono preventivo». Il presidente della Regione non risparmia qualche
frecciatina a quella parte del centrosinistra «che cerca di contrastare il
populista Berlusconi scimmiottando lo stesso tipo di populismo». Parole pesanti anche nei confronti di Beppe Grillo e
delle sue liste civiche: «A parte alcuni aspetti, ritengo l'operato del comico
genovese assai negativo e controproducente». All'iniziativa - denominata
"Economia e sviluppo sostenibile della costa toscana" - sono
intervenuti anche il presidente della Provincia Giorgio Kutufa, i consiglieri
regionali Alessia Petraglia (Sd), Mario Lupi (Verdi), Marco Montemagni
(gruppo misto), il presidente della commissione provinciale per le pari
opportunità Graziella Pierfederici, l'assessore provinciale alla difesa del
suolo Anna Maria Marrocco, l'assessore regionale Marco Betti e, in casa Sd, il
presidente Emanuele Cocchella e il consigliere provinciale Franca Rossi. David
Evangelisti
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Mercoledì 11 Marzo
2009 Chiudi GIULIANOVA - Dopo avere denunciato pubblicamente alcuni mesi fa la
situazione di degrado ambientale nella zona Salino, Vincenzo
Santuomo della Lista Beppe
Grillo è tornato, anche con l'aiuto di amici
cultori dell'ippica, a controllare la situazione attuale dell'alveo fluviale.
«Nell'acqua del torrente- sostiene Santuomo- abbiamo trovato ancora oggi,
amianto in notevole quantità, tanto da emergere dal fondo del bacino.
Già da tempo abbiamo proposto una mappatura dell'amianto per l'intero
territorio di Giulianova che oltre alle zone di degrado dell'ex Saig lungofiume
di Tordino e Salino e zona via Cavoni».
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Mercoledì 11 Marzo
2009 Chiudi È stato presentato ieri al teatro San Filippo il libro dossier
della pescarese Samanta Di Persio (nella foto) "Morti bianche".
Delusione tra il pubblico presente per l'assenza del comico
Beppe Grillo che ha scritto la prefazione del volume. Grillo, che non ha potuto raggiungere la città in quanto suo figlio è
ricoverato all'ospedale di Ancona, è intervenuto all'appuntamento attraverso un
contatto telefonico. Prologo della presentazione sono stati proiettati dei
video del comico genovese. «Non siamo l'antipolitica - ha detto per
telefono Grillo - abbiamo un'altra idea di politica.
Ci vedremo presto in Abruzzo per la presentazione delle liste elettorali». Sul
libro il comico ha concluso che «nei cantieri giapponesi dell'architetto Piano
non è morto mai nessuno. Purtroppo si muore in Italia per la cattiva
organizzazione».
( da "Nazione, La (Umbria)" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
SPOLETO pag. 15
SPOLETO STRAPPA LA TESSERA di Forza Italia e lancia parole di fu... SPOLETO
STRAPPA LA TESSERA di Forza Italia e lancia parole di fuoco ai vertici
spoletini e regionali del Pdl. Mario Mancini, stimato chirurgo oggi in
pensione, sbatte la porta contestando le modalità con le quali si è giunti alla
candidatura a sindaco di Angelo Loretoni. «Non avevo e non ho nessun desiderio
di fare carriera politica dichiara Mancini alla quale ho rinunciato da
studente, preferendo la professione che mi ha permesso di fare politica
aiutando chi è in difficoltà. Non ho bisogno di visibilità perche sono stato
ampiamente gratificato da una più che decorosa carriera professionale. Mi era
stata chiesta insistentemente la disponibilità a contribuire a un ricambio
della classe dirigente cittadina dal compianto Giancarlo Mercatelli, vero
politico di razza, allora coordinatore di Fi. La richiesta mi è stata reiterata
dagli attuali responsabili del partito a Spoleto, Alessandro Cretoni e
Francesco Ministrini. Ho cercato allora aggiunge Mancini di rendermi conto di
quanto succedeva fra chi, a Spoleto e in Umbria, gestisce il Pdl e ne sono
rimasto nauseato. Una miriade di capi, capetti, presunti capi, persone che
controllano qualche decina di voti, ma che si arrogano il diritto di decidere.
Pochissimi politici, tantissimi politicanti. Valori fondamentali del vivere
civile come l'educazione, il rispetto, la riconoscenza, l'amicizia, la
solidarietà, vengono regolarmente disattesi anche e soprattutto da chi ricopre
incarichi istituzionali ai massimi livelli. Ebbene, in cinque mesi non è stato
possibile confrontarmi con nessuno dei notabili nemmeno per chiedere un parere
sulla ipotetica mia candidatura a sindaco di Spoleto. Alla luce di queste
considerazioni ho deciso di riconsegnare immediatamente la mia tessera di
iscrizione a Fi, mettendo a disposizione me stesso e il mio bagaglio di
consensi a chi vuole veramente bene alla città». INTANTO
sull'altro fronte «Spoleto a 5 Stelle», nascente lista civica vicina a Beppe Grillo si dichiara intenzionata a chiedere, tramite il figlio Jacopo, a
Dario Fo la disponibilità ad impegnarsi su Spoleto. Non è chiaro se come
candidato sindaco o come testimonial. Presto sarà reso noto.
( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Attenti, amici
bloggisti, la Cassazione ha deciso che "per i blog e i forum on-line non
valgono le regole che tutelano la libertà di stampa". La ragione? Eccola:
siccome "si tratta di una semplice area di discussione dove qualsiasi
utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero,
rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al
forum", spesso in forma anonima,."Blog, forum eccetera non possono
essere considerati come una testata giornalistica, ma sono equiparabili ai
messaggi che potevanoe possono essere lasciati in una bacheca". Dunque i
blog hanno l'obbligo di rispettare il "buon custome" e il giudice può
ordinare il sequestro di alcune pagine web. La controversia era nata in seguito
alla decisione del Tribunale di Catania di sequestrare un forum di discussione
sulla religione cattolica nel quale erano contenuti messaggi che la
magistratura di Catania aveva ritenuto offensivi verso il comune sentimento
religioso. Alcuni bloggisti "avevano travalicato limiti del buon costume
alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il
'sacro seme del Cattolicesimo'". Il tema è delicatissimo. Certe ingiurie
sono indifendibili, ma temo che la sentenza della Cassazione sia esagerata e
che costituisca un precedente potenzialmente pericoloso per la libertà di
espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è il buon costume? E chi ci
garantisce che questa sentenza non venga usata per mettere a tacere opinioni
scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione, società, Italia,
democrazia, giornalismo Commenti ( 23 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 09 "Repubblica"
s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties" Il mondo va a
rotoli e "Repubblica", giustamente, si preoccupa anche dei
contraccolpi sugli hotel di lusso. Mercoledì ha dedicato all'argomento
un'intera pagina. Ecco l'incipit: "Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri
La di Singapore e dal racconto di Alessandra Pavolini, general manager in
viaggio per il 40 per cento del suo tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è
stato uno shock: "Niente più corbeille di fiori nella hall, neppure un
valletto che ti prende i bagagli, in camera una lista di raccomandazioni da
colonia estiva: spegni le luci, non usare tutti gli asciugamani, tieni la
temperatura più alta. In bagno il deserto, con il barattolino dello shampoo che
tiene solo una dose, spariti il cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul
comodino matite lunghe come un mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre
foglietti di carta bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso
racconta che "il grande bacino del risparmio è quello delle amenities.
Basta accappatoi; stop alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori
più piccoli per shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso
di presenze che si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del
tutto"; via i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il
cucito e kit per pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il
cioccolatino della buona notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna
nell'era di internet, a parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà
nessuno che sono già state tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da
lettere, così come le scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel". Come
non capire i lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma,
un'indecenza. Voi che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente
preoccupato. Scritto in crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia,
giornalismo Commenti ( 33 ) » (6 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di
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Commenti Invia questo articolo a un amico 07Mar 09 Obama chiede aiuto agli
hedge funds (e li premia) Un altro breve post sulla crisi economica. Obama ha
trovato la soluzione per far ripartire il credito: chiede aiuto agli hedge
funds e ai fondi di private equity offrendo loro condizioni di estremo favore:
potranno accumulare profitti illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in
caso di perdita. L'accordo è legato ai cosiddetti "Talf", come spiego
in questo articolo e prevede l'esborso da parte dello Stato di altri mille
miliardi di dollari. Capito il progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli
speculatori con i soldi dei contribuenti.. Intanto il totale degli interventi
varati dal governo Usa raggiunge l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari
ovvero 3500 miliardi di dollari, da finanziare con l'emissione di Buoni del
Tesoro. Il debito Usa è ancora sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una
brutta fine. Scritto in banche, capitalismo, crisi, progressisti, era obama,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 49 ) » (7 voti, il
voto medio è: 4.57 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Mar
09 E' ora di lasciar fallire le banche. In un'intervista che mi ha concesso,
Arthur C. Brooks, presidente dell'American enterprise institute, uno dei
principali think tank conservatori, sostiene due punti importanti: 1) a suo
giudizio i piani di Obama anziché contrastare la crisi finiscono per
peggiorarla. 2) tentare di salvare tutti è impossibile ed è inaccettabile che
gli aiuti vadano soprattutto alla casta dei banchieri che questa crisi l'ha
provocata. Dunque visto che la recessione è inevitabile, meglio adottare misure
radicali e lasciar fallire le banche che non sono in grado di resistere. Il
punto più delicato è l'ultimo e dopo aver riflettuto a lungo su questo tema,
grazie anche ai vostri qualificatissimi contributi, mi sono convinto che questa
sia l'unica strada. L'entità del debito accumulato da certe banche (soprattutto
americane ma non solo) è tale, a causa dell'effetto leva, da non poter essere
coperto nemmeno dallo Stato. Dunque cercare di tappare buchi, che in realtà
continuano ad allargarsi, non avrà altra conseguenza che trascinare l'economia
reale nel baratro. E allora anzichè creare "bad banks" o fondi con
titoli tossici, bisogna rafforzare le banche in salute e usare i fondi pubblici
per trasferire a queste ultime le attività fondamentali (e sane) di quelle in
fallimento. Ci sarà uno choc e chi detiene azioni o prodotti finanziarie delle
banche cattive perderà il proprio investimento, ma passato il trauma l'economia
potrà riprendere su basi solide. L'idea circola già da qualche settimana tra
gli specialisti, ma mi sembra l'unica soluzione plausibile. O sbaglio?
AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra ha dato il via libera per stampare 150
miliardi di sterline da pompare nel sistema finanziario. E' un gesto disperato.
A questo punto vedo solo due possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la
Gran Bretagna fila verso la bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo:
l'iperinflazione. Scritto in capitalismo, crisi, banche, era obama,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 72 ) » (6 voti, il
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09
Quando Obama supplica il mondo. Obama non vede l'ora di avviare una nuova
distensione con la Russia, ampiamente ricambiata, come spiego in questo
articolo . Intanto invia due rappresentanti a Damasco per riallacciare il
dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto banco parla con l'Iran e,
secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni scorsi Hillary Clinton, a
Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono importanti, ma che l'economia
lo è di più, avvallando così le repressioni del regime comunista cinese. Con i
Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre più conciliante, anzi accomodante
e il presidente americano ha lanciato i primi segnali di preudente
disponibilità anche al regime cubano dei fratelli Castro. La svolta è
innegabile rispetto a Bush, ma proietta l'immagine di un Paese ansioso,
improvvisamente insicuro, che dopo aver perso la supremazia economia teme di
smarrire anche quella politica. E' come se Obama stesse supplicando il mondo: è
vero siamo in recessione ma se ci riconoscerete ancora lo status di numero uno
al mondo (e militarmente lo sono ancora), faremo i bravi con tutti. Insomma,
un'America con il cappello in mano che cerca di far dimenticare le proprie
debolezze. Ma basta la supremazia militare per giustificare lo status di
superpotenza? E il mondo ha davvero voglia di farsi guidare dagli Usa? Scritto
in globalizzazione, israele, era obama, democrazia, cina, gli usa e il mondo,
russia, medio oriente, islam Commenti ( 96 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama combatte
davvero le lobbies? I media di tutto il mondo hanno rilanciato il discorso con
cui Obama annuncia "di voler lottare contro le lobbies che intendono
ostacolare il suo piano economico". La retorica è quella di sempre:
"Questo è il cambiamento promesso agli americani" e giù l'elenco
delle riforme che i rappresentanti degli interessi particolari intendono
bloccare: "Alle assicurazioni non piacerà l'idea di dover diventare più
competitive per continuare a offrire la copertura medica», ha detto Obama.
«Anche le banche e chi ha concesso prestiti agli studenti per iscriversi
all'università non ameranno lo stop agli enormi sussidi a loro accordati, ma
così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari per rendere i college più
finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha detto Obama, «le compagnie
petrolifere non ameranno l'interruzione delle facilitazioni fiscali per 30
miliardi di dollari, ma è così che possiamo permettere all'economia delle
energie rinnovabili di creare nuovi progetti e posti di lavoro». La realtà,
però, è molto diversa. Il presidente americano non ha affatto combattuto le
lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel pacchetto di salvataggio
del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo dimostra. Altro che
riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di poche decine di
miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che valgono migliaia di
miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad alimentare il mito
del cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia davvero trasformando
l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di spin, basata
sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme l'America non
solo non cambia, ma rischia di accelerare il suo declino, perchè elude ancora
una volta il vero problema dell'economia Usa, che è sistemico. E non sarà certo
l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a sanare le casse
dello Stato americano. Anche perchè di questo passo, alla fine del 2010, di
ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff di Obama.
Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Feb
( da "Affari Italiani (Online)" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Sondaggio/ Piepoli
(Consortium) ad Affaritaliani.it: Beppe Grillo vale il 6% a livello
nazionale Mercoledí 11.03.2009 14:38 Che cosa accadrebbe se Beppe Grillo si presentasse a livello nazionale alle elezioni europee? Quanto
prenderebbe una lista civica del comico genovese? "Sarebbe una riedizione
del partito dell'Uomo Qualunque e quindi potrebbe arrivare a prendere i
consensi che ottenne l'Uomo Qualunque nel 1946, ovvero il 6%
circa", spiega Nicola Piepoli, presidente di Consortium, ad
Affaritaliani.it. Che aggiunge: "Il movimento-partito di Beppe Grillo sarebbe più forte nelle aree urbane del
Centro-Nord e meno in quelle agricole del Sud". Il Fronte dell'Uomo
Qualunque (UQ) fu un movimento e, successivamente, un partito politico italiano
sorto attorno all'omonimo giornale (L'Uomo qualunque) fondato a Roma nel 1944
dal commediografo e giornalista Guglielmo Giannini. Alla formazione dei nuclei
qualunquisti, seguono la nascita di sedi sparse nella penisola italiana,
tesseramenti e fondazioni di segreterie. In un primo momento Giannini cerca di
far confluire questa adesione popolare nel Partito Liberale Italiano, ma
l'opposizione di Benedetto Croce fa naufragare questo progetto. A seguito di
questo rifiuto, Giannini decide di fondare il suo partito. Il primo congresso
del neonato Fronte dell'Uomo qualunque si tiene a Roma nell'aula magna della
città universitaria, tra il 16 ed il 19 febbraio del 1946. Il Fronte dell'Uomo
qualunque concepisce uno Stato non di natura politica, ma semplicemente
amministrativa, senza alcuna base ideologica. Uno stato tecnico che funga da organizzatore
di una folla e non di una nazione. Secondo Giannini per governare: "basta
un buon ragioniere che entri in carica il primo gennaio e se ne vada il 31
dicembre. E non sia rieleggibile per nessuna ragione". Da questa visione
deriva che lo Stato deve essere il meno presente nella società. L'economia deve
essere lasciata totalmente ai privati in un sistema totalmente liberista. Se
ciò non fosse lo Stato diverrebbe etico, e secondo Giannini da questa eticità
deriverebbe l'oppressione del libero pensiero del singolo, fino ad arrivare ad
una visione imperialista dell'organizzazione centrale. I punti cardine sono
quindi: Lotta al comunismo Lotta al capitalismo della grande industria
Propugnazione del liberismo economico individuale Limitazione del prelievo
fiscale Negazione della presenza dello Stato nella vita sociale del paese
pagina successiva >>
( da "Affari Italiani (Online)" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Sondaggio/ Piepoli
(Consortium) ad Affaritaliani.it: Beppe Grillo vale il 6% a livello
nazionale Mercoledí 11.03.2009 14:38 Il 2 giugno 1946 si tengono le elezioni
nazionali per la nascita dell'Assemblea Costituente. Il Fronte dell'Uomo
qualunque ottiene 1.211.956 voti, pari al 5,3% delle preferenze, e manda
all'Assemblea costituente 30 deputati diventando il quinto partito nazionale,
dopo la Democrazia Cristiana, il PSIUP, il Partito Comunista Italiano e
l'Unione Democratica Nazionale. Il secondo turno delle amministrative segna il
punto di massima espansione del partito. A Roma ottiene 108.000 voti: seimila
voti più della Democrazia Cristiana. È soltanto secondo al Blocco popolare,
formato da comunisti e socialisti. A Parri succede alla guida del Governo
Alcide De Gasperi che attacca duramente la formazione di Giannini, definendola
filofascista. Oltre ai grandi partiti radicati nel territorio, anche la
Confindustria guidata da Angelo Costa è ostile al Fronte dell'Uomo qualunque,
per gli attacchi ricevuti da Giannini su presunti accordi tra la grande
industria ed il sindacato, controllato dai comunisti. Nel 1947 il partito
qualunquista ricopre un ruolo fondamentale per la nascita del quarto governo di
De Gasperi. Giannini accetta l'accordo per potere estromettere i comunisti dal
varo della nuova compagine governativa. Questo avvicinamento alla Democrazia
Cristiana rappresenterà però la fine del successo popolare del Fronte dell'Uomo
Qualunque. I sostenitori delusi dal nuovo posizionamento dichiaratamente
governativo abbandonano il partito. In maggio alle regionali in Sicilia, fanno
una lista, "Blocco Democratico Liberal Qualunquista", che ottiene il
14,7 per cento, ma già in ottobre, alle elezioni suppletive di Roma, l'Uomo
qualunque perde 50.000 voti. L'anno seguente, nelle elezioni politiche del 18
aprile, entrò nel Blocco Nazionale, una coalizione elettorale, di
centro-destra, insieme al PLI. La lista ottenne solo 18 deputati e 7 senatori.
UQ si scioglierà nel volgere di pochi mesi, confluendo nelle sue componenti
maggioritarie nel Partito Nazionale Monarchico e nel neonato Movimento Sociale
Italiano. Il termine qualunquismo, poi rimasto nel lessico politico con
evidente accezione negativa, definisce atteggiamenti di sfiducia nelle
istituzioni democratiche, di diffidenza e ostilità nei confronti della politica
e del sistema dei partiti, di insensibilità agli interessi generali, che si
traducono in opinioni semplicistiche e sostanzialmente conservatrici sui
problemi dello stato e del governo. In verità il movimento era tutt'altro che
disinteressato ed insensibile alla vita politica del Paese, ma piuttosto
sfiduciato dal sistema partitocratico e dallo scarso interesse che la politica
mostrava verso i reali problemi della gente, dell'uomo qualunque appunto. Nella
cultura francese esiste un termine analogo, poujadisme. < < pagina
precedente
( da "superEva notizie" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Comicità nelle
Marche La rassegna di cabaret: "Non ci resta che ridere" in Ancona Il
Neon Concept Club di Ancona ha inaugurato venerdì 6 marzo una nuova travolgente
rassegna di cabaret: "Non ci resta che ridere". Sette saranno gli
appuntamenti marchigiani con la comicità, assolutamente da non perdere. Primo
ospite della rassegna è stato Alessandro Di Carlo. Il nuovo
Beppe Grillo, nel suo spettacolo ci obbliga ad analizzare vizi e virtù della
società passata e presente in un corrosivo, dissacratorio e divertentissimo
spettacolo. Dopo di lui, tra Marzo e Aprile, altri sei famosissimi comici si
esibiranno sul palco del Neon che si trasformerà in un vero e proprio teatro
con platea, posti limitati e numerati; ecco il programma di "Non ci
resta che ridere": 13 Marzo 2009 - Marco MARZOCCA Grande comico al fianco
di Corrado Guzzanti e Serena Dandini, poliziotto nella fiction 'Distretto di
Polizia', porta il suo spettacolo di cabaret nelle più importanti location
d'Italia e quindi non poteva mancare Ancona. 20 Marzo 2009 - La RICOTTA I
comici potentini di Zelig OFF conquisteranno con la loro comicità anche il
pubblico marchigiano 08 Aprile 2009 - KALABRUGOVIC Il filosofo metropolitano
Pino dei Palazzi, nonché Giancarlo Kalabrugovic, da Zelig OFF ad Ancona. 17
Aprile 2009 - Paolo HENDEL Con i suoi monologhi che spaziano dalla politica al
sesso, dai fumetti allo sport, prendendo di mira molti personaggi ottiene un
grande successo in teatro, cinema e televisione. In particolare, la politica
svolge un ruolo primario nei suoi dialoghi, dove, da uomo di sinistra, non
perde occasione per criticare pubblicamente Silvio Berlusconi. 24 Aprile 2009 -
Maurizio BATTISTA Comico romano con la sua satira prende di mira i
comportamenti delle donne, negli aspetti della quotidianità, portandoli
all'eccesso. 29 Aprile 2009 - Giovanni CACIOPPO e Marco BAZZONI I monologhi di
Giovanni Cacioppo e il lettore cd vivente Marco Bazzoni per un'esilerante
serata di cabaret. Per informazioni: Neon Concept Club Tel. 328 4520189
info@neonclub.it PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la
STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato
ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 11
marzo 2009 in: Teatro nelle Marche » Invia tramite EMAIL » Versione per la
STAMPA--> » Le vostre opinioni
( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
Attenti, amici
bloggisti, la Cassazione ha deciso che "per i blog e i forum on-line non
valgono le regole che tutelano la libertà di stampa". La ragione? Eccola:
siccome "si tratta di una semplice area di discussione dove qualsiasi
utente o gli utenti registrati sono liberi di esprimere il proprio pensiero,
rendendolo visionabile a tutti gli altri soggetti autorizzati ad accedere al
forum", spesso in forma anonima,."Blog, forum eccetera non possono
essere considerati come una testata giornalistica, ma sono equiparabili ai
messaggi che potevanoe possono essere lasciati in una bacheca". Dunque i
blog hanno l'obbligo di rispettare il "buon custome" e il giudice può
ordinare il sequestro di alcune pagine web. La controversia era nata in seguito
alla decisione del Tribunale di Catania di sequestrare un forum di discussione
sulla religione cattolica nel quale erano contenuti messaggi che la
magistratura di Catania aveva ritenuto offensivi verso il comune sentimento
religioso. Alcuni bloggisti "avevano travalicato limiti del buon costume
alludendo espressamente a pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il
'sacro seme del Cattolicesimo'". Il tema è delicatissimo. Certe ingiurie
sono indifendibili, ma temo che la sentenza della Cassazione sia esagerata e
che costituisca un precedente potenzialmente pericoloso per la libertà di
espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è il buon costume? E chi ci
garantisce che questa sentenza non venga usata per mettere a tacere opinioni
scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione, società, Italia,
democrazia, giornalismo Commenti ( 27 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un
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s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties" Il mondo va a
rotoli e "Repubblica", giustamente, si preoccupa anche dei
contraccolpi sugli hotel di lusso. Mercoledì ha dedicato all'argomento un'intera
pagina. Ecco l'incipit: "Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri La di
Singapore e dal racconto di Alessandra Pavolini, general manager in viaggio per
il 40 per cento del suo tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è stato uno
shock: "Niente più corbeille di fiori nella hall, neppure un valletto che
ti prende i bagagli, in camera una lista di raccomandazioni da colonia estiva:
spegni le luci, non usare tutti gli asciugamani, tieni la temperatura più alta.
In bagno il deserto, con il barattolino dello shampoo che tiene solo una dose,
spariti il cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul comodino matite lunghe
come un mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre foglietti di carta
bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso racconta che "il
grande bacino del risparmio è quello delle amenities. Basta accappatoi; stop
alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori più piccoli per
shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso di presenze che
si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del tutto"; via
i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il cucito e kit per
pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il cioccolatino della buona
notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna nell'era di internet, a
parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà nessuno che sono già state
tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da lettere, così come le
scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel". Come non capire i
lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma, un'indecenza. Voi
che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente preoccupato. Scritto in
crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 33 ) »
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Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
07Mar 09 Obama chiede aiuto agli hedge funds (e li premia) Un altro breve post
sulla crisi economica. Obama ha trovato la soluzione per far ripartire il
credito: chiede aiuto agli hedge funds e ai fondi di private equity offrendo
loro condizioni di estremo favore: potranno accumulare profitti
illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in caso di perdita. L'accordo è
legato ai cosiddetti "Talf", come spiego in questo articolo e prevede
l'esborso da parte dello Stato di altri mille miliardi di dollari. Capito il
progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli speculatori con i soldi dei
contribuenti.. Intanto il totale degli interventi varati dal governo Usa
raggiunge l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari ovvero 3500 miliardi
di dollari, da finanziare con l'emissione di Buoni del Tesoro. Il debito Usa è
ancora sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una brutta fine. Scritto in
banche, capitalismo, crisi, progressisti, era obama, globalizzazione, economia,
gli usa e il mondo Commenti ( 50 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.57 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Mar 09 E' ora di lasciar
fallire le banche. In un'intervista che mi ha concesso, Arthur C. Brooks,
presidente dell'American enterprise institute, uno dei principali think tank
conservatori, sostiene due punti importanti: 1) a suo giudizio i piani di Obama
anziché contrastare la crisi finiscono per peggiorarla. 2) tentare di salvare
tutti è impossibile ed è inaccettabile che gli aiuti vadano soprattutto alla
casta dei banchieri che questa crisi l'ha provocata. Dunque visto che la
recessione è inevitabile, meglio adottare misure radicali e lasciar fallire le
banche che non sono in grado di resistere. Il punto più delicato è l'ultimo e
dopo aver riflettuto a lungo su questo tema, grazie anche ai vostri
qualificatissimi contributi, mi sono convinto che questa sia l'unica strada.
L'entità del debito accumulato da certe banche (soprattutto americane ma non
solo) è tale, a causa dell'effetto leva, da non poter essere coperto nemmeno
dallo Stato. Dunque cercare di tappare buchi, che in realtà continuano ad
allargarsi, non avrà altra conseguenza che trascinare l'economia reale nel
baratro. E allora anzichè creare "bad banks" o fondi con titoli
tossici, bisogna rafforzare le banche in salute e usare i fondi pubblici per
trasferire a queste ultime le attività fondamentali (e sane) di quelle in
fallimento. Ci sarà uno choc e chi detiene azioni o prodotti finanziarie delle
banche cattive perderà il proprio investimento, ma passato il trauma l'economia
potrà riprendere su basi solide. L'idea circola già da qualche settimana tra
gli specialisti, ma mi sembra l'unica soluzione plausibile. O sbaglio?
AGGIORNAMENTO: la Banca d'Inghilterra ha dato il via libera per stampare 150
miliardi di sterline da pompare nel sistema finanziario. E' un gesto disperato.
A questo punto vedo solo due possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la
Gran Bretagna fila verso la bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo:
l'iperinflazione. Scritto in capitalismo, crisi, banche, era obama,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 72 ) » (6 voti, il
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09
Quando Obama supplica il mondo. Obama non vede l'ora di avviare una nuova
distensione con la Russia, ampiamente ricambiata, come spiego in questo
articolo . Intanto invia due rappresentanti a Damasco per riallacciare il
dialogo con la Siria, interrotto dal 2005. Sotto banco parla con l'Iran e,
secondo indiscrezioni, anche con Hamas. Nei giorni scorsi Hillary Clinton, a
Pechino, ha dichiarato che i diritti umani sono importanti, ma che l'economia
lo è di più, avvallando così le repressioni del regime comunista cinese. Con i
Paesi arabi del Golfo la Casa Bianca è sempre più conciliante, anzi accomodante
e il presidente americano ha lanciato i primi segnali di preudente
disponibilità anche al regime cubano dei fratelli Castro. La svolta è
innegabile rispetto a Bush, ma proietta l'immagine di un Paese ansioso,
improvvisamente insicuro, che dopo aver perso la supremazia economia teme di
smarrire anche quella politica. E' come se Obama stesse supplicando il mondo: è
vero siamo in recessione ma se ci riconoscerete ancora lo status di numero uno
al mondo (e militarmente lo sono ancora), faremo i bravi con tutti. Insomma,
un'America con il cappello in mano che cerca di far dimenticare le proprie
debolezze. Ma basta la supremazia militare per giustificare lo status di
superpotenza? E il mondo ha davvero voglia di farsi guidare dagli Usa? Scritto
in globalizzazione, israele, era obama, democrazia, cina, gli usa e il mondo,
russia, medio oriente, islam Commenti ( 96 ) » (5 voti, il voto medio è: 5 su
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Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Mar 09 Ma Obama combatte
davvero le lobbies? I media di tutto il mondo hanno rilanciato il discorso con
cui Obama annuncia "di voler lottare contro le lobbies che intendono
ostacolare il suo piano economico". La retorica è quella di sempre:
"Questo è il cambiamento promesso agli americani" e giù l'elenco
delle riforme che i rappresentanti degli interessi particolari intendono
bloccare: "Alle assicurazioni non piacerà l'idea di dover diventare più
competitive per continuare a offrire la copertura medica», ha detto Obama.
«Anche le banche e chi ha concesso prestiti agli studenti per iscriversi
all'università non ameranno lo stop agli enormi sussidi a loro accordati, ma
così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari per rendere i college più
finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha detto Obama, «le compagnie
petrolifere non ameranno l'interruzione delle facilitazioni fiscali per 30
miliardi di dollari, ma è così che possiamo permettere all'economia delle
energie rinnovabili di creare nuovi progetti e posti di lavoro». La realtà,
però, è molto diversa. Il presidente americano non ha affatto combattuto le
lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel pacchetto di salvataggio
del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo dimostra. Altro che
riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di poche decine di
miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che valgono migliaia di
miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad alimentare il mito
del cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia davvero trasformando
l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di spin, basata
sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme l'America non
solo non cambia, ma rischia di accelerare il suo declino, perchè elude ancora
una volta il vero problema dell'economia Usa, che è sistemico. E non sarà certo
l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a sanare le casse
dello Stato americano. Anche perchè di questo passo, alla fine del 2010, di
ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff di Obama.
Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Feb
( da "Giornale.it, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Grillo
La vita è bella ma
il calcio ancora di più. Basta poco per cambiare idea, tattica, risultato,
allenatore, squadra. Bastano un paio di giorni e si abbandona un'opinione per
presentarne un'altra, diametralmente opposta. Sull'argomento, Josè Mourinho
resta un vero mattatore. Dopo uno show durato nove mesi, con tutte le api a
ronzare attorno al suo miele, con il tono giusto per stupire i borghesi, lo
special one ha combinato una furbata delle sue, a capo chino, stavolta, con la
voce fioca: ha aggiunto due sole lettere per ribaltare se stesso e spiazzare il
resto del mondo. Lui era lo special one ma dopo la partita con il Genoa, a
domanda specifica sull'uso della moviola nel calcio, ha risposto e chiarito:
"Non sono nessuno", Special no one, dunque, un altro gol dei suoi,
mentre nello studio di plastica di Sky, commentatori e opinionisti sembravano
marionette senza fili e si discuteva all'italiana sul gol perfido di Balotelli.
Avanti così, la vita è bella, il calcio ancora di più. Propongo Josè Mourinho
il premio USSI, unione stampa sportiva italiana, uno come lui è la salvezza per
chi non saprebbe scrivere altro. Di football, ovviamente. Scritto in Nessuna
categoria Commenti ( 9 ) » (Nessun voto) Loading ... Il blog di Tony Damascelli
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09 Dalle prostitute ai prostituti Josè Mourinho è una leggenda. Parla e il
popolo ascolta, inebetito. Lui dice, ridice, un po'
Gilberto Govi un po' Beppe
Grillo, intendo la pronunzia anche se ci sono
momenti di comicità rara, parla, dunque, e nessuno osa aprire il diario, il
libretto dei ricordi, l'almanacco del calcio. I prostituti di oggi sono una
frase che piace, ad effetto, da titolo, commento, editoriale. I
prostituti sono il femminile, ovvio, delle prostitute di cui Josè Mourinho
sicuramente deve aver sentito parlare e di cui deve aver letto ai temopi giù
gloriosi del Porto da lui allenato. Era la stagione 2003/2004 e il campionato
portoghese andò come andò, vinse meritatamente il Porto ma saltò in aria il
calcio lusitano per una storia di apido dourado, fischietti d'oro, insomma
dicioto arbitri sospsesi, prostitute a gogò al loro servizio, gare
addomesticate, il presidente del Porto sotto accusa, squalificato, la squadra
penalizzata di 6 punti. Roba antica che è tornata alla memoria. Quello era il
calcio, questo è il calcio anche se Special One dice che "non è il
mio". Ogni tanto basta fermars e ricoerdare, l'ho fatto ache io
pentendomi, pagando il conto senza che nessuno chiedesse sconti. Avanti così.
Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 6 ) » (Nessun voto) Loading ... Il blog
di Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post
a un amico 25Feb 09 Ronda su ronda La solita storia italiana: le ronde. Il
pericolo pubblico numero 1, ultima novità dal fronte della politica, bassa. Si
discute, si lotta, si litiga sulla proposta di introdurre le ronde per tutelare
l'oirdine pubblico. Molti a favore, altrettanti contro. Domanda: quale è la
differenza tra gli stewards che operano da qualche tempo all'interno degli
stadi di football e le ronde che dovrebbero agire fuori dallo stadio, ad
esempio? Che differenza c'è tra gli agenti della sicurezza privata (mondialpol
e affini, guardie del corpo e avanti così) e le ronde di ex agenti dell'arma
benemerita, ex poliziotti in pensione? Aspetto le risposte, mi auguro non
politicanti, non faziose di partito, a destra, a sinistra, ma roba vera,
spicciola, pratica. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 17 ) » (1 voti, il
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Collina arancione L'ultima di Collina è il cartellino arancione. Magari
sponsorizzato dalla banca che di questo colore promuove il "conto".
Una soluzione cromaticoandreottiana, un compromesso tra il giallo e il rosso,
una non decisione, una palla in calcio d'angolo, tanto per non smentirsi.
L'uomo che sussurrava alla pioggia ha lanciato l'idea ma il football, anche con
il progresso, le riforme, il cambio delle norme, non è l'hockey su ghiaccio,
non è la pallacanestro, non è il rugby che, dal football non hanno assorbito
nessuna regola. O forse avremo i passi e il tempo d'area? O forse la pala
passata in avanti? O il cambio in corsa? Il football vive già una vita difficile
perchè il suo regolamento è letto a fisarmonica, si apre e si chiude seguendo
fazioni e inteessi, figuratevi poi l'introduzione di un terzo cartellino,
arancione appunto, per ch ha commesso un fallo a non proprio cattivo ma nemmeno
tanto morbido, insomma un'ave maria e un pater noster, diceva il prete in
confessionale. Tra qyualche tempo avremo la proposta del cartellino nero, per
attacco alla persona? Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 8 ) » (Nessun
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Commenti Manda questo post a un amico 22Feb 09 Le pagelle del calcio, del
cinema e del festival Mai fidarsi dei critici, di football, di cinema e di
canzoni. Prendete l'ultimo festival di Sanremo, rileggete voti, opinioni, riguardatevi
interventi in radio e tivvù degli inviati al festival, controllate i voti
riservati ai tre cantanti finalisti, direi Povia su tutti e cercate di non
ridere. O non ci hanno capito nulla o il loro giudizio conta ancora di meno
rispetto al parere del pubblico. Cosa che accade anche in occasione dei
festival del cinema, si tratti di Cannes o di Venezia, roba da sofisticati,
raffinati ma non per la gente comune che la pensa in modo opposto a quello che
i sacerdoti hanno espresso. Idem come sopra nel calcio, con qualche eccezione,
perchè spesso il calciatore bocciato in pagella è anche quello fischiato dal
pubblico dello stadio ma capita anche che alcuni godano di protezione, di voto
di casta, di sufficienza perchè appartengono a una certa squadra e perchè
teniamo famiglia ed è meglio conservare buoni rapporti con il prossimo, il
calciatore appunto. Totale: i voti in pagella sono come le cravatte, di gusto
personalissimo, a volte meglio andar via in maglietta, a volte il regalo della
fidanzata o della moglie viene riciclato, dunque al prossimo festival non
tenete conto di quello che scriveranno i giornalisti, dico in materia di voto,
passate oltre. Scritto in Nessuna categoria Commenti ( 2 ) » (2 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di Tony Damascelli © 2009
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a un amico 18Feb 09
Bonolis e Grillini Ormai al festival di Sanremo sono saltate le marcature. Le
canzoni sono un pretesto, si può fare e dire di tutto, invitare amici, sodali,
soci, affini e poi, arriva il bello. Per esempio uno canta, dico Povia, e il
suo brano "Luca era gay" è argomento di discussione da settimane, di
giorno e di notte. Trattasi di canzone ma Povia è Povia non è mica Mina che,
parola di Patty Pravo è ectoplasma, o Paoli che condede la pietas al pedofilo
violentatore, Povia no, dunque si adatti. Si adatti a vedere la seguente scena:
Bonolis, una volta finita l'esecuzione del cantante, cede il microfono a uno
spettatore che è poi l'onorevole Grillini, esponente dell'arcigay, il quale
conclude il proprio intervento con uno schiaffetto a Povia che non conosce i
problemi dei gay. Seguono fischi e applausi. Grillini ha fatto il suo mestiere,
anche da propagandista annunciando la prossima manifestazione di protesta del
suo movimento. Ma Bonolis ha creato un buon precedente: ogni testo discusso o
discutibile avrà ora bisogno di un intervento dall'esterno, telefonata da casa,
intervento del pubblico in sala per contestarlo, approvarlo, criticarlo. Il
festival non è più di un ente pubblico come la Rai, ormai è di un presentatore,
è di chi prende un milione e decide a proprio piacimento di offrire il
microfono a chi gli garba, sempre per proteggere le cosidette minoranze. E poi
in questo benedetto Paese è ormai diventato impossibile pensarla in maniera
diversa altrimenti sei un razzista, un violento, un antidemocratico. Avere
un'idea è pericoloso, avere un'ideologia è più comodo. Si fa carriera, si
prendono denari. Anche più di trenta. Scritto in Nessuna categoria Commenti (
20 ) » (7 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il blog di
Tony Damascelli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Manda questo post a
un amico 17Feb 09 Del Noce e i calciatori Il granata Del Noce Fabrizio,
direttore di Rai
( da "Leggo" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Beppe Grillo torna questa sera con Delirio, il
suo graffiante monologo in cui non risparmia niente e nessuno e se la prende
soprattutto con l'incongruenza della nostra vita quotodiana. L'appuntamento è
sul palco del teatro EuropAuditorium (piazza della Costituzione 4, ore 21). «Il Paese? dice Grillo
E' in pieno delirio. I nostri dipendenti in Parlamento tra di loro si
capiscono, ma non sanno più cos'è davvero la realtà...»
( da "Repubblica, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Pagina XVII - Genova
Al Vaillant Palace lo spettacolo del comico genovese, già tutto esaurito per
sabato sera L´interpretazione della realtà dell´uomo considerato tra i più
famosi della rete mondiale Il Bel Paese da cambiare, Beppe
torna in scena Il pubblico sta rispondendo in una maniera fantastica il
cittadino informato significa democrazia Gridavo alla catastrofe ma non sono
pessimista fino in fondo, però ora occorre che i giovani si sveglino SILVIA
FUMAROLA è l´unico italiano nella top 25 «web celeb» stilata da Forbes, la
rivista americana di economia e finanza, che ha pubblicato la classifica delle
persone più famose della rete. Tra imprenditori del web, blogger, maghi del
gossip, studiosi dei media, Beppe
Grillo è il primo e unico italiano. Settimo
in graduatoria - ha un blog anche in inglese e giapponese - il comico è
definito «una vera celebrità del web a livello mondiale». Lui lo ripete da anni
che «la rete è il futuro», lo ripete anche nel suo spettacolo, che sabato sera
farà tappa al Vaillant Palace (già tutto esaurito). «Barack Obama ha
vinto usando la rete e i blog come finanziamento - spiega - Attraverso la rete
ha preso tutti i mondi. Obama ha rovesciato la democrazia dal basso, fa
commentare le leggi prima di approvarle, prende i soldi dai cittadini non dalle
lobby, il primo discorso l´ha fatto da Youtube. Ha capito il cambiamento
epocale». Grillo star del web, che effetto fa? «è una
bella sensazione, perché ci siamo riusciti coi nostri mezzi: competere con un
miliardo di persone senza sponsor è un miracolo. Siamo diventati forti in
quattro anni. Non sono un blogger, uso la rete: oltre alla popolarità, ho la
credibilità». L´ha chiamato «Delirio tour», il suo one man show, perché non c´è
spazio per sperare. Grillo non fa sconti, racconta
l´Italia degli orrori che asfalta i campi di grano, spreca l´energia, umilia la
ricerca. «Lo spettacolo è in evoluzione - spiega il comico - Presento il
twitter, il cinguettio per eliminare i costi degli sms, lo stiamo lanciando:
funziona nei 140 caratteri, metti un indirizzo e-mail (devi avere un iPhone) e
non spendi niente. Poi, certo, c´è l´attualità politica. Per noi il silenzio
dello psiconano è speranza. Posso dire qualcosa anche sugli altri?». Sì, con
prudenza. «Allora, Napolitano è saggio ed è un bell´uomo. Gasparri pure,
Tremonti è una persona onesta, vabbè, faremo la satira al contrario». Sabina
Guzzanti scrive la satira col suo avvocato. «No, ce ne ho due in casa, non me
li voglio portare sul palco, almeno lì voglio essere libero. C´è una risposta
fantastica da parte del pubblico, il fatto di capire che hanno la
responsabilità di se stessi e della politica è importante, il cittadino
informato è la democrazia». Corre su e giù per il palco, travolge il pubblico
con le domande - perché anche lui va in cerca di risposte - e molte le dà. Gli
spettatori ridono, e si ride amaro: non sarà troppo pessimista? «Gridavo alla
catastrofe, è vero. Pessimista? Non lo sono fino in fondo, credo che questo
paese si possa cambiare. La grande lezione ce la darà l´economia, l´economia
farà giustizia». Il futuro è nero... «I giovani, in queste condizioni, non
possono neanche mettere su famiglia. è ora che si sveglino». Con Grillo in scena, la sveglia suona per tutti.
( da "Repubblica, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Pagina X - Bologna
"Reagire e disobbedire, solo così fermeremo il Delirio" Il comico in
scena all´Europauditorium parlerà anche della sua lista civica "Siamo un
virus, con migliaia di ragazzi che credono nella possibilità di cambiare la
politica" ANNA TONELLI «Noi parliamo di cose vere, di riciclaggio dei rifiuti,
della raccolta differenziata porta a porta, di mobilità del futuro, di
connessione libera e gratuita. Questa è la nostra politica, non il delirio che
si vede in Parlamento». Beppe
Grillo arriva in città, con il suo recital
sfogo «Delirio», ma anche per sostenere dal palco la lista civica che si
presenta con il suo nome, il simbolo delle cinque stelle e il candidato sindaco
Giovanni Favia. «è nei comuni che si decide la qualità della vita delle persone
- aggiunge Grillo - . Ecco perché abbiamo deciso di presentarci, per
parlare ai cittadini informati, con l´elmetto». Il suo è un ritorno annunciato,
richiesto con insistenza da quell´esercito di ultras che proprio sotto le Due
Torri hanno celebrato il V-day. La tappa di questa sera al Teatro EuropAuditorium
(ore 21, biglietti da
( da "Nazione, La (Umbria)" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
SPOLETO pag. 18 Le
critiche di Petrini (An) sui lavori della nuova rotatoria di ROSANNA MAZZONI
SPOLETO L'UDC CORRE da solo e propone agli elettori Leodino Galli (nella foto)
candidato sindaco. La decisione è maturata dopo due giorni di confronto durante
i quali i vertici del partito hanno anche approvato il programma elettorale.
«L'obiettivo spiega il segretario dell'Udc, Giancarlo Finocchi è rilanciare la
città per toglierla dalla palude in cui inconcludenti amministrazioni di
sinistra l'hanno relegata». Si punterà sulle politiche per la famiglia, sullo
sviluppo economico con particolare attenzione al comparto turistico e alla
rivitalizzazione del centro storico. Senza dimenticare i giovani, le frazioni e
la tutela dell'ambiente e del patrimonio artistico e culturale della città. La
scelta di Galli è motivata «dalla notevole esperienza politico-amministrativa
da lui maturata in numerosi incarichi svolti a Spoleto e per Spoleto». Intanto
i due principali sfidanti affilano le armi entrando in piena campagna
elettorale. Daniele Benedetti, candidato sindaco del Pd (appoggiato dallo Sdi e
dall'Idv) questa sera al ristorante «La Fattoria» presenzierà una cena, alla
quale hanno aderito oltre 250 persone e che prevede la presenza anche dei
vertici regionali del Pd. Dal canto suo Angelo Loretoni, candidato del Pdl, ha
incassato l'adesione del «Comitato indipendente» di Francesco Grechi e ha
aperto un confronto con l'esponente di Fi, Maurizio Hanke con il quale,
riferisce quest'ultimo, ha avuto «un lungo colloquio telefonico». Loretoni ieri
sera si è incontrato con i vertici spoletini del Pdl (An, Fi e Popolari
Liberali) e con un significativo gruppo di imprenditori e professionisti che
dovrebbero presentare una lista civica apparentata con lui. Oggi il candidato
del centrodestra si incontrerà con Sergio Grifoni del Comitato «Progetto Città»
e Moreno Gervasi, l'imprenditore al vertice del Comitato «Spoleto Futuro».
Entrambi, attraverso proposte e programmi per la città potrebbero presentarsi
alle amministrative con liste civiche indipendenti. E in
quanto a indipendenza «Spoleto a 5 Stelle», il Comitato vicino a Beppe Grillo, non ha ancora sciolto il nodo sul proprio candidato, sebbene
siano in molti a sostenere che potrebbe essere l'avvocato Carmelo Parente. C'è
attesa anche per conoscere le candidature o le eventuali alleanze dei Comunisti
Italiani e di Rifondazione. Insomma si preannuncia un periodo
preelettorale molto articolato e frenetico.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
SARZANA / LUNIGIANA
pag. 13 Il Comitato Botta all'attacco: «porta a porta» per informare tutti
SARZANA LA «BOTTA» ora vogliono darla loro. Assodato che le «misure colte,
intellettuali adottate finora» sono servite a poco, il Comitato «Sarzana, che
botta!», critico sul progetto firmato dall'archistar per via Muccini, ha deciso
di passare a maniere «più forti». L'altra sera i membri del gruppo sono stati
chiamati a raccolta in Sala della Repubblica. Erano un centinaio dei 1300
adepti in rete e ognuno ha portato idee per allargare la base del Comitato e
abbattere il muro di disinformazione, «che ancora adesso, a poche settimane
dall'arrivo del Progetto in consiglio comunale, fa dire a tanti sarzanesi che
non la faranno mai». Moltissime le proposte dei membri del comitato che si sono
autotassati per raccogliere fondi: volantinaggio porta a porta con la Torre
Botta in tutte le cassette della posta, affittare una maxi pubblicità
all'ingresso di Sarzana, il diametro della Torre dipinto in piazza Terzi, e i
tradizionali «banchetti» in città, il primo forse già sabato. Chi vuole
chiamare le Iene, Beppe
Grillo, Striscia la notizia. «Troviamo
alleanze», hanno ripetuto Carlo Ruocco, presidente dalla consulta Centro
storico, e Gian Luigi Colombo. Con i commercianti del centro «che dovrebbero
preoccuparsi dello spostamento del flusso commerciale alla periferia», ma
soprattutto con i cittadini di piazza Terzi, via Muccini, via VIII
marzo. Alessandro Poletti di Legambiente ha proposto una mobilitazione in
Regione, il poeta Angelo Tonelli piccole Torri di Botta da fare passeggiare in città
realizzate da pittori e scultori. La Torre resta il simbolo più discusso, più
citato e più criticato, senza dimenticare le altre criticità. «Davvero questo
progetto può risollevare Sarzana? si chiedono Quali negozi apriranno sotto il
grattacielo ora che tutti chiudono? Quanti gli appartamenti, le volumetrie
reali? C'è a Sarzana un tale incremento demografico?». «Abbiamo lavorato anche
dieci ore al giorno per questa battaglia ha detto il portavoce Roberto Mazza,
aprendo l'incontro ora bisogna passare dalla fase dialettica e pacifica ad
iniziative che persuadano i politici a fare una virata. L'amministrazione ha
fretta, pensa di risolvere i problemi del Comune con questo delirante progetto:
dobbiamo trovare una via d'uscita dignitosa da questa politica che butta avanti
le cose e le nasconde», ripete Mazza. Molta indignazione ha suscitato la
mancata consegna al Comitato dei documenti consegnati alle consulte di Centro,
Trinità e Crociata. A fine riunione, in tanti hanno dato la propria
disponibilità alla «battaglia dell'informazione» che avrà un momento... dolce:
Fiammetta Gemmi ha promesso una grande torta a forma di Torre Botta e il
Comitato se la mangerà. Più chiaro di così... Anna Chella
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
12-03-2009)
Argomenti: Grillo
REGGIO pag. 5 «Presi
in giro da Idv e Rc» LA RABBIA DI GAVASSA I GRILLINI'' E GLI AGRICOLTORI di
MATTEO INCERTI «L'INCENERITORE e il cemento dell'area industriale manderanno al
tappeto l'agricoltura e le produzioni per Parmigiano Reggiano a Gavassa e zone
vicine». La denuncia arriva da Alessandro Filippini, agricoltore di Gavassa che
è intervenuto alla riunione indetta dalla Lista Civica 5 Stelle dei
"grillini" indetta nella frazione, sui temi del Psc e rifiuti. Una
quarantina i presenti, tra cui alcuni agricoltori intervenuti per lamentare gli
effetti della nuova zona industriale decisa dal Comune e dal forno provinciale
varato dalla giunta Masini. Filippini tra l'altro ha i suoi terreni proprio a
poca distanza da dove potrebbe sorgere l'inceneritore. «Il Psc e il nuovo
inceneritore varato dalla Masini sono un'ipoteca negativa contro Gavassa, ma
anche verso tutta la provincia. Con il forno si sprecheranno 200 milioni di
euro che potrebbero essere investiti in economie a Rifiuti Zero' come in
California, creando molti più posti di lavoro», ha detto Matteo Olivieri,candidato sindaco della Lista civica ispirata a Beppe Grillo. «Italia dei Valori e Prc hanno ingannato i cittadini, votando a
favore, adesso sarà il voto a giudicarli - attacca Olivieri -. La battaglia
comunque continua. Stiamo preparando tutti i documenti per la Corte dei Conti,
esistono alternative anche meno costose». Al suo fianco Lorenzo Ponti,
futuro candidato nella lista e attivo nel volontariato a Gavassa che ha
denunciato «come i partiti non abbiano colto il messaggio positivo che è sempre
venuto dai cittadini della frazione e dai comitati». Giovanni Giavelli, docente
universitario a Scienze ambientali a Parma ha spiegato come «sia sulla
cementificazione che contro l'inceneritore ci sono state dure prese di
posizione di importanti personalità della Diocesi, come don Bedogni».
( da "Corriere della Sera" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Lombardia - data: 2009-03-12 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE La novità I «Giovani Lodigiani» fondati da Donato De Ieso La lista
civica nasce su Facebook «Al mio appello hanno risposto in 770» LODI — Il
partito che non c'è ha già 770 iscritti. Non ha una sede, i suoi sostenitori
non si sono finora visti di persona, ma si scambiano freneticamente idee,
pareri, incoraggiamenti. Il movimento «Giovani Lodigiani» che si prepara a
correre per le elezioni provinciali è nato e si sta sviluppando esclusivamente
su Facebook. Specchio dei tempi: forse i ragazzi di Lodi sono stati i primi a
capire come va il mondo. Certo. Un precedente esiste e sono
i meet-up di Beppe
Grillo ma lì la popolarità e l'istrionismo
del fondatore hanno fatto tutto o quasi. Dove mai potrà arrivare invece il
carneade De Ieso? «E invece da quando, quindici giorni fa, ho pubblicato il mio
messaggio su Internet, ho già raccolto 772 adesioni» commenta sorpreso - lui
per primo - Donato De Ieso, consulente informatico ventinovenne di
Codogno, animatore dei «Giovani Lodigiani». Il suo poteva essere il classico
messaggio in bottiglia nel mare magnum di Internet. Tanto più che diceva fin
dal principio di voler parlare di politica. «Perché noi giovani ci sentiamo
così lontani dalla politica, da chi siamo rappresentati? » era l'incipit del
post che lamentava la scarsa considerazione delle classi dirigenti verso gli
under 30 e che ironizzava sulla intramontabile presenza nelle liste di
ottuagenari. «Il dialogo che ne è nato - racconta De Ieso - mi ha fatto capire
che nella mia generazione c'è voglia di impegnarsi, di discutere anche di
politica. Che esiste insomma un terreno fertile in attesa di essere seminato.
Adesso il traguardo della corsa alle provinciali appare a portata di mano: per
presentare la lista bastano 350 firme, per ottenere un seggio 1.100 voti. Mi
domando perché dovremmo gettare al vento una simile occasione». Certo, adesso
occorrerà passare dal virtuale al reale, capire che le persone non sono un
nickname su Internet, e la politica non uno sfogo serale davanti al pc. «Siamo
pronti - risponde il fondatore - e nei prossimi fine settimana ci presenteremo
con una serie di serate a Lodi e nei centri principali della provincia. Per
l'occasione inviteremo gruppi musicali giovanili a esibirsi. Anche loro, come noi,
faticano a trovare spazio». E proprio questa sensazione di essere sempre
relegati in un angolo ha fatto da molla all'esperienza dei «Giovani Lodigiani».
De Ieso stesso, per quanto giovane, si è già preso una «scottatura» con la
politica: «Tre anni fa mi candidai per le comunali a Codogno col centrodestra.
Non venni eletto ma portai a casa 70 preferenze. Ricevetti tanti complimenti e
mi affidarono la presidenza della biblioteca. Bene, mi dissi e mi misi al
lavoro ». Il fiore all'occhiello per il giovane informatico fu l'allestimento
della «Notte bianca» che richiamò a Codogno 25 mila persone. «Mi aspettavo
almeno un ringraziamento, una pacca sulla spalla per il bel lavoro fatto. E
invece hanno accantonato la mia idea e la Notte Bianca non s'è fatta più». Claudio
Del Frate Donato De Ieso
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
12-03-2009)
Argomenti: Grillo
BOLOGNA SPETTACOLI
pag. 33 ARENA DEL SOLE Via Indipendenza, 44 - Tel. 051 2910910 Sala Grande ,
ore 21, Copenaghen di Michael Frayn, con Umberto Orsini, Massimo Popolizio,
Giuliana Lojodice. Sala InterAction, ore 21,30, Teatrino Giullare presenta Alla
meta di Thomas Bernhard. Teatro delle Moline, ore 21,15, Le regole del saper
vivere nella società moderna di Jean - Luc Lagarce, regia di Marinella
Manicardi, con Alessandra Frabetti. Prevendite ore 11-19. www.arenadelsole.it
BOLOGNA FESTIVAL Bologna Festival 2009 Vendita nuovi abbonamenti. Vendita
biglietti singoli concerti a partire dal 23 marzo. Biglietteria Emporio della
Cultura, Piazza Maggiore 1/E, tutti i giorni dalle ore 12 alle 19. Tel. 051
273501. Informazioni: Bologna Festival tel. 051 6493397. www.bolognafestival.it
TEATRO DI BUDRIO Tel. 051 801300 Martedì 17 e mercoledì 18 ore 21 Stefano
Accorsi e Lucilla Morlacchi in Il dubbio. TEATRO DEHON Via Libia, 59 - Tel. 051
342934 Ore 21 prima nazionale Aspettando Godot di Samuel Beckett. Prev. ore
15-19 Teatro Tivoli, via Massarenti, 418 - tel. 051-342934 Ore 21 Ma.... Donne
di e con Katia Sassoni. Agli spettatori verrà dato in omaggio il libro di Katia
Sassoni. www.teatrodehon.it TEATRO DUSE Via Cartoleria, 42 - Tel. 051 231836
Ore 21, turno A Prime, IL signore va a caccia di Georges Feydeau con Mario
Scaccia, Debora Caprioglio, Edoardo Sala, Rosario Coppolino, regia Mario
Scaccia. Riduzioni. TEATRO EUROPAUDITORIUM P.zza Costituzione, 4 Palacongressi
- Tel. 051 372540 Prevendite per marzo - aprile. Alle ore
21 Beppe Grillo in Delirio. www.teatroeuropa.it BALUARDO DELLA CITTADELLA P.zza
Tien An Men, 5 - 41000 Modena - Tel. 059244309 Modena Jazz Club presenta: Gio.
12 marzo ore 21,45 Bologna Jazz Ensemble feat. Jimmy Villotti Piero Odorici
(sax); Marco Tamburini (tromba); Nico Menci (pianoforte); Paolo
Benedettini (contrabbasso); Alessandro Minetto (batteria); Jimmy Villotti
(chitarra): Merc. 18 mar. h. 21,45, Fabrizio Sferra trio.
www.baluardodellacittadella.it info@baluardodellacittadella.it
( da "Articolo21.com" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Emendamento D'Alia è
censura web di Marco Bazzoni Il Senatore Gianpiero D'Alia, con il suo emendamento
all'articolo 50 del DDL 773 (pacchetto sicurezza), già approvato dal senato:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emend&leg=16&id=392701&idoggetto=413875
con una scusa sacrosanta (bloccare chi inneggia alla mafia, al terrorismo e
alla violenza) si prepara a mettere il bavaglio alla rete. Andrebbe ricordato
che il reato di apologia e di istigazione a delinquere, è già previsto e punito
dal codice penale, quindi chiunque ne venga accusato, viene processato, e se
colpevole, condannato. Ovvio che il fine non quello, ma è di limitare la
libertà di espressione e di opinione in rete. In pratica, sempre se questo
emendamento non verrà ritirato, e quindi approvato definitivamente dalla Camera
dei Deputati, se su un blog, social media, ad esempio Youtube o Facebook, ci
sono commenti, articoli che commettono apologia di reato e istigazione a
delinquere, esempio invitare ad non osservare una legge considerata sbagliata,
e non vengono rimossi entro 24 ore, il provider è obbligato dalla legge a
oscurarli, pena una sanzione da 50 mila a 250 mila euro: Questo emendamento è
incostituzionale, perchè va contro l'Articolo 21 della costituzione che dice:
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la
parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione....." Se l'emendamento
D'Alia non verrà stralciato, anche in Italia la libertà d'informazione su
internet, sarà limitata a livelli della Cina. C'è un blog che Vi invito a
visitare, ed è quello di Stefano Quintarelli, che in un suo post, analizza nei
dettagli l'emendamento D'Alia:
http://blog.quintarelli.it/blog/2009/02/quel-biiip-di-biiip-ha-biiip-una-biiip-.html
In una nota di poco fa sull'agenzia Apcom, il Senatore D'Alia:
http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2009/02_febbraio/13/sicurezza_d_alia_a_di_pietro_mio_emendamento_non_censura_web,17971950.html,
risponde al post di Antonio Di Pietro:
http://www.antoniodipietro.com/2009/02/_il_senato_con_voto.html#comments, che
accusava questo emendamento di censura, dicendo che il suo emendamento non
censura il web. Invece ha ragione Di Pietro!!! Inoltre D'Alia, sempre nella sua nota di agenzia, arriva addirittura a dire che i
blog di Beppe Grillo e di Antonio Di Pietro sono pieni di sciocchezze, quando non è
assolutamente così, dimostrando di non avere il minimo rispetto per le
centinaia di migliaia di persone che accedono ogni giorno a questi blog. C'è ne
fossero di blog così!!! Infine, concordo pienamente con quanto dice
Sonia Alfano, che in una nota di agenzia stampa, dice "che invece di
oscurare internet, si potrebbe ad esempio riaprire le inchieste sulle stragi di
Ustica, Via D'Amelio, Capaci, Piazza Fontana, e molte altre, e far avere alle
vittime delle molteplici stragi italiane la giustizia che non hanno mai
ottenuto". bazzoni_m@tin.it NEGLI USA OBAMA VIENE ELETTO DA INTERNET. E IN
ITALIA CHE SI FA? SI CENSURA LA RETE - di Stefano Corradino
( da "Affari Italiani (Online)" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Sondaggio/ Piepoli
(Consortium) ad Affaritaliani.it: Beppe Grillo vale il 6% a livello
nazionale Giovedí 12.03.2009 10:30 Il 2 giugno 1946 si tengono le elezioni
nazionali per la nascita dell'Assemblea Costituente. Il Fronte dell'Uomo
qualunque ottiene 1.211.956 voti, pari al 5,3% delle preferenze, e manda
all'Assemblea costituente 30 deputati diventando il quinto partito nazionale,
dopo la Democrazia Cristiana, il PSIUP, il Partito Comunista Italiano e
l'Unione Democratica Nazionale. Il secondo turno delle amministrative segna il
punto di massima espansione del partito. A Roma ottiene 108.000 voti: seimila
voti più della Democrazia Cristiana. È soltanto secondo al Blocco popolare,
formato da comunisti e socialisti. A Parri succede alla guida del Governo
Alcide De Gasperi che attacca duramente la formazione di Giannini, definendola
filofascista. Oltre ai grandi partiti radicati nel territorio, anche la
Confindustria guidata da Angelo Costa è ostile al Fronte dell'Uomo qualunque,
per gli attacchi ricevuti da Giannini su presunti accordi tra la grande
industria ed il sindacato, controllato dai comunisti. Nel 1947 il partito
qualunquista ricopre un ruolo fondamentale per la nascita del quarto governo di
De Gasperi. Giannini accetta l'accordo per potere estromettere i comunisti dal
varo della nuova compagine governativa. Questo avvicinamento alla Democrazia
Cristiana rappresenterà però la fine del successo popolare del Fronte dell'Uomo
Qualunque. I sostenitori delusi dal nuovo posizionamento dichiaratamente
governativo abbandonano il partito. In maggio alle regionali in Sicilia, fanno
una lista, "Blocco Democratico Liberal Qualunquista", che ottiene il
14,7 per cento, ma già in ottobre, alle elezioni suppletive di Roma, l'Uomo qualunque
perde 50.000 voti. L'anno seguente, nelle elezioni politiche del 18 aprile,
entrò nel Blocco Nazionale, una coalizione elettorale, di centro-destra,
insieme al PLI. La lista ottenne solo 18 deputati e 7 senatori. UQ si
scioglierà nel volgere di pochi mesi, confluendo nelle sue componenti
maggioritarie nel Partito Nazionale Monarchico e nel neonato Movimento Sociale
Italiano. Il termine qualunquismo, poi rimasto nel lessico politico con
evidente accezione negativa, definisce atteggiamenti di sfiducia nelle
istituzioni democratiche, di diffidenza e ostilità nei confronti della politica
e del sistema dei partiti, di insensibilità agli interessi generali, che si
traducono in opinioni semplicistiche e sostanzialmente conservatrici sui
problemi dello stato e del governo. In verità il movimento era tutt'altro che
disinteressato ed insensibile alla vita politica del Paese, ma piuttosto
sfiduciato dal sistema partitocratico e dallo scarso interesse che la politica
mostrava verso i reali problemi della gente, dell'uomo qualunque appunto. Nella
cultura francese esiste un termine analogo, poujadisme. < < pagina
precedente
( da "Giornale.it, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Giornale di oggi
scrivo un articolo incentrato sulle crescenti incomprensioni tra l'Unione
europea e la nuova America di Obama, in vista del prossimo G20. Il punto
centrale riguarda il piano di stimolo dell'economia, la Casa Bianca da giorni
preme affinchè anche l'Europa ne adotti uno in grande stile (quello Usa è pari
al 5,7% del Pil), ma i Ventisette sono restii. "Hanno già stanziato spese
straordinarie pari all'1,5% del Pil, che porteranno quelli dell'area euro a
sfondare il deficit del 3% previsto dal Trattato di Maastricht, ma non
intendono andare oltre nel timore che disavanzi eccessivi possano incrinare la
tenuta o perlomeno la credibilità della moneta unica". Infatti quello
americano quest'anno sfiorerà il 10% e che chi lo vede addirittura al 15%.
Inoltre, Berlino e Parigi prestano sempre più ascolto agli economisti secondo
cui manovre come quelle americane servono a poco; infatti a breve porteranno
nelle tasche dei contribuenti importi irrisori pari a poche decine di dollari a
testa, mentre gli investimenti sulle infrastrutture incideranno sulla crescita
solo verso la fine del 2010. Insomma, si dovrebbe rinunciare a equilibri
finanziari costruiti in oltre 15 anni per adottare misure espansioniste di
dubbia efficacia". Io dico che l'Europa fa bene a resistere alle pressioni
americane nonostante siano sempre più insistenti, con l'appoggio di grandi
testate come Financial Times ed herald Tribune, che abboccano allo spin della
Casa Bianca. La mia impressione è che gli Usa sperino di trascinare anche gli
altri Paesi nella spirale dei deficit (e a lungo termine inflazionistica)
perchè se tutti vanno male è più facile che il dollaro resti la moneta di
riferimento; ma se l'Europa non segue la corrente e mantiene conti più o meno
in ordine il biglietto verde rischia il capitombolo e Washington di perdere la
leadership finanziaria sull'economia globale. Questa è la vera posta in gioco.
Sbaglio? Scritto in spin, banche, capitalismo, crisi, manipolazione, era obama,
globalizzazione, europa, economia, società, gli usa e il mondo Non commentato »
(Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Mar 09 Libertà di stampa? Sì,
ma non per i blog Attenti, amici bloggisti, la Cassazione ha deciso che
"per i blog e i forum on-line non valgono le regole che tutelano la
libertà di stampa". La ragione? Eccola: siccome "si tratta di una
semplice area di discussione dove qualsiasi utente o gli utenti registrati sono
liberi di esprimere il proprio pensiero, rendendolo visionabile a tutti gli
altri soggetti autorizzati ad accedere al forum", spesso in forma
anonima,."Blog, forum eccetera non possono essere considerati come una
testata giornalistica, ma sono equiparabili ai messaggi che potevanoe possono
essere lasciati in una bacheca". Dunque i blog hanno l'obbligo di
rispettare il "buon custome" e il giudice può ordinare il sequestro
di alcune pagine web. La controversia era nata in seguito alla decisione del
Tribunale di Catania di sequestrare un forum di discussione sulla religione
cattolica nel quale erano contenuti messaggi che la magistratura di Catania
aveva ritenuto offensivi verso il comune sentimento religioso. Alcuni bloggisti
"avevano travalicato limiti del buon costume alludendo espressamente a
pratiche pedofile dei sacerdoti per diffondere il 'sacro seme del
Cattolicesimo'". Il tema è delicatissimo. Certe ingiurie sono
indifendibili, ma temo che la sentenza della Cassazione sia esagerata e che
costituisca un precedente potenzialmente pericoloso per la libertà di
espressione in questo Paese. Chi stabilisce cos'è il buon costume? E chi ci
garantisce che questa sentenza non venga usata per mettere a tacere opinioni
scomode? Scritto in giustizia, blog, manipolazione, società, Italia,
democrazia, giornalismo Commenti ( 42 ) » (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 09 "Repubblica"
s'indigna: gli hotel di lusso tagliano le "amenties" Il mondo va a
rotoli e "Repubblica", giustamente, si preoccupa anche dei
contraccolpi sugli hotel di lusso. Mercoledì ha dedicato all'argomento
un'intera pagina. Ecco l'incipit: "Cominciamo da qui, dal fastoso Shangri
La di Singapore e dal racconto di Alessandra Pavolini, general manager in
viaggio per il 40 per cento del suo tempo-lavoro. Racconta che l'ultima volta è
stato uno shock: "Niente più corbeille di fiori nella hall, neppure un valletto
che ti prende i bagagli, in camera una lista di raccomandazioni da colonia
estiva: spegni le luci, non usare tutti gli asciugamani, tieni la temperatura
più alta. In bagno il deserto, con il barattolino dello shampoo che tiene solo
una dose, spariti il cotton fioc e i dischetti struccanti. Sul comodino matite
lunghe come un mozzicone e il bloc notes col logo ridotto a tre foglietti di
carta bianca". E ancora, con tono inorridito, Cinzia Sasso racconta che
"il grande bacino del risparmio è quello delle amenities. Basta
accappatoi; stop alle pantofole; addio alle creme idratanti; contenitori più
piccoli per shampoo, balsamo e bagnoschiuma, generi da sostituire, nel caso di
presenze che si prolunghino, "solo dopo che siano stati utilizzati del tutto";
via i sottobicchieri nel bagno; i sigilli del water; kit per il cucito e kit
per pulire le scarpe ridotti al minimo; via perfino il cioccolatino della buona
notte. Ma, scrive ancora la Sasso, "per fortuna nell'era di internet, a
parte i maniaci delle collezioni, non si accorgerà nessuno che sono già state
tagliati i fogli per spedire i fax e la carta da lettere, così come le
scatoline dei fiammiferi con il logo degli hotel". Come non capire i
lettori chic di Repubblica: è un vero scandalo, un trauma, un'indecenza. Voi
che dite: riusciranno a riprendersi? Sono sinceramente preoccupato. Scritto in
crisi, globalizzazione, notizie nascoste, Italia, giornalismo Commenti ( 33 ) »
(6 voti, il voto medio è: 3.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di
Marcello Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 07Mar 09 Obama chiede aiuto agli hedge funds (e li premia) Un altro
breve post sulla crisi economica. Obama ha trovato la soluzione per far
ripartire il credito: chiede aiuto agli hedge funds e ai fondi di private
equity offrendo loro condizioni di estremo favore: potranno accumulare profitti
illimitatamente, ma con ampie garanzie statali in caso di perdita. L'accordo è
legato ai cosiddetti "Talf", come spiego in questo articolo e prevede
l'esborso da parte dello Stato di altri mille miliardi di dollari. Capito il
progressista Obama? Chiede aiuto e protegge gli speculatori con i soldi dei
contribuenti.. Intanto il totale degli interventi varati dal governo Usa
raggiunge l'astronomica cifra di 3,5 trilioni di dollari ovvero 3500 miliardi
di dollari, da finanziare con l'emissione di Buoni del Tesoro. Il debito Usa è
ancora sostenibile? Attenti al dollaro, rischia una brutta fine. Scritto in
banche, capitalismo, crisi, progressisti, era obama, globalizzazione, economia,
gli usa e il mondo Commenti ( 50 ) » (7 voti, il voto medio è: 4.57 su un
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Mar 09 E' ora di lasciar
fallire le banche. In un'intervista che mi ha concesso, Arthur C. Brooks,
presidente dell'American enterprise institute, uno dei principali think tank
conservatori, sostiene due punti importanti: 1) a suo giudizio i piani di Obama
anziché contrastare la crisi finiscono per peggiorarla. 2) tentare di salvare
tutti è impossibile ed è inaccettabile che gli aiuti vadano soprattutto alla
casta dei banchieri che questa crisi l'ha provocata. Dunque visto che la
recessione è inevitabile, meglio adottare misure radicali e lasciar fallire le
banche che non sono in grado di resistere. Il punto più delicato è l'ultimo e
dopo aver riflettuto a lungo su questo tema, grazie anche ai vostri
qualificatissimi contributi, mi sono convinto che questa sia l'unica strada. L'entità
del debito accumulato da certe banche (soprattutto americane ma non solo) è
tale, a causa dell'effetto leva, da non poter essere coperto nemmeno dallo
Stato. Dunque cercare di tappare buchi, che in realtà continuano ad allargarsi,
non avrà altra conseguenza che trascinare l'economia reale nel baratro. E
allora anzichè creare "bad banks" o fondi con titoli tossici, bisogna
rafforzare le banche in salute e usare i fondi pubblici per trasferire a queste
ultime le attività fondamentali (e sane) di quelle in fallimento. Ci sarà uno
choc e chi detiene azioni o prodotti finanziarie delle banche cattive perderà
il proprio investimento, ma passato il trauma l'economia potrà riprendere su
basi solide. L'idea circola già da qualche settimana tra gli specialisti, ma mi
sembra l'unica soluzione plausibile. O sbaglio? AGGIORNAMENTO: la Banca
d'Inghilterra ha dato il via libera per stampare 150 miliardi di sterline da
pompare nel sistema finanziario. E' un gesto disperato. A questo punto vedo
solo due possibili conseguenze: l'operazione fallisce e la Gran Bretagna fila
verso la bancarotta o va in porto ma a un prezzo altissimo: l'iperinflazione.
Scritto in capitalismo, crisi, banche, era obama, globalizzazione, economia,
gli usa e il mondo Commenti ( 74 ) » (6 voti, il voto medio è: 5 su un massimo
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Commenti Invia questo articolo a un amico 04Mar 09 Quando Obama supplica il
mondo. Obama non vede l'ora di avviare una nuova distensione con la Russia,
ampiamente ricambiata, come spiego in questo articolo . Intanto invia due
rappresentanti a Damasco per riallacciare il dialogo con la Siria, interrotto
dal 2005. Sotto banco parla con l'Iran e, secondo indiscrezioni, anche con
Hamas. Nei giorni scorsi Hillary Clinton, a Pechino, ha dichiarato che i
diritti umani sono importanti, ma che l'economia lo è di più, avvallando così
le repressioni del regime comunista cinese. Con i Paesi arabi del Golfo la Casa
Bianca è sempre più conciliante, anzi accomodante e il presidente americano ha
lanciato i primi segnali di preudente disponibilità anche al regime cubano dei
fratelli Castro. La svolta è innegabile rispetto a Bush, ma proietta l'immagine
di un Paese ansioso, improvvisamente insicuro, che dopo aver perso la
supremazia economia teme di smarrire anche quella politica. E' come se Obama
stesse supplicando il mondo: è vero siamo in recessione ma se ci riconoscerete
ancora lo status di numero uno al mondo (e militarmente lo sono ancora), faremo
i bravi con tutti. Insomma, un'America con il cappello in mano che cerca di far
dimenticare le proprie debolezze. Ma basta la supremazia militare per
giustificare lo status di superpotenza? E il mondo ha davvero voglia di farsi
guidare dagli Usa? Scritto in globalizzazione, israele, era obama, democrazia,
cina, gli usa e il mondo, russia, medio oriente, islam Commenti ( 96 ) » (5
voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello
Foa © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
01Mar 09 Ma Obama combatte davvero le lobbies? I media di tutto il mondo hanno
rilanciato il discorso con cui Obama annuncia "di voler lottare contro le
lobbies che intendono ostacolare il suo piano economico". La retorica è
quella di sempre: "Questo è il cambiamento promesso agli americani" e
giù l'elenco delle riforme che i rappresentanti degli interessi particolari
intendono bloccare: "Alle assicurazioni non piacerà l'idea di dover
diventare più competitive per continuare a offrire la copertura medica», ha
detto Obama. «Anche le banche e chi ha concesso prestiti agli studenti per
iscriversi all'università non ameranno lo stop agli enormi sussidi a loro
accordati, ma così abbiamo salvato circa 50 miliardi di dollari per rendere i
college più finanziariamente accessibili». Allo stesso modo, ha detto Obama,
«le compagnie petrolifere non ameranno l'interruzione delle facilitazioni
fiscali per 30 miliardi di dollari, ma è così che possiamo permettere
all'economia delle energie rinnovabili di creare nuovi progetti e posti di
lavoro». La realtà, però, è molto diversa. Il presidente americano non ha
affatto combattuto le lobbies, le ha assorbite al governo. E l'esame sia bel
pacchetto di salvataggio del sistema finanziario sia del piano di rilancio lo dimostra.
Altro che riforme: Obama distribuisce soldi a pioggia. E tagli di poche decine
di miliardi di dollari sono irrisori rispetto a sussidi che valgono migliaia di
miliardi. Ma hanno una loro funzione mediatica: servono ad alimentare il mito
del cambiamento e dunque l'impressione che Obama stia davvero trasformando
l'America, tagliando con il passato. E' un'operazione di spin, basata
sull'illusione o, se preferite, sul raggiro. Con queste riforme l'America non
solo non cambia, ma rischia di accelerare il suo declino, perchè elude ancora
una volta il vero problema dell'economia Usa, che è sistemico. E non sarà certo
l'aumento dell'aliquota di un paio di percentuali ai ricchi a sanare le casse
dello Stato americano. Anche perchè di questo passo, alla fine del 2010, di
ricchi ne rimarranno davvero pochi. Non fatevi ingannare dai bluff di Obama.
Scritto in banche, capitalismo, crisi, spin, era obama, democrazia,
globalizzazione, economia, gli usa e il mondo Commenti ( 48 ) » (4 voti, il
voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2009
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( da "KataWeb News" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Lettera a un ragazzo
del 2009 12 marzo 2009 alle 17:43 — Fonte: beppegrillo.it — 0 commenti What a
wonderful world "Caro ragazzo, cara ragazza del 2009 , sono un ex ragazzo
degli anni ?
( da "ITnews.it" del 12-03-2009)
Argomenti: Grillo
Bologna, 12 mar. -
(Adnkronos) - "Veltroni e' uno che in 24 ore ti scordi anche che faccia
aveva. Era il nulla e non raprresentava nulla. Franceschini e' ancora oltre il
nulla, e' l'antimateria". L'attacco all'ex leader del
Pd Walter Veltroni e all'attuale segretario Dario Franceschini arriva dal
comico genovese Bebbe Grillo, intervenuto oggi sotto le Due Torri alla conferenza stampa di
presentazione di Giovanni Favia, il candidato a sindaco di Bologna dalla lista
civica promossa dal Meetup e dal gruppo 'Amici di Beppe Grillo".