HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “BEPPE GRILLO”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER    

TUTTI I DOSSIER


tARTICOLI DEL  10-5-2008       #TOP



Report "Grillo"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Grillo (17)


Indice degli articoli

Sezione principale: Grillo

Caro Grillo ( da "Stampa, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un ritrovarsi tra amici,

PAROLE DI PIETA' ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Fino a qui, la tesi di Beppe Grillo è giusta, intuitiva e sostiene i sacrosanti diritti dei cittadini più deboli. Ma... dove sta la controparte? Le idee da mettere sulla bilancia e rilanciare di peso la comunità che sta declinando a vista d'occhio? Io ne ho sentite, si parla di va a.

UM SEMINARIO SU ESPERANTO E ALTRE LINGUE ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: DAY 2 I GRILLINI SCENDONO DI NUOVO IN PIAZZA Dalle 9 alle 20 al parco Castelli gli Amici di Beppe Grillo continuano la raccolta firme a sostegno dei referendum su abolizione dell'Ordine dei giornalisti, della legge Gasparri e dei finanziamenti pubblici all'editoria. A CASCINA MAGGIA UM SEMINARIO SU ESPERANTO E ALTRE LINGUE.

I redditi senza trucco ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio "non c'è trucco e non c'è inganno", davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l'

La nuova rai ultimo appello - giovanni valentini ( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: con le polemiche sulle esternazioni di Beppe Grillo e le invettive in diretta di Vittorio Sgarbi, lo conferma una volta di più. Ha tutte le ragioni di questo mondo, il presidente Petruccioli, a lamentare il danno e l'umiliazione che ne sono derivati per il servizio pubblico. Ma se poi non accade nulla, se tutto resta come prima, se il danno e l'umiliazione passano in archivio,

Orsi & Tori ( da "Milano Finanza" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: personaggio inqualificabile che corrisponde al nome di Beppe Grillo. Il suo spirito di censore dello stato, dei partiti, delle istituzioni è svanito come neve al sole quando ha visto che i giornali e i siti internet avevano reso consapevoli tutti i cittadini che la sua attività, il suo sito e via dicendo gli hanno procurato nel 2005 redditi tassabili per oltre 4 milioni di euro.

Ex terroristi, silenzio ( da "Riformista, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: oppure non solidarizza con lui come nel caso dei vergognosi attacchi di Beppe Grillo. E non averlo fatto nel giorno della memoria alimenta ambiguità e sospetti. Eppure, ieri, il presidente della Repubblica è stato chiarissimo: negli anni di piombo c'era solo una parte giusta. Quella delle vittime delle Brigate rosse.

A Torino Vidal, Fo e Allam Ma Grillo a casa ( da "Adige, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Non ci sarà Beppe Grillo (nella foto) , invitato per la chiusura di lunedì, purché, hanno avvertito gli organizzatori, non faccia "comizi", ma magari un appello alla lettura o parli di un libro. L'appello alla moderazione, definito dallo scrittore Andrea De Carlo "censura preventiva", ha indotto il comico a non andare e a intervenire,

Addio alla Nuit, 'disco' dei vip Spunteranno cento parcheggi ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Beppe Grillo, Patty Pravo, Gino Paoli, Ornella Vanoni. NELL'AREA dell'ex Nuit sorgerà l'albergo più grande di Cesenatico, un quattro stelle da 200 camere. I progetti definitivi devono ancora essere approvati e così, in attesa dell'inizio dei lavori previsto tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009, l'Associazione degli albergatori di Cesenatico ha pensato bene di utilizzare l'

G8 simulato contro gli... - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il 740 di Beppe Grillo o del vicino di casa su Internet, per esempio. "In questo caso sono d'accordo con il garante - spiega la docente - Il problema è che si è fatta confusione tra ciò che è giusto e ciò che è legale". Tra i partecipanti al G8 simulato, i rappresentanti di Unicredit, Telecom, Vodafone, Poste italiane,

Brevi, schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: nel Quadriportico di Vicolo Bolognetti, gli Amici di Beppe Grillo presentano "L'informazione in Italia". LA BUSTA DI CACACE Alle 15,30 alla Galleria d'Arte La Piccola (S. Stefano 29), presentazione del romanzo di Ugo Cacace "La busta"; l'autore presenterà anche i suoi dipinti, in mostra fino al 23 maggio.

Dopo elezioni ( da "Tirreno, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: tesserine nonché Bruni Vespa ed Emili Fedi che servono solo ad imbrogliare le idee nella testa delle persone raccontandoci che Beppe Grillo fa antipolitica: tutte balle insomma! Se la sinistra vuole tornare al governo deve proporre veri nuovi partiti a cominciare dalle persone, però. Largo ai giovani, quindi, che adesso magari dissidenti con i vertici sono stati relegati nell'angolino.

In pista anche i <grillini> ( da "Corriere Alto Adige" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: che segue è comparso sul forum del meet up di Beppe Grillo tre giorni fa. "Ragazzi, il tempo stringe; le elezioni provinciali sono a ottobre e, con l'estate di mezzo, è come se mancassero 2 mesi. Abbiamo bisogno di parlare con una vostra rappresentanza perché insieme ad altri amici appartenenti a diverse liste civiche di entrambi i gruppi linguistici sparse nella nostra provincia,

Il popolo del Vaffa Day ( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Il popolo del Vaffa Day ed i milioni di Grillo Leggo sulla tribuna del 27 aprile che i Grillini hanno raccolto più di 5.000 firme in occasione del "Vaffa-day 2". Cosa diranno adesso i 5.000 firmatari, dopo aver visto che il reddito di Beppe Grillo è di 4.272.591,00 euro?. Questo comico parla male e razzola ancora peggio!

Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio ( da "Giornale.it, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere".

RAI: SANTORO, VEDO ERODERSI MARGINI DI LIBERTA' ( da "Prima Comunicazione" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: anche "per la mancanza di trasparenza e chiarezza con Biagi": "La gravità dell'editto bulgaro - ha sottolineato - è che è avvenuto attraverso raccomandate ed accordi". Infine, Santoro ha sostenuto che con i referendum di Beppe Grillo si metterà in moto "una locomotiva molto interessante".(ANSA). Y1M-AND/IC S0A S41 QBXA.

LA RITA CHE VERRA', INTERVISTA A BORSELLINO ( da "Emilianet" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo

Abstract: Ormai stanno diventando una moda i V-Day di Beppe Grillo. Cosa ne penserebbe di un V-Day contro le mafie? Vi parteciparebbe? Non credo tanto a un V-Day. Credo che si debba parlare di mafia e si debba affrontare la mafia tutti i giorni, non un giorno solo e poi tutto il resto dell'anno fare altro.


Articoli

Caro Grillo (sezione: Grillo)

( da "Stampa, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Grillo

LA 21ª FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO PROTAGONISTI "Ti aspettiamo: e ti chiedo di usare la tua credibilità per spiegare ai giovani l'importanza della lettura" Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un ritrovarsi tra amici, come abbiamo sempre cercato che sia. Ci passa anche molta gente di spettacolo, e quest'anno, tra i molti, ci saranno Dario Fo, Luciana Littizzetto, Ascanio Celestini, Sergio Rubini, Alessandro Benvenuti, Michele Di Mauro. Perché il pubblico vi segue con tanta partecipazione, e anzi vi fa credito di una credibilità che tanti altri soggetti pubblici e privati hanno perso da tempo? Perchè detta da voi la politica o l'antipolitica diventano qualcosa che riguarda tutti? Forse perché l'artista, il giullare (nell'accezione migliore del termine) appare libero da condizionamenti, da ingessature linguistiche, da calcoli di potere. Con i suoi sberleffi dice quello che molti pensano, ma non hanno la possibilità, il coraggio e anche gli adeguati mezzi espressivi di dire. Questa credibilità vi carica di grandi responsabilità, ma anche di grandi potenzialità. Anni fa Fiorello, volendo ringraziare i suoi spettatori di un successo trionfale, si scusò di non saper trovare le parole adatte perché aveva letto e studiato troppo poco. Ci è sembrato un grande spot per il libro. Sarebbe bello, caro Grillo, che lei chiudesse la cinque giorni del Lingotto facendosi testimonial del libro e con la forza della sua comunicativa spiegasse soprattutto ai ragazzi quanto la lettura sia importante per loro. Perché un libro ti consente di conoscere il mondo e te stesso, ti aiuta a dare un senso alla tua esistenza, a vivere molte vite, a saperne di più. Perché anche quando richiede applicazione e fatica ti ripaga ampiamente, come l'andare in montagna o praticare uno sport. In un mondo in cui sempre più le persone valgono per quello che sanno, il libro rimane un fondamentale strumento di crescita individuale e collettiva. Un vecchio sindacalista, Di Vittorio, diceva che il padrone conosce cento parole, l'operaio dieci, per questo vince sempre il padrone. Adesso il discorso è un po' più complicato, siamo tutti più poveri di parole, e anche per questo non ce la passiamo tanto bene. Glielo dica lei, Grillo, che le cose le sa dire così bene: se non sappiamo costruirci ali di carta per volare, ci sarà sempre qualcuno che ci terrà inchiodati per terra, in una condizione subalterna o servile di cittadini di seconda categoria. Di esclusi.

Torna all'inizio


PAROLE DI PIETA' (sezione: Grillo)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Grillo

PAROLE DI PIETA' Si piange la cagnetta Silenzio su Verona In questa rubrica ho letto altre due lettere di indignazione per l'uccisione della cagnetta. Nessuno che abbia manifestato due parole di pietà per quel povero ragazzo ucciso a calci in testa, per una sigaretta negata, da cinque vigliacchi. Ma in che mondo viviamo, che un politico di destra ritiene più grave l'episodio di una bandiera bruciata che la vita di un ragazzo? C'è chi ha detto: "gli animali sono animali, gli uomini sono le belve". Aurora Zani ALLE POSTE Ci scusiamo per le attese Scriviamo in merito alla lettera "Un pomeriggio alle Poste" nella quale la signora Monica Rocco segnala lungaggini nelle operazioni allo sportello presso l'ufficio postale di Porto Mantovano. Desideriamo scusarci per l'attesa dovuta principalmente alla coincidenza del ritiro delle pensioni Inps con la scadenza prevista per il pagamento della tassa rifiuti. Ha contribuito all'attesa l'aumento in misura consistente della clientela che si è recata presso l'Ufficio Postale dopo le festività del 1° maggio e del ponte. I tre operatori di sportello presenti in ufficio hanno provveduto a eseguire le operazioni di tutti i clienti in coda, oltre l'orario di chiusura dell'ufficio avvenuta alle ore 19.45. Poste Italiane Servizi di Comunicazione Territoriale Lombardia DOMANI LA FESTA Dalle ostetriche auguri alle mamme Un augurio a tutte le mamme dal Consiglio Direttivo del Collegio delle Ostetriche della provincia di Mantova. Chi per esperienza personale e/o professionale si immerge nel mare della maternità vede e resta affascinato dalle forze e dalle potenzialità che esprimono le donne in questo ruolo. Esiste un nucleo energetico all'interno di ogni donna che può esprimersi in varie forme, sia creative che generative. L'ostetrica/o crea un'alleanza con la donna che prosegue anche dopo la conclusione della gravidanza; nel dopo parto la sua competenza professionale la porta a sostenere la nuova "coppia" nella reciproca scoperta e conoscenza, senza mai sostituirsi nelle decisioni e nel modo di essere e vivere della nuova famiglia. All'ostetrica si può chiedere sostegno volto a valorizzare le competenze materne e paterne, ma anche la soluzione di problemi specifici e la promozione e la tutela della salute globale della madre e del neonato. L'ostetrica è presente nei reparti di maternità e nei consultori famigliari di tutta la provincia, con tempi appropriati e dedicati a una corretta informazione e all'ascolto dei dubbi e delle domande, con visite domiciliari e gruppi dopo parto, sia durante la gravidanza che dopo la nascita. Sentitamente, un augurio a tutte le mamme del passato, del presente e del futuro. Loretta Grossi Presidente Collegio delle Ostetriche NUOVI GURU Ma in sostanza Grillo cosa ci propone? Le baruffe di Grillo mi sembrano delle canzonature adatte a creare confusione nella mente della gente. Le sue osservazioni hanno del fondamento, ricalcano le tesi reali dell'andamento caotico della nazione, in tutti i campi, dalla politica, al lavoro, all'editoria, alla fame e al cibo che non si riesce a comprare. La crisi è evidente e c'è chi mangia troppi soldi e diventa ricco, e una porzione molto elevata che non riesce a vivere, molto spesso la parte che sta male è quella che lavora onestamente e si guadagna la giornata con sudore. Fino a qui, la tesi di Beppe Grillo è giusta, intuitiva e sostiene i sacrosanti diritti dei cittadini più deboli. Ma... dove sta la controparte? Le idee da mettere sulla bilancia e rilanciare di peso la comunità che sta declinando a vista d'occhio? Io ne ho sentite, si parla di va a..., di insulti e di fotografie, dei conti che producono i benemeriti della politica, ma nulla che ci insegni a seguire una linea con dei principi validi, delle proposte concrete atte a cambiare la gente. I grandi pensatori, filosofi, gli statisti, hanno proposto delle tesi da seguire, hanno impartito alle folle lezioni di cambiamento, vedi Marx, vedi la rivoluzione russa, il fascismo, seppure con la crudeltà della loro vanitosa politica epurativa, vedi la politica americana e quella argentina. I vate ci hanno insegnato a governare, seppure sbagliando e creando guerre intestine violente, a volta nella direzione giusta. Grillo cosa ci propone? Potrebbe diventare il futuro da seguire, ma deve impartire lezioni di cambiamento, un costrutto ideologico con delle leggi scritte da perseguire, per portare l'Italia verso una giusta rinascita. Così, parla, parla, grida, ma non costruisce il giardino dell'Eden dei cittadini. Proponga, inventi, scriva i principi fondamentali della sua dottrina e noi lo seguiremo. Così è stato da millenni, i nostri avi hanno seguito delle frasi, degli sproloqui e ci hanno condotto alla democrazia, per quello che vale! Ma è pur sempre una democrazia, tolta alla chiesa e ai re che non davano spazio nemmeno alle scuole di espandersi, i cittadini erano schiavi e venivano sottoposti a torture di ogni genere. Fondi una congrega e ci dia una via da valorizzare. Questo è il mio pensiero, perché il popolo se non ha una guida non sa che pesci pigliare! Onelia Maccari ITALIANO E DINTORNI Nessuna paura se la lingua cambia Nel periodo critico - o forse brutale - in cui viviamo mi ha stupito leggere dell'indagine condotta da una rivista sull'eventuale timore degli italiani di veder introdurre forestierismi nella nostra lingua. Io penso che la stragrande maggioranza della popolazione non avverta questo come problema, tuttavia ecco alcune considerazioni sulle dinamiche dell'italiano dal '700. Ogni lingua parlata è "viva" e da sempre "sposta" termini e suffissi da una zona all'altra, quando una parola diventa fortemente significativa, come diceva già Alessandro Verri nell'ambito tutto milanese dell'esperienza culturale de il "Caffè". Nel corso dell'800 cala nella lingua l'influenza del fiorentino colto sia per reazione al purismo, sia perché si affaccia una nuova realtà politica, l'unificazione. Dalla capitale si diffondono le parole con suffisso aro/ara (benzinaro, caciara), la "iettatura" napoletana diventa nazionale, così come "scassare" nel senso di rompere, da Milano viene invece "barbone". Poi irrompe, a metà '900, la televisione, e chi non ha mai pronunciato "a prescindere" di Totò o "Ma cosa mi dici mai?" di topo Gigio? Parecchie parole italiane sono andate anche all'estero, e non tanto in virtù del nazionalismo, quanto dell'emigrazione; così all'estero chiediamo la pizza, l'espresso (spesso inutilmente!) o sentiamo chiamare i ciclomotori "vespa" e "lambretta"; in Francia nasce l'espressione "se vespiser". Buon pareggio rispetto all'800, quando alla corte piemontese e nei salotti milanesi il ceto nobile parlava francese! Le parole connotano spesso le civiltà e i periodi storici e culturali: la boutique, la moquette, il depliant, il vernissage rimandano ad ambienti più o meno raffinati e costosi, il Diktat, il Lager (!), raus, kaputt evocano ambienti ben più cupi, facendoci magari dimenticare che il tedesco è la lingua di Kant e di Goethe; però la guerra non avviene solo con le armi, ma anche con lo spagnoleggiante "embargo". Volutamente ho trascurato gli anglismi - l'elenco sarebbe interminabile - ma è bene ricordare che anche l'inglese a sua volta ha accolto termini con desinenze latine non adattate: auditorium, symposium, media,... In un contesto multietnico, capita di conoscere qualche parola araba, ma già nel Duecento le due civiltà hanno avuto anche scambi proficui e non a caso Averroè, filosofo arabo, è collocato da Dante nel Limbo tra gli uomini saggi con Aristotele, Virgilio ed altri. Quindi, con buona pace dell'Accademia della Crusca, prendiamo atto di questa circolazione in senso orizzontale perché la lingua è strumento sociale nel senso più ampio della parola. Lia Gemma.

Torna all'inizio


UM SEMINARIO SU ESPERANTO E ALTRE LINGUE (sezione: Grillo)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-05-2008)

Argomenti: Grillo

Cronaca pag. 12 UM SEMINARIO SU ESPERANTO E ALTRE LINGUE Oggi e domani, in occasione delle celebrazioni del 2008 come anno internazionale delle Lingue, il gruppo Esperantista bresciano organizza un seminario dal titolo: "L'esperanto e le altre lingue". I lavori inizieranno alle 14 di oggi e si concluderanno alle 18.30 per continuare domani dalle 9 alle 12 nella sala conferenze di Cascina Maggia a San Polo. PLURIVERSO RASSEGNA DI POESIE SCRITTE DAGLI SCOLARI L'associazione Topi di biblioteca e l'associazione Genitori del Villaggio Sereno organizzano la rassegna di poesie Pluriverso: alunni delle classi terze, quarte e quinte della scuola primaria "Padre Marcolini" presenteranno le loro poesie sui temi dell'amicizia, fratellanza e diversità. VIABILITA' CHIUSURE NELLE VIE DEL CENTRO PER LA MILLE MIGLIA Per consentire il montaggio delle tribune in viale Venezia per la Mille Miglia che partirà giovedì prossimo, dalle 6 di oggi alle 24 del 21 senso unico di marcia su viale Venezia. Fino al 21 anche divieto di sosta sui due lati dei tronchi est e ovest di viale Rebuffone e deviazioni dei bus delle linee 11, 16 e 18. A CAMPOGRANDE CAMPAGNA ANTI-CINA DI FORZA NUOVA Stamattina Forza Nuova, nonostante le lamentele di sabato scorso, sarà presente a Campogrande davanti al negozio Haomai e nei pressi della stazione, dove ci sono molte attività cinesi. Forza Nuova vuole informare i cittadini sullo sfruttamento. RACCOLTA FIRME DOPO IL V - DAY 2 I GRILLINI SCENDONO DI NUOVO IN PIAZZA Dalle 9 alle 20 al parco Castelli gli Amici di Beppe Grillo continuano la raccolta firme a sostegno dei referendum su abolizione dell'Ordine dei giornalisti, della legge Gasparri e dei finanziamenti pubblici all'editoria. A CASCINA MAGGIA UM SEMINARIO SU ESPERANTO E ALTRE LINGUE.

Torna all'inizio


I redditi senza trucco (sezione: Grillo)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Grillo

ON LINE "I redditi senza trucco" Più che il calcolo oggettivo del proprio imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio "non c'è trucco e non c'è inganno", davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l'entità del suo reddito. Gianfranco Mortoni.

Torna all'inizio


La nuova rai ultimo appello - giovanni valentini (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Grillo

Commenti IL SABATO DEL VILLAGGIO LA NUOVA RAI ULTIMO APPELLO GIOVANNI VALENTINI Più che "Considerazioni finali", alla scadenza del mandato triennale del Consiglio di amministrazione, sembrano per la verità "Considerazioni iniziali" ? e cioè programmatiche ? quelle che il presidente della Rai, Claudio Petruccioli, ha consegnato a una corposa e approfondita memoria. A beneficio degli eventuali successori e comunque di tutti noi, cittadini e telespettatori. E diciamo subito che si tratta di considerazioni fondate, più che ragionevoli, largamente condivisibili. Quella di Petruccioli è una difesa convinta e convincente del servizio pubblico, del suo ruolo e della sua funzione, in una moderna società della comunicazione. Forte dell'investitura bipartisan ricevuta all'inizio del mandato, e anche dell'esperienza condivisa con il direttore generale, Claudio Cappon, il presidente della Rai sollecita "nuove scelte strategiche" in ordine allo stesso fondamento dell'azienda, al suo assetto e in particolare a una "diversa collocazione proprietaria e istituzionale". Poi, in coincidenza con l'insediamento del nuovo governo, lancia un ultimo appello: "I prossimi sei-nove mesi saranno decisivi per il futuro del servizio pubblico e della Rai". Che cosa propone in concreto Petruccioli? Il primo obiettivo è quello di trasferire la proprietà dell'ente di Stato dal governo, e in particolare dal ministero del Tesoro, a una Fondazione o comunque a un altro soggetto che ne assicuri la piena autonomia dalla politica. Fermo restando il potere della Commissione parlamentare di Vigilanza, magari in una composizione "meno pletorica", si ipotizza la figura interna di un Garante che potrebbe essere lo stesso presidente della Fondazione. E per far questo, occorre modificare la legge n. 112, tristemente nota come legge Gasparri. La seconda proposta di Petruccioli riguarda la "governance" dell'azienda. Per superare lo stallo di quello che lui stesso definisce il "rapporto simbiotico" tra il Consiglio di amministrazione e il direttore generale, il presidente uscente ipotizza di nominare al posto di quest'ultimo un amministratore delegato secondo quanto prevede il codice civile per le società per azioni. E qui basterebbe ? a suo avviso ? un decreto di appena tre righe, per cancellare appunto la figura del direttore generale dalla normativa in vigore. Ora si dà il caso però che l'ex ministro Gasparri, neo-presidente dei senatori del Pdl, ha appena dichiarato nei giorni scorsi che una delle prime scadenze in calendario è proprio la nomina della nuova Commissione di Vigilanza e quindi il rinnovo, in base alla legge che porta il suo nome, del Consiglio di amministrazione della Rai. Secondo lui, insomma, non c'è nulla da cambiare se non eventualmente i nomi e cognomi dei componenti dei due organismi. Ancorché censurata dalla Commissione europea che per questo ha sottoposto l'Italia a una procedura d'infrazione, la legge Gasparri dunque non si tocca. Non sarebbe evidentemente l'inizio migliore per quel confronto sulle riforme che Silvio Berlusconi da una parte e Walter Veltroni dall'altra hanno finora invocato. Come si può pensare di raggiungere un accordo tra maggioranza e opposizione sulla legge elettorale o addirittura sul federalismo se non si riesce a trovare sulla nuova Rai? Il centrodestra può imporre certamente la sua volontà, con la forza dei numeri che ha a disposizione in Parlamento, ma non si parli allora né di confronti né di intese bipartisan: l'assetto della tv pubblica è la cartina di tornasole per verificare la disponibilità della maggioranza a stabilire un rapporto costruttivo con l'opposizione in una legislatura che tutti auspicano "costituente". è il caso di dire, dunque, che siamo all'anno zero della Rai. E la "querelle" scoppiata recentemente intorno all'omonima trasmissione di Michele Santoro, con le polemiche sulle esternazioni di Beppe Grillo e le invettive in diretta di Vittorio Sgarbi, lo conferma una volta di più. Ha tutte le ragioni di questo mondo, il presidente Petruccioli, a lamentare il danno e l'umiliazione che ne sono derivati per il servizio pubblico. Ma se poi non accade nulla, se tutto resta come prima, se il danno e l'umiliazione passano in archivio, allora bisognerebbe almeno modificare il titolo della trasmissione e chiamarla magari "Sotto zero". Per carità: nessuno pensa a sanzioni corporali né amministrative. Lasciamo però che, dopo tutto questo can-can, l'Autorità sulle Comunicazioni compia il suo dovere d'ufficio, chiedendo e ottenendo informazioni dal vertice della Rai. E poi, rimettiamoci pure alla clemenza della Corte, in attesa che l'Authority accerti i fatti, li valuti e quindi emetta se non una sentenza, quantomeno una direttiva per il futuro. Non c'è niente di persecutorio in tutto ciò, ma semmai un'esigenza cautelare e preventiva di evitare che un caso come questo possa ripetersi ancora. Non occorre del resto una particolare fantasia per immaginare che, trasmettendo alcuni spezzoni di un comizio-show di un tribuno come Grillo e consentendo al professor Sgarbi o a chiunque altro di insultare gratuitamente questo o quello, in mancanza di un effettivo contraddittorio, si scateni alla fine una "bagarre". Non è questo il compito del servizio pubblico. Né tantomeno può essere questo lo scopo più o meno consapevole di chi ha la responsabilità di condurre trasmissioni del genere, in nome di una malintesa rincorsa dell'audience o peggio di un protagonismo personale che rischia di travalicare largamente l'autonomia professionale. (sabatorepubblica. it) Al leader del Partito democratico l'assetto televisivo italiano in fondo pare andar bene così com'è, del resto proprio Veltroni è stato uno degli architetti del duopolio Rai-Mediaset, riunito ormai in un vero e proprio monopolio ("Raiset"). (da Il baratto di Michele De Lucia ? Kaos edizioni, 2008 ? pag. 208).

Torna all'inizio


Orsi & Tori (sezione: Grillo)

( da "Milano Finanza" del 10-05-2008)

Argomenti: Grillo

Milano Finanza Numero 093  pag. 1 del 10/5/2008 | Indietro Orsi & Tori Di Paolo Panerai è davvero miope la visione di quegli esponenti del centro-destra che hanno duramente attaccato l'ex viceministro Vincenzo Visco e il direttore generale dell'Agenzia delle entrate, Massimo Romano, per aver reso disponibile su internet la dichiarazione dei redditi dei cittadini e delle aziende italiane.Miope per ragioni pratiche, visto che in questo modo Visco gli ha fatto il grande regalo di mettere a nudo agli occhi del paese tutti coloro che dichiarano redditi irrisori e fanno vita da nababbi: una riserva di caccia per catturare gli evasori e far salire il gettito fiscale senza dover aumentare le aliquote come ha fatto il governo Prodi. Ma anche miope per l'aver affermato che in questa maniera sia stata violata la privacy dei contribuenti, anche se il garante apparentemente ha dato loro ragione.Da quando esiste un minimo di civiltà organizzata, dai Greci e dai Romani, l'albo censorio è sempre stato pubblico e proprio perché pubblico era uno dei fondamenti della democrazia che in una certa fase quei popoli avevano raggiunto.Tutte le motivazioni utilizzate per dire che quei dati dovevano rimanere riservati sono ridicole: non ha senso che in questo modo si favoriscano i rapimenti; non ha senso che in questo modo si scatenino l'invidia e la delazione; non ha senso che in questo modo si mettano in piazza fatti privati. Il pagamento delle imposte è il primo degli atti pubblici che un cittadino deve compiere all'interno di uno stato democratico. Infatti, non solo il corretto pagamento delle tasse ha riflesso diretto sui suoi simili, ma da esso dipende la solidità economica dello stato stesso.Non a caso il presidente dell'Autorità per la privacy, Stefano Pizzetti, si è arrampicato sugli specchi per dire che l'Agenzia e il viceministro avevano compiuto un'infrazione, accusandoli non di avere reso pubbliche le dichiarazioni di 40 milioni di persone, ma per il modo in cui le hanno rese pubbliche, cioè senza seguire l'iter previsto dalla legge degli anni 70, che appunto ribadisce la pubblicità degli elenchi delle dichiarazioni attraverso i fascicoli depositati per la pubblica consultazione in comune.Che cosa hanno fatto al ministero delle Finanze, se non tradurre in un iter più moderno quelle disposizioni, grazie alla nuova tecnologia internet che negli anni 70 era di là da venire? Ma quante altre apparenti violazioni della privacy consente ogni giorno di compiere internet, consentendo con i motori di ricerca di sapere vita, morte e miracoli di tutti coloro che per una ragione qualsiasi sono stati citati in un testo digitale finito appunto in qualche archivio di internet?Ma la riprova che Visco e Romano (almeno questa volta) hanno fatto una scelta utile allo stato e ai cittadini nel loro complesso l'ha data quel personaggio inqualificabile che corrisponde al nome di Beppe Grillo. Il suo spirito di censore dello stato, dei partiti, delle istituzioni è svanito come neve al sole quando ha visto che i giornali e i siti internet avevano reso consapevoli tutti i cittadini che la sua attività, il suo sito e via dicendo gli hanno procurato nel 2005 redditi tassabili per oltre 4 milioni di euro.Le fesserie che Grillo ha detto per giustificare la sua protesta sono la controprova di quanto non solo giusto, ma utilissimo, sia stato rendere pubblici quei dati.Proprio per questo, dopo aver dato in anticipo su tutti i mezzi di comunicazione la notizia che sul sito dell'Agenzia delle entrate erano state rese disponibili le dichiarazioni dei redditi 2005 di tutti gli italiani, ItaliaOggi (al cui capitale partecipa Class Editori spa) ha cominciato a pubblicare a puntate i vari elenchi compilati sia come classifica assoluta di coloro che hanno dichiarato di più in Italia, sia come elenchi suddivisi per aree geografiche o per categorie professionali. E a ruota il confratello MF/Milano Finanza, cioè il giornale che state leggendo, ha fatto altrettanto e continuerà ad andare avanti, convinto, insieme a ItaliaOggi, che la pubblicazione, dopo la soluzione tecnica di poter avere tutte le dichiarazioni in formato digitale, sia uno dei segni più alti di civiltà che i media abbiano potuto compiere negli ultimi cinquant'anni.Da giorni anche i quotidiani più tremebondi nel pubblicare quei dati si esercitano a estrarre dai dati stessi analisi e significati. C'è chi si è divertito a segnalare che Bobo Vieri, il centravanti che fu della Nazionale, nel 2005, con oltre 22 milioni di euro, abbia guadagnato, quell'anno, più del suo ex datore di lavoro, Massimo Moratti. E sulla scia di questo dato, l'altra constatazione segnalata è che in quasi tutte le principali città, ma non solo, ai primi posti si trovano quasi sempre giocatori di calcio più o meno capaci. Per sapere che la categoria abbia stipendi o comunque guadagni fra i più alti del paese non c'era in realtà bisogno di scorrere gli elenchi; bastava guardare lo svolazzare intorno a loro come mosche delle decine e centinaia di veline televisive o cinematografiche, che del resto sono un altro fenomeno dei tempi.Ma queste sono banalità. Le conclusioni pesanti che si possono trarre da quel materiale, giustamente reso pubblico (e i lettori di queste colonne sanno quanto mi possa costare dare un merito tanto alto a Visco), sono ben altre. Prima di tutto quanto sia alta e sottile la piramide, visto che la dichiarazione media dei cittadini italiani risulta essere pari a 17.500 euro nel 2005. Se questa è la media statistica (anche senza scomodare Trilussa e la sua statistica sul pollo che viene attribuito a metà a ciascuno dei due commensali anche se a mangiarlo è stato uno solo), è facile comprendere che, essendo questa la media, ci sono milioni e milioni di persone che guadagnano meno di 17.500 euro all'anno e abbastanza poche, anzi pochissime (non più di 10 mila) che superano i 445 mila euro. Questo dato è certo poiché nella classifica generale pubblicata da ItaliaOggi i 10 mila italiani che hanno guadagnato di più si fermano (si fa per dire) appunto poco sotto il mezzo milione di euro. Se si contano i contribuenti con un reddito di almeno 100 mila euro e più non si superano i 275 mila soggetti. Se tutte queste dichiarazioni fossero corrette, il quadro reddituale degli italiani sarebbe di sostanziale povertà, mentre il paese nel suo complesso è tutt'altro che povero anche in termini di reddito e non solo di patrimonio.Se il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non si lasceranno prendere, com'è sperabile, dalla voglia di polemica con i predecessori, potranno avere nelle mani, con la radiografia reddituale del paese, una straordinaria arma per compattare l'evasione e dovrebbero immediatamente adeguare la legge degli anni 70 per rendere possibile l'annuale pubblicazione dei dati su internet senza dover inutilmente scomodare l'autorità della privacy con provvedimenti che vanno contro l'interesse dello stato e comunque di tutti i cittadini onesti, che dalla pubblicazione della loro dichiarazione dei redditi non hanno niente da temere.Ma Berlusconi e Tremonti dovrebbero (e siamo convinti che lo faranno) anche procedere senza indugio a quell'operazione di accrescimento del potere d'acquisto dei cittadini, attraverso la riduzione delle tasse e la contemporanea, spietata, lotta all'evasione, naturalmente senza i metodi polizieschi di Visco, sì da invertire la spirale perversa seguita dal governo Prodi che tagliando, tagliando e aumentando, aumentando le tasse ha sì ridotto il deficit, ma ha anche depresso oltre misura il paese. Le ricette estreme di politica economica per risanare un paese sono due: si può puntare tutto sulla crescita del gettito fiscale, ma alla fine, come con l'asino di Buridano, si ammazza l'economia; oppure si possono ridurre le tasse e favorire quindi la maggior spesa dei cittadini, generando maggiore sviluppo che in teoria fa recuperare anche il gettito fiscale inizialmente ridotto. Berlusconi e Tremonti sanno bene che non potranno puntare sulla prima ricetta, perché è quella che ha portato alla quasi rovina del paese e alla rovina del centro-sinistra, ma oggi sono anche consapevoli di non poter applicare, come desidererebbero, una politica choc di riduzione delle tasse. Il paese, infatti, è troppo indebitato e quindi dovranno dosare bene la ricetta che punta sui tagli fiscali, sì da non andare fuori dei parametri europei. Un sentiero molto stretto, che probabilmente sarà percorribile con successo solo se, facendo tesoro del passato, si convinceranno (se già non sono convinti) che la leva vera di risanamento del paese passa attraverso il forte recupero del turismo oltre che sullo sviluppo delle infrastrutture. Le infrastrutture creano necessità di capitali e quindi anche il loro varo non potrà che essere graduale, mentre lo sviluppo del turismo si può ottenere soprattutto con le idee e con l'efficienza del servizio, poiché le bellezze naturali, i giacimenti culturali, il cibo, il vino sono beni che il paese ha in abbondanza. Non è un caso che il vero grande boom italiano, quello degli anni 60, oltre che dalla prima industrializzazione, poggiò le sue basi sul grande sviluppo del turismo. Lo stesso è avvenuto per i recenti miracoli economici spagnoli. Sarà quindi chiave la politica di coordinamento e di incentivo del turismo che il governo saprà attuare, dopo averla messa, nella legislatura di governo del 2001, al top delle priorità. Allora le buone intenzioni finirono nel cassetto. Speriamo che le due teste più fini del governo non ripetano l'errore. C'è tutto il Sud, a cominciare dalla Sicilia, che ha potenzialità straordinarie nel turismo. Peccato che finora Berlusconi non abbia sottolineato questo obiettivo almeno con l'indicazione di un viceministro di provate capacità. Lo attendiamo alla prova nei prossimi giorni.* * *P.S. - Fra i primi disegni di legge che il Parlamento si troverà a esaminare ce n'è uno, fra i vari presentati dal presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, che contiene dinamite. è quello che, dopo l'allineamento del fondo pensioni della Banca d'Italia alle scelte di Assogestioni nell'assemblea delle Generali, prevede che alla Banca centrale sia interdetta la possibilità di votare nelle assemblee di cui è azionista, appunto attraverso il fondo pensioni. Nel disegno di legge di Cossiga, come viene documentato da Angelo De Mattia nel servizio a pag. 21, c'è tutta la stizza di un ex capo di stato nel constatare che la Banca d'Italia, istituzione dello stato, si allinea alle posizioni di chi rappresenta i gestori dei fondi privati, responsabili negli ultimi anni di una politica piena di insuccessi con la fuga dai fondi stessi dei risparmiatori. Se a questa dura presa di posizione si somma la scarsa armonia fra il ministro Tremonti e il governatore, Mario Draghi, non si possono escludere momenti con vere scintille ed evoluzioni imprevedibili. (riproduzione riservata)Paolo Panerai Strumenti Scrivi una lettera   |   Leggi le lettere        Ricevi RSS    |  .

Torna all'inizio


Ex terroristi, silenzio (sezione: Grillo)

( da "Riformista, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Grillo

Ex terroristi, silenzio La Memoria di Napolitano strappa applausi solo a destra Ieri era il trentennale dell'omicidio di Aldo Moro e al Quirinale si è tenuto il giorno della memoria per ricordare tutte le vittime del terrorismo. Nel suo discorso, Giorgio Napolitano si è interrotto tre volte per la voce incrinata dall'emozione. Un intervento, il suo, "dalla parte di un'umanità dolorante", quella delle famiglie delle vittime, cui troppo spesso "è mancato il rispetto della memoria proprio da parte di responsabili delle azioni terroristische". In particolare, il capo dello Stato si è riferito a tutte le tribune mediatiche riservate agli ex terroristi in questi anni. Di qui l'invito, allora, a cambiare registro: "Chi ha regolato i propri conti con la giustizia ha il diritto di reinserirsi nella società ma con discrezione e misura mai dimenticando le sue responsabilità morali anche se non più penali". Il discorso di Napolitano ha suscitato un'autentica ovazione nel centrodestra, al punto che il no alla rimozione e l'allarme sulla "reviviscenza del rozzo ideologismo comunista o nazista" ha fatto dire a molti del Pdl, Gasparri per esempio, che in Italia finalmente c'è una "memoria condivisa". Ma per essere veramente condivisa, ieri alle reazioni della maggioranza, compresi i due neopresidenti del Parlamento Schifani e Fini, si sarebbero dovute aggiungere quelle dell'opposizione del Pd. Invece, è un po' di tempo che il centrosinistra non applaude più Napolitano, oppure non solidarizza con lui come nel caso dei vergognosi attacchi di Beppe Grillo. E non averlo fatto nel giorno della memoria alimenta ambiguità e sospetti. Eppure, ieri, il presidente della Repubblica è stato chiarissimo: negli anni di piombo c'era solo una parte giusta. Quella delle vittime delle Brigate rosse. E aver dato voce più ai giustizieri che non all'umanità dolorante è forse una critica che pesa meno a destra. 10/05/2008.

Torna all'inizio


A Torino Vidal, Fo e Allam Ma Grillo a casa (sezione: Grillo)

( da "Adige, L'" del 10-05-2008)

Argomenti: Grillo

La Fiera A Torino Vidal, Fo e Allam Ma Grillo a casa Prosegue fino a lunedì l'edizione forse più problematica della storia della Fiera del libro di Torino, lunga ormai 21 anni, "rea" secondo i suoi detrattori di aver deciso di avere come ospite d'onore Israele nel suo 60° anniversario. La Fiera, peraltro, ha, come per contrasto, un tema soave, accattivante, filosofico, la bellezza. E il titolo, "Ci salverà la bellezza", è mutuato da una domanda che un personaggio dell' Idiota di Dostoevskij pone al principe Myskin: "La bellezza salverà il mondo?". A snocciolare questo tema ben 850 incontri con duemila relatori. Un numero record che fa sperare agli organizzatori di eguagliare gli oltre 300 mila visitatori dell'anno scorso. Non ci sarà Beppe Grillo (nella foto) , invitato per la chiusura di lunedì, purché, hanno avvertito gli organizzatori, non faccia "comizi", ma magari un appello alla lettura o parli di un libro. L'appello alla moderazione, definito dallo scrittore Andrea De Carlo "censura preventiva", ha indotto il comico a non andare e a intervenire, invece, alle 14.30, in diretta streaming nel suo blog. "Se mi tolgono i comizi, le invettive e i "concetti poco edificanti", cosa mi rimane da dire? Potrei parlare di nanoparticelle, di rifiuti zero, di citizen journalism, della Costituzione, del precariato, di informazione Web 2.0, di democrazia diretta...". Fra i personaggi che sfilano a Torino, Gore Vidal, lo sloveno di Trieste Boris Pahor, Susan Vreeland e Geraldine Books, lo spagnolo Ignacio Paco Taibo II, Magdi Allam, Enzo Bianchi, Giorgio Faletti, Gian Antonio Stella con Marco Rizzo che presenteranno il loro nuovo libro, Dario Fo. 10/05/2008.

Torna all'inizio


Addio alla Nuit, 'disco' dei vip Spunteranno cento parcheggi (sezione: Grillo)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 10-05-2008)

Argomenti: Grillo

CESENATICO pag. 9 Addio alla Nuit, 'disco' dei vip Spunteranno cento parcheggi Ruspe in azione: su 13mila metri quadri un hotel e posti auto QUESTA ESTATE nell'area dell'ex discoteca Nuit sorgerà un grande parcheggio con 200 posti auto. Le ruspe sono già entrate in azione per demolire il locale e l'ex ristorante pizzeria annesso. Cade dunque definitivamente uno dei luoghi simbolo della Cesenatico turistica. La Nuit, inaugurata negli anni '60 e chiusa una decina d'anni fa, fu per molto tempo la più grande discoteca all'aperto d'Europa. Era frequentata dai più grandi cantautori e i vip in vacanza a Cesenatico, fra i quali Mina, Gianni Morandi, Beppe Grillo, Patty Pravo, Gino Paoli, Ornella Vanoni. NELL'AREA dell'ex Nuit sorgerà l'albergo più grande di Cesenatico, un quattro stelle da 200 camere. I progetti definitivi devono ancora essere approvati e così, in attesa dell'inizio dei lavori previsto tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009, l'Associazione degli albergatori di Cesenatico ha pensato bene di utilizzare l'area per ricavarvi un parcheggio sul lungomare. Il presidente dell'Adac Giancarlo Barocci ha stretto un accordo con la proprietaria dell'area, la Finanziaria Carducci, società formata da dodici imprenditori di Cesenatico e Cesena. Nell'area i posti passeranno così da 120 a 200, tutti a disposizione dei turisti ospiti degli alberghi di Cesenatico. "L'accordo raggiunto è molto importante ? dice Barocci ?, in quanto l'area dell'ex Nuit è in una posizione strategica, molto frequentata dai turisti. Il problema dei posti auto si ripresenterà nei due anni necessari alla costruzione dell'albergo e dei servizi, ma confidiamo di trovare un accordo con il Comune per reperire altre aree da destinare a questo scopo". L'area dell'ex Nuit si estende per 13mila metri quadrati nel tratto di lungomare Carducci compreso fra le vie Milano e Venezia. Oltre all'hotel sono previsti parcheggi interrati, un'area commerciale e una piazza pedonale pubblica. L'albergo e i negozi occuperanno un'area di 3.500 metri, di pari superficie è la piazza, il resto sono servizi, marciapiedi e verde. NELL'ACCORDO di programma siglato con il Comune, la Finanziaria Carducci ha inserito come contropartita altri beni immobili. Al Comune andrà un'area di 1.060 metri nel primo tratto di viale dei Mille a fianco all'ex Kamikaze, dove verrà realizzato un parcheggio. Inoltre nella colonia Prealpi di Villamarina confiscata alcuni anni fa alla Banda della Magliana, saranno realizzati 22 appartamenti che saranno ceduti al Comune e l'ente pubblico li affitterà a canoni contenuti alle famiglie meno abbienti. La colonia Cif sarà trasformata in residence, le colonie Gioiosa e San Vigilio verranno trasformate in condomini. Giacomo Mascellani.

Torna all'inizio


G8 simulato contro gli... - ilaria venturi (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Grillo

Pagina IX - Bologna G8 SIMULATO CONTRO GLI... ILARIA VENTURI (segue dalla prima di cronaca) Dallo scandalo Echelon in avanti, la realtà offre spunti che superano la fantasia. "Per questo è necessario e urgente formare i dirigenti e i responsabili della sicurezza", spiega Giusella Finocchiaro, prima giurista in Italia a insegnare nella cattedra di Diritto di Internet, all'Università di Bologna, avvocato, corrispondente italiano per la Commissione europea, tra i tre consulenti che hanno scritto la legge sul commercio elettronico per conto del governo russo. Insomma, uno dei massimi esperti in Italia in materia di diritto dell'informatica, privacy e protezione dei dati personali. Sua l'idea, con la consulente Paola Guerra, l'organizzazione di Alma Graduate e il sostegno di Crif, del G8 Gaming su sicurezza, privacy e anonimato. "Un'iniziativa molto seria nei contenuti, ma realizzata con modalità nuove, in parte ludiche", dice. "Il tema della sicurezza e della privacy è fondamentale, ma difficile da proporre. E' un settore nel quale non si investe volentieri perché non c'è un immediato ritorno economico. Così si corre ai ripari solo quando c'è un rischio, un'emergenza". Il 740 di Beppe Grillo o del vicino di casa su Internet, per esempio. "In questo caso sono d'accordo con il garante - spiega la docente - Il problema è che si è fatta confusione tra ciò che è giusto e ciò che è legale". Tra i partecipanti al G8 simulato, i rappresentanti di Unicredit, Telecom, Vodafone, Poste italiane, Acanto, Itway. La due giorni sarà fitta di riunioni, discussioni, votazioni. Vietato uscire. Cena quasi presidenziale, "faremo il possibile". Tutto sotto l'occhio di osservatori esterni che vigileranno sull'andamento del vertice: i rappresentanti del Garante della privacy, della polizia postale, della Guardia di Finanza e del Centro per l'informatica nella pubblica amministrazione. I finti Bush, Putin, Fukuda o Berlusconi non potranno permettersi di litigare o concedersi solo per le foto di gruppo, con o senza corna. Dovranno stringere alleanze, trovare soluzioni, decidere come investire i fondi per aumentare la tutela della privacy e la sicurezza, per garantire i propri cittadini, clienti nel mondo reale. L'esito sarà pubblicato in un libro che servirà come linea guida, "noi speriamo anche che finisca tra gli studi consultati per i futuri G8", confina Giusella Finocchiaro. "Perché no? Il volume avrà contenuti scientifici tra i più aggiornati".

Torna all'inizio


Brevi, schede e richiami 1 (sezione: Grillo)

( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Grillo

Musica JULIE'S HAIRCUT Alle 22,30 al Covo Club (Zagabria 1), concerto dei Julie's Haircut che presentano il nuovo singolo "Sleepwalker". concerti nei club Alle 22, al Circolo Iqbal Masih (della Barca 24/3), concerto live di folk rock con Miss Patty Miss & Collective One. Alle 22,30 all'Arterìa (vicolo Broglio 1/E), presentazione del libro+cd audio "Elmotell blues" di Antonio Contiliano e Valerio Cuccaroni. Alle 23 concerto live dei Leitmotiv, rock e indie. Alle 21,30 al Cortile Caffè (Nazario Sauro 24/a), serata jazz manouche francese con il gruppo Tolga Quartet. Ingresso gratuito. Info e prenotazione tavoli 051229528. Alle 20,30 al Teatro Eden (Indipendenza 69), concerto-spettacolo di Lala McCallan "Viva la Diva!", cena e spettacolo 45 euro. Alle 20,30 al Bar Venezian di San Giovanni in Persiceto, per il Persiceto street jazz Festival, concerto del Lo Parco Project, funk rock. Teatri IL ROMPIBALLE Alle 21, al Teatro Dehon (Libia 59), la Compagnia Teatro Aperto presenta "Il rompiballe", con Guido Ferrarini, Alessandro Fornari e Aldo Sassi. IL PICCOLO PRINCIPE Alle 20,30 all'Arena del Sole (Indipendenza 44), per la rassegna di Teatro delle Scuole, il Teatro Il Laboratorio-Scuola di Danza presenta "Il piccolo principe", coreografia di Claudia Rota, musiche di Raniero Gaspari. VIVERE ALTROVE Alle 21, al Fienile Fluò (via Paderno 9), per il festival Rosaesagerata, "Woanders Leben/Vivere Altrove", produzione del teatro Instabile di Berlino, dal romanzo di Marisa Fenoglio, con Lucia Chiarla, regia di Manuela Naso. PICCOLO TEATRO ANTICO Alle 20, all'Arterìa (vicolo Broglio 1/E), spettacolo con cena a tema "Piccolo Teatro Antico". 15 euro. Pren obbligatoria 3472870643. PER ASPERA Da oggi a lunedì alle 21, al Teatro 1763 di Villa Aldrovandi Mazzacorati (Toscana 19), nell'ambito della rassegna Per Aspera, drammaturgie contemporanee, spettacolo della compagnia Il teatro spaesato "Tra un temporale e un caffè, l'Ispettore Abilio Quaresima", dedicato al poeta Mario De Sà Carneiro. SCENA NATURALE Alle 10, al Teatro Comunale di Sant'Agata Bolognese, "Scena Naturale", lezione-spettacolo sulla divulgazione scientifica attraverso il teatro, con l'attrice Sara Nanni. In occasione della Cerimonia di Premiazione del Premio Ambiente in Memoria di Giorgio Nicoli e Milena Bastia. Conferenze LIBERA TERRA Alle 10, al Centro di documentazione sulla cooperazione e l'economia sociale (Mentana 2), assemblea dei soci di Cooperare con Libera Terra, sul tema "Per una terra libera di crescere. Imprese, progetti di sviluppo, buone pratiche". Interviene Don Luigi Ciotti. STORIA DELLE DONNE Alle 9,30 al Convento di Santa Cristina (del Piombo 5), seminario "La storia politica delle donne", dialogo intorno al libro "Dare forma al silenzio. Scritti di storia politica delle donne", di Anna Rossi-Doria. LA MUSICA DELLE DONNE Dalle 10 alle 13, in Provincia (Zamboni 13), per la rassegna Note Muse, la musica delle donne, conferenza su "Le donne e la musica sacra tra XII e XVII secolo". Incontri RICORDO DI IMBENI Alle 10, nel Salone delle Feste dell'Hotel I Portici (Indipendenza 69), incontro in ricordo di Renzo Imbeni. Partecipa Romano Prodi. SPIRITO NELLA CITTA' Dalle 15 alle 18,30 al Centro Poggeschi (Guerrazzi 14), per il ciclo Lo spirito nella città, l'artista Roberta Pizzi e il critico letterario Antonio Spadaro affronteranno il tema "La creazione artistica come comunione con il Creatore". L'INFORMAZIONE IN ITALIA Alle 21, nel Quadriportico di Vicolo Bolognetti, gli Amici di Beppe Grillo presentano "L'informazione in Italia". LA BUSTA DI CACACE Alle 15,30 alla Galleria d'Arte La Piccola (S. Stefano 29), presentazione del romanzo di Ugo Cacace "La busta"; l'autore presenterà anche i suoi dipinti, in mostra fino al 23 maggio. COME FUNZIONA? Alle 15,30 al Museo del Patrimonio Industriale (Beverara 123), "Come funziona?" laboratorio gratuito per ragazzi da 6 a 14 anni. visite guidate Alle 10,30 visita guidata "Bologna ha un cuore barocco", all'Oratorio e alla Chiesa di Santa Maria della Vita e a Palazzo d'Accursio, a cura di VolteCupoleSoffitti. Costo 15 euro, prenotazione 3464799651. Alle 15,30 ritrovo in p. za Maggiore per la visita guidata "Ricerca del colore di Bologna", a cura del Quartiere Santo Stefano. Gratuito. Alle 10,30 appuntamento davanti a piazza dei Tribunali, per la visita guidata "Gli anni della Restaurazione, Palazzo Baciocchi già Ranuzzi", con Le guide d'arte. 6 euro. Pren. obbl. 3464233866. Alle 10,30, alla Pinacoteca Nazionale (Belle Arti 56), per il ciclo Il sabato in Pinacoteca, visita guidata sul tema "Guido Reni e la peste", a cura di Sandra Fiumi. Alle 10, nella Sede centrale della Carisbo (Farini 15), visita guidata alla sede a cura di Antonella Galetti che commenterà le opere esposte. Info 05119872057. Alle 15, ritrovo presso lo Iat di Piazza Maggiore per la visita guidata "Ma quante feste! Quella della Porchetta resta sempre la più attesa", a cura di Gaia Eventi. 6 euro. Prenotazione 0519911923. ACQUA E CINEMA Alle 16,30 allo Star City di Rastignano, nell'ambito del Finz Festival dedicato all'acqua, convegno sul tema della risorsa idrica con interventi di Fabio Matteuzzi, Guido Barbera, Emilio Molinari, Ugo Mazza, Gianni Tamino, Peter Kammerer. Alle 19,30 proiezione del film "Before the flood" di Li Yifan e Yan Yu.

Torna all'inizio


Dopo elezioni (sezione: Grillo)

( da "Tirreno, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Grillo

Attualità DOPO ELEZIONI DOPO ELEZIONI Prima l'indulto, poi un partito vecchio La sinistra ha perso perché non può permettersi errori marchiani come quelli che ha commesso nell'ultima legislatura: non si può permettere di promettere e non mantenere poi. Ci si aspettava tutti, finalmente, una politica seria, la cancellazioni delle berlusconiane leggi vergogna, una legge "vera" sul conflitto di interessi e sulla televisione: (come abbia fatto Ciampi a firmarle la "Gasparri" non si sa). Nulla di tutto ciò è avvenuto, anzi è mancato il coraggio di imbrigliare i tassisti che continuano a fare il comodo proprio, e nella coalizione si sono sbranati letteralmente. Un bel riscatto relativamente ai governi di centrodestra precedenti. Ha invece esordito con l'indulto votato a maggioranza bipartisan e bulgara, da cui non ha escluso i reati finanziari e questo non le è stato perdonato. Ha tentato successivamente di sdoganare il partito democratico come un partito nuovo, dimenticando che le cose nuove non lo sono solo di facciata ma anche di contenuti. Il Pd è solo un contenitore di gente decotta che ha fatto della politica un mestiere e che per restarci si è pericolosamente inciuciata con la destra. Di questo la gente se ne è accorta ed ha "punito"; mica sempre si può prendere in giro il prossimo, no? Del resto la scomparsa della sinistra radicale ne è una conferma: solo chiacchiere e distintivo, come diceva Robert De Niro in un famoso film. La destra ha vinto perché la sinistra ha voluto perdere, perché la gente ha votato a destra o Lega, o Italia dei Valori: un bel voto di protesta insomma, prima di votare Pd. Mi rifiuto di pensare che gli italiani credano a quello che Mediaset propina e pure la tv nazionale: veline, calciatori, grandi fratelli, telegiornali tutti tempo e traffico, tesserine nonché Bruni Vespa ed Emili Fedi che servono solo ad imbrogliare le idee nella testa delle persone raccontandoci che Beppe Grillo fa antipolitica: tutte balle insomma! Se la sinistra vuole tornare al governo deve proporre veri nuovi partiti a cominciare dalle persone, però. Largo ai giovani, quindi, che adesso magari dissidenti con i vertici sono stati relegati nell'angolino. Abbiano la decenza di ritirarsi in pensione i vecchi che di danni ne hanno già fatti abbastanza, tanto una bella pensione per vivere ce l'hanno di sicuro: se la son fatta da soli con leggi inique, con i nostri soldi. Altrimenti non c'è speranza. Massimo Fabbrini DOPO ELEZIONI L'hanno fatta nel letto come Carletto... Scrivo a proposito di "Quando lo fa la sinistra", stimolante commento del direttore sul "Tirreno" di domenica, e in particolare della domanda finale. Secondo me il fatto che l'Italia sarebbe in maggioranza conservatrice e di destra e, aggiungo, capace di spostarsi occasionalmente un po' a sinistra in casi d'emergenza, il tempo strettamente necessario a far mettere qualche puntello, non indica tanto una causa quanto, direi, un effetto. La causa non sta tanto nel com'è l'Italia o come sono gli italiani, ma nel perché gli italiani sono come sono. Vogliamo escludere il Dna, che suppongo sia quello dell'intera razza umana? Non sarebbe trascurabile - se vi è accordo tra sentimenti, posizioni e interessi (per brevità ci limitiamo a quelli materiali) - valutare fatti tipo: un governo concorre a determinare un colossale trasferimento di reddito dai meno ai più abbienti; un altro, con due finanziarie, inizia ad invertire la rotta, pur timidamente e fra tanti ostacoli. Fattore pesante è senz'altro tutto quanto fa cultura, ma allora come la mettiamo con il vecchio luogo comune dell'egemonia culturale della sinistra rilanciato dal cavaliere? I miei modesti mezzi m'inducono a credere che la cultura di sinistra abbia preso in testa quello che è stato definito "crollo del Muro di Berlino", mentre doveva essere vissuto come una liberazione anche di energie mentali: la fine dei regimi dei paesi dell'Est, confusa alquanto con la fine delle ragioni della "liberazione dell'uomo dall'uomo", quando invece sono stati, anche per queste idee, una grande tragedia. Ricreare, o creare, una cultura, prima ancora che una politica, "che persegua l'utopia con il massimo di realismo", è il seguito senza il quale una parte si consegna ai demiurghi, un'altra si rifugia in analisi che sono come il rigore di Baggio, che "non era fuori, era dentro il suo mondo interiore" e ne fa derivare una politica alla Carletto che la fa "nel letto per fare un dispetto a mamma e papà". Giuseppe Martinelli GOVERNO Se la destra ha i Ferrara e la Lega Signor Papini siamo in democrazia, quella cosa che permette a tutti dire le cose più diverse, a volte obbiettivamente assurde come le sue sul "Tirreno" dell'8 maggio. Per quanto attiene alla sua affermazione circa la destrosità dell'attuale governo, sue opinioni rispettabili ma inesatte, se lei definisce di destra un partito come la Lega che D'Alema etichettò come "costola della sinistra" o An, in via di scioglimento e confluenza nel calderone indistinto del Ppe di centro, oppure Forza Italia che ospita personaggi come Bondi, Ferrara, Guzzanti ed altri ex Pci, coagulo degli ex partiti Dc, Psi, Pri, Psdi cioè il centro sinistra della prima Repubblica, beh allora non ci sono dubbi, la realtà per lei è una e una sola, la sua! Roberto Ferroni PROTAGONISTI Lo statista Craxi e la sua miopia Bettino Craxi, il segretario che non ho mai amato quando era in sella, è stato l'ultimo grande leader, come postmortem tutti oggi riconoscono, del Partito Socialista. Fu lui che lo salvò dall'esaurimento e dalla morsa di Dc e Pci che stavano convergendo a metà degli anni '70 verso il compromesso storico. Fu Craxi che da uomo di governo riuscì a neutralizzare nei primi anni Ottanta la grave crisi del terrorismo e della democrazia italiana, ricollocando il nostro Paese su un piano di dignità Internazionale e favorendo una ripresa economica eccezionale che condusse l'Italia al quinto posto tra i Paesi industrializzati. E fu ancora Craxi a sfidare il Pci e ad imporre con forza l'esigenza di una riforma delle istituzioni per garantire la governabilità di un Paese appesantito da procedure arcaiche. Per questo si creò dei nemici tenaci, in ambienti che andavano ben oltre l'ostilità manifesta e accanita dei comunisti. Tuttavia fu sempre Craxi a non comprendere la caduta del Muro di Berlino e non seppe cogliere il tempo di una svolta senza andare subito ad una resa dei conti elettorale con il Pci in piena crisi. Graziano Puppichini.

Torna all'inizio


In pista anche i <grillini> (sezione: Grillo)

( da "Corriere Alto Adige" del 10-05-2008)

Argomenti: Grillo

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-05-10 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE La novità Presto una riunione per prendere una decisione In pista anche i "grillini" I seguaci del comico: "Stiamo valutando" BOLZANO - L'appello che segue è comparso sul forum del meet up di Beppe Grillo tre giorni fa. "Ragazzi, il tempo stringe; le elezioni provinciali sono a ottobre e, con l'estate di mezzo, è come se mancassero 2 mesi. Abbiamo bisogno di parlare con una vostra rappresentanza perché insieme ad altri amici appartenenti a diverse liste civiche di entrambi i gruppi linguistici sparse nella nostra provincia, vogliamo provare a mandare a casa 'sta' gente. Abbiamo però bisogno di tutti ed in particolare di chi, come Grillo, voi e noi, crede che il cambiamento possa solo partire dal basso. Uniamo le forze e proviamoci! ". E i "grillini" locali hanno raccolto l'invito. Siamo lontani dalla realizzazione di una lista, ma presto ci sarà un incontro "esplorativo" per verificarne la fattibilità. "Presto ci vedremo - spiega Mirco De Giuli, organizer del meet up dei "grillini" locali - e inizieremo un confronto sulla fattibilità della proposta. Non c'è ancora nuella di definito ". A parte il coinvolgimento delle liste civiche da parte dei Verdi, attualmente il Sudtirolo "movimentista" non è coinvolto in nessun progetto politico. Un 'eventuale lista potrebbe andare a colmare questo spazio. "Sì, in effetti - spiega De Giuli - ci potrebbe essere uno spazio di questo tipo. I nostri temi? Beh, su tutti l'inceneritore, che è uno dei nostri cavalli di battaglia. Ma noi lavoriamo su diversi temi. Ora ad L'appello nel forum "Vogliamo provare a mandare a casa questa gente, ma per farlo dobbiamo unirci" esempio, assieme ai "colleghi" trentini, stiamo cercando di portare avanti una proposta di legge per vietare, se non in casi eccezionali, la somministrazione di psicofarmaci ai bambini, una pratica sempre più diffusa a livello nazionale, che deve assolutamente essere fermata". Che il messaggio lanciato nei due V day sia stato raccolto anche in Alto Adige lo dimostra anche la raccolta di firme effettuata a livello locale. "La raccolta di firme per il secondo Vday che si è tenuto il 25 aprile è andata abbastanza bene. Ne abbiamo totalizzate 500 per quasi tutti i quesiti referendari. Non sono moltissime, ma per una città come Bolzano non è male, tenendo poi conto di una collocazione forse non felicissima del banchetto di raccolta". Fa. Go.

Torna all'inizio


Il popolo del Vaffa Day (sezione: Grillo)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-05-2008)

Argomenti: Grillo

Il popolo del Vaffa Day ed i milioni di Grillo Leggo sulla tribuna del 27 aprile che i Grillini hanno raccolto più di 5.000 firme in occasione del "Vaffa-day 2". Cosa diranno adesso i 5.000 firmatari, dopo aver visto che il reddito di Beppe Grillo è di 4.272.591,00 euro?. Questo comico parla male e razzola ancora peggio! Alla faccia degli allocchi. Un saluto Giancarlo Gentilini Treviso La destra vara il Governo la sinistra a Treviso litiga Mentre la destra a Roma vara il nuovo governo, la sinistra a Treviso si guarda allo specchio compatendosi o peggio, vedi il Sig. Bottacin e i suoi seguaci, remando contro e lavorando,non per costruire, ma per distruggere tutto quello di buono che il nuovo Partito Democratico ha portato. Mi aspettavo che in questi giorni,dopo i fatti di Verona, invece delle solite polemiche, ci fosse un'analisi sull'accaduto traslata alla nostra realtà Trevisana. Mi aspettavo che si riflettesse e si facesse riflettere i concittadini sul silenzio assordante del vicesindaco Gentilini sull'accaduto. Del perché Lui, sempre pronto ad esternare, in questa occasione non avesse trovato il tempo per commentare arrivando magari alla conclusione che forse il suo silenzio fosse dovuto alla nazionalità dei vigliacchi aggressori di Verona, purtroppo per lui Veneti. Mi sarei aspettato che qualcuno ricordasse ai cittadini di Treviso che il loro vicesindaco Gentilini, quando entra allo stadio, viene acclamato dagli ultràs nazisti e che lui li ricambia sorridente. Ecco questo mi sarei aspettato, ed invece leggo di riunioni e di veti incrociati che impediscono al nuovo partito di organizzarsi e cominciare a lavorare sul territorio Credo che il Partito Democratico non abbia più bisogno della demagogia dei vari Bottacin ma Bensì di lavorare per essere pronto a dare risposte sui fatti, a fornire proposte alternative alla destra e soprattutto di credere che "si può ancora fare". Aristide Leonarduzzi E-Mail Treviso senza rondini nostalgia di una nonna Ho letto con piacere il bell'intervento di Renzo Secco sulla diminuzione delle rondini lungo i canali e le rogge della nostra città che annunciavano la primavera con il loro arrivo, con i loro stridi, le loro rincorse nel cielo, le loro indaffarate nidificazioni sotto i nostri ombrosi portici. Mi sono ritrovata in queste dolci nostalgie: io abitavo in via S. Liberale e a maggio studiavo davanti alla finestra, dovevo preparare le ultime interrogazioni e gli ultimi compiti della fine dell'anno scolastico, ma lo sguardo si lasciava distrarre seguendo più volentieri le evoluzioni e i garruli stridi delle rondini sulle cupole del Duomo. Ai concerti serali nel chiostro del museo Bailo spesso era quasi più forte lo stridio delle rondini in volo che salutavano il giorno che finiva della stessa musica degli strumenti o la voce della soprano di turno. Da sei anni sono diventata nonna e ogni maggio, prima col passeggino poi per mano, io ed Emma ci fermavamo lungo i portici di via Manzoni ad osservare, naso all'insù, l'andirivieni delle mamme rondini che imbeccavano i loro piccoli nei nidi, scorgevamo le prime testine pelate, i primi tentativi di voletti e l'autonomia conquistata per lasciare posto ad un'altra nidificazione. Purtroppo quest'anno non sarà più possibile rinnovare questo atteso appuntamento: i lavoro di ristrutturazione di una banca hanno blindato con punte di ferro e gabbie protettive ogni angolo del soffitto dove erano posti i nidi di rondine. Dovrò inventare una scusa con la bambina; le dirò che le mamme rondini hanno trovato un posto più bello per fare il nido, magari hanno preferito le travi di una fattoria dove possono trovare più cibo e più moscerini. Le andremo a salutare e daremo loro il benvenuto nella nuova casa. Forse, se si temeva per la pulizia dei pavimenti del portico, o per le giacchette dei clienti che entrano in banca, non si poteva sostituire a tutta quella blindata bardatura delle semplici tavolette di legno, o in cartone, poste sotto ai nidi? Con tutti i restauri, le ristrutturazioni, la mania del "tutto netto", non ci rendiamo conto che ci perdiamo il meraviglioso spettacolo che ciclicamente la natura ci offre? Raffaella Frattini Treviso Nella festa dell'Esercito il futuro park Vittoria La festa celebrata l'altroieri dall'Esercito è stata la metafora di ciò che potrebbe accadere fra breve. E' stata l'allegoria, intendo, di quello che accadrebbe in Piazza della Vittoria se l'amministrazione comunale decidesse di insistere nel folle progetto del parcheggio sotterraneo che ha in animo di farvi. Cinque carri pesanti dell'esercito hanno manovrato per due ore nello spazio altrimenti destinato a pubblico parcheggio e hanno saturato l'area di insopportabile rumore e di miasmi al CO2. Quello che si è verificato è stato, naturalmente, un infinitesimo traslato di quello che accadrebbe se a transitare, sostare e operare non fossero solo cinque carri per due ore, ma diecine di camion pesanti impegnati tutto il giorno e tutti i giorni a fare i previsti tre piani sotterranei dell'incredibile park. Chi è capace di meditare su tutto ciò dovrebbe farlo ora, senza aspettare oltre a compiere un atto di civica, intelligente, attiva partecipazione. I militari, da parte loro, dovranno meditare sull'evenienza che in questa piazza non saranno più ospitati se non a piedi; più o meno graditi, vista la totale assenza, nella circostanza, di spettatori, se si eccettuano lo scrivente e qualche gradevole, nostalgica signora. Giuseppe Lentini Treviso.

Torna all'inizio


Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio (sezione: Grillo)

( da "Giornale.it, Il" del 10-05-2008)

Argomenti: Grillo

Riepiloghiamo: i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato, né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola, reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto, Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero, ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti, allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin, ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 27 ) " (3 voti, il voto medio è: 3.67 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista, antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale, come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 38 ) " (2 voti, il voto medio è: 3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03May 08 L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Il centrodestra ha vinto in Francia, poi in Italia, due giorni fa alle comunali in Gran Bretagna. Quasi certamente anche la Germania seguirà la stessa strada, considerato che la Merkel distanzia il leader socialdemocratico Beck di 54 punti. La mia tesi, come spiego in un editoriale, è che i partiti conservatori tentano di rispondere al malessere che attanaglia tutte le società occidentali, mentre le sinistre restano chiuse nel proprio mondo, astratto e autoreferenziale, sia quella moderata sia quella estrema. "Scossi da una globalizzazione che genera insicurezza economica, dall'immigrazione incontrollata e dalla criminalità in aumento, gli italiani, come i francesi o gli inglesi, vogliono sapere chi sono e a quali valori possono ancora credere. Cercano nuove radici", scrivo nel fondo. Il riflusso, secondo me, non è populista, ma identitario. Tuttavia ho l'impressione che la stampa di sinistra ancora una volta non abbia capito e tenti di liquidare la tendenza europea come un fenomeno transitorio ("La crisi che rilancia la destra", scrive l'Unità) e comunque negativo. Oggi uno degli editoriali di Repubblica era intitolato significativamente "destra snob e populista". Snob non so dove: oggi élitaria è semmai una certa sinistra culturale, giornalistica e imprenditoriale. Addossare al Popolo della Libertà, alla Lega e più in generale a Sarkozy (che un anno fa la gauche descriveva come "fasciò") e probabilmente domani al britannico Cameroon, l'accusa di populismo significa ripeterere schemi risaputi. Ogni voltà che emerge un fenomeno nuovo, gli intellettuali e i politici progressisti si ritraggono e anziché analizzare la realtà si rifugiano in un comodo conformismo, questo sì qualunquista. La sinistra non capì Reagan, non capi la Thatcher, in fondo non capì nemmeno Blair e il suo ancor oggi etereo New Labour. Ha fatto il tifo per l'euro, per l'unificazione europea a prescindere senza mai interrogarsi sul loro reale significato. Io non so se il centrodestra in Italia e in altri Paesi europei avrà successo, ma perlomeno tenta di fornire delle risposte. La sinistra, invece, è immobile, arroccata aristocraticamente fuori dal mondo. Cambierà mai? Scritto in democrazia Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30Apr 08 Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Ci sono uomini che nascono con una grande anima, uno di questi è senz'altro Daoud Hari, autore del bellissimo libro autobiografico Il traduttore del silenzio (piemme edizioni). L'ho intervistato per il Giornale. Non lo conoscevo e ne sono rimasto conquistato. Per capire la tragedia del Darfur e del popolo degli zaghawa, le sue pagine autobiografiche valgono più di qualunque approfondimento. Ma anche se non siete interessati al dramma di questa regione del Sudan, ascoltatelo. Scoprirete un uomo che è stato testimone di orrori inimmaginabili, che è stato torturato e più volte sul punto di essere giustiziato: chiunque di noi sarebbe rimasto segnato per sempre. Lui no, è riuscito a reagire nel modo giusto, a non perdere il gusto della vita. Dice: "Ho superato momenti atroci ripetendomi che dovevo trovare il modo di ridere un pochino ogni giorno, malgrado tutto, o il mio cuore avrebbe finito per esaurire quella felicità che lo fa battere". Nelle sue parole non c'é traccia di odio, né di rancore. Se fosse cattolico sarebbe un francescano sulla via della beatitudine, se fosse ebreo sarebbe un Giusto, ma Daoud è solo un figlio del Darfur e della grandezza di una saggezza che in lui è innata. E' un uomo straordinario che non si considera un maestro né un eroe, ma solo una persona che "cerca di vivere degnamente su questa terra". Spendete pochi minuti per leggere la sua testimonianza, pubblicata sul Giornale un paio di giorni fa, non può che far bene. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Apr 08 Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Dunque Alemanno sarà sindaco di Roma, un'impresa storica. Ma ora il centrodestra non ha più scuse: controlla Milano, Roma, molte regioni importanti, gode di un'ampia maggioranza in Parlamento dove, per la prima volta, non sarà intralciato dalla demagogia dell'estrema sinistra, né dalle operazioni dilatorie dei piccoli partiti ma potrà contare su un'opposizione, da parte dell'Udc e del Pd, che si annuncia moderata e costruttiva. Il quadro è ideale ma comporta dei rischi, uno in particolare: l'assunzione di responsabilità, da cui la nostra classe politica tradizionalmente rifugge. Se il centrodestra ha davvero un progetto per il Paese e con esso una visione del futuro, se è in grado di rendere l'Italia più sicura e di moderare l'immigrazione, oggi fuori controllo, è il momento di agire, abbandonando le logiche da campagna elettorale. Un governo credibile in un Paese più serio: è questo che si aspettano gli italiani. Da qui due domande. Secondo voi il centrodestra è pronto a gestire un potere tanto ampio? E dunque Berlusconi, Fini e Bossi saranno all'altezza di una missione ambiziosa e, comunque vada, cruciale per l'Italia? Scritto in Italia Commenti ( 48 ) " (4 voti, il voto medio è: 3.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Apr 08 Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? L'Ordine dei giornalisti è inutile? Probabilmente sì. Gli aiuti di Stato ai giornali di partito sono scandalosi? Senza dubbio. Criticare il mondo del giornalismo è lecito e secondo me anche salutare. Ma trovo che l'era del libero insulto stia volgendo al termine. Mi spiego: Beppe Grillo è stato l'unico a denunciare certe situazione politiche, mediatiche, economiche e questo è stato un bene per la democrazia italiana. C'era bisogno di una valvola di sfogo, di qualcuno che rompesse il conformismo e le convenienze. Ma non si può continuare in eterno a infangare tutti. Il comico genovese denuncia il malcostume nazionale, ma con i suoi ne incoraggia un altro; quello per cui il cittadino si sente legittimato ad affrontare problemi e ingiustizie con l'insulto, lo sproloquio, il qualunquismo più immediato, da bar. E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere". Sulla Bbc sono d'accordo, ma la Cnn non è affatto garibaldina nei confronti della Casa Bianca e al Jazeera è posseduta dal Qatar che pone limiti molto severi all'informazione. Ancora: critica Napolitano (definito "un Morfeo che dorme, dorme, dorme") perché ha indetto elezioni prima del referendum: e che doveva fare? La legge parla chiaro e se non c'è maggioranza in Parlamento si va al voto col sistema vigente. Davvero tutti i giornalisti sono servi, a parte Travaglio? Ma siamo seri, per cortesia: che esista un problema di acquiescenza da parte di molti colleghi verso i politici è chiaro, ma offendere tutti indiscriminatamente è puro populismo. Noi giornalisti non possiamo sbagliare, ma quante scemenze ha detto Grillo in questi anni spacciandole sempre per verità assolute? La più grossa risale a qualche anno fa quando denunciava la manipolazione dell'informatica e rompeva i computer in sala. Chi lo contestava passava per fascista e qualunquista; oggi però Grillo è il profeta della Rete. E, come gli capita sovente, non accetta contestazioni. Allora: aboliamo pure l'Ordine, eliminiamo i finanziamenti, ma condieriamo Grillo per quel che è e non scambiamolo per il Vate capace di risollevare l'Italia. Per rinascere davvero questo Paese ha bisogno di modelli costruttivi, di leader credibili che sappiano elevare il discorso pubblico, anziché ridurlo a una raffica di Vaffa. Davvero Grillo è l'eroe della nuova Italia? Vi riconoscete in lui? Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 105 ) " (16 voti, il voto medio è: 4.31 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Apr 08 Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? I due stupri a Milano e a Roma hanno rilanciato la questione dell'immigrazione e della sicurezza. Tra tanti commenti degli ultimi giorni più o meno pertinenti, ne ritengo due. Uno di Cesare Salvi, che questa mattina a Radio Anch'io quando ha dichiarato che: "effettivamente gli elettori hanno avuto l'impressione che la sinistra arcobaleno non pensasse alla sicurezza". Mi permetto di correggere Salvi: non avevano l'impressione, ne avevano la certezza e per questo soprattutto l'hanno punita alle elezioni. Il secondo aspetto riguarda la richiesta di Roberto Maroni, probabile nuovo ministro degli Interni, di rinegoziare la direttiva europea sulla libera circolazione dei cittadini. L'idea ha suscitato reazioni contrariate e un certo sarcasmo, ma in interviste alla Rai e al quotidiano La Stampa il nostro commissario europeo Franco Frattini l'ha ritenuta plausibile, "perché ormai quella direttiva è superata dall'applicazione integrale degli accordi di Shengen". Il governo Prodi peraltro non ha mai applicato la norma che consente l'espulsione per chiunque non possa dimostrare di avere i mezzi di sussistenza per vivere in modo dignitoso. Secondo Frattini (che probabilmente diventerà il prossimo ministro degli Esteri italiano) "una verifica si può fare per vedere se non sia il caso di rafforzare alcuni principi sugli aspetti della sicurezza. C'è un consenso abbastanza ampio tra i governi europei che la libera circolazione dei cittadini, sacrosanta, non può trasformarsi in libera circolazione dei criminali". E il governo rumeno? "Deve farsi carico dei propri compatrioti e riprenderseli se non rispettano le leggi". Da qui alcune domande: aveva dunque ragione Maroni? Una correzione in sede comunitaria è doverosa considerato che proprio l'Unione europea sottovalutò gli effetti dell'allargamento (che secondo me era prematuro) a Paesi troppo arretrati come la Romania e la Bulgaria. Insomma, se oggi l'immigrazione dei rumeni è un problema in molti Stati, come l'Italia e la Spagna, la responsabilità all'origine è di Bruxelles. Ma, mi chiedo: basta una norma Ue per rimediare a una situazione che la maggior parte dei cittadini considera fuori controllo? E se la risposta è no, quali misure considerare? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 42 ) " (15 voti, il voto medio è: 4.53 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 21Apr 08 La sinistra difende le élites anziché il popolo? Sul Giornale è uscita una mia intervista con Ferruccio Capelli, il direttore della Casa della cultura di Milano. Capelli, ex dirigente del Pci e dei diessini, è autore di un libro molto interessante Sinistra light - populismo mediatico e silenzio delle idee (Guerini editore), nel quale analizza l'attuale momento politico e sociale. Capelli non ama Berlusconi e ovviamente nemmeno il centrodestra, ma con grande onestà intellettuale riserva critiche pungenti alla sinistra nel suo insieme, sia al Pd sia aquella radicale. Nell'intervista ad esempio sostiene che la sinistra italiana "si è adeguata ai tempi privilegiando la seduzione e il marketing politico rispetto al messaggio politico e ai programmi. Dal crollo del Muro di Berlino ha progressivamente sradicato il proprio passato, le proprie tradizioni culturali, ma questo ha generato smarrimento negli elettori." Esiste "un problema d'identità" con un progressivo scollamento dal Paese reale e dalle esigenze delle classi meno abbienti. Secondo Capelli "la sinistra è diventata élitaria, si identifica con la grande finanza industriale ed è ossessionata dalla rappresentazione mediatica. Così oggi solo la destra pensa al popolo". La frase è molto forte ed è significativo che venga pronunciata da un intellettuale progressista. Ha ragione Capelli? La sinistra perde perché difende l'oligarchia economica anziché la gente comune ? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 25 ) " (10 voti, il voto medio è: 4.3 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Apr 08 Oops, il "porcellum" funziona. Ce lo teniamo? E ora come la mettiamo con il sistema elettorale? Per mesi tutti hanno ripetuto che era inadeguato e fonte di instabilità; invece, come osserva in un articolo un brillante collega ticinese, Ovidio Biffi, il metodo Calderoli "ha funzionato al suo secondo impiego: non solo ha causato gli sbarramenti tanto attesi, ma ha agito come una vera e propria purga! Di colpo, l'Italia si è liberata dei legacci con cui veniva ricattata ogni volta che in gioco c'era la sopravvivenza delle maggioranze". Ho l'impressione che fossero i partiti a impedire il corretto funzionamento del porcellum e c'è da chiedersi se la maggior parte dei politologi non abbia sbagliato analisi, confondendo causa ed effetto. Non appena Veltroni e a ruota Berlusconi hanno deciso di sottrarsi al ricatto dei piccoli, è accaduto il miracolo. A questo mi chiedo: le riforme elettorali sono ancora necessarie? C'è chi dice che basti qualche ritocco ovvero il ripristino del voto di preferenza e il divieto delle candidature multiple. Troppo bello per essere vero? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 32 ) " (12 voti, il voto medio è: 4.42 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 In Italia il "mal di Palazzo" è inguaribile? Riflettando ancora sul risultato delle elezioni, trovo che sia stata confermata la regola secondo cui in Italia i politici che entrano nel Palazzo perdono il contatto con la realtà. Era accaduto in parte anche con il governo Berlusconi nel 2001-2006 quando il governo tardò a prendere piena coscienza di alcuni problemi che invece erano molto sentiti dalla gente (ed esempio il caro euro), ma con il governo Prodi questo fenomeno ha assunto dimensioni impressionanti. La sconfitta della Sinistra arcobaleno infatti nasce dall'incapacità di capire il Paese. Bertinotti si è evidentemente lasciato inebriare dalla presidenza della Camera e in campagna elettorale ha descritto un'Italia che non c'era. Non ha capito l'esperazione degli abitanti delle zone popolari per l'immigrazione incontrollata e l'aumento della criminalità e anziché proporre correttivi in tv diceva che bisognava allargare ulteriormente le maglie e mostrarsi ancor più accoglienti, senza distinguere tra italiani poveri e immigrati appena arrivati nella concessione delle case popolari (ne abbiamo parlato su questo blog). Nel commentare la sconfitta ha detto di aver commesso un grave errore: quello di non essere andato di fronte ai cancelli delle grandi fabbriche, dimostrando una volta di più il senso della propria estraneità dal tessuto produttivo: le grandi fabbriche erano una realtà degli anni Sessanta-Settanta non quella di oggi. E ancora: Pecoraro Scanio è riuscito in un'impresa senza precedenti. Mentre in tutto il mondo i verdi resistono e spesso guadagnano consensi in Italia sono spariti in appena due anni. E la ragione è la stessa: anziché preoccuparsi del problemi reali della gente (inquinamento e rifiuti di Napolil, ad esempio), Pecoraro ha fatto una campagna demagogica in cui scegliendo l'alleanza con i comunisti è passato il peggior messaggio possibile: verdi uguale rossi. Piccola divagazione: in questo contesto devo dire che anche la stampa si è mostrata troppo "palazzo dipendente" e infatti si è fatta sorprendere dai risultati. Quasi nessuno dei grandi mezzi di informazione aveva intuito il trionfo della Lega, né il tracollo della sinistra radicale, né il raddoppio di Di Pietro. Quanti articoli sono stati pubblicati per spiegare in campagna elettorale il disagio del nord, soprattutto nelle province venete e lombarde? Pochi, in compenso abbiamo letto paginate sulla lista di Ferrara, che poi ha ottenuto lo 0,4%. Direi che un'autocritica è doverosa se vogliamo raccontare davvero l'Italia dobbiamo staccarci un po' dalle logiche del Palazzo e della politica romana: noi giornalisti abbiamo imparato la lezione? Tornando al dopo elezioni, ora gli occhi sono puntati sul nuovo governo e mi chiedo: vista l'ampia maggioranza, Berlusconi Fini e Bossi riusciranno a gestire il Paese senza perdere il contatto con il Paese, come peraltro avviene in molti altri Paesi? Zapatero è appena stato rieletto, la Merkel è più che mai favorita, Blair ottenne tre mandati consecutivi, Chirac e Schroeder due. Perché all'estero è possibile e in Italia no? Il mal di Palazzo è guaribile? Scritto in democrazia, Italia Commenti ( 30 ) " (7 voti, il voto medio è: 3.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (13) democrazia (19) francia (16) germania (2) giornalismo (33) gli usa e il mondo (23) globalizzazione (3) immigrazione (20) islam (12) Italia (87) medio oriente (8) notizie nascoste (27) presidenziali usa (6) russia (9) svizzera (3) turchia (12) Varie (13) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails Abbiamo vinto l'Expo. E ora come la mettiamo con Malpensa? - 3 Emails Ecco come si può davvero aiutare il Tibet - 3 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Milva e quei sette milioni nascosti... per la vecchiaia - 2 Emails Quello stile di "Repubblica"... - 2 Emails Internet fa bene ai giornali - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. Ma la destra dov'è? - 1 Emails Ultime discussioni voce nel deserto: In molti intorno a me sono convinti che Santoro ,Travaglio,Borromeo e Vauro,siano tra i più... Cosimo Quarta: Due dogmi, fra i pochi, a cui io fermamente credo. Il massimo rispetto per la vita, in tutte le sue... bo,mario: Ambrogio in Italia c'è una situazione incomprensibile per molti. Nei canali di stato, rai, ci sono i... Ambrogio.: La questione delle reti televisive sul satellite è un problema che dovrete risolvere lì in Italia.... Americo: Egregio signor Foa, come sempre la gente parla senza sapere niente. Tra gli uomini di 20.000 anni fa e... Ultime news Sottosegretari: 39 posti, 100 aspiranti Berlusconi stringeVeltroni gioca a fare il premier, ma il governo ombra fa già flopMatteoli: "Subito il via a Pedemontana, Tav e ferrovie del Veneto"Tragedia dopo una violenta lite: strangola la moglie per gelosia"I rom sono la nuova mafia del nord"Italia-Libia, una giornata ad alta tensione Blog amici Ethica, blog filosofico di qualità ICT Watch, il blog di Piero Macrì sulle nuove tecnologie il blog di Alessandro Gilioli il blog di Andrea Tornielli Il blog di Faré su Internet & comunicazione il blog megliotardichemai Il pranista, blog su PR e comunicazione Metropolis, il blog Alberto Taliani Placida signora, il blog di Mitì Vigliero spindoctor, il blog di Marco Cacciotto Wolly, il blog di Paolo Valenti Da non perdere La misteriosa e improvvisa ricchezza di Erdogan La Turchia e l'islamizzazione strisciante Quelle donne turche imprigionate dal velo Vince Erdogan e la Turchia diventa più islamica siti che mi piacciono Cricri créations poétiques, gioielli con l'anima Il sito di R. Gatti, tutto per capire le insidie della droga Italiani per Ron Paul, un bel blog sulle elezioni Usa USI, Università della Svizzera Italiana Siti di Informazione Comincialitalia, il primo quotidiano italiano dei cittadini il blog di Di Ricco, un giornalista italiano in Libano il sito di Fausto Biloslavo il sito di Radio 3 Mondo Jones, un eccellente giornalista inglese La zanzara di Cruciani - Radio 24 Osservatorio Europeo di Giornalismo Prima Pagina, la rassegna stampa di Radio 3 Sito web ilGiornale.it May 2008 M T W T F S S " Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post May 2008 (3) April 2008 (14) March 2008 (16) February 2008 (14) January 2008 (15) December 2007 (14) November 2007 (21) October 2007 (24) September 2007 (24) August 2007 (32) July 2007 (15) Recent Trackbacks Haramlik: E per smettere di fumare, una bella Cristoterapia Il Blog di Marcello Foa: Attenti, in Veneto è iniziata la rivolta dei comuni I più votati I mutui subprime, la frode della Casta delle banche - 24 Votes E la sicurezza? Ai politici non interessa più - 18 Votes Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? - 16 Votes Primarie Usa, truccata la vittoria di Hillary? - 15 Votes Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? - 15 Votes Quella ragazzina musulmana tutta in nero - 14 Votes Quei cronisti coraggiosi contro 'ndrangheta e mafia - 13 Votes Ma Carla Bruni rappresenta davvero la donna italiana? - 13 Votes Prodi cade, urrah! Ma il centrodestra ha capito la lezione? - 13 Votes L'incredibile Monsieur Sarkozy - 12 Votes Recent Posts Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? L'Europa va a destra, ma non chiamamola populista Vincere l'orrore, la straordinaria lezione di Daoud Italia e Roma, ora il centrodestra non ha più scuse Ma Beppe Grillo è il modello della nuova Italia? Immigrazione: e se avesse ragione Maroni? La sinistra difende le élites anziché il popolo? Oops, il "porcellum" funziona. Ce lo teniamo? In Italia il "mal di Palazzo" è inguaribile? Pagine Biografia Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Marcello Foa © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

Torna all'inizio


RAI: SANTORO, VEDO ERODERSI MARGINI DI LIBERTA' (sezione: Grillo)

( da "Prima Comunicazione" del 10-05-2008)

Argomenti: Grillo

Data: 10/05/2008 Fonte: Ansa Categoria: Televisione RAI: SANTORO, VEDO ERODERSI MARGINI DI LIBERTA' POL:RAI 2008-05-10 14:26 RAI: SANTORO, VEDO ERODERSI MARGINI DI LIBERTA' PESCARA (ANSA) - PESCARA, 10 MAG - "Fare una buona trasmissione ora é sempre più difficile perché è il contesto che vede erodersi i margini di libertà". Lo ha detto Michele Santoro intervenuto a Pescara per ricevere il Premio Giornalistico intitolato ad Enzo Biagi. Per Santoro si tratta non solo della libertà per coloro che lavorano in televisione, ma per tutti, "perché - ha sostenuto se la televisione è meno libera anche il giornalismo di carta stampata diventa meno libero. Noi - ha proseguito - abbiamo al centro della scena un gigantesco conflitto di interessi, fino a quando non sarà sanato, difficilmente potremo avere uno sviluppo adeguato della nostra democrazia". Per Santoro quello che sta accadendo "é un festival dell'ipocrisia". Il giornalista ha puntato il dito contro l'Autority, che - a suo dire - "é un prolungamento dei partiti e non "un sistema efficiente di controllo". Secondo Santoro "l'Autority dovrebbe essere indipendente e non ci si dovrebbe difendere da essa". Nel corso del suo intervento, l'ideatore e conduttore di Annozero è tornato a criticare l' "editto bulgaro" con cui molti giornalisti tra cui Biagi sono stati allontanati dalla Tv ed ha accusato il direttore attualmente sospeso di Rai fiction Agostino Saccà, oltre che per le telefonate con Berlusconi, anche "per la mancanza di trasparenza e chiarezza con Biagi": "La gravità dell'editto bulgaro - ha sottolineato - è che è avvenuto attraverso raccomandate ed accordi". Infine, Santoro ha sostenuto che con i referendum di Beppe Grillo si metterà in moto "una locomotiva molto interessante".(ANSA). Y1M-AND/IC S0A S41 QBXA.

Torna all'inizio


LA RITA CHE VERRA', INTERVISTA A BORSELLINO (sezione: Grillo)

( da "Emilianet" del 10-05-2008)

Argomenti: Grillo

Politica e enti locali La Rita che verrà Incontro con la "non senatrice" Borsellino. Da quindici anni è il simbolo della lotta alla mafia, ma non ce l'ha fatta a essere eletta in Parlamento. Nonostante fosse capolista nella roccaforte "rossa" emiliano-romagnola. In compenso al suo posto a rappresentare gli italiani adesso ci sono Dell'Utri e Totò Cuffaro. Ciononostante la lotta alla mafia va avanti, senza sosta e senza risentimenti © Emilianet/Comunicare 2008 REGGIO EMILIA (5 mag. 2008) Un lungo cammino di impegno tra la gente. Da più di quindici anni, e cioè dalla morte del fratello Paolo, l'attività di Rita Borsellino non conosce sosta. Un operare volto a costruire e a rafforzare una coscienza antimafia non solo in Sicilia, ma anche in tutto il resto del Paese. Due anni fa la sfida delle regionali, persa per trecento mila voti, la consacra il candidato del centrosinistra più votato della storia della Sicilia. Un risultato frutto della presenza di Rita tra la gente, e di diverse esperienze, come la "Carovana Antimafia", portata avanti insieme all'Arci, o le attività di "Libera" l'associazione di Luigi Ciotti della quale Rita è stata vicepresidente. Alle scorse politiche la Sinistra Arcobaleno prova a portarla in Senato assegnandole il primo posto in lista in uno dei seggi storicamente più sicuri: l'Emilia-Romagna. Nemmeno le tradizioni più "rosse" potranno però fare nulla contro la sconfitta che segnerà la scomparsa della sinistra dal Parlamento. Emilianet ha incontrato Rita Borsellino per una riflessione sul risultato delle urne e per sapere come il suo cammino andrà avanti nei prossimi mesi. Iniziamo dalla disfatta elettorale della sinistra. Si è trattato di un disastro a livello nazionale, se lo aspettava così anche in Emilia-Romagna? No, sinceramente no. Credo che nessuno si aspettasse un risultato di questo genere. Ha colto di sorpresa sicuramente tutti quanti. Nel corso dei miei giorni di campagna elettorale in Emilia-Romagna ho girato in lungo e in largo la regione, facendo tantissimi incontri. Appuntamenti che sono stati tutti molto partecipati e seguiti con grande attenzione. Ho sottolineato anche sulla stampa questa attenzione ai temi della mafia riscontrata in Emilia-Romagna. Era importante che la mia candidatura venisse accolta non come qualcosa di piovuto dall'alto, venuto da lontano, ma come qualcosa in cui ci si potesse riconoscere. E la mafia è un problema sentito in Emilia-Romagna, ho sentito la volontà da parte della gente di capirlo e di avere un punto di riferimento e ho avvertito un senso di partecipazione, al di là di quello che poi è stato il disastro nazionale del risultato della sinistra.  Credo che la mia candidatura abbia suscitato in Emilia-Romagna una grande attenzione e questo è sicuramente un punto da cui ripartire. A livello nazionale, alla fine dei conti, si potrebbe riassumere il risultato elettorale con una constatazione: Totò Cuffaro ce l'ha fatta e tu no... Sì, anche se credo che la mia non elezione sia da inserire all'interno del risultato negativo di tutto il centro sinistra, non soltanto della Sinistra Arcobaleno ma anche del partito Democratico, che ha avuto un risultato sicuramente inferiore alle aspettative. Salvatore Cuffaro fa parte di un contesto che potremmo definire locale. il fatto che l'Udc in Sicilia continui ad essere un punto di riferimento con un personaggio come Cuffaro al suo interno è una cosa che deve far riflettere profondamente. Così come deve essere messo al centro di un'analisi approfondita il calo conosciuto in queste elezioni dal centro sinistra e dalla sinistra in maniera più forte. "Contro tutte le mafie, anche quelle del nord" era lo slogan della tua campagna elettorale. Sinistra Arcobaleno a parte, in questa campagna elettorale il tema della mafia non sembra avere avuto molto spazio, forse avrebbe meritato una maggiore attenzione... Probabilmente sì. La Sinistra Arcobaleno ha puntato molto su questo argomento. Personalmente, lo ripeto, ho visto sia in Emilia-Romagna, sia in Lombardia dove ero pure capolista al Senato, attorno a questo argomento un grande interesse, una grande attenzione. Gli incontri sono stati molto partecipati, segno che esiste la volontà di capire e che il problema è avvertito. Di certo in campagna elettorale si è insistito di più sul problema della sicurezza, deviato però sul terreno della presenza di altri, di persone sentite come altre, come diverse, e mi riferisco ai Rom, agli extracomunitari. Il problema della sicurezza così inteso ha sopraffatto la discussione sulle mafie, che pure invece io ho avvertito come sentita. E ha veramente fuorviato l'elettore, che si è lasciato catturare da degli slogan, perché, purtroppo, la discussione è stata affrontata proprio con degli slogan. Per questo l'elettore ha "sbandato" al momento del voto, influenzato da una parte dal discorso della sicurezza intesa come abbiamo detto e dall'altra dal discorso del voto utile, che non ha comunque risparmiato il partito Democratico da un esito deludente. Ormai stanno diventando una moda i V-Day di Beppe Grillo. Cosa ne penserebbe di un V-Day contro le mafie? Vi parteciparebbe? Non credo tanto a un V-Day. Credo che si debba parlare di mafia e si debba affrontare la mafia tutti i giorni, non un giorno solo e poi tutto il resto dell'anno fare altro. Giornate di questo tipo possono essere sì un momento di riflessione, un momento di fermata, ma solo se provengono da un'attività durata tutti gli altri 364 giorni dell'anno, altrimenti servono poco. Dunque il tuo impegno, nonostante i risultati delle urne, non cambia, si va avanti. Il mio impegno era grande prima della tornata elettorale, lo è ancora di più dopo. Certo il risultato mi fa riflettere, ma, dopo tutto, se guardo alla Sicilia, non è così deprimente come lo si potrebbe pensare. E' vero che la Sinistra Arcobaleno non ce l'ha fatta neppure qui a raggiungere il 5 per cento, ma si è raggiunto il 4,88. Molto vicini, quindi, alla soglia di sbarramento e si è raddoppiato praticamente il risultato delle altre regioni italiane. Tutto questo è avvenuto anche perché la lista Arcobaleno in Sicilia portava il mio nome sul simbolo. Segno che il progetto di "Un'Altra Storia" e dei "Cantieri per il programma" unito a quello della Sinistra Arcobaleno ha funzionato. Il mio risultato personale, che in Sicilia è stato un risultato più che lusinghiero, dimostra che la gente ha bisogno di punti di riferimento e di progetti sul territorio che abbiano la caratteristica della continuità. Cose che sono state riconosciute e premiate dall'elettore, anche se poi per un soffio non si è arrivati alla soglia della rappresentanza. Grazie a questi progetti, la Sicilia per poco non è stata l'unica regione in cui la Sinistra Arcobaleno avrebbe potuto avere dei deputati. Due anni fa, però, le regionali andarono meglio, anche se è vero che lo scenario era decisamente diverso. Due anni fa ero candidata presidente. Ho ottenuto dodici, tredici punti in più di quanti non ne ha avuti la candidatura di Anna Finocchiaro. Segno, ripeto, di chi, radicato sul territorio, porta avanti un progetto. Il mio progetto va avanti da quindici anni, così come "Un'Altra Storia" ha portato poi alla mia candidatura, ha continuato a esistere sul territorio e continuerà a esserci, diventando un punto di riferimento, non solo in Sicilia ma anche a livello nazionale, per tutti coloro che nel centro sinistra si vorranno riconoscere in un progetto radicato sul territorio. Sarà un'associazione culturale ma anche politica, intesa proprio come luogo di elaborazione, di partecipazione. Il fatto di non avere rappresentanti nelle istituzioni cosa comporterà? Ci deve portare di nuovo tra la gente così come io, ripeto, l'ho sempre fatto, è stato sempre questo il mio sistema. La mancanza di rappresentanti eletti deve portare di nuovo i partiti tra la gente. Dico i partiti, perché ciò di cui parlo è un progetto politico che fa riferimento ai partiti ma che allo stesso tempo torna tra la gente, a parlare con la gente e a lasciare che la gente parli. Andrea Bassi.

Torna all'inizio