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Articoli
Grillo (17)
Caro Grillo ( da "Stampa, La"
del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Caro Grillo difendi i libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un ritrovarsi tra amici,
PAROLE DI PIETA' (
da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Fino a qui, la tesi di Beppe Grillo è giusta, intuitiva e sostiene i sacrosanti diritti dei cittadini più deboli. Ma... dove sta la controparte? Le idee da mettere sulla bilancia e rilanciare di peso la comunità che sta declinando a vista d'occhio? Io ne ho sentite, si parla di va a.
UM SEMINARIO SU ESPERANTO E ALTRE LINGUE (
da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: DAY 2 I GRILLINI SCENDONO DI NUOVO IN PIAZZA Dalle 9 alle 20 al parco Castelli gli Amici di Beppe Grillo continuano la raccolta firme a sostegno dei referendum su abolizione dell'Ordine dei giornalisti, della legge Gasparri e dei finanziamenti pubblici all'editoria. A CASCINA MAGGIA UM SEMINARIO SU ESPERANTO E ALTRE LINGUE.
I redditi senza trucco (
da "Giornale di Vicenza, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio "non c'è trucco e non c'è inganno", davanti a milioni di spettatori e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui non va giù che si conosca l'
La nuova rai ultimo appello - giovanni valentini (
da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: con le polemiche sulle esternazioni di Beppe Grillo e le invettive in diretta di Vittorio Sgarbi, lo conferma una volta di più. Ha tutte le ragioni di questo mondo, il presidente Petruccioli, a lamentare il danno e l'umiliazione che ne sono derivati per il servizio pubblico. Ma se poi non accade nulla, se tutto resta come prima, se il danno e l'umiliazione passano in archivio,
Orsi & Tori (
da "Milano Finanza" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: personaggio inqualificabile che corrisponde al nome di Beppe Grillo. Il suo spirito di censore dello stato, dei partiti, delle istituzioni è svanito come neve al sole quando ha visto che i giornali e i siti internet avevano reso consapevoli tutti i cittadini che la sua attività, il suo sito e via dicendo gli hanno procurato nel 2005 redditi tassabili per oltre 4 milioni di euro.
Ex terroristi, silenzio (
da "Riformista, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: oppure non solidarizza con lui come nel caso dei vergognosi attacchi di Beppe Grillo. E non averlo fatto nel giorno della memoria alimenta ambiguità e sospetti. Eppure, ieri, il presidente della Repubblica è stato chiarissimo: negli anni di piombo c'era solo una parte giusta. Quella delle vittime delle Brigate rosse.
A Torino Vidal, Fo e Allam Ma Grillo a casa (
da "Adige, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Non ci sarà Beppe Grillo (nella foto) , invitato per la chiusura di lunedì, purché, hanno avvertito gli organizzatori, non faccia "comizi", ma magari un appello alla lettura o parli di un libro. L'appello alla moderazione, definito dallo scrittore Andrea De Carlo "censura preventiva", ha indotto il comico a non andare e a intervenire,
Addio alla Nuit, 'disco' dei vip Spunteranno cento
parcheggi ( da "Resto del Carlino, Il
(Cesena)" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Beppe Grillo, Patty Pravo, Gino Paoli, Ornella Vanoni.
NELL'AREA dell'ex Nuit sorgerà l'albergo più grande di Cesenatico, un quattro
stelle da 200 camere. I progetti definitivi devono ancora essere approvati e
così, in attesa dell'inizio dei lavori previsto tra la fine del 2008 e l'inizio
del
G8 simulato contro gli... - ilaria venturi (
da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il 740 di Beppe Grillo o del vicino di casa su Internet, per esempio. "In questo caso sono d'accordo con il garante - spiega la docente - Il problema è che si è fatta confusione tra ciò che è giusto e ciò che è legale". Tra i partecipanti al G8 simulato, i rappresentanti di Unicredit, Telecom, Vodafone, Poste italiane,
Brevi, schede e richiami 1 (
da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: nel Quadriportico di Vicolo Bolognetti, gli Amici di Beppe Grillo presentano "L'informazione in Italia". LA BUSTA DI CACACE Alle 15,30 alla Galleria d'Arte La Piccola (S. Stefano 29), presentazione del romanzo di Ugo Cacace "La busta"; l'autore presenterà anche i suoi dipinti, in mostra fino al 23 maggio.
Dopo elezioni (
da "Tirreno, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: tesserine nonché Bruni Vespa ed Emili Fedi che servono solo ad imbrogliare le idee nella testa delle persone raccontandoci che Beppe Grillo fa antipolitica: tutte balle insomma! Se la sinistra vuole tornare al governo deve proporre veri nuovi partiti a cominciare dalle persone, però. Largo ai giovani, quindi, che adesso magari dissidenti con i vertici sono stati relegati nell'angolino.
In pista anche i <grillini> (
da "Corriere Alto Adige" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: che segue è comparso sul forum del meet up di Beppe Grillo tre giorni fa. "Ragazzi, il tempo stringe; le elezioni provinciali sono a ottobre e, con l'estate di mezzo, è come se mancassero 2 mesi. Abbiamo bisogno di parlare con una vostra rappresentanza perché insieme ad altri amici appartenenti a diverse liste civiche di entrambi i gruppi linguistici sparse nella nostra provincia,
Il popolo del Vaffa Day (
da "Tribuna di Treviso, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Il popolo del Vaffa Day ed i milioni di Grillo Leggo sulla tribuna del 27 aprile che i Grillini hanno raccolto più di 5.000 firme in occasione del "Vaffa-day 2". Cosa diranno adesso i 5.000 firmatari, dopo aver visto che il reddito di Beppe Grillo è di 4.272.591,00 euro?. Questo comico parla male e razzola ancora peggio!
Criminalizzare il nord-est, scherzando su un omicidio (
da "Giornale.it, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: E' questo il modello di civiltà promosso da Beppe Grillo? E poi quante stupidate ha detto ieri sul palco. Non è vero che l'Ordine fu creato da Mussolini, il quale istituì gli albi professionali. L'Ordine in sè è stato fondato nel 1963. Grillo ha esaltato la Bbc, Cnn e Al Jazeera come "televisioni libere".
RAI: SANTORO, VEDO ERODERSI MARGINI DI LIBERTA' (
da "Prima Comunicazione" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: anche "per la mancanza di trasparenza e chiarezza con Biagi": "La gravità dell'editto bulgaro - ha sottolineato - è che è avvenuto attraverso raccomandate ed accordi". Infine, Santoro ha sostenuto che con i referendum di Beppe Grillo si metterà in moto "una locomotiva molto interessante".(ANSA). Y1M-AND/IC S0A S41 QBXA.
LA RITA CHE VERRA', INTERVISTA A BORSELLINO (
da "Emilianet" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Abstract: Ormai stanno diventando una moda i V-Day di Beppe Grillo. Cosa ne penserebbe di un V-Day contro le mafie? Vi parteciparebbe? Non credo tanto a un V-Day. Credo che si debba parlare di mafia e si debba affrontare la mafia tutti i giorni, non un giorno solo e poi tutto il resto dell'anno fare altro.
( da "Stampa, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
LA 21ª
FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO PROTAGONISTI "Ti aspettiamo: e ti chiedo di
usare la tua credibilità per spiegare ai giovani l'importanza della
lettura" Caro Grillo difendi i
libri ERNESTO FERRERO Caro Beppe Grillo, ci fa
piacere che Lei abbia voglia di venire alla Fiera del libro lunedì 12. Siamo
riusciti a trovarle uno spazio in Sala Gialla, malgrado un programma gremito
come non mai. Evidentemente anche per lei la Fiera è un momento di festa, un
ritrovarsi tra amici, come abbiamo sempre cercato che sia. Ci passa
anche molta gente di spettacolo, e quest'anno, tra i molti, ci saranno Dario
Fo, Luciana Littizzetto, Ascanio Celestini, Sergio Rubini, Alessandro
Benvenuti, Michele Di Mauro. Perché il pubblico vi segue con tanta
partecipazione, e anzi vi fa credito di una credibilità che tanti altri
soggetti pubblici e privati hanno perso da tempo? Perchè detta da voi la
politica o l'antipolitica diventano qualcosa che riguarda tutti? Forse perché
l'artista, il giullare (nell'accezione migliore del termine) appare libero da
condizionamenti, da ingessature linguistiche, da calcoli di potere. Con i suoi
sberleffi dice quello che molti pensano, ma non hanno la possibilità, il
coraggio e anche gli adeguati mezzi espressivi di dire. Questa credibilità vi
carica di grandi responsabilità, ma anche di grandi potenzialità. Anni fa
Fiorello, volendo ringraziare i suoi spettatori di un successo trionfale, si
scusò di non saper trovare le parole adatte perché aveva letto e studiato
troppo poco. Ci è sembrato un grande spot per il libro. Sarebbe bello, caro Grillo, che lei chiudesse la cinque giorni del Lingotto
facendosi testimonial del libro e con la forza della sua comunicativa spiegasse
soprattutto ai ragazzi quanto la lettura sia importante per loro. Perché un
libro ti consente di conoscere il mondo e te stesso, ti aiuta a dare un senso
alla tua esistenza, a vivere molte vite, a saperne di più. Perché anche quando
richiede applicazione e fatica ti ripaga ampiamente, come l'andare in montagna
o praticare uno sport. In un mondo in cui sempre più le persone valgono per
quello che sanno, il libro rimane un fondamentale strumento di crescita
individuale e collettiva. Un vecchio sindacalista, Di Vittorio, diceva che il
padrone conosce cento parole, l'operaio dieci, per questo vince sempre il
padrone. Adesso il discorso è un po' più complicato, siamo tutti più poveri di
parole, e anche per questo non ce la passiamo tanto bene. Glielo dica lei, Grillo, che le cose le sa dire così bene: se non sappiamo
costruirci ali di carta per volare, ci sarà sempre qualcuno che ci terrà
inchiodati per terra, in una condizione subalterna o servile di cittadini di
seconda categoria. Di esclusi.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
PAROLE
DI PIETA' Si piange la cagnetta Silenzio su Verona In questa rubrica ho letto
altre due lettere di indignazione per l'uccisione della cagnetta. Nessuno che
abbia manifestato due parole di pietà per quel povero ragazzo ucciso a calci in
testa, per una sigaretta negata, da cinque vigliacchi. Ma in che mondo viviamo,
che un politico di destra ritiene più grave l'episodio di una bandiera bruciata
che la vita di un ragazzo? C'è chi ha detto: "gli animali sono animali,
gli uomini sono le belve". Aurora Zani ALLE POSTE Ci scusiamo per le
attese Scriviamo in merito alla lettera "Un pomeriggio alle Poste"
nella quale la signora Monica Rocco segnala lungaggini nelle operazioni allo
sportello presso l'ufficio postale di Porto Mantovano. Desideriamo scusarci per
l'attesa dovuta principalmente alla coincidenza del ritiro delle pensioni Inps
con la scadenza prevista per il pagamento della tassa rifiuti. Ha contribuito
all'attesa l'aumento in misura consistente della clientela che si è recata
presso l'Ufficio Postale dopo le festività del 1° maggio e del ponte. I tre
operatori di sportello presenti in ufficio hanno provveduto a eseguire le
operazioni di tutti i clienti in coda, oltre l'orario di chiusura dell'ufficio
avvenuta alle ore 19.45. Poste Italiane Servizi di Comunicazione Territoriale
Lombardia DOMANI LA FESTA Dalle ostetriche auguri alle mamme Un augurio a tutte
le mamme dal Consiglio Direttivo del Collegio delle Ostetriche della provincia
di Mantova. Chi per esperienza personale e/o professionale si immerge nel mare della
maternità vede e resta affascinato dalle forze e dalle potenzialità che
esprimono le donne in questo ruolo. Esiste un nucleo energetico all'interno di
ogni donna che può esprimersi in varie forme, sia creative che generative.
L'ostetrica/o crea un'alleanza con la donna che prosegue anche dopo la
conclusione della gravidanza; nel dopo parto la sua competenza professionale la
porta a sostenere la nuova "coppia" nella reciproca scoperta e
conoscenza, senza mai sostituirsi nelle decisioni e nel modo di essere e vivere
della nuova famiglia. All'ostetrica si può chiedere sostegno volto a
valorizzare le competenze materne e paterne, ma anche la soluzione di problemi
specifici e la promozione e la tutela della salute globale della madre e del
neonato. L'ostetrica è presente nei reparti di maternità e nei consultori
famigliari di tutta la provincia, con tempi appropriati e dedicati a una
corretta informazione e all'ascolto dei dubbi e delle domande, con visite
domiciliari e gruppi dopo parto, sia durante la gravidanza che dopo la nascita.
Sentitamente, un augurio a tutte le mamme del passato, del presente e del
futuro. Loretta Grossi Presidente Collegio delle Ostetriche NUOVI GURU Ma in
sostanza Grillo cosa ci propone? Le baruffe di Grillo mi sembrano delle canzonature adatte a creare
confusione nella mente della gente. Le sue osservazioni hanno del fondamento,
ricalcano le tesi reali dell'andamento caotico della nazione, in tutti i campi,
dalla politica, al lavoro, all'editoria, alla fame e al cibo che non si riesce
a comprare. La crisi è evidente e c'è chi mangia troppi soldi e diventa ricco,
e una porzione molto elevata che non riesce a vivere, molto spesso la parte che
sta male è quella che lavora onestamente e si guadagna la giornata con sudore. Fino a qui, la tesi di Beppe Grillo è giusta, intuitiva e sostiene i sacrosanti diritti dei
cittadini più deboli. Ma... dove sta la controparte? Le idee da mettere sulla
bilancia e rilanciare di peso la comunità che sta declinando a vista d'occhio?
Io ne ho sentite, si parla di va a..., di insulti e di fotografie, dei
conti che producono i benemeriti della politica, ma nulla che ci insegni a
seguire una linea con dei principi validi, delle proposte concrete atte a
cambiare la gente. I grandi pensatori, filosofi, gli statisti, hanno proposto
delle tesi da seguire, hanno impartito alle folle lezioni di cambiamento, vedi
Marx, vedi la rivoluzione russa, il fascismo, seppure con la crudeltà della
loro vanitosa politica epurativa, vedi la politica americana e quella
argentina. I vate ci hanno insegnato a governare, seppure sbagliando e creando
guerre intestine violente, a volta nella direzione giusta. Grillo
cosa ci propone? Potrebbe diventare il futuro da seguire, ma deve impartire
lezioni di cambiamento, un costrutto ideologico con delle leggi scritte da
perseguire, per portare l'Italia verso una giusta rinascita. Così, parla,
parla, grida, ma non costruisce il giardino dell'Eden dei cittadini. Proponga,
inventi, scriva i principi fondamentali della sua dottrina e noi lo seguiremo.
Così è stato da millenni, i nostri avi hanno seguito delle frasi, degli
sproloqui e ci hanno condotto alla democrazia, per quello che vale! Ma è pur
sempre una democrazia, tolta alla chiesa e ai re che non davano spazio nemmeno
alle scuole di espandersi, i cittadini erano schiavi e venivano sottoposti a
torture di ogni genere. Fondi una congrega e ci dia una via da valorizzare.
Questo è il mio pensiero, perché il popolo se non ha una guida non sa che pesci
pigliare! Onelia Maccari ITALIANO E DINTORNI Nessuna paura se la lingua cambia
Nel periodo critico - o forse brutale - in cui viviamo mi ha stupito leggere
dell'indagine condotta da una rivista sull'eventuale timore degli italiani di
veder introdurre forestierismi nella nostra lingua. Io penso che la stragrande
maggioranza della popolazione non avverta questo come problema, tuttavia ecco
alcune considerazioni sulle dinamiche dell'italiano dal '700. Ogni lingua
parlata è "viva" e da sempre "sposta" termini e suffissi da
una zona all'altra, quando una parola diventa fortemente significativa, come
diceva già Alessandro Verri nell'ambito tutto milanese dell'esperienza
culturale de il "Caffè". Nel corso dell'800 cala nella lingua
l'influenza del fiorentino colto sia per reazione al purismo, sia perché si
affaccia una nuova realtà politica, l'unificazione. Dalla capitale si
diffondono le parole con suffisso aro/ara (benzinaro, caciara), la
"iettatura" napoletana diventa nazionale, così come
"scassare" nel senso di rompere, da Milano viene invece
"barbone". Poi irrompe, a metà '900, la televisione, e chi non ha mai
pronunciato "a prescindere" di Totò o "Ma cosa mi dici
mai?" di topo Gigio? Parecchie parole italiane sono andate anche
all'estero, e non tanto in virtù del nazionalismo, quanto dell'emigrazione;
così all'estero chiediamo la pizza, l'espresso (spesso inutilmente!) o sentiamo
chiamare i ciclomotori "vespa" e "lambretta"; in Francia
nasce l'espressione "se vespiser". Buon pareggio rispetto all'800, quando
alla corte piemontese e nei salotti milanesi il ceto nobile parlava francese!
Le parole connotano spesso le civiltà e i periodi storici e culturali: la
boutique, la moquette, il depliant, il vernissage rimandano ad ambienti più o
meno raffinati e costosi, il Diktat, il Lager (!), raus, kaputt evocano
ambienti ben più cupi, facendoci magari dimenticare che il tedesco è la lingua
di Kant e di Goethe; però la guerra non avviene solo con le armi, ma anche con
lo spagnoleggiante "embargo". Volutamente ho trascurato gli anglismi
- l'elenco sarebbe interminabile - ma è bene ricordare che anche l'inglese a
sua volta ha accolto termini con desinenze latine non adattate: auditorium,
symposium, media,... In un contesto multietnico, capita di conoscere qualche
parola araba, ma già nel Duecento le due civiltà hanno avuto anche scambi
proficui e non a caso Averroè, filosofo arabo, è collocato da Dante nel Limbo
tra gli uomini saggi con Aristotele, Virgilio ed altri. Quindi, con buona pace
dell'Accademia della Crusca, prendiamo atto di questa circolazione in senso
orizzontale perché la lingua è strumento sociale nel senso più ampio della
parola. Lia Gemma.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Cronaca
pag. 12 UM SEMINARIO SU ESPERANTO E ALTRE LINGUE Oggi e domani, in occasione
delle celebrazioni del 2008 come anno internazionale delle Lingue, il gruppo
Esperantista bresciano organizza un seminario dal titolo: "L'esperanto e
le altre lingue". I lavori inizieranno alle 14 di oggi e si concluderanno
alle 18.30 per continuare domani dalle 9 alle 12 nella sala conferenze di
Cascina Maggia a San Polo. PLURIVERSO RASSEGNA DI POESIE SCRITTE DAGLI SCOLARI L'associazione
Topi di biblioteca e l'associazione Genitori del Villaggio Sereno organizzano
la rassegna di poesie Pluriverso: alunni delle classi terze, quarte e quinte
della scuola primaria "Padre Marcolini" presenteranno le loro poesie
sui temi dell'amicizia, fratellanza e diversità. VIABILITA' CHIUSURE NELLE VIE
DEL CENTRO PER LA MILLE MIGLIA Per consentire il montaggio delle tribune in
viale Venezia per la Mille Miglia che partirà giovedì prossimo, dalle 6 di oggi
alle 24 del 21 senso unico di marcia su viale Venezia. Fino al 21 anche divieto
di sosta sui due lati dei tronchi est e ovest di viale Rebuffone e deviazioni
dei bus delle linee 11, 16 e
( da "Giornale di Vicenza, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
ON LINE
"I redditi senza trucco" Più che il calcolo oggettivo del proprio
imponibile, sembra che il reddito da dichiarare sia una vergognosa colpa da
dire sottovoce nel segreto di un confessionale. Se, ad esempio, Beppe Grillo dichiara (2005) 4 milioni e rotti di euro, vuol semplicemente dire
che sono il frutto del suo lavoro, esternato, a garanzia che qua proprio
"non c'è trucco e non c'è inganno", davanti a milioni di spettatori
e/o ascoltatori. Non vedo quindi perché il nostro showman sia fra quelli cui
non va giù che si conosca l'entità del suo reddito. Gianfranco Mortoni.
( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Commenti
IL SABATO DEL VILLAGGIO LA NUOVA RAI ULTIMO APPELLO GIOVANNI VALENTINI Più che
"Considerazioni finali", alla scadenza del mandato triennale del
Consiglio di amministrazione, sembrano per la verità "Considerazioni
iniziali" ? e cioè programmatiche ? quelle che il presidente della Rai,
Claudio Petruccioli, ha consegnato a una corposa e approfondita memoria. A
beneficio degli eventuali successori e comunque di tutti noi, cittadini e
telespettatori. E diciamo subito che si tratta di considerazioni fondate, più che
ragionevoli, largamente condivisibili. Quella di Petruccioli è una difesa
convinta e convincente del servizio pubblico, del suo ruolo e della sua
funzione, in una moderna società della comunicazione. Forte dell'investitura
bipartisan ricevuta all'inizio del mandato, e anche dell'esperienza condivisa
con il direttore generale, Claudio Cappon, il presidente della Rai sollecita
"nuove scelte strategiche" in ordine allo stesso fondamento
dell'azienda, al suo assetto e in particolare a una "diversa collocazione
proprietaria e istituzionale". Poi, in coincidenza con l'insediamento del
nuovo governo, lancia un ultimo appello: "I prossimi sei-nove mesi saranno
decisivi per il futuro del servizio pubblico e della Rai". Che cosa
propone in concreto Petruccioli? Il primo obiettivo è quello di trasferire la
proprietà dell'ente di Stato dal governo, e in particolare dal ministero del
Tesoro, a una Fondazione o comunque a un altro soggetto che ne assicuri la
piena autonomia dalla politica. Fermo restando il potere della Commissione
parlamentare di Vigilanza, magari in una composizione "meno
pletorica", si ipotizza la figura interna di un Garante che potrebbe
essere lo stesso presidente della Fondazione. E per far questo, occorre
modificare la legge n. 112, tristemente nota come legge Gasparri. La seconda
proposta di Petruccioli riguarda la "governance" dell'azienda. Per
superare lo stallo di quello che lui stesso definisce il "rapporto
simbiotico" tra il Consiglio di amministrazione e il direttore generale,
il presidente uscente ipotizza di nominare al posto di quest'ultimo un
amministratore delegato secondo quanto prevede il codice civile per le società
per azioni. E qui basterebbe ? a suo avviso ? un decreto di appena tre righe,
per cancellare appunto la figura del direttore generale dalla normativa in
vigore. Ora si dà il caso però che l'ex ministro Gasparri, neo-presidente dei
senatori del Pdl, ha appena dichiarato nei giorni scorsi che una delle prime
scadenze in calendario è proprio la nomina della nuova Commissione di Vigilanza
e quindi il rinnovo, in base alla legge che porta il suo nome, del Consiglio di
amministrazione della Rai. Secondo lui, insomma, non c'è nulla da cambiare se
non eventualmente i nomi e cognomi dei componenti dei due organismi. Ancorché
censurata dalla Commissione europea che per questo ha sottoposto l'Italia a una
procedura d'infrazione, la legge Gasparri dunque non si tocca. Non sarebbe
evidentemente l'inizio migliore per quel confronto sulle riforme che Silvio
Berlusconi da una parte e Walter Veltroni dall'altra hanno finora invocato.
Come si può pensare di raggiungere un accordo tra maggioranza e opposizione
sulla legge elettorale o addirittura sul federalismo se non si riesce a trovare
sulla nuova Rai? Il centrodestra può imporre certamente la sua volontà, con la
forza dei numeri che ha a disposizione in Parlamento, ma non si parli allora né
di confronti né di intese bipartisan: l'assetto della tv pubblica è la cartina
di tornasole per verificare la disponibilità della maggioranza a stabilire un
rapporto costruttivo con l'opposizione in una legislatura che tutti auspicano
"costituente". è il caso di dire, dunque, che siamo all'anno zero
della Rai. E la "querelle" scoppiata recentemente intorno all'omonima
trasmissione di Michele Santoro, con le polemiche sulle
esternazioni di Beppe Grillo e le invettive in diretta di Vittorio Sgarbi, lo conferma una
volta di più. Ha tutte le ragioni di questo mondo, il presidente Petruccioli, a
lamentare il danno e l'umiliazione che ne sono derivati per il servizio
pubblico. Ma se poi non accade nulla, se tutto resta come prima, se il danno e
l'umiliazione passano in archivio, allora bisognerebbe almeno modificare
il titolo della trasmissione e chiamarla magari "Sotto zero". Per
carità: nessuno pensa a sanzioni corporali né amministrative. Lasciamo però
che, dopo tutto questo can-can, l'Autorità sulle Comunicazioni compia il suo
dovere d'ufficio, chiedendo e ottenendo informazioni dal vertice della Rai. E
poi, rimettiamoci pure alla clemenza della Corte, in attesa che l'Authority
accerti i fatti, li valuti e quindi emetta se non una sentenza, quantomeno una
direttiva per il futuro. Non c'è niente di persecutorio in tutto ciò, ma semmai
un'esigenza cautelare e preventiva di evitare che un caso come questo possa ripetersi
ancora. Non occorre del resto una particolare fantasia per immaginare che,
trasmettendo alcuni spezzoni di un comizio-show di un tribuno come Grillo e consentendo al professor Sgarbi o a chiunque altro di
insultare gratuitamente questo o quello, in mancanza di un effettivo
contraddittorio, si scateni alla fine una "bagarre". Non è questo il
compito del servizio pubblico. Né tantomeno può essere questo lo scopo più o
meno consapevole di chi ha la responsabilità di condurre trasmissioni del
genere, in nome di una malintesa rincorsa dell'audience o peggio di un
protagonismo personale che rischia di travalicare largamente l'autonomia
professionale. (sabatorepubblica. it) Al leader del Partito democratico l'assetto
televisivo italiano in fondo pare andar bene così com'è, del resto proprio
Veltroni è stato uno degli architetti del duopolio Rai-Mediaset, riunito ormai
in un vero e proprio monopolio ("Raiset"). (da Il baratto di Michele
De Lucia ? Kaos edizioni, 2008 ? pag. 208).
( da "Milano Finanza" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Milano
Finanza Numero 093 pag. 1 del 10/5/2008 | Indietro Orsi
& Tori Di Paolo Panerai è davvero miope la visione di quegli esponenti del
centro-destra che hanno duramente attaccato l'ex viceministro Vincenzo Visco e
il direttore generale dell'Agenzia delle entrate, Massimo Romano, per aver reso
disponibile su internet la dichiarazione dei redditi dei cittadini e delle
aziende italiane.Miope per ragioni pratiche, visto che in questo modo Visco gli
ha fatto il grande regalo di mettere a nudo agli occhi del paese tutti coloro
che dichiarano redditi irrisori e fanno vita da nababbi: una riserva di caccia
per catturare gli evasori e far salire il gettito fiscale senza dover aumentare
le aliquote come ha fatto il governo Prodi. Ma anche miope per l'aver affermato
che in questa maniera sia stata violata la privacy dei contribuenti, anche se il
garante apparentemente ha dato loro ragione.Da quando esiste un minimo di
civiltà organizzata, dai Greci e dai Romani, l'albo censorio è sempre stato
pubblico e proprio perché pubblico era uno dei fondamenti della democrazia che
in una certa fase quei popoli avevano raggiunto.Tutte le motivazioni utilizzate
per dire che quei dati dovevano rimanere riservati sono ridicole: non ha senso
che in questo modo si favoriscano i rapimenti; non ha senso che in questo modo
si scatenino l'invidia e la delazione; non ha senso che in questo modo si
mettano in piazza fatti privati. Il pagamento delle imposte è il primo degli
atti pubblici che un cittadino deve compiere all'interno di uno stato
democratico. Infatti, non solo il corretto pagamento delle tasse ha riflesso diretto
sui suoi simili, ma da esso dipende la solidità economica dello stato
stesso.Non a caso il presidente dell'Autorità per la privacy, Stefano Pizzetti,
si è arrampicato sugli specchi per dire che l'Agenzia e il viceministro avevano
compiuto un'infrazione, accusandoli non di avere reso pubbliche le
dichiarazioni di 40 milioni di persone, ma per il modo in cui le hanno rese
pubbliche, cioè senza seguire l'iter previsto dalla legge degli anni 70, che
appunto ribadisce la pubblicità degli elenchi delle dichiarazioni attraverso i
fascicoli depositati per la pubblica consultazione in comune.Che cosa hanno
fatto al ministero delle Finanze, se non tradurre in un iter più moderno quelle
disposizioni, grazie alla nuova tecnologia internet che negli anni 70 era di là
da venire? Ma quante altre apparenti violazioni della privacy consente ogni
giorno di compiere internet, consentendo con i motori di ricerca di sapere
vita, morte e miracoli di tutti coloro che per una ragione qualsiasi sono stati
citati in un testo digitale finito appunto in qualche archivio di internet?Ma
la riprova che Visco e Romano (almeno questa volta) hanno fatto una scelta
utile allo stato e ai cittadini nel loro complesso l'ha data quel personaggio inqualificabile che corrisponde al nome di Beppe Grillo. Il suo spirito di censore dello stato, dei partiti, delle
istituzioni è svanito come neve al sole quando ha visto che i giornali e i siti
internet avevano reso consapevoli tutti i cittadini che la sua attività, il suo
sito e via dicendo gli hanno procurato nel 2005 redditi tassabili per oltre 4
milioni di euro.Le fesserie che Grillo ha detto
per giustificare la sua protesta sono la controprova di quanto non solo giusto,
ma utilissimo, sia stato rendere pubblici quei dati.Proprio per questo, dopo
aver dato in anticipo su tutti i mezzi di comunicazione la notizia che sul sito
dell'Agenzia delle entrate erano state rese disponibili le dichiarazioni dei
redditi 2005 di tutti gli italiani, ItaliaOggi (al cui capitale partecipa Class
Editori spa) ha cominciato a pubblicare a puntate i vari elenchi compilati sia
come classifica assoluta di coloro che hanno dichiarato di più in Italia, sia
come elenchi suddivisi per aree geografiche o per categorie professionali. E a
ruota il confratello MF/Milano Finanza, cioè il giornale che state leggendo, ha
fatto altrettanto e continuerà ad andare avanti, convinto, insieme a
ItaliaOggi, che la pubblicazione, dopo la soluzione tecnica di poter avere
tutte le dichiarazioni in formato digitale, sia uno dei segni più alti di
civiltà che i media abbiano potuto compiere negli ultimi cinquant'anni.Da
giorni anche i quotidiani più tremebondi nel pubblicare quei dati si esercitano
a estrarre dai dati stessi analisi e significati. C'è chi si è divertito a
segnalare che Bobo Vieri, il centravanti che fu della Nazionale, nel 2005, con
oltre 22 milioni di euro, abbia guadagnato, quell'anno, più del suo ex datore
di lavoro, Massimo Moratti. E sulla scia di questo dato, l'altra constatazione
segnalata è che in quasi tutte le principali città, ma non solo, ai primi posti
si trovano quasi sempre giocatori di calcio più o meno capaci. Per sapere che
la categoria abbia stipendi o comunque guadagni fra i più alti del paese non
c'era in realtà bisogno di scorrere gli elenchi; bastava guardare lo svolazzare
intorno a loro come mosche delle decine e centinaia di veline televisive o
cinematografiche, che del resto sono un altro fenomeno dei tempi.Ma queste sono
banalità. Le conclusioni pesanti che si possono trarre da quel materiale,
giustamente reso pubblico (e i lettori di queste colonne sanno quanto mi possa
costare dare un merito tanto alto a Visco), sono ben altre. Prima di tutto
quanto sia alta e sottile la piramide, visto che la dichiarazione media dei
cittadini italiani risulta essere pari a 17.500 euro nel 2005. Se questa è la
media statistica (anche senza scomodare Trilussa e la sua statistica sul pollo
che viene attribuito a metà a ciascuno dei due commensali anche se a mangiarlo
è stato uno solo), è facile comprendere che, essendo questa la media, ci sono
milioni e milioni di persone che guadagnano meno di 17.500 euro all'anno e
abbastanza poche, anzi pochissime (non più di 10 mila) che superano i 445 mila
euro. Questo dato è certo poiché nella classifica generale pubblicata da ItaliaOggi
i 10 mila italiani che hanno guadagnato di più si fermano (si fa per dire)
appunto poco sotto il mezzo milione di euro. Se si contano i contribuenti con
un reddito di almeno 100 mila euro e più non si superano i 275 mila soggetti.
Se tutte queste dichiarazioni fossero corrette, il quadro reddituale degli
italiani sarebbe di sostanziale povertà, mentre il paese nel suo complesso è
tutt'altro che povero anche in termini di reddito e non solo di patrimonio.Se
il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro dell'Economia,
Giulio Tremonti, non si lasceranno prendere, com'è sperabile, dalla voglia di
polemica con i predecessori, potranno avere nelle mani, con la radiografia
reddituale del paese, una straordinaria arma per compattare l'evasione e dovrebbero
immediatamente adeguare la legge degli anni 70 per rendere possibile l'annuale
pubblicazione dei dati su internet senza dover inutilmente scomodare l'autorità
della privacy con provvedimenti che vanno contro l'interesse dello stato e
comunque di tutti i cittadini onesti, che dalla pubblicazione della loro
dichiarazione dei redditi non hanno niente da temere.Ma Berlusconi e Tremonti
dovrebbero (e siamo convinti che lo faranno) anche procedere senza indugio a
quell'operazione di accrescimento del potere d'acquisto dei cittadini,
attraverso la riduzione delle tasse e la contemporanea, spietata, lotta
all'evasione, naturalmente senza i metodi polizieschi di Visco, sì da invertire
la spirale perversa seguita dal governo Prodi che tagliando, tagliando e aumentando,
aumentando le tasse ha sì ridotto il deficit, ma ha anche depresso oltre misura
il paese. Le ricette estreme di politica economica per risanare un paese sono
due: si può puntare tutto sulla crescita del gettito fiscale, ma alla fine,
come con l'asino di Buridano, si ammazza l'economia; oppure si possono ridurre
le tasse e favorire quindi la maggior spesa dei cittadini, generando maggiore
sviluppo che in teoria fa recuperare anche il gettito fiscale inizialmente
ridotto. Berlusconi e Tremonti sanno bene che non potranno puntare sulla prima
ricetta, perché è quella che ha portato alla quasi rovina del paese e alla
rovina del centro-sinistra, ma oggi sono anche consapevoli di non poter
applicare, come desidererebbero, una politica choc di riduzione delle tasse. Il
paese, infatti, è troppo indebitato e quindi dovranno dosare bene la ricetta
che punta sui tagli fiscali, sì da non andare fuori dei parametri europei. Un
sentiero molto stretto, che probabilmente sarà percorribile con successo solo
se, facendo tesoro del passato, si convinceranno (se già non sono convinti) che
la leva vera di risanamento del paese passa attraverso il forte recupero del
turismo oltre che sullo sviluppo delle infrastrutture. Le infrastrutture creano
necessità di capitali e quindi anche il loro varo non potrà che essere
graduale, mentre lo sviluppo del turismo si può ottenere soprattutto con le
idee e con l'efficienza del servizio, poiché le bellezze naturali, i giacimenti
culturali, il cibo, il vino sono beni che il paese ha in abbondanza. Non è un
caso che il vero grande boom italiano, quello degli anni 60, oltre che dalla
prima industrializzazione, poggiò le sue basi sul grande sviluppo del turismo.
Lo stesso è avvenuto per i recenti miracoli economici spagnoli. Sarà quindi chiave
la politica di coordinamento e di incentivo del turismo che il governo saprà
attuare, dopo averla messa, nella legislatura di governo del 2001, al top delle
priorità. Allora le buone intenzioni finirono nel cassetto. Speriamo che le due
teste più fini del governo non ripetano l'errore. C'è tutto il Sud, a
cominciare dalla Sicilia, che ha potenzialità straordinarie nel turismo.
Peccato che finora Berlusconi non abbia sottolineato questo obiettivo almeno
con l'indicazione di un viceministro di provate capacità. Lo attendiamo alla
prova nei prossimi giorni.* * *P.S. - Fra i primi disegni di legge che il
Parlamento si troverà a esaminare ce n'è uno, fra i vari presentati dal
presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, che contiene dinamite.
è quello che, dopo l'allineamento del fondo pensioni della Banca d'Italia alle
scelte di Assogestioni nell'assemblea delle Generali, prevede che alla Banca
centrale sia interdetta la possibilità di votare nelle assemblee di cui è
azionista, appunto attraverso il fondo pensioni. Nel disegno di legge di
Cossiga, come viene documentato da Angelo De Mattia nel servizio a pag. 21, c'è
tutta la stizza di un ex capo di stato nel constatare che la Banca d'Italia,
istituzione dello stato, si allinea alle posizioni di chi rappresenta i gestori
dei fondi privati, responsabili negli ultimi anni di una politica piena di
insuccessi con la fuga dai fondi stessi dei risparmiatori. Se a questa dura
presa di posizione si somma la scarsa armonia fra il ministro Tremonti e il governatore,
Mario Draghi, non si possono escludere momenti con vere scintille ed evoluzioni
imprevedibili. (riproduzione riservata)Paolo Panerai Strumenti Scrivi una
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( da "Riformista, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Ex
terroristi, silenzio La Memoria di Napolitano strappa applausi solo a destra Ieri
era il trentennale dell'omicidio di Aldo Moro e al Quirinale si è tenuto il
giorno della memoria per ricordare tutte le vittime del terrorismo. Nel suo
discorso, Giorgio Napolitano si è interrotto tre volte per la voce incrinata
dall'emozione. Un intervento, il suo, "dalla parte di un'umanità
dolorante", quella delle famiglie delle vittime, cui troppo spesso "è
mancato il rispetto della memoria proprio da parte di responsabili delle azioni
terroristische". In particolare, il capo dello Stato si è riferito a tutte
le tribune mediatiche riservate agli ex terroristi in questi anni. Di qui
l'invito, allora, a cambiare registro: "Chi ha regolato i propri conti con
la giustizia ha il diritto di reinserirsi nella società ma con discrezione e
misura mai dimenticando le sue responsabilità morali anche se non più
penali". Il discorso di Napolitano ha suscitato un'autentica ovazione nel
centrodestra, al punto che il no alla rimozione e l'allarme sulla
"reviviscenza del rozzo ideologismo comunista o nazista" ha fatto
dire a molti del Pdl, Gasparri per esempio, che in Italia finalmente c'è una
"memoria condivisa". Ma per essere veramente condivisa, ieri alle
reazioni della maggioranza, compresi i due neopresidenti del Parlamento
Schifani e Fini, si sarebbero dovute aggiungere quelle dell'opposizione del Pd.
Invece, è un po' di tempo che il centrosinistra non applaude più Napolitano, oppure non solidarizza con lui come nel caso dei vergognosi
attacchi di Beppe Grillo. E non averlo fatto nel giorno della memoria alimenta ambiguità
e sospetti. Eppure, ieri, il presidente della Repubblica è stato chiarissimo:
negli anni di piombo c'era solo una parte giusta. Quella delle vittime delle
Brigate rosse. E aver dato voce più ai giustizieri che non all'umanità
dolorante è forse una critica che pesa meno a destra. 10/05/2008.
( da "Adige, L'" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
La Fiera
A Torino Vidal, Fo e Allam Ma Grillo a casa Prosegue
fino a lunedì l'edizione forse più problematica della storia della Fiera del
libro di Torino, lunga ormai 21 anni, "rea" secondo i suoi detrattori
di aver deciso di avere come ospite d'onore Israele nel suo 60° anniversario.
La Fiera, peraltro, ha, come per contrasto, un tema soave, accattivante,
filosofico, la bellezza. E il titolo, "Ci salverà la bellezza", è
mutuato da una domanda che un personaggio dell' Idiota di Dostoevskij pone al
principe Myskin: "La bellezza salverà il mondo?". A snocciolare
questo tema ben 850 incontri con duemila relatori. Un numero record che fa
sperare agli organizzatori di eguagliare gli oltre 300 mila visitatori
dell'anno scorso. Non ci sarà Beppe Grillo (nella foto) , invitato per la chiusura di lunedì, purché, hanno
avvertito gli organizzatori, non faccia "comizi", ma magari un
appello alla lettura o parli di un libro. L'appello alla moderazione, definito
dallo scrittore Andrea De Carlo "censura preventiva", ha indotto il
comico a non andare e a intervenire, invece, alle 14.30, in diretta
streaming nel suo blog. "Se mi tolgono i comizi, le invettive e i
"concetti poco edificanti", cosa mi rimane da dire? Potrei parlare di
nanoparticelle, di rifiuti zero, di citizen journalism, della Costituzione, del
precariato, di informazione Web 2.0, di democrazia diretta...". Fra i
personaggi che sfilano a Torino, Gore Vidal, lo sloveno di Trieste Boris Pahor,
Susan Vreeland e Geraldine Books, lo spagnolo Ignacio Paco Taibo II, Magdi
Allam, Enzo Bianchi, Giorgio Faletti, Gian Antonio Stella con Marco Rizzo che
presenteranno il loro nuovo libro, Dario Fo. 10/05/2008.
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
CESENATICO
pag. 9 Addio alla Nuit, 'disco' dei vip Spunteranno cento parcheggi Ruspe in
azione: su 13mila metri quadri un hotel e posti auto QUESTA ESTATE nell'area
dell'ex discoteca Nuit sorgerà un grande parcheggio con 200 posti auto. Le
ruspe sono già entrate in azione per demolire il locale e l'ex ristorante
pizzeria annesso. Cade dunque definitivamente uno dei luoghi simbolo della
Cesenatico turistica. La Nuit, inaugurata negli anni '60 e chiusa una decina
d'anni fa, fu per molto tempo la più grande discoteca all'aperto d'Europa. Era
frequentata dai più grandi cantautori e i vip in vacanza a Cesenatico, fra i
quali Mina, Gianni Morandi, Beppe Grillo, Patty Pravo, Gino Paoli, Ornella Vanoni. NELL'AREA dell'ex Nuit
sorgerà l'albergo più grande di Cesenatico, un quattro stelle da 200 camere. I
progetti definitivi devono ancora essere approvati e così, in attesa
dell'inizio dei lavori previsto tra la fine del 2008 e l'inizio del
( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Pagina
IX - Bologna G8 SIMULATO CONTRO GLI... ILARIA VENTURI (segue dalla prima di
cronaca) Dallo scandalo Echelon in avanti, la realtà offre spunti che superano
la fantasia. "Per questo è necessario e urgente formare i dirigenti e i
responsabili della sicurezza", spiega Giusella Finocchiaro, prima giurista
in Italia a insegnare nella cattedra di Diritto di Internet, all'Università di
Bologna, avvocato, corrispondente italiano per la Commissione europea, tra i
tre consulenti che hanno scritto la legge sul commercio elettronico per conto
del governo russo. Insomma, uno dei massimi esperti in Italia in materia di
diritto dell'informatica, privacy e protezione dei dati personali. Sua l'idea,
con la consulente Paola Guerra, l'organizzazione di Alma Graduate e il sostegno
di Crif, del G8 Gaming su sicurezza, privacy e anonimato. "Un'iniziativa
molto seria nei contenuti, ma realizzata con modalità nuove, in parte
ludiche", dice. "Il tema della sicurezza e della privacy è fondamentale,
ma difficile da proporre. E' un settore nel quale non si investe volentieri
perché non c'è un immediato ritorno economico. Così si corre ai ripari solo
quando c'è un rischio, un'emergenza". Il 740 di Beppe Grillo o del vicino di casa su Internet, per esempio. "In questo
caso sono d'accordo con il garante - spiega la docente - Il problema è che si è
fatta confusione tra ciò che è giusto e ciò che è legale". Tra i
partecipanti al G8 simulato, i rappresentanti di Unicredit, Telecom, Vodafone,
Poste italiane, Acanto, Itway. La due giorni sarà fitta di riunioni,
discussioni, votazioni. Vietato uscire. Cena quasi presidenziale, "faremo
il possibile". Tutto sotto l'occhio di osservatori esterni che vigileranno
sull'andamento del vertice: i rappresentanti del Garante della privacy, della
polizia postale, della Guardia di Finanza e del Centro per l'informatica nella
pubblica amministrazione. I finti Bush, Putin, Fukuda o Berlusconi non potranno
permettersi di litigare o concedersi solo per le foto di gruppo, con o senza corna.
Dovranno stringere alleanze, trovare soluzioni, decidere come investire i fondi
per aumentare la tutela della privacy e la sicurezza, per garantire i propri
cittadini, clienti nel mondo reale. L'esito sarà pubblicato in un libro che
servirà come linea guida, "noi speriamo anche che finisca tra gli studi
consultati per i futuri G8", confina Giusella Finocchiaro. "Perché
no? Il volume avrà contenuti scientifici tra i più aggiornati".
( da "Repubblica, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Musica
JULIE'S HAIRCUT Alle 22,30 al Covo Club (Zagabria 1), concerto dei Julie's
Haircut che presentano il nuovo singolo "Sleepwalker". concerti nei
club Alle 22, al Circolo Iqbal Masih (della Barca 24/3), concerto live di folk
rock con Miss Patty Miss & Collective One. Alle 22,30 all'Arterìa (vicolo
Broglio 1/E), presentazione del libro+cd audio "Elmotell blues" di
Antonio Contiliano e Valerio Cuccaroni. Alle 23 concerto live dei Leitmotiv,
rock e indie. Alle 21,30 al Cortile Caffè (Nazario Sauro 24/a), serata jazz
manouche francese con il gruppo Tolga Quartet. Ingresso gratuito. Info e
prenotazione tavoli 051229528. Alle 20,30 al Teatro Eden (Indipendenza 69),
concerto-spettacolo di Lala McCallan "Viva la Diva!", cena e
spettacolo 45 euro. Alle 20,30 al Bar Venezian di San Giovanni in Persiceto,
per il Persiceto street jazz Festival, concerto del Lo Parco Project, funk
rock. Teatri IL ROMPIBALLE Alle 21, al Teatro Dehon (Libia 59), la Compagnia
Teatro Aperto presenta "Il rompiballe", con Guido Ferrarini,
Alessandro Fornari e Aldo Sassi. IL PICCOLO PRINCIPE Alle 20,30 all'Arena del
Sole (Indipendenza 44), per la rassegna di Teatro delle Scuole, il Teatro Il
Laboratorio-Scuola di Danza presenta "Il piccolo principe",
coreografia di Claudia Rota, musiche di Raniero Gaspari. VIVERE ALTROVE Alle
21, al Fienile Fluò (via Paderno 9), per il festival Rosaesagerata,
"Woanders Leben/Vivere Altrove", produzione del teatro Instabile di
Berlino, dal romanzo di Marisa Fenoglio, con Lucia Chiarla, regia di Manuela
Naso. PICCOLO TEATRO ANTICO Alle 20, all'Arterìa (vicolo Broglio 1/E),
spettacolo con cena a tema "Piccolo Teatro Antico". 15 euro. Pren
obbligatoria 3472870643. PER ASPERA Da oggi a lunedì alle 21, al Teatro 1763 di
Villa Aldrovandi Mazzacorati (Toscana 19), nell'ambito della rassegna Per
Aspera, drammaturgie contemporanee, spettacolo della compagnia Il teatro
spaesato "Tra un temporale e un caffè, l'Ispettore Abilio Quaresima",
dedicato al poeta Mario De Sà Carneiro. SCENA NATURALE Alle 10, al Teatro
Comunale di Sant'Agata Bolognese, "Scena Naturale",
lezione-spettacolo sulla divulgazione scientifica attraverso il teatro, con
l'attrice Sara Nanni. In occasione della Cerimonia di Premiazione del Premio
Ambiente in Memoria di Giorgio Nicoli e Milena Bastia. Conferenze LIBERA TERRA
Alle 10, al Centro di documentazione sulla cooperazione e l'economia sociale
(Mentana 2), assemblea dei soci di Cooperare con Libera Terra, sul tema
"Per una terra libera di crescere. Imprese, progetti di sviluppo, buone
pratiche". Interviene Don Luigi Ciotti. STORIA DELLE DONNE Alle 9,30 al
Convento di Santa Cristina (del Piombo 5), seminario "La storia politica
delle donne", dialogo intorno al libro "Dare forma al silenzio.
Scritti di storia politica delle donne", di Anna Rossi-Doria. LA MUSICA
DELLE DONNE Dalle 10 alle
( da "Tirreno, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Attualità
DOPO ELEZIONI DOPO ELEZIONI Prima l'indulto, poi un partito vecchio La sinistra
ha perso perché non può permettersi errori marchiani come quelli che ha
commesso nell'ultima legislatura: non si può permettere di promettere e non
mantenere poi. Ci si aspettava tutti, finalmente, una politica seria, la
cancellazioni delle berlusconiane leggi vergogna, una legge "vera"
sul conflitto di interessi e sulla televisione: (come abbia fatto Ciampi a
firmarle la "Gasparri" non si sa). Nulla di tutto ciò è avvenuto,
anzi è mancato il coraggio di imbrigliare i tassisti che continuano a fare il
comodo proprio, e nella coalizione si sono sbranati letteralmente. Un bel
riscatto relativamente ai governi di centrodestra precedenti. Ha invece
esordito con l'indulto votato a maggioranza bipartisan e bulgara, da cui non ha
escluso i reati finanziari e questo non le è stato perdonato. Ha tentato
successivamente di sdoganare il partito democratico come un partito nuovo,
dimenticando che le cose nuove non lo sono solo di facciata ma anche di
contenuti. Il Pd è solo un contenitore di gente decotta che ha fatto della
politica un mestiere e che per restarci si è pericolosamente inciuciata con la
destra. Di questo la gente se ne è accorta ed ha "punito"; mica
sempre si può prendere in giro il prossimo, no? Del resto la scomparsa della sinistra
radicale ne è una conferma: solo chiacchiere e distintivo, come diceva Robert
De Niro in un famoso film. La destra ha vinto perché la sinistra ha voluto
perdere, perché la gente ha votato a destra o Lega, o Italia dei Valori: un bel
voto di protesta insomma, prima di votare Pd. Mi rifiuto di pensare che gli
italiani credano a quello che Mediaset propina e pure la tv nazionale: veline,
calciatori, grandi fratelli, telegiornali tutti tempo e traffico, tesserine nonché Bruni Vespa ed Emili Fedi che servono solo ad imbrogliare
le idee nella testa delle persone raccontandoci che Beppe Grillo fa antipolitica: tutte balle insomma! Se la sinistra vuole
tornare al governo deve proporre veri nuovi partiti a cominciare dalle persone,
però. Largo ai giovani, quindi, che adesso magari dissidenti con i vertici sono
stati relegati nell'angolino. Abbiano la decenza di ritirarsi in
pensione i vecchi che di danni ne hanno già fatti abbastanza, tanto una bella
pensione per vivere ce l'hanno di sicuro: se la son fatta da soli con leggi
inique, con i nostri soldi. Altrimenti non c'è speranza. Massimo Fabbrini DOPO
ELEZIONI L'hanno fatta nel letto come Carletto... Scrivo a proposito di
"Quando lo fa la sinistra", stimolante commento del direttore sul
"Tirreno" di domenica, e in particolare della domanda finale. Secondo
me il fatto che l'Italia sarebbe in maggioranza conservatrice e di destra e,
aggiungo, capace di spostarsi occasionalmente un po' a sinistra in casi
d'emergenza, il tempo strettamente necessario a far mettere qualche puntello,
non indica tanto una causa quanto, direi, un effetto. La causa non sta tanto
nel com'è l'Italia o come sono gli italiani, ma nel perché gli italiani sono
come sono. Vogliamo escludere il Dna, che suppongo sia quello dell'intera razza
umana? Non sarebbe trascurabile - se vi è accordo tra sentimenti, posizioni e
interessi (per brevità ci limitiamo a quelli materiali) - valutare fatti tipo:
un governo concorre a determinare un colossale trasferimento di reddito dai
meno ai più abbienti; un altro, con due finanziarie, inizia ad invertire la
rotta, pur timidamente e fra tanti ostacoli. Fattore pesante è senz'altro tutto
quanto fa cultura, ma allora come la mettiamo con il vecchio luogo comune
dell'egemonia culturale della sinistra rilanciato dal cavaliere? I miei modesti
mezzi m'inducono a credere che la cultura di sinistra abbia preso in testa
quello che è stato definito "crollo del Muro di Berlino", mentre
doveva essere vissuto come una liberazione anche di energie mentali: la fine
dei regimi dei paesi dell'Est, confusa alquanto con la fine delle ragioni della
"liberazione dell'uomo dall'uomo", quando invece sono stati, anche
per queste idee, una grande tragedia. Ricreare, o creare, una cultura, prima
ancora che una politica, "che persegua l'utopia con il massimo di
realismo", è il seguito senza il quale una parte si consegna ai demiurghi,
un'altra si rifugia in analisi che sono come il rigore di Baggio, che "non
era fuori, era dentro il suo mondo interiore" e ne fa derivare una
politica alla Carletto che la fa "nel letto per fare un dispetto a mamma e
papà". Giuseppe Martinelli GOVERNO Se la destra ha i Ferrara e la Lega
Signor Papini siamo in democrazia, quella cosa che permette a tutti dire le
cose più diverse, a volte obbiettivamente assurde come le sue sul
"Tirreno" dell'8 maggio. Per quanto attiene alla sua affermazione
circa la destrosità dell'attuale governo, sue opinioni rispettabili ma
inesatte, se lei definisce di destra un partito come la Lega che D'Alema
etichettò come "costola della sinistra" o An, in via di scioglimento
e confluenza nel calderone indistinto del Ppe di centro, oppure Forza Italia
che ospita personaggi come Bondi, Ferrara, Guzzanti ed altri ex Pci, coagulo
degli ex partiti Dc, Psi, Pri, Psdi cioè il centro sinistra della prima Repubblica,
beh allora non ci sono dubbi, la realtà per lei è una e una sola, la sua!
Roberto Ferroni PROTAGONISTI Lo statista Craxi e la sua miopia Bettino Craxi,
il segretario che non ho mai amato quando era in sella, è stato l'ultimo grande
leader, come postmortem tutti oggi riconoscono, del Partito Socialista. Fu lui
che lo salvò dall'esaurimento e dalla morsa di Dc e Pci che stavano convergendo
a metà degli anni '70 verso il compromesso storico. Fu Craxi che da uomo di
governo riuscì a neutralizzare nei primi anni Ottanta la grave crisi del
terrorismo e della democrazia italiana, ricollocando il nostro Paese su un
piano di dignità Internazionale e favorendo una ripresa economica eccezionale
che condusse l'Italia al quinto posto tra i Paesi industrializzati. E fu ancora
Craxi a sfidare il Pci e ad imporre con forza l'esigenza di una riforma delle
istituzioni per garantire la governabilità di un Paese appesantito da procedure
arcaiche. Per questo si creò dei nemici tenaci, in ambienti che andavano ben
oltre l'ostilità manifesta e accanita dei comunisti. Tuttavia fu sempre Craxi a
non comprendere la caduta del Muro di Berlino e non seppe cogliere il tempo di
una svolta senza andare subito ad una resa dei conti elettorale con il Pci in
piena crisi. Graziano Puppichini.
( da "Corriere Alto Adige" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Corriere
dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-05-10 num: - pag:
2 categoria: REDAZIONALE La novità Presto una riunione per prendere una
decisione In pista anche i "grillini" I seguaci del comico:
"Stiamo valutando" BOLZANO - L'appello che segue
è comparso sul forum del meet up di Beppe Grillo tre giorni fa. "Ragazzi, il tempo stringe; le elezioni
provinciali sono a ottobre e, con l'estate di mezzo, è come se mancassero 2
mesi. Abbiamo bisogno di parlare con una vostra rappresentanza perché insieme
ad altri amici appartenenti a diverse liste civiche di entrambi i gruppi
linguistici sparse nella nostra provincia, vogliamo provare a mandare a
casa 'sta' gente. Abbiamo però bisogno di tutti ed in particolare di chi, come Grillo, voi e noi, crede che il cambiamento possa solo
partire dal basso. Uniamo le forze e proviamoci! ". E i
"grillini" locali hanno raccolto l'invito. Siamo lontani dalla
realizzazione di una lista, ma presto ci sarà un incontro
"esplorativo" per verificarne la fattibilità. "Presto ci vedremo
- spiega Mirco De Giuli, organizer del meet up dei "grillini" locali
- e inizieremo un confronto sulla fattibilità della proposta. Non c'è ancora
nuella di definito ". A parte il coinvolgimento delle liste civiche da
parte dei Verdi, attualmente il Sudtirolo "movimentista" non è
coinvolto in nessun progetto politico. Un 'eventuale lista potrebbe andare a
colmare questo spazio. "Sì, in effetti - spiega De Giuli - ci potrebbe
essere uno spazio di questo tipo. I nostri temi? Beh, su tutti l'inceneritore,
che è uno dei nostri cavalli di battaglia. Ma noi lavoriamo su diversi temi.
Ora ad L'appello nel forum "Vogliamo provare a mandare a casa questa
gente, ma per farlo dobbiamo unirci" esempio, assieme ai
"colleghi" trentini, stiamo cercando di portare avanti una proposta
di legge per vietare, se non in casi eccezionali, la somministrazione di
psicofarmaci ai bambini, una pratica sempre più diffusa a livello nazionale,
che deve assolutamente essere fermata". Che il messaggio lanciato nei due
V day sia stato raccolto anche in Alto Adige lo dimostra anche la raccolta di
firme effettuata a livello locale. "La raccolta di firme per il secondo
Vday che si è tenuto il 25 aprile è andata abbastanza bene. Ne abbiamo
totalizzate 500 per quasi tutti i quesiti referendari. Non sono moltissime, ma
per una città come Bolzano non è male, tenendo poi conto di una collocazione
forse non felicissima del banchetto di raccolta". Fa. Go.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Il popolo del Vaffa Day ed i milioni di Grillo Leggo sulla tribuna
del 27 aprile che i Grillini hanno raccolto più di 5.000 firme in occasione del
"Vaffa-day 2". Cosa diranno adesso i 5.000 firmatari, dopo aver visto
che il reddito di Beppe Grillo è di 4.272.591,00
euro?. Questo comico parla male e razzola ancora peggio! Alla faccia degli
allocchi. Un saluto Giancarlo Gentilini Treviso La destra vara il Governo la
sinistra a Treviso litiga Mentre la destra a Roma vara il nuovo governo, la
sinistra a Treviso si guarda allo specchio compatendosi o peggio, vedi il Sig.
Bottacin e i suoi seguaci, remando contro e lavorando,non per costruire, ma per
distruggere tutto quello di buono che il nuovo Partito Democratico ha portato.
Mi aspettavo che in questi giorni,dopo i fatti di Verona, invece delle solite
polemiche, ci fosse un'analisi sull'accaduto traslata alla nostra realtà
Trevisana. Mi aspettavo che si riflettesse e si facesse riflettere i
concittadini sul silenzio assordante del vicesindaco Gentilini sull'accaduto.
Del perché Lui, sempre pronto ad esternare, in questa occasione non avesse
trovato il tempo per commentare arrivando magari alla conclusione che forse il
suo silenzio fosse dovuto alla nazionalità dei vigliacchi aggressori di Verona,
purtroppo per lui Veneti. Mi sarei aspettato che qualcuno ricordasse ai
cittadini di Treviso che il loro vicesindaco Gentilini, quando entra allo
stadio, viene acclamato dagli ultràs nazisti e che lui li ricambia sorridente.
Ecco questo mi sarei aspettato, ed invece leggo di riunioni e di veti
incrociati che impediscono al nuovo partito di organizzarsi e cominciare a
lavorare sul territorio Credo che il Partito Democratico non abbia più bisogno
della demagogia dei vari Bottacin ma Bensì di lavorare per essere pronto a dare
risposte sui fatti, a fornire proposte alternative alla destra e soprattutto di
credere che "si può ancora fare". Aristide Leonarduzzi E-Mail Treviso
senza rondini nostalgia di una nonna Ho letto con piacere il bell'intervento di
Renzo Secco sulla diminuzione delle rondini lungo i canali e le rogge della
nostra città che annunciavano la primavera con il loro arrivo, con i loro
stridi, le loro rincorse nel cielo, le loro indaffarate nidificazioni sotto i
nostri ombrosi portici. Mi sono ritrovata in queste dolci nostalgie: io abitavo
in via S. Liberale e a maggio studiavo davanti alla finestra, dovevo preparare
le ultime interrogazioni e gli ultimi compiti della fine dell'anno scolastico,
ma lo sguardo si lasciava distrarre seguendo più volentieri le evoluzioni e i
garruli stridi delle rondini sulle cupole del Duomo. Ai concerti serali nel
chiostro del museo Bailo spesso era quasi più forte lo stridio delle rondini in
volo che salutavano il giorno che finiva della stessa musica degli strumenti o
la voce della soprano di turno. Da sei anni sono diventata nonna e ogni maggio,
prima col passeggino poi per mano, io ed Emma ci fermavamo lungo i portici di
via Manzoni ad osservare, naso all'insù, l'andirivieni delle mamme rondini che
imbeccavano i loro piccoli nei nidi, scorgevamo le prime testine pelate, i
primi tentativi di voletti e l'autonomia conquistata per lasciare posto ad
un'altra nidificazione. Purtroppo quest'anno non sarà più possibile rinnovare
questo atteso appuntamento: i lavoro di ristrutturazione di una banca hanno
blindato con punte di ferro e gabbie protettive ogni angolo del soffitto dove
erano posti i nidi di rondine. Dovrò inventare una scusa con la bambina; le
dirò che le mamme rondini hanno trovato un posto più bello per fare il nido,
magari hanno preferito le travi di una fattoria dove possono trovare più cibo e
più moscerini. Le andremo a salutare e daremo loro il benvenuto nella nuova
casa. Forse, se si temeva per la pulizia dei pavimenti del portico, o per le
giacchette dei clienti che entrano in banca, non si poteva sostituire a tutta
quella blindata bardatura delle semplici tavolette di legno, o in cartone,
poste sotto ai nidi? Con tutti i restauri, le ristrutturazioni, la mania del
"tutto netto", non ci rendiamo conto che ci perdiamo il meraviglioso
spettacolo che ciclicamente la natura ci offre? Raffaella Frattini Treviso
Nella festa dell'Esercito il futuro park Vittoria La festa celebrata
l'altroieri dall'Esercito è stata la metafora di ciò che potrebbe accadere fra
breve. E' stata l'allegoria, intendo, di quello che accadrebbe in Piazza della
Vittoria se l'amministrazione comunale decidesse di insistere nel folle
progetto del parcheggio sotterraneo che ha in animo di farvi. Cinque carri
pesanti dell'esercito hanno manovrato per due ore nello spazio altrimenti
destinato a pubblico parcheggio e hanno saturato l'area di insopportabile
rumore e di miasmi al CO2. Quello che si è verificato è stato, naturalmente, un
infinitesimo traslato di quello che accadrebbe se a transitare, sostare e
operare non fossero solo cinque carri per due ore, ma diecine di camion pesanti
impegnati tutto il giorno e tutti i giorni a fare i previsti tre piani
sotterranei dell'incredibile park. Chi è capace di meditare su tutto ciò dovrebbe
farlo ora, senza aspettare oltre a compiere un atto di civica, intelligente,
attiva partecipazione. I militari, da parte loro, dovranno meditare
sull'evenienza che in questa piazza non saranno più ospitati se non a piedi;
più o meno graditi, vista la totale assenza, nella circostanza, di spettatori,
se si eccettuano lo scrivente e qualche gradevole, nostalgica signora. Giuseppe
Lentini Treviso.
( da "Giornale.it, Il" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Riepiloghiamo:
i cinque ragazzi che hanno ucciso il povero non erano naziskin. Solo uno di
loro era legato ad ambienti di estrema destra, ma non aveva il cranio rasato,
né croci celtiche. I cinque si conoscevano appena. Come ha spiegato il
procuratore Papalia, le motivazioni non sono politiche: trattasi non di una
gang nazista, ma di cani sciolti, balordi di periferia che hanno ucciso Nicola,
reo di aver rifiutato una sigaretta, sotto gli effetti dell'alcol. Una storia
tragica di bullismo urbano e sociale. E ancora: quattro dei cinque non erano di
Verona, ma vivevano in in paesi limitrofi e men che meno appartenevano alle
famiglie bene (chi vuole saperne di più può leggere questo splendido pezzo di
Stefano Filippi). Eppure gran parte della stampa continua a parlare di naziskin
e quella di sinistra si ostina a descrivere Verona come una città che, oltre al
benessere, sviluppa pericolose pulsioni neonaziste: l'Unità, il Manifesto,
Liberazione sono scatenate, ma anche Repubblica non si ritrae, vedi il
reportage di ieri, intitolato "Verona, l'educazione di un
neonazista". E naturalmente il virus non riguarda solo il borgo scaligero,
ma tutto il nord-est (come testimonia questo titolo: teste rasate e antisemiti,
allarme nel nord est). Anno Zero di Santoro ovviamente non poteva starsene ai
margini. Ieri sera ho visto la serie di vignette di Vauro in chiusura di
trasmissione e sono rabbrividito: si scherzava su un omicidio. Era una sequenza
di disegni di pessimo gusto, che miravano ad alimentare la psicosi naziskin,
ritraendo una parte del Paese come cinicamente passiva di fronte a questa
minaccia. Umorismo zero. Disgusto tanto, ma per Vauro. Io dico: basta
criminalizzare il nord-est, basta con questa campagna diffamatoria che, nelle
tecniche mediatiche, richiama quelle (rosse) degli anni Settanta. Che
sgradevole sensazione. Scritto in Italia, giornalismo Commenti ( 27 ) " (3
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06May 08 Il Sessantotto ha ucciso il comunismo? E' la tesi di un famoso
intellettuale francese, André Glucksmann: il Maggio francese avrebbe posto le
basi per la fine del comunismo. Come spiega in un'intervista che mi ha
concesso, sebbene il movimento fosse marxista "la caratteristica del
Sessantotto in Francia fu di incoraggiare lo spirito libero, anticonformista,
antitotalitario" e questo portò "alla fine del mito delle rivoluzioni
operaie, comuniste e dunque di Marx, Lenin, Che Guevara". Secondo
Glucksmann "in altri Paesi, come l'Italia o la Germania, la militanza era
più ortodossa e, per certi gruppi, estrema", dunque l'evoluzione del
Sessantotto fu più lenta e difficile, questo spiegherebbe perché da noi si
sviluppò il terrorismo rosso mentre in Francia no. Glucksmann esalta la
globalizzazione e pensa che l'essere "senza radici" sia un bene per
gli occidentali perché li apre al mondo. Le sue tesi sono provocatorie: il
Sessantotto fu complessivamente positivo? Io penso (da anni) che il comunismo
sia caduto grazie alla superiorità del sistema liberale. E poi cosa resta del
movimento? Una generazione tendenzialmente egoista, arrivista e non più solidale,
come sostengono alcuni? Scritto in Italia, francia Commenti ( 38 ) " (2
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03May
( da "Prima Comunicazione" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Data: 10/05/2008
Fonte: Ansa Categoria: Televisione RAI: SANTORO, VEDO ERODERSI MARGINI DI
LIBERTA' POL:RAI 2008-05-10 14:26 RAI: SANTORO, VEDO ERODERSI MARGINI DI
LIBERTA' PESCARA (ANSA) - PESCARA, 10 MAG - "Fare una buona trasmissione
ora é sempre più difficile perché è il contesto che vede erodersi i margini di
libertà". Lo ha detto Michele Santoro intervenuto a Pescara per ricevere
il Premio Giornalistico intitolato ad Enzo Biagi. Per Santoro si tratta non
solo della libertà per coloro che lavorano in televisione, ma per tutti,
"perché - ha sostenuto se la televisione è meno libera anche il
giornalismo di carta stampata diventa meno libero. Noi - ha proseguito -
abbiamo al centro della scena un gigantesco conflitto di interessi, fino a
quando non sarà sanato, difficilmente potremo avere uno sviluppo adeguato della
nostra democrazia". Per Santoro quello che sta accadendo "é un
festival dell'ipocrisia". Il giornalista ha puntato il dito contro
l'Autority, che - a suo dire - "é un prolungamento dei partiti e non
"un sistema efficiente di controllo". Secondo Santoro
"l'Autority dovrebbe essere indipendente e non ci si dovrebbe difendere da
essa". Nel corso del suo intervento, l'ideatore e conduttore di Annozero è
tornato a criticare l' "editto bulgaro" con cui molti giornalisti tra
cui Biagi sono stati allontanati dalla Tv ed ha accusato il direttore
attualmente sospeso di Rai fiction Agostino Saccà, oltre che per le telefonate
con Berlusconi, anche "per la mancanza di trasparenza
e chiarezza con Biagi": "La gravità dell'editto bulgaro - ha
sottolineato - è che è avvenuto attraverso raccomandate ed accordi".
Infine, Santoro ha sostenuto che con i referendum di Beppe Grillo si metterà in moto "una locomotiva molto
interessante".(ANSA). Y1M-AND/IC S0A S41 QBXA.
( da "Emilianet" del 10-05-2008)
Argomenti: Grillo
Politica
e enti locali La Rita che verrà Incontro con la "non senatrice" Borsellino.
Da quindici anni è il simbolo della lotta alla mafia, ma non ce l'ha fatta a
essere eletta in Parlamento. Nonostante fosse capolista nella roccaforte
"rossa" emiliano-romagnola. In compenso al suo posto a rappresentare
gli italiani adesso ci sono Dell'Utri e Totò Cuffaro. Ciononostante la lotta
alla mafia va avanti, senza sosta e senza risentimenti © Emilianet/Comunicare
2008 REGGIO EMILIA (5 mag. 2008) Un lungo cammino di impegno tra la gente. Da
più di quindici anni, e cioè dalla morte del fratello Paolo, l'attività di Rita
Borsellino non conosce sosta. Un operare volto a costruire e a rafforzare una
coscienza antimafia non solo in Sicilia, ma anche in tutto il resto del Paese.
Due anni fa la sfida delle regionali, persa per trecento mila voti,
la consacra il candidato del centrosinistra più votato della storia della
Sicilia. Un risultato frutto della presenza di Rita tra la gente, e
di diverse esperienze, come la "Carovana Antimafia", portata
avanti insieme all'Arci, o le attività di "Libera" l'associazione
di Luigi Ciotti della quale Rita è stata vicepresidente. Alle scorse politiche
la Sinistra Arcobaleno prova a portarla in Senato assegnandole il primo posto
in lista in uno dei seggi storicamente più sicuri: l'Emilia-Romagna. Nemmeno le
tradizioni più "rosse" potranno però fare nulla contro la sconfitta
che segnerà la scomparsa della sinistra dal Parlamento. Emilianet ha incontrato
Rita Borsellino per una riflessione sul risultato delle urne e per sapere come
il suo cammino andrà avanti nei prossimi mesi. Iniziamo dalla disfatta
elettorale della sinistra. Si è trattato di un disastro a livello nazionale, se
lo aspettava così anche in Emilia-Romagna? No, sinceramente no. Credo che
nessuno si aspettasse un risultato di questo genere. Ha colto di sorpresa
sicuramente tutti quanti. Nel corso dei miei giorni di campagna elettorale in
Emilia-Romagna ho girato in lungo e in largo la regione, facendo tantissimi
incontri. Appuntamenti che sono stati tutti molto partecipati e seguiti con
grande attenzione. Ho sottolineato anche sulla stampa questa attenzione ai temi
della mafia riscontrata in Emilia-Romagna. Era importante che la mia
candidatura venisse accolta non come qualcosa di piovuto dall'alto, venuto da
lontano, ma come qualcosa in cui ci si potesse riconoscere. E la mafia è un
problema sentito in Emilia-Romagna, ho sentito la volontà da parte della gente
di capirlo e di avere un punto di riferimento e ho avvertito un senso di
partecipazione, al di là di quello che poi è stato il disastro nazionale del risultato
della sinistra. Credo che la mia candidatura abbia suscitato in
Emilia-Romagna una grande attenzione e questo è sicuramente un punto da cui
ripartire. A livello nazionale, alla fine dei conti, si potrebbe riassumere il
risultato elettorale con una constatazione: Totò Cuffaro ce l'ha fatta e tu
no... Sì, anche se credo che la mia non elezione sia da inserire all'interno
del risultato negativo di tutto il centro sinistra, non soltanto della Sinistra
Arcobaleno ma anche del partito Democratico, che ha avuto un risultato
sicuramente inferiore alle aspettative. Salvatore Cuffaro fa parte di un
contesto che potremmo definire locale. il fatto che l'Udc in Sicilia continui
ad essere un punto di riferimento con un personaggio come Cuffaro al suo
interno è una cosa che deve far riflettere profondamente. Così come deve essere
messo al centro di un'analisi approfondita il calo conosciuto in queste
elezioni dal centro sinistra e dalla sinistra in maniera più forte.
"Contro tutte le mafie, anche quelle del nord" era lo slogan della
tua campagna elettorale. Sinistra Arcobaleno a parte, in questa campagna
elettorale il tema della mafia non sembra avere avuto molto spazio, forse
avrebbe meritato una maggiore attenzione... Probabilmente sì. La Sinistra
Arcobaleno ha puntato molto su questo argomento. Personalmente, lo ripeto, ho
visto sia in Emilia-Romagna, sia in Lombardia dove ero pure capolista al
Senato, attorno a questo argomento un grande interesse, una grande attenzione.
Gli incontri sono stati molto partecipati, segno che esiste la volontà di
capire e che il problema è avvertito. Di certo in campagna elettorale si è
insistito di più sul problema della sicurezza, deviato però sul terreno della
presenza di altri, di persone sentite come altre, come diverse, e mi riferisco
ai Rom, agli extracomunitari. Il problema della sicurezza così inteso ha
sopraffatto la discussione sulle mafie, che pure invece io ho avvertito come
sentita. E ha veramente fuorviato l'elettore, che si è lasciato catturare da
degli slogan, perché, purtroppo, la discussione è stata affrontata proprio con
degli slogan. Per questo l'elettore ha "sbandato" al momento del
voto, influenzato da una parte dal discorso della sicurezza intesa come abbiamo
detto e dall'altra dal discorso del voto utile, che non ha comunque risparmiato
il partito Democratico da un esito deludente. Ormai
stanno diventando una moda i V-Day di Beppe Grillo. Cosa ne penserebbe di un V-Day contro le mafie? Vi
parteciparebbe? Non credo tanto a un V-Day. Credo che si debba parlare di mafia
e si debba affrontare la mafia tutti i giorni, non un giorno solo e poi tutto
il resto dell'anno fare altro. Giornate di questo tipo possono essere sì
un momento di riflessione, un momento di fermata, ma solo se provengono da
un'attività durata tutti gli altri 364 giorni dell'anno, altrimenti servono
poco. Dunque il tuo impegno, nonostante i risultati delle urne, non cambia, si
va avanti. Il mio impegno era grande prima della tornata elettorale, lo è
ancora di più dopo. Certo il risultato mi fa riflettere, ma, dopo tutto, se
guardo alla Sicilia, non è così deprimente come lo si potrebbe pensare. E' vero
che la Sinistra Arcobaleno non ce l'ha fatta neppure qui a raggiungere il 5 per
cento, ma si è raggiunto il 4,88. Molto vicini, quindi, alla soglia di sbarramento
e si è raddoppiato praticamente il risultato delle altre regioni italiane.
Tutto questo è avvenuto anche perché la lista Arcobaleno in Sicilia portava il
mio nome sul simbolo. Segno che il progetto di "Un'Altra Storia" e
dei "Cantieri per il programma" unito a quello della Sinistra
Arcobaleno ha funzionato. Il mio risultato personale, che in Sicilia è stato un
risultato più che lusinghiero, dimostra che la gente ha bisogno di punti di
riferimento e di progetti sul territorio che abbiano la caratteristica della
continuità. Cose che sono state riconosciute e premiate dall'elettore, anche se
poi per un soffio non si è arrivati alla soglia della rappresentanza. Grazie a
questi progetti, la Sicilia per poco non è stata l'unica regione in cui la Sinistra
Arcobaleno avrebbe potuto avere dei deputati. Due anni fa, però, le regionali
andarono meglio, anche se è vero che lo scenario era decisamente diverso. Due
anni fa ero candidata presidente. Ho ottenuto dodici, tredici punti in più di
quanti non ne ha avuti la candidatura di Anna Finocchiaro. Segno, ripeto, di
chi, radicato sul territorio, porta avanti un progetto. Il mio progetto va
avanti da quindici anni, così come "Un'Altra Storia" ha portato poi
alla mia candidatura, ha continuato a esistere sul territorio e continuerà a
esserci, diventando un punto di riferimento, non solo in Sicilia ma anche a
livello nazionale, per tutti coloro che nel centro sinistra si vorranno
riconoscere in un progetto radicato sul territorio. Sarà un'associazione
culturale ma anche politica, intesa proprio come luogo di elaborazione, di
partecipazione. Il fatto di non avere rappresentanti nelle istituzioni cosa
comporterà? Ci deve portare di nuovo tra la gente così come io, ripeto, l'ho
sempre fatto, è stato sempre questo il mio sistema. La mancanza di
rappresentanti eletti deve portare di nuovo i partiti tra la gente. Dico i
partiti, perché ciò di cui parlo è un progetto politico che fa riferimento ai
partiti ma che allo stesso tempo torna tra la gente, a parlare con la gente e a
lasciare che la gente parli. Andrea Bassi.